A qussto fascicolo è anness~ il supplemento dei Ruoll d 'anzianità del CoJPo sanitario mll/tsre (UIIIcls/1 metllci e cb/m/cl farmacisti in servizio attivo per· manente) 111 l zennsio 1923.
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Pubblicazione mensile
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GIORNALE MEDICINA MILITARE
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(Direzione centrale del servizio unitario militare) Giornale di medi.cina militare : 185I·I8&4 Giornale medico del Regiò Esercito e della Regia Marina : Giornale medico del Regio E sercito: t896·tQ07 '4
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.ANNO LXXI - 1923
Fascicolo l
SOMMARIO ~
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Agl i abbona.t ·
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· IC'UIIt'i . . . . . . . . • . . . . . . • • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Pctg.
MEMORIE ORIGINALI: Bllancioni. - Contributo clinic0 itl1'1 !-tndio dc-Ila. tuhl'!·l'olosi Lo11silllwc (con 4 tavole rnicrografkhe an ne:<.<:e ) .............................. ..
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA ............... . LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO l N GUERRA ........•....•....• fio CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E FARMACIA MILITARE.
ROMA -
Direzione ed ami!Jinistrazione Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
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Angelinl. - Sulla tlepuri\Zionc delle Acque p e r IC' trupp<' in C'ampagna Ciaprlnl. - Contributo c li nico -cn.><if.tico >t Ile rrat lm:c dci i.~ \'01ta. r rani ca. con. lesioni rnen.ingo-cncefa! i <'h(• ... .. .. .. . .... . .... ....... ........... .
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ROMA
Per le Inserzioni di pub/11/cilà rivolgersi DIR'ETTAMENTE n/l' Anuninfstrazione d ti Glomale di medi· cina militare - Palazzo del Minis tero della Guerra - Via XX Setiembre - Roma.
Per le nuove norme circa le pubblicazioni dci lavori vedi copertina (4a pagina).
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PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA
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" AQLI ABBONATI ED Al LETTORI.
t Il Giornale di medicina milita.re non .<:t!.prebbr ?Jùì df(J)Utmente in~.z ·t.m·e il '{]o a.11:no rli -Ytta retusta. es·istenzrt che col 1·iprodurre i n prima pagina i l bozzetto .drllo 8f'11ltol'l: Jl[i nerbi TJel' i l . mon·u·m,e·lllO che Sa?'(Ì Ì?la1tgm·ato prr,ssirnam(nle 1U'1l<t Seno/a lli ap7Jlicazione di 8(t?lità mil.itM'c a.l medico corluto ·i n (J1/l.r!_(t, a.U 'osc·m·o erof., dtr tra raffiche di morte riaccende la vita.. L <t flol:ei'08it-' ylorifi.f'azione ileUa q·u.adruplù·P. centnria ile-i no.~tri mm·ti 7Jer la P a.tt·ia, ed il 2° ( 'onfJi'CS!iO ·i ntm·na-.ziona.Tc di ·medicina e /<.t'l'mafia. militare, incletto in Roma pr·l nwvg·io venl?tro ,· di t11i q·uesto periodico, con onol"ifica ihsign.azione, è l'm·g<mo 'rtfficialc, r appresentano ·i· d'Ife am·cni·menti pùì~ importanti dcl1923 p er il Corpo :sanilltrio. ( Etl il Giorna.le d i m edicina militare, che fra f·ontùw e difficoltà tec??·icp e e fì.nanzia.r ie ,P·rof'edc sic11ro per ltt suo 'l1Ì fl, scnzfl, an,erti1·e il 7Jcso rl.( s·ua v ecchiaia, ne ~Jarà ·i l fedele inll!1'7)rete, sorretto clal co-nsenso e rla./la benero1enza dei suoi àbbon"t-i, elr e ,oon leg.i ttima sodclisjnzione 1;ed~ og·ni flli ?l,o ·accorr(."I'C più: nmnerosi, cornp1·esa 'tltW la1·yhi.~sima. 1'(t.pprese-ntau.;:;a rlr;gli 'ltjfi.ciali chimici farmMisti. ·~ l 1 - Giornale di lllMlic ina mililnu. -
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MEMORIE ORIGINALI
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(OftJRIBUTO [LIHI[O ALLO STO DIO DELLA TUBER[OLOSI TOftSILLIRE <1) JWI' il
prof. Guglielmo Bilancioni, mn~rginre m edi"''·
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E' da (·i rea 50 anni che la tubercolosi faringea è stata individuata in una forma clin ica parLi.c.olnre che si osser va specie nell'uomo, più che nella donna; ma fin da lppocritle era stata nolala e d escri LLa la tnbeJ'COlosi dell:l faringe, con i s intomi r cluli \·i: r aucedine, ukera.z10ne delle tonsille, diSJmea., emott isi e d olore alla goht. " I n morbis pulmonis valdé rubicundae sn.ngu.inis stillae, malae su n t. Cum r aucedi ne, spuLa v iscosa, s.tl.lsu1'i n<)S;\, ma.ln. Si vero etiam qtlid .attnl latur· juxla pectus, .in his malum t:)!. Dolor es ad collum his at.l.e-nuatis pe1·niciosi. R aw·edotmn l tt&::;i, eL alvo liquida, pus educiol... " · (Co(l(·or Prn P.not io Ju•.ç, seetio 11) . Pi ù tardi s i ri lront qnalcosa in ASC'lepiade, Celso, Anteo, Cel.io Aurel iano, Ezio. Nel sec·olo XlV , Valescus mise in mw::~gior luce la. raucedi ne sp~fìc.c1. d ei tisici, e nel sec.olo successivo Michele Savon.ar·ola OSSf'rYò una tumefa7.ione dell'eptig!ot.Lide appena visibile. oon os.<;ervazione diretta, abbassando fortemente la base d ella lin!!'ua. Nel se.colo xviu Marc-Antoine P etit definì la Ltthercolosi lari ngE-a (1766-1811 ) : " Lenta tol.ins corpor is consumplio, cu m voce rauea. clangosa, sibcli, diffioiliOl"Ì inspirat.ione, un aaD1nge continuo ISen~&U, calorisqu e corroshr.i , l11ssi a:cerba., srut.is pu n• l ~n.tis, el, 9f>Ì ri Lu foetido " . In questo lnngo periQdo s!..orir o, in relazione anche aJlle jncerte nozioni strl procp:;so tube rcolar·p in g-ener:llP, la. eventuale tubercolosi d elle t.omille veniva. confusa con quf'l!a del fanin~ge e d ella ll.lrin~c , chè nella m ag-g-io1· padf' dri ca~i C0l'::i,:;tono. ,' Virrhow n ella sua Patologia tff'i tmnmi con fessa di .non <i'·· • ' rl t. 1l\ alcun ca..so di Lnbcr<·olosi deHe ton~ille; e sc~n7.a nrg-a.!'e c.hf' J~"' ~ot a<:"' rf", pe:nsa. che m qursti m·gan i d P.hba <'~servi d i fronll' a lla. Cl"' l'·'' 'Il(' llb··rcola.rC\ l 111(L im?nll71iffÌ /()ra[l>, COme Ìl1 a.Jiri Yi è Una ( 1J'I,/; '' 1' 11 Il /} [oca / e (vo1. III , 162) . . 7- krler Jta d (•,;nilto Utla lu lwn·~losi l.on:Sill ure. 1ì11' ·' a una lOt'alizza:r.ione faringrn.. Comil e R nnvirr la v.idE>.ro specialmc11!.e sot.to forma miliare n Plla · tnb(m·olosi !!P.neml izZ<tla a rle.col'SO r apido. Ne~li Arrhi,,i di Virr lunv, Rl.J'ass.mann rliss'e dì aYPr h·ovat.o 71n.<: f1n.rnt f'm nellE> t.on~! ll r de! tubt>.t"<'.Oli f'he non si stn·ebbE»ro p0lu Li sosp('.tLarr in 7'ii•O. 'T'nft.a.via rg-li non ronoS<"r\·a alcnn fallo r.linico autentico di tu rbcrroln<;i t.onsillnrr i!'Ol<lla all'i nfuori di due suOti f'a.c:.i in cui la di«gnosi è ~tn.ta po!'ta dalla. ricerf'a i~l.olog-ic.n. : si t rattava d'infezionj srcon d a rie, poirhè i mnkll i erano afirlt i da ~ubnrcolosi polm()nare <tll'uHimo stadio.
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(1) Qnc>s:to l:n·nr·n. """1!11itn n~lln dilli!':~. otll·l'ino-lill'i~JJ!OÌilti1<'1l dP.Ua R . Un!v erISit.l\ di Rom:-r, dil'<'ttn clnl pmf. G. Ft>rr·pri. hn l'('J'Yito rome arJ:"onwnto tiJ llo'.<>i 1li
lnw·pa allo studente Gionwni R tJsso Frattasi.
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Per Strassmann - che h a studiato prèsso Couheim e W eigert p ensa .c.h e la tubercolosi delle tonsi•lle s ia più fl' equenle di quanto non 5i creda.; su 21 cada.veJ·i di tisici egli .la lravò 13 volt-e, ma soltanto in sogge t~i in cui la malattia durò lungo tempo. Nel f887 Lubl-inski ha itllustJ•ato due casi di tubet·oolooi dell.e tonsi'lrre, in c ui coesisteva la forma polmonare. L e statistiche dimo:;trano che su 100 ammalati con tubercolosi polmonare., 33 (cioè un terzo) presenta.no una qualche locaJjzzaziòne alla fa ri·ntge. La tubercolosi ins.ieme fari•ngea e lwrimgea r.a;ppresenta i1l 58 per cento. Si dis tinguono una forma ae.uta, ta1volta mili-are, secondo le osservazioni di Isambert, e una forma cronica, che è ·l a ,più oomune. La prima, mol to disc us5a un tem po, oggi non si può .più negare. l,a forma secondaTia compare n el corso dri tubercolosi del polmon.e . W eller ha esaminato le tonsi lle di 8697 individui e t rovò la tubercolosi nel 2,35 %; .le età estreme in cui la rinvenne furono i due e i oin· quantanove anni. Eg·li la vide molto frequente nei bambini di certi i stituti e nel personale osp.edali ero, spec ie femm~nil e . Tra le cond izioni prf:ldisponenti si nota particolarme nte l'eli~; l'affezione è frequente sopratutto tra i venti e i qum'dnt.a anni , occe7ionaile nel bambino o nel vecchio. Dalle statis.(,i,c he d i P.arrot, su 219 bambin-i tubercolotici, i ù avevano uker·azioni tonsilliar'!i . Heinze, su !1376 c.asi dì tuberco· !osi far ingea, non trovò che tre bambini. Discutib i·l e è l'inftuenz.a del sesso, akune sta:tistich e dimostrano la m a.,~rgior frequenza· ne hl'uomo che ne!Ja donna. L'id ea di T ussau (189!~) c-he la tubertolos i delle tonsil·le teovi dei fattori favorevoli nell'alcoolis mo e nel ta.bagismo non ha n conlorto dell'esperienza clinica. Due dottrine tenne'ro il campo per spi~>gare l'infezione bucii.Jare del fa.rin1gc e laringe; oo ognuna ronfo.rtal..:'l <la dati di fatto. La più antioa è C(Ul"l·la di LollliS, a<X:ellata d a Klt'bs e Fr~inkel, l.a quale snief!'a le J~·s ion! ·,·on il f.at.to elle s i fel'm a su•l·la m1reosa faringea l'escreato tube r·cola t·e proven!ente dai polmoni. Ha. in suo favore la con::.talazione che la maggior· l}tlrt(' delle lesjoni sono s u perficia•li . Una h•oria più recent(' ammette cne l' infezion e si faccia per mezw d~i Yasi sang1•~2'ni e Ì infatici , pei qu~'l!l! si depositerebbe,ro eolonie di germi sulla mnr.osa.. U n argomento in favore sarebbe H fatto che taholta la maggior par-te df.lla farinp-e è inva~a senza che si siano prodotte nlcera.ziotti. Si può a111·.he r ico td :: ,.e , ,in appogg-io di ryu esta patogr.nesi, l'e.c.per ien.za d i Hoger ed Her yng: inif·ll.ando neli1..1. ~iugt11l.are di un cane una cultura pura eli bacitll i tuherc.olari , trovarono in fa ringe una ulccrazione profonda con numerosi ba.cHli. Tn tale quest.ione non bi!:-ogna f'sseì'e f'S<'Insi0.sl i , -pt>!·chè in p:-.atica s i 1 • ~->c>r,,ano casi nei quali J'i n.fezione si fa talvol!a cla ll a superficie, t nl'altra dal profondo. I. Tnb ercolosi wimitina. - Netgala. da prima, si è poi ammessa, :;ebbene mollo rara (Barstow, Ca1~pen l cr , Jiofmann, h'ens, Joh nson, Lord, Philp Mit chell , P Eudf'r e F isc.h er, R amirez Santalo, Eacaze , Sobernheim e Blitz, W emer, Zwi!.lin~er ) . · ·
I'O.VJ'HIBL:TO ( ' 1,1.\ l l 'O .11 . 1.11 '>'l'L Il i(.' m . l. l, l TL' IH.Hl:UJ.to;,J 1U.\»lJ..L\IU.
~i p0Ln.:IJbt~ ro qui ripetere lulLe ·te discus:;ioul ed <.ll'g\Jmen~azioni r el'ull:} per la di!Jat.luta. Ll~u.:slione ddla esistenza o meno dt una tu b ercolosi lari ugea vr! mi Li v a. l:--<Hn berl e lla il cu:;u di una b<unbimt di ~,;il'l.:a 5 i.l lllli..la quale prc::;cnLa va d e !Il;! u ket·.tziuni lu btorcula ri del! a funngc se11za ~;h e coesisle.s:>-è rdc.u n ::egt1u a car!co delle ,.,u :w ree Jlt'Opt·ia tllenle d t>tLe . i'\d i8~l~ Tuh~mon os::>tln·ò litta do11nu di :W illliJi :'OI'ft•renlu di d1:;fagiu. Jelle carallerisliclle. Je!:iiOili ulteruse da B. di Kncll sul palal0, s~· nw.. <dc una luca! idazio11e e ,·idt:nle a vorieo della laringe e dei polmoni . Ad <>g'IJ i nwdu ;;i itJlranrid e la pos:>il.Jililit ùi uua Lubercolosi primi Uva ddle Lons ille dalle e:;vericnzL· di Buumgarl~n, dte Ila lru\'alo Jlelle Lou:o-iHe di <lltÌll!itl i, elle cra tl(J !:ilali a.d ;nle nutriti di sost<.t nzt: i rJquinale di lubt• rcolu~i. delle ulrere llJbercol<u·i rkt.:lll.! ili bacilli. Anche !Jer Cil;Lu\'t<t.ll, Orll1 , Cudeo.tc, l<t Lubl)rt:olusi ùolle l.unsille puù t•:.,:;ere di urigiw: aliliM'IIIare, puirlJè fa.ceudo mgerire a d egli animali dello; so:>l<ul:c~ luhcn:olose·, hanno pure !H'OYOCa.lo delle lesi<mi s p ec ifiche del faringe e ciel le Lou::-ille t:I)JJ o se uza ùt•:;inne d ei ga.ngli cer\'itali . Il latte e i SIIOi prodotti inqttiJtali dt'IJ lJUllO él'girè C:LIIo stes~ modo ('vViJJLer ) . 1-kss : I!XJ~ . <Lil't~same ti! <tl<;une tonsille e.::~: i ;;sa ha. l.rontlo un ba·· illo del lipo dd la LubP r •·olusi !Jo,·ina. Si può awhe <1.\'è.l'C IJC J' re:'pirazione di poh·cre baci !ti fera, ch e ]ll'V \'ÒUI. l'infezioue dell es.<;ulo li nfoi rle del furin g·e, pelt"lrando uelle tonsille palati ne. sia tlirPLL<.tnH~ lllè p er re::;pira~ione oral e (c-iò r:h€! a<:-~.:.ade ~general m ente n ci bambini ) , sia_per la r espirazione nasale, che de.posil<l i budlJ.i,
sulla lon~i l la fariugea, molto più \"UineraiJile, per\.'ilè non è ddersa dal liqtt.idi boecali (sali ,·a, ci !Ji ) e nelle nunrerose cripte i ge rllli po:-;::;ono arn~~LtLrsi e moltiplit<tr:;i. Qu Pi rm·i casi, n ei quttli unicamente e ~O] (tmeute le t.on.-; ill e ('l)l ll PngT•liO tubercol,i, e in t:U i pr-obabilnH.>-nte ile tonsille Sl·rvirono rli pnrlu. d·ingrv~::o ai ])<tt·llli• tuiJercolal·i (Baup, E:;cnmel, Gotl s tciu, Ha bll:d, Kopli l<, ~i l\'ltn ) , pOS:30IIO · e:5,;f' r(· !". \'t~ latì da.lla. <111Lopsia finrhè i polrnoui nun cont<·ntwno fl}t'olaì, dol!de i h<willi lubcrcola.ri giungm10
m· Ilo splllo. SP h· slali=-tiche rift!!llono in pn•vah::nza r<tda,·era di bmnbi n i, si (llt.il'lle I'ÌI'l'·<t. il t. per cento eli tali c.ctsi. An;lan descri,;:~e nn ca.so dì pmbaJJile luben:olosi pri miliva. d elle tonsille Jle r COitl<tgio dirello daii<L rnHgli(• soffet·t~nle di 1isi polmonare . P oichè ne.lla lulwrc-<.•losi <llimcntare dci con ig li da p r ima divengono lttbi::'JTOlnse lP lgJandoll\ llli\='Ct·llal·i e d!•·l colLio, qt~indi •le bmnc hia.li e i polrnoni, lllcnlre l'ìtttrsLiJH> riman e di solito im m11ne, si può g iu nger e a concltlsioni ert'()rle~· cin·.c1 la frequPnza dell<t. lttbl•rcolosi dn. n.t ìment.i nt~i buoi, se si ~·on:;iderano conw infelli per. f.a Je via solo quelli uei quali s·i r isconlra rID est lns i vamenlE' t tl•r,c re i nlP:;li n n l i O•PJHtre fti a ndo k nH~Sf' n le t• i_ e lle c.aseificale. !\elle E'~p~· ri cnzc dclln. tubercolosi d'ot·ig·ine alimentw·(• nt-~L.i
aninHdi può aHeni r e, c.he un con'>irlen•,·n.k rnrmero di C<t5.i di l,u-
hen·olosi t·om p li\'ala eia lt>-.;ioui polmonari provl-'n~·" d <L fJU("Slo niodo d i in f vzion<>, ~\·bbPII<· c·iò nun ~in. dilllO&LJ·aJ~ilP annlmnic.arTH~nl(\. Dalla tonsilla farinp:Pa i lp:ermi yengono kas pod~tli o rlaJle st>cn·zir-.r1i mn1·nst• , sçp:urn.ctone In cc,rn•nte, oppure J){;'l' ]t' numerose vie linfnlicl! 1' c()Sì <'llò lt- tonsille palalitH! ne se'riO contaminale. Questi 01·garri linfoir.li
~'O:>iTnlll U'I'O CI.IXlCO .H.J.ù :,TUH U llt:I.J..\ Tl'llt:IU; OI.OiH
'J'I):'\<iti.C!IH;
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hanno un rivesLimenLo evilel.iu.l e labile; che faci lmente presenta delle sulozioni di continuit-it. Le -infe~ioni miste, oosi frequenli nella faringe>, d ebborto .a vere p ure un còmpito oilnp or·tante nella pene~raziou e del germe, ed è probahil·e r he in quesli sog-gett i lt; pous.~ ùs frequP nti d i l{)nsillile e di iaringite :1-cuta. siauo !'ilwliz,iv di una nuova invas ione Lu bercoliu·e, prit rhe espressione. di mru reazione luber cola.r e. Koplik osser-vò due casi nei quali l'inJe.-:ion e Lubercolare avlwa !>l'e::o J~ mos-;;e '{:)]wlle 'toflsille. li ÌJnrno in un bambino di n<Jve mesi con t.onsillrle : ess"O presentò un\dn:r<l't.ione superficiale su di una L-onsilla, a::>}.Hwtat;t la qual<:: si ebbe i ngr·o:;::;<.unenil-<> ùei rgangli ùcl co l l-o, già pwecede11len1L~ illo ! ingorgati. L'esame islologico deJie lonsillc mostrò i bacilli d·i K o<:IJ . l JlOImon i apparenlemen.te sa.ni non tih~,·a.rono null<.t, m a dopo qualche :::elli111o<U1<.L si notò lilla infìllra.zione d el lobo i nferiore polrnouare di ~i 11i :;Gra ~ si Pbbe la morte. Il :;ewnd o caso rilguardant W\ ba·nl'IJino c-he, d opo morbi Ilo, ebbe gonfiore e dolore dei gangl i del (;O Ilo , e m od per mcn i ngi le . :\ l r eJH:H'l-o necJ'O· :'1·npiCQ le t.ousill e, <.ttrio dell' infez·iorie morlale, p r esentavano dQJ1e lesioni luben:n l ar·i . K oplik notò a tal pro-posito rhe la l-uhen.:olosi delle Lo11:-: i!L: l!UÒ manifeslaJ'Si ron d ci tnberroli, oppure .ron del le ult:crazioni; e.s;;.rt. può 1goner-UJ!izz;u·;;i a lulto l'organi'Slllo e e-on u r~Ji lu ,·e r·<>simiglianw le ~i . debbono allr·ibuire Il' adeniti cCt'\'icali. Lo ste:;so aulur e ha o::;sen·alo d1e la Lul>t•rcolos i d L1l peritoneo c.omv ìi ~ ca s!)eS3u q uPlla cll'l~e tonsi lle. Suko·lli ln Ho hu. e:-nminalo le ton::;!lle di l<;t, cudu ,·e ri, l'd lw l rO\' rtl~t (·inqut> \.'aSi di trrben·olosi ·ec<ìmlaria e ,·ari o·n$i di lulwn·,,,l<>:3i prilnilir:t. Ha O:'-:ser vaLo 110i dul' c~t=-i di l ttb(ln·oln,;i pt·imili\'a delle tonsille, ,·,)n:'i:"lì:nli uni~·amrnl c in : tl lt'l'II Zi~Hli rn i <·J'<hropiciJP (lubrr('(J /i çtl/i to n l ,- >110ll!re l.a snperfki e clelle ~~mi~'Cinle e ra., a un es<llll~ f('ro~.:;.n l ano , i! ll~tlla. D a 1111esle n:-se r·v;~zioni si p u ò supporre ch e la luhc·r colosi [>l'irnrlint rl t>lle lollsiHr f> molto ra ra, ma spp;:;;;;o, pu r e~is lt>nllo, pa~si ÌIJI>-SSE'l'Yala . . K ing:-;i,H·d ha C'Suminalo le lOJISiliP asporl,ille <tll'iurlo!)sia di 1'7 barn bini do q11atlm JTI(·~; d i c·tio a r.IO\'<' anni. In 7 ,·a:::i ,-i·d<• al Jllicro::copro dl:'llr• h'-;ioni Luhf'r,·olrt ri (ce l l111l1:' giganti ), in due sc•ll.anto Ll·o,·ò i hao·iHi di !(od1. l n Hn l'fl~O l'infez ione si do ,·,•nl fWII s;u·e fo;;se JWinlilin.; in 5 <·a;:i <l\'\'<!1\llla Jlt~r Yi a S'tllgll ig-na, i n uno dal pas::::1',::gi1) di "'JIIIli infelt i. II. TI(IJI'rr·rJ/(Jsi s ;•ct,tularit( Ac·canto alla {.ubr r·,·c)lu:-.i lonsillarc ini ?.iilk. si i' \'ed uta, in tllli~ JWl're;lLun.Jp d·i casi piutl.osLo d't~\·at.a, ln lllbl'I'I'U1•.-;:i m:ìcroscopk.a delle \()n,.i l le Mi ti ::.ie i, i'OJwali.dL0 in qw•l li <' llt> hmnw dr>i !!'angli al {'Olio. i\-l<>IU <U•ttwi IH<nllo g-i uclicalo trallars i di 11n~t tJJll\'rrolo~i •·orJs((•nLi nt alla ltrbPr.·olosi pnlmon.a r f' e c he si stabilisca pPr· il tr;jmill' c:IE'Il'r<:crf'ato. E,ol'n n1~>1. esamina.nd0 h-lon~il1r pnlal i nr. ·dì 25 li:::iri, llll tnJ\';;Io 111 :2L ('•ISi una l t:bP.tro105i cl;•llr tnrr::ille, eonl'c• rm~ta clall'c ...:amr haltNiologicn, P rn 3 0asi dei lu b e r·co~ i ir' ,·ia di p;rHt o ·ig·inne . l n q tlt,::<ti :? l <-asi pn~ili,· i. 111' erano 2o con LJJbet-co-~osi !!amdio•nar E " I> nnlmo rr<tn' : :::.n 14 t:-<1-'-i eli 111h(•ro·olosi inlesti n.alc lulti rno;:.tl'n\·,wn del1r ll•sioni ltilw rc-ola r i dPll l' ton~ille. M<H·r·o~opi>Cu nwnlc non " ii o~spr·vaya nul la d·i cn r alkri;:licn: 13 Ynl tr. iP lou<:i Ile· PttreY.arJo normal i , R vollP pn•·o nlll'ralP, mai Psi:::LP,·ano d1·1I P
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CU.'\'I'Illlll,;TO CLI.'\ l()() .\1. 1.0 S'ITLllO Uf:J.I.\ Tt:JJEI:l'OI.!t:- 1 TU.'\SJJ . l...\11~.
ukeruz.iunì . 111 11 sogge~li JLOil Lub~t·oolosi non vi e ra al eu na lesione Luber· colare delle Lort:>i'ile , ma si sono Lrova~i 2 vol·Le dei bacilli di Koch nel oonlenulo delle cri pl,e. am.igdalit:he. L'esame microSCO.!JÌ'tO sembra d'et:~cm·t- .[.Jer u11a in1'ezioue es<..J.gr::na delle tonsille: dè~i lor o fo t.:ol ai Lul.>erwlari l'urfezioue può, a ;:,ua volLa, I'Wggiungere il lunenle ci r eolalorio s.<.tuguigoo e linfalico. L'ugola fu selllpt·e trorala i·m:muue: rara.nH.-•nl~ si sono lrova l.i ùei bacilli di Kocll Jt ~lle pkghe epikliuli .dd \'elo valu-tino, .::t•nza ~.: Il e \'i al.JU.iauu JH'O\'OC:alo d'!lll:! lesioni g- 1~o lane. R Hi•nm<wn, esanlJiiti.LIIdo le douue e fall ci ullc ddgt!uLi in un su.nulot·io, ha vedulo che quelle i cu i svuti contenevano d ei bacil li di Koeh pre::;euwvano dei tuher·coli nelle lo11sille; d 'allro <:.anto uel 6% dei casi la lubertolo:>i dt>lle ton:-; i Il e e::.i:;levn senza. (·!le ,..i fu::;::;e an:C:'nno aù espe~lor;Llo, 1·d in un t·a:;o, dvpo l'abla:t.iOnf' delle. lnnsille lubl'rco:osl!, R einm;um non vide aiTalLo ::;v.iluppu.rsi d t>i luben.:o,Li ~ul m oncone. Drnocltowski ])(t trovato cosl<.tnti delle altoru.zioni del1le tonsille, nei Luber!'olo:;i polmor-.ar·i <1\'Hil'l.all, e anche qnn 11do non vi t!rnno l esion i ma· croscopiçhe {15 volLe su 15 au Lol JSie di tisici); OOH la stessa frequ enza circa ID l<Lii ca.::;i esistevauo tm re delle ·lesioni Lubet\:ola.ri dei folJi<:oli linfatici d el,la base d ella lingua. · QuosLa infezione a\'\' ielle }Jer via bocc<.de, pur· il tnunite degli sputi, poi c Il è le ~esion i ton si lla.r·i ·mane.a.no nei casi di tubercolosi e.:drapolmonare, ad. e::; . genitale. L'na volta ferrn at.i nelle 01·i.plc ;.un i•gda.lidle, i baci.Jli JYl'O\'OC<WlO •d elle les ion i da p rima superfìci <LI'i , po.i st'mpre più pro· ìonde: h) prime i ntt re~ano l'epitel io e ia LessuLc soLLostu.nte, li}'St'<:onde il tessuto l-Iniu.lico e i suoi fol li coll in forma'di Lube r-coli. Jn un p e.rìod o ulteriore i Luber·eoli appaiono tra i follicoli, n el LessuLo com1ettivo, lungo i Yasi ~ inJa.Li c.i ch e. immettono nei gm1gli del collo . Le lesion.i lube reolari term inano in generale con l'ukerazione : que;-,la non èsupe rfìci;l'le, m~1. avviene piuttosto nel lume delle cr ipte lonsilla.ri ~~ lJl'Oduce ta:lora <.Ielle cnveme entro iR parenchima d ella tonsilla. Secondo 11obei'ISOn, l'infeziO'Jl€ si ini:t.ia. dal fondo delle cripte Lonsill<J.ri, ove si L•·ovu 1In l.a;:[(, di fi'C:q1H:' nk d ei òl-'triLi clu• l'islag·n.ano, di asprllo cn~eoso . Di qui l'infezione raggiunge g li ammassi linfoidi e i tga.ngl i linfatici. ma. non p.as~a da un a cri p la alil 'alt.ra. Le ·cripte ch e sboccano n eH a fossetta sopmlonsillare sono quelle in cui l'infezione appare il più spesso i ni~ial
mentc. B andclier P. Gl'awifz hanno mosl r~tlo che la ·J)er<'enlu.al e dei casi di tubercolosi del·le lonsilir mtm enta in proporzione direLla della crua.ntità di espettoralo. l! fatto della ra.riUt della L1rbercolo:;i ulcerosttdclle tonsi l'le nPi bambini ~t1bcrco l O':ti c.he, <'OmE' si sa, non Pspe!Lorano a;l di solt.ode.i 7 a n n i , depone i-n favore della doLlr·i na d ell'i n fez ione de Ha faringe per opera d Pgl i sputi bntillifcri. Tilli, iniettando nei polmoni d i can i e di conigli delle cuftlure pure d i baril<li di 1\oC" h, ha veduto in 6 espc>1·ienzt> delle alLcraz.ioni istologiche, 2 Yolte ne-lla lon;.;i l·la pnlatina, 2 YOlll' su lla glandola d~ Santorini-Lusckha, 1111a mlt..a. ~1 1 1la tonsilla li;11f"ualc: ll'ovò d egli st.ars:i bac illi nei tagli mier osropici; e!'.si nor1 rlHJ.nrano mai l]tla.ndo esisLa no d eltl e lPsioni spec.ifì-
CO.I\'l'RIBUTO CLI.:'HCO ,\LI.O S'l't; OHI lll:LL•.I 'l' UI)t:R\.'OtOSl 'l'OSS I tL.IJn:
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che. Ne concluse che la tubercolosi polmonare è sovente accompagnata. da tubercolosi dell'anello di Waldeyer, ma nou sempre tipica dal punto· di v.ist.a istologico. Egli pensa ohe ·la tonsiUa faringea sia quella che è u1 m:,.a più facllmf:nte. L'i·noculazione nella cavia riuscì sempre positiva. La iuberrolizzaziohe secondaria delle tonsi.lle può anché avvenire per 11 tram ite qella via sa·nguigtw: oorne accade, ad esempio, nella tubercolosi miliare acuta ·delle t.onsille e della fa.t·j Hge. Un'altra via infine è quella linfatica, se s i ammet.tc in alcune ci.rc()~tanze il reftusso' verso ·la tonsi•ltla persino della li<nfa dei gangli trachea-
bronchiali i'Tlfetti daBa tuben·olooi polmona·re . E' ben vero che la più consueta è la via i n:versa, p.oi ~hè la tonsilla si infetta di tubercolosi d aH'esterno, dato che Je sue c ripte offl'ono un ni.do siC'lltO al pullularè d ei germi palogeni. Dall e cri-ptè il bacillo di K och raggiun_ge il tessuto adenO'ide proptiamflnLe d etto,' e quindi i lg·angli linfalici. Swchastny, pr·esso Corni l , viù e che sovente i f<X:Ol<ti tubervola:ri si lrovano s.pecia.Jmen:te llll la. peri·feria , nei seni li nfativi d eg.l i orli, in tonsille ehe appaiono più o meno ipert.rofkhe, talora della gr·.andezr..a di una prugna, a superficie i1•regola.re e nodosa. Così du'Tlque, sia in modo primitivo o second arjo, LuUi gl i ammassi linfal.ici che compongono l'anello di Waldeye r possono veni,r(} invasi: in gene1•aJe si può d'ire ello ·la torma ulcerosa pt·Bdomirti nelle tonsiHe prula.l ine, m entre la. forma i71ertro{ìca si ha più specialmente nella terza tonsilla, in guisa da dar·!:! urw sindrome analog~ a qu<;Jla dalle comu~1i vegetazioni adenoidi. Dobbiamo ·r·iflelter e l'Ile la forma di. tulwrcolosi lrttcutc delle wnsi'l'hl l•<dn.line. (della quale s.i sono .occupati .J<:~nke.leviLsh, Lachmann, Pluder è Fischet, Rèlhi, Rosen stein , Sobe rnheim1 e Blitz, Walsham, T y ri 0) non rli rado è dissimulala i n una Semplice ,j pertl'Ofìa O i'!Jel'pl a~ia deJ:le ID1i(lSSC li nfatid1e cuni.gdalidl e (B,·ieger , M.a~sif'r, Piff,l, Ul'fenorcle, Zwillinger-}. A qu este subdole locnJ=zzazioni primitive del grrme lllberc.olare se ne associ.ano 11on .rfi rado alli-P :1 earieo d rlle glandole li·nfatic-he suveriori e !H'ofond€' del eollo (Ca1·mil'hael, Forbes, lvens, Kri.icl.;mann , Mathews, 'lilclwll , Suchannek) , alle quali poLn\ poi ~eguire, in una tappa ulleTiot·e, l'infe:Mnne dei polmoni e delle g landole j,lati. i Se noi e ntra~:iirno nPila in1eres.sante questione dei rtt7J1JOrti fra rube,.. ~'~>losi e ?·egt•to-:.ioui adcno-irli d nv iert:\mn:!O dai çòmpito c.he ci siamo prefì;:;si, di illustrar·e e l'On1'111C'IIlare sobriamente i cas i cl ini ci di LuLercolosi rlelle tonsille da noi segu iti. ~1a, d'altro canto, non possiamo non accenllare ad akuni faLLi i1111pn!"l..anLi in ot·dine 81lla. ,infezione deHa terza ton'::i lla. LE.>rmoyez di e.rl~ la JWima o:.sr.rvazione di vegetazioni adenoidi tuht>rt'olar·i. Dì poi Di NJlafn.v, ampli.ando la questione <'011 il suo intuitocliuiço, ha posto k . bas i di una concezione •generale dcHa tubercolosi larvata ''r·llr tre tonsille. Gli studi batt.eriologiei hanno dimostr-af,o 8 volte su 30 n elle cripl e ami'!'rlalichl' eJ n pie.no tessuto tonsilhu·edei bacilili" di Kod1. Oli esami ist.ologici .rivelaiJ'lo che 8 vot.te su 30 le V<w:€\la7.ioni a<lenoi<i i ''I)Jile>ngono del tE's~ulo tube:·colare (Mome e B1-inde.l). Di eulafoy, inocu lando a iOO cav i P la parte centrale di vegetazioni a<lenoidi appena usnorta-
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C'O:\"TIIItH.:'rO C I.I:\I L~) .\I',J,() >;1T IJII> [)~; 1.1.1 Tl'B~:Ic<'OLtl:-1 To:-;,;:1 Ll..~nt:
.te .da bambini che non !)resenlavano alcun segno di tuber colosi e affetti o · meno di adenopalie c:erYit:-<d•i , ebbe un \.·erto numero di ri su l tati posi t ivi : i l 12 ~~ dellE' eaviè ino..:u1al e co11 frélilnttncnti di lonsiHe e il 20% di (Jllel·le inontlate r·on ft·amm;el)ti di Vllg"P.làzioni adenoi d i sono r €'.Statc- inft>llr, dopn ave1· rwesent.ato, alcune settimane d opi1, un'ukera [.ubl' l\.:oìare nel punto di inocudazione. Di eulafo~: cond ttSE' ~ h e ·l'•r>CJ'lrofìa d€' !l t> tonsillP palati n·r P fari JJ,!!ea . ('he d i sol.i l o si considera qu:tl o ~tl ·l'ibt1Lo del lf'm pt • r alll~'nlo linfati•·o, è in r ealtà si nto'mulicod e ll ~L tnben·oJosi wl primo slarlio. Si tJ·alla di hambin 1 Ji nfalici, pred isposti per ~~ redil~t, t·on tonsi lle a.tTLJ)le profoncl€', n(;'] le quali iJ bac.ill o lubei'COi<li'E', Ì I11!111 CSSO C:O II p;lj alim en ti E' forSE' piil srp:::;o ]lE'I' ]t• vie d el respi1·o, tr OY<.L u n [.(' rTel1ù fav ol'è\'Ol f'. P er oppnr·si all'ill\':tsionP ,Il 1e::;:;u(.() linfoidP si iperl rofìz.za, P tale ipEr-tr·ofì a porl,rl 1'011 st· la. ~i nt nmal\1lùzi ;t C'1!as.:;ica dell;L iperlrofì.a to,~s i llarP o dcll r VP~l'lilzi oni HÒPIIOiifli. L'infi'zionf' pllÒ Pl'()~r(•dire sÌ nO HÌ g<tlli!IÌ d el rnlJo l' .I'H!.tJ!Ìlllli!t'l'\' in una r:t:-l' ull f' r· i n re l'a p J)tll'f'CC Il i o p o!m o 11.:m:'. · E' a.nr·he i mpol'lanle nnl.areconw rlltn <li rnrlo ;.;i ~,<o:-;~> n·irro \'l'gylazioni aclt>no i di ni bambini na.li d a g0ni tnri luhercolnsi. Si w~rgono :uwhP co~~ :::istcrP l0 \'0gelazi(lni a.rlPnni rl i ron d f' llP m<uri feslazioni tulJpr·,·ol;tri in allri memhr·i clt;.tla slP::.:::a fami~lin: ~,j po:"Snr to n·dt>t'P dtlt' so rrllt' a\·en> · ì'nna l€' vef!'P.I.nzion i nclf'noid.i, l'<tltra un lu,ms d t·l 11a:;.<J. Com(' Ril nn· ·inui ,·ìdC' nna tnhC'rco!osi !11l'ìll!!:t'a fami'li·arrJ. rnsi può r,,;:-:1·n·;nsi una atHdog·a fnrma fari n~r:·l'il: Bél.a Schi ck lla !WPS<·rrl.ato alla Socicl;\ !\TE'dica f' PPcli<ltrit·:\, <h Yif'nna ( IG t;in ~rno lflO!t) 1111 fam'ililln rli. 13 ':11m i. eol!lilo da 111hrrrolnsi d r ìla f~ni rr !!r, !a C'l! 'lìl'(1:1a Pr<r Jllll'l' <IITt~ ll a· da tulH·J·t·nl•ò:"·i d•' lh fnrin.!:!'l' e d l>)le trmsille . F01DJE ('LT:'\TC"IJE.
Tulu·rrfii! O<ii n cutn drllf' t nnsi1lr·. - E' un •·aM pnrlit-nlarP rl<·lln 111ht'rrnfo. i "'ilinr,• fll'ltftt tf,·flfl r,lifn, (]t>,;!' rill.a ri<t l~nmlwl'l . in C'! li ln p;t· l't> l ~ po:;tPrinr·r ('h lln fnrin;n·, i l \'\•lo, i !ì11ni pilnslri. lP l.on~iil (• c• l1rlorn.
ln lnri ll.!rC' :::.i r icoprono eli prml llzioni i1 11lr·n ·nl.;tri. Tn <\l r·nni rn;:;i hl lnr<tl i7.zazinnC' è pil1 limi l nln f' lP k;:inrr i pn·rlnrni11ano ;;nl l r lnn<: ille o :::n una :::ollan to di c:;:::e. I n l'i 1J10 ad alcuni ::·inr ni, IC' !!r nJJtdazinni ~i t'nn dono. P<:<:e dAnnn hto~·o ron la lorn f usionr a df'llr n) t'f' r·a:~.ioni irt'P,!?'Oiari . k::l(ll ':\1{'. l'i<'O!l€'1'1 \• di 11110 strnt o tTt 'lll"l~n . talrw t da trn;t ;;ppl' if' rli VPl'nÌ('P t"nacP. ~i ha YiOI C'n ln rli ::.fn.!!·ia, r0n irrnc'liazioni \' Pr<:n l'Mf'<'rl tio. ~,ali',·n zi onr nbhnn rl nntr. T,o· <:fato fil nPralr dPncl ..-. la l<·n1tH-·r;1lnr:l ' Jll'€'>'"rtla rl eliC' r·rasp~ctH~ o;;(·illazioni qtl~lidianP. ~i lln ln. mori P in Cù · ··hf'""ia n('l lo spnzio di por lw s0Uim anr (lf ti!XOl, Kiof'r). J llflt •rr·rJ.1fJS { 11/ (' 1'(1/W/ I'TOJ!Ì(:rt. - i';' è In fp,J'!J1 :1 dl\' cJj ,:ofi(n Si OS:'I' l'' ' il nl'i lnhrrrolo<:i !)0lrnonari . E' inrli~f·11!illih· ch e il bacillo di T\o(· h è por lato rl nl1,1 ~:t!ivn e inff'[ln l P cr·iple nrnigdnl!c h f'. I n rn:;i mollo piìr l'ari l'inff'zinnf' drlla lnn:;illn È' primi l ivn P ;n·virn!." prw >!l i alim<>nfi r l'nria in"PÌI'nln e in ;::Prnn clo lrmpo " i <iifforxl c H.i !X:tll'.srli . L'!·!':lmP oh idlin) in qtJt•:;li rn"i mo;l r a rli ronSIIPto dw "" 1111n lon ~il l n flOI'O aumC'nl;tln di ,·olnrn r> spirra., Stl h:r;::(' in.fi.IIJ';da, un'tll rr r·M.ione
C:O::-<TRIROTO C I.I~IG(l M.LO ""ITIJIO m : J. I .\ 'ITI!f::JI("OLU"l '1'1').'\>'l i.I .AIIf:
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il più spesso unica., irTegolc~rm e ale OV<Li:u·e, irregolare, a margiui d (:)JJ Lellul i , fp:;tona.Li, l.tLlora ci rc0ndati da l>it<:ole ull: ~ JIHZJioni secondm·i e o
da piccolt tu{)(•rcoli in via di cu.,(:ifica;,imn·, sotto forma di pun.ti g r iginstri o rossas Lri . Il suo fondo è gri.giu..<>Lro, semi•nalo da ~gT<:Lfl ulaz.ioni o da fungosiià gTigio-r ossasLre, più di t·ado rivésli lo da ess udalo difl e roid ~:. Es."a s'estende prvgTe.ssi,·atJt enle aE\t inlera ton..:;.illa e fin isce qual·c-he vo.l-
Ln per tn Lncca.re leg-gt"irm~nle w Vl>lv e i suoi pitlaslri . • Qu esta u kerazio ne in quakhe ~aso è :=.t-ala pret·eduta. da Ulla erosione su perficiale, 1gialkt.St.ra, punteggiata d<t p ic~:o li tntLLi g rig iast ri dovuti 'LIIa fusione di ale.uni tuben:oli iniziali. Que::;la eros ione si è progressiV<LmenLe scavata, per giunget·e intfìne alla u1lceruzione. !?~~cazc parla di uua t onsi/lit(·[ac u nar(' ttJSI'fJ~n di untum tn!J ert()/a re, Quale focolaio p rimi ti \'f) dell'infeziom•. In qualehe caso la ulcer.aziùne Lon ~i l l are assume afò}Jrllo lfJ''rtrofit''J che in' partE' ri chiama q uel lo d ell <' n~c t azion i adenoidi, d on1to a m olli fu.ng6sitii ch e oc ·ra!)aJlO i 111<11i,t:.illi é i l fon~ l o d ~·ll'u.Jt-p razi one e ha.!!n<Llt· da. se.c rez,ione lurida .. \llou ret desc ri,·e qm:•stu f<wma r·.ol nome di Lttf)crf'olosi t on.~ illart· l'l'(l.<'lrmt,·. Qm~k ll e Yolt.a q11Psli botl()n i possono ra·g·gi lHI'gcl'e dell e di.m.etL<;i Orìli tali, p.a sin mla.r c· 1111 p ol i Jm d el/n '""·~ illrt (Raoull e Brindel) . L 'u kemzio up pr;-H"ocn. d'onlin<J riu . di ~fa ,l!ii L §.:!Til \ ' P : pc> l'Sino la st-rnp!ice iieglutizione cieli:! snJiva t•i e~ce pai'ticc~larmen lc dolnrm'.<l. 'Quesl11. ·di :-:fa~i a i n casi N'l'l':t.torwli c;i it•·•·om pagmt a rl'fl tts.::::o nas tlt · dt>i lirruidi, per pan:-si ch•l vel o palal.ino, e da :::;t.l ivaziO'r te nhhrrttda.nt.e. In mol t.i ('<L<;i l ' ulc-c•r·a7.iOtH' \• a,o::...;;o lnln.nv·nll• i n dt ~IPnl<' o pt'ùVoca 1111 do\orp trasc ur<lbilP, co<;ì f'iw la l t':-i onP lta rl t>rM::.o CJnasi f'l lhdolo e la len ir . La disfag ia di,·i enf' rnol ln ,.i,·are a.p pr lln. la lPsiOJte Sl iJWra i limiti df'JI.a tons1lla.. B(•brH Jt.' 110là.. in,·t· t·Cl la rnatH'ii iiZa eli dolore dnra11lP i.l periodo en•tli \·o f' la "''~l corn par~a q uando nl cf i.:; fa cinwn tr. rl !?i nod lll i SP~mono lE> nlce.razion i. 1 -gat\1?: \i clell'a.llgulo :k,lla Illi:trtdihnla stYIIO in grnPra le ingorr.m ti, aiJ'oppr.slo di Cfllnnto ~i vecie ncllt: u•!cl';ntz ioni di a\l r·o r·egionj clt?lla fari nge, nPlle CJuali. la loro pr·est•.nza è incost.nn iE' . Di rado que-st.a ac!P n• >pllli.a. m r.rlt i p ~ a è romplicat;t·d alla s\ tppuntz ionr d <>J!e ,l!lando!o . In qualc lw caso, spr.c·i p. ;:;r la lrsionP, ,·:u·c·.ati i limi ti clelia tonsilla, inYadela parPlr laiE't'a lr fu r i·ll!!t•a, si ha ot ;tlgia, e anr lt ~ s uppnra.zione auri c'o! are. 11 decorso deUa tnbMcolo-si nlc<' J'O:::a d r lle t.on~ i lle (;-C'l'ordinario lf'nt.o, ci n ra par"€-rchi mpc;i, anch r nn ann<1 pcl nl!.i·P: i malati sor e(),mbono P l' l' C,.-'lche::.sin c per il prolgrPdire rl ellr ln::.inni llolrnonari, sne<:so t·ornpliratr da altre l cl<'al:izza.7.i<>ni h1 ring<'c? . Qn alch r volla nnrirnr u na 11011gsfor di gram1.lazioni farin(!ree· s;peci fic.h !'. Rma è> l a po~~ iùilil;\ di n n<t gllatig·ionr . E' stata d escri tt-a rla alC·Un i auto ri u na llfh l'rrnfo si oalnppn n l l' rir:llr t nnsillr>: in pochi !rÌOTni si ha trNt fusi oné rapida d E-ll e tonsill <• . la loggia t.onsillare si svuota. e atrprti'P ::.t'<tv;:t[a comP c1a 1111 c<1Jpo tìi curc hiaio Ut g lienle. C()n ternporancam:f'nte anpniono <Ìf'i disturbi fnnzi onn li m f)]tl) <trrentuati e lo stato grnf' ralE> si n g-1-:Til.\'ll ra.pi tìarnenlr (Ma\l erre1.
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rn:-<Turr.r·To r·u~L<·o .\J.l.O ~1TOHJ ll~: J.T. \ T\' lrtncoi .OSI 1~' -"~ n.r..n:t,
"~dler d~-:::c rin~ t.r'P t ipi eli lubl~ r- c:olrr.:.i 1° infe~ioni a f<x·.olaio delle cripl!';
lonsillarc:
zo ulc-erai'.ÌO IIe di a.sp('L\o luJ)Q30;
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3° tubercolosi rniliar·e diffusa . " La pri ma, la fnrrna pit'r fn~qllenll', eli sol i\() è unilatè.rall:! . Essa risparmia i folli<·oli linfatiei. Al<'un.i nlsi sono di cert-o da autoinocui~LZione ( ltrbf> r·colo~! aperta d el-lP \ 'ÌC J'Pspiralori<>) , ma nPl mag~!.:ior numero si
Lt·atta di Ull<llttb,~ re.olo;;i prirnil.i\'a d!-'lle ton:;Llle, bl'nigna., in ru1 le e-elh il!~ t>p i t.elioidi e le g iganti JHWiom i nano Sll ll e \(•sinn i casPose, riò che sia a indi<'are pi11llnsto un'inf1·z.iom> da ba{'illo bo,·i'llo , che Mictchell ha \.roYa lo . i rr 20 ca:>i su 2G cl i lu lw rcolosi lonsi Ilare. LP lesioni 11/rt•rosr di a~pi·l!o luposo r isullcl iiO d <illa confluenza d 'infpzioni cr-ipl!rlle mull ipl~·. flll<lli si lron.Jn.()l 11ella tubt>rl'olosi polmonare "Jll! l' 1~1.. L;~ ''''wrroln.,; 'J /Iilitlì't' difiusa è d 'ord inario bil<derale: i tubercoli :;ono d i~:::Pminati t' orcu pano qna.si esl'lnsinunenl? i folliroli e i CC'nlri ttPrminal iYi . Que.sli ca.rat.lr:ri ne indir·ano l'ori;rine ematica. Qw.>s\.a. forma s·inrnntr a speri<Llmen le. m•lla lisi polmonare a\·a.nzal<r; Sl 1PSSO ac('ompa;rnH 11na t.uhcr·colosi miliare ,. ,!"{'<'!'~le .
••• \'t•11iamo alla cliagno:::i cliffPr'l' rlzial e. La tubrrcolosi ulcerosa PliÒ \'{!nire l'On.fusa sopra.l: rlto con la. si filide d ella L<m~il!{t. La lf'siom> -ini:iale /1{1'/ico si (ioi~tingue per il fondo p iù H:-><':o dell'tJlce razion.e, S<' llza l uhPrcol i, per una reazione ipertr·ofica de Ha lo11silla sPmpn· cospic11a, per l'aumento di oonsisienz.a, per l'adenopa.wa <:éU'allf'rislica ( nn ~r·os~o gan,!!lio soUoma:::.<-.ellare c-i rcondato eia una pleÌlLòe di pi<·•·oli g-a,n,!;li ) , per la compa!·sa. di roseola o eli placche mucose rn f;tr·in'gf' e ::.uì J'çdt,r·a. tonsilla. E' ben~ nolare ehe l'ulcera in-i7.iale sifì.li li·-<L è talora cloppia. e, anche se unica, può venire ar1'ompagnata da acleIlOpat.ia bilatPrale. L(> fnrml' di sifìlidf' u l rf'mStl del · pcrjorlo scrrmrfrum sor1n rl Plle ulrer azio ni mollo ""TlPI'ficiali , c.he si presentano solto forma eli placrho hian('()-!!Tigia~lrr mulliple, estese alle due tonsille, al velo , ai pilastri, c cir('()nrlntr rl:1 11nn. zona con~cslizia. L' ~t!N• rrr:iO?ll' !t•r-:.iari(l, d' oriuinf' gommosa, s i dislin~ue f)('r il .Sllo ro nt~Jmo c.irrol ar e, i rnarg-ir.i nt>LLi a pirc·o, prr ·la ma.c:..sa rollacr>a c-h r ne o''~' llllU i l fonclo per· la. zona di les."-ulo 'tPSO, C()ng-estionalo, rosso-pMpora., c Il t> la circ·onda; per l '<1ssenza. d i adeno!)at.ia, p(>r i dolori vi ,-ac•i, che poi si aliPnuano, ch e ha.n.no accompagnalo i1 formars.i dPIIn. f'mnma: per la su n. evol uzione rapida e, d'a•lf ro c.1n1o cicli a .sua r-api cl a g-na rigione con 1e i ni ezioni di nefl"alvarc-.,a n P 1'-on 'gli iod i(· i . Le ukrrazioni ter zial'ie di ori g-int> non. gommosa hanno un d ecorso mnno rapid o, anrhe IMpido, P la loro sintomatolog-ia è sovente atlcnuatn.. L a tubercolosi ukPro"a rlrlle ton~il.l e d ovrà pure di~Linlgu ersi in f!traklw l'.(l.SO da l l~t rmgi11a di P/aut- J' mrcl/1: ulcerazione uni ~ ricopf'rta eli una s pe~sa f alsa m f' mhrana, con f rlnr r rl f'll'a.lit.o, COf'$istcnza fr('q uen-
COXTHllfUTO Ct .ISW'> ALLO Sl' UO!O Of: LL~ 'l' I1JH' itt; or.O>;J 'l'OXSJLl.·IHf::
Il
te di 5t.oma[j le> ulrero-membranosa e pre:;PnuL ne.ll'u kerazione d L'l la. simhil')$i caruU.eristica (spirill i e b;u·illo fusi.f orme) . Più di rado si dovrà clislillgu cre la tubercolosi in par()Ja. di:L l lfmi)Ti outligni ulcerali, i cui. bottoni sangu inano fa.ci.lrnl::nte; qui Yi è sem1we un ttvnorc soU<JslanLe e una adenopalii:l. \'Oiuminosa dura. e inrgor·gata. Più difficile ancor·a è il c.orrfonrlere la tuberwlosi lon•:>illàt'C con una ftm.sillile locunarr, aNt/((, in c11i l<t so!.uzionP rti r.on~inno è limi lnla i n J.ll'tr:3sim itù di una c.t·i,pl..a.<tmigd<l'lica. STORT~
CLINICHE.
l. - L. Giov~tnnl, d1 :mni li'i. (ln R011r:r. F.ntr·n il 18 fcblmlio 1!1:?0 Hl IV PMII· l!'llou~:> 1k>l l'olicliniro. tnam"cgi: :\t'LI.'! prima i~tf:rmo:ln J';lf'hiti,...,Ho. po i poltn(lnitf', <~>n un lnn!!o l'l('. rl<xlo SIL<;."f'~H~:>ntc di cntJtrro hrouchi:ll~ pe r· (·irc·a 1lue armi. A n•w<' anni !"<<ffri di tifo. VE'l'SO In lllf't:'l di di<>:f•rnrhr~ rom indc\ :Hl :tYw•r1.it~ dolore 11 1111 ~J"II11lu l'lillistra.. .\Yc,·a Pl<',·:tzioni f<'bbrili p iutt n,..1'o <'lt•nlte ('<'In fortj r<'mitte.nzc e btlvol bt intt>l1llittrnze n l mattino.•\YeY:·l to....~ <'On 1'5-:J>M:tor:tto llllll"<l-5'11livnr'<'. lt'J:!'J!'<'rmcntc pur·ulf'nto. Da quell'er.>oen lo stato i=:L è mant<>Jtllto ~:w.i()ll<l r ·io. Ac><'IIM cl<>hol<>;-.:-.n J!'PliJ' mle. a[). J>t·tito ron.'O<'rvnto. non c;> f:rlt•:l. f.'ntltm:rlat.o di<'(' ili ~'>i'll"''>:i molto <lima):!'r'!'lto. /,'.-n,,. ullllir/1 i rn : l'Ol!",!t'thl pa 11 id o. nutri?.iont' ;:c:·n d'cnt<>. Rtll to ;!(·ltrra l~ llls:<·ro. to, f:E'nl'l'lrio buono. Xnn ed{•mi. 11011 (•ITlnt~'<"('(•uY.<-. 'rnH'<'P di r·:trhili~no :rl tomre. T.ordn~i lif'W'. f'orona <1 i 1'0>'>:1 rirJ :lC'I'('nnllta R11 1le <'<<'>te in n 111 ho i lo ti. Ln ~nN i\ l':i ull'<trst Ò.('l tomc>e è p i ìr 0-'<J~Illl':)l ilf'lla ò<~Lnr. Li n g-ua nm ida I'Tllrp.a n i~r.tn. F:r riJll:f' mo· òi<:.'lwent~:> n n·nss;r t o. :llicropoJi:Hl<•n(lp:l ti n. P<'rcusslorw su l tor llf'<' : su Olio Um pn niro . .\piM òi normalonmpi<:va..'t 1'<1 :rlt('zr~l. B.aRi J'lO('O mobili Nl ahha~ttl'..\ ~<'Oi tm-.ioru~: lllllrllllll'P lP.: Z)!f'ro In tutto rnmhito !'>inistro. P..~nmr m·inn: :\lh~rrnlnn prP$<'·ntr. ?,lre<>h•'l'O n~nt~ F:.• nmr fiPI .~mt(/Uf': 'Y:I~<'l'lll~l11 ll<'J:!'ntint. f'ltorc null:t. .'\fldom<' moll~ . i rulnl<'nt~ ;<(•llz:t lkflthlo. Ot'ì.r:tul ipoN•JH1rlnd lit-i Unriti. Nulln n::ll or~ni !!1"nlt:1li. N<>l ~'<llmentn 1'1<'11<' m·inf' Jltl!'l t' C'<'llult' tl i ><f:tl<l:rnh·nto: nnu f'ilìn<lrl. 1'crnt"'ril tura D~>ta
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tr. - P. ~t<' lb1 di \iiPt'hfl . d i :llnti ~~. r:H<nlinc·:J. m~: J·it.t tn ron prnlf'. Enh·ntn ~n rliniNJ <>to-rinn. Jnring:cri:tt l·if'1t Il 2-1 rnn•rr.r• 1!)1!1. G<•JJit'MI. fr:tt<>lll (> !'Mrli<' ·Yin•ntJ •· l':IIIÌ. :'\nll:1 n.,lln n 'n nmnN<l t~> JlJot:l f:llllili:lr<'. No1\ -'hbr 111:1i mal:tttil:' <1<';:-n ~ di , !t<~tll 11<'1l'illf:ln7.i:l. :\l<'~rllat,'l n Hì l!nnl. lliiCll>" marih1 :l 2:! :111.11!. Sj'M-:lt:t ;.:i' tm;:f<•t·l nol F~"tf'. ~ T'nlllllHIÙlt:t :tffi'Ullll C'll<' mnl ~"lj)]l{)l'l:m t i l C'lilll:l. Ehhr i l primo pmto n S n~;:i. r Il hncnt1ino d~>!'(• >'Oio d•)<li<'l Ol'<': tltn':lntr !.:1 j!'r:wklnn7.:1 <·hl~ rnlln('ro;:i f<':Jonl('nl ;:impntl<'i <' ·l~TJE:>J'i fortl'f.ne nt('. 11 1'<'(-.jUÒO parto !1\"VC>nne pnl'(> -:1<1 ntto Dop<l 1·1 111<';:', fu in('i.nt:.'l nnoYnntC'nl<'. ll<'nr-hì> ](' romlir.lonl ;!<'H~>rn l i t'Mi'<'!'<' ><t:t7.iNlM'iP. F.bll<' l1 t<'rzo pa,Jto n trr:nhl<' <' L'l hn111hina <'hE> ha <Wfl tre mmi. è it; M l'ime rontlir.ionl. <li l'il h1te. :\t('l ~x-tt<'lllhrf' <'lf'llo i'<!'Gr~=:o n nn o. romi~t('iò 11 no,t:tt'(' ..<o('ll<n <li !l<•lort' .:tlla tonsilln "Ìlll!<trn <'h<' Jll'<"-"to pa[o..,::ò nlla ton~;lllll dH<to-:t. Dor:o rirrn otto l!'lm·ni notò n.lln fnC'C'in int~>rn:t <1('11:1 tnrl·i'oilln l':ìni..,tt·n nn for<> llino <'hP iiHhl~ l':nntnalnbt n rf'<:'ar~ cl.'l un luMllm. LP fnrm10 ('On-<i!!li:JtP cl<' ll<' JW!IllC'll:lt\11'., eli ti.n1nm di iOilin. <1:1111' qunli 111111 •hl)(' :tl<'nn l!ÌOYnlllPnto. d<'ll<' inal nr.i<>ni. <'<1 \11111 ç·u r:1 1!rn<•rnlc pcor Y!a ipn<l,<'J'Illkn, Dtl]lf> Hl C·tJni ;:!ÌOI'Ili el i fl"(]flO, II<'Ì (Jlllll.i j (1()\0ri l'i ('1':1'10 I'ÌM'IIti7.7.:1ti. \'f'IIIH' i.\ :>f1 ('on:~nt(' :1 fJll<'~to nmhul atoriv <1•1\·c-• fil ::<<'U•IIJo<l-."tn a Yi.<:!tn C'acl <'>~nw mit'l'O"'\c•piM <li llll ft':t m.nwn to ·llPIln trm;:iJJ:t l t l<'<' n ! t n. RM/111(> n7JIJ1rltim: Ynl':tfl nl<'Pm7.IOI1P il llf>l'rl:io nmti nC'lln ft)~:t !'<JPl'!'l ton ;.: lllnrP tl! sinl«tr:J. l J)Pt'C'Illkt òl h1ttn In mn<'OAA fnriT'J!(>:l . •\ll n rnrllo~<'Opi:l rkl tm·nC'C': npi('(' ;.:l n l:'lt;·o liPYI'I11('11t<' offu~rnto {' poro rl~>c:-hkt t·~ hiiP: (!l,llll]li jltl]lllOD!ll'i C'hin 1:i: :o!'lli f'Onl!l]f'ntf'lltll l'Ì· )')()f'tl l'i;:(']d;ll'flhili. :::pn7.iCI l'P· !t'•H~ll'lli:wo in po;:i7.iOn l' ohllf(nfl -nntNIOrC' :::in i~h-:1 otl'uR<':lt.o. Tlllll tlll!llntn ft·J Rf'ttto r.o;;.tn n<l intPI1!'0.'1 1'111'11 iorlirn (' n<l nrrp\i(':tr.ioni l<'f'<lll di ra~ X ~~- not,'l rl11]1fl :!O J!l<>rnl un <ll~<'n~to mi::liontmrnto. F.RIIm(• iMnlnrriN>: Fmlllnn(>ntl tolti <llllhl log-g"ill ton!<ill:ll'(' 1li ;:in!o:.i'm In MI l Rl :1otn m!"nl<~rnr.ionc· (·!':Jtl'ri form<' n f111t<ln t:trlll to r :1 m:. r"ini fr;,;;t:t)!l i:t ti. F.i'L..tP infil h-:17. i<>lll' <' 111r-rrnr. iom• clP Il n "t P""'n 11:1 t n r:t ònll'nltro lnto . :\'l'i rliYrr~i tndi >'i o;;.<:<>r'\·n ('hl' o lt-11' nl 1'1'S:irlnl di t('[o.~Jtcr l!nfolclP Mn i l <'flf:lt.INis:tlei ('()t')lll~oli. :::i trontllo twll'int!'rno <lflb J'l'()<ln~i'>n~ I!Tiol tf' rrTTulr• {Ji{lnntf.. rnn llll<'IPi )1f'r lo pi ìt T'<'~llntl n lln ]l('t•lf<'rln . l<' ((11:tll Rf'tno s:lh1nt<' in 7A1IIC' pll'l <'hi:l· TI', M.W meno rl<'<'hO di mwlci : ma c·he hl! bn-!11 non MilO 7..onr tl<'<'I'Otkh<' ]l('r òq:-en<•rnzion\' l'il"<'<~~. . ln (Jnnl<'hr pnnto 1<1 ~t.nJttut·n ,'\ follkoli- ll(• lln trm;:illn (• C'Oll~rmtn. mn ~ n_!."('· IH't':l l·• ~i hn nn !l!>Jl<'tto dtl' l'i<'l'tl'<la ò:1 Jll'l''-'"<> f(lll'llo (lC'l l'o~Pt'\':lY.Ì()Il" ]W('('<'flPntc•. ~l Yf't:l!nno rhlll7.7.(' pir1 Phi:ll'(-' in ('Ili <or~nr. Pl!'mPnti tnhc'rMI:ll·l n~'<':lnt·o nò nltrf' in ,,,1 Ì' <lliTn!!ll c tmifoi·me l'infilh-:t7.lone Il j)lr<'OIC' r<>llu l<>.
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CO:"Tfl llll'TO CI-1:\ H.'O .ll.l.O STCIJIO o•:1.1.1 T\"ln;JI('OI.O:< J TOS:ili .l..llll:
In un, lobo sut'l<'rfkl:lle '"i ha iu,·ns ìont> micolì•·a tit.>ica, a f:IS\"i [ tll'll ll\·l i c :1 lì. lrulwntì di~tìntl, non dicotomizr.ati. La coloro:~.Jone _per 1 bacilli dì Koell 11on lut tkl<l:o ri..~"Ultati po,itb' L Tutto da com;porta.mcnto del t~""uto d~JXlll(' JWr la .for1ll:1 t111l('r<-ol:11'f\.
III. - P. TiLu1, di :1Utl~i 29, dl .\'tri. iiiS(';!'Jla ntc. !\nll.a negli llsoemlentiie n<'i eolk•t:t'mli. )le,..tmat:l 11 J-l 4ltuù. corsi un pò iiT~o l~ni e scarsi. A 2:2 nUJJi Hndù n 111nrito <..'Qn 11<>1110 nt•J•Ht'<'nt('wcute sano. Btbe Wlll. unìe~i ~;rad(lH!w~l a l enuiue 1) \lllltro a1U1l fa: il iJ;IJuhiuu ~sano. Allat~IUJ~IIlto mt•rccnario. I..:1. pa:d c.nte eblw "<'111-}lt'(' \lWt J':}JO?l'Ìal<• st.l~'t·IUhilitit 1~r lt> IJ~V,:W-<i cMnna li del le pr-Lmc vie rN-11ir:lt:<) I'Ì~. H~t sofl't•1to oli o t on'('-"t bi l:ti<•J•al<• . .\'••l J!)J.l s uhì l'<l~<Jl()I'W'l.iOI1<' delle t(HlRil le pal:ttillle <' V<'llU<' )<Oltopv::;t·n o (~lutt~riz7.:JY.ioni ;:alnuLi<:hc d<'ll.a JllU<.'O.'\'i. lUISillf'..
X<>ll!ll'i e bhe bl'\>ll< 'o-JIQlmonitp intln e um lt•: ~~~~ :1 1l<••·n hn lt<'l:;lto tl<'.}><' t'llll<'nto or· ~unic-o, ha un pò di (O~<><t> RtiY.:t,t>.'<:1, :w.<~)lllpa,::un ta d :t S<~t l'l>'O t>>-1X'ttt)J11 to m w-o.puru~nto. tn.lorn ha ft•bhrf' w1·otin:1 . l! n f11 tto c·ul'f' opportnnt> Nl h n Ja,<;c:·in t o l' iu..<oegnnmento. ro i eh €' l n Yo<~ è <lì n•u11 t~l un p(> fi nt·:t . Dlt o 1t r <' 'lm• lll<'~<i h:1 cl•i•.-.ru gia m<ì lt.o dolol'Ol'-:t, ])I'<·Yal<•nt<> al l:l nu•tit ,.;inistJa cl<'ila g-ohl; hn IH>tato fll'l'f">:"l'-:lJJWntl) <li (Jilt'· ~:1 pm1P. All'Cs:11nc oto-rino- l:Jrlll;!oint1'i<•l .c;i trova: otite 111Nl ia pm·ttl<:-nt<t Cl'<• ll!l':t slui,.tro. eon vw<t:1 d ilo! •·u;r;i<•n<' d<· l la ntt' IHhnn:l ti •11~ ,,-, ni<~:t. J<:,.;Jt! •·kat ri:d:1ll <li otitc media pnr11!Pntn 11<'.-.:tr•;.l. Rinitf' varo-motoria Tou s illlte ulc<'ro;.a !':inist.nt di Jll'O\>;lhill• wttnr:t tuh•· r <'nlarl(>: i-1 pll:t»t'ro palntiuo antC'riorf' (lJi. ffiui.c;tm IIJ>J«ll'<' lu,utl<lo. (]i <•1lm·Ho 1"l'lro yJjJOro : !:1 n11:1....._"'-" <l~· Ila h>nsill."t è Ul<lemt.1. a supedkil' il'l'P!:'~>hH-e, <'Olll(! I'f>»i•-c·h i:tb-1 f' i':lxl<·c''n<'Pil:Jt-il nt m~HI!inJ . l bott.oni clPI fon<1o ,._mo in pm·t~· (]i INL ro~;;::o. fo;:<'o, In Jl:l ttf' ri <'OJ'I(>rt1 (]i un "'·">'llldato binn<'O-!!t'io!!Ì:1$tl'o adPn•nt<'. :lllont:l na to ll q nn le <".U ngu l r:ano. Y<-r~o il polo ~1])(->t'iOI"<' tldla I,)~J:<:llla si <>><"('1'\':l 1Jll tmmitc Ji,.toloso, pn•mC'n<l•> i Pui bm·<i ~ fu<wi~·:-:l'f• <1<'1 pu.<> •l<>n~<o. qnì!'lto :t <l<'tt•iiì ;>Ottn(,~i. A c~11'iN <lt'll:l hni n.!!~ si not.1 11o11:1 mo.1!c~t i n.lì Il l'a Y-ion<' non 111N•t·a t n <le Ila m<'t:t Ri71i!.1'ra d E"ll'<l1'j!:1liO I<'<H'ol<' ""l'Hlì \'PI'<' <'{l :tril<'nnidc): lo ~l'fl:r.io int<'ntrit<'noirlro è lrt t•.' gTO. :'-r111l01 fl Nt i'Ì <'(1 d <• Il n trn c-lt<':l. fx'l t·nrlioflmfin <:1~1 tor:u-c mo~<tra unn infìltTJil\i<>ne hll'l<'r<'olnre prcnllrntc n deatrn. :l forma ;;('!ero~n nw. Ri<P 1'0(':('Ik rtl lr1 biop.<:i(l 11<'11:1 ton>:illa p:1l:1tina .;::.ini~tr:l. nsr)()rt~1nt1o (l l l't llli frammenti <l<tì hot·di uki' l'ati. I f)('7-;oo;i Mno ro;otituiti <1:1 tr·>;~uto linfoi.J r- M n rnra l t'('>..!RtìPi Ml'JH11'0('oJI ll<' i I'JII:Jli S'Ì tl'<l\':ttlll int.rnflp-<.<:inn i <l<'li'<'JI'II·lin 111:tlpig-lti:tltll <'il <' n ll a J)('I'Ìft• t·i:t (' : J s~otlhdkttl) <'<1 ),n Jlfll'IP sf:ll<lnt<): in (li<·nHi folli<-nli i <>t' IJt.ri !!l'l'lllÌ•li:Jt.il'i ·l"<lllO <'011>'<'1'\':ttì. J..e intro1l<'."Sioni <'Pitf'lill'lli ,..-,no an<'h'<'S>'<' ~pl'lllfntlr fl:1l tr!':,.nt<; liTllfni•lt> In Jll(''l.1-'' :ti qn:ll"' J~·,;lano :ti<·Hllt' ;,.;oldl<' <li ,(•lo•t ll ("tti <'Jiil'<•li.l·li :lt1'0fì(·i pr il'i i].j lll l· <'ll"i che ~p('~SO !;j ('<>nf0 1'11lrll10 U !'<t.rllti COIIC'('I:trirì, <'OillC' Jl('l'[(' qlilr'/1nli; (]11~~~ JX'· ('11li:tt'<• <lì ~l••-'ì:r.imu• ì: b<'n loutana IJI(t~ll-i:J :llldl<' ci:J l "''''l~·tto dl Jll'<l<lmt.ioue <':111· cerìJm3 . ~i w"''' òrl ~•n,::Hc lìl'l<'l'(> tr:t gnwpi di follic·oll; o Ìlhll l.rc Y'è fJil:llC'h" }'Il~ tro l'l l) i :r.7~<t t o. X<:-1 tA<;l'lnto lillfnid<' ~i <•~5-<••rv:lno r-arnrmPnt<' cl.Pllc f'.I'/Tnle ,(Ji!Jfll!l·i l' itu:ttl' nl rcntro di <'l('lm<'nti rr-lhil.: ni irl <li;.-f:wimenlo . i qn:tli ~mizli:~no piir n<1 l'h'm<'nti Ppih•. lklli !':f:tlolnf'.i òl-'llf' flt-!'1<'l'itt-<• b~)l>r•. <·h c• 11011 :11l <'h' lll<' nli ,-.plto•lioicli c':11':illc·rì ... ti c·i dd t 11 l'l<' !'f'(l)o. T'n,, tl<'ì pif·1·oli Jl<':r.'l.i in <':<:1lll<' 1100 Nlnt·om:do <la <'pi!l'li•\ tl' :t l pl~lli:mn . 111<1'-tra /l i l)lwrlj \1 n pr()('('l'.<>o (1i ll<'l'l'O bi n;. i t> llf'Cl'Oi<i <•hl' ron fl'1'11l:l 1(1 elia ~n M•i <li un prO<'< !i:<o lih~'t"fl(il·o rh flo:.::o"i c·J'flni"<l ~JIP<'iaic-n. Cond11ckn• lo >111'n;::nnl' i;oto ln ;:i<'o non ~o11n vc•n 'Jl·i i n hl C'•' <'l' ì<l< •n t i tuhl' l'<'nli mili:t r il'i. nì: i h:'tdlll rli l\•)(>11: pur·r lP not•• nhi l't!Ì I'C' nnntc"ll1u .J::Jtnlu;:il·h(', cll'poll;:onn Jl<' l' 11n fil'< l('! "~' tn l)(•J'I ·<•Inr(' ulr'<'l'O:->o.
n·. - !':. At.tlli<i, mnrin:1io (l<' lhl <'ln ~~ l R.~!l. <'ntra (I J C'., lio il ,l'i· 2-~1 l n'J>.'Irto <1<-1 <'npit:lno llll'lli<''O ~ J nn<'f'lni). P:1d1·c morto [Wl' i11J•Il't1111io. llliHlr~ PC'r lnr.•,loue
CO:'i'J"Ilii!UHl CLL'\ I('Ci .II . I.IJ 5 'J'li lll0 m; LI,.\ 'l'l: Jlt:.HC.:OI. IJ"J TOX:<II.I ..\1<1·;
IJlH~ llfter:t le.
~t'gn hte e malu~tic
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t't'mol:t. :\t>l ~(·u
naio l!l21 fu ric'()verato :drosrl('dale tll Brindi·::;i l't' L' cntano bi'Ondrialc e febbre malari<':L per c·ui ,·.e-un.e djjwesso b'lllll'ito coa 1:; ;:-iomi eli li<:enr.n. RiC'ulmlo al C.n·po, la febbre lt tipo lntem1itt('l[bre fJUOtidlmut oon <'~H<i'rbmdoni a<•rot.irw c·hf' non ave'\'n mai rimesso durante la li<'eum, IliWSi.stette; <)l.tE>nne una prO\'Of:"'l, d<~po kt quale rM!ntrato al Corpo, veune i.rwiltto ·i n cm-n in qu <·~to oopednle. E. O. Costituzione S<'helctriC'tt regolare, ~~rto 111 nutri:-;lone S<:Jtdcute, oolorit'> J~tllido
.dE.'Uil cute
e dell(• .mu<·o..<:(! \'L-tichili.
alriJ~gulne, alle nscclle
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Cuore: toni un pò vel.'lti~ nll'es:tJll<' dell':IPI~'Imto r~pi!·atorlo •ipofone>;i agli apid i<]')('<'.ia l mente nmrcat.'\ n df>Stl'tl, r·nnloli dlfTu"'i in tutto l ' Mllbito. qu:rkhe zorm di soffio bt'QUChial.e nl !oho Slt[X>riorc de~tt~• . Lin;:ua inrp:rti'rt:lbl ~ arida: mil· za dE'bordante <11 un dito travt'rso <Ù\Ii'n•·Cl"ltn C<>sf~tll'. Alldi'lnll' tr·nttnbil<'. JiJ.9ame àelln. fa.t·in{IC : lstm1o èelle fauci pnllldo. ugola notevolmente! e<lt'lmawl'l:1; ln ton;~lilla dl destra- prt>Sen.ta u~t >astA ul~ra:iliouc n SILperfìci~ irregohH·c, rk'O. Jlért:r da uu <.>S-"ti<Ùl to bla 11(.'0 ginJin,;;tro: iu <:OtTÌ!ìll<)l)tÙ:"'l'tA'l <l<: l ,p olo Sl.l!*'liore della t ou.~illa $tei<-"11 si nobt una ncoproùuzione a C.' l\' Olfiore, di n5(]X'tto pnrAllomat<'JS(). Il pr~900 n l reratiYo si <'Sten<l~ n -nche •P ostcriorm<'ntc. iDI':td('Jldo Il pila><tro posteriore che è usnmto ~m parte. A sinistra la tonsilla. C'<lmplet.:tmf'nte ll:lSC'O."t~l n l:'lla !'.1.1ll nicr.htn , pre.<:f'nt<l pure uru:1 vasta 1Jicerazlone con camt.ter·i ;;tmill a qn<'llll pt'('('('!lf'nt>·· >l(>t•r.:r prolìfera:done. F.s. l arinJ!Oi<C().]Ii<'O: Epi;:dotti(l~ iufi lh~1 t,t <• t><l<'lJI:I t,,,., •. c·om<' pur~· L"Ù+>Illa t~ si j)l'('~lltnno entrambe i<> nrih'llOiòi: dato lo .i<lfltO <lei Ye;:ti])n)o L'l t·lngco . UOII è po~ s!blle ;E'flere <·he un•l piC<''Oin pnrte <1<'11<' con!<' \'OC111l: l'~:::.tmc ri~-e !Ulchc tl'ift1cile peor le ~ft\•renzc del .pamrente. 1-:.•tWl('
!'Otlliogmjlro del tnrar·t• : A 1lici ·J•O~uronn ri oprtdli. r~tmt.ti. llO<'O IX'I'lll<'.'l·
hili, ;;p{'('!e il il:f~tl'(l. N<'l 3° ~'<upcrlore<l(•ì poLmoni. pìi1 "'<~·untnment<' n ;:inì<>tn1, <1pa. C'ltit ron v:r,c;t.'l marmm·i73.3zlone. numNO!»i~c;ìmE> )!ln1U1ule '()Nibronchifl li. Tli m n l'<'l't ti. S('n l cnstodilt fr.n m'lllil t l ri J r<n·m:ll i>. R~mmF: {.~toloyìco: Ulcel·nr.lone cronJca ton~illa ò.••!'.tl':l <' é'iu illtm f'OI1 ed~>mn òel· 1'11~01:1. il'<'li '<' Piglotti•l<' <' tl<'l le nrltPnoi(11 P,:.zy.o :1~•>rt•ttll 11:1 nn bordo liell'ule<'rar.ione c11 dt><:t.rn. LP :;('z.ionì sono l*'r !n m:l,g)!ior· pnr·tc> fJII<'li<' <lì pìf'l'()lì botto!li• lf'l!<•laJ11l<'ntc MnftJrJtrnti e contornate da ("pitf'lio p:wimentOI'O. Mlt."'ntJ> u11:1. ht piìr nmq1la. non l1n t'<)rltnrnl llen lim.il'nvL im tlnc> OflJ)(•!"ti punti t' ~·onti-nHIII'>t . 1'(1 ~ qu<'~tn la !"<'7.ion<' •11'1 1~7.7.0 nsportnto In corrl !<'f)On<l<'D7.ll dell'ulcem?ione. LE> pi('('()i<' pJ·(>(hrz!onl r..-.nl•ll'lllltc> 11:1 ~>pi tP !iO prc>i;('nt:ll:,., n1 (•<•ntr() nn connetth·o. con vn~i. fort<>mpnt:<> infilt.l'll to, <' nrliJ\ mt><l i<'Ì:) 111111 ·Pi<'!'0ln n l'ffl n('('rotiM nettn · llll'nte llmlt.'ltn <' <:Ontonurtn cln un n 1on<> di 1:.e-i<'-11to mE>110 ,j,n filtrnt(l C' 0011 :tl C'(•ntro ombre <11 f'l<m1>enU ('('ilnlarl <·h~ non hanno t.rat!<'!'lnto il rolorE>. . Veplt<>lio abbfrndooa ;er~ 11 <'<"ntro nmn<'ro!:+' <> profon<l<> dl:ritM.ionl. nkune dl'l1f> o.ur.li. lntl1tr:.Jtc clnll<' picc01e c·<>llnl<' r..-.toncl l' cl<'i I'Olln'<'ttiro. p('r<l•lllC\! r<')!•llnrl contorni. In .!!'f'lWrn l f' ;rli (lpi ~ li hnnno n:<.-41111to i11 minor g-1~111" hr tin t~l nrwk:ll'(', l:l qw1lr i m·('('(' l> !ortr. nel <:Onnrttlvo infiltrnto. In n knn(' <l<• li<' :'ll'7.ion i si f'S.«<'n•n n<>tln mente In formnzlone dt molte ccnulf gi{lnnfi i Mtl mJf"l<>l !0011() r:~ggru pp.'lti J'l('rifNiC':'um•llte: QUI'!.t<' l'('llnle !'Ono Sl'mpre al e<>ntro di 11t111. 7.o!Hlla JJR('rotk;l. Le ~ioni del pe7.1.0 con bordi ull'<'rilti hanno l':l><Jll'ltto eU 1111 \'«;.<:'tito ftmJroi<Q, di~i;('lll lnnto da zonu1e meno colornt,<' ncll<> <pr:lll :r nr·h<> i<l o~t·,-:lno rr·llufo !JÌgnnti in f()t-m:tzlone. ~tti bord~ di que.<;t:J !0('7.iorte oonispond~>nti n Ila snpN·tll'lr u1r<'rnt:1 si Oi<.-<f't'YHno )'i<..-•l11' f•ll'lltllzinni lrn•!!nl:lri 1loniiP Jll'.,h:rhiltn<•nl•· :l prn<·•''<"i di c·:n·i.. l i-<1. <·nriort•;.>;i <' pi<,::O&I lliiCh"lW<' . •rn 1P l'l'~rto (·onf•'rma 1:1 ilia;::-no<~i t•1inir:t <li tulll'l'~'•ll•t .<i l:m.q{lltn·l'.
\', :re~h•tro si
, •. Fiorin:J. <1:1 Hnnt:t . oli ·tnni :!'2. o·:~.-:rlinC!:I. l111i srnl'si tl:tti r:wr.,lli· nd
rikYa ch.c h a .sempre !"OfTf'l'IO •li ,_,, lut<> ""l~innf'\'0lf', l"''Y<'nt<> m:tl <li ,r:nl:t. X <-1 l!ll~ !':i è nYvNluta <li ttn:l prochlzion<' nf'lln C:•1l:J r·h1> le pi'<'II'\Jrn ili!'f:I Jrlil c t o!;SC: hn l'nppnrem..a eli 1m pi~'<'olo tn mm·<· t1<'11!'1 fn<:.~<'tt:l Mprntonl'<illarc sini «trn. :\f.'lncnno dati ph't prcclsl <'it'M l'<'>smne ohi(•ttiYo c)(•lln fnrlng-p c eli"! tor:ll"e.
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L ' iWiltTa:r..ioue tu l~t·t·cvbre è liJ>'P••:-!1:1 ille<:;li:Jilllt'llll· 111.'1 Lc.~.,:uto t:vndaJnt•ntale;
Ju l!:L'I,lt'I'C <.:>'~1 llUll tun·a 1111 Cl'l'tV U'HI,tu a l di :SVlhl ùdi'L·pit\.'liu di rln~><IÌIIJA•IIlu. l'iù jtt'c>fUIIWllll< >Il l\.', dii dcg·Jl :lllllt•Jio...:; l'Ili,: 'Illi l'l •l !t il~ l l'i t t i fu l'llla 1'<11 olldq_!'g'Ìtlll le UI'J>ll l'C 1)(' ''lll.>:l lutt:t la t.r:nna c:<isu•nl~· f ra i lltll<l! ' rosi r:~:<i s;tu:..:ui:.:-ui. I Jll'l'jl;ll';l li eolvra\.1 l'\ll Zi.o.lll-.'\il'l,:eu Ultl>'tl':lllv : t11d1t! l•adll i di AOCIJ . VI. - - Ui t: . .\larlo, di Ft:t><!·;jti, di a tt lli :!1, 1·i.;:narolv. Bn'llilit f~tll.tillar\! l~ <·vllalt•mlc iutlellll<'. -" <':->< 1111:1 lil:ll:~lMa tlt·g11:1 di 11•11:1 11<'1 p:l,.....:ato. J>a dn·:t ~ nw,:l IJ:t t·l>llt i'II{' Ì:tlv a ,soll'rit·t· di b'<lln, ~ rcunl: cul'alo t~lll le l'"""'lll'lc :ll'ttlic" lzioni. dl tiulura di io d io e g-lil:l' l'ill:., g;~rg-aril'iiiJ.i , l'I.'C. JJ\.' l'IJHdizivn1 loca li t• i dl:;turui ,.,•u ])i.-tiil'i pq.:;;iut·:trono, lallio dJe a un l'Olk;.::t I'I.. II IW i l "''"l'<:llO ,..j tJ·aLt.<ls."C •Ji uua ful'lll:t I udica; l't:!u.t .· r,, J.H':Iti (·atc :tlenn<: iui~·zivni di caluu•e-
Jaa<), Jll/1 >SCII'"' 11 ku11u ctlìeal'!:t . lnl:tnto la di:<f:q;i<t ::;[ lnll'll<"ili(·(/ 1 l.:t I'Ot:C d i i'I..'IIIIC 11:1.-<;tll', >'<1\'t: lllC si cui•<! l'it;lll'~i l;o Ùl'i liquidi d:>l lla:;o, lo :-l: l lt• ;:'Cih'l'Hic tln·acldc, H!ll"" 'l'l'I'O Jllllll<'l'u~ g-laudvlc nl•\,;1,..1'1\liZa voluminv"'<?, dlll'l', l'JII..,;G•I.Iili . ! IOC:O dulculi alla r~.·;.:iollc ;,;•llvlli<J>!<.:\'Ìl:i J·e
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è ai lnlillcl t-ollu. Fe1>1Jr1· a lipu i.rrq;u lare, ill~ermilll'llte . I 'U•IIJlall' t! Ulla tisluh IIJI:tll'. \ '\':.!';:'0 il malato !:1 Pl 'itn:l 1·o!t;~ il HJ J:Jal:'gio 1:.!:!1: e t,con> tlltli Lulx•rtolosi miliai'C ulc<·J·u::~~l del ]t:tl:~io 111ull••. t!\'lle t<Jnsi llc p:llatinc.', d<•ll:'l pardc posteriore far ingea . »i l'l'ùo uo tipki l JNtluU tul~t•n·.,lul·i' di ,.:...:~ntinat i n•·lla h1 rin~.~, in •ll:.ll'te \ l k(•J':t t i, in PII rte no, <·ou fnt·t.,> < IITOS><:IIIt~·ulo dc l fullllv. 1.;l!Pi~lolt.idt• è <::dt•JUH to.sn <' ch iu-::1; il l't'~ibolo l:1rii L.:!PO irUiltrnto c uk~l':ltv. )tt)tlit·a Ì'lllilt J~IZÌ()IJ(' tk•ll':tpke dt\S[l'O. l' io >'OlW tA•nl·<ltC ÙÌI'.t 'l'>'(' ('111'1' topil'llt' (N t• l•• •-iodnfnrlllifl. ft•unlll->'<llf•>-l'ÌI'ÌIIHI(J, ll JlJI.Iit·;~zioni d i ra~gl XJ, tua sc•nza fr11tto; le ("OIHliziolli ;.:~ut• rali dell'i'uf••rmo ;;i n,;:l!"t'/1 vu t-ono t'Q>'Ì (']w (IOI'Ntc P"""'n' rir·<ll'l'l~l t o ,~l \ ' li l'<ld i;; l ione il~ l l'vi i c'· linko.
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Da quu.n lo .abbiamo esposLo <~ <hi sr i rasi che abbiamo potuLo segui r e clinicamente· e con la. biopsia, risulia che la tubercolosi Lonsillu.re è più fr equente quale manifesliizione sec,o ndaria o ooncomila.nte ad altre l esioni. specifiche d ell'organismi) spec ialmente a carico d<'i polmon i. Cosi in u.nodei nostri c.asi la tonsillito ul cerosa en1. (Juasi un fa~lo terminale d ella lisi polmonnre elle portò aHa morte per mcningi te tu-
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bercola.re; qui .la lesioue faringea. ve1li,·.u aù e.ssere offusca.La dalla gravità ed imponenza ùelle altre manifesLazioni morbose. In un -secondo caso ~nvece la tonsillite tuberoolare si a-ccompagnava ad lm •.t lesione pclmonare in via di raggrinzu.mento sci erotico, che rap!l)resentava un tentati vo ùi guarigione dellu. malattia polmonare. La ulcerazione tubel'cOlare a carico della t.oitsilla di sinistra .reca.va gravì distur-bi cto·Jorifìd e sì accompatg·na,-a ad oli te. media purulenta ·Croniéa deJ.Jo stesso lato, con carie degli ossicini che voleva forse sospettarsi di . ' natura b acd lar e. · l1 n solo <:aso abbiamo avuto di lesione LllbefiCol<U'{! delle tonsille apparentem ente primitiva, •poi•·hè la radi<Jgt·afì.a del torace e l'esame cli·nico fa<:e,·ano esc.Judere la prP~t' llZH .di fo,·olai attivi Luben;olari a ca.rìro de.i polmoni e di altri organi. I n un quarto caso la tubercolosi delle f.On.tiille .aveva assunto aspeLlo produttivo, vegetante, quasi da. •mentire un -pì~colo Lumore. · In un quinto si ebbe invel'e la li·l li ··a formu :11iìiat·e, o malrtttùt d'i• sa·)Jtberl.
l•n un ultimo ntS{J si trattava di m1 m~uin<Ùo, con lesione ulcerosa grave del·la gola. Qu.c'1nto al sesso i nostri mul.ali ~i dividono egualmente: tre donne f: trE' uomini, tutti in t>là gio,·a!!ile. Cirra ai ct·iteri che .ci debbono ogu idan· in ques.te diug.nosi, ol~re i earaLtet'l obbietliv!, da noi sopra rie.ordati, dobbta.mo dare grande valm·c alla disfagia e ·Ìt h:tle le sen:-;az.ioni 1wnose subbi ettive che affliggono il rmzientP anc.hf: ctuando compie nn se mpl i·CE:' alto di deg-lutizione a vuot.o. l ;n.t disfae:ia (·he in un indi,·ictun re<:unll' um\ ukerazione o infiltra.ziom~ •d1 un;1 tonsilla,' con uno slnto genemlt! sc·adenLe e con molLi seg-ni dPil'ab ito tubercolare: lllllt disfagia, ditiamo, che pet·duri immutata ad on ta d el l e eu r e lentate per 111 t>Sl, è segno di presunzione molto importante per stabilire una pr·obabile diag nosi di tubercolosi delle tonsill1~ . Naluralmen.l t' la certezza si avrà da una biopsia.: nei nosl·ri se.i .casi l' e:;arne .ìstologiro è rius1·ito sempr e positivo per la presen~a <li ea raltèqstiche h.,:::ioni tubercolari nel r·orpo della tonsilla àff~tta. ~on ugualmrnle po::.ilivo è :>tal0 il t'!:'Pt-rto dei bar·illi di K oc h. In quanto all.<t cura ol tre 'tt,lli i :;uss.idi terapeutlci direlli alla infezione generale, si do\-Tanno usate dei topiri .a hase di addo lattico ·fi no al iO % , H fenolo solfo-ri-c.inato (Herynlg), la ooluz ione satura. di iodofonnìo in ef..ere. Quando sarà pos:1ibi le si dona n no tentar-e le !'auLeri.-.zazion i galva.nich(' dei margini e del fondo del!'ulcerazior:~; in. f)llakhe Daso convert-rl. faw precedtwe questa t•ura <ia 1111 cJOuu·elt~t gr• <:ol cucc)1 iaio tagliente, oppure da uu ,.et·o mo:·n!llt\ment di tuW i botton i più !prominenti. Pnrlroppo quando le lesioni ,;olmona!'i sono nva.nzatt> ,, assai gravi di~·iene inutile ogni <'ln·a locale. L'<tzìone della cum rnedian.tr i raf!'gi X è riu ~r itn in qualrlw caso henefir··!l. Non abbiamo esperienza personale deHa lenupia con la tuher.colina, l en i:Jta da R~>unP.rt.
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Il tlllHOIVtlu i.• liYP:<titO da tpìtel\o U...:llJrighi:lDO U { 1;\pil~~ I.Ja,:;.,.-oe <.: U('ll'iuter UO è t:• ~tÌlllÌiv 1[;1 <.:<11111\'tthu I Ull \ '<1:-Ì. liL l!li('SIO t'I) IUldUro :<Vllu 7-Ullt: d i llt:l'l9..,:i ' lli <.:UÌ \1 UH db fui'UJll <1\";t l:1 1'<'1 \ iJ•.,:iiJi k ~~ ll <.:h c ad lll'l'll io !lllllu ; (;OiltÌt>Uè Uet.t Ì tv o·; l S\.'<J:>U etJ. è Jllu itata JWtt<LtueiJte dn Wl sorri lc ,.,.Lratu tlbrooo tll.cl.l'Q al yualc, du un lato :,~p~Xiul· 111<-'llll', to \11111 ddJole ua!Til'tll d i lliÌJ::;·a:dvllt~ l•UI'\'k\.'llu lan~. Sl tratt.;.l !!.'Yidcu tewcu tc di tessur.u t ub:ucola rc <.:oll un gros:j() tubt·rt·olu <.:: ttoci Jica to.
L'luliltr;t:done tuher<:ul;n·c è dl"'I"J"'i;l illl'guallltl' llk 11\•l Lc~~ulo t:vndnJut•utah'; lu gt·l,l.-I'C <.~01:><1 uou tot·t·a llll t:L·t·to ll'<>l.,tu al ùl sullo dl'll'c•piteliu tli rln·::;lillJ>~.·lllv. l'iù l•rofvttti:IIIL!Il !<ll.~. dìt •k·gll addv.tt•.;;t•Uo,;•nti t·d lul:lri (l.i J'onua rotomleggiuult• UJIJIIIl'C oe•:llj.)lt llltta la \,l'lllll:l C:SlS\1'1111.' J l~l i ll lll ri!' I'IISi \':1>-'1 S>III)..:UÌ:;ni. l [Jl't'JI;ll'ali ~·ulvl';li.i l'I.JI Zi Llll-.:'\id:-;,·11 lllu:;ll':JIIu :ll ldt~ ba<.:illì Lli Kut:ll.
V I. -- D i c.; , .\lal'io, di Ft':l:>t~)ti, <li auni :!l , \'ignarolu. l-:1'\'llllit 1'llllli)kll'~ l' t·u llal t•t•;ilt' iJHI\- 11 111 ' . .'\ t''-'llllll IIWI 11I Ma d<•;.:ua di llul:l llt'l J•a:><salu . J)a <:ln·a :; Jl!l'"Ì ha l'VIII Ì'JII'Ì<~to ". ~tll'l'irc di gula, -c \'Clllll~ Clll'all! \.'Q Il le l'""'"'lll'lC :tJ•JIIÌt"'-i" ni di tiutu ra di ivd iu ~· ;;Jk,·rit l;t. gH rga r i::;m.i . l..'<:c. l .e l'VIH1i;dvn1 ]Ul.':II Ì l' J disrurbl .'4\J))Ìl•tti\'i }H'g)!il>l':tl'\11101 Ullll'o t:ht: a Ull !'tlniL·g~l \'(·1111<' il "'J:;p('l1() ,..j trall.li"L"-(> •.li li lla fo l'llla Jw.:tka; · I'C!Ul•'l\1 J)l'ath·:Jlt.• :rkuu(! iui• >~iuni di t·:~ luwc· law1, lJIII :;en~.;t a [,·uua e lli<;;w!:t. l11tautv 1.1 d i,.,f:Jgitt si lntt:"n.silkù, la l'ul:e dil'eiii!C uas:rle, >;<J\'t:Jtl.C ::;i cl;I K~ ri ;;ur• git..o dl•i tiljUidi dal li:IS\1 1 lo :<lalu .~~llt'l';ile ol\'t::llldt•, UJIJ ~II'\'1' 1'<1 llll·lU<.'I'V:-t' gl:llld l!IC lli'l!;;l~t::nl',;t \'OIUillillu~, d li l'f.', :-po<:;Li bHi. 110('\1 llolc11ti a 11;1 l'l'l;ÌOil\! ~·ttvUJW:il:dlarl! t! ai lati del c-ollo. Febbre a li t >O iiTt·;;ulare, iutt•rntitleHt..:. Cvtll[•:ll n: una listol:t n n:a!e. \'{~..,"),:'() il wa l alo 111 !•rima \'Oil~l il IO J::J:rggiv J:J:!J : e l.L'<tYO tlllo• lub<.•rcvlvsi millaro ulc~·ru:<~l dC'l pa l;r l o utoll\', ddl<• t ou"'illc lJ;thttin~. dellu p;IJ'l'le 1JOl$tNiore fal'in.)!'(!a, si YN.lono tLpid i nvduli lu lll.'l'l'ulari' di"-"(!IHiu:tti m·lla r~•rln;.!t". iu •parte ule•·•·:tt i. lu Jllll'te lh>, rou f«rll' :IIT''""'"""nto dd fondu. L'cJJiJ;IOtUde è edt•m:ttosa <' dtiu><:l: il \'<•S'tilx>lo l:JI' ÌJtJ.:(..'Q inliltrato è ultt'rat.~.
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:\lodit:\ h•lilll~•zion~ tll•ll'a pic·e dt'$tro. :$j, !'Ol\0 tA>n t<ttc <Lh·.~·l'"'l' ('111'1-' tnpidH• (<•lt••·r- io<loformio. ft·HtllO->-O ifn-rh·ìnHto, 1\ l'~Jli C':tzi<•ni d i t·:r ~;: l X). ma S(•Jìza fr u ito ; le tontlizioui J!c'IH' I':ili tl('ll'i1 • f•~l'lllO si n~:;;rn nuoiH' <.'Osì dl(! doY<•ltc t'><>'<\'1'1' r l<·o1·•·m t o a l \ '11 l'~ld Lgl ione dd l'o l i clini<'<), O\'c rlupo <~Ile nwsi DJtOti. :-:i 1'1':\:10 ~>~·:..iu i ti in l'h·n. "1<·11111 JH••I<•I'illlll'llli t li pic:<:o l e por·zlo nl di tonsilla J t :~ti :J (:l: :t J•il·to lo Ìll)!l'llil td i lltl'llltl Jp "''v;.ioni ('()}111':114• ('011 1"11 ttto,;si li li:I-Cosin:l a •jiJl:lÌIIIIO fol'll'HLI'J IÙt' \'Il I'Ì\',1!':1 [(' jll' l' Ìllll)!\111 le ('iii01':17.ÌII111' IIIJt"h•:J,J'l'. Ja (JII;I Jt• lll:t•lL<~I <lel tutto '"11 JlÌl'<.~J IC wul• Jlt'l:l'•>l'il'il<'. v1·t~ ~i S<'Or~te :J nt·om l;~ C'Oltli;:ur:lz!ont' di tn· I.UIJt•I'I'Oli <·n!<!'Ì•fÌl':t·l.i . "''11~~'1 plit l r;H'('ia di ' 'l!.'HINll'i a u tlt•;\tì. Con (JIH',.,te r.<•.HW HC<T••th-ht• St)tlfl ;Jit••t·twle .inf.ìltl'l17.iou i l~llTiedlul:ni' ch e hanno :ts:<nrtt<) \'ÌI';t(·(· il t•)lore mH·Ieal'e. :\Pill t :,;lruttlbl'a cbll~1 tou-"'illa a fc) llic·oli l><ol:t ti (• I'ÌJII:I><tu ~pesso l'ou thm di ('s:,;i , J•\'1' lt• l'.OUe Ut'C I'O tÌI'he l'(>IIÌ I':III . 0\"4.' è ;<t'<)ll ! Jl;ll~l 0;-'11Ì tr:H'I'Ìll ~~~ Ol'j!nUÌ7.7.:17.ÌoiiC. l)L
<11 \':1 ;;; l<:l lli!II Ì,::"II Ì alt<•l'll•l >l ilt• !Hiillm-.io ui. ~~ osM-1' \ 'a uo :mr·ht• ct'/1111,. 1/Ì!/flll/i c·nn n n ('lt•~ l'c•spiull n lln
f.~·t:Nò llllll!CI'O
periferi;l, ):(iaC'cntl 111 eentl'O di. tnl.K•n·oli mili:trid o in llll'r.r.u 11 res.<;uto UN:'l'Qti<'o, In <:11! pr<-:;:<·11.7.'\ <'1Jnfct·u1:1 In à1a:,."'lo~i c·liJ iit1 t cll luhl't'(·olo"i dl.'lln fn r lnl!'c c ~~Ile tnusill<'.
Da quanto abbiamo esposLo e dai sei rasi che abbiamo potuto sef!uire cli nicamcn lr- e con la biopsia, risuli.a che la tube1·col·osi Lonsil.l;u·e -è pi ù f reque11le quale manifes~a'zione secondaria o conromita.nle ad altre les ioni specific he del l'organismi') s;p(>{'ialmente a carko òei polmoni. Cosi in tvno dei nosb·i c.asi la.lonsi llilo ulcerosa era quasi un faLlo lem1inale della Usi pol monare eh e 11ortò aHa morte per mcn ingit,e tu-
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ben:o lare; qui Ja lesione faringea ve11iV<U ad essere offus cata dalla gra\'ilà ed imponeiYta delle a ltt·e manifesl·azio ni rnot·bose. I n un seçondo CèL~o ~nvece la Lonsil!tte luberoolare s i a.ccompaguava ad un:.~, lesione polmonare in via di raggTinzamento sclerotico, c he rappresentava un tentativo tli guarigione delJ.a. malattia pol.monare. La ukerazione tube rcolare a ·carico qella t.onsi!La di sinistra .ree<vva gravì disturbi dO'lorifì-cì e si accompa!gmwa <.Ld ot.ite. media ·purulent.a cronica del.!o stesso lato, c:un carie degli os!3 ici ni che poteva fot-se sospettarsi di ' natura baci llare. Un solo .caso abbiamo avuto di lesione tuber(:ol.are delle tonsi·lle apparentemente primitiva, •poil'hè la radiografìa del torace e l'esame eli·nico facerano esc.ludere la prese!l7.a rli fo1 ·olai <llli\'i tubercolari a carioo d ei polmoni e d-i altri organi. In un quatto caso la tubercolosi d elle tonsil1e <tvent assunto aspet.Lo produtt iYO, vegetante, quasi -da om,en t i re un .piecolo Lum01·e. · In un quinto si ebbt• invece la ti{lÌ \'.U. foema mi liaee, o ma.lnttia d'I·
sarn bt.>rl. 1n un ultimo caso si tnLlt.ava di un mmincÙ o, cbn lesion€- ulcerosa g t·ave d el•la gola. Qu.an to a l sesso i nostri malati 3i dividono egualmen te: tr'e donne -€. ttf' uomini, tutti in età g iova!lilf'. Circa ai c riteri che c·i debbono (guidare jn queste diag.nosi , oltre i {!aratteri obbietli,·i, da noi sopra r·i.cordati, dobhtam.o dare g t·ande valo"rc alla dis fag ia e a tutte le se nsazioni penose suhbiettive che affliggono il pazienti? anc.hf· quando compì e un. :;emplice atto di deglutizi one a vuoto. l ;nu dis fagia eht> in un indiYid•tn r ecan te una ukerazione o infil trazione d t un;l. lonsill<l; ('011 uno st.ato genera.! e se·adente e con molti segr~ i cle11'abito lttbe.rcolare; una disfafria. d!<.:iam<l , t: he peiidu.r i immu.lala ad on ta d Plle eu l'e tentate per· mesr, è seg-no di pt·esunzione mollo importante per· stabili.re una prob<~b ile diagnosi di tubercolos i delle ton·s ine. Natuealmen.te la cE>l'lezza si avrù d<L una biopsia : nei nos~ri sei .c.asi l' e!'.am e .istologiro è rius(' ilo sempre positivo per la. ·preseruza d i ca r a lt.t>J'tstighe ·~L>sio ni tubercolati nel eorpo d ella tonsi·l la àffelta.. ~on ugualmen te positivo è s ta\0 il r·epf"r·to d e i bacilli di Koch. I n quanto alln cura oltre ù'tti i sttssidi ter<tpeutle i diTetti alla infezione generale, s i dovntnno usat e d e i topif'i .a base di arido lattico ·fino al iO % , i•] fenolo solfo-ri·c inat-o {Het·yrtg) , la soluzion e satura di.iodoformio i n et-ere. Quando sarù possibile si d o nanno ten.taee le n wterizzazioni galvaniche dei marg-ini e del fo ndo d e l l 'ul ceraziot :~; i n qualde caso converrà faw ·weceder e questa -cu ra. d •a un oouo·ettage col cucoriaio tag liente, oppure da un ' 'ero m o:-l'e llmnent di tutt.! i hotloni ·Più IJ)rominenti. Pudroppo quando le lesioni polmona,·i sono avanzate t> assai gravi àiyiene inutile ogni cu ra locale. L'azion e ticlla cur-a m edi<mte i raggi X è riu~ci~11 in C(tla.klle caso henefìr.a. Non abbiamo espel'ienza personale d el•la lera1pia con la tuhel'COli·na, tE·nt:.tta da R Pu nP.rt. 2 - Oirir>wlc di ml'dicina milil<tre. -
Fa sa. I.
18
CQ:"TIIl6 l;TO l:Ll)"lCO .\LLO ::;'Cl; OIO Ot:LL.\ l l m ;t!l:ùi.0:-1 TU)"t'll.l ••\llt:
SPLEGAZIONE DELLE TA VOLK
'Iu.v. l. · Fiy. l. (OS<'C1'Y. lJ. - Yasta wru1 eli to::;.-;uto tul.>l•l't'O~u~. eun tendenza >tlla uecn.>si l.'èntmle e nuru;?J'o:;e t~llule giganti illtomo Fiy. ~- (OI>~t:rv. li). -
'Ies;;uto tuberc.'OI:t1'C in cui wnù rc,.idt~i ddlu su·uttunt
liu.far.i~l fouùailllJ('fn<tale: n:~mcru* cd Iute
gig:tnti ~.-~uattA·li.sr.iche.
1'ac. II. - l •'iy. il. ((r/I.~Crli. lllJ. - Va::.t o tratto ili ,.;ostau:rAl wus;t~ll~ 1)1-ofouda. me.n.w alteratn IJCl' la l).l't'.seti7Al lli iJ.uìltrHni<me Lubclx.vku'!:! (ti·.J ; .J.'j: 7-~J. ln t;.;j. lliJ)e1'tul1<1 eLi \ID g1·u~ Va::KI :xulgnJ,g'uO. fi'i,rJ. 4. (o.~serv. lliJ. - Altra wna <Li tes,;uto eo!l infiltrazione t ubercolare, più o llleno uddeusu l<t (li· i, ~c.) t'Oll ;t !cune sezioui di v:u;i ><anguigni (ihJ; v·5) Lrowbizw l i. 'l'ttv. III_ l•'irJ.;:, ((lll~•·rv . V I) - 'l'e.,suw della ton~illa pal.aU~Ja tin c:ui è :uwo1~1 \'Wibìlé hl tt•:t cda d~·i g'I'O;<Si fuLikvli lillf:ttl<-i {1;-;j; ~-7). I n fdt<>, u dcF>tt·u >'Nllil iullltru7..ione tuoorco l:ne, ('OI( hu·gh•i tr:\tLi' in 11:t.':'e n t•t,rvt.il:u e (..~lh tl:e gi~;anti (3·1; .J-BJ.
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'1\>s.~uto 110Ye1·o ùi Y~t:>i :<;Jng~til,.'lli.
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.\nlt •iO tt·;1llO •li l,,,.,uto lvu,..ill;u·e twluw in •uecr~i: !:1
tl'itll.llA ÙÌ \:':"'>JV, (JU:lsi <IHÌ'Sta, IIUH a:>,.UlllC ull'aLtv hl ÙVIIPUa cvl <•l':IZiou.e COIIJ<! a<.'CILÙ~ del tc:;... uto linfoide iul<>rllo. ~lllt•><L'ullìtuo uun è Jlurm:llA!, lllll è iulilt r:Ho e in ·l>l"t..'\I:J
a l pro~;e ;,:;;o tu be1't'OÙlre.
1'a-t·. I\'. - ll'iy. 7 \(MSI' /'f. JJ ) - l•'ntll l llll'~ltu olti ton:,:ille ill eui Ìlo all<l si nom Ull gt·o.'>IS() follleol<> e in ua>:~:so il luiiH.- ùi uu'aw·v ia C:l'ÌJ•IJI. In 2·2-~ ,;.:i oss.~•·vano fasci l:lolJ':li.lii>li di lil;tlllCilti .ruic:•>tid, 'II 'J ~ Irl•'IJt•llli con (H'OioahiJ.i·t :ì a \IIU ftlngu d t• ll;\ 11ora
b<>cou.le cll.e ha im•uoo l1t wlJ.::;illl:J :111'Nut da tu bcrwlo:,oi. Fig. S. IO$S~rv. 1). - La ruetà ;;iuist.ra del Jll'C}!llJ':ltO UJo,:,.u·~ un tit•Ì<.'O <.!SCUIJ>Ill·l'e di ~'"''11to tnl)('rt·o la r~:> t·ti U c::PIInlt> ;!Ì~;url i ~ -1-:j ..JJ: 111.'11:1 llh'til tlt•;:,tra ;;i JWLano <legli :tddeu:-::tlll<'llli 1'<>rU.·nu·nle t'Oic>rati da iJ',•JII:IlO:-,:;ilina, dtt• r:q•pre:;.•u·l~l.llò iti 1Li tmllll!i<·('Ji() :<:l JII'Oti t:l
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lli.< lntlfh:a e .~t·t·oudal'in (in t 'ontrihnt·o :lli:t c·a><uis1i<11; Uoll. delle m;tl. <lell '<)l't'('Chi o, f'CC .. J!'H;j, Xlll, JO!ì-S).
T. BnBcJ;-:t:. -
Caso f/l'fi~C t/i lu/,er(o(•/r,.<i dr•llt• uwi[lrlalr· paltzlitle. tlei tJi/n.sll'i, rleZI'tcytlifl, t/1'/, (ari11fJC r 1/el car•• IW.<o-/III'ÌIIffc·n yum·itt; mpit/amt•lllt• c cl ejìtlili •;a. nll'nlr. t:()t hlc •z di JJH' Ii/CII e . (Ar•·lll\·io ital. <'H otQI.. XVII. 1!)(1{;, l(jJ.::JJ. R. Hortco"r. - 1' ub"n·c,lvs:i P l !m.~if./1'. (Gim·n in\<'1·. <l <.>Jle scienze ·m<.'<!.. J901, n. s.,
XX l TI. 11.:!01. ))o.< C(/.<11·' •lr ltiprrlro_tlo UIIIÌfJtlal(lr tullc:t'C'(J/osa 1nn•tlltt. IGnz. m6d. t'nlal.. 11'!1:5. XVIII, I~G). O. 1 \zm·~.t:tc -- ( ' r.;IJc•r dir• B u:iehull!/1'11 t/ ('1' Rodu.!lllllallrle.llzytJCrp/tt ., it' ::ut· '1 '11/)Cr. lnti•J.w·. 1.\r•·lt. f. Olll~'nh .. l~!!S. Xl\', J~). E . S. l'All" wu.u:1.. - 'fulwrr:ultt.<i.< r,f /h(' /on.<il. tl8-<t1ritt/ f' d 1c:ilh tulwrcul •ru s ylmHis. ot lltr neek:, (P roc. n. ~oc. ~l.M. Lond.. l!JO!J-10).
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E. H . UARI'EX1'EH. - Prim(l.ry tubcrc-ulosìli uf tlt ' fuucia.t. luni1il. lUull. El l'aso Co. l!ed. &le., li.IUU, l, :!'J·:il). K
1).-u-.z!GEFL -lJie .lla11<leln W<d ilt-re }J edt·uitllt!J jit r J::nllcic kluoy ci el' tu.lJcrkululiC.
(U!l:ryngo:;(vl,J;e, 11Jù7, X VII, VHJ. D. DE CONCJWl :i. - ,') u. eH un wso di tu.beroulusi fc,ringefl. (àr<.:h. iùd. <H lunwg., lll, l:SS:l-4, 15UJ. . DJ.Et:LAf'Ol:. - 2'uuerculu~e /a,·rée dC'8 trois ctmyy!lale~. t .-\.t'(:h. i'illcr. ù.e- J.aryng., llltli:i, VI Il, Ull.:!l;);. E. E . .t:: sco~u:r... - P éjtélra,tiun cle1· baci/le tubet·cul.;ux: dcul li l-eli ct~m•ygda-les digesti-t;C8 rle /'hon~me. (Cong;r. inlt. de ,OJI(.."{l., C . H. , 1\JU:l, .\latll'id, 100~. XlV, loo-17-JJ. E. E. l::&'OlU:L.- Le.~ «'lllygdaZes palalit.es e l l" lw: ll c dtc;s le tubc n : uleu a:. lilull. et ruém. de la ::>o<:. Annt. Aùe l'a·ril;, luu;,;, :;w-3tti). J. (). J:<'OitBES. - .4. {)(J.8C Of fubCI'CIIlOl<ÌS uf t/I C IOIISi/$ IJnc/ /ymJ)Jt,atiC [jl(lllt/IS, /Ogether with cunym•ita.t brOI•dtieotu .s~ ot both lu11y and cir-rhos-is ot t/te u,ver (),11d pafl,cre•ts. ('l'r. Patho l. .&le. L<.•D. , l!i!J5.G, iHi-:l\iO). F . }..'. l:'RJED:\!A~N . - U -e /Jet· ton.<i/ll~rttt/.lerntl,sE: . d cnm 1::1• l 'i t l!h1ti'Y u 11d lJcrleu l1mg im friihen Kvucle~ufl e:r. (\'erlwndl. ti. LaQ' llg. <JL';,>ello,-.;11. zu 1-lèrllu f l900l, 1001, XI, -10--J:!J. G . G HF.Ufi<"l. - /u fezìOIIe tubcn·ula-re vritt~ili ~;a del/ t~ lun~;ille, <l ei oeli /lflla.tini , dei testicoli, <ielle artioolazdotti; 1ma evolu z i(JJce ed e~;ili. (Aim. ùell' L<:~tituto :Uara.• glla.uo per la c:m~1 ddl:l tub., ~ova. 1900·7. li, 1-li). G. GREDL"U e ~1,\ll:lAG.\LJ..J. . - [ nfr' :::ioue tu.bercola-r e Jtrimili va Sf)eriuu: t~tale de/lè tonsille fJaluline. l'C('. ( Lavorj ùel Cùngr. tli cme.l. int., U)fl;), Hollla, 1900, XV, ~02-5). E. Gws. - Z ·tn· L'(Ltltolu!JiC lic-r Tttbc: rt•u 1o8!' t/er fJau.m cnton~illen. (\Yieu. klin.
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LM'Y1lg-, Rhi<nol. ull<l otol. &le., l!Jlll. 210-:.'HiJ. A.. l:lAl"fAS'I'. -
Lit lu/wrc·t~ln.~e dc,, llllt!Jytlales.
111, :{:!u-:::,6) .
1Rt>\'. de la t~t·.::uloS\:, 1U06, 2 ser., ·
Uc bt'r l'ltellolum s uljo-ril"illl/ 111 uutl .,e;,: .-llt weudung bei tul>erculii· ,• u,, rnu l dwoui.~(•ft C'tt IJJrl.-raukwtf/CII tlr•s Raoft('ll~, dcs K eltllw[l[e., 11-11-il der N cue (The\:IIJ. :\lol!ll t :-:.h., l~tlfi) . A. F. H t:ss. - A1~ e:cami>wlivn uf C;J'Oi..~c·<l lousil,s; (t· l{a.~t: oj fllb e1'C·f)!Ou.< intection IJ!J 11 '''lf'i/lltS of llt C 1Ji5vì ue /.!ffl'' · (A.:r('h. Pedlnt.. 191lS. XXV, 31·5). W. \lOni.\S:>: . _ !~in L-'an ~·r,n pl'imiìnm ;_,,,lierl!'r 'l'uusillnr-tulted.- ulo.sen Lei.pzig, 1902. •\ . Rl ! (;()'l' -·· t'onl ribulitm li l"dutlc c/c ICI t u ben ·u1o;w tuili,t rie ui11u e Jlhar!lll{IO· lur:m1JI',. lt~w.fotlie ;/'Jsam/wrl). l'l'h. de Lyon. l!>®o. L. ~l. H o uo. -- Th e c1i11icrtl tlia!flll•-' iS of tul...n·•, /OiYis ' '' the l ou sils,· wi/.h some remarli,.~ u:pon t/le 111 ic:r osooJtit· tliaynoRi.<< . (;\1('{1. Rec1ml, 190!l, J089-l09o). F. ht.x,. _ -· .-! case o t prima ry 1u li~"'-l.!lllo., i .. of 1h ~.; pii a l'!fllffC'ttl tou si/. associa t e<l ·ci!lr lubc roulr111 $ (·1~1'1/iC!II ff /ttltrl>< . (Lilll.(."<'t, 1!111\1. JJ. ~171. S. .I A:"< IiEU:\J'fC I·l . - Ut, lulltn·u/o., e 1(1tf'-tl lf; tle~s am !Jfft/o.k.• t•t tl('.~ tb;t"lation ade. noicl•' ll. iSem . llJéd., J!lll2. XXTT , 1-{i) . R. H . .TOH:'i><O;>. . - l'rimw·r y tullt·n·t,lo.•<is '1/ tll e I O/I.•il.s. (.llour. E,l'e. Ear and Tbroat
Tu. R Eurxr.. -
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-
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20 ~L ~l.
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L.\nuf: ~>t c. Lt;vr-SIRIGu F; . cas df! tu/lcwr~tlose.
La tu~crC'uiOIJc tle.s am!lgda~e.~. (Gnzett.e de6 Ho-
. El1tde $:1tr le..~ lésion.• d e /'ttlll!fflrlrtlr (/alls quclq11es
CBnll. et mém. <l:e L'l SIX·. an:u. de l'nrils. 1!'!)9. !l19.922J.
Untl·,·st~l'f'llllf/CI~ iiber 1{1/enlc 'l.'u()erk·~t10SI' di't' RaC'f/ eummtdel mit lJPrii oksirhfigun!J rll'!' lli:~lterigro lJPfll!lt/(1 Utld t/('r Pliy.~ìoloyir· dr•r Ton.~illen.
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·
1008. n. 8). :II. -n·rxTrR. - EJcilra!l :- ur· Prfi[Jr rlcr Tul•.r·rkltl().~e rlrr Jfa11dcln . ( Z.~:It. f. Flei.schnn.rl Mildlhyg.. l$9!:. rx, 43-5>. ~. L. Wit!;OK. - R owwl <q· a crtsf• oj t. u1Jf'1'NJ1().~ifJ ()j tltl' tou .• il. trifh rema,·Tt.• 011 fhe ndmin1.~trntirm ot ·11nta..~.•ium ior/i(/.e iu fi(IJP.I'Ctllo.~i.~. (Lnrynli.'<*'OOTJ('. 190R. XVIJI. 297-~nm. G. B. Wooo. - Th e .•i.glli{i<'(lnl'l' ot lulwrr·ulo11~ lii'/W.,-ifs 1n 1111' I Q11.qi/. fJom·. Am. :\1(>{1. A~'SOC .. J!JO:'i. 142.'i.:l.J). G. B. Wooo.- .4. con~ribution to the .•tttdtt ot tuber.culosis of 111-: ton -•il. n~•D•li!OS<'O ~. 1900. XVI. 345.61). G. R. Wooo. - Tl!l' ton.•il.~ rwd tuberc!tlMi.•. (P emls. :\fe<l ..Tour.. J!)Jl-12. XY. fl.~'l-5). n . ZWILLl:"CER. - P·rinruria lfllt>llf.(? fttbe,·roTosi cJr.;U(' fOII-~iUe iJ,r>I'II'Ofl<·l!i!. (Otr. In Arch . inter .. de L'l·ryng., 190:i. XlX. ~67-387).
22 SCTOL A D ' APPLl CAZlO:\'E JH i'i,\:\' LTA ) liLl T AHE LAHORAT0RIO
1)[ !f:IfèKE
DlR"TTO 1.> .\T. n;;s-r~s·n; G()LO:\:\ELLO )fEOTGO l'LWV. ( : .
(;'HJ.'\ Q.'\1
; ~ULLA DfPURAZIOMf DELLE I[QUE ~TABIU PER LE TRUPPE IH CAMPA6nl. RICERCHE CHIMICHI! E BATTERIOLOGICHE dd
t lo t !.
•
Antonio Angeli n l, eapi t>•no modico, as.~ i-.tent e .
Di11anzi al w inciJJÌIJ ormai indi:;.· u:;,::v d1 don~n;, in t:tLnlpagna, r itenere ;:,0::-p• ·lll' tutte lt· cu;qtw, unl'\te ~e l Jen,·apt.all', e d inanzi alla nozion e epide nliolugil'a deii<L stw~a lu t'L"<."el li,·it~L ctd solda to :ùlt• form ~ infelLiYC intestinali, la d t~pumzion.f:! delle 3cque assurge ad un ròmpit.o di pt imissi ma, Ìllt•p re-;cindibile JJP<:e~ità. E' curto c he- se ndlu ~t mnd e 'g'trvtTa si potè kionfare sul oo l ~:ra e s1llle affezioni lifo-paral.ificltt·, ne s pett.a principale m erilo alla potabiliz:wzicJIJ<• dt'l lt• <:U'·lJliE:' t·cl al h~ ,·acT itJazioni. l m <.:ni ellimi,·i pota!Ji•lizzaJJli c ·ùn\'E~t t.gono in special modo alle lr·uppe del le tr i liCC.'t', d el!~:: zon e rl\'atJt..ale ed a qttellt> i.n m o,·imeJJ to; i mezzi fisici invece sono più pl'Ofl J'i cl t'l le r elrovie della g-uerra, d{• i (\Ulllp i stabili o di UlJ<L c.;erl.t d11 raLa e d l'~lÌ ttCA.·.a.nl{mamettti . Del le uum e r·o-:e- sosl·aflze ac idi e [l)ro sali , t.:<Jlllposti ukulini , mel<Ll li e loro :;al i, PL' rns~idi ~~ pPr,al.il IJl'• ' PO~lt- per ri so l verè il pr'Obl ema d ella d epurazione idr·i1' a, sino da quaJJdo la qtwsl:o ne pt·ese impronta SC' ientiftt·<t c.ol .progr edì n'del la bnUeri olnJ.!ia, •gl i alog·eni (bromo, <:loro, iodio) sono que ll i elle. dr>po la l un~a Jli'O\'él JH'aliot , si mostrano più ri spondenti allo s copo . Essi infalli soddi:·;fano nw.!:tlio ai ~eg-uenti p n:;Lulat i r·id tiesti, scronoo Gi.1'0J!Ì, per la. pnlitbHizzazione cllirnic·a: fa C' ilt' c·on ~P rTa.z io ne; man i polazione e dosarg:p:io dt-lla sosta.nz.a d epu ratrice : suffin ent e sna energ-ia 11er· di sll'llgl.!'ére almf'no le fo:-me Yegelalive dei ·genni pat.ogeni; composizione lni P el i I:'S:Xl da non la ...:çiare aH'acq11a prodott'i nocivi per l'or~m n i s m o , ancll t- dopo 11"'0 p()lJ•alln. (• da non Jnl)difkare in m odo notevol e gli M iginarlt·nr alleri o1·p·auolelli•; i dcll'ac.qua stessa. A1g li anzidetti poLab i tizznnt i l'hi.mic:i ;:;j dl' '·e apf!'Ìtl llg"t·r(' il per manp·analo el i pnla-"s io, per (Jil<tttlo non s i<nto :::talP c·on fc-'rtna t{l lf' s tw mnze r h e t'S:'O i\Ye\'a falle nasce re al s no pr imo im!1iNnì . :\ndll.' l'ozono, e nlrnto si no dal 181l3 nella pml.i ea d el.l<t cl isinff'zinnP dC> !!€' :H'C(IIe, è, nlm pno Mi suoi (•fft•lli, un potabilizzanle c.ll imi co . Ho rif'e rcato, Jlèr ciin"t':-e St,sl.anzt> cliilllil'l l\.' pol.ahi lizzanti , l'Ile t rovarono impil:'lf!'O clll r.uJJle il rh-·ri odo bl>ìlil'O, in ((tral mi:=;urn clJ::Lt·ug-gano i com uni gc nni acrptalili . L'l•:=>a nw batle ri ologi, ·o q11<tnlilaliYO dell'ac·qua., prima P dopo la cil:'pllt'azion•·. È' ::;1;!10 fallo rn11 t l'('. di lirp t ido ~u c·ulture in gelatina in n tp:=>ui P P rll'i , manlf>nt tl!• <illn l (·mwrutura di 20-22 ce-ntig-rad i. Il c·o nlt-_g~i o ct elle c·o!oni e ftt do\'lt! O Hn·estarr, in tullL• le espe-
iSUL.L.d U~.J'l' ll,\ZIOXt. Or:t.Lf; ,\CQl;r: J'Uf.\llll.l l't.U I..E 'l'IU'J'l' U IS C.\.}11!.\<;S,\
2:~
rienze, in 4' giornata, per lo sviluppo di get~mi f.ondenti, osservatA> in alcun4 caSi, e ciò allo soopo di voter fare dei oonfronti precisi. E poiohè il potabilizzante pi'ù ac.t:redilalo non solo sdentifi<:-<un eute, ma anche nella p1·aLica dvil e e mi.lit.are in generi!, ed in quella dPl nostro Esercit.o in ispecie, fu il cloro, nelle sue preparazioni diverse, mi sono anclie occupato di >pt·ecisare il tasso del priuuipio aLlivo su c!impio11L di aleuni .composti preparati per Ì'l nostro Esorcito sino dagli amti di guerra. Ho €!Seguito questo do:>aggio \:Ol melooo Peuol, basato sulla ossidazione dell'acido arseuioso .per parte ciel cloro . Si usa <tll'uopo UtHt soluzione t.itolata di aci,do arsen'ÌùSO {ac.ido arsCI!io:;o 1>uro <tni.Uro gr . ,./•25 C<.Lrbonato sodioo put·o cdsLullizzato gr. 13, auqua disLil lata gr. 1000}, d i cui un <.:enlimet.ro cubit:o equ tval e a milligr. 3,168 di <.:loro. Serve, da indic.atore la C<ll'ta amido-iodurula. Di questi composti eli cloro, di voochi a pl'eparazione, è stata provakt. l'~:flkacia o meuo 11ei rigu<ll'd'i del bader•it~m çO'li, di cui fu inquinala l'ao.:qua in noLe,·oJe grado . H o fatto oggeU<> di allra. ri.cen:R lo toL<Lbi·lire in qual modo illfltwuzi'no la <iurez·za d el le acque il solfato dj alltnninio e lf:' so:>La.nze <.:lli m iche depuratrici rapaci di cede re sali lenosi al le <t<.:que t.ratLate (com tXJsli a base di doruro di <ia.lce, ·di ipoolorito di sod!o) . Per dctermill<t.re-, prima. e dopo la polabilizzaz.ione, il grado di durez:m t.otale e pt•rmanente, che si suole semrJre rice1·care nelle En tali si di a.cqua a 9COPO igien,ie.o, nti ::.ono :;c.r-vite del nolo metodo di Houtrrnt-!lullrll'l. l c.riteti .d ella moderna igiene non clitnno piu alla dureza di urfacqua l'importanza. sanitaria di un.a YOIL<.l.. Non è in falLi dimostrato il ne~n ~Lio~ng i 1·o, eli c-ui si 'purlò in J)U.':!SètlO, fra ill'i'en Luata durezza dell'acqua di alimentazione e certe malalLie ( le t:-alcoln:;i in specia.l modo) . Eì' ce1·to però che a.cquc dure possot'to produrt·e ' disoJ'dlni dell'avp;u·alo dilgen·nte nei consumatori ehe ad e:~e non ;;ia rio assuefatti. Sur·ebbe ar>' punto qu~U:Y i l <:aso delle trupl'e che fossero ammesse all'uso di acque ·t;Ì1t: un tratt.amento potabilizzanlc re-ndesse troppo dure. T<1le even.ienza. sarebbe e videntemen le deplorabi l iss.i rn<L d alt· igieue, d1e non raccomanda mai a bbastanza di evitar~ ai militari - spet: it: in r<unpagna.distu r·bi gastro-in t.f·:;t i n al i. In fatto d'i poLabilizzazione d1imica, qu<Ciunque sin. i'l prodolw acloJWmlo, f!ues~o esplica azione tanlo più energica e ,pronta, quanto più l'a\:({lta è sctw!'a di materiali in sospe-n s ion e. La ch iarifìca:.done .preliminare t:: quindi ra,·c·omanda.bilissi.ìna sempre, ed in ispecie in campagna., dove sm·à più fucilE" aver it d1e fare <'A)n <H:.que l<wbide che con acque limpide. Oggi alle vecchie sosta.nze cltia.rifìcanti (clorur·o di ferro, ossido di fen·o colloidn.l e, allume, laLt<~ di ralce) s i preferisce il solfato· di aUuminio, più pralit;o e rispondente allo scopo . P erò nuesla chia.ri,fi cazione c~h imica esige un .pò di tempo, t.anto più r·he in gene•·e OCCOJTe far seguire ad e~s<L una fillr·azione . Nello ç.ontingenze di l'ampagna, bisd.~nerà con tenlo·r~i ·di filtr·a.re l'arcpra o s u roLone o su tessuti di tela. La C[Lìantilit occorrente di s-olfato allumi11ico è subol'di,rwla a:lla lorbiclezza del l'acqua . Non vi sono per,·iò dosi fi:::.se e s tubilite al rig uatdo, daw ch e n<Jn esistono t.>sattP det.E-'rrn i11azioni rtri vari "'ntdi di torbidezza di un acqua. D'altr·a JÌarte ,.0ler de~umere la dose" dalla fOJ'Il1ttla di
2-1
-"l: 1.1 ••\ li~: L' L' II,\ZIO:\ E IJELU: .\l'l!l' t. l'O'I'.\It l l.l I'J:It
u ; l'ICI.: P l'C 1~
l.'.\ ~l l'.H; XA
P ul:.cys ( :\ = ~ p .J, ~eco ndo la q1w.le e:5.5a. d eve c.onispondere al doppio d él peso del t:arbouuto calcico d elfa.cqua da c hi;wifka.re, o d alla formu la p iù re,·enle di llado-B emrwla, s~cond o la quale la dose stessa deve e:;sere eguale all'akahnilà clelrHequa d i Yisa p er la. co:;tanle O,UIJ6, im-
p :ica J'icerr he prel iminari quasi mai al!uahili n<•llu noslm 1m1Lica mil'ilare d ·i campagna . ULtolenJhi Ila ::.11ggerilo una quanlilù di wlfalo <ii allulflinio Htl'iuùile da gr. l.,5u-2 pt'r ettol itro d'acqua. I n 0g ni caso bisogna <lgita.re d! conlinttO il li quido e 110i filtrare. Da esperieuze esegttite rtC'I I'l s tilut o d i Ig iene di .-\.mbul13'0, r.isulta r he m illigr. 4tl di ootlfalo d·i allum inio per liLt·o di a.tf)lua d eli'El.ba, la t'endono Lre Yolle più traspare nte, ne riducono le s%1anze otganiche e . :1e dimiituiiScono i germi. A propr~ilo , la riduzione di g·e-rmi 011erata dal :::o!fat0 al.lumìni<'O, sr•·onclo ulcu11i, potrebbe Jg illn~e l'e s ino al R0-95 %Il meceanis mo di azione c hiar ificant{l del solftLlo di aìlu·minio, basata sul.la scomposiz i on e dei eai·bonati alc.alino-lel'l'osi, è rac~lmente r icav<,tb-il e dalla formula: Al, (SO., ), + 3 Ca C0 3 •· 3H2 0 -+ AL (OH )6 + 3 Ca S(J, + 3 COz. L' id ra!o .al!u.miltÌt'O c.ost formatosi lntscitHt al fondo , per falle, n~ec-0an il'O, le so·st~ t n..:e s•)3r~s~ nella rnas::;a d 'aecp1a. E' imp·l icit.o c he le acque da trat.lai'P 11on dPIJJ)<tno essere f.ccessintmPnle dolci, pe rl'hè se i sal i lerrosi fos3~> ro Ì115Uffk i1 ·11 ti , m·tncllPt'eLIJe la fo r mazione d el l'idrato di allnm.i1r io e no-n si avrebbe C'Ile una soluzio ne di sol·fal.o allllminico, non t'èrlo i ndiffpr·eple pe r il crms umatr)re. E ' consi;g·J iut,o,. in caso di at·qna. a:-;-sni dolee, di ful'le attr·av e r~:u·e uno st r·a.tQ di poh-ere d i lné.ll'.mo. . Nldl'acqiHt lral lala ro n so:fulo di alluminio, ad <~J1'-'!"H z tone ultimata., si Yede uno -slralo inf(•riMP b i<ÀtJ ('Cì grigiastro, nno sl ra:o nwdiu d! acqua cli;ariik,,la ed ttn teJ[we s tr·:llo su perfi t:iale di aspel lo ~ hinrn ow . Ba ::.tuno scosse am::h e pin·ole impres-se- al r eci pi ente doH: fu l~hiarifirat.a l'acqua, per chè J'iodralo di all uJ11inio da l (ondo ilrvada di nuovo l ttlt.a hL massa liCJuicia, e naluralmt: n le arwhe in qtJe~ lo fHlto :;tu la ragione di d over fìltta.re in SL' C~mdo lt-mpo l'aeq.,Hl, d 0i l<t qna lt• ::;an·t.·~}L' ùi!lir ile la. tler un l uzi one. li :::olfato d i ealcic e ral'i<io t'iHbonico, son0 rlue e!ement.i aventi pali!:', conlP è not<>, ne-l ··onferi re dt l l 'E.'zut a ll e ucqtiP. Cenligr. 1 ,4 di :;olfat.o di C.alciO 11er litrO di :wqua L'OI'I'iS}>On tle llll g l'él•dO irlro!imet.rìco fl'Unt.·ese; mìllig r. 9,9 (patì a 5 c·c.) d i aci d0 ('a t·bonìro per hti·o r..or-ri:'p•1n<lo r!o (•gua lmenle nel un ~ ~·a do fl'iiiiCe;;P di d mezz;~ So-lfa lo di ('ale! o èd ucido rar·bonìco ::: i fotm ano, 111•1 la reazio ne son-:ts,· ri t lét, a s pese del . c·arbonato calci•·u. DE>le nninatlriO !.a clurezza l!>la le- di a, ·que di Lre d iverse JWOYenienze, tralt<lle <·on solfato di alluminio, 110l le pro po rzi o ni eh 2 c~g r. per litro, .e filtrul e sn r·olone d opo l'avvent11'n sedirnt- nla7Jo nt>, hu rilPva to com e no n vi fussP almll:'nlo dL"lla dnrez.za s. l e,~a . 1. Uroo,o. - La ck pur<.lZif'IW L'Of bro1no r ìpoi'a s ull'i mpiego dr tale ele m ento ;:;olio i òn0 !'I IC.'i cl i fft-n•nti slat·i : il rn oleeolare e l'ntom iro. Jl vec-ch io melndò eli SrhNtnlmr~' s.i serve del bwmo so L.to il primo s!H.to, n mezzo eli una .::.ol liZiO!it· bromo-bromu rata (·iì nlt'nut.a in una ~ tos sa fialil di V('[J'O t·IJi tl::(l alla i ampada brnmn !!1'. 6, br0n111 r0 dì J)O(.ai"SÌO g:r. 5,5, ucqua distill. ~ r. :!1 ) . Q~i (•"-ta la d o:=:t~ fi:--s<1la per un ettolitro di
ad
l
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.. in base al crit.erio di l•aboratorio c he cent.igr. 6 di bromo di st.nllggono in 5' tutte le forme vegetali ve dei germi che possono essere contenuti in un litro d'acqua. P erò in <.:ons iderazione di maggior s ic urezza di pot.a.bilinazione- nelle varie conti-ngenze de l·la prabic.a., è buona norma fare ~gire su 75 litri, a:nzichè s u 100, l~~ dose e nunc iata (Gri.r oni). Il Lrat.t.a.mento è .da farsi in recipiente di legno o di cot t:io, previa filtrazion e deH'aequa br-ul.a, eseguita in campag na, con un quals iasi ·mezzo di fortuna. Dopo avere per tù' mescolata con un bastone l'acqua c-he ha ricevuta la misr·ela depurém.te d e lla fiala , s i ne ulra'l~ma. H bromo i.n er.:cesso con i sali di un tu·bet.to· .annesso al la fiala s tessa (tiosolfato eli sodio gr. 9,5 - c.;nbonal-o d.i ·sodio gr . 4) . Esiste un a lt.ro metodo di depurazione al bromo, il quale viene :,frn~Lat.o allo stato nas('cnte od alom i co. Esso ò pi'i1 recPntt> ussai d e'l l'altro metodo, ma non ha a vuto diffus ione in alte-un Esercito ed è servHo, - se mai, nelle poLabilizz.azion•i domestic he. Schc pilew sky lo ha messo i.n :!pplit'uzione JWatica n elle :>ue cornprés.se :bromuro .eli potassio ce n.Li-. g rammi 15 - bromato di sodio ce.ntigr. ~.2 ) . Come ne utralizzante v'è un'altnL c.omlpressa di hiw !fito sodit·o. La com1>ressa df'puratriee sen 'e per un 1\itro di acqmt e drve <lgire p(lr 5·, ll'aS('OJ'Si i qLJal1 s i unis ce la compressa di bis olfito. 2. Cloro c suoi rom posti. - I l doro è l'aloge no al. qual e la gu erra ha dalo il maggio r favor~', com e potabi l.izzaute effic..'l.ce e prati co. Nell-a parola oloro ~nlen.do compreudere unche i s uoi composti, che anzi , ancor più del doro elem e nt&re, ehbe ro diffusione negli Eserciti belligeranli e tutL'ora l'hanno nei si st~mi r·enti·ali di d e-purazione di acque d estinale ad agg1·egati urbani . Il C'loruro di calce od ii10clorito di calcio fu il ptimo clei c nmpvs ~i di cloro ad e\\trare n el dominio ùella pratica di d epur·az.ione. idrica. Usato in·l ng hilluTJ. s ino d~LI 1854 p eJ'' dis infe liun1 u d eodorare le acque d ei r·anali , ris ale ali892 la phma sua <lJ)J) IIC'tzione quale po lubili?.zante . Nei J908 Jl)hnson ·lo ado pe-rò per h prima Yolk1. in Amer1ca per le arttue dei gr·aodi scnbuloi di Chic.ag o . .'\'loune npsl re ciWt (Ge noYa, Udine, l"uem,a, Spezia, Brcsl' ia ) ha nno ndottato qu esto s.is l.e ma di deputazione. La bolr !:g lia cti M ariol!r· è il dì sposilhro più semplice che perme tla di imm etl.e1·e, ron regola.r e P costante afflusso, la soi'LJ7.ion e di c loruro nel serbato io di • ra<'.('olla cui fa r apo una conduttura . L'azione o he il clonrro e!'pl:ca ,.:u i gt-r' mi e sostanze org-anil'he d e ll'a c'J ~m, è preval eutemeut.e ossidante , ma le mOderne vedut-e a ssee;nano va:lore a.ptisellico anrhe ~tlle c loramine c he si fo r·mruno pe r ln. l'ombi•naz.; one di una parte d'el cloro deU' ipoc.Jof'Ho wn le sostanze proleiche <,iell'a.cCJua. norc. piuttosto ch e •!ld ~<:id:azioM, aH-•:.i buisce l'azione disinfett ..mle degli ipoclorit.i in gener e ad un'azione tossica diretta d e l t lOt·o e rammenta, a sostegno ·di ta·Je veduta, 'c.h e il p ermanganato p o t.nssico e ~ 'acqua ossigP.nata sono ossid<Hlti a ssai pi.LI enerlgici dj nna scYl uzione. di 1 P<>i'lOt'll!), eppure ·di qu est.a hanno pol et e g er< m il:-ida me nO' pron unciato. Il d oruro di calce eomme1·-c.iale t·ontie ne in m edia il 30-33 % del ~roprio !)eso di cloro at.tivo e d e ve conse rnH·~i al ri paro d ella luce ed m re('ipiente ben chiuso.
acqua da:llo stesso .Srlwrnburr;,
L·~n<iamenl1o1 dt>lla
l'l' azione fra dvnwo d1 t'a'lce ed acqua è rupprc-
Sl'nlala dalle equ;ni0ni:
Ca ({'l Qh + ('()~ + ll2 O .... C'a f'Oa + 2 H Cl O.
2 n ( 'l o - n 2 o + o + <'L .\ll "inizio d!:'lla g\rPI'l'a i Labc•ratori balll'l'iologlci
dL·IIa Direzione
Gr·nerale d1 Snnilù P11bhlie.1.,· t>Sègui ron0 1'i<'PI\:Ilc moll~:p lici ~u<lla proPI"Ì<'La disl.nJt.(l·in' drl t:lnt·l n·o tli cakE' ;;ui çouwni g-e rmi delle acque e ::.u (Jilt'll' paiiii!L'n ·i, di cui P:-';:;e p OSSPl!O PS.'Wre n~icn lo. Risultò r.he il vibrione C{>lerilgello è il pill S('ll:"'ibile e munr <' dopo 5' in una soluziom· d 1 cloruro ul titolo -d1 tllJ milli•!:!ntmnH> di t' Iom attin> pf•r litro. Il mt'rto sensibile è il badt' J"Ìill11 ··oli : il bacillo cti"!--.:llh't'IL"v 1: quello tifico tJ •O· sh·anl) una resi:::tPnza intt•l'llh•dia . Le fPrlllt- -.porali :-ono n·si:;lenti:::srnh~ tantovhè - <td P&·rnpio - cpu•ll<' dt-1 -ubllll" l't'"'l:-'lono per giorni ad nn la:::so di (i(l milli!!r·alllllli di ci(Jro atliH• Pl'r lllm d"acq11a. C1ò pNò è 5PJJUL illìJI(>r!anza pnclin!, Jl~'1'l'i1(' quP.:;tn t!PI'IIIl' -1011 è paiO,!:!POO. ed Ji l.mt.illo cal'l.>UIII"hio:-o" ··hl· talora ~itrllf!C llt'IIP arqul! ,,·opNte è <.ts:::ai meno l't':'i..:.tc>nle c!PI suhlili.:;. :\ r i!:Wa rcln ct.-lla clo::;t> CW!'Ol"l't'lliP di <·l<•ltfl'll di <·aire, r rlf'i p rt>p;t r&ti eli c-lnm 111 ~t'IIPIT, la rwal Ì1 '-a Ila ..:.arrr.1onalo •· l H· l';t7.illlll' ctC>I cloro difJC'nde rl;tl ta ..-:o in :::n~lanzt· o1•:..unii'IH' cl!•lle m·qtH·. dal lPmpo di '-'OI!!tOrno in P>':'l' ch•i ~t:l'llli t· dHt :a qu•ililit loro, dalla lt·uq.c•l'alllra, dai ;-;al i 1' :l;d ron((:nulo i11 CO, riPI Ir> <H'C(Cit' fltc•dP::>inw. Cerlamc·nlP il pot,·n· rll fi",Ll'•' il ··Irti'(' rla padt· dt·llt· <wque coslrlui..:.l'l' lilla mi:"um l\"';ill '~'11'-ihile dPIIq lnro Jllll"t'ZZcl. co,j Frnhot·.~r (•hi<lma il/(lir·r Ji rloro la. q11anlilit eli tale t'h:-t:w:1to ·onsumalo da ll'acqua. Thi•·1n, p . r aequ<· 11011 mollo i11quinult-, rillt•r,t• ba :-;lc ·\·u li 2 _a-ramrni cti t'101·um cii calce prr l(lfiO litri •·un conta:to cti IO"; JWI' étt((ue assai illquin;Ltf' <"111!' \'cd le d i ·più eli r!MI II'O ""''' tnoo litri t·o n :30' rl" ronlatto , npj)ll t't' In mt>desiJIIrt Òll:'\? eli 2 ~1'HI Itl11i con a .!!:~iullla. dop0 r:t1 di minu',l, di cc.· 50 di aci do dMid r ien, t'he allmenfe1-PlliW l"<tzi<HH' di<:tnft,tlanlv in modo tale rla :1\"f'r:-\i, rlnpo ~o li :1', uu'ac<pla :un if'l'ohir<t. P P:- la !WIItralizznzicliH' rlt•l don• in PC'('P!'-'0 11Pll~· nc·qu(' :rallalf', ullr(• il tin::rl]falo snclit'o, ll' :t!.").!"ÌIH'I1ll n't> d tffll!'fl, ptrè1 impi,•,!t:tl':"i l"aC'qua o:;sile:t>rnla. il bi.::nlfìlo eli !'ntli". l'ammolti<ll"<\. La qtwutilit eli tin::.olf<llo de' t• E'S"-C'l'E' in ra!! iorw cii 1111 C'PIIIl2Tétll1fll•l lh't' ozni mil!ict·ammo di <"Iom 1dtiYo. La razi ont· nc>tllralizzanlt> l>:
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l llllt>. a_a-giu11ln all'acqua lr;lltala rol rlo1·o, l•• fa Jll '• rdt•r<' il !"'apore eli qur.;tn; il •affè (· lllf'lltl l"il;·c·w nnnda.hi!f>. ' T.n. nt>ntmlizzazione ··o 1npiPia del cloro è :-;t•IJ7.:t cluhhio raccomandahili:::::.ima, JlP1'~ ·llè, <L JII'P'"•·indt•l't' da <''"t>lllua:i ri<~llllÌ aii'Mg-an i::mo pc>r protr·atLa. ingPsliOIH' di Ht'({llll. t'un trarre> ct i 1'l01·o, ">OIIn mollo fac·ili ]p la~na11ze f(llanrlo 1"arq11a .-[P'-'"H -..;1 appt·lla di l'iol"ll t· cio poll't>hbe indu rl'P a bPr€' ;t!lm il•'ml a .._.,... pt·tla 1H\ ··clrlinllu r a nori\;t. ::;-, r ilic>IIP rht' il c•onRIIrntnr~· pn,:3a pl't'•·t•pin' ,i no a m:lli!!r. n.o:-1 di l'!nt'n alli':() dt·ll'a\'rpta.
Negli impianti cenlra.li di depurazione, quc:;;La neulralizz.azione non sempre ,·iene falla, par~hè può bas~are i·l lungo percorso dell'acqua ne Ma cond u Uu t'a, prima. d eli a diskibuzi one, per li ber~trla. d alle trae.ci€' di c.loro r esidual e . Ad og-ni modo non sarebbe possibile neu tra.lizza.re ool Liosolf<tl,o. L'ammon iac·a .invoct: si presterebbe bene, perchè offri rebbe il va.nL<l'ggio di poters i immeltér e ins ieme.all'ipoolorJto. Però l'appunto che !'acqua ·Pl'Cnda - a c<wsa d ell'ammoniaca- uno sgradito sapore piccante, è sl.aLo mosso rl.a t.aluni . L'Esercito nostro, nei primi tempi della guerra, si serY ì {iella clorur-azione, fatta prevalentemente con do<;i fisse di dontrrJ, tonfezinnato anche in r·omprcsse, fra le quali quelle tipo T'in rr1nt e Gaillard .prrpara te sotto il nome di Idr·osan daHa DitLa Erba. Il-disco ide <dd rosa n N. ln t:o nt~ ene c lo r·uro -òi calce e donr ro sodieo anagr . 1 ,50. La pn'senzt~ del cloruro di sodio si spif~gl- col fatto che esso agevola. mollo i l Jla~saf{'g·io • neLI'ac,qua d el tioro alLi\·o dc-l cloruro di c·alr-f' . 11 dis~.:oiòe " Idro:::an ~. 2 » ..:0n!.iene tgT. 2,50 di liosolfaLo di ~odio. Per 100 litri d1 uequa p oco inrp rirtala e fi·! !J~at.a, può bast-<u·{'l un solo -diseoide di Jdro.:;an N. 1, tt·it.uraLo c0n J)O<'a acqua in un mortai o sino a soluzione. Dopo un quul'lo d'ora si immetle la soluzione di nn dis<'oicle ldl'osan N. 2, oUenul.rt egualrne.nt.e nel mor laio previa trilttrazio n e. Ho fll'lto (• he può ba~tare lln solo di S<'Oide di rJt·purante, ma la prova e sinu·ezza cleYc da.r-cela una facile nmzinne id,•a la da W oodhcod e c.lle Otlof,•nghi r·a~·., · oman<lét dopo rig·ot'OSO eont.roll o balteri olo~r i r·o str acqua di Amo inq·uina.ta, ptima dd trattamento d<•[>tll·atorf', con !• milioni -di viht·ion i del col!! ra, 5 mil !on i cii ba1·illo dissP ri lel·icc>, 36 mi lion i di pn.ralifo B, 16 milioni di ba.··illo dt'l tifo e t8 m ilion·i di coli: QuesLa reazione t onsisle nel nrendE·t·e :00·60 r<'. di lll'CJua, ell e si a stata br nt' agi tala. dopo avet·vi versata la so.l11ziortP òPI rfi;:;coide cii clorum di c.a.lr·p, ed arrgi tt rtlgerYi un r urch ia irw òi una m escolanza rjj. ~tr11ido e ioclmo poLassico. Se si ott iene, rl opl) t -2 mintrti, una Linta viol etta intensa persi~tenle per 15', Yuol -diJ'e r-!1e la. dosi? usata di cloruro è stal.:t st dnciente. MatH'ando C[He:-;Lo repPr·to, bisogna aggiunKere .altro disroi·dt> l dro::a:n N. 1 e sino ad avert> positiva la reazione. Qualor a mancasse .modo di e'>egnir·e- questa reaz.ione, .tenlgasi t'YI·esente {'.he Lrè discoidi di T~rosun N . 1 bast.ano per· potabilizzare, p revìa filtrazion e, C'Jltnlunque a.rqua com unque inquina.l.a . l ndubbiamente offre un g rande van taggio pratic>O quest.a reazion e che sosliluisre l'esame. baller·iologiro . Que..:;Lo e:sa m~~ sarebbe in f<'l.tti il milg-lio r e e più si cu r v control lo òi effi(!<H~!a della poLabilizzazione . E' c-ol'ollario praiiro rhe la. manc.at.a rnnst.atazionH <lt»l bacter i u m col i nel! e c-wq uc r:l epumte autorizzi a dichi<H'arle prive d i get·mi .patogeni inteslinali, i ,<1ual i 0ffrono agli agenti -di.st.ruttori m inor -resistenza del bacteri um coli, riten ut<>. {'Òme è noto, l'indice di c>Ontaminazione sos.peLt.a del le arcrue. P erò C[tTc:-La ind~1.g i ne batter iologica fh'l' il col! è fatta og-gi s u molti c-entimetri cubi<'.i <ii arqua. I n Franc.ia dnranl<> la g-uerra eJ·a p r escritto di eseguirla su 500 ~c. di l.li'CjUa ò t»purata. La. quanlitl-t di r·l ot·o ettlivo, c·aprt ce di far scomparire il baderium <'OÌ·Ì da un'aCC[ua, è in 1gene ra as~a i vicina all 'imlicP di rlO!'o di essa, n~sia a.l las~ di fj lr esto elemento che l':H'C[pa stes~a ptrò ulilizzarf' ~tthot'd inala. menlP alla sua nat.itra m•ineralP ed org·anica.
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·n cloruro di cake è effic<.tt 'f', e('onomico e di f;u:ile trasporl.abilità. E'. nota. Ja spiccata azione .alghi.cida. del doruro di r...<tJce: soluzioni di esso ditnno ottimi risultati per langgi òi lubnlure e di rel'ipienLi in cui si8JI1si sviluppate alg he . Dopo trattamento von Idrosan , genli J;Jl~nt e favorito dalla Ditta Erba al Laborat orio insieme alla cassell.a w mp·lela per potabi•lizzazicne, eh un'at;qua. senza tn11leriali in sospensione, pr·i\·a òi germi patogeni, ma. abba;:t.anza ri !'Ca dei b:1nali ar·qualil.i (786 J'\el' t'C.) lrovai (!tle;>l.a cifJ·a r·idot.liL a 35. !'\el do:' wggio d el C'loro alli\'O d i dif'c.i ·d ei disroiòi di ldr.)s:m, preparati d<dla predella Di lt.a in ge11rraio el ell o sco•·so armo, ho t·onstatato c h e ne I'.Onleneva.no fra un n1 inirno di t•enligr. 30, ·1 e<l un ;nas::;mo ·di c·en.t ig-1·. 37. , Ho polubilizznlo, <:on nn :solo discoide di klr'OS<Ln , anpr t che 1veYO prima inqu in ata con due ansate di una sospensione di baderium roli, ollenuLu. slrmperando in 5 c·c. d•i· ac:q tw ste.r ille 5 anse normali di palimt haLteriut di una ctrlt.n ra in a~at· d i 24 ore. Il brodo fpqnflaleirlir·o di .. 1h/){(, im;emensato con m t~zr6c} ('"nlimelro cnbico d i· acqua , t}J'im.a d ella · depurazione, si decolotò ed i nltwbid ò entro •Je 12 on.· d1 tet,mo~lato a. 37°. A..potabil iz&a7,iO IIe c·ompinlu, lu. distruzione d el t'Dii fu l'i\'Cla l.a dal rimanere in<Lll.e t·ato il 1·olorito d el bt•òdo ff'noftaleinico, eli t:.tri ftrt·cmo insem ensali qualtro .malntni .co11 25 cc. <li ~C.(j ua C·iascuno P mantenuti J)ér 2ft ore i n termostato a 37°. La riC'e1·c·a ciel eoJ.i ri usci pure n eg:1li\'<.t clopo 48 ore elall'avvenu ta !>Olnhiìizznziont", dura nte h• cpral i il recipi ente &ll'acqua dt"purala f11 l.(.; nillo al riparo d(•lla luct dirella ~~d alla lempcr.c:tlura c>:-:t i\'tt ò ell 'amb it' lllE' . Trattando dm. un clisroidr d i ldt·osan N·. J e N. 2 i'lt 'fJIIét d i eond ut~ tura e di cislf'n la, ho nolaln aunw11lo di 3 g1·adi nella rllll'<'zza tota:le; di e:::si d 11e ìn ter:Hs:-;anti la durezza temporanea ed u no q u<'ll<t permanente. Qup:::lo aumP nlo è da ast' ri ve.r·si al earh onulo di calcio ed ar H··lle Al cloruro sod it·o c·he rimallgono n~ll'acq1ta do.po il lratlamento.'F'iltra.ndo su c.ol.o ne l'acqua de.pu t·ala, la cltrr~·zzn tor-n.a presso <t por<> ne i ·lirnili dì pri rna cil-'1 l1·a~t.arnenlo polabil izzan Le. Lo Sll'~,;n an•iene se si ]asc ia a. sè il r·rr·ipi enll:' per d a!' lt'lllpO a] C'ill'hnnalo eli eakio d·i C]f'j)O~ i l arsi al fondo. In aC'( Jll<t eli t o rrPnl~ nlOllD inquinata e pet la q11al e si r il'llirsero 3 disco id i di ldro::11n P<~ t· nvere po~itiY<t .]a r eaziorw amido ioduntla , la dtJreu~:t alllll~'lllò di 5 gradi. · N<'ll 'Eserci to ing lese l.:1 <' lonrr·azionr ebb<• dU!'allll' lag-ue tTa , rnaggior d iffusio11e c:he non n~'g li altri Ese n· ili. Fu prinein io fonclam <>n lale presso gùi I nglesi, l'add iz ion<tre !'w·qna da t"llllmre t li ta nt o clo rtJl'O di ' r·a i<'l' d<t aversi in r::~a., dopo conlallo eli 2 w·e. u na pnriP eli cloro libero s u un mili one di parli d'neq rql. Lf' vdhrre p{>r arqua reglgimentali inglesi, fornite eli un rnl'zzo dt!arifkalon", tt\'"\"èllru ttll redpiente di 500 li tri per esegui rvi la l'lon rrazione. Dinanzi ad una qu;dt!llque a.cqua rinvenuta in c.ampa~n<t , E-> r·a as!'ai faei)(' Assar<? la dns(' di c·lon1ro d a doversi u-sare a mez:r.o d t>lla scalnl a ·di l/ orr<Jth, con!Pi rPnle un fla~'one nero, sei fl aconi eli "<~l •·o bim wo, f'd ttn n liro· Haror;e c:C)n unn sol•uzio:1e d i un iod ul'O amid ato a tale conrenlt'irziont> cil~ 8'gorce eli essa cl inno rolorazi011e il1eu i~1 Jln>:>(>nza di una !JHI'lf' di ··loro libern s u trn milio11 P eli parti cl'a•'()lla.
~l;J,L \ OF:l' v iBZHlYl: Dk:Ll.l~ .I<.:Q!Jf: POTMIILI l'Ell LE Tll UT'I'Il Vi C.\)11',\f:S .I
2!)
:Emptvuno di at qtlè.l da d epura r e, fill.n.lta, il flacone nero si no ad un seg·Ho !mpress.ovi P.d i se i flaconi di vetr·o bianco. A·ll'acqua d el flacone nero m escoLavano g t·. 2 di e.loruro di calct: mis urabile con cu(;ch iaino a.ç-]JosiLo. Ottenuta la mesco lanza, di qu esta imm ettevano,. nel l'aoqna dei sei fla-coni bianchi, rispeltincmenlt• l , 2, 3, lt , 5, 6 go<'ce, con una pi·petta di cui nna gocc ia. dà oon l'acqua s tessa d ei fla.eoni, una soluzi one clorata al 111.()(!0.000. Ad ognuuo <li quesli s tessi flaconi et·ano quindi <tggiunte 3 goL·c.e dell 'ioduro ~.~midat..o, me:kola.l'ldo con agitatore e la scia11do per mezz'ora in riposo . Dopo me~z'orc.L, ,ris to in qua•le dei flacon i, a più basso contenuto -d·i gocce della w luzione d i doruro, si era avuta la tinta bleu, "cioglievano in 500 litri d 'acqua d<r eporare ta nti c ucchiaini misuratori (da g r. 2) di clotuto per ('Juante t'l'ano le ~roece del tla,r·one predelto. Quando g li I uglesi tTearono i cosidetli p osti di acq tra, la clorurazione vi era fatta in m odo automat ico con a l)Pat:e,:r:h i a motore mont.a ti su cam1ion o su ~mbarcazi on i . Que~ti appar ecchi ren d evano non meno di 1800 lill'i di aecrua a1l 'OI:a. L'e.sperienza. inglr.se i•n Mèsopotamia. m(>strò inadatto il e loni1·o di calce Jìel' ! paesi caldi, a .causa d elléL ·sua ins labUità al ('<\]ore.. Nt•stfìrl 1f infatti lo sconsif;lia, per· le s pedizioni ·colo niali in clilmi lropi c.al i. Cof!'lunque, qualor·a si d ovE>sse !)E'r net·C'Ssi lìt usar e i n paf's i t' <LI d i, è r accomand ato r·o nserntrlo i•ll fi étlè dl Yet ro g iallO. Nell'Esel'Cito americano d epu ravano le arqu e , pe r 'lE' t ruppe di prima lim·a, con cloruro d i cake, entro il sae<'o ·per acqua, fatto di lei-a, ri vestito inte•·namenle <li c aucci'ù e di cap~tr.itit vcu·iabile da 50 a 250 liLJ·i. Il Rir·11r •·itienr ,.he questo sacc'O ameril'ano s ia uno d ei pill pmlici m ezzi di consPrvaz !one e di stribuz.ionC' d•' ll'a.c.q lla. Il -sacc.o amer·irano era stato prec.ednto in ltali:a dallo ghirba, che i·l Gri.:.r nni trovò comodiss.ima nella potabili-zzazione chimica., c rh 1~ riH'Coma.ndò dalla fine del 1915. La. clomr azione d ette pme ri sulkt~i ass.ai vanla.ggios.i a ll'Eserr ito belga , q uanòo riel 19r8, pe r la g rande s ic-cità estiva , dovette u ti.llz~al'e le acque d ei eanrili.lll r loruro di c.a.lre fu anche assai diffuso nel l'Eser cito $vizzero. Era ad operat.o in PTOJX>rzione di 'gr. 10 per .1000 litri di acqua, sot..t,o fo rma di soluzione' all'i }~ . Dopo m ezz'ora di contatto, H~:rg- i ungo. vano d e l perossido di idrogeno, per corregge re il g11Sto del cloro. Nell'Esercito nostro, l' ipoelo rito di falcio fu p rest.o soppiant11 to da quèllo d i sodio, c he tuU'ora è il m.;zzo r egolarri.ept.aJ·e di potabil izzaiione. E' d ì facile. i.mpic.;~go sovratutto quando-ci s i possa servire dellP g hir.be, che o ffrono .g.aranzia òi oWm i re~ ult .1ti . r·ome la l·unga prat ica di g ue rra ha dimos trato. Con una fial etta da cc . 1 di sohmione al 2 % d'ipodorito òi sodio, e con una rompressa di 7 centigT. di tiosolfa to sooi to , può il solrlato depurare d a uno a du e lit~·i di acqua, non nel.la bOI'l'iJ.cC ifl e lle ha una w.pacit;\ inferior·e aò un litro, ma. se mai di n ecessità nel bidone o nella gaYett.a . Le g ross e fiale da 10 re. di soluzione all"5 % di ipoélorito di sodio e la rom !WE'SS)l d i gr. 1,80 d·i t iosolfnlo di S()rlio, sono destinate alla de!1urazione di 50 li l.t·i d'acq ua , filtrata tcn un CJUàlsin:'li m <:zzo. P.et• queste fial e, indiYidua.li e l:olletti,,e, di ·ipoclo1·ito di sorl io, ho esegn tle le medesime ri,•et·ch e che ner I'Id ros an: azione sulla comune flora bntlet'iC'a d elle acl'[ne, tasso in -r-loro a ttivo, effica cia sr ll bactNiurn
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~L' I.J. ,\ IJt:f'l"ll.IZI()XF; Of:LT.E ,\f:l)l"l; 1"01".\l!!l..l PEil J.f: 1'R"t:J'PE IX 1~.1:\ll'A~•X.~
coli, durezza d ell'ac.qua t·esiduale alla loro az.ione. Nt>ll'acqua d el.!a. stessa proveni~nzu di Qll('llla usata nel·le precedent.i espe.1·i enze sul1'ldros..1.n , con 786 g er·mi per c.c ., la pil'rola tìala individual e ne ri.dusse il numero a soli 5 per cc.; .la dose della fiala colleLtiva lo riduss e a 7 germi ;per cc. Il tasso eli cloro a.t.tivo l'ho t.rovato compreso fra un minimo di milligr. 5,1 ed un massimo di millìgr. 6,3 per le fiale indi viduaJi; le fiale wlletli\·e ne c·ontene.vano fra un minimo di milligr. 158,4 ed un mas,.;imo ùi milligr. l90. L'i·ndagin e fu portnl.a J'i ~p cllivamente su dieci fiale, tolle da sc.alole diYeJ·se, d ove stava.no a\'"volt.e in carta r ossa. Riuscirono negatire le J'iCPt·c lle d el baderiu.m col i nell'acqua sottoposta all'azione eli ambe.du e le fiale di ipoclorito sodi t o. Fut·ono fatLe queste ri r·en:hc con lP moda liti\. ri<:ordale gi~t a proposito d ell'ld ros<m . · In tut.Le le inda~ini •' iJ'Ca Ja prr:senza d el coli, oltre ai malrac·ci con brodo feno ftal ei·nioo ed i 25 (•r·. di acqua d epuraLil, era 1weparato altro
matrace•io con ·lo st.esso contenuto d ei procedenti, più '1,. di cc . di acqua c·on hacterium coli. In og ni caso, in quPsli ulLi.mi maln1cci vi fn d ccolorH.Zirme !)l'ima del1~ 2-1 or·e di lc ,·m os~ato. Ciò fn fallo per eliminare ogn.i dubbio che le sostanze chimiche rimaste nell'ac qua doro il subito t.rattam ento, poiR·SS!:'J'O o:;l~tcolare la. r·f·azione aridogPna d ~X·ol OJ'a.ntc nel mezzo di A h ba , qnl'blorn dei gf'J'mi dPI col on fossrro sorr-a.vissllti alla dis infezion E?. TraLt 11 ndo c<nJ l«ì. dÒse d ella fiala indi\·idua:le un lit.ro di a.cqua (di conclufl.llra, ci:::.tema, torre nte), l'aume nto d ella d mezza non è superiore ad un '1l:raci<J. P 0labilizzanrl o invc:oe con la str~sa. dose due litri di acqua, non v'è appr<>zzabile n.umento di durezza. NeppurE' ho rilevato va,·i.a.zi0ni d: sorta m·ll a rlur<-na, dPpurando le arque é.lllzicl<> tLc con la dose della ~ rO:'"il fiaht di ipocl orito sodico. f ' na qu f'~ lione pralira. tulL'<l ltro
che tr<tsr.nrahi'lo?, è (Juella ri guard a nte l'azimH' riclllllrit·f\ ron conseguente diminuzi one d el pote1·e poLab i·lizzante. d~ · i \·aJ'i r e· ·ipienli sug-li ipocloriti. Il tann ino è 1111 rid11ttore eneJ'gico rh·gli ipodoriti, e s i ckhbono du n(Jne bandire dal l n depmuzione idrira i Ya,.;i \' illaJ·i usttLi . An ch t il lPg no ver~im:, sebbene i·n minor grado, ne p rovoca la riclnzion e , tanloch è r:rctf>f)irf' ha .proposto di s pa.lm:tre, con p~nnPHo, i r ed,pi enli in lngno di l)é\l'affina sriolta n ell'(;ssenza di peh·olic-,. Lo slesso Cnthoirr> rilirnP, al riguarcto, mi~lioJ·i, in ondine di preferenul , i l'l' <"Ì p ienli di cem ento e quelli in feiTO. ('o.~ouhon è d ello s le.sso
:rvviw e race<\manrla il cemcnlo armato, anche nt·l.lit considerazione rhe J';wquòl trattai-a c0n gli ipodor:li nelle bott.i, m·<>nde s pe-sso ~attivo g ns1o e manca di frC'SCh<>zza. Que:::to cattivo ~apore deoll'aCCTua, che rassomiglia a qncllo dello iori0fnrJf1~0 , è eia irn.pn tars!, ~Pcondo /Jlrm f'ard, non al cloro in sh, ma n rerte alg-he miocrosropic.h'.! 0">Sidat<' dal c,loro. Arbiuct pmf.• è part,ilg iano dei rPdpielll i rli cemC'n1!>, a forma ci l inclrira, allo sropo d:i diminnire ht superficie d el fonrlo faci le a fend ersi. In Fr<tnr ia •l'i podc.wilo cii ~odio è :::tn to E>d è eli nso corrent.e- e lo si rom p rrnde nPlla impropria cJpnomiltazi () tH' rli l <n·ellizzazione. On esta è 4at.a il 1nezzo dc'!lll raton> rii PlezioM nell'Es<' r·cito fra neC's e per tutta In gue rrn.. E;:pg-n i la in ]')l'incin io in marn ern ::empl ic.isla e r· he non ::orldis f.a':'eva il soldato. subì .<:urcPssiye nlili modifknzioni sopratutto nr:llc vetture
'
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rt:l'l'l'l' l ' C'.l ~l f'.\l:'l;.\
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,.l'L L.\ Ol. l'l'R.IZJOX[ DI.Lt.J: \CQl"l: POI'.IIIIU l'tl1 l t;
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IJt!l' acqua offerte ad ogni Divjsiont! da.! Touring Club. \ 'ennero us ati anche numerosi tipi di a.ppart>cchi aul.o!1'l<ttil'i di lavellizzazione. Quelli CM incontrarono maggior fayore sono: ra.J>p<u·ecchio di R ei.gnarr/-Salrtnl'/tl•e , di Viltt, di P~auJt , dà T' u:m11.:. Quest' ultimo sembra il più ra.coomandabile, ~~nche pe1·chè fac ilme nte applkabile ad ll na condul·t u1·a. di di stribuzione ul'lxwa. Consta es!';euzialmenl<' di una boccia a sifone téi·minante c·on tu bo capillare e di manometro ad ctCCJUn. B' basalo sul prin· cipio che. innestando il tubo capillarP n el st-n~ d ella co;·rent.e di un liquido in movimento, ne risulta un'aspirazioni', !) I'Oporzionale alla 'c!ol.'ità clC>lla corr e11tP, elle permet.te il pa:i&tp,i.;!iO :n que!\l.u del liquido della bor·cia, in quantità dosata . fn Frn.nda fu fissata. in 1-3 milligr. la quantità. di clo1o alLiYo ocwt·renLe per d epurare un •litro d 'acqua. S«?c.ondo questo ooncelt.o, il Jlltnw~o di goc·ce eli est.ratt.o di acqua Iavel , fu eli 11 pe1· ogni ctierì litri d'acqua d a ('!}lll'are . fl(JIIj N 11t riLi eu c c:he ]X'l' ao·que l'Oli :-;carse sosta nze OI'!S<lnich e (circa 1 milligr. in ossigeno oons umalo) occon-ano 2 milligr. !ii cloro aitim per litro, .ossia uJw.'goccia di acqua di Taxe-1 o di altro ipoclorilo ehe nhbia almeno 14 grad i ~lorom e~ri c i , •·o n contaU.o di nw:z,z'oru. E' un c.aso er<·ezionale, che le acque r() ntamin~1te richil'dano mo' no di i mil'ligr. di doro at.Li,·o pe1· litro, per e~se J'l? I'PX> pot abili 1 fJ(Jnjf'(l/t J. E' condizion€' ~ill r' " ' " ' llfJit di una e ffic:a •·e cle JHI I'azione, l'a!'(·et·tame:nto d el til o lo <:lorom(•lri co d t> l l'li C'C( u a d i ra Vl'l. Cviii!' è noto, per g r·ado dorome triro fl'.!li1Ct'se, clr>lto anclw ~ rad o di (;(r!/ Lus.~ac , s' in tPnde il nnmero d e i ·l itri di doro ulti \·o clw è rapace di s\·olgerf' un litro dì acqua (li Ia,·el; pe1· !!rado t·lor·ometJ1oo ing-lese, t(•deS<:o, ameri<'ano, wtendesi ìnrece la quantità in peso di doi'O atli,·o ron!Pnuta in cento }larti del prodotto. [./acqtia rl i Jnvel \'a so~c lfa a regn"Ssioni di iitnln 1'\o ru m elrioo t.;mt.o JIIU tacilmen!R qunnt.o più{· rÌl'ca i n cloro. nwntre la -;ua d t>nsiti1 può varia,·e poco o niente. Cosi Brmjt•au d i•·e d i an'rt> tttwlizzato una sol uzione di ipodoriLo di <Sodio r h <' :'t>211aYn 3(1 grMli /ll'ltUtn,: e non 1·onten eva che 150 cc. di c.loro alli v o ;pe•· litro, <'d u n'a-ll.m soluzione ch e , 9Cgnrndo llA'U almen!R 30 gradi Bt•aumè . •·ontPneva, Ìll\'l'te 4 lit.r·i eli rloro atti ,·o per litro. D inanzi a questi fa<'ili 1·ambiamenti di t.itolo d t>ll'acqua d i laYcl, è naturale rlèhba e'SSPn· d i ~ ~ an \'illlla!!'.!io in t·a nwa!!mtlo stabi li re in modo l'apiclo e non '"omplieatn la cio:--e di t'~lmlto di JaYel da agginngt' re ad un'<trqua. r·he ~ i debba (i{'pnnu·c·. rJ nw.!! g-Ìf•rl" merli<'<1 Arl>hu•t id(lò a tale "-''Opo un a:;Ltwcio !W l' In n:llizzaz ion e . Ptt'pm·a la n n a w luzion«? al 1 per ~'!'ille d ell'w'qua el i Ja ,·<'J. :;i ,·er~ano in o~nuna d i 5 pr·ov«?tte W cc. cir-1' tu•.q ua da rlepu r ar f' . Q uindi si <Uidizion ano quest e provette ri s pettivam~n l~ ron 1, 2, 3, '•, 5 gocce d ella soluzion e al m.illes imo di acqua di Tavf:'J, la~ria ndo in riposo per 20 minuti. P assati i 20 mijnuti, si mette, in 1·ra"<.·una delle proYPi le 1111 c.ri si:Jilino di io<luro di potassio e-cl una picr~la porzione rli amido, agitAndo poi fortemente . Il nume ro delle goc<:e eh ~~hiZione al mill esimo .di acqua di Iave l d ella provetta ovo si prod t iiTi\ !)Cl' prima una coloJ·azi on~ ble.u violett..a, mppresent.a i.l numero d• gor·ce di acqna di Ja,·el cla a~giungere, pf'r d e pnrnre dieri ·litr i d i arq_tta. Que!\ta dose, in cac;.o di ncque a....<:S:Ii I'Ìl'l'he in ~:;lanze organiche, do\ rà e::sere- au mentata d i 5 gocce. L
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Altr-o sistema abhast<wza pratico i=: qu €'110 rli r!lt>nere sn ffir il;!nte la dOSò cti aCfJII<t di ]u\'el q;;ancb, dopo un. ora eli l'On tatto con l'a.cqua da epurare. si ottiene in qu~sla. positiva la r ea&ione co·n amJdo e iodur.o di potìiss 10 . l ì n ac.qi1a. di laYt'l elle JJ1'~se11li un dcpos.ito di f'l'i stalli. deve essere rigettata perchè j natliva. ' · Agli ipoclòriti t.cnde semprè più sostituirsi la cl(}mzione, ossia il tratL<tment.o con c·loro liquido o ga::SO:"Q. Rimonta al 1898 la prima applil'aziorle del cloro gas:;neo al la ~ ll.•pu 1·azione klri<:a, per J)rll'le di /J crg/> ad Ostend a Pd a Micldelkt>rk e, pE'r reazioné dell'acido solfol'ico sul clorat.o di polasf-io. NE'l HllO il !Jarllt'll immagina ne,gli SI<Lli Cnili d primo ap·varecchio per il trattamento del le ac.que co l cloro hrtuido·. Nel 19!6 New Yorlç inaugu rò il più g ra nde impianto a dor,tzinnc d el mondo, depurandosi ogni tgiorno 1.287.000 111 3 di <te'qua. Dei 1.987.QOO m~ di arqua consu m ati g·iomalmenle a New Y ork, ·!'R5 ·x, ::-ono acq ur superfi· r iali e di cpresl e il 911,8 9(, suno lra.Uat e oon la dorazione. A C:hi ra.g-o esist.e un i.mpia11lo a f·l o:-o lic)uirlo che pulabilizza 't50 mili011i di litri rl 'arg 11<! 111 g iorno.
Quasi tulli i r·icercalori sono d 'ac{;ordo nel ri conoscer~ che il C'l.oro elem en tare è più rom<Jdo dego l i i pcw-l ori ti, eh(· d il maggior'i garanzi e d i sir:ur·ezut nel noln.bil izzare e che non wpporL<t miner·alìizza zione alle acqu e I,J:alla le. L'Eset('ito america,no f.u il pr-imo .ad adolt..ar e i (·a.rnjons a clorazione ron appatec.chio l •Vnllacr e Tiern11n. Quf>Sti camions erano forniti di motopompa a petr·olio e di filtr·0 a sabb1<1, di do\'e l'acqua pasSHva a contalto clPl di fftr ::.or·f' di cloro d ell 'appar~c~ ·hi o. Questo era a due cilindti di doro, <lai quali esso era condolto in uno o pi'ù d eromprc~sfll'i e da questi a contatto dell'at'.qua òa epurare, aulomalicamenl~>, in modo che fosse ro proporzi ona!! i J'ufflu;:so dri clor·o e qu~lilo d ell'~qua . La dedo razione era fa,tta co1i anidr·iòe solfMo:-:a . Numerosi con lroìli 'balterinlogici dimost rarono la effir-aria delh1 f'lt1razione dopo contatto di 10-20' de.ll'aeqlla rol gas. L'a .. qua.LL·attata E>ra Jirnpicfa, inrolora e senza ~g radhole o:apore. Q:; esti c.11mions depnrato ri fomivan o 31)00 Iitt·i di acqu a alrora . Gli Tngl e::.i, s ull'esempio ame1·ica no, adolLa.rono nel 1917 Yet,ture a C'lo raz ion ~ con J.o ~l'esso .appa.l't>,·r l ~i o W allrtcf•- Tierna 11. c Ile di fferisoono da q u~> He am er·icane pri nei p al men te pe1· il. loro maggiore r e1iòi mento {·lw è rl i 5000 !,itri all'ora. :\nrhe l'Esercito b t:'l1r:·n t.ras."P notevol i vantagg i dn llP ve>! t lll'E' in parola. ln cruesti ultimi tempi si è molto parlaLo delle clo l'aminf'. A•ggiungendo ammoniaca a-ll'acA]ua trattata (·on r·0mposli di cloro, si ot.tien~> la c·l or amina, dotat.a di •PCI' sè di poter e ant.i;;;eltico . . \ New Y ork do•ve il trattamento delle acque di fi tdnè era fatto <'O n dorurodi calc·e in rag imw di 40 c':nt igr. per m 3 di acqua, cloJ>O l'adoz.ione dell 'a.rrunon ia•·a, la dose di clon1r0 fu !Jotuta ri<lurre a IO cen tigr. ·Per m", senza a ttenuare pPr nnll a l'f!ffetto batt.eri cida.. Assai diff11So è .l'uso delle c.Jornmine ne-lle Jncl.i<> e Jtfach l'?l::.ir· U'allis dice r h o ess.e sono sosLanza potabilizzanlP per eccell enza, ch e non Ila i difetti dei pre.parati di cl oro (i n.;lab1lit.ù alla hwe, insl.ahilitù di e.ffi caci a in presenza di snstanze organ iche) . Sono composti C'loraminif'Ì la dc)l'amina T e l'alazone, .prepantli da ])((kin e nul/hnr,l , ton precipuo 5('0]1(1 rli ntilitil allt> tmppe in movimE>n-
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l'~:l't"fl\ZIO~F: Ot: Ll.t: .ICQ 'L' t: I'OT .Illll.l l.'l!:lt u: Tll l; J.' l 'l:l ! X (.l~!l'.ICX,\
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LO . Alla doru.rnin a T \par a-Ltìlu en.-sod io sul.forlor amiJJ a) è a t t.J·i !Juilo u n notevole poter e g-Pl'micida. La 5.11a romposiz iont> ~ in~ lte tab il e e fissa; no n è so:;LmJza Lo::;si n t. nè corr·osiva . Ser (}nd o Dak.in don ronfe rirebb e gu::;lo ='è;ntdHole all'ac.q uu.; rn enl.r e a.ltri IHwno cont:>l<LL<LI.O l' h e gii'L la do:.;p di ' 2 _, ,., •• r f'n.rl e l'acq ua d i cal.J1vo sapor e . Q ue~lo co<LUi vo &tJ)Ore può essen.' el imi nato f·o n :l{;giu nta d i .ac ido t:.itriC'-o, acetito o lar·ta riro ed a llo ra r·itl~r ir'ebb :• !)O[.a.hi l i zzanle la dose d i '! 2 :... , •., . P erò l a don.Lrn ina <L•idizion aLa d i un ac i d o no·n nuò eswre r !d olla. in lavoleltè, ~e n ~a dét·om poi'Si . L:nl:;.zon e ~at:.i do--p su l fon-d i clc\J'nb~:~n v.o i co) è u sn l v in lrLYOI ,'tle, di JO centigt·. ci~Lscuna , co ntenenti i l -~<;:, eli Sl)!'! lanza. atli\':1 m~·S<'O'l a lèl ad un ~ale ah::t'i no t'li ~. ne u.Ulllt·.Hlt:l la :-;o lub ilitù in <t.t:(l un. E~ pe.J'i<~ n ze eli fwlrin e /)zw/uon provano oche l'a tazone a, I'Onc:.enlra;r.i ont> di 1 ,100000 :::ler ili zu1 in 30' a r·que inquinate COn ~re r mi intestinali J)utn~·t>ni . () ue;;-le COlllJH't>S:;e d i tt.l azone se consHva te i t1 l t• belt i di vetro g i a:lo, nùtl Sll1;i:;• ·t,no alte r az ioni, a lmeno nei pr-imi mesi. F abbricalldO in g rancle rn t aZO II ~~. partendo rJa.l clor.uro eli p- t.oluensol fanil <~, ::;ec·o ndo p 1·odo l lo cl•'.llc'Lsaccarina, la 'rle!•uraz.ione J i ft{JO litri dt acq1w coster ebb€ JO c·Pntt>simi (/Ja/; in e 1Junh rn n 1. 3. Jr,rlio . - D1•i Cr)tn p:f"l•i rl"-ioctio, la l inl 1tm illl fa[lo migiio r proYa C'he 110 11 il t riclo nn·o iodir·o f> lP varie ('Om'prt•::;:--r :odalr> eli l' l'f'·P<d'nz ionf' frcuwese. Gii> nel 1915 l't·rqnm ,:J.·, T.osr:nrrl •' / ,llrflf'hl' applicarono <tl la putabilizzazio m· la l i nll tra rf iGdio (iodio gr. l , iod u r o eli Jh>[a,.;;;io clgr. 5, arqua !!r. l , all'on t a \)3 g1· . l:l ) r'I(Jll la i nd i •·<li'.iOm' pmLil'a di 11~-a r·uc 5 goct·P pPr ug·n t l i t r o d·a.Cqlfa, cn!l :;o· di conl,tlto, ~' d i 11 Pt t lral i z:t.<11'~' st t ('!'C'~sinL mentP. con 1·2 gGC'ce d i :-oluzicnc s:t!U t iLdi Lu ·~o t falo di sod i11 in ucq1 tn bollila. La Jloslm linturu d 'iodio rlPllil F arnwl'ia Cenl m le YliTi t ltr~. può ndoper·;,rs! tal q uu lt!, r aHtl tlt•ntn n cto, l'·ÌtTa ia d o~t?, ,·Jle sCHIO ~ent• ral m enlP suffic.ienli 5 gOI'I'e pPt' lll ro · d 'a.: ·q l t~t, prPv!un1enle fi lt r:tla. C:otnu ••quc è fonda m entale p rin C' ipiO c he !)f' r JC g'OCCC aggÌIII1l<' J'.an tllél HHIIlii··Jl~it llllil tinl<L a pt1en.a g-ial·la;;tm, i nd i r.i o eli iod io l i ber o, a gar anzia dc•ll'Pilicnri;t rhe !" i d t>\'P conseg•• irP. La nr-·1 drali7.7,az.ione ch •ll'c•rc·<'·""-O d 'iod iu. ~i pnò fare O r· ()n ll ll p:t Ì•O di ~.:;orr·!' d i Sùlil7.i0 1l•' sal u ra di t io:--olfa to Oli(W re ('()11 tante gt)tn: di ::olt,zioJII.' di que&lo <il 1,' 10 PN quanll'· fu ron'o il' ~n<·ce d i l i.n tu r a i rn p iega t f' : E ' rac·,·c,rrHw cl nh i l1' f'l'r v.i r:;i rl i l't'ci p i\'Il l i d i ,.l'l r·o, rl i al lum inio, metallo ~mal l atn , twe fa rP la polah i lizza:t.ion<-'; il trgno- im t wdisc.t la r·on1plela azione cln ll' ic~li (). !\'el l9J 6 /Janti l'èiCt'OIWtndò per le. tru ppe oppranli il srglll'IIIC' p r oredinJ èlllv eli ~purazionr: 5 ~oc·rr JW l' lilro c'l'arq ua, {l i una :;olnzio11C' iod io-iodurala ( iodi(t rnt'l uHi~·o g 1·. 5, ic·d nro pola..:::.->it•o gl' . 2, a l;·ool ord inario g r. JOtll ; do po 20' di az tOIW nPu tral izzrt r P ,·on 5 -~ort 't' d i ,-oluzi one al I O~{, ci i t J·iso lfal'1 ;;ndico. Dopo an 'rt"o adrl i.zio nuto 1111 li tro el i nc·qun t·on 3 ~orct• dt>ll a nn,-t ra lintu!·a d 'iud:o. f all<.t a!!.'i r P tH·r :?0' e Pf> '' lr qual i 1'<-wqna a ,·eya a~:-: u n l,ll lit.'\·e Li nta !-!'·i<d l a~L J·a·, :::i PIJIJP S\'ilup po sulla p ia:--t.l'a r\ i gPl alina 1l i 3,. colnoie, lllf'n!r(' qne ll'tll'qlla. ··1mlt'l ll:'\'tl o r ig-i n;a!·ian l l'Jllt• 7:-i(j c'OI1 1lltli P:t' t·mi per· t'l': Il !H'C':cesso. alla tintura cl'iod iG. a.:::ai c·omc·tlo t>cl nnr-IH· effkan•. fu 5fr11lt1.1to nei prirni LPnl:li clE· IIa !:!'l t0rn t clnl ncs lro E'l'l', ·iln t' (!a l f r an<:_P~e. L'E;;f>J·c:i to nost r o ehb.: i n dotazionf> anrhe A;tle cl<l 5- JO cc di soluzto ne ~once n traLa d i lrirlonn·n rl'i od:o in nrrp '<l sat.um di r l01·o, basteYoli
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rispdliYHlllCnte per 100 e 200 litri. La n e ulr<di~Z<I.Zione dell'eccesso ili dep1u·ante era affidata a due grosse comp res.:;e fall e ùi una mi s<:ela di rarbonat.o e tiosolfato sodico. 11 contenuto del :a fictla s.i V<:> t-sant nella massa d 'acqua, :;i f<H.:evl:'. agir!:', rim esr<Jiando bf'ne, p er 10' c poi si im· m eUeva il n e u !ralizzant~, sc ioglien dr,J\P prf'ventivamrnte le cum)H'&.."-Se in un 110' ùi acqua. · · · Pro bubilmeut e l•t T'(>:tZ'Ì!'llle fra tri e:onii"O cril ldio ed m·qua pu ò 1'\ ISÌ r.apt>rese nt.;.u~i : 3 (:L.J -r 3 HOH H IO, + 5 HCJ + CII. Non vi è t" ioè f o rmazion e di CINO l i lw t·u nè di prcd olli r lte po~.;ano crde l'lle, l\ ~ di Ros tanzr ad alto potE'l'l.' a11ti,.;ntt ico ((;rirmti e (,',•r-mflin ). ni1·er·c h e ballc ri o·: ogidre di U rt.rOitÌ, dr t> l'Ì 11\:e llne' il badt'r i lltn <:Oli in ac:qua l'iH? p er :?5' H\'P\'a Sllbìto l'azi(lJW d el lridv ruro d ella fial a. in d ot.a.zione ètli'E:;I'tci tu, IW &' (lll&i~lia no l't t-so !n ~·a rn.pag na, d ovE' pn nre po· lA]) i l i zzare co n S ÌClU'l 'ZZ <L P t: cl eri l it. 4.. P<·r:nr(w'/rtmltn tli 11otassio . - LI p l'l'lll•:tll~a.nalo rli pot-u.:;::io ~ i l più anlicu Uvplll'alore !<ll·iro , lm1toc l1è il :;uo t•Sil r im(}n la a lt•mpi nl'i qual-i t·r·ano rucJi.nwn tal i l t> COIIO~r,•.rze m i,'rol>iologic ll t· . .!'\on 11110 cer io n('lgarsi ·efficacia al pP rn ,an~~lnato, per· l'o:->sigl:IIO nnseenlt·, dislrnl lvre di sostanze o rga11i ch t'> r di ~"' rn ri, r- lle si s\·olg-r m :•n m ano l'ltP !l ~a lP d i sc ·io~lic nell'an)ua (2 K:\ l n O, + 5 H"O-+ 2 KOII ·r 2 :\1n (0111, +~3tH . La pnlva ell e IIP ft>t(' Mllit ~T<Lnde. ;we rra il nostro Escrr it o, ~ i JliiÒ riire c he ha rirlr,llo a w r·o r u~o eli es;;o rwl·la pratlc·a rnilit.ar·e d i pntabilizzuzic,n t;, pcrcllè gti sva nlcu::-g-i SII JWrttno qu;,tll'ilt, pn·~io ch e· inrJub}).ia-
ne
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menl e d pt• rmjtll~f<"a!' al f, pn ~-; i c:tl !.'. Si (Jit nq-gi rlct molti la prdtt·~>nza al perrnHI1l:fèlllillo JH'r rti :--lnlg-1-terl:' le a:g h e, e lle s,·i l uppantl osi nei recipienti p er acq ua , tanto f-u cil ment\• le irnJJ><.uti=-ronc cal.l.i \·o od ore e f'apore . SarPbhl:' infalli la s ua azione alg hi ~· ida più ~ pi c l'a.La rlì CJl·H,Ila d ei N mpo;-1i di l'loro. P er ogni m" di aeqtr<l cla lil)('l'<li'C dall e a.l1g:l1P, or·c ·OI"f'OIIO CPOii~ r . 12 di pPrm angan;:l<}. La ~ ua. ctosP (·o rne depuratore, v ariahill' E'\'Ìdl."nlemPlltt> col l.as!'.o di ,..n:-;lttnZl' organichr., mw i l la, in g(~ll<' l'(' da ili a ·'t0-50 mil!igr·. Jll"r litro di <tCqlra . L'Il b11011 nileri<.l }Wat.i·CO(;i rTa la df•~(:', ~'l SPcOrll fa dP!il' i! CI[llf', c·mr~;st.e rll'll ' :r g~· iung(•re ·:oro la plo pPrrnoPp-analo sin o a rolorilo ro:;eo c he d eYe p er,;i st ... r·e ahnPno )'l't 20<U\ minuti. ~ e in CJlll'~lo hls,;o c.li tempo la tinta ro;:e.a sc·ompare, bi:>.o_trna mrllrt·e alt ro p e rmanl~·<ur alo . Secon cto ScrTln Jlon è fu ori luo~ro il dubbio, eire ()perando a ft·eddo e fac endo· agire il J1P.rmnng:a nato 1 ~ér· breYe tempo, rom e U\o'Yie.ne in pt·ntita, esso si<L pr~tpl'io dol.nto di qnel buon JìOlere di~Sin fe lliwle cl e.ll e ncqnc , ch e la temia. gli confcriscP. Dopo m·et fatto agir<' per mezz'ora, d•tlfa,·,·emJ ta (·omplela lor·q sol 117. ione, Jlt m i Il i g r·. d i !1t' r·ma ng-n n ato i n un l i Lro d ·a c~ p m, (Juesl.a con lenev<L 42 ~e r-mi per cr ., ~ehbc.: ne il $<!le ;t\'('~se e~e rC' ilata l;t pmpri a uz.ione
in oondiz ioni di compl Pla. limpid rzza, e di s'· ar·s i s~ima qn<~n!ih di !'O· :::lan<:t> o n nu ri ch e ù E'II 'w.· q n a m ed esi nM. La d(>colon:~zio rH' dt' llC' M'q Il e d eJllll'rtfL· c·on J~<-· rrnu.llgfl;naLo, ~C' lll!W I:' nwcomandahile n C>i tigutll'òi d ell e esigcnz,e dl' l cOllSI JmatorP , si p1 1Ò fare in vario modo: con a::ido cit ri co o la,·tar·ico, lio:=;olfalo -d i :::.od in, sol fnto rnang·n11oso, gmni di cuff(• . L'acido (~i ll·ko deco·1orn in m od o c·omplelo e r apido, mn di .arqua r esa 1'0SÌ acida, JUn se ne può, dal p unto di Yista igienku, Jtet·mt>llere Hn r rolt 1111gato
n
tlsv. tiosolfato di sodio è icJ l)iù accreditaLo rlec'Jiomnle, st:bbl.!ntl l a. ù•:colorazione non sia assoluta, IJel'c·hè anc he 241 ore dalla swt i 111 rn i-S."' ione w :· r: : , :~.-">tnne ·~ far scompnt' lre dal l'<l!~! p : : t u ~ :a. lw\·e tinta gJ<·tllast J·a. E' ueccs;;nrio far segui re una filtrazione ra.pida a l h! hcque !'li Il e quuli abbia ag i lo il p e1·méÙ11ga nato, p er eliminare i l perossidv di lllitn;anese visi bil e soUo fo1·ma d-i poh·ere bn.tna. L:ll fi·Jtro , di im!) IL'VVisazione assai facil e, ~ che potrebbe r endc1·e serv izi per pic·,oli r ep<u· l.i di :rcq>pa , <tl1che p er· l a filtrazione d a far· preced er e al l'immissione di un quaL;iasi potabilizza.n.le chim i<:o, è ' rapprese ntato d a un c.om u n e tubo d: \'t' lro J,C'r lume <L pdrolio, r11i si o.~ •.·.lucle ron t.ela ·J'apt>l'l.un.t più <t.m'J)ia...-\l di sopra d el set ~o di Lelu s i m elte uno strulo di 1 cm . di saub ia ·fi ne ; ~( !Jml lu sabbia s i pone uno stral.o eli 5 cm . di 6J1C:':-~o re, di ca.rbo ne di il'gn<.) l1 itllrato e al di so wa di que;:;to, allro st rato, .di t' <·.m., di g r05s.n sabbia. Questo filtro va r in novato dopo chù vi sono pa..::~a l.i 50 l i tri d i [ll'f!UR. A pr·opo::>ito d i cal'borte, :u·t·er.u r.o pl·t· i· nèi t!l~ tcz<t, c.he secondo Sa/11.~ il Lr·attam ento d elJ'a.t·rrua tùll t<wbone an imale tU,2 ~~) p er 5 minuti, e poi fil l rata 3 tL carta, la r endc1·ebhe ami!'robit..:ill. Non mi consta ch e il metodo
<.:Lbbia avu to segu~to di <.tJ ~plin~:~ioni pratir·he. Questo sl e>,.~o n1eLudo può servire prr l' e~arne balle1·iolOEico clell'a<"qt.J a (Sa.l u-:;) . Infatti il ~a rbone, ;.OJ qual e i"H('.((Uèl. è Slatu a COn[.alLO, trallÌt:lle e \ C I'~Uali ge rm i d e.] colon elle poi posson o essere r ic·erc<tli :=: u pia&t r.·c di <tgaf' Drignfski Conradi . li per manganato deve t··ssere falLo <t~'irf', prcferibil mentt•, in r ec.ip ienli eli met.allo. Il fatto c·.he ltPlle acC]uP di'Si nfetlaiP l'O! p e rrnan ~anatoe dt>-t.olorate cal tiosol falo sodil'O, rimang ano t.racl'e di sol fato di p(ll:t5sio 'è"'· di sodio, è 1·agio ne 110n tclt i rna t·.he, inc:iPme <tlla s.car:-;l p1·a t.ici lft dt•l processo, ne sconsiglia l 'uso . Ho <lllt he es...gu! l o l'esill ne IHtlleriol·u!tiro qua n tilali\'0 cl<'lltt. m ed esima ttcqua d ell e !H'et · ~·d Pnt i ricerl' he (ron 7):{() ~em 1i per r.c .), ù0p0 <nervi fatt9 a,~ i re un Lir>O di poh eri, dPnom inal t- polveri OS:'iidanti N. 1 e N. 2 (N. 1: 1 H~ l'lll iLilg<.l11al.o di pota.:::oio c·en l.ig-1'. 12, bo~sidn d i man.! ntn P'"'! <.:en til;:;r·. 10, talco c~nLig1·. Jlt , .<:al'bomtlo rli c<tl('iO ceni igr. 4, c.a1'bonuLo di sodio (:enligr. JO . - N . 2 : iposo l fi lo di sod io ct-nligr. 1::> , carb onato di r<tkio.cent i'gJ·. -1-, lako t·enl.igr. 2ft , ca rbo1ffit() sodico cenlig:r. IO) . Sono 'k• d osi Jll'l' cl ue .!ill'i eli Ut([lla. . r.a pOh'('l'l:' N . 1, •elle irnpart i::.r~: l'O lOrilo violt->llo all'at qua, cl<"Ve ag-i re ·d iPl·i mi nuti a l meno. E ' u not.ar:;i c,lw il b i o,3:: i~ l o d·i rna.n g-anesr; in <'"2:-:.a. contenttlo, sì cli .3ciog lie po1 ·hi~s! mo la nlot·. hè and1e d n·!)O sei o •·e se ne può vt>dere una porzion(• depo:'i ta lo al fondo. Per l'aggiunla ·del'la polve,r e N . 2, l'acqua in·<~ nd e color<ito ecl a•.::pf'l..to ripugr.H-rnLi. P erò la se.mplto·o fi•lt t·az-ione Stl cotone ben compre:;~o. d it un'ac.qua incolor a e limpida. Egt1<.d111 ente sì hn (l('(J tllL l i mpida ed ir wolora, lasci allelO a sè il 1·ecipienLe per qnalclle ora. l l nurnt:r-o d ei genn.i d f> ll'c.tequa ·lo trov.ai ridotto a 45 p er ('l' . · ~I e ri la menz·i one, perc.hè di altuaziOJ1e.pral.ic-a f~tc-,i li ssima , il md odo dE'l d ott. /UarP:, per la d i !:ii n fez.i on e col p erm u.nganato de-li P acquE' di · u n.a r.istPrna . Consisle nell{) slt>lnper.ar e in un :::.t>cchio, gr. 25 di pE" r malt~mna1o, lgt·. 250 di sol fato allumrin ico, gr. 725 di caol ino. e nel porlarlo a con1atln
d e-l la mas:;a d'ac·qu a, éLbbassandolo ecl el evandolo alter nati vamente nel la ~·i:;l !' l' llil. IJ!.'.t· 3-4 rninuLi. Così i g-ermi ,;art'bbero u cc·isi; .]e materi e sosp e<ie sono coagulale dal solfato di <dlum injo e !){)i J)t'l'Ciopita.le dal raolino. Le d osi indieale bastano per d epura 1·e 5 m~ di acqua.
5. {):.utdt. Di O<:t"lllt<trrni clt' lla drpnrazio rrL· ai i'IYluno, nt' ÒO dt•lJba cli :>pt·rr:;;u·mpn l"' il ra r al l1·re dt·l pn':""nte l.;.r\·oro, r1vl IJII!ll·· lr•• cen ·alo rititi i·re qu ei lllt"ZZ i ' ·Il i rn i, ·i d i pnla bi l i I.Za.z io m.•, a Il <l 111 ll'l.;tl<t rl i lr 11 ppe nel liL \·.it.a. di carnp:l!!ll<L. l \'Hri app;u·e·n:hi ozonizzuluri . ('l"' ~l'l tlplifkali e n:si lra..->por !;ddi , lt<triiiO inf<ttli dato :->i nora se.ar:;i;-;.:i mi \·anla~~i <t!-!li Est'!'-· l'i l i i11 ('ilnlpa!..:'llil , il ·l'éll t:>él. dl'lla finora grandL' tlt·li<·ntezza t' fr;tgili~ì h 11·u. C(JIIf'lusio!li. - l ('(JinJIL•:>li d i ,·lt!I O, l"l'~V IHI11VIll~rri llL' I rro:;l.ro E."'L'rcil<> JH=' f' l a pnt a] Ji l izzaziolle dt•lle acqn.f', l' l drn-an, il Jlt' rlllang;llwlu polassi<'o l-' la linltrra rl' inrlio, :->!anno IIL'i ,;egtrt'ltll' ordine clPc.·r·t·:->·'' 'lll c ,Ji l' llil'acia d i:;lt'rtllrir·t• sr ti gPrrlli :'aproAli d el le an prp: fial<r indi \·idt tall• d ' ipo:·ln r ilo -eli sndio, Iii! l a ù'iJ HH'Io r il<• di :-;nd io (Wl' f1ll litri rli arq11a , l d r11:-;an, tinl11nt d'i odi o, pt• t' l11an•;._anaiC1, pu[\·,·ri n ba.,:;t· di Jll'l'lllilllg·a n<l lt l. Fi:tlp {incii\ idiiHi i P 1·coilell i •:p) d 'i pn.-lor ilo eli ,;odio. Iii n1i pr·<·P<•razintl\> r itnnn\ H a!.!'! i <t lini rl i Q'lh'I'I'H, •• rldro..,;ll: . pn·paralo ltl'i ~I·'II IIHÌ(I clPi lo :-r'OI':->0 at tll", •·ot::'t n ·;r no c•! li\':r ·· ia pqlallilizz:udc.• JH' I' ill11~-.1J di (·toro al[;i vo elle alll'tlra !H'l'!'t'tllatlll . Tai L' COii:->lal<tl'.illtll' dt>l l't•:><t. lle rlttrni,·n, lro\·a 1'011f('l'rllil lll'il il !'OII~Ial;t[a 11:->:-PIIZil cJ pJ llal; (('l'ilt l ll C'll [Ì i Il ill'tfll:t , "'l'IIZèl ll1Hi t'l'iali in :::usp<•n,;ion<·, dt•plrr:tla r(IÌ :'llddt•lli ,·n nlpn:-;1i rlli rllki , dll(l" t'~:-t'I'L' :'la\<L iiiiJliÌIIill<l :t i J!H lllcl<tilll' llll'lllt- d!'] )ll'tdl'l[n f.:l 'l'll l\' . P t'I'O lP r·vtr:-.latnlt· <,:->r tllaztoni rH·I rnniPnttl o d i l'lol'll all i\·o, IIIL'lllr<· tollft•r nHt llO t· lt1· i Jli'I 'J'ill'alr di l'! ttl'O :->nnn tnfidi l'irra ,:;[a lli li la. l'tllt:-if.:li.a no . a llla!;r,!!ior )!aran;~,ia d i lll'cofila,.;.~i, di non tl• · .-o~;u·l· dal prirwi 1•io t•nwsso ~iit d al (,'rimni p••r il' pnlaltilinazi u n i cllt n !il'lr,t· in •!.:<' llt'l't'. •li r id tttTe la qu ;wl-i lil fl';wqu<t ~ull a rp tilll' cl ('\'<' <l!.!ÌJ'P la dii,:(• eli ~'lo; lan1.a dt•pur·at l·irP (75_1tl r i ill \·prr• d i lt lO, 'tO lit r i i n\PC'f' di ?>Il, l(ll<lllll'it rptl':;la ::.ia di VC'Crltia. JH'I'JI;li'HZi o iW, op pt:rP di pmltllt!!<ll'l lt' il h·n1pn el i c·o rtlallu ~.:on ·ta tll<t :->:;il cl';l\'qtla. L 'atllllr·ttlll ,·111• ii ! IIHII'Iir rt n al ~ r· a tl o d1 cliii'P7.Zll clt•llt• ;wqn ~"' , li' sttd·d t>Lir fìall· cl' i pol'ln ri to d i ~o-din l' l'ldrnqn , è prali • am~·nll' lra::'<'ll l'aiJile lll'i ri';.?llil l:tlt dt•l ro n:>utl.l<ll on• . l.'ld m.:.nn t' <JIIvllo l'ih· indtt('<' il II HI.~~io r ;tllllil'rlln. Ta :., illlllli' ttlo rll lil \'":-t' l'l' ( H•n'J farilnlt·lll r· t•li rn inaln in qr tn;:;i l•J\alilù n r·..d ian lL• filtr;l zion<· fll'l l'a C'qua lrall<th o la:->e i andnla a -\.· pr·r il l l·l l.l!m · l!C't't>"'a rio ;d la :"PrlinwrtlazionP. I l lrall<ll lll'Itl•l d1·llt• H•'tJIII' run :'<di'alo di all lllllinin , i rtl t·~ralo ciil S lll'<·e,:;:->i\ <t filii'•IZiOIII'. nnn alrlltt•nla in nwrltJ ill'lli'I'I.Z:I)ti: l' la d11ro•zza. l11nannl o "P il!"'i lli lc• at tll!PIIIO rH·! g- r atin idrollllli'lrt r·o d!'ll1• ar'• JliP. deptrralP ('t)i no~ lri n wzzi l'lrÌ"Ill iC'i rl'g-nli111ll' tll<rn <'cnn l'ldm:;;tJI, co:,:titu i;;re clrrnqt~t• 11110 <h-i IJunni lnrn l't•rpli~iti d i p;!l:tlti li zzanl i. P. 11\UOGJtA FT .\ . • \111:1 '\ IT. (tt ' l'/1{' lf'/tJif/ÌI ' /11' , (J>:I:! !f'(, I!IJII. 1: \Yt l . -- IOri ., Jo (J N/'t ·d,t lit•J'tl . tl!IJ(it. I\ IU'Id\1' '' L LLI.'Ill'l. - · ,.., . ,. , ,. •i'h!tfl it·tw. ( :". 1. ~!llS). I \~.ICI\1~1'1 .1 1 ,-
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I~F'EK\IERTA Pf{ESIDIARIA DI AQGI!JA
Contributo clinico-casistico alle fratture della volta cranica con lesioni meningo-encefaliche po1· il d o tt. Gino Ciaprini, capit-ano ll!l'UÌI·o, dirett ore.
Qut>sla breve nola n o n ha alcuna J)rt'h-~::a di portare 1111 contributo nuovo allo studio delle frallnre della volta cmnic·a, la e-ui p.alulogi a è o~gi br n d(·fi 11i t a, n~a , cnr1 l'c-':::.!JOsiziOIIfl d i alr1111i rasi cl in ir·i nn·ali nel rinfèrtTIPria prl"~i rliaria di .\ qu il a, nwle • oln co nft•rmare q'wnlo èip.'P JI I'ralmenle i.lmme::so e pr-aticato, s pecie nel lraltarne11lo lc rapenlico di Lali lesioni . I easi riporta t i sorro poclri, rna l1anrro la lorn importanza, :;ia per· la lr'J r o v:tri(•lil, ;:;ia atH: hP per il nllnll'I'O, ~~ ;: 1 CfliiSi rl era rlH· si sn no verificati in un piccolo \'l'lìllro Lranqui1Jo , dm·e ~ono nwn0 fn cpJ E:nl i c-Ile altrove lf' rrw:;e l1·aumali7.7.a11li del cranio (c.adtJLe, irwt~ lirm- nli , urt1, colpi , proi2tl1ti l e t'h€:' lt• fmltur e di !JI Ieslo, giit cii per :;è ,;ll'~5 e , in le tnpi normali , Sv11o r elativam ente rare r ispetto agl i a•ltri lrau1ni. Inf<llli, St·:··nnclo l e stalis lirhe, le fmltlll'l' cr·ani ··lw rappn.. ~enla no HJII'I"IlH il ~Pt ';:. ch:lle fraltme in ~Pnere e di qm~:Jht perc<"nluale poco piLr eh-Ila mc:tà È
3S
COXTIII!l:L'TO CLIXTCO·('\ilff<TICO ~LU: FrtNITlJrtt: Dt:I.T.A 1·01.T.~ Crt.l:o\ IC.I, t:l'f'.
data rla l esioni della ,-olia . Di que:;le lt 3 ri r NL sono sottocuta11ee, 2/ 3 uperlè o rompli-<:<11<' e ch·lle c):-:>a dellu. volta più freCJuenlPmrmte col pito (o il frontal<:', poi iJ parietal e e s ucc·e~s ivam f:' n!.e , in ordine di frequenza, i l tempor a le• e l'occipital e. Anche nei no!"tri 5 (·.a:;i il rap.porlo stati sli1·o si eo n:;cn ·;t: nessuna fratlnra RO!toc.utanPn, tu tte espost e; lre fra.tlure d el frontal e. una. del parletak, lllta dell'occipil nl r , ron ll1lte· l e \' Jriel<'t conoS(·i ttle di fnttlure del·! a Yolla .
I. - .. Frswrf• e /mllllle lineari. Qu e.sl e f l{}SSO rt c es.<;ere un ich e o muiLiple. ì'ne..al'i sernpli,·i ·o arbMizzale, i<sO:Iale oppu r e C'C'r tr·omitanti a pel'dita di :::ostanza oss~>a {fe1·ilP cl'tu·ma <la. f uoco, aspo1·La7.i one di sc h e-gge ossee . ec.c .) . In que:>t:ullimo c.aso le fessu re si dipar·tono d alla perifNia della pf'rctita di so:-tn n7.a e ~o n o les!onn :oeeonda 1·ir ri spetto alla lesione principal e, che a~s u rn e In maggior e imJ)Orbnza.. l n vec.e quando le fessurl' SO!!O sol e hanno impor lan7.n m assima, priThè avvengono c.on un mec-cani 3tno, I'IH' d elerntina· q u a~i :wmpre ft·att lll'a romminula del t.a.volato intr rno con no lp\·oli cnnsPgu('nze. Di qll (',:(a ,·n ri etit si h<t Lll l esempio n ~>ll a St' guPnte: (J .< si'J'I'(t;l<>ltt> l'. - . l: . .'ll:ni•>. di d: t ~ 1<;!1!1, {· I'ÌI•on:ntt o il :!:.! ln;;li t)
..
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J!IUJ per
1 at-erO-l'OI1111 ~~~
Fra llu n • rom.minnti!·r. - Si HWifknno quando il tmuma rlrtrrm in <Lia fnrrna.zione d i pi'l l ~ch c-ggc· o~srr~ . d1e pos!'-ono di,·enit·r liiJere op rme l'l'"lare i n lutto o in pa rl i-' n<i<' l'enLi al r!.'slo d ell 'o"so fr attura l o o ai l <·sstl! i molli c:irroslan ti Si p cs::-ono avpre a ti Ma degli nv ,·allaJ n PIIll os~ei
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CO'\fiiiiiiJTO Cl t :o.-!f'Q·(\ \ S ISTlCO .ALU: Fft.I"ITli tt : IJ EI.I .,\
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I"OLT.\ C%\:o.-tc.l , t:t;C.
39
o a nche la peoi ezione uelie schegge o~5ee nell'interno del cr-anio con tutte k gradazioni di vtlrielit e di gmvitù delle lesioni de l con tenuto cranico, dalla sempli ce c.:o mpressiotte alle ferite dell e sòle m en ingi o di queste e della sostanza cerebrale insieme. Anche qui ·la frattura ha magg·ior e cstentSio ne nella v il rea . Di qut-sla spec ie ùi fraLL.ure abbi:uno d (te ca.s! : {)1$-'< t:rra::ione :!". n. Clemen te, solll-:1.to d e ll:l. da~9e J900, i 11 congedo provvisorio, d:t Castl'ldelmonte (Aquila). è ri<.<overato il Hl setcetmbr e HJl!J •p ct· Jeri tafr:ttttbt~t l·rnui<·a con a,·,·aiJaUtento nella t't'~ ione r~uieta le ù estra , monopk-gla ch~l l ' at-to SH]lCrl<>re «lnist r'u R J>:tt-esl &i n i.-< tra ipoglos.':lO.f~tcci.tle. Xnn:t t·l\e quattro g iorat prium. mentre c.-ond u <'t'l·a Je I~ot·e ul J~t$<:Olo, <>bbe d a u.n altro •llii!Stvrc u na :s<l:,-,;ttn. ~he lo ferì alla te:>ta. h'u m edicato s upc rlkialm~·nt..-, .u:i:.l tiOTIO du.c giorni c·vmlnd•i· ncl nv•·ertirc cliflic-oltit nei rut>l"imenti del braccio ,..ini.-tro . ftu<:hè al .ju ;:ior11o non r i•US~:l · a llluo-n~rlo .affatto. Allom 11 medico <:omlotto jl) l.nYiò :tll '()~•t'<l.lle milìtm·e. ll pa:dt:•ntc pn..-.~enta ll <:lln rt•;.:ione pa a·let>tle clt\.<;tm, a due <-m. t· i I'<·a a u·e,..1 enno <.l<•lla liHt-H tutll.lialla e ad l c111. iama ltzl a quelkl h kauricolnre, una fcrlta la~ro· (-untu....n <:on nm1·:.dtt i ine~;vlari l' c·oatu:<i , rit'OJK•rti di c·t't~tc ematich e:. lAl f!.'I'i ta ba to1·ma 11l,!!'i;WI<l tri:rn;wla t't'; 't!a l t~' ntn> cioè :il· <ii]lartouo come raggi tre ~vl u7.loui di cou tinuo lnnglw c·in!:'<'1llla tn· nn. ein·a <' d e liJnitanti quindi tt-e lt>nal.Ji t ri nngoiHri riu nit.L t ~t r gli ttlJitl. 'ISol!(>Ynti i l·~moi si !\Copre il p..'lrietn le, il quale presenta fl·attlu·a <:<1111 111 i uuth·n <'0 11 uu l! ,.,.a llame uto della g 111nfle:t.r.:.t di una noce. S i o~ serva Ìltoltrf' lli<)II O ) tl~!a d ci J'al'(fJ :<ll]>'~l'ÌOI'.C.' .Si!li:<tro. '[t~I"I'(>Si ~illi:<tra ÌJIUI!"IOi;SO·f<l(·ri;t)(', . iot.J I>-10 h•11t0 e J"liel\<), t'O;;c·i ell ~l illtt';!l':t . J!(JII felJl.Jrt•. lu iezion<· antitf'l'il·llÌI':l. Il ~ionto -ot('.'<l"<l :<i s·n ttvJ:<>:<(; il [>a7.i~·nte :tll'intCtT.ento clllrurgico. es<>gui to d a l prof. C'lKCia, assi.:<tl t.o da Il o .<<:t·l\·pu Lf·. l'\l! l'('<>« i gcnc•1·a le lllOt'fiiJ-cio ro-ntt'l'('ll . D i :<i Il· i"~;VI.ÌOill' <.1·1-ILa cn.tt' \'OII t.intura di jot lio al i\ %· Jn t<l1Ti~J)()Il<h:'U7J(I (l<•lht t'eri!·~, ,:i lrrciùono i tes., .uti tuulli ] lei' lfl c·1n . ('it·c•:l. H><pvrt·ut:tin i mar~ini C'(Jntll<'i: 111<'"-"H a llo .'<t'O)!(>I't(} !:t fl'ltltl~lll . .~i li .•:(Hl't:.lUO f.t• ~dl.\'1:(:;!1" Ì•ll.I'O~~It~' ill'l t:ll't)]() ('l'!PI'O() . H)ll'(ill · <lo CIJ>'i llll:t bre<-cì:t l t~ l •·1·anin. ::-\i v,.;.;e tTn che la vi trea è f t'i\tturat:l piì1 mimttau,ente (' rlil'1 ei:te,;anw n tt' tlf' lln tnw1 la <'>~te rr.n t- <:la• alcun e !;<'heb-ge hanno Ia t·e r:aro 111 dnra e ,.,; so no a tfotHla te n r Ila >l<l:ot.1117.lt C{>l'<'hr:l lP ><JJH ppo landuln. Con b pi n:~..aS,!!or·bia l.ii (' t' s i :Ùh tJ',!!'lJ la h_rN·.-1:-t r)s<;c·u in IIH•do dlt' i suoi mnrgl ul l'<·nrrr:mo comt•l••t>~ntt'llte 111 J;tt·l:' t a7.ioraf~ llh•llilll!<-''' ~ In oltn•;•as«itiiO ll ll<'h e; s i :l!>JV>t'blllO 11('<:11· ra t:JnH•nt e tut t(' l<' t<<:lll'J!l!f• cl(•Jla ,·ltn·a ••(li -intntdu rnli e ;;i riTUII <'I'e In so:<tmza t"· rrl.Jt•ttl \' ·"J':IPJIOlata <:o llllllista n c~mA:ull .S:l ll)!l!i;.:ni. Xi hH;<:in 1u1 J)ÌCJ:'olo"dt·~naggio la .-·:<•1 ;•pic lurale el i J!tll·z:-t ~·:< i :<uturano l~ pn r ti nH,ltì a t u tto ~Ilt'f<W re ('()Il punti ,.:tar'(;':tti eli :;Pta ] ))l~:lti (·nll'llgo (li H e\·Nilin. D ('t·m·o;o fKr.>t ·O]Jf> 1·11 to1·io n f~l>briLf:' . Giit a l :_>o giorno l'iui'enllo m·c.-cnna a leggie ri lt.~ n·i·nwn tj tl.~l bt"''JC·c·i{l ~<in ie<tro e Il Jl<l l:«l clii'Piltà piit fn'<]urntc. N e i giorni su <.'<.'el;>~l l"i U mil!liM:llne nt<• i• j lrc>:.:rr~<.'-h·o P r1~pido. t<utl<' dJ(' in qui·nt'l ;::-lo l'nn tn In uwnoplCI,'Ì11. e la JIH I'R><i ip<'•l!l""~~·-fa(•r·kt l<' i"IJilO &'Oill ]lnrse. lntnnto al ,to :;iol'llo,· (lOichè il ol ,•t"l""o de lla Jr;; iortl" i> a>t'ttleo, «i togli e il clt·c.•rut~ io t pitlurnl e f> .si ~'lthtri\ c.-omlll<'l:Jill('llt<' bi fet·itn. In otta1·a 'l!iOt·uatn si toi,l::oH~l i. punti: ,l!'narigiont- J)<' r primam. Il :!:! l'.<' ttc~mbrt• il pnzh>ntc ~ (lill lt'>:$0 t'Qmpl<•tamente g nnrito. Q.,.~(:rt'fl .~iOII C' :J•. ·- C. 8nlvaton·. cln l'i7.z<>li L\(J ni ht). tli aw1i 17. è (lOl'V~to nl pmnto >'()l·to rso <1<>11'0<-' J..•da le L1 l n ~...tt<'1nbt·<'. 1 !)1!) 11er f('J'ìtn la N~ro-c-ontu s:' n Un rt>giont> !:>O(Jruorbita 1<: sl,ni.,..t r:t. l'llll frn ttn1~1 d c> l f1·onta l!'l t> fet•it.a l:wero- <.~llltuAA Hl l'a n~olo ]>:ll1w lwn lc> (>,.<:t erli<'> ;.:i nist.rn. I~ lt>sioni l't'ano l"ta k prodott e tl <'llll nw tlìn<lt~t d~ t l <~t ](-in !Il un omlo. l' t·o.~nla nelln l~!! ione ~otwaot·hi t:ale ;:i n i ~tra . a ll'<:stcrno <l!e ll ' in<:isum rnprnorhital<'. un:t 1:n );t:1 feriti! l:Jt'(>l'O·<.:on t usa a foL''"'' <' nt:-trl!'illl lt-r(•golnti. co11 ft·at· t um r-c,mrnlnntil'll. del fron m le. All'>lll{to lo pa~pebt·nle <•st~mo notasi altm f'('rita larem·<:nntu:<n , tll t'Ot'lll:l t l'innl!ol!J rc•. ('()t! nl:Hgini lun~lti J c111. <:ire-a. i ntC'n·~~tnti >oio i 1;(.,-,.uti nw ll i.. ~on pr<·~Htn f C'OOnt<·ni n<-rvosi. Jni c•zinnc antih•t.'lnlca. 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II I . - Fra/l un· rtdJ JWrdi!fl rli ~n,tnn::,r'. -- Si procl tt ro no (jli~UHIO JIH I"tì di n~so ~o no aspo r tatE', c·onw <t\' \'Ìf'IJe in alcuni d t> ti~ r·minatì ll'<Wtn i ( feI'Ìll• d\trlll<L d1' ft l O<'<>l . l n qup:;lì casi qua5ì mai :;i ha la :'0 1a pPrdita di ~::t an?:a, ma S[l~'!'.;if:SÌtlll• la rnnromìLitloZ.:l dl'·l l f' tre> fanne d ì fraltnre cr anirh e, poieltè a:la. rwrìf<>rì<t dt>lla rel'(:lìla dì sn:;lanza di OS::'f'I'Va tjer· lo più fr•aLtu r u. c,omii1Ìillllìql e piil in Jil an<·ora frs;;nrl> 111ultiple. :\nr·he d i queslu rarìt'I.Ù pn~~!amo t·iferi re dm• r.a;;i: (l.< .<t' l'l'n:iullt• 4•. r.. (~i.n':llllli, tl i .\ n ~t'l,, , <l:o 'r:t!:'li:w.,zzto. r-l:o>'"'·· ·l !H~l . rnr:1. h inh ,., .. è ril~l\'(•r:oto l'~ on·l;t)!lo l!l:!O t~·r· fpr·ita d 'JI I'III:I tla f nO<·o :t Ila I'Pgi<>lle <)(>(òL JIÌI:Jir,• JIC• IJ(• I l':lflr(• Ìll 1'[1\'Ìt:'l, <·on ;ttll•ll ll'QSÌ ('Oil)jlh•tn hillltt•)';lf(', HifL•r is•·e dll' :tll<' oa·.• S dn·:) d('llo :<tt•>'SO ;.:-ioo·no. m e ntre cr:l di $en· iz io con altr i 111 iliti llt> lla torhh•r:~ di V:llll l"'''""ln JlPI' i JIIt<.•din• tlanu<•g-gi:lrm•uti 111la S<>el et:, ".-\ to•rllo ., da partl' d d l:t p.. pnl:lv.ioiiP tunrult·llalll<' . ì· :::tato ~-olpito da nn proiettile d i r il'oll .v ll;l :<J>a r alo d:t i dimn<:lranti. All'utt<• dd f<'I'ÌlllCll to è str;~ .l:tl•1"'7.Uto a tl'l'l': l Jll'l'!h ' lldo 1:1 r·o:<\'Ìl'llZ.t: rpl:lllll<• si i: riaruto. ><i lo :~•·•~•J·to <Il !1\'l'l' p e rduto la r i,.;ta . 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>'O rO. B' da notar•• <·il<' i llu<• f<>J i t'I':UH> l'inni! i tla una fl':lttura !ltl>(':ll:e del fron· t; tic, :ti d i!<ollo do•l b q11a k• )li' l'io J:•lll ~1 troY:t n1 no :o:eh!'~~c o;.~·~~. D:"<''I'l'O }l()>'t-(>)1<'1':1 torio !"f)ddf,-f:u·cnl ll;~i1110: 11n dnl ;.:lm·no :<('t,'ll!'llle la J'ehbre euo lrlt>. loè p!il >-i \'(·l·ifif-ò. 11 [w)J,:u l'itornò not'III:IIC. In ottnr,t ~iornatn s! tolgono
i punti <li ,;utl•l':l: :11l e;::in1K' )1('1' primam ti< Ila pnrte :<tll'urala; <n·e si ('t-ano pO!'tl l tli'!-'IWI!{!i, ~ i ll:~llllO pi:l!!'ill' l.>t·n ;.:r:1uul:1oti: tliH·lla in t·o r ri:>pond<'l17.:l del foro oli ,•ntmt:l. mnll•· pic-1"<>111, (•ì<·atl·ix~.:-1 1~1 pifi:11no~ntt>. mt•ntr<' tinel la del foro <l:uscH:t. più ~ralvlt•. Jo:\llll' i"<·!' p!ìr lt~llt:Jor ii•I'Titc t' 1. IIJ:Hg-iul t<•ndono ad iutrolkttcl'Si :111t!I'etHh) "i h•s..:utl l' it·t·oH,, n t L :iu mor;f,: t'>'"'<'ndn la IP:<iont· <·omplc>tnl11('1lt(' :l!<!•tlit-a. ;::i th'>f>O l' I';'J;lo l<' ;!'I~HH11n %inni. ;::i m<,hili~.r.aur1 l u1a r·;!'ini :'ltl~·rt•nti t> illtrofl\'S.<:i 'c !<l ::<u l11l'Dt1o ron Jluot! di N'lll . 1-f tt !'.: t n l;.:ono tl•>J n :1t1<' ;?inruì c.:on :::u:n·i;.:it)Jle per p Pin>;J,m, >'<'C'OJHIHri:i. :!-'> 11/ll'l{t• : In <·1<-:t ll'if'<' <·nt:tnt'J\ i.• h<'TI ;>()Ji():l, la hJ'!'!'I'ill O~SI'fl Ri pnlpl'l !;OttO Ì l·•,.:suti ntolli nntp\'OIOI~' Ot(.' ri~rc-ttn. J:ll>n \'i Xlii•' <Ji;::tm·bi tli sortn: il millt..·ue è ra·a>:f{•I'il•• n,l :tlt1·o O;.J )(><!JI If' JWI' 1:1 r:l$>'...!:11}1.
Dall o studio rli qtresti C'leSi ;;i può dPd 11rre: 1° la conferma rbr ad 0gni fratlttra , anche lieve, del taYol.ato pslerno dell a volla cranic·a ronisponcle 'f raltma romminuti ,·a ed è~tesa della \'ill·e.a <·on un merc·an.i smo rlle ormai è lrOJì'PO noto -e ç.he perriò arcennerf'rno fl f r ~ommi C'a!lÌ. Il fC'norn eno dPlla. fi:lc:le e più estesa rotlnm della Yitr!:'n ù conO:Oc iuto da molto tempo e dagli antid1i fu spie!Wio ammt> tlt->wlo ttn a fma-il ilit :-pe.('i<tle riPI tavo lato i.nt nrno, rhE' pE-rciò fu àei!D ?'il'rt·a . :\·1H g!i ~l udi l: le· rir·P rclw sp~rimenlHii sul nwt ranism0 dell e fralllll't" l'l'an!c!H- <> =-'JI('t'.iO.liiH'nle qur?lli eli 8r1 rns, \ll l?sset·el>, Ha uIJPJ'. }3PJ'I-fl11ittln, F'elizPl, Ht>nnann, l'd <lllrÌ , ::-l'ubili runo t'hL' i•: fenomen tl i: dovlllo a lt>_\rp:i fì::iciH'. Da c~si ri8-ultò C'IH' il cranio Ila un CE't'lo gra.do di t' laslwilit, òal<L da ll a >Ml:t nza c:-;5ca. ~I H• p os·;: ie d e la 11roprielù di nunbiat't' fo rm a fìtJn acl un eerlo Jirnill:' sollo l'azione di violl'nze esterne P di l'Ì!,r<>ndJ·t·p la forma deftnili,·a a vi-ol enza t'P~5-ala: e allm<>nlata dalla fonna di sft·rnide cl t>~ na.nio s lt-s;:o . Qttando un -l1gl:'nli:' l1'1llllllal:!·o colpi!-it·c• t Jilit :wrm d(•l la Yolla cranka. quP!"ta ,·ie:tc• . · n mprp ~;:a P, da ('OJlYessa, lende acl appia narsi: -:>e la violenza è lal e dn 11nn n!l t'f'!Ù::;s al't' l' indi ce di Pl<t~liritit .del t·J·anio, l'zy.:;so ('Ol pil{). es:'PrHio ela::;lk.o, ripre11c!e ht w:mili\'a fm·ma a vioiE>nza passata; llla c;;> l'incli,·e pl'(:> li<>tlo P. sut·pas~alo, ~ i ba In roltum , c·he nella vitre.a è più <'sle,;a. Qut•slo ]Wn·tu:. m:!l'appi~marne11to dt>lla vol ta crnniea, <·o:::.ti lt! ila1. da ciue ..:IJ·al•i ''t!lteenll j,·i <Li soslanM o:;~t'~L ·C Olnpalia, <:he ::ot.lo l'azione d0! lrattl!Hl lP11d01:o da <:onn'~si a di n >n:i r e relt.il iTt'"l. la tavola. l ::tern:t. è com!)•·e:;;;a l' qn.-l la inlt>nHl sli1 ala: e p oichè è fì sira.nwnte di nwslrato cliP la r :-:::.i:;l ~ nza ;d ia trazi rm e ~ mino re rhe aJ.la rnmp ressione .' la. vitre:L s i fralltll'a pi ~1 ftt('i]menlf' t> più Psle::;am enle del t.aYfJlato PS! P. l'llO.
La prest'nza. di srhe<.r~e 0f'SE'e ne>ll'in terno del c1·anio dfl luo~o a les ioni m en i ng:o-enf'<?fal ic lw, ellE:' .possono €'-ssere: a) compressione semI li i r e. eseJ·cilata dalh, t=ch e~!:rt~ o;c:see info_;-su.te o da ernalomi: questi soIlO pmdotfi fla! ~~·pmizio :::an~r11igno proven ienlt clall 'os~o ·rollo onpure fla rolt.ura dei va·:;i m eniPC:I't e oo~sono es:-rr e sopr-a - intra- o soll<> meningPi; b) larl'razion e dPile m0ningi , do,·nta an1·h'essa a s~.lwggP ossee infossafe o adfliJ·!l!lll'a nro!·~ lta~e ,.e ,~o l'inlC'rno, c.on c·nnseguenti erna· tom i, SI)('I'i<' quaJJclo si a Jpsa l'arle r·ia menin~e~~ m ed i a;~" ' •!esiDni.della
:>oslanzn ('('l'<'hrall·, dH' può e:::.~e re ro nlus·1 , spnppolala, aspo rtata.
CO~Tf:rllUTO CLL'(JCO-l:M'fSTICO ILI.E Flt\1'TFn~. Df:I~T•.\
l 'llLT.\ Cll.\;"(1(',\.
f.('(' .
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:\ queste alter·azioni analomo-raLologiche, secondo la sed e e l'estensione, rorrispondono i si n tom-i. Se la com rre;:sione esel'f·.itala da sche~-g-P o da. ematomi è Eeve, s i hanno i sintomi d.'irrilazione cort,icale. dali~ ~~mplici scosse clonirhP ·localiz-z ate al quadro ben noto del1a epilessi:l ja.ksonia.na; se la (·omf}ressionc è forte, con · o senza les:oni cerebntli , si hanno i sintom i a focolaio delle pa.resi e delle paralisi. Dagli uni si p11ò 11assare agli altri, oppure poR<:ono rocsislere; ·la vari el;'t e l'intenshil eli ~>ssi di pPnd~ d nIla sede c da ll 'e~lensio n e dPlle lt'sioni; nel secondo dei nostri (:.asi Ò lesa la zona mot.rice cort.i.cale ckll'arto S•U!)eriore e SÌ ha la monoplegia; nel quarto so-no ·Jesi i lobi OI'Cip ila.li e si ha l'amau rosi bilalerale; nf'gli a·lir·i sono lesi i lobi ft·onlali e si hanno manifestazioni nervose o psichir. he. Ma q!l<·:e;to ri en tra nf'iln :::turli-o delle l<'<:alizzazi-oni ~'e rebrali, che non è compilo eli que~b noLa. 2° Là nP.cf':::sith che ogni fralt11r11 dc·lla Yc"ll•l 'ia. lrallal:t r·on l'intf'rnmto r hirm·gir.o il p-iù preror·c rosc:.ibile, ~ia per impedire la eventua lilit di una in.fezi0one, facile a farsi strn<ia d.alla ferita r.ulanea, attr·aversn la breC(' ia OSdea, a~Je rn eni ng·i e aJ Cervello , SJ1(-'{'Ìalmenle se \' Ì è lacerazione men:ngea;- sia per r·imuovere lnlle le t~lllSl· determinanti falli ir·r·ilalivi o com w essi Yi (c:.c·hegge ossee, emalom i, t'Oaguli, sostanza cerehra-!e spappolala ). L'attesa è inutile c dannos?t, poic:hè t'OI tempo i t<~:; suli ceretrali Jesi subiscono modific.azioni · pr·ofonde e irreparabili sotto l'l].zione conlin tta de~g-li stimol i irritan ti o comprimenti e rendOllO perciò permanenti i sintomi a loro OOII':'egnchti. Col!srdcrando il St;f:ond(), il quarlo e il quinto ctei no,:lri cns i, in cui !'i ·nt~r-vénlo fu rilarrlnto pee V<Hil~ ragioni, si rilrva elle ratte::::t non prortusfle a-lcun mi;:!liornmenLo d ell e ·h·~ i on i ·cncl'faliche; anzi 111 uno .quinto caso) com:.nriò a manifeslar•si il pc>ric0lo rli un<L Ì1lenin~o -e n ce fat ite. L'i nle.r·vento invec·c, per·mùllendo di rimuovere gli u~n' 1 1t: comprim~ti , rletle risullali sndd isfa ct>nl i r·on la. '-compa rsa ra pida della monople~in in tiJiO. dell'amaurosi nell'altro. della febbrP nel terzo. · Nel primr1 e nP.I Lc r·zo caso la rTn.nieclomia f 11 pratic·ala pod1e ore dopo. !l trauma. erl in ln.l rho-rlo fu e,·itata anche la ::t.-Jmplice c9mra r::a di sintomi nervosi. E' wro che nei due c-:l:>i la ,dii l'a em inlelg ra e quin.rli le lesioni e i peril'oli mQit<n>i~ l ievi, ma ciò non basta per ,potere esc ludere che la pr·Henza di s.· h P~ge u~see compl'imenl i la dura 11011 an<:> bbe pt·odoUo brd!vamente. falli irri tativi . · A che t e r~iv e rsare ciunque, qwtndo si sa. elle la rimozione delle (·anse comprimenti €> ind ispN\sabile e-che la -cr<l nieclo nia norr presenta lìel'icoli ton l'adozione !'igorosa dei mc·!&Zi asPlh·i ocli emi? 3• 11 dovt• re di esa.m i·na1·e acqmLlumenlP o~ni ferita del r.11o io c-npellulo e ta'nlo pi t:t qu;:unto p iù es;,a <1•Prare semplice e lieve. ln p 1·o rosilo è molto islt·ut.tivo il se-condo dei <·as i riportati: una ferila Jnct>ro-c·ontusa d t~l~a regionC:> pal'ietale d r>c;ll·a è medicata. a 11iatlo senz:t i nda~an' nella nrofcndil.it òi es:;a fino nll'o::.::o; dopo du e g iorni c·o mincia la JJHI'Psi del hrqccio sinistro, a c.ui il paziente, pe,;s•wa ilgnontnle, non dh importanz-a; ma al 4" giom o s i ha, la paralisi e i l fer·i lo ril·Orl'e al m ed i co, r·he ,lo invia aJol'ospedaleo, dove, solt.o la ferila delle parti molti·, si ri.s ront ra frattura commì'nut.iv-n del parietale con nn·allamento . .'\ Ila nllniec.tomia si t.rova r,:,'lUm·a eslf'-Sa dC'IIa vilrea, lacerazione menin~ea, s-pnr-.
..'
l'ol :u1wulo tklla ="U~fan za n·r·plJJ'ttlt: in •·Or'l'i:::ponclr nza d.Plla znna media \1(-olk ri r •·flll\'flluzioni n•ntnlli eun con:::~·g-u e nl<• monoplegia ddl'arl.o suI H' J·i ur·t~. ··llt· in (ltlC'lla z0:w \w i suoi cent ri ]l;:ico-molol'i, e pnrl>:;i ipo~l n::so- fa <···i,t!P Pt' r p!'O[l<~~aziorw · ~l'Ila ··ompr·e.- swne ai sollo;:tnnli t·enIJ·i l'On l ig-u i. l'n llllt•riore rilardo r~t•lla dingno.si e nt•ll' inlen ·rnto a.neblw teso l'•'rmarH:on li c rnonopll"g-ia ~ pare;';i, co n qtwrrl•'> d a nno d e-ll' infermo è fari!v illlll1ilginare . · Prima eli finin-.,n-ci u t~ppor\1 1 110 di a ccen nare brP\·emPnle a rt alr·nne m nrlall!it di IPtnil'a. J' r·a\i('a\e nell<? ·, .l'lllliPI'LOmiP con ri;:u\l.ali ri '!tilr(·hp\·nli. ~orvoln Sllll'obb\irro :li applit·arf:' nel nrurlo pii1 r i:wroso t: li orliPt'lli mt·zzi dr H:'Pl•;:i e d1 anti;;ep:-,i. a nu:.:l ra d i::pu~iz i nne; la loro :11:p) rlnnza ì• lrOJ•po LJ \' \ 'Ì<I, Jll'ITÌJC., ;:ia lll'C'C'S-'ario in:::i:<\Pn' i. L'irll'i sion(! d l"llt• J··•r-li rnnlli pronwa 'll i.alJilnntln nl t' t· l1lOl'l'a~ia, l'hè pt:r ò ·nun de\'P impr·t>;:;":n r!rt i'P affallu nè far pt>rd~·r :' trrnpo l'(' l' la r·it·t•rca ò ei numero."i \ :1:-: i ti<~ pinzar't1; b:1stn prt·nd,·r·p <· ,·umprimer e i t~1HJ'~ini ùPIIa fentn cor1 r•i r w~ Plll 1:-::tatit:lte a hr:tfl•· ile ruh u:'l,re Ju ng:l te, \II!Jdicate ubbliq1tamt>nte. lh'!'•·l:è r l'lllfll'l'U.!!'in :\i ltl'l ·~:-'ÌÌ (' .al lt·t·mirll? d ell'operazi one, l'emosta~i ~i a ll~-'rft'tla, to•gli<:>n d o le pinze :;rJrza bisog-no di fme allacciature. Si ;:lJbn·,·ia t.:n~ i nott.>vulmruie la durala. d ell'op<-:ruziune . . \ !!l'O ilt'('UI'g'i l11f'!lln e f!lll'i!o tfi I'E'g"Oiili' ÌZZ<l.J'e Ì llJ.itl'g'Ìiti de: \a bl'et:Cia n,.;,t•a :d:,tr 1candoli o llt'P i li miti di (1 \' t.>tllHn li lat:eraz ioni wening(~f; $0!!, slallli, in lll0do ('hl" C( tl l':O:It> jHI:'~ano f':-':-'ll t' f' lJl'll dominati' n ne:;;;un r e· n'~;,u l't.>:-'lt 11a:"ro~lo :-:vito l'n~;;o t·ol [H·r:c o lo di diYrni rc fari~ focolaio d i infpzinne. Ottimo 11o i ;;i è dimos tralo l't: ~G dl'll'm·qua o:,:-i)!:'!rnla t·om e t·:no,..Lali ('tì e cornr cl(·l"l·;:.in.> di <·oap.·tr li sanguig rti c }Ht!'li d i,sosl<wza ct·r·>hralf:' :'pa'ppolata. l rlfìnr·.'t>::wguila un·ucclll'H1a lnlt>lln rlella zona frallUJ:.alit, ::i è sutw·ala a l:rtlo :'Jh•::,.; ~, rP. la fvrila rlr:l:r· !'ar·t.i tnolli, 11re\·ia rt~<: enlaziont> de i lll'll'l!iJJi t" •nlu si; la :,ul11ra c ,.;\ala ~'O flJ.plt>la rwi r·a::i opt>r·at i subito rlO!IO il lf'illiOlH e Sl'llZH ]Uf'l'I'IIZÌtlll(> J1l(•!lillgr ": l ; Jluf7.iUJP Ol'gli ;tl lri, i,HSl'Ì<llldO 1·11 rlt't"1a~!!io las;-;r, Ppirlu r•alt· <'llt-> "Ì rinlliUVt•\'<J ~d ' qu\lrl.o !!iOl'llO, <·ltiu rll·Jtci o di'l LttiiiJ la feritn , •t' 11011 .\'Ì l"l'illlO ('Olll plienzion i s~lliC'Ite. • l ri..;td lali pn::;l ·nperafori ~0110 slnLi favon •\·ol i in l n Ili. i rasi, ollC:'lll'llcltJ:"Ì -"l' nlPI'P !!'U:tl'i!!'i11:1Ì pi' l' /)fil!lrtr/1 l' rt•>l i ll!litJ tlt/ ilt(l'r/l'lfl/1 d l'l\(~
i unzil'llli nl!t•rnl<· cd 1-•\·iL;;mitl uon ~ol<> !t' infezinni dl'lll:' ft>J·ill', ma anl'lltrlcl p o~~i ii Ìillil r.l i ('l'II ÌP C't' l'l'i)raJi Il (!i (' ÌCH[J'ÌI'Ì ('llf 'III P1• 111fO.:;,alt' t• l!tlt!rl'l11i
all'Pr:ct•fah•. F. CJI I P.~\a t'In m•.!.dil,r<-' dimo:-:traz'in1n• d t>ll't•tliuu·ia riP:Ir modaiilit h·•·tti..!l< · snp r<t a•·•'t' I!!Jalt•, ::ullP rpr:tli ha :"t'IOPt't' in;:i..;lilo il ll·· rwnle cnltitllrH!Ic' llll·dic•l prnf. C~lt'ti a. il ··ui d pilho- r i\'Olgrn' \'Ì\'.Ì r·inar·:'Jzinrnt•!rli Jl"l' 1t~::st·rm i ·~l;tln li! r',:;n di l'l'!I:<Ì21i <'di amTlH\I ·::>Iranwnti. BI BT.IO ' :H.-\1-'1.-\ . J~H{t , )t \X' (' Hl tl"\:0:. -
'l'r ~ILiicl tli \ 'hi 1'11 1'j.!Ì:1.
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'l'l'.ltl:.ttu tl ì dairnr:.d:l.
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1\.lt\1''•:. - (' hil'lll';!l;t th• l 1' •'1'\' l'l ln <' tlt•! mitl.>llu :<]'i llnlt•. t ;uu·,,rtlf• ~n m, ·,Jh·iu o wililun·. u1\u1H'•.• 1!tt:J. ,.,.fi,liui('''· _: _...:, :iutlf· 1o oJ;, .,,. l!H -1. 1':1:--••. :?n--17: 1~nl. t"a ....(·. 2:- ~~tt: /'rJit' ·littit ''· - .....·, ·: ''tllt· t·/,;lury, ·o. 1!•1 i. f:•:--t·. :: . .J .. ;): l!t:!l. r~'~'". Hl: l~l:!:l.
fn:or. ::.;.
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RIVISTA DELLA STAMPA MED.ICA ITALIANA ESTRANIERA l(I,)J.\:-; l. -
Vac·d nr~lt•t·upi:l eli>! l ifo \' para ti li l A Ili 1/1'/llf /( . . l r·r·l!l/ r·"' i a tfr•i /( isio-
•·riliC"i ir1 8i<·na , l'C)\. XIU. 11. :;- -11.
1/A. hn. pmti<·:tt•> la \'lH·ti ncit \·'1"1\lti:l i n 1!1 c·a.-:'. di c·u i 1:: ~li li f,., ~eli )':ll·ali t"" :\, \.':.!dì •j::lf:ltifo Jl ·: 11 ' '">ClT:I)'.ÌOiti >'i rif~•l'ÌI<•'I\UC) :1 ll lili t;ll'i \'ll l':l<ti 11('\' J!l'lj Ìll7.0II: I Ili ~IWJT:I. (!Pi IJil.Hli !) t'I";IIJIO :-<tati 1"1')!\ll:l l'll l<II ~P l':l!;t'ÌII:ltÌ ela ( 1"(' a >l'l, ll ll('>'i 'J'I" i111;1: le• a ltre s ri!-'l.l:ll'd:tuo <·:J><l st utllali n ella c·linic.::l Jllc· tlka eli :-: ic·na . l't'l' i Jlll ilila t i 1':11·•·c•r· t:t rn e nto clia~llo,.,til·O fu :-:c•lltpre fu l\.(•. nltr(• l'lw (·ollt• c·•'!lliiiii Ì JII"O\'t' eli :q.:";.: lnl!.ll:ndnn!', :lllc-11(~ <:olia (.•TUC to ~lii.UI':I. C fur< >llo t 1att<tli. >n)t.clllt> \'t :l') ad ('1\l ll('ttltlll';l J'll"ili \':1, ll,..tndn il \':tcdno >WII>'il>i lir.:t,:c l(l J:esn•d l;:a: JWI" ):'li altri d prali <·a n >JH• ;.:•' I I PI'ilillc~·ut•· lt> >'tt le Jll'<ll'l' :l~;!lllt.ill! :tll l'i-. \':llc·Jhlu"i Ì I L -1 <11'1 l ':lt'l'ÌIItl aii:L \\' ri;.:ht c•cl in l di'l nlt'· c·ino Ùd-;to i'cla1·o: l:t YÌ:1 cl ' inhodnF.ioJI\' l'n >t'llll•~'<' ,la !' i l'l<II'~UIIl:;'ll . Ila l ri....;ult; Iti: ott\,tlllti 1'.\ , Yiclh· : ill:1 <·eJiwlu ><i•llll· dlc' !:1 tl'r:q .in Y:t<·<·iu ic·a r:t P· J)il'-"''Hta o~g-j; la mig-liol !-' :1!"11'!:1 Jl<'l' <·em:lha t tt•lt ' lP in f<•zioni t ifo"!' t' parat it co~ . "Jit'· dalllll'll tl' IJtlt-'s!R ultillh'. pot!' JIIIt1><i tt lllarP la t'lll'll c·11'1 jt t·roh:tltì lifil cl ! ,.lll'l'~">"-"" ili ' I'U~IIti'lleJll (' Jll•J·iculu <lt•lla Jl lahttia, ,..t'll"-:1 iJJt•n Jl\'('II ÌI'IIti eli ,...,l't'a: i e·a,:j li c l'i l' eJII I' ll i eli ll c PII !~ l ;:-raYltìt (• 111111 C'OI II Jl l ic·ah I'Ì;'·{ utr.uo lll:l~:.:'i cl'ln•·ntt• ln c•llir·adu rl!' lla ""'~·i IICJlt•J·a : tÌ:I , J•lll' 1~•t<·ntln:<i Htte•tn< 'l"•' r isult:i ti >l'rt! >' Ìh i li a !Id lP llt'Ì e·a >' Ì ;:!1':1l'i . l!CII\ ;;o lo .~111 d (•e·or,:o l l' l'Ili i<·•>. 11!:1 c;tndt;· ,.u ll';~ rt tl;l !lll'll t.li tl l'll'ill l\·r.ie •Jil-'. ' Tll l' I~Fl. -
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J,.Q ('IU'U S:illlnnw l ira drllt~ ,,,/lllQIIiiC . IJO\ Il'IIUI ur l h<:' . \IIICI'ir<l n llli'otlit·:JI A ,.,-,:cwi.·J . I.ioll. t.m 1. 17 . p. 1~ 1 7) ..
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ogni centinaio oltre 200
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Gli estralLI mlt1ori di tm f oglio si contano co m e foglio Intero per l e ordinazioni di
roo estratti o m eno . P er quelli elle superano tm f oJ!/10, l e Jrazronl In ph). che n on superan o Il m ezzo f oglio, si contm1o come m età, purchè peril l'ordinazione non sia inferior e o !iO c;ople.
6. I manosc ritti non s i rc~titui ~couo. l
(271 2) - Roma. 1022·23 - Stabll!monto Poligraf\co per I'Ammlnietrazlone <Iella Guerro
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(Direzione centrale del aervizio sanitario militare) \.__
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Gioru~lc
di medicina militare: tSSI·til&! G10rn ale medico del Regio Esercito e della Re~ia Marina . Giornale medico del ReK•o Rsen~itCl t896-t907
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ANNO LXXI - 1923
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.. 1 Febbraio
Fascicolo Il
SOMMARIO MEMORJE ORJGINALI: funaiOli. - La valutazioni' del !"individuali t il. fisi et\ ir\ rapporto a lla medicina Jognlo militare ......... .... ..... ....... .. .............. .. . Pag. Signorlno. - n processo poritoneo-vaginalc in ra.pportt, cogli. idroceli e )) coll'ernia inguinale .. . .. . .... . . . . . .. . ...... . ... . ............... . . , Pkcoli. - Contributo allo studi o delle psicosi di guer·!'do ...••..• . . . ... RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE ......... .... .. . ~ RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA ............ .. .. •
NOTIZIE . . ... · · · · · • · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · • · · LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA ....... .. .... . .. .. . li" CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E FAR!'dACIA MILITARE.
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Dlrezioqe ed amministrazione· ROMA - Palazzo ' del Ministero della Guerra - Via XX Settembre - ROMA Ptr le lmtrzloni di pubblicità riyolgersl DIRETTAMENTE all'Amministrazione del Glomale di meditin o militart - Palaz.zo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre - Roma.
Per te nu.ove norme circa le pub blicazioni dei lavo ri vedi copertina (4a pagina).
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MEMORIE OR 'GINALI - - - -- - - - - - - - ·- - - - - -- - - -- - - - - -- -
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8CL"OL A D'AP P L.ICAZl ONE: DI ~At-<lTÀ .!\tlLLTyu~ /, ~· :
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la valutazione dell'JndivJdualità fisica in rapporto ..,t~:. dicina legale militare (l ) ·
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tx>r il prof. Gaetano Funaioli, tt-IH>ntt tolonnt>ll•, medico, iusegnantt· ti ~ .. ~.·
La medicina lcg<ttle mili L&re Ila fini nett.a.me nte ,preventiv i ~"'l' qnindi ulla. cernita eli ilidividui (·on detPrmjnaLi requisiti fìs· '" •· ... logici, ~:he garanti::;cono la r egolal'ilù e la continuità del servi?., : periodo della ferm<L, c.e1'n~Lae.he è imposLa., si·ad.a oonsid erazionrJ u .~ .generale, si·a da m' cessità d i efficiem~a nei rtuadri, sia da ris petto per l'intf.!grità della salute individuale. E' (·.anone d i biologia che la peNJnaliLù debba es.<;ere esamiHaLa. non oolo sotto il p unto di vista morfologioo, ma '})uTe sotto quello umo.rale e psit-o-nervooo pt•r l'apprez1.amento esatto del suo valor e d inamico di fronte al.le :inft uen2e ambientali; tperò questo <::anone Lroppo assoluto d e ve subi re una deroga nei riguard i •deMe visite di ~liCcertamento presso i con:;igli di !eva, p resso i distretti ed ri reggimenti a causa di esilgen2e d i .tempo e d i a.mbi.:mle, e he non permettono l'attuazione di <UHuli si troppo delicate e .fini, ma consentono ·s olo •l'analisi orjentata. in prev.rulenza alla id entifioa.zi(lne fisica: e <tnehe sott.o questo punto di vista non è facile 11 l'ilievo del ,·al!ore deLla individmùità, vuoi 1Jerchè non ::.i COO()S{X)nO .appieno le leggi di ~>vo l nzilln e d ei rorpi, vuoi perc hè il ITit'toòo ci i rac-<:olt<~. d ei connotali soma.l.ici è ancoriJ. imperfeLto, v uoi anche per altre \'Onsiderazion.i, tr:a cui quella. ohe si è all 'inizio delJa possibilità di sLabi·liJ"e relazioni ne:!Le fm d isord ini di situazioni ormoniche ed aben·a· z_ioni di for ma; In. c1ottrina morfologica, la patologia, la cain.i ca, l a pr a·tloa professi(male wno tgli elementi che dovranno servire d i guida al )JerHo ne\lla determinazione delle attitudini tleU.à Jlersonal i l.à in genere. ): medici m~litari si sono in vari0 e-poche preocoeu·pa.li d e llo s tud io d elle ~ -ostituzioni in rappi'lrlo al :-ervizio. l n Italia le osservazioni :-n1le &UiLudùni fì sic be sono state intense ed ~!!t>llo cti moltepliei pubhliuzioni chP culmina.rono nel classico lavoro d i t.,ivi suU'ant.ropometr ia militar e: uel quale per jd .:;aggio d el.la. cost.it.uz,on~ Qrganica si util'izz~-trono i tre fond amenf.alli ooeffìcienti amlropo:n~e~nc.,_ relativi a;na st.aturu, al .per.~meLro Loracico ed al pe;:;o, conside-rat' o JOOia.t.amenie o nei lnro J"H.J)!port'i r e« i prO<' i. l la fl) ~·olusione a l corso di medicina legale> militare ( 1922-23) pc>r gli asp ira nti .a .
nom•na 6 ten.-ntc m.-dico in S. A. P. 4 - Gio~nck di m~4icina mihl41't- -
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l~lum.i, va:lut.a.ndo il CI.JSI.iLuzion-élllismo ' nel suo trattato di nwd i-
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le mi l~tare <i el 181ì:i, aveva preso in sì ngolar<' esame la df'.bolezza ).nalizzandone i caratteri esLeriori t> d efinendola per immflkil'll 'l :<'1 pa.Lri rnonio di tor-za orga.nica, iTJ<Ji:;penS<Ù.l;ie a wpport.arP i ·• Ila vila min·iLare. Quinzio, st.udianòo rwl manuale di medicina ~>'l 1899 le aberrazioni mol'fol0gich<', av.;;va ritorJC)~ciuiiO neibL , a cust!Luzit>nrLlc i•l terreno di predis<J.losiziOtll; alle rna.latLie più , 1. Dell' EserciLo, terreno di cu i prospC'LLò i sintomi ét,ppa r·is;:PnLL •!',a si è occupato 11 el suo lllliWtla.lo() di rrwdi1·ina legale milil<t.t''' d ella slruttur-.t morfol()gie.a. risp~·tt.o alle ('<tll~' rld,Pt~ioranti del ' ' ., l'<. w visa.ndo nella. debolezza di cosli~uzione una m.aJaLLia, P<'l' In 1' gahil e con eredo-sifihde e cornpa.renl.e Vf'rso la i] Jllb,•rth. · tP fuori d 'Italia lo studio snlle disposizioni tnfwfologiche dei • •• 1, ~· ~taLo laborioso; mi limil<'rò a r.iN}rd.arc le o.:=;::;e n· a~ in ni s1dlf> ~":.... , •Ili deb()l i conlenul~ n el Lrallal.(l di m<'<i·il·ina 1ogall' mi1ilart- di Duponchel (1890), quc>Jle d ell'ausLria.<:.<) Dr rhllic h (1880), ((\lf'.lle numerose e c.onLPn ule in due voltlllli su l le rela.zioni fm slalura, pNimetro lm't(LcJ co e pe~ di un gran nunwro di sol<ia.Li amrri<·<tni, pati.rr·iJHtnli alla ,!!' llP JTH di :-;prpssione (os-::.l'rvazion i stese da.! Doll. B ;L"<l<w rw.l 1~75). · PP.r qw~nlo siano state numerose le annli;;i sul l>f'l'~nuli:'-111{~ fisil·o . c-seg: li l r. d ai m ed iri mi l i La.ri sugli i S(' f' itl.i ò i lr.Ya f. l l i f'.Oida t i, esse r'"n ebbHm l'E>flkacia di rischiarare la 'gt'nf•si, il ~ig rlifi ralo d ellr alJPrra.ziorti rnorfologif'he, ciò che forma il nuc11eo contmh> d C' l probl<'-m<t st rlle (;O:'I ifuzion•i. Fu il De Oi ova.m"! i qu<•gl i che colla pubblicazione dell 'opera La nwrfologia del corpo umano (1891 ) i ·n aulgurò lo ~Lnclio c-ondotto in. m odo scienti fico circa i'l v1.11loro d~tla costituzione modololgi(;.1 i.n rappod,o agJ.i stimoli ambientali, allo stesso modo r.h e Lombroso a.veYa inizinlo con m~Lodo galile iano d'indagine l'esame della personalith ai fìn.i antrnpologi co-cJ·imi nal i . ù -1 ~ tu d io d ello cosli luzioni ri portiL lu. menif' alla ·dolLri !l il. della evo! uzionc, pi<'Lra fondamentale d e!lle scienze (Hack el) e pct·oiò ai problemi <lell'anal<mt i<t compat·at.a e deli'P.mJ)r.iologia: sa J'ovc;luzior1f~ drll'animalitò. .p rol'ede secon do dclrnnina.le liTIC·e c per i mpu;l~o di dale forz(' in1rinSC!'IlC p.(.] estrinseche, la d el erm inazione d éi!P wsli ltw.ioni umane.,. l'aggru'fYI}[Imcnt.o rioo rlei var i t ess11Li in org<Lni Pd in si~tcmi ot·ganici nt.ri per formn, \'i.lt'i •pc1· propol'zioni secondo l'elit, avvienE> se.c0nòo 'gli identici fattori dell'orgnni7..7.azionc ani-m ale in genere, menLre ogni indi viduo allravei·sa. l e fa~i di sviluppo, per r.ui lit sprt·.io è passata. Qualora. i .faLt.()ri evolutivi individw~1i :;ia no inficiati da. st.i moli ereditari pawlng ici, o comunque a.bnormi, l'organ izzél.7.ione Jì(•rson<de d ev~ia. (]al binari<> del·l a notmalitù a detri m ento d ella t.cssiLura f'Plluhtre, dello proporzioni clegli Ol'gan,i e d cl~a m:ts.sa origanioo, takhè nella cosLiLuzione ~n dividu<.tle si t<:wviseran no disarmon ie m orfologiche od u.nom~Llie nel processo ontogonelieo, condizioni di sp e(·i.a.le morhilitil c.h e .int.e r~c;.;_tno H morfologisla ed il r.linioo. Ouidat.o da ool.:'l.le criterio scientifico sul cos~iLuzional ismo in genere, il De Giovanni 'Per oon()S(',eJ·e il v<ùlore d el tipo morfologi-co segnala, e dese.rive nn met.odo, che si imperni;1 S1 llli1. mi,urazinn<', snJ.l'i s.pez ione~
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Sl llla anamnesi, sullo slato presente. La misurazione dil la nozione tw merica. dei rapporti di sviluppo tra. le d.iv(.•rsc parti d ell'organi:;mo P oonNalida i d a.Vi dell'ispeziO'Tle; l'ana.mnP:>i serve a fn:r con osc~ r·e m~glio·
l'in<liv:idua.lità, sia sotto i·l pun~.o di visLa d('ll'erf~<iilarielù, sin. sotto que-lil o d egli jslinLi , d elh~ abitudini, <Ielle attiludini per:-::onah , che sono da riferirsi all'efficiP,nza di s pcr·iali condizioni morfologic:he, sia w tto il rispcUo di affezioni prcgrf'sSt· o d el l'andam\'ttlo dell'affezione in atto: lo st.1.to prc.~ente intR.g t'it i ris ultati dell' ispez ione co ll'.lrnpif'go df>lg!·i <dlri m elodi di semiotica, coll'im(Jiego di rni.croscOI}Ì-a, ecc . l•l m etodo morfolo~ieo , c.ondollo da De Gionwni c.on hldìn·izL'A.> rig-orosamente obieltivo, por·tò ad una. anali~i minu ta. della persomùilà fisica e alla distir1$ione <li vari l~pi mo rfologic i. Nellipo, du. ~tli d efi ni Lo iòc~LIP. l'alt.czza personale uguag-lia la grande apertmu. del-le bra.cda, la. circonfereuza del torace <:OtTisponde almeno altu m età dell'all.ezza persona;le; l'a.lLe7..za slerna:le, l'aHezza xifo-ombel i cale- e quel·hL ombelico-pnbir<tcorrispottdono ri speltivam ~nto Hlln. dec illla pa.rte d ella s tatura ; il di<tm Ptro trasversale d el baùno 111g uagl i a i '1 15 cJ ell'alt.ez7.a totale del ventn· . Questi d<tli antropometr.icr !'- i .ifl lt>grano neN'a.nzidetto tipo con W• lume cardiaco tale, ch e la s ua. base si èst.enda qua:nt.o la linea d elle ad icolazioni metac..wpo-.fal&ngee d al secondo al quinto dito (a m<tno indivi duale chiusa) , il vrn.l~·i eolo sini-s~ro olt.t·epassi tn.le mis ura di un c.ent imcko ej t ventricolo destro di due t0nlimet.rì: è illipo del sog·g0llovaliflissimo. Dì fron1e ad t>s-;o vi sono ntriazioni morfologich e, esp-r esse dallo AuLore coi lerrnini fii pt·im~t, seconda, ter"Za rombi11azio ne morfolog.ica. La rrrima tombina:.ionc è l'!b!)})l'e6E'rtla.La dn. diS<tTrnonia di sviluppo fra altezza pe1~on a li? e g ran~ €' apertura dr Ile brac-cia., d i sol i lo Ele(•p. dente l'alLm m.i~ll r·a , da r irconfer rrw,a lcw;wir.a. inferiore alla melit della :-:t.al.nnt, da aJlrzza òPIIo sterno i nfet·iorfl ad un quinto della oin:onfPrl'n7..a lora.f'int, da altez:ùa addominale ug1mle n. 2/5 d L~I la drccmfcrenza lora ti(~a ma con pJ·pv;d e ntc lunghezza della ·linea xifo-ombel icale ri spetto a quella del,la lin ea ornbelico-pu!Ji<·u, da diamet.ro hi S~ilia<'-o inf(•riOI·e ai ~jf5 dell 'altezza totale dl;.'ll'a.dtdome; onòe si avrà un errore eli o rganizzazione •per ton~~CP. strP.l-Lo, per volume d el cu ot e insu fficiente, dì cui Ja m elit destra eccede la m età s i ni~t.l'a, per cax tlà addominal e po~·o ::;v·i.Juppa.ta, in cui il feg-ato ilTiantiene un vol ume sproporzionato ·su~di or gani della St'uione inferiore del ventre; condizioni morfologi'Che, 'chl' . predispong-ono a. flogosi c,ronic he delle vie a er ee, a disordini clel sistema nervoso o ad i·nfiammazioni lente ~hia.ndoJa.ri. La M't;onda combintl':.ionc è contrassegnaLa. da uno svillutppo Lora.::.ico. c he St.rpera la metà dell'altezza p ersoné\Jle e da dimensioni più o m~no a rmon iche delle r estanti parti organiche; quindi si avrà. una variante morfologica con totaco troppo a.mpio, con spalle larghe, con volume cardiaco eccessivo, id e he predispone ad affe:vioni d el cenll·o circolalorio e d el s i sLema Wl$e<far e perifl:'rico: è 1111 tipo costituzionale buo no p er i disimpegni funzionali. La ~erz~ combina:.ionr· modologi{')L è rappte:::en t.aLa da svihup.po di sarm?mco md'ividuale per ec.cesso di pl'Oponioni addom~ naJi , da l.orace orn. r•s l-re>lt.o comè rwlla pri.mu c0mbinaz.ione, ora ampio come n €'lla :<t-
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•·othisLP. i•• un 'arnHwia 1wlle p•·oporzi ù iJi dt'i Vl:u ·i ~i~l r rni Org"<llliçi, in Ult 1na::sa <)t·.<;;wic·;.t parallelo ~di'l'h individuale e ri le\'Ò e cll lll•ì!"lrù ;lll·l'l':--Ì NlllH' le d!'YÌit7.;oni di o·t).•liluzilliiC ~omati c a tl iprndano dii ciJlt.i-r milllli,· di !ì\"iluppn JH 1 t' clifl'llo od f'C(·c.'l.;P di !'l'1Wlenli, per il d tl' la ro.~;ilt iZ IO III' flt' l'!"'tltttt!l' lta Lr an·ip fiiU0 t}ll(:Lil: lte cd imprunt.e d i fonni" ùltlli.'!'t'llt:'ticlll' pn~roc i , d o:td e der·i nmo S J W< ·ia~i p r erli:>-pnsi ?,ioni Jr.•J:-Jll<di, tra eJ JÌ lr- tllt·::rliorot :t ..,,.il ti P sono qu~·!lt · ;dln lulwr•·t;lo;;i, alle aff(•7.iOn i t•palit ltt•, Pl'l' . Gli ::-ludi origitmli di DE> GioYatiiJÌ , rui :;i ispir'<trn tru gli aulmi :>tranil•ri, ~ono in Hal ia stali p roseg-ui t-i (fm g li altri ) dall \' inla, il cpralt> in IJa:-;e ad 1·:-;pPrionza P<' t":'Oil<ll c ha JWO::<pe ltalo tre tipi 111flrfo!og-io·: . rioi• il nonmtl<.> e due Yari!'lit abn r:r:lli. li nor·rPale s i eonlraddi:;:Lrn'rlli:' Jll:'l" lo"' iltl pfl•l armonico cl ('! ".isLt' m a dei! a \·i La veg-elaiiva r Ì:-i!dlo ;d :-;i~tt·rna clo·lla ,·itu d i n ~! azio11P, li tipo m i n< ;sp!aJwtJi e-u c.orri f'pnird e alla prillla I'Ctlllbinazione P. quindi ::'Ì t·onln!S.~l'gll a -d a ercesso di ;-;\· i~ ll fìPO dt>l :->i;-;te llla di l't' litzione l'iS!Wlto a quello d 1·lla y·ita Vt!gela.liYit; il lipo lllt·.!!aln:-;pla.J :t·n i•·o r ::<.po11de allu l.erza C.()!nbina"iotw, P. quindi si indi,·idtl{di na Jlt•r <•t·•·P:;::<o d i :: \·ilurrpo d ~l s islPm•t ò e! ltt \·it.<L v ~~è laliYa. s tr qur·llo rlt•l!a \·i la riJ r l'lazione . \1a il Jll'O!!TC!:-::->n ~· ·i ~·ntihu> lt<l d J lllo~lml·O rlw il lel'I'I:'JIO c.oo.lituzion;LIP, st· p uù e:;::rrr tll tl \'i:l.nla~Ig-io <UHtlizzalo in base ai <-ril ~ri della doLtJ it •<L ùvnluziuni.-;L.il'.a, è •tllrP:'Ì e pi·t'1 lumPg-.~iaio dalla clink1t endoninolc•!.!~ i .. a: il nwlodo mnrfol o~ i ro r n-nòuce all'apprezzame nto di differenze q uaJitiLaLive neMa .::lrultura or gan i t'<l , ma è inmpaco di valul..az.ion e d i d ifft·renze qual.ilalivP di'gli or~ani , i> i11capace di condun~ a c.orol !<tri di iJ,d r.~e tbio-palnlof.,rira comp I'PIH ionilliii(,•,.: IH l'ili' , p em wllendo di affondar<' lo Sg'l liU"du nfd Jll i:->l{' r ioso ct elPnn i 11i ~J JH l dP IIe \'ilr ian t.i morfologi che (f>l'Jldr}, integra. le incia.gini più g"J'OS.."Oia.nc di mo.dolugia \C'ellerall~ . L e r cl;tZioni con..: Jat.at e tra ipE'rrromit.: •·ulanet•-m uc o~t', angioipolol! ia r in::;utfìri f' ll'tU. d l' II P cap:;ull• :'liiTf'llalì, più a1wora i 11e:;si tra disoJ·d in i rli ac·crl'"'Cilll en lo d l-' 11<' O"-":L ~pPcie arln <J.I i, -diso rdi11i d i !<JWSS<> rr. rll t.a n~·o , Jlortl'llè rli prod11z.ioni pi l ift•rt• P =-tali rli:;l.iro.idei, i r·a]>por-t i fra d eYiazioni rli " '' iluppo ~ lwlet ri• o, ri~ ·.amhio d ei g-rassi e di srtlnzione ipofì sari a, i l l'go ami rra ali Prazio ni d i m ensiona! i o::see, d blribuz ione di peli, !'t ralitì cazi o ne> di ~!? rn.:::si e d i~ft 1 nzionP gcn il~lk, hanno il luminalo s.uJ.Ic ('il I l Sl' J'('f(O] itl l'i C i J'a('n·p;::.(' i llH.' Il\(J t:O I'(Xl i'CO e la d i frl'l'E' IJ7,i él7. Ì~JJH' Ili OJ"f Ol 0gir·a ri;-;p~>t lo a d elerm i n<ll€\ siLua.7.ioni ormott iche. Il P f' tll lt·, ~i a ut.ilizzanrlo L.S~f' l'V;tzion.i proprÌL', sia lt•:'-IJI't<,!.!giando il l11nm materiale spe1·im en L.al<' P clini<'o su d iscnctoc·J·ini e e Mieulament.i w sti tuziona.J.i ( ri cd1 i ~simo nHtleritLie, cu i ha11no preso parte in llalia, olLre a medi c i r •i vili, ancl11" m{'<(.lic.i rnilil.<Llri Lm rui in t empi recenti l'O~tino, il f.iuuri , il 1\icoddu ' for·nuulò JH·l Hll2 il Wi •w ipio rlt~ l'eYo.t<·t·t us..:i nlt·nto d1
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lt tzione del l.ipo lliOrfolng-!ro gt>nerall> è clèll'rn lin:lla d <t d 11t• r alt Jlt' or-
rnon irhr, eli rlli L' Uiloil Sl: r\' t~ f! l'!:i\ll lll'illilmt~nl(' ;dlt• :i\'Ì~IIPI"'.J rl\'1 ~i;;l o"l ll~L ch ' l i<.L vita rt'!;el uti,-a c per·c.iò all'::ll llll enlo drlla ma~'-:\ t' HI'JH)I'C·<~ e l'alt r a allo sYiJuppo ciP! si::=tc•ma Q(J!J<~. ,·ita di relazi•me e '(!lindi .. : t' <l !IStintO dt~>l l" e1 1t nria a4T 11m i tJat.u : cJ<Ll l'equi li.hni o f unz iiJ nn !t• d t· Il e d n~· ~.;altJne onnonidw d •• 1·iva i! normoti po d i \ 'iola. mentrt- da l p1·edo•nin i u di azi<'ne d e.'rll!lil sul·l'a.ltra ratenu originuno -i dnc tipi ;o,.;l.llllzi o JJ.tli ;il PI01'Jfli. cioè il IÌJ, 1 ndcros }Jlrmc?li((J e il flll'']al'J~fJ/Illrllil'o; il mic-J·n,;pla n•·nit·o è~otlo l'i ufluenut fie l grupp{' ormoni<:o <;Li mola l O!'..: rll:'l con::-Hlllll erga .!i('o (g-r u p po in prentlenza Liro:cleo-:pofisarin ) ; il ll!t-~alc ;;:: p l au· rl :ì·n è ~ l.t!O 1:.t dipendrnza. predomin~mte eli. or·m oni litn~l'i -i'i nfnL.it i -wrt i ~· c:-:r ll· r Pna l i J'HIICI'Patir•i . Le uJte,·iol·i 0:5:5<' J''ia.zioni, falle dal P ende su i Lipi modologioi, hani!O condoLLo l'Autnr r ~~ ra\o'Y ISUrP. r.tkt1ne Yarif\11\ •cki dtll' tipi <Ù)erranli in ,.uppo1 tn alla rorm11•! n enrltwri nn: il li·po nl irros.plnrrcrr i•·ei, oltre c-he coi ~·<lnttl.el'i fond<llii'Pnlali rlE'-ll a combinazione, p11ò v,.;llin:wc·•u·si ~·on él.<'Ct·nlu<t!a. iJ•Op·la:-:ia r:Hdi~~t · a E:.' ipnLC'nsione arkrin:::a, t·orr,!l·i;IJrle a. spi.cr·ala. ipotonia. mluscolare, a sotli•griezz<~ sdlelet.ript artualt', a lt~ ll c[,> nza. c~ i•!H·rpigmen tn;,ionè l'IItH nea, nc.'n<· ilè a nntevo~e i !)O!'\ oluziorw &angu·igna C !L il)'lOgl•icemia: e~ :iO :=;i r icon lll'lle al fallo r e l' tldotri IlO npt :-'li l'· r enal tC(; O ipprtii'OÌoÒ PO-Ì[l~J;;lll'l'(:;llillic·o, r];;.nde lit ~O lt O·VHI'ie liJ i J .~I~ l t'rf:'· nalica rlf'l tipo miero~pli'!JH'-IIlto \ 'iol a: ITNl il li 1:o mi.ei'06Piar•t·rri<·o J·LI Ò. menù freqnenl ~ m e-n lt·, ma.nifP:::t.a r;;i t·ein partirnl111'e S!H'opo; z:-. 111r tli ;-,YÌ · lul)po fra :1 lrOnt'C} (a:::1;;.ai ri f'- lrPtlol e p;li <trii infrq·io1·1 assa-i l11r fl~lli, nnn•..
1•:-i::ieTvasi nr!.!e forme eunw·oidi 1 nonrhè cnn m·~<Lni r ip torlultiri ip... lru-· fi ,·.j, UJritnnwnte U. ll'llarc·ati'l ÌI1Sllffìcierna di !)rCd llziOlH' J'.rlif,•ra ,. H d :,..:.rihllLÌOIIe d i pPi i i rrP.!Xr.la r !-': t:tlt· ::.o-tt< ,- \·ar.:rlù è in l'P-Ii!ziont· ,·</ faltore ormon-iro ipog;-en.it.ale o ilpr'q}iltlilari t·o -ipog-~'nit·l l •.', c! nncif' il l:!)lll C' di ~r'l l lor<ll'l ef ;\ i png-<'n i tal o riP l 1i p o mi t'l'O:-i 1~l a ne n :.co. Anche il t i po meg;~losplaii C·IIico pn(J a!'>~ !JlllPf'f' rl11e sn!lo-,·n r idit, 1'1""' ipergenil.aìe, l'al tra ipct·s uJTenalir.n: la sotto-\·H r it•tit ipp r·:-nrr: nalin r iprodw-e i l l i po 01 wY.:oloso d i M ax A11l.i ffe, i n '\: 11i o.~:>l:'l'\'lr~i, olt-re· a for·za no l ~wole tn:tiSr<..•!cu·r·, ipertrir·o.si del tro-11eo € deg li arti, Ì JWrlnnia <'ardio-a.rteiÌOSR; ol-ét soLt.o-vari L"i.à Ìf)€'l'g't'J'IIila1P :::i eonlrad•r lisl ing-llf' !>t'l' la.
ht·evit.à :::.ingoiare dEig:Ji <U'lì infpt·ioJ'i rispPito all'a.llt'zza. Pd al Yrr·l umt> clè l tmnw, rwr svilu,ppo P•Trf'sivo rfto i w ratleri ~~·:>,-; ·. t al i r df'l l'Pilf'l ':\:'ia ::.t·ssuoa.l~ . PPI' calvizie, el' c. JJI c-1·iler io endoNinologi-<-o qui n d i )Wrmt·Ut> rr na anali-<i più !li'Qfot:rl<t d~>l!n p : r snn al.il;'t it :d iYi du ale, ,;ia t·ig-uCJr'd<, allf-' n:odalitit cl! ::.viluppo d nTnr!;nni,mo, s ia l 'Ì~ lla rtl o agli E':rmrnli n ·~nlal'tri rlc->lln s' ih t!1PO. stesso. l•'ra gli el emen ti regohdo1·i ùt>l!c sviluppo è da lenerP in colli,) Jl '.ll'lit·o!art· il ~,!~ tema ne1·vo::o i·n geJ:t•tC, e SJW(' it> il "'istema d!>l g-ranrle " ÌtnJHtLit ·o. 11 Dt> Giovanni r i leneva dlC qubto si:-;temt:~ prt.>"'•iede:;:;:p alla munifesta.zionr delile C'OSLi luzioni umane e allt~ lMo vUJ•ielit fisifll<~i.-IH· e llalol<;.;,ric.he-. L'analisi ò elìe azion i de i ' 'fll'i O·l' lnoni Ira dimo31 rafo cl11• i n~rvi dPI':·a viL!I veget.ativa e di rt·d-tt7,ÌOne ~o no ec.eil<ILi riai pn :dolli c!Piit-
sina-o'e ghiandole endocrine nel lo stt~:-=<>n mr.do rht.> In cntTt'lt!r l'lellrica
!'~imola le i li r nmazi<>n.i ne-rvust•. l dali !>J)t'rime ntali e t'l i-n·i··i ;>•tHa Jli'C:•pri .... tìt simpali<:o-lr opa clt'll.a . a<i l'l'nalin<t 1Prop1·ietit precisata dai ri ;;;td l.al i cJ' incla~itw eli l.angle_,. : i
dali ;;pr t·inwnt.a.J.i i! d 111i ci nguantanli ~li at t ~{rgi<tlltlf' nti deg'Ji or moni tir oidei vcr::>O g·l,i or~a·ni dd sisl ~ lll<L nervo-w veget:ativo e q uelli <:I ella v ita psi!'h ie.a., .i ·r.i sl11Laii ottenuti ooll'asport.azione completa od inoompletà d('llc paral,irojdi (a.sporllé.tzione <-.he gen•; t·a ì'ipe1·eccitabin ità <:le i • · <·tmLI'i n ervos-i moLo t·i .l , lt> os::;eJ'vazioni ::;11gli e.sit.i della CAt:>trazione <i irnostT<UlO rom f' il st,crPlo atlt·Pnalinico, .il src··reto tiroid eo, qu ello genit ;ù~ abbiano un·a7.:o ne di rinfMzu s ull'en:i ta.bi li.tù del s.i::1ema. nervoso (: su p <u-ti determinatf' di es:;o e ,-.o m~ i l seNet.o p aratiro.ideo esernt i invece 11n 'in ibizione su l deUo :-;i,;k·•Ha; <n-: rl e i·l r·omplcssn dt.>~gl i eS<un i :::ulle azioni o r·m on!dtr, se mooifì r.a j[ ~.:once t.t o origina n o d t De Giov.a.nni <"i·r ca il còmpiLo d el sislern<L nervoso di {Tonte ·Wl d eterm ini~rno delle cns tilnz ioni, lellfll' a -:::.t.;:lbiJin: una stretta solidariel.it funzi onale fr3. gli o r g~:mi endocr i ni é gli orgam mwvosi r·i spetto <l.ll'indiri zzo m or fologi co; pct· il e h1· SPml>ra 11r<~sum i bile la. Cflncl·nsione, t he l.à. manifesl<lzione ·ddl<' t.lV>lit.llzin!tÌ unHJ.m· e r!PIIr lo t·o v<tr iel à te-nga a d et.e t·m inall:' situazioni OJ 'll l'OltÌd !P, a'gePli ,·nll'i l tl.Pl'llw'lzn del si::>l erna n e.~·vo::;o . E:.po:-:.li i princ·ipa l·j r·<Hri·etti suli a d ollriNt <:le!le ::oslituzHln.i, sOJIIJ f<teil i l e a rpl it·.az ioni a.ll'•~mlJi Pnle mi l.i t ,u·(.'<. I nt,er·es~ èUlzituLLo il m etodo d i indn..!::'illl': è necessaria j>oi lu <'ll lc(iSt·t'IIZa dei r·ontlnla.ti per:-;onali da. r·; !evnt'f· e qtr clla {.] pi l e allrt'a7.ioni di d mninio c lilli •·(J. II m etodo d'ind:ag·ine :'-arit an.u r alo in modo da rH'O,·.ei.lere o rdinal..:tmenle d<Ul gt~n e rale a.l ()at·tic.olarP f' da.l <·ontent>nu• al contenu to ; sar ;t •.-nmp! Pto in !Wisa eia conlroll;u·p l tll la l <t p er-sonalilh, onde r esamt: si iniz.'<•t·iL r·on 11110 sgwu·ct o !li co tnpks.;tl d t·ll'indj,·jcflmlilit, affinE' <:li tyilcJ\':11'e lolt t·r· la sl<ll: ll'a) la c·rH' JHH'itll ii'U, i ~~· :t Il i pi'li ··~u· aU eY.i ~l i t ·i d C'1l'-L pelh· (' si prost>~·u iril tOJH:entra!ldo l 'all·~nz.iu ne c.ulle c;i ngole :>Pzioni corpot·cr, d alla. t e..:;l;t e SIIP parli , a l collo e s~~~·nwnli, ;ù LJ'Otlt'o e su e n ·g ioni , a-llt> GpJ~PIIfi Ì t' i
;n·[tl<111i P :'PZifò!IÌ . I l lll!'f<,do s arù OI'Ì I' ll latu il 1111 dupl :('t'• "<'H(lll, m od olngic·o c· <:l.illi<lO: " '' ~lo il pt·in to JIIIII ID di \' i:::la s i p1·Pndera nn(1 in consi'<iet·it.Zicltt<' i C<tratlut·i d Ì dÌllH 'li"·ÌO.llÌ . rl i Jli'OflOI'Z ÌOII i , d i sill1llll'lri a, rli <'OIIfOJ'nl<IZi OJl P, di C.O]or(', r]j f:{JSizitXI(', ('('{'.: SnlLo i] :'t'I 'Oildo (ll l ll\0 di \ ' Ì0'\,(1 Jl0:0:-\0110 l'll11:ll'gerP affezion.i m<wbosP Yaril· di sedt>, di Ol'i{ri nl·, di si<Ldio evolutivo, òi c.ui alntne drror'r·ettli <·on SJi ntomal oln!!·ia <'llt f' llì\·a. dtin.ra., alt1·e ('0 11 fenn. m enologi<L allell nalu, >'!' non as,;t·nl •, ~·cdlll· si può verific.arr pt> r ;tffezifJJti lalenLi, il l'Ili J'Ìt'Otdo ha parlirnl:tJ't' vahn·p m ediro-l eg<Lie. NaLu.ral m ente i dm• :ll·i rJtlanH' ll li ti PI n;elndo d'indagine si cJona.n.no i11lonare <.~gl.i ambienti di \'i,;ilv di iHWL· rl amenlo; così •l)r esso .i <'onsig·li el i leva., l)rr.sso i cli;;[,I'L'tli l'Or Ì(>Il l.illiWill;> l'i inico ))l'C\'(ùl'l'il ~li quello mM· fo lo~iro
e si t'::er t'iiPrit Jl l'c' val:'nt.f' 'll<'nlt• c·.olr isp€'&ione, in minor fre-
qtmnz;\ rolla a:-coltaziorH'- Jlalp:tzion f' . m a ·!W{.'S~O i tep;tl'li o:;pilali ez~j il nwtodo di r irPJ'Ca ~i l'll lnpl l'la !'.-'.i <t ffìna. \' tJOi JWr ohi l'l liY i cli nic.i, vuoi p~·r inl·~nti tn(.wfn l o~·i t~i , 0 ncle i \'ari J)'l'Ot'Pd imen ti <li semiot.ita. trovano <HICgllal.;l al!u~zionc• 0 J'PA.,t> n azinn(· Jnorfnlog-iea c;i 1111iJ inlpg-~·n r€' <'.Oll i tl:tl.i anl rOJ)()111e lt·ici. Dr Gio\'anni <l.\'1'\'H !ll'npn.-1(1 2 1 Jn i ::-11 n~ C.(1Jn fll'!"lld \·llli (oMre le mi::tJ J'nzicm i d!'IJI'allc>zza p!'r;-;nnctlP, clt-'l·lél a;ra nde .a:portunt d~'1 lt: braceia n rlr-g-l i ari i it,ft>r·i ori } ~: lrO!I<'() ::peondo In ::.u a c irconfPr cmza, la s ua. altPzza,
l-1 \'-'1 ,1!1'.\ ZJO:u: o~:U.'J:-Vl\'JOl"AI.lT.\ FISJC.\ I=' Il.\ l'PORTO ,\J , I.I ~Jt:rlJ('I.'< .\, t~'C'.
.i,3
1a. lai~gheZl'..<l. e la profon<.l ità; ma Viola ha ridotto le misure ad 11 i nctispensabi·li, di cuj 6 verticali, cioè: la staLm·a. l'altezza slf'rnaJe, la di sk'111Za xifoepigastJ·ica, la. pubo-epigastric.a., quHlla. degli arti i•nferiol'i -e d ei superi0ri e 5 trasvf'rsa!li, cio(> di.a.mf't.ro lrasvor-so toraci~.:o, diame!tro ant.e ro-posteriore t.ora.cioo a 'livello .della .r..• oeost.a, diamietro trasvorso ipocond,;a.c.o e anteroposleriore ipooond·riac.o a live llo de.lla. nwtù d(~lla ( Ji-.t.anza xifo-epigastrica, odiam(MO lrasverso del bacino (tra i dne ·Punli 1riù distanti delle et·este). Dal rapporto tra il vallo-re del tronoo e quello 1ll·rdi a·r'ti si dçl e-rmi.na hL formula. a.nLI'opometrica i ·ndividua.le. Ed a f!ll~lo proposito, in base ai risultati fOTtunati d èll'e11doc.rin<:r l<tgia, seni<> di dovere, sia pure i·ncidentalmente, agg.iungcre che &u ll'a.llt'~~iamAnl..o morfologico, il cu i P.Snme minul<> è riservato negli ospedal i, pot l'Ìl g..,tta l'e rnolt.a luce l'a.n>al.is.i psiconeurololgit ·a ospitali era, t.enu lo o'd ii!O d ei mpporti stretti fra tjpi cl,i lper<;Onali.là mvl'fologita e d·i :persona•lith IJ-5-i ('hit:a skl.biJiti trav~:r'SO ['.influenza en-docrrin-a, ciò che permelff-l·it ·d i saggiare .a~l meglio -la nat.ura del wstituzionaloismo per un a più ('tmgTua. ,.<lllorizzazione .i·ndividua1e ai fini mOOtico-leg<Lii mihta•ri. ·E' canol11-' eli IIW-dicina leg·ale di non aJT'u olarc se .non g li ind.ividu1, dw ahbiaJtO i re.<,uisit.i i.rud'ubbi della r nbnstezza fi~ica , sint-etizzata. nel ll0l'll'lO.tipo di Viola. Rispetl<> al tipo mrin<Bpl;uh'llil'tt , se e-sso si e::;l erior.izzn coi !,nttli e.lini.·i della prima combinazione mor-fologir·a del De Giovanni o k.iò c.he 1• lo stesso) 0011 quellti del ti1><1 mic.ros:plancnic0 puro d j \'.iola, rappn~~ent.-'1. P.:>SO uno slalo di debolezza. <~ostiLuzionalc grave ·incompatibil e c:o! serv izio, ma non :i'nsuscettibile di miglioramento in un periodo ra~ionevolmen!R. lungo di tempo; quindi a tale titrm costituzion<tle si può adattare la d isposi-zione dell'm"t. f del vigente elenr..o dellt' ;infermità, ~Pf'()<ndo j] quale di fronte alla. debolezza d'i {'.()StiLu7ione gmve si la;:;.rerit l·t·<t.-;correr e i.t 1>e1'iodo d ella r·ivec!ibi·lilit, pr·ima d: prenclerf' 1111a dt><'i~raH~ d0tìnitJva. M:a sP i t t.ipo mic r'<'tSplanc.nkf, Ila :i f.mtLi mol'folugiei del sotl!Jltpo :::ostk·mll.o d-a Sindrome O>luni'g11andol tU'e •ipertiroidea-Ìl)OSLll"'·en~)] i.-a, r ea-}iz;~.a esso una debolezza costiLuziona.lE' di tale gl'>UVilh r.he 11011 è m odilfì{'.a,b ilt' ('ol t.emJ)() nè ron rm·e adaLle, e .per di piì1 serve di facili..ssimo a.flNf'lrimr nto ai hac.ill i Lnbercolari, :::.pecie negli or·gani polmGnari; onde i':E'lmbran>'Ì giust.ificata J.a. proposta di dow~r mooi.fìcmre prr i rn>gr·e.s.-;i rlel ta clinica endocrinolog ie-a l a rlizione ·dell'anzideU.o art. 1, disLin.guendo clue modalità di· costriLu:llione gra.ve, di c ui l'una J)éU'tkolarmenle grave, motivante sonz'.a,ltro id r...ongedo a&<;<>luto, l'alt.ra. !grave, ma na.c;-;:i..bde di miglioramento e per.·:ò rompal ihil <> co11 giudi,zio di inabililh t Plll·por:bnea.
·
Il tipo megalospl ctncnico v.ienf\ .in considerazione o .prr lo sta.to linfalioo-<>ligoemlioo o per J.a ad'iposit..à d iffusa che vi si associa, pe1· i'l che
nd ~si adattano le di6JJY.}Sjz.ioni ùegl.i arli(~o1 i 2 e 3 deL vigont~ ele nco. llCl' cui l 'elimioo.zione dal <:.ervizio d ei }')1\Z.ienti è sulxn·l{hna!ta anc.hf' al ~"frntrollo deHa massa san!guigna nel primo caso ed an.c.he a r,J·ilt, ri ant.roJV}metlrici nel secondo l'.a.<;o: il sottoLi.po irper sut"''ena li ro e ipe1·goniLaJe mte res~ano il medico militare> sotto i~ punto eli vista .psico-palolo,g-i co a. ...·un""'u di ~f[ t.ùl ibri !li condotta i n t·aJ}!X>do a<i Preli~mo psico-nr•J"'\'Q:;O.
-
5u
11.
t•~ton.sso
J 'f.IIJTO'=~:O ·L\\:IX.IJ.~:
1:-.
ll.II'I'OI:To
evo:u wm•n:u,
t.!'(' .
Lo st.udio d ei Li·pi co:4 il uzionali secot~do le d irettive- endot:.t·inoi<Jgiehe è a~sai redditizio sotto i l r·i.spetto m eciii·O-if'gal:e mi lit.are, per·t·hè dii: agio di sc-ruLa.re mollo ;ui'l.lenlro neLla f!lHLlit.il d el>le atti lLld ini per~élll<t l.i, fJ'lJl.to di sva r iate ereditù, agen ti per iol t.nunit.e etLdocl'ino-nerYoso. Leltltetiori osservazÌ{lnri mal'fo-el!do:,J·in.il'he ,·onrlunanno alila revisione ragionat.a dt all'uni impol'l ~unti arti··oli d ell'elenco e all a formu l<.tzion~ più Matta d ei e.rileri diretLi Yi dell 'azione nuova rnedieo-1-l.:lgctle per il red11Lamento solto iii J'Ìguardo fi sic.o, azione di Cl li io ho tr·a~o~:i a.lo qualdH.' linea in: hase a miH ppJ·::;on~lle e~ pe ri e nza.
1:-<T ITI"l'l) DI ('r.IS I ('A <'HI I'n'J<f:!CA DJ•:J. L.4.
H. l'Xl\' El~>-'11'.\
Ili
I' A I.I-:R MO
rli t'P II o <l11.l pro i. 8. TH l ( '0':\f l
Il prateuo peritoneo-vauinal2 in rapporto [Ogli idre[fli e cell'ernia iugoinale pN· il tl o tt . Rosario Signorino, rn.~g~ill r'l' lll• •dic·o. u -;s i>'H' IIt!' n . ilitaJ'P.
0 11ranle il bi en!liodi :W J'\' izio jJJ·e4alo ('<'lllte a::;-;i...,t.eu L,• mililiu·e p l ·... ~ di PalE'rmo , li1 mi a aii PM.ione è sl~ll.a rich iaH!illa d•tllit g r ande f requenza -del l'ern ia inguimti C', obliqtw, c:>l<>·l'lla. Pe r qua.nto numl'rosì e ì.mporlanl i ,;.iano i lavori riguarrl.anli t<d eaff'rniont', puro tJOII mi !'l'tnl>l'a Ì JJOf)p o riuno r ilOI' nare su ll.a quistioned~>lla. pallJ1ger1esi, i11 rLorno a.II<L rpm.le lr i~ Ire SOlliJ ::tale P sono tu t.tora d iscordi. :\'l i p r··Jpongo , pertanto, di ~ ri'.·f>r·e d eii'e rni~L in rnpporto (·o! p r(We&n., t •t' r·itoneo-,· ;~gina i P, non t.r<L~'Ul'<Utdo di <.t.CCPn·n<u·e a d all"i l •l'OtPs.::i nv.1rhosi, <:ilo hanno c.o n e~~ :::.tr f'lla at.li rH·nza. Gì ir da tempo si ammetteva cliP JlN la proclu7.iOt Jt> di un'ernia ind i rPII.cL fo~;:;e ne<·essario unQ ;:;for~.o, t he ~llln1P nt.a ndo la. pr·pssio11c int.radd omi na1P cteiPrmi na~-:e d'un Lmtto l' ltSc.ila di un viS(~e re altraven:o l'or ifkio int erno d el tragitto ·i·11guinale. Que.::;lo 1·onl'~Uo ··he aL!ribui st·e la palogPT l~'l i d ell'er·nia ad un falt.ure Jlli MJnPfl lP meccan ico fu llH'~:'n ~lk'· r.ia..lrnenle in r il·ievo dal.lo Sr.ar pa, dal Mn lgaigne, dal Coope1' ~ da molli alt ri . 1.nvece Cloqu eL f' spec·.ialmenlP Ro,;Pr, ::n l le idee precedeulf'm e n t.ef'ffit~C: da P~lleLan ( 17~0) , nmmisero l'ill· pe r la pmdnzione dri un'e t·nia fo.;;.~f' neces:;ar ia l.a prefor m.azionc del ~t·<·.o , ('ott_!o(en.i t..a od aA.·qu isit.ct, e ,·.h e11 sao~ ·.co JH€fO t'maLo pren~dessP sempn• la f iJ {)l'll~c i la Ì'lt·l ,· i scr>J·~·. (Juando la }H"P fo rm~tzion e er'a cwquisil~.l. si dDVI"\.éL ntt'LL\•r·L' i1 1 rappo r·tn ad una zr>lla. di gr-<t..•;so (".ile., Ìlll J}egnando," i iil! t'il\'f't".-.'l la zona rt·Jrìaria, lraSl'ir ta.' '" ;o:(;co LUI di verLicolo d el per itoneo . Hes,;el bac lt nel 1 ~16 ::niveva : •1 Sllpl't''"'' l'aginnlis prtr::: , i n r·lfJw/i <: !SO la R . Clini(':.t cltirurgim
ingui11alis }t!f't'1/s srtepi.u.s ttperl a ri'Linttlt.ilur . 'f'UII' si dt' JWU!i. ' ' /Ì{IIfl roa-
' "·''ril , /'I'SIÌJÌI(I//o /(11111 '1/ (Jdodd om ]J/I'T//11 1/j/ft' .>llpt' TI'SI , fos.~fllll , p/11.'/ 111 j •
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11 u s profundam. i 11 anuulo ing ui n ali poslaiori re· prat·sf'?iltm.-:, tf 1((011 ,,roçt'SS1lS v aqinalis fovt::ll7n adJWlla n t. H flN' si m• causa prart! i., JltJl/t'llft• /lt•r nia iw;uinalis c.r:f t•rna nuflatl''111'ns oriri pott·.~t " · Zuc.kerkan'<.ll, fond·a,ndo:.i s u r ke ~h e anatomo-pu.[c ,Jugidw tht lui B:*!,;w ite su rada ve ri, ri('er<~ h e ;:;till e quaJi avrò oc~asi on e di <L<..:I.'l'ltll<; r<> i 11 s· ~~titu ,:rTi,:se : ,, Ogni ernia ingui•ntLi e e!òl.€'n !.a pu0 e!-'sE>re vfHis id Prala. oonge 11ikt in Ljua.nlo l a sua :;ac('a da. r· ite n e r~i com <' rirnasl.a t·orn plt-la men le J)\:lrvia; in .a.ltr: NLSi f> da. ·riten e r ~i com L' un ITSlo ciE>1 t•ror·e.,:-,tJ ,·agina!,• "· Rost~r. llllorlifì cundu s u€' prerr: de.nt.i idPI', 1:elia s ua d i::c~l' rla
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Lrw k v t.>'•t l. Il llt:medi, in un s u o p t·••geYo lis:;i tnù l.a\'o ro ,.:.ul ~ a pal<.:[.!'t·m·s i dd : ~~· Prnie e pii.t sp ~t.:i<Llm e nt E> clt>l l ' t~ l'llia ing . obl. Bsl•. , r·onclurl t' r ul d i•·p cill' u i S<H:t' hi .delle ernie i r~gu i na l i ob liq u e esterne srrno ll t>! l <:~. s t·<~t t dt s:: illlcL maggi or-anza d ei ··asi congernLi, d!pE>ndenclo lct ]or() ro-rm~t.zi nn c da a nomalie d i o blilerazic nr' ù\'1 J1rot.:e5.3t > v:'lgino-pe-riLoiiL'a.l<' " l'd atllllH'llt .. che il tra11m.a. rappr!•senht una catl&t Ot·r.a.sion al en . V. \'<t n H a.~St· l , I!J:!'t . basandosi s tt mille c.asi di eur·<t rilc..licall' di erni e i n~ t tit Hdi P.Se~n ilc H t prjgioniet·i di •g uerra, <Licc (li n<Jn ct.Vl'l' mai r·i Sf'Ontral.o le nole dl'll't•rn ia lraurna.lic·a , ma ùi a.vc r ;;emprP ril cvaLG i s i n lm ni e las~ k i ci E-> Il'emia d.a ò ebol ell.Z'l . Di t•:•cz.ni P Latleri, tratta ndo la ] : ai 0Jt·•nt'~Ì d e ll't•rPi" i ng lli nal e dPII ' ulero, a.mn w l,(f' "c.lte- perchè s.i <~bh i·a a fu1·: r ~ a.n: !ln ·,·mi u ll l · f!"llinal e indire ~la. nell a dnnn.a ?> necessari o r ht' ~ns.si::;t.n 1111 \'i:t,io rli ,.oliformazion e n e l SL' llLSO di u:n irwompl t'la o l, ~·il •' ntzi t~:H:' d e>l c·nnttll' d i Niic k , . Cnrnr: :;; v ed ~·. l1~ opini v ni fra i nu·i AA . SOiiO Ltltl'a.ll t·(, l'hC t·nn\'n rdi. DaTchè con lo sviJn.ppo degli sl tldi e mbrionari ::;i è av11 ta ml.<l 11iir e::;tl la P colll J:ilt>la cono:>eem.a dè.l prcc.e::;~~, JWt·il<m t•o- vagim~ll', :-:.i t' ~~· ;ll i l o i l bi ~)gno di rit.oJ·na,re s ulla patoge.n e::;i ddl'e ruia ·in!:tu ! n~tl t> pE'r r-tms i(ll'rarla a.ll éL luce clell~e nuove c.o.g nizioni, !'iò c.I1P og gi inter essa a;th·h P da1 pun lo di vis ta med .ioo- legale pe r le erniP d<-L info rluni.1 . 1'nll!atu lusi di tn,·• ·ntitit morbosa (::rc.os.·ritl<t ad urt•a rl c terrnin<Ll n r ~g 10>11~' unat o·m ·(· a e la cui evoluzione si cnmpi 8 se,·ont:Jo norme ro:;La.r.li e clit·ei quasi ohbl ig alor~i e , mi P<Lre d o·vere. impres.ce n-dibile di richiamaJ'mi ;t Il e {'Onos c!'liZe di e rnbr·.i</,5enia pe r ricord.are l'origin e e lo svi~-uppo di akunc fcwnr~l~ io ni atla ~omi <: h e che a.llt'a \·t' r.:.itn.o il (·a.rHII !' i11g uinalP rltli'<Hll0 l.<t Yi t.a inlra t:> rl
c- x tra-~tl13l'ina. P er· dimoslrarf' il m io pu·n lo di \'iSI<t, nN·.essita ft>rtr.armi a ton :-:i d erar·e la -migraziont! c: he c.mn .pit: il tesLico lo pe r g iunger e d al li.L ea,·itit ad tiominale nP.I!' inler·no dello sn n to. E aJio scopo di raggiun~m·e la. ntaF· . g ior·e c hia.rezza possibile mi ~-t vvan·ò d i 11 n f o nreLlQ ec.letlioo, s~·g:m· n d o l e v-arie nozioni· di c-nìàwiologi a e di (Wf{ar.ogen!'si , c.ll!> si hanno i Jtt o r no. a tal e a rgcrne nt·o.
Allorchè a;p J ~a.re il corpo di Wolf, orrga.nil lnwsitorio, chiamato anf· he rnesonefro, r eni primordiali, .reni primit.ivi , falsi r eni o t'OI"PO di Oken, esso solleva avanti a sè il fogl.ietto perit.oneale che lo r~oopre e g li foruna una specie <l i m esentere, che si prolunga in alto e .in basso, fonna.ndo così due ripi egat.ure, una snperiore o cefrd.ica ed una i•nferior e o caudale. Quest'ultima pren{.)e i l ·nome di " lcgamnLto ·in,quinole del mestmcfrn (Koilicl1er·) . li lc:)Lit·olo si or ig-ina in eorr.ispondenza. della terza ver·tebra. l ornba.r e al l ' indenLro del ·cN·po di Wolf, bra. (Jucsto e la linea mediana. A misn ra cl 1e si S\'ilupp.t il te~li('.olo, i l 1·orpo di Wolf si Yé\. · alrnfìu..a ndo fino <t S('(~mpa rir~ dopo an•r ]WOvvedul.o aLla tghiand0la g(•nil.ale 'l 'f'pididimo e il canale rleferen tP. 1-n eo in<~idenl.<t di ta.le i,nvolu7.ione il legamento in ~u inal e <lei mesonefro ~i ti~sa. all'e:>Lremità infer·io1·e d ell ;t ghi.a.ndola sessuak, si a.r·rit'c.hi:w(' di fibrE' mus('.olnr i, l'Ire vengono a formare uno :;t.ralo interposto fra H peritoneo e lo ~trat.o I'OnnetLivale P così ~i Lr·asforma in tlll robusto cordnn<; c.on nelLivaJe oon Abro·r.€llule mug~·ohtr·i, le~ ft·a I'P~t:·t>mitit r·und;ilt~ dr! eorpo geniL<:t!P e il d erm a d el·la regione> in~u i·nal!:', dopo <LVer ir•a.vrr·!;;:tto la fléll'f'k <tddlìtnin.:tiP. Allor:t J)l'l~ncle i.l nouw di r;lllll'rJifll·ulwn ft•stis di Hunt.e1· nell'uomo !:' t·isr){'t1ivarncnll! di lifj(lllll 'l/i/1111 lt•rr·s dell'ut.cr;1 ·ncll·a nonna. Nel mast'hio la di~'Cl;:.:~ d ~l tnsti<'olo ha l<L sua. f.a•.:;r i r1izi a.lt' al t.erzo llli":>P . Qll\\.llriO sj è COTnpitltta.)a r)r•ÌJn<t fase del movimf'l1lo di cliSI '.f'Sét e il Lf'.stic,olo v ien{' a trov<tt'S.i l'lt\ vi r·inato alla. 'l't~gir)w~ d ~ II'in~uinf', l.a J)U.r'ell' del vr.nlr(• in quel .punto :-;i riE·prinw in 1111a leg~t~l'H e•.:;trotlc>s:->ion.é, corTi ~poncl <•n l <' .;1.d un riliE-vo ctrlanrE>o tht> Ì' l'allhozzo rlello :wr'OI.o. l n corri::-pondenza dl:'l f11Lur·o cunale. .inguinalr• C'sisl"' gitt un amm!us.'>O di tessuti) , me:>r ncllilllafo:=o. clu• forma iJ. c.o.:,idetlo rorw inguinale , che si può . o ·omsidP.r·•u·~· <'Oll1P J'a.hbozzo d el r:ana1e .i ngu i naie. A un dato momento, ,.t>~O la fine <!el St'sk'l mese, il c.n110 inguinale, re!.J'<tèndosi, tr~lS<'ina seeo il Je•mnwnlo :n'~ 11i11ale ud il JWrit.onPo <~den111l e alla base di que&to l eganwnLo. S! producP. ('OSÌ dapprima trn<t (O$:;etta, a, ('IJ,i segue un·t~S lrofles :-i<HH' a dito di ~Uillll·Ù, <:lw ~i a.pprYJfonda ,'!. J}Oc·.o a }>0('.(1 fino a g-i trngere nl fondo dt>lla hM:>.a ~<·-rot.• ll t>. Così ;;i forma. i.l pror.r·sso pf'fitonen ?lft{Ji· naiL' f pror·c·sw·· l'f'J ino lis pr•rilo}l(•i l . Di pa r·i passo <' hP il pro('esso JWri· LOlli'O· \'it~ri nal <> si ..approfonda. 1WI rono in~ 11ina le invadendolo :-;.uccessi\'itllltmtP , IH ghiand ol-a ~Pnii<II<> <tblra.t.la da.! (!ltbcmrtculum. f p,çfis che per l'ill;-;{'J~t.iolft) inferi<J'i'l' l·fHlir ae inLim i rapporti col I'O•no inguinale !'i ad nt'ntra progr·p;:siYanwnle l ;rngo il ('.anale inguill<tle firln il r<tt:.t;gi un~!'!'l'e il fon-rlo de'Ilo i'cro l~) P !'P:;t;l!ldo d11rarrlc> fJliPslo 1w ri odo dieft·opo~lo al · dJvPrlÌ\'.()1(1 r)t:rilllnt•o-nt!!illille l fi•g. l\. o ~·<·Mre ~ubito fa!' r·i lnv<.:'f'f' clw il pr<Wt•:'i~ P" r·i l ~\rJ("1- \'Hginale l11'E'P~ isk alla disr·e:'a dLi! testi,·r,Jo nr.. [Jc; snolJ>. 1'\on si deve più ammettere c·hr ~in JWOdot.to. c:r>nw srmhrcrebhP a J)('im.;t vi ~Lll. dall'aziono m eccanira del lostiçolo, d1c> ,prm·pnenclca rlall'addc.rnP spi nga annanzi a si> l.a s.ier·osa peritonPalc~ . g a c.wr:ohnntrc talp noziorH! <U:<tlomint bastn. ri<'ordal'(~ C'h(> il f)I'Oi:..<';;$0 Jìt•ti[('llt'IÌ-\'cLg'ii1U.lè (>"i~lP afiC~h e ne'Ila donna , nél la quale {'-1-'l'UUnente la. ~ hiandol a gt~llital<.• '!'lf)l] pert;.orrc il cana.le ingujnale. r·ome J)JJ Ò P~ ister·e 11Cgli ll0mi ni affrlti cla r·ilenzione o dtL edopia 1esli·rola.re , Sf>!!,'g'Pfti nPi qllali nn n è nHenula l<J òisr·esa dPl tesli<'olo nPll{)
11. l'llui'I.>-So I'J :.:rroxnH'.II ,JX .\U: 1:-.- ll.\ I' I'Oifl•t t 'c><: r.t !IJI:on u. I IT.
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s.·rolo. Rint~we c.o;;ì sLabilit.o in ba5e ~~ falli a na lomi<; i ed L•n:b ri<llogki "'' h c il pror •sso /J''ritoru·o -,.nginol(• non si furnHt per ia di "'('<'"n ciel lcsticn!o e preesist.e indipendentemente da e:;so. ·~oulié ha constatato, in un lgre.n numero di .animn.p a lesliroli a.dd ontina.li ·permanenti, !'. assenza del gubernacul-urn, .p e.r conseguenza l'assrnza di un attacco suscettibile di rendel'e il t.e:>ticolo solida!<> coll~t rni'.!.t'l'a.zione d el tlive,·Lioolo pe1·it.oneale. Così sì spi ega aruco1·a la. fomtazione clt>l proct'sso vaginale sen...a migrazione extra-,Lddominale d ella ghiandola sessuale. Si vede dunque che la pro<.luzionb .(lei proct?sso r·n·itont.·ontginale obbE>,disce ad un m eccanismo unico nel.l'uorn o, ne.J.la donna, nE>· gli animali. L'a.no·rlll.(ll e l u ng hezza d el yubt:rnaculu.m può spiegar e 1a ma.tteàl.a disça.c;,a del te.<:.licol& nello se rolo, r ome credo oh e 1111 ·even lttaAe anoma!ia rleHu sua imerzione può dar ragione dell'ectopia t-Ps liro·l·arc o di c<X'ez io nali forme di SM(·hi erniari. J,j processo perit.oneo-v.agirha.le a comp l,·>to sviluppo com unica li be.t<tmen te c<j \J.a. grande c avità. p er:i toncale. E s:~n. nella. .parte pt·os~imal e, <1.:-i:>t tmP la fMma~ii LÌn r~>rtuncolo, ('he sta }n ttcii !7-Ì al condo tf~) flefer ente e al fascii(J va.sl ·olar e; n(!lla parle dis La lc è i 11 vueP più <HTl!pio e d ma.ne postn i nnanz.i <ti tesli(·ol o c aJI'ep idid.imo. ll t ragitto tK ri tonPo-va:,gin:Lle ~ 1.:l lrt lll e;;zo a:;l: e lomenli d el rn rclone, che f< Lnno pmm.irlen.z.tL nella sua cav ilil, d e i qu~di il pi ù impol'l<lnle è j'l dotto .d!-'fl' l't- nl-e, c he oe<·UJ)U. la. c;ua parte post-el'o-infer·iore . P Pr tmn odilit di sludiv ennviene cti \·ide r·c il p t'l,l't' sso IH'rilvnen· Yag inah, in parecchi e reg ioni · 11\ l'it~funditml.arP; /) ) la f~tnit-ulare; c) l<t ::.t".r ul;tl e o LP::::.t icol·al'(', Com\' avviene la mi.g mziom· del lt•st.i t·o~:o? Si suol -<'On:'.idel'ar·e il gttbi'TJiflf'lliNm t r•stis di Hu nll"r com e u u cordone fìbro· llltt:>rol ar e uni'co in a llo, tioYe s i a.U.IH'..·.a. <tl pn:o inf e ri o r ~ di'l ledicolo e rl ivi:;o i n l>asw in tre fas~·i. D i q11esli tre f:t sci o lìlameut.i inft• rio ri , uno, l'po:;Lcrnn, :;: fissa a! l'ar c.ttla crnral c o lig èlm e nlo di 1•'-a!:op.pio , un alt.ro, J'int-emo, ·d ia :spina ù t~I JNhe . e il tPrw, o <JllP.diano, a,l fondo del lo scroto . Seco ndo il Cm·lin ~ o i l Goda.rd , ognu!IO di CJli P.~li r.asci t·i ~ponde ad llll ('0tn}1ito srx-cia.le : l'eslemo g uid·a. i1 testicolo all'<t1ltlr tu r a Jl~1·iton<'a!e d ~J c:tw.ll~t' ingu ina.l<', l'in.ternl), imp i a.n~alo al la s p in.a. d el p ube, lo att.r;le \ 't'IYI jl suo impianto P gl·i fa 'p erro n·cr e quindi il rana lr .inguinale, il h'rzo, o mfldio, lo at.trafi' ne l fondo dello se-roto. P Pr al(· uni quest-o m ecc·;uti:::mo di di~:esa <WVcr'l'C•bi..H3 p er la (·ont 1·aziorll' delle fihn• .nuusoola.ri d e l (Jitht•nwc,dnm (vVeher) o p~r leggero r·a-c('.o r·c ian l~n to musc-·olar c del les;;uLo connellivo ( :\1~ 1<1:1 ) o JW t' t.a rwsa niezza. e l a pressione d ei v iscet·.i !•n rl l)ad dom irHtl~ e per ha c.onLrazinne delle pareti <.tfl domin1a.li (Robin , Rougel ) . Cle land , Kollicher, Brarn.a.nn ed altri ·cla.nno invf:'ct-> •,;rand€' imJ,nrlanzn ;d ia di,;ugtKt.gli:ulza t 1·a l' ncc· re~c im e lllO JH'<lgrrss ivo d d ln rr git•l:t:! iomhal'f! t> la fi<;~ilà e l'inc;;;tPnsibill lÙ d~l guf)(·rnnrul11nt tr·stis. ()l,; g i g(•nc-1·altne nLe si a.mmefLP c-lt€' la d istesa del Le:;li t·olo si in~zia iii 3' HH:~S\!, che esso •j)el"CO rt'(\ ; L 'P()C.O cl. pOCO, Ja fossa. il iaca f\ g iungE' fì nO all'anello ingui.nale :periloneale v erso il G0 m e.'>o. D opo ((llf>.Slo p ri mo prric d o enlr·d n.el c.n:na1e i n~uinale t> lo aLtra:versa lentt.am f:'nlf• in modn -tla giun1gere nello reroto ·all'ultimo mese d e tl.a vita. fdalr ; di .sov errLt· :llw l.te. n~ l JO % dei oas i , dopo la. na.<:.ei l.a, ol·.clinari<t.m!ente twi ~~~ · m i ffiP="l : r:- sr ammf:'tlf' Plll'<-' clré nel·la prima fi l ~<'. l'in<.· rh l 3" al G0 llH'"<' . t!
1\·,lil..'nl(l :'ltbi::ca t<~HI rfi ,rt•so r,./t,ti:·a, dovttl<utl llli~g1ore ;u·t·r e.sci m etl:u . del trOJWO; nPI!a seco.nda f<t..Se .i nvec<>, eh~' \'<t da l 7"' al 9~ m ~e. s i d dt-'rmini 1111a vera r!i:st·t•.w olfi1·a di:'! !R:::1i1·olo, ctonrLa non solo <t 11\aiiC.al.(l a.t.:(' rPS<·i:nl'lltO dc•! O?t.bentOCUllf7Jl, testis, J!la <l!H'hf' a~ l l lll'l Sll,i Vt:l'a é }li'Opria relrar.ione, la. quale progredisce rapid<tmcrrt.~. Q u: uHlo ;·1 testicolo, St:>tnpr·e extmperitnJ tt>al m t,til e, n~ggiun~e i l [or.clo ù ol.lo .y: r·n!o, t;i rive:o;te r:l~:-l'a t~HHtr>~ vagi11al(• t>J·opria, ~: Il e altro non (:> .:;e 1100 l:t pc, rzir.rlù a cu i cì_i ::a<:•:O del prcx:es.-.;r, fl"ri l '1 rWu-vagin ale ivi pri 'l':-'1 ~te nl t>. Cc,:;i la vagina-le propri a ri:;,tJla. fnrmala. da. una membra.na ,:ivr osa, che cop1·c il t.esticolo cli'?poner'ldosi in rnod o speciale. Ess-a, oomv l11tle le memhrane sierose, ri:>u!La <·Otilitu ila. da. duP fogl i etti , uno visn·-
rah>rd 1111 ~) pariE>lale. Dei d rH' fog-lirlti il più ~resso è il parietale : difalt.i, IIC~I I e S ll f' JH!rf'l i esll'rn e qu~>sl o c~)lllil 'lle un sislt•ma di fibre Jisct> CL di1't·-
z:o"e lonl!iludin.ale l forman l i ··.iò c.ilL' ~i •·liiarn a il c~rPmast e re inlern~1 1 , <" hr in ha:-'0 :'i continua. •·ol l!'g"i!Inl'IIW snnLaiP, il qual1• ullim!,, sec·<llt d n Cur ling, rapprPSl'nla il \'C~-;( ig-io dt~l yttl)l·rnorulunt /t•sti.., de! fplo. A t'·Hg i• H1l' c! L'I 0:1:0 sres;::on• il f<>g"lil·I IO paril•l<llt' si la:::ria di~tencl erf' 6t-' 117.il l't' UZÌOIIt> s(··lla n!o quando la d i:>kn"'i(atl(' ;;j rr()(l\11'\' gr<tdat-a nw nl~· !' IPJ tla.nwnt P, rom(, ad es., nrll'tdrw·t-lt> . H ilm·11o al fli'UI't•sso peri ltmeo-vaginalt' Jll'l' ~~ ·pui r·e piil <lan-ivino liL s11a nllc• ri t1r~' evoluzione. l! p r·cx·p:-::-;n pt•.ril<lllt-o-vag·in<a•le rwl <..; IJ CI pil'J lù ~viluppo prE':>enl.u. una fo rma trregolare, P'\::'(•Jrrln in akuni p nnli r isln·•llo e in a.Hr·i cli1aLalo. L'na ,·o l i a r h e i l testico lo ha r a,!.\'g-Ìull l o il fondo dPIIo :-:.-ro[(t, il dotto pr r ilnneo-va•t;i lwle, lll>l'•lll·;ll nl P.IIl·l', ,.a. sog--g-e.U.o ad un proC:.P:'.~tl el i obl i LPnt7.inne dal di -ìOJ)I'H df'i t!•:-.Litolo fino al l'nrifieio )Writollt•a.IP , n·rrrlHndosi c.osi !a t·ari lù d !'ll·t ragin-ole propria -indipenùenlP dal JlPril~t n f'n . Quando iJ prt~fe,.:;...;n di ohlill'r<lY.Ìf)lll> ciP! dotto }Jf'ril~)·rwn-,· a:.n na le è eomp leln, al ,;uo po..;lo I'P,;icl!w ll ll lrall'-1 i ihr t.ti:>, li:;at~tt'711 n ,.,,ginalt- l ntrfin~t' IIIUIII 11ror·t·~sus c'a:Jinll/i\ ) l'iw ,·im<Lne :'perd ulo in mt•zzv a.gli f'!emr·ll li dd fllni tl'IIO t, lìg . l l ì . Di ::.ol rl~t, il Lrag-it.to si er o:>v d ~~\ prlo('1':'-"'0 )'1-t>-J'ilonco-Yagin<ile si ulJlilNa (' :.:nnnpa 1·t- tlt~i primi lPr npi dt>l ~ il vik1. e al L allo della nn:->L" ilala ~Ha. !)}Jli!f'l'aZÌWIP :-'!\ll1 f\J'C' illibiala , ~l' Jlll r li P Il è CfJ ll1 p l t' 1~1 . \Ton :;empre p~rò le t'v:'rt-' proc·Pdnno c·o~i . P11ò arven'i n.' inYt~l'e r l ~t• t ·•..:....;n r irn<.11 ~ga pPrYio rw lllL toi:Liitù o in J.J>arlP dopo 1-a nasc iln e fino all 'l'Iii pi ù avanztl.ta c nL]llprc~rnta al:o r a Ull'a \' Ì{I' èL]1lf•rt a <t.lln migT<tziom· d i 'q uak he vìs<·r.r e i rdd<H11Ì•na!c, ch-I q 11 ale rn-:: li ~ui:-;{'e il &tc.-o pn:for'lllal oo . Quando i-l pro··~s.'O di ohliteJ·;tziqne d el dtt llo peri!AmBO~ \· ag:inale non a,·_ viPJW, per lo !);·.-, si trovano in ~:-=S;) a<'n•nni eli ohlil{' l'n'l.ioni t·Ortsit=IC'nti i11 re:-;l r ingi·menLi -cie l t'ciiWIC' p nt]\'i)]!', (' 11!' "<'rr.n cln qr:aklw .\. llan r1<1
e
1111o<L sede 'JiliL'Ì ro,;lanlP.
Paren·h i :-:tucli csi hanno fa llo i tth'r i':":-iit lli osst> n '<LZ Ì<Hti ~~~~ cnmpur[;IIIIP!lb d't'l proc{_.;q> pPri t(HI('o· va){in.alP ll(·: La ~·ila Pxt r ·:ul('rina . ·~ì<t ri.!=(llard•l -<Li rwo:r aLi ed ai ba111hini dH· ;t!!'li m l ulli. C:llllpa·r· f'~·:,lllin(.> il 1a rH! lv pt>riimre.o-\·;,gi n<tlc i 11 iO III'Ollal i f' l1·u,·i) i l t'n!l<de nl>lilerato d'arnbo i lati in 14 indiYi <lui: pi•ryir, d 'wnbo i lati 111 :3'1: t •~> r·rio :<'l'l:tntP et rflocfra in H: f:!l!lanto a sin i-'l~a in R.
1 r. PUil()t:>'SO J 'l~li1'Cl:->t'O·\'.\C:I :-;,q 1·: J:-> IU l' I'Oirl:1l ('0(~ 1.1 IJU:C>CU.J. J.r(• .
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7,w.:kerkand1 sopm 100 indiY~dui trovò il pJ·ocesso p~rilvn\~O-\·a.gi nalc non <)bliterat.o fino al 4" mese in 37 ~oggett-i , .così dis tinti: pervio d'ambo i 1-:lLi in 20; -pervio soLtanto a destra in 12; ~olta.nto a sinistra in 5. Engel esaminò un gran numero di c-ndaveri e potè oondudere doa lle Stlt> os...<:e.rvzioni chE!. i.l pl"{)(·~sso periLoneo-vagimLle è chiuso all'atto delltt n-e.scila n~l W %; H giomi dopo la. nas~i ta n e.l 30 'i{. ; è apE'rto d'ambo i lati nel 60 ~o ; l'o bi iterazione wmi n eia i n tonisp.ondenza .del l.esl i-colo e J1T'Otede verso l'alto, che rima.ne rervio p!ù frecw enlemenle u. destra cite <~ ::i ni.st ra. L'A. inoltre a,gg iut1ge che negli adulti dal 20" al 6!1° anno trovò per:'·rsLenza d el t·.anale vagina.le neiln pere-entu-a.le <!el 31 %. sB mrpre più ,-;p E>s.-;o a d~stt'il. rlle a :;inis tm. Difatt-i su JUO affeLt.i da. quest'anoma.li.a., f':? .:> erano del la to dèstro. Hy rl.l Stl'ive: " Io h o :>pesse voltR n•.dt;lo -c he l'obliterazion e d el proCt""-ili vaginale non è t.anto corn,pleLa c he il su.o 1 prinò pi<) SU}Jerion-: per.elranLe nel c.anai P. ingui-na:ll:' non vonservi ancora nell'€tà avanzalr-t ·w'aml'iena di ~-3 linee, ~~ cn~do di ave r· Lro,·ato in ciò un mom1.'7tlu.m dispo''~'11 :> ct11a. formazione delle et·nie ingu,inal-i. L'obl-ilRNtzione r) IIÌI tessere -an clw impet·feU.a. in qua.nto d1e può r est.a.r e aperto un tratto qualunque nel corso del processo vagi.nale ed ivi a.ceumulan<losi ciel :;il·I'O ~e Jler a.re ìa oos ide-t.t,a cisti -d61 c.ordone spt->rmatico ». Fe ré esaminò 188 ba,mb1ni fino all'età di 9 él.lllli e 1·iscontrò obli ler·azione di,fet.tosa in 41; canale penr.io oompleL<tmente in 18. li tJifetto di oh~iLerazion.e rOmlf}!'endev-a 59 indi!Vidui e<l er.a. così <livisc · d'ambo i !a 1 i .19; p t:':-vio soltanto a destna 21; :::.oltanw a sinistra 19. Per l'~lil La.li difetti si possono d·i:sti·ll'guer e wsì: fino a un noL'Se 32; da 2 a 3 me..'ii 6; da 3 a. 6 m esi 11 ; nltm i 6 mesi 10. rl R<tmon f.>de fa.ren d ù le ~ u e int er e..<;snnti O~SC I'Vll!Zi<>ni ::;u 215 SO{J(/f•/li ~'da/ti l-rovo in 32 di e$i, cioè c.irca. nel l 5 •;b <lei casi, un'ctn<H! •u-l ia ne l r ohlite rn7.io ne dE'l processo :peril011('0"vaginale. Secondo l'A .• piC:>t' <LOO.naHa può es~e rr di 1", 2•, 3'' grado: 1." grado , quando i1l .procrsso periioP<'o-vagi naiE' si oblitera per lung-o tratto, ma rimane pct·vio verso il v e r·! L-aneo e lascia cosi una fovea o eu l di sa.e.c.o sieroso infunclJbulifollme o " f>:'tibolo infunrdibuliforrne, il cui fondo 110n olt.repass'l la fascia tra.!';.V(' I·;;a fibrosa; 2" grado, quando i,J procrs.. ~ p eritoneo-Yagin<Lle si obl.itera sopra al t-esticolo e rimane pei'Vio p er il rimanente tratto; 3Qgrado, qu ando ;il p1·ocesso peritoneo-va.gina.le rimane tutto -pervio, ejoè non obli terato per tutta. J.a sua lunghe.zza. Tra le n\Jme rose possibilità è abbastanza frequente un a1tro gr-uppo: 4" grado, quando ill pr·oeesso peritoneo-valgjnale si c.hiude all'eslr·emilù superiore ed inferio1·e P r·imoa.ne pervio nella parte media. Su:i 215 sdggetti studiati dal R&monède, l'anom<.ùia di i Q gmdo è stat a n scontrata 26 volte, ossia nella :proporziono del 12 %. Qu esli casi, cons iderati per ·l'età d ei soggetti si .possono dividere nel modo seguente: da 20 a 30 anni, 9casi; da30 a 40, 5; <la40a 50, 9; da. 50 a 60, 2; da 60 a 70, 1. quest'a.nomal·ia. esisteva in ambo i lati ion sei soggetti deUa segttento eta : 25anni i; 32anni 1; 40 armi i ; 45 <.HHii 2; 55 ·armi i. . H: Sarhs, per ovviare alle notevoli differenze r·hc d an 110 l l' varie s1all~hch e, propose di diviclf'rc i reperti in ciu e categorie. prima e dopo
il 1,/' m ese dalht n<tSciLa. E.gli t rovò tl t<t·wd p: n) fino al !1'' rnese o blileralv llel 4.1 %; d el l uLto .aperLo nel 30 %; <LPt>J1.o supe riormen l ~ nt>l 29 ~u; b) dopo il Jt rnflse obl it-erato nel 69 %; del t11lto a.pedo nel 4 'Yn ; apert.o Sl ltJ:>eriormc nld' n~:l 29 %. Trovò oa.nch(• l·he l'i:mbO<:<:O è più ~nande a. d esLra. ··hc a sinis~ra. Anche i l PoiT.ier , che si è occ,upa.t.o di q uest'.) argornerLto, h<~. trov:!10 ·in un gran .nurr.t>ro di rasi l<t di ~posiz.ione inrund;ihulif ormt· d t-1 perilmH:~o . Qnitn.t.o si è d eLLo '-Ì rif;.:ri sc:! ::>ia a.J pr()('t'SSO ìJerit.onL-o-vaginale d el l'uomo l'ile d elfia rlOIIIl <t, llf~lla. quale prende il nome di crm.a[(' O diver ticolo di Nul'/c. E sso è un eanaJe ;:;ieroso fonmalo d<Ll prohJJngament.o d el pe l'i l~)ne.o ~ttlligamenLo r ot.<Jnd o. H p.iù d elle volte ~ obliter ato dalifi>et na · ;;rjL<t, 111a tiò n onl;)elllp!"(' ac(.' :Ule. St~clls su i50 ù~t mb i no miO·nate con:<t.atù :28 Yolt.e un'occlusione ir11 · omp~el.;t ra·il<L ,·ita ~xtraul·~rinxt. Conco rd ement..c dunque i risull~tti d ei vari o:-;sel·valori dimostnwo
che la lllJCUlUtta oblilPrazione del proeesso JWritoneo-vaginalt> i;> abbu:-;t.ctnza frequent.c non solo t ra i JH:{mati, rlla afllche t.r a g li adu lti. I noltre tale anomnlia anaLorni{:-a. ,;i V\'r ifìcn pi it rreqm·n l{'tln eule a dP:'lr·;~ <.:-Ile a si rtiska, pi'Ù frequ cntemePi e n egl i uornini d1e nel le donrw, più spes~o nel tra.llo ;;u periorP ('he n ell'·infe-ri<Jn•; l'h~3 l'imbot:e<> è più HITI I}Ìu a de:.-;lra chl' a ::>in islra . SI'IIL<L dubbio i l uifcLlu d i ohl i f.e.ra'lJione, di rni rni sto • w:~upando, lla notevuk: importanza rwi rift.e::;~i dt.:o,!·kL palolog.ta ~llioru l' g ica, i n qu<tnto f1apprt"se.nta, se.condo il mio modo d~ nxlert.\ Ja cansa es-. senziale pcr 'lo S\' iluppo di molle affezioni dr-Ila r·egion<! ingHin0-s1·rotale. Hi Lrultu, in so~tanza, di ur1 sacco sH:•r oso t·omrpl<'l.o, parz ia le, o nH.limeotal e, preforma.t.o, t.:he se accoglie un viS>C<'J\' dà luogo alla fonr~o<lzione d i trn'emia, se w·cogliH liquidi dà l11ogo :ll!a fOI'!lKlzione di un idrocele . .-\ tale ri guardo è bt::ne fM suù itc fli( JLare ~·he nella snw1a del .prQf. 'PriJ'(Jini si d i:-:.Ungue coll.c:L d enornirw.zion(:' d i .id r oceln la. ra.c colLa liqu.i da neJJa v~Lgi!lale prnpritl d el ie::>ti~~Jo o del funi 1·eUo leg<lL<L a un v ·izio d i c,nnf ol'tnJaziOIW drl procC>SSo peritoneo-vagin.ale, che per suo nat.um e g~: llèSi è ~·ong-Niilo e si d iL i l nonté. di \'HtginaLit.e alla raccolt.a liqt1ida r u~ll-a ' <tginaiP f t>s~icola t'c , dovuta a processi infiammatori o neop.l.aslici. Ade;;so inter·esS<l con~i drrare sonm1m·iamenle a qu<di proces:-;i mMbo:>i può ·dar luo~o la maneata oblilerazi<me del prort·<:...<:O prr'ilom·o\'agina l e.
I. l drot:l'li. -
rt } SP. è 111<lfl~·<Lla to~~lrm~uk l'o1Jl.it~.:r<t~i0 J H' (tìg. 'lll ,l ,
può dal peril.oneo di&·.end eJ·e dt•ll iquido lung-o i l doLLo pervio t>d aver:::i l'idrocele l f'slir:olar(' comunicante. Il liqu ido è libero, può S('endere fino al te.c:tioolo, r isal i r e e sconq)arirc. nel cavo periloneale sotto la p r essione o -d u r·anLe il d ec ubjto dor"S<tle; I'IYsi
h) ~ e il ))I'OCf~sso tWritoneo-Yag-i.rrai e rimanl' per·v.io dal di sopra dL•I testicol o in alto, il liqui.clo può ::.cc.ndei~ in qucslo ira.lto ed è comunicnnLP colla cavi tà pt.• rilnrH>alc (fìg·. l\'} . In queslo ca::.o si ha l'idrocele j1mitldrtrf rorn w1icrm t f':
r·) Se il p r'O('e:<-:-:0 pe r ilorwo-\·<ttg·iiHde s.i oblitera in tulla la pmte fun icnl:trP., .-,i può avere un irlrocdc della vaginale promia o idrocele h'sl itolarr• non. comunittm tr•, da {iisli rt.guere pe.t•ò da un.'evenLuaJe vag.imtl it e, 1·he nei neonal i pttÌJ !·ompal'i J·e !n se~<tt iln a traum i dutélnte il pal'to;
Il. PllO( 't>'"ll l •i.1 tl 'l~l,\'t:O-rAt ; I,\'.H ,I ;
l,\' II .H 'I'(II;'fO Cll\1 1. 1 lllii.Ot't; l.l. H ;! •.
fi3
•
d ) Se il proc.e.~ .peritoneo-v.ag·inak~ si obhLe m in corri!ìpondcnzn c.ltll'oriflcio addomin.al~ del canale i ngn i nale e sopra i l tPslàcolo e ri-
••
mane p en r·ia l.a sierosa d el rim,runente t.r<LLLo fwnicu lare, si ha il coside.tto idrocele funi.culare non comunicanti·, C" ioò una ra.ctolla liquida che interessa 1a sola porzione funi cu1are (fig . \') . Nell a { ionna l'idr~h· del cornunie·Ulnte pr,' ltde il n0:n e di à:.(j d el •·anale di )luck; 1•) Pùò il pro~esso p~rilon.t'O-vaginak· oblil tn·w·~i so l t~wto ù1 c;onis pond~:>nza d eHa su~L aper~ura perito·nPale, ed al lora ;;i ha u.n id)"()(;ell:' L C'sticolo•f~tnicular<' J/011 rnownicantc {fig. Vl). J.t<i ral'co ll.a li~JuLda p11ò Lrovarsi i11 parte al di sotw e in parte al di sopra d el lmgit.tll d el cemale ingnina1e, in un diverticolo posto Ll'a jl p e r·it o m~o e I~L fascia trasve1·:;<t ( \'olkmaruJ. K o<:her·, Be-rg:n Hwn, OC(' .) i'd in, questo ~: a:-;o si ha.il c.osi<le t.t.o idrocele ari orologio a pullwrt', o itlriJCt:i(' a rlr'11sidra (fi g. \'II) . l n sn !;[a nz.a si t.ralta. di 11na varietà dell'idrocele IA>sl ico- furritu·l.cu·e non comunil·ante: è questioar& di fo rma. l n queste affeziona quando si w.mprime l a pa rlo este rna d PI lumort>, qr 1Plla c.h e si trova ne.ll"addome si fa più le<:.<l, e \·i eewrsa. legam~nto ro!.()ndo non
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•: . ()uttndo il proc.u.:•SO periLoneo-vatgin.(Lle ri·rnan e perYio, ne-llo sles::;o modo in r·ui può discendere d el liquido, può avven ire la <l i~·esa di un vi.sc.ere ad.ctomin<étle, e allora: aì Se rimane pcrvio 1J<'r lltlW la sua lu:nghe:.za s.i forma l'auia ,,,_ s tù·ola·r" collgt·nita, c hP .arTiva fin o a11n. vagina.l e propria d el testicolo ( fig. III). DetlèLer nia può prodm·si irnpro•rviSO.m\"n·t.e e può awhe strozzarsi fin d:d .primo m ome11 lo . Linilart d t'~c •·iv o i.l caso d.i tmo scudiere, c h e nell' aU.o in wi il OOV<bllo si impennò 5i pie,gò ra:pidaiTte-n.te in avan Li ; comparvero impl'Ovvisam ente .ctuP erni e che s i stroz?Jarono immedialamenw . Furono oper,ale ent.rambe e. nel séK:·oo di entrambe ::;i tr·oYava il testicolo: erano quindi sw·hi erniari com.pileli . Il pa1.iente era scudie re da iO anni e non aveva mai sar.ruto ell e cosa fo.sse un'ernia. DtNl· rp.te, a. seconda d el contenuto di quesLo sat·co congenito noi. pm·~ eremo d i erni rt fcsticolu.rl' congenita oppure rli i drocelr, testicolare co ltgcuilf) , e quando contiene un v isc.e.re e d el liquido i-ns,ieme possiamo parlare di ernia ed ·i drocele ft•sticolare congeniti. In quesL'ultimo caso è bene tener present-e c.he i·l contenuto d ~! sacco può variare a seconda d el momento in cui si osserva i l pazie nte e non deve m eravigliare se du e chir·ur ghi l'Il e visitino J'amma.lato in t.errip·i diversi dianodtte pa..r·eri diversi. b) Lo ste.sso può acc.adere d.i fronte <l!d una in('ompl eta. ohliterazi OIH~ della parte· c he va dal di sopra d e l testicolo all'orifìcio p e ri l~,n enJe. In questo CaSI) si ha un'cruia {nnirolare cong(•lfilo r.otTis porHi en lé all'idrnccle ftmi e.ularf comunic·ante, oppm·e un·t'lrnia ed i{Jroeele funicul.cU'l' (fi g . I V) . t:g u1.1.ltne nte ·nella d onna la mancata obJ.it.erazione d el proce:-:.:::o p e ri toneo- V<tgi nai e può da1· ltl<;'.f;'O ad 1drorrl,. i11guinale rorn.unicantr. opn.u:e- ~d ernia. La ritenzione del testicolo si u.c<:omp.ugna assai spe~~.o <l v.tzl d t_ confMmazione d e l m·o,..es..-;o per it<>ne<>-vélginale: a muneuLa obll~r·azrone totale \più fr~(Ju e nte mente) o a,d incompl et.a oblitera.zionf'. L e drYerse vari età di mancata obliterazione del processo .pe.rilonC'o-vagi--
naie l'ii-PPresP.nl.ano la t·hi <n·e di ,·oltn. per s·piegarc , t'Ome <iianzi ho sch emati<·arnenle ri corcialo, nlo lt eJì~ ici affez.ion i della r <'gi one ingui no-sc:rol~te nel.l'uorno e dt"l!a regione ingui·na.le nella donna. E ' fuor di dubbio v he verso il 7'' m ese d.i Yit,a intra.ulér·ina esiste UtlrL òisposiz.tone a.nalomica. per la produ~: iO!ll' ù el.J'erni<t inguinale ohlirJua es terna, es i.ste rioè UJl sa.cw complel.o, rappre:;enl<Lto d al p roces..:;o Jlerit.onco-va!ginalc am·.or.a. per vio. I n llliCsl.o periodo della vita molto raram ente un Yis~.:ert.> pen eLra nol .din.:r licolo periloneo-va.giOtale, e ciò perchè C')uesto ne lla s ua ord!naria evolltzio11e si chiu<ie al termi·ne della vita fetale, oppure nei p1·imordi del l<t ,·ita extnwterina. L 'ernia può 'IT11Ln'ifestar~i ~uhito clupo la nas(·ita, nei p1imi ann.i di Yita, o nel periodo i:n ,·11i l'uonw Ì'!npir>!!,'a m~g-iorJllente l<1.. su a e.tlivilit Jrtti::>r·ol aTe e in C11i l'add()·tnf' è sollnposlo a n>nlin ue ed anormali var·iazioni d i preP..sione, d o\'ttLe a11a vita di l<L\'nnl m :nnwiP. Ma anche qtresta t·ondiz.ion e va sog~~;:bla a nooll t' p(·t·eziolli ed è inler·e!>:>autl' noluru r.!Je, me ntre l' l.lrnia JlUÒ rornparin• s enza cau:<n app1·ezuthih• in :-;og1gelli in piena sal ut.e t·he NHlducono vikt dP I tul,J-o sed enLaria , non compare affatt.o in indivi-duj the ;-;i ,_ollopo ngoon tfliOtidianHmente •a lrLVOri fat,iCOSi e T>e~anli. N on compare ci oè iu tfitel li rlle non h:.u rno un Yizro di confonn<.L· z,ione cong-en i lo rlel pro<·es:;.o peri Lo neo- va•'f!'Ì n al e. H el ferie h stabilisce un }1<\ra.g()ne Lr a ft·Wni ~I e l e l••:;ioni dell e o:>~a in rapporto alla c-.ausa tr.aum~li nt e parag-ona lo s"-i ltt p po rh•ll'l'rni<L l'Oll la produzi one di una f r att ura patologica in un punt.o g iit ammalato drll'u&;o, nel quale ullimo caso ba;:;!Jt un trau111a di liC\'1' enti l ìt o un moYimenlc.) fi s-iologico p er· d ett.>rrnirHt.re la rottu ra d ell'o~·.:;<,. Ormai qua!'i lttlli gl.i aul01i mod('rrti ric·on o:ii·Ono .elle pt:: r lu .pr·od uzione d i ur r"emia. O<.'ClH·re 1111<~ spec i aiP predi ~posizi<>ne anato mica, rit<'nut.~:~. n eee~saria per· :'PiLigate perehè in un gr uppo di individui validi <Iel la st.e"'"a elit P d ella stP..ssa r-otJu::>Lezza sotloposl i alla stP'"Sa fatica l"er nia compare soltant<> i11 akuni ed in alt.ri no. Si dì1·e c he lale .Oi sposizionP p er alr11ni è ('tHl!l'f'll it.a, per aJ Lri ac·qtd " il<t, nwnlre per m e è serntwP. <·()ng-en i la. \V alrlejer lit n >Plle i 11 rH.))pflrLo <"ul l '<u r<,rrn<:tle larghezl'.<J t·ongen iLa. dell"orifk.io .in g-! linal e ad.jorn.inale, ri vestito da :111 di,·erticolo per i·toneale. Koc llcr , c.on 1•-t forntaziu ne di una s porgE'nòa ~ f !' ri ea e più s pesso con i e.a, ehe si produce ogni volla soLlù l~ S"Jlin te rl.el la I H'P-5~-i o rre andomirHtl e (col pi di l nss~,>) . llllÌt<Ullvnle petc l1è la solLill' h s c·ia lras vt>rs-:t e le Slle fibre di r.i n.for'l..o su ll"anf'lllo inguinale po:::ter·ion• so tt(l rt !~·e nul P c·edevol-i ed i mu:"l·oli (lddomi nali pmfnndi sono a11ontana[.i l ra eli loro Ad dg-n i sfon..o il v iS<'-en • pr~n f,t ra nH! M <'-tn erniario, per r·itir<trsj d i ~~ouovo nella conseru t rv<t <limi t!• r:r,i()nr dPilH Jm>s~i(lne arldomùHtk. I noltre si è dalct va:ri!a iuY1porlanza all a fnmHtòiOIW d i :m.rclri JWI' rnigl'<tZ!Ollt' dì J.ipomi ooLI.o:>iero:-.i (!l'or-ia della pre:-:sionr> P della t·razi(lloe) , c!iict for·ma d ei Vt:Jotr·e (venLJ·e a bi s ac~ ·ìa. u grembiule, a triplice s porgPnz.a ), a:Jl'obesikì., ai rapid i dimaJ~ l'él i11Pllli. a fre(prenLi aumenti d e ll~ a pressione addominale dovut.i a cin:osta.nze ptofes:;iomtli, a. maJ.ailie d ell'<tddom e ( ver~t menti a.scil.ici, t umo r i , .:?;ravidanza~ dl!ll'apj.mr·a to genilo·ilrinario, cht> r r·<Xin cono rli" uria, dP!:-upraratn yp:;pirat0!"io o del ~a~t ro" <'n l e l"i ro .
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Come s i vede, le teor-ie sono molte e spesso si contraddicono fra di :toJ'O. Richiamaru:lomi a quanto ho d a ~Lo circa. l'anatomia. pa.tologica d el processo peritoneo-vaJginale, faccio rileva:re come il s uo difetto di obl.ilera.zione ·Jliù freque01te, e per me importantiss~mo, consiste nella mancata obliterazione della sua parte superiore, cioè .in corris pondenza deJ.l'apertura perit.onea.le del canale .inguinale. Questo resi.duo d el processo peri1nneo-vagina.le costituisce un diverticolo sie roso congenito, il c ui volume varm da quello di un fagiuolo a quello di una noce e può divenire più consider evole aHorchè un viswr e <Lddominal e vi penetr·a e lo di..-::.tl'nde. Ri gu~rdo a taìe difetto di conformazione, io g:rado (fig. VIII), <J m<' setnb:-ano .particolarme nte interessant i le ril;erche di E n gel, HyrLI, R a monède, sia per ·illgr·wnde numero di casi osservati, sia p erohè s i rife-· J i:;(·ono a soggetti adulti . Una volLa, che è stata concordemen-te riconosci u ta dai vari stud.iosi l<~. frequente persistenza di un infundibulo peritoneale, legat.oalla s toria -<.lt.. llo svilluppo , llOn mi sembt·a nec.:essar·io, an?Ji mi JYdl'e a.rtifkioso,far !l'.ir·orso ai tanti e così sv<aria.ti faltori ,me.<;si in t·i,Jievo dai vari AA., e fondandomi s u:lle attuaLi conoscenze scelgo la. via diritta, ammettendo senm <dlro c-he rerni-a .ingu.hHt.le .i ndiretta. può <;,Omparire solta.nl.o in quei sogk!Plii, c.he portano dalla nascita un' incompleta obl1 teraz io ne d el p ro.c:·esso perit.oneo-va.gi·JJa.l e, lllligall·i di mi•nimo grad•). P en:;o pe rtanto che gli ind·ividui ne1 (.{!tali persiste un r esiduo d el processo ·pef.itoneo-vagiJUile aperto ver"SS l'addom e d ebbano cons idemrsi er.niosi, in qu•anl.o i.n e,:;~i csJste fin daJJ.a nascil.a e può p~rsisl.ere .fino alU'elà più avanzala un :-;ace() l'IJ.diment.ario, d·i va·rio :<l'ano, e ncn m a n ca c he una causa oc-casìonale c non sempre neces.-;ar;a pm·ch è un viscer e s' imp(>gn i .in quest-a n i cchia disabitata e \'Emga. così a cornple !.al'Si J'emia jn tulLi i &uoi elementi. Questo infundibulo o cu i di sac-co peritoneale, r es iduato dal pror PSSo pP.r·il.oneo-v~tlg inal e, è suf.fì('.;i entP. pe1•(•hP. in quP.I pn nLo il viscere c-ompia la sua pl'i.ma tappa, venendo cosi a ('Oi'-Lituire 1lét punta d 'ernia, ""tn/lTf' cong(·nita, all-a quale int>vit.abi lmenle solt-o le conLinue spirute della. pressione aòdontina-le, pas-so a 1J)<!sso, ("On lento processo di <Hiat.tamento, seguiranno i t; rctdi suc.cessivi fir1o a r agg·iungere il fOJldv -<i;: llo sc rot~. P e r giungere a quest'uiLimo J' isul i,at,o ()(·.corre un lento lavorio di lnng·a dur-aLa. Così suocessivam.CJnte Ila luo~o la fOJ'I11 a7jone d ell't·rnja ·int.er~tizi·ale ( iwomplela o c.Om!pUei.a \ riPI bnhonorclr., dell'ernja ·~(: I'Oiale. U!ù fatto da por-re s ubito in rilievo è la. frequenza dell'e1·nia illguin :Lle obltqua esterna a destra piuttosl.o <~he a sini.sl,ra. Pe r r endPrsi cont.> -di tale frequenza si sono addotte v-arie ragioni , ormai non piìt tenute in •·or:siderazione. Ogg-i si suoi d are impodanza al fatto cl1e il canal e ing umale destro è ·più Jawgo del sinistro, e chP .il testicolo d esLro scende n~lla log.gi~ sct·otale più ta.rdivament e c he il si ni!'lro . Cil'<)a tale quìst.ione mt sembramveee moltooppru-tuno rico1·d are r he i difetti di oblile t"aZio.ne, -compr~o _ qu~llo di 1° grado, sono più frequ enti a destra ch e a sinistm e _~- he ·l o:ttìz.to pe ritoneale è più gr ftnde a dr:Ma che a ~ini-;tr-t\. Ttltlo .Cl 0 nof! e se>n21a s ignifkat.o . • ;; -
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Circa l'importanza del tP.auma su}lle par~i a.d<iominali int.egre o debolite, è ev:idente c.he l'azione conLinua e r·ipetuta di ·Piccoli sforz1 fisiologi ci o profes.<>ionali, oppure un grande sfor7..<>, che produca ua bmsco e viol rn loaumonto della pres.;;ione endoa.ddominal€, può favorir!:' la penet.ra.zione di un viscere J:Jelil' .infundibolo peritonea;le, di cui 5<'PI'a, dilat.a.ndolo con forza s peeialmente se è oollabito, o ·ric hiamanrlu i n questo momento per i·l dolore l'attenzione del paziente nel punto dt}hole d el suo otganismo; ma è pur vero che anche uno sforzo violenw non può deLN·minare la formazione di im'ernia .i nd.iret.t..a. se non esi!'-1.-t>gi;'t l.a porl<L rim<L9t.a con.genita.ment.e 6.Jwrl,a pe1· l'llscita del viscere. Qut>!'t'è la vera 1'ausa dfinenl.e d ella produzione dell'ernia. L'ernia da in fortunio nnn r·.,·isll•: l 'ernia inguinale obliqua esterna è sempre l egata tld 11n vi:. io d·i CM1/or 11111 ::,ioue d t •l 1JrOf'csso prrilM1t'O-vaginale.
L'ernia d'embl ée non si può .anumel.lere perchè si dovrebbe ammt·lLero la. sua formazione istantanra sem~a preesistenza di sacco, vera i rr •possibililà fì siologica, come la definì. Linhart. La si·ntomatologia del primo momento dovrebbe essere ben diversa e ben più importante di Qllt!l rl1e abituwlrnente s i verifica. Difatti pe r una brusca protrns ione del pen toneo parielal e si dovrebbe ncccssariamenl.e produrre una Iaceraziom~ d ella porta. di egresso con conscg·uente emorrag ia ed cr.chimosi, dolon· intenso, risentimento perit.on('.t.Lle con fenompni riflessi, nausee, vomiLt, malessere gen<.' r·ale; si dovrebbe insomma aYete una sindrome tumH Iluosa, grave, impont'nl.c, Lale da coslringer·e il P<tzicnLe a let.t.o peralcu 11i ~:dorni. Invec.e da m igliaia di casi studi aLi in (luPsta R. Clinica, e nei qua li l'ammalato ha asseriLo ello l'emia è iusOl'la in segui to ad uno sfono, t·ì~ ulta che i disturbi d el primo mo111ent.o furono di lieve ent.il.à e paSSI'!!',zeri, tanto che quasi nessuno degLi infPrmi dovette int e,·rompere le p n •prie occupazioni. In moltissimi altri casi poi l'i.nSOl'gPnza d(\lla malai !ia ò passata del tutlo inosservata. NE-ll'intendimento di dare una più <:-saurient.e dimostrazione di qual tt o ho finora. dello riporLo i ca~i e.Jini,·.i di ernia. ing. ind. c urati in que~l~• n. Istituto n elil'uWmo biennio 1920·21, 1921-22, olLre ai risultati istoln)!ici e SPèrimental.i oLl.cnuti c:on val'ii metodi. La prima st.oria clini<';«. ~arà completa PCt' dimos tntre il melorlo, che si segue in quest.a Scuol:t _ Del.lea!Lre invece darò brPvi cenni. ::;TOHIE C Ll~fL' IIE. l. S. Giu~'PJ!e, ùi ~t.nnL'il:to. di aunJ 4r>. nmmn;:rlinto, COli G lì~li, :\lcnLpellino, ,,, Eo.Lnl in C!iJù<:a Jl G gennaio J!l21 por atrt•7Jone alla regione ingnino-srr.. -
t•:~ Jermo.
1:I l(' dC>.>'t.ra, ' .1. R. - 11 pndrc ed un frakllo sono nfiettl da ernilt jnguinak>. • A. R. w:rs. N<"~"lltiva . . l. 1'. - 7 n. fa notò allll rcgionf' 1u;mi•nale d<'SIJ·:l la presen7.n dì una twroefazi<>Lh' ;:.:raude quanto 11r~1 nQI·ciuola. L'int:.. rmo nmJ sa l'ifc ri re ad nl<:una cau~ a,ppn·r. ;.o,a l>ile la compn('!;ft d<'lkt t\lJm(>f'nzionc, di e11i si M·('()r,.oc solo fleddentalmeJlte. D':•tlot'fl in poi N-R:J i! nwl:tl.l\ gT~•~J{ltamC>o!A) aum;:-ntando di "olume sino a r.llggi\lllg('ltl l<' proporzioni ntt.uali. Dettn tumM:I7.ioue. indole11te fiu dallo inizio, ~ompare rona pleta'lll{'nte ne l d<'<·ubll.o <lor.'lltr~>. 1/i nfenmo non ll<'('JI/o:fl :tl<.·un dt~urbo <li funzio u. ~ h.·t· quanto ritnlìndll 1':-tppurnl.ù uro·gt·llil<lll' e :;n~t ro.entvt·ic-o.
l L PR()Cf.,;,;Q Pf~UTO~t:O·\'.\~; l~ ALt: l:-1 II.U'P011TO {'Ql; LI l DHOC' ELI, Ef'('.
:;iato prese11te gen<~t·ale. - ~e{;ativo
(j 7
T. 3(;".7, l'. 78, ll. J8.
L '~~:.>ame deUa tcstll, del <.-olio, d.el tornce, <k:gli ~1.:1:i !:.<lll>CriOJi <.' -i.nferlm·l (} deJraddo~ è nes~tivo, ad ec.«:eZiQue <ìclJn l>e~glon+~ il14:,"'11lno-scrotale <lei>trn, elle sar'L oggetto di studio nello ~:;tato PI-e~ute locale..t'\opJw-ato cii"('Oiatorio e ltffl>irotori·~ ~uo.
stato presenl e locale. - l IIJ)CZÌ<mC : St:mdo l'inJ'crmo aJ.l"·iill]')ieòj }1\ mgion~ ~nguino-..<xn-owle dlfstra è SC(Le dt uua tumel'azlone grande t]uanto llrt grosoo lìmooe,
a superfiale liscia e <.'<>l maggior a!§() diretto ®!l'alto al I>;Js._"<) e dallo est.e.rno al l' interno. La tumefazione ~; estende lllli due terzi 'Ì.!Jto.rn.i ~illa t"egi~ne inguinale fil)() a due dita tra.."V'eme al d'l sotto d.~lla radiro dello scroto. I m·Jtando l'lnfe!1lll.O n tosstre c a soffiare a ~lottid.c chiu~'l. in modo òa fnr aumentnre L'l press:ione lnt:ra,ddol.ll.i.n8J.e, detta t:umefat.ione aumenta Iii volume; tu pc•lle clw In l'in•;;w è di rol<•rlto norma le. L'as~ è <l evlntn 1<>1-!:.:t·rmc n~ :t s1ui-:;t.1·a. PCIIJ)CI:'iont;: .Aiht }.UIJJ><tzi ou•· ~~ con~1 ta c he la M'~ o m.• in<-'ll i 11<HwrotJ1Ie tlf•...,tra è :s~.-tl(' (li ucrt:t tu mcl'aziOJ.te della :.rmaJ.d>tV.t7~'l di un grox."'tl limont>, dw ~i <ltitc.udc da ì :Jf:J i.n te.nni <!el !;1 regione .inJ.,'U i nale a d11e dita tr:tS\"N'::l<! al di ~lto d e ll'l ra(.) k~· (!ello s.-r~•to. l lt'tta tu.m('.fezioJH .. ~· a superflci0 liS<·ia, eU consistenza molle elastka . lJwit:111do l'inrr·rmo ;.L to.'>Sire "· a soffiare n glot.tlù~ c hiusa. OlSo."lL aumenta <li volume l.' tlì teu,;;ione. (\m manovre ap• •ropriate detta ttull('fazionle si laS<1!t agevolmente nidmTe n ella t·:~,·Wt :ulùonJ.i:l.lal•·. l ntt·ofiettcnrlo lo :;eroto a d1to d i guanto si wpp1C~t.r.a. dH· J"ol"ilic-io r)l"t\!1110 (lel t r:t)!itto ìnguinale, WCJUl11Dtto tlilat:nto, ln:s<:ia ]>en<>tm.re S('Jlza dHilc-oltit le due ult.iJJl•· faw~ ~Jl'•ind.ice. Im·itiuwo l'iuft>l1IW a t<NSil"io~ s i &nte l'urto di un e<>I'IIO, eh<· ,·i(·ne a ba ttere C<:~ntro l'estt-emìrà de-l tl·ito l~lloratoa"è. 'l'ol{lirndo il dito a tlOOO :1 r«-.:). H rorpo soc.•n(lè luJ1go il t,mgit:1o Lnguin!.Llc. t'troriC"'t'<' dall'orifkio e....t<'l1lO ,. J". tgj!il~n,:re )l) 0C1"0t0 St~tlldO J'Jn(ernH) •iD <Jeeubito !loi'Sll)(' . \ld t<l turu~;faziOUC C<•ll facih! uumovra si riduce del tutto nella cavibì lHlùollliut;tl(•, J>Wd ttL"I.'lldo un evidelllt•· rumMe di gorgoglio. S~ <lopo l"i(lotla In tnJro.efn ~.ione ,:;i C\.«t·n :i t:l Ulla pre&sione coll:l 1•unta <li due dittl cout.J'O l'o1•ificio int:~ n"lao fl<'l t y·; t,g-ìrto ''~l.!(Uina lE! e nello ~~· t"nlJJO si invita l'Infermo a to~ire, Jn t.u•m<."\J'a;r,ione JtQn •rkompare. Per cussione : La pel'<:u.<:;.<>ione, pmticnta ~nlln tmnef.'lzioue, <là ril-'On{tuza tìmpa nica. esame lmbieUit·u: 1/•ìnfP.rmo avverte lieY-<e <lùiOI"f· solo quand·:> ~i, <•:;pon<' <1 fatiche a.u uscolari. 1-:~au" j un zìo11ale : lAl funzione ttro-;f.!nil;;tle c la .Ìill:i':<tin:til(• si eolllpionu 1"<';.:-oi:.tnK''Uh ·. 1-:samc delle uriu e : Nega.tJi:Vo. lJiagnn~<i.. Ernia in6'11 Ì!1(l..SCtot.q le dc.;;tra. I('Jttcrica . ridudblll', <'>~llkfl i h ile, ; li
medio volume. rit to operatorio.- Il:! 6>:!1111tlio 19:!1. Meto<iO Ha.·siui. S'incìde ju ill"iuw l<'li!JKJ la cu te ~'d il connettivv sotW<:nl:mwo da ~tto l'apPrtul~l inguiualt· •·utanc:\ fiJJ foiOpm l'aJK•rtum Jl('lritonll'ale, l"i denuda l'a pon<•m·osi <lei gmnòe obl.irJIIV •· ·i n ('()!Ti ~<pon.den7.:a dcll'orifido cut:.111ro si .ioola il <'<>.nlone sp;•11natico e :<! uncjna. l 11 :.>o terupo si wg lia l'Ud)Oneurosi del grnudle oblìqoo f"ìuo al <li là dell'oriticio J~l'iton~ le, si sollevano Jl cordone ed il colletto del sa c'('(), !:'i i<'-~lul oU usaJncnte 1·1 .;;;H·f'o, e."SE'J t· tlo il contenuto ridotto D()JIJl CJlVitil p _oriton<>ale, ~l 1C1!1l il <'Olletto, si ta~l"iu al d i rot.t•• l.lclla lcgatucra e $[ a.«porta il JSaC<'O, quindi si a ffonda il collett() già legato m~lb rossa illaCJl. I o uu 3• te.nllpo si deYia 1ll cordone Jn n!Lto, ::;i •inf'illf' 1:1. fnsri.a trn!'"l·er!;tlle per tut:Ul l'~ten:sloue dell 'in(•.isione d.el grande obliquo dil"tacca.n<lola dlll lignllle.nto di Falloppio, qulndl si sdoppiano o S~ lll'e.]l3 t'UnO ~u due hnn,ine dit:tlntc I"~JX• n-curosi del grande obllqr1o <In una p:Ht(' e H pic-roln ohllquo, il t1·:u:verll() e I:t fn!'Oel:l trasvori>ale, e quf.'<!'d;'u ltimo triplic-e .str:J>to ·-~i :<tt lllt11 al ùordo postet·!ore di'l l~"*'· mento di Fallo[lpio J"l('l' tutt.a la JnH'j.:'hnz.a. delln f<>t·ita. doè dal pube fin C<•nt.ro i l rordone, la.!'.C"la.udo in alto ('(] nll"esterun m·,o ~1"1flZio IX'L" il p:l~'lggio del <"'nloth6Jl€TD)(ttfco. In un -to tE>mJkJ sl riporut Jn >;i to il t.vr~l onn. ;:i fa Ja ·sutur-..t &-il'apo. neurosi ù<>l grand~ ohiiqno .J"l:"l' t.u11·n l'o.<:tension<> d<'lla ferita. la~·ilmd<) nH 1).'\l' i In bn:s,.o 11na ·Pit'COla n•pert:urna· fller 1'11scita. del cordone e si sutur::t ht TJE>lle. M~li<':t · tura e fa.<>Ciatu.rn. Osse-rv azione anatOmO·f)atologioo,. - n ,;;1(-,:"() }>I('S('IJ~~I la fOI1.11a e Ul grnn clezu..a d i trll.'l gros..«a ptm.1. La .•m·p erfiei.e esteJ'IIu ~ li~la e 4tS<:ìa intra v~ere nl.l!llt~· ro.&-t va:'d, che lo IJ(\l'COTT<:Jno Jn tutti. l f;<'n~i e fn&:il conurttivali di a~Ji<'tlo nwdJ• ·l,ç>..r':t•~'- In <:ort·i~t10n<len7~'1 cl.t-'1 fondo l.llOOinnte c-onn ()ttivo la~ ad<>ri&•ono ?..oli, · ~ùiJ?O~- .Aperto il l':ll<.oc.'O. lungo tutta lll. ('.Stensionc, In. SUJ.X'rlìci<> ini:R-n1n ;;i pn'B<mbr li!'OC"Ia f' l ucE"nle. Xvn laS<'in inbJ•n,·e<lt're i~l)('.<;.•;iJncnti ni· tliY\' 11ÌI'IIli. ni· l:t >·l ••·• ·i:tl•~
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•nwdn ·l kl t nnt Il ~,u·<'lt~: ·m ~•··l 1\:t.l'<' l'. AlLa Jll'<>,·a di'Ila l•' ''" i•!lt<• il :<:H·<·., ;:i (II'<'>'('UL'I l<QW\'Ollllt'llW e Ja<;1i• , l. Infatti :thllliiHIOTI:tiHIO il 111'7.7.0 :1 ~ >llt•>'N I I'Ìlll'l'll<k t;Hhl to l11 ,.n:\ fonn:t K' ù iJOl'll"'i•nli nonua li . niarifl ( r lE•t>ilo)!O I. -· J)ur:UIW J.t li<'A'I'117"l Ìll dìnit-:1 l'inf<•l'IIIO llt>ll ha :ì\'UIO •• le,·a;r,iOill.' li•J'lllit~l . Al :." ' g-iOT'llò <ldl'<ttto O(:<'l~l lt\I'Ìo :<i è •' 'Uilllllilli.•tl':lto 1~11 J)Ul'· :.::u1le o l~\"<). Al 7" g-iot•uo si t u l)!<'llO l•· fl!/1'11 plt•·-'. l -<' I,HIIIi:t.ì..ul ltu ·: lli clt•ll;t f<•l'ì.t;l ~• >110 nl.t.ill l.l', Al 12'• ;.dorno l' infl'l'lli O l as•·ì:l i l IPtt... !-::•<~· il :!:! ;!•' ll1111Ì V l!l:!t )!ll>IT'Ìiu Jlf' l' JII'Ì/11(/!111.
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19. S . l ; .. anni 'ii. {'Oltta•lino ; d:l (;~1u;.:i. t-:u t r a il:?.> lllatr"' 1!1::!1.. :._ .·1. /{. 1~1'\..'Ùit it :1tl.d il'tl'V. ~ll:r.:t <•:n1:;:1 :qlJU,'l'-7-n lf •h•. - /JiiL!JII(I.~i: Er11ì:t nlir. "<·l'l:. t. hllat.. ent., ti(J.. e()ot .. tli 11•<'1:" \'OI. - o,wro::i'm•· - D·ilo: ('m·n ·t~ld i <..,tlP atla Ha&-<ini il Hl :"t).H'iJh~ 1!1:.!1. E:><~ -~uaril n il;?:; :qu·il<• ln~l. IL~'1lt·vn. - A. P . .t::i nmai
2(). (;. l ' .. anni :?.1. eat·t·~tt.iere, da Paif'MllO. Entra il 4 aprile 102.1. - A. N. Il · ·1•1•-.• IIH ~lll'l't'tA> di ••mia . - . 1. /·' . I>ind~lllot ll>t>wita . IJiuynu.• i: l~rniJ\ in. :::crnt. d .. <"nt., ( '<)Jlt., r l!J.. tli lllc•di<l Hl!. - 0JWI'a: iow· • J·;,,iJfl: 1'111'11 t·:t<liC:liC a JI:i T\[I!<!<Ì11i: J ll ':'iprll~ 1!1:!1 . E,;c~' ;n:arlt<• il :!:i 11111'il<' 1!1:!1.
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2!}, li. ) f. (~. n .. !lllmi .j;j, trartit•;JJih•. fÙI J.il~'ll;. ]j,'n.tt'l\ •il JO f\>ÙJ.ll't\f() l!J:=!. . 1. U. 1':11ll~· <' Jlt:atPII" ~tT<'lii da erni:t . - A. :l anni fit . •._rot·;~nHlo!'.i per !\Yl]l.e-.,-:rJ-.. 1111 "''l·••• di i'!'llll)(•Jtln. - l>iii!/110/:<Ì· : I<~I'JJ !ùl i11j! . ·,.:(•)'(ol. <l., t>lll .. t·itl.. ••·111 .. dj mOlti<) ,.ol. - (JJ"' "''::i•J/1 '! • /,'.,ifn: C'nnt -radi<·:tl<• all:l Hn:'Ri,n i: !J fphht~lii' 1112:!. F.l'-V'\' ~mtri~o i l 24 f••l>hr:1 io 1 W!~
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:12. ~. C: .. :uwi -Ili, •·<111\t'I'Ì<'Tf' . d;l, Pal, rlllo. Nut\11 il :!-1 low ;·;r,o 1!1:!:!. _ .~ . R I':Hlr·c alft\11,1) da er11l:1.- :1. P. 10 :: nnl fù n<•l snllf'Y:t1't' d:1 l•· •·m 1 ~:o:1 l!'''""~' pi~t.r~t. /Ji~t{l" ''·'i: Rnrut ing. hi}nt•'r. obl. <·.:<t., <·•n.l .. J'i(l., <-ont.. H •1. ,.,.·ro ra l('. :t ,,in. buhouo(ll'l<·. •li pir'('n io vQI. Op«m::im•r. . ìo.•ilo: C't:l':t t':H li c·a lt • :lll:t 11:1.-:,.:ìui: 27 lUilr"-" 1 !l:!:!. 1-:-w· ;ortuH·ito i l l:! :qwil<- Hl:!':?.
~- 1. G., anni 29, ;;iar<.liu..icre, l4l l'ui(WJlJO. Entra H 29 JD.ll.r7.0 ltl:!:!. - .L U. Erc"(à.ità "'l~g:atlva. - A. P. 3 anni or sono, mentre e m sotto le armi, dopo (tue giorni da
1mo sforzo ~1· ti'M I!e W1A fune d'a<.<el.alo.- Din.t:••o3i : Ernia -i ng. t'!lCJ'òt. d ., {•nt., riù., -t'Ont., di mcdlo voi. - Operazione . E11i.to : Oun1 t·adicale all.<t H.1.~irli: !:! a:]wile 1!1•2'.!. .MI:lf'() gwnito ll 2'2 aprile 1922.
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:.:-t U. rumi 2;), impiegato, <hll Palermo. l~"1<tm Jl ;n maJ.7 .0 192:l. - .i . R. Uno z.it~ maoor no :tftett.o da em!a. A. P. 7 aDll.Ì fa cat:LSalmente s'a<:oor~ d.e.ll'attuul<: ro:ùattul. - Dìaf!tiOSi : Ern:i.li ing. S<·rot. d!., 1:nt. , rld., oont., di me<H~ vol. - OtJt ra z;.mtt: . E><ilr.· : Cnnt , , ,dolcnle ulill Ha:ssini: S ~pril.e 1922. E!'<:e guarit.o il 2!-l apri le Jlr~.
:t";. l. u .. :llllli ;$3. lll.:H·e llaìv. (l,,, Palen.no. J<:tltJ'H Jl 4 mag:;:-iu l92:l. - ... . H . rn fntt.el lo att ettu <In en<i.a liu::. - A. P. 4 n.nnl fn. dopo UJI !Prolungato l'lfor:r.o. - D itr t1no~ri: Ern.ia i l4\'. 8C"l~)t. <t., ent., <ri.d., <:ont., di m~io vol. 011e1·tt::ivur: -F:$ilt•: ·Cllrn r:uli•:nlc• nll<t lllt&>"'i lli: ::: DlHggio 1922. Ei'i<:l? gunr ito il 24 am\.,:.tl!io H2'.;.
:.:.;. <:. ) •.. otuuì f>(;. ooutadlno. ,Ja (Àt.St..:-Jnuovo. Entra il ·1 mnggio 1!1:.!:!. - ..4 . 1<. t;l«i:i.tà n egati v<~. - :1 . P. Il pa;r.iE"ntR.rnon sa ~Jr<·<'j.saro l'Jru;r,io, nè la cau!:.lt. - Dùt !JHOBi: .fiinti.H .ing. S<'rot. sin . enler'O-<Iplploiat. 1·id., 1'01\t. , di gnu1de vol. Owtra . . ; ione - f:.•if!J: l.'urn m• l it~tl<' a lla J'.flssinl: 10 maggio 1{!2"2. Jo~>"C(' guwr<ito il :N ma~· ;.:in r!t?.?. ~Ji. D'A. H. , anni 47, m;u'inaio, da l'al.et1.110. J)u tm i161Ullll{I\'IO 192'.2. - .4 . U. {;11 ft-awllo affntto d~1 <'rt!ia lng. - A. P. 5 :rtiDIDi tHLui(~t.ro, senza t:nu:s~t f.I;Jiprcz7,abile. JJia{JJtiJSi: l~rn.itL i ~. ~·rc.t. d .. ent., ri(l., <.-ont .. cli IDA'ili<• vol. - Opc,·a;:i.otw -Esito : <:n r n r-adit'J tlc .:tlla Rassi·ru : lO ann.g~:-"i.o 1922. ]<;S(l!' gua rito Il 2!l m nggin 192'2. :~-;. l'. F. P., :l!lUli U:!, wt•r~t.ti()rt•. d~1 PnlN~l!<l. Erltra il 6 llUlg<"Ì•I liJ:!:!.. :1. R. 1' n frntello <1 ff\Ctto d:1 ~mti:l. - . l . P. R Mtni fa 11<:!1 ~JIJevnre <'Oil Hl t i'! \.'<Jn~paAJDJ uu }t(l9;8Jlte biO<Y1() (}i legno. ·- J>iag•uJ~ti : EJn1ia jn~. cl.. obl.. *-'i'>1: •• buoonO<'cic, r.id .. <.-ont., di medio vo!. ...-OtJOraziant• - /'iJ.~ilo: Cttr<l mtli c<tle alla RllR'lini: JO ruu gl{io 192'..!. E <:•·t' guarito jl :M WiLggln 111~.
:l9. S. G ., anni M. C•uTettier~, lia Lcrcafl'a l''rJdc.Ji. Bnl.ra H J 7 w:tggio HJ22. .A. R. Il :J')adre ed un tra t<;llo 9000 stati ntret.t.i d."l ~min. - A. P. 2 an:n:il :f.a, nel sollE-vare un l:IIL<.'t' ù ùi fHrina .ti circn r.o K g. - /)itlgtw~oi : .J<;rni:t. Jng. :«·mt. M.n., ent., t;d ., cont., (.)!medio vol. - Operazioue- E.~ito: C nr:t r-.H U<·aiE' nlln Hn"""ini: J!l ma gg io .19'22. }!;S('JC ~trito il 4 giugno 192'..!. 40. M . ti., amri ;-, ;;, nlli!C«"...IJI.Ì<:o , da PAlcmw . .Ent.rn iJ 17 nut;.!gio lV:.?'.!. -
A.
n.
Ereòltit nel{ativa. -
A. 1'. T re mesi fa, nel .soH. "'·:lJ"I' n'Il r>t'l>3ntR. Jo<.':r..:r.o d ì furi'O. Dia ffti1Mi. I·:mi.L ing. d. , {)bl. e.'lt., bubono<-ele, E'.Trt .. J'i..-1.. <.-ont., di .m edio vol. ·- Ovef'O.Zione- 1').< 1/Q: CnNI mdi<-nl<• a lla HilS..'Iini: JH m.:tb")!iO lH?'..l. E:<~·t• mmr·ito il 4 gin.:;no 1922.
T .ca:>i clinici caduLi :;oLio la mia oser·vazione nel bienn~o 1920-21 e W21-2'i sono jo, numero di 40. Si possono divide·rc <·ooì : uomini 38, donne 2: d a.! lato destro n. 25; da,l lato sinist.r o n . 9; unilater ali .n,. 34; b ilaterali •Tli. 6; semplici n. 39; comp licate n . 1 (var.icocele) ; e redità J)<)siti·v a 1;. 20; .igoor..tk< n. 4 (n ega.Liva .n. 16). Si tratta di casi s~mplici comuni , bana.Li , di quelli eh~ .solevano es~re <:A>~~siderati come ernie a.<:qu isite, ad eccezione d ell'osserva7.ione n. 20 ~~ c mllmf~r mo di<:.eva di averla dalla n·nscH9. Ora quali amm aesLra.menti ~~ roosa-no trurre. d a:i ca.~i clinici somma.riwmente e-it..1.Li e <fiP:i q uali si è (.'!·rc.ato di metter-e in r.i!Jevo le notizie anamne~t i c he?
Anz.ilullo :;i p11ò dire ·genèrica.menle che l'ernia è uru1.. ma.laLtia frequ1·ntl• · in Fran6u, ~~ r.ondo Arnaud, i/8 degli uomini sarebheèl ffetto da ·~ mia ; secondo Chopart. e D esault sar ebbero ern iose 6 o 7 persone ogn i cen to . L e slatisLi<~h e deH'antic.a. Società d ei cint.i erniari d 1 Lond ra d<Lrnbbero in quc·lla città i l 3 % di erniosi. E' da tener presen te· però che le osservazioni sono stat.P fatte dai vari AA. m c.;ondizioni d ~ ver·se. D ifatti, m entre uk uni :;i riferisc.ono a ricoverati ·in ospedali ed ,ili •>Spizi , altri :-:i riferiscono a m illitari , oppure :'l individui <;he ricorror.o all 'assistenza puhl>l i C"a p~r l.a corwe::;sione di cinti erniari tg ratuiti. Comu nrruP. le ricerGhe di L ottis, eli Juville, <ii Mal ga.i gne e di We>mhe r co.in,·idono approssi malivameuLl' nella proporzione di un Prnioso SI I 20 inciividui, r.ioc il 5 Ber·~er ,·a,lcol.a. j! 2.T7 '(o. L e erni e non sono d'altronde una :;pc}(:iU;lt• infermi liL del la s.pc!<·i e· uma na . D0g·Ji <.:sem pi anatomici indiscutibili hanno permesso di oonstat.a-re l a, Io m pre~enza. nel le Sl'irn<m~ {'l. SuLLon su 8ù0 animal.i di qu esta specie, di CIIi esami nò le' )xu·Li genilctJi da questo punLo di vista , nP. tro,·i>t r e Cl(lSÌ in.U.ubbi; le ernie oservaLe da lui ·&J)pa.rleneva.nò alla var.ielà Òt\1le erniP i ngt 1ina1!i congenite. .P resso cerli animali domestici, p r es.<;.o if t~avallo , sop1·a.~ut Lo, e presso il can<', l e ernie ·<WQuisLano un'assai g re.JHic• fl•equenM. La più parte del!t: ern ie presso il cavallo r isponde aHa varietà in gu ;naJ<> congenita Le.';iirolare, come 6i osserva nell'uomo. Circa la fr~u enzR, st-condo il sesso, *'sse sono più f requenti' nf'!l'uomo l'h~ nella. dcmna. Le &taf.i6Liche d anno un ra.pporto di una ,;u c.i·n:.que uom.i·ni. B(·rger d it ,. i l'ca ili rapporto d~ una d oll'na. per ogni 4 t101ni n i. Quanto al Jato, le ernie sono piu f,requenti a d estra i· he a si,ni _;,tl'<L La SO<,ietà dei c.inti emial'i di Londr·a pubbJicò m'!l IR35 che fm ~m,584 fK>:J·sone affette da ernie, 67,798 furono mosc.hi e 15,786 f·u rono femmirn e. r n.olt.re 23,579 er.ano ernie ·ing· Ji·nali e cr.ura1i de-l lato d estro ~ 3972 era.no d cl lal.o si'l1istro. In un ventennio, dal 1870 al 1800, furono distribuiLi ai PO'\reri òE-1I'Osped<ulo Civie.o di P<Llel'rno 12,950 bra.~hie ri , de:i quali 10,164 ad uom ini e 2786 a dor11ne: 8881 per ernie j .ngui,nali , 2952 p er ernie c.rura·l i; 7726 fumno dal lato destro e 3972 dal. lal.o sinist.r·o. Al I X Conlg,res..c:o f r a.n<*.se di chir·urgia, tenuto nel 1895, Berger· prphc:;entò una. sl..at.ist.iGa. d i 10,000 casi di em i e, osservati j,n 3 anni e mezzo. CiJ·<·a -a.Ha var.ietà fer'11 i a i ngui:oole era la. pi:ù f;r equente con una media d el' 76 '){, dei casi osser-Yuli . più f requente a d est r a che a sinistra nella proporzione d'i i.46 ad J. D~i oasi os.servati, 5873 si r i feri scono a d' ernie inguinali in uom ini -.du 1Li e 978 a d onne di età superim·o ai 15 anni. Nelfle osservazioni cl iniche da m e riportate si tJ'OV<t l'e red i tà .]10'\iliva: i n 20 (cioè nel 50 % d ei casi). senza tener ronto .tii 4 cn.:;!, m~ i qual i i J>n :cedenti er~ditari sono fOTZosumente ignorati. L'influcft7.a. f>rerli tAria è sl at.a. già. da l ungo tempo segnalata. da R ichter·, -da Goopmo, da. M~tl.gaigm: , da K in~don., da. B erger e da alt.ri; essa è sopratutLo man i festn per le ern i t> inguinali. A tal rigu'!irdo è opportuno ri cordare la legge generalo (· hf' :;i tra.smett.ono per eredità certe deformità, arresLi d i sv ilU!)PO e d i s.troft ~ , ~che i caratteri ereditari sogliono m <mi f{..sl.a.rsi nei discendenti, n eRa ntedesima sede i.rL oui com}l arve,·o nei genitor i (eJ't.'>Cii·fà omotopa) oppure rwlla r egio m• nm(/ug·u (onrolopa m oclifkaf a ).
·x..
Qnarrl.o alle complicanze inl+>sù nel senso di r·ocsi,.;Lenz.aòi a.ILre mal·al·t if' t'Orl' 'l'ernia, sono piuLwslo rare. l 1na. sola osservazione (la rr. 22), èl cu i ho <tc.cennat.o, è corTI\plicata con un va.ricocele di mP.dio g rado. t1 varicocele è un'affel..ione r·ongenila, dovuta a. insutlkif'llZ<t valvolar·e delle vene del ples...c;o pampini(orme. lo considero t he arll'he l'ernia ingui.na.lt> ohLiqua e.<;ternaè una malattia t•ongcnit.n. l' dito subit.o che i due woces.si . svilupr>aLisi ocA;asiona:lmenle nella sl ess·a rP~ iollP non :-;ono t.ra loro legai i. nella relazione di causa ad effetto. P o! r~bbe sembrare a prima vist.a che · lo svi luppo di varici nel ple:->so rampini (ormu }){)S'a, dilatando il canalE· ingui·nale ed .esercilando trazione nell'ori fido i ngu i no-peri.t.oneale d eter mjna.re o favorit·e l<L (· o rn par~n cit=~Jl 'ernia . Ma !.et chnica .invece c'ill · &egna come k1.le ooillwidenza sia rara.. Si Lr<Lt.La, è " ~"T'O, di due proces.':'.i con€·eniti , fortu i i.amPr: le svi lu pp;1tisi n eHa regione i nf!u i no-sc·roLale sinistra, ma. tr-a ·i qua.l.i nnn esiste vt>r·unit condipf.'ndenza. Si può solo ammel t~re <.;he umt volta. stabili ta..<>i l.;:tle evenienw le due malaLLie possau1o i11 secondo tempo aggcravars i reciproc ~amente, in qtw.nLo il varkocele dilat.i il canale in!gui.nale e f<tvoti:>t;a il progredire del diverticQ!o peJ\itonea.Ie, e cho l'ernia determinando col s uo svi.lnppo una c·ompressione sul plesso pampinifonnc aunl(•nti ia :->la,si venosa e qu·indi t~ggr<tYi le condiziot~ ·i rlel Vitr'i(:OC<'Ie. Io sono d!e ll'opinione che oggi non. si debba più f·are cl istin~ione fra e rnia inguinaJe obliqua esterna, contgenita ed acqu.is il.a. Tutte le e1·nie obli1"'(ue ~ ter.ne ripetono la loro 01igine da un vizio d i. ronforma.ziom· congeniLa del pro<:esso 1)eriLoneo-vaginale e f!Uindi s'mo d'origine con.genita. Si soglio no c: i t.<u·t: rn<..ll; caratteri d i ffe renzial i m.acrose.op1ci fm Je ernie inguinaJi a.t;quis iLe e e.ongenite e ·Ili P."ìsi alc·uni s:~.rebbero ril evabi-li al !.avolo operatorio, aJI1ri al tavolo anatomico. Ma onnai queste no1P differenzi·ali hanno IJ€rduto il loro valore e nHssuna di esse resiste ad una critica serena e sever·a. Non solo, ma m1che da.! }mnto di vista ·ist~ì logico non Psiste ne;.:.."'Llrl ccu·attere diffnrenziale su eui s i possa fondan· tale distinzione. 1·1 f:\fl.dl.S , c·he nega qll•alsia~i :>1gnifkalo etile differerrze.maerXJscopiclH', atlribu.isce un 'gNLnde vwlme ad un c.:<Lrat.tRre istologko, c.he secondo l'A. proverobhe in mooo non. dubbio l'origine rongrnita. dd l'crnia; egli trovò in tutti j ffii:<".hi emiar.i 1:ongeniti sul l•at.o esterno e po:-;teriorc dell·a part{! fu-nieolare pa r·e.cchi fa~ci di fibre muscola.r·i tlisc.ie, così int~ma.rn e nle ·a,:ler·enti alla s ierosa. da sem brare parti intPgranti delle pa·reti, f<tsci che egli interpreta come residu i del quiJ,•rnacul-r.im. /f'Siis. Specialmente i·l Cohn , l'l1la a·nche il DaJl'Ac.qua ed il Verga attribuisrono impOJianza alla pJ-e~onza d.i La.l i fibre. · Allo scopo di forrnanni un ooncetto personale sull' import:.wza di tal<' rtuestione io Tacoolsi sen?Al. nessun criterio di scelta n. :14 sacchi erniari. Essi, -dopo es5ere stati aN·otol.ali e legati a salt•ieciotto, furono fissati in Muller-formolo e dis idradati se~ondo le vomuni norme; però prima di ().<:Sere i.ndusi in paraffina furono tag.liati, ognuno per proprio COflfto, iJl tre o quattro sezionri tt-asverse. Da, ognuna di tali Ge:?Jioni si prelev<ilrono· parr ecchi tagli, tutti in: senso trasve-rso, che furono coloraLi coi com uni· m e todi, ma speci.almente wl V.an Gieson allo scopo <ii differenz-iare le· B hrn ·<'<>li tlli! m u~c·ol;u·i d a! ~f' fì h l'e <·c·:ll!(~tt i V<Ll i.
I risultati di tali ricerche rn;ic'l"'SOOpicbe sono i seguenti: Nei pr~:, pHJrati allestiti col Vacn Gieson si mettono in evidenza pa.r·ecchi fasci d.i fìbre muscolari liscie, perfettamente indipendsn·Li da.i vasi, che IIlOn oo;;tituisco.no uno strato continuo, ma (·.he ~·.mt erpongono irTegolarmente i n m e-aro ai f•a..c.r.i ·di fibre <:.ol'l.agene, in tutta vicimtn.z,a <Iella s ierosa.. Seguendo il d er_,orso di tali ,fibre- neMe St->-zioni trasverse fatte nelLa parew d ~l sa.cco si vede c h e l>:SSO è J-1-erfeLLamente pan..'lllelo a quello delle fibre co.Hatene. P er la disposizione irregoLare d ei s uddettdasc.i di fibro-ceHule ;;i ha l'imrrres~ionc 1'11e e~!';(• t•orr·i::lpond;J nc, a r esidui di 1iluscolatura t>mbri orwl e. NeHa più gt'an parle d ei c.asi i fase: 'di fibre musoolaf"i oliscie sono moHo evidt~ nti; solt.:'lnto due vol te sono S<"<ll':;a me nle r-apprE>-3P.ntati; per-0 ii!IChe in qut:>st i 1·.asi sono sempre dispost.i c.i·rcol•wrmente att omo aHa par ete del savco. Ta:lvolta si noLa.no anche fasci disposLi irregolarmente in me;r;zo al connettivo. Iuoltre essi sono, oome hodeUo, indipe.ndenti daMa muSI' <Ylatura d ei vasi e solo Pc<:cz i : malm ~> n!R. Sf' n e Lrovano alla periferia d'i essi. Ln un. sacoo, .c hE> evidentementE' avea ~ubìto un J}regresso pro~·~infiammatorio, :::.i sono rinvr\n'lti infìltmti fibrobl.aslici t·()n neoformazione di (;a,piUa.ri. Jn un altro si not.ano ele-menl;i •·eiJ ulari ;rilgonfi, p robabilmente p er t)(iema, ed jn un ullro infiltrazi,ìn(~ .diffusa hnfot'itarioLn riue ~a :-.<: lli s·i so~ro l.nlval e ·lesioni <t ,.,,u·i<·o d e.i v.a~ i , r·araLlerizz..ate d a ]I;'Sioni e ndoarteri.t.i(.~h e ed encìoflebitic.he.
t-.;· da porre 5Hbit.o in rili evo elle i sa<:.clli o::;serv<r l·i mifroscopkamente appartenevano R~l i ultimi 14 opera.t,i (da! 27 al t,o), cioè ad erni•• 1'111~ dal ptmto di Yi~ta eli ni.~o -ed anatomico era no da corbl rlt1ra;(• ('Oll tP emit> <tCC[• Jisrt.c-: e <:he i n tutti i casi osservati (14: H ) fm'Ono rirtvf:rmti i f<tsci di fihre muscolari lisc.ie, <'-he secondo g li studi <lei Sa:;hs, r.onferrnati da altri osserval.or.i, sorto cara l Lùtistiri delle er·n•e cor1gen.i Le. Se k ri.cerrhr rersonali, •pe1· quanto mJodesl.e, hanno un s igni fì c.a.lo, bisogna •rarn e la •C.On(' lllsione che nemmeno J'esarn e micr'OSC'Opico del sacco può decidere ~e un'err•ia intguina!e ohliq110-P.~terna d ebba r:o n~ irlerarsi comt' ··ongrn iLa o ('Ollle aCC{uiF-il..:t. 1 Jltre all-a sndd eLta 1·ice rca rwll'-inten.lo di conlrolJ.ar e quanto dice lo s .·.hn e!der ) clw i Le~ liti che forma no i:l c.a.na.le i ngtù naie ijJOsseggono u.n.a <".usi s<'arsa elas1ù:ilìt .c.he essi si lacemno pi u.U.oslo e.lw l<t<;Ci<Jrsi disten· der e o dilatare per· unu v.iolanza improvv.isa, ta.nto da per-metter e ill P:llS,agf!.iO re p•~ nli no ùi una parte d egli intestin;i, ho praticato esperienze :: tli •·<tdavc ri ed :inoltre ho OPf:r ato sui cani. S<:ar J}a e Cbquet avevano ··t·.rr.ato d i dete.-mi n.are nel cadavere la foron.azion e d i un ~aC.I.'{l erniì.Lrio "OtkrmcLtendo ·l'addome ad una pressione di più quintali e ana forza cl i più cavall-i . Ebber o t·jsu!Lat.i n éga.t.i vi. l o h o III'Ocedu L(t n1.1l modo Sf.'~ ueniP: sui ~:ad a veri , mes.:;.a bene. allo l'Cope rto l a regi on e ing u i naie dalla p;trh' p<:ritoneul e ed i n•d iv i1ual izzala 1la fossetta .i n.gu.inale est.erna, e...;;ep;uivo in ~orri$>pond e nza di essa, servendom.i cti un grosso sp eoilloa punta smussa o di una astieci uola da penna ad estremità arr-olonr:lita riveA ita di gomma elas!Ji·c;.a o di gut.Lape rca. ·lamj.nata, e se.rn pt·e secondo l a ·di r ez io nr nel {'anale in~u inal e, d ell e pt•essioni di var·i-u tipo, a volta so·'-'lC:>n ll tP L' pt·olungalr, a Ynll~t rapirte t' brus!'lre. ()J.tPnni c·o:;i t-ostante-
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meule la lacerazione del pel'itoneo; ~ in nessun. caso lo sc.ivolamento ciel peritoneo o la formazione ·ma.gari iniziale dj un diverticolo vero e proprio.
· Sui ·cani i.Jivec-e, previa ~estesia cl<}roformica, praticavo un'.incisione ad Y ·rovesciata ç.on .punto .W partenza dal.la cicatr.ice ombelicale; nna. bra.nca seguendo l'a linea mediana andava a finire wlla sinfisi pubica ,, l'altra d eviando giu·ngeva .a.ila spina il·iaca a:utero-su·periore. Rove;-;.ciato .questo lembo angolca re praticavo su1lla fossetta peritoneale esterna · <' dall'aJto i·n ba~so, da fuori in dentro e d<LI'I'est('orno verso l'interno, pe•· rnez.zo di uno speciHo Nelaton la •CUi pwl.lcina di .porcellana rivestivo di gomma elastica, pressioni di vario gl'ado sempre nella stessa direzione. Ottenni anche sta.volta Jaceraz;ione del .peritoneo e faci.Ie penetra.ziooe ri~Uo strumento lungo iutto i~ p ercorso del can;,~.le ingu inale, ma non v.idi mai la formazione di divert-icoli perit.oneali. Inoltre- in oil:tri animali, dopo un 'accurata preparazione del ca.na;le tinguirna,le, di cui J,a.c;ciavo ir~tegra. la. par·etr pMts riol·f>, -con tm sot.ti,l e a'13·o o r.on un fHo di catgut 00 passavo un punto di trazione .c.he prendeva da u.n ;lato la fa..:;cia tr-a;:;versa 111 ('OJ-risponrlenza.,dell'or.ifi cio inguina:le arldominale e dalf~lllro il •pilasLw rntemo du!l'orificio cut<Lneo. Annoda.n:do ùeticatament.e il filo otl.eneYo nll'alto dell'opeJ'aZ•ione un noteval·e ravvic.inament.o e ht f\Jrmaz.ione di r11t diverticoso fibroso, al quale però -non seguì successivamente Ira. estroflessione del peritoneo. Dopo qnant~ sono ven nl.o esponendo \'redv di poler lìci~are alcuni daLi di fatto, che I'OOI'd-inati fra di loro acquisiallO lWU notevole cimporla.nza -per trarre le oonclusioui alle quaJi mi ~wvioioo. lnve-l'O è m•mai sLtfficien1ement.e dimostmto: che .il processo rperitonoo-vagi'llltle molto di frequente rimane 'J)ervio o i ncompletamenie oblHera.to ·i n con1spondenll..a dell'orificio .peritoneale del canale -in.guinale ( per:;islen~a cii un infundibu~o peri<toneale) non solo nehla prima ·in1fanzia, ma anc-he fino a ll'-rda et-à; che g-li argomenti finom addot-ti dai fautori delrerniada sforzo . non bastano a dimostr-arne L'esistenza; che l'ernia. inguin~le o.bl-i.qua t>St.crna con grande frequen.za si verifica -piuttosto a deska. che a si.ni.->tra; che molto s pes.'30 è ereditaria e a volte runche <top.p ia; che non si può rilevare a!lcun dato s icuro nè all'oss{'.rvazione clinic<:t, nè al i-avolo <1peratorio, nè aJ.I'osservazione macro e mic.ros:copica per slahihre &· un'eJ'I Lia indiretta s ia· congenita od Hequisita; ohe <'..Oile varie esperienze praticate s ui cadaveri e sugLi animali vivent.i non si .riesce a produTre un diverticolo peril.oneale n quindi un'ernia sperimentale. In ba:;e a questi dati di fatto embriologici, anatomici, anamne..')t.ic-i, clinici, anatomoisto-'pcttologici e spbrimenLali credo di poter afferm~are c.he la cosidetln · l'rnia inguina.le :indiretta acquisita nonr si possa dimostra•·e e ch e essa debba semp•·e eonsiderarsi oo·nseeutiva ad un difebto d-i f·on fOJ·mazion~· ··onge nit.a.. A chiusm'.(]. <li questo modesto lavoro, ohe si propone l'obbieltivo di ·Otteaere u·n ffi<Xio di vef.lere con<'..orde snHa !pa.togenesi dell'ernia inguinrue indiretta, mi piace ricordare la frfoSe di Kingdon, che " -l'ernia è una rn.alattia e non un accidente, uno stato patologico e non una leslone lll(>t;t:tutica "• n (:u·i puù fa-r s-eguito l~ frase- rli Brouarde-1, l'l te :;cnve:
I l. I'W K'~->'~1' l'f;;:nu,t:o· l 1!:1:0:.11.1. l 'l; 11.\ l' o'Ol!ITO l ~h-1.1
il)
llli:<K 'f.l.l. t :CC.
" nella g ran mag-gioranza dei c.a_:::.i l'emia non è un at·-e-idente impro,·Yiso, ma un',infe,·milà preparata eia una maLformazione rongenita ». Da q uanlo ho dello eone.! udo: 1) Lut:ie le erni e inguina.li obliq11 e 1·::>Lerne hanno un'origine congenita, in. quanto si sta-biliscono i.n un di reLLo di conformazio11e congf)JliLa, d ovuto a mHnca.ta o .iJwompleta. ob'lileraz·ioue snpl'riore d!'l prot·e~o periton<-'o-vaginale; 2) che non esiste l'ernia d a tnfr.rlun.io, t>::>sendo l'erni•a, formaLa..~i improvvisamente, h •gaLa in relaz ione di ('-iLUS<L ad effelLo <'On I<L suddE>tk'l malfof'll1'la2'Ìone 0011genita; 3) .-IIP è inutii P E'd improprio manleuere la òist-in2-ione fra erme inguin<Lli indirette t'{ )llgPnit{• ed ae(]tJi:;ile; 4ì c he il Lrauma o i'indehnJ i m ento delle pare li <tdd on 1 i 11al i ~i d ebbono considenu·e eome cause o r·ca.<>iona.li, ·ma uon 5(' f1JI}I'f:' lll:'('.('S :Xtrie rx>r I<L ·Ìll.:;()l'g enza di tali er mt' : 5) che a pr·at•esso PNilon1-o-vagrmde eompleW.unente oblit.eraLo ed a P'-'ritoneo i·nlf',gr-o è irnpo~...;ibi.Jc la forTIKtzione dell'ernia sperimentallt>: li) che gl i .iilroceli ( Lestio·olnre <·.omunint.nte, funicnlare comunicantf' ollon ) sono legali in r'lél.pporto causaJe con la mancai<~ o pa.n.ia.le obliter<LziNJt· del JWOcesso .p erito neo-vagùutle.
Giut1.2;<L·no gracl ;tc l e mie ·Più \'ive a;~;ioni di grazie ar profe:;~ · q·i T ri('()111'1 P. D'i()ni<:i, l'Ile in ql1t-:-;1o l.a\'oro mi fli'l'lHlO larghi di m <>-zzi e di COlisigli. J l r Bl .l o<.: HA J.'l.\. ALI',\1!0 . - Cr·r11in rl('i mllil rll'i . " <:ion~;tlp Iii 111 dil-iiUI an ;,] it;tn• », ! I IIIH• 1 ~7 7. Jl.\ JEll. · - JJcr llllfJeiJOrenc {,,.;,, ,,.,lrru('/i. Wìt>n, l:lOU. Jb:nnER. J,P.~ ht•r·nit·8 et lr·s ar·drll'lll-< dn tt'(tJ;fl•i t Oou~·ìlf('rnlioll-' !<f/r /'rl lioiO!J ÌC: .-t 1111r ft:s uri!Jinr•_. dN< lwnlie •. ,, U .{'Yue de dtirJJ~g:e >>, ll\tl(i_ l:f.ltc;MA:S:S 1• Jlm·:s,.,_ - 'l'mlfrt lo di ('llirurgiu 711'Uli1·u. 1!10!1. l!ILA~I.~Xl\'.
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vo l. ~:!, ·I!JPi. IJt; llrrN< f·h inuyir·af< '-< 1traduitt•:-) . Brllx\'l.lt·><. 1::s::1. TJi1·li""''a irr• rlt 1'/tii'III[Jit· ,,,·utitJtll'. 1><- Cn·,·ot, l'<ll'is. 1~:!(;, j)\ 1.1.'.-\I'Ql: '· !J.<.<>' I'rtt;:iu " i '""'''"" '' ·l"tloi"!JÌI'/11' <' diuir-111' .<tr lft • , .,.,,;,. , to L:l ( 'lini•·:t
( 'tiOl'f:!l. ('tiOI!l:n. -
Chtkur,e-it~t "· :11111n 1!1117. 11 , :!. )lt ' I'I..I\'- Jtt'('l.l' S . 'J'rrtilr; t/t• ('ilit'/1/f/Ìf•. ~);J SSI •II • • i':tris, ]!'!1:!.
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f ;itliyt· //f' l/l(' l'h'tlll!ll 'fl iilwt· l.Of/' ' 11-f'l•/rtt/llli .<.,, • t/t'-< flnut·/wllt/ l' lf't•irlr• iu !Il'· .<trllt/<'·11 /'.ttslmult '. (< \\'it' lll'l 1111'< 1. \l'ol: lu>nsdtl'ifl " · lX:ii. ~'AIA;O:"t;, - J:rm iii' Ìftlll' 11/iif/1/!J, JloM•pfi. 1!)1:!. l''t:llf;. - r:f ,lf/ht ·'111' ft·.~ III'Ì/f(;(!.< /ti'I'11ÌairCx l'( SI/l' /(•x lrf'l'lli<' .< (l/)t/IJIII-ill(llt' 8 rlt·.~ lt(J /1· IW•J II·IIt'-~ ci to lllfllll ulf'/11'. ll.r ] ~liti ,'. << Ht'l'll( ' lliC'II-"11t'll r (](' unc\\kl'ine ('t dtiJ·u r-
J.!Ì<\ », I'Hri'8. J!lfl:!.
Jt'vr:<:t: t.. - r''nmfWIIIIIIJ t/i l'ul,ltlf/Ìtt- rhintl'f/Ìtll. l·:uit. Lilot•arht. 1lr:.'O. c;nr.n:st:n. - /JÌfl[flll!-<il /; "•'!/ 1-flillfi{tkl'il (/ ('ti h11'fll nilolt•ll f.t't., f r;,~IH·IIt·hr·.<. <• Wi('llt'!' Klln-, \VO<:ho' lllWhJ'. " · i!Hl2. lnlrll·,<• alle f'!'oit·. '' Bnll. dt> l'A<,.<It'lllie lloy. <l(' ~ léd. clt• Jwl~que ''·
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/ ,l'çun:t di11ÌQI/1'8 t/et;< ftf}1'11if'~. I.'aris, lS•U.
MA.IlCRE»A!'OO. -Noti': d'i cLinicn rhirur{Tica. f,e 01·nit• r!tlrlum'n'lli . l':ti<•JJllÙ, 181111. Th(' murùid analumy, 7)(1/huft,giJ cmd lrcallnt•ut uf lt•' I'IIÌII Cl. Bt'iti:<h
LOCKwooo. -
med .•Jmun. », 1:-x:!l. - .l/o/adio '.< !lt;;; l r.<lirllft·.~, ]'aris. 1!'8!1 . .\IUHR.W. _ '1'/lfo' dioloyic of cyM comwlttell u;it/1 IIC' PIIia ì:<at·s. "Tlu~ Lanc·d >>, I.oudon, n . .JHi~. llllil. l'OIRU:H.-(,'11 ·\ Itl·'.l , - '/'1'(/Ì/ti t/'(IIWIOT/IÌ(' hllllliiÌI!(', 'J'<•llli' 1\', l'M'<·. 11 f. 1!114. Il•~ C,Jn.Jtr.u :-.. V e lo lll'l'llie (#f: forre . « Ln ::;(·m~linc .\léd i ..alt• », 1:11111. J: \){O~~J)f:. _ /,t' c·otilfl/ pc'I'ÌI0!11'0-V(I!/Ì1Wl (•/ la /11'/'JIÌI' Jll'l'iltJIII' IJ-/'1/fiÌIIII/ t1/I'(III!J{c' ('(JI•; l'atlulf<;. Uehtllajc et J .ù,lt'0-"1Lier, l'ari..._, 1&<;;:. 1: \ TTilFR-Ko• •scll. - I.chrònwh llt•s Altatomie. X Autlag<' . I..cp7.i)!'. JUl~. 1a:"u:or. - S·ulla. patoqcm:~i dcl.le ernie e 71iri. .~pr.l'ia/mt·nt e liclt'~>ntia iuyui11olc vMiqua •:st erno. (( Atti d e llll. R. Acc!udemin <~(!i F·l.:;locritl<'l >>. JS!lu. ::::wHs. Unlersrwh•mgct~ itlt(:r den PI'()CC.~·'lll~ 1i ayinalis fi<'rilmtc i al.~ 1triiclisJionirrnt/P.~ .Momc11t fii1· r/ir iiu .~serc J,ei.~tenlwrnie. « Aréll. f. Klia. 1>. Bd. :.)5, lt'.'ii. :--n,.n-,:, ('it<rto dn l\~J1!'('l'. 'l'r attotr, dPl TluJ)lfl.11 r! Red/1 .~ . n>l. Xl. ;:.;nt' l.lt:. - U.ef'/u·r·clll.!,; .Qur l.ct migt·at-ifm. r/1 '!< tr•.,ti(·ulr·l! (/fili.~ lc8 Jl!'io r·it>OII .r ffl'f)llfll'., rlr III'Jmmi[i:.1·es. « 'l'h. 'foulouse >). J8H:.. Il. r.=-:. T <:s1TT - 'l'mttot.o ui. .-1.natomia. ummw. Vol. Ili , T'nJ·tt! 11. T~·sn 'T. c .lAI.~ liH. - ,ifwtomia toJlllf!Fa/1!'{1.. u l'n. 'J'ip. FAI. 'J'orilW"<' 1>. l!lJ:;, .\lmo~o;~ (!t 'l'EimlLLO~.
TII.J.~t · x. - 'l' ratto/o tf'Aualomiu. lopflfli'Ojicn. l!IIHI. TRJL'OMI. - . 'rt di t/11. ca.~o clinico eli rruin i'"IIIÌ/11111'. L<'7.io n e m :,··•lta <l!:r l' i;!llllt>trn. « ltivlsta ~iclliJ.l.nu 11, n. i, 1911'. 'l'rt.MA!'Xs. - 'l'nt.lfat.o t/i f'(I/(J{orli" ,.,,;,,.,,,..11;<·<' . .:/.liCKf.'llK.\;\DL. r ober· ll(•.s Sl'ltcirlcutort.~a /z ile.~ Ulllll'/tfd/!1 /Il/d ll e: i/H?/111{1f'll .~ lll' ;;,,8,ql' rl'll· T,cf.,te~rheruic. « Arcll . f. Klim. ('hir. '' · Hd. XX. 1S7i. \\' .1u>-:n :n. - t'it:rto <lH \' . U~t'J.."lllf\1111, ~l·H.;GAL',TONI·: lH•:LLI~
1-'W I'HE.
Fi;t. L. ~L·:rJullt> l:rtPt'(J·~:r~it~lh' d(•ll'.r ddntJW. EH1i;.:'r:I7.ÌCJ11\' d ·l \(•,;1 i~:olo) ( ! po-,..!:doni :>~ r t'("(':<sinunwni~· on:np:tt l' dnr;~ntt• l<l sYilupf•t. :-;c• '"'''i<.•llt~ un :nre;.(A) dutornt e l.:t di.,.'(•...::J. s i l·t•rifh~tnv i \' :tl'i J!'l':t tli di rit~uzinnt· r.·sli<~>lar'l.' (lv rn!xne . ili:r<.~t. i n;:;-uiuah>l. - \.'nn:r le J'l('ritow·o-l·:rg-hta le c· """'i l'H pJ><>I'I i " ' ' tl\-<t h·nlo pcrn~uuto in fond.) ;r llo .;;eroto.
Fig. Il. ·- l'rtK:<.'>':s< > Jlt'ri tOili!Q·I·a,g:n:~lt• l·otupld:JIIII'll t~ o \l li ll• t·:tlu e l'llJll'l'l''-<.'11·
la t o &.~hl mente da un <.'Ot'flon~ libro!'.!(>. Fl~e. 111. Pro<:t!::;l'o J)(>J·iit.onoo·\'l r.!!in:ll<• <."()iit~··le~nm<>nte Jl(•n·io . & ~:ontiene li· '"JIIid<> <llt lnO<,!o nllfl forma7.i•me òell'idt"ONJll' tA'>'tiN• lo-ruuklt l:t t'<' (<Omnuknnte; l'?c •··m'tiene un vi~~t"é <lìt luogo flll'ern.la t.e,.tic:olat-e I:OIJ+:t>Jlit;r. :Fig. lV . - l'·t·U(~'>$1> Jl('ritt>ne<r''ngilll.'lle oblltcr:~to 111 dj S<ll)l<l d(>ll tl'~tic"Oio e ()('t il rirna.nente l])ervio e rommùcante ampiamC'lltè rol ca \'O P<.'lriton<':r h·. Può rosi ave t· .lt<l~o ùl formazione d<'tll'id.rocele fullii('U.J.are oomunie:rnt·: <.> tl<•ll'<'t'Jtitr frmicul.nn!. l"~. V. l'rorosao !Jl('rito~-vugiJuriP ()blitNnto :Il <li !><>pt'H d el t+'!-•ti('Q)Q i n rot·•·i!'IP(>udeu?.a dell'orifkio interno o l~et·i tont-a lt:. QuC'stn evn.t lizioue an n tom icn "'IÙ~ Ùl fOI'UlllZÌOOé deJI'Idl'Qce)e fuiJlC'Illam JlOil COUIUIIÌC:IJJW. Fi~. VI. - ~"<> perltQrl.€'0!vnglualc ohlitcrnw in nlto, e <vmuni~:aute in bll.f<· .,.,>colla vagìnnlc Pt'OPI'Ìll del te~ticolo. T1t ~ti mo•l<) può form:11~i l'i~li'O<''('l e frmirolo1C"st.ì!!Ql.u re non comutlJ~ntc. }'i~. V I I. l'nX'('!<."O Jli'J i[nltl:'l>· Ylrgirlfll<' 1·hit1"•' >'oli> in t'I'Jl'l·isiJQtHI('Jw.a dol I'" r ilficio )>t'l'i tom>;rlC' « l n l q 11:111 w ri ><t t·et\(> uH t.r:1 t.tv c·l•t'J'i ;,:poucl4'nh• n l t t~l;!i tto in · -..' HiiUl le ~·,.,-so. 1/id.rQC('!<' ehc si fo1mn in quest'anomnli:r ·Pt'<.'lldc il llt}m(' di blloc ul:at~·. :1 bisn<:cla, •• dèp:,;iùrn () nd <wologio n polvere. l<'Jg. VIJI. - ?W\n(1tta oblit<.'rnzio~~ &>J PrO<>'"'-"'> JW'ritmwo-,·:r~;i.u:th: !<!>I O in NH'· , 1·i~enz.a dell'l)tlfìC'io :ttlilnminale del tmgitto ingouiJtnl~. Citì !l<'U't1uiml IJn for1r\azlone di una foYea infun!loitb uhl·t c ò vestibOlo :.i ern"' infuntlibulitonne (ltnmonè' '''}, che rnJ•PI'E'!;(•ntn Il primo r>asso nE'll:r p:lt.ogen<>si dell'erni!r IIIJ'Uin:rle indlrt!'tQ\. Debbo Ùl tlprodn?.ione (]l quP..&.e tjgtn-e. tratte per gr!m parte d:IIL\nntomia t<>JJOgnlti<'n fl<;l T<"mut-.ln<'Obi, Hll!n. oot"t<.'Sia tl<'ll"e,gr<'gio rrof. (':rrollo.
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OS I'EpALB )ULITAH.F: PlUNCIPALE DIBAHl
Contributo allo studio delle psicosi di guerra p.·r Il dnt.l. Giovanni Piccoli, ct~pitano m<•dico.
Nel non breve servizi{) al Coll€gio medico di Bari, praticando accert.amenti sani tar! ai fin.i dell-a pensione a miJitari già congedati, mi è ac··adulo spe:;so di esaminare individui che fur·ono rifor!11ati durante la ~· uerra. per a.lienazione mentale, ed ho osservato che in essi .spesso siril~vava, dopo qualche &nno-dall'epoca<iella riforma, una si:ndrome diver!:a dailla fonna morbosa psichi ca. per la quale vennero eliminati, oppure presenta.vano scar:,i raliquati di tale inft•rmitit,.o sembr11.vano addirit.tura g uar iti. Questi fatti si prestano a qualrhe bre.ve considerazione ch.e può costiLu ilre un modesto e non del Lutto inut ile cont.ribut,o all'imporl<l.nLe e difficile studio sulle così deUe oc psicosi di guerra " · Durante l'ultima campagna si è constJ.tato con una ccr-L<L frequenza, e ciò è notorio, c he medici di grande va lore, espertissimi nelle scienze frenologiche, hanno commesso vari errori nel giudizio di agnostico su psicopatici reduc.i. dal fronte : qua.ll.'.he voll.a. li hanno dichiarati affetti da d emenza precoce, o da demenza paralitica., e sotto t.ale diagnosi fu rono rilormali: mentre 1poi, dopo qualche lempo questi individui rin&t· vi.-r ono; tal'altra, hanno d,ic.hiarato, .in un wi m o tempo, simulatori d~1li indiv1<iui che presentavano delle silldromi .di vet-e psicosi, i quaLi ·i n seg uito, s'intende, peggiorarono, ~r eu i dovettero essere nuovamente ricoverat-i e ripresi in esame, <> naturalmente esset'e riform!ll i peì· aliena.zione mt>ntale. E' naturale quindi c he sorga subito la d()rnanda del perchè di t&J Jt.i errori di dia!gnosi; specie nei primi tempi, e di tanta .deviazione di giudi 7.io medir.o in persone sì illustri. Il clinico si trova.va forse din.émz.i acerit> forme di psi,;opatia, di altetazioni mentali non conosc iute umpi<l.menl,(·, o per meglio dire, non conosciute int.imamente, nelle ci rcosta nze piti vade ed estese. E fu fatto il quesito, se esiste veeamcnte una f.orma psic~J patìca nuova, manifes.tatasi in guerra. Molti non amrnet.t.ono che vi siano caratterisUche " psicosi di guerra ''. Certmnente, se noi crediamo di trovare ti.pi eli nici nuovi del tutto, sin d rom i carattet•istiche che si differenziano ne Ltamente d alle altre, e che sono fuori <iella comune esperienza di clinica mentale, certamente nulla troveremo. Ciò non di meno si è avuto modo di osservare frequentissimamente fra militari r educi d alla · zona d i guerra alterazioni pskhiche notevolmente definile per la etiologia, e speciJì·che per la figura. complessiva e .per gli esiti e per il traUarnento curativo. Quesi.e furono chiamate "psicosi di guerra". Non è che queste forme psicopatiche siano da considerarsi nuove: nò, perchè già note fin d·a l tempo d i pace; ·però esse assunsero una fisio nomia caratteristica. Le folli~B che si riscontrarono nei redu-ci di !guerra fu rono forme già conosciute dalla patologi.a mentale, P€rò mai s i sono .
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pr·e...~nLate a ·noi cosr numerose, eo:,ì <le-finih!, co~i .acTt'nluate, come du ranl.e l!t guerT<L. Furono si ndrolll'i <'·h e <t Vl'Vano l<t nll'ltUe r'istic.a di verifi -
c.arsi in :=:oggetlj che non a,·cYano mai riwlalo in precedenza .alcun -;E'gno e che forse, ~e non d fosse stata la g11erra, uon Je avr ebbero mai prese~tale, e che an•vano un'apparenza impr·ps-'>iouante v errhè costituite da qua.dri <'linici imporH'IIli, ma che poi, e lflll':-.lo è l'importante e il penrliare, in tempo rPiaLivamente br·ew· si atlRrnrantno e si e m endavan<>
anche. I. - Etiologia dt·lle JJ:,icusi di fJift'Trll. - La ,·ila di guel'l'a 50ltopone il cervello umano a C'On<lizioni sfavore,·o li,:sime t'Ile lur·bano in modo più o meno profondo la fr1nziorw nervostL e psithic.a degli i ndiYi<iui. I faltori principali eh(' genPr<UIO tal! psicosi si pos::;ono ra~trruppare a t re: lo st~ pa.zzo fi:;io-pl'ìic,hiw; ~ l fallore enwtivo; il fattore lussico. 1. Lo .çtrapa;:.o fisio-t>Sicltico. - Chi è ~lato rome lu seriveut.e i n 1ri m·e·t, pu0 fa ~i 1111 r.onretto !':'alto i n torno a.! l a "i la (;h e iYi si conduc:eva. Spe.~n. per r·•t~iollli impre:::.C\indilllli, can rbiava il ritmo della vita. Di notte ~i mangiava, pt:rtlré solo di nollp pnlt>Y<t giuntgere il mnciocon fHzionato p<tr!\rchi(· t>l e prima in loc.alita a rn•tmte P di:4antJ dall e 'Prime Jinee: spe.::;so ~i got'frint la. sc~te, ~ppc· ie :'l' rti r:;talr. I l tu l'nodi sentinella, di pattuglia e di ( 'llf r •t1 spos...:;a.,·a: :'i d c1\'t'\ a a:'pt>llarl' la nott e rX'r sodd i.: fare certi bi:-;otrni ,·Mporal i. 11 fan go d c•lla lriJwPu, l'ulllidiliL , il frt>ddo C'lei ril'OYeri .in inverno; l'afa. il <·aldo, il fl·lorr• iu l'"latc; i uurm•t·o~i parassiti c.h e infast.idivano e impc·<ii,·ano di ripn:;arP: a t•iò !>i uggiunga Ja defìeienza del sonno .ripa,. r·.ctto re. l turni di riposo lll'lll· rPlro,·ie erano sì \gravosi e penosi per le fa.tichP, t'h(' la truppa IJI't>ft>riva lah·olt.a.la vita terribile e pericolo:;a <Iella tr·inc·ea. A tutto questo si unisca il pensier<> d t\i geniLori, dei figli e della c·on~orle lontan i , fm''t' malati, in pr!:'da SPI:I''-0 a <liffìrollà Pro nomkhe. Tutti quP~li falli producevano nell'i·nùi,·i duo un <':"nuri m ento delle c<>n<lizioni fisiche e dt'll e facoltà ps ic hichc. 2. Jl /allort• ''motivo. - La conlirrua PSposizione al lircJ dt>IIL· arti~dierie e d elle bombarne c d eiiP. bomb~> di aeroplano, il 11011 p oler::.i muovere senza e~<sserC IJll'ùSi di rli.ir.;ul al fll('iiP dr! la ~€'nLin(' ]la nemica, ,il passare continuamente solto il liro d ella milragl ialrit'P p<'r r ecarsi da un posto ad un allro, per· n1•c·rssilit <: JICr r>seguire dt•!di orrlini: lo stesse, rull'lt>N' fragoroso d ei proiPlli li , s p~c.i o d1•,i tgrossi ('<tili]}ri, r Ile scoppiava1ro, e lo sconvol~!mento dt'liP trin<'..ef' colpite dai proiettili. Il f<'rimento e la morte dei vicini, dei r·ompa~ni o amie.i e.anssimi: r ciò JrPl periodo d i (!<Ùma, •di tr0gua. Ne.J giorno d ol combntlirnl•n to poi. il I ~Htllbard a.mento inc.esf.ante che ~balordi va l'a~~osri~a a.ltP,;n. dc!l'<l rdint' di ~an.ciarsi all'a&:;a.ìto, l'us1·ita dalla trrncea, la corsa. frenwhonda, la sosta soLto il fi ~· hiare d elle p;:~llot.L<>Ie, lra lo scoppio fr<V~Ot'(J:::o df'i proiellil!i d i ogni calibro, la lolta per il pos.<;esso d <'lla po::.izionr n<'mira, la Yista. e il la mento d ei feriti c.he inVO<'a\·ano soc<:or-.:.o, lo ~ J lt'Unrolo m<H:ahro d e i. ca<l<tVl~r·i mulirati . Sono quPsti i fattori Pll't)li,·i clll' <;r uolHano e tìaccaYHno la fibr·a nenosa. 3. 1l fat torr• to ssico. - L'uko<JI n : 11j ··onstllnat.o oll.re misu-ra :-.otto forma di "ino e di liquori: P be11 lo ~ar111o i nn:;tri vivandieri, ch t> <l<'cumnlnrono. c·on quP-"IO ~enE>rP di ,·pndr tn. <i<•lll, \ ' ('J"t' ri<·clwzzP. ~1oltis -
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.s imi a!:ilt:m'i diventJN'O bevit.oni. l ·noltre il lab<tn.'o el'a ('Onsumalo in rn,a.g.~ior quantità. dell'usuale: molti, che er·1wo r efrattari al fumare, con-
Lra.c;sem i:n zena di guerra. tale vizio e divennero impe-nitenti fumatori . .~i aggiungano le infezioni e le lesioni a1·.ute e cronich e dei va.r·i visceri; o·he Se nnn davano sintomi O clisttn-bi appariscenti, J)'&SS<IV<mO &pt"SSO inos..::.PrYale e sopportate per lliO!rO tpmpo, intos5it.a.ndo .\'orga·ni,mo. Quc:-;t.i tre fallo r·i, non opert•. no ~e parat.ament~. ma assiem e, ed & diffìr.ile Io sc.everart> quali agiscono in ma12•gior misura e quali in mjsur·a minore. E tutti, direttame.nte o iffdi.rettamt"n.te, portanò un J)(• rturbam\>nto d1e inftui s{:e potente.mente .su.ll<t ftf'flzj onalitù del.le rPJJnle cel
.
n •brali.
·
I l. - SindrlYI}I'i. in ra1J1Jt1rto ai (attori .w t'.~ posl i . - In n~p<J>Ori0 ai Lre fattori su menzionati, SJi svolgono p ec ·uliari ~indromi ne uro-psichiche. P er sol ito, quando predomina lo strapu;~,zo tì~io-psi c.hi• ·n, si deter:rrni nano nel soggelt<> fatti a.c;teni('i wn episodi rh " st,ati sognant-i » vaghi, fenomeni st.uporosi. 1.1 f<t:ttore tossko è p i u\.~}::;lo irrit.ativo , an ·entua il Lato fan.tasmagvrico d t>i sogni e d ei d el'ri , atTt>nlua l e a lludmtzio ni su fonrlo d i ottusità rn P.nla.l<>; è t.<tu=--a d pi rleliri éLIIucinaLori. li frattore em o1i\'O provoca tnt:!. i i f enomeni .inerenti a l hL (·moti vitù dep ressiva e paurosa. lll. Ti7Ji d i prNIi spo.,•i ZÙI'I/ 6' iud ivi d ualt• . . - i'' ('osfitu:iOT/1' psico1~t'1•ra~fc·1iÌCa. E s is t.ono se m-a tlubhio delle t ,araUeristidte individuali di 11redisp o::oiZiOIJ{', ~·.>ro ndo il Dupré, i.l lipo w~d i:;pl) ;-:[o a r; sf:ntire forte.menl(' ·lo strapazzo tbio-ps i('hieo sarebbe l 'ord i·n a.rio p:>Ì<'O-n€Vl'astenJ~:o. Q u esti è dominat.(). dal ~e n:-o pr> n o~o d·i fati~·a, fac i l m ~·ntt> s i esaurisc~ . ~·i11. n~llo sfonA> fi s iw cJw. in quello intc llettu ai~ e presenta quindi c.efa.loo , 1 rtSOnni.a,
astenia generale, dii stur bj d1gffiti!V'i e eonsdgut?nte dimag>rament() : si nota inoltre pal.pitw.i one di r uore, iJ)<'I·"f) frer]t tt•niE> t·on bus..:;a ien"'iOrH'; <tnche la l.{:tnperatnra ~ m e no ~·lcv<Lt.a. Tutt.i o moliissi·rnli tnde vi<" e nd e d d !a. g lternt. pos-sono fia.cTar;:;i per i l ;oupcrlavor o, es:::.P.r't? ~h-.gli t•::Hwr·iti e rt>si inc.t.d.at.ti .a C0ordinalf' azioni, ma. la psiclte r·imane inte~r.a. Vi sono i rw ecP alo·t~ni, · di r ui hn testk pal'lat.o, ~he ~nsierne alle nQtt? di affa.tiotm<'nto psi<:o-r.ervoso, hanno quak.he <·o~ i n Sfo di "t ·o:;liluziomtle >>, p€'1' CliÌ r1t'J <'ilE' ~~llll'ili SOIIO in ))fl'dH éL di8-f.JII ilibr io psichi·r.o. '.!:' Costitu:.iont• 1'/llOfiv a. - J w ggetti a ('(),;liluz.ione emotiva ')()f i O <lominati daiJu. ri.flessività ner-vQ~ e dalla gt·and e inlpre»:;lOnaJJil i tit morale. Essi prtsentano delle stigmate neuro-psi<'.hiche, quali: riflessi tanei t? tendinei esagerati, iper~tesie sensot·iali, iperestesie cutanee, topalgie, dermografì5mo pronto e pers i.sl.enle, fO'lte impu•Lso ca.rdia,·o, polso
cu-
fn•quente, teso; disturbi delle se~;rezioni organi<:he (sa.livazionc abbondan.fR, s udor i prof usi), tremori, spas m: , li c, i rwert.ezze d ej mo,~me-nti, talvolta andatura spasti:<.·.a.. Per solito sono di umor e tri ste , e 'se qualche volLa sono allegri, ta:le stat.o è p<L.:;~eg1ge ro. Tal volta S()no esp~Ln5ivi, Lalvolt.a ~no racchius i in sè stessi; presentano in una parola (Jtttl l !a t" h e si !">wl ,·hramarc cc affetL1viti1. ciclotimic a. " · J m~re~sionabilissi.mi, r.adono spesso .irt <·risi di ungOSI·ia c.h e talvolta t' trH.n ~ll.orta , episodica, t.alvoiLa in<ve<>e la cr·is i è intima, cent.rale. Gli of'·rw 1ttV I, rlal lnlo SO<'<inle, in t'apporto con gl i altri nomini, sono timidi -
E/t·nrnn't rU tn"lirfta(l mililrtrl'. . -
r"~n!;C. T l •
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.\1.1.0 :<'rt ' IJI(l I». I.U: !'Sif'il><l IJl
C:r f:l!ll.\
ct'ul'dinario. Pre::-entano ::;pesso fenom eni fbio-J)sichici simiU a quelli di'lla paura: faA.~i·li arros.....;amenti nel volto, Lachicardia con senso di ambasc-ia alla regione precordiale, esitazione di contegno, di pensieiX>, d-i azione. Essi sono d egli iper:;ensitivi in genere e possono e~Bere s-imvaletici quand!o si .affidano e si confidàtlò ·negli a.J.tr:i, o parano.idi CJllél n<i 0 ch-iusi in sè. diffid-ano d egli wH=~·i. Il lato poi manchevole in ~i , l.:. nel dim~nuito pol..ere della volontà: sono degli i(pobulici. 3• Costitu.::.ionc cvn..prcdisposizion c all'intossicamt•J1.to. - E' diffit-iJ L•, anu è impossibi.le slubili·re, s L;tndo at.le cognizioni atlu.ali, le c.a.r :ltlen s liche indi,·iduuli di predispos izione ai fatti tossici. :Molti non lo alff'rmano . E ' fuor di dubbio pcl'ù, e la dinica lo dimO\Slra, com •! "'siano tlei.cf'l'Y,el•li c.he res istono pi'ù o meno alle into:ss icazioni. E' noLor'iò che duranlt> un ac-ces::o febbrile ad una data le.npemtt1 ra. non Lutti d elii'ano, e se i l d elirio s.i pr-esenta, è a. fOT~ma più o m e no accentuala a seconda d egli i'T Idividui. Non lutti I"é<l.giscono allo slesso modo a i toss.ici come l'alcool, iL tabacco, e ai vari farmaci . M entre <Ù CU~I<t sopportano St:rlza an-t•rli rl"' nessu n senw di e·bbrezza, g randi fJH<LnliLù di alcool , aJl.ri invcrc, da .pil;cole dosi, n e r i:>e.nLono sui:Jito l'effel.lo inebriitnte. Vi son0 dt-!gli j ndividui ell e non sono rittsc.ili ml[l.i :lÙ assuefarsi a funHn·t> ce ri-t• ~ 1wr: i e di tnbat(.'O a forte co nt·e nu to nit'olinico IK~r i sinton1i violenli di <WV(;'lenamPnlo clte ne risentono; rrt<)lti a.lll·i pronmo invece unn sensazione piaceYolp. l V . L'insla!Jilità nn>r~ lrtle. - L(;' conclizion i che si verifinmo cost anl-t'me nte ' nell11 vik't d i g uena, qual i le -inLossintzioni (nl iment.al'i, balteri·c he), le emozioni tgra.vi, e il su perlavoro, tu rbano nella ma.gg-ior ]:»! t'L P d t'gli individui il sist-e ma nen·oso, ma n on le aLt.ivi là psiclliohe . l n alculli invece, quei fattori sono causa. di quelloslaLo (~ho i clini,·i chiam an o" in~ l abi l i lit men tale» , nel quale i poler.i superiorj <..Id ruz.ioçin io e d1·lla vcJontit si sono ind eboliti, sono li evemente oscil lanti , deprest;i e. da lht ~ fent isLintiro-senLimentale sorgono espl.ica21ioni psir.h iche n: !l omaliche, d i;;ordi nat.e, per ctJi il contegno dell'ind ividuo ·è mal siruro e iJ t-<tra.Uert' m ul-<'vole, eon lraddilor1o. P erò Jn questi, p er soli Lo, oH re a ll'esamimenu' çerebntl e e alla d epressionc del! e facollit s u pe ri ori 1)Sid1iche, all'i n fuori di quakhe faLLo au!-l)ll1JU.liro di e:-triu<.;ecar-ion·e intema. (' hE' quak h e YOil..:.t può selguire, null'a.llt·o si ·deLen11ina <.' i ft.>nom eni sono fu~aci. Molti uomini d' intellello e di animo rlevato, m ediante il sen tim er1tn d el dovere, o il senso del la responsabi liLit, posso·no riusci1'e a dominar>t> tale iHstabilità. Ma in certi indi vidui anormaJi e neu1·osici, l'insla.bilitit m entale è più acce.ntuata, compiuL3., tipica.. In generale pr·eclis posli al ht psicosi di g uerraso·notulti i neuroski, i quali presentcwo in fo11do delloJ " <leviazion·i cara.t.terisLì>C11e di sv iluppo psichico individuotlt' )) _ In es~i. :::.oLt.o l'azione dei diversi fattori della vita bellica, s i d eterminano, oltrtc.h e d elle w re insiabilìtà, spesso ò ei veri accessi confu sionali . Gli ps iconeurastenici e gl i individui a ~ ·<tra lt-ere. ansioso emotiYO, ell o sono nevros ici , s ia gli uni elle g;ll altri, t:.n.dd ero ·difatti facilmen te irt d i· SOI'dmi psic.hid diJI"iLTlte l.a guerra. Sembra eh~ essi s ia no i p iù w~>di s pos li al le ps icosi di g11en ·a, le quali si esplic-ano ron O'indromi c...wat.t ~> risliche in cui s i a; ,c.entu<.~.no maggiot·Jnc>nle c in ftmna tn<1t'!Josa i eara llcri pal-ologic i ch e le disling-uon~J.
\·. Sindromi delle p.>icosi di guerra. - Lo p·sico- n•;uta&t~rlivo è un r<u·atLere instabile '})Cr natura; S()U.O l'azion e dell'affaticamwto, d ellE' emo:!inni e dei fa.tt.ori tossic;i, tale instabilità <tUmenta, si aglgr ava. ln ~ssu. ffomina il senso di astenia, .preoceupuzi.oni i·poc;ondriache Pd interpreta 1~ proprie ~E'nsJZioni interne con caratteri paurosi stran.i. Nello psica::lenico originario costituziona-1~ si nota disquihbrio più che astenia; in quello di guerra, invece, pr€'domimt l'astenia, l'abbattimento. L'an~:oso emotivo possiede una sensibilità esagerata, inquiekL con i poteri vol itivi d eboli di fronte a l<Lnta impressionabilità d i ani:rno. E' diffìc i l~ disting-uere i t:•pi s u d ~>sc rit l i solto lP comuni folli e di gu»na. Sot.to l'azione d egli stimoli patogeni della v ila b<•llìca si ù el~rmi n uno i n tali j.ndividui forme di insLahili'liL menta le o addiriLLu.r a la Slind romc confusionale nei snoi molte plici o ulteriori svilu ppi c.on !grande varietà dei quad ri ps ico-morbo:-i ed anormali. Si o~ser.1ano quindi arrc~li , st.upnr i d1 appr,renza amenziale, ovvero indebol im enti men!.<tli ch e fanno credPrC' l'individ uo affetto da demenza prerot.:e o par alitica. In altri t'a.c;i si in1.->,c:rarono d{:(iri tnollt' plJ<'i C\ d 'n't'SÌ . S,i Vl' l'Ìfì (iU'f): :O, Sl)E'rie nei lJI'ill1i tempi , sindrom i di ps!c\lSi ler rifica., il rui c·onl.eJJ riLo psichito t 'l'H dab da f'pi.:;cdi, impressioni di gL"~ 'Ta . Quest-e ultime for·m e si manife:.:.larono più freCJuenle rnt•ll le lll·Jla. guerra. libica; mentre in questa u l tin~<t, p r e-domi nar ono le fn rmc eliane-::to, lo s tupor e. Ciò fQrse a t:·<W:~a df.'liP fol'ti inlt>n"e emozioni (~c·•·ppi di g-ro:s;i c-alibri , di bOt!1harde) che si verific.u·ono in qucsL<.t tguena 1110Jicliult>; m entre in qnt>Mn. libica pr(•dominava nei milik'lri un in cubo paur0'$o ; y·e,ra iL Li.nHII'e d ell 'i nsidia., della sor.presa. in mezzo <tl l 'oasi o acl de&erlo, il terrore di rim~~nere, s pt' cic se ferito, n<'ll e mani dci beduini ·i·nnmani e farwti ci. prr cui questo preoccupante st:!lo di arrimo pl'OÒIICP.\'a d cll t· " ,,.,,,.rù·s allucinlftorir• terrifi che " . 1· n a e!tratl.erisLil'a di que:.:.l\> psicosi di guerra, co me g.iù bo acn n nato , e c he p:;~e eostituiswr11.1 più ehe alt.ro delle s indt'Omi, dei qua.dri, rh•gli episodi, anzichè d el le vpr·e folLie conre si o..·~.servano in 1Nnpu ùi pace, specie nelle forme 0befreniohe o P<.tretnoidi o confusionali; erano transitorie : di fatti i.n un k 'm po piutloslo brPve !:>i aLLenuavano t'd <utdw :;i t>mendavano. Nelle p e r i'()ll\' inLPiirtluali, com~ s i è veduto, Jir erlomi navano CJun,dri dep1·essivi di lri:;ll•aa, cti S<'Onfcwlo; negli i ndl\·ictui in coni, invece, ·Ì fenomen i J)SCUdO·I'OllfU:;ionali. Yi è un concetto di psichiatria gener{l.le, che aFsurge orm ai ad nssiama, ed è che non si divent.a folli compiuti senza prep~Lr<.tzione lunga, biolo~ica, ossia senza prt-d i ~po~ir.ione. La v it<L bellica è stimolo, non elemento generalot·e di fnllia. Solo qu~t!che volt.a i n speciali c·unctizioni p uò eg:::c1·c fat.tm·e e slimolo in:::i enw . L a Yila. di guena dunque' snidet·ebbe alcune predisposizir~ni, pee cui sf:'nza di e:::sa, molti sog~getti ch epr-ima non avC\' ano 'PI'Cscntal.i d isLurbi evidenti, molto probahilme.ntcnonne a.v1·ebbero meli avu ti, n.lmenç> in modo così()hiaro, se non ci fOS5C stata la gnNta. Molti di que:-ti folli si rilt>\·ano nei grand i soonvolgi 1nenti o bellioi o sociali (tivoluzioni, :>ommosse) , 9 naturali (tm·rrmClti, nubi frhf!l, ·naufragi , eruzioni vuk;tui ehe, ect .). Lu g-uura i' perriò un forte re.aUivo per le co;;tituzio!li neuropsichi dJC', prn,·rx·.ando lo S({ni1ibr1io dt•i :;i :::h>rni in"lr1hi li. Dagli p~ ic · opal i r i rll
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·~:-11 e rra !'i dPvnno dis tinguere i snsrgetti purlali a forme ve.su.nidtt·, l'ius:::idw, com e mani e, l ip~ mani e, foll ie d r·rolrtr i, paranoie, d emem-.e pr·imitiYl' , el'r ., t!ei quali liL vit•~ di g uerr·a fu unq. <: att~a Oll·a::·io naie d etem tirt<t.nl(• perdtè l tt fo iUa in e:=:;1 era g1ir prdo l'll :.a! .l : e in <.ssi la foll ia è •p ·a.ve, stabi le, m e n ll't' n egl i pSil·opa.lit·i d.i glH'l'l'a e di breve d u rat.a , ~>er dtè •.' l lH!;t dab;l ~ . In questi non v-i f> spe~Z<llo o rwn·•·rllt•l c-;·avemenle ogn.i
leg-11.me .r..on l'arnbie nlr. morale e:;terno : e.~si .sono su~l'e tt.ibili di emendamento ntPr:li-unt e qllel!.li ter a.!ria. nti', iona lt>, di cui è fautore convi11lo
Pao!o Du J.;u:~ . Nell'esatll'iJlUl'E' al Col l egio medi('.O qu e~ti ex mi ~ i ta ri g iit rifo rma ~i pN· ma lattie mf'nLali, 'mi t1 O< ·~ ·nrs•> d i rr.n.st.a tare elle aku ni di essi i l flluli !'11ronn gi;\ g iudicati afff'lli .da dt>-mt·nza pr ec.u.·e , in seau ilo poi g uaJ'Ìrono. Doveva tra ttarsi cer·tamc nt.e, cnme l'esp eri ~? rw,a ha poi dim ostrato, di una .pseudo-de m e nza. preeo('e, i rn pos:>ibil l' fnr-se a diffe r·e r1Z i<~1·e dut·.antf: Jn. fa:-;{' :.:h!ic.a. La pseLtdo-demenzn. si disting~l (> oallu \ '(! 1' :1 dt·lltenza !Jl'tlI'OCP , percht' m entre qttesl,a i> irwn·,;· n:iahil e o quasi, quella invece s i 1t> ! :H,•:n·a più o m eno !'nmpletamenl('. E~:l:t dt•n~ t·:OnS:dera r·:.;i nel·! e :;ue rr.t: lle l' lici ,. ar i t•lù r n rnp una ver<L psi t'n3i di g uen a , JH'rT hè :;u L fondo di un.a d i feLto:;:a {' O~l ituzi ort t> c·.en•bntle, t·au:-;e uffatieanli , t.nssiclw erl Prno7,in ni viol Pnte, indurendo fonw , rl ~i }Wrl u rl;amc rrli f unzimt<t.li nelle g l:wduiE' end~J<' ri rte, p r oduro r:v quadr.i '-C hizofrenit i HLr i in c ui predominano, pe.r lo p:ir, forme di ar-re..:;to, o ad ~ppar·~~ n.z·o '{:Oilfltsi.onale, ma di natum t rnn s itOJ·i!~, l H'I'duranti pr<llrahi l:rwn! e (}{'r tullu il t.f'mpo in r·t li agi;wono q u ,•lll:' ea u ~e inln!-.,;.ir.anli. l {')."ii·Op•:tl!r· i di ~uerra . !~>Ili adunqu e dal!'arnh iPntP tel!il'o, e d~L qu ello mili t.al''L' in gener e, ritor·nnli <.tl !a Yita lnlllf[Uillu pt'eS>3U le IMO r... m~gli e,
or ;l::; !iOI'il.llO ~· guar1-:'I'OtHJ . . Cusi (filando ctopo q tr.al..tw anno, ,·er!30 11o ::ottnpo:;ti a ri~·hi<>;; fa d e ll ~> lol'o f<trnigl i e a vi;;i l<t co!1e~.ia.\t> ai fini della pensione, non ~ i tro vano pi'ù, a!meno in ~nut pa.rlP di e;;::;i, wn•i ;:; i nto m~ (·ile !'u r·atle l'Ì'l..UUlO la forma mor·bos1:1. p·;;iç.tJi,·a pc•r ~a qua.[{' V!' rtn er o r-i formati . f'I) OO abbastanza luddi , aUe nl·i. bPtH~ orientali nel tempo e nell o spaz io, non presf>-.Jltan~:> i dee detinwt.i in <tLto o d :!'ttri'IJi s!•n:mr i.a li , r ispondono t•·;,atla.ment.e <tli P cioman(l e l'!w gl i :'ii r·i,•oignno . P rrò Len end()Ji in osservazio rw pPr qu :tlcla• l(··rnpn. H·rutandoli atLoutameiJle nel loro inlimo, rsarnin;u1d o il Jqru t·ont:•_g-no , chiedendo info rn~ azi1w i :;nl lor() modo d i c·u•nrlott a rs: in fam iglia, in :;ocielit, s ulla loro uLlivitù al lavo r o, noi ritroviarnn in es.;i qua ~ i ::;:• niJH'C' quakhe t·e1i rpwto p:'T~t.hi.co d ell.a pr-egr·f':,;:a fOJ'rtHt m orhos;J,, cptCikhe L~· ve d cfìril mental e, qu~! liJ s.pe;·rale s lat.o tf .in slal>i l itit rll~n l<ll e . Si ri Jev.a in e."si per solit.o 1111" r·•>Sl iluzione psi eo- rw,·,·u.-.;Lt>.llica o <u t.;iosn-em l'tiYa., costituzione che .l'ebbero ~t·mpre a11che prima d~Ha guer r·a, perchè ine r t.>n l e a.lla loro ual·UI'<.I, (( t.:<Intunqne ili forma J)(l('.o .a{':Ce lltlra l<L. Certamente tali individui ricadrehher'O se fossero riportati, s pecie. se improv•·i:-:.amenLe, nell'amlJiente dt>.lla vi L.a gtH•r-resca. VI. Sinmlato~ri. - Akuni rnt:>rli c.i eg n'P"i, ppr un preeorwL\Uo gi ~l i11 (·:'SÌ form.ato, r·ad ioi: aLo, Gl'Cdono l'Ile qlH'"Li indi vidui gu ariti o a pparenteJllt>nte gn:lll·i t i, fur·on o tutti clei :;irnulnl ori . 11 simlll<llor e, è or·mai asso-
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dal.-;, è rm individuo dalla tll'r;;oualitiL in:>labile: cl_·orrdina r:i o i' ~m. dcfidenle m01·ale o un a.mont.:e. E' ,;;lato dimoAraLo l'e:-;r s L~·nza. rn l:'::i3r dr u11a costil! rzione de!genenttiva palùl<>gicu . . . . . . I folJi , co·me a tutt.i è nolo, hanno un a re:;tslen7.a,tucredth:le a dl l!:iuni nrol Ll ll•oO'U.li.. a ~ O'f'idm·e' a tenere delle posizioni i·ncom-t.de : ebben e. ..... p qnakhe ~imu latore è riu scito éld imital'e perfe ll•tmentc tullo que:;;to; c da. considerare pet ò •· h e per costor o riai ~im.ul are a l i'P::~er fol le è bl'eYP i: pa:>.;.o. Come è ri :-.apll~o del re:>ll) d1e g li :;lessi f?lli ' sim~I\ano ~pl'ssi;o; simo: si n.•d(~no :::ani di menLt>, e si•n llulano d<'gh allt--gg1anwnlr, e un conlernw c he trfdono J}.3ii'Opatif·o, e <:iò n :;o·O·JJO d! loro dif&:;a.
( si·nuu lalori devono adunque ritenersi d ~'gl i psi~' Ol)alit·i vpr·i e rwo_pr :i. T a l vdl'(t è an·atiuln che una ll>na.c ·~ prt>~-rn lt.<t si mul-azione •·ondu Ce:""·l' <L \' N'a fo!:ia . Ho vectu tn , qua.nrl'ero in p·u·i~tiun .ia irt Austria, <tleuni uffkia!i c· h : ebbe10 'a·~ -;· s; ~wza di ~i m,tlMe. pe r .. nl!g lt i nwsi uno st-aln di r><lzz;:,, ri u~ce n do ul:o ~: ·o po Jll'efi-:<::o eli r1mp a lri <Lre C'O rm• invalidi: f\l<i. ct al !ore· a~;H.: llo, dar ~c r o ··orltPgno anc he •·ou anriri i ntimi pnl'Vali, dal m ndc d i t·o rnpcrìu r~r H ill' lr ~ do p.) i! r itn r rro in J;:dr·ia, ho buona. r.tgiOJII~ d i ;·reden-. l'Ile qual u rno clr t->.-;s: el'l\ di\'enulu f olle da\'\'MO. Ciò si :;Jiièg<f ~t mnwll .: nrt.J in quE'::Li ultim i una vem e g r·avf' prt•di:;Jl{ISiziunE', w·(·.en lu~tla da lla vil.a di guer nt p rima, C Qllt>.l la flcl~.;t pri~ion ia in Sflgllilo: •- pr r quella spt>e:e eli ur~t o~tli,? ,!!; L':;.Lion e, che r olrl'l>be clt ia n liw~.i com e I.Jen disse qua.khe a utore " autoinloss icazicm e l k>icllio·.a "• fl't:e il r e.-;!1>.' :'Ilo n si df'vc·no ronf\) nrie r·e questi ~imul.at~.> J'i , ..tre sono di'i \' 1'ri malati ).Sil'i iÌCÌ, dagli ttltri che S.i IJOSSVOO ch ia.lnél'J"C, per dislinguel'li r!n quelli, " voi~·ILI' i $Ji mu!;lllìri " ~;: clw L1 r ~Li lr a.nnn vedu~Q, sp•·rif' dttrarrlt: la ~ .rr.'rT:t, compi eri:' alti viulent i in r>u bb!,it·o, r·umper-e spt>rchì e n•tr i r•·~ dt'i raffè ne!l(~ ore più freqitt.:nie, o mo:'trarsi i~·t llldi pnr lP \' ie prìr 11 } fl1 : a f t• . l'\nn (> ,d iftir·i](! St:O!JI'ÌI'E: Ìll o'OS[OI'O l<t s: 1111ili1ZÌ (P: H", Hgf'tHiO IJS'iÌ i n modo g ro::;solano. Essi sono òa r-i t en e r~ i d ci bric{·on i ·su fondu '' •n•1 r·a~t· . Dtll·antf' il tc•rnpo pa:sttlo <d Co !ll:'gio mtJdit-o ho rnll:'l.a l ntn l•tlvolta ('he 1praldw militare e<mgedalo, che HVE'Vit tra:-:cùrso tutto il tempo dellu. \'Ìta miUa.re in zo11a di gu !'rr<L !'t:llztt dart' mui segni eYidt>11li .d'i puzzia, d opo il ('(yJgl·damenlo divenr>e l'ollt·, e hL ftJ<ll ia vt•n rre r ealrncnlt> J' Ìrnno:=c,iut:t dal D ir t'llo r·e d el ma nict•mio in cu i fu rinc.hiuso . P e r sol ito sr tra t tuv.a di frenosi manial't•-clt>prL'S...;iva, e di CJlr:tk h e forma d'i Jl<LI'il · n rtin. Si vede. rhe la vita. tu.nH rltu <J::'a di g ue11'n arTeslò, inibì lo ;;v{):t_.::;t>r:'i di qui?lle tre n o~i. Gii\ si sape \·a. eh~ fm ·rne nHLn Ìi.l <'o-d PJl!'P-3.:;in.' e tJ-al'ilIIOil· lw hanno un'orig ine t:ostibu zio na.ll', d el ,·a.us<t r ,·rnota: il rapifld ,;np raggillnger e d ellt> Yict-n-cle di g uerTa. norr h a la eapat:ilà g-f'nl'Um di ~:r:' r ilitre, svolger e! tali fbr m E> di f r enosi . L a vita di sg uerra irwece rende rvi dl"nli, <'l !'C:: I\'I'U i t•a..;i lalt•lfLi di d~· nwn7Al. .rre•·Ot'l?, di clem enza para l il i·l:a, cti dern•~llt:it arl r ri o-:>t · l ~>rolien, dr_(\ JHle~:-;ut psidtint. Di falli qut-!..'> l-ù formL>, <·om e r·i;;uli a dal lf' ,·ari(· stor it· t'lt•n dr ~ ~- ~1 e h o •· on suJ t~tto, s.i sve!·aron.o ra.J1idum('r :tl:', 1~o n ilJlJ :·~·na clw i =' L~:rgetl t ::1 Lnwar on-o ner· q ua k he trm~>O StJilo l'azione eli qut->i falt<>ri d e11-;L "i l<L d: gli e rT <t. d i c.u i ho gih d i ffu sa m t· n LI· parla t o.
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Rivista di tecnica e servizio sanitario militare Nit•r!roo i : :u;tu1t(• dt•ilr •'< 11(1/(' t/ i ·' t/.lttlà mi/ilnr<· in Fntttciu. Il t'l'dut:.t1111'111 •• •lP!:!'Ii uftìl'iali m.t•dit·i (· f:11111:1ci><f'i in F ·Jnll<·i:t i· "t:lto t't'<:<!nte nwnt(• rlot'1."lt11Ììr.7.<1l•) e•'lll ~tlt•uul ~lt'<~t·1·ti Jll'(•-;i{i(!!lzi:t lì , .lì ('\lÌ l 'il:kmiat•to lltile f:ll't' llU bl'c\'e rUI Ss nuttJ. l' t"'"'-'1,(' In ftt <--<>llù utista tli Jlwdicina e f11 ttl ll<~l'i•t di J.i,Hit! i· isLituitu una &uoi>t tli ::,':.lttiti'l 'Jtl.ilÌUtl'é, Cllt• h!l ])('!' i!<t•)pf) <li 1'1 '<:1111':1l'e ! IIWtlid t! f~t·J•JmtCil-1'i U<l!l' J'esi~J'(•i t<~, di roilahotr<Jrt: all'iliS<'~Il:llll<'ntt• tl·<·ni<·o <h•A"II :llliPY i ultk!al i <· d:tl l: Htl t<-<>1i lUl'edu<·:t~r.i(>Ite fisit·:t e n tlli b ll'l'. (Bi :lllit•,·i wuo a ttJJth•ssi :t dett~• &.·twla :1 mezr.o di un t·on<:o r :-:o -.! ;.: iudi<1tli da unu ('vllltiiÌ "'-"ion<• <">"ll llituttrict•, eot.nq"-"':t"l tli ufflcltt li uwdi c ! \' t'IHHIU•·i<;ti , . tlJ JII"Hfi'S."'I'i ò.e-IIJi fa<~•ltil IIH'tllt-:t () di. 1\ ll'IllflciU: ·!.~; s1 Obùli ;.!':lllO -<li ~~,;;sulllf..'.J'e il :servizitl jl\'l' ~-; n.m1i , ~~·t·:b1J I()Ildt.>n ti agli a 1111i llUl\'\o!t~lt.:.t ri. Otii>Jin to .il <llp.lvn1;1 in Hll'•li<'i n a o iu l'armnda, gli allievi suuv uou1in:1ti medici •) J';ll'IIUldi<tl aìutnntì •JruJI'g'iuri di :.!• das:;t• !'d hnnno l' .. l}hlko di ptvst.un~ 9li(.'(.'eSl<i\'anwntt• l llt anno di ~·n· izio JH'O.'~.-;o O."J'>t'<vlll militiii'Ì " ,:a lp tullit;~t·i, ~lllllt'l'-'I'Ì 11 t<l:lhìltill(•:tl i !<>Utital'i mi>-ti. it, d1tù ~<·tti •li F;woltit m,l«lit-IH· " 1li ,;.·n o le !<H]ll't'iòri tl t fiii'I1U11'i:l . tlltim:llo •Pt • ·-~tv 111 r iod10. ;:li nf'!kia l! .'llll<: indHI i :d In l'I 'II<IVI di :t1•JJ1 it·aziou• • ti ; ><ltnitit milita.Jv di \'111 d t• <:1·it1·1• in l':ll'ig-i st>~t:t.'alt r i h<:lllli, l' la lo1·v an7.blnitit ~·iene st.:1 h ilita tl a lt.L (']a ,..:ifl<·azi<>l't' liualt· riJ I"I'LIIa ul lt:tmlne tlpl ('I)J':~o }>J't'S.'l' t ;lléSÌ;t ,;;(IW):l: i t·:tndid:ttì •li•·hi:lt!lli !' 1111 ld<>)ti'Ì 'HH!O tUI<I!1'1 :·> ·ttl tÌ<~I ' ;y;z i" nt.tiYu. E' d:1 nolar'li J)('l'<'• d1c gli ullit:Yi sono obbli.; rnti a fr·cqurutt.tl'C dfettinllneute Jò!'e~""'' la l'<·u<)l:t t!i s:tnit:'1 miilh11~· di l ,ion<> snlt :~ul<> ::li llltiuti <LIH: :umi, durante l quali :«Ht.) ilmn:lh·iN>lnti ltt>ll'ull imo hit•tlltÌ<1 d:-lt.t F,u~JII il Jlll'dlt·lt e di flll'llll\\'i:t di IA <>th ' . u u~·n t l'' gli nulli pJ~'\1~!t'llt i "' .."'·"" '~<• t·f•tlìdi Ì'"I'Ii J•l'l'"'"o qlutl>-i:••:>l fu<-<>ltìt. 1'1JO:\nP rv lo :l .!:')!l"e~\tJ fH'I.'SSI) h• SI'7-Ì<;IIÌ 11i Ìllfl'l'l llt'I'Ì;t dd ")ITÌ '1f ..lll<!t•JLtl.? ( 1() l'J.M.l U11l i'JH;Itll : ili o;.!'lli l 'll~.ro . .!:'li ;l li Ìl'\'i .SOJII} IJOII Iill:tii i'o)rt llt'fii'Ì:tfi dopi\ i l j>I'Ì'lllll :Jihli() di ~ro r·,. i:~. .i u •
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il risCllldlUU.ento d<'lle :unbul11.n v,e. 2l va..mir>n pc,. ~ttr.rilizza:ione· tipo 1~11 : i.• più lf:gglero del lH~~·~dc u ll' : couiD•·ende una f..--n ldniil Fi~ld. un autoéhtYC ori:t.mnbll<', du e nuUX'.bl'i ,-e1·tl.-:a li. (!('i quali uno adopernto offl}e<:i:tlrue nl;(> r:-cr In ...,1'Pri li7.zn7..iorre <lclJ'a('(tua çt 1-14• . ùuP pit'~oli ebollitori a ;npo.re. e un g-mntlc •' '-"•lliton• gjtunto aJl'e:-:terno tll!lht YCttum. dut: &t<'l'llizz,'ltr!d Poupln'l>l llCI' IH •li~inf~ll:t.ionc (legli strumenti a tl'.llll>~ratu rn tra It)Ou P :_1{)(1<>. nn n rm ndio ~ll<ùt-binuc ·lH·ri:l {'011 rii'Cll.ldameutv a Y:tiJIOI't'. Questo <"Mnio u di nutg-gi<lre rendim('nto e pirr pt•rft':t.lorulto, ha bisogno di urut piò attenta 1nanuteozi(lJW, :l) C:t1111io11 di c/ti.r~I1'!Jitt: la c-.trro,zPt·ln è <lil·i:>;t in due t'(Jlll fl:trlinwrtti : il ( 'fllll p:n·timcn t o tll lll<'riol'f' :.) 11li•••11 • g-li n 1•1m l'(·< ., ·!1 i <:> Jet t.ril.'i ))C l' l 'l i 11~11 c, i m~ zion~ (ÌCÌ pw:;<~lone Jl::'·l'
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA Hn:rn. - l !ii lllllllli !Id ('I"III'UII' 111'1/fl .,C'itlfi<·n. (<• J:il"i!<t:l di lt:ll< ol ol!ia llt'l'l'o>-n 1' JU~Il· t a l t:. 1~. d ìc~·mhl'è l !1:!".!). :'\dl.a :-;,v;.iOilt~ ll1<.'11liUl dcJI'U:-;j)l."C.UÙt ' di' ile di F CI'l'U I':I 1'.\. ha u:>:<t' l"\'lllt> ;j(J (:H»i di :<<:i:Ltim t'"'*'nziulc, nèi q unii manc,~n·a <)j..'"Jti .s'nlolllo rifm i bi h· n lc•<.Jonl di organi•<1 eli t~<;·nti v ldui: it: :~!)<li q11tsti t<tSI. OSlSia nèl 715 ':!,. hn •IJ{)lnlo rb·1:ontr-. lr e segtli Hferibìl.i a c~ttliUJo.'ll'U'<"ÌJ"tziww •1<•1 Jll' t•··• •:t·uJ·ah'. 1'111• IJ<.:l' la l't'l'(J UI:IIW c .p<·r· Il tud l<:ac<•ert:lll t~•ntv n !ll;.:<>llo Jw r• ·iiJ :td :l:.::;umcre });lrti<,Jl itt~· IIIIJJtlrt.:.lllr.:t nella pr·atic:a woc 11('o lt'gn l t•. l'<"·r l]lllllll<l l'ig-nanl:t i J'PIIOllll' lli doln rn;.t , 1'.\ . lln ll •Jtatu C1)ll ~rancli,.,.i ut.~ frc· <<JU \!IIZ:t (i~ %J l'csi,;teuza tii Wl llCttu P \'Ì\'<) clnllll't' :t Ila •j)l'C:<!-'it\Jil' \1('1 l'l'\ll'll le in COl'· ri>']I(Jllcic• nl',:t d\l l ""'' punttt int.'"ltin:llt·; illoll i'P. hu o~:<Hr·vat;• l'atti di amit>trofìa ~~ <~1•·i<-u eli'! t)ll:t drid!)it l' fPIIIIII':t lP Il<' i .it) '";. <IN • <·a><i. ~>e~>"J ll<lt.(>Yul<• :ll!dll• ltt lll.lllati o·ill' Jll'<'>'l'lll;l\'HII<I >;O]n ~Ulll il'g')!'iPtll ilj1J~t(~J1Z(I f lliiZirtll:Jit• ,]plJ'III't<J. ltlJÌJIC lt.a JIO· lt>lu :II'C'('I'ta r~ in :tl•·uni la "'·omparst d e l ritlt•s.o;o J'tltuh•u lu h.tS(: :t •lU~'51.i r •,.::u 1t:d i. J' r\. \· in•l<>tto n t ' mdndt·r•· .-lit' uella >Wihlic-:1 :si ri · ;.,·n::tr:• Il(". C'Oli fl'l'(jLWill'~l ll<)ll' \'t•l] s,.,itua . lliOil() l<l•JI\' l'ÌOI"I: :1 q\l:.tlltO ;,:<.1lCI'IIUll('11le ,;i l:l'ùd t', :tlt'lllti :;int())lli Hltribuil)i Ji :td IIIIJL 1"11Jdl:t l'tl~·j]~l:t. i •>tW ti.d 111'1'\'0 Cl"Ur:t i C. l~U<"· :<ti ll<'J.'IIi di fadlc• <' tll'tlo r ili!'vo •h·ll1ttlnn es.-<!•r<· ~·"ll1ll'f' ri,··~rc:nti nei casi di ~l ntl<11 :tlp11t·i <l('~li :tiU·t siul .. lni da..:..:i.-1: i'N'i stollv ·J tl'llhHbHal<'Jit~~ in rapvort<• C'VII u;lJt le~ ,ion~ illt•·n s.;;ttt tt· i tJ'ut w iiÌ fuu i•·olarl lomhn -:<:wmli. :<c•(·onllo J'j).IOh'"'Ì <'111111<-ittta d;t Sic>:JI '<i.
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gccct-c elle vi~'nc pubblic.tto in ItaliH, c per la ricdell:t materia e pel modo ('(XII10 qnt>Sta è t'(>ordinntn, ùil'fPri:K.~ notenùme.11te ·<l:t qu<-1 ;Jot:hi ].miJblicuti all'<.-.,1:ero: <.'Oim11. perciò una vera Jat:nn.a ne-lla lett(·nltunl Juedi<-tt J;opt·ru è :-lf:t·itta .·on stili' pintH~ e gmt:(lt· dù nrer.:m e. j)tu· t•nntr.nPnùo argomentnr.ioni sdentlfichc, è <Wt-t•:-;sibile 1uwhe ai uvu me<.lìci. A questi ])<>i rius<:ir:'l , ~li sommo intere~-;e per la lllHggiot· parte òclle quc~tioui rclutiYP all'('(.hH·nr.ion~ .ela~Z?..a
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NOTIZ 'I E .Ammissione alla scuola di applicazione di sani tà militare di aspiranti alla nomina a tenente medico In S. A. · P. - A l c-unNlr~'<• di 2r. po,;ti pPr l'a mmi~;;:.imu• :tl)a ~(·nnln dì n{lpli<'8Zione òi sanib) Jnilitat·p tli *'Jiil'lntti a!Lt uontinn n tenpnl.l· J.Uedit;('l iu ::< . •\. l'., di cui alht ctrcolure 401 oh'l O . .Il. 111:!2. ,;i "<1110 qlrf'>;t>ntati ~,H t:On<.'()rrcnti. J..u grn<hlllt<•rht f' ;;t:ltn fatta in ~~·)!'nilo aot una J>f!)no JH'I' Iimjn:~r" o·uu· :<i..~tPnte n~· ll'·'~ tTU(' !'11niro di un wnmnubtto, h•m•tHio p•·<>:-••.ttt• Il •·on<·t·lto l'ili' tlai <·<mco rr('uti do\'t'SRe JH~·ti.•Ju.ler~l .~ovm rntto la "Jno:><·t-11)';:1 """' tt:1 d"lla sem~>ioti<-:t. e nello; .o;\'ulgìmcnt<l tli 1m tema scritto <11 ·i;:oiPI·<· !!'<'nt•t·ak ,.;ul sl';.ru<·niP :ll·.: :nmf'n tn: l'rini'ipi fcontlnilTlf'utnli nt>lla tott.n <'Ontm h· umlal t !t· i n t'l't lì n ·. lu hnl'(.• n! risuit.ato flegli eAAml ed ai titoli ~;Cientitid (' milit:ll·i JW•'-~f'u tnti ù:.t c·ia>wnn 1'<\lt<'Ol'J"('Ut<'. Jte fn rono ;;lichi:t m ti ittc.ne! :!:i. (}uc~ti .~o;w ;;la t i in \'la t i alla ~<'lll>ht oli ;tpplif117.ÌOllC dì Mnitil milit>11'1' :1 fl'o'tJIIt' lll:ll'f' il t·lll'><• Jti'I'Jt:ll'>ltul·i•>. ··(le si it. in!l';i:Ho il J" dk'l.~.mbn> 11. "'· t• dh' an·it \:1 dut·:t1:t d; 111co,.,i 1;
Voti del 3o congresso di psicologia sperimentale. - :\t'l :;" ('ou;.rn ~~" di J':<ÌI'~>· logla ~' rimtmta le, tenutosl J'C(.:<'lltemente in Xapoli. t- -:tatu wot.~tt•• acl nu:t -. illlitit llll ('ordine dd gion•o. nt'l qnnl.e liti fn \'Oli ··lw lll'lla ~~·nola di :qop lit·aziout• oli :-':1 · nitit milititre :<hl istihtito .U.J))IV!<ilo il~>«·grutJIIP.Itv di I\"Ì<'>Iu;.:i:t. aftindti• tu lri g-li nJ:/Icinli lllt!ùJC! flit'UO Jl()Sti in J,:'J':Idt. oli JH'Hiii':II'P Il' l"oi:I)(ÌII Ì l'~l< ·olH).:'I<'hl' <11'1'111'rentì 111':'9!;0 gli 11flid d! r•,·lut:•.:t ·~·ntn. l •·.. t·~ ·i " ;.:li o-•p ••tlali lllilit:11·i. Assistenti militari alle cliniche. - l'•· r 1':1111~• '"'' "•' '"• uio·" 1!12:!.-:.!:: sut1t1 :<t" ri •lestinatì nlll' rlin!dw nl a;!'li istituti sd,•••tltid dt•ll•· H. \ ' ninl-sitit IS ufikìnli ili\'· •lif1. (11 !ll:ll!',l!illl'i o• 7 r·:I]IÌt:lltiJ. dd IJII:IIi li alli' o·J i ni<-ht• llll'dir ·ht·. li 11111' I'Jinil'lu~ cllinii';.:ÌI ·!H•, ~ :tlh• diuidw m•m'()i)!<ic:hlntl'ic·h<·, :l a;:-ii i stituti <li i gif'll<! <' :! a;.:li >'tìtnti di ;matmnl:! J~ttol<t!!il-:1. l'ono stati "'llfPJ'II111tl J•<'l' 1111 :tl'tro a1111o :tlh· •·liui<-IH· IIII ÌI'\'I'><Ìt:ll'ie 1:: o·apitonti H!t•dic·i.
Materiale sanitario al Museo ~!'l
Storico
Italiano della Guerra in Rovereto -
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stori<·n ìtali:Jllo llo>ll:t ~Uf'tr:l. C'lte si sl~t :s tituendv in Hlll'<'l'l'l'o ,;;otto la ·lì•,·l';iorw <1<'1 ~m·r:dt• ~ 'a[)Jli'IIO. t> st~th:l llt•:-tlwtl:l una ,;a l:• JU.'t' In Snuìti\ mi lit:JI'P. 1: IJ:I IJIIllli' .-HI"llllllll l'>•jlll~ti I';IOI]IiliiiÌ oli IIWdi<·iH:lli (' oli /)).()::<•t'ti oi:t ltle<l l<·atnra Ìll IIHl Jll'f'"""" \t> IIIIÌtÌI lll<>hil!t~t tl•. IIIJIII'I'Ì:tlt• >'Jtlliilll 'Ìtl di IJl'ÌlUII Jitl('OI. ('(~·. 'tn h• :t -""l').(lla r. Ì(}lll' 1'01 l'l ' l'!'~t· n t :t 1111 t{pgno rkono <d Ilil'Ili o 'h•lll:' h <'lli.' lll{;I'<'Il7.!' Jlll t· liotri!'hP " " U:lU illitai'ÌP ac·•Jn islllt<' dal ('ol'J'O ~:•nital' i" militaro• <lu•·auto• la 1-(IH'ITa.
Auguri di capodanno. - Fl'll i nnnll'l'O>'i l.<•lt•.;.:T:tlnu• i oì'au;.:11r io Jl• ' l'l'<':~n ti al ::'l'llt 'l':lh' mndì•·•• t!E•IIa Y11lk. IH!Il:t ri<-cwr<•ll~.:l d i'l 11':quo d':tllllo. •·i ]'la•·•· .SP;!Ilalal'(: •JtWIII• <h- 1 prnf. SE'n. 1·:. .\lara::linnn. du' . ollr•· , !lJ:t J•I'I'H >:Ja. l•••·n:• :rnc·hp di ;.:n111ole •h·..,,..., jl{· l' Il {'ofJI(l s:tn!•:tri" mil itnt·t·: .Il j11 11:iuunriu /u.•Ì!JIII' . (•/f(' ff11illllnr/u l'fii'/JI! .•a~tilfl rio mililtl!'l' JWI' le· I'Ìt• <li'Ult xr·i('u;;a ,,. ttt•f•l'f'>~c:r· /ux!J'(,, t•ffkal'in. rahll''' · 1111!/IU' i, ,.,,,;_ St' ltiii/JI'f' :\'l.lll.II:IJ .\1'0.
Il :.:<'H(ll',t lf• th·ll:l Y<tlh• h:t l'llf<Ì I'Ì:-Jjtostll : ·"'' '"''ore .lfflt'II{JliUIIV ...,.. 1 r. no\':1. fit'(l/" ~. F . (/l!11ii./.i.o.<.iml '"'Jitll'i w i ftffn·l/u (l ,.;, .,u.l•iorli oudu· , , , ,. t '"'Jlll 8mtilat·it• mìlilctrP cl•e ·nrlln ~ 1: . lta. ft·o~·a.tn fr•t·f'itlo f ·oMautr (fift•n.•orf• .• wn·i in•·o,tf.-ra.~to lri li tli1'il N: G~tH'ntll' : d(\lla VALt.E.
Concorso per . Il Sanatorio c ivile di Tri~ste. - !.:1 ('<•mu•is.siom• vs:tmiJuttrìc'f' tleì tvnt'ol'l"(• Hl J1<t>;ì•> cii <lir~U.,rp ti(•\ ~IIIUttnrio I'Ì\ il.t• del~• V'-'llt"I.Ìil Uiulilt. 1<0U<1 la presilienz•l ù€'1 J•rof. ~~~- :\. Lul"tii:' h11 clicblnruto vincitore il <'lt]titnn() medico .f'r~ li·rko RQf·c·hl'tti. dirr•ttor(' del Sallllt(••·lo 11oilitaJ'(' ol i Anzio.
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LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO -IN· GUERRA ... L'Alvo 1/'oro ai 1111~1Lioi. nw•·fi in lJIICrra. - L';llhn d'oro in ollOI'C dd Juwih' 111orti ili ;;u('rra salit 1:\n.nlwente nnu realtit: l'ìni.,i.a.ti·n l d<>W'J'Osa, p r esa diii PJ·,•· f('~::;or !:iih·ai-'111, 1l!'('Sident c ddln F t•dt•raz!ooe de~li Ordini dei ml'dk;i in Itnlia. , . dal Cumit~t t o costi t n i tosi a PaùoYU sotto la prel;idem~l d~l dott. Z:lmble 1·, ha ti'O\·a lo J. , t"(>VI't'W7.i<li)c ' ed :lltut<zivne ud r·omi t uto Jlél' la t'Cichrm.ione d(>) :\Icdico <·Mluto i 11 f:u('r·rfl l ';ll' lt' d~J pr~zh •so Jlt,ol t•<iak ulograbno 'l.' fot.O;.;Ta li!'(J, l'Ht'<.'Oito. l'(lll \' ('l'H l't• li· ;;ione eli nmor<', dn!!o ~tt·s~<o )li'Of. :5ì1Yapl i . è :.t.1to dn lui >~te:;S•I n~·pJJ \t•mentc coll· ~gnato :11 ;;-c11. JHo.;d . D'!ll~L \' al le. \'tl 11 1 bri;:. J,:<'n. llH~l. ..';:1 ntu<.·ci. La rlcel't·;J, :1 riordiname nto c il <.'Qntrollo di tutti i d:tti ridoi\.>ihllll{) 1111 ktYvro h1n}.."'. !J:tZi(>nt c ,; ddit:ati>'sinJO. ~mo :;tati pr(.o"Ì tutli ;;li a t·t·o rdi nflìudJè llL pubbl i<'azh•IIC l'in Yel'~ · JIJC·Iltc d(><,:Oa ùe ll'al to l'ÌJ..'1litit·ato unJ:LnC' t' patr!.. ttko •lell:t fi:;:-nm \le i )Jt>tli<". <'IH· J'('l' fa l' \' Ì\'P I'() lllOI'Ì l'J,!'li Sh'~><l. ' c;,, hl' il' lP n· A nnnnzi••. twll'artlt•n• d t' Il" f<·d•• i llllll<Jrt't h\ :-:cTin·rit l:t p n• fa · z ionr, <•YC <• l a sua h1cù in tl' llt•llu:t k• l'iena d 'n more >l i lluruineril i mi Il<• cpi::.:~>di del· l'• ·mi~m•> S(·ono;::dnto. Jl4·n·ht- il Med:eo mtorto tr<.vi , oltre H t(>mpo c lo >opazio, la """ J!in;.t:L inadin;-.ione el i g-Jt,ri:t. Il ,·oltm;() sacro !<:lrìt oiTPrto il glnno tl\'ll'inHu · ~ur:Jv. i"lll' tiPI lll<•llllrll\ nlo :t il • 11J:IllJ·i. allo• lll<ll!'li. ,ai fi;:li tlt•i <·aduti, <.· hc tla quattn~ :11111i att<'ll<lono seuz:t la c rime.
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Il Cvwitato l';o:'t.1JLÌYO, 1.:011 l'lll•PI'(IS('ll~ìU7-il elci :\:lt~li ci dvili, della R. )Jarin.~. della C: . H . I. e d<'l S. M. u. U. , rit ltllt••::~i al :\JiJlistero ù<'lla f.'llerra, h:~ slabilit" t·h r 1'.\ lho d'oro . tlat() l'••li'JI'!Ih' t'o":. ' dt•li:J puhblicaziouc, ;:ia dh•i;:o in thw J•:trl i: loL prima ~Hit <le(!icat't ai rsoli )J<.."l.lit:i << cmlutl in (.,'1JCIT1t 11 ron fot(>grailc c dati bio.!!,mlid c <'llrnttt•ristiri, ln i'E'C"(>Ildtt. ('ÌI<' <·omprcndt•ril i ~·li nomi , :;<Hìt tl<'<li<'atn a
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r,. 20; dott. \ i<'('() L . :!ti: tl <1t.t. 11i t'orato J, . :!0: dott. Lm•it•! 2\i<~J ill L. :.11; dott. l·'o r·lu t t•tf() T.. :.>fl; dc•tr. l.; ·<HK-:ti J,. 2(1; <l olt. lt•l·a I.. :J(I: d<>t t. Lm·ilo E ;.ddi .. 1.. J.l; dott. Ad<lmt <.;(l L. 15:<1ott. )[mt•lc l f,. ~'() ; dott. :\f:tt·imw<·i 1•. H; <lolt.:'\lat·P!tio J. . J:t: llc•Lt . .\lt-rra J,. :.lfl; llcl lt . .\lazr.JIIli L. JH: tl••l t. ~ - ~- L . 111: !l!•ft. P pn· h i lllltttto L . :O: <w Lt. 1'1:-ll<>g-t•ir.o J,. :!Il: (J(,tt. H ~!ih:t hli J.. 10: . Jott. Hl'it:tni r,. 10: (Jott. H inll ltlì L. 111: <lott. !':J)(>tOne L. l'i: dott. 'l'e'l·o n:<l <> L. :; ; d c •~t. Tt'tt\'<' t"<i' L. :>: d< ·ff. Y<>nrllrt·ll i l. . :.!11:
,r 1n11oto •li l ·crrma: 'f('tt. r·c•l. ' l'r•\\·:tllt· lli T,. 1:!1): u ta!!;.:-. l't•lli·;.:-ri ni L. lt)IJ; l•'iorin i 1.. 11111: m;t.e;:. Fieno r•. 100: nt:q!~. nt .nt:lfom ! ,, l(Wl; eap. Girard i r.... SO: <':t : t. ( ·os,..ntiJJ() J.. ~O; <'Il p. TA'flOI":! l '· :<0 : (-:t Jl. St:lll~liCrì L. ~O : r·:Lp. C'ttm~p·t l1. l>U: cap. Fiori' r.. 80 : •·:q•. .\ltt r ia Id 1.. SII : l~ l p. H on~a f.;. ~~ : t<•tt. J.'Pl'l' i L. 7U: t('n. 1- rtoler T.. 70: tl'n. 1\ru ~rl L. 70 ; cap. Cavalieri r.. SO; !;Ott . .\lor, tlld i J, 2:;: (·:tp. ('al:tf~l llfl L. Si) ; t·: Jl. 1\ct•iuhw.. i 1.. •'O: •·ap, l':t'I,Wr0li L. Sll; f•;t p . Fl' tTI'lti r,. SII: lUI. ('o la f.1. i(); nll "J.!g'. l'tJJUiui J,. lOfl ; lll;t;!!!. Jo'u.si L. ltt(); I PII. t·OJ. ( 'llllthoHi 1.. 1:.~); t lott. TII~ria.n ti L. r,(l ; t lo!t. V<~TJ!llnl L. 2:0: d<ltt. :t..:tttl L. :.!.ì; doli. Do lli ni I,.:J:.: dott.. l't-?.7.Ì!li I ,. :.!.ì: llotl. l-'i•l1' 1tni L . ;,n; dott. .\1 <>-'<t'(IIIÌ f,. :,!.); dott. ('hiiiJ •l'l:t ri f .. :!.i; d"tr. .\-fHzJI.<~lt ri L. ;;n; d ott. D•>hl'lli L . :!.i: d ott. l':q nll' llo r.. :!!i : dolt. M:tfT<'zznni I.. 1u: dott. CHJil•Ì L . 10: tl••tt. C'npj•i I A·:l iHiro r•. 111: dott. J<'ra nc·ion i J,. ](l; dott. ('nmc•riui L. ;-.fl; dott. H <'~J.:ifttti L. Hl : dott. P.eJ·tol(ltti J ,. l !i: 1!0tt. Colpi [,.:!.i . tlott.Orìnn i f,. 10; <lhtt. H,t;:lioui T.. 10: dott. HM I:l '11'1 Polo J,. JO: flott. ('c'('<·M.I L. J(l : dotl. C'ln tb:trll' T.. Hl. Ùt;)tt. Tt·;t~ni 1... IO: Iloti.. C'nl'l('tti h 10; dott l'O!t41 L . ltì: tJ •• tr. ~t<'f:tni f ,. 1(1: <l,tt. Tt·c•N i f,. 1tl; tl•ltt:. ChiHn:;:-lill h JO; d<'lt. S: i<·<:llett i f ,. lll: 1lott. Sit('f•h ('tli Ft11Jl('tl L. l(l; dtJl t. ::-:w<·h{'lf.,l Tt:tl() r,. 1{1: •lntt. n otn r.... 10 : rlott . ~l' IU':l L. 1ft: ,Ji,[ t . Fnlltt••N·hiu.i T.. 10: rlott.. ~~tt 1lltr i T, . Jll; dott. (:i:tl·<>ritPtti r.. 10 : <lotr. H <> l'i<'l' i L . 10: dotr. Pf'r r"n· L. Hl: tlott, l ' i.'h:ttt i• r•. Hl ; dott. n<'11111)('11:1 f ,. Jn: llotr. St Pfnni r.. 1 0. · (''" l'lì
tt•:t)!).!.
Dntt. T~tlh•l'ini mom:t) r •. 100: dott. ZN·bini: IC'ttn<'Ol r,. 5. T• ·l:t l:· L. ;).i. !l~.50. (f•w tlill/10 t,
.Il'' Congresso internazionale di medicina e farmacia militare. REGO L AMENTO . 1. - l t ''' i \ "a d IP IU i ;.!'(-~ llf• t•a )i •.IH !'i\'nl~PI ... , UPt ''oJt~l't_·~z.;o :O:Hl'il Jll'~*-ll:t.lt. liJt: l r Ph1z inu1• ur'lkial c• d:c lrl t:cli:t c• lilla cla lla ):azlnuc• iurlknl:l a tiant·o 1li t'ltt . \JI' (.
.\;·t . 2. -
1
l .'<•:<post·.~ ,li Q;..:'lli t·dazitll\!• non don·i1 >'01'1'""-"li l'c• i :!l t mlnuri.
.\.r·t. ::. -- Oll•·•· Il• rdazionl nt'lk iali 1<11 ct).(n i U'U th:t . pol t'll ll llfl ''""':l'l' fHttt t'O.Jttllllk·tz ion i il l'lli '""l 'O;<t() nnn pu tn'1 dunllo' più eli 111 nti nu ti. ~c')!'lliril una hi'C•Y~ ili~X'li~~ÌfH1(· )!t·Ht•t-:t lt ·. ~·ui p.otrau uu Jt:tl',, t-ip:1 1'' ' i \'"1ri ,., :u.gn...:--....:i~ri: :--a J:ll 1U<1 ~H·t~nr· d n l i :1 mi nll ti ad o;:ui o r:tt• •l\'. 1
Ar t. -1 . - t ' lt i1~-<:1 bt cli l<l·ll ;<:<Ìtllll' " "! \l'H u;.:-ni tl.'llta. i rd:ti•H'i P <~•il;.:'I'I'~Ì"ti l'llè a t thi;tlltl J' l'\:,a l:t p:lt'nla :<ti Il '>tl'g'OWI•Il t o ,:i l'i 1111 ira 111111 )Il' l' t•lal~<l l':t l'C' h' 1'11 111'111 >'ÌIIII Ì ;!1'11\'l'il li , dtP YI'IT:•Il ll< l ,p oi ;;, ottopo>'<l i' :1 1 yot·•- d el ('f)ll;.!Tt'>'N c,
A t·t. ~•. )p l'<'l:tzionl " t'f•IPltnic ·aziolli cln\' IHllllQ .vern·ui n: a lla ~l'g'l'l!tN'Ìll d••l \<lll!l:r•·><"" c .\Ji lt!:<tt·:'• d l'll:l l!llf'IT:I - llilTZ ÌJJI1!~ 1•eulrnl<.o clt•l •"L'l'\·izlo ~;anit:trio ' Jit.i li tlll'\' · H• t:'ll'fl IlOTI n ltr1• il 1" lll:II'Zo ']!t:!::. 0;..:'111 l'l'la'l.if>nt' <l •'l tiUIIIIÌ<'.>.tzlllll(: tll\\'l'Ìl , .,..,., ...,. t111' l'l'l l:ol :t d:\ 1111 hrt•\'t' ri:t ~:nntn lll'llt• tt··· li ll;:'lll' u i'Jic·i:t l i d •·l 1'•111;!1'1''"-"<l, .\1·1. li . -
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·---==-=-.\1 ( 'o ll:.tl'''""" J•nt.l·anno pt•·udet· Jlart,. tu:ti ;:li uftida l i nwùi<'i (! dtLm i<'i-f'ft r d l·l H. J·:~t·t·•· ito l' ckll.u H. ì\Ju rit l:'l , >-ia in atli\·itìt di s t' l'Yizio du:! tle lìe Cll· lPI!Ori e in <~)t~ln. n ou c·ll(• i m~lki flell•t C . 1L l. t• t ll'l :->. i\1. Ortllne di J\I:tltn. l.a quoh1 tl'iS<·rl ziolu~ l· lissat;;J in I •. :10 J•t>t' i 1'on~r('s-<l "ti ltaEan i e :lO francili fl'llllt't'$1 fll'l' !!'Il stmnir rl : JK'I' le l'>lllliJ,:Ii<• l a qunl:1 """ it ri l'rJ ~··ttinmwntt' di J.~. ].{i. l' )5 t'nlll!'l\i fru nc·f'sì. l ( '<H~rcssii!U fmir:tnno sull"' ft•r rll\' ÌI ' itali:lllt• eli ri <luziOOI<l thtl 40 % 111 (111 o;., RUI higlit•tto oN}ill:lJ·io. a ><c'<IIIHI:t cll'l r]I<' I'\'OI'.;t.>. L e >ld('Rioni llm'l'rttliiO :1 suo t1•mpo t'i<l'Pl'f• traslllP""'' nll:t ~I',ZI't•l tri>t d e l 2<> Gon::resso int e rlt:tziimlll!' eU u w'(l :<:ltUl f' f'Hrtn:H'ilt n :ilitan· Ull!nistt•ro cl<"ll;t GuE>na · l)tr<•ziou c ('entl'llle tiPI St'ITizio !::t'l nlt;;u·io :\l ilillll'(' - Hon1:1 1 :~t·c-; tmpH)!'ll:'ttc dlollill (]llotn tl'J>:(·t•ir.lone: olo•;:;li :HI.<·rcr)ti Yl' l'tt ttmo :<ubltc• · ll':l :-1llt'"·" i 111 l l'.-~~· r:t 11i (•llll!'n':r s isla •' i cl.,e·u nwnti , ;,.1'01'1X' nti llt'l' fl'llil 'l' d i•11 1• t·itluzioui fPI'I'nl·!:~lit'.
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Direttore: A R.TtrRO C .\SA R! Nt. tf'nent<• colon n e l lo m ••<lico. <O :q~ )' - Rom~.. 192~ - ~3- ~t:thìlimento PoliR"rafim per l':w amini ~trazione d ella Guero.
Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare
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Giornale dì medicina militare Direzione ed Amminist razione: Palazzo del Minis lt!ro
dcii~
Guerra, Via XX Settembre - Roma
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. t. n Gi ornale di medicina miJitare si pubblica il primo giorno di ciaacun mese. , ta:;cicoli di tre fogli di stampn. 2. L'abbonam ento è annuo e deco rre d ~l 1 ~:<'nuaiu 3· Il prezzo dell'abbonamento ~ : Per l'Italia e Colonie . L. 24,Per l'Bstero • 36,1in ttnJia Un fascicolo s epare.to costa • 1all'Estero Il supplem ento contenente i Ruoli in Italia . t lll,di anzianità del co rpo sanitario mia Il"·' .,,s t ero . • 12, lltare costa
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l· l'l•r g li 't.' niciali medici c .:-himici fa rm adMi <11'1 R. E,;crcito (in servizio attivo, in posizione ausi li aria, d i compl<meuto, <Iella ris<'r"" t>cl a ri poso) il prezzo dell'abbonameuto è ridotto a L r2, anticipate. 5· L'abbonamento n on disdetto p rima del t 0 d icembre s'int ende rinnovRtO per l'anno successivo. 6. I signori abbonati militari in effet tività di servizio pagheranno l'importo dell'abbonamento per m ezzo dei rispettivi ccmand i di corpo e tlire>.ioni. 7· l'er i soli ufficia li medici (d ell'eserci to e della Marina), in qualunque posizione si trovino, è ammesso un ABBONAi\1 HNTO CUM ULATIVO al GIDrtaal~ d/ meàlcir~a mUltare ed agli Antaali di m edicina nilva/c e colo11iale al prezzo di L . 27 annue , Per ottenere tale facilitazione cumulativa gli abbonati militari dovranno iar pervenire !!intero importo all'Amministrazion e c.lcl periodico {!el proprio corpo. ··s. Ai librai si fo lo scon to del 10 per cento. mn so ltant o per g li abbonamenti delle persone e degli enti n on militari, che non possono fruire della facilitazione di cui al nn. 4, 6 e ;.
NORME PER LE PUBBLICAZIONl. t. l lavori originali, le note, le riviate dattilografati o scritti a mano · - devonc. oc cnpare un solo lato del foglio ed essere accuratamente riveduti dagli autori. Si fa apedale mccomandazione che quelli s c1itti !l mano sie.no ben leggibili, per modo di evitart ngnì dubbio di interpretazione. In caso contl'ario, la Direzione si vedrebhe costretta w •oependerne la pubblicazione. a. Salvo casi ecc~iona lissimi, la correzione delle boue earà fatta dalla redazione. •uich~ dagli autori, per non vincolare il lavoro tipografico agli inevitabili ritardi po· atall. 3· Le spese per gH estratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che accompagnassero le memorie, sono a carico degli autori. 4· Gli e~tratti sono di due tipi: - Tipo A. Senza copertina e colla intp~inatura e numera1.ione del fascicolo. - Tipo 8. Con copertina ~tampata , frontespizio. impagina- • tura e numerazioni! speciale. 5· Il prezzo degli estratti, per g li autori delle n. r·morie c he li richied ano, è regolato dalla segue nte tariffa:
PRE7.ZO DI C'IASCUN FOGLIO DI STAMPA . . -.·
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TIPI DI ESTRATTI
Tipo A. Tipo 8.
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NUMERO DELLE COPIE
50
100
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50 60
70 80
100
liO
l- P~r -
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ogni centinaio
oltre 200
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GU estratti minori dì un foglio si contano w-»te fogLio lt1tero per te ordlnazloni d4 roo estra.ttl o m eno . Per quelli che superano un foJ!liO., le frazaoni In pltl . che non s"perano Il mezzo . • foglio, si contano come metà, purch~ però l'ordinazione non sia Inferiore a ~o coflle.
6. l manoscritti non ~i restituiscono. <=1244) -Roma, 11122-!3 -
Stahllimunto Polt1!1'9.tlOO per l'Ammlnlatradone dolla Guerra
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N. B. ·- Nelfa Parte1 Ufficiale d i questo fascicolo aono pubblicati l nuovi Blencbl A • B rlpardutl l'attitudine ll•lca al servizio mJIItare con l'anneua R.el• zlone 11 S. B. Il Ministro della Ouerra.
.Pubbllculone men61/e
G-IORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUB BILIC ATO DAL MINISTERO DELLA GUERBA (Direzione c:entralè del aervizio aanitario militue) Giornale di medicina militare: tSsx -1884
Giornale medico del Regio Esercito e della Regia Marina : x88s· x8gs Giornale medico d_el Regio Esercito : t896-I907 ~ , •' -. ~
ANNO LXXI - 192..1
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~ SiBt.ò ,gÌ\ . o
Fascicolo III
l .Marzo
SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI:
Monaco. - Applicazione della. Baynton alla. cura delle fistole osteo~ati· cbe tardive. Accenni alla cura conservativa nelle ferite d'armi da fuoco degli arti con frattura .. ..... . .......... . . .. .. ... ...... .. . Pag. 97 Accorlnt1. - Suua sordità unilaterale ...................... . .. . .. . ... . • IlO RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE • . . . . ...•. .. .... • 111 RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA ............... . • 112 » LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA .•. . : . . . ..•.-. • .... . Il. CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E FARMACIA MILITARE. • 115 PARTE UFfiCIALE ...................................................... . ... . . ll6
11,
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Direzione ed amministrazione ROMA -
Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
ROMA
Per u iMtrzlonl di pubblicità rivolgersi DIRETTAMENTE all'Amministrazione del O/orna/t di mtdJo etna militare - Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre - Roma.
Por lo nuovo n orme clroa le pu bblicazioni del lavori vedi copertin a (4a pagina).
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MEMORJE ORIGINALI j<>
CLI~1CA CIURURGICA DELLA R. UNIVERSlTÀ Dt NAPOLI cliretta dal sen. prof. G. PASCALE
- /~
/:i f. . , .: ·~..:~f>' (-!~ :C,.,.<;:f;f "'' · .•·~ :.;t;::..i., ' -· ·/~ ... l ~.,\
Applicazione della Baynton alla cura delle fistole osteopatiche tardive. Accenni alla cura conservativa nelle ferite d'armi da fuoco degli arti con frattura <I> per il dot.t.. Arturo Monaco, maggior~ medico, assistente.
La g raYilà e la frequenza d elle lesioni o:;see, specialmente per fP.rite d'artig lie r ia, sono tali da dcu·e una noLa caraU.eristica alle lesio ni d i g uerra. Quanta diffe renza non, esiste fra le lesioni ossee d ei eomun.i traumutismi e quelle prodoLLe .cJa:i proiet.Li li dulie a rm i da f uoco di guerra.? Il Delonne, in un articolo n ella Préssr.. ii.Jedicale, agosl<> 19ill, uConsigli ai c l~i r·urg i ll,rileva appunto che H LraUame nto de lle fraU.u re d ell e ossa lun!rhe dt:'gli arti costitu isce uno d ei còiDl)iLi più impor·tanti dc>i chi nrr•gi m ilitari, e e h~ sono esse fnt.H ure che reclamano le cure ph:t costanti e p i ù accorte. Le frallure per feri te d'armi da fuoco iufalLi differis•·o no da quel~e dèlla pr·at.ica giomaliera principahn•ente: t • pel' i loro tipi fonclament.a li elle b~sogna co no&.:et e; 2° per chè ~o no e~p oste; 3° pe rc hè sono qu:lsi sem pre ···omp,hcate .con schegge 1iber e ed aderenti; 4.• perchè sono più spcs::o compi icate per la presenoo. d.i framm enti di vestiario, de l proielli le i nlallo o deformalo o fnunmentalo; 5• per· lu granrl(;zza notevole d ei foi'i usr ita nei ,·eslili e nella pelle; 6" pe r· u na crep itazione ma~g iore v er~·" t! foro di uscita. osseo {focolai di schegge libc:re). E la differ enza era pr u . an·ertita nell'er'a preanli seltica quando quasi tu! te le ferite d 'a rm i da fH?co di ~n.1erra degli a rt.i con frat.t.ura finivano per imporre, p rima o P OI, alli demolitivi . Allora il demolire poteva dirs i la nonna, ed il concetto er·a infatti: demolire per const"l·var e. !·n segu!l<> però, con il prog r Pdire d ell 'a.se.!)si e dell'antisepsi , la ch i~urgia consewvaiiva. prese sempre mn,ggiore s viluppo ed inc r em en to. OiiL rl Baydens riportò cas i di •guarig io ne di 1esion1 O!'òsee se nw. suppurazioni ~~~~zane~rosi. E, di'POi, al1ki chiru rgi miLita.1·i, qualil'Esmark, il Socin. ~ Frch~r '.il Oosseiin, m olti plic.ar ono tali osservazioni. N e.lla guen a ru:;~o-tu rca Il Ber·g mann ('(! iij H eger ottenn ero rapide gu-arilgioni cl! g raYi
?i
7.iou;
1
~ ~.n ('()JJ~T•ì l:-~zione <li qnE-~<te note era già pr onta ila l luglio J!l21 : l:t puhhl i<-a -
.{o rotu~o~;~~'l 1
r >man<.lma fl('r HC<'I?>l'tnt·e la g-uarl~ione <lf.•Jiuith·a tl.l.•;:li operati, dw si
t>dt-t-e l'<'Centemcnte gum·i ti ·" <'ll 7.;\ ri proclu1.ione d i fistole.
7
- Oiomalc Ili 11Uilìcina mi!ilare. -
FMO. trt.
"
\
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APPLICAZIONE DELLA. BAYNTON ALLA CURA DELLE FISTOLE, ECC.
lesion! ossee. L'esperiene..a. della rocent.e grande guerra ampi.a.ment.e ha. confennato e rinsaldato i criteri di chirurgia conservativa, anchs nelle estese e gravi lesioni ossee, prodotte dalle moderne artiglierie. La conservazione è qui·ndi la regola dd tratL,un.ento, a.d eceez10'11e di poc lti casi in cui siano lE:Si conlempora.nea.ment.e grossi vasi e nervi, e la vita'lità. d ell'arto è compromessa . La cu ra conservativa offre però magg.iore d.ifficoltà tflcniche che non l'amputare. Richiede cur·a oculata in primo tempo, cura paziente ed intelligente, ch~t·urgica e fis ica, in pe1·iodo tardi vo. E' la d ii ilgente sotveg~l ianz.a d el ferito che può fare scongiurare l'insortgen.za delle infezioni, che può fr~r sorptendere, in tempo utile, l'esordiiJ:e di esse per comw~ ter.Ie effìca.comente sbrigl iando largamente .i l focolaio traumatico per metter e .allo scoper·t.o tU'tti i recessi dd la ferita, Lmpanare il canale mi do Ilare, vu otare l'epifisi, aprire aii.kolu,zioni, rimuovere sohelgge non vitali, proie'Ll.i!i o loro frammenlt, corpi estranei od agire energic.amente sui tessuti infe~Li. E la 1;onrlotta del chirurgo dev· e~re in questo primo periodo tanto più ocuLata in quanto assume una grave r esponsabilità. Egli, oltre u jprevedere e provvedere pP. l' g li effel.Li tuJ·d i\'t, deve ev i tar e d i oltt> ner~ intanlo reffelt.o oòposto , e cioè non portare '~ia tutt.o.. . il ferito per conset·va.re tutto. Qualche raro caso del genere, forse, a ciascuno di noi sariL CaJpil<t.lo os::;ervare nei primiss.irni tempi della r ecente 'guena, quando i criteri di cuna potevano dirr·si non ancora ben saldi, quando, forse, iL ~e rvizio chi t'urgic.o, i 11 linea, lasciava a d esiderire per mezzi e .per ·personale . l n seguit.o, sptcie con la organ izz.:J.zione d ei centri chirurgic.i, i così del.ti nuclei chirurgici special izzati ed avanzali, la ctwa consel'vativa ha. avu to esit.i bri·llanti non so lo, ma si sono venuti anche modificando i crite1·1 curatiYi sless.i, f~ndo passi i.JlSp('rali. Il Leolla e I'Al ~>ssandri in Italia hanno ottenuto, nella grandi ssima maggioranza cl e i casi, un ari union3 pe1· prima nel] e ferite delle parti molli, nelle fral.t.ure ooposte, nelle feri i,G a.rtkol.ari, appl.ictl'ndo i l pri ncipiodel tl'a.tiu.mcn.t.o .chirurgico de-fi nilivo immediato. P er ciascun ferito i·l chirurgo compi e un atto operativo delicato e lungo, asport&ndo proiettili e schegge, quando esistono, tutt.o ciò c-he è estran eo, e quindi sudiciume, h1-andelli di tessuti, di cuoio, di cartone, c-...oa.guli sangu·igni, capelli, fram,. rnenl;i ossei lliberi, ecc., r ecentando i.t'Ssu.Li, zone contuse, ecchimotiche e quind'i sicu ntmenLe infette, regolarizzanclo estremi ossei di frattura e poi pratie<wdo la sutura immediata con o senza piccolo drenaggio , da asportai·e dopo 4.8 ore, e.d immobilizzando. Il m etodo del tra~t,Lmenlo chirurgico definitivo immedia t,o fu già prer·onizzato rla un •gran Maestro d ella chirurgia italiana: il Durante, che, .. nel suo Trallato di 1}{).Lologia chiru·r gica, edito prima d elia guerra, cosi si esprimeva m~l capitolo della cura d elle ferite d 'arma da fuoco : " Dopo aver rimo:;so il frammento di bomO>a o di granaLa, che può trovarsi ancora in mezzo ai tessuti, si regolarizzano i margini, escidendo i tessuti disfatti, e si riunisce, 7Jotendo!o, per prirtUJ. intcn:;ioncll . Ma, com~ avviene spesso ndle cosa nostre, italiane, la prioril.à c.i viene contestata. Alcuni, in Francia, sostengono che e::.sa spell.i a Gaudi er e Lemmatre, altri l'atLribuiscono ad Abaòiè ed a De-page. Chaput rivendi ca a sè 1'idea della
minuta ed immediata pulizia del campo. traunt<t~i~ o, ~: Il e l'l1iama é pluchage.
In ogni modo il mcLodo, bene applicalo, ha dato, s-enla dubbio, come può dedursi dahle esperienze del Leotta e dell'Ale~sa ndri, ottimi risulta :: consistent i i·n diminuzione di atti demolitivi, ,Jn abbt·eyiazione sensibilo del peri<Jdo di cura, con conseguenle economia enonne di materiale e di personale ch i-rurg.ico, ed in ri torno SOII('cilo di molti feriti guariti all'esm·cito ed alla societiteon un min011· numero di posLu m.i. P ertanto con tutt.o H perfezionamento d e!la.lecnica nella cur.d. dei ferili in primo te-mpo, perfezioname-nto e:steso in più o m e no larga scala, gli ospedali te n· i tori ali sono s tati, e può d-irsi che ·lo s iano tutlora, :,;ebbene in mi su•ra. m:ll t~> attenuata, affollati da i così d etti postumi di ferite di anna d a fuoco, fra mi prime~g i ano, sicuramente, le ti::;Lo·le osleor>Hliche set·o ndarie a ferirl· rli g uer· ra, fi s tole eli cura intermi11nbile c ho st<tllCa la. pazienza dd ferit o e del chirurgo. E (·co come in Ft·ane ia, solto l'impul~o special mente di Broca., funziOnaro no vari centri chirurgil'i s;)ecii.tl iz;mti per fìst.ole osle<lpatiche da f. a f. di guet'ra. Ecco come d elta. cunt di tali fi stole se ue occuparono molti studi<Jsi e ohi-rurg-i. E l'argome nto è int.e ressnute non solo per le fi stole osleopaLiche postu mi di fet·ile di guena, ma anche per il trat.t.a.menlo chirmgico di Lul~ e quelle affezioni ossee in cui s i d eLermirmno-, dopo l'inlet-vento,, Ca\·itlt ossee più o meno consid erevoli, qual.i sono, pm· OT•dine di Irequ l'nz.a , l'osleomi elile ac11ta. la tubet·colosi, i Lnmori b erligni, le cis ti delle ossa, la sifìliclc, akuni cas i di COI'Il)i esi ranei endomidol lari . Le indagini, gli studi , ed i tentativi adoperaLi da,i chirurgi so no st~t l i moi ll'plici , anche prima della guerra mondiale, per abbrev iat·è ed ottenere il processo di guarigione nell e esoavazi<Joi ossee prodotle da i nlerYent i precedenti. In molt.i Cong t·essi di chir·u rgia la. queslione fu m~.>s~ a allo st11dio. Così nel 1908 il·luslri chirurgi se ne occ up«t·ono, ani ma Lam ente e l'Orl competenza, dumnte i·l XXI Congresso F-rahcese di c hirut·~ia , nPI Cnn~re:'so della Sociek't tedesca di chi r·urgia e in fJUf'llo d ei Chinn-g i Russi. );è successivamente !'·argomento fu lras c.ut·ato . Anzi una congerie enorme di met.odi di cura sono stati proposti ed a-doperati, da averne nramenl0 per tut.ti .i gusti, e che iliPPL~<~1l.o per il loro numero fanno logicamente g ià dedurre che una soluz-ione .ide..1.le non siR. s tata ancnt-a trovata. Dujarjer e Dejardins nel Journal de Chirurgie, ! 917, t.ome XIV, a propos ito de l trattamento d ~l le fi s tole ostoopalic-lle ronseeutisc a ferite di r.uP.rra, d istinguono: 1° Call i con sequesLM: si ossetvano nelle necrosi d elle diafìs i fratturat~ in schegge muJ.tiple. L'osteogenesi pPrioslea dà luogo ad iperosl.osi fusif<Jrmi, contenenti -::avità sequesLrali a sequest.ri multipli, sovente lontani gl-i uni dag-li altri, ma in genere riuniti da tragitt i tappezzati d-a ftmgosità pu.rulente e comu-nicanti all'esteJ"TlO ath·a.ve rso perlu~. 2• Calli « à geòle ,, abbastanza frequ e.n.li. Es.i<: le una cavità. ~c;ea arrotondata ed irregolare., non f'Onlenente sequ estro p1·opriamente det.to, tappezz-ata e ripiena. di fun~·osità, eli pus e di seCJurstri parcellari. Talvolta la cav.ità ossea è centrale, callo b<lliloso, tal'alt.ra è laterale, formantP. una promi.nenza alla superficie del cal lo, tal'altra i·nfine s i nol.ano d iverse cavità che appaiono sotto forma di zone chiare aJ.la radiografia.
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At>PLH'A7.1 1);-( J' nELTA l3AY~TO~ ALLA l'l:ltA. DI::LLE FI.c;TOJ.E, ECC.
3" Calli eburnei, ··aralLe,r izzuli da pr01liferazione ossea esuberan.Lt>, d e11:X1, pocD Yascolarizzala, sca Yala di piccole ca,·ità pi ene di fungositù e rard>iudenti Sef!ueslli. 4v P seuda r'Lrosi, in cui la fi stola è soslenuLa o da seq uestro osseo, in lttm~diario alla perdita di sostanza ossea, o dalle estr emità stesse delle ossa affot Le da osLeile. I n tutti i casi sono i proces~i di in,fìamn11aziope osse1t elle domiu.a.no il quadro anatom0-11u.lologico e che si risolvono in quel~·i ben noti di ost.e.ite c.ond<'n,;ante e d i osll'ile rarefa\'en le. !\elle ossa lunghe si ha neoformazione ebu1·nea 111 ngi dal fooolaio di f.rat.tu ra, spon:;iosa. rarefat.ta nel foCL)Iaio di frallura inft'llo. Contemporaneamente il midollo osseo s'in.filtra . divt!nl.a più ro:;.so e mol•le, ed, aumenta.ndo di volume, fa pressione sulla ghiera ossea d1~ lo eir·cond-a e r>rodtfc e osl:Lcolo alla. c.irc.o lazione nei carr ,l li nntr!tizii dando come co11~Pguenza. llU O\'<L moltiplica zione e nuova r-an~ fazioae .. ~ elle os:-:a lunghe si fol'ln.ano a prefel'enza r.ttll'i ebnl·nei più o meno \'O l11Jl1'ino~i con caYith fu11gosc SIIJ)puranli, oon sequestri Ol'd inar iamt> nl•· ,!~TO"-"'i . .\'p ' ]e ~Sa c'Ol'lt- prt>domina l'osl0ite l'élf'Pfacente C'Oll fOI'ill<LZiOJJC' di ('él \'i li1 f11n~o~c su ppuranti e pirwli seqL;eslr i purosi. Seronrlo gli an tnri ·poc'anzi cilali l'cpo• ·a. favore,·o le per l 'inlerYenlo è' al 3f:Cr)r!<iO o lcrm mese . Bro<.:a st ima. piu opportuno ver so .il t erzo o quarti) nw~e, cioè egl i di1·e : ·• quando il mo1-lo è sepMat.o dal ,.i,·o, ed a ta le JIPriorlo l'ipt•rostusi ha rat.:.1!.;'iunto pres:-:o a. J)OCO il suo svilnppo defilllli\·o "· Io CI'I'ùo ,-he sia. mL·glio allcnPrsi <ù c·onsiglio di B l'oca, e r i l<trdare piuttosto che ac<"elerare l 'epoL:a d el l'iJJl<'rvclllo per essere sicuri c.he ~i sian(l rwe··i:;ate le linre di dL,marcazione per oper a de~·h osleoclasti, e (·htc> l'ip\•J'o:::lo:;i. rnnt rollala con l'e~ame ralliugrafico, abbia a~sic u rata la ror~tirnlil;\ ossea . La. lt>1·nica op:·ndiva o1·dinariamenle ·s('!nJila è lil ;:;t•!ruP nle: apertura della rass.:1. da mOI'lo, con in<"ision i appr•qwiale, asporl<LIH.io il tessuto ci<' éllriziale fì slolo~o. e con scalpt:Jia.m ento più o meno e;:;lC'so, asportazio, :edl'i ~t·qlle<:lri e pul!lura dPi la ca.,·ilù, ri et>JTilndo tuili i r ecessi, <.'Cl f!rr i,·ando m·11!lque su l sano. p ~,. rol nwre l<1 perdita di so~Lanza os~ Pa si è autorizzati, quando orcor•·t•, e cpJ[lndo i> flOS3ihil e, molJilizzaru ll'mibi OSSl'i. Come pvr fanH·i r·e i l rna.: itn d t>i mmigin i cl...:lla. ferita si m obiliz:at la <·nle ed i piani rnu;,;col nri clw si pns:-;ono respirr~t·re dir·<'tl<tnw nle sulla Sll perfici e ('s.:;ca c·on Z11ffi, lam J!(.I IlHildo, C<>me dice BrO<'a "cnl r <' <·n i 1· et cllair "· Si -sutu ra p:lrzialnH·ule; e si p ralirano in S<'~tli lo rare nwdi calLn·e . Quando la fì:-lt>liL è accom pag nala da pspndarlro::i , si 1·imuo\·p l<t C'<t \l ~a d f'lla psPn<ht i'Lro;:;i, P l't'P:Olarizzati ! moncDni os~P i ~i pratica r o~IE'osin les i ron u no clt·i mtl ocF hen noli: 1Pp:alura, sullll'a, iwa,·igliamenlo , inchiodamento, an·i tamL·nlo ud appl irazione di piast1·e con ,-ili, prol::osi rstf'rna col fis~a lnr :>, btrllcmanwnlo, unrilJHln('ll lo. Ln ~nw rilgione si ha in un ! tt'l'iodo ahba slanza lun_g-o di 5 a 6 m esi . Lct ~· i ralri c<? è ! lÌ Ù o Tn<'no dt>fnrrne·, aclt>rPnll' ed infn:''ttla. E ciò ~i il.\'Ven'l. nl'i ra=-i p!ù faYOI'P\·ol i. Ma non accade Sl'lllJll'C r·nsi. P l'r f[lrn.nlo ri!{u.a·rda h• fì::l1li t', senza JlSl'tHl a rl •·o~ i, E'S'e s,w.,;so pPr"-iSinno o si r iproducono ordi11arinmt·n le !W t' n•infl'7.Ì OI1<' dPl for·oluio fh•lla lt·:-;ione, il r hr si Yel·i;fiça fu c·ilnwnte rP:'tanclo la lr"-ione sp€'.:-;::o hing-anH·ntc· aperta, pe1· CCinse-
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APPLICAZiONE D ELL--\ DA\":!'<"'TON ALLA CUR.\ DKLLE FISTOLC, F.CC.
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c utiva osleite rareface nte e formaz ione di nuov.i sequesld , e pe rcllè da lla prima ope razio ne res id uano sp esso c.avitil ossee c he n o n s i son o co! male . E{:CO ~.:om e 6i rendo.no n eres~a.ri nuovi, ripe tul'i e d l'l i!'a l.i inlPrventi, ed a vo lte processi di plas tica e di protesi di esecuzione ùifikile e di esi to pur troppo jncerlo. I l)roc.essi di pll1s~icaper colm a re un<.t ,p e rdit.a. d i sost.anz.a os.seu .sonl.l' num eros i ~si nli e va rii. Es.si s i pralicano con r esf·zioni t::osi dette tempo· raoee, con in nes bi, con applicazione di osso deC<J;lci fì utlo cQrt corpi est ranei, r iussorb.ibi l:i o n on . Con le. r es()Zioni Lempo.ranee si ila un affond.:Lm ento di una pareLé ossE>a (affondamento di una place<t l 1biale o femOI'<tle in ampia cav.i tù) . I •Primi te!ll·ttlivi di plastic he di tal genere furono d el Ne ub e r nel 1t{l:l3 e seguiti poi dal Billroth , d<d Caccioppoli in Italia e da altri. 11 prore<: so è g io vt>vole i n m o l Li c·asi, i n a:l t.ri 11011 a p p l ieabi :P, ~peci e p er lìmitala. iper ostosi pe risequestrale, o per La. p r ofond ità dell'os:;o fra i lt'ssuli . L ' in mslo secondo l'Ollie r si di ~ Li n.g·u e in aul.opl a.stù:o, o m op•~a:;t i ~:o , eteroplaslico. E~o è stato t1ralirato ~:on: innesti a diposi libE'ri (:'\euber , Yorrtemm , Chaput, Caforio, P enni::: i) ; innesti cu l,111Ci lc;tali librri e cntanei a rt ipo'ò i peduncolati (Gu illot e Woimant ) ; i11nt."Sii m u~rola ri pedtt llr'.Olati ISchulten, Sawiski, R aymond, Gregoir e, Nélalon, K irmis:;ol t. T ite ff, SnrfrE'nl) . l noltre sono stati adoperai i m ol Li~-;i m o i nlwsli os~ei o eaTW.agin ei d el malato st e::so o -di alt.ro individuo od a n imale . La ma~ gioranza degli studiosi dell'al'gomen lo è d el ]>are t c c he i Ll'apiant i l i b l.'l'i non possono aHecchit·e : es~i cadono in ra.pida necrosi, .sepa rati d alll' par e ti d ell a cavità o~:;.t-a dalù'e:::s{tdato sle~so c he in quella si !H'oduce. \ l a•:.:"giore pwbabililiL di atlr.cchimento dovr ebbe avere l' i ll.rlf'::oto pedu1wolato. A pa rer mio n ei f·asi r he più freque-rrlem e11 le octnrrono nella. pralin t casi primariamf'·nte Q sec~m dari amen t e s~::U.i ci - qualtttlltlle i11nPslo pE:r q Ltanto sia esE>.g ui t o <'O n l<>• ·n ira <LI'Cl ll'ilf n. è d e~ l i tHtf.o a dare rsito twn buono. Novè .Josset·a nò ha inc; isti to sul fatl.o e ll e la en tE' cin'Mlante è o rtlinariamt'nte in condi zit)ni callive 11 tali da rompro nwllen~ il risultato e la e::et• uzi<me ~tessa d el p r ocesso; e ritiP-!1e c h e g.! i i nne~t i non si po!t'-::sereo considerare c he. •:oi1H' un Jliç alter, e che l e plasti..tl P migl iori fo::spro il più rtelle ,·olte d esti nate a fa i lire. · Cin'a l' imH~sLo ossPQ il L ;w renl è d 'OlJinione che f(liL' Iilo a.utopla:-t i··9 non :-:i l'i as~o rb e mai complel.anwnle; una huona s ua partP eon t inu a a ,·ive r e. Si giova pet l 'aulopl ac;;f ira del nw rg in c S!linale drll'o m opl.1ta . Secondo :Vlonond e VHnvcrts" l'osso vivo iuncs tal.o non lm c hf' unélpa:o:segf;'icr-a. azione d i presrnza !W l' er<' ilar e e d ir ig-rrc il l;L\·orio tl'ossifìr.azi one, é fini~cc per esser e ri assc.rni Lo al lo slt:-:so m <Hl o clri P<'t.Z i d '.o~~o decalc.i fìcJtto. Dn ciò t'uso !l.i'ù f r P(fll<'ll l (> di quesL'ullimo che è anche più facillnenle PI'Onu·ato, da ciò IHire l'irlrn di ri rOITf' re a r·o rpi f':- tr!lnl' i non o~~ei c· h €', :;e asr llic i, possono es:-l'l'e ind Pfìn ili vn m ente Lollc'rali dai lt>~:::uti " ·Il Co r·ni l e Coudm.v opinano chE' fin dal t er 7.o gior no q11 n:-i ll tlli g l i o;;;leopla.."ti del P'e'L.ZQ innPslnto tWrd ono i nu clei, c h fl lr C't'llnle o~:'Pfl ~ pari scono n.-i !!rim i otto giorn i €' d1e in sei m e5-i non psisfPr<'hhe ni ù n icnle d E'l! pPzzo os;:ç() i n 11 (>sta LQ. n Pascale, in un suo prcg..-Yo]c lUVOI'O" I n·l1(';:(i OS'-Ci : R i"llllnl i ::;p('· rim enlali ed u lte ri o ri r icHche istologirhe "• r·nmttniraln :Il \'H Co n!!r. di
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Al'l'LI(.'AZI O :-:E D E LLA BAY:-:TO!S Al.f, A CCRA DE!.l. E l ' ISTOLE, E CC.
Cllir. (R.oma 1897) , Yie 11e al le seguenti ro nc.lusioni: i 0 il pezzo di osso comple tame nte staccat.o e re inn esl alo cade ce.rtamente in noorosi; z• l e cel lul e ossee dei corpuscoli osc;ei si disfanno qu.as i tuLte , s alvo le eccezioni di elementi che, in esperim enti ben co ndolti su atumali giovani in via el i S\"iluppo, possono ancora conservare la loro vitalità; 3• 'la neoforma:uionc ossea s i ha non so!o i n corri~pondenza d e lla r~ma di frattura, ma anche d i tutt.o il periostio e di tutta. la dura madre corris pondente al disco ed anche più in là ; '•• contrariamente al concetw del David non tratt.asi di 11 na ripn:s.a di ali.ivitit de~li elementi antichi , perchè essa compar'(} in punti limita ti, coi ou·a.Ue t·i di s.oslanza o~sea giovane, perfettamente dis l-lllg uibil e da.lla sostanza ossea antica; 5• contrariamente a1!:a ipotesi di Ba.r t.h la n eoformazinne ossea non è progressiva, e quindi non sempre si kt sost ituzi one complt'ta del disc.o in 3 o 4 mesi: t>ssa im ·ece è limiLa.ta e , d t}pO 11\'V(>nuto il S<tldam<>.nto e sua trasformazione, si arresta; 6° nel di sco la lll·Oform az.ione può esser e anche non d i. vera ;;ost.a.nza ossea, ma di semp]ì,'e t.c::;:::uto oslt·oide o tessuto fibroso e rimanere così "· P er quanto rt)WMd a l'uw di c-orpi estra.ne i per c<1lmare ca·v:ità ossee r ic01·derò che sono s ta te adope r·ate numerosissime so.stanzH: osso calcinato {:\'lartini , Fau lin o e \'ll.lan , Bart.h) ; osso decal cificato (Scmn, Maleuju k , Kummel , Le De11l.u, B'LISL'.arl e.t, Yalnn ); avor io for<tc.c-hiato e steril i zzato (Kroen lci n) ; '>J Ht~!' H s terilizza.t.a (Cricke, Yan EngPlen, Hamilton , D upl a ~· e Gnzi n) ; 'garza jorlofonni ca , cotone e seta, midollo di sambuco ( Dupl a~· e Ca7.in l ; ca tg ut (Gli.ich, Duplny e Cazin ) ; ~oltomucosa d'inte::-:l ino di mnia lt ( Hal::>ted ) ;. gultaperoa (Martin ), paraffina (P oliLzer); gelat ina di •tg:tr al 2 % (P en nisil : gesso in ~oluzi o n c fe ni(·a al 5 % (Dreesm a nn); ges:::oect allum e (St.achow l : bi'ttcca di piombo (Trendelemburg) : t ~ :nolo jodofnrmirn ( F':lUt.ì no e Val an); saìolo iodoformico (Reyner) ; pasta alla colofo niit ( Gli.ich ì : amalgama d ei d en t.is ti (Mayer, Sonnembu.rg); la past.a d i Bet>k (Bokayl ; c<>-m enlo, ;:;t.ag nola, amal gama di rame (Slai·llow , dè Franr isc·o, S r hi.Jler ); mi ~~ · el·-'1. di s ali che r·oslitui sc.ono J.e ossa ~lt·"'l' : fos fa t0 d i ralcP RE-.(ì, fo::. fat o rli ll !a.~ n e::ia 1 ,73, clo rum di calce 3,5. ··arbon a.l.o di calce 9.15 (Man.:ozz i) ; p:'l]\·ere di jod oforrnio (Tauton e .-\ lq uier l ; pa!'\l.c spt.>ciHil·i a base di jodoformio (Neuber , Ha.chma;nn~Mo· St•lig, von :\1oohrofi, Delang1·e , NoYé-Josser·and e RenrJu, Calandra, Delb t?l. :'\lauc.l aire' , o a base di a·l mnt ei na (W emdorff), ch e secondo Lawzowa ~a rP bb e tossic·n.. In o~ nun'J d ci metodi eli o ttw·azione il -corpo t'Straneo, a p t! l lì eh(> <:in toller u.to, ha un 1111ìri o wov,·isorìo, erc il-u la prolifer·az.ione o~:.ea, s i t'ia ~s'~ rbe o \'iPue el imina i•). IL rasc hi am en Lo e l'asepsi d ella ca\'ilù d ebbono e~se re ped etli. Cir·r·a l'o;;te(lsinles i, s!>n7.a scN1<i Pre in ullC'riori d ettagli, dirò che ~i cllit>de anc h't•::::n, oltre !'11e ll' Cnic.n drli<'ata e lunlga, una sorupolosa asep3i, ml'nl rc che cl ù f:-t r ilP i ntolleranza d 0Yut.a in gmn pa r te appunto all'inrp li n<unenl<' riPlla fc •rila , !' Ile pu rLr-oppo non si può E'\"Ìhre trattandos i di (IJWI'<li'E' su focolai ~ i it ilJWrli , e qtli ndi esposti nrl i n ff'7.ioni. L amhntte, sE>blk ne t:u·cnnilo s.o.:;Leni tor·e del J'ost.eosi n.tesi , rirpor'l.a una s t'tlis lira dw conf0rma !;t pora loll"'rabililìt. ~u 5? proksi perdule l'i nt.olll,ra nzù s i prod u:;se fWCO dn.po J'oper<t zi0 nf' in 211 1'<1 "'-i , nei quali si dovl'llt· e~lra n·e la plarc' 'l , ciò ch e è ug11alP al ~6 %; su 153 r·:l:;i rl i avvit a~
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APPLICAZIONE DELLA BAYNTON ALLA. CURA DELLE FISTOLE, ECC.
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menti perduti lo stesso inwnveniente si pri;senlò 58 volte e cioè 37%; su '91 easi d1 legatura ciroolare e sutura co~ fili metn.Hk i, i fili furono estratti in i9 casi e cioè 23%. L'ideale sarebbe di usare materiale facilmente Iiassorb:bile e Solido nel'lo stesso tempo~ e studi sono stati. fatti e si fanno col magnesio, coll'acido ura.nico ed alt1·e sostanze. Ma i ~ problema è ancor.a .insoluto. In ultimo dov.rù accennare al metodo 'Proposto da alcuni autori (Schede, Bier, Lexer, Neuber, Volkmann) di !.asciare coagulare il s angue nella cavità ossea, chiudendo le p:JJrti molìli al disopra. Qnesto processo per le piccole cavità ossee può dirsi i•l zn!ilg.liore, ma p er le grandi cav.ilà può essere PBricoloso essoo.cto noto quanto frequenti siano i processi putrefatt:i"Vi e d•i sepsi negli ematomi, specie nei casi di· cui è !parola. Il Neuber cercò di rimediarvi unendovi antisettici. Visto così le diffir.olUt di guarilg"i'one delle fistole osteopatiche per ferit-e d 'armi da fuooo di guerra, la lunghezza dei metodi curativi, e la delicatezza di moJ,ti di essi, che per d1 più sono di esito incerto, credo che i casi che sono per riferire varranno, forse, .:t. dimosttare come con un m etodo semplicissimo " appEc.azi·one del'la Baynton al disopra della cavità da coOimare , che ha qua.lche analogia con !'•u ltimo citatoO, sia .possibile ottenere, in certi oasi, la guatigione con vantagtgio per il tempo, per l 'econorn.ia di materiale e di personale chirmlgico, per l'e:sttticn, per' la funzionalità. S'fORTE çr,INICHE. Caso l. (Hpednlc milila1·c di Kapnli. - L. Ftalt<:t'><Co, ~!dato del 2:;!)o fantei."Ùl. C'l. ~~. - Sem·.a preced<'nti morbo..-::i. Di ottima co,.,t;tnziotw tì,.;:;·:l. C!lflf' Cl cci <lenta 1nwnte nell'ottobre '18 riportando fratturn :li 3• inecllo <'lell"oml:'r'o .<lest.ro. Vll:'tte Clt· n1 t o in vari ospedali. R Nriduando una p.~~ udolll'trosi è operato <li osleosint<'!;>i con nppli<.'azione di plastm rnetnlllca con vLtl, nE>ll'OSJx-dale militare di Cam dei Til·rl:'ni il 2 fE>bbrnio Hll!l. E" trn!:fcl'lto nE'l [lWrzo in Q1te.<>t'OSl){l(Ùtle . ~\xutolo in <.1ua. nel mag:n,o 9UCCC»!;>Ivo, <pN.'SNltnva :.tl l /S uwdio della re~ione antero-eswrna òl:'l 'bra t'('fo d<'stJ'{), unn c ientrlec linl:'.aru di circa S rentllmetri, dil'(>tt.'l ~udo l'as.-.;e df>ll':arto. Incompleta per presen7~'l nella snn p.a:rte CPntrale di ftstol~l. La .spe<>i111lzione dnva L'l S>E>ll!:llzione di m·to contro una .pi:lstrn di metallo. Il callo non l:'r!'l <'On~liùato. \ i ~?sf:.-'tewl mobilità del monronl tli !.rnttn:11. T/esnme rndlo:':lCOpi<'O Ù.'l\"3: frnttm<l conuninu ta al 1/3 medio d~ll'omero dE-stro. I.ntRrrullioue nelln continn itù dE>ll'ornero. · Pr~n1.a <li piastra ml:'ta lllen ron viti. D;t qu~>s.1o bn>vt> IH'(~llno (.)l ~torL'l. -~117;,'\ €ntrnre in unerito n quanto fu prn ti<':J to !H'('C'ed<'ni:E'ment<' da n lt t· i· dl i nnogl. l"i~u ltJl <'YidentE- che fl<)!';.<:itlmo consldemre. ~u;r.'a ltro. il ca.oo Pffi' l'tmnlo::na de lle ! <:\'lioni i.n atto. a1J11 stre::::na d'una 1P.'><'Hdnrtro.c;i in cui ku tì~la è sostetmtn àn rot":J)i •!-strnncl, <ln ~ut>~ri e ùa IJ)rO<'c~c;f di ost..eitt>. <' cioè alla st'reglt:~ del 4° tipo df>IIE' fìFtolf' oi't.fopntiehe <IN«:Irit.to .più SO.JW:l secondo
D11jarler e Dejardins. Om qui -vl è lntolleranw per la T>lacca, vl è proet>sso di ooteite c:h? ~i (l('rpetnn. e . <X'.ct.'lmente. formnzion.e di ~"lE'<JU<'stri. Proposi quin<H l'Intervento f:'d t·~ fu Slc(-ett~lto <L'li malato solo il l ging;no 1!l1H. li ;:!orno Sll ('l."('r<:<ivo Ofl('rni. f'I1Jcrn::ivn.:.- ?llorfieloron.arco.sl. f~1r~a ind ,«ione di cirm 8 a 10 centimetri 1!1:'lln J"('~ione ~!-tema del b:rn('(>io. 1 /3 mf\Cl.io, sl'lport;mtlo Il t('~"uto òl eiC'ft.tric-e et! il tr:~gitto fil'tolo!lO. Bvitando di ledere Jl rwrvo radinl<' .si rt1~1!hm~ il focolaio d~la p~udnr. trol"'i e della pi~<'Cil. Dopo <letA:-t'SO il focol1lio fl:l piceol:t l'll<'C'Oll:n di pns stn:;rmnt<' frn l tes::~utl. si nsport.1 la plnl;:trn dl c1ron 6 centimetri <li ht~::hf'zlla .per due di larghezza e;{ ;lti, non riu~ndoa rintracciare ln 4~ . Furono fll'J)Qrtati vn.:i ~uestrl O."SE" Ì. <' ,::1 T<'~'<.'Ì\ t.'lnt~Hil ()$-<;{). !<111 dUéinòfieònl. fino nel nri"in1re !Sn o-~ siMll'iìht<'fl.l:i.' i!lmo. e nel ottt>nere due ·superficie di sezione ~rinOltuiflOnibili. Fu pmtirotn . intìn~ la
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APPLICAZIONE DELLA BAYNTON ALLA CURA DELLE ,FlSTOLJ;:, ECC.
t>i·ù ~rUd>Oio&~ èmost.SI.sl e pull7,ia d ell'(lt!Df)IH bre<'Cln, t'\:siduand4) una ùistall7~t di cir<:a Geentimetri tra i <1ttc moncoui d'os...«o <Ùl giust:aporre. Kon fu ~-il'letut:a !.1 o,..1:.-osint.E'~I, c tu·tto si ridusse n d' ap:pliear<' qttn.l cbe punto di catgut agll estren;! deil;t fPrita operntoria, <r".:t \•vlci'Mndo. il più po!<Sih!ie. i dltC monconi o~s.>i con nPJ)()sJto <lJI'J a·reeehio ~nunohillz:r.ante fenestrato, m entre che Ja J~lone tìl ta.mponatru con gu rza . che av.eYa il dttpli<·e 11C.'<>JI() di completa r e l'emostasi e di evitare che nelJe nl.::JIO\TC di ravvic>ilt:l1!llento e ùi fasciatura si intert[)Onesse frn i mon<.'<lni ossei del h·~,·ut•> mnscol a re. . TQt•mJMto l'~·l)Jl.'ll'<'CC'Lii<, !mtnnblliz:t~mt.c fu tolta ln gttr7.:1 e:<l :1•!tJili<'nto n pe>nte sulln cavità r<'!>id'tmta str!f'<'ÌI~ el i ."Jt:HtH1.L1lJIJ)() ltdesivo. l:lt•nm tlt'I!J•ngl('io. I nwnt'<lni 01'-"Sei disbtv:mo ora tr~l l oro 2 cm. L'lmnwbilizt.:tzlorw fu fn tt~t 111 rucli!o :m>ltt~ ~unifllic-e e spedito, con cartone, 4)l'e<:!.'<lentPm<'H te ~~ode !In t o. ed i mm~1 h il i ~za ndo 1·e> ntro la pnrcte toraclca come si pratlra CO..'l l<' ft·:1thnr<' d i da,·l<~ll:t JJ<'II:t D f'M ult. !T· de<'Orso .J)(}S1;-operatlvo fn o ttimo. Xon ]lr<',;;-otltnn<lo febbre lu rn·lmn medicatnra f11 fntt:a in (la !,riOrtU\tll. Rimo~!>O lo ~11:1Nidl':l·PJIO !>i troYò ln ~1•ità rlentpltn cln un eo:t1.'1110 dJ ll!ilJ!Ctto gclntitW.~O tinto in 1~>.~. t'~~> non fu rimo"'O: <'tutto ~l limjtù a d~ t~rgere i rnarginl <lelln J~<:i o>ne e l:t '{'lll<' <'ir('(>i':btnt.e <.'<>n lo(ill'UI intril':t (]il lw.•.nzina prima, e poi ron a ltra :ntri•::<t C"()ttllkool. S!Jri:tpplic-i• l o &]Y.l rMlrnppo 11 fHmte. TI tl.eenN'Q uiiA>riore fu l:'CJIZA'I inddt'nti. Le Jll(>(JiNit.ure non <li~>-simili •JX' r tipo E- ]ler frequem·.:L Tu <:irca 20 giorni l 'erM.e.Jio copri la lt'l<i()nf'. Gi à. 1loJ)() un tn('SE'. ci rcn. ~l notll\'11 1m HCC:f'nno n <·on~lhl<1ruf'nto. Nl iu ò.'l la 10 IJI!'O..«t o 1910 è ripnrt.'lto ne?lb en tte?ll:t C'liÌiiNt : CIC'Htrir<' lf'g"~f' rm~'ntf\ rinfos.<;utn E-d, nd("t'('nt<>. n nt.<•ro t>>"h~rn.'l hrardo de;.tro, 1J:Imoofo. Cn llo o,;,;::('() <';::Hbflr.' lntP. C'onsolidllto f,!CI'(' i potrr~fì:t. F. J '~JU(-1 mdiO:-'C'<I]li(<O. ])OtlltO !1\'<'J'(' il 4 >"IH'('('~:<ÌH>. ('(>llfN'lJlll ! \'!'IlW<' clinir~> cl:t JHio rwr r ·Jsnltnto : rallo osseo ('()ll>'OJi<lato di cl r \':1 :l f'lll. ;pl'l'fl('nrAJ di nJ1R· vi.t~ nwtn llir·:t [qu.ella non trovnt11 clu ran t.E' l 'o)'lC'raz.i cmc). L'inf<>nuo Jnsciì> l'o:<r>e· lk1le Il 22 ~x·! t <'mbr<' 1!ll!l. dopo unn ('ura di JllMW~Il:,"Aio <' ,11 ginnn;;llcn :H't irol nr·e eli cir<:n 1111 mf'l<('. e cioè :l •mN•i l'loro l'lut<'l'vettto. B sito runzionnle: Lf f'H' limltMdnn~ t)('n JTIO \'i lll<'U.ti do!I('0111ito. ll<>vf' ipotre>fì:t th •ll'nrto. ~riit f':<i~'tc•nti primn ò('IJ'u.Jiimo :tlto e>r>N:ttivo, <><l :t<'rot·!'i:tnwnto d PI brtte<·io\11 2 N>ntinwtri, r•lr:i,<:um ndo C'Oil pnnti fi,.;si :11J'arrmn!on ("'(] n il'('pic·il!Hiilo. 0ltso 2. ().~pptffl/t> mililrtrf' tli VnJli•1i. - :\1. r, l'll•ll:li'O. Entt':11o il 12 lng"Jin 1!)19, Jt J"()Y<'Ilit'lltf• rlall'O>~))(;'JI,lll." m lli tttl'<' di ~i<•tl:l.- .\nnmtll':o:i fnu t illar<' l' t'f'lll• >l~• lH'I!':l Fu f<•rilo di b•).mult n lll:tll<) alla J:dnl•h·t :<iubtrn <lnrantt• un ,,,.,,rltn. ll·!>i pn'"""ì di ~oli n~(). i l~ e>ttobJ·e 1!)1 ~ Tiplll't:ttHlo f<·t·itll il l l f;-l inft• rion·c d«.>lln ,gnmbn d<'stm <'<'D: fn1ttl1ra c•omminntll <>.'-l)()l"t:t d(') ln tibia e flf'l JWI'(fllc-. ::'\('IJ'O:<Ji(lo(Jnh• di ~~~'gln . on' r iallfJ!;'(• <·iJ'<':1 un :11111o, &1Jbì riJl(•tut<' .<l4 ·qu~-'4 roh)Ol i <' J)('t' ()<:t<'omì<•li~ <'ronirR dci fmmmC'nti (] j frattn rn. Hl v:tlicl tl <'o"titmdon<' fi."<ka. Prr«pnt:rva :tJ 1 '~ infrrioJ·e ('(! nnterl•>t'fl d f• lla :r:n nha .9Ìni stm . cln<' d r·nll'i(·i lltwari cll,-,postP ':1 l'l'<~. Al le> <•.-.t.r('l1lln Ì11· t<>rno llrlla <· ir·:ll riC'e t r:t >{'I'CI'Rdf' !<i o;:"<'r·v:1Y:t un. trn)!i1'tn 1is:t<llMo :IPJ•I'Of<l1Hl:1nlf'.:;i IWIIa t..ihi>1 Jl('r 4 cm., -<ornr~nmf'nff' !;p<·Nn<>nte. t\('('On'i:tnu'nlo <li rm. :;, It)()tl·nfb. Lieve ('Q uini.-,mo òel pi<'<le. :llovi•meuti l imitati del p i<>O<> e <l (•tln )?nmbn. OpPI"ft::itllle. - Pr()jl<'r.<l'a l'oj'l(•rn:t.inn«,>. la ~"f'J!Ili i n 2:) (lJ!O>~to lfiJ!l. :lforfiC'IorOJI:t ,..: M>oi. 1':1;.:-lio H <'TOC'(' nspcH't:1Juln il tP~;:nto di ri(•;lt J·ici" - f;('()J'I!t' im>'nto d cll:t fistol:• ti))lill<'- ~"<'':tlp<•llnmNitO !':llffiei{'llfc• pPr flJil'Ìr<' In ('llvità ;::('qn<>><tr·itl<' <'Il :1~~J·tm:imh' i li pif.,..'(lti F>O.-·qtw;..1Ti. 1':1>·dtinmr nto. <l<•t(•r·;:Jon<'. HN<id11ò 1111:1 C'n ,·it:ì o~~}l 1li ~ c·nt. d! profon•litit, <'On fli:111wtro <ld1:1 ~11'.~'-fl lun~lii'ZZH. L'rwhi pun ti <li r :n·vi cimunPrHo ~r;: ii t':•t 1'('111 i 1l\' l tm~ l io. 1111'11 h<' •·hp 1111 ta111 pn li:t ,! !d<' c 0'111 J) I'P!':>< i \'O pra t i•·n v n l' rmo,. h ~i. :\ (L ('lnO>llll.'<Ì ,I Y\'I'n\lt:l jJ t.'llll;>llll l· <l ì .!!:tl"Z:l fu toljr) t',i<i :l]>jlli('lll'•)Jltl ÌIIIJI1('tliat~lllll'llt<' , a ponti', :<t r h·~·i<> rl i >rp:1 rntl r:t•J ro :lll<•i<iYo, .<>!'ll'l/1 •lrf•ll:l~gi(l. DcC01'l"n Uitf'I'ÌOI'(> j)(>St-<']'('1'!1\Ì\'(• ."l'lll\:1 fphbl't', ;\IN i ic·at.ul'f' >1 dil't:t n7.:l di (Ì n 7 g-lot'71i. f'Oil'<Ì-"Ìt'ntt lP r i mo;dmw ch•llo !'ll•!li"Hlr:q•f'l(). tl~h·r«ion(' ll<'i mnrl!ini ,, <lo•ll·J cu lc C'OII;!:Jt'r.:t !'ltc ·riiP irni)('Ynln d: l.t•nzi n n <' l'l4>\ 1.li nl'"lOI. Hi:1)'J1li•·H:t.ì•lnl-' ù r llo ,.,11,1• r·Hdr:tppo ;<o"JIZ:l I4WI'lll't' nwnonJalli('llte i:L lt·sione. ('mn" no•l <'>I>"<> •JII'Pf'l'<i'lntt' !<i <~ > n~f:tli> l >i·ll lll'<'sto l:t r:1\'iti• fl· ~l' 'l ri<'l11l•Ìh1 cl:1 nn C'On,:rn l o ~~·I:Jtinose>, tinto tli J'OR<.o. l'rontu C'pitnJi)\zflzionr. C:iiì il 11' l"Pttf"il lhr(• ti)l !l, Y:lll' :t d!rP a 1111'1111 !li 1111 '"'"':<' <lall ' i n i.•J'\' ntn. :<i :,,.,.,.n; <·n,·itìr ,.,.,·r~• t·onJtdetam " nh~ <"()lrn:ll:l. n ;.1tJli'J'fìt·i<:' <'Pit<'li z'l.:lt:t. I l !l nttohrc· ~·pnh·n cli111f'~M. (oflmpt • tnm<'lll<:' Jttt:1rit<'. ('011 I'Ì<':I tr i<·(' 11011 d t'lf•ll'lll<', Iloli Ì Il fll>'•S:tf !1. J<li'O ll tlPl'<'llt<'. Lirvi !liStlll'hi fnllZÌC>ll:1J f g-lir <'~i>II'Ht i :ti '<1lo tra«f<'lri.!!'r lltn i11 'IIII''' IIJ '"'fH'rl:ll<>.
u,·n .
A.PPLICAZIO:>;E DELJ.A BA.'I:N'ION ALLA ('URA DELLE F!S'IOLE, ECC.
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<.:n,:cl;{. 1,. Cliuie<tcltirtu!Jil'a di Sopoli. _('. :\lichele di Ca,;tr l fn•n<.'(l . a. 2::!. ft-r· f O\;err. EntnttO i! 1::! ~"mlll.'lio l !l21. An:umtesl f~tu:dl!are e- rèDlùhl Uégatl\'fi. :\"ell't•l tObre 1!117 riJportò, In ('()llJbnttilnl?ai•tò. ff'ritll Ila l~lll.ettJ\ di mitmgluttni<'f' al la !!:t:::ba
tlest.r n C'(>D tmttum compl~t:'l. ('.'ltturoto dal ne;rnjoo . .subl durnnte Ll~ prì~tìonia ~! ;~ttl
<werntl\·i per J •roceli;.~i o><tt'Omi(~lit.ici, ecl altri ne subi rlmpotrla.to llt <n<JJ<'dali d.,-1 ne.. !:D•). N E-i mnru:do-glu~nn lflJ !J ri<:òniJ)Ut've febl>re con f:tttti !nfi:t mauatvt1 loculi: 1:11a delle dc-at rir! olia gnrul.Ja d .. che ·~treva c-ou.pl<etamente chiusa, si rluprì s.r•outltllt••l-rnente dnu<l<' ('.;ito n JlUS. I M'l leo;iou<' u on ck~1triz7.ò più, per <-ui• st.an<.'O della sun J\ rtina(·ln n nnr1 ~ua:ri1~ rhiRde ('< i ottif'nc il rioovero iru eUnk,t. Costltm:lone robust.'l, toloritv ro;,'el>, JlfUmirolo Hò.i;poao discretamente u bbon.dn :tte; 1na~-c um:-;ro iRri twn'l' t5vihtJ1J.Iate, org~mi tora<."'-nddominaU s:.tul. Alla J!I\Iub.'l tf. tnl il 1/:3 :.11J><.•J·k·~ e tll('(li O :;l notano 3 ci ca ti· ici n formi\ n l hl ns.,"'l tJt. ti i ,.:pr,:.Le Iongitud i ~ .. 11lu.e.nte. Due sono chiuse completamente, e si tr·o,·ano ri;.pettiYUill<"llt-E- a UYel lo d <·ila fn<X·in nnU>rlore tlE>lln tlbln e del polpaccio. l'n:t 311 si OR"t'n·a n liY<'ll<> dello SJ~tzio· inte.rosseo e pro.%nta una ;,olu:r.lo.ne (li ccntinuo (l('tvt mle . dnUa qnnlt· ~<·m e JlU>-. l-'l tibia è deformat.'l, sporg(!J\t:e all'interno per lperostoili allt3 !,>Up~ rlore d'ella :ma \l i:tfis1. La specill:tzion<' ru>n rivf'ln Pl'e><t'llZ:t <l' os..-.o sc·np<., ,1·o. I:t>::::tme r·adiO)!'l':tJk<a ru t'Qnst.at.'lre urn.<t J'l(wdita di sostnuza 0>'<*:1 su l m:ngine- e ~111l:1 raeda <'><l~· rru1 •klla tìhin. u formn irr<>~OVJrt', n bordi frn.!;t!l,::liHti, (l!'l l'nmpi<'Y.l'.:l .m('<lìn di dr<11 un ""oa ·o. l pamstosi iutenut ('St~>-·:.u n h1tto H 1 1a snperior~ del la !linfì"i. 011era::iou e. - Opem, J:~Cr ~:enti~ cor~>:;-e.'$lone del LlirNtore òclhl Cli.uicr.. ]•ro-· Ce~l'e Pils<·nl<•. il -1 febbmlo Jf-121. :\arr<>!!ii m1>rti <'l<!l'o-<'t<' J'(':l. Entcl''w~l vrcn';Jth-:1. C<Jn 2 tntdi .<:<•milnna ri ;:i ai.TIOrtn In cLrntri rt• in CMTi-"J••md(•nut \l.!:'illl f:t c'<'ia :llltN! " I'\~. <lf'lln tiHn. :::i lllt•tt><> Il !l" ,.,...,p•· t·to l'o~o. Qne;.:to prt·:«'nt:• nd "w'"' "'"·"<'~!'(' \lJHI • a'l'ltfi anfmttnoSII. che l'HJ:J:iUnj:!'e la .<;u JWrfic.le po><t<·riorc ilelht tibia l'<l nll'e:;t,·:·n•J' si am-e Jwllo !!'[lnr.io ln tl!rosseo. La I •arete ù <' lla <:nvità è ror~<:•rrn <li gr~nllll:~ zioni 11n<-tide eli in pa rtt fot'l•Jat() du <).«:::o rtP<·:·ot it-o <' rl:~ t~s;:utn •l i ci<.::J t.l i•·e. "\ s;portn :f.ionP de l te"-'>u t<• <ll granulnzione e <l<" l t<'-<;.'<u to tU c-icn tri<'(· ~ ~~n il C\lCdt h io· e (..-m le for h i ci. C l'U ('nt:tzione e r<•;::olnri:>~;-.:;zì()n"' t1eil:1 p:Jtr<'tP tlPiln (·m·it:'• O.<l.<-'{•a cou Jo scalpello <' ('()Il hl ~orhia . L:t <'itYitìt J'C.«itlunta Jll'<",·t' Jt!Jl un <UJtnwtro <11 drt•a {i <·JJL J~r nltn'ttnJltl eli JWQfondltiL Assieuntta l'<'mo:o;tn;;i tlefinith·n si melllrn HI•J,Ii"nmlc• ~~a nHh~lPJKI 11 poli te sullll lt~lone Jl(.'ll' modo t i! chiudcrln ('(lll1]t lt~ta~nelllt'. :-.;,, ,._ su.n dreM;;J:lo. Fnscintnrn. DProrso nlt<•rìot·<' ~vtw.a febbre. Le JlllP<ll<'ittltm<'~•no •rn·nticntl' nel ilJtCrYalli di ~~" 7 giC\J'r!l <·on il :nl'fl!·i; ÌIP!l >:i«tem~t tl<'i (•!!<:l pr('('f'tl('nt.i. Alln p:·inlll nW(liratur:t hl <·n \ 'itit è <rÌf'>Jl\!)itn ia i •>trte dn s:tnglte <'O!<J:n lnto atlt> rPutc :li fontlo. in parte tl:.t. li<]ltltlo ~· n j..'1ligno non ('tl.'l;.!lll:-tto. All:l "'<'f'Ontb mcclì<"atnrn l:t c.t\'lt.ù è ~iìt not.,-,·olJnf' utt• ri:>tr~'tlit, btHlll<' J:l'atull3zionl u e C<lprouo Il fondo e l<' Jlll l'Pti . Xr:<.-•ltno indcl(>nte n<'ll•• snC"·(·S:."Ì\'1' n ••••lic-ntt·n · Le gntn.ulnzl()ni riE'mplcno in tr·mpo relntiv:uHe.rJt<' hn•\'C In <'a>it:'t. E l'l'pi t,• lizY,;I:>~'.,n, .· Jli'O<:<'<l<' incli ~turbntn. J/inft' rmo <'S<'e il H aprile l !l:!t g-twrito. <'Oli <•ìt·Htri<'<' ",],ida J)Oc'f\ lufo;;.;;ntn. Du<' Ps:.tnti t·ntiio_!!r~lki pratieat! il 1!1 f :·hhraln ('<l il1:1 :qwil<' h:Hllto· fntro <'Ooobtt:HP: il 1° :::iit il fnrm:trl'<l di un'omhnl l'<'lll<' tllt:l li><tt>l'(•l ia !iJH"'c·n ,.nJht T>O"--itiva tH Jl()('hi mm. <li !'<JH''»'nt·f' tutt() ln J!itr() ;;nll<• p.'lr<'ti tl<·ll!l t·n,·iti'l: il :_>o tnlrn hl ('11\'itìt 0('1'Uf\:tt:1 l'Iii Ufi'ot)l,lom un ro' plit dl'll l<:l ddln }ll't'l"Hll'nl<'. E' i:t•nxn <luhltin un h .•s'<n to O><tc·o!<l;(> lWOfnt'lll:tto.
I fall.i imporLanti da notare nei rAsi esposti sono : i o abolizione del drenn~g·io cii ga rr.a: 2° mooicalllta alla. Ba.vnlou <lllpli cnt.a. n ell.<t cura dcll€' perdite di s.ostamm o~sPa . I vantrur!!i sono e\:i denti: fac.ililà r. semplici là di Cttr·a, e\·itélndo di prRl.i cn•·e- metodi inda!!ino;;i, e di 1·isu.Jtato incerto, d: cs lrDsinh:si o di plasl.i<·he; bt·rvilà dP lla c11 ra s tessa : i.l p.rimo è guarilo i n J10Co m eno di dttc m €':::i, il scrondo in· un nwsP. e mezzo, il terzo iu ooro niLI di 2 mt>si. Non è l rasc.urnhile in oltJ·e l'ec?nomia enorme di m;tl€'ria~·e di m ediraluru e di prr.-;onalr•, prati(·;m d osJ le mwica.Lure :t disLanza di 6 a 7 sriorni. · . Altri vanlaggi sono da ri ceJ·z-a.tsi negli ' e:-i ti: la ciralrirl• è qua~i p in -
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JI.I'PLI.t'.-\Zhl:-: ~: DEI.L.\ Il.\ Y~TO:-< ALI. A CURA DELLE }'l)TOLg, ECC.
neggiante, non def01·me, poco aderente. Inoltre il metodo potuto appfl.care all'tnizio del m~llt>, dari.t certamenl~. pet itl minot tempo della durala d ell ' immobilizzazione, vantaggi funzionali: nutrizione d~ll' arto meglio tCH !Servata, minore probabilità di rigidità articolari. Io seguo il metodv •giit dal1918. Esso mi ha dato esito f·a vorevole tutt.e le volle che le condizioni di asepsi lo hanno consentito. In gent>re il drenaggio, specie qu8lilo di !garza, che uon tempo si adoperava sislèma.ticamente e con tanta cura, è da limitarsi a casi s.peci.ruli. P cioè quando per le condizioni anat )rnkhe e meccani1·he (IeLla regione, il pus facilmente risl.ngna. Ed in t.aJi casi si assO<'ia spesso a1 drenaggio tubular·P, coniA\ potrebbe essere ·nel cavo pleurico aper·to per empiema od :in a lt.ri t"iiSi in cui il d eflusso dci liquidi non può cornpir.rsi spouta,neament,e. TutlaYia a.nc.he qui è bene tentare, presto, di ac.corciru·e i·l drena,ggin per poi sopprimerlo dr! tutto a breve <lislanzll. di tempo. Cosi farendo Ilo éWuLc casi di graxi empiemti guariti in menodi due mesi. R e.Cùn~emente ho cm·ato nell'ospE>dale militare, in una gua1'dia regia. un V<L~to asc~:sso s uperficiale del oo!Lo, esteso a tuLta .la regione anteriore ed ullè laLcrali, nonchè alla parte wlta. d ella. regione siel'fLalo e dolle sotLo-c.laxit:olar·.i, praticando una ::<>la inci.s ione di 5 cm. nel punto più dec!li-Ye al torace, e senza. adow·ran' ()[cun drcnag(JiO, ma solo .medicando a IJ}iatlo. Dopo 10 giorni le su per·fi~i ascc~suali avevano pe.rfet~amen t.e aderi t .o n::;i duando una piaga, a buone gi'anll lM.inni, nella sede d ella ferita operatoria, a diametro di 5 per 3 cm ., che fu trnUaLa a,lla Baynton. La gua,·igione comJ}leta si ebbe in 20 giorni. NeUa stessa epoc.a e nello stesso osp~da.le c·urai ed operai, con i medesim.i crjteri, un tenente con un vasto asc.esso sot.torenale d eGt.ro diffuso a tuUa la regione retrocolica ed iliaca.. Aptrla ·la r.ae.(:olta, con un Laglio lombare alla Morris Le De n tu; drenai in primo tempo, ma già a.lla terza medieatu.ra, quando la febbre era ;;,·r,mpa1-sa, soppressi og-ni drenag-gio medicando con applicazione dì sparadl'appo :tdesivo a ponte sulla IL'Sione, e lle formav·a ancora una vasta caviLù. La guarigione si ebbe mpidamenle in un mese. L:t garza immessa. fra pareti suppuranti ha azione meccanica nociva. -su: Ie gtanulazioni . per introclurla !:.i p:rovocano nuove lesioni e nuove propa:J:m zioni di infezione, come nel ve n ire rimossl'l, anche se .ammollata. co11 acqu a o!'-.<>igenat.a, ptod.uce slrappament i: le granulazioni sanguinano fa•·.ilmente, e ,J'epitdi(} giovane è portato via in gra.n 1pa1-te con la ga~. ·soopprirnendola invece, nei casi de.tti, non solo non si .hanno inconven~ c nti, ma si accorcia il tempo per la guari'gione. P er· CJUanto riguarda la Ba.ynlon, apJ}lieata nella cura delle perdite di ~oz:lnnz.a nssen., l'idea m.i venne consid e~ando il moccé\Jnismo d'azione d .::llr) ~ JH\ radrappo i11 quesla medicatura, che si conoEce da Lutti quan~o sia acloperata bene, e non meglio, nelle 1;lceri var.icose, nelle piaghe da -srotLu.l ura, e tnt.t,e ·le Yolte r· h e vi siano r>tù o m:eno estese su·perfici g.ntnulanLi da coprire di epilf'lio. Nella Ba~· nton, oltre a manrare l'azione nociva della garza, appl icala tlircllament ~ sulle piaghe, lgiit <.Lccennata, ::i ha un fatt o rwovo ht'nffico: al disotto dt>llo spuraòrappo si forma un arnbieniR calcio umido più c.he mai pr·onizio al'le buone gr anulazioni ed a! 101'0 rigog-:io, m{•nlrP che l'epilf'lio eh., s i rip:·0dt1c·r ricopre rap ida-
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APPLICAZIONE DELLA BA YNTON ALLA CU ltA DELI.E ~'BTOLE, ECC.
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mente le granulazioni senza che venga s trappato o wmunque di,s lurbato nel processo di riproduzione. Inoltre, l'essudato, ehe si forma in quantità più o meno abbondante, misto a detriti dii elementi ~;ell ula.ri in n eerosi, e a volte a scarso pus, e ·che si raccdgiie soll-ù lo ::.pa.radrappo, tra questo e la piaga, esplica un'azione evidentem ente stimolante beneficamente sui tf'ssuti, p er modo che le g ranulazioni d apwi.ma lurpi dt:, se· -cementi, coperte di pa~ina. biancastra, diventano rosee, .e sc.af$(\.men~e secernenti. Qualora l'es5udazione sia abbondante, non per quesLo le condizioni, mutano, essa si fa strada allo esterno lo stesso· scolland o par.t.ialmente lo ::paFadrapr>o della cute. Dunque pensai che analogament e lo sparad l'aJ)J)O doveva agire n ei casi in cui ci si Lrova di front-e a ca,vità osseu residuatè da sequestrotomie, e mi deds i ad applicarlo viste le difficollà d el la cura delle fistole .osteopatiche più .sopra accennat{)>. La cavitiJ da colmare s i r iempie b en tosto di un e5sudato più o n1eno rossaslro, .che a volte prende l'aspetto di pus poco denso. A volte JSÌ coag ula prend end o un aspett.o ge-latinoso . L'e!=.sudato s i riassorbe e si elim ina, e b uon e granulazioni 'l)roli fer.ano rapidamente ed .indisturbate dal!! e ·parc~i d ella cavità ossea colmandola in tempo relalivam~VJ·le breYe. La produzione ossea è ac.celerata e oompleta come nel 1• caso, in al tri si ar. resta ad un tessuto osteoide. S·2nza ricorrere a m ezz.i artificiali noi abb iamo ciò ch e s i cer·ca ottenel'e t on le plastiche (innesti ed ollu ramenl i) ; ma in modo più sempl ice, ed i n t empo di gran ] LII)Iga più br~ve. L'essuclato, specie allorchè è coaglllétlo, non ha cioè che una passeggìera azione di pr·esenza per ecci tare e dirigere il lavorio di g ranulazione e di C'~s ificH.Zione, e fln!:::ce per esser e I"iassor·bit.o od eli mi•nato. L'~pilelio pOli, neoformato l'apida.menle, copre la 1esior:e e la chiude ag li acgenti infetti v·i esteMi, appena le g ranulazioni banno affiorato il livello cutaneo. Si ha epilelizzazio ne comt>lela prima (h>J !'{ls5ifi cazione completa . Il 1" caso esposto, poi , oltre a dimostrare la bonlit d el metodo dello sparadrappo nella cura dell o?. fi stole o:;teopat.ic-he, con pe rdi La di sostanza ossea, confer·ma come spesso un buon callo ossro, in r·aso di pseuda.r1rosi, p11ò aversi con la semplicecoattazione d ei frammenli, e che, in ogni caso, l'u3teosinlesi non d eYe praLiNu'si se nnn quando l'asepsi 'Più sc rupolosa non è as::.icu l'ata, e quindi no n mai nell e ft;;tn le osteopaiiche, tranne ch e la si n tesi non si rimandi ad un s-eeondo lempo, quando forse non è più jndi eala. LE'l'TEHATt:RA . .Ar r:nF:IT. - (!tl >I{II'C'8-~0 XLilf l etlr.~l·ci t/i ehir. 1-1 ·1 ~ ntll'. l!lH. cc Zf'ntr. rii1· chir. », l!! H, SllJ>PI. ;\ l n. 32. Au;, ,,,:»oKr.- Sui tratl inllli lii1C1'i di o.•Ro. c< HIY. (I:>JI. ''· J!'IJ:,, u . (ò. A r.t:,.;:H:»IlRJ.- Ui1t'uìoue pt•l' 711'imu ue/11: frl'il e t/ì !111'' ' ra. « Ginn1. di m~<l. mili tn re ''• 1 !118. AI .J::::I.~.IXI'I ..l. - Su11a ru r(~ (/C'Ile f. 11 f. 1\'l. l!ll i . A :-:!'<'TiilTz. ('eber Tùwr•llrnimpTnnloli<lll . << :\liin<-11. )Jf'cl. '\\'or li ."· J!Wi!l. n . ::~:. Axu.\l· st::-;. - Di,. rwtll ologiseh-a>~a l nmi.,/"1/f 11 nru>~ tllt•!IC'' t/r'l' / ,1'/rr r rt111 <it•r trei etl Jiuneheu 1't'(llt.~fJT111rlnlitJII. << :\[f'(l. Kli n. TIC'ikt'ft . ''· J!)Og, n. 2. AxRA t'l'EX. Plasli!!elle nrwrntio netl a" ll' norllt•t• .• ll·•'"m. a F ortsehr. ò . )f<-<1. »,
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APPLI CAZiONE DELLA BAYKTON ALLA CURA DE LLE FISTOLE, E CC.
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Cb. ili!' T't' r.,.,.,.,,,lll'fl l/l' l' tn:if'll /illr>Chl'llf>/n.•tih· . l)i.<J.-. r. Jl rtf'l;r•r. ~ I J:/1(111 · th•ut"" ·ltt• G n.•••ll:,c: ll. f. Cllit:. "·
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1-:•fi''I'Ìiflt·,ll'!lr• 11. /iliut.w·IH' Ul'itr. ~·ur. frdc l ·'• llrallsf,/rorlalillll. <d~t· itr.
z. Kliu. ('h ilr. '' · J!ll2. Hct . 77, TI. 2. )f.\I' I'L\lllt:. - t/1//at/ir• t/t·.~ (J,,. Iu l.<• l lt-uln 1>1 D•• lll(~t: 'l'rrtil(! t11: ('l!il'lli'!Ji r. Pnri~. 1\:1 i liiì·n•. l!lllS . .\[\('~' 1.1110·. - }/1 11 l' NIS r/1' /ìl'lljl't'ftft•,; ilf//'fl-o,.<-'1 ' 11 r . 1/> f• ll/1)11 1' / !ll'f'((t· 1'(/1/i/rl f/ Ì IIf'II ·' C tlltllll'<ltalr·. « l~ ull. et. :\h'•ut •lf• In ~• w. dr· <'hir. <il' l'ari"''· 1!111:, n. :li. p. ::l-l::! l.
·.
A.PP.t.ICAZ"IONE DELLA BA l ' N'l'Q N ALLA CURA UELLE .FISTOLE, EC'C.
109
H1111ilietiYC 1ì 1a prmfln: cl'i•:•nre jullli/Orm éo JIU!Ir cr,1111Jl1:'r ww cavi/è os11cuse. « Bull. et Mém. de. la l:)oc. de chir. ùe l'itri::;», Ul1G, u. :a p. 1100. ~1~RC07.ZJ. ,,·~Hn·v metodo ll'im[Jium&atura di'Ile u~.ya cu11 i sa li eli cakc. '' Ut rif. m~d. », u. l!U, 1UH. ~lono~t.:. La rtf. me<.l., XXXV, 1919. :\h.A'l'OS. /JI'II:t o/J;<r:·rt·((ltlm8 li (j yreffes nms1·ulairo·~ 1.!/11/lluy<'''·" ti. cum/J/('r rTe:1 CA.lvitès ossettses créés 1JIIr L'éviileme·11t chinwgioal 1.lmrs le truilcuwut dc l'u.stéo· _\l.\UCl . \IIUJ. _
miyditc . Bulletiu <le l'Acullémie !le Pari$ :·1° "(!rie l. LXI111. 11,1010. :'\t:L.\TO~. ;'i.\SSt.TTl. -
:'\<:t:nuc. -
Aça<lém.ie ùe i\lédeciue. ;\tarzo 1920. archivio Ital. d l t"h i·rurgJu, Vol. Il, 1920. Au/t·il;ol!/ -:ur tn::lwic:h (ler a.l!fillf!Jilit.:lt cn II'UIHI/Jelwllfilun[l 11/HL !le11 Ilo·
lwrrt•,·IJIIII<Ie.s. K it>l, 1&iS . Les ratJfJOrteurs au XXI Co11y1· . L-'r. tic Oltir. HJOS et Rrsnltat.~ c!loiyn,:., dr: l'o/.1/itera.fion dtJii cariUI! IJ.,8Cli·SI'$. << It~1·. ù ' Ot·lLH>JJ. ''• 1UU. n. 2. l'.~::;C.ILE l!me.sli o.,sc:i. Ril!ullati 8/lt'rimc:tali cd Jtlt!:riuri ricerche j.•tviu!lic!t• •. X ll Cong. <1:1 cllir. l1<1DJ~l 1~!J7 a l'olid. »e « lUi'. Iuell. >>. X'ov. 1BUi. OLLIJ-.ll. 'l't·a-u,:; des ltéltectious. P:u·is 18..'-;!J. Ui.I. JF.II. 'J',·ai.tc Ile la t·tiyènentLion dt.~ u~. l'uri:s 1f:(i7 e ,c Arch. d<! phyl!. ''• 18."!1. l '.lltt: :-.T. - l'onll'ib. Z'étu.de e/n /raitemcut c/1<8 {11'1/lllls é·d(/Cmenlli u~:seu,c· pru la vrefje u rli/1Cu.~c d~ Ch<IJ)ttl. 11 1'hè::;(> de l';!;·I;~ "• l!llll, I'.IRTSCH. - lùwc/teu implautation am Jhn.•c;lwu. \{ :\1ìi•li:II. nwd. \\'ocb >>. 17, J~no. l'.I~IXI.- l:tsfole o:stropatiche S<'conclu.ri e a f. di. (JIH' rro. << Givrn. dllllt'I.Ì. milltilre " ·
.:\o\'f: Jo~st:11.1~o. _
«
1918. l'r.:xx1sr. -
S ull'obltte-radone tli r>erù.i/.e d·i 808/cm:a. 0-'1,<1'(1 con <1yar <d..: li n . chi t·.».
192H. I't::utsL - 'J'mpianti !li tess:1tlo adip0$0 a scnpo chirurl}icu, H uiWI 10:?0. 1'11-:quL- i:iu r la yreffe •JRSCI.t.se. « Bull. <·t ~léru . de ùt Soe. tlt•l'ilir. », l!IJ:.l, n. l i.
lhn10xo. -
Journal <le Chh·. 1920.
lt.\n;~. -
L e tntUmncttt d es ca-vites osseuses wrr ln vo11cli1W ioc/IJ{o r ut<'c. «'l'h. lle ?llvutt~ellier >J, 1!)U. l'.lwlsKr. -- t ' riJP.r li.uoohelltJJ/Om.be mit .lfwsf,·cl.<mlt,~tan ~ . << l'r:r.t':;I:Iù Ch.il'twgkwy i l!inekolo,:;icny n. i\lar~. avril 1012. ~~ m.t::'\T. - · Jorual of tlle Ho:y:1 l Amny ~Iedicru (A)rJ l." , 2-91!}. l:'<'.ILO.'iP.. - l'oUcliuiro. · S. Oh i·r . N. JO·ll·Vl,!. iSeuJ1.u:u. - Zement als l]/ ulstUlung8. 1t.nd Pio m /)('Il ma t cliabei Sclt ii<Le/, OfWI'Itliu· 11<'m. ct WietlCL' KJ . Woch. n, 1!11.-J, n. 32 f' Zer:tr. fiir clùr. 1!1H. p. JiiSS. Sm:R\LI.'i'\". - Salt sol.utioll a •., tt Filling to·r Bonc Oariiic.~ cmd for Vacrrul Stlfl('l' ·' iu 1/te Ra·rt and Sott 1'issues. Su~-gery, Grnec. llncl Obstr, ltiU. Tll ..rn:x et Al.QUJt:n.- J,c 1>:1omba{le prLmilif des cr11;ìlé.~ O~S.Seuse 11 épiphy.~rri-l·r.<: CII . <·hl r. de Ulterre. « llull. et Mém. de lil Soc. dc Chir. de Paris, l!Jl7, u. i. p. Jti:;. ~Jrt:rF. - « l:loclé~é )lé<L rle Varna >> , Genn. 10U. l i fTit.l! Tl'OIISJ)l(tlllat.ion ().~.~CJ(.~(). (( HulL et mém. d e In Soc. <le et.dr. )\, l 91:!,
n. 2:?.
'\'l<;s 11:0. -
Plum/;{lfle de.~ v.'.
(l
T.~ou MC:•d. », l!liJll, u. ::li.
I lO
OSJ:'EDALE :IHLITARE PRINCIPALE DI NAPOLI
SULLA SORDITÀ UNILATERALE n uh~ del dot~. Vincenzo Accorintl,
nmggiore medico.
Lu, pr-or:l della ;;ituuJazioue •utilatc mh• J1•lla sorùitù, propo,ta dal ' pro f. :;tefa aiui e ùe:scritta dal pro f. O raùeuigo uel faseicolo del magg-io HI:Zl del (ji(Jrllale di medivina miti.tarc} tront p1·aticn a.ppli('<tzione per H suo irupiq;o :,;cmplice èd i si<:uri risultati in mt-ùiciua legale militare. D1L quando ùiri;.ro il senir.io otojatl'ito ho avuto opportunitlì di con:sta tare u . 23 <·asi di Rot·rlit;\ monotie;t in infermi pro,·enieuti d ai Collegi medici di 1° ~t·n do llella drcosCJ"i'zione del Cm·po lli Armata. di · Xapoli, e non ho mni omc~o;~;o, .scnendomi dci ùiapn:o:on, !35 v . •L o del Do 1~8 , .. cL, la l'l'n\' a ~t<J fa nini com<> comple mento c]<•gli e::mmi auricn· htri a <·ontrnllo d•· ll'auùir.iont> ai li'uoni. La pra t i<"a· wediro-legale mi con~<· nte tli poter aff(•J·mnn· che altJ·a fll'0\':1 <"he ha l' }tlOJ·e ,<;ulla. simnlazionc d t> lla l'OJ'ditù. unilatt•rnlr. ù quella ù el c< falso H.i'nne neg:ntivo d el firadeni~to >> . E ' pt·o,·a, iJlùi scnl'sa di lahil'into morto cla un lato, la const;ltazioHe del <c Falso RinJle n e~ath·o », •·eme ù dato riYela.tore di simulazione un Hilme = O, ossia un'abolizione completa ùella JH'rcezione maRtoidea dal la t o della sordità . Se ad un sogg-l'lto a1·ente un htbirinto fumdonant<' e not·ma.Je eù un altJ·o I<'~O l'i npphcH 1m diapason sulla. mastoidt d i qtu•st' nltiruo, si nnà i l falso Rinne n egatho incrociato dontto alla percezione del labirintt•
sano. L'attenr.imw !lel ft'llomeno Yiene ric·hinmata dal pa.zientl.', che molto spesso ùelini><ce ht•Jtf' la perceziOJH' òa l lato sano, age,·oJaurlo i l perito. c he ne avrà l a 1·onferma, ott nratHlo dura.ntc Ja, vibrazione del d iapAson l 'orcr<·hi o sano, O\'C clf'\'e prodn r·si nn riuforzo d el s no11o istesso. Concludo che per clrtet·minare la sordit:) nnilnl~r:tle si:t opportuno pratka.re sia la Jll'O\';\ dello t-'tdanini c he qnella !lel << Fa.lso Rinne nega · tivo 11f'l Gradenigo », ma, ment l'e pPr la prlma non è IJE'<'t'!'isario u n N tmpo uùith·o n.mpio all'orecrltio e1te non si sottopone ad esa.me, neila. pnwa •l el falso Hinne negath·o i! opportuno <'h e l 'o:·er<- bio. non in <·same sia integro e uon alterato nel sno ;lppnre:echit• di trasmissione.
JI J,
Rivista di tecnica e servizio sanitario militare Oryalli.::a;·tmu: l/el Còi"/JO !WIIila1"io mllit.are i11 lllghil/('rra. - 11 goH'rllo iuattualmente per i diversi >ocnizi :,:~nituri <l~·lkt .\lariua, ùcli'E'*~n· ito· c delle Indie di circa ;.l()I)IJ ufti<:iuli lllL'Ùici. Il reclutame-nto degli ufticiali è 1'<1 tto JWJ· e~1 Uli. secondo le u Mm<: >'t:t L> ili te ton K <le<:reto del 11!1:!. I sottott•nenti medici di nuo\"a noullna ;;Òno\ ·outanlla ti ~~ fri:'{J uen ta re un co r>'o (1,; pe-rfeziom.tmento alla ~t'lJOht di igien~ .tu.illtan•, do\'<' ri<:l?\·onv de lle le~ioul tl'<>· rico-pratiche di entomologia ed igieolC . trupknlP. Inoltre i gio'"nn! nffil:ia li I>UIIò ruessi in condizione di continunrP i loro studi selPntitid come ~s-..:i,tenti ne.r;li o~w da Il territoriali. Vopo Il JH'imo turno ~u >'t'fYir.io oltre-mare. i• data loro la )X)~,.d bilità di speci:rll:w.:n·si in batteriologia o iu wna delle patolngic )n·es~u il R. (\•1legiò ru<xlìco ruilttiH'C. Prima de lla lcH·o nominn n mugg-iure, i C.lJ•it:mi mcdki se;!uono un <·(w;;o •li intcgruzione di G we~i al R . ~ 'ollegio •m,,ùico con SjX>(·L:J H iuscgnarnt<~nti di uatolog-ia, cliuka medica e <:hirur~;a geuemie C"<l igiene. Il ;:;o ?~ 11t·gli uliitln li <·Ile >'<•st<.•u!!:Ono <.'<>n su<:ces."' le prOYe tìr'l<Atl, posc;ono, :<e lo dl'sHlt•r:uw. »·;;uin• un nuo,·o· <'Or>:O uella speci:uitù di loro St:élb.l, nella quale abblauo dimostrato particoi:tl'l' attitudiue e COIDJ•etenr.~:t. Oltre la S]><.'Cia!izzazlone uwditu profe.-,.,ionn Il', i me• Ild militari .poswno e~re rulche cbiuumti a seguire i <"Orsi di :um.ninistraziouc :lll:t :;;cuoia di (.'bi:<I~Iou, rc<:eutemente istituita, !Wr· O<:t'IIJil~re >'ll()l'i:lll iwp;t!ghi :nurui~le~ di,;:'LXIH<:
r:istrll~h·i.
~<~ metlic·i e sci dlirurg-bi, -tra l più distinti, Joo;;~nno e:-:~er~ uom irwti medit-i o chi·rurgbl onorari Iii ~- ~L il R~. e ri<.i '\'O•to il graùo di coloo nello .nwdico. I IUCilicl, che Jn·e.stano ;;erYl7.iO a llt' dip('ntienr.e <lei )finist<.>ri deg'li nffari ~·stkrl c •leHe colonie, "ono rollucatl fuoJ·i ll ll<l{lro e stipcn<lililti da qu esti dicn~>teri. lll:l •·on!Wt·~·oJJo li loro ~rado ed :1nzia n !ti\ nel!' Eser'Cito. l.:ill ufli<:iall tueùitl, oltre lo sti)l\'lldio, che \'al'iu <1<1 <.'d ibi ad alllnto,::liati. 1'<' 1'· <•episN•JH) <lei sunplPmtmtl giorno Uerl re sr)('cialisli o ><<.' ]n·c•u mo seni:do pn:~>·o o~~dali: in (lliE'>'to ~:!1><0 l':t s::.'gono l'nt'ln <1 ~-ecoudft ciH' J'os))()tlale abùiH una Cn!l:tl'ilit <"upe.rior-e a :'tU .letU, o ~ è di '150, :;uu, 500 letti, ecc. I nrofe~so ri del R. C<>ll<•;.:-:o medico ll.llllitar<> l:wnno un :S.'llJlpll'uwnto nonno di 200 lil'c stet·Jiut>. Gli uffi!'ì:tli llll'· dici destinati ill C'Hiùui:-~ riti'n>no nn'l!l(h~nnitil aununle, eh~ Wl du ;:..n lil'l' ::<t<'rlirw· per 1.1 sottowu~Hh' a :.!091 ~~·r il llt:IA"~ior gen<!mle. :;e amtJJ()g iiHti e ri:;p,~ttiYHUH'JJte · ilit L. (l2<J a :!!<lV, ~- celibi. L'età J,Jer ('S~-cr.e collocati in JK>Usione è fis"'!lta a GO anni rer i terwnti gf'll('l':tli (• mnp-gi<H' geuerall, 57 per l c'Qlonnelli. 55 per ;rli altri ;!'l':tcll. I m~1ggior·1 medi<·i, <.'Olpiti dll i limiti d'<"tit prtrna <lelkt promozioue, .possono C~'serc <:oiJocati in <·onl!<'do con :!r. :1nnr di ><en-l:?.io: i <'a,pitan.i rue-dict, che per due YO!te 111m siano st:1ti, oll<:l.lìarati idi)H~ i <tll'nra!IZltllll'lltO, J>OSSODO donllludare di ('!'sere C.'Oilocatl Lu congt•cl~l 1tere<!t><'ndo ltOa ))énsloue sotto lformu di gru ti!k:t:r.ìone )>e"" nnu volta tant<'>. I tt•nentl ruwlci lniìue, cbe non siano sta ti classi fie, , ti Wouei a Ha Jn·omozionc entro tre nnui e mez:~.>. sono invitati a ,presentare le dimls!"ioni. Non è con:;.entlto d i essere collocati in segnito a do.m(lnda iu PPnsione se uon· llQpo ~anni d i Sf'r-vizio; in es~ so contrario si r l<'eYe una imlcnnitrt J>er urw. volla tanto, corri.<;.·pondente ~~· il grndo· <li enJ11tllno o nu:rggiore a 1000 lire stPrliJto doro· • 1-- <~nnl e me7.7,() di servizio, a 1800 dopo 3 Rnni nel grad(l di mng-~iot·e e a ~uo dopo l t tllllll.
Il ma&Simo del.lll II)ensione è staùlllto ln lire sterlìne 300 .per l <~1]11tani. -130 J>er1 IDHJ!giori, flOO por i teneml colonnelli, 800 ~r i tolonnelli, lUUU 11t-r i ru:oggi•.•ri generali, 1~00 per l tenenti generali. Co#Uuzioue <lel Cot·po satrita1cio militare tlrllrt /lcpuiJIJ7ìca Arpcnl itllf. -
11'
Corpo AA.nltar!o mliHure dell.a 'Ret,ubbli<':l ArJ!entina è- co~titulto dn uua Dirc?.ionr· ::renerulc dJ Sllnitìt, con a ca:J')O uu generale medico. direttore gener·ale di sanitù:
112
KI'' ISTA DELLA STAMPA Ml:I.>ICA
ITALIA~..\
}; S'rHAX IERA
·C.",..~•
COllllJr cude Ul!;l "'~·;.r:·dcrio. e :3 divb;i<Jni, etlll :n.tue:<sl tlll Colle,!!io medi<.'O d i appello, uu ufti.<•:o di mobilitazione ~d una commi:;slc.ue •fl('r I':H:qul,..to dc.-1 nltll\'ria le >:;Hli~trio. Per H :<etTlr.lo "-'Ulitario funziona IIJll ;;olo ospe<l•:lle milit.ue pril:<:ipalc ccntml~·. diretto da un colonue llo <• tcn•·r~te .c-olonnello ruediro, L'On S sale-reparti, e uu.n furJI\;l l'ill. piil nn ;IDJI:lulator lo tx>r <:liulca JUedica, oftalmologia, olo-l'iuo-ltni ngologia . Jh ·o liatJ'i~ . O<lont·o loghl e 1•e r cu1-e elettdclle e radlotcm,pt<:he. In c:ia&enna tlt>llè 5 dh·b<ioni. ne lle quali l'i l'<tH.Idivlde I'E.-ercito nrgt>ntiU<•. (' ('he comprt'ntl€' -1 l'l'l.!'~imenti di fan!J.>rin , :l di <·a,·aliPI'i:l, l di :ntiglieriu e-d 1 l\!tttaglione rkl !'!'t''nio, \' i t> un uSti:<'io di srJu ltìl , <'On a <:ilJlO un t:fm·. <'Olonnello '' m :t;.rgiore me<lil.•). ed 1m :;crYlr.io f~tJ·ma<·Culi<:o ili prPS'Ll!o ilil'e tto l!'<'lll:'l'!l~m!E'nte ·dn nn <'li)Jitano f:! nnncist: t J1 seJ·,·izio reg-gimentale ~ ufl:idnto al capituui o t('m•ut i nJ ('dH'l P re;.so r·i:t ~r·unn d h·i :::!on e fu n:l.io nn nn Ol'<J')('I.l:! Ile' n'lili 1:<1 re db·i;,:ionnle. <Ii retto d :~ un m:t~g- iot't' mt~ lir·o: o~ni O>'Jl(>thl ie è (]l)t;lto 1li \Hl g:;tbhwtt? •w•· In cut·n l'
!ll"•>t~i<i dt>nt.'lri<~.
Alle difl('Udt>Jlze rlella J& dh·isione >""Ono posti l'Arf;(.•n:tle , In S cuol:l 1<uperi.ore 1l i ;.::m·•·t·n. J'Jstilut<) geog •·~li: I'O mj !!ta t·e. t..>e-e., oye i l ><l't'Yi7.io ~auitario i' di s impegnato i n ;:-e11<·•·e <1:1 rnpi tn nl m t:>tlie i c il Collegio militn•<t>. a l (J\II'lle è a ~:;c;mnto nn tenente • ( '•J IIlllllf'IJ()
lll<'Clit'O.
:'\e lla <"irco"•·rlzirtiH' ih•IL1 ~"' d i \'i~ ion(' Yi $()\lO l <• ' ~•·n• Jlt• di c aY:lllN'ÌJt , d e i sotluffki•ll i. In ~<·u nl:l tli tiro. il (·Ili senir.io l'<ìn!t:lriQ il llit'PI'to da un ufllc !nle Jnfl' rior(• lllC'di<·r, (•d llll l!l'll))po 1li :lri~zione. Hl fili••le è dt>Stin a,l·o un •llltl~!!ioL'e medktl.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA \ 'OGEr., lll:-\Dm:os, CMl'M'.R. -
La ou<'tTa in rappol'lo al miufir consumo di alcooli.ci fn.
G('nna.nia, in Danimarca e it~ inghilterra.. (Quad~n.ù <l'i l:'l;ìebiatria, n. 7-8, 1922). ;:\ell'nttlmo Cougres:;o lntc111n7J<.o:w l e contro l'ni<'OOlì,.mo tE>nutool a Lol'lun .n a sono ~tntt• svolte intere.c;<>anti cmnunic:tr.iolli sull'inliu<>nr.a 1ldb1 j!tW.rra nel minor <,;oll..'<tlUJn t! l :\hi >nlici i-n vari Stati c su l i(" C0!1St"':,'Uen7.e sotto H punro <l i'''~'' ps.icll.W.
t r i(:o e t·:·iJnl!!<•loU,.riro.
In Gernt:tnla lé l'i',;t rir.loni ullmeutnri della guenm hnnno ridotto d.el 10 % il . eousumo d.e ll'<)l';~<> Jl€'r Ùt fubbru.>nzlonc Ù<>ll:l bitrà. il che ha <.'O nseutito dl m~anen l a re invece In quota )Jt!r,<;Onalc Ili tletto <.'N(':.\ le per o'-'ui at.itaute: t.'O Jtemporaneattt liti• i Jllllll i<:l •ltti. l'llt' l!l' illt: t tkll'i•llill.io dc l41 C:l ll •P :lg'll:t I'Ì<'O\' f'l'llYHJlO ùa!JO al 30% d i p;:t;r.zi :lleOO!ii>i:i. >Ile \'iùero ~u>;ib!lmcnte <llminuir(> il numcrt"' de~ll entrati; cosl n.-gli a si li Jtt>r bt-d to ri ;::! t"onsi:ttò ;mn t!i•m i nn7.iont- " ' l!c ammi l;:':ioni del 00 % f ra l tnaschi <> d l'!l'i"l % n f lil' ft'll11ll•i nt• <'<.l ia nume1-o dd •·i<·n \'t'l1lt.ì m•gll o;:,11€<l:tli ~>Cr mnL.Itt.ie d:~ Hll'onli~•no ><i ridu "'-':1.' 1leii':':>G% f •·:t i mas<"h.i• e tlel 78 <~:) f.m le dolll.le. Si ebbe infine uua l'>C! nsìbile ml·oor ftx'(JuenY.a d el!<' morti por tlelit'ito,~ trl'mens, cosicchè nclln Pru ssia si reulizzò uo t·ispnrm iQ di 1772 vite UUl::tue, in confronto alle cifre del 1913. In Dani nw rea, cbe pure rima~-e- fnor·i del <"Orl.fiittO •mondi:! l<', furono 'PI'Oibire l e hl',·1m1le alcoo lic he flt'r t utto il be'IHJTJO d e lla .;.:uerra e In rn·op<wt.ioue ùe i :sui cidi. d~ li nccidP>nt.i mort.,Ji, <li.'lle qualattie U\JE?ntali dn llk'OOl. lllll..'ntrc nel J9H era di 496 per og-nl cen tomila a.bitant i, <Li scese a 211, con um1 r idm,ion.e del 57 %; cos:l hl!. quota della JlH>rt.'IUtit l!'<•m•rn le di~ dal 12.5 a ll0,4 pN 100. In lnl!'h l lt.('rra, <l:tl lPH nl J!)l~. fl l !'()llO ('mnnnte dispo,c;izioni por rostrizl.ool:e d<'ll'uoo dell'alcool m•ll:1 J}OJX•~ zion~. e l'ti COn!':tatò che le morti dovute all'alcooli. :-mo )'t'f'f'<'lltarono unll minor fl'NJ1 1Cll7~'l r11' il'~. '-:{,. quelle <.'flu~ate da clrrosl ili.>l fP)::llo d i'l ~•·Ì ~•• . ì ;; ui dd i d< ·l (;j ofo f•d \lll;t l't' ll" iloi!(• riduziot l(' i<i ()!o<,.P l'\'Ò )llll'C ll\"1 nmnero tli ~·n·()('ll7.ion i d• bi111h!' d:t pnrt<> d e l !!'l 'nitnri ~Ile usano ten~rli nel loro h•too e che ~i"'S."l• vanno H ('()t'it:n "i ubhriaclll . ~tl ;{,l.
m
ltl VlS TA l >ELLA STAMPA MEDICA l'CALI AN.-\ E S TRAKIERA
,
) 13
l.cL t•u.cuit~a~iull e a11tilijì.t·a in :!:l:.H miltlari tifosi con l' mocoltttra po.9itit·a . « CR.-vue d:Hygi.ene, n. li, 1922) ».
H l:RERT p lkcW IL _
Dal luglio 1911;' al l,'"Cll.uaio 1919 gli :AA. hnnno nvuto occa!>ione di studiaTe ne ll'o~ale rullit~Irc di Bar-le-Due 2:::l4 ca;:;i di Infezione tifoidea, tutti con emocoltura po>~itiva, dei quali 431 di tifo, 1598 di Q.lll ratifo A. e :105 di paratifo B .• con
propor-t.ione rispetti'Va del 18,6 - GS,4 e 13 %· collpitl, 1249 (53.5 %) non t!rnno st.<J.ti nH-cinMi, '61G (:!6,-1 %) emuo sta ti vaccinati lncompletflmonte, ~ia per aver avuto nu nuuu~ro i n.o;uftlcie.ute <l i inie:~~ioo i c;-~~7). ;-;u llel't liè e r a no >4t.ati Yll('(;it>atl un nnno ~wima della COIDJI!li"Sil dell'ìnfeuou(', (2!..'9 ); ìufìue 469 (20,1 %l e rnno stati vaccl.m1ti <.'ODl!Plt-~nt:e, e di q u.,:ilti solt:cHito 7 (1,5 %), cm no stilti <.'Olpi t.i dal tlfo un.tn'tl('.l'(' doJ)O In vacchwzio=. E' da nota1'C che un certo numero dl ca si tlli infezione Ufold~n si sono DUlu ift!::~OOti nel me!'e s uC<'o.'l.'lh ·o a lla 2• ìnlczlo.tre, e precisamente 41 con una ~>roporzione dcll'l,6 per· e<>nto. di cui 13 e • ano sta ti Yn<:cin.'ltì 1noomple t:llllente. c;u AA. h:111no :1C'('<'rt:I to 2n d t•t t•;;.,i, d{·i quali li in non v:u.:cinali, (23,2 %), men tre i vacdn.:lti J'(',:rola·rnw n te hanuo dato ~ltmtto il 23 % di mor·tnlitit. Inoltr e SII 100 tifo~i non vaecinati il 13,7 % e ra affetto ùn tifo, il 70.3 dn parotifr• A, e Il 16 c>fn da pa.t·atif•> B.: !>U 100 C'Ile :>ub l.rouo un:1 vaccinazion..., influifficien.te il 35.8 % -et-a r:JJpJH'<!S('ntato <1~1 tifo, Il G-1. 3 % da pnt~l tifo A, c llll,9 % dn paratifo B .. t:Jnn lment.? s11 1M che a v<'vu uo a \'U to là WlC.'Cl naziort(' a n nu fica <.-omple ta oolo 1'8,3 ~~ -t>r:l :1ll'N!o da tifo . I'S2.:.J % da [Mlrntlfo A . e il 9,4% <la pnmtifo ll. '\JJl.a
D;>i 2334 militari
KoTZ..\H:O:F~·. -
t.e rt s litmi (l il lor·o tratl am'cnto. (Revne de chlnu-gle, n. l , 1!122).
L'A .. <>U llu base dl r iOOt'ChC 'I>[Jerimentali, nlfenua che la teodn to;;shemica t:~ l'unica il<~tr:l b iw •Jlel' Npi<'gnrc i f('nomen l morbos i nelle ustlollll, 110n m ·cndo s u fiì <'ie.n t!' Y!l i OrE' In tt-ol'i~l d.eli'a lt.cra:r.l <)ne del &lngue n/> quella <l.t' llc) s hock ne rvoso. La t•>-"'·• io.:llli:t uon è t>mto <l(JVIIUl all'imp('(lita eliu\l,naz;ione <lell~ :Soststn;-.e ve l<>nose CJIdop:t·nt•, quanto l1 1 I:Ìtl:-<;<orbìru(>nto di il09Ì.3nze t;o.'*'ichc ·J>rodottc,..i dlli tc=n.tl distrutti. Co l! f~·rm~ la ,:ri!t ('()Jl<')~<<"lhlLI n nn lo~k1. trn .to-"!<ÌJr<' •m•ierobleh<" e le n utotosslue (la usti(>n <-. i n fJH:IIIIH per a utl:>t>< In t- ,;l po,.~ono n \ 'et!'\!, v l t l'C ((U.('l!i generali, ~li st<>ssi. f a ttl lo<-:~li?:?..ati.
Mmc i(XIr~·nli{' <ti on .;::r ui vi-"<-crali ~d oc-chlmosi, Sl~iulm.enoo nel.l.c- sl<•-
rn~ <' JlL'Il<' JllU('(>st• : t~ li ~111c ruzl()ll i •POs."<'mo ~'>'t' l'e C\"itutc mediante l' in ie zioue ài sit:r·.. Ili :tltt·c> a niuJmJc prP<~eùcnt~wt•ute 1\!';tion.ato. L'.c \. aruwctte J)f?rciò Ùl ' fo.nun-
7-ioJIR. ò1 autico rpi immunlzanti, allu slle-s<:a gui~ d! tutte le ~Jifc:doni e intossieaziorti. con pr.~-;ibi'litil di immuu iz7.a?.i~>ne antitossica ntth•a. c pa ~l>a, talmente &.'irL l'ihi lt> da imt ~t'ilire h• morte ù ll<'h e eon u s tio ni di 3° g1·ndo ch e interes,.iuo la lll••ti1 . -del C'OT110. :" t<'Of.U: e Co:-;smJL.
H . dt• 1'.\..<·: tdém i'f'
/,(1 1:accina.:io~t c 1)1'(l!iCIIti1Ja nella dissenteria bacillat·e. («C.
ti"" ><CiC H<'C>' », n. :1. 19~) .
Gli AA. ha•nn'> [X'l Jlrlmi s-1X'r·~mentnto sull'uoTbo Ùl vl\cclnnz;ione per vln o.r nle -<:nntro kl tHss.:•utkri a hadll<1·1'e. A ùue indh·.idui, offert!\Si spontliJJeamente <{>er l'est>er im <> nto. IJ.anno sommiJI.i l'Ot r-nto delle ('Olt n re di bael!U Sbiga, S'terillm.ati n 75o, per 'tre f!iornl <'Oil.'l('<'utlvi. ('{) 11 1 quinto giorno 100 mllù.ndl di corpi mJoroblct, · previa di<'t:l <l>N>Inta <li 10 01-e. (<Qn thtuntll (K'I' nltre G o re dopo J'!n.,.O'f'~<tione. Dopo Hi-17 giorni questi individui furono sottopostJ ad i ruer.ioni d i- colture "Ylrul('nti di 10 nùlktrdi <li bacili! Shilg:J, sew.a provocare a lcun (li~tu.rbo. Al contrario
due :-wx:;gettl di cou~rollo. che non enmo st:nti preven tivrunemte vaccinati, contrassero l'infezione: qu~tn venne accermta con l'i.solanwnto del baoillo <ffille feci e t u l m uvecdintaruente 11rre..o;t11ta con In slerot.erap1a ant!dls..c:eu~rlca.. 'l'ali rle<>rche ueU' u()Jllo con!erm~ no l rlsU>ltlatl ottenuti dal Dopter sul tQPi ne l 1 90S e dal H~>.-;redka .ul conigl:i n.el 1919. · &-lt•>I.TZ e RlCHTif!: Trn.lfam entn <Iella 1)lenol-rtt(1ia acuta l'f) lb -~olu:: ioni di .vluc<Min.
·-
(" K llni:>ehe med izinische \\orherl!iehrlft >>, n. 34. I922J.
f<l i AA .. n<'lla clini0a dermosifilf)patit>a di Koni~bet·g. pari·<'ndo dnl conc<'tto <·h<> n P ll~l !>i fillde l e in!e-z;lonl endovenose di g lu<X>$io re:1dono i tr<')10nt>rul più sens il>i l i a ll'a :d nH<' dell'a l'$euobeozolo, hn nn o n i}!li i<-11 t o tille Wun<.'n to n nche lu
t.,.,
8 - O i orna!' di nwiici• 'l milUart. -
Fa!!C. UI.
'
114
LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO I N GUERRA
va recchl casi di blE>norragla acuti\ a nU'~7.<l di iniezioni endovenose di ao cc. di una soluz.ioue di gluro~Jo 31 50 per c~nto ed hanno constatato che la pcrceutUAle delle guuriglonl ottenute dopo 15 giorni di t.erapJa combhmta oon 6 iniezioni di gluro~io ra~t~::iungeva la percentuitle dl.' lle gcuarigioui ottenute dopo 4 o 5 SèttiJml.IOe di semlJlice trattamen to loonl<:, riduC'en<lo in tnl modo Il periodo della cura di ciret la ruetà.
LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUERRA 5• I:Jic11C·o di solloscr·itto•·i. -
lA riportn.re L. 3;).\J:!:l,JO).
Curpo (i".jn11ata d-i JliJano: Col. GklDHzza I ... lil1,80; C'Ol. Schizzi L. l3.J,05; l l'n. rol. Arma ud-l' ~on I.~. 110; tt>n. col. Su rtl L. 110,20; ten. ool. Terugbl L. no; t.en. <"VI. Gr i Ilo L. J 08.05; te n. ool. ~la::lSII rotti I.~. 12.1.00; mnf;g. Tennglia L. HlO; nwg;:r. '1\.'dde r... tli.95; ruagg. Jannl z:t.otto L. !!5,20; mu,!.<g. Landriani L. 9'5,20: (·:I p. lirunt'r L. !H•; c~tp. 1\htgnilJ L. iS; ctw. Lnurora L. 82; cap. De Leo L. Si.oo: cap. l ~l•ugo:-;oo l•. gi,liO : c<t.p. ~J eszelj L. i8.JO: <'llP. J! ulcetti J,. 83.15; rup. Cesati L. 78.10; <~LP. P<><lda L . il;.l(l; cap. Coriu:1 L. 78.10; t'ilfl. Silvestrlni L. SG; cap. Foit L. ::>-1.15; ca.p. Vitelli I..~. ~: ca,p. Ca la bre:;l L. SO.SO; <.'a p. Ciovlni r... iS.a5; cap. Chlu is L. 7S.l0; tll'P. Rt'-Uti I.. 83: Cllp. Pollini I.~. SG.iO; ro,p. Salvinl h 90; eup. Dal Yesoo L. 7$.10: 1·ap. O.•nilllTto L. Si; cap. ~lal:'!'érotti L . ::;.! .55; ca1>- Cri::<tina L. 81.(i5; CllP. Rl\'(ll~ L. <>S.2ii; c:1p. Yl ~em1tl h 80.15: cap. t'pi7.:-.i r,. 7~.10; t'liP. s~·arlinl L. ~i.GO ; t~tp. Li~:-.ini L. 7;j.i5: tE'n. l'llmf.;t 1... li(i.lìO; t.·u. Bignami T... i l:UO: (':lP. Scnrlini L. Si.tiO; f'llp. Li:t.:-.i•ll i !,. i5.'i:.i: wn. C.tWIJIH r... ti(i.lill; ten. Bignami J.~. i5.GO; ten. AneUl L. tH.;iO: ten. J)<•J Fattore r.~. fi-IJiO; ten. l'<l.rodi r ... G4.M; cap. l'ilrlrontl L. lOO: dott. D 'Ang<-lo 1.~. 2ii: dott. Dc Motti L . 50; dott. A.lmone I.~. 10; dott. Anoona L. lO: dott. SC'lliut.pafuto L. Jll: <lott, ('(>ola L. 10: •lott. 1-'n)!loli L. JO: dott. T<'nt'oni I.~. 10; dott. ( JOill<'lli L. ii: d o tt. Yig11uoni 1... JO: d(ltt. ~l nriettì L. 10; dott. Volta I,. 10: dott. Donua l()ja r.... 20; dQtt. l'oggi r... 5; dott. T<\-<tOI'(' r.... lO. Cor·po d'Annata di, Palermo: Col. l\l~tdht I i. 130; ten. rol. l·'nr.lo L. 120; <t_eu. co-l.
Amenm L. 120: t€\ll. c'Ol. Lomb.'lr·do L. l:lO: IUJ:I)!)!. Ae<.-:lr<li L. 100: mn~. Pinz.?.<l
r... 100; ru~1gg. Fiorerna L. JtJQ; Jlut~,::. Giord.nno J... 100; mogg. ~IIJ4>tn L. lUO: nutg~.
D'A<..X'}lJt'()O 1•. 100 ; Jnll~'):. Sl;:rnorlno J,, JllO; mugg. Claccio L. 100: n;agg. Caffa rE'Ui L. 100; mn;::g. Cen·ello h 100; ma .!!g. Grillo L. 100; mAgg. Finmcfre<lilo J,.. J 00; mngg. Gi l'<'<~ L. 100; (\1•P. èamplsl L . SO: c:t.p. Cerniglia L. SO : m p. Pla!n L. SO : <'ll&). Pa~dacl]ull L . SO; cap. Ln l{.{K'CH L. SO; C-'P· Guz:-.ino L. SO: <-ap. Cncioppo L. :-;Q; t'*tp. Cb ibbar-o L . . O; cap. Viola L. 80: cnp. DI Bmiolo L. 80: atp. D'Alberto L . 80: (·a p. '.rel'r:m~wn L. SO; ca.p. G innlcxrnt~<l r<l•> L. 80 ; cap. Scalisi L. 80; c:l;J.•. Sun~ri J•. 80 : wn. l 'M·nnlnfo L. 70; ten. P cz7.olJ L. iO: ct.(>n. Mnn~:ionf' L. iO; ten. &!verioo h 70; oott. DI Gr<>gorio r.... iO; oott. Purpurn L. 70: SQtt. Di: Lit~erto r..~. iO: sott. Harbiem L. iO; ,<:ott:. ~1an.r.f'lla L. iO; sott. I ~m;lxt rd l r1. iO: oott. lnfnntiuo I ... iO; oott. I>omlnl<'i J..~. iO: sott. Abba te L. 70; so t t. Ventura I.... 70; !i'Ott. Zncco L. 70: sott. Fu r t..a·rl L. iO; ..ott. L'omar L. 71); sott. Cstlwllo L. iii; mn.l.")!. Savnrino L. 104: mn~. GialTUSSO L. l OJ'i.:'iO : (':J.J). Pivetti L. 89.85; cnp. Piz:t.arelli J... 88.45 ; Cli•P. Butera L. 89.90; ten. lAfanl J..~. 70.
r,.
Corpo d' ,hmt7ta di 'l'r·ieste: D ott. Fio~i L. 50: dott. Pitll>rntA 50; d.o tt.. Thl l dnssill~ L. 50 : dott.. ~!:ltlrovlc I,. 30: dott. ComE>:..<;.'Ittl L.;!.:;: dot.t. CappeUotto L. 2-5:
cl ott. Grninic L. )9.50; dott. Tami L. 20; dott. Cof-tiL L. 20; dott. De VèOChl L. :!0: dott. Rn•amni L. 20; dott. C'oillllJ'lfl.rtini-Cooor.7.n r... 20; dott. Angjoliccblo I ... 20; d ott. AngioJ Yccblo (vari<') L. -IO; dott. GQn·nsi L. 20; dott. Clem L. 20; dott. Lang L. 20; dQtt. Glor1mropuJo L. 20: dott. Rll'liga ri T.~. 20: dott. Mont(>gDaCC'O L. 20 ; dott. ComiSI-'00 L. 20; dott.. ~tu<l<'ri T..~. lO; dott. flenci L. lO: dott. Llnd(! lllllun L. lO; dott. Merlu:r..zi-M<>d.ici L. lO: <lott. l':. i :t, L. l O: dott. Li('(IIL L. lO; dott. R~wic-z L. lO; dott. Verona I.. 15; dott. Gi~ lfi L. lO: dott. Contento L. L. 10: d ott. Cbinradia L. 10: •lott. J'(o~.J'UOC'O L. lO; dott. P l'f'COl T... 10: dott. &!1HI r1ni L. l O; dott. .Andrìenl L. lO; dott. 1)(: l<'ranl'eSchl L. 10: dc:>tt. Clnatti L. 5. Totale L. 43,594.25. (COfllitrt1a).
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Ilo Congresso internazionale di medicina e farmacia militare.
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Roma • :!8 mag!fiO - 2 gi-ugno 1923 ~otto
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Re d'Italia..
CoMITATO o'o:.01u:. - p,·esid(;:ll ti: S. E. Il Presidente del Consiglio dei :'>flnistri; S. E. il Minlst.ro della Guena; S. E. il :'>iiulstl·o delkl Mariua. . Men~bri: S. E. il Generale d'Esercito Diaz, Duca delL.t Vittoria: S. E. il Presidente del :5enato; S. E. il P~ideute della C:lmera dei Deput.'lti; S. E. il Mi11istro llegll E:Steri; S . E. 11 .Miu.istro ùe>lle (;(Jlouic: l:l. E. 11 Ministro del.ln PubbJj~l. Istruzlone; S. E. il Capoo di S. ?IL dell'E>Jercito; S. E. li IAlpo di S. M. della :\larioo; On. Sindaoo di Roma; S. E. il Presidente delLa Croce Rossa ltaLlaua; il Delegato d~i Sovrano :Uilltsll'e OrdJue di Malta; il Rt-ttore 1\h'tgnUic:o d•~lla R. 'Cniversità <li Roum; il Preside della Farolti.l ùi Medlcil4'1 e Chirurgia delltt R. Università 11i Rom.q; i giù lSJWttorì C.'l·VO della &mitù Militare; ì giit l!:>1Jettori Capo d<' l !.n Sauitù Miutare Mnritt.ima; il Dil-etto!V'! Generale della ~auW~ l'ubblic:t; l'Ispettore Capo ~Ila Saniti.l Militare Mtlrlttima; il Direttore Gen~ra1e Ù(>Jl:l Sani h) :\Iìlitare; il Presidente dt>ll.n Federazione Italiana degli Ordini dei Medici; il Pre9ideute delLa Fed~rnzione Itull.an~ degli .Ordini del Farmncisti; ComTATO oRGAl>"'ZZ.\TORE. Pre.~W.ente: Generai~ i\le<Uco C•ti>O Della Valle Gmn<l. Uff. Dott. Franceseo, Direttore Generale della Sunitil Militare. l'•cc-Prcs-illcnte: Gen. )le<lico Santuccl Comm. Pt·of. :::itefnno. Membri: Col. l\Ied. Ma uri Comm. Dott. Luigi; Col. :'>Ie<J. delùt R. M. Repetti Comm. Dott. Giovanni Vittorio; Col. Chimioo Fa.nua<:ista Suzzì Cuv. Uff. Dott. FilippO; 'reu. Col. M<~l. ì\lerll'lllO (omm. Prof. Glovauni; ·reu. Col. Med. Cacc1<1. Cav. Prof. Fi!L:ru><>; Ten. Col. Med. Sant.a l\Iaria Comm. Pl'Of. .Alberto. Ufficio Publllicazioni: Ten. Col Med. CasarlUi Cav. Dott. Arturo. l'ìegreta,•i: :Magg. :Med. De Bernardluis Cav. Dott. Vlrginlo; Ca·p. Medico Ferlfi Cav. Dott. G1ùdo. CasBien·: Magg. Cbim. li'flrm. Cappelll Cav. Dott. Giuseppe.
CoMITATO DEI n:snx;orntENTI. Gen. Med. Bernucci Comm. Dott. Giovanni; Col. Med. M.aurl Comm. Dott. Luigi; Ten. C<> l. )Jt'<l. Tobia CJav. Dott. .Arturo; :\fugg. Med. Perilli Cav. Dott. Giovaiml; Qa,p\l.nui Medi\'!: P.lleiL.1 Dott. .Ale9Salldro; Guerra Dott. Vincenzo; .Apolloni Dott. Glovsumi; Sott. •ren. Med. Dazio Dott.
Fra n ceS<'().
PrtOGKHI ~A l'IlOHl SORlO.
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2'1 lnCigyiu- ~~utu iltaugunale d.d <Amgr~><Nf• in Campiclugli·.> - Vi:::>ita nl P=tbeon
29 moggù> 30 maguio 31 mapgio l gl·ugtuJ 2 giugno :•
•
e alla 'I'ombn del Milite Ignoto. L'lvori del Congresso - Vh;ita nli'Osped:tle Militare. LaYorl del Congt'esso - Visita a l Policlinico. Lavori del Congresso - VIsita al Sanatorio di .Anzio. l.tt vori dt>l Congre9so. Seduta dJ chiusura - l'ronzo uffielale.
11 (i
PARl~E
UFFICIALE
A) GIORXALE MILITAR E UFF ICIALE. l'."slrull<l ri<•./lc <liSIJCIIRe 1~. 1·6 d el 19~1
l ) ( 'm<:OLARE n. 15 di'l 7 g<'tma.io 1923. - 01·dinamento del R. E<~ercito. l)al R. d <>u·t•t·v n. 1:! tl~·l 7 ;.:t•un:lio l.H:!:: t~.'l:ttivv aJJ'o,~linll·llt~nto ù el R. cser dlo rip<l t·liumo g- li art i<'O ii t·i;,'1ta t•tl;mli i l ('Ol'(Kl >l:lllil:t l'lo t uili tH J'E': Art. lÌ. - F<l!JJIO pa r te <lvii<) :-; tato 111:t;.:~iore g-" ut' ntic dd R . el:'cn:ilo gli u ffieiali geJ•e ruli lll('{ ll<.:i. At·t. 7. - L'org~t-n·ico ,d <' g li ullidnll J;!' lll'ra li <'<>l.ll llrend c : a) l I."<' Uerul e medlt'O l':lllll; I•J :: A'!'ll~l·ali uwdici. Art. :.lO. - 11 Corpo ·''n•nH:11·io tllllit~tr'-! <-vlL" ha di: rt) \tflkiali uwdici c uffic iali ehina i d fitt·muci:.:ti: in dit•c l direzion i 1li sn ullit militnre; c) ùieci comp:1;.:nie dl ::;.ani til: d! uu i slituto t·hituiCò-r:trlll:tL'\'IIt i,·o auili~nc : ,. , o~JI(•dali milit:\ri JWindJJali e st>t·..ndari et l l n fe rmt•l·ic p;·o•!-<idi:t rit> , di <·uì il nuuw ro :<:t rii l>t•lhillto per Decn•lo H t"a!R . Art. !!1. - L'or.:::n n ico ti PI «>!'JIO !':lnit ariu mi l it:1 r~ è il ><t>gueutc : a) li fjil'iu/i m (:rtici: 21 t·olo11111'lli: ~~~ t<• nt·nti eol.. nnl'lli: l:.ia nkq.rgiori ; -!0:.! ~ pit; t nl; :100 "uhnllt>r·m, eh1-• i n parti~ 1 ~ '"-"orlo 1-'>~se re Ili <·nii1Jìh•m('nlo : totale. !)~~i . :'\<m sono (.'!llll Jtrt'"i iu qu,•,.:ta tHh<•llt ' di nllieiali dw souo p<~rtati n~J qnudro or;.:;.ani< '(o d t' l R . Conr10 <U trnpJo4.' rolouiali ,. r)lll' lli :uld<'tti a l ~Hn i-"1 <'!'0 ddla guerra. •·ti a >'l' n "l?.i e::;tr:uw.i all' f;-:erdto; bl Uf/ICÌ'Ih chimit•i-farmad.< ti: i l:t•twnti (·olomw lli: ;lO Jll:lgf.!iori; .J:; ('Hpit:mj : :i2 :<Uh;iltN·ni, che in pnrte pos~ono f ' >'S<'I'<' •li <•HIIJIII·Itu'ntv: tot:t lf' J;n. "t\on >«•lt o <'Ompresi in qm•st:t tnhella )!H ullid:oli tld H. l'vi'JII• di tru p)H' t"lou ia li . il c<>lontii•Uo a dii<J)I)Si r,illlW <lt•ll:a l lirt>:~.imw <'' lltl':l lt• d(') ><-~• n· b:i() ,.::11t it:tT·i•• milit:ll'c e g-U 1J.Jlkhtli altl• •tti a ~ · ~·,·J:~.i <•,.,t nml'i :t ll'E ~(>r<·ito . ' ])i.Sfl0$1:ilmi ''·' ''cnli t>r (' tnlll 'ilorit·: V<> 1J gr:td!l di g("ne r:Jl!• ffi('\ti(·o C;\J)O :'111-!l !lO':<IIIlt() tbll':~lttt:Jh• lllll~giOJ'(> IDL.'\lit'O tu :-;, A. P . Gli atttwli hri ~a <ii Pri J!<' llt- I'H li uw<lid i'11 S. A. 1'. a:-<>'ll llll ' l ~ln no i l gr-.tclo di g'('IH' I':J li lll ('<f i<-1. \ 'fio I Ji111iti di <•ti'l Pt' l' la pt•t·m~l lll ' llZ:I ti PI ;:;-t•llt'l':l l(· llH•tlh"Oe: qJ() in ~- A. l'. S(HlO fi:<,·l t; !l ti..'i :anni. qu,•l ll <IPi ~~· IH'I'Hli ·m~·dic· i a t~j. IX• I tl•m•nti ;:('n e mli n w1li<'l in <'<'Hig,•\lt) <·m al'I'I'W t"ll iHIO a(l p er-'llllflllt 11 grsHlv ntt ua le : i u~:a;::-t:io ri g-~uemli e i lwigo; ~<lieri g<'lWI'a li nwdid <l~"lllllC' I'IliiiiO i l grado (l i ~t'llCI':il i
llH~diCi.
B ) MINISTERO D ELLA GUERRA DffiEZIO::>iE
CE~TRALE
D E L SERVIZIO SIU-...:JTARIO M rLIT.UtE
RELAZIONE A S. E. IL MINISTRO DELLA GUERRA
in merito agli Elenchi A. e B. delle Imperfezioni e delle Infermità riguardanti l'attitudine fisica al servizio militare. La ~tu•rr·a, rùe fn sostPnntn, e \'inta con sa<·r·ifi zi o rli tutti i citt;adi lli. e tl;t!l't·:-: ito dPII:l quale ùip(·ndt•,·a l'n nt'llit·c d l'lht llazion(•, impo><e ll•JJL•n~
lllll' nr-nli lilla ma.ss;l rilt>\·an1e di notnini no11 solo pH rifornir·e
l'ARTE UJ.'t' fClALE
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Jc Jiu~e ùi comuattiuwnto, quauto per ;:werue un uumeru :ouflicicnte d<t ••dii.Jitli ai :oet vir.i au:oil iad ndle rettode e nel territorio: l'er questP ultime mansioni ~>i fruì infatti. u.uche dell'opera di qnelli, ehe, pe1!.· le loro condizioni Jil':iche, erano stati riforma·ti in epO<A1. pretf:tlcute. ('t>:sJSatt· le t·si~Pnze del pt•rindo bellico, :-subito :si n>:-~e ut>ee:s:-~arjo n·· ~tituire ht ma::;sim<t [Hll'tc dei cittadini aJle' loro occupazioni ;tbitua.l i, e intanto :oi iniziarono studi perchP. la grande mas~a, h~ quak nvenL com l lilttnto e vinta hL gnel'l'll·, venisse ridotta a.d uu I·:!.'erdto di gran lultg~L inf<'riore pt>l' mnnero, ma forte, ngile, co.st.ituito da elementi ,·alidi, ca· pa<·i di appt·endcre e soxteue1·e in ogni momento, in ogni lno~o tJUI'IIt> fa ti che e quei disagi che la dta m ili t are a.pportn.. ~ttHli in met-ito fnr0110 conterupora n<>:1,mente exrguiti dallo Stato 1 .:.\laggiore e rla quf?sta Direr.ionc Centrale, ri:;;pettivanJPnte' dascnno per la propr ia corupetPnza.; ed oggi, l.n('ntre già P Rtn.t.o R·ppron1to uno sche· uta di Legge pet· la l'ieostitur.ione dell'Esercito, o·nlln prp·~;ente si sotto· ponf" a.li ' E . V. il ril'nltato degli studi fatti ~ucce!-;sinHlwnte da, due a.r· po.<:i te Commissioni per qun.nto riflette i c1'iteri da. adott<~rRi per stabi· li•·e l'a.ttitnrline tiska a.ll'ervizio milital'e·. Prima, cbe l'iscritto venga' ammeRso nelle fila deiFE~ercito è ne<·N~ &"lriO stabilire di qnn.le somma. di energie fisic.lle e psichicbe esso dispon ga per le particolari funzioni cui sn.rà a.s~<'1!1Jttto; inoltre deve,<;i l'i}p,·a.re se l'impiego delle energie po>:l':<.-dutE>, a,v,·err:l Rem~a danno proprio, senza. pregiudizio alla collettività. smtza. ingombro a 1 Rt>rvir.i o o ag-gr ado a.U'Ernr io. Per fot·nire nuovi criteri. <li ~·alnt'lzionP·, ~·h<> si atlattino nl nnovo s-tato di ros(', ai nuovi tini, cni !lt>\'t' J•ixpontl~>l'(' attmllmPilt(• il ~istem<'t di r::rf'lt::~ flei rittn.dinj chinmnti a li<• nrmi, fl m•rP.NSIHio rhl.' ~i dia pn.r· tirolnre importanza. n. rc•rt.i Pl!'rn<>nti, che nel JWl·io<ln J)('llieo non furono nè poterono e:ssere a.tleguatumente apprezzati. Ri deve doP stabilire: '' st· l(• IPYe dt'l motore umano ahhinno o lllf'lln libPJ' i i loro fulcri e i l oro brneci : cc!':(' 11~ pot<•nzf', ra,ppr!'seutntr (l;ti mn!'('oli l' •la Ila loro imH'rrn · :;dune> eentrale f' pt>rife t·i~l. ag-isrnno o mc•no cou la c·cm\·Pilif'ntt· PIIPJ·gia; <<~P l'ar.ionamPnto rll•lla I<>Y<1, oltJ·p c·hc• ~otto llll i1hpulso p~irhir.o normale, si (•ompia sotto l'opportuna sorv<>glianr.n e tutPla clei sensli; << ~e il conl':umo dell 'energia,, che' i movimenti l'ichiedono, trovi il ne-ceRRnrio rifor nimento nf'll'o>:sig-eno, che si n,<;~nnH' nei polmoni e rol ::-:a ngue ~i distribuisc.c• ai t€'ssuti i <c l'le i mflteriali 1mtriti\'i {;i riapprestino con nnn a,o;;snnzinnP. pd e l nltornzione F;nffiriPntr 'del cibo i « l':P le sc·orie del lanH'O JUllSCO]are >:i l'f'll1110nlno e .<:i eliminino (·ome ~~ incliRpensa.bile; « Sf' infinP gli stimoli, t'lte Jn funzione rl<>l t::iRt<'mn Prttlocrinosim · p a t i co atth·a P coordinn, ~i rlestino, <'M<Ì ~·onw clt•Yono. f.(' l' n ffrettal'e o jnihir e le Ylll'ie al t re fn n :t,ioni, cla cui dipenM l'atth·it;). fisirn e pj::i. (·hi(•a. » (Biondi). oPer :\fC'E>rtar e l'esi~ten7,a di questo minimo di funr.ionr, indispen · ~abi l e pn il servizio militare, ~;i è relSo ne·res>:nr'io nppor'tal'f' CJna1f'lw
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l'A RTF. 1" Yl'lC(ALE
modifica, qualche Yat·i;tllte a ll' ~<)!eneo attualmente in dgore, ed inse· ril·vi iuoJtr<> ArticC>li, di ('Ui in e~~;o non si fac{:,·a menzione. Un tempo l'estetica del corpo, tJUe.lla. che si chiamava «prestanza. militare>>, ebbe turt::;:sima iruporta.nza nell'a.mmi:ssionc di nuod elementi nell'Esercito; scoppiata la guerra si cousidt~rò ~'>Opra.tutto l'attitudine fisica dei soggetti a.i vari servizi, onde ne ven.is~>e tratto il ma.&:;imo rendimento. Oggi, pur non dando il va lore eccessivo di un tempo alla così detta prestanza militare, non si è yoluto tra..scura rne del tutto lo apprezzamento per il prestigio dci vari corpi armati; ma. in c.ousiderazione prendente è stata JH'èsa, la. funzione dt' i ,·,ui apparecd1i , RisU>mi ed orga,ni, onde sta.hilit·e le direttive, che de'bbono condurre i wedid periti al giudizio di idoneità o meno al servizio miJitlre. Si provvide cosi a sep<tra,re a.lenne forme moriJoRe non del tutto affini fra loro e che venivano contemplate in uu unico Articolo; si cercò di precisa.rne altre non chiatamente heu definiti' ; furouo infine Rtudia.ti e presi in esame segni e distm·bi funzionali, l'Ile in passato o non erano cono!'lciuti, op· purt' fm·ouo tra:scnmti, juqnautocht'- <·I TOJtf'<lltl('Ute- interprctnti. rl'r lo pa,..;~a to, COlilt' indice ùi rohn StPZZ:), 0 attitudine fi sica ~ Si fR .
lle,·a conto del perimetro tora.cko, della statura e. per qna.nto non fosse tal>Sativa.mente pre~nitto , del peso, in rapporto tra loro. Il lilllite minimo del pm·imetro torncico era fi~<ÙO a. otta.nta centi· uwtri !Wl' llllè~ stat.ut·a. minima di metri l.n!l; ad ogni aumento di cinque centinwtri in shttlmt doveva, per l'idònPihì obbligatoriamente corri spondere un aumento del perimetro torndco di un centimetro. Prima della. guet·ra, e massimamente per Je esi~enze da- essa poi apportate, lo sviluppo del tora<>e fu pressochè tra.<scurato 11elle visitt> a.i Consi~1i di Leva., ai Distretti e all'atto di presentazionP. a·i Corpi. mentre la sUtrturn., dn un minimo di metri l ,n:1. wmne potia.ta a un mi · nimo di metri l ,!'iO. Il nume1·o di malattie sdluppatel'<i a C'arico clell'appara.to rel'lpira torio, P- che in questi ultimi tempi specialuwnte sono state oggetto di sttuho accurato, sia per la. perfezione raggiunta. uc>i mezzi d'tnòngi n <·· :;:ia· perchè spC'F<RO in rapporto a penl'<ioni da. licptidarRi , chia1·am entP mn. ~:;tr-a qnale importanza ncna. ('\'()lu:done di ~erte nfff'?..ioni ahbia lo ..,-i. luppo del tora~. Pleuriti. h1·onrhiti cr·onif·h<'. tnhC'rrolosi polmonat'(' hnnno dimo· st t·;tto <'O~titnil'f' il r.onF;<~gnentl' nppannnggio di <'hi. fino da ll ' infanzi~t, rim;\~-;e con 1111 tot·a<>e AAile, cilindrico, pOC'o l'lasti<'o, c.on foR~ claveari pr·onunciate, con f:Ca,pole a.la.te. ere.. L' e!'<n me eli n iC'O di l'oggetti da l tora('e rm~l conformato. l'lP. Rj)(\cial lll 1':1te c>~c>gnito <'OH l'nn~ilio dei nwzzi rl'indnginC' ora n <li~lH1si:r.io n<•. il più 1lt>llc> YOih• mise in evirl<'nw, affezioni plen ro·polmonari in atto, op· pure f(>(·e rilc>rare segni ricatriziali di l<>sioni ~ lungo d<'CorRO. svoltesi in modo snhdolo, <'hc> di l'l?> non ff!'c ero 11\'\'Pl'ÌIJ'<' che 1.m maleSR!"re ge· nc>ral!" f':Jl!'~~o ;H•.coppiato nd un per~'>:ist<>nte clr•perim('nto. Quando nulla riRulti d;tll 'e~;a.nw anatomo ·fllnzim1:llf' dell'n.ppa.rato n·spiratol'io in soggetti cnn nn tot·n N' "imilc> a ' !11 r·Jl n :-;opra<l<'enna.to , il
PAltTE UFFIC IA LE
perito medico non si cbia.mi soddisfatto; tema sempre di un nemico nascosto, pronto ad insorge1·e non appena tro,·i propizia una causalità d eterminante, e consideri la forma alterata del torace col suo mancato sviluppo come entiu\ morbosa. e capace da sola di apportare il giudizio di riforma. Tali considerazioni, il deciso proposito di non a.mmettere' nelle fila d ell' Esercito elementi che, ammalati o faeili a.d. ammalarsi, riuscirebbero indubbiamente di ingombro al servizio, di danno alla collettività., di aggravio all'Erario, nocendo a sè stessi, indussero alla compilazione e· all' inserzione nell'Elenco A dell'art. 2, che provvede in merito. · Quando si considerino i citati inconvenienti, trascurabile apparir:), i l numero dei cittadini, che con l'applicazione dell'artieolo summenzionato verranno esonerati dal servizio militare e elle approssimativamente sono stati ca..lcolati con statistica eseguita sul decennio 1881-1890 . In tale epoca., fermi restando· i limiti minimi di metri 0,80 per il perimetro toracico e di metri 1,55 per la statura, su 100.000 iscritti ,-isita.ti si ebbero in media 3926 riformati per deficenza di torace'. Tale cifro fo~:se riuscirebbe oggi inferiore, poichè non è da trascurarsi il beneficio che allo sviluppo dell'organismo ne proviene dalh~ lodevole abitudine di sottoporre i giov~ni fin dall' infa.nzia ad una ginna.stica metodica e dal diffondersi fra la gioventù degli esercizi spor tivi, che tanto cooper ano a migliorare anche la funzi one respiràtoria. Degno di speciale considerazione è il limi te della statura. Essa ba nn valore considerevole a.ncbe in quanto si riferisce alla prestanza mi· litare, a cui molto si tenne nel tempo passato. Se non è difficile trova.r e uomini sufficientemente robusti anche con statura di metri 1 ,50, ragione qnPst<"ll che portò ad abbassare i limiti di idoneità durante la. guerm, n on si può a meno di t ener conto che gli elementi di statum troppo bassa, costretti al passo regolamentare, si stanc.a.no più presto e sono f acili a, distanziarsi, turba ndo co.">ì quella euritmia delle fila marcianti, che rappresenf<l, non solo un eoeffi ciente estetico, ma. un elemento in · dispensabile nell 'esa.ttezza degli spostamenti e delle ricomposizioni della truppa. , D'altra parte poi, pur non volendo dare un v:tlore ecc«o.-ssivo alla. presta.nz.'l. militare, non si può d issimularci che la divisa militar~ rende per sè stessa più appariscenti le basse stat ure, le f1Ua.li più sembrano difettosè qua.ndo si oss"lrvino truppe marcianti, in cui, per illusione d i contrasto, i bassi, vieini agli alti, sembrano :H·1cora più piccoli di quello c he non siano isolatamente· considerati. Una statistica. eseguHa sul decennio 1RS1-1890, quando cioè il limite minimo di staturn. per l' idoneit::\. era di metri 1,55, ci mostra che ~n mt'<lia su 100.000 visitati si ebbero : 702 isr.ri tti con statura di m. 1,50 l) id. 1,51 id. id . )) id. 1,;)2 1069 id. id. l :{7i(J l) . id. id. iù. 1,53 )) 1767 id. id . id. 1 ,54 )) 2746 1 ,55 id. id. id
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l'ARTE 'IH'.E'ICI!.LE
A tutto dò :si è proneduto t:on l'art. G, ltttera l.J) di'l de~.:n-: lo 11. 3 in data. del 7 g('uuaio 19:!3 chi' modifica le vigenti dispo~:;iz.ioui leghdative :su l reclutamento del R. E:sercito e eLI:! dù facoltà al )1ini~tro ùr:lla. Guerra. di tlispcn-~Sare ùal compiere la ferma tutti o in pat-te gli arruolati di pitì bassa ~o;ta tura sino a quella. di metri uno e cinquantaquattro centimetri compresa. Prima t•he' la gnena oubligas);e d i tellCl'l' <l Ile m·mi il runggioJ• IIUruero possibile di cittadi ni , le el'llie Yiscerali costitninlllo motin, di riforma., e una. statistica fatt<L sul ùc•t·ennio lHSl-1890 rileYa che :::u 100.000 i se l'itti visitati fu rono JWI'ciò d it·hin ra ti n un idonei a l set"\'i%io mili tar~· 1519 uomini. Nella redsione dell'Elenco delle Imperfe1.ioni ecl l nf(•J·mità si tdon• t o tt' ll t- t· Jl l'l'·S('IJ t t• come in fo11do gli ernio:-:ì. <tiH·IH· fonliti di a l'l'a· recchio <·o n te nth·o, :sia no indiddui menomati nelle !OJ·o ~:twrgie fi~:;id1e e p<X·o r edditizi per il servi2io, come anche c:oloro, <'ht• hanno un'et·t•ia al E:emplkt:> ~>tato ùi. punta., va<lauo incontro a. epi!mdi. clw li allouta· mmo <laliP occupazioni ordinarie, t' (•ome in fine gli et·n i o si ne Ile fila dell' Es1•rcito abbiano qualche volta, ingombrato gli O~o:p1·ùali c richit·~ti atti oJW.rator'i con r·e!';pOJtsabilitù ed aggt'a\·io clt>ll'Erario. P er ciò, ~ · · m
sideranùo tomc quei'iti soggetti da nn lato r(•nùauo poco e ùall':1ltro condnc:u1o fadlr.nt>nte a. danni pt>r j) !>ervizio, cui sarebbero chiamati, si è ritenuto cl•e le ernie viscerali di qualunque specie e gr:ado debbano f'O~titnit'P moth·o rli t·iforma, P in CO(•J'(•JI?.::t con <'ÌÙ 1\ ~fato for·mulato l'al't. S4 del presentè Elenco .A. E ' sta to nccenuflto sommariamente all'importanza. ehe per le "arie funzioni del motore e dell'organismo umn.no, bann o le ~t'erezioni interne, di cui gli studi :recenti mostrano il va.Iore·. Non si poteva. date anche le incomplete conoscen?.<' dte si hanno ogg-i in mater-ia, scendere nell'Elenco ft troppi minuti pnt·ti(·olari, <'he avrebbero cl'nltroude r i'Ra la fun7.ionP df'l perito metlico diffil'ill', i!Wt>rta P for!'it:> ~Lnehe> improntata. a..il umL va.luta?.ionc troppo ~uhhi<'ttiva. Quindi, pnr non Yolendo IH\ po· tl'n<lo trascnmre nella. compihtzion('· dell'Elenro qnrsto nnovo critc>l'ÌO di apprcz?.n.m!'nto di idoneitù, ~i (.., <'t'Nluto dm·ersi ma.ntenet·e per il mo· Ull'lltO i.n tet·tHini ' un pò gf'll(>l':ll i, indiC'<Htdo c·omP C'Hli!<H eli rifcwma. IJIIPÌ tnrhn.m ~ ntj cle>ll'eqnil ibrìo endocr-ino, che rlll un lato appniono indnhbiamente indizio ùi incapacit.H. al !';el·\·izio ucilit:nf'. e dnll'altro sono di più facile e sicm·o apprez?..amento per parte dei mt'dki peritL Informandosi ft (JUesti ('t'i tf'r·i, t• ~tnto <·0t:npilnto l'a l't. r; drl }\f<'ki'llt.e RlPll<'o .4 . E' sb1 to an c hP ogg<'tto (li rcdsionr l 'argoml'nh) ri flrttPn te le Ili H . lattie del sa.ngue e degli orgflni ematopoietici. p Pr le quali !';Ì impont>bhe oggi una. sistematizz.a;done moderna nosografic·a.. :\fa non e..<~sendo questa definitivamente risoìta, kono state indicatf' con un <·oncl'tto viù , generale e comprensivo, qunle è qurllo di emopatie . St..'lbilire un limitr n<'t.to ove tPrmina l'idonrHil nl sPr\"i?.io milit:11·~ e principia. l'inabilità assoluta , oltre clte rin~cirE' sommamentP difficile,
PARTF.: Uff'ICIAT.E
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a\TPhbt· fm·st~ clato luogo aJ inrc)m·ellienti di non lien: iUl!Jm·tauza , sia nei rispetti degli accettmnenti ver part~ dei medici periti, sia lll'i J"i. ~petti
dell' a.ruwissione o dell'esclusio11e dalle fila dell'Esercito (li ;d cuni militari. S i è creduto perciò opportuno di segnare una znna limite · in quei punti di gradua le t:rn.pa.<;;so tri.!!_ l'idoneiti~ incondizionata ~' l<lo iuabilità assoluta. Tanto più volentieri ci si è orientati in queJSto o1·· tliJJe ·di idee, in qua.nto è e\'ideutc come per al<·twi :sPrYizi nelle fila dt·J l ' Esercito possano essere utilizzati individui, che non pof;siedono lt· at· titudini necessarie per tutte quante le mansioni. Rono stati pel'('iù formulati due Elenchi A. e IJ. Il primo comprende iJ1 cento a.rticoli le imperfezioni e l e infermitù, che sono ca.usa. eli inahilità a:-;soluta o temporanea a,l s<>rvizio milita1·e. Il secondo è costituito di 15 a,l'ti('oli , i qua.li indicano a lf'niiP tli f]Uellc rualattif' (' irnpE'rfe?.ioui, th ~, pur rcud('n(]o idond al :-;(•t•vizio IIIÌ · Jita.re in ~<>nere, menomano in pat·te l'attitudine fi~ir.a del niilitare J'l'll dendolo idoneo soltanto ad nn servizio condizionato. L';ll·t. (i , }(>ttl'l':l li) clt>l net·J'(>tO- h>g-~1' iu data () g'l ' lliiSlÌO ]!1:.!:-l. Chl' modifica le dgenti disposizioni ll'gisla tive sul recluta.mPnto rlel R. BsPreito, dà fa.c'oltà a l 1finLo:tro tlella Guerra di ·dispeu~nre tla.l l' ompit>t'<' la ferma tutti o in parte gli arruolati che si tro,·ano nelle condizioni tif';i che di limitata. idoneità a l ~ervizio militn.re di cui all'Elenco B. Nell'intento di fadlita.re la seelta dei più i(l011!'i, in caso di cltia mata pa.rziale alle armi <1ei cittadini di cui all'Elf'nco B , l> stata 1ln-ta agli articoli di questo una speciale dil':posizione, la quale' non risponde n. criteri di <'la.ssifka.?.ione scien,ti fie a, ma. ha solo lo scopo di enumerare l e inperfezioni e malattie secondo 'la. loro importam·.a in rapporto a.l r endimento. La !'numl'razion(' ;; fatta passando clall<>' forme più li<>vi ~lo quelle di maggiore entitù.
f'on i ~lue EJ(•nchi presentati 11on si è ercduto di <Wf'l' fi1tto opera definitiva. Il continno pr ogredire delle scienr.e mNlicltl', <·Ile portn nd accrrtnre la sintomatolog-ia e 1'cs!'enza .<li nuove form e mol'ho~e, che · m odifica. l a. va.luta.zione di imperfezioni e di mn lattie risp<>ttn alle varie · fnnzioni , elle m·ieuta, lo spil·ito dPI mNlico pPrito ad appl'PZ:t.HJ'f' più <'l1e In, DHtla.ttia. in sè le p('rturb~tzioni fnnzio,n ali rhe ne clpJ·iyano, in duc.e a. ritenere elle nuove riforme a~li EIPJJ<'hi potJ·a.nno l'Pnrlm·si nrcessarie per rontempera1•e le esig<>nZC' degli ncc<>rtamenti clPll'idon<>it:l !il sc>nizio con <'iò rh(' la sl'ienza C'i off1·ir1) 11i più fine P di più si('m·o .. Ron·m , 8 gennaio 1 !l2~-
Il generale rn.eclico capo FRA NCESCO DELLA
V Af,J.F:.
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PARTE ta'FlCIAI.F:
Circolare n. 45 del 14 gennaio 1923. -
RECLUTAMENTO.- R. decreto
n. 24 eol quale si approvano gli eléttehi A e B delle imperfezioni e delle infermità riguardanti l'attitudine fisica al servizio mUltare. ·servizio sanitario militare). -
(Direzione centrale del (Gazzetta Ufficiale n. 20, del 25 gennaio 1923).
VrTTOfUO EMA'!'l" UELE III PER GRAZIA DI
DIO E VOLONTÀ DELLA N AZIONE
RE o' ITALIA Visto il Nostro decreto 7 gennaio 192:3 n. 3;
Sulla proposta del Nostro ministro segretario di Stato per gli affari della guerra i ABBIAMO OKCI.!ETATO E DECRETIAMO :
Articolo unico. Le 'irnperfer.ioni e le infermità, che sono causa di inabilità assoluta o temporanea al servizio mi litare, di cui a ll'art. 7 del Nostro decreto 7 gennaio 1923 n. 3, nonchè le condizioni ofisiche di limitata idoneità al servizio militare di cui all'art, 6 del predetto decreto, sono .specificate negli a nnessi elenchi A. e B. firmat i d'or~ine Nostro dal Minis tro dell.a gue.rra . Ordini amo che il presente decreto, m\Jnito del sigillo. dello Stato, sia insento nella raccolra ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di .osservar lo e di farlo os~ervare. D:.to
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Rom a, il 14 gennaio 1923.
EMANUELE. ' VITTORIO . Il Ministro -
Elen..oh.i A
e
A. t>tu.
B
deke imperfezioni e delle infermità. riguardanti l'attitudine fisica al servizio militare AVVERTENZE GENERALI . Per ag-e,·olare e rendere più spedito il dilfidle e delicato incarico, a!Ticlato agli ufficiali mecEci, chiamati a dare 11 loro parere su ll a sce lta rigorosa degl i. uomini validi al sen·izio militare e sulla eli mi nazione dalle fila dell'Esercito di quegli clementi, ch e p er le loro condi?.ioni dii salute debilitate non possono pi ù prestare servi 7_io, sono state riunite in un elenco A, 1e i mperfez ioni e le infermità, che apportano inabilità :tssoluta o temporanea al servizio mi· •litare.
PARTE UFFICIALE
E poicnio non sarebbe possibile s t;t!Jilire con esattezza il limit e preciso, ove termina l'idon eità al servizio incondizionato f! comincia l 'inabHità assoluta, in alt ro elenco B, sono state riunite alcune imperfezioni ed infermità di grado più li eve, che limitano l'idon eità al servizio militare. Tali elenchi debbono dai periti medici essere cons iderati come una guida, un in~i c me di norme e direttive, a cui si atterranno per ottenere unicità di indirizzo e di criterio. L 'elenco A intcrl!.>sa tutti i militari, ma, trattandosi di ufficiali, sottufficiali, militari di carriera in genere, dovrà essere applicato con criteri più iarghi tenendo conto della loro età, del loro grado e delle mansioni loro affidate. L 'elenco B, invece, sarà applicato soltanto ai sottufficiali e militari di truppa. Coloro che sono riconosciuti affetti da imperfezioni o infermità contem~l :• te nell'elenco B, saranno esentati dai servizi di maggior fatica e che apportano maggiori disagi, come per e,. la marcia, il servizio di guardia, quello di ordine pubblico, ecc., me ntre verranno ad ibiti ai servizi più leggeri, come quello di scritturai<:, di atlendente, di operaio, di piantone nei magazzini, negli uffici, nelle camerate, ecc. Nei due elenchi talvolta si ricorse per qualiiicare alcune forme morbose, per cui è difficile fi<sare il limite netto tra l'idoneità e l'inabilità a l ~ervizio, :td espres~ioni indeterminate come: gr:.tvt:, notevole, esteso, voluminoso, molteplice, ecc. ; sarà quindi necessario da parte del medico perito usare savio discemimento nell'apprezzare tali espressioni. Egli si farà guidare iR ciò dalla conoscenza delle e.;igenze della vita militare, ed eviterà d 'intcrpretarle con criteri o troppo ampi o troppo restrittivi. L 'ufficiale medico, nella visita di reclutamento, procederà anzi tutto ad un esame d 'insieme dell'iscritto, tenendo conto del suo stato di nutrizi one e sanguificazione, dello sviluppo scheletrico e muscolare, del modo di camminare, ecc. Passerà poi all'esame metodico delle singole regioni, cominciando dal capo e portando ~Jl'!CÌ:Ile attenzione là, ove il soggetto stesso accusi imperfezion i o infermità, e ove l'esame · anatomo-funzionale faccia · supporre qualche alterazione; inoltre nel rilevare lesioni e sintomi avrà cura di risalire possibilmente alla causa patologica che li produce, e cosi potrà rendersi più e~atto conto della idoneità fisica del soggetto. Durante tale visita il perito rivolgerà vari e domande ali 'esaminando nell'intento di raccogliere elementi, che possano illuminarlo sullo s tato mentale, su lla favella, sulla capacità uditiva. Poichè il parere, che è richiesto all'ufficiale medico, ha presso il consiglio di leva un valore puramente consultivo, ed essendo egli l'unico teCt)ico presente, con speciale riguardo dovrà richiamare l'attenzione oel consiglio medesimo per illuminarlo nei casi dubbi e di maggiore difficoltà. · Nel valutare le imperfeziom e le infermità dei due elenchi A e B, dovrà essere tenuto pre· sente quanto è detto nei seguenti numeri : 1. Un iscritto, che presenta una delle imperfezioni contemplate negli articeli 34. 55. 73, 75· 90 e 94, indicati col segno * e cioè: la mancanza di un globo oculare, la mancanza totale del naso, il gozzo voluminoso, la gobba voluminosa, la perdita del pene, la mancanza di una mano o di un piede, potrà essere dichiarato inabile senza che egli si presenti al consiglio di leva (Art. 47 testo unico delle leggi sul reclutamento del R. Esercito approvato con R. decreto 24 dicembre 1911 , n. 1497).
2. -Quando il medico debba giudicare mal:1ttic o postumi morbosi, che si presumono c:anabili in breve tempù, potrà proporre che l'iscrit to sia rimandato ad una delle ,·isite sup· pie t i•e della stessa leva.
3· - S-e una malattia è ritenuta guaribile in pochi giorni oppure sorga il dubbio di provocazione o di aggravamento volontario, l 'iscì·itto sarà trattenuto in cura presso l 'ospedale milit are, che lo accolse in o!oservazione. · 4 · - Un militare, trovato affetto da infermità o lesioni, che per gli iscritti motivano la riforma al termine del periodo della rivedibilità, sarà dichiarato inabile solo quando l'infermità o lesione persista nonostante le cure e i periodi d i licenza di con valescenza concessi.
5· - Se un iscritto debba essere giudicato temporaneamente inabile per les ione o infermità. che richieda l'osservazione in un ospedale militare. tale o<servazione sarà ripet uta ogni qual volta st renda necessario rinnovare il giudizio di rivedibilità.
124 6. -Quando di un'affl'zione morbosa ric-~a dul.bia l'<,iginc ,. oon bene ..,idente i'an al'llrv:...;i. può css<·re utilt' ai direttori di o~pc~ùnh.' r it:orn.·re ~1d inlonn~;.iuni. a l~~1Ìn10nianz•" , ad aui di n(".ro• irr:"t; ma qut.st i, pur cs>~ndo sernpliri d.-m··nti di ind:o;:inl'. non costituir~Ulno mai la ba;e di giudizi m• ·dico-lt.'gali, dte dovranno pnggian• -<)lt:mt<l -u d:u i scien tifici.
7· - .·\ llo n;hè un i,critto o militar e debba e>tsere pre"o in esame un:~ ~econda ,·olia per la s te,.sa malattia o i rnperre~.ione, che fu giudicat:l in primo tem po dnl direttore Ji un o,..p•'dal e milit a re , 'peuer à a l direttore di sanità di corpo d'armata pronundrorsi in merito. (:\rt. -13 su l se rvizio sanita rio mil itare territo ri ale).
8. - Ogni q uah·oita prc<so un consigli o d i leva clt·bbano e>«•re giudicati i~critti per impcde1.ioni o malatti e di dubbia ùiagn o>i, ma pt·r le qu al i non ,ia richie,;w l'o, scn ·a,i nue in un o~p~d:tlc milit:"lre , o che pre-e ntino inf(•nnità h••nl' e,·i d,.nti,. per c~i pf'rÒ s:o rebhe pro'•< rilto l'accert::tnwnto con os"· n·azinne. s:trà facoltù de l mrdico perito proporli 1wr il g-iudi-.io di un':•pposi ta comm issione sa nil:.lria. Questa, costitui ta d i un utliciale medico superiore e di :~lrri due ulfì.-inli medki. dr·i quali uno >arà se mpre il p••ri to del .;M:~iRiio di le,·;l , verra cum·oca to in un giorno da ;,w bilir~i d':tcc<~rdo trrt il pn·>iJrnte .! t i con,ig-li<> nwtlesi mo c tl di•rlture di sanità di corpo d 'armata.
ELENCO A .
Imperfezioni ed inr~rmità che sono causa di inabilità assoluta o temporanea al servizio militare tanto degli iscritti di leva che dei militari
Cl..-\SSE l.
JMPEnFEZJONJ ED l lliFE~ MITA' GE NE~AL I
MAL.\TTJE DEI TE SSU TI
E DEI SISTEMI AlUTOMJCI.
Art. 1.
l. a debolezza di costituzione gr a,·e. Quella meno grave ed il deperimento organko tr;•.-cor>c> il pedodo della rÌ\f'di bi lilà. A VVEI~TENZA. - l'er g-iudica re della deholo•nn d i cost it u7i.:lnc il perir o dovrà ~c·••:pre rener con lo di un co1nplc-;~o di c:::~raUPri e~tt•riori , ch'! si ri ... cnnlr:tno in hllto o in l}artc, c ~ he, pur non co,titu('ndo pN sè <t e-'i un<l mnla tti::t , rappr•'>erll:.no un:~ pretli,pobizionc morbo,;, ùcll' org-ani-mn e lo rendono poco :~datto Il sopporr.•re le l:.ti.:h" e i dis:ogi <1~1 ' crvi7io mi'it :t re . 1 prin. ip:oli di q•H:,ti c;lr:Jttcr i sono : il p<tllo rc dt·l vollo e d~lle muco>e vi,ihili, la ti[lccid~na th•ll:t l' tll•' ,. J:o <olle,·ahilitil di cs<a in IMg-hc pi c·g h.,, lo ~O r!<o s 1·i luppo m u<colnre . la defìci··n~a d• i ca r :•ltf·ri •e,su;di, la hrngh <•z7.a e la -onig-lio•77,:1 th•l t•ollo . le sc:•pol!' :dati'. l'appimlinwnr o ci<'l torncc , la ~un form::t cili ndri("a c l'i nlo.-Hm•· n·ro di ,.,,,... in c<>rri-pund•·"7.:l ùf'lle reg-i.,,1i -.uno... cla\'~arl , le rrwn1br:1 lunghe, grosse :tJI,-• t'~tn·rn ir !t Pd :. ...... nniglhltf' in c·,r ri:o-.t nnrlenza tl• Ile di ;~lisi ccc. Qu:•:1do qw•;.ti c:orat tl·r i siano nl'!lln mn-.~imn p:lrtt• e,·id f'nt i, il p~ri to non e,itcrh a pronunci:tr!' un g-iu.li7iO di in:thili tà permanente :" Pi c:"i meno " ' ickn ti il l!;Ìudizi o dowà t:>«ere 3\"\"a lorllto dai f:tuori princip:oli, che \':o lg-ono a cletermin:·•re l'indie~ di rnbu'l~zza dfll'o rg-a ni •m o, e cioo: : il g rado di dilatabilità massima del to race rilev:tto con la semplice i~p•'7Ìone per po ter ~orprende re evrntu ali dcliciC'nze o :~-•inH' I ril' : la misura del perimetro tora • dco ,.d il peso d('l ccq><> in rr: lal.itllh.' con la st:~w r:. . Il ! >•~rito l<' rra pn--ente che in lir1t:. g-ener ale e per le medie stroturc, il perimetro tornci,·n cl<'' e cnrri-pondne ::tllll met:\ o più della statur a ,t p~:;a ed il peso :~,·,·i ci•wr,i ai decimali cJ,•1Ja m cclC"<i m<t , mentre per le ;~lte s t:uur t' queste cifr~ po~iono es!'erc inferio ri alle propo rzi oni <opracccnnatc.
125
PAltTJ:: UFf'!Cl:\I..E
Art. •·
Il perimetro toracìco deve raggiungere ottanta centimet ri . Saranno sen1.' altro riformati g :i '::crini, la ..:ui perimetria toraci ca non raggiunga la mi; ura di 77 centimetri ; saran no di chia.-ati rivcdibili quelli il cui p'!rime&ro toracico superi i 77 centimetri e · non raggiunga gli 8o c••n timetri. rer ie staiUre che mi surano o ~uperano metri 1,65 il perito seguirà le norme dettate clalla s''>uente tabella : Per lmetro t orac leo GR l" P P l
01 STA T l" RE per 1a
idonei Là Per tutte le stature che raggiungono o sup erano m. 1,65, ma non raggiungo no m. 1,70.
cm. 8t
per la tìfOTOHl
per la rh·cdibil ità
c m. 78 meno c he raggi unge c m. 78 ma no n raggi un ge cm. 8t.
P er tutte le stature che raggiungo no o superano m. I,]O, ma non raggiungono m. 1,75· P e r t utte le stat ure che raggiungo no o superano m, 1,75, ma non raggiuugono m. 1,8o.
" 79
"
c he raggi unge cm. 79 ma n ù n ragguuuge cm. 82.
n So
•
che raggiunge c m.8o ma no n raggi un ge cm. SJ.
Per tutte le stature che raggiungono o superano m. 1,8o.
" 8r
•
c he raggiunge cm. S I ma non raggwnge cm. 84.
AVVERTENZA. - :\el determinare il perimet ro del torace s i ricorda al perito che il nastro misur'ltore deve applicarsi esallamenle ori7.zont;>IC attorno al torace fa cendolo scorrere s ulh: <treot..: mammil!ari, di mod o che il s uo margine superiore ,·enga a s tri sciare la base de i capezzoli. Tenuto moderatam ente teso, passerà a guisa di ponte sulla doccia ver.tebrale, rim <mcndo aderente alla superficie cutanea de lle regioni l:ucralt ed anteriori del petto, senza però eserci tare sui tessuti manifesta comprcs:=ione, mentre i suoi capi si incroce•·anno s ullo sterno s enza !"éoqarsi dalla linea ori/. :or: tale ·l si S·>vrapporranno in modo che l'un capo venga col suo margine superiore a contatto col margine, inferiore dt ll'altro capo. L 'csatHinando dovrà stare diritto in piedi, col capo eretto, con le braccia pendenti ai la ti del corpo, con le spalle bene aperte e portate indietro per impedire una esagerata sporgenza delle s c:•pol-:. La misur>.~?.ione sarà eseguita durante il ripose respiratorio, cioè nel momento che intercede, nell a respirazione normale, tra il passaggio della massima riduzione espi ratoria a lJ"i ni?.io della espansione inspiratoria , tenendo il nas tro mis uratore in po~to per il tempo s uf. ficien te a calcolare dh·ersi atti respiratori. La misurazione della statura si esegue con :tppos ito ist rumcnto dello antropomctro. L'esam inando, completamente nudo, viene fatto sal ire s ul piedistallo e lo invita a riunire i ta ll on i e a mantenocsi in posizione eretta, con l'occipite, la parte dorsale della colonna vertebrale e i calcagni in contatto col montante verticale: verificata l'esattezza di tale posizione, sì fa scorrere il cursore orizzontale, finchè esso ve nga a poggiare leggermente sul sincipite e s i legge la cifra segnata sulla graduazione. Nei casi dubbi è neccssHrio procedere alla misura?.ione in posi?.ione on zr.oQtale e supina del sog-getto, facendolo dis tendere o sull'apparecch io di misura, disposto oriuontalmente, o sul pavime nto, o su di un piano qua lsias i, e misurando col n astro metrico la distanza fra il Yertice del capo e la pianta dei piedi, limitati da due piani verlicali. E • bene ricord~re che la misura della statura, pr~;sa in posizione orizzontale, eccede normal m e nte di circa un centimetro quella <Iella statura presa in posizione verticale. P er ques ta ragi<•ne dalla misura della statura , determinata in posi?.ione s upina, deve sottrarsi per lo meno un ctntimetro (Paragrafo 324 del Regolamento sul Reclutamento). Poichè un torace bene s\·ilupp ;;tto. con perimetro ampio, isolatamente considerato, non è sempre es ponen te s icuro di robu· srel!:7.A e di salute, il ped to ricordi che il giudizio di idoneità dovrà essere emesso soltanto dop o un esame completo del soggetto.
si
lU
PAJtTE U FFICIALE
Il limite della statur• per gli Art. 57 e 6o del Te$to (jnieo delle leggi s ul Reclu tamento, rimane di metri uno e cinquanta centimetri come limite rmnimo per l 'idoneità al serv izio mjJitare. Attualmente però l'Art. 6 lettera B del Decreto-legge in data 7 gennaio 1923 n. 3, dà facoltà al Ministro della Guerra di adottare eccezionalmente, se imposto da speciali necessità, il provvedimento di dispensare dal compiere la ferma tutti o in parte gli arruolati di piu bassa stat ura sino a quella di metri uno e cinquantaquattro centimetri compresa. Art. 3·
L 'obesità, quando il perimetro addominale al livello dell'ombelico supe ri di quindici t.:<'O· timetri il perimet ro toraci co, e sia associata a notevoli disturbi circolatori o respiratori. Art. 4·
Il diabete zuccherino e le g licosurie , accertate con ossen·azione 111 un ospedale militare e tra~cor ~o
il pcriodv della rivcdibilità. Art. s.
Le alteradonJ del s istema eodocrinosimpatico rilevate con sindrome morbose caratteristiche gravi e permanen ti (quali ad esempio il mixedema, la distrofia adiposo genitale del Frolich,
l'acronwg-alia, il morbo d i F!:~ian i.B,tsedow, il morho di Addison, l 'i nfamilismo etc.) dopo os sen·azione in un ospedale militn re. Art. 6. La malaria al!o stato di cachc~si a con gnl\"i e permnnen ti alter~zioni viscc rali. Nei c:~çi ùuol>i dopo os:<en ·azione in un ospedale militare e non prima che sia trascorso il périodc del la rivedi bilità. Art. 7. La sifilide che si manifesti con grav i k>ioni nei vari te .. uti eù or gaui, accertata ~vn ossen·azione in un ospedale militare.
AVVERTENZA. - 11 perito potrà pronunziarsi per 1~ rinldibilità nei casi meno gnwi , ma con maniff'<I:Jzioni secondarie in allo (roscole, pl:tcche mucose, condilomi piatti etc.), e qvaodo presupponga che la malattia sia suscettibile di util e modificazione in un breve period o di tempo . .'\n. 8. Le manifest azioni gravi e croniche del saturnismo o di altre lntouicazlonl da metalli , cer•ate con osservazione in un ospedale mil ita r e.
3C-
Art. 9· La cncbessla scorbutlca ben man ifesta e tutte le malattie da carenza (pellagra ere.) a grado avanzato ; accertate in un ospeda le militare. Art. 10.
La lebbra; l'actlnomlcosi accertare in un o<pedale militnre. Art. 1;.
J tumori di natura maligna e quelli che per numero, volume e sede costituiscono una evidente deformità od un man ifesto impedimento alla funziona lità di un organo o alla li bert~ dei movimenti ; nei casi dubbi dopo osservazione in un ospedale militare.
PARTE U F FICIALI!:
127
A VVE~TE.'NZA . - li perito dovrà sempre specifica.re la natura, la sede e il volume del· tumore riscontrato. Il perito terrà pre~ente anche le estese macchie del volt'> , ordinariamente dovut e a telcangeccasie, per <jU3nto rigua rda la deformità che poss;, conseguirne. Art. 12. Le emopatle gravi (leucemia, pseudoleucemia, le anemie spleniche, morbo di Banti , gli it· teri emolitici cronici familiari etc. ) diagnost icate con osservazione in un ospedale mil itare. Le cl.iscrasie s anguigne, le anemie secondarie, (l'e rnoti lia, le porpore croniche etc.) tutte accertate in un ospedale mili tare e trascorso il per.iotlo della riveJibilità. AVVERTENZA. - Le emopatie debbono e~sere di agnosticate sempre con l'analisi del sangue (conta dei globuli, esame istologico e p arassitario) ed even tu a lmente anch e con l'll•ame delle feci (anchilostoma). Art. IJ.
La scrofolosi caratterizzata d;,~ gravi mnnifest.n ioni. Art. 14. La tubercolosi della pelle (lupus ,·ol gnre, lupus e rit ematoso, tubercolosi verru eos a dopo osse rvazione in un o~pedale militare e tra scors o il periodo della rivedibilità.
ecc.}
Art. 15.
Le òermatosi notevolmente l'S tese, a deco rso cronico. oppur~. se lim itate in cs tensie ne, quando s ia no parassitarie-cont<lgiose. o quando deturpino nolc\·olment e il capo o la faccia. Tal ~ forme morl:ose debbono essere sempre accertai•! con o>serva7.io ne in un o•pcdale militare ed essere persistenti olt re il periodo della ri vcdibi lità. AV'' ERTENZA . - Il pe ri to dovrà sempre indi cMc la spede, la sede, la estensione dell a derma tosi riscont rata. Gl i ir. sc rittJi pot ran no e~sere trattenuti in cura in un ospedale milit ore, allorchè si sospett i· l'ori~;ine a rtificiosa della dermatosi. Art. 16. Le ulcerl crònicbe, le f11tole e i seni flctolosl 11CC<!rlate cc n osse rva ;:ione in un ospedale militare e persistenti oltre il periodo della ri ved ibilitù. AVVERTENZA. - Gli inscritti potranno essere tra tt enuti in cura in un ospeda le milit a reallorchè si sospetti l'origine a rtificiosa delle dette lesioni,
Art. •7· L e cicatrici, quando per sede, es te nsione o aderenze con tessuti soltostanti dis turbino notev olmente i movimenti o la funzione di organi importanti, qu ando siano facili ad ulcer::trsi CY quando producano notevole deformità del viso. :\rr. tl!.
Gli anea.rlsml di qualsiasi specie e grado, accertati con osservazione in un ospedale militare-.
128
PARTE lTFFICIALE
Art. 19. Le nri'l degli a rti in feri ori, qa..ando $i::.no not~\·olmcnte C>tese, molto voluminose e con , melteplici e ~rossi nodi, oppure sia no complic ate da edem i o da ulcerazioni. N .B. -
Vedere l ' art. 12 dell'elenco B. Art. 20.
Gli esiti di Oebile o di Jlnfoangiolte caranerizzali a preferenza da ede ma pe rsistente e di . ~trado not evole o da disturbi trofici (elefantiasi), quando ostacolino la funzione d ell'arto, tra· scorso H periodo delia rivedibilità. Nei casi du bbi dopo osservazione in un ospedale militare. Art. 2 1.
Le rotture del muscoli e del tendini, le ernie muscolari, le lussazionl permanenti del tendini , le retradonl, le aderenze tendlnee ed aponeurotiche , quando di~turbino notevolmente la fu nzio· ne di un arto. Nei casi dubbi l'accertamento dovrà esse re prat icato con ossen·azione in. un ospedale militare. . Art. 2 2.
Le tendosinovlti, le borsiti croniche quando producano imporwnti di<turbi funzionali, acn rtate con osservazione in un ospeda le militare e t ra<cor~o il periodo della ri,·edibilità. Art. 23.
Lt affezioni gravi e croniche delle ossa e delle articolazioni: tra~corso il periodo della rivedibilità. l'<ei ca"i dubbi dopo osservazione in un o~pedale militare. Art. 24.
Le deformità ed alterazioni delle ossa, es pre:;sioni di mai:~a : e genera li (rachit is mo ccc.), o .l! i u iti d i affez1oni morbose loca li (iperos tosi, l':<O<to,i , pcriostosi, ;Hrofiu, necrosi, ecc.) o di trau matismo (ca llo d e fo rme e non ben consolidato) a l grado tale da di sturbare note,·ol· menre la fu nzione dell a parre. Nei casi dubbi dopo os<ervnzione in un o~ pedale militare; l)uando poi le delte a flclioni non sia no dd•nit i,·e, tra~corso il periodo dell a ri,·edibilità. Art. 25. Le lussazionl mal ridotte o non più riducibill e quelle abituali delle principali artlcolatiooi. L'anchilosi, la notevole rigidità articolare, i corpi mobili articolari, solo quando ostacolino notevolmente la fun zione di una import ante articolazione. Le forme ri tenute suscettibili di modificazioni, dopo trascorso il periodo de ll a ri,·edibil ità. Nei casi dubbi dopo osservazione in un ospedale militare. AVVE~TENZA . Il perito terrà present e che l'i mportanza del di sturbo flllnzi onale ar· ti cola re deve essere considerata in relazione alle esigenze della vita militare (maneggio delle arn1i, marce, ecc.).
N.U. -
\'edere art. 5 e lenco B. Art . 26.
Le malattie organl;be del sistema nervo~o ceutra le ed i loro esiti insanabili, (atrofie ne· , ~·ol i , ccc.) accertate con ossen·azione in un o~peda le militare.
12()
1\n. " 7·
Le paralisi e le paresi, le contr atture e le distrofie muscola ri g ra\·i, t tu te dop<' os;erva-
ti~one in un o-peda le mi liw;.e e trascorso il periu.do ddta rÌ\·•!dibilicà.
Art. 28.
d~lt
T.e neuriti gr:"·i <:on ' "·' nift.:, ti segn i di ~ol t•· r:• zion i local i, dopo osoen ·azionc 111 un ospcmilitare e p~rsi>tcnti olt re i l periodo della r ived ibilit:i. Art. 2!) .
...•
L 'epilessia, nelle sue ,·n rit~ forme , accert:t t a cor1 <'$Sen ·a7.ione in un o{prcln le mi l i t n re, durante la qua le ver ran r1o "S'l' llte not i~.ie :ouwmne,:tidte e farn i li;~r i s ulle maiMtie men tal i. sull:r criutin.,litit, alcooii,;mo, ccc. del Sog'j:CIW. L e varietà originarie graYì di neura~tenia, le forme gravi di isterismo con<tai::Jie ~on o;sen·a zillne in un u-p<'dale milita re. La nenaslenia e l 'isterismo meno gra,·i e tutte le altre ncnosi. compreJc quelle del sim • patico e del ,·ago dopo .:>>ser\':t?.ione in un o<pPdale militare e tr:tscorso il periodo della ri,., _ dibilità
AYVEnTENZA. - L'ossen·azione per l'~pil•'ssia i n 1111 O>pcda le mili t:tre sar:'l prot r:nt:t fino a che sia po~,ihi lc con fer mare l:t diag-no•i, ma nnn llhrt! un m•'>c . Tra,t·or«o t:d,. periodo, H' non "i ananno dati per emeu,.re un g-iud izio, il rui lit.trP -<Mit inviato a l cnrpt> <" nppnrtun.1r.-HmW :<egn:tlato, pen·hè possa c><.,<'re >on·~>,{li:rto dni -up<•riori di rclli e daiJiuttìdale medkn. (iò p•·n:hè. ~oYen te, gli açcessi d i <[UCst a nevr o-i r1on <i m .1nilc.tano che a lunghi intcrv:tlli e la '"'" in•oq;cn~a è forse pii• fan-.,·ita d:rlla vita militMc :ttth·a. S(· p rc;~o i corpi o n·p~ s·t i <i acc••rtinll ma nif.-,tazion i di <'pi lcs~i :t in un m i lit:tr<', quo• ~ti potr.\ l':w•rr• propo<tv dircll:lnl<·ntC' a ra--l'gna d:rll 'uflici:alt: mc>dico anchr q unndo n<>n sia -tato in dato prel·edenten1c nre in ossen·azion~ per tale nenMi. 1'\r·ll a propo~t:t do,•rann'o s••mpre e-<t·re d!'<critt i clettagoliat:tmcnte i sintomi ddl 'acte<so. G li u fliciali mrdid r:t'"'g-narori rit ..rnumo v<~liclt' lt> propo,re solo qu:mdo ~:tr:umo fond:.te "' fall i inr cc•'pibi li, C<>nst:.tati pcr-CInalr:~enre dal sanitario del corpo. Art. JO, Le frenastenie (idiozia, cretinismo, imbecillità. ecc. ) bene e,·idem i e
leg;~l mente
cam-
prn' ;tre. Le fre n astenie meno ~ra\'l e le anomalie psichiche, qu:~n<lo !ncci'lno t~rnc:-re che l 'indi,·i,Ju,, pos:-n r:;s<!re non ~cmprc co~cicnle dci proopri alli. l. · a~cerl:t ment o do,· r à •!&~ere I:Hto con o ...... cr\~~zione in un o~peda le nlilit::t re. Art. 3 1. Tutte le malattie mentali debitanH'ntc accP.rla te con o>>er\':J7.Ìon e in un
o~peda le
mi li t ~re
t anche con i ndag-ir11 fn m ilia ri: se apparentenwn tc f[uarire, q•wndo l 'i,;crillo -ia >'t:tto int!'r-
nar" in u n manicomio in s<'g-uito ad :lUtoriZ7.:li.ÌOn(' del l'autori tà gi udi1.i;~na a scopo di cura e non pe r semplice 05servaxione, cd ;,·i sia stato r ealmen te riconosciuto a ffcuo d • p.icop~lia .
CL:\SS F. Il. 11\tPEnFEZIO:-ìl E ~UL.\TTIE Ll"EJ.I.E SI~GOLE REGIONI .
Ari. 32 .
L ' alop eci a r :lpprc,cmata clall<~ pPrrlit J complctrt c perm:tne111e dei capelli. {l -
O l ornak d-i m edicina militare. -
Faac. ITI.
130
l'A.Bl'E UP'FICl ALB
Ar t. 33·
La maucarua di una perzioae delle oua del cranio a tutta apeueua. Le ragguardevoli depressioni delle oua ateue, quando con ;sse.-vazione in un ospe<ta:e militare sia accerta to che producono gravi e permanenti alterazioni funzionali.
* Art. 3+ La mancanza di un globo oculare. Art. 35·
La riduzione dell'acuteua visiva in fe riore ad un quarto della normale in entrambi gli oc· chi, oppure inferiore ad un dodicesimo in un or.chio solo (corretto l'eventuale vizio di relra· zione con lenti s feriche, cilindriche o s iero-ci lindriche), qu;indo sia sostenuta da cause inamo· vibili, dovrà sempre da r luo,go alla riforma. In ogni caso, la cons tatazione sarà fatta con os· scrvazione in un ospedale militare. N. B. - Percht'> il sogg-t>tlo ~i<• dichiar<tto idoneo al Fervl7to incondizionato, è nec~ssario che abbia in un occhio alm<·no. una acutezza vi~iva ug-u:~lc o non inferiore ad un te r zo. La riduzione de ll'acutena visiva sarà invece causa di limitata idoneità al se rvi zio rnili· tare quando sia inferiore ad un terzo in entrambi gl i occhi (e cioè: V. fra 1/3 e 1/ 4 in ambedue gl i occhi oppure Ira rh e •/ 4 in un occhio e l.-:1 •{.ì e t/t'2 nell 'alt ro). (Vedi art. 2 elenco B). AVVERTEN ZA. - Soflo la locu1.ione di ncutena vo~rva norm a le s i vuole intend ere quel grado di vlsus che permette di di,tinguere i caratteri tli prova soflo un angolo visivo non mag-giore dr cinque minuti primi (5 1) ; mi sura generale ammessa. Si è ancora data la preferenza a questo prtncipio anzi chè a quello approv<Jto nel congresso oftalm ico internazionale del '9'9· non e~sendosi ritenuto opportuno sostituire gli ottotipi del Weker, del Baroffio. ecc. ,·h.- sono i pitt noti e dirfu,i ttl'i no~tri o~p~>dali ntilita ri. con •c:>IE' murali internazionali, di cui del re<to non ,·'ha un tipo unico, ma parl'cchi tipi secondo i v"' ri autori. La dctermin;-.zione dcll":.wutena vi<int deve C-'t:rc li1tta sempre a di>tanzll e per mezzo delle ta\·ole 11 :u rnli, y;sfc ,. dire ne llo f(tnto di riposo dr·ll 'nccornoda;:ionc ; prinHl scparatnmente p<'r
l:ia,cun occhio e poi s imult ro ne;;~ mente, tenendo conto rJ" IIe speciali prescrizioni stabilite dal· l'a rt. 35· Con le tavole di questo tipo, determ;mtndosi. come sempre si suole, l acutezza visiva : \ ") a lla distanza costante di cinque metri Ira l'otto tipo e l'individuo in esa me, si hanno le se· gucnti graduazioni : m. 5
A
",
7·5· IO.
15 .
," 20. 30. " 40. " so. "
v. s's o'sia V. = t non n a l• •) v. = 5/7 v. = 2 lj v. = s/ ro ", v. - 1/ 2 v. = s / rs , v. = t/3 v = 1/ 4 v. :,/20 v. sho " v. = t/6 v. = s ho , v = r/8 v. stso v. = t/ to l
)l
))
!\elle suddette fraziorù dunque il numerato re rappre~enta la distanza costante tra il sog· g-l!tto in esame e l'ottotipo; il denominatore esprime la distanza in metri a cui h.• lettere o i segni corrispondenti d ' una data lin ea della scala sono 1 crccpite d:~ un occhio normale. Se per es. l'individuo in esame di stingue a cinque metri le ~ole lel!Prc o i sol i segni, che un occhio normal e vede a quaranta metri, la sua 3cutezza vis iva è ridotta a cinque quarantes mi (s/4o1 oss ia V . t/S. Quando l'acutezza visiva risul ti inferiore a 5/5o (V. 1/ 10) ossia quando a cinque metri non vengono pitr distinte neppure le letit>re o i sPgni dj dimensioni magg-iori. che un occhio normale vede a 50 metri, occorrerà farE' avvicinare il soggetto in esame all'ottotipo (o viceversa) e per ciò sost ituire al numeratore 5 (distauza costante) i numera tori 4 1 3, 2, r
=
=
PARTE UFFICIALE
131
che rappresentano la distanza non più costante ma \'ariabile, a cui l 'individuo distingue la linea delle lettere e dei segni più grossi della scala murale. Se per es. il soggetto in esame distingue a soli due metri le lettere o i segni che un occhio normale \"Cde ~· 50 metri, la sua acutezza vi.iva è ridotta a 2Jso ossi., 'v. = t/25. Art. 36. La miopla (esclusa l'influenza dell'accomodazione), che superi di una quals iasi frazione le dleti diottrie ~n entrambt gli occhi ; o che, pur esse11do di grado inferiore, generi tuuavia, a re fra2ione corretta, una diminuzione dell 'ac;u teua visiva al grado indicato dali 'art. 35 del presente elenco. · La diagnosi sorà sempre fatta con osservazione in un ospedale militare. N ,B. -
\'edere art.
1
dell'elenco U. Art. 37·
L ' ipermetropla binoculare, che, dopo correzione, generi una diminuzione d eli 'acutezza VI· si,·rt a l grado indicato dall'art. 35 del presente elenco, accertatu con osse n ·azione in un ospedale miliwre.
An. 38. L ' as tigmatismo semplice (miopico o ipermetropico) qu:111do, dopo co rrezione, induca una diminuzione dell'acutezza visiva al grado indicato d<~ li 'art. 35 del pre~ente Elenco. L ' astigmatismo mioplco composto, nC:: quale il meridi a no meno re frangente (miopi a totale) superi di qualsi asi frazione le otto diottrie, o che. se di grado in~erio re, dopo opportuna correzione sfero-cilindrica o nel caso solamen te sferica della rpiopia total e, ge11eri tuuavia una di- ' minuzione dell'acutezza vis iva al grado indicato dall'ort. 35· L 'astigmatismo ipermetropico composto, eh . , dopo correzione siero-cil indrica o anche sem· pliceme ntc s feriéa, g eneri tuttavia una diminu zione del\ ':acutezza "is iva al grado indi ca to dall 'art. 35· . L ·astigmatismo muto, eh,, dopo \:Orrczionc ra t.iOilètll! gtMri una diminuzi one dcll'dcutezza , ·isi va n l grado indicato dali 'art. 35· l n tlitli i casi dopo osservazione in un ospedale miiitare. AVVERTENZA. - L'astigmatismo miopi co compo,;to deve considerarsi come una forma di miopia semplice, complicata con astigmatismo rniopico semplice. Difatti il numero w diottrie del meridiano meno refrangente corrisponde al!<t mioplil tO[<Iie del soggetto, corretta la qu ale con lente sferica resta solamente un certo grado di miopi a in un solo meridia no; l 'as tigmatismo tniopico composto adunque è cosi tras formato tn as1igmatismo miopico semplice. P e r e,;., nel c:•>o di ns tigmatismo miopico com posto di cinque diottrie nel meridiano più re· fra ngen te e di tre diottrie nel meridiano meno re fra ngt nl e, la miopia totale è uguale a 3 diot· trif! ; l 'n•llg-mn ti,..mo compo~to, corretta la rc frazione mi opica con lente sferica di tre diottrie, s i tr>tsforrn a in un astigmatismo miopico semplice di due diottrie. l.o stt?sso dicasi pe r l'as tigmatis mo ipermel ropico compos to, nel quale l'ipermetropia totale è data dal meridiano più ref rangente. AVVERTENZA. - Agli articoli 36, 37, 38 la determin azione dei vizi di refrazione sarà fatca ta nto coi mezzi subbiettivi quanto con quell i obbiettivi, ma . la tliagnosi e le conclusioni medico-legali· debbono fondars i esclusivamente sulla dett!rminazlone obblettlva. Il perito terrà presente che nei gradi elevati di vizio di re frazi one la correzione più utile de lla visione è quella tollerata dal soggetto, benchè completa, e terrà presente questo dato di fatto nel determ ina re l'ocuteua visiva agli effetti dell'art. 35 del presente elenco. D urnnte il pe riodo di osservazione agli individui, affetti da vizi di refrazione, riconosciuti 1donei a l servizio militare, saranno fornite lenti correttive. Art. 39·
Le forme dl anisometropia in cui , dopo la pitt utile correzione pratica, tollerata dal soggetto, t 'acutezza visiva sia ridotta nei limiti indica ti n ell '<~rt. 35 del presente ele nco. La constatazione dovrà farsi :-on osservazione in un ospedale militare.
13:?
l'A HTI~ L' r t'li' l.\ LE
AY\'EH T E:\L\. - l'er la corre,ione d••Wani>on•~rropi:• ·"'''"bren·ilbe lngico dover pro1·· l'f.'d•·•·c , ia-cun v~chio d,·lla lente che rit·hi ..•<h: il >liO :-tato parli,·olare di relra7ione. i\ e ll a pr~ tic:J JWr" qut· ... t:t rorr,·;iuth..' n~Hl ,,.1npr•· .. ucldi .. la. E' quindi pr,..r~ribile d:tr<" :-.i d w"' occh i la lt~nte che c.:om·i""" :tli'OC<'hio 111e11o difetro- o e d1<: procura :'I l >oggetto una d-ione 111iglior··· [ll•r l 'u~o a c:ui l ' flcchio de,·e ~cn·i rc (pc1· l<1 ,.;,ione da 1·ici•1o e da lontano). Art . 40 . Lo strabis mo funzionale sintomo di ametropia, qu:ntdo h· inlp·:rf,-zi•.m i dw lo pn><lu"''"" al gr.~<lo 1oluto dall ' :.n. J5: o sintomo ùi ambliupia 'l"'tl""' p•'•·~i-ta oltre il po:riO<lu d<'ll!l rin•dihilit:'t . Lo str ab ismo pnraliti co >oltalllo quando dia luogo a diplopia . 111 tutti i ca,i la c<•nstat:.J?ion\' do? l'(' e-~"•·e fatta con o<<<:t' \'azinn'' 111 un o-pt•dale m ilitare.
~i:111n
t\r t . .p. la bl efaroptosi :tnche >~ u llila t ~rnle rong<'nit"· a gr:t<ln r;~l•· tb Ì1llfl"din· o di -t urh:m· no· l;r \ j ... iUill\ : .... ;u:qu i ... i1H dopo lr:h..·ur ....('l ii reriorhl dt'IJa riv,~lihillt:\. I n lutt i i c:,si dop<> o"Pn ·az ione in un O'pcd:t!c .111ilit"rc. le\~nlllf•IHI•
An. 42. I l lngofl almo
(perm:mem~ oi i':JI'iGIZionc delle
palpebre) ;, gr:J(IO l:olc do lasciare s~opcrti
due tt'r7.i ddl:t cnr11c:t ta ,.;.,.i-.mc di1·et 1 ~1 nJI'in uanz i; il colohoma (di l' isionc di una p:r lpt'hra a lUt lo -p•·--orc); r ect ro pion (rol'c-ci:t!lwnto di u na palpd>ra nll"intuo ri); rentropion (ripit'!;·lmo·nto di una p:.lrJebr:J a lr indcntro); In lrich insi (' i1.io,;:1 di rezione delle cil:l:'l in n·rso il l>ulbo ocul:ne) e<teo;n ali n m:•gg-io_r p:lrlc d,...lf,; cig !i:t : f"andiil ob lcfaro (~derl'llZ:l delle p:tlpl'bre fril ltor(>) ; il simh lcfa r:l (aden·n?a delle p>~lp~h re col bulbo O(lll:lrct. T ulle ')lll">le i mpcrl<'zioni o mnbtti<?, q uando . bt·nchi> limit:ott· :td un solo oct:hio, <>i:wo di 1~lc gr-1clo d<l pr ..durr e noH'I<•I i tldormitlt, d;, <·--rre d i ~r,.,e irnprdilll<'nto illln ftm?i,,ne vl !th·;l, d~·, fi n1i tarc notcvoln1Pnlc i nul\ hw~nti de l ~loho <'cul'-lrc o tl;t ~:tgionare pF·nn:e.ncn ti ir ri ta;Ì<>IlÌ uculal'i e ' i:tllO pcr~i,tl!n ti oltr(' il periotlu ddla ril'f·tlibilitù : nei casi dubbi dopo o'· serva7ÌOJ e in uo r.-.p~da l c n•ilita re . A ri. 4.ì.
L a blefarite ulcerati l'<l :ti'C•'rt:ua con '"'en;.,ionc in un \>-ped:.le m ilitnrC!, Cf ll:lndo pt' r>i · su1 oh r<' il pei'Ì< •d o dt~ ll:a ri,·edibilità, o nbhia pn•rl<•! 1a lo Jl•!rdiw i•·• crarahile d i g r nn pane
del:e çiglio (n•:ld a ro:, i)~ Art . 44· La dn cr iocis tite cronica, la fistola lnj:( rim ale . le malattie croniche delle ghiandole lngri· mali , ppr, i,tcnti olt:·~ il p~riodo della ri ,·edihilili\.
Art. 45· Lo pt erigio quantl G rng-i:'iunga i l centro d•·i r.:nmpo pupillnre. f\ rl . 46. La c Qn~iuntil'ile gran ulosa (tr~çonw) c le altre çong iu uth i ti manif~stamcnte croniche, ,;:t l 'un11 che Il' alrr~" dopo tr:l-c<•r-<> il p<>riodo di'Ila ri~<·• lihilit:i. :'\"i c~~i dubbi o qu a ndo sorg-a il 'O'fl' n .. ,lt:ll:• prOI'fl:.llione o di ag-gra\·••ml'nto , ·olontario è pre,crino l 'irwio in osser l':tzione.
, '
Art. -17 ·
L'alacbin anche 'c unil :nerak, dopn os>Cn<~zione in un '"ped:tle mili1<1r~. Art. -18.
Il restrin~imento conce ntrico del campo ,·isi.-o bilaterale ' '''''"lllllo dn ah<>r.llio'ni or~-:.:t· nkhe, di gr:tdo 1ale da ln,darc lih<·rn ,oltanto lll 101111 centrai.; t) l<· 7.<HH.' piio •·icin•· al r•·nt.ro, oppure !oo(llfO fonna di );u,"une di :unpit•zza tale tl:a ''•l"Cll fXlre llll3 ll1f'tà del C~1111p0 vi..,h·o :,(t:-. .. 0; sempre dopo os~ervazionc in un o$pcd11lc militare ~ trn,corso il periodo della rin·dibilità. Art. ~9·
Tutte le malattie della cornea, delhi s.:lera, ékll' iride, del cristallino , della ~Muidc, della retina e del neno ottico gra,·ì ed io atto, eh·· hc•i:uoo pro·•u11wr•· lunK o il paiu<lu •1•: 11:1 ,·ura, l·on .. Jat:l1f: ..:nn <.h-.er \':tzinnc in un n'pt?d;jle 1niliu1n~ l! P'\r-.i,tee~ll oltre il p• ·rioclo tl~:ll:' rh·c~ dibilitil : <: sempr e qu:111do i ruluc:uw ' ""' tliminu7.ÌOIIe 'i,i,·a al grado i nclic:.to d:rll';~rl. 35· (ili e~iti ins anab ili delle medesime qu;mdo ri<lt11:; uw l';a:utNt.o vi-i,·a ,,1 gr.11!1r ,·oluto d;~I Part. 35 ~Ici prr-·-.en te elénco , :•cc•.:rHH i con o.......... rvation·· in ~Hl u... pr•cl:tle 1niliLrrP. Uu·.>lli .. u~ >t•·trrhili d i mo.litic.ozioui , t r.<><:or.• o il p•·riodo d .. ll .o ri,·,dibilitù.
:\rt. 5<•.
L'esoltalmo nccomp.,g-nato ,J;t g-r:ne di,utrlto <!dl::1 lu ntio•o•· ,.;,;,·:t . OJ'puro• ;1 ~r:" !" t.<le da c:rgiorn:,re una dcforruit:\ 11<.H•!VOI•:, p~rSÌ•t~nt•~ oh1 <: il pe riodo tJ .. t:a rÌ\'• dibili:il. .\rt. 51.
·-
La mancanza to ta le dtl padiglìone dì un nrecdtio. Art. s~.
L'otite media secretiva cronica unilah.'r:t)r- .. (·,lo ...--• -.n ... tf'll•lla da ,_.\ id rnte ('.tri~ fh.·ll·· n~:-.:\ o d.1 cc>}P ... tearorn;t, o .:;.c ;'bhi~-t Ùi"'tt~rrninnto ri ... •·lllilll•"lll'l o diffu.,in11e all'on"~n:hio interno. o "e :.tcco:np.,,::-n;t1a da nt:t-.tni,lit•! lalt~:HP. acc,..rl~H:I t.:un n .... t•n·:viHnl' in un "' fH·""dal,.. tnili t.&re e ~r~i-oemc
olt re il p•"riodo d.:-lla riw:dibilit!l .
.\ VVEJlTENZA. - :'\,• i cn-i ùi ot it~ 1111.•din purui•'nr~. quaruln •urg.r il ''"Jl•·tto dv• 1:1 111:1· larti:s !"ia .;;tnc;l procur:1t a o n1:11uf"nurn ad :"'rtP • .;;u·:", tr:-llit>nuto in •·11 r.1 anch~ l'in..:crittr•. a f111c di ~~~·c~rra re I<J natu r>J ò••ll':oiT••zionr:! morbo-a .
. \rr. 53·
J.e labirint iti dopo O""rntlÌone in rrn <>•p~da:c mi lit01 r1• dihiiit:r . .\ VV ERTE NZ.\. -
E'
tr.o•tor'o il p··riu.ln d·•lla rt\·~
l n ql'<·~r 'aro i colo n'In P o cqmpn''i :.neh'.! i lr'tl<lm~ni di lnhiri ntismo
fni .. l:lt.:nlo. \'C"rr i gin i, di,turhi di Pquilihri<). <li nri gin•! aurkol:t P~ •l(lohitaltl•'IHP :t('r'-'rl:Hi. ecc.) qu::·:'rio ,;ano 'osl'•m rti d~ c:'lrr'ie l'"tolnjtidw di pn·•rrrnollilo• lung-:'1 durat.• P di fii< ilrw:lllc :uno-
•·ihili (qu:1h b
<-ÌnrlrnnH· t1i ;\lo'nÌ(rP. le affr-ti.mi it:!i., mmarorie cl••ll',.,·o;cdtio nwdio, le noal.tl·
11r dt<~l nt'rvo \"CF. Cihol.are. Pt'C,) P non Ò3 cau.::.p lr.l tl.;il(•ri,.. (lan1 poni eli CCJ'tlll1 C, corpi
e.. tranci
dc! cnoulouo auditi ,·o, -ilìli<l", •'cc.). Art. 54·
>~
l.'ipoacusia bìlaterale di t~l gr:rclo ,·he l" p~'n.:•1Ìnl1~ d·•ll:: ,·oce ordinaria di. cllmer~az ione <i:t rirlolt:t n. m eno ùi un rtl<'lr<' d:t ;un ho i l:1ti. l.a sordità totale unihteralc :~tcmnpagn:'lt:l dn iponcusìa dell'altr > lato cnn p• n'•'tÌI'lO'! d•·l l'udito per la \'OCe di conversazione rid ot t n a lll•'rlo di OJPI ri t ro' .
134
PARTE UFFICIALE
L 'una e l'altra q,uando siano dovute a cau~•: inamovabili, accertate con osserva~ione in un ospedale militare e tr.ascorso il periodo della ri vedibilità. N.B. - Vedere art, 8 e 9 elenco B.
AVVERTENZA. - I n tu tti i casi dubbi di sordità il perito, quando lo crederà opportuno, potrà richiedere ai RR. CC. informa1.ioni su i precedenti del soggetto in rapporto alla infermità • .. An. ;,5. La mancanza totale del nue. Art. 56. l.e Imperfezioni c· gli caiti di lcslonJ del naso, quando producano grave deformità o inducano disturbi funz ionali gravi, accertati con o~~ernl>.ione an un ospedale militare. Le malattie delle loaae nasali c del rlnofarlngc che siano croniche e tali da indu rre dist urbi funzionali gravi ac~er!<lte con osservazione in un ospedale militare e lrascorso il periodo della rivcdibilità, Art. 57·
L 'ozena acCPrtata o;on o~-er,·:llione in un o~pedale militare e trascorso il periodo della ri,·edibilità. Art. 58.
Le malattie del aenl (tna<cell:ari, frontali. ~ rc noidali, etmoidali) croniche e gravi accertate con t•sSen·a, ione in un O"ped ale milita re e pcr$i.;tenti oltre il periodo della rivedibilità. Art. sq. Tutte le Imperfezioni e tutti ~Il esiti permanenti delle malatlie delle labbra grawi al punto da pn>durre r:l~~u;l rde,·oli deformità o notevoli :alt~r ~zi oni fun1,io"ali. Il labbro leporino qu:'lndo interessi gran parte del labbro. Art. 6n. Il restrlnglmento dell'oriliclo orale e l'aderen1.a delle g uance con le gengive t:~li da disturb are not~\'olmente le fun1.ioni.
Art. 61. l.a mancanu o la carie esteti! o profonda di un gran numero di denti p~'r modo che quelli ch" ri 111an,::ono •i ~no i n~u ffi ciem i :~l1:1 ma<tiC~I>.ione, t!lnto da prO\'OC:lre d ec:~dim en to do:!lle condit.ioni genera li. Nei ca«i dubbi l'accertamento sa rà fatto con os~erva?.ione in un os peda le mìlitnre. N .B. - Il p(>rito indi chrrà ~c.>mprc nei c;~si d i inabilità il num ero dei denti manca nti e di quelli cariati, facendo anchE' !ll~"lll.Ìnne d~llo srato ~cawr:~lc di nutrizione ddl'indi\' iduo, e pro. nunc .. r:i il rriuùi>io <ulla in sufficicn?.a delh• ma<t icnzione quando i denti che rimango no in una ma,,·PI'a non t rovi no i corri<pondenti nell'altra.
1 \"ili e gli esiti di les ioni del palato osseo o molle con perdita di sostanza. l vizi o gli esiti di lesioni del mut ellarl leden ti permanentemen te e g ravemente la fun· zione di dette parti.
PA&T E UFFICIALE
135
Art. 63. Le malattie grui e eroulcbe del palato osseo e molle, le mala.ttle gravi e cronlcbe del ma• .cellad ; tutte dopo osserva zione in un ospedale militare e trascorso il periodo della rivedibilità. Art. 64. La perdita d.l una pon.loae della lingua, le g ravi a lterazloui o ealtJ di lu lolli ddla stessa, cile producano notevoli disturbi funzionali. Art. 65. La sordomatoler.za orgallica accertata con osservazione in un ospedale militare. Nei casi in cui la sorclomutolezza sia comprovata con documenti legali il giudizio potrà p ronunciarsi anche senza l'invlo dell'iscritto in osservazione in un ospedale militare. Il aordomutilmo ed Il mutismo q uando per la loro origine, si dtengano suscettibili di modificaz ioni, dopo osservazione in un osped;~Je militare e per~istenti oltre il periodo della rivedibilità, Art. 66. Le dislalie gravi (balbuzie, tartagliamento ecc.) aC('ertate con o:;servazione in un ospedale militare e persistenti oltre il periodo <iella rivedibilità. N. B. -
Vedere art. 4 elenco B. Art. 67.
Le malattie cronlcbe e gravi delle gblandole s allvarl, accertate in un ospedale militare e oltre il periodo della rivedibilità.
per~i,;tenti
Art. 68. L ' lpertrofta notevole delle tOlllllle palatlae al grado da disturbare gravemente la deglutizione o la re~pirazione o la fonazione, accertata con osserva1.ione in un os~dale militare e
pers istente oltre il periodo della rivedibilità.' Art. 69· L 'ipert ro1la considerevole della tons illa faringea (vege tar-ioni adenoidi), quando produca notevoli disturbi respiratori o si accompagni a risentimento dell'orecchio medio, dopo osservazi one in un ospedale militare e trascorso il penodo della rivedlbilità. Art. 70. Le malattie o leaion.l del collo g ravi ed Insanabili, g li esiti permanenti delle medesime .che limitino notevolmente la mobilità del capo, accertate con osservazione in un ospedale militare. Le ma lattie del collo g ran ma sanablli accertate in un O$pedale · militare e trascorso il periodo della rivedibilità. Art, 71. Le malattie cronlcbe speclftcbe della laringe e dell 'esofago, dopo osservazione in un ospedale militare e trascorso il periodo della rivedibilità. I vizi dl conlormazlone e g u esiti permanenti di malattie della laringe e dell'esofago, che ostacolino gravemente la deglutizione o la respirazion! o la fonazione, dopo osservazione in un -ospedale milita~.
l'ARTE U k':E'I ClALB
Art. i!. Le paralisi Jelle corde ' 'o cali in r~ppnn o al 1:1 cnu~a patoloRica chr k dt•termina ; le altera · zioni organiche croniche e gli esiti di lesioni. della lar in ge e della trachea. Se r itenute >'t~>~etlibili di nwdiiì c;uioni. quando pt~rsi,tano oltre il periodo della rin·clibilit:i; in tutti i c:1si dopo O>;,cr\'azione in un o<ped;~lc m il itare.
* Art. ;;;. l gozz i voluminosi . Ar t. 74· L 'ipertrolìa della tiroide (~ola gros~:1) a grado tale da comprnm<;-llf.'re la funzione d.:-lla rc<pi r:t7ionc o dt'lla cireolazione, ~ccert:lta con o-w n azione in un o-p··d:tle militare e per~i stcn te ohrc il periodo d· ·lla rin:dibilità.
* Art. i5· La gobba voluminosa. .'\ re. ;6.
L a gibbosità, i viziosi deviam enti della colonna vertehra le , la notevole spropo rzione fra l diametri del torace e tutti i vizi dì conformazione del medesimo. che di sturbino le funzioni dci ,.i,.;cn entro<tant i o proùuc:1110 d cformit;). AVVERTENZE. - l princip:~li vizi di conformazione del torace ~ono : il torace cilindrico, il p~tralirico. il torace car<'nilto, il torace con l'nn~olo del llt:lnuhrio col rorpo dello steJ·no rnollo pronunci:uo, il tor~ce eccc•~i \':lmcnte conico in modo da produrre un abba•sarncnto Ct>nsi· drre,·ole delle "Pn Ile ecc. Art. 77·
La tuber colosi polmonare in qtralunque stad io, accertata con o<ser\':t7.ione in un osp•!d:lle trt'litarè. Le forntr <o~pe ttf' dr es-~ :lCC•'rlatc con o.'i~Cr\'azione in un o>pedale m il ita re e t r:~scnrso il p~riodo della ri\'e<lihilit:'l. A \'VEnTE:SZA. - :-:el la inrerprN:lzione d<>l pre<t'nte articolo, secon<!o capnve~so, il p•' rito purfer;\ 'Jl"CÌalc ::tll"I1Zionc <u quei sog-getti , i <tllnl i, pu r non pr<'<t>tllan· lo in atto f:111i clinici ('\ idcnti di lc<ioni specifiche dei wtri <>rgan i e tl',,uri, fanno fonùnlamente ;;ospl'tta re . per le loro <Condi7.ioni :~{'11Nll l i decadute e •recialmcnt ~ [l''r il 1ipo rnorfologico Ol'ganico, uno mal:ll· ti :, tuLercolare latcme. Art. ; 8.
Ttrtte le malattie dell'apparato re~piratorio a decorso cronico e i grn,·i esiti di e~~e (compr 'si !!li esiti obbit•tti,·i rvidenti di plr urite pr"g"r"--~) acçrrtati .:un os<t•r\'a7.iune in un <•<pedale militare c persi-;tenti oltre il p•·o·iodo della ri\'edibilità. Art. i9·
I \'izi orj:!anici del cuore, le malattie croniche del miocnrdìo, del pericn rdio . L e m alattie dei va'i san~ ui~nl qw111do ~iano cnu<<t di ;::r;l\'i di<turhi funzion:~li o enrico rl i or;:: ani importanr i, C<'lllC l 'a r tc rio<clero~i ccn·br:~le. l 'angina pectoris e,,,mzialc etc. l n ogni e~«o in st•guilo ad o~<t>rno?innc in un n'pedale militare. La completa trnsposiJ.io ne ct ngeni t a de l cuore quando ne :~llen la funzione o dann <'~:gi qul'il::t <~<'gli orga ni ,·icini.
Art. So. L e neuosi cardiache , qu:llldo ~i pr·c$en t i no ~oli<' un<' forma accrssion<tlP gra,·e (t achic.'lr· dia pa ro"i'tica, angi11a di peti o n"n·osa ccc.) dopo ('S'e' \':l7.ionc in un C"P•'d:tle milil«re e p~r ,_i,tent i oltre il p~riodo df'ila ri,·cdihilit:). ~. n .
-
\'•·d··r" art. '4 Pt.·nc•• 8 .
1'.\n Tr·: L'FFICIALE
137
AVVERTENZA. - S i de,·e t~'nl'r prescmc l' ,.,.C,1UJal itil ùi 1 >ro,·oc~l7ionc dci , intomi di nevrosi c~•di:tca meJian tc l ' uso ùi .ostanzc chimiche. •-'lrt. St.
Le malattie di un viscere addominale g-r:wi e croniche o ·i loro c;.ici pPrm:1ncr11i ron ri,entimento dello ~lato gPneral;>. Q uelle rit enute susceuibili di nwditìcttz ioni, quando p~>r~i~t:lno olt re il periodo dnl:a ri,·ecli bilitil. La perìtoolte tuber colar e,. le altre lr.rme cr oniche dì peritoniti e ll,li esil i in, anahil i di u~e . La ptosl viscerale notc,·oh~ e q uando ind uc:l f:'r<Wi di-tu rbi fun ziont1li. Per tut lc le forme indicate n~l presente artico lo occorre l 'o<s~n·1zionc in un o<peda)(' mi lit <1re. Art. ~2 . Le emorroidi croniche S\'ilupp'ltP e moltepl ici. nppurP quando $i:tnn r~>mplicate •'"Hl ulcerazioni o c~tusa di fr'!quent i ~'morragi". tra ~co r<o il periodo do:-lla ri\·pdibililà.
Art. 83. l ,·izi di conforma zione, le malattie ~ra\'i croniche dell ' intestino retto e dell'ano .ed l loro esiti insa nabili : dopo OSSPt\':l7.ionc in un o<ped"l" militare c lrt~~cor<o, O\'C orcorr:1, il prriodo· dell<• riv~dibi li tà . .\ rt. S.f.
te ernie viscerali di "::tni <p•'CÌ•: " grado. hen<' r\'idP11lÌ, ""d"' ~e unilatrrali: ll <'Ì c.~~i dub bi dopo o•<en·:~zione in un o-ped;~ l c militari'.
AVVEilTEN7.\ . - ); (·g-li ufficiali . ~ottuffid:tli " n1ili r.1ri d i truppa di carri era. )P PrniE' non compl icate, ri<lucibili c contenibili non dnr:1nno luogn a prov,·etlimcnii mndico)pgali nè o<t:lco!rranno In r01fT~·ma .
unilarer:~li
.~rt.
Ss.
Il foro omllelica le pen·io per \'i7.io con~enile. Art. ~1\.
;~
Le uefriti e le a ltre m a lattie croniche dei r en i ed i lor(l e~ iri ;1ccrr•<J!i' cnn m:ser\'.17.ione un o<pcdal~ m ili<:•re e P"r::-i'lcllli olrre il p eriodo do: lla ri,·edibiiir::t.
Art. 87.
I vizi di conform azione , le malattie croniche e g ravi delruretere e della Yescica ed i loro esiti insanabili dopo osservazionP in t~ n ospcd:dc nuli 1a re e 1 r.1<corso . O\'C oc~orra , il periodedcl~a ri vedi bi lità . :\rt. 88. l r estringlmenti uretrali organici che rendano ,-,s;ai di flidlc la emi<sion e dell'? uri n" : le fistole urctr ali ch e hanno lo sbocco e-<ter no nwlro più indio'lro d•' l g-l:tndc .(p,.ni•·noscrora le); le m alattie gravi e permanenti della prostata . l rt tuui i cas i dopo osservn;don~ i n un o:..pr:dtllc nlifitare c trte ...t~or....o il p•!ri0d'1 dt!lla rh·edibi l ità. L •enuresi se son o[ orma <.l i •ail licidio conti nuò, oppu re se ~osr enutt1 d :t una cau•:. org-anicaina111ovibi ie dell ';tppar;;Jto urn!ten ita lc o dei centri nern1,i ; in ogn i ca::o dopo osse n·;;~zione ir1 un ospeJ <> Ie militare.
.!138
PARTE UFFI'ClAt.E
* Art. 90· La perdita totale del pale.
Il Art. 91.
La perdita par.dale del pene. L!eplspadla (fessura uretrale superiore congenita) i l'lpoapadla (fess ura ure trale inferiore con geni t~). solamente quando lo sbocco uretrale s i tr·wi molto più indietro del glande (penieno-scrotale). Art. 91. L 'asseaza eU ambo i testicoli. . L 'arresto del loro sviluppo, pur che questo s ia associato a mancanza di a ltri s e,ni della vi· .rilità (infantilismo, baci no femmineo, faccia imberbe, ecc.). 1.1
Art. 93· La tubercolosi del testicolo di qualunque grado. dopo osservazione in un ospedale militare. Le altre mal.attle org anlcbe ed esiti di letionl dello :scroto e del testicolo, evidentemente g ravi, accer tate con osserva zione in un ospedale militare e al termine del periodo della rivedi· ' bilità. L 'Idrocele comunica n te. L 'Idrocele cistico della vaginale del testicolo , molto voluminoso e pers istente oltre il pe,riodo della rivedibilità.
N.B. -
b ~.
......
--·
Vedere art. 13 ·eleaco 1-1.
1.1 " Art. 94· La mancanza di una mano o di un piede. Art. 9!>· La mancanza totale o la perdita della funzione: a) di un pollice ; b) di un indi ce e di un altro dito della s tessa mano; c) delle ultime tre dita di una mano; d) di due dita e di un metacarpo di una mano i e) di due indici ; f) di tre dita fra le due mani; g ) delle ultime due falangi di un indice in~iPmC a quella delle ullinw due lala r1gi di .ah re due dita della stessa mano i b,) delle ultime due falangi di cinque dita tra le due mani; i) rlella fala nge ungu eale di tutte le dita di una mano; l) della falange unguea le di tre dita fra le due mani comprese quelle dci due pollici i m ) della fà iMge unguea le di sei dita fra le d ue mani compresa quelle di un pollice: n) della falange ungueale di sette dita fra le due mani esclusa quella dei due pollici.
N. B. -
Vede re nrt. 5 e o elenco {3 . Art. 96.
·La mancanza totale: o la perdita della funzione: a) di quattro dita di un piede ; b) di due alluci con i corrispondenti metatarsi; c) dei due a ll uci e di un a ltro dito dei piedi ; 4) di un alluce e di tre altre dita fra i due piedi; e) di cinque dita fra i due pied i, esclusi gli a lluci i 1) della falange unguealc di un alluce e di altre sei falangi ungueali fra i due piedi.
"'N'B. -
Vedere art. s e ·6 elenco B.
~-
PARTE UFFI CI ALE
139
Art. 97·
Il aadore fetido del piedi, copioso, macerante, accertato con osservazione in un osp.:<.lale mtlitare. Art. <)8. La Jproporzlone di lunghezza fra gli arti inferiori di almeno cinque centimet ri, at:certata con osser\·azione in un ospedale militare.
N. B. -
\ 'edere art.
10
elenco B. Art. 99·
La notevole toovergeola o divergenza delle ginocthla ; la devlulone del piedi (piede equino, varo, '' algo, ecc.). N. B. -
Vedere art. 7 l'lcn,·o 13. Art. 100.
Tutte le malattie, imperfezioni o deformità, non ~pecificate in que~to Elenco, ma che rendano palesemente inabili al servizio militare, daranno luogo 111la riforma soltanto dopo essere state accertate in un ospedale militare da un collegio medico presieduto dal direttore dell'ospedale medesimo. N.B. \'edere art. 15 dell'elenco H.
E L.ENCO B.
lndkante le condizioni fisiche di limHata Idoneità al servizJo militare
AVVEaTENZE ALL 'ELENCO B. a ) Gli iscl'itti e i militari, che si trovino nelle condizioni fisiche di limitata idoneità al se rvizio ~ilitare, specificate nel prc.ente elenco, saran110 as>c~:n:.ti in modo permanente, in temJY> dt pace, al servizio si-dentario. In tempo di guerr:t saranno adibiti a m;:nsioni compatibili con le loro condizioni fisiche senza che l'as..~egna7ione del tempo di pace costituisca spe··i<tli r·rivilegi. •
b). '· Consigli di leva potranno pronunciArsi per l 'assegnazione di un iscritto ai servizi se· dentan tn modo permanente in base all'elenco B. solamente 11 ~eguito di proposta analoga fatta dal direttore di un ospedule militare in sede di os;,ervazion~. c) L 'assegnazione dei militari al sen ·izio sedentario in modo permanente in base ali 'elenco B. dovrà essere fatta dai direttori degli ospedali militari o ùai direttori di sanità; in merit o poi ranno <tnche pronurrci:lr~i i ··vllcgi me~ici e le' commissioni sanitarie di appello in sed~· Ji :~>>egnazione di pens ione, o, comunque, il collegio medico superiore. d) Nessun'altra Autorità ha facohfl di assegn:tre i militnri al servizio sedentario in base all'ele nco B. e) Quando un iscritto o militare è sottoposto ad osservazione e confermato idoneo al ser· vizio militare in genere, nel verbale relativo il direttore dell'o•pc..lale dovrà indicare se detto iscritto o militare si trovi nella condizione pre"ista da qualcuno degli :uticoli del presente Elenco per essere assegnato permanentemente al servizio sedentario.
l-W l ) Quando pre>so i corpi il dirigente il se n·t zio :<:tnit:trio rite ng-a che un mili ntre s i tro,.i ndlc: cond i1.ioni pre' iste da l pre,cnre elenco, dovrù inv i.u·lo in o--~rv;rzione 1n un o~pcd~lc militare . "tfmc hè il dirPltore di quc:<to po"a emenere il pr-:>pr·io giudizio .. UuaiC)ra per un mi lita re già giudicato i.lont.!o <•l ~cn•i1.io incondizionoto in sede di <"'-~r ,·~ziune , s i renda nccc.;o;~;trio un nu ovo invio in os.,crv:udonc, per farlo d•~s tin:sre a l ~èn izio ~Nie nt:~rio, l'uilici:de nwùico del corpo ve lo proporr<\ una ~econd a \'Oita, e ncll:.. dichiar<.tzione prescrilta indkhcr;\ le r:tgion i che indm-sero alla nuo,·a propo, ta.
g) Qu:Jiora per in tervent i opr.:r:lli,·i o pt'r a ltra c:t usa le coudizioni d i un milii:~rl', .-he ot:c·nnr· l'a!'!...;t-gn~vinn,. :1l :-.f·n·i1io ~ed•·nt~trio in ha-...!' :dl'eh·neo U., ,•r·n i,-..e ro n nH,diHcar~i, il tni· liwre in parola sor i\ sottopo>to o nuo,·o giudizio di un collegio medil-o pre,.-o un O!<p•:ù;rlc mili t.•n: priucipal<: P•'r acc<•rt;on· >C abhi:t ri<~cqui~tato l'idC)ncità al serviz io incondizion;llo. h 1 i milit.ot·i, 1· gli i,,· ,·itti <'h•• in ba -•· al pre~cnt~ eif:'nco c con le modalità anzi ncccn\'('ng-ono 3!--scgn:tri in n1odo pf"'nn;ln PIHC :ti ... cn·izio ,,..dentario, :-,.~ r annt) c...,,.. nt:Hi dnl .. er\'Ì I.ÌO di guardia. da quello di ordine pubbli co c d .1!1o• ,.,,.rci111inni di m:1ggiort> fatica, cnml! la rn :trci:-., ••c.T. , IIH'Illre :-.;lr:ut no :tdlbit; ai ...... n·l.~i pilt JiP\'i, cnn1c quf'llo di scrittunJie, di Clp,~raio, nntf'
di auendcnlf"', di pi:tntnnc Hei
ul:lfi:tYti ni,
uflici, ecc.
ELE!' CO B. DIP ERFEZ IO ~ I
En I NF ERMlTA' C H E L l l\11TANO L'JI)Ol'iEIT.\' .\L SERV I ZIO llti i.IT AHE. Art.
1.
La mi opia bila terale che >upcri le otto diottrie rn <'rHr;unbi g li ucch i. :\ rt.
2.
Tutte le alterazioni or~aniche c k m:~lattie ins a nahi li dell'occhio i>e r le quali l ' :u:utena ' 'i:>in-. di l'n tr:unbi g-li ocehi (correno l 'e,·ent ualc \'i,io di rdrazionc) si è ridutt a a mc1lO di un tf'rzo (e ciuè \'. fr:t un ter1.o •' u n quarto in ambedue ~li ot chi . oppure fra un tcru> e un lJU:lrtn in un un:hio P fra un tt• rtn (• un thHiir• ·-.intu udl 'allru). Art. 3·
l. ·emera lopia. Art. -1·
Le !orme lievi di di slalie. :\ n. S·
La lussnzione permanente d i un pollice o di un allu ce . Art. ().
di
•
La mancanza t utale o paniale di piir di ta ,j,, do •ll·· m;uli ''" d··i pi· ·di. 'lw nc>n 1'- ,-,,u-a ;a...,..:olutn , nHl 11 lc· da itnpP<Iire il n1:u1,·g-g-io c1•""Jit.. :tnni e d;J n... taC<.ittrro la nHtn.;i.l
j 11 :1hilil,t
.-\rt. 7-
11 piede pi atto bil aterale con i ncli na7ion" al 1.110 i111 rrno dr·IJ';~nkol;ll.ion.: tihiC)-'"r-ica. quelle deformità dei piedi ch" ri··~cono tli impl'•!imPntu alla m:trcia .
e
;\rt. 8.
La diminuzioue notcnJI~ dc'll 'udito bilaterale qu:Jndo l'udi1.ione ddla ,·oce ord in:-.ri<t di con,P rsazione si::~ ridott:l ;-.d un:.~ di-wn7.a infe riore a tre metri .
' 141
l' \ltTI: l FFlt'I.\L}!
1\rl. 9·
tili esili di ~>perazione radicale sull'orecchio medio c sulla nanstoidc qu,111òo l,< riduzione della C.lpat;i,A uditi\n non raggiun~:c il sruck~ \'ù!u to dt•ll'.i~t. 5-t deH'EI\;'nco A.
Art. 10. L ·acco rcinmento di un arto inferiore dai tre ai ciu4ue centimetri.
,\ n. 1 1. L 'epifo r a.
.<\ rl.
1 2.
Le var ici di qu:1lsiasi regione qu:mt.io pt.:r ~·"acn,iunc e 'olt11nc :IJlpvrtillO in1pcdimcntt, alla ·lei movimenti. .\ n. IJ.
lill~rtà
Il \'aricoce le o clrsocele voluminoso o nodoso. ,\ rf.
Lf.
l e n evrosi cardiache purcbè ac ce ntuat e. Art. 15.
Tutte le m:olalliP, imp<.'1'k7.ioni o ddnrmiait non -p•~LIIit :tu: in 4"'''10 l"••nçv, .:h~ r!'nd:ono in.lbili al .. t-n·izio 1ni1ilo~rr· in{·nmli/ion;uo, 'olt~nto t.lupn ' ...... ,·re ... 1:1h· ~iau.lictt~ 1:1li c.Ia uo .:nl lt·~Ìù n1•·•lil.o di un o ... p· ·ti;IJ,! ntilitarc· prti~i,·tlutu tl.tl (hn ll(~n· di t..ptt· ... ru uppur•· d.:• un t oJ ··:-:-ln ll••·t.1i<·o pr·· ..it•cluto t.!~tl din·lH•I'~" .li .... anitil di curpo d·.armala C1ppurc tl.al cuJI,·gio paJ(·~·.. •uCn l'"
m'·\iilv ... upt ri"H't•.
Il !\1iuislro -
A. Ul.IZ.
INDICE
.\ nl'"UI i 'tini
A .\ cr'.J,1.ei! a ti:.. i-\ et inu1ni..:u ....i.
Aculo·1.za ,.;,iv:t (ridut.inne. della) ( \ eo!crc :tnch c :1rt. ~ d•·nto ll.) .\Jdj,,,n (morbo Ji1 AdcowÌÙié-'110. .\d••wn?.n ùdlr 1!u:u1ct cor. le g't!ll· gi1·e !\dl'rcn1.e t<·n•lincc eri :1ponc1 ru· lidlP. i\f;,chia :\ lit·na;.:iOilC rnf'ntt.I IC
,\lo peci a ,\,u:r:uioni
del -i-tema <:ntlucrinn
!';n1pa::cu i\mhliop1a e ::.mt'lropia ,\ nchiloblcf:aro Ant._., lilo!ti ,\ ncililo~tonl<l (:tll"'nia da) .<\1wmi;l ,ccond:aria ,\ncmia <pie ·
nira
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32
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Art.
........, tui:tl•' .\ ngiow P• CIMi-. ncn·o,, :\ n i:-.o1n ~ t ro1•ia .\110 (al••'ralion i f' malat ti e òo•ll'). ,\ ,HII1>alic JhÌChida • .\ pont·\ ro,i lrt:tr:tlloni c adc1 t'Ili\' delle) \pp:ar:uo rl'-pi::a t. imalauie tlr·lt',. .\rti C-prnpor1ione eli lun~h<·ua ùc~li) ( \ 'cùcrl! and1c an. 10 Elenco 13.) t\rtirolali1111i (ma l:lllÌ C dello-) 1\rlicol:.zion i ( :111ch ilo~i, rigidi1 it, corpi mobili d••llc) Asliiaa:ui-mo (v,tric forme di). .\1 roli·· ,\ 1\giua
pq'ltH i ...
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Balhu1ie ( \ 'l'd~re anche nrl. eknco B.) Banti ( nwl a ni c del)
4
Art.
Gv
"
12
142
PARTE UFFICIALE
''lefante Art. Blefaroptosi Bocca (restringimento dell'orificio orale) l) Borsiti ))
41
6o 22
c Cachessie Callo deforme Campo visivo (restringimento concentrico del). Caren?.a (malatti!' da) . Cicatrici Cirsocele (Vedere art. 13 elen. B.) Colt:steatoma. loll o (a lterazioni ed esiti di malattie del) Colo boma Colon na vencùrale (deviilzicne della) Cont;iunt i""iti . Co r. t ra11ure muscolari.
Corde vocali (p~ralisi dellt) Cornea (malauie ed esiti di malauie delln) Coroide (mal a ttie ed esiti di "'ahtt· tie <.iellil) . Corpi mobi li articolari . Cranio (depres~ione o mancanza di porzione a tutta spes,:ezza delle ossa del) . Cretinismo Cristall ino (mal <~ttie ed e~iti di malallie del) . Cuore (nevrosi ca rdi ache) . (\'edere anche art. 14 elenco 1:3.) C uore (vizi org::mici, malattie, trasposizione del)
))
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9
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49
25 >l ))
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JJ 30
49 So 79
D Dacriocistite Debolezza di costituzione D eficienza di sviluppo toracico Denti (mancanza e carie dei). Deperimento organico D ermatosi Diabete zuccherino Diplopia Discrasie sangu igne. D isl;~lie
(vedere anche art. 4 elenco B.) D istrofia adipo~o ·:renira l e del Fr6lich Distrofie muscolari Dita (mancanza o perdita dell'u~o delle) ("edere anche an. 5 e 6 elenco B.
Art.
44 2
6t ))
,
Ectrop.ion ed Entropion Art. Elefanriasi )) Emeralopia (veder.: ort. 3 elenco B. Emofilia )) Emojlatic. )) Emorroidj )) Enuresi )) Epifora (vP.dere art. : 1 elenco B). Epilessia )) Epispadia )) Ernie muscolari )) Ernie ,·iscerali )) Esofai{O (alten1Zioni di malattie ed )) esil i di mal:111ie dell') Esoftalmo )) Esosrosi . ))
'5
))
4
))
40
))
66
12
12 12
8.> 89
29 91 21
8-l
F Faccia (macchie, tcleangectasie della Fari11gc (alterazioni, malattie ed esili di malallie della). Fistole '· F'i,tol;t lagrimale . Fistole uretrali. Fla iani- Ba,edow (morbo di) . Fl~bi1i (esiti di) Fosse nasa li (malattie delle) . Frenas tenie Frolich (dis trofia adiposo-genitale del
, )) )) ))
))
l L
il 16 44 8S
5 ))
20
))
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))
30 5
Q
Gengive (aderenza delle guance colle) Art. Ghiandol e endocrine (alterazione della funzione delle) Ghiandole l::>grimali (mal::>ttie delle) Art. )) Ghi a ndol e sa livari (malauie delle) )l Glicosurie Gibbo~ità
))
))
Il
43
5
))
G inocchia (con\',::rgenza e di,·ergenza delle) Gobba \'O iu rninosa Gola grossa Gozzi \'Oiuminosi . Guance (aderenza delle guance con le gengive)
99 ))
)l
))
75 74 73
)l
6o
Art.
30
))
~3
l)
30 5
l
))
5
))
27
Idiozia l droc~l'! i''Cdf're anche art. t:; elenco 13). l mbccilli1à l nfantili smo
)l
PARLE UFFICIALE
Intestino retto (vizi di conformazione, mala tt ie ed esiti di malattie dell') Art. l ntossicazione da metalli l) l permetropia )) lperostosi Il l poacusia Il (vedere anche art. 8 e 9 elcnro !3). l po~padia
8J 8 37
24 54
Il
I ride (malattie ed esiti di malattie dell') Isteris mo l tt~ri emolitici cronici flimili nri
143'
Naso (mancanza total e del), Art. Nefriti . . . • '. . . )) Nervo ottico (malattie ed esi ti di malatti e del) . . . . . )) Nervo -estibolare (malattie del). )) Nevrosi cardiache . • . . . )) (vedere anche an . ' 4 elenco B). Neno~i \comprese que-lle del simpatico 1: drl 'ago) :'\ eura~ten ia Neuriti gravi ))
55·
86
49 53
llo
))
))
)) l) l)
o L Labbra (imperfezioni ed esiti di malrmie delle) . Ar t. Labbro leporino . Il Labirintiti e labirintismo " Lagoftalmo Lnringe (alterazioni ed e~iti di mrolattie della) Il Lebbra Il Leucemia ">l Linfoangioite (esiti di) . Lingua (perdita !'li porzio~. alter::zioni ed esiti di lesioni della) Il Lu ,~azion i permanent i dei tMdini Il Lu-sazioni mnl ridoue o non più r iducibili e quelle abituali " (~<edere anche art. 5 elenco B).
"
59
59 53 42
72 IO 12
20
•
i\1 a~toidite
(,·,•dc re anche :trt. 9 ele nco R). ~ll'nière (sindrome di) . M en te (malattie della) l\ l e t a lli (intos5icazione da) ~l io.:a rdio (mal:~tlil· del) Mi opia (vedere anche art. 1 ele nco B). Mixcdema Mu.coli (ernie o rottura dei). M us<.ol i (contr attura e di~trofia dei) M utolezza
" " Il
,;
53 Jl 8 7<)
36
5 21
N l'\ a-o (impe rfezioni ed esiti di lesio· ni del) Art.
57
P:.tlato O!'seo e molle (vizi cd esiti di lesio ni del) Art. 62 Pn la to osseo e molle (malattie del) )) 63 Para lisi e paresi lì P ellagra . )) 9 Pelle (dPrma tosi e malattie della) . n 15 Pelle (tubercolosi della) . )) l"* Pene (perdita totale de l) )) 90 Pene (perdita parziale del). .. 9• Peri c:ordio (malattit> del) )) 7~ Pcritoniri •• 8r Perio~to,i .. :q P•ede (mancanza di un). )) 1)4 Piedi piatti e altre d eformità dei piedi). (veder(' :lrt. 7 elenco H). ri~di (•udore fetido d ei) )l 97 Pied i ldc,·iazione dei) )) 99 ? ulruoni (malattie dell'apparato respi ratono) u i7 e ;8 )) 12 Porpore croniche . Produzioni organiche permanenti e , l l deformanti la iaccia )J
l)
))
..
Il
43 6 94
Il
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53
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permarwnli e tclcangccta· sie della facci:~ Art . M.oda rosi. " ~l al.1 ria Il M ano (mancanza di una) . " M a-ccllari (vi?. i ed esiti di lesioni l) d ci) . Il M '"o:ellari (mnlatti.: dei)
O besità An. Occhio (mancanza del g lobo di un) )) O cchio (rcs tringi'mcnto del campo vi,ivo) . )) (n•drre :mche art. 2 elenco B). Ombelico (foro pervio dell') . O recchio (mancanza totale del p:>di. . . glione di un) . )) O~'<'cch io medio (nfTct.i<mi infiamma: toric dell'ì )) ( ,.c1lcre ar.chr art. <) elenco 8). O":t (rn:tlattie dellt>\ o~sa (deformità e :tlte razioni delle) )) Ossa craniche (depressione e man)) C<llll/1 di porzione delle) . , Otite media secretiva cronica (ved!'rc anche 3rt. ro "lenco B). Ozena ))
27 65
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S;oturni-mo .\rt. ~d .. r.l (m:rlallie ed C>iti di m:rlat· ti" d• Ila) n Scorbuto " Scrolulo•i S crnln (mal:ouie orgnniche cd c~Ìli di le-ion i dello) Il St•ni (nralartie d ci) Il Sl'ni ti,tolosi 'Sihlide Il Simhl• hro.
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i•tf·ma endocrinosimpatico (alter:uioni deiì Sr•t•·mò'l n~n·o<o c<:>ntrale (malauie <Id) Sunlira da un l(ltO e ipo:rc1"ia d<lll'altro SordomutOIC'ua St rnhi,mo lun7ion:~IP e p~r:rli tilo Sudorf• fetido dci pi edi
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T art:oglr;out. ruu T'cndini (rùtt~trot, lu ... "':11ione e r i.'lra7ionc d•·i) T <'ndo-ino\'ÌtÌ T.•,ti,·nli l t uh<·rc<>lu,j Nl ;oltre ma· lattiP org-;onidw) ·r~·~:h:oli (.,~ ..t·rltJ o arn.... ao ùi .snluppo d··i 1 Tiroide (ip~rtroliò'l d•·il;a) Ton,i la (:•• in:;•·•• (ip••rtrnli;~ d('ll:r) Tm~>ille p:of;uinl' (ip"rtrnlia d.-llcJ Torace (tl..tid••tu:l di ,,·iluppo d~'l) T orace(\ i'i <li n•nfnrm:o7iono> dd l f rach<''' (:tlt•·r.l/icmi c:rnnic:he ddla) Tracoma Trichi;,,j TufH·r~oln•i pulrn<m;arp Tuhcrcolt"i •l•·ll:o p•·llc c \"t:rnr.:o<:< Tumori
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( jS.tJ) · Roma, 192.!-23 -Stabilimento Polìgrafico per l'arnmiui,-trazìone dC':!a Guerra
St .15 79
Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare
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Giornale di medicina militare Direzione ed Amminlst!l'azlone: Palazzo del Ministero della Guerra, Vla XX Settembre - Ro ma
CONDIZIONI DI . ABBONAMENTO. r. Il Gion1ale di medicit~a militare si pubblica il primo giorno di ciascun mese, in fascicoli di tre fogli di stampa. 2 . L'abbonamento è anJtUO e decorre dal xo ge11nail). 3· Il prezzo d<:ll'a'b bonaruento è: Per l'Italia ~ Colonie . . . . L. IM,Per l'E~tero . . . 36,. l in Italia . 4,• Un fasc1colo separato costa . . . . . l all'Estero
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11 supj;lcmento contenente i Ruoli di atdatzllh d~l corpo sanitario
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4· Per gli Ufficiali me dici ~ ch imici farmacisti del R Eserdt<> (in serviZIO auivo, in posizione :lllsilinria, <li complemeuto, della riserva c<l a riposo) il prezzo dell'abbona· 111ento è .ridotto a I .. 12, anticipate. s. L'abbonaJll ento non disdetto prin za del 1o IIÌ<'embre s 'intende rinuo,·ato pe<r l'anno !\uccessivo. 6. I sig nori abh"Onat i militati iu elTcltività di servizio p:zgherauno l 'im}xnto del· l 'abl>onamcuto JX!r mezzo dci rispetth·i comaitdi di corpo e direzioni. 7. Per i soli nfficìali m edici (dell'Esercito e della Marina), in qualunque posizione si tro\'ino, è antmesso •tn ABBONAMENTO CUMULATIVO al Giornale di m e-dici11a 111ilil.ar~ ed agli A m1.a!i di 1ue.did11a nn1•ale c colmziale al pre1.zo <li I.. 27 annue. l'er ottenbe tale facilitazion e cumulativa gli abbonati: militMi dovrallno far pervenire l'itttero importo all'Amministrazione d<!l periodico del proprio coq>o. t\. Ai librai ,;j fa lo scouto del 10 per cento, ma soltanto IJI.'r g li ahbouameuti delle pet~oue e degli <:n!i 11ou milit.a.r i, elle n nu pos:mno fruire della fad litazionc di cui ai numeri 4, 6 e ;.
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PREZZO DJ CI ASCUN FOGLIO DI
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L. "
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110
50
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(3843) - R oma, 11122-28 -
S tabWmento P ollg-raftoo per l'Ammln1atru1one della Guerra
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Pubblicazione mensile
GIORNALE MEDICINA MILlT ARE 01
PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (Direzione centrale del servizio sanitario militare) Giornale di medicina militare: tSsr-r884 Giornllle medico del Regio Ese rcito e della Regia Marina: r88s-r895 Giornale medi ro d~~egio Et'ercito : r8Q6-IQ07 ~ -- ~
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ANNO LXXI - 1923
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1 Aprile
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Fascicolo IV
SOMMARIO Gabriele D'Anuunzio pot il medico cuduh) in glt(IJ-ra • . MEMORIE OR.IGINALI: Carluccl. - L a l'ma dcll•~ sifìlid<· <;O n i prt>pn-miì Iii bi:::1tmto ...... ,, . . . Magllulo. - Note clu1i!'h0 S II 44 casi d i bubbone c lim_a tico... . . . . . . . . . . RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO SANITARIO MILITARE .. . ............. RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANlERA ..... . .. ..... ... CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI .... . . . . ...... .... NOTIZIE. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA.. . . . . . . . . . . . • . . . . . U. C.ONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E FARMACIA MILITARE. PARTE UFFICIALE .. : ....................... ................ . ..... ......... .. :
Pag.
145
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147 159 175 176 181 182 183 189 190
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Direzione od amministrazione ROMA -
Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
ROMA
Pu lt lnsuz lonl di pubbllclta rivolgersi DIRETTAMENTE all'Amministrazione del Giornale di mtdl· cina militar~ - Palazzo dtl Ministero della Cùurrn - Via XX Settembre - Roma.
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GABRIELE D'ANNUNZIO
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PER IL MEDICO CADUTO IN GUERRA
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• .M io Genera,[ e, io ricordo, nou senza umiltà c non sc 11m ot·yoglio, che gli Uffiòali 1/lf'dici della 'J'crza rlrmata, sapendomi Nspcrto illfl'rmierc, llli ('OIIfida-
·w.no una rtro.~.qa cu.stodi.a di- medicamenti e (li stt·nmcnt-i quando 1>at·· Jivo 1Jt'l' llftrl qualche (LZione eli fanteria nel Carso. La portavo~· at·ma·
collo, c 1wn mi 1Jesa:t:a n è m' ingom bm w. Qna.nte volte l'aJJriL'O e me ne sm'vivo, inginocchiato presso wt com-
pagno ferito! E tanta era la gc:ntilcz.za. clel r.ompa!Jno, elle spesso i miei p1·imi .<;occot·si paret:a110 gua.t·igiowi 8/tf,itauee . Lo sguardo clell'amorc fra.f c rno J)areca. conferire alla lltia 111auu frat crrl(l 11011 so ch e grazia miracolosa.
U na tal graz ia non era infr(;quente II P.gli. ospedal etti da campo: ~1ci posti eU mcd·i.ca;:ion c campalo, dore ogni g esto della carità c·r oica au -
mcnta·l:(t ·to .~plc ndorc di'l san'yuo udla. ferito. Hc oggi tutt e l e ferite di guerra rifiamm eyginsscro nella m emoria elci m cdtei .supr:r.'ititi,. c.<J.<:i er e·
derebbcro giii l evata l'aurora, IIW{Jnanima drfla Patria . .Ila i m edici ca duti) lli(L i. martiri ddl'amon· in vitto 1 110n a Jt.fJi st~mbnlllo imw c r s i in ([Uel.rcLUrom~ Non la tNra opaoa li COJm: . Li <·ircofoudc ln lur·c St'lll· 7>if('l'lltJ dd ISClllfJ/1(' r·lt'c' ,«8i ri.~IOfJII'II'0/11). R tol1111.i . 1Jrima di 1110rirr, ebbero una NOrta d·i a·ureoltt dall'irradiazion e .~/. o-ssa drlln f erita mrtlicata. A taluni, prima di morwe, la fas cia pi(}fosa, fn quasi diadema glorio.~o. Io lo so. T(tl1:ol ta la 7)i1ì 11111ilc carità d ei JW8fri martiri mi pan:r
<'arità 1·cg(l.ic. 10 - Giornale tU mwicina militare. -
Fa~. IV.
146
8 talt;olta riprJuwi 1 ( ' oggi rijwuso a quel .lfagno .Ale8sandro che,
pc1· fa .sc-iarc a Usimaco la 1>iaga. e p er ri81agnat·gli U sang ue flucllte? vi adopt·ò il .~uo mN]Niimo diadema t·egale. Uuroni•1monc uy!)i i martiri 8ilcn;:· io.~i. Coroniamone oggi gli P.roi oscu'l'i. lJ di tal corona 1 .fra tut.te qncllc concesse ai serv itori del'la Pa-
l'Italia può oggi) assai meglio clw il terzo R1uir·o 1 8C11fr:nziare: 11 ~[anet ultima C11elo >>. t:ria dt·voli1 di tal corona ulfilllallu.: ntr· of]t-rta Pre~>to)
mio Gcncralc1 io L e maiHlct·ò le 1Jayi11e ]Jromesse. l:J
no·1~
a.vrò mai cef,•bra.to il sacrifi:.io wna 110 con pitl alto fPr·vorc. E vorrei che tutte le mie 1)(t!/ine ne. t'isplendessero) (:om e son crrto che ne 1'isplen-
d ct·à il bro11zo di. .Arri[to Jtin erbi nell'atrio ddla 8curAa fiorentina.
l11tanto non posso) ntio Gcneralc1 t'fficiali mcdir·i) rari compagni_, 110n pu'>!SO se 11011 l' ipctcre) Jll.'l' la mia ricomJ8CCIIZa di colllbattcnt'c) per
qm•.qfa mia t e.'lf'ilnunianza mistica di fcrito 1 il gran ·verso michdanrJiO-
lesco : <<Poi 1·h'io t'ehùi ne l Clll", pitì di llH' ,·aglio. ))
Errm' di ('(l.rgnacl'O, :28 jPbbraio 19:1-1.
A l Gr 11 M' rtl e N ('(l i c o P. JJI-:LLA
V . ILf.J>
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1-!7
MEMORIE OR1GINALI CLINICA D.ERMO'liFll.Ol'ATI• !A DET.LA
R. UNtYEllSIT..Ì. Dl HllMA
diretta dal p1·of. A. DUCREJ
La cura della sifilide con i preparati di bismuto per il dott. Raftaele Carlu:cl, capitano medico, assistente militare.
I..a terapia, antisitilitita si è at·ricchita. in qneì:'ti ultimi tempi di un nno"o farmaco a uase di sali di bh;xnuto e l~ esperienze già pratic.'lle al riguardo hanno fatto nascere molte l:!Jlel'llUZe. Ln primi s~;iu')a con. ijtatazione intorno alle propdetù. del bismuto è ùi un italiano, il l\fasl'HCd, che ll!:'Ò il iJl·otoioduro di bismuto nella sifilide con qualche sucu~st)O (Dictionn. de J>hy>Jiologic di Hic het). Qw:::<to primo tentativo rillmNe isolato lino a quando llalzer dal 1887 a l 1~$!:1 int ra.presn lo stmlio :sisten.n.tico del bismuto, ndoperaudo un su lu solnhile, il citrato doppio di bismuto e di ainmoniaca. per iniezioni sottocutnnee nel cane. l risultati uon furono incoraggianti e Balzet• a.lln Hoeiété d:e Biologie di Parigi concluse per la. tossicità del bi· smutu e ntl·comaudò la massima prudenza nell'uso di questo mt>die<lmt'nto. x~·I lVlG l:3autou e Uobert ottennero 1:isultati favorevoli nel tra,thtrnt'nto della :,;phillosi dei polli e della tdpano:somiasi. Poco tempo 1lopo il dott. 'l'irl:'lli. chim i<~o capo tlegll ~t;tbilimenti Zambelletti di J1ihiiH•. inizia,-a ;\ltl;c riccr<·ltc per stndi:\re quei compol'ti di bismuto cht- più :;i dimo::;tt·n~l'ero t>fli<:ad contro l'infezio'ne lueticn. e, dopo non poch•· c!irt:icoltù, ''f'Uint pr1~p<u·ato come primò prodotto nn composto, riodobiJ:;lliUta to d il meti il• n a m mi 11a, tla a ppli<:a r:si esterna meute, sia sotto forma di poi n:> re, che di pomata s11lle manifestazioni l uetiche e specialmente s ulla sitilo:-,'Ciet·osr iniziale. Nel ruaggiu Hl~l Len1diti e Sa.zérac pre:seutavano all'Académie d<•!< l"cif'nct•s impm·ta11ti ,-otH:lusiolli farmacologiche a cui enmo giunti ~tudimulo l'azione curati,·a del tar-trol>ismnhtto sodico-potassico suJht ~;~ifilidc sJwrinwnt11le ùel coniglio e sulla spirillosi spontanc:L tli questo animale. Gli stessi autori nell'ngosto' 19:.!1 JH·csentanmo lt>. prime fa\'Ol'e\·o!i :lJ.lpli<:mdl)ni ùel tartrohismutato sodico-potassico nella sifilide nmana. . Fonrnif'r e G~wnot nt>ll'ottol>re Hl2l, poscia Grenet e Dhottin ed in seguit.o una nnmerof.lissi.tna ~<'hiera di sifilografi (Lneap'ère. Oalliot, Nicolas ed n.ltri) r-onfet·mavmw la primith·a a.fferm;lzione di Sazérac e Levaditi intoeniJ albt lletta. e specifica azione anti::-itilitic..1 del bismuto. Diver~cnr.e di risultati non mnncarono uegli stessi autori fra-ncesi. 1 quali del 1·esto non usarono. s1~ 1Upre lo stesso lH'~JII'I rato, ma uel com p lesso dal risultato delle loro esperienie f.: i è giunti all e ~cgneu t i conclusioni :
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I.A CURA DELLA S fPlr.IDE CO!> I PR.El'AllATI DI BISMUTO
1• Il l>i:sm uto ha. :w,ìouj ..,:peeilicue deliuitc sul trepoueum pa,llid o. :!" :-;otto l'azione del lJi:smuto <W\'ieue un a.nc:sto nei movimenti del treponema, il quale i 11 bt·evc tempo prc:scu ta. lll<Hl i fe~ti feuomeui ù i lisi e di .com p leta rli sgl't•ga ziotw. J• L ' azione ù el bismuto ha. i car:t ttcr-i di un'azione spedlh-a ed elettiYa. nella di~truzione dcll'agenh.• eziologico ùelht sifilide. -!• L n. t•egr(•:ssione dt•llc m;t.nifestazioui cliniche è 1 apiùa. 5~ l/azione par~ dm·a.tura .e salda. Non banno rilenlto inconvenienti di gTande importanza, ad et·ce· . zione di lieri clentzinoi febbrili, ra.t·e a llnuuinurie, nu :solo ca:so di ittero c.'l.ta,rrale benigno iu un tabetico c ùima~r:unento. :scompar so subito a.ppena li nitn. la cura-. Oli a ccidenti loC:.lli uon sono d i g t·antle importanza. salvo talvolta vh·i uolorj per. due o tre gionti dopo l' init:ziouc, acc:;ompélgnati o no
da gonfiore, ro~:sore, ecc. L'incouYenit>nte più comune è la ~tomatitc che ricord;.t quella sa.turnina, ma che l'> ordiua-rianu' nte benigna anche 11elle fot·me ulcer·ol'e e p~:>e udo nH' !Il hrano~t> e puù ISCompm·i re <:OH ada t te cut·e (a-cqua ossigenata e sopr·atutto mecliante pt'CJmrati :u·senicaJi ). P er molti di detti a.utm'i i CtWtpo,.;ti di lJisruuto, per ln J'CI,p·es~ione r apida d<>llt• nt<lllil't~:-;ta:doni <:liniche, l'Psistuno lx'llt' al coufrouto cou gli arsenohenzoli, se pur·e nou li :o;up1•rano. lu Itnlia non 80no mnn<·ate le ri<·E>I·clle e le contt'OJH'OY«'. 1'r·nfri, C. Ducl'ej, !·'rance:sclliui. Nardi, ra siui. ::\fonti , ::\1a,rtino ed altri hauno sottoposto a controllo divetsi composti di llhmmto, dei quali due di preparazi0ne italiann. . Fr·mweschiui ila aùoperato l'al'~eno hi:-auuta,to sodieo Zambellet.ti. cd il bismuto colloida.le Zambelletti. ed è Yenuto nelle conclusioni che' t.a"fi pt·epamti fa.uuo ~eomparix-e nel UIOilO più r-a.pido le manifesta-zioni del p<' riodo inir.iale, nonchè .quelle del periodo :;ccouùlil'io; che t~ li preparati sono d i faejli:-;:-;iwo uso. nou dolol'ORi e pl'i,·i di to:-;sicitù ; che uon ([a.JlllO luo~o' ad inconvmlienti anche minimi; che non pr-oducono alcuna rc·c·idivn delle manifrstazioni. C. Ducrey nE>lla. R Clinka d<'l'tnOsi filopatita ili R oma. ha. aùopc)·a.to il tartrobi:;m u t.'lto ili pota~<sio t> di sotlio in ~otspe11sione oiE>osa al 10 % (Trepol) in 17 n.mmHlati , ùi r.ui :1 eli s ifilide primaria, 11 di sifilide se· concbu·ia, e 3 di sifilide terzhuia . Conelude che il preparnto a.Ooperato, malgrado . l'azione s picc<'tt.'t coutro le manifestazioni della infer.ione sifilitica, ton mrr.ea.nismo che erede pre,·n lpntc·mente paras8itotropo, non può entx·n.re nella pratica. ::-5econdo l'a utoJ·e il JPI<H·e lo<·a le ,·h·o 111' l le iuie1.ioni de Ile SORJH'll· sioni oleose; il pel'icolo g-1·av<! nPil'u~u delle ~<olur.ioni ncqHOI"e. anche per via iu t rnmusc-olare per l '<' tlOI'lllC tossir.it;), di piccole dol"i, ~c pene· tra n ti in un ,-asl): )a, comp:u·sa (·o~ tn ntr dell'orlo gengi.ra.Je bismutico persiswute lungamente e la frcqu <>nr.a. di :stomatiti, soJH) fa.tt.i gi;\ non traRcllrahili. :\!<L il dimn~rampnto costante, talora com:idc·reYole, o:-::servato in t utti gli infermi clm·;mtP la (·nru,, l'all(' mia, in e~l': i prodottasi con constamta. o l i~odtcmia. aeet·c·r.:eono lt! pt·t>occt t p'ar.ionl. La. JH'eeoce c.om-
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LA CURA DEl.LA SJFJLTDE CON l PREPARATI DI BISllUTO
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parsa in due degli ammala.ti di sintomi di colite, ili cui mut ulcerosa,, deve 1·ichiaruare tutta l ' attenzione degli sperimentatori. Egli atferma che ulteriori studi s'impongono per la ricerca· di un tmle hismuti('.O Yeramente utile e non dannM;o. Il T ruffi al Congresso di Dermatologia e Rifilogl·afia teuutosi in }{orna. nel Jic.e'mbre 1921 presentò una nota preliminare e riferì sui buoni r isultati ott enuti col Trepol in alcuni ca~;i di :::itilide reèente ed in uno di l'i i tilicle grave ribelle al met·curio ed a·ll'arsenko. Il Pas ini ha Uf;nto il tarta.r o hismntato eli ~odio e di potassio insolu· bile della Casa Chenal e Douilhet detto 1'repol, il Luatol fubbricnto da, Poulenc Frères ed il citrobilSruntato ~:~odico prepn.rato dai vrofC:'lSOl'i E. Berta.relli e Gaml~-Jf!ini nell'Istituto d'Igiene della R . Università di Pavia. Ha riferito che, per quunto l<' Ol'set·vazioui raccolte fossero trop· po sca.rse di nnmero per trarne una lletluzione definit h·a , il bismuto _ba. a.zioue specilic<~ mauifN;ta. contro la :-;.ifilille; che esso ~'t'lllbJ·a, più attivo del uwrcurio p<!l' (·iò ·che riguarda ra·pidità di azione distruttiva verso l a spiro<:lwta. pallidn, meno <Ltti,·o per ciò che rignm·ùa azione ri~olvente verso gli infiltt·ati specifici del pel'iodo primario e secondario: che in ogni modo i preparati di bistn uto souo 1111-\llO attivi in eonfrouto Ù(~gli arsenobenzoli. Anerte giustamente però ·Che occorre <li non dimeuticare che dt->i preparati di bismuto si <"Onoscouo ancora troppo poco i possibili inconvenienti, sopratntto quelli che pot•·ebhero ROfmLn-enire n, distanza <li tempo, perclH~ sia <"011sigliabile appli<·arli fin da ora 1uetoclicamente nella cura della sifilide. · ll De nella ha. espel'imenta.to il bismuto in otto casi; in sette usò nn rirorlotto insolubile e in 11n ('ar-;o nn proflotto solubile. Ritiene <"be il nuovo rimedio di Leva<liti f.> Sazérae costitui~<"e nn gt"lwde a<·quisto della. terapia. i n q naut o mette in m~mo a l medico n na n uova arma pel' comba.ttRre l'infezione l n etica , nrma: che pott·:\. t>sset'E' preferita in casi :spe· (·tali. rome f;arebhero quelli di provata intolleranuL del malato verso ~li a Itri r imedi. Non crede però cb e pet· ora il bismuto possa conside· rar xi il mf•di<·mnf.>nto a.nt.isifilitko di f'lf'zione, nè ('he e!>f;O pos!':a, sostit ni t·si alll' rm·e t-n<lo,·enof;e run i snli di Ehrli<"h ; ma. ehe quando sarnnno scelti b<'ue i preparati e mt'glio regolate le dof;i il bismuto potrà li~rm·a re acc.1oto al mercurio ed esNrre usato in combjna.ziont' o in so· Mituzinne di esso, spedalmente uelle cure croniche intt>t•mittenti. Gli autori tedes<"bi Rtanno ancora·, e se ne comprende la ragione, con gli arsenolwnzoli; flf'l'Ò 1wi giornali medici t<>der-;chi più noti si leg· gono le prime relazion i su prodotti nazionali di bismuto t>d E'f'S<' sono abha M~'ln:r.a elogiati,·e. _ · Nel Sud Americn le tendenz<' sono in favore del bismuto, tanto che Lindenberg in Brar-;iJe mostra. rhill•·amf'nte le sue nette pt•eferen:r.e per i p t"('pa rati di bismuto. P er qna nto sia trnscor f;o poco t f.>m po dnlle prime osservazioni spf'· rimE:>n t~!i di s~.zl.':a<: e Levaòiti sull'impiego dei prepn.rati di bismuto.
molte ossernlzlOlll si sono :t·V llte su ll' a••gomento e molti prl"pati sono
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LA CC HA IY.El.LA S lf[LlDE Cù N T PREPARATL 1>1 BISMUTO
stnti lanciati in comm<>J"do. C os i dopo il pJ·iutitin) tat·tt·oùismu ~'tto di ISOdio e di pot.'l:-;sio im;olu bile in so:-:pensioue oh•o:-:n di ~a-zét'tlC e ~va di ti (TJ·epol), è comp arso lo Rt<>sso ~o;a le soluto, il c< Lua.tol >>, e quindi
il citra-to di bismuto, tm ùerira.to fenoli co di bi:·nuuto solubile n ell'a.-c· qua, il his mut o colloidale, l' iotlnt·o di bi s muto, il salicila.to basico di bis muto, il latt<tto, il sottoga.llèt t o, l'iodogallf\to, il solfuro, il :sottonitru.to <li h i~nlll to, un m·spno bis mut ato, 1111 <<trohil'IIIUta.to sollieo e fta ~li ultimi in Frauda il Quiniobism u t h, il Cn11llìlt>s <>d il ){uthnnol. I composti <li hi~mnto fino :Hl ot·a u:-:nti po:-:~<ouo es:-;t-rl' <'la~<:.;ilkati in tpwttro {'lt tPg-OJ·i p : sali . ~olnhili, sa li illl'ohtllili, f'l<l'Ud<H:olnziolli l' hismuto metallico. Fra i saJi solubili so11o ~tati muggiorm!'nte s1wrimentnti il tal·t•·obi :-:mutnto di pota!-;~<io e ù i :-;od io, il Inttato e '(]unkhe a ltt·o. in ÙOl-lP ùi gr. 0,10 ogni 2 o 3 giorni, per iuiezioni iu t.ra-mu !'>cohu·i. Non 8i ~ potuto ntilizr.are la via endoveno~;a pe1· la f OJ't<> tos~<idtù. d el his1uuto intJ·oùotto direttnnwnte nelle yene. Grt•n t·t. I>ronin P Ric hen hnnno preparato il D itrioxjbismut.hol.x>n7.ol , che(. un composto >lolnhilP. eli hiRmuto clelia Re· rie aromaticn. ut ilizzabile pc>r iniezioni >lottoc uta n et• <> f'JHIM<>n os(•, i l quale . pare, avrebbe già dato bth)ni ris nltnti e nN<snn fatto t o!>sko. Il (lott . 'l'ir<>lli di )filano ha pr<'parato l':ll'sc•uo bil'mut'ato sodico. J'Cso so lubile LuNliaute J'intl'ndu:~.ion P di d11t' J';Hlicn li o rganici: tm ct~u timet t·o cubico di tale soluzion!> cot·rispontle c himicamt•nte a gr. 0.01 di bis mu t o ed a gr. 0,005 •li a-cid() at'Ren ioso. Tt·m·asi in <'OillmPI'<·io iH fial1· <la. !! c;; ('Pllt imet l'i rnbici e ,-iE>n<> Ul'lato pct· ini<>zio11i intl~anJll~<<'o laJ·i i n r agionr tli 4-!i r e n t; m et t'i rn bi(·i ogni :i-G gio•·ni. La Ditta B onil'('OlltJ·o e Ga:r.zone eli Torino lut mes!';o dn po<·o in COllJill<'JI('iO 1111a l'Oluzion<> eli c:itrohi.s mutnto F:Odiro. d rtto ~pil·ona.l, preparato in due ù in::rst' con<'Pntrazioni, di c n i ogni em e.. contieJH' rispet.· tivam<>n te gt·. O.OJ e gt·. 0 ,0~ di bil'mnto ntt.h-o. Ln Rommini~tl·aziollf' va, fAttn S(>nl)ll't' P<' l' Yia intl'l\lllU~C'OIHl'(' ogni giorni.
a
I sali immluhili !\Ono tutti in sospen'l-;ione oleo~a al 10 %. I più n~ati l'Orto !';tnti il pt·imith·o
T•·c>pol. clH• f u poi ROstitnito da una nuont c<:tmbinazione indolore , portante lo stesso n o m<>, C'cl il T"'natol. eli c ui "~ n'f. auchP nua. ('Olllhinazion(' ~<oluilile. 11 'l't·epol f. stato u~;ato in t·Hgionf' di ci1·rn g t·. 0 ,10, O,l!'i ecl al massimo 0.:!0 JWI' ogui iui<•:r.ionP, <'r--egnita ogni 3, 4 gic)J'ni. Nl il L un tol in l<O!'I pt•nsione oleosa presF<o a poco twllf' stf'sl'e rtosi. Il bismuto colloidal ?, 1li cui ,-'(\ nrHt proclnzion<> italiana ci ella J>itta Za mhPIIrtti. ~\ nn a psc•tHlo-sol uziOu<': (fut>lln Z<t.mbt>lletti r.on. tiene in C'lgni c-m c. 5 milligJ-n mmi 1li bismuto m<>ta.llico. Trovasi in fia le da 2 e !'l eme. e vie-n t- usn t o p t> t' iHif'zion i i n tra mHsc-ola l'i ogui d ut> o ri giorni. Il biJ:;muto metallico è sbtto JH'<>paratn da ~azf>rae e IA'nHi iti per r·i <lu:r.ione del trn·trobil'mutato lli !':od io in :o;osppnsionr all'l F;n 10 1it>Jl'olin o in nna solu:dnne isotoni('a (' n\ in rom11wr·c;o sotto il nonw 1l i tu'O· Tre p ol. F r a gli ultimi pl'odotti u~o;nti in F1'<1tlc-in :-:ono Tio<lo-hismntlmtP (}(• fJUinine o fJUiniohismu t h. il quale è r:;tnto prrparato ùa Azouly e Aubry con l'iclt•a di romhattPJ'f' con l'n:<!':O<'iazi onP d t>l (·hinino l'anC'rnia <'Oil!'le-
L.!. CURA DELLA SIFILIDE CO~ I PREPAUATI DI BlSllUTO
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<.:utint alle cure hhmmtiche. E' in so:spensione oleo:-;a e la dose pt•r ogni iniezione è di gr. 0,20 e 0,30. Fourcade, Jalou~Stt·~ e Lema,v hanno pre· parato due a.ltr e specialitù,, alle quali tuumo dato il nome di l\Iutba.nol e çurahìes, a base di idr(lssiùo di bismuto. Ogni ampolla di Curalùes contiene gr. 0,08 di bismuto metallico in sospewsione ùi un Yeicolo ~:~pedale. Si f<ltma iniezione ogni 3 o 4 gior-ni •·on 1ma serie di dieci a dodici iuie· ~doni. <1gui ampolla di ~fut.ha-nol corri:sponùe a gr. 0,15 di i«lrossido di hismuto c ~i u:sa eom(' il precedente. Pare accertato che tali preparati sia ne, di un a tolle1·a llz.l'l pe1·fettH lo(' a le e genera le e d i un' ot.tima efficacia ter<1 peu tkH. l preparati di hismuto sono co~o~tpo~ti toss ici e se qualcuno somrui ni:-trato per bo<'t·a t' rit<"nnto eome inoffe11~ivo, riò è dovuto al fatto che ~:-::-;u non YÌPllt' assorhit o tlallo ..-tomaco 111\ da·ll'intN•tino, nut ~i t'l imi.na ('ompl«"ì<1mt-Hte c-on le f t·ci. ~azérac e I... evaditi Jm.nno indirato come dose mortale per il coniglio g't'. 0,0~ per dtilo!!ramma ùi pe:-;o 1li citt·ato di bL;;;muto ammoniacal e 11s:1-to per iniezione sottocutanea, e la doRe di gr. 0,20 JWl' chilogramma di pt>:-;o di tartJ·obisrnn tato di potaf.Jsio e di sodio. PH via endownosa. Ja !lu!':ie di gr. 0.01 ur<'ide H coniglio in 5 o 6 giorni . Le dosi usate in ttet·apia nell'uomo sono molto dista-nti da qtwlle tossklte, ciò che costitui..-ce un grandr nmtaggio sui riuwùi nrseuicali, per i qua.li si tocca spesso il limite perieolo:so. Il bismuto pat·e C'hc si localizzi n. preft>r-enza. nel ft>gato, nelle glan <lole sa li\·ari, nel rene e nella. milza e viene eliminato principa.lmc>nte con l'nr·ina, nella. quale !>i troYa giù dopo poche orf' da1Ja iniezion e . l\Ia 11 11 'altra da. importanti' (]i elimiuazione ~ ln sa] h-are. Ri è potuto swrhe ('ODRtatarne la pre,.;enza twlle feti , uelht hile. nel Rudore e nel Uquido cefa,lo-racllidiauo. La eliminazione è molto lenta. e si è · potuto controllare la p resenza del bismuto nelle urine deg-li ammalati enrati anc.he nn mese dopo l'ultima iniezione. · 1~e1· sttvliare l'elimilmzione del bismuto nelle urine l"i fa. pnssar~> 11n.a C'nrr ente di idrogruto solforato, preda distruzione delle sostanze or~anic:he. col m<'to<lo d i Freseni ns e llaho. ottenendo ('O~ì nn precipit.ato nero, ••he l'Oli le opport'nne reazioni si dimost.l'a t'R8el'f' ROifnro di bi ~muto. Assai più prntico ries<'.e valt>l'Si del ren.ttivo di J..éger. modifica.to da Aubr.v: solfnto ùi c>hinb1n ~r. l , iodnr·o di. potassio g-r. 2, ncqua d il'tilla t a q.b. pe1· cnw. 100. Rifa scio:;rliere il solfato df <'hinina in 10 eme. d i acqna ad1lizionata d i 3 o 4 goccie di acido solforico, si agl.!iungf' jodn r o 11i potassio p1·eyiamente sciolto ln lO cmr.. di acqua e si com· p lt-ta. a 100 cmr. Tnle r e.nttivo si altera ra.pidamente ed è hene qttindi prl?p31'Sll'lo \'Oltn JH'I' volta; 100 çmc. di urina eva.por:tt.i a. secco si cnlci nan o fino a. ('('neri bianche, il resi(luo si riprende con qna,khe rmc. di Hcq u n hollente. legger men te nc-idulata. ron addo nHr ico. La soluzione fi Jtratn vi~ne trattata col r-eattivo e Ri ottifme un predpibt to rosRo a rnncio. Del resto. laRcia.n<'lo delle urine in nn hiecbiel'e. dopo 24 o re. si 'erlE> depositnto lnngo le pareti di e~'>so uno strnto nero rlu• con oppor· ton i' rea zioni si rlimostr·n essexe solfur o di bismuto.
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LA Cl:HA l)ET,LA SIFlLlOE CO~ l PIIEPARATl DI BlS)lUTO
Higuurùo all'utti\'ità terùpéutica cbc il bismuto e;.;e1·cita nei nu·i peJ·ioùi <iPII:it sifilide l"ÌjJorterò le evndusioni tli ~irnou c Bralez. La durat.L o.lclla dnttrizz<~r.ione della ~ifilosdero:::i iui:.dalc ulcerata. nwia molto a l;E'<:Onda cle i casi c n1 da. un minimo di cinque giorni ron due iniezioni ad un llllu;.;sirno di nmticiuque giorni .<'.(Jll ~ iJùe;doui. Nel periodo :secouùnrio la, guarigione delle plaéche mnco!<c È' Ta.pida. e ~>i l·ea1izza, in media in 11 g-iomi c-on 3 o .J iniezioni. Nella sifilide terziaria. l'a zioue de l IJisJll n to si può p<ll';lgoun l'e a. quella· d P gli a r:scnobe nwli . e le ~omme, le clivf•rsc 111a n ifestazioni di'l la. si ti Hde (·n tane~l, le ostei ti miglioran o e gnari~c·a-uo più rapidmH<'nte the con le cnre met'Curiali. La sifilidE> ,-i~rl'ra le t· i trne g-mnde uem>tido dalle iniezioni di bi~muto. Enwt·y e )lol.'in l'ip<Jrta.uo 1111 caso <li ulcera, g-astrica molto migliorat.'l> in ~(·guito a tali cm·e P FonrniPr C' GtH'llOt titano nn ca,<;o di Hneuri91Da. aol'f i<: o in <-n i ebbeeo notevole mi~liora.Illt'nto. La ~:;ifiliùe dei centri neJTOsi ritme discr·eto Yantaggio dalle cm·e (li bismuto, il quale però pare cbe agiSCèL uw~lio su le forme neno~c r~'E' nti de l pet·ioùo secondario. L a ta,be ha ritratto qualche bell(•fìcio dal bismuto, ma con grande irregoltM-itù e la para lisi gen(· •·a le prt>coce non :<e mbra a.ffatto ~-;i a stata intlnenzH ta. dalla. cura. Ci r·ca le moùilicazioni della J·t•azionl' di \Ynl':SI:I'ìJl:lnn in seguito a cUJ·e di bismuto i paret·i Rono din•rsi. In gcncr11le la. rea.zioue si mantiene po,.ith·a dopo una sola tappa curatiYa: e difatti Fom·nier nella , stati~tit'a <lei ;;uni ('t>nto casi l1a- Yisto <·edc·l't• ht R. W. ;;oltanto dopo un sl\COndo periodo di cura. Circa gli inl'onnmienti cùe :;;ono Nlati riiE>ntti in ~'l'guito alle c urE> di hi~muto pnn~ inhtnto aocerta.to r.hc r.on l'u~-;o dei più comuni preparati non si siano avuti fenomeni di intossieilzione' gcnernle. Per quanto ri.guard;t il dol<)J'e loca.le COII~>'C<"ttth· o alla inieziont>. <'~so è un inconveni ente c·he ha perduto gt·an ptuU! della Rua importa,nzèt. M:olto frNJnente ~>c1 accentuato con i medicamenti impiegati aH'inizio della terapia bismntica,, è di\'(mtato meno frequente e quasi insiguifi ca.nte con la ~coperta di nuoYi composti, chP hauno Pliwit&atn qttnsi t.c'lle d i~tu ruo. Non ::-i sono ri:scon tra.te tw lla mn~gior r•<l.rtP <lei casi in filtrnzioni loCl)li e fatti infi;tmmatorL Si è spesso riscontrata elentzione fehbt·ile, pinitof'tO licYe e di hre\·e dnra.ta, qua.Jchc albmui,Jlurin. cefa.lea occipitale, .dima~r.amento e anemia, alle volte ac.centuati, e si è avuto qualche cMo di colite. L'incom·euientc più frcqnentt> è la stomatite, la quale vuù auda.rl" da un<l scmplic<' eolornzioue ra.fl'è a rdesiaca dell'orlPtto geugi.vale con li e,·e tume>fazione, a. \'a::-tP. pigmentazioni dPlht lingua, e della muc.osa. delle lahbra e delle gnanre. Qmtlche volta si costituisce un procese;() molto più grave di stoma.tite ulcerosa ~ necroticn. N P lla patog-enc:!';i d<>lht stoma tite hif'>rn utit•a. le opinioni so n o discordi. V Azouly sostiene che l 'ag-ente ~a.nsale sa-rebbe l 'associa:done fusospirillare di Vin('ent. L'azione tossic..'t del bismuto agirebbe deprimendo il potf>J·c fag-ocita l'io dei lrncoci ti del DW7.7.0 orale, esa.lta.ndosi così la Yit·nlenza. del polimict·obi::-mo della bocca, che indurrebbe lesioni della mucosa, nlcerazioni su cui predominerebbe a,ppnnto l'associazione fusÒ-
LA CU llA D.EI.l, .-\ S lFll.JDl: CON l rH.EI'AllATl' IJT BI SMl,;I()
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spil·ilaL"c. ('. llucrej crede d1e i gl';tlli ;uuorfi tli ~olfm·o di bil'lmuto, rit!cOlltJ·nt·i i~torhimicnmPnte nelle pan•ti 1lei ,·asi J1·lln hocca. siano <lo· ruti a-l la, Jll"l'l'Ìpita.zioue del bismuto in 'JIIC'lla fo1·ma pet· opna d!~ ll'idro gerto r-olfot·:Ho pcnett·;Ho ne• i. varsi ~·m~u igni e nt:" i li n fa t id e <ler·i nlllte da Ila dt:COlll po:sizione delle p:lnke li!• a li llll'll t Ìu·i nella, uon·a e in parte <leU'idro~euo solio m t o t-spi r·a to dai puhu<'IU. K o n ~;>st l n de c·o m plet<tmeute J'a;,ionc in qncl'tO feuom eno del solf<1d:t mn·o ùi potassio, clte si sa, esi:;;tet·e nonnalmcnt(• nella snliYa. flalla st·rnplitc colOI'<lr.iouP nero-blua~;tra· quindi Ùl'ila u•u<·o~;a si puù :,.ri.nnget·t• ;Jila rwcro:sj, qu;uufo la preci·
pitnziOJw uoterole dt•l solflli'O ùi I.Jism ••to tll•tel'll1ini pic<~oli eJUboli metallici al linllo tiPi <·apillm·i gengivali. Egli ritiPue qnimli ~·h€' l'a~:so· l'iaziopc fn:so-!>pirillnt·e nt)n H\'l't'bhe elle il :;;i~nititato lli 1111<1 iunt.~'ion~ :<l't·oud:ll·in, l<enr.a importnnza nel meceanismo rlc•tl'rlltinantc la stomatite, l' ul1·Pt·n r. i o ne e In TH~C J'o~'i.
Uif<o·t·i.t-ò fll'il i risultati 11dle mie <•spt>l'iC:'n?.e pmticate nl'lht R. Clini<·a dermo>;i tilopMica di Roma n l:' l <le<•ot·so anno. Bo <'HlOp(>r·ato iu primo t~:-mpo il 'l'repol, nuont rombiunzionè indolore. prep<u·ato dai laboratori Clwnal e Douill•et, i IJliH l'i ha nuo <'I'J'<'a t o di ottl'IH'n· 11 n p •·odotto di un a llf'lltralitit n~solnta. i111 olente e piÌI tolle ral•ile. Bo tt·attato cinque nmma1ati, di cui tre con sitilid(• pt·imaria e due <·on sifilitll• ~e,·ondarin, tutti con iuiPzioni intt·;tglntrP p•·nfonde di due
<·me . ogni 3 gi01·ni . J o ).1. F .. dl am1i :!:{. ~itilide -"t'I'Qllll:.ria. f~ltmle t> ro;:e :l lla lamlnn !,n f~rllla del J•r~>puzio E'<l n l ~leo bnlfiDI<-o, poliadt•nop.'ltiil &.-enerule, drot.ric-e ll)t'rpigruent<lta
dell1l
ll'!-iOn(• in.lzla le sulll1 <- nte •ldl'n,!<t;l. Albuminn ~ zuccb~ro n>•&>nti. R. W. + + +. :-io n ha pra tir11 t o ('Ili'{' <In l'i rcn ,:-~t t~ HH'f>i. Le lesioni !lHt a no da u ;.:-iornl. D n 11 '$-5-9~ nl 17-f>-fl22 sono ~tlltì> prati<·nt~ -1 inliE'zi o nl di 2 ('ID<'. ciM'C'llnJI di Trepol. Pocbls-"lmo ùolo re 10<'~11+> . uun infiltn'11.!<1lle . nou s tAlm atiU>. l -e lt>:>loni sono l'<('Orn))!ll\<re :llln '(J•mrtn iniPziont>. Alhumln11 al'~·ntt' . R. W. + + +. IJnmmnh1to ha dovuto ..:O!'J'l<'Ufll're In cnrn J•errl•è •·o;;!t ~ ttn ml allontanars i da R <IIWI.
:;. A . (' .. •li :lllni -14. l~sie n~ iniziale del <'<llleZZOio <lella 1mnmnet1a sinistrn . Pl<'lsule ~ntt'lllte ll!«-elhll'~ ~inlstrn. Ln lesio ne duta ill1 25 ~ionù. n o tt hn fatto nltre ('On:>. Albnmina e zucchero n~nti. R. W. + + +. Dnl 5-5-!122 al 14-a-!!22 !<l pratl<·HIH' -1 ìnlezlonf <li T u-epol da 2 <'LlH: . t-UNWII111:\ : non ll<>IOt't', uv u iutiltruz.loue loc:lle. n()u l"tomntitt': la ll•,' l()ue s i è <"'m.piE>tnm<'nt.(' <le tersa e F<i inizu\ l'c,pite liz7Al· ziorw. l\"e,.>'lll!<l Hind ifi<·azl<>-ne d~lln plelttlle ~~•tellitE'. T.'!nfE>rmn ,.[ n llontun'l dn Ro!lln per r ontinnnre la cm·n nel PWJ)rio Jlllè>'t'. Alhmuinn :: s~t-nf~. R. W. + + + .
::o IJ . (' .. di 1\Hili ::!(! Dul!lf<'(> sif\Jos<-lt'r•~sl delta htmln:1 lnti"I'TJ/\ d\'1 prepuzio. P l<>iade !':ltt>llite iHj:.'l.JinnlE>. nat;~no dil tm ml\.•('. :-<on hn ratto nttrl' cure. All.Julnh:Ja ., znc'<'ht'ro a-<;o;;enti. R. ~v . + + +: d:~ll'R-ii-!l22 :11 23-5·9~ s! praticnno G iniezion i Ili Tr<'pol eli\ 2 r·mc. cin>-(:una. l A> IE>l'i•>ni ~no gn:trite d~'lO la Qll!l rta luiezlon<'. lRJ!I!'P.l'tl dolori' 1<w:1le. :-<on h ttì ltrazionP. L ie•~ olevnzion e tt>rmlro ad o~:nl lniE>zionE>. IJf)D "toiUatit('. li" " '-' dimn;rr:Hm· nto, alhnmina n;:~ntl'. H. \\'. nl"gat lvn. Ne ,;swn11 rldnzinnt> ll Plln pll'in•lP :<ntl'lllte. -1~ N. A ., <Il ll!llli
:!J. ::=:itilosde i·o.") lnizhllt> dt'IJ'()riftzlo pr:']Hl:t.inl<>. Dnta dn
:.lf• ~ioml, tJIP.inde satt• llil t' lti-in;.:uin.<\1<•. :-.;on !Hl fatta 11ltn> 1·ur~·. R. W. ncgn tiV'l.L Albnm i na Jll'l'l-E'Dte 0.2;'1 J~t•r millP ( 1<::-ha c h) . D:ll l:l-fl·!l22 n! :ln-:H122 ~i pmti<'eno 5 iult>zioni •li Trel,.ll dà 2 e me. ci~•~cmw. Doro la Q\IIlrta iniezione lH !f'.'>:ont! ini-
1M
LA <'t;RA nELLA SIFILIDE CO~ l PREPARATI DJ BISMUTO
r.Lale è .guuriln. :"<•;,suua riduzione òdht Jlh: i~l oo ~ttelllte. t:I~t sola lui~>zione ba provvatto dolore J.iutto:::ro fot·t<.- e febùre. :-;ou i.Jtli l tn\7-ion~ locale, non ::;tomutite. .Albt~D1illa
0.2-:i (1('1' utille. n. " '· llég'..ttiva.
;;o l!'. G., d1 liUlli 18. :::!iJillde recoudaria, plaCX'he opllline ò'!l \·el<me.ndolo e WU'$lll?u de)'tr>l. l'LH:C'he ero>*: dell'asta t' al (.'QUtorno dell'uno. D~ttano ùa pochi giorni. Alllutuiu;a 1:: wec:It.. ro m;scnti R. W. + + +. Dal li-'3·92'2 ul l o·G-92'.! si .nratJ~·au<> fJ lnl,.,zioui di Tt'1Spol da 2 ('lll<'. C'h•scuua.. Dopo la quarta iniezione le Iesioui fono S<.-<>m( "lr>ol'. I.RJ,:I{il'ro tl<>IOrE> Iol·ale. :"ou intiltr:tzif)ne. l"on :.<tolllat.ite. ?\ou di•lllll!,!'l'lllllt'lltc>. Albumina n.~,;entt'. H. W. + + +·
:.\' 011 ho più d ~t o q uf'st.i a utmnlati, lwuclaè for-sero sta ti cou~;igliati
a farsi rh·ederf' per eootiUII<l-l't~ la ('111'<1 c~ quindi 11011 ho potuto seguire l"ultel'iore ~uHI:lmento ùella malattia. Ho' (;Olltinuato gli C"JIE'l'imt"nti dt.'lla cum bismntica in altri nmma· lati, u:sando il bismuto cnlloiclttle Zamlwll<>tti. Uo tt·attato cosi 18 infermi, ùi cui 2 con sifilide pl'imat·ia, l ! c••n sifilide secondaria t.' 2 con ~-:ifili<le seeomlaria tnrdint. JH (lgnnno rifPrisco l>t'l'rt'mPnte i dati più intet·e":sauti : 1° B. E. , tli ~1uul 50. Sifilide secoud,n·ia. Slfilod~1·uJa r•aJmlo.-:;o dltfueo al rollo. n llf> re::don'l sotto a:«::P lla ri. ~ottom:t m ma rit>, al tNl',Q ~>uJII'<c·lonp delle> rosei e, pk'l<'<'he ml\lcose llf'ri;Hlllll. m~·ut t!ltti r~o'lpulosi ,f'rl1hl.~trl t> Johlntl!ri. Ef('nwnti nt·neici sul ca·piJ. lizlo. Poli:Hh·IH>P,ltia ~:enerale. Non hn mnl prnticnto cur!'. ignorando dl aver contratto la ,si filide. R. W. + + +. Albumina n~~nte. Dal 2B-t;. ,,J -l·l"-ll22 >:1 pr:ati(,a no 11 hlie?.ionl di 5 ('mc. clai'K:Ullll Ol{ni -1 giorni. IJo(lo LI tc.>rza inie7,iOll>t> sono f<('()tn· ()llrse le placche. DOJ>O la sesbl Jnlt>zioHP so no ~Oil!J>:1l'"'E' tutte le nltr~ Jll{lnift>1<tazioni. nwuo gli c.>lementi papulo!'i t'wl c·olto clw <•"fluno dopo In o tt11n1. R c.>::>illlm plgmentazionE.>. R. \Y. + + +. AJbuminn li'!-'0('111R. Solo qunlt'he ini(>Zione hn (l:tto dis<·n•to ci<JIOr-t> ~l intiltrnziouf> lcX'ltiE-: l<' altr(> !':<>no stnte tollt>l'llt4' lwnis.< imo. Xon <~'l t- antto ;;t<\n'•·•tit<>. nM fc.>hhrt>. non dirun~.rmm('nto. Ho rh·i;;:to l'inf\'"lll:l ai primi ùi sl•ttetnbl'{'. doè un me,;(: {!Opo la cnm. ed ho notnto the pn•:<·l'nt:wa uu<.wanwnr-~> IHI!ll<.•To~>i t>l!'lll(-ntl pn pulo;;! n l ('() Ilo, n Ile.> rE.>JIIon i sotto ll~'t'<'Iln rl, !'Otto-mmnnwt·iE.> e n l <'IIP"·
n.
. 2<• G. <li :cnni :1fl. ~ifilosd(>J'<')i<i illil'.ialt> nlln I:Hilhl:l intt>I'I'Il del pr'f'J)U:>.io, plc.>in1lt> inJ:ll innlc.> destra . -el c.>mt'ntì pnpulosi nl (l orM ~" nll.l'l tmticlw, ·J•ÙH'<'il ~>ulml· <'Cro."<lt <kll:l linl-(ua. plttN"he opalinc• <h•IIt> tou><ille. R. \Y. + + + . Albuminn ns~ntc.>. Dnl 2.1 ~iu~no n! 2;; lnJ;:Iio 1922 <>l .pratiffinC· diec-I luinlou1 di eme. c!Jl. >oeurut o~rnl -l J!iornl. j)()po In "(•Nm<ln lnl<>;-.iont> ~>i hn I'I?J!fl"~"iout> complt'bl dellt' JiiJI(•\'IJt>. mentre.> (lf'l'si)'tono gli t>lf'menti f•il pnlosi. che l'<'J!rf'di~ono !'Olo dopo la ~stA lniC'?.Ionl". r't'siduanilo pigmE.>ntn?.lonE>. N<'!:i<UM modifiCll?.ione dt>llll piE'Indt> ~tti'Ilit<'. J,(> iniE>?.ioni hanno <litto (lolnr·o piutto!'to fortt> c.> f<•bbr<' (('JIJ!E'rll. l'\or1 i nfiltm?.lon<' l o<·:1 l•". 1'\on "ronM ti Il". :-.:o n climnJ!r:t menh. R. W. + + +. Albumina nsl'lE"ute. Ho rid~t•> rnnmml:cto flopo 20 .tdo111i <l:lll'nltimrt lulc>zlone e ;.i IIIOJC'ut~lv:l di cef~l leJI continn:l, lnt<l'n~ .
3o V. G .. rti nunl 2.3. Rifili<l~ f<<><·conllarl:l. pla<'(·hc.> mm'()>:t> ('()nflupnti dc.>l p,qlnto duro.
ftel
v('(opf•t!<lolo, df'll(' ton<>ille t' d<'Il'u,::-olil.
Poli:Htf'!ltopntln
j!'NJf'n111'. H.
W . + + +. Alhuminn a>o:<t>ntf'. Dlll 2~ JiiiiJ!llO a l 2.i luJ;:Iio 1922 :oi ·Prnticnno die<'l lule1.!oni da r; <'lll('. d:t.»<'llllll ~ni 4 l!iornj. GIÌl do.ro la 1Wimn lnie1.ioue i<:l not~t IUl n1:1 re: cto m l;.rlior:l mc>nto e dopo la tf'rza l niP7.1nn€' >'ill10 l0<'0111J');Hf-'() tutte le IE.'.sionl..
Qnn.f(')H• illliPzionP lw dato lej!'eero doiOI'!?. Xnn f1'bbre. ~on lnfilti'tl?.ione IO<'nlc.>. :"on !<t<m:J..'I tltt'. AlhnmiM ll>~!'entt'. R. '"· + + +. Otto J!lorni ri•>JlO rnltim:t IHirz ion(' l'inft' rmo prl'l'l('nta;n pl:le<>he del ~tl:mdt>. ~o H. P .. <li anni 2.1. !'lfilidt> >ot•c-ondnrlll. Eh?lll<'llt! tP:lJllllo;;i :ti troll('(). PoJja. deno)lntin. H. \Y. + + +. Alhumlnn a;o~ntoE> .D al 23 1=iu~no al :n lu~t:o 1!122 sl
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LA CURA DELLA SIFILIDE CON J PREPARATI DI IHS'M CTO
155
pmti(':1no d1ecl lnJezioni di <?inque ("111('. c·i:l.s<:>nnn oJml 4 giorni. SI n otJl !'CNII~ J)arAA <lel!ll E>i\'ttJE'ntl dopo 1.'1 terza lnlE>7.ionf'. le!!lt'<'1'0 floiorf' j()C'Illf'. Xon lnftltrn7Jonf'. Non f~bbre. !\on >:toJnntite. ?\on dima;rrnmen to. + + +. AlbumltUt n::-senw.
H.''·
nJ.
;;• G . E., di n nn! Sifilide !'t'<'Ollclnrln. Ph1 <'<':t lllr-et·~n dellll ton::oilla l'linistt~l. Polia<lenopatln g<'nf'rnl€'.•·\lburnlun ~~~<;('ntl.'. U. ''"· +. Dal 2.~ g-iu~no nl 2.i hti!lio 1922 l'li pratic-nno di~l lnie?.lonl di ;; ('111<'. ogni 4 ;riomi. Sc'Omptll'>'~l dt>ll'ui('prnziont> dOPO ln !>E'COOdll lnit>:t.iotw. x.-'''''1111 dolO!'(' ]O(~Ilt>. Non inf:llt.m;.~knw. C\on febbl'(>. Non !':ton"Mttlte. LIPYt' dlmngt·ntnE>nto. Albumlnu !ll'<l''i>ntc.>. R. W. negati'm. fio n. U .. di mmi 20. ~ltllide ~ondarln . Slfllo<leruan er"itl>mo-J)!IJ1nloso cl<> ! tro1wo. Condiloml pimù J)E'I'Innnli. Placx·lle dello $:('l'Oto. l<:lE>mentl n<'ltE>icl nl ('nolo capelluto. Pln<'<'he nlle to11sill(>. trlpiic·e siftlo.o;;cle-rosi (lf'l >·ol('o bnlnnlc"O. Pol!ndt>· ll()plltln. Albumina ~.~f4ente. R. W. + + +. Dnl 7 ~tlntrno :ti 17 lu~tlio 1922 ~<i prati· cano 12 Iniezioni l-111 i5 cm,('. O!!ni .J ~lot•nl. Dopo U1 qunrttl iniezione !lf)tHl !'<Mill1lllr~ le pl:1 cd ae tonslllnrl. Doro ln ,<:E>tfltnll lni<>zlon<> l€' l>ifilo~~"'l iuizi:11i sono <'iCSJ· trb.z.n t<> e flOno l'I('Ol1lflll r~l trii <>lementl acnE>I('i df'l c~HlO. l<> plnrchf' fl!E'l lo ~eroto t> quelle pt>rianilll. R .1?'l.':id1111no f'lcmenti p;1pulo::;i lkht>nolcU llf>l tronco ('hf' ('(>(louo nlln undi(lf>:irun 1nlt>7.1one. Llevl~;.;lmo dolot·c loc~lle. ::-\l lll infiltnar.lnn!'. X<m febbre. uon fltomntlt~. Kou òlmngJ·nmf>nto. Albumina ns;::,f'ntf'. R. ,~·- + + +. . T'n Ul(>l<f' dOI'lC' J'ultimn !ni!'ZiOI1E' l'infNillO JH'P~nti\YII tiUOYI!Ulf'lll e i<lfllOO('l'lllll napnlo-~(\ n mcd\(> E' gro><St' pnvuJP.. cl1ffu~>o nl trol)('() (> lll!ll nrti e !'IC<'Irsi E'IE'm.;>nti drc i.nnntl.
7<> , •• A .. eli nnn.i 2f>. ~ifìlitlE> !>eMnclnrln. ~lfilnd(>rnln rmpu!M o dlffu::oo n ll1E'fliE' Jlll·pul(>. pQllaclNlOp.'lt.in. R . W. + + +. AlbniYiì11n n!':>;f'ntE'. Dnl 14 lntrllo nl 31 lu· ~lio 1!122 si !)rn tiCSlno 7 iniE>?:ioni da 5 eme. ogni R ~rlorni•. TI ~'>ifìloòf't'mn i> 11He· nunto. mn non scomparso. l'mntnnlntn non ~'>l prf>.<wllM più PE>r continnn.rc la cu ra. Non Tut RYuto dolorE>. n011< s;tonrntite. Non fE>bbn.>. Xo R. :\L di nnui :1S. Slfll!tlt> >'E'<'Omlnria. ~ililocl(>rmfl !'11Pnlo~ dlffuflO. Pln<'('hP pertnnnll. pollndt>nQJ)IiltiH. R. W. + + +. Albumina . ll$;S(>Oh'. Dnl 14 lut.rllo al lì !!Jl:O!'<to 1!!22 ~->! pt·Hticnno ~ inie~donl •11 :l ('Jll('. c·hasctmo Ol!ll~ ?. ~rlornl. Vmnmnlflto l'i sottnH' alU! ('Olltbmnr.io•ne fll'lùt ('\Jrll. Per~'>il'<tOI10 ~Il elem.:-ntl pnpulol'<1. li{''l'(>· mente nttenunti. Qunkbe lniE>2i(lne bn <lnto fm1e •lolnr(> e-<t il1fil tl'!1 7.ione lo('a)('. 'Xon l'tomn ti te. Non f!llbbre. Non òimnf(rn m~nto. !)o D. E .. cli'nmll 2.'t ~iflli<lc s<•M11<l:trln. Pitnule •Jl!'irlnnnli nntn(>l'O!'Oe. E'l(>mentl papulMI llll'ombell<'o. pln('('hf' Of'\'llil1f' delle tonslll.- f> clf>l piln;;;tri. ~lfll()(lermn ro· f<OOJi('O, mlcropollndt>nopn ti a. Non l'i i-> m n l n('('()rt:1 <11 n ,.(>r ('Ont.rl!ltto l 'inifer.louf>. R. W. + + +. Albnmln.n n S.<:('nte. Dnl !l trill!!lln al 1~ lu!!lio 11122 si nrntiC'nno 12 in<W/.ionJ {lfl 2 (> r. ('tn('. c·ioNCnnll oj!ni ?, •.J gloml. Dopo ln qunrt:1 ltti(>7.iol1e ;;;ono !'COIDJl.'lrl'l il !>lftlod(>t1lJn rMeollco (> lf' nU!('('h(> ttll(> tonsille. DOJ)O 1:~ S(>ttlmn lnit>· zion(> >'11110 !;('()mpn rsl tutti ~rH nItri t'14"tut>ntl. A lbumlna ns,:;ente. R. 'V. + + +. !\on (]olnre ]()('lllf'. !'\on lntìitrltziol1('. Non ff'bbrt'. )lol1 stomntlte. !\on <1in111)!l"ll· lll€'nto.
100 F. A .. di nnnt 22. Dupli('<' l'ifllOI'I('lt>t"()si lnlzinle ul~ratn dellE> bmsllle. pie· lnde f<ìltE'IIite 110ttomli-SC1'llnre f'll11.<:tm. ~>ifiloclf'mw. ~·ltt>mO-Jlfll)ltlo.<:() nl trf>n('O e nj!ll orti. Elementi •]lustolollln('neiel <1,!'1 enpilllzio. pn,pnle urulde perlvulvnrl. Albn· mina nssente-. R. W. + + +. Dfll !) )!'lu.e-no stl ii lli!O!<to 1922 ~>l pMtlrono 17 lnh•· 'Zionl dn 2 e 5 eme. cinseunn OJ!lli t.:-4 l!iornl. Dopo ln qunrtn iniezione le ul(l(>· Nt?.i&ni .(lell<> t011Sille (> 1-E> •PIIPIIl(> f)('rivnlvtlrl !O()no /-!'llttrltE'. Do,po In qulndl~>:imn l nle?.lone !'011Q sMnnm rsi J!'li l'll'm,l'ntl ·J)nf<tolo~'>i Jtl Nt,p o e J!ll f'lt'm<>ntl nn nuln»l. B' (IOlll:J)Illl'!'oO lm·erf' !'!filoclermn plgnl<'nt.!\ rlo ftt't'f'ntu:ato d<' l ('olio. T.(> inl(>;r.Ìnl1i hnnno nrm·ocnto qunsl ~mpre dolot'(>. qualche vnltn molto :WN'11t11nto. ;\on fl'hht'l'. Xon ...tomn tlb>. Non cl.lmn)!Tnmf'nto. !\c>::<!'\llln mo(llfic-nr.iol1e d<>lln pwitHl e snt(>]Jìt{'. R. W . + + +. Albumln.'l nss<>nte.
11 0 A. P . . <H nnn! 21. ~lfilldl' :;'(>PomlnMn. plft<'('be 11lN>ml*' d<>ll'ug-oln. del p.'l· l:tt<> òm·o: dE'l 'l'el<m€-nòolo. ,p)R('I'he mu ('O~ Y<'g-Pt:tnt.l lM?'rinnnll. R. ,,.. + + + . .Albumina nf<;;;entE•. Dal 2:{ mn~:"glo al :1 lu~lio l!l~:! ~>i prntlcnno 13 inlnlonl di 2 e
151ì
f.A CI:RA DJ':T,LA · SJVIT.IOE CON l PREPARATI DI B ISMUTO
:; c·utc. c in&t' llll:t O!! lli 3- ~ giurnL Dopo la cJuiuta iniezione ::KJOO guarite 14.! Itlacchc uiC-<'l"Osc d ella ~;ola, rpwllc p erlawtll JX>r~i:;tono, apJ,..Jl.ll Lit'vemente modiiknte. Albumin:1 u !>::.~nl~'. H. w·. + + + . l'twlti;;:oi nt') tlolùrc. ::'\o n iutilt.r nzione. Xon stomntit('. ~on ft'bbre. Kon <iimn~-:r'<tllWuto. 1~ :\!. P .. eli t'lllli 2:~. ~ifilo~ l<'l'OSI ln!zi ullt> tlel bordo Ju·<•puziale. pleinde satellite inKu-innlt'. Data <la 1tn nw.se. n. W. + + +. Alhuminn ns::l('nte; dal 2(1 glngno :~l -l :1g-o.~to 1!1~:! ~i ~ono ,prntkatc 10 iniezioni di 5 eme. ei.ascun.a ogni .J giorni 1;uari;:ioue <lt'lla i<'~iont> <1 o110 la ()Wnta ìuit>z ìorw. r e;;iduando lieve lu.filtrnzlone. )le;;.;;u na llH>difil tlzìone d1•lla l'ld:tdl• satellil<!. :\on òolore. Km1 Juflltrazlouc. Non >~touw ti te. X o n f~:ubre. Xou d i 111:1~r" nwnto. Albumina as~ntc. H.. W. + + +.
1:l<> B. C .. di nnni 1!!. Slfiln;;<·l\,msl subul()('ro;:;:1 rl<>l frt>nulo. Plek'lde l'-'lt(>lli!P ing'uina lt• llestT:l. Dnta d:t l:) ,e-iurni. H. W. O<',!!'<ltint. "\lbumlntt assente. Dal 2.'l gju. J.!llO 111 :.>11 lni!UO 19:12 ~i pratic·ano 10 inic•zionl eli 5 c•mc. ci:tS<"Ulll'l Ogtti -l gio~;:ni. La 1(':-:iorn• è i!U:t l'i t :t dop<> ht <tlllt rt:t ini.. zlnne. :\E·s~<utct moclitiC'~tzionc di:' Ila p i(>!atdE> sat Pllit C'. :\on cloJqrP. ::'\on illh lr rnziot;('. ~on fehht>n. ;\'oH :;:tcHllfit ite. LieYe dima:;ti"HI!Wllto. !\nn ,-.j prntl<·:l b1 R. W. J•<·r chè J ':~nwt:thlto uon >-i è pn•:;.ent;:~to 'P"iù. E' l"itOI'll!tt() ho\"('Cè c') OJI() lil g;iotni. )\l"('~('JlOOIC<lo Jl l:t('Cite ('l"Q!>i\"e del ~landt~ C'Oli R. W. +++.
J...Jo Q. S .. di nnni 21. l'ìtilid é sec,.>nthtt·i:t, plllf'('a NO~Ya dello ~roto. Polintlt'll<•JXttin. D:ttn <la :..>() ;tiol"lli. ll "·· + + +. Alnumitt.'l ns..<:t•ntlc'. D:~J ~ g-in~uo nl :!S lu)tlio Hl:1::! &! .pmti<':tno cli P<"i lni.•·r,ioni rl i !i eme. cin><~·nna <>:,'111 3--1 giorni : lll le~iont• è ;.runribt clopo- ll1 ttorr~t ini(':done. ::'\(•><!>tm dolot~. :\nn febbre. Xon stomatitc . Lic,·i~!->imo cHnt(tg r·ament(). Albumina ns.o<•nU>.. R. "·· +-
15·• B. G., w nllui 22. Sililicl(' !l(;'('Oncl:ni>.l . pi:H.'clte mn':'o~ f'N:>e del liibbro l.n ft>t·iorc•. poli:Hl<•BOp:lti:t . Albumilllt HAAt·nte. R . "-"· + + +. Dnl 30 j!lugno al 17 lul!li•~ 1!1:.?:.? si pr·:Hkmto f. iHL?zionì cii 5 ('In<'. o_gn1 :J-4 Jrlorni. Le Jo.c>lonl sono ~m. p:ll':-c' dopt) la qunrta i ·ni{•zion~. :\m1 dol or<'. :'\ùn febhr<'. :"\ou stouml itl?. Xon <limn gr:llltl'llto. All1lllllinn !tXS('l1tf'. n. \\'. + + +. Hi" :\1. F .. eli anni 2->. r:::ifìlidt- ~·('I)JlCl:ni:t. Pln ('("]N'> llHI ('Q'<'! ' lnhiali . rollndenoJl:ttin. D:"ll:111 o (](l Yt'llti g-ior·nl. Albnntlinn us:o:ente. R. "--. + + +. Si pratlc:1no solo :~ i n lr·z ioni eli <'llll'. o_gnl 4 giorni c·hl' non da nn o nl<'tlll dolore nè ~tom~ t i te. V n ru11l:lbt to nou "'l ?! più lll'C'-"<'nlllto.
11o ~1. Y .. di ~111111 ~!R. ~ifilod('l"llt:l Joapnln-tulWl'I'Oktt·e J!l1~1to tl('l terzo inf~r1ore cl<'ll:t ;:::1111b:1 <lt>stt·ll. m rl<:roJ>Oiind<·JlOJ!fltl:t. Xon si è mni :H·corto eli t~\·er <.'Ontratto w .~itilid\·. nè eli nn.••·c nYuto n lt.r~ mHuifN·t:t:r.ioni. Data da circa due anni. R . W. + +. Alht rmì na :l~eHt<'. ])nl 2n mng-g-io :tl 17 lu;.rlio 192'2 si prat1cm1o lZ i!lÌ(' 7.ioni eli 2 t' ;:; <'nw. <·k.c>l(·un:t O)..'lti 3-4 ,:-!orni. LI\ Je~ìoltt~ è g-uaribt dopo ] Il. nunn rni <•:r.iom· . r c'>dclnnmlv pig-rn~·nlnzion('. I R iniezioni h:1uno clnto qu'flsi ~nwre dolot·t•. qu:lldt(• ,·olta :l<'(·c•ntunto. t'nn lir-n• elt•\":tzio ne febbrile . :\ou stomatlte. Non tlintn;::rant<·nto. Alhnrninn n;.~nte. n. W. + + +.
+
n ..
l~<> :\1, di Hlllli ~li. Ya.'< \0 ~ilil<l()~l1ll~l Pll"'"tolo Uk"\>f:\1\1(' j::lrato c1ella r•·::riot'tt> ùttt't·:tiP slnì.-<tra dd C'ol io <' <lt>ll:1 !"JI:tlla. Unt:t da <lue lllllll. Xon si è mni accorta d'an' !' c·ontnttto lu ~irilid1•, nt> di :1\"1'1" ll\"nto nltr(' man ìf('Mnzionl. .A.JbumiM :as;ocont(.). R. \Y . + + +. D11l :!!) 'lll:~g-;:rio :ti 2f) ' htg-lio 19:.?2 ><i pn1tiC'IIlllo Hi inie-zioni ()! 2 f' 5 !"llH·. c·i:l l<(·tlll:l {)g"ni 3--l ;.riornl. La le><lolW )rllll ris<'<' dopo la dt>cimn lnif'· zinne. Qu:~lc·I L.." i ni<,:~.ionc <1;, lì t''"<' dolore. ~o n i.nflltr·nzinne. X o n febbrE>. :Xon st•J· nllltit<>. Li C'v-e cliqlm)rt":lmt>nto . •\lbuminn llsiiente. n. ·w. + +.
+
Dai c·a~o;i <•Npo;;ti, !':i pucì dt>~llmt•re cht> neJla sitili<le prima.ria l'a.zione del hi~m u t o 1'> Rtn t a rapida IH'lla g-uarigione df'lle lesioni iniziali ulcerM<, . I u g-ellt'l'a l<' ho ottPn u t o la d<·a tl'izzazione di dette leE;ioni in due s<'ttimane. Xon bo avuto inn~ce un vanta.ggio a-pprezza.bile nella. ridn-
LA CUllA DELLA SH'ILlDE CO:\' I PREPAf<ATI D r JH:Sl!OT O
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.zione della pleiaùc glcwdoiare st~tcllite e nl'lla t egre:-;sioue degli intiltrati conse<·utivi a manifestazioni del periodo fH'imal'io p ì'e1·ouù:u·io. ~ella sililiùe stcoudaria, le phtcche muc.o:-;c !Sono seou1pursc c.on rapidità, uote,·ole, in media. dopo una. diecina. di giorni e d anthe meuo in {JUa.lche caso. Il sitilode1·ma l'oscolico i> scom p:n·so a.nehe più rapidamente.
Cltimo a dileguarsi è il s.itiJodNW<L papuloso, c he in qualche ·caso l'<!SÌl:;te :t nn m erose iuiezioui. I n uu caso di placche Yegetan ti pel'innali non ho o t te: n u to alcun miglioramt•nto dopo 1:{ iniezioni. In tlll caso di s itiloderma eritcmo-pa.pu-
loso, dopo la seconda, iniezione ho con!3t<Ltato !':pic-eat.a reazione di Herxheimer. ln due casi di sitiliùe secondari::~. tardint l'azione del bismuto ~ stata un po' lenta., ma, abbastanza notevole. La l'eazione ùi Wassermaun Il a ('eduto <llle prime cure iu due cn:-;i ('Ù i n u11 terzo si è solaruent<> a tteuua tn. Degli ammalati in esperimento ne ho rivisti ·soltanto quattro, pochi giorni dopo la. prima tapp~t eurativa ed ho dm-uto con gra,nde sorpre:o.a, tontrari<lmente ;L qu~llo elle hanno affermato altri, noULre in due di <'ssi r ecidiva degli eh•menti pr('!';t'Dtati all'inizio dc>ll<L c m·a e negli a.ltri due l'in:sorgenr.a di placclle ero:si.,·e del glande. Un qui nto iufel'DIO i.' ritornato dopo un mese e si h.t.mentaYa di \:Ontinu<t, iutensa cefa.l ea. In un ~t.ltro infermo, affetto da duplice :;;ifilo:-;dero:si delle tou:-;ille e dn sifiloderma eritemo·pa.puloso del tronco e degli arti, è comparso dopo la <Juindicesima iniezione spiccato sifiloùerma pjgmental'io del eol io. Ho studiato l'elimiuazioue del bismuto ncl1e ul'inc col uwtodo 1li Fresenins e Babo ed ho \·isto comparir<' il bismuto poche ore dovo l'iniezione e persistere per quiudici giorui dopo la cura . Esami aecurati e ri]Jetnti delle uriue in ra.ppot·to a possibili altel'azioni del reuc non mi hmlUo fatto riscontn.t.t·e alcu na, neilnche lien!, :tlbuminuria. In un infermo che all'inizio della, cura pJ·e:-;Puun·a già .u lbuminuria (0,2:> %Q). ho riscontrato c he questa, dlllrante e ùot•v la -cura, non ha snbìto alcun a.ggravamento. ~ella maggior parte degli anamalnti ho os:-;er,·ato d1e lo stato tli 11utrizion<.' si è mnntcmJto hnono ~ ~d in alcuni è miglim·ato. Rolo in · poehis~imi Ilo rilentto diruinn~ionc di pe1=1o, che non h:L supemto il chilogramma. Ji'accio però uotare a questo ptoposito che l e cure sono state pratieu te in estate nel periodo di maggior r:tlclo. Il dolore locale è ~tato in qunlche ca-so a:-;sai viro, ma non l>llperiore a quello cho spesso suole aecad€•t·e con iniezioni eli cnlomelano. Le in iezioni, praticate profondamente nelle m:1sse mus(·olari. Sti n o state in geuer·a.le tollerate abbastanza, hcnP e non ha.nno dato luogo nd inlil traziom• . .Kon ho avuto a~icuu caso di stomntit<·, llf'Hllf'lac di ~t,anplicc pit{men tazio.ne. a.uclle i.n ammalati con llf'Htatu1·a ~uasta, ed a, que!':to propos-ito dcYo dire che bo c·onsigliato agli infermi di fa i'<' uso ft·equente tli eollu tori cou acqnn. ossigena ta. dura n te il pf'riodo ùelh1 cura. Xon ho o~servato aJcun disturbo gastl·o-f'nterklL ln pochi annnnlnti ho nntto p}pyazione fehhT'ilc, piuttosto lie,·e, di bre\·e durata..
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LA CURA DELLA SU'lLIDE CON l PREPARATI Dl BISMUTO
Da, quanto ho 'esposto nf~i 1·iguu.nli ùella• nuom cura dell' infezione si li li ti ca cou i prepara ti di l>it>wu to pos:-;o addiyen ire a Ile segueuti condwsioui: l. I lSali di l>isrnuto lll:'i ca~>i da rnl:' trattati hanno manifestato azione spccilica cu.nu·o Ja sifilide, più o Wt'llo attiva a secondo delle varie mani ft·:-;tazioni. · :!. Contrariamen te però <l quanlf> hauuo a.ffermnto altri, ho osser\'ato dopo pochi giol'lli li<tli<t. prima tappa t;uratim quattro casi di reci·•in: ISU :!3 lUUIIW iati CII l'ati. ;.{. Tali rt>cidi,·e deYOIIO ricbiarncu·e l'att~::nzione per ht loro impor t.wzct , allo scopo ùi edta1·~ dannose illn!Sioni e fadli e ntus iasmi. D'.:tltrn. pat·te, esscnùu passilto solo poc.o tempo dalle prime osserv ;\ZÌ!>llÌ SJH:•r·irueJttali, IIOII .-i può esclutlt·t·c che altl'i futti , auehe di maggiore gn\.\'it:ì, possano sopranenire a maggiore <..li:>tauza <.l i tempo. -L Allo st;ltO attuale <ptinùi 11011 è consigliabile l'uso csdush·o dt:'i pl'ep;u·ati di bismuto nelhl t e•·:tpia metodica d ella sifilide, mtt essi pos· sono <'si'iere te11uti p1·e~e n ti e COlStitui1·e nH ' arma n•mu1ente pt·cziosa nei ca:<i di intollernnza ..: di indifferenza ùt•i JH'PJI<ll'Hti mercuriuli l'Ù arsenobt:>uzolid. Homa , ft>l:hraio 19:.!3. BIJ3LIOGRAFIA. P .I S I '\ 1. (;ioni. l/al . rld le 1//i/lllllir• o; l ' ll(' l'l'(' Il r/f'lla pell e, l!l22. f;;oru. /lui . t/d/i• lllrlfllliic· l'f' IHTf'<' c d ella fJ('I/r•. 1!1::!2. Dt: B;~l.l-~. Tr.• · •.-~·t. Xl li/ f'llllf/l'es.~o ([l/la f-<ur. Ital. tli Dr1111at. e , ' ifl/o[/., l !l:!!. ('. llt '' 'ltt:.l . - PolidiuiNI - Ner. ,,·at icn, 1922. 1-'0l' I!:'- IW \' (:; v t.:>(YI'. - · C. H . .·I Nt lh' m . t/r'·" -"rir IIC'f',~. 1T olt Hhrt- Ht:!1. KI~(-R.II' e L t:I".•IJITJ. C. H. .·I Nuh' m. dr.~ 8cirtwe.•, 30 nu• ~t::lo 19:!1. S.lzln.1c (' L ti',ID I'fl. O. R . .Acotllm. (/ (•.q SC'ii' IICC'8, J o ngosto 1!\21. lTI ' IJf.LO. l hmnt::'l. Hn li t.,IXf: t:n. - · Jtull<•l . ~oc. Ft'IIIIC'. D en11 .. 12 1-,'V"lmaio 1922. •Tt:A:>st' UtF:. C IIEI'ALLJ ut . PmiMcET. Ut~/lrt . t'o~. fi'ratt('. lJrrm. , 1~ g<'nMI<> 1!12::!. ~IA1u t:. F lll'nt'.IDF: . _ l"i or. d e Jléd•·t·i nt• dr l'ari.~, Hl21. B .I L7.1':rt. - ,'-:IJC'. r/1 • /li fJ/Ofli(' , lll f!lio 1!'<.'-'9 . ..:\;:CH ' I.Y , H11/lf'/. StJf'. Fr0/1(' . lJ CTIII., !) ft•hhrnio 1$122. A7.nt: u · . - l'rNI.•r> .llr:rfirnlr~ . 15 ft' bhmio Hl:.'2. RF.trX.IIIIJ . Hr·u.7•f'l/f'R .llr'clica1. 10, nnvr mhl'(' 1921. C~ .lltU: .- ]111 /11•1. ,';o(•. 1-'rrmç, nt '/'111 . , 5\ 0 !!11'7.0 1922 Lutl. T Y..I:\(' 1'· '"~:H ~1 .\X'\ . - llo!lf n t _ .<:ne. /·'rou r·. n rnn .. ~) f(·hhmio )9:!2. E~lt:tr\ c• .\l fliii S . - l'o r;., .ìl f tliNtl, 2 •l kc•mbn:~ 15\::.'2. T'r•t~.<ir·ro J(Niir·n. _ f .v oli 1/ i IJi.•mu lo 111'1/n f'lll'rt tlt·l/o .~ifì/idr> . ~nnalo 192.3. A. H IIJH. Lr. - · Oinru . 11111. ridir llln lrrl li(' -rcn. f'. C1f'll a p ('llf'. l!\22. Th:nxr.. _ Oior. lini . dc/lt• mnlrrllir• l'PII. " rid io fl('l/f', 1M2. FRA:>rt.~c ·H t :>1 P X .11101. ( ' rmt rllm /•1 o/lo .~ l uri io rTr•lln llltorn CII l'Il drIla ~ifilide ,.,,; l'~'~'f"l rrtli t/1 IJismuln . !'tllhi l. lipoJ!t':tlit · > Fo,..-:.a ti · \lil'nno.
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OSPEDALE MIL ITARE P RINCIPALE Di TRIPOLI diretto dal ten. col. m ed:c o L. :\IAZZETTI
NOTE CLINICHE SU 44 CASI DI BUBBONE CLIMATICO per il dott. Alfonso Magliolo, capitano medico.
Di questa forma morbosa, che solo da poco, e pret:isa.mcnte ò.al Ru.t(• nel 1896 è stata oons:deMta com e un'entità a sè, ho, d ur.a;nte i m~ei tre anni e mezzo di permanenza •in Colonia, avuto campo di osserv.a.re 44 casi, che ho ritennto opportu no segnalare, perchè i contributi clùlici, epidem iologici e b atteriologici so no sempre utili per porta.r e u.n po' di !luce su di un processo, che- wme quello, di eu4 ci occupiamo, ha un'etiologia non ancora definita. Il bubborw clirnatico, così chiamato da.llo Scheube, è noto da molto tempo e fu osservato nelle regioni tropicali e sub-tropicali e da medici di marina venne anche riscontrato e oon speciale cura d escr itto su navi da guerra. Sotto questo nome si comprende un'adenite non venerea, per lo pi'ù ingu inale, e per giunta limi tata ad un solo inguine, per la quale l'osservazione .p iù sc:rupolo~:a nofb lascia notare n~gJi arti inferiori e nEl'i genitali la po1·ta di entrata d i un qual;siasi agente ùnfettante. Il maggior numero di casi di tale forma morbosa fu rono risoorutrati e descritti, come abbiamo <letto, su navi da guerra, sul.!e quali a volta si notavano del·l e piccole epid emrie ch e colp.ivano i marina.i wme, ad esempio, <Le-cadde nòl bienn~o 1888-1889 aJla flottiglia tedesca c.;he bloccava le ooste d ello Zanz.ibar , ove t ra i marinai di quel.le navi il Ruge ne <lescrisse 38 CilJSi. Oltre a quesli, var:i a.lllr'i ne furono descritti fra i mrulàtari e gli abitanti dol'la costa ori entale dell'Africa., nel b acino del Mediterrooeo, nella vic.ina Ma:Ua. e perfino in Eu ropa ed in. Inghilterra. I diveJ'Si autori ·c he si oono ()('Ciupati dell'argomento concordano Ml sostener e che il bubbone clim atico attacchi di preferenza i giovani, mai i fanoiulli. Non si conosce la d urata. <iel periodo di incubazione; secondo alcum sar ebbe discretamente lu.ngo. In gencr0, d opo due o tre tgiorni di malessere e di Jeg'g era febbre, l'infermo si lamenta dii un d olore, che si esacerba col C<11Il1liTlino, e che h a sede nel le regioni cru rali o inlguinali, n el le quali l'osservazione lascia 'l·i·Jevare il caratte.ristirp bubbone, che è dolente e non accomp1gnato da linfoangioite. Non si nola tumore di milza. La malattia dura in genere d a pochi g iorni a qualche setLi.marua; la s11lut.c generale rum appare molto sCR:::.sa, anche se l'ammal•aLo è d ebole ed inca:pace al la'Voro. Non mancano, però casi, nei quali oomp·are ben ~esto una. visibile anemia, una depressione notevole delle forze, at.oma .gastrica ed i.nappetena:.a che permane ;per lungo tempo. N~1· 26 casi , che fanno p rurte d eHa statistica di Zii r-Werth, 9 volte &i ebbe rJso.luzione spontanea per regr-essione senza suppurazione, i7 volte
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XOT!: Cl ,ISICI:Lf: S U ·H C.\ :51 Ol l.l ù llllO.'ò E C LD.B TJCO
invece si ebb~ guMig~u<'le con s uppurazione. P erò molLi autori concordano nel notare in linea generale la poca tendenza che ha il bubbone a :r:amrnolli rsi ed a suppurare, tanto che spesso si rende necessaria la est,i-r·pazione del pacco glandolare, che per lungo tempo permane infiammalo e do loro~o. P er quauLo rifleUe !"etiologia, varie sono le opinioni deg-li aut.ori eù anc.ora og~~i non è d·imo~trat.a lu. causa d.e terminant.e del IJubl>on ~ , Lanlo che H Mense, nel suo tratlato delle malattie tropicali, ha tproposLo per quesL0 l'appellativo di pseudu genuino, volendo con ciò indicare " che la sua vera naLu ra d eve essere ancora MCerLa La " . Marti•n, Betlt-and, Sègard , R uber, Boduar, Sm·i.Ll1, Lesueur, Florent, ecc., ritengo no che \.1 bubbone possa essere cons ide raLo una diret!la dipendenza dell'infeZJione mala rioa, per cui essi c.tLiamano questa entità mor· bosa « Aderule pului;lre, bubbone mu.l<Uico, ecc. '' · Lo Skinner, avendo notato un faLLo , che d el r%to è abbastanz-a frequente, dell'insorgenza, ci.oè, del bubbone in .corH:omitam.a. o in seguil!o ad affezioni intest.inah, pensò che vi potesse essere qualche rapporto tra le due forme. MolLi alt ni autori inve<:e, anz i -po~1·emmo dire la I!Tl.aggior parte di essi, come lo rivela la stessa qualifica di climatico da toro data al bubbone, attribuiS<.:ono a ppunto ai fattori cliÌmaLici una •grande importanza. Lo &heube, che appartiene a questo gruppo, ammeLte infatti che tale affezione s ia prodoU.a d.i un agente soonosc.iuto, che egli mett.e in rapporto ai fattori climatici. 11 Rost, ·invece, è di opinione che la malattia abbia un ' origine sessuale e r.itH~ne che essa sia dovuta :1d un microrgan.ismo ospite d ella muwsa vaginale de.ll e donne ind1·g ene . Il Manson ritiene probabile l'ipotesi che il bubbone possa. essere c:ausal!o da u.n qualche virus inLrodoLLo ll.Jèr un'inavvertita lesione cutanea o per il morso di un insetto algli arti inferiori od ai genitali. IJ GanLiie, l' Hew letL ~:·d in ll<1hia ti Ferruro oo il Luna.li ritengono il bubhon& come manifesln.zione pe~Losa.; si t.ratterl:lbbe, cioè di un'infezione pestosa con decorso abortivo, di una varietà di ]Jestis minor. li Ferraro, su 1· inque cas i Cétpila.t.i sotto lu sua osservazione, trovò un coooo-bac illo m orfologi t;amente .assai simile al bac.i llo di Jersin ed i·l Cn.ntli e, fond!lll(IO lr sue ~sl? rv a.z.ioni sul reperto di Hewlett, in cui il ger·m e rinYenuto era pel'fett.ament.e id enbico al baciLlo pestoso, ha, d'accordo col Ferraro, soslcn ul!o l'ip0t.e" i <'!1(~ il bubbone rlima!Jico sia una .forma di JH's tis mi11or. Anche il Luzzali è della stessa opinion e d e i ci tati a ulori avPnd o notato lo sv.iluppo d el bubbone- in coincidenza da ~ pid ~rllJi e ed e-ndt'mi e J>cslose, ond!:' sostiene che se tale entità morbosa non può con sirurezza ancora essere considemta. r ome una forma p t"slosa, s i può rilPnerla rome un i·ndi c.c di peste, un'aJferzione parapeslosa .
••• Entriamo subif.o in argom ento e d opo ave r r<w idamente accennato alla si nlo ma lologia., ch e abbi.amo avut.o oa.rnpo di rilevare durante l'osservazi one e la cura dei noslri 44. (l.mmalati, r·egi~ treremo anche assai ~c h em a ti.c:.a nw nle l e loro storie cli niche, om ettendo lutlo quanw è ad (SSi comune e d escr·it.to qui di seguito.
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H bubbone climatico ins0111ge dopo un peniodo d i incubazione vatio, con malessere generale, cefa;leoa, depressione de lle fot-ze, rachialgia e dolvrj vaganti accompagnati da febbre spes'-'o elevat.a, r.he compar0 quasi sempre c.ontempora.nromente all 'icSC"I'!:fere della tumefa.ziQne di una o più ~ghia:n.dole linfatiche, sia i•ngu:nali che nurali. Ci.rca. la sede, i.n genere non esiste una •grande differenza numer ica lra le fo1·me di ade niti crur-ali e quelle ingu.ilnali. R ispetto all~a l'<'l.zzn., va p;,·, soggetto a tale forma morbosa i.! metropol itano che l'indigeno: nei casi da noi d èscritLi su 44 oolpi ti 29 er·a no militari. na11ional i, gli aJ lri 15 erano as<;.o.lfi i n dig€'ni, fra r.ui 9 eritrei. La. tumefazione glandola1·e iiiSJ rge se-nza c he v~ sia lesione ai gelìlit.ali e s·e nza .lesione di continuo agi i arti inferiori. La sua grandezza va da una ·picoola nocciola fino a quella di 11n'aranc ia. La superfkie è uniforme, liscia e la rnle non è sempre arrossaLa. A ll'intomo del bubbone spesso si stabilisce tutto un tessuto di reazione in:fianHnniOJlia, che cir<.:.onda la. g.l·andola co lpil-a, che, per l'tinfìltraziono edematosa viene a. rendersi meno spo:;ta.bile e quasi immobile. I l dolore (J costante in tutte le forme; è molto più accentuato nei primi giomi della malattia fino a mggiungere un massimo quando la ghiandola è molto tumefatt.a, erl al·lo ra la dolot·.a.bi1ità aumenta aHa più lieve pressione <Iella cute sovr astante. Con l'abbassarsi d ella temperaLura e col t·agredi re d ella ghiandola tumefat ba ee5sa nn~he ·il dolore, ma non completamente, fJ)(;'T(.'hè, anche quando i·l pacchetto ghian<lol<!t·~ è rit.ornato p1·essochè nonmale, s i nota una. sen.<;ibiHlà maggiorE' delle ghi.an'dole che sono state sede del processo morboso rispetto a quelle. dell'altro lato. H bubbone ha consistenza dura all'i·n izio della malattia, regrediscf\ il pi'ù spesso senza suppurazione ed l!nche quando esso accenna a fl uidificarsi spesso si riassorbe e gua.r!s;.·e senza intervento c.hirnrgico. La. febbre ha de('orso va:nio, alle volle raggi11nge i 40", e &i méùntiene tale da t r e a c.inque giorni per poi di.mi.nui re e sconùpa.rj.re del tutto dal setbimo al decimo giorno. In alt.ri casi, e sono i più, la temperatura si mantiene tra i :i8°-·3 9' gradi CE'ntigradi, l.al'altra invece manca del tutto . A volta essa è preeeduta da un brivicio li ove, tal'altra da brivndo intenso, come nelle forme di un'inr ez i•)n~. acuta, e decresce contemporaneamente con 'la diminuzione del volum€ <iel bubbone. La febbre .può anche mancare, e.ct infa!l.i nei casi da nei o~::t: rvat.i un quarto d! essi (Q: 44) ebbero un. decorso afebbrile. La forma adi na.mica è ra.ri ~sima. La lingua è quas i sempre pittinosa, l'addome mt>teorico e l'a.h·o è im':lgoJare. fl respiro diventa ftW(Uent.e durant.e i primi giorni d e lla ma]aUiia. La milza non è aumentata di volume; solo lre volte. abbiamo noIalo tumore di milza e di ques li tre casi due !Wese.nlavano dis tm·bi inle<:>liio~~a ~i d:i notevole intensità . Accanto a casi lioYi con inleg1•ilà del scnsorio ed a;;senza mwrari di r eazione ter.m.ioa .abbiamo avuto casi. che si presentantno con àspeLLo molto grave ed in cui aa forma morbosa raggiungeva il grado di una ~vera !"cLbicemia e la s intomato lotiia. r ifl clteYa pPrfeLlamenl,c il C[lHtciJ·o cliniro d el p cstoso. L'infermo senza coscienza., in deli rio , presentava una J1rostruzione di forze, dis:utria e bar.colktmentD come nella peste-. 11 - Oiomale di nv.diclna miWGre. -
F~<EC. lY.
l l):!
A carico del sistema nervoso non si not.a.no in .genere disturbi degni d i nota. In linea generale i nostri ammalati hanno potuto, alla loro usci ta dall'Os pedale, I~i prt:: ndere servizio, ma ·non sono f11an cati dei casi Dt'Ì quali, per quanto la forma del bubbone avesse avuto breve durata, pure a questa è rf:s iduaLa asle!J.ia pr!)fonda e cospicua anemia, tanto da r endere necessario il loro inn.io in licenza d i conva loscenza. Ne·lle ur ine, lranne nei c-asi grav i, in cui si rinvengono trac-ce di albumina, in tut~i gli altri 11011 si t·ilevano dati patologici . P er quel che riguarda la durat.a de l processo morboso esso comporta una d egenza os pedaliera, che nei nostr-i crasi è stata in medtia di 27 giorni con un minimo di una settimana (casi n . 43 e 44) ed un ·rn.assimo di 9'2 giorni (caso n . 18) . • Pr~ mes~o ciò, ('.()'111<e abbi·amo d<.~lo, noi dare mo u n elenco dei nostri 44 casi, illu~lru.ndoli con de.lle brev i note dinichc, omettendo in esse di accennare a quei sinto mi e he sono comunj a tutti i nostri a.mnlc.tlali e dt: i quali abbi<tJno fallo cen·11o in questo b1·eve c~witolo d ella sint.omatologia. I n tutti i casi, non uno escluso, .abbiamo eseguilo ricerche balterioJogic.h<', che in: al cuni d i essi furono 1·ipelute più volte sullo stesso individuo. Di tali l'licert· he parleremo dopo dì aYer esposto le storie c1ini clle ue i casi capitati sotto la nosti·a. osoorvazìane. STORIE CLl;';'lCllE. C fl$0 11. 1. Sol<ln to B . Ore><te, d('.! la C\)IlltJlo:l l!llia ~ll<!!'isten7.a : v i ene rico"~·~ra t~ 1'11 a)!oHo 1:11!). D<l due Jtlor:nt lln cefnlea e ft•bbre. 1'\<>s;uru:t ~l'Ione <:-•u taueo ngli
;n·ri Ìttft·riOI'Ì <'(l :1l ~<?lll~ill. Alla 1'('-j.!ÌolllE:' N'UI':ti(' d c:>t1·u )>l'P~IIUI \llla gltuldoùl in· ~o:mSS<J ta. dum . dol<'Jltl', ,'l('JJ7..11 ~rntte1i illtìan•u•nt<>t' i lo,·all. La febb re ~'l. n.l 5"' ;.:iomo. L' tHI(>uiOO si 1 i<J,n('(! leutilment.e fi.uo n st'Qllli>Hrit·c del t.ntto dOflO dil?d giuro L \ 'it>ne <limes,;o gtuu·ito Il 21. dello &tc.\'000 m~e. C'rum 11. :!. - S<llù<~ I O M . Sill\·atot>e , 1\e l 300 <~tv:illw.:;.:C'ri P l!l('·rmo. Hi<:O\'t!r.nto Il 13 a):<)~to l!IHl. Ila tt>lllJ><.'J'lìtum <'ll'vata (il!IO) e pn•»<•nlcl un'mlt>nite et·urale dAr<~. ~l':><,..'tll t pr('(·C'(Ieutc VCilt'lW. :\1:111<.-.'t ogn.i iltf~v;;i<>lW t'Utlllli.'U 1W.J I'a.rto i n f<·I'Ì"l'e. Il bul>l:x1111' è chn·o. d o lt>nte l ' ra;;l!iUJll!e In 1n1'11Hic·7.7SI c! i 1111:t m :t n<·h::rln. I ...n t<'IUJWI'H tnr·:1 c·ade a l :1• giorno. La ~,.:l:llrdoln si ria~rh_• t!' l'intfermo \'k•ne di me:;;...,., )!11:1 t·it~ il :!t; <i{'llù ,((•,.:...;() lll(':S('. ('o.<o "· ;t - 1'ol(lato Dc G. Orf•><t<'. d<:>ll:l c-ontJ !ol~"'l<ia dr ~Jnit>). U k~) YI"J~JIQ in il :..'ti a)!o:<ro J Hl !1. 'l'l•m !lf'l'.t tu n r di,.xT~ofll tll<'lltt' Plt'\'Ht::l. Condi?.lon i g-eueral1 buom•. :'\t'~:-11 \l ll h•!"Ì\>ne Mdi arti inft•rinri t~tl n i l!l'llit~Jli. l'n•X(>ntn alla rt>J:iOnt> inl-'1 lÌ n a it' si 11 i:<t.J a UIl;l l! b •lt< io la i ll,!:'l'c.'<:,;;l U1 {tUra (.' do li.•li tt• <t Uu 1H~$Slon'<". l.u t'Ili e è t'< l<• nt;tt<J"<:l e tl1 t'<l lnrito nornw le:>. Ln f~'hht·t~ "i 'IUll lltiPn<' ••l,•\':tl:<t n Ila. ,..."('1':1. !1:1 rujl7~'l · è :1 H~ll('llt:J t: l dj \"0 111111!' (' l'in fc· J'IllO IJi•(·ll~l (J,iSJ\1 rbl H ('li I'Ìl'O cllf/ l h !IJO ga>- tr()-ell~ J'Ìt.'f), L'inft•t·m o \·h ·n~· diuw~o J.wnrito il ~ .,..,lt('l~u·hre Hll!-1. ""'P<~ l a le
('fi!<O 11 . 4. T.:·rwut.... l ' . "\'iN">I;l. ;l" .'lfJU:Hh·mw incli~o:PJt i f'rO\ie n <:' 1lall u Ciren:t i\'.J.. D :t clì<'f·l ;:ì0111i :H'I'\1~1 1lo lori all'inJ.,"\JÌ TI< ~<inh.1:.J '(>. \'leone J'it'O\'('J'llto in <l.>'l)'le<lnl<• il :!H :J!!:< WtO l!IJ!), ~.., ....,,1 11:1 m: ilatlill \'<'11<' 1'''1 Ìll ltlt<'. ui> JIIX'::.t·ll~:l !<·~ion i <N ronti11110 alla <'Itri' tk~rl i arti iuft·ri••ri C'ltt• JK>s.o;;;tno ><P\·:.::ll"t' l'in>«>!'!{,"(' d~·ll'acit'nHe. Lot ff'bbr-e non :SIIIl(>ta l ::~··.;:; n<>i rwillli _c.:lortti.: J.Oi ~<·mttpart' 1l el tnlw. l.':ttknil<', <:be rng~iuro~re !:1 l!ran<l<~;;za di 1111 un,·o di h>I<Hllho . (• •Il <·•>us;st<'ll'l~<J. <hu·:t. non fiut.tu:111te e molto dol.,nte all:r p:llpa7.Ì<JJJ<•. lx N >t"'Q tll>l'JJ J;t l€'. Al t;•> g-lo.H110 l' ~td<'nit<' dh'('Jlta fluttu:mte. f'('r C"tl i
l:'Ì '!Jldtf(' >ll!IJI:tlllll'lltl' ; fiHII'i(',;(•t• •!llll< tlt•t!..-<11. ):i:lllll>tl·o. IIIÌ"t(J ~l l'llll;.:ll l' . :.\h•lli:·:irUI':I <"On gm'7..;t iodofOI'Ink-.t. \"iffie dLme.."-o 11 giorno H "''ttembJ~ cvntioun·ndo la c:urn t•l 0011110;
Caso n. G.- Soldato C. UiOWlllltU.i, d~l120 autoparò:>. Viene l'Ìl'(l\'1::1':-tto il Jo Sl'L ~n bi'(· l!ll!l ~1er a<lt'nite i'II~Jitt<ale dcstm. Ctmtll:r..loni gt••tera Il bno11 ~ . ~!lSùJ'iO lì· bero. ~(:'s,.·uoa le.-doue Yisiobil"' alLa. <:·ute degli :11·ti inft•tiori \'il agli organi. g<'n.ltalJ ("S\RIJ'IIÌ. .\ll'b~:;·uine siuh-1.ro JJre~nt~l UJtu ~hi:ludol:t •lt-lla ;:Talldt>:t.7~1 di un uo\'o di P~IUJtu. d1U'1t e JHX:O 1Juttnunte. 'l'eru,peratur:\ l l<ll'lll!lh~. Al 'JIIinto gim110 la llutrua ~i<\UI' :Hm•entlt ed il i -~·tt. nmbre ,.;i i·ll<"ide il bnhlx>n(• HIIIJ>Ì:llllt:'HW. 1... 1 klll])H:tturn Ni Hbi)}l''..->:1: ht feritn nt
rilu~arglnmult•sì ~l
il 1;, • •: tt~· mbll' l!I J!J J'.uf,·nuo Ylt>tW ùi-
111\'>'tVJ l!II:H·ito.
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('a.wJ 11. li.- :.\Illl· iua ~o .\1. Cntull<>. R . .llarina. Hi\'11\'!!l".l l O il .J :s<'ltt!UliH't• I!IHI rer u Wl t unw(11ziollf" HIla t'lo•gione 1nl:rt.l irutle <i(.>.:;; t l'H. ha febbre ele,<lota (3!JO ,S). C n te c1eo,:'Li ar;U iut\w iorJ f'SI"nte <h"\ o~Jù l~ionl': Hi gen-itHLi Jllllb1 •Il obblt>tt!Yo. Alla re. gione illl!ll in;ll:'f' <l N• t l'Il prR:;enta uu~t ).!la ndol:l j n~·~J:I..:H tH. Il.\' l w l'l'H nd~%htl ,11 uua n~:mdorlu, lllOlto dnm e dok:11te nlln prl':<><iton~. !:'l;lt•> g1:ne.h 11e buono. Ln temt.oera· tur:t non $Upern j :J8o. Al settimo giol'uv l':uleitlte ~ ("O:lllplebtmente fluttruunte. SI 1tidt· <>~;i dà f'i'ito a pu~ mil>.1:0 H ~lll{nl(>. :\kdi<-ntur:~ t~m g11.r-/~~ i'>dofol1IIi<'a. Il gioruo l2 ~ nmnif<~->gtano fatti catarr<di d e i br<:.JJ~·hi c tli~tlll'bi inte.-.tiuali. per eul k'\ febbre . "l Dlll ~tt:i.•ne elevnt:t alla l:lt'"fll . L'n<~nitt• inoi:--.1 si d<~ttJ'i7,za :ll :!00 :;iurno. L'j mfenno vietw d .~·ul!'~> !,'1lll rito i l oO <l<' !In ste><;·o meN<".
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( 'liSO 11. 7. -Soldato Di P . Ghtt~lUIO. del J:.><> nutopat"('(). Rl<.'()Y't:'t'tlto l'S S(>ttembre 1!119 jl{'l' adE"'n:tte lngu~t~t'-" ,~,,tr:a. Ln \f'llltwr:lturn mggiun~ i :~"o. ~e~<rnna. IH<I<>J•f' <·utnuen agli urti inf.<>riori: Hi 1-'l' nitali nu.Jln •Il ohbi('ttivo. Alla regione lngulnale dt•,.,trn si not:1 tlll:l pl~indc g(11l~lim-e dura. o<<>n ruoito dvl..: nte. ~la1H~l ogni mrntU>n• in.t:lamu~;ttnrì<~ t>:l (.>l,."lli tn;:( o;:iH di lilt,fwt!tgioitc. Flutttu.~i<llr<' ;t:;.'Of'nte. Il bwbbone Hl ~<> g-iurllH l'l'.f..''H'<li>'l.'' lt•nham<.>nb€' c la febbre scompare nl 7° giorno. Viene d i Ili<'>""<> ;,."'lH l'i t o M :?t t ~·ttem bre 1!11 !) •
('n.~ o lk ~ - ~.t. !a t o ~. <; IO\'lllloll•l. Il<' lht <'(nlloJ'lll)!':lia >-11><'1> t<'nr.a. R i ('(l\'{' l'Il iu Q-!.1led:lle :.1 1:! !'l(' ttenal'.r(' 1!11!1 ])('r SHl!('nite ('11tt'llle l'lini>-1.rn. H;t f~·bbre <ùt tre giorni (-(! h~l tl< l'l·ato ('OlltNi tpv:, wc:Hnente una t\JJllled'Jizion.e nJia n11l.iee delhi\ <.'(l!"Ciu. Nes. ~una inf.<·r.ione veJV"TI'a: mnt\('n O)nl'i k\<;lone cut:~nt-.:t a~ll nrtl 11\f(.•rlorl. :';tato geuentk' .J i,..<•n•to. Il bnbbuHt.> cnu·:ll<.> è duro e <lvl<'ntt'. nut IJ(IJl è fluttuante , n è Jll"'!.,.''IIU f;ttti lnlium;rn.utori U(·uti. I..n ft bbr.e <':t dt> n l :io J);iomo e l'adl'lnitf'. Jlllr <.'()n&•t·,·ando IHt:l <'i•rtn llnr~a..ia. t> Lllt>IlO llolentoE" e nwnu ingr<>>l>':tt't. Dopo una ;:.etl!iwana ."{'()ID· l-'l! re del t11tto. L':llntn.:llatn YiU I(' <tim(:':o~>;O il 24 >-<"tt<'IIIOI~ l!Jl!J. ca~o Il. 9. 8olllnto T>. L. (liol'loHJ.(I(I, dt•lln {'tiOII lll j..'llÌH !'<U;!<....i!<t'eDZll. Entra IIE"U' o.~rl(>(ùlle il :r2 fo:i:"tt€fll .il:;J-.' HllU. E' nmmn!Ht.ò <111 dltl' ~io1-nj ('()Il f~·hbrr (:'ievat~. radtinlgln e <'<'falea. Da it>t·J lm notnt" 1111.:1 gh i:a·n~ l ukl inl!on.wtn nlln m:.don.:> <'nn-:llf' (lp:qm. '!'11-r~:=:!ll.l'll lf'>'i<HH' ,,h·i iJillt> :li ~·· uitnll n l itl la t·Htl' <l~;di qtrt i i.nfr ol'iori. A lln rt>gioru!l crurale dt'Mr:t lH't~~nt<t 1tllll ;.:h la n do la d<'!In gro;..'l'('Z7..a fl I un uovo tlt gnllima. dkllentis.'ii!nm :Jlla ·p~slt>ll('. Non ,.-1 n o w fluttunzione. n è trn ( ·C(! dì !iufoan)!iolte. JAI ten~tJX'rllhtn·a t-kYatn (-ICI" l {!Jnu><orgf'•"-" rlel buhhi>w,•. m<l<' <le i tutto o l ;:;o ~riOJLl(). A C'11riro <le;::li O.' J:rflll.l inlNni IIUIII'-:1 o~ui rilii'\'O pat.olo;..:i<'O. Il bubbone t•rur~lle dimJnui!S(·e di J!'.l'lllltl•v/...::1 e di dolo rahilili•. liuo n 1·::1>ooorbir>'i c-onl] Mt;tnaente. Vi.f>n(' (IJn•f·>~> gutlr-ill> Il fi ottobrf' lfll!l.
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f'II RIJ Il. 1 C'nof.O J'Jl](' T. :\In ;;_.:: j Ili i), tlt' lln (•omp:tpùa ~"ll~'-'io.tc>ll7.:l . IrovPrH to In 0..""J'll"dn i(' l'l <Yttt)bre UIJ!I Jtt>l' ntl~ ·ni ~~· <'1'11l'nlt• tl<'l':trfl. Ln tiiJll(•f:tzi<>llf' è <'Oillf!o:lN<a ~M:.P giorn l fn. i a<·f-<YillJ~t gtw t;1 <In lluiiP>'-<'('rt> J!'~ H<•rn l~ e fehhre t ~so l. """l"'lllll INno ne (1.ttii·Ttl.'a de~ l h 11t'tl linf<'riori '('l d t> i ~l:'nit:tll. J..' ao:~n ite rn~-:giun.r<· la )!I':IIHII'..:7~~ <Il mm m.-la . I~ cute~ nn p<> :li'I'OS>' •tn. nwn•·:a J)('rò ogni tr:H'<·i:t d i Jiu.fo>:lll'-!;.,!tl'. li bub1:-c>ne ~di C'OIISÌ"'tl'lll'~l tlllOlle t>llflstiNI.. 11\0it •l d<lh!lltP it ll:l J)lllpnl.IOII{' l' l'nn ] Ì('\'(' flutt U117JOnt' 111 C'eub·o1. Tn(•il'll<me 11 ! t()o J.!Ì"I'liO t()fl fnnri n;«·it~t di IIH!< tl" li:<O. .s:-i;llla >-'tro. M~c'll tu~:t I.'On :!'flrzn, io<lMomli<·n. Vi~>ne <linws."' ili 29 ottoure J!llfl gul'lrito.
C•t .• o '' · U. ~oldnto G. Giuiif' J>!l('. d~> l 120 .'uttOI)Ilrt'(). Vie n(> ri c-ov~>Mto H ·1 otrnbr<' 1~1111 ~ '('l' :Hl~· lli1e ÌIII!U i ual~ t10<tm. ="' "'"'ltna lt-sinut> nl);li liJ·l'.i iot'(•riuri ed
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llòOTEl Cf, I:\ICHE SC +t C.\SI DI BUBilOSt: CLB1AT1CO
ni geniblll. E' I!Jtiretti<'O. ('on<lìr.ioni g;•twt'itbi buone. Il bubhom• raggiuu~e la gran. de<w-.'l di un3 gi'Q<S..~ ll(lee avellMla, d1 rouslstle'uza molle elaruru e non ,molto dole-nte. Mancano i CiÙ-utteli di uru.1 in.fia.uunmr.ioue acuta sumnu·ativa d~ll'a<l~?nite e per <t mmto la cute 9ia eòcmato.<;a f: t.Pl<ll. n011 ;~i notano tmc<:e d i lì.ufo~lllgioit<>. A.l de<'! m<> 1,dorno il bnbbon~ tliJ\"<'Jtùt flutttt:llltc. 11 giorno StH.-<.'è~iYo la lluldi1kMdnut.> a omenta al punto che l'adenite i'li npa-e ·'~llOIIt:tue-nlltt>nt<! dnmute la nottx>. Si aJL:trgn la f(•rttn e si rtìt t-<~ito n tms llll)lto n >':l·ague. :\lf'tlit<ntum <•ou gnr1-a lodoforwl<11 t> r irll . tl'l7.7'..11~.th•ue <leliJt f<>.rìta dopo l~ g~J(wni. Yit>ne dhtst><>'O gn:11ito il 28 ottobrt> 1\llH.
caso Il. 12. - Sold~to v. Dolt\eai<:o , <!.el :!• nttiglil(>J'Ì:l lllOllt:lgn.n. Rkvn>ru il 'i ottobN 1!llll. E' nmmal.tto da 5 giorni oou f cbbi'-' (;ltiO.il) 111-ec<'<l trta da brividi. ::'llon pres.'nùt JesioM t'1.1b:tnro ngli arti J:.n;feriorl e non h~;~ )wec~~entl v.e nerei. Ba un bubbone alla tx>gione OI'tll'ale .-iui...-;t·ro, d e lia grande:~.z.~ (li un uovo di gallina, ùuro, Uta non motto do.lofilltE'. coon(lizioni geuernll bnont>. T...;;t f(•bbrc cuùe al 7° giorno. Il bu·lr bone s1 va l'Ì~t.-<".'()J"tw ndo mnn m;mo e dop•) l~ giorni l'inf<> rmo \'i,{'Jte- <tlme..":l.•O gul} rlth . . oa.so ti. 13. - Soldato M. Cnrlo. deJ l()<> Hl't. forte:r.7.!\ . En t ro in O.~le<.la le il 111 ot· tobre 1919 ili u·u o stato grave J)E'r ~~~l(>ni.t(' cnm1le Rlni~<tra. ~on, presenta Je•.,ionK! di eortn. sia a un ~ute d<>~! li nìt.i infe riori ehe agli or~aui gl'1.tlt:l li. Ba fel>bt-e Plm·nm (400.2) e deUrio. L'a~t.to è di UJt ><etticemiro. Alla ~lon<~ crurale <iriuistm ,p re~nn.'llll una glnud()Ja .ÌI]i!t'()~"l\ta. dur<.l. dol t>.nle <'Ou cute sovrao>tante c<lemato.<;H, aiT()IS. ·sata, po<.'O tlnttntJ:nte. La f~bbt-e ,c:;j •IH<MtÙE>ne nltn ,pet· i pri mi qu.ntti'O gtonJI, poi va diminuendo lino a SC'Olll[)ll.l'ire a l sNU•·e..'li.OJo gioruo. L'lnfN'IUO rlncqu ist:t la ro~J.enza dopo Il !)• giorno, Dunm~ bn, ,nJot lat.ritl h!l HvutQ t\11111)1''' di m i l7.':1 t> tli>'tlll'bl n carico df.'l tubo .gnstroent,ertoo. L'ad~woo- si t'ia~"<>t'be leutru.uenbe fi no u :;;comparire sen7.J1 ftkuu Jiln,w,:vento dtirutl-:ko. Vi•t"ut.> dhmr.«,:o Il G di('('WbJ-e 1910. Caso n. H. - ('apnml<' L. Vht("('!IV..c), cl('l 242'> f:1nt t>ria. Entt·atn il l~ ottobn- 1919 per ach?'nite ('11U'J lx> dl'>-<tm. C<>l'!Mem:n IJ)rt'.~ntx•. T E'm Jx>.mtni1\ :mo. l'\e.•;sl.UIH lesioue YiSlblle :1gli artl JTJ'<!l'ÌHrl, UOUI lui ill'<'<:e<k •nlti \'PO('J'ei.. f..a ~bÌt\1\tlohu Cl'll!'n le è IU1ÌC:l, ènra, e molto <lo lente. ~tnto ~H~ mie ~m V<'. T.a f('bbl'!' C'<"'''~l al :'i• ~lot•no. C~mpa_ ) i ono fl1 t ti CH t~Lrrllll ai ))ronchi, al $.0 ttimO ;.: iOl'IlO W ('<>lld<izì-olri genern U UJì,gliom Il(), 1':1deulte sì ridu r·<'. T/I.Jtfcrmo Ylt• n<> dimi~'V Il 3 di<:(~lllhl"\" Hll!l. Ca,so ti. 15. - Soldnto N. R os;;n rio, d<'ll:t 10i~ C'<,lllfl<lltllÌII -tnlitrngUntJ·Ict. F}n.tf'a In Qspt>fla le Il 13 ottnbrf' 1919 f><'I' :HI'<'Jllt<' <!l'Ul1\ le (1<.->'l:ro,. E ' malato da Ci·nque ~orui con fE>bbr.t> e u ol o1 L dlffu~l ltl!li :11ti . ::\<,\•·mn fii'\.>t'l'de nte moTbo';<'l tkl!no fii JH>ta . soJa. mentE> si r)i''>'f'n·st \111>1 llt>vE' tJnrn ~tuhittt•I·iea dt•l w sclel'e. Alla n.ogion<> rrurnle de::.<tr:.1 pres...-uw un bubbon.e voltullÌI.IIX."<> duro, <lolent~, <.'OU lu p E."lle sovrn st~nte Nk"ll1:1tosa. Senso1·io il1~1'0. TAl febbre <liminui.<oc'e leTht..omPJntc tino n ~m~ 11 1~ aJl'llo giomo. J ..a tinta !'<ubl'lt.e-t·i(~1 ~x•lltliJ'III'! <-Qnt: 'l.HJ){)I':lll(>'l •m"'n'tt> 31 c:'\S.Sa re della febbre . La glandola in;.:o rguta, che !-le1llbrnva vole";jC fond<•I-.<i :t.! <'l:'ntro. ~i rln sS~wbe lentam~nb>. J.,'tnfermo vi('ue dim~"() ~t:trito ' •l 17 dkt>mh1"{> 1!1]!).
f)oso tl. Hi. - Sokl:tto ~. Tl:ltl'<lt>lf>. tlt'lla Jfi7G t'Om]mg:Jhl mib-n~lieoct. Entrato U 14 ottobre 1019 per ad.f>n.it.e ln;;uin ;tle l'<ini;.otra. &>usorio integro. 'l'etiJQI('ratlwa ;JSo, 5, ne...~ un..'! IC'l'<·i<m(> d I contiJmO. !>i:l n gol i Ot1!:t n i ~J1i t.a lJi che sulla cute degli fitti luferlòri. Jl buhbont' :111..'1 l'•'!!i on<• i•n ;min~t le I':l~l!'illll):,"t' b1 pt-and<•z7.a d i unn Jt.uuu.lorln. òl.U'a e dolent.e. ~1\'ii l!iom:· .'< IJ<~x>-"'"ivi div,()!llta meno doleute e più molle, mnn runno che la temperntura dÌIIIl i l llti•'J<'e. \'!l'n<' rlhnel""'' li 14 un,·t,!.lt~ln' l!II !l COUl1>1l•tautentc g~w~rito. ('n.••• 11. 17. - ~<Jltlnt•J S. Xi roh1 . d<'l 2<> 1?\'nio. Yi('lt<' IIÌ<'I:>\'eL·ato il Hì ottob1·e 1019. Am!n1alnto da -l gìomi l:leU7>~l pro.-cdt-llti'lll<JI'f'I<)Si rh•gni di uotn.. Non J}re~ntn alcu,na l~one, si.'1 ai g-enitali che 11.1l:t CHI(-' (\(•;::oli arti intfuriori. A c·cu~a ln.vooe dolore acutiSsimo n Ila l'P;!'ionl' <'11Jralc f"i ni.-tr<J, du\'(• .-<i n otn \lll hnhllOn(' dtn·o e molto d o lente. cou t>d<'llon tl<'ll:t ent-:-> x<l \' 11l!"l~lnt·<" i-l! lll;r,n ~int onli tl i linf<,:JIIJ!',ioite. '1'\l>lm.J)()rutnJ'Il ::t.~<> A('('IIM •'f'f:ll~ i' ttrn><t l'li ;r. i<' Il<" ,:{<'Ile t':l le. Ln f<'hht~· >li uta n t il· n~ al t a P<'t' 5 ~i<> rni. poi <k<1h ' H ' e )('lllltlll llllt<• j >. 1' .«(ilm,p:ll' ÌT'~ :\( 1(\<) giorno. f~l tl l lll(> f :J7.iOile del bubbone (1('CI'ùSC'C .~;ra<hwlm('nte. Yiene tllml(' ~ ~umito il 7 um·<'mhre 1010. r'nw1 n. l fi. - \1UJt<)r.l((' ll . l':tolo, rl!•lla l"C7.ÌOI1(' t':tdit)t<•l\';tl'llfin:J .. l:Urov<>rllto j ) lG ott:.ol>rc J[J tll. ;H'l•>'(•ntn ~u:tenite ~:ru J·ale ,;:;ini,-tr:.1. D a qu~ttro gomi h:1 fel>b1-e ele-
:-llml CLZ..'I TCJI E SU ·H CAS I DI lll'UB0;-<1:: CUMA'tlCO
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1'1\ta (~•) ed alla r t",:ione Cl'Uil"<ll<- J:>inl,.trn gli è <.'Qlll~mroo 'IU"Ii buboou.e tlledla ~an.. <lezza ùi una ·mnllflorln. ~es:mna l e-.<;ione cut.<tnea agli rurti e venerea ai genita li. La tnme.fnzione glandolare P. rnolt() cloleJll'~. llliutc'tl ogn:J: tn.tecta di lhltfOOJl!,10ite. La !ebbre end(' rorupletSHuente lll quinto giorno d:-'1 suo ricovero In Ospedale. N u lJa à ~rico dt·:!ll vl'ganl iutel'Ui. l/adellite cnrrn l·e al 2fto g·i ot1lo è lluttuaut~. ro.SS(l e lut•id:L L a t~rn p~ t'il ttu·:1 hn el~vn zloui \'(' r ro S(:'r:L Il 2u Tlf,>embre :::i inddx- il b u bbone e si dà e.~lto a ·p us grallo, den.~. con sangnf>. :\Jetlicatura CQn gnr-.ta iodoformlcn. Viene diul!!-..;<;o gua rito ti 14 genunlo 1920. ( ' fl.<(). 11, 1.9. Serj!'E'nte P . I. ulgi, tlleJ 242<> ~mt:erln. Vilme rii..'Q\'(•r·a t o il li olt•r bre l!ll!l <'On ff>lJ.bl1(> t'l<'vaU! (:)!)o) p('r adeni te in;::-uln:lle sinistra . .Ke~~'1lllu lP,..i<>ne vlsibil<> alla cute dt';.:-li :ll'U. ~nlln 11i geThitllll. 11 bubllO•Je. (\•'lin gra n\l.(''l,zll <11 un uovo eU ga.l liM , è ùuro ~ dol<'nte: n nelle Il t('ssuto periglandolare è intiltTnto e l.u <.1lte sovTa!>tante :<i prt>~ntn eùcmnW&l. Coscien'l-'l Pl'~:se>Jtte, decor!:iO ù€1111 m•tl:Htia r~ola.re. J..a febbre <'nde n l 4° gi<)rno. L'nùenitc YU mo lto l e.ntnmentc riil-"-"'I'h<.lll· 1losi e );('QHJifliJre sol o dopo 1m •lllt~~. \' i('ne lJ.im<>.<:J...~ guarito H 11 dice<mbre 1010. ·
( ' fl ·q'' 11. 20. Cnpornle :\I. Gnsr,.ne. <lRI c'ttnpo n\'htziùae. Yif'nc ric·oY<' l'ntc• i1 22 ott<>bl~ l!ll!J J'lCl' tm'adcnlt~ ln~:"ul!Ja le ;Juistm. E' mnmalnto òn t J·p ;;:iorni. 1\on J>~!lt3 lf';.ioni nlln c u te ll(i!'U nt1i i n'l'e"r iori t'd nl genit,tli. Il buboone iu~;u.in.ale di ronsi>:tenr.o::l n1olle <'llt~1;lcn, .~nw <'llrattori inJìnmmnto11 IOOt li. m~hmge la g.mntlt->\1..:; di :m u o vo •li )!fllliun. SI J·i:l;>.«<n'bf> dop() lKWhi givrni. D(-K'Q t')'<l ùelln m.'llatti6 rc~olm-e. \'!('ne dlntt'"s<J ~lutrito Il i no,~allhre J!lJ!I.
C(].<() 11. :.U.- A-"'(~n·i G:tbt•è T t"l'Ff(l, tl,,· l 1° hatl:l)!liOil<' F.rlt t'('(). ll i<'O\'I'rato il 21 ottobre lUl!l. E' nm!lln ln·t o da qn~ttro zlmmd: JW~ntn nn'nrlc'llite alla regjone cnr.rn le destrr... Non si nota nlcnnn lt>Sio~ <li c-..nti nuo 11J,rlL arti inf<'t'iori. 11è !cf-lione nkuna agli organi genitali. T em])emturn (~9°.4) . Stato J.."enemle buono. L'a<lPnite è di cousi·
steJW.a dura e circondata da i.n1iltruzlone t•ll Pmat<rAA, molto rloiPntt• 11lla )J(l tp:tz ione. L a fe-bbre "'?Ssa n l .J 0 giorno, l'lldenitt' \':l rill "'"'"·IJI•wiN'-1 ~Jtcln mn tw ~ l'iuf.N•no \'i<· uE> ,]inll(·s~o gnar i t o ùopo ven!Ji g!or n1 .
caso n. 22. - llarnettin Idris, <lw ] 0 bn ttn~~ione El'itt'f'O. AmmaLato dn dlte j:'im·ni ~ .st:tto rl ro,·~1·ato il 2'2 ott<>brc l!Wl. :\'OJl. ~i not.'t n l cn nu !('::tione agli nrti in~ ferloni ed al genitaLi. Allit rc)! ionc lnguino-cntra h.• ùc::;tr'il .prc.c;entn nn',t<lenit~ inI!To.,..;;;atlt , durn e <lolenUs;:tlmst. Tl'lllO>eratunt 3!)o,.J: cond i zio ui gener:tli di~CJ'~·tl": <·o-"'."ll:'n1"' t Jll't'f<\.'llll'. ! .;t ff'biJl·e ('('"""'' ·aJ ::i• ;.:-ionlO. !\( ~·~tma ('(1J1lpll(·n:r.i<•n<>. L'ndt•nite si ri!t~lrbe Jen tulll('Hte ~ l'inf('l'JllO viene dl tu!f;,."<> :.•uarl to 1'8 noY<•mh re UHH. ('fl ~t)
Il. 23. -
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n{'l'll:UilO d<: l kt ('()JOql:tg1ll.i:t tclCl'il<lio. Entra in O,.,jl('.
d:1 le il 23 ottohre J!.ll9. E' ammalato da 5 giorni ron febbre a lt.n HOO). i nsorta contf>JIIJ>()t·nnf>otwent<' nlln t'OmJY.l t"$.'1 <li nn bul.l u>tl<' :11la regjcmc Cl'tbJ'1t le siuil'trn. Al l!f':mt n li t>i<tl'rn l ('d :li!'IJ nt·ti ilt f<>ri ot1 Jle"'-'11 Wt INdo nc <li su rt:1. Alla t~inu(' ingui n :t iP. fli ni,....tnl uun g-landol a inl!l'O>::~tt.1 rag-trlnnl!\' la l!'m,.,:t•z7..it <li tm limonr . dtJ('OnòHtn tlt ph·c·o l~ ~tl:lllò<ll<' Hll<'h'e;o"C' Lntllt.t'flt<'. C ut.e )'<I\T:H<L1 1lt'E' !(',Z!tl'l'lllE'IlU> nrro;;:.«.'l t~l, <>rll'llt:t toi\:J e t{~:t. La mil7-tl è n nnh•n:ta tit <ti v olnmi'. A enrico rli!-~li 11ltt·i or:.:~11d unita di .n•ltE'\'olc. La tcm))('ratnm ùeoN>'-'('<' r.ei pJ.Uni tre !tÌ()l1li c I!><'O tnlllll'e del t u tto al :;o J!'ÌoJ·nn. ('Qnt<'U\(lOI'<llll'll lm."'tt~ 1,-'C'Q ill~llll"~ il bnb1>•'111~. Yk·ne dim<..,"-"0 ~"l..lHito il :i non \.1!•hl'E' Hfl!l. ('tl8() n. 24. ~l~ÒJ't to :\1.. D nnwni<'o. (ft'lln lOi'i rornp,'IJ!nia mitrHI!Iillt.J·icl. \'i(•ne rl('OYE'mto il lO nm·Nn bt'f' 1H1!l. Xon crwE\~1ltn ia1 atto nè ttl<'" t'i. nè lesioni cutnm~ !>in n ì t:(•nitnli <'h<' nl!'li at1;1 iuf. l'iol'i. A lla rt>f!iou~i1t;...'1hinalc dE'Stra "i nota un'adt~uit~ ti(-ll;t ;!J'lltUI<'7.7~·~ lli unn U<)('dOln. durn. tlol<•ntt'. 'l'<'lllt~J-:t tnm alta r .tno), JH'('('Pdllt..'l d: t ht'P\'f' bri\·itlo. La fE'ù bre Ct'~'l a l (io ~inrJ.Jo. L· ili f<'mto J>l"C»'Hta la ,:,~tolllll to. loe:ift Ili 1111 fM;>"''t'l"'>. L a r.i<'<' r<·n battl'rilll o;:!lt'fl <ld b . <li .Jersin vi<:~JW ri)1<'t.n ta d opo ."!!'ti<' giorni pu~ ron risu l tl:ltl} Tl<'J!:tth·o. Il ?:i tl<)Wfllbr c Hllfl ~ inc·id~ l'ncl<'nitl! c·omJ •'~ t>~m•·.nw fl uthtll JJtf' : fno1·1 ~' pu;: e >~ tlli=J!f'. r..a i<'bhre ~ ,<;('OilLJ al';"'ll . I..n fe· rlt:1 "' \'ll rleUJJl('tHio lll ~?mnula~ioni bu01w e si C'Ì<'itl.rl:r.7.a l f'ntnn:t>Hte. Vic>n~ tlim-.'l'<SO ~ m r.it~l 1\1 H gennaio 1920. ' ·
(''' ·~ ' 1 11 · :!:;, -
StJ!d.:lt.o V. l'tnb\'fl·to. d1·l :;o ~!><-<•inlP . E' llllllll;l l :t tn cllll lil llO\ 't'llt· bre .1019. D a tre gi()nU ha notato 1m bulob(lue a ll'in~,ine <lt•s.tro. t~>ntpf>rnturu :\!~·!1.
:'iOlC CI.I:"ICJIE: !';{' ·H C.\l:ìl 01 IWIIIIO:-IE CLUtATICO
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('o.<.~· Ì\'Il7,a ohuul>ì bt<~ . ><lato >'<'!>O l'O>'() , ><ea>O<>I'ìo ot l'u.....l. L'11<le nile ìnguiuule ùt..,.tl~t è d\ITa e d<>lt•nt<' . .:-;,m ~l J"i~'l)ntra n~.<::..11na )(':-:ioue d i <:outinuo :t11d>ì :tl"ti Ìllft~I"Ì<li'Ì ~ al genlt:tl'i (>l.~ti'I'Uì. Al <turu1o ~im·no c·:HI<• l:t f<•bo:·<>: l'infi.'J1HO mi;rllorn e ù.t glandola iugOI'I!'J ttu <lìuliJuli,wP (li l"'"l~"·;;!om· t> tlh·,•nta Jllt'll'' L".·n fino a St'(llllpari.re ù~l tutto d <,JIO iÙ g'Ìòl'llÌ (ti d~g'E'!l7AI•.
r•a..,, "·:m. - ~!dato F. Ylu<.·<'n7..A"I. dd :!t:! fant,•J·ht. V ie ne ri<'OI"<'ratfl il 1:; n<r vemhre J!ll !I ·JJeT :tde uitt' ln;rttin;~le ;.IJ~i»tm. Antulalato tla 1;; gìol"ll1. ApireUico. Ì'\ffi· 1>1lllfl Jt>si<me >tJ!ll <trii Ln f'c~r·io ri <'tl nl l!<•nitali o ..:t<>J·ni. Pre!<(>nt.<t •t•ll' ingulne sin.i;-"tro una tmu<·fll:r.:~Hie, <l• 11.:1 J!l'lllld<':t.7o~t di Ull uo1·o tli ~·lllina SJ)(),,.,1.'1bile . ool eute. JIQU tlu ttunn~. (.ondiY.ionu .Z<'Il<'mlì btJon·>. L'adt>uil<' 1<-"l!l"(.'(] i~:e UJ<}ltt• leutnmenlt· e St·t>lnpal'e addirittura <I<~J 'O t;::; ;:iomi. Vì<'n e dirue~ )!twrito <il -l ti<bbr:rlo J!.J:.'H.
c.
C!t-•o 11. :!7. - ~nldnt .. <;il>l·a r~ui. tlvlla J(Jj;:i <vmpa,znia mitraglieri. Yi ('lle l'ÌI'OYerato il 1:1 nol·t· mbrt• Wl!J. 'l'I.'UJ!J!.'I"ntum :l-'l0 , :!. <"<lll<Jir.iOJli genera-li huon.e. !'\er:;sun .Pl"\~'<"<kll te Yl'lWl't'O.•\Ila -rf';::iOué CI11J'Hic• <lt•l$1 r:J ·llòt:tsi tul;l gl!rmdola ingor;;:-abl, df'l l;t 1!1':1 n!le:r.:r.a d l 1111:1 nw·11dorla dm·:t l' doh•11t1• :t Ila pa lp:tzion~. Jkl f<'bbre d i.LLinul~e l l••rll..an;~·utt> e f.•t~><"-1 n l S<•tùmo giomn. All;l r<';.::iou<· <o~UI'lll'€1 s iui,·tra a l t •·J-;.o giorno <~H n t ~l l 'P 1111 'a l tra ·!)Ì\T(IIa l;!hi ndoltt tnuwra tt:t. A uchc j n (!U('>:to alSO " i('ue 1"i<pp:-tnta al !:('ttimo :;iorn<1 h1 rk-.:n::l «Lt>l ~H"iìl{l <'li .lt>r.-:i:.l <-ou ri~ultato n~tiYo. Il bt riJI)()II<' S<.VIIIJ•:II'e Il Jjo ;.:-ionh>. L' inferm') Yit·ue tlill ll·'"><• gmwito il ;1n n .,nm.
-
bre J919.
( 'a1w 11. :!:-.. ·- AS<·ari 0(':-<\il Telli1. dt.>l 1° bal ll:l,zlione EJ·itreo. 1: il"<JI·emto il 14 nm·e1ulw€' l!li!l. 1·:· Hllllll:lht lu 11>1 11:::- ~i<Jl'lti <~m ft•bbrr- alta, <·<•f nlt'n ·• <ìolnri v:t;.:ant i. T enq)('r:tt.lvr:\ ;{!JO :\~•:-:;:una !('.<;ion~· <l,t:li !trLi infe-riori <~l :1i g>!'-n itall. Alla rlègiune crnraw d~:;tnt pn·><enta l l ll"<t<l('nill~ ll<'lln gnm\1\'z:r.:t di nn no1·o <l i c<)I<Ym.OO, cou <'lltE' ed c• 111:t to-<:1, m a ~~·117.: t o·a (1 ~ <U tl.afo:t ng-ioì t.;· . J..a H•m l'l'l • H 11r:1 fii u; a n l h ·ut• m o i to, alta fino ~l ;;o ,::-iorno e poi :t\llllf'rt ~l lino n 1":11!.'1-!'inn;l'l' l'e i .JtJO,;.. 11 l'i" lltll't'lllhre l":tmru:tl;tt\1 ~i 11;!')!'1':1\"ll . }:· •II:Kllto Jll'ONI~tlo . St'lll'tllill OtllJ!'() ; l>Ub('tl."('Ìt'lli'R. J'<)l..-.,, fi'NJHI.'lltf'. ?\<.• 11:1 notte lw :n·uh1 '"''lliit(>. G~i '"'!l~nn" pmtknt$' iuil'zioni ù i "ÌI:'l"O
anti,.,-t!'"'l't<><'< ><·<·it'{> (:.~)t)(> unit:ìl. I.n tA"lltJ I(>I':IbiJ'" il ;;:-i•ll'llO '>1.1<~'1\'o <Jl,:;t~·ml't' r:~pi dunwlttt• da H!Jo.:! :1 :m•. 11 lmhbune din•ntll flntllr(l.nh• t.' .,..j rqwe ~pont:'tllt-:lill'l' llte. ì\led.ien t. n l'il gi•H-nr.l l iCi-1-:.1 <<>n )!Il nn i•HLofoJ·m i<<l. L"j~ 1 r.. n1.10, molto <l..Jwl e e dt'!P<'rito. VÌ('Ib? dilllt''l.<;t) il :.'t; tli<"l'JI11rt~ l!ll!L ('11-~fl n. :!Y. ~oldalv '1'. Hi~tg- io. d e l :!-12 fant(' I"Ul. Yi('IIE' ri<-o1~rMo il 1(1 Jl()Yelllbl'(' UJ1!). E ' tl tll:IIU:I iato <la Il g-io>nJ.i ('<lJl fl'hlll~ :tLI<I c:l!JO). G~i è ('OIDjl:ll~l (]:l l l't' gi<>l"lli un buohon(' nll'in,l!uin(' fl<':-<t.ro . .:\t'"''ll'na lc,-<ioJie ngli Arti ln.f~l·iori ed :i,gli Ol'g:l!ti .l ;'f'nit:tli tL<"t('rni. !';ot:1:,;i nll:t n·~iou.(' inJ..'11ÌJwle utul gl:ln.tlo!..'l lngms,;;tt<l, dura t! IILQ itll flolentP. AIL1 rei-:iou.e iu!.!'uirml~ ,.,:<Jii,..tra J>l't''*'ntft 'llll altro ing-ori!O l!hiau<loi:JJ"<', m eno ÌH'onmt:r.ial<> <l•'l <lt""tJ•<). Ln f<·' hhl>t' <·;'""'1 ù<>Jlo t1~ ~i omì. Il hubb<)lll' dli>tniuuìS<--e d.i volume. ma titoli•> h.~ut;IJllt'll!e. \' it'lll' t1im0.--:..-o g u n1ito d<}J)O 4\) gim1li
di d i"I!<'D 7.U. (:fi.SO 11.
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i\1<(~11·1 C'hP!'t'IIINiiu T"oltl<'nehiQ I.
flt-1 Jo hatttll!lione J.]ritJ"l:'O. En-
tmto il 21 liO\'('mbre l!ll!J p er atlcuit\' e J·urale ,..inli><t.m . E" apLI"t'ttico. Pl"('l<t('nta nna piecola pi:1g-u Hlla faeda {'~ IA· rna tiPIIIl l!:tllllJa <l<';;;l'.J":l. ~1""'-'nUI:l lesione ùi <.'Ont.lnuo s', l"ii(•\"H :ll!":n·tH in ft>riuJ'C d1 sini>•t.t':l. Ì'\1'~'1111 J>r('l •, ~ IP !H~ 1·en('J.W. 11 buhboae ~llla 'I"(''I!'ÌOII\' C'l'lll'll l.t• sitti,.tnt t~t)!)!'illlll!t" l: t _g-t~lntlez7~t di una n•IC(·i<)Ja. IWK'O doleute. di <:Ol~<"<i>':~J IW mol~ eln~tk:J . .:\on kl"''i:r O>,•l!'n·nre fa1tl intìnmlllctlori loc~1U. Yit':tf' di me!ol"<> gmuito 11 30 novembre Hl.I'J.
Ca.•o 11. m. -
Al<t(•fi,J1 H nmn<lan E!t•pnl. !11 ·l li0 l:mt.i:t~li<>JIC• T. ìb:<'o. \"iene rkon~ra!A) i l 2".! IHI\"AI hr:' 1!11!1 JX'I" :td t•ttil•· ITnra:(• siH i··t··a . E" :tpir<.'tti("H. :'\t>:<.~ltlltt lt'. slon<' ~j:!'Ji a.rlli illfer iori <><l ai J:<•Pitnli. J."inj.\'uJ !).O ~lan :lnl:ln.> th>lla 1'\w,::-iOJil' (;J'Ura le l:'ÌJt Ì!';tJ·:I è l':IJ )Jil~"~-' llt"tn <l<l 111111 g-ilt l~><!nlu in~r"""~lt:l. <'ir·<·ondllta d~1 piCC"'li ingor. gh i ghìan<iolnri :JJI'intorn•l. l 'ondizloui J-"f' IH ·r:lli bnmw. D1•c·o~ \lE>Un mal:ttlia rej:!'Oian•: >«•lo al quarto 1-!'ioruo " i :-<<)!lll :H'\."t)IIIJ"II!"IWti <lisLurhi :1 <"<ll'Ì('O (l('! tubo gao;h·o<'nlt>ri<.,l c;ln \" flllr:t" c,- <l i:tl'l' <':J. l. ':lt ~•. l'itP ><<·ou:J IIIJ'I" <'vpo llil>t· l ;ri•~<nti. Yi<>ne tliJU('os...'-'0 ~-:ua:iio il:; <lh't•u,htl• 1!11:1.
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Xl)( l: C'J.I:-Jc: llt,: SI" ~l C".\ S I
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Ul"I:BOSt; C U~I.\TH"O
167
c a ~o u•• 32. Soltlato D. F. GIUSl'PI'lC del :..><> jr('ll i o - l:.i(l" COllll l:l~mla . Y ieJW riC"V\~r:lto iu os..'-lE'rva7JOo.e JJ 2:~ nov<'!uJ;bt'<l 191!) Pt'r tul"ll<l.t>ni w inguiu:lil· ùe><tm. E" a.nrn~~Uiato d.a un giorno con ft'<bbre altu {40o). An•usa nwhi:tl>:iu ~ <'O.·I'a lt•:t inU'Il..,..L 11 bllbi.>Oue gli è <.~m 1x~l"~1 c~ntemJilOrancnult>llto.> all"iniz.'o <h·lla f•• blore :\on ;.i no· tnno t,e..;;!oni c-utanee dt>gll arti in.fc ri<\11; al geuiltnli t>~h·ntl nt',.."lilma Lt >'i~>r.e \"h;i iJile. P•·~nt:• ulia ~1o~W inguin:1le <~<;tra una j.:"liwd r1k1 !n_g;:~'"'"~'t.n. f·he r~ •l";:-iungt> l:1 grwùc:z?.a di uru1 mandorla, d11ra e dolCJI ~. IAt h'mt><'rHtt:m .~i tuanti<:<nt al~1 fiJtO al 5o giorno, poi• C1Hift impt·o•visnm('ub(>. L"ìnftormo è .iubcost·i~.·nte; .~usorio ot.tt•-~•>. s tt 1to sop<)I'OO>. T/inferm<) è molto aboottut.o t•tl ha l'u~>ì)E'tto di un .settice.Jl.IIÌ('O )!11lYisslmo, t~u1to d a .wrnlmne affetto eùl ' ">;<te. li<Jtn l'lnl))OPI:a nzu d el cnl:lO, veng<>no t·ipetutc le r icm·choe hatteriolo~kbc 1 rf..,uituti ;,>OnO ><t:tti ~mp1~ -nE~~.'Iltld. t'Omprt>M riuoeulm:ioc.c ·nella eaxin. J/iugo r")!·o gbian<lob~<~·e 1 ~11nnne l'lei' llll <~t·to tt•m1JO e se.Jll hra ehe n rc~uni 11 ll.a nuttua?.ione, mu lXIi ,.,, ~1wh1 t:tm('nte ritt>-JS()I'b<•JL(l<>si liuo a lo{"<>tnpaJ·ire del tutto. (::\ell.n cultura non ,.;i "'ii•J s\·iluppa ti cl w eoe<:h l). Lo ,;t<~ t o A'? ne m le uriglioru 1€-utwnw.Jil.<' e \"Ìl'Ul' d.i mE'..,.;o 11 li dll1ffilibl:e 1919.
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('lt.~o "· :.!:l. ~JdMo F. Ambrogio, <Ie lla C"Oilll l:1,:.'11.ln su:-1.«istt>nz.'l. Yil• l~o? \ "él'tll() Ìlt \)SS(T\'1\ li.ÌOIH' l'le i' IIU':tflt-Ui tl• ("l"ll11'ile ìJ :!li 11<>\.l'llllii·E' ]lll!J. :\l''-'Sllllll I.J"U("(:};t
ùi !\•><ioni n~ ll 11 rti ukf~ri01~i. L"u<l:e<11 it :' i• dtum. t\" d" lt•n te <' 111g;:i u n:,re la ;.:•·a i1Ùe7.:r.:: di nu:1 m:wclot·!n. ~··m ,;i n o tnuo "'' 'gli i •li lhtf•x• n;.:iuitc. Lu febbre JtOn t- mvito e ll'Ynt~l l'·t"(:'S~ al Qlw.rto ~iorno.Ln mHZta. è numcntatu di voltun1e e l'JJafermo bn lli:un•:1 colltimM ron. tra<.-ce dl AAugue n,ellie fec i. In :-x•gnito !>i h :lllJiil {'i<.'VIl7,i<mi H·t·nrirlte allu $!'1'U e Il derorso <t:>Un 'UUILuttl a ha t ut.ti i r-~nmlu•ri di u•u• ft-hl)l't' n ti~JO tlfoid~'(). L"»ch·nit(' .!'l'ompnrE' dopo 11111° ~iorno. Cn, ~t.'l\"t' dt•,Jl(·r·i·nH•uto or;." ltll k<J t d una fot·mn llt'l.ltll lU an;:utift. \ Ti>!'<Jw dtiw~::.ti10 gu~n·ito 11 -1 g<'JUJ~JJo 1!)1!1. ('a.qo 11. lH. - A s<'m ·i Sollman Ut>n llel;.:ns.wn. clei ii0 J,IIJico. J.;ntrn all'0>1*"daiE' il 1° !!<' llll:1io 1!!'20 ))('l' H:l{'nitc: l n~Jlnal(' dt>stra >'ONJ>etro. W u1:1lato tln tluP giomi <'OU t~'bbJ.<e E'h: va ta (8!)0) e dolore all".iJII!Uine d<•;:;tro: »eusm·io iJJ.t.t>~r<). :\,..,,.,1.1lut <!:l(lln:;r;!one cl! ron.tbÌuo o Je.<otonc di ~1111 ll;:-lì :lt"tf htf•·•·ln ri. Non Pl'~'lltu all~t':t.imti Yt>· ll('l"{"e. nè nltt"ù lesioni ~t>n flt:tll. All'lugninc dN:t.i'O si nota unu gL:'• ndoùt 111;::m'"''''l'-'1. dt-Jia ;!1":11)(1\•7.:r.-1 (),j Ullll lllHI!dOI"lH, di (OJI)<i~it"riZH duru '.' llllli tn <ÌO)I;\IltE'. J.r.l ft•bloi"!' C\'.•l.·•n al 5° giomo. L'udenite divl( Ht;1 flu ttt:nnt.;· do11o 10 ;.:i•~mi: ~~ inei<lc <' :<i clit ~sito n pus. l\I'E'dlcttturn cou J!llJ"7..n l<Xloformi(~l. ~i dim<·ttì.• ;:.."'t~lrito il ~ ;:.."'11D:l Ì<l l !l2U. Ca8o 11. :m. - AsC'ni11 Rubaker B<>n t"mvnrk, cl ei 1° Libieo. Yl~ne rlco,·el\'lto 11 2'2 fel>lmdtl 1920. E' ammalato òa tre ~tonti eou febbi'C nlbt C40<>J . :\on ha anni 11\uto ul<.'\'l'i :\l pled!l eil ai genltnli, nè ~lltre ~<'s.ioul :llin eutc dPgolì iLI'ti intt' r iori. :-iella t'E'gione ingninale ~,l,stm •IH'C'~n lla wM glilndola 111gv r;::nta , d~JL<1 g•~N1Ù('7.7.ll di nw1 gro~"tt noc'E', di C'Oll.'>istem·~• •m•Oilf' ek>:<tl <~l. tluttu~llltf> nl ('(>llti'O, 1fnlenti><inu1 albt pnlpo:r.lo ne. CnN' soprnsumte ~IK:'mtttosa e ple in d.~~ ~riHn<loloar-e \"idniore iu::ro rgata. C'o..c:h•Jl'l..ll J!l"t'"*nte. roto.<U7.1DI1i )..~ll>l"l"lll! buone. IA.I fe bbre Hl 5° giorno <X'S>~l. Viene diut<"'"'-l glliul!.to l'l apri~ J9!!0. ('f/ .k ' ' · ::\ti. .'\!'<'n t·l -~J•t<">~h<:r)!h i R .\:-<'mit, tlei 9<> Eritreo. Yl cu c ri<-<•Ye mto i l l ::l ma 17A J!t:!ll per adeJ1ite luguin.'lie df'l.'<t!"~l ~"1'\E'tta. N 1 >U p~nt:1 J.ro::ioni ()(:Jin l)('lio!.> <l,t<glt 11rt1 inferior1. nè b.1t .pt-eccdt~nti. ,-e n&('J. E' apirettlt·o. Alln t•·'l!ione ingu inillt> rle,otm pre!:>E'n tn unn ~lil ndo ltl no t<•vohnwnt.f' ilr~r<l"-":1 t n, d l C'Oil.'>IJ.-.-temr~t ò ur:1. J'l)()!le dn.sti<.,, iP dol~ntl.<:,::ima Hllil JlHipuzlonE'. l ..n <'llt.e SO\"l"ll"'t4lllt(> è ('('t<>m::to::<:l. !>l'll7.:l w r ò <'ar:ltteli infì:lllUIIiltori e.<.if>n,J; ùe<~.)l'-"0 <l••lln nwhJll.:·• reg-<11:11"~·. Il bubbone òiu1 i1uti~C'E' l<>nbttt~nte .:·i ,·o hmw e f<{"Onlf\l'l'l:' cl<>po Hl gi<~rni. \' i(':Jc· tlilu C's!-:0 gu:1ril,o 11 :~ lllllt'7A> H)20.
ca.~l) ti. 37.- AS<11l"i ArobJ H~·n Moh>l lllt><l. Ò(>l ~o <:(JIIMitone • l"è jiHI"t() P<'11QSlto.
Yì<•u•~ I"Ì("OY<;•rn1o U 13 ntat'7..0 l11:ll J'I''T' 1Ulm1ite in)!llinal!;! :->lnh;tm in!<Ot"I)J ("inque )! iot·ni fn. p~ubt da b rh·i<l.i ro atcomt)flgn.atl!J. da febbr(' (:~!~<>,:n. :\on :ti not.'lllo ie-<tionl ~tgll urti inferio ri. nulla 111 ~,_..J,Jtnli. J1 bubboli" :111:1 t"\'~1<)11(' .iu~uill :tl<' !-<inislr>l è di C<>ll>'i.-;ten7.a durn ~ Ili<~ lt() ù<·lt-u.l;(! ~1Jln (~ lllft ?.i< me. I..n t.'!J1~(K'rn tu nl ùi JII ÌJ1U isce 111 ?i0 :;!'lomo e soompare_ <l::-1 tutto tl/)JIO 7 ~-lom.i .. Ln ~lllnòobJ ing<)~nta dimiuuis<:e
letlta m .... n te à1 volun~ ool ce~11·e delln ft' bbre. \"len<> ti in!Jf~ l'l' 1'1qwlll' 1!1:!1.
;>;OTC Cl.l~lCHE SI;
lUS C<"-~O
n. :Jl;. -
-H CA~l DI f>t! llllO~F. CLUfATlCO
Sol<lJlto G. Gio,·aunl, dt'l 2<> battaglioue Yoloutarl 1tnllani,
aa.
~~•UlJoagnin. V·i~e rlo.:ovorato iJ 1.5 runrzo l!J:U Pl' l' ltlùt!Ilite lngui~ ::;ilt.h;tra. ~ou pt"e~ota LE>simli dl sorta, sia alla cute d<'gli arti lltfertort cbe agli orga111 i ~tal.i (•stet·ni. Da 111 g"i'orni (a 'l':u11nto) Ila nol}tta mlil tum:e.famone all'inguine sin.i~o1:ro, H ('C0nt(~tgnata da febbre. AlJ' ntto del suo ricovero è nph~ttioo. Presenta \t·na hrmef:l;-;ione all'iu_g-ulne sinistro, di cousi;;t<,Dr.Jt ruol!le te.Ln.stica. Al t:rente~o'imo giorno l':ulenit<: din•nt'-1 tiu ttunnte. Si lJwide e si ùù t'Sito u pus misto n ~ngue. )led~catu rn
iodoformicn. Vi('ue òhnesso, gom·ito, il 20 aprile 1921.
"
ca.•u 11. ;}!~ . - 1:\><t~ll'j Andilgadlr AJlJUIIII'. dt>Jlll <)(;IIOla allie\'d 7.oWJttÌÈ'. Vitene rico\'el'atO li 2J a•Pt'iiE' 1\J::!l JlN adenite c1·um l.e sini:-ltt·a. E' nmnmùlto <l•1 dnque giorni. Nessuua t t·n <:dll di l i!.Uonl! <:utanen ngll arti l·u ferio11h e .Lesioni ai genltall. l' r~nta alla regione etu t·:tle sinistra un ing-ol'):!'O, <lella gt•;Jnder..r.a di un uovo di t~Jl<1ltlibo, r:oco <lol<~nte e di con.<;i::itenza 10.1'0 1\e elustiea. Ln f;.'bbt·e non Ì! molto elenlta <' c.·essa al ; o ~ionto. J;JtdN~cirte si va ri<t>wvr!Je-Jn1o lt.>tltatn>eJ.Jte e SC'OIDJlnt-e dopo il 16° glot-no. Yleu.e dime•..,.o :,'1.mrlto U 10 mag-$!'10 Hl:!l. oaso· 11. ~0. - A "'<':l li Al.<'ll"Uliò Z-t•gni{>, del l i0 ll>Htugllon.e ~l isto. Entra irn O"'..)edale per aden.lte et·ut<tlc :;inistra . H:l febbre da t.t-e giorni (;!\)0). E' molto abbattute> ._. 1>1~1.r:~ t o. :-.-cs.-.,•nmt tnw<.l!~t di bt~ioue di -"'rta ag Il a:~·ti Infe riori ~l n i genl tJ:1lL AUu r~;.:-ion"!' c·rnrnle .-:iuistn1 préS<' nla, un iJJ.;!Orgo di una ghlndol<l. eh<> rnggiunge l<l gralldC~-"-" \li una !l'I"O»"'<l noco. C.::u bo? ~\'l'J\Stun t~ e<k•JUJtlOSfl, ma .-;enza ca ratt.en intiammatot·i. ·nè .si rilt•,·Hno trae<-e ùi lillfoa!l1;i•>lte. L::t fel>bre <-.Hle n l -to giorno. L'Adeniti! si rla~lSOrl>e kntauwnte tino~ tX:omva.rire Jn t\1t.to dopo l;) giorni. Viene
<lilli~s.w guarito H 2.J giugno Ut21.
·
Caso''· -u.- ..-\...<>c·tt·l·i Uitaù :\c-ga:;..-;è, d~1 J So battaglione .mj,:;to. \'iene ri<-ovemto 11 2'2 1,rlngno 1921 JW.l' Hth>uite ill.g"ninnle <l<>stm. l·}' npit't'ttioo; col>(::~~.•t1Zil ~>resente. :>;on l.m lesioni a cm·ioo delle l."ute, <kgli nrti Inferiori e drM g€-.nltn1L ~terni. Alla regione in~'1tl.ru.tle tle;;tra pro.'>ellt.'l un bubbone deLlll g1111tt!rex:r.n di un uovo tll gallinn, d<ll'O alla pressione e molto doloroso. Orgamrl. inwrn•l.ss.Il!i. N(>SSUJl distmilO a rm·ic-o <!el tubo ;.:a.stro-entet~ro. L'ad<>nite IO<>on•N~re lreutnmente fino n rin·&!'OrbÌJ'Sl. \'if•tw dinH'-'-'!>0 gnnrito iJ J3 luglio 1!!21. C1H0 11. 4~.- A-scari :.'\tnretliè Dcrsè, del18° lmttaglio~ El1treo.
Viene l'ircov~rato
11 2-1 giugno J9:.11. E' arummlato & 4 giorni 0011 f(•bbt't'. I\~lf.•'trllil l ef'ione C"tttMlea agli 11 rt i htfél'i<ori. ~In nen ogni rlllt"''o 11 carl<.-o d~,:"lli• orgn n i genLtall. Alrin,"Uine destro pt~;,;enm un'adeniLC inl!'l"O"'~tta. della groutl(·r.~.n <U una noce, ron cute t.>~leu11atosa
dlta·a f' doll•nt~>. T..a ff'bl>t"(> rndf' a l no giorno. Il bubbone 1.>omincin H .pre~ntll re nna t1uttnnr.iotlt' al J=•• giomo. 11 13 l ng-lio ~ lnd<lf' l'ndenlte e si r.nffn con garza iodotonnien. \' ienè tilHWH>'O l,."tt;uìto il 2 ngo!lto 1021.
Ca.~o n. -t3. - A!'."<:<HI ll1nbt1Jl' R ea Salem, <1.:•1 Go battnglion<> Lihit:o. l{i(-()n•rato il G :wri l<> H12'~ J:Pl' n<lt>nite r .111ml:e (lf.:'skn. La t<>rll.t*'rattLNI raggiwtge l :~~u. Xe.~\Jna l<'"i"n~ <:nt:ll iPH HJ!Ii Hrti Juferiot·i. :\ulln di òbbi~lf.tivo ai genltnli t>~-k•rnL Alla radice delut <.'O s<1a desti'!!, r egione ant•..,ro-interna, ::;i nota una tumefaz-ione del volu..ID.~ di un tlo,·o di 1.mllina. ricopt~rta di ente :tn'O~Ltn <' <·a.ldn. duro e dolenta Fluttu.a;done a ><i->ente. Ln feubre !«.''lllrpare ~ 1 3° g-ionto d'é'l suo rieov~ro. I/:tùenlte rcg,retlisec e ~·om·pare a i 7° giorno. Vi!E'ne -d imesso guarito U 12 a!priJe 1922.
Caso n. 44. - .ASCilt'i B erinm Gnbr\·. 1k'l l'io battaglìone 111ìo.;to. Yicne ri<'O,·<•rato 11 fi :qwil~ 1!1:!:! ·JI'('r nn;1 ptl-<.'0111 ~•-rl<·nite <'l'ltrnle de>-tra. B' n,pirettiC'o. N<..'SS!llla le!'i()uc Hl!il nrti inf.,tiot·i: <><.f 111i genitali. Alla radic-e <l<• Ila coscia d.e,.t.m anh•ro-illWrrul t<l palJ~I u.na I•ÌA.'\'(•Ia g-hiaJldoln alluu~;mta . tlut~l. iJldOlt>nte, <'<>n cute .soYl':l$tnntR. di <'(lloN> llt>rltNllf' ed lldE'I"(•nte. L'a•l~ nitl' regr('(li~ e St:Orupare del t u tto ~J Nesto g!oruo. \'ien~ d lot!'NlO guurito il gi<mlo 11 ~q1rile 1922.
In lutti J cas i, ·Che abbiamo pa~s.al.o rapidamenle in rassegna, a.bLiamo sempre praticata l a puntura d ell'adenilc d el l'inferm.o che Yeniva
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inviato come sos petto, perchè, come abbiamo accennato, si era in perjodo di epidemia pestosa. Estratto del lli()uido dral bubbone , med:iant.e l'aspirazione con lina siringa sterilizzata, liquido che nel massimo numero tiei casi era. commisto a sangue, abbiamo eseguito degJi strisci per la riterca cJ:i.~tta de1 baeillo di Jersin, previa fissazion e in alcool oon bleu di m-etilene .alcalino (LOffier ) d'ilu1ito e col rimanente materiale, allungato in brooo nut ritivo, abbiamo insemenz;ato un tubo di brodo, d ue di algar ed esegui:ta l'inoculazione sollo-c.utanea lin una cavia. 'l'utLi i r epertri. furono negativi .all'infuori di qu elli dei r·asi 5, 28 e 82. Nei due primi c.a.si si è avut.a. fluidificazione del·la g hiandola, nel terzo caso invece il processo infiammatorio è 1andato man m a:.no regredendo fino alla guarigione. In tutti e !tre i casi il rep erto batteriologico, s ia sugli strisci dùretti che .n ei terreni di n.utr•izione, è stato positivo per i pi<lgenti . P er la Yerità. dobbiamo dire che nel caso n. 28 si è avul.o un reper·to positivo solo alla 2a pur.tura del la ghiandola eseguita aJ quinto g iorno del riwvero dell'iJ1d'ermo neLl'Ospedale, quando cioè la flu id ifÌ('.azione era già evidente. Nell'a.<;r.ari Dest.à T ellà (caso n. 28) lo s viluippo ne i ler1·cni di nutrizi<lne di c~h~ riuni.ti i•n corte oalene, mi dooisero a praticare all'ammaLato iniezioni di siero antisbrept.ococcioo, che eb.b e per effetto di abbassare r apidamente la le-mpc.ratura. I n quesL'aS('illri l'ad enite si aprì spontanearncnte ; al.lm~;;·at.fl .Urt'lJJ>ia m enle lo. ferita, s i asportò una porzione del1a ghiandola colpjta ed un 'altra ghiandoletta d ell a grandezz-a di un fagiolo che s i presE>ntttva an(: h 'c:: :o n i nfia m m.a.!a e circondala da nn tessu liJ el i reazione pcriglanrto!'él.re. · U n 'altra ghiandola, coi medesimi caratW.I"i in.flammalol·i , fu estirpata nell'~n.fermo c.li oui al caso n. 38, in cui, avvenut.al-a ftuidi ca.z.iqn.e , al 30° giorno, venne inr.:s') il bubbone g ià fluttuan te, e si ectrasse anche in quesLo una pice<lla ghi.andola della grandena di un tece . f.A>. ricerche batteriolog~he furono nn questo caso assoluta-mente n egative. Per •le ricerche istologir he dunqm: ucn 110 mai pruticato le Pnuc,lea.tioni preeoci de! le gh:af"{.l ole ingor~ale . 1: ~·me ror:.~itgli:a il Luzzali a sropo c urativo. Mi sono sen·ito del materiale c he il oaso mi avéva fornit.o nei due illlfermi desoritli al n. 28 e 38. Le due ghiandole estir·p·ate erano ttotevoJmente dure ed a.l!a sazione per lo st.akl di lum efaz.:<>ne e di tensi.Qne del parenchioma, qu esto s porgeva a mo' di fung o alla superficie del t.wg.lio. Per quanto riguarda la t-ernica per lP r"Ì.ceJ•che is tologich e, le ghi.an· clolf', tag!•i ate in pP.zzP.tt!, ft•rono fi ::saiR porzione in alcool e porzione 'in sub limoa.t.() a cetiro, e la. colorazione ven.ne fatta coll e ciJmuni sostanze co·Joranli. TI Du rk, come è noto, ne!.l.a, splend i<h d ~'-;t ·rizione che egli fa d el!e lesioni osservate nelle ghiando~<' pf·stosP. oltre ai focolai necrotici ed e m or·ragici. r he sono ambedue es!)ressio ni di .alt.erazioni vasali, fa not a r e due va1·ietà d·i elPtnenli cell ul a ri c h e s i troverebbero nei bubboni n estooi .. La prima Yarielà è rapprese ntata d alla presenZJ di grandi ce.ll·de polmucleari, ricche di pl'OLvPl·asma, vesr icolari, s feric he od appiattile per J>res.sioni rec.iprorhe; ·il protooplasma si c.:o:ora ben~ wn l'eosi na.
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XOTf) f' I. I XU'Jll: SU ·H C.\<;1 DI U C flU(I:'\t. CI.I .\1.\TI:-.: o
e .presenta d e i va('uol i e detri ti ,-ari ; i nuclei hanno un fi lto r elico!o e d ei ~ ··anuli SCI II'i. Questi elementi fa.goc.ilari, che provengono mQito probabilmente dai polinucleari, sono l e così d ette cell ule re trattili d el Rek Linghaus.ell, eMi thi.amaLe per la ca.pu,cità c he esse han-no di s tendere e C'Ùnt~·a rre il loro pro!oplasm~ e c he s-ia.mo soliti vooert!, s pecie nel sistema nervoso c.entrale, d opo un .pr·ocesso d islru Llivo od un'emorragia. L'alt,r·a Vi:U'ielà di elementi l()ellulari, d esnitla dal Durk , sat·ebb-e rapprescnlat.a da grosse re ll ule pol ig.onali , fu~ifOI'IIll~, fo rni Le alle volte d i p rolungamenti vari con un nue.leo vest·.icolare . Questi t>lem e nli ide n l:ici a. quel li rlell.a. rniluL d•?river ebber·o da-llll cc.ll u lè endoleli!ili d el re l ic,olo p reesist.cnle. Jl Luzzali . clte è stato i.l ))l'imo ad esegui re l'e-same islologico d el bubbone climatico, ha in com !)!es"O rile,·a!,o d1e esso è una forma di aden ite ipet'plastira supptJ raLiva, che a~s nm<> un c.<tr,1ltCtlC speoiale a sè per la g ran qtti.\rl l•ilìt eli p ln!:<m.a-rellul(' che e::;:;o <·ont [e ne; quanlilit che in a!r.un i punli è così g r·a.nd e che si dir·cbbe un vero plasmoma . Secondo fJuindi fJU<':>I'~~uto re, Je lesioni d el bubbone clitnaltcv si scostano da q11rllr ,·hP il Durk os:.:.erYò nP I bubboue pesl.oso, c !WE>Seindendo dagli elementi che sogl iono trnYai'Si in lull i i prccessi infìammal,ori suppu r ati v.i, a n·emo (']w quest'ultima fMma mo rbosa sarebbe rat·atterizz.ata rla.ll e g t·andi rP!lnlr r eir:lft ili d el Rek linghansPn, rnenlrt\ le plasma-r.ellul e C'a rattel'iz·zpr·Pbbe l'o i l b11bbone c·.li matìco. Nel le seziOni d<·lle ghiandole d ei dltP infermi sopraccennali abbi<tmo o~e rv <cto c he la rapsu la è diBCJ'E>lamen Le i 8!WS5ila nel caso n. 28, m ollissi mo nel raso n. 3H, le lrabetole connettivali eh(! da essa si dirigono verso l'ilo d ella g-hiandola sono anch'esse aumentate e- fonnale d a. gross i fa sl'i l'icchi rl i fìbrchlasti. J:\on è poss:bi le urla di stinzione tra la zona. ro rLic"·Hle e fJuella mirloll.at·e, pC}ic llè : fol licnli d ella cortecc ia ed i c.orrlon i m.irlollari so no a!'solu tamenle s1·ompa.rs! . Così non s i rilevano pì•ù ·i sCin i linfalici. ma si nota una forte ipe remia nei vasi sanguigni, nrl'i nfill raz:one pa!Tif'"llularc, un'abbo nd~nza di lencociLi polinu cleari, che ci rr.ond ~tno p!.croli fo .. olai Pmo rtagic·i su.ppllraliv i e nerroliri. Si rin,·eng-ono Hlll'he n•m11:' l'O"'t\ cell ul e, che lìer lP loro e..ar·atlcl'istiche sono r iconOSI'~ bili p!:'r pht::.mazell('fl,, .ma non c-.i è sh<tlo mai dlalo di r inveni r~. nei ,·a,r·i lugli esf>lguiti sull e g-hi.anclole un numet·o così grande d·i es-se, come l'Ila ossm·Yalo il L uzzalti, tanto da paragonare il b u bbone diifrHttico act un pla.smoma. In rapporto r·on i casi rle i C)uali a bbi amo ro m pend ia.l.e le stori e cliniche desirlPro rlisc·ut.ere brevemente le v:~.rie leot'ifl .me...«Se in campo per s piegar·e l'eLiologia del bubbone cl im atico. Come abbiamo yjsto nPlla prima parte dal presen te la\·oro, u na ser ie d i auto ri . l m .i qu~li il Martin, il -Berlrand, il Sègard, ecc ., es pr'imono fop:nione c he il b11bbone cli m a tico sia originato da un'infezione pah•slrf\; talr ipolt>si però. non è affatto anco ra provata. La distribuzione gengTafka d f'l buhho ne climalin> coiwide m;~ai s-pe~so con queUo della. m alaria, 0r.dc non è infi'CfJUente che esso a lalt> form a m orb osa si ass.oc.i o e lle pos::-a inso r~.f!(' r'C in •indi viduo malarico. Spesso, però, anzi n e l m<t!'-S into numero dei casi desCJ'Ì fti , si trattava di qx>rsone immltmi
l'iOT() CUX ICUt: f<t:
·H CMH DI l!l"llllOXE CLIMATICO
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<la malaria e nei qual·i eTano risu.llate negative le ricerche del plasrnodio d ella mal.aria nel sangue. Quasi nella generalità dei ca.si che wmpongo!lo la statistica d el presente lavoro si trattava d~ indi vidui non malari c.i e che erano di resid enza a Tripoli, che .co,l suo i nlerlta nd è un luogo esente <ia malaria. Anclhe nei <:asi riportati dal F erraro e dal Luzzati il sangue venne serrup r e esaminato, ma non fu mai rinvenuto il pla&modio della •ffiialar·ia nel sangue degli infermi. La teoria :intestinale dello Skinner è s lalo ·wppunto em essa baS<·U1d osi su due f.atti: 1° la constatazione d ella coinoidenw. 'di affezioni viseerali i n indivìd llli affetti d,;.L bubbone olimatico ; zo l';itpotesi di llll1a relazi·on e tra le 'ghi-andole me-::;enl.el'ir.he e q uell e inguinali. An che noi nei noslri cas i abbi111mo qualche volta osseJ"Vdto tale co.ncomilanza. Ma spesso questa mancava a.nche nei c.a.si accompa gnati da elevata t.em peraluna e che s i pr~entavano e.ome forme gravi; di più l'i potesi della I'elazione t r a ghiandol e inguinali e mesenteriche oggj non solo non è ammessa, ma è anche negata. La teoria, di ci am~ cosi, climat.ica. non trova cuppoglgio nella consid e r azione che, pur essendo glrit uflìclali que.Jli che più a lungo sogg i<>rnano nelle Colonie e per con seguenza assai p ii!) lungamente dei SO'ld ati sono èspost.i ad az·ioni clrim~tli c.he danneggianti, tult.tn~ia nelle statistiche dei vari autori, soptaLu tto .in quella diJ Zur-Wedh, nessun caso riguarda\~él. gli ufficiRii, mentre il rimanente -d el personH.le di bordo era c0l pito in gran numero. D urante le nostre osst>rvazioni una sola volW. un ufficiale (caso n . 4) è sLato c:olpito dal bubbone tlimatico. Il fatto però che gl'nndigeni sono co lpiti in nll!ffiero a...c;sai mino re d el nazional·i (nella noslra s l:ttistica la proporzione è di 1 :2) pot.rebbe forse confortare la tesi di questi .:J.utori n el s enso appunto che i naziona.l i, non essend:o abitua !.i ai fattori clima~~ ~ i . a cui fa cenno .lo Scheuoo ed i·~ gruppo di auto ri c.h ~ condiYiciJno le ~Lr e idee, sono più sog•get.ti ad ammaLare. Se poi aggi t:ngtamo i r. o ve el"itrei al :gruppo dei naziona.Ji, :;.j lHL una. pmporzione di i :6, fra i nativi ed il r imanente della popolazione militare ('OmposLa di italiani e rti E:-ritrei. L'opinione del Ro5t, H qual e metle l'e rigi ne sessuale come <.'ausa det e r minant.e <lel bui:J.bone cl imcLI.ico, c-he secondo d e~to au tore sarebte originato da un microor·g.anis mo anc()ra sconosciuto ospite d ella vagina d elle donne indige>ne, non trova certo una conferma n ei nostri d ati, poichè i più d ella metà dei nostri casi n on avevano avuto in Colonia contatti se::sua.l i. l nfine, come abbiamo V'isto, v'è una setie di autor.i che propenderebb ero pt>..r ritenere il bubbone climatico come una fol'ma parapi'st.osa o com e addirittura una manitfesta.z-ione pest~a attenuat.a. Ci s i consenta d i mettere al confronto i <lati d elle nosLre osservaz.ioni per porre i n n salto quali col'limir.o con le nostre vedute anzidette e qual i invece co·n questa contr astino. Mai abbiamo osservato form e di bubbone c.J.imatico 1n epo~ h e in C t~i non infieriva l'infezione pestosa. Le osservazioni quindi del Luzzati che' 1
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Xun: CJ,IXlCnt: Sti 44 CASI DI DUB!IO;:';E CLUiATICO
pone in rilievo la conddenza di epidemia o endemia pestosa col bubbone cltimatico, sono perfettamente esC~.tte; an7Ji, di1·ò, elle da!Je nostre osservazioni d el quadl"iennio 1919-1920-1921-1922 si nota un. certo rapporto fra le due forme, nel senso che il numero dei casi <Li bubbone è magg.io.re nell'runno in cui l'epidemia è sLa~a più grave (1919); va poi dimJnue·ndo sino a scomparire a l pr.inoipio dell'<U111o in corso, nel quale,.. cessala l'epidemia pcslosa, non si sono .più osservati casi di bubbone. La .peste ha nel 1919 preceduto jJ bubbone climatico e mentre la prima forma morbosa ha incominciato a manHestarsi nel marzo, solo in agosto si sono osservati i primi casi di bubbone, casi che sono ~ · dati, come abbiamo altrove visto, crescendo fino a raggiungere ~l loro aome nel mese di ottobre. Nel 1920 si sono avuti casi di peste e di bubbone oontemporaneamente; negli anni invece 1921 e 1922 il bubbone climatico ha preceduto di un mese circa la comparsa della forma pestosa.. Gli oppositori di questa teoria trovano differenze notevol i, ril evabili al confronto dei vari segni clinioi, tra la forma pestosa e que!Ja de'l bubbone c1i.nllat.ico e sosteu,gono che n1el !bu-bbone c.Urnatico maru:a il dolore violento e la d urezza l'api dea, che siamo soliti tr'Ovare Jlella peste. Ma dalle nostre osservaz;ioni ciò non 1isulta es..<ttto. Abbiamo avuto, è vero, dei ca.si c.he non presentavcu1o ec.cessiva gravità, anzi abbiamo registra to 2 forme lievissime e non accompag·nate nemmeno a movimrenlo febb rile. Ma accanto a queste forme ne abbiamo avuto albre in cui g.J'infermi &i presentavano col quadro clinico caratteristico del pestoso grave. Ave- . vnno .Lemlpemtura elevata che superava~ W, delirjo contimuo, cefalea. prostrazione delle forze ed il bubbone, di durezza lapidea, era dolentissimo al tattu, tanto che gl'infenni, per quanto ìncoscienti, urlavano violenteme-nte quando si esercitava sulla ghiandola jngorgata anche una li eve: press.ion.e. Come abbiamo visti.>, non fu dato zùnvenire, come accadde <11 Canllie ed al F eml.ro, getmi simili al oocillo di Jersin. In IP·iù fn pntieata la iinoculazione nella c.avia in tutti i casi, e mai si ebbe la morte di qursto animale di esperimento sensibilissimo all'infezione peslosa.. De.! resto nel C.W30 illustmto dal Cantlie il bacil1o simi l-pestoso l'in\·enuto fu coltivalo, ma inocultll.o nogl i animali di eSJpeJimenLo ris tlllò a.ssolulamente innocuo. Anche .i r;1ratle1i istologi('i non mil itano in fav:ore d eli 'etio logia peslo:::a del bubbone. Per queste 1·agiuni e per le wnsiderazioni che questa forma morbosa fu osserYata. da qualche auLore in ·luoghi a.:;solut.am.ente immuni da oeste non ci fanno sc.hiet'<l.r e tra i sosl.enitori della teoria pe.st.osa.. Il Manson nega qualsiasi relazione del bubbone climatico con la peste e della sua idea è anche il Mrnse ed il Zur-Werth , il quale propende per credert.> che il bubbone sia dovu to .nd infezione da comuni p.iogeni, i qual i trover<'bbero 1a. loro por la di entrala im piccole screpolalur·t o attraverso ad imper1'eilibili l C\~i oni deJ.Ia cute, che ri.marginerehbero i n h r eve t0mpo J}<l5Sando magari eompl eia.ménte inosservate non ~o:o a l m0dico che le ri cerca, ma a.nehe allo stesso pa.ziente-. Nelle zone lropir.ali e suht.rOJ>icali, dove con ditS.crel.a frequenza .p uò ossen·arsi il bubbone dimatico, le lesioni della cu te sa1·ebbero favorite
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dall'azione laceranle del sudore e da quella vul,neranle d e lla sabbiJa_ La dil1LI.u:oiune -dei linf<.~.lici çulanei, pr·odoit..a dal caldo, rappresen~erebbe un'altra con<iizione favorevol e a.ll.rèi.Sporto dei germi di infezione penetrati attl"avet-so le -piccole lesioni prodottesi col meccanismo SOJ)racletto. A conforto <ii questa tesi, H Mense nel suo Lrat:.ato sulle malai ti e t-ropicali fa ossen·are che dei 26 c.a.si osse1·vat.i dal Zilr-W erth sulla nave .. \"inet.a » nessuno riguardRva g li ufficial'i, ma quasi nella totalità il personale d i ma-cchina e fuochisti. Egli c ila tale osservaz ione p~::r· dimostrare che in queste manifestaziQIIli morbose, oltre alle lesioni cutanee <:he nei maninai dì tale spooi1alità sarebbero più fiacili e frequenti .per le le-sioni meccanic-he prodotte dal <;.arbone, avreblJ(' anche notevole importa.nza la pulizia personale. Dalle r icerche istologichtl ch e abbiamo praticato sul bubbone <;.limati<:0 e che coLl-imano con quamto il Luzzati per pr.imo aveva osservato, risulta che tale fof'lma morbosa si ailontana dal tipo delle adeniti peslose e da quel:le dovute all'azione d e i piogeni, e quin.clri questi d aLi istologit"i non con fortano questa ~ria c-he d sembra seducente e che si fonda su const.af..a2.ioni che in gran parte. sono csa.ttc. Cosi Ziir-We t lh m ette in l'l.l.PPOrtn la malattia con l'elev-ata. tempe:N.ttura esterna, fond ando questo suo asserto sulla malggiore frequenza dei casi nei mesi più caldi; ciò però dalle nostre ossen'llZioni ·non a.ppare €Satt.o: l'd infatti nel 1919 i casi di bubbone c-Limalioo comparvero, è vero, nell'a'gosto e and arono aumentando nel selleombre, mesi qu<>.sti che furono i più caldi dell 'a.nno, ma, dopo aver r·aggiunto il massimo in ottob re, rk.omparvero l'anno successivo n-~i mos i di genna io, febbrai;o, m ·arzo, cioè nei m esi p~ù freddi; nè nel.la primavera e nell'estate d e ll'anno si osser·varono forme di tale maJatti a I l fatto che nel massimo numero de! casi negative siena riu:>cile le nicerche sugLi slrisci, su l s ucco d el bubbone, e che sterili si e no ri•ITllc.'lSti i terreni di cuLtura insemenzati, se non conferma la teoria d e1lo Zi.ir\ Verlh, non la in.firmu nemmQno . I n effetto, pungendo una di qu('ste ghiandole, se non, è 'già avv€111uta nna ftuidifioazione, ed a:spi•t·a.ndo, la quantità di maleriale e.;;tralt.o era sempre assai S('a r·so, spes30 c.ommist.o a sangue. E poichè con tale ;;ca.rso malet·ia.le dovevas i inO<·ulare la ca.via oo .insem enzare u-n tubo dii brodo ect un paio di tubi di a.ga;r a be,·ro di clarinetto, il materiale insernenzat.o era quindi scarsissim.o. D'altro lato, escluse lt- IE>Sioni polnwnari e le suppurativ(' , lo st,r·eptococco non è un get·mp che si rinvenga in alJbonclanza ne•ll a lesione ~he esso produce P. la difficoltit clelle rt terehe è forse aumrntnla dal potere battericida. <iel sangue tOh<-,, come abbiamo I\"5Rto, s i -trova a;:sai spesso commisto a l l:iqu i<io aspiraLo dal bubbone. In conclus!one, per C(uello che riflette la cLiol o~ia d'~ l bubbone climatico n..oi ci siamo fermanwnt~ conv int i e lle il bubbone, come il M<mson, il Ziir-Wed.h ed il Mense ritengono, sia ciO\"UI.o ai pic~g-l:'n.i pene-trati atlt'averso a piccole lesioni della cute elle si rimargi-nano t-apidamente c che si son PI'Odolle col meccanismo di cui sop ra ahhiamo parlato. D a l punto di vista pl·otìlaltico però noi abbia1nn sempre con!'ideml.a la forma ò el bubbone c.limalico come una forma JW~to:;a e t.uflt> le ,·olte
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dw ci "iamo trovati in presenz.<:t di un casJ di tale ma.latliaabbiamo im-· medialamenle ordinato le niù sC'vere rn.sure elle siamo soliti adottare IH:'I t tdSt di pe,;Le: l'ammalato im nl"ediatamente isolato in reparti speciali, la fami gl!a ed i compHgni d'anni t-enuti isolati e<i in osservazione, mentre le più !:'nergiche disin.fezion i enwo fatte n egl i acca.mrpa.menti e nelle. aoi 1-nion i ove il caso si era verificato. Naturalmente a qu<·ste not·me devesi aggiungere quelle gener·ali .in LuLt.i i tempi eseguile e maggiorment-e inlensifkale in perio<ii di e-pidemi e del lr1 lotta mnric:.ct.a, insellicida, ecc . (.)ua.ndo le ncerclle istituite sul sucto d el bubbone risulLavano negttlive l:Wl' la peste, gJ'indiv·idui in contumacia erano r imessi !n libera pratica e quelLi isolati erano inviati in altri reparti. Prima di ch iudet·c il presente lavuro, sento il dovere di esprimere J.a mia più viva gl'al.iludi,ne al Lenente colonnello medico Ma.zzetti , diretj{',re deli'Oc;pedalc .militare principale di 'Tripoli, il quale, oltre a tguidarmi arl HH'e,·oJmente nelle mle r: t·ercll e, mi fu di gn.tnde aiul\l e di valido tonsiglio. BlllLIOGRAFJA. f ',·lN'l' 1:u1.1<1 nt:tlarit·it>'.- Pt '.'l ll'l' .1/rrl. l'hir. PIC'·'·•I·, ll'i!l. Ad~nìt('l-' p:llu:-:tn·:<. .-!nn. d c In l'lO!'. lll<'rl . c ltir. rf' ; lllrt·n•. l !Hkl . C.\t>tn·. - \'llutatk huiK>. - l11c/ . ~~~··d. (;(1:., l!HI:!. t 'A:<H: l.l ..\SJ : - ( ' l ìtllHIÌI' bnbo ìu l-~'l•n<la. - T/u• Journ. uf lrU/IiC. M ctl ., 1()11::;. ('A:->Tl. IE. .\ Ji'(·tUI\' 011 th(> "1lnld nf p!HJ,:IIt'. f,mtr•r• t, 1S!li. 1:1>0\',,H. -
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l'.\:'-Tt. l t~.- ('1!11!/1'. Uri tt/Jit nwtl. u"·'"I'Wi i•Jn , 1~14 . 1'~:1!11.\ll•L ])1.'1 c·""i<l<•tto hnlJI.Jime elim~ttii..'O. - ..Jnmtli fii
u..-clicina uat·a;•·. l!III:L Archi•·. ftir Scif(s tt. Trof)cll - llyyien e , J!lfl9. Goon e SDII'"o:-- W..ì. R - Pestls :.mbuhms. - JniL. me1~. Ga::. , 1800. G••cnt. - 'l'l~lll>":l<'tion o ·f thP Jnà>rPatlonu l :\lt>ilknl Congt"f'SS.- BudnJ'tl' ""t· 1!111!1. (;lllm"c: . - lìn lltl•ll • n•tH!tV:II l.Jnbo. lJiil. med. Journ., 1S!l6. (i<IDI)J:-'1 : . Id. i(l. , 1Rn7. . Lt:,.,·t:nt. Ft.ntwsT. - U•,o Ad(•ni t;<,o d'apJ >.1rel!('(> r~alu,.'t.J't'. - l rch. dr JJ<'tl. So r .. l'!lfL Ll' ZZ\11 - .\l•·n1w ll<JtP " "l bl!hhone clìmtttit-o. - Aut/li/i di utl'rlil'iua tun ·ft ll·. UXItL :\-!A:-1"0.'>. '!'I'<IJiÌCflf /Ji .•l'tliil' .• , l!lt l:.l . .\1.\tll' IX . . :... :\t·l"btlk-ht• l·:lfl.l hl'llll;!"\' 11 llhér die m:tlnria •ll•r 'l'rOJK'llliitlll(>J'. H :rUlli>. 1K"H. ::\lt:~f;t:. - · T ratt-'t" •h• llt• lllt.t hltlì<• 1h•i' pat'<SÌ tr<>plt-a l i. 'l'mdnlJnll<' l tnlinn:t. f'nioIW tLp<l).(l':t tìc·n Ed i ll'Ìt'(•. l!lll{i. ~A<:t;J.. - Kllrutt th«·h<' Hul)()JWll. ·- Jliim·lt. '1111'11. WIH'hl'lli!Citr .. 1~!1'-. n . !1. 111111. - li unl>hotw c·IIJH:ttì<·•' '':tn•hiH.• ntùtltt·r..i on<> (JI:ll'llf)f"""'ttl<'lll'! ~el 'J'mlltllll rlc/le uwlallir dt·i fl'~~'·" d<•l ,\1<·'11>'1'. Htn.. - ('litll; ltie h nho In Ku,.:t ·, .. \'amlìnP. Jslatuls. - .,,,,.,, of. ltOJI. JJr·1! .. 1!102. Ho"r. An·hir. jiir 81·ht[{.•. 11. Tt'UJWII- 111!!/Ì<•IIe , Hl12. Hn:t.t:. - Ein }''ali \·on Bnl)() nt:llarìc:u.-. - /'N</f•r J/1'1/.. (:ltir. Prr.<<..r' . 1~7!1. n. 41. U l'Il t::. - Di c der Jl;a·n;.,i h:tt·k ìi:-11t• ei;:-Pntnmlìdwn I.d,:t\>JHI rli»<•u,•nt~.il 111 hlll{!<'ll. :11'!'/1. f. fl('/'11/(//. Il . -'!lt•h. l ì'!lfi. :::l'm :tut:. - (' .-hl'l· l<lìlll<tt ì:-<( ·h l' Hllhonf•ll. - ])rut.,<·h .-lrf'h. f. 1\'liu . .l/l' d .. 1 ~!l!l. St ll t.:L' ::t:. - Klltu:tti.<-·dw Buhunen. - B>ll.•ttlmt'f(.~ Encllklofl., lf)():l. Xl 'll~.t·nE. I li(• Knln ldtt>lt\'11 clp r w :t t1U('I1 Liìnllf'l', Jf'Jl:l. G. Fi!<(:hel', 190!1. ~f:o.um. ('ont.t·ibulion a l:t )!t"'ll!l':tpliìf' m(,.·Ji<,th•.- !lrch. dr .lléd. Nar., l !'.>;(i. ~t.ru:f:'<1' t• HIL'i\l' l l . - /lu/1 . Sue. /'al/1 . h'J'f;l., HIIS, Y<>L Xl. X" ISXt:n. Nr ili.<h .l/1·1/i(•(t/ -111111'1111/, 1:-!\7. ~~tr·nt. Tn;:ninJt•l lmllO u~ n <'ompli<'lltions l'>f mnbtrlnl f<>n~r. - N('w York m c1l• ./ "" rn .. l!HJ1 . Z i in· \"Eil'l ll. J\Nlh:whlllll;.,"<'n iih<·J· Klìnullì sdH.' nubon Pn. -Arri/. f . F;cltiff8, U, Ft.t:J:WHXEn. -
t,.,,,,,,.ll/i
f'I'IIJWII·T/!I!J .. )903.
li5
Rivista di tecnica e servizio sanitario militare (Jf'yttul::;:n:lo,,e ct••l
~en;izio IJauilario
mi/Ltarc 111:yli ::;ltlli Culli d'J;,,n·ica. -
Il Corpo snnitarlo ulilih1re degli Stati Uniti, 1•iorganìzz.tto 1'\!l..":'lltt>lll~lltC con l~gi ud 7 tehbntio t" dd :$1J giugno 19:.!1, è t'O>$tltnito nttuallllt>lltt> da 1G."i:! uJ'li<"iali melliCI ~ da 8:?A.;4 uoruJni ùl truppa, oltre le caw-gorie auslllnrie dd l"' ltiliJ•J•ine st·outs,
iufer1uiere \ooloutarie e del wt'<.lil.: i eh· li i ~~...,..unti in ;;en·izio. La Direzione g(;'DI:'mle del sct·vlz.io sanitario ulil iltlu~. nllfl <Ju•: le tn-e>li."'dc w• ;.:t>ll(.'l'lllt> lllO!tl~t"O. co~1<lim~•~o da un Ykedlre ttot·e g~.:n<tt-:t le (e.J:~:eulin: u//lc('rl, e:;teude l<• sue attribu zioni, <>lire c·he ~Il KrYizio s:1n i tsu·io. Hllthe a quello ::;towatologiro " ''t'\t't·luario: <llJ)t'.n<le Inoltre <ùt es::~a U Corpo ùegli uflicl.ali di uw111ini stnrllzione addetti al Y<tri :<t•rvi?.l ""'uJutri. l>~l Din•zione ~euerale C'<.IIU!Hemle D diYi,.."ionJ dirette da ufticinli <mperlorì IU('(lld e >-"lld,Uvlo.e lu vnrit' s<>zioHI. La l• divi,;ioue ::;i <W(·up:t degli illl'nri genemli ('(] nnuninistmth·a, In 2.. ùt-i :;w.J·vizi tecuki , l.n ::~a degll stnbilimenti snnlt.nl'i, la .P. tl.el ~rs~Jua le. l.n ;)a dd Sf'rYizio o<lontointrico, l.'\ '"' dt>l :-;en·lzio veterhutrio. In 7a dell'l;jtl·uzione de;.di ufJk i>di e delLa trupva, l'S" dt•l m:1·te1·htle sanit.'lr1o -ed ef!U\]la~;:riumento, la !:l• del v~ttovnglinmeuto, Ju lllA della ~tati::l Ì('il :>.!lOIWriu e della :;tam pa ::;ci:t'ntiti<'.a c (lelll' biùli<llt'dle. A cwpo del servi?.in santa rio In h"'ltt'1 1'111 è <i{•;:i;:IU\to un hrig:Hll<'r(' g('uerale .medl'" dlt' hn :tllt' l"Ue <lipemlen7~ un <•J!IHt.ndo <li ~::anih\ d'm•m;•t~l. 4 ulti<:l di sanità, l ::i o.~ped.n lì d i tJrimo sgumJbt?ro. 12 osr:ed11li J)t'r in tN''entl dii rn rgi<i, l oS]X'da le J)(}r <~·m·n lesc:lenzin riiJ (.>tl un persow1le d'M;o;lstenz.n. reJig:l()~t. 1n c"Omple!i'so J'~J·clto :11uerku no u•obilih\ to cUspone <11 l&"-.~ ufflui:nli lll('(licl e di 10.1i68 uonlinl di trUPPil; !'nno ilv>ltre ns.<o('gnHtl 561 caYllll: <la ,c;ella, U2 da tiro. 540 ·~mtli. 145 bi<"iclette, 1:!9 motocicl<.>ttc c-on si4e-cars, Sl ~J.Utomob!Jll 8 5 posti. SO vetture-ambulanze a truill<) :ln ù11 '41le, 5 c:ar/.~-•t·ater. ·1-t ''''IIJOIIS-PW:orl, 4 11/"·iny-trarJOil..~. 1(>4 nuto:unbui:'t U7R. 5-11 aut<)(·arrl della GXJrtnta d~t 4 n 5 tonnell.ate e tm eerto numero 1li altri n·i<..-•li d l na::;porto. l l liervlzio snnltllrio <li ( ·orr~<'l d ·n r111:1 tn t> <'O><tltulto 1ln nuo ><t>• to rua~iore mr<tic(ll lten.rt quarter dil't'tto da un ('()IOJbtw llo llll'di <-o . dn un nwrlit11/ n ' tJimcnt ~ <l~lll'a[J!JI't'Ufl.lt> melliwl dcpnrlment: in. totlll~ l) ufficiali e 17 uonalni di truppn. l l mt'<li{;<tl ref!i'IIH!fll, eni è a c.<t.JX> un rol<>m'll1'llo med iro, C()Uipren<le un rcpi."' r "tal ltl'fl</ (Jiutrler, un !:el-vizio "'-'lnib:trio ~~~ C'OJn}ltiA'Jlin. Ull() 1li buttnglicml?. un uflìe'lo veterltUtrlo. Ull111 <:-<lic:a~ !lltl)ply .9ccfitm, E'l'l nn ?llf'fli('(tl ln!HJrator/1 Rf•ctiml: l:n rntnf)l(•s~ ~~~ uffldnll ~ ~IlO uomini !li truflPll. ·d i <'UL lf.2 /!MHlmlli. Dispone innltre di 20.J cavalli da sella o <la tiro, di 3f. biciclet.te o motociclettP. <Il 1H4 wlroll a tJ':IZÌOllf> llWC<'IlDI<'tl t•d nnbnale. 1-'!mthll.<'nte l'llfJ(JI'Pffalt• ml'r/ical rl epnrlmr·llt r»<"<~lj:lit> Il )K:'I'Wttil.le l<llDitnrio ntldett{) nllt> YHrito unlt:ì e '"'l'<trtl di t~llH>o <l'nrmn~l <·h<' ll<lll faliDO parte delle dlvb-1onl <U tsmterin. 1'<1 i> <·oo<titnito dii r.~ uflklall l' -1110 uomi11i <Il truppa. con 3S <jll :tdn~p:-..1'1 <Ili ~ll:t o) da tirc- ~· l)(i n~i("(;li ti tl·:a?, ÌtJllt' lll e<:<·ani<-n l('(l m~imale. tlç ll~
rno.
/ slitut, chimico per 111 [JIIf'fm ll<'yli i'/11/i T'11ili. fl' .·llllf'l'icn. -
E' l"t:lto re«>n·
t<n~ute f•>udato in
Anwrica nn I "tituto 1lf'lln ~uNrn rhlnli<·n. nliCJ scopo di riunire e t'(}()t·dinllr<' t\Jtti gli ~tmll t> ~Il in"<'J?Ilnm~·nt! <l<:>ll'ultirno s:mn<l.e ronflitto ln <Jllf"l"to !mportanti~<-"illH) cncrnpo. J:T stitul<• 'X>mj'\r<'IHl f"· ~ ~<>zioni: lUla t:o><''ll i<·a, unn apJ•Ii<'lltfl nll'llrt(' 'lll•ilitart>. {'{) una stori<11 e ;.rw•J·iuwnt:lle. :'\<>Ila $Jl'Zione te<.>nl<'it si tr-ntt11no: 1:1 man it)()I:Jzionr <> M lli'<'rYazion<' e l'u!'<() cl:•·i 111at.Prb li cb i miei IP('r .la ;..'ll<'ITil : le le~! fond:1•neut:1li <·h t' ~O\'E'I'IIl1no l'i mpit>go df'i ~:rotlotti usntl e h!' loro ,J')t'OJH"ie!J\: rm~ionl' pfltoJ:<'.nn e le mi~ure <li <lift>~l inclh·i-
!lua te rontm l ~mr; astil'lsiantl (nso 11<'11<' mm:'ll·here f' r r :-;pirntMi, iJtdmnC'nti prott•ttivn e (•OlJetUYa (l'Ì('OVI'I'i. l'Ì!;l111.<1111E'nto di" l t t> JTPIIO): i JllllfE'I'Ì:IJI <lt•il:t j::III' ITa (']ti111i(';L p <-.r l'itvlnzione. E' loro <>fl'<>tt.l fi,<:iolu~i<:i: i l tr<ltt~llll<>nt.o <' J'i n(l~>nflli<'fll'.ionf' <11'~11 OI!Joreltl chimici: In nt('t('c)ro!llgin in l'liJI.J<Irt.~ SJ•('c·ill111i<'lll<' a !lP •·mHII:t.ionl ntmol!f'E.>ri•·he. a Il!' ùir<>ziOJI·i d t> i Y('DU, alln p t ('>::;ione- lm r()metricn . et<·.
IHI"IST.\ 01 Tt:C:\lCA t. St:H\"lZlD !:i.\:\IT.\1110 ~U.LIT.\RE
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~du1 S<.•zìoUl· aJ•I,lìc;lt~l ull'urt;t> mìlìt:<1re soli.O i·t~sl in ~1·we: i princJtH tattici rìguurtlautì• l 'iUJ)>ÌC~'O dell"euerg!.n 1·hlluìca; l'vrc;anizzazivne t:<ttlita delle tl"UW>e addette <ti sùrviz.lo \'himk·u e h1 loro b•truz.ionc sul Wl"Vizio speci<~Je l•' inullllellte n ella st>:t.ìone storica c ><l*l'lll!ent<tle sono .stulli'-lte : la .sOOl'ia d-ella g-nt' l'l':l l·blull~l. le o)JWI';I:t.loni <:h:·mlthe <lell~1 gmmle 1:.'1len-a e i lll!le'C.tl pex· aUID('IUùtr~ l.u •I mxlu:r.i•me <:o:>ntro) gli <.'11'Htl eltiwici. ~i fnnuo inoltre e~lll.'lriell7-E' (llmostrntive su l modv d l spo:stHllll'Uto de lle uu,·oJe di ga.s e d i fttmo. L'l:otituto .ctella guerra chimi<.~• fornisce inoltre gli istruttori 1~r le scuole res;:gìm't'> nt:lli. ùo,·e oouo lwpa•·tlte alle trUIJl>C le <.:oguizioni ('h'lllentnri •li qut-stu •l!UOYI.I e pvt.entl' 111~·zw ol'\'(•n::;h·u.
•~ouu/(' miJitorr- tf'iyien e nc l/.'clii'I'Oilo iJI'ilamtico. - E' <Stata tx.~utemente istituiru 11 l'U<'ktid gtl llill (AJùt:rsl!OtJ uua ::K:uob.t di igiene rullìtare, <:he ha lo S(.'Q)l<) d'lrupartire un"ist.ruzione lgiewi~.:a, JlOll sulo agli uf.licìall ~lei ed agli uomini dl U'Uppn <l.ell~t sauitJì, IllU. ancora agli ufficiali e al militari di tutte le l!l:l'lll1 e corpi òeJl'Eset-cito. La dumu1 dt'l cot·so è dl 4 mesi r.~e~r gli ufficiali del Corpo sanitario e di 3 settimane per gli uomdni di u·uru>tt di sauitù, per gli ufficiali e .per 1 mllitilrl delle altn' arru.i. L'in."3egunrnento è illliPUrtlto in modo eminentemente ·pmtloo ~ comprende tutti i Pt'ùlcipt e uozionJ d'igiene che debbono es.<:~ere a oonosrenza degli uftkinli Jl\~ r tU>I•utPt~I"<' nt>l m<)(lo più t> lt'\'nto In !!altùt' e le •JtU.tlità combatH\'e nellt'
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICAITALIANA ESTRANIERA La àt•flltra;:ionc dell'acqua da bere - llulica~:lun;. tJratiche. (Attualità E>CicntltichR - Serle ullQdicA, Bologna, Za•nlcbelll, 1928).
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G. GlliXO:<i t. -
I: A, esvouen<lo l e gcnerolltà, sl dispcnsn dul !-tu· l'elvglo dell'acqua J>erchì> « I:L !K'<:oLnre e$pe?rien?.H ba rndi<:ato fin uel <."ei'Vello più hwolto La convinzione ferma che la buon·acqua costltuJiooe l'elemento vìvificnt.Qre di ogni ot-garuismo, la fonte di salute per og:u.l persona. il potente osbacolo a certe Infezioni e,pldemlche per i popoli ». Pu rtt·oppo ai .cten~ J:>ì'l'ò ronvenìre che la oonoscenza di quest'ottimo !m gli E>.l(!UJII:'nti è tutt"nff~ltto .~uperfì ciale, tradizionale. E>.lllpiricn nelùt quasi totaliti1 del pubblico nudH! .non lndotto. Dn <"iò i grandi danni che l"c<.-qua im.propr in :tl cousuwo !llinwnt:~n• :l.ppor tn fr11 le popolnzioni urrn1ne e rut'flll. L'nrgom('nto finora è !'t.ato S\'olto (qunsi ::l!i'll1J)re ìn modo frammt> nt:trio) sulo nei h"l!ttati non acces.-;ibill nllil <·onJntw d('i lettori JH'ofltni :~IIft me~licintt o non Sll<:C!II Iizwtl in igi<?ne. ~' n fl·•'(' JX'I'<'ii> l'A., c he in mnt:l'rÌll h a una p:Htll'Oi:ll"t' compeU~nm .• a dnrci 1n un v<>lttlll(J qu:t.nto <l i p i il utile. tN indi>IIJ<'nsa hìle ,..1 <'ono>'C'e snlln depurazione dell'acqtt:l potabile (lopo i più recenti ed necnr:ttl ~'<tudl. Di un simile libro si sautlva davvero lit lll~l liC'Hll:r.n <ln qunntl COlli<' :11nministr1llorl di t'OlUUiti, ('(nte rest~ll...'*tèlll tWll!:t ><>l· lu r.e <li e<>llettivit:\, l'Ome Jrl-'losl (!el p1·oprio L"H?nl"-'lllere. YOI<'vnuo esser tenuòl al ('( •rrl'nte (liti Jli'Ogres;;i f:llti i n (Jlte::<tl ultlrui l n.<:tri •nl si<·uro mo<lo di ,preS(>tTn r e ~ e )!lì aiLt·i llnlk ntalattk dì oricitl<' i.Jt·i c-~1. E lo ~>tml io del Grixoni raggiunge applo:to lo scopo. !liuto è <·omplt•l<J <'d N-'ml ri t>lll(•: n di• ~ d<•YtltJl !:t m~rltnta fortmm libr·:u·!a Ch <' ll volume ba :1\·uto ill j'!ix·he !>PI tilllfllH'. ~i pnì> dit'<• infatti r•h(• <'"<><o <·t>:<!itui><•·~· un v et'<l \':HI('m('<·um non s:r.lo JWr l'u ffidal<· :=::u1 itario <' )'('l' !'u0id11k m<•dko, dli~ h:111n0 il <lon•t"(>t di tutelare l'incoluruib\ <lP II.c •Jl!'ro:onc nllìd:1te nll<' loro <'HI'l'. mn nnNH11 pe r il padt·e di fnm.!J::lin, per l:l oms,.,nin, pe r il touristn . N<'lle inlli<'.n:dot<i ·Pratiche llug-anwnte SJ)Rrse nel volum~. oilrt: dtl' l:t dt•:;c•·i:r.ionc <l<'i pii1 Jtt•Hlc nti e<l acç·r('{Ut.1ti ìm~Jinnti di appro,·vlg-ionnnwn to idri('O wr cìtti1 c villaggi, flOno lndlrnt.i i tn<'7.7,i pratici l'rl eronomici t'l<'r ri;,;llln re un Pf'7.Z<•. un:t dsternn. 111111 font:tna. r·he ><ono o ~'<i J'ìtc-ng:ono inquinati: ~no ll<'!;f'l'itti <'on dlillt'P7.7.a l sistemi più eomoòi ed effi<':t<'<' t"H?r g-:\rn ntlr»i, nnehc denLro le pa r~>ti tlomr~ticbe. dnl euusumnl'(' 110 'n cqun infl'l t.'l. <'h t> Jl<'l' r:t ~() Ye ni s~e
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<:vn qu,1le fatillltìt e :,~i<:urt>l'-:t.o~t un \'iuggit;tore, u•u· escun;loulsta IJo><:.ontJ eSteiiiJ)Ql'<l· J.t::t'tlJt-nte J.>vt:abiliz:t.>n·:si unu IJt>ttigliu t.l'at:Q\~t atl.lnht :td un'.lpwta i'iorgente, elle
:ig-or;;a :,~u un UU\rgine di llll:t .:;t ra da <·:Huq~e:>t•i'•t . J/nmpla IU<ltel'ia è tnttt:ttll.t con u1m IH'eci>'iOH(' e chi<ll't':t.)IU Ycru•ment-t> Joden>ii, J•t·t· ruoll.o che es:-;a e rt•su fucile ed llt.'C'('>SSibile a<l og'lli 1JI.' r>:~<mn <'Ol~u, ])..~•· cui ,.i vtu) :tf(prnlltre che H libro è d t'<:!tlllit to a rendere lnr;;hl :>l't'vizi. 11 volmnot.> lla uu':l[>Jlell· di c-e .toet· metterv i•J} guarùi.u dul )IPt·koli, i11 gT~1u parte ig-uot~tti, uut rton Jlt·n:iò meno . gr:wl, che rappresentnno nlcuni \·egl'tall (ort<tl!"lie f':<'>J>ratuttO) ch e :;illlan~o'iano c ruùJ ~ che d'o>rd~ua•·io >'OIW Inquinati dulie iU., Iue <l'lrrl;.:azit>Ut· v da 4Uelle di lavag~,1o. _,\.nelle lJUi :>ono i ntliC;t t i l 01ezzi migliori per nmd ~ r i lllt<Jf:Ue tali sw~twll~e lllintèntnri, ,;.:u7..a modi..llcarue tl·D.J;,po le appre-a.ate qunlitìt OI').~Hnolt-ttiche. L'e leg-:mte cd utJli.sl<into volume, rkt'O di uumet'<.>:::e figure, costHui:;l(·e i n.. 10-ll <lell<l. ~cric medica di Attualità seie ntitlche, pubbllcnte wtto la tllrezion~· d('l prof. &'n. Lu:.:tig ed esc-... diti l.:tbnrttlol'lo <l'lgieu(• df•lù1 no!-'trn ~~·uok~ dl s;lllliit milillliV.
.A.
lLvt:q·o :
l,u tubere<JluHi malallia ii<JCi<tle.
<li(·a. -
llologn.a, Zaulchelli, lH:!:l).
(A tttutll tìt l;(;ieutit.lch.e - Storie me-
E' un llbro lungumente pondeJ·ato, perciò ricco (li fntti l' ùr t'Ousidl:'l\tzionl <mlJ'ImJ.II)rtnnte arg<'ml."nto (·he oggli ~~ Impone, oltro c he al meùicl, ni IS<>ei<>logi, al 6ùlOtf()J'i, ~~ tutti gli twmini di cuore. L'A., con lod('Yole obblettivitlì e grand<> chinrez7~'l , iJI~>SJwttn le più ltlllJl<n·tanti ~uestioni che si agitano Intorno al gnwe problema dt:>lla lotta eftì<:11<.-e <'Ontro lu tubercolo'!i da parte ùel ~>Oteri dello Stato, dl."1i ('ouwni e delle A:ssoci~t zioui. :SI indugia a trattare con larga doeumentar.io:ne dell'entità del 1L'lgello In Europa ed in modo pa.rtJcoùu-e ln I talia, della Jnflueu?.a che sull'andumeuto e .sviluppo delle n1al.ntti~ eserclbUlo la rnzza, l'e:J~tlltà, reti! ed il sN•~>, la vrofessione, le c'QndJ· ;r.loni ec:ooomiche, l'n bi tazlone. rentlg raJ;Ione, l'a lrool hnoo, la sifi li cl e eù :l l tre !tttfezlonl. Con l.nrgo c-orredo òi dati st:atistid <llmostm l'influen7'.:.1 ~fnsta. cbe sulla propn.gnzlone della tuberl'QlOl;i 1ul. ese:rcitato la guenn mondiale. Por l'It~lia, pur troppo mancando l dati u.ftld.all lX"l 1918 e per glj ilnnl suC'Ct's::oivl, 1100 ha i>Otuto dirci Q\Ulle sia stat:n l'entità delli1 rl·p ercns!':loue sn lln SJtlute della flOI)()lalliOllè, c he cNtarue'nte t> st11ta molto più gnp·e dJ quella grnvi,:slmn d1e :t ppsue d-a ile d.fre di mortalità del!li anni 1915-ltH'I'. Ri lnt;:uttlene qu1udj l'A. a de...<:crlvere le più aùn tte Pl't'\'i<Lt>uie oocia li che si de\'OUO mettere iu Ollet'll ovunqu e per contra~taJ·e l 'im·a.-~ione del t<t>nlbilt> mor bo. -('E<ponendo l rl;:mlbttl conseguiti e quelli ancor Hlll)!'giorl che è le<'lto aspetta.rsl. In tanti G\llltoll l])arla spccitl<.'lltmtwnte dell'as;:il:ten?.U nl p•·e~lf;spo;;tl. e dei me-lr.i fl. nanzia rl e morali cbE> m debbOno mettN"'' ln <>Perii per rontnu>tn N> ùt mm'Cin d l questo flagello dell 'u1.nanJti1.
-G. LUJt.~. -
r.a cut·u <l.eUa tisi 1lO~miJII·t•. col pncll ..,utora~~ artificiale. (A 1Ù•.:. litit
>:<·if>ntill r he -
~~J·If> nw.OJcn,
n. 4. -
llolognn, 7.~tmit'helli. lll23).
T.a AmJinl~ h'tuiziorw del l•'orh1nlni di int••rveJùr<> col Jl!U'IIIInototnce nelln curn (Iella tnhercolosi pohHOJUJ N>. C'n ld<>~::ria t n Jlt'r t n n ti ~• nn i dnlh\ "'l'IIOla di P:wia. lw finito J')("r lmiKlrSII])rimn nll't>i'tNo <t> qnin<li an<'ht> In Itnli-:~. O~rgi l> ri(-ono!'.CiuUt u11a poU>ntl!' arma <lllottn in certe forn1(lo dJ tul.>er<:Ol0$i polmonltJ·e. eù è ·J')("t·ciò ti J)}lllt.:nt;t la.nntm('nte ron ottimi risult<~ti. OC<'OI'n>'l'a p<>rclè> difrouder<> !Jt tet·nl<'ll dJ qw•sto inter'l't>Uto, ~e mettere in ev1ckn7.:.t le lndicnzionl e N>lttN:JillfliC:1zioni di <'!'>&O. ('()111~· iln<·be Mlditare, con In lllOJ:;dm·.., serr.na <)hbit•tth·itit. i \'HnW;:;..d t"nst-~'ltiti: dè, ~<>i i• pr("fl!!~~> di fttrt- Il T.uri\, e \'l è riH~it(> t>A'I'l'lrinmMttf'. Pr.>rues..<:e l)(> t'Ciò n leo !1E' uo:.~lonl di fisiologin 1>Il tolol!'IC'n. d P !tE' M'i htPJ '" 1:>1 i n d ·r<'n :10 ft:lgln<' la t<'CDI<:a del nwtodo. e quindi le con~l!'llt>H7.(' Jmuw~linte e 111("(1iHte •1••1 pn<>unmtot'ft('(o. Dllfu!OanJ('IIte ui r1rordano l~ cotnplic:a?.ioni tlPll':ttto OPt'l'ntiw> e <lt·l ~'<l.<>tf'uw tt>ra ]1(,11 ti C'n. 'J"k"''" \'l'li h'<>. <l:t ultimo n l bi l :t n ('io (]('] n uovo t m tt•11ll<'ll t o ('(] a ll:L Y:t htt.n l',lnne sintetl<'!l <l<' l prnrt>,''"•>. c.h<'. In mnni <'»J!Prtf'. <!' "Il inff'J'III.i l)(>n f.'('t'lti. òà rl~1llblti Yeramt>nt~ .bnoni e talom delle ~Uil•ni.j!loni I~LP,t li. Otul ... -;i ptu) rl}ld<'I'E' <·nJ H n nY.1n1 l ~h€' il lllli"'Umotoi1H'<' ternpt-nti<,fl hn tmsft•rmnto 1:! l'<~:'ll~t l"'"ti1·a l i " ir'·
l';S tt>n~] 1i!-:1. tklltdo\'1 fhmlnwnte •t nn {'Ot-.!ntl' n rutQt dw cl pt>nnette di non limi t:i rt·i più inaU.Jvl .,d hul~>tRJtti. ;t Yl'der·e lTI()I'kC ~tli :tnHil~luttl utll<latl n Ile nostt-e <:ure. ~'()ll)j> llllltl· n>ltt• l'r:t\':1111<' )llll' <..strPttl ti fUI't' 1•rirn:t delhi ~·op(•J't~t F<•rlallllli. n )JWtmlto <Il Fnrl:mlnl >l!J!lnifka ).(or tU~•Iti tlski il migllornu•euto iwnwdlnto . la SO·, pran·h·l'tt;(a <li anni kl guat·i;.:lon€' ('liulm e non di mdo la ;:lUJrl~one detiuitint.
A.
' Ftii'\ClH:TI't.
-
La difesa CtJitlro la lu!Jr· •·colo.~; eTa .'<'ua le(JiH7n:ione. (Attn~tllb\
"<·lt•n111it·b<•- ~t' t'il' utt •! lì<·ll n. l{ - Holo~nn. Znnicltl'lll 1!!2:3). Do;w• 1111 1 ~·nno :-~ lil':·.•'Jl" rtaur.a sodniL· ,) _lht lnU..•rco!osi, l'A. ualta :lwpi:tI'Uente U.-Jitt IUOtlt'l'IIU Or;;:mizzuzhme J c lla luilll l'OIItl'O (llHNO l:la~t'llo, iJHI'lllt('llell· tlo.c;J S<>pnttntto »ul provYt·diua-nti lH'OtilnLtil:i <li u••·atten' ~euemil' €' (Jn:.ndl ::;11 t)Ut•lll ~li canttt.<~r~ SJ)()ti:tle (dL'5]1('nsari, •Sttnntori, .>K'Zl•ml os)l<'wtlier c S.IJe<:iallzzate. eo louie d1 Jayoro, ubib,ziuni tx'r tuberroJo,i),. nnrwhl> sullt' oper·'! parutu b<>rcoillri l<."'>lonle mnt·iut• e mont;llw, a,.lll canll)w~tt·i, r·kr.-atorl .:Ntl YI , ,:c·tHilt> all' il.}lt'rto, ..por·t.. •·a mpl <li ~luot·o 1. 'l~ra<•JHI() o•·~·<tsi<~ut> da quauto ~;i t'a n ll'el<tero e spectalm en te:' tu' Amt>l'kll. in,.,:,•re ,.ull'utilitit dvlla ri·op:tj!':'lmla "'!llltarhl nel <:omb.'lttel~ ut dJtl'usionl! del ' 1\1<11'00 s.>nile. l>tt ultimo l'>•JII>Il~ <'òn ruolta !JII'l!llt>zr.'l k1 lt•j:t'iSI.azione nntitullt-n'Ol:tre it:tl\ana. •·It-orduntÌ\> lt> rit"'·Ol:ll·i l'lllilll:ttl" In JIH>Jl""lttt <>d >l più l' it •n•::c dal ~llnbt('ro ~~~·lln :.runm ~<uJI'H'<f;isteurm ni tuben'Qio:,ol.
G. Lt:\'J: L<t' t·Ua 111,1011oma !li 71arli de1l'tJ1'fJ'IIti&mo. r ie lll('(UOO. -
t Attunlltìr sdentilkh1' • &•-
Bologna, Zankhf'lli, Jl/:!3) .
I./A .. <·l1e ha JlOI'I:ttc ntNn('rn,..! <'ontrlbuti l'<'f'"'Otllllf alla tnn~~:orc CoiWSL'('llt..:l tli <Jth·~to IUJ)JOrtnnt(.; :lr:,:onrcnlu di biolo,:-:a, t'! :J>OJJ(' ''l!l!'i ('Qil klrghez?~l. Ptt'{·INionc<: t:hhtrl'zw i ri.«Hlt~tti di qu~~te in<lug-lni mOÒ('I'IIi,..si(>·e. « 1-a prova r:J;::)!'Itmta n~.>gli ultimi anni d ,t-JJ.'I -po~~!bllitit <l i :u:rre>'<:llllento dt>l t.-::.;,~uti U:;olatl d1tll'oq:;nnlsmo~ tmr t•J~titut'ndo un fatto lnt') J·e,;.~tnte. non è !<<'OI >N t:J è he mot!Jii<'ltl In uw<lo ::.•· 1-lt.Hntr,r,htll' le Y('(lute tinom rtomlnnntl ._,,nn Yila 114:'1 tt•s.•mti e delle N llule; llt>l il l:'UU v~tlore (> tun'<'e s:rnndl,.,;imo, in qunntu l'III IJII'l'>lm tH tnt nuoyo met•><lo 1li l'tu d io, !l 1J n" le <'i IWI'IllCtte d i H,JIJJI'O fo urt ll·f' u1 ·<<l!HI,-r '(•n za dE'i IJI'<)P'l'>'>'i e lelllt?tlt<lr i ruorfolo~ki <! funzio1u1ll tlt>llc <.ellule e <I P:i tN::sutl mt>nlr<> vl\'ouo e si fl~>'<.'Oilo »Il 11:vtodo hu dato i,u, p<wlll non i molti.-:I'ÌIIIO 11lla sdt•nY.a <"'l Hltrl fon:;e mugs:iorl fntttl rlin·il. aurora: l'><~ ha gett••to nuont !ne-e :>ni problem.l •·ht> >'i I'Ìfèri::<L'(JUO alln !<lrullnnr tkl J)rotopJ;J~ma ed nll 'utt · t·t...,'~ ·iml:'att). (d hn tl ~tNminnto llt>llt>< \'('l'(' <'OUqllli<l(' !H>) C:tlli)IO dell'H:<tol o;:d11 del "1>-1\?lllfl nt'l'I'OSO, lll'IIH •Jl:ltOlO)!In delhi <·.-llula e d e i tt•>;l:'UtL li libro, iiiH:'>trato c\it HunwrO>'<' li):tn·~·. in ILUl"-"imn ]lat·te ~ri j:iwili. "i 1~·::-~.:e <'nn J!'l'~ln<il:' hltert>,..snm<"nto e f))'O!Ht<> e lllt'l'it>.• <li "'""'~''(' <'<•Hv>'dut~ tln tu l t.i l <·ultori 11 i hìoloJrin genera le e specinle. llt ~'I' J. _
.\'utn:11 ,uf'IMIO l'fiJiido ,,,.,. 111 !'i~'rrr·a 11<'1 l.acillo 11i/Jf'I'('CI /an• 11<'11" ·~}Irt i"
« Pathol1•::icn >>. n. 342, 111:!:3).
L'A. nc•l Gnhlnetto 1~1 ttNiolos..'ic-o <l(•ll'o.<pt>~ll, l~· rivlle Ili 1'1>H't'D7~'l lt.'l e.."perlnwntn w nn IliHl\'() mctoclo Ili l'h'('J'<'a nt•1 In ~11>'• t<> òel buclllo tubercol n re. d t···. oltren tli>'l iliJ!tH'I'i<l 1)(\1' l<t .«un r:1p:~ lilì• e :wmplì<:itit, ltn H YaJJta~io , <li Pl't>;oentnr<' un..'l inh•n,·'a colt>t':t)'Ì''Ilf' th•l 1!<'1'1111' c'<HI 11110 s::pi<·<'11to <'Qntrastl> <U quell'l tlel f<HJ<Io. senZ:\ mn>'t h~>•·nrt• i piit lllirmti parti<•>lllr·l di stntltnra. Il ma t N il t le t1 ist<"-~o (>t l .es;.i<Tllto su d l 1m c•orirlogl!'(!ttl vi(> ne 1:1K."ttto n <'l modo >'~l li l t> a Ila li.tu11na <• rit·ol >r.• rto ·,'<ln 11na Mluziont• li (.'IJIIr>>'<l l'l:l tu rn dJ cTL."t<ll ,·io letto (7J'i.i1Jh •r: ·~1 llj!;.!lllll~t" alla "'><:tlliJ;f,;l <'OIOI'IIllt~• IUl/1 j:OI'I'Ì:\ 111 ~IIUllmOll){J(:H lliJnit.'l e si J>t•rl<l il ;·uJn·iog;.:t•!ti sulla tìamm:\ tino n illl.cllf'O ,..·\'ihii~'O d·i niJ)OI'i. Qumtdo, tJ(>J ><) podt i ~~~md i, i l Uqn i do ,..t n J'<!l' enlt':tt'l' 1n eb->Jiizione. lo oSi riti l'Il dulù1 ftamtmr, ;:i :~ttf'WI<• n rJ<·•11·a {JtlnklH' !1\'<,ltl!lo <" poi lo ffi , verl"{l. tnttt<m<lo subito dOJlO H Pl'l' )I:Jl':tto llt)J>t ll!HJIÌI'I':l ('<>11,..111'1<1 ('Hilll<'itlll niti'Ì(') l!] 3() % 0 {:(lTlll(1dv ~lfOI'it'O llf ::!:> o ·•. S \ lnYH in :tt'IJII:I, ,.-1 :t !lr·iuJ:H fJ·:t <·:u1l1 blhuln. !!i ln>~<:i:t IX'ne C"'-'>sicnt'C all'11ria c ~1' llt<mtn inlirw in 1111:1 ;.:<wr·i:~ di olio cii nJ M>Iinn lO<ll'ttO. · I g-<•rm i 11 f\)1!1 i orto t'O)ora t i in n<•ro lntc•nS(> e f o rma no uno sp\cc~l ~i;..c;!mo contJ'IISh> ('H) f«llolO ~!!H ll n•(l:t;.!Jia: l ('<HilOI'rt\ >'<>110 llt>ltl,.,.lill! e t\JttJ l ,p.artt<'Olat'J 'DlOt'· f<•ln~iì'l r p-.l'ud•l~l"'~'<'. ;::-nlllull. er'<.·. } ,-N:::nnn ~t()>-t i in t'\'i(!(•JJ7Jl 11<'1 lllt'<lo più ~bi..'l.ro c J>l'<'l'i"''· ·
179 1:1:. Gl. -
L.a rea-:iulll 1/i lJc :>iit-e.,f.l'i l[ll<ll\: me:.z<J lli<t !JIIu:;li:;u pf>r lrt /dJfll·e tì/<Jide.
( .. :\lbll('rvn :\led ku l>, n . 4, 1923). ~::· noto ~he fin tkll 11117 Il D~ ~i1Yt>::.L1·i Ila <lt·"'- rittv una $1A"<'i:lll' n·~1zhmù uelle :;t; ::.1 n :r ,..uw m un.u ,p1·ovetm :! t·<: . tll 1-~rdvn11·<1 <Li lt'ITO wtni<.lo, c ui •'1i a:;gilu~ouo 4·.J gOt~"e ui n~l<lo »ol:fori~o pur!s~iruv. e ('011 unn pltJ~-!tta ::;'hl'tro· ttU<.·oH•> 6 <t.:. 01 urlnu rilu·ntu, nnm<lo t.:U I'll l'IH,~ l oue J!qu1w uo n "' uJe.-;<:<>IIJ.IO, a l't'lll'.WilC !!()>;ith·u, I'Ul'Wu u·dù1 7.Qllll ùl <:oHit:lll u ~1<'·'11!\ IC l\ 11 CO I<JI'Ì\u 1'(;~(;-bi'UJI.IO
t >rin\: <..-1 <lto,.i:
·,.,ù 11 ut\ I>U J:,teu:::o, <:llt> va 1101 lt'lltlllll•l llt.> · llt< onueBuv~i In allo, c uJt' JWD c:-1 mo' tO<a llt! •<:IIIICl'IIW> 11 llqui.to, n è r bealH<I Iluo ' " )11'0\'\', t-'. t. ' A. ut-lla l'tilli<:a II<~ IIH;n Iii 1'1>(1 lw JHt~·o m !'><tUJe :!.iO min~,> di ::ò<l!;J!<'tti 1:on ,orm~ J L,J r J>O><: thn•nt•, H>t cui :Jli Hfletti tlu t e l.>br<.> tiJv oU.t:<, ~'<.l 1111 t'IJ»l>t~tt:Jto elle la l'<'~t z:u!le t: ~1 11 Jire !lll:tll.if<:,t.l lliil tifo e nel v-aratili: m;o;ai iutenwm<.'<~l te m!He forxue 'IX.'rtlt~tiH' ~ n PI ·p nr.lfln 11., 111 ~<'110 1wl paratiti :!. JAJ n·mdont è H"-"lt! ,pi'<.><:O~;e, compn t·endo ,.:Iii nl :.1° o -!0 g.olll<"> eli rual~llti.a, )lt'riollo In ('Ui i Sl.';.:ni l}lltllgnom<>nll'i dei
t ifo mou wno IH~t- :;<.•nti e In :>i<:rodillg•Jo!:'i di \\ h1u l non J>Uò Hllt'<.m t •Htrire tUl _indi -
l Ì7.7.(> <l i-a~:nosti<.:o.
·'
L' A. Inoltre ha ;·a~giuf<L la rpa:t.loue lo :lt; S<l'..!'l);<'tti Slmi <.'011 r h ultato sempre alega tln>, e l'hn ri ::-t..mtruta "nltU>II'la,n.tl' nte in J;(){-he fonue JJWrho>·v. Con<'lu<.le perUtUt<> <:h t> . ;;.• ù1 J'E'Hr-lun\' De ~il ve>< t l'i Jlvn è ,,, ,.,(;ìt:i~l ed e~<<'lush·a delle forme tih>iùl, Hl IUII'i delle n lt rP r..: azion i <'<l Io m n ti dell 'urinn, J) nre w le~ rlc-vrcu. ~<·rUJlllce ~ fadltc>. si è dirno:,lr:tta di m1u c·NtH sut.er-i orl~it 1~1· l:t Jll'<.'t'll('iti-1, rer ln b'Wl 1 o>rtitllZ>I e l•'-' l' Il :,uv nllore lliag•u• ~"'tko reL:!tiY!-Illt-llte ,<;i<.·uro.
,.-w,
Jol.LtOT. Il !m.<Jiortn rlci mttla4i t: fe.l'i ti 11 m t:::o Ili ttt'l'tJJ>Ianl. (« Ar<'h i\'CS de :\léclét'i uP et di:' l'htll•m~lde m ~lit;tires "· 'f. 77, n, ~. 192"..!).
l primi c.>~pe riluentl di tl1l .·ll~>l'tl> tU ff'rltl con at>ruplw1d In Fr:HlCÌJt risai· gono 11 1 n<~H!IIIIH'<' 1915, dur-:o1 nt;, In ritir:tta .s<'rba. ~~ 1917, ip(:r lnlzìativn del dott. Chn:ssaing. un vel:rrolo t·omun~ cù1 bomblml:uu(•Jrto fn ~HI.'lttato pel trn,.11011:o <li ùue feriti {'()t'ÌI':Itl <' con >'OtkU<il'al.>entl ril'<ultntJ. TAl ,::r nnd!e. gtl(:ITlt IW1'Ò uou ha flltto ·rl~ ltart• ettiuu:ement(' l' h:llJIOl'W'I\7-tl di tnli JlWZz i d l tmsporto, t m lt:Jil\lol'"i pe r lo .p iù di tcntnti\· i :,«>lati,~ solv n elle ('li11 "11Hgne coloniali l ':ivb1zione ~J u it:lrla ha 110tuto declSil'Ili('UW ~ilTertnl\rSl. l n.fn ttl n e l Hll !l a l l\! n roe<'<> si inl:t.lil u u r{·~ola re t.rnsporto ln ~eroplnno di ~11 lati ., . f erttl. fra <'lll Il ;::t> nl'ral(' Pol.'ymintu , s~>ll7~1 lnconv ..uientl dl sort:1. :'\<•1 192(1 i pv~ti tl 'ls!<nual (> Ft>rTulllll, nttnc·<·:ttl e <·OIIIJI I tnmente '!~lati, furooo JH'O\'\'e<luti a HW7.ZO d'i nNophllll d i IIH'flÌI:ill>~~l l e Jllnt<.· J· ia l<· dn m edi('llzlone e n e ll<l st'l'l<$:0 t NUJ'<) ;;i pHtè ~>ft'l'tt lla.Jt• <·o~ll II)'JJ:Il'<'t~·hi )(l ~lliiii.JI'ro <li 18 t1l>rit.l ad unn di~t.·llll?~'l di ~tt K m. Nell'ott<>bl·e <lei lfl21, 2G fNitl ! m ·on<> trn!'lf!Orùttl con Io st(•!<>:o 111<'1.7.0 !l n T;t<Hl rit 11 T:IYo~t . . t> 1~ da 1J("1htli 111 )1t'lolt'"'· >'1.' 111~ 1 Hl eu n incidl'Uh'. AH <·h • uE'I I.t•nmtt-. llnll'ottobl't' 1!l:W al ff•l>braio 1!1:!1, furonn adottllti ~li nppar•x·<·hi HJ~J!rr,> t pE'r· il na ~,Tl•Wto <1<•1 fpr\ti tl('ll!l <·o lnnua (!('! ;.:e.uernle Goum nd . d.nlle r·iYP d+'li'Eufmi:R 11d AIE'pJ)(), di«t:mt(' 1•iì1 (li :!7,(1 Km .. <· nel nov!'mbre 1921. :n maiHti )<;l'ari e feriti t'lJrnno ti'!1>'JIO!'tPtl n~llo stt·""''O IU<)llo in 'PIE'uo {lel'l('rto d 4'11:t !'irin n <li;;tmJi'.H tli :l.iO--HIII K m. In ~o lt- ~~ oJ't' e u:ezi'.o, m?crJtre ;:li autocarri rlOVf'Yrtll<l kupì;•;.:rtr~> JW>l' lo >-1:t'""" pf'!'I·Orf:n. <l:lto l" stnto <li ~l><tn~ clt' llé l'lt.rn<ù>. da ·l n 5 ~!orni. Ht~('(•n teuu•ut e i n•linlli llré;;:u. ·t ~·ono ><tnli twrf<•ziomJti <? dotllti di spP<:ia ll f•nb'nf! l':tJ'nd (Il :ll'('l)~i!<'rr 2 fPiiti <"ri<';tti <'un infeJ·m i<'l'e »r<luto, e nello S<.o or""' ~111110 !:Onc> !ltatl (·o stn1iti 70 <li t.<tli llfo\'liii'N'l'hi. Tlna quf'><tlou't' im)IOrtauw r(~stn 11:1 risvht•re <·in·n ln rn•utralizi'~l7.lotlE' di l:llil mE'?.?. i •l i t ru,.porto l;Otto l'Pmhlen.nt flPlhl <'r'< "'l' n .,,-,-.l. rist·n·:uul<•li a ll'<>.~dusi>o ì<j:!Omt)f'ro <lei ma la ti e f pJ·itl e I'Ì4<11:1l'llo la em,titn :t.ion p di >'~Jio 'l'lri:.:lif' a ('r(>(' ~1111tarle all:t <lilX'·tl':t d i·pen<leJii'.il delle Di rC>;r;lonl di "''nltìl lliohi l tat(•.
Toum:HT. - flo!I Sitlf'm;, ir)lli ,qrtl xr•rt'i:ìo .~rnritar·ir> 111"1/f' !lllf' l'l'f' ttlllir·Jtr·. rt•ct·u ti e future. ( « Revu.!)' mllililt ire fmnc:al<'(> l >, 11. :'ì·l1, Hl22).
r.· A .. t!<'lll'l'lll~· r.l~~<llro I>'IJWttOt'l' •l~ll'P~·rc·! l •l fr:lliN"~. f',.:J:on<> a l<'llll<' lnlf'1'(';;$1lllti <" •n ,.:l( h•ra z ioni ,..,.~t >O<'f!TI:t.io ~In i ta rio In <·a lllJ O:IJ..'ll:t. i 11 n wt•l•rtll !•'J WI·ial n:<'nte ~1 11:1 !•rotil:tf'à nlln (;\lrl\, itllO ~~·rllbNo f'<l al l'kiiiiPl'O <ll'i mal:lti e !l'l'il!.
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1!11' 1:''1'.\ lJ~:I.L .\ :HU!I'A M~:OII' .I 11' \I.L•.:\ .1 t' ~Titi.:\WII,\
l'c!' I.Jitall!O r lgtWll j_l. la j>lotila""' d<•JJ,. tu.llattil· iufl'l l ll'è, l'A. ri!1~1·a élJc. uwntn• il nah10l0 <1um11t • la <anapa;.:ll:a tli'l 1:'711-71 hu lnlì,,l·ltu ndl'e:<(' n ·itn fnul t:e&: t•ou J:!-1 lllila int'<·l·mi E' :!::.-1ì 11 1111• ·Lì, nella r·t-•·v:•te ~uena l!IH-91S 11011 h:t <ln.tv <·ht• 1~ <·n"i t.~ Hl 1111 "'olv ~ll'<~'><o-t: lll'l ('()l'ti ng-<" n <e lnd roJ)()lit:.tuo è -H <:n::>l •vii -1 Jllvrti llelle trut•JJC L'U iudali. Cu><l !J<~ r il <~)it-1 ~1. dii' m• l I K•~ in Orin•<•a.: nel 1!'.)!1 ul .\lal'<X.'( 't) ft•t<C stra ~t· !W llt· ftl'liPfW fntmv,.; i <' u . l U.ll:i tHlJ•Ì 1'1'.;;-:~l't'ito itulù•no «m H.Oi'S <~lsi e be n -:ll;)V uwrti. nel Hll(i, -!JcJ· 1 rigOJ osi ;~t·v,-,-•!diiJJ(•a;tl t>rt' l'l'nli,·ì aclottarì t:ùt quf:"»W nul'.iOJW. si rlu.:<d a liJn .ll~1re l'epi•lt-uda n ;;oli 1:!~ ,.a,.i l'm :.m d"''~"": . C~i la f<'bbtv ti(o!dt', <:he tu "~'ll~lll'l' lUla delle inft•:doui pll1 ~ 111 1"1 nelle truppe OJ~r,ulti. prest·lrlò u<•ll'nltim~l guernt uun notevole dimlnuzio.ae ndl.il lllllt'bosWt, ~r...•lla -~WOJNr z!out> d-11 HlO a l, .. n c·LJ.a mort.dJtà da 100 e 2\Jù ~• l. A H<'liC la protHussi delle <:omplie<~ll7A.~ ùt•llc fll l'itc <li gncrra lUI d.<Jto ri:;ultati JI<Jil nu.mo :-04ll l i.$1'll<.'+'Oti. ed i •·a:-.1 •11 t.-ta nu. ti i NIIIJ-:1'€'1111 g-.1~''1)"<1 e l~ i u f<'l'.!<ln i piO)!l'llé :<l "' o lio ridotte a t H re in.siJ:,"llitka•Iòl i. Cil'1: :t la tum dei m:tluti e feriti. l'A. o::;...,..na ~ho> ùt :;oluzioue ideale d . 1 problem:l nou i! ~IU<'OI'H trOVItta. ma Ol:<'()n'<• a<ìHtt.tre l più n .>(.'t!Jlti ÙlSE:'!,'ll:U:Ueuti ùellt> dl..o;;cipline Jll(>dklb.:: e t·birl.lq.ri<-hc alle diver~ <·Ltt'<.lstun7A> della gu~>rm; c.-iì•. che si otti~IU' sopr:1tutto c-ou l'Intima C'()llaborll~ione fra oommulant.l di <.'()t'P<> e d.ir.igentl Il ~t·vi:6io >':l'lllt:lriv. l'er t11l.l,> t-oli n ùOruziout! si è i>Otuto ottenere nell'e~rclto fran<.-e.':le In JII JJUUilll!l>ilitù (!»Ile unit1) '<anlt:lt'ie. ht ~<l!(•elall:tt'.<tZione e di raggnt!)P,'l.mento delle n.robulnmw, là tr:lsformazi<lne di ph1.·nli ò"'l:(>li.tli di !'<gOiltbero Ju grnmll ~tabi Liment.i ~ nitJll'i a poc-.1 di,.,t<l n:t.a <Ltlln Ull+>il di ("lllÙll tU tuento .rd a notl'l'ok l'('ll.dimento OJWratorlo. ijlrovl'it:ti <li un abboudJmte mHteriale Sllnitarlo e fra i più mo~oorni. nouchi.• di tmVt.fii t li ti'~l ~'!!Orlo tleb ·Più 1~rf1'zloun tl. In l'!IJpporto ~lilo l::,!'OIUbl'rr,, l'A. ·•·itiene che <?~"<> l:tln uu~ ne<-e::<'lità del tempo ili gnerrn. 1.1(• aul'.oambnhan7-<' ll~J trn:,;JI(>rto di ·nwùltl e fe1.· itl >-i .;ono decupli~1te •l.al 19H ~ll19JX. ("(l lt:mno _rxrl:l.a to tr!ll<ll<H·tnr(' ben 10 milioni f> mezzo di in.d.i.viùui nelle ('()ltdil'.iMù più soddk'-lfilc-enU. T treni ~uit<trl. ehE' nel 191-1 erano uella ma.s>timn fl:ctrte di tipo lmpt'lf>I'Yi·!<>lto e M!:ltituiti da <·<lrri merci m('tlioc~menw nUre7.7.11'ti, si tml:d'ornun·ono 1-n SPgulto 1n adatte vettnrt> lntf'J'('(lmnnicmtt.l dotn te tutte di 'll.llt??.zi d i r i.'l<.'n ld:m uento e <'Uc.inn propria. M<'< llitnl.e l'istituzione d i <·e n t11 <l.,pitnli<'rl di .'lnùsbctnw•~to s i J'iu~<cì n riOOVI(' ntre e C'u;,tre 1 mnb1t1 e feriti dJ lx>n 2;1-M tJ-enb nl giorn<>. !<1"117A1 fSlrll \lil('Ì<(• dull.n 7,<ma di OI'H.'r:ll'.hlni. n lllllll('J'() d egli Individui trn >:portnti ron trl'ni >1unltarl fu -p er la durata d.elln guerra di 5 m.llionl, del quali l milion(• nel ·Mlo peri.01:lo <lellu gn(•nn di movimeu-to d•·~ t>i svolst> d:tl marzo al llOI'€'Jl1bl'l" 1lel 11118. Andt~• lo sgombero di nutlatl f' f(• l·itl a mez?.o c.li >tt>t'OJ>lani, applicnto limitM.nmf'.Jtle dUJ'llnt.E> la Jn]erra, ha 11vuto un ~mude sviluppo in coloni-a • .!{IX'ci:llm<>nte n l l\ la t·oe<-o. o ve in 11ll oolo a u.no si sono fa tU l~ Il 700 tru:;porti ${'117-tt lnronw~uh>ntl fii sorta. l!'lnalmente, JX'r qna-nto ri~n~.'lrd:'l il 1,cnrx>ro d<'i {'()lllhfltt.Pnti, (J1t(':::to è le;:mto a q)l'OVYHlim;rlntl di mri<l ordine ~mmini!'tmtil· >. militllri' e {<.1 1litm·h• fr:l loro m·monlcnumntf> ('()()I'Ò ina ti. Di ~ra mle effi<11ei:t fn rmao l<' di;.po;oil'.ioni er·{·eziou.:tU <l~:>l febbJ-aio 191~. J>Cr le quSIII i fel'itl ;f'l malati t'Ouv:II•'-<N'nti, unra. volta ~unriti, fu·l·ono fil tti ri!mtr::t-11" a i rl-sr>etthi ('(ll'Pi <-1"117Jt p;1 !>S-'l t·e ·J'l(>r l <l('positi. in moilo <'he :>0,000 o llll.!JI)fl Individui nl1ne!;(> in nlu<:di~t· pot<•mno rientrar<' ni singoli r f'parti e l'SO per ('('nto <lt>~li f>J!<)III.\)('I'IlU flll'<' ritorno al fronte. <' <l·i (Jllt'"tl Il r.o l'l!.'<t' «>nto thH~ m fll'i !l·rJle.llll <lnpo il loro n llonl::.tnnnH.•nto d:alln prìm4t line..' l. IlA. <'OII<·hul< • qth•-<ro illlJIIHtanl<• ;;twlio ~·ilt•Y:an<1<> la llf'<·t•s:<it1t rbe il "C'ITI7.io ~:mlmrio nhbia 111!11 ba ;~(' !'l<'il'lltitka <;ft1i<l:1 1~r In lll'()fll:a>:~i <'per ù1 ternpln m fllioo f' <'blrm·~i<·n. ~<>rondo lf' più m ()(it' 11l<' V\'<hltr. Hn<'('O Ul;lll<l:l illfìJn? ~'l ·TIIìt (.'(IS't~111te <"'llllborn :dont' c·on l'in•lu,:;trin priY:It:l JW'l' In Jli'<.'J)III'HZi<lil<:' rl1~l matNi..'ll<' !'l.'lnitnrio, di m ediral'.l<m \• e tic! ITI<'ll7.1 di t.rn~rm·t<~. 1111:1 più lnt im,l colù:Jbora:r.lone frn ;1ffi l'i:1 1i nnPdi<'i in i'<'n·Jz'o :1t t.ivo <' eli <'< >llll >l<•llH'nt.n <' più diretti rappot•tl con l(' <lut-ol'itìt !<nuitat·i<' <" i-rili. SnmN". _ S,ulla l>ifilide ro.~1r/ntta tmumfllica. (Jonrnn l d(' :\Iédc<'ine et de Cltirurgi(' prn tiQnt'!'l, n. () 1~22).
' J,'A. ripo rta 11Jl <'11-.;o lnteN'!'l~ml;(' di >'ifili<le ·trnnmnti<'<t O...'<..<:ol'V8to in tm rol<lnt,o di ~~ nnni. eon Jllaniff>!'<tn zion i t<•l"/,iari<• Jc)(~tiil',mte nll':nrnmhrn<.'<'io l'ini~m. oomparl't' 111~'1 l!lll :1 lin•ll<:> di llll:'l f•i'1~ trìN' da ft•rit.t d'llt'll.Ul d.a l'tu)(.'(), ripo!1!ltA
181 nèll'anuo PreOl'ltlente in romoottlruento, che aveva tntere:;s:tto il eubito: 1'e~une radiognltl.oo nve1·a infntti dinJ<mtmto lil prel:'(>nza di un'oSit<>ite c'Onden..~mte. (.'()!) ispes:;iruento ili.-1 peri'ostio. L'A. ritiene elle il pt'ù.ietti!J(>, k«i<.Wando il c:ubito, nbbiù m~ In libertà H treponcrua, il qunle abbi~ in seguito raggitmto 111. cicatrice e i teS&Uti cir(:Os~:<~uti. Que><to <·noo <·Un,i<x> e-on:ferma la tevrill tld nostro PaBinl. <"{'condo la quale <hm:mte i JNt·:odi l:tt~n.ti della sitilid,e i ti •~ l)OUO:'IIIi rininu~<>llo lot:uJ-i'z.;r,lltl llt!g-li orgu~t·l e.mal opo.etld. n Pi ){angli t! uel o~mdnllo (ISS(.'o, Jl.(' l'lll:llll'llÙ•• .111(1 =>ialo s.I JH'olìtko nelle cieatJid (~111!'-"t.'('Uth·e a ~:>H!11di se<.vmlarie: yuamiH iut-'rviPne um. tmUJllit, qu~to proY()("<I la ùi·f fusione d E'i tr{'[)<Hlèull e la l'it"OIIllJ<It'l'<L ùt-ll'jnft"/.i()llt'. ==:~~
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CONFE~ENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati
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(Iii p1111S1i nrNli ,meaati alla Dimioae can!Tale dal aarrilia sui lario 11iUtan)
dal 13 diteabre 1922 al 31 11111111 1923 I..'.~ SERTA. ('0 ('/lrll'i
Jlltggior~ UJt>tlié'l A:'\T{)l'(JO l'JC.IZIO. -
Hic('r('/t(' .sperimt'lll!lli. 8tdla ze ,~
tligestivtt
Da t'l"IJei'l~-'!lZt' e::,<>;;nite JY<' llll l" Clinica JUt~ i cu Ili Napoli l'O. ho ton:st;ttuto cltl! Jlel' la prodnzioue della l~u<.'Ocito..o;i digestint oc<:<.)l'l'vno due c.•oetliclenti: 11.1no in rapIl()rto iLi tt><ssut1 etllOol•Oletlci E' ,·altro in t~l:tz.ioue ul <.·<mt€'nuto gastri~'O. l~ u lt.eraz!Qui mot·bo<Se dell'uno e dell'altro di tjnesti due elementi motliliùtUO il ·rel•erto t•Iuatologlco in perfettu annlogiu dd low stato. La lt>ucocitosi llige~tivu è vnriaw('ute costlt n ira. n stc.:oucln delle <.'Ondi7Joui "'l>ecinU lleli'Orgllnismo, del ttmtle :;i fu l'Indagine: uellH for.I.un normale ·prevalgono i mononudenti; in quella ruorbvsa si può :nen~ anche lH"CVIlleu;r~'l d e i polinudeati, c·c)WI(' ut-ll'nl<.-HH profondn dt•llo •><tonuwo. Ciil for,•-c è dovuto alle !e.o.:ioni dei!Jt lllll· ,·o~><:l ga.;;trkll, per le qu~tli •)({·une IUI>I clifp,.:a >11.'~dalc dell'org:lni.o;tno, cl1c non ·><i può prvòm·re :!t nou. a ~;pese del poliuuclenti.
Td. -
( :apilmll, moclico PASQUAr.r: )lc.;To. primitivi della olaviCQla.
-
Oonlri·l>ufo ql/o <~ludio
<le~
.Qat·comi
f'I~ndeudo O<:t'llsl.one dn un ca~.:o Q:<$E>rvato nellll UlinJut cbirwgica di llologna, l'O. dopo nvere rioorduto le osscrva~ionl 1inora pubblicate eli surcoma dellil cLn~koùl , esvone la S'lntQWotologin, la ùlagn()~ <lift'ere~btle, l'anatomia patologku e l~ modalità della cw·tt. La radlote.rapia nlWlres..<ml:tt allCOr.a. un tentativo Lu<~rto e tulom dannoso: oolo l'Jntt-rvcllt<l chinugico dù i wigliol"i !'ll<:CC"-<:1. I n
<:H~ d·i SUl'(:O.UJÙ lJT()Y•V ISti dl CllllSU iu Nl
·dl'!njz!o di S\'HUJ\PO è giustltiMOO lJn'opedJ ot•4rine J,W!Ii<.>,ta le ~l è lntt•re:,r ~na la ~lll,"Ul:t, l'intervento devE> essere il l•iù radicale 11()..->Sibile. l'llZ.ÌOOè e<:'()llomleu: quand() invect> Il tuntOIX' è
TJUl:S'rtl. -
SOttotcne ute medico GitJst:Pl't: A:>vrtEI. -
•
Ril;~·rchfJ sulla /Wlmo11ite .~pe
ri mnuale nel cou iglio.
I><•JX> aver fntto lllt ra.}Jido riassunto delle 1woprietit morfologlche e cult.urali clelle vat•ietit biologiche (~l dlp)O{'()C{'() cnpsularo di E'ra enckE>·l, ll).;"eute ·Specifico d<•lul pokr:nouite flbl'luo>u, l'O. rift-rb.:c:e sui rlsultuti tinilm ottN1nti uelut ritn·oduzione sperlruent.'!le t!E>lln malntt it1 e ill u>'tra akune ,o;ue riCl'J"dlc eSE"~lite nt-ll'lxtituto di ann tonl~n ililtnloglc11 cii l'i:'llt t<>l '"l't't1l •l <~ln miJHI't' di <pneuruonitki. !'!~Il si ~ trova t o l n lH'e>:(>ll?-:1 di u n d :pi<X·O<-cv 'pa togeiJo ·))('I' il topolino bi n 11<'0 e non mnrta lrucnte pu togeno ·IX' l' il C'OnigUo, ,.u •·ietit qulnd i d lvet .<:t <lH q Ut:!lla ~·tl<•ma t<}):('ll;l, fibri nogeJHI (-{i
emQl'tH:Zi11l.
1.'0. Inoltre JlE'i <·oui;:di t<Oltrnvvl~·uti all ' i11fezlonE> ,.j ~ propo!<tn di mudla r(' !>':' J'anunentr.ta ·resistenz.n dell'animale, rongluntn ad 1ma minore virulenza del d bplo-
:\OTIZII::
182 <'OC<'O. Yll1~
a pro)\'Ut~HP JW ! l (>ltlll•nl' 1111· t 1'\':J;t,:()Jl(' )o(·;Jl(> al J!N>'I:(' ]Jllttlg\'UO iD· tro<lot to d'l'r via o.>aclon nn· 1. :-::1 il t< !·L'l'io è :<tat11 n<•;.:ath·o: cic'> c-he <llnH>;:;trn chç nello S\'iiU·J>l)() d~ll:1 •jl(>hii.,J:it(o' h hri>.ot:t in1"JYh·Jll' ~lllt'it(' qu.nU·h~ oltro fattore. t:oJxt;. -- Dott. l':\OLO :::;Tm:\I.JJ:Jt,. . / .c plt•uril; ( ' Il
a/c·,,nr cure a ba11c di luberco/.i.tw.
Dow 11n•r pa»~lto in ral'!!C')!Il:l l!' ntrif' f<lrmc di pleuriti lXI i ·Ynrl UJetodl <·urativl rlt- ll.t! pleuriti ''"''>II<L:Hin:~. l'O. illustrn nlc·nnl <:<1>-d tratmti nel IUJJarto ~uo:>dàr clrut coll•l. tulX'r<'OU nn , m'' ttemlone iJt e\·Wa•:!I.:J l va tt•tllJ!J!il: Vllllt:lggi cl~ "i JIO><SOUO riassum~>cre nella curil ezlo lcY.,:k:t, d1e ~11 fil t'Oli~• tuhl'l't<llin:l , menti'(' tuttt> lf· tall.r(> eurE> si .PO><S<JUO <·n11sid~· 1·are o;intoJH:ìtl<·he. lnh.i:lndosi inoltre hJie trntll<lmooto fiu dal primo i.u~ll'l.'Pl'f' <IE'1 lll<lle. .si un ìl r\l'q)ltiato di e\'ltJHe punhu·c tl e ll:t plcm·ll. e l!li ~itl sono •·h l•>l ti a l 111 inilmo.
Id. -
T en
c·olunn~· llo ll!o' tlkc>
DO~H:.\'11'0 llo:\'o.- Sulla 'IIC'frni eia si{lli(/(' .
L'O. 11\u:<I J·a <'i llfjtt(' <·asi <i!. u~frite C'I'Oni<·•L <;<m \Y. R. ft>r!Clll4'll'h1 J)()Slth·a. Al reJlel'to Ul' nlog-ii<J ><i l'Ì!<(~HHI'Ì) ubhonclilnt<' nlhlllliÌ11Ul'bl (10 per lllille) C l>i'e:';t UI'l.<l dl dlind•·ì gr;umlo;ol, ePJH·li~ili, lt>Ut-ocitnrl gmuòi e rifrangenti 1~ 1· ('011J.>USCOU di J.! nt~R'i(> . Al t n ,·olo a ua tomk"' un r e-p{•rto <li :\Julloi<losi pat·:.~inle del rene induce aUa cllll~Jlf):<i d i !<ifili<lc: l•m un 1~1>:0 clell'O. si <'hh.:> <'('rtalltc>Utt> un Inizio <l<'gE'Ui>rn tivo nel glonw:·nln. po.-dn un g:J·au.ul~·ua jii·J·l\·a,:I·Oi:lr~· c• In ttltimo In p<'rinrlt'rit<> fitwos:l i n ti l r ra t lx a.
NOTIZIE' I medìci militari come fiduciari presso la Casaa Nazional•3 per l e assicu razioni Li! ~ot.toc'<~: IHnÌ$S'ÌIIII<' inniJ',(•,t ì a di stll<liurp J'or)!nuizr.:ctzlo ne del >St'·l"'''lll.io N:lllit:tl'lo p re> ;'(l la ('H~NI ::'\tazion:Jit• 1~·•· JE' assknrazioni "ol'in li Jll>t•>;t>ntù or non {• 11uolto utul I~ la7.lor·1'. In cu i ....,i >11l't>nuaYa <'Il<' h1 Sfi'lt:l <.lei J.LII'(tiCi tiduciftri don~~ èssere fatta <·"d u si\'llllll•JJ tc f nt gli "~"i"t.~·nti Iii diui<~ o <Il gT11n!li ,,,.;: <!ali,· l'l fm d crnnliti cldlc· :J><>kur:•;r.iotli !nfvt·tuni o \'ii.:l, o ft·a i medici òclle f" 'ITO\'ÌC dello
sociali. -
1:'\~ltO.
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l\<•11:1 c1i;-{'ll>':.ionP Ili qm~,·t" t·<•llnd<cnf' In >'(~1uln t•lt•JJ :lli!l <14'lln ( ·omnll"-~'(lUP . E. Il wn. gt•nemlt• m<'llito J·'•. n·<·ro <Il l'{J \':JIIN'lt'fmt·. elle !W faL't'\'<1 .parte qullk
JJresideute (ldl'btilut(J prv,·inC'bJit- dJ
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ltnniH> l l'<'qlli>·iti t<•t·lJI<-1 rfl"T <'!<.'-'<'1'<' liU'n'innti mc'(Ji('i tìdtw'.;lrl <l<>lln Cn>'&l Il? ll>~"ÌI'111':1zinnl ,·,wl:!li (' ()(>gli l:<tituH J>l'l1\'l nl'inll di Jli'C.:YI<lemr~J. C'b i? lln!l.l lwll'n11lbient•· dt•lla ,·itlt lllliil~lr<· "i fn ~-<."mprc jJIÌl :ulnttn h l oro lll('nta ll~'t n ,:rlu t111-n r e tl<'ll· · :'i 111111:1 zinui. <l<'li(o' t·>~Jl!C>r;l zionl dE>lle mo L.ti r,!J• . c ·J'O!;~no <~.,.~re a !<$a i ,,lt) IJHlìJIPIHlc·ntì ,];l (l).!'lli ln11Ut'I17.:J o !II'<'''" IOnl:'. elw potrE'bbt>ro t~;>nt.1rsi dttJ::'li intt> t~AAilti. l'mronP quir:<li <·he 11dh1 rl?lnzitnw ;;!mw nJr)!innti l 111<'111<'1 mllltnri trn qu(o'll i <·h.o h:HHHI i r<>t111i~i1 i tN·nid p<· t· In nomina n mt•rlkl fìdu<'lnril).. l'a lt• Jll''>\'<.'!<1 a. ac·c1•tt:J t a <hl l l 'l'In torc. Y<·m•<> t t >'•11'1 ,·ol ul :t1ppro\'il ta n ll'unanlu:dtu <lnlla <'• •n t JHi>·~i"nf'. Il {'t>I'J >o !<lcnit>tric, ntillta J'l' d: ""' ~·~"<"re ,::-mtQ •Jl(> rtnnto :1 ~. B. jJ )!<•n ·rnlt• Fl·nt>ro ·J>t'l' h \'HIIIln tut<•ln 1lt>ì suoi p!t•ni ed ln<-ontef>tilblli dl•·ltt i JH'E',.,::O un lsti1uto (li <'O~ì nlt.u lmpor1:ìnM.
o~er
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!'IO'rlZll:'l
Corso di integtaZione per gli nfftci&li chimici-farmacisti di nuova nomina presso lll
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Per il generale medico Luigi' .Montanari. - 11 ~: ft?l>hnli<> :<t-<11'~ il geuerale ill!'di<;o gr. n t'C . Luigi Monw.n~ui, hu <-<>mpht to felk-emelll<' il !)(1° IIUJIO di et;ì, Nelut liet>t ci r<.-osblll7AI Il l!enera le tH!.'<liro r·n po lln ilL\·in to ••ll'i llu ><t n• \Wglin rdo il »~.'· J.''1U.•ntk telegramUUt : Noni(: conw .yanUtwio m-ilitare, ell e Ella ouorò 1>er eld te vi1·tù r/i 1/l.rJtl ic.o e rti solrlrJLO ed amiJ semprr: COIII<o< s~:<conda famligliu, ùl't;io 1'icon·e~tza. 90o .uenelliaoo !alle feUuftaziolli, jflrri</i ''"!!11/'i, lle•·uti o.~·'''fJiti. - Oenen1le m:r.u Y ·\LI.tl. In<>l tt•e 11 direttore <lell'in!erm!.'rla p})('sidif<rla òl l'Jrmn, attuale dimot~l di>! l!em.'l'>ll{'. fu hl<'lll'iea.to di •])Ot't:u·e [X·l'N<lnn}mcut('. ln detto g-lol'llo, ;::-lì auguri Ili tutla In famlglin saniunla,c·lle il f~--~l"g~Lato (rat.ostrò di gl'adire~~~~ !. rima u<ò'll·
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11 rlior11alp di m.edidna militar<' . <:>he ne l ge.nernle mroico Mont ana.ri rlcol·cln tmo ()e l l'iù nnticbl ed 13~;; ldnl ('oiJ::tbot·atori. avendo .egh <lat.'\ la sua onem attiYa per
-<>itn? u.n ventennio, dttl l~G2 al 1883, sì unisoe di tutto cuore sIle m e ritate ononm?.e . .Missione di soccorn della Croce Rossi ItaUau'l in ·Russia. - 11 P rcsldclllt.e del· l'ASSO('i :t Y.I OI!t> ha t l'fl"me:->."<'1 hl q He." t l .giorni 11 n pa rliffll<ll'E";:·~I:fl t o mi'JIOl'to .:1 S. E . 11 Prt'»ldente del Con,.,lgllo tle1 olJiini~tM l'lllll'orlCrn ~"'·ol ta dalla m:<.QionE" di S<Ot>t-<>l':<o nelle zon!;' tli 'f ?..ru;tzint".. Du<l-oka t> Rostoff. Pf'l' \>ellil":> in nluto ('()n "·!ve ri e llll;'{li · c! JUlU n Ile de~late .popo!.ar.ioni roLplte da ~rc~tln e d.iL ~'P:I!lruni.:t. R. E. Mllt><ooliui lta estwe;:..~o 11 più ·vivo compln<·imento n tutto il per:<onnle oo lln spedizione lll'. r l'alto spirito cl.i UlTlllnltìl ùirnostratn. Tale (>logio torna <11 gramde QliOI'e nnche nl ('u11J10 »:tnlt.'\rlo millt:tr(>. t'•l·PJli'E'""'"lltnto clnl CJ.tJlO •lelln ntl·s!<!Oll('. lr.flg-p;iMe mHiko G. Sel\'1. dte ron nobile :;pirito •lJ .;,olkkll'it·tit <per La C. R . I. 11~'-"'li'I'-AA l'ul'<lil(• t> J:<•w>:;n jl!t':nì<'o. 1\ll(»m:pi~ndolo Nll fermt>z7.:t e comi!)etelll'Al oe con nmn:irevoli r!sult'tlti.
LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA Il 2 11\>H"l.O S<'Orso. sotto 1:1 ·Pl'e~ld<~.uza del Genl?ral(> nwdk'O eapo. si è riunito ~1
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Balkl L W : ·U~>:Lg-J!. !;ro><so J.. 90: lltHJ:~. (.i-ui,JttiJto L. 90; IIJJagg. Valente J,. 90: .l!:l:t;::g. Ferrari J.. !IU: l':tJI. i3<Jl'elio I,, !:iU; C.:tp. ll'_\n ~ rl<l I"'. ~O; cap. Ferraro J, , SII: <·ap. G~tt·h:t~lli 1.. !'H: <·:lp. <:•' l'llla no L. SII: <tiJI. ~lnlnt? rl [,.HO: ca,p. R:1ttazr.i L. ~Il: tP:t. Cnrluni l .. li:'i: tlo lt. P.:tlho L . :iO: ·~ott. P.nnhl!lno L. 30: dott. Camplll! L. :.'n: tlnlt. ll4•ltr:u:do L. H; ...tott. U e l't• t r!,; },, 1!'1,20; dott. Pezw. L. 10; cap. Cnrità L . ~O: cap. Donnclei J.~. SO; <""P· Pioltl r,. 80 : CHJI. Qua-rtero L. 80: <·n)t. ~ll:t L SO: c·:qJ. 'l'urta L. su: I'>IJl . Z:H)l · > L. S(t; l(•n. J:t·m~ t>ltl L. t>.5: "ott. ~!oC':lfil'lli L. <>•: ,.,.tt . Frau:lina L. n~.: ""tt. H<l~O L. li:i: mtt. ViHei><' L. ll:i: ~~ltt. G:uffri rlu L. (;;:i. OOI'JlQ d"armata di Vcnma: ùott. Hbr.zl I.. 50; dott. Zaniul L. !lO: dott. Lanzoni L. 25; dott. 1\Innniu L. 50; òott. l'nllnd!nn r,. :!0; dott. ltonc:onl TJ. 10: dott. C.a''Jllll L. 10: dott. Ct>lli JJ. GO; dott. :Soldi J,, fiO: dott. LllZ?.Urinì L. W; dott. l~t tnz?.l L. 20; tlott.. ~\'(•rìNJ L. 20: d l)tt. 'J'etol!ll l.t. 20: dott. Dot'('l.ll J, 20: dott. Boc!'IJi L :!Il:!>(' l'noli L . 10: tì o l t. A;:o~1; L . 10: lt· n. <"<li. llf'nn:lJ('('j I,. 120: tnu. <·otl Cot!a L. 1:!0; to•n. <"ol. 1':1\·i:l L. 1211: 111111!':!. Bt>rtelli L. 100; IDltJ!1!'. C. inrlo J, 100: llllll-'>! · ~HIHH J .. 1011: Jll<lC:~ . .:'\owt> L . 11111: lliHJ.!"J!. 4lmr.?.:l L. 1110: mog;;. :-:in~lit:IC'O L. 100: IIIU).!"J.i. l"t·at'Zt•llt t L , 1411): tu:t:r:r. (;t"lonnini L. llltl; lll:l).:"J.!". (':t~€'li· L !. .]00; <·ap. Tn lT.. "O: <·:lt>. Failla L. su: <·lltJ\. D'Etton·<> L. S(l: t'li~'· l 'av:tllo L . SO: cap. Blu! L. SII: <·flp. F:tblH i:< L. S(l: tPIJ. :\l!''<sÌlt:t L. ~(): tt:n. Hotlin(, [,, iO: t<'ll . M;H\'-
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rnp . L:IZ7~trc> L. ::t:.r..i: t·ap. :::eara:,J>ia r•. ~G.8:3; ten. Ci()(l:tro L. 211.95: ten.
Voir" L. ::!:i: >"•tt . <><'ll•l'lli L. ::!.J.7.i: ;;ott. C:tHr(l!lll:t J, . 2-!.i5: ten. :::tilloue L. 65~ •~t)• llu otH• r.. :i1.111: tt•n. <"1. l a<·••no L . .J!I.~II: c •'l '· 1 ~ 1 Fo )(~J L. f::U:O: ><ott, ::-':t<'<'Oilt> T.. fil.::!' l: 1l ntt. (;,. l'lll ' no l;. c;u.:;n; t'Ili>. r'<'P~' L. ~tl ; tt'll ]),·Ila Clo ppn L. :iO: tt>n. \lr· ;.:'li•> L. ;At: t<' ll. (•t i. Tac·.,no L. ~!U<cl; tlott. Fì<•l'l' r.. :}0: llMt. !'antallllstnl'io L. 25; cl ••tl. l n:1 i•·" 1.. 2:\ : dc.tt. T\• l.lllo L . 1<>: dortl . C.llll]'<:li L. 10: dott. \niiPttn L. 10: olort. L'nz'l.u n l i L. 111: <lolL Ot· t\·>~11"(' L . Iii: tl olt :-:antillo L. 10: dott. H(>:,::•i rJ. 10: ol n rr. ~•·H i"<• L . IO: tJ.,rt. G·rh Il'' L. 10: dott. IO< li<'<' 1.. :?:i: ro l. l)(' S!nH>r.e L. JO: <l <>lt :\l:t n·tt ''-t' r.. 111: dott . :\lkhilti 1.. 2:>: dott . Ik RM!l T.. 20: dott. F urinc.>lli L. 2.>: clott. ~i< •llll·flwt·o L. ;,o: ci<•ll. llirlf'\1~ r.. o•l•: d ott. 1.1p]l('lli L . 20: (lott. Immel li L. 25: clotr l :wnh" lli f .. 11"1: t!Nt. C'anlnni r.. 1:!: dntt. T••lt'-.<·hi L . 1".0: 01111!.!!. Déll.a Cioppa L. ;,11: •lntt. 11ir·" li L. ~~~: <l•>tr. T:lntòl:t L . :!O: ()ott. TinrlX'riO T.~. 20: prof. Spinelli L . lilfl: <l<~tt. l"pint>lli J,. 70: il•l tt. Ah>\'Oli L . :10 : tl•>tt. :\n!!,'('ht('('i L. :.o: dott. RU.!!· ci··rn 1.. :!!t: ci11tt. l'>l:o·:r l<' r•. :lo: •lntt <'<•l·rml<' r.. ;,n: "''tt. l 'i<·duln<' r.. 110: dott. Rihr(·(~l L. ~.i: ch•rt. <:ani T.. :!11: <lntt. n .,,.,l('fJIIII r.. l(M); clott. :.\1olrzzi r.. 20: dott. F ìlar<li 1... 10: <lntt. FPtTO L . 211: llntt. Th• Folf<,l G. L. 2.'i; dott. IX> Fni<'O D. L. 25: <lotr. llDI:rum T,. :!.i: dott. T,•w>n> L. z.o,: olort. C::HJ!inlo L . 10: dott. Stabil~ T,.,. 10: <l<>ll. Hi~ll1.<' L . z.·,: <lnn. l)i ~· rg-io r.. ;,o: clott. Ft>Milit.,Ja r ... 10: dott. Ro$~l L. 10: <l<~tt. l"t·tlll<·i•l 1.. \:i; t! .. lt. r:,.r~·twd T.. 10: ll<>tt. St('f<IIIPlli L . 10: dott. ('~1~lla L. 111: !lo>tt. ilPI F•'ll·() L :.l(r: dntr. Dt·l \'(>('\·hio r•. :)(}; <lntt. C'n>'tc.>llnbntc.> L. 15.
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Il. Congresso internazionale di medicina e farmacia militare ::::ono pern•nute in QUC~<I; ;.riorni allit :::rgt~·lt•rill nHillCJ'O!'e L~·rizi<mi :~l con,l!'l -<'"'-."<>, >da dj Ufficilrtli llll"tliti deii'B>'l'l'clt.o e d<'ll:t "J;JJ'ÌIIil. Ìll• >'1-'ITizio ntlh·o t>tl in ('llt\j!t'{IO. <·he <li nwdJ<:I <-h·ili. fra i qunU molti~-siml pt·of~'>~»~wi llllh'"l'i'ibtri. Sono st>~ti I.nt\'J'es~ati 1 '*'~XT(.'tnri delle dlrf':do nl di ;::nultit n f:ll'<> ;Jttint propn~'1tnda n<>i rì<;:pettiv1 <.'()rp1 d'annnt:a per ottf>net-e il nt'll!l!iOr llHU.lCI'O d! :.J<lt:"~inn i. nllo .<:<.-opo di fll*lic·urnre alla rivnio mo lnt€'rnm•-ion:tlf> 11 tu iglinrt> "li<'< i:'~). I l <-<>UÙInto E'>-'tc'<·ntlvo hn gi>i ottt>m;to }:J t•,.:tt>nslonf> •h•llt' r~tlu:r.ì oni fet'lln·i:tt·i<' alle f:nui;.:lie tle.i congress~·;::tl, !o((•j::nn llamo lntlnc· l(> ultiru~ ~~ desic>ni u ffi<' ìn li 1'->'l'YE'll u te• :
l. Il C'01u.ltato intenwziona le della Cro('(' Uo~<.<;a .
2. L'O~md;t, che lnYierù quale StiO del1.'~~lo il dott. l . C. Dì(>hl. :l. La Jugol:'~t \'1:1. t'h e S;nit l'l'l~lpresentH ~~ d a l ~Hinmtf>llo ml>dico l dlt'<l Ditmqlie,·i<·. relatore JWI' il .Jo t('Dltt (t•·:ttt:tment<> ch·lle f••rit<-' tom<'orotJu<>tùtri e ùei
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190
PARl~E
UFFICIALE
.1J GIOH:\ALE llllLl'l'AHE UF:flCIAl.. E. EstrMio dalle disf)t>lllc n. 6·13 clel 1923
1) Cl tlCOu\llfl n . .Jti elci :!i genru1io 19:!J. 1'a1Jc/lct graduale c t!Umerica. di tunna;::iuut· d('i c/i:s11'f:lt.i, 11/ltifuri. Cu~/itu;:.ÌIJIIC del/e COIII JI(IIJttiC 1/i.sfrt'lltl(l/i, Nell'organk'O tlt•l .per:svu.a le uftìduli ùei di-..; tr ~ tLJ uu~ll~u1 è t:orupreoo 1 ufli<:U!Je ltlifet·iore med1<:ò, e nd Jlt!r.sonnLe di tl'll·j)J ta l <"UJ>orule-maggiou~ o C<l•l.IOI'ale aiutHHtt> di Sitnità. t\l'lt'ot·è(,Wico delle <'OillJIHb"'lie dlstrcltu.:tli è a"'"'!,;lltltu l t"<I!JOL'Ille-ma;_,.-giore o <:.'11Joml<• aiut.;ulite di snnità. :!} \ ' lltCOJ... \IIY. ml[i/((rt t/P /
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·Il Clltm t.AI<l·: n. ~:t lil!.l 4 fl·bbrnio 1923. R. dc rrr·tu 11. 101 COIICel'lzl"llli: la custil•t;iun(' (/('//((
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Art. l. - - l..;t (•vrun ti !'>:<i vnt> superiore. d1e a S('U&• ùi'll'nrt. Hi d(!!ln legg-t.> ~ ~,o"Ìu ;:rno Hli ::, JJ. 001, d<'1·e ~·->Prime re il g-indi7.iO ll}e!' l 'avnnznmento 111 gradi dl colonIIt'llo , tli g-t•nernle d.i bt'Ìl,."tl tu t get1Cl'H l~ metlieo, geuer;lle ,·onmli!"~H"io 1. d l g("nerale tll 1l i\'l ~<io n<• fJ.:e nHale dllt'<li<') l'<l!JOJ t- <li r:<•nerale (]\ ~·ot·po d'nl'ln:tt~. (ll'Clli.Àe il ll<lllH• di t'<.>Htmi"'siont' (·entl':lbl' di anlll7-<ltnento eli è <:c.>lll]>n"ta : <lell'lspettore l!enl'rnle d<!ll'J•;srrl'lto, r·he In JH'<'sletle : d;e~i g"t·nendi u (\">lgnati ·J)(!I' il N mwndo di UDU 111'111~1 t a. e <h.•i :.:"t' ll<'>llli d i I·;,..<' l'('\ ro ~ d ':lnnn t11 dw, p u1· 110 11 n v(',ll<fo li M delle caridl~ ]ll'(•tlt>tt. •. f11 t:t·i:mo ptt't" ciP! t 'ot t,-iJ.:Iiu ch •li · E >NC'·i tu. Q n .'l ndc) l'u ffic'ilt l e cln es:unin.a l'l' ll f•Jl:tl'lt> n;:-:t a l <·v t'l"' i!:lllit: t rlo \'i p: t rl~c·ip<· t·à t'O n d·i rilto a \'OtO il genern l<> rue-
dieo t·a J U l. l't' l' li• ]'l'<Hilil%innl ; ti g'l'll tl! <I l <·ololln<'il<) c,> di g'I'I!('I'H ll' dJ UJ'ÌI!Ht:t (1!\'IU."f<l le ID<· tlk'O . .,. ,l!t·H<'r:tle ~~tllllui> ~1:lriol •• pe t· J'esmnc di pl'òlll>,.te !Il 11romozione per m erito <'<'C'PZional<>. d j c·11i all'art. 1:1 clt•lin IPI!A"t~ R )!'ilt$..'110 J!I J::. 11. tl(ll, entrnno n fnr 4'1.~ <!t'Ila t <•:llllti,.,,ionp diritto a yoto tutti l t'<Yiml Btlanti <li <'Orpo d'armnt<l. L~1 < ·••:t•r. n j,.-· !()11(' nw1 ,_· :.n H•ttdN'it l'l'"' il n i l:; t o,-., 11011 ><ii' U(l pt,-.senti n Lmeno du~ u•r7.i <h· i suoi membt·i t·on di ri tto 11 voto \'ti i l l'audidato DciD san\ dlcltilll'tlto idoneo m·i· no n ahhin r iJ •ll·fato clue INzi di YOti fnvo~Yoli.
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.11 CmCO LAHE n. :-<;j <1<>1 1~. f(•hhrain 1!J:t;:. lJN'rf•f,l milli.•ll' rialc• elle sta.bili.~rc lr ,,fili dt·llr t/in·dtmi r "''!Ili .• tat,i/inlf'llfi. rti arliy/ir•ria, 1/l'l ffCilio, ili .~anit.à e di ~~~~~~~~~ i .•.•ll riai''· Al't. ::,, - l A• ><l'di ddl~ cli n·:dun i di ~"111 i li• t!' tlt•J.:Ii ~fahililu<·nti i«lllltnrl OOll() )p ,.:<•g'llf'llti :
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l. /Jir. ;:iattilù. 1'urino: o.;\•t'<Utle lll'Ìltdl)illc: Toril10: <>SJl(!Ù.ali H 'C'OIIIùu;: Ale s &lUdrill, 8avigJutnQ; t!llti vHri: istituto d.t-i·miCO·f~ll'UJU(.'elltlt.'(> milit,ll·e <11 Torino; ..Uthiluuf>nto bulnt'O· tt>I'I!Uilc di A<:qnl. ~. ])ir .•~cwità Jlilauo: QS~I(lCI. princ .: .\lil.:Ulo ; osPcù.. :>4..'<-'0illl.: ~O\':Jl'il. Ut·e:scla. :J. LJir. ,-;unite~ vcro11u: H~!IC11. ~)dm·.: Verona; o:speù. ~:-<:eolH I.: 'lì·euw, 'p a. ~lova; inferme l'la prt-sidi.nr.la: DoJzauo.' 4. Dir . ~anita lJologna: osve<l. princip. : Bologl'UI; osped. set.·o n.: Vert?r.ziu; loJenn. pt-c!rtd.: nave un.a, Treviw. S. Dir. Bat~ita 7'riestc: o..qped, ,prlnc. : TrLeste; o~l. SC<.o()Jld. : t.:dine; il1ferm. presi.: Gorizln. v. Dir. ;..;anitcì l ·'irnl=•· : osJ•t.'<l. fll'iuc . Flt·t•ìW.e : o;;:rlt'tl. s;c'Oud.: t: t:>uo,·a, Pin t"P.117.a; lnf<>t'ln . .prt>sld.: l'arma. 7. Dir. ~anitC:. RCi1un: ò~>ecl. pl'lnc. : Uonut; osped. second.: Li\'01'110, Perugia. b. Di!-. Sa11itci ~·ctpo/.i: o ,;;l >?d. I H<Ille.: ~a puli: O"Jw<l. St'<.'OULl.: O t>'('l't..l: i nfe!'lll. J>r-t>.siù.: ('uva d.>::i l' i-rrel J. cu.tum..n.t-o: enti \'t~ l'l: ::;tabil. ùalneo-tennn.le ùL Ischia, c1>n n1 h·.~~rm:a.riQ d l :IIIJI<>s:tlu bt-cnsc. 9. Dir . .<:r.tlifcì {Jari: O.~Jl('d. priJIC.: nul'l; l)::>)le<l·. $1!('0 T!ll.: Aucom~. Ch let.i; ~n ferro. 1ir't'si<l. : l..E'C<'t'. Aqu1L.'L. 10. JHr. ~auild p,, l ermo: o!•pP<I. prln<'.: P a l.ertm>: WSJ~l. I;<X'Oilll.: :\leSSIWI, C a~ linri ; i nJ'Nm . pre!li<l. : C11 t~ uia , Sassari. i\) l'lllCOt.ARF: n. 101 det 28 feùbrn lo j !)2~. - ·~·lonu r JW>' l'a ppZif'rdoue cl d R . dclf'{IÌS!a.li r;o 11•• 8 del i fl''"'''tio l!l:!.'l 0/)/Wf'l.-m/e mor.lij/co;:ioni alle rli!lposizion~
(' l'(' fu
Aul IY'dutam""'" itcl R. Esercito . II. }iuov-L criteri per l'accertamento clcWa.tti.tlulitlC fisica al scrri:rio m-i.litare. 22. - Col R. (]l?(·.r(>to D. 24 ciel H ~l·rnwlo 1923 (ciJ·e. 45 del G . :\1. <'. n. ) SùDo stllt! nq1pr ovntl. in e~c-u;~;iQDC· de.gU art. 6 e i (JE'l R. ù~t-eto legislath·o, 7 gen.nalo l!)!l:t n. n. ll num·Q el:&~oo A delle lmpet-fez.ioni cd Jmfcrrmfltà elle ~·ono cau~ di inabilità U;SS'Oluta o bemporanen al sçrvlzio militare. e il nuOYQ E'lf'nro n delle rondizioul Jù:ieh(• <:lte limltllno l'illont-.Ltìt al S<'rvido ste.'*'O. Tali e>Jen e bi sdno <'Utrutl iaJ "lgor e il glorno !l f.?'bhrn-!o 1!l2:-! e <ln Ilo ;::t'Pl"l'<). gio11tlo debbono con,<;ide>mr~i abrogati )!ii au.aloghl elencbi A <? B ni])proYatì t.'On Decreto hlo:r·>tlf nellziai<? 2:? lu)!lio 1917, n. n;w.. l nuO\'I f'leuchl oono. nntnJ·nJnwnt<>. n,p plicu blli non <i>()Jo nPilt> vi>:it.(> degli iscritti l:llllntnzl n i C'.onsigll <li ll·vu. mn :wch<' In rol\fronto n l ttnllltm·i .~l ll::. :\1'111i o l n r-ong-e..lo di<! <Sia l!() S~~ttopo:-stl n l'H ;.,_•.'1"1!1:1.'1. T.>€? a u.tol'iti'l m i lìta ri non d cw ru n no perumto omettere di prend<'re In ronsid<>rnzìnnf' le dommHie <li !'Ottor~<~si:don(' il. nlS· ~:ma loro pre.<lentnte <ùtl m1 Il tmi. i q un li ~·i t•it<'lll1I!Ono n fff'tti •In hu J)f J'f~>zioni o lnff>rmitil r he, ,ltin~n l dne nuoYi Plen<'h! f<ucHrttl . .<>inno C'illl>'il <li inabilitil o òi limi t:n ta ldoneitìt n l ~X'n·lz!o . ~<' Il mJiil',!!:t-e nE'Ila Nl~<s<>~n•n Slll'il rironoscinto eli Jimitnht id()nei~ì al SCt'VI;~;io. non do\•rà, ']X'l' quE-sto solo fntto. "'-"SE!l'it'~ invjato in <'0114!<'11<). n mr.no che non sin (li quelll chb'!lm~lti nlle armi roo. l.a. eln!O.'OC 1003. Infatti l miliht"i <li llntlt<'lt.'l Idoneità al servizio venuti alle nrmi prlma dit>lla C'hla.mntn tle-liJt dM•~ l!)(~'l sono Yinrolilti al st• n· izio nllc> n t'Dii n l pari cl(';:ll nltrlmilit:ll'i <·muplc>tnm<'ntc> i<lmr." i. Rol ta nto· i m l Litnri dJ limitnt{l idOineità YC"Tl\ltl nlJ~ nrm i· <'011 In <'11'1.!'~ 100:\ l<on(} ;;tnt! <li~)('n-"1\tl dnl <'Ompie.r<> In f enm\ dal n. 211 d.ella d rC'. 72 rlt'l n. :\1. c . .a. Zl. - In ron ;;('gtté n7.a d e ll'nbro,::-n?.ione d:<>ll'nrt. :1 11<'1 n. ()E'I'rl?t(I-J<'~~E' 20 n·P ril«' 1!'120, n. 41i2 (ahro)!'n7.ione (lispof:.ltn. dnll'::trr. 9 <l~P I R. llE'<'J'<'to-l<'~i;;Ln th·o 7 ge nnaio 1!lZl. D. ~) l'Art. 58 cl.(') te!:to uni(-o 27 lli~n·:bl'(> l!lll. 11. H!l7. ila t'iJWP~~~ htt~ral mE>nt<' vlgor't'. 'Pert~•!!.to. 11.'1 ora innanzi tu tti :.:11 ll'<'l'i ttl ,li l:?\':'1. i qu n li. tn1.;;ror!'O il JWI"fo,Jo della riYe<libHitìt. !'!,•ml ti!lo 111T<:> tt.i da lnf<'nnitìt ,p~:c>~untf' ~n:thili e c·h{' nw1 sin no <li quelle rom,pr('~ nel nuo,·o f>lf>ll<'O n ropmintlir ato <'h<' i llui1 nno nut nou . ~luòono l'ldQueltit al ~X:'rvi;r.lo. (lOYrnnmo e.!<."X:'I"(> t·ifOIIO'I'lti qunndo non l"in J10l'!'ibi le rln'l'iJ\ rll n <l altra ~utn rlel ronsi.t di() di le•.a. 2·t - I rnllltltri. 1 qunll d€'bbono t•l ;;pondC're nll.a <'lli~mntn n i ~ 11 11nl cJplln C'Ili,<:!~:(>. 1903 ()rcllnntn <>on 1:1 c irro lnre 72 <1<'1 G-. :\L <' . .a .. !'<1Hllllllo. 1·onw ~tn hilisN' il n. 2,j dell.n c iN:'. !<t.e~>'ll . .c<ottopo;:tl n nuo,·i n <'<.-ertnm.Pnt i $11n itnri. lu hH~"'· nll•' nuo\·e
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PAR'l'f. I;Fl'JCJALE
dl-"liOSmiull>i uru vi)!t•nti. Quhl{li quelli di C.'i.':'i <·hc ~ia.uo ;:uHi atruolnti <:ou dJ:o<>tinu:-.ione :ti "'-'1'\'i:t.i ~S<-.Iput:tri iu ~~>Je 11llu Lettcru A tlt'll'abrogato art.;; del R . ù'e<'retolcK:.:>E' dd 20 lt !i l'i le l.!J~IJ n. <li'1:!, e doi· .soltanto .pen:hè t>et'dtll"<H':l. l'luabllitù remponul~t era ln\>'<'<'Jt',;v il i"' riod:o ùeiL<t t'Ì\'t'l.libilitit. \l>OtnHUlO t'''-'~re, ~ tlel <:uoo, rlfonnnt~ in l..:t><e ;.t tnli uu•n"!e dispOsizioni. ~i. l uti l ita' i <IITuol<t ti (.'()n •1e..tilutz1ooe <t i I'!CJ"\'i7..1 .:;edt'nt.arl in baoo ~llla J.t.ttl'ta A d (•l!'lllll"<lg'lltO uri:. !) del H. d e('N'to-kgj!'(' :!0 :lpl'ill.' 19:!1.1, ~t. 4:)2, j QU.'Ili· UOII siano <·ouwrb.i nt-llit d tiam:tta d('ll:t d<t"">C l!Mia· 1p~ttl.tè già <l lle armi o ·in l'O~o I ot.ranno <•hiedeJ't' di "'"'*'t'e ><ntt<>I!O>'ti 11 l'fi.'S:X'lPI:1 l.n [);1,oe ulle nuOYt:> •li><JIO»izlonl. <·ome è ~tato indknt.o t:~lJJrN'I• li<~Jlt<~ n. 2:!
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7) CmcoLAkt: u. 104 tl:e-ll'!l febbraio Iù~.- R. d ecrr/t, 11. ~Tii dr/l'~ j'rbbmio 1923 <'lic stabì/i.•l)(: 1<: fWI'II•t r i fl!'(>ffnwllu; /1t?/' !Ili r<.~pet;im eu /i (/i woucitri al/'ara11:a mt'11to acl at~;·i,uilit r o t<r·ella dro/i uffki.a'li in .-;. A. P. A,·f.. l. All'art. 2 1lf'l d~<:rdo 2".! ottobre 1914. n. 12'29 è OO.'>tituito Il ~ente: l ten+-ntl eol onuelli <lei <'Ori)() .>~~mitm·lo don'llnuo <.-om:pll.tll'e. entro 11 termine Jllll.~~~mo 1U giorni :!\1. wta lll<'t!lllrih ri~~uanLmte l'o J·gnuizwzloue é ìl fuuziou.'l~to del f;(>rvloi di f>.''l.nlt;). in ha-~ :t li '(•.,..j)()r i~·m~a di guen-:t. Dt>t.te nwuto.Ji+' AA n••nno sot· t\>I>OSt.~ al!'('r-::tuw <Il a]lposlta ('()lllllJ.issioue 1wesredutn llSl un generaLe dl eaerclto o di arma ht. o th'><i_.:nato tO'Ini\ntfaqJt.p d.i :tMnuta. Im~a.n:d n ·t u il' ('fJI'f]j1)Jii><:;lnne l ('llndid:tti .snmnno poi <:biun.wti a di-5Cutere ornlmeni'R la propri:t memorUI <<d :1 tisl~)lf(lNt- lntonlf) lt tutti quegli Hltti ar~orucntl. r<!lntlvl 111 ~1-vizio ><lmitnrio, sul qunll In I'Oinnli!'l'>lo ne >'lt:S.'I:l, C'J'«ieril O])JlO'rt.uno l ntf: J·t·n::-Hr·ll. Art. ii. - L'a l'l. li rld <l<"·t·t>to 2-1 ~lllutil) 191fl. n. ::il. viene <.-<'liSi ,J:tl\r7.jaimente Jmxl.ilìcn to; Jo I!TIIPJ'O - l'rm·n unicn: :tmminl!'<tmzitm(': .st>J'Yizlo en uJtario In guerro e (>J'X't'azfon i al(• t· l.'l 111obl H•r>:1zio1w: igiene nù llb>1 l'E'. 2<> :rr·n1•110 - Pl'OYH wnka : nru.1to.uln .::hinn·~rk~ (' m:l'cilclna opemtori:t. )lo I!IIIJIJl·O - Pt·m·n 1': <'linica ~nledlca o <'liniCtl chln.JrgJcn. Prov:1 2• : JUf>(JkiJ•II Je~ntle mlliw re. ('n:m'O><i:t.ionl-' rll' lht <'()mll'il-'l<i<na•: un ;!'l.'nt'rale nwcli<>n : O<we: tr<'neraU Jru:-ùicl. (.'OJ<H111<'11i O tf'lll'nti ('O!OIIIl " l ll nH·tll('i. ("laldh·isl ln 11~ I'!OttO<'OIIIOl~i'!'IOni). Art. 11. - Gl! :ttti<'. fl. 7. e H del de<·t'('to 11 di('(>mbre l!ll8. n. l~ re;;.1'.11Q10
x
(.'OSi moditìr·:tti: f'i? l' i e:qoit.'l t~ ml'\tid l'espt>rim<'nto ,'lf"fìnll h·o ('();t;;i;;tl'lfit in UIY.l pi'Ova dinlca ~ 111 !(Otto d•?l mnlatn f' In una proYn d'nnntomla JlAtolOJriC.'I. T..11 C'«.n::niS.~ioru- che doYriì pl'l)nnn <'in rl' il g-iwlbdn 8\1 r·ia:or·tm <'<IIHlitl:tto .mrÌI ro:>tituitn ('(lrtl(' ;;egue: tm l!'~llt'rit lt> 111erh ·n : 1!11 n· : g'('IWI',lli 11 •<'d i(·l, <•> lonne 11 i n te n l'n ti ('() l•>mtt>ll i ml'fll('i. Art. 1:!. - Oli :lJ'ti<'. 1. ~ ~ ' ~' tl<•l & o(•f'>tO :!! !IOY('Illbl'(' 1001. n. :;:~C< l't>Sttu:~ ,._,.; morti firì\ ti : f:ll ('!'<nmi ~p("<'inll. <li f'nj :1 11:1 IPitPJ':t n. cl1•1l'nrl. l. <lf'll:'t 1PI!'I!'~· 21 m.ll17-0 1917o. n. :{rll. 1-.:'1· l ':tY11 nz:lllh'nto :t !>f·l'l ta d••i t Pnr·n ti rnt " lil:i <'OIIl.J11'\'1Hl f' mllnn ~ pnrtl: unn -;' rPlimin:lrt>. l'n l tra tldìnith·n. TA• JI:JI't~· pt-.•liJn·'•l11l't' c·on<: i l"t~t1't n~>r:ll t•l"!)ml j,;Jod<>tti c]{!] :\rini~t<'ro ÙE'lbl ;wE>rr:l. l'l' r nr<'('rtm·l' l'!tl nllt·il:'t nll'a,·:ml':anH•nto 11cl nnzinnitil nl :::-rndo RUJWriore dE'i òE'tti umdnli. Pt>r f'.,"PJ'C' :tmll''·,.,,,i :tll:t 1" 11"1•• clc•tìJ•ith·:, {~P~li f':<:lmi lo.'Jl>>('i;l li l ronror.J'E'ntl òo\Tnnno rlC'rÒ :lY('J' 1'Ì 'P I)11;\t.l n ;•lll1 p:lJ't(• r.rl'lillliJ•:tl'(' llll~ i Cl.I'J'I :t riC]O!l('Ì t Ì\ ÌU ('i;IF<'11lll1 lll:ttc•l'ia {!tl 1111:1 nwlll:t c"mpl!•<:.."Ì\'fl di llì 1:!0. L•t r<nr·t(' cl<•l'ìnllh·:t ('011-<i,.,torit in 111Ht ,prm·:l pr:tti('n eli :lllnt•>min pntttlog-ie11 eò ln un t'!'j)('l'inwnlo .prntiro di tahnratorio. 1 .11 rommi~f:'nm> """'min•ttr·'r,, !-'!' rit <'<•!<Ì r-<>IUJ)()sf:t: tm !!Pn•r ral<• JIH'{ii('O: noY(': uffir-inll ;·11Jl<' t'im·i n t<'<lir-1 l>'t tcl<lh· isi in ifi'P ;'()tt.o<'OIIlll tÌ ~l'OÌ(llti'l.
J)irrtlore: ATtT'O'RO f'.~SATtJNl. t? n ente <'Oionnello m <>dicn. 1..1-11)3\ - Rom:>. 192'.!· ~.~- Stabilimento P oli g:r:tfico p er 1'•'''"''";.,,.,,:,...~. della Guerra
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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare
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La lotta antitubercolare nell'Esercito. - Un volume di p ag. Uti con 8 ta · vole
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Ricerche biologiche degli Uffici psico-fislologici di avilizlone militare. Oo volwne di pag. 236 con 45 figure e 2 tavole.
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Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un vo:ume di pa.g. l 00 con ~n fìgurP
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Congresso internazionale di medicina e farmacia mHitare (B r uxt>llPs, 19211. R elazioni ufficiali tfhl C<wpo !'nnit-a.rio mi lita•·~' iwliano. - Un ,·olume di pa.g. 100 . . . . . . . . . . . . . . . .
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E. SANTORO. Ferite adclomJnaU di guerra. -Prefazione d el prof. N. G I AN· N JI;'l'T,\ S IO . Un volumel di pag. 400 Com as figure . . . . . .
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CONDIZIONI Dl ABBONAMENTO . l. 11 Gio~ttale dì wcdìcitJa milflare "i pubblica i l primo giorno di ciascun mese, io fascicoli di tre fogli d1 stampa . 2. L'abbonamen to è anrcuo e decorre dal 1• ge on aì0 3· Il prezzo dell'abbonamento è : Per l'Italia e Colonie .L. ~4, Per l'F.s:l·ro !l6,1 in H nlia • 4,Un fascicolo S<'parato costa 1ali ' l~stcro 4,00 J1 suppkmento t'òlllCneute i R11 01i l in !tali~ . • t n,ctì au :itw ità dd <' Otf>C> 5anitarlo l ali 'E st <.'ro
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militar(
12. -
<'O~l~
l· Per gli t;fliciali medici c ch imici fnnnacisn del R. l '~e rdto (in servizio attivo, iu posi,;one ausiliaria. <li complemento, della ri~erva <'<l a ril>OSo) il pre:~.zo dell'abbona· mento è ridottu :1 L. 12, anticipate. S· L 'abbonament o n on d isd<'tto prima _del t • tlketnbre "'iut('nde rinn <Nato per l'anno S\ICCl"SSÌ\'0 .
6. I sil(noci abhonati militati in efTeLtività di ;;er\'i7io p:<gh<'nlnno l'importo del· per meno <.ki dspcttivi coma1t<li di corpo e direzioni. 7· J>er i soli uf fici'ali medici (dell'Est!rcito e del la ~larina). in qua lu nque poshdonc si tr(l\' ino, è ammesso ,ut ABBON.'\i\1 El' l'O CUMl"LA TIVO al Ciomole di medicltta militare e<.l :1gli tl>t>l.l/1 di '"c"diciua >tn vale t coloniale al prezzo di I •. 27 311nuc. Per ottenere tale facilitazillne 1.·umulntiva gli abbonati militari d cl\'ranno far pervenire l'intero impono ali'Ammiuistr:uiouc del pe riodico del proprio corpo. ll. A i lihrai .<i r:. lo ~,·out" <I ci t <' per cettto, ma soltan to per gli abbonamenti delle pet ,;oue (' <le~!li e 11ti •u>n mili •.ari, che non po,;sm•o fruire delh1 facilitazione l:li cui ai numeri 4, 6 e 7· l'ahb~naiDento
NORME P ER LE P UBBLICAZIONI. r. I )::~,·ori ori~inali, k not<.·, le riviste - cl.\ttilogrnfat.i o ~critti n mauo - devono occupar.- nr1 !'nlo lato del foglio .:d essere accur:•tamente riveduti dagti autori. . Si fa spec iale rncconw1ulazinn e che quelli sc:rilti a man o siano h<'U leggibili, f>CT moclo di elitare ngui dubbio di interpr.e ta2 ione. l n CMO <'•) n t m rio. 1:1 Direzion(' ·:<i vedrebbe cos tretta a so~pe11<lernc ·la pnhhlka zione. 2. Salt·o ca5i t'<'C('zion~li~simi, In C<)fr(>"Liotie dell e hn1.zc l'arh fatta dalla reda2ione. anzi chè <lagli ~nluri. per nou viucolnre il l~v oro tipogmti co agli inevitabili ritardi postali . .~ . l ,c ~vesl' per :,:li I'Str.ttti e quelle pn le tavole lito~ r~fic·he. fntogrnfil'h c . ecc. , cbe accomp:tgua~st·rr· le ntt'lllOric- , sono a carie'> degli autori 4. G li ('5tr~tti snuo di cluc tipi: 'ripn A . S<>n?.n copertim1 e col! n impaginatura ~ numctazi<>n<' <lei fa..<.<·icolq. -- Tipo B. C'nn cof)(' ttina ~tampnta . fronte~pizio, impagina· tura (' muucrazionc spccink. .~. Il JJre t.zo <lcgl i estrat ti, per gli autori clcll e memorie che li richied:mo, è N'j!'nlato d alln ~~ncute lMiffa: Pl<EZZO DI CIASCUN fòOCLIO DJ ~'J'AMPA.
·---- --- - - - · T IPI DI ESTRATTI
Tipo A. Tipo 8 . Gli C5/talti nduo>i di
-NUMERO DELLE COPIE
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le>" c!Sirn/li O III CIIO .
Per qu('/it eire ~ uf'nnuo "" j t>l!li<l, le {1'<1:::/oui ìu f>irì. che 11011 superauo Il .,czzo ,.; "'"" "f."'u """ ""' "'"" '' "u o~llt n .... .-t.~ "''*•,\ ,,,.,..,., ;.,,. ... ;,.,..,_"" . ,...,., f!l" ;.,f,.,<ffn.,.f' 1t "'" ,., htr
lr'4 nUr"
11-)
•
Pubblicazione men&lle
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
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PUBBLICATO D AL MINISTERO DELLA GUERRA (Direzione. centrale del servizio sanitario militare) Giornale di· medicina militare : tSSl·l884 Giornal~
medico del Regio E~ercito c della Regia Mariua : r88:;-r89,; Giornale medico del Regio E!'ercito: r8<)6-roo7 ~ in? , , ..... Jio';
' .. ,.. 'O.,j,ò\
ANNO LXXI - 1923
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l Maggio
SOMMARIO Gabriele d'Annunzio. -- La. preghie ra di Dobr-rdò ... . . . ............... . Pag. Hl::! MEMORIE ORIGINALI : Un semestre di p rofilassi auticeltica ucll'Eset·cito. - Note statistiche ed osserva.ziòni .'............, . .. . ..... : . .............. . ............. . Pag. 197 l'uiiJo. - Appunt-i <li tur ufficiale medico di complemento sull'organizzazione dei servizi sanitari in campagna ........................ . 202 >• ROdinò. - La pulce nei tl·opici .. . ........ .. , ........................ . " 212 CASUISTICA CLINICA : Casagrandi. - Contributo allo studio delle lesioni rlel fondo oculare e del nervo ottico prodotte dai raggi X .. .... ..... . ............... . 217 " 218 » Alfonso. :.._ Caso di psoriasi post-va.ccinalc ............. . ............. . f( 228 Accorlntl. - Laringoplegia bulbare post-trauma.tica. ...... . . .......... . 22D RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA ............ ... . » 233 LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA .. .. . ... .. . .... . .. . » 23!f U. CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E FARMACIA MILITARE. P ARTE UFFICIALE .. -~- . ... . . . -. '...................... . .......... . ... . .... . .. . 24U
•.
Direzione ed amministrazione
_
ROMA - Pa lazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre - ROMA Ptr lt IMtrzloni di pubbUclfà rivolgersi DIRETTAMENTE all'Amministrazione del Giomale d i medi· cino militare • Palazzo del Ministero della_ Ouerra - Via XX Settembrt - Roma.
Per le nuove' norme circa le pub blicazioni del lavori vedi copertin a (f • pagina).
•
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l . Scw Ft·anccNCO larrro r; logoro ]IÌ(lllffC -silcn,zio.samcnte in yinoccl(.io ~nl gratlino S]Jl'zzato dcll"altarr· mayyiore.
''
P e·1· lo .squarcio dd tetto il maff iuo eli settembre gli. dlnmina. le
piante dei JJicdi 1)iogati ,· cc/ t1 crJIIt C 1111 lum e che n~ggi da.Ue su.e
:stimate di amore. 3.- In questo lum e ·'~offrouo i frrifi della 'notte ookati su. la 7Jaglia lungo il muro superstite tlclla fJOrera rasa <li Dio.
4 . 11·on ha piiÌ, tovaglia la. ta1:o lo d cll.'altan·. 1d clwtlcllicri, m1 1Ja,lm c, 1!f) c iborio, ·nè tu1 ;r i bolo, IH.\ OIIIJIOilr' , nè mcssrtk. 11 (: lrgyìo.
·>· A. muechio s n là taroltt ddf'ttllm·r slam10 gli dmr·tti d ni 11101'ti, l a sca.rpc ferrose dt i mo,·ti. ['r•r ciò il Porcrr:llo qu·i piange. G. Oli elmetti amma.ccati. scrostati, f o rati , l' un sull'altro, grigi ·come le~ cenen ; , col cuoio ch'Idro maecro di sutlorc, intriso di S(W[fll C.
7. Oli elm etti cli 'cran t f' llllli dMia !WffU solto 'iL m (· nto dci morti, e per forli fu fatto ·un 1JOco di for:·a alla. ?no.sceHa. aunt.
8. L e sca.1·pe (:h 'cnm. ?'ima8i'C oi 11icrli ww yiorui c 1H'I' r1i01·ni <' ]J(W giorni in fango , in polct: r c . i n Ra.SRO. c: furono 1·otti. i l erJàec ioli 1)Cr tira.1'le dcti 11icdi freddi allin r·ati .'ili l ' urlo (lclla scpolf.um. 9. L e 8poglic d el capo c dei l>ic(li, srT batc rwi v ivi oltc n ella battoglia
mmTanno , gnn;auo l'altare del sacrificio ùwrucnto. JO. , 'olo v'è con le spoglie ·il Cristo clt c porta la croce, la .sesta Stazion e, un' irnagi·nc di tmrità c eli ]Httim ento. 11. Il medico. t1'a fia.«rhi fo.'<r·r· f/rtr.~·a ,, rofo nr. (' lll'lìo ·"n la c imasa d ella òalauRtrata di. l cg ru'> malfcrllla sr·rirr le sue tristi. tabdlc . 1'' Da prcliRO, 1'iJ)irrJaff·, co utro il muro cade nte, simili a vecchie bandiere chiu.~e 11~llr ru.~todit' di tela ,. macuhtt e di rOS!W c lli lJmno, poggiano l e bianche ba1·cllc. 13 - Oiomalc di medicina mililarc. -
!"alOe. V.
J!l4 );L l ferili dl'll'u8,,alto no/turno. t/is1·rsi 1/u//r• trinN·r• 81'1/ntk ndlr· JIIC· fi'UÌ (] df'l f'Ofil•, -~ÌIIIili fl lUI 111'11/f'llfO Sllfi/Ìlilf' fJÌ{Ir•('Ì(JII() .~0/Jra ((l }l(lfj[Ìa.
1~. /JorTolli yicu·(·ÌOIIO a. ,('IJIHII"f ' il dolo1·r·. u sll[lini a fi.«.<:ul'lo, o ,wf fiuncu
r; sul [JOtnifo, o rattratli. 11 r·tJ/ ln·nn·io tlif'fro il r·atJO. o r·ol ca f!O trn
i yiuol'l·lli, o ('01/ 1111 xorrisu ll'iujaul1 · udla lio1·r·o (18xctaf.a. o r·on 111'(/r' or·dtiait· torl,ir/t · lu 1.'1 '1'/ iyi ut· t/f'/la lJnllafllia.. .
l:i. Sun si lO!JIIauo, IlO/t t·hill!IWIIO. 111111 tlilllllnrlon(J. 11un fanno parola. T(u·i/11rni. a·'JI'' IfriiiiJ 1·llf· t/i .o.:/nullr' iu .o.:/ran"· li /ra.,ll/11/i la J>rtfri<J.• r·on /t• lctbdlc IJI!ruln· lr'yalt' nl (·ul/o r/11 1111 fil". or·,·. :·writta la piuya
r· la 'w r( t ' . lU. ,...,.1111111() tra paylia r. tlllll'r·rit •.~,,/lo /mrì .o;lrt'''''llfl'. lllt'!IO lUI /J/1/I'lJ ft•nt/ufu. uf'/lr1 d1 ir·xo st·11::. a fi/'r'!Jit irTr·. t-: yuo/11110 Jlt' l' lo WJII<IITÌO t/l'l 11'/tu -~: 11011 si l'li/Ti su/ foro pati,·r· /'1111!f1 'lo ro/ rlil/amo 1Jitl!lt·n o r·r,[ paJHII'f'I'O t/l'l'O la mr,t'/•·.
17. 8anyuiuauo yli lltllllli: ml111sfi r· ir.,u/i, /'{ l ."'ia
l'li/l
rolli in tayl ioti dul-
lalinfl. /)umillfl laln1111 il rlo/r,n· . t'Ili/ C'ÌJiiftlio -~dl'llfl!fÌO . 11111-
gf Ìt'llllllrJ la yiallo frst nr·tt. ]~. Sllll!fi/Ìtt(ltiO f(ÌIII'
i [JiOriul'/li: r· /, • sii/l, · ., ; /'fiJI JIÌ!/[ÌI/1111 ftilì /11' 1' la 1111111 · /II'ÌI'IIrt. ,'/IJ('I'hillr/(' /Of/111(} /r · I'Ì!f/Ìfl. l' ·"' llff' l11 1111111() 111(/(f ' /'1111
No i/o fa un<·u. 1!). flionrli ,. fr,w·hi. Jlflllirli l 'rJIII ''
1'11lH il' r/1 Ila !flli,/tia ,.,,. f'!t in rk la ym -
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doll'oyira tl'tu·<·irtio. jtl/iyyinosi
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:!ù . ."1' 111/)1'11110 1'0/'jti formali 1/i fl ' /'1'11 ('1111 i11 .~fl/1111111 1111 risu di 1'111'1/f' r·ft, · duoli' . .-li !fÌIHJt'C'Iti ddlt· ln·odlf' t'()!l-'lllt lt• 1., ri111aslo il ~<iyillo /'IJ-'-'11 · s(ro dd ( 'ai'WJ . .Ilo 111/f/ rus/l l'!' l'rfl·t· fiuriM·r· a Jiur r/' oyu i br'llf/11. :!1. l'rwlti 811 Jlo<·a ! Hifflia . Ira IIIOr·crir t ' ro/lami . in Illiri IIIÌ-"''I'(IIHla ntina. don· l1dll' 11' iiJirtffÌIIi r/dla /'r!.<:siiJIII' fumno 11111111111111' O (lis(ntltr· . /1'111111' ' 1/ltll:
la. .c;,..~la.
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lj/11' /llt ( ·/t (' Jll'l'(·nlr • if l'i!{llll l'l' lfl/111/f/(J .-<i /1/UIIÌ/t' .'</11.
(.'oxtni, do/ r·OJIO /lf'l!llufo, rla/la IJttr/,a t ·n '-' flll d,• imliiufa110 i fJI'IIIIIÌ.
r·o11 ltl'f/li ot·r·hi di jil'l·a l'anlon iulr•nlo e/l'Ila fi'dt• 110/;cllo. 7/0 n i{ .<:imi/f' ai !liiJrani tlist'I'JI()/i in ('ris/o. Il· Fi/Ìfif"' di Uf!'!'Oida . arT ::1.11drt'll Jrafd di SitiiiJitl', (jiii/111/(J il 1-' i!Jiino / tl tll'l/'noiiiO 11011 arr't'a· Jllll' i/t,rr· JIO-'"tn· la f/llflllt:ia t
r/ollo Sf/11((/'r/(J t·ifr .-<(l'li . c/11/ I' ÌI'!JÌII('U. •VOlfO Ìllcii1/1((01 ore 1111 fuo<·o C'ltinso /m .~Jifll'l' [Wl (Nir•hio r·hr• .,olo c~ cop r rto
;_!!. /:
lfiii' S/()
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di Cfii'IIC qnanlo b''·''" a 8ÌfJIIijir·arr· il rlolort•) tiOit somi!Jlia. Gioranni
l !1:) i[ tfifr'fiO IJIII/111/() .'(i JIÌI'!J(I rtTSii il f'ON/11/11 l'hl· SllriÌ fntpfto rfaf ( •{}/f)(l
di [(lu('ia!
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tlir·tro hanno i loro 1nonli_. lr· Iom ralU. l1· Iom ji1JIIIIIIIC, 1r- Tor rloki ('OIIII'll(/r· . lr· / or ('Ì/fiÌ di yra:::ia e-u.~ t ru Il i c·on
:!U.
in f/ÌIIIIIThiiJ rl•ll'llllli ai [or illlollli
l a Jlif'f ra n a t a l r .
n IJIIi SUII!JUill(l l'ù'lllùria. c: 81/llf!UÌ/111 ljUi Lolll/)(11'1/iu. (' SI/IIIJIIi/11/ \'c•ttr..-ia lrt ùf'lla. sll/l!fllina la ('!1111)1(1/tia. fdi<·r· . -'1/ll.lfi!ÌIIfl Sir·iliu /'aumla. ,. !'lf!Jlia la piana. <' ('a(IIIJrirt lct, t'l'lilla. c Nardf'!JII'I ili di·
sparir•. (' 1111' ('() fa
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Homa la t/r111110 iiiiiiiOrlalr·.
:l7. Or dti llllli tillllrt f/01'1 '1'11 r·a.~a di J)i(J, (/ rac·c·uylic·n · l11nla fJl/r' l'la rl i Jlfli'JIOI'(I 1 yira s11 lo -'(jlllll'f·io 1/d fl'flo. f'OI I artr · lifai!Ìf'll. 1111(1 .~i t'Cf.''/, ('IIJIO/(l
iu g/OJ'i(l!
:!S. 1;: T'or/l'fiN· di'i tr111pli ltf,rdli . .~i111ilr.: a
1111
lfllotWITOto n· ~~.t rnl,.,
]lllri al (/ r• niu ril/oriu.~o 1'h1· r·ulr·a il uol'iwro .~dtiaro r· !JI((tfll di ltì dalla rittnria ~
'
:!9 . .-.:i/t·n::. io 1 umiltà. 'JW::.irn .: o. Sltt!flt'l 111 n ·ua. Da t'IJ-"a i· r·ol11111. 'f'alt/11 11 8'acldonnt· , c·ol lJrac·('iO so1to la !fOla. Lo ''''!Jiirutu i frotdli t'hl' 11oH ho11110 fl'l'ffll"
al pr·uarc.
;W. Rlllt'Cl· uua 7mrdlo. r cu·i<·o !/'o/lrc· NJIU!Jiic di mul'l i . r·arir·a rli .~l'fii'JI' ' tcr/'081> r
d'rltJH't/i fomli. Si [1' 1'11111 t/111'1111/i all'a/fan·.
:n·. Gli dut f' /ti rnnntni' l'afi. sc · m.~ tofi, forli/i, f' tllt su ll'altro. qri!ti r·<nu r' la. ('('/! l 'l'C, r·ol ('ttoio dl' l/frr1 mcu'f'I'IJ rli -~udfJn · .
intriwJ di .~tll1ffllr' .
J:!. Lr f.Warpc lrJrde di irn·a 1'0.~-"Ì!flla. NJ/1 quulr·ltr· Nf'ltl'!f!Jia di .<:a.<:.~rJ. l'I) /l IJIIIfklt c fil 1l'r·1'1w r·olcala. cn11 'Jitlllf'l/(' f oyliu di IJIIt' t'f'ill ('OII.filla tlol cltiodu ciii' l ustro. l't'l' ('iò il l'orrTcll() 1111i Jli•W !f''·
:tt f'iOII(j(' iii!JiiiiJ('f'flirl/(} .\;1/ fa S//(1 fOII(/1'1/ lllf/111'(1 Ili .IJifiiJ('('/tÌ, /1/N'I'f/ (1!{/Ì orli 1·hc? .sr·oprono i /IÌI 'r/Ì .~Ilo i .<waf.:·i. Lac·rimu, r· 111111 ~:;'otf• · . 'l'alli li ctllt tt. r· rumw· r.~i ltOit 8·orlt · il ·"1111 f!d lo.
!H. J-:ntra t/Ila ùarf'lla f'lt<' JlOrta ttll .<:o/t/(1/0 NJII la lwndo ·"lf!Jii OtThi. l 'I) /l' 11110· (JUIII[J(I Jll'i!fiUIIC /l'Il t/11(' OSS Ì f/J'('.:·:r•, l ' r/ (: ('11/llf' il 1/11 ' 1/I{Ì('() di
O c rir •o . Harfiiiii'IJ . 1:; ('fJiill' [' i 11Jr rmo rlf'l.ln Jl i-"l'il/11, l'IWIII O 1li U f'/r ..,tfl/ .
sul l1:/fo. :~:-;. !·'o r.~<· 11 0 11 .<:1/ dt'('!Jli è cirt·n.
f·) dicr auclt ' r yli f(lrsr ul'/ r·uon· : " F i· fflillr,lo rlrlf."'Uomo. al)bi mi.~l'l'ir·(Jrdia di mc l) , 8d ('('l'O ClflfWStt yli ;. al collo , ('011 1111 fnt.~lo rli (·orda, la fr!lwllu or ' 1\ 8r·ri t lo il mal,· r• il Il(',<;/ i 110 •
19H
3G. :Jla d' improvriso cntrn p er lo 8quan: io i·r to di trav i tronche una rondine .~pcrs<~, l' nltùntt mndi'lle j <' nel ,c;i.letl::'io getta un grido, d1t e ,qrid.i. Ron,ola l'a.Uarc. Sorrol.a. l o tnaocric, lo stramr, l e pia.glw. l'amlJa.<?rin, l'attesa . Ge tta nn grido, du e gt'itli. Drì 1tn g1tizzo di lll<·e. Ba. scco il ma.ttiuo. l
3·1. E il Santo ·r apito .si volge alla crea,tut·a dv Dio. con ft>t•me su la fac· (·io. le Tcu·riw c r·r,m c la, ·r ugiada su la /O{!l ia è 111·ima d el so l.e. E t-utte .~; ·rolyono rapitr a.fla mcssaggrra. tl' nlla Maffionr Slt'blim c l e facce
tlrl ylorio8o clolorr.
38. R tntti SOltO fan6nlli , tulN n f'l sangue inuocc11 ti.. B ·il cieco si lC'ra -~111
yomito, con l'auimn trapa ssa. l e fa.~ce , si t ende ·ert·so l' ala ùwi· .~ibile c11 e m ·uo1·r l'nut'(L del miracolo intorno. E ode t·idisccndcrc n ella. ca.~a di8fatta il t::Ii[Jnorc .
Settembre, 191fi.
+ i\'ovena di ~- Pm-ncesco d' A ssi.Yi. J)n/liiJTO: PeR L'JT.-\l, JA lH:(;Ll ITALIA~! in lJ1 ilono p&r: • B OTTEGA DI POESIA> .IICMX IU.
197
MEMORIE ORIGINALI MINISTERO DELLA GUERRA DIREZIONE CENTRALE DEL SERVIZIO SAN ITARIO MILITARE DlY. IY -_REP. I.- Statistica sw1itru·i(L
Un semestre di profilassi anticeltica nell'Esercito Note statistiche ed osservazioni. La lLJ·t•:~.io n e <'PIItr·ale ùel senizo :-;anitnl'io militare aYe,·a <ht t<·mpo rwtatv un gt·;ulual<' accre:.:cct':si dell€' malnttie n•ncn•c•, e:sami11ando :.:ia le dellmwic, l'ia le rilc·\·azioni :sta t ist i<:'he sm<•siSt' tlagli l'tH bi lime n ti :.:a m taJ·i militar·i. Poil'li è <Ici arp;ina!'(• talP iwprC'ssionantc fellOIIIt'llO uroi'IH1so lt• IUÌJ.ltll'C Jli"'I'SUasin; si 1'0110 lllOStJ·;t tl' SI'Ul)li'P JlO<:O effiCH I'Ì 1 e p0 Ì('Jt(>, l['altt·a parte, ruistn·p <l'ordiue di..;tiplina)'(: anebb1·r·o dif:Jkiluwn te elim inato le <wc·asitmi. eli ('tmtag-io. ma più farilnwntl' i11Ycre on·ulta to le stP~sp lllalattiP. si ,-. ('l'eduto ("om·l·Hi<>nf(' di intc'Hsilkar·t~ l:t lotta couho di esst•, attc·rwu<losi ni spguenti pt·incip~ fondanwJJtali: L HistJ'aJ'I'l' il più po:.:sihile i militari dallt• ot·ensivni di t·olltagio. ufl'r·<·Hdo lor·o, llt:Lh• OJ't' di lilll'r·rù, il moclo di r·it·r·<•ar·si t·on giuo<"hi spo1· liri in ambit>uti sani, ca;;p tlt•l ;.;ol<.l<1to, salt> di ritr·o,·o, eli l<>ttur·a. t'C'C'. :.!. Hl'lllh•t·c noti i pci'Ìc·oli Jwr·sorwli. fa migliari c social i drrintlll'i dalle• malattie \'l'lll'l'('<'. uu•diante enHf01't'll7.<', ;H·<·ompagnatt•, pos:-:ihil · UtPlltt•, d;t pr·nio:~.io11i . · :~·· 1:-:tituir·t! 1111 sc·r·yizio di pr·ofila:-:si in appositi Joeali, 0\'1! il ulili tar·p lt·o,·assp i nw;,zi ('Il ilnrtulo di pr·oc·t•dt-t·c :111 trn'areurnta puli:~.i<l llPi grnitali. ad in;;tilluzioni. nell'uretl·a, di prol.at·g-nlo, ad npplil'a.zioni della ponrata tli )[l't('ltnikoff ruodili\'<lta 1L1 H auclu(')H•an. \
t,.,,
Il prinrtpw 1li tlistr<IITI' i !';Oldnti Ù:lllt~ oc·t·asioui di. contag-io. 1\ rerta.mc•nte il più pur·o ed il più t•tiieact•, non solo 1wi riguar-tli delh• ma la t ti e ,-eu e ree, ma a-nche p('l' l'ele,·az.ione u1or·nle del ::;ol da t o. In 1J ut• sto campo pf't·ò l'a11torità, san itaria pnò an•rc soltanto una. Uruitat<l inftuema.: è as;.;ai più E>ffk<H'P l'HziouP continua t•tl eclncatri('(' dt•g-li 11ffi · r:iali, da.i q nali es;; i direttamente dipPrHlOJlO. Ri sa inf;1t ti come gli ufficiali curino con co~tante amore In f;alut., fisit·a e psichica dei ìo;Olclati. onde è da, sperare che st•uJpre più larg<t cd nttira sii~ l'oper·a di pl'Opaganda e di a;.;~'<istenza mo1·ale cl1e da (-'f;si ~i 1·ompie, qnanùo j mezzi l:iiano sempre più larga.mentf' mcsKi a. disr1osizione.
11 pt·incipio di adrlitat·c• ai ~o[(lati in finali pt>riroli e~~ i incol'l'ano, t·ontt·<t l•JHio nna. malattia \'t•net·c•;t, l'Ìc·nti·a 1'1·a i pl'i11cipi d!'Jla d eva zintH' clrlla t·Osc·it·nza i:,!it·uic·a eli nn popolo e 1Jl'11 poc·hi sat·;tnno coloro c· ht• llOn l<H p1·a tt no a ppt·o\'<ll'ht. P otr;\ alll'hl' ('SS('I'\'i <'Ili. 1WIIa istihtzintl(• th•llc ('<lllll'l'l' eli (ll'Oiila ~si antin•nt• t·C'a , Y(•da nn illl't•ntiro al ,·izi o, poithè (· noto t·onH· ~ia tlitfusv il ('l'P~inclizio c·ltc qttl'sto sistt•ma. induc·a 1111<1 fa lsa sil'ttt'PZ'l.a di 11 011 c·c•n ta:,!Ì<If·si l' sia (H'I' t·iù più damwso C'lt e utilt·. ~[a tino :t qtt:tllclo ~-c•t·tt• azioni dal dominio tll'll'il<tinro non p;1 s,.c·I'<IHIIO Il!'[ dotlli ll ill dc· ( I'<L.:!ictll;tllll'l\10 t> i pnt('l·j iniiJÌtOt'l liOil S:ll':111LIO ~tati ('duc-ati in 111wlo stt pt• t·la t ho, ill'll clillit'ilnll'Utl·. s i t·ittsrit·it a cl ar· ;._:ill:tt·P, itt nn :d1·c·o di c·a st it.ì . 1111:1 ut a~ "':t ~im·auilt> qn:tl'(• qtH•II:t c·IH• :-;i t·inllo\':1 " 1--:'ll i a 111111, c·oi ~ noi clt·ntt·nti ]'ÌÙ Yalirli , ul'llt· easPl'IIH' c n e i c·a nq ti eli istt·tl/'.i llttl' . ~ i Hl twlli (1111'1' qtH•sta tu:t>:s:l, t• lH'I moclo più inl t• ttso, pt>t· ·I'Yitarc• c·ltf• l'ist in to p t·t·n tla snpl'<t\Tl'llt o lH't·it·olosn, si a-ITPd:t l:tl'~!'a lltt•ntt• ..!tP J't•IJit t·t•'l.'l.;t di 1111 attimo (IIIÒ t·~SI'I'I' p:lg';t(;J l'CHI i JIÌÙ t t·isi Ì doJoJ'Ì (> ((pJ I'Ol'('O l' dl'll';lltiuut , t' l'ltl' nt·sstJ ll:l s n-pÌ1'11%:t nmann lca , og-;.ri. snpn1o t·ag;.:-i ttllj.!'t' l't' lo st·n JHl di sa h ·ng·nnt·d:ll'l' l'ntn:tnit:'t tl:tl (H' t·h-o ln eli tali dnl o t·i. nnt ltlllt si t J·asc·ttJ·i di o tfl'it•t• and tl' i llll''l.%i lll:ltPt'ia li (Wl' ta]P l<a h·:~;..:nartlia . :tllt·ltc• qnantln la tlifpsa. ltllll !'"""'" ;t\' 1'1'1' ,·a-lot·t• assolu to. ~~· la lll't'l'l<s i t :Ì colli d i;.:-icl'l':Ì 1111 11011111 :1 sng·j.!'illl·n:ll'l' i 11 111101 ;r. n nn nt:tla l'ir·n , :-::t t·:'t dm·t·t·o:-:o. t h t p:tl'tt· ' li e !ti ,.:a P (•IIÙ. eollsij.!' l i a t·gli bt p1·nt t•zint H' II II'IT;tl ti(•;) l' ];t (•l'Ofi(assi d tiliÌIIÌt'<l. ('Ili' ~:\(11-'llcll\ t·(l!• (•iù IIOtl tl:tl':Ì lll:IÌ (;~ t·t·t·tc•z;-.a :ts~c>lntn clt• ll:l .li t'l's:t. Pt·t·c·ltt\ dnnqn t•. lttUI clil'<' aneht· a 1·td11t·o ('Ici'. snt·tli <lÌ t·ottsigli clt•lln ('astilo't, dinll'lllic·lti <lt·i (iPl'ienli lol'o diltlostt·:tti. h:tltlto c·t·clnt·o a ll' istinto l'cl lt:tnnn pt•t·c·:thl: ('t•t·t·:ttl• , lli'Ì liwit i t·hl' la ~~· iPIIZa c•g-g i o ll'r·t·. eli t·i pat'<ll't• :ti m:tl fati o·? .\ dintostl·at·(• q n a l t· si:t IJIH'sto ainto P qnanto ;1ssC'!!ll:tllll'ltto sii eli l's~o poss;t fat·s i 1·:tl g-a l)llt'stn Jll'illtO sp111do di rilt'n tziomi st<ttistkhe "' lt i t·i~ttllnti •ltol la ist il u;r,ioth', udii' t':ISI'l'llH•, eli 1':1 111!'1\• di pl'ofìl:t~s i . (1 nt>sll' rih·,·nzint ti sfnli..;ti!'lcl' r·onsta11o •li tr!' lttOcll' lli: J <• l ' n J·c·gist t·o tll'll:t pt·o tilassi :wlin·nt•l't';l, lt•llutn 111·1lt• c·:t·llH'l'E' tli pt·oti l:tssi. Yi s i i tt sc·t·i ,·ono. llllttlinatiramt•ntl·. g" li il.ttlil'icltJi C'hl' pr·a tic·at·otlo la p ndiln ssi . 1'1 lll l'intlic·nr.i Otll' tlf·ll <' m·t· lt·ast·nl'sl' fra qul'lh-1 1·d il ('I) Ìto : :!" La ;;wlt Ptla eli cl .. ntnlt'ia clPlla m:tlattia. l:t qna lt• ,-;l'Il(• I'OIIlpi l;tt;t fl:tg"li nflic·i :tl i mt•d i(· i, og-ni ,·olta c·ltr t·o nstnhlnO, pct· la pt·inw Yolta. llll:t mal;ttt ia l'l'ttl'l't':t. t• l'i l) p<·t· c·,·ita t·P i cltqllit·ati (11'1' rolot·n t· hr ~i (H'I'· Sl' iti;J iill, p('t' l'Ì;H·ll t Ì'l.Z:I'l.Ìillli, t·tJill(llit•:Jil'l.l' () llllllYP lll:tllift•s(;tZÌtltiÌ. ;~" rno S(ll'l'l'lt iO llllllll'l'Ìt•l) l'Ì;tS~IIIItÌI"I) lll('llSÌ}f', •·olllpÌlato d:lJ1(' tlit·t·zioni 1li ~nn i h'1 tuili t: tn' d i nn·pt1 d ';u ·maht pc·r· l'Ì:tst·tllt;t 111'111' llivi sinlli 111ilit:ni. intlit·:ttttl' il lt tt llll'l'O t!PIIc> tlt•tttt ncic• tlt•ll!• \'<tl'ÌP 111:\l<.tttil' ft·a i pt·otilas:-;:ll i t' i 11011 Jll'nlil:t ssafi. Q111•sto spt•<·c-ltio ,·ic•tll' tt•nsnH·s:-;o. in c·opia. :d f'nlll:tlldi d i clil·is iollc· (' ltt• smtn l'OsÌ infot·nJ al i clpJI':ntcl:tnll•nt'Y dl'llt · mai:Jt·tic· \'c• tH·rc •t• ft·a Il' il'll(lJll' clt•ll a pr11p~· ia d il'isinnl'.
,
I!IV
** * Pai dnt•II IJH· nti "t:tlistic·i o ra dl'tti, i •·ni d at i \'l' ll~onn pspo!-:ti lll'~li SIH·c-c.:lti nlh·g-ati . l'Ìsulta. l'Iii' 111'l ;:t'JitP;:tt·l' lng'lio-dic·c•mltl't• l!l~:!. si t•ltlwt·o 17:1!) dt•JtllllCic Ili malati ic· \'t·ttc·rc·"· eli t·ui +:!~7 t't·a iucliridui c· lll' uon ,.,.,, .. giiÌI'OIIO Ja pt·ofil;1s;:i (• ·l'i:! t'm I(IH• IIi c·Jtp la I':Sl')!IIÌI'Illlll. Oc·r ol'l'C ~uhito tidtiauHtt·c• J'n!tt•tt:r.iollt' di'l ll'llot·e s ttll:l pctl'a psattPz:r.a di .cptt•sta ultima l'if1·a, qtt;ttlll{) la ;:i n•g li a. c·nnsiclc•t·;tt'!' ,.,,IIH' c·spn•ssiOIII' Ili Ptli c·aC'iH ùt•l li1 pt·nlìlassi. ln fnni lt·III'IHio Jll'l'SI'IIlt~ c·ltc• l'l'llic·al'ia rh·i llll':r.:r.i posti a lli spnsi:r.ionc· dc·! lnililat·t· {> tan1·11 llt;tg-~in t·c quanto nlinot·t• c\ l'inlc·tTallo di tc' Utjll\ tt·;i:-<c·t~l'scl fra il c·nitn l' la. loro applic-aY.iont•, (•él t•santinancln In spt'cTitin l, itt c·ni t :tlc• inlc' tTnllo c'• indi (·:i!o. si puù suloito t·il€'\·at·l' C'IIIIH' llll llntc·nllt· llllliii'I'O eli alltlltalati. oltr·p -il :-1() % pt·atit:at·ono la jll'Olil:ts:-<i dopo pitì di st·i ot·c· dal !'Oito, qu:1ndo c·int'. il tiutc)l'c• di IH't·ic·o]n;.;t· ,·nltst·g-111'11%! ' c·omint·iara a ~<lllti•Jl\1';11'1' ;tll:t t•IIIII'I' Zi',;\ t cl ;llla so} ldi;.;fa:r.iotll• dc·ll';ll(o t'llliiJIÌlltll. La net·t•ssirù. IH·Il nnta ;t tu l l i t·t~lnl·o t'li(' si oc·t·npallo cli t·ill'\·azit~ni sl:tlistit·ltp, di l'l'lldt•t'l' t•io<'• IJ'Il'slt• piìt 1'111• :<ia pnssil1ilc· !<l'lltp!i('j, lta c·cl!tsig"liato di non ric·ltir>clc•t·t•, distinto llf'l' O l'l' rl" intt·n·a Ilo ft·;t t·nito (' pt·olil;ts;:i il llllllll'l'o dr·i ]ll'o lilass;t! i ;tll!'ltt• l't·;r i 11011 ('lllll;t!_!Ìll Il, 111;1 di t·ir·IIÌt'd('tlo in,·•·t·P g-lclhalltH·IIIt·. Yit•ll (! ('()sÌ a. IJI;Jll(';tl'(' llll cl;titl el i ratto c·Otll(';ll';ttÌnl r·lt<' :wt•('l,he pnlnto pel·ml'ttt•t·P di pot'l'r' Ìlt rl'l:tzintH• c·on t;~h• ittiPt'\'otllo I'P11i r·;tc·in dt•lh1· pl·ofilas~; i. C'i1ì, di'l l'P:-<I'o, sat·;ì t·ic·ltil'sto itt st><·Ottdo tc•ntpn. qnantlo. f;tlta J':"lhihulinP alla t·i]l',·az ie~nr • stillist ic·a. >'l' 111' pott·;tnno all:11';.!'al·r· i )illliti, St'llZH :t(·(·t·t·~o;('l'l'l' tJj llltl)lo lt• tii'(':Jsiolt i di l;'l'l'lll'i. E' Jto(o t•ltt• al di lù eli 1111 c·t· t·to ic·uqco, dw. IH'I' ];\ sililiclt•, ('ò pot·· Ia lo arl 1111 massimo di l'l't• ot·l'. si nc•g·a qnalttllqtll' !'flit·ar·i:1 :llla proli · htss i. ~l' ci xi ntalllit•Jip l'lltt·t c q tll'><)o lintill', la t·if t·a di 11:.! tl!'lltllll'Ìr• ft·a i pt·olilassati. Sl'l'llill' ;t 11::. l militat·i t·ll(• psc ·gllit·ono la pt·otilassi l'ttl'Oitcl HJ7:::; "· t·il'l'l'I' IHin n qllr·st:t c·i!'t•;t, i t'Oiltagi dt•!tiiJI!·iati l'l';t t·nlot·o dtc· In I'SI'I-!'IIÌI'ottn i'lll l'li it'l' nn> clal coito. si lta il IJ.I:.! '1.. di l'<lltl:t;_! i ft·a i Jl1'nlililssati. <l111'sLt rift·a 11011 lta cliP 1111 ,-alol't' di ]•l'oJ'"'·zicllt;tlito't a LOO, ittksa :t dal'<' llll'irlt•a
della Jllil'lll'il eli·! ft'lllllllt'llll.
Es~<a
infatti 11011 pttt't r•ss<•t'l' t·cHtl'l'otll;tl<t 1'1111 l';tltt·a aua l o~a rlt·i t'fili · tag·i l't·a i non pt·nlil:tssat i, pr·n·IH'· llt;tllt'il. 1· si l'lllll('I'PIIclt• dt<• nott sal'l'lollt' Olg'\'\'llll' ;1\'f'l'lo. il llllllll'l'll di t·olol'(l l'ili' l<Ì ('!'<('0!'<1'1'0 al ('fllllngio; inoltl·e t'- logic·o :-<ti(IJHII'I'I' <-111· 11011 tnt t i i 1011 indirid11i Jll'tl lilnssati :thhiann arnto t·out:-~tto~.> (;0 11 clontH' illl'l'l'tt•, q11incl i la t·ift·;\ sali t·t·hlw tt'l'f;tllll'lll'l'. ma è ;n·rlno :-;tauilit·t· in qnali pr(lpc:1·zi11tti. E:-<~<;t atl o~ni modo pnù p t'll\':11'<' c·lw la. J•l·nliJa,.,si non rL't tttta c·c·l'· te7.za 11'Ìilllllllllilit, t·ÌÌI ,.Ju• rostituisc·t' 1111 1111011 at·~oltll'llto p('l' i ('iltt · t l·;n·i al metodo; Ul:t JHIIÌ. cl'al11'11 vanto. t<•nnto 1·onfo rlt'lln ""a pic·('o l(';r,:r.a, •·onftH'tal'e i fautcwì. JII'J 'r·ltc~ 0.7:! colpit i :-<ti 100 l'sposti . J•lll't' tPlWHdo rontu eli n~11i piìt lnt·).!';t t·isl'l'l·n. l':tppt·c·:<Pnta sPIIlpt·t· una t·ift·:t molto ha!>sa.
l;:\ SI: ~ESTRE
200
D! l'll<lFI CA~Sl .IX'f!Ct:I.TICA :'\F:J.I:l;>;t:tcçlTO
Una. misura <.lcll'efncacia, i11 ria iudirl'tta, si pot~ù ayerc ~;eguendo questo ro.1giouamrJ1to: la cifra. lUt·dia Ùt'i contagia.ti per malattie veuetce, n ell'antE>guena, si ~~ ~~ir.-1n1 i11 toruo ~11 ('):! % o de lla. forza. media. annuale, il <:be coni:-;ponde a ll' iut'ir<"a n l :!<i per mille in un semestre . Dato (;h e questa. propor;dorH• :-;i a hl>i a a n che oggi, ben ehè quale hc saggio <faccia: pr·(•,·eder e che c•:-;sa :-;ia in anmrnto, ~ui l!lnr> profilassati. d ci quali soll) una partt' tr'<ll't·tu·ahile rlen· ri te up1·si abl.>ia ripetuto più \'Olte la profilas!':i, si ~;arehbcl·c t don1ti vc·1·ific·arc ()13 casi di infer.ione, Poicbè però abbiamo \"is to che ('s:-;i inW<:t' :-;ono :o:oltnnto 14~. !';Prubra logico d edune t·hp uu ht•lwlkio si :-:ii1 an1to Nl anf'lw sensibil('. Effetti più rvitlen ti eli tale ht•nl'litio J·isnlf·t·ranno guanlando le proporzioni de lle nu·ie iufer.hlìli t ra i protihls;.:ati <· non pt·ofilil>!!';i\ti. Iu quc:-:;ti, su 100 malatti e• si Jntnnct :-;:~.!1 e;~;.:i di J.h•u o tTagia ; 3;) di ulc:e1·i YC!lf'l'Ct'; 11.1 di :o-itilide : Ìll l}lll'lli, I'Ìt)('. IWÌ ]II'Ofilas:-:ati: til.(i ('a;.:i tli blcnol'l'agia, :JR.G <li nlc·e1·i Y('ll<'l'l'l' ; 4.X <li :-;ifilidf'. IJ confron t o f1·a (J u esf·p <'i l'l'l' cl ice chiara iìH.'ilte l'lre, per qnt>;:;t'n1tima iu fer.iou,•; :o;('Jll',a dulJbio };\ pilì t t• m i bi h· uei t·ig uardi .indh· .iùtwli, famiglia1·i <• i<Ot·inli, Yi sia. u11a prot<>;don<· al•hastanl'.<l effic1Wl'. Sarc hbP pot·o opport 11110 tenel'l;t JJa s{·osta qu r•s ta. eflil'<ttia.. <lllilnclo si pe nsi t he nelln. prggiorc ù elle ipot<•:-;i, .s i cdtt•l·anno alnH•no i l ;)() ·;:, ùei c-ontagi di sifilide e qun.ndo è dultbio <·hf' >:u JOO uomini 1lispo:-:ti fm-tcmrntt' a j)t'<·carc, 5 1·innncino al lW<·Pato JH'l snln t imOl'<' eli una lH'Hitl·nza , >:in pure gravissima . QH ('"tt\ note, dt>l t·P:-; to. <'Olllltltl't• :-:ui dlll'lllllPIIti stati:-:tic-i, l'H('<:olti n<·i prillli :-;pi llll'si di funziollallH'lJto dt·lle <'<t .IJH'l'l' di pl'Otila:-;:-:i. Jwnno ;.:olanlPnte lo :<{'O]tO 11101h•s to di diJ·p riò <':1!· ~<i ì· fatto ~~ rli I"Pgnare in grandi linf:'<' i pr·imi J•hmlraii. ottPtl Uti, qttantunquc l'esame <lei d<x·n · lltt·nti sÌ<\• :-;tato fnt to alla lu•·t· più :-:fal·ot·c,·ole, p oiclt(·, ad csPmpio. nellp rlt•nuur·i<> tli s itilid<~ fea i p1·olilaxsati s o no xt:1ti <'lllllpresi auchc quei casi .-·he, dato il pcl'ioùo d ' inc uhaz.i one di btll' mnlattia non pot.e~·ano :l\'E>t·e nulh a che f•ne con la prnliln:-;si praticatn. poclti giorni prima. Quando le rilrn\r.ittni sta tistic:h<> '' hltr;H·<·<·t·auno un più la.rgo periorlo di tl' mpo, e le oss<·t·,·ar.inni 1-:<n·auno ripdutc• :su !';Caln. più Yi\ Sta, x1· Jl(•lla po]'nla;done lllilitat·p la <'111'\'ll, C' ill' asc·<' nd!•. pntri\. cominc·iat·l' la !';lli\ di:<C''Sa , il h<•Jwlido »<HÙ r·osì !,!'l'alldP JlPl' tutti, cht~ il fill l' 1'<1~ g iunto ftll'Ù, fili':<(', ]I<'I'Cl nlllll'C illlr·IH· i llll'ZZÌ illlpÌP)!ati. Uia ~;sHmendo , :-;i può, c·on l;t f;l'(t!'l'a c1!d <l ai i raccolti e d elle osseryazioni c1·iti<:he fatte, c·onclurlc•I·<·: 1° Cbc il s istema di profila:-:!';i a <lott a to pPi UJilit;ui ha già ridotto e tenlle iL l'idul'l'C il Jlnmc to dei c·ontagi lH'l' utahtttie Ycuercc; Che lc• infezioni s ifilitit·ltc>, 1lt'i lll'oliln:ssa ti, sono in proporzion e, note Yolmentr minori in r·o nfl'<tlttn cki non pl·ofil<t!';!':;tti.
zo
U:'\ SEME~TRE DI PROtnUsSI ,\:\TICELTIOA •;o(ELL' I:St:ncrro
201
SI'ECCBIO x. l. -
Cru;i di lU<llnttic ,·eneree denuuciatt· tlal l • luglio al 31 ùiet?mbre 1922, · ùistinte a scoonda. che i malati n.,·enmo pratica t o oppur uo la. profilassi antinmet·e.:t, a seconda. della malattia. e de) o l'intPt'\'fl llo !l i tempo tl'a~!'orso fr·a profi la~ s i e ron tatto se~s ua-le . l'r.n:nl
·Br.t:l'Oillt.\0 l.t
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Tempo Lra$Corso
fra cou tatto sessual e.
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l
l ora
25
l l
3 ore
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l
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li
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6 ore
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più di 6 O r ('
158
--
-
prn. fUussl
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pro· nla~s i
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2
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48
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19735 ~
ESPERIENZA DI GUERRA Appunti di un ufficiale medico di complemento sull'organizzazione dei servizi sanitari in campagna p C'r il prof. Pietro Tullio, C'u pitflno llt<'dieo di co mplem e nt o, dil'l'llnrf• dd lnhol'atOI'ÌO ùi fisiol ngia P fH.I'IIl!U'ologia cldla ( Tniverl"ità di l <'ermra. 01-!'g't'tlo pt·iucipalP t.li
qtwslo 111io :<nitlo c\ la r r la7.ion(• sanitarin. che t·ipoJ·rto i11 <lppl·t·sso. P •·he ~~·J·issi dopo la hnti;tglia ~uli'Aitipiauo Carsi<·o d<·l :.!l ottohJ'(' J!)l;): l'~sa l'Ì;t,.;);JIIIH' l't·sll('t·ic·Hr.a elle an·1·o fatt;b sui s!'t'l' ir.i :<llliÌI<tt·i milHati m·i p1·in1i tJJtutlllno:.;i JlH•si ùi g-ut.'f'l'a. l' ~'lìl'el<ll : lliPHt•• <lm·anlf' il pc>t·ioùo, twl f) Ila lP. ro nw (•onwndantl' della, 20• Seljion e 1li snuit :,, pt-l'toJ·si g'l'<lll padP dt-l F1·iuJi O~·h·nt;Jit' . r·q.rionc a m<· couo)'(·intiss ima eonw ft·inlan<J. ~l'l tlic(•mlm • l!IJ:i, du1·antP In prima lict'nr.a inrt•t·nalP. 11<' p;tl'lai t':J);tla lmt•nt t· in l 'dine al pt'of. ~<'Il. Lu~ti:r. <'he mi I'IIIISÌ:,!'l iù ll i ('f)ll);('g'll;ll'(' la n·htr.ÌOIII' al g'l'llf'I'<IIP lllf'<liev Honomo. a r m·t ogTllill'f). il CJIIHit' hl UI'Mlì. c• 111(• llt' dt:mnnrlù <'n pi a. Tn ()lll'lla nt·rasioll<'
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]a, pl'é:-i('Utai hJOittc <li prtof. .\la111·izio .\.-;coli. t·Psith·nt<· nllot•n ]Htn• a :PortogrtHll'O, che mi dissi' tli puhiJii<·:u·I<L < ~ iù <'ii P <tt·:r fa t!'io, J'I'ITh t'· Ct'l'ÙO po~sa csse tl::' a Hcor·a ntilt•, Ulll'lttlnd altr·t· osst'l'l';tzioui. d1·rta!PIIIi (la.ll'e!'<)IPt'ÌP!Iza fa tt:r tH·l t·pstantl• pPrindo di g'IIPt'l'il, l'iu· pas:-a i i11 l'l'· p :tt·t i lll<)!Jilitati. on~ n·nui sUCtt·ssil·;ulll'lllt• ,\ <·nn t atto eoi nu·i l'l c•Ht<'llti di qut>l gt·a~tdio"o mt•t·c·;uti;.:rtJo t lil' a pnc·o n poro Pl'<l 1lin•ntatn- In ~arti tit Htili ta t·e . l';u·tii da Dolo~H; t 11\'i pr·imi g-ic>r·ni ckl g'iliJ.!tlo 1!1 1:1. l'cm l'c:sJH'clalc da enmpo :!:H, al flll:dt• t·t·n stato a:-;sq.~ll:lto tH i cpt.ulri <li IIJnl•ililaziollP. ('i fc'rmammo aléuni gior·ni :1 Otlt•rzo e p(li a Latisana; quiri r·i n• \'1'111111 0 1" o1·dittL' ;li illlpiant;l!'t• J'nsp<•d;tl,• a ('Pt'l·ign;t.to. \lautl ;~t .. in11:11tzi :t C'l'l'· ( •;ll'P 1111 ]Ol';t)t•, 11011 tl'(ll·ai aJit·o Jnogtl p iÌI ;ld;ttlo di llll;t I':• JII II·Ìt-;1 di J'<ISl(• ~ tii111Pllt:lt'i , Che 1-iÌ t t'I)\'(II'H <l IJ'Ìil;.!'l'('SSO dt•J Jl<I('Sl· . (lllJ';II tlt• il tP lll!HI ('hP fni a. Lntif.:aUa tl\·e,·o dsitato 1111 ospPcl;ill' cla <·:llllJH• l'tl t·ro stato d oloros;\JII!'lltl' impt·t•ssioHato n\'l rc•dc•t·1• t ft·1·iri sopnt i s:HTOIIi J·ipi Pni di pa<Yii:l. :..;t(•ì<i :-;tt} Jl<li' ÌOH'II1<l. ~liiii'IHl o (·! ~t • nl'ilP \' Ìt·iii:III ZI' s i t t·m·anJ. }a st~I ;illlll' lia)lt('<ll'C.: di fiJ ·;ttJO ('Clll lltOJtissÌIIIÌ ,tJ[,p1·;::hi. JII'OJill:->i aJ 111:1!-'g'ÌOl'(' Jttl'dic·o l-\!l'fano, <:hP dit·Ì;.!'I'\';t l'o>'pt·dal i•, di J'l'tl't i,.:i1·1·i dc•i li'! ti. E in ,·c•n · t i•ptatt 1·o CH't' I';H·c·olsi <', lltt•tlianll· 1111 l l'l'IlO l'orn itoc·i dall' ln t t • lldt·nz:~ d t·lla l I r .-\ l'lltata, ft···i tl'<ISJ HII'l:ll't' a ( '1' 1'\'ig"l l;tnCI il lll:tt<•t·i:tlt· (•C)I !IJI II·h> Jll' l' :Il · l <·:<:ti t·e nn o:<pl'(laiP di qu:t ~ i t t'< 'l'l 'lli o ldti: qnv:<ltl l't'Il Il i' sub ito Ot'I'IIJla!o d; t i fp l·iti. i qtwli tJ·m·:JI·nno in t•sso t ut lo il c·rwffJ r f di 1111 \'l' l'<) ospt·dalt· tPtTitm·ial<•. r c:ic) senza qn;~s i t•w<·:t l'c• il malc· l·i :~ l• • tli dnl; tzinn p I'!•Jro la nH·nta t·f> clt> ll' osp<·tlah• d:1 talltJHl. L'nspPd; tiP JH>Ì. sotto l'illuminata c ~··I <J I' tt• ('ttt·;t dl' ll'allora lll:t!-'g·ion· UH·dit-o ~tt· fa 11 o, t·: tp id ;I!Jll'lll·c· fu ]li'IH'· n ·cluto eli tntti i :<l't·l'izi, :tlohc•llitu l' di n ·HIIt~ 1'1·a i pr·itlli IIHHit·l lo a g li alt t·i l<falli lime n ti ;.:;milari C' IH· ;rnd:trono llli\11 IIJano iutpi:tu t; tl!dnsi u<'lla zona •J i 1!11PtTa; c fu anchH ri;.:itnto •• lt•dalo da lla tHi:->:-: in nP l't·:ttii'P:-<(' g nid;t t;I t la l :,!t'llt·ntlc .Joll't·t· . l'assai dopo a. <:OIIIòllld:tt't' h :.!0• l-\t·zi~> rtl' di sn tt ilù, ;~ll o1·a a cti:-~po· ~ izion P d el X Corpo <l'at·tnata. t• da cpwsla fui cl.•stiunlo :-<llt'l't•ssinuut•nt·p ; a cl i1·igc•1·P il f.:t-1'\' ir.io snuitat·in tic·! ;:H" Ht·;_!·g-inJt·Htn l'atti'Pt·ia, l'itP :-:i tt·n· Y anl iu trinrt>a a C:'tstplttllol·n. :<ppt·;t ~;t gTi!tln . llopll l';ti'. inllt• •h·l ~ l nt· t oh l'l' il l'f·p:~ itnt'llto n·nuP a t·i po:-:o , c· a :\lust·ol i eli ( 'P t'l'i;.!·nan o .Re·a· issi la T<'iaziotH• snnibn·ia c•lt!' 1·ipol'!o iutt·;,.:-t·:tlllll'lttl·: l. - ;~!)·> Rl·:ç;unll·:;.;·ro n :-;T~-:t:J.I · HELAZ LOX I·; ~ -\~1'1'.\HL\.
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z,• pt·nlifr S /11J ì(r· rl(f{ l'f'fl!fÌ III('/1/(J t!all'i11i::io rlf'/ 11 !f/11 ' 1'1'1/ r· .~Ili morti Jlf'l' 1
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Il 3!l• Ht·g~i mcnlo fa11 i P t· ia. tlt·ll:t hl'ig-a b1 l:n log 11a. a ppa l't<·n~: n t P al 'orpo ll'nrmatn , partì da Xa poli Hl, pl'inc·ipio di'Ila g'll('l'l'<l con u m niui di u·uppa. E s >'O lta I'Ì (·t·\·llto fi11o :Hl ot·a :.!!)1:3 •·nutplt·lllt•nti, ossia. :-:ounnan<.lo c·on la forr.;t f11'1'1·cdc•J tn'. li::O:: tWmini: prl'st•lt lt•nH·nrc e:-~ sn ItOII ha tra le sue file tlrc 319-~ i<Olll;tti, ;ll't'tHionP [H·1·du ti lwu ::110!1. E cco c·omc ~ono rip:n·titc- l<· Jw t·ditl': UlOI'ti in coruba ttimt·nt o c UC'g li vs ppclali: :.!fiO; d ispet·si : l(i-! ; ~ iuYiati all'ospedall' JH'l' ferite.:: l:?H:!;
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204
ESPERI E::-.1ZA DI GUERRA
ill\·iati all'uspetlale per mala t til' : Jl!J7; indati ai t·f•ggiwc•nti <li nnoya, fm·m•t-r.ione: lVG. 'Totale: 3109. 11 t·t·g~ imt•nto ila Jll 'l'clnto qua:-:i clel tutto gli iudi,·idni elle all'enn·ata. in t·.ampng;na lo fot·tnaYauo : infatti dei xol1lati C'ili.' partiJ·ono da Xapoli :-:olo i :-:('~tH'Jtt i :-:i !J·cn·uno pn~"l'llli n<!IIP Y<ll'iC <·oUIJ•agnie dopo J'aziolll' tlPl :.?1 ottolll'(: J!ll;) : Compagnit·: 1", :!\ :-:•. 4". :;•, ~i·. 7·', ~· . n•. 10', lP, 1:.!•. l'omini 1li truppn: :-::~ . ~10 . 7!). ~V . G-~. 51, ;).t, ~n. ri:'i, ti4-, GG, Mi. '.l'ntale : i:l:l; 11H'1li<1 JWl' t·ompnguin: G~. )folti a1t1·i r<•g-g-inH·nti :-:i t1·o,·ano Jlltr·troppo in èo ndizioni pegg-iori. Qup,.;fp lH'J·ditt· ,.;ono donJtt· in ~t·;1n par·tc ;tll'inw·nt(• ll'\llllt'l'O dei ruah1t i l · ft•r ·it.i l1•gg'm·i. i IJ n a l i. mt•Jill'<' potT!•Iti•Pl'O tlOJiu ùr·en: JWL'ioclo ritornal'C al Jll'OJII'Ì•> C'u1·po. p;L:ss:tno im·<·f'e ;\ttr·a,·er·:-;o agli oslwd11li da. cnmpo e tt•nitoriali pc [ ;J'Ì clr•po:-;iti eli l'ifiWllillll'lllO, ,]un<h• \'l'li;!OllO di:-:ti'ÌIJUiti ad alt1·i l't'J!!!ÌHH•nti: a <·iù <) c!ontlo il c·ontinu11 ,.;nnonn·,.;i (ll'llt• nnit.ù. con g'I';I\'P cbnno dPIIa tli~<·iplina e .lp)J'<'I'lit•it•ll'l'.<l ])(•1Jl(·a. Infa tti. clall'l'\ <)trnbr·t•. C' fHI(';l in t·ni fui <l !'l'il'~n:l!o al :~fio , al-! dicPmln·<·. furouo i n\·ia ti alla ~t·zioHt' d i ~'" 11 i tù JOO sol cb ti JH'T' mnlattie metlkht•: quc•,.;ti <'1 '<1110 :lffdti pc·t· la m:1~sima pnrtt• da foJ·uw l'PHmat:icbCC>. da lt'!-{J!• ·n• nfJ'Pzioni dt' l tuho 1-!;l~t'l'tH•ntt• t< <·n, <b piag-ht· ;li pie<li, e :-mio lilla tl'l'ntina al più pn•:<Pnt;l\·ano gT:Ir i malattk, tali da. t·n~tr.ingPn• gli infl'l'llli a~l llll lungo :-:o;.rgioi'IHl nr·g li o:-:pt•dali. J)i qnl':-;ti. -WO iudi\'iùui li1 1o al J!i din•Hthl'l' , <1\'<'\'<lllo fatto t·itn1·no nl <'m·po solo ]:~-1. fra i quali 11111lti Ìll \ 'i:-:l;l tlt•ll;t lic·PIIZ;t ill\'i'l'll:tll' : !o:Ì ptiÙ quindi t•ift' ti!'I'P C'ili-' ])('li :.!00 :-;old;ll i, dw 11\'I'I'IIIWI'O pot uto t·it•ntt·;n·l· ai JII'OJII'i Tt•pal'ti, ful·ono inn'et• Ìn\·i;IIÌ llt•JJ'illfl'l'llll ch•l Jl<ll'~l'. lltll'itntt· il l'il'l'\·izio l'lll' JH't•:-;tai all'o:-;p('(lnl<> d;l. r:tmpo ~;~;. ~ito in l't•r'\'i:tn<lno, l1o potuto JH'l' t'"Jl"''it·nza con~t;lta.J·(· r-11<' le canl;e priul.'ipali (']l(• 0:-il:.:l.t'Oiann il ]'Qr()l'llO dc•g-li <llllllla lati c rc!l'iti )pgg<'l'Ì al Cm·po sono: la lllall<·aHZ<1 di p;wtic·ol;tJ·f> iu tr J·c ·~se da pnt·tt• r!Pgli nflieinli mt•did degli 11:-iJll'flali a mallll'llt'1'1' la c·OliiJI;tgiHt· clt·i r·pggiwPnti ; la diftkoltù di r i<'O· lltl!'Cl'l'C la, g'l':l\'ÌtÙ del III;Ì](• c> lt· po<::-:ihili JS.ÌUIUl:IZlOili )Wl' il Ùl'CH' SO~· giot•no de i pnzic•nti : la. 1H•t·c•:-;sitù clPIIo :-;~ontlwm ad epocl1e l' nnuwro ~ta biliti, pt·r· t'Ili lll'i mnmt•n t i di g 1·aJH!c· aflilH•m;• n >ngono iu\'iati IWII'int<·t·uo o~ ui :<ortn. di arntu:dati. <lnali ~l: tnui p c11·ti 1l'llil d; :<•·iJ'Iina <' ;11ln fol'?.lt clt•i ('m·pi •tJH':.:tn ('nll· ti nuo nu·i;u•e tli rmttingt•nti. t'. "]H'I:inhii<'IIIL' t·onrpl'l'l'iO d<1 <·lli ahhia, , -is:-:nto la \·i t a clrl l'P~~imPnto: i :-:utwr·::otiti si :<t:OI'ilg~iano ucl ,-eclerP COJtti llll:llll('ll(P dit·adat·:-;i h· fih• dt·i p 1·imi \'t•unti, t·oi quali hanno diviso i {]j. "<t;:!i <• i lii:J'i<'oli; i nnm·i ani\'ati 111111 ]'I';Jti('i dci luoghi t• del modo ò i r·cHnhattc•1·c•, 11011 c·ono,.t·inli ·lni >'IIJH'J·ioJ·i. n·ng-ono pl'(·matnmmentc <~o n tllltti al fnorn: gli :W\'Pdnti poi t'<>Jnprnlllono l;llliito elt1' basta a.pprotit· t:HP dPlla· p i •) l iP\'t' fe1·itn o in d i:-:po:-:izio11c pc1· potl.'l' a-bbandonare qu<'i po:-:1 i <lo\'e wa;,rgiol'(' t'- il pt•1·ic·olo <' a11rilc più g•·auùn il hi:-:ogno, mentre in og-ni solùnto clmTt·hlw infm111 .. 1·::;i la. pt>J·snasione C'hr dal proprio t·t·~ giml'nto non :-;i mwil'it t·he ;t!Ja lilw della gu<>t'rn. l-'in clai primi tc·n1pi h1 c·ni fui <lt·f'tinato a comandare ln 20~ &ziont> l]; ~auitù istintinmH'nte fni J)OI'tnto a combnttc1·e f1Uesti gravi incon'Ye-
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205
nienti. :M entre la Sezione fuuziomn·a <\ G:H;segliauo p(>t· i :-ettori di Rec1i.puglin. e l'olazzo, potC'i osservat·e che il Hi• Reggirueuto fanteria invia,·a :\llt~ Sezione uu nunH•ro di nmmnlati minimo in f'Onfronto tli quelli in_viati dagli altri reggimenti: per·ch.:: il dirig(•nte il serdzio sanitario, capitano medico De Ang('lis, avent ~;t~thilito in Redipugl ia. un deposito per a-mmalati, dO\·e tratteueY~L i soldati in OS1<<'l'Yazione ]1('1' alcuni giorni, rima.ndan<lo in tri ncea quelli ri~tabiliti eù im·iau(lo alln, ~Pzio11c di sanità solo quelli nei quali i f,:intomi mot·bo!'i persistentno o si ag~ra.vavano. Fin d'allora. mi affretta i a pet'snadcr c gli ufficiali medi d dPgli Hltri rr~ gimenti appartenenti alla. Di\'if,:iOtw' a. rPgolarsi 11ello ~tesso modo. Trasferito al :3H" K fa11teria, d i~lOC<l tn a f'a!<h•lnnovo. trovai h i già i m piant.'l t a un a pkcola in f('l'lllCl'Ìa tll'll<' C<Wt• po~tc ue l cOJ·tUe a-ll'eu t t·ata del parco, che fu mia ctn·a di ampliat't' e 1·iordinnre. Dall'8 ottobre al G novembre succt~SIIi,·o. periodo iu <>ui il reggimento operò ~nlla collina. fui in gra-do di rirovera,rc Iwll'inft·t·mnrh h<>n SOO individui, fra. i quali più eli 200 feriti l l'g~el'i, cliP i11 pochi giot·ui pt>tei rimandare in trinrea guariti. Il numero di presenze nell'infet:nwl'ia fu nel mese tli circa 3000, con una fref)nenz:-.. media di 100 a l giorno e nua permanenza, meditt di 3-4 giorni. Pochi n.l principiy, ct·ebbcro rapidnruentP all' il1izio dell'azione, verso il 21 ottohre, a r·rivando quasi ai 2:10, per poi ritlisc()nderc dopo a1cnni giorni a. lQO etl infine ti~alire 11 oltre~ 300 in causa, di una. epidemia di tonsilUte follicoht l'l:'. Dul'ante que<>to mc:o;t> tli combattimento il numero dei m~thti in\'ia.ti alla Rczi(lnC, fu minimo, e nella prima. clecade di soli 14: dei 512 fcdtl che fu t'OliO raccolti nelle U ore, tlallc 11 del :?l alle 11 del 22, solo 300 furono avviati a lla Rezione, gli altri invece furono rimandnt.i in trinceo. Pa!!;sato il re~:titncmt<• a l'ipn,.;o, c:-so fn t.t·a~ l oca.to F:UCCE>,..sivamente ùa \'illessc a. C'ampolongiH:tto, n d A t·mE>Il1110 r infiue a- Muscoli , per c ui non fu pùi:H<ibile h:tituire u n'infl'rmeria. c ~i dnn·ttero lrasft'rirc alla ~czion e in meno c1i un m e:se pitì di 300 indid1lni Jll't' <ttft•zioni medkhe, dei quali, come si è detto, ~olo un ct·ntin:lio potè far ritot'no al Co.t·po. Io sono persn3-l:'io chP, qualora, tin tlal pt·in<'ipio della ra.mpagua . tutti ~li ammalati e fe ri ti fo~st•t·o ~t:tti tr••lt('lll ll i in IIIL' iufpt·mpt•ia reggimentale, corue feci durante l';lzione di C'a~telnnon>, una me<lia. di oltrr :.!(10 indiviLlni al mese sarehbe stata cou~t'tTntn al rt>gg-imrnto c quindi u ei s('i mt'1<Ì di f'<lmpag-na oltt·c• 1111 migliaio di llomÌni, i quali 1Ji~tl'i.buiti fra le yarie coiitpagnie ttnellhero fatto l"lllirc H numero dci soldati. an:r.iani c:he partirono da. Napoli, a più della metù, conset·,·ando <·ol"i ai rrparti l 'auti1·1t fisonomia. ' Da.ta la, r elatim. stabilità néllrt- q ua le 01'<1. operano e riposa.no i Cot•pi, io credo sia sempre po:;siùile tt·m·a.t·e un locale di n,lt:une stanze o impin.ut<ll'e unn, buona lla ra-t:r..a-, iu eu i d i:sporre un IIUmel'CJ :suffici~>n te d i letti da ca.mpo c.on paglier·icci jmpt·ovvisati. e costituire così nu ' i11femwriu. ricotTendo pel personale agli aiutanti · eli ~ani't;;) c ai portnfcriti, t' per nutri t•e i fcùhricitanti , in luogo ciel ranciO, al bl'orlo c latte sterilizzato. Ri potrebhe così fornire ogui r eggimrnto di unn in fermel'ia da 30-50 letti, amplinhile durante le azioni per racrogliere aurhc feriti kggeri in numei'O di 100 c più, nella. qnale gli iufcrmi rimarrebbero sotto la- vigilanza
2Uti
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di'l c·:tpit:lllll Jllt•di<-o. l'I'Sittllil<Hitile· tlt' l SP)'\"lZIO Sill\Ìt;ll'i() l·t·~giiiH'llta]è, pt·t· t'l'\:-i.·t·t• poi dopo alc-uui ~iol'ni. s1• J!U•tt·iti, J·im<~tlllari in prima linea, od. in t·a:-:1• t'Oillrario. ln,·i,tti alla ~Pzioll<': :<i (·ompt·PtHlP ('hf:' gli aruma hti gTari:<sillli :<;ll't'lJlJI'l'O tt·asl't·t·i ti Ili t·Pit;tnH•Ilfe <l qtwsta. !'t•t· tali 1'~""'.,-,.dinH·nti OJ!Hi \'tn·pu d'armata ,-,·n<·bhe a ùi:<port·e di 1111<1 (l(•(•Ìit:l dì illfl'l'llii'I'Ìl' ('tlll 1111;1 tHp:H·ÌIÙ to{a lt• ol:l !Wl) a ;}00 Jt>t.ti, CÙ ;t!lt h<· più, in 111odt1 t"hc• .~.;i f'Ot1·<·bl>Pt·n in Psst• t·it·ton•J'<II'I', <·al<-olnuùo una d c·J!c>nza ntt·d i;t di t·i11q11t1 J.!i"t·nì, 11:1 :!fittO a :moo indi,·iolui al mP:-;t· : p e r •·ill<pH• 1 'ot·pi d ' nt·tnala il nnll11'1'0 rt ..gli ;tlllll lalati t'llt·at·i in (':-<!'{• potJ·plJhP >-alit·p ~"""ì ;t l:i.UOO. <•tl all'n(·t·ot·JTII:r.a. antlH' t·addoppiand. ~:nebbe opptn·tllllot ,-he qw·:-11' lnl"t· I' IIWJ·i" fos:<t·ro ;tl'liclat.- ;Jl)a ,·i:-r'ilanza .rll'l rapo-uftil'iu di S;tlli{;'l dil' i!<Ìt>ll<lll'; g) i tlf••lilli oli 1'\'qll i,.;iJ•t• l lot·;t)i ('di JH't'pat·;n}i dlll'l't'hlwl'O I'S>'I'I"I' Ìlllf':ll'lilì dit·PII:II tll'llll' dai t·OIH;tlld<lllti (](•i l'l'~j.!illll'llti. c·d il 111atr•l'ialt• di :u·n·d:IIJit'ldo in <•s,.;a J·ar·c·odtn. oppnrrunamPntr inYt'll t:tl·i:tfo. <1n~Tt •( l io(' (':<.'-;l'l'l! ('l•dtllO in t't>llS<'J!ll<l tla 1111 I'I'J!I-!illH•JitO aJl'<llft'lt. L'i111pianfo di IJIII'S tt· inl"t•i'lllt'J·it· s:tn·I,Ju· toi'tit·;t('l' pt•t· c·oml~<tttt'l'C• llt·i 1 -,.~gillll'ìtli il lll:dt· tì11o :t ll a t·adi <·t• . •·\ 1·ip;11·at·1· poi all'ill('tlll\'(•lli{•Jitl• th-~li "J.!Illllhri t't'l'l"""i\·i 1H·ll'ìntt•1'tlo, io c·t·t•dl) t·ltt>. qnnlot·a f"s"'' po;;:<:ihil<'. ,-arJ'I'iolll' iJ Sl'g:lll'lltl' [li'O\'\'t•tlini<'IIIO . •\,.;St 'J!II:tl'(• Jll'l' ll~lli ( 'Ol'f>O f]i ;H·mata 1111 ot:<JII'd;t), . .Ja ('.JIIIJitl, o·)JI•, l'otto );l dg:ii:IIIZa di'l l'i!o>JH'Iti\'1\ flirettnl'P di S;tllih't <1\"t':<>-t(• iJ t'tllll[,jjo di J';Jl'l'll~dil'l'(• d;~g· Jj IIS)II'.J:t Ji \'Ìt"illlOri UJNli<tllft~ :JIIIOIIIOiti)i ad t·sso ;1:-<>'!'J.!IIiliÌ tllf t i ;! l i ;ttlllll:il;tl i (·d Ì ft·t·iti lt•~g"l ' l'Ì ('011\':t · [1':0:1'1'111 i :t)')l<ll'lt•il\•111 i ;tJ)a J'I'O pl·ia IIIIÌ 1:'1. i fjlliili pt·t· illi.JII'I'S('Ìlltlii)j ]j 111'1'1'>-"itiJ Iii l t il IH· dll\'P!-<SI' l'll t•:-::-:1•1'1' ")!llllll!l';tl i. Con li111italo l"'t·sotl:il<·, tlato il ;,:r·uo•I'P tlq;li <llllma lati eh(•· n•tTPhlll'1n 1m-iati in ·JII ••sti t':·q•c ·d:t li. sì poll't·hlH·ro :l)l)ll't·:-:tal'<·lt• t'111'P nrl 1111 1111111<'1'0 ,.,.,.,lllll'lllt· tllllt• \·oh• tli it11li1·iolui. t·i<·o\"t•J·ancloli ,.,·,.ntnnlm!'ltt<' in bar;-H'•·1 ·1· lwu •·os!t·l tt ~<· , •·<l>-Ì tl,1 1'<\t'l'llg"li<·t·t• :;oo <' fot·s<' <lll('hl' 1000, p<·r mo1l() l li1•, ·la t;l \111;1 dt•g:(' IIZ;J lll(•di.l di {'il'<':l Sl'l fp g:iw·ni, :<Ì potl'I'[JIW ('lJt'arne tin :.!Oih) .t -liJtltl al 111 1'~<': r· P"'' <·ittqll(' ( 'o q d d ·a l' llt:lt:t d:t LO.OOO :1. :?0.000 Ì11fo•t·n1i l'l'l' lo :-::t (·;:s o p•·t·i,.tlo. l l'ttlda ti :-:ll<l.Ji,· ìsi lll'll'o-:p••tl;l]C' po!<sihil1111 · 1111' pt'l' 1'<'1-!;.!'illll'll iot 1' lo t·ig;tf:l. :tppt ·ll:t ;!'ll;ti'ÌlÌ. \' l'l'I'I'IIIH•l'o intlt·appPI(;11 i ('1111 ;_!l'<ldllii t i l'('l<)IIIIISillJiJi l' ('lln g_)i :tiJltJIIlllil il i l'it·io!Jf[otti aJ ('!W!J!\ t• {:lllll'l'.!.!:llil[Ì :ti t'lllllillldl ti(•L l'i)o.l•t•fi Ì\·i I'I'.:.!,J.!Ìilll' lltÌ. l noli l'(' In llll'lllllic·a. l';(('l'ltlta da;.:ll aiii'Ì llSIII'dali. ralt;l ~im·naillH'IIIl• at! or:\ lis-:a, dq.di :tllllll;tl;t! i ~iù ]'J'I'l't·tl l·llft'llll' lll•· so·l'lti dai cnpi n•pa1·1i. :<l'r\'Ìt·i•IJlu· a lll;tll(l'tll'l't• i lung:iti di ('111':1 il piìt Jl""" iloilnll' llttA :-;g-nllllw1·i: IIJPnl l'P iJ I'Oitl Ìllllll j I'<I :<JIIIl'lo ti Pi :<o)dari ,li l't•g-gilll\'111 i t·ìfol'll iJ•t>lJ[W ('OlltÌ · llllallll'llll' i sin~nli l't'l•a t·t i. J 11 n1anit·1·a. in t·n•do, ,j potrehhC't'<) l"l·otnlt·;..:g:i:t1'1' l11tlt- l1· l'\'(•llÌ<'IIZ<'. l' sp•·•·ialmrutl' q111'lla. quanto mai dolui'OS<I, lll:t l'IH· :<:I I'Phl ,,. c·nlp!'\'O)l' t;~e·r•t'l', (' lt!' spo•ssn. p e r affret.hn·(• i l c·;IJ!Ihio dt·ll;t litll';t •kl fnowo, :-:i lat ·;.rlt !·~g· iù ll<'ll'iu,·i;tt'l' solclati all'MJI<' · dalt•. in Jllodo d11• i t·c·g-g. inll' lll i •·apidatlll'll ll· "i ::-f'oll:t\'<1110 f', ~o l manc·:tlc> l'ii·Ufl('l'll cl<·i :<o~dat i. il'l't•p;11·:tl•iltnl'1tt<· "i sf'a ..wi;l\-;ttlo i l'Pparti. l]w ·sl i o"l"·tlali, \'l't·i :-;taltìliuH·nli ""nit;nì ,li ('01·po d'nJ·ma-ta, sPr· l in·lJill'l'O Hlll'lll• t1 snddisf;tt·(' :td 1111<1 ol ·lit'il'll:r.:t f'llt' l ot•g:li onlinamt•Jl !.Ì sauii:tri milil;lt·i 1'- :-;la!;t 1111'!-'!';t in <'l' id('l!Za s pt•o·ìaiiiJC'lltl' ol;t ll a lnliJ!<I tluJ'ala eli ljlll':;<l:t ;.!111'1'1'!1. ltl\'r•J'"· nJl•llfl'l' lo• ~~·;doll Ì di :-:anitù ]11'(J\'\'('Ùotln
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nll<• t•si~enze di l'gomhel'o Ilei m a lati P f~>r·iti dal f 1·on tP, nnn P:<i:-:tc• a.Jc·una fm·mazione che •·iutanùi atltotua l ii'<IHH·llf<• <' eo:-:tantt•mt•ntt• i :-:nlrla t i g na t·iti ;\l proprio CoqHJ, :-;e11za fa1·.Ji ns<·it,• tla ll;t z011a di OJll!t·azioll('. Or;t epwsti osrwdali, fo 1·niti tlt'l! li oppot·t1111i 111<'"-Zi di tl·a:,:l"'''tu, :-::t 1't•blll·I'O in ;.mulo •li pt'O\'\'f'Ù<'I'P P~t·t·~iaHtPlltt· a fJl14':<to St't'\"i:t.io. {,a r:lf·<·nlt~\ Ùe!!li illlllll:llati t· tlt> i fl'l'ili iljljlHl't(•IIPilti :Hl 111111 stpsso ('orpo in 1111 :<IliO OS['l'· dalt• :-:ar;,•hhl' a n Cht' una gal'illlzia t·oll t t·n la rlitfusiont• 1l"ll<· nwl:nti<· lll'1.di •. altri t·Pp;nti t' nel ll'<H'st•.
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1 I. - .Jfuu·oli t/i C··n : iyllftJIO) :!() tli<:r'tltlJn· J !)l:i. Tl'l' l'iOÌ10 pi'Ìn<·i p;c11111'11 tC i ra tl'l1'i l·lw h:1l1110 llJOelitknle• j] sen·izio sauit-<tl·io j u ;..:u cl'l'it. t• La ,[uwht ma~;.dot'l' d 1•111· os1ilit:ì , pe·1· c·11i i sl'ITizi ~anit;l l'i dl'\'0110 (•ss:!t'(' or <li!lati t' pre•disposti 111~ 1· un JH'J·iorlo ll·oi·Ì<'flllH.'IItC' illi· 111i tato . •,. La l;l'<liHh- 1·npitli!it tl 1·i nt<•u.i lii<'<Tani<-i eli tl·as pe H·to, <:h<· l•<·t· llll'ltoll .l 1111 piÙ l'iljiÌd n !' Jouf;III O s~OIIIIH' I'O d i' i f'Pt ·iti. :~· Ln s\·iluppo :1ssunt:o daiiP sl'i l'nze nwdi<·lw in J·appnrto alla p1·otilassi c• alla. tPt·n ka diagnoi<lkn t' \'hÌI'I IJ';..dc·n. t al t• d a ÌIIIJHIIT<' una 111a~~io1· sp(·C·itll izzaziollll• d~· l l t• 1•1'1'.'011<' <' d<•i IIH':t.zi ~:anittn·i. . La mag-giol' dutata d i•ll:t giiPI'l':t J·il'llil·clc• t·hl' og-ni t·nl·;t sia l'Ì\'(J]ta a lll<tlltent•t·é L'effit·it•llz:J ,. 1:·, t·tu•sioll<' di'i c·ol 'IYÌ colnlJ;1ttt•nti. ]'l'Ot"ll 1':111 · do ,.J,p il mag:;rio1· lltlllÌ<•I'Il di ,;oldati 1'i lllill1g'il o ri tonti allo st.1•ssn l'l'l!· giuH•ll(O, lltalll(•ll!'llclo (' Ol-<Ì I(Ul'llil ('lllii Jili ~Ìllt' l' ('0110l-<('l'IIZ:I I'Pe·Ìpl'e l(':t dt•g Ji uomini c· qm•lla l'Oil q ..~·;nlzil .li ]'t'l'i1·oli e suc·c·t·,;,-i , c· lit• J'oi'IU:t 'il n·ro ~ pirito tli c·o•·po. l~ poi1·lo!'. il 111:t ~g- ìm· 11111111'1'0 (]p]]<• Jll'l'ditt• d t<' i-: nhi · st·OJH) i l'l'g"l-{illll.'llti so1111 olatP. e·JJIIIl' s i ì• visto, d ai 11 1:1iat i t' d:ti J'l' l'iti Il':,!" )!l'l'i. il compito più Ìlii JII' I't.antJ· srwlta :Il e':c pi1<111JJ lltl'dic·o di1·j~e·11t(' il st•l·,·iz.Ìt) Silllit :nin , il qual <• liPn' l'illH·dian· al Ili al<• r·tlltdtolt 11'11!11110 li H d :ti la t·adi r,•. E ]Wl' far t·iò Pg-1 i dt·n· t·ss•·l't' ]'l'll\'\'<•d 11~"<.' cl i IIH·zzi aclvg-ua t i. l'Ìt•<\ tli nn'it1fl.'t'IIH'l'ia rnnhil1· t' d1·l llli\ll'I'Ì<lll·. spe •c·ia llt ll'lltt' lt·lt<·l'l'(Tio. lll'l'l'I'>SHI'ÌO il l'll('('llg"l ÌI'I'e • l' ('UI'il1'l' :llll'hl! Ull ('l'l't() 111 1111 1'1'11 eli llt•gt•llti. 'J':c le• inl'erml'ria , l'lll' ><l'!'ollllo le· l'Ì l'e·nst.tJIZ~' p ]p l'><igl·ll %1' pnt l'l•loloe• ""· :-<·l'e inp·allllita, J•t•;diz:t.!'l'e•IJIW i ,;t ·~tH'I1 1 i eo111piti: a) di l':ll'c·ogliPI'I' andH· pe·1· solt· 2+ Ol'l'. qnl'~li in di,·itlui <·h1• ]'l'l' JlloUW11til111'il llltlispnsizioJil· 1111 11 po,;sollll sopjloJ· tal'l' i dis:tg-i oll·ll;\. t 1·in · c·c•: 1. 1:11\·olta g"l'a \'issillli JH'I' ]a. ]' ÌCJ!.!' J.!:Ìil l' il l't·<·ddo l' d i 1·iuta1trlarli peli l'onfo1·tati al loro postCJ. poit·lu'., st· il soldato \' Ìl'lll' inYiato alla R1·zinJ1t•. p(' l' il se mplit·<• passa~~ i o arti·;I\'I' I'SII ;tll •• nnil:ì s;lllitn r i1• l' JH'l' lt· Jll':\ · ti<'llt:! I'Plati\·p, \"i<·tw IH'I'dJ1to JH' t' tli\·t·t·si ~ i n t·11i dal l'l'g"gÌIII<'lllo: ò) <li tratt.elll' l'!' ]Wl' d111' O t 1·1· g"iOl'llÌ (Jiii'Ì ft •l·iti l (·g~e · t'l lll'i IJH;t'Ji. tol t:o la prima Oll'tlicazionp, si t i'0\':1 gi;) la ft>ritn c·int t rii'.;t.:da, t· di fJIH'sti 11c lht sola. n:t.ione ell'l :!l ottohl't' l!lli", ne· pnt"i suld t·o t·imancl at·f• h<·n 200 i n t ri n C't'a : c) tli f01·nil·e il C'apiLtno ll t!>dit·n di J·igc·ntc> il st'I' \' Ì;t.ÌCJ ,;nnit;nio di'i mezzi II P<·•·~!'al'i per c·~enila1·t• 1111 e·flieacc (:ont1·ollo :.-;ngli amtnalati, P :-:p<•('hllnwnte ~ ui si mula tori, t 1·n t ti'III'!Hloli in Psa me 1·1l .,s;;(•l'\':tzionc di · re t1ol per quaÌdtt• tempo. 11 l'il]lih11111 IIH·dil'o, sia pe·1· cli l·l't t a t'CJillisC·t·nza..
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ESPERIENZA Dl GUERRA
l'Ìa perclH\ a.n-crt·ito dai dipcrHl,•nti 11ffidali meùici di battaglione, può CfJsl ricoaoscer e subito c C'olpirc le ~imulazioni e impedirne la snggc· stiva pl'OIJI.lgazione nei n·pa rtì. Dura n te il mio ~SCI'Yizio reggimentu.Ie, quando sospetta\·o che i pazienti impctlis:.;er·o i1 cicutrizzarsi delle piaghé, r·imon•nùo o bagnanù<: le fasciattHe, su cui traccia.vo la mia firma col lapis copiath·o, li tim:md:n-o. ìmmcdiat.Rmcnte in trincea, ottenendo il doppio effetto ùi da1·c· 1111 t•st•nr p i o sn lu ta rr agli a l tri e di ri m<:ttcrc un uomo in prima litwa.. <l) ùi pcrmcttCI·e infine nl c·apitano medko, mediante l'esame a c· enratn e l 'osserYnziOlll' prolungata delriufermo, di farl'i un concetto t•sntto 1lclla. rualatt.itL nei casi dnbhi, e spee ialmente di riconosce1·e fin ùa l loro insorgere le- forme iufcttiyc !'<D' impediruf' l'ulteriore tliffnsione. Come ho rif(•1·ito nclht precedente r elazione, :n-evo notato che il capitano nwdit·o nr Angelis illd;lYa dal suo rPggiml'nto alln. Se:done un m1mero limitatiss.iuH) di rasi ·:"Oi'SJ)etti ùi colera, mcutre gli altri reggi· IIIPnti nP mand;J\';JIIO ('Oli t:r Il' •liagnol'i nn routingrtlt<' rileYantis!'ÌJllO. Per non tra.:;f\!ril'li t u t ti al lazza n~ tto dPi tolProsi, li trattenni nella. Sezione in un loeale apposito, alc-uni l'olo JH'r po<·he or·<', per <'!'<1-minare le ft•ci t· formarmi tlll COII(·etto )>PJ·:.;onalt>. Ed infntti co~ì rispa.rmiai di man •lare parecchie centinaia eli iutliritlui al Lnzz:netto, ÌU'i'ia.n doli all'O!;l.)C· dale dn campo sito in Seodoracca, !;1'117.<1- che in a.knno si sviluppas1>e iJ <·ql<•ra . Con tem po1·a Hl' nm<·n te pqlei osl'ctTare cltl' j ndirid.u i, <' se m p re i n 111a~gi or lllllll t•ro, ••nidt< .,.a 110 dPlle f rl'i nnwosa ngu i g11e roF:ì ca 1·a t teri :::ti. I'<ITIII'lltP !'guaii , dJ<• la diagnosi di un'infcziOIH' comun<~ :-:'impollf'\'<1. P01tai pt!r·ciò i(• fec·i ;t l pr·or. !zar, all'ospedale impiantato 1wl parco ùi \'iJia Yicnntina, ppr· l't>>';HHP hntteriologiro oo in <'!':>:(' fu l'i:-:contrato il l•:tdlln dìssPnterito di ~IIÌ)!:t.KnrsP. f'osì fu !'(·~nalata. IWI'la prima \·olta la dissf'nt·cria. nel scttor·p <'h<' :tllfla\·;1 ll<) Grntlis<'a al mnrc. ed in sc~nito al rapprn·to ('ht· ne (t' d al colonnellt) nwdie.o ])p Rosa , C'apo-l'flkio di "anitù, furono prt•s(' lr oppor·t11nc• disposizion i c• r;weolti i dissenterici. in ntnnc·ro sllp<'tiore ai sL•ttN·(•nto, nt• ll'o~peda.J r tli Villa. Vicrnt.ina.. In nwrito :t.lla propo:-:b't. <U dobn·r il servizio medko reggimentale del ma t<•J·Ìl1lt> nf'cess:H'io pC>r nn' Ln fe1·mr1·ia mohi IC>. mi fu obhiet.tn.to da. akn n i t•g-r·P~-ti coll<•ghi uflieiali ul\·d il'i d te il H<·g-olamPnto sanihuio :;riù contew p la il f'aso <:lrt• il <·apitnno mc•diPO h-titnis('lt nna infPrJUPt·ia . l't'fJllÌ!':PlHlt) il mitf(•ri tic "ul Jl(•~to: ·· f·he ò'nltra. parte il s<'nizio ,o:,lnitario r e·g:ri· mt>ntale den:.- c~ser<' qnnuto mai lilwro, e spNlito pt'r segoÌl'P il c.orpo in t n t ti i ~'<IlO i sposta.nwu ti ,. perci t'l non ::rr·a ra t n cl i re t<' l';;i ro ma tt•ria lP ~;a· nitario e lettt>reccio. La l'<~l' Pllte gtwn:r hn tl i m o!< t m t o JWI'Ò che la r•'flll i:::izioJw F:ll l p o=' t" • tiPI matl•t·ialP per inf<'rmrl'it•, ;l ttnabiiC> Ht'IIIJII'P ut•llt• g-rmHii lllllllO\"l'<• <' nei <'ampi di istntziolHl. 11ell<' hatt:l~lit• modf'l'll<•. dato il concentl'a . lllPIIto <li ma~'<s(' <'llOl'llli di nourini ~'<li piccola l'll!JIPI'6t'ir,' flin'Jtta l':t pida ruente ùiftitil<', st• 11011 impclssihile, sÌ<'thì• il JU;rtl'l'i<tl<' pt•r lt• llllllli'J'tl~Ìl' ~i me ·i n fcrnH•ric· a ,.a nzn t<', <' hr (·o l pt·ogi'Pclirr dC>lla g-u<>t't'a pet• Jt ~N'F;sit ù .~i (·ose si dovettCl'\1 ,.ta.hilil'f' llOntiH'JilC, fu fornito MlJa mas!':ima parte dalle lntenùc uzp. Poclte d i esse Cl'H 110 alla dit·et ta eli pcndNtza dr i capitani mc-
209 ùici reggimentali, e potevano 1·0sì intcgra,rc l' opera. jntP~a a. ma.otenere la coesione del cot·po stesso, mentre la maggior p~trte non costituiv~t che un <:ompletameuto ùcgli ospedali 1la. campo: quest(•, prive di JUI.'r.zi prorwi tli tl1't:o;porto. neì ripiegamenti 1w•·ùettero LWLtet·ia.lc e uomini. La poJ'sil!iJitù poi di impiantarle si ·limostrù nell:.~ guet1·a quasi fo;Cmpre di facile attuazione, qualora \'i fosse !':tn.ta la, buona. volontà per parte clcll 'uffida.Je medico dirigente il servizio. Pet· reJI(leJ•e mobile e faciltuPntl' t ..a:-;pol·tabi lc il materiale, t·ite:>rrci (IOD\·enieutc di a~scguare ad og-ni. J'('g'g'ituento nn;l anto-ambnla11za. nella quale fossero sistemati nella parte inferiore i cofa.ni di sauitiì., da ntilir.zarsi a.nc.be come sedili pe1· i wnla.ti, c nel cot·po iut.c•em:cdio avesse gli ;ttutcchi per soneggere le barelle e po tt":-;xl• P\' l'Il tualmPn te con tPHerc i ~aech i col mawda.te letten'{;(:io, i quali potr~>bbc.>ro in caxo di hixogno esset·e po:stl anei.Jc :-;op1·a ll tetto della vettura opportull:llll<'rtfe ;ttlattnto, lasciaudo <'OSÌ all'interno il posto libero per le b;wf'lle. Queste arnbula.ur.e, sem p n> agli ordini del ~t·pita.no medico, potreblJero in caso di urgente trasporto salvare vite p1·er.io8is~:;ime, e rappre:-;enterebbero una opportuna :sostituzione o complemento alle c.'l.r rette di sa n i tà reggim eu tali. Es!-ie l".oopererebbero ino l tre allo sg-1)m bcro dei fe· riti dnmnte le· <.tzioni, t.rasporwndoli dai posti tli medicazione reggimcnmli a.Ue Sezioui di ~auitoì. La rifot'UI!t tla me pr-op0:sta. ~-;i risoh·c~rcbbe in fondo nell'a~segwu·e ;td ogni rcgj!;im(•nto unu antoamhulanr.a. utile ~ntehe p et' altri usi. dotata di ma te t· w lP lcttere('cio pt·C'lC\';1 t o oppol'lunn.mente ùai magaz;dni a complemento dC'IIa clot<~r.iolt<· sanitn.ria n•gg;imentale: que:-~t.e nni tù fOI'IllCrebhf'I'O' cosi il pt·imo nncleo a.s:-;ol tltamrntP indi~pensabile al momento <l~>lht mohilita%i011(• I!~'B<'l'llle. . La Sezione di sanità rwg-li t~ttuaJi OJ'dinamenti ha. le xeguenti funzioni: a) di tntspot·ta1·c i fpt·iti " g-li altlllta.l:.Lti dai po~<ti ùi medicazione rf'g-~imenu1li nr-!li o:-;p('daletti eia ,-autpo; b) di ntedicarli cltmwte il loro pa:-:»agg;,) ullu Hezione; c) di c·m·;tre la 1li~infcr.ione tlel <·ampi) ili battaglia. Essa et·a un ot·gano giìL <llltiqnato nl p1·in<"ipio dell~ gHet·m: la :-:ua. costjtur.io11e a Ho ~-;ta to a ttn:t h~ 1-:1 ppl·(•scn t a~ a m io a \'\'Ì:-;o, n n as>'urclo. Dei suoi uffici intanto l'ultimo è stato n-l'll"nnto da.lle sezioni di di:-;iufezione. che vos-.;ono entt·m·e in maniera st_;tbile negli ordinamenti ~nnitari InOU(·rni ,}i gm•t·t·a.. I l ~o;econdo- compito, data la r;:Lpidi tù dei mer.zi di tr11:sporto meccanici, ha perùn t o qna"i del tutto la :-;mt importanza . l )' a l tJ·a. parte le f'secnzioni di urgenti e gr·ad operazioni sono stnte assunte om dalle :Hni.Hilanze ebirur giche, che dov-rc.>l.lbero entrare negli ordinumenti ~ta.llili, il t'ompll'tnmento nece~<sa.rio dt>lla ~ezionr di sa 11itù.. :-;h;cbè, in r·on('] usimlf', a q ue~ta non t·imn tTehut' contr compito ISJWCitico a !t l'O c be il t.1·aspO!'to dei fer~ti c lo Rmistmnento eli Cf;Si nei varii ospeda-li, fnur.ioue . ;Jlla quale occor·ee sia eior·din<Ha in l'apporto ai nuoYi e t·apiùi ruPzzi rli loe.omozione, di cui deve es!';<' t'C pt'OVYf'd uta in n tuuer·o snffìc-it•lltl·. ~[<1 <;iò non ba-sUl: uno deg-li Of;ta.<·oli JH'incipali a llo !':lllista,mtnto dei fe r·iti nelht r(•rrute guerra. <'l'n dato dal fatto che le atubulaJir,e eh1• li tra.~pormvano agli osp<}rl.-'tli, trovando questi spesso completi, dove\'ano pe· r(~~1·inare d<l nn ospedale alra,Itro itndtc• llnt·antP l'i!th'l'il· nottr. <·on
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ùa.n no dcgl i ;uuma.la ti c fcri ti, ùbspenùio Jj coru lmstiuile e diminuita efficenza delli~ ~eziouc .-tes:o:a. E ' ncce:>sat·io 1 a ulio parere, perchè la &zione e.-sel'citi veramente quell'ufficio d i rapiùa. raocol~'l f! smist;a,meuto dei feri t i nei vari t.,"p<'tla,Ii a Recontla, della loro ca·pien~'t e natur'a>1 che es:<a :<ia. p•·m·v• .. tura. tii due si~:temi p ortati li di telefunj da campo: uno che la t netta in co w u niCJtzione eoi po~<ti di llleùicar.ione reggimentali, J>el' soddisr;u·c ,o,; uiJito <tlle lor-o I"Ì<:hh•:o:k, sia, di rnater·i<1lc> di mc:.-dicazi ooe, cbc di mez:r.i di tr·a.-por·to, l'a>ltt·o, unito a. <·.entra l ini ùi smistawento in imweùia ta vie i uanr.a òcgli O:< pedali •·N r-ust;Ulti, per a('<;ertarsi sempre del ttUiltel'o dPi po~U di:-:ponildli c pr·P<M' \·is;Lre in tempo l'ar rivo dei fe· riti e ma lati . P ronmluta cosi di suf!idcnt.i e lwn lHht tti autoveicoli e di telt>fOIIÌ JIOI'talili, la ~(•:t.i • tllt' oli ,.;;\)litù Jlll( J •:'~. C;o:tdiunLt<l l}a()H ambulanze chiJ·uq.ric·IH• ~ cln llt> !:-\r:r.i<'lli di d i s i nf~r.imu· , poJ·t~lrsi a ll 'alt.c•:r.:r"' <lnlle el'i· ge11zc l'idli~">;Le dalla. gHeiT<1 ruodt•rn;t. Il tl!rr.o fnttore ('bt' ba mutHto i critPri di orgauii'.zazion e ùci servizi sanitari iu 1-!'IIP I't·a è la ~t-ande ~JH:.'eia,Jizr.;L?.ione dl'i mezzi dia.g n ostici e chiruq;ki, dw ridt icd<> una corri.-pL't tint :<pet:ia l izzazioue ùegli ospell1Lli d;t campo, c·ni si L't·a !!iunti grada.t<lllll'llte dttt·nH((' la gueiTa, e che dere c>s~t·t·t · ;t,;,.;tll tf;t t'ctllll' pt•r·fpr.it\JlalllPiltn til'linit.i\':lllll'llt~' a('quisito neg-l i ot·· dinaweuti :-;anit:JI'i militari. f gt';l!Hli O:<JII'Ua·IÌ da l':llDj)O Ùa 100 C :.!00 )Ptti, dH• vengono ll~~<{.!gnari ;t. ::;n.-;~irlio dP;!li O:<jwdal•·tt·i di ('oi'(IO d'at·JII;tl;l, tlèl'\1110 C:>S<'l'C:! Ol';!:IIIÌi\· zati e dola i i O;!lllll l O JH~ r a:<:;olYel·e 11110 :;opN·ialt· en111pito. l~ pt•t• pr·in tl) llllt> tli qtw:<ti) ((()lato di un ;.:ahirwtto per r i<;erche uat.· tel'iolog-i•· it(• e di <Hlt•guati mt!zr.i di disinJpr.io ue ed iso lamcJtto, dl' Ye es· sere pn:post·o all;L eura e difpsa t·outr·o lP 1•piùNnie. Gn altl'O •leve e~'"~'I'P prc ,·trl<•n(t!lllt'ltte c· hit·11•·~i cu, e pl'ovn·duto ùi <tdi.'~U<tti app;H•ccchi r·a{liO· logic·i . (111 1\•rzu , p<·J· le t·ttt'l' nH:ditltc, <leve esst'r·c fornilo di ~a bindti per i nda)!in i l'ltiwit·lw: utit·t·o,.;t·opit-hc• t• si.-rolol!idtl': l'•l in li1tc un OsfWclak deve ex:-:l't·e a ~lil•i[l), \'IIIJit' p t·nposi uella t·clazinne sopt·ariporta.ta, alhtl"cll' · colta •lc·i lllal;l t.J e [et·iri lt·g'g'l' ri, fnn:r.iou;utdo t·nsì 1ht eon,·alcsccuziurio. '1'111 (j 'Jlii'XLÌ ()SJII~ Ja Ji d l)\' r·ehiJr l'O l!Xl"Cl't' fl l'll\'\'Ìsti Ul ;l U tOC<.ll'ri tl'<l · sfol'lnahili in auloautloulan:r.e pet· rim;JIHlat:c, ,.;pe.·inlult•ntc l'ultimo. i mi · lital'i g'lllll'iti ai Jll'OJil'Ì J'Pg'ginwllti c <·oopPt·ar<' durante• lt• nzioni <Liln :Sg'Oitd~t·r·o dc·t [l'riti dal i<· ~c ·i',ioni eli :<;lltit:'t llgli o:<l lt'cl:tli da c·ampo 1> ;~i tre ui sanitari. TI mi\tel'iah• pt!_r· i g-a.ltiJwtti •li c·ltinti('il, eli lcatl<· r·iolog-ia, ~li app<l · r ecc:.lti radiogT:tfi1·i. O;.:"lli :<istt·nw alt1·cr.zato Jll'l' il tt·n:-;pnrto p ot1-eh· bt'I'O l's,.;pr·p ulili:t.'l.Hli dnl':tntt• .i l lc• r11pn oli p:wl' llP;,{Ii o s pt>rlali milil~c l'i JWillc·ipali di ('cll·p•l d';tl'lll:tta. : 1lPII•· ;tutltuhtur.t· IH'I' Il' :-\czioni di ~-:anitit. solo le hlnor.r.\'t·ic• clo nc:hhe1·o c•ssl'l'P I'Ott:<P t ·,·at(~ nei tlepo:siti, mentl't' ~li clttu:sis oppltl'illlta lul'll lC ati1·<·r.r.at i JHitl'l'hlwr·o :<t'l'\' it·e pt•t· i st·t·dr.i di Corpo d'a t·Jnabl. allo :wopo rli iuqu·dinll' il fa1·ite 1leterjoramento nei mag-ar.zini. Favort·tlllo f\•t·(l'llll:'nte m•lla tassilzintH' gli autocRni privati. che prc:stulino dt'tHminati rl'qlli~<ili di ,·.-lo('it;ì, pl':-:o c po 1·tata. si po· trl'lJhe ;tver·m• lll l suflit-1Pilt(• Jlltntt•ro cli;,:ponibile iu c:~so di mobiHtazione. <:on tali O:o:jwdali og11i ( 'ot·pn d':tl'lll:lta ;1\'l'~>hltp 1111 ~<'1Tizio !"3Jti · turio moltile <·out plr t<,, eonispo 11<l•·ntl' a t nttP !P modernp el"i~enr.l'
ESPERIENZA DI Gl:J-::nttA
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ùelht !oòCieuY.a tucùica odierna, il cui IWl-:sonalc ~">[H't·ia lizr..:1 t o ùon~ ltlH} t'F;SeJ't a-s segnato in precedenza, n e i quadl'i. di mo"i l itai'.ione. I ;..;nmdi ol;pedali per feriti specia-li, come i Ol'f111 ici, gli .çpi n a l i, i tra 111111/t i~ zuti, e in genm-a,le quelli d1 e ri<.:bic'dono nn lnngo t<• m po fli ~pcdaJ iz· r.azione, <li gu il' a. c ltc la. <lota1-ionc d l'i uta teriali 111-'('('J<~a ri a l w a nlt>ni mento degli ammalati e ù eJ pe.rsonalc a,':'sh;tente supet·;t l'<l~g•·<t\'Ì (l dt'l t r·a~potto dei malati :<t<:ssi, potre bbet·o c~ sere raf'l'Olti i 11 osp<>dal i t tl'l l'in terno, tinncn1loli pre::;su le di u iche nn i ,.<·•·si t arie :.;i:) sp<'t·.ia l i zza t P per questi infcrn•i. c ompito della Raniià. utilitarc nellt• :.;•H'I'I'C oclit'l'lll' di lunga, ùu•·ata supera. ·~li :s<·op.i tiiiHlllit.ari e <lssl1nu• una \'t•t·a ÌIIIJiOl'tanz:t lu•l - lica nel mantener e l'efticicnza, la roeshHJe dei C'O I'pi ron1h:dteuti, c. i n un campo del tutto nuovo, IH~lla lotta, contro i g-:ts nslìssia.nti al<· s ume anche di t·etl;tmentc una ,·era impm·ta.nza milit<Lrl', dift·ntl Pudo le tt·uppe ~ontro questa DUO\'<L iu siùio~a a •·m:t miciclialr. H il'Ol'do f]Uan · ta l unga, ;:tl·ada fu per~nrsa thn·a n t<• la gnerra dali 'adozione <leIle JH'ime ma-schere fatte da 1111 comitàto tli signore tino a qucll'uq,;·anil:imO pctf<>tto, cui si era, giuuti ;ll la linP d<·ll:~ guPt·t·a pt'l' n1et·itn pt'P<·ipno <lel prof. scn. Lu stig. Ora tale org-;tni;~.z:~zir,ne eontt·o i ga;; ;J.sli:.:sianli rut•riUL di fat• parte inb'gr:wk della ~anitù 111ililarc r· ou1c IW!-!:IIIismu <l·ntonomo, nnico, agile; poicltè !:t lotta <'ontl'O i gas di guerra è cuutiuuà c ~;emprc t·inHm·antel<i, in quanto ogni :\a;~,iom• t'l'l'C<~ contiH II<llll<'ll te tli HC('I'f'S('CI'C la YCIPIIOiiÌtÙ t: Ili lllllt:tl'(' Ja 'uallll';\, di l'i><SÌ JH'I' I'CIHi<:l'IIC inf'f· ti('tH·e la dif'l'S:t. l't•t·dò hl Jll·t·Pssitù dcll' i ntpi;tnto <li 1111 l ;thòJ';~t(l]-io sci1•11· tih<·ll t'l·HtJ·al.e, :-p<·<·ialt·. <·on ol'licin;\ <lillit' N~a pt•J' IH'C'Jlill'ill'è e studi:~t·c i ntri tipi di ll~<tsdwn· t' gli altri mc;~.zi di diJ'PJ<a, e inoln·e un ]H•J·sotlal~ te<:nit·n <lislm:•·ato nei ,·a,l'i Corpi ù'a•·uw.t<l, t·c·~ po ns:thi le (lo•ll'and:Jllll'llto del SCl'l"iZÌO. ()II <!SlO lll'l'cb!Je iuol[t'P jJ l'llllljli(o dl' lf 'i,;lt'IIZiOIIP tf \•g- li 111'ficht Ji 111edici e dei ~:;oldati sull'u:-:o del!li :tpp:u·t•(·thi, spt·o·ialnwnlt• <·o n period ici cspcripwnti l'iguro!>alllellle <·ondorti di l•:ls!oòn~~io dt'llt~ tl'liJIPt' attnl\·e r :-;o :t.Ollt' vrt·anJc!lte po•rit:olùse, llllit·o tlltlllt) eli a<:t·et·laJ'c l ' Pffit·ada d ella ùifes:t c J'isb·uzione :tYnta tl<tUe tt·upp~·. Kt::t r\ tlct•slie ri agg-iull~<'t'~> altrl> vat·ole per rlimostrarc l 'iuqlot·tanz~L l'I!C s imil!· ot·gani;~.zazioat' ha fH! l' l'eflicH<·ia bt·Jii.('a rlt-ll'es<'tTi to. Le ra.~ioni <:!te mi ha.nuo iudotto a pubbli<'aJ·(~ qu(•sti appunti , fJ·ut· to d(·Jla min. sola ('speriem.n, pCI'sonale, è il tksiderio clic tutto quel g-ra.nùio~o organismo elle Cl"<'!. diventa;ta h~ Sanilù militare alla, fine d ella. guerra. non va.<ln perduto. IWL eli<', sa pie n tt· uwn te :v la tf <t t o d n Ile autM·itil. compett:>nti, ,·enga, roll'ausilio ;J.n(·he di q uanto è !<lato fntto dalle altre nazioni belli~eranti, a fa1· p:utr rU·~Ii <)l'dina.meuti :-:!abili, po1·ta.ndo co::;l la nostra orga.uizza7-iOHC sanit<tt·ia mililat·c a ntl'zzo di graduali rifor·me, condotte ~;~'condo un pi<tuo ot·ganico ('OU1plt>to, a,d f'~<~Cl"P un ot·gauislliO Jll'l'l't•tt·o, :tlLtlt P7.za <ll'!la odi<' l'llil <"~JH'I'iPnza medica c milit<Lre, P d<'lla· posizione <l>'!'Unta dall'Italia f1·a le ~:t7.ionj.
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~12
LA PU L CE NEl TROPICI [>et·
il d••' t. Nicola Rodinò, kncnte tuedico.
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~eiJI.>euc uowo, in q u;tJ:.d.asi climi~ si trovi, porti seco. t l'iste fa r-dc~llo di miset·ia t• di ~;pot('ix.ia, Ir-a i pur<l::~siti clll<.ltofagi, Ja pnl<:c, af<L·
uittero il qualt:, nato nel :sudieiumc, vive iu esso e d el snugue degli animali omotcrmi l'OlliJil't':·Hl l'uonw, l.l ~-~esce Iwu solo uoio:so per la moh,~;ta pnllt.urot, 111a atl<·lw pt't'Ìl''>lo:;o pcn:hè, attran~t·so alla piccolissilll<L (t•rila clìe <:ol :-;n<·('hiawjo pt·m.lnce, può tm:stuetiere e propagare qnal:siasi Ulalauuo, lliii'C i:· 111·i t t·opid ùm·e •JU<·sto insetto, ;-;ia per le :s1w vat•il'tù, xi:~ JH!L' la quautit:l il. più d<•lll• vnlt<' Ìlllllllll<' I'CVole fnvoJ'ito in ciò Ù<Ll sudidnUJr., dai eo,.,tu tai primit·id ind;gPHÌ e dal t'litua, ::;ia iuliue per le funeste mahtttic infetti\'C: <.:'hc \'i so:tv- cn<lcmic·lie, clivt>uta 111.1 tHiras~:~ita, n ()naie in~iclia. pi·ol'nlldanlf·tttt\ la. qui ete e la sa lute del eolouo: 1la ciò la Hr•<·N;:-:i tiì di (·nllOH(·c·t·(• la pnl<-t• ncll<• sm• \'arictù l'ti al>ituùini p(•t· 1•vital'la. -<· distrn~~e1·la . TraLiii('Ì<IIJdO di ,,.,J'I;~n> dc·lb plll<-t' UPI!a. lll'l'e. ncycwria lliralili, c d1·lla pull~(· dei ~ hi;wt'i ai, L>ctsoria gTar.-irt/ ;8, :sia p('rdtè si ineontrnno nelle l'<·g-itlni frt·•lcl<' c p <·r·rlii· sPmbt·a lHlil :-;iau•> dn11nosc all'uomo pt•r i t·udi Hl<'lltali or~ani <li offesa p;;topp:wi), è tla I'Ìt'Ol·d;lt'<' pl'imif't'lllllt'rtt.e la pnlcc eomune <lell'nomo, J>uTc.1· i1Titan.<:. la quale, pur ri scontrandosi in iuiti i climi, è nt·llc• r·<•g-ioni h·orienli <' ,;uldt·\lpienli do,·e in inuumeJ't·,·oli r·oloniP inn·stp " ÙÌii~::t.llg"llòl P hianchi !'cl indig-eni, mat·toriandoli n('ll<• ot·p nottm·tw. (;tnfo cnn• al riposo dopo h' nfo,.,p e ~IH.' I'\'élllti ot·e òel ginrno t' tanh• Ht·c·,·ss:lri<• l Wt' l'OJIJH't'ÌI'P. nll'ntlc!'l<'t'ilto m<:>1nhClli:-:mo or g;tni<·o. l\ •lill'('t·t•Jlza dPll'itHli!.!<'no, il qunl<' oltre ad avf'rf' la cute meno ~<<'nsil,ih· IH'ITh<' rnntimt<tm<>Hte c:;:posta. aù og-ni ~enere di trauma è per indole an"ltp apatit-o <' :-:udi<·io. l'•~Ht·np<·o fornito di nn ~t'll~(ll'ÌO ~qni~i t:tllll'lllt• s\·ilnpp:1tn <-. più ~<eHsibiiP ('(l i :-:l~ntivamPnt<' igiPni~h• pr,t· ab-1,-il'a f·iviltiì: JH't·<·'iù r·ip11 ~tt:t da un 1:111? i.tw~or·nhile pat·af'sita ~> non sopporta il (·ontinno e JWtll'lt·:tnt<' lll:ll'tit·io 11cllr Flne puntu re. Ilrifnggirlo <'<l il libr>rat·x<'ll<' ;HlutHJl l(' il lo l--iudio c·ont inno rli tutti ncllf' rf'gioni troTliN!Ii. uw pt·ilwipnluu·nt(' clpll'c>nt·Op<'o. Con ln pnntnra la pnlcc iniett:t Rotto rutc una sostnuza proteica 11on definita, initnnte e ~cwr~ta dalle ghiandole ~nlivari a scopo off<'n..:;i,·o, In rp 1ale pt·<Hlnt''r ()tH'll 'n](mg iPfìHmmatorio ~ rgge·rmente infiltr<\to tntt'HttOI'nO nlla p'l.lltZ<'<:ehi;~tum Nl i1 moksto pr1.1rito "econdario ( Ru ~ so); tal uni i n!'ìetti r11'1l'Amrrira Crntt·nlf' invrce - pnlc·r d' Agonti ltnuno il pungiglione cosi ~ot tile da, non fare ~<>nti re a] pa;o~i !"nte il dolMt• <lPlla pnntnrn, mentre poi ~~ immancabile il pMirito secon rl:nio !?l{o~mo). · Qn:md<• l<> pnntm·P ~'<On o molt(•pli(·i, oltr<> C'he esflsper:ne il pazil;'nt<> spinto dn tormPntMo '' f'Ontinuo hisog-no di. ;2:t'att:wsi, le unghie produ · 1:·ono col grnttamrnto ksioni urllf' rrgioni entmwe più punr.f'cehinte, tnli ~la rl<•c·or·fknrlc• aknn<' ,-nltr c·omplPtaJltl'nte drl la cpi<ler·m iòc. apr t>ndo
LA PULCE NE[ TROL'W(
co:sì una val:ita. porta ùi entrata ai germi iufcttivi, quando non se ue Lr·~l~Sportano cou le unghie :ste:s;;e ~ 111a. anche la Jtuut ura w sè stessa. può ~":S:sen· C<Htsa. di1·ctta. di infezioni per trasporto di 1;Cl' Uti dalla epidermide agli stnttì sottol:it<.lllti o da uu individuo infetto vf'ecede nteiUcnte pun to. 'l'ali coruplica-ziooi si hanno nei tropieL perchè i po tl·l'i antilo:-;sid c b;tt.· tel'idid umorttl i ,·engouo ::;uyera ti, Ùil t. L la eHoJ·uw vat·idù eli :;(·t·m i Jl<l · togeui ad alto potere infettivo, i lJtl<tli per hl 1<n·o ,·jrulc n;~,a ltanuo quasi sempre vittoria ::;u org;wi:smi ntinnra t i, quali :-;uno in u•ag-;..dm·nnza g-li incli geui e mn lti europei ne i pt·itui Jll'l'iodi di a<·dintahllllt'llto : pt>l'<"iò l:iÌ r edono cou freqtwuz;l. ùn punture di pulci ve nir fuol'i ascessi, flemmoni , fagcdenismi, ron corteo ùi complicanze alt-11111' ,·oltP mol'ttlli . •\Jolti aniutali 0rnotenui hanuo la loto pnh-'e : ai<:UIH· s<' I'\' OII O atl<"liP da O>i]'itt} iute nuedio nel cic l0 ùi ~\'iluppo di alcuni mitt·ol·~aui smi pa · toge ni, come la Jmlr' .r: ::>ermi ic·ep~, {'it (' , olt 1·r ;Hl r s~CI'P ('\ IIIS:l di uua. JH orìa specHica nei g iovaui gatti (Cugurra), inietta a,l c·ane con la puu t lll·a la l;lrv;L dPlla t Pnia f ' lH:lllllt'l'ina, la quale poi rompl eta la stlil eYolnzione nell'intestino dell'ospite d f' finiti Yn 11 h•1·l \\·i~) . .\1:.1 ÌlllJiol·t antissilll e JWr la patologia umana sono d elle altre pulci, le quali. ptnt ~~> tHlo i.ntliffl'l'l'll· temente anilllali (' unJUo ~11 11 0 tl'n~andtitr i c.i di inf(•zio ui c·oHllJ ili ai ùi nmd oxpiti. Di queste intere~<sa no iu s peda l m odo l;.t pnlf1.r c;a11i.s e la pu.f(<:,; choCJÌÌ~. parassiti de} ume l' <1<•1 r;'Jtto, l<> (Jnali a !<snl~ono t·ispetti· vameute cmw, top0 · spe1:hJlment(• il mu.~ mtf ''·~·ed illl<·lu.> l'uomo e ~<n 11 0 i fH'Ì n cipali a~enti t 1·asmettitori <l~>lht pPstf' (M;lnsOll ), st' hht•lw, tr:1nne del g-atto, tutti g li au imn li donH•~<tic·.i po:-;so no pssert · rolpiti òalla pe!'\te. (Confer·enza iutt>rnazionale di Pm·igi •lei lfll:!l . N elle isole Filippine, lr ultim • eontJ'lHle inva~c~ tinor<~ d;~lla p N;te, mancando i rat.t), la lt•l!g<~ ddla t·ons<'I'Y;lr.iollc' cklla spec·ir f' drll 'adatcamento ha reso la pulce lornlt•, ,,,,,, ../' ,,hilifiJlt 'llsi.~. r.;~p;H·t• di :1tt:1n·a n • direttamente l' uomo HNIZfl ah·u11 . 11spit(· iHtl'I'IH~>dlo Ofuzio) : mPntrt' in tutte le 1lltre regioni Gno a cl ora fun (•stnte clnlla peste ~ ~tato dimo str:'lto essel'P la pulce semp1·e il n~ ttm·<· d<•l bacillo tli YP1·sin f1·a topo <· nomo, come f1·a ca1w infetto e uomo: Pd U topo il ,·rro (·onserYalore f' continua tot·p cl ella pPste, potc•ntlo Psst•l·r C'nlpito da nn a fnrlll;t JH'sl osa J' l'!lliÌ(-a,, Ùlll'<llltP f })Pl'ÌOÒi di Rih•nzio t•piclcmiro, l' rliffolldPI'](t poi <\ Il · e;he con le <lejrzioni deposte 11<'11<• im111oncliziP t' c01 1 la rH·npJ·in l'ill'lll;ll:J. 11 T... iRton Ila ancl1e eonstatato cliP 111·! C<>l'JlO della p 11lre il l~; l r illo dc·lln J•CRte può rimanere vh·o e I'Ìplwl nl·si nPll'intpr-;t.ino tiuo a ,-.,nu giorni. A :•hburton Thompson in .\ nstralin h n r on:;;ta ta t o c11e, CPJ't:l· mente per h.. rpidemie urhanP, <lf·t tp pulci r-;i infettnno in 1m primo trmpo stando fra lP immonrlizie Pd i c~>nd 1léi pPstm:;i r succldnnclo il san_gnP rl r i ra-tti li inff'ttan(• e si infE>th'l llo e eh<• poi, qnnn•lo qursti 1wlitm·i ('Oi p iti ùalJa violentn to~siemia !<Oc•combono, le pnlci Jns<"iano il C'OI' IHl fl·Nlil o del primo o spih•, pPr nssnlir(' l ' nolllo. 1 La. pnlce infettS! l' nomo ('on ],, punfllt'fl o clPponenclo i mi(·~·ohi ~'>nllP pic-~ole. 1'101nzioni. di conti n no. o iniPttnn<loli col Rel'reto clellP g-hi.nndolP l':a] ~var t. o. ('01 r1.g11rgito dnll'Psofng n ('Olltnminato di. ~C'rmi. o 1' on lP ff'CI anchP m fette depo!<tr snlle pnnzrcchiatUI'I': rmtMllHlo In formn Ili JH'Btf' hnhhm1i1'a, Ja più cnmunr, llll'lltrE' n ell:1 forma p n PnnHmira. p<'r
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LA l' lJL C' E NEl 1'ROT'l l!t
fori IIIIIL 11111Jto 1·a1·a, il l>af'illO llCI}UÌSU111ÙO 1111<1 Ct<tl'('illU \'i t•uleuza SÌ traISDlCttt• da uomo a uomo pw· via aet·ea. Ciò spil•ga aucbe COLUI' una eccl'ssiYa tHIH'la di topi è giudich.ta, n~i luoghi t>JI\Il'mici di pt~ste un lug ubre an<iso. A ~ciauloho in Somalia. uu capo intlig-Puo mi I'Ì.fer·int dut'<lltte una t·pitl<•mia, pesto;,;a. (Mocoeùerc. IHI~ ) t·ht• t't·ano t<Ì('III'i d1·llo sc:nppio IH'Ossimo Ù('lla peste, perc'bè di topi mm·ti P siPr·1·hiti u(')lt• 1·apanne ,;e !lP ei'<IIIO v·il'ti tanti: un'altr'a t·pidt>tni.a pN:tosa in :-\n11~<dia · a~o:-:to-uon•mhrt' 19:!1 . (> stata prece· duta rla 11na mot·ìa di topi an·l'llllta t·iJ·r;l dllt' IIIPsi pr·ima (Sinisi); in Judin, poi nleliiH' trihtì uomadi, s(• Jwll'a('c·ntup;llnl'nto s i COUI';tata una morta.Iih) d i ratti, t•tlott i tla l.uttuo:-:a Cl'pt·t·il'n:~.a . ht·ucia.no tutto e si tl'11t<t'Crisc·nuo a l t t·m·c· P lo n t a uo, l<tl'('!a uclo n<'L luogo e per la via inesoJ·ai.Jilult'Hfr• i fPhln·kiranfi. lllolti ell'i qua li 11011 t;IJ'(IC'I';t11110 a pet·ire di j H:' !' t(' ! Esistt· Ili' llP l'l'~ioni t l'o pi t'n l i P F<olta nto i n l'ssl' la p ulce penetrante o <lclla sabl1ia. Sm·rop.~ tlla /ll'llf'/ran~ , ht qnalt> di pn F:è rappresenta 11na. entitù tJI(H·bo:<a SJ•P<·i;l !t- P Jll'opl·in tlt•i paP:-:i ealdi; la si t1·ova difatti tlitful'a soltanto dal :wo cli latit11dilw no1·tl al :{()0 di lntltn<liu~ :-;nd. Le llnstl'<' Cnlonit• Aft·k: llll' n<· st,lll\ tutl(· invast•, <·ostitnendo ciò un ostaeoln non indiffprentt> alla c·oloniz:~.:l?.inul' t•d allo sfrutt:lmento della mano d 'opt'I';J in•lig-rn;l . <li'I'Ì\'<IIHlo IJIH·sto insPtto fiuo a (·ansare indirettamentP la IIIOI'lf' tlcoll' ospit<' l' t·l·r·I<~IIH'llh• SPIIIfll'l' urrn in:lhilitù temporanea a l lH,·nr·o •IJ.:' I'i(·o lo a11rhf' nt·ll<• fOI'IIH' eli pir·rola im·nsione pnmssibnia. La pu](of' tlPlla s:1hhia P f)11:1l'i simile al la pulr'.r· irritrl'lls mn più pireola , e ht dill'<'l'l'11%;l st:1 sol:tllll'lltl' Jl<'l' l'allitnto t0n1fHH'anro dclln femmina du ra11tP il pC'I'ÌIHio ;.!'1'<1\'ii]ÌC'Il: f)ll<lJH]O Ja ]lUit·c• {l l'{f'J'Ì}C !<i Jl<lRtC l':1]tU<l · 1'i;1111011tP fi,.J s:lll;.!llf' eli un HniJuall' ontntl't'IIIO c·nmr nna fJII:Jlsial'i nltra pukP, 111:1 HJIJII'IDI ft·t·OJHI:lf:l prnl't.r·a insconsih il mf•ntP Jwlln t·nt<:> t]p] primo alli mal e• c hP k c·npit i <1 ti l'Il , 111:1 :<pel'ie c]p]J'unHIO tinta in fìrw:~.za (J(>}la l'lltP riF:p<'tlo '' 'i' l<·lla 1!t•g-li anirnnli . ann id autloYi>d 1101 der·ma. c pascentlosi \'OJ'<II'I•ffil'llfP di S;lll;,.!:ll('. I'Oiltillll;tl!CIO <l g'l'lll'l'<ll'(' IIOY:1 itl punto da tli\'t•n t are tulllirln e g-t·n:-:sa qH:tnio nn pi:<l'llo JH'l' la c·o mpleta srompnrRa tlplla i':rrnttnJ·a nwtnnwrirn. On:tndo l<' uo\·a t-:OIIO mature la pulre le PmPttr nc·l t'lllt ic•olq fot·mntosi tiPI clf'rma dt'll'ospitc' inlìntntuando <:>d HIC'PI'<II!élo i h•si':Hti :ltf!ll'no c· \'('lH'IHlo f)nincli PspnlF::t p<'r ln difrsa t'ti:'S>lll <h•ll'org-ani:.:lllO in,·nso. LP parti clPl <'orpn ('t)lpite da. tnlr inE;rtto sono ]p Psftopmit;ì int'N·iot·i P spr rinlm r11tr• i piNli nlla r·PgiOJIC p lantat·r e nei F:o]('lti ung-nP:tli. pPr rni ~i hauno rompli rnn:~.P roF:tanti r:tpJH'I'f'~ntnt(' rla oniC"bi<> e ]'(' l'ion ic,.hic• nc·ntP r c·r·nHirl1c, rilwlli H qnnlsia~i trattamPnto. fino alln 1listrnz innr <ll'lln rnatT'ic·P un~nrak, l'<' non !<Ì intrniene· cnerg-irnmc•lltl· rnn ln <•stit·p;lzionc• ,]r•ll'nng-hia prima c·hc· l 'inF:c tto Yi rlC'pol'iti le non1 Dfalll'<'ll : pnF:>lOIIO e]pJ pn1·i prrc\ mn ro11 minm·c> frNpH' nza (>~ · sN·r. rnlpif':• lr mnui. !rli OJ'g:mi ;.:y nitn li. !:1 t•c•gioJW am11t> elnh1 la ahitnrlirw cl!•!! li ilHli!!l'llÌ eli 'J':l!-'('fll'l''f• r·p lP hllt !!'ÌII' nt•e• eli ozio :tC'rorC"olnti pP.r terra, e fiu:~nro il rollo, ma molto raranwnte. l.'nzfollP initnntl'. lorak prr ln pr(•F:(•nza drl r.orpo e~trn.neo prima. t> pPl' In ('lllissiPur cl<' llr 110\· a nPI clPrmn poi. p 1·oclne'P nna zona. inthnnmntn r on e•sitn fJII :lsi l':(' lllpr·r a. pn!-i tnt t 'attorno nl paraF:l'litn. pf'r cui Ri
LA
l'IJLC~:
NEI TROPlCl
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n'ti~
JWima tlella E:'spul~iOIH~ nella, piccola <;;tvitù a~ce:s~uale tJIICsto pi.-;elJo bianchiccio (·ou uno o due punti m·ri n1pprel$cutati dalla testa e dall'ultimo anello t·audalt•. t!llltJido poi un a1·to \'iene inn1~o da molte pulci contl!mporanenrùentP. la intian•nutziOJif' :;;i ùilfonùt· agli str·ati pro· fon d~ sottoc'utant-i -e 111 u!';~:.ola ri e l'arto colpito prc llllc un a~p t:~tto el cfan tiaèo, mad urif01·me, d i trercuziauùo~;ene da q m·~ti , pPvc·hè la pelJe è sed~ di IUOlti~-;Rimi tnmoretti bianchicci c fluttuanti sP<·tmdo lo stato di i11tia turnar.ione con in ognuno nu puntino 11ero l1e ne appa ri~t·c nt<>: c iò in tm p1·imo te Hl)lO, me ntre f)UatHlo i tumor etti si uke r·ano ùar1ùo esito alla pulce, la parte colpita pr·ende l 'a>:petto di un Pnot·Jilt' n·~pajo . g• OHio ela <:iò al';!llii·t• (•ome nn <H·to in tali t•OIIdiìlioni po~~a an-
dare )lerduto non ~->olo, Ltlil e::;sere eausa. di morte elt·lla Yittima per le g-r·ayi romplit·ftlllle !';dtidw facili <Hl avPrsi: nt•ll1· pin·ol1• l'il\'t•l'll(' >:Up· puratC' infatti vi si innP~ta con c-omune ft·t>quenza l'ult·(•t·a f;~~edenica., f1·a le inft' llioni molto s1w~~o atu: lu• il tetano. awu tr(' in g"t'l1f'h' la m01·te !<Ì l1a prr ca ngt·enn. t!toll';nto. t'Ome r capit11to :ul 1111 mis~iol!ai·io JJ-an ce~t>, il tpwll' l'l'tln<:<' dal Br·a~ih· voi<·Ya porl;ll'e in l'atria tlt·lk pl!lc>i ]l<'rl<'· t ranti ;tl ~no piecl(' a ~(·opo di stndio (P e r·rourHo). In :-<omn)ia ho o~~<C!I'\'fllo (' rurato molti~simi <·a~i di inn1~iuni tla. pnleP (11'11<1 ~11hhia , 1lalla ~<·mpli('P pnpnlet"ta hi n u <·ltiel'ia P utOlli ccia. fino a 1·asi <li t·omph•ta innl!';ione di un ~egtnPnto 11i nrto: qnel'<ti 1·i scnutransi sulo f1·a gli in (ligrni. mrutre h• formP il'<nl:1te monop:ll·<~>:s ihu·i e si .l uwno f;('HI pt·e nei hianc.hi. Ilo YiYO ancora il · l'icordo tli nn <·;l~o pil'tn~o o:-~pn·ato tlu1·ante un giro sanHa.rio lungo la r·iya th·ll '1iPlli l-\rc>heli: si l•·;~tt:l\·a di nna vec· <' hia soma.la. ln. quale aveva i pit ~di e le g;~mhP rornpll'tanwnte inva-se e ~~~ tnrp:J tc da mieiadi eli pul<-i pt·lll'tmuti, tanto rhP l<· par·t i olft·~c>. perduta nnn. tltJH isiasi forma umana. Huno dh·l'nb1t.<• <>1Pfantjn~i<'1•e. crivel· late da inunnwrevoli pi<:'coli rratpr·i lltll'llh•nti <·tl (' lliHII:IHti tldOU' n;HI· sPahcur<lo. Volevo i n dada all'Os pPcln le coloni n l e eli )Jog-aclisr·io pC' t' farla. saln11·c• con una, rlnplit:<' :.lmpuhlliÌOUt'. ma p;ll'(• n ti C'd inft•J·uta llHIIII•) ritìutato a-patir·nm<'JH<' 1111 tanto aiuto e ht pm·<'•·dta. {> IIIOI'ta clopo poehi <TÌOl'liÌ. . P l't' liht>rnre ùa tn lc p(' l'llic iof<n p:11·;J~!-ih1 il ('OI'I•o lltllano gli in <lige ui. usa no infÌJ!~C'I'I' 11el t nmoretto ed a lin•l1o •lèlh1 t<·~ta t1«>lln pulC't> un ago, ('(] in manc-anza anche nnH lunga. ::<pi na , in m o •lo JWI'Ò da dinu·ic:ne la Jl<'lle. ;1\'Pndo cura eli Psh-arr-e l'in~PHo illhittò. C' riò nc>i <'<1~i di }Jl'ima inYasione e quando le um·n non !';(llln ;:tntt• nnc·o1·n t•nH'~st• nel c'u·nicolo. In Somnlia nei ronnallionali ~~~~aliti d11lla pnl e•c• io pvor rde \'O a tale p iN·Ol;l (•tl ÌHCJ'Il<'lltll O]lCl'I\Z'ÌOne <!fl)l}i(·iJUtlO pmWÌ;) Nlll ('lllll(·OIO YUOtO 1:n<1 ('ompre!':s:t imbPvntn eli nlrool. Qnantlo In pnlc<" invntl<' i tc>~s nti p e J·innguPnli l)isogna pr·oc-NlPl'C Anhito alla. c>>:tirpn~ioHP el PII'1m~hin . Re molti 1nsPtti ave>nno invaso ronh·mporan(•amrntc 1111 n t·to. fa(·P\'O fm·e prolungati hngni caldi tlisillfPttanti. oppm·e nJ >plic<lìlioni topif•lH• cli cio· t'l'fornlio, trementina. ungnPnto mPrem·ialC' ()l :anson), i qnnli in ~PnC'rc n ed dono 1<> pulci nei cnn ir,oli, Pl':tl':t(•rHloli i n RN~onclo t C'mpo eon n n c ne· dti:-~io intatti. Neì <'-<'Hd complirati c nn snppm·n~ionP. ~(· la C'~tf·H~ione fle J pl'OC'Cf;SO (>l'a plf'CO)a, PI'()C.(.'d (.'\ ' 0 ;Jl!H Ìll('Ì!';ÌOJH• ecJ ;Jl);) ('~C· l !';S ÌOII~ ~
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1.:\
J't' J,t'f> ;'>~:1 1'1tOPIW
dtd focolaio aset•ssuale, dNc•·gcntlolo cuu tintura, di jotlio onùc ucciden~ le uon1; uellc J'01·me gwvi coll:-:igli<H'O la aiUputazionc pl·t·s:;o l'Ospedale coloniale. La prorila~<si JH't alloura1ta1·c dal JJI'Oprio t:Ol·po le pulci deve esst.n ·c a<:curat~t nt>i tl'upici. l:'ri111a di tutto il non ptwtar-e indumenti di lana, ma. di cotone è IJuoua prceau1.ione prcdili~genùo in genere le pulci gli induwenti rli tt·ssuto nuirnalt·. l n Uiua gli indigeni vendono sui mercati delle spè('iali tl·appole l'l'l' puki dì canne di bamiJù, unte di vischio che si ;lpplit·a•w fL·a. le C<II'IIÌ c gli indumenti: •·icldamati da.l vischitJ le pulci vi C01'l'l>tto e d si iwpig-liano t'd in quautiL't. tale nlcunc voltr da tapJwzza•·t· completamente lt• canne (MtiZÌOJ. Le abitazioni poi s;n·anuo pos:-:iiJiluwnte in nllu·atu•·a, spe('il' i p?l\'i· Dlt>nti, e st• la neePssitù. impoue la pl'l'UJ:IJH·nza in locali cou pavimenti eli h·~no o JH'J.!J.!'io in cnpallltt', all.ot·a si clisinfdtemnno Hpc:-lsO t• pareti t' p;n·illlenti, si :-:nttnponanno di tanto ili tauto i loc·ali a uehuliu.a.zioni di zolfo o polwrizzar.ion i c· o n <lllllliOn i a c· a rollllllt'l'<:ia le, t•'ospa •·genùl) letti. mobili e m:ttc•rassi ùi poh'eri insettkiùc: ginepro, tabacco, piretro, bo· l'HI'l'· naHalina. L'ip;it•nc clt•ILI pPr·sona saJ·;) l''l'l'liJ'Olosa ron bag-ni, tlol' · l'ic <' JWtlilH\'ii, cnn111do eli non andar " a piedi nnùi e facendoli oggetto òi eliuturna r)SsPI'\'<IziollC', Pslirpaudo !';Jlhito In pukt•, 1HH1 <l·JIPE-111'1 ~i è con !it·c·at-a Ili' li;: t; Ul<' . .-\kuui patolog-i c·on:-:i~odiann di f;H· po1·tan• a l <·olnllo indosso a gui:-:a ùi S(·apol:tn• clt·i sac·chctti eli poln•rP in:;c-tticiùa · rorr t>cUui antipa . r n"sihu·ii t·nn n;tr!nlina · rhc· potl'llllllO prel'ler,·al'l' rhtlle comuni pulc'i e cl;~i pidot·clli. mai dalh1 pnkt> p!'netmute; nlt1·i cnnsig-li11no di nn· j:!f'I'P lt• p:trti più t•~postt· tl••l e·m·po t·on rll,·ooJ cmrfoJ·nto. (·on :::olnzionE' tli ;llllllH)llÌ<lf'H al ;~ % o ('.011 ]HJ1111lta niJ'OI'tO('f('!'lO}O al 4 % (G::Jtti) Ogni ~;era, JWim:l di allll:ìl'l:' a lc>t to: gli iudig-t•ui Ai ('O!';Jlal·g-ono i pirdi <' l r gamlw con della mota, la qnalt> ripar·n clall<' puki fincht?o ~ umidn: m<l nn mpzzo ~i(·•n·o pt·•· t•\· it:JI't•]p punhtl't' clPl la pnlr·(' pt>HP.trante e le altrr p n ntUJ'I' di pnli<'ifli ~fH:t"ic· n<•i Jn(lg-lti c•ndC'mic·i tli pr:::te, <\ anr:hr nl1ll solid::~ t•d nlta ralzatnr·a nnHa :llla pi1~ sc·•·npoln!<:t igiPnf' prr·!ò:ona-lt•. ~f'lla :::n ri<'OI'Ilabl Ppiclpmin p<:>~to:-:n in Somalia tJr l J!Jl~ i' l't.ato COUI'tatat.o in · f:ttti che dagli ineli~!'Jii nd1l<•tti alla Clll'a dPi colpiti nrl lazr.n r etto. coloro t'IH> t'~tno }IJ piPdi nuùi \'PliÌ\·ano o pr·ima o poi eolpiti dal morho. mPntr·r i ralznti, ('OillC' lo t'l'an0 tutti gli ase~n·i addt•tti nlla '\"igilanzil F;<~Hitm·ia, s0no stnti iu g:••nt••·r ri~<parminti: fr·n. f,!li :l!<t'lll'Ì poi Iloti (\ ~'<tnh) :o:t·!!nnlafo nknn c·a~o rli p<•:o:te.
217
CASUISTICA CLINICA
Contributo allo studio delle lesioni dei fondo oculare e del nervo ottico prodotte dai raggi X Jlt'L'
i l pn>f. Glauco Casagrandl, te nnnte cnlo nnullo nwd i co, libul'n do(;(·ntn <li c linira ocu listic~t.
Nei tJ·attati ui radiologia c in quelli di oculistica. <W<:be r·e··(!llti:s· t;inti , non è fatto cenno di le~i ~) ni oculari prodotte dai raggi X, a rueuo che non si ,·ogli<t rappMtat·e a q11esti: qual<:he ric~rdu circa l'azione dei raggi ultraviolt·tti ~ull'm·gano vi~i\'o. lutoruo a t;lk nr·goruento non è ~tata. pubblicata, che <Juakhc mel.lloria.
Ad acct·escl·J·e la <·asrrh;tica , per o m così povera. di a.ffe1.ioni che possono an:-re una gr·ande importanza, non solo nel campo clinico, ma in quello fi~iolo~Ì('(l e fiì<i<'o, Jro rcdutto •Jut•stn· ln·rve 11ota C'lini.·a, rigmuda.nte un caso Vf\nuto sotto la mia dht>ttn r>sst'l'nrzi<Hrr, t'aso in ('Ili lt> lesioni J)J'P!::ent<ttc. fur·ono appunto attribuite all'a:t.i01w dri l'<ll!g"i ~. B. A., rue<lico-cbl:"Urgo, E't!Ì :runì 4G, e<miugato cou prole s:ma. Nega lue, non bevitore, DOll fmmatore. NCS!iliU pt·ece<.IE>Ute DlOl'OOl':<> ~redo-pcrl':<>IUI!C. inò.ll_!dnl anamnestich e fnnuo escludere l'csistenzn di eve'!ltuall lntos;;k.azlonJ <>d avvelena· menti cronici. E,.,prcitn <ù1 molti anni la s~ialitit delbt rn<llolog'ia. Durante la ~nterrn italo-nu);triilcn. prN<tò !l<'l'vl:l.io mil itare t'Olltiuunnùo a dare l 'opera sua q un le mdioloJ::O. !)(' n(>C(>~itÌI bellicbe rohbliga rono 01 lWillir·a.re paN>c· cb le diecine di miglin l'SI di l'lHiioOC'()()ie per rit'<!r('hE> <Li ·p roiettili. JW'I' l<'sionJ in-
r;e
t~I"llle,
ecc.
.
Nel dicembre 1910. m<>ntre em ancora Sldibito a tale gen~>~~ d'os~rvmdoni, co. ml.ndò ad ovvet1:irt- hl OD. lH Prc>l-1"11713 <l'i ·uno ><L'<ltllnta t('trtral<- re~ttiYo • .JX•r;,"i. stente. asooeiato u mkroTll"hl e ll d iminu:>.ione del p.,t<'r·e vbh·o. l';iffatio fr•nomeno si a<:cf'ntnò in brew• tempo, n Ull ~;!~no <ln dover<', $)'l<'<·le J')t'r In Yisiooe rln vicino, utlllZ7..:lrc il rolo OS. • E:same flhòiR/Iitw: S.~g('tto rolbu);to, b<'n nut.rito e AAngltific"!!to. Non ~i rileva JleK'!tln f~·nonwno morbo-~ n ca rl ro 1ll'i vur·i org-nni ('(l app.'lrc'C<'hi. <'ou speclnle rlgntt Nlo n l r-eni. a ì .;;i~t.E>m i Jtcrvo>'Q e g-luand<•la r'(!. Ht-:Hiiouc Wn.N"'·rma un 11t'A'1ll ìva. Esnmt• oculare: Nnll.a ~"tNnaml'ute. ('on•ee i nt.P~. pupille uot·mali 1:>\'n, re.n.gE'Inti allo stlmol!l lumin o~ c nll'accomoo.'lziooe: nwzzi rl!ol triri LntRgrl. fi'mJtlo cu:?t-· Za.,-e. In OD : (e<~unc :Hl lmmaA'ùne rovf\.<;<·in!Jt e dirltt.'l) IIRV!' pnllot'(> dèlla pnplllR, piccola zona trumg-olnre di -ntrofia roroideale dal lltto tx>.mporal~ delln ·J ):lpllla . con base rivolta ver!<O (JtH~'i11 N l a pi('l' ver·~'O In mneuln. Qu C'stn !<i J)r<'Nrllt!t !1 lqunnto C'Oltgec,1:a, leg'J::'e r1n~ntc Jntorbi<L'It:t. l'On riilf'~~· poco af)JH"('ZZ:thllc. r YalOì rctin.ki veno!li ~n.o e<>t.'lsirl. mentre le nrter if' sono e!'ili ..41 ('flllltli/11(' /ro »! risf'outra: t'l"strinAimemto ronCI'ntriC'o dcl ('. V. pe-r il bianeo. per i l bl<'ll f> <per il rosso, S<'Otoma tot~tlc. u;.·:<oluto rwr Il vNd<'. ~tomn rrl<tlh·o Cl'ntmle r~<'r il himl<·o. Il l'<'~trin:;:-im('nto d t' 1 O. V . e Jq !'<·or tm111. <1<'1'1 1f\11 no ci rrn In mf't.lt d.el 0 . V. nm·nw h•. V = 1 · 3 non corr <'ggi hlle. O S indenn(•, V =
l.
niflf/1111-•i : ;\curi tE> <lltk-a t'll·trOII\tlll:ll'(> dc::;tra. NIIIS<'~Uentp r<•:<trin):illl<'lltO ('()Il· c·•·ntrlro (1\·1 C. V. rwr il hian1ro .,_ l,.'r i ('Olol'i. di:><-·romn i<>JJ~i:-t c !';('otom:t crntr-:~le . r<' l:tlivo ):Pr il hlitll('(). uoh' tli W'lini t ~ m:t<·nlan• e <li :1t rofìa <•m·nill<•ll le.
21!1
Uo creduto opportuno St>gua lal'e quc.sto caso per la ~ua :siugoladt.tì,. E' noto infatti che le \'HI"ic fot·me di a ffezioni oc ulttl'i da uul.wgliamento, l'ifcrite iu ma&sima parte all'a zione ùei r aggi chimici (ultravioletti), com · prendono la rctinite d'abbuqli(wtr.nto (provocata ùalla esposizione ai ntggi solari, <l lla luce elett ricH, o iu g<·llct c, alla luce wol to \'ira, e cara t · tcrizzttk'll d;1; a l terazioni di pig u1cnto mac ulari, lievi 8in tomi di rctinite, ~t'o t o ma centrale p m; i t i nl, i li t-La tuoJ·fop:sie), e la cosl ùl'tta ct •r·i f à da ucvc (i n c11i si ùauno fcnonwni d'ahhagli<lUH!nto pas!<l'ggcl'i , in tensa congiuu· t i\·ite. er osioni e leggh•t·c o paC'i tù cn1·nra li J. ~ e l CHNO pre~t'n te, oltr e a. qunkh<' sintoma di aff<•r.iont· tlPII!' mcmbJ·an~ pt·ofon dc, che sb1 a di mo· straJ"l' l'etiologia del Jn·oc·ps,..o, c·ampeggia il (]tWùt·o clinico di una ,·era c propria n eu ri te r!'tt·o bui h:li'!' . molto :o: i m i lP alla f<wma tossica (a 1<-oolico-nicotinica). Si no ad o~:;!i. ch ' io mi sa-ppin, una t.Jt le fot·ma 11011' e ra ~;tn tn oss!'l'\'<lta. 1~ · :<illl!nlat·4· a tu·Jt p il fat•o <·ltt• 1·:-.sn (· uwno<·nloll·e. il dH• la ~<<·i a ~npporr-<> t·hc i l s•il!;!l't l o, llf't' le sta• osl"t'tTa r. i o n i. s i nti!'~~P più cJe] J'() D Che (]p] si nist t·n. Jlll l' llllll (•sist(·llcl0 \'ir,h) •liotiJ"ir't) in qnPxfu}ti. 111{), H meno <:hC 11011 Hi VO;!lia :lllllllPtti! I'C llllH lll\l'ti<-ola t'!' miii OI'(;' l'l'>< i · Stl' ll7.;1 , da pnrtc dell'O ni m:t~i
n
x.
1:\FJ.<:H:\II·:Hf \ l'HL:>HDI.-\IUA l >l )I(}J)Jo::\.\
CASO DI PSORIASI POST-VACCINALE Jl<' l'
il d••tt. Lu igi All'onso, mnJ.!g:IJt'f' uwdi• •o.
>\;,.-;i;;twtH• voloutul'iu prpsso In H. ( 'l inif'<l dt •rnmlologi<·n d i )[ooiPna.
a•
~ohi:• lv T. R. tlcl .\rl . d~• ,-;~mJ~l!!'lla Entt·~ udl'iltÙ.'t'J ••rl:t il -J uun.'mbr~ 1!!:!".!. .:\•·;.:-;~th·tl il ;.:-t•ntili?.io, lllll'ht• 1"'1' 1 ubc-t·utft-nli t'd i <'OIIuiA•t~tll. H l(eri~-c ùi nvere
::>·lltJH't' ;.:-odulO. titl<J dnll'illf:u•zht, eli ..alule ouilua. e di JJon :IVèl~ mai oo1Ierto ùi lli<Jia 1ti :t •tuah;ial;i di lun;.:-:~ 'Ili m l a. 1 \ 't•nuto ali(! anui, v e•·"" la lill\.' tl<'l fcbbrnio 1!1:!"!. :;ttbi al l'OI'IJO ùt nu:<:inat.lone <llllh·ait~lo:o:.'l , J>r:tlk,ab.lg-11 , rnl'llì:ttlle S('<\t-itic:nioni , :Il bt:H-clo :::l nl!;tro, i n due punti S~l\T;IJ•I"'-"'ti lldla r~gione ~~"l(.'l'lt:l. tli~:rnti qu3ldt(' wntiur.•t ro l'uno ùnll'altro. l.:t YH<-ciu.ur.ioue ebbl' l':<llv Jlt>~it lvo, <:ou f<.>ruwr.iuu~ di •hll' Jlustolp cile guarir-Q nO, <).,po es..ersi e.'l3trr·JtP. !' ~·cc:tte lu c roi:l:l, vet'I!O la line d e l Rtlt:t'(·~i vo mese \li 11\lll"/,(), . l ' n 111~::<· flOp<) hl 1-!'lllll'i(.:ÌUII\ ' d\'ILI• )lll :'lO)t •, l~ !'Ì\'ttl rid rt\>IÌ\1\Ul ll si rf('OJII'ÌI'UIIO di ·" 'JIIllllle arg~·nl\oe. hH'('Illl. Ai priJni d t' li't>Ltohl·e !'<."01':->l> 11J:.!2. t~>lll)):lrYem altre 1\•si•ml :<IJII:llnnse :d JW·rt·o •~l alla n •g-it>ll(' tJ(H'i<.'l iC. .'\è <JII••slt• . n\• lt> prinw 11 t-ontpa· rlr··· tllt'<l<'l'() m~tl ~llt·nn tli '-'11 11'1~<1 al )I:IZÌt·nl <'
l• 1111 \'Hlitlo ~ I'ObU-<lO l!ÌO\':liiOlLO (' 11<111 ))l'(':)('lll<\ :tlt-1111:1 lt'n l•• tllt•\':1 hl l•· :11 v:1 ri m·:::::t ni tor:H'Q-:HitloUlinall . 1.:1 fot'lll:t dw I'Ì ili hn ,...,),. ,.,....Ju.-;i\·anwnt(' t'lll:lll!':l; nnll:t si l 1'0\':1 3lle 11111\""'C \'ÌSi hili. )·;
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<:jt)JI(' ohtoidl h ·:1 m
l!'",.,..,
CASO 01 PSOII!.ISI
POST · I'.\('()1:-1 .11.~:
219
Sulla faccia esterna, terzo medio, <lei br,l<-cio flln!strn, a q•w lclle ~vntlmll?'t.ro l'una dall'altra, j 'll direzione lon.gituùillale, s--~coudo l'Hss.e d~ll'nrto, ~~ notano due eiJ.!azr.e rotondeggiauti, ~Ha grnnùev/.a dì una moneta da 10 C!e'nresimi (nuovo oo'ltio), ben <lelimitnt<! da un sottile alone :.~rro$$11to, rioopc•to di F-'(lll!lme l>ianco-miC<lCee, seeeh~, brilln.ntl, abbond4tntl (veill Fig. 1). Rascbiln'lldo una delle ehtazze con un cuechiaio di 'trolknwnn, &:i urrl-vn dopo l'allontanamento delle squt~me, ad una superficie Incida 1mita (strato di Duncnn
F i11. t.
Dulkley). Continuando il gmttumeuto e rotta questa flol'llit'O.Iu. la superficie dE> nudata Ili copre dl piC<.'Oii 'PUnti e monagici :runtifoL·mi (!>cgno 1.U Au;.pir?,}. Lo palpaz!10ne. per .OOnevaUllento <li pllcn, mf't:te 1~1 cviùeuzn una t<>nue iutlltrnzlone derrui~l, elle <lÌ\ l:~ ~ns.'lzione tli un infiltrato papuloi<le. Altre tredici ch.ln;r,ze, a venti gH ~;tessi ca n1 tteri obbiettivi. si. o><servano lli>:><eminate aullc pnrti '3 1te del petto, alle sp;ìlle ed al dorso, e ~ti grandem:a: Yarìa , <l:llla guttata aLl'l nummnlare. Circu la dia:,."Tlos i dlll'eren.zia le della <l~ rwato:;i l:<lllto per le eh.lazze iuizi:~li
crnanto per quelle f.'ttC-ces<:;iv:Hnente comJ)IHJ-e. liiJ.'I
J)()1'('nt s i
nuch€' u priori (':;:cluùcre
tri(iJf/Zifl eritemato-sq1tnmosa. M.a.o<'in -a subb;ettivnnwnte Il prurito proprio di
220
CASO J.)J l'SOfll .\lil l'OO>T·\ACC I:'i .\ l .E
oo
quest ;.~ fo.' ma. o fa<"<!Y:t d i ft'lto, ol.lhil'l ti\·amco te, l"orh.•tto ~ritenl:l to-vt«icvloro ei·itctt~<~to-squ:tll.H)H• JH'OJH"io cb~ Ila fot•ma J.l<ll':t"-">itJtriu . .:\f'l uo~tm malato era <"..tmtteri!-<1 ir·o inoltt-.• l'orlo Nit<•lll:lf•""') P"'•ria sko e la dit'l'w;.:oue l enta delle chiazze. L'rts]•ctto <il·llc >-< ill~tn t,• allonl:tlllt\':1 il s..>>'I JetrO di tllt;t (or·in;t •Il ~11/lU-~ erilc lllfll08(J dt<• L ·'? ha <·r<'bt <.'<•t•. c·••n lit!on.l ~·onwl follit'Ol<ll' i; :m:nncava l'~ltl-<>lla cicatrizi:t lf' al <vntt·o delle \'h i:tz'l~·. Non .si potcYn 1><'11».~\l'C ati un cc::••nta 11f'llui'I'<Ji<". ,Ut(:lt(• J~"<.•riasiform{•, nè ad nn. eC.:'I'>1!(1 1!0fgfll'(' .~(fiiC/11/IJSII, C ali nltl'C fOI 'J lH' : 11! <' IT!<ti"(':'C<>ill'A.' llllll'foio;,:i<·h é UJCHO :;j. lllili a (Jllélla t.ipi t~l psoria:-:i<·n dlt:: ci slllv:t tlin nauzi. P••t· tutte CJII <'sl e r:1~ioni ed in b..'lse n! rr JlCrtl dell'osS('.rvuzione mact·oscoplca. dr l l•• dliot'e:<c·rtt:l'A.'. J'k•ll i':tllll) JK'r i.! no~tro ru:tlllt<> l:t dJ:JJnto:<i di iJsfJI'iu.-.i . cvm IQ{·n li:r,;.•.oJzinn". •·ara . t~t· r <1111' di'il<' <·il i:17.l'A' . al p uniQ tl'inn l";<lo di pn~ \':tc<'lnh•l. 1.1 brE>\'0 <lt'<'OI"><O d<'l l:t fot•Jll:l <"OIIf<' l'lltÒ l a clia!!nosi. poic·hi·. iu meno d i rre ,.-~ r ti ma JW. <'On 11 pplif'll zimlP d i (·t·i:<f! rohi ua ·n! Hl c:y., . f'rn 110 StilntJ)>tJ"l<<'· tutt(· l <> le.~oni t'llbtJWi • :mt·lh • <JIId le:• lcw:JiizY..:ttt' n! h ra(·•·i<>. n•sidw1n•lo J> Ì).!'l11l 'tt1:ur.ioni llr11n,• 1)('1' · F:isl t•lll i .
l l pazient-e, '"<'1111(' <l i lllt'""-;o g-u:t rt f o <I•>!JO c·ire-n :1.1 ~rio tu i tU d t' l-:1.'111-:.t. J >m:- me~i tlo!l(> l.n ~ua n :-:dta dn li' iu reruH•rin fu ri-vi ,:,to. e fu ;t llorn notata, i nsiNU(' N>ll'l J'll:l'sistc·n?.;l d i'Ili• m'il t·cltie pi;:m,: nt:Hie r e3i()ual<' alle ~·lll<>t~SI.'<'nze psot1:t :;if'h<'. unn n•J<Wa c h in?.l'..:J ·:<tPlll lllo' :. :11l:1 t't>J:d<>lll' t•..•:tNl;;nrin d <'l ;romito destro, b'UJ><'rinnn<'lltf' all":qK>iisi o lt •·t·anit-a, tl<'lla ;:r:tnd P7.Y.;1 tu uun. moncln <1:1 ii t'i•nt. éu·c-.1 (nn<>\'o t'O il io). in »~>l'tn ~nl l•Unl o ,.,tf'::t'~> ÙO\'l'. ].', ~ìo rlti tWinm. il J'!ti;ì('nte UW' \'9 :tvuta 1111:1 ~1 1lr:1 <:io n~ l'n t an· :1 i1l l«';..'llil o a tnt urn;t f'"i;('l'nO . Nt>i g-iOJ1ti. cl \lt'nutP i qn:~l i i l ,..o hialo fu lt1 o~i"f'rYii%Ì <)tlP , J•ql!·rono <'~re 'J)r:'I V ;l l'i •'~IJJ.l i : :\'<'Jrlll iva è rin>'<'ikt la 1\'n.•sl'l'mtnw pmtkab 1wl :<Jttl.).!'UI'. c·<.>l nwtooìo originnl•·. 1wl lat.<~ rtlt<lr·io tl~· lln Clinie;t dc•r111:llolo::ira eli :\Joclf'na.
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0/11b11H ros.~i. . :;,.~;,o.u/111: r';. /1irmdd ~.:1011. Ji'OI'IIIIIIa ICIICOCilal·i rL · J'olin . 111'11trofìli I li. b:ll<l•ti li 0. ('()si.nolili 2. Jinfocitl grandj
21: pi<~:oli 7. X c"l-'>11 iY<' lt" c-<>nt ulli rkel'<:ll<· ~wll'nrin;t.
Il f'aso, eia~ abbiamo avuto O('l'a:o;ione di dcscrin·n·, banale for ><edal puuto di ,· i:-;tn dell'Pntib\, c d(•l g'l.'lll!l'l' della ruahtttia, ci offre tuttav ia, l:L lJlOS"ibi li tù di J'ic·hiamal'E! .J'altenzione dt•gli stu1liosi su lle que:>tioni clclht e1 iologia c della patog:1·t~e:,;i della p::;ol'ia:;i. Anche del tutto r ere.ntementc, ~ouo :-:t;~t<' rip1·•·:-;p t• \':tt·i:un e ut<' d i:-:t·us:s<' tL~ diversi AA .. le ntl'ie teo1·ie, ~-;e Ìtuesta <lerm:\to~i l';i:t nna forma edoparassit.<wia od endoparaRsitaria, o se sia l]()nd:t a malform:t%i<mc t•pider mica •·ongf'ni t a. o n d alt l'n rnn~n. H ig·uardo nll'ipo tf•s i di una etio l o~ia ('r·topa ru 8-~itorio, ricorder·eml> :l(>J>I'll<l i di-' t'fitolit i dc·:-:nitti f1·;1 h· :-:quamt• da Lan ~, \\'oliL .Ekl u11d, B i.zzoz('I'O eù n.; i utii·I'OI'OITIIi il('s(·l·it ti da Dt! ~latt<·i P rla altri. ~a trw·ia para,..,..it:. ,·i: t 11ott lta "'·utn aktntn conf<:rma xper·i111cntale n è sul l'uomo, lll' sull'anilllalt' ll':l 11' mani !li La!<S('t', 'I'OIIltll:t><oli, Ries, crey. eoc.,· Cl•J •UI'I' fu rt•<·rntl'llll'lltP r i pt·l's;l ùH Y:ll'i . \ ..\ . !"<·ltaru ht ·J·g-. l {in~l'l'. H;tizi"" c• J'ohlll'l' lt:tliiiO ixolatn dallt' ~lt.ll:llltt~ tli p:-:cH·iasit·i h1·1• :2:! g!'I 'Hti clh·c·•·:-:i. 1·oi <Ji t :tli pl·Pp:ll'<lroltO \':\l'(''iru, che non hanno di mn:-t1·n t o :d <·ull:1 <' flk ~H·ia h·t·:qwn t ic:l :-:n Ila. rna.lat tin. H a.nno pul'E' t Pn t n 1n l'i n:-:t•IJti'IIZ:l mt·lllo\ :o:u l'qwr.iali IIH'z7,i di ~u lttt •·a per la rici'J'(':I eli po:-,.. ihi li uJh·r·n•·g:tllismi non s\·i lnppHhili sui ('OlllllllÌ t01'l'rni, ma ( 'on ril'nltati s<·HIJll'l~ ltt')!:lth· i.
nn-
221 1-'l·ll~~r, ha l'ic:u1·dato hL po,...;:;;l,ilc prc:-("ll~<t di uu gvnui:· ,Jiu log-i..:o nel -~ier·o
tr·Hpclautl· per initàr.ione clclle e1110t h;cenze psor·ia,.;idtc, e~:;ami uadoh• sia al paraholoitlc che pr·criu c olomr.iouc Ù<'~li ,.;t r·isci col L of · llcr·. \'i a n elJ be ùiruo:-;tr·a to la (Jl't'"cuza di corpiceiuoli lini, ov<LlcJiui, con t.lue puuti pit\ at·<·entnati ui poli oppo:sti, clelia luugl~< •zza di 1111<1 c rw1zia e <Iella gt·a ude-l.:r,a di mer.z<l, all'incirea. Il ·cof1l0 d e l ~llppostu p<~ra~sita è lilScio, senza -dettagli; ,•d ai poli :si no t auo due sotti li ··i ;! liu irumo()ili. Pell c t', ne l siero de l le chi;1zr.e, ha tr·oYato anl'lte spi.-u('lll'te l11nghc circa il ùoppio dl' lla :spit·ocllda pall icta an•nti u11a t·,.;t r·pmil;, Ìlt! IUII!Jile t• J'al lm -dotata di viva<:i Utovimt:llti n t'ru sta. ll Hasd;: illsiste suH' ipotc•s i di uua SJIÌI'tlc·ltdu, " s(•Ìl'. spcn·ogt!lla p);oriasis » eh 'Pgli ;wt·c bhc rinve nu to nel l i q n id o d'i tTi ta r.i0 ne ùelle chiazr.e psol'iu:-;ic i.J.e, menti'(: Lipsc:hu t z e Jh·owar.ek ;t:-<:-<l'l"iscnHo. a loro volt..'l>, di ave r·vi tro\'ata. una l,;pir·oeheta , di climc•nsioni lllil ).r~iori di quella. l'i:-ta da R asc·k ed itldt·lttili!'ahill' co lla. eonnlll \• 8pir. /tt·friuyr•tu>, forma, .s provvi:sla di C'JUa.lsiasi poteri! patogeno llf'C·u lia t·•· n t•ll 'etinlog ia della psoda.•-d. li F ontaaa lm r·it·Pt'e<tto. col pl·opt·io ·lltl'l o do al n itt·ato d'at·gento ;tlltiHOllint·<tlc·, <JIIP:.Sle spir·oc·hl'tC; e 11<' ha t i'Onllc.', ili l'ati i. 11011 solo ll f: lh~ p:-;oria:si, ma atH:lle rwl lidtt•n planns, rwlla pii it·i;ls i 1·osPa. Jll'll'alopecia a r·eat<~, 'nelle
papule s ifilitie.hc e JH'I's ino m·lln [Wllc normale.
Non si può dunque alllll'ttc·t·r <l q tH·sti t'C'(ll'l't i di spil·twltPic o di fo r ltlc· ~pit·oc h ett· s imi l i nna ituportal l:f.<t c:tio lng-i(·;l : u1nto più che non man ra uo A.A. quali Fnhr-;, O rlze, e lle le rit<'t'c·;lt·ono innti lriH' lltt•. L 'iù ea di una, forma paraxsital'ia. ew 11 1•dto s<'tllll'!'ll tl' anelli' per la, d ispo:-;i:.-,ione delle c' triot·c'scenze mm·hnse . ·il 111odo d'insot·~pt·e, d'e vol vet·..- , f.!c·c .
Bo t-y fa HOta t·e c he• in questa d e1·rua tnsi ~l ha . JH'I" lo p i lÌ , un primo periodo d'i.nr u bazioue di 8-Li gioen i in 1111 nzi la cnut p:n·,.;;1 1lt·lla prima dtiazza (in C'JlH'sto tempo n on llll:ltt(·;trtn dist ul'lti gt·nPt·nli di Y:n·io g e nere dd p:tr.it•lttP : fntti g:1stt·o-intc•stiuali, 1lolori t't'U ill:lti,·i, e<.T . ) . Compar·s a .Ja, prima c hiazza. l'ii ha. un ~'N'Ol](l o p<'L'in<lo d ' inr11har.ione, più lungo, printa cbe eompaia no e s i svolga11c) le stw<·c•s!';in• c·hi;\zr.e t he, d'onliua.rio, lll~Ot'go11o (·on tcm ponttt('<IUH'Illl' itt llllllll' c·o ,·a riotloilt-. (~ t wstn cl t"eor:-;o d 'f·or der e bbe l'andamento rli 111111 inft•zione ~eHct·ale, C'Jllal e quello ch e si ns~>en'<o nelln. s itìlirle, o, RN·oHrlo :-tl<·ltni, andw nC'lh le bbra. Jndi r·iz7.at<> lt> ipote>:i su IJtll"stll YÌ:t. si t'i<·hiaH tè) l ' ipoh·si di una. for· ma tubcr c ol;ll'e . 11 1[PtlZl!l' ne· fu uno riPi lHl'< h• nitori, basandosi egli su osservazioni di coi u r irleuzc• ;Ji •)til'Stl' fn t·n w . e I'ÌI' hi;Lmando l'evoluzione •·he ta1or·a. h:t la psnria-si in pit il'Ìasix t'llbr·a. twii 'PtiOif)g'Ì:l tlrlla. C'JUllle (lamolti d c l'matologi è amm<•ssil l'inft·7.ÌOtll' tu l u• J·(·ol;ll'(' . Anche il Ganr.lwr fa nM<II'<' la ft·pqn e nr.a eli. rui l:t t uhereolo~i e la. ptu)l'in~i f-li trovano Ttl' lln :-;tess;l f;lnti g li;L LP p t·on• f'!inil'IH• c·h!' ]' :\ . i n YO<.'& ROTt O ]P ste:>se che dimostrano l'nrigin r tnhrr<·olnrr <lr l lnpus e di al t r·1• tuhprc·o\o);i c ubUH'Cl . R<'rondn rptt'sto A .• tnli p1·m·e sa t'<'ilher·o snrfi· · cienti , an eh(' senza fatti anatorno-pntologki o hattcriolog-ici. T~e tuherr.olo~i atipkhe. infiammator'ie e non follicola.ri non ha11n0 hwatte're o.na.to m iro !'p e r itico, mentre, d'altra pa r·te. ne lle:: lc•sioni e'utaH rc:> tnht'rMlari
da tot>llitte, non :,;i ri:-x·onu:a il lmtillo tnhercohu·e. Ln. psoria.s i sarebbeappunto nna lt•sio11t' tuhereolare ùa tossiru·, analoga al lupus eritemato St]Ua.moso (l) . 1Im1 if<'stazi•nt i t ttl)('n·ola r·i in conrwssiout> eolhL psoria.si non sono ri:,;tr ettc a Ila for·Hw polrunna r·e, ma possono esser e ~ll'ticolari, Of)see, lal'ili g-Pl'. P1·c·.; cJo.:s!\ pr·•·<·Pdnno o s1·guono la cOill JHll's;l dt'lla psoriai'li u ello stesso indidtlno. 11 Dot'.Y slPsso, (:onsidPt';tudn l;r. possihilit:ì clte .la psoria:si l'<:tppre~:~euti Ulta. for·111a lar·,·:rta di tub<·n·olosi orl i una malattia. a ssa-i vicina( ?) :Ml 1•s:s<1, o di l!ll;r all'!'zion(• dw suole R\'Ì]nppal·si all'ombra. della tubercoloRi !;tt•:;sa., o illlitH' di 1111a mal.atti~t di\·prs<L completa-mtmte ma. im piantat•• su t<·r·r·e11o t uhC>rc·ola t'l' l< sl'ttr.a 11\'PI"'<' aknna r·pJnr.ione di causa ed t' fretto <·o l p t'OI·c>s:-:o t ul,rr·t·o bn·t· n•t·o ~ proprio l), ha riteuu to opportuuo c nml'ln nn<>ndo ;dio w lfo l'r.uc:rliptolo, <li c ui è nota l'azione favore\·(,}!' sui p r·oc·t•ssi b;H·illa t·i. In fatti, iniettando uua. solnziotn! di zoJio <>ollnillnlr> l' di e ucaliptolo in olio tli >:t·s amo p er via endomus.colart'. a.nt•hbe utt<' llll to pa t't'C'!' h i P:-:i t i eli gua rigiotw di fu r·nr t· psc)J·iasicht•, ~n rltP :<t•nza pr·o,·t·lkt·p :ld :tl l'lllt:t cm·a PstN·nn . J LUJCllli risult...'lti t.<"t'aJH' Utic·i di'l TI01·:;- no n portc•J·c>hh<'l'l) un cnutribu w ,-alici is:-:i nro a l! a tl'ol' ia tu ht>r·cQ];n·e. ~nl pr·o····-.;..;o di gu:n·i~ione de 11a del'nrato;.;i hi>:og-un Hn:r.itnthl t ent•t· conto clt•llcl cltc1C enrocln;.;i<'o indotto dalla ini<•ziotw <•ndomwwola t·p •l<'ll'olio s:otfornto, t·<':lzioue le ntocitaria ge1wra.Je lwn<'li t·a. in qu c>sh c·om P : tr ';t](I·P fpr·mp ('lltant·(•: in f"t•rontlo lu o~o anf'ltP una trr·:q•ia •·otHlnttrr fc ha ;.;,. di so lo i'.olfo r olloiclall' so.;:pe;.;o in :;oltJzionP li siolo~irn pnb 11:11'1' eff<~ tti tPl':l·IWutic·i C_!:!UalttwJrtf' buoni ed in aR:':I'nza di ~rwaliptol o. ~f:lnra qnin rli nna. pr·ova· cl<•lla ncct•;;:sità di a.gii'C ;.;ia. s ulla C'an;;:a. C'hP ;.;nl tPr·t·r no <l<;> lln. mn lattia con diH' agent i tera.pcutiri din•rsi, r•l :tll!' hf' nna inflnc•nzn fnvot·rvolp 1lr llo zolfo c.olloidale in nn ipotrtico yH·orc•ssl) tuht' t·c·olHI'C' llt~lln p;.;orinRi <\ molto problematica.. S:ì potrPhbP t11tt.'al più pPnsar·e rhP, init"ttn1Hlo zolfo. ~'< i vengano a coutJ'ohilatrria r·c• (J JH•l iP anorm ali P•'t'clitr C'hP •li fJll!"s to C'Orpo Ri Yf'rifi clwr·ebhr t·o twll'oq.!a ni:·ano psori:lsi c·o. (·ollf' qu;tlì i':tl'<'hlwro iu rappo t'to non ;;;nl•\ i fntfi nr orhosi c·uhllll' i ('?) ma anrltr lP lc~ioni ossrr, ai C':tpi m·ticol:lr·i , ;.;ppr·ia lllti'H t<• rvi llPn t.i n Plln forma a.rtropatiNt. Rtncli, anf'ltc nntPriori a fJli P;;:ti , hnn rlimm::tra t o che manca rma c.onneRRiOnP dir·rttn rli rrur~'<n Pol pft'dto eli qnP>;.;te rlnf' mrrlattie: fr:1 · noi, il M:n:r.il"lni s1r Hnrrrc•rns i a.mmnlnti ps;1min:1ti. ltn tr-ovato qualche ca!'o nrl f'JUillr r~ istP \':tllf) pt'<)(·c•sl':i tiiiH'l' c·ol:n-i PrNlitari. ma in .nessuno di ('ssi ~ i l'ol!·r·on.o 11~ <·1 t·pr·p in f' l' i•knzn :l iYPzi,)JJÌ tulll't'('oli;n·i in atto in altri
(l i .\ prnp..:-;it .., d •l l n pn:.: Pl'ill•mltto!'<1. !'tt l l:t <·n i c• l i.., J .,~i:l :lllf~) J':l nsi!ttono oiiS<·u ,:><inn l. l'<'lt;.tfl lld <o :tlr·uni du• !,...,,_,..,, 11\'<• c·oo a11<·hl' llll:l n o n tuhc•rcol:nc. o ~mpli ('<•ttwn l<· l n><-:init-:o. <·orn•' Ynr n •h ll(' :ocwhf> il f ::cnf'h(' t', riroc·cl<' I'I' IIW ](' reN'nt.i~«lmc• l' i · N>n·hf' di J•:l ll1llan n .- F; lil>~ ll st • •;n I Arr-lt. f . D. n. S. vol. Hl). flnll<• qntt ll l'Ì!"ltlta eh(• rpc ('1';to Jnpm; ì• (·nn »:lto da ltn<·illi nchC'r('OI:ni rl N·<lm.J)(l"'' i in T11rio ~rnòo e t.rnl'l]'lort~cl.i n ll:l ]Wll (' Jlf'l" Yi>t f'llonl i<'tl <In foc'()l:t i in t<'l'lli: • '(•~ì eh<> l'i pnò, D<'i <'•1Si :H'11 Ii. p:.n l:-. r(' rli 1111:1 \'(' l'H !<(>tt ic·<' l11 tJl tnl~· c·o•f'l l:ll'f'.
:=: n ll(· t u hr•r{-ol• i<:i f' n l:cn('(' f>lll:l lll:!<'llf' \'l~l:t>'i p n rf' il 1:1\·oro di Cn ppelli in t • ·" ff/1/t illlf/ N i fl/lit . \'o l . \'Jl. f:o,c·. j .<: ( I!Jl: ) l.
1/ tt il' .< 1/r• {}1'1"1!1,
.d.11~
CASO IH l'>'<•lli.\Sl I'OST-\ 'Aè(;l:\:\1.1-:
organi interni ; e nei casi r est anti ogni ricerea fu pa-rimenti del tutto neg;,tbva. Negativa lu. ricer ca. del bacillo di Koch e dei granuli di Much nel tessuto patologico ; negative le inoculazi<mi sru' rinwnh lii ne~li animi! li di frammenti ùel tessuto stesso. Lo Scbonfeld, su 2~ <:a!<i di psoria,-;i volg;u·e . esaminati quah• <:c>ntrollo, in nes:suno potf. avere la prova eli nn rapporto eliolo~i<·o della psoriasi colln tuber colosi. F u be nsì OS>:(>rvata la. comparsa di chia-zze s quamose, in due casi, nella serle on' erano state pt·a t ica te le s<'aritieazioni della. prova della tubercolina; ciò non sig-nificbel'ebbe nulla, potendo trattarsi semplicementf! di J·ea zione banale ad uno stimolo esterno, così facile alla fute dello psoriasico, e, in quei casi in c ui si ebbe cutir eazione positi\'a, ili nn a sempli<·e coinciclenr.n di fol'm<· del tutto fort uita. La concomit<'tn?.;'L di forme a-rtropatiche DI'l quadro psorinsico e di una forma. di l'c nmatismo cronico deforma,ntc sintile ~l reumatii:>tnO ero· nico tubercolar e di Poucet ha. avnto impOltHtz<t· notevole per i sostenitori della teoria: tuber colare. Anclle a queste ossci'Vazioni viene odiernamente <lato daJJn, nuaggioran?,a. dei dermatologi il valore di semplice coincidenza , da-ta la ditiusiom· rlella, tnlwrcolosi in tutte le classi sociali. Come per l1L tuhercolo~i .•~ Jllaucata una dimostr:tr.iolle della conn essione della psoriasi colla sifilidP. In tutti i casi nei qmtli la. Wassermann era pos itiva si a.vPva ('OHcomitaJJza, di queste du<> fo1·me . Si vide anche spesso la sifilide postet·iore all ' inizio dPI!n psoriasi; e, sotto l'~t zioHe delle cure specilicbP, gunl'ir e le nwnifestaziolli lul'ti<'lle riJnauendo Je psoriaskbe immutate o quasi. Nnlut•ro:-;i .-\A. , fra gli altl'i f'azena.ve, B iett, IC'hambord, 1\Iorrow, Klamann, 1''ood, Ln:-;saJ·, ~louli1wt , Vigna.l, h anno descritto ~'tRi di psoriasi insm·ti in seg-nito a b1tuag-g-i etl a vaccinazioni, con uu quarlro morboso che d~n·a L'irnpl'(•ss iou c di trnsm i~s ione di nn aycntc i'11ff'ltivo p cnctr·:ltO dall 'esterno n!.'ll'OJ·g-ani!':IUO c ag-ente a dist.'luza , qua-le viru:-; di•J·mot r opo ( 1-loiJm:tun). :\nmi'J'thW sono state le r icerche nel .~an gue ondf' scoprirvi ta le agen te p :t togrno. Ric1)1'(l in m o la te<'ria dE'i protozoi di Campana, Mal't('gna ni, l'row;lr.(•k, eli <·ni (· man c-ata la dimostrazione. Il Raf«c·k, rccentcrucnt(·, oltn• t·lt(~ negli Rtrisr-i da d1iazi'A.' psol'iasicbe, a-vt'<•hbe potuto mettrre . in evidenza nel trs:;illto sa.n~ uig-uo, e preciR<Hucntl' entro le enwr.ir!, t·Ra.minnte a- frc•~co c JH·rvia colol'azioue con Gieml"a, una cc Spiroehcta. spowgt~na. psot·ia!<is », da lui ritenuta. l'agente patogcno, dE'l quale deRcrive un completo ciclo .evolutivo. P eller, Kiess e Dietr.ke banno confermato il t'<'PI'l'to di Ras<~k, mPntre n Itri osservat01'i nulla luwno potnto mett<•t·P in evidenza nei loro c~LSL Così l'Oelze non ba tr·ovato, 111' nel. sangn1• <'ir·col;lntc•, nè in fJll<'llo pr'l':<n clall<' chiazr.r, for mazioni a,·pnti l ' nspf•t tn eli spit•ot·hetH; nt·g-at i\'<• atwh!• Il• J•it i'TTht• fli Fnhs, ùi Ravnik e di Friihwnld e ll' nol'ìtr e. In qunlchf' easo fuJ·ono. pt•t' il vero, ,-iste ue i pr-ep:nnti imut;lg"i lli c bP a)';somil!lia., ·ano n quellf' ùi Ha~d;:; e:::s<> però <•)';ist~,·auo nnr·he i,n istt·il'('l di s:w~ n<· •li c·a:-;i 1li N'it.<'lll:l. ,Jj p<•mtigo (Fri'tii\Va ltl) e vPnnero iclf'ntifit·atl' quali f J•amm<>nti di tiht·i11<1 o l'onuazicHJP <'f'lllll:tl1· ,;c•Hz:t al · cll n ~<ignifkato micrnhiolog-iro o s\•rnplicenH'utr formar.ioni <H'tifi ciali
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t'.\1<0 1J1 1':'1\lll,\S I Pll,.T· V.IOCI:".II.J::
del colorante usato (Bory). In conclusione, l'ipotesi della natura. p}Lrassitarh1 -délla psoriasi è rimasta ancora. tale, aurhe dopo le più recenti ricerche, essendo mancato il reperto di un mir r·or~a n i);mo. Anche i casi di conh1p:io dcf:critti ùa Andc>i·-.:nu. Unna, Znlu·tmann (~Ù alt1·i ltaHno iJ valorP 1li sPn1pli1·e coineiflt·Hza o ùi una ~;cruplice predisposizione individualr, ;t.nche ereditaria. La teoria cosiùetta. ctiatesica ha trovato, anche in f]IH·sti ultimi nnni, 1111 hnon numero di sostenitori. Come è noto, il qnadro mo1·bo~o psoriasico non è limitato a-1 b~rTito rio f·utaneo : buona j)<ll't<• dc~li orga.ui interni tlcl paziente sono cointrn•!<sar.i JH•I pt'Of'e>:so p><mia::dco; JH'im e anzitutto Je ossa, le articolazioni; poi l 'int<•>:tino. lo stomaco. l'apparato -c~ll'dio-vn~=:colare, ecc. Molti pRor-iasici Rono rle~li tli'ÌC(~mici, d rgli m·tritiri, dei ::ra);troputiri, cou distm·bi intestinali di \'at'Ìo ~PncJ·e. F:pt>s><o con •presenr.a nellr urine di composti abnor-mi, alterazione della. pcrcentu.alc dei sali, presenza di indncano (WhitfiC'ld), ree. Se· ha m her, Ringer, Raiziss e Kol In{'l' han no <•;.;;\ minato il meta-bolislliO eli pa•·c·cc·hi j)l-iOI'Ìl\Sid, spc•tialml'lll<: sotto il punto di vil'lt<l df'l ri ('<1mhio clPI I ':~znto. lfan11o tt·o\·nto d•<' d è una :sJwriale alteJ•a:.done cousi:<tPnt<' in nna. riten7.ione di <]nantità. not<>,·olj di ar.oto, con una dieta che i lJ ~o)!g('tti non psori:udc·i basta app«'na :t maHt<'Jterc l'equilibrio. Limitando l'intr·ocl11zionf' dc•ll':lv.oto qnrsti ammal<lti nPI tempo stesso eh<> riduervano l'nzoto urinario a, p<>rcr:ntuali mitlime Vl'Clev~mo r:linica.mente attenuarsi le manjft•st:lzioni cutanee ~lella, malattia, a.n~he st>nza. procedere alle comuni cure esterne. La •·i ti'IIZÌOliP .lèll'azoto Jll•i psol'iasil'i s;lrt•bhe ùovut:t a lla reriUt;t gr·ande che (•>:si ne subiscono pr1' la drsf]ua-mn-zione cutanea, es~endo le sqnnme com11o~te quasi totalmente di proteina. pura. Una- dieta ricca di allmminoicli , a llllH'nlnnrlo la con re n tJ·aziom' dc·1rli amino-aridi e ~li a ltri prodotti eli degra-dazion<> rlelle proteine neJ sangue e nella linfa, accelt>l'<l· l'<u·(·J'I'!'li'ÌIIlr~nto e la moltipli1·azionc de'Ile cellnlf' epiteliali, e di t·nnsp~uc·nz;~, rlc>llc> pfflOI'(•st·enzc cutanc•P. Gli AA. che a-bhiamo citAti, ri1ler·o inf<ltt i cliP, cl;lndo ;li malati Ull>l dieta pm·era eli ar.oto, abbassa,ndo ciot\ la ronC'entrninne r rirlnrrnrlo a l minimo il C'atabolismo proteico, ~>i ~w<'vn. nnn climinuv.ionc rlt>lla. rl<>~qnnmazione, n1le a dire della moltiplif'nzionc t•cl incompleta evolnzionr dl:'lle rellull:' t•piùermiche ed 1111rt ilttt·nnnt.ionf', e pt~ rfino una ~r-omp;w:m, rlell~ c:hinzze l)Roriasiche, Una ritenzione f! ' azoto nella pso1·iasi. fn p nt·e trovata. dallo Stricker e cla Cap]WIIi, rllP Ila visto ant·he lliminuil'e il rapporto dell' urea a l l'azoto tot;t le>. La ritenzione dell'av.oto si avrE-hbe anche in periodo non (•t·ntt.h·o, c·oRic·.chè non è Psatta l'a!fer·nHlzione di quelli che riteu nero esscr·e il fc'nonwno lc ~~ato alla clrsqnamav.ione, che devit•r-ebbe sempJic~ nwnte l'aznto d;tllc urine. Esi~terebhe in quC>sti infermi un:t auormale c·orHi:ir.ionn orgnnica , data da llll:t inslJflìcirnte- attività llletaholiCa per le pt·olèinr. pt•r eu i si forma no llla tc•rie est t'atti ve i n note,·ole quantità (Bt·m·q. Df'pl'ez, Alll'i~nac, OaHc-her e DP~moulièrN;) accentuata, acidosi (Yc•r-r-olti. rc·c.) : dt>i t·Psillui :tw1:1ti tol-siei. im-mmma, tltt' a~hwono s11lla pelle quali ag-Pnti rt·attivi tlo~()g-eni. Gli AA. non !)Ono -d':t(:corrlo nel consiòet·are l'cfflore~C'enzn psoria.sic·n c-ome dovuta nò un proce:;;::;o infiammatorio della zona, dermo-papil-
C .\ ~0
01 1'!-iOIIJ.\S l
PO>iT· \·.\{:CI NA lE
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lare, come vorrebbero Hebra. e Werthcim: tdcuJù peu~Sa.uo c)tc :sia semplicemente un disturbo epiteliale di cheratinizza.zioue, che, secondaria· mente, indure le lesioni dermo-papillari. Tanto nell'nn caso che nell'altro, resta. sempre <L spiega.re per quale intimo procefi'so la pelle ' rea· gisca. a llo ~timolo col peci1liare svolgersi della chiazza psoriasica; e quali condizioni sia necessario esistano n ella pelle di cotesti individui, diverse da quelle di ta.nti altri, che, forse, nelle medesime condizioni rli alwrato ricambio, n on ,-edono sl•olgersi una. analoga sindrome morho:::a
cutanea. V'è c1ti pensa, col Kobner, ad una m.alfonn(tzione congeuita del. l'epidermide, o, come Bettmann, ad una genodermia ereditaria, cuta,nea. t•xtrauterirm, dovuta però a cau~Se get•minnli, oppure, col Ra.mbt!rger, :1<l nna ma,nca.uza. di 1·eazione della· peBe dei p!>Oriasici a stimoli di qual · sia~i natura, per una Mduta della vita.lit.:'\ celluhtl'e. Ciò sa.r ehbe provato ;tnche <la.ll'a)lione f<1vorevole dell'ar~enico, che aumenta la Yita.lità delle ''ellul(• epidei·mit•he dando ipercberato:-;i. dei taggi X l' del potere ciel l 'ormone timico, fattore di elevazione di vitalità dello strato tegumen tm·io. ::;ia coll'una che eolle altre t eode, j::i vet>tebhe .a,d .ammettere · una. part.icoZ.wre chs]JOsizioue della, pelle di questi individui , che r esta la.tente per a.uu.i, ~ino a quu.udo si veritirbino quelle condizioni morboRe che por· H I·UO fl.ll' incompleta C\' Oluzione cher< l tinica clelle cellule c ut a.uee. · Se'COndo qÌlesta ipotesi a larga. base, non sarebbe tanto la· natura ddlo stimolo che è in causa nella couliHtrsa delle chiazze psoriasiche, qua.nto b rea.zione cutanea peculiare dell'individuo, a.Uo stimolo quale t:sso s ia, ed esplica.ntesi in una vera dia,tej::i ~)ai·ach eratos ica (Samber· lJ:er). La psoriasi, perC"iò. sarebbe un f'Omplc•Rso sintomatico dipendente ;la. cause diverse. Fra. le ca.nse, potrebbero su questit· guida. esset·e eleuc;;tte a nche lP influenze esercitate dal s·i stema, nervoso. n'on in quanto esso ahbia una importanr.a etiologi<'a, aecentuat.'l. come, ba:o;a,ndosi s u proprii <:Usi, yor· rebbcro Bourdillon, Polotebnoff. Kut)lnicky . Ba.h~e r· e Le Cornu, ca.v fy, Tiscbnenko, Wa.gner, ed aJtri; ma. sempliC"emente perchè sa.rebbe ca pace di provoc..'H'C un'esplosione di psoriasi, come altre it•rita.z·ioni cutanee esterne (ad el';. traumi qualsiasi, localizza.zioni scabbiose, pioder· miti. Ynccinazione jenueria.na, ecc.), o interne (ipotouia. simpatica d•~ tntossica)lioni di ol'igine iute::;tinale, da lesioni e insufficiemw di parti <'Olari ;ghiandole a secrezione interna, ecc.). Circa l'influenza esercitata cl<·1. !fhiandole endoc·rine n ella pa.tologia della p~oriaf;;i, fnrono s pecial· m Pnte invocate lesioni d ella tu·o·i de (ipotiroidir-mo H ertoghe , ~icilia, Brauer. Grosz, Tbinm, ed altri), t> d el timo. E'· nota. la distrofia cutanea dell' ipotiroidismo minimo: pelle secca. ,., ,go!-la, fa<·ile agli ec)lem i~ al1<> piodermit.i, pl'e<'.ocemente glabra , a chiazze i n filtrata, ittioRiforme, er.c. Alcuni AA. Yollero n~dervi anrhe una ca.usa dt•lla psoriasi; infatti le ('IJre til'oidN~ i.11 psoriasici et ad habit us pl~· ,.:tnF:o l> , diedero bnoni risnlta ti. Ciò, per·ò. Ri spiega facilm ente a.mmet· r~ nr~o una migliore nutrizione ruta.ne-1., in con~rgnenr.a, dell'opoterapinr nr·cn.clt>.a. ma. non c i dà a-knua dt>lnri<lazionr Rnlln e~,.,p n:r.a iu timn cl('l
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CASI\ 01 P:<IIIIIASJ PO'>'f·\",\I.:CI.' .I I.F:
Jli'OC't'ssu pscn·iush-o dtt• pott·eblle csst•t'l' solo indirettam ent e legato al · nmsuJ:Iidente fu nzio ne tli questa ghiandola. B eiò e lle didu-mo !H' l' la ti roid t•, ripE>tiamo 'JWI' il tinw. del c ui orw o ne è no ta l'a t t i vitù S\'01ta tll' l <>n m po troti<-o e d (>l ricambio . llroek dtieue elle la diatc:;i varad.Jet·n tos i(·n tps()rias ica) sia 1·sclu· si\·amente dovu ti! ad uua .ipofu nz.iont• timit:a: t· (JL'OctJJ'a di a.gire :sulla gh ia urlola. irnHJ ia n dola- ( ' f) !l pi<>colt- rlo;;i di t·ag-gi X. Hu ou i risultati. oltn• tlat> {!al Bt·oek , ftt t·unn d st i dalla L'<Hlioterapia dl•l timo -da. 1\lingtll iiller, da Wt·inlmrdt, da Otlitrini: e con cstl'atto t imico, p er iniezioui sotto('tttance dal ~amberger (C"fr. Guarini -La R ont· gen-C nrie·'ft•t·;tpia della pliJH'i a~-;i, (Jiorn. 11. Mal. V1•n. e J'l'llr , 19~ . f<HS<:. ] ") .
li Catnt·<la, a qll(•sto IJJ·nposito, t·it·o t·!la 1111 soggl'tto Jl:':Ol'ia:s.il·o di JO anni cu rato <·un t•stt·atto di t imo, poi to n Pstt·atto rli ti t•oide P .intine <·uu estratto testit-olare: in cluc nw~-<i e :l:.!'iomi tli t·ura si ehhe nua guat·igitHtc perft•Ua. L'auta.gon iHmo c ht' rli i ~<tP ft·a tt•sti colo c• tiro.iò ~ JI O U a:n·ehl.>e antto importanza in que:'OtO <;UI'O, poie!Jt> fWI' la im·o!tt7.i\)llt' cl eJ timo. testic·olo ~ til·oilic a cct·Pscono la loro funzione innalzando ht vita-l itù delle 1·t•llule f· utanee. C iù ffW$<C a,·vcnne an<'he nt.'i casi <·urn t i rolla radiotet·;upia del timo dal Bro<'k e dagli alt t·i. Oltre c he nel fanciullo, l'opoterapia. ùa avuto l>uoui t·i ~; ult.a.ti anche iu alcu ni casi di psor·iasi dell'adulto. Così, ad es., il Vet·rotti ottenne l<~ ~uarigione di una. donna psoriasit-.a. con disturl>i dipendenti d<t altet·atn. fuuzioue •OV<Wie.a media n te t'StJ·a ttn d i Cl n est a. ~h i a nùoln : il Sidlia somministraud o adrenalina. e prepara ti s nt·t·euali a,i pl\Ol'i.asici a,.;tenici. P ipofìsiua· a. 4)ne1li a.ven ti costruzio ne ~~orpot·ea. ma l pt:oporzionata e tendemm a. fo rme ossee eù iH'tic·olari, cee. T<lli gnn-m i~;ioni, tu thwia. t•sprimono solamente che un:~ tUl Hli tìc:azion e dell'or gauismo medi!' n te l'opotel'api<t abolis r e il fatto ucno:-;o c1Je in questi soggetti è in rapporto colla, alter ata funzione di questa e di q uella gbin,n dola e nd ocz-incl. ma nou modifica l:t forma. {'uta-nt>a c:he in ''i a indiretta . H i pt·enile ndo ora in considera-zione il cai:o r he ha, fot•mato oggetto di questa hren:• uotu, vediamo c he fn1 le t('O t'i(-' enws:::c: s u 11:1 etiologia e pn.togencsi della psoriasi, uua. soltanto pott·ebht~ esser e sostenuta: que lla dia /c.'!ica. Non e;:istm·auo .nel nostro sogg-etto uè s ifilide, nè tubercolos i, n è fatti di alterato t' i<>umhio r hP ;:i <lppalPsassc'ro <>OH dist urbi f(Ua.lsia.si g-ener·;_\li od a q n alleIle organo lora lizznti. A m mettiauw elle et-:iJStesse in lui un a. p t'<' <lispO:-iiziorw c n t<llwa, 1111 a ''er·;_~ dia.tt>si pn r<Lchei'<ttosica. e lle ;:i(>. pa iPsata. iu or·.('asionp dPll'inl<' tTI'llto V<IC·einale, e c'on fe rmata clitlla l'hiazza l<CJll<'tmosa suc(:Pssi\':llnt·nte s\·ilnppnlasi nì'lla r egion e estc•n:;;m·ia del gomito destro uve el':t~i avnto un rt'atto t t·amnatko. Non p(msiam o xosh·twre l'ipot(!l'i, p«>t' il no!'<tt·o pmr.ieute. valido ~" t·obur-to g iontnotto, <li nna. nwi0prn.g ia a, <'nt·iro di qualche ghiandola «>Jh](I('J·ina., lli rni non l't·avi tt·a ~;('ia, nè di un fattore rmotivo. e. meno ancorn , di una etiologia infetti.>a d i origine cst.(' t·na od intPrna , aneora itn pre1·i~a.ta. ecl os<·nrn mwbl:' dopo }P più r·c(·C'nti rirerr.ht' . Vive grazie f:<<•nto il (lown• <li pm·gf't't' all'i llnl't.risl'limo prof. P. CHlnmbini, -ùit·<'ttot·•· d ella C linit'a dPrmatalogica, ('.lw mi è sta to 1:11'1!0 di :.:tt~~(' t'inwnt i c> di C'011Sig-li TH' l' lll· pnhhlirmdone di'l presente ca.so.
C.\:)0 01 I'SOIUM;L POST· \".\CCJS.\'IJ::
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"TIITI'TU.D. -- T, aii CPI .. l 921. YH~ XOl,O-Jit: RATr. Nu lla èf).~i<IPtltr 11-~0rirr ,•i r>wnti r; (( p m ti<'a ~ . l!l1 G. fl!lJ:. n22.
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Of:'l'EIHLE MIUTARE ''RI~TlPALE DJ ~APOLI G~>bin••t t<J otm•ino-la r·i ngoiatrico
Lari ngoplegia bulbare post~trau matica pet· il dott. Vincenzo Accorlnti, n\aggion· nwdico. ~l i ha in,·ogiiato a publJlk;tre la prN:Pnte nota. e )jnica. la 1·arità del caso cb e andt•ò espo11endo. Un Collegio medico legah! ùt l" grado ùE>lla ~itcosn·izione de l cor·po di armata in\ic) nel ~Pn11a,io séot·so per e:<:une lariugoscopiro il giovane pilota aviatore L. A., della classe 18H-L Il 10 ottobrp 1917, durante un esercizio di volo al campo <li Gallarate, l':w•·oplano f':aùùe per ~ow,·it:l · mento urtando violentemente a-l suolo col canello di ala. L'aviatore fu raccolto p rho d.i sensi <' dopo 24: ore riacquistò la cORcic,_nzn. Nei giorni sucePssi\i sputò sangul' e per tlll certo tempo gli rimase un sen so di ambascia e si aceorì-'e ùi non poter parlare eou voce chiara. Dal· l'ospeda-le militare principale di Milano, -ove rinutse ricoverato cir ca ·un mese, fu rimaurlato a.l campo di ·aviazione in condizioni da poter ripr endere servizio, essendo srompar:-;n l 'nmbascia e ritornata la voce uormale. Rt•nouclaè, ,·itlima di 1111 111101·o <Wcideutc axiatorio, per c.aduta. Ru l1a nn ca, fu ricoverato in O!-; pedale per ln11go pe1•iodo e non essendosi eompleta ment(• riavuto , fn ndihito a i ~erdzi SNlentnrl. dopo nua. Yisit;t llella. Commis:<ione sanitnria r1eJla. giurisdizioni'. Attua luwnt~> t> gli ra rla c·on 1·oee vela t a P tli<-hia ra di nou essen• stato più in ~rad o di com piere il minimo sforzo muscohwe dopo la seeonda caduta. di andare soggt>tto nd ansia. respiratoria e a palpitfi.zione c dura.nt<' il sonno di :-tVt'J'P J't>:-;pirazioue rnm·orw~a e qualC'he volta irn provvisi ris,·egli. L'aspt'tto dell'indhi1luo f> florirlo e hen ronsermta ]a. nutrizione. N~>ll'<~samiuare la n11c·a, ovf' ripo1·tò il sf•c·ondo trauma. ritenni oppor· tuno far pratiC\al~f' l'C';;ame crndiogmftro clella ··egio®. Esr;o r iusd 1wgativo nei rigmHili di pregrf'sRe leRioni osRee dellr vertPlwt' o d ell'o<'<·ipite . .Anclw ~li (•sarui cardio-v:t-'-<:olari t' neuro-psichici non banno fornito Jl>lemr.nti per illuminarmi !'mila lesione riscon t rata a ll'esame l:nin::ros<'opinl, a Rf'~nito del quale , la eorda YOC.ale di clt>strn en1. im lllohiliz?.:lt;l Rnlla linPn n1<'dia.n:J con hordo libero tf'so e la, <.'orda di si11istrn :-;ianl in po:-;_ir.ioJH' c.li ripn;:o: si ntl.c'luc·<>va ma non si alx.lnc·Pn\. ~011 tronuHln eleuwnti per ammrttPJ't> d 1f' ln p<wa-lisi dei postic·i fo:-;se in •·apporto a lPl<ioni o c·omprp:-;:-;ioni <lP] dP.cimo IHlio. clon'tti !:it•u'alt t·o J'itf'llf'l'P. la lPSÌO!l(' eli cn·i~inc· oulbal'f'. Rnl Jlf'!';SO tr:l il serondo tt·numn t' 1'it1ir.io clc•lla la•·inf,rnplP;.ria non mi paJ'(' vi JHlRSll Psser duhhiCl: qnc>:;:b1 den• r;::-;p1· nw:-;:-;a in rapptH·to rollP alt<•r;lr.inui gravi ,·a:-;;1-li r i lel'Hlsc• sus:-;('~uitP npl hnlhn pPr rfl'dtn tlPl t•·a 1!111<1. 1'n tt:rna nella lt'tt<>rattn·:t non ;:i ritrovnno <'asi idPntici.
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Il Corner. Caselli, Ruocco dcscl'ivono corupres:sioni del bulbo nelle fratture isolate e nelle lussazioni dell'atla.nte e dell'epistrofeo ed il Blaekwod anche in un caso in cui si ebbe lnssa·zionc occipito-atlantoide.'l, frattura dell'atlante e ùell'asse, riferisce che l'individuo, sopravYissuto qualche giorno, mo~trò fra. l'a.ltro pa.ralisi dei musc(.)]i respiratori completa. Prendo oocasionc da questo caso per l"ichiamare l'attenzione dei pel'iti medico-legali sulla: valutazione da dare alle lesioni laringee. Nel giudizio è necessario tenere conto delle due funzioni dell'organo (funzione vocale, funzione respira.torhL). E 0 evi<lente cliP. la seconda deve impor·si sempt·e s11lla prima , essendo la più importante dal punto di vista vitale. Per valutare poi esattamente le conseguenze dei disturbi della voce, devesi tener conto della professione dell'infermo. Gli afoni, sia da traumatismi diretti della, laringe, sia dn, paralisi dei nervi lariugei, sia da lesiol',li cerebraU, divengouo infntti incapn.('i di esercita·t·e a.Jcuna professione. Tali considerazioni sociali non possono essere trascurate dal perito negli apprezzamenti medico-legali.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRAN'IERA r . Uo~DONI: blllllLUIIit(ì, e terapia ~J)è<.:Ìf/!•(t, nelJrt t"ll(:l·co1osi . fi che - S~rie .medica 10. il. -
( At.tualitil
~cicoti
B<llogrut. Zanlclu>lli, 1923).
J -i~ l'ec(>nti. v~ute l'Ili l hl iutnlilmitù e tera.lJlU scie utiti c;l nella tul:>en'Oolo><i w no talmente nuiDCl'QSe, corup!i(-ate e spesso contm.ddicentesi fra loro, che formarsi UII<'\ 1t<>zione d'i•nsieme esatta ~ precisa riesce oltremodo dlfficile a chi non si O<.'Cli'Pft ex professo d i cosi im·portante argomento. Ragione J')('r cui molti medlici, 1-mpr<'<>Sionati delle molteplicità delle teorie e delli"l interpretazione incerta dei no.m('U'()sl <lati clinici e sperimPnt:tli, si a-Rtl'..ngono, per rounCiiDZ13 di un tìlo conduttor e. di .p eni'tl·tn·e nei mcn'lldl'i òi f(Uel lllbirinto. Il giovane e valente patologo di:'II'Università di Napoli. <:on indl;j<_"'ltiblle competen7.a, con una conaislon.> E> chinrez7.a ammire voli. esponr in f'E"i ca-plfoll quanto fll più importa'llte si cono&.-e :>u 1 Yasto argomento. guitla ndo con sicu rtt ma no il Jet· tore in un calll[)O cosi diftlcil~. I mportante aovratntto. dQpo i ca•pitoli dì Tùt~mto flelle <'<>gnl?.ionJ fondnmentall. quello !<ulln immunità acqu isita e quello sulle tnberf'Ol1ne implegnte n 8<:opo ditlgnootico e terapeutlco: 1nt~t~ssante il Mr<!liO esame •lei te'lltatlvi moltE'!plki eli ;.ieroi:E'rapi.n antituhercolnre. e quello sui rt>()('nti tentati·• l f' hemoterU'Pici. Tl ' "(•lnnl\'tto di'Il Rolt<loni. piccolo di mole. mn riN•o di <lati 1:' di fa.tti. è •'1:1 ra{'c<>mandnr~l a tutti 1 medi<'i militari. tJ)Oi('hè nPssnno può o::,rgi esimerl'li d~H'a·n~r irlE>e c hlan>. preci>'(' f'. J)(>.<:sihllmente. c'Ompl<>tc l'lulh1 nntnrn intima dell"affe:r.lone tnberrolnre c SlJiln terntpla SJ,e<>lfi<'tl di es..<.n. A. <'<>R~TSI: M Miei Qia.d ,aA;otJi e mat·lotltni mNT ;,.; _ -
mNIIcn. -
( At tnn ti tà scientifil·lw - ~rie
Bologoo, 7.nnic1H?lli. J923).
E' 1m volume ric'<'hll'l$imo <li noti:r.ie l'ulla stori11 delln medi<'ino in Tt;llilt. l'<'ri t to i n _forma "'PI~IIatu l'd nr~utn. El J*t•ciò •li grndeYOle ed istn1ttiY:t k>ttura. Tl'ovcril <llllndJ ntlmE>ro!'i ll'ttori nnehl' n('! ('()l'JK' !<lluitnri(l milliJlJ't'. on.' In l'ii!OI'(l><:1 ~k-
1111'11<'1\\ IJt;l.l. l
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zìoHl· pt·o·f••,.,,..inunl.,, l'a·mhìc•ntt' IJUI'O <'ti t>ICYato, l'a l to ~00 di d ìl;nltù <·he confc·d;;<-e kt Fuuzlon.. di m~·dlen mtllh••"'· la meno HL"<'l'ntualn lotta lWr l'<':,:ì;;teum. ">;;titui:>t'Oil<> un tNI'Cll<) inadatto :llln l'i tn non ''olo dei r inrlntmll medici. t:be mo••· t·aw> del tutto, IJlJa uncom allo o.':'l'iinpJJ(> dei lllL~Ll<:i clal'lntani. J\ln l'A., cht> è ~n noto c'Qme cu.l tore di igiene e ' d i storia della medlclna. non si intmttì1me ;;olo innu<'f>nt<"'Il('!Ilt l' a lumegj!'inre le ciu-rmede degli ngirtì gred. tic'i drrnfaton·.., o ('irnliton•,.,, u r·irr·IIII/Of'lln<'~ ron1t111i, del oost.r i antkbi <.-err;>t:nli. l~>•~:aidli<'rì. ,,tlilllhHJH'O piit <.-.•!t-uri. ma. Yen("ndv :1i tempi p!'E'senti. comggio;;:tmE>ntc gì11d it'a intìntì ch•lln ;;;t(•»:<il. twce : i (<medici , ·iaggiato1·1 >>. <"he Pf'r t'Qn to d i r;;ritut i J•"E'mlo-sdc'ntìth-i ><i faPTH> ·Pn'e<-e<lct·e dn :l!HI\IO:>~i sui gioruali . »nllc c·antnnatf'. :<ui ... \ 'N<pasìMll (' d;lllllr> <·onsult:ndoni (l dh,tribnì,:<:·ouo prodotti mJr:.u·olo·,.i o I'HCC'Oill:tnd:~uo « mlu\'1' ''~ll'è Sl:'ll7.:1 llledicine » ; ;!li oecultisti ,, i cbiaroveg~renti. <:Ili' i n ltJ ~'iliO!ii a ppn rt:1 lll!'ttti ~lto lo "'!'lllH'<Io del b1 polizia !:-'ll~l!~'l'i);(·nJw ~li in· f;lllibili l'imiE'tli <..'Ootro tntti l lllHiì l'il><'lli ni tmttJ1DI<'Ilti ;;dentiti('i. Hi(·ordu a n che la ·fNim·issi ma << !11 t'(1Jr·ìtl':t JK' t· pi<·eola Jl()~tJt "· 1:1 J'~l nwnh> di.•;t l'ihnltn <l:ti :;rlor n.'lli )101iti('j !\('(•:tJHO :l JI,'J ]HI,'t:l IJUJOI'Ol>ll (' IU()llìÌliT\:1, :!;.!'li UVV Ì >'Ì di <.'Otn'PI'll-\'t'Uflita, E.'('(· • . \r~"lll:tllléllh• r ìc~rlla d:l nltiul<> la fo1•nttt p i fl <·IP\':tt~t t' plit .J~t'l'iN>lm.,t <li c-:.ultiul 111111('(), q nel 1>1 dd <·i~nla tm10 sr:· iE>..nt.ifk'Q. l'h e <'ffil J•ke t·(·hP ('(l P"'!Wrinwnti !'oCa rsi , m n l eon<lotli +" Jìur• ÌU\'c'nt;Iti ft• ;:e.were :t bbondant~·UtPnt.E• i torchi. [uorYI;turlo opinioni. e rì t:ll·rlfltlll o i l pJ'O)!J'f'!>~ • ;.r•i l' Il t i fi('(l, m :t . (·i i t lll'lll)!nHlo. <'Oil~J.!IIc>mlo Jl().-.:t l n 111 bit·i e lii C'l'Mi ll llf'll•~ Ìl\ s<',ì!'llitO Il llllhhlici C'<ltll'OI'f:i.
R.
Ht-~t ~1 0 .
- 11 lli-~m n'lo nrllfl t e rnpin rtelln sifi1icle. (Atti <lt>-lla R . A cc-a demun medi,·o-c·hinll·)!i<'ft d! ~a.poli . ;::.-.nn:lio l!l2.3J.
:"\C'Ila c lini•·n <l<' l'lllO>:Ifì lopntl(·fl <li ':"\ll!)()li L \ . lm studiato gli efl'PttJ ternpeutid dd tlll'ti'(Jt-bi>'nHIIaio <li Jl()t.;);o,..io 1> ..c-H.lio ìu S<>J!~('tti ntietti d11 ""~"lll'int.-. Jrl<lnìfe;ot;tzìoni •li illf('ZÌ<lnE' ~ili lilì <'n. C'OJJ rl~i globnli d i 2 gr. per !nj('zioni lnt1·nmusco~tri di ~O <'t~. Oltlli ii-f. J!Ì<Imi. J.;gli hn <'()USI!flt:lto (']w Jl bl;:omuto m ,pJ)reS<"ntn 1111 brillantt> :t{'QIIif<t o clelln mod<'rml tl'l'll]lia :lnti,..ifiHtien <"<l offrE> !<'ttl nf'o-sa~varMn il vnnta~o eH pot<'t'e ('q,~'('r(' usato pii1 :lj!f' l 'olml."nl'1' ~r yin <~'n<lo-mn;;<'Qhll'<'. ('S!':<'n.do b<'n tollE>rMo d n i te>*'nt i. 1'n1E> cum hn !noltt·<· g-ratHI<' imtl()rtnn7.a ni fini òE>Iln p t'Ofìi:Jf'><i l'."!•l ienn<lo"i l'azione tt>J'HJ'I('liU<'n <lPI bì,.,ll•l!to plill'lltivnllwnt·•' l'<lll ,<>ifil omn inl:r.ì:ll••,.. >'11111.' p l ae<'hc 11\11<'11,.:(', Oltn> ('h(' ll('IJi> f<'WJTl(> o«t.POJ!f'lllllllC):'I(' ; ili<)] ti"(' {! ìl:J l'fl<•(o(llll:tlltl:\1-,oi [lllr'h(' llf'l r·:tl'i :H~•mo., mt>rr·n rin - r(',..i~tf'nti. (luvr psplirll n:r.ione ·~'<Ì('llr:t c rlunthll''ll. T.'A, o~ "<'1' \':J t><'rì, l'h e, t~HJ1e ('l'i tl'ril) ('11111 tiYO. non biì'OJ!llll ron 1:1 hi!'muto-tel'ìll)ill b:lM r;:.i ,..ul ritorno :111:1 n<•g->Jth·itil ù••lln s i<·J·o-t·f>;17.Ì011P 'li \Yn~nnann . In qull l<' !>l è ll<'<'E'rtnto l'i llla JJ('I'<' po!<ìtil·a :lll(·h.-. dnpu 1:1 !'()llt.~llini!'t I':JZion(" l'li j!mmmi Z.20 {]E'l rim('(lio : i n ì<'II:Intl<1>"ì <l<w i ;::loh:di pilì nlt.-. l'i P''"""CHtO nlnn if<•!<tSirE' ~omntltì. n.-tl'nln. albnlllilllll'in. ; ·olìt·ì. f.\' 117.:1 ottf':wrc' 1:1 r irl nzinn(' ima n('llint..n n l b nf'j!'::th• ìti'l <l<'llll R. W .
E' ""' 0 t' h(' In f:l l ìe:1 i11tr•n><:1 c· .proltm.:m t :1 PII<'> tii' W rminal'(' le.si<>ni Jl't.oiOI!kh.-. Ht·l lllÌ<'Wardio. L'A .. DE>ll:ru clìllic·a dP.-11<' ma latti<' p r(lft•,..«iorutli d~l prof. ~:oto. hn ]lrQ\'0< ~1 10 f:tati eli f;ltkn ~l i Y:ll'i() l{l':tdo in nlc· nlll Mlimoll d.a E'SJll'l'i111Cnto (rnvin e nm ~ <l<'('llllullllt-"l ('( ( ha <~>Ll,.tatato :1 ~•ri c·o dd r·uoi'<' l<·,.,inni n -f' i muS<·oll J-.a·pillari d.-.1111 nlitral <'. <l onttE' pl'<'>o'ltmihilnH'n t·p :1 r·nu!':(' nw('('nnichP. c·h~mkh<> ()(] Jl t':lll>'<' m i.<tl'f' : tal i lc•l'oion i l'o~ no !<lll'ol-.>1l i h il i d l (1>111 ph•l :l >."ll:ll'l~'io"l.P <' llQl'o.'<onn ~'Oli l (l.'lrÌN' in INllJWI rdntìntnll'lliP hN'\'1' lol<'ll'l~L l a!'C·i:n.-. ;;:('j:.'lli <•Yifk>.n ti. pnrl'hi> 1H>Il s\:lno !'('('(>!'ì'Ì\':IIIH'll lp ;..:rfi\'Ì <' hdì cl:! 11\'('1'1(' <lNf'l'lllilllltn ]li'OfOIHII' ~J ] i"(>I~1ZÌOI1i ll('lla C'Olll· Jl;1!:'iUf'" di-i IP~~uti.
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T.t:r:I ' E I'. TI ll'fllilllllf'll lll niHlrli,·n t/l'Ila /1/f'lllll'rflf/ÌII . ( 1! Journ:~ l tlc'ì' Il, 1. 1!12:~).
Prnti i'ÌE'Ill'l "·
L"A . filll." i.t :lì:l fJIIP>'I" ti'all:tlll<"lltO. il qnah• <1<•1 t·p;;t() non Il•) r i sn l tHti f:~ ~·ori'W\l i l'hf' LH' I .10 JWr 11)11 d t•i t·n>~l. "'"li:ttlln <loti{) i:t 11lllll':lt'l<:l òPilll prìmw ~ro•~·in di l<'t)CJ'(>. 7,irttH' r•tl al m~ t~>'illiO rlHJI() :.!t-::1; Ol'l' <l:>ll'ittìzin. F,J!Ii ~<i ntll<' tH" :lllr :;:,:1!11<'11t.i m<'>-
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dalìtù: in primo luogo una wvand.a ru-etra·le <-'OH solu:t~ione ùì pruungolo o di al';!~rolo ull'l per mille. ~no .st'OP<> di asportare meccanicamente 1 gOOO(J()CCb.t che ~Vi trovano .ancora al m~100 e di impedire che vengano trascin<ltl lnteramentl'. :O::u~s;~lvamente con una slrjnga dn 10 ~·mc. f~l una Iniezione mlcro-bìcldn con argi rolo o protargok) a l 2H per mille, In modo tla rlt'mpire l'uretra anteriore: qum.lt cbiude il meato fra le dl~1 e lo HJ>I'e d'l qumulo irn quando perchè la solu~ìone possa 1·enlre a t'OnUltto tU tuttn la fossa navicolare. Infine, tm.scor-si :> minuti di pernHt·· nelWil, Jascì:a fuoriuSCire H liqilldo oo applica un ta.miJ)One di cotone aJ meato. Alm dista117..a <li 12 ore ~ pratì<.-a un'altro lnle'r.ione, e se dopo uns• t,erv.a. al masslmo. uon si ottiNl~ la guarigione. :tllora P nt>ces:o:n.rlo rirorrE't-e nEI'ot'Cliuario tJ-attameuto. D .l lllli:. -
U'u C0-8() tt-i pampleyio spa:;l-i-ca dO}JO (jU(~/Iro RllllÌ rl!,lltt f•·riltt.
(&>ciété
de :'\enrologle, 1° febbraio 1923) .
L'A. rtvorta Ull <'UOO intet~sante di un ooldato .ferito nel 1915 da pallottola d.!l qunttro anni ha pr'('.sentato una pnra·Plegia spa~ti<.'tl, sellZil che fossero intervenuti altri tra lJillj od Jufe~iont. Fu oottoposto ad intervento chi1•ur,:riro e venne estratta m pallottola con l'involucro fibro~ che l'imrol-· g-evn: d·•>P& l'ntto O]l('ratorio la papap!('>gm· l'{'J?:l'<.'<li ron molta t·npiflitft e tiromparYero prhlhl In ~nJ>1bllit.ì eù in »e::mJto la motllil it. tnnto che do,po ·I.OClli rue~i J'inf(>nno era in C<)ndizioul òl [)Oter cn<Jmndna rc ò11 solo. Ont <1.11 dn<' anni ·n on avvert·e :1 lcun •listurho. Degno 1Ui nota è la C<llllJilll'"'-'1. prima fleg:li nltli ,wg:n.l <'I ella l >Il rn1)11>$!in. a nn t+>JriQlle ;;opra]lnùicn 111 nna m~n m:tC'<·hi..'l pigm('<)tlnnn. esten<ientesi g-rndntìmwnte in l:nghezM <llliil'll mano che si Jnn.'llwvn lino n raggiungere quello thl' dove\·a e!'tSet'\'· Più tm'<li 11 limltl.' !'1\lperiol'(' dl.'ll'nne9te-sia e della ~ della com pt·<·R~inne: t>~t1·atto il proi<'ttile. lu mste<>hi:• imp:11lilli <" fiul per scomparire del tnt.to. fu~ile nJ ra cblde, che solt~mto dOJX>
Gnt -nllo:". - Il r•'lltllmrn/o Jll'tlf•·~.~i()ntnlc tiPi muti/.a /i. r dRi umloli rli {flll'ITtl ( « Rnl l<>tin clt' I'A caflémie df' Médecltte )), n . :t. l!l2:!).
L'A. pl'f!><$(1 lu Scuolu ù. rieùucazium· d i Hor·<l&IIIX lll:'l coUJ;pi u to a ecu ru tc.: l'i(·erebe sul ·•~.udimento p.rofe:,>Sionul.e dei mutilati e dei malati dl :.tuerra. I n 111~<1 prima serie ùl osservazioni. ;,-u 2000 runpnt.ilti t? ,;t\)rpi, Il• fcrltt> dei quali riSHli>nn<>· ad un ,p eriodo varinbilf! dtt 2 a 5 .nnnl, c:,:-li lla roo&tatato dte ben -il 63% m·eva ripreso l'antic'O mE'I>tiel'(' o profe.-.sEone, mentre il :,t5 % !<i era dato aù lilla nuovi! occupazione od eserdtavn 1111 ultro llll.~tie t't'. e solo Il 2% trvYavilsi uell'al;>SOluta incapacìtà al lavoro: Il rendimento profe:t:'<lonale ottenuto 1·n qnt»•ti mutila ti corrl~pon<lt•vn pertanto 11! 70 % del rendi-m:e:nto 'wrm>tle. l n uu ~--ondo g.1·uppo <li ricerclle su 1000 u'llllputati e storpi, le Ili cui ferite ammonwvano ad epoca più remom., <.ùti 5 ai 7 noni, è riflul~1to t hl:' 694 (>omno in ~m<lo dl rt,preudere il loro mestie~-e, :?iS •'li' e rano dedicati nd un~1 lllJOI'a profe,.._ sloue e &Olo in 28 si ~wevil inca·p .aciuì laYomtivu compl~ta : cosi il rcmllruent1• profe!:!~lOI'Ml ll' <.'Oni:tponùeva P<~t· QUE'Sti mutllnti Hl 90 %• cou un aume11to d1•L 20 % in confrontQ dcl1ft oorie precedente. Tali ·risu ltM.i sono t.H.nto più lmJIOl'tanti, in qnaDto Il i5 % dei rnutllnti PI'.Ie\Sl 1n esame t•::~ercita.va 'Ure.st:ierl ~ntlnuali molto J!l'!flVQ.<Ii ed Il 4.J% em (·ustitnHo N:du::oivnm(•Jate da ln,·oratori dei t'Htnl)i. Con 1:1 )('g;:e del 2 ~;,-enl1Jli1> HllS anche i n~ In ti <ti gt1errn sono i'UI ti :anuue~si n lle SC'IIOl(! di •·iedm·a:r.ione. e Il lnro num~ro è andato giftg<hltillll.Einre itUIMnbiUd() fino n rngglungere il 51) % dei rioovernti. Su JfiO malati , usc.iU dalla scuola di l'l<>rdeaux. <li cui .J4 affètti clo tulw.-I'('OJo,;i polmonarc, 21 da tuber<·olosi ossea nrtic•nla re, 82 da <:'Si ti <1 i t.r·ltll:lllltzioue d t? l •·•·:•n io. n eia rc Uqu11 ti ili corllllDO?.inne cerehl-n le. :n <lSII .umlattro .001 tubo {lig-~rente e ~:uol ana1e;;.<U ~ 7 dfl nffeq,loni t:nrditlcbt>. L\. ha <:on;:t:M:ato f·he il 40 % di e<";.:i et'}1 in gmclo cbll('>;('l'Ciune il rue,..uere :vpprel'l() :•lln Sf:uol<l . il :l2 % stttendevn. a<l nltra o<:c up..'lzlmtt' Nl il :!.'< % ern im·Hp:H1' a. tJlln Lsinsi JH"'fcssione. F.si.-4(• J.>i"J'btnto llllH clift'ereJJ7..a ~:ensibile fra 1st <·npactt11 :11 lavoro <lt>i mntih'lti <' Ql•ella fl~i mHia ti d1 guerrn : mwotre per i .pri'!Ui l~ pNcen tmt le dt>i 11on J·iNlu~a bili è rJ?ottn it-f.\l>"'llll ~t i 20 o,{_,. <PE'l' i malati role stl .J.J % : l nmtilnti <'hl' lll>n h:mno potuto rlpl'('JHI<~t~ H mP:-tlt>re rost.ltllìi'!rono go lo 11 :1 ok. . hì1ll1ow l mnlnti rnppl'f'>'~n-
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IUI'ls'f.l m: LJ ,~ S'f.l ~ll' .l )lt:DJC.I l'f.\1.1.11\.1 t: :;Til.\Xll:R.I
tano i lllvet-e li :.!l)%; iuline li reudiuwntu weòi<> IH'<lfe:s.':-;v;u.de. (•Ile nei Juut.iL:tti è d'el 00 %- nei n:wlla;tl non supera il 15 %· I JllaLati di guerra .so~~ qu.ìu.di dal ]HllltO di vi:,1n t~lla JÌ!]Jl'esa del lavoro in t~.)l]dizio.ni net.tam~n te inferiori ai mUt ile~tislutive Pl'<lvvedano più raziona 1Jllf'llte nlla loro rlt>tluc:~zìout~ prc>f<•.<;:siouale e<l al >'ut·<.-e.«;oil·o CQIIO<':lUH.'ntn.
la.tl, ed è necessArio ebe nuove disposizioni
L'in;tue·u::a- della ulim entazio~oe n:strilli~;a <H guerra .sttl ·I IIOI' b•J di Ho.•ef/011' . (« Klini:;che lll<.>tliY.ÌlJÌ.S<:he \\'Mhen»CIH·ift ». n. 2t. 1!122).
C~;nstn.tANS:
L 'A., direttvre della Clinica medi<.-u tll Ro!;tol> , ha ('OllStntato durant·e l'ultimu guex·ra Ullo>l n.o tevole diminuzione dei casi di m ol'bo di Bo.~ow e di Il !tre Jllnbl ttie di Ol'lgine eud<X'r~na, quuli il tliaòete, la J.:Ott<J. lu <..~• lelitìa:-:i, l'obesitil, «·t·. ggJi attribu isce questst ùlminuita freque nru nlllt nutrir.i<>ue d efkwnte dumnre la gu erra, la qUJJie l.la c~tretto la IKJJOOL:tzìone a umt notevole iponutrizione (14Wll'UO <·alorie), d(lvuUJ. alla gr:mde liruit:~zloue di ogni sorta dl ~tlimeutl e l"()[H"<~· tutto <l~llu <'<ll' IH?, chi: (>ra <'OII!o:4,~ntita !;OLU!uto nl'lla l)llftlltità di 1W·20fl grmn.rui <1 11:1 settintnl.lll (• ~J)('S~' anch<' i11 rpt.lt•ntitil minot·<'. sk<:hè molti non fruiv:mo delltt r u zlone di' cm·11e <!be ogni 7 o 14 giorni. .Molti n Itri eli n il'i tec.lc;<(·h i hn 11110 , •.,,~_ft·touwt t o la ~~ ~·s..,::t u ...::;t~n·11zione. 11o11 >:olo: 111a hmmo :11nche til<'vHto d1e <:on ht pnt-•' e t'Oli il rltot·no de.! le oondizi(>nl del h\ n limcntnzioue ~~Ila norma le J3 f t~!l]uenZ~t di:' l 111orbo di B:1!';Niow f' dellf' a lrre affezioni endocrine è ridiscesa tnvss•>dtè a y_uellu prima della guerra. L'A., per rintet·pr~tnzlone di tale 1'eJ1omenu. ri(·himna le re<"euti Jùi-ercbe del UltUJl, le qt~11 i h:tuuo portato ~Jia coul'!usione che la ti r()ìtl c nel morl>o di Ba~low ha pet'<luw In CI1Jllteit.ì di fissare e qwutr·nlizzan• ì vele ni che le :nTÌ\"ilUO per la via del san· ;.;11e e cl1e provengono essenzialm<>.ntl.' dalle sosbm7R estrattive della carne: la ri(luzione della 1~r.loue alìnH.• nt·Ar(> in albumina e grassi esoercitt:"rt>bbe (Juindi una f>t\·orevole in flu~>n7.a snUn fl'l'<llH!llW e s ul cl t><'OJ'SO dell:1 mnlattia. ~l lllt'H. -
Nis•lilrlli di !)000 ttJIJII'udiN·c·lumìr·. ( " Ht·nns' Ht•itnt!!t' ziir ldìnì><ebE-n Chirur~;ie 1>. hd. 12G, n . 1, 1!)22).
Da una st:.1 tist i<:H di !l\HIO c·:tsi ùl -11 PlX'nd Ici te operati tu·lln Clil1j~1 dtiruq::k;t di Antbm-:::(), (!al I SH\i itl 1!):!1 , l"A. Ila rilev.tto una tlTIQ\"taUtit g-e.ruo:rale <lell'l.G %· <'he "~X>lle f(H'UW t•llJ tJ)Ii<:<tt.e «d a~<:t'S.""<> aulll1'ntn al 2.2 ~~" nelle ap,p endkiti Cl' J· ni<.•bt• c nello .... t;~~llo ~wuto Hl 2.9 o1,,. ,. n<'ull (>~<i ti i11 petitonite al 17.5 %· C{)n la sola cura jnterna kt morl.<l litìt ii t vece è del 6.7 %. L'll!PIX'lHiidtt> xi IÌII,Utlfcst'u in •)ll"inlO t<'lllj)O jl('l' lt\ ~liÌJ t ra l llllil:<'lici e l \"'Cllti :~tmi, e nel 60 %. c~iato nl guadro ctinit'Q dell 'a!Wr.io~ • .si t> .riscoutrnt.'l al ù1· volo OP\' I'ntorio la pn·serw..a tll os,lurl ltl' ll" pi<·cobt t ·;ll'itit. Jia«<·<>-"S<> :1Jllletldicitt<'o f. :-:1::1!'0 tl"ittOOt.O semPI"E' dall'A. C'Oil IO ~\'UOt:1We.llUJ e Sll ('''(\"'-'>iY!l nppeodioect.omi.n ; »>io in J)O<"bi int~rv('.Jlti l'di ~: è Jl.mitnto all'incL.o:;lone, proceden<lo lùl'ìrr:ign-zi<>IIe 11<·1 Ntvo ndtlolllìTlllle ~ l't~ventuale J')("!'Ìtoulte difl'usn Nn franca. I n !':\si •lì ~1J •· PP~cite cronicn e ,r('ddintnll" l'A. bn qtmsi ~mpre aCC'('rt.'lto il ~gno di KU11111WI. t":l •PPrf'S('IlU\to ò» \lll p un t() tlnlt>nte n eire· n ~ c·m. ~tto ~ a tl<•sl r:.1 clell'ornhf'lit1) .
Wou·: Ricerche .QJtllll f11/i('{l . -
(« At·c-hh· fik hy;;iene 11. Ed. !ll, Ilelf :l-~. l!l2"~J .
Nell' Istituto d'l~lenf' di .lena l'A.. ha e!;(•Jrnito imteres;;autl ric(•rc b e sull ':~ .tfn· ticamento !:'perÌlllt•nt>tnòo .su 8 ::;tudt•lltl uni\"ersit<ni , del quali aH~va in pi."E'Cede117..;1 tl~termlnato la st:1tura, il Ji(!l'ìtnetro toracteo. il 'JX'S<I del corpo, gli evf'utu:lli di · fett1 fisìcl, la dtwnhl dell'attintit muS<'olat·c• e <lei lavoro int:l?llettuale. dE'l »>ono, ecc. . Le esperif'll7.{' furono fatte al matti~1o. òalle 7 llllle !l, per CYibu-e l:t stanchezza giomali~nl. l"inlhle lw.a clt>l <'ibo e<l allcbe il ca lor e <'t'CC!;Sivo. ~«>tt" · ponendo 1 sog)!ctti Sllcce6."iva1neu1e a val'ie prove, {;ia fi siolof!i<:lt<' ool dl.n.aJwometr<>. <'(')ll'<'"W"ionwtro. cx1 ll"er~.;-og rafo. cou lo :;fi~lHmHt uonw t·o. N'l ·pm•umo)tl'ttfo. !;Ìfl P."Ì 11>lO!-•il-ltE' ("()i tlh·Nl'i m etodi per deteruliRlUW ts potcn7..a di pet-cezione t> della m.-· morin t' bt <'n•]1aciti• dl a ttemr.ione ~ di as:w<:inzione (lll'ttltto, <·ttB<·<>Ilmdone <lell ..
INtet·c. lethn·n eli !107.7.<•, mNr,. Jn cldl'>t~ld izi<•tH' . P<'<'.) . • Cvmpm'llndo 1 l'i~'>nH:lti ottPnuti in rnpJk>t'l tl <1 1 I'I.I J'i Ult>tOIIi prp:<~:elti. l'A . h:t N>nsh:Jt a t o <·h e lt:tllllll ~m Bill' i llhJl<H'Ianvt.a f'l''r la Mnndtit n l l:n·oro l ' N •t•r t·i7.iO P
233 l'abitudlue, nonchè l' indtnment.o e la ~tiJ.uolmr.ione; mn svpra tutto hanno una l.nfiuenza 1.'1 disposizione ~ndivl l1ttale e le condizi oni mctcn'Ologctle : inoltre ha osservSl to cl te a llu flue della ~<etti mnna 1a fn tl~t s i m n ui festa i n modo più
"1'leCk'l~
cv1dente.
L'A. ba rilevato infine (:he i metoùi lìslologi<:l oono poco aùatti alù1 ùeterruiu.azìone della stu nche-.tza, mentre quelli psicologi ci risponclOTIO a sS:li meg-lio, specie quello della corrt>zione de lle bO;r.z(> : 11\'!'<S HUH però di t.Jtlt>.~t.e prove è nncora car.~ace di claTCi !.n rui,c.111"a esattn <lell'aiiati<"amento. l..a fatica mrtscoln rr in raflJJ''~''" n/l e gltia nl!tJit• IHIHt' IIOli. crynology », vol. tl, 192'.:!)
li~RTllANX:
(•< Enclo-
r:A., in :;eguito a nume rose esperiet~7-e, ha putn to a<.wt·tilre elle la fatlcn determina nell'organl.'I!DO una -mnggior .produzione di epiuefl'ina , che vleue messa in circolo In discreta quantitit e JX't' un certo tempo dopo rat.th·Jtit m u&'Olare. Hn rilevato inoltre cbe Ut sommiuistmr.looc di ~1 Ie sostau;r.a od lntfh·idui affaticati proYOca una maggiore ::1 ttivltù mu~Nin re e la :>eoll'I~(I rsa d ci fenomeni de lht st>~nchez;r.a. 1 b;;c..~;IIT. -
J. e opcraziOtti per et'lt·i a Ì1t.fJ !Iiuale diretta in rappot·to aUe t'Ccidi-ve. ( « Snrgt>ry Gyne<'OI~· :lllcl Ohst<·tric~;: )>, 'l' . ~~- n. ·l, 1022) .
L'A. ha <'Onstatato una ~\"mnde ulcilitil cle lle n'Cidh·.e ne lle npPmzioni ('U e rJl.ia ingnl.nale diretta, dovuta all'inopp01tuna scelta de l JILetodo ed- a difetti mmtomtci òel tendine c-.mgiunto, che devono (•I"Sere 1·ilevati prima <lcl1'1ntervento, potend<> questo tendJne ancbe mancare, nel qual caso si ~>uò arrivn.re fino a l 50 % di recl<live. Tutti l metodi oJ)(!N!tori a<lott.'l ti non oono altro cb:e ruodJficaziou1 ai ooti pt"(){"'-qsi di Ba~ui e HHI.stefl: esseJT;r.inle è In rlmo;r.lone del ~eco e la chiusura dell'ane llo inguinale Interno, previe .~utura del ruu.<;<·olo obliquo lntemo e <'bel tendine congiun to con l'nr('llt:t dì Pnupart e ln t ra~po;;i:-:ionP- del cordone. Dopo aet me;;ai da ll'in.tet"VlP'nto rhln11·~iro l'A . l'it iene I'<I''Qrr.:parso ogni pericolo di recidive
LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA Nella ccrtez?.ll di fare cosa r.s.">a i gradita ai no:-.tri IE>ttot·i ini;r.iamo f)Ue.;t.o fa . ;oc·lrolo oon la Prcghiet·a. di Dobenlò d L 0J1briele d'Atmu.nzio, f ulgida f.re.UlliiJl del libr<> P e r l'lt'llia, degli ItaJirM~i., che <>s:llta In mi!<.<>l<me di sac t·iticio e d i (1ll'IUt del
medico in guerra.
Il P<>etil. ron nobile ~esto, h~t ofCerto questa preghie ra al O'>rpo ~<~ullta.rlo, e si- è degnato d1 ron('(>òere I'autorlz7~tzione df·llil pnbblienzionc ne l (firl!'nale eU m e-
dto l tl.(t milita 1-e.
A l IDC!>!'Inggio rli Gabriele> d'Anllllnzlo pel Ull(.'c:liCO ('llllnto in l!liCl"l':l, ('h() ll\'enJ· m<> 1'on<>re di pubbll<·:ne nE>l prr•<'1'd.l 'n tf> f::h"Ci(-olo, i 1 ::enN·a le m~lko t'n J'lQ hn ri ~'POsto <'01 ~gueute tel~rarumi! :
« Oo1nnnd<lt~te, i l t•i!tgnr::iameulo pet· i l .~u o lllf'·•-~nygio 1>1'01'11111 pr rio/ ouon~ r-ioo-
110U:ente di t utti i n~etlic-i elle sop m (;IJi$8f't·o
al/n (JII CI'I'fl· r·Tt e ha fntto grfluo~/e l' Ital-ia. eà io Ilo l'onore fil e>~.~e nu· l 'ìtrt r·n ;retl'. r.e pa.{liiiC 1ll'fWIP.~!tt• Jlf'l' ~'.4.llm d.'Or·o oh.r
c?r~.sacreni. nlla Mr.dn il 11fiii!JIIe rlrttf'J'O~n ri('i tto.<• lr•i 1 fllti'N>ln .f/lorio.~n f/•Jt fiP.ttin 111 im mm'lll/ilfi rfi rptl"i 1111117fo. F. o~:r.T"\ v.~LLE )) ,
t·:roi " ·' ''lll'i. .<1/Uf/f'/lrrrumo OOtt mnrlit'i
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Iniziamo il 7·• f'lc·n<·o òì i'Otto.'K't·~ttoti ron ~~ mQtnillca offf'rtJI fnttn ùnl Poet:1 •li L. 1000. Segnnli:nuo ancor·a un'obln'l.iOBe dl L. 200 <lf'lll<>tt. Gi.u~'(lpe De Horauts. l'he d~ ILa l<>nt:lnn Am<'t·ka non hn mal dimt>nticilto In madre pn trla. la SC'Ìffi/'.ll itM~lOi\ e l'esercito. :ti qunle un tl'tnpo 1111llfll'tenn(' ~~~t:w \Lil\clnll" m<'<llro. P-er l'Albo d'Oro dt•i UH~Ii<'i <·~•dul' i in ~lltr.m i? st:1to stl.tbllito che e-sso san\ Il•i V i.~> ·iIl -1 pn,rt i. :"t·ll;~ 1'• i!':ll':l DUO ffl('t'Qltc le IlOW biogm fiCht> (' ](' fotognt fie <l i tutti i med ici morti in (•)tnbattim("l)to. !'11<1 in t(•!Titorio nazionale. sia in prigionia dut~lnW In ;::"111lltlf' ,:ntol'l<l: il<'llil :."' s:nron no Mtn.P'''"'i :;!li 'M lpirnnti e gli studenti d·i mcdidua 111J(Wli ili <·omhal ti.mt•nto. ai quttl·i \'('1~11(' ~~mf<•ril~l ho lattrl'n ad lwnon·11•: nelln ':• r:n!J> "'li'flmto riuniti i uwd ic·i morti pt•r <·nn~• di ~So:•rvizlo: nelrultlma in· IÌD<' ~n·anno cl<'tll':llt> tult<• l<· <I<'<'Or!lzioni <'Qil('('>l"(' al ('ol.']lO >~~tnitaJ"io m.ilitJII"C dn · 'm n l~> 111 !!ll<'rrn.
V o riP: Gn lwi<'lf> <l'Annunzio T,. J .000: òol t. J)e Hora t.li;o fMi<'llingha.o>) L. 200: JH'Qf. J..utrnrio r.. :mo: dott. Vis«) L. i'>O: prof. Fnt'J)fltio c ooll{~hi L. 300; <lott.
'iO: dott. Pneitto r... 2:1: d<>lt. Piem1ttoni L. 50. dott. nu:ooe L. ~>(l: dott.. \'i t:l lini r,. 2a: dott. Y:tldJul L. 2-'>: dott. UrO<'f'hetti J,. 2.3: d<ltt. :'liidtt'l:ttt.i L. 11) : dott. :\let·ighl r... r.o. /.Qe n>in: dott. ì\lilmto T.~. 10: clott. De Bi:q:nris I,. 5; d<>tt. Hunlgrol"St L . 10: dott. Perna r,. 10: <1••1 t. Elrmf>ll<'nl r,. JO: dott. 'rllop,po r,. 10. f'n..•tdlrtmmrll''' k.: <lolt. ('njoz;r.o h 10: <lott. N:t\':tl'l'a L.;,: dott. ll\)nhllla J,. :. : <loH. 'Flmdnt'(> L. :i: dott. ~!l:ldn.T'O L. 'i: dott. N. N. T.~. 2: <lott. FontJ'Ina• L. 2: dott. f'an<lf'la L. 1: \lolt. (l<>rt:I L. f.i: fl0tt. Fnndnrò L. !i. ·'it?IIWiia: Jll:tj!j!. ~l lJi!:i JJ. 2011: (':1•)'. Hi:llWhl r•. li'.O: rnp. Reitani r,. ]:)(): C':t.p. D('('in n L. 1:i0: (•<\p. ('()Uflll()H(' r•. 1!'.0: ('ajl. TR('<'('~ r... 17..0: rep. Agnelli L. J!iO: t('n. Pap.'lle T,, 100: t<'n. T..ot·i:1 L. 100: ten. Pnrisi. J,. 100: tt>n. AlonZJ() L.100: t'C'n. f.i,..ta h ]00; tl>n. furm. Df' Vb'n('('I17.Ì T,. 11.>(); 1.1'11. Dc ViTW<'Tt:r.l T,. 100. T.'~tl'('IIIW: doti . Fratini L. 100: <lott. Pil'llZZJ()Ji r,. 2il: rlolt. CO!'tn L. 10: dotl. V('nhu· i L. 10 : <lott. ()rtllli r,. 20: <lott. 2\lllAAlrOIJ r,. 10: I]Ott. llnbini r.... 20: dott. Torliiui r,. !:i: dott. Thl\'i<l fJ. ]!'i: I]Olt . ('otti~moln r,. JO: <lott. Sa.porettl L. 10: Cm~lda J,~. ~(t/1,:
<lott·. DJ-:-q:oni L. ~~o: dolt. Wald im i.:::-hl f ,, 111: dol.t. Mornndi L. 20: <lott. MiJlS!llz:r.i L . 10 :. llott. :\la;!ri J,, Hl: dott. P.t•rt:l<'<'l lli T.~. 10: <lott. T~tl')!E'm L . Hl: dott. nosi L. Hl: 1l<llt. Tiri;!:! Ili i L. 10: ùott. ('T()ttl L . ii: flott. P:tlmiotto L. 10: (lott. Trio~i
L. 111: •lott. )'ln:t.mltl f,. 10: dott. ~nta~lini !Spillmhergo) J,. 2:1: dott. Ntlri~>lo (C~'I· d ('ma t· io (~\'Ì:t. .l) J,. 100; dott. A;!HI" h i'.O: <lott. Ro~i. (Ln:zoì f,. 2il; dott. Giugn.l L. 20: dott. :vrm·,.h ini (l-'orli) 1,. 10: dntt. Po~g-i rr•.nrma) L . 10 : tlott. P elJC'E'lli IGlUl· 1'-t:tllll) T,. fiO: <iott. ('<'n·i ( Pill('CD7.0Ì L . 10. l'rrmillr·: dott. T.II<'Nni T1. :!0: •lott. Dm::t.i L .20: cllltt. H ('~l!i:lni J ,. 10: dott. Di :\rn ,-.o L. 2il: dott. P~·J·iJJi (T,H)l':IIIO) L. 2:i; clott. ('rntt<•J• (.\!'>i:t;;-o) r,. 10: dott. Dal T~ll!"o L . 10: {]()tt. G('llf'rnli (Goll7.'l .f.!'ll) T:. :10. T'i11 N11;:a: llott. Fl•J·ml L. 20: 1lntt. DI' \!E'hl~ L. 10: dott. R 1•ttnnnl L. 10 ; òott. Zn11N1i r,. lfl: <lolt. :'> f!ll'<'hf'l'i J,.10: d ott. T..ol'i'l L . 2il : dott. Dorrl L. JO: dott. Fonlnt-ul h 10: <l<>tt . ('E>rrini L. 10: dott. Z:~n<'IH L. 10: clott. l"fv!·inf'tti T,. 10: dott. ) Jon~i L. 20: ,]ott. 01' Ami<'i!'> I:. ~.0: clotl'. ('OJ'>('llo (C*ncwnì L . !'iO: ùott. Ror~ttl
ICllin,:::::o l h 1!10 . .<:polf'lo: <l()tt. Hos«i L. 10: cl<>lt. Hon:~rott i r.. 10: dntt. X. N. J.. 10: dott. nottclli T,. Jll: dott. D<• P:wllol~ J,. 10: <lot·t. A lleg-r<'ttl L. 40. U1li"r': dot·t. C;-~lli:;!nr·i>: G. L. ilO: dott. O:tlliJ!:1ri" D . L . 10: <loti. Pitotti J,. 10: cl<>tt. J,os:('ìti J,. 10: dott. Cnri<'l'lli J,. 10: clott. Llll'.7~ltto J,. 'O: •loti. f'nion1 T,. JO. •'<flr()llll: tl()tl. ~tiOiliOllf' L . 20: cl1)lt. ,\ :o~lt•u~o f,. 2il : dott. F rf>('('(?f() L. 15: dott. ~. N. f,. lii: tl0lt. (;nn ~<:o f ,. 20: clotl'. Ft'll~ltlli T,, 1:i: dotL Ft•tmH?nlo L. 20: dott. c:nlti T,. 20: dott. Yn ntlllo h 20: clott. ~~a~nani L. 20: dott. <'••h'llnn1 L. 15: dott . .\ t'lliN~ L. 10: flott. 1'\ . N. L. 2il: dol't. Arhi•IIJ:!'O L. 10: dott. ~h-lro<'<'O f ,. 20: dott. Tnn<'lwt ti L\Iouz:• ) J,. :;o: dott. Co~rlitore L . l!'i: <lot t. r.rigbE>nti 1•. 20. :lquilonia: dott. Gitii'<IZY~I 10: dnU. <::t<•ln :i: tlott. Vitn](' L. 2: rlott.
r,.
O'Fln·;<·o L. 2: dott. ~C':tpiN·hio L. 1.
r,.
Tortona: dott. Soave L. 211; d~>t.t. :\'lario J,. 20; clott..\lrllni J,, 20: dott. Rnbll· joll L. 20; clott. Af.tO>:tn L. 20: dott. Resclù !.1. 20; dott. Lol1i L. JO: dott. Zuppa o i r•. 10. l'llirze: dott. Vidnl T,. 10; dott. DaU'ACQ11a L. 20: dott. Jl('(U.n1110 r,. 20. l.eocc : dott. Salvati L. ii: clott. Dell'Aq uilra L. ~.:dott. Di l\Inrto J,. 5: ùott. Pe.nlno [,. ;): <lott. Albani L. i:l; dott. E'o<:M L. o; dott. Min<>rva L. 5: dott. Solari L. 5: d.ott. Vewflrl'll L. 5: 1lott. Pow:uico L. :i: <lott. Guaruitore L. :.:dott. :\lauro L. ;i: d.ott. Garrivi h 5: dott. Pepe L. ro; dott.. Mnnfre<li J,. 5; dott. :Mo~nzi J,. 5, Ravt'll-1111: rlott. flottonì L. !'i(): <lott. Ulldinli h 30. .-.: . b'f' l'flùtando PU{!liC: d<lt1. Pinzmlst L. 50; dott. Lnbatll>s"!n ... J,. 10; dott. LoYC<·chio L. JO: dott.. Squi·C('inrini r•. 20: dott. Lacchitelli L. 10: d<>tt. Piaz7-0ht L.10: prof. Pellegrini T.1. 20. Orisla.no: dott. Cart..'l L ::!0 : dott. nonf>tti J,. lO: dott. Chf'<'chi r,. 10: <'lott. 'Innconi, L. 10: fll)tt. Ctl!'nlk'l I,. 10: clott. l~ll<'tt i L. 10: dolt. Florlo r,. tO: do1t. '!.azini L. lO; dott. Spinem L. 2:1; .pro f . .\Il 11\'rbi L. !:lO: <lott. Gr('('o L. 2f.O. floz:nlo: rlott Tìtglinnl r,. 10: c!ntt. 'l':lll(·ine r,. 10: dott. AnC'Iwra I~. 10. Foli.{IIIO: prof. Ago..,ti'nel'li L. 20: dott . .\lioni L. 2.1: dott. J,\1('\."ÌO!i f,. 2-'i: dntl. A!!ù"tiut>lll T,. 25: dott. Pairlo~reco T,. il: dott. Th' 1':11·1 L. 10: dott. ~i.mrn.<;.'l L. ~i . •.::. l?l' llltJ: <lott. f<'iliJ)J>ÌIL. 10: dott. P:1nizzi H. r,. 111: c1otr.. Paujz,zi F. L. 10: do1t. (;et·holini T.. 11): dort. Fena ri J,. lO: clt"tt. ('o,.-.tn r,. 1(): dott. Bella rin J,. l O: do1·t. {~{)hone h 1.0: dott. T~'lndnu J~. fi: d.o tt. Gil<'r>>i L. 10: du1t. ' l amiJ·aeci L. 2-i: <lott. nonont>ra r,. 10: dott. Roggio J,. 20. 1lott.. PN~lntt> L. 10: dot.t. Y!Ynldi T•. lO; ci()1 t. AnfoR«i r, . 10: dott. Filippi h 10: dott. ('hi!lPP<~ r,. 10: dott. Fnlc iolt1 l •. 10: dott. l'ghetto A. J. JO: dott. l'ghetto G . L. JO: do1t. '.rirlo r.. lO: dott. Pir<>ro J,. :J: dott. Ga rt>lli L . 5. f'•JI'I'(I''fl: flott. Orl-linì L. 20: dott. Ambrogl J,. 10: dott. Abertoli L. 10: dott. Fìmzi J,, 10: dott. 1\11<lN'i T.J. 10 ; clott. RttrOO!'<iUI L. 10: <lott. TA'Z7..Ì L. 10; dott. Di ~~>:no r,. 10: dott. i'erponl J.J. lft: dott. RO$>!'<i J, 10: J,orf'l17,inl L. 10: dott. M:w.?.it<>lli LL20: dott. Pt>llinl L. 10: llott. Giantfr:HlChi L. 20: dott. Dlofnlini f,. 20: dott. Serri 1.-. 10: dott. De Vendi<:tis T,. 211. VaZdfi(Jno: dott. Dal TA~o: dott. Caljnri: dot~. Avpini : dott. P<'rnij.'!'ot t i: dott. Gottm·do: dott. Pn r<'-""'o: T,. 120. r.a!lfi(INn11etlt>/kStiJI'if'rr• : clott. Ros."i L. 2-'i: dott. Ahlonl T.. :ill; clott. M:tl.m~si L. 10: dott. Hor!"Hini L. z:i. ('lliorn;ia: pi'Of. Finzi T,. J:\:i: clott. 7.<'11'11HI'O L. 100: dott. )ff'uC<'i L. 20: dott. DiAAettl' ] ,, 20: clott. ]1o>;M1<> lJ. 2.'5: (]ott. Vn.l'l!'<c•o L. 20: clott. Gioq::i l,. 2a: dott. T.(>~$('V ÌI"h T•. a: dott-. All!ll'Ni7.7.Ì T•. 20: <lott. i'('hi:IV11h1 r •. 40: clott. Rto('(':Hl'tl L . 100: clott. 'Dt> &i L. 11'i: òott. Gni~rioli r,. 20: clott. 'IOTIClini J,. 20. . nrt/ine dr.i 11!ll(Tici: 'Nn poli J,. 1000: PMto ) l:ml'izio T,. ?.iO: P:tvill L. 'iO: An•l· lino J,. ~.0: C>ll~!li'lll'l L. 1-10: C':ir;::f'tlti L. 1110: Jll"llnno (2" offerta) J ,, 150: Rc>;:r;::io \:t In hrkt T'· 2fl(). ..J.•.~or.i.azioni ,.,.,.;e : ..\~>o<·i~Jzion<' mNii<:i <'Ondotti (&!ntnario) L. 100: A~oo<·in · zlonp mNi<'l mnl'lnn mN·t>nntilt> L. 1000: A:::."'rlnziool' m«l.i('i \·omlotti Li\'OlìlO J,. 200: FE.'d<>t'llzio:11' r(';::lonnl(' 1'()!'l(': tnn m<>cli('i rondottl L. 1:"..'\!l,ill\. 'Jf(>di~i Jll'fJI'ÌIIrillli: clott. C:innpolmo L . 20: dott. Amoreftt.orno L. lO: clott. Con· !'(Ili L. 20: dott. ('orS<'Ili L. 2:i: clott. i'bris<'ifl L. !iO: do1t. ThHlnloni L. 10: dott. ~inllC(>ri J,. 100: nott. Pl1eritlf'lli J,, 2?1: dott. Pic'rottl L. J:l: dott. D'Euft-mi11 L. 10: ~le<llco pro,1mdnl(' cli ('omo L. 20: rlort Oamf:tli T.. 20: (lott. PnlnflJno T.. n: dott. Cnln nudn T,. :i: clott.. ()nt:w;::nr<> J,. il; dott. ~fn1·ro L. :i: clott. '!\Jnt'J•r:t L. Zi: <l<lf t . l'lerioi T.. 15. RPf!ir. ruir•rrMf•i: .lfe.q.oilla: prof. V!nl"i L. 100: m·of. Fi r·h em T,. 100: l't>ll<l P T..lilO: prof. <'l ncclo T,. :iO: prof. Ff'rrnro L. i\0: j)J'()f. F:n-nr(l L. fiO : prof. ('npfl('llnni L 100: prof. LombrO!"' T. :;o: pmf. Cnz7.nnlj.'!'n J,. riO: prof. i'cimt•ni J, . !ili: clo1t. ('an· 11:\tn L. i.O: <lott. Volpi•n o L. :iO: cl ..tlt. 1'J'n0i L. 100: clote. :\[ngtJns!ln L. 2.1: dott. Rir.zo r•. 2ii: rlott. i'irllCil.'l.'l lJ. 2.1: dott. ('intn TJ. 2.1: <lott. De.cotro r.. Z:l: clot t. R..'lllÌCli L.~:;; dott. Hnrba;:IL'l L. 2.i: rlott . Dt> Rf'll:l L. 25: dott. Ginnt:t L. 10: 1lot.t. r.rnn· f':l ti T,. 2.'i: rlpt.t. A rtom h ?.i: dott. R11 C'l'il in l'Oli T'· 2:i: dott. Di G n~ll<'hno L. 2.1. r·atq.nJa: L. tl·JO . • · Pi8a: ]ll'of. Rmn11i L. 1!1: prof. ('(';.nri~ Deuwl f,. 10: pT'()f. F <'fh'li T.. 10: Jll'llf. (i<)nE'lln. T,. 20: prof. Adnc<'O L. 10: 1wor. J)J. VN·f<'a Tt. 10: prof. Fc>n~uini J,. 10: t Jlt•of. Qneirolo L. !".0: prof. Tadd~i h 2-'i: prof. Jlo:::QIIini L. 10: Jll'Of. Pf'll izr.i L . lO: l•rM. F'f'rl'l\1 L. 10: p l'O f . !':aN>rcloti L. 10: prllf. nn leli L. 20.
b'irl'IIZf' : I>t'of. lhlllti L. 25: pro f. Borri L. ~::;; vrof. Chiarugl L. 2:1: pmf. ('omba L. :l."i: pt'Qf. Cot·onE>di r,. 2.): prof. De Lieto Vollnro L. 25: ·Prof. GnU~ L. ~ :. pro.f. Lustl~ L. 25: prof. l'l'llllr.W ri Il. 25; prof. Schupfer h 100; prof. Scl.avo
L. l 00: prof. 'l'.'liDZÌ L. 2:3. S'ic11o;: prof. PatE>lln L. 2.): prof. R~metll r,. 25: JW<>f. Bi<'"tt.i L. 25: prof. 'l.'itx>rti Tt. 10: ;prof. J~u'bn('(1 L. 10: prof. ~taderini L. 10; JAl"'f. Guoci L. JO: prof. RallJlon<li L. 20: JWOf. Cova I.~. 2fi: pmf. Dmnmre L. 10; 'l)J'Qf. ~~ L. 10; <lott. Nnnm·tti L. l O; rlott. Rolognt':-.i. r•. JO: ilott. Ft:rtnN:'in J,, lO; dott. P e.razzi J,, 10; ~ott. Forc·onl T.t. 10 : dott. D'A11tona L. 10; dott. FeòN'ÌCl L. 10: dott. Bendn.i {,. 10: dott. Homanl L. 10: <lott. V~•li L. lO: dott. D'Antonn T,, 10: dott. Seoosti.ant L. 10: •lott. BiaJl(:hioi r.~. 10; dot.t. Polln('('! J.;. 10: <lott. Rion<l! L. 10; doti'. Mnrtin'}tti J,. Hl; tlott. ~Iutl'-i I-'. 10: prof. Ottole~hl h lO: rn'Qf. Fragnito J,. 10. l~o ma : ·J,rof. C'i ri nrion<' ( 2• l)('f(~rta) Jj. 50; A!<Nil'lteuti H·. Clini c·a Oculi,.t ic.l l.. lil'i. Vo1·i<• : :Xo110li: dott. LafuH(li r.. 2ft: dott. Bl'i~ltla J,. 2.1: dott. 1\:L•uma L . 2.'>: flott. Polt'~ J,. 15: dott. ~ant<-lmo T•. lii: <lolt. Pirdnl11ni J,_ J!J: dott. Beueduce L. 15; <lott. )lhn-a,b elln L. J:i: tlott. llruzr..ese 1... 11\. ~ofania: •lott. Previl'era L. 20: clott. Vlnlon~ J,. 20: tlott. Motta L. 20; <lott. :'l!nn•·o L. 20: doti. VU('f':l t,. 1!'i: c'lntt. Adorno J,_ Jrl: dott. G1'11~!'1 T,. 15: tlott. <"'llm-
J,. 10. r;.;.,.ffP-1!/i: dott. Hon1ì;rlio L. 10: dott. TntU'llonn J.,. !l: dot.t. C<>mhlltt! T.. !'i: dott. non:giorno L . l'i: dott. Yadnlil r,_ !l: dott, C'arwa:rn L. fi. Rorigo: doli. Rlz7.o L. 10: flott. ~rti J ,. 10: ò<>tt. ~1tul.'lri f,. JO: dolt. 7-<>PJ)(>lli L. JO: <fott. O;t,pnt.i L . 10: <lott. Haroni L. lO: dott. Awzzù r,. 10: doti'. Veronl':>e L. 20: òott ~<'<'hleri L. 10: (Jott. C'!1ttnn! J,. 20: dott. Vnlli('('ll! T,. 20. B(tllu1lO: ùol t. Molini L. 2i'i: dott. R.'\tti L. 25: dott. Spnn1o L. 50: dott. Gar;.:i~Jlo h M: dott. ~pagno!() L. 10: doti'. Pon».ian L. 10: tlot.t. Grirolli L. 10 : dott. CQnti T,. 10: (lott.. llog-o J,. 10: dott. NiroJi;:: L. 10: tlQtt. Parilf'o T.... 10: òott. Dogllonl Tt. 10: clott. ìlf11rrhi I.... lO; dott. Fnnfnronl r,. 10: tlot.t. Thln~blallltE> L. lO: ttott. on. Relbttl 12• Offt>rtn) r,. !iO: clott Cri;:tinl L. 10: flott. FmnC"c>::Whlni Tt. ]0: (lntt . .\1accanti r... 20: <lott. Ri <·ct TJ. 25. Oorpo (i' .J \nnata tfi Ba.ri. ; (·ol. ~pina L . 127.40: rol. Di GiaMmo L. 131.90: tJ>n. rol. Annino L. lll,iiO: ten. ('01. Rizi L. 127.00: tf'n. rol. <'n~'>t.Pilll.llo r,. 120.7!'i: t..,.n. <:ol. De Giorgi r.,. 70: mugg. Rn:<ilt> L. 100: run~~- Rilnnrill Tt. DO: .mnJ!g. Rl"'tno Tt. US.OO: ma~. GnmerrutP!'! L. 107.10: mngg. D('l!li Atti T,. 100: mn~g. De Albent.ils Tt. 102,r,5: ltll'l~!!. Fc"lit"'ang.'('Ji L . l @.~0: magg-. (}!'<'<'<> T,. 103.25: ma~. Lo\·agllo T,, 10!).:10: oll1ll~~. ~li!l'-ZON'Oll(' L. !l2A0; 111!1l!f!. ~1i:Hlonnn L 106.fi0: llllll!$!'. Ott>d h !l!\.4•1: lllfl~. Pi tl'l•lli L. 101\.!'iO: ll1i: lm!. ~urdi L. 112,00: Cll]1. Rfll'Oil(' f ,, 00,10: (':l]l. HUC<'i L. 7S: f'I"J). C:lJ)JWlli h 7fl.70: <'11]1. C'a~<tl'llnno r •. ~1.70: <'llf>. C'aAAt<II€'-<IE' T-'. HlH; C:brp. CE>Illni L. 7!1.40: <'1tJ1. ('itl)'n'Ìn i T... ~4: Nlp. C'i·vil'n L. !1:!.00: C":t'fl. D'Am· ]}ro!:io T,. 7f:.40: <'flJ). D<> Cn m T-. 00.~0: <·n p. ])(,> ('P."il·N' L . i!UlO: rr~·P. T)(> Pn hn:1 h OO.iiO: <'1\P. D<> &•n1.o L . !12.!10: <'ap. Donnilro T,, RO.r"i: <:lJ). Gn~lrl'i L. !10.20 : <'llP. Gi!'<>ttn L. !)~.35: eflp. C::rifi T.. 7!UO: l'np. n -rilli L. !'2.:10: ('fi'Jl. (;llnil111Upi T, . 100: rnp. Lomburòi T,~. Ri.GO: Ntp. r..<lpriot'(' h ~1.70: NIJ1. MPl'lini T.. 70: <':lP.' ~lo!"Cbettn Tt. R!).!lO; ra,p. ~1'1·illi J,. ~l); (':lp. T'>'ldlli L. n2.20: mp. P t>f:('(> L. ~(l.rli'i: <'Af'. Pi('('()l! J,. i(ì.O:i: rnp. Polito L. lOV.•i: ('1\p. ì'al\'iui L. ~10.10: ro,p , ~lllt>tti T,. RO: <'Il]). Trerotoli T,. 1'.'-U).''l: r·ap. Volpinl T.. 7~UO: t<'ll . .-\IIO<'C'a J, 61'.90: h!>n. H.'\rn!lhsl L. 71 .2.5: tRn. Rt>lli!'<:-lrio L. RO: tt•n. C'nl'ltt>ll'llowtn L. 71.2.";: teJJ. f'ns.<;.qn.o J;. 7G: tt>n. ~J:-.o:.~ri Tt. fi!l.'iO: tc"n. ~:ltll'ÌJ!l() T,_ Gn.lO: tt>n. 7.anfa,::na L . 62.!~0: Mtt. Rln'l:>it>rSI T,. fi2.~'\: !<Ott. Onrbon:trn L. !H.r.O: !':i'ltt. C'ajmti T•. (\2.00: ~>ntt . lA? LI!'<> r,. :i9.20: <I'>Ott. }')(' P.enNI!rti~ Tt. 62.1t'l: Mf.t. Font:1 nn L (;2,90: ~ott. Cl i:nm:ll <'lllJl() L. !'rl .20: rott. :\fn. tf'l'l'l Tt. !19.!!0. ~ott. Pnol:lnttmio L. 611: ." 'ltt. Pn,·otli' L 71.2.'\:: ;;olt. Pt>tntz?.l r,. f\2 : »ntt. ~111-done L. l'oG,•IO: t.Ptl. mi. T r ulli T.. :-.o: nutj!'~. f'hlronf\ r,. :.0: tt>n. Fi~llit>tt! L. :\.~ : clott. Anloj!Tio)! T,, !lO: flntt .•\lt>:::i L. ?.,'\; òott. Amnro"<> Tt. 1!1: flott. Arr·hi!:l L. 21): I}Ott. Ari~ l!<) Tt. n: (]1\tt. At·n.tot·i TJ. 20: (Jott. Am::~dorl h !lO: flott. ì\1o!';<':ll'<li L. li\: 1lotl. Mal'f'<11'<' 11i J, 70: rlott.. Mstrtltli L. 20: rlott. Mnl!lioll L. lfi: •lolt. Mont<'l L. 10: •~ott. :\Jflior:lnQ L. 10: clott 'Mn!!nlnl r•. 25 : flott. :'llnttol! T•. 100: doli . ':'llon'•'f:t ni TJ. 2-i: tlotl . ~1f'lr·hioi'T'i T,. !".O; òott. )'fl)~hini T1. 10: (lott. :\1:a7.7~'\ T,, 10: clot l. :'ITM,..(rtl~im·nnni L. 1:0: rlo1t. :\l<>n~oni L . M: òott. )fontrrr. J, 20: c1ott. p;l!Wlla
237 .\J~riuelll L. 15;
dott. :l\1.urlno L . IJ: dott. MelchiQr.t'e J,. 10; dolt . .\li<-heli L. f.O:
dotr. M~tnc:ga L. 15: dot.t. l\ln!'<•lli L.J.j: dott. i\hu.:rini J,. 2V; d<1tl.. ìllin<<lt't>lli J,, :)(); dott. :\1i!':mglli L. ~; (\ott. :\londelli L. 15: dott. :\Jelo:;ci L . 20: <lnl t. .\1 a ior:mo
L. 2); dott. :\i..'llpell L 10: dott. M!JS(X>ginri r,. 20; dott. Moscati L . 15; dott. Morea. L . lO: dott. i\langiulli L. 20: ùot.t. )in.stJ'Ov!\ti L. fiO : dott. :\L'l n~Lll!:i L. 10: dntt. Misticoni l1. 15 : dott. Xawln('('i J,. 36; dott. N. N. 10: dott. l\ola T.~. 10; dott. :\:uuli T.~. 10; dott. ~nrpolwne J,. 10: dott. Ni<:olucci L. 10: òott. Nm·zia P. L. 10: dott. Nor:r.ia R. L. :!:"i: dott. Nlttl L. 10; dott. Niro L . 50; dott. Palombari r.~. ::.0: dott.. Positnno L . 50: dott. Paolucci L. 2:l; dott. Paa"lni J,. 2.'5; dott. Ponbnelli h l'lO: dott. Palu.mbi L. 1.5: dott. Paziell7-n L. 20: dott. Piazzo l la L . 10; dott. P<>lotti J.~. ~: dott. Grnti J,. 25; dott. Giroltl T,. 10; dott. Geronzi L. ~: flott . Garr•foli h 10: dott. Gentili r,. 25; dott. Garofoli r,. 10: dott. Gi<X!dll..ni v. JO: (lòtt. Guiòona T.~. !!0: dott.. Glnetti L. ~: dott. Ga<~'<[lel'ltlli J,. 1[1; dott. Gialllg-ualauo L. 10: dott. Giuvalc r,. 2.5 : rlott. Giancola h 20; dott. ~tile r,. 20 : dott. Gnt.t i L . 20: dott. Gra~iuro L. 20: dot t . Gazzi J,. 50; d.ott. Grimaldi I,. nO: dott. Ir.w T,. 2:1: àott. Iuppa ù. · 15: dott. J..'lcobt nl L. W: ( lott. I n nuarH l'· lllt): dott. l mpi{'Ci:l tor.> L. 1:.: dott. JJltl'()ua L. 10: dott. lnf:mwnlle T,. 20; dott. J,u<'l"iol'l T.-. 120: dott. T.lltt:mzi L . W; dott. Llbel'lltl r.~. 10; dott. LUC\'€?:ÌO L. 100; •lott. Lov('(·chio r,. 10: 1lott. Luzi I.~. 10: dott. T..aUllC'nti J,. 1.0: dott. T.Rp<u·.- r,. 20: 1lott. T.-.'llllt>tl i<·,l D . r,. la: <lott. TA!m~dica G. T•. 1 5 : rlott. J.nh1~di.C'n G. I,. J:i: dott. Lecci>'Otti L. Jn: <lott. T.uzi-P('Òeo T,. 10: dott. Lombi L. 20: ilolt. Luc~·iftrini L. :2:.: dott. T..'lm·ici'lli T,. 20: rlott. TJIN•ta ri<J L. ;)(): <lntt. IJOnH<m L. 20: dott. Laton-e L. :.o: dott. Lorll'iore L. :!O : dott. ,TA1Wr7.a L 10: dott. T..eon<>lli J,. l :i: dl)tt. :\Iont.(>;;J L. 2:3: òntt. M o~ rctt.i h 30: (\ott. ìlln<Wa l~·no r.~. 10: tlott. :\farc·hi!!inni L . :?!i: dott. Mn7/.r.JJ.te('('hia L. !?.'i: dott. 'M iencci T,. 20: dott.. ì\Iol't'Oill<' T'· :lO: dntt. De Pn~lis L. 2:"i : <lott.. D 'Onoft•io L. 20: <lott. D C' ~nnc·ti,q L. 1 O: do t t. n· A11(\eeo L. i',(): <lott. Dell' At'elpl~t<• L. lO: "'lott.. DP PrOSfl"l'O I,, 40: dott. Di P.<tN• T, lO: dot.t. DonataN'i L. :i: <l<ltt. IX> Luca L. ::;o: dott. D'An;:elo L. l:i: dott. D'Audr·ro L. Jn: dott. De Lll<'il L. 10: clott. Del Grero L. 15: (Jott. Df· Pompels T~. JO: òotL Dt> Mt>llicis T,. !lO: (lott. De R.ubf'il" h !..>0: clott. D<> C'l1irko L. 10: dott. D~ Tft'O L. 10: dott. De Nicolo L. lO: <lot.t. De Frnnrhi!'! h 10: dott. ~l R~ L. 20: d.o tt. T),.;> &lnc·ti~'> T,. :l: dott. De ~cio h 20: do t L D'Ono.frio L. 10: dott. D<> Yito T,. Hi: dntt. D'Ang~L'lntonio T,. 5: dott. De Tmmnnsi r,. f>O: dott. Di l\Iont<' J,. 20: clott. )')'Elia J,. 2.'1 ; dott.~ Pn1mn J,. 10: tlott.. Dt• Donntl1' L. 1:i: dott. l'X• C'R-'<111'<' T,. 20: dott. De Rl.-t!':l L. :::o: dott. De Ni<'olo L. 10: dott. D'Errhia L. :?."i: dott. EIPf:tntp 20: òott. Fa~i'll L. <.0: <lott. Fnbrlni r.~. :.o: dott. Fl'nttrnti {,, ilO: flott. l•'elidn ni L. 1ii: ilott. Furbrtl'.n T,. l;,: dott. F<1rtini L. 1O: <lo t t. : F1'1T:t ri L. ~: (!ott. FN•t~t T'· :lO: rlolt. FeiTilr'i T,. i'i; dott. G~nm:tno r,. ilO: 1lMt. C:n:tt•nieri J, :iO: dott. C:nllt>t'ani L. !'>ti : dott. GrlmaWi J,. 40; dott. (','lfl'uri r... 20: (]Ott. Ghl()trf L . 2-"i: dott. Giorl!'t'tti L . :.o: dott. C'n-rvnsio h 20: doft. GnrofHlo L . 20: dott. Giuliani L. 20: flott . _\rmi.-·r i T,. IO: (]Qtt. Abnt~> T,. 10 ; d<tt.t. A~::ru:<ti r,. 10 : dntt. ,\nnun;,iflt<l J, 10: dott. Thlr<>hif'Si L . !30: <1oft. Rel:~mtl L. 2-0: tlott. Bl'O<'<.'h~tti L. 10: dott. Thl<'dwrnni L . 20: dott. Bimll T,. 25: dott. :RHC<'l L . !'iO: dott. Ron> h l!i: dott. Tionn uui L . ~: (lott. Riondi L . 40: <lott. Rlasi T,. iiQ: dott. Ro1·~la L. 20: dott. 'Roccnòamo L. 25: tlott. &:>lllll'/li L. 20: dott. Rzy.-~;r.onl L . ~): dott. Ro1·~o~nati L . 15: dott. 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Il. Congresso internazionale di medicina e farmacia militare ll (}io·m al.e th m e<lioina m-i/.itcwe, elle è St~lto designato Ol'g;lillQ u(ficiale del Cougl:'e'SSO, !.nlziel"lì col pt·ossimo fascicolo la pubblicaziQne delle reln;r,ioni uftil'inli, che SOllQ glù tutte pen·enute alla Segt-ete.ria del Comitato. HiJlOrtiaulo l temi c he sa wnno discu:;:,>i, col uowe ù~i l'ehttori:
1. - S•;rcl·lZlO oi SUO.\tBr.rco. 1. l'l'itlldJJi !JI'II<·rali. !!Ili .~en: izio (/·i sgombl'·ro presso gli JiJBt!t'Cili. in C<HnJJU·f/11(1. 2. Or!lani:::~oziouc: lietJli ~!JOIItiJeri. /.emm(/o corLto àelle esiyun;;e irrtdu ci biti t/C Il P ucccssil à f.crape~ttich c. 3. 1l<i (tt 1a m eu t o d el/ n t e ra.ww tìco m.cd;ioo, 1; cii il'llt'fJÌC:<t alle lli,;,•rse con d iziotJ i t'i.<ultrmli (/alla tlcc·essità cl.i tJrocedet·e ctUo sgom!Jem. ITALIA: ~!lem le medico SANTt::C<:t t•rof. Stefano; DJ:Jggiore medico
Df> Bt:rc:-~;~not~Js ùotL Virglnio. FH.I!'(CJA: :\Iedici J•rinc1pali prof.
UZAC,
DoP'nm,
Ut·c tll:l'.
Il. - Ootla iJot·azwne d~lle antrn·ifti. vidli e militari c"'"('<'tt;tlfi. ;.., ·materia di itJiCtW, d.i educa.ziou.e Jisioa e rH profilassi. (statistica, rl em.oura[u:a clel/e malattie .sooiaH; tu bercoloM: m.r1 In t ti~ t'Pttr-mc e ui()()l iMIIt>: lo rr lt·~iN1 ir/w; 1'icerca rlei 8i11~ lom.i i1ì.izia.lt; azione proftla.ttwa. t;onoertata; r:aN·iun:iolliJ !TAI.l.l: .llittislero ,della !Juen·a. : Ten. ('OlOnnello medko GnrxoNt Pl'Of. Glovmmi, mn~:gion• lll('(lieo Dt: Hf:1!.\RDINI S dott. T,uigi: M i11i.~t1•ro (!ell'ltl t&nta : !LVE:"'TO 1irof. A re: t ngc lò. 1X(;lllLTt:llll.l : l 'oloonello uwdico D. liAnwn. ,Jmtggioro medico A. D .1w><o:'\. Ul. -
!Sludio orilico Ilei. 7WOCC118i di uisinfe:io11e e !lisinfesl« .: ·i onc in t empo t/i
''"tr· a 1n t.cmrto eli guerra: l'l'AI.:U : •.ren. colonnelli medici RlZZUTJ dott. Giu~p~. )l\RTOGLIO dott. Ff'l'dlnaooo; SPAG~o: Ten. colonJ:J:ello me<liC'O POTot·s prof. Josè: Snzzr.nA: '11('n. colonnello farotacist:a Tl!O)tA:'IN .
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l V. 1'rattamet11o delle te,·ile to,·ac0·1!Uimonari e dei loro Cliiti. I-r.n.JA: '.rellenti rolonneUi medici C:~~IA pro1'. Filivpo, Rtcct 1wof. Scmtino; ,Jvc.ost .II'IA: Colunncllo mediro 1 >JOunon:vJC dotl. lC'b(•d .
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, .. - l laboratori <li clt im ic; IL pre~so l e armate. l.A)ro scopo, loro metod i. l T ALLI : 'l.'en. C'Olonnello dtimlco-farmadsta PA(.StF.I.I.O dott. .\lfredo: ma;::t!'iore dlimicofai1IlUIC'ist.'l c.~PPF:LLI doti'. Glu~p])t': ('ZI':CO-SLOI'.IC'CDI.I: ('apit<IUO (')limiro-f;ll'Kll<l l'ista SllOllARDA dott Bobumll.
l! numet'O delle :ttlt'.-;ioni tlnoru perve~.;.ute ul Comituw (t"'-«icm·ll l~ ~-it~ >«:ita dtel Con~rcs.90 è ~iltn inoltt·f• commtiC·il b1 uffì<:illlnt·~ntC' u1 Jlillt:tR'ci~t~one dt>l <:lnppone, del Vt-nezue l.a e delL'l R~pubblica Argentini\ . .Fra i festeg;::ia menti S1('gnnliamo uua vi,:ita al l!'oro Rom::tno ed itl l'al:llino. "Otto ln guid.n <J(•Jl'illu;;tre prof. Sf'll . CH:womo BoKr. clit·t~ t.t<ll't> d e;::li .-<('HI'i. Nello 8tf'R<;o J!Ì(IJ·no delhl .:::iUt acl .\m.io i (·<>11;!1'\"l'>.«i;.ti Yi :-:i!t•1·:tnuo il l':wnt•>rio •li .\ ric·(·ia l'~<' l' gr•Ht ile C'()nC'Q:;:sioue •li (Jilèll<~ Dln>zione
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P ARTE UFFICIALE A.)
GJOR.\"ALE MILITARE UFFICIAI~E. l·:~trallo dalle dis}J~IISe n. 14·17 d~l192S
]J CHcoot.llct: ·u. 1-H del liJ tllll1'7A>
1923 - Cun; brtlneo-tcrmal-i. Col 1n·os:,~iLlJO l<• giUh'110 si lnlzierauno le <.'ltlX' negli stabilimenti. balneo-termali mi!it{tri di Ac<Iui e di T~·hin. OYe ~i «>ll'ettnentnno dci turni d{'Ua durata d'i lii giorni (:ia·!!Nmo. 'l'a li tut·Ili ><.1r~Hmo 7 r~r lo sta bili!mento di Acqu'l, che funzioner-l per soli ulliciali. ed. S per ultì<>ùlli c tmppa PQr lo st.nbilimento <li l S<'hia, ove 1\<i fnrauno n1t1uitX' tutti i militnri di tt'lll>j)ll. che an·anno bisogno di cure ba.Jneotermn Il. l'<'t' l':tnml;,.;;:icmf• ali(' dette <·n re nnnmto la pre<.~den7..a i militari affetti d:a esiti di fet·ite di guerra: qniu<J,i quelli a ll'(>tti. òn forme morbose, rk'()uosciute dlpeo . <~ut! da cutt ~ <Il :-;en·izio. ('(In rf'l!<•lnn• ·l>r(\ws;:o Yf'rbllle del consiglio <l'Uillilliui-
strnzloH<' <lel C't)l'(lO. &>lo <'()mpntlhiiWJCn t c con la diS!xmibllitit d~ì pof<ti verranno >tulnt(•s,;ì i .mil i uni a !Ietti (1u (>j';itl di lc.<;>ioni o infN1niuì cl~ non siano state legnlm(>nl:<· rlcono!"(:iutf' dipc>ndl.'ntl (la <~tUSI:'l (Ji S(>nizlo. Non ~raru1o annue~ nei due ;;t.abl'limenti di A<'f(ni (' di I.sclda, in,·a lidi di guerr.1, In O'lt-i il1<sisten?'~l è devoluw f'sf'lnsiv1!meute nll'Oil('t'a II:I7.iOtli.1 h' . 1-{e.zuono le nomte J.Cr la compilazìont> (!!•Il" p roposte modello -15$ e per, la loro l rnsmi-<•SiOnf' e le di;,rpo~izioni umnùuistmtivt'. . Per csS('r(' nmmiC'!4~ al11 eum o<'CoJ·t·e 11'1111 vil"'tn di ue<.-ertamento. Queste vi· site ve!Tanno eff(•ttunte dnl 1° al M :nn·ile cù1 apposite commis..<~ioni medlcbe cllf'. !c'i reclwmnno JWN•so i >:t ti o»pNlali milit:wi nei ,~riorni fissati. 7'rasoot·81, i termit~i. ,n·e.çta/lilili 11011 opra1wo triti luogo 'L'Ì.<~"il.e per r,1mm-is8ione a out·e balneo-term.aU. T utte le pr(\po~te don·anno JX'I"''(>nirf' nl ::lli-n i ;;tf'ro della gueiTn non oltre il 10 tn>J,tr,~rio ,p . v. Il Minist(>ro ~~s~nNil i turni dl (•Ul-a. f'h.c 11011 110t1·a•~tto per almm. motivo es.~ere f'(l1llbiati. ~ono <'l'lent i dal 'flHI!SmE"'•-to della retta solntn('nte coloro il cui rlco''ero :t\"Yf'nj!:t Jl(>l' f\> r it(' o !Ndoni riporl'!;ltf' in ~ueT'I'Il o in ::oervlzl d'ordine pubblico
2l C'lncounl: u. l~S del 25 ~r}nn io 192H. -
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R. Decreto ,.._ 262. 1'ipua,rdante il
111/mrr(J r/.C'f!/i Ù18P!lltflllfi titOl(ll'j. di ]o (' r/i ~ fli'OdO Ila l!liÌbÌ1'SÌ (1(/ a1f'une .~('1/()/(1111/i/flri. ilrt. 1. ·- f,o ~ll!'<'"lllo !'h <• fa &' J::lllto nll':trt. 2 (] ('.1 R. decreto 23 runr7A> 1922. 11. -117, ver la S1·uo la <ti !>ani ti• militai'(>. 'i<'Jle m<Xlifi<'ato <.>ome app1-e-.q;;;o: iL~ Jn1auti titol!lti di 1~ .L:Tndo: n. 7: illl"t')!tlitnt! t itoùll'i dl 2<' AT:tdo: n. S . .4t·t. 2. - Le dil"!~•><iz i (mi df'l Jll'<':<('ntr df'Cr<'to hnnno \'!)!ore JlPI' la ~cnoltl l'li "anilit milit~ll'\' 11:11 J o 111,\dio l!l22 .
AVVERTENZA. TJ (;iontl/lt• <li mrr/ì('il'la. mililorr ,·iene ~peòito puntualmente e t-cg<>lann~nte. in ntotl<• (la e><~l'<' t'<·ea.pit.'lto nl 1o d 'ogni 111<'-W, anche ngli nbbonnti delle più IonI a Il(· Co l on ie. f/Anllltilljl't •·azio1w !'<i tro,·n ncll':t!'>solubl im possibilità <l i spedire duplicati d ei f'l>'<"imli. P><>OL"ndo In 1ir:ttnm clPI (Wrioòieo limi blU\ E:trettnmentc al nu·n~ro degli nhbon:1ti: f' d•\ 1'>~'1' imprP"'<'inrlibili .-si:;:en'l'..e t·il;anzinrie. poicllè il C'OSto di ogni f:l~:i<~ìl<> , JWT ~oh• ~<()('!-!(• eli stnHlJ>:'I. i• tli L. 2.0.0. L'Anl:.mìni!"tr:tzi(IJ1(' i> qnillfli :::phH'('IJt<· <li n0n P<>lf'rt• ;lcl<'rlt-e allf' t'll.'hit>ste dei :::i~nori '!1 hhona li JH' I' f:H'<'it'Oli arr<'tl':.1 ti. ========~~~~==========~===-~--------~--
Direttore: ARTURO CASARINl, tf'nento colonnello m E-dico.
(jt6j)- Roma.
t922 -23- Stabilimento Poligr:tfico per l'ammini ~tr~t7.ione della Gue rra
• Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare
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La lotta antitubercolare nell'Esercito. - Un volume di pag. 96 con 8 tavòle . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . .
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Ammi nistrazione: Palazzo del Ministero della Guerra. Via XX Settemb re - Roma
CON DIZIONI DI ABBONAMENTO . 1. il Giontal e ·dì medìcitta milif.(lr e si pubblica il primo giorno di ciascun m~. in fascicoli di tre fogli di stampa. 2. L'abbouament'l> è annuo e decone òal x• geonai? 3· Il prezzo d.ell'abbonameuto è : Per l'Italia e Colonie . . L. 24,Per l'Es~ero 86,-
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4· Per gli Ufficiali medici e chimici farmacisti del R. Esercito (in servl%10 attivo, in· posizione au siliaria, di complemento , della riserva oo a riposo) iJ prezzo dell'abbonamento è ridotto a L. xz, anticipate. 5· L 'abbonamento non disdetto prima del dkembre s 'intende rjunovato per l 'anno successivo. 6. I signori :1b'i>onati militari in e ffettività di s-ervizio pagheranno l'importo dell'abbonamento per mezzo dci rispetth·i comandi di corpo e d irezioni. 7- J>er i soli ufficiali medici (dell 'Esercito e della Marina),, in qualunque posizione si trovino, è ammesso .tn ABBONAMENTO CUi\1ULATIVO al Gìontale di med.ic(na tnllllar e · ed agli Annali di medtci1tll n11-vale c coloniale al prezzo di I.. 27 annue. Per ottenere tale facilitazione cumu lativa gli abbonati militari dovranno far pervenire l'intero importo all'Amministr azione del period ico del proprio corpo. 8. Ai librai si f a lo sconto del ro t>er cento, ma soltanto' pe,r gli abbonamenti delle petsone e desti ent i non mili~ari, ch e non po~:;ono fmire della facilitazione di cui ai numeri 4, 6 e 7· •
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Gli estratti miuo.-1 di un f oglio si cot~tatiO come f oglio lt~lno per le ordinazioni di eslt·alfi o m etto. Pe1 quelli che $11{1C1<mo m• fo~:lio. Il' frazioni tn pitì. . elle llOII superan o i l m-ezzo joglto, si co11tat~o come 111efà. p~orclll (>c J<) l'<> rditlaziotle ·IJOtt sia tttfcriore a so copie . 100
6. I mano~critti non ~ i restituiscono. (5106)
- Roma. 1922·!3- Stabll!monto Polllfl'&60<'l per l'Ammt nletr&zlone della Guerra
~I(J Pubblicazione men•ile
f
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (Direzionè c~ntrale del servizio sanitario militare) Giornale di medicina militare: t85t-t884 Giornalt! medico del Regio Esercito e della Regia Marina : x88s-x8gs (~· - .l Giornale medico del Regio E!<ercito: I8Q6-IQ07
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t
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ANNO LXXI - 1923
1_Giugno-Luglio
Fase. VI- VII
SOM.MARIO
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R.ELAZIO.NI UFFICIALI.
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TE MA. Santucct. _: l. Orga.uiz7..azione dl•l servizio sanitario in guerra.. - 2. Sgombero dei fe riti in guerra. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 241 De Bernardlnls. - 3. Sgombero dei malut.i in guerra. . . . . . . . . . • 267 Uzac. - Considerszimù generali sullo sgombero dei feriti iu guerra . . • 278 D"''!et. - Organizzazione degb sgomberi, tenuto conto dello esigenze trriducibi li delle nocessi tà ter.apeuticho . . . . . . . . . . . . . . 297 Dopter. - Sgombero dei malati e dei colpiti da gas: adattamento della terapeutica medica alle div~rse condizioni risultanti dalla necessità di procedere agli sgomberi. . . . . . . . . . . . . . . . _ . • 325
•
(~
2• liGUina)
Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
ROMA
Direzione ed amministrazione ROMA -
Per lr 1 t lnQ· mi/t 118 rrztonl di pubblicità r ivolgersi DIRETTAMENTE all' Amminlstrazlon~ d~l O/ornai~ di mrdttore - Palazzo del Ministero d~lla Ouerr a - Via XX S~ttembr~ - Roma.
Per le nuove norme circa le pubblicazioni del lavori vedi copertina (._ pagina).
.l
Il TE M A.
Grlxonl, De Berardlnls 1• llvento. -
Collaboraz.iono delle a u torità civil i
c mil itari compete nti iin mntflria d'igie n(', di educazione fisica. e eli profilassi ; s tati,;t.ica d e mogr·afì<:l"\ de lltl mu lattie sociali : t.uber colosi, malatt ie ve nerN,, a lcoolismo, tat·~, psichiche , r i<:Prca. d ei sintomi Pag. 338 iniziali; azio r10 pt·ofìlatt,ica conc~rtata, vaccinazioni . . . •. . . . Dawson. - No w sulln profilassi e cura d elle nmlattiP wnNct· . . . . » 360 \j Harwey. - Insegnamenti circa le vaccinazioni profìlnttiche in guerra 370 Jacobs. - La t.ui:Jercolosi come proble ma di guerra . . . . . . . . . » 376 Balnbridge. - L'influe nza de lla. guerra rnoncliale sulla t.u!J<>rcolosi chirurgi ca . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..... ~ 378 Sheehan. - Le psicosi nei rnilita.r·i . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 381 jones. - L'e 3pc•rie rwA ddi'At·mat.a negli Stati Uni ti sulla. prevenzione "' controllo <Ielle malattie veneree duran tE> e dopo la gttetra monIl 384 . é!ialt• . . . . . . · · · · · · · · · · · · · · Coy. - L' utilit.à c!oi sieri e d ei vaccini Ìll guerra . • 386
lfECRQLOGIO. . . . . . . . . . . . . . . . .
Il
387
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI,
Il
388
•
41. CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEOICINA E FAR~IACIA MILI'rARE SOTTO L•ALTO PATRONATO DJ S. M. IL RE.
ROMA - MAGGIO 1923
RELAZIONI UFFICIALI if.:·- ~ ~
l. TEMA.
ITALIA t "' Organizzazione del servizio sanitario in guerra
Il. ·• Sgombero dei feriti in guerra. JO PRINCIPI Gt::NI~RALI Dl!:t:LI SI:O)IBJ-:RI "OJ::(:t.,l ESI-:Ili"ITI JN CA~lPAVNA.
:!O 01WA~J7.ZAZIO:s't::
D.il:<; LI
S00)lBERT Dt:;l
FI;;RJTI,
Tt:;NUTO
C:ONTO DELLE
ESl •
t:t::sz~: IRRIDUCIBILI ·DELI.I>: .l'n;ci::S:-;lT,\ ' TJ..:RAJ>E UTIOHE .
Jo .-\DA'M.'.UU:~TO Dt::L1,.A
'l'I•:RAPEUT l t'A
CII I R lJ itO i t'A
ALL~: DlV~:Rsg COl\DlZ!ONl
RISULTANTI DAT, T.E NEUO:S S ITÀ DI l'HOCBDinU: AGLI SCO.\!B l·:R1
~··
il prnf. Stefano Santucci, g•·rw 1·uln nwdico.
. L'ultima gl'ande gueha, unica nella storia dt'll'Umanità per i mezai unpiegati, pet· la intem~itt\ dell'immane conflitto, per le in numerevoli !Jet·dite, pc1· le g;nt rissime cousegnenze ruontli c li uauziarie, è sta.ta uno .dci più grandi amm<Wstramenti pet· tutte h• Nnzi0ni e p er tutti gli E!>erciti. · E noi. medici militati delle ùivcrl;e Nazioni che abbiamo il gnwc e difficile còmpito di riparare ;lllc innume1·eyoli ed inevibtbili lcsiolii ed infermitù derivanti dalla guerra, e che siamo stati in continuo con wtto cou le truppe opcmnti, possiamo (:On orgoglio di classe affei·nHll'C che tutti i medici delle Nazioni hcllig<•ranti non Rolo fecero prodigi di ,·nlore, ma destarono l'nmmira:done di tntbt l'"Gmanit:\ per il loro meraviglioso sentimento, di a.b negazioue, di altruismo, di pietà, nella ten~lce crl aRpra lotta da loro compiuta per COltSCrvare la parte più forte, J\)_t) genero~a, più gagliarda delle popola:.~ioni. che presero parte al con1~ - Oiomat• di m~tlitinn mi/1/flrt!.- Fa~.
Vl-VTT.
242
Ui tto. IJolJIJia uw però :tnehc rk unos!.:cte cl H·, sowa t11 tto all'inizio ùdla guerra, qualche volta i n ostri sacrifici non furono coronati da. successo, v•·rehè >i ct·:1n o state parecchie lacu ne n€'lla p1·evarazione. E ciò risulta au~.:hc dall'esame delle relazioni pubblicate al rigunt·d~t nell e ùinJrsc Nazioni belligeranti. Ora, facendo tesoro della. csperien~t.:~ che viene dalle ripetute os.ser· va?.iòui fatl(; tlutante i lung-hi nnni di guerrA, io c r edo si possano fìssa1·e i seguenti principi fondamentali: · 1° Un buon servizio sanitario in guerra non si improvvisa, ma è frutto di luuga, n~siuua. intt"lligPnt(• IH'I'pHrazione fatta in tempo di
pace;
'
2<' Il servizio sanitario diligentemente preparato, opportunamente organi?.wto c ben funzionante in gtH•na, è indiscutibilmeHte alto fattoredi vittoria.; 3° L'impor·tan?.a •lei scrdzio ~·miturio in oO'tlérra è O"<YÌ di oO'l'::lll 00 .lunga aumentata, per l'alto ralot·c l'h<' ai n<Jstl'i tempi Ila acquistato il
f;tttorc uomo; 4° La pt·epal':1Y.ioue del !>t·n·i;-.io ~auita.rio non rigu~n·da soltanto i1 ttt<t sop1·atntto il p<'l'~ona le di1·ettin) t•d ('l'('(:l l(i\'0. E le lat'Ull<' ,. le itt<:l' l't(·7.7.<.', cht· ~i tuanil'c•sl·u·.. no all'i11izio ùt'lla guerra nella organina?.ionc del scn·ir.io san itario di tutti gli Esercitit io ritengo ~iano dipt>,.,c ùal f;ltt.o (·Ile in tutte le Nazioni non e ra stata ro;ti dnta, in tempo di pace, al scrrizio :-;anitario militare eù alla sua prept~razionc. tntt;t l ' iwpm'lnn?.a. ehe tn<'tita, e ciò percbè vi era sempt·e ~t a t;t un n tencl('l l?.a :t d o<:cuparsi a l•t·<:valenY.<I· di ciò che riguarda OJI<.'· t·ar.i.oni IH·IIidtt·, anziellè dci scr\'ir.i log-i~ti<:i cl•e sono som mamente imJIOl'l:tnti, perc·hè sono fossi che pt·Pparano tutto il f;tl1hi~ogno e che prO\·· recloliO aJ l'CJ!Oial'C S\'Oigillll'Ult) ÙelJe O)lCl':t?.iOllÌ di ~lll'l'l'll. l'er f!Ua-uto, poi, riguanla la prepara1.ione del personale teo1Ìir.o di,·r!'iro. f.. asstm10 il JWII~:.we che un sauitnrio per alti'!ìsima competenza rl.(• ;lhltÌ<l, ]Wl' qnanto clisponga di cnerght e di buonn volontà,, possa assumere la direzione sanitaria di una gl'an(lc nnit:'L tattica. in guerra.. :senza (·oun~ccrc alla perfc?.ione_ non solo tutta la funzione logistica ~:<:t· nit<t~·i;t nJilitat'\! in ~ue na , ma anche quelht <.li tutti gli altri :-;ervizi loJ:d:;tici cc•n i ()nali si hanno sl'mpre contatti di servizio. I,., impcl'fetta. conoscenza del servizio sanitario in gu<'rra, c ùei rap porti c'<•gli altl'i ~>ervizi , non solo influisce sfa.vorevolmP.nie snllo svolg•~r~i reg-ohre ch•llc azioni, ma, è causa di sperpero di nw7.7.L Nè bnsh soltanto pcnsal'e nlln. preparazione tecni"n Ù('llc.' alte c·a · rif'he direttive del servizio sanitario in gnerrn.; ma è di somma impor· bm?.a pr(•orcUJlllrsi della composizione omogeuea delle unità. snnitarie di guerra. Questo minuzio:-;o, delicato lavoro implica fare dapprima. il C<1lcolodi tnttfJ le diverl'c uniU.\ snnitarie ncc·es!>arie per l:t J!Uerra-, dhrise pct• specinlHi't, e poi seguire il g-ettito annua.le dei medici di tutte le Uni· versitù, le even tm1li perdite, la idonei t:ì. fisica dei giovani ln.nreati, lepo~;sihi li e~enzion i. i l c'ono~<'<' re }(' ~peci a li h\ cn•ntnal mente coltivate da llJt~r<.·t·iale nt ~dko ~ ehit·t tq.dco,
tutti i llletUci, ~cguirne l'el~L c tener conto eli tautc alter• cond i:t.i oni che l'ènllono pr;:-;:-:ibile una huona comp,osir.ione delle nnmcro;;e nnit;). rla costituire. Questo ];\1'(11'0 pa:t.ientt! t' c·oJnplc•sso, rlcn: c:-:sr•J·c· ('nntiunn, perc llè tutte le éWL'Cllllttte condizioni camubmo anno per anno c non JH•ssouo e:-:scrP. mai tr·al:'curnh~, se s~ \' UOl essc1·e pronti per fJU<tlsia>< i ('\'('nien:t.a . 1; per una. peefe !tn funl',ione dP1 sr•t·vir.io snnitario in glH'J'J'a . non basta, una diligente prepa razione del JU' J'.c;onalc trcuico dirf'fti rn c ddle nni/ 1i .~anitarie di. (1111' 1'1'0: ma oc;'col'l'e nnehe una t·o:-:l;l ntP e :-;c·J'llpolo><;l JH'eparazione del pr1-.~0'1Wl c c.~er·1tf i t: n.
TAl t1·uppa. di satliU\. non si impl'OYviRa: unrl1c qu<>sto personale t1erc c•sser e prr•tnu·ato mr>1·alnwnte ed intcll<>ttHalmcnte a lln tl iffìc· i l<' e •lE'l irata rlli><sioHc c·h<' gli i'o nfliclnln. . E:-:so (]p,·e ave1·e una lunga pl'f•p;trn zionc tl><:nica e uwrale t·ltc ~ in thtl t<'Uif\0 di JHl C'C si rinno,·i JH'l' o~ni da:-:Rc che viene sotto le at·m i, pct·iodi eamentc• ctl ussiclt J<1HJ<' tl tC• . Scn:t.a questo dillgente lavorìo non ù a.ssolntarucut(• pOs!libile c he qm•sto pcr!;onn!c conisponda nei supt·<•mi monH'Ilt i. Nel Congresso iutcrnazioualc rli ruerlir.:ina c fanuaeia milita r e te· uutn a Bt·ux<'ill's tH'I l ug- li o J!l:!l, t ra ttai ht'C: \'I'tnl'llte uno cl~>i tt•m i pro · posti all'ord ine del ~iorno. c'ioè l'org-aniz7.n:t.ionc gencJ•ale dei servhi sunitat·i nt•lla g-ucrm curnpca 191:>-918. In quella oc<:nsioup io t'><posi filiale <'ra. hl o1·~anir.za:t.ione del serrizio ~'><lllitar'io cle ii'E:-:et·cito ltaliltno tlm·nntc l'ultima. grand<' g:um·r;t. Altri autorevoli c compPtentis!'imi colleghi Ili nltre Nazioni quali: Uzac (Francia), Pilchcr (Inghiltcrrn), Vnn D el' Srnisscu (Belftio), Bnin~ridge (Stati Uniti), Dzicrzkowski (Pol ou i a) 1 A ntonin et HahtnCS I'U tHomnnial. lfnnscm (Dan imarca ), .HyhuinPtte (Sn~z in), Van Hai Jtllhcrl!IJC•n (Mpagna). Kcnsa Oyam:1 (C:iappnnc), ('hunn (Cina), cc'c· ., tratt;l · 1'1l tlo N<:'\ ltt·ientemen t<' lr> st(':-:~o n r gomen t o, riferenùo come il servizio Sll· nita.t'lo si s1·ol:;e nel periodo eli !!l;Cna eli mo,· illu'nto (>di posi ;dmw, Cnl l· rnerando anche tutte le mo1lifi eazioni eh(' e~~o aveva. snbìto dall'inizio alla fine rlPlla guena.
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01·a. IJL'iJll:L d i tratbu·e t'<tl'gMtH•n t o ùc~l i xgouJiwrj, che è d eli:~ p i ìi alta. importanza, sotto il pnnto di d st..'l. tattico, mOJ'nle- e soc·i:-..]{•, credo opportuno rHornare brevemente :-:ul primo a1·gomcn t o ri ferendo aJcml e <'Onsidera.zioni su quella cb e, <t mio parere, dovnJbbe esser e la organi::::a:ionc del Sm·vizio Sanital'io .M ilitan: ùc ffll CITa, pre-parah-.. in moùo da poter rispondere a tutte le esigenze ùelln, guerra moderna,, di movimento o di posizione, tenendo anche presen te che per il gr:tndc sviluppo rhe in tutte le Nazioni ,·a · prentJendo l'aviazione militare, i feriti COil tutta, probabilità, non diminuiranno, nè per numero, nè per gra.viti\..
.·l. -
0IREZ10!'\E GE!\ERALE DEL SER\'IZIO SAl\ lT.-\ RJO ~11J.I'f..\I:E !\ELLA zo:-;;\ Ili C Ul<:rtHA.
l/alta <J.ireziuue e t·esponsal•ilitù <!t•l :wnizio ;.;;lltit.'lt'ÌO iu guel't'a ,- ,~ a-t1idata., a, parere dello scrivt>ntt-, ad utnL :<ola au t ol'itù tneùico -miliw-re, the dcn~ essere la più elentta autorità sanitaria militat·e, <J.i indi !;I'USSa- competenza tecnica c logi:<t it-a. Questa autori tà cou a:s:soluta iu ùipendenz.;t tetnica, den! <1\·cr e l ' alta giuri~<dizionc ~n tutt1' il scrYizio sanitario in guena. Essa ÙO\T<Ì ri:siedere pres:so il Comando !-:;upremo dell'E:<c t·dtiJ mobilitato, pcr chè do\'I'Ù. t<> net·si iu continuo c·outatto col detto Comanùo, !:lia. per ruettet·lo a l (;!)t'l'e nte di quanto rigu:l-l'da- l'a.uda· mento rlclla sattit'ù. in g uei·J·a (f<·riti , ammalati , xgomberi , ricuperi, igit'· 'ue, prof.ilas:;i, ecc.), s ia per te n <~r F: i <l-l corn~ n te dello S\'Olgimento delle Hi'.ÌOili ucllil'hC , OJHle Pl'O\' \'('ÙCl'C <IÙI'g'll<ltumen tt: ~~ tcmpe:stiramente a t utto il fablJi:sogno 'ùi ma.tel'iale e per~onal c pe1· le db er se ;.n·mate c corpi eli U.l1lta ta. Alla. dii-etta clipenùc nza di que:-; t<t alta aulurit;l ~Sauitaria militaJ·e dovqtuuo trontr:si le di\'e1·sc l.e ucmcrite .\ s!-:o<:ht7.ioni rli :<cH'tOrso d1e Wll' · mnuo otl't-irc ma tcl'iale e rJH•7.zi sanitari aJl ' E~c t·ci to mollilita to . In alcuni E se['(:iti belligeran t i il dirigente de l !>eni%io :snnital'io, al )IL'iudpio clell~t grande gucna , JHHl aYent la ueccs~:;ari a inùipcudenza., ta-lvolta non poteva dare ncan<;lw ùi:spnsizioni alle aut01·it~J dipendenti, uè ispezionare le unità sanita-rie mobilitate . l\IaH<:H-IJÙO cosl ogni direttint tcc·n if'l1 1•d og ni J'<-'lS j)OH~<alJili tù , si ltv. ,-prarono inconve1d enti -dolorosi, a i f!uali poi fu llCéessat·io riparare cou t utta sollcc·'itmline, ispi1·n nùos i n qnau to si fa-tc!va pJ·e~:<O ;tltJ·i E:st'J'citi, ('(>li :--:c·tTizio s:llli b u·iCI pit'l l•l'l'fc- t 1a J!I('lll1' oJ·g-aHÌ%z;; 1'n. ll clit'l'ttOI'C' g-c·lll'l'<l lc · clt·l sc• J·,·izio !-:;tllit;ll'io tlc•lla zoua el i Ol't't'aidnuc cl1~\·c· poi <t\' l 'l'P la c·oll alu))'a;r,iont• dJ Enti IP('nici <-11 <' lo ('oadiudno ntlill::tllll'llte n el ditli<-iiP e romplesso cùntpito P propriauwntc : l" Una Sezifìnr· Sa n·itari(l rli rifo1·ninw nto t·nn l ' incarico ùi prov,·eùe re lt b·uppc· opt•J·nnti di tu lt1l il nwt t·J·i;Jh· snuii:Hio cwc·oJ·J·f·ntP e JH'on•nicnte dal Pa ese ; :!0 V11<t ConnnissirJ)In l8]J•~ tfi1•a di pmfìla.~si costitnita di elementi lll'li<L :--:anit.ì milihu-e c tll'lla sanitù pnbhlk'a- fWl' 1<1 o q~ani~zn~io11e dc·lla lotta <:o n t t·o le ma la t tic infettiw ; 3" Una sezi-one pe1· lo -<~.IJO mb cro infermi per regolare tntto il com· pl esso movimeuto ammnlati c fCJ·iti clagli ospNiali dPlla zona clPllc Jnt endeu7.e di armata, agli osped<lli rli ri !'H·n ·a esiste nt i JlCl ti-'JTitorio : 4• Consulenti spocialisti cwili o militari di altixsimo Yalorr. sci<'11 · t itì f·o lli'L' la c·bil·ur~i :t, JlJ('(lir·in:l, ot'lllisti<-a, ntM iJJO · hHill~olo~i<l, <lcrmosifilop;lt ia , uevropatolog-in, f:tomatolof!ia, prr., p~> rr lu> J::rt r chbe assurdo il pt' lls;JJ'I' 1'111' una soln JWJ·sonu. po,.;,.a ottempt>r·nl'e ron n s~<o1ut:'L competenza ad u11 còm pi to C()!-:Ì vnsto c CO!-:Ì dclic·ato romf• rpH•IIo rl ella . Dirc~ion c p_-l'ncralc ~;ftni t:t l'ia Ili un Eser dto licllig;ern n ti·. Q JJI'sl i I'O lll:'UlPllti :<]Wf'iali sti llt'J'Ò 11011 è JH~c·<•ss;IJ'ÌO, l'>f't:OJ1Ù(I il lllÌ<l pMcre, che ris iednuo in pcrnHtnen7.a prl:'~so il llit·eltoJ·<· gc>Jw rall' tiPI Sl'l'· 7
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vizio :,;a,nit:trio wilitare in guerl'a, uw :siccome c:;;:;;i devono aYete fun~ioni consulth"e ed ispettivc, il direttore generale del servizio :sanitario militare li terrà. prc:sso di sè quando ne sentirà il bisogno c li inviert't come ispettori presso quelle a-rmate, nelle quali o per le azioni che s i ;;volgouo, o per le peculiari con<lir.ion i nelle qua li possono tl'Ovarsi , hanno ma.g giormente hi:sogno dell'opera. loro. Questi consulenti-i:spcttori riferiranno :1 voH<1 :b volta, al tliretton· generale ùel servizio sanitario, al quale faranno tutte le opportune proposte, a.ffinchè egli, che solo deve avere 'ht fn.co lh'L di tradurle in attuazione pratica, poss:1 ema-nare le necessnl'ie disposizioni sempt·e in relazione all'anda-mento generale delle azioni belliche, dopo averne informat~ l'alta autor·Hi\. militare dalla qua-le dipende . E qui tatle opportuno J'ilernre nn altro fatto di una cel-ta impot· ra uza mm·ale. E' an-cnuto pm·ttoppo anche nel nostro E sercito, che 'durante le gt·audi azioni, le gra d epidemie di colera-, dif:;senteria, vaiolo, ecc., tutte le dispol<ir.ioni, nuche le più streth~mente tecniche, consigliate da. spel·iali:;ti di alta competenza appartene11ti o al Cor·p'o Aec;ulemico it.'llhtno in gran parte incorpo1·ato nell'E:;;erf'ito, o a-lla 8anit<'~ militare, porulrano la firma dell'intendente gener-a-le o dell'intendente ùi armata. Ot·a aù (1\'\'Ìarc ineritaiJili cù inopportuni commenti, io ritengo neee:;sario ~;lte tutte le disposizioni tecnico-sanitarie portino la. tirma dell'alt.'\ autoriti'L ~anit:uia dirigente e resvon~a bile, con il visto rlelle a n toritù rui1itari per la- e:->ec·ur.ione ùi el'se. IJ. -
Drn Et: IO:XF. OEL ~f:RVIZIO S.\1\ l'rM:IO MILITAltE IN 'J'EICRl'fOHIO .
A mndaè poi, il :;el'rir.io s<~uibuio rlcl h.t zona tl'operaziouc l'ia i n JlP.rfetto accordo con quello del territorio, è necessario cLe presso il M!Jtistcro della. ~n cnlt vi l:iÌ<t un'altra autol"Ìtà sanita.r·ia. milita,re, in dil'etto J·appot·to (·ol direttore gene·rale «lel !';Crvizio snnita,rio della zona tl' operazione . Qu c~t;L s(•t·'outla illt:t an tOl'ÌtiÌ illCÙiCO·IUilitare deve l'Ì lSJlOllÙ('l'(!
a.l
llinistro delht - guerra di tutta l'organizza,zione e funzionamento del :-;ct·vizio ~anitario in ten-itorio: deve soddisfare n, tutte le ticl•ieste di personale, di materiale sanitario o di apprestamento di ospeda-li di sgom h~·ro. l'Ile gli ycui:;;~ero fattn ùalJa, Direzione generale di sauitù dt•Jl'esPrnto, sempre d'accm·ùo colla. Intendenr.a genera.le dell'e!';ereito. . Da quPst:-t :seconcla nutorità S;Juitar·i:t militare territorialf!, ùevo11o Ùl\ll!l1dctc clit·ettumente tutti gli ospedali militm·i tenitor-iali, quelli ci\'ili ceduti nll'autot·ità. milita-re. gli ospedali di riserva creati ex novo e finalmente i depositi centrali di materiale sanitario che dovra.nno prep:mtre il fabbisogno per riforn~re i depo:siti amnzftti. Se pui vi fosse più di un fronte ili guernL {:ome, pc1· e:scutpio, tla noi : l'Albania , la Macedonia, ecc., allora in ognuna di queste fronti vi
dev'eflS{'rt• un ufficiale medic'o superiore rappresenta.nte df'l direttore generale ùel servizio sanitario presso l'Esercito mobili tato. Da questi
2W "~ll lll't•ttderù ]p dit·t·tti,·e g"Pile t·;lli. adattaudule allt• !'Onùizioni ~peciali del la JH'OJ •ria zona d· opt•t·aziunc c cotTi:.:pnndt·t·ù d i n :ttauwn te JH!l' gli e1·cntua li bisogni ùi !llatcrialc e p<'t·son•lk, sempre d 'ac·corùo con l 'in· li'JHit•ll te dl'll'nnito't IJ1·IIi<·a i:-;ol:Hil, t·on la llit'l·zione ùcl ~<Prdr.io ::.;Ulita rio n dii !<t t'C esiio:tl•nte pn· s~o j l )l iu i;d t•t·o d P lla 1!111't'l'a in te n i tm·io.
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Ot:t.: .\:\'I IJJI:I·:·t•t•Jn u~-:t, :;~-:t:nzw S.\:->JTAIIIO
I'HES:SO LE .\1~:\1.\'l'E:, l Cnt:J'l !)[.\H .\f.\ r.\ , LE 111\'!~ 1 0~1 BO I REGGIMJ!::\TI.
.\ i dirci/ori di 81/ttif,i dd/r· rtn,wlr· lll·,·'eii:<l'l'u atTitlato il nu;to eù
itllltOrtautc C(ltnpito di rliri;,!:I'I'C t ntlo il :-;t•t·,·izio sia in P t·hc iu ::?a linea tll•lla rispPt i i1·a gl'alli le 1111Ìl:'l. E:-;si d•·,·ottt> t•sH·n~ ,.,"I'(Jtl-'llliili del rcgn· l:tJ'I' and:tiiH'IIln d"l :-:t•t·,·izio :-:aniiat·io. Ila t'ssi '~"'·ono dipf'JHit•l'<' tec·· ni1·arurntc tutti gli ullitiali lllt'llici tlcll 'an11ata· t'h!• ~ara.nno utilizr.ati ..:t•t·uJido i l•isog-ui e st•t·nnclo le lot·(, :-:IH·t·i;tli atl itwliui . E:--~i d('\'fl.IIO aYCl'f' la ~iut·isdir.iou~: tec·nic·a. nn11 solo :;Hg-li :-:tahilinu•u ti :-:anital'i propl'i c]p]. l':u·uwt<1. ma anche ISU quelli ùi tot·po d'armata e ù<'llc tlh·i sioni co~ti tm·u t i l :t ~l'a 11dc• un i t;\ ht tt i ca. Dai direttori ùi ~;anit.l d'armata ùc:nmn dipcntlet·e i lazz:wctti, i (·•mralt•~<tcuzial'i, i gn1Jinet1.i baHct·iologil'i 1li annata c tutti gli ospe· dali di J·is!'t·ra Jun~o la linea <li sgontl,cro lino a ll a zona tPnitoJ·ialt·, notH.:Iit:· i lllltgaz:zini :1\·anznti di lll:tll't·iall.! :-.anitat·io Jl(•l rifot·u inwnlo .(k· gli ospNlali dn ClllllJIO dt•i eor•pi ll':tl'lll:lta. I tlit·Ptto t·i di ;:anilù eli a·l·m;1ta, sempre in :>eguito a1l flt:C'ordi COli l'intctlflcHtc tli aruìata , tlcn11to Ot'g':tnizzal'e lo f'~uUlhe ro dei malati c fpt·iti d:1gli os1u•rl.:tli dt'll':tt'llt:tl'a, s11gli osp<~daU LE·tTi!Ol'iè1li gi:) pt·t•st:1· hi lit i (I(·J· qn<·sta J'nHr.iottt•, 11tilir.znndo i l t·t·tti sallil;\f·i ntilitat·i èt.l i tr<>ni · o:-:pt·d:tli dl'lle assot·iaziotti ùi soc·c·ot·:-:o ntt•s:.:i ~~ llispn~-:iziont• dt>ll ' Esercitu OJll'l':tntt•. 1 clin·tt(Jri di s:tllit;ì di :n·tu::ta d(·,·otto J·i:-:it·dt•t·c Jll.'(•sso l'lutendenza di arm:tta., 111a tcuer~i a contatto c·ol C'onwntlo rh• ll 'n l'lltnta , ùal quale dol'l'anno p:.:sc·t·(: tt•nnti ;1! <·c·t·t·cttl!· rli tutto lo S\'t>lg:inwnto delle azi.o11i. fH'l' Jll'l 'dili (IOIT(.' [('llllH'>i1 i\';IUI(>Iltc• (JII<llllll l'i;,!'ll<ll'd:t i l !o;t•tTizio :<;tnit;HÌO t • fat· f~·onll' n tntti g:li c·wlltttali llilic•gni. I l <lirrlforr di snuitrì clrl r·OI'fJO rT'nl'/111/lrt Prl 11 rapo 'ltfficio di ,ç(,nitrì di di1'i8ionc 11on ltanuo ;!ll'lltta rlipt'tl!h·nr.:t cl;lll;t l nh•tHll'nzll, di ar· lll<ll:l.
E!-;:-:i :-:ono n lla (lirctl~t tlipendt·Hz<t ckl rispdti1·o Coman<lo <li corpo 11i :trm:11a o <li tlivision(·, coi quali dt•,·otw tc•rwr·i-:i :<PlliJH'<' a eont<rtto potl't' J'I'O\'\'t'ckre n tl tUi gli <'H'lll'iW li loiso~n i clur:tntn le• azioni rli :,!l l(' l'l'il. . Il ('Òlllpito di qur~tc autrl1'itù sanit:ni<' è di gt·ande importanza, poi· l'!t(• ('!-:st• dprono J·ispr,n<lN·c· rlit·t'l-t:t111PII1<' Hl lnn> l'ispPfti,·o Comando del l~twn ;uttl:lliJI'lltn tlf'l st'rYiz:io ~anitario clc•ll'nnitù tattica. cui sono a<1· t l l'tU. 1'<'1 ' pott•r· ndPm pii' t'<' co11\·rn it•nt<·tnt·ll !.l• c con c:mwicnza a que~tn difficile còmpito. ;. Jli'('Pssn l'io cl~t• nnr·hc• <>~si xiano scmpt·c prceeclentelltPniC' i11fn rmat i rli n:,!ni :tzimw loP1liC<1 ]1<'1' potPJ' prmTNl<'l'<' tcmpe~ti· Jll'l'
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vameute a tutti gJi evcutu;\li l.Jisogni di pcn;ouale, di m;tte l'ialc medico, -di sgomberi, ecc. Deve essere loro precipuo còmpito l'ispezionare fre· quentemeute le truppe in linea cd a riposo, per rile,7 arne i bisogni igie· nico-sanitari e tut~lare così la loro salute elle rappresenta la forza. del · l'unità. tattica. Queste autorità. sanitarie de,·ono pe1·ò seguire le direttive del ù.irct·
lol'e di sanitàr d'ar mata., sorregliarc il re~olarc fnnzionnmento tecnjco dt>gJi O~pcdaletti dipendenti l' pl'OHedere allo ~~0111 hCl'O di questi ~11 •pte lli eli m·mata, come diremo più tardi dettagliatameutc.
Part icolarmente delicato e difficile è il còmpito (}el capo ufficio di !;Hnit;) d i diri~ione, dipendendo da lui la se::-ionc di san·itcì di·vi sioua l c., unità. snnitaria alla quale, coine vedremo trattando degli sgomberi, è ntlid<lto il più cliffic'i.le, il p iù delicnto, il più pN;autc !':(•rvizio, ('io('- lo !;!!Omhero d<•lla l" linea !'mlle ambulanzette cllit·uq~ic lt c l"pecializzate per la cura degli intrasportahili1 e sugli ospedaletti di corpo d'armata, de· !';tinati a ricevct·c i trasportabil i gravi, non l'hc i.l rifMnimento allr ~1·11p· pe combattenti di materiale sanitnrio e di tutto quanto orcorrc JH' t' la difesa dai gas to~sici in genere, cioè: maschere, nngncnti e protezioni Yfll'ic. Per l'importanza delle man~ioni del direttore di saniti'~ di armata, ·di corpo d'arma.ta. e di capo ufficio di sanit<'l. di divisione, occorre che tltH~ste aarictle sieno affidate ·ad ufliciali medici provetti, colti, in telli~I' Hti1 fatttivi e pe1·fetti cono~(·itori del Rcrvildo sanita.rio in guerra.. D. -
SEI<\'JZIO SA~I'l'AlUO REGGIMEl'iTALE.
qnes tu servizio l':>ttemamente graro::;o c dillidlz è affidato nd un C<~<· pitano medico dù·igente, co~uliu ,·ato 1la tenenti tr.rdic'i nlla !SUa ùipen· denza. Que!Sti giO\'ani ullicia.Ji , si:t nella ~n<•na ùi modmento ('!w in quc Ua <l~ posizione, ~;;ono sempre esposti a gravi c continui pcrkoli per aclem· P1Ct·e al loro compito. Essi perciò devono Cl"sc1·e animati dal più a lto -sentimento del do>ere e di altruismo : c per il servizio speciale che disim· .pegnano devono conoscere sopl'ntutto in modo perfetto i principi fon· dmncntali r1ella tcraph1 chi1·urgica . . ~l l oro còmpito è di riunire presso il posto di medicazione tutti i 1 f?r b del proprio repa t·to. eseguire tutte le prime medicazioni dalle qua· h può dipendere H buon anùamento di ulla lesione e prati('n1·e soltanto "JU~lcb.e operazione assolutamente urgente, per assicurare la vita del fE'r1to.
E. -
STABJT.Il\fi1:NT! SANI'l'Aiti lH 1 3 L!:\1::.--\.
· ~~·im.a di eomincinre a trattare degli sgomberi credo opportuno dare ~uctie ?no sguardo al funzionamento degli stlùbilimenti sanitari di 1• 1 . .~ea Cioè : sezioni di sanità, ospedaletti da ca-mpo, sezjoni di disinfe· ZJOne, stazion i di bonifica.
248 lrnmcùiat~tm eu te dietr o ai reggimenti comlnttteuti , trovan:si le Sl:zioni di sanità. div-isionali, cbe sono le prime e ve~:e stazioni s~l>nita.rie
ùestinate a prestare il più urgente, efficace ed opportuno soccorso a.i fel·iti reggimentali. . Còmpito precipuo e ùelic<ttissimo ùi queste. sezioni di sanità <leveessere quello di etl'ettu<tre con i propri mcz.zi il sollecito trasporto d ei f~riti , ùai posti di medicazione a·lla t::cdc ùC'lla :sezione, oltre il rifornire di Jltaterialé sauihu·io i corpi in liuca . !>rima del grancle ultimo conflitto, ~:on la :sola e:opericnza delle antic he guené e ùi quelle <:oloniali, non "i potcn1 :were una, esa.tta nozionedella importanza cùe potenl assumt>re la funzione delle sezioni di sanità, impot·btuza. <'hc apparve subito all'inizio della reecnte guena, quand o t>i COJJ~t:ltù c1J<' 11011 si t rH ttava :;oltanto ùi provvedet·e a fel'iti di aJ·tui da fuoco portatili, ma a lesioni oumerosìssirue di ben altra importanza. All'inizio della gu<'l'l'a, difatti, per l'impi<·go :.;n· lm·ga l'Cala dell'ai'· ti.g~ìerìa , :;i CO Il l't a hll'OllO l'> li bito le:.;ioui gra rì":oime da :-::cheggie ùi p1·o· iettili di artiglieria con numerose ferite c:tviturie, e si rilevò insieme elle,. per tutelare opportuname11te la, dta di quPsti fel'iti gt·ayi , bi:sognan1 affida t'Ile la pri nut t• d i m mcd ia t<L cUI·n a l'iJirurgi JH'ovctti e forniti tU· adeguati 111ezzi, pt••·eht'• dalle JU'inw opportune r·u•·c dip<·•Hh' i.1 buon an d<ILUPnto coul'e<:ntin) delle più gm\"i lclSioni c;hirm·giche. l'l'l' qut•st•• f:ou~irlm·nzioni si eostituìrouo subito le ambul<ut:r dti1'1ll'f/ÌI'h e mobili r·nmpol'>tc di pPt'Roualc t('ellit·o pat·tir·oi~H'lliPlltt• acld e-
stJ•ato t• ~peci:tlizwto pet· tutto le operazioni en\'itari.c: pt•J·Rona]{' presoo dall'a.mbiente militare o dalle clinic he nnive1·sitarie o dai grandi ospedali chirurgici del Regno. Queste cz.mbulamze chi1'1l1'giche: di c ui riparlercmo più tardi a proposito degli ~gomhPt·i, fm·ono fornite <li tntto il nf'('l's~n•·io per c~f·~uire qnalunfJ ue n t.to opcl'ath·o e fm·o11o proniste di mezzi Hl! tomobiliRt i{'[ pt•opri, in modo da perml'ttet·n loro di coHtpìePe ogui F;postamento a.uche, il pitì t·apiùo. Ef.;:se re~r1·o un set·vizio mPraYigliol'O <lu•·ante l' 1lltimn gnerr<t , però fm·mt<t in numero esiguo, poichè S(' n('· eostih1i1·ono f.;Oltanto 10, delle qnali 7 appartenenti nll'ESPl'<'iiO c~ nlla Croec nossa Italiana. (ospedali chirn rg-ici mol.Jili). Ji'nrono in primo tf'n•po a_f.;:-;pgnatc solctntoallc n.rrnate. ma <•RsendosmJc snbito con~tat~ct la- straofilinnria utilitù. fn rono mollificllt.e a u mt>lltaudole di mezzi e di per~ona le·, in modo ria. potersi srloppiai'P "costitnirl' altrettante am1Jula1tZf'fi,e hene organir,zatc· a.nehe lot·o. fornitP. <li ottimi e giovnni opel'atori ~peri a liz7.ati. di arle~at.i mezzi <·hirnrgiri e rli :ltltome;w;i più leggieri di quelli delle ambnlanze-ba~i. in morlo da potPr sup.;t·m·e tutte le penden7.e delle nost ri' ro municazioni <li mont<tglla e pn,..sa1·e su tutti i ponti anche di stra.de ~E'· condar:ie. L e mu1Jurfauzrtfn furono dislocate pr1.'8SO Ie sezioni di sanità. delle· divisioni più i m pl'gnn te. mentt·e l 'm n bnla nzn. cbit·urgica-base, dit1Ja, quale resta,vano <aHa dipendenza tecnica, rimane\' ll presso il corpo d'ar· ma.ta. Ottima or~a.nizznzione ebirurgicn sotto ogni rapporto, però anche· il roro nnmero si dimostrò S<'fll'SO poich~ ]n <'>Sperit>nzn, ha. chiaraJn('lltl' àimo~;trato f'he Jlf'l' fll';l'lif'Ul'lll'e l'a.,<;sif.;tellZil chirurg-ica n tutti i' feriti' f'a-
,·it.H·i occol'l'e mn'aml.mJanr.a. chinu·gica -bm;e per ogni corpo di armata · eli un a mbulanzetta, per ogni divisione. A rimediare a questa deficienza si peu~ò di assegnare alle sezioni di sa.ni.tà. di qul.'lle ùi\'isioni che era.u o meno impegnate e che per ci ò avt'vano minor lavoro chirurgico, dei g·r uppi ohù•urgici provvisti anch'essi di mezzi opportuni<' di p('J·sonale specia-lizzato, ma. l'i.deale è sempre l'assegnazione di m1' a m lmla nr:cttn per ogni ~ezio ne di sani~'\,. Queste unità sanitarie, solo se integrate con queste formazioni chirurgiche avanzate, possono c·ompiere tutta Ja. loro -difficile e delicata missione. Soltanto eon questi mezzi, sin. nella guena. di movimento, sia in quella di posizimw, è pox~ihile sa-ìnue la \'it~1 di glorio:-:i fe1·iti sottoponendoli JWI' llt(•zr.o di pe1·sona le h>enico prO\·e tto ed i n <·ond izion i (li ' a,mhicut c adatto, a tutte 'l<• n<'('Pl>isHt'i<' OfWJ·azioni C'aYitari<> ùi urgenza. I direttori di sanitù di corpo d'armat~L e 1:<1lvolta ·tltnchc i capi-ufficio di sa.nit<ì- di divir;ìone, :-;npratuttCl se queste ultime uuitù, tatticheagiscono indijHAn•lenti'JIIeilt(:, hanno alle loro <lipenrlt>nr.e a.ltri importanti' urga.ni CF;P~nrid c io<'· gli o.<;prdalf'fti da. ca:m]JO, dte' io <·hia.merei di p1·imo· ricove·ro per lrt<'glio precil'>nrnc ]a. fnnzionc. QlH!F;tc uuitìl ~>'anital'ie ('ostituite cia~>'cn ua ~<U 50 letti , :sono e::;tJ·<· · mamente leggie r e e comode perchè è facilisF;imo, alla- occasione, a.ecre·scerne la. potenzi;tlitù. raùdop!Jinndole ~ triplicandole a seconda i bisogui. Bs!:'e sono hen<-~ or·ganizr.:ttc sotto ogni riguardo. g> illtlispeu::;abil<• p(•J·I) (·1le abbiau() F;t•mprc n loro disposizione i propri mezzi di trasporto sin
a.utocarreggiati, sia SOilleggia.t.i, a seconda -che agiscano in pianura o irr TJ10iltagna. (; llOII Ile ClC\'0110 Pl>iS<'l'C prin1te pC•J' aleuna ragione, XC Si \'liOie asskuJ·are il lOJ'O pel'fctto" fnnl'-ionamcntl) in o~·1i ey.;ntnnlitù. Di (]UP~I· i IDCZ7.i F;j potJ·el•hC f;ll 'C a, IUPI10 j ll'l' ragioni ('('.OllOmic•lw durante i JWl'ÌOdi di guerra di posizione: ma. purtroppo si è {'onstatato cbe non si può mai prevedere cpwnto potrnnuo ùura.rc i periodi di relativa. calmn, C'che al m o m ento de~Ji spostamenti. !':C i mezr.i <li tm:;pol"to man('ano. la funr.ione ùi (]llc~>'tc unit:\ :-:anita1·i<' diwntn. deti<·ient<'. C'On gravi.,simo ùannn <l t> i feriti. T>tn·antc l'ultima ~uel'l'a xi ]J('ltf;Ò Jllll'C' <li forn ii'<' molto o pp01·tuna · men.te tutte le arm:1te ecl i eorpi d'armata di a.ltri due orJ!ani esecutivi f' .c:ioè (h'lle sezioni di fli8infczionr. e delle stazioni lli bonifica. Possia.mo afferm are con s oddisfazione che nessun'altra/ istituzione f u più provvida "otto il punto di vi:-:t:1 ig-ienico-protilattic-.o. Qurst<.' nnità furono proY,.iRtP di po~'l bilizr.atori, ùi stnfe stcril izzatric.i locomobili, di stufe Cl ai· ton a ,-npore eli zolfo, di altri attrezzi p1~1· disinfezione e p<>r 1lisinfesta.zi6ne. di. n.pp:l.recchi pe1· h:tl!ni :t ùoe.cia o in va.scn·, cc,c. tutti far.ilment<" trMp<>rt:lbilL Q uez.;ti orga u i l'ixpns0.t·o ot.t iuta mente a Ilo ~c'o p o p el (J llH le furono istituiti, specialmente clnrnnte la. guerm di posizione!. E l"si difatti offJ•ÌJ•ouo il più grande conforto alle truppe op('r;luti qufl.Jldo, dopo il pel'ÌOilo di trincea, u~ufr1Jinn1o dei tu rni di riposo e potevano ristora-r s i con fl'equenti bagni di pulir.ia, dixinfestando an<"ll<' tutti i loro indumenti.
~-il.l
H. -
Sgombero dei feriti in gue~ra.
Bu OJ'a l'Ili daJJJo ne l delit alo e1l imporlnntissimo m·gome nlo degli .\f!Oinb en : cile, secondo il mio parer e, è in ti m:tn1ente conucsso con quello clPl 7>rim() OfiJJ(·r/JIIIO tmttam c }l/0 d(•i .feriti tli :JII '' I-ra , al qunle pcN·iò acce1mcrò pnrlando degli ~<go m ileri. .i<• tJ·;ìttcr·ò qu<'sto <Jt·gonwuto iu~<i t·me ('O] ùh;tinto collega. maggiore JtJHlito Y. lJc Hl:l'll:trdiuis, allìtl;llld CJ <1 lui, Jll'l' la r-;ua ben nota comprtenzn. in qncstn bran ca . lo RtiHlio <kllo sgombero dei malati di mcdil'ina , e J·iscnan<lomi io tli l'Ìf<•J'il'l' sn qu;urto J·igual'd<t i pr.incipì genel'ali degli ~gomlwl'i d ell'EJ<errito in nlln]Jot.g-na, l'ot·ganizzazione del1o "~olltiH'I'•I d1•i fl·t· i( i, tl'lttlt.O (':11lfO dPll (• f'S1g'l'll7.(' ÌI'I'Pdiii'Ìbi[i della tCI'<l·j)Ì<l .. hil·nr·g'il';t e rh•ll'ndnt t;lln!'ntt~ di qiii'>'Ì.a ;Jlle srnr·ia tc <"Ondiziuni l'isnl· lanti dalla ltl't'l' "~< i t;ì di IH'OCl'II\:J•(I agli Sg'Oiul.PJ·i eki ft•r·iti ste!':~i . I~a 1lillic·ile qJtl'!'tionC' cll•g-li sg"ombni, d1P hn nna grmlLlr impo1·tanr.n 11n11 so lo cl;il l:tlo u•or·:1l P c• ,.;oc·i;lle•, lll<t anc·1H.' d:1l pnnt.o eli vistn. ùello s1·olgoi11el·nto cl<·ll<~ azioni lwlliehl'. 11<) 11 pt·a sl;lt;l ma i r·onsi elc ratn., <l mio <'l'<'<lere, n el);) ~ma :,!f'a nrle i 111 pm·t;r nz;l, p l'i ma tlr ll;l g>J'a 1111 c• guerra. Difat ti in tutte le Nar.iQni e r·ano >;t;t ti pr·cpal'at.i solta.nto pochi ed ÌJJe·roJu !lcli l l't·ll i atlt·t•zr.ali c> tJ'Pni snnital'i nrilita1·i: r soltanto le be nemc•t·i te assor·iazioni di sor •·ot·so. come' Ila noi il :;;0\'1'<1 111\ Or(! i ne di Malta e più anrora con molta lll<tf!g' im· ];ti';!II Pzza., la Cl'Oce Rossa Italiana, ;l n'l·ano oppol'ltlUatnPilf(• a llr·stiti tn•n i o~< JWcl;tli pron>isti eli ogni CO· liJCH tit:'t <• hPn<• org-anizzai i. - Ecl (· ~<p ir·g'nhilc· ('ftc nlln qnesi ÌOIII' cll';!li ~<g-nrullc ·l'i 11011 f1•ssc• stato 11<1 to gt·;1n peso, JlPl' li' scg'nPnti ragioni.. . ! 11 p1·imo luogo H(>s:-:mHl mai pPns;wn ;!Ila c•\'t'ntualitù di nnn g-nerra c·he fOT's<' uon a1T<Ì T11<1i l't•gua lro JH' l' l'imnwnso numr.ro dci combattenti. l•f'r la pCJ·I'r·ziont• rlPi IIH'ZZÌ eli clisf J'IIZiotw . pt>r lr immense arti[rli<.' l'iE' òi e'alibt•o e portat:1 mai JWin•a W'-atl•, p<·l' il numero el i \'Pli1·oli stel'mina 'lrwi rli l'<'Jl<ll'ti e tli {'ittù P IWl' il lat·go 11 :-:0 clc' i gal'> 1ol":siri. ' ln s<·•·<•nelo lungo I•PJ'c-IH\ >:i r·l'Pel~>Ya. Jl('l' ginelizio rl('i più eotupC'ie·nri, <·ftp la g'IH'l'l'a nrodl'l'l lll rlon·s;;p pssc·n• d<•finita iu tempo relativatnrnte hJ·t•1·r; rel infiuro JWl'c·lt(• si rifPnt•l·a rhc i proiettili rlei moderni fucili e mitJ·nJ!liatrki fos>H'l'O l'{•]ativa.m('ntr asettici, cl;l::;Rificati per ciò quali pt·o irl h li HlllflllÌI<lt'Ì. <' rhr k lr::-inn i prodotl'e <la fJHPste armi sa· l'l·hiH'ro !'ta t P molto pi•'r llllltH' J'MP eli qu elle da. pt•oiettili rli artiglieria. Vt'r-;pcrie·nza im·P<·P. c·nnw abhiamn gii\, aecP1mat.o. dimostrò il con t i';Hin (lai pl'imi g-iol'lli !ll'il'irumalll' rnnflitto. pokht'. rsS<'tHlo stato d;lto IIHO ~l'illi]'JlO f'llOl'ntl' ;tllc• <ll'tiglir•t·jp, si l'hÌit'l'O tfll{l iJnDll'llSÌbÌ di lesioni gravissime, p1·odottc da srJi(•g'g-P rli g-r';lnnte, da bomhe a. mano, da· pro· il'hili di !!;l'Osso rn lihro: l P~<ioni !'li(• iuh>J•rssnvano t11t.ti i trssnti dell'or · ;.r;tni:-:mo: part i mo]]i, ...,_,.,, , 1·asi , lll'l'I'Ì. organi e•n,·itnri. P<'f'. E si f'nnstatù suhito d11' qurstr h•sioni ;rn•Ynnn tutt'alt1·o dlP dl'· -corso a>:cttico, ma rhe <•t•ano accompngnate da <·omplicar.ioni gravissime eli ogn i gl'tH•t'l', e:omc• tNano Nl inf<•r.ioni. ga::;;;,)sr l' s<>ttidH' locali e gl'· 1H·r;ili in ll ll lll<'l'O ns:<olntauH•ntl' impt'l'\'<'rlihi lco.
25 l
tlue:-:ti• •lolot·o:<«- •·ou:-:lala;,ioni •ki pritni twt·iodi della g-raurle gtu·nn ~limo:stt·a t·ono cla· un lato 1li quanto alto inten•:-:s(l foo;sf' il pron·edt•re al primo trattameut1> dei ferHi per a ssi<·ut·a.re il lo1·o snecessiYo buon andamento. e tblll'ultro quanta imJ)OJ·tan:r.n assmM·:-::-:c il sf'J'\-i~io deg-li :-:g-otn · bcri. Così apparvero :-:nbito tutti i p:r;wi problemi ad esso collegati: ~~ ]•J·iwo Jt·a tutti IJil<IHto fo:-:se diflidl(• pJ·m·,·t·clrn• i11 tlllll aula ~ i onwtil 1li iutcn,;a azione, all' oppot·tuuo tra t htnwuto h•cnien oli migliaia di f1·riti apparten euti al la stessa gmi1dt> tlllitù, l'rl al Iom :tdl'l!llato J·iem·<•ro. A questo p1·oposito :-arpbht~ OI•JH)l'tunn J·i t·ordan· h' J!ClTrntuali d(•i f't•riti de1l'nltimn i!1·:lltd<~ g-tH'JTil !•l'L' pntl'J' i'alt-ol:tJ'(' <·fiJI la m:tg-~io1· po:-::-:ibiJc appJ·ossimazinn<' i nrc··r:-:sa1·i lllt':t.zi 1li :<goJIIhl·t·o P pt•r po!t'l' p1·1·pa · l'M'C un ndt-guato lllllll«'l'() rli sta h i l i 111r•n li tl i t·i<·OI'(•t·o rr:ln tin1llll·ntr :ti In forza <·nmhatfent(• . Mn , purtt·oppo, lP prH·dite e~;ttf.c :.tntfe tlur·anlt• l'inautHIH' cnntlil!o sono p er m·a <·onoseintc soltn.nto JWI' qtralc.lw EsPt'('itO e pr1· alcune delle ritì imponanti a:t.inni lJf'lliehr: qtritHli non sotto <11\C'Ot';t l'Olllplctc . e diffr•r is<:OllO rl;lllt• l ~t.' H 11 litt· :-:t:l ti:-:t khr dPll(' a 11th- h e g n<'l'l'f'. Difatti l'E~rt·eito anu' l'i•·ano sopm 1111 t•fl'Ptti,·o d i :! milio11i di com · ltatl! 1 1lti ]IHl't' ahhi;\ Hl' lltO l'll % di ospt'<laJi:r.zati JH'l' f<•t'itè . E pcl uostro Eseecito, se non possiamo an com dare c:if1·e esatte genemli, pnssbmo t·ipor!atv rll'i d:tt i r:f<•t·ihili llll :tl<·JIItC itnpodanti azioni. così per esempio: - uel 1!l1:i alla ptesa di'l ~ . .\liclwlc si eltbe di ft· t·i ti il :!0.7:~ % rlella forza ; - nel J!l lu nd 'rrcntino l'8, il 12, il 20 % dci fcl'ili sulla forz<~ totale: - ne11017 Hl'llc azioni snl ~ [ ontr ~anto, Vodi<•.e, Knch si :tl'l'iYò fino al 50 % di feriti. Nel](~ glorio:-:a a• <ll'lllHt:t. I'Ulllalld:tta tl:t ~ . .\. l<.. il lluca d'Aosta, 1li cui ehhi l'alto onore di e:-:s<'t'<' •lit·C't·tot·p di sanil:'t , si ginH:<t', in aleuni p<·r·iodi del 1917, fino ad un 111<\:-::<imo di fPt·it i di :\(i. l:~ ~{. rlt•lla fon-.a tr:talc ddl'arna;t ta. ~fa 111)11 8i deYC dÌllH'IltÌCaJ'C )Jel'() <·ftt• si <·lJ\J('l'O illl!'ltt• ]H'I'Ìnlli di l'C' · Jatin~ calma con poche lP~ioni traumatic·lte t:on 1111 minimo pet' esempio: di 0.09% di fel'iti, dclln. for:r.:t totnlt> in una delle 110stn• a1·matr, i11 as,..o 1uto contrasto <:on le rilc1·a.uti pel'(litf> r elatil'<' Htl azio11i tnt·hinosc, indi · .menticabili, ÌlllJH·e~sionanti, che produs:-:Pt'O talrolta in nn solo coJ·po d'armata mi<Yliaia r mi :-':!<Yliaia Ili fr.>t·iti nPlln 1-lt'<·~:-:o !!iOI'liO <' :<JIC's:<o anc·ltc Q ... pt>t' pmwclti ~iorni conf'Ptutil'i . · E , pnrtt·oppo, s<' :-:i ctmsiùt~l'Hl1 o i nu)tle1·n i i 11 ten:-;i lira f i :-:l ud i sn i mezzi !>trrminatot.·i clu~ si compiono JH'Cfiso tuttr le Nazioni c·on nH'im pt·essionautP ardore, è da prr,·ellerc che Il' cOJHlizioni nota rmubit>t.·nnnn l Da t o ciò non si pnò prnsa re rh e Ol! Ili corpo d ' arma b1 possa a I'Cl'C' s(' IUJn·e tanti letti n di~-;posizioue nei propri OSJ)('dali a1·:tnz:tti , quanti sara11110 rn~11tunlmentc i feriti n malati Hf'llc g:ioJ·natc di ;t:r.ioni l'iolP11ti. · Quindi qualsiasi calcolo pre,·eutivo dci n ecessari mezzi fli sJ.!omhcro (' 1lC'i posti-letto 11clle unitù ~::mitaric ava.uzat<'. sarù l':empt·c· tuolto inr~ntto. 8oln p0s:-:ia.rno atfermat·r clH· quanto più numeJ·ofii <·~:-:i sar:tn11o, t11nto più sn 1·à a:-:~icut·ntn. In cm·n Nl :ti'::<h<tenzn rlPgli inf<'t'llli. ~
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Da qu<."!lte com;iùerazioni appare evidente ht necc:;:sità dw le autori t:.\. sanitarie dirigenti clei corpi di armata e delle armate, siano sempre lll'f'J>ai' H te a CJ ueste dolorose e\·cn tua.lità, e c'h e i relativi coma ntli pro,· . vedano iu queste contiugen;,e a, mettere a loro dh;posizione tutti i mezzi ordinari e straordinari c lw eonsentauo un continuo, inin terrotto sgomhcJ·o sugli Ohpedali delle t·rtrovie, chf' donanno c:-;sere sempre largamente pro\·v ist i di Juc;,;,i di ricovero. fa IJLH':sti <"'a::.i la buoua l'Ì.;oluzi<me d1·l p•·obll'ma d e~li o:;g<Hnlwri P
ricovero dipenùerù. m'ol to dalla pt·eyicJe nza e lla.lla, iniziativa dei c itati direttori di saniti\, delle grandi uuit:.\ tatt iche che denmo e~se1•e cono scitol"i perfetti del serri zio sa n itario i n guel'l'a e prep;na ti a tu t tt> l t• più inaspPttatc soJ·pJ'Pse. Gli Eset·c·iti delle ~azioni c·he entrarono pritna nel r;ontlitto non poteva no ai-:,;olutameute egsct•e pr·e parati a pt·ohlcmi di t.tnta imJHìl" hlllza.. p et· lP. l'<t!.\'ioui ~>'ll(!~ poste: d ifatti a. qualche Esercito manca rono ~ ia gli oppor-tnni mcr.zi di t·irO\"('T'O, >da i treni l<anitari di sgomhero ron ada.tti vagoni inte t·rom nui c.o'ln ti. E tutti uoi èh(' nbiJiamo assistito a g-iornate eli intense azioni. aliI,ia m o pot.u to consta t nr e ne llt\ guena di po~iz.ionc fJU•lnto sia, Ù<'m ora lir.zan te 11er !c tnt ppe com battenti il vedere i propri rom pn gni a ttPnd('l't' per l uuglrc ore prima. di essere trasportati in :lùatto luogo di cu ra. e quanto sia doloroso per nn medico dirigente H servizio sarutario di una grande uuibt., il non poter"dispo~·t·e di mezzi suflicieuti p<'r a11nnhlnn.rc i doloranti feriti dal posto ove c·:-uldcro, t !'iOttrarli anche a'll'ine<•i<s:llltc per1colo. E' neccs:;;lri o quinùi Htuùiarc a fondo questa delicata e ùiflìcilc questione, perchè, pur· augura.JHlosi lun~hif;simi periodi di pace feconda., non dobbiamo perdere di vista gli attriti, i rancori, le r ivalit:.ì., economiche ~e mpre ,.i,·i <'. JHlrtroppo, il continuo pCl'fl'zionamento d i mPr.zi d i offPsa. 1o . Priilcipi generali degli sgomberi dei feriti.
zo Organizzazione degli sgomberi dei feriti, tenuto conto delle esigenze irriducibili delle necessità terapeutiche. Lo :-;c·npo uni(·o c precipuo l'ire Ù•>hùiamo p l'<'figog'<'l'Ci uel primo tt·at t:uncnto dei feriti e n~l primo sgombero ùi essi, è qnello di salva.re il ruagg-itJl' numt"l'o possibile di giov~lni glorio~o;e esi~-;tcnr.e: c JWl' raggiun · gere questo obbiettivo io ritengo sia neces~;ario: ' l" Assicurare a tutti i feriti e ~pecialmente ai più gravi ed agli intrasportabili , la più precoce ed opportuna assistenza.; 2• Sgomberare al più presto i trasportabili in zone trnnquille. don~ l'opera del chirurgo po:;sa svolgersi scre namen t(' e dow l'amuw · lato goda. unn, relativa quiete, tanto necessaria a lla snn gunrigione; ~· Evitare ad essi ogni minimo danno durante i tra!'ìferim('nti. nllcviamlonl' <'O n ogni mer.zo le soffrr('n zc;
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.J:• lntrakiare il meuo pos~ibile, con i com·ogli di sgombero, Io ;.;1·oigersi delle ;tzioni helli<'hC (·hn mi1·ano nl snpn•mo obhif'ttivn .della Yi~tOI'ÌH.
Vediamo t:OUH' ~'<Ì possono J·a g:giu Hg-rrc gli ac(·enuati obbit>ttiv i. In pl'imo luo~o io t·ite ngo <' IH• non si poss;L <l ssic·U J'l1l'<' 1m precoee ed opportuno trnttamento ai feriti. se t n tti gli ulliciali medici lWdetti ai reg~imeuti 11011 ::Lbbiano anno la nt>CP~saria r•·epamzione chiJ·urgica sin dal tc>mpo di pace, in moclo tale ehe t>:o;si cono:-:f"-<tliO perfettamente almeno le! not'ffi(' fondnmeutali rclatiH! al prouto soc·corso n 1>e non vi t<ia. uni· citil eli indil'izzo chirurgko. relal"iro sopn1tntto al trattamento inizia,le dei feriti. Pa.rtcndo ora da C]llt>sti principi, esaminiamo i;Ome deve essere etl'ettuato lo sgomhrro ùPi f(•J·iti claiiC' p1·inw lilH'<' delle truppe opera.nti fino alle retrovie.
l feriti t·ac<.:olti dalle liut>c Ili fuoco, rhc!\'Ono cs~c•·c trasportati per il primo SOC('Ot'sO ai 710.<1ti. lti mr:rlir;a:::iono reggimentali dove sa.ranno ()ppo1·tuuamente medicati e sottoposti a qnalchH raro c,·cntuale inter· vento di assoluta. m·genr.a, couH' <•mostasie o qualche tracheotomia per imminente asfì~:sin. Rnbito dopo es:-:i donanuo raggiungc>n· le vicine sezioni di sanitù. divisionali t •·a.sportati o a bracci<~ o cou autolettighe o con cani per feriti, o diL"cttamcnte a piedi, a se<·ouda. delle lesioni e ddla dabilitù.. Questo p l'i w o lll'(',·c t t·a:-;pot·to 11011 othe gran<Ji diffic'oltù. in terreno (·omo<lo o pi;ltH·ggitt ll te, m;-t cli,·enta UIOlto <lifticile- iu a Ha 111011 t.a gna dove le sezioni di snnit.ì non possono :-;cmprc situa.rsi prcs:o;o le truppe 11pera11 ti . In qncl"ti Ci.lsi, nelle no:strc zolle utouLanc, si fece largo u:-;o dci mezzi. ~;fittcwti o p1·e:-;tabiliti c iutjJl'Onisati, ovvero 10i utilizzat·ouo le t clcfct'I C:h c cftc cldtcto buoni l'ÌsHHati. Si usarono pure con molto rantaggio, speditezzn c :sicnt·czzn i co~ì detti posti di cm-rispondc nzu. l~rano com· posti di otto · uomini d i milir.ia tcnit:ot·ialr :-:caglionati ogni :!00 mctl'i , lungo il fJl'l'COI':m di Jllontngua. Questi po1·tato•·i, q uatt •·o a qua t.h·o, ri · (·evevano il ferito in barella. dal gruppo Sltpt'riore per passarlo al xus · seguentf', pet·(.;ort·eudo sol tant9 il breve tratto che avcva,no imparato a ('nnoscm·e p<~•·fcttlHJH'nte, in m~do cbt potere camminare libet'<lment.e, an . che nelle notti più oscure :senza pericolo di incidenti. Il ferito risentiva così assai poco pena, percllè veniva tra>:portato per ogni tl•ntto ùa. uo·
mini sicuri e non stanclli. Giunti i fet·iti alle se:t.ioni rli sanitil devono l'uhire nna soll<·t'ita, ùili ~l'n tc . oculata: cel'llita fatta <kL sanitari colti cd iutclliv;enti, e devono ' 'sRC J'( ' 11ivisi non so lo in intrasr,ortabiti c t1·aspo1·taòil'i, mn. questi a loro Ynlta !-:nddivisi in quelli che possono es:<:el'lo n 7mmc cri a ln11{!a ,zistrw::·a. 1oer lf' eagioni cl1C più tardi C!«pOJ•J'Ò. Fra. i tntSJ)Ortabili. si dovranno clas~i 6('~tl'e tutti quelli con lesi o n i delle pa.rti molli pi.tì o m('no profonrle ed ·p~ tr~(', o c.on fr~ttnre semplici
IIOH
t:s]'nl'fl', gli v~tt•oat·lictdar·i più kggit·l"i, dH: so 110 la uwggil)r parte,
t• qlll·lli
con rc1·iit: l ie\"i <h·gl i o ·ga11i dci sen=-i. Jlon:tn!lo inn•(·~ t·.-:sere l'Oil:-.idet•afi eo111c Ìll/nt8pOrtoiJili tutti i ca \' ilal'i, t·ir,(· qlll·lli t·on l<·;;ir,ui JI<'HCtt·;lllti lll'l Cl'<lllin, t·at.;!Jidc, torace cù aÙ<lOilll•. <•d aJc·uni rratllil'ali l'd lll'lÙ·(J];Ji'Ì Ìll COildÌ~ÌO Ul tli :o:pc('iaJt: gr;\ \'Ì (;L I'rCS!><O ogni sel'.Ì<IltC ùi sa11ilù diri:,:ioua.lc ,.i dl'\'C L'li:>l'rc, come llo ;.!·i;ì. a('tl'llllHlo, un'auJI)Idau:t.dta chil'llrgica. Qu est~ unità ùo\Tauno esst· J·e pt·m·,·i:-;tP, eonH.~ l'i f<·ce nel nnl'f t·o Ese1·cito, ùi un armamentario colHplefo Jll'r poter es,·g-uire qnnl=-iasi atto operativo, ùi tutti i mc:zzi ueces· sn l'i (Il ' l' )a !ol[\oi·Ì lizz;~ ziOIIP C ]Wl' le O!'Sl'1'Y<1ZiOIIÌ l':ldiogt·a fi('hC j dC\'OlH) inoll1·e :1\'t'l<' ott.inH! tende Jl!'l' il r it:nr CI 'O aù,.guato di opc:1·ati gTavi e tlt·rouo <·s:-:ere co-.t i t uitc d;~ vhin11·gi Lli YaloJ·c, lil'n JH'CJl:ll'ati iutcllettualI IH 'I II <: (! lliOI'allltl"lltl', fOI'IIÌfi di l;l'illlde l'l'>'ÌS Ì.Cll:t.:l fisica C di aJtissillltl senlin ll 'llto di ali rui:->1no e <li do,·c,·e. :-;L·m~a qucslc ùoti motali e intell<'ltuali 11011 ('CIIlllli!Ì , In. f'lll'il <li lflll'>'ti rn;ti 1-!:1'<1\'Ì intJ·asptll'tabili, llOil puù P:-:sl'l't• af:sit·ur;l(a . Xoi ahhi:uno :tllllllil':ILO qnt•sti valorosi e ,-aJenti npt·1·arol'i snltCif>Ol'~ i :11 l 1111 la nn·o · inqn·fJIJo per Junglt c ln'C eon~~cuti\'e, rosJHI><l i a :-:l't'Hl (' I'Ollf inuo Jlf>I'ÌI:Oin di dta, t•s(•mpio mirabile di dovere. 1·: :-ollanto pt>r l'in1P1'\'P11to inllll('lliato c sapiPntt• tli questi ammirevoli t·oll !•g-lti. sono :-late ~alr<\1.<• 111Ì;.dinia di g-iornni e pl·t•zio:-:c csbteuze . . \ qnrsk amliul:tnzt't te f'ltil'll l'l·d dlc r:umo <~fliolati i fl'l'iti iutrasporl:lldli thc don:llll ln , JH·n ·h~ tali, c,·itarc qu•tlsiasi tt'UF:pol·to auche dopo gli atti opcratid suhìti , poi('lu'~ qualunque mm·imento a~gru.verebbe le IOJ'O co1Hlizioni. (ln~'"te uniti\ s:mit:J J'ic (' h it·m·~ic-'hc specinli;r,?.nte prr gli inh•tTf>llti J•r·ccoci JH·lle J'c•l'itc JW lif•tr·;tnti nrll'a<l1lome c nrlle ferHc r-rn 1tÌ..I1P si dinroslr·aJ'Illlo, 1lurante l'ul lillla g-rande ~IH'rTn, :isf::olutn:uPntt• indi!<Jlf'lt:.:nllili e •h·ll:! più gramle utilit':ì per i J'Ì!':nltati ottenuti. E;;se d evono tcner·si jn contatto ('On l'amhnla.nza ch il·nl·gita -ba~e di corpo d'arlll:llil, dal l:t qu:1ll' dipl' ll ll.;no l!·J·nitanwll(t·. Qu P!'(fll dm-r-ù pt·on·eùerc a t llllll il lol'o falohbogno c~ ÙO\' t•:'t J· ic·ovrr:tl'<' non :;n lo i ferHi tmRport:llJili più g-r:l\·i. lllil· :JliCIH· q1Jt•lli dH• l'n1nhnl:1nzdtn.non potr:ì più tenere pr1'··· so di :.:i· o pc·J·t·ht'- snn:H·t·;n·ira, o per<·lu' :.:ono di,·enuti tt·n:.:p01·tahili dopn r i li ((•l'\'(' l l t n. Pl'CRSO le sel'.ioJti 1li s:lnit:ì tlt•vc cdl:tJ·si. tt·a nnc per un Hl'gente mot h·o, il J'ipdeJ·si 1li mPtlicazioni p;ÌIÌ. fatte ai posti di medicazione; pet·· <· h t'~ il t·inrHI\' al'(• h• mrdicatur·c ri<'src ùi. HOf'UHH'nto nl fl'rito. oltre im plirare sciupìo rli t<-n1po c di ma(eri:llt• pt·eziO!':O. l 'er <JUC!-lta eon~iùé J·azion c rretlo opptH·t uno insistere nella necc!-lsitù di :111<lestrar'l' alla clrit·m·~in fìn clnl tempo di pace i gion1ni ufficial i mc-•lic· i, affìnr,.hc', !-le aRsrgnati ai rrggiment i, posr:;ano a!':sicurare l'opportuno pri1110 trnttamf'nto dei feriti. L'esp<'l'Ìl'lli'.:l rll'lla gT:tLHlc• guct·ra lta lnllliuosamentc dimostrato la 11N·rssiti\ ehc ](• feJ·itc si,tno opporlnn:JnH'ntc tmttllte sin dal loro inizio. :-:o10 in quu:.:lo wmlo s i po!':sono f'\'itar<· le ~l'il\'i~!'limc consegncnze infet1 i\'f' tn lrol(fl lc•iali, ('<l i t1·isti <·~i ti po!'lt·npl'rntid cl1(' non di rado sonn· l'l:lti ri~rmtfr·nti in quC'st'ultima guPrra.
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]J. -
~WI~liii·:Hil IJI::l.L~ Sl~/'..10.'\r 01 S:\:\"l'l'.\.
I feriti lra.~}'ortabili ÙlYC<:e dovranno CIS:>cre sul.Jiw :sgombrati, lJ<.'I'chè e~s i , sia nella gucna ùi moyjweoto elle in quella di posi;r,iouc. nou solo costi tuisl'ono un \'ero i mpeùi llH'll to nl! o S\'olgcrsi delle n:doni belli. ~,·ht>, rua pO:-:!;ono cs:se1·c anche ol'igi ne ùi depressione morale sulle tl'uppe cowbatteuti. . Per quanto 1·iguanla il trattalll \!lllO dci lrasportabiliJ è inutile t·ipe Ù! I'C an elle per q uc;;t i i l p l'in ti pio eltc l:t eu ra dt\'C cs:;ere se tu p1·c JH'CC(JN' cci 0717JOI'l1111 a. Cin·a lo sg-o111ht•ro rli essi rih·~1go ne< esJ<al'Ìo stabili re C'ltc per <'ll'l't·
t uarne un trn>:porto rcg-olm·c, su llt•cito (' profir·uo, occOL'l'e che ogni sezione di sanità, sia provvista di molti e comodi tUCle-zi di trasporto e tutti. :lllt<l!·aL'l'l·g,:!'iati, l'ic in pi nnul':l: al,olendo completamente l<t tra;r,il ont• animale che è lun ~a ed inc'omoda. E le autolcttigLe de,·o11o <'i''~erc Jl()ll solo ceìcd, ma JWOvri ~te di tutte le comoùità, prr eriLarc sco~se ht·tt>wlte e ùolcniL n l fl't·it o, cd a:>~i<-urn L'l H' 11 n tra~podo ]Jl'l'fPtto. ~n lo CITI'z io Jlalmentr. pos::;ono e~::;c re adibiti al tra~rm·to dei fcl'iti l eg~ict·i ~li aHtoNtrl'i di l'ÌlM'IH) C'lte fo:-:>:PL'O g-i.\ sbJ ti adil,iti per ll':l:>podo di llltiUi;r,i(IIIÌ 11 di altt'(\ ntalcriall' p<'r le huppe rtp<'l'an! i. . Allo sgombc1·o delle se;r,ioni rli :ani t;) ùcrono conronerc anche gli ospedaletti di enq10 Ll'a.J·nta ta ''''" i lnro uwzzi aul(H'<II'I'I'.!!~i:lti; rhe n.nzi sal';) oppol'tnlto che uua pat·!.e ùi q nl'sti 8iano seutpre lasdllti JH'('sl'O le sezioni, p<:r poter es;;cr se m p1·e pt·on ti n tl';lsportare l H~ i re la ti\' i ospc· 1laletti quei f<'r iti cl 1c vi sarauno destin<lti. · ..-\tH:he i ·cl?lil:oli sono stati utmlizzaii, sop1·a t.n Lto in }'1·aneia e ll(·llt• nostre ultime azioni coloniali , Jlf'l' tr<tioòpOl'to dci fel'iti, a.ttt·e?.;r,atHlo le cnrliughc t·rut conHHle hal·t·liP nppol'tunnmentc ~o~pe~c. B' un ottimo rn<•z;r,o nn(·he ()lH'sto, il quale ofl'rè il gTande vantaggio della stnwnl ina· J'ia r:1pidil:ì di'l t t·ai<pm·to, ma fll'(•:.,;eHtn l' inronn•nic·nte di potrr tr;t• l<]lt)l't;ll'l' soliaulo potlti fcl·ili e t•it'hil't11'l'(; <lllthc personale nwdi!-o aubonclantc, perché ogni Yelb·olo tlo\'1-r·hi.Je e:-;s..:re· acr:<nnt>agnnto da. un medico se trasporta feriti gravissimi. "X<in :;i puù lissa1·e f'JIIIlli si<:11n lt• Ol'e più oppOI'tune pt•t· <'st'~llit·e )!li sgomberi delle ~czioni. Ma <.:om~ UtH'IU:t J.!CIH't·n le, si può stabilit·e che, se \'i i> un<lrir('fl rete :-;tmdalt>, è he11e che le colonne <1<:111' autolctti~lre lòlanitarie, munite t utte ùei segni iuternaziouau· dc1la, COtn-enzione di Gi· nev1·a. prrconano, in qualnnfJue ora, vie non battute d;'l altri Ye icoli, cosl si potrà evit:ne che, isolate o frammi ste a.d altro or<linario carreggio. pos!':nuo l'>:>;;(•t·e colpit(• anr.hc att'lclcntulmentc dal nemico. Se invece si dispone di una t:uoitat11 viabilità. è pJ·udcnte esrguir<' gl i s:.ron1 hcri dn rantc le ore della. notte, sempre quando c iò sia. po~~ibile, sperialmentP per eonsiderazioni relath'e al numero dei feriti steRsi. In og11 i modo, è ;;rmprf? nece;.:l'iat·io evitare, pe1· quanto è possibil<>, che tnli convogli pet·r<wrano de e~postc ai tiri eli nrtiglicria nemica. Negli sgomberi delle st'?.ioni sugli ospedaletti avanzati di corpo di armata occorre clte il direttorP di sanitl.'t. di corpo armata dia· de1le
di~posi:doui
ben precise alle se~ioui. pel tramite dei capo-utlici ùi sauit;ì di <lirisiouc; aru:'he u<:compagnaudole con :J:r·afici indicanti chiaI"IIIIW!ltc le dc che le autolettighe Ùt'nmo )lt'r<·or.-rr1·e nell'andata e nel ritorno, e con indkar.ioni esatte cirra la- ubicazione degli ospedaletti s ui quali denmo t·><><cre sgombrati i fcr·iti, a ><N:onda h· lesioni C'be presc•ntnuo. E :->piego nwgliu il rn io collcetto. Io ritclli!O dw, Pl'l' assiC"ural'\'. 1111 b11011 tl'alta lncuto dci feriti, OC· .c·tii'J'(' a1lhlarli ad tlspella li s1)c•r· iali: .~ufi 1 ~~ perciò sono del parere che <tiH·hc le unitù. &<tnituric• di <'otpo cl';rrnrat;L debbano esser·e suddivise 1•Cl' spccia Htù e h i l'lll'~ÌC':l, i 11 modn che le fl'T'i ti' delle' parti molli, le frnttiii'C >'f·mplki. ~li 011-ticnhn·i. i frriti cl<·gli Ol'~nni d(•i "ensi, ~iano tutti l'iuniti in u"JH•dalct.ti spechdi~~ati. Quindi le sezioni di sanit:ì dovranno bene <:onoscel'C la specialità. d1·i divcrl-ii O>'Ju•dalctt L p(·t· poh·tTi iuclil'i:~.z;n ·e ·i J'<'latiYi <lllltrwlati. e per·<:iò la opportunitù. (·ni ho aecennato, dH• ~li O>'JlCtlali a,vanr.ati di corpo rl'armata l:t~c-ino alc·unc dc>lle loro antull'ttiglH! ~elllpre JH'<'sfio la ~czioue di ~anihì ùalla quale dnnaTTIIO -ritP\'t•r·c• i f<'riti, p(')' potl'J'IlC' l'OSi accelt••·•lJ't' lo l'g<mthero. l 11 que::<tn nt01lo i eonrluc<•n ti lleiiP a 11 tu-n·ttnr·<· ~-:ct•rit·u nn o a.nehe c·omC' pot-ta.-ordini fra !:'P~ioni <'<l O~'p!'tlali, t'd io mi permetto accennare a qTrt·><to clettal!lio p<'reh{• Jro potuto t·onstntare t':-<><t·re di g1·ande utilitù J•l·nt·iea tllmtntc lo syoJginll'nlo delle a:~.iouL A pt·opo~ito clclht.- ·'5Jl''r·itlli:·. :a:::iour drgli o.<:prdulc' fti unw~ati 1 credo llt·t·c·s>'aJ·io in:-istpr·t· nPl cone<'tf'O. gio\ !la 1111· SOI't<•nuto durante la grande guena, tChe cioè tutti gli ospedali. rlelhl ?.OJTa di guena, e quindi anche quelli ùc:lle armate o <.lt·lla :~.ona dellt• In tcnden~e, debùano essere spet'Ì;'tliz~ati per t u tte le tlin~r~e lesi o n i (')rirnrgil'lw e conseg-uentemente H nche per le a 1ft•?. ioni medicl1e. :-ìollauto cosl ~i gim·cro\. realmente a~Ji infe1·mi, e ~i reali7.:t.f'T·;ì e('O!llllllin eli JIPI'SOI!otit', di l~11'7.ì\i e tJj tPilliJO . ' Ne> mi fenno a diruo"tJ·are nltcriOl'nl('nte Ja. importan?.a di detta s pedali~za:~.ionc, poich<' bnster;\ rit'OJ·d:ne t ntti i hrillu n ti succè8:-<i degli inll·t·n·nti JH'IIt• i<·,;ioni (.:,'lv ihu·i e, p1·a.ti<-ati tla tl1it;urgi YCI'ot!lH'Irle compe· tenti, gli esiti fclic·i delle ferite degli org;nni dei sensi . opportunamente tT'<t tt~1 tt· da- spe('i;L!isti, gli ottimi risnlt';l ti rlrll;l terapia pn<>nmotoracica pratieata nelle fer i te polmnn;tt·i in O"Jll'd;tli spcr.ializr.;tti c dell'artrotomia pr·ima1·ia es<>~nita TH·llt• ft-t·ite m·ticolari d<l. c-hit·ur)!i !O;pedalmente addestra ti j u C']m·slo ~c n e T'c rl i t m unii, c•(·('. Pt·<•s~-;o qu e~ti o~pcùnll'tti f'per·iali:~.~ati di (•OJ·po di arma.ta c di In · t<'ndcnza ,-j dovr-aJlllO Ps><c•re !'cmpt·e pronti dr•i nuc·ff'i rhi1'111'rJÌri ben ad · cll'sn·a1i ]Wl' l'Sst•r·e in,·iafi COli rc•lati\·o nratc>J·ial<' ;Jrlatto, in ;tinto. di quelle• FW~ioni tli sani!.;) c·he 1.1e an•!-;!-Wro hi"og;uo, l'e <'YCHtualmentc fo~ >'I'I'O :l!lc·OJ·a, :-~prcn·,·iste <li ;rnr h n la lr~C'tt!' <'hiJ·tn·gichc. '.l'utli i Jll'<'dt>tt i ospNlnli <li corpo fl';ll'lnata f' tl i Tn te nrlen~a si do· \'l'<lllllO l<'llf'l't> in c·ontinn;1 rpl;r~iOnl' f1 ·n lo1·o. c• ~'<';!I IÌ I'P l<) stt':-:!'-:0 indi · rizzo <.:linko i11 modo C'IW i fl'l'ili cll'llc tlnit;ì a\·nnzat·r, (]tlando saraunn ' . trasi'<•J·it i llP:!li o:-:p(•tlali <l'Jnf<•nclPn~;l, JJI)Il clt•hhano c-'; tmhinrc lll<'tndi di l ' Ili';\.
257 "~lltJSta.
unicità ù'i.uùirizm pct Lutti i l11oghi ùi (;Ura, dalle :sezioni di ~a.nità agli ospedali d'Intendenza, è per me comliziouc essenziale, a:<~oluwmentc iuùiJSpensabile per a~Ssicul'are tsia la lJl'ilua oppol'tuuu eu ra, ~<ia il felice ~;ucce::;sivo anda,tuento delle lesioni t ra 11 :JJa tic he. Que sto iudirizzo ùe\'e essere dato dal consulente d1irurgo d'armata e deve e:;:<t<J'P :;cguito scr·upolo:samente da tutti sia nelle unità :sanitarie avau· zate pel trattamento dei cranici, addominali, toracici, osteo-articolari, sia nei grandi e comodi osvectali ù 'I ntendenza p et· tutte le comuni lesioni chirut·gicbe e per le enmtuali svn.riate complicanze, purtroppo inevi· tabili. (lul·8to iudil'izzo chirurgico eguale c eo::;t;1ute in tuttr gli :<taiJili· lllcllti t;HUita t·i di guena è a.nche necessario per quanto riguarda le uorJUe ben chhLre efl esatte ~Ìl'CH · la chirurgia cOllseiTatdce e demolitrice. Difatti, mentre è indispensabile dover fare ogni tentativo di con:-.et·,·a;.,ione, è anche risn.puto che si può compromettere la ,·ita dell'infenno ostinanùos i nella. chirurgia consern1trice in ca~"Si gt·a\'i di spappo. lrunento di parti molli c·o11 lcs i<mi \'a::;ali e ne t·Yose o in .inclh'i<lni a-ffetti eta gntvi iufeziooi ga:s:<osc e settic he, èC'<·. 1 i'\oltanto :seguendo scrnpolosameutp nOl'ill(! chirurgi che opportune (' prec'i:se io ri ten::ro c he si p o tra nn o evi tu re dolorose consegnenze che, put'troppo, in akmw lc~io ni chirurgic·lte sono durate per parecchi nnni. A (!l,testo riguardo io cr·eùo elle il con>;ulente chirurgo di a.rmata, qnl':;ta alta ant.ol'itA sci e ntilk~t , deuua personalmc11lc sor,·egliare, ::rui · dare, consigliare tutti i chirurgi d ell'armata: poi chè sono convinto d1e :<e CJ né:. Lo criterio fo.-:Re :<tll t o sempre tHlottatn f;Oll se t· n polo:sa CO· :<ta nza. il decorso di p:tt·ecehi ferili ;,;arehbe stato molto più fm·oreYOlf~, t• fo r >:t' un <:Pt·to llUIItt'l'O di Psiti. ktali o ~nwi~simi si sat·chhNo potuti ~·,· ita.re. t·on euonne vaut;tg-~io lllorale c' ROcinlc. B qui cac1e opportuno il tJ'nthn·p cle!la lli:stanz<1 alh1 quale llE'YOJIO tro,·;n·si gli ospedaletti di corpo d'm·mata o di primo ricovero. ([no•sta è• stata S('lll jtl'(' Utl<l <JUP:<ti(,J1C moltO dibattuta cltll'Hllte }a g-ralt(le gut.' l'l'<1. Xc•l ttostt·o .E~e t·ci to è sempre pren1lsa l'idea chP. i sud· clPtti Ol'\pt'cl'ali fo:-;:<c• •·o :situati molto \'ic-ino nll<• lineP di combattinwnto. per asRicurare le più sollecite cure n-i feri t i provenienti dalle ~ezioni di ~anitù. E questo critt>rio tL·ovò la sna, giustilìrazione nel fatto che all'inizio della guerra l e nostre sezioni di f:anitù non n.vevano vicino una amhulallzf'tta cb irurgi<:a o nn nucleo c hirnrgicv pPt•fettamcnte foruito. e CJninfli l•r·a nt>ceR!'::nio fiYE're degli ospedaletti molto vicino alle sezioni :-;f p:..;s(•.
Io altri Bset·citi i11veee prevalse l'idea che detti ospedali di primo
riron"r o fossero relativamente lonta.ni dalla prim a linea . e ciò, io pen · so. ~ia pet· d;ll·e la nec·eRsa1·ia e clesiùer'ì'lta ca lnw n i feriti; sia per per· mettere ai rhit·nt·g-i un hworo tranf1uillo e Rf' l'eno. seu;r,a preorcupar.ioni •l't ofl\'>:e nemiehl-'; 8in finalmente P~''' uon rspo1·re acl ecce::::-;iYe pcnlite l"t·l f'lllento r·hirnrgo op(~t·<l~ot·c, (']1e ò stato :<ernpre molto scar~o in tutr1 ~l i J..;14E'r c iti helligernn ti. I't> t' tutte le a cecn.oate con~>iùerazioui 1 non ct·edo r::i possa t·iRol\'et·t> la qu<·l::tionp deci:::aml'nte in un senso o JH~II'altro. Vi possono e:::Rf'r·t> 1; - Giorn11/c rli mttlidnn ""'littJT'. -
Fnsc. Vl -Yl!.
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tante condizioni spedali, rela tiYe alle azioni telliclle. al tcl'l'euo, ull:t viabilità, alla disponibilit.'\ dei mezzi di sgombero, alla stessa sentiment.tlità degli Eserdti, che po~>sono fur decidere in un ~;enso o nell 'altro. Per ò, J'estamlo fi~so il principio che a~tli i u t t·asportauili th•ve c:<:<l're as:sicnrata ]a cura immediata, metliante l"nsscgnazione di una arubula.nzetta chirurgica ad ogni sezione di sa.nitù ; gli ospedali di primo ricOVPT"O del'tinati n ricevere i feriti trasportabili possono trovarl'i lwnis· simo a 15 o :.!0 ('hilometri di dh:tanza. dalle p1·ime l inee; sopra. t u tto se si hH-nno a di~>'pOs i z ione numerosi, comodi c c"ele1·i mezzi di :-:~ombHo. E siccome una parte di qn<>sti amma lati t.J·:H:portabili sM;ì. più gr a,·e ed un'altra.· meno grave, cosi questa ~econd a. parte potrà sopportare senza alcuna conseguenza un Yinggio <tnrora -pi ù lungo, dei 20 chilo· metri: quindi i più gravi saranno ricoverati dopo un breve percor so o all'ambulanza chirurgica-base o agli ospedaletti specializzati di corpo d'armata, tutti nel territorio di questa unità tattica, dove potranno es· ~>'ere ~uuito ~ottoposti agli interventi opcratiYi ne•:Ps:-;ari e sopratutto a quelli <"he assicurano il sucrrssivo buon andamt!nto delle lesioni qH'oti la~>si <·birurgica ). rPrÒ ~iccome questi OSp€dalE:tti fanno parte integrante della g r ;\DÙt' ttnità tl'lttica, dehbono ricoverare rell'ltiva.mente pochi ammalati , pPl"Chè debbono essere srmprc pronti n scgnire il rorpo d'armata in ogni suo ~;postnml'tJto e (·iò sopratntto nella ~n(•rra di mo,·iment.o, che è la eon· dizione normale. 'l'utti i feriti (l'<t~>'poTlllbili lcggrd im·1,ce. tlonanno (•st-:('J·e i1wiati più indietro negli ospedali di armata o di I ntendenza. chP io rbil'lmr rei di primo -~rJnlll li"'I"O per qn(:!-:b loro sp~>ria.le fnllzione. Quindi, riassumendo, io ritengo <'he tutti gl'in trasporta bi li dP\·ono essere curati p1·<•sso le ambulnnz.. ttf' chh'lll'giche ~pecializr.ate delle sezioni di s:aJlità.: che la maggior parte dei trtH<.p!wtn bili. i più leggieri; 1levono ~·~::;et·e sgombrati a distanza u<•gli ospèùa.li d' I ntendenza o di primo :s~omiJero e che una piccola- parte. i più gr<wi, devopo <>~~eri' tu · rati negli ospeda.Ji nvnnzati o di corpo d ' armata o ([i JJ'rimo rirot"PI"O. P er questa considerazione (\ indispensabile elle fra dil'ettort' di :::anità di corpo d'armata. e d'armata siano presi semp1•e preventivi accordi circ.a lo sgombero ùit·ett.o d(•i meno g1·avi sugli ospf~dali òell'ar· mata o della 7..<ma d 'Intendenza o di zwimo sgomòe?"O. Questi ospedali don·<lllllo e~r-wrl!, in 1-!<' ll t•l'<', :'tiTIJlÌ, molto ben fOI"lliti. potra.nno rice\•ere un gt·an numero d'infermi, pott·anno rc~;t~n·e oe<'UJ'<ltÌ auclte l'er· un tempo relatinlDJente lung-o e gli . ammalati in essi r icoYerati, quando occorre, e quando le loro condizioni lo permettano, potran· no (;'ssere f<H·i !mente ~gom brnt i negli 010;pedal i delle retroYie per m<·zzn dei comodi. treni ospedali cb e le as"'ochtzioni r1 i ~orrorf;o mett<>rannn n d i~>'pn~i zio ne Ilel l' E~r1•rito opern n te.
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0.
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SGOMBEnO I) EU.E: AMBUTn\NZE'l"rfl, Oflf,LJ:l AMBULA~:r.l~ OUU\UROICHE
E DEGLI OSP!i:OALF.TTI
1)1
CORPO
n' Altl\IATA.
Ed ora passiamo allo sgotnòM·o delle Wlnbulanzette chinwgiche che ric-overano gli intrru;portabiJi ed a quello àellc ambttlan.ze oltirm·gichebnsi, degli ospedal·i fii. corpo d'(11'mata o di p1·imo ricove1·o dove sono r·i(·overn ti i t rnsport.'l hili gravi. Le ambulanzette avanzate per il genere di feriti ricoverati (cavitari) dovranno sgombrare sempre s ulle ambnla.nze chirurgiche-basi, dalle quali tecnicamente dipendono e delle quali sono emanazione diretUt. Le ambu lauztl ehirurgiebe-basi a,Jia loro volta e tutti gli ospe-dali avanzati di corpo d'arma.ta. dovranno sgombrare i loro feriti direttamente sugli ospedali più anetrati eli Intendenza o di armata,, ma soltanto qn;tn~o è a!'sicura.to il buon andamento delle lesioni riport;1te e degli a.tti operativi praticati, in modo che la cura :.uccessiva affidata ad altri chirurgi non pos~;a a!'lsolutamente nuocere agli infermi. E ciò non sarà ùif6cile otteneH;!, (Junudo si pari:<1 dal c·o11cetto, p~;>r me fondamentale, che· i con sulenti chu·nL•gi svolgano la loro attinl ~orvegliam:a su tutti gli ospedali chil·nrgici d_ell'al'l1~ata , a~<~icurandosi chE> le loro diretti \·e siano C!'leguite co~tmtemente in ogni luogo di cura dai più nvauzati ai più a rretrati . Rolo co:;l ~:~i potrà gare11tire 1'c~<ito fcUcC' Ili iruportHnti interventi pratica,ti il1 pri111a linea a feriti gra\·issim i. Naturalmente questo sgombero vn, eseguito con autolettighe molto celeri e comode che devono essere in dotazione delle predetti' unità sanitarie ava.nzate che ha.nno in cura i feriti gravi. 11 direttore di sanità di a.rmata dovrà però coadiuvare con i propri mezzi lo sgombero delieato Ili CJUC~<te unità a-vanzate. I concetti che ho esposto s ugli sgomberi mi sembra corr ispondano, sia per la guerra di posizione, sia per Qlle1la. di movimento. Per quest'ultima ewntua litù, che dobbiamo con~iderare come norma, gli ospedaletti di corpo d'armata. o di primo ricovero dovran.no sempre considerarsi come unità F;anitarie mobili, pronte a spostar si insieme aUa grande unit~ Utttica a Ua quale sono addetti c quindi non dovranno essere mai :-;ovl'll.C('Ill'ÌChf'! d i ft•l·iti eli avN·e F:CmprE> n loro dispo!'lir.ione tntti i mE>zr.i di t r•asporto. P Pr realizzare tutto quanto ho e~posto è necessario un'organizzazione sanitaria perfetta, si::~ per quanto riguarda. le disposir,ioni di ordine logistico, sia circa l 'indir·ii'IZO tecnico. I direttori di Sat_Jità. di corpo di armata, sentito i consulenti chirurgici, dovra.nno dn.re disposizioni ben dliare circa i concetti da. seguil'f' nella. cernit-'l. a<>i feriti nelle Sezioni di sanità, circa il ricovèro degli intra,<Jport-'l.bili, circa la ripartizione e l'icover() di'i traspor tn bili pilì v meno gravi e !'lU1 succeRsivo sgombero di essi.
2HU
l't' QUEJ.T.l TI;;IWJ'!'(\ftJALJ. :-\e 1\ tli gT<~ntle iurpoJ·iall%a 1111a diligenti" ur·g-allÌ%%a~iouc dello sgom bct·o dei f1·riU clallt· pt'iuH· linc•t• XliJ.di oxpt:dali a\·an%ati di corpo d'ar·
mata. o eli pri111o rir·orcro e sugli ospedali dellu :ll'matc o della zona delle Intendcn%e o tli pri111o Sf!OIIIbau. al trettnnto è di ~ommo intcresst~ una aecut·a.ta ot·p:;tnii'.zazi<)tl\' del lo s.g omhero eli questi ultimi n:-<pedali s n quelli tenitod..'lli. l f't·t·it i più ll'J.!'J.!'Ìt·t·i dl'g;li o~pPdali d'l utendem.a appeua guari ti, do n·an11n tornare dit·etlawr.ntc ni !oro t·i:-<JH•tth·i L'Pgg-inH•uti st'IIZa t~sst'l'l·· itwiati in l(•t·J·itcwio, ]H'l'Cltè ptt rtroppo l'r-sp<>t·ienza lta dimostrato eh P. g-rnn pnrt<> dcp:li ammalati ill\·iati tH·p:li ospedali territoriali, non ostan. te tutto l'iuteJ'l•ssr nelle aut01·it:ì sanitm·ie. trntano tutti i mezzi per ritaJ·(hlt·e il Jm·o rito1·no n ll:t ft'OIItl'. l'eL· e,·itan: questo iurnnn•nit•nte fnrono rla 110i molto opptwtnna · mellt~> istituiti nelln ;;t('l'S;1 zona di gtH'tT:l. dt•i com·nlnsc·<>nzm·i don• v e nh-ano im·iati pf'l' ht·eye pt~ riorln ili t·iposo g li itlf<>J·Jui chi:' 1'1'<1110 !<tati nf. f~>Hi da fot·mp mNliC'lJc• o rln nft~zioni chirtll'I.!:Ì<·lll" ]p~ger1·. Tntti g-l"ittf't>t·mi iii\'P(·t; che haJJno hisog:no o di ìnng-h i pt>riolli 1li curu o <l i pronPrlimenti niNliC'o-lrg-ali. doHanno e!':serr s~nmlwati negli ORpednli tcnito1·iali, nelle c linidw me>:>:e .a rlisposizioM drll'nntorità militam e in altt·i n:-<p1•dnli impt·mTi '-'<lti nPI tl•rritnrio - tntti stnhili · lllf'llti sanitnt·i rl i .~t' ('01Hln .';fJOIItbf'm. Lo sgombero (legli Of;peclali eli J ntenrlPn?:n !<lll tt'l'l'Horio deve essere lwllP <JI'g-nn izzato. snpt·atntto ~n:111d .. gl'illfl'l'lllÌ l'ono molto nnnwt'Oi'li, e q11<1tlllo 1:1 c·onfn rll t:li':iont• tl' t't·itnl·inlt• rlPll:l X<17.iotH• nou otl'I'P la ('OIIlO · dit;) 1li pn!Pt·li rnpirh1mc•ntt· distr·ihuit'l' llt').!'li O:'>JIPtlnli clf'l R (•gno. E l'It;\· t;lli<t. fH'I' in S\lll ('Oilffll'lll<IJI:iOJH:. si ti'OY:l fWOJH'iO in qll(•sta l'fli\'Ol'f'YOil' f'CJIId i7.iOlll'. Pr·rsso r1 i noi quc•sto pm·nlJJt.mn rlc·l st•t·!)llolo !lgnmht't'O sugli o~=:rwdali tf'rritorinli fu molto lwn ri >:olnto. pokhr~ fu a>;s<'p:nato acl o~ni armata 1111 t>;l·up po di nspPtl:lli chit'll t·g-iC'i e mcrlit·i territol'iali, an•11ti la potl'll · r.in.lità ùi rkon'l':ll'C' tntti i fp J·iti C' mnl11ti flell'armntn stC!':!>:t e h ~ ancora <1\'('SS(']'!) IJiSilg'IIO l] i ('lll'òl. Tnsh·nH· agli Osf'C'Ciali flll'lllln aHI'ilf' :ts~<(·g-tt:ltt' lp lin1•e ft>tTOYint·ie ùa llsufntire ('ciò Jll' l' p,·itan· in;.rolllht·i v1l ÌJI1J·;tlf'i nf'l 1-:t'TTir.io ferro\'iario. La fllnzinllc· tlit·PHi\':1 di t111Hi ;.rli s;:rmnhrt·i tblln zon:t eli ~ll<'tTn in territorio fu <l·ffidntn nll'<tppnsita 8czio,,. ·~!tom1>r;ri c~ i stente pre!':i"O l'InII· Htlenzn l!;l.'llCI';l]('. (ltwsia ;1\'{'\':1 (jllotidi:lll<lJJI('llÌ(' noth~il? r]j tutti i posti)f't(O di:-:p;;uihili 1wl trt·1·itot.'io 1' t·irP\'P\':1 fltkll(' chi Comandi Ili :H·mutn il nn Ili<' t'O r.nm plr~si ro tl i lll<lla ti n t l'd ici <' rh i t·llrgir·i rla sgom hl'l'nt'e. In CJIIC~to modo :-:i pntrrn l'•·;.rol:n·c' lo sgnnJht'J'O rlc•;:rli infermi i.n tutte le arn1:1tf'. Ri poiPnlnn co~ì fm·m:nr clt·i !n>11i 11i :;;oli fel'iti o cli !':Oli :1111 · malati o miRti. a\·Yi:IIHìnli n i <lirf'rsi f>:<JWd<lli !':IW!'Ìnlir.r.ati n òil"po!'ìizioJt(' di <•ia:-;r·nnn annaln. E ,<:e pC'r (·nsr, nn'nrmntn :;;i fo~sf' trm·ntn più impe;:rn;lta delle nlrr·<' l' quimli m'P!>:-<<' :wnto hi;;:ogno cli mn~gior numt>ro rli
;!ti!
letti per .sgou1bero di feriti iu tenitorio, al lura la N(' ~ io11f' ~!JIJIII beri ùell'l ntcuùeuza, lll'éva la facoltù di ;t,:::;t-guarc a 'Jlle,ra gl'ande unita tatt ita maggior n umc1·o di ospedali te n i tol'ial i, ·.oglicndol i tempor·aneanH:ntc alle ar·IJiate menu impcguatc. Lo :ste~so fatto a,·,·euint quando iu uu'anuata fo,.;::;c in:sut·ta qualt-he t·pidt·naia c fo:<:><: :stato perciò Hcce:-;:--;u·i•J mcttci'~J a ::;ua di.-po,.;izi~>Bc 1111 auaggior· uumc1·o di ospedali J.ler ammalati di uwùic: nn. Pet· effettuare quc:sti ,.;gonal.>c!J'Ì .-cu1pre t·ou treui ospt·dali, 1'11 di nllidi.-:<imo <liuto in Italia ha beueuwl'Ìta Assoc·inzionc d ella l't·< wc Ho~:sa, la qnale mise a. dispol-ìizione dell'Esprc·ito il rilevante numero di n~ntitrè ottimi tren; o.-pednli pPrfettamt•nte ot·g:lllizzati c rispolHlcuti a tutte le esigem:e per Ptfcttuare lo s~ombero <lei feriti 11el1E' migliori coHcl izioni. -\ f]uesto set·vizio ll(•lic·a t o. collt·ot·sc ~l'llcn•sm11Cllte a ne be il lwneme rito Sonano Ordine di l\lnlta mettendo a disposizione dell'Esercito quat tt·o tr·cni o~pedHli perfcttame11tc, prepar·:tti eome quelli dell;l Cro!''e ROl-ì~<<l. Più tardi con l'iuteusitic·nnd ddhl azioni helli(')te qtwsti treni, in ;rr-au par·t(' già p r outi siu <lal tcnapù di pat·t•, JIOII flll'Oilll JoÌÌJ ~<llflh-ienti, •·d allor·a il ('onuw<lo :-\11 p l'P IliO di'Il 'pset·<·ito Jll'(lHid(• a far n llt>stit·c· a Itri ll'f'lli-O!:'peflali c treni :sanitari militari. c· c·osì il setTizio )-;::ornhpt·o fu :-:c•mpre flf;:<icm·ato ed ptfdtrJHto ,.;pnza il m:uitll<• itwom·pnirnte. Lo "f!omber o rlrg-li ospNlnli ll' Tnt<•lldl't •w :<tal t<'rrito•·io potr·:'t e.-set·e l'll'l·ttll;tto andH· pt•J· JU(•z:~.o tli aml,,flall:::r· flu1·iali. f)nnnflo le t·ontli7,ioni g-e'ogm.tiche <lei p:u.';;e lo ('Onsl'utano. Questo è nn ottimo mezzo percht'l i feriti non subiscono scosse di sorta; ma per qu:mto i barconi-ambulanze possano essere pe...fettamente attr·n;~,zati. non pr<'scntl••·anllo mai le grandi nHnnllit;) di :v-:sistenza di un moderno t reno-ospedale. Il mezzo ùi s~ombero per \'in acctU(·•a, •·he offre tutte le massime cotuoditl\ per il trasporto dei feriti e malati clallr ZQne eli oltre mare. è inl'PC<' rappr(·H•ntato dalle n'ni-osp{'(lalr. Ed è ('!'l' noi di g'l'illldc• soddisf:t:!.Ìtllll' lllOI'<IIP il l':tlllllWIIl;ll'!' il )•('J:fl'ttn fnnzionameuto dC'llt! no:;tJ·e, ehe ril'pOs<·ro in modo mrt·a\'igliosn al loro diffi-cile e delkatil'!l;;inJO còmpito, pcrchè affidate a. persona,le medico di altissimo valore tPcnico e perPhè pron-iste di tutti i mezr.i necessari per assicurar!' la più perfetta aRsisten:w sanitaria r mornle de:;rli infPrm i.
3° Adattamento della terapeutica chirurgica alle diverse condizioni
risultanti dalla necessità di procedere agli sgomberi. Ed ora due p:11'ole sull'ultima questione ùel tema dl•l l'~lltgre:s:so. P<'r poter porim·e un modc:.:,:to <·ontt·ibnto allo stltllio di l{ll(•sto ;u· · goruento, Lli:sogna a mio parel'e, in :)ucsto. eomt· i11 tutti i pr·oblcmi eH logisti<'a saJ)itadn. partire sempre dal concl'tto rll<' la gtat"rl·a rli oaovilllento tleYe r;;set·e cnnsidet·nta lH (·ontlir.ion<• not·m:Jll·. Juc•ntJ'P qnvlla <li po>:ir.ioue come nn ffltto I'Cc'ezionale.
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01·a se t utti i fe l"iti iuùi:stiutamente si potessero :subito aHoutauare,
t i·a:sportaudoli a gmnde distanza, in z,ona calma e tra.nquilla, si realiz· 7-erei.JI.>e fjdealc della eura. Ma, ~:;ic~;oru e t utto qu e:sto è iÌnpo:ssibile, perchè d :souo leJSioni elle non permettono alcun mo\"imeu to, così P giocoforza a~<:sicurarc a qu e~:~ti ul ti mi H ncee:-:sario ed opportuno trattamen to nelle ùuit:1 sanitarie c hiJ·urg idw a.va,m.ate e specializzate. );e:,;suno difa tti pcU:,;(•t·ebl>e a far :subire un t ras porto ad uu c'ranico, ad un at..ldomi.nàle, o a.ù 1111 t o•·•11:ieo 1-!1"0\H\ ; quiudi lJt'l" qpc:sti feriti non si J.!UÙ am1uettcre, a mio parc 1·c, a lcun ada ttamento della tet·apia chi· rutg-i~;a alli:' t:'Ycntuali ncce~o:s ità ùi ~-;gombero, senza <:olllprowetterne la Yit<l. Nè 'Jllcsti f<> r·i ti possono t•s:-:t·re ISgomùrat i :-:ubito dopo l 'in ter vento openttiYo 111 qual~; fu t·ono sottovosti; un t rat-;p(H· to, aHthe ln·ew, n e d:lu -
ncgg-ereuuc :-;pt·iamente il t·.i ~-;nltato. Questi fet·iti ~r·ayi t·aritari denJno r <•:-:l at·t· lll'lle nnitù sanitarie dii · rnrgit:he an111za t.i:ssinw n111da t i a l chi J·tff·~o opera t ore che deve assumere t n tta l a n •spo11sa hi liti• de Jl'j] •t<' rn·n t o. E ciò 1-lÌ<l nel ca so di gnena cii posizione, sia. in fJuellà di movimento, perchè, come si è detto, qualsiasi t 1·asporto a distanza potrebbe riuscire f;ltale al fpJ·i to. I feriti trasportabili inn·ce, nella cren t na lP a ssoluta necessità di 1111 0 :-;~;o m ber·o, pntr·;t n 110 c: o n tu t t e l t> opportnue (·n 11 tr lt.> esst'J"C t rasporta ti a gr·nndi ùistunz<' anch e s up<>riori ai :30 o :IO chilomctt•i r la b~ 1·apia <·hirm·gic-.a in tal c:tr-:o si adattcr<'l1bc al ritardo c"he l'intervento ha do,·uto s111Jh·e. 1 n ol!ni modo tlanwt i <~Ila possihilitù di pet·derc nn f!lorioso feri t o. io pt·nsn c-hP d<>bha paxsn r e in seconda linea. ogni nect•ssità di sgomhe1·o: il f<•rito è ~'<:H·J·o t• tlt•,·e rimanet·e fprmo nffitlnto nl1e c11r1~ amorose ùel (·hir'tll'go, sotto la tntela 1lella Co n,·c•nzion e di Ginena . CONCLTJ ~IONI.
LI' gm•t'J·e, pnr l:'s~P ntl6 da tutti a l tm~e n te dt!JH'e(:.tte. molto ditJl. dlnwnte seompa1·iriu)no, percl1è fino a quando vi ~;aranno in contrasto g1·nd inte rl•s:-;i fl'll Nazioni, e finehf. i t'inno,·antisi rancori non saranno a:-:snpiti . i C'ontl itti pN·dm·cran no int>Yita bili. E se nnch<· nn giorno que · :-;ti potr·;t)lnO ~·~:-;f'J'e o (•Yitati o :-;o!'pf'l':i o ('O m posti fra a len ne Nazioni ; diffìeiln•.-ntt• :-;a•·anno soffoc·ati ft·a quei popoli ehe non a><:cetteran no li\ <-omposizione amiclH' \·ole di una somma col'picua di interessi. l'<·•· q nel': te ragioni lP ~a zio n i sono obbligate a manterwr·t- semtn·e Ùl una t·Pln t i,·a Pffi f'i l~nu\ i l01·n Esl'rriti e noi medif'i milit<lri, che ne fa c<'iamo parte. non pn:-::::iHmo trala~dal'C lo :studio dei problemi relativi a tutta la ('ompk:-;~<a pl·rpat·aziotw sanitari:t di f!twrra, circa. i1 perF<onalt'. l<• unit<ì ~anitat·i~>, il mnt<>rial e medico, i mezzi di t rasporto ecc. ric~r dando che non ,.i pnù e:-Rert• nn sprviz io sn.nit.'Lrio ben funzionante in I!IWI"I"il·, s<•nzn unn prt·pnt·azioup a<·'enmhl. òilig-<•nte, cosrienziosn, continH<I, fatta :-:in dal t<'mpo tli pace. Dico emttinua rwrrhc'l <'011 i vf'rtigino:-;i muta menti df'lla vita odierna. f·amhiN'allnlt fOl'~'<<' t utti i sistC'mi (li nrm::~mt>Hto. ROpl'iltntto in riguarrlo
2H3
<dio ~Y iluvpo dell'aviazione e della chimica apvlicata ai tiui distruttivi; iudubbiamente nuovi criteri di tattica guideranno le future guerre, e può darsi aucbe ..elle i progt·essi scieutitici metteranno in valore nuovi sistemi cumtivi delle lesioni ·chirurgiche, delle affezioni mediche ed an · che uuo,·e rilsor:se igienico-profilattiche. E' nece:ssal'io quindi che il medico militare :-;egua diligentemente tutte le innovazioni che tendono· allo scopo :supt·emo della. conservazione delle giovani esistenze delle Nazioni. Perchè se la missione dèl medico in geuer-e è sempre altamente umanitaria, quella del medico in guerra (. ancora più nobile, dovendo lui da.re l'opera sua, indistinta-mente <l i propri co,nnazionali ed ai nemici fatto di altissimo valore mort•le - l>Ct'cht' le e~;h;teu'l.e salvate, a qualunque Nazione appartengano, <io~;titni.;<·ono sempre il grande tesoro 111orale e materiale di tutta la Umanità; e quanto minori saranno gli esiti luttuosi delle guerre, tanto più facilmente la Umanità si risollevet·à, dalle infinite dolorose consef!UE'Ili',(~ di esse. I desiderata. che perciò formulo nelle mie conclusioni sono i seguenti: · l " L'oppot'tunitù, clel ia ililigente, continua preparazione del servizio sanitario da compiersi in tempo eli pace; 2° La necessiti\ ùi afficlm·e la dil·ezione del servizio sanitario in zona di opera.,ione ad una unica autorità sanitaria militare, la più elenl.ta in grado: 3° Cbe questa a.utorif:<'\. risieda pre:s~;o il 0omando Supremo dell'espt·dto operante, · per essere sempre al corrente di o~ni azione di guerra., per poter dare l e opportune disposizioni sanitarie alle diverse arma te e poter così as" unwn• tutta 1'111 hl rPspon!'ln hilit:L della l'ma carica P del suo operato: Jo Che un'alta autorità. sa-nitaria militar(;', cou ana-logo còmpito per Ja, zona territoriale, Ri trovi pre~;!'lo il ~1inistero della guerra, in modo da poter t·isponrlet·e eli tutto l'a.nclamento degli stabilimE>nti sanitari del territorio. e poter fm• fronte a tutte le richieste dell'alta auto· t·tt•' ":. n:.taria della zona di ~netTa : f)o Cl1e è dovere precipuo assicnrm·e l'opportuno trattamento ai feriti cavitari con la istit-111'-Ìone di ambula.nzette chirurgiche mobili sperializznte ed in numero ta le cln potr-•·m· as~<l'l!llal'l' una pc·r oj:!'ni òivi Rionc; · 6° Che è indispensabile la- speciali?.za.zione di tutti gli ospedali della zona di guerrn, ed un unico indirizzo clinico seguito possibilmente in tutto l'Esercito o almeno per ogni at'Ulata; 7° Che presso tutte le unità sanitarie siano ~empre a disposizione i DIE-zzi di trasporto di cui sono dotate .
••• Ed ora sento il dovere di rivolgere un vivo plauso agli illustri col· 1eghi ufficiali medici belgi che ebbero la prima felice idea di organiz'l.n re i Congressi intet·naziona.li di -medicina m il·ita-t·e.
:?t i ~
<.Jucsti l>OUO di somma importanza, pcrcltè i tllcùici militari delle Xazioni L>e lUgcrauti , t·invvicin;tt i dall' alto sentimento Utltanibu·io chi:! li anima, riuncllllo:si ~o~m·ente, pl•tnumo scambiars i i risultati dei loro f:>tuùi e ùelle loro espel'icnze l'elati,·i :lll<L tuedicina , niJa thi rurgi.a., all<t ij..:;it·nc, ~lpplieatc alla dta ;uilitare in pace e in gu~na. Così s i eviterà auche che una pa.t·tc delle nostre osservazioni f<ltte cluraute il lungo periodo ùi gucna, dilc~g-ui ne lla nost.ra stessa memoi·i.a: così i più illustri colleghi. <li tutte le Sazioui qui ~ouvennti potranno lasdal'e ;ti giovani dw ci l:icguono una larga tucsRc di studi e il frutto delia loro t'speri enza delle lunghe guerre coloniali e della gra.ude ultima gue'l-ra s\·oltasi contcmpOI'ancamente nel cielo, sulla terra e twl nwre . t- t'l t P, forse. t·imat'l'à li1 pi 1) !:paveutos:l <'h e la stot'Ìèt ricordi.
HlA:::i:::iFN'l'O.
11 gt•JH.:l·alt• lllctlit:o :::iantu<:ci, J:ll'Ìllla ùi parlare dello sgombd·o dt·i fe l'iti , ;tflitlallllo la t t·attazione dello ~gombcl'o ù c i malati al maggior~: metlic.o He JJt·t'lJ ardiuis. ha crNlu t o opportuno rit(ll'nare I.Jt·eYcmente su l la ot·g:tn izzazione del st ·•.,.i zio ~a 11ita rio in gucna c:-:poueudo quale q urxta dorrebbe C8scrr' , p t- r ril'potHlen• a tutte le esigenze delle guent> mo th' l'IIC.
Al l'iguardo egli ~>Ost icn c i ~wgut•uti pt·intipl fond;tmeutali: l~' t.;n buon scrdzio sauitario in g'IIPl'r:'t nou :si imprO\'\'Ì:sa. 111:1 e frutto ùi lunga, a~>:sidua , ·<:ontinua, iutdlig~:"ute JH't'JI<ll·aziont• fatta ir• tCOIJ!O di paet• c reh1tin1 n on solo al ma tPI'ialt· sanit:n·io 1 ma al f'('l'l"cl· na l<• tec ni!'o, Nwcuth·o l'direttivo, cbe l' .\. pn:o::-:a t ntto in rn:>st•gua ; 2° L 'alt.\ direzione del ~>crvizio sauit<uio in zona di guerra. \·a aflìdata aù una sola au tol'i tù meùico-milit;u·e, c:hc d eve Ps:sere la più e k· vata, in grado dell'Esercito: questa dorrà ris iedere presso il Comando Suprcmo1 dovr;), e"sere coadiuvata da altri enti cousulti\'i, dovrà essert> al corrente dello sviluppo delle azioni hcllir he per potere ~H<smnere t utte lr r E>spousahilità dPII:t sua alta !' diflicile funzione; 3" Nella ,zona territorinlc . vi de,·e ('sset·e una srconda au t ol'iril ~:• · nitnriit milit;11·c aiiP dipPrHl('n;.w d<~lla pritpa, l'he abhia. )'a.ltH ~inristl i ~ione l' ~01'\'t'J.!lianza su tutti gli ~t<1bilit:Jtt' llti sanitari trrritol';ali. Passa poi a t l'attare l 'ar:ronw11tO dello !lgom bcro dri feriti e fa t•ilent.~•e che psso è in t.im;liiJCn tt' l<·~ato eol pl'imo opportuno tr-ntt:tmPn to ch i rn rgico dei feriti st~~~~i. Dopo nn ac~en11o :\Ile p ossi hil i t•<•t·c·Pn t ua li , non a neol'a t'Oli t plt>ta · mente note in tutti g-li J':;:t'I'citi belli~eran ti, e dopo avPr dimostra.to la tWc<•sl-itù di nn indi1·i%zo eltil'ut·gieo uni<'o P. ?'ostantP M:':tiene che t utti ~li intm.~/lOI'Iob'ili (f'avitari) rlt'VOllO avere i l pronto "O<"<·m·so ;:ul pu~to. pt·P~so lP unitù f;nnitarie mohili .-,pcf'iali:::::ote (nm hnl nn;.~,ettP c11irnr~if'h f' ) lr q nn li llP\' nlH)' l'isit•ll c>rc presNo ogni ~ezion e di ~nnit:ì (li\'if;ionnle. C'in·a j feriti t ra ..,portabili. >:osti eli t> che j gra·r i. poten<lo t olle t'are f;Oitn nto nn hrP\·e trngi t t o, rlf'\·ono P~~erc ricoverati 11ell(' n m hu hw;.~,r cb irm'gicilr>· ba·se e nPgli Of;pNla~etti di corpo d'armata o di pt•jmo ricovrro tutt i ~pe·
cia.lizzati; wentre i tru:spurtubili lcyycri llevono e:s:;crc :;gumbrati a grande distanza direttamente sngli ospedali di ::!• linea, o di intendenza, u di primo sgombero, per non iugowùntre eccessin1mente gli stabili· menti ~:~anitari tW<UlZ<tti llei corpi ù'tumata , elle d <.',·ono es:;pJ·e sPHl[ll'(' p t·onti ad ogni stJO!-ltn.meuto dl'lla grande unità tattica c.ni sono a~:~:>e · gna.ti, a\•eudo vresente ('IJc h< guct•ra not·uw le è qut>lla di hJOdmeuto e uou quèlht di po:sizione. Nel trattare- dello sgombet·o ùei feriti trasportabiJi, l'A. esalllina partitamente il tr·a:sporto di essi in pianm·a eù iu montagna, per via ordinat·ia, pPt' da tluYiale. pe r da acl'ca e }Jer da di mare. Circa J'acla ttameuto dclht tcrapeutica chirurgica alle eyeutuali ncee:s:;ità. dello l':igotubero, l'A. ritieue <"11e non vi posr;;a t>ssere alcun a-dattamento t.crupPutko <:hirurgico pCL' gli inha~;pm·tabili; la luro dta è sa<!ra: l:'l:>si deYono restai'(' sul posto :tffidati ai chirnl'gi specializzati. sotto la pl'otezioue della CoiJ\·enzioue di -Ginen-a. Per i tJ·asportahili im·p("p l' nniro ;Hl:ttt:tmPnto (](']}a tet·upia chit•m·:rica potrf'ùlJr l'ssen• nn L'itardo ueUo intE>rvento. ])imu::ott·a infine la ~rande importanza cd utilità dei Congressi internazionali di medicina militare erl invin llll pl:1uso ni C'Olleghi helgi (·h('
J>I'ÌiliÌ Ji ÌÒC<II'OilO.
REB U::\J E.
Le Géuéml ~lédeciu ~an tucci anwt rJ'entrcpt·endre de paJ·h·t· de l'é va-cuation cles u]f's:>és, hti~~ant an )lajol' )lt'llCC'Ìll ne He l'n:'lr<linis de s'oc~<lper ùe l'éva-cuation des malat!Ps, croit conn~nable d'illu~;trer hriè· n•meut quelle ùevrait étre l'ot·~:ulisation dn ser,·ice ~nnitflire en guerre pour qu'il réponrlit ù toutes les e:x ig;t>n<·r!'l òes nuerres mod ernes. A cet ég;:u·d il suut ient Jes pt·iuc ipcs sninlllts: 1° On ne pent pas impt·ovi:ser un IJon lil'l'\'ite sauitait·e c11 telllp:-; ùt· guerT~, qui tloit, an contrait·.::, résulter <l'nnc prépa1·ation lon~ue, n~si<lue et intelligente faite en templ'l de paix et concel'Jlaut non ~Seulc ment le Utatkl"iel sanitait·P, mais an!<si le personn<>l techllictuc, soit di rw·tif (Jll(' d'exécutiou; ~o La. hautf.' clirc<:tion ùu servire sauitnit·c ùnns la zone de guerre ùoit étre confiée à une nutorit~ xauitaiJ·p milit.airc unique, qui doit i-tre la plus éle,·ée en g t·arle dP J'at·m(•P. BIIP ÙPYI'a l'tre iustallée près tlt1 Grand Qua.rtier Général , asxh;téf' par dPs Officrs consultntifs et aya.nt toute la responsabili t(, de Rn fondion lwnte et difficile; 3o U n e Sei"onde au torité sn,ni tairE> 111 il itai r e, phu:(•e sous les o1·· dtes de la sustl i te, doit fonctioHllCJ' tln nr;; Jn zon" terr itori a l t>, et avoli· la ha.utc juricli<:tion et sur\'f•illaul·e sur tous ks E tnhlis:;l' llH'ntr;; snnitai · r<•s lPl'l'ltQJ'inux. Envisa~l'<\llt. I'USttite, l'(wneu;ttion cles blN;Ré-S, il fa.it r·~ma l'lJU ~r la liaison étroitc qui cxiste entre l' év:wun ti o n l't la théra.peu ttqne chi r·urgicale de ces mnla11Jcs. Après avoir roppelé les perccnta~es posxibles. fJlli lll' !':ont pn4S en· <'Ol'(! eomplètenw.nt <:Oill1lH< rlan~ tonte~; lcs :H·m{•<•!': hrlli~H;mtes, et
2tili
.
apri% a\·oiJ· dé111o ntré la ul·ct•:-:s ité d'une métl10dt> c ùit·nt·g-icale constante et uniqu e, le J·el<1teur Houtieut ftu e tous l es int r:t:o;port:tbles (l.llessés des c:witéR) doiwu t l'Ccer oir :-;m· plaec les ~ojus immédiats prè:; des format hm s :-:a ni taires mol)ile8 :-:pedalisé.es (Ambulance::; <:.hirurgieale:>), qui doivent ré8ider pt•ès de chaque S(~tiou de santé -de ùivisiou. Qu .111t anx l de:-::-:és tl'ausportables qui peu veu t soute11ir seulement un brcf J.m.J•(·out.·:-;. il:c> doin·ut Ht·e n.drui::; dau:-; lcs aml.ltilances ·chirurgi~1.les-bases ou d;~n:-; le:-; ltlipitaux. llc l'I)I'JIS tl'at1n('*' (ou de première ligue) JO:pétia.lisés. Lcs blt,:-:s{·s légè t·:-; tra-nsportahleJ<, ùoiveu t ètt·e énH:nés :\ gran dc !listatwe dir-ectemente sut· le:-; hòpitaux df'. ùcuxièmc lignc, nu ù' iutcndaner, da.ns le but de u e p:1 s encombrer ex.-cessivement les formations s:mi.tail'es de ravan t des corps ù' <wmée, 'Jili <lohent ètrc toujours prétes a qne lqnt·-:soH tlépl<tt·ctHe n t u c la grantlt• uuit ~ 1-;tt· tiqut• :ì h.Hjllellc e llcs :sont atiecti>e::-:, u'oubliant pas Qllè la g-ue JTt' lll)t1nal<> c:-;t toute dl' mouvcnHmt et non de stabi lisa t.ion. Envisa~t>an t l'l-\'a('un tion tl1·:-: hlc:-;:-;(•s tl';~m:portables, l' Anten1· ex.a-JniJu_• partituliè•·cutcnt lt•s ,Jitl'(•t·t•ut.-; mo.wns de t ransport e mployéH pour
r en JèVCUl f!)} t df•S hJes~-;(•s d<IJJS ];_\ p);t j Ili' t•t l' Il ll1011 b 1- gllC, )1:1 l' J11 \·O i t> 01'· 1linair·e, ou ftu\'ia.Ie, ou a{•t·i<> un e, on dt> nwr.
Quali t ù l'adapta tio11 de la, t hf.rn-pcut iq ue cltirurgie;lle a ux diverscf> cc,ntl i t.ion:-: réRuJ hm t rle J:.t ni'>~'~>Sité de procede r à des évacuations, I'Au tCJ.t l' aftit·tu e qtw pont· h-::-: iutt·a,s portabh.'l' il n'y a ·pas 1l'arlaptation ' pos:sible; le m· ,-ic pst saeJ·I·c. et ils ùoinm t rcste1· s nr piace confi(•s à de.<; c ltirm-giPns :-;pél·ialis{•:-;, 1-•t sous l;~ proU•('tion dt· la ('onn·ntion de (i {•n ~ve.
J>onr lt•:-; tJ·all!-iJHll·tables, la seule :ttlapt.atiou JWHsible •le la tllérn pentit)IW dtit·nq.dealt- poun;~it se trouv1·r· clan:; le• r·etat'Cl à les opérer. Il rolll·lut dt~m o ntmn t la gmnùc impor-tau C(~ et utilité des Congt~s intt•rmltion:ntx. tle m (•d<'cine militait·e. et :o:e f(>Jic:ite chnndC'rut•nt :-w~: )es (·oJh)guf's lwlgPs qui t'D ft11·ent le" pr~ nli (•t·:> Ot'g-<lltisatt"ut·:-;.
Rl::\B[A HY . 'rhe gc /l(·mlr m cdi-t'O ::-ìantnr.ci, lwfot·p t t·f'a t iul! o f tbc entcuntion of tlw wouude u .. ll•;wing th1· lllf1!/!fÌOrc rncdh·o De Bernunlinis to s pea k abont thc ev~wnati on of tlw si<-k, fou nd it IIN:~·ss:11·.v to ment ion twiefl~ t he organisa.tion of tlw :\lt>di t•al Rc tT.ÌCt• in \Y:w t inH•, l'ihowing wh<lt this òu~ht to be to •·otTPSJH>tll1 to :111 t hat :t m odern \Hl r ne('(\:-;. Tht> foll o wing pl'iu1·iplps m·e insi:;;h'() 011 hy him: l. A g-ontl Mt><lk;\1 Rervke t·annot be improvised in w:u· ti me. h n t i • 11111st hu r hP l'(>sul t of a long, :1 :-::-:id nous a ti(l in te 11 i gr n t ptepa ra.ti<llt marlt· dut·in~ )IP:t CI' t ime. 'l'his ougbt to conce•·n tll(' .\'[ t!<lital Mat<>ri:tl:' :111d hot h t ht• tl·<'huit-al clit·<·<:tin• st:df a nel c•xt•cuth·c o•·ganismel';: :!'' 'l' ht> DirPtt iou of tbc Mt>tl.ical S.c•t·vice in tl1e War ~Onf' mu:st he t t·usll-'~ l to ouly o i H' :\[edit·:tl J lilita t·.v Antority. who mu ~t he tlle lti~hf':.:t in t·nnl; in t·hp :\t·m.v. H e mu ~t l'l'sicle nt tue Tlt>:ul Qnnrters.
h<>ing a:-si:ste~l by other Offices tit to IJc collsll ltPd a.nd mu;.;t take tlte full respousabiJity of his high a.11d tliffkult funttioH: 3° In tno 'fet·ritotin.l Zone thel'c must be a ><ccom.l ~[ndi<:al ~~ili tat·y .Authority undPr the ;.;u-per-vi:<ion of the fomwt', hnving the high juris~l iction tUifl o,·erlooking of aH the Territorial ~Iedie1~l Units. Then lle consiùet·s the evaeuation of tbe woundcd, expla.inill~ its intimate ties with the fir·st surgi<:al trea.tment of tbe patiPnts. After mentioning thc po:::sible pet·centa_ge, not yet completely k11own iu ali the Belligeren t At·m i es. an d after ha ving dP111011st t·a t l'd t hl' III'Ct•s · sity of a unique and coustant su·r gkal methoù, hf• S<Ly:- tuat all tlte un · trasporta.b le wounùml (in the Ca,dtics) must he cnred on the spot, in the movabl~ specia.l ised F ield-Unjt.-; (Surgica-1 Ambulances) that ought t o be in 1-each of eYery DivisiOlJal Snnitary Reetion .' · About the tran~pol'Ul bie· wonnde<l, h e thi nks tha.t thc m o~ t ~crio u s (llJCs must be admitted in the Snrgical Ba$eS·Ambulance:;; anù in the specialhed llos-pitals of Arruy 0orps (on Hospitals of thc first liue). whilst tlw Ics~ serion~'~ •mes mufo;t be takP.n away to <l gl'e<1t dil'ltauce in the Hol'lpi tal~ of the se·cond !in<'. in ·orùN· not to <'l'Owd thc Uospitals of tbe fi r·st hne that must always ht• ready to mon• quirkly, holdin~ thnt WiH' ÌS llSUfl>llV llOU ~
Bxphùnin~
.
:st.a tiODi\1'\".
rlw cnwuation of thl' t•·an<Spot·taull• wonndeù, tlw Auth()J· considers thdr remond in Je,·el and monntainous country, by roa<ls. J'Ìverl', aeriaJ ways n n !l lJy ~Se a. Ahont the adapta,tion of surgi·eal tt·e.-ttment with varying conditions impo~~:ù hy the llf'<·essit.v of the evacuation, tbe Author holds that fo1· t he nnt.J•an.sportable wonnded there can be no af.ÙI·ptation and t hey must 1·ema i n nn the spot, t1·usted to specialised Surgeons an d un der the pro· tection of tht> rmivention of Geneva. · For tht• tl'mlspOJ·ta IM ours, 11 delay in operat.ing migbt be the only <Hl n ptation. At Ja,st be i'hows tbc grt>ut iUJporta.nrt• of tl1e Interna.tiona,l ~fili· t a ,._. )fedira.} Congre~ses payi ng n wa t·m tt·ibnt(' to thc Ht>lgia n ( 'IJII N t;:!'lH':<. who fiw~t hall t.he idea.
111.
Sgombero· dei malati in guerra
pt>r il dott. Vlrglnlo ·De Bemardlnls, maggioro moclico.
La ste:::~a orgnni:r.r.azioue gencrnlP dello :-;g-ombero tlei feriti. illustrata prima parte c'tf"l tema dal gen. med. Ra.ntucci, deye naturaJmente valere n n e h e pe1· ](, ~gombero clei malati di forme mediche, argomento ehe ho l'onoJ·e ùi espone. •rrattnr t> a pa r·te di costor o vnol dire soltnnto ehe si •" voluto tener conto di alcune opportunità t<•t·nich~ e di ~~lcum· 9 ";; enziali cautele per essi particolar mente indi<·ate, ma la distinzione• ll<)n n10l pnn to aRh·arre dalla ne(''es~<;nria inscinrlihilit:l delle questioui
11élla
propns(p allo :<llldio olc·l ('oll;..!Tt•sso t'Oli il 1111"'11'0 t't'111:J. 1:: soitinlc·sa dnnljll\' in qllc·:<tt· ossc • l'l'<t~ioni la IJII'tksima ot·di1u1·a di ...."t'1'ill'dlic eli c·o>Jwt·,.. ;!IIÌ, di fll1'11iil~i"lli t• di slahilillll' ll{Ì. jJ€'1' c·lli t'> 1'1'g'OI:11o il th·titlsso dc•i rp. t·iti daJJa ZIIII:J di I'OIIIIJ:titillll'll(l\, ~j I'(TI'tltl;tllO l!;t t !IJ':tltlH'Ilft• da I[III'S{II c·ollllpl t•ssn gl' ist ituti :<pt•c · ializ~ati, i tprali. c·OIJI(' ,-c•dt·t·JIIII, dc•1·1111H :tl'•·t·1• Sl l'llfflii'P di\'1'1':<{•, [II'Of'l'il' di'Ile• IJI:tllsiolli :td (':<si l'Ì.•t•!'\':Jtc•.
.
l. -· Le> sg-ondwJ·o d c·~.di :tlltlltal:tti pt·c•~<c•J;I:t dillit-olt ;) ;..:T:t1·i iui~iali
c·l11' li:tnno iutpcol'tanza :t~<~<olutll. oltn· ehc· dal punto <li 1·i:-:ta i;.dc·uic·opt·otìl;ltti<'o-h•raJWIItic·o. al!c-111• rta l lato ptli'HIIH'Iltt• ulilitare t' clisc·iplinat·e. f·; po:-::-:ihile :-:tahiiÌL'C <.:011 :snflic·ÌI'II h: d l'tt•l'lllÌIIHZÌ OII(! i ti'ÌtPl'Ì t·he dt•l'<lllO illfOI'llt;\1'1' la l'l'l'Ifa dt•i fl'l'ÌI i cl:t j J·attl'lll'l'(' S lllJ!' Jinpc• <t Sf'C'OIHiol dc·l fat'ih· J'I'OIIO~<tic ·o <li lll lil III'IHIIa g"ll;t J·ihil.i t :ì ,. di'l c·:tknln tl'fii-!IIÌ cli ~<porc:hilif;ì c• npJ•cwtnnitù pc•l· ln·c·1·i 1'111'1' ~<ul c·alllflO. (.;Jj pr·r·ot·i clc•tt>I'JUi nati cl:1 ql!althe c•c·c'c·~<sil':t intli11azio1H' nll'inl'io in O~>']tl'dali fli tt·anm:ttki ll'g'g'l'l'i possono t1·m·;ll'l' s<·tJsanti rwlla l'l'id(•nr.n tl\olf p h·~<ioni P in cpre lla sti'SS;J ;IIII'I'Oia di :,!'fOJ·:a c)j I'IIÌ SllhitO si (•i l'l'OIIda ('}Ji 1'('1':<[1 iJ SilllJ!III' JH' I' offp:-:c• III'IIIÌ<'h<•. E . a ll1PI1n c·l11' 11011 si tr·ntti cii appnr·is•·f'nti (•:.:ag<' l'<lz;ioni. rw:o::stllt n·r·o tut·l•a mc•n t o mot·a h· può c•~<sc•J'<• prm·o,·n t o i n c·ompagi n i r om ltath·Hl'i 1lnlla :rttiJH/\inne di 1101'111<' nndu• eli notp,·ok lnq~hpr.r.a. Tutto il danno in tal c·;tsn può 1·iclut·si a lil!litnh• asst•nr.P di f'O(')ti ~<<)gg<·tti. H t·ig-nt·<· . anf'IH';I in g-1·atlo di t eH\' 1'<' il cnmpo. Xon ro:-:i ? pPr· g-li amn1:1Jati. Le · ~lll'r'l't•, c·otllt' !;i \'flm batloJH) mocl!·r·llanwntP. spingono l'l'l'so l<• f1·onti llla!;sr itn nu•n:-:<• rli nrmati, l<• qnal i non po:-:;.;ono ('ss<•r (' trnutP in si<•nw ~''' nn11 fla IIIIH ft•n (·a 1lisC'iplina, cltP tJ·od origine (' snstPgno ttl'll o spit·ifo lwlli <·o 11ar.ionalP. NPIII' illlrnmrt·i rollPttil'itù romhattPnti si t•ar I'Oi ~OJIO 11ontini sc·c·lti solo I'OI ct·itf· r·io rt(•lla f't :ì <' rl<•lla attitndinr fisica, e rla t11tti qtH•~<ti si t•ic·hirtlono i mctlrsimi sforzi c gli sh'ssi sncrifiri. Qursto p:ll·rg-gi<lllll'llto clinnnzi ni J'is<·1ti r alla mortr dr l'(' fll' \'(' nirr artilì t·ialnwntP, olt1··· clic· pt'l' m!•z;r.o di inl-!l':Jllllg"gi di sa,ldo comatHlo. anC'he )'PI' opc•t·;t 1li 1111 c1ilif,!l·ntt? (• SC'I'II]tO]osc, 1'-TiJuppo di tutti quri fnttm·i mot·ali. t·h<· in O!-!lti lt-n1p0 !;ono stati sc•ru JH'P pflk::td corfficienti 1li l'ittorin. I n c-iù ~->ta la llt:J)!!-!iot·r <' più ltohill' mi~sinn f' clr i rn r clil"i rnilitnri. i fJilllli dc·Yono ,·nJpr·~<i cl Pll 'artt> loro <' òc>ll'nltu n ntorit:ì rltP n<' rlcriYa r·o u il più sqn isito sPnso eli mnnnii:ì P <li giusti!l.in. Poi (']u· l'!•t·nismo IHII'O l'i (·ostitlliR<';P !';o]o di nmmiJ·atr <'<'('c·7.inni. nella. rimnnpntl' qn:H:i tntnlit:ì 1l r llf> moltitudini in armi sono cln ]11'1'snpJ .><Il't·r g-l'istintid tot'lll<'llti rhl' insirliann in \':1!'Ì.1 mil': nra il :O:\· nso rll'l tloYPI'f', <' c·h<' !lPtrrmillnno. in ronf1·onto drllr yariahiJi sRiml.' pl'rsonalit:'l psic-ltic·lu•. tnttn ttnn iurli~: l inguihilP gammn di vnlori cli\PJ'si, chP cln!l'or·;~!!:!!io o da una sl'r·c>na ~oppn 1·tar.ionp ,-anno fino alla. più infJuictnn te ina•l:ltf:thilitoì. 01·n si t'> proprio i11 n t·!!'omr nto nrl t·irordarr come i mrili<-i tlt•lll' primP linPP •lPhhml() c•~<s!'l'l! pt·onti nlln ing-ratn l' twrrssarin lotta c·ont r·o i p0sRihili mif>tilìt'ntol'i dtc· tPHbt~srro fo1·z;fll'l' lP inP~<ornhili ](•ggi eli ::rnr rt·tt. con l't?s:lj:r<'rnzimw. ln lìm-.ionP o la provor.nziont> di mnlnttit?. l n t;il R('nso ~i rliN·Yn rlw il tt·ma clw l':i ,-n tr·nt.tnnòo hn 1111:1 pcor. ta fn Hllpr rim·<' n q11Plln i"{t·c·ttnmPnt(' medirn. Non sc>mhrn i"Ì<~· l':h1to mai n hnstnn1.n (·on s idc•rnto flll:tli ,:c)fllffiP l'irti\ . f!H:l]P p t·ofnncln Nlll r·nr.·imw militnt'l? ~i ri r hirdnno 1wr i RilltÌlnr·i
2H9 <·h t· ""Ho preposti a Ile cstt·<·tut· d it·n maziot1 i IH'I'Ì f~>t·ic·ht· dt•l l!(l:<tt·o )o;er· d zio i11 cnmp:agna. :"tolla pt·epHI'a:r.iont• deg-U S<"lt<·mi di lllObiliwziou<:•. uel p1·t•cwdinare gli apprP!':tanwnti tc•,·nit·i. H«>lla istrur.ioue dPI fll'I'SOtHtll' profPl'sionale t· tli n·nppa. Ul·t·m·t·e ll'JH:t· pt·t·st•utf-' IH lll'l'I'SsH;ì e1w :;iano hPll l'Ostituiti i flll(·lt•i !':;lnita t'i dei t·c•parti romlmt l(•nti. oYe si t·ompie il p1·imo atto cii' l t•ouq :lt•ssn movimento t·dluo dc·g-1 i i11 fc•I'Il'l i, c hG ha un'i t n pot·ta nza tl<'ci . sin1, sia, per sè stes!So sia pt•t· h• c·c,nst'l.!lll'Hze <·he i m p(wta sulla oq~a . Il ÌY.Za7.ÌOIW d P l l'<'tl'l' ft'OlltP l' cl C'l tc•ni to1·io. )ii'JIP ,·il:;ite quotidiane i nwdit·i eli hattag'lionP e ùi l'C}!!ÒIItenh, de· ,·ono con e~Sami UP<·t~s:o-at·imlll'llte somnwr·i, st>nzn alcun sussirlio <li l'i· t·I·I·rJiu> ::.uJtplC'IIH'IItari. passa1·co rapidantt' tlh' i11 I"Ì\'i!:ita la pÌ<'C'O]a fol ht eh t> s ·;lòdt•lll"a attm·no a l posto di 111f'll irnr.ion<'. Ft·a <li essa orcone disrt•t'JH~rf' con <lt•stt·n c·olpo 1l'oe(·hio )!li imm;:n<·Hhili, rhe t('ntano o ri· tl•ntano <li ottetll'l'<' i11clrhitt• P~<<•nziolli, tl:ti ,.,.,.i ;~mmnlati, ni quali potl'l·bh<· t·iHSri!·e cla11noso nn l'it:ntlatn pr·on·Pdimrntn .1~i s::tomtwro o 11na prr\'1'117.iOIII' f>~Hg'PI';t t n l'h c• i tnprd i;;st• 11 li H spa::::::ioua ta SPl'rnit:Ì Ili }!ili · 1li:r.io. Qur:::to monwnto inir.i:llt· sPg-na <·ontl:'mpot·;meamenir :::u tutta la f1·ontt·, og-ni ' l!iOI'IIO, la pt·int:) foi'IIHizjmw di fJilellr COl'J'Cnti rl'inff> t·mi. o pr<>sunti t<tli. rlw dovl'flnno an-inr:::i in ,·n.t·io morlo, pet· rlin•t•:::n pt·ofon· ditù e pt•t' diYc•r·so tempo n~li l"i<lhilinH·nti 1li <'nmpng-nn c t('rt·itol'iali. ('ome :-:a1·rhhr inumano <' tolpPYolr O!!IIÌ r>non· a <lnnno di r<' l'i p;1r.irnti. rosl r·iusrit·ebb<' eli g-ra,·r nor·tmiPnto Hll:l pa,·irla, Psitanr.a. per f'Ui. nelln inr·t•t·trz:r.n clc•l rling-no:-:tieo, l"i ,·oiC':::sp porre l a col<cicnr.:t al si('nro. la· scia.ndo che altri . in mil!liori rondir.ioni d'alllbiP.ntr' c• eli mP:r.r.i. g-inrli· c·assc• <h-Ila rf"n lf' l'si~tC'nZ:I cl i fnnrw lllnt·hosf', non pn h•!< i Jlf'r sf'!!lli Pvi · flPnti. E l"Ìt''r·l)mr nn·iPtH' d~t· p1·np1'io u<"lln illlmirwnza di azioni AttntPntst il 11\111\Pt·o ch•ij dliPciPnti ,·isitn. 1\ f;H·ilt· pc•n!'l;ll'<.' quali rf':o-ponsahilit;ì rli <,;..:-ni m·dinr· si nssnmn ('olui l'11r df'rr l<<'mpt·r. P spr<'iahlll'llt<' in dt·co· stlmzp notr\·oli. r~~C'I'P il !rPlo!<n ('U~torlp <lc>lln più l'<•al p t>flh·it>nza di una unihì r:omhattentP, <'0111(' ~ (Jllf'lla <'he ti c>n 1·ontr1- dpJio r-:tato fi~iro rl'ogni ~rP~ario. O~ni uomo inrlt>hitnmrntP !'l()ttrntto pnò t•appresentarP una mi . nm·p posRihiliilì rli snrccsso. nwntt'l' sf'mpt'<', in simili f"Mi. in l'hi :::nhi~<N' st>I"C•namt'ntt· l:l """ sortf'. si dctrrminn nn prnoso ~'<'nso di scm•amrnto. allor;l r·hli'. prinw c) poi. n<'llP r·onfìrl(>ll:r,r rlplla vita. comnn(' si \'ienP n ('onn:.:t·<'rP I'I!P tnii1110 sP 11 'r~ pn.rtito pl't· lno:rhi skm·i, 1lopo nn•r !'lOr · l'l'<"r-:a la hnmna fNle rlcl. nwrlic·o. Fntti ~<imili. fJunlm·a si t·ipctessPro. :1\TPhhPt·o non solo ~OTI!'lt>gnenr.c inr·n.kolahilolPntP not<•voli pPt' le ar· c·c>nna.t t' 1·ipPrr.-n~sioni rl'orrlin'' mm·nlr f' prt· il ~nhito rlilngnt·f' d<'i rontagi rli P:::n~P•·azion<> ~ simular.ionr. ma pt·oYoriiPrPhhrro pHnicio~i intn· l"HmPnti nei •Jelirati congP!!lli snnitnri avnnr.:lti. trn>Pl'!'IO i (JHali rlpvono tt·:lll><itarP ~li sgomhrrati. J)0\'1 111flOI'i 'tl'lll'l' RC'tnpl'(• IJ.i ll1Ìl':l il più SOlJPrÌtn l'Ì<'llpf'l"ll, 1)('('01' 1'(' l'he fiuo clalle spzioni di :::nnità di,·il':ionnli sinno distinti rol.wo rwr i rtuali llP('f's~=;Hnno l'nre osperlnli('t'e rlagli nltl'i c>s('nti da mnlnttit> d'irn . portanza e clu>, al più presto, devono far ritorno a l proprio <•orpo. Ora nnr.he !'flH'~ta r't>T'niht finir<>hlw pPr <'!':R!'rr rliffiroltoRn <> fall:li'P, ~('ai po·
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chi UICUÌCÌ di dette Sezioni, oltre alle gra.vi C maggiori OCCOl'reuze per le pdrue tu•·e e il t1·asporto dei feriti, dovesse addos~Sarsi un eoecessivo nu.mcro di controlli medici; onde ancora più a tergo sa.rebbero an-iati <lcgli iatrusi ad ostacola1·e negli OS]Jcdali da campo le operazioni di riCO\'Cl'O e a diminuire, ~ia. pure per qualche giorno, la pNlziosa disponibj . lit:.\ di posti-letti con un ritardo d eplorevole d el loro rinvio vers o le lint•e. Non è purtroppo po:sf;ibile stabilire C'on dispos i?.ioni r egolamentari. o per eleuchi, qua l i sia n o tassativa mente le forme mediche che non d e· \' OliO dm·e luogo a :sgombero d ' infermi. Per questo si deve fare quasi (•scln~-;i,·o afficl:nnento sulla sagaci;l c sulla preparazione tecnica e militare dci dil'i~e11ti il sPJ'VÌzio sanita1·io pl'P~<~<o le unitù c-ombatt-enti. ~i rlon:ì tNI<'l't' anc·hc g-•·an conto della pnrticolarP F<itna?.ione <l<'ll<' truppt> rispet to a l11• ,·n l'ie dislocmdoni e ai moment.i di tregua o di attidtà llellif'n. N<'i tuJ•ni fl i riposo, per esempio, quando si potesse disporre sia fllli'C di mt>diocr-i mC'zzi 1li ~<osta t> (li rif'overo, po~l'ono e~'<~'<ere trattenuti ai r t>p:nt i per qnnlehf' b>rnpo :an<1he i febhi:icitanti fino a guarigione lll~i casi licrisRimi. o ad 1m sicur-o orientamento diagnostico cht> ne tlrtt>rmini l'ospedalizza.zione; altrimPnti n nn dt>risa forma f<>bhrile in militari 1li J·t>pn rti i n ma re ia o i n a ?.io n p rlon.ì r!ln l'liglia re F<e n?.' nltro il tra ~fe· l'i mento alle st·zioni di l'anit.'\.. l n m:1 nNtnr.::t di nn simill• <'lemC'nto di ginrlizio, il provvedimento di ~gom lwro cl o n:) <'~l'ere quanto mai an·e· flnto t> hn;.;nto ~'<11 nn r:::alll<' clini co al po~<~ihilt' r'ompleto e !'>Ullr. più at· tr.nta interpreta zioni' r·r·itif'.'t dri !'>f'l!ni ~uhhiettivi. For~'<e in Dt'RRUD altJ'O atto df'l servizio ~aniwrio orC'orre maggiormPnte il 111111!0 a-ddPstrRmento rlP~li nffiria li mNliri f1·a l<> fl"llPJH' . ('o l tl:'mpo si nc.quista. nn discerni· nwuto ~";pt>rinle. nn particolarl' nr rllio r liniC'n, nnn disinvolta ac'c•ort1•z7.a tl'indagine. nna conl'lnetudine di felici Rpedienti. tntt.c lf' qnilli C'ORe f~l· cilitano ::rrandemente n deliN1to compito accennato. Unn norma ~en eral e trop-po indeterminnta, per qmmto ovvia e in· tnitivn, cleve rRRt'l'<' quella di impN'Iir€' ragioni òi danno n H:.~ s;l lute dei singol i sog-g-Ptti. t€'nent'lo Rc•mpl'P pl'('f;<'nti. nn.rlte per le forrn<' ~Senza p1·e· <"i~-'P loc•' li7.7.!17.ioni, l'insieme rlPlle J'i~or~P fi~'<irh e necesRilri~ y:er non a t· fron~nr€' in rondi?.ioni rli mnr<'at.o dift>tto le fatif'he e i dsf'hi tiella ~uP.r · rn ~n€'rl'l'g-gin ta . Oo~'<ì , inRiemf> ron le a ffer.ion i rilP>n h ili fiC'l' oh~ •ietti ve nlh·rnrioni organi clw. si riserve•·nnno per i ri posi e lC' rnrl' 111'!!1 i ~tnhi limenti !!li Rtati morhosi dt>mlll?.int i rl;:t r ,·irlc•nte sC':Hl illll'nto fisi c n (' t'In notevoli · tnrbe funzionali. N t>i ra si rl'inC'Pt't('Zì\fl, qu:lnrln pnò sembt-aJ·e non ancora, rag~iunto qu esto ·oRcnro limitf' rli minornr.ionE'. ~-;i !leve soprassedere al giudizio per rompiere n ilistan?.n oF<~'<<'l'var.ioni più attente . Renza perdf."re di vi~tn an r he <'hi, d0110 awrl' inv:tn0 trntnto di ra-ppre· Rentare più voltf' i propri rli~tnrhi. !'>i s ia l'fls~o;rgna.to :l· R.,hìl'li htC'itll· mf'nt<> in nn pro~rpssivo e (jn:lsi Ìllfi\Tf'rtito n~~r• ·a v n mento . 1
TT .
. P Pr il pl'f'\"Pnti,·o C'ompntò dr i ml'zzi rli ~gombrro e di NJ)PÒA-
Ii?.?.azionl' s:ll·Phhr incli spPnF<a hilf' un r'a kolo !'mffkif'ntem~ntt> nppro!'lsi· mativo df'lln morhilit:ì f1·a l€' trnppP in c>nmpa~:nn. B in ta]t'· R<'TISO non manf'nno stnili Rtl'lti~tif'i hn sn ti Rnlln eRpt>riPnza delle gnerre T·fll'lSnte e
aucbe di quella mondial e, ùi cui, per altro, uon è aucora. Jetiuitivaweute sistemata. l' immensa ruole ùi rilievi. Se però simili inclica%ioni possono P ISSI' l'e utili per un criterio a Ifa tto generico, è sHpertlutJ ùire a qt~ali oscillazioni sia. mai soggetto il movimento èlegli ammula ti a Sf·cond;t deHt> più svariate contingenzt~ , come il teab'O d'azit>JtC, ht stagione. iJ vettovagliamento, lo stato igienico delle t l'nppe, i ricorsi epidemici, il gcn"' e e la durata della guerra.. Anche le più lr..rglJe prP.visioni po~s·mo e~>st.'re d' un snuito enormemente s uperate, Cl)S! tb imr,ortan• nna irre· solviblle crisi di mezzi di tra,o;;porto e di spedaJizzazione e di personale; otHlt· (. indispensabile preorùinare ntste ri:<el'Ve, s tudiare atttlttanwnte a volta a volta. le variabili~sime t'isorse locali e la rapida dislocazione di unità. e di matel'iali es uberanti ad un tratto di fronte, per cont'!eu tra.rli ad altro prossimo, ove urga il bisogno. Solo qua-ndo si fossero te· nute presenti preYisioni delle po~>sihilità pilÌ fuue:;h·. :-:i. potrehl•l' dai maggiori organi direttivi romdderarc con sirurezza, ogni cvcnienzn, ma ciò è praticamente impossibile per la proporzione cbe devono os:setvare e mantenere le formazioni san it;uic dHll'esercito mobilitato e per la stessa uec:essi t;ì di non a.p pesa n ti n • 11 n servizio, la <"Ui costa n te prerogativa in guerra dPn! essel'e fJn ella ùi poter· scc:ondnre con tutta elnsticit.-ì e prestezza ogni infte~simw clclle linee, con:-;crvauù<Ìue in ioter·rotto ed r tfkace il necf'::::-:ario intimo lWR:-:o con gli l'ìtabilhtwnti rlr1 telTitoi·io. Con ragguilgli r lH' prima rlella ~ra.nd e g-tH'l'I'll P l'allo più unin·t·:-:a l · mente accettat i si ammette,·a che nei primi. giorni <li mobilitazione i malati potessero Pn.gg-hmgrre il 20 %o t!C'lln. fnrzn,, climinuendo fino al 3 %o dopo 7 od 8 giorni. Altri calcolava,no la media gim·ualiera dal fl al 10 %o. Rispetto al tempo di pace da alcuni. si ammetteva che lit morbi· lità in guen a aumenta.l'ìSP dc>l doppio P. Ò;1 altri !':oltnnto di 1 / ,. . Acretta-ndo una proporzione intermed ia. fJll estn ilifff' renza pPr l'P~ercito ita· liano poteva calrolars1 da 1 / , a '/, da ag-giung-ere agli a mmalati del tempo ùi pa ce, ch+>, su nrt eompnt o di ciBfJ1H.' ·a nni , risultava no am mon · tare a.l 2,46 %o a l g-iol'no. Tn v-i<"ina approssimazionP a tale previsione era ufficialmente calcolata. una me<Ha. del 4 %o, f'On un nnmPnto al primo e al secondo mese rispettivamente fino al 5.Rn e 4.40 %o. f' Pon tmn rerta 1liminnzione nei mesi sncce!:-'sivi. :Non si è pul'troppo :Il g'l'Mlo di n<:c·l>J·t arp thto ;l qual pun to :-:i sìan n realizzate simili previsioni, non <'~!':endo nnrora ultimato - rome si è detto - l'enorme lavoro di spoglio della. !':tath:tica ~nnitaria dell'ultima. ~n erra. ma g-ià. fJU a le he fralllm cnt:nin tln t o l'ìicm·o ne sn!f• nti~rP . non che l'esattezza.. anrhe l'appl'O~~imaziont-. dimostrnnclo come effettivamente le oscilla:doni sinno tali P tanto notPvnli in trmpi, r irro~ta nze e ·Jnoghi diverRi, <ln dover esserP st-mprP sull'avviso rli non farp 1118 Ì sovPrcbio affidamento sn sommn1-i pre>,·entivi gent>rici. Nel 1918, per CS<'tnpio, :-:nlln ·f.,onte italinna la morbilità 11ell'ottobre, :tl ~mpo cioè dell'acme della panf'lemia influenza-l e, ebbe a qna-drnplica~Sl MRpPtto a quella. minima del fehbra.io . In· A~banin r in :Macedonia _P 01 • OVf' per la più parte le nostre t r11pp(' dMrnmo soggiornare e opPrare ~n zone malariche, avvt>niva l'hP, mentr<> nelle stn~ioni intPrepiclem icl1e 11 numPro deg-li ammalati Pt'<J p1·ossimo ;t]](' elettE' cifJ'<' medi<'. ni r·itorni
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epidemici saliva <t pt·uporzioui che ~~er alcuni repnrti raggiunsero fin
l'i:W % della forza. Co~-;i àllthe si dinwstrù varh!bilissimo il t'apporto fra ammalati e fe-
ri ti . {lul·sto nel Hlli fu l"i~>pettivamente del G~-8 % c del 31.2 % per gli ullkiali e d1·l ix ~" e 2:! "'o pt'l' la ttuppa; ma tale mi:'ùi:l annuale non !Ja <tkun ri:-:tcllltt'l' c·on quelle mensili, CStit~utlo an-cnuto che nel maggiogiugno, in oe;c·asilHIC tli c'J-n (• ntissime azioni hellif'lce. il nmnero <l~>i feriti f'hhe ad cg-nag lial'c c supt-t·:ll'l' IJIII'IIo dc>~li ammalati. Lo stc•sso fatto si wt·iticò uatlll-;tlmc•nt<> lll'~li :litri :tnni ùi <·ampagna: nel giugno 1918. iu t·elaì'.ion<• ;tll;c hatt:tgli a clc•l l'i;m•. la pct·c·Pntu:tlc tlt•i fedti, S('mpre ri porta.ta agli ammalati. in confronto clPJ mr~e prec-edente d<ù 7.6 (l 4.4 %. qual'era per gli ntliciali e tl'uppu, l-rebbe t•ispettivamente fino al 38.3 e 27.4 'i~ . IIIPiltt·e n<>Ll'annata l<' proporzioni c-omplc~~ive furono per gli ufficiali del Hl.~ ";, eli fpJ·iti e del l 'SG.2 o;, di ammalati , e pH gli nomini di tntppa rt .. n·~.:! % elci pt·itni (' rlcl 91.8 ~{. ùe~li nltrj_ Ora >'l'lltht·n 1·in innlil l' rih•,·ac·<' rome ~imili clati l'tatixlki 11011 po~ san.o ~t' t'\' it·p di not·m:t. <'">'Pllclo ('sc·lnxivnntl'llh' lc>~nti ad :wnmimeuti militm-j P t-:;lllitari, <-'ltP fut.'(\111> il pt·odntto di c·ircoxta nzc affatto specinli. ituhJhhiamt•nt<> cli,-<'T'sP rla qn<>lll' c-liP fo~-:"<'l'O f'<'t· Vt·rifit-nrsi in gucne a venire. Ne rimane tntbwia confermato il nostro principio, che cioè la più p1·ovvida pn>pal'ai'.ione dc,·e el';sere qu<>lla rhe sia _a l gra-do di far ft•onte :li più grnvi <•pii"•)ili lwllic-i prl r•pirlemiri senza rimanerne sor pt'el'ìa. e superata. Ili. -- l
di sg·onil•<'t'O Jll'l' gli amm;clati 11011 possono natural xll'ssi c•xposti jll'l' i fl'riti. con ]a dh·erfiifìcaziontt•apprl'srntata in ;!t'lll:'l'!' rla ùillicolt:ì minori, a-nche per il maggior numc·c·o J>l'<lfJOi'ZÌ<IIl;t ll' el i illfc•t'llli l':tp;tc·i di muon·1·si M·romp:t~twl i o sor 1'1'1 t i. t' s;ch-c• lp not·nH-' (' c·:wtcle pì·opt·ip ;'lÌ metodi Ili trasff>J·irncntn per i c·nìlt;i~Ìeì,:Ì. In casi gravissimi, per i quali potrsse es~ere controindic;Ho un qual :·dasi tJ·ax lof·O, c'OUl<'. prr eRrmpio. in forme a\·anzatissirnt' di colera. di bronropolm onit(' in fllwn zale, O<'cort•et·:\. sa per prO\"I"ederc sul posto o nC'II(' immediate vidn;'lnzc. ('rrcnndo con la disponibilità iU dotazione e con og-ni mezzo di cir('o~tama ùi realizzar~? le migliori possibili condizioni di r'ic-1•tto t• cl';lssist('IIZ;L Simile provyedimento per<\ spec:ialmentc 1wi JWriocli di nzionr . rl<'YC rss0re s<'mprc <li raratt~rl? assolutamente <>erC' Y..innnle. flt'!Y<' t·i!<PtTar>:i rioi'· snlt-:mto prr l)tlC~l'infcrmi di cni potesse prt>n•cl1•r·:'i itrllltitH·IItr 1· irwrit-aiJik Ja fine , o che fossrl'O in tali condi;doni 1la f:n c·()ll\'CI'g"<'l '<' ng-11i !':J)t'l'anza di F;nh-rzzfl nrll ' nssolnto risparmjo rli minitll<' Pnc•t·"i<' t'l'sithll' . . \liTirnPnti dl'H~ rs>:ere re~ola CO!';tante sgoml•rnre nl più pr·~sto ammalati :li tal g-<>ner<>, ch e oltt·~ a costituire s.l'lllJil'f' nn mas~'>imo illlp('(linwnto. l':t ppt·rs<>ntnno. !':C contngio:::i, il pin JH't'i rolo:,;n focol:cio cl' infc>zinnl', ('ontr·o rui ~nrflbhc>t'O lWrrssariamentl? in:Hli'"IWte le clifPs<' J'l':l lizznhili in lint>a. (;]i infermi gmvi., mn non del i uf t n i'ntT·aspol'tnhili. don:111110 <'Si"<'l'P nrrolti lli'Ì r<>parti di Rnnit:ì :n·an;r,ati. fino a fJU:ìTHlo )'nl!Pt'im·ro flpc·Mf:O flpJin ma lattill nr conRigJi il tr;l - · sferinH'nto ag-li stnhi li lllcnti d'intl'nrlPnzn o n ronvnJcscienziari. o ancbe il ritorno :li r(•pnni. T tt·;l~poT·tnbil i. ]Wl' i qnali !'; in (ln pr~'\'<'ll<'l'<> una IIIPZZÌ
1111'111'1· t·ssl't'<' dtP !.!li
lunga ùegcnza o auèùe la opportunih\ di immediati o secouùa ri provvedilucuti w~>dico-leg:tli per licenza. di couv:tles('cnz<t o riforma, è bene siano senz' altro avviati s ugli staoilimenti d' intendenza per le prime cure e per H successi,·o invio agl i ospeùnli di t·iset'Va e ter-ritoriali. Sono queste le norme da seguire cotn(' rispondenti alla, doppia necessit:\ di :tssieurare agli infermi il trattan1t>nto più adatto. !i(>nza peJ·clet·e ùi vista le migliori convenienze per il loro ricupero; ma ciò che negli sgomberi fleve esigere le più attente (·:tutele c il pi1) rigot'Of!O di~ciplinamento è la JH·otilassi delle malattie trasmil'lsihili. l\". - Ll' epidE-111 Ì<' t·a:.:tt·(msi , che in o~ui tempo hanno funestato gli eserciti i n· campo, !-:i ~ono qua~i ~•·wpre p1·op;1g-ate a traverso le fronti di hattaglia. La mrcolta llll))tf•plie<· tli 11o1nini radunati da tutte le regioni di una o più na;dnni pnù trn:.;fcriJ·<· ~11llc lilwe rontagi da località ore infezioni rapitlamentP rlitfn~ihili sogliono permanere allo ~tnto di liruit:.'l.tl~ Pndemie. "B ~";i ~a quale esalt<tzionc epidemica possano !';ubire t.'lli morbi, quando t·iesronn ad invadere collettivitù ad 1•s;::i nuove. Se non si sorprenrlono all'inizio. fJlHJ.nflo cioè ancor a è possibile ritrovarne l'orig-iot> e ~oiPguirn<" l<' vie e i n>iroli di trasmi~sione, divampano irrime· •liahilrucntt.> 1·on invasioni pandemiche, contro le quali si dimostrA ina.. df•l!tWht ogni organizza;r.ione pro(ilattirn. Dalle Nntnm inazioni pet' le rorr·enti umane nel territorio è ben pos· si !t ile e relatinunente facile la di fesa con le norme e gli apprestamenti esist<mti in pace P con nn pitì d~!ile controllo di contìne; ma ove l'opera di profilassi è qua-nto ma i intrirata e drcisiva è proprio sulla fronte e nelle immediate retrovie. Quivi n. ta.l riguat·1lo a~!':nm(• ,·apitnlt> impm·tanza. il moflo c'l i sgombero dPgli infermi. Le C()JHlizioni lWCPssaJ•iament(• anti -igif•ni<'h<' !l<>lla p t·inut linea, i rapporti fra nemic'i. (·he, ~pecialmente n<'llH g'UPrra di posizione. si ad· llf'nsano su limitato ti'JTeno soggetto ad ogni inquinamento. la,· diffi"· coltA estr ema di attuare nella zona d'nzione efficaci opere di risannmen to. tnt te C"JIIPste cir costn n~e rappr <'Rentano mm rontinua minacein alla~ salutE> de11e truppe e nn pPrmanente stato di difetto per un'efficace difP.Rll da morbi <'pidE>miri. Rf• in nn !';imilf' complesso di N'cezionali fflttori o:.rni moviment·o Ili persone o ili cose pnò rnppresentare nn pE-ricolo. lo s~ombero degli Ammalati inflnbbinnwu tr co~titni~r<' l'opE>r:lzione chf' nE-cessita delle piiÌ ~E'vere misure profilattiche. Dn infermo che si allontani dalle linee allo st.'l.to prodromi<'o di una forma infettiva non ancor a accertata. anche se non rontagioso, può di · ,.t>ni.rlo in nna qunlsia!';i cl<'ll<' tappe del s no trasferiroPnto, e se a prov· vedere si attendessE> il chiaro mnnifestnrsi fl'o~ni segno della infezione, RSII'f'hb<> ben diflidle l'indagine retro~pettiva per arcertare le vie battute 1\n l contagi.o e l'n.ttua.zionP retl'Ollrada d('lle miRnr<' difensive. Queste d<'Yono ~·~Re t'<' sempre <' in t)~ni caso preventh·e. A simile p1·ecetto si è i n form nta tntt;1 la organhzn.~ionp p1·otìlatticn del nostro I'Set·rito nell'ul · ti mn gnf'rra. E i Sllcressi m agoni fiC'i conseguiti sono da a ttrihnire esci n · si va IIH•nte n l rigot·e (]fll nwtoilo. ron cni si è vigilato snlln funzione dell&
2i4
ua rrict·a protcttint, crea t a a tt•tgo delle fl·onti ùi battaglia con orgauiJSmi e Stabilimenti agili t! ben COI:òtÌtuiti, capaci ui :seguire ogni YiCenda dei corpi schierati, sl lla non far mai perdete ueanche uua maglia della rete salutare di contt·oiJ.i. per don! Cl'ano liltt·at1• tutte le pos~;ibili contamiuazioni. Le uuitù pi'Oiilattit-lte di:-;po:-;te twlla zona 1li ovenud.one, oltn· ad t·:.:l'l't·e in iutiwo l'apporto ft·a di (•:-;:-;c, );i c·outinuaniiHt t'Oli i!:òtituti ana-ln· ghi delle J-ett·o,·ip, O\'c ~>i erh C(});tit uito 1111 1·omple~;:.:o oJ·dinam('llttl c:h•· fn detto deJia u zona di pr·imo );g-otubcro >>. Andw una );ommm·ia c );tlwmaJica indic<lziuue tlei Yari congegni può fornire uu'id~t a hba);tanza l' h ia l'H c Iella ,·igi la nza. igienico- prolilattic;t 1:sercitata sugli sgoru hl'ri. ImmediatameJJtP a ti•J·)!o cleJic tl'liJI)'t! openlllti e ra110 dislocatt' le :-;pgnt•n ti fut·uu-tmoni: 1° 8eziuui di tlisiufc.:iOIII' a ùi"posizio11e cip\)(' Vitezioni <li· :-;anit;\ di ;H·mata t• di C"OI'J:.IC1 d'armata Jlt'l" il ti:-;annu•<>utn ùeU(~ tt·:ut('e e dei luoghi iufetti e per la houifica dei campi di hattaglia c dei campi ùi sosta: :!0 :::Jtaziou·i di ])onifir·a per il hagno. In pulizia pc•rsonalf' e per ·n 1·am1Jì o e la 1lisinfezioue e <lì!':inft•Rtazione de,:di imlnmenti: ~o O.~pr(lali ri' i!<OlOIII(' nto JlCl" la l'lll'<l Ùi illfl'l"lllÌ tli malattie iufet· th·e. Questi 1:-:t ituti );i coiititnivano di unitù da eampH{!llH (o:-perlali. m:pcdaletti), inte:.,•rate <'OH 1lotn~i01ri HITt's~o;orif' 1li mnteriali <· ro n gli <11' l"l•rli tf't·niei nf'tessari alla loro specifien fun~io11e. Er<HIO di prefet-enza alloga tl in hat·acbtm«.?llti tol';tr·uiti f'l'Jil'el!l:-;a lll('lì te o i n fn bbJ"ir;ni opportunameutc adattati. cosi da garantit·<· !>CJUPJ'C la ph) ri~OJ'OI'a sepa razione fra repart i infptti, sospetti t' immuni. I loca·li tli aect>ttaziom• (•rano pronisti di bagni <.' di maerhine dn di:;:infezionc con an1w:.:sn 1lc·· posito ùi hi;JDchel·if' (' 1li i!tdunJPnti. in manii'J·a che ogni nHo\·o t'ntrartl potesse e:-;s<•re sottoposto :1lla più sr·rnpolosa nettezza pPrsormle (• libP· ra to di tutti gli o~getti ed e ffetti pt·(·!'unti I'Ontamin~t i ]Wl' il tra.tta.mcnto eli 1li:.:infezionc e disinfesta?.ion~. Le infermerie erano distinte p et· J.!l"ll p p i :t st•coud;1 1·he fO!':l':«'I'O l"Ì!-:crn1 te n gli a m m~ In ti. n i com· n lt>· s1' enti. ai sospl'tti e ai ricono"ciuti immuni. I nn·i s<•t·Yizi i11terni H ;wn eongegnati in modo da poterl'i :<:\·olg1•rp al riparo d'ogni pM!-:ihilitù rìi h·;t srnh•sionl' di contagi . l l hnsso jl('l'!-:Olla l <.' et·n 1-i~oro!'ìa mf'llt(' rli~tin to a ~o:(~conda rhP pl'C?~tn~<l'e fl<'t'\·h~io ali<> <lC?Hr Y:ll'ÌP 1·nteg-orie eli ricm·p1•nr:. lu :-;ommn. i l f11 nzionamrnto <if•gli or<(H•cla li 1li isol;wwn t o eisponcl(',.,, a.llr norme pitì 1·igide <lf'l regime .igiPniro.pt·ofìlntti.c'n proprio <lei lazz;wdt i. •·nn lo scopo. semp1·e rag~iunto. rli S(W;:tll<'l'<.' in Pssi compinta mf>nte 'l!:lli infeziOIIP : +u l?rJHirfi d"isolamr·nto t r lllfJOranr•o nçyfi ospNlali dn r.ampv più a ntnza ti. JWr la tPmporanea sosta 11 i contagia ti P di !'IOI'JlCtti 1la ti·as[l' · l"irc ngli ospedali cl ' il'ìolnmento con adatti appositi mez~i eli tra:.,J.uwto: G• r'fmmfrxN"II ;:ia·r i prr infrttitji. Qnt>sti l'tnhilim<>nt i '.:'rnno in :-;t r·rtto r·nppor·to co11 ~li ospe1lnli d'isctlanwHto. 1li ("lli RJH'SSO ('rt:-;titui,·ano (·omr fll'i l"f'JllH'ti sta('(·ntL In <'l'Si Prano trasfe1·iti i guariti fli 111:1l ~ ttiP tm:-;mixsil•ili in attr:;:a dc>l compiuto· loro J·indgorim ?nto fi,:iC\1 e llPll<' prntic-ltl' l' incln~ini nf•rc>ssm·ic• ;1cl ;H·c·c•J•tarc· In Psanritn ('ontng-insi toì :
275 ti" Ucullpi , Ùllt'UC'CUIIICIIfi {" UCUUIIlOIIdli/CIIIi I'(JidltiiW("Ì•)/i ptr ro~ · "t>t'ntl.ione e la bouilka dci ::;oggetti t:he già avcntuo aYut<' t:\)OlLJHicllle cc;H i c:outag\ati e per i prigionieri e ver i JH'Ofuglli di gtwna, l'' Laborato·t'l battcriolo!Jici per gli t~:>:1111 i t\e('(•ssari alle definizioni tliaguo:sth:lte e alla indiddtutzioue di por·tatot·i; ~o Stabilimenti di 1'ÌC:IIJW1'0 c di:sillfc:;:iuiU.; per 1:1 l>ouitic:t dt·g-li l'f· ft·tti di ve~:;tim·io e degli al'l'edamenti. L' insieme degli <Lpprestamenti !>OlllDlariameutc ìndìc'a t i cf>stitnim dm·ante la guerra la. prima valida barri era. protilattk.a, c•ti, en:uc ~> 't! accennato, <'Ol'l'iiSpOttdenuto nelh~ l.Olla d 'i n tcndcm:a ana logb i i m pianti. l~nin gli ammalati e feriti subivano in o~;peda.li a reg;mc c·outurml<;ialc nna sosta tli 5 giot·ni, durante i quali oltre a rieen:!re le acla.tte c ure nH'dieo-chinll'giche, et·ano sottoposti a speci11le Yigilaul.a. igienica c ~~ gli oppor-tuni e:-.aud 1H gabitwtto. Dopo bile t ratila gl'infet·mi erano tra.sf(•r;ti a,gli .·t:tbil!imcnti di I·i:;el'Va c tenitoriali, ove eontinmw:tllo ati es· st•rt> osserrate le più strette cautele profìlatticbe. Il movimento degli ammalati dalla fronte a t m ve t· so le dette ifOJ'· mazioni era regolato e seguito :-;pe<'ialmente da se;,ioni i,..pni th'e di pro· filassi per ogn'i armn.ta. e da uua. <'Ommi:-;si.ont• Ct>ntt·:tlc JH'I'sso l ' Inten· 1lt•n7,a gPncrah·. · E ' fum·i d l'l uo:-;tt•o tema. s peci ticn t'<• pa rtkola rlll eu te come fu u:zion 't~>f>f' tutto que!-ìto <'omple!'Oso organi~;mo; ba sti rilevare cne per suo mul':•l P"a dato seru1we os:-;ervare negli ~:~g-omberi il più seYPI'O rq~ime p ·otilattico. I contagiati e i portatori, ovntHllH' fo:-.sPt'O ~n·elllti , e t·a.no segna · lati o clai repa·tti d'or-igine o ùr.i punti di sosta Lungo le \'ÌC }H~t·cot-se; i sospetti non era.no perduti 1li d~>ta ke uon 1lopo l.'tt<·(·(•t·tat~\ irnmnnit.\: i me:r.;,i di trasporto erano distinti con patente netta o patcntr infetta. lnsowuw, tutto era predisposto e attuato per neutralizzat·c il mag-gior· · J•er·icolo che potesse derivm·e dalla dr!'olazi01w degli infc1·mi nella zona. di ~nena e territoriale. La. vasta e felice CSJWrieuza. compiuta, anchl" c·on <IIIJIIJ:WI:ltt·anlenti Ùpr·ivati da (Jll:tlche inMmplrt('zr.n iniziah', d<'ve bene ammonire ~uH'im· por·ta n:r.a. capita li" di (JIIf'l':to spec·iale aspetto del 110~tro tl"ma.
JHAI'RUX'l'O . l. Per lo s~omheto cl~·~li. ammnlati ha itl·q ml't:mr.a dt>cisiva la e.<'rnita che l"i e:ompir ai posti di DH'dica:t;ione delle forme mecliehe ehe de· \·ono dar· lnog-o ad ospedalizzar.iont>. Tnle> !'Oc·.elta, !-:l'm p r e sPreoa e rigor·o~a , pnò ef\scrc i!<piratn a. prineipi dirersi a secon1la che i r epa rti ~ia no in <~zione o a riposo. Nèl primo l'USo ùon·anno el'>st"re sgomhenlti tutti i ft·bhricitanti e gli infermi di m'a lattie de"f:ìnibili per sienri se~ni ohhi<'ttivi, o per gravi tnrbe funzionali, o per marcnto scadimento, (·ht· poss;~ r·i.!lnnc la neceRI'Iaria resistrnza fisica a.i disagi c alle f:ttiehe. Ncl~":econdo •·aso possono essere· costituite delle • inft~ rmerie temporaneP o d<'i pm:ti di "osta erl osse:r\'nzione p~r le inft>nni~\ guaribili in pochi giorni P per qneJJe che rklliPòesflero 11lteriore !'Otudio per un Ricnro orieutnmento dial!llORtico.
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276
II. - Nel preordinare i mezzi di ~Sgombero ~ di ospeùa.lizzazioue degli ammalati possono giovare solo relativamente e assa.i indirettamente t·alcoli prevcntiri basati sui rilievi sta.tistici delle guerre passat<'. OcCOJTe tenl!l' sempre presentA> l 'estrettHt variabilità delle oecasioni e circostanze che possono illfluit·e sulla maggiore o minore mor bilità delle truppe, e in special modo occorre esser pronti a. fronteggiare auclte i più gt'<tvi epi..-;oùi epidemiri. c·he altrimenti po:ssono sor·prendere. superare e sconvolgPre iJTimPdiahilmente qualunque pn•pat·azi.one schf'matica.. h1 cui non :si fo~se•·o ben con:-:id<'mte evenienze di tal genere. III. - I mezY-i di :.gombero pN· gli ammalati ~":ono (]ltegli stN•~i fle ~e•·itti per i feriti, sa Ire le not·nw e eau tele prnpr·ie ni nwtodi eli trm;;ferinwnto per i ront:'-lg'iosi. Posl'<ono r~F;<'l'(' trattenuti sulle linee inf~>t·mi gradssimi, s()Jo se as~<olutnment<> intra~<portahili,. I g•·avi 1levono t>r-s~ t·e avviati agli j:;tabi · limenti amnY-ati. QnPUi per i quali fo!o:sPro pt·P~umibili lun~h<> dP~en:r.e. o rbe s i l'itenrsset·o 11 hhisog-nevoli rli pron-cflim<>nti mNlico-legali per inahilit;ì h·mpornnf':t o ch•fin itivn, dm·òno t>s~<ere lìgom lwnti Sllg'li o:.ped:lli 1li in ten<l<•nz:l. · IV. - Gli sgomb el'i 1lrp:li infermi poj:;sono co:-tituire il più gra'<' r·i · schio di propng-azione dellE> malattir diffnsihili. E' indispen:-abile per1·iù che siano t·r~olati scrondo il più rigido t'l' f.rime profilattiro, come si ~ fatto nell' ul ti m n J!tterr·n pre~so l'eset·cito italia no. clw potette proteg-· g-crsi da r.ontn:ri· rnoltrpliri. o suhito ciJ•cosc'riverli e spegnerli. merr~ una complt'~<~<a organiz7.n7.ion<·. r lte clon·rhlJr fnr p::~rte eR~'<f'n:r.inle ò'o:rni pia.tw r!i mobilitazione san ital'in.
RESUME. Le f'h oix I'Jllf' l'on fnit nux postes de s<>conrs d••s différ-ent<>.% d'orme~< Jll éò.ira.lf'~< à hospitnliser joue un grand ròle dans le r~giruc rlt.>s évacnn · tionf" rl<>~ mal:vlr~. Ct• choix, bie11 que tonjonrs fait an•c sl'rénité ~t une jn~'<te rig-neur, peut ètre in:.pir{> p:ll' diff~rents principf':< ~uivant q u e l t·~ t ronp <'!o: :.o n t Pn a.rtion ou e n repos. Da·n~'< lP prE!mirr cas, il fa.ut évacuer tous les f(•brieita.nts et ceux qui sont. atteints par IPs malndies hien rléfinissa\t](\<:, par (lf's s imptonws obkrtif!': s1lrs, on pnr cles gmn•s trmJbles fondionnels. on par nne dl>clt(>anC'e a<-centn(!C qui pent I'éilufi·c en enx la r·(\..~i!';t(·ncc phisique nérP~<~<ail·e ponr endnrer lf'~ rwinltion~": l?t i<>l'i fatignr~< de la gurrrt>. Da.us le loiecond cas l'on pourra instaJler Ile~ Tnfirme1·ip~ telllpo· r;\.it·N;, et dC~S poste:. 1lP séjom· et d'ohservation ponr lt.'s malaòe:. RllF:C{'Jl· tiblrs rle r<>pt'PTIIh'r ù tl'PR lH'ef clélai l<'nr phtel' ò.ans lp l"llllg', on fjlli exigpnt llll pluf> IOni! e:-.amen. Tout ca le nl pt>éveritif fondé su r !Ps reliefs sta.tistiques des g-ueJTes pr·f>•·l~dPnf'.l•s. pc>nvPnt a\'Oir senlemf' nt une imporuwce rf.lath·r t•t tt·t\s ù1dir·ecte pom· la. prt~parntion rlC's moyf!nR d'é,·:H~ uation et cl'h(),~pi~~·:li : s<J.tion d es maln.des. Jl fa.ut tonjours considt>r er l n grn.nd<' va~·w h11ltc• dt•s occa,...;ious et rle:. ("il'ronst.;uii·es qui pPtwent influer snr la. mo1·bilitt> d<>:-: t roupes. et snrtont il fa.nt (\tre pt·ets :) coml>attt'f' nu•nw h•s plns
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gr:wes épisodes épidémiqut>s, qui sans cela peuveut s nqwendrc et bouleverser<l'une fa~on ahùmante toute pr{>parntion qui n'aurnit pas prévu de sem bluble~ événemen ts.
Les moyens mis en usa.ge pour l'enlévement des malades sont les memes que pour lel'1 blN;sés, sn.nf les règles et les préca-uiious propl'{'8 au régime des évacua,tions (]es wa.la.des cont:t-gienx. L 'on pomTn ga.rrl{'r sur la. ligne des maladc~ trè~ graves, seulement s'ils son t tont ù fajt intra.ll!Sportables. Les moins gr~wes doivent Hre éva.cnés sur les Formations de l'a.vant. Ceux pour Jesquels des longues dégences sont à prévoir, ou que l'on c •·oit n(-ce:;sitèux de mesurt's médicn-légales pour· inhabileté temporaire ou détinitive a -u service, doh·ent. t~tr·e l>nteu(•s stu· l P~ héìpitaux de la zone an·ièr·e des armées. Le.~ évacuation,<;; des mala.des peuvent constituer le plu:o: ~rand da.n ~er de diffusion des mala.dies infectieus('s. Ainsi il est indispens:thle qu 'elles soient reglées avec le régime propbyla<:tique le plus strict, qui
a. été suivi par I' Armé<> Ttalienne penda.nt la. dernière guerre. Cette n.r·mée put se garanti•· de nombr·etuws infections, 011 jugnler dès le debut I<'JJl' manifesta,tiow• épi(l<>miq ucs ~r;kc :1, une organisntion complexf', de la que11e aucun pi:H1 de mohilisation sanitai1·e ne devrait se pa-sser. ~\ ')l.llARY.
I 11 orùer t.o dispose tlte entena tiou of tlte sick, t he seleet iou ill<Hll· in tbe Aid PostQ i ~; of the greateRt importaucc. Thir> se'Jcction wbilst tllwa.ys being impar·tinl a,nd severe, may be different ar.cor·òing to tht> position of the t!·oops wbethel" they are in repose or in action. In t&e fot·mcr c:l<<:e, ali tbe feverish patients a,nù nll thof'!' wlto !!eem rca-ll:v ili feom nwious signs a.n<} ~ymptom::: , must bt' eva<:natt'tl n.t once. In the ~cond C<H>e 1 a tf:mpor•n·y Infjt·mary may hc ('l<Uthlh•L<'rl to eurc t be patients or to keep tltem ther·e i n oh~<'rvntion. Sta.tisticH I considet·a.tions fonnd('d on expel'iencc of p:u·;scd Wars, rna.y be of little nse to dispose the means for t.hc cva<;nation of the sick a-nd tbcir admi::;t>ion in to the ITo::;pìtals, tll(: ci•·cnmsmnct•s being very a.pt to cb~nge. Onl' mus.t hc r e:ùly to rueet a.ny epidemie t.ll;lt mi~ht occn r . 'fhe me:tJls for enH·II~lting t iH: si<:k are tbt> l'i<tlllé <tS tito~<~ f or tht> wounùeù. Great care nmst he ta.ken in tr·n.nspor·t.ing t he ronta.gi0\1S one. Tbe most ~e1 iously ill can r ema.in ou thc t:il·st line. 'l'hose w ho eil-11 be transported, must be 8CDt to tbe ncarest Dnit::>. Those who pt·obably will ha.ve to reruain longer in the Hospit.al, or h ~we to be observcd to de· cidc theh· tempora.r-y or definitiYe inability, must be fl('llt to tl11• J·lo:-;pi -
tals of tl1e second line. By tbe evncuation of tl.te sick, wc mllJ' rnn the 11sk of !iiprcadiuJ! epidemical disca;o;es. 'l'o a.void tbis it is neces~ary to Ul<<' tltc strkt.('Rt prophylaetic me:a$>nres. This ha.s been done witb wry good result.s in the l talian At'llly during the re('ent War by nJea.Hs of <:nmplicated orga-nisations wùieh onght to be a. part of any Sanit.H·,v mobilizntion.
FRANCIA
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PREMIERE QUESTION. Les évacuations. - Principes généraux des évacuations des armées en campagne. - Organisation des évacuations compte tenu des exigences irréductibles des nécessités thérapeutiques. - Adaptation de la thérapeutique médicale et chirurgicale aux diverses conditions résultant de la nécessité de procéder à des évacuations.
CONSIDERATIONS PRELIMINAIRES )fl•deci n pt·incipa.J d <:' 1ère c ltt!<st' Uzac.
adjoint nu tli t·t•ett-u t· clu S(' t'\•ico de sant~ au MiniAtEìt·e clt- lu gut >t't't' . Ol'gaui~t· L· lt.:; é\·acuatious J.IOU r uue arruée eu ~a'lupaguc c 'c::ot rt•gle r i't•Jisewble dt•s mesu r es qui aurout pour di'et ù'emrncnet· dalll' h'l' forUlations sanitai re>:-; où ils se1·ont d t'olinit in•ment traités les blessés et rualactes rte et•tte arm(>c. Da.us ~on sens généra.l, on rloit comprendre, ISOli~> ,.,. tl'l'lll(' J'p,·;tl:llatiou , les ùépJa<:cmeut:; etl'cetués ;\ l'Hl'tir ùc la liguc dt• feu: la rell>ve n'est donc que le pl'emier temps de l'én1euation; on doi t <"Ompl'<'lHLtc aussi ks d(•placemcmts plus lointains qni , sous lP. nou1 ù'c\';l(' twtioJt se<·o•ulail'(', ('OlHiuisPnt, Cll (·Oill'S <k t•·ai1t' uwnt. l<'x maln ch·~ t•t II!Psio<(•s d'u11P fol'mntion sanitail'e à. nne autn:!. L;l n{>c·P~Rité de Jll'tu-(•cll'l' •'• rlt>s hac·ul'ttion~ n'<•st pal' ;) démontl'PL'. !•:Ile• rùsnlte ùc t'ohtigation pou1· l'ann(•c dt~ n e pa:; garder cles etfcdifs san:- l'C' JHlenl(>nt milituh·c· qn i ne peun>nt qu 'euc'o mbret· et gC·ner ses opf> r ations: elle c•!o;t impos(•t• par le• J'ù le tmmanitnire ùf>,·oln au :::let·vite dc :o;a.nti•, qui semit clanx l'illlpn~sibitit(• uu'lt(~t·iclle d'a.pporter·. rlans une• ;11·m{>e c:on~t·r·vant sa wohili1(•. lPs moyens nC>C"essairc•s au tra,itement ra 1ic•llnt'l, sm· place, de; ln Jllili':!o;l' totalr· de sc•s hle~~(·s et malades. 'l'out<•fois. l 'orga nisat i1111 dPs P\'òl('nations nc• saundt l'tee c:onl'ich~· J·(·t' t·ommf n ne banale hP~o:rnc• cl'p-.; p{•clitil)n et d't>m ba lla.~e: ce sont dt•s hlcss{>s et ùrs n1aladPs qnP l'o11 tJ ·nH~pc)J-tc, tP tt·,lllsport doi t ètr-<• t•x{•cnté dans tlt>s conditions qui m• c·omJH'OllH?ttent pa~< · 1<'11 1' 1!11(:ri:;c)JI. Ct·Jte::;. il fant t euir ('Ol11)lte clrs clifticult(•s -l'(•sult.lllt dc' s CÌJ'c·ou:omnc·C>s militflil·('s: il n'nppnrtit•nt pns au ~erYic·t• de :::>ant(> di' h"~' dHer· millt'l' l't. seni lt· Collllll<llldt•nwnt. dont il J'(•('oit lt•).. nrdJ'i·~. pent J'(•(']niJ't' l'
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:su1: ce poi u t ..\:lai:s le ròlc clu 8erv ice de 8au t(~ 11c cuua J..H)rtc [Jas :-;eulement uue oh{•iss<l.!tcc passive <lll Commaudement ; eu Frauce, nous avon~ obtt·· HU, ùan:-; la dcuxième pa.rtie de la guene, que, danlS chaque gtande uniti·, j usques et y t:Ompl·is a u GJ'<Uld Qua.r tier Général, le t-epré:sf'Htan t d u ~erYice ùc 8auté Herait pia<:é <LUpt·è~:; ùu Générnl CommaHclant et que ùt·:-; médeein:> :>l·t·,lieut itùruis ùan:s lcs Eta ts- :\1ajon; pour y tl·;Liter le:-; q ue,tion tl c·o11 rw rmtn t Jc·nt· :-;t• n· ice. H a ppm·tic•nt ;\ c·c:-; rept·é:,:enta u ts qualitiés tic :se tcnir e11 contact permunent <.1\'CC le Comwandement, ùe s utn·e dc t rè:; Jll-ès les ovérations ruilitaires, dc pt·ovoquet' les ordre~:; leiS plus favombll's au fon(·tiolln('UH!llt llll S<'t'\'Ì<'P Ile S<lUté, c~ t de pr(•venir, cn particlllier, ceux que, dans l'ignor:HlCC tles cou~:;idération:s tt•c•lmiIJUes, le Commandement pounait ùonner contra riant iuutUèment :son action. lls doi,·cnt ~ollicit<!r l 'aidc des gtands :seniccs ùc l'armée, qui lcnr ~er·a. fvurnit' ùa n s toute la mesure possiùle et sons la :;eu le ré:set,·c qut• le lmt linal de h't 1Ja.tnil1e, c'cst-à-dire la. victoire, ne sau raH étre t·umpa·omis. J l f:tut au"si •l'le. ùe :;('J: cùté, le Scrvice d e ~maté :;achc ada,pter cc:s cxigenc:es aux p~:-;ibHitl-:s de l'heure. Les chirurgiens qui 1111t i:té m0U•s clc près aux m·gauisatious militaires, meme ceux qui se wontrah•ut le plns justemeut jaloux ùu droit des blessés, ne mé<:Otlnaisi'IPnt pa.'S. cette obligatiou; ils poun<1iPnt tous souscrire n res pa.roh·s dc 1'1111 cl'eu.x: c< Jl est indLspcus;lùlc qnc les chirnrgien:s ii ppelt'>s à. soi.g-n<>t· les· ble~;s-és sadwnt s'aùapter aux. circonstances et varier, non i<l'laleuu:-nt Jc clispositif de Jem·s formntions, ma is llHISSÌ leurs méthodes tlt· tJ·;~itemt>nt. et la tl'chniqnf' cle lenJ'i" intc' I'VI>ntiom: ~ui ,·nnt !es cir·ron~>ta.nces militaires ,,, (l) .\iHlSi ~;C dHiui~:,;ent le.; relations rcspecti \'f•s dn 1'5ervice dc Santé et du Commandernent; elles doivent tendr e, non :Ì t:OU~tHtWl ' <lPHX or gaues E:épatéS S·ignorant l'un l'antrC, prèts à s'attribner t·t•spt.!Ctivement la fautc d'une organisation défectueuse, mai:s au couta·ai1·e deux oq;:-anismcs qni, pom· Ctre biérarchisés, n'en doivent pn"' moins \'ivre en nne étroitc collaboJ·ation et se fadliter Jcur t:khe •·11 nw cl'obtPnii· qu , aprùs Jes JWaie~ in•:OJuctahlt>s ÙP la bahlil le, a.ucune ,-jp humaint· ne soit eompromisc ùe cclles qn'on anrait pn sanver. C'est li1 l:1 ,·ol()nt(• fo1·m<•lle. hnnt:l'mPnt nu:tnife,..tée ù plnsi('nJ·s J•Pprjs(>i':. de la ' Hntion entit}re. ('es m~mes mesu res. q n i a \l l'O n t pom· effet tle hù ter la J::nc>rison tll's l•lessé:-;. <'Onc·ounant :ì, leur récupé1·ation rapide dans le r•an~. et cette c·ollabomtiou écla.ireP. dn Commandem(•nt et du RerYire de RanU!, aoou ti;;;sant ;) la con servntion d<'!-1 effeetifs . <levif'nclra un fa cteur de victoir<>. Pour ces considéra-tions, et pour montrer la pa,rt prépondéra.nte quc lt·s inclications tc>rhniqnes doin>nf ayoir clans l'orga.nisation des évac·na.rit>lls cFnne m·nHic ~ ~n c·ampagnP. nous avom:: cliYi::-é le ptésent rap· 1'"''t ('D tt·o·is pa l'tìt>s. )iouR allons. 11:111~ IIIH:! Jll'l'llllPI'P pm·til'. tl'<IÌtl'l' cles P\'ll<'nations Pll )!énl>ral.
( l ) LecènEl, chirurgil'n cocsultant. do la Vòme Armt:~: ConjPrf'ttCr fl l'Fnio11 /t',lh·rtti·l'e d.f:s i\fécler ins de la Rrsert'P rt di! l'A rmét?. territorinl~> .
Dan~ une tl~uxi èw e pna:tie, le .\(P<lecin l 'J·iucipal Vnguet traitera plus ~péciaJem e nt d e l 'évacua)t ion dcs blesR(:s et des moyens de tra.i te·
mcn t qui lcur C1>nviennent. I-e J\léùecin Priueipal Dopter étmlienl. dans une troisièrue partie, l'évaeuation des malades et d es gazés et Jcs moyens de traitem ent à mettrP. en usng<: pou r ce t t~ catégorie d 'évac'ués.
PREMIERE PAR.TIE. Principes généraux réglant les évacuations; catégorisation des évacués; moyens d,évacuation: formations sanitaires et moyens de transport; mécanisme des évacuations.
11 ('st un CPI·t ain uorubre de priHcipcii g(>néraux qu 'une èU1a lugie di:' lSituatiou impose ;). tous lcs grauù~> scJTiccs ùc l'arméc et auxq uels ie Sf'rvice d e Santé doit ~è soumettr·e : c'est ainsi que z:éoonomie d~s moy ens, la. co n.stit·u.tion de ·r ése1·vcs, l-'éohclonnemen.t des formatio'I~.S c 11 pr(Jfondt~ nr, tloive nL <!tre à, la base dc son organis;1t ion sous peine. quellc:s que soje11t Ics rt'ssourecs fJU'il possèdc, d '<~ n Ctrc l'érluit :) consl:atet· le ur i usnOi~a ne<! :111 premier én~uem<'nt ('l'ith,ue . Du JH'cmier ()c <·es pt•iucipe~ découlenl un <·<·1·tain nombrc de règlcs éùif·tl'>es ;lu CO IIJ 'X <le lit g ucn c et codifi ées dcpuis. C'est ainsi qu'on ~>'<'s t élt'\"é ,-ontl·e les évacua.t ions fa ites s ur ùcs hòpitaux. à trop petlte capaci t(!, qni !lispcrsent lcs moyens et cnt 1·a.tuc u t un t·<·ntlcnwnt r éduit; de mèmc on a. du l'IIJll.l''imer les n.mbul:wces chirurgicnlcs de di vi~ion , fJUi corresponda.ient :\ des frouts tt'OP liruités <!t a.hsorbaient un personnel importHu t, :som'ent iuoet u pé ùaw.; lcs pét·io1le:s de ca lme et immédiatcm<'nt !ll·honlé en c'as d 'opél'n,tions acti.ves, en somme le plus souvent mal r mploy(~ . Reporté plus i\ l 'a JTièt·<· dans lles fol'm ations pluF: impor · tantes ma.is ùe~;:servant un sect<'IH' plus étendu , et• meme person nel cxl><·u ti:' un tra va il plus rh;u Jicr, sou reudemcnt est mcillenr. l~u 'il s'agisse dc moyens dc trnnsport (~eetions sa ni taires automo biles, t1·a ins sanit~ire:-.) 011 dc' placP~ d ' h ospitali ~atiou , la constitu tion cle rést>J·ves to11jours maintenues disponihl<'s permettra de f):uer n. des hcsoin s d 'én\c n::~tion qn'il sera it pl us difficile rle satis fa.ire si l'cnsemblt• 1les rt>s~o nrccs · éta it int (·~ 1·alrment n ffc('t~ ; la. mis€' cn ré~er · \'e dn pe1·So11nPI mPclical de renfol't Pst dJnF;r Mlirnte. les médcci n~ supJIOT'taii t mal rle J'rst~>t· iJ1cmp l o.vés et Join d'1m c~hnmp d'action o<ì ili: puisst•nt !'\' ù(·pt•nspr·. On ::;m•tnontern c·Ptte diffì<·nltt' ~> n maint<'Jiant ;J f . fect(>s i\ rles pn~t.es d'où ils pnm·1·ont c~ tr(• fnc·ilt•m<•nt eul(·Y(•s, · u.ai>< nù
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il!:i t l-availh~ 1'0Ut ~n appoittt , 1eH médccin~> notnin<~them('Ltt tl(.t,agu(•s cow n1r fai.sa.nt pttrtie du p~r"onn ei de résen e. L'échelounemcut des ressources eu ~! rofondt:ur a toujours t>té rct·omm:l>ndé da.us les directhes gén(H·a les <l n Com mn ndemen t, pa.ree qu 'il permct, au moment difficile, d ' uvoir a pied d 'wune, les (>l(•lllents d ' attaq ne ou ùc r ésistance dcstinés ;), r cnforcei· les élt'>meu ts cl 'a va n t débord{>s ou é puisés. Ces mèmes ùispositions permettront an Serdcr d e S.'tntl· de recc· ,·oir et de canali.<;er sans retar d , en vue ùu triage <'t du tr·aitemcnt, le tlot des é\"u<;ués. Sttns vou loir éta blir un pii l'<l·llèle su,. le fon etio n nemeu t ùu Sewice df' Sa,nté dans les ;~rmées alli(·es :tu cours ùe hl deruière gnene, on peut bieu dire qu' alors que cel'taine& nation!'; s ' etlorçaient d 'emom·quer la. gra.nde majorité des (~>acués ùaus des h·ains génémlement plus perfectionués que le... . nùtres et de l e~ tonduir·e dans Jes vastes hòpi~'HlX de ba.se rema rqua I.Jleuu:m t or ga n_iJSé!';, nssez lo in eu a l'l'i ère, le Serv ice d<: Sant.é fr ançai:s s'est appliqué, ù~r-; l'avant, à fn.i re un <:11(1ix jndicieux de ses évacné..,, ]'Oilr tra.iter l es plm; gJ·a.,·cl-l s,ms retard, :1 l'a.rro(•t\ ·mero._., Pour les opénttion:s de t.rhtgc mét hodique et le trn.jtement irumerliat des bl ess<'s et l:I'Htlaùes <:onser1·(•s. il était iudispcn:,;:tble de pouvoir disposer de f01·matiou,., t' Il é('ltelon ~"<' suppll•ant l'un<> l' nntJ•e . On ne pe ut qu' acc>identellement pt·i>yoir ln possibilité d ' une aicle. latérale, eu ra.ison d e la. largeur des fronts engag'f•!';, Cc sont les hospit<:t.ljsations t'Il pr·ofondrm·. flaJI!'; des centrcs tle d(:uot·tlernent s'eh'ndant, suivaut les hesoius, jn sque dans la zone l'<1ppl·oclt(-e du t e l-ritoire, et jusque dafls li' territoire lni mème , qni 1wr·mcttront de parPr ;ì tonte!'; les n(•ces::;ités d 'une bntaille p!'Cllongée . A còté de cc~< r1'>glcs g(•n{>rales ùont doit s' in!:ip!rer le Service de ~anté ùan!-\ l ' organi~<ut.ion ùt·s hacuations, il est ù ' antre~:; principes qui lni !Wnt pr oprcs età l'applkùtio n desquel~> il doit n on lllOÌIIs soigncu s('ment veiller. Le pr·emier , qut: liOUH <t.tn·ons SliT.'tout à, dh(:'lopper tlaus la. première part.ie de ce rappot·t, co nsiste ù 08811l'r' r à n/t(tqu(' molade ou blessé , da·ns l e la1J8 d r.: tmnps que compo1"te son Nat. lt•.ç .~oi11 s l e.<; plus pa rfttits don t il est justicialJlc . C' <~!';t en vt' rtu de <:c p1·ineipc· q ne nous aurons à étndier les catégori..,ations précises de ma la d es C't hles!Slis déter·minant l'm·g-ence du traitE:'ment: il nous <:nwluira. à (·:-.a.minet' Jes for·mations sanitnil'cs spécialis(\cs où N 'S ble!';sés rt. m:~lttdes trom·eront le!'; soins Ics plus pelfectionnés dans le !-\eli!'; du progr·ès moflpJ·ne, et enfin Ics moyen,:; dc transpot·t qni Jcm· permettr ont rle fraudtir !es étaprs qu ' ils ont iì parce~m·ir·, depui!'; le point où ils ont été atteintc; jnsq ué à la rom pJète guérison . La df>rnièrt' guerre n mi!> t• n r e iief 11 n l'l\l ti·P priJ1r'ipe tlont l 'appli . eation a npporté danl'l l'ex.é1·ution Ile~ é\-:le tw.t ions d<'~' garantii·!'; df' sé(•ndt(! 'llli eri ont affirmé la valeur; il a trait à la Rltt·vri11avcc t ccltn iquc qui rl o i t .q' cJ "P.?' ('t; r S1l·r l es é'va 0'11 h.
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En la fol'me idéale qne dt·ulantlt>nt pal"foi~ d~s mf>cler in" ou clN; ehil'nr·gien!';, hum ffis:t m men t flPII (>tr(•s prn t-rtrr drs d i ffi <·nl t.>s t l ' <·xi><·n ti o n, i l fanrJrait IJII ' llll Dleme mfodPf'i ll 0 11 cJtit•lll'gieu }Js>:nr:ìt l<• tl·a iÌI' IIWllt clll
J,lc,;st~ 011
111a laùt• j usq 11 ·il J.:"lll'l'lsun ; t·~>hl a p11 H l't' 1·(·a l isé, t• n pél'iode d~ :-taiJitisnrinn t•t d'op('l·a tions pt•u ac·t.ircs, :;oit quf' Ics t'n1t·ni•s ai('Ht é tf. t·onst•l·d•s tlans la r.one clt•s ;II'IU(•I's, soit qn 'ils aiPnt étfo (•racllt'-s bùti n·nwnt;) cou1·te ùisutnt·t·. 11 fant z;;l\·uil·, toutcfois, qu'en tJéi·iodt! d ' opl·t·ation:s tle g1·;111Ùt· cm·t•J·gui·e, toutE's Ics ressource!S hospitaJièrcs du tt.'t'· 1·i toi n • doin•nt ~t•·e m ist•s e n u· u \T\' pou r J'C(·t·roir l es éY<ICnés. Si douc . il t't' IIIO!Il ('lli, 011 l'OIISl~ I'\'HÌt Ù pl'OXimit(•, JlOlll' leUI· <1-"!-:lll'~l' le~ SOÌII>' ù' u 11 lllt'UH- •u(·• h•dn , \('s t.h·ss{·,.; ou Jmdadt's eu bo n ne voi t- ùe guéri:<l>U qu'il :-<t•J·ait pos:-<ihh• tl'{•vatnf'l' plus loiu saus int·om·f> IIÌI'Il t pour eux. 1111 st·l·ait co111lnit i1 tli•·ig-e•· n>J·s dt.'s J·{•g-ion:,: tl'Op loint<tiliP~ lles ble~;sés rét t·nts qui anl·ai<'llt ù solltfl'ÌI' d n tmw<pol't. ])llllS (•t•:- t·onclitious, 011 l 'Il t>st \'t'llll ;ì fail't:• t•Xt'ITt'l' (lè! l' 1111 pt•I'SOIIIH'J !Jan tmn:.~ llt séJt•t'tÌOJIJié, jOIIÌSSUilt tl'tlll(' lllllCil'ité Ìlldisc ntéP, it laqneJlt: s'nttnrllait, t·ll lii'ÌilCÌ{It'. l'autm·it(> dn ~J·alll' , llllt' :':tllTI'ilhUU:C tRclmiqne t·ollt•('tiw pn1 h111t su1· 1111 st·cteu•· dNt••·mill{•: •·o1·p~; tl'arméf'. anu(·t•. (·t·ntJ·t' hu~pitalit'J·, •·égit•n tln tPnitoiJ'{', et.:. L<•s <"hi•·nrgien~ ou )('R médt•t:ius cunsulta11ts niusi dési~né~ cont·ouraient à. l'orgauisation g-(·nt'>I·ale t.lt"s ~vac·nntion:-. ù· la r·épat·tition <111 llt'.'l'snnllt'l, :ì la c·onstitution de~ équiJit·s dliJ·u•·:ri(·alt>s on lll{•di<·:llt•s :-;ui\·ant Ics <·oinp{•tencl's: ils snrn•illait•llt ll's •·(•su ltats ohtl'lllls: ils t'Xt•J·<;ait>nt lt•ur <h·oit rlC' rontJ•ùl<' sm· lP t1·ia;.:-c· )':li· t·at:(•j!Oric·. qui si' faisait suintllt lt•tiJ·s in<lications, ('t f:lll' Jp tr·aitt·· ment. <:onclui t sltinlllt lt~lll's di•·c•c·tiYPs. Hie n quP limit('l-' cì un sl'ctt•ur don· 11 (·. ll'lll' :H·tion potl\':lit, JHil' cl{•('ision sp(·l·i:llt·. s'(>tc•THh·p suh·ant lt·s lw soins. f''t•s t aiusi qn'il fut p:u·fois vo:ssiblt• tlt• mett•·<• ù la disposition d ' nnl' arm1~t> nne r.ònl' tl'(>,-a.('mlt ion otì le n1ème cbirnt·~icn cous ultam t'tait ;tt·t·J•écl it(•, •·~nlisant alM.- 11TH' ~lllTl'illan<·t• ('ontinnf' à dil-fi'IIIC'I'. tlllt' ,·hitable (( li:tison <·ltit·u•·;.:-irnlE' •l. J'ou1' C't>rtain:o. sf'tTÌl'Cs, les fractu•·(·s par t'Xl'lllJI)t', il l'ut dt' l't'_:,dc•, :'J ]a fin r(p la !!IICI'l'(', tl'(•\'il('llCl' lt•:-< fOI'IIJ;Jt.ÌOilS sp(~t· i:tlisi•t•s dt··s aJ·m('{·~ snr rlt·~ l'o•·nwtion:-< similair·t>s tlu t€'1-ritoirf', junwlant ainsi Jr:s ilclt·IJJI!Pnts tf'c·huiqnPs fJ1lÌ Jps dirigraient lf's Ullf')O: c•t. le~ ;wtl·t':-:. L<':-< (•ch ;lllg'PS t!<• c·o JTt')O:JIOHtht nt·rs qui' pouJ·a.i<>nt. fairl' l<>s c·h<•fs de st•JTÌet•s, !Ps t·ompMPnn·s h·c·llnirpws qnc• lc·s lllessl.•s t'IIIJHII't;lÌNlt. :1\'f'<' eux dans IPill' poc·lu·tt<• ficlw, clonuaiPnt· aux hlN•i<(•!': tout<• garautie dans la c·nutinuit(• d!·~ soins. alor~ nu>n1t· qu'il!" \'IJèilll!t'iiÌI'nt de fnrmation. l'nnr · c·cq·tain ~ (•,·;wul·s l'lH'Ill't>, malndt•s nwntaux, hlt•:-<s(•s maxillo f<H'Ìaux p11r PXClll]llf·. il fnt pr·(•rn. ap•·<)~ tlll pt'I'IIIÌ"I' <•xnmrn 011 un preUJier traitt•nwnt c1'tu·gence ù unf' formatiou d'::n·ant, fJn'ils sHaient hacn(·~ snr dl'fl ser,·il't's f:p~·ialif:(•s c]p l' int('l'Ìf'lll' !1\'t' l' un infirmiPr conro.>euJ·. A n'C ccs di~po sitions. lt•:-; blt·:-<:-:{•s •·t· 111alatlt'~ n·t:fnic•nt plus hacn{•s ù l'a,·t•uglf' an gr·é de:-: plaC'!'~ tli><ponihlt•s; )(·~ rl(·pl:wt·IHPnts que lt>f: c•il•ronst.'lnrt's impo"S.'l·if'n t N;til'nt •·(•gl(~s dt• tellt' Lt<;on quP lr t J·nitPnwnt tlf'l'l {·\ ·acn {•s n't•ll Jlflll\'fl i t M1 ·~· c·o111 (II 'Cll ll i s. Dans la 7.; )11(:1 illllllc;di;Jit' C)t'S :ll'ltt(:c•s, OÌI ('!Jt•\'<111Chaieut, :Ì• (·(!t{• df's 1\II'JIIal.ions clf•J•I' llclnnt lln g(·n(·ral c·ommandnnt f'll t'h;•f. <ll's formations d11 tt'l'l'itoin·. 111e lllt· <lt-!'in illi-']ll'dt·Ul' cl<· ~t·oup<: d 111 1'11lPes n,vnnt antol'it(• t('(·lmi qnl' l'Ili' lt•!" 11111':< rt ~lll' ks nntl'!'s, s·:J~s•a·n.it rptt> l<>m· fon('tiomw IIIC'Ilt s'(''\{•(•ll t ;IÌ( C'Il Ji:tÌSilll (•OliiJI]<\ tP. l) n~ diÌl'lll'J!Ì<'IIS P1' IIJf'•t]('('ÌJIS ('t)ll · "111t.11 1t:-: :llf;whc'•s ;ltl :-:-nlls-:-:-l·c·t·l-ta•·i;lt il'Etat <)Il :-:-t'l'\'Ì<·c· dr ::;;ant(·, <'0111 ·
post·.,.. <lt·s perso n ualité:s scieu ti ti q ucs lc:s [Jlu:s c!lllit,eu te~, I'XCI'c;a ien t su t· Il'" tonuatious s:mi ta ires des at·mées et du tct'l'itoi1·c uue !o;lii'VeillaHcP. teC"h uique supérieur e qui garantissait aux yeux ùu paylS que les mesurcs p1·.isc;; pour J'hnspitalL-..a.tiou f't l'hacua.tion dt:s bles~és et des mah~ · dt:s étaieut inì:-pil'('Cs pa.r la ptéoc(·upation dominante favorisl'r Jeur
-uc
guérifion. l.l. -
CA'L'~< ;uH ISA'l'lU:\ o~;:; ~:i'.\CU I~S.
l'11ur H\'Oir t<~ p hp;iouomie t'Xacte du personuel énlCué, il faudt·ait (·o l.lllil i tre lcJS p t·oportious respecti VP.S ùes blessés1 ùes malaùes et d es ga.:t,(~s, par ra.pport aux etfeetifs engagés, et ùéterminer, ùans clu.tcmw dc 1·es gra.ndes c l<lls:Sel', les gr(lupcm1:11t~ par ordrc de gra,vité. On a e lierc:hé ;) établir des hari>mes dcs pPttes par blessures. D <His uue action sérieuse une di.vi:sion cle lri.OOO hommes pcrdrni.t) en moyeunc, ùans lcs quatre premif!I'S jout·s, d«' 1:!00 Ù lGOO hOilliiW!o:. CP~ indicatiOJIS 11'ont que la valcur dc moycnucs. La vroportion de:-: JllaladeA l'l't Pllt'Ol'C }Jills ùiftidle ;\ pr(·cÌS('l': si, pl)u r l 't•HSI·m ble iles évat•tw tions •le l'armée frauça-ise, la pt·oportion d es ma.lades Jl<ll' nLppor t aux IJlessél:i, dan:-; la dcrnièr·e guerre, lt été envirou t'·.;::nle anx " 1:;, ('~tte pi·oportion var·ie s uivaut Ics p ériodes : aux périodcs Lle combat, au u1omcut ot'1 lt: uombre d e blessés s'élève, on ùoit s'attcndre à avoir u ue p1·opor·tion moindre d1~ n~<llade~; ; il est rare que, par rapport anx hlt•s!o:C>~; . cette pt·oportion ùescf'nde au dcssous de '/ :., :san" ùoute pm·ce qne, à cette période, on évacuP plt1s facilement les ma.laò.es, méme lt-gers, !]Ili ne pcuvent pas p:u·ticipcr il. la. bataille: lot·sque l 'état sanitaiL·e tléchit, cettl.' propcwtion s'(•lè\'e: un a Jlll com~tater un ehilfre (•g;ll de ma.ladPs t>t de hl<'l'(sc>s au moment où nne a.tteinte nlassh·e rle grippe \'Ìnt ><évir dan!o; l(lll'l'lU ('l; :tl'lltéu.,.
La fo n ne qu'a pris la ~tu>rJ·e nous :1 ei)IHiuit ù pn>,·oir· 11111' t·at(•. ;.rc,1·it' spécin.Je d'hacué:;: l<·s homme:-; atteints par les gaz. La, proport inu eH e"t t1·ès \'Hr-ia.IJ!c. l'H r· 'm ppo1t :w chilfre ites hless(~s, on a cou· ><taté de 3 ;'\, lO % lot·sque l'<'llllcmi :-wait l ' initiative dN< attaqnes, sa.uf :ì la. :~.:me bataillè de~ Flanùt·e~ . l'ntta.que rlf's 31onts. où la proportion att('i:rnit un cbiffr<• particuli èJ·emeJÙ élevé: ..J.O %. An cours de nos :Jt· taqnf•s su(·Cf'ssh·<'l'; df' 191~ !a p1'0p011:ion di'l< i!HZéR était llf' 20 à 30 % ; d;lus le f ' Olll'l.l ll t du dernic1· mois Pile n'Httf'i~uit que fi o;,. . . XOllf; <l\'011)0; ét{• ('01Hlnits J)ill' ('(IS tn n stntation s ù pré\'oit·, aans nos fn1·mati om;; 11':mm t. et d ':H'mée, 11 n cbiffrc (·~al de li t~ pour l es blessés. d'une part, ét ponr les mnlntleF: et g-ad·"· d'antri' pnrt. r t•nx C'i Hnnt 2:r01J · pt'•s flan~ lc1~-: m~me!' fornw t ions . ' Le •·lnssemeut pa.r orll 1·e de g-t·:n·i té n 'est pns moins iniére"~ant à 1 r o~ na1tr·e , il ne J~Ut (!~HIPill<'Ht fotl·e Mnllli !)n e par dt•s moy<>nn<'>< q11i, ><lll\'ant l (•!': ril~lel'l gt'nl>raiPment suiviPs, di!o;tinl!nent lP!'< rnt(•gori<'~ ci a rn·;.;.; : Hh>x!':t'>~
m nladt>s o n P:'-lZPK iutmnspnrt ah](•s. pn\'inm:; BlM!':Pk mala(les Oli ga.Ws in?nlC'Uahlel':, 17 ~;, : Bl<'ssps ma lnrlP~ on :rnz(•s {>,·nrHnhlPs, 78 ?;, .
Le>: in t ntnsporta.blc,; {5 %) subiront un ùéplacement tout à fa.it réduit, soit pour les plus gr~wes tl %ì jusqu 'au groupement divisionna.ire, t:t pour tous les :wtrcs Llc cette c.atégorie (4 %), ju~qu'au groupement d'a.mbulauce de corps ù ' a.rmée où sont réunis des moyens de traiteruent plus importa nts . Leli inéva.cua.bles, 17 %, pourront venir jusqu' a.ux bòpita ux d'éva cua.tion primaires et daus les a.mbulà nces d 'armf.e. Les éYa(: u~ bles, 78 %, peuvent etre enlevés pa.r voie ferrée, a. moius que, dan>: un hut d e r éc: upé t:a.tiou rapide, un ne maintienne à. proximité d e .l 'a.rméc Ics plus légèrcrueut attei n ts, soit 20 %. Ou c·o w p lt: te pa.rfoili rette cla:-;:,;i tication, étabÌie du point d e vu€' (( transportnbilité ~>, par l 'indicatiou du mode de t ransport qu'il con ,·ient d'P.rnployet·. C'c:st ninsi que, snr 78 % (>,•acnables, ou estimc que :!S % t-~ont :ì h·an>:porter conché-s, 50 % peuvt>nt lltre transportés a ssis, l e~; plns 1(-gH:::. 17 %, s'<.l ccommo•htnt méme ùe moyens de transport moins confortablt>s, cariS, c·alllÌOlt!o<. Il ,.a ~ans di n:• l)U('. s'il ~;'a git d' éva c untionf' ;\ lm1gnP tlistance, et notammt>nt d'éva cuations par voie feiTée . nous denons cherch er à. faire voyagPr couchés uuf' proportion hea.ueonp plus grande d'éva(·ués, et, s i pm;;:ih](•, la t ot.<1Jit(> . J) 'a utres cla.'ìsifieations ont t'>té Jll'écon isées. tomprPnant h•;: ('.<lté · ~ories ci -a.prfls : 19 o;., ~rèl res . moyens . 33 % U!gers . 48 <}:, LP 'l(!ÙeC"in lll>:pectenr F e l'l'aton vréconi::w une claiS:o;Ìti(·ativu pJus (·o m p H·II;UJ t dt·:> i n tJ'<lltsporla.l•ll.'s niJ:-;olus, d es blessés gr~we:> nya.nt hcsoin ù 'uue ope1·ation t1·ès précoce, d es blessé8 moyens tribn· tn ires d' nue opl>t·a,t ion moi n.-.; tn·g(!JJ lA~ , d es blc~;>:{•:o; lége1·s, les uns à opé· I'CJ', les autres Jt'n~'a n t pa s bt·soi n d' inteJ"Vention , m a.is néccssita,nt des soim; pl'olongé;:, tl'au tres en tin , hles;:l•,.; minimes pouvant guérir r api· dt menL Ll' JH'ofc:-;sc•tn· a;.rd·g-<' L;.tJ·ùeuuob, chinu·gien consn ltant de la :J(·mc ann(•e, d istingue l(•:o; bless{•s en h~essés dc ll-re, de· Zi-me ou de 3(,me ur· gl'lite, ~ ui.van t jf! cara<"tèr e dé l'indkntion op\'> l'atoire. ll fnit t·etmH·quer . d· a ill•·tii'S fJ IIC! 1Ps éva~ ua,tions doin•nl correspondre, non senlemen t a-ux lési on ~ cousta té<•s, mai fS a u;:~i a ux l't~:<:-;o urcPs chinH·giealc' s qu ' une a rmée pPut mettt·c c n a:une (1). Snr ' un fl-ont bic u éq nip{•, pom· une opéra.tion limitéc, on ponna traitrJ" :-;ur pi ace ]Pt-: ble:;;;s(·s cl<'~; b'ois cat(•gorics. Eu te> m pR t'lr pt't•sse, ~; t n· un J'rout i m pro,· i sé, il fa ll(ha it, an moins, pouvoir tra itm· il Fa nwt l es blPssl·s de la l ··re (';tt{•goJ·ic . f:.~1 norneuclature· évite cles a nomalh's arpm·entr~; qui pPnn·llt lteurle r les esprits r igoristes: le,<.: int1·a nsrwt·tnlol l'" q u ·il fan t p;H"fo i;;; tL·n nspot·ter. )('!': inévacmobles que lrs ei rt·ou shl nf't'>: for ce n t :'1 <'ntc'uer. l 'U IIt p l<•x t•
( l ) ~ou!< v ot-rons phts Jn in guc le;;; tn•J~·t?n;;; ~ Il" tn•ns p u1·t P<'\1\'t·nt ans;;i tll<)· d ifior granJ e mtmt la r~ptlrtition des (h a cués.
~a n-;
mécorumitre la justesse de ccs ob~eJ·vations, nous ferons l'l'
ma.ryuct· que les diver~es classiticatious pt·éconist~es groupeut, :,;ou:o; <lP:-: noms différents à peu prè~ les mèmes catégol'ies <l'évacués et HOus r·eticn-
drun:s, en tant que moyenne:s, les provortions ùonn(!C·:s ùan:s la prcruière clas~itica,tioH f!U i constituent ùes bas<~s su!Ii~a mmen t précises pour élu · borPt· le pian d'évacuation. Il l. -
Mon::\s n ' f:rAf'UAl'lu:\.
Nons aut·on!,; ::\ étudier succes..,;in•tiWnt : A) lcs formatiuns :<anita.it·es où passent les évncués. et B) ll'li moyens dr transport qui :serveut ;\ leur rléplacement. A) Ponnaf'ions Mllitairc:8. - Le schema ei-dessous vous montrc l'eu· semùlc <les formations l:lanita,ires différeneiées que, da11s l'arméf' fr·n.nç"<tise, l'é,·acué trouve sur . so n ·c!Jemin. · LtiJS JI08tes de ISCOow·s t/f· l!nfaillon 01t dr régiment. qu'ils fonctionnent rom me salle de visite, ou pour recevoir l es blcssés d n comba.t. <'ODAtlituent le premicr poiut de pa:o;~'>agc où se coneentrent les évn<!ués, soi t q n 'ils y virtment d'PtJ:I( mérues, soit. qu'ils :o;oirnt :Lppo1·tés par le~ bl'<WI·:u·dit•t·:.; des compag-nies. La mmlit'-1·e dont il:s fouctionucut aura sa • t·éperen;,:sion elfective ~ur la ma.t·rlu• nltét•i<'m'<' des t>vacuations. Des pamrements hieu faits, f.l' il y a lieu utw immobilisatiou soiguée, uue fiche médicale bie n J·édi~P<' , év i teron t rlrs ma nipnln tions pr<'sque toujours il~Opporttlll(!S daus les forma.tions ul térieurcs <'t pcrmettront l'aignJlla.ge t·:-.,pide n>t'~'> le poi n t rl<' traitemPJit fllli c:onvient; si non:- insistons sur la t·édac.tion d(• la. fkhe, c•n pn1·tirnlit•t· pour lciS blessés, r'Pst qne vous en· tendi·ez rép(•t<•t· l'impot·ta.tHW lln ttia~e iì pa.n sement ouvPrt . 01', préci· sérucnt le premi•;:r· m(!dPcin qui n <•n la blessure sous les yeux AeJ>a pt"Cs· q ne ton }otH'~-' e n mr:sm·e cle diriger h· hlf'ssé ~n,. la bo n ne voie, sa ns au tr<' ('nn tr·òle da ns lf's forru<ìtionr-; de pa :-:~ng-<· IJII 'un <>X a me n h:1 sé snr l'a!O:pect gén{>ra.l. TJr .Q1'0IJ1)C sa11itain; d:i1'i.<1imnu1ù·p èonstittu', lau· 1'11'8 tlPIIX st>dinns dc bt'H IIc·m·rtagr, nn orga ne de soutien pour leR braurardirrR r{>gimentair<'l': ~t. p;tr son pol'tc tle ::;ecom·l': rompr <'n;1nt nn effcctif cle médecins et d'in firmi<'!'~ déjà importa n t. une formntion d'arr(lt et (l<' trnitem<'nt, nu moinR provisoire, pour lP~ ble~s:P~ tt•ès graves (l %) ; il eRt. pour ton~ les a-utres, nn organe ile révjRion et d'aiguilla-ge. L'oonvre dC?!': post<'R de S€COUI'l'l de b~ttaiìlon (! t de t·(!gim<'nt el':t sonmif'<' il òe tt.•lle!': tlifticult(~>; qn'iJ l':f'Ulhle indi.sp<'nsab](' 1 l'n' effet, à hautPur dP ln dhision. de revoir ll•s hh~~o:st>s, de renforcer les pnnsements s'il y a Jie11, de romplHPr p;ufoi:-: 11111' immobiliSfltlOJ:! Ìlll'lllffiSante. C~<•st à ret éche}on, cléji\., qu 'il COOVit>nt tlt• divil':et· le ftot cles bJessés vers Jcurs d<'~o:tiuntions re~o:pectives. A C<' pnint tl<' ,.11e l 'emplacement idéal dn post(' didl':ionnaire parait Hr~ a u point ot'l finit le ciN!uit automobile d'aYant d ot) ~ fa.it le transbordf"ment ponr un cirruit d'ai·r'iilt·c, celni·ci procérhmt ù <l<•s rhnrg-ement~o: sf>lectionnés. Etaut donué les r.onditions d'inRtallation. on ue pcut d('mander ~n Post<> (](' RN·our~ divisionnal!·(· (lt• pmtiC)Il<"l' nn Yél'ita-hlf'
,.. e e Po.sle.J de secours Qt: &1at11on.
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Zei.ne Q'ç /~rmt'~ l"'rn è rl!')
Ot:S EI''ACl/A T/0/'IS CIPCl/ti'S _,.VI'OI1061lES O /f/9fNT, EY/fCUATIO/YS P,lfP POIC IEAPiE
c::~;::::J Crrcurl <~~rlomo/Jile tk covrdlllnormJI
............·. Ktrldnlt'J evenlvel(es Qt!$ C/rcuils ·..........
ln/~r/eur
! Zòne ra1;.....~.: ".! •
t a·iagc, cc 11e pt·ut H•·c tJII.Uilc •·ép;H·titiou ISllL" tkhc; •·é::wne faitc de '.lnelt)ne~:; IJleiS~<és su:svect~; ù, examiner ùe plu:s pt·i>", uuc "'orte ùc triage ùég•·ossisl:teur ou miettX. de :simplP aiguillagt•. :-;an" padet dc ceux qui ue pré~>en teu t a ucu ne lésiou j u:stitiaut l eu1· ~;éj lllll' ùu11:s une formati011 saniblit·e, qu'il t·on\'ieÌ•t tic t·é m·oycr ù leut· rotp:.o, ou di:odiugut>l'l.l: a) le~S t}(:t.its bles~Sés et petit.y maladc~, qu'il faut .tout de !:!uite étA.~.rt(~r ùu cou!·a ut uormit-1 dt>s autt·t•s h·acu6~S plus :sél'ieu~;cm('ut atteiutiS; au moyen de cm·s ou d(~ cum iows on Ics tl~l'igera, su1· des formutiom; spéciales de corps ù'm·ml•e ou d'anuée, dllages sanitair·cs, etc., ou sm· un bòpital d 'évacua tiou particulier; b) le.~ !/t'UIId8 Ìllft'UII.~Ji(}l'flll>f.r•s l'II\'O)'ÙIS SliL' le~ grOUI :CUlCUtS Ù'l:l·ID·
hulancc:s Ù(· C01'Pii rl'ar·ml·•~; ~') t.ous lt•!ì autr·c:s (!\'H<·ués 'lir·igés sm· l'hùpital ù'h<tcmttion ou les fot·umtiom; spéciali:sèt~l\ tl'armée, fl·acturé"', coutagieux, mentaux, ek. C haque fois que le:s cirTon~o;t;llH·t·N le perrudtront, il sera, fai t n u groupemeut :sa.uitair€ ùi\'il:lioun<tire, u11 pl'eruier b"<titernent prophyla<: tique des a<~eiùt•nt:s a UX(j\lt>l:s sont :soumis Jes gazéN par 1111 lavage génét·a l aYPC désinfr~r·tion cl<~::; etft>ts ponr tous cetL"': qui ont été soumis à leur CCJilbtct. • :-;i le gt·oupt· :san i~rire ùiYiKionnuit·e ponYait t·emplir le ròlc t:i ·dc..-;xus tl(otini, k {fi'OIIpcmcnt d'nmbnlal/('(';s de cot·pl:l ù'at•tuél! :sct<tit •·éduit au rì.le l!:o;SEmtielqui lui reYient avant tout: Je tntitement des illtt·anstw•·· tabl~:s. FOI'tement doté en persou11el et eu mat(!riel spécialisé. comptaut t·ndrou :!;)() litF: ùe blessés et aut;mt de lit", d e mahules et Ù(' ga7.és. il t>St desti né ù t·ec.-eYoir et ù gm·der les hlesNé8 et' ma luùes gr:wes, pour qui :serait dangereux un tumsport ù ~··ande distante. Placé sur le courant d'é ,·ncuatiOJi, il doit béuéfieier d'nu :segment de r·oute spéc.iaJ, en demilnne, pour quc les YuittH·Px qui lui parvibnnent uc :soient pas une raison o! ' t•JJ<:nmbt·Pmt>u t, il do i t diNposf'r· d 'uu F;parieux st•tdce <le réc<·ptiou avec nn t t·iage it pausemcnt onvet·t pratiqué par nn chinugieu qunlitié qui fera la répartition par se1·vice. ::louvent cc <"hirurgien aura t\ redresser des erret1rs de destination , cles blessés <mvoyé:s comme intrasportables Han t jugés, a.p rès èet examen, su:scl>ptib}(':o; d ' H t·c éYncués; il ,.a. "'au~ di•·e <Jile <:e pansement refait donnera lieu il uue mcntion sur la fiche Jn·I·Ner"·ant de tout nom·el examen ;\ l'hòpirol d'évacuation. · Il univera, parfois, que le PMte de secours ùivisionnaire ne pouna ll!,;Silr·er- ni le ròle de triage prévu ci -dessus, ni le service de traitement d"nrgeu.ce ùes ypérités. Cettn double fonction incombera. a.Jors au gron· pement d'a.mbnlance, du cm·ps d 'at•mée; il pourra d'a.meurs y avoir tout antnt:lr~e. ilaus ce~ eaf.l, i\ fn8ionner le Poste de s~om·s divisionnaire e t lP gron pemeut ùt> Porps d'a.rmée et ù faire en cc point le lieu <le tranf;· hordement del'l é''ac'né" pas~>ant des voihll'es rt'>.!=ìel'vl~es an circuit d'avant, an x \'Oitnr·ps du ll euxième ci r·cuit. D'<> m t'Ime dans ccrt<liUPF: circonF:ta,nct>s. lp g t:oupement nvancé rl';unhulances ne pourra.it "e diploye1· qn ù (·onrtP diJ.!t.'l.n ce de l'h6pital tl'evncnation prima,it'f' il y aura intf>t•{l.t :ì fon('tionn<>J· n.Jors en d('UX formationl'. · T./ho]Jifal tl' h·ar·uatio11 rwimairr est II D(' fot·matiou d' année clif-ljlll · F<f.f!:, Pll t•nnrhrt· pl'optwtionHPI nn nomht·e r1e <·m·ps d'at·mP.t>, >:llt' rlPnx li -
gn1·s suecessires; il comvreud uu va:ste :;en ice de l't!eeptiou desservi par une route pa,tticulièn~, uu ;mi~>sant .set·vice de traitement méùica,l et cbi · i·urgkal de :'>00 lit.". un sm·vice d'attente potu· les évacués pa.r train, lOOÒ lit;;; il a. a.utou{· Ùt> lui , fon~tiOillllt.~lt en atmexe ou lténéficia.ut d'une autonomi«> pluk IJll moin:; comvlète, cles arnbulanocs spé~;ialisé<:s pont· diver.~c:s cat(:yorir.s d'iu d !;nr·tr(rblfo.~: 1:ontagieux , ft•actnrés, gazés, men · ta.ux, etc. En l'lli!'ion tlc l'inflnPtlf'e fJil';uu·,l :-:o1· l'évolutiou de 1'1 ma.la.die ou de la, blessUI·e La M!'i:-:ion prbe <HL sujet de la. lh!::;tination à, donner a n x én1cnés. l<• m· t dage ìi l' hcipibl l d '{•nH::ua t i o n st•t'it l'objet d e soins attentifs Pt tont lè motulc re('ot1nait, qu :en re qui t·oncerne les hh•ssés. 11u ~:hi l'tll'gi<'n. u·ès qua.litié doH étì'e ch;ll'gé de le JWatiquer. Sous sa re· sponsabilité, ;wcc ou sans réfectiou rlu pansemcut, les blesséf: seront con:-:tWYé:-; sn t· piace. ou ela,. ,sés en éva('nution sur un hòpit.'ll d'évacna.tion st•romlait·P. 011 ('Il ùnH' Uation sur l 'int(•t·it>m·. V <'r 8 l'hopifal d'é wc-uatifm seoondai·r(' !';t:ront dirigés t.ous les ble~ · ~Sés don t l' opération u'r•~"t pas immédia te m eu t urgl'nte rt les ma la cles ou ~nz('s é,·aeuabh•:-; llo11t l'H<lt rst I'OlHH'eptil>le de. s'aggra.v er. Constituf•s pa t' dt• gt·atHls !' l'H t l'es hospitHiiPrs, h<'néfidant d'ùòpitaux préexistnnts OtJ CJ'ét·s ù e tonti-x pil"r·t>.-; :-:mts hara~.pJe~. <'t's hùpit:111x d'f>\':lcuatiou secon dain' !S ~'>Ont t·hoisis pnr (•ntt•nte aree le serYice flt•:.: chemins rle fer, ;) l'arrière d(•s aJ·m(•Ps. daus la r.òn·e d es étapes ou la r.<'\ ne l'll·pproeh(•e de l'i nthit>ur. nnt<tllt que pol'i~ihlP <111 sommet d'nn (wentail permettant ùe l es lltiJiSI'l' fHllll' pJnsÌt!lii'S ìll'Jll{•p~ et Slll' dt>S Jig"llP!" fl(• ('.Oillffill ll Ì<'HtÌOll {j UÌ h>:s rrnùeu t t';~ ci IPtlll'll t a bm·tla h II':S. l'lacr~:-: :ì l O à 12 ben t'es rl e trajPt d es hò· pitanx (l'{•nwuatioll JH'imait·e, Hs constituent de puissants moyenl< d'hospit;tlisatiou et de trnite ment susr!:'ptibles d'étr c atteint." dans lc• la p~ ùe tl"mp" que rompo t-tt' 1'Ha t des évncnés; suivant l('s lw~oins de la bat:dllc, ceux-ci ponnont y ètre <·onRCl'\'t'S jn!'ìqn'ù guérison on scnlement pr-ndnnt la p(•riocle critique où l'inff'ct.ion est à cra iodre; ilR sont nlors t'vacué:s s rronùa i t'('m••u t ;;m· l es hòpita 11 x d n tt>JTi t o ire. L'h08]JifnliMttion s11r le tcrriloire. ttni s'offre a ux bless(>::; Pt mnladt>s jl('ll ~ t ·a \'l's o n M·jù tl·a i tt>s a u x hùpita n x cl 'évacua ti o n prima ire ou ~t:' · ('onrlait·e. ~'l·xécutait . an com·s de la. gHt'rl·t:', suh·ant un mode qu'il a paru IH~cc>:-:-.nit·t• dr rt·visC'J'.. \ l'(•utr(>e de c1HHJII <.' ré:.ri'lll le t t·ain snnihtin• pnr · Vl'lll1it ù 1111(' :,ra l'e dt> rl·pat·tif·i"n l't l'f'('t'\'Hit lù lt:R (lf'stinationR flh't•r:-:t'!< le ('01Hl ni:-:ant. HliX wultipli'R lnealit{•s rlt' !;.1 r(>gion otì ;;c troun\:Pn t dps p luce:'; \'il C'H utes. D'après lt's disp md tious aetuellel'>. Il'~ ri•!!iou~ doi\'f' nt grouper lt•urs t·f'~'H>Ul'CPs t•n clenx on trois rPntl·e$ hoRpitnliC'l'" impo1·· tantR, hiC'n outillés. pon,·ant l'l'C(>roir nn train romplet. R' il rx i!':t.(l dnns tles 1oe.<1lité::. :_](- s l'<'OIIrl ot•dt•p der.; fnrmations hospitalif.J'f's qn 'il y a. in h;r·et à rnusl!l'Ver, eli es fond ionrwron t t'Il nn twxl's. e n fi lialcs, ponr l'P· ce,·oir d!•.<; hlc•:-sfo::; ou nwlndr:-: (•va•·n{·s des t·•'utre~-; pr·incipaux a,pr<' s oh f.;(' l'\'alion: Pllt' s r·ontinttc••·ont. d'ai ll c•tJI'R, il distnnr(l ù rt•leYe>r de lfl hanh· ,.;IJT'\'<'illnnt·t· tt·rhn iqnf' du dlirnqrit·n c·onsnltnnt rlr l'('i': ('Pnh·t>s. Le loug t](' l;t li g-nC' tlt· ('Ommunieation. d<lllf.; bt 7.tÌJW d1•s armée~ t't ;Ì l'i n t{•l'i(•tll'. so n t m·:.ra 11 is i'l's d es Ma t io n.~ d r dT i.Qiou .~an i t a i r('.~ con tr·i>· lnnt ks (t·aills smtitait'(.'H et :nnMant. al! Jlfi$S<1g(•, pom· lrs f'll\'oyer nn rl'nh·t' hospitnlif'l' ,-oisin Jeq (•vflrtu'-s flout l'Hut s'1•st <l!.!,!!l'<l\'('.
28!) l'Oli l' H r e complct 11011 1'; aUI'iOn~ tltì s igna lP!". fLUII :'l la, 7.Ù UP til' l '<H'nlt'C,
<.lcR fonuatious t'él'!t'I'VéeN <'L certains homrues fatigu é~>, 011 aUeint;s.; d'af· fe<:tiow,; p e u g1·avcs. ù(>sig u•~l-s sou!> le nom ùc dépùt~< d '•~l'lopl•~> f't l'l'l e van t dn Co mmandeme nt: le Hervice de ~ant{l t-m a~ure ~tJ ult' ml· n t la ~ut· Ytillance médicale et JH'Ononcc lcs ~orties tlJH't'•~< g ul• t·ison . B ) Moycns dc transport. - Nou s se t·un~ hrefN sut· In• mnyrns de traus po t·i ~J'\'atit aux ént<· ua lion:s, in~ i~;taut ~"~eu l e ntt•nt !<lll' qu~lqu ...... oh serv;H it"Jli~S <JH'n NUscitt\c~; l't~xp(• riH t H·c •le la l!ll<'l'l'l'. Le 11'> lt• du hrantn t·rl 1•st ll'unP i nq ull·ta llf'l' (•ttt>I'IIH' : t·l'lui qu1· tHHis avons e11 Ft·a nN•, fait dc l!t>ux ha nqH•s IU;tinl('lllll'S l•c·at·tl·l's pa t· dPllX br·anches de compaf; et r(·un ies pn t· l liti' bll'J!;(' :-:a n:.!lt· ;1\'t•t· ti>tit'.n_., t•:-: t lt~g-,. t·, bien maniablc. snltif';alllment ronfortahlf' : si. l'nur h· ht·:mt:ll'fla;.!'P (IUII!< les tra nc-lu'>.t•s étroitè,.~o; on ;t pu lui p t·éf(•l'l't' !lP:-: tll<ldì~ l es spécin.ux du type Clti:US() lÌ porteUl'f; 011 fih1117.U 11f', t·'N:t il li lllfHLi'ol e IIOI'IIIal ()11 1 011 Pst l'C· n•nu c lt::ique fois ()li(~ la l;:J.t·g•·m· tle..; bo.ranx t•t l ' am{•na~f'ntPnt tlt·s ang lt·~ a perrnis son <•mploi. li me j)a rait esst'ntir•l •l'a,·uir· 1111 t~· pt> de bl'<lncarrl unique <1u i pn isse a<:c'ompagnet· le hlC'ss(•. HJl l'l'.!< ..:i mplP l•elt~tn gf' Pt sans t ransbordemen t, dans toutC':-: lf's étapes qu'il a11m il paJ·c:ourit·, à bras d 'horn me, s ur nott·e C'xcellen te bt·ouPtte bra n carri . (Jaus lt>s voi t Ut'f'S Lt i ppomobiles et nutomohi lt·~ et Pllliu 1lnn:-: lt>l< tmin:-: :-:auit;tit·t•:-:. Pour lt•s longs tra.jets 0 11 pe n t roncen>il· l'èmploi d'n n petit matt>las t';.lit ùc .-:ou,.;sins dC' c r·in, em·eloppéR daus une houl':sc lavabi~>. Il y ;Lut·:lit avautag-e ù posséder un broncard l'ltan-da t·i:::f> pour· tou tt•s l<' n a tio11:-: pom·a n t Pt l'P a.ppt>lt>Ps a <·ombattre •·ùtt> ;) cùte d ù m(·htngt•t· Jpm· mat{ll'i<'l. Notre hrouC'tt(' ht'i111('lii'Ù, f11Ìtf' ll ' un C'afir-1! lix(> su t· f!Pnx t'OlWR. el'lt
t•ohnste f'TI mt~me tl•mpl< (\IU' J(•g-i•t•(• ('t f;lf'ÌIP Ù lll :lollÌPT'; ('Il(• 11011!< IHl.l'<tit s upé d eu t·c lÌ t out('s lt•s fli~<pn~i tions t.h• hrn 11<'a t•d t'Oli la 11 t t·éalif;(•ns p;u· l'aclaptation d ' nnf' ou d<•nx t'OIH':< dt• hi<'yel<'tt<' tix(•pt': lÌ la partit• m o~'f' ll · ne clu bt·an r m·d 011 E'llf 'l) l't' d' tnH· t'Oli!' d'avimi tixi•t•;) 1111(' t>Xt l·{·m itl'. rt~a li :-:ant. 1111 ht'IIJH·at·tl -ht·ntwttt·. tt·ì•!< ;n·;mtagPnsPillt' n t ntilisahiP. d'aillf'ur·s. t la ns l ' in t(•r·if>m· d 'mH! fot·ma ti o n . · Nous n ·~wo 11 s pas t·ru tl cvoir :-:uppt·ittH' t' NworP nos vnitnt·f's rl e t t'l\11>: port hippomohiles (\11Ì p<'IIVI'nt S(~U I Ps, ù I' IH'nt·e adnE'Uf', s'écarter rleR m11 t<•s. Toutf'fOil', nou::: a vons 111 is :ì l'f'ss;l i d!'s vni t m·t•s autoruobi l es iL C'bPnillcs du t,vpe qui n t•(oalil'{• In. t mvf'rs{•(' <lu ~a ltam- , f't Ri. r.omme il c:::t permis de l'~spéret·, le:-: N•sa is so11 t sa t isfa is<.t ll t:o:, <'f's moyt' t\!'1 d P t t•ans port c'lV('C 011 sani': hlindagf', dt•vront prentlt·p 1111 rùl f• itHJlfll'tant dans '""' opé ration~=; de t'l'lhP ,.;ur lt> tPr·t·ain Pt lP:-: ti'H ll)< ports rlallf; la zù11e immf"· · · tl iate.
Les services l'f'TH1ns pa t' lps ' 'oitl!rrs autontobile» de t rans port de bless(ls 1\n rotll'l': <lf' la dt•t•niè t'" g-n!' tT<' ont MI'> immf'Hsl's : sani': <'C.<l moycn s on n'aurait joma.is pu f'nlevet· la mass<' Gnorul(' deR ~vacn és. Ce n'eRt fjllf' plll' ('IIX fllW l'Oli pOlll'I'Hit ('Jl(' Or!:' :<U ppl{•t•l', par !}(':;; ti';HIRIHll'tS l'W pidP.J';. ù l' immftii'IHllN' d(>s formatiom; .::anil'ilil't•~o:. (}1\nR u1w gtu•rl'f> •lt~ mouvement. et :-:an v~ •· l t>s hlt>Rsf.s Òf" l'~:'mwrui P.O Ci1l" de J'Ptrai tc. ConRti tné~>R en unité.q bien <'ncadt·~<'R formécs rl'environ 20 voitures, des sect ion s de t •·n nsport cloivt'nt ètt'f' atfec·t{•t>f; <1 dta41Ue ~ra.nrl t' utdté: Di viRion , Oorp~; ù'm·m(•t', Al'ltl(·t•. ll11 u om h t'(' :lppt'(!t·iahle rle (·l's é l éuH~n tf; l ~· Oicrnale di medir.ina "~ililo.r-.- Fudc . VT-VfJ .
290 ser·ont coutServés eli l'éiSèl'\'C géu((l'alc pour reu fot·c.-r leiS frout:s les plus actifs de la. bu,t<t.ille. 'rout l'eJfort <loit porter :.;ut· la mise <tu point de la VOÌttl l'C l'Uilfl•t•table, UÌCII lHIS)JClldUe Pt bil'n ChauJfée, OÙ le b)essé S<:hoké sera ;Ì l'nbl'i des lwurts <•t cles refroidis~ement!S qui peuvent aggran:t· sou état. l'at· sa pui,..:<au,·e ùe renuemcut, le t •·ail) so.witait·e c~St le moyen de tt·a11sp01·t qui convic1tt aux tt·am;po·rts à. grande distauce, ma.is il e:st n écessait·e dc possédet· u u ma tériel s uflisammeu t confortable et d 'eu t·égler ruiuu tieu~cm<'n t l'cm pioi. N om: c•Jusidér·ons q ue tous l es trains sauHail'l':S cloin·ut c~tt·c ;i. inte•·cin·ulatiou tota le, pos~;éder l'auto-a.Jimcn· tntiou , Ht·p parfaitetucut c hautr«~:s et {•chlir·(·~ . po~Sséclcr d' cxe.ellents llto.YP 11 ~ d<· :-:u;, (l l'li sion. J 'o ut· ré;t l i~··•· l'('..; d€':sider.a ta uous pou nmivou::;, ;ì l' illlitatioll du He t·,·i,·c cle l"\Hnt(: beige , l';Hlaptatiou de ,·oituJ·cs dt' \'O,\' ilg'I'III'S doll l 1out !t· c'ulll[lill'(illlt'llt;lg-c iutc'•t·ieu r peut èt.rc <:tden~ 1·t l'<'tuplacé l''"' •le·,.; appan·iJ..; )l(ll'lC· Imllll'anls ;), ('Oill';o les. <! IIX·IlltomP:s doté:s <l."<lllllll'l i:-:~{· Ili'!<,
Il iuqHH'tP d c :se mppelt·t· qu ' on oiJti<'udm 1les tt·;:liH..; ~anitaires uu IJit•JI tlll'i llc·ut· l'l'lHittllt'llt p;u· ttllf' Ol'g'HIIisat Ì\lll tll(~tltodiqut·. l>ilt-on ~1: plac·t•t· ·plus :Ì l"at'I'Ìl'I'C, il (·~t indisppn~ah l 1• qnc <l<·~ Ynit•:-: ciP g-arag'<!, attcnnn t aux itupitaux: il'éva{?uation, soien t r·éservées ' a.u Service de SanU!. I..es mclllCS dispo!o>itiom; ·~IIX pointf: d'<ll'l'Ì\'éC pt·évieudl'ODt le,.; J'etarus souveut prolong-i•s qni nP mauqu<:>r·aient pas d'eire préjudicia· bles a ux ble:-;sés transpot·t(!S . La. ré~lt•ment.'l.tion des marches cles tra.in:s sanitaires doit ètre faite a,·c1· la collahoration d'un médecin qui fer<l valoit· !es iJHlka t ioH:-: 1·t p t·é·t·;t:lt i:m:-: p;n·ticuliérel' :\ oh~èt'Ter dans l ' ili · tét·Pi~ dt•:- t'ntruh. Parmi lt~s moyculol de tra n,.;pot·t :-:p{•(;Ì;t.ux q ue l'ou peut Hl'e t: o nel uit lÌ employer, lllt'lltionnons ll•s c:woleh; <·t litil'J·p~ tttilisables cn moutagHc; pour CCIS ùel'l1ièrcs twus a,·ous mis lÌ l'Hutle la f'Onfectio{l d'une· gout· tiél'l: "'' lll{' flll ! (·~l'l' t•lt ll·alulllill J: hl c·hat·J.!e ctu 111nlet p01·teur :s'en trou· vemi t all(>g·(•e l't lliOÌils péniblc . ..;u rtout si , p<tr l'emploi •le l'auto-che· nille. nn pOtl\·aiL r·f•dnit·e r u mi·me temps la <lm·l•t' du JHtt•ron t·s qui hti ~l'l'a i t i 111 pns(•. Nous n• a,·o••~ ]Hl~ l'expé t·ien.ce dcs t:èll>fét·iqt~ es dollt uo:s collc:>gucs ita.Jit>ns poutTìtit>nt uous mentionner l'intérét. Da.ns quelques cit·con · 14tance~o> on a , sur le ft-ont fra111;ai~;, utilisé avec avantage la voie de 0.60. Nons avons é~alcment Mé coudnits à faire appel à, la voie fludale au moyen de hntc-aux purtent·s qui ont L'<'ndu d e s sP.t'\'ires <'omme moyens auxiliaires dc· tt'<lll~ JH>l't en p(•riode ac tive ponr IPs ('Ourtes distauces ((i :ì R )l('lll'CS ) . A pt·c'•s l 't~X ]'I;I'ÌI'III'•,• d t• :! :lllllt•c•s, Il Oli~ )1011\'0 ll ,.; "'ÌJ!ll:t)Cl', ]J)IIS :1ffil'· ma t in•IIJ<'Ilt ~·ll< 'Ot't· quP llllll:-: 11 • l'a,·ious fni't :ì Brllxell<'.;;, l e~ hienfaits ti<' l'lt\·.i on sani tait'(' c·omllH' utoyPu d'(!,·ac·nHtiou. Tan t au Lt>\'itnt qu'au Ma r·ot~ . no••~ a nJn~ l'X Pc· n t (• plu~ tle mille transports ~a ns le moindre acrident. Nou..; r m ignons, qu ' a,·Pc leF: difficult(>f: de er(~ T· ùcs formations d ' m•r·iì·t·t> cl;Jlll' ](os g-n<• t·t·~f: fntm·p~, ('('t·lains l1IPssé~ gt·avP.s ne puisseut f.tt·t· tJ·:lill·~< clan~ !1·~ lli•lai~ ,·oulns. et s:ms doute, y aurnit-il parfoi~> ;•,·:nth • g-~'. pont· (·f'ux qne LaJ·IlPnnois ~tppPlle le" blesl"l•s dc premi~l'fl
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ut·gtuct-, !JOlll" lcur éltSSUI"(!l" Ùaus Jc tl!lllJIS et ÙaUS le mie ux etre la, priorité demandée, à, leut· iroposer d'<Lborù le ùéplaeemeut le plws lointain, .sous réserve que ces ble:ssés vourront etre pri~; auprè.s des lignes, confortablcment instàllés et mpidcment conduits aux centre:s bien outiJU::s Ùt: farrière. ~Cill l ' Sl\'ÌI)Il Jll! llt l'tlll pJiJ· l 'CIS indii·atÌOIIIS.
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l'i Ulpol·ta llCe (j ualita;ti l'c Ct Il li JlJéricple u eiS énl\; ués, COll· naissant l es moyens d'évttcu;ltion, nous pouvons Ulèliute nan t étudier le ruécanh;me suiva.nt lequel lel'l évacuations s'exécu ten t . C'est i ci le lieu •le répéteL· cette parole ~lttJ ·iiJuée au mt~decin c bt'f dc la :!i·m<· arroée allelltaude apr·ès :::ìt . l'l"iya t : « A1·cc un ordrt· cl'é"<.ll'llHt iou uoH dOJIIlé ou mal 1luuuc·· ou tue 10.000 homwcs au:ssi ~Siìrcment qn 'an:c lp cauo11 >>. J J;tus cet orga.llisme complexe qu'est une armée, où tous les serviccs s'l·llcllevèt.t·ent et où t ou tes les ùif ftcultés s ' <tlTlltuulent, le fouctionnement cl n :-\ervi<:e de Santé ne s' improd :se pas; com me tou~; le:-; a u tres granùs :;eJ·,·i(-es de l'armée, il doit, tll:s le temps de paL'\:, fait•e l'flbjet d'un régle mcnt minu ticux, établissnut Jcs lig ncs :;éut-rniPs qui lui pe1·mettront d e s'adapl'(!l' aux ùive t'Sc~; eonccp t inu,; que l'ou se fait de la batailh•, l't Jtf'b<:isau t (l;tllS le dMa il le lllél'ani:;utc intime tle d~<1quc Ol'gane. A n1nt l' aétio11 , loJ·sque la situa tion se de!Ssine, tout es les autorités 1•''-'JlOIIsahlel" doin•nt, eu plei11 aeconl , étahlir le pian de fouctionnement; c·l'l':t. adapti· au cns conc i·et. la mi se s ur picù tlc•s ùi:spo!<iti om; prénlCt~ par h· t·èglt>mcnt. l'Mtt· un e adiou limitée, 1•xh·utée an.•c un luxe dc moyens qui c n garantit la reu:sshe, 011 peut <:OHecvoir que ee pian initial s~exécu tera. 8<tus moùication ; le plus so01·ent., ;:., la guene, quelle que soit la l'ia g'l'l"sp ùe!'l pt·édsiollls, des facte ut·s in tet·viendron t qui <lpporterout aux di,.;positions primitives cl 'iudi:-;pcuRables c·ba.ugemcutl; ; au!'lsi fnut-il ad · mettre la possihilité, !::i le:-: hPIII'lllPIItl': l'<'xi~.wn t , de nwcliti~>r. danl'l ce t·· taine ùe ses parties, le pl:111 initial. Ilt·entt·e c.Ians le;; attt·ihntions essenti elle~!: tle-1\ tepréscntants du S et·vice:s de Santé, assistés rl t' !('tHs collaboratem·s ter bniti:Jues, le chirur;.d"u l't lt• mi·dN·tn cou:-;nltants •le l'ar·m('C. d'c•tlifier le plan <>t d 'élaborC'r les ordres su ivant lesqnels s'Pxi·cnteront 1es l>Yaruations. Ma.is le Service de Sa.nté n'est pns sen l in téressé, il ne dispose qne -de ses moyens pro· pres et a besoin d'un a ccord avec le 001DI11<'1Dàement et les autres services pnn1· l'<'lll )'oloi •le:-; mo~·1•11s c•omlllnlts. I..es prtS,·is ion:-; rru~m<>s, 1';111' h>squel le•!< il pent hnset· ;;('!': rlispflsit ions (>t :;e •l<'tnandt>s. doivl'llt lui ett·e indi· qnées pa.r le commandement qui lui doit lt>s direc:tives générales; les grands services J'é~lant les éva~untions s nr routr, ou ~;nr voie ferrée, le 4c Bm·rau de I'Eta,t-:Major· de l 'at·mée. qni coordonne l'cnf.:emble cles granrls S(>l'YlC('I'; de l'arm(•C, cloh·ent COnf•OIJ!'Ìl' ft J'élabOI':ltion de f'(> plan que l'approbation· du génfrnl commandant l'nrml'e rend exécutoire . Dnns le com·ant d'(>yarnntion qui l'A de ]a lig n.- de fen jusqn'aux limites extr~roPs do teiTitoirP. troil'l ~ra-nd es zfmes pem·ent t!tre clitf{>. r enciées: la 1,ònp de la r elève. la zone del': tranl':ports snr rout.-. la zòne des tra nspotb: p;lr 1·oie frrrl'e.
La zouc rle n•lt;ve c:o~t l'enain•·u1ent cellt' uù il est le plus difficile ù'appJitplel' tllll' J•(•/.,dt'IUI'IIlalÌtiiJ llllifl)l'lllt' 1 thaqtJC opénitÌOJl 8e i>l'éSeU· 1:<111t dans 1les t·lludit ious SJII~ t:ial•·s qui dictt'nt au r-c p•·(•sentant ÌIU · Ulùdi:tt du ~··•'l'in· dt· :-<au ti· 11111' <·oHdnitl' ll<ll'til'uJ.jl\ 1.1". Le plus t~OtJVt'llt c'est à l'a,nil! t·c Je,; vag-ut:li (i'assaur l'l dans les i11stants qui suivent quc l<•:-~ hntnt·~IJ·tlit! l' •·h.:-inll'lltair·t·,.; t'l'l'llll1 lt•uJ· U'lll' t·c ; poli t' prufiter 11'11111· at·t·almie palis<t~t; l.e, lt· cht·f' d1~ >it'I'\' ÌI·t• dt·uwndcl'a, :111 t;tHIIIIIaHIIant d'uniti· lelS lli~Wt·a•·die•·:-~ auxiliaiJ·cs, wusit'ieus, taml>out·s et daitoll,.;, I.'IIIJIII)yés de la cuJUpa gnic hun; raug. C 'est aiusi quc Jans lu plupart des gr·andt•,; a1·tiOJ1s, 011 a 1· u aJTÌI'I'J· IPs ),((·sst·s tlaus h·" (H'cwi(•t·~:s LH!lll'($ qui ont ,.;uivi lt·u•· ù(·<:lalll'hPwt:u t. ~ous I.Lul'ious n>ulu Volls appf)rlc J· le ft-uit Je uotre expéticuce sur ùcux qucstiuu.s auxquelle~o; uu attribuait uni'! grande importa.uce ava.ut la g'III'I'I'P: l'utili:-~at iou du ('ltit•Jl li<UlitaÌJ'I', rcclait·age ùu dHUllp dc U<l · taille. Les l'Onùitiuus wenw:s da11:o: Jestplrlle:o; s'c•:st tlérouléc la guenc su 1· nott·e ft•ont u ' o nt pas permis de dért•J·tuillct· to m mcut elles pouva.ient tltre ré:-;olucs; tt·op r;IJ·eml'n t 1•m ployé:> :ì Ùt>l-i opé ra t ions de recherche~ da,ns ce cou et intet·v;.llle qui :sép:na.it les ligncs aÙ\'CI'scs, les chiens sanitaire:s Ottt Rt.:Wblé l'U(.IÌdt'IIH'IIt ()Ublie J· (;P I)II ' Ì(s t'OllllllilSsllieut de Jeur ro J•~ · tluant aux moy<•us d'édait·ag'l'. l<•s hJ·aut·aJ'dit>J·s qui. de n uit. t.>xplo· t·aiPnt le tl'tTaiu arai•·nt hien stlitt d t· s 'abstenir d'eu preudre, n'ayant d'autn~ t·p:o;suu t·•·•· que ùe se blottit· ;) tel'l't> qnanrl nue fuR(>e veoai t ap· por·tt't' un r ayou de lmni<'rr qni pOtt\'ait ll's ti·ahi r l't ù(•f'l;mchet· le feu d<' l't:'nnerui. Da.ns la zi)ne Ùt's t •·attspot·ts SU l' t'OIIIC, mii< ;\ part les (ll'Clniers tt·a.. jrt~< e.xé('utt-s parfoi:o; ru bt'I)Urtt<• pol'tP ·ht·;lntat·d. on ntilise presque ex · dusivenll'ttt ll~s \'Oitul'eS sanitai1·cs autOIIIObi les. La. fomlllle à nwttr<• r·n o:·m·rp consiste, ;want tnut, :'1 tlt'·gagt•t· 1'}1\'ant t.>t, pnnr ct•lll, ;). l u i n•n it· en ai de sans jama is le pl'ivet• de Sf'~ moyen~ JH'OJH'éS. Les voi tures tles ~;ection~; ~anitait·es di\• iF~iottnait'Ps, mh•ux n.rlapt(•f!s an 1-it't''' ic·e d'ava.nt. tH' dt>n·ont pas tl{opa:o:>wr lP g r·oupP sanitai t·e dil'isionuain'. tont :Hl pl n ~< !1~ ~ t·oupc•mt'ltt d ' a tubu l a nl'f'S riP cm·ps d'at·mée; r'<'~;t par dt•s voitut·l's r:l1• c•orps 11';1 t·nH~e on •l'at·mt>t• C'xt'•cntJtnt un de'uxiéme circoit. par des c:tt·s ou camions pour l e ~ p<'tits hh•s~(~~. 'JIIf' l!'s (>vn('ué,<; pònrsni non t lem · r onte. Dnns cbaqnf' a.J·m{·e. nnc r{·gulatinn ~era étab1ie avec· un m .Siif'· cin r~pat'titf'ur f't nn offirf't' du r<ervi('f• a u tomohi le: ils am·ont pom· mission dt• clii'Ìget· lrs blf'.<:st\s, s11int nt l' :liguillage qui leur ·au r a. été donn{o, vet'S les form:ltion!': d(' l'arrif>re, rl'après les ronsignes gt:.'néra.l eR réglant la rit·cnlation snt· r·orltf'. En pri n('ipe. les tran~portF~ s'exécutA•· ront dans la zonP d n rm·p~ rl 'm·nH'!f' mais 1'1\'f'C la poF~si b ili té rlf' déviation lntf>rn lr on clr suppl(·nnrP PII profourlt:'Ut', suivf.lnt 1:1 ('Jl.p~tcit(> t'f'~tnntl' rles formntinns r(>N•ptr i rr~ pt lrnr· puis:<:an('e opl>rntoire. ~tt(' réparti · tion prévif'ndt•a, !f'~ rmhont('ill;lg~>s: i l s'l'n proc'luit·a c'l'a,n tnnt moi n!'l qur l'On aura fll'~Vll tlf'!': ~l'rvirl'~ flr t•(•t•f'ption pJtt!'l {ot('ndnS OÙ Jes hl e~Rél'l poul'l'ont attc· tHlt'<'. ::;oit l 'hn~·nntion pnr voir ferrl>r. ~'ilR ROilt évn<'Uil · hl<'R. so i t l<'s tranRporh;; (Hl t' an tomohi l f' Rur di'R formtt ti on ~ itf' rlég» ~ rnrnt. s ' il~ nr p~>uvf'nt. NN' Pl'li i'Hi'r< an loin. La zflnr 1lE' t r·;111spnrt. p:11' ,·o il' fl'rr{•p t•st. d n ns l' haquE> n r mée. souF; !:1 ~llt'\'f'illnn~'<' d'uni' ('ornmissinn t·{·~nlati'Ì C('. ("('~t nvr1· l-lOn concon~
I.JIIt! Je méòcciu de l'èH'lDé.e a établi suu pian ù 'évaeuation; au sein de la. t 'om1uission se trOII\'é 111Ì médeci n adjoi n t ;tu <·um m Ì!SHaù·c régull~tcu1· , à ~J Ui incombe plus spé<·i.th~ment In t'C!SJH.m>;abilité d tJ surveiller l 'eroploi Pt ); ~ uuu·c ltc des tl'aius sanitaire:s. C'••st, }•J·c~>qnc wujo11rs, par accord ùu·ect eua·e t·c médedn de gare I·{•gulatl"il:c et les ml!ùecins chcfs d 1 hòpitaux d ' é,•ac· ua tiou lJll<' so n t. eu \'Oyés lc•s t rai ns ; le m· destiuation est détinie par letu· ehal'gemcnt. soit l'hùpi tal ù 'ént·rn:ttion s('e;oudnire, s'il s'a~it dt• hless(•s ù opér·er u11 •Lt· m alad~s en fo\'Olutio11, ·'-'llit lt>s format ions de l 'intérieur s'il s'agit de blN;!>(os ayant ùéjiì eu un premier tra.i tement, o u de mals.H.leR apyrHiquPs. LP ~[é 1ledu a djoiut au Commissa-i re Réguh~<teu1· d éterminera, d ' :qH·t\s les or·drPs dc ec del'nier, ]::~. marC'he de ses · t.•·ains e n les fai8a.nt IJ(.nf.ticict· deR itin éra.h·c~ l~>" plus f;wora blcl'ì permettant les m<l>l'Ches rapiùes: il ré~l e 1·a Jes poin ti-' ù e revision où les l ·les~é.... ~t·:n·es pounont ~t t·e < H'l'/;tél<, Jps dh;pusitions d•' rctonr entraitran t le tll' <lur(\e d(' l'Otation minima, etc. Ce fonc tionuement d('~'il évacuation~, tcl (JtrP U0\1!< l 'a\'ons déf:ìni, a\'P(·/des for·mntions d'fll·m{·e n•la tin•mput •·f>dni tt•s <'t la C"nnstitntio.n , ;) l'al'riill'e !lt>t> at·tuée:-;, ;\ des !listan('cs de 10 à l j lwm·••s dc tra.jet par train, 1l' hùpitaux Il' f>nH~ ua tion s•'NllHlairt•, :'t ~l'ntlllP •·apacit(•. corr·psporHl :ì la nwcla li t(• mi:-;P l'n u•nnt> ù In fin df> la gnt-l'l'e et se distingue trt>s nettement de }'organi.-ation eu nf.:ag-e ùa1ts les denx périodes pré· l'édentes: la pér iode de retraite Pt la période de stnbm s:ltio n. Au cours de la. premièt·e période. lf'>R hlPs!':és tJ·f.s ~ra,-t'R furent con "t'T'n's ;) l';wmé-f' 011 fll'Ìs p:H' J'e11nemi: tont ('f' qui pnt l'f•joindrP la. \'0ie fpJ'I'(.e l'nt. évneu(> s ur l'intéJ·ieu•·. som·o>llt :'t 1l!' tr·t•s g-J·anclC's distanees. au hasard des pla{'es disponibles da n!': les divPl'Ses régions; senis, qnPlqnPs ~~·a JHIR hl es!':{•!': trc'> s ~m ,.f'f; fu l'C'Il t <·()Jlf;t· t·,·(~s !la ns le." i n fi rmerie11 d•· g-m·e. CettP ron c·eption pent-ètJ'P a.<'et>ptahh' Ri l'ott Hait nHtitl·e de l'inff'etion et qn'on pl'\t la rt>tanl!•r-, f'St ahsolumt>nt r omlamnable à, l ' heUJ'P J)l'(•sPntl•: e lle i m poi':(' tlf•r-; tr:tje ts t t•np lnngs !}Ili 1·etardent l'i n tel'vC'ntinn dans df' trop t nr~es limitf•s. lJ ne t·.:.~wtion oppos(·•· d era i t sP Ili Hli i fPsl e 1·, a n t·om·s 11!• la p{ot·i o•le de .-tabili)iatioll, t>t pr'O\'MJner nn <liS,·eloppt·ment Pxtrf·mc dt•s formations d'anmt, ;tu poiut qtw. dnns qn eJCJnf's a1·urées qui n'Hait•nt pas particu · lièrt>ment nrtives, les blessl>s Hnicnt consl'l'\'{\~ jusqu'ù guéri~on. On ne ,·oyai t qu'an10tnge ù Cf' mode d'o r·ganisntion: le bless!'• bénMìcinit de la s nt•v<•illa.nre tPdmiquc dn mt>me mM('dn: pour le comma n clement, il semhlait (Jne le maintiPn snt· plac·e fH"l"IDPttnit 1111 r etom· plus h:'ìtif dans le rang dcs prtits mnlaflps f't cles petits hlf'R~PS: nnssi nmi t.- il p rescrit qnc touR ('f'nx dont le t•·ait<>men t n 'ex rérlait pas 4 ;) ?i SC'maines seraient r onservéR dans ln zfme df's nrmf>P!': f't r ejoin clraien t dirertcment leur <·orps a.prPs nne com•tp pPr·mi!':sion : Non l'l ne devons p ns pC'rclrC' rlC' vnP tontf'foi!'; C)llf' In Rt<l hilisation n P peut H rf' r onRiM•rf>e eommf' lf' bnJ rle ln gnPrl't> f't C)UC c'Pst nne impru · rl Pnf'f> gora\~ (lf' ~l'Ollpf'l' i\ J':tnlllt lfl pl11S grnn rll• pnrtil' clr•s l'!'SSOilrCf'!': hMpitalitol'C'S f't d'y g::t r rl i:'T' )a lll flSS(' r](>!; hl('SSPS Pt mnlnrlf'f.:. f'p sont N•s r•)nsirlf>rntions f']lli ont r mulnit a.ny rli spos itio n~ adnf'l lf's flnn t la rlPrnii•re partir> rl(' In gnrne n jnstifìP ln ,-n ll'lll'.
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Roumis :ì ht s ur;veillann• d'un ru(•d m·in ou d'nn drirur·gi<•n consul tant, qn'ils soir•nt traHc'•s;) l'hùpital d '{•nu:na tion d'a,·;rnt. on :'1 l'hi)pit<d d'6vacwrt-ion sf!{:Otll.htir·e, h·s blcss(!s l't mala·d es aHr·orJt tolltl's l"" g-anut tie~ ter· hnitpH~s ; pur·foi:s, potn· <'t·l'tainc•;.; <~H t{!gor·i<!s d 'c utr·'r·ux. ou orga · ilÌl:!Cl'~ Ù (II'IIXÌII1Ìt(• dt>S (OI'IIIHI ÌOIIS :tllll(! Xt·~, t(Ìtt·s filialt•s, tdt t• t•ltl' slll' vcillaucc (>Olll'r<l contiJHHW ù s 'c xel'C:et· pa1r· les utèruf•:o; pel'l:!onuels; plus ~OUVf'llt d m; éV;H·ttatÌOIIS s('(:OtlllaiJ·p:-; s'illl[lllS('I'OIIt ('Cilll' 111• (~<1,.; l'llllljli"O · lllett1·P la eapac:ité il'ahsnr·ption dt> ct•s hi)pitanx, n•latin·nwut ruppt·o· Chél';, dr•llt il fuut Utilist•t· :Ili IIIHXÌllllllll (p l'l'llli{'IIHm t• op(-m tO Ìl'C. J)a n:< ce:s ca:s, lcs r é llsPigJtt.nlll'llls. dt· tons o r·dJ·('l- qni. rl:ms 1111(' ptw lw ltt· lic h<>, 3.<T outpag·ue t·ont l<·s f•nrc·ul•s IWI'IIII' i.tJ·oHt HIJ X st>r·vkc·s lt•t·huiqnt>s <le la région or) doit :-c• tE>r miuN· le t J·a itPmt•H t, <LtssnÌ·c•t· la smTeillauet• ùt•s hl('ss(•s Ct lll:tl:tdt·s \'l'lllls t•ll Jll'ÌII!'Ìpt• <lans dt•s :<I' JT it·(!s dt• 111<~1111' sp{•. t'Ì n li ti· . D 'a utre part, il n 'N•t po int app;uu, <]lh' ùu point ùe Hlè r~nrpé r·a· tiou , cette ruodalité d'(•va.ruation, mieux ada.ptée a u x: conditions mili· ta.ires <'t seulc a cccptable dan~ l 'éventoali té d'une guerre de mom·ement, se· ~;oit mont1·ép utoins !'fti<:ac·c qnt• IPs pr·(•,-(--.leutes: clt>s dispositions on t ét~: prise:o; pres c l'ivan t que Ics énrc rws nmaut à. l ' intérie ur, (]Ui après n·aitt:·nH•nt, 11'am·aieut pa!; l)(':<OÌIIs cl '111re f'om·ale-•wence mais seulemeut d' une courte pc nni ssio n , rejoi ndraieut leur c orps pa.r la gare régula· tt·i<·r. (p:o; antr<'s llc>,·ant. ult{•l'ieu r·cmPIIt J'Cj ()indr·e le <lépot tlc lem· ('l ) J'P" à l ' in tél'icur. Le!'; J·éc upé rationl': ainsi effeduées au corn·s tle HHS s'élè· veut ù plus <le !lO %: moyenne It•;:rl\t·e mPnt s npérieure m•'me il. la rf•cu · p{•r·a l i oli e tfedn t'·t' a Il rhiPill'<'llll'll t da li S !a 7.t)ne tl P.:s a l'nd•Pi<; (RS ?~. ) . Del< ebiffr·f's sont Moqu(•nts. gli mi'me tPmp;; 'lu'ils traduisent les mérites tlu st1l•lnr fran•;:~is qui. ;'l J't•int• )!Ur'•r·i •l'tiiH~ blf:':;:s· rre . rou t•ait e Hc·.ot·e :), de nrl tl\'t>a n x thmg-~'t·s, i ls ex pri nr e n t la b a ute con ception de deyoir qui animait le cm·p~ médir:al entier mohili:sé. son con sti1nt souci de ,·eiller :\ la r on ~E>rvnti on dcs e ffcrtifl" et d'npporter· ai n :o;i s•m aide efft>ctive et effi rac::e :ì la nd('lll' rom ha t i v<· dc not1·e :u·mh~ .
.. * * tl••s c'·\-;H~IIaiion:< , le :-ìCJTÌC'C de :-:nn té rlnit s'in:<pi•·••t· ;' t dt•~; idt''<t•,; diJ·p<·t J'Ì t 'l'>' qui rt•gissent Ics ;:rra,urls ser·vicei"i dc l'arml>t', mais sa ns sf' ù{•pal'tir de la. pt·éoccu pu ti o n dominante de remplir toujnur·,.;, d ' une ma11h\re plu:o; parfaite, les indi · cation s teclmiqu es te ndan t ù. la guéril';on d e!; malades et des bles~és. l'our · r·t'·:<ll tll t'l'. Jli>Jt,.; d iJ'tJil:< •pll·. d :Jil:< l'on.:aui,;a t iou
Les résultats l es pl li!-: e lli r:lf'l'f-1 ~ero nt obten m; par le cl:.ts!ICIJleu t m éth()(liqne des év a ru{~s di>t•·rmiuant la destin atiou il le ur donner dans les délais le$ plus r:lpitles. par l: ~ spécialisntio n dcs formatious. pa r l' utilisation du p e r·sonn cl mérlical su ivant s•~!ii compétences . par la per· fection des moyens ùe t musport, eut.in par une vue d'enseruble des fo r mations d'a\' ant et drs forma-l"ionR dn territoire pe rmetta.nt de les faire f'(lllt·O Jtrir au mi t>ux :ì. l'ltn:<pibtli,;atinu dt•:s (•,·ar·n{!s.
"1·: :-:l" .:\1 J·:. L'oq.rauil-latiiJII g-i·H~:rah: clt•s (•vacua t iolls stqtpnst:, a1·ant. toul, tlllt' <:tJilabomt.ion c ffec-tire du Gl)llillliiiHit•llll'llt l't du :o;cl'\'ke de ~aut(· . Le J•t·em iPr do i t fouru il' au ~eco n d , a,.,..,. tous Jcs écla i ,-,·issi·Jncu t~ sm· la situation militai1·e qui lui sont néc·,•sS~ti t't's pou1· qu'il puis!'.e é labot·cr so11 pia 11 t! t· fonctionnemeu t, l':lppu i d t'l:' mo,vPns géné1·nux, <lans toute la mesiii'C ou h- JH!l' ITil't euttt• situati<~u. Le ~pJ·vir·e di' ~ant(· 1Le l!On t:ùté doit :;'appliqtwr i1 ~Jdapt.e1· so11 fnm·tioHtu•m•·nt aux t'ÌJ'I 'OJtshlnt·t~ mili ta i.t·e~;. Eu Ft·,w ,:t· L1d1nissiou tlt·s lll{'•lcl'Ìils da11s lt·s EtaLs-.\l ajoJ·s et l' affenation •lf's O it~· tt·ut·t; ùn :'en·ice dc ~aut(· ù1•s g1'<l1Hil's unités auprès dcs Ut~néraux CouunmHiants ont JX•t·mis, daus ht denxièmc partie de la ~llt· t·t·t•. •le r(!ali:<f't· au lllÌl"llX ,-diP l'ollai•<•J·atinn in,lispc11s:1hle et les t{·snltal·s C)llt Hé h·(·!'- f:t\'OI'abl<'s. L1•s pt·int·ipt•s dont •m duit s'iuspit·t·t· daus J'Oq{:LIIi:mtitm de~; {:va<·nation~S sont, d'une pHt·t, <·•·nx -hì Jll(•me qui ~>'imposcnt Ù· tons Ics servi<-cs de J'ai:Jil{·t• plat i·~ !lans tll's "itnatinlls aualo~ttl's; ils ont t1·nit ii l é<.:OIIOJUi e des 1110,\' t•Jis, ;'t la couslitutiou (h- puissalll<•s t·ést>l'\'t•s, ;\ l'(•. dlt-loun<•UtPilt t:ll pt·ofoudeur dt•s di\'(' l's 1110,\'Cilti tl';H·f i(tll. En out•·e, ou dOit ll)l(IIÌIJIIt'l' •i1•s 1'1~:-;J<•!o: !'I'IJ(II'('S ali ~1'1'\' Ì('I' Ife ~illlft•, I}IIÌ :llii'OIIt (111111' hut d 'assun•r :ì t·haqm• 111<1 lndt• oli IJII'ssé. da n;; LP la-ps d t• h•IIIJI:< 'JIIC l:OTilfl01'tc soli {•t-at, lt•:o: soius Jps plus parfaits dout il <•st jnstil'iahh• 1•t Ùe SOUIIII't[.l'e {Oli:< )ps (•nJt·ll(•s i\ llll l' slll'\'l'iJI:llll'f' tt•t·~JlÌIJIH' ]:10111' J'ex.(•CUtiOn tfp la()ncll<· 1111 fc•·a ap1wl ~lll:\ tompi-tl·nt·t•s lt•s IIIÌI'IIX allh·lllét~s liOIIJ:: fo l'lll(' de t•IJÌJ'III'J.di'IIS, dt• lllt•d~'I'ÌIIS t•t tÌI' sp{~·ia)i:-ti'S ('llllsiiJtanfs. Un class<·nwn t mNitndi'Jll (' dl's P\';H·n {•s t•sl lÌ la hast- di' tout plau tl'(•\' ll · cnatiou; clPs 1-..H·I~ml's qu i n'ont IJII(' l<t ntlt•tll' dt• llltl,\'<'llll<·s out {•t(• (•taldis pe1·n• ··l t:1nt rlt· p1·{•roi1· lt· lltlllJht·l' tle ()J,•ss{·s. di' lu:tladt's ou dc :,tar-t•,.; <JII'(•ntt·aìm! nnt• <•p{•t·;ltiou •nilitaJI'I' et lt•s t[i,·<'J·st•s dl'slinatioll:- qui. <l'aprt'-,.: !t:lll' (•t.nt, ponf'l'(>llf lt•IJI' f.lTt· tlnull("-•s. IJC' ~cnice dt• ~antl• •li:-:p"s" dc· UI<Jy<•ns lui appat'tl'n:lllt l'li pt·upr·,. ou mis Jli'O\·i;o;oii'<' Jilèn t ù s<J dispnsitinn JHllll' 1'1'1'1'\'0Ìl' )!'~ (•nu·u(•s l't JICHJl• ;\SSIII't•J• h~lll' ti';IIIS))Cil't. Fonnati(J/1 .~ ,..._.,,1/;fain·s th·;-;1 in\·1·;-; ù la t·{·rl-'pt ion !lt'l'i hll·:<s(·;o;; ('f' sont: L cs postt-s de Rec-()Ul's de hat.aillon ou de ré~illlent, simples lienx ti P pa IH•CllH'IIt!o; et rt OÌlll8 d!l' ]'<11-'~lj:!l'; Lt•s post1•s de :-;l'('<>lll's rh• divi" io n -pni11ts tll• pnssag1• ohlig-t~" cl' ot't !1::< bl« ~:;sés ser·ont <lig-nill(•s VPI'S Jpm· dPstillation ult.{>J·i<>n i'P apn's l'f'\'i " ' !'n dc p::n•sem(•nL. s'il y a lien. et aJ·r~t ciP:-; tJ'ès gTav<>s: _ L e>; l{l'tltlpenwnts 11\'arw(•~-; tl'am\)ul;IH<·c dP t·ot·ps d'arn•(•C' qui c·on ~>t I t n c-n t d1·F: for·m:otions dt• tJ·:dtPm('nt !ll's intrauspot·tal.lt·s: . Lcs llòpit:wx tl'énwuation pl·imait·t•, li<•nx ò 'emh;n·q11c•uwnt , apl' l'-:-> t T· J t~g-e, ùes (•nH·nahlc:-, ('t pni nt rl'al'I'H pour t 1·ajtenwnt ùt·s inl-var.nahl<~s nuu n tr• n u~ à l' hopi.tll l d'{·,·acuatinn p1·imair<' lni -mfonw nn dunF: t!Ps :lllt llu lall l'(•s d'tll'lllPt'S sp{•C'i:lli:o:{•ps Oli 11;111 q11i lui SOltl <111111·:\'{•(•S;
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Les Hòpit;>tux d ' {•va{:\IHtion sP_eondain~, ~ros~<t's f(•nnations abordahl<'s pa.r dwmiu$ Òl' fl'r (IO à. 1:! henl'•·~l ••t où s<·t·(•llt conduit.N, pou1· dl~gager· Lmtut. tOII~< )(•.:-; ltl('s~<{•,o; h<H;nahks :'t opt'-•·••1· Pt )(•x mahtdes qui t w pon t'l·ah•nt ~<uhit· un tntn~pot't :\ longne di~<tan(·e; L<·s forruation~< du t.eJ'l'itoit'<' otì ri••nnl'ut nhontit· d'emblée lel< hl•·~<~:~és ou ma.l;Hl•·s IJUÌ ptmv<>nt subit· d'asse1. l on~s tntnl<por ts sant:; iu N•nvénil'Jtt et. nprì·s Ult s"}mr plns ou moins long tlan~ dt~IS formationJS !JIUt: J'a.pprofh(:t•s dn ft·ont, ](•$ ltless(•s ou maladl's on g;az(.s qni l:lsaient l•t-t:oin nn pt·éalabll· d'tlltc op(·ration chirurgi<'all· ou d'nn<' ~-;urvPilla.n(;l' m(•d i ca le plus active. 'l'ollz> les moyt'nx .•h· tr·;~nsJH)t'Ì doinm t Ptt·e mis ~>n n·un·e pour exécutt·t·, da.ns ]1'-'s plus t·otwt.s d('lais. l<'s t-Vli.('Hation~<: ht·ant:H·d!<, brnnettes· bt-.-tlwa rd~< , roi tnJ·es IJ i ppomnhi le~<. mais snrton t ,·oi tn.J'('s a n to111obilcl-l et tt·a.inl-l s ani taiJ·es; dan:,; n•rt<~im•s •·il·c·nnst;~uc•t•s on pt>ttt ;1\·oir t<t•c·onrs aux tnllll-lpOrts vat· Nlll on attx tt·auspot·ts à \'OÌ'' ,~tl'oitc (n) ÌC ùe O.GO, télé· fnirpt{'s 1. Le· HeJ·ri<•e de :-;a n té cloi t s 'a pplirptcr à. a mNiot·er le confort w ·ndan t ((•1-l Ìl'<LIII>JIIH'ts, (•Jl pt•rfectionnallt )('S 1110,\'elli" de SllS(}(!IlSÌOD, CJl <l!<l'lll'illlt it- t•hautfag-e !•Il ('Olll't; de l'Onte, ('tC. DC:..- lll;tlJih•IIHIIt OU VOÌt Hp · p;n·aitt·c· d<•~< m1·•:vc·11s ch• tmnspu1·t plns nwth •t·fll'>' clont l<·s bll'~<sés ~-;ont <IJI[I('I{•s;) tit·c•J· ~J·nncl IJ&Hélicc: \'uittll't•s ;~u tnn tnhilt•.- ;\ l'ltenillc qui fad · Jitet•ont )('s I'I:'Jt'.H'l< t•t Jt•,- (ll'I'IIIÌI' I'S tt'llll>']H)I't>', ;1\'ÌOII>' 1-l<IIIÌtaiJ•('lol (jllÌ p~l'· lltt:lti'Oilt ù t•t•J·tain ~ )l]p:-;s{•:-: t1·c'-s ~t·avc•s tl'HJ·t• t'OIIf<ll'tabl•·m<·nt et t·:.,pid ,•rn('nt t ra nsportl-s !l:Jns clc•s fn1·ma t io n<., cl c i •·a itc•ltlPII t spl•ria lis(•es dc•s a JTi c' t·c·s. I..c· rrt('(·ani.-trH:• dc·s {·,·;ll'll;ltions doit i·t•·c~ soig'llt'IIS<'JIIt'llt pl't•parl! JMl' di'l-l Utt'Sill't•s g-(•JI{• t·a lt·s JII'P\'llt'S, d(•s !t• ÌI'IIIJII-l tll' (1<1 ÌX. )'H l' d1•s t·t~J..dCJUI'Uts llti lit:tÌI'Pl-l, spé••·ifiant le~ ohli;!'ations iut·umh;lllt il 1:haqtll' autol'it(! J'I'S· pon43allh·: <.'ommandeme11t l>ire<·teut· òu :O:cnic:e de :O:aHt(•, C hef de :0:1·r·ric·•· <Ì clt ~HJlH' (•dtt•ltlll. Cou~ultnnts. A Ja, Ritunti~m militnit·e donHPC, ùoit t·OJTt•spotHln• }'(~la!Joration d'un pian d'{~\'Ut'twtion. <llllJIIt'l dcntit par·ti<:iper· t·Px Jll{•nu' s atJtorit(~.:. Elle•!> a n t·on t Pn o n tre ù e n ;l ssurer l'ex(•<·u ti o n (];t 11s le n rs fonctionl'l 1'1'· ~"flL'(;tiH•~; :wf•c la [JI'('<K·c·upntion dominnut<~ rl1> t'<•mplir toujo n tx, d'une mani•'•·{• plu!< p<J.rfaitc, 11':> indkations techn it)lles tc>nilnnt ù ht g-uéri~":on n1 più<> cl t·~< malatles t•t dt•s ltlPss(:s. Le (']asscml'nt mNhntliq11e d<~.'S év;Lc·u(•~<. · le tran:spot·t san~< pc•rte de tcm}JS n •rs lc:s fot·m<tUons q11i l<'lll' •·onviPillt<>nt. la sp{•,·iali~ntion de N~ formations d 11.'111' ilotation cn pt'n•on nel <·v m pl-tt•n t. pat· ù e~~mrs tou t. n ne <'onception géuét-ale des t'P~<t'òolll'i'I'X Jll'l'liWttan t (Je l f'l-l fait·e cnnconri t· tnu tl's ;) J'px{-.·u t i o n (l n sl'I'\'Ìt't> au mit•ux dt•s e;ircon~blliC'PN, h•ll<·s sotlt )l'!< pri•wipales pt·éoccu, pat.ions dont ' llnin·nt s'inspi1·c•r· (Ps Oit·!•!·ti'IIJ'l' clu :O:!'t·vi1·e d<> Ra nt(•, l'<'· s ponsa l d t• x t l t· sou ho n fourt ionJH'IItt'll t. H l .-\:0::0:!. \TC ).
Nc:ll'or·g-anizza:'.intw df·gli lo;gomht't·i. il ~~·J·vizio s<tnitat·io deVE\ ispi· , rH r·si alli' dir·c·ttivp f· tw t'<'g-ohmo i J.!randi f::l't'vizi dell'EI'IC'rcit.o, ma ten•·udo 1-WIIIfll'\.' JIT'(·s•·H ti lf• l•si~c·Jt:t.e h•(·ttil'IH' r·h r mira •10 alla :;n:nigiorw <lt>g-li am111alati r dc·i ft•riti.
I risultati p i ù elth;aci saranno ottt·nuti l'Oli la. di~>'tinzione metodica dei malati l' f1·1·iti da ~gowht•J·m·e, st;thih:JIÙo la IMo tlt•stiuazione n el pm breve te m po po:::sibil<'. <·ou la ~ pcdal izz;uionc del h: formazioni, CQn l'utilizzaziolll' dPi medici set•nnùo la loro compett'Hza, con la. perfezione ùei U1ezzi di tm,.porto, intinP c-on uno sgn;ntlo rl' ins ieme alle form a:~.ioni anwzate ed ~tlle fo r mazioni tt>rritol'ia li, in .mo(lo tla farle meglio 1·onco l'l't'l'(' H Il' ospcda lizza z ioue tl1•g li sg-om hr;t t i.
In o•·.gaHJslllp: enwmlti•Jill" 1 ~anitfu·y ~~ rdc·t> wu"t hc in:;pit·eù lJy the ~<·nemi JWilwi p lP~ ll_y \\·hic·h ·ti H' gJ•t>at seni N•~>< of thc A nny a t·c l'l'guhlU'<f, hut ;tJW~Iys t)t';ll'ÌH~ in mine! {h<' b•(•J)l('al I?XÌ~Pilf'CS in ilf' t'Q l'- . Ù~liWI' with tltt> t•m] of tlw J·eeovt·l:· of t he i-:kk a,nd wuundecl. 'rhe mo~S t !'ffieac·iou~ r esult" will bi! n~ertuired with a methodical ,;;election of thc sick nnd ~omHJI'd who mmst hP. entcuaterl, fixing their rlel'ltinntion ns soon ns pose,;iblc. 1'he spf'c·ialir.ation of tlal Fielll l ; nihs, thc employ of t lte Medicai Officers arc·o1·diug t o the spec ia l oompt'l<'ll{'.\' of (~lH:h one, ;l-lld the pe r·fection of the meaul'l of transpor-t . will all'lo lw JW(' !•,.sa J-y . Finally , hotll .. ci,·;IIH't'~l anrl in al'I'P;IJ· l 1 n it" mu"t g-in• tiH• lwst c·o· opemtion to bu;.,pitnlizalion of th(· (·,·at·ll;ltl'fl patic.:nt;.:.
-
DEUXlE~lE
PARTIE.
CHAI'l1' HE I.
Organisation des évacuadons compte tenu des exigences irréductibles des nécessités thérapeutiques pa.r IC' d oct. Duguet, cnédN·in principal d e }ère cltt ~~<'. proft'!lS(' lll' ;'~ l'EI!nle cl'o.pplicat.ion d11 ~.>r Yice dP santé wilitnirfl (\'1\l-dc-GI'ftco, Pari:;).
J.
J.\tl 'HI:T.\:\1'1•: IlE f..\ 1:.\L'llll'l'l:: 111' 't iL\:\Sl'•U:T, Ili•: !" ,\ ll( 'J:~:I·: •
.H J 1'111:\'l' IJE \TI·: IlE l. ..\ l'l!l:;cc)('IT(.; Ili:: r,'l:<:TI·:H\'I·:STIII:-;.
Ce n' e~St pas ::;eulement fHlllr dcl:i rnisous ù 'ordre mol'Hl qnc le blessé }t tlroit ;\ la dgilante sollidtude de tous . J>our le cowmantlement, il (!SI , t'Il Oll tl'l!,
llllè C.Hil~><t' cf'l'llt'nlllht·PJIICllt,
II)(•Jlhlllt'IIH'llt llllJHniJi)j:,:{• IJll'iJ ilHJIIH·tt•
E't 1111 ('api ta l militain~ IDO ·
eh• t·éf:llJII~ l'l'l' J•apifl(•IJJCI1t.
Po11r le chirm ·gien , c'est IIJI la1wmtoirc v ivant. où ;\ la ffl\'Clll' lle ]a, blCt;Slll'e, S<' d(~velopp!'nt
<:t·tt('
th•rnic\J·c~
rapidement des infectiom:. Il résulte dc
notion llllc· c·on,.icl(•t·;ltion c·apital(· an point 11t! n1 c de
l
l'~ntt· 1 1a1 ion. I:I'IIP dt· la •·apiclitt·· ;nt•t· laqu PII t· doin·11t •'u·t• pm·•·•w•·u:; à in~ n: t'd1clous, d 11 c· ha lll p de ha ta i 11<11 ~t Ja. formation ho:::pitaliPre .
] p,;
dé f;tc;()n ;) rélllisPr (·,d l<~ I'Oiiditi<iìl iii tli~EH:>U sahl e: la 1)i'é('O<·ité de l 1ùltrn;cntion .. qui t•st l;t rt'g- lt~ fondalltcntalt' !'n chit·u r gif' t.lc guerre. Si le hl<-s:-;é n t> peu t étre opé ré dans leR a rmées, il sera dirigé en h;) t<' sm· deli fu•·utations cles éta pPs ou de l'in tl-ri~_· ul', :-;p(•C'in lPm('nt JW~\·nps et outiillt~<·s polli' Il' l'ct·t·,·oil· t•t Il' ll·aiu•1·. ( lt·. la I~~'~.'I'U<:it(• d'inH•I'\''' IItÌOll t•st stilu>t·tlonn{•l' i1 la tlu1·('(: tlu ll·;ut.spot·t. « 1/c'•nu· nali•>n du bl ..ss(·, du pust<· tlt> st•<·•>m·s ù la fonnation ::;.a. ni ta il'e 111'1 H sel'tt ltospiLI>Iis{·, cloit s1· J'ail·e tlans des délai ì' anssi courts que po8sible >> disa.it urH: instnwtio n cln Ren· it·f' de Santé franc:ais de l"én·ier Hl17 : Pa.<; dr déla i 11 i dc r ela is. te l Lt· ('st la formule. De nombreuscs r·auses jntt·rvif'mH•nt t·epcllclant pour retardcr l'heul'c
du traitement iùénl. t·(' s:out la dm·re m..,nw du trn.m:port normul, Jes a rl'Ctl' dì)S <LU triage, Ù Ull!~ in t l'<lll!i(JOI'tHhilitf- UlOlllCTitRllée, l'impOSSiLJilité d'opéret en raison de l'aflln x rles hles:-:1•:-:. enlin Ics t·J.wser:: ma.térielle:-: clc relai réz.;ulta ut df• In n'lhc· t•t cln tr;IIISJtt ll't sm· 1.- <·hamp ùc hataj]ll', dii ,...;pj OIII' <Ili Jli)Sll' cJp SI'I'Cilii'S, dn ]t<I SS<II!I' d\1 ])l'illll'ill'd Ù la \'Oitnre sanitaii·<• automobili•, eh·. J)'antn· motifs cle r ebu·d J>l'll\'1-'llt l)llt"l)l'l' t·{•.;ultc>r· 1lu l'HIPn t issemcnt l'nlTI· dc•s 1nt:ins. IIIUl'l'hant ;) \'Ìtl'sse !lo1·ai l'l' l't•dnil<· ••f dt• l 'ohli:t;ction <l t! n'utilisc'l' qm• clps \' OÌPs dc''lc-J·II!Ìitt'•c·s. l't·atÌI)IIl'lll<•nt douc, il !l <t /.it> H dr· 81/ l,.~lilllcr ti la nolion dt' di.~l. ati<Oe ti pon·onrir. r·t'/lr de lo tllll'l:,. c/11 tnw.~port: tctte dcrnière n'éta-nt pas ll(!('l'l<l<HÌ I'l'tll (•~tt f'onc·tiou d(• la )nii~UNII' d t1 tl':l j t>t. Ot•, l'holution rl(' la plaie dc> 1!11''1'1'1' l'st llllt' ljtl t'st ions d'ht·nn•s, il Ìlllport!·J·a ]Wl' snitt• d 1• S ;t\'OÌI ' ;Ì ]';ll';tllc·t• IJIIC' fl'l ('11!1\'C)Ì dt• Jdt•s:;{•s ill'l'Ì\' t• l'fl ;) clt>sl ÌllatÌOll ati hccllt de tPII<' tlnrc''t• pt·fo\'l lt- pa1· lP st•J·vic·(· d l's c·lt1•11J i ns Ile• fl'l' et il nppnr-tiencll'à a.lm·~ an ehil'lll'J!ÌPII c·onsnltant d t• l'AI'IIIt't' de Jtrh ·oir lf ·g modalit h~ lfllt' tlt ·t·ra ,.,.,.l;lir 111 /t·t·Tttliqtu· OJtfl'fllttirr•. ('<~ clPI.'Hic.ol' pnin l fc•1·a l'objt• L cl'ntw Mudc ·sp(•t·Ì;tli•. C 't•sl t' li tt'l l:t lll •·omple dt· n·s dirf'I'St·s dillitnlll·s pt·;tl iqut•s CJUC chiil t•lt'P l'l•solu. an point clt• \' 111' r·ltÌ l'tl l'gÌ!'a l. lt• pt·llhlì•Jnc- dc>s {·,·ac·Ha· ti nn s. Xc11 1:-: :uloptPI'Oits la fnl'lltt!ll' snh·antc· qni rJ(•t·IH!It• clt•s ('OilRid(••·a. t intts (>misl's. cl:~ ti~' son t'HJIJllll'l. p:tr· )1. lt• )ft'cli<-in 1'rineip:tl l ' r..;t<·: {A'>< l: rar·ualirlll8 t/t> 1>7r.~st:x, r.n nti.'ifJII dr> T"h ·fJln i Ì0/1 (lrs 1J/f'.~.~U.1'(1.~ 1 sero:nt prh·ru:r ·.~. -~IL/18 r!Nai ,; rrlfTi.~ Ìllttli lr·."'· ·n •rs df'.Q fornwfion.c; .Qanifnircs t'(J/1111/tN r· / rf'Jlts l'l:t .~ tÌ f'lll'llltt·r· : JH;p i /a{ d'r~ l'f/1'11(//ÌOII 8f'('flllf[(IÌ1't' , fo r /1/!lfi()IIN Slttlilain·s. dr·s 111'111': , .>< I'IJÌsÌitf's 011 •ir' f' ·iuft1/'Ìf'ltl'. 011 llti /i.~f'/'(1 lr tnt.jP.t le 7JIIIR crJIIrt N {1' -'i 11/0lf'' llg t/(l h'OHsJtiJI'I lr'."' Jll.ti-"' l'flfJidr·.~- l/r mltflrl(/11 ' 1/lf' lll "''~''' toujnlll'-"' pn:c·h/1- d'ttll ' '·"'"'"' '' cltiru r!fÌCfl/ dr • 1, blr!><· -~ut·e. qui dNt"l'lllillr: ra lrt drsfillrt.titJ/1 (1-loi!l'llll • 011 rapfJroch ét•) l't la dtwée /111/ ./' Ì Ili Il (!Il f l'fi li ·" ' fl'll'f • t•(JJ/1 flfl f i ftf f ' 1/!" l ' f' f' ,:( fl f f1 Il 1>/t 'S-~1;.
E n <•O'c>t . HIli' ('onclit ion Jll'c'•;t]ah],. clc• t() et l l' (•,·:tl· u :J(ÌOII, (·' (•i>;t 1111 dii-~· .~r 111rnt. fJil'n foit,. 1111 triagP rh il·t lf'J!Ì!·:II IJ IIÌ . cl ' :lpt'('~ l'Pxanwn r}P!; lt.'•Rioru'l, }'{•ta.t tln bll'ss{•, Hxc• h· dc•t!l'i• dt' l t':tll!<pell'tahilité. l ' nr:rPrll'r à intrt·vt•nir
,. r~t la dmHiii<Jtioll (a•·w(.es oli iHt(:•<cul') . San;; lwn triagr, il n'y a pa.~ di? ?rmn c- ,;rnc-unt ion.
Défir~ition. - 11 impo1-te ù' a bord de ~ 'entendrc ~ur le mot triage, don t on pat·a.Jt avoh· usé d' une fa çon peut-ètt'P imprécisc. Non!': eousi d<-t·erons troi~.< ntl"iétél'ì cle t riage. 1• L e triugc dégt·ossi815Cit1'1 uormalt·ment IH'hn :ì l"t~c·h e lou ùe Di · l'i!Sioù, Pt. f'll c aN tl'atllux. :ì l'échel ou d (• ( 'o t·p~ d'At·m(•t•. Prlltiqué so11s pam;ement ferlllé. il n'es.t qn'un mpide ex<tHit>ll qui pet·met cle reeonnaìtre l e s l ésious inùiscuta blc!'ì (~•·os frac·as o~sc u x, f{•sions du thor:tx et ùu (·t·imc, d e l'ahclomen, shoek , llémort·agies), l P~; blcs~:<és de spéeialités, les uon blcs~(·s t' L dau s la m esure du possible, d'en a ssurer la. destination. Ce se ra. e u réalit(>, •un sirm.pZe airwillage. 2<> Le t-riag e· (:/tint1'fJicnZ 1n·ai, exér.nté IW P, fois pour to·u.t cs pa1· un cbirurgien, à p1aie dllo:·ouve rte, c'est le seul qui donne une garantie. Il sera pra.tiqué, s uivant h•s circonstnn('e!';. rarement ;). l 'éehelon de Corp:s <l'armée (pé t•io d e~ fh' <·a.lnw), le- plus sollvPnt (et e n p1·i.ncipe) iì. l'Hòpital d'évacuation primaire ou dam: del' r.Pntres hospita.liers d'arm(>c· (périodes tl 'adivit(•) . 3° L e triage .sP-<:ondai·r a on etc -~6<; uriU. pra.tiq ué d-e rè~le i~ l;,. sortie rle J"arm?l'. lJ a JWI·m is it L<trdcmnois d'atJ·t~t<>r ù l'hò pif.al clt> la, gare régulatrice cle C l'l'i l. penda n t l~t ha ta ili c• cl t> la. Rontnw e n 1916. 516 cas de gangrène gazrusl'. Il c•st ha hi ttwl lr men t c· o n ti(· à dc·s fomHI tions ~<p(•ci al es, tlites stations cir •·t'·visiou sauitui•·•~ <IPs ti':IÌHs. C'est donc nn prinripe ahl'\oln qu' anr11-1'1 bl.e.«.~f nP !ter ra. q·u,·ittcr la
z6-n.c des anné11.~ .~ons a·v oì r t: u~ .so tt.mis à nn P.rtt 111.r11 w-érlica.Z co n~1~ct~ .fait rì 7Jlaic rt(:co wvr rtr. N 1111 br.'<oin.<~ -~o·n.~ r(ldiO!JI'fltl ltic . 1Jar 111'1 ohinw!licn nmn11éte1tt: indépl• u da nlJH Pnt Il<• c·t)s p•·rscTiptions fomlam cntales, il app:u·ti t•!llll"ll. un<· t'ois l't'Xllllll'll Jll":ll iqnc'• :'1 1111c· f·tapt· qnalc·onque du
hnjet: d 'évilt•I· tontPs foi'Hl;llitl•s 01 1 op(·l·nl inll" inntilPs susccptiblcs de ret.11·der l'nrrivc~e il la •kst lllatiou fixh• t•t dc> !Il:' jamaix r enouveler . S;lllf iHdÌC'<tt'ÌOilS, Jt•~ p:III"('ITII'IIt!'; Ojl h:s C'X('IIH'II S :Ili 1:0111'$ cln tra,nsport j b) de ne pas I'Ppot'tl'l' sn r IP.s fo •·ma t ions " uivan tt!~ nn e x.amen complet qui pellt f.tr(• fni :t PII ;!luon t . sanf c it·t·.n ns tan t"l'~< <·ont •·air es (en· Combrement, affiux). 11 ÌnlpMtt• t'l1 l' ffC't 1le p!'{•c:-iscr I'JilC lf> tri<tgc n'in COmbe p::ts à priori (1~ n rlrhors 1lr c·mHlitions fix ~t's ù l'a,·:anN~) à telle formation sanitair e ;ì l't>xl·ln!'; ÌOH 1lP" auti•es. tn:lis fJu ' il r eprl>sente une Ulche coller.t ive ù la.qnelle doivc>nt collahm•cJ' les 1livf' J's éehelons , suiva.nt leurs possibilités et lenrs r1•s~-;onrrc~ t<'C:hniqnes, étant entendu qu'un triagc· hien fait ;ì l'avan t soulagera 1l'anb1nt lt•s fo•·nmtions d 'a,r. rière et facilitera l'exécution d'enscmble dn servict>. u)
Il fa ut toutefois tenir c:ompte dcs circon~tan ce!) mili taires du rnonwn t - rouditions cl' iJistallation, de sf>curité. {lffhix ph1s ou moi.J1x im po•·t;~nt tlc ble);;;(•s, al-<tllel~ ou t'c•cnl - <·t .lr.s rouvu lr-ions souda.ine~ de la
bataille qui modiftent nn mf·me 1'<'11\'~r~r n t l r~ formulf.:-; prf>Hahlit:H .
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'r . \:<!-<1~' 1< '.\Tit•~ 1·1·::< HI .E:<:<r~,.: l'AH 111:111:1·: l•'t'HI:I·::\t'E 'fH~;i!.-\PJo;t.;'l.'JQU E I·:T
1•1·: TU.\X:<I'lti:TAIIJLITI~:.
li irupor·t e d~ l'ia:-::-;et· lt•s IJit~ss\•s , 11011 P<H' ol'ÙI'C Ù<' gravité a.ppa· l't'lll.t' l~r·aHd!-:,
11ro,ren:>, pt·l il:-; IIIPss(•s), mai~:~ pn1· on.lrc rf'uryf'I/('C of d ctra-n.~7JOt'iabilitf. d'apJ·t\i' lE~ dia~nosri c clinique étAruli pa•· l«;> tJ·ingt'. Ucux gntlld(!l!l c:atégories doiveut èrre pt·é\'ues: · Al l,,•x blr ·.~sc:s fÌ rf'ff•nir · a) f<:.~ inlran~>porta1Jl(':< g'I';.J\'t•:s ~:~oit mori· ilonùr-:, soit inopérnbJes, soit u.ttc•iuts de l(!~:~iow; <)Ili (;OIIIJ)l)l'tt'nt tm tt·ai· U·nH·nt d'c.rtr fmr: III'(]Cn<·c, 011 dc 1Jrrmh1re urgen('I'J' b) lr·::s (-dop(". ic's éuratiyn é.~ . lr.s contus, t·apidt'JUCnt récupé· n1blc·s. jn:sti<-iahl<'s dc fonuatiolls spéc·ildl's :<111' }ps<prt'llt•~-' il:< sct·ont diI'Ìg'(•s SllllS <f(>lai !>Hl' C'illlllOIIS. 1:, ltir.<;x,:.~ ,; tran:sporf,·r: a.) à I;Qurte di.<stane(· (blt:.-<"'<~-~ cJ(• Sl~contlc 11 r!fnll·r· 1ti i l i 111'\';l(·lla ldt:'s) ll'sions d n <'t·;ì rw, fntdur·c·s, sp{•dalités, ett:.) lt' pln,.; ;.:r·and 11011tl•r·c ;) •lil'ig-<·t· sut· I"Hùpital d'f.rH(·IIation p1·imail't> pour y èt1·c• tt·ait(-s et l'(llls<•n{•:-; jn;;q ' ù :tml-lior·ation d e le 11r {•lat. L•·~ lésions du "flllt'h•t te ,.;c>rout clir·i~(·ps sur l(> tentre d<! frac tures. le:s blessés de spé· eiaJit(•s Slll" }es St'l'\'Ìc·eS C01Upf>tents, ] )(Il' c;l/.f~I'[J C.ni(J Nt tlt• 11/ Cin(J (!a,f(}go· rir' d 1111 ('0/11 pii' t, .~i fJO.hiblt> .: fl) lrx hur·uflilll's 1ì /l)ut r ilistancc (blcss(!ll ùe t r oil:;ième urgeu ce) a.ttt·ints dc> l{·sions tl<·s par·ti1·s m<dlf's, ciP fr·;u·tures :simplt'S par ba·lletS. <.'c' ttt.> tlistindion t•st nf•t·t•ssa ir·t'nH•nt Mastique d.a.ns s1•s proportions num('l·iquc•s. En l'ft.l't, )p •·hitfl'P dt>s intr·:rn~o~pot·tahlP~ vnrie bl'lHW.oup I'IIÌ\';tllt IPs t·itTollslarrt·Ps 111ilitain•s: atltr1x b•·u:-;qnc ou pr·oloug-?. anmt·e o n l'N'Hl. PII rom hrPUlf'll t d!•s fonnn t ions de l 'ava n t. Esti mi> ltahi tue llem!'n t ;), 5 i\ 8 t•{, dn total dt•s b!Pss?s, il pt·nt Hre an~mentf• :-;i lt's opéra tions sont mo.cU·r{·mPnt adin•,.;, r·{•duit, au contraire, si l'l'l.ft:lu x cles bles sés et i'a t·onti n nitl• fon t J'l'ÙOutt.>r l'eucomht•ement tft-s foru1:1tions ~-;an i tair·t•:-; dc· l':ll·m{•P. l l appa1·tiPndra alon~ an elriruq,dt•n trie ur cle dasst•r. dan:-; Ja c•até~m·i<• dt·:-; {•rat·mrhll's :'l. t•ourte clistanee, certa-in~ bles~t'>~;: (jll'il pf\t t·rtenH!o( t'n !l'au tn·s <·il'\·ou,.;talH·I's <•t cle !'(~ùnire ailli'i la pT·ojJOT'tinn rles imtt1·anspo1·tnbl(•i' e n mi~ou rlirccte dr. l'affiux. Il llf' JO:t•mhk p:ls qne t<·ttC' m(·!';m·e cloive entrainer des conséquences ;!l'lln·s pou1· lt·~ bip:-;~{·•..;. l't·oH~t f·on:<idèr·p, en eifet, H\'t'<'· t·Hisou. f(Ut' ht~::w ('(IIIJI ph1"' cle IJic:-;sés qu'on IH' le rt·O~'Hit sont transpor·ta hh•s :tu ùPI;\ clt' 100 kilomHJ'f'.f' . •\l ais. ponr· IN: bl!'sf'<{·s gravPR, la distanc·c maxima est Ùt' 20 kilon1Nrt"!-;. cc C'el':t l'a ffair·e d'un bon triage >>. La fm·mnl<• ehit·nt·gkalp "H pc'·r-iodP d'activi tl•, c·omrue l'a étnbli LardPnnois. ;;'inspiri' alors un.iqru•nH'nt de la notion d'nrf,tence: opfot·er ln inst,·aiJ.~pm·tfllifN:I tlrtu.~ l'orndt· . ,: ,.,H.IIf'l' ~r-.~ tlltfJ. ·\ 11 ·nnt' l'i11/1"1'· r(' 11
t ion.
l ' flrioutR diniqurs. - ('ollllllt'llÌ Jl\'11\'t'nt !-;!' tt·atlnil't' t·f's clin>t·s JH'ill c·ipl's. an poiut dc· \ ' Il(' tliuique '? Vn_v011F:, en dl>tail. qnelf!U<'S r·a!'; cl'N;pì-~·c>s: l .A'•f; hlt,.::f':(·~ qui saÌ!!ll'•llt l""' :lf>l'f••lll'>' ,l,. !r:l:'l't•i'o.: u:\i~l'llt, :111 plu,:; Lòtlif. tlt·g-l·t·, h• tt·ansport tl'~>xtr·t"·rll\' ur·g-eHf'l' :;;nr· Il:' rt>ntrP l'llil'lli'J.!ÌC<ll le
J•l ll" jll'll.-ltt:. l } (•Il (•;;t (lp lllt~!IJ(' dC''> h]P!<"(•s d !• ]';llttlolllc'll, et llOIIS (•!':ti·
JOl ruoli:; q uc l es hle:ssé.s d e lar fe:sse do i ve ut è tre cunsidé rè:s çumme Llc:s aud•)· miuuux possibles. Les ble:ssés du thora,x qui saignent sont intr anspf)r t.ableiS, s<Hif ù. trèiS courte dista.nce peulla.nt:s les pr·ernil'l's jours; iì. toute pl•r·iorle, il~-; lJ(•n(•li<:ieut ;Ht plus lwut poiut du t r·a11spm·t pa r· ,-vie d'e<Ln, IJlutlld tc•ht est possi blP.
Les blessés uu cr·fLne peun~ nt sub ir, sitò t la blessurc, 11n t ra.ns pol't a.:ssez prolongé: le tissu cérébru.l r ésiste lougtemps iL l'iufection . Mais une fois opétés, ils doh·en t et re cou:o;idét·és comuu.~ iu fvac u a~lc:s perulaut plu :sieurs :semaines: il faut done prévoh·, pcndant les pl>riodes d'offe n sives, leur év::H:ua.tion :sur le:s fonuation:s d'nnière, pour y Hre opérés et ltospita lisés longuemeut. Les ble!Ssés cle la face, des HJaxilJait·es, m• pt·(•scnteut pa~ ùe gravité immédiate : ils pem·ent etrc fort bien. év;lCnés à 100 kilomètres et plus. Mais com m(' iJs béu(•tic'ient a u p lu~ aut degt·(• ùe la c i.Jir·m·!o{it• pr·{•coc(•, il y a. lieu de pré,·oir po ur e ux des sc~rvices sp(~ci:.HLX da.ns l'arm(•e. Les ble~ su res ostéoarticulair·es seron t l'oujet d e ruc:surcs pat·ti<:u lièr es. Bien que l e~'~ syno,•iales se défeudent a.ssez longtem ps c·ontre l' in · fection, elles :seron t a vanta~eu:-;em eu t con siùc>rt>e:s eormnP. j ustil'iahl es d'une intervention <l 'urgence. Les fracturés du membJ'e inférieur (de cui~se eu pa.rtieulicr ) sct·ont t oujours considé t·(:::. com me iu~va.cuables a vnn t inten·entiou, e t di.t·igés s ur un centre ou un ser vice spécialemcut outillé pour les opér•er et les ltospitaliser. Ces blessés sont justicia.hles grandcment ùe la. tec.lwique g(•u{•r·ale tle t mi temeut de!,; plain~ tle g-IH'rJ·e par l'<~X4·i~o;ion Pt la. s ntm·c préeoce: lt'tll· t J'Hil!ò:pOrt tlcna uouc ètn~ mpide, e<t l' le t issu ossPux .-e défend mal cont re l'infl'l'tion . )fais il fn.u t égale meut prévoir le:; conditions pnrfaitt:s d'immohilisat ion <l·ussi bien JII) Ul' le trxu~port;) Fava.nt (appareils provisoir es ùu cltawp de b::t taille), qrte pour l'év.wua.t ion ~ conda·i re s ur les filùLles des étapes ou de l ' iutél'ie ur. A ce det•nier point de vue. on proscrira, formellement 1(':'; gouttic'>r·~x en treill1s métallique qui ' doivcnt di~<pa.raitre de l'arse nal e hirur·gica.l Pt o n n tili~P J'a d c préfér·ence )es appa n~ il~ :ì a ttt•ll(•s (m (• t a llif}lH•s ou plAtrées). En ca.s d'affiux, les set·vicc:" spt>c·iaux de f1·acture::: ri:squent ù'ètt·e ùébordé~ : l Ni fractur·és de\'ieHneut alors justichtbles tks ser viePs de chirurgie des grands <·entres des ~n·ml·e~ a.uxquels fh~vt•ont ètre' ad joints des équipes d 'a.ppareilleurs spédal<~ nwut dref.!sés à. cette ttlc he délicate. C'est YCt'l> le l Oe ou le 1:~ jour· sculemt>nt (sa uf ur·ge nCt>J rpw lt>s fr-actnrt>ll! opéJ'{>s, Pt con royr.'(! pomTon t ,~ tr·c• l•vacu{•:o; se<•ondai renwnt s m· lP.s filial cs prévu<>N ;Ì l'antn<'P. l't laq~t>uwn t dotée!'; rl<' matc>riel et de person nel Cl)mp~ tcn t. Après la phasP d e r..icatrisa ti o n. un~> nonvelle évac;uat io u sera prévue sur un centre de physiot héra.pie -· ces diverses éta pes te,' hniqucs étant maintenue~ sous la mf~me s nrveillance chirur gicale. I..es blessés des partie~ molle!: sont théoriquement éva c ua blt>s à toutes dist a.nces. mais ils form en t le g ros coutingent de~ t•ér.upérables. Il faut douc l eR ('Ous idé rer comme justiciables a.n plus haut degré de la. suture précoce en vuP. d'une guérison rapide. D 'aut •·e part, l'infe<~-
tinu t'• nl lllt' \ itt• da11s Ics fnyu·:s d'attt·it ioll tutlsl·lllait·t• (:!-:!,! hclll'l'St. Ccs l.>lt;~>si·:> s•••·on t donc dirig(>s rapidcruent sm· les cen tre:s c hirnrgicaux Npl•t·iulelllent destiol•s ;l les rec;evoir et :\ !es ()pf. rer, an•c les variante!>i d'cxécu tion IJIH' 11011s étnrlierons dnns le chapitre snivant. :\la h• a11 c:ou t·:s de t·p tmjPt, i ls seront l 'objct d'une i>Urveillance ft·eliniqllt' : t·'t•st t'li t•:u'tir·ll li~>t· pOlli' c·ux tJIH' Lat·<lennois re<·omm;utdP lt· tr·ia~<· eh• :s(•t·11rit{•, pui:;quf' sut· l<·s c·a~ df' ga ngt·èue gazeuse ob:>enél' par t'l' dtit'11t·g-iPu ;\ tllt<' g-n r·r J'(.;.!·n l at't·i<·~>, 76 ~{. l'ont été cb ez des petit<J biPss(•s. 1-: u liu . l<':s é<'ltlpl•s, les ('ontus. s<·t·ont )·apidemen t g t·oupés dès l'éche· lon d<> tli\'isitHl 011 dl' I'OI'[•s d'ann(•e et clit·ig-(•:-<, sa nf.i délai , par ca.mions, Slll' dt·s fm•tu:ltions s ]•f.t·i alC's. ('f•t. t'X)JIISP 111\lllll't' ']I!C'Jlt>:-< sulll Je:-< dl>d11C't.ÌOIIS Jll':ttiqtH!S, fJUÌ. <111 J•oin (. clt· nu· (.,-,, .. unlintt, dl·t·in·nt du tdage. /.JIIIflitH'f' ll'lt' ltf d/l friU!f ('. - 011 ISI' l'l'tiC ! (·OIIlpte q11'iJ ne SllUl'ait ètl't' pt·atiqnt'· :ì tons l!·s l···ht"lt>ns an•c· la mflme prédsion. C'est une question de dispo11i!Jilitt'•s "" in:<tallation t'l. PII p crsonnel. A11 pOI'te de ~econrs. iì l 'éehe lnn ,J.,. J)iyision. nn nt• ~a11mit p<tl'ler de trh1ge \'l'ai, mais S<'U· l<·lllcllt dt> tl'iage di·g-t•ossisst~ltJ· . ant-tant lc>s intrausportables absolus, ;.:'I'OIIJl:lltt lt·s <'·<· loJu··s, ]p,; ' ' "" hh-s~•·x, ]1<1111' 1<•111' :lttt·ihllf•t· €le ~m ite llllt' dPstinariun. (''t•st il l't·t·llt'lotl dt• ( ~< n·p,.; d'.\t·tnl•t• sPnh' m<·nt llU<' 1'()0 ]1<'111 pa rler rle t l'iage r·hi r·11t'gintl. r·a.J' lit. x<• tr·onn~ 1111 r hirnt·gir n: c'est :ì 1·<~ttf! H:lpt• 1)11<' s'an{·teront les J.!•·and~ int t·aH::;pot·tahles et ]es blesl"é:< tle pt·Ptnit\ t·c· uq~en<:<: !abdotHC'II, g-anol), fJIIC serout 01·ie ntés l<'~'< fr·n f'turés <•t Il'~ ltl c·sst'•s d c> spt'•<·ia li tf·s, C't q 111• se «·mn p l H(' l 'a le g-t·ou pement <l es J·l·t·ll p{'l·a l tl<•s. ~l aiH. c>n pl•l'itul«· rf'nr-firitf> .~rJIIf• ·our. il f:111t p r(~\·oiJ· qne le gTOHpe· tllent d'alllh11Ltii1'1':S rlt• C'<li'Jii'-: d'.\t·tll{•p ur• l't>t·a t]llt' r(JIIIfllNrr lo be.'logtlt' r/11 }111-~ l r · r/1- .<:t•r·tJ/1/'., 1/f• dirisi()u. t·es d<·nx or::r:I IH'I- Ma n t alnt•s jmu rllés: d:111:" t '(' t•;ts. l'.l'Sf :'t J'ltltp Ìt ;r] d't'•\·:: (•JI:JIÌOII JII'Ìlll:IÌI'I' !j11'Ì11('0lllht•l':l l t· t t•i;w<· Pt l :L li'\ atin11 tlt· la d<•stln ntiou tln hlf.sse. snit dans ,... r·ltit·IIJ'!!Ìt·:rl . 1'.\ t'll tt•(•, l''•ÌI ù l'ltùpitnl tl'i•\':H·twtic•n l'(·<·oHchlit·t•, soit ù J'intl•t·if'ut· \Yi•nc c'·l ni)!tit'•c· tJII d • n t• J·;r Jtl'l'Ot·ld•l•). T?PIUlf•fllf' lif rlu trinqr . ~ous :1\'rlll:< i~tsi!':t(• su •· la· rapidité ave<' laq ll <>llc• ]<> tringP doit l•tt·p pr:11 ÌfJnl• . 11 dni1 . <'Il Pfff't. con F<tit ner le temps d'al'l'(>t lliÌIIÌIIllllll lt(•c·ess:tÌI 'f' pOlli' Jll'l'f'ÌI'f' l' ](' rJin:,;nostic et etre COllfié t\. un JWt·soHnPJ pa.r t ie11li 1>n•utPnt nlt•rtc> <>t PXpPI'imenté . Son rendement a. rlouu(> lic·u :1 11 x r·stim a tions s11i ,·antt•s: Rom· illois coul'\i<li\re que deux (•q t~ip~·x t·o lltpos(ps dr ~ tllt'LlPI' Ìn" . 1111 lllérlt•r· in anxiliait·e. nne intir· 111ir'-t·t'· l· iulinnirt·s. :~ rl(·slt:rh iii P11t·s. s1• t·PI:lyant de 8 llf:'tl'l'P.S <·n ~ henrPs. J'l'11\'l'lll' (TÌI' I', ;'t Jl:tllSI'Illl'llt ()\1\'('l't. !ì00 h]PSSPS Jl:ll' 24 hCHI'('I':. T,n rdPn nni:- ,, une autt'f' {·,·;tlunl iou: il P:<time qu'une équipe de per· SOIItWJ t~XJH'I't ['PIIt t:'X:IIll Ì I1t' l' :!0 :Ì :10 I'Onrh{•s f:'t 60 :l!';SÌS à l'heure. fl ha l ne à 1 000 r·o111' lt(•s P( :1000 a"siN. lé l'l'Il rlem('n t pa J' 34. hpm·Ps. de c]I'IIX éCJllÌJ><'S tt·;l\':lÌ )I :tllt SÌllllllt:tliPilll'llt Pt PII pPl'llHlll PllC<'. GPs éva lu:ationR snnt nti!P~-; :ì C'onnnìtrP an point dc vne cles préYi· sions :ì l•t:lblit·, M:tnl tlnnn(> fJ11'nn tri:t~P hi <'n f11it d ù tl éhit r·apitlt' t·t r·{•. ••n liPt' fnc·i li t P an Jtllls lt :11tt rkcrrf• ! t'l' (·,·nrnat inns l•t ln fi~ntio n tlt• l~ rle!<tin ation rlr-s ])]f·~s(•l': . ~
~
.\lai:s e w ·orc l'aut. il quc c1·ttc dc~:a .in<~ti,Ha , IJI'é\'Ut~ par Jc ttiage. pui~S.Sc ètre effective et réponde à delS re~S~>olll·ees existantes. ()'est ponrquoi de11X questions d oiveu t ett·e ma.intcnàn t étudiées: c+:lle du plan ù ' hospitalisation et du pla.n d 'évatulltion.
Ou a t .l'it iqué la !>p{"<:iali:sa.tiun ùe:s fonnalion~ ~ani tail·t·~ dt· l'A •·mt'·e F1·an~aise. La guerre de po:;itiou n ous y ~~vait conùltits, au:;:si bien d 'ail·
leu 1·s que le principe ùien connu dt• la tli\'ision ùu tnwail et de l'utili· s~htion ùes compétences. Eu fait , la bC'sogne !';l'l'Il. d 'autHn t mieux et plus 1'3 pidf'men t ex(•cutée qu'elle sera. eoJ IIif.~> i\ n n persmlllel ro m pHent. . \ Cl' point. de vue, un métlt•e in d ' a•·u•h• tloit toujom·!'; l'Oilll<litJ·I· .:\. J'a,·alH'I' )(• t'L'Illlemeut rlc l'lOIJ J.>e •·~unHPI l't t) p ><Ps fm·matinns: il PII d{•. ùuira son p1.an d' 1wszJit alisation et d/él;aetwtùm. Le médecin ma.jor ,Jea.ndidicr a bien prl>risé la ntlrnr de t·e tra,·ail fl e pré paration. Le n)le rlm; fonnations sctnitain:s, lcr1·r spéciaUsation (éclopé~, gazés, f t·aetlll·(·i:i. ·c hil'lll'g·ic lll' ~pécialitt~s . ett'.) ~eront nettf'tnent étn hlh;. Il t'Il sera de mème de la Zia iso n qui doit exister ~n tr-e le!': dive1·ses forma.tions similaires non senlc ment dans l'armée menw. ma·Ìfoi enr ore a,·er celles tle l'aJTièt·•.: et ilt' >< m·m ~cs voi-.;iues: l<•s elli•·ut·l!;i '~ '•s (·oH~nltan t~ •l'm·tut'·e aut·ont là un tùle ca pita.J. Unt> foi~ le~ modaliti"s du t ringe pl'écisées. il Ì lU j)Ol'tf'l'fl di:' pr{n·oi l' l' aigtti Il age d es hJ C's~(ol4 , {:('l'OH péH p~u· ('11 t(>gm·i<·~, <lans ùes <lh·ertionl'l prévue!S à l 'avance et vers des formations reconnnes . ( 'Pt aiJ.ruillag-e •lfobn te di's lP po~ te •le ~ecmu·s; ·· ·e~t <1 1\~ I'1Want qu•· commeuce la distinction entre ce f)U e l'<u·méc rloit cunser vet· et ce qu'elle doit P\':1('11('1'. 11 fin f]liP les 1lin•t·~es fnrmntion~ snnitairc~ ~uintntc~ soiPnt a lll•gf.1•:,; 1le ee qui ne ll•ur est pa!S tle:-:tin(o. Pour régulariser <·c courant d 'éya c tw t it)ll c< qui pt·etlll ~a l'lOUrce s nr l e c hlimp de bataille n nous ('Stimon s qn ' an iieu de pt·é,·oit· nn :set~teur u uique par armée, il nwt mie nx pré,·oie uutant de seete m·~'< de r in·ula · tion (]tl ' il y a de corps d ' arrnéf•. L e Coqls d' Armée, en effet, possèdc :soit o•·g·an iqnt-meu t, so i t par attl'ihution , !(•!'; organes qui lui pm·mettent d e fon(·tionllt·J· de fa~,:ou autououw lg-rOU]Wment •l':uuhulan('P~, ltì•pital tl ' (ovat' Wttion pl'imain~l . l i a.p· p:utie11dnt au chef :>llpél·icn•· du f;t•t·vice de snnté rh· 1'.\•·m(oe N an r hi · r n rgien cOJH;ultant cl 'arm(>p d 'harmoni!'Wr e•~:-: diffé t·ents r:•>nr;Ptt!< qui peuvent avoir des tommuni<'ation s la..téra.le!'O ( d érh'ati on ~J :-oit cntre <'IL~, ROit avec !es armées voisine~. R r:ndement opéra.toi-rr . - Il importe rlOH(', pottr r{·~lf't' ce mom·e . m ent, de conna.itre exaetement l e~ ressom'<·r~ d P.:< f onmltion s :;anitairef; et le ur r cndement opératoil·e. )![a.is il ")T n un fllit ('Ontrc le•1uel rieu n e pl'l>\'ant: r 'est que le rrllfl f:· ment opét·atoi·r c p·r imr l ' lto.~p·ita1i8ation . A quoi bon en effe t, comme le sou l igne La.rdennois, entn.aser cles blessP.s dnn s un hopital s'ils ne cloivent pa$; y 4\tre opér(•s l'omme il ronviPnt, <'.'N;t-l) .dire prt'>rorP.mPnt c·t
avec sécurit~.
Or, l 'e n cu t· C:>t fao·ilt; ù Ù\'Ìtct·, utJ· Jt· •·eutlello':!llt. op(~ t·atoit·c: pcut i!tre (:tahli anT p•····,· i:<Ìilll d'npn:·~ lo· •••nuhn: Uf'li é• tuip c~ ehit·urgic;a.lc:s èl:ll<· IJOII ihJe:s. l'rathJUCJHcut, il l'aut pt·l:voir quc u à ::; d cs I.Jles:,;és scront rete· liti>' ùallkl h·"' formatiou:s de divi:si u11 et ùe Corp:s d'atmée, et 15 ;\, 17 ~~ dau:s les hùpitaux ù 'hacuatiou JH"ÌmHil'c". C' e:st donc, eu tenaut compte d t.>s inopél'ablcs, l:-1 ;Ì ùe~ hh·ssé:s qui tlcnont ètt·e opét•és )Jar les équipPs c hirurg-kale:-ì, déductiou fait<~ ch.•s éfj Uip~ dc tt·ieun;. Or, ou doit ;td!llet.L t·e qu 'un l>ltss(· Hc duit pa::; a.ttendre l'op(:ration pJns de 10, 1:! h cn l·t~s dans la fol'matioll. et. d'autt't' part, le t mvail de.'i i·quipt•s u't~:·d pa:; t•x tP HsiiJJc : ,..j 0 11 adnwt que deux équipes se su~.:cèdcut aftt•l·nati\'l'uH·IIt Ù<! huit en lnti t ht•tll'C:-ì :sur uue m(:me t;lble d'opération, le ùébit de cPttC ta hl e sel'a· dc ~O blessés graves, 80 :1100 ble~sés légers, :l::> il +O bl<':s:-<t'>s de tc>ntc:s tntégor jes ( Lf!normant). ( 'f's <·ili ffl'c's l~•· l ' llll ' trc·HL, ol' a pn~s ~~· lloJnlt1·e appt·ox ima t H de blc•ss(•s JH'(~ I' II!'ì, de cll•duirc Il' Homhrt• d '{•quip(•s H ét·e~-;sait'l's , u j nsi que le nombrt: tli• !Jif'!':sés C'JUC !'hlU]IIP foi'IUUtÌOll JIOIH'l'H op(•l'f'l', CII parfant d 11111 1Wtnb1'e f'()llll/1 rt' éqniJW·~ llfi/i.~ullft·s. 011 oill"il'llcll·;t ;tinsi. ;1\'PI' suflis<IIIIUI('Ill Ilo• pl·(•f·i~·:ion, le d(•!)it op{·l·atoir<' d<' (•ltaqtl<' fol'lllation. llne ee;tima.tion trl)p fail>l!• laissf' lil ~t· Ù t'~' hh•sst'•s qni auraient dO H1·c• 1·etenus; trop laq~t>, • ~ll<' ('l'{•p l'f•mhoutt•illag\'. Nous devons reeonnaitre Il 'a i llPnJ·s q Uf' n otre cspt·i t n, été absol u · ment faus~é pm· le!> longne~ annéc's de :rm'rJ-e de positio11 et par les opé· l'lltions tnili taii·Ps ;\ ohj<'ctifs Jimit{•». qni ppt·nwttant. un(• Jongue p<'· riode 11~ Jll'hision c>t dP prépa1·Htion. hds:::nit•ut lt> moins <l(' plaee possible à l'in('onnu <'t h;~hitnai ent ù holu<'l' tlnns d<'s Ntdl'f's ril!illf's. I'ra tiqu ... nu•n t . c·'pst uue att';tÌI'<' tl';ulaptation: " i lP rcndement op(•. ratoir(• d N; formòltion !'l Pl't suphic"lll' n n noml>r<' cl l'l" bless(•s, o n élargirn la. rnt(•gOI'Ìc' cll's hlt·ssPs ù trai t Pr sm· plac"C'. climinuant ninili la claRsC cles {~va c nahJ<>s; :;i }p t·t>IHh•nwnt. (•:';t bga.J nu uomh re rlt•s hlC'ss{•s. l' hospitn li· sat.iou sera limi t~·<' au x inhar,..uahles c•t l'f>nt<'llatiou pr~\·n ndra · pom· 1·1·(>pr d es di:-<ponihilitc~s: ;\ plus fm•tt> r;tison, si l'aff1ux llll'n:we d ' fotrl' ~'>Il· J>PI'ÌPU I' an d r hi t ùpl•t·atOÌI'('. HaìiR ('(' llPrniel' ('Il!': il fHIIÒl'fl <l ti\t!'l' )r poulR >' <l<'s fonnation". l't ~<i lt' uomhrl' rle hlt•ssf•s t'Ot't'N>pOilllant a11 d(·· hi t op'ér·n t oi1·c· c1Ps 1:.? hP'Il-c·s s11i1·a nto·,.; C'~'<t attt:'iut, f(•I'DH'r la fon na tion. dNn:uHlt•l' llc•s (•quipt•s <le J'PIIfOI't f't. c> n aftt'tHlnn t . lll>t·in•t· ]{' c·out·nnt clt>!< hh•sséF< :), hospitalisl'l', ='l>it lat(•t·alt>ml'nt. soil. vf't'S l'aJ·rit't'P. Noni': 11<' sau•·ion~' tt·op insist('l' snl' )p ca r arti•t'l' th(•m·ifJll<' qu <' pPnt pl1-scntl'r UIIP tl'llP M Hclt• fJI'Ppanl toit'<' si on la, rf.sunw dans IIJH' éqnat.i011. C'nst d'ailiPlll's nn1• t PtHlallt't' (1'"~-'JII 'it mltur(•]le qn <' rl'acct·oHI'<' Jes h<'spius pos~<ihlc ·s sans s'inquiPtl'l' tlc• In lllf'!'.lll'f' daus lHfJllf'li(• iJR pe11ve ut Ctt·e satiRfai t": cl'nù la h·u rlanc·P. ('Il pal'tic·nlil' l', ù e>xaii(•l'<'l' l<' n omht•r ù '(•q n i pe:s 11 (•t ·c·s,.;a i l'P~. Ot•, rltaqtu• pa yR llf' possi·llc• qn'nn nomht·r• dl•tc>J'Illillc~ cll' r hirnr~it?n l'l: on ne peut pa:; ph1s ll·s mnl t iplit·t· ino pinl·nwn t qn'un g(•n{·ml ne Jlf'Ht multiplh•r l';p>; h:tt tc>l·it•s d ' al'tillf' I'ÌP ]t) \ll't]P. Le pt-olllPm<' JH'a.ticplt~ r onsi:-;t<' don" ;) st• has1' r Slll' lP rt'IHÌ<•tnent olt~K (>rptipes dis]ltHtihlt•8 s u1· piHc·•• o li qni W ' llt' t' llf Nn• ftw ntur Nnn r ut attt·i-
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buécs. l<~u cas de ùélici t ou d 'etwon• bt·t!IIH!II t. ou u t il isera a lor:s lr; di.<~ !I'J . sitif eh: sc<·uut·s: centres de dùbordement, traina de blessés t,, opérer; et
011 adaptt>t·a la tcchnique chinn•gic:tle HIIX condition~'< no<:,·elles. Oeutrcs d e dfbo1·demcnt. - Nou~S voyon:< aitusi intf'rrcnir dans les évac·nations une donnée tecbnique: l'opérabilité précoce, et une donnée numériftue: le r-enù~ment opèt·atoire dN; formations. li PII rétmlte que, dè.<; q ne cc l'eoùemcnt op6t·atoire n•cna<·e-ra~ d'ctt·e insuflh;ant, l' Armée devra chereller i), dériver !'~es hlt>~;~<és :sm· d ';wtre:o; c-entl"CS hospitaliers (!Jf,pitnnx. cl'é\"ncmation Sl'Condaires, hopit.aux dcs a!"m(•cs vohdnes ou de l'intl>rie ur) . ~ou:; m·on:> iusisté :sur le" liaisous flUÌ ù<•vaicnt t-:c e•·ét'l' e.utre les di· vers élémeuts tedmiquc.>.s d'une armée; il doit en ètre de meme entre les divc•r·st>s at·mé<'s et l'intl>ricur. C'est ·pom·quoi une étude préa lable devra tnujour:-; t'(·cherciJer les rt~ssourceF.: que cbaque :wmée pent utiliser éventuellt>ment dans IN$ a.rmées vois-ine,;, lers étapcs ou à l 'intériem·, et les centrt>s hm;pìt;,tlie rs sur lesqnells elle pourra déverser le surplus de ses hlPI!lsél'l, tentre:; t·epérés :ì l'nvnnee a''ec des cbefs de service connus, pos"(~dant cles formntionJ'; solirlement équipée.s età, grand •·endement. Rnr ("e~ ccntres hospHaliers seront clirigés, par autos sauitait·es, ou mi<>ux par t•·ain~. ra.pifl(:.q auta nt que possible. l'ea:ddent des blessés é·l>a<'tW lllr!S dont le tmit('ment ne 1)CIIt Ptre (18.<ttl1'é dans lcs fléla:is de 1'ig11e14-r, ~;oit hiN~I'(•s
non opéré!'l, soit hle~::.l•~< op(orés ùan.~ un prt"nliPr temps p:w le débridcm<•nt et l'tt.X('i~<ion «>t cle~o;tinéR il t-tre !'lntm'l!R !'IN'ondairl'm<mt danR une ant•·e fonmHion. Traius à C' 'ble8.9<:il fÌ oprlrh. - L'Arm(-e aura fait éL'tblir :ì l'anutce pa t· l~> sc~1·vice d€'~ ('.hemins 1lt> fet· l'itinérnire de ces trains de secours, leur marr.he, nceélél'('e autaut qnc po!>"ible, leurs points d e cluH'gernent (une ga•·e d'ernba.t•quement par Corps cl'A1·mée). lcur destination. 11:-: ont .l-té utilisés rlt'•t-: lfll7 rlnns l'Arml!e Frnnc:;ai~>E'. Rn mai HH7. de~ trai n ~ sp(•('ianx à· rnn r<'ltf! acrélérée, ont trnnsporté à Par·iR l es blessés il opérer provenant 1le la VIe Al'mée qui Re hatt:oit ~nr l'Ai~mc. Au conJ'S d<> 1918, C'es trai Il~' tmren t lUI r('ndc>men t ot·onsiùéra blc : p.a.r exe m pie, d n 18 an 24 juillet 191R, la X• AJ•rnée expPrlia quatre vingt dom~e traiu!'l, dont dnflrtantP einq de hler-;st>s non opéré~ (2fUl()3 bleR~:;és) flUÌ ft1rent diri~és Rtn' les h(Jpitanx d'évacnati.on secondaires (y rompris Paris). La proportion des h lesse~!; opé r(~s clnns l 'a rm(·e an rom·s d t:< ce t te pl•t·i.oùe ne d (!paF~sa pas 20 %Du ter an a juiu l!JJB. la. JTJe ..-\rmée n, (•\"a<:'Ué 3!lR7 blessés Cl\ 1!> tJ·ains, clont ~74 ;\ opére1· e n Rix tra i ns. La circulat;on rlP- rc>s trains prést>nte pMfois deR diffiC'nlt(·~ -· facile ù orgnniser lol'sq n' on Re trouve snr· 1111 J'i'~E'a,u ferré dense. (pnr exemple la ré,:don <ln nord d<' la. France), elle prél'ente dc"' inc()nv(•nientc; qu.'l;nd · il n'.v a que 11e11 d<' ''oies (]i"ponihle><. O n choi~il'<l 1Jc. prMért>HCe pour CP~ haf'nn t ions le" ble"';:;és c'les partiE's moll<'s., cenx l'n effet qui , tant en raison dc lenr récup(•rabilité que de la rapiclité d'é'' olution de l'infection. ont bcsoin d'etre opérés précocement. ll11 .Qe·1·ont Fobj(·f cl'u·n tria qr' 'l'if!01l1'('1t:C. L<'-" trainl'l ou WI:\;!Ous pOT·tet'ont lP mention tt'és appnr€'nte <c bleR!'I«'~ à opl't·<>r" t>t lenr départ f;c>l'a f;ignalc' l
20 - Oioroole di .lfedieina miliU<rP. F'll"c. -
\'T·VIl .
306
par télé!Jhoue à ht gatr·e régulatrice, a u Ministkrc et au centre ho!Spitaliet· destina,ta,ire. (k dernier devra etre suffisammeut important pour absorl.Jer un tr.;~,in t·ntier. Le <.: hargement tlevra H re as~;uré r:tvidement de façon à. ce tJU'il n 'y ~Lit aucun retard s upplémentaire. On pourra con!Stituer le tra in an:c Ics ressource~ ùe plusieurs ltòpitaux d 'évacuation, ;). condition qu' ils soient SUl' h~ méme voie ferrée (Médccin ln spectcur ( ìl>uérlll Bassere!S). Ce motle' d 'é''<H·nation <·tmvieut s utl.out à d~>s éntnwtious ma;;;;i,·cs et contìnues. (ìon·volis a11.tomobiles. - On peut utiliser, pour l'éva<:ua.tion des bles · t,.{~ s à opérer, les tra nsports sur routes par convois automobiles. En mar·s HHS, lots de l'a.vauct: dt•t; Allemauds sm· la ~omme, Ja, IIIe Armée déri va !SUl' P iLris par voitures sanitaire~; :wtomobiles les blcssés en ' . ' JWO\'euautt• de .Be.c<tuvais débordé: le t rajet dura, 4 heures et fnt trè.-5 hien supporté. C.e nw!le d 'éntt·uatiou ~t:t·a, ::;urtout utilisé da.ns dea cas cxcevtionnels: mena(;'e d'embouteillage ou repli des hòpitaux d'éva.cua.tiou J.u·imairm;, encombremcnt de:-; t•eu tres lwspit.1li('l·~ rle l 'urrière avec iwmiJisancc dcs voies ferrées. Voic.~ ji1wiaLes . Les voic!S liuviales ser viron au cout•s de circons t;~m·es urgen tcs: elles out un trop faible rendement numérique et horaiT·e, ~San f en cc qui c·oncernc les bateaux de tourisme qui peuvent transporter un grand nomlt~•t• dt· b l<lssé~; as:-;is. Ll's pénkhcs ne sm·ont guère ut.ilis('es ljllc pon r les grands opét·és. ) f'!'; bh•ss(·s du thorax. l1eur utili · satiou <·~<t ilonc ders plns réduites.
• 'ONCLl i ~J ON. En ré:-;nrué, ùomin(•e~S par uue cunsidéra tiou techniquc iwpéricuse et i llV;LriabJc, J' Op{>t·a t iO n (W(~('(l('l: : a ppuy(•c l'Hl l' li Il C t:tnde tt·és )Jl'é dse ÙCS re~;son rres lot:.<l,les, d n rendement ovératoire et ùes moyens de transport
utWsa.bles, les évacuations doivent, dans leur exécutioo, se montrer d ' une élasticiti• cxt r·éme qui leur· pet·mctte dc s'a,da.pter a.ux conditions changcan tes de la. guerre, tout cn sauregm·dant l'm·euil· du blel'l~>é. Plu ~; l' atliux seta. coosidérable on continu , plu,; l"emboutcillage sel"<lr à, reùoutn : la ~;eu le gara u tie cl' nn e cxécu ti on sou ple sera un b·on triage chiror· ~i<'a l a.u début, <JUi pe1·mettra de douner ;1\'f'<.! précision , nu bles~é. la de~<tination que comporte son état. P~u·fois, le tri age sera complétcment troublé ù l'avant par suite de l 'encombrement des postes dP Di,·h;ion et ùe Corp" d'a rmée : il ::.era a lors reporté a l'hòpital d 'é,~ :tcuation wimaire. S i l'av,m t est honsculé, c'est tmcore l' hòpital d'ha<:uation priwaire qui cx(·cntC'J'a le triage avec les éléments chirurgicaux du Corps d ' armée. Si ret hòpital lui-mcme est nwnacé, lf's hlessé:; !Seront cm barqués en vrac à. la prem ière gare utilisablf'. mais une vérifi<·ation sera. in<lispem;able à la procbaine station de t·c>viF;ion sanit1 ire: l <·~; ccm;idér·ations déta.i llées q ne nous avous expo;;t!es an tom·s tlf' <'<'tt<' l>tn<le l'lenmt ulor·s, évidem mcnt, rl'applicntion ilif fieilc pa1· ~>mite dc <:t-!:1 de J·nit\r·e~,; circostnnces. ·
30i
Evacuatiull Pt husi•iwli~••tiun s'OIJI•O~t·Ht. wais la coHtradiction u'e~:~t IJU'a.pparente: en r·i·a liti:, t· Il P:> se cmupli'H·nt wuttu·ll1·nwnt , elll·s s'éqniUtn·cn t.
l'our ·couclUt·e, nous ne vouvons mieux fail·e que réJSumer, :we<: quel · IJUCs vm·ia ntes, la fo t·mule suiva nte de LiLr dennois, qui, t•n qualité ù e t'lli nu·gicn cunsultaut 1l'arml'•e a intt•usélllf'Ht n•t·u h·s dcJ·Hil'rs mois de la g uene. Eu vél·iotle d~ calme: a) tl·iage fmHla.mental a li COI'IJIS ù'<tl'lnée; 1J) hospHali:satiou d e ht plupart deiS blessés ùans les H òvitaux d'évacuat ion primair·e:,; et les Centr·e~> c hirur gicaux d'a.J·mée; C) évacuation des opérés par tntius sur cles form:ttions sanitaires p révnes et reconnues ( hùpitaux d 'éntcuatiou :sccondaires, hòpitaux du terr itoire). J..;n p ùriode d'opération::; actives: a) triage fondamenta l aux hòpitanx d' éva(:nation prima.ir cs et aux centn•s chi t·u •·gic<1ux d'armée; b) hospi · talisittio•• t·éduite aux intransvortables ; .o) évacuation lu1tiYe des blessés <L op{•i'l:'l' et fles blcssés uperés ~à suturer secondairement) par t rains à m,u·che rapide, <H't:ompagnés et dirigés snr· des c••utrE's hospitaliers prévm• et alertés (hòpita.ux d 'évacuation secondaìres); di pour les blessés opét·é" don t r état réclame euco•·e d es soins pa rtif'n liC'1·s, évn.<·ua ti o n 1\ l'•llll'te distance danf; dc's formations appropriées et si possible au vois inage de ht gare régnlatrice: t!) triuge ÙP sécuritP. ;'l Jn, sortie du terr i· toire de l' Armée (à, la gar·c rAgulatl'ÌtC rle préfl·r·euN! ou à une station d e •·l'vi~:ion .sanl.ta.ire p!·é,·ucJ. Eufin, et e'e~'<t nnf' notiun fou d nmE'ntalf', f.a tr.ohniq1t e cldt'11t'g·icale eletTa ellr ·m6t~~•' s'ada71ff't' auJ' di1·c·r.~·e.s r·irN;ns/(111('('.~ ('ré1:e.<~ por Tr•R op~ t·aNol~.<~ wilitait·e.<~.
P'f'st r·t• IJII'' 1aons allons Murlil'r <l;llls )p cliar•itJ'C IJilÌ ~o:uit.
C I-IAPJTRE JL
Adaptation de la thérapeutique chirurgicale aux diverses conditions résultant de la nécessité de procéder à des évacuations. ) laus I'Huùe que HOU:'< ll\'O ilS pi·(wt'>ùt•mnH.:Ut f a .itk de l'orga nisation de ~o: é\·a<;na tions, nons ;wons ad mis q ne La. précocité de l' -intervention Ha.it une t·om;idéJ·ation Cl.tpitale et qne, au con:·s de l'évacu~tion des hh~~!St'fi, eli t• <l mt' JW it à mesH t·et· l es trajets p;.u·eon n1s. non ;) ]P ili' rlistance ld lo mHtique, mais~\ leur ùut('t' . A cr>tte don n?e p t·éeise s' oppo~•·n t l es <·<mdi t ioul'( tt·t'-s ,-,nia hl es da.n~:; lesq ue!Jcs se font le~; évacuations : cm•ditions clc eahrae, d'intensité, voire ménu• d'impossibilité. Comnwnt hl thérapt> n tiqu~> <·ldnJJ·giNt lt• ponrJ•a-t(·lle s 'aùapter à ces diver~Ses circonstances? 1/ irt;olution d e l<t plaie dr: gw·tTe eu tlowillf' luulc' la dtiruryi<'. ~Oli~< l'Il rn.ppellerons btièverot-n t les priodpes.
308 L'i11jrrtion r}t· la ]lfaif! dc !fiiNrc·. - 'font.> phtic d e guen e est, i\ pt·ior·i , rontmuinéc. :mrtou t si elle est causéc par le:s projectiles d 'a.rtil· lerie. Apt·ì·s uue phiod<• Ja tt> ult', J'infeetion :-:e dén·loppt· ave<~ une rn pidité n11·ia ble suinmt le~ ti!-:s u~ H tt()in t~<. Le pou m o n. le CCJ'V('<tU so n t teès rél3is tant:s à l ' infe<:t iou , la p lèvre r este .-u;eptique jusqu'a.u troi · sième jour, In ditfusion phitonl>;tle :-:e p rod nit n ' t':-: la vingtil!me heure, !es synoda.les ~e défenden t pcudant :!4, :!9, :36 d meme 7:! heun-s (Gau dier (~ t ~l.ou taz) . •\u Cotttl·aire. l'infcttion l<<' ifhcloppe rap itlcment ùa ns Ics plai•·~ d!'~ parti(•s mollPs, s ut·tont te lle:-: an"'<' attritinn um sculaire elle d e,·ien t con~iderahle dc fil 1:!• <'l lu :!-!:• hetn·e (J>elhet Pt Fit·ssiuge r·) . .Ju:-:qu'à la l:!e Jt(•ure, e lle t·ouset·n· surtout IP.s CSJH't·t•s t[p Yirulence moyennc ou faible. A ·eette tnémc période, le dé,·eloppcmen t des n.naér ol>ies e~<t déja. plns inteul'c, et Yet·s le dcuxième jo111·. l'infe<:tion s'o· r ieute 11ettem(•nt dan:s le S!'n ~< anat'-t·vhic on dans le f.!Cil:< nt•t·ohì~> ( ~a c · qu?péP). (]'est ù cd t l' péJ"iotlc q u 'a Li eu gé n(n·a lemcu t la pullula ti o n du strep· tOt·Oqtu•. Del-: faete un; ll)eaux interviennent. eu JXH'ticnlier L'étnf d'at t ri tion •Lcs t is;;w.; t·t le :,;i<'-gc dè la bl<>sRnre: lÌ la, fes;.;e , 1Ì la ('Ui>:>~<t~ . ù. l 'uis~:t> llt- , I' infectiou l'l(> clhelom>e ha bi tueJlemen t a vec rapidité et IJrécocité, Le problùUte <'h i t·u t·gical c·ousiste :ì ne j.amn.is a ttendt'l', ponr op~ rer. la.· fH~riod<• l['(·dosion de J'infection: J'opé J•abilité opti ma cles blessés ' ~·(·eo nlt·t·a done pc•udant les 12 on li-\ JH'Pmi~res henrN•, 24- henres au ma.ximum. Les ;.:-t~ t·m es pa tho;.:-i•nf>s se clh·ist'nt en deux grand:s g-roupes : les a natn·ohi<>s protéoly sa u ts (\:i h r io n :-:f>pti<)nc, perfri ngens, oc<lematiens, hPJionensi s) ('t Ics pyogt'-nes (saprophytt•s •lh·c•t'l<, colibil('ÌllP. eotérocoque, stn pi.Jylocoqm• . streptr,.·ofltH·, et<;.). Les premiers donl}ent d es scpticé· mit.>s 7JI'P<:ON'-~, :ì r·amtth-r· p11 t rid.c (gnn::rrèncii'), }ps sN·onds donnent des f;epticém i es t a riJi1;cs à tflt'a N<\1·e p untlcn t. Le r6le pa t ho~t-nf' c'I cs anat~ rohi es Pst bh•n c·o111111 : il Pst a~:nn pa t' l'a ssocia ti o n rh•s pyogè11Ps. Cl'S dern.ie 1·s o n t une nOt·i,·it6 ,·at·iable : ]t•s ~a proplty tt>s so n t <Ì JWll pr~s iuditférf'nts, le colibadllc, le staphyloçoquc sont plus uocifs, ma.is d'a.ction plns lente ; le xtrcptocoque est très da11gereux. ~ons Ùl? c iter·ou)i; flll<' ponr mémoire le ha<"ille <lu tétanos rlon t le t·Me t·st bil•n s p(•eia l et flUi est en dehors de ees din!l"R(•s espèces. Ce ht·C'f ra.ppl'l dc patltolog-i!~ n·•·~t pa.s in ntill'. c.-u· il nous moutrP 1<•!-: (ol(•utent.;; :1\'C<" lf'~<tH<'I s l<• <·hiT·n t·~ifm anra :'t lnttet· anx tlivcl '!-:CS Ha J>el'l dc ]'(~volution ùe la plaif' .
.\1 811f11l'f' 711'imilin· rl'l' mll l{l'. - U n Jll'ngr·(·s itt<•stima hlP a été 3.{' · t·om pli (lans le tnli tt•men E tles blcsStn'('!-: de gm•r·r·c ù dHtet· d u jou r (19lfi) où R. TtCmaHre Pt naudiet· en France, Gray rn Anglctt>t·rc, ont moutré flU ' il était possihl e •l'obtrnir une guéris011 rapide des plaies e·n les transfn t'lltnn t. att c·oul'!-l tlt•s fJIIP.lqne!-: ltNtr·rs f]tt i suiq•nt la IJJ(>ss m•p, en ph\i<•s aReJ>ticpt <•:-; ~t·;il·t> an tlélwid<•nwn t . :ì l'rxtnlc.tioll tlt·~ pt·ojedil!'s. à
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l'ablat io n tHl"<·ani<pw ùes tnillots et de tons le:s ti:;~~~~ t·out us et dilacérés et iL une hémostase soign(\C 1 ju :squ'à ce que l'o n !Se tx·oll\·e en prést:twe de tissus ::;ains. Des plaie:s !tinsi tr~lit(•eR JW~t\'eu t èlr<~ :<uturées immédhLtement et ISl' cica.tt·iseut dans lt~s mcrucs conditioul> quc IPs p~aie~; fL-aìches: elles sout pratiqucment ascpt iques. Gro"s et 1'is::;ier ont conscill(:, ù titn~ dr gamntie , dc lai:sser ùans la plaic su t u rée quelq ues c l'im; de d ra iuage, t> t. ,-ct·s la Hic ltem·c, de r ecltertltcl· hL uatuee <les gernH~ s aérobies Cl)ntenu s Jans l't:!xstHlat t]UÌ tiltr-e le long rles erins : si o n trou Ye dcs sa p ropbytes lm n a ux, la s u t u r e sera maiu te nue, elle s~ra suneillée ~Si on tr ouve d u sta phylocoque; en tin, ou llésunira hL phtie si C'Ile con tient du str eptocoque . Comme les m<1nifeswtiows iufectieuscs d t'>l)u teut scnltltuCil t \'et·s la tJ·e n tit~lll è h !'Ul'f' 1 et QU C le la,hOI'atoire peut l'Olll'llÌL" le r(•sultat de l'exaUlCIJ l'Il xix heun~s, le hl<!sxé ne cutu-t aucuu danger. Tdlc est la techujque id(>n.Je. · E lle ~·atiresxc 11011 senlement a.ux phtic:s ùt>s partic:-; molle~", mais ìl t.outes le~S bles:<nn~s de ~nèrre: anF<si llieu clu <:er·veiLII, que du poumou, du sque lette. et<·. o·est ln wNiiodc dr· la :sntun.: rn·imitivc d' emb'l<Jc. c·est. ù cette tec· huiquc que l'ou doit recou rir cber. tout blessé hospitalisé da11s lt>s 12 ìL lS heurtls qui suivent la blessnre, c'el'ìt-il.-dire -clan!': J.a p(~l'iotle de non infectiou cles hactériologi~Ste~. Ccpendant, Bo w l b~· a. mppo1·té ù la Con f{·rent·c· f'ltit·nt•gi(·ale iuteralliée dPs xt a til>tiq Ut>:> fJ 11 i moli t re n t q ue c: c~ délai peut etre acc1·n : Owen Wch<lrd ,-., ol>tenu !)l % de suctès aprè!S viugt huit heut•es et detnie en uioyetutc t nolJlbJ•t:ux c·a.s tlc fJ·;tdlll·es) et G. nrilt•, !JO % tic ~;:uccès après ;,s beur es en moyemw . Ces r ésultats ne pl'om·ent nuUemeut que les pl:.dc~:; n'étaient pas in· fe<:tée~'>. Delbet et l-'ièssingN· cousiclérent que l ' ex (•J·I~:<e bien faite des tissus dila<:ér(·s snffit le pln., sou,·eu t pour rtmdre l'infection sans gradté, m€me e u prèseuee du strPptocoque . r;opiniou de Gross et 'fissie r p:uait çlonc t rop a b.-solue , eu ce qui concerne ce der'ltier germe. Pratiquement, ce qui corupte· surtou t, c' est la pm·fection de l' exérèse., sou é tenùu(•, et la. qu,tlité d u t ermiu offet·t :\ l'évolntion dt>s germes T'CIS · tant <.lans la phtil> . Con trE' f'es germcs, eu Pffct, l'organisme eutre en lutte: il pos~<l'<lc nn pou:vo ir d'auto-im.-muni.~a.tion qni résidet•ait en particulie r daus le pousoir mi('l'ohieicle f!u Rérum sn ngnin et méme du pus (Wright)'. , LcgrMtd, qui a, étudié rautostérilisation des; p la.ies de guerre, a troun~ <}llt~ l e~;: ;uHtéJ·obit~s cli s parais~;e nt Ics prt!mieJ·s, le $:taphylocoque e ns uite (vers le 10c jo11r), le st1·eptoeoque est plus J•ési stant. Flessi nger consitlére (}U(' la. siccité habituelle des plaies de guerre dimiJHJP notnhlenwut m• phéuomènc de défense. L:1 s(•J·os i t{- n J·tif' llla il·e pr(·F<eute le mi' me pou voi l' bactéridde (Sa cCJn(•p{•E>) . 11 ais ces pl'opriétés sout pa r-ticnl ières an x humeurs Obl';ervées :ì, l'Hat f1·ais, elles s'att{onnent a.prf'l> rlOII7-t', ving-t·(lnatre hem·e~ ( Rilf'· (jll épé~).
Ce pouvoir de défen~e expliqnf>t•ait le!> snccès de sutnre tardive rap-
portés par Bowlby.
311)
L'ah:;enee do• lahoJ·ato)iJ·p oloit·l'llc• fa il'l' J'o !jPt<:t· bt Slltii J'C primitive'~ Assurt>ment non. R. Piequ{! f'CHl.'lÌdère Pn c H'l't qne u gn'\(:e à, la précocité dc· l'opération 1da11" les :;ix Jll'!•mi<\I.Ps lu."ui'Cs) on JlPUt faire cle~o; s uture"
primitivelòì Rans le setom·~< du bar·tériologne )) . Pratiquement, on aflmet que l'on peut Nc•ndrr, cr. r(Noi tì vingf.quatr e 11r;u r e.'1 pout· lcs plaies su. ]Jerfìr:icZle!!. Pat· con tre, pOlli' lei-i pia ÌPS anft·aetu<·mw~-; et profondes, ou ne d é pasSCl'U pUs iauit Ù, doiiZI' heut·es. lJJteri.curemèllt, c;e l'i f'l'tl l'exa.men clinique (fiène, l'·ong-cmr l<>ca lc•) qui r·omm;UHlel'tl la désu uìon. Dans tous les <·as. uue r (\sp r·ve s'i mpose : c'est ('elle de la mise cm ob.<ICI'V(Ltion des IJl r.<;-"~'i .s11tun1 .~. Dcx t'ehf.'i·s gJ·a\·es ont été constn.tés Il la 1.;11ite d'th'fH'lJations h;)tivP-s de hlrssés ainsi traites: or, il est de ,·ègle absol1le que la .~1/fllre 7J1'illl·ifil;c (lr.~ plair.o,; llf: doit ctr·e tentée Q11 f:l si le.~ ble.~8f-.~ 7W11'1i Crtt et •rc OlJ!if'I'Vt'-8 ])Ili" l e chirurfJÌf' t~ pcnàant la 1U'Wiode de oiOafl·i.~fltion, o't>:~t-rì-di.·rr P'' tll/aut ltuit rì tli.r jo ur.~ : Pllr r·onrir·nt d()ltt· (':n·hi.Sivemrnt (lll .r 1Jfr.~.ç1is .~oiynft'l i:lnn.<: lt>s arm ée.~ en phiode de calme. ::\lais il e:-;t d•~s eirconstatw•·s milìtaircs oì1, ùn fait rle l ' aff.lux del-i hlt:'ss{•~; , de l'rnc·omlnente nt tl••s fonna tions sa nitait•c>s l'l•v;wuation s' iru .
J)Of'<l.
'
Deux solutiono; :::ont alot-:-; iÌ endsa,:t•·J·: 1° Or!Jfllli.wn· rl c."' fl'll lll!i dr IJli'.~.Q,I.., ti OJII: I'IIi' pour f.\';lCUe t·, sU l ' le=l·t>ntrcs ùe d{•ho•·rlc~mcnt (:\ ilO. JOO kilmn t'·tl'f':..:), 1••:..: hlt>ss(·s pmt\'<lllt t' Il · cori: N re E<utu r!>s précocemcnt ; 2° Mòdifit r la trcfmiqu c rlurllrgica l n. - Nous :n·ons tléj:'t Hntlié le• naét·a nismc tlf'l'i traius de hlessés :ì op(•rer. Il nnns l'<'" te :ì \·oir les modifica tions que l'on doit apporter 1\ là te{'.llll ique. H) S·u f11rr J>rim-itive n :tard{:,J. - Il 11 Hl- constaté qne ]es phties traitl•c~< llans un premicJ· t rmps pa.t· l~> rWht·ìde m<>nt largr, T'extra<'tìon d(•s projrrtile~, l'exdl'iion cl<•s t iki'UI': COllt lls, pnis pa lli-;P('S Ù plat ascpti · fJuemeut, l'l~~tent stériles pendnut t 1•oi:o:: :'t cinq jours. à eon!lition fl 'etre maintcnues i\, l'a.bri deR t·ontnminations :1ccidentcllel'i. On p.e ut doll(· ret<nder d'a.ut.·wt le moment d!' la suture. La conduit<' ;) Ruin·e devient ainsi facile ;) tJ·ac t>r. Pen rlant la. 71é1·iode initiale de la b'le.<?sw,·e, pratiq 11r:·r dang le..~ a rm f>es l' eJ·cisio n. le nettoyage m.éca.nique) mett1·e des fils rl'11ttrntr' .<~mi .<~ le.~ no1ter. p11i.~ évaf·,u•r· lf!.<: blessé.<~ sous pansement asep-
t.iquc et .~ltfu rr:t· :!iN' Oil d(Jil'l'' 111'' "' - r'e.o01t la sutu.·r e primitin• retat·dflc (P. Duval). Vexpér·ience faite en 1!)17 au <'lllll'S des olfeusivel'i des Fla.ndres et de ln l\falma il'ion montre que i=ìO % <l<>s plaies récentes peuvent étre ainsi <'xcis(·N; pr·imi t h'l"lllent puis sutnrées lf's 3t·, .J:e, 5e jotu• a\' C<' l'òu'ccès. ;) rnntlition l'fUC l'Pxamen hartériolngirpw iuontr<' que la, plaif' t-"t ~t(>ril<'. C) F; ,!fur(' .~t't "OIII]airfJ . - ~i l'infcdi on e~t décla.rée, on se guidera ,.ur· la. natnt•e cles :;!(•t·nws pour prati(fnf'l' la, s ut1ù·e. fJfi· plaic• ~f'l"a :;oumi>le ù la ~t(•J·ìli:::.ltion pt·og-t·Psl'livP par lt>!'; divel'Sf>s méthoriN: antis(~ pti qne!';: la solntion rl.- Ca.rJ~'I · Dakin CII particulier (Gossct) . En m(!nH' tPmp,. jOIH'I'H lP pom·oir ant<> ·immunil'iant d e l'oq~anisme qui. pour le stapllylocorpll'. s'affi•·me du sixiP,mc~ ;~u do uzième jour. ft pom · le strep· tocoque, ne se manifc>>:tr> 'l"~' t1·1":s t; t~ ·d i\·c·ment. ver:..: lt> \'Ìn)!tième, l•· \·iugt -C'inqnif' me jonr.
(;'est à p;u-tit· ùc celò diverses dates que pvurr<t. ètre pt"<t>tiCJuée la. S11.tm·e, tlite .w.:condait·c, ba1>1é~e ruoins sm· le nombr·c rl~·s mierohcs res-
tanta (Carrel) flUe ~m· leur val'iété. La donnée pratique importante à retenir e:st doue CJUe toute plaie ùe guerTe, infectée priruitivemeut, pourra etre sutur~ secondairement lorsque le laboratoire •~ura montré qu 'elle· ne contient plus de germes pathogènes, et eu particulier de streptocoque ltémolyti<]ne. r. Delbet et Fiessinger iusi!òtent sur la nécessité, lor·s ùe la s uture secouùa.ire, de prn tiquel' une ~>xcision soigneuse d es l>ourgconl' eharnuR qui sont antick::ttrisants. . 'l'elles sont le:s métlwòes générales de tecltnique ch irui·gica le qui peuvent Ctre appliquées aux pla,ies de guerr<• Huiva.nt qu'elle:-; sont ou simplement coutnmiuées, ou a.u contraire infeetées.
Nous somme:s partis d'un traitement .itl{l:tl - la suture primitive d'tmblée - pour en détluire les V<'t>rhmtes (}'exf>c·ution: la :-;nture primitive retardée f!t la suture !Secon<laire. Or, cette technique repose sm· ww donnt]c in.v(trùtble: l'évolution septique de ln. pla.ie ùa.ns nn temps ùétet•miné, qui oblige :\ l'illtervention dans des délais tixes. Elle cxige, d'autre part, des tn(Jyc us d'n.r.écuti011 qui varient suiva nt Jes J•es~>om·ces di~>poniblcs cn personnel tecbnique et (m moyens d 'h ospita lisa ti o n. e n particulier. une t•eJève rapide et nn tr~~nsport <H.:cé16r6 à l'avant, cles cent 1·es chiJ·u l·g-ic.m x ì1 grande capa.d té, ùes éq uipcs eh irn J'g'icalPS noru bl'l'U~>cs permetta n t de réal iser « l ' usiuage » du blessé. Mais surtout, coiunu~ nous l'avons sigoalé préc{•tlemment, le rcndcmcnt chirurgie-al au1·a prior'ité ~ur l'li().~JJitali!lation. étant eotendn qu'on n'hospitalisel'a dam; une fomtation que le nombre strict de bles~és qui pcuvcnt etre opéréH ùans Ics tléla.is normaux: tout le s urplus seta é\'acué. Ce:s dernières conditiows, quanù eqes peu\'ent etre réalisées, sont en co1~ IS<ltisfaisantes cllcs ne son t que h~ prog1-essio11 tlu mouvement chirnrgi<'al ralenti des périodes de calme, au fonctionnemm1t intensif des périodes d'attaque. Mais il est des factenr·s imprévus: d 'abord la ~>UrprisP. qni paralyse tout, et surtout lcs ac.:cidt'ntf> qui urrétent les éva.. euation~ (embonteillages . vo.ies coupéesl. et l'etar·dent ou empécllent m eme tou t acte (:h irttrgka l. Qnelqnc péni l> le q Il(• JHIÌSSI' H re Cl~ t aveu' nous dt~\'011!-: le reconnaitr·e ponr e~sayer de tronv~r la solution pratique I'Òuscc•ptihle de uH?ttl·n le hlessé à.l'abri (le~ complications infectieuses qui, elles, se> (lf>veloppent sa ns tenir c'ompte des évènf'ments. Comment la thPrapeutique chirurgicale s'adaptera-t-elle à -ces di· vc1·ses t·ircostances ? .Nous dil;;tinguprous tr·oi~-; évcntnalités - perior1e de calme, période ò ' activité, période de troubles. A) En périodf' de calme. - E n pér·iode de calme7 la technique sera. celle de la suture p1·imitive d'embléP, tons leR blf"s~{~s pouvant ~tre reçus et conservé8 dans les formations sa.nita.ires des a1-méeR jusqu'à cicatri · sation. Nous n'insister·ons pas sur cette méthode dont nous avons donné ~wec ùétail lPs 1·airsons biologiques et le mode d'exécution.
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B) J!J n pé1·iodc d'adivité. - En pél'ioùt' ù 'actidté plus ou moins soutenn ~ , le:-; <·entl'f.'li ho!'lpitaliel's anront rapitleuacut atteint lcur capa.dté opl!J·atoi•·c - J,~ :sutuJ·t· pl'imi t h·c n'e:<t plu:; po~o~:;ible, ('Ili' on ne p e ut plws h o~:~pitaliser les suturé~:; .
D eux éveutuulités peuvent se pr(~euter: l" L e: chijjn: dc.'J blessés m<t imporlant, mai.~ inNI'icur a1t ma.Nw 1111~ 1Jrémt; :!• lA· cltiffrc dc.., ùlcs:-;t~ iS tléplt:Ssl; l c8 prét:i~Sion8 ou lcs di.spollibilithL L<~ thémpeut ique scl'<L double: chu·urgic..:ale, ruédicale. a ) Ua.us le premiet' C<LI$ , o n au t·a, recùHt·s à une llléthoùe m L\:. te, la ..,utu.rc primiti·ve 1'Ctard(:c, tlui, tout eu pt·ésentant la méme sl~m·i té tjll e la s utuJ·t> ù'emblée, ~st applit:able ;\, un plus gra.nd nombr e de lJic:-;s(:,; (l'. Hu n ti). Le premi et tem ps ~llébJ·idt•n•ent large , t•Xtl'action del< pt·ojecti les, excision dc~< part ics mot·tifiécl>, p;wseutent ù plat, tils ù'atte.utet ponna H1·c exét:uté tlaus les fot·ma.tious de J'armée; lcs bless~s seront eusuite émcut(! pas trains , difs d c blc.~.sés à ISutmrc·r, s ur del< 1·entres lwspitalicrs voisiu:; [)OHI' y subir la, suttue, soit t·ctardée, soit secunùuire, sui,·ant l'éYolution de la plaie. vt!tt<• UH~tltotle fut IDÌSC èll l)l'iltique pOUl' la prcwièrc fOis Cl\ gl'a.Ud, cn octobt·e 1917 sur l' Aisne - tous les blessés des parties molles purent t'tre trait{!s ùaus l' a1·m6e, cn woyeutw ti à. 7 beures <iipl'ès la ble'\· sure ; nn tiers pùt etrc.> opéré immédiati!lllent par la suture précoce a.vec 4 % d'éd1ecs :stu lemeut. L(·s tlf!ux autre~> tier:s fureut tndtés par l'excisiou, IJ»Usemcut. ù pla.t , et é\'a(:u és dix èt douze JJeures après l'opération sm· ùe-; gra.uùs c:entres hos pitalie t·s, situb à, environ huit heures dt! trajet: 81 % d 'entt·e enx purent ètt·e .suturi:!' dan~o. un déln-i moyen de vll"-C jOU!'l<. Che;o, dix JtOut· een t seulement. ora d :tt ret•ourir à, la sté-
rilisa tion JH'OgreR8ive. ~4 % dt-s hlel<s(•:-: (•qH·n(•s étaicnt guéris <UI bout ùe einq 8cutaitJt•s (l'. Duntl ). 'l'utlieJ· a communiqué !es mcmes résultats. Ce set·ait une er1·em· ùe penser que les plaies tlf'R parties molles, scnlt~s bénéticiPnt de cette lt~chuiqnc de la. suture d't>mblée ou r etardée. l ll·:s lésious vlus gra,ves eu sont é!ga.J emellt jn~ticiablcs. Au (jours de l'offf.'m!ive tlt~ l' Aisne, des Flnudrel'i, les f1·aeturt>s fm·put sy:-;t(·mntiquemeut tntit(•es pm· la suturP . G t·~kc a.n diagnostic qui s'impc.k'e, les bless~"l étairu t évacu(ll< tli1·ecteruent, ù ln faveut· d'nne trè:s bonne i'lll.rnobilisati<nl 1 l'Ili' Jes f't•IJ t I'('S s p {•J:Ì;l 11 X d P ft·at"htt•e~ OÙ i ls OD t p n ~t l'e Opér éS en mo_yellJW lO h. , 12 h<' lll't'l' ap1·~ i<l· IJle;;sm·e pa r é pluc b31ge mu,.culaire, nettoyag-e ~;ystémutiqut• d minnticuJ: 1leR esquilles, df' la CtL\'ité médul· lau·e et désinfeetion ehiJJJique (Picot) suh·is df' sutnre primith·e :t\'ec O/ l ' •' ' 10 l e SllCCCl<. C'el<t. ;;UJ·tout pnut· ces Jésions graves tfractures dhtphysa.h·es, lé~;ions articulaiJ'PS, n;ìnPs, thomx) que la. sutm·e primiti\'e ù'emhU•t> est un fa c teur irnportnut de guérison et cn cas de ]Jét·io(lcs inte11.qivcs, c'est lÌ ceN blf:,<:s''·~ qur l'on cloit la t'l\~cn:r.·r (Ma.t·qnisì. IPs blesséN 1les pnrtics molle.s Ha.tt t plnt6t jnstida,blers de la s utllt·e primitiw~ retnrdée , ou de 1' h~wna t in n pa t· tra i 11s de hlN;s(•s :ì opérer. L" )
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Mais il e:st nécesf'aite ù'avoir, pour le snct"ès de ectte méthode. u ue solide 01·gauisa tion c hit·urgicale, cles forma tiou.o.; va:stm; et bien ou. till(>es, des équipes e hit·urgicales nomb1·euscs (contlitionf; génétalement possibles cn ~1s d' opératiou à, objectifs limité~), eutin, d'une liaison très étroitc p ·ré élablie entre les diven: échelom: exL)éditPtn·s et récep· t(: \l I'IS.
b) CH» couJitiuns Jte ,;ont pas toujolll·s possiblelt' à, remplir. Le
JJombre de,: t>qttipes chirurgica.les peut et1·c iu,:nffi:sant; d'autre pmt, l ' afflux des bl«'ssés peut mell<H;t'r ùe boti~'<·Ulf'l' Ics orgauisutions. Dans t:e cas, à la Sttita d'un triaye I'Ì[fOurrnJ', ou u'opùrenL dans les armées que les intra.nsportn.bles et les inév;.tenaules (f;oit 20 % environ), et tous l es a.u tres blcsii{•s set·out dirigé::; pa,. trai 118 tifo ltle~sé.~ à opél'er là mar· che ex p1'el's si possib le) sur des ('t'li tre:-: h ospita l ie1·s con nus et. ~dertc'!s, hòpitaux d'é,·acuatiou secondail·eiS, IJC,pitaux des arruées n>isine:;; ou dc l'intél"ieur (z&Jte ra.pprodtée, UIO·l!'i() kilomètre::o). Selon les délais écoulés ùep1tis lcur h!t ~:;snl'l:' ì~ }pm· an·iv(le ù ùcstination, ct~s ' blcssés StJ·ont l'!Otunis, lSOit à la· sutm·p pl'imitive d'emhlée (moins de \'ingt·qua· tt·c henre:s), soit :ì la sutut·c r et.n·dée; ht suture sL"l'oJHhth·t~ apt·è>l': :<tbl'i· lisatiOii éta n t t·éser,·(·e a ux pini es infedées. C) Pél'iodc.~ dc tr011 ùlcrs. - .T usqu '<ì pré."it>U t, nous 1:1\'0ns considéré <]tW le .l'onctionnentPn t tl~s a t·tu(;t-s, s ·il ali n i t ;). une ,. i tN•se aef'élérée, con:serv•.Lit ent·o•·e :-:a. ~ouplesse , ttussi bien nu point de nw du l'endement elt inH·gical que 1h•s (•,·acuHtious, si bieu qu'ancuu rebu·d iwportnnt n'est pratiquement ;'t redouter. Il n'tW sel·;t. pas tnujonrs a.ill~i. La t·dennois t'l'la te la si l un ti o n p~ n i hl e de la. IIIe Armt.-e, le 9 jui11 1!)18, tlntt> ;). lnqnelle tons les gronpPmt:'nts rl'ambnlances de Corps d ' Ar· ud•e, snnf un. fm·ent obli~{•s de se rcpliet: p;lr f;Uite d'nn violent bollJ· lnu·dement pat· obus toxiqu<~s. An1.11t I[HC de noun·lle~S iuKtallationl< aicut 'pn Hl''! r{•,tlisées, ::1000 blessés étaient amcut>s comme par un torreut :;;nr 1·et nnique groupe d'arnbul:lntt•s: on ci!:!\'ÌilP- c·c qui :-:' eu sui d t : f'U<'omtn·Pnwnt, <lésm·Ùr(', l'C'· t ar<l lla.ns lt~ triag«' t•t 1hrns l'hacua,tion. C' étnit fata]. A ee fait ,·(>cn, s'ajoutent toute~> lel> possiuilités: YOief; ob:struées, coupéel<, llòpitHux inntilisahles, d'òù retard consi<lérable dnns les soins chirur·gkaux. Il t>f;t évid('ut qne, cla.ns ces circoustance·s , les blcssés sont muf•x à l'infp(·.tiou ~n pt·opm·tion directe de ce rctard. Com n d'Il t pout·r·on t· i l" H l'e protégé~>'? Lors de la premièt·e sef;:o::ioll de la. Confét·euee Chi r·urgicale InteraJ. liP.e e n mai 1917. ~~~ pt·ofesl<c~u•· fl.ossC't a ,·ai t demandé le sc('onrf; <lE' sé· rum!'; et ile vaccins pont· aiòer ;\, la l utte rootre l'infection, et ln Con· fér·ence émettait, dttns Kes cnnclusions, ce ,·o~n: 1c n nns les cas <l'éYa· c nat.ion pt·édpitée d<~ hlc:-:s(•s npét·e" par dt·ltt·illt?mt'nt et exl'ision, il Re· rait utile ol'applii)IICl' nu pans(>ment dont l'artion se continni\t pencln.nt toute la dur(•f• rlu tr·an:::port. H y a lieu de fnit·t? del'~ recherrhef; dans ce sen~o> Jl. L'ann6c suinwte, ìL 1:1 .te sesRion, nonii sommPs l't:'Venn sm· le m~mP. :snjP.t e n posa n t lP pl·obli-me dc « 1~ év;wna tiou in tt•nsi n .> . lo i u dc la zone de combat, des blessés pour lcsquels dena etre prévue 1me ae· tiott thérapeMtique indi.<;pensa hle pour 1es mt:'ttre ù l'nhri d!! tont.t> rnm· plkation grave ».
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Noi l'P llhldi':<IP ap pc•l rc•st.•• · silll~"< c'•f'lto. La quP:<tion (•:<t ponrta.n t d'im portante. Il e:st tl'c's logique et .;ticntitique dc! po:-:e1· t'Jl p•·inc·ipt> qne r ien ne pcut mieux mdtre lf' blc•:.;s(• ;ì. l'al11·i ile l' infpc·tion qne l'op{•r·ation com · plète - il J·e:-~te ;, ùùtPJ·rniuer ~<>i, prath)uemi'Jlt, le:s couvulsions de la gnPI'l'c pt'l'I!IPtlc!lll dc' •·éalis<:t· toujours ees ~·xigPHI.'C~' doguwtiques. Les faits ('(! pon.l•·nt d'eux ·mcmm;, et L:u·dcnuoil'i l'econnait que, dans les conditiOll!o' trouh l{•c·s que nc)lls :<i;rnalou~<> plus haut, on n'a pas fait dc bonue lw~<ogu c. ~ ous a \'!)ll:s vu nous· mèmes e n a vril lHll. cles cit·con stanc·Ps l1nalog-tll"s - le:;s én1cuations con!>idémlllernent •·eull'dées pa1· l'état plétho•·icpw 1les voi•~" fenl'c!';, alors qnc Jps fol'luatiom; ù' ar·méc fonctiOIIII<IÌI'IIt <Ili Jn:lXÌIIIlllll.
I,a qtH•~<>tÌ<Ill qui st• po~e c·st ;Ione la snivautt·: •l•H·IIetS metlu>ùes ;\ l'aiH·i de l"iufN•tion en
IJoli\'OUs·HOII~< ntili:<t·J' Jtt)lll' mc·tll'l! lt·~< lllc•~<,..\-:< <ltt(•THiallt i'a('ÌÌOII !'IIÌI'IIl')!Ìl';clP'!
[ IJ . -
Lt "J•n: J•ld:n·:.'\TI\' 1-: l'o o;\'TI: t·: J.'l.'iFJ.:t'TI41.'\ 1>1-:>'
1'1..\11•:.-: Ili•: C ii'I·:IU:~:.
On JH' lll :<'aflJ•psst•J' ;Ì la. pl;1il' Plle-mi·Hu· Pn dH·rrhant ù ruoclitier la !h•re ba.ctét•ienne, ù t'Ptm·<let· ou ~<UJIJH'ÌHJcr· ::~on M•n11oppt•mf~nt: re :<era ~nrtont le Tòle òts ugcnt.~ c:himiqut'8. On peu t anssi cltcrdwl' ;) re n fm·,·e ,. le po 11roi t' de dl-.ft>ust• de l'orga · 11isme par clf'., woyrw.<: 11iologiqtt c~, eu Jl<ll'tit·•llic·r· pa1·. ht ,.a<·rino et la,.;{:. r•)théra pie. A) A,'lf'llis t·ltimiqllt.<o:. - QH<' ÙP\'Oll~< · HniJ~< altt•Hth·t• cle t·t's di,·erses m<•thodcs? Nous a \'O IIs expo:sé a,u déhu t de ce t te Hm le (J ue la ti Me l>acté1·icnue dPs plnie~<> 1·ompo1·te dt~ux 1WdrP:< dt' gf't'lllt>s, lt•s nus ù ùévelopJWtnent pr'l!· coce: l es a nat'rohit•s 1à. p<tl'tir· d P I<L I:!c heUll't>) ; les autJ·es ;) tléveloppe · ment plus ta1·dif: lt's pyogènes (à. parti•· de la l* heur<>) . P eu t · o n espè1·er al'l'Her lcur ùé,·eloppement i n :si tu'? Les :t~cnh; ant ist>ptiqtws lcs plus v;:n·iés ont été e mployés, mai:i ils vi~<>aient su r tout à la d 6sinfection dc· la plaie en milieu bospitalier. · LeR uns ~<Ont I'Oa~nlantR (!;Hblim(o, iode, fllJ•mol. chlorm·1• 1!1• d1aux. ;lci de phéniqut'), Jr::; a.utres sont tli~<>,;olvant$ . On a snrtont Pmployé, o1 titre préventif, Il" formol t?t le c·hlornre dt' cl,;tnx . L'iode a f.t(! ahandonné. Le formo! lui -mcme (qui l 'aurait cru !) n 'est qn'un mam·ais antiseptiqne : Fiessinger badigeonne une plaie avP.c du formo! pnr a~sori{• il H hlcu ùe méthylèrw - il se produit une C!><Chnrre sous laquellP le•!>< anaérohies pon~<sent av('c intensit(• le snr len<lemain, et l't?scharre ellt'· ml!me <"ultivt> les germPs. Rou('hon avait ,·ou ln nfi liscr· l'P pounlit· fìxatcllr cln fot·mol pour rf'tttrdcr l'é\'olntion rle l'infer.tion. L'adjorlC'tion dn hlen rle métbylène t Legrand) permetta i t, c n outi'C. la. coloration t'n ma~se cl<'s tissuR d ila· f·t'J·és. Au <'.om·s de l 'offensive de Cbampa~ne en juillet 1918, nous a,vons vu arriver. an c•entre hospitalier de Bar ·ll' Due. nn eertain nombre di:' hl e~<s(~s ainsi p;lns!'!s (en pa,rtir,ulier dPs plaiPs arti<'ulaireR) . Nous devonl' r<'con na,'ìtre qn<'. t' Il appat't>liCe. \es plai(•s n'avnient pas mauvu,is a,~pect,
et pourhwt , l<' icssinger, qui examiuait le~ mème~ ble»rses au poin t ùt• ,·ue lmctél"iologique n ' :t trouvé aucune attéuuation de la llore mi..robie nue . C'es t ùans un but uettemeut propllylactiquc ùe l'infect ion que le ~ll'!ùedn lns pecteur Général Vincen t a proposé l 'ernploi d ' un mélange dt> c hiorure de cllaux eu poudre (10 padies) et d 'acide bot·ique pulvérisé .HO pai· tie~>) . Il vi~ait sur tout le pansement, dès le poste d e .~vcou.1·s . d es blesl>és relevéiS taL'ùivement, ou expo:-;(~s, é ll cas de g r·os atllnx. ù un re t ar·rl cla111:; I<:!S soius c birurgicaux. Le t·òJe du c hlornre dc cha u x l'l'it ù ' immobili:sm· Ics baet(>orics . Le:s r·eche r·chel:l de Morrisl'OD et de Oeudron moutrent a u bout de 24-, 3fi h eu t·es. l'ah~en ce de pullulation microbienne chez Je:s bJcssés a im;i pam;és précoceme n t. 'fuffi c r·, Qu(·uu ont t·cpt'(H;hé à ~·ette poudre de n'avoir· •nr 'uue a c tion de su t·face et une péut'otr·ation iutp<u·faite mal~r·é l'ins uf· fiation clan :-~ la profon<leur r·t·comma.rHlée (Hil' so n auter. Elle amérHwai t, Hn o utre, la pt·oduction d'\me c •·oute qui gcnr1·ait lot·s du t ra it1•m«mt rJai · rur gieal. \Va l tltcr· rstimc, par con tre! t]ue l'emploi de eettt> p ouclr·c t•~o;t ;i, r eco m ma n der dans les p la il.'s hu·gcs et pr·oforuh.·~. ma i s 11011 eu C:ì.s de sétons et dc plnieR étr oités pour lesq U(•liP~ la p(•ll(·tr·:r t io11 P~ t i 11><11 fii · ~an te l'insuffla t i o n lui Jlc'H'ait danger·cu f;C. Cètte cleruière m étbode d e panseme ut u 'a pas N:é iwH gin él~ pcw r remphtcer l'acte ehirurgical, ni mémc pour pe•·m t~ttr·e de le r·eta rcler. J<~lle nou~o; parait d evoir· étr·e r·etl.'nué c·orume m.ét h orle de .~N·o·ut·s utilt: dnns Jes eiecom~tan(·'l's où, ](;'!'; (•vaettn.tions étaut boulevrrséP~. il est hon de d wrchét' to~tt c·e qui péut diminuer le~; l'isq ues imposés a n blessl•. I<me s ':t ppliquera sur tout aux pla,ics de sm·face ou lal'gement béantés. Le r ept·ot·he ~~ue l 'ou pcut · fa~re i\. t ous le:-; antiseptiC]UI's roagulan ts ei'Ot d'flvoir un fH III\'Oir (le p(•n(>tration li miti' . (' Il mison nac1 nu• ciP ll'ur action coagula.ut.-. · · Q nelle est la va lP.rn· d es n n tisepti() ues dis»olva n ts? Le type de Cf'l'l antil'leptirptNI est repr·éRent(>o pa.r l1·~ hypochloritt>A F;uinmt la forrn11IP (le Dakin. Or, ilr; ont ee t·nrartèr e d e po~>sèdm· une action éphémPre, due ù, ce que lenr ponvoit• antiseptiqut> ciiminnt> an eontact des s nbst.m oel'l nl bmnino'idPR. Aucune des a.utres snhst nnces étudiéeF; Rnrton t in vitr·o (l"hlora.· mine T , fl a vine) n 'el'lt à retenit·. Cllu.qos d'f'l'hPc.<!. - L n, fJttPst.i<m de la s tt~rili Aati on chirnirpre tot pro· phylacti(fne des plaii.'R de ;ruer1·e n'est donc paR r{•solue entiùremf'nt. La principale rnison P~t a'orrlre ann tomo-pathologi(fll('. On d i Rtingnf' en effet d a ns les pla.it·s ùc gue•·r('. dcs plaiNI de s m·face et rles plaics p rofondes on an f~tueu s<>R. Si, rlans le pr·Pmier cn.s. le:-~ ;rermPR sont, an ({(•bnt. s nperficiPls. il l'l n t' ta rdent paR à pénétrer ilirectement cia ns la profondeur n traNe rs ]n, paroi df' la. p la i<>. 0ettP pP nt~tT·ation profonrlt• el"t e n co1·e plus rapirle f't pini< fa cile flu,nR leR phti('I'O anfra ctnf'li:-IPI'I :). JHl.· rois fiAsnréP:o~. On conçoit (file, dn.ns <lf'R conditions, l 'Adion d 1 un agcnt an t is('pti(ftle soil ford•ment JH'ée<1ire pniRqu'e]]e n'n-tteint pa>; les diverticnles, les fissures. A snpposer mème qne l'a.eiion m('dic<Mnentt>·use pa.r · vienne à dél'lagré{!<'r l es parois de la pla ie à la fnçon d'nn cc bi.stouri r,himique » (Le~raud), elle restera.i t im p uissantl' vhd -vis de·s ~~o r·ps étra.n ger s (' t des débris ve!'!timentairPs .
3lti l'P n t · Oli a u IIIOÌII:> espt'>rt'l' pou,·oir a;,;ir de préfé reucc :sur eertaiue~; •·spèr<'s pathog(•nt·:s'? Nou. Heuaud c::;time eu e lfet (Conféreuee Interalliée uJarN l!li~J tJlH' <1 anl'IIIW ùHs méthodclS aetnelle u•ent ewployéeJS pour la stt'-tilis;\tiou <h·~ plait:':s ùe gue1Te, ne possi•dc d'<l <'timt Mec.:tivc :o;ur uue t:l'(pèt·e microlJicmu.~ ùlltcrmi nl•e '' . Eu 1·i·~uwé , e11 ckflor.'i dr· t'a('( (' ('1/iruryi(:a/ prt"t·(w c ct c:umplet, iL n·y 11 Jfll-" dt· nd:thutle siirt· c/!' .'i/('rili.~atiun lur:ak tll'x Jllaics cle guern: e t Qn ,,. l'''ttf oltc ndrf' c/c.'i tllblisr•ptigut ·.~ qu'un <' udiun t : Jt .'SI/1'facc, iu(·ompl ètc
d
JHI ·'i·~ll yh·c.
~~· JIOll\'allt a~i1· t>llka1·t·nwnt su1· lt· ~CI'IIH; , 011 a t'hereh(· ù l'attaquer i l Hli t'Pdt•n•en t .-n a n~lllt:'ll ta n t l t• pon ,·o i l' IO(·a l d l• dl'>ft• nsc c.! e l' o1·ga n isme : <·'••st. le rl1le rles soluti ,IIH; :;aline!' llypel·tOJIÌqut·s :ì 7i Cj;, tlc \\'t·ight, dn t·ltlol'lll'<' tlc mag-nl·sinm tle DPilu·l. :\l uis CI':S suhstaUt'l's Jlt' snnt pas uti · ~iNahlc•s tlans les c·onditions tlu p•·oblèmf' qni llOllt> c>::;t posé. Pa 1· C'Oli t n~. 011 pe u t esphl't' pou roi r a :,ti r ;wtivmuPn t e n JH'O\'uq n a n t d1•s mo.rc·ns de dHPn"e gén(•1·anx l't spflciflquc!< par la vaoci nation et la ,'<h'U C'/'(/ ]J i(' p l'l'\'t' Il ti\'('!'. H) Jlfllwdl'li bio'lO!fÌCJII''·'~ - 8rrum.~ et var.ci ns. - Pnttiquement, le ltlps:;(• floit etre J)I'OtP:,tt'• c'OIItJ·c )Ps :tna(• I·Obit·'" ( \'ihl'ion, pè l'fl·iugcus, 00· dt>matiens, bellont•n,..is) d IPs pyc>g-c\ nes ( Staphylneof)HC d snrtout strep·
t,
10<'0Qlle).
Or, il est irupossihle ùe p1·éroi1· quelle esptke on q nel germe sera plus p;n·tiNJlit\remen t -t• n c<HIISP. Ou pt•u t seulemeu t a.voir rh•s prt'som p ti o n li eu se ltas<lnt ~;ur le ~;iège d e la phri(', son •.l<'~l·i> dr souillm·e. PHI' exemple, IPs plait·~ d(•s uwmb1·e:s inft'•tie lll's, rln ha:ssin, <·«mta.miu(>c·:;: pa·J' la terre. Jcs matit\ J·es ft'•C'a]es, sont plus expos(•ps ù tlonnr1· dt~;:; iufertion:;: an~térol>ies q ne ('t•IIPs du me m bl't' su phienr. U;l is, de et• t h: p1•ésom ption, on ne pent tiret· anenne t·(mclnsion pr(•eis(• . j)'ailln ur·s, le fait •l(• t·nnHaitJ't' le germe patho~t~ IH> n'f>st. fJU'nu l'(•nsPiJ!nf'mc•ut imnlflìsant, cm· il y a rles YHl'ÌHéR nom IH'('IISCS tl' IIIW Ulf~lll(' t'Sj)èC'I', Il \'l'(' dc>s dc•gT(•s !U\'PI'l>( d t• vi l"lJlCIIC'C. Lt' problt'mt· Pst eJwo•·e plns complexe par suite du mode d'actj..on clilfi-r<•Ht 1lt>s dPnx ~1·antlc•s ml•thorl1~~ hioloi!ÌCJIH's qu i sont ~ 11otre rlispO· l'iti~u: !es \'H('(' Ìns, lt•s s{•J'IJms. Af'fion du 1)ctcr.ill. - Le HI(\C·in ne (·on1i<'llt pas d'auti cm·p:;:: il e n pJ·twoqnc· la fm·mation d<1ns l'oJ•g-aui~;mc>. Qnnnd on vaccine c·ontre u n microlw, l'iu•nnmi:>ation n'est pas imnu·· diatt•: c•lle t·nnmwn('e. an pln$ tot, \' PI's le .te, le :)e jonr eu mtl.)'t'lllle. ('ht"7. Ies suJ·rueués. cn1ul11<' le s ont ll's solclllts t' Il t t'Hl ps rlc• J!IICI'I'c, (·t·s n n ti<"or·p,:: l;e formen t bea ucou p plus uu·d (1 l. \'i ll('tlll t), e t Jlf'll(la Il t rt'ttP pl•l'iodt·. l' Ol'g'llll i RJII(> l'I'Ste Un·é a ux Jl.YOI);t>ll(•s. ('t• l;l'l'ait, « la phak(' n(•g-at iYt> JJ tlP \'\: I'Ìj!ht. ·11 P~>;t cJOllC' pruùent de nf' l'l·c•ourir :) In nwc·inntion IJllt' pom· dt•s inff't·tio ns;) allm·e modért>e, J>.:;\Jls qnoi (111 pPnt s(' tit' llllllltlt•i· s'il nf' se protluit·a pas d'aggJ'<l\'Htion. Le . \'HN'in agit don (' tl~c: fa~on lc• nt(•. mn-i s rllll'abl e, il est vrai. .4 r: tion du .~1;rum. - l'a1· eontl·<'. ](• shum cvntient l'an t icorps tout for·10é c1 <' 'pst tlf' l'immnnité pn honteillc> •• (D!'lll<•t); so11 adion est i\. peu prè~ imml!dia t<>. lllo'lis dc c.:ourte cha•éf>. On peut Faccroitre p;u· Finjection in trn-n:itH"nsP, ~>t l'<"ll t J'PtPniJ• pnr dr:;: ino!'UIHtions r épétées. Protr.f'tio11 <'Ontrc 1('.~ a11ah·Q1Jie.~ . - Ln Yarcination contre l<'s nnat'•· · rohi!'!s exigem i t l'i nj<"l'tinn pr(•;1ln bl~> rlc·s dive1·s ~f'rmf's qni provoquent
les iufcctions guug•·éueu!SC>i: elll! n e :sa.ut·ait douc:. ètt·c rl•alh-;ée fadlcment. J)' autre pa •·t, le développemeut de ces iu fl•etion:s est tellemeut rapide qu 'il uentncceail la productiou Jc~ a n ticol'p:s (ll. Vincent et l:;lodcl). La sérothétapie est plu:s pratique: sou action .locale se heurtet•ttit, !Selon Fie!!singel', <Y un mauc1uù de ci1·culation IHJ niveau de la plaie, d'où la u(o1;e~~ité clc l' ;u·te cl1i rurgkal qui pn"pare et f<WoJ·i:sc la circulation p t•ofonde. Le pt·ofe,:t>cUr li. Vinccut, par conne, l':St plus allinllatif: il I'OilsÌ · dèt·e I}Uc la question Jc la lutte et de In protcction eontre le:;; atHH!t·ouie~-; fJ~>t J'éHolue par le s6r11lll; le senl ob:stade sera la difticulté <le produirt> ~ ]es graude:s qtwntiti!H de :sérum qui pourraient ètt·e !òiOUdainement UPCPS · saires. l'lusi<'UI'J:ò séntm:< soul., eu Ft•a1we, it JtOtt·e <lispositiou: Le s(n·um de Leclainche et Vallée (anti -vihr ion et antipe•·fdngeus) a llonné de très bon~; •·ésult<ttH lll'éventifs en injf'ctions précoees (moins ile t; heurés a JH'ès la blessurc) e u paJ·ticulit!r dn n s les pla,ies d es meruht'CiS et les fra<:tu•·es par (:cln t d 'ohus (P. Bonchet, Dnpont, Billantlet). Son usage ue smH'~l it , par èOHtt·e. é\·iter ou retarder le traitement chit·m·gie.al. n CII (!St de mcme cln s(••·nm de 1Veinuer·g et Séguin, méla.nge com · po"é de trois sét·ums monovalents (a nti -vibrion, antioedematiens, antiper · fringeHs) .. n a don n? c] p tre~:-: hons réstllta n t p t·e,·enti fs à r. Ouval Pt Va,uchet·. au com·~; dt"s c•xpériences suinmts: deux lots de bléssés ;zt·1wes fnrent observés: lt> lot injP<"té 1nhentivement :ì la doHe <lP Hi (;. c. donna !òienlement 4.7 % Ile gang•·ène~>, et lP lot t(>moiH !'n 1lmma lH %· Lcs échees consta:tl~s daus le prPmie•· lot (·oncerHE.'nt s111·tont d(•s bll>ssés qu i n'aYaient pas snhi d'injec-tious intra.ntusculail-cs. Dnval et V:mcher conseillPnt ce m(){le ll' injection et sont d'avis de le répétel' pendant deux ou tt·ois joul'fl. ~J ai~ ils insistc•nt JHlllt' f!llt' l'a<'tf' opl>ra toi1·e n'en soit pas retanlè. · Nutre ('ollègtH' RacquApél' n <'On~eillé un m éln nge :) doses éga.les (le trc•nte <'eut. f' nb(>s 1lc• s{•rnm ~ntivihrion 1le l'Tnsttitnt Pa:,;h•m· l' t de :,;(~ 111 111 nn tihellon(m,::i~ pt•(•pal't' pnt· lui. Ce mélaugf' e~t tt·ès nctif an point de vne pt·{•,•pntjf f't Ctlt';tt.if t·t H 1lonn(• d'excf'llen ts t•é,:ultats ù. Rom•illois. Le ~érum llP Il . Vi •wf'tlt l't Stotkl, polyvnlent. i\ IH. fois auti micl'obien et n.ntitoXÌ()IIC. ;i llllc) gl'<liHle ('ffil'ncit.l•. 11 rl•:tlisc> une immunitP :ì. peu près ah:<olue c lwz l'animai df' lauoratflil·c. Inje<·'té il dt•~' bh•:<st'"' atteint.s de lésions tJ·~s grn.ves de la cuisse. de la fesse l-'t sonillées de tet'J'e, il a en lllH> adi<m pr(•\'('nti\'(• ti·f's nettf' (L;u·denuoiis. Rtet·n, DudJiers, Phi · 1ardeatt. Rencert. 'J'al'i10ws.ky, Viuay, B('aHssenat, .TalagllÌI't', Lf'jaJ"..,;, Lanrf!lll'(" l't (1!-imoisea u. Col h:wt, Dc•smarets, et M.m·pno l. N ons avo m; c·onsta tè. Hv1•r Wertheinwr·. l!'s nu~mes résulta.t~ ltt'llt'etr x (')u~z u JW Rl>ric df• biN:5:P.s l!l'a\·ps P-xpos(•s ù. la gangt·ènf' Pt injf'<'l tt•s syst(ornatiquPm<'nt de si\r urn de Vincent. Pratiqnement, i l ;.• aura ava.ntage ù inje('tt'l' la Ilo~(' pt·Pv<>ntivl' (20 c. c . ('D moyenne) e n mt:me t!' m ps q ne l'(!llc d 11 ~~~rum i1 n ti ti·t•\niq Il«' : soit an poste divhdonnairt•, soit a11 g•·oupPm(' nt tl'ambul<tnl·f's rle Cor·ps ,rl' A rm(•!'. Ltu·d .. nnois c·onsPille Ò(' l'f'HOil\' f'IPr l'i tlje<>tinn 1lt•ux jiHil':< :tpl'l''i! IR pt•f'mièr·e .
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De <·et cnsèmble dE! faitiS, il résulte que nous sommcs bien a rmés c·un t re Jes a na(n·obieiS grace à la sér·otbl-rapie. Il serait désirable que rusage du ~o~érum n.ntìgangréneux fut aussi répandu que celui du sérum a.utitétanique. Or, on se betn·te à dciS difficultés de vroduetion d'autant plns rcgrcttables qu-'it est i1npos81iblc, tì p1·iori, de fa in; dcs distinotions t"nfn· l<:s blc~Ssé~t à. préser·ver et ceux qui ne le sont pas, le vetit blessé lui -m(•me n 'étant pas ù l ' auri de c<!tte redoutaiJle coruplicat.lon. P·rotcd io n con tre lt~S pyogèues. - On utilise, actuelleruent surtout, dcs va.cciu~. ,\fai~:; nous n<! sowmea pas arrivés à ù 'aussi bous résultats q t w t'o n tre les H naérobics. Flea:si nger schématise le bilan actuel e n disa.nt que Ja ,·ac·duatiuu est efficace contre le staphylocoque, problématique c·tJiltt·c le c·olib;-wille, null.e coutre le t;treptocoq ue. C'e:-;t un l>ilanc ml>· d i (l(' l'l:.
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La IJIIl':sliOJl est ponrtaut d ' import<.wce. E lle dépasse les limitcs de la dtiJ·Jit·gie dc gucne et ::;' éteud à. la pratique chiruPgicale ùu temps de paix. llc pJ u~ c n plus ou ~;c préoc'cupe, e n etfct, ùe m cciuer Le.~; walade!S t·ontt·e l1•ut·s miCI'Ouc::;, :soit <), titn~ cuJ·a.tiJ, ~:;uit à. titre [H·é,·cHtif, eu vue de lt-~; pr(•pa r er- ù Ull c i n tet·vcn tiou eh iru rgicnle ultérieurc . l'ierre et Lonis Ba zy OIli , 1·11 pa r ticulier, étuù ié et réalisé l '::tuto·vaecinatiou lJt·(•yentive <h tu~ le·:< i 11 f1~ctiuus ·rtri nai rcs €'11 parta n t de la notion ùu ou d es germes infe,·t;mt:<. L'injcction d'un nutoraccin UJOllO ou polyvétlent i\. dOf;es pro· grl.':s:<in•u~t' Ul <:t·oi:<xant<>x dc :.!50 millions l. 3, 5, 7, 10 milliards, a amené la d ix p;: l'i t ÌIIIJ dP:s tui c t·obt'~ , l'a mf!l i01·a t io n de l'état général, la. régression de l'illfPctiun :;i L•it·u 'Jlll' dt<•z c·t·:< Hlltlade · ;du~i '' blanchis 11 le:i op<:rations nl:cc:s~airt•s out JHt, t,nu· la suitP, !H l'e pratiquées comme dans un milieu =~~·pp f iqnc (Antd•;mill ùPs ::;;riPlH·ps . ~li juin 1!1:2~) . Ln varrinatiou pré· ophawire t!:<t <.Ione un fnit a cq uis. ~Iais. r·omtìtc Hous I'H\'Oils ~iguaJé dc'·jù, s;t r(mlisatiuu Lll'a t ique cbez le lth ·s~é cle ~uenc se Lleurte, d'une pat·t, à l 'impo:s~:;i biJité de vacciner cl'emul (•p I'OJJlJ·c• In multiplidté d c•s germ cs possiblel'l, et, d 'a ntt'C pal't., il l'ignora n t'e où 1'on :<C t1·ou ve, a 11 déhu t, d u germe qui rwovoq uera les piJf•nnmènc•s infectienx. l'n réstllt.<lt consld(.t·able scmlit arquis Mjiì si nons ~~tiO)l,; ~u·rués COli· !te l<! strcptocoque ·e'est le get'llle le plus reùotttitblc, et l'apparition tar·· clivi.' ÙN; iu ft•ction~ qu'il provoque (deuxième on t r oisiiome jour) pourrait Jl(•r·nwtt:J'C d'ntiliser la pltase dite nf-gative d e l'immunisation pour ohtt•· n i,. la pt·od JJ I"tion d 'nn ticf>l'ps. Or, e'est précisément con tre le strepto· · c·oque IJIII! la ,·,w c ination P:<t le plus pJ·oblém<ltiqn('. Elll' l't'st dl•jù qnand on ut ili~e un <tuto.vaec'iu, elle le sera da\'antnge si on utilise un n11;cin a;va ut nue nrigine queleouqne (stock -vaedu). Nons <l\' 011:< vn tlll ét·y~Sipi"~h• ~J·a,·e se df.,·eJoppt•r st>r·ondairement sm· tlll anthr<lX t.r·aité antérietll'e· meut ;tu nt<!<·iu polyniii'Ht cle TlcllH•t. ('C's f:lits sont <·onnns, nom; u'y i lll'istPl'Oils pa~>; .
La m,~me fr:tgi lit(• dt·s J·c\:s ul tnt~ tlt(w<l.JH'II ti q ue~S s: obsi~ t·vc c.J 'a.illeurs ave<· t011:< )(':-; ,·ac·c·ins polyva IQnts - l'lOit d<• \\'t·ight (antip<>t·fringens, a.n· t i!<laph~· loeOqllf'. nntist t·eptor.oquc), !;Oit 11!• DPltwt (an tistretptot·oque, .a n t i l'tH p hy loc·uljlll'. ;m t i pyocy;m ique) .
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_Vous .~()1111/HiS don c aduellnncnl df5~arlll~li dun~:< la Tutte p·r évcllliv t· co,, tre lc.os pyogèll('~. - L'intérH c:st de sa\·oir ()n'elle est p<l~sibl e comme
h: montrent. P. et L. Ba~y.
,
Non:; n'a\·ows pus cru devoir ill~:~.istei' sur le:.; l'é!:òulta.t:> obtenus du.ns la prnJ..Ihyhlxie <111 tétanos: lH ruéthodc d'in jection préveutive du sérnm antitH:mifpte est solidement assise !SUI" lcs remarr,uables résnltats obtenus au <·Onl·s de la guerre. Se ba:,:aut sur le pcn dc dnrée dc l'immunité ol1tenue filri oblige à t·enouveler lr.s injectiom; an hout cle 10 jonrs, Vallée et L. Bazy ont cbe'r cbé à obt<'ni'r une protection plns llHrablc en •inj{'Ctant un va(l(;in autitétanif)ne pr{•par(· pm· l 'attf•n nation Il<' la toxinP ù l'aide d e l'ioùl': injection dc l cent. cube dc toxine méla.ngée à un tiers d ' iòde. l~ premier jou r, Ile denx m•nt. r ubPs Ju mt}ruP m(•htu~e le (•inquième jom·. et ù<· rinq rent. <:uhes ci nq jom·::- aprt>s. L'rxpédnreuta tio n N:t tl·or li· mitf>e ,;our JWrmt:ttl'(: une opinion prérif'c. Nn r(1.<tlt'l11( • . la pt·ntl'dion 1ll'li hleF:st'>s contre ]e!-i iufPctiom; pyogènes u'Pt>t. p<~s a11 point. Son étnùt' cloit !':(• pout·,~";uÌ\'t:l', c•t ~:a sol.ution, :si elle pt>ut lltr·p nhtpnut>, ~-se ra un imn1t'II!Sl' iJieufait . .\fHÌ.'<, ;Ì l'ht•III'P J'l'l':S('lltP, liOUS pOUVIlll~"; COII,:if\{•rt·l' ('ot:nlll{':) flCil pr(os
:11·qnis1• la pr(•sf't'\'at.ion c·ontrP la 1!"•'~'-,~nf· ~ar.eu:sP par } ('>; F:érnms antinna(•r·obi<•!-i. r'ei':t um• ~··ami•• :.;(•c·m·it(• 1111 JHliut c]p nw dPs énl!'nations. Ccmhf' )f'ì': r~·o~èll!"!;, ]ps effort!-i !loin•nt :s'Ol'ÌI'lltf'l' F:lll'tOut· Ve!'!': la \'llt'CÌ· n a l io n a n tish·t>ptoco,·iq ut>, ee~'t a n x l•adéJ•iologucs à nous a idt>J'. Un éc.ueil dt: c.ette F:éT·nthérapje prf.vPntive sera, la grande quantité dt• :.;(mnn · nf-f't•:-::sait·e. C'ctte cliffknlté a Hé r{• t:olue pour le tétnno~<:. Ne POlllTHit elk )lill' l 'ett'l' e n mflme tc•mpl'\ pOlli' lf'ii nntn•:;; iufe('tion? n fan· 1lrnit alc)t·s vaeriner, contre lllll' infiniffi cle ::rermr:,:, IN: ;m imaux. prodn<' · h •nrJo: rle sénun. H. Vincent n rnr inj<•c·ter au r heva l l"f'ize cspèr.f'!': on •·ac1•::; J' anaé1·obies différ ent._ (Ba c. Perfri nge n>-, Vibt'lion septiq1te, Bac. ONlemn tiPm;, Bile. Fìporogt-neF:. Ba~. Plll·itìc·nF;, Ba'r. BellouPnf;is d(' Sacqué pée. t•tc.). C'est ce qui 11istingue' son ~t'·rnm dc>~ ~o:(•t'tlln~ a.nalo~up~ qui . ne F:Oltt q ne ùes mélnn~N~ flp !';éJ•ums n1onontlent~. Mais qua111L on a nmlu iumHH1i set· ù la. fois l~'!': (·1ten.1UX cont1·e la ga.ngt•<\ne gar.<'II-"C et le tl:ta n m:, Cl n n. pt·oyoqné dPs réndiom; qui o n t t né lp,o;: a nimonx . H e:o:t bien entcndn qne, ;) aucuu moiJlcnt. dan!'; ks rnnclitious spé-
c:ialc:s oil JtOil$; nous pla<;ons, les iujectiO!l" prévcntives, cle qnC'lque: natnt'(' qn't•ll!•s ,.oient, l1(' d()h·ent autoriser à ret:.rcler l'ade <·hirnrgical, elleR 1~11 .'<nut l, rompll'ment. préc·i<·nx il e!-it vra.i, mnis qui ne saurait prH<•udt·P ù :-:e :-:uh~tituet· an dn):{mP. dE' l'opt'>l'ation Jll'l><·occ• (•t c.omplète . snintnt l r~ pt•itll'ipP:-o qnr non!'i :t\'(liiF: expoF:é•:s an cl6hu t tle c·Pttf' étndf'. Ponr conèlnre, lors ÙNl hacnntinn-" r<>tnrdéeN ou gra,·eruent trmrh){:PI:i, on lll'lltiqut>t'<l Rn t· uue ];H'~<· (•drf'IIP, dMt:s lPs fornJHtion!': snnitnirPs (1<' l'avant. Pn m~me tf•rnp~ '1"~' l' injPction ant.itétHnif)tH'. les injections préventivl's d e sP.I'um antigang-J·(•tWliX, 1:'11 attNHlant rtu ' un vnf'rin anti· pyogène. Pt partiC"ulièremPnt llntiF:tl'Ppt•lcoqne. ~oit trouvé. 'l'ott!oi ]t'!S hJ essé~-:, :<alls lli!òitindÌOII d(' ~!l'flYÌté, 8011t, ~l Vt'ÌOri, justhoi1t· hl1•s c]p r·<>ttr· mnl'ure prophyh1rtiqne; rP n 1<>"t 11n 1en c·ns d'insnffisan(·e d 'apprm·iF:i o n llf·m•·n t q 111· l'o n i njP<'I l'l'Il d P pt·(·f(•J'f•nc·e le!:; b les,.h a ttein t~;
320 d·.~ U·:;illllS Hendue,.; et anfnw tuemw~ , · de f•·•wtu•·•·:s, ~i(•geant surtout aux
IJlCLUUI'CS infél'ÌCIII':S ~;t an ba:;sin . • \. <liii'Ull UH)Illent, cdte pra.tiquc ne doit autt)l'i~(·•· ù l'Ctarùc•· le tt·u.itcltlell t <:.bi •·m·gk.·•l <•um pie t : l'f• deruier :seJ·;t con tié à dc!'> formatiout; a w;~:~ i rapprocllées <1-ue pO!~sihle :sur lesqnelles lcs blei<isés seront dirigés par les Juo.n·n~ h.•,.; plu~ t·apide~ et apn~~ t riagc>. pour y 11 tre opl~ t·(·x.
Le:s t'·nH·uatious tle hles~l·:s, e11 .-aison •le l'é,·olution septique des plait>s de gucrt'<!, •loircut ètt'(: préto<·.e:s, S~lll:s dMai ui relais inutiles, vers des forma.tious sau itaire:s eonntH'~ ('t t·t•p{'J'{•t·:s ù l'avance. dans la, r.òne d es é~'l!Jles, d es :.1rmées voisi ne:s 011 de l' iu thi<•u•·. O n uti lise•·a le tm.jet le plus court t•t l<•s moyenlS de t•·aw<port le~ plus rapi<lc:s, de fa~on à cc que lt•s ble:ssélS soicnt opérés le plns tOt possihlc. L'embarquemcnt lSeru tonjout·., p1·én:>t1.:· d'un cxaweu chit·urgical de la hlel"sure t.JUi dHermine•·a la natut·<· de la J(•siou, la dP:-ìtination (éloignéP on t·approl'h(-e) à tlonncr ;tu bles,;é et la dtn·(·e nutxinlll dn tt·:tnsport compatible an•c son ùtat. C<'t exHnu•H t.·Oilstituc le triage eltit·ut·gical: il [JCl'JJH~t la c lasl'ilkation llt>s h1esst>s non par OJ'th·e <l e g-•·adté appar ente,
muis pn1· on!J·(• d'm·geu<·e d. pa t· 11<·~1·(· ti<' tt·ansport.•hilit(~. (''t>st IH ~a· J•antie fl)nrhlllwlttale th•s l•racua tio us. Eu pél·iotle <le ca. l me l'A t·mé<• peu t t raitet· sm· pla~:c tous les bless(~s. En p<!t·iode de bataille, Pil e cou:-;et·,·e :--t·nlemt'ut l<•s int1·ausportables pour lt•s soig-twr, j 11 s(pt' à re qu 'ils tled<'n ut•n t ha-t·nablt.·~, 1·etieut l es récu pémblPs pr·{'(·O('l'lll<'llt et ha<'ll<' tous lt·s autti•s, an1nt inten·cution d•i· I'IIJ'gi•·ale ~m· des fonnntions sa nitait·•··s t•app•·orhl•t•s ou éloign(•es suiva,nt la ua tnrf' de la l(>:sion. 11 <•st iucli~ppnsable qut> la. dt•stiuatÌOJI pt·hu•· pa1· l<• tt·ia~t.· puis~u ét•·e l'ff<>(·t.in· <·t Cot'l'espoudt• <Ì ÙC>~ t·essollt'(·(·s (•xistautt•s: dt' ]ù l'importance capita le! de l'ùtndc pl'éalaltle du pian ti hnspitalisa t ion et dn p ian d'é\'tlCIIU ti o n. Le pia 11 ù ·ho:> p i ta Jj:-;a ti o n pt·hoi t. non ~•·uleiiiCIIt ]p t·oll' dt:'s form:~· tions ~anitain~~" <lP l';ll'lllée. lt•nr ~p(o•·inlisation. lcut·~ •·cssom·•·e:s, m:tiR ~JU>;si ll·ut· J'(•udem<•nt opél·;Ltoit·('. lA' J"CHd<>llll'llt op(•l·atoire p1-évaut sut· l'hospitalisatio•!· 11 JH'nt Hl"<! (•tnhli fn(:ih·uwnt cl'après le nombn• ù'opér;l t ions t p te p eu \'PII t l'x (•eu ti• t· h•x Ùi]ll i JWs f·ld.rnl'giea h•~< diR ponihleR SUl' Jl hl<:t. Quaud le llolllhl'<' Ùl's ble!>s(os re~;tant ù op(·•·m· t·OtTcspou~l au <ll~llit ophatoil'e di'~; dom:e ht•lll'<'l; snivantes, il fnnt fei 'Jn<-'l' provisoiremeut la. formati011 sa.nitA'lil·e. dcmandl'r ùes l>quipes (•hit·nrgic.alcR d e r c ufort et Mrirer lP (•onr·aut ÙPI" ùles,;èl' c.!Jirm·gic.nl<'~ de rcnfort et deri\'P.t' le eou1·ant tlc·~ hll'l<isés soi t su t· lt•x ;IJ·tu(oes ,·oisincs, so i t sur .. l aniùre, en 11tilisant l(• tlis pn~itif d1• sPI'OIII'~': (·(•nt•·e bospitalÌ(!l' d p rl('bordl'ment, trains df• lth•ss<-s ;ì op(•r(•t·. Lt· pla11 d'é\·:H·JJ<ltion a prént ll's rliw•J'sl's Hapes qm· clt>vi'Ont pa r · l 'lll ii'ÌI· ll•s ltl•·s~(·~. la tlu•·l·(• du tr:tj••t: il a pt·oroqn(· l'éturlc lòllt' piace
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otles ressources des diYer:s l entees hospitaliers voi.sms, des armées ou de l'intérieur. Une liaison étroite doit Hre établie entre ces centres de façon à ce q n'ils puisse·nt se preter secours, et à permettre de diriger .!!Ul' eux l'excMent des blessés évacuables dont l'm•mée ne ponrrait assurer le t raitement dans les òélailS de riguem·. Ces blessés se1·ont t ransportés par tra.ins spéciaux à marche accé· lhée dits : « trains de blessés it opérer >> •et seront l'objet d'un triage ;rigo~ re'Ux avant l'ernbarqnement; leur destination sera un centre hospitalier important, pré~ru et aJerté (B6pital d'évacuation secondaire .de préférence) . La technique chirurgicale' devra, da.nR ses modalités d'e· .xécution, s'a,d apter alL~ diverses conditions imposées par les circonstan'(_:es militaires ponJ' les é,·acuHtione-.
La techniqne chil1Jrgicnle dcs plàif's de· guene est étroitement sul1ordonnée à Jenr évolution biologique. - Primitivement coutaminée (surtout en cas de lésion par échtts d 'obus) la plaie de guerre est le -13iège entre la ùouzjème et la, vingt-quatrième heure ù'un~ pullulation microbienne intense - pnrticulièrement accentuée en cas de délabre.ments muscula.iJ·es. La date d'éclosion de l'infedion est variablc suiv:mt les espèces loactériennes : les anaérobie.<; provoquent des septicémies précoces, à -carn-ctère putride (ga.ngrène g11zeuse), lt's pyogènes donnent des septi-cémies tardives à caractère puruleut. Parmi ce~ òernie'rs, le sti~eptocoque e~t le plus redoutable et le plus resista.nt. . Le problème chirurgica 1 consiste :ì pou voil· opbrer twa,ut le dévelop])ement de l 'infection, c'cst-à-dire da.ns les vingt-quatre premières beures qui suivent la blessure. Mnis les conditious particnlières des èvacuations, l'iosuff1sancH des ressources locales peuvent reta.rder le moment ~<· l'opératiou. Divers-:s métboclcs sont lltilisables: 1 o La méthoclc de la. sut11.rc 7n·iuLitive d ·enLbUc: elle con~iste dans le ùébridement large, l'extraction des projectilcs, l'ablatìon soigneuse <l<•s caillots, et de toni': les tissns contus, a.vec l1émosta~e absolue: la plaie ninsi traitf!e et sutmée immédiatement sr C'ientrise comme u ne vlaie ::u:;eptique. C'est la tecbnique idéale utilisa.ble da.ns toutes les bles:-<nres, quel qu'en "soiL le siège, ù, eondit.ion qne les plaiel" datent de moins <Il! dix-huit heures, vingt-quatre ltent•es nn maximum, et que Jes blessét> puissent Ctre conservés sur plaece pendant tonte la période de cicatrisa.tion . EUe ne convient donc, daJ1s les atwées, qu'a.ux périodes d'activité TPilnite, n 'obligeant pas à, évaenf'>r lef! blcssé.s. En période d'aetivit<i intensive, d'afflnx, obligeant :1 éva~.uer, ou de l·f'tn.rd dans le tra,Hement, on utili~era: ~ La m.éthode dc la sut111·e p1·imitirt> reta1·dée: dans un premier temps, débridement, cxtradion des projectiles, e~cision des tisRus contuR, hémostase, fils de suture d 'attente puis pansement à plat; l es l•lcslSés sont alors évacués par tr:tins spécialL~ dits de « blessés à sutu;rer >> sur une formation rapprocltée des ét:tpes ou de l'intérieu.r où ils ~l • 0iorn111C di mrdir i>w militare. -
FMc. VI-VIU.
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seront sutul'és au bout de qudqu'?s joul'!:i si la plaic est reconnue stér'ilè. Si la. plnie est infectée on a.ura recoms <l : . aoLa ~mture so.oonct.ai're) a-pl'èS stérilhmtion pL'Ogl·e:ssive, soit t.;himique, soit spontauée (role du pomroir nuto-immuni!$<1Dt de l'org.anisme) . Si l'afJiux des blessés est tel qu'on ne puisse pas pnatique'r le débridement et l'cxcision saus suture daul-5 les a1·mées, lcs blcssésJ apn's triage · rigoure ux, seron t évacués par tra ins spécin.ux, dits de <c hles~":és à. opércr », ~u r dcs centrcs hospitaliers hnpo1·tants (hopital d'évacuation seconda'ire en particulier} où ils seJ·ont opérés, suivant l'une des métLodes exposécs plus haut, en teuant compte dcs ùéla.is écoulés depuis. la. blessure. Dans l es cas ù 'évacuations ruas:sives, tronblées ou reta.rdL-es. on. ùoit s'efforcer de mettre le~:~ blcssés à l'a,bri de l'infectiou, ou tout au moius de la reta.rùer, eu attemlant le moment de l'n.cte" chil'lll'gkal. Dans cette lut.te pr&>.·cutivc con t re l'irtfection on peut employer: 1° Les agents chilniques : ils n'ont qu'un pouvoir l ocal de surfa.ce r,assu.ger et sont salls nction sur les plaics prorondf>s et anfra.ctueuses: 2" Les sérums 1:t ln 'raccin s : on d cna i t pou,·oir proté~er ù. la, fois contre Ics au::téi·olJlc~; et ~-ontrl! le>: pyogéncs: m~1is on JH! pcut savoir à. l'avance quel seta le g<•I·me prMoruiuant. Les \'ilccius ont un(' action lente, mais dumble, surtout effjca-ce à pa-rtir du quatrièlllc, tlu tiuquième jour: ils ne pcuwnt clone étre uti 1isés que conti-c de~ infedions ù a11urc modéréc. Les séi'UlllS ont au collttairc une a(•tiou imnt(·diat.c, mais com·tc~ qui.oblige aux iJlijections repétées. La lutto coll tre lrs <HHlérobies, e n r;l is011 llu ùhcloppement :ra.pid~ ùe ces germes, 11e saura.it dre pou1·suivie à.l'aiùe ùcs vaccins. Par contl·e. les sérums ~1-nti:~n·1(~rol>it-s ~<nn t l'ècllemen t aHi fs et lr~ur P m ploi pr6ventif doit etr~ géuél'a-l h;é snrtònt eu e<ts dc plaics a.nfraducusel", souilK>cs ùe terre, siègeant en jxu·ticulier aux membrcs inférieurs et au bassin. A.. l'heure présente IHHIS ponvons considércr comrnc :wqni~:;c la- préservation contre la gangrène ga:.r.euse gn1ce- à la s€>1·othérapic auUga,ngréneusc . Nous sommes moins a1·més dans la lutte contro lcs pyogèncs: on :1. obtenu quelques résult.1ts contrc le sLaphylocoqnc, mais nous sommc:o: sans action contro le str~ptocoque . Lcs résnltats acquis dans ce:rta.ines· infections chirurgicales pc~rn11.~ ttent de consiùérer que la lutte ant ipyogène est possible. Elle d ojt ,._c poursuhre par le concoms dn bad(!rio· logue et des chirurgicns. :Les diverses méthodcs pré,·cntiv(·s ne sa.uraient autoriscr à. r etal-<lerl'acte chirurgica-l qui, dans tous les c::t~, 1loit Hre ans~i précoce et cont · plet que possible E:'t CJHi rr.ste l:\ pl'incipalc sanvcgar,le du bles~é. RIASSUNTO. Gli sgomber i vincol81ti da una conf-Jiderazione tecnica. imperiosa. edl invariabile, l'operazione precoc·e , basati su uno studio molto preciso delle risor se locali, del :rendimento oper atorio e dei mezzi di trasporto utilizza.bili, de"\'onoJ nella loro esecuzione, most.ra.rai eli una estrema elaeticitàl
che permetta lol'u di aùa.ttarsi alle coudibioni mutt~um della, gucrr;:t,, put· saJvaguarda.ndo l'avvenire del ferito. Più l'all.lus:so sa r<i, considerevole e continuo, più L'intasamento ùovriL ridursi; e perc~ò la sola garanzia sarà un buon smisr.amento all'inizio con criterio chirurgico, che permetta d i da.re con precisione a l ferito la destinazione adeguata al suo stMo. 'l'ah·olta, lo smistamento Ran1 c'ompletamente ostacolato in prima linea in seguito all'ingombro dci post.i di divisione e di corp•J d'armata: c~:;o S<Li:ù allora f<ttto presso l' ol:ipedale ùi 1° sgombero. 8e le prime linee fossero tt·avolte, è ancora l'ospedale di 1° sgombero che eseguù·à. la. scelta con gli elementi chirurgici dei corpi d'arm::tta. Se quest'ospedale è esso stesso minacciato, i feriti saranuo avviati alla riniusa alla prima. sta,zione fel'l'oviarht utilizzabile, ma una verifica sarà indispensabile nella successiva sta.z ione di controllo sanitario. Sgombero c ospedalizzazione sembrerebbero in antitesi, ma in realtà si · complPtano a vicenda, tendendo ad equilibrarsi. Per concludere. non si può far di meglio che ria-ssumere con qualche variante la seguel}te formula di Lardennois, che in qualitù di chirurgo consulente d'armata ha intensamente vissuto la fa:::e acuta degli ultimi JUeF>i della guerra : A) I n p eriodo di calma: a) smistameuto fondamenta le <ti corpi d'armata; b) ospedalizzazione della maggior parte dei feriti negli ospedali di 1~ sgombero e nei centri chirurgici di armata; c) sgombero degli operati con treni s<witari sulle forma:-.ioni previste (ospedali secondari di sgombero - ospedali territoriali). B) In pe1"iodo d.i azione: a) smistamento fondameutale pre:sso gli ospedali di 1° sgombero e presso i centri cltir·urgici di :&rmata,; b) os pe· dalizzartione ridotta agli intrasportabili; c) sgombero èelerc dei feriti (la operare e dei feriti operati (da suturare in secondo tempo), con treni rapidi, accompagnati e diretti ai cE>ntri ospedalieri prest.abiliti (ospcùa.li ùi 2° sgombero); d) veri feriti operati, qua.udo il loro stato rk.hiede ancom cure speciali, sgombero a breve distanza, presso formazioni ad hoc, e se· possibile. nelle vicinanze della stazione di smistamento; e) corltrollo rigoroso all'uscita dal territorio dell'armata (alla stazione di smistamento di preferenza o nd umt stazione di controllo 8anita.rio prestabilita). Infine, e ciò è una, nozione fond;1me nt:1.le, ln. tecnica clrirnrgica. donà. C!:lsa stessa adattarsi alle dh' eese ciec:)!':ta nze Cl'(•ate dalle operazioni militari. A) In 'p eriodo di cn/.11w, h~ tecnica sarà. quel !:L della sutur;t primitiva, potendo i feriti essèee curati e sorvegliati tino alla cicatdzza.:~.ione pecsso le formazioni sauitaric d'armata. B) In 1JCriodo wi azione, la sutura primitiva non è più pos:.ibile non potendo i feriti essere trattenuti nelle formazioni di P linea. Si possono presentare due eventualità: il numero dei feriti, pur essenrlonumeroso, è sempre inferiore al massimo previsto; il numero dci feriti sorpassa la previsione e la disponibilità dei mezzi. Nel 1° ca.so sf ricorrerà alla sutura primitiva ritar data, cioè sbrigliamento e pulizia della ferita in un primo tempo JH'esRo le formazioni avanzate, e sutura - in: ~<('Condo tempo - òopo aver tra!':porta.to i feriti a.J1~ formazioni sanitarie
Yicine. .Nel ~o ca:;o ùovranno opcta1·si JH'C:sso le nnitit. delle àl'mate i fe · riti intrasportabili e non sgomberabili, e tutti gli altri dovranno avvia.rs i eon t reni celeri a~li ospeùali di 2° sgombero. prestabiliti. A seconda del tempo trascorso dnlla. ferita all'al'rivo a destinazione, sarà loro prati · cata., sia la. :sutura primith·a. (dopo meno di 24 ore), sia la sututa rit.'lrdata.; la sutlll·a secondaria dopo sterilizza:r,ioue è riser>ata alle ferhe infette . . C .. In 1)C'1'ÌO(Ii eU violenti azio11i, lùlorcl.lè gii "'gomberi sono rit:wda.ti o gravemente ostacolati, :-;i praticllet·anoo su vasta scala, nelle for mazioni sanitarie avm1Zate, oltrecbè 1e iniezioni antitetaniche, le inie· zioni preventive di siero antiga11~1·enoso, mancando ancora un va-ccino :-~ntipiogene e particolarmel1te antistreptococcico. T utti i feriti, senza di"'tinzione di gravità, s ono a priori abbisognevoll di questa mistt.ra prot.ilattica; solamente nel caso di insufficiente dotazione di sieri e vaccini avra.nno questo trattamento di preferenza i fe riti con lesioni anfrattuose, con fra,tture', sopratntto agli arti inferioJ·i e al bacino.- Questo metodo non autorizza in ne"'smm maniera a r itardat·\: il trà.ttamento chirurgico completo, che sarà. cs!'gu ito, appena possibilP, 11elle formazioni sanitarie dow i feriti sarnmw a,·vù.lti con i mezzi più a·a p id i per C'~"'ere opera ti. RUMMARY. bouud by a.n imperative t eclmical considera.tion (the opportune trcatment of the wounded) , and by various conditions imposefl by loc·a.l re!';cmrcC's and di:-;fHll<[tble m es~ n s of i.rm1spor t. must be of an ext reme elasticity; a..Jthongh hearin:r )n -mind tbe hcal t h of the woundcd. 'J'o a,·oiù t he obstt·uc:tiou of .Fielcl Units 1 t he JJw~ t cffieadous T'c sults ,,·ill be• ol.Jt.tiued h.v a gooù s~>lect ion , made at once 'vith s urgid1l judge · ment , fixing tb e exa.ct des tination of t he patients as soon as possible. ~nm et im cs it wou lcl l1C impos:-;ihle> to tn;lkl' a good ~-:cl ectiOJJ in tbe firs t line, for the Divisionnl posts and t hose of thc Army Corps are obstrnc· ted, then it would be necessar.v t o make it in tbe Hospitals of first evacuation . If the first 1ines nrc• lo~ t . it is still in the Hospitals of first t' YSctwtion t ba t tJte :-;('i<•dion ntu~t he matlc hy !-;ur·gicnl Plem<mts of tbt> Army Corps. If t his Rospi.tal also is menaceù, all the wounded must be evucuated witbout distinction to the neat·cst Rnilw:ty Stat ion, but a sclection must be made in the next Sanita r y Controling Stat ion. In conclusion, t be bP~t rule in rmeuatil1g i~ thc followin~ one rather differ ent to tlJa.t of Lardcnnoi~< : A) Dm·ing a c:alm. 11crio,z: 1. Prineipa l Selcction n t tl1c Arm.v Corp)l; • 2. Hos pitalizatiou of the gr<~atc~t number of wouncled in the H ospi ta ls of first E\'aCitaNnn and in t he Sul'gical Army Centres; . :~ . E\·;wu;diou of tlH· ll't•a tt·tl wouudr-d h,r ~IH·aus o(. Sanititt',\' tra.ins to the fon>!';t'C'n lTnitl' (R<•c·(md;\.i'y nnsp i ta l s of Bvncnntion , Terri · t oria-1 Hospitals) . J~vnc uation ,
32.>
B ) Dttring the act ion :
l. Principal seJection at the H ospi tals of lhst entcuation and a t tlle Surgicnl Army Ceutrcs; :.!. H ospitalization res tricted o nly to the lJntt·asporta.ble wouuaect ; Rapiù evacuation of tbc wounded by Ambulan ce trains to t he ah·cady fixed Hospitals (of ~econd evacuation) ; -!. For surgic~Ll treatecl wounded, evacuation to a s hort di· stance; ii. Rigorous contro! ou leadug the Army territo1·y. Fiually, n.nd it i s .most importau t, the surgical method of b·eatnwu t must be adapted in aecordance with tlte variable ~onditions im pused by milital'y action. A) I n et ca.lm pcrior.L. - 1'he surgical metltocl mnJSt be that of tl11· wimit.iv(' ~Sutu re, l<eP.ping th-e wounded nnt ill c m·ed in Sa.nita.ry Units of A1·my . B) Dm·in.'l thc adion ~ - 'l'h c primitive s utu1·e i:s uot possible, as t he woJwùed ca.nnot be kept in tlcc Frrrmations of fi rst line. If the num b<:J' of t he woundcd Ìl': not ,·ery consiller·ahle, a delay in primith·c s utul'e
a.
must be a.dopterl. H thc wou ndeò :wc n '! ry nnmcrous, t hose who cannot he evacnatcl.l, must be t J·cat-ed in t he Units of the Armi('s, wb ilst uJI the othcrs must be rSent, by Ambulancl' 1'l'ain l':, to the prefixed Hospi· ta Ls oli: sec:ond ev<lcua ti o n. C) Dur'ÌII[! a '1/iulcnt aotiou. - A s the eva<"uation!-l nre vel'y hind eJ•ed, thé pro1ltylactic inocnla tions wi tlt a.ntigangrenous Seruru must be largei,Y used. esp('cia ll,v fQl' t h(> wou11clc~d wi t h windiùg inj m•ies o1· with fra<:tnrt•;.;. Tlwt·PfOJ'<' tbi :o~ meth0cl dnes not a llow a uy ùclay of l·omplt•tc• ~~~q~ic·al tJ·t·atllll'llt. \rhidt tllu;;t hc J.II';H·ti~rd nl' :::oon as po;;sihle .
TROISIEME PARTIE. Evacuation des malades et des gazés ; adaptation de la thérapeutique médicale aux diverses conditions resultant de la nécessité de ptocéder à des évacuations pa t· le doct. Dopter, m&locin principnl de Hre clnsso, professeur à l'Ecole d'a.pplicat.ion du service de sant.é militairo (Val-de-Gnice, :E'aris, nwmbro de l'Acaclémie de l\U'tlecine).
f,f;! mai:Hh• a droi t, :lll meme titre QUC le blessé, U.U:X SOÌ.llS les pl11~ éclairé:s ùu c'orps médico.tl. C'est un devoir sacré pour le Service de Sa n té de lui :tppliqu eJ•, f-Il tem p~ •le ~uen1•, lll al~ré l'cntl·M·c apportéf> par I:L néces~ité des ha.cuations, toutc la, thémpeut ique dont il pent bénéfide1· en temps rle pab::: ùcvoir de médecin en généra.l. clont le bui esscntiel cloit con~ister en l'obtent.i.Olt rlc la, gnérison In, plus p l'ompte possiblt• : d<•voir cl<' méllec-in mili tail·e qui doit contJ·ihu('J·, dèlllS la mrsllJ'(' d<' ~t·s
Hlll,YéJU>,
tl l'èJHit·c a11 '.'oulluandt:tuenl tlu m. k d(·lai tutuunum Ics indi-
·"J•OIIibles qu'a créé:s l'Mat de mall.ldi<> : L'< ' mplit· Je JH't~m ier, c.:'est d ' a il· h·tn·s t·emplir Jc sc<·otHJ; tont l '<·fl·01· t allonl i1·a l'li rl{·tiniti,·c ù la rl·cupl·· J·ation qni pci'UtCttJ·a, HlL'I: uwladcs de rept·t·JHJre lenr poste dc comba-t. IL'our ;l.tteindre c·c but, 1111c théntpcutÌijlll! l'a tionuclle Joit ètre établit· ol;uns t: ltaque tils JHtt·tirulier, wai:-; elle. n;· JH'II t l'l' <·oncilicr avcc les be~<<•ills iu (;lnct.lbl<·~ d'(·loign<'t lt·s naaladc~ d<· lf'11t· nnitk siws subir un<: adapbtti•m :-;p(•tiall', dollt il est indi:-p<'ll,..al d(· d'{·iahlir t out d'abo r ù les J·(·gle,.; g<'·uéral<>,.;.
l " La pi'<'IIlH't'<' 11\•t·cs,.;ilé qui s'im]•tl"'> pour p<·rmcttrc ~:elle aù;tpla 1iou, est ùe dispo,.;et dc fol'lnations ~a11itain~~' (•<·hc·lonn(·c!S eu profund<' Ul' Ù<'pUÌS l' extréUII~ ·<t\'Hilt jnxqu';) l 'cxtl·<'.llll'·aJTiÌ•n• dc hL ;t,OIIe ÙI'S <ll'IDP• '!S t>U pa.::;:-;a.nt pnt· h·s din'l'l:ò (•f·hclon~, di,·i,:;iou , t·o t·p~ d'm·m(•t>, ;wm•:c, étapc:s . Mais pour J·i·pnnùr{' ;'t ·to11s )p;; lwsoitt" dt• la Ud·J·ap!·utiqnt·, t:c·~ fm•Jil;ttiow; doin.'tll l'l' llll'lit· uef.: buts ùiffé1·ents. Lt·s uncs doin!llt JIOII\'Oit· (!ll'e de:-;tinf1·:-; ;\ rc• ·evoil' l e:-; ntalade:s dc ioutt's l<'s catégori<•s auxquelle:s tloivPn t ('tre a,ppliqué:s tous l~s traitcment..., d'nrg-cucc. C l'S fOI'I)Iations qui lllc'·J·itt:t'<li(·nt l'(·liqnt•it e dc « fot·wations ;Ì tont f:IÌI'<! ,, sont :ts~nn:·w c nt <·elle~ qni xont iu,.;t.ullé<'s aux (•t·lwlOlt,.; 1<•:-; plus rappi'Ol'hés de la ;~,ùnc tlt; ' 'Otllhat. L e typt:! tlt> tellt>s for matiolls est le posti:! dc ~e('o nt·s d i dsion n a i t·c P. t l e ;:(l'Oli penwn t <l'a mhu lancPs de <'Ot·p:s d'arJll('e. Bllt•s ùoivcnt pouvoit· pcrnt<'ltre ll1· ttailN· tous h•x sujPI>i dout l'élat réclame del\: .·oin~ i111mé<liat·~, qu ' il ~~a~issP 1le ma1<ldcs jng-{•:-; iJllt·;Htspm·t;tlth-", utont(!ll(;lll(•n!('llt 011 <}(·tini t in·llll'nt, ou rl<· nta)acl('s tomme !Ps _yp{·t·if(.~. atL'<IJHI'l~ il (•:-;t iucl ix pt·nsahlt· !l'appliqn<'t' un trailement prél'cntif uu,.;si bic n quc etttatif, ponr ,·~viter ht prolon 1-!:ttion ù'nction du JH'Oduit Yéi:'ÌC:t llt, SÌ }'(n·aeuation doit. eb·c lointaiU('. Les n.n h·<·~ t'f)l'll1 a t ions dl)h·c·nt répo11d re .l\ tlNl l)uts bi e n défi nis, et · N 1·c desti ut'·e:> ;\ tnt i 1<•1· Ù(·~ ca tégor·ics r-;preia)cs tle malades. Elles IWU· n·nt ~ÌI'<' in~talJ(•b; ;tii:O:si hirn ~. l'ét·hr lon Il :tnUPC l). f)IIC dmt s la ~cìnc 1l~r-; élnpr·s. f'cl't:till~>s SCI't1nt r és<.'t·véc·s aux mahllle~,; d~> tnc~cleeine g-f·n(·ralP, qui .v iToun·ront pJ:tc<' jn:sqn 1;\ 1·e f)u'il:,; ~oit•nt ou hi<>n (•\'flcuabiPs F:lll' l'intt:J·ient·, on r(•enpéra hks pour h~m· unilé de comhat. l'an n i (·ps fm·m<l t i ons ~ITi<· h· nwnt 8]11~<. iiJ 7i.~fr•s. ks Il li P:; a lJrì teron i 1·t tnlitei·ont ùrs con t.agieux, <•n 1·nif;on de l;~ néce::;~ité dc r éaliser nn i,.;olemrnt prophylnctiquc: cll<'~ set·ont compo~(·es de sci•vires spéciaux pour ehaquc catégorie dc malacl<'s; d'aut1·es doin•nt i'II·fl inst.allécs f'n \ ' tlé <le l'ho:;;pitnlii:ntion <.>t d n tmHcmcnt <}(•!-; gazés; d 'antres cncore dt>· \TOJlt l'l'l'l'l'Ili t· HniqnPnwnt •l"s snjrts al t<> i nl~ <l'affeetions cntq.noos et. ,-(!n(~ L'Ì('llJJ <'s , d'autt·<•s pnc·orc ~C't·ont r ('sen·(·<'l': ·,lll t.rnitNnent des pl'Oy ·
(· hoses , etc. Il <~st. clai1· quc toutt·s ces forma.tions, que'lle <Jn'en sojt la. destina.l iou, doivrnt-t-!1·e JlOlll'VlH~I'l dc tous 1rs mo~rns pcrfectiOJlllés permet umt de rnPI tre t'n Ol'\'1'1! la thf•rapr·ntiquc l')tri (·om·il'nt ;ì dwque cas (la.rti,.nl i l' l'.
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Le mathiel tMrapeutique doit etre s·uffisaut eu qualité et quantité, s'adapter à tous les besoins que réchtme le traitement de chacune des -\.:<1 tégories précéùentes de maladies (médka.ments, sérum:s, vaccins, ma.t.ériel thé1·apeutique contre les gaz, etc.);. et dans toutes les formations <Jnclles qu'elles soient, un matériel de traitement d'urgence est indispcnsa.ble. En6n, le choix du personnel à affecter à chaeune d'elles suivant sa. 1'llmpétencc :spècia.le, doit etrc l'objet de tous Ics soins. Les spécia.listes ·doivent ctre réparti:s duns toutes !es formations où cotte compétence doit .'> •excrccr. 2• .Le :.!èlne prindpc sans lequel l<>s él'iH:ua,tions guiùécs par· !es be~t
:::oius d'une th6h1peutiqne rationncllc et opportune ne peuvent ~tre convenablement eft'ectuées, consiste à rén liser Wl t1·iagc soigné et rigoureux (}es malades qoi se présentent. 1:1 doit ~~tn> mis en amvre dans les postes
les plus avancés, quitte à etre complété, R'il en est besoin, danR Ics formations sm· Iesqnelh•s les malades sont dirigés. C'est asl)urément :\ l'échclon divisionoa.ire que le diagnostic de l'M· fection et pa.r conséquent Ja ca.tégoril'lation des malades doivent ètre établis. Qu'il s'agil'l!5C ile mnladcs ou de gazés, c'est' au poste de seconrs de Ja division, qui recneille les malades émamant des dh·erscR unit (~ s régimPntaires, et où sont réunis eu grand 110mbre les moyens de tJ·:m!:ipOrt, CflH.· cette opératiou doit Ht·e pratiquée; et c'est là que la sagacité du médecin doit s'exercer à sou maximnn pont· retenir snr pln ec ou enmyer ò. bon escient, et dirertcment, tel ou tel ma,lade ou gar.é dans la. formation où il trouverA. ;tu plus tut, et ~a.us étre obligé de subir cles éva·c-nations second:lires, tous les moyens réunis pour subir le traitement ·wl<·qm1t à son état,. Il ù·onnera donc :\ cha.que c-atégorie la destLnation qui lui convient, suivrtnt qu'il est atteint d'une affection médicale généra.l e, d'une ntfec.tion conta!!iense, d'une atteinte pn,1~ ga.z, d'une maladie Yénéricn·nc, d'une a.ffection mentn.Je, etc. Chacune d'elles a ses indications spédales d'évacna ti.on pa.rce (]n'e Ile est fusticia ble d 'une théra peu · tiqne différcnte. Ce n'est pas tout en ce sens, ca t· le Service ùe Santé ùoit encore étnhlir p:ufois lle8 catégorics dans lcs ca.tégot·ies. C'est ainsi que parrui les contn.gieux, des dispositions particnlières doivcnt et.re prises suivant qn'ils sont atteints de ~rippe ou de fìène éruptive, suivant qn'un gn~é <1 f.té intoxiqué par l'yr>éritc ou les gaz ~ufforants. Le degré de gravité d'une at.teinte doit également ent.t·er cn ligne dc' eompte pour imposer l'hol'pita.lisation à com'te distance ou la tolérP.r iì, une ilistan~ plns éloignée. Ne faut-il pas prévoir encore l' aggravation elfo l'affection sous l'influcnce du t ransport, et limiter plns on moins ce 1l<'J'IIier suivnnt )es prévisionl' que snggère, à c'e t égard , l'exp~rience jomna.Uère? Bref, eu conséquencc, une des conditions es~entielles d ' une bonne t hérapeutictue doit tmlsister :\ met.tre chn.que malade, danl' le plns bref (télai possible, ;), la. pln cc qui lui convient. là où il pom·rn i·eee,·oir lP!'l :-.:oin!' les phu; ad;l.pt?s à son ét.1t.
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Certes, ee tl'iage doit, en principe, ètre effectué a u poste de secvurl!divisiònnaire, mais il n'y est pas toujours possible. La forroation peut ctre « débordée » pa.r l'aftlux cles arrh·ants; plus souvent encore, les syroptòroes ne sont pns assez caractérL'Sés pour permettre un diagnostic ferme. Dans ces condit ions, le triage peut et doit alors etre effectué ou complétè :.tU groupement d'ambulances du Corps d'Armée. En cas d'l'l'· reurs, celles-ci sont redressées à l'Hòpital cl'évacuation primaire et n. l'hòpital d'évacuation seconda·ire. D'ailleurs, les opérations de triag-c (Joivent continuer à s'exercer à tons les échelons, car tel roa.lade dont l'état s'est aggr:wé ou compliqué pcut motiveL', en tous points de 'la route parcourue, un aiguilht~e nou\'eau vers la for·mation qui convient, nécessité par les indie<ttions théi'<']Jtllltiqu<'f; nouvelles qui peuvént se présenter. Ces opérations de tt:iage doi,·eBt ètre complétées par l'établi'3sement de fiches iudividuelles où fìgurent, pour chaque malade, non scnlc· ment l'indication dn diagnostic, mais au~;si. l'indication du traitemt>nt pratiqU(\ dans cha.cune cles formatiODS OÙ il a pu etre a.ppliqué. Tels sont lcs gt·auds principes gé11éraux qui doh·ent etrt> à la, La~E:> de l'organis:ttion thérapeutique générale, pour que Ics traitenients ù in · stitner pui:ssent s'adapter aux couditions des évacuations et aboutir ii la récupéra.tion, ils ne sau raient etre strictement appliqués que si, suivant les considérations émises dans la première partie du présent rapport, nn· ldspose d'un personnel technique qualifié comprenaut des roédccins con· sultants désignés d'après leur notoriété scientifiqne et, dans les diverscs formations, un personnel médicul compétent pour la fouction particulière qui lui est confiée. Ma.is, tout en rcsta.nt l' n a<:t·m·ù _aYec c-e:- ]H'incipes, la, 1·onduite qu'il' y a lien de tenir vis.à-vls de::; différentcs catégories de malaùes qu'il fant évacnt>r doit varicr pour les faire béné6cier an lll:lXimnm de la tlìh;l peutiquc :\ institner·.
II. -
Al'PLI CA'l'IO!\ IlE cr,;s r~:r;-; cH·~-:~.
A) Maladcs a.U eints rf'a[Jcctiol~s généralcs. - Cette calégori<! d'af· fectiou réclame peu de développemcnt cnr la thérapeutique varie an·c c:haque cns p}wticnlier. Elle ne peut d'ailleurs ètre a.ppliquée aiséuwnt ;want que le malade ne soit installé dans la formation qui lui a été dési~née par Ics opératious de triage. Une sP.ule indication scmble devoil" guider la conduite à, tenir, c'est l'a.ction thérapcutique qui ne peut sou· ven t s'<•xercer que clans des conditions de confort et là. où les moyen~ serout réunis pour établir un trllitement rationnel. Question de grn,·itéimmérliate ou ultérieure de l'atteinte, jointe iL la qnestion de transpor· tahilité du pa.tient. Il n'y tt dans le cas particulier CJlle des ca.~=; d'cspèC'c. B) Maladcs contaqieux. - D'une façon g(•nérale, eu ·delH'r" de laJH'ophyln.xie destinée ù, éYHer la contaminatlon des sujets indemnt>s. la thérapcutique des affcctions c-onwgieuses se réduit à n(•;mt tant qu(' lemnlade n'a pas r<•joint sa formation.
La, prophyh~xie conRiste surtout à éYiter tout coutact avec les indi vidua sains, et rés ide dtws les précautious à prendre ;\. l'occasion du trnnsport : tmnsport ùans des voitures :spéciales qui doivcut etre rsoumises à la ùésinfcction; transport séparé des différentcs catégorics de· contagienx. La seule thérapeutique vraiment efficace .1 appliquer dans lcs postes avancés coucert1e uniquem e~t : la diphtérie quand les signes cliniqnes permettent ÙC hL SOnpçonnrr, la dy:sente1·ie bacillaire qua.nd i1 S'agit de formes graxef', la méningif<: c( r ébro-ll1)in.ale dans tous les cas qui se p1·t'· · scnttmt. Elle consiste dans Fadruinistration précoce de la sérothérapie spéci. fique qu'il y a iut(•ret à pratiqucr au plus tnt, voire memc an poste de S<!Cours ré~imentairc, si possible. L'appliquet· aiusi avnnt l~ transport dans une fornmtion d<' l'aJTit-rr, c'est falre gaguér quelques heures a u traite;mcnt et au malaùe, ~;urtout ùans lcs atteiutes graves et ù. évolution rapide. Je H'ai eu qu';\ me louer· de cette pratique, maifò cHe n'est réalisable qu'à. la condition ù' avoir ;\ l'avant une pctitc r t!serve fncilement renouvehtble dc flacons de sérurus. Après avoir reçu l'injection de sérum, les malade:s atteints ÙP ces c~•btégol'ies ù'a,lfe<:tiolls peun.•ut ètre ùiri~é:-:, s'ils peuvcnt suppol'tt•t un Htisez long tmm:por·t, sur l' ltopital de contagièux. L:'t, ils reçoivcut tuns Ics soins nf.ccssaircs. lls ne pem·rnt cti·e ént('ll(ls X\1[' Piutérif•tn· Oli l'l'li· dus :\ leur unité qn'a.ptès ÙÌl;parition rl<•x germes infectants. IP cndant le traDSIJOl't, <'<lpcudaut, dP:-: iucìdeut;;; p~uvent. Sul'\'enir qui nécessitcnt une inter\'t•utiou rapide: c'est le <·<t.<; dc:s ùipbté1·ies cornpliquées de cron p amenaut de l'a.<;phyxie. Il est de toute néccssité de · les la.is~>cr cn cours de routc, soit un gl'oupement d'a.mbulauces dc corp.·· d'armée, soit;) l'bopital d'évacuntion primail'«', dans lesqucls il :;cmble qu'il y ait lieu de ·pré\'OÌr cl:111s ce but dcs loca ux <.l'isolcJIJcut et l'in>.:trumentation néct>i"sail'c. Il n 'est guèrc llc thérapl'!Jtiqne qui courien ne a.ux fii:crc~ éruptir r.<~ :want le tra.uspo1·t iì. l'hOpit.al lles contagieux. 'l 'out au plus, peut-ou ~~;onger p<nfois ~\ iutet·vcn ir p.at· une :saignée da.ns les cas tlc ca.tarrhe· suffocaut. L'é\'acnati•lll uc pt•ut );C faire en cc cas, qu'apn.,s a ~ténuatiuu dea ~'>ympti>mes pulmouairc!x f't cn tout cns i\ courte distance. ll est dune eneo re in d il) né de réset·rcL' <'l! t gt·ou pPmcn t ù' a1n bulllnce~ (l es ca bi ne ti' rl'isolement pour ccs cM; exceptionnels. Des di->positions p·u·ticnlièi'CS doircnt ctre pl'ises pour les su jets . a tteint<> dc grip7;e: En prind pe, ce t te catég<H'ic de maladclS dcvrajt trouvcr phtce d;tn,: lcs hòpitaux de contagicux; mai~ le virus gripp<tl est tel~em eot difful;i · ble et ri~que tellement de ::;e propagt-r a.ux di,·et·ses autrcs classes dt• contagieux, CJH'il est néce~sa.il'e de lenr t'éservcr cles bopita.ux r-:péciaux ~éparés dcs lH·écéd~uts. Ln triug~ clfedué d<tns lcs formatious avnneée:; pcrmet de Ics (:,·::tcuer dircctcmcnt snr cclles qui leu:r sont ainsi nf· f~ctées.
Le rMe ùu mMecin et dn tbérapeute serait <Ione simple s' il n'exi$· t,·dt quc cles gr•ppcs pnr<>s. L'administl':.ttion de scls dc quininc tl\':Ult
l•• t J'<HllilHIJ't Yen; une <·JUIIJulallt'e de <c ~J·ippl·~ l' J·c'·~uuttt·ait tnut le tr;1.i· tc·uHmt c ur;ttif à e[e<:tuer. Mais il f<LUt compter avec Ics complications de cctte infcction, part ic ulièroment a.vec lcs complicntions re~pi1·atoires, r éputéc!l pour leu r ~ù,·érité, l'aggnwation dont elles sont l 'olljet, surtout p:u· le'S templ'l fl'viùs, et l~~ contngiosité (Jni leu r est pl'opl'e. La. conòtdte ù tenir va.ric suh ·nnt }('f'; diH~J·s ca.-. qui pc111·ent se pré.:;<:nler :
· ' Dè:s le pi·cmi .. r cxnmc n, an po~te clc• ~ccoHJ·~ J·(>gimentaire ou au pus te de :;ecou n; ùi dsiouua it·e . ou S<! t1·cm H! eu pJ·é~,:(·ll('C ù' une c.ornpli · <·iltion pncumouiquc ou hroncho-pneumoniqne o u ù ' nne c ongcstion p u l mouairc, il est inòi!-;pc u~a lJic dc f:til'c ~u hir ~111 ma lade 1.1 n traitement imm f..'llilll :tv:'llll de l'év:II·Uf!t': ,·ent.ou;;f!s simplPs, \'Pn to uses sca.rifiL>es, toni-ca,J·ùiaqu es, etc . ; ~,:aig·n{•p nu bcl-òoin, dans lP~ cas d'cedèmc' pulmona i 1·c o n d ·a.f;Jlllyxie. On le g-a.rclP sur pi;H·c jnsqu'ù et· quc les sy111ptuu1<'s ~:;'allll•liorent. L ·am(•JioJ·a ti o n ohi enue, févn <:uation f';'imposf', ma i,.; à. cou r tc distance, Jt11111' IJIW l<.• utahHlt~ puisse J·c>t·t•roii' l'<J pirl<•mPn t rJt. uourcaux soins, et lllt'IIIC N1·e hospi!;tlis{• d;tHs l<· plus IJI'l'f <l(•Jni. C'est dii'<' la u{·<·,·ssi té d(' pd•roir ch·s fonnat ions dt· ~l'ippés, déjù ;111 group<'lll('lll cl'amhul.a111·<•:; clc tlll1)S c.l';u·Jn(•t•, ;Ì. plll!ì forte rai~Son dans h·s d(·pendance~ iJUIIIt!Ù.iatt•s (lp )'h;,pit:1 1 cl'él'acuntion prinwjre pour Je C'<ls où 1me nggl'~l\·atiou s'cll'('{:tucrait e u <·.om·s 1lc ti'aHsport. Uue foi~ hvspita.lisé, le grippé poJ•teur de C('s complications, est t r·a.ité pa.r tou s ks moyens cn U);;::q:~c, et. 1!\·arné il nom·ea n sur tlc~ formations plus loinbinc,; qnau d il !>c tJ·om·c hors do ùallgcr, tlnn,:; un(l : UIIl('XC de l ' bòpita.l tl 't•nt.cuatiou ~ceondail-e ou :) l 'in téricur. J,a que;;tion tle l~ t hérapPu tiq ue de la, grippd appclle celle 1le la \';ICTinat ion prérl'ntire. ])c multiple·::; C!'lRa i.-; ont été tcnté::; p<;uùnnt la. guè l'l'e dans la plup;Ht dcs ;u-rne'•<';; hcllighnnteR pour imJOUUÌ~'CI' cont.J·e le virus grippai. J•c·l> cxpél·il'lltl's J·é<Lii::;ée!'l, il rés ulte qne les vaccins polyva.leuts em)'lny(o,.:; n'out <•u (Ju ' un J·(•snlt<.~t: cl'lui ;1~ pr(•re nir, dans tme c<'rtai n ~:: Jli(' Slll'l', l es com p l i('.<\Jions scconùa i l'Cf>. Il est Mj•ì a.ppr6tiahle, et l'; i eette dnnnéc t~ss,~ n lie ll e éhlit ncUcme11t C(•nfirm(~P, la raccinn.t ion "cr·ait né <: <'~saiJ·<!. Dan~ f'f's conrlitions, cctt.e nt.e<·inot IJ(• J·aJ•i<' pr·(•\·cnti\·c l!ena,it etJ·e appli(jlléC !',YSlémaf iqnCnlt:Ut ;'1, tonte gl'ippc' J)Ul'Cj elle s'impoSe· l';cit, d<tns ll'>; fonHa t ions dc gripp1>s; mais o n pent se d cma.nòer s'il ne ('onvif'udl'n,i t p:IF.; d e J':.lppliquer llé ji\ n ux {•f·ll clons rwnnC(\S pour en faiJ·<~ IJI•n(•fìc::icr l1·~ maln.ùe~-; dnus le plns bt•tof délai. Il scmble c)ue eettc solution serait de tonte llét:e!oisité s! les vertus d c cettc interrcntion fotf!icnt rN·.onnHCS rrni1uen t elficaees: on ponna i t 1110me' endsagcr ht Jll•~sioilité tle vacr·iuer, cn (';]!'; d'épidt>mie, to u~ Jes f.;Hj('bs sains, et d 'agir COIIITil(' Jl0111' la \':l(',Cination anlit)'plJo'idlC)ll(' . C'c~t, Ù l 'ar enir (]U'il app:t 1·tie1 11lra. ùc détern1iucr l'o ppol't,nn it f. ùe la mHhoùc. C ) Jllalad<·:s attciut,~ d'a[fectioll~ cutc111 ée.~ et· vhtérieiW f'S . - Les ma la.dcl) de cctte ca.tl·gm·ic · doircut ètrc t i·ait{·s dans dcs forma.tions ;.:p(•ciali!-iées, qui ~e1·ont J'(•p;l rti<'s plus ou m oins loin tlans la z\Jne de l'aJ·m{•(• s ui>an t (]n 'on se trou,·e <'Il p(•J·iO(le de C'nlml' ou ù'activité.
.A pai't ùe rares exceptions, leur étLtt uc néC('l>Sitc pa:-; de J>oins urht eonduite à teuir en ce qui lcs conccrn(~ dsc surtout lcttr évrt-<:uation dans uu eentre, où ils pui>;sent étt·e tt·aités éuergique· tueut en .vuc dc leur récupération, que ('C ccutl'e ~i<\ge ùans les dépenùanccs d ' un hùpih1l d'(•nt(;ll<ttion i>I!COtHlairl', ou de l ' h.)pital d 'évacuation prim;lit·e. D) .1/allu.lcs attciutt; c/.'cLfjovtioH;;; 'uumtll{t·8. - L<·s m(·mcs conSL· dét-;~tions :-;';.Lppl iqueut atix :sujets atteints dc psyehosc. Ln, nature dc 1cnr affection ohlig<~ ;). !es dirig-er sur de:s ·ccntrc:-; spécianx dépendaut <le l'armée où ils so n t mis c• n obscrvation et trn ité:; n 11 bcsoin. Les psycliiatrcs qu i rn sont dl<ll'~é!'; eu assnn~ nt un triap:e sccondairc, et dl!tenninent aiu:si eeux CJUÌ sont su:-;ccptible!'; d'Ctl'c récupét·é:> eu peu dc templ:l et <:eux tlont Ja. ~uérisou ne peut etrc oùteuuc fJH ' après uu assez long d6lni. D;tu~ le prt·Jui~J· ca~, lE! « psyd10l:ié >) est ga.rùé <'11 trai t ero eu t (la11s le <·enh·c dit ùe neut·o·JJ:o>ydtiàtrie; Llaus le l':etontl, il est éva{:ué s ur une fo1·mation llllnexc d'un hupital tl'é,·acuation ~N:nu dairc et, au lJt·~oin, sur l'intéri~nr. E) Guzés. - S'il Pst une catégoric llr malatlt•:s ds·Ù··I'ÌS de~>quels hL t.hérapeutique doit ct re eu l'H pport H\'CC le::; u(·cc:-;sith d c l'hacuatiou, <·'est bien celle des gazés . . · L'obligation du trnnsport ùes gnzés ;), une <:el·taine rlistance créc en etrHt dcs conùitions spécialcs sÒU\-ellt défnvora,bles <1 cette catégorie dc nHtla.des, et contre lesqucllcs il comicnt dc rnendrc' des dispositions ca-pables d ' e n n tt(•u uer li'S effets noci fs. La question <'st ù'autant plus ·délica.tr qu'il y a •< gazés » et « ga7-t'•s » ; hL con <l uite d ni t ,.:ll'it'l\ l>Oll ::;eu lemen t a" poi n t de vue du tra itement, mais encoJ"c au p(lillt ùe rue dc l'éra-cuation , :suira.nt qu'il s'ngit d'nn snjet at.tehlt var h•s gnz :-;utl'ocanto; ou pa1· l'.'' (léri.te. L es soins, meme immédhtts, sont entièt·cmenL différents. C 'e~>t dire hb néce~sité qui s'impose ù lc u1' ég:u·d de ùi:;ccr11cr au plus tot 1:11 nature du proùuit intoxiqtuwt. et p<tl' c.ons(•qurnt d'effectu<•t· un triagc trè;,; rigouretlX parmi lcs gazé" llès quc le ga7. <t commencé ù ma.rquer son emprcintc. Ra ppelons id le dange r quc f<tit com·ir aux ,.;uffoquf:s. nu~me Jégct·" , le moindre exe1·cice physjque tel quc hb simpll~ mnt·ch<>, (l'otì. rette r!'oglc iu(·fuct~ble dc n ' effcctucr l'éntcnHtion dc cet.ic cat~~Mic de gazés quc Jl<ll' !Jrmtcard ou pnr voiture, de ne tolérer aucun voya~c ù pied, de n e lt)s cxrumiJJcr que couchés, et une' fois arri\'és llnns la. formation où ils doivent étre hospitalis(•F:, dc les tJ·alli:Oportcr jusqn'nn lit qui l<'nr <.>st fleF-:tiné. R a.ppelons éguleruent que le:; :.:u ffoqu{>l'; bénéficiC'nt. (w,., le cl(•but dc l'attcintc, <le moyens thérapcutiquN; (]ui penvt>nt Ht·c mis cn pt·a.tiquc au poste dc s®OUI'S régimentaire et. mt!me au poste dc sccout·s 1lc hataillon, quc l'ingestion de perlcs d'éther, de vomitifs, pcut fairc cspét·cr l 'atténun,tion dcs symptòmes; d~tns les f<,rmes aigues et gra.vc·s, Ic malade l>énéficie ha.utemcnt d'une '5aignée que l'on peut prn.tiqner ùèl'l le poste dc secours régimentait·e, du moins quand l'affiux n'est pas tro[} •Cousidéra.ble, ù plus forte raison nn poste dc seconr!S divisionnaire. ~~~ms, et toute
Ccs ' J..ll'UCédés t·cswut iuetlica(;<:S d IH: sOHl d'ailleurs pa; iudiqut-s lhtus Ics lésions d'ypéritagc qui se ùén~loppcnt lcntemcnt et continueiJt <L s'accroitre uu fur età mesnrc de l't'>n1cuation quand l'ypérité n'est pas t rH ité pré\"entivemeut. Les ypérités eu efl'et, :;oHt jusliciabll·s tl'nne thér;~peuti(]Ue pré\'entive très dlica<;e: elle l 'est d'uutant plus qu'elle intel'Vient d'une faç-on plus p1·écoce après l'entt·é<: en scène d1!S pt·emiet·s sympt.)m(•s. L'ex périence ùe la gtu~rre a déwoutré que l'ypériic qui imprtlgne les tégumentJ:;, lf's muqueuses extel'lles, lt linge de eot·p:;, IPs ,·ètemt>ut:<, peut ctre netltl'alisée par des procéllés appropriés. A ùéfaut de ce t te ueu tralisatiou, le produit C'o n li uue su n wune ,·ésicante sur les r·égious tégumeutaires déjà atteiutes, et l'oùservatiou ·~ prom·é que l'iutoxi<·ation eontìnuait à se dhelopper ;\ la fav,eur de l'imprégnation tlu ling-e et de:,; Yètemeuts qui eu sout le siège. Les Yé:.;icatious tar:tliYc~, Ics IGsion:-; de l'ariJrc l'!:>:piratoite sout ùu~s en rua j cure p<u'tìe <L l'intuxica.tìon con tinue qui se dé,·eloppe, en deborl' dlt ..:hamp de bataille, parfois pcnùnnt les hcnres <itle peut durer l 'é\' il><·tattion. La H<:utl'al.iimtion dn pt·oùuit rfsic.wt s'impose dùnc d' une fa!;ou aussi pr('(·occ quc possible. C'est le seul moycn d'cnntyer prévcnti\'elliCnt les progl'ès de L'intoxication, et de limitcr J:;Ps efì'ets. Lé fa.it est si vrai qne <lans ll•s t·iJ·coustmH.:cs ùenr·cnst•s où dcs instaJlaiioH:s de d(•s ypérita~(· on t pu <~tre établiC!S ù. JH'OXimit(• imm(•tliat<• 1les ligues, l e~ lésions on t JHI H re a n·etr.cs à lcu1· ll!tadc initial, et l es !-IUjets qui ll:'s présentai(>ut ont pu <!tt·e l'CIIùus Ì\, lcnr unité de coml>at eu 24 hcurc~-' à 48 heures. D' où, par con:;équent, la· Hèl·cssité absoluc d ' un triage aussi rigoureux fJUC possiblc dè." le ùébut llrs effets pathologiques dc ce pt·o· ùuit, et fl' uuc misl' en teU\'l'c~ pl·écoc1· rlc la, théntpeutiqnc préventive: lavagP:> a.l,.alins cles Wgumenb, ùcs tliiHJtiCUses, traitement par l'étuve rlu ling1~, des Yétements et cles effets d'(•qnipement, quand on peut en assurc•r l'é<"~ange. A nni rlire, sì le tri:lg-1' p~"ut ètn• c·ffPctné ù ]'(>(·helon régimeut, où I;L fiche dc l'éntcué doit fair·e mentiou ùn diagnostic d6j~L posé, ]es opl·r·ations ùe désypérìtage ne peuvcnt y étre pratiquécs qu'à. titrc exceptionuel, dans des périodes de tn Ime relatif et quand Ics ypérités ne so11t pas nomùr·pux:. En pério<le dc gl'n n de Hctidté et surtont cn guerre de :nourement, cJles H<· pcU\'Pnt subir u11 dél.Hlt de réalisntion qne p~w Les soins du gl'oupe sanitaire di\'iJ:;iOllll:l-ire. C'est l:.\ que tont l'effort thérapeutique prhentif ùoit ctre fourni: 1° .\ux suffoqués. ou administt·er·a IPS tra,it<-'nH'nts ad hoc ~i lenl' t': ~tt l 'exige; cles saignées penYcnt y Hre p1·atiqnées. On àrrctera. Il'>: r< moritnri ». Les évacuables t1ohent fltre rlirigés sur le groupemcnt rl'ambulanccs de Corps ù'Arméc. Notons ici express(~rnent que <:eU<: ca.tégorlc de gazés, l'mtont h·s formes gT<t\'<'S, ne <loit ~~tre év-a-cuée, dan~ les preruiers jours. qu'à pclite distnnce, car c'est <L cett<~ périod<> qu·n~ courcnt le plus 1<'13 risqn<'J:; d' uu a•ù(:me pnlmOJiaire ou de tu n te a ntr·e complica tiou rN;pim toite ; ~o Aux ypél-itl•l", on fet·a snhir· sy~o;t(•m;ltiqncmcnt h's opél'ation~ d u dl>s,rréritage.
Uans ce but, le gruupe :sauil;~ire did:siOlliiUÌL'e uuit Cll'e pOUl'\"ll d'une in:'lta.flation :::pé('iale capablc de !es r·éali~;er·. Au ca~ où elle est iusnflisante, il fait a.ppcl ;ì 1'{.-chelon « armée » pour que cc ùernier lui -~:xpéùic ::;an:s ùélai uJH: fonnation mobile contenaut tout le ma.tériel n én :ssaire pour l<'s ùouche.,;, le sa vQiitrag:e, la désinfeètion del'; n!tèment!'; .e r. du linge; et un ~tpproviì>ion nement de Unge et de vetements propres. Gràce à cettc pt·(~rau ti o n iud ispensablè, l'ypérité peut ctre éva<:ué san~ da11ger d 'éclosion de nmwelle:s Jé:sions, dues à. 1111 ypél'i t<rge vestimeutaire eoutiuuant à s'opércr cn cours ùc route. Notons en passant qne l'intè-l'ieur des voitui·es a.y ant servi ;\, tram;· por ter les ypél'ités doit étt·e :o:oi~neusement dé!';ypérité par lc.s moyen:s neutraJi:santH en usagc. La pr·emièrc forma tiuu ::'li t' laquellc le:s ga~l~s doivcut etre dirigés {!D vue d 'une hospitalh:atioH l')it h• grou(Jcment ù~ ambulnD(.:CS dn Corp~:; <l'.\ rm ée . Le maladc, fnu·né d n gL·oupe sa nitairc ùi,·h;iOHnaire est exa<miné dès SOli e n trée dau:s ht salle tle triage. fA•s ~ulfoqués grarel; so n t d irigl•s .<h~ suite :out· le local où H:s se1·ont ttaité:s, le:-: autt·c•s, suha.ut leur état -et le prono:siic fonnulé, ;,;m· une fcmnation )ip{•dalisòt~ dc l'échelon <W-
mée ou Hapes. Q unut a ux. ypét'ités, i ls suuisseulllll nouveau triage; parmi eux, eu ~·ffet, H :s'cn t r ou..-e qui, pour une l'ai:;:on ou autre, ont échappé an ~l(·sypéri~age du groupc s:witaire divisionna.ir·e. Ils sont conduits ii. l'insta llation ad h<x.: don t cloit Hrc pon1-vu tout groupemcut d 'a.mbulan<·e!'; de coi·ps d'arméc . L'opl>mtion teT·minée, on <létermine pour tous, lt>ur lieu d' hospitali~lttion; ou bieu ils sont ho:;:pitalis(::s sur piace quand lcur éta.t est gl'<.We <•t que le tntn::;port pounait leur etre préjudiciable: l<':;: autres qui , da..tlS la ~t·nnd e majorité dcs cas, peuvent tolérer le tran sport a.va.nt que se d&·hu·ent les complications, sont !1it·igés sur l' bòpita.] •l'évac uation primaire qni les t·etient si lenr éta.t s 'est aggravé, on les ~~iguilles sur une ~bmbnhtnce d'ar:mée, specia·le pour les gazés, ou bien l'hòpital d'é\'a~ua ti on sccondaire :1 proximité d'une voi e d'évacnation .-<econdaire VHI'S l'intéJ>jem· pont· le cas oil ils ne sera ient pas ré<'upél-ables dans un bref délaf, nprès traitement et guérison. S'iJs sont récupl>rablcs mpidement, on le'ur faira. reprenùre le chcmin de leur unité. Signalons ;), ce propos que penda,nt la dernière guerr·e, on a réservé des c:tmps 1mtiers ou nH~me des cantonnements aùx ~a.zés légers q ui, après quelques jours de repo!';, éÌ<'lient aptes à reprendre leur pla.c e dau~< leur unité de comhat. Les memes dispositions doivent etm·e priscs pour l es suffoqué.~, avec cette différe'nce que cette c<ttégoric de g;t:~:és doit souvcnt étre consid~ J·éc comme int ransporta.ble dans les pre-miers jonrs de l 'intoxication. J usqu 'alors, la tbérapeutique dei': gazés n'a· été envisagée qu'au T'oint de vue strictement préventif. Il e!';t cJni r qu'en ..-ue de la thérapeutique curative tout doit étre mis en <Nlvre depuis le:> érhelons le~ plus a,vancés jusqu'aux plns reculés pour tenter dc juguler 1es accidents .aigus et meme foudroyants a.uxquels ils sont expo!";él':. D ans ce but, toute:;: di~<positiou~< néressair·cs •loh·ent ètre pri!";I'S ponl" fJlJC 1cs soin:> Jeur soient. don né:-: au pJu ~ tf>t.
La principale e:,;t la. dotatioll del:> utu,p ~ ns sp.e(' Jaux ùe tt·;titemeut da.ns tous les points où le' gazé petlt etrc appel(: ù, le recr-voir , c'est-à-dire iL toutcs lcs ét:apes du cah·aire que ya, lui f<dre :subir l 'évacuation, du moins da.ns l es ca,os graNes . A u~<si s'est-on iugéuié pencla.nt hL grand èguerre à pourvoir Ics postes dc !'>ecours, m(:me :1 l 'éebelou l.>ittaillon, d ' une caisse dite de <( tl!éra.pentique pom· gm~ asphyxi.a.nts >> compreIl<hDt tous l es médicamcnts iudispcnsubles; p('r]<•s d 'éthe1·1 ipéca.; o bus et ballons d'oxygt:·ue, ù.nile ('a,mphrée, toni-eanliaques, chlorhydra te d'ématine, etc., saus ou1Jlh:1· J'instrttmculation nécessaire :ì. la. sa.ign.:e •tui. pra.tiquée d'emblèe en ca~ cl'asphyxic et <L'u•ùème pulmonaire. a provoq ué dt· véri tubi es l'ésurrec:tlons. Jnutile cl'iw;ister ;;urla Jì(~c:essit(~ tic doter ùr ];). lllcme façon le poste cl c sccou t·s r(:gimen ta i re, Je p o:-; te de ~'(~c·o u 1·s ùi\'ision uai n'!, et ù'accroHt·e ces moycns thérapentiquel' :-;pé(·iaux •lans ll's J'ormntions sanitaires (les tinét's ù. l ' lwspitaJ isnlion. Celles ·<:i (l'aillem·s clcJh-eH I!. . èt1·•· auJt'•na.gùes sl'écialPm{'nt en vue ùu. traiteme nt tles gazés: (' Il dchors ues installntions clc tll•sypérit.age t·&~enécs tHJX sm1ls ypérités, le" sa.l!Ps cle malaùes tloiçent étre disposées dc faç.on :1 l es tnu tcr da ns Jps mei11eures conùitions possibles. L cs salles clohcnl ètre spadeuses, aét·ées, le" li ts espa.cés. Elles ùoiw~ nt ctre munies de ca-hincts d ' isolcwent pout· Ics mnlades atteints de com plications respira toi t·es 01 ic·robie1mes qui se propa.gen t aisément ù, !:'t faveur des lésions causécs pn.r lcr; gaz. P ar les terups froids, elles «loivent ètre duiutTées. Une bnnne p1·atique a. été a.doptée penùant h'L ~uerre: toutc~ les ~'>allcs destÌltt•es :'1 l't'~' l'\VÌr des gazés, étaient en tout temps munics rlc po~les cl~:.trgl·s et préls à {-tJ·e a llurnés. 8tn· un simpl<.'avis téléphnnique anuon!,::tlJt uue ·a.tta.que par ga.,, lel:l · poCles étaient alltunés et fJuand le~ prcmiers g~r.és se pré~enta.ient, ils trouvaient l'a tIII O!<ph~ t·e cha.udc néeesi';aire il. lenr état. Ces fot·ma.tions ùoivent (l'ailleurs Hre pou r vus ù'appareils ùe r6 tlw,uffement indivlduels. En mai11tes d'entl'~ elles, des dispositif:> spéchHJx ont été in~Stallés. :ì la faveur d'un système de b.1 y:wtage parcourant toute l 'étendue des parois, munì d<! robinf't~ ;Ì ]a. ti~te de chaquc lit, pour permettre de distrlbuet· et adminil<in•J· :ì <·ha<:lln l'oxy~(!JJ(l pt·oyena.nt d ' un ou de pl u-
siem-s obn~. IL est év ident q ue tou t l<'' !Ila tét•irl n6cessait·c a n x i.nhalations, a-ux. li!\'tl.gcs d e gorge, aux iujèctiol lS sous-cuta.nées ùc produit'> divers, à h 1·évulsion thoracique sous touteR ses fo1·mes. a.ux pansemcnts cuta.né:S, ùoit fa.irc partic intégra.nte de toutes ccs formations; il doit etr e en. qnant.ité ~;uffisa.nte pour parer ;Ì. toute é,·entualité importante. Qna.nt a.n personnel, il doi t H re e n nomhrP s n ffi~;mt, et instruit 11P la pa.tbologie et de la, théra.peutiqu~ spécia.Je de ces <Wcidents. Il doi t <·omprendre not..'tmment des spécialh;tes, ofo-J·bino-larynl!ologistes, dont l;t compétE'Utc doit souveut s'éxercer sur !es complic:ttio)ls di\·erses qui pe nvent sut-veni1·. Eniin , i.l y a lieu de prévoir des t< &]uipes thérapeutiqucs » composées de médecius,. d'infirmières, d'infirmiers dressés à cc~ motles ~réci.anx de teaitement, et (]ni peuvent et1·e appclées d'un momenl
à. l'aut re elll'C1lfo1·t pou 1· appol'tet· le1u· aidc en cas d' u u <lUIUs. iwpul'taut de gazés. L'expo:sé qui précèùe moutrc (;OJll ÙÌCU gra.ndc et délicate est la, ta('he iucombaut a us rnétlecius qui :se trouvent dans la néce:ssité de fai re ~a.O t-cr les besoiu:s tle lu. thérapeutiq ue avec la uéces:sité de libérer le c.ha.mp de batai!Je dc tout l.:C qui peut gèner le fonctionnerucnt d ' une armée. Les principes qui out été édicté:s ne peuvcut Otre wis ù. cx(.'<:ntiou qu' à la condi tion e:ssentielle de coordonner Ics etl'orts tle cl1aA:un . Ce rOlc de coorùination ùoit ètre mis entre lcs mai.I1s d'un tochnicien <Wf'rti qui, pat· se:s cuuseils éclairts sur la théra.peutique :\ mettre eu muvre <L l!ou cscieut et au momcnt oppol'tun, pent douner dcs iuùi· cations précicu:scs dont protitcnt largcweut lcs malatle:s qu'on est obligé d'eloigner de la. Hgnc de fe u. C est en vcrtu ùe td le:s ùi.spositious que, pcndant la g'i·ànde guerl'e, la thémpeutique a pu ainsi ::;e jouct· de:s conditious tléf<wombles 11ue croont le::; évacuations. En l'CtOU I', c'est eu guidaut ccs dcrnières SUl' la néce:ssité dc faire uénéticier les maladcs de tuutes lcs ressourccs de l'art, que le l::ìervice dc S<tnté a pu avoil· la légitiine fierté d'a.bord de guérir dans le plus bref délai toutes l es a ffection:s guérisSiLbles, de fa.ire l'économie de vie:s Lum;tincg iudispew::al.Jles <Ì Ia. lutte eugag(·e, pnis de rendre a.u ÙOIUlll<"Lndemeut l es hommes tléce~:s.l>ircs <L ht défcnsc du sol eu nl>bi, et de sauvegard~r, dans ht mcsure où il le potn·ait, l';tnwir du pays.
C'est un tleYoir sacl'é pour le ~crYiw d(' :::)auté d'a.ppliquer au m:Lla.de com me a u blcl5sé, et maJgre les entra.n:s apportées p:u· ht nécessité des évacua.tions, toutc la. tlléra.pentiqne capable d' a.men<'L' la guérhwu ùans le plus pref délai possiblc et de rendre au Commandcment les indi· sponibles créés par l'état de maJa.die. Da.ns ccs conditions la, tLérapeutique doit relier une ada.ptation spécia.lc aux ci.rconstanccs. Prinoipes génb'aua:. - l" Il fa.ut disposer de fornmtions sa.nitaires écbelonnées en profondeur, insta.Uées au niveau des d iverses grandcs unité.c;;. l'at·mi ccs. formations, les une~S doiveHt pouvoir tra.iter les ma· lades de toutes Jes catégorics ausqucllcs doivcnt etre t~ppliqués tous le.<; traitcments u'ul'gcnce (poste de ~ecours ùivisiollnaire, aml>ulanccs de corps d 'arm~); les :mh'cs doiw~nt ~tl'e spP.cia.lisées (r.outa.gieux, ga.zés. vénériens, psychosés) et installées ·de préférence à l'écbelon a.rmée et da-ns la zone des ét.'tpc:s. Le::; formations doiveut etre pourvues de t ous les moyens t béra peutit}ues n(."'.;rssn i1·cs (médicamen ts, sénuus, va.cci ns, ma.tériel contre les gaz) et du personncl compétcnt. zo Il fa.nt realiser \111 tria,ge médical des maladcs et gazés qui se présentent, avant tout dana les postcs les plus ~wa.ncés, quittc à l~· compléter s'il en est besoin uans les formations où ils sont dir:igés. Ces principcs ne saura.ient ct re strictcment a.ppliqués qu'à, la faveue · d'une coordination d<>s clfo'rts par les médecins ronsnlta.nts a-djointstechniqnes.
A.ppl icaf i<m dc ces 1n·i t.c-ipu;. - Le J"a pporleur envisagc eu :su i te lel:i ditférents cas qni se prést·ntcnt .~nivant que les m<tta.des sont atteinU; d'atfections généralf's, de maladies coutagieuse:s, d'atteintes par les ga.z, ù'affections vénériennes, d 'affections mcHt.ales. En ce qui concerne le:s contagicux il insi:ste sur la néceJ>sité de clas~<Ct' de tels sujet:s et de leur appli1]ner les médieations :spécifiques ·d'une façon précise :wunt leur lwspitalisation, voirc meme au poste de' secours l't>gimeuta.ire, si pO!':Sihle. ])'otì il parait i11dispensable de c1·éer à l 'extréme a,·ant de petits npprodsiouHc•mPnt~ ìll's diveJ>R RPl'UIIl~ thérapeut i q nes.
Des clii-lpositions spéciall!" doivent ètre pri:sc:s pour les gl'ippés qui 11écessitent l'utilisation de formntiOils particulièrcs. Il (•nvi:sage la pos· ~<ibilité de la vnccination polyvalente ne seJ·nH-ce (JUe pour pré\"enir les t:omplicntions SN'onda.irP.s dout la gravité impose des mesure!-l spécia.le~ . D'ailleut·s H condC>ut dc s(•pnrer nettement les grippés simples des _gr.i ppés com p l iq ués, d P pl'(~roi t· l es ~rac·n:ltiom: ;\ tout·h• 11 istH n cc et pal' conséquent l'huspit..-.,Jisation t·approchée ùans !es ambulanccs de corps d'<ir'DlC.>e, par exemple, pour parer ;\ toute én•nttw lit(• d'inteneotion tMrapeutique urgente.. S 'il el'ìt une c..ttégol'ie 1le malades vis-ù.· vis ù<>~quels In tltét-apeutique lluit etre en l'npport av<>c les néC('>;sit(•s dr l'éva.c uation, <:'est (•elle d(·:-; gnzés. Il y a eu effet gaz{~s et gazés. Le rappo1·tcur ùétinit lcs iudications 'd<•s éva(·mttions eu rapport a,vcc les be's oins thérapeutiques suivant que l e ~nzé est un << sntfoqué >> ou un << ypérit6 >>: )es soins imm{•ùints sont en ti(~rement diff(•t·P.uts. L<'s yp(:dté!': doivent NUbir dans le plns bref délai le" ~;oins pré,·entifs gr;1(·c auxquels il~ }Wll\·eut ét 1·e é\·fwu(:s eusuite ù, assez longue diRtancr., car les nf'cideuts l!rnv('s li<' sont ù r('(loutel' qu'a.près pln~ie·m·s jonn:. Des llispo~'<itions l':p('(·iales doh·ent HI'C prii-lCS pour Ics ,:;ulfoqu(•,:; dont. J'Hn.t. uf.f'P~sitP. unP. thl~ra,wntirpu~ cnr:1t.h·e immédiaJ.e rt une (•\"a<:uation :ì pctitc distance cn raison de lll pt'lkocité luthituelle de l'redì~me pulmoMire qui comp1iquc rapillf'nu>nt J'intoxicn ti o n. Ces différe nc.cs <lans Ja coll(luite à tcnir n(~P.lisit~>nt un teia~e rigoureux de~ ~1zés a.ppnrh•nant ;\ ccs catégories; ce t.1·iage doit pouvoir Hrc effc~tu é d:lll les postes anlnc(•>;. Les fonnation!; (li'Slinl'es ù I'Cf'e\·oir les gaz~s 1loirent Ctr e instal](•es d'une façon sp(~ciale pour qu'ils puisRent bl'nf>ficl(>t· de Ja. t ltéJ·a.peutique eonvcnant :ì leur éutt et i\, la. ntJ"iété <les JH'Otln its intoxiqu:mt~. Elles doi,·f'nt iltrc ponrvues <l'nn personncl (·omp(•tent et plus particulièt·emen t d e sp(-cia l istes, otoJ·ltino-Ja t'YHgologistc,:;: la. c1·éation d 'équipes théra.pcutiquP:s s'impose égal('mcnt ponr r1•nforcet· <'Il (':l.S de besoin Jc pet-sonn.-1 organiqucmcnt constitué. Ainsi la tbérnpcutiqttc pent se' joue1· tJcs couditions défa\·ora.bles que ct·(:ent Jcs htwuations. C'c:st grit.ce à Ja. !':onplesse 1le cette organisation que penrlant Jn. ~m.nlle gucrt·f', !'11 ns!';urant Ja guérison rapide dc toutrs le!' affection s g-l·nt~ t·ales, le Sn\"i(·e dP Fanté a. pu fuirc l'économie d e vies htt.nMincli judi~lW11l«ct·blcs :'t bt lntl'e f'lll!ngéc, re111lrc au Command ement Ics ltomrncs nét<'"~ain>s <L la <1\·fl'llsc dn sol cuvahi et sauv~ g:wder, òans l~ lll ('~IH'f' ot) jl l1• potn·nit, l"avf'llÌl' 1ln pa.ys.
:.137 HIA~SU N'J'O .
A udw gli awmalu.ti hanuo rliritlo, t·nmc i ftlriti , <LLI<L più prewuJ·o:sa , a ><~i:,;t~ll?.a·. Ed · il medico milita re cle,·c ~·o n tt>m p<1 n t.r·c i l <.love•·e di dax·e ad e:-;si tuth~ le cure. ùelle tJUa li po~sono heneticiare in tempo di p<tce, a Ila. uc<:e:ssitù di far l01·o rip•·cnderc ut•l più bre\·(• le m po JlO>'l'libile il p n::: t (l ù:i eoml.mtti uw n to . llu<> ll ('d'~::;it:Ì l<'Ìillj)Oilg"lHIO: l"' IHl<JIOITI' le fm·nut-ldOJli :sanita•·ie in pr·ofoJl(.lità, t· cou attribu · ~.ioni clitfi'J't>llti: lt• unt~. :situo.te pi ù riciJtc a.lla zona tli t·ombattimento lPO~-'ti tli soc:.nlr~<n di\'i~o:imlitli. gntppi di atnbnlunr..c di Corpo d'armata), devono esser e destinate t~ ricercare t u tti gli ammalati per i quali è ne· I'PI'Isal'iu nn il'<ttt<t.UJt•nto ù'ur~-tenzt~; le a lt1·c (c.he pos:-;ono esSere situate c·o"i nPlla :r.ona. delle at·ma te conw iu que lbt <li tappa) elevo no <~s:sere adibiti' <L <· IJI·at·(· t·atcgorie speciali 1li malati. (malattie generali, malattie iufl't t i n·. ma la ttit> veHc rf•c c• eu t<lllee, mnht.ttie nt>t·vos<• e menta li . lesioni da J!a" 1. :!" Fa l't' 1111<1 ~"t't'l t a •·i;xur·osa e• l <~tte[lta d t•j;{l i a m nhthtt i. !$CCI ta. e lle tl!•V(' l';;,'f'l'l' l'>'l' j!IIÌta lll'i JHI.-:ti r)ÌIÌ ~\'1\JW,a ti (st·.ag-liOlll divisionali), per a ;.:.-;c•grllli'P n eia~o:t· t llla c· a t<•g-m·ia la destinaz i ollt~ d1e t·om·ieue per ht loro atft·ziou1•. rtt.•l più ill·f'n• h·mpo pu;;~ibile. Quc.-:t;a. scelta deve essere rigoI'O>'a , JWI'(•h t'• s ia no ~"OIIllll i ui;;tt·n ti! ttgli a blhi;;og1wvoli di un tr·nttamento
(Ùi fte 1·iei, H tfetti da lllCIILtlg"itc el'l'CUl'O·SpinaJe, <:blpiti gmvi •la. gaJoJ a::;ti~~ian1.i , èt'l' .) tn tt1• le c ure d i nt·.genz~L n ecessarie preRso le for · uwzion i ~-'<\llita1·i t> a.van7.tlte priuw rli e~sfwe sgombrati s ulle retrovie. ('ome "i V('dP. t> gr·a n de e Ile i icato ii compito spetta n te ai medici d1e' ~;i t ron..,no twlla. net ·<·~sità di do,·et· contemperare i bi!'logni della. tem.pht <:ou la t'~-'ÌI!I'U:r.;b 1li s~-tollll.>I'ILL'e pr·c sto il CH mpo ùi battaglia di t uttt• l'.iù cliP puù pt·t)(lnl'l'(' iugomhr·o a l fu nziona-me uto di un esercito, e di potet· r=P~"titHir·p IIPl piiÌ hrl'\'f' t empo gli nomi11i ai lo ro posti di com · (Ja,tf i me nto. .
Jll'tl(:IICC
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wotlltded. 11111st IJI' n'l'." t·;u·t•ful a;.:.;i;;t.etl. ~\1ili ta t·.r .\ll•dh-al Otlit•HI'S ha~·(:' thE' ùonb](~ htl<k or g-iving- t h t>Jll thf' most l' lli (·adun~o: t l'l'<ttment, n nel :'>1·nfl in!! thc•m ha d; aJ.!ain. to t h<'il· pl<t<'.t'"'• \l'l'Il
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1'"·n Het•f•ssitil·:': l'ÌI"t' : J. ~111it: u·,v Uni t~-: 11111st 11ot be phth•tl 0 11 t he s:llut> li ne; and must la a v•· •l i lfet·t•nt a t.tt·i hn t ionl". 'l' he most arl \':LUCI:'{] on~>s ( Di vh;iona l Ai d J'o~-:ts. nnd Aruhnlall(~('s of Army Corp~"), ll1Hst 1·olh•1·t all th•~ si<-k w ho loP<'I.I illlliii'IJia tA• tl·t:HtUl<'llt .
.
'l'hl' oth PI'~'< musi collt•1·t tlw sit·k of eOIIIIIll!ll tll!-:l'<tS<~~-'. or of infPc· f ÌOIIS. Yt' IIPI't>;t ) ;1JIIi tm•ntal IHH'l<, and g'<I·S t':IMt'S. :.!. A l'i~o1·on:- ancl ttttt•IHiYP !'leh•t·tion of tht· :;kk 11!11"! IH' lll'ldt ~ in t hc• mm:t a tlniiH'I'tl po~t~-'. t<1 fix fm· C \'I' I'YOJW h i~-: t· x ad clt•sti uatiou a" soon a!'l Jl0~-'sihlt>, aJHI to g-ive the rweessar~~· immt•diatP tl·•·alml'nt. hdor·p enwuating. to tho~P w ho are in wa.nt of it.
:.!:! • rii'IJr11fllc· di medif'i1W 1itiliforf'. -
Fa.sc. Vl ·''ll.
Il TEMA .
ITALIA Collaborazione delle autorità civili e militari competenti in materia d'igiene, di educazione fisica e di profilassi, statistica demografica delle malatlle sociali : tubercolosi, malattie veneree, alcoollsmo, tare psichiche, ricerca dei sintomi iniziali, azione profilattica concertata, vaccinazioni per il pl'of. Giovanni Grlxoni, t<·nPntn coloruwllo nwdieo ddlu :-;euo i•J di :xtuitìt m i.
lita.t•c ed il dott. Luigi De Berardlnls, maggiore medi co delltL Direzione ...." . tro.le ùol servizio ,:;an.it.ft.rio militarr., deleg.tt.i de l ~Iini-"tf'ro Jfllltt guerra o per iJ pt·of. Arcangelo li vento, di} Ila Direziun!' g.·m•nd!l d t' Ila s•· nità pu h h li•:a, de leg.~to dol MinistNo rl e ll'intE~rno.
L'c::;crdto moderno na:sce dalla l:illfl popola:t.ione, fra la qnalt' d\'c ,. tJt.. lla fJlHtle ~i alimcllt.n, eùueandont> l:l p<ll'tc DJ:Hsd.ile - uel periodo di.maggior vigore - alla scuola della. diJsciplina. e del òoYere. a bitua.n òola aJle intemperie ed ai rischi per il giorno in cui la. Patria dO\'esse eventualmente r.icon<~re al la nccessit;) snpl'ema ùélla guena. ln qu\!1 giorno tutti gli uoruini \'aUdi <H:conono arl ingrossarue .le file t> pm·· tano con ::;è tutte le cause di invaliditù c di malattia, tntti i g1·rmi mcn·. bosi, che banno raccolto lungo la vita quotidiana eli JavoJ·o. r,a (•ollaùoraz:iouc dei ~=;et·vizi RanitnrH c-ivili P mi lii:.lri è una. ue(·!•ssitù ilHler(! · gaùi le Gno dal tPlllfl!l di pac·e; ùh·it·ne un hisop;uo ul·g,·ut<• thn·nntc h1 mobilitazione e la guerra . Senza di e>:sa. una orga n ir.z<lz:ione sani mr i a t•fik:wt> Hell'inu•r·<·ssc d ell' e>:CIT'i l o non può t>ss.t·J·r· falla. i più 1-!'I'H\'Ì I•PI'Ì('tll i pn;.:l'OIIO I'SS('I'I' j)l'l'Jlal'<l ti ;d ]a ll:1Zi0U(1 tu tt:l.
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La rullabol'<lzion<' :.;i può dire cominci iùr.almentl' fino tl:\1 pl·iJUt) giorno deJla, vita. poichè tlUI'antc l'infanzia e l'ai.l.olcscenza. g ià si pl'P· para il iiolrlato tli tlomani. · J'o •·tianw ] 'pst'lll)liO ddl'ltalia, n:ll'.ione a uatalitù altissima (3~ JH' I' 1000 ahit:tnti); abbiamo iu Italia nn milione e ÒUP.t·entomila nati pt.'r anno in cifra tonda. Oentoquarantacincptemila muoiono prima di aver rornpinto il p 1·imo :l lino, rou 1111a mol'ta.Ji ti\, del l~ o~ fini coetanei: nel 1878 la mortaliW.\ in fJJH•~=;to pc1·iodo rlclla vita rJ·n dfll 20 o/o : ~ono dunque sc>tte uuit:ì pPr e.ento ~narlagnate, di f·Hi l a meti\ m<1~=;rhi. Altri novan tamila muoiono pl'im<l d el f)• anno; n :ntimiln pt·imn dd di'cimo : Y<'ll · ti mila. o p()('o più prima <lei vt•nt.el'imo: totah• 2ì0,000 morti prima. di arri v:H·e alla lrva. m i litn l'P.. Qnc>sta r.i <l:\ a 11f':Ora. il 30 ~{. cl i l'iform<" : sono in gran parte rnehitici 'o tnhet'colotici o ma1arici; in proponioni più attl•nuate ~ono minornti di nltra natnrn o con defol'roitìì, professionali per speciali tipi di lavoro. cui sono stati addetti. P:ll'ticolarmPUtt-
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la malaria colpi!'ice 1lununen tt> <lkuue regioni e le cuu.<segueuze se uc
manifestano con difetti di svilu!)po iu altez7.a o iu am pie7.7.a toracica e con gr<wi ctLChessie, le quali porta.no talvolta la perccntua l t> delle rifot·me a cifre alti:siSime : superiori al GO %. Abbiamo rilevato che una ordimtt<l organizza.r.ionc sanitaria ba J>Ortato il paese li, diminuire del 7 % la lllOl'tailiùì, dei lattanti in Ull trentennio, mentre in generale ht mortitlitù, complessiva ùella popolar.ioue è <list·r·s,, dal ;lO %o a nwno tlel :?0 %o . La, morta-lità, specifica. per mahu·ia, è in permanente fortissima odiminuzione: intere plaglle sono ormai r ed<mte dall<l· malattia. Parimenti in dimiuuzionf• xono la morta·
litù t ubert:~llare e qucl.lli1 pt•r malattie infcttiv(• acutt'. (~tmle vantaggio ancora si potrebbe realizr,a 1·e con u uo sforzo iitteu~Sifica to? Potremmo ~rgmn·e cifre valutate in vh~ di ipotesi; ma riteniamo mèglio la.sdare J'appt·,•r.zauwuto a qnt>lli. c·lw sono in t'oHdir,ion i eli fa.r·t• una, valutazione
tolllJiiii'Htinl c·o11 i JHit•si <~nglo - sa;;f;oHi, J)I'Cs-;o i quali mag~iori e più eom plcte cm·t> ~>OliO :sta.t.c• organizza ti" d a i pntrri p n hbliC"i a beneficio del l'infanzia e tlell'nùolc•st·t·ur.a. ~fa,ggiori souo le cnre, sptwialmcntc durante il periodo ~i<:ula,-;ticu. poi<·li<~ si;t la 01'<111 Ht·t·ta~n:l , sia gli l"tati Cniti di Atnc·ri<:;1. haHtlO lilla ,, t·ganizr.ar.ione quasi t·mnpleta tli assixlenza s;1uital'ia tuc>diC'o·s<·ola · :rticn., lfl, qLiale dnnLnte gli anni rleJla scuola, primarh~o c·outrell<t la. :::aIute tli tut lti gli sc·nlal'i. ne p;;:u.u iwt !t- jmperft::.:ioni ecl i clifetti, d tc po· tt·ebbero produrre malattie, e previene con una. cura. tempestiva la manift·;;tazion<· di qtw~te. Tale ('lll'H nwtinua, pct·:<:pic•act> dtiraut(• b1, prima etù. accompa.gnata da una. benintcsa educrtr.ione tisicn , seguìta, da una nculata 1·igilattr.a sui luoghi dc>l Ianwo, cui g-li adoiPl<<·cnti n·ngnno ;1\' · 1·iati. co~:<tiltnis(•c• il nwto(lo lliig-lio l'l' pt:t· pt·t•pa.t·;u·c hnoni l<nlclnti. Esaminiamo nn po' da vicino quello che in lt:tlia :<:i fa. fu01·i la :<cuoia, e 11<·lh1 sc·uola. JX~t· rill\·igo1·ire le forze dei giovani spesso an~i tt•nqiO logcmtt!' llnll'nlinl('llta7.ionr in~ntfif'it'llte P impl'O JWi:l (' llal ht\'Orn t•c·<·t•ssivo <! uw !sano. L'ec1nc:ar.ione fisica in ItaU<L è da tNupo obbliga.t oria iu ogni stnola primaria e secondaria., maschile sia c.ssa o femminile, pubblica o priva ta. C'h t\ ''""'I Hn :-:t a to stabilito che le promozioni o licen1~ non po· tc-s:-:er·o ve11 i r t·ont•P.:-:s{' Sl'll7.a l 'a t t eshl to di frequenza, di profitto e di l-n ona <·ollrlott.a rilasciato n ne-h c d.-tll'inxegnantc di educazione fisic.a. Oggi, secondando la rinascib1. dell'amore per gli eser cizi sportivi che si va, r apidamente diffondendo ed intensificando in tutti gli strati rlel noRtro popolo, in{lnbbiamcntc ~a.nì. propugnato l'incremento di que· 5:to insf',gll<WlPnto c·on tnttn 1111:1. uuon~ organizzazione, (·be il GovN·no lt;~ pre<H·d i 11<1 t o e ya s\'olge ndo pét' faYori1·e il ~u1o sv ih1ppo d(•lla. nostra gion mtù. Hat·ehbe nrcf:';;l<a t·io che tl el le con<lir.ioni fisir be rileva te prr og-ni si n g-olo studPn't!:' si <·um;;sf' uua l'ilcvnzionl' :::c-r:tb1, <'hc spguissp l'individuo ti11o ni :?0 anni a lm <•no e c he tenN;se nota anche degli episorli morbosi e•tlt'lle note antropologiche. P.' intuitivo quanto tali d ati statistici, acruraL'lmentc e sistematicamente raccolti , possano riuscire utili agli scopi milit.ni tlon ;;ol·J, ma anche civili e sopratutto san itat·i· e sociali in genct•e. UtjÌisAima. pet·ciò sarebbe l'istituzione di nn Jibretto individuale •
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""Jlirar.·io 1·ltt· a(corupagu;t:-;~~· ogni g-iorirH·, il qual1· 1lall:r st:U1da IJbiJiiga tor·ia pa:s!>~~ alcautpu, <lll'olliciua, alle a 1rl1· st·nlastil'lll: supcdor·i •c quiudi lll'lh· li le dc·ll'e~;er·cito uazioua Il'. l .t• n11·it• istitnzlu11 i, c·lrt• all'i nfuur·i della s,·uola c del la i.:str·uziou1· prcmilltat·c hauuo cura l.lcll' mlucazlorH: tiska elci fuuciullo lC1ionwi etSploratori. Ballilla, l•iccoH italiani, eoc.J ùon-cbbet·o ~>cguiJ:c il COli· 1·ctt1Ì di HllilOtilt·e le nu·iaziu111 dH· il fuuciullu subiste, oudc Ull'tterc iu ;.:-r·ado !1• autoritù sa11itar·ie ('j,·ili l' lllilitar·i tli aùutto.11·c i pr·un-1•ùimcnti di JH·otilassi l' di a:<,.i:<tl·tlza 1·lw si r·erHl\·:<ser·o JtCcc..;sari. 'l'ili«' 1·duo·aziotw li"ÌI'il , ÌtHpal'tita 11 lta:<l' di g-illuastka lisiologiw, d!'\'e tro~·are la sna integrazione ucll'cuutaziuue prcruilltm·c, che ùo· n·cLbe essen· estesa <t tutti i gio,·aui li11u all'etù della cbh~mata alle arllli. L'istr·uziuuc ~:n·emilittHc Lla. lo s1·upo ùi ptepatare ID(Jrnlruentc c li~:~icamcnte I'I>U l'auitudinc arta sana di~;tiplin;l cù al razionale eset· cizio ùel corpo i giovani che uou IJauHo aneoru coucor:,;o ;dla. lenl>, per· chè udl'iutt•r·e::;sc indi\'iùuidc e collcttin) c:.;si ginugauo alle m·mi nelle migliori 1·uutliziuni lish-lre t' psidtidte. Per meglio t•n.ggj ungm•e q ne sta ti ua lit.ù tale istruzione è <l.esidera. bilt· c-lte aiJIJ,;J l;t mag-gic.11·e .; uupiezza, Ìlltt•usiw e dm·ata po~:;~;iiJili. Valttoritìt> militare t:OII<~;OlTe a· ~:;timoluJ·e il ùuuu ;mùatuento ùi qut!· st& istruzione, concedendo larghi appoggi in uomini eù in materiali agli enti cui, di uorma, è alliùato tale iu~cg-nameuto t~;oclctà ùi tiro a. :<eg-no, a:<:<ot'iaz:oui g-iuHit·•H"IHll'tiYI', !·ortdtti, ist itur.i di t•llU<·;tzintw. ecc.), e partieolari vanta·ggi e [H'f'mi agli iuùiddui 1·lte ft-'->qllentano l' OD assi · duit~) c Jll'ofitlo tal i c·or·si. J"idnl·entlo ft·a l' altt·o la dur·ata· ùt-g-li QUblighi d i h!\"il. Cou •la :<tuola ccutmle ùi L'Ùucaziorll! tisi<:<t, nell;l qwtle si i mpartisci' sc·<·urHlo urt>t,idi t'igorm;.:tuH: ntt• s<·i(•utilid l' istntzioue a.tl ufficiali e sottutlkiali, e con le scuole di corpo d'armata, prcpat·a nttimi i~>truttori pPr' l'anthi!•Ute l'idle e ruilitarf'. ·
. .. .
LP tui:<ut·e l'ltt• J'aulorit.à militat'l' ha <ldottato per· la sn•lt.a. c per l:r tutc·la. d(~l soldato, tendono, come ~ lo;.rieo, ad evitare 1'arumissione IH:]i'P>il'lTltO di ÌllliÌ\' iÙIIi Ch <.~ 111)11 SOIIII Ì\llllll'i li:<itiiiiH'IItC (' IIH)l'HiOH'lltl' a tat·flt• par·tl'. 1• possn11o <s:<l·t· t<tusa di t·onht.~io o uralatti<' nu.'nta li. Per c·ofiS<'I'\·aJ·<· snno ,. ntlidn l'alltiJiPn tt• wilit;lJ·t•. si pt·O\'YI'cl~ alldt<' in nn :-~·<·o rl!ln tt•r upo nd Pliminnt·t.• quelli, c:hc llumntl' il ser·Yi:r.io !<Ì sono per qnalunquP morh·o palt•s;rti n11adatti, :<Ìa JlC'rdrè i di:-:ag-i t>d illn,vor·o ne abbi;~ no IIII'IHllltal'o la rt·sistt•flzlt 'w~ani<·a e llf' ahbiann 1ninat.o )a., salute, :< ia ]'t'tThP i ,·ir11·11li di"•·ipli11ari abhiatH) fano l'splod<•t·e tat·t• p~irhieltP ignot·;tt!' o latl'llti. Il ,.,.,.J:tt;wu•Hto (· l'a t t•• i11 ha:<e all1· ,·isitP w<•dil'lrl', cui. vi ~:: nc sot· topo~to il dttadinu ;t] t·OtHpinwnto del ,.Pnte~-; imo anno tli etì. allol'· qua11tlo il I'OIItin~l'llte d i'i 11ati rlc•llo ~;tl•,.;so lliiiiO è chiamato presso i Con:-;ig-li Ili 11'\'H. Gli i:<1·t·itti nrlll' listi' di IP.nt si pt'(':o;t!ntano pn•ssl) la ~l'cle df'l ]H'o · pt·io <·ÌtTOIIIlar·in 1• n·ttgono ,.i:<ita t i da nn nflil-ia.l<• lllrtli<'o. il q~rale, ill •
ha:<t! ad 1111 vlen<·o ~ li imtwt·fpr.ioni•tis.id.lè c tli inf(•l·mità, pnò giudicnre di· i·et~tmcnte ~u ll'i nabilità ,tJ f.:<•t·\'Ì r. io militn.t·e per tutte qt1eJI<! i nfHm itù od intpedt•r.ioni eli fac.:il<• l! :<ic·m·o ac·c<>r'tamento. Su quelle che richiedono speda li nH•r.zi tli i m l agi n t! d ili gnostica f}tl un lungo periodo di ossm·va.r.iolll', <lt•c·itl1· il <lit·<'t1or·<• clt>ll'osptdnll· milit~ll'l'. pr·ekso il qualf' 1'is(;t·itto di lev11 dPllL' ill\·iato. Di ~olitc~ tt·;t qn<>st:l pr·ima. visita e la, cbiamam :lllr. n.rmi t t·nstot't'<• un c:r..rto pt•t·iodo di tempo, ilopo il quale gli individui raggiungono il di~h·etto lllilitnt·(•, on' l'IUbi~cono uua uuoya , \·isit:.L t·on gli :sf{•ssi t·t·itel'i gerwrki rlc·lla prim<t, eni si aggiungono t·ke.rche pèl' tlf·t<·rtn i n a l'C le n ttitudi n i sp<-'('itiehe pr:r le ,·;:~,t·ie at·m i e corpi; quindi smto jndilli al I'Ol'fiP on~ tlonanno <·nntpii•J·e il pmpr·io :-il'l-rir.io milit<.tr·t·. :tll'aniYo, il milit:H·e \'il'll<-' di ntuH·o \'isitato 1lal mt·tlko tlcl corpo rwi l'ig-nardi tl('Jla i•lonc·itit al sPrdzio, gPneri('a •· ~pecifira , c !o:Uceessivameute ~ottoposto a.l le pratiche vaecinali per il vaiolo e per la fehhre tifoidea. le quali nwcinnr.ioni ~;ono rr~ ·o hhliga.torie per k•gl!<'·
.. * .. ' Qnule iui~datil· a <ldlc HHtcwit:'t s:t.uital'ie milUal'i t· dt·gnv rlu I'S><t't·c ril-ordnto qnanto sj fa per la dife"a tlrll'f'scr·cito in n·laz.ionr: n) alla, tuber('olosi; 7>) alle ma.Iattie veneree; t') a Ile d.el.('em•rar.ion i p~>ich ic· !te. On:m·r·e pt•t•utdtt:t·e di': l'Pl<•uco dt•llt• inqH·I·fpr.ioni lì>'idtt• non t·on ><C'nte l' :.tmnJi!';siotH· rH·Il '<·~<·r·c·ito di iltdidtlui affetti da, tubt~rcolOI'li o 1hl dP~('n<·t·nr.ioni psirhiehe manifeste e che (}n indi la enra clelle a utor·itù s:lllitar·ic tl1•\·e li m i t m·>' i a c·t•reare di Rt·oprh-e. a l loro i-nizio, le prime tua n i ft·st a;don i 111' 11·lul:<t• d i tal i inft'r.ion i o tlt'g'l'llerar.ioni, e pt·o"v<>tleJ'e a Il' a llonta tJ<IItH'U t o da Jl'a ru h it• n t t· mi li t a r t• ti i enlot·o f'he Jtt : r·i:<nltas:<cro :t tfc•t ti. l'~r· l(• tualattiù tubercolari , a tale scopo, sono st.'tti istituiti i t'l'Il · l t· i rl i :ll·( · t·t·hw~t•nto dia-gnostico per la tubercolosi, che so11o special i fm· · mar.ioni i':anit~uie. munitr eli persona le sp<>dalir.zato e di ogni più finr mezzo eli ind::t~ine clin i('a, atto a sveq:we i pt•imi sintomi dell'infezione tubeteol:ll·t•. Questa <"Onosriuta, il milit:=trr ,-irnr ('fH)Ilel'ato temporaHramrnh• o dt>finith·a.m1•ntP tln l !';t'f'''i:r.io.
* * * l'••t· lt> tat·c psit·ltkht•. che più fadlmente pos~ono sfuggire af.{li ('Sn.mi tisiti cui. come ~i è eletto. vengono sottoposte •lf' reclute, mn. che facilmentl' posso11o manifest:.u·si dm·~Lnte la vita militare e culminare anche in E'pisodi particolarmente dolorosi, \'i è l'invio in osserva-zione negli ns]wdali. m·p l't>sanw P prati<·atn andH! da [ll'l'sonall' mrfli<·n spN•ialir.· r.at<), A rwltt> i n q uc·sto raso. in has~ a.l\c r·ixu lta n r..<> tle>~li t'lii~Hti , ,-it>Ht• pronunciato un g-intlizio di non idoneit:ì temporanea. o definitiva al srr·vir.io nriliun·e.
Heccuterucutc. c liruiwtamente a,j t>eclu:sOl'i militari e carcel'i prè' 1·nti\·c militm·i. Il· ind~tg-ini ti~iieo - p~;ichic lw s ui rcclu~>i o indiziati ~ono f:r t tr~ cou uHa hu·l:{he-t.za, maggiore di quanto non sia. stato praticato p re· ~-~·dentf•nH•nt(•. ~at·à istit uita. una ca-rtella biogratico-antropologica, Ja quale cou,.,ta es:o<euzialm•:utc di due parti, UU<t 1-elatint all'esame diretto dell'individuo, l'a-ltra all 'esame indiretto, cioè derivante dalla· raccolta tll•llc infuJ·mazioni pn~s:so le autorità, che hanno .avuto occasione di toutt·ollare gli atti dE'l soggetto o quelli ùeHa sua fam iglht. l'et· iuiziativa dei JH·eposti alla :sor•veglian?.a di que~:;ti individui, all' usc:ita di essi dagli s tabilimenti militari, viene tra.smessa alle a-uto' itoì di pubbli<·a s icurezza IHl il ca.l'tdh~ SP!,!lla l<'tiC'a , riassunta dalla ca•·11-11 a d i 11 i <·a · hiogT;1 ti c· a a 11 tropologi(-a..
l>;.tl fin <1ui detto cltian~ appare l ' importa.uza. che potrebbe a-ssuII'PI'<' un;t ol·l!ani<·a < : sistcma.tiea collabora11ione delle autm·it<\. milita ri t'
di'IIP autol'itù ci\'iJ i nd eampo g:t•ncl'ico della p•·ofilassi th!lle malattie. E precisamenre i.JUesta. collabora-zione .potrebbe svolgen;i: O) nel c;tmpo della- statistica demografica delle malattie sociali , i:-tittll'udo tin d~ll l e s<·uolc primal'ie, e pcrfezionaudo, f.:tHTessinunent~ rwllc :-wu<~lc p1·emilital'i. ll'H'l lt• Jilc\'azioui stati:.;tichc, che :-:t>rvi:ssc1·o tt dare una fìsonomia. regiouale c nazionale del contingente scolastico e che 1·a PIH·cst>n t t·rt>hbe poi bt tisonom ia. demog-r a li<-.a. t•ssendo per t n tti i laueinlli la fr·PqiiPIIY.a all<l· scuola oiJbligatol'ia: b) nel campo dell'azione p1•ofila ttica concertata ·la collaborwr.ioue potl'(' hiw "'·olgcr s i iu du<' distinti sottogruppi: 1~ Qnl-'llo che ri:ruarda le nwcina.zioni profilattic:hc; :!'' Quello clll• 1·igna rda le mal n ttie vene l'L'C. l ' a lcoolismo c la r·Jtt•J'(':I •lt·i sintomi iuir.inli dc·IIP nralntti1• st)('iali: tuh<•J·<·nl•lsi. tn•·e psi·
,.Jti<·lw. t'l'l' .
.. .. ..
1't•l' l<• \'<IITÌitaY.illlll ,. J<1a l o t·•l>-tanl<• pt•nsitoi'O 1h•ll(• tllltol·ità !<an ita · J·it• italbt lll' la pr·opa:,.:<llula sulla t•llk;u·ia pr·ott•ttint di <tklllh' nweina · ;doni p1·ntilHtt.idH'. l'attna:r.ione imnwdiatn Ili akHnt• nltr·<·. giù (•ntl'Htt.• !Wl pMI'ÌllliiiiÌO dt•Jla <lifl':<;t <·onti'O h• t•pi<if'IIIÌ!'. E , pn•:<<:indendo thdla ,·:w<·inar.ion<' anti,·aiolo:-:a. la •1nalc \'ÌPll<' l'i · petuta obbligutorhtmente all' nrrh·o ll<!IIC re('lute a.Jle armi, l'nutoritù milita,J·t· italia11a applit·ù li11 tl;t] 1!11:.! la ,·atTiuaziollt' antitifop~ll'atilh-a ohhliga tor·ia Jll'l' l l' t r·tq tpt· d1•J<tinn te i 11 Li hi a. Dopo !Ili par('l'C ùt•l Gt~n :-:i~dio slljH'I'Ìill'(• di l"anitù fu fat to lo stt•ssu. JWl' tutti-' l~ trnppe al mollii'Uto dPll'intt•r·,·(·J\to d.·ll'Ibllin tu•lla l!ll('ì'l'a lll<)JIIlillle. Dm·ante quest;~ poi ](• ll'IIJllll' :tJ fl'OIIt(' fiii'(IJIO JIÌÙ \'Oltt• \'fl('dliHtt•, NÌ;t ('OIIÌI'O j) tifnl•<II'Htifo, ~->ia t·lliJtm il ('olPl'<t con ,-ac'dni JH'l'Jl<Wllti dal fJnboratorio ba.tH·r·inlol-!i'·n rl<•lla ~auitiì puhhlif'a. dal!li Istituti mri~·ersital'ii di Pa.tolo)! i a ;!1'111'1';11!• 11i );':t p o lì. Fi r·c•ur.(• <· da Y;'JJ·i i l sti tu ti :-:i<••·otPI'H p h· i 1111 :t. ion;t\i.
. lu talnnc c·it·<;o~;taHZè :m,riL ftll'::;c ntl<:PiS:sal'io nmùe1·c anche obùliga· tot·ia. !a va{)eill<tzione t:ont!'O ì l tifo-p:tratifo e t·outr·o il colc1·a di quellr popolnz.ior1i rivili fr-a lf' tttHlli :sono destinate a Jlf'l'lllM1et't> ocl Ofll'l'a.I'<! l('
t ruppr.
* • .. 111 l'l'l;t7, ÌnlW alJ;~ J'it·PJ'C';t ch•i .~in/V IIIi ini.ziafi ÙC IJ(' ID<.llattÌt\ i'Ot'Ì<Lli, i> cvirleute quanto la collaborazione delle fHrwrit:ì civili riusci.I·ebbe utile all'autorità militare uellf• segna.ta.zioni di quei 8intomi inizia:lj riferìbili particola,rmente n.lla· tuber colosi , oo alle t'tre psichiche. Sarebbe iu r:d !llodo fa,•.ilitntn nll'anto•·ità milit:n·e il ct)mpito di 1·eelntare ~le· mt•llti !<ani P di allontanm·t! tlall'amhiente militat·l:' rohn·o <"ht• p<,:s:sono l'<t['[ll'!'~'cmhtr·c~ un fo111itr di infPzi<)J)c o e he ;tlln vita militnrP r·i~'<ultano
iua(latti.
'Istituito fin da:Uc scnole il libretto o foglietto san itario, completato nelle seuole tli edtH::.\.z ioue fisici'\. o nelle istt'llzioni premilitari, la present~uion e di esso ùovrebhe I'Ssere obh1i~a.torh~ al perito sanital'llo jl1'f•SSI) i ('011Nig"Ji di 11'1';1. ' l'n la tnlwre<~lo~<i la st·g-nalaziout• jJOt.rl'lJhe e~>~;t•rc fa.tLt a mezzo ùei di::;p('H8ari ;~ntitub ercolm·i ed i servizi di accertamento civile potrebbero drtJ'(• nnebe nn not~>,·ole a.in to a. quelli militari. Pratiea.mente 'queste segua.lazioni potrebbero. se non circondate rblle debite ra.utele. originm·e gravi in<'onvenicnti in · un paese in cui il sc·JTizio milita1·c• ,, obhliga.torio. ma, poirhè il ,!!'indizio definitivo sulla idoneibì aW:nr·nohtnlNtto non ptH} t':sset·e p1·outmcia.to Ila, altri che dall'autorib\ miliuu·c. l;t ~'<t'gnalazionp a,vrrbbe il vn.ntaggio di richiamare l'attrnzion(' dci mNlici militm·i in modo ·particola.re su akuni individui ed t>ssa sa.rebbr prevalentcmentt~ 1utile in tutti quei casi <li :1.rrnolamento \'olnnt:n·in, in <·ni il sO~j!Ptto hn il massimo iutet"PSSI' :-1 di,:sÌIIlllln.rP le pr·nJII'ic• taJ·" fisic·h<' l' pskhidu· pt>l' ra.g-giungi'J't' il propr·io intento. Viccver·:;;'t la · col'laùm·azione delle autoritù, militari nella profilassi rlellc• )':lld<lett~: malattie ~'<ar·ehbe particolarmt>nte utile alle a.utorità sa· nitaric civili per t utti. quei <'i'l~'<i nei quali la· viL1. militnrr o gli es:tmi nwdici per l'a.nuohlf!Hento an·~:,;ero eomn nque messo in evidenza i sintorni ~niziali delli'l tubercolosi o svt~la.ta. •Ja. latcnz1t rli t.we psiehiche. E questa- colla.bornzione rwn potr·ebbe ~'<volger"i ehe :l.ttrM't}rso la dennn· eia da parte rlell'autoriuì militare a quella civile della, malattia. riscontrat~l e del suo stato, allinchè l'inclividtH), Cl"<'luso da.ll'ambiente mili· t;u·•·. t1·m·i, nt•l ric·ntt·ar·p ndl 'am hiente ch'ile. la pt·otcr.ionc [H' J' ~'~ e 8ia ll('~~o in grado di non nuocere ngli altri. · :\IHJIII'!<s~l IJIIl'sto pJ·iJII'Ìpio, IH' ilCI'l\':1 la Jll't~i'!Cl'Ìr.iOIII' CliP, all'atto · •1~'11a r·il'or·ma pt·t· •·icono:-witita tu'tx' t·colosi o per tnre psichiche, l'a.utoJ·itù militai'(' (]oyJ·t>hhf'' far11<• <lt•nnu<•ia a.tra.utt.wit;ì ~auitarht pt'O\'inciale allo ~<·opo lli pJ·r.mntiH!I'(' i111lag-ini nelle famig:li~· e pr·on-eitimenti di as::oi~<tt ·nz.n t• di
prntihts:-oi a clmnicilio. ('onw ~i t• clt>l.tn. l'antot·ib\ milibuc 1Ht pet•fezionato e pet'fez.iona continuamente i pro!Jri cong-egni atti a pr'f'~'<Cl'Val'e la salute del soldato . .\ !!f·,·olt• l~ r·inl';ei 1·<·t•hc Jlt'lT il) roJ'l'i~'<pn•Hlel'e a 11' ohhligo df'11a ùcn n nriu,
«Juandu que: ta nmi !:l~t· (!a di~posizioni leh~slativc t·e~:>a obbligatoria. in ogni cit·costanza. Nella considerazione ùi tale qnt:xtiout· ~i è pa.dato solo di tubet· <·olol'i e d i ta1·e )II'Ì<'hiehe. e ciò di IH'Oposito, p !' I'Chè sembra cbe la collaborazione nel cHmJ•o ùclle rualattil' vPneree e dt>ll'nlcoolismo pn!<~a c dt•hba l<\"O)j:!PI'Si in UltlllÌCl'rl diVe J·~a.
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J'el' l' a.l coolilmw l'autodtù militarP ha 1111 c:lnlpo nwlto liwitatu in lt~•·lia , ove fot·tnnatamente ta.lc piag-a riFwontrasi in mod«) IH·ati(':ùwcnt.t' tra.scuntbile fra i giovani. Nondimeno sembrerebbe utile formulare la viva t'itccomandazioue alle autorità militari di Pscludf'rl: l'altool. l'pecie sotto formn di liquori, da quei gpne•·i di l'onfm·to ('hl' in e·onting-l'nze spt'<'iali !-ìOgliono es!oìCI'(' distri1111iti ai solflati. t•:tmuwntando lot·o èhe JH!J' t11tti i tol'siei voluttua.r i l'uso rap]H·esent:Jt il principio dell'abuso C l'Ili• il S(IIJiPI'O illllUI'tiÌ;cTn. c-he· pl·atÌI'<lllll'lltl• ~Ì J·io.:c·ontm in aJt·IUH• C'ÌJ' · <:ol't<~nzt· f>C! '. l'inj.!t·:.:rioiH' eli :lic-nol. c' 1111 l' tr<·ttn llt•lll'ti('o qu;llm·a lo ~i conside l'i conw dfl'tt o di u11 mcùi('anwnto, ma dannoso qunnùo. ~ùiSti · tuitSea una a bi tucl i ne molto fadl<' a l'O n tt·:U'I·:Ì. Lo sopac«'iv d<•gli ake)t~lici disti!l;•ti sa J'I'hh1• nllJ10I't11no n•nis~1· l"if'tato ll«'lle · •·antiltc' l'l"'"'ime·ntali ,..,.. t>d al s<>;.:nito (jp)Jt• tt·nppc~ in \'aJnp;lgna.
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L1• malattit' \ "f' II Cl'PI' :sullo una tt·iste ).)iaga degli el'erciti «' lr~ vita 111ilira•·•· pulÌ solo. sott.o uu pu11tn eli vista <'I'RCJ'f' c hiamatn responsabile della diffu sione ùi cs:s<> . in qn;l-nto offre ad un<l JUoti'Ra giontlll'. origi· nar·iamen te campagn uol::r, occasione 1li soddisfare. <·on più farilit.:.ì. c he in condizioni ordinarie, i propri ;lppctiti. L'ascesa della cu rva •lei con tagi \'PIH'I'<'i t• :-.ifilitici. in •·nni~JII)JHlcm.a dt•ll:l t•'hianwta alic :n·mi di 1111 e·ontÌilj!l'lltc ~ Ili lc,·a. ,·. la pt·cn·a udgliÒl'l' •Li c·iil. llopn tah• as1·e·~n hL (Jil'l'a disc-t•nde <'si ;;t;1hilir.za . Colm·o, c-IH· hannn t·osì ITistl'lll«'ll lt· pa gato il t r ihnt.o alla libertil, a,vuta, amma()strati ùall 'C'~-:periC'nza diven· t~>J';JIIIIO più I'HIIti o t·a~ti. l' s·m·g-~·1':111110 kO}O }(' nlleW(' vittime fT-11 Ct•I Ol'O (•.hc Racrifichcranuo :1 VeneJ·c> in 111ornf'n t i in <'Ui l'inibi~ionP ~ng-li i~tinti SO(',(·omberà alla fo1·za di (Jil('l'ti. L'autorità milimrl.' 'PUÒ <" ·fa molto per lirnitm·e i <·ontagi: ;:;ia. con l ' istit11~ione di tntt<> l)tlt'llr pr·ovYi!lcnz(• (case del soldato. sale di let· tura, di l'innion«>, er<·.) C'lt<> sono flt>F:tinatP a distrarre da pericolo~<" occa~doni il ~oldato. sia con ut~a bene inte~<l propaga·nda, elle mostri i danni individuali. famigliari «> soriali di dette malattie; sia. disp<Jnendo cbe le c·m·e più int.l'nse e precoc i siano pmticatf' a.i colpiti . onde questi ri· t.o!'nino :dia ,-ita ci,·He guariti rompletamt'ntf•; s ia consigliando a, <',0· l o1·n. l'lH• non po~~<nno g-nari l't' d 11 nmt e l~· vi t a mili t:ll'l'. qua.le sia. la COli · dotta da l«' lll'l'C~ 1lopo il rongNln. !\IH fo•·za.t:lllli'TIU· nel 11nstJ·o pne~P. in (· 11 i 1111 ,. akto ]i hf't·ismo P~istf' <l i fatto r·i[!ll<ll'tlo allf' <lenn 11!' i e (' più vu.:< t" :1 ll ro •·a 1·ig·ua •·cio a Ila p•·••sl itnzinlll', •·i l'"''~' irnJHisl'ibile l'C'gol amen-
t<t •·t:· <'Ol l a l tJ·e llJÌl'Ul't' tli intlu buia t'tJi<'a.-ia la t·olla lwm r.iont' pro jj l'' t · tic:a delle autorWt miJital'i con quelle civili. Molto utile si è palesata l'istitn~iou1• di un ~ervizio di profilassi specifica non obbligatot·ia, fondato sulla c·ostitnzione nellr c:ase1·me di t·anu~ t·p di tlil'iufe;do n e. n(•lle quali il milital'l' pnù (·oulpiPI't• l;"·ag-:.d aH · tb:t•ttici ell nur.ioni con l:t pow<Lta. di Metehnikotf. J:>arallt•lamt>nte si è istituita una, rilcvazione sta.tistic.c't di dennncia obbligatoria delle malattie nmerec riscontrate per la: prima volta. lJura.nte la. guena. fnmno adottate di c•OJII'!'J'to <·nn lt> autol'it.à della Sa.nibì, pubblica, specia.li disposizioni di l'<·gmdazinnP 1lelJe (Tonne infet· tanti t" le autorit;ì IH' dil'pOSPl'O il J·i<·m·t'l't' ospitalit·J·o ohùli~ratol'io lilw ,.., complBtil guarlj!iOUt' o a st·ompat·sa llt'llt• IIJanift•:<tar.inni c·ollblg-iauti. 'l'alt~ mil'lli'U. in ('OJHlizioui ordinarie non pnù t•sst•Fe p•·e::•a~ e d'altJ·o l'fili· to, tino <t qua.nùo nun Ni potrauno t·onsidc•nu·p le malattie venel'l'l' c si tiliticht• al\.11 stes~a ~:;tre~ua dellt• malattie conta.~ios<> ed impianbn·<~ JX' I' (·~RP. !'OUle p!' l' qu(~stt·. 1111 <'Ong-Pg-llo di. 1lifl'~:1 p l'Oli la t1'i<·u fmula to sulla dc:n uuci.'l· obbli~a.tol'in t' ~nll'iso.lanwnto (non solo nuilat<••·•lle). sal<Ì h~·n ditlìcile otten<'r·c fa.,·o•·c,·oJi P l'(' llsihili ri:::ultati. t<mta.nùo conPg~ere con la. peJ·suasioHc, o l'ia Jtlll'l' <·ol t iHJoJ·e. )(• trntlrur.t• istinti\'P. E ' obbligo dell''.l.tHOl'itil militare. s11 <·ni p(•l· un ~iudir.io 11o11 ••satto e non logico, s~ n~ldo:o;sa. uJOlt.t J·f•spo n:.;a h i liti! nl'lla p1·np;1g-azionc delle malattie véneree, proteggeJ.'P nel mig1iote dei modi il sno organismo a.nche da ']ueste fo rme morbose. l'~ d C~>'li:l· dC' n cerc.c'l·l·c. t·omt• t l'l'm i ne mi · n.imo a.ssegnato a.Ua stHL azione, di ridouaJ'C n-11a dta t·idlc ~li uomini che ne uscirono per un breve periodo di tempo, guariti delle infezioni t'Ile avt'ssc•·o int~tnto m.ecolto udl'ambientP dvii<•. Pnt1·<1 I'Ontinua.re a scgua•·e con !'.ifrf! Ja. tr·iste a~ct'l':l di'Ile n11·ip inf<>zioni, (•d a tlis<·g-narnc Jo estendersi nelle nwie re'gioni : ma, don·;). liluibwl'li purtropvo a. ciò, fiuchè uon le f;i dm·a.nno le :~o~·mi potenti 1lclla d('nuncin nhblig;.ttol'ia, e della ~'egna.lazioue degli infc•tti alli' autoJ·itù all'atto del lot·o r.OIIJ!Pfla mento. Solo allora, Cl'!Sa vot•·à iniziare an('hc· iu fJIIt'l'tO (•;llnpn d i ]l l'Il li . l:~ s~i <! 1li igi1•nP snt'iìlll' una !'OIIn.ho•·azione effi('H('Ìi';Ri Ull\.
* * * La collaborazione fra. t-tanitù civile t! :;a.uitù Juili~H'<'. 1·ontinun e cordiale in ogni momento, deve divenil·e auco•· più str·etut. più intilna, fino a fondersi in un corpo solo, nell' imminenza eli una gnt"t'ra C' du· rante il conflitto. W evidente ebe allo st(•sso mo\lo. come in pa<·<' J' a.utorità miljtn.re, iu caso di epidemia , dJ terremoto, di inontlnzione, mette tutte l e sut> for7..e a clisposizione delle' autorit:\. pubbliche, le quali hanno il tlnv('t·e di provvedere con tutti i mezzi possibili nrl allP\'i:Hf' i danni rhe le forze hrute dPlla na tn•·a. hanno eagion<lto; eo~<ì. quaudo l'coppia qm•ll ' a.ltro non meno t<'rrihilc' catacli~ma che è la. h"llena, le autorit.i't civili d e h bon o <la.re il loco illimit<•t.n ed incondi?.ion~l·fO aiut.o a (JIWIIC' milita•·i. eni ìo . imposto l'obbligo di salvaguarda-r!' l'onore e di pmteg-g-ere l'inte~rità, la fN'lW t· l•l ritn della · nazimw.
:-'()no iluc M~aui s immt> u·ici e similin·i Ji uuo s tesso corpo. Orbene, c·omt! ne l nostro organismo. questo o quell'occhio, tquesto o quell' orect·hio, a secorH.Ia del momèuto e delle cJ<:casiouali condizioni di tempo c dj luogo. eserdta funzioni prentlenti e fin a ssorbe nti estùl'altro, senza J)('t'Ò mininutmPnte int~wcarne e uH.'nomaru<' il valore intrinseco, del pari i rlm• Ol'J!atri statali :;;i alternano n el compic i'c il loro speciale man•la t o. i n tegranùosi, rinYigoi·endoF:i, com ple taudos i a 'iccnda. :\[a pc rc hè ciò a\'\·enga. al momento del bisogno. senza sba lzi, senza 1·uurr·al<r :. l<t•nza f!U e l llaunoso 1Wrior1 u tli tirodnio, che non può non proYoc ar·(> incertezz(', erro l'i. o. pN· lo meno. perdita di tempo preziosis)<imo, è n ec~>ss.ari o <'be nel pct·iotlo di p:W(' funzionari della sanit4\ pubbliea c ùi qu ell:t militan· ~i l'endano conto pnlticamcnte dei complicati ingranaggi r egolamentari e tecniei dell' altro servizio. addel::trandosi e ,·h·endolo per un s ufficiente spM;io di tempo. :-'coppi n t(• l e> ol"ti lità m il i t ari o le t·n larnitù pubblich(', i tl<:>tti fuu :dQnari snrehber·o a~>:egnati qunli esperti e quali ufficiali di collega· mfl nto n-g li 11ffici di con~ul e nza p r o6latti<-a pr·es~o le Direzioni ed i .;!T;trlf.li ('omandi milit:H·i, t· pl·t·sso la Dir·ezion•' gen erale ùella s.1 nità ~ l"' h hl ica . E prima di tutto è indis pen sabHe che .cur e concor·di , fin dal tempo di va e•~ , sinuo rivolte alle regioni ovc, pres umibilmente. si l"\·olgeranno le l-lzioni prelimiJ1ari rli guerra , l' ammas!':amento cioè dell(> truppe sia pet· tlife nùer·e> i punti più vuluerahili ciel c·onfim• naq,ioua 1••. sia per in~a•lP r·e, in caso di offeni'Oiva. il paese n emico. ~ena di t·srmpio a, questo proposito la lat·~a preparaziotw profilatI io·:a.
:tltilnt<·lltl• lll:tl<t"ltt>l·at;L ..!t .• la (}pr·nJ:tnia ft'<'<' c:' on la 1'i;!lllt-~lllltn· ut>i due• lm;tl'i IH'i ma d ella grantle gnena, u~lla
: lldlllltftt'nx l rltirJIIt'/1,
na
l' i e l'a. re n a n a. nell'.-\ h:azia P Loi'PIHl. rwlk JH'm·incie cioè on•. con ogni ))I'Obabilit;ì, !':i ~ar·c~ hhe ,-pJ'ifit·ab•. in <'il!':O tli ronflnl.,"l':lzion<>. Fadutt:t t a tldl't•,-er·cilo. P;J.r·ticolar·p :tttPnzione merita ln stuùio di un hu·go appeon· i~io naml'nhi 1Ji arf!na potabne i n tuttf' qnl'lll' r egioni. P er c ui non solo nei r.en tJ·i :lbitati. 111:1 ancora lungo le princ ipali dt> di comunicazione e nei lnn;:.rh i pitì ada tti a c·ostituire e ,·entna li campi di sosta e di acca.ntonalllf·ntn •li t1·uppe . dt"vono fm·~i ricchi impia.nti idrici, capaci di fornire, alla t) rrm· r·enza, il prezioso elemento •nelle proporzioni richieste dai n·nruplirati hi~ogni d<'gli ntPnti abituali e di quelli occnsionalL l'"t tali tt• rttpt ·l<tin> IH"mTidc•nz€' si impOH{!!OliO per· ri:;anare da lunga m:1110 IJIH•IIf' Jocalit.ì c·on ri uerc•ssari la~ori di bonifica ter1iern . Tnli o pc·r'!' denn10 t'sSel'e c·(lndottf' a termine per cur a. delle autorità r h·ili . tou la rMpPl'nziorw mor·<1le e d intellettualt>. "'~' non manna.le, di f!ttl•lla mili tare . •\l tm cùmpito prt•limiuar·p di imporhtnza ovvia ì~ l~Psatt.'l cono~ scc•JJ t::l ch'll'C>pi!lC'miol()gi:.1 tli tutti i sn<tet·erlllnti tPr'l'itol'i. Dt>hhono t'Sfl't"rt' c·onos!·iu ti t·orL sit·ul'ezza. l'OSÌ i pitì piceoli fo('olai (•nd<'lllÌCÌ eli mala.ttie i n fPtt i n·, eotue i sinl-{ol i e pisodi t• p idem ic i e fino i casi ~poradici. Lot sf·gnal:rzionc rlelle mal:tttit• inft>t.tivt>·contagiose e la. lotta contJ·o tli l'l<l<t' l(p\'(' in (•Odt•st(• l'Pl!ÌCilli ('SSt'l't' più thC' mai f:(' I'U)IO]O!':fl· e per-
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fetta, c l'autorit.'t militare ne ùe~·r· Yr: nirr· minuta-mente e ~;istema,ti ca.mente oootta. n>lta a volta. Ch<' l><t~ ì· i ndispcusu bile C'hc i c·~:n tri di rnecol tu dell'esercito m o. bilir.ato siano ~o;alu hl'i , occorre tll'l P<tt'i che k milizie non t rasportiuo col:'t germi di infc:doui. . E' noto t'OHW i rPlT<'IIÌ,. on~ si rar·l·olgolll· t' si sur:r·t>doHo t•nonni ra~ ~l'liJr~mnu•nt i Ili ttolllini 1· di I'HI'l'in~~i. si infl'tttno t·apidantl'lltl! lino a1l inqninm·p non :-:olo la snperticiP, ma. <Lilcot·n. il ~ottosuolo, aUerando la f;tlda :u·qtat:a sottt·LTUUl'lh e tjUitlfli Il• t·aec·oltt· idticlt!• più a.<·<·t>sr-;ibiJi, che allioran~. spontar,eamente n <lÙ cu·tc C. forniscono r:u:qua, che !;' impiega per Ja. pulizia ed anche per l'a,Jiruentazione. Le truppe pere;iò debbono giunl{t't·e in t·Oùt>ste loealitù, non solo sane ma inununizr..n te c•on tro le! mala ttir• in fctti ve castreusi (vaiolo, colera, tifv. pa.r:.t.tifo. tli:s~enteria). I rapidi progressi, I'ÙC !;j vanno compiéndo udla H•1:nira 1lì JH·cpa J·a~ione 1lt·i nW('i tiJ, laseinuo l><Jit!l'<ll'e clw :si possa couferiJ·e all'uomo una notevole l'CIS i:stcn za e ti n l'i m m uuitù, in pocb i ~iorni, nel tempo .l'i~Stt·etto cbe lP truppP hupit'~auo per l'aggiungere dai centri di reclntmnento 1tel ten:itorio uazionale CJuelli ùi raccolta in zona di operazioni. E' opp01·tmto t·ic·c)l·daJ·e dH· pn~st•ntt•tltcntc· leo nH:.cinazioni tutti · Yaiolost', an titilic·lwp;ll·utilithc ~ono ohhlig:ttot·ip pt~ J· l'e:-:cl'dto itilliaJtO ;:w<'be in tempo 11i pace. Ad uguale tra ttn.mcll to JH'en•n ti vo ~~ i ndispcusa.bile siano sottopo · ste pure sistematicamente lt! ~;quudrc ùi opct·ai boi·ghesi cbe affluiscono t:olù Jll•t· •·ompit·i'<' la,·ot·i h·t'l'it>t·i utili :dl'eset·citt' combattente. Si deb· bono n.ssolutanwntt> ef.;{:ludere quegli incli\'i1lui, tlw pt·o,·engouo 1la paesi dove infieriscouo o serpeggiano malattie infetth·e·c·ontagiose. B(>n conosciuti e tenuti •l·ctm·aulmentc a ~iorno debuono essere i dati epidemiologic:i riflettenti i paesi nemici e l><Opmtntto quelli confinanti <) dw ospitmu) una gl'ande qnantitù, di cittadini italiani. T/Italia, ~·omt • bc.•n si s.t , t\ in t(•utpo rli pa<'t'. Utt;l nazioni' ad altissima emiJ:tl':l· r.iOJJt'.
:::lotto la minacda ùi una gucna è natm·a]e quindi che per dovere patriottico o per sicul'ezza. persoualc, una quaotitù notevolissima: di tali individui rientrino Jlrccipitosumente in patria. 'iu modo spec iale dai p;lcsi OtStili, ove l'ulteriore sog::!iorno può es~<~er ·reso rnala.gevole e fino impossibih•. Ri intt>ude, eomc in ~o:imili t>n•nh•nz<: lll"t'Csl><it•ì economiche prendano con facilit:1 il sapravvento, e come quindi con individui malati o con effetti personali e domestici sudici si possano fare strada i più svariati e terribili a::tenti o vettori d'infezione. La vigilanza S<~ni tari~~ ili confine ~ di pot't.o de\7 P aHm·a t>Rl><ere iotensifjeata al massimo g-1-:Hio. t' t·ou t'S!;a l'aN·nt·atH intlagiilt' Jwt· :H'r·o~lim·t· twllt• fi le flpll'!'st>l' · dtn rodesti rimpatriati. .. .. o
Deci~1o
la mobilitazione.·, sa.l'ebhc> n l i l t~ ptor <·Nnsc~uire il lllaggiore e più celere rendimento sotto il rispetto pt•ofilattico. che dei medici c hiamat i ~<~otw lt• a.rmi quelli t>set•ccnti in q11<•l momento nf'llc zone tli adunata clelle t 1·nppt> ai l"onfini, e perc·iò ronof;dtor·i d ei biRo<,pti sani-
ta.ri della, regiout• "' delh· possiuili dcllcieuzt•: t•1 l iuoltt·t· g-i~L affiatati (·on le popolazioni, fo~st·t·o. almeuo in pl'imo t t•mpo, •·ohì lllst·iati ;t pre· :-;tarc la loro opera il'uxuale HR:ii:sten:t.a. :\Lediri rnn<lott.i, nflitiali ~;an i · I;II'L IIJt•dic·i 111'0\'illc·i.ali. deblJoll() fJlllllUi l't•sta J·p a 1isilllp<'gD:IJ'l' SII! posto lt> loro not·mali funzioni, non nwditkalldn nPg-li :<tt·t·tti limiti tlc ll'indi~<'IJPIIS<thilt• l!li ahituali l'HJliHH'ti t' dipt•tult>ll:f..l' a ;;Il<' di 111111 tlll·hat·c il funzionaruento ùi un' oq;a.n izr.:Jzio ll<• la più adatta a r·i II·Y:Il'<' lt• t•n•u . tu ali vari az ion i ~·più e m io l o~ic·lw dw si a n·,..;st•t·o a pa l<~~<'a l't'. Inoltre. sotto lo stesso tig-u:ll'llu.. t• i u:-;cirebbc inùu hhia wcn t (• vauta.ggio~;o che, u s11tl<lisfat·c la nn tu t·al<· pl] inrli~<'Jil'llsahil<• intt•n~;itkazion c 1ll'i :wn·izi sunit;11·i in qtH•i lt•tTitOI·i, \'l'lli:-;st•t·o atlihiti l'l'a lntti i lllt"tlid _ t·iC'IIiamat·i qu~>lli elw disiuq,l')!ll:l\'allO fnnzioui s:tltit;wh• idcutit·ht· iu :dtt·l' paTti dPIIo :-:taro. ~l' lll'l' nt•c·Ps~<'itù t's"i !«OliO nuod :lÌ luogh i. ··lw non sia1111 alllll'!!o Ìlii'~JI\'I'li \' 11110\'Ì allP lllilllsioui. ~aJ·e)) !Jc• fiUe ~ta la pt·itua. a.vpli(·aziOll~. in Ol'(liue tli tcuq •o. tlt·l priu· 1·ipio ùi utilizz;u·p in ~twt·1·a il J>t'I'~<'O Hah· uu••li('(J> dvil~> a. ~et:ntttla d e lla p;trtkola.J'e capadtù (•~ l attitudin(' ;H-.·t·l·tata J·ig-m·osamcn te tin dal tempo di pace. L 'ohi.Jii~n ti i t·oa.ùiuY::ll'l' ohbietti,·autente t• s('l'<'Hamentl• l'aut o •·ità militare iu qtwsto ~leliC'Hto. itnpm:uluti~<'~<'imo e difficilt• t·ÙDIIJito di \':tglia l'e l;t capac·il'ù r•d attituditu• lll'ofpssiOtlalc di Q)!lli meclif'.O l'!tt• ba ••hhli~o tuilitat·t·. spt•Hll alh- l 'lli\-PI'~<'ÌtÌI. :t)!li Ist i tuti ospedalit•J·i. agli ())·dini 1lt•i Utl'did l'Oli J·appm·ti <lllllllllli t•O!«C'Ìlm:r.iosi ~~ l'Ìst'tTati . ~olo con l'univel'sa le I'ÌI!nroso i m pip~·o dd comp~tenti ~ i potl·:ì il~<'~'it·nt·a re nn\t.~<'sis t~·H:f.a sanit~11·i :1 c:Oinplt•t<J t• l•l't·ft·lta. t'\'Ìhtndo t•t·t·ot·i. iHt·Pl'II'ZlW. ma-ncltevolrz7.t', ori:ri11<~ di :,rrnri <lPtieil•uzf• 111'1 :ooN,·izio t' 1li danni alle persone. Pere hè poi la p1·oti la~<'si g'l'llt•t·it·<l l' spt'I'Ì lit·a. possa. 1H'l' t 111 t a la :r.nua di l!lllll'l'a . s\'olg-t•t·~<'i s11 hasi :I!«~<'OIIIrauwntP si~m:, .• rig-oro~<':lllll'lltf' scientificlw P.(l uniformenu•ntt~ tostanti. utili:-;l<im<l t'ÌII~'t·it·t>hlw la for~nnzioJw pt-P!«l<O il C'onwndo ~lllll'l'llltt tlc•ll't·l<PI'<·ito o. lllt'J!Iio. J>l'l'l<:<O I'Iu te Hdenzn ;!<'llt'l':tlf• . di 1111:1 < 'otntllil<~<'inllt· t·tHt:;;Hitint di pmfila~<'~<'Ì c·ostituita dai cultol'i piìt l'lltill"Hti d<•llt> di~c·tpliHt' igit.•ni< 111'. Jl~"l' :<OI'l'l'l!~t·J·c eou l'illuminato c·uH!';i!.!lio g-li ot·gaHi t<'c·ni1·i di~<I•H'Hti IH·es:<o lt.> !rt'ancli nni tù tattirhf' (:ll'lll:lt(• (' (:OI'Jli cl 'a l'lll:lt:tl. ni j al(' Commi~~ione de bbono nat n ra.luwn tt~' csl'Wl'H pars JJH/IfiiO i tliiP t·;~pi ùt•lla s;tlli.hì milihH'E' c civile. In t a.I lli()(Ìll tutte lt~ nt•t·(•s:·dU >41ttital•it•. ~-:opJ•ntuttn tli iurloiP Jll'olilatt.ir.:t. andtf' le più ina~petta t t• el H• la gtH'I'l':t potel<l<<' m\f'U.(·r(~ i n t•,·iòl'nr.a. v et·· I'E'ùlwt·c> ra-pitl;~nH·ntc· P (·on iHcli~<'t:tl~<'sa ('Oiltpdt•Hza r...l autnl'l''·olt•zr.a :-:tu · diate e "odcli><l'<lttl'. g;tn·:111tendo iuoltt·r.. J'intlil<pc•nsabil(• uttitù di ittdir·i?:rn i n t11 ttP ]p m is11rc ,..;111 i btl'il\ pt'('\'1'.11 t i n• t• t· m~ !l i n•. · Co tue t'- ln;!ito. l.1 m;t te l'i :t 1i:f.za :r.io11c 1li t 11t te ('OÙc~<'te ùi retti VL' 1 come };~ collll)ilazioHc, d'ira nwzione cd :l pplica?.ion<' t] i • tu t te le disposizioni t·ifiettenti l'illtt•t·o ~<'t't "\'il.io sanit:11·io- iu :f.OJJH <li ;!U<'t'l'a, deYe Pl<st~l't' di t·sdn~int (·ompett·nza ,]ell';llltoJ'itil "anitat·ia, mHita.re per tutto il !)C L'· sonale t· he Jll'('l't;l spn·i.,io in zoua di OJIPI':tzioni. Le 1111 i su t'C in v t'<' C t·lw ~ i debbono a ttu:wc iu zoua ~e l'l'i tor·iale re· ~ta no <li !l;pettnuza di'Ile autoritù clw 110rm:tlnwnte prc::;ietlono allrt :<\'Ol ~imcot(l di ei>sP.
~ou ì· no~t ru còmpit.o O(;CUJHL.ITi di ptO\"Vt!dime u ti ela aùotb.u·si in zvna. di g'IH' LTU pet· a:s~;icm·at·e l 'asl'il<tl'uza m ed ica o c-ltinu·gica e quella degli sgomheti, dulie zotw del (no<·o n ela 1)ueJla rlelle 1·ctrm-ie iu zona tel'l'i tol"istle. dei ma la ti e fet·iti. couw ;uu·IH' l'a{;Cet· btmeu to rlel grado d i inabilitiì- dO\·uto ad eventi cli guena: uoi ci liUJitinmo a tnHtltre dell"' JH'<'\"itlPnzc e provddeuze igieni1·o· Jli'O{ilu tticiH!. L ' pspc•t·it•Hz;t l~·lli<-a Jlli;;c in pit·11a ltH' t· un bisogno, t ltc si Pt·a <W · n•l"l ito 111111 dal H'IIIJIO cli paet•: la Ut!t't'ss itù t:ioc\ tli an·•·c prc:l-'~0 gli alt i ( 'uuw•tdi 111ilitat·i ùd t.t•c:nid t"1te si ue«.:u}•Usst•rn iu tuodo l'Sclu:-;ivo dell:~ pt·otilassi , appt·t•f;landn g-li oppoi'tnui <·ougt'~ni c lllllllten<>ndoli in pit"Jta r tlkit•nza. Il I'ÒJU}Iittl pii! g-t·an· t•cl impm·tantc eli 1111 Hiretton: di sanità dì anuat:t· c\ ~:~euz(L duhbio, quello pt·otila.ttit·n, 1• 'JI~~'~'to deve ef;scre <llfi · da to a t'1.1i d:\ ~:ll'anzia di una Larg-a t• matm·a pt·t•lmtaziotu• spe('ializ. zata, ._. non c'- ùi~hatto da a.Jtt·t· ctn·P. · n~~ eiò la nect>ssitù tli JIOI'l'l' acl l<ttr:1"('1/1 del Dil·etture eli :;an i t<\, lJJl coutSulen te igieui:stn. l·~ · quello a ppuu t o c lw fn .fatto pt·<>s:;o d i noi , nella p: l l'sa t<~ g-ewna , t· ·lw si fa ;wc lw or;t ili pace cou ottimi ri:snltati. A questi uffici oc ('Ol'l'e pt>t·ò. per a :;soh ·rre il ntsto ~~ùwpito a:;se· g nat.o. maggiore autorit.;:ì e sopmtutt<• maggim·e libertù d'<Lzio nt•. U na fnnziotU' ~·o:o;ì <'OJUplt·sl'a t·d inlpnt·t;tnl(• , rl<•fpJ·ita a~l 1111 11ffidaiP stlpc~ · riore di indi scu~s:~ c·olltpe tc uza , iutt-t·pt·Ptl' r~cl t•st•cutOL"t• di deliberati di ti n a Contn!Ìs!';i()lw su pc!t·im·e d i uo t i jgir•ll \~<! i , t"l'tHlPt'Ù g t·u n di scr·,·jzi a l l't>sPt'ì.·itn, sp 11011 "'""lÌ tt·oppo itupastoia ra cl;~ lq!ami buro<;t·atici ·~on nflid 11o11 tt>t·nici Nl a u <·lt~· "''~m p li(' emeu t<• no11 specializzati. Nell'espii· c·aziOII(' di nn muuda.to yro tilattico. pitì (•hf• in qualunque altr<l man sione :-:anit:11·i:!, Ila rai<H'I' s"olltnH• l:t pl·ontt!l'.r.a di t·OIIl'Czione c la ce h~rità, dì <tt t 11aziotw tl r ll'n!Jpo t·tnuo Jll'oV\"ed itHPII t u . L ' i~it•nist<t, deve pt·e,·enire le malattie più f' lll' f'OmbattPt·lc, t• JWI' ,.ollsP~11ir1· questo risultato ideale ha bi"OI{IlO eli Ìllt(:'l"\' c•llÌl't• t1'111Jll'stinllll(•lltt•, c·iop (' llD la Uhl·g'g"ÌOl'l' pO::<fiÌ · llil(· ~<oll<'('iturlinP.
('o~tituito in tal mauit~t·a 1111 ot·~allistllo pnlfilattito I"Oimsto ed e fli · ci<•n te, etl ilHJIIHdl"at o, n hasP di (·OHIJH'h·nza SIH'l'ialir.zata, il personale diretti\·1• t•u t'~'<'euti,·n, la sallltP ùt>l :o;oltlato, doc' l'at'UHL più valida t!d in d Ì~<JI!.'Ill'lti.Jil(• p e v \"Ì t H"l'l'l' le• ~llt't"I'P. s:u·ù ~t' Il za Il n llhio va l iùamen t<• pt·c·l'l't"\"ata t• tlifPsa. P l'Oli t•ssn IJIIPlla dcdl'intf•t·a n:tziotu•. . L 'ot·g-a11izzazion1· <·osì :-;olidanwutt· pt·NH"(HJsta l'a n\, in grado di riNolvere i prnbll'mi e di slliWt'an· Il' difficoltà innnmen•n1li che di c on · t.i1111o si pt·c·•N!'ntt>t·allllo i11 tanto s t·onrol~imento di nomini" di el1>uwnti. La m:tg-gion• attenzioJH' dr \"P I'Sl'('l't• t·i vol ta dura n h• la guerrs~ a l su:-;trutmn1·utn d!•llt• tt·uppe. La razione aUmentlll'l' llt>l soldato i n cam pagna de,·e !'~<sere studiata l' d<· tpt·miunta. fili da.J tc•mpo eli p are, cou la più gnwde pt'et·is ionl• (• I'IHl •·i~01·e ~deutifieo. (Jiò non<.li mento, CÌI'Co· stanz(• non pr·evP<libili p ossono ohhli~:u·e a modifieal'la. 'l'a le còmpito d<·ve (')otf<<'te affida-to a fisiolo~d r d igit>u ist i. soli eomprtenti nel l'i.solvere l':u·dno e pon rlPro:-:o pl'ohlf'mH.
...•
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11 t·1·gi mc igieu ko uc Ila ,.i t a delle n·iHn•t•. ne:;l i ace a mpameu l i e ll(·gli <H:eautouawcnti, IJIH:IIo degli o:;ped.ali da t;alllpo, dei r<!pHrti avi:lll%<111
di i~ol.llllf•tlto l' Ili t)s:-t•J·va;r,IOilt' per t·ollt:tg-i, tH·Ih• staziOlll tli IJ()Jlj .
tic-a , dt•i I'<IIIIJii di ltn11ilir·a di•llt· tnqqw, tll'i prigiiiUÌt!t·i , dt• i laho1·atu1"i battedo logit·i an111zati. tlc;;li stabiliJut·uti Iii riCUfll'l'U dt•i lllllti'I'Ìltli 1i 1 \'CstiHI'ÌIJ l ! 1Li equipllgg-iauu·ntn, del lJag11i t·ol lettivi per la n·uppa. t•li(·., t:Hi~tt:nti iu wna ùi OJH~t·aziuni tkruuo t'ì'sl'l'C sotto l't·:-:C"Iusira soJ·n-gli:Juza tlr·lle autol'itil sanit;u·ip wilitat·i. lt· quali j){'l' mezzo dei lort• 1H·· g<~ 11 i del•honu pl'O\'\'t'r Ll'l'l' a lissu.re . le li O l'Il li' proli la ttir·l1c et! a sm·veglia l'Ili! la 1·igorusa ed Psatt.<l applh:a-zioue. Le iuiziatirc iudh·iduali in tJIIc~to eam1•o ùe\·ono c:sserc liuùtate all'a da tlameuto alle parti colari <'oH dizioni lo1·a li, di rPgola eer·ezionalmcntc arn.:rautisi, uo11 t·unt.·utphllt! lll·llt• istJ·nzioni ricevute. La tattic-a dt•l t<tsu per ('<1:<0, utile e uet·e:<saria spps~-;o in tt:t·a pia , è fatalt· se appJicat<~ nella profilassi. Le interferenze con ortliui t: consi:;li (li autoritù uon r:umpetcuti o non autol'izr.;lte nou tlevono poter verifj<"atsi e, nel e<t:so, non deubono aver esecuzione. Aec111'di preliminari e ~·ontinui couciliet·aun\1 le VI' · dntc, per <Wn~ntut·a dit:;coedauti, c faranuo 1\Ì c he lll<li abbiano a llltutift·~ ta 1·si disnepaui'.e nelle disposiziolli ethaua w, n è in terprctazioni :trbi· t 1·ari<> dpg-li twdini ric·.-,·nt i. l 'ad llll'llr i , ma sello i 11 1111 JH'Ìtuo telltpo, sono riservati aJl'a u torit~ì. ntili~tre sanita1·ia il J·isauanwnto del e<ltupo di l>a.ttaglia < 'Ù il servizio cl i poi ir.ia lllOJ· t ual'i;t. Le necè.'ssit.ì hellid.Je 1• la- ,·aria fortuua dei siJJgvli fatti ri'nt!llt' J·eHdnHo impet·fl'fte cù aleatorie le singole operazioni int·· t·rìtti a q111·stP dllt' p1·atidu· pi1'tOS<-' cù ig-ieniche. Solo allorc hè la- linea di battag-lia si sarù spostata dP1illiti\·atUI'Iltt•, :<;n·t·mo in gTarlo ili pl'OI't'dl:'l'l' ad 11na sistt>mazi<1tH' ri:-:>ponùcnte a Ila pie t.) per i defunti cù alle I'Ì"III'IIXl' noi'IIIP JH·o!i lattii'lw; ctl alloJ·a h~ autnl'itù ddli c lr• assoda . zioni di s<wcmso potmnno t•sercit:wc opera be.udica e completa in r:ol.JaJ,ot·<tzin iH' Pd ainto t·on quanto t'n ('tllllpinto :<otto l' imJH'l'O rlt•lht. IH'· ~
(;{'SSi j Ù.
l,a t nt~•l:1 sauita1·i:1 tl<•llt· JI OI•n l:wioui rimaste in zona di operazioni ,!lii'I'I'I'S('()(• 1\ :O:!'II I JII'I' di I'IIIIIJH'It•JIZ:J t[dle autoJ'itÙ Ili s::l.llit;Ì pnhhlit·:t . le qnali f:ll'allll'l i11 111udo. t·ht• i pt·m·\·t·dimt'llti Il;~ Pln;tllal·t~ non tontt·astino c·nn 1p11·lli ('111' ]i;llllll o \'Ìg'lll'l ' J'l'l' lt• ti'IIJIJ't' dis ll lt':ttP ili qnei l11ogiiÌ 1111' dt•si l !lÌ. lA• illtt·,_,. f1·a i J•ntt·t·; ,.i,·ili P tpwlli miìitari debbono t•:<scrc più snltlt·. allur·r·IH·· :1\' ('ssl' a mnnil'l·staJ·si qn;dr-IIP malattia l']'iclt'IHi!'a. Tnttn ùe,·t· rssl't· uwsso in llJH'I'<I 1wn·h1~ il fo1·olaio non solo non si cliffonùa, ma \'l'llg-a sJwnto al ~-·ilì JH't'xto l' t·on i minori danni.
:-;e nella zona di operar.inni militari ed in quella delle immediate I'Ptt·o,·it• la Jothl- f'nntl·•l llllll 111alattin inft•tth·o-(•ontagio!>a dilagante in fo1·ma t•pidt·ntir·a può t•sst·l't• pi1'1 :r;:l•\'ltll', Jll'l' l'org-anizzazinnt• 1lt•l st'I'\'Ì?.io p1·otìlatti(·o P l:l ft' I'I'PH llisdplin:t imposta rlal reg-ime militare, liJ(!llO fer·onda <li h noni ri~ttl t a ti la si d t·\·(• a ttt•nllt'rl' 11el territorio uaziona.Ie, on• la lt·~gr '('011111 n l' , nH• no as:'oln ta e pii\ ri!':pettosa delle libertà indidd unii, !;i Jll'(•st;t a1l f~f;si'J'<' r lnsa ro11 maggiore facilitù. Qui perciò oc· ('OITI' J·;rffoJ•zaJ·r r·uu opt•nl. r·•n~t·oJ·;lp i c·ong-egn i rli clifl'!>fl l'rl in nwdo ~;pe (·inlt> m•lla lint·a di stJttn·fl rll'lll' (]nr zonl'.
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ProvYedimeuti eccezionali per b loro natura e ,·astitù, sono richiesti d<tl bisogno di sbarrare con sicurezza ht via all'invasione verso il ter· ritm·i.o <li uua en'ntualc epidemia ::.:coppiata nell'esercito comb<Lttente. o viceversa. Una. insormontabHe ba.rritH·a, sotto formtt di zona di !';OStn.
d<·n• <'~'~'l'l'P nppo~-;ta ::t. mezzo di una catena di posti di osserva.zione, il c·u i llt>J·ho «ÌP\'e l'~'~'l'l'(' <·ostituito dai labOJ·a tori ha.t.tetiologici. O~~i, dll' la. t<•oJ·ia <lei pot·tatul'i di bacilii ha ~wofourlamcnte <·om· penetrato ht profilassi delle malattie infettive, indirizzaudola per una via, più lunga e difficile, è ,-ero, tu<l· più feconda di buoni rh•ultati, le inda.gini <la compiersi domauda.no 1uaggiori mezzi, maggior<" Mtivitù e più lun~n tPmpo. 'l';lli ricA•J'(·hl' tl(~ bbouo applk:IJ':o;i :-:•tlla mal'sa. dellP pt·l'l>OUl', eh<· l'Oli ininterrotto flusso e ritlnl'so passa.no chllla zona. infetta a quella im · mune, a fin di garantir<'i in maniera <·t>rt;;t ehe nessuno possa set·vir di vPicolo al germe speeitico, ahbia l 'individuo sofferto la malattia. o sem plief'ill(~nte ahbitl avuto <·outatto <·ou IWl'None colpite o con nmtC>t·inlc inrprinat.o. ln simile fr·angentt> ltu'i"titnr.ion<· sola, pt•r <JU:lnto bene otganiz· zata e ricca, è insufficiPutl> a Il;\ bif<ogna. dondt> la neressitù di intesP r di a.iuti l:ll'g hi e cordiali <la. p<H't<' sopt·;r.tutto della Sanitù, pubhlin\. dH· pN· In sua organizz;lzioHe spec ializznta, dispone tli 1111 uumPr·o liOtt-,·oh! di esperti ill indagini battPriologiche. tli t<•enici nei :<t•rdzi tli rwofiht.s si. (Tn.-t luminosa diuwstr;tzionf' 1n·;1tka l'ha ftwnibl pt·t;sso di noi l't·· HpPrienza fatta d n ra n t P la g-r· a n de g'IIPt't·;r. q n a lHlO <'s:-:t' IIÙ o :-:t a t o ron1u u i· l':tt<l· alle nost1·e tntppe <la qtu' ll<' ;lltst•·iadtt• l ' inff'zi.onP <·oler·ka, si Ùu· vette stabilir<· qut•ll'ottinto ,.,..~lio, t·onosf·iuto t•nl nont(' di ::vua di 71rimo sgom.1Jero. Es:<a fnur.iollm·a ll(•ll'ampia cliNtl'sa di Ìt' l'l'itnrjo .f f11or·i de lhi :wua di orwruzioni , !'h t• da Ila rid Pra atlri;l t i(' n si estPtHle~·a a que lla tilTeoa. a.hht·acc·ia n d n q n<•lle p1·m·ini'Ì<' rh• l Rrg-uo che g-iaeciono fra il .. erl il .n " JHll'HIIPin. <' pl't>l·i~-;amPnte rlalla l"Ì\'a tl1·stm d.l'l Tag-li;1ltt t>nto ali•• . \!l'i Ma1·ittime, alla Lig-nt·in fiuo ad Ar1•r.zo P :;;ieua in 'l'o:-:{'ftll<l. XunwJ·Ilxis situi l't'HllO t'·olù disst>JUittnti: ospNlali di ] 0 sgoml•rJ·o, lnt' nli di i:o:oln · "mento, ~tazioni rU disinfPzioni ('on nnn(•sf<i sPrrizi di hngui e ln.v.mderie, lahomt•)t·ì h<ltt.edologk1: stabilimenti t ntti arredati ed adibiti a c·om· pien• una minuta ossrJTazionP ili tutti i malati e ft'rlti r Nlnri tlal ft·nnte· di eomiJattimento. I 1·isnlta ti eonsP~uiti d:-tl fnnzion:luwn t o rl i nn n tal<' lm rTi era fuJ'OtlO oltr·emodo ~odJi!<;f<lt'rnti ; nPllr ,·ari<' pl•o,·inrit• dr l R<·gno i t·n!';i di role1·a
wo
,·py·ifkaL:-:i fra i militm·i t• )(> popc•lazinni furono poc.hissimi; ph:c.ole srintiJle chp m:li rd in lll'Sf<nn luogo snRc it:wono inc·endi <>pidemici.
f'f't'tnm(>nt<• così i ('.;tsi spomdil'i di colet'<l. <;.o ntr fJuelli •li mrni11~itt>. rli rliss<'nt<>r·ia. <>cc .. tliffnsj in zona tRJ't·itoriale, sono cla. asrl'irt>rsi al· l'impet·f(•zionr degli attnali liH' zzi di intlng-ine ha.tteriologi•' a, i fJnali non permettono, fJuando non t- dnto riprtet·r n piiÌ riprrr.;(• Nl a 1li:o:tnnza rliver·sn lP l'i<·c·n:h(• sni porta toei noni d rli haci1li C'l te Pmettono r.;aJtna· riamente gli agenti della infezione, fli imlividuare lt• p er!':onr pPritolost>. Ora ognuno intende come nel caso nostro tali Jaùorio!';e e rcplirntn :Utfl· lisi non potevano es!'ier compiute con la voluta. f1·equ t•nza ecl insisteYrzn
• >'ll l'l•lltÌU<!Ìa di 111i1.diaia oli dt'g'I'IIIÌ. 'WIIi:il Jt<ll'illi:r.;r.kll'l' Jo >'g'Oilli>l'l'\1 dalla ;;:nna eli OJH'l·a:r.inni lwllkllc. 11 Ja.nJJ·o eumpiuto merita ad og-ni modo ùi C>'>'t'l't' ,-egnalato alia aJuluit·azimu• J!'('tWJ'ttle ,-ia pt•J: i :-;noi t>tfetti, e lle pe1· la :ma tuole. ~l!lht :r.ona tli JH'ÌHw ~<I!OillhPJ'O tlorù -OI'icutale erano !;tati appre~;tari . in o~<pPda.li t:uHtnm:wiali 100.000 poi'ti-letto, n ei quali waln.ti e fet·iti el"d· 110 t·tll·ati llPllP Iom inft•,·uJitù "" al h·mpo !StC•i-;"~' "ottoposti, prima di ''""~'''e in,·iati ad nltiuu11· la l'lll'a n la ,·on,·all'~<t·Pnza in s iti immuni, allle 111isut·c IH'ofila.ttkhe 1·ap:u·i ùi J'l•ndci'P i11noc·uo il loro ulteriore contatto ('un Pf'l'!<OIIP illdPnni llH a lfPr.i o n i rontag-io~<l'. Oli iufet·wi tJ·;u l~<ilit ti pPr g"li nstH•dali ,Jella :r.oua. di pri111o ~;{muhe-rù l h >l'd -od1•u t. ti P <1111 1111111 t;tt'oHo ,, 1.:~110 IJ uell i della ~oll;t meriùionu.le iprun•nient i clall'Alhania t' ,nalla. )(a,·t'llonia) supet·aJ·ouo i lOti.OOO . NPlla. Wlllt IIOI'd -nl·ipntal t• flli'OIJ() l'>'l'j!Uiti ùal 1915 a,J 1919 w·l ser\"ii'-ÌI) protilatti1·0 in g'l'lll'l'l' l.J:il.7!10 1'!-<<IUlÌ Ufl.tti'J'ÌO}ogÌ\'Ì. )Wl' Ja profi);t~l';Ì 1lel <:OI!•J·a e ùl'lla dis>'l'llli'I'Ìa :l~oi!l.:-...1.:!. C'lw :se a questi' 1·ifre si ng-ginng-ono qul'lle clP lle iuùa~iui wicroseopiì·lu·. h:•ttl'riologkhe, !·hirnic·IIP, sit•J·olng"idw. t't·c.·.. . !'tmtpiute an<"b'es>'<~ i11 tali Ja,homlnJ·i. si J':tggiun~!· la tnlo,-,-alc ~<Oillllla, di 3.690.60G. A IJNI':-.ti numeri hi"og-na agg-illlll!t'l'l' gli a,Jtl'i non meno impressio-
.oo. :
rta n ti (' f·er-to .-supr1· i ori, l'l te i JJ(lira uo le ric'erehe fa t te i n zona di guerra lll'i laluwatol'i adlh·tti ni lot·ali d'i,-ohtntt' lltn, ai lai\zm·Ptti. ai <'ampi di JWigiotdt'l'Ì. agli o~<pedali da 1·ampo. l't·<:. l n una ;!U CI'l'H futuJ·a >'il r·;) >'<tg'J!in pl'n\'\'edirueuto istituir!' fin dall'inizio uua ~-;ituilP hàJTÌI'l':\, <'hc funzioni anchp per i provenienti da Jll'O\'ill ci€" colpi ti' da fJilPsta o fJII(•lJa 111alattiu inf1•ttiva, e diretti in wna d i guena. uon l'~<~'eiiilo fadlt" n~ po,-si h i l<• i m pPrl ire i n loro la partenza ai sospt•t ti ,·ettm·i 1li malattia. L1• feJTo\·ie <·oi Ìoro nu•zzi alJltoudauti ,. pt·e«li~<posti ùe,·ono coope r·a-1'1' a. I'O•IltJliC•t·l· IJIH'sto illlllllllll' ]a\'oJ·o pt·otihttti<·tJ, a>'~<Ì<:lll'<lllÙv la prun · ia. mdh-all' l'Il t'lll'l'g"i1·a di~<inf'l':r.iotH· t• disinfc,.;tazioiiP di tutti i ('ll i'T'i f'c•J'I'O\'i:u·i adùct' ti al tra~<po1·t••: dt>llf' JWI·<:oJH! tli1·c.r.te nJJa, :r.o11~1 coutuma c·ial~>: ,~cJ e\·itHmlo. I'Oil l)j)JlOI'I nn i impia11ti, Ja d is!<Cminazioue lun{!o lt> lilll'l' ,. 1)(•111' ,-tailioni di'i g-t·rmi infPfri\·i a l<x·aJizzazinne iutP::<tinalt>. L P n utorit;) !':an ibtJ'ÌP milita1·i P ,•i\'ili. ,-inno flneste statali o eomu uali, t1· 1Tanuo d ' ot:dtio lo ~<ta to eli "<tiute dei ~>ohlati c d.ei liberi lavorator·i. :-;:t.n i , convalCS('cnti o lllablti, c·l11· :-o11o g-iunti di l't'l't'liti' dai rupat·ti c·onln1nac·ia li •il· Ila r.on<t eli p1·imo :-;g-on1hero. _\la non il' !-inlt• m;tlattic· ''JlÌIÌcmil'lu: f'SOtidtt• o nostrali richia.mct'Hilnn l'attt•uziulll• dt·i pttii'I'Ì :-;anitari. t{ian·hf. ~tlh·1•, q11ali la malaria, le a tl't•:r.ioni \'t'Ili' l't't' . la tniH'I'(·o lo,-i, ]Wl' la loro d i ll'll~<iouc l' gra,·it..'Ì èle,.0110 ('!<!<l'l'l' (•onthattptl• l'Oli lll ll i i IIII'ZZi l'ht• la JII'Og'l't'dita !<l'il'llZU nJ!gÌ ili d il·;t. La t'rotiJa,-,-i ani i\'t'lll'l'l'a 1wgli t'"~"'·c·iti t·nmuatteuti è :-;tata sempre "Kg'Ptto 1li Jll't'OI·t·npar.ion(• da pa l't!' ant·lu• d t'i ('Il pi milita-ri, ('he hanno pJ·o,.,., ..Jutt>, a "'''·oncltt clt·llt• i tlt·r dominanti, a fliminnire il uunwt·o tlei walaf'i, !';f' Jl()fl a f:n· rul'aJ·p f)[lfH)rtunnuH•ntc i colpit'i. Ogg-i una prolila!isi c tt•J·a.pia p iù umane. razionali P scientifiche r·ie· s c·ono non :-~olo :t sal\·agu;ll'lla rt• 1111 maggior numero di giovani esistern-e
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dal contagio, acl impedire che l'infezione allontani dalle linee del fuoco :-;oldati ,·alidi, mn <Hl('(Jl':t a p1·otcggerli dai danni lontani, che si riper· cuotono dolorosamente, oltre che sull'individuo, sulla razza. In zona di operazioni e nelle retrovie la l otta senza, quartiere alle Y<'llèl'i nt.gau ti, l'istituzione di postriboli per militari, OYe le donne sono sottòposte alla. rigorosa e continua vigilanza di ufficiali medici specializza ti, e dove i soldati trova.no i ramerini profila ttici per le opportune disiufezioni, valgono, come dimostrò ta passata guerra, a diminuire il numero dei colpiti e ad attennare la gra.vità delle infezioni. (ltwndo l 'a.ntoriti\ di pnbblic:"t sic01·ezza soneglia le altt·e case di tolleranza e combatte ht Jli'O~tituzione clandel'it iJw, e l'antodt;), sanitaria insi:ste pet·chè tutte Le merct1·ici inl'<>tte siano accolte in luoghi ùi cura l'd ivi mantenute fino almeHo a completa scompat·sa. delle manifestazioni morlJose iufetu~>nti, come ruole la 1€'gge vigente, quE>sto flagello elle <·olpi~ce la parte più vigorosa. e promettl'nte della, popohL?.ione ,-iene ri· tl•lttcl in limiti lliOito CÌI'CO!'<CI'Ìtt.i. A comn le bu·e 'JnPsti risnl tati finali ::.i deve IUJ(:OI'a impedire che il solduto rientri in famiglia., congNlato. prima che l'affezione venerea di <·11i fn r·nlp.ito nou abbia s nlJìto un trattamcoto tale da impediJ·e con sicu r ezza la possibmtà di tmsmetterc la ma.lattia. La IHlllificu, del tencno nelle regioni palustri, o,·e è dislocato l'eser· cito, ::.pinta con sagace alacrità prima e durante il conflitto, associa.ta. alla dilig-eutè l?d as:sidnu bonitira. nma.nlL a me:r.r.o fli iH.la.tto trattamento, riùurrà notevolmcu te l'j nft•?.ione m n la rica fra i combattenti. · I casi ribelli ed i reliqnati dell'infezione devono esser trattati in sa n a tori t! con\'a IPsecnziari p o~-; ti iJ1 località salubri non solo, ma an· cora. prh·c di anofeli , :1 ffin chè l :'l. ma la ttin non si diffonda per questo mezzo fl'IL le popolazioni immuni. _ Quelli 11011 au<:ora guariti e che pure per ragioni iwprescinùibili ~ono restituiti alle famiglie ed a Ile ordinarie occupazioni, debbono essere segnalati ai sinda ci pcrclu\ la cura cbininie<L sia c011tiuuata sistematiramcnte, ~otto Jn ~ot·Yc~lianr.n delle nntot·it:1 ~nitarie. Sar:'ì (•osì ri dotta al minimo bt disseminazione dell'infezione nelle regioni indenni o in gran parte in precedPnza risanate. E' noto come, pel' le febbri palustri ed anche per C)uelle tifoidi e pnt·atif'oiJi noncitè pc1· llll .-lil'l~euteri:'t, si ebbe, nel rlopo-gnt>na. in nn· mc1·o~P l'P~ioui 11nn t·.i fiot·itn•·n, <li cod~stc malattie dovute all' i m portazimw t'n tta da i rt>tlut:i della gnena non :wcor~L clini<:a.mente e battcrio](lgica meute gual'iti. Certamente in aVYenire i progressi immancabili dell'igiene d<lranno modo di prevenire cotesti pericoli P di ovviare a cotesti danni. Ma·-dove maggiormente è sentito il bil"ogno di matura p1·eparazioue e di larghe provvidenze da. part(' di tutti i pnteri dello .S tato e tlel1e associazioni di soccorso coalizza te è nella tu bcrcolosi rli guen~r. · I d~nni che bisogna e\'itarc sono molto maggiori di qnelli cbe non diano, al giorno <l 'o~~i, le ta11to tenm l e epidelllie ùi ma 1a t ti(' l'soti<'lll', Jlf'l'<'iù ~li sfot·zi enncordi JH~r combatt<>rle devono f•sscl'e ÌHh·H<:; Iica t i. La. necessità di reclutare il maggior contingente possiùile di combattenti impone ed imporrà, sempre di arruolare, durante e nella im23 - (tiorrwle di mcclicirw milil«rc. -
FM;c. VT· VII.
mineuza eli conflitti armati tra popoli, ci,ttacliui non il'l'epnmsibili ::-otto il pu u to di vi stili sanitario. :Nell' e:,;ei·ci to Yi sarà quindi un n nmero notevole di individui deboli, inrapaci di sostenet·c i ùi!':agi della vita al campo, i quRii presenteranno una maggio1·e ricetth>itù a conti·arre le malattie infettht~ in gcnet·e e pone in evidenza. quelle pl't'·e paratubetcolari in ispecie. La quantità di tubercolotid aumenterù, perriò, durante e s ubi to dopo la guena, in modo uotc,·olt'. Da. qu<·~to il don!rc di stipu lare tin da! te111po di pa<·(•. fra )(• aHlot·it~ì !<aUilaJ·ie, )(~ <l!<!<Or·inzioni llliWUit<lt·it~ di l<Of't\H·so ai fpr·iti ed ai malati, at·coJ·ùi tenllt•nti a rit·o,·el·ilre e c urare euun•uil•llt.Nnentt· i Jnilih11·i !'Oit•iti dal mal ~ottile; :L pl't•set·\~11'1: le famig-lie 11011 solo rhlll'inl'c>:t.ioue ln lwt·ro lat·(•. ma anC'ora. dalla. mi>;eria economita che non di rado rons<'gue alla. sottrazione temporanei\ e per· manentc ùei memhri eh<• 1·ol lavoro p1·m·yeù~r:111o al sol'itentamento ùi
esse. E poh:hè l'autot·itiì militare nou puù, durante lP operaz..i oni hellh:he. attendere cou i propri mez:t.i al tr;tttamt~ nto lungo e dil5pendioso dei JJumer'osi:;::~imi
<·olpiti rla afl'1•:t.ioni tnlH't-.·ohn·i, c·hé ~tnzi: ~ obbligata a<l diminarP daJlp file d<'IJ'c'sc;l'<'ito tali illl'el'mi. il tùmpito rli a;.;l<isten:t.a di tali minotati di gnerrn ÙC\'l' per II<'C'Pssit:\ essere n~snuto dai poteri civili dello Stato. Le diftl<•olt:\ ùi assoh'<'l'l· con,·eBi Pil1'1'lllt'tltt• que!':to tlon•re. come prova l'e-:;;pm·ienza do lo rosa cl i tutti i g-iot•n i. soltO ,·eramente in n n mere· voli e qna.l'ii iusonuont.-lhili. 0<·1·one pPt'\'ÌÒ siano f.;tahiliti, dopo pt·nfonllo swdio. i sistemi da. Hrlott<tl'l'ii Jll'l' 1iiminHi1·e lin don! i• possibile· i limi ti 111>1la infe:t.iOtH' tubl•t·c·olat't' twll'('sPt·<·ito, l' JH'l' \'t'Bi l'e in aiuto di qu<'lli <:he c·ellono alla .suhllt1la e t(•nibih• malattia., lllPBtl'<~ rnmpiolt() · il servizio militare sia in part' f'hl' in :;rue r'l':l. Ai pr·c•g'l'l"~:<><i de11'iKic· nc c d!'Jla. h· t·apia , rhP :senza duhhio sal'nnno ancbe in til-iiologia granrli l' moltcpli<'i lH'im-.. che un'altra ronflagra .-;ion e di popoH insanguini H mondo, xpt'tta :-;Pg-nare num·l" vie per le uiJ·e i clolht'i, l'lw la tnh<•t·rolol'ii lta· :<l'Uli nato e Sl'minerìt fru i rcdud delle
trin cee.
. ., .
L 'l"pidemiolog"ia ~~·gnala ('otne fenomeno <·ostante, anche negli ('Sl·t·· citi meglio c' o:>titniti ed organi:t.7u'lti sntto il rispetto sanita rio, che la r<rnohilitar.ione di Pssi llill'IJlldr lll!l Jlilh;e molt(• malattie nno\·e e vecclfie·. (lllt>st<' an:t.i appaion(l <'on matcifl':<tazioni più gra\'i rh•ll'u:;H:tle e dotllte di . nn potc•t·fl rlifl'nsiro mag-g-im·e . ' I pdgioni<·ri eli gucTTa (')w rimpatt·ia u o :;:ono spl•sso i più dannosi. e temibili n .:i1·nli di tali inf<'zioni. Lnr::rlw t'Il f'tlCl'g"Ì C'he mis1Jt't' clrhbono fl<'l'f'iò adottal'iii in previsione eli QH<'sta imrn:IIH':llJile fitte delle ostilibì, c•he non di rado si presenta. inatt<·l<a I'Ù inapt·m·visa.. Le autor·it;ì di sanit;ì pul,loli<·<1., dtt' <la qul'sto monwnto t•iprendOil() tu t to i] lot·o atllpio p oh•r·t· (' J'in t c•t·a rt'sponsnbilir;Ì dt•lln tnt<'hl della i';l .
355
llltl' •lt>ll'i nte1·o pat>se, sono fJUt>Jie ~·hc dehbono :<ostcuet·c i~ più grave ont·1·e. Le nutorit<\ militari però debbono prto!stare tntto il più illimitato consenso ed aiuto di uomini e ùi matel·iali. Eù innanzi tutto debbono· p1·m-n•derc alla sn1obilitazione dell'esercito in ina.niera da, dare agio a. :<oddisfare le più inderoga,uili e:<igcnze igieniro-profilattiche. Tutte le u·nppe de\'Ono sottostare alla più rigorosa disinfezion"' e disinfestar.ione: · tutto il matet·iale cbe può costituire veicolo di mah1ttia deve essere sot· toposto alle misure che saranno l'itenute adatte :t renderlo innocuo. ~Hl la 1le\·c gillltgr1·e JW!Jf a hita.:~.ion i p1·h·a te o colletti l'c, che non abbia subito te indispensabili disinfezioni. Queste quindi dèhbono esser compintt> pritua ('111' il soldato ahhia lasciato la zona di guerra, oppure, f']uando le circostanze lo impon~ano, nelle localihì più vicine, ovc fun· :donino IHII'lllallm•ntc importanti impianU di dilSinft•zionc, come si può ;tvere Jwlle città e nei gi'O!'<~ i <'Om•mi. B<l in questo caf.:o utilissimo contL·ibuto può dure il pcrft·tto funzionan11•uto igienico del ser\rizio ferrodario. Non bisogna rlis::;imuhn:.i la l!ranrk tlifficolt:\ di compier~ questa, grandiosa opera di pronla.s~"d , che è resa, t:tnto più ardua quanto più ia zona. di. orwrazioni è prossima al tPrritorio nazionale o :Hldirittura inc·lusn nt'i ronfiui ùello Stato. )fa r·iò (l t>\'C inùurt•e a preordinare il la· \·oro e· ad utilizzare gli impianti pt·ofilattici rbe :wtorit<), civili (statali o comunali) c militari possif'dono sp:Hsi in tutto il paese. Molto più semplicemente !'<i può sodùi::;fare ht bisogna. in caso di gllt'l'I'H coloniali. Allora. n bordo firlle nnd, ·<'he tt·aspol'tltno le truppe marittime, si può risanare e purifi<'are tutto qunnto si deve riportare nella. madre patria, eliminmlllo t·osì siruramente l'impot·tazionc di malaftie infettiYe esotiche. /
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RL\RRUNTO.
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ni eonosdnte lt:l as;.;ionwtif'lle w~ t·ib\: eh<' soltanto da HU popolo san o si può ricasa.re tlll huon est>•·dto: dte l'igif'ue ~ocial e de,·e assicurare il più numeroso e valiùo contingente di ~iovani atti alle armi; che questi, durante la vita militm·r, dPbbono Psscre sag~iamentc portati a. rag· giungere il più regolare compldo erl Hl'monic:o svilu ppo somatico-psichico; ri!:mlt:t evidente che la •ucllicina militare e l'igi(•ne pubblica. debbono procedere assolutamente solidali pPr conseguire l'altissima meta di formare unn, nazione salòa c potente nelle opere della. pace e della guerra.. Idea l mente la collaborazione fra, poteri civili e militari si inizia. gi:\ col favorire l'assistenza materna, col combatter{' l'alt;L mortalità infantile. Si a.ffe'r m:t maggiorme11te c con più evidenrK'I in !'ìeg-uito : col proteggere i gio\·ani cosi dnl lan)l'o esauriente e mals1tn0 delle indu~tri e insalubri, come dall'ozio e dall'iofjacchimento cmtsRto dai vizi e dalle malattie chr attentano all't>!'<i:<t('n7.a ed all'integrit:ì. dell'individuo e della razza.
La :;euola, le pa.lestre di educazione tisica, i corsi di istruzione premilitate soHo i rue~zi phì validi e pratici, che le a.utoritù tutte di uno ~tato ageudo di conserva, possono, dopo a\·erli coordinati, impiegare vm Ula:,!gior proli tto JWt· l'alta tlnalitù. La cooperazione si inten:-Jit:ica e l'autoritil militare a~sume una p;u:te prepouden.tu te, se non pu1·c asso! uta, nei r·igua.rdi del giovane che, tlil·t·llta ~Soldato. C'Ha o(·ulat<l!iclcr.ioue (che sar·ci.Jbc molto più facile e sit;ut·a, s e 1(· uutor·itù cirili, scolastiche, ospitalict·e, sportiYe, nmauitarie, for·lli!ist·r·v l'aiuto di dati artaturwstici <H:curat.ameute e da luuga mano lH'CliiHUiati) dir11ina dalle lile dell\·sel'!·ito quelli tisieamPnte e psidtit·anwun~ inadatti. l ntlidi iu,·cce, con l 'a limentazione corroborante, l'abit:r~ione saluhrc, l 'eserc izio ti!>iiCo gt·atluale, metodico, all'aria. aperta, :-;ouo t·omlotti i 11 I.Jr·en: a raggi ungt: re l ' indice di roùustezza c Io si' il uppo ('fll'jl()l'P(I jll'O)Il'iO della l'<l7.Z<l. ~P qui ~>i ;,u·J ·e~ta l'opera; la diutur·Jt<l ,·igilauza sanitaria proced<' di continuo all'allontanamento di coloro elle, sotto l'azione della. nuova ''ita di caserma, si autrnal:tiiO u rin•lan(l taJ'C somatico·psichiehe passate itJos,.,(·J'I'<It(•, lllil clic rendono l'indi,·iùuo inubile e tin pericoloso alla cç>l 1etti d tù. Le Jegi~lit~ioni d:,!r·nti nnu lH'r·n tl'ttouo scmpt·e la larga: utilizzazione di qn<·st i l'isultati analitici. pereli{~ ma nn~ ht dcm1nzia. alle autorità cil'ili, ~latali o comnnali, dt'g-li inrlb•iùui eliminati dall'esercito pt>r ma.lattic· illft>tth·o·Collt;tl!iO:-;P' o p<·r aJtt•t·azioni dl'lla p~idtP, come non è ~;tato d;Jto prra·n-iso di <JIH·llt• g-i:ì utanil'<'><t<Ht•si rn·i111a t·lie In pPrsona fos~;c
c·lri<lJJtata alk ar·111i. Ciù iudnld>iarm' nte aflien>lb;(·e o acldirittn r a impedistt· non :,;olo la, J·ac·l·oHa di interc:-;:,;anti «>d ntili dati demogi'afici, ma anl'O!'<..: l 'espl i ca ~;i nn e d i un 'anr pia proli lussi t li e dar«>bhe notl'\·oli y;HJtaggi
sociali . ' JJt•i sani che riJUang-c)llO a rostituirl! l'eserdto, l'uutorità sanitaria pl'O\TL' ri<' a tntl'lar·c• l'incolumilù; N l e<·co. oltJ·c i lwonediru<'nti di igiene ~(·rwr·all' tptrlir..ia ppr·sonnlt>. IJ<~)!lli, <-'r-<·.. J : le n1cc.:inaz~oni protilutticlte H l !lh·o il raiolo, il tifo. il par·al ifo . il colc>ra; la pr·otila~~i anth-enerea. : la J'ic·PJ'f·a di'i sint'otni iniziali dPllP rnabttie sociali. r.;pf>cie clc'lla tubercnlo:-;i : la (·nl':t e la prc·,·c·HzioJH! clpll:J m:rlari;1; la ricHca e l'i~ol:nnento rlt'i portatol'i di ha('illi patogl'ni. e<:('., eC'C. JI risultato ~-?;lobal€' di (]nPst' intc•Jisa -cll an·e(lnta ~1.zione nella protila:-;:-;i :,!l'IH'I'Ì(·a P spec·ilic·a n ' r·am(•Htc ma;.!nitìca; non t>olo la mortnlitù e mor·bilit;) Jl('!l'p;.;cr·rito n1 rapidanrellt<' abhassandosi, ma, la. milizia !'<'~ti tu i,;;(·e og-ni :;!iorno :l !l n socie>t:ì uomini sani, nll idi, attivi e fattivi. J\lc•l'ita c·lu• :<ia r·icor<lllto, <lll<·h<' per la sna impor·tanza. Sf'icntifica, come l" pt·o,·,·itlenze i:,!il'niehe. arlottatt- in Italia per l'esercito da, qua.Jche ariliO pl'illln (h·lla g'l'allde g'lll'l'l';t, ;lhhinno anche oggi una. favorevol(' I'Ì lH'l'C:nssione sHllo :-;tato snnitnr·io della popolazione ma~<chile adulta. Lf> fc·hln·i tHoidi l' pm·at il'oidi ~~~·~Ii uomini <la i ~5 ai 45 n uni sono not<'· ' '"lu.•·t•t t· rliminnih•, :-<Ìi.l in t';lppodn ai dati del C)~ril:qtwnnio 1!'113·1917, ~ia in mppor·to alla. moi'IJilif;), fl'mruin i](• JWl' lr stt'S~";e infe zioni. Il fatto I'Ì('II<' Hrtl'ibuHo all'ilnrllllllilit ro111'c•r·it•t (·on le va.crina.zioni regolament:ar·i r·outpint~ durante il ~p•·,·izio mi litar<'. Lo !';te~;.:o fenomeno couforialllc, pc.·r qnnnto in :-;c·ala più li111it-ata, e pH nltt·e ragioni, pare siasi vsspr·,·ato 11cllc affpziolli tul.wrt olari primitin' .
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All' iufuori di queste cireostu nzt>, la collauorazionc iutelligeute c illimitata, <leJl'a.ntoritù. sa.nitaria militare si mostrò sempre preziosa in ca_si di epidemie, di cataclismi. li persona le ed il materiale JSanitario ùc-ll'(•!o;<'l'C:Ìto, fu messo con cordiale trasporto a ùilsposi:~.ioue delle autoritù ti\'ih, r:oul':eguendo immensi nLJltuggi. per la salute pubblka. Nella grande guerra. i benefid effetti della, fraterna. collaborazione fra. i ,-a t'ii :;tt-vir.ii ~>anitarii furono a nNH';L più edden ti e ~t·;tudio!'i ; non sOlO le l'(JÌÙemie uellicbe \"CIIlll'l'O o impedite UJttlgratlo l' imlllf.'Ùiato COli· ta.tto col nemico infetto, o pr-esto !o;OÌf<wat~ twlln. zona, (]i gt1erra, ma fu m·ita t a in modo a~;sol uto l'im·a-s ione di es!'e nelle provincit• del RPgno, auebe le più vic~ne alle t·e~ioni colpite. Seur.a dubbi o la te mpesti va preparazione igit'nko-profila t ti ca. delle regioni ove prcsumihilmcntc -$i svolger<mno le ar.ioni militari o almeno l'amrua::;samento delle truppl', tenendo di mira innanzi tutto la bonifica terriera, l'.approv,-_igiona-mento idriro, l'indagine epiùemiologic<l> minuta, associata all'immuui:~.z;lzione rlt>llc tt·uppe e delle mas:-;e operaie ùi quei luoghi, coutro le pit) temibili mal;lttiC' infetth·e, a localizzazione intestinale in specie, metterebbero al riparo o :tlmeno attenuerebbero le epidl•mh· belliche. ~c a (]u<>sto si ag:g:inngc: una a t tenta vigilanz;,L di eon;ine e di pot·to, ~ltlinchè i num<>ro~i ~>migranti, che rin·pateiano tllli paesi più din•rsi, non impm·tino ('ontagi; un rigoro~;o isolamento e risanameuto dE:>i prigionieri di guet-ra ; una lotta, senr.;h qnal'tierc alle malattie veneree ed alle intossicar.ioni alimenta-ri; una. larga e ben organizzata barriera. di sosta e eli o:-;sprrar.iouc fra la zon;L di g:uena ed il tl'l'l'itorio nazionale, che funzioni da filtt·o protilattico al tlu:;so e rifhts:-;o ùi uomini e materiali da una, parte all'altra ; il flal-{ello della, lotta cruenta non ~nrh aggr<wato rlnl ClWtt•o ùi mi1lattiP clw c-nmllliPIIlentc a<: · compagnano e H(•gnono le gnen·e. Anrhe' l ' immediato ùopo-~uerra non produnebbc danui i~ieui<-i ~e si ottenesse che nulla potesse giun~ei·e uPll'i11terno dello Stato dalle zone OVe infieriSCOUO malattie infcttiVO·COntagiosc, SPnza, è~!';Pl"e SOttoposto a.lle più euergich~> t>d efficad mism;e di disinfezione e di disinfestazione. Naturalmente così fortunato risultato si può ottenet·e solo a patto c he tutte le forze sanitarie della nazionP - ~tatali, comunali, pt·ivate diano il loro illimit~1to aiuto di llf'H~ieri e di opera a.lla, Sanitll militare, <'be in quei fra-ngenti ha l'immane còmpito di tutelare la salute ùi flllelli l"he eon Je armi in pu~no difendono l'integrità e l 'onore della Patria,. Rl~SUl\IE.
La )fédeciHP militait·e et l'hygif>tH' pn\.Jliqu<> doivent intimenwnt ('Ollahorer au bnt IIP fonner une nation forti• et puissante, en temp>; rl(' p a ix an~si bi e n •lu 'e n te mps de gnerre. La coopération entt·e les Autot·it<·~ ri\"ilrs et. .-\ntorit?:-: milit.lit·es eorumence aYec l 1a:'lsi.stance maternelle et lntte contre l~ grande mortalité de l'(>nfa1we. Elle continue en prot(·geant les jennefl soit contre le tt-a,·ail ma hmin de quelcp1cs inclu str-i(•s, iSo i t coutrc l'n Ifa i hl ÌS!<;(•Illl' tlt
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causé par l'oisi\·eté, par !es ,·iccs et pat· lcs malaillie:s . Le:s moye n:s lcs plus propres pour attduùrc ce noule uut sont l'Eco le, l'&lucatiou plly· :sique et l'instrm:tion prémilita ire upportu uément coorùonués. La tacl..te se continue lorsque le jeune honuue devient solda.t . liue :séle<:tion Llien .t;Oiguée et ilJ.Ce:ssaute é loigue dcs raugs de l' Armée <:eux qui ne sout pas a ptes, t<Uidis que les valiùcs, a n~ c une ,·ie hygièn ic)lte, a tteignen t eH p eu Je te m ps uu com p l et ù:'!,:c loppelllCll t. Les lois eu riguer uéfeullen t ue ùéuonce1· aux Au torités dv iles Ics in<.liviùus é loignés ùe l'At·mC>e par des ma.la.dic:-; iufectie ul::les, conta· gicnscs ou psyc!J.it} ues, et eH mfot 111:: te tu ps IH! pet·mctten t pas d 'i nformer ics ~\.utorités militaires .des mala.Uies qui :se sout rérélécs a nwt que l'in ùividu aiç été appclé rso u,.,; lcs anues: c'est une ù(·plombl.e dispusitiou y ui iutcrdit l"c xplicatiou d'une pln~> lUHple pt·ophylaxie JSOcialc qui se· rait trèl-J u tilc. L'Autodté :sa nitaire n·ille ù. pt'ot\•gt•I· la. ::xtuté ùcs soldatJS par ùes UJl'lSUl"l"lS d ' u~· gi è ne géuérale ~p ropn~té Jl,I!I"S.)I)Ue llc, uainlS, et<:.), <1\"è (; Ics v an iua tioJts prophylactiq ues con t re la petitc vérolc, la typuoide le paratypltu::-, le l'holéra. ; la pt·opltylaxlc anti-n! tu~ri enuc, le ùépist<tgc tle:s tua· htdics soc·iales s urtout ùc hL tu bercu l o~<c, la cure t!t la prévention de hL mal a ri.1 , h t rcclle t·che et l' i:wll' IHe n t ùe:s JNt teurs de microbes, etc. Le résu lta t de c et te oq~a ni ~-:a t ioli eJSl rraimc n t •lllltgniiiq uc, et les mcsurc~> l1ygièniqucs aùoptéel:i d<tns l ' Armée Halienne ;waut et peu<.lan t ht guerre ont ca.usé une <:on:sidéra ble ù i111 in u ti o n dau:s les cas de .typboide et para· tby pu::; pu.nui ll•s ltorume::; ùe :.!5 ;) .J;) <llls. Ou :t JHI obsetTcr un phéuomène pres,lue aussi coufortaut <.laus lc:s atl"(~t ioH::; tuber culail·es primi t i\"es. Daus lus c:ls · d 'épidémics et de désa:-;tt·l•s nativuaux, ht collabora tion tles Autot·it(·~:; ciriles et J1Jilitait·t\.-; fut tou j ou t·s p1·6deusc; le · peJ·· ISOli li P l <'t ]p ma tl'l·ie l sanita.in• eh- L\.t·Ju(·e aya.u t été lll is <Ì la di~ posi ti o n d c l'Autul'ité eirilc, a ver un g1·au d ;tntn tage pour In santé puulir1uc. Lt•s rés ultats attein ts pa1· c:l·tte fntterneUe coopér<Ltiou fu.reu t d'une utilité ext m ordinairc pcnda11t h1 grande guerre, r é nsissan t rion ~:;culc• went f~ éviter les épiùémics 011 ù le;s :::u lfoqner imtuéùiatement da-ns la zuue dc gue l"l'e, mai s au s~< i ù e.n CHJIJPdiCt' la. di1tusion sur le t erritoù"('. L'expf>rie nc·e ùu pa,-ssé · pourra l'tre de gmnde utilité dans l'avenir, ù l' oc~:asion d ' une JJOm·el le conllag-ratiou, ::;u rtou t si Llieu ùes mesurcs pt·opltyladiquès <t lloptéc•s nuront (·té s<~g-em ent p erfectiouuées co y a.jont:mt relk.!'l dkt(•c:s pa1· le progt·c~s ùe la scicnce et <le l ' hygie nc. AiJisi l' on tlen;t :se JW(•occupcr de:-; eond itiou.- bygiéu i q ne d c·:s locali tk:-: où denout ~<C· d,··n:lop (WI' I l'~< actiuns utilitaiJ·t•s ; (.'11\·i:-:ag-e;~n t snrtou t l'al'saini l:ì~l· · mt·Jtt d u t.c·ITitoin·, Ltvitailìl'IIH'll l de l" e<tu, l'immuni~ttion coutrc les mnh1dic•s i la ft't·t it•I J:<t::s. uo l a l nllwJtt il Jo,·alisatioH iut(.•stinah>. L'<)ll den·a .o r~a tti sc· J· <11 1 ~<:-: i llllf' , <ll"ljn• s ul·,·t·ilhlll<"l' dt•s ft·oHt ièr l.'l' t't cles ports, ('Il · r e1·~ lt•!-< ('l ni ~J·:tn ts qui I':IJ\:t t t·i eut; un 1·igoul'eux jsoleme11 t et l'assaiui.s·"~'lnt · I J t dt>s pri"onHi e 1·s de g 1H·rn•. une lutte infatig-ablc eontl·c Jes ma· l;~dic·s ,·(·uc"•J·it ·n lll-'s l't ks hltnxkatitJIIs alillll'lltaire:-;, uue hn·ge zoue dt! -<.:·ollllllll;tl"t' f' lllt·e la r.c>ue clt• ~uene t-t le tenitoire. L ';wtuation dt~s me · ·"'llt·c·:< d(• clt<'-'Ìill"l'c·tioll rt •h· d l•:-;imweti:-:ation (• nc t·giqncs et cf1ic~ t C<'8 S<'l'a tl"Ì·l' 11t il<· aussi 1lans l'aprl>s·;.!lll'ITI' 1•our {•\"itp r· la cliffnsiou dl'::i maladies inft·d il·nst·s. <l n poH na vl1h·ni 1· d t· hons J·(·~Hitats F;t.'uleuwut :ì cou<.lit.ion
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359 {JIW tOIIÌ<':o: hJ:' forct>s sauitaire::; de lu nation ùonuent lem· aide illimitéc :ì I"Autor·Hé militaire, qui pendant l:t guerre a. la- Ltuutc tàcJH:l dc proté· gPr· la :-:ant{> dc ('eux qui combattent J!OIIt" l'ho11neur et l'i11té'grité de la
l·anie. SU)lMAHY. 31ilitary" medicine auti pul>lic hygiene llltust be as~;ociateù iu work to for·m (.b Stl'Ollg :tnd powedul Natiou, uotlt ÌJl Pca~e auù War tiruc. 'l'he cooperatiou l!etwecn civil and military authoritics hegiws with motherly l.C'lp, ·stt·uggling agaiust tlte great moJ·tality of childhood. lt contiuue:s prottctìng ~,oung ruen from the unhealthy work of some Iudustrie:s, a,nù al:so frOUJ the weakrieJSs e<1used IJy lei:surc, \·kes ami sickness. 8chool , p!Jysical tr·a in i ng n 11d ])l·emilitar-y instruction a l'e the moJSt com·euient lllt'~ws to oùtaiu t!Jis uol>le end. ~'be work is goiug ou wbcn the young ma u hect!lUC:> a :soldier. ...\ u a ecu mtc aud ._-outinuo'u:s seleetiou remo ves from the army tllose who :tre not JHted, while the ablc ones, by an by· ~ienie l ife, qniekly reach a complete dcndopJUent. -'l'ùe law doe~; not al· low, at pt·eseut, thc dt!liOUIH:iation to the eh·iJ <~Hthorities, of those who ·u·c remol'cd from thc a.rmy for infcctiou~; ot' meutal dh;ease:>, and on t lw other baud, it l'orbÌ<Ìt:i information to thc military anthoritie!S about thc dcse.1.scs cxisting ùeforc the enlistn11mt. T!Ji:s is <l di.~plomble <.lispo· i:iition whklL ùoes not allow tlte application of a greater prophylaxilS, th;l t \\·onlrl be -vct·y lL'<eful. .liilita.ty authol'it.h.-s pr·ott.'tt thf! ,..;ohlh!t'~ il(•alt!J by mciulll of geuernl l1,rgiene (per:sonal clca n li uess, baths, etc.), of vacciutttions aud protedi ve iuoculation:-;, of propbylaxis of ve.ner·t'ul disease, of sorting out -of social desease cspeciully of tuberculosis; of cure and prevention of ma hu·ia ; of :sellrch <Htd isola tiou of t!Je cswriers of germs, and so o n. 'fhe result!ì of this organisation m·~> \"Cl·y gooti, aud the bygieuical mea:-:ures ~W.optcù in italian army before anù during the last wnr, .cansed a. con:sideral>le diminutiou . of the ea.scs of typhoiùe and paratyphn:s jn meu of ::!:\ to 45 yem·s of nge. Aluwst a~ tlatte•·ing a. result l.las bee n ou..,erved for tu IJercu lo:sis. · CvllaiJol"ation betwecu !Lic ciYil aud inilitary authorities is always most precious in occasion of epidemie iLIHl national calamities, in which military sauitary persons, aJS we ll as materia.ls, are at dispos~tion of -eiril authol'ity. 'l'Ile resnlttS of thi;; sti"Ìct coopern.tion were of tùe greatcst utility dudng tl1e la:;t w:u·, in wl!ich it wa-:s possiblc not only t 0 axoiù the ~pidemit-~-: or to cboke them irumeù i a tcly in war zone, bnt a l::>o t€1 pre\'ent tlwi1· diffusiou in the uatioual tenitorJ. l'h<> experie nce of tbc past \\' ili be Yery useful in the case of a fresl! war·. PspecialJ~( if many of the atlopteù . )ll'ophylactic uu~n~;urc ., are o p -prH"tnnely J>l~rfected, and complete<l by tho:-:c that the pt·ogt·Pss of h_ygicne adviscs. For inshtn ce, thc hygienical conditions of the teeritory where the milit..·u·y actiou:s will havc to hc d<•velopP!l (l'cnlll:'t·ing the gron1111 hea.lth,Y, watcr provisions, prryentiori of infN:tit>nS clii'eases) , lllu:-:t ùe rstudied.
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The ft·ontiet-s an<l the p<n-t must be weH wakhed, war prisoners isola t ~:'t i H nrl kt>pt dea n, thc \'eJit•J·e;l.J ptovllylax i:s llttri<:t ly 11.pplied. A large •)UaTantiun, zone will be orgunisc<l l>etwcen war zone a!lll t he Wlt io nn l tcrt'itory. After the wa1·, tllc application of cftkadous rueafnu·cs of dishlfect ion aud disinft·statjc)ll will IJc ue(·e:ssa t·.r tu <IVfllÙ tlw diffnsion of iuft>ctious ùese<ISC'.
INGHILTERRA REIARKS DI THE PREYinTIDn Ano TREATIEnT Of VEftEREIL DISEASES by l\'{ajor· A. Dawson, R~1yal Al'lllY Mt~di<'al Corps.
'l'be problem of n'lll'J'(•;tl di~<'<l~P!i may be coHsiòt>il'ed in tln·ee main (L) prc\'eution and pl·oviJylaxh;, li) treatment, (') lnhoratoJ·,,· aids in diaguosis and treatn1eut. Effective n!ie of all thP~é mcthod)o; mwst he macle b)' us wlwse aim it is to prevent los~; of militar,\· eftitienc;v. Our time at this (·onference is limitt>d antl, ns e~H·h of these th1·ee Llidsiou~ could otcupy Sl'Yernl dn ys, I ~hnll make ouly a. few remnrks on eaciJ. l. · Pnt~vt~!\TIO~ AXIJ Pttui'H YLAXI s. ~ On tll ilì q uest io n t here lHl~ lleen much cliscn!>sion, various opinions are held by n1riou~ experts aud muny scbemes ha,·e beeu tricd to r educe tbe amonnt of \'enercal diseases but tbese diseaselS stilJ occur in l:u·~e numbers. Social h!J.1Jien1·. -· lt is ~l'Jll't·all.v :ldmitted that if ~oillier~ be nw kPpt bwsily employed aud that if fndlitieF: ùe provided for recreation iu tllei1· spare time, there is lel:ìs t e ndency for 'them to indnlg.e so frequently in :scxual intercourse, to wltich tbey m·e often lerl through eunui when they a1·e left with mauy iclJe hours, badly lit barrack I!.'OOms and absence of facilitics for itmusing themSle.lvcs in bnrraeks. Alcoho1isru is an import.'lnt. faetor in the contrflding of Yenereal 'lid:-:ion~·:
disca.scs and this witl.lout the iudi\iduu.L havin~ attniJwtl a state of ùrunkcnuess. A moderate quantity of nlcohol lesseus self-r estraint, m01·al consid<~rations m·e forgotten and fearl:l of ùisea~e al'e iguored . A man uuder the infiuence of a.lcohol is careless :1s to wa~hing and 11isinfecting him self aftPr coitns. In l•eulth lectnre~ to soldiCl'!':, when the dan~ers of alcoLol tLJre being stated, emplHH.;is s hould be plaeed on thc Ll<tngm·s of contra ctiug ypm•real disen!ie rnn by men under tbe influence of alcohol. , M ec:hrwicfl.l AppUo.nc:r·s a1td ,1nti.<:r.ptil'-q· 'l' be employmcut of mechanicn l a pplhwce)o; an d of rh cm i c al mean>< for the pl'e\"Pntiou of YenerPal 11 i:<I·H:->PSl shonltl he 1\fhi~r,J. Tht' mc('ha.n ira l a ppliance t o be J·ecomnwnded is tlu: ron1lom whicb, whcn u:-:ed with real'lona.ble care, )s n nspful nH·ans of fll•ft•n,·<' hut it is not ptlpnlnr witl1 tlle soldieJ•, piH'tly 011 <H't·ouut of its expPnsc atHl partl.r on arcount of Hs interfe·
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reoce with llis physic<ù pleasure. Dming the Gt·eat \Var, the use of a t·onùom was strongly recomuH!ttderl in the Al.tstrnliau Foree!-;, in adùition to u,ntiseptics and skilled treatmcnt at specia.l depots. ·we now eome to the chcmkul mcans ot' pt·evention of ,·em·real disease. · Chemicals ha\'è been l"(:CO~mendeù for e;entu rics ami, :-tt lirst JSight o ne would t h i nk tba t. their Il l'le shouJd be a, vct·y t·erta iu mf'th()(l of n:ò u. cing disE>ase howev.er, the statilsti('S of severa! im·estigatot·~ show that pre,·ention by ;Lnti!Septies is not sueh a simplc matter as it wonld appeal' to be. 'J'Iw main eo11siflcmtio11~ are, l, the anti~eptic u~etl, :!. tht• tinu: of applicatiou, a. the methoù of applicatiou, 4, the iucrca>;e in tht~ uumber of exposures to iufcctiou iuduee(l by the uelief of men tltat tbey run little danger if they Ilio;(' antiseptics. l) The a.utiseptic used . )J<'ti~'<omwm·e points out that Fallopius rcrommenùcd a lotiou of Gu;tia<·um and ~lertm·_v to pre,·eut \'enereal di· sea se an d t ha t de J:>t·enli. i n l i l~ rt>1·mu m1•ndell Lime w a ter, alt-oh o l an d percb loriùe of met·cu t·y. Tbe classica! e:\.-periuJE'nts of .\let<:hnikotf and R oux in 1903 JU'Oved tbe ,-aloe of mercur.r in pt·enmtiug syphilis a.nd most obsc'rvatious on t.he pte,·entiou of this tlist>ase in ll:roup~ of men have, sine:e that date. been on tbc action of ~ome oiutowut 1:ontaining calomel iu a strcugtb of ahout :30 %. In early experinwut~S, J[et<:hnikotf mul Roux llsNl <:!· l ~~~ solntiol\ of perchloride of met·cnry, "·ith unfan>urable results, ht'ncc the.v conclemueù watery solutionli anù t·c·tommcHdNl oiutments, howen~r Colo· ne~ 11 arriso n. .-\tlvist•J· o n V rm·r·Pa l Di~t>asPs to t be Englislt Boa rù of Health, points out. thnt a. ..l % solution of perchloride Qf mercury is a, st1·ong coa~ulant and JWOlm-L>ly •·on~ rt•cl the abradPcl tissucs to wbicb it was applied, with a luyer of coagulum whieh preveDtcd the anti>;eptic actiou of the merruJ'.V on the s,rphilitic oq.{anism and so allowed th~> E'xperimental <lnim;tls t.o bctome inft>c·ted witb syphili:;:. 2) 1'ime of a.pplkation · the earli.e1· the ttntiseptic is a ppliecl the bettcr ii'J the protection obtained. Rig~s (Social F.rygiene, Jul_v 1917) t·akulatccl tlwt if auti~cptic treatment be ski lfu!Jy applit~ù within one ltout· of exposure no dise.'lse occurs; if withiu sL~ hours, thc ri!ìk is 3 % and up to eight hours the r·isk is 4 %3) 'lfethod of apjJli<·ation . thc he~t re~nlts a1·e obtnined wh<'n tt·eat· mcnt is appliPtl by trainecl !lrderlies, proYided the patient JH'esents himself ea.rly enough for treatment, wbich prMiso seriously lilnits the cfficacy o'f this method of a.pplication. Also, cxcept in lar·ge concentrations of n1cn. it il' not practicable to hep a statf of traiued orde1·lies always ou duty. At pre~ent, in tbe Uritish army, relia.nce is placPd on <c prophylactic pa<•kets )) to lw lJsecl hy thc sol11ier immediately <'lfter ('Oitus and on additional self-disinfcrtion immecliatel,y on his retnrn to barracks. 4) In crease in the nnmher of exposurf's indu<.'ed by J·eliunc:c cm the JH·otectin§! powcr llf nnti!'Jitie tePntment-thi,; i~ fl, (JIIP!'tion on which jt i~'< impossihlc to obtain a etna l tì~m·~>s but, t !te fa d . is p la in t h:H ('\'PU
in armie:; in whirh, during the wnr, :::erious eiforts were made to ensure ' the use of prophylnctics, the amount of ,·enereal disease was not inconsidcra,bJe aml we see tiJe samc toùa.y in areas where opportunities for ~>xposu t ·e to inft•ction are gt·eat. II. - PHE:':E:'\1' Sn;'l'l~M or·· Pu~\'E:'\TJOX Ji'( 'l'IlE 13nrrtSH AnMY.- Witl.tin t weu ty four hours of his joiniug 11 st<ttiou, a sold icr h; see1! by a medicai oftker, he is informed of the daugers of venerea! diseases a.nd is warned lo avoiù exr)osing llimself to infeetiou, be is also told that, if he slwuld desire to expo~>e him:self, he Rhould obtHin a packct of n.nti· septic themical!', whicb nre an1ilable ft·ee of rost in all banacks, be is in!'tt·Jit't!'d how to u:-;e the!'t! c:h~lllÌI:HI!' nn<l nlso to t!isiuf~!C t himse)f in tbe room, callcù tlu~ « E:uly 'l'reatrnent Room » which is sittiateù in a. ::~eduùed plaee iu ali ba.rt·a1·ks, h"' is inforwctJ wh ere rhis room is si· tuateù in hil:l harr;,wk:::. 'l'he eal'ly trr.atnwut room i!' ur.:ually sitnut(•cl iu a latrine and is _ fitted with a door so that n mn 11 c;lu be in priv~cy while disinfecti ng bimselt. Tlu: ca r-ly tn·utment roou1 eontain::; n snpp!J- or tnhcs of calomel ointmr.nt, 33 ~~ . and bottles of pota ssium permauganate, liu 2,000. Instr nttions a t·e po:sted o n tbc wall ami iL copy of these instructious is a.ttached to tbis paper. (rl). · Em·elope::: contaiuing tuhel' of calomel and a bottle of permanganate ani! wool a1·e l'f'pt in this 1·oom ancl TII('U cnn take them when the.r whh w. a 1:-;o uwu goiug 011 h·:n·e lll'e aùYise<l t o ta ke a supply nf the~>e packets before Ica,•iu~ b:-uTarks. A specimeu em-clope is attaehed to this paper. (B) . 'l'be names of mcn 11siug the earl~, treatment room are not noteù. In some r<>girnenb the nwn wPre n:ohù to write their narnes on a slip of papcr n.ufl to p l a~:e it in :l 11ox, the key of whie:b wa::: kept by the medical otliccr hut, t bis is not eneouragl'd as it tends to make men suspiciow~ and i t i s o-f no value for statistica! ptH·posr5;, ns men might use the J·oom without J>littin~ in tlwir nnmc•s. 1Yeekly l'CI'Ortl s of all ca:-;e:-; of v<'llf'l'!'fll disè3l'E' admitted to bo:opital n re f;!'llt )Jy ' the offic-e1· in ehnr~e of the ho:-;pital to the senior administrn ti,-p oJficer of the d i:;;.tri et n n cl. ou t h e se re.cords are stated · the namc unmber and regimf'nt of pnt.i('nt. his disenRe, the date of appea· J•anc·c of t he di!'C>ase, t he intrrval of time between the appearance of dist':lRl' nncl th<> a cluriR:;;ion to bospital. Al:-;o it. is :;;t.1ted whet her tbe man llst•tl t·al'ly tt·t•at!IH'JJt anrl. if not, the rensou wh~- i t was uot usec.l, also t.ht• positi1m of tl1e l'ilt·ly t•·catuwnt romu in the man '::; b:n·J·acks. 'l'hè la;;t () ll(·::;tion is a~krrl bt•(·;wse, i n f;Ome hatTacks, tbe em·J.v t re a tment room hal' bt·t·H pla('C'r1 hy the oflkc'r in c11 a1·~c~ n ear a guat·d room. where mcn I!Oing fot· ùisinf<'ction cnn be s<'en hy the :::olùiers on duty n.nd, wherr thi::: is :::o, it has bcen fonnr1 t h;lt man:r· rnen do not go to t be rQnm. whc·rc·as, whe11 t l1e l'Oom is sit.nated in a latl'ine men do not hc!'itntt' lo :;!O th<'l'C ;~ s tlw renson fot· their going is nnknown . )l<·n ndm ittt•cl to hospita l for ,~enct·<'al rl.iseasp have one sbilling :11111 six Jli'IJc·<• clPdtwh•d ft ·om th<>ir pn,v . enc-h dny Uw~· ::11'<' in l10spit.al. ( 'il i li"" .1/r(l.'oll'r.~ a.qainRf l'r11rrral Di.w~a.~e iu Grcat R1·ita'i11. Al· thou~rh Ot·t•a.t Hl'i h1 in h:1 s nl\\':lYs ~nfl'PI'Pd fl'(llll Hs sllnre of' the ''ene M •
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J·ea.l ùil'eas(•s, i t w a~ no t. nn ti l the (h·ea t ·w a r tha.t pu blic a ttentiou
began to be mu cll attracteù to this SC!)urge. Tlte problem is now dealt with by thc Board of Realth, of which CoJoHel flaniiSOll, late of the Ho_va,J Army :.\lcdical Oorps, is; Adviser in Venerea! Diseases. Olinics have been csta.blished wbere the prophyJa.ctic treatment and treatment of venerea! disease are can·ied out. Notices fìxed on the walls of public m·iMls shtte the dangers of venere.:'ll ùisease and give tbe ad· dress('s of the nea rest treatmen t centres. Tteatment a,t these centres is ginm free aod, in t·ecommended ca· ses, the ra.ilway fares of poor people ar~ pnid to allow of their attending tlJe uearest ceutre . A lso, a ntii-i)'ll.hilitic dtngs are supplieù ft•ée to certa in ùoctors wlto ha,·e attended courses of traiJ1ing at a venereal ccntre, tbese drugs are for tbe fl"ee trea.tment of poor patients, the cost is bornc partly by local funnd~ a nd partly by tbc Gorernmeut. • Public opiuiou in Britain will not allow of supervision of prdstitutes and l>rothels are not pcrmitteù. . , l 'roHtitn tt·>~ a(;co:sting mcn ou the :strect ca n be arrcsted an d, if fouud guilty, may be finecl or imprisonecl. The Venereal Diseases Act of 1017, allows action to be taken against non-medicai persons treating venerea! diseases. Ili. 'l'HEA'fME:\'1' Sn·aru~ . 'l'he ireatment at preseut in 11se in tlH• ll•·itixh Army is a combiued oue of inject.ions of arsenieal salts and of mp J·c'n•·y. 'fhe t,vpc of :nsen ical snlt chiefl,v used is « 914 » eitber Neokbarsin1u or NoYarsenohenzol. A stahle prepara.tion, StabilM·· san supplied ready for injection, is now being tested 1 it is a compound of <( 606 » and glncose. ~ilver-sah·arsan and ~ulfnrsenol are also being used. Mercury, in the form of Grey Oil, is administered intra.muscularily. Some sypbi.lologists, e. g. Pina.rd (La P1·csse Médicale, 8th ')lay, 1919) state that mercur.v shonlrl not br a~lministl'red during a con l"~l' of arse· nical tre:1tment bnt, W(' lHlçe n:;v(~r fonnd any cu.use for discontinuing corubincd treatment. Pa tients are kf>pt in hospitaJ wltile they :tre suffering from open le· sions, tbcn tltey retnrn to cluty and att~nd for treat~nent at tlte nea· rest army venereal centre. Tlt(i <~onr:;;c of trea.tment officially laid down as a guide is. In pri· mary syphilis, 1Vassermann negative.
o•·
1st, 8th and 15th day;; 22ncl day . . . . . ·. 29th and 36th da.ys . !iOth anrl 57th ctays . 10 l~t u.nd llllt h day~ i. P . . . . . . . . . .
0 . 45 grm "914" no "914" 0 . 6 grm "914 '' 0.6 gm1 "914" O.45 grm "!ll4 " 4. 6 gnn " Sll4 "
and 7 cgrns Mo"rcury
and i <'gms l\Ie J·cm·y an<l 7 cgms MOJ"Clll"~· il nd 7 cgms ~fN·cur~· anrl 7 cgms Mer·t·w·y A.'ld 7 cgms ::IIPrcur~·
On t.he ll'ith day a "'rag.<;ermnnn test should be made on the pa· tient's blood and a complete serological exa.mination made of bi:> ce· rehro-spinnl :fluid. If blood a.nd cerebro-spinal :tluid :n·e negnth"e, no furtb er tr€.':ltment ~hould be g-h·en hut thc pMient shoulcl attend fo1·
où:senatiou once·~ ruuuth for the lìrst year <ll td once eYery three months for the scconù n•ar• aftPt' the cc:ss~tiou of treatment. The blood should be t e~;ted ùy the "'M;sermaun rea.ction four tirues in the fir:st year and t w it:P i n t lH: secoutl .wa r. If a, po!$itin! "'as!"ermann oee ur·~ ot· H t he cer•e bro·Spiual fluiù is :tùllot·Hwl, further treatment ":'l :s for Secowlary cases, h; gh'eu . :-;t:t·orH la ry cu....e.s a n d P r·i ma t·y C;t:;l.'l': w i tb ". a:s:ser·ma nn po:sitiYe. 1st to :Jith <lay:-; Tr·eat as abore :mth day Cany out a "'asst> I'IHa.nu tPISt and examiu<' C<'t·ebro·spinal fluiù. Gh:t lo 7:>th days Pot asl"ium io:lide for 1J days.
.
l(iJth dH.\'S . _Ko tl'! 'lltlUCIIt. lfi:Jth day R epeat cout·se a,.,. fr·om 1st to 57th day!':. :!:!:!ud to :!3 1~ t dnys l ' ota;;sium iodicle. :}:!3 rd day Re peat treatwent as fl'um 1st tu 57th ùays. If ·wa l'~ermanu is not now n<'gat ive, or if lnter ou, indication ~ for further trc~tment occur·, giw :shor t cout·!le~ of three injections of << 914 » a n d of ruerc:ury . Latcly, injec tions of Bi~mutb salts, as r ecommended by our Fre ncb (·ollea.gu e~>, bave been used. , •"'()ft. (.'ft(fii('H' . - I mruedia.t<'ly :1 patil:'nt is :tùmitted to l10spita-l wHh ;1 ,·ene real sore, ~f'arc h i:> matle for the Spil'onemn· pallidum and, if the resu lt he negative, examinations are made on the two, following days, no antil'leptics being applied meautime. lf the r nsult of these exa· minations be ncgatin>, anti:·wptics l'ò nch a .s Eus ol. copper sulpbate a.nd uorac:ic are then applied. A('; ~oon as tbe sore has bealed t hc patieut il'ò dis('barged from ho~ pital , care being takt•n to st>e that bis 'va~sermann is negative. Two furtlwr \\·as~-;e turan n tests a t e m:Hle n t monthly intern1ls an d, if t hese uc neg-ati\·e, :mel the pntient shows no s igns of syphilie, the c:ase i!s re· t·orùed as one of Soft Chanr.re . I V. TH EA·r:.tE~T OF O r,~(lllR ~li)EA . - As a rontine iu acute cases, g1·~md l:mtgf' is nt<Hl<' with a solution of l in 8,000 potas:->.i nm pe r'm<:m~anate~ 1 Ìil' pnt !Pnt h.t·iug t•n co m·;l~ed to nllo w the fluid to enter hi s blndder. ThL-. is done twkc a day, about a lit re of fluid being used eacl1 timeA fter the fi rst week. the st T'en~tb of t he perman~a nate solution is: inct·t'a~Pù to l in -1,000. The patient's urine is ins pected every two days ;IIJI] 1nic r·oseopie f•xam inat ions of the pus are matlf' E.'\·ery 5 t o si x ùays . I also us(• a vaccinr contnining in en :ry rnhic centimetre 50 millions: gonocorci, 100 million dipbtheroid b:ldlli and 150 mi!lions staphylococd~ inj~ · tion ht·iug- nwtle eYer·.v f<Hn· da ys. 'l'el>t of t•m·e a \'('(•k aftcr ùisclt:nge 1Jas ceaserl, a met a! bongie is passPd ancl the urf:'thra palpated in orde r to d isro ret· if thet'e are a.ny •·nla tl!t·ll follit-!Ps, H tlH•t·e ar·c a ny tbey are nms!';a:red eYcJ·y (o nr dnys or<•r a meta\ hougie. An injN·ti •)n of O.!'i '){. sih'<'l' nitl'<ltr OT' nf 11 in fiOO m<t~nes ium rhlor·icle is rmHlP to RPP whPt.her nnv dischnr~e rau be stirred up also an injert ion of ,·a(·<·itH• ('on ta ining 100 million of gonorord i s made. In 111o•• t r:ì~t·:s a ]f<() \ll'ethr•osl'opk t•xaminati on i~ m:Hll'. jijf"IJ to
ExperimE>nts a.re at present being cal'l'ied o ut at t he Military ho· spital, Rochcster l{ow, London, with subcutnneous injedions of Acrifla>ine, n eutraliscrl aud diluteù to l in 10. Abot·til:c T rea t me n t of ·(fonorrlloca i. e . trea tmcnt as soou a s the very firs t iudica.tious of discharge appear aud gonococ<:i are present ÌJ\ t lw lli:·wharge . Two i.nig-atious a day :ne ma•le witb J in ;~ ,000 potassium p nrmaugann te and 2 % protargol i s instillerl into the uretbra and kept there for 20 miuu tes ouce a day. Tltis is done for fou r days then, for s ix mor e days, oue daily .irrigation wi t h potnssinm permaugaua te h; madt! . lt is •liflicn)t to g~t pat ient.-; to •·ome eat'l.V ~>nouglt for· t his tn•atm<>nt to l>e suc:eessful. ThP ;\ nstt·;tliau ?lfctli(:al S('r\'ÌC(', during- the war, cl;1inw1l the follow:ing n~sults f01~ this tt·earnwnt. Trca t mE>ut b('gun within c i~ht llo urs of <lppt>arauce of ùischarge gave 96~\, of rnre, fmm eight to twenty four hourr-; ga\'e 8G % and over· !!..t bonrs GO %. Grmorrlwcal ophtlt.alm ia.. - l wish to say a. few word~'; ou gonorrhoea l npthalmi a fOJ'. although it is a rar·e :lc'l:ident in gotlOl'l'hOt'a, it is such a. l';t'l'ious one t hat a d efinite plan for Hs trea tment :-;honld be ready in f'V€:t'Y h ospitai w h ere ~ouonhot>a is tt-ea tt><l a.s the only hope for its snrcer-;:-tul tr<>atm<'nt is that not a moment s hould be lost after ophtalmin il" s nspedC'd . Ili alJIHlt (iO,OOO I':I.S('I' o( gononhoea r sa w only ~t! ('<(>;, •[.; of <ll:l'idt'lltnl eye infectio11 during t he war. ~y rontine t rf'atment i:- fir·st to cO\·er the sounù eyc witlr a glass shi eld (a, baderiological watrh ~la sf'l) . t he nffetted cyr. is then Awabbed out witb s tet·ile watPt·, aftPt' whic h thc c·.velills are ('\·er·ted HJI(l i ht> (•xpo· sed f'lnrfaces at·(' thor·ong-hly swabbNl with 2 % silver nitn1te or !!O % protargol. The cye is well irrigated wit h wat·m bm·acic lotion ouce e,·ery hour night and (la~·. t his being a most 'importnut part of thc treatmeut. A few drops of 0.2 % sih'Pr nitt·:rtP or 2 % protru·gol lll't~ clt·oppf'cl i.nto thc eye every six hours. On the scrond day thc same trentrueot is r epeatcd. Ou the third ùay. if t ber e is impro,·ement. t he stt·ong sih·cr is not used. tben, as imprOY('ment eontinncs, the number of bomcic irrigations mny be red yced. l nl so injt>1·t a u ti -~onococca l ,·a cci ne erer-y fom· day s. If si~ns of irit is npp<>ar or ukeration Oe<•nrs, a few drop!'; of 1 ,{) atropine should .be dropped iuto the eye. In :1pplying the stl'Ong ~-;ilver. ont• shonld be c·:rreful to grt it w<>ll nnder the folds of coujnnctiva whirlt O\'<'l'hanl! rlrc pnpil. · The strong silver ca usPs a good deal of pain b ut cor;1in~ !.<honld not he nsNl to rcliP,·e this n;; .i t t<>JHlA to soft('n the conjnnctint. · Gonorocci som etimEls per,.,ist for u weC"k of two in the eyP :1ftc•t• tl1e acute condition has diell down. ~fy excuse for talking of this rar<> condition is that littl<> atte ntion i~ drawn to in to the trxt hooks and hrcaJr:-:c delay in t1·eatmrnt :11mo~"<t im·a riably lt•:hl" to pnnophthalmia , Uf'<·<•s>:Hatin~ r·t•moYal of tlw <'Y<'·
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Y. - L .\1\<ll: .\'fOJ:Y .\II >S IX TIIC: l>I \C:S(ISJI': A:\Jl TI:I·:AT:\lBST tiF YEXF:ItE:I.L V 1s1-:.\H:s . - Lahoratm·y work in , -rJWJ'I'l'l i di:<easl'" is of gl'("at impm·tnu ce. T·~ g•moiTitoea. it is ddefly the exnmination of pns sme<ll'l' for whiclJ l use as :1 J·outine sonw form of nrnru stain ing e. g ..Tenl"cn'f; modifj. c:Lf illn. Gonoc-occn l vacr·iuPs ha.,·c· t o br pJ·Pp:nrcl a nd I grnPt'H Il~' nse a Y:tc f·'iue «·oull'lining in NJc h f·uhic <'PJJtirnl'tct·. :iO million~ gonoco1'CÌ, 100 mil lirms tm· t l:J·al diphtht>I'Oitl bacilli and 1:>0 mill m·ethral stnph~·)o('ocri, rlu> last h\ o lwiJ t;r <'htaine1l f1·om chrotJÌC' C:t:<I'S of gomJJThnt>:t. Complc•nwnt lixa t ion t~"" ts :11·e f•sp<>ciall:v m:efnl in f(•nHtl<' casps hut I hm·c littl e JH!J·sonnJ expericnre of t his tP"t. 1u sypi li l is t h c• nw i n work is : l l'ilt'!y ()iagnosi": :! Pxa m i ua ti nn of hloorls1•rn hy tlu' ".assc•I'J1Ja n n test m· by tloc-'c u. 1:\ tion tl'>:ts: ~ <'Xft!HÌilat ion of c·e:J•ebro-,..pinnl flnitls fm• t h<> nnmh('J' of Jymphor·.d<·~ pi·P~<·nt. pl'C'-I'llre nf globuli n :m.<l \Vas!'<'T'mann or flocculation t<·:::t~< a)< for· ~r·r·a .
Eal'ly rlini!IIOsiR - this mP:ms tlw <lr.t<'dion of thP Rpir·o nema pallidum (or TJ•rpom•ma pnllirlum or Rpir·orha('ta pnlliòa) ancl f or tbi,.. ouly Oli(' nwthotl is to bt' J'N'OmmPnded nnd that il" exnm ination by the dnrk g-J·ormr1 !'onfll'nsf'r. In the ahsrncP of 11 l'on<lenser. one ma:r hav!.' rN·onrRe to tJ·r atJuPnt of fìlms fr·om the !<ore hv F'ont.'lru!'R sih·el' mct.hod or Bnrri 1~ Tn1lianink nlf'thorl or ~tnining h~· Ùif>msn'l' m• I.A'ishrnnn'"' stnin. fiere it. nw~· br noted that ~<olrliPrl':, in tlwir• lwnlth l<'ctureR should be advised to g-o to tl lf!ÌJ' mP<lir·al ofJìrrr" t lw momrnt they :;::pp thr smalleRt abra~. ion 011 thr prnis mHl n l!':o, 111P<liral offi c·c·r~ shonlcl he inRtrnctE'd neYer lo nppl_v nnti!':Pptirs to rbanrr!':o: 1111til ha<•trriologiral f'Xamination,.. have hl'('ll com pl<>tf'd . r o 1· ÙaJ•k gt'OIJIHl f'XHnl Ìllation OTlE' mu~t haYe :1. goocl <'Ondenser else ''~' 1':'' 1111)-:llt isfartory rrs nlt~ :11'<' ohtnin ecl anrl. prohahly, mnr..ll of t h f' Wilnt of r n t hn)olial'm for thiR methocl of PXamination iR due to tl1e number o!' hnil f'Ondrnl'<'l':'i wlii(·li nrr in n:;;c. With a. g-oorl <'OJH)rnRPr, a :?00 ean illPs po,,·r 1· ineanrll'RCPnt lmnp g-i,·l's Ruffit·irnt light ancl, in pl!l.('CS in India. whPrc• tlw1·n waR no elrrt ririt._v, T hnxe m:Hl<' man_v E'X:l minn t ions by ~nnli:;rht. In 111.1 opinim1 a goorl conrl(>nsl'r san'!'ì n. largP nmonnt of mone~ ro thP. J!Orrrmnrnt n~ . })y H~ meam: ).'Yflhilil' <'lln hr rlingnof'rrl nnd trent. ment be>gnn nt a v<<ry e~n:l y :o:tnge nnd with the hel"t hopcs <>f cure. A g-ood conclensrr "'l10ulrl he s upplini! to errt•y hospitnl. "fll()od .<:rnnn li:.r aminations. At pr<>:o:ent the " ' l'l::;:;;ermann test is tl1nt nHl!<t ll~tlilll~· p!'t'forme>1lmul it iRa most l'<'liahlP tr,..t when propet· prt>t':ttl ti o n:;; n l"P t <t kPn . Tt i,.. n t<'st whi,•h r N{nirP:o: a ('onsidernble n mount r•f rxpr t· i<·ll(·p nn(l thP stJ•iC'trst attPntion must hr giv<:>n to every detnil Ìlt its prrftwmn ne<>. Tn n l:1hor:1torv wh e>rr ;l conRi<lrrnhlr nnmhrr of sera hn-ve to be PX:ì nJiJH·d tlt1• t<>!'ìt c;an he p<'l'formN1 rnpitlly ani! nc-Jcurnkly. n·ithin ll•c• li1st YI'<H' 01' two. n r onsi(lerahl<> number of flor<'nlation 11'~! s l1:1n· ])('(•n witl<'ir ht•m tght to noti1·'' · 1he hrst known bei n~ the Sachs (;c•ui'I!Ì t<"..;t; \'e> rn Ps,' in Fn1nre hns ha(1 ,·ery good r rs ults with a test
36i
o n thc !;awe priuriple, tbe Pet·ethyuol tt'~ t , al> ll;we Jli'('J<>I· anù \\·a.rd, in Ellglanfl, with auother modi!lcntion. the 1::\igma t1•Rt. I bave had pc1·soual cxpe t'ieuce of t llc Sacb:s G eorgi tPst anù of tbc :-;i ~m~l te:-;t ancl fomHl tlw lat te1· t.o h<~ the more tt<TIIl'ate alt.hcmgh a :;onH•whn t cnmlH:!l'~'<Ome t(•st. In the ~nchs (;t'III'!!Ì tl•:-;t, onl.r Olll' di.lution of tlw i<NIIIII to ue CX/1· minwl is pn t up, lealling to a, r·onsid PJ'Hlllt• nnnli)('r 0f l'él~<f•s of ~;>philis ;.dving a. m·~ati\'e J'Pll<'tion , howen•r. by putti11g- uptwo rHlclitional dilutions of the serum aJI(J mnking a fl' \1' minot· moùifi<'ll t ioHs in the tPst, I ohtained rrsul t~< almo11st as !!OOd ar.: t hosl' (!.'Ìn>n In· t lle \YaF-sennan 9
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tr:.;t. Exmni nalion of tlH• l'l'l'chro - r.:~,inal fluiù Ìl> importaut, Um>.f' g1·onps M tt'l'ts han• to be mmlr, <•:-;ti mation of thr nnmlH'r of lympltcwytr·s. t'~ti 1nntion of glohnlins and thit·dly n \Vns~P I'mHnn tC'st or n floC'enlation tPst ns for· hlood seru m.
CONCLUSl'ON. l{,elianee c·<tnnnt he placed ·in a ny o ne methof! of pt•t>n•ution of \'(•ne l ea l rlisNll'il'. The soldit>r mnst he comfortnhl,v hou sNl, he mn~t hn kl'pt w('}l O('CU· pied. efforts muF:t h<' matle to :unusp him in his spn.r·p t ime . pspecially in tlrl!. pla:ring- o f g-arn ç~ . L~·d nl'{·s anil infOI'mnl hllh hy tUf'di <"H l otlicrrs ancl by rl'g-inw nt.al offiepr·:-; shonld lt~t tlH' l':ohlier renlise thc• clrtllg'<'l' nf l'f'IWI'C':tl dir.:l:'aS<:>R ancl shonld encm1rag-P r.hn st ity. :\lenh·:tl offic·e•·s shoul<l i nstrnct t h(• troopr.: i n t l H· i 1· c·:11'P o n thc rnc·thnds or ns~~ of n ntist•ptics in I'CJH'r·rnl prophy laxis hu t. t h<•.\- l'hould makc! it r.l<>m· t hnt t lll'sc an ti ~ctptk's will not alwHyi'l pl'f'H'llt clisrnse. F i n::~ li,\', a n d most impm·tn n. t, is t hP fli'OI'ision of Pflìl'iPn t mrcl ica l t rentment for thosP w ho · han> C'ontr·adecl l' l'll<'J'Pal disP:ls<'. 1n<>fficiPnt tr·ratmcnt lencls to in('l'ensr in the sprf'ad of rlisc•;IS" anfl it al~<o < ·au ~cs r('hlpses n nfl r enrlmissions t o ho~pi ta-1. Thc ntlue of tJ·c' atmr nt in thf' pl~V<>ntion of 1·ene•·en l dhwnsc is much inRisted on hy Colo11f:l Ral'l'i=-on in Britn iu and I would also rrmind you of t ht> worclr.: of T'J·ofpssor :;;autoii(]llido. r epr <•r.:enti.ng- the Italinn Go\rrnnwnt n t tlH' B r·uss(')s. ConfeJ'I'IIC<:> in lfl03 nnd again quoted at t he Conference in :RJ·us!'!els in Hl~J , by Lt Colon<> l r•·of<•r.:F;or M. C:urncdo. « 'rhe 1110st E'l n<·ar·ions pr·oph~'lllXÌ!'; to t·rpl") t lw inV;l!';iòi'\ ()f Vc fiet'éill di sease nncl sypbilis con s i Rt~ iu prol:lli'Ìng with tht> utmoRt ROlieiturlP, uwdical tr<>ntmen t fm· nll pntirnts ~nffc•riug from thrl'e complniuts and represpnting so mnny ha r bours of i nfection >L
RTA :;;RF~'I'O.
•
X r !>!SU.Jln d Pi m rtocli i11 n:-;o pc>l' l<• pr·otila ~~ i rJp))p rualat t·ip ,-pnr rc·e otfl'<' 1::~ ga •·a nzin :·,.;.;sol uta rli <'ll-Tl'isponde l'(' a 1 suo s<·opo. Oc·co1·rp allo~gia1·e b(•n<· il ~ol.rlato. tcnerlo s<>mprt- ('011\'enit• n tPnll' nte ll('t'IIPato. e pr ne ni'Hl'l' di <li:o:tJ·m·l o 111'11<' or<! lihE'l'(' <ln1 st·t·Yizio. ~<p<>cial m('llte intl'nttPncnùolo con giuochi.
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l'èr mezzo di letture e confet·enr.e t<>nute ùagli UtnciaU )[t-dici e Ùa:;!li rffidali di reparto. bh:ogna. mo~trare al soldato i pericoli delle
mala.tt.ie YelH'r<"f., <:d inl·orngg-iarlo alla ra::-tit.i) . Gli T."l'fiei;lli medic·i clemno istruit·P i i'Oldnti lo!lll modo ùi pratirnre )a. p1·otil:u:!';i anticeltica., ma facendo loro ben comprendPr·c che non s<>mprc• la pt•ofi las!';i rie~ce a~l e\'itare il contagio. Intìne. t'Il i: IJUP!':Ut la eof>a. più importante, oeccJI'l'C F-:ubito pTo,·v~ det·e a<l un (>f)ica<·P tritttamf'nt(J tt't';tpeuti('o dei eontaginti ùi malattie \'enet·ee. rna euJ'H in!:utlkientc· (· c·au:::a rli una m:tgu-iot't' ùi lì'ns ione della. malattin. nonelH~ di rceirlin' c eli 11110\'C o~pr1lalizzaz;i oni. li ,.,,)m·e dc•lla cm·n lH'lla p1·ofil;1ssi dell e m;llatt.ic ''<'JJCJ'ec ;. sostenuto in Inglliltt>JTil ùal C'ol. Jla,J' I·ison. A I'JHf'>;to proposito mi piace ri<'<wdaJ·p aJH:IiP lP pa1•olp clPttP cl:ll pwf. Rautoliqnhlo, rnppl'C!-:Cntnnte
d<·l (ion·rno l ta.liano alla f'•Jllf<' t 'c•n~a el i BrnxC'lles nrl Hltl:.!, e nnoYa· m P II t<• a fft·nna te 1WI ('ongt·l·:.:so di llt·uxl'lll's àt•l l!l~l da 1 T l• n. toloulwllo mC'•li('o ))l'Of. ;)f. (':tt·J·ucrio: 11 L:l più l'tnc·ar·p p1·ofilas~i prr impeclil'l' la 11itYnsionP clelle mnhtttie ' '<'llf'I'Pt> l' tle lla sitHicl(• con:-iste 1\t' ll'applit':u·e con la mnssima sollecitndinc> il tratt<li1JI'Iltn te ra penti(·() n tntti i cnlltH_!:!'iati di tali infermi.tù, eli!' rapJ'I'PSI'JJt:JIJO nltn•ttanti n·icoli di infezione"·
On m• JH'Ut a\'OÌl' tlllé t'l)ltti;llii ' C :lh!:ohH• dans auc·nnl' dl's méthoù<•!: adu(•l J;-ntnll t a p p l iqu(•ps p(ttll' la p1·hpn tio11 IIL•s ma la~ l i('s ,·énl>d<>mH~s. 11 l':111t logl'J' ronfnJ-tahiPnwnt l<' s(l)dat. le teni1· tonjoUJ'!'ì bien occ·nt,l•, N s'efl'••t•t·Pt· clP l'<ti11U>'('l' dnus sL's lwnJ'Ps de> libel'té, snrtout an~c dt•s jt·nx. Le>s )ft:tlt'f'ills c·t ks Oflk.i••1·s 1'Jn H(·gimc>nt ùoi>ent cnt1·etcnh· }p >:oiclnt ;l n lJJOyell l lt· IPC'tJJJ'!'S t•t clc· •·ollft!rt•nc\"s xlii" lr fl:•llg-rr d'att.rnper ck~ mnl;tdiP!S ,·(·n(•l·i:•nJH•:-<, l't l'éll('OIII':tg'l'l' ù 1:1 dlrt!:h•té . J,es Oftki€•rl': :\l.fdpr·ins doin•nt ap]ll'<'JHlrc aux ::;ol(l:lt~ ('onfi(·:-: :ì lenr so i ns. !1• m orle t.l'f'ntployf'l' l es ;l n tist•ptiqtH:!s da ns Dn proph,dn xi e d es malatli(·s ,·(·u(.J'it·lllH'S. tnnt t 11 Jrr11· fais:1nt hit>n ('0111fll't'JH!l'e (Jlle ,l'usngè
<lt's antis(•pti11m'" HP t·c:ussit pas toujonJ·" i1 (•rit('l' l'inft>('tiolJ. Entiu. Pt t:'<'st la <·hm:(' In plns intét'P!';santt~, il 1f:111t H\'OÌr soi n que (•f'tJX qui ont contr;tct(• lJJJ(' uw la•lit• ,.,, ,,(•riPHilli' sclit-nt hien ~-;oignés. Un tt·a itt•uwu t ilwffie:1tl' p e J·tlll't Ili aC phts g'l':llld(• propa~<ltion d('s ma lar!i~l': , et ('st nm:;;i la <·aJJ:-<1' 11f. I'I<J·hutc•s t•t <le· uonn·llf's llospitnliMttions. La nl lo· n•· d n t1·aHe11wnt ,i[a lts In p1·heution cl<>s ma ladicii vt'>néi'Ì('Il · 111':-: <'St tJ·c'-s soutc·J•lll' rn :\ n~IPtPJ'J·c• pHI' lt> ('o (oJJe] IJ:uri Ro n , et ;\ ce ]IJ'(l)lllS f HÌIIH' l'il)!)ll'h'l' )ps }':ll'11h's d11 j)I'Of. ~HiltO)ÌCJUÌdO, r(•préSI'Tl· l;llJt d11 (:oll\'f' l'lll'llll'llt ] talil'll :\ la Cronferl'nt·(• dt• Ht·u xt•lll's eu 190!!, JtOII\'I'IIl'lltl'llt alliJ·ut{•P:-< p:11· L. ('olmtPI .\J c;clt•c·iJt 111·of. :\1. Curt·u('<:in :ì la ('nnfc•J'C'Jlt·r (lC' HI'I!XC'llc·s t'Il J!)2J: .. (c La propJa,,·l:IXÌP la plw; rffic·a('P J•OUI' ('(IH1hattl·e la diffnsion nes ntaL td iPs •:(•ll('J'ÌI'tllH·s 1'1 ~le> ]a :::ypliilil': t·onsistc ù applil)uer. ;1\'N' Ja. plnl': j!t':llldt' Rolli('itllfiP, It• tn\Ìt('IIH'llt nt6clk:ll ù tous ('CliX q11i Ront atteints p:11· c·c·s utabtdil'" et <Jni rf·pn'>~<'ntent 1111 ~i g r an nomhn~ dt' ('Cntres d'inft •!'tion l> .
369
.
.
A) To ~revent Venereal Disease The right
pian is to
KEEP STRAIGHT Jf you have not done so-prompt disinfection with·
AN E.T. ·o uTFIT is most important. Therefore do as fol,lows'
1 Get an E. T. OUTFIT, consisting of a botde of antiseptic lotion, some cotton-wool and a small tin tube of antiseptic cream. II URINATE IN GUSHES, holding the urine back · by pinching the foreskin or the mouth of the pipe, and lettmg it go with a rush. ID WASH THOROUGHLY well under the foreskin . with the cotton-wool soaked in the antiseptic lotion. IV Push a pin through the nozzle of the SMALL TIN TUBE, and SQUEEZE HALF ITS CONTENTS INTO THE PIPE (URETHRA). Squeeze the rest of the antiseptic cream out over the knob of the penis,. AND RUB IT WELL IN.
PROMPT ACTION IS MOST .IMPORTANT Never delay more than one hou.-. lf you. have deleyed for some hours, ask the . NOTE. -
M.O.'s· advice
about it
Tbls poster ls to be dlsplayed ONLY in Early treatment Centres.
24 - QWrnale ili m.eitieina militare. -
l''asc. VT-VIJ.
B) Early ~reatment and Prevention o/ VenerealVisease. DIRECTIONS FOR THE USE OF CAPSULES AND LOTION. J . - U nnntt> ill 1-'~tsh~:~s. holdi11!;( rht- urina bo.ck uy pim·hing thf' foresk.in o,. rhe uwut h of t hfl pi~JG (urNht•a) t~.nd let ting it. go " it h u rush. 2. - \\"t-Ls h thoroughh· undllr the foresk.in wit h t hP C"ll t Wn wool soaked in t hP ""luuon ('''Hl tPJ;t s d tlw hnttlt'). If tht> ><olution h; noL unli labll', U"t' l'oap :l. -
& n d w a l<' l". Pu•h a pin rhrough 1 hP nozzle oi tht- smtdl ti n tubo ali() squeeze Ju~lf i ts c"utents in w tlw f'Ìf'<' (url't hra), tht'll s<ptt'~'ze the rPnutining cont ~>nt s o w•r t htl Jmoh ()[ rho 1-"' "i", t~nd n tb it \l"f'll 111.
IF YOU BAVE DELAYED THE EARLY TREATMENT FOR SOME BOURS, ASK THE MEDICAL OFFICER'S ADVICE ABOUT IT.
DESTROY THIS ENYELOPE.
Lessons from the war vaccination and inoculation dott. Harwey, t·nlntlf' ) di'legate from ~·Ili" OHìrt' A. ?IL D.
lt i.; sinl!•IIarl~· appropriate that w<· s houltl conside1· the:s<> t wo su o jecrs (npart from flu·ir special interP.st to us as military medicai me n) in the y~w 1923 - a yt".ar when we haxe juRt c<>lciJrMed anniverAAries of tùe two g1·cat. men wbos<: nnme"' ar-e ai':!':OCia.tl:'d with tht!S~ llle:l·"III"t;!R. I ne~>d b;u•tlii l<t•mind t.llf' Congrf's!'> tbat I J"t•ft'l' to .Tl'mH.'l' and to Pa· l!!tenr.
'f he f,,mwr w;t,S t he first. t.o pmdise ntcdua t ion with the li\'ing mo<litii'd ~t>rm: the !':<·eond. inoculation witlt li\'ing n-nd modi6ed ha· eteria. From tltì· work of rlt e~e two great hC'n<· factOJ,: of tbe human racethe one an Englishman and a. dortor. the otltcr n. Frenchman and a eh('· mist-has sp1·nng the moclPrn prndir.e of inornlation witb it" vast s&· ving of lhes and b<--::tl t ll. Va.cdn:Jt io n a 1:-;o. a;.: ra l'l'Ìt·tl ont ali ovm· 11t ~ l'id li;.:Pd worlcl. lms J"(·.•mltf·cl iu tiH• s;t\'Ìn~ nf ('Onntl<>Rs Ji\·ì's a-n d tiJc prt;>v<>ntinn M much di ·tìgnrf'nH·nt. nnd has a~;.:o, wltt•re rigidly t>nfo reNl, pra.etica.Uy stn.mped nut tbe diRPasf' of snwllpox As l'f'l!·artl;.: iuon1lntion we are aU aware wbat SM' illg of lift• t ltis m t~\111' of pt·o1t>ctions produc<>d during and be· fore the Great vVa r. I pl'OJHl~t· t o l'Phd l' lH·if' fly , some of the expt>L'ÌI'ne•'S of the l h·i tisb t roops in Fnmce n1Hl elsewhl•re dm· in~ the War in regurd to inocul · atwu. anfl <·spPc·ia lly as n·~ar·ds inocnhHion n~ainst Enteric Fe>et·: un· <lf'r· 1ltis l!' J'Ilt i s indtHI<•tl 'fypltoitl and t iH· Parntyphoifl F~·ve t't;: . BPfot'ì' t hP \\":t r tlt<' troops o n ho m<· F;(:'I"vi<:e in Gl'C' l\ t BMtain w ere liOt Ìlln(•IJl:tiPtl. lollt pmc·tirally an thol'e S('l'\'ing in I ndia Wt>re proteetod
by inoculation. This Jn('H~m·e w;l;-; re-iutJ·oùueeù in HIU(i and was pus· hed g-radually, f';O that lJy l!JO!=l Jll'ndinllly 1011 pet' ccut, of the troops in lndin \\'('l'C prntt>c:ted, iliJ(l tiH~ l'C'-Ult W<L" that Entl'J'ÌC rl'n~ J· in thnt Connti·~- llnù, Ìll Ull!3, t(•asc•J to be a llll' l1il('t' to thl' hPalth or 0111' tJ·oops ~tation ~d
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heing that the lll<t.iority nf mc•u of the Ol'iginal F.xprflitiomwy FM~e wc re IlQt :H tirst protected. Some 30 per cent. had, howevl'r, recPin•d a singl.e do~c of vaccine (whicb at tbc t ime co11ta in Nl ouly R. I.IJJ>IiOsiiS) ; tlH! (lo~e employed WMJ l c.c. (1,1100 million f!JfJlH,8tt -~l anrl this c·onfrrred a par-tial protection.
n.
..
372 .-\t Il<• time durill:! 1111' \\";u· wa~ incJ~·ul;t tiun t·nmpuJ:sory. yct lty t lu• end of 1914 some ~ O per •·<·flt. of th<> nwn i11 Ft·an<·t• harl bt't'n iuO<:tllatNI witb the simple B. typltoM1x nu·t·ine a nù thc pet·ccn ta;re inocula tcd
or
m en rose ~tadually tutti! h.r thc Cll(l of Lfll 5 O\'l'l' !)() JWL' c•·nt. werP p1·o . t<'cted. In riew of t lu· pt·cralt•nc<· of the l'a r:llyphuid -1-'c•vers. especia.Uy Paratyphoid D. in France aml elsewher<·. it wa.s <lccidrtl during 1915 tbat Para t.rpltoiù A a11ù B ~-;hou ld be :Ldde<l to t he ot'i~inal nt.ccine. This was accordingly IM'I"tlllg-.'<1 for :11Hl the llèW 1'.A.B. ,.<H'cine wns firtot Ì:>!<ued for ust• in .Tanuary, 1916 This vaerinc al': lll':Cd h~· us from l91G onwartl~ was an <·mulsioJJ 111 &tlin<:' of the bac·illi killcd by beat at n tt•lllp<'rature of :i6•('. <tnd tn wbic h J,v~5ol was addcrl in a stt-engtb of 3 per cc·n t. T h<' strength of l h<· ,·ac<·i IW i n l r.r. was : D. Typltm<n:< . •
B. l'l\rnty]lhOK II:< A.. O. l'nraty('h"'iW< B...
Ill()() 111 i Il it •Il 7i)() m iIl io n 7.)11 1nillion
'l'h e do~1gf' rt•('(Jill IIH'lHl<'ri, :; <· .('. a 1111. t C'Il ·t n fc)lll'tl•<•n fln ~·l': la ter, l c.c. PracticaJJy the whole of the "accine!<- T.A.B .. Cholera, et c.userl dtu·ing the W ar hy Ht·it ish t r oops we1-e pi·epan•d in thl' lahoratories of tbe R o~·al Army Medir..al College at ~1illbank b.v officers of the RoyaJ Army Medicai Corps, nudI bad tbe honour to be in charge of the Vaccin~ Dcpartmcnt there tJ·ouf!bout the period of the ·wnr. 1uy chief a.:o:sistant for somP time being Cnptain Graeme Gibson, who dierl later in France . while invcstigatin~ the ctiolo.~y of Influenza.. 'J' lw r•esponsihility wn$: n h<>:wy Ollf'. hnt I n.m ~lad to X<Q' thnt of thc a pproximn.tely !30.000, 000 c .o.'!. of ,.a<lcin~ i sRned a n d inoculated i nto scvet·al millicms of m<>n, not. a singlc <!:u.:<> of a,ny aecident wa-s repot·ted a.ttribut.:1 ble tu wnnt of C<tre in tlw preparntion of thc vaccine; at tbc l'::llne t; me mtmC'roux tN;t.,: l'<IITiHl out on thc bloorl of inoculated soldiers showed a very uniform nnd constant nmount of agglutinins developed bv the inocnlationl':. · Tbis r esult 'ns not alone dut> to tbc:' <:are <'Xcrcised by the officers a.~tunlly engagNl in th<> work , hut wns the rc•sult of tbe careful exprori · mt'ntal resl'arch whi<-h had. lwcn carriPd on for years in these labo:m tor·ics on the ljues ol'igin:tlly lniò rlown by Rir Almroth Wrigbt at N<'· tl<>y iu l~!l6 nnd followe<l up by bis successOI'l':, Fiir WilJia.m Leisbm:\llll. L ieutcnant-Colonel 1V. R. nanison, a ncl other s. The lil!llrl'S an<l inRtnncet:: to be pr·es<'nt<•d to the Congress wt>re (•oJ. lt>cted and corupilt•fl b.v thc A<hisc>r in P<1tbology witb the British Fm· . C'l's in Franc·c. ~ir· \Yillinnr Le ishmn.n , and werc published in th~ Pa tholo~· Volume of thP Tiij':torv of tbe W ar. Tbese figureR nre bn&rl on tho:>~· for out· A rmy in Ft·:ln~·<' for the ren.son gh·cu by Si1· Willia.m. namel, that in sonw of l lw other tht>atrN'! of opera tions t be st1·ess n. nel stt-:lin. ~f war, the (l(·ra l': ionnl paucity of laboratori~ :md h·aiued ba<:tc· riolo;:dst s. ti H' lack of :l cc• n t1·:1l co orrlinating direction 31': to t<>rmiu()-
373 logy w<:t.land:-:, stallthu·ds, ~'tr. .. l'I!Udl:'red the Entel'ic l'Ct.lH'IlS from !';Il Ch the.<Ltres, cspecjall:v in t be eH,rJy ~tages of the Wa.r, unrelia.ble. l''ortunately tue more favountble sitnntion of t.he Arrnies in Fl'an ct~ a.s. rega.rdJ>. diagnOiStic f<teilitics alld tlteh· frccdom from any epide lllics of sueh a. size as to h~tmper thc work of thc l uhoratories, enablcd ac(:nratc informatio.ns t o be acc nmn111t«>d on a, sc~1le t o be worth a naly~i~ i n eonnection with most pointf' or l';r.icntilic int(lrest. •\11 pa t· ticulars as 1·egarfls inocnlation were obtained fi'Oiu tlt <' soldìH's pay book. wllieh h<' ca.rried on bis per son, and the entl'it>s 1\' «'l'(': malie therein by the !\fcdic-nl Offlr ct· raJTying ont the inornlation, anòl were jnitjalled by llhu !Hl follows :
T.'' · o 15.10.14 26.10. 14
D.H. D.H.
T.Y. l . ~l.W.I4
D.H.
Tlte far·t tlaM t,rp1Joid irHWnlatiou modifiE•s tiH• a tt.1ek of EntpJ·ic FevPr, if thc inoculated p<'l'l'mn l'lhould ~nhsNJtH•ntl y contJ'a<'t the <li se;J sf' , was clearly, establisbeù duriJ1g tbe Wa.r_ The experience one had in India inre-inocnlatiou da~-s. wltcn severe unrnodi lkd ancl fatal Cfll'ì('S of ETltc·ri ~ F ever were commonl:v scen. wns in marked ronb·a8t to tht~ mild cafif'S met witb ill Frane!' :tmon~ the inocnl<1.t:.Nl m1•i1. ~ir Willi;nn Leishman rema-rked that in t b<• earl.r stag('~<; of t lt~ \ra.J' 1·mcl1 st·,·t'l'l! toxic antl fat:tl e<H-:c!'; tlid ot•c nr amon~; the nninocn1atN1 hut Wf'L'l' uot me t with later o n wl1e n inocnlation wa;s unive~t.l, ex<•ept iu o n!' i n stance, anrl tbis Wlts a mong- the memhers of .-., Lahou1' Batt:tlion who had escnped inocnlation- A n interest.ing poi n t in tl1is con.nPction a Iso ("fOCI'~Ptl fl'Olll th1• (igUI'(~, ll:llll<'ly, tlJa.t SllCCI~Ssful blm)(} Cllltlll'l' WH;R mu<'h mo1·c difficnlt to obta.in among- the inoc'ttlaterl C:1SN• tlJau a a 11on~ t be uninocula.ted , t<howing that tlH~ blt('illa.emia ·wa,s )(•!>is int(ln!'l' :11111 of s horf.Pl' rlUJ'<ltion in the forntf'r <:la~:;; of cn ~ . In t.h<' first ye:w of thc \Va.r, Le-, f t·orn An~uJSt l!ll+ to An1!nst 1!11:> , th<' troop" were only protected hy the l"imple Typhoi<l Va~cine. T-Y. The <'il~e mortality during- this period was, a,mon~ tltl' non·inot·uhl tl'd, 20-36. nmong the inocnlatc'<l 6.84. In the perio<l _.\.ngust 1914 to .Tanuary 1'905, ~05 cm:cs occnned among tbc non-inoculated and 85 among the inoculated. There w t>re 34 d<~-th::; 1Hnon~ tlw non -ino('ula.t-Pò anù only o1rc among t~e inoculat(.>d. The fi~ureJO; for· tbc ye:.n· 1910 {1J'e of intt~ rest . the ratio of casl.'s p,<w 10,000 tr·oops duriug tltis yNW Wfl!';, nmong t h ~ inocnhlt('(l, 9.5; fllllOII~ the nninocu la,ted 103)~2. It is interesting :l l!;o to not(' tlntt a.mong m<·n ino('nlab~l ouly nia inst true Pnterk fP\'Ct' (D. typhm;us) with 'I' .Y. Y :~<·c i ne a ml wbo a ft<•r· wards eontrndecJ pm·a.typhoirl fl.'w·r t he rctln r.Uon in morh1lit.y wa:-: al most exaetlY the .sHme as in those inoculatt•d with 'r.A.B. Va.cciJH' and who also bnd contracted p:u·atypboitl fever. It il' also evident from the figure:s thn t few(:r Il l t' n <·o n ttacte~l pa.m typlaoid l't•vt•J• a nwng thost· illo<·.ula.t ed witb T.V. Vìi('C'Ìn<' onl,v than ll·lllOII~ thol"l' who were tota ll y unprotected.
fnoiPt·d the ;!t'lll'l~tl i mp1·c •:o~:-inn i::: thar 1lu• >~ÌIIIplt• typhoid Y3C(·ine pl·o,·idc•!< a t·cr taitl :wtnunt of ;!I'OUp prou·c·t iuu:-; .lg:liu.-t p:tl"lttyphoid f<' ve1·. This wa s al)o:o eddt-ll ('f:'cl by tllt' f:1l't t hat tl•e inc.: idcnce of par:v ty: •hoiù fi'Ycr had alrencly hrg-nn to [;111 in F t·.nH·e hf' fOI'<' the introducticm or T.A.B. Vacc-ine. In Hll 7 on1_,. 1.:!7;) c·a :o~t•:-; of E n tflt·i1· F f \'!·1· \\'l't'(' d ingnnsed as eoHtraRh·d wHh 2.71ì0 in l!lHi i.P. IPS)o: t han half. ;t lt ho111!lt tht• stn·n~th of thc FotTI' 111111 het·n :lJIJWoximate l,v clonlJled h1 ]!)17: hut hy this t ime pl·actic·ally !l:i pt-r cen1 of thc 1nen WPt'C fully pt·otp(·fc•rl with t h!' T.A.B . ,·act'ÌIII'.
Anotl•e•· intt'l't'sl in;.r poi n t ltl'~tng-ht òut IJy a sturi.' of thc m onth l~· sick rate dul'in~ tiH~l'<' ,r<':tl'l' is that in p<'riotl!: of cc a ctiYitity » vhen i t was not possihl(• to 1':111'." out 1111' usunl nwtirulous sa nihli'_Y arr;tngt•nwnt.- thl't'C was ill\';ll·inbly a sudclrn ;~nc1 a);Hmin~ I'Ìs<' in lhe amoun t of ho w el com pl ai n ti' bn t ti1PsP W<'l'e ha c- illa r.r dys<'n tc t·y, diatThoea., etc. , not entc>rit· f~·n•t·s: t lu• nliduu s t'P<I -" t'n for 1h i ~ h1·i11;.!' thnt tlw men wt•t·e IPt'nh·l'tctl ng-aiu ~t rntt· t·h- fp,·cJ' h,r ut rulls nf !h!' >~ iH'cifìc inoculation whrrl':lS thl·_; wc•t'l' uot ,;o p•·otl>ctl•cl a;.rainst dyst• nlt • t ~'ì :11111 di:llThot•n. Jt 11ltlst lw OIJ\' ÌOIIS t ha t hn l l'or th is SJII't'Ìi11 pt·nt'l·l'l ion c·ach or tlwsc pc· l'i od).: of adi \"i t.1 woul <l lt;t ,·c hrt'll follo wt·'l h_,. n n o n l hrc>a k of entt·l·icff"\'t't' '\\'Ìth ltlU(·h )us!< of lifl' :111Ù Pffiti!'nt·y. J11 l!)l S thc• lol;ll 1111111h·1· of l'lat<'I'ÌC fl'n•l' rast•s feJI to :liG'and this 111 spire· •Jf nwhilr· wnrfnre nnd of <l l'ise in stl't'll;.!'l h tu two and bnlf milJinu nwn. Tnlly a !!'l't':1t t l'iumph fm· H·iPn f ilir Jll't'\'C•I11 i,·c· lllt'llicin<'. TABJ.E [f.
The relative lncidence and mortality rrom the enteric fevers among the british troops engaged, respectively, in the south African war and i 1 the war of 1914-191 8, t~.ll areas.
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"'' l't• fii'I'(•HI't'•l d
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This ,·accine wa<R hw~el~· n~c.,l in Hall i poli. iu ~l!.\' l'' a ud in }l ;-,., potnmin.- tbe number of case" of Cltnlera wet·e f;·w indeed a moug t he t r oops thus protected and oue in:>ta11ce uul.v be quoted. Dlll'ing the ad,.alle(• m·et• tbe cl('~eli. in putl'Uit. uf the 'l'm·k ~; t.lw aAh·anct' Lt·Qopl"- il.r nve the PllPm.• o ìt t of nn oas i~. It wa:-; kuown tha t t ht' Tm·k~ . "ho lHtci het• H ca.mped bere for some weeks, had s uffe1·ed ft•otn ChoiHa. S triugent orde't't-; h;ld beC'II g-h'<'ll th'at 110 watet· wa:< to hP ilnmk uutil it ltnd been chloriu;ttl"rl but the mru. tllacl with t lait·~t aftl! l ' a lnnJ! ho t tllarc·h , tbrOllJ.!'Ù hc·avy ~•l·nd. hroke ft·otu c·olltt·nl. l'lt~lll"d to th,· poni aucl dt·an k g'l'l't•cl i l ,v. • .\.bou t :100 meu had dr•wk of tl11· 1\·at<·t·, onf.'· 1:-, (·nui.J·a..rt·cl <·licdc ·t·:t and 3 died. Ali these ruen had be('n Jn·c,·iou:<Jy iuontlated and t hcre is little doullt tlHLt bnt fot· t his protK·tion n hii'J.!'C' pt·npon inll 1\'(llllol ha n· cuutt·;lctoo Cholet·a <Jil(l many woulcl han• dil'd . .\ s J•eganl!': hadlhn·y ùysen teJ·y it tll ll><r l·•· •·onf<·><><l·d rhnt wc.• han • uot ~7 et, so far , lH.'t!n able to pi'Odtlt' t' a ~a.ti:o;J';tdot·y prutt-•: tin' ,:a<Tillc'. Dnring the 1\r~u· l';c>\'era.l \'<LCC in~~ wt•t·(• intr·crdnc·t•d ~nt'li :1~ t hc• En.•ml trea.ted vaccine of Dean, tbe sero-v<lccine of Gt·a e me Gibson wbich was in ~s~nce a scHs.iti!':t'Cl n~<:C'ine, tbis lattt·t· ntc·ciue was pt·<'pat·rrl at th 1· Roya.l Arnty ) [edi<:al Colleg-e ami was i;;~uNI in t oH8idE't'ahle qH;tn t itic·,; and used at Salonika, on au ~X JWl'imcntal ~(·;t )(' bnt nnf•.H'tlln;lt('ly fcw tùc ;;u cct>s of t!Je. experillleu t theJ·é wn:- tlwn littlt• ot· 1111 Dy><t•n t•~ t·.r a 1nong the Fm·cc . 'fhere is no ùo ubt t ba t t h i~ Yacciue does show (•ricll.'nl·t• flf pt·otedion i11 anima.le inoenlatl"d thei'Cwitlt hnt tbc exj)('ll><P and 1lif fìenl.t." of prepara.t ion st..,'tnds i u the w a~- of i t:;; genernl adoption. Hecently we have bcen experime ntiug along- tlw lincs or 'l'homp;;on':-~ detoxicated vnedtws :md ùavè s uc<"eeùerl iu procltwin~ a. ntc·c·i tw of th t• Sltig-a bacillus hy n n analogous pt·oce.o.;::. whi<'lt <·:tll tw a.(lUl illi stt•t·•·d to mnn iu clo!';f'~ of 1.000 million of t hi!': hacilln~ withnnt any notic·t•ahh• rea d io n. T bis nLecine bas ali'o h(>i>ll dPmotH•tra ted to ~in• pt·otl'd i11n t~t t;, boratOry ani mals- w e a.Jl a wait with interest ful'tht' r· te~ts iu the tie ld with t hi:,; \'fl iTinc aud also wit h t be m·al ,·an:ine Ili' 1\P><tT·clk:t whit·h Loill;; out g-rcat pt·o~o;pects of u:-;pfuln<>l':><. Plagtw ,.a (·C'inc n.s you know ha.f.: h<•t>n i11 l!!':<' in lucl ia witlt ,onc·!·Ps:< for· man.> year:.: ancl was used by us Ja.t·gcly cluring t hf' ,,.,". whPJ'I'\'t•I' tht-1'<' W<Hi t•isk of infc>ction; this nwdnP. was pt·c•p;ll'l'tl fnr ''" h,,. rhe Li~tc·1· Inl';t itut<• a.t Chel!'lea. Int1ue11za n1eciuc~ wm; :tl!':o prepa1·t•tl <J.J1d u~~>tl in !:11·;.:-c· cprauriti Ps but tlri!': ntc('iue ii' still sub jutli<:e . Om· gt>tH!J'<.tl impt·•·~~ioll i:- tl1at thi~ va.·<'ine clocs not pt·ote<:t a.gain:-;t int'l"et iou wit h c·pi(lt>mk inllllt'nza· hn t does modify the attack; compl icat!om; s uch a s broncho· pll eumonia.· beiu~ mm·c rare' nmong- the illocnlatPd than :wwn~ t ht' noH · Ìllol·llla lt•cl . lf it is trne, ns is now generally H!!l't'f'd, thnt epid emie in1111PD7.a is· can~d by a. filtel'·p:t~s ing- Ol'l!alli" IU aucl the eomplit:a.tinn;; tJy pn t·lltllo l co~<"i aud ::;tJ·ept.ocoel'i. t hP a ho n• plH~JtoBtrn o11 U\olt be r<'udi l.r 11111 h•t·~t oull l. La.r gc quantitit•t-; o[ \'itN·itH':-; w(·r~· alfio pt·l"pat•Nl f cor thl' pt·t·,·t·ul inn a n d cure of sepsis.
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3ì6 A s rr·g-;trdf.: tlll' tn•a11ncnt of l'llWI'Ì<' f1 •n •r by means cJf ,·accwes t he gc·m.·t·al illlpl'('i:~Ìf)JI wa~ that lhc·:v hiHl littlc Ol' uo Pff(""<·t on the !'nurse ~•f thc: ÙÌSk;lsP hnt th(· \\t'iter Ìi'i stili of tlu· opini~tn thnt with ntl't·ines l'[>t.'t' Ìally pr!•paJ·c•tl t(ot· II>'C in treatmPIIt :md >;kilfully lJ<.;P<i. ar.: r eg-at·ds dol'.'lge . in the <>nd~· st:lgc:!-1, the 1li~1·:1se 111ay l11· prnfounrlly morlitìed fr.r· the g-ood . .-\s t·!'~i'll'Ùs nlttinat ion we ntn a dd un fc·\\' fncts but so far as our expf:riènce went it a.dclcd testinwn,v tn tltP w<·ll -knnwu ;:oli1! imm n nity t()nfPTTc>d ngainst ~mallp r,x. l 'uf'll1:unatPI.> ns sonn as r·mtscriptiflll "'''" intt·oélure(l ali Cclln pul~<ion
as re~rar·c!s Y:H:c imttion was withth·awll a-nd many men ùe<·lal'ed tbcmsclwoj:; to hE' ('f)lll'f'ientious ohjectol':-o to thE' p1-ndicc: :1s fL resulr we s:Lw a f' onsidC'l'ahlc nu1nhr•r of cases a.mong 111en who h:td np,·er hc·<·u Yil.C(·inntNJ nt· hncl ilcrn ntN·inated only in · infauc:-. l n o1w ino::tancc a wl'll kuo\>n oùjector untl :tuti .nw<-inator o·uutract.('(] ~mnllpox in :'lf~>snpotamia and dieù of a confl\ll•nt atta<'.k. t"ndm· his hed wa "' fonni! ft large :-;npply of the litemturc of anti -,·ac:dn:Hi•JD :md <lllti -;i\·i!<t'rtiou sO<:ietiPs. ~ÌIH'<' thf• \\':tJ· a <·lan~l' l1as n,ga.in lw<'n intt·oduced int.o t be :n te· Ht,a.tion fonn of rPet·nits ùy wllic·h thcJ agrcc to be m<:cinated on joining - if th<'y refusc this clau~<P tb<'y ftre not ac<'ept<'d as rt'cruits. Bnt r-e. v:LCf'ina·tion if' not <'nmpul~or.v in onr Army and )n vi('w of tbc !;h ot"t gervire <:y;..irm in vognP is not often nPce>:l'la.ry.
STATI UNITI D'AMERICA A) TUBERCULOSIS AS A WAR PROBLEM. A History of the Experience of the United States Army, Navy, Public Health Service and Veterans Bureau in Dealing with War and Post-War Problems of Tuberculosis l1y Philip P. l acobs. Ph. D., 1'-ublicity l>in·rt " t' 11f t h e Xu t iouul 'fu hcrcu lo:< io; .h,::o,·inti<H a.
SUMMARY . l. 'l'h e ste p~ lakPn hy tb(' oiTirc~ of th<· Huq;1·on G-euei·als of the Ar· m.v. ~a.vy. :1nrl J'nhlic H ealt.h Rc•t·,·ire, fi1-::;t, to ('X<·lutle tubct·ctllosis upon :tppli(';ttion for ;ldrnisl"iOll to t hl' :o;(•nice : :<t~onù, to WC('(} un t tullerenloi'ilò Hft..et· the nnin11l of ncw J'PCI'Ilit:o: at r·::tmps or rautomuPnts; thircl , to ùia~no~e luherenlo:::is amoug 1111'11 wlw brokP down with va. rious <li~C~<-~ses t.lln·ing- ;w t Ì\'C S<'l'vit:e hoth ;J t home Hl.ld oversea. 2. )fe.tsures ttl-ìcd tn hospi la l i:t.e tho~<e di~·o,·e t·etl to hav(' tulu•reu · lo~; i s iu l'illfiJl~' m· r·a ntonnu•nts ho1l1 a t !t ome ;liHl ov<'I'Sea.
377
. a..,lea::;urcs u:;ctl tO JoJluw up a11d prOYÌ<lè a~lerjuate C<ìl"e fol· tl111se n·jt~ctcd by drnft or· otbcr ·t>xrunining boa.rd!'i. -J... Me<H~ures useù to provid•: care for tubel'culous t'X-scrvic<' men after tlw armi:stice of No\'ember 11, l!H~, iucludiug the .c.len:lopment of
the series of Veterans Bur&tu H o:spitals, the creation of facilities for vcreational tt·aiuing of tuherculous mcn, thc provi>don of tompenr-;atiou during trea.tmen t, etc. 5 . .Hea.<:;urcs userl to edueate meu in tbc At·nty and 1\av.r rlurilJ~ tbe W;\ t· witb reg;U'Ò to t H l H:' I'(:UI <.I!;ÌS :l·ll ti g"l.! llCJ';I l {ll'l'SOlJ<I.J ll,rgi<'Jl C. RIA.SSUN'f O. l. Le mi:sure adott;tte dagli Uffici del Heuerale Mcùico dell' Eser· cito, da.U'Armata e dalla, 8unità Puùblica: primo pe1· c:sdudere gli affHti <l:L tubercolosi ùa.l :servizio militare, secondo per eliminare a<·r·uw· tameute tutti i tubercolosi all'arrb·o delle reclute al Corpo, terzo per diagnosticare la tube~rcolosi ha coloro che vengono colpiti da. varie ntalat.tie durante il servizio militare, :sia ùt paese che oltremare. i . Le misure adottate per l'ospedalizzazioue di coloro che vengono ri,·onosciuti affetti da tuhe1·coloF:i nei <'<tmpi ed o.tccaotonnmcnti, l'i:·• in Patria cbe oltremare. 3. Le misure fldottate per non perdere di vista. e per provvedere di ;Wcguate cure coloro che vengono seartati a.Jla visita di atTuolautC.tttO od in altri esami suc~essivi. .J:. Le misun~ adottate dopo l'armistizio ùel 1918 per provvedere <11l 'assistenza dei tubercolo~i -smobilitati, <:ompreso lo ::;riluppo <h~to agli O~;pedali dei Ueduci, la creazione di facilitazioni per l'edu<:uzione tisi<'a, la concessione dì :specia.Ji indcnnitù dm·antc la cura, ec<:. 5. Misnre adottate durante la guerra, por abituare i militari, sia dell'Esercito cbe delhi. ~farina, alle pratir:he di igiene pet·sona.J•~. ('OD speciale rig11arùn alla. tubercolosi.
RESUME. l. Les Ju c~uJ·es <H.Ioptées ptll' le:s Bureaux du Général :.\Iéde<:in en ~hef d e l' Armée, de' la Marine et de la Sa,nté Publique, ù'abord pour
exclure ùu SE'nice militaire les atteints de tuberculosc; c•n dP.uxit>me lieu pou.r le triage des tuberculeux à l'a.rrivée des re(·rues aux H.égi· ments ; enfin pònr dépister la tuberculose parmi cettx fJUi tombcn l' UH:I·lades pendant le service militaire, da.ns le pays aussi bieu qu' à l ' & tN~nger.
2. Les mesures a.doptées pour l'bospitalisa,t ion dc ceux que l'un dé· t·ouvre atteints de tubcrcnlosc clnn~ les camps et cantonn r,>ment~", t·n pa,· tJ·ie ;\.nssi bien qu'à l'étranger. :~. T,es mesu1·es adoptées pour suine et soigner couvcuablemeHt <-cux q ni sont reformés ;Ì. J'e:xamen d'enròlement ou dam; lt•s examcn:-. l'IIC N'l'Si fs.
l. Le:s tu(::-:ttt·cs :tdnJilét·;; après l'aruti:-:Lit:e du lf!l8 pou1' :soiguer le:s tnh t,n:ulcux dcuauhili:-:é:s, y coiupt·i!< le dhclopfWIIWllt clomt(• aux · Hòpi · I<IIIX dt•s \'i'-tt: l'all>i 1 fa Cl'Pation dt [;H·ilitat iou :s (10111' n •duC<.t :. tion ph,\·· ~ i•pt1· \'Oioulain· "''" tnlwt·('u lc·ux. la t·out·l·~~iou d'iu ch·tnuités sp&·iall•s JH·HdaHL lu tnt·f' , elt . :-.. Lcs nae:su t·c·s adoptécs p t· w la u t la gucne pour lw bi lUt!r Ics sol· tlat., aussi lo il'n quc h:s mari11:-; aux pra t iqttPS dc l'hygiènt> COI'J.JOJ:ellc, sttl'llllll :'t l'l•g-;u·d 1lc la tnhPr(·tdust·.
B) THE INFLUENCE OF THE WORLD WAR
ON SURGICAL TUBERCULOSIS. America's Viewpoint b:· W illiam Seaman Bainbridge, l'utHIJIHJtd••r ~t. <.'., G'. S. :\'a \·y, lh-!!<'I'Ve F <H't'l". '
'
Tha• ''''·\'l't'l of Uais pa.pt·t· is a pt·t•st·llt<tlÌ\•11 11f .c'~IIH' l'Ì•·aJl cx pet·i <:ll · <:t; ll'itJ.t sua·gi<·al tu lx:n :nlosi :; in t lte AL'Ilt.Y ;tud .Sary, on tue ha«is of: Il ) t lw ,.,.,·uf(...,. o[ pit,r:-;il'al t:x:nninat ittt • of clraft1•d l'Ptt·uits in 1!111 -1:-i; b) irH'idt·rH·t- •>f tuiJtNtulosis ili t•tlli:<tt•tl soltlic r·s ; C) bl'IHtviOl' of sui·gical tllhlo't·<·uluus t·tmtlition!<, t'"l'~'' ·ial l y tultet·c·nJosis of fili' ltotu•s <HIÙ joiut:-; iu \'<'tet·;tlts a t tlt-lllollilizatiflll aud in tltc LK·t·iod fo lluwiug the wal'. Tl11•sc \l;rta an· s up pletut-ll lt•tl lty a t't'\' it·\\' of th t• a<·tepted tnO · dt· l'll uwtltt><ls of tr<·alllll·nl fot· stii'!-!Ìt·al tnlll·tTHiosis. iududiug cou :-;t·IT:tli\·t· Jll t·a st ll'('!<, fot· l')\:tlllplc. physi.,Liwr·apy , tuiH· tTllliH iHj<~ctioos, :1111 1 lljll'l',tlÌI'l' f'I'O('t'tflll'I'S , !<lldt ;IS slHII't·CÌITUÌlÌllg' O( tiJC htl'gC Ul f:eSlÌill' tLauc·J fur · IJnlll' :llt<l joittt lu l'l'ITn lnsi:s, a11tl thl• ttsc of oxygcu by infusiou into tltl' a l,tlnnaiual t·a,·ity fnt· (llht• IT~tlolls pe1·itonitix. (llain · IH·itlg-•·). Tlu• pt·c>lolt•JII u f t• litllill:tt ÌIIII or tn lwt·(·tt lllsis ft.·onl thc Army i.-; tc)lll'ltt:d upun , as ,,.,. ,, a~< t lt e applit·at io11 iu c·i 1· il li t't• of t hi" particulal· l<•ss1111 taug-hl hy t lw wat·. Ott t ltt: ha!<is of t'X(WI'Ìt• tl(·t• o( ll11• Vixdwt·g-t• J:oal'tl , a11d <·•>tll p<tt·isuu of culrance cxa iiiÌilati oll~< with exit examiu· <ttin~ts. th t• llt·t·d fol' fuJ'lht>t' l't'!<P:ll't·lt oH t uhcn·ulosis is empba:-;izc ù , auù ~lll t•:<ti twttl• orircll u l' t l11· t•:tl't 1d:an•d h1· lat·<,.t· uu·dk·al milit:11·y Ol'"llll· ,.... • • l"' • o ir.atinlls in tht• atl\';tllt'C tlf klllll\' lt-ilgt• 11J' riti:< di:--t•;tst·. 'l' hl' "tali..,ric·lll in fo t'IIIO it iou c·oll\'l'.n·d ili tlti:-: paJ••· t· ha:-; lwe11 Sl'f'ltl'c•tl in l':ll'l l'l'diii ilu· flt ·:t[r l<l't·oa·ds sltiiii'Ìllg" tl11• physit·al c·o11tlitiou of tlll' 1111'11 r·c~g-istc·n·c[ :111 •\ t·X;tlli ÌIH-<1 in ]illl'SII;tll('(' of tltt• l'l'l)lliLI'IIH'IltS of tll!' :-;t~ lt ·•·tivc :-;,. n·i t·l' Al't, :tlld J'r·ona tht• H t'l""'t nf t hc :-;ut':,!'t'OII ·<lellt'l':tl , C.:-;, Ar·11 ay 111 t ltl.' :-;pt·r·Pt;II'Y of \\'ar·. J!l:.!:.!. :-;IH·<·i:a l d<~ la h ,,,.,. IH·t·u ('Oilt•t·lt·cl oli sur·g-il'al tuhet'l'U io:-;i:-; of t hc IHIIH'S :tlld jtlillls. I'SJII'{'Ìllll,\• llit• slr:tft IJOtl(•;;. ~ J I'IltÌOII ÌS IIIHÙt.' Of cJehty<•tf \lt,ioll :ttld IIOJI · IIIIÌIIII of ft ·:tdlll'l'S ili lltt> ('I'I'SI'I H'I' Of t lll ll'l'(' ll] OU~ ÌllfC(' · tinta : llail jo ird!< , ;tllkylo;:!s. i'Oll t J·;ldinns of lltt• hip ot· knt•t•-joint. a s l't'lfllt· lal' o f t IIIH·ITIIIous ltOIIf• n u d j o i11t disl·:tst'.
379 -~ U attem IJt ha:s
beeu lll;Hle tlu·o u~liOU t t<• SitO\\' t h;\ t tbe fJ Ut':o;t..Wll qf tubc i·eulosi::: is one of the mvst importan t Hllt.l lH;I.hap,; ntnst diJJìc-nlt pt·obleuJs 1·a ir;ed by the \\'ol'ltl \\"a1·. Althoug-h t lti~ ~Wit•Jllf·nt ('OIH'PI'll:s infer1iou witlt the tuiJerdo hadlJus in genera i, notaldy l)f rht· lnng-:<, H a Iso lillll:s an <tpplica tion iu the UtOl't' I'c!<ti·ictcù li1·hl of ,.;urgii'·a l luhercuJo,;i:;.
( lg-getto di questo RapvoJ·to è respo!-iir.ioné dc· l la ('~ lll'l'i ellza alllC rinllla in fatto di tubet·colosi chirurgica nell' E~cr<:i t o e nE::ll' A.t·m;Lt:l, :;ulle b;~;si seguenti : l. Hisultnti dell't•same lisicu delle reclute ehiaJu;He alle m·mi nd 1!117 ·1918: ·• F n·q ucuza dclb1 tu ue1·colosi fm i ~o l da ti unuola t i. :.:. H cco•·:;o 1lel la tube1·colosi e h i t·u rgica, speeia lnten te os:o;ea ~ù a.ttitnla!·c, fra gli <'X-m ilitari, all'atto clelia :smobilitazioHe e nel dopog tH: I'l'a. <~twst i ùa t t so11o t'OIIIJIIl'ta t i tlalla t>!>po:-:izione ùc~i metodi oggi a-ccetta t.i per la. curili de'ila tubercolol)i ehiru l'git<l , compre:;c le mi:sut·e t:oH ~~·JT;tti,·c (eonlt: a<l e:-;e111pio la til'iOtt·rapia , le jniezioni di tnbet·l·olina), ed i JH'OCC~-"i operati\'i, IJllalc il IJictorlo di Lam·. JH'l' 1a cm·a llt'lla tn · bt·rto lo:si 1.klle o!'i:::a c delle articolar-ioni, e l' u~o dcll · o;;!-iigc:Ho JH'l' iu;:;11 fJhczic.nc nella. cavitil a-tldominc.llc nella J)Cl'itonite tubet·tolat·t• (!!ai n · hl·id~l') .
Yi1me poi affrontalo il proh.lema della eliminazione d~:> i t nhel'ro lnsi <htli'Escrdt.o, <lOilJC pta·e clell'applicazione nolh.t Yita ci\"ilc clell't·sJH'I'Ìt•u .. za fatta., in que:sta. matc t·i;:t , durante la guet·J·a . ~ull ~b ha.se dci !lati l'Ì~ult<Lnti alht Commissione di (•sonero e dd <·nnft·mno t'ra la \"i~ita, di r eclutamento e quella <li ms~l·l!n<~. F._\.. so stit-nc ht llecesi>it.\. ùi ultcl'iori ricerche sulla tubertolo:-;i. fa<·l'ndn U•l · taJ·t· l'impot'tlluza della ,-a:;ta. organizzazione mcdic·a tnilitat·<: twl pl·o J!l'l·s:-;o delle ('Ognihioni relative a qnesb.t runlnttiil. l da.ti statistid riportati in qnesta relazione sono :o;tilti dt_>:o;HH ti in l'ar·ll• 1l;1i r·egistri della· lcYn. 1t.t <'ni appaiono le t·ondizioni Li:<ic·ll(' di'gli tll>lllini is<'r-itti Nl c>snutiuati iu seguito alla ehiamata aiiP Ht·mi. e dal ra pptwto tlel Uc:11era lt• Il t l'd ien ùell' l~sen·ito amerka 1111 al ~~·g-1·e r ;H· io Ji ~ r;Ho a Ila ~~~C l'l'a, ne l l!J:!:!. Unti sperinli >~ono ~tati raccolti !SO pl'a· la tuberrolo:-;i t:ltit·m·gil'a d t'll (.' o:-:~a t: dcll<• articolazioni , ::;pedalmcntc délle ùiati~i dPll c· os:-;a. E ' fatto t·enJto :tl ritarclo nel consolidnmeuto e alla manca nza •li <·uHsnlidamlento delle fl'attnre che si veritkn nei <:11 ~i eli infl'zic>n e tuh<•r·· mh11·c·, alle p8f'UÙOIU.-tmsi. anel1ilosi. c·ou ttMtm·p (.]elle a r·t i<·ulazion i dt•l· l'anta o del gill()(;<'hiu, ('Oilt C Psiti tlE•lla tnl!l>l'(·ol(>;.;i dc·llt• os~a l' d<·llc> ;U'· tit-o la zio n i. Jn tutta la relazione :si è cercato ùi ~li·wostJt·arf' c·lJ L' la qu,.sti .. lle clt·ll:-t tnhcn·•,'J()si t> unt1 di'i più impol'tanti. c t'clJ·:-;e il pi1'1 dillic·ilc d c·i J•r·n l>l•·tlli :-;orti da ll;t ~U('ITH lllOTIIli;tlc.
~~·biJc ll e qut·sta t·cla zionc si riferist·<t in genere <~Il e iufczioui IJ I'O · dotte cl<ll ba.t"illo di l{ ock, specialmente alla tnbercolo"i polmona.re. p ure tnlV<t a.nc li c una e~.pplkazionc nel ~nupo più r-il'trctto d<'lht t u uen·.. losi <:Jiinn·gica..
R ESUME. Uùjet ù<- 0è Happort ~st l'cxpo!:lition ùe l'e.x.périence ame1·icai11é à l 'égarù de la tuuerculosc chil·urgkale tlans l'Armùt· et dnus la ~Ja n u c, fonù ée sur les ba~e~> suin.tutcs : 1. Les résultats ùe l'cxumcn pliyl!ique ùes r ecrues \'isitée, c n J!Jli.J X; ~: Fr(;quen ce
ùc la 1uberc:ulosP tlam; lcs soltla.ts euròi~=-; 3. Procédé tle Jn t uber culose chirnrgicale, s urt out ùc::; o::; t·r dt>s aniculations, da.ns Jes \'étkra.ns au suomont <.le la démobili!:ìation et J ans l 'nJlrès gnene. Ces notices ont éLé eomplétécs par une revuc òcs mé tbodes a ujourd 'h u i a ch n ises pour soignel· la tul>erculost• chiru J'gictt.le, y cosn pris les mcsut·cs co n:scJTatoites l<tiusi que physiotl.Jérapic, iujections cl<· tuùerculinc), et lé!> procèdél:l opértttifs, a iusi que la méthode de Lane pour la tuberelll<i~>C d cs os et ùes articulatiou::;; et l'emploi de l ' oxygè n~ au moyen d'in::;nflla t ion daus la ca\"i té abdolllinulc eH <'as ùc pél'itonil c t u be s.-cnleusc (Ba in b l'id;.!;<~). Le prohli·llle dc l't~ limiualJOil dc~ t ulwrculeux d c r ~\rlllée est. 1' 11\' ÌJ'\agé eusuitc, ;wssi bicn IJUC l'application dans la vie civile de l'expéJ'ie ncc <lCI]uise pcmlaut la gut·rTL·. ::-;e basant sur le:; rés ult att; dc la C•lmmission pour Ics P XCIII p1 ious, et comparali t ]a visi te ù'<.'urMcme·IJ l ;W~c celle d 'in ha llilcté, 1'.\uteur ::;outient la nétcl'i::;ité que d'ultériéut·e:; ré· cherehes soient ('xécut.Ccs s nr la tubereulose, c;t fait remas·qu1~ 1· l'importance de l'ampie os·ganif<atiou milit<Li s·c t~ans le progrès des couuuist!:tn<:cs sur cette maladic . Les notiri~S ~iat ix ti q Il l'S m [Hil ' téf'S tla 118 cctt.P. R clatioJo 011 t ,·., .:. in . fl>rées par Ics Hegistn·s d'•·IJr·Olt•nwnt, t't }JUl' le HapptH't ùu (ì{•nh:rl Mé· cll'cin P D c:h<'f Ile l .\s·ruét! <tJU (! s·kainc ;) ) Jr. le llmi!itl'è ùe la guer re cn 1922. D cs noticcs s pé.: i;·tle::; oul éLé s·éunics coucersuwt la tub<.'rcu lo~c· chi· l"'ngicale des oR, surtout. des parties longu~, et d es <Wticu la.tion~<. On a fai t me n ti o n d 11 déla i da ns la C'OJll':Oliùa t i o n ou du maJH)lle rl<• cl>n:o<oli · dation des fractures en préseote ù'inf ection t uherculcnsc, de!'i psPudo· arthroS1's, nnkylost•s. J·Hl'ad ions d1•s a s-ticulations dé la han ebt• , .• tu genou. comOJe s(!qn<•lles Ùt! l'infection tu bcrcul ctHSP. La qncst ion clt' In wtwJ·c·uloxe I'St nn des problè111 es pl us i m por· taRt.'S et difJi1·ilf·s pos(•s }Hll' la guene rmi\e t·selle. Bi en quc le 1·appor-t concCI'llC en géuéra.l toutc.<~ lcs iufectious t'<lll · s{•es par le gr1·me tuben·uleux, et s urtout la t ubercnlose des pon ut~ms , il t r·ou r·~ a ussi son applka!ion dHns lP f' hamp plus limité de la tuhm·1' 11 los1· 1·lt i nrr·gira ]p.
v
O) MILITARY ·MENTAL DEFECTS.
America's Experience by Robt Francis Sheehan, Lt. ('nrnmo.ndel', :'Il. C., U. S. Xtwy.
urH1cr ili e c:t.ption me n tal def(~ct, in the military sen se, are aggre-
gau~l
broadly a. la.rge nnmbet' of disor<let·s incluùiug tbc' frank psychose~> ;md the varying ph;t~cs of ùefrd. not only ;tt the iutelli:;ence level, but in tbe otber spbere:;, and in atl<1ition the lar~e group of boNl(n• li.ne comlitiom;, ns well a:; tlu· p~yehou,!uroses, thc menta l sta tP.s pr'tn·oked by ~yphi.lis ami :tlrohol. nnd finally , cpilep:::y . 'l'be 1-ela.tivc importancc of the various l'Htities comprised under m P n t...'tl defect is considered. It was found tua. t the proportion of psyc:hol'es 1lid 1rut var·y greatly ft-orn tbat existeut (Jul'ing -peace. 'l'he ex~;<:t( •cl g1·eat increase of t hc psychoses as a resnlt of the stress of wm· did uot materialize. Tbe slight incrcase ocçurring could be .'lteounted for· by the fH.ct tlmt Jess t·;ne was exercised in exclusiou and tbat tfll:! Scl,~·th·e Draft Act forceù into tlle- service many of t he types of unfit wJro would not ordinarily ente1· the service of their own volition. As to the fo.rm of psychosis wbich service men seemeù most likely to dc,·elop, tlre retords show thut orer 56 % were diagnoseu as ùementia pr(.'Cox. 'fhi.s wa.s to he expected, as àemcutia precox is essentially a di~:~e<t'se of thc a.dolc!';C.Cllt period wbich embraeed a largc proportion of the military forces, especially of the Navy. It is estimated t hat •over 50 % of tlre cases showed a, distinct preclisposition to menta! disetti-3C before entering tl.re servkc. · 'l'he make-up of the dementia precox individual{is ù e'M :rihed witb hi::o cb a rat'teristic bistory, <lifficultics of adjn~tmen to education nnd occupa.tion, bis rentCtions to environment and discipline. In regard to t he feeblernindt.."<l, only those defieieut in the spher8 of intelligenc·e are conRidereù undcr this heading. Only the milder grades ~<hould cause diJTicu lty to the milit~n·y ser\'ice. Those with marked defcct are rc:ulily eliminated. Under the heading pRychopathic cbara-cters are conside'red the faiJut·es of mental a.claptation . Tbey ~we not fecbleminded or insane but de::wly mcutally a,bnormal. Bere are included the defccth·e delinquents, m01·al imbeciles, constitutional psychopatbs a.nù inferior·s, the pa.thologkal liars and swindlers. Comment is mtwe upon the group of psycbotic complexes to which has been ;tpplied tlle term prison psychoses. It would seem tbat similar r eactions would be prodnced in predispoiìed individual s by the rigoroua discipline of wa1· bnt this was not ~o . Pos:;ibly tbc prescnce of so many other avenu~ of ontlct JH"Oviùed nmple compensation. Considerable a tt.ention is giren to thc gronp comprised under tlre psycboncuroscs. Bere nre inclndeù hystel'ia, neurastlrenia, psycbasthenia , and the obsessiona,l statcs. This becamc the most important gt'oup of menta l conditions dm-ing t he war activities, espccially a.s i t i nclucled
JWJny oftit·('I"!:ò. JJel't• lJeloug lbe tuany nuywg !<yndromes descriue•l as !>hock. cat·tliOnll':Cnl:w :ustheuia, bypcrtllyt·oidism, dyspituitari;.;m aud endcw.J·inopa thics. ln rul of t.he~e it was fonud Uwt pt·edi!':positiou was all imprwtmlt and that the JHW:ipitation of tht" symptoms occunecl i11 such ;Ul iudiddunl wlwu Jw "'"" unnble to rnake nclequnte adjm;tment to tbe stn:sst'nl >'itn<ltiuus of :H·th·e sel'\'Ì('1'. It was in thi)' factor alone tltat tht.: n•sult ùitl'erc_..l rr·(lm the orrlinary neuroses of c· h ·il l.ife. 'flrere wa:;; a prepondeJ·ance or tlre fear elemeut, and nn c·xhaustion of the JIH'lltaJ ;.:l;abiJity by t)u• Jll'OiOilA'ed stra in Of CXJ:WC·tHJI(',\'. 'J'h(' ('l'ÌSiS COUICl; tht·ou:.rh t.hP ;wtion of solllé partieularly nntow:nd enmt. E'pilr~Jl"." allll ~:pilPptoicl states <tl'e dc•set·ii.H'·d. Partituhu· mentiou is uw.tlt• of thl:' pl·l·\·alf'Hn· of t lH• COII\'Uisin• type of t·Padinu whic:h i::: esti· ur;HI'il tu lw au infantilt• JU(•j IHlll of <'Olnpemmtion . . . Xf'lll'OS_\'l'llilis i:-: of Ìlltf.'I'I'St hf'l':IIISP of tiH' likelihvod or the lll:l·llÌ· ft•,.H<l tiou of sy111ptoms ;l:-; a t·esult of the stress of serlice, particnlarly ~hell
in ofliN·~ wht'rP ht>cause of their J'CRpo n~ibilities the occnrrence of menta! ~ymptbnJs is li;lhlP to he sf'rion:-: h<'C:IuRe foe a, time ma.y C!':Cape det ~>dinll.
CONCLUSIONS. J. ThE: f•·ank psyc·l•o:;es did not occur ùuriug tbe war with gt·e<L· Ìl'l'fJ·f·qnenc·_y than iu J)('ace . ., The most JH'Pvalent psychosis was ùementia p•·e<·ox. :~. FeehlemiJHleùues::: was not a, sedous problem. +. The constitntional psycllOpath!'ì we1·e more difficuìt of dl'tect ic>ll ;~ntl disposition. :i. Tlw et·onp t·nn•prising the p!<JC'hOlli'IIJ'nS''S and including the so-n\llc·ll htJJ"<Lc>t· JiuP stat('s was pl'ùdnf'ti\·e of the most damage. Not wll~' fllll'ill~ tlw war n..di,·iric!':, hut after the ecssation of bostilitics, f.IH·y tii;Hlé up t h c Jargt•st c:las!': t·t>tt•h·iug aiù from the GoverJlmcnt. G. Epileps.v was uot morP pr·en1leut than iu time of peace and ~Piznre:,; weJ'P no m01~ fl'Ciluent. 'i. Xenrosyphilis is tnerrly important heranc;;~, as tll~ result of S!J'I.•Sf< o r" W<ll", Ulèllfa.l SJIIlptO)IJS 111<1,\'" hp Jll't'c·ipitate :llld ('S('UJ)t> d t~te· etio n in lhosc• in posHions of J'espon~ihilit.y. ~- .A koLol was not in it.<.;eJf of g t'l'<~t impcwt-anr.c in produdng P"-'.'·· choN~·s, onl~- ading as an adjnyaot OJ' dctermina nt. H. J h·11~ :cdrlidiC'ns wel'e not import.aut as a cause of menta! dis:•hil iry . lnrt \\'c't'l' Jll'Otlll<'t irP of considt•l'abh• dis;ulvnntag't.! in cau!':ing J,l'eac·IH.:F< of 1liscipli1w. 10. 'l'1·uc malinA"et·in~ o[ mrntal f!~·mptou•s <lcx•!': not ocrur in norma! indh·hlnals. :,\I;lling-ering of mentnl symptom~ does ocr.ur in the inSllllP.
n. I t would :,;t·(·H• possihlc• to ex(']nrlp from t h<' militat·y Sf'l'\·ice lJy <'m·e fnl f!Xamiuaiion ll.r psychlatl'ists, best rluring a pl'oba.tionary pPriod snbse<pH•tlt to enlistruent, pr·a{'tically nll of the menta! ùefectives a.nrl potcntially ins;ltu•. ;t la1·ge mnjol'ity of t lw epilcptics and a large Jll'oportion of thc 11sychoneurotics who (jpyelop symptoms under the prel>SIII'e of wnr :1ctivitit>s.
HlA~SU~'l'O.
l. Le Jl»ÌCOlSi fmnd.te non si \' t'd tic a nn1o dura n te la guena con una, ft;cquen1.<t maggiote del tempo di pact•. ·• Ln p~·icosi più frequente fu la ùerueuza precoce. 3 . La d,•bole7.:t<\ mPut:\1(~ uon costituì nu pl'oblema sr1·io. -!. Più tlifticile f u il J•intra~ciat·e gli psicopatici co,..tituzionaJi e pron·eclere a,òeguatrum•ute nei loro r·i~na•·ùi . 5. ll gruppo di psicopn ti e <·omprl:'nden le le psh;oucvro:si e i cosiùetti stati di l:ontin<~, JH·o,·ocù i mag~iol'i tlanni . )ion soltanto dm·ante la gnerra, ma ~lllche dopo hl Ct'!';sazioue delle .ostilitù., ad essi a.ppa.J1iE'ne· H lltaggior IIUHiero di coloi'O c he rice,·ono u)o(si;.; t~nza dal ( ìorerno. v T/epilt:ssia non fu più frequente che in tempo <li pace. 7. La nen1·osifilide è !i;t•mpll<·<•nu:•ntc iinpot't;tllte J)ei·chè, come J'i· s u !tu to <lei disagi della g-uern1, i sintomi p:-sicltiei po:-;sono sfuggire a ll'attenzione o t·ivelil,l'fllÌ illl}ll'O\'Vir>amente in indidèlni che ricoprono cn.riche d i respon:o:abilitù.. S. L'alcool non }Ùt in s<~ ste>sso una gt·anùe itnpo1 1:~u •z<L eoD.te \ 'C1':t e proptia <::wsn di p:.; i<' o:: i. :1 gcnùo so l t.<111 to <'Ome fattore con di u nlD te od occasiouale . !1. L'uso tli cho~he non fu molto impm·ta,11te come causa tli infermi~\ mentali, llla fu moth·o Ji note\'Oli inconYenienti. pro,·ocando mancanze di~ciplinari. 10. l•'ra ~ l i individui JJOl'm ali uon si n·1-ifkano <:asi di simnlat.ori di malattie rueutali. (~uesti ultiuli sono se m p re dei!li anOJ'lnali. ll. H (ecli:tJitt· un aetul·at.o P.,amt· tle llo psi<:hi:ltrn, pl'c:ferihiluwnte durante un periodo di espe1·inwnto eonse('utiw> all'anuolamento, <: ;!JU· brereb!Je cosa possibile l'e~clnden~ 1la.l scn·izio n1i lit:u·e tutti i cleticie nti menta li ed i so~ getti pot(•nzia.lmen te a nm1naJi, la ~mndc mag-gioranz.t degli epilettici e degli p;;iconeurotici , nei fJtHtli j sintomi delln nullatti:t si sviluppan o sotto l'i nflucuza dcll'attirit:\ g-n~nc:sca .
U ERlDtP.. l. L 1•s ps_n·liosps f1·:1Uc-hes llP SI' \'{•J·ifi<IÌI'nt pns, pPlHI:!ll( la guN·rc, plus fl'équemmeut qu'en temps de paix. :!. L a plu:-; frél)nentc p:;:y('hoi-<e fnt la Mmt' nce pr<'·tOéC. 3. La faiblesse mentale ne com;titua pa~ nn pr·ohlè>me ~rare. ·L Le dépi::;t.age cles ps_n·hopntiqucs 1·ou~;titutionncl~ C't Ics nwsu r·es il a.doptcr à .len·r ég<nd f urent p l us cl i ffi cil!'s. :). Le grou-pe de ps:y('hopatil's <:omprenimt Ics p~y('honeno;.es et 1es état::; de frontière, proroqua. les plus grares dotl.llll<l·g'CS. :Kon seu1ement peuùant la ~UCITe, mais apri'!òì la cPssation ùes hostilit(·s am;si, ~ce g 1·oupe appartient le plus granflnomhrt• de renx.qui t·P!:oh·ent l'al'~· SJstence du Gonvernemcut. 6. L '{•pilepsie ne fut pas plus fn~qucnt(' fJll 'en temps <ll• paix.
3tll
i. La néno~>yphilis a !SÌlllplcmeut impodance pa-rce que, cowme J'(•:-m lt:ll. d(·s fatigues cl<> ln. guen<·. INs :,:ymptumes psycbiqnes pèuv~nt p1·i•c· i p i re t· ou ut• pas :-;p r héler dans ceux qui O<;cupent d es place!'l dc l"Cl"' JlOilli<l.b il ité.
~-
L'nkool u'a pu~. eu lni -m(•mc, nHe gr·a.nde impot•tHnce comme
can:-:e d .. p syrhos1·s. st• iloi·Iutnt ù a~i1· eomJue moyen co:IIÒ.ju\·ant on oc('a:-;ionnel. 9 . L'nsag-c de drogiH·~; ne :;'est pas tlémontré très importa.nt com· to(· eau:-;e cl<• lll<lla.dies mentales, mais il ù. pt·o,·oqué d~s t·emarquables d(·sa,·:mtèlJ.:t's, d(·h~ rmimwt.. des fautcs de discipliue. 10. 011 nc· troun~ pas deF: !'iimulatcuns del-; nialudit•:< mcntalcs p<.~r· mi lt·:-: iudh·idns IIPI'Jll:tls: le:,: >'Ìiunlalelll·s étant toujour:-; d<•>- (•tres ~HlOL'· D1flll.'\.
J l . .\ loytmnant un dili~ent exameu pratiqué par lcs psyclliahcs, tm'·rt·•~lhlemcnt
pcndaut uné pcriode d'essni aprl's l'eti.ròle ment, il pat•ait. 1111e ce >;m·a i t possible <l'exclure du serdce milita,ire tous les fa.ibJes d 'é$prit et lp~.:; individns potentiellement anornmux, la plupart des épilept i q ue~; et dt·s psycll onénopa ti q ues, ~her. lesq U<' ls lL•s sympWmes {!eia tent sOli>- l'iuth•cnc<> dt•:-: a<'tivités ile la guerr<' .
D) The experience of the United States Navy in the preven-
tiQn and control of venereal disease during and since the World War by Robert F. j ones, Li<'11Lt' nttrt t ( 'mtunantkr ?II. C., U . ti. .!'1'11.vy.
lt w<1s clt>udy shown during the \·r ol'ld \Ya.r that wlleu the coopera· t io n of tl1e various official an d unofficiàl a gencies of tbc F edera l Govern · ment...:;, State Go,·ermnents, City Gon~l'llmcnts, and civic organi~ations conld be obta iuetl tha t tJH~ v1·nercal diseas(' rates for the Navy could be nuu·k<·dly low ert'{l. Siu(·e tlw \\'or Jd War mauy of these agencies bave cea!Sed to fu nction an d, as a L'c sult, t he venerea l di.sease rates for the N:wy ha ve ine1·eased . H owe,·cr, w h ere su eh oJ·gani:r.ations continue to opt'1·atc in solllc of our st•a po1·t tit.ie:< t bo venerea! diseasc rates, a lthough hight>r than dm·ing the W orlù \\'a r, ha\'e been lower than previous to tbc \\'Ol'lcl War. It h:ìS heen thr experie uce of the Navy that the venC'· J·e~Ll disease rate:; a•·e nnivcrsally bigher abo:nd ships visiting foreign cou11t,ries whcrc :tppat-ently Jitile ntt:cntion is given to the control and .N.!g-Hlation of (Wi"l!<ti tutioJL From t he above, tbe conclu>-ion may be rea-· cheti that no rnattt•1· what t lte Nn'J' m ay do towatid the prevcntion and COJttJ·ol of Yl'li P I'I':t l disP:u-:c i t must l•an• thP cooper:~tion of ch·ic OJ'g-:l · niza ti o n:-:. Fc·clPI'a l G m· c •·n nH' Il ts, Sta te Gon•rnmen t;.;. :tnù City Govern. menlx hefcwe :tny m;uked tltan~l' n1n be expe<·t<•d in the inddence of venrrral rlisrasc• HlllOHg the HH'n of the :Na,·y.
385
RIASSUNTO. Durante la guerra mondiale fu chiaramente dimostrato che quando si ebbe una valida cooperazione ira i vari uffici. pubblici.e privati, della Autorità Federale, StataJe e Muuicip~tle, e delle Associazioni Civili, si potè ottenere cbe la percentuale delle malattie' veneree verificatPsi fra i ma.rimd, fosse notevolmente abbassata. Dopo la guerra, molti di questi uffici banno cessato di funzionare, e, come resultato, la percentuale delle malattie veneree nell'Armata subl un uumento. In qua.lcuna delle nostre città. mal'ittime in cui simili uffici continun-no a funr.iouarc, la frequ enz.1. delle ma.J attie veneree, sebbene superiore a quella verificatasi durante la guerra, è stata però inferiore o. quella prima, della guCl'I'<t. L'esperienza fatta HC'll' Armata dimostNt che il tasso delle malattie veneree è sempre più elevato a bor<lo di quelle navi che visitano·paesi forp'stieri, nei quali vi.en postit poca attenzione al controllo ed alla disciplina della prostituzione. Da quanto ~Sopr-a può trarsi la conclusione che, qua.Isiasi misura possa. essere presa nell'Armata per la protihtssi e 1a sorveglianza sulle malattie' veneree, deve avere la coopera.zione delle Associazioni Civili, delle Autorit;ì. Federali, Statali e Comunali, altrimenti non si può attendere alcuna notevole modificazione nella frequenza. delle malattie veneree fra, i marinai. RESUME. La grande guerre a clairernent démontré que toutes Ics fois qu'une habile coopération existait entre l es di tft·t·entes org<tnisations, publiques ou privées, de l'Autorité Fédéra.le, ou des Etats ou des l\funicipalitf!s, et des Associations Civile~, il a. été possiblc d'obtenir un pour cent remaw1ucblement réduit de ma1adics v(méricunes parmi. les marins. Après la guerre, la plupart de ces organisations a,y:u,l t cessé de fonctionner, , le pour cent des mala.diE's véuf.rìennes à L' Armée Navale est de nonvean augmenté. Dans nos villes mal'itimes où de r,;embla,bles organisations ont continué à fonctionue·r , la fréquence des maladics Yénériennes, bieu que plus élevée quc pendant la guerre, a été minenre qu'anwt la ·confl.agra· tion universelle. L'expérience démonti·e que le pour cent des maladies vénériennr~ est plus élevé à bord cles navircs qui visite;nt des pays à l'étranger où l'on donne peu d' importance a.u contròle de la, prostitntion. Bref, cha.que' mesure a1Joptér: dans l' Armée Navale ponr la préveu tion dcs mala.dies vénérj('n.DC:) doit avoir la, coopémtion des .Associations Civiles, .des Autorités F édél'alP.s, J es Etats et tles Municipa.lités, sans cela l'on ne pourra pa.c; réduire -rema.rquablement la fréquence òes ma la<lies vénériennes parmi les Uarins. 2i> - Oicrrnale d( medictnn militar.e. -
Fosc. Vl-VI!.
386
E) THE UTILITY OF SERUMS AND VACCINES IN WAR.
America's Experience by G. W. Mc Coy, M. D. Director, Hygienic Laboratory, U. S. Public Health Service.
SUMMARY. Enormous experiences of the recent war bave confirme:d the view~ as to the value of certitin agents, bas definitely shown the futility of others, and ltas left us in doubt a.s to stili others. We must re:cognize the limitations of all of these agents, even the well·esta,blished vaecine virus against smallpox, aud adapt our use of them a:ccordingly. Tbc chief agents to be cousidered are smallpox vaednes, antite· tanic scrum, antirueningococdc serum, and the agents used for the pre· vention and treatment of respiratory iuft.'Ctions. RIASSUNTO. Le iuuumer-eYoli esperienze della recente g uerra hanno confermato le precedenti ,·edute rela tivnmente al. ,·al ore di certi mezzi, mentre è stata definitiva.mcnte dimostrata la. inutilità di altri, e si è rimasti ancora in dubbio di fronte ad aJcuni nltt·i. J)oòhiamo t·iconolci<:erc che per tutti questi agenti, perfino per il ben noto vaccino contro il vaiolo, esistono delle limitazioni n eli 'impiego, che pertanto doHà essere convenientemente regoJnto. I mezzi più importanti da prendere in considerazione sono: il vac· cino antb-aioloso, il siero antitetanico, il siero antimeuingococcico, ed i mezzi usati per la prevenzione e la cura delle malattie dell'apparato respiratorio. RESUME. Les innombrnhles exp(n·ien<'es de la grande guerre ont confirmé la \"{H·itll òes \ ' 11 PS relatives :\ la valeur de certains agents, démontrant définitiveml'nt l ' u tilité d 'autrcs, et nous laissa nt e n doute :\ l'égard d'antres encot·e. Il nous faut admettre rtue tous ce.s agents, mème· le vaccin contre la Yari ole, C]ui est si bien comlU, ont des limitations dans leur cmploi, •JUi ccpendant ùoit ètre réglrmentll en conformité. Les moyens plus ii:nport.'lnts à conl'idérer sont le' \' arcin contrc la variole, le serum a.ntitétanique, le sernm antiméningococique, et les agents en usage pour pré venir et soigncr les maladics de la respiration.
387
NECROLOGIO
Dott. cav. uff. OIUSEPPE O~IECO generale medico. Il 2fl aprile •':!COrso spegnew1sl ilmprovvisnroente In Roma 11 ge~X>rale medlro GIUSEI'PP. GRJJ·:CO. Dell"uomo, <'ile 1n tuttn la .sua vita .si rompiaçque ò1 tacere e di senUr tacere di sè, l'oDlllggio più grndito alln ·SWl cara mem011a, è q.uello di parlarne il più brevem~mte postsibHe. Sl<1 n(!'l mol ti (l:nnl che om~stò ~t'Vizio all'Js;pcttorato di sa,nità IID!ilitare, sia in quelli S\tCC(!S~vl, come <lirt!ttore <lell'o..<;pedale nlilitare del Cello e rome dlrettore òi san.iti1 del Co'J1)0 (l'armntn <13 Milano e nell" delle-ate .lllil.llSionl disimpegnate in zona d~ gum'IJ.'a, àn tutta. la o;ua carriera egll ooppe far rLfuJ.gere ornnque la. vivnMtà e versatilità del <suo forte luge~no, la wtsta roltuxa pro.fe.':lSio11!Ùe, &.<tSOCiata. ad una profon(Ja conO!:I<'€117..a (Ielle <princlpHJl lingue estere, e sopratutto la sua inf:sanriùile bontà, <per la quale quanti lo conobl:)(>lro gll sl sentirono avv.lnti dal~ gaml òella ·P iù sinc-era am!lclzin, e qua nti furono alla sua dtpe.t:deuzn ebbe!'Q per lui nn all'etto ver:uuoente paterno. Il G·i.ot·ualc di medicilla. militare. cbe nel generale me-dico Gnu;oo peròe nno dei •SUOi iplù antichi c-ollaboratori ed lll'O d~! pilì ntre-.,.ionati amici di 1·e<lazione, eh~ fr(!qucntò ass!duo fino agli ult.itui gior.nl òl sua vita. lnvl.a al dc:>!l<>lati rongtuntl, ~!coro interprete dei sentimenti del Corpo Sanimrio, le più vive e sincere condogli~.
Prof. comm. fiLIPPO
C7'~T7'-M7'r-ITIOLI7'
colonnello medico. Un aJtro gravissimo lutto ha rolp!to la nootra famigl:la sanitaroa con la per dita. del colonnello lllle<llco prof. FlLlPPO CAIIJ"A-1\IANTIGUA, morto repentllll\Jllente n 'l'orino 11 28 aprile scorso. Allievo prediletto dell'illustre J)rof. sen. Carle, alla dl cui Scuola egli S€1PVC in breve tempo, colla sna oogace intelligenza e con le ..spiccate nttltudltti, afferma-rsi brlllantem~nt<·, conl9eguendo la libera <lorenza in dinl<-:1 e nl~diei u a ope•att~J·La, In tutto 11 suo non interrotto servizio. ehl,le moòo di nppllmrc le !<lle eminenti <llllllità d'l cUnico e di chirurgo. e nel lungo periodo che fu .a capo del reparto ehlrurglro dell'ospedale nillitaJ-e di Torino, e :rucces.;;lv:uuente alla òlr~>zione dell'ospedale di Savigliano ed a quc:>ll'a di Importanti st.'lbili mE>nt.i sanitari delle retrovie, durante la guel'!ra. 'rau dotl preclnre lo ,posero ben 'Prof>to frn i pit:l abili ed attivi QPeratorl del Corpo sanJ1ndo, e gli .procurarono lnrgn estimazione anche nei campo universitario oo ospedaliero. II GiontaZe ài nwdi.ci11a miUlat·e, che ebbe l'onore di pn.bbllcnre diversi ed Importanti suoi lavori, si unlsce al campl.anto llJlanirne l.fusc!ato <bll t'nll"O estLnto.
3S8
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati (Dii prasi nrUii pmnati alla Dìraiona canflllt ùl aerrilie saailario lli~ltrt dal tD aprile al 31 aaggie 1923) ALESSA!'IORIA. - Tenente llli!dlro CAMILLO GIUDICE - I nfluenza onnonioa 8ull'evollu:it>tte e turma;;·ione àell'ab1.to miorosplanCI"ico; 8ttoi caratteri e rapporti colle eiiiyenze del servizio m ilitan~. L'O., rias.'><lllto i prlncipi d~lla scuola del De Giovanni e del Viola, si trattiene
suJ <'~'llmtteri somntict del mlcrospla.ncnico, quale tipo più interessa nte dal ·p unto d:i vista mt'dic.'() ruilillare, tiiu!>tr~llldo~ la teuJtlenza al processi morbosi M H valox·e orga.nko in l'HPP<Hto alle esigenze del servlzJ.o nell'esercito. Capitano medico FWEIUCO DOCCHlTII - I tattot'i {/Cnet·ali dei va·t'i cUmW. 1narini ll'Italiu (ùi.do di Vettezia, Oa(lri, Vim·euuio, Anzio, PaTet"ntO) che cl.e-
A.J'1ZTo -
t erminallo le r eazioni ltioZouicl!e àell'ot·yanismo. E sposte le autiC'biS::lime osservazioni fHtte sull'utilità delle cure mari111e e gli ultimi J·isultat.i della scicll7..a moderna, l'O. distil'iue l climi in caldi e freddi, Ln u mWi e st><.•ehl e dis<·ute sull'ltzione <:>he essi ll.anuo sui vari .sh.~ml respirtttorto, cir<.'()latorio, digerente, Il.t'rvo.so e sulla tei1YIOJ!E'U esi. l' t~nl<'SSO che ogni >'~Pinggia ha 1m suo clima caJrnUet·i.stico, riferisce sulle qualitìt dei 1':111 clilllii dl Vcnl!i',ia, Yinrcggio. l'alermo, l'a:;>t·i e s1 intmttiene ISJ.:>ecialmen le >lll qn<>llo di Allhio, m-e e>:istono due dill'erc·nti climi, l'u.no se<Jatlvo e l'altro Il t ti \'/llti.C . Act-enn~tto alle in<l icazimlJ e c·ontro-indl<-:nr.ionl delle cure marine nelle varie forme òi tuberco losi, l ' O. illu~;tro. ·l nJìne gli ottimi rL<>ultati con.<:;egu.lti in 4 anni di c)S:'(>I'VllZioue lld S:lllntorio da lui direUo.
GoRiziA. - Ten. colonnello medico GrOI'A!\:\'I CASAPI:\TA - J.. a. di.fcsa collettiva contro i gll;y lt,VìsiSì(w t; per l e trupfl e ·i11 cam.Jlagna. VO., in lxt>'<' aii\~1JCrienM di 1,'1Jena ed a Th11merose ricerche tl)ersonail, rltie.ne <:h e 1:-t, (li ft~n coulro i .S.'<tS ridli~<le un 'ns::;ol uln iudi):>endell7~'1 dn tutti gli altri ~rv i1. i ~l tuw l•'·epal'nzi<JI\t' sp/•<:·ili<·a del Jl('rSI'\nnle ~ùdclto. Gli osserYalori anti ·):as <ldibono t'"'"'-'I'C allidati :.ul urtìeinli SIJ<~ializzati, forniti di speciali struna,enl t i ·PPr lo iit.t ad;o ut'llt• ('(HTeuti a e 1·ce N l ('i'~· re :lll:t dipcntlm1~1 Ùl("i romn.ndi del gnandì rep:\rl i, :a l meno d.i Dì1·L<;ìone. La $!"!,.'1talazi<me <'Il allarme eoutl·o l gas d(>Ve es.':X.•re Hlli<A:t per tntto l'<:scrc·ilo. iJ1 moùo <·Ile i l ~'~nnle da tutti conosciuto dia motlo di fii'<'Hder·e l.t>m)'l('..,;tinJmente le mi<;ure difensive. L:t dift•sa r<>llcLI!vn dcv'(.>Sl't'l'C si:-ltè.UliltiNIUIC'nte upplieatn. t.anto lungo le lith'<' r-lh~ .n.-.1 ril'on'ri e m·)!li :lppv:-t:tlll{'llti. <:osi COlite ~'>i ·I H-on·ede al rip.nrt. ed a1 blin.J:uut•nti. La di(<',.,:l indh·iò11:1lc oltn• <'hc co n l e m:1sc·here :Pt'Otettive dovrebbe C:-lSHe :11H'hc fattn a lll('7.7..0 di hon!IJC funli;;:t:Jit', in tlJOtlo che l ooldatl, anche se OOT'JIIX':<i in l<><"<Jiitìt ndla qual e nc111 .;;ia •JWi"'1lispol'ta 1:1 (l ife~'l t'()llettiva, possnno. S{lL'CinLnwnt.c >'C riunitì a :;!l'llppi, impron·is:tJ·In, or~:~ni7.7A'l.ndo a <lìfesn una b11ca o un r·' <''>l'('l'll qn.a htli'JtiC ron l':t (~~nsioue clt>ll<> bomhe all'iug-t't\-<;;o di c.~. qppure ci-rconcl:1ndo,.;i :11wltc in n per1 a ('~l rnp:t~nn d i una ~ 1lolta lli fwm.o d ifonsiYo. lo. -
'J'<•tt. medico A:'lln.c,,nt: Ac:n:'l"l'A - 0f1Nirili e rN~fli'J'sic.
·o ..
r. <lo p() a l'f't' 'l'i l<>v:llo la frl''IHl'n?.:t di quN:t.e a fJniool nel dopo guerra, U!nJ·o JWIJ':IItthiPHtc c ivile dw in qu('llo milit:l~e. Il(' ,~tndin le cause, che fn r\:,~!Jill·e • :JII'aif'onli:-'lno a l niNtini!'mO e :Hl <>l!ni !li~rdine nliHI;;>DL'Ire e <li vita. Espone IJtli iHil 1111 pariit·•,Jari'~J!'i:ll<> ~turl i<, c'linic'(>, o~~c·rY:tlltl~> <'h!'. n m~tiHit:ln conclams•ta. 11011 può •fml·lnrsi di <luf' <>ntith rnnrho:-.<• llill'<'l'f'T.ziahili; ~ener:~lme11te li paziente r:c·o1re nll'OJl('rn tl l'l mctllN> qu:nHIO le du<: forme souo glìt asoodule. Cil-~l la ternpht. l'O. r ili<'n<> 1ll'hbn farfo.'i H"'-'~'J!'IIflni(•Hto Slti tonici e sulle cure gen.er.' lli dco1:'1 ilu<•nli, l'<'!!''llamlo altn,'\i lll òif'l:a.
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Dirti/ore: ARTUTlO ('AS IR INI. tl'lWilt<' rt>l<.n n f'llo TO"dic·o. ((lOIJ)- Roma, 1922 -23 -Stabilimento Poligraiico per
l ':ltllttHni,tra1.ionc della Gucrrd.
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3.00
Per Oiovannl Maria Lancfsl nel Il Centenario dalla sua morte. - Un volume di pag. 106 con 28 figure.
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3.50
• · 111 Conferenza interalleata per l'assistenza agli invaHdi di guerra (Roma, 19Hl). - Relazioni ~fficiali e comunicazioni. -
Un vo lume di pa g. 96
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2.50
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3.00
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&.00
IV Conferenza interalleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra (Bruxelles, 1920). - R e lazioni ufficiali. -
Un volume di pag . 44 .
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I Congresso internazionale di medicina e farmacia mUltare (BruxeJh..s. 10211. Relazioni ufficiali d e l Co1·po J'<anitario m i litat-e i laliano. - Uu _volume di pe.g. 100 . . . . . . . . . . . . . . . . .
Il Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Rutna 1923). Atti del Congresso. R e lazioni ufficia li · Yol. I. - Un volunw di pag. 4 16 con tre t a vo le . . . . . . . . . . . . . . . . .
" 35.00
A. L USTIG • A. BUSINCO. l « gas di guerra >>. Impiego ed effetti - Provvedimenti e cura. -Un volume di pag. 104 con tre tavole mic t·o. gl'l~fioho
a oollfri .
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8.00
E. SANT ORO. ferite addominali di guerra. - Prefa.zion tl del prof. N. GrAN· NE'I'l!AS I O. -
Un volume di pag. 400 con 38 figure
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• 20.00
Giornale dì medicina militare ' Ro me
Direzione ed Amminist razione: Palazzo del Minlslero della Guerra, Via XX Settembre
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. 1 . II CIO r11)1le di m edil;ltta mtlllare si pubblica il primo giorno di ciascun mese, in faeciooli ' dì tre fogli di st:a.mpa. ~ . L'abbonamento è an1mo e decOrre dal t • gennai0 3· Il prezzo dell'abbonamento è : Per l'Italia e Coloni e .L. 24,Per l'Es{ero 116,-
Un fascicolo se parato costa .
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· 1all 'Estero
Il suppleme nto contenente i Ruoli
di anziat~llà del corpo militare costa
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1in !tali a sanitario
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4,4,00
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in Italia all'Estero
" 12, -
4· Per gli Ufficiali medici e chimici fannacisli del R. Esercito (in senrwo attivo, in posizione au siliaria, di complemento, della rise.rva ed a riposo) il prezzo dell'abbona· mento è ridott9 a L. a, anticipate. 5· L 'abbonamento non ·disdf'ttn prima ~el r• •iirembre s'intende rinnovato per l'anno succe&sivo. 6. I signori abbonati militari in erTettività di :;ervizio pagheranno l'importo dd· l'abbonamento per mezzo dei rispettivi comandi di corpo e direzioni. 7· Per i soli uffìci'ali medici (dell'Esercito e della Marina), in qualunque posi zione si trovino, è ammesso an ABBONAMENTO CUMULATIVO al Giornale d~ medidtla militare ed agli Am1aU d~ medicina trava/e e coloniale al prezzo di L. 27 annue. Per otten ere tale facilitazione cumu lativa g li abbouari militari dovranno far pervenire l'intero importo all'Amministrazio~ del J>eriodico del proprio corpo. 8. Ai librai si fa lo sconto del 10 per cento, ma soltanto pe.r gli abbonamenti delle pe.~ sone e degli enti non militari·. che non possono fruire della facilitazione di cui ai numeri 4, 6 ·e 7·
NORME PER LE PUBBLICAZIONI. t. I lavori originali, le note, le riviste ~- dattilografaLi o ~critti a mano devono occupare un solo lato del foglio oo essere accuratamente riveduti dagli autori. Si fa speciale r:H.-comandazione che quelli scritti a mano s iano ben leggibili, per modo di evitare ogni dubbio di iuterpreta?ione. In caso C'Ontrario, la Direzione si vedrebbe costretta a sospenderne la ·p ubblicazione. 2. Salvo casi eccezionalissimi, la correzione delle bozze sarà fatta dalla redazione, anzichè dagli autori, per non viacofare il lavoro tipografico agli inevitabili ritardi po· st ali. 3· Le spese per gli estmtti e quelle per le tavole litogranche, fotografiche, ecc., che oocom.pagnassero le memorie, sono a carico degli autori. 4. Gli estTatti sono di due tipi: - 'fipo A. Senz.a copertina c colla impaginatura e
numerazione del fascicolo. -
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tura e numerazione speciale. 5· Il pre 1.zo degli estratti, per gli autori delle memorie che li richiedano, è :regolato dalla seguente tariffa: PREZZO DI CI ASCUN FOGLIO DI STAMPA. NUMERO DELLE -COPIE
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TIPI DI ESTRATTI
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Gli estratti mhrori di utr foRiio si conta11o 'ome foglio 111/ero per le ordinazion i di ron estratti o meno.
Per que!U che .<uf>etano un foglio, !.t: jrazùml in più. cltc non superano il t1UIZ.ZO foglio, $l contano come ·metà, purclr è pe,·() l'orditlaziof!e 11011 sia Inferiore a. so co·ple. 6. I manoscritti non si .restit uiscono. · (6\ll:lt
. Roma. Hl22 ·23 - StabU'mento Pollgratloo per I'AnnntnletM\~Ione delln OoeTf'&
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11. t:ONGHEsso JNTERNAZION AJ~E 111 ME IIJGJ N ~\ R F'ARMACIA MllJI'I'Ain: ROMA -1'923
Pubblicazione men•lle
·GIORNALE MEDICIN~A MILITARE DI
PUBBLICATO DAL MINISTERO DELL, A GUERRA
(Direzione ceotTale del aerv~.!_o aaoitario militare) Giorn ale ùi medicinn milit nr e : •Ss •-•884 Giom11l .- meJ.ìco d e l Regio Ese rcito e d dl a Regi a Mariua : riturualf" m N iico cld Rcg to E sercito . t hQ6· IQ<.I7
ANNO LXXI - 1923
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1 Agosto-Sett.
Fase. VIli-IX '\
SOMMARIO RltLAZIO.NI UFFICIALI. Ili . TEMA . Rlz.zutii. -
St udio ct·it.ico d i'i pt'<H;P>!i'i di di Rinfr·z l<HH' in ( l>m p o eli pacr· . . . [>qg , Martogllo. - S t.udio critico d Pi • pt·oc;•><>< i eli diRinfl'stazio no· ÌJ t t-\'lnJlO rH P~~ od in u ·mpo di g u··rra. . .· . . . . . . . . . . . . . . ·. . . Potous, Van-Baumberghen ,. Campoy. -- St u d io ct·iti co rl" i p•·oco•S<>i di clis infl'zio n n o.> rli rlif< infPl'tazi"n" in t!'tnpo di ptt c:· o·d in tm11p0 di .. g u~·r•·n . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .• . . . . . Thomann. - ·Studio crit.ìco d ei procC'Ssi di di>~inf,..zio ne e di disinfes ta· ., zio n e in t empo di pace ('d in f.(lmpo di gu ..rra. . • !'~ ! i n tempo d i gu ,•rra.. . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Casar1nl, - La m fl•\icim\ tnilit.lu·, . ndl'a.nt ìc!l. H.o 11 a~ . RESOCONTO SOMMARIO DEL CONGRESSO . . . • . . . . KECROLOGIO . . . . . . · . · · · · · · · · · t:ONFERE:NZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI.
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Per l e nu o ve norme circa le pubbllcn:l.ioni d..-1 l a vo '
465 467 4Ji~
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Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre - ROM .. -·- - - - -- -Ptr /t l"suzlonl di pubbllcltll rlvo/gtrst DIReTTAMENTe all'Amministrazione tf.r --
ttna m/1/tart · Palazzo del Ministero della Querra - Via X X S•ltemhr~ - R!•...- -
41 0
Pa.g.
Direzione ed amministrazione ROMA
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ll. CONGRESSO IN'rERNAZIONALE DI M ~JDICINA ~ FARMA~IA MILITARE SOTTO L•ALTO PATRONATO DI S. M. IL Rlt
ROMA - 1923 ..7 ...... ~
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111 TEMA.
ITALIA A) Studio Uifi[O dei pro[essi di disinfezione in tempo di pace e in tempo di guerra pC'r il dot.t. Giuseppe Rizzuti, tenont.o oolonnr llo mf'dico, igi,, nista d o! Corpo d'arma ta d.i Fironzo
r. -
Sn_·1110 oEr vw >c~:s:-" 111 t.HSIKFEZI0:\1·: I:\ Tl\::\ll'O m PACJ·:
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BI:\ TEMl'O DI G UEilf: ,\.
Am~ i tntto lloll I!I'Pdo sin. il l';l:>O di ~pendel'c molte parole in un congre~:>o d i tecnici snli l' impcll'btllz;L dPlla p1'atic;1 ùclle òisinfczinni, che
applicata a te111po eon mdodi st•Juplil·i 1• rnzionali. 1ht JWI'::;oua ll' oppor· tnnamentc istJ·uito e ,-olentel'oso, costituisce il c:ardine ùclla protì1:\ssi contt·o le malatli<• illl'1·ttivc . Tale iHIJlOI'tanza ila ;:1\·uto, si può dir1:, il :-;u~g~·llo ;;JH' I'iml'IItalc uc•ll'ultima gmnde g-urna, in c ui JIICJ'Cè la ùuona. é ('OOl'rliHata, oq.~auizza~inn c iu tutto il fl'onte unito jntemlleato dei sen·i~i di llisiut'rzion1• e di di:-.inf<-·sb1~ion e (' rli tuU i g-l i nltri Sl'l'vir.i i~icnico - profila t tiri, non si cb hP. l'O a hniH::ntaJ·e le ra nto tem11te epiclcmie ('<lstrensi nelle zone lli l!lleJTa, li(~ si \'l'l'ifica.rono grnncli ripercussioni <'pirle m iche in t erritorio. Il -<·oncetto delle cl'i:-infp;r,ioui. l•asuto JH'i tPmpi t·cmoti ~nll ' empiri · smo, s'è a'ndnto man mano moc.lili<·audo col pJ·o:rrcllire dPlle conoscenze sui molli di diffusione ùcll1· malatti<' iutHtin· e ;;nll'al',iOJic dci nn·i disinfettanti, controllata, con le Jll'OI'(! ùi l;tiJrrmtorio. Antic;lmentc si n.m· metteva elle il virus delle infe~ioui fns>'c di n a tura ga~so~a. e si trovasse nell'aria, pc1· cui il \'a lOJ·c di un disinfettante s-i dec.lttcrnt qnnsi esdu· sivamentc da.lle sue pl'OJH'iet;\ Ùl'Orlornuti, cnpad di a.ssorhire quei gas. I di sin f<'tt<mti f nrono allo1·a in t I'tHlotti nella pratica, per p n 1-i fica1·e l'aria . ('l'(lendo, si può ùin:, ai su~gPI' i menti dell'olfatto, per ncutral iz· zare le so;;tanzc volatili di oclore ~gradevole. Dimostrata, l'e~j~tcnza. dei g(:!t'mi patogeni, s'hH.'omineiò n. dare il ,-ero valore ai ùisinfPttanti, gin· dica.ndoli s~onùo la dh·er~a energ-ia ('hc essi spiegano nel dist1·uggere i microrganismi. Pu merito del K och di avere per primo ini?.iato gli 25- Gior1wle di mcllicina militare. -
FtL• C· Vffi·IX.
~<tudi
spcrinH: ntali sull'azi<ltJe I.Htttct·il'ida Llci ùisinfett;ru t i, !<tudi che furono c·or1 t i nua ti ùa Ila ~<li a ~l'nola e sop1·atutto Ùil l Frae nkel. QueHti veuuc allt~ t.:ollc.:lusioui c·lte p er H giuùi?.io tSnll' eflicacia di un disiufet· tante O<TOl'l'c,·a stud i:nnc 1' a;::ionc s ul lli<Heriale infettante più resi stente, qu;\li le spurc del <.·at·l.Jouddu. In altl'i termini, secondo il FraPukca, Ja. ùi:siufezionc :-i anil:inPJ't>IJI>C alla. ~<tcl'ilizzazione, concett o che in pt'atka non può appli<:ar·si i11 t utti i ta><i, potendo un dish1fett<tnte e:>sc r e encrgit:u pe1· a k uni utitt'tl l '~:tui smi c li ICI! O enel'giro e persi n.o in a t tii"O per ultC'i. COB!:iCCU ti ,·a me11 h! il J: t·h r i ng a llu l';!Ò i l eollcctto rlellc disinfezio11 i e distiH><c ucttame11te il potl'J'C battericida. cl;tl potere disinfettante. J>er c ni egl i clt•noUiillò di:-inl'l!ttanl i t u tt i i lllt·zzi c:tpaci di distrugger e o ui aUontnnuL·e o rPuùel'e inHocu i ;.rli ;tg(:uti iufettid. D a Ile iuuunlet·e,·ol i e:<pc t·it·nze t'M te dagli igiPuisti allo scopo di tl·O\·an; il tipo di d i:<in l'et t<llllc~ nrigli.,,·r c cl util izl'.ahilc in ogni t a so, ;;i può tl!•dtti'I'C d 1c linom il ui:<infettante unic:o ed eJ:fic·ncc in tutti i t·<'l.!<Ì liOll e::-ixl e, e!;se nuo. to1nc• ~noto, l'azione battt·rit:itia sullord iuata a fat turi ruoltl·pliei in en•nt i ;Il lno1!o eù <~gli og-g<'lti infetti, alla. ,·aria l'esi· Hl!UI'.<J ch!i nt.iC't·ot·ganism i cd a l b cnllliH>:<it.innc ù ci disinfett a n t i. A sccmHhL d t> i \ ' :t r·i m etodi d 'i11dagi Il t• n><a ti tbl i vari :>pel'Ìmenta.tori n e scll·uir·uuo cone ln siou i din;l'se :<tti ntl'i p 1·uccssi rli disinfezione cl.te nt• sct·cLlitaJ·ot!O a lcuni c ne l'iabiiirutono al t ri. :Kon tutti g li speri lli L'IIlal •H·i si pt·eoc'Ctt[Hlron o, come fece da noi I'Otto lcnglri , eli e li lllin arc qtw ll' c t·l·o J·p <·npita le di tecnica, che :·on sist,· uc l t rasporta1'c tl'ac·ce dc>l ll i~<iufl'tt; lll tc e he ha a;.rito sui mit·t·org;tllÌI·ani. H C'i tl! L'l'cn i uu t l'it ivi e nt•l col'po dt·ll'animalt•, trnc·<'~ c he peJ· quanto mi nime, \':tlJ!ono ;Hl ost:wol:r r·e lo F:\'i luppt> dei l!attcrl l'ima~ti vivi. E a ta le etTOI't' nou è :<t·uqn·e f:rc·ik pot<'t ol'l'i:rrc, come COll<'hrdc il ?!li::;si J'OJi Iwllc suP T·i c·t>t'l' ht· s pvT·i m<•nt ali sulla anidride soliorosa . Quando :ru eht! si J' ÌCOJ T;t alla 1m:-f<JI'IIla zione •ll·J di:- infl't t.a ntc in nJ.'l.tl'rinlc- inat · tin>, Jllcdiantc rcatti\'i ll<'lll l·:rlizz:rnti. rome Jll'iltk ò l'OtttJlt·nghi 11.~ 11 " :-tucli o :-ul sul oli m:rto, rli t·atlo la t J·:t:-l'on ll:rl'.ionc• l'i<·:-<·c eompleta ed ili JIO(·ua Jll'l' i haitl'J'i i11 c•sp<•t·illlenrto . Altri t·i, ·o J·sero a ll ';.n titi:r.io eli diluit·e con g;J·;rn<lc qua n t i t:'r rli Lt·J·J·t·nn IIHtJ·iUz io Il.' tr;tt·<.·C' cii clisi n fctt;:Jute ri· Jlla:<te acle J·t·Jltl ai hattc-ri. o ad n ll onta nal'le en11 b11·;r ;.rgi opportuni, ma , come dimostt·ù suc:et•ssiva·uH·nte lo <ll'J>]Wt't. l 'al'tifiz.io non può modi· lic·.:.u·r d •t' in Jlli n iJII<l· parte• i l'i:-nlt ;1ti, llllll t·iu><•·PlHlo a !<n•Jen i1·e l;t c<:l lnJa bill kt·ic·a, c·ioì· a li< ' Htra li z:~.;u ·e .~li t•fl'dt i c!Pl disinfrttante che fo~<:<<· iu Cl'isa lWUP1Ta to in t.nlc Jni:-nt·a da iHlpt•cl in• lo ,><l'iluppo ne-i com uni tt•rJ·<>ni tli coltura. 111:1. non :-ul'!ir·'it•ntc per llt'l' iLlr l'l;l. ])a] slll'sposto {' ll l<'l'~P. la. TH"C<·I'isitù <li JII'O\' :tt·,~ i nn·i disin fcttnll t i st·· ~u(• n <lo il mc•totlo l'i~oro~o d<•ll'Otioh•n;.rlli [ W l' potce ;wèt·e clnt.i compa m l li li e pril·i d i c·:rnse di c1·t·ore. Sa n' h l'c i no ltre tlesideral>He potPt' rspJ·inJrrc con nna formn ln, ~ratl nal r il \·alm·t· dci va.ri processi di di sini'PzioJH', c-osa ehe allo :;;taio <~ l.t'llalr, ccoJH<' dice l 'JJa.iler nel o.; no im p<wtantt• l:11·m·o r-::ui ml't,orli <:nrnp:n·ati ,·i di p1·ont e di determinn?..ior.·p d eJ pott'J'C flpj clisinf<•ttanl i, non è stab'lt l'ltJ,!giunta. N ello !<tu dio ùci disi11fC't ta n t i biso~ncn~bhe tener conto s·~con•l <' l' lla.ilcr non :-olo rlcl potere tli n cei dc l·c i 01icrorgnnir-;mi, ma. an rh~ dell<l.
3Ul tossi.citù, <lelloL fndlitil tli prepa.mre lt' soluz:oni, tlt·IL'nzioue più o UJCJW irritante sull<t peli(! e sulle mucose, dt>ll'odoJ·e, dell'azione sui vari vg· g<>tti (metallo, legno, c uoio, ecc.) ed infine ù<>l prezzo. "Cu'altl';t dil'ticoltù è put·e rapJH'N'cutata tlnl fatt0 che il pni.e1·e '1i un dh:iufcttnnte è legrtto alla ~<na cont·cntl·azione, alla te111pcratuta •:tl alla natur;t del substmto, nlln JH'e!WUY.<L ù i altre sosbu1r.e eolloitli e po· to:se (albumina, ~J·a-:ssi, ecc .). Jn lng-hiltena, e llégli ~tati t:niti :si u:sa r:ret·it·c-! il ,-,dore ùi un ùato ùh:infettaute ;Jd uua :soluzioue di acido l'cuito, indkamlo tale rapJHHto col uome di coellit:icnte di aciùo fenico , ntlutaUtlOllC l'clfctto COIYlpal'ati\'<tlllelltC ÙCl Ùisiuft•tb;ll t c ' 11 c:salllc c d e ll'a-cido fenico s11 ùi un tinto get·we, c ltc pc1· l'Jnghillcna è il B. toli c vcr gli ~lati l.lniti il .U. del 1:ro. 'I;lle mcLoùo, df'tlo (klla :so:spcnsiOnP, nou è ::>éc\TO da Ila, orùiu:ni a ~<tusa, ùi errore, dct.t<.~ ùia lli:i,' (Jlt<tle è qul'lht di trasportare JJei tencni 1ltlLl'iti\'i di pront asst<.'lll(' :tl germe sottopo::;to ali ' a~ioue ù('( d i si ufcttaute, trac<·c di questo, . c !te uc ostacola lo s\'ilupl'O anche >;t· il genuc si roHse J·,·a. \'ÌLal e . l~ n t't ltJ·o mculin~nit•nlc <li t;dt·· wetodo è dato <l<tl t':~ Ilo che gli esperimenti \'dt~ollo :negli ~tati sutlùctti eseguiti su un solo germe e l>t~r g iunta and•c poco l'esistente; IJIClltJ·c (• l'Ì~<<l ]IUto che i dhdnfPttalil i IJ Ull agist·ono 11;,!11:t lmentc Hl tutti Ì g'Cl'llli . L'lJaiJPl' i!<l L'SI'gUi[o llUillCl'O):;Ìl:'SÌllll! CSjiCI'il'lli'.C su lo lo;tuùio del ,-;don! _dei disinfl'ltaHti, t·oH i w etodi più in us o, st•r vcndo:;i d e ll e pa lli ne di rc(l'o, dci pt·~~dti tli c:arrn, di laua, ùi :-t~ta, di tel;t lmtti:sta, CU IISHJitJ'o ~('l'IUÌ (li \'iii'Ì<I l't•sistt• IIZ<I , Il. tlel tiJo C ()p] )':1T':i · · tifo, B. pioc·imH'n, D. coli, stalilol'oc(']Ji, t'll iltL conslatato cl1c ilmdodo della sospension e 11on è il pil't appl'opl·iato e concl tu·n a giudi:l.i tlispaJ·n t i SSÌIUÌ. Dalle brevi consirJ(•J·a:r,ioni ::;tH:sposlè si ptHÌ ùtl'<llltO tlesUIIlt'l'L', COtile punto ftlll tlaJuc·ntale ùi et·itic·a, I'IH• lo studio dl'i JH·o;·c•ssi di tlisitl[c ziOJH', sopr<tttntto d e lla, disinfeziom• c ltimiea. al lo stalt> attuale drl lt• nnslrP <:onw;ceuze, pl'estmta quesiti tuttOJ'; t d~t r·isoln;J·c• . <:oli metndi d'inclaginP, setnntlo le clirettin~ date dali'OttnlPII;!h i e r1ali'1I;Ji lc• r . LJJ altt·o punto itlllHH·tan tH d a t(•!lt·J· pr<·~<<•Jrll' in matcl'ia di disinfl'zioni è qnello t•elati\'O alla (·t>J'I'elaziont: di l'Sl-'<' ccnt Il' alti'(' mi ~<tn·e pt·o . tilatti<:lte, senza, delle guaii la lotta <·nnt t· o le walattie infettiYe J·isul teJ·ebbe inefficar·c etl incowpktn. L e clisinfc•ziotri ùt'bl>ouo t-Rscre est>g;nitt! 11ci momenti oppotLuni c m·lla g:iu:<ta misu1·a scnr.a inconere in cs;.tg'C· ra.~ioni nè in <lt'licienzn~Qunn<lo la disinfezione 11011 J·i,.,pow le alle csatt·c contlizioui eli opportunitù c non è esc•g-nita l'<l:t:i ona l ut('lltl' rappl'l'l'l'Jrta nn cousumo di nrt•zzi e cli lan11·o c tnlont anclte nn danno, in 1111an tn che il pubblieo, tralH]uillizr.ato da tnle tmica c Rpi<!eia rnistmt protilattica, finisce col tras('lll'are altl'i utili provYCllimcnti pro!ilattici, JJOH JU eno i m po l'hm ti della :stel:'sa, disinfe zione. Si i! th•tto da qualche autore c he p er alcmtc malattie determinate cla germi poco J'Cl-'istenti nell.'amlliPntc esteruo e che si propagano n. pr·pfereuza. pet· J'arin, si potreltlJP f<H'P a. meno delhL flisinft>zicJHP , potendo ba.stnre l'aereazione dei locali e l'azione ll<.'lln, lu c·c solat'<'. 01·a. non è sempre fa-ci le determinm'e e<tamente hL resistenza clc•i nu·i germi legata, com'è noto, al numero più o meno ri1eYnnte di essi JLel l 'ambientc, all'orJtimum di temperatura e di umiditù., alla pt·esenza. ùi substrati nutrith'i ,e nd ultri fattori , da non poter dedurrQ condizioni
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precise ecl assolute circa, la. durata del pet·i<!olo del contagio. Ad ogni modo il pel'icolo esiste, quanttmque oggi si ritenga per alcune nJa la u it• infettive meno gra ,·e di un;1 ,·olta e si I-HlÒ combattere con l'intervento delle disinfezioni. Allo stato attuale delle nostre conoscenze ritengo che, in materia di disinfezioni, non si può accettare l'idea degli astensionisti, anche per le walattie iufetti,·e da germi p~o resistenti. Tutto al più, in casi spt•cinli, Hou s im;isterà, come una volta. per le disinfezioni su larga ~>ca.Ja ch·~li ambienti e si dnrà in tutti i casi hL doruta. importanza <.llla ricerca dei port•ttol'i di gN·mi infetth·i ed alla difesa. contro e,·eu tnali di:,;sentinazioui d i cou tagiu da· pa.rtc di essi. l:ua delle )'l'i n<:ipa l i misnt·l~ eli profil;ll'si tl<t mettere in correlar.ioue con le disinft•zioHi è la J·it:en:a. e l'i:-;olamento dci presunti portatori sani cd ammalati, che •l'on]inario sfug-gono alle ùhsinfczioni. Purtroppo per l'applicaziOJJ(• ui una Wle UlÌSUl'il. s'incontrano in pratica. molte dU'· ficolt.à, ben note, sia per qnanlo coneel'ne gli accertamenti batteriologici, che per l'isolamento e rclnth·e disillfezioni di tutti i portatori e ll(·lle loro c~c-rezioni (sputi, urine, fed, ecc.). Oltre alla presenza. dci portatori che "anno a pl'cfcrenza J·icercati fnt· i .c onralescenti delle ma.lattie ÌJlfcttiYe e f1·a le persone che hanno an1to diretto contatto con gli fllllJuala li o (·lw ha uno se m plicemeute co;tbitato con es::;i, vi sono gli i nùh·itlu i a ffd ti tl:l· fo l'm e ft·ullte di malattie infctti,·c, che non essendo ohhli~n ti a l et Lo, riescono geuera.lmcute più pet·icolosi ùegli ammalati :.~tessi di forme infett.h·e cliuicamente manifeste, e d sono inoltre tutti i casi i n izia li di malattie i nfctt i,·c non meno pericolosi, dtu·ante il peri odo di ineuhazio11c~ e p1·odromicu. Val !':uesposLo è fadlc contpreJI(lPl'C COlite 11ella ùifesn coutro l e ma.. lattie inf<•Lti,·e O(·cone :tutta, un'org:mizzazione ùei vari scJ'Yizi igieni co111'\llilattit:i, comp1·eso quello delle diusi ufeziuni. A tale organi7.zazione uon dmTcblJc essel'e t•:>tran•~n, qm>lbt tanto ntgl!(·J.(giabt educazione igieni<'~l pPr ;tverc anzitutto, iu raso d'inl'oJ·~eHza ùi malattie inletti\'e nelle ('Oll(Hti,·itù., la \'Oiontaria. e più che ~olletita dcnnnzia al medico dei pro Ùl'OlllÌ C dei priwi ~iuto111i delle Ìllf(':t.ÌOIIÌ da parte tlegli indi\'Ìdui, e f~Ì pc n·ltè d:t quC'sti e <h tutti i pi·c•stmt.i pol'tatol'i non siano disseminati a caso nelrnmhh'ntc le e:::erczioni infeth111ti, con g 1·an~ pericolo (li d .i ffusione di conh1g-io . Kelle collcttiYit:ì militari, che m c~lio di tutte si prestano per una. ~ilfatt.a organizzazione, :-d !';ODO a,·uti i miglio1·i risultati nelh1. profilas8i contro le nwlatt.ie infetlin~ . g pen·hè la dgilanza, sanitaria e l'isolanteuto siano esct·cita.ti sul mag~ior Jlllmrro dei casi, n.nche lontnnamcntc sospetti di contagio e ~ni portatori, senza arreC<\.re aggravio ed in tralci n ei nni serdzi del te111po di J liH~c c ùel tempo di gue1q-a, dehbono c~sm·e effettuati nel S('nso mpno r t•strittin1 eli un tempo c secondo le nor·me emanate dnJla J1ost1·a lJirezionc centrale del servirt,io san it:u·io milit:wc. l'J·esJ>o il nostt·o esereito, si<~ in t<' mpo ùi pnc·e che in tempo eli ~nrrTa, !'lia jn occaJ.:inne di r i mp;tl.rio di l'l'parti ùi truppa ùa localitù infette, la ricerra. e la dif<'sfl contr·o i portatori di germi infettid hn eostituito e costituisce oggetto di parti~olare attenzione da. parte degli
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ufficiali medici e delle alitoritù, sa.nit.'trie uirigcuti: ed i risult.'tti sono st.'Lh sempre ottimi. Si deve alla regolarf', disciplinata e costante organizzazione dei vari servizi riflettenti la difesa suddetta, nelle ,·arie zone di sgombro di malati e feriti, nei campi ùi bonifica, nei campi di concentramento dci prigionieri ùi guerra, se si poterono evitare illlportazioni di malattiE! infettive '" CiÌrattere epidemico in territorio. Ct•rtumente se hL l'Ì.CCI'<'~L dei presunti portato1·i e la \'igi lam,a sà· nital'ia. con le relative ùi:siufer.ioni ·uon of:IJ·issCI'O in pratica tlt·llc lacune. il còmpito delle ùisiniezio11i degli ambienti sarl'l>ùc molto alle~g;er ito e venchbei'O a -diminuire le prou<1hiljt;\, di subdole ÌJ1XlH'1!l!llZA! di nuO\' i focolu i ù'i nfezionc nella stessa localitù dove si ri tenev<t c;;tinto il primo focolaio, ùopo le gl'nerose disinfezioni. Dieo gene1·oxe ùi.-dufezioui per· eh~ in molti t<tsi v'è In facile tendenza, sia d~t pa.rte tlPIIC nutm·it:ì <·lw di alcuni medici. di esagerare nelle richieste di disinfezioni dPgli nm · bi e n ti, anche quando potrebbe essere sufficiente l:t · semplice pulizia . E' ben vero che molte di tali ùisinJezioni banno spesso il bt'11efko dl'etto di risanare locali doYe la pulizht laiSda a dt!s itlt·r;~rf' , ~:;ehhenc );i potrebbe ottenere_ con minore spe:::.1. N o n a torto la, st'lll plicc puliida, eseguita com·enientemente, 1'\ consiùe1·at<t come un ~1·amlP elemento di l otta <:ontro le malattiP infettin.!. Do,·e regna ht pulizia nou d\'ono. le mosche: la, presenza di numerose mosch e è sempre indi zio di poca p u· li zia. L'intervento delle disinfezioni d egli amuicnti ÙO\'l'Pllhe essPre CODI · • misUl'<tto in tutti i casi al l1; condizioni igieni<:he dei loca li ;Hlil>iti a dor· mitorio del la truppit e dei locali acc:cssori (cucine. camere di riunio11e. lntrinc:, Cl'(·.), ai siste111i di l'H(Tolta. e s maltimento di tutti i prodotti di rifiuto. Così non si disinfl'ttrrù aii;L st<~xxa gu i:-;a una la tdna, mnl CO· struita. ecl nua latrina ben costn1ita, per la quale è suffirknte la, pulizia wectauica con l'<wqua, rome basta una, gt'ttatn d'acqua p P t' pulirP 1111 ce>'so inglese he u co:..truilo (,\hba). Per l<~ latl'inc mal <'ostruite non ,-. da tralasciarsi J'nso ùei ùi:-.;infettanti, chE' valgono. oltJ·p a tl•nrr lontane le mt>sche, ad impt·llire l;~ putrefn?.ioue dcllt> sU(Wl'ti<·i imln·athtte. L 'adozionr) nelle cast•rmc c JH•gli aceampamPnLi di ~>istPm i n]ipt·o· priati di rar1~ olta e smal t inlf'nto (h·i prodtltti <li 1·itinto potrchl>e ~c'm· pliticai·e molto il cùntpito IIPIIt• <li~inf<'zioni, le quali non "''lltpl'c g iuu · ;;ono a tempo {)Cl' inq•PtliT'I) <:ltt• mit·iadi di mo~<·lle tJ·a~pnrtino P dis:,.P· minino rapitlamcntc da JH'l' ,,~ui fiO\'(> i g<>tm i iurdtid. E piìr detti si· stemi sono appropriati t> SOJH':thtlto !'lll'ati "''J'Hpolo~aJH('lltl' e meno xi S(•Jltc il bisogno di l'ithiedcl·e l'u,:o di <lisinfctta11ti di od(>t·r JlÌtl o llii'U<l peuetrantc c che dànno, come dkt• il Di Vestr:!. nrl ll;t;;o, per mas<·ltP · . r~ne i l catti,·o odore Ùl'i materia IL i n pn h·efnzi (IJIP . Oircn i metoùi spe1··i:1li e pil1 e!Ticaci di disillfPziOIIC di alcuni ma. teriali infettanti, fa.t·ò n el <:or;;o · dclht relazione poc·he conl'<idc•razinni, n el passa1·e in ùr·e,·e l'aì-\l<f'!!ll<l i pl·iJwipali dis:infPttanti in uso pr·<•s,:o il nostro elSercito; per ora ricor·1lerò c he il metodo. o~g1•tto de]\e nw~gi01·i ricerche;è stato quello rlella, Rtel'ilizzar.ione 11l·~li Hputi. Anche I'e<·Pntr mente l'Ubleuhuth e .il Rottrn lì<tnno esrguito llnuteJ'O);P esperienz<• per trovare un metodo l'll p ido ùi sterilir.zazione cb imica degli spnti, i cui risultati '>ono stnti discussì dal prof. Neri. Per l'nmhiente militare oc··
394 cc11-rc 111('1 terc iu rHicYo rh ~ !-: jH'sso s i vede far u so in qualc he caserma, et! in qualche luogo ùi (' Ura, ùi :-;p ut~H.:c hh•n• ·< :ollctt h·t• fatte òa <'ai'~ette ùi legno :~ borùi non molto a lt i, coute nPnti calce yi\·a in pl'r.zi e tal ,·olta. and1e in poln·re . Om s i l:'a <·Ile ta le so:stanza. anr,itutto non è in gl'ado di tu·cit!Pre i haeilli clPil.t t niJl' l'COlosi eLI a. conta tto Ùl'll'aria s i eo utbìna con J'anidridt• t·arllon it a. fm'lii<UHlò del cal'boun to di caldo , pl'i1·o tli ogni azione tlb.inf(•tta nte :-;ngli a l t r i gcl'mi con Ù•nu ti ll(•gli ~puti. l no ltl'<' la calc·e ,-jya r;on la, sua spicc'a ta aYiflitit d ':u·.qua al:'sol'l.>e subito 11111itlit:'1 e <·Qntrii.JIIisl·e a1l e:ssiceare gH i'put i in maniem peri<;oJo:<:lt (i'c lavo) .
Il. -
l ' r:oc i,SSl 111 nrsr:--;rr·:ZJtJ:\1·: P r ù I N c~u XELLA l'H .ITl\.'.1 :\J.Ir, n'.·IHJ~ l :'\ TE)Il'U 1•1 l '. I l·~-; Eli 1:-\ ·n,;;q l't l l >l C l"El; HA .
Cit·,·a la ..,,.('Ila 1h·i n1c·zz i di 'li"illìt•zitlll<', Ot·{:nne h ;tdat·e nlla loro ri <·t~ Hu"einta t·l'lir al" Ì:I , al i;\ fac·ilitù d'uso <•ti all'<•t·nJtOluia . •\. cptl'"to pto p o"i ro L\hlw . i 11 uua ~<l,lil ri,·isla I'J'itic·a "" l li :,;n fot·u1i o. <·<ondndt' 1'111• i tli s iii J'I'ttnnti p it't l'flit'<I(' Ì ctll'('OIIOIIIÌ<•Ì i"Oil(l :1\C'IIIIi )li'Odotti d t•lln SPI"it> tl P~ Ji :llt·;tl i, la :-mda ( idr;t to c (';ll·l,ouato, Jisdda ), la c-:tkt•, il s llh lilltltlo, la t't\1 '111:11 d t• i(l t•, J':H· ido fl'liÌ t 'O, Ìll !JIIOilt;bo t·;tf:() , ed il l"i l jlOI'I' :l C'I}lll'tJ, C l' h l\ l' fi li p:-;:-; i l' u ffit· in ù ' i~ii'JH~ llll lll idpale dl'lla. t'itt.ì tli Torino ll:t otl<'tltlto otli111i l'Ì!;II )tti"i ig ic·uit'n -proliln tlif'i <' ('oli J·il l'\'HIIti t't'tli!O illic·. l ' t·(·s,.;o il unstl·n e:->PtTito la s<•t·ie dt' i tli"inrettauti in u:-;o Jtoll è gT<IIl l'; ttto più lll llllc't·osa c.h:ll;~ sopi'a intlir·nta etl i I'Ì"nllati sono :-;i·HqH·c~ stati di'l pari (Jt! Ìll iÌ, t:tlllO in ÌPllljiO dj ]':l <"C l'Ili' Ìll LCllljlO ÙÌ ~lll'IT:t. Ed è sempt·c Jll't•l'<·•·illil t> nPila Jll'alil';.t, r·tlllll' c·nn:-;i g-li ;t il l>i Y cstca . d ~ w;arc per l(' di:·dllfcz ìnni rldmil'lif' i di:<i ll l'l•ttaliLi · IIH'J.,:'lio r·onn:<t· inti e di COI!Ipo:-;iziolle beli dt•finita; così il ronl•·ollo i lei dc•J·in11 i :-;i J·iclm-r;ì. ;J! l" Ì('(IIIO"t:ÌUII'II[l) di'] gt·:l dtl di ('llll(."l'lltt·az.ÌoiW d 1• l pl't•p; tJ•;Iill. j l!'l' Jltll'll! dt• l J•l'ÌIIC' i pio c dei pri udpt atti1·i fo utla uwntnl.i.-. · J l r•·ncl':<so icltoak di lli~<iHf<'z i nnc :-:a J·,•hl•l' il pz·o{·t·:-::-o g-:ts"o:so per poh·J· ;t~;t·• · cr,nt cm]HH'anc•anlc>n t<! s11i mi<:t·org,anismi c s11~li i usci t i n•ttol·i tl i (•"si , l'ÌOC) p<•f' Oltl'IH'H! hL dì,.; inf('ZÌOlll' \"C l';\ P [ll'(Jjll'Ì:l è Ja cli:sinfp"j; czionf', <·os:t d w in p r·at ic·a non P xlata finnt·a cou!pldam t'lll l' 1':11!ginnta . •\uc· hc lo !>tesso a ciclo t:ian icl J·it·o, tlut·ato di t'l i CJ·giet~ p nterl' diHinfettante, lta l-ìtm·;-;is)iim o p0tere llil ttericJda. <:01ne haJlllO dimo)itrato le l'Sj1Cl'ÌI'li7.C tlcl T èit·lcmann, .Xag-el, J~riinig, l'aul. J:;1i l <' 1:rnni. :\Li liwiterò lJCl' hJ·e,·it:ì a fnn• · pcH'hC eonsid('l':tzi nlli :mi m cr.zi di disi n fezione più i u uso ll<•Jl';.u uhicntl• milit;ll'C. l. ('a l ('c . - Comin('io dal di~infettantc pi1'1 nsiltn . ]'Ì Ù P(·nuomic·o .l' pir'1 tlitfnso in Jta t11J·a , la ca ke. :::ii u :;:~ ~otto fornm di latte di caJce, eon tnt't c le pl'N·:uJziolli 11otP cirr·a la. ro11scn·azinne tlc lla rnlce e la. pt'E' p:u·azione tld lat.t<' tli <·a lce~ . E ' un ùil':i nfctmntl~ che ser,·c ottimalll t"nte Jl<'l' <lisinf<•6ioni tli f<·c·i, urine . ll1't)dolt i d i ritintti in ~C' lH'l'e <' su pel'fi c·i di terreno inqn inate cl;1. ~o:>b1n1..<~ in f(' l'm en taziolt c o in p n trefaz ionl'. Ne fu tentata l'app lit·aziolle JW l· cli:;in(Ptta i'C g-li escr eati dei tisic· i e JH!l' imbi;lliC:J I'C le pal'eti tlell<' ah.itnzioni ùc i tisici, ma, ulteriori pl'O\·e llé sconsigliarono l'uso per clt'tto scopo, riusc·e nclo iuntti\·o.
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Il potel'e disiufcttante ùclla calce, giù, c·ouo~<:iut.o cd utilizzato dagli <tnticlli, è stnto studiato s p e rime n talme nte da ,·al'i antori, sopratutto dal Pfuhl, llehring, D e Giaxa, B erione, Yiucent. Circa la quantit it della, calce da. u ~o; al'e per le \'a rie di;;in fezioni, nou S<.'mprc furono d'ac· cordo i nu·i :sp c1·i m eu !:<1 t o t·i, so pl'ù t tutto in J'<l-ppc)J·to aJ ~~·a.dc> t.l i t·ea · ;~,ione del matc t·ial<~ . !l'E't' la cakt•, <:ouH• per gli aridi, è diflicUe til'sa.re con cifJ·c la tjtwutit.ì da ag-g iulll-!PI'l' in un liquido (Wl' lli;;tl'ngg-et·e i g e rmi tli n ua. data specie. Bisog-na im·cee in og-ui taso tonmwet·c Ja. r ea zione deWL so::;tauza da 'llisinfvttal'c . J!Pl' pt~ti'J' ,·;llutarc l'c.t lNto cl1e c; I·appn·s(•ntato clallrt <·ah-c <:!Hl riHtall(' 111'1 liqnid<, libl'l'<L <.bt ogni comùi · uazione, cioè allo !';Ì<'l·to di itltn to. I31'11l·i ng cons iglia , ÙOJlO il miseuglio Jellattc ù i caltc colma t<;J·ia le da disinfp(t;u·p, di esaminare 1;1 re azione con le carte di tor nasol<· a nosRa te i11 contatto t11 detto materi;1le e ve· dt•J'C' quando <J.i\·ent..lno nr.zurre l! I)U<Illdo In culot·<tzione azzuna pel'lnant• ed è in tcusa, poi<·liij poLn:lobe l'l<xt•re tlol'uta all'; tU tJHolli;H·a o al <:ari.Jo. nato di ;lllJJtLOui:wa , ~.:he si R\'\ll;rc co llt! xoxt;lllZ<' in fci·mentazione. L'ar.io11c c!Plln ·1·:tlrc 11Rat<1 a ::"'"J H) eli di);iHJ'Pzi o n c. ~-;otto form:'L di im iJia Ht·<Wte nto tlt·lh! pareti,!'· rdnta kl ntliata ,cJal Pt· (;iaxn, il quuh· i•·t cnnxt.ttato <:hc l'itll hinll t <lllii'Utco l'CII la!IP d i <·;llc·l' a l :!0 111' 1' c·t'lllnc'· snfti. dente :1 tlistt·uggc·J·e i badili di'l <:nlcra, <:lte pe1· i h; t~ · illi di'l ti l'n t': ne· CC!-;$lLl'ÌO llll latle oli <·akc al :\0 ]!l'l' ('l'llto, t·hc i lwc·i lli !lt· l l':t l·honchio ced ono a pal·c•c·<·lt i s trnl i di l atte• eli t·a kc,l'lw h· spo1·e di'l <·:t t·ltonchio M i bacilli t ult <'l't·obri e ()Ul·l li clt·l tC'tal tO \'''xi,.:tono al l'ipl'tuto imbian· (::~m en to col la tte tli cal<:e al riO per rcnto. Hnon n11~ U,clo rM·c·mH<tlld;lhile JH•J· la wa.f:'g·io t''' g.a J·an zia ì· qnPllo 1li far pl'et:('clcrc l'imloiaucalut·nlo da 1111 ];1\'ai!·g io cl<'ll<' paJ·f'ti c·on xo· l ozione mnltu ftn·t ~· di suhliuliìlu e ~C<' tl i H.lo :rlll'i d a 111111 cli xinfe;,ionL• con ~~~ forma,ldeide. Da. esp~· 1·i e n i'.C pi ù I'Ct·clll i di'l Dl'\'Ìonc ~< ull' ar.ionp tli~<illfo • ttanle (]p] la tte di ('a}•·t! xugli xputi tultPl't·o la1·i P xt 1lk l't•t·i si pu ò tt':l l'll C ie s(•gn<>nti ('Oil1·lnsint1i. ('in·a gl i sputi. il latte di crdt· l' i n so lu r.inJH~ a l :.!3 <y., . and 1t• laxt:ia to l'l' l' llloolt·o t<·n1pn a tont;l ttrì. non Il a al1·tlllil <lZÌOJ JC xH i bad lli tlcJla, t uloe t·coln:-;i. ~n l!c fL•c i l'azio11c <lisinJ'<•Uan te 1\ s i t u l'< l ]Wl' h t t ti i g<•t·Ju i pntogeni ch!lle mal;d!il', (:Il e pi ù tOIIJlliH'IIICnte xi tl'asllll'ltciiiO eon le f<~ci (tifo, colt•J·a, <·cc .) : è un'a:donc, si pnò dil·t•, PlPtti.Yn, non potC'ntlos i. parlare di sterilizzazi()Ile COIIIpl<•toL tlt•Jie fl'l'i, nl'lll' qwlli :-.; i Jll}ssonq t r·onn·e ;il t r·i g"PI'llli patn~c·ni, rome ~ li stn tiloc·n<' ('hi , r r::;istcn t is;;imi nl la,tte di t·alee . E l'nzio)llC i> t;wto più sic·HI';I sulle l't•c i liqniclc, ('tJilll' sono (jllrl l t~ dl'i ma lat i <li tifo, colC'ra, et·r.., che no11 :;ullc formate dei conntlesccnti d e lle l':t<'ss è malatt iC', penet1·anclo tliJH('ilmrntc il latte di calce ol tre g li ~;tl'a ti s u pet·ficial i rlella lltass;t, fcenle, pet· <'li i è c·onxig-1 i;l l. i lP t l'a t· ta1·c lt> fed Roli<IP, pt·itll<1· ehe col lllttl• 11i Cìtlt::e, con so~-;tanze <·apnd tli sciogliC' I'lc, Nl a~i tar<' i n d i la misf·ela . La so luzione clt'l l:il tP. eli c·a({'c• llC'\'' C?I'St•J'<' al :!0 % e don;ì. <l ~.irc J1Ct' uwzz'ora in pt·oJ,(lJ·r.ion e <l'~PJi i;t \lclle f1~c i da disinfcU:li'P. Anche secondo YitH'Pnt il po t<>r r· l•:1tt e1·irit la n c•n•sx;~t·io pPt' clixi n · fl'l ta t·c Je [P<· i pa tologiche sn 1·ehl1c IH PIIO gran <le tli CJUello ri (']IÌ C'F;to pr·r la, cURinfezione delle f<'<'i no 1·nwli, sia. pel'chè l e pl'irne !'iono qual'i 8em· pre liquide e s ia pP l'Cht\ la loro flm·;1 miet•obkn è più ri:;;tn•tta cù i get··
396 mi patogeni in e:;~e cont(muti sono m~no resisteuti <tgli agenti disinfctt.'"Lnti. _ Circa. ]a. data. di preparazione del ln tte di calce, il llevione sostiene clic non occorre elle s itl preparato Yolta per volta, come qualcuno prestrh·e. Tlll.L ht soluzioue può mantenersi attiva anche per una settimana, quando viene preparata da. nn;t calce, mantenuta spenta. in locaJi nsciutti e poco \'entilati cd al rip;tro d<'lhl lu ce. Con d udC'uùo, si può a tf(•t·mm·e (·h e la <·a Ice non deve BHlllt'.'t re f rn i mt>zzi di clisinfl'zione presso :.rli c•l'ct·citi :;ia. in pace che in ~uerrn, in Yista dt>i pt·eziosi SCJTizi c he puù rcnde n • per le disinfezioni ordina t·ic di cwsenna e pet· i l'isall<Jlll('llti d<·;;li :ll'!·:tlllpanwnti. 2. Jpof'lorito di ca lce. - E' dPnomiHato <:omunemente cloruro di ('ake, è il più adoperato tl'a g li ipodm·iti alc;alini, ha- un intenso potf•re <li:-inf<'trante clo·.-nto al cl01·o che <la esso si lihet·a. :Buona, regola, è quella. di usate in JH·atil-a solu7.ioni in ('01lt<•ntra7.ione alquanto forti, il cui titolo nuia a ;;c<·otHla- tiPI mat<:t·ial<' da di:-infettar<•, sta nte ht fn.rilitù di r<'azioJH' del doi'O JihPt·o con molte 1-'ostnnrA~ orgaJJiche e min<.>rali. Co;:ì, mentJ·e ]!l'l' la. <lixinfi·zione dd pn-Y.imenti, tn·in:ltni, ('te . ~;ono suflic·it•nti ll' l'òluzioni al 2-a %. JWt' le () (• j(~zioui occonnno solu zioni nl :!0 % rla mt>stnlut·(• n ]':1l'ti u~nali. L'ipodorito in poll-r•J·e xparso !>lli padmenti delle latrin e, degli ot·inatoi, c-·cc .. oltt·e che come tlisinft'ttantc ri c:o;ce un ottimo deodorante: il tlot·o che :'ii s\·iluppa lt>Htawt·u tc 1h ta le j1oln~re decomponendo l':tm nwuia<·a. t' l'idl'llgt·-no solf'orato ;.:oppJ·im<' r;lpilla-nwnte gli odori ammoniacali td lw antlt(' il gt·;tnd<> \';t ntnggio <li l'l'li<'I'C lontane le lllOl'che. Le 1wl uzinni don·anuo c~s<•t'l' Jll'<'pat·;ttP tli l'l't<•nte e f!e non veng-ono adnpl'l'ate 131liJito \';tnno l'hinsP in bott;glioni <li vetro e possibil· ntt·nt c all'mwu1·o, c•ss(~lltlo più alt<·r·;~loili d<·Il'ipol'lol·ito in poh·ere. L'uso -di dette ~oluzioui s i dp,·e fnrc a ft·l'dJo c mai H ea lùo. Anehe l'ipoclo· l'ito in ptoh'<'l't' dl'\'1' ··mtser·Y:tl'l'i in l'l'<'ipil•nti l)('n rlriu>;i p<'l' lllilll tl' nNsi attin>. iu lo<·ali as;·iutti e llnll \'l'ntibtì. :3. A IN li. - 11 gt·up.p o più iHilH>J·tantc d<•i rlisinfc·ttnnti ;llraliui ì• <·o>;tituiro dalla ;.:odn- <·:tnsliea, J•0la;o.:sa tanstica e dal cru·bouato sodito. ('Onn>;eiuto in comnwt·c·in sotto il IIOJil<· eli ~cHI:t. :'uno rntLi clil'in fdtanti dotati tli ;;t·;rrl!l!' pokre di lwtw(t·;tzionc•. dcwnto :1ll:1 pariic•o1;, t·e pl'opric•tir eli :-<<·iog-lil'l'(' i ~J·asl'i l' Il' ;o.:();.:\ a ll;t.P protr-it·h<•. Jl l':tl·ho · JJa to l'~Hiì<·u 1> il pi i'1 usato lll'lht 111':!1 i<·a. ch•ll(• dì;.:inL·zinHi sotto fnrm:l di r :ll tno o di \ist·int al :!-:l % e la sna azion<• è pii! (•llt'l'~i ca a G0° C. Es;o.:o rappl'('i<<'lll:l uno Llvi di:-:infl'ttnllli ('011 i qn :rli p!'t' il passato si e:>c';!Hint la disiul't-zinut• sPnza ..:;tperln e IH' fu t·OJil'Pt·nlivunll'llte ~->iudiaio i ! )'Ott'l'(> clisiHI'<-ttalllt· ùa ndn·in:.r l ' Kit;J;o.:ato, ed in Italia dal ) [Ollll'rt l!-'('0, Xl•ll'nso dq~li alntli P"'' le di~ìltl'<·zinni 1h•i l'"'·inu·nti hìF-:tl;_!ll:t. 1f'l1Cl' presc•Jttc rh<•, m<'llt.J'<' uot~; sc)liO Ùl'tl' t ·iut·;~f i i p;l\·inwnt i mnlt(J po~ l'OSi, SO 'H1 ÌliYPt·(• illt :IC'l'ilf' i f]lf(•lli \'Pl'llic·iati. C'P l';t{i. Oll•;lti flillOIC lllll J, ad m·c·e?.i(lllC ùi qu<'Ili rin·sliti tla p:traflìna J>al punto di Yist;t Pcnnoruico la socl:1. co;.:ta 111c1lto llll'llO 1klla pnt;1...s:t. f<!•bbl'lle CJfl(•st'ultima S<l· rciJhe la più nttint tt-a gl i ÌÙJ'ati :J! c·a lìui, :l\'PIIcli> in snluziott<' H.<'CJLHIS:.l la. maggiore conceuh·aziotw di inni. Tn ,-ist:t ~ l<'lla {H'Illtt·ia ui carho · na to f<oclko e del s 11o prPz:t.o Ple,·ato il prnf. ~cl:n·o consiglia di trar partito dal eart.on;Jto potal':::ieo d('l le l'<'ll<"ri Ili l<•gn:1 (10 ~rammi di
397 ceneri corrispondono a :! grammi ùi carbona to ~o:odko) . Il lll!'lodo pnltico ed economico raccomiHlùato ù.allo Sc ia vo per pre JHil'Hre tlalle ceneri una buona lisciva è il s<'gtwntc : Si a<loperi una, Yee<: hia botte, a .·uj sia stato tolto uno dei fondi , o um1 gran conca di argilla. Ri ap· plichi all'apertura, a<l una çcrta ùistam..a d a ll' orlo, un rol.>11~to gratictiato ili legno, sul quale xi m<'t t;~ un telo di eauapa o di iuta. Sopra si disponga la. cenere, ~>tacdata 1w r toglie1·c la l·;u·I•OJwl la . Si · n• r~;i p oi sulla cene 1·e, a v~aie tiprese, !Ll'll"<t\: (jllfl, lii'Cft>l'il•illllt'Hte <·ald:t. Così opet·ando i compoueutl solul.>ili <!l'Ila cenr rc pa::-:::;<:l'a ltllo Jll•lla Ji ,~i,·a. ùa. estrars i ùal re<'ipiente t og-li <·wlo la ~pi na di xntto. Pl't' IO I\g . di ccuei'e si adoperino LOU lit1·i '.l'acqua. ::;i può anmeuhn c l'azion(· disiufdta11te di t; tl1• lis<:ira . a gl-'i ungenùo a ù e~>sa , a l momPn t o del ])i);oguo e f1 w t !Id o il l i q 11 iùo è ])p n <:aldo, pt·t· ogni litro 10 graJUtlll di <:<tlf'<• ,-iva poh·p J·izzata e fatta tiliOJ·i re c·ou 1111 po' d'a cqua. Questa a g-~i uuta, d<•lla eakf' è consiglial1ilf· Jll'l' tlixin f'ttt ;n~ :;p11ti, s putaccltitol'e, l>tm·ig1 ic, ccc. ; no n è th~ fars i, inv<•ce, nPJ taso in (.;,Ili la lis<:in1 tlebl.J<I c;.::;Pn' llll pH'ga t a JH'J· il t1·a l i·.; tllll'llt n de l h· hianeher•ic, perchè queste ,·etTehllem dett•J·ioi·ate dall'az.iuHe della po· ta:,::::a caustic<t, clic ~i fm·lltet'Phh<• per· l'aggiun ta di <:alc·c. +. 8 ublimMo. - t·:· il disiuld tante <:he ha sempve una, la rga ap plicazione: nonos rante qualche c d tie;l mo~;.:a alla s ua t•fli c<tcia, 1· i mam~ ti nora uno d ei ùisiuJe tt;tn ti pi ù l•(·onomki, il p i t) eomodo p c t· il t t·;t spono ed a.l ll'stimentu llcll<: soluzioni c per la facili!.;_\. dell ' uso. Fu iu sPguito alle c las~<ic h e esp<•J·i r nz<i 'lPII'OttnlPnglti n el 1910. cJ H• l'a~ionc !Jattet·it-ida. 1lel sublim:l\fl fil t·i tCil\itn pOCO (•J\i(·;t('C . Nel 1917 lo ~tesso Ottoli'Hgbi ri toi·lJ ò ;.:ull 'avgom<·Jtlc> ,. J·itui:<t· u e l suo gin~to n1lor<:' 1 punti contron•I·si ;.:uiJ'PITic-atia d <' l s nhlimnto come dilsi nfettante . LP pt·iHH' ('-:pl'l'iPH'l.e tkll'Ultoh•ng-lti el ,l w Jo lo sc·opo di s:~ggiare il potere di p enl'tJ·:tzione d el sulllilllato m·g-li sp11ti tubercolari ed nl t1·i materiHli nl humi11o~i t· di stallilit•<: rnzit>IH' bnttpi·ic·i•1a su va ri mic roL·gauismi più 11 lllt'llo J'P!-isll•uti. u ;.:and o pt·oc:•dintt·nti tl i le<·uica rigorosa è che s i dilrc1·e nziaYano da qu<'lli tnllltllll'lltt•nle u:::ati. L'A. riu scì a. ncutntliz'l.-<ìl't: il ;.:uhlitnato . dupo <"hc an·r:t a;.dto :-ui !lli · crorgani s mi , con soluzicnti eq HÌIJt o !('rolaJ'i di i!ll·n~I'IIO !;o lfnr:tto o di >-tl!f uro e :-:olii<h·a to di amm o ni o ; i11 alt1·i ll•t·m ini . a F:\'P il' llil·p la c-<•l luL: battet·ica, prima di Jll'0t·(·den: ;lll t• l'l'O\'(' di la lnwa torio , pn lr! cun;.:tatne tbc nel più d ri (':t;.:i, anc·!u• dopo 1·ontaH i p1·olu11g:tti l'ol suldimato, l:l r!-'llul<~ bnttet·Ì(';t t·ipi'C JJClp,·a la. sw1 attiritù Yital!~ . La l'llll>-:t:tlazinn:c.l ellll not(•,·ole r esistt• tJ;t,;t che i bat!Pri OJilHlli).!:OilO a l s uld iJllato pntrebue fa r pèn o:tl'è ;1 IH'Oserin•t·ne l' uso f·•JIIl l' JII C' ZI\O di d i siJtfr ·;~, iot t r ; 11Ja , j• C I' ad•Jttarr _a ltri flisinfettant1, hisngHPrPhlll• <'llllll!'CPl'P cnn alt t·dta nta preci!<ione la loro md o ne kt ttt·ridd<t . i l eh l· nn n è pn~o::- i hi ](•. 11 011 (·oJHl~et'll· tinsi . per la ma g~ ior parte di ('ssi, ;.:o~t auzp l'<lji<H-i di lWilt J·a lizza rli C(lm piPt<tnwntt•. Come <·ondnsione fH'àl iea I'Ottc :h• uglii l':J r.(·ofi J;JJHl;t d i tts:ll'P lll• lle ù i s irrfe:~.ioni solnziou i di l'<llhl illla to qu;llltn t! possihilc eoHC'I'lltt·a tP. iu qnnntitù alqn;mto s uperior e n qJH·Ila dei 111atr 1·inli iuqui11a t i da ùi:.;in fettare e j)O'iSibihuent<• l'Ì!:'<~1~datc' . Il li r n · ('tr·ex:.;u nella <~ Oilc<'n traz.ion() delle soluzioni di s ublimato si dp,·c UR;n·c•, xopratntto, St'I·OIHio l'() twlenghi, n elle disinfezioni dt'gl i l'M'l'l'il t i p(·r· pot<.·t· fn r risentire nH.'JJ()
al dor uro merrul'ico gli t•Jretl i rlcllc n•;~r.iiJni •·Ile i nten·cngono con le proieiuc, eiiclLi cile ralst!t''l Jl(•t' uu 1•n' d i tclllpO a fnt· S(· a«h~ r·e ùa lla llòuda. ù<·g li igienisti tale n•c..Jiio d i><infdt<lltltO: Un altro appunto d i Cl'itiea. twl l' uso ciel subl iwato è sUtto fatto al l>istcro;:t ùi tn·e]m t'<l zioue ùc Ile S1 d u zio n i c·oncen t t: t re. Com'è noto, le l;Oluzionl cont·c•nlrate o soluzioui m;~ dt·i di su ldima to si p1·cparano con l'aggiunta d i ;-;al<:: o Ili acido pt!t' l n hntotl~t c·onse1Taziollc e pc1· elim i· ll<ll'è IJUnHto più •' possi bile l'uso dt- lht bibnc·ia llè lla pra ti<·a tlliOtiùinna. 01·a, sl:colllÌO lc• c-::•pe t·ic·llr.C di'J Hl'n•llo l'incoureniente imputatP a tali aggiunt(; eli attc'Jltt<ìl'C rcllic·a<'ia dc·l sn lJiinwtn e ùi ost:I\;Ol~U'JH: -!.1 ionizz:tzimte \'CtTPbue cçmp<'H><ato dai clne ,·a nta~gi impod.anti della lJnona <·onsPna;t,i,mc dt·lle sulnzion i ~~ dell:t liC:>suna. prcci p it<1zione di <:><se iu <;ont:Ht(l c·on lt• :-<ost;ollzc· alltutuino idi. Difatti lt' solu:r.inui conu·nt.rate tosi p t·cp:t t·at.c lH)Il si tlc~;umpollg"O l iO pc•t· ~1zione tlelli\. l uc.:e i n <·alnllll'lauo eù i11 nssidot·m·o di tHc r·cul'io. e il l'alt· rlopjliO n •Jil <h't alcu na prec·ipitazio11e <·on le sostanze albuminoidi c <·on i t'al'bonat i alc·alin i a, <l ill't·t·t•Jiza di fJ' '"nto sHt·c·t·tle t·oon le solnzio11i srmp lici. Ordin:uiamcnte Jc• sulHZlolll t·JOI"lll'\1-:<\ltlj(-JH' :-;i f<t ll ll() :t;.q;i ttlll,!"l' lldtl ad l !J<II'tC ù i Sllu)i lll;tlO il d i <·lon11·o di =-011io : il Hl'\'t•llo Lt ns:-<c• JT<II'e ciH•, se<~ \'L'l'O c.:he l:t t!itllitlllita d issoria:~.ioll<· di'l :-Htldi111nto ,, I'<JII:<a di 1111 lllÌJJut·e potere ùisinfl!!htn!t-, la fcn·m11 la- sucltlt'!ta don·chbe <·sst•rc modilic:ata , essendo la qn:tlltitil eli l'lonn·o sotlh-o c•c·t·l':-:sil'à in rispc·lto nl fahhbo~110 pcl' la fm·utaziuJH' tiPI ~a i e dc>ppio . (';tkolanclo <·hc per ];l fl)t'lll:lz.i one di questo sa l e Jlp;UP ( ']~a+ n ~ o :1d l lllc) l!"{"()(a eli SliiJJiuwLO Il(' (•() J'l'ÌSjlllUdc 1 •.li 1·lot·tii'O di :-odio, si tledu<·e i'IH• la quantitù 1t•cwic·a tli dornt·o d i sodio clte si ('OllllJÌI1:l l:OU l p:u·tp Ili sllhlima to i.· di O.:!L e Jlllll ~- rl'r cni, Htl'~c·ol:JIIdn lll•lla pratir·a ad l p<ll'l.t! cli ~nhlimato l p:ntc ll i dorm·o 1li :,;odio, si JlllÙ an·t·e tlllta l<1 1-!'<ll';tll:t.ia di fcll'lll:tl'l' i l i'alc doppio senz;l Jll·t·c) dintinni1·c di tl·•JJI)IO la di,.::,;tw iaz.ionP del ~uLliwato . :i . .-lr·itlo jl'nir·(J r Sllf!Ì d r rimli . - ] ' t·c•ssl) ilnu,;(J·o l'SI'tTito si nsano IJ!H•Jl i :1 h;JS(' ÙÌ f<'ll\l)IJ g'I'I'ZZO )Il: l' la d Ìsi Il fi'ZÌOIIP cll'g'lÌ ;I l li Ulèllti C di og gc·tl i Il collo spo!'(·lti . dl'llt• Sll)l)lt:lldl ili clc·l ~o l clalo ('h(• n ·ng-nuo faL· illliPlllc• cll'ti'I'ÌOI':lll' dagli altri pt·ot·t•ssi di disìlli'I'ZÌIIlll'. L'aziouc tlisinl'l'1 tali Il' è poco inllll ~'llr.ata clalla pl·est·ll;t,;"L eli ~ostanze ;lllJIIminoidi. };;l(·ido J'enic·o gr1•zu• J•t·t· c•sst·t·e pill J"ÌITO di CJ'Psoli lt:t 1111 pc,tet·e ùisinfl'lt:Wll' supc•1·jcwc all'al"ido f(•tli(·o Jl lll'l' e costa molto meno . ..:cc:ollcln il Hc\'el ln, la migliot·e fot'llllll:t tonsi~liahilr <'· llllella rli Noeh_t , t'hl' s i ottil'UC seio~liPndo in l litro di :H·qu:t, :-,u gr:llltmi eli fenolo grcz· Z11 c :~o di sapone pol;ts:-:i<:o m·din<tt·in. La <·eeoliua. il l isolo l\ t:\Jiti alt t·i pl'l']ò:H·ati dr l c·ommerdo non sat·l'hbi' I'O ('OIIsig-li;lhili, pl't'l"hl'. pt:l' l;t lo1·o eomposizionc iloll lwn tldì uilH. 11011 ~aJ·aHlil-i<·nno u11 f;tr;il<· e l'apido contt·<illn chimico (Bcr ello). T:uoni t·isctftati lt:tlll\1) 1latn iu prati<·n i dl't'il·ati dc>] fc·nolo pt·Pparati clalla ncwtm J'anttft('Ìa ('!'IILJ·alc· 111ilitarf'. fltlilli il rJ·rsosol l iquido, i l c·J'\'sosul :-:<Jiido. il ~L·ilt'euol. ll ct·esos()l :-:oliclo lta il Y:tnta~p:io l'Il ~li a llt·i di <•ssct·c allt'lJc fnc·i lnu•utc traspc)J·talcilé in JH':t.zi, nnl!lti in ca r ta JIL'I'ç!:\ llli'H;l b\. H. Formfl7ilf·itlf'. - E' 11110 uei clisinfelt:tnti cl•'è l<t:tto ng-~rtto della lnng-hi:-:sim:t :o;rt·ie di r i('l't'CIIc dn p:nte ()pg-Ji jgi<•Jd:-:ti p<·r ('Orf'arc di ri· suh·ere il diffic·iJr pt·ohh·ma d!'lla di:-<illfPzione gus~osa . I mc·tod i nùot-
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tati per le tUsinfezjoni <·ou ht forma ldeide ormai 11 0n s i coutill\O più, e h·oppo lungo sarf!hhc: pn:;s[Lrli tutti i u minuta ra :o~:Wg ii [L c fan~ la cl'itic;L di ciascuno: alcuni !50110 Ùa!o;ati s ulla JH'Otlm:ione del h formal· <lei d e p l'l' o:;sidar.ione ùcll 'a leo ol m eU li co, a l tri per l'i:->ca lda 111 euto ùci :;uoi puliJltet·i solidi o per Jll't>tluzione dci Y<lpori di fu J·mal tl(;'itl e per Yi<t chimica. Tu tti gli appat-eecùi c~~~trniti pet· lo sl'i lnppo a ::;r•no tl<•l gas di formaltlc iJc t·ol ri:;(;;ùJamt:Ut o dci :<Uui polilll el'Ì so liti i lt;tnno il di· fe t to cHpible di agire iu runuicnti cou poc~L umidi t;\, <·oHdizinuc illdispcwsabile JI C'l' hl rli&infez ion e. Altnll t: lllOtlilit•H7.ÌOIIi fli i'Oll O a ppol·tatc JlCl' o vda.t c <t tale in co u~·cnientc , come, <Hl es. : U1·lla << 11110\'<L Ac:«.:ulap" di .Aronson-:::lcheriug, n ell'a ppal'cerh io << H et·oliu;t » tli l 'rosbn(•t· ed l:.:lsucr , co n i quali s'immette n elJ'amu i eutr~ <ln d isi n fetta r e, olt•·e il ga:<, il vapore ù 'acqua. Uonsccu ti\'an~t•nte si r:t~giuu:,:c Ju·tggiort· r enclin•cnto nell' azione dis in fettante de lla :t'ot'lllalcll·i.tle c·o 11 l'appal'(•t·dt io <• t:J·e:-;Ja . via ,, di Flug~e, :Xei:<:-:er, V. 1! n tnn e l'nlPk, t•tJJl ' au l ot:l;~r p r,n·nwgt•uo al fornwclorolo di Tt·i llat e (•oll'appal'Pt·('lii o << CoJuni;L >> di Cr.aplrw~ld. Il pr.imo è tlllo Ù1·gli apparecclti .tu igliori cd è il pi!'1 tlill'u:<o, cui qn;t lc! si possono utilizzal'c :<oluzion i di hH'Illal inn eli uHJlto ill l't· •·iot'i a qtH!Ilt' del COIUIIlCJ:CÌO, alla ÒoSC c]j:.! g-r . C lllt'ZZO ]IC I' UH'tl'O 1'111!0. J l secondo, III C il ~ l'l' ii VI'ciJbe i ,·:wta!!gi d 'iiU pcdi J·c la po liUJ CI'izzazi\liiC dc\1;1 t'o1·mald cide ~~ ùi diiYoudet'e rapi tlamen tc il ga:; nl•ll'a mhit•nte, 1)1'\':<t, n let·PI)I,e q1tal<-hc S\':lU· t<1g-g i•J, quale quello di e\·enlunli seoppi, fuuzio n:tJ •tlu ~otto forte pn:s;:ione di :l-4 at1uosfere, q ut•llo di prorlut'l'l~ .:wat·,.;a q ua11litù tli \'itptl1'e at·queo t'(l inol t 1·c del pn"t.zo clt·Yalo dcll '<ll'Pan·t·chio c tlt•l fot•ntt><·lorolo. lllerr.o è p tH·o costo~o c di fati le m;o : utilir.za la forlll a lina sotlo forma tli sprr!JJ anzic hè di \·aporc. lin altm metc?rlo ;dio l>fJI'a,ll, moltn J·ac·<'ntllalldah il t• ]'l'l' gli t>St'l't·iti in Ulllll•tlgHa. è qu<'l lo ~:rhtpj)OJIC~t·, pt'"JIOsto da L',r;uua c• Yollt's<twa. e eh P d iPde ottillll d:<n 11 u rj JH· ll ;~ gut·J-ra I'U:<:<o-gia p pnllt•;:c•. T:l)(' lll<'toclo :-.i h;l:<a ~o;u!l'mdn n c ('tH1lhinaht del niJHH' d' ac:qua ttlll la (tH'IIJ;tlìna ati ·•lt:1 tPmpPJ·a t ura. ContP nsst·n·a i l !: J·ixo~ti, nun c\ un nn·lodo :<Pntplic·e c ta.le du ~ ~lo tb ll ·s i m·ulHI'Ie al pari clq..~l i ;lltl'i mdo•li alla foi' Jll;tliua. :\In t•s:<o. n•m <1-•:<tinato p<·J· Lt tlisinl'!'t.itl!ll· dt•gli ;tt u l>ic·llti. c\ aclatl;~hilP per quella de:,rli og-gl'l ti rli \'t•:<ti:trit>, L't rlon: t':<i:<tt•Ho g'l':llldi _i1upia11ti dì tli:<infP:iiÌtJIIC! c~ rlon• fun zi\lll:t 11 !1:1 g J·;tn clC> c:~lclaia ll ,·apul't. L a <li· sinfezin11e <·on ta l<' metodo :< i t'Ol11pit• rapidanH·ntP: J,a :-:hlno Hl llli u nti <t Ua lemp<•J·ntura di li0°-H:I0 1 ns;lntlo :) g' l'. tli fol'lltal th• itl e Jll'l' llll'l l'O c n ho . 'r1·a i nu:totli l':JWriali eli :<Yilnppo dt• i ,·apnr·i -c.il·lla l'ol'llta ltlPidt! h:l · sati :;;u 'kpe<'i;tli r r;tzinni l·ltimic·he ~:cm alt·HHP ::;o:<lanzt• Jll'l' r ol;lli lizz;li'C i polimc1·i tlell 'a ltleide fOI'micn o !t· :<IH' :<o l11zivn i in n•·qu n J·it·oJ·dt•J·t', i segue n ti : · 1° Il metodo d i lltH' I'I'" Hanhit:-;lt al pt· J· mallg'illl:tfn pot;ll<:< i<·o IliO· dilkato da, LosenPr ; :.!• Il m(>totl o di ~to 1·m n1· l qua l1• ~ :<o:<tit·n ito il lll'I'Hrallg:tnalo pot:M:<ico col clorato di pohts:-;jo; 3° Il metodo di UiJt:< C"hc Jllocl itka l'ol'ig-iJJ;Il·io di })ot>J'J' <· Hatthitsll, diminucmlo la, dose rli Jll'l'lll <lllg'<lllato rla :.!000 gJ';IIIlllti a :wo !!ll a.gginn~-tctHlllri :!000 gTatllmi di tale-c rira. Da.lle espetienze · compn1·ath·c csPg-u ite in Itnlh\ <1<11 Tan d;l è J·h;uJ . ta.to cbc con i meto1li tli srilnppo tll'i ,·apori tl~· ll a fol'malùt·jdc, m<~ -
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tli:wte le scmplid l'eni(ln l JJ\ cumiJinaziouc ùel pcrmnnganato pot.'lssico e senza appart"Cchi speciaU, s i otteJtgouo ùei buoni risultati al pari che con l"app:ll'N;I'hio << .Breslaria. » L'<l altri simiLi. Si pos:-:ono usare se condo il 'l'a.IH1.~ illllitiereutemeute per la miscela recipie11ti di legno ~ (]j tena e uou l'itiL·ne .ne<.: cs'Sario, come consigliano altri sperimeutatori, ru~o di r ecipienti metallici . Cosi pure si può usare il permanga-· JliltO in cl'istalli, ::;cnz<"t bi:sogno di ricorrere al permanganato fiuamente polrc1·ato, come consigli:mo i tedeschi. ~i può fare a meno secondo l o ste~so A . d'immctt<'I·e negli ambienti tlopo la ùisinfezione i vapori ù'aunuoniata t'"l' Hcun·alizz;n·t· la forlllalina, c:;...:cndo ~u!Ucicnte una. buoua ventilazione, e co:s1 s i cr ita la foruwzioue' di esumetilc ntctramina, poh·crc ùcll)'a, attat:('atk<:ia, (·hc ohb lìga poi ad 1111n pulizia genHale per l'l!lll!O\·(:rla. E' el'itato <·oJJ tal e l!Jctndc, il pet·i colo d'incendio, pct· c ui :si presta mc•glio pet );l ùi,:inf<•:r.ionl' ùì ;11nhienti ristretti e con molta mobi lia. l'n 'npplic·azione :o;Pmplic·p di tnle llll'to<lo' per le tl'uppc iJI (·;\Htpu~ì la è stata fatta dal GaHl nH'diaute nu barile gcnc r<tton~ in !';H·t:ot•clo c·ou altri harili <·ont<•nctltì g'li o~)!etli da dh:infctt;n·c. Lo :-;tonu iu ,·ist;l ùd <:OSIO <> della sc:;u·sa prodnziouc tli pel'mangaBato pcn:-:Ò U l'OSIÌtliÌI'Jo tol e]oratc) .di pobtssìo O UÌ :-:odio <:Oil buoni risultati. I/ossidnziolle d<'lla ·Hiist·ela pi'Oduc·t' :-:ufll c- iente ca ltn·e tli cir· <·a l.iU• U. iu :.! - ~ n•inuti, per ottt·Hct·e la rolaU!izwzione C()mpleta dell'ald eid e UOJI ossidata c J'cnq•omzion<· <1l'll'a<·qna <:h<• la tiene in so· lttzinn•·.
Xel h:r·zo IIJ('tod o, d t·l (;ins, il vermnng-anato inizia la l't'azione che po1·ta ari un forte •·iscnlclallll'nto ùclla misn:> Ja, reazione ('hc \'it·u e l<mtaJnentc continu.1t.t clalla ntl<-c Yint <"ol ri:sultato deJI ' p~·;tporazione e:om plc·ta della fcH'IIl<t ldt·idc è dPl l 'aC'qu ;~. L a <·;tk(' <lt',.'t>s!<('l'l' <:oliSC I' · Yata, in J'P<-Ìpi t·llt i '1 wn t·lliHsi ed al ripa1·u dl'li'Ui ll ÌtliUI. Qua luuq ue si a il pl'tJt·c·:-:so 11:-:a t o, hisogH;t h·net· pre:-:cn te t h c pel'" :t\'(•t·e I'Ì>:nltati so; Jdi ><f:H·<'nt i in pt·:tti<:u la for·uw ldl'iÙ<.' ('-'JIIil·a 1111a d· tit·a<.:c~ <1zion c di:-:infl't l;JIII t· soltanto in lll't\·J·Jll inate cnllùizioJi i di <:ont'<'lltr·aziou t• , di (clllpt'l'<ttlll·a (' di :-:tato Ì)!l'<l)'<·Opiro. J'PI' la \·;dutazinllt· t·satla di tali enndìzioni lllllllCI'Wo:Ì:-:sitiiC ~ono ~t :\t<: Il- l'ÌI:el·che dq.(li il-!it·nist i. le c·ui conelu:-:ioni. uon :sCill l)J'C concordi, lt;Jllllo fatlt· <·h·nu·t· th· ì duh hi suii'Pflitnda dt'l metodo. Da, tali cspeJ'ÌI'lli'A.' si \·c•J'I'l'hh(' ;li la (·onc·lnsi<lllt' da: hL Ula IJ<·a n/'.;J eh· Ila foi'Illaldcide i n prnfond itil H<> n c'• da as<:l'in• J·:si a l suo tleholc potere di p t'll etmzione, llla pl·o ltai!ÌIIII<'H(<' alla dJTc•:-:talJZa l'Ile pt•r mot ì \'i in p;ute conosciuti, , in pa1·tc aJic·nm i~nuti, ll< \1 1 si t·ìc·s<'t' lin o •·a ad ottt>lll'l'(' llt'll'anrhiente thi di:-:infl'tlal't' una qnanlitJ sllllic·i<•ntp <li fOI'mald('ide. D<tlle stesse J' ii'! ' ITiif' l'Ìsultt•l'l'l llll' :IIH' !J(' llllll ('S;JitO l'Ìilf·OIJ\'('IIÌt·lllt• !<!'~11:li:Jlo da H] (;IIIIÌ. :tutori t·lte la forJ u altl•·idp ,:i tTasl'nJ·Jllf'l'<•l Jht' jn tl'io~!<illll'tilene, clH' :-:.n·PIIiH" iuatti,·o. an•udo diiJJOstl':lto il l>i:'!Jt•:-: t·hc 1nlc trasfol' JTI<t· zinne an·i<•JH' in piru1l o ~1·adn t' d~t· il tl'ios,.iltt t·t ilt·IH' i11 p1·r·~enzt"L dell'mnidilù an·pl•h<· ;~ziont• l.atll•J·idol;l. <'i1·c·a il J•Ot Pn: di pPJJ l' tJ·:tzioJH ~ dl'lla fm·m;lltl<·iole J'ilNtlltO g<·ne1·al· ITI<'Htc lllolto tlt·hol<·, \ ' Ì xat·<·ltht•J·o lt: P:-:pt~ ric·nze dt' l lJient>s C>'f'~uite' ~>U
p<•zzi rli carta inqninati da mit·t'OI';!"lliswi J·csistt"llti . l)nnli gli :>ta.fi lococ·c· hi. ~:ou le qu:lli :.:;11'Phbe l'imwito aù ottencl'C con i yn,pori di forl'' nld Pic lr·. alla dosi' di :$ ~··;unu1i pt•f' liH' t ro cubo, l a. stel'ilizzazione iu
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l ore, a nelle attraver~o strati di tlanelllo di cotone e di lana com pressi, -dn. form:uç uno strato dello spessore di 40·45 mm., oppure attraverso piastre di argilla porosa di 5 mm., son;lpposte, da fol'mare uno spessofe ùi 40 mm. L'ortimurn di temperatt!l'a ~Stabilito dalla maggior parte degli spe· rimentatori sarel.JL>e tnt> i l 15"-20" C. ::)econdo il Cliutic sotto i 15" C. si anehbe la polimerh:zazione tl~lla. formaldeide e qniudi disinfezione incompleta. Set:ondo le ricerche fatte presso l'Istituto speriruentale ddle ferr·ode dello Stato in H oma al disotto dci 10" C. i vapo1·i di formaldeide souo pt·atieanwnh~ inattid. Circa. lo ~tato igt·oscopico, è da notat·e çhe iu pratiea non è sempt'e facile assicurare l 'O]Jtimum di umidit:ì, e l'azione della fot·ma.ldeide de· cresce ta.uto in eccesso cl11.1 in difPtto di ,:;'1pot·e ac·queo, a.n .·Hilosi nel JHimo ca.so una miscela troppo diluita. e uel sec·ondo la formaldeide rcst.t in gran parte allo :sta.to di gas. Il C lintic sol"tieue che JWr una ùil"infczioH<' ciTic<.tee Fumiditù re'· l:lth·a. dell'ambiente non deYc l'SscJ·t• inferiore :\l 60 %· Concludendo, il proce:s,-;o della cli~infe:o-,ionc con la fm·malùl'i<lc. non ostante il parere contrario di nkuni · sperimrtttlltoti, specialmente ;\mericaui , è da ritenen·iÌ un proce:-;so elle aùopet·ato c.:on le precauzioni ricordate è allo stato n.t,tunlc di'Ile nostre eono,;;ecnz<\ il llJ igl iot·tl JHll' esrguire le disinfezioni gassose. PreferihilC' è poi la disinfezione cou .la fot'malùeide per gli o~grtti che sono 1lctc:l'iorati ··nn altt·i pt·oePssi <li disinfezione, come libri, pellir-ce1 tappeti. Il La~a11c ha ottt~nuto con la. disinfezione all:1- formald<•id e l'uec·isi(lne anchl' di fot·ttH' SfH>J·ali in tappeti molto l=:pessi dopo un'nzimte di :! o1·c ad l"ti'C . L'Eig-<'tJ·on ed Erlandsen comdgliano l'uso dt'Jia fOI'lll;c ldl'ide nttl'IH· pt·1· la clisinf~·:~.ione delle co pc t-te di hma, che cou la. dl.•.du fl'~ioJH ! a ,·aporc pel'dono la mor· bidC:t.Zlò CU iL lungo <ttHJ;li'C atl!'hè il colnl'l•. ··7 . d11idriùc solf(Jrosa . - Rirua.n e llt•l t:ampo df'll:l pt·otilassi sopra· tutto come mezzo di disinfeRtazione, e a tale :scopo fu larganwnt.e usata Jll'lJ'ultima g-uerra. Accennei'Ò l>rP\' <'llll' lltt:· al suo potc~ re •li>linfcttallte, c h'è stato oggetto di molte rket't·Ùl'. anzitutto eli l'eh•nkotft.•t· e :.'llethan · ~·en c poi di Koch ~~ Wolflttl!<'l, ed in It.dia del }li~:-:iroli. I primi due au· tori attribuirono all'nni.<lJ·idc :solfol'Osa nna gt·atHll! <C~io11P battericida, la. quale fu diehiat·a.ta. dubbia dal l\:oel1 c tl:tl \Yolllul!l'l pt•t· lo s<'at·so suo poter!' di penetrn:~.ione. 11 }J issiroli a ::;c·g-nit•l eli J·i.goro:-<e t' :>lll!t'if'H· zc è venuto alla c·onc· lusione che 1 \IJlidridt~ splfot·o:-::1· <:otln'tti Plltl'UJC'lltC ottenuta, cou la rapid~~ c completa combustione dello r.olfo. entt·o de· krminati limiti cii tempo e tli cont·(•nt.razione, e,;plic:t 1.1ll't>l1ica<'t' azio11P. battericida f!d in:-:ettieiùa, pet· tui può tt'OY<HC llll lari!o 1•d éfli ca!·c inl· piego nella. lntta eontro lP m ala t! w i n l'd t i ,.e yeic-ola tr da insdti. p o· tendo e~plicare coutc mporalle;ullelllt~ In stm azione colltt·o l'ospire· f' contro il ;;et'<lte· patogrno. Pm· assicut·:ll'l' la r·omhu~tion!' rapitl<l c eom· ple~'l! dello zolfo una buomL modifit·azionc è' qurlla, iutt·odotta in pl'<'l· tica. dal J..ocbou c·ol !'ino a pp:H't' rc·l1io h~l"J'Ol'tabile, <:O~<titnito da una srrie di fornelli so,:rnpposti e 1wi quali mediante J'a~~in11b1 di poh·eri o~sidanti si accelrra, la ('cllul>u;;tir>ne rlc•llo zolfo. L<l t·omhnstion{' della polvere os;;idante unit<.~~ allo z•)lt'o pt·ntlut·c anichitle :;olfol'l<:a. JJascE'nte.
402 gas che ha' a.zione ~"PÌCt':t t a nwn re ha 11 eJ·it·ithl Jo<ulle fomte ''c•gdatin!" t.:ome lo prora no Je <:'I'Jlèl'h:nze dell".-\ . s11gli l'In LiilH·on·h i, :->trcptococ· chi , ll. ù eli;t ùifterite, d e l tifo t' d ella tuiJt'ITolv:-<i. ll:-<11ldO !iO g-1·. tli 7.olf(} l' (j di pOl\"l~l'C I) S:>Ìlla!Jt P, Ìll llll·:t.z' ot•a di il:t.ÌIJJI(•, J'ÌIÌ I"CSÌl<(C'Jl t Ì S:'ll'CUUCl'O le ~pore (:sulJ I ili~> 7W rfriii!J( ' If.~), toniP ch·l n•~'tu , di1·c 1'.\.. , lo souo ,' t•n a l t 1·i p 1.·ocess i. AnchP. l'a.ppat·et·cllio ('lay!ou lt'<I><JW!'l';\hih~ puù relllh-re iu tal scnsodc•:..di utili scnizi per le tru p p<: in <·a m pa;;na. Con ta le. nppaJ·eccbio s i ott i<•uc nua migUuJ·e c'Ì JTnlaziniiP dr•l g-:tl' JJc• i loc·ali. c·on p i t) g-aranzia. di ><Ila penctTa'l.ione 1w i te-ssuti tH · Ila JI CI't·Put ual e Jll't'Ps><aria c non si Ila ann1C•nlo d cll;1 te t.liJ!I' I';Ihn·a alllbit•ut •. <'on g li cm lillal·i llldotli di ht·nci;n·c lo zolfv Jlnn ><i oltil'lll' la t·nlJil)IJI't intlt' t·c Hupll'ta, ,.<·JJ('lHio nel più ùc i c·asi IH liamma. l-' JICilla dalrauid r iclt· stllfm·c>sa d1 c si )lt'<Hluee, l'd al hH'a la dt>holc COJJct•IJtl':tziollt' <-11'1 !.!:"" l'it-hit'ol !' 1111:1 ln11 ga ùurata. ùi rontatto e n e d e t·int Hn'alt e t·azicll rP d<·i c:olor·i cd 1111 tl<'tt•l'iomnH·llto de~~ i o:.metti. :-:. (;alor(' . - E' il 111ezzo piiÌ l'fli1·a<·c <' p iì1 rapitlo tli disi nf<:z imw, d:t lii'Prl't'irxi q uando è J H)I'~ildlt· :1 tutLi i tlisin[l'tl anti r·Ì•irllici , ~tln1 ll' c·ontroindkazio11i ~l'H'<"Ìa li J;f'l' gli fl;.!'~t·tti c• ll iil ti'J·ia li l' h<' \'I'I'J'(•IJlJ<· r·o <k· tl'I'Ìo rat i dnll'nlt~L tcrnpt'l':I(Hra. _\ (·t·t•um•J·ù sp)lanto c hrc·,·t·Uil'Jttc aù a lcuni pn r t i<'nlari de l llll'IT;tllii'IIIO d' :~zioiH' dd Y<I]Hii'C llut•ll tl' e ~otto p1·essiollc pt•t· <ledur·nc qnalrh<' <·onsidPt·azione prali<·a. E ' n Mo <·hc il Y <l J•Ol'l.! :t l'q n<·o tlt'n' ag-i1·c :t· h•tnpc r·iitlll'<' non infrri ol·i ni HJO" C., c <kr'(':-;1'1' 1'<' I';Jt lii'O P Jll'i\'0 d'aria. L'ar·ia ft•t•cltla dw l'i •ua n e d1• 11t l'O ifli app;u·e<·c· lii c lloll ì· l'l':HTi<tla . :<l'tondo le n ot ·nJc' di tccni r;l, Ilei pl'itllo ti'IIIJin ll l'll'np<•J';1:t.iont . \'Ìt'll<' f'cll'l l'lltrnh· r oJH[•n·l'sa n c iJ'iHLPrn o d t• i tps:->ut i d:ll r a pol'l' n<·C)tll'O e l' i ost:t l'Oia l' nni l'pJ·me peuc! 1t·aziu nf' <lel Nt.ltH'I'. :-:r·acTi;Jta l'nrh1, il Y:I!JOI'I' ac·quc•(, fH'It:•tr:\ m•1l'inI I' I'IIO dt·gli og-g"P l t i <' dal :-.11o :-.taio di satul'aZilllll' dipt'I HI<· il ri::;rlltato final e cle lia !o;tt••·il iY-w:t.il:nP. 1:na t·ir·c·os t a nza g-i:ì 110tal<t pt·iHJ:t da l l:ndd<• l ' poi (•()IJfernwt;'], dal Hulllll'l', di (•Il i bisogna lt•l1!'1' ('OIIt(l (' \';d ll l;tda nel ;.:11o g-iu;.:lo r; rlol'l' . 1\ <pwlla <h•l smT;II·i:.;(·:dol; Jlllt'ttto, c he a\'\<t' IH' nell 'in t r·ruo dPgli o~gl'lti ~o t topn~!i ;tila d is i nfl':t.iotH• a ,·npon• lluPnlc . 'l'nle felllliiii'IIO de l SO\' I ':L I'Ìl"l'<l ld allll'lllo (• dor n t o ;l ] filtto (• )n• i] nqtOI'(! HCCJ UCO '' as:.;nJ·IIilo dai c·o•·pi Ìg'I'O;.;c·opil'i l'Oli g'l':llidl! adcli t;) c J>:l><><:l n<l uno :.;tato Jtnn :I IWot·a h<·n dc•linito . tl<•leJ·ut ill:JIHlc) iu quc·sto pass:J;!';.!iO prO· r l lt?.iOIH' d i <·;Jl (J I'C, il (J 11;1)(' (~ poi H(I'I'I'I'(' Ì 11t0 l l!' l' (•fJ'ptf O tlt•lla (:l ll llk ii S <l · ZiOIW. Jl :O:Iljll';JI'Ì><I':t]r]alllCIItO f·IJp U\'\' Ìl·llC i11 IIIÌSll l';t di!J't• J'Pll[l' ;1 l'l'('O IHJrt C'Ire tr·aita:-;i d i t'OI'JIÌ ig-ro><c·opic·i o non igTn:<(·opi d . Hon l 'HIIJ' L'<'~'ellta, c·nmc• a pt·im;1 \'ista po l t·<.. hlw ~<·mhJ·;tt·P . nnil I'Ìl'C'<Js(;tll:t.;l f;ll·ei J't'\' Oi e n ella clisinl't>:t.inJH'. ì11 qnanln <·hr l';l:t.ÌOtl(1 di,.,inl'\'1 ta nt<• 1\ l<';!<lln allo :->tato eli satlll':l7.iOtH• dC' l \':lpcn·<• :H·qJh' ll, mt•H t r·<• il :.;o,·r·;wi:::r·aldnlllCllto, s<·nza con (pmpor·aJH•n <•)p,·azionc \lPII:t pre~~ i ollf', pol'ta a lla fol'llJ;17.ionr.o di \·npore non ~aturo. ))ifa tti . H't·oJHio le <•sru•r·ipnzl' ch' l ·Lm·<'. le ><JI OI'l' tll·l enrbon- , r·hio jntl'Odo!tc• n<•i tl•!'i.-ut i eli la11a l::<~ttopo:::! i nll':JzioltC di' l \':IJI0l'C' flu ente non v<'ngono <l istrnt te, nndtt' quand o la t<·ntpt>rntura, <:be m·l Y;'lpore è di 99", 6-99•,8, l'ag-giun g-e C(>1 sm·t·;lti~r·aldanwnto n ell ' int<'l'IIO dei tess uti 12-1•·126• C., menh'e sono distr· n ltt' qualJ(lo n ei t essuti di };tna il vapore, pur axcnùo uua tempC'mtm·a tli H!J", 8, è S<th Jro. ~ c a ni c ne rli eouscgneu-
za e lle bisogna fare molto n:-st·g-n:llllt'II tO ~111 ft•IIOII1<'110 tlt- l ~m·J·ari~eal ùa.w e n t o n elle di:>infer.i o ni con le :;LHfe <l Ul(IOJ'C illlt~J lte. J nolti·t·. J•t·1· il regolare fuuziouamento delle :>tufc tli <li~inft:zicme a Ya po 1·c Jlnt'lltl', J,i : sogna tener conto ùell'altitudinc, eH:;enùo Li~it-aiii l'llle iiHJ!osHihilc an: rc, ~orto 7ti0 mw. ili pressione baroUil'tt·int, nl( lOl'C :;;aluJ·o a lU!Jò C. ll I li \' cstea, a tale proposito, ntfenna che in \'i:;tr~ delle sOI'J'I'e~e ehe ~i ~cl!Jo antte u e l contt·oll<' d'impi a n t i n o1·mali t- 1111:1 gt·an! ÌlllJ'''lldt•ttza :Jflid:ll'si alla fam o&t botte sfon data c·t llll t~ appan•t·<·hio inqH·m· ,· i~ato di d i~infe · zione <t n1 pore. La stufa-bot te pnù ~~~~<' l 'C nlilizwt•t p e r le cli~<inl't·~inz inni ù el \'Cstiario, coperte, com<• fu pt·al it'a to da noi pt·e~:-;0 qna lc·he •·a111po di c onee ntramento di pri~ion ie ri di gncna . Prel:isO alt1·i t.·~t'ITiti ~ono in n=-n <l(IJl<ll'l't'l'h i inlpi·CJn· i~ati, tr:t,:por· tabi li , sotto for·ma di sn<·<· hi ÌIIIJH' I'lllC'a bili JH'l' tli>:illf't·z ioni ;t \':I)Hi t·t· J!uentc, i cui r isu l tati noli sat·aJ ino <ll'l p:1ri t ·~t·Hti ila ('l'itidw. Il s t> t•dzio tlcllc di :>illf'Pzion i a Yapol'P dt•\·'t•>:st•J'l' infili l'l' <·it·<·nntla1o th\· tutte quelle ]ll'l'C<lllzioni di tc·t·H it·a p l'l'st•J·i t l<· . <~ ·,.;u t·ui dm··~·~~<·t·e edotto minntalllelllt• i l p<·l·soiwll' clt·ll<• di,.; i nfPzioui )11'1' o\Tiat·c a;.:l i in <:onn~n i en ti facili Zl· \'Pt·ilit·at·~i ri~u;trdanti so pt·attultn il cll'lt·l·iol'a · u•eJrto deg li o~gctti e C'Ile pt•tn·hhc·l·u lah·nlta tl i ruinnit·t· ( H't·~~~~ il pnh· blko ht tiùu cia iu ta l <> inq•ot·l;~rrtt' nH·zzo eli cli ~int'ez i ollt'. l ·aa pl'l'I ' Hll · zione inùispen~<ahile è il ton1 J·oll o p <· t·iodi!'O tlt·gli "I'Jlal·t·c·l·lli el i di,.,. in fPZÌOllé a \'ltpO l'f-' 1 t'atto 1:011 Ì IJil•lodi Ìll 11~() . Jll'l' t'SSI'I'I ' g":ll'<lii(Ìfi t·irc•a la eflic·atia tlella stl'rilizzaziom· e Jli'L' J>l'c· n· nirl' en·ntu;ali H<·oppi dqrli appnl'l'('<·lli. La (·(•t·nita de~ li ogg-f'tt i t'h e po~~""'J P~st · t·t· ax,.;oggl'tlat i al hl ùis iufezi onc a Ya por·c st'llZil su hìn· rll'lt•r·ior·arnt·ut i . dt·\··,·:-;st'IT fa tta 1·nr1 molta c nra e se<·nncl n le llot' lllt' dt•tt;llt' dali'PsJu•r·il'llZ;t . t·: ~t·t·ouclo lt· 11\li'Ili C dO\'l'Ù e~~t•re ('SI'~IIita );t dispo,-iziollt' d i'g li CIJ.!;,!I'I ( i lll'll' illll'l'IIO 1h· l l<• :-:tu re di di~ini'PzioiH' soprattutto <ll'l lc> <'IIJWI' tf' <·tl irHI!llll <' llli cl lan a , l'lH~ JH'l'(lo no f:~t:il! ut• nw la illot·bicll':t.Z:J, :-:i t·:tg-g-rinzano <• l':lllli,in 1111 di colol'c dopo ripewt c di~inf~·ziolli. l ·:uDII:t pt·•·<·:tuY.it>llt· ~~ inlinc qu ella d.i n ,·,·vlg-e t·c in un panno ltlllo il c·:IJ·it·tl JH'I' 1!\'ihn·•· il di t·1·1to t·oitlatl(t dt·;.di O)!gt'tti da :-:tr t·ili zza t·p c-ou lt• p;n·U llll•lnlli<-ht! <lt·lla ~tufa t•d iw J>l'dit·t• la fn t·Hwzi o lle tl i llt:lc-('lliP i nch•l<•hili di l'll;.!;.!Ìill' t•cl al,hnu·iat·· ('hia nl elltO pet· e--r·ccs:-:in1 <·a lcn·t•. l'l'Ps:-:n il uostl'll <'Sl't'l'ito in (Plltpo di p:H·e i tipi di stnfc di lli,:iJifc•:r.imH• '' ,·apm·<· pi ù in ll"ll m·ll t· st;tzinlli eli ùi:-:infPzione so110 i t ipi (h~tll·~lt'· l lt•l·~l'ht•t· c <:iannn lli Jll' l' i l rnpol't' sotto pt·r~to:SiOJH'. 111 tempo di g-tll·na piì1 u:-:ata .~ l:1 slnfn mnl,iiP CìiunHolli, che può funzionare rlontlll tll t> ;lll dJC cJII:ltnlo 11011 ~~ po~~il•i l l' JH'l' spt•l'inli c·it·costa nze m ·pt·c loc·ali acl:1tri <•il f•s<·g-ni r c i1npinnti JWl' nn a :-:t ·1zio1H' lì~<~'l- di disinft•:t.iotH' dn r;tm pag-na. Le :sczioui di tli~ill f<·z i nll(' d ' ann a ta :t\'1'\';!11 1) in dntaziuJH·. dnr·aHII' l'ultima. guena., l'an tm;tnl':t \'i l tn1· i;~ , in a ntcw:J I't·o, l'li 't\ slnra assc·gtwl:l ora anche jn tempo di p<H·<• alli' ~t·zioni <li di,:inf'Pzinni di cot·po d'at·· ruata.. U~lntostuf;t, Vittot·ia ha d i'Ile <·:ll·altt·t·i~tichl' p a 1·lit·o l:11·i <'hC 111c·ri · t.a n o di essere ri cor,la t<• . La <·:.lldaia, sistl'm:t X i<-lon,:~(' l ,· it·nt· J'iseal cl ata da uno spcl'ialé cnrbur ato t'<' <li p1't 1·olio: (';t]dain ~· cn l'linmtc,re , pt•J' <·vit.a r e it·radiazioui eli calore, <Ltllll f\l>:C alle ~otllUJP tl l'l l'auto .. a t·l·o e pe· ricol ose per la posf'ihilit:ì, d·i n rP IHii nre la hen zinn , funzionnno a ùis tauzar, mediante un opportuno mn:ordo co n Ja stu ra fatto •·o n tnh i.
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J,a c.auwra eli tlisinfezione della stuf<L è costituita da un cilindro Mi:t.zontalc del diam~tro di m. l.:.!U c della lunghe:t.za di· m . 2 con due fonrli a c:alotta sferica, che si HJ.n·ono a cerniera, e da uu carrello in· terno, scorrevole su rotaie per il em·ico dei materiali. Pure all'in terno e nella p:."lrte infcriore t rovasi una batteria di serpentini che funzionano a VU.{JOt·e sotto pr<>ssioue di sette atmosfere : esse servono per il prosciu· ga mr.uto ùcgli iuùu menti dopo tt•t·min;\ ta l a. disinfezione e che n~ndouo questo gran <le tip·o ùi ~>tu fa idouN> al l'applicazione del calore secco. Jn ma.rcia. la ge111;:ra.trh:e del vapore è contenuta, mediante apposito diHpositivo. compl <.:t;\m<mte nell'interno della camera di diHinfezione insicwe <'OI carre llo c l(!, rotai e . III. -
!:i-re n w
cr:rnco ::;ur l'IWCEs;;t t•I nxsrNr··r::zro=-t: 1:\" 'fiO::UPU lll Gt"EUI!A.
In trmpo di gtH'IT:t i pl'Ot:t•s::;i di clisinft•zinne si ditTt'l'(·nzinno al· (111anto da tluelli ù e l tempo di JHKe e la ditl'c•reuza è iner<·nt<• a lle varie contingenze ed ai Y<ll'l periodi ljcJlici in prima liuea e nelle n ·trode, in rappnrlo ai uu:;,;,i disponibi li l'd alle tiJ·<:oxtanze di tt>wpo c di luo~o in cui si llt-l>lJouo sYolgere tlrtti pi·oct•xsi al pari di tutti gli altx·i eougcgui igi CII i<: O· p L'Oli Ja t t i ci. In gul'rra non è sempre possibile pl'rlr(•tif>J·c a. razionali disinfezioni, ~.·ome in tempo di pncc , a c;\usa dl'gli in(·\·itahili spostaml'nti rnpidi d e lle t1·uppe e dt•ll'cH·!·upa:t.ionP ud piu di'i <·;tsi illlllJ l'tiiat~ t eli lot ali <tdi · IJiti ~vi at·c;mtmwmPJHi .. E il rwt·it:olo di •·c)ntngio i> ma _g.!riOl'(' qnantlo E:i l[m-oJcr, oc·<:npar e a trantonamc uti. ae('aUipamenti e h·int"L'C ahlHJildOll::ltP dal JICI11Ì('II, di <:Ili JlOll si è a COIIOSt.:Cil:t.<l de ll e COiltl i:t.iOllÌ Ì;:!:it!HÌNI -S<lllit:ll'i('. :Xt·i pt·on·xs i eli r!isinft·:t.ione :tlfrt'Uara. elle ::-:i es1•~nono in tali cir· cw.;t.au:~.e . soprattii U\1 quaiHlo non po:;;:-:nno inteJ·n:nii'e a. t('mpo le ::;quadt·e di c.lisillrPziolle c :-;i clt-n• ;Hlil,in· ai !<t'ITizi di l'isan auteuto JWrsonalt• poe:o p1·alil·\1, si \'(•J·ific·;t H pi1ì ch•l lr• \'Oli!~ il casn di assistC'J'l' a. grande spcq•t·t·u eli disiufHranti , au<·llc nei luog-hi dm·e basrel'cb lw hL l'!l'llljllief' pulizia wl il J;l\·a:.::g io (·o n acqua. "\ltJ·t• \'<Jlte in loca l itù esposte e visibili ùal ll ('U Ji c· o nn n t- p oss i l.il(• t•st•gn i l'(' C'Ili' ()(ll·t·azioll i di rlisi nfezion i parziali cù iiiC'<lJltplt•te. 1J11a fOI'IllaZÌOilC proliJ attir·;~ r-!11• ha clalo Ottimi l'Ì:-;nltati Jll'(':-;so }e nost t·e annate dnrant<.: !"ulti111a gut-l'l'a 1> :-:tata l'ist ituzion e nelle I'etroviP di t·c·niJ'Ì di l'ic·npt•J'O di tnt1 i ~l i ugg-t•fti di \·ps ji:Jr·io P di eqnipag-)!i<l· mento, sia. \·c· J·:-:a t i rlall<' raJ'Ì(~ unit:'t , :-:i:t ahh;11Jdon:tti TIPJ.!Ii aC'rampamcnti tli pri111a lim•a . Dcd ti ('('lltt·i c•J·a 110 JJlllttitt <li tutto l'<wt·oJTI'llte pel' la eernit<c llt'~li o!.(gdti. prt· lr• •li:-:iufPzinu i, a :-ì•c·oJHln dq.di o~gctti, :.t vapor·e, chimirhe t~d ;lll:t fonnalllt•idP. e ]W l' la li:-:l'iri:ltu nt in appo· s ile la\·:mrlHie . Tale isti tuzioni', f]U:IIHlo ù eitTOJHlata, di tutte le pre· <:a·uzioHi ll è('l'l-JS;II·ic' dnmnte il tl';t!-lpcll·to ~~~·gli n:.rg<'tl i, attc• acl inqwllirc la rliffU:<:ÌODP. di C\'Cll lll alc <'Oilf:<1g'ÌI), I'ÌP~(·(! tli otfiiii(J I'PJHIÌilll'lllO dal punto <li \'isla Pt' \lUOIIIÌ<'O c di g1·ande Yan l ag~il) profilaUko, oltJ·e ad a.}. lt·:.rg-eJ·irc i srn·i :r.i eli dil':iDfl'zione in pl'i.ma linPa, il t;ui còmpilo dovrebbe essprc limitato al ri::;anamento ùcl snolo degli act·a mpamenti e trincee
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c ùci locali udiuiti n.d alloggianwuti di tnrppc, allt> rlisinfeziord, quando sono ritenute JlC{;t>ssal'ie·, di locali r rlla tPriali :-;ospPtti d 'inrtu inanw nto, incenerimento della p:t-glin u:-;at;t e dt·~li O!-{).!etti in!>t!rdbili ed interra mento o r·imozione a. sec:(lllda ùei cn:si ùci Jll'tHlotti (li l'ifiuto. l:'arti<:oliu·e atte1lr.ioue tlon:'L esser·e rh·olt:b ai pozzi <l':H·qua potabile poto prMctti dalle cause d'inquinamento, il <·ni sospt·rto d on:ì f"OII tutta sollrc itndint• in durre agli. oppot-tuni tn•on-ed i me n t i (ùisiu fcz inu i c rim 07.ioue di dette cause). secondo lt> t·egolc detta te ùa Il' igiene. Così pul'e n on :-;i Ll•lnanno tr:tsc·m·ate le tlinsinfezioni at·cut·:tt.e ti<_•i luo~lri don' sono uhiC'atl' le latriue eia CH 111 p o ed i letamai. t'O Il P<ll't i<- ola r·c r·ig na rd u a u· even tua )p <:sistl'IIZ<L nelle dc-inanzc (\i f:tldc d' :l<'tJlle sn pcd"iciali. Cscirei dai limiti imposti dal la pr·t•st•nte relazione se \'Ole:-;:-;i sol · ta.n to acccnn:u-e iu qm·:-;to punto :Ill(· lw ;~i nu·i m~·r.r.i in nso presso il nostro E:-;ercito per la (h•pu1·azio nt· c su~ I·iliz1.ar.ioue ùclle acque a scopo potabile, argomento giù tt·attalo t·s:wr·iPntt•H•cutc nt'l J• Congt·esso in ·
ternazioun le di mcdic:ina c· farmacia
militan~ .
Iu tempo di guena. più t bc in tempo di pace i IH'oc:es:li ùi ùisiufe7.ione devono ri1$pondere ai requisiti di fHci l<· t r asporto, f: tcill' uso c di economia. I..a Set>l ta dei di:sinl'cttnnti <· hiutid sat·ù li111i tat:t a poc·hi (:-;u · ùlimato, latte ùi call:e, lìscint :soùica, ccc.), Wl·ntt·e rarauH~nte :si potriì ricorrere, ~pecic negli :lm birn ti an~usti t'd a !folla ti ùa trttppa. ai d i:-;in· fetta.'n h di odot·e :>gradevole C: persi:-;teute (cl·csoli, feno li, formalina c cloruro di <"alce) che sarl'hhero mal tol ler;lti. E tm i poclli (lisiu fettanti disponil>ili l'n:>o dovr:ì t•sst·r·p cir<'orHiato da lll'Ct·anzioni Cll accor · gimeu ti spcda li a serontla dei (':t:-;i 1natum dd tcneno, d i:-;po>;izione delle trin<:('('l. Col-lì nei punti 1lt•l le tri rH·t•e d;:ihili dalle posizioni ne· m ic he e da;;li at.•t·oplnni, non si può fare n:-;o ùella calce, <-h e fa r·ebbe da indicatore, e sar;ì conveniente m e~;col:trla co11 poh·cre òi carbone, l';ahbia <) tena.. Quando il fouùo dell:l tri it(·Pa non t~ st:.a ra t o m: Il a t·m.:c:ia, ma è eostituito da teneuo permra bil e. si llt•n• us;u·e per eventuali di· !>infezioni In culcP. in polvct·e im·eee tlrl latte tli calc:c, c·llc verrebbe rapidamente assorbito 1la l tPn<·no . :'\Pila difesa ui >;PC·ontla. linPa, dm·e lt~ t t·intee ~ono meglio costr u i te c r·i n ':-;tite di le~no o ùi cewen to, pott·anno l'ssHe usnte 1<: solnr.ioni tli snl1 li mato al :~-G J)l:'l' <:ento. Com(• fu <letto rwt· h• ùisinf('ZiiiHi in tr·mpo di paCI', si dM r·<·hl!e ri · dunt! notevolnH~ nte ant· he in lt• rllJHI di gnpr·t·;~ i l numero delle d is infc· zioni c:on la. l.luo1ta oi·ganir.zar.ione di tutti i srt·,·ir.i ig-it•tliei d(·gli ac campamenti, a-ccantonamenti e hi,·M·,·hi. Aw·he pl·t· t•ssì tlon·t•ltht• prendere il concetto che le disinfezioni non ùcron(l sost it uìr·e la or!lin:u·i;t pulizia e devono cs"ere risel·,·at<'. ca:-;o Jll'l' c·aso, a ~iudi~r,io llt'l pct·stlnalt• f'omp t'tente. per coml>a tte t·p t'YPntu~lli (·ansi' tl'inqu iunnH·nto ,. lH't' disinfettare p('riorli<-anwntp i puuti (lm·c t'sistemo ll J:ttet·i:t li in dPeompnsi7.ione P flore si moltiplicano li' llltl~-w h e Oatt·itw. lt't;llll<li, er-e.). L'il] (~all' p el' l'igil'IH'. dt•g-li alln~giamt•nti tt'llÌJIIH':tnt·i etl <H'(·arup:tmcnti <Ielle truppe in j!liCna sart'IJliP anr.itntto quPlln 1Li pr·ovn~ det·c a 26 - Oiomule cii me<lici11u mililarr. - fu~r Ytlf·l X:.
406 :;istcllli razionali ùi I'act·olta e smaltiuH:nto ùl'i prodotti ùi rifiuto. e poi ùi uou immdiciaJ·c fuori dei luoghi indkati. E:serupio 1li sitl'atta or·ganizzazione pel'fetta fu dato dall' u ltimit gi·a.nde guena spe~.:i<dlll e llt e tlagli CSt!l'ttti inglesi ed ~nuerinllli . Hicol'dcrò il tipo di latri11a ùa ('ampo iu u:;'> pres~o i :stH.ldt•tti eserciti e che ùoncuiJ(' l'sset·e adottato dagli altri eserciti in sostituzione delle latrine :scoperte Ù<\ ~.:awpo. Tale tipo è L'u~>tituito thL una, grande fossa li:;sa, eoperta da una <·.;ts:<n senza ftmtlo, t·lte pnggia sovnt un :<olitlo telaio adattato ai IHtJ·di lle lht fol'~«t. ~ulla p<ti·te snperiOI·c della cas::m ~.:he :<t·ITi' da :<t•olile csi:<te un su[lidcnte JIUIIH:·J·o di fori, muniti di cupCI"dtio a el.iusu1·a t!l'nH:LÌ(;a, pt>t i111pedire l:l pellt·ll'<tziouc delle moseht>. La. di· siuf1·zio11c del];! fossa ,·ien~ i·s<:guit.a gil.n·na1111ente iu due modi : o con la L'IHIIIJU:;tionc di uno !<li';IIo ili paglia ind!l'\'llto di Jll'tl·oiiO g-rezzo, c·he pl'odu c·e hrtwiando leJHamt·ute sotto la ('a::;sa una patill:l fuligginosa :<III la =-n1w •·Hc ic ùel ma t eri a le fl•<·Ùie. distl'ugg-endo così an cb e le larve tlt:llC IIIU>ii'!Je, O COli raspt•J·si(lll(' m•ll;l [~J">'l:l di lll);t UIÌSCPiil tli pdi'Oiio ~~ llt·rofnHIO. 11 seeondo 1111·todo 1\ stato t·iconoscinto più efticnce del pl'illlo . l'r·esso i snùrl,•tti l':<l;' l'1·itl uu'uppm·tnna misu1·a adottata (• st .lt.t nn dse l'installazione di III'ÌIIatoi tli ft·l'l'n galvanizzato nei punti più aC· n:ssibili di'g-li at·t·aulpalllt·llti. pt• •· iuqsl'diJ·t· che ùi notte si ul'ini <)Ull e lù ;\ caso fuol'i di'Ila latrina. 'l'ali Ul·inatoi ,.lll)l<lti <ti mattino \'Ctl:;ono dil'ill fl·tt;tti èOIII'<'Ilil'lllt·mt•nte Ln·neiaudori lll•ll"iniPI'llO dc-lla pa;.:lht im lwnt ta ùi pc t l'tJlio. 11 si=-t•·tna dell e latdne tla ('ampo :·w opertc ricl1ieùe disinfezioni più a~.:<·n•·~lt(•, ehe d'o1·rlinal'i•> si fauno <'t'l latte tli cake, ma dtc non ralf!,'O IIO ad iuqwdil·t· l'itll·asiont• dl'lle IHO:<f'lt t• . l"u hnon rlisinfetta.ntc t·<·onolllil'u, tonsiglialdl<• p<·J· le disinfezioni tklle latl'iuc da (·;unpo scn· IH'I'tt> . t·apat·c di tl' IH'I' lontan<' le Hln:>ehc. sat·plJIJc .la mi">celu di latte di ('<t !1·c t•tl olio di e;ltl·anH· 1l:J litd di latte. di (·nlc·e cd un litro di olio pe· s<llt t t' d i t·a t 1·a me) . . \lll'ilt' i :<i:-(('llli t]j ~lll;lliÌIIIt•IJ[I) d1·i l'l'llllott·i di I'ÌiiutO dt·~!ii Hl:t<lll1· J>:lllH'Ill i souo ~lllttss·dinnli <lllt• po,.,izioni d1·lle itwalitù più o 1111'110 1·isi· IJili tlal llPIIIÌ•·u t• quindi a >'t'l'tlltsla dt•i t'a:<i si do\TÙ rit·otTI'I't' ;!Ila l'illtll· z i n l H:, a Il' i llt'l'lll'1·i nu·n t o. a Il' i 11 t t'rl·a llll'll t o. L· i 11 tt·na lllt'l d u si on·ù ~·:<:<<'l't' t'l'l'g"llito a slll'l it·iPIIIt• distanza dag-li ;dlo;.:-gi<llllt'nti. dai l'<ll':<i tl';H·qna c• dai pozzi . L:1 t·imnzioiH' tklll' illllllllllllizit· t· dt"i riliuti rh· lh• ('IIC'iiiC P dt•l h·latlll' d:tg-li <S I't':tlllpauwHti. spl·t·it• nella slag-imtt· e:tlda. dtl\'l'l'llhe P:<sl'l't' f;l(la 1·on 1:1 dtll'llla f'l't·qtll•liza t•d :1ssrwialil a disinl't•z•ont· <:nn :<n,.;lauzt· Ltl'l' it·idt• (\'lo•·nl·o eli <·alt·<'. la t l!• di ('ali-t·, :<nll'ato di ft• I'I'O in pob·t·J·p od in "'"lnziC!u(· al :!fl pl'l' c·Pilto) pt·•· ,.oltslt<~ttt· l·<· In lu tiliPJilit·aziouP •lPII\o llllll'<l'lit·. L';tdozi.,ne di ;:istt·nsi app1·npl'iati di J';lt·f·nlta l' di sut;tlrinwnto di tnlti i p1·od·otti eli rililll<•, ('tllnpi·t·st• 11' !'•·l'i ed nl'illl', ~~s;;ol'iata a qn<'lla talt· t•dlwaziolll; iJ!.ivniea. dianzi 1·iroi·data. dmT<·hi H· l'llsliltiÌI'I' in tali <·:tsi il t·ùnqtilll fond:tllll'lllale th•ll'igi<••m dt·l ~11olo e dell'ahitato c d01la, p•·olil<~ssi c·nnt1·o lt• 111a latli1· int'1·ll i q• . . \1 p•·i11111 Ìll !'ior~t'l'l' cii qtH•:<tP si d<J\Tl'hiH• Ìlll!l\'rlii'IIC s/illl'f'it;l llll'llt\• Iii rJilflll'ion(' 111'11:1 eolll'tti\·it:Ì ('Oil l'appli!·azitonc• l':tzionall· l' s(·J·IIpolo,a di t11tti i pl·m·,·,·diliiPnti pt·otilatti!'i ' gi;'~ I'Ì('IH'da ti Jtl'l' j] tC'lUJIO di pa<·c•.
407 Il còrnpito delle disinfezi o11i pott·ebbe co~i Roltanto cssel'e moltù fa· cilita.to e pi.ù circoscritto e riuscirebbe più protie·no oltre che ec-onomico. Nel r isnnamento degli a ccampamenti rientra, il lJl'oblema dcl w inumazione dei caduti, proble ma non scmp1·c· di facile snln:done, pPt· le molteplici circostanze che pORi;ODO prescnta•·~ i , inerenti alle localit:'t . tnatura del terreno, falda acquea snperficinlt•, sp<.tzio cilTosc ritto, come nelle citt:ì. fortiljcate od a!>sediate), al nmum·o spesso rilentu tc dci 'c :l · ùuti dopo le battaglie modcntc, dei decc::;~i in s!•guito iL maJartie cpidc · mico-contagiose, alle ùetìcieuze elle tal vo i ta :-;i possono reriti<-are soprattutto quando s i (}ere provrcdet·e sollt'r- itHUll'Hte ~lil'iUIIUlazioHe di gran numc.>ro di t·a.ùareri, oltre c it(• al sottetTHIII<'llto c·cl alhL tlistruzioue delle c:n·ogne d ei qtmdrupedi . Le inumazioni affrettate, in località, poco ae.latte, <l:ìHnO luogo in secondo tempo, ad altl'i lavo1·i tli ri~awnut·nto tiPI suolo c di !<Ì::>tetua· zionc clcfinith<L delle salme d c i l'Hdnti, pl•t· oniarc a~li inconrenic nti igienici, il più delle ,·olte iuerilnhili, nonostante J'applÌl:aili(llll\ tlelle misure J..ll'e!'it:r:ittc di pulizh1 wvJ·lual'i;t th·gli at·c'ampaHwuti. p e t· il <.·om · ples~o di circostauze sopt·aecennatc . )\un l't;n·ò JH'r hn·,·it:'t a J·ic-oJ·datv quanto hanno s nggpt·ito i vari :wlo1·i, tt·a <:n i La.rm·an, LntTPj', lA•moitt~, Ooie, Coupry, C•·ptetll·, sull'applit·azione tl('lle IUixut·t• ig i<·nico-ln·otilat·
tiehe, riJlcttcnti l'inutua'zionc di g:rau lttlllll'I"O di endnn•t·i in grandi foxse c·ollcttive, l'inumazione a •..;scwi<~ b~ alh elixillfc·ziolll' <·•In stt·;Jt i di polvet·e di ealcc nei <-a:;i di clen·ssi per mn.lattic> in t'et t in• e ~~~ <.lisinfl•;.:io11i prdind n a r .i al clor11ro di cn-lcio c ea.h·amc pc>t· la sish•ma:t.i oJtc tlf'linitha ùeUP 1lalme. Cm·to ellO in rixta ch·gli inconvenieu t i elle possono derivare io molte cil'(·ostauzc h('llic-ifl• all:t s.tlutc puhhlint tlal g:n111 _JJntuel·o di inuma:t.ioni atl'r't'ttatc t>cl in lnt·;llitù nnn atlal lt, nl t1·f' allo ~o;pet.ta<.:o lo poco etlitica n.te <li n•d(·J·c espostt' alle ingit11·ie ùcl h·Htpo molte dl'il <· ::;alme tumulatc suiH' rticialnwute in tl'ncui tlet'liri, <'olltP ftt da to SJH·ssn os~l: r·v:u·c nell'ultimi!· :.;ucl'J'U. HOII ~" r·ehhc fuori di lno;.:-n dtc Jl(•l pt·<·· l:il'lltl' ()OTI[.!l'('SSO :-<L ]ll'(' llfi (•s ~t· in ('()ll~ltl!'I'il:t.ÌOIH' iJ Jll'Oitil'lll<1 (';:i fOl"lllll · lassero ù<•ll<• pt·opostc. da sc•t·,·it·t· di nor·um pr1· l';I\T<'nir<•, t'ire-a i pt·o· C<'i;ì<i d'inumn;.:ione P clb.:infl'zio ni l'Plati,·c in tf'IIIJ•O di gnc·na. <' <·in·a l'opport.nuità u HH' IIO di rit'OLTl'l"<' in (·asi ~JIP\.:Ìal i alht l'l'l'llt;lziotl<', i11 rapp•wto alle i<h~<: l'l'li~iosp di'i popoli llc lli ~t ·ran ti . ConchHli'IHlo, dirò d11• twl sPtTi;o:io clellc di..-illf'l' iiÌoH i. xpl'l·i:l h m• nL <·
in t e mpo di ~ucrra . si Jll"I'SI' llh.tno SJ H'.X~ i sxinlf' num·i pl'Old<•mi che il p<~•· · l:ìOllal!' addetto ali<• di -;inft:zi•m i cle·n· risoh·c>r·<· l':tso JH 'l' !'<Iso e quindi <Jr<·uJTf', oltt:P al1t• (·onost;'t•mw de i ,lii;illfrtt<Uiti 1:' <lcl IIJtHlo eli us:u.li , co· nosr·<•1·e csatt.autc•nt<.• le condizio11i tii tPmpo P tl i lu o)!tl fanm·roli allo s\·iJuppo ù c>lle iJJfP;o:ioni conho Il' quali si clP\'<' ag-it·l' ppr· pt'P\'f'HirlP <' p<'t' cmnbatterle . l'e 1· assolvere atl ttll ('ùmpito c·n:-;l th· li cato (., Jt CN!Ss;uio il\"Cl'() fl(>J pe~OUH]e Oj))lOT'tllll illllf'llt(• i~(Tili(O ili Jll'Pl '!'dt• flz<l, l'iiT<l i Jl<ll'· tic·ol:ui eli tecni<:;J di'il<' ùi~illff':t.ioni t· ~una ('f iolng-ia, mode) eli tt·as mi:>siont_> c profiJa:-si rh·l lf• utalatlic iuft·Uh"e. L'm:;peric>uzu, dell'ultima g'Ul'tT;t ha sop1·n tt u tto nwsso in J'ili(•\'O tale necess itù, indispensabile, tan to c·ht• Jll'l'sso tu l ti :.rti es<' t·('iti allt'llti, li n dall'inizio, furono istituite nno,·f> nnit:\ ~anibt~·ic·. pt'l' il !<I.'JTizin lll•ll e
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disinfezioni, con grande vantaggio <lclla protìhu;si. E tale istituzione si dimostrò cosl profkua, per gli ottimi rhml t<1ti ottenuti nel c~uupo della protìlasl'i d egli eser citi be llige ranti che si Titenne opportuno mantenert' anche nr l dopo-l!n c n·a. in funzio11 e dette uni t<'L. de no m i n a te in lta l i a F;ezioni di d isinfezione di Cc•rpo d'aJ·Jnata,. Se . c ome L"isnl ta dalle conc-lnt;ÌOni ùdle conferen71<! sa1Jitarie iHtl·J·alleat<' . nessu no ills('J.!Ilamento nuoYo è dcri,·a to da Ila t!lll'lT:t ci rra la tecnica delle tlisinfezio;ti, m e ntre molti ne ù e ri ,-;nono <'i r ea lP d i s i n frstazioni, è >i t a ta ri<·ono~>d Il t l, ~i pnò cl ire u flic ialmeii te, la. IH~ c·l·~s i t ù t: l'i mpmtauza dd le .suddette uu it;ì proti lattiche. R J .\SSLiNTO.
Nella prinht pnrtt\ d(•lla l'<'lnY.io nl', d opo un bl'P\ 'e <·PUilO stori co sul c.oncetto drlle dinsin f('7.io1 1i , è :-;tato mP~ •..;o in rilif'YO l o s t ato attuale d l•lle riceJ'('he ~u ll ' nr.iou e tlei 1lisin ft!ttanti c himic i. secondo le r edute del]'( >1 tolt·n~lli e deii'Haill'l', e la m·t·Pssitù tli mettPrt·. sia in tl'mpo Ili pace che in tcmpt> di gul'na, le tlisinfe7.ioni Ìlll'OITc·la Y.io uc con tut1f> le <t l t re mis n r e i~ic n ko- p roti la t ti e h e, con speciale r ig-uarùo 1ti presunti portatO!' i di l!;<'l'DlÌ infetth·i, che d'orclin:u·io sfugg-ono alie tlisinfe:r.icmi, pt>r :tn l'C risnltnti ,·et·ame n tc C'IHl'UCi e com pleti uelln profil<tSI'Ì th•llc mala t t i e e pi<lc m ico-con tagiol'e. J ,a seconda parte ('Olllj)l'l'll' le u11a hi'Cn' ra ssc·gna sni sq~ll(' llti rli :;i n fetta n t i p p1·occ:;si di d isinfl'r.ioue più u ~a ti presso i l R E ser cito italiano, s ia, in tc>mpo di pat'e che i n tempo di l!IIPrra, con p oclt<' consirl PI'ar.ioni circa l' n"o più f:t~• ile, >;icnro ed ec•ouomico lll'llc disinfezioni tlq!li og-g·t>Lt'i l>. dc•g-li aml>ie nti: calce e cloruro di c~dcc> . akali (Roda. e c·arbnnato eli sodio) . ~; n h li mato, fe no li , fO I'mal rlt>itk . nuitlt·itlc solforosa, ' c·alore . . La h• t·r.a partr COtll Jll'f' !Hlc alc·nnc• cmJ,-ill!:'I'ar.ion i sui (·;Jrattl.'ri diffp t·t• nr.i;di (1\.•ll e di,-inft>zioni in ttompo tli guena rla f)Ut·lle del tempo di pacr, inPt·1·nti nllc ~\'a ri atr c-ondir.ioni di tempo e di Ju o~o in cui Ri esplil':tl\0 i "t' I'\'Ìzi ù i prima li1wa e 1lcllr r etrc)\·i<•. sui JII'o<·t>ssi di di Rinfez;!l ll (' più in u"o in tPm po 1li ~Uèl'l':1 presso il R Ese 1·cito italiano, sul I·is:J nanwnto i~irnic-o clPgli aecampamr11ti, aeeantonam rnti c trincee e t li·i ca m p i cl i ha tf: t g-1 ia. RH Ila corJ·c lnzionc. c· o m c Jlt'r i l t vUt p o cli pace. tJ·a l e tlisiuf(•zioni e le altre misure i~iPni.co-sa nita l'Ìll c Rulla Il C~!'Rsità di fonnnr.ioni profilattiche (sc•zioni tli disint't·zitHlt' . ea 111 p i t nn t mna('iali , l't·ntt·i di J•i c·ùJ•l'rO ùi materiali) con pcl·,-onnle oppnr tun:unentc i struito pPl',.!Jr lr tlisinfl' l'.Ìoni R·i;Jl!O P"t'gn itp in tutti i cnsi l':tr.ionalmcnte. RE KG~lE.
Dan R la pl'Clllic'-1'\' p:ntif' c]c• Cc' ttl• l'Clation. ilJII'I'-S UIH' ht·(•\'(' llOtiCe hi:-;toriquP Rll l' la cmtrPptinn llPS cl(•sinfl'etimt:<, on a fa i!: l'<'lllarquc•J' l'état ;if'tnPI tlt>R r Pcherf'lil's sn1· l'aetiou <lrs (lf.sinf1•dants <·ilimiqnrs . s uivant le p o in t de \"llC rle Otlolc•ng-h i et c](' naile l'. et la !l(•c·Ps:-.it(· dl· llll'ttre, cm temps dc pnix anssi hirn qu'en temps tle <intl'I'P. hs cU•sinfPdions en corrélation !Wec toult•s Jes a ntl'l'S meRures hy~i é niqn e-prop l iyla<·tj rpws, a.,·ec une spéc.i alc c-onsidéJ·nti<>n c nn·rs de sn:-:1wch: pol'(eurs de
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gt>rmes inf('ct~eux qni d'ha.bitude étha.ppent aux désinfcctious, ponr ohtenir des ré~ultat:s Haiment emcaces <'t complets dan~ la. pt·ophylaxie des maladies épiùèmique·contagieu~es. La. dcuxièrue partie cuUJprend une brè\·e l'C\'HC ùes désinfectants suivcwts et (l es procéùés de d6~infcetionl; plus en usagc ùans l' Arruée ltalienne en temp~ de paix aussi bien qu'cn temps '<.le guerre, aYcc quel· ques consiùérations sur le mode cl'emploi plus facile, sùr et eco11owique · ùanF; )(!S ùéJSinfectious Ù(•S objets et des lucanx: Chau:x et chlontre de chaux, Alcalis (soude et carbonate de soùium), 8ni.llimé conosif, Pbénols~ Formaldeide, Anhydride Snlfureuse, Chaleur. La t t·oil:<ième )Jartie eomprencl qnelq ues consi<l(•rations sur les car·a.ctèt·es dilfét·entiels ùes désinfections en temps de Guerre et celles eu temps ùe paix, inbérents <WX diffcrcntl:'s coHclìtions de temps et de lieu da..ns les q uclles ::;'cxpliq ne n t l es serd<·t•s ùe la prem ièl'e ligne et ceux de la Zoue arrière de~.; Armée:s; :sm· les pt·océdés dr d{·sinfection plu:s en usage en temps de Guerre ùanR 1' A rmée Italieune; sur l'assainissement hygiénique des ca,mpements, d<'s cantoru1ements, des trancltées et des cltamps de bataille; sm· la conNation, comme eu temps de paix, entre les ùésinfections et Jes :lutn•f> nwsurcs hygieniqnel' Sanit:tirc;.;, et ~ur la uécessité ù'a,·oir des l:'ormations pt·opùylactiques (Se:ctions de désiufection, cbamps de contumace, centres pour le recouvrement du mareriel) a.vec du personnel exprcss<~ment iustruit a.fin que le:s dét-:in fe<:tions soient toujonrs rationnelll'mcHt executées.
SU..\BIAHY. . In tlt<> tirst part of thc RelatioH, after a, shOI't histo1·ical notice of thc idea. of clisinfection. the pre:sent state of tbc t·e:::ea.rches ah0nt tue action of chcmical ùisiufcctauts accorcliug to Ottulcnghi'::; and flailer's op iniou ha:s i.leeu cxplaiued. Wé have shown also tl.te neccssity of coordinating tb~ disinfections, both in peace a.nd war time, with ali tbc oth.-r hygienic prophylactiic measurcs, itadng a. spccial refnence to the pt·psnmeù carriers of infectious germs. The seconcl part is devoteù to a sbort re\' iew of the following disinfectants and processes of disinfectious most u:>cd in thc Itnlian At·my, both iu peace anù war time, with some consitleratious ahout tbeir easi<'st and safcst and most economie use: lime and chlorurc of lime, Alkalis (Soda and carbonate of sodium) Suuliruate, Plwnoll'l, Phormaldeide, ~>u l phureous Anhydride, Deat. 'fhe tbird pal't holds some consideratious abont the differential char a.cters between the disi11fections of war time c:t uù tho:se of pea.ce, about the procesl';es of disinfcctious mu!:it useù in war time in thc ltaUan Army, about thc bygicnic rend(•ring hcaJthy of the encampntcnts, cantonments, trencbes aud hnttle ticlùs. Th ere is also explaine!l tbc COJ't-elation, as during pcace time, l>etwecu the tlisinfections anrl tb~ otbe r bygicnic- prophy lactic measn res, a ud the nece:ssity of propltyla c tic Units , (Sections of disin~ection, quarantine (iclds, centres for regaiuing material) with specialised persous so tlta.t tlte disinfections are well c:xecuted in any case.
B) Studio uilito dei protessi di disinfestazione io tempo di pace
ed io tempo di guerra , per il d ott. Ferdinando Martogllo, tonl"nto colonnello mNlico, igiL•n ist.a del Corpo d'ttrm::ua. di Roma.
l uft·.~ton • tc·~:serc not.:i,·o, pericoloso, molci>to, ecc.) !w siguitìea:tione molto lata.; " tlic!'l':i tli uOIIIiui, di auimali, eli p iautc ed anche di elementi dimati<:i, tisic:i, c·himid che in qnalu iHJIIC modo ril'l<Cano dannosi. !JisiltjCS/(lre illlli c·a. ra:donc C:<CITÌI<tt<~ daJI'UOIUU pt•r d i:strnggere 0 reudl'J'C1 <·oJnunqu(·, iJIItVt· ue que,;tc <"<liiSe di da.nno. In paea,;s i to lo~ia que,;t'ultimo t<•nuiiw, ed il :-;o,;tnnti,·o lli.çillfl'sla .::ioltc ehc ne ùcrint, adotta ti gio\. da a uni dag-li :stntlio:si italiani cd in (jlH~:o;ti ul r illli tempi aneh<~ dng-li iu~h:si, sono ,·cnuti acquistando una. :signiliear.i one più 1·i:strelt<t, Jintitamlu~i aù iudic·;u·e l'a:dune esercita.ttt c·ontro mctaliti o uwtazui parassiti dtè sono causa dì1·etta. o indi retta ùi malattie, di ùa.uui ecomJinit:i, Lli mole:->tia . ~IPnl re le pn1·olc disinfettare e rli.~illfc:dour :-;ono risct·vate pl·c,·alcnlelll('llte a<l indicare l 'a zione c:o;t·J·c·ita ta ('Olltm gli Hg"l'nli ùi malattia dw nppart!'n~ono ai protozoi, ai hattel'i. in :<t·uso llttJitn l;u·;.::o, a~li if•nniedi, ai bb\stornk<?ti . lutesv co:;ì il sig:nilkato tlcl tenuine disiuf<'i>ill:è'iune 1 uclla trattazione Jei nn· i JH'O<:essi c Ile si a<iupPra no pe1· a t tu a rl;1, da t o il e:ua tte1·e ~o:pcciale cli qu cslo Congresso, avremo di Iuir·n spcrialmcnte le Colldizioui <:tl i hi:-;og-ui che si ,·crilitano n t•gli esC ITiti, rifPl'endoc- i J·t·itH.: ipnhnf'nte ai par;tssili tlell'uonto elte dYe nelle colkttidlù wilJ"'a1·i, si<1- nel tempo di pace t h<' nelle ben più c1 ii' lìdli couùizioni dL•l tempo tli ~ucrra,; e cbe po:<sono Ùtlr luogo a. mahtttie a e;ll ..atltl·c lar;.:·anH'ntc ùiJl'usi,·o. 'l'auto, i problc•n1i tltt risolvere, le ùif tirol tit ùa si!Jll'l'ill'C Rono uguali, nella, spc.>.t::i(·, anelte pe e l"nmbi e ut~ c idl<'; ma tli pt·oJuH·zioui sm·eutt) minori c, s(1Jil'<1ttutto, si yedficano in c·iiTOstanr,t' di ll!ll'!llalitù di ,·ita sociale thc toU:o>Putono mulio più fa<:ilnwntc l'atl n:tzi oHP d<·lb lotta . 11 pam:-;sitismo c:outl·o il quale (\ eltiatnato n lottat·e l'igienista, mi !Harc ù rapprcscJJtato pl'incipalntt!lllè d;tgli <•<-loparassiti dell'uomo, che nella, ,·ita iu comune delle (·<tseruH! e nei fac ·ili c·ontatti dl'lht cunv i,·e·nza. iu gTandi Dt<ls sc tl'0\'<1110 favorevoli C01Hlizioni alla, espli NJzione d.ella lort) att.itudine a pt·opagat·si ];n·ganwnt(• e C'h(' hanno ln r (• l·ieolfl.l-1 il':sima. prerog-a t ira, di m<sere ttgt·H ti ùi tra,-.:m i~sione d i gr: t \'il<simi morbi i nfcttivi co11ta:.riosi, dtc fi n ùa a nU<:hi l<·mpi sono stati triste retaggio d egli eserciti, specie iu guetTa, insicliandone e diminut'IHloHe l'efJich:nza. bellica•. Il parass it ismo intc):;tiu:1le c l<' winsi, per eRempio, per l'i~i cnista mi l irat ~ h:utm) minorè imporl;lltza pc t· la a H nazinue d~·lla pro!i)a;;Ri dPIIa. collcttidtù.. nclhL pratica, nou es;;enclo eapaei di dare tlitfn:sioni tli qunl che i 1~1porta nza. ; a. nteno ùi ><twci;ll i limitate cii'Co:::t<lll ze e nei l'igual'di di poco numerosi r-Ppat·ti eli truppa, come potrchhe <.t.v\'enire n e llo scavo di gallerie per riufc:-;tazioJII' <la d ll chilo810m llm d·rtodcno~ o da Necuto1· amer~canus .
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Lo stesso possiamo dire per la famiglia delle F'ilM'idac e degli Schi!Jlosomùlae. Fra- gli ectoparassiti Liauno pochissima importanza i Den~o decida.c: per quanto <JU<llche autore abbia voluto a ccusare , ma senza su fticieut e documen tazioue, il Dc m odc.r f1Jlliruloru m ù i !'S~<el'e vettore \iella lepra. 1\ou è ·cosi tlei J::Jarcoptillac, do,·c so110 t'Ompre~i il f:::arc-oJJil't> :>(·abiet ùell'uouw c quelli degli auiruali domestici, che, selJIH' IH' t·t·<·P:t.ioJwl. lllcnte, auch'es!>i possono att..<tccare l'uomo e dei quali specia lmen te può intct·ess:u-ci la ,-,tl'ietà equ i. La sc::tbbia ucll'amhientc 111ililai·e puù thtre Ulllltero;si l'asi; essi, pet·ò, non tl<lnno mai luogo a ditfmdoue di l]ualciH· iiutel'e~se, nè souo mezzo di traf;por to di morl!i int~;tt;Yi; siccll<': · Ja sua importanza 1·esta limitata al1a enra; mentre per la. p1·otila:;si ci set'Yi;WJO degli ste:;l'i tue:t.r.i t!i tlbi n f(·~: l;tzio ae che ;tdoperiamo contro gli insetti. Gli l .:cpdidac contengono molte ~<peci e c he po:-;:;ono parassitm·e l'uomo, alcuue delle quali tnt~<mcttono cun la pnutur~ agen ti di ma· latll:•: l ' On~ilhodo1·o s 1110·u!Jata c l'A 1·ga,s amoricullllS tw::<m<:ttono, ri:spettinuncnte, la. BpirOiichaudinn i c~ d ulton i.. agente della fc!J b re d(t
;:n·clte aj1·ir·aua, e la ~~p. noryi, a~t·:Jt c tlclla febbre 'l'icorrante cuncricu,w; l'Ornithodo1·os fu,·ic·atu.~ ('Jil.! L.:ll'.\llleril'a del suù tmsmette-
rebbc la fcbbn: ricorn·ntc_: il JJcrmac('ftfor andc'l'sr,ni f'he tt·asnwtte la S]J(Jtt cd fGver delle . Munl;;tg-ne rocdo~<c; L.trya.:> persi<: // li cl1e darel.Jbe la febbre: da ~·e('c·hc di lJJiaNa. :Ua ~li la·odidac S•)IIO ectopara:s:-;iti cn· ntuali , si riscoutra110 in zone tropic·:di \) limitate c eontro lli cs:-;i, cotuUHCJUP, hauno piena l' fli('a~:Ì<l i JJJczzi d i di~<illfl~~<t:\zione di cui ùircmu ::L!Jj)l'CS:SO: 11011 c'è quindi UÌSogUO di ur·c·llpHlTCIIC Ì U ll)<lllit•J'il :-;pe<·in l e . B en altl'a importamm hanuo JWl' nni ~li i!I ISVtli, ft·a i qua.li trodamo i 71cdiruli, le cimici~ le pulci, le ::all .~rlrc·, le mosch e, e:-;scl'i c·apaci ùi trasmctt<'J'C malattie a hng-Jii~sinJ:l diJfu:;iune che puss1lllO mill<HTiai·e gt·an•IIW llte lo stàto sauitario di nu l'S~·rcito e rlcìLl pol'<)lnzinnc <:i,·ik del tcrritodo; tallto('hè i 1-'t·allccsi l'liialllilllO tlisiu.w·r·tu::irHw ]e opl'ra· :doni di <li:siufcst:..z ione iut~·s~.: i11 scusu risi 1·et t o et l iudit·i:t.I'.<Jtc contt·o questi <'ssc>r·i n ·J·:uuentc tnina ccio~,:i P tlq;ni 1lell<L lll;lgg-inrc aUeu:t.inne Ù<l parte ùdl'igicnistn. Ft·a. gli insetti oc~·npano il primo puslo i (H ·d il'uli, l'rdit ·u{u>; ca pitis e l'cclicu.lu .s c:o rporis o t ·r,stilnr•nti. 11 l'flt!tiriu:-: Ìllfftlillalis o Pr:dicultts pubi~;; ha n n'importanza molto Ili i llOl'l' pc1·clu\ llOJJ è dimo:-;tr·a t o po!Ssa O'<t:sructtt•t·c rn.1lattie iufcttivc e pei·th~~ la sua trasmis:siou e si effettua qu;Jsi S<-'mpre clut·antc i tappot·ti ~<es:-;uali e uou d:'t luogo, quindi, a larghe diffusioni. l peditnli pa~sauo sul <'orpo umauo tutti~ le fasl <klla loro vit;1 c sono ea.pnci di largltis::;ima rip1·oduzione : dalla. fecondazione dt~ll:t llJU..· drc all' ultima muta· del pidocellio nato tl<dl'um·o, 1'essualmt'llte DJaturo e quinùi tnpace a s ua. ,-oJta tli att·oppia J·~<i, OCtOl'I'OIJO 17-:!1 ~i or·ni; e poic:hè una femmina. pnò tleponc da 30 a, 60 uoYa, c for:-;e a11che 'iO, si calcola c he nlla 1ine della tl:1·za ~<'II P J·azioue, f'ioè iu llleno rli tn.! mt•~:Ji, es:-;a. poJO:sa dare vita n. cir·<·a :.!OO.uuo illlli,·itlui! Appar·c lll'CCSS<I.I'ÌO, quindi , tl'Olll':ll't' l}lll'l:d.<J svaventevole attitudine alla ript·odnzione ccl alla ditl'nsione tlci petlieuli, tantorl•ilÌ quanùo si
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pensi che essi l50llo ~li a~enti di traxwissioHe ùi malattie infettive epidemic he molto grad. JJupiJ gli stndi di ~kolle. t·onft·t·mati da tutti gli ~tnùiosi, è acquisito che il J>. n>.~timcnti t> forse au('bè il P. ca7Jitis tr<H:mH~ttono il tifo pet('l'Chialc, YHOi direthtruentc (·ou la puntul'll, vnoi iodir·et.tamente P<!l' wer.r.o degli Pst·remeuti t·IH· Ù(•p(mgono !5111 la. pelle, cscrt'JUcuti che con tengono l'agente etiologi<'o <!t'Ila u1alattia che il gt·attamento inoculet•cbue attm,·c1·so le ubt·asioHi (·u tam•t•. l pto.ùiculi t.ra::;mèttono ht febbre 1·icorn:ntc. ~econùo Bulloch e Uouglas, ~welleHgrebeJ e Ottcn il P. corpori.9 ed il P. -vcst..imcnti pm;sono e'ontenct·c il bncillo della 7)Cste e trasmettcrlo ad animali da. laboratorio. Ahc ha trontto ehe il 75 % ùi P . .corporis nutt·iti :m UFosi coutPngono il bacillo di B ebcrt (il che merita. conferma) . <Tolcy sox1,c1'ta th(' i pidocchi possauo trasmettere il lltlcillo rlcllu lt•pra. :llanson - ha ·aniUzata.l'ipotesi che pediculi possano t mf-<mettcrc il Bc1·i. B&ri. I 11 li li P g-1 i stn (]i <: le espet·ienze della. Com:nis· siune pt·(•sieduta da BnH:t', confermati da Strong, Swift, Opie, Macuea.J, Bactjer, )lappt•t theimer, P eacoC'k, stabiliscono che i peùiculi tra· f;lllett.ono lu f<:blìn· tld/r· trincr·c. non mediante le punture, rua per mezzo dPile fuci depositate l-ìltlla pe lle almt!ia o pet· mezzo dell'intero corpo schial'ciato del pcdicnlo tbc ,·pngn a l'Ontatto con lesioni cutanee. Anche le r·iwid, i-lcanfltia 7cc·fulariu: hanno molta, importanza dal nostl'O punto di d:-;ta, spetie '1Jel tempo -eli pace, per· la facilità con cui ~'>i ditl'mHlono nelle caserme c nelle (:al-ìc. annidanùosi tenacemente ne~li iuten;tizi degli infissi, dei softitti, dei parimeuti, se {ii legno; nei ouchi, Y•Pll c s<'rc po la t ut·c d e i 111 uri. 1·: , ;;iN~onw po;;:-;o no t·t•si stcrf' lnu~amen te al dig-iuno, fi11o a 1111 anno t' tllt>r.zo o due secondo a,lc nm· OF-;scnazioni. dato d te lt> f(·mmittc hanno quattro periotli in cui, nell'anno, depongoHo il' uon1. ne \'it•llt' C'ht> qtwsti Jl<ll'asl':iti po15sono ript·odurl-'i in CJUan titù stt·ag-t·:llltli. tanto d:t J'l'lltlt•t·p addir·ittnra inabit:tbih· nn rtlilic·io quando pt•r ;;peciali dt·c·n:::hutz<' sia stata tl'a~l'nrata la disinft•stazione. Iusit·lli(' t·on qnt·~t:l fa•·ilit:ì •li t·ipt·tHlnzi oiiP è con la ditliC'nltù che t::i in ('nntra,·a a. dis!t·ug-g~·t·li ron i mt·zzi adopt•t·ati tino n poco tt'mpo fa., le <-iutiri hanno la J•Pt·ic·olo~<is~ima attit111lint· a JiffoHcl(•t·c g-t·a\'i mnl:n.tit· iufl'ttin'. ~i t·iric•ne, infatti. e he e:-:::-:e pos:s:u1o tt·asBwttere la tubm·colo.si, la 1)1'.< fr. lt" khdunaniosi; e cPrtntn(•Jlt<' tmsmett.ono la febbre ricorrente dal Baltico. Pt·t·ienlos is~iiiW sono nn<'hr• lr pulci. Fra lP pulr·i per· l'uomo hanno mag-g-inn' impol'tattza qut'll::t che gli c\ prnpr·ia, ht Pulr:r irritau.~, e la pulc·l' cll'L ratti. la J>. f·hr·opi.«_; I'Hlt'a lld>~• , IJtll speri ~ (jHest'nltima. :ìg'l:'ll· ti di trasmisl-'ione clel haC'illo tlt•l la Jll'l'tP llltllhonica. Bnr-;ta IJIH'sta euunf'ia;r.inne JH' I' ;;!abilit·l' <-ite ]l(• lla lotta, ('nutro qu<·~ta ('pitlPntia din'ntn di (·~tpita l c· itnpot't:tnr.a di~t•·ug-g-Pn' ptd(·i e l'atti, ~iccht'· l<> operazioni di dPt·;tf ir.r.:tr.ionc twlla. prolil~tssi cnutt·o ltt l'C'l<( C' hnhhonicn ~'>Ono andate in pi'ÌIIlll lint•a. spPl'Ìl' nPi pot·ti Poi H bordo clt'l lt• nad . Tn fitH· 111i hastn ,.;olo :H·ce nllat·c• all:t ('1101'111(' i111JHn·h:tn7..a che hanno n(•lla lotta <·OHtro la 11111lnria l' ('OJttl'O la jt'l!fn·r· ffit!ll(l lC' r.anr.arc: Anoplwlt'.<: P strgom!frt. lnll'rl' rf'git,ni ill'll'.\nte t·i(·<'t dd ~utl sono state ri· s:llJatl' dall:t ft·hht·P gia lla. tog-liPtulo h• <·ntllliziot}i tl'ilnril'he ncce,:;sarie nlln Yit:l Ùt' lla Strgomia fo.<;r-irt/(1 o st . (·ttlOJl ll·q· Eri è quPslione di Sll· Jli'(•IJ10 int<' t'C'!>se 1kr tutto il llJOtlllo la distrm,ione dt•l ~l'IICI'<' A U0711t('/Ì·
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nae f!el' il
nsan:Hnl~llto
ùi pac>si Ji ,-:llon! t•i·ouumitn e soda)(• g•·:tuùissimo, nei r·iguarùi della malaria . Proldt>nHt questo, inn;-!'o. c·he J11't'SPubt gravissime e spesso in:-::ormontahiti difllcoltà: ma. la ~.ui soluzione, almeno parziale, per zone o regioni. dù. l'isult<tti tll!'ml"i!diosi, spt>c::ie quando l'indirizzo sia pl'atico: ispirato all<t realt:ì , come dirò appre~so. lL Phlebototnu.s p(tpataiSii_, chH mediante la puntura .inoenla iJ vir·us ùella febbre da pappataci o f cùllrr· rli trf• giorni, e Je · mosche in gener·e che. posandosi su c;;crementi, su prodotti patologici, et<.:, e quindi sugli alimenti, sulla pelle, sulle muc·ose ecc., fanno da pericolosi vettori di germi infetth7 i, sono combattuti {·ou i m(•dN;imi criter·i , nelle g•·andi linee, adoperati per le zanzare. l metodi e le so:;tanze adoperati n(•lla disinfrstazione contro ~li in~ctb alati sono in bu011a pnrtè f!U Clli usati (·Ontro gli ectoparassiti; ed in ciù che è tiiver!'o lllPl'itnno una trattar.ionc a pal'tt:'. E' perciò che prima dirò della. clisi 11 ft~sta zio ne nei •·i~tutrdi degli ectopam-s siti.
I. -
Misure generali.
);ella lotta. contro gli l'Ctopal':lS!>iti moltissillln impol"hllli'K'l Jl<>tr~>h · bero n:vere l e misnrc indiYiduali 1li pulizia, di p1·oprietù. li! imUcnzion i dell'igiene della casa. ~a noi vediamo, anche prcs~o le nazioni più evolute e don' la civiltù maggiormcn te rispJend1•. il pa ms~i t i:< mn, t1·istr ·rl'tag-f.d o dPJ l' iguoranza. c della. misrria, afflig"I!Cl'€' i ceti ba~si soci:di. ~on f. basbto l'11e
attrarer-so lunghe e tormcnto~";e drende il pcnsiol'o abbia. illuminato dt'll a. ~ua lnce immortale dò che ci d rconcla : semln·a tiH· le cnutl'r.ioni uiologic-be siano le pi•l tlifJicili a penetrai'('. a(l infOI'Ill:ll'f' );i CU!;f:icllr.<L <h·lle g r andi masf':e. E uoi vediamo elle l'i~i€'nc, con tutti i ~noi precrtti, J>N•ta. ancora, un lihro cllim;o per· es;;c>: an(' Ile pr·psso lP Kazioni più e\·olute. E così l'uomo, ptn· dominando dall'altissimo posto a cui l'ba por·tato l'evoluzione, non. sfugg-e :tnc·c·•·a al pan·a>;~iti>;m o , nneora suui~ce di esser preùa di umilissimi esseri! N di'ambiente milita l'e noi d trodamo · in r.nip;li01·i (·olulir.ioni rispetto agli igienisti che deubono f.u· sf~ntire la lOI'o a:l.ionP nPII'amhi<>nt<> · civile . .Noi nhbiamo il controllo assoluto :-;JII l';thitazinne e sn~li inclu rnPnti d e l soldato n<' l tempo di pare; r. posl-;i<llllo o l t<•lll'l'(' dH! egli C'ur-i l'igiene perRonale. E cof<ì huonis:<imi risult;lti possiamo ott<'IIC'l'P clalla n.ttnazione di misure generali. )il' ll'P>;Crcito italiano q11rsto eòmpilo •'- far.il:tnto dalla i ~ titur.ione dell'Ufficiale m edico igir ni.<!la di Corpo d'.A1·ma1a l'IH'. ('sst·ntlo psc·lnsi nuneute a<ldetto all'igit'nt~ e-d nlla Jli'Oiila~si, Jllll) t·:<l'l'i'i!al'l' un';~ziol1 0 contin ua, eù organica. di JH'Op:1~a ucla igit·nica pl't':<f:O b tl'nppa , n t ilizza.nùo la. collabora.zione <lcg;li uffi r iali mccliei dei corpi uwtli:lll te c' onf eren?R, nelle quali sono rspostc· agli nffic-ial i r soth 1flirinli <ki. (' orpi stesl'li , in forma elementar<~. p1•nti(·n, i pn·icoli r<l i dnuni cll' l'i'·:lllti dal l'infestazione da. insetti c la nee!'ssit:'l cli pt'o\· \·('(kre a Jll'l'\'(•ni rllc lo ~\'i · luppo mediante una co~tante. scmpoloRa osse r~·nmK'l., fl<·ll c misn1·c <li pu· lizìa, e cl!i if,dene, che nella. \'ita (•nJietth·a, 80110 indispPnsahiJi. r ftit-iali e sottuffieiali che, a loro volta, con istrur.ioni periodiche alla t ruppa d('O·
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LH)I\o mirar(• a fan· t•ntl-;ll'e nell t• r·on,·in?.ioni c ueliP. abitudini ù el solda to la c UJ·a e la puliilia pcr~onal~: e dell'awbjente che l o o!>pita. 8i rle\·e ('.Cl'Cat·t~ con HI'L'Upolo thc· la IJia nclwria per sonale e da letto con turno n~go l a rc e non t1·oppu l;u·gn ::;iu mandata a lla lasanderia, don~ de,·e e:-::sere ISOttopost:l aù una hnona. lisdviatura. ; de la truppa JWt·uùa n:g-ol<t nneutr> il bn~no·, far<•Hdt~ 11 ~<'0 di s;tpone; che il militare ahhia r 11ra della te,.;bt e te nga i tu pell i {'odi. E' buona p1·atica a::;scgnart' 11110 :-:pa1.i o a ll'aria apt' J'ta do,·e la u·uppa posl'a. perioùiramcute portan• ~ li t•tll'tti pn:<onnli e ll't tP rl"'('('i pt·J· hatlt>rli, ;n·t·arli, e:-;pol'li. :11 sole eri pulil'li. Ed n tti111i J·isnltnti dù ],, \'i:-:i ta ::;;lui t aria <\ tutti i militari del ( 'oqiO J'P~ol~u·ment<' <' peT·iodil-nmenlt• f<ttta . In fine molto si de,·e bada.r e ai ruililal'i nuo,·i arrinlti al Co1·po pt•J· IJonilicarli nella p et·som1; e · n e l rc~<'tial·io prima di mumcttcrli alla ri ta iu <:omnue. ) Ja l]lll'St(• IJl iSili'C, l'Ù a ltre dv) ;!'l'llt'l'C1 11011 lJa,.;t.IJ10 j sia. pCl' le illOIS · ~~·n·iln i\e i·he ille,·Hallilllwnte :-:i \'l'l' i lka HO, sia p('l' c.i rcost:ul7:c speciali, ilH'l'f'lll Ì aJh• flllli\ÌO II Ì di 1!11. ('SI'ITiln. l'l!t• t•U.-;(J'lllg'OilO a.J Ìllll' ITOlll [ll' l'l.' ];l t·outiuuiti\ di qn<•sti Jll'll\'\'C.'tliull·llli 'l' t·hr nH•t ! pno il sollbto, a \'Ol tl', !l('))(' più tliflic·il i t'll iHli:r.ioui di rita. c·ollll' lll'i pt•t·iodi bell ic·i. · ~ o n p utt>ndo :-:it·IJI'<IIIJCIIte iiHJ•t•dire ('lte g-li P<·t opa l·;ts~il i pen etrin o rH·Ilc• t·as<·t·nw t>d al'll ig;.::m1o la tJ'Iippa . l'ia pt·r la inns><Pl'\'<tlli\a di pochi, :-.i;l JII'J' le Ojll' l'<lZÌI)IIi di )llll1hlir·;a >; Ì(•IJJ'!'U..a l' (Wl' Ji• lll<llliJ\' 1'(', (•he, lllellt l'l' l'l'lldliiiO jlÌÌI di flit ·Ì)I! J'attllaZÌIIlil' th• l) p IIIÌ:-<111'1' )li 'Oi ihltti{']JC g'l'lll'l';l li, nwltono il soldato in l·orHllzinui da iufestar·si più fal'ilmentc, sia. ancora. (• l ll<lg'!!ÌOl'llll"llll' lii' L' i) g-r·;J\'P ( H' l'llli1101lll('li(IJ d11• Jll• ) tl'lll)IO tli g'll l' l'l';l. l' r•or·lalo IH·lla \' ila o1·d inal'ia d<· l ,.:nldalo, tltt· l ur\11 d vrt> tl a l'l' l' (·on wttP J,. t>JH·r·git• tl'lldt· J·t• ;\l l'unk() Jiuc• di'Ila tlifp,.:;l th- ll a l'atl'ia j11 cpralnnquc <"ii'f•oslalli\a di ;~r ubit·lllt• . nni cloohiollllll an·rc eli urim la oJ·g-auii\i\al'.ÌOIII' eli Jlll'i\ili. (· l11• )lf'Olllaruenlc·. t·l•ll J':u·ilit<'l t• (·nn :-:isl~;rui ,.;l'lll pl iei d 111dta11Ll i11 C<•ntl ii\ioni da loltart• \'ÌIIo J·ios;lJIII'lllt' C'llllll'll il pa1·assili>'lllll, non :<c~ l n 111'1 tt>mpo eli p;wt•, qua11do Jp 11pc·r·a:r.ioui si pnsl"olHl s\·olg-Pl't• con t L'<.lll· qu il lit;) t> \'OIIItHi o , rll :l, soprattnHn, JH·I (Plll]'O tli ~lll'lT:t, quando mng· g-ior·n cc rdl' il ,..;n)ri;Jtn i• ruiua1·ci a to l' quando è a><solutamr>n te 11eccssario l'Ire la ••ll il' i•·ni\a di 1111 c·,.;t•J·•·i to 111111 sia IH t·nom;ll ll l'll l l' diiJlinllil;l. E ' Jll' l'f·i() t·h<• i lcH•zz.i l'lrt' ::;et·ro!lc) a flistrugg-c• l'<' il pat·;tssitismo !Jan 11(1 1111;1 Ìlll)l\tl't;L!IZ<I t) j )..:1'<1!1 lllll )!:l Sll)I(•J'itWP H IJIIl' )Ji r·l!(' Sl'l'\'OllO il pre· n~n i r l o.
l JBI'i\'l.Ì dJt: noi pos:o;Pcliarno )1\' 1' la clisi i'Ui\i nm• r1il'Ptta ùt•gli cetop:.1r·as~<'ili ]JO~<':siamo ri 1111 irli in clut· J.!TilJipi. a ~<'l'r·onda ehe xi tratt;t di mr~:r.i lisit··i o d i lli CZili eh i miei.
IL -
Disinfestazione fisica.
Si.«tr·mndollf' !lf'/lr U/.~''nnr·. - ~ l olto in cpnl'tantr è la sistema.zione Ù<'lk• c·aseJ·nre pen·bè f:11·ilita la lnita ('Oll l l'o i parassiti e contrihuhwc ali;'\. loro clisti'IJi\ione. L <l nl!i(·azione ùei letamai, per rispetto alla pm·!c• :.1llit.1ta tldlc <;asernw, <'d i l pe·,·iodi(·o, pos;:iflilmc.nte giorna.. lit•ro, \'I! C)t:lllH'Il lO di essi toglie ln ,·iei uanza. lli una. fra le principali ~<v 1·g-cnli dPlle mosc:ht• . J,o stc."s.o elica:-; i ùr.i cPs!Si, specie in ea.mpagn:t: i~ie11ica
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dove, a. chi htL pratica ùeJla Yitn milita t'E', S<H'lÌ ca.piwto di vede rne qualcuno l.lrulicare per migliaia e migliaia. di lttrvc:, ::;e rual tenuto. Contro le cimici è eftica.ce la ripnrnziouc clegli inli!'>si,. delle parti in legno, delle arricciature dei muri , patti tutte don~ esr-;e si annidano, e dove si possono. blo~:cn t'C' ton Yet·Hki, nin Ile , eec . Come è effica~ contro le pulc i la. sistt>mnzioue dei paYi meuti, nei cui interstizi depongono le uo,·a c \'ixou o le hHTt•. M e.:zi meccanici. - Acc·.t>mwrù d i ,·olo alhL battit ura ed <tlla. s paz· zolatura d('gli effetti i11fe:stati, pereht! e:;sc hanno un a illtpot'f:a nza molto scarsa, non distruggendo i pa .r n-s sit i, ma ~olc) :';po;.:tnndoli. R eale cHièacia. ha, pe l'ò, la s p:1zzn t ura contt·o le! pulei. ~peeic se
coadiuvata da sostat17A.' t osskllP: }W IT h c~ [liH'ta Yi a k la t·, ·p e le u nnL c· Ile stanno nella poh·ere degli ango li nwrl i, :-;ottn i mobili. rwgli intPI·stizi. Efticac.issima è, poi, Jll'l' la houilka pt·.t·soualc·. la m.~at11ra d Pi t·a· pelli, della h:u·ba, ùei ' peli ùC'l <'<WJIO; o ppnt·c l'appli<-azi<•llt' di sostanze gra..<:~e per provocare l'asfiss ia cll'l Ji;ll'assila llll'diant(' la c hin~nra delle trac hee, fatto al qna le certa lllC'II te si dP,·~ i l l:tt·~o uso d i gl'a s:;i c he fan· no per la testa molti popoli Hft·icalli. Si è da.to quakhe ,·;llore an C'l w alla riN' IWt c rl ist r11.:·ionr· C(J II l o mani. B' un mt:<r.-zo prilllitin> ,.(• l·nnwn tt•. 1· lte d at·ttHIIII11Pr·(•hhe 1111 po·· con l e sdmmie e h H tanto l o m i o pc1·a no, !'Oine a 1·~ n t a IIH'IItc o;;st•rnt X u ttal: ma. che SO(,ll'<ttutto non ha Yalun: p1·atico se 11011 illlliddnalc. limitato a. cireost:tuz<:" udle quali n t•11 d sia ;tlir<) ,la rar1•. Tt·appc (t· ih tto da. N u tt:tl) rifPrL.;;ce <li :nr1·e li berato il pt·oprio bntl:t;.rlioiH' tlai ]Wd icnli ht pod1i g-i:lrni medi<tnte lo spidotc·ltianwnt o n•antwiP, lwnd pir·king : gli uomini. che stav;wo in triiH:ea, tutti i ~i orni ' tlnt·antP utw. uH•:r.z'o1·a, rivedennto i pwpl'i :thit i. g f n ta11 t o sotltlisfa l lo tiPi hnoni !'ll't-t!i ottt'· nuti dn- ;n·t·ival·e :1 l"i tetwre p;1lliatiri i Jtll'zzi (·lt imid rd il calore! Certo in maut an;.a d'a ltro e qnando lo consl·ntaHI> h• c·otu.li~:ion i dl'lht lillfJ(t~ le occup;tzio ui ùell i!'iw ck1 ·sol d:tto <' la d('lll\'llza tl!'Ha ;;t ng-ioue pn il denndau!Pnto n eces~ario, ri s i potr:ì. r icon c' IT con q11a lr l•t! utile. Ma, in c ondi:r.ioni ot·dina r ie n on s;He l,lJC <lig:Hi lo!'a que~ta. funzioll(~ , più pro· pria, di popoli l"eh·ag~i: ~enz:t contare che con t t·o l(· dmi<- i e le pulci, che generalme1rte vanno s ull' nomo !'>olo 11d moml'n to iu cni s i c i b<lllO, non ~wt·ebue ralore w ntieo . Si è cercato di utilizza1·c la, cltiu.~~n·ct, l'im11W ffll .:·.~inalllt' utn eli am · 'bienti e di e ffetti p:n·a~sita ti pN· clc·fi'U1tin:li'P la UH)l't(• di'i p:u·a:-;:-1iti. media nte il digiuno . .:IJa. qu •'slo sistrma . a m.it n tto, RliJl[lflll<' di potrt· fare '" meno di n tilizz<tJ't' e ambi('Jiti c d etfetti 1w1· (tnalC'IIe tempo; co&'l, c he nPanchP nrl tempo di pa cP ~~ sempre po~Rib il e . E poi potl·chbe avere· ef· fkacia sui pediruli ('h ~ vin111o poc·hi giorni ~<'.1 17.;1 cih:u·::;l, lH'l' qn:1nto gli stuùi d i A. H a,.;e, t<·nnto c:ontò r he le femmine pr·ire di nHtrimento possono tleporre l e uo,·a. ùu r·;1nte ;.-; g iorni, c he le lenlliui srhindono al termi ne di lG ~io l'lli all;t temperahl l'<l 11i :2:i° C . (ma >:e ~i. in trrcalano periodi di r atft·eclùaniPIIto a + 10•, + 12° C . la sc hi u~nt·a può ::uwhe avvenire al termine di 27 gioeni), che le g iovani hliTe JWÌYC di lln hi· 'mento possono viver e fino a 7 g-iorni (il· 10°, r::! 0 .C .), dimol;trino che l'immaga·zziname nto donebue (lrtt:;n·e in C'Olldizion i fanH'<'Ynli a l mPno nna, tren tiua di giorni. )fa, il d ig iuno n ou :wr eliuc enieac i:l c-ontro rimici P
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pulci elle prcsC'ntamo una r<'si:-;ttnza di wcxi c dte hanno un certo eccletismo a limentare, elle consente ad <'~<sl tli xfr·uttare altri o~-piti, come hanno dimo~trato B. ('hatton e G. Ulan<·. <·hc hanno potuto nutrire c inlici sul geco e sul t·auH.Il<·uHtc, c <:ome <\ noto per· le pulci. , Da quanto ahbi;lmo a eccnna to, si <h•sume chiaramente che questi rnetoùi ùi ùisinfpstazionP h:tnno scar·~o ,·;tlurc pr·ath:o. Se ,·ogliamo eser citare un'azione tisica ,.<'t'<IIJH·nt<• efli<"at·<• tlol,hiauro ric11l'l'Cl'C al ca.Jore. Ca.lorc. - Il ea lorP 1\ l'[;lt() usato fin da antiehi:-;siwi tempi con sistemi semplicil'i~<imi I'O~<titniti tlalht tiawura Pl'J' il <·alore secco e dall'acqua bolle11te per il c:alor·c umido. E le t>~Jwrienze modcrnC' ham10 dirllul'trato che l'immer·sione iu a<:(IU:t a 90"·100• C. uccide istantaneamente uo,·a. e stadi attid dt•i 1wùiculi. A.n<'lre una esposizione di 5 secondi a 70° C. (; pari.mt·tHi mortale, ma ,-olendc, an' re ril'lultati sicuri uon oc<:orre protranc l'iutmer·:-done in ;H·qua. a 70" C. oltre i due miliUti primi. ~el caso in rui si clm·t·ssel'o ùi:siufestarc oggetti che per la Jll;!.teria di c ui :;(tuo (·onr po~<ti p o t l'l·bbero ~~s1wr·e dderiorati da questa tPmpera.tura, :si può scl·nùt•r·r a. ;);)o C. per 10 minuti primi eon si.cu rcz1.a eli ott<'nere Ug'Ualm e n t t• h non i risulta ti. Il c·alor·c secco, ~SI' condo le espérienzc~ più rf•ccnti, 3.\'l'('hlw nrn~g-iore rfficacia; quindi, alle medesime tt·mpe r·ature c per i Ull'desimi tem11Ì di <'l'JlO;,;izione, ~i raggiunget·ebbero l'isultati per lo meno altrettanto fa,·ore,·oli. Nuttal ne l suo ID<tifistralt• J:l\·oro sulla prolilassi eoutro i pt>ù i<·uJi in~iste :-;ul eoneetto che 11011 è lll-'l'l'S~n·io uf-<are temperattire molto alte P per molto tempo, an me n t a n do . così, i l dispendio e prolungando la ' durata delle operazioni, fatto, qn1·:st'trltiruo. du: in alr-unc c'in•Mt.<l.n7.e della pt·atic'a militare può ùa r luogo a. gravi incon,·euienti per le oper·azioni Hl vasta :<!'ala. Egli dù come suftieieuti ad u<:cillere le uova. del t•. rorpo1·i.~., e nat tu·.tlrncutr an<"he il par~lssita a pir·no sviluppo, 65°· 70' C. per la durata di un minuto, oppure ;-,5•-61° C. per 5-10 minuti. 'l'rattE."r·ò s<~ pat'<\t,unC'trte tl<'l c;ll<H'e .Sl'('~· o e <IPI c.alore umido. Calore .~N·co. - l'on.ato lll'llc slH· <':<fH·r·il'HZt- :-;ui nwz:d di distruzione •lei pN1i culi o.u'T'h·a all;l ronc·lu .si<'llH· l'lte il calore S<•cco è più effi · t·::rce eli qlll•llo umido. All e nll•dr·~ imP conclu:-;roni nmgono Grant e .Uat·ot nell a utilizzaziow! llt·ll'aria calda fath cla lnl'o a mezzo di speciali eapaml(', in (·ampagua . E:-:si hanno ott(•nuta la di~trnzione dci pcdicuJi e Ùl'lle fprulin! giù~~ ;J:;• C . pr·oln11~ando, m·IJp c·ondiz.ioni vere della pra1 i1·n , ht ùur·ata tlf' ll \:><pnsizione rin o n ~~O minuti pr·irui. t'na temp<' ra.tura illfrriore n tl:l" C . s;uc•hhe in:-;utlìc·iPntr; nra gi.'t hasbno :i()• C. p er l'iùurre l'c·sro~h~ione n :!0 minuti primi. l'gua](• gitulizio c'l'pl·inw ,\](~:<sandl'ini rwlla l"lla coRl import:mtE> memOJ·in l'Ili pedicnli IH'lla p r·otihtl'l'i dPI l ifo (•sant;>mati<-o : tantocrlrè fr·a i mezzi di lotta s ic·\ll'allwnle PITicari cita solo il calore sl.'<·co. lufiH<· :Kuttal trP II' ar·tienlo (·it;rto J·icmrf!'l'llla <·nn In sua autorit;\ la supe r·ioritit'<h• l calnr·c ~ec.co sn qut>llo umi.lo. ['(•r l'applicazioni· cl<>1 calor·c l"P('I·o tlirò fiJlJWliH dt·lla utiliz7.azione tl!'l fuoco ùiL'l'ttanwntt•, }l<'I'Chì\ podrissimi souo ~ l i o~~l'tti <'Ile uou n e rimar·r·pJ,Jwro danrH'~g inli, <l nr<'IIO eh e 11011 ~<i tratti di lll;ltf't'iali t'he si po~<l'<ano llil'tr11~-t~et·e. I'ot rù cs:<l'I'P n ti h~ la liamma pt'T' i fusti in fCI'l'O d ci l <'tti , quando non fos~I'I'O ,·pr·niciat>i.
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Nelle regioni n. temperaturn. mr1lto e lt>rata. si < ' utiliualo il sr,/c. l~ eertamente si po!':sono ott('llèl'<! 1111011i Ptl'Ptti quaudo la ù1sol;tr.ioue di· retta. consenta di sorpa:s~are i ;-,!)o C. \\';uthill , ùut·aut<' una <·pidemin. di fe Lbt·e dcorrentc nelle Indie, fatT \';L <::-<porTt: ùai :suoi uoruini ~li in ·
-ùomenti al sole due ,·olte la :wl'timana, dopo Jan1turn: il caloi'L' fu suf. ticieute ad ucc idere pedkuli e l<·nwni: nntlie le tcntle ('1':1110 ~monta-te et! <•spostc al sole nella parte Ìllt!•J'IIa. L'iusolazionr resta, però, :wm · pre un mezzo di ripiego, ad ;t;,ionc molto lilllil<IT<I, infli,·icin;tl e, r·istJ·ett~L a condizioni di luogo e di terupo che {'ollseutauo questa <•sposizioue: il ehc non sempre si n :rifica , spL:<·it' iu 1!11<'1'!'<1. Contro l'infesta;,ione da peù icu li si è uti lizr..ato il ferro da 8ti-ro 1 pa~'sanùolo sulle cuciture, sull!• pie~hc. N·<·. , dore specia)m(:nte si anni· Ò<bllO qu esti parassiti, depom·11dori le 11<•\';t. ~i so11o utilizzati lrt8II'OIIi rli ferro riscaldati , sui ClUali esporre ~li abit.i infP~tati: cilindri metallici caldi p er la bianc heria: n ·r-ipir 11/ i 1nr•tallit·i t·ipi <•ni di <l('(Jlla IHIIlc•ntc, 11 \'Oltc anrlw salat<-ì per (•Je,·aJ'HC il punto di <·l>u llizion<' c quin<li ;n·erne t cm peratun· Ili irradiazioJw sup<•t·iot·i . t'l'< 'iloienti iutOJ'liO ai rpmli si ~;ono :l\TOlti gli induu1enti cla clisinfp:-tat·c. -'la qtH•:-.ti lll<·zzi t·hc dinto· strano molta. in~l·gnositù possono e:;s<•t·<· 11fili in tr111po di g1tl'tTa. e p<' r • ]>ir·coli reparti. Per nn ' aziOJH.: iu gi':\!Hlc• non t·ispondono, a11zitutto pc•J' ebè non ùànuo ht sicun•zz;t dw tutti i )'nrassiti c le lot·o nont shtno <li· 1>trntti, poi pe t•dtt l'ichic•donn ruol1:.1 tll<tHo d'opPra <'d hallltn utw p~> · tenziulità di la>oro multo l imitata , assolutamente insufliciente ai bi· 'Sogni di gmndi masse 1li uomini. :\leg-l io t·ispondc l'idNt d<'l forno . di nn <'IIHbiPute <:IJiu so, riol-, e ri· ilcaldn.to, nel quale immettere i mn tc•1·iali c he in tal m mio ,·tngono a suui1'e in tutte le lot·u p;u·ti l 'nziOlll' d<·l ,.,llot·l'. l>lll"antt· l'ul t ima gran. tle l!uen·u. f-:i sono utilizzati. ~~ tal tinl'. m:tt<•riali <·rrntua li, come casse da. imhalla~gio, l)iHili urdinaJ"i. ''<"L ).'0\T:IJIJ'osti a fot·nplli itn pl'<lHi · sati. · E ::.i sono ideati s1weiali dispr,sili,·i, app<' Jt;t lo h<IIJJ10 ('OJIH'n tito l n dillicili <·ontl izioni twll<' q11ali spt·:-:~o si tJ·o,·<tntno lP tJ·nppe. Hie<·k lu~ iù(•a t•L una. scatola pr)l·tatilc. elH' lll'1.'Ò don•nt <•ssCl'<' IJ:o;;J!;t. rr111 at· ten,.ione per evitare <·h e g li <'ffctti posti vet·so -H fondo, 1·h<~ er:t a con· tatto <'011 hL sorgente ùi <·alol'e, suhis,.;pt·n tPtnp<·t·atun• tt·oppo clen1te. Bas::. ha ntili:t.7..ate cl<•ll<• fn~<:<(' arl at·ia ,·;tld <l. st·r·oHcln due morlt>lli, che perm etttl!lo di b·attar<' gli <>tfr•t'ti ,.;i;t ~ · ol raln1·1· l'Ile e<ill'allidt·id<' ,.;olfn· l'Osa. Seligmann e ~nkolowsl;y han11o irll':11n dPi forni ilt urattoni, da sovrapporn~ ai fOI1.tf'lli dPIIL' L)J'dinat·i•.• c·1witH', ('ltt' ha11110 r<•:-:o buoni :::ervizi in tutti gli o~p<•lla l i <li una, Vi\·i siotl(· rll' ll ':\rmata t<•dPs<·:t dPII'Est; -vi si J'<l~giuiiJ.!C.''·ano tl'•upt•t·atun: rli 1:.!0"· 1'•0'' c., <•d c•J·ano c·apar·i di 1:..! sr·· rie di resti:1rio prr ynlbl. J·~ fonti impt•oni,.;a fi in mnltnni frn·or1o usa t i nella pratica anc he da, Hu<1olf. Qn c~ta i<lea. d ella, utilizzazinrw dPII':tl·i;t enlda in aml.ic·nti pitì o meno imprord~ati si C:f•t·rò <li :o;ft'1Jtt:nln f;IJ pir) ,·asta s<·nh1 r·on sist\'lllÌ che (·onsentisf;('J'O un l.wom nt:l~:..dm·<· n<·ll'nllil;ì rli u·mpn. il mi11nrp im piego po"~ibil e di pPr~onnle Ili s('t'Yizio <' sir-m·pzza di L·ll'..tti util i. Fnt·ono ro~tntiti \'asti foJ·H i , i<IPa c·l11• J·ispondP lwtH• ntwh<• JH•IIe or· d in:nie CoHdizioni eli ,·ìt.1. X<•lla !':fazitHH! sa ni ta1·ia di <•lllt•Jli'.;~<1l, nei · Pae~<i Uas~i. a quanto rif\'l·ls('<' l'iPk<·nw . si imp iq.!ò\110 ;tttualmrnte J)<!l'
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hV ùisinfestazioue ùegli abiti dégli emigl'anti 2 forni ad a r ia, ca.lùa di 13 m. ùi ilunghez~n , ;wenti cin~>cuno una capacib\. di 60 ro 3 , nei quali si ope r·a. cou tcmpcr·atnrc ùi 80°·90° C. durante iiO mimrti con risultati ec· ct-Jicnti . I n Gcrmauht fir;o dal l!HG furono utilizzati vagoni ftrrodar i a.t· trezzati per l ' otc·asione, nell' interno <lei quali funzionavano radiatori a va.por·e, clte nnt·t;t,·auo ln teUJperatnm dci no al punto di ebollizione; si a,·cnt c ur.- di :-wacciar l'at·ia. Sist.c·ma CPt·to molto utile, percbè in~icm c con la llla ~g-iorc ca pacitiì. arera il gm ndf' prcg]o d~ll;L mobilità, clel fa d le traspono a d istanza lnugo tutta. la re te fcrrodaria.. L 'eset·cito in;.('ksc JWt· la rcalizzotzio uc di CJU(•sta i de~L lta. fatto gran de uso di IJa t·acc h(; mn bi li. Ess;t fu sll~~<· J·ita cla );Htta l; ll1<L le bameche ad al'ia. calda fut·ouo introdotte nclh1 pl'atic·a dal c-apitano Orr ed banno rispnsto IJ!'IlÌ>:simo. :-}i t.mtt;l eli lnli';Jt<;llc St•mplid, fadlme nte tra.sportal>ili; o)•lm:·e di i cnùc n dopl'ia pa•·ctc>. L'at·ia calùa , <Llla tempera.tura. di (j!l ·70° ('., c.:i•·~ oh1 w·ll'inter·no, lllltOI'PJHio 1la una a.pcrtura ùi entrata ad uua di us<:ita, t)ppm·r è mm;sa cla n·n ti latOJ1. NÌ<l pc t· distribuirla ug na.lnJ('nte 1·he pPt· f;u·ilibn·ne la pcn!'tt·m~iou e neg li iudumenti che, lH~l·ciù , rl~IJbouo t·ssPrt! 1lixposti in ruoclo t1;t ]a::;c ia.r e un po' di spM.io fl'<:l l'uno P l'altto. ll J'iscalcli!liH.'ll to può e:<:-:t' t·<· fatto in ùirrrsi modi, evn i 111CZ'l.i (·!te all' o t· c·ol'J·en:~.a !<oliO più alla IMlllO e ù i c·11i ~i può d iI!'JH) I'J'l'. Così si posso no utili:~.'l.a t ·e ;.;tufc (·on tnbi pl' l' il trasporto del va]'OI'C. t ubi r lle Jle ll'in t<' l'no possono scnirc ntl appende re g·li indumenti. o, lll cglio, ('OlllC ha ratto Orr. si può l'ÌCIH'l'Cl'e a Sl'llt(lliC'i bradt•ri ùi coke. J nli11e pr r Jn. tli:-:iufp,.:tazionc <111 aria c·a.lda :;;i pos~o no u t ili zzare g li app;ln:cchi che r::eJTono per la cli:<inf(•zione al caltn·e l imido e c ltc souo pron·isti ùi doppia parc•Lc , oppure di tubi pet· hl eit·colazioue dd vapore al lo R<·opo di ri;.;6dda n> la eaint•t·a c1 i 11 i:<i 11 l'l'zio ne onde edta1·e la con · deHsnzione rlP1 ,·npcn·e. ('it!·r-ò i l tipo (:t:ll C:<te·Dl' t·scher (Parigi) , che è ('o:-titui to eli uua c·antl' t·a <' ilillllrit-a 1'11c intt•rnnmC'ntt·. sullt> parPti . porta din,rsi tnlti lll'Ì qnali ti•·c·nlot il ,·aporc d w \' ÌI'IW dalla, gc·nt•t·;tti·icl', erl il tipo \ 'ittoria. itali:tnn. Tu t ti qn1•sti si,.:il•Jlli tli cl i s in fl'si a:~.inu e otcl ;~1·ia ca.l1ht pl'<':-;c ~ n tnno il g-•·a,·p i tt('()ll\'l'llientt· di ItOn assi(·urare eh!• l'a t·ia (';lltla pt:uet i·ì eù arrivi in tntt<' 1<' pal'ti clP!! Ii I'IT'c·tti t·IH· si tlf•hhono tt·attat·c-. ~i è Ct'lTnto di l'limina!'!~ jn aknni t! Ptc.:t·m inallllo <·n•·n·nti c·hP dm·t·Phhero 1listl'ilmii·e il c·alcn·t•, o lltlln\'(•tHlo ~.d ·i l'tl't'l ti pos1 i n disi1tfl'sta •···· :Ila fi:<' (·i facciamo a. c·oitsicll't';tl'l~ lP dilli1·ili l'i•·c·ustaJJz:.' clt•l !l'tllp<• ùi giH•I'l':l, quanc1o bi:o::o~na f: tr prl'sto, 1U ft ·uJttP a g't'll t ll li massi' ili 11om ini a tla<'C·:tti dai pecliculi clJ<- soln pt' l' ht·<•ri:-·:-ii no tl'tii]'O possono l'ss!'I'P sottt·:ttti all'azione bel· lka . Pllt••t·g<' qna11ta itllpm·t:Jll:I.H sfa,·ol'l'ruh• Jlll~S:l nn••·c llll:t ÌlWOlll]llet..'\ tli siuf!•stM'.ÌntH· nnc·he s 11 pnl'lri. incluntc•nti, Jll•i quali ahhi:tuo l)otuto tro,.a,·c ri p:~ro i p:mls:<i ! i l'le> lot·o nonl che rostitllll':lnno H punto dj p.ar · · t<•nza dì Jtu m·r> g<•IIPI·azipni. Xutt.1l l"i ti(·ll<' f'ltP i sistPt Jt i dl clisinfP:<tazion<• :Hl n ria r:alù~t pre!';t•nt ino orrl ina l'i:IHH·nte> du e dif<•tli: l " la i1 W~n al c cli!>iil:t·ihnzionc d1•l c:t.lm·p IH·II 'alllliil'Jlf<' t·i,.:•·.tldato, l'hl' p11Ù N<>:<·1· ta le da clu•·<• ditl'crcn~r.e fortissìJU<' fnt la p:ll'1t• alta <' la p;11·t<· h:txsa , 1Wlh~ fJIWii il trl'Htomctro può sc·~llat·e, t·ispc tti,·;lltlt>IITP l O~~q e :17" C.; 2• lo !<(ato di mni1lit;\ in cui pos· 0
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sono tro.varsi gli oggetti da disinfe~o<tMe, fatto che rit<1rda. il r isc;.ddarnento e quindi dinùnuisce l'ellìeacia, della. disinfestar-ione. Certamente grandi ser vigi questi Ollè:~ZÌ possono rendere oo· ban no reso. E' necessario, però, :sol·,·eglim·ne davvicino il fun~ionameuto e controllarlo per evitare gli iu conYenieuti dei quali :si è parlato sopra. ; altrimenti essi po~sono irnpedi1·c di raggiungere i huoni effetti voluti; con quale da1m~ è facile immag-iuare, specie ~e ~i deve fronteggiare qualcuno dei morbi epidemici tlitl'u:si dagli e<:topara:.;:siti. Calore u.miclo. -(]ome si è dt•tto, il calore umido <.: :stato utilizz.'lto d;., molto tempo, avendolo l'cJSpel'Ìenza popolm:e ricono::;ciuto effica.cis· simo contro gli ectoparassiti sotto forma di acq1ta boUcnte. Questo sil;temn. si· sfrutta molto OPlJOl'tun::uucntc per ln. bhtncheria c:ou la lisoit:icitura a caldo, nella quali' opc ra:r.ionc si a~ginngc razione to~>sicn. della soda o della. potn:-<~a adqp<::t·att. <h qtu•lla. del rn.Jore. Nelle ord inarie conùizioni di ,·it<t In. li:schiatum <L caldo ha. una. ~mudis:;inw impo1·t aJtUL igit~uira . .\l a uell'e~crcito itnlhtiH-> si è "frut· tata largamente anche dm·<ttttc 111· gucna, cou ottimi 1·isnltati, mediante 1111 tipo di la.va.ndel'in. da ca.mpo 11 1olto semplice e che l'i~ponde perfet· t:unente : la. Lavanderia Comi. Essa è <~o:stitult;L tli due €rraml i l'Cci pie n ti ciliJ1llrici nel <:Ili fouùo ili metti' la so lnziom: di pot.I!$~'<<L o so<l;L e al di sopra., sonetta da 1111 diafralllma IJnr·ato. la. b ianclwria; quando la so· lnzione di soda o di pota·:-<!:ì;1 (•ntra 'i n ehnllizione, si ùetNmina metiliantP ada.tto dispositivo una chcola zioue tontinua tli quc:-<ta so l m~iont•, rhe investe la massa. dclhb hiancl.teria c la tli::dlll'est;l ltdlo 8tesso tempo iu cui La pulisce; qnintli la hinu(·lJeJ·ia si p;l~~a in llll g1<u1de cilint11·o in (·ui è agi tata e :sbattuta per Jne~lio ripn lii'Ja.; c sut·ct·~:-i\'<llllt>llte si l'i· !;ciacqua, in una. gl'alide ,· a~c·;i. tli ;t ('<Jlla pu1·a. (~ut•sti qnattl·o pt'zzi <:o· stit ui:.;cono \11 1<1 uuit;), d1e lta nua g-t·audP IJOtcu:r.ialib) di la,·oro. I o con due' la\' ii>Liùerie Comi ho potuto Jar fl'oute hl'll<' ai hi~ogui srwtiali tli 1w campo d i pl'i~ionie1·i di gnel'l'a e ltc• contPlll'\';1 7000 tw1nini, f1·a i quali :si era diffuso il tifo peterd1iule du~ t'1'<1 lll'g'I'IIH! fa1· spal'it·e al p:ù p1·l·sto. ~<!Ile sta:r.ioni di bouitka, negli ospt·tla li t·oul umnt·htli. eer.. la la,·;nHleria Comi ha m·e:so sempre ottin1i ~< t· t'l' ig-·i a l f1·out1: ita li <lllo. Sta.bilittL la natnta p:n·as:sitaria 1kll1· 111alattic C't)lllag-iùs<>, il calo1·c umido tro•rò 11na la1·,u:ltissim·1 Jll'O\'\'Ìd<·uzi:1ll' :IJl)'li<"azioup IH·lla lotta contro i microbi, nrlla di:-<i1 1I'Pzionl' th•i nwtPJ·ia li inqn i11ati , in rltil'llrgia, etc. E furono jùc<1ti 11 1olti appan·<Thi, nei q11ali 111t·tli;qtle il \'a por d'acqua si ragginugono t<•mpct·:1tlll'E' di 100·· C., o più. d1c fu11zio · 11ano pcr·fettarncnte <.:ont 1·o gli ag<·nti dt·lle 111:1 lat l il' iufd l in·. Questi ste!isi nppa1'f't•(·lti ~<f'l'\'nllo heni:<si1uo (11'1' la disinl't·l'ta:r.iui1P: e sono stati usati e si nsa111, la t·gnlt11'1lte m·lla pl'al i<·;t. Ottlill:u·ialnPnt<, hanno snffidentc capacità per ('oJit t- n(· I·P di:-<\'l'cll' qua n l itù di <>ll'l'lti let · tet'IX'CÌ, veF:tÌHl'ÌO, hi:1TI('hC1'Ìll , l'l'C.; l' flll1Zill11;1110 ~ia l'Id \ 'H(I01'C lf1H' II t C,
sia <'OL ,·apo1·e sotto pi'N;:-<ionr, r;lggiung!'Illlo l'O\ pie btnwnl<' ]p tt·mpcr·atu l·e nect:i'<l->arie alia. Utl'isionp tlt·gli t•c·loparas~iti (' Lkll c Iom uonL. Per il buon fun:r.ionalll l'llto dq.d i ;tppat'l'('(·lli a J•l'(·>:::;ione biso~mt aver cur;t di scacciare prima l'arin to1ill'lltth\ 111'l l' intP1' Ho. p t•1'(·1H' il \';l · por e possa. penetrare' f<tdlownte <' n•ni 1·e ;1 l'lllltaito c·l)n 1ultn l<' parti dei matel."iali da disinfestnrc; alt J·inJl•Jlti la sua fuuzionc pat'<l~:;;itidda
potrebbe venire a mancare.
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Gli <tppareet:hi oJ·tlinc~ri pl·r la •lisinfcslazioue col calore umido dato ùal ,·aport> Uuente o S(Jtiu P'"''~~ionc !;OliO rli due specie : tbsi e mobili. Gli appar·cct:hi Hs;.;i, iu g-cHcte. !Jauuo il geHE'J·atorP staccato e sono di co pacitù tuttg-giuJ·c . Q uclli tuo bi li s<,no "'itunti, m ediante opportuna, di· xpo~>izioll 0 . r·;uur:r<l e g-e ne1·a torc insil'ut c . su carri a ùul· o a quattro ruo· t e ; a tt·aziolll' auilllalc o ;\ Yapm·e prtHIDtto dal Hll·uesimo gt>nl'l'<~tore dl;'ll'appni·t'c-r hio. J·: ssi , ~~ · bl1ene, in gcnuc:, di minore capacitù,.hanno il f!t<l uùe nulta~g-io di potPt·si traspor tar<· :-ul posto dove si manifesta. il bi:-:ogno. l! c-lll' . ~o;e ì.· imiHn·t.a u tt• pe r Y;ll·ic l'n·nie ll:t.(' ùdla ,·i ta. c ivile, n(·quist:t ~~·: tndissjmo inten•sse pt•t· coll ctt i,·iti\, mouili come sono gli e;;er c iti. In l'atti nell'uh imrt gu<·tTH Pssi hauno r eso serdgi prcziosis· si IU i. Gli Es1~ 1·riti ingles<' t•d anH•ril"ano hHn no fatto molto uso d eJ tipo T h r·eslt, s ia fisso ('l te m o l> i 11:. :-11 t·a r-ro lll•>sso ù:tl \':t p ore tlel generatore llt'll';tppar·t•(·t ltio. Fra i tipi liss i hanno u t"ilizzato il \\';Lsh iu<!ton Lyon Rtc:t111 l >isinfrr·tor ; l 'A lli ot !lJ JÙ l'a too l'atl'lll fl iglt· pl·<·ssure st('<IOl d i · s infcr·lu J·. a l':IIIH' J'a o\·:t!e o ei t·coJnr,>, qnl':-:t'u ltimo anche tra.inato da umtlli; l't< Ibi~o; '' ,.,imi lf' al Jìl't•t('(h·ute . l'n tipo pi c·colo è l'Alliot a.nd Patton L. C. C. Yermin Ut•stt·oyPt', di form a tili rHlrica, ,·ertitale. 111 Fntll(" Ìa i: IUollo n;-:ttn il cip<\ (1 (•JJI•s t(•· llf •tsc·IH· I·. lisso () Jocoutot.ilt•, sotto prc!ssion n; l'<l i tipi a ,·apon· flu t•ntl' 'l'ltm·sli Pitl l' HtlJiHtllll'l. C' p p'\.i il tipo \'nilli!nl P D<•sson. lw·omobi lc• o 110, <• c he può fuur,iònar c sc)1 to JH'(•ssinn e otl él \'apol'l' tln<•Jttc. In Italia, n<'l tt'JTitot·io, <·ontlllll'llll'llle è usato il tipo fisso Geneste· Tl <·r;;elt t•t·. JH·onisto di ull :t ;.:T:tnde eantr•t·a di fot·nta dlilllhic<t a. ùop· pio :-:pol-t'PIIo, il c·lte ('OII..:(•IIll' di sistpm.tl"lt> ;tssai r·unn•nit·n tl'mcnte in modo elle uno sportc•llo <·oLTispond:t <tlla st·ziOlH' alhl qual e allluiscono gli IJ.!.!"g"('tli da disinl"t>st:nc: ~· l'altm alla st·ziont· dalla quale p:-:cono i ma.· teri ali g·iù tt·nttati. ( 'ontiPn c> 1111 t·arTello fH'l' i mat·t•J·ia li. Ablti:tJHO. inolft•c• , il tip() Ahlta -H;tl'[PII i :tJI;I Ingo :ti pl·r•t·t•dPIItt•, 111a posto diJ·t'tbliiH'IltC stiJI I"a il g"<'lH·J·:tl>~r·c•. E1l tlll tipo Ha ,:ll' lli \"t•t·ti<"a k di minore t=ap:tcità . F1·a i l ipi Jllol.ili <" 'f- tpll'llo <lr·t!"P.;tl'·J l t•rsdtt·r ;;u (·:t t'l'li a 4 rnote . trai· ualo da <"<-1\":t lli: il tipo fl i:tnJtnlli sn c·ano a:.! ruote . nll (·h'('sso t raina to tla t·:tndli: il tipo Ha slf•lli s u r:u:n ·t lo a lllillln; (' il tipo Yittoria s11 :t 11 tew a l'l'O. l tipi Oianno lli <' Y ittol"ia ""no ~o:t:ct i di gt·:lndis:-;illl:l' Utililù dnr·ant.e la gtJ(' JT;I . L:l Fdnl"a (;jan nolli. tU fa('i h• JJtaiH';.!"gi<•. r·r·l:l t intmente lt>g· gr·r·a., e t"IH• può nnchtre •lonJIIIJIII'. t•sst·II:I O sn IItH• gratrtl i J·tt•)tC' . r·o,-tftui la kts~! tl <•llt• O]wl·azinni dr dbinfl':-:t:lzinllt' pJ·p,.so ](• tJtribì co mb:~ttenti itali atH·. Lo sll'ssu dil":tsi dPII:t \'iltt~ t· ia . c·IH·, ;ti [H'C'gÌ eli tllt:t g r•:tlldl' ca · pa C'it;ì., :H·n)ppi:t quc·lli tlt>lla J":tpitlil:'t d : :-:pt~st:t!IH'Illf' !'ssend o antoc-arJ'Pg-g ia ta . )"[a. ucll'nltiuJn g r':\IHle gn l't't':t. Jwlla qu;ll<' l'i tn)\·aro11o eli ft·onte lllil!'SP l'llOt·mi tli 111\Jllilli nvlll· t'OIIdizitllli più di!'lh·ili, s i mallifPst:tJ"Oil'o l:t.ut i hi:-:ng:11 i <'Il iu ]11"1\IHII"Zil•ni 1·o:-:ì \";tstl' da l'C'Iltll'l'P insnf!ir·.if'nti g-li appn·st;l!w•nti oJ·clin;rr·i . l'C't' \"IIÌ, ( ·OJIIf' pl't·l'a pplir·:tzionl' d1•l ntlort· s<'<"<'O. aw·ltr> Jlf' l' lo sfr·lltr;t llli'IIIO clc·ll':t zioll<' dt•l c·nlon' umido si inllll :l gin:n·ono din~1·:-:i cli.-. po..;iti\'i <"l ti' ltallllc\ I' OJJ:-:f'nl ito di pm·w l'Il! ' la IH·IIPiint azi otw d;r. JH' r t ut tn sia t·o n nra\t•J·i:tl i ('\"l' ll l U:tli. imprm·,·i~;;lti. sia L'UTI qm·lli e:ooi·
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atE-nti eù in parte giù •tda! ti allo scopo. sw crea.uùo 11 uod tipi di u,ppa· r~-:cchi. ~on 1lirò dell'uso dell'a.cqu.a. bollente iu t"omuui calderoni, perchè di piccola. portata, pnt· an~udo e~:;:-;a reso ottimi servizi in casi isolati, per
po('bi indìvidui. · Ma accennerò agli apparecchi improvvisati con l'intento di c:reare una eamera ùi dis<; l'Cta capacità, nella, quale lnt. agito il vapo1·e d ' a()(}ua. tluen te.
QneUo cbc ebbe mag-giote ùiffusio.ne JH'esso tutti gli È~erciti fn la bot t t' a ·vapore fluente, perchè ba dsposto a.bhastanza bene e si potev;~ i m p1·ovrisa,1·e faeilmell te. ~e bene mun~gghtt e, twll'ilttlwno ùi queste botti <L va,pore fluente la temperatura può arrivare dciuo ai 100• C. e quindi possono riuscire ef. ti<:ad~sirue pl'r la disinfestazione. Rischuieter a l fronte orientale tedc:-;co costrul appa.reccbi di ques to tipo che cun~;eutivu.uo di sovrl.U 'iscald;u·e il \'aporc, riui"cendo qHiJ1Ji pi Ìl e fficaci. B Newmann, per avt're un tipo port-.ttile di disinfesta tot·e, si scr\·i tli una ca:-;sa 11ella q un le ~'<i immettev<.t il vapore prodotto da, nn ,.;emplice generatore esterno. )la mif(liori ri~;ultati l..ta11no dato le bara-ocht::. Anche pet' la disinfe · stazione <·ol vapo1·e fu ntiliz:~.ato il cou<:etto di sfruttar e una bat·al:\:~ per potere agire di volta iu volta su gmudi quautit:ì di effetti. I n spedali circo:sta,nzp l'tuotiO usa.te llant<·cl..te comuni, di quelle t) t'· dina.r.-iamcntc adibite per l'alloggiamento -della tr·nppa,, di adatte dimcn. ~ion i cd opp01·tuuarue ute apprestate. E ..se ne soHo costt·uitc ;MH:ùe a.pposit<I.u~<mte sul tipo ùi quelle usate l•(·r l'ada cal-ùa, costituite ùi mRtel'iali di dive•·sa natura, ma s ufticie n· temente coibente, twllP quali il ntpOJ"C è fornito cla 1111 geue1·Mot·e i n· tl·rno od e::;terno. Si souo co:-;tl·nitt• baracche appaiate per aumentare la. disponii.Jilit;\. tlc·llo :-<pa.zio e quindi la potenzi<llitù ùell'imphmtu. Notevole un tipu co· );rituito ùi une hi~t·m·<·he smont<Lbili a.ppaiu.te, servite da. un unico gene· I'at<n·e t•!';terno mobile, in morlo da rendet·e f;lcilmt•nte tnusportal)ile tnt.to
l'impia nto. Il capitano <Tra11t ùa dc::;rl·itto due tipi eli bara<!Ì: he per di,.;infest~i · zione a va.pcH·c che rh;pondono molto hene e nelle quali l;L teruperat.Ul'<L in :i wiuuti pi'ÌlllÌ Della )lUI'tl' lm,.;::;a t•aggÌilllg"e gli 1"0 C•. Per In ùisiufestazioue 1:01 '"<1Jl<>l'P fnJ'OIIf? uti Jizr.a.ti anc:hc i I."UfJOni fe1-rodari con ~;peciali sempliei ndn.tt<tmenti. \\'. llunte1', incaricato di nna, missione sa.11itlu·ht in ~<· t·hia 11e l 1915, per la, lotta contro il tifo petecchia.le, lm adott~to vag-oni in modo ùa stabilird 1Jil<l. circolazione di vapore 11uente e<l ha potntu dh:infc:-:tare 10.000 serie ùi Ycst.iario e :!O.uon <·opette. An<.'hc il tenentR eolonnello !:ltammers in t:;erbin ha fatto ua:;o di Vii;!Olli fenoviaPi. Qnp:-;t o metodo è stato poi ;ldottato da vari Eserciti: <'liSO l'is ponde molto hcne pet·clu~ c:on:sentc di o pel'<1.-l'C !l U gmnùi {)11~1 ntit:ì .ùi
effetti, pt>l"(·hf. j \':1 ~o n i ,., i Ja,.,c·ia no f<~ci Ime n t-<l :lttre z7.al'i} p1-endcndo il vap01·e eia Ila loeomotint, ~ perdH\ s0pm ttu tto si pO~':>Onu svust.tre. l'<\pidamente in tutw l 'ambito d ella rete ferroviaria , a, seconda del hi!';og11o.
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Il nllorc u nùùo ;,tpplicato meùian te gli apparecchi a.pposi ta m eu te nei quali i;Ì ha, hL sictne?.za di raggiunget·e la temperatur ;' ,·ol uta, qnando siano uen mnucgg-iati, rende p1·ezimii servi zi, specialmente nel tempo ùi pace, f!uanùo è sempre possibile mmfruire ùi impianti ti s:< i t·o~t rui l.i,
c he souo cJnelli ~hf' hanno la maggiort- pott!uzialitù . .Ma nel te m p o ùi g ue rm ciò no11 è l'Cill)JL'e po~o;si biJ<::. lJ '<Lltl·u nm to i d is positiYi mobili di gue~ti apparecchi lm11110 1·apac·iti• minort•, spess:o immfticiente; uè questa. mobilit~, possiamo iuU'tHlerla in mauiet·a tale ·da, poter supplire agli :>pustaml!nti rapidi, su qualunque terreno, di un esel'Cito in campagna. 'l'antoc hè i bisogni manife:>tatisi nella pratica d e l.l'ultima guerra hanno eou:,;iglia.to di t·it'onc•rr <b sio;tc m i di applica . r.imw del ealdo, tanto umido c he iiecl·n, itU)Jt'on·is;tti Hll'diaute makt·ia li dw si possono t t·orat·c oruuqne. cotue h· hntti 1L \'ll]IOI't' llu('nte : opput·p a tuP.zzi pt·l•OJ'Ilina.t.i, ntH semplici, di fH<'i le co:::truzionc, eomP. le baracche 1•tl i fot·ui. -'ll1 (]ne:-:ti lllezzi hanno il gmrc Ìll\'011\'t'llien te di Bon d;ll't!, spesso, la sil·tti'PY.Z<t tu•t·Ps~-<;u·ia che la tPmpcra.t111·a si elevi ugun lmeute in tutte le p;n·ti (!('Ila t·allll'l'a 1ino al g t·ado oceol'rcnte; abbiaJUo ,.if'to c· lw, i11 g<'IWl't', l t> p;t t·li has);c· lJl't:i;l'll Ì<IIIO notl•voli difft•t·enz'e in lll(• llo; t"osic·rh <': qlll'~<to dift'Ùo p11ù f;wi l m<>ntP frusu·at·<· lo s1·.opo pe1· cni si OJWt'a. ll el.l lOI'(' UIHido. t•rJ ;tlll'ill• quellO SIWC0 1 prt>SI'llta poi il 1!1';1\'(! ÌHCOU· \'Pil iPHte Ili dPtl."l'iot~ti'C' a.l\·llllP sustnn:~,r, eli <'Ili scliJO fatti 1110lti ogg"L•tti di nso mWtal'e: <·osif'!'il<\ 11011 potcndoli tlistt·ug-gt>t·c. es~i sfugg-ono all'azione ù~sinfl'ltantE:' o hi~-<ogua adopemn' IIH'Y.Zi l'ltl' hattlto 1111 ,·alt~t ·(· 111olto it~<·et'to. Oli oggetti di pel le!' tntti f]U<'IIi dtc contl.'ngono colla, vPrnici , cet·a , le pt!llk<·e. il rellnto, la ea t·ta, la gomm<.~ non sop portano l'azione del ralol'('. Inoltt'<' gli abiti l' la biaud.1Cl'ill che fo;:set·o macThiati eli pus. uri n a, feci , ~a ngue t·c·stcn•h lwt·o ind ~·l <' hil ml'u ti' Nego;) ti, 1w t'<' h è q n este :-:oRtanU! eol ra lot·e Ri lissllno. Va.ria CA'llda è un po' lll i' IIO noeha. 1 'iekl'n~<l ne f. t·utu~iasta e 1<1 l'i· tic•l ll' ilruPzzo idea le di rti>:illf<·stazinnf'. E 1\uttnl l;t l'flltsi~lia eli prefe· renr.a per·chè più n<wi,·a JWt· i pedieuli c pcrrhè più economica. 111 romple~;so, qui11di, possia mo dil·c ehe l'applirw.!.ione dt>l._ <'0\lore per ]a. disinfes:tazione ri><poncl(' bene in qua ntodll\, s ia ;dio st<Jto sl'<TO l'Ile lLIIO stato umido. Hc·cicle :-;icuramente i pat·assiti e h· lot•o uo1·;1. Yi ~ono degli inconn•nif•nti. pi• t·ù. alcuni (!l'i flll;1 1i po~<sono din•nta t·e gt·;wi, qnando non i;Ì rig-ilan o abhaslauza ]p opPrazirllli, l'Ontrollanrlo spt•d;1l · IIIPHt<' <'hc~ la teu1pct·atura t•ngg:iuH ga s cmpt·c (•d in tutti• !(• pnt·ti clt•gli l'tfetti ~ottoposti alla rli;;inf('sta?.ione il g-mdo o<·rot•t•ente nl 1·ompimento c!Pil';uiont> parnssiti('id.:t: P qunnrlo non ;:i hadi all1~ sostanze clw pm:soTtn l':<~<Cl'l' flPtt"I'Ìcwatr riai calore.
II r. -
Disinfestazione chimica.
:\t•! calllJIO cl1•i mc·z~.i c·lli lllic• i di .lisillf!'stazinne ;tltlti<tlllc) 1111n ;!l'<llltle qua uht;) eli ossPn ·azinni, n kt lllf' empir·i d t('. frutto 1li C!-qll't'iellza popolare 1 ht·
rimon ta acl ;lntit-hi t1•11tpi. ultre di <·;tt·ntlc·t·t· :>tiellti :li<·o. E' <·omntw nrl popolo la nozione~ elle! il pt•tt·olio tlf·cidc• lP !'i111i1·i; ,.hl' i l ~apo rH•. ll)o(:lto pc·t· hl<w(':ll'(! i hul'lri clorP ~o n o i lfll'o nidi, nnn ~t Ltsr·in a t tt·:ti'Pt·sar·<> :. 1'11!' ;11!-nni ~ucc·lli di pi<lll!l' uc·<•hlono lt· puki.
423 ~a, durmtc l'ultima grande guerra, nella quale il soldato è :-;tatn ::;ottoposto a condizioni di '' ita difficilis::;ima ed i servizi degli eserciti ad uuo sforzo di lavoro come mai pri!Jla, per il verificarsi di coudi:r.ioui fa,·oreroli nJla diffusione del parassitismo ùa. pedieuli, si è sentito il biso::,rno, come s'è detto, di utilizza•·e tutti i me:r.z.i possibili per eliminare H gravissimo fastidio che questi parassiti davano e l'aucor più gr;n•e )Jt>ricoJo che :servissero a diffonùf·re mQt·bi iJ1fcttivi. E molto si è guardato ai mezzi cllimici come quelli che, cousentendo uua fraziouata azione indidduale 1 potevano da-rè larghissima IJasc all'azione antiparassitaria, :se llota ti di rea le, sufticieu te cftica-c ia. E sono sta te sottoposte atl espe· rienze ~ sono state usnte n ella p m tic<•· una grandissima quantità di sostanze, sia cou lo scopo di tH:dde1·e i P*~rassiti (l'azione era diretta specialmente contro i pedicnli), sia ton quello di tenerli lontani, di impedire con speciali emanazioni, imp•·eguanùo gli indumenti di determinate sost.wze o portandole ~u.Jùosso, lJClle tasche o in sa-cchetti, che i pediculi attaccassero l'uomo. Lustig già, fin da l 1915 puùblica n.l uno studio, nel quale er~tno passàte iu 1·ivist:~ le sostanze uwggiormente indicate come ca.pad di eserd· tare un'azione nociva, o repellente ;;ia con le loro esalazioni che per contatto diretto. Trattant- delle sostan:r.e ad odore diffusivo, come canfora, J;ciolta in olio o iu polvere, mentolo; oli e~>senzia.li di anice, di bei•ga.motto, di encalyptus, di lin()(;cJJio, di g:n·oft~ni, di sen:.~pe, di .trementina sciolti in a.Icool. al 40-70 % ; e provava l'azione del fumo di tabacco, della uaftn.lill<l! in polvt>n•, del tlicloro-Lleuzolo in sa<X:hetti. Ed ossernwa fin rla allora che Fazione così esercitata è fugace e che questo sistema h;L 1 h•C011Yèniente di richiedere che le sostan:r.e siano spes~o ri.nnov:t.te. Izar studiò la questione, 1·ile\'undo la. contraddizione che esisteva fra i risultati otteHnti da direl';;i ossen·a.tori; e cita la na,fta,lina, l ' olio di trementina, l'etere etili-co, la Llenziua., lo xilolo, il cloJ·oformio, a.l- · cuni oli essenziali ed il tricloroetill:'uc ton~igJiato come prodotto di attidtù spiccata. Ricorda. t·he Curslnnanu propugmt l' uso di nn pt·eparato ùi benzolo rhe è stato, ill\·ec:c. tron1to di ;;<'an:a attirit:'ì. da ~Yesenberg insieUJe con alcool, t>ten~ , toluolo, xilolo, cresolo, mentre Hescheiner e Nathan p•·ovav<mo con !':UCCE'!':SO il c·J·esolo; rhe '\Yelt?.er, non ricono- · ~;•~eudo alcuna azione alla naftalina, al balsamo del Pm'Ù ecc., propende pet· l'uso delht disinfestazioue a ntpore. Di ft·onte a queste divergenze lzat· f~ce delle est>et•ienze per tt·onwe un:L sOHÌ<1.JlziL dot.:t L.1 di spi<:-cate prOJWietà pediculicide eh t~ da.! pnnto (li \'i sta. pratic"o dst:ltasse , meglio adatta ai bisogni della, guet-ra,. Egli t•·o,·ò di scarso valore le polveri, che banno bisogno di un contatto pinttollito lungo coi pediculi e che altrimenti hanno solo ar.ioue rcpulsiva quando ven~ano sparse sug~i indumenti; solo la naftalina a n-ebhe notevole attività. 'l'rovò più attivi i prodotti gassosi e fra. (li Pssi i mi~liol'i •·isnltati fumno dati da una ruhwcla di ammonia-<.'.a , l>en:zina e naftalinn. )folte t>sperienr.e sono ~ta te fa ttc per tronue delle ·ostanze ad azione _ ost~H~olante, repell<>nte :-;ui pediculi, e che s(•rvi~;;e•·o ,quindi a tcu<>rli lontani. T:tra,ss~l'itch l'liC{'OUlaudn. di imJil't!gnal'e la. bjanchel·ja personale <·on t-:oluxioni al 10 % <li J"('siu;t hi:11wn p 10 % tli t<ll'bo u;ttn di soda.
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Postuikoft LI a messo iu cddeuza la particola ee cflicacia che a-vrebbe l'a1ùdride solforo!Sa proùottu ùa. una mc:scolauzu, d'acido tut·tarico c solfato di soda posti iu lSacchetti da pottare à contatto della. pelle, dove la temperatura c la lien! umidità che si :sprigiona ba-:sterebl>ero allo svi· luppo dd g<lS; gas che ~:>econdo l'A. non ;.u·recherebiJe ues:suu nocumento ai porta tnri. Pron.tY~k. per la pJ·olilws:-:;i indi\'iduale, in :seguito all'esperienza
fatta uellu gu(!l'l'a dei llah:ani, raccomanda u ua soluzione alcoolica di essenza. di LJergawotto al :.m %, opput·c ;.lllu %, ma <tssociat:~ alla tintux-.~o di Acot·us c.;.l!lamus; raccomandt~ 1~ e:sseu7,e di eu<Atlyptus, di gal·ofaui, di finocl:hio; e, ,:-;oprattutto, J'anicc iu l:>oluzioue alcoolica, al a0-:1.0 %· N'od t L e llaliJel'l.:aun ha uno c reduto eli tJoter rattomaudal·e come e(lkacc U JJOrtan· adtlo:-;:so, in sH('<:hl't.ti, del t·t·(•:-;olo o, :-:;opra t tutto, del glnhol (p. eli c loro uenzeue). Blas<:ltko ba tJ·or.:tta eflit:ac:c uun poma.ta di \·a:seliua,- l:Ol 5 % di uaJtalina; o, an(· be, la :>ola uaftalina iu polvere iu ragi.oue di :)0-51) gnuumi pt·t· uomo, thJ pot·tat·e Ul:'llc t;tsclle. Rac<:omaiJChL atwhe u 11 pi;~ :stroue doppio i m pt·egna to d i Utet·cu do per le per:-;one C'h c non ~Solft·ollo l'azione it'l'itante di qut·:-;to metallo. Orauòc ntlot·e pt·~btitu bauno dalo ::-\oulima Pd Euert ;td uua :;olu· ;,ione atquos;l ;d 10 % della mi:;c(•Ja: cresolo p;n•ti l, sapone di naft..<t p . :!, come quella, che anebl.x! uua azi<JIH! preserntfr1ce ùi lunga dut·ata impl'cguawloue gli ind11mcuti. ltan:omaudauo <LIH:he la me:scolauza xi· lene l+sapoue tli nafta:.!; opput·e tl'l'lllCIItin;t p. :; + pc•tt·oliu p. ri+olio lli canuella p. :! +talco p. ~~Rigu;trdo alle polnH·i c'è lo :studio di Kiulotlt, clw ne ba. sperimeuta i t• dire1·:sc a t·ontpo:sizione val'ia _; <?d ha trorMo dw frn tutte si mo~Stt-;L più ntill• unn nlc>~·olanz<t dì uaftalina p. l-lti + ér<·Osoto p. :.! + iodoformio p. :!, nw:-;f:olauzn ('be t! slat:t uti.lizz<tta molto d;tll'.·\J"mata IJt<itamtiuL. E:o;sa clmTe l.•be la sua attidtà :-;peeillhllt'llte all'ar.imw dcllt- due rn·inu• sostanze; la naftaliua, in lllodo partil'ohll·(! f(llt·lla g'l'<'Zza , &'lrehhe l'a · !-!'l'lite vrinc·ipall•. l >l'll\tzioJW di di\·er:-;t• xnstanzP da put·tcu·e sulla p(•rsona in sa('('hl'tti pc t· a.llont:tuat·e i pediculi si t- molto oetupato ~lòot·P. Egli hn fntt<• l'i · c·t•t·clte <·owpat·ath·c Htllla nafralina, c·anfm·a, zolfo. paratlidorolwnzt·n<' e :su :Litri (·(n·pi Nl' ha tt·orato c-lw non xono e flkaci. Ua :-;tndiato. inolh·(•, le sustauz<~ che <!onebhfll'O agite pt.>l' impregnazionr dt>lllo' sotton>sti. df•lla hi<tll<'h<•t·ia, e \'ieue <tlla tondusione cb(• :solo due me eiumo di esser pr-ese in c:on:-;i<lemzioue : il rJ'(•osoto e J'cliott·ovina lpipPl'OJtalJ: nna soluzione· al 10 '};, d i c·t·posoto in olio. utilizzata alla do:-;(• di l cnH·. pt' l' ..J.:-< c m. eli :superlki<> delle n•:-;t.i, è PflintC'P pPl' :!-1 orP; nna solnzimu• in dl•t·e, hPIIziua o ~<olfnro eli <·at·hoHio d<'lla J11l':o;t·olanzn cliotropina gT. l+ hm·t·o di caeao 1-!'1'. :3 i':aJ·cubt• suscettihik <li (·(lns(•t·\·at·c> IC' sue Jll'OJil'Ìl'ÌÙ tossit-hc p<'i i picln<Tlti clut·ante Hl8 OI'P. Iufitt e, H titolo di curio:-;itù, t·ic:tll'dt•r<ì J'o:-;:-;c tTazioue di Ki:-;:-;J,alt c• Fl'ÌPilmantl, ~<<'eottdo la. qnalc le Plll<lnazioni della <'llt€ del c~11·allo allonta.nrrPI)hC'I'O j p<•di(·nli. :<i(·(')ti'• hast<•t·eltlte s(endet·p gli infllllll('llti su di !•ssi dut·ant<' la nntt(• JWl' :-;hnrnzY.urli dai par·n);siti.
425 L" osset·vaziou i e le I'Spcrit•llt.t• dJ C su un l$1 a t l' ora •·it'onl n te, su l p o· ter·e di alcuni corpi o nH:sl'Ol<tuze di a.ll•1ntauarc i pl'ditnli, sar·piJlwro
wolto confortauti se la pratica le avesse confermate. ~la già esse* con tengono iu lié elemellti contra.dtlittori che mettono ~ull 'avd:so e reudono t·auti nell'accettarle senz'altro. E molte sono ri maste intirmate dalle csperieuzc di llacot e ùi Suttal fatte con rigore di ructoùu.
!J;u·ot, co11 molta esattezza di tecuint, control la l•· t·.:~I'J'il'nzc· di Teske cou l 'olio di a.nice versato a gocce :stfgli auiti, a c ui q uesti Ùt~;\'<l. tanta importanza ; controll a le t'stw•·iellze di :-\c·t·gt'nt e Folt·y sull'olio di eucalyptn:s e quelle di .Teau nt•l·et -.\Unkinc sull'infuso coJwc·ntrato di tahac<:o eù Lla l'i:snlt<lti u cgatid. Hi,.;ultati di<' sono in pel'ft'tro a <Tol·do t·vn la ùimost•·azimw da.CL tltL llt·ynmun eht> IWdkuli del t·o t·vo iHfamati po:sl:iOUO attra.,·erS<we ~:>upertici cu tanee I'IH· shwo sUi t t· untt' ('On yari oli rniut•t·ali (trinesolo, <Uli,;olo, ect·.); l'Oli le e~pel'ienze di Kinlock, 11elle qua.li twùicnli a tfa.wa ti lw 11110 pu n lo u ttr;werso uno s trato di ungue u to •-ol quale :-:i e r1'L nota la pl'llt>, nugue n[O n COUIJH)siziont• vat·ia contene nte sosumze rit<:nnte repl•lle nti come :w lfo, bals;tmn •le i l't'l'lÌ, stor;lCI', ult><~to di mer curio 1 crisarohitHt, sud.i,.:ar·ia, l'll<·horo IIPt·o, oli tuiut•t·;lli [Wsallti. Suttal , dal canto :suo. volll' ~" JH' l'ÌIIH'llhii'C l'azion(• rli din·rse su:stanzc ~pa lmate ~ulht pelle imme! liatan1ente pdma di J epor·vi numerosi pedi1·uli del cot·po affamati. l'd i !'isult<tt i f ut·n1w quasi intet·;wwnte ll <'~ati\'i : i pediculi s i nutrirono uormalnH· nte t> p•·outalltt'llte pun~t· tHio la pPllc• unta, con u lio di citt·onell<t, t'U<:<tl yptu~>, tm:ntn pipet·icl, timo, cedro, sas~:;ofeasso, ol.io di ]inseme <·on tt'lll'Hte 1-:!:i % di ll<lt'talinil. olio ean forato, catrame eù ·olio tl i olin: , infuso f01·te di taiJac<'·o , tt'l'me ntina, gli c:eri na., q ua ,.:sio in >'(•lu;done u lc-ooli ca ('d in iu f u,.:ion t' , nib·ol>f'nz.mc , eug-enolo, t·olofa ne, ]H'C•(·i p i t a t o hia n•·o d i uw•·c·11ri o . p•Jln•rc d.i pi rctt·o. Uli insetti scmura cht ili (Jtlltlchc modo SÌilllO di~turbati tlaU'olio di :\[entha, Pulegiun1, tli g-eranio , di allot·o. L' olio pnro di garofan i, quello di 1-'C J'gamotto Pcl il tc•1·\J••n(• pare a i JIJÌ;tno aziPne di imJH'tliJ't! ai pctl it·uli ùi pnngere. L't,serrito italiu11n ha f,ltt(l lar~o nso di eosiddl'f. ti corrr•rli11i a11ti· pum.~.~itari costituiti di 11aftalina e c1·eo><ot<J . m<J t·on df<'tt i molto in t·ei·ti: è stata nsata anche l 'antit i lina (<:ostil·nita di c a •·IJoua to di cnlcio P di magnesio con deboli perre11 t uali di ;nH•tolo, uaf h Liilla e S<Llicilato di lllt>tih•) da !ò:poheraJ·e s ulla. hiandwria, IJJa cou l'isnlta ti ;uwora infe 11 Ol'Ì.
Come si \'<'Ùe, noi 110 11 puss('d i:1 m o so:-;ta n:t.e cn pad <li esercita,t·e azione vcrnmc ute, pmticnmcn tc utile pc1• cvit.Hre l ' n~grl'SF;ionc degli cc topar<1~siti, prOpl'Ìi1JOL'IItC dei [Wdi c·nli. spPl' ÌC fllllllldO ,.:j de hba oper·are ~u graudi ma$se, ne lle difficili condizioni del tempo di guerra.. La. lieve (· forse incertn }~zioue di qn;tlt·hf' ;;o;;t<Jn7.a I'Ì::<<·ontrnta. in lnlwrato t·jo o i n !'peci a-l i coutli7.ioni pot1·à a \"l'l'«' rnlo l'e r-wi<·n ti fico : oppul'e potnì sPr· ,-h·e nella pratica , insif'OJe <: OH lP r l'sti sp<•t' iali protettin~ . in <'lll>i ri:-:ti·etti, pe r l a difesa di medid Ptl inff:'rmit•ri. .\fa valo re rt>ale . npplicazione pratica per le grandi collcr.tiviù, pPI' i l solùatn. n o n ne ha, sia [•er il COtttO eleva.to di queste >;O!itUllZ{! (' pl'l' }p grad !liffit·Oltù che SÌ in · c:on tmno a pl·ocnra1·sene i n ::;nflicirn t i qna 11 titù, r-:ia pt•t· 1' azione irri-
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tante che el'et"Citll.llO sull..t vell1: (auidr·idc :::olfot·o~;a, mercurio, oli essen ziali, 'ccc.); ~ia, iutine, JJI'n;hè, tli ft·ouLe alla wiuaccia, graYe di una et>idemia di dct·motifo che dilagtL o della febbre da triJlcea, occol'l'e, è ne · ce~ario a\·erc la sicurczr.a. di poter distruggere i parassiti che ue tSOUO vettori I·a-pi(]awente, ~euza andar d idro a te uta tiri i ncerti.
••• Molto dh'en;i ~;olio i ri!Sultati -che si ottengono con i mezzi chiwki per uccidet·e gli ectop<tl'<l:ssiti, piutto~to che ricacciarli. Anche in questo \'UpiWIO mi rifel'ÌI'Ò SJI<!I·iaJtueute <lÌ vediculi, j)Cl'CUè l"azione esercitata contro di essi tla alcuui corpi è ugualmcute eftiutee contro cimici e pulci; auzi qualche sostanza. ha azione molto h11·ga che -si estende a tutti gli iu>it!tti e ad orgauhnui iuferiori e piccoli auiu1ali che interessano la epitlewiologia c la fH'ofilassi . 1•er comodib:l dividerò le so~tauzc J.mmssiticide iu due gruppi, ~e· condo cbe es~>e agiscono allo ISb:tto solido o liquido, oppure allo stato gas..,;o~So o ùi vapori; ùivh;ioue c he UJi sembra, importante dal punto di viista pra tico, pcrch~ i gm; permettono di portare la loro azione rapida meute e con gr·aude risparmio di matto d ' opera su una gta.nde quantit.\ di mater-ia.l i debitamente racchiusi io un dato ambiente a ciò predi· sposto. I ntol'no a.ll'a.z ioue tO'Ssica, paras:-iticida·, che spt->ciali sostanze poal>ollo c~>ercitare abuian10 una gntnde quitntit.\ di indicazioni; ma anche in questo campo molto si de\"(~ sc~trb:tre. Nuttal fa una. -larga elencazione che riassumcr·ò brevemente per quanto riguarda. le sostan.u! solide o liquide. aggiungendo f!unlcùe notizia che r·isulta a m(:. ~l )
~IJST.~:'\%1·: I'Al!ASSJ1'1\:WJ·: !;\JLIOE O LIQL"IIJE.
Acido acetico. - l5i è u:s.'lto largamente i11 soluzione a.l 10 %, op· vure sotto forma di aceto comune, specialmente pocchè scioglie la sostanza mooi<LUte la. quale le uova dci pediculi !':i att:H.· cano ai peli e consente quindi di Jevarl:i fadhuente col p ettine. L'azione par-assitìcida, I_Jet·ò, non è molto spiccata: le' nova r·esistuno 5 giorui espo~Ste ai vapori, i pediculi 5·6 ore. Alcool assolnto . - Agisee heuc >;ui n tl'i ped icul i. Le poi verizzazioni di alcool ri]>etute ..sul capo e ~ul pu})e tlànno ottimi risultati. Ammoniat:a. - l pareri sull'azione di questa sostall7..a sono diversi. Per a,vere buoni effetti sembra, dcbha usnrRi in concentrazione forte, il .clte è <lispcndio~>o e non r :st•uz;l etrcttr nocivi sulle pa.rti metalliche; inoltr·e irri ta i bt·onehì e gli oeclti dl'"l r~rl:ionale che la u~n. Aniliolo. - )folto pregiato in Germania al pr·iuc~ipio della guen·a., ~stato ritenuto poi poeo a.tth·o da )ìocht e Balberkaun, sia. peL'\~ hè non uccide i pediculi nella eoHcelltrur.ione rhe può e!':sere p1·aticamente" usa.ta, sia, percLè troppo d Ìf;pPml i oso. Ba'lsamo del Pcnl. ·- E' utilt• ~otto fot·ma ùi pomata , anche mesco· lato a zolfo; ma JH'I" uso indidclua lP.
42i J:J c u::rwu . - E' IIJU:L delle pocue :;ostam:e ad azione vemuwnte utile Uf.!lla pra.tica . .Per la disiufe:stazione h<L dato buoni t·isult<.tti usa,t<t. in alllbil:!uti chiusi (scatole, ca sse) . Lu ~:~ti g consiglia di deporre gli effetti da u·attare in una ca~Ssa, spruzzaudovi :;upra, gl'. 15 di benzina per met l'o cubu di ca.pacità, mettendoht, dopo chiusa, iu ambiente piuttosto Cttldo per un'ora. Busson raccoruanùa una espo:siziione di 3-4 ore. Altri osser· ratori hanno sperimentato con quuutità diverl:ic, ma tutte abbastanza fot·ti e per tempi piuttosto lungl!i. l::;i è ti.ISata anche l'immersione nella. beuziua. Per la <lisiufestazioue della, test<t è. stata tro,·ata, me no lLttha tlel vc:trolio: s i è ulSata mediante compt·esse imbe,·ute, ripetendoue l'al)· pliC'azioite. L'Assistenza pubblica di Parigi ne raccomanda l'applica· zioue mediante una pomata costitnit<t di triolSsimetileue p. 1, beuzin<L p. 10. nt:,<elirm p. lOIJU. l'er e~ercitare una azione in grande si ritiene dis pendiosa e soprattutto pericolosa, per la fa c ilitù. con cui si incendia. Benzolo. - E' usa.to, com e la l.Jeuziua, per :spruz~amento o in sca· wlc, e casse chiulSe. ()anfora . - 8i è usata, molto come a lcool canforato ed o Uo ca.ufot·a.to in di\'er:se coueentrazioni, eù ha dato buoni risult<1ti per le parti ùel e 001JO coperte di veli, coad.itwa.ta da bagni caldi lS~bponati. Cat·r ame grezzo di betulla. - E ' :st<t.to raccomandato :sciolto in a~ (llla a.l ;) % per l'impregJUb7lone della uianch eria, che, per<'), ne rimane iu:mlliciata; oppure emulsionato in petrolio all'l %; oppure, come ra.c· cutuanùa Peacock, :;otto forma di voma ta <liht- pàraffina all'S-10 % da a l'l'lit:<ll'l:ii ogni 3-7 giorni. .Ma, non uccide le uova ; Nuttal rit iene insuf· ticienti le prove date s ull 'cttica.cia del c.atmme pul'O o mescolato, ed, in ogni 111oùo, il suo •r àggio di ~Lzione è limitato come per la ua.ftalina. Bo visto fa.bbriC<tre il catrame di legna da-lle t ribù allevatrici ùi camme lli rtelht Colonia Eritrea, con sisteJUa lSemplicc ed assai ingegnoso; e l' ho \'Ì:<to adoperar e contro la. :;ca hbia di q ucst.i an ima li con completo su C· C't-l:i>'O; richiede però un t eru p o d i a lJPl irazioue t r oppo lungo. A cido oarbolico. - l u ::;oluzioue au,uo:<a all' l '/ 2 ·~ ' l~ % ((;alStcllaui f' ('ltalmer·s) o anche a11'1 % (PPrr·oncito) ba dato buoni risultati c'ontro i pediculi. . G'lorufonnio . - E ' :stMo molto r·a<'<'OnrarHla to ~pedalmente per i pc· diculi d el ca po e tlel cOl'po. · Creolina . - E ' sost<1nza la l'gamentc usa LL : r·a<:com<LrHla ta ùa P ertout·ito per il peòicnlo del capo. ~ecntH.lo Alc:;1sandrini 10-1:.! miuuti ùi l:>'lJO:<ihiOU(' io>0110 sufticieuti pe r· nec.idere p;_u·a;;:<it i adulti Ctl 11 0\'<t. t"na ~o lnzionfl l % può essere n;;ata u t ilmente anelw p1n· spruz7...'1r·e abiti. Orcsolo. - ln soluzione nl :.! % dareube buoni risultnt i per disinfestare abi t i. Così in polY(~ t·i al ;~.5 %; o in poruaLt al 8 %t>oulima ed Ebert ra ecoru an<lnno come particolnrmente attiva uua I'Oluzione acquo!Sa al 10 % di una mescola.nia. fatta, di Cl'Csolo p. l + Sa· pone di nafta. L. p. ~ : si 3.\Tchlle la mot·te l';tpida. ùf>i [Wdiculi e dL·llc lendini; ed, inolt re, resid uerebbe un a temponw ea. azione p r·esm'''" trice coutr·o succe~;s ive iufesta.zioni. )lonckton Copenrann per la. binnelteria rac· t·umauda una misccln di cre:solo e sapoue in <Lcqua NLlda. Cresolo in soluzio ne saponosa è rstato usato pe t' ~Sra.r·pe ed oggetti eli euoio. U na so· luzione in petr·olio ùi C're1;olo :J;; "{, e 1;apone il % s'è mo!Stt•a ta molto
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t:ou reni!: n te per chè uccidC' }Jl'Ou La nH: n t.e uova e vara:;:siti, w eu tre r odore
!!'i Jis:-:a agli a biti ed e:sercite1-ebbe per qualche settimana azione repel· le n te . ~o uli ma et! E lJert <1 tff! t·ruano e lle y uesto è stato il wiglioi'e rirul'dio cl:lpHiweutato da loro in Hussia. Crc8ilit~(b. - Consiglii'Lta da Lege ud1·e pcr la IJi<luelteri<.~,, in :-:nluz iunc al :.l '% a freddo, per iwn11::rsiou e. Etere. - .\lotto atth·o, è stato u~>ato cou t t·o J'infc;;tniuue da l'"'tli· c uli ; m<t, è troppo ùispeiH li u:so ed è pc t·ko l o~o JH::t· la fadlità con c ui si incendia. Btilcnc tridorn rat o. ·- Hatconlandato da Kulka , è ;;tato l:onsigli.no Ù;t .Par·lane .Kinlotk CUliH' ;;apoue e lle ne co.utcuga il i- '~o · Ntltano tridon(IYLio. - lJ;;ato allO % con un sa.pone dallo stc:sl!'o .\.. P er la tl;':o;ta egli utilizza a11e1Je lozioni al t r·itlot·oetilt>ue o al t etracl(Jtoe tano, cot·pi non iutiammal>ili, llla c he escrc·i tano uua notevole azione ir-rit:lnte , ;;pt:de il primo. F ormal i11a. - E' stata u:;ata. per gli .sbi t i. Lu ~tig rtw, cou:sigliara al 10 % pt>..r s pruzzarne effetti iu manC<1nza cl'altro ùi piìt P fli~H·c. An· e h<: Or·ticoni la. consiglia !SOtto fo rma di pohct·iz"-<tzioui !lll \'f.'l:'ti<tri c• o a.lt ro, in .'SOluzione aJ 10 %- )ia non la ritie ne eftic.ace pet: i va.pori: bi· tsogna c·he i l par·a~sita sia toccato dal liquido. L<l fmllla lina ~~ ritenuta pooo ;l ttint ancùc d<l ~aeker. l l'lur,t·uro eli suf/ io c:ulllnt(Tr·ia l e. - :'c·c·onilo Bis hopp e \\'cJOÙ in soluzione <tl :3.7 "/oo <t\T(•bbe m~iorw t'<Hlkale nella ùi:-;tt·uzioue dei p ediculi ùei nw IIJDiifcri. , l odofonnio . E' stato spcl'irucntato e ù usato tl a P<Ll'f'('Chi: per con t< t t t<, diretto escr-c.i~'t una azione troppo len ~'t; i pedicu li coperti di iodofonnio JSOj)t'<t n·i,·ono 10 e più o t·c; 11on può, quindi , va.lor e
,,,·ere
l'ratico. Disolo. -
l'ou:-;i~lia to in soluzione sapon o~:Sa c on tro ht pedicu losi cll' l c·ot·po, tH.:tide t·apidalllCHte i JHll'<l l'Siti per imm et·sione : mentre non
lw 11no ntlore le l::u e ema.uazioni. .lf<·r(·ttrio. - 8' at.ti\'i:s:-;imo sotto fot·ma. (li unguento mer c urialc . Il lli<:.lor·llt·o <li llli~ IT lll'Ìc> si usa <·on lwoui effl'tl i cout r·o il p. dt• lla u-sbt. del corpo e del pul.Je; an che sciolto iu aceto è rimedio U!'.:'fLto da tempo: uw f. di azio ne trop po lull g"<l. ::-ii è usa to il s u blim ato in liC() ua gliccrilrata 11('1' il Jl· dt•l pube; e ~cio l to ill ;l(·cto c~l a lcoo l <'HllfOrato IJCr la te;;t<t. :'i t• u ~ato anche il calo me lano e l 'oo;;sido di m eJ·(• urio. Il mer<·nrio n on può an·re appli t:<lzionl' IJlolto hu·ga p er La :sua azione to!<:-:ica ~cn e1·al <' e per la sua azione irritaute l oe:.-Lle . Rien tra n elle sosta.nze da ll~a.J·e efli<:<H:emeute ne lle nwdkat ut·e iJl(}i,·id uali, quando ~i possono av(~ rc rig-nat·di ed attc•11zioni. l'<·r appli<:a zioni ~n graudi ma.'5:se di uolllini non è pratir.o . Anftali?w . S'è ritenuto potes:o;e cs:<<·t·e eli g-1·aude utilit;ì usata in ~<:u·f' hetti !l. t por t< n·~' :-:u l t•orpo. Esperimenti, però. d i mostt·a no che è tl!l insettic·ida poco <tttivc>, sia per f'Ontatto di1·c>tto c he per emanazioni. Il a un J'U/!g"io d i azione m olto liw itato e pt•J· ottell<'l'C qualche effl't.t.o occol'l'e agire o <·on Yapori <·onePntl·n t i o nwdiante l'C<tle cont<ttto clir·Ptto. ) fa ;,;pe;;so ;;i tmttn. d i imm ohililf,,.<t7-ÌOne dc>l para ssita , l)iuttol't.o c he di fllfll·rt•. il qual!• può t•ìnvt•uire anche dopo tr·e giorni. Gli e:-;pt>·
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rirm·nti ùi Ba<·ot dimostr·a.no clw la nafti~<lilll.l gr·(·l',za è più attinl. ~i è u::;ata. c·ome unguento al 5 % ; mcscolat<1 <l c·allfora iu :.;a<:dlctti, con ag~iunta anche di benzina e di una. pohet·e; oppure con creosoto in sactltctti, raecoruanda.ta da P ellizr.-rri uell' Est·t·dtn it<lii:lllo, da porta.rsi ~Sotto l'uuiformc noli sulla pefl<• . .Ncll'E:o:Pr·tito l>l'itanui<:o s'è n:sa.ta me~<t·olata a iodofot·mio e c.:auftH·a pet ~Spo ln' r·;rr·u e gli <rbiti . ~·& u:sata me~;colata a zolfo c a sapone; quest'ultirna mpscohtnza sembr·a, p1'esenti notevoli ntntaggi. La naft.tliua. pnù produrl't' LP:<ivui della pelle; quando par·ticelle nmgouo ~L contatto t·on la I'Onginntint ha azione irritante; l' può proWJeare. per \'i<t d i Hil:<OJ'birnrnt'tl, a uc·he 11110 :<t;;lto initativo dt!l rene. Xuftolo. - Botue cit.r CtJIJie partie.olarwt•ntc attha la liOinzionc indicata Ù<L Vinc.:ent di na.ftolo ~ gr. 6 in 100 di nleool assoluto. Uli r..~St? ltZ'ioli. - Olio di auic.:P. di bet·gatuntto, di cucalyptus, di >:~t:<:<Ofr•;tsso, ect . :>OliO sta ti nu·iauteute u::-ati in soluzioni olt~ ose; ma f;ono lenti nella. loro a·zione t"Ù iJ·t·itanti. L'olio •li s:tssofl·a;;so applicato ~mila testa mette :!4 Ol'!! pe1· ll<'t'idl'J'P i IH'tliculi. Loh:H·zewski racco· lll<tnd:t ùi iuzuppat·e la biaucht•r·ia in nn:i soluziorw a l :m % di olio di betuln in ::~lcoo l <L 9li: si ntilizz<L la pa1·te supPl'ÌOJ'è <lei liquido, limpid<L, dopo aver [atto posat·e il pt·1•dpit~1 to l'Ire :si (c)l'lua. La t n •mc nt ina, è stata usata da. molto tempo c·tmtro gU insetti, ed è molto :tttiva. L'es~t·uza pnr;t 11011 t> initante' JlPI' la pel le, non lw orlot·e spiacevole e non !>:porca; inoltre è a buon mer>~:ato e non è così intia.mnta.bilc come la llenziua. 1'arassevitclr, cbc ha studiate di,·crse mesct)Janze. raccomanda spec:iitlmen te la, seguente !'O !Ile tlota ta. d i fort e potere contro gli irtsetti c lr> loro uo,-a : trementina p. !l, pP t r·olio [J . !l, acido fenico p. l , naft<llìna p. l. Nelle t1'incce della Uueo\'ina la tl'ementina fi stata usata eu n risu lt<t ti soddisfacenti ~pru11za ta- sn l tOl'po dei :sol da ti. Anche la trementina, JWI'Ò. :L\'tebJ,e tlll'<rziotu' lt·nla IJIHIIHlo 11011 n:.rìsc·p per cont:ltto diretto : ~uttal rìfc•t·il<ce c· ir<' l'e::-po>:illione ai va.pori di trementina deve essere pt·otr·atta per :!4: ore pc>r· rl('rid•~re i pediculi , mentre le len•lini dopo sci giorni non nrostwno di t•si'it>r·c state lese . P etrolio. - :O:.o:-:tanza rnolto nt ilf• pP!Tlu\ i' di~<ponillil c in gn1.nùi fjuantità., (: a buc,n met·cato Pcl 1\ I'él}liclarHt·nte attint <·onti'O tutti gli .t:cto-parassiti, ~; pecie per inruJI•J'sìone: il p. dd t· twpo intnl<·r:.;o in (lt'· trolio muore in due minu t i, qurllo del pube in ]:1 (Xnttal). E ' sta-to lll<ato p er frizioni o m ediante• t 'OillJH'f'sst•; c pt' l' ht tPsta inzttpjwndouc· un hendaggio a forma di lH'rrctto (Ca.'t('Jluni e Chalme t-s). Filippini l'ha adope1·n.to nell'Eser('ito itnlìano, Lnstig l'ltn consiglinto per s pruz&arne abiti, hia,ncheria. ed n l t ri 1·f1H ti i nfl'st a ti. :O:.i usa solo o uH~sro · lato ad olio d'ulive. Bert.<11'1'1li consiglia una soluzione di petrolio p . 100, olio di ulive p. 50, llalsawo ,Je l P(•r·ù p. 10. Si è n sato eruulsiounto con sapone; con Sll pone, •·J·t·solo 1• wlfo: r011 sa,pon<• e liso lo; eon acoto, ecc. Pii·Ptro. - E' st:tto usa t o p<· t· ]a, COIIIJHI:<izimw dì part'Cf' hie pol veri inset ticide. Ma è senza azione sui pediculi , elle sec.ontlo l'oJ>;servazione di. Nutb'\.1 snpl·a,·virouo per gior11i rnN;s i in tma scatola con pol-
n•Pe di piretl'o. E' molto att.i,·o ~nlle mo~che . Qua .~-~io. E' di n essuua efficacia.
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• ·uvadili'J.. - l ::.cuti Ji sal.taùilla corue Ùt!cotto, uugueuto o pol · n .:t·c sono stoti impiegati tla. U!mpo contro i l)(.."<liculi ùel capo e fauuv parte della pttlui:s oupuciuorum. E ' usata auclle coruc estratto alcoo· lico e corue oct:to di sabadilhL. Agisce solo per contatto. Ha. scarso V<l· lore e ueH'adoperarla è nec•:::.sario un ('èrto riguarùo, potendo a.vert· azioue tossica. J$tafi;s(tyhu. - ::>i a·dopera eome unguento e cowe olio di statisa.· g1·h:. Agisce beue. La decozione uccide il p. del vube iu 5 ruinuti. 'l'abacco. - ::;i è usato in infusione, come polvere e per fuwiga.:doni. ~on ha ~tfetto sullE> uova dei pediculi; e sugli insetti prouabilweute produce solo stupefaziouc t~utta.l). Può esser-e utile oome ri· piego. ilisogna ritor<lal'e che può dar luogo a,d avveleuameuti. Tric:loroetitcne. - Consigliato da Lust ig in caso di necessità spruz. zanùolo sul ve~>tiario. ::)i è usato anche in !>Catole chiuse contro il p. del eorpo ùi u.bi ti, uiaucllel'ia,, ccc. B ' di qua,lclle utilitù.; i ntpori uccide· l'tbl.lero i petliculi iu 30 minuti, ma non c:: o n ~>icurezr.a le uova (Nuttal). 'l'ric:resolo. - ::)ecoudo Moore l' <tddizione 1.H tt·icrc~>olo ad Ullil> so· l ur.io1w :>apollosa uetct·mina. la distruzione completa dci pediculi allo ~tato atti,·o; sono pt~rò soluzioni cot:tose che laschLHO uegli effetti tra t · ta ti odore sgt·udevolc. _\.ilolo. ·- .E stato taccoruaudato da va ri autori, solo o m~scola,to ad alcool l+ l, ad etere l + l; oppure per pomata in vaselina in ragione di :l gocct; per l grammo di va.~elina. Dà, buoni risultati: le uova ~opru.vvh·ouo solo 10 ruinuti aJl'iwmerlSione, 3 ore all'esposiziouc ai ntpol'i . .\fa. è facilmente intiauunabile e produc1~ prrn·ito ronsiùere· \'Ole c, <l volte, penosi esautemi (Piukus); iuoltre è eccessiv<tmente CO· :stOl:ìO. l'ermijelli. - E uuo !Speciale l'imedio consigliato da Lefl'Oy, elle av t·ebbe note,·ole a zione paras::;iticida,, Ilon sareube infiammabile e non sarebue tOSl:ìko. tPuò essere usato come ~tpone nel bagno o per distrugge1·c i pediculi ::mila. persona dr~u·t1·o e sotto gli abiti. Usanùola, per lavare effetti infc:sta.ti ucc.idereulle i parassiti e proteggerebbe da riinfe· :stazioui. P eaèuck atl'ei'Dl<L che es:so è retaruentc utile. Ma. i risultati d<:l con t 1·ollo l:ìperiruen tale fatto da N u tta l Jlùll eonfei·ruano le u:sser · zio n i di Lefroy. Cloracetol. - E' una specialità consigliata ùa Alc:ssandrini, no tl·vole pen :hè uccide istantaneamente i pedicnli del capo, d~l pube e dei ,·e~:;titi; Cl:ìstt, inoltre, determina il distaeco delle uova dai peli a cui """O atta.teati e ue provoca la morte. Altro liquido composto è quello di Maliuin (Jl alinin' s flui d) C'O· stituito di tr·ementina, petrolio, piretro. acido cnrbolico e olio di dn· ll;llllOmo; esso è attivo contro i pediculi . Anche noi fa.cciamo largo u::;o di un liquido cimicida. COI!lpo:sto di petrolio e trementina a parti uguali, addiziom1ti del 5 % di acido fenico g1·ezzo e ce ne troviamo molto lwne, semp1·ed\(\ il liquido arrivi a contatto co11 i pa,ra:s~iti. Zolfo .. - E' :o~tato rnccom~wdato <·owc polvel'e da spa rgere sotto gli ahiti c nella biancheria; ùareiJhe b11011i ri;;tllt<tti pel' l'anidride sol·
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furo.;a- cile ~i sdluppercbuc a couW>tto Ùl•Jla. pelle. ~on è inhot:uo, per·ò: può da.re irrita-zione· del la. pelle fino a pl'O\'<X;.'U'e umL ,·en1 ùel'JU<l ti te da wl fo; e può ùat·e fatti to~>sici doru ti <LÙ as~ol'I.Jimento ùi idrogeno ~sol foro!So.
f:J) ::-50!S'l'AN%W PAHA:>SJTICWE <;ASSOlSE.
H a, a,vute pa.l'<~cchie applicazioni sotto forma, ùi gas. l n F rancia. si è usata per la, disinfestazione dei vagoni ferroviari di pri ma. classe, pOJtendo la benzina in t·ecipienti circondati ùi a.cqua. calda J~Cl!' fa,vorirne la, va.pol'izzazioue . Barù.a~ dtiene che il gas ùi benzina s.iia, dotato di grande tossici tà i e lo t:onsigliu per v~Lgoni di pt·irn~~ classe, vagoni-letto, vagoni restaurants in sostituzione della solforaziom•. 'in t-agione di 13 cm'' ùi sostanza liquida. da fare volMilizzare per ogni m ~' d'ambit·nte da disinfestare: :se~·OJ.Hlo l'A. bastereb~t·o piccole quantità di va.pOJ·i di benzina in ambiente c Ltiu~:;o per uccidere rapidamente i ]J<H'<~ssiti . E cetktmente e~;l'ìi possono avE~rc n t ile a pplkazione; Ula richiedono per agire forse una conccut.razioue più elevata. E non ra. dimenticata la. faeilità con cui possono infiawmai'Si e, sopt·ututto, l'azion e di scoppio <;he essi acquistano, tanto da poter provocare gr;wi dil'<astl"i. ' lz;u·, t:be giustamente ùà maggic•re impol'taHza ai ptodotti gassosi, Ofll'lllle ottimi risu ltati media11te una ~oluziont> ùi auunoniaç;L in benzina addizionata ùel !l '7o ùi naJtalinn ; delle tl·p ~o~;tanz.e, l:iecondo le !iUe t'~perienr.e , più attiva si è ùimo~tt·atu, quella t·appt•est>nt<lta; d<ll gas amw oniaco. Combinando L'azione della. mi~>'cela suddettn con un modico calore (40~·50" C.), il potere pediculieida ùei gas cile si s'·ilupp·.wo an· mPnt.a in modo spiccato. Essg, aNI'ebbe \Hl potere ùi penetrazione molto g r:"mde: è stata, adope-rata in ragione ùi un litto ùi mi~cela pe1· m 3 la sci<todo agire il gas per 2 ore. Il meto<lo, oltreechè richiedere un impiego troppo graude d i sosta.n ze, lm tutti gli inconvenienti ùter enti al· l'uso della benzina. Bi:wlf'uro di ca.1·bon·io. - Rende aueh'esso buoni- servig:i.· Molto u:-:1Ho in agdcoltura, ha a vute a.pplica.zioni anche contro i parnssiti dell'uomo: i vapori sono usati elliN\Cemente pet· hL disinfesta.zione dei vagoni ferroviari ; allo stesso modo può rendere ottimi sel'\'igi in an•· bienti chiusi pe'r la disinfestazione di a.biti, coprrte. biand 1cria, ecc. E' anch'esso fadlmente infiammabile. TctrafJlonu·o di cm·bon·io. - Usat o da F oster s'è mostrato atth·o <:Olttro i pediculi nella quantità tli c.c. 30,5 per m " 0 ,028 di ambiente da disinfesta-re. Ma è rins(·ito inatth·o per le lendini. D'altro canto non è privo d1 inconYenienti [:>el' i danni che· può n.rreene il suo uso. Gas illuminante. - E ' stato sperimentlò•to, ma non ba YalOI'(' pra ticu. Ossido ed acido ca1·1Jonico. - Sono stati sperimentati c.:on quaJ. l:J enzina. -
cl•e speranza, ma non hanno eflìcada pratica . Oanalis ne J1LL comhinaH~
l 'azione con quella dell'anidrida. :solforosa per la det·rttizr.azione, IH·uciando gr. SO d i carbone di lel!na con gt•. 20 di zolfo p('r m'' · ~I n <:on t r o gli ertopa.rassiti qllesta mis<:ela ha. po<·o ntlorl'.
4:!:!
J raput·i di t·reolllta s\·ilu)'pati 1.h1 Ull<.l suluziout: 31 · I'X-10 <ro sullo stati nsat.i n ell ' E sercito itali;tno contro il p. corpot·ÌJ:l UJt>dianlt' 1111 "t·mplit·e dispusiti,·o dH.' t'flllst;>nte di fare in\·est.ire dui v<L}Hll'i (·he n·ng-ono dal l•ullitot·c gli abiti o g li altl'i t•lft•tti t'ile ,ouo stati Lom·t• nie nrt"m~:-nte ~<i tua t i in una scatola. ~Pt·onrlu All'SS<olJH]rini uua t•spusir.io:w eli 10-12 minut i SUJ't•hi•P sulli<"ientP JWl' ncc·itiPJ'C pPaicnli '" !t-n d iu i. Si/r(J/J(~II::ulu. ( 'ltandlet· ila swùiato il ,-alOL'e del uitrolll:uzolo conw pat·assiticiua usato )J~l' fuwi~a;'.ioni; ma nt•u :;i è dimu~tt·ato di ,·:don· pratko; usato pel' i pal'<tssHi dt~gli ;~nimali utili , ba spiega.t.t· azione wollo nocha, atwhe mortale, sugli auiwali stE>ssi. FrJN!Jr·ne 1ussiclotut·o di <:aJ·bouioJ.- Spct·iwe•,tato dalla Dit·czione gt' llt'J'alt• della :-;anit;i puhbliC<L in l t<llia s't'· diuwstt·ato di azione t·apida., il tl·mpo lWc·,·s:-;ari<.• per ottenne etJ'etti utili essendn di un·OJ·a; il gt"3.ollll d i <·oiH'l'IH 1·a:done indica t o per ncdùerc i l'Osica uti, 1111 gra.mmo per rudro eu uo, è ngna lt11cnté ~;uftit·i(•nt<~ pe1· u crid1·J·e le puki : ì: molto utile, q n indi, nella det·a ti:t.%a.7.iont•. ~l a •1uesto g-as è dotato d'altissimo Pl>tl•l'(• tossico per 'I'IIOUIO; 1! SO)II'<lllllto, in un amuirntt• umi<.lo :si decomIJIIU(• fat'iluwnt{' penlt•11<.10 og-llt et'ti<.·;H:ia: inoltre alt;l~·<·.<~ i ml'talli. A:nidrirle .so/f(Jro.-<11. - E ' fJII(•sto 1111 gas el1t• ha anll:o nna hu·ghissill la appli<·azione . da molto tempo, t·ou st·opi pm·assitir-idi. Esso lt<1. ilcquistato uote,·olc impot·t;.~n%a iu questi )tltiUti aun.i per la Ùel·atiz7..a · zione per·('ltP dl'bitalli<' IIÌP aùoperato l'iL•s<·<' ,-t·t·aJllt'lltl' efti(·HCI' c pt•J·d.lè. sopl'atutto, consente d i agire su alllùicnti molto va!<ti t·elatintmt•utc (II'Psto. ~I;L COllie !<Ol'tallza disinf<•stante i pan·ri l'Ili ntlol''! oi<•ll'anidride sol f O l'O S. l ~-;o n o d i d si. P<'l' la p1·odar.iont• di qn<::>to g-a:> in 1111 pl'imu t\'Iup,o si (>. a-ùopenlt.t. la tomlmstione d t"lln zolfo dit·ctramente a.ll'a.ria. nell';HHbicnte d;t, tl'àt · ta1·e. ~la il pt·oct•dinH·nto ? in~uf(i<"i eute percltè IIOll );l raggiunge ma,i il pCN:l'nto necessario di gw; nell'anJhit•nte tl'~ ~;, ): l' pi·J'(·hè si ba una ine~nale distriblli~inm• tli esso. N<' ki può ell' nu·t· la qnantit:ì di zolfu da IH' ntia l'C per nt('tl'o eu ho, p el'rhì· al d i sopra <lei :?5-:30 g-•·. per m' lo ;wlf(l IIJ'IIt·i;t lll:tl<· n Hlltlit'itturn la ('lllllhustimw ~i anl·~<ta. in :nnhiPnt•• t · h i uso. Si ~0110 inJJllag-inuti allont s1w<"iali tli!<IHisiti,·i. spt•eir iH Ft·auda., don• s'<~ fatto c si fa. grande u:;o ilell'anidl·idt· solforos:l. JWI' facilitare la, <:omhusti(lnt· 1li lll<l~l-!'i nr i qn:tn t it;ì di zolro t' (11'1' J'('ndc•J't' ugua-!1• ta distJ·il•ll7.ioJJt> lll'l g-as iu tutto l'nmlliente. Losc·lion ha, des1·t· i tto un a ppa n•t·c·h io ('Ostilu ito di n 11 pi r·<·olo fot·uu di 111. o.:-1(1 ù'altczza. elte. ::r•·azie ad 1111:1 Sl'l'ÌC Ili fol'Jl\•lli soprrtpposti. ad un tiJ'<tg-~io ill tt:nsh·o e1l <111'<1;!;.!ÌIIIIt<l di ~o~t <lll7.t> ossidauti ;Ilio zlllro, lo\01-;tanzt• d•e. IIT'IICi<lndo JHL•rr.ono iu li hl'l'tù ossig-<'111) nllo shlto nast('llt:t> . <·ousente di ott<'lli'J'C una f'Omlmstionl' assai più <·nmplda rle llo wlfo. EsperknrP- f<l tte eou questo appaJ't'l'(·hio nnciJbero pr·ovato che con j.!r. :.o di t:olfo J1<'l' 111 3. pit'1 gl'. 3 di poh·e1·e oss itlantl•, si nccit.lono tutti gli Ìlll;Ptti in :10 minn1 i; pe1· ll<'f·illt•l'l' le• lendiui, p<'t·ù, si richiederebbe 1111~~ C!>posizione pitì pt·nlun~ata. lino ad un'or;1 e .J.G'. Adupel·<wdo una poh·ere os'iitlnnte speci~lle !'i Ila il cosiddetto •• IH'O(·el':!-:0 al torci<la nt •> dal IJOnt(• dato a qu1·:,:ta poh·ere. C'IHJ(illtl.
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433
l·'elel l'ifel'isce che l";tggiu.uta di gt. :-;di clol"al~' o di un nitt·ato ba.-;l;l :hl a~:,;ic:nrate la <·omltu~tione di GO ed <tnche 100 gt·;wlmi eli r.olfc1 p<•r meno cubo. E dte l'ana.lisi dPll"al'ia cll'l l<)('alc tntttato; pr·cle\·atu nel I'Ot'So ùelle ~ue e:spet·it:nze, lta mo:stmto c:he è possibile con lo zolfo ui· tra.tn ntt~:>uet·e qua ntitìì. rl i a n iJI'i<lt> solfot·o~a doppia di quellt> c>ttl'· nute c·on la combustioue :sempliee i più una pt·oporzioue ù'auidl'idc· ~olfot·ica t·it·ca cinque volte più fot·te. Cosit·du' l'azioue iusetticid;t Ji IJOesta llW:SCOiallza \"Ìt•ll(! ad t'SSt•I'C ('00!-!Ìdt>t'C\"OIIIIt"llte I'ÌOfOL''l..<lta èU j) tempo ùi e:-po:si:lioue diminuito. Eg-li assicut·a che i11 praticn cinque ote ùi cm1 tatto sm·pbltel'O suffic-ienti laJ'gatuénte per un a ùisiutestazione c·omplPt<t, bJ·udando g1· . ..JO ùi l(.olfo nitt·atu p1•1· mct.t·o (;Ubo . Le espe· rienze JH'atieat(' tou questo pt·ocl'dim,•ntll ut>ll<• casenue di tlin·r·:si t'l'g'· }riiUI'Ilti iuvu:se ùa ei mic i hanno dato risultati del tutto soùdisfatcnti; ttl hauno di.nwsttatn ehè le uont di qnt•sti Jt<tl·as:<iti dopo l'azioup dd gas 11011 si :;chiucloHo pitì. OccorT(' difl'lldt~ t·c il (H't·:sou:de tlw lH'flV\'t'd" aiJ'apr·a"'iolll! dei loeali c·ou l'nppal'P(·c·h io 'L'issot. JWil Psst•tulo sufti<'Ìt>Htt• la ruasdl''r·a. data 1<1 ~·onreHtt·az inlll> dPi nqH>I·i zolfvJ·osi e la tlelicicuz<• oli lli<I<Ì~I'IIII. Hac'{'OJUalltla di O{lt'l'ill'l' in :tlllhÌPHtc SI'('('() Jlt'l' e\·it.;u·c la pnwlnzione d'at·ido ~o lfof'Ì('O . • P e r· assÌ('Hr·at·c la t·omhustitotll' rh•llo zolfo c• la di~t.t·ihuziorw uni· forme d~n·anidl'ide solfor·osa, 111olto utile ù l'<lppai'CtThio <'la.J tou cllr l'ende huoui servigi pe1· la cll'mthzar.iollc. Esso. sclt<>rnatic·ament(~ 1 è c·l)stitu i to ùi un for·no metallito. dore an·ie11e In comlmstione dello ml fo; tli 1111 r·cfrigt't·autc a e it·eola:.-.ionc I'Olltinua d':H·qua. che abbassa la wmperattrr·H cie l ~as n :{;-,• ...J.()• ('.; di 1111 pott•11te n~ ntilat(>l'e cbe sJ>Ìll · l.!t' il ga,-; nttJ·an•J·so tnbi tiuo nei lw·ali l.la tt·att<ll't~; di un sistenm di tubi ,·!te a:spi1·u l'ar·ia ch1g'li stc•xxi loc·nli P la 1·iporta al fol'lto do,·e bnr · eia. lo zolfo in motlu da stf! bilil·c la drCt1laziOIH' t·tmti nua dell'arht Li n · rantocl'l1è la pet·()('utuale clt•l gas nou :sia :sunidf'lltcuwntt· elentta ('i·~ % ). In l btlia è stato usato ntilmt•Jite il tipo cc ERpl'l'ia )) nl'll'J·;st•t·rito. l>i ~Jllt-st.o appa.r·ecchio lto t'xperitnz;t tli1·ettn, a,·eudolo adoper·ato con di· :;cl"('t.i r-i><ultat.i tot>l ntsto ( 'a111po di c·on<·enh·amPtlto prig-innipr·i di g-ut'IT:t di tÀ11lsino. ll m oti~J,Jo g'l'~llcl~· f. x11 t·:11-rello t~d ,, t·ostìtuito di un for·no> a l•iù pia.ui p€'1' la comltn,tion'~ d<•llo zolfu dcc~~ atti,·:tta .la 1111 \'t'ntilatot·c a mano i il gas t·lw si ,,·iluppa attt·a,·eJ·sa un l'<'fi'Ìg'l'l'i\IIIP, (:cl è qniudi proit>tt.1to rnediant(> appoxita tnhnzinur. Jwll'arubit•ntf• da tt':ltt;li'P. l'l'l' <\\'er e l'<tzionl' iust~ ttit·i<la si hnt<'iann dct (iO a TO ~~;r. di wlfo rwr Ul \ la,. 11da11do ngit·e il gas pet· 1·ir·ra 1h on•. <!tn•stn appart><Tltio l·nnxentt• di rag;,(illll~ere tllt peiTéUto di ~ras clt•l T,O;{, t·nstitnito tiPI li.O:! di a.nitll'ick )(OifoJ·os.:t <' eli l .01 di anidr·i<le snlfurita. lnlirH'. p<·r· ;t\'Pl'C l'anidri<lc' solfm·osa, Hi 1401111 ntilizr.nti th•i ~J·;~nd i ciliudri iu rni e"sa è <.:ollt<'llllhl allo :stato liquitlo P d;tl qualt·. rut>ùiaute <l(laTtf' t uha.zinni, xi landa lll'i lw·ali da 1mthtt't'. Oai:\ÌIIt' pc] ll nuliii•J't co n"i~l i a no l'n n i<l rick solforosa. licpr ici n pH l n dpr·atiz7.a ziotw t li t 1·i III'<'P, r;avi. lcwali abitati. da ~Hlopt't'Hl'P nu·diantt· tlll appm•et·c·ltio c hi· corlsi'Ht.(• 1li imnwttt•t·i<ct. fac·ilnwntc• nei lol'nli fla tr·;lttHI'<'. Q1wsto srlf-di/J118fltll' ~~ ,.c,,;tituito eli lUI I"Ctipieutt' Colltt•lu>lltt• J'anid1·ide s,)lfor·osa, di 1111 l'isl';ll . uator~ :Id l\('JfUH hollPnlc• c: he illllll('llbl la Pl't•ssione d{'] l!ilS (' for·Jti:«',(' l'e1wr·g-ia occm·r·~·ntP al modmcnto eli un \'Pntilator·e. T,a !JII<Lntihì di aui -
434 dride solforo:sa occorrente è <"<llcolata. in ragioùe di gr. 72 per m 3 d'am-
biente. Ant·IJe
~d.tiewaun cumsiglia. l'uso dell'anidride solforosa putenùo~>i con cl's;l otteuct·c la concentrar.ione <:he si tlesider:L.
liquida,. Egli ha tt-omto ehe l.Ja azione sicura. sulle pulci e s ulle loro larve, sui pediculi e :-:ulle loro uont; qlwst.e ultime sono, però, più resistenti. Iu un ambieute ùi IU<.: . .JO, uiJa tcwperatut·a di U"-:!0° C. basta il ~.5 % di anidride :solrvro~a pL"Ulunga.nùone t'a,zioue per ·! on~; al 4 %, itwece, ba:st('l'(~ l,bero l 'f,-:2 ot·e. Ciò uuu tou-lic 1.>crò che B;u·ùas " Cl' le vetture fenu\'Ì<'Lrie ~>C<YUiti a b cow·dgliat·c il H'(TlJio si~t<·ma. della combustione, ;Lll'aperto, dentro lavettuJ·a. ùello zolfo in ragioll<' (li -tO-GO gr. pct· ru 3 , e ritenga que:sta pratiea ~Hperlot·e alht proier.ione di anidride solforica ga.sl'osa, per la sua ~
~
tnag-giore praticità.
Hhiglione iu 1111 m·ti<:olo wolto nitido ~1s:sa in rivista i tre metodi :-<Peontlo i quali ~i a.tlopcJ'a l'aniùri,Jc solforo!Sa; le sue esperienr.{' sono . ~tate fatte in occa:;ione <li ùeratizznzione di navi. Egli ritiene utile la. colll bu~tioue d iJ·etbt dello zolfo me:;cola to a so:stanw os:sidanti (ottimi l'isulta,ti ha axuto con ht me:-:eolauza di C<tualis: carbone di legna gt·- SO, zolfo g-r. :!0) : è metoùu :semplite. di facil<· csecur.ione, non ricbiedendo uc:-:~uJJ app;t.t·eethio, <' co~ta t·clatinunentc poto: è di effetto sicuro per la 1lt·ratizzazione; ma non ncdùc gli insetti. Invece l'anidride solfot·osa Jiquiu~l., :.UL(;he ad una concentrazione del 7 %, uon uccide tutti i topi; bisognereboo spiugerla all'll %, ma anche a llora i ri:sultati non souo s i<·uri pe1·cltè <' ,Jiflicile ott~·ncre (·.Ile ~i we~coli bene aU\trht; l'c1zione di· ~iHf<·:;t:t,ute, quindi, è iu<·ei-ta; R<'mm ··on taec clJc a così alta per·ceutuaJe i l gas a ltet·;t fOI·tcmeute le so:sUtlt:tA! ~'~po~tc e ea.u~a nna ~pe:;a, molto rilevante. 11 gas .Clayton ttgi:;ce bene <L <·oneentraziou i del 2 1 / 2 -3 % pe'r · ttJla <lut·ahl di <•:;po;:iziO)le al ga:-: <·iJ·tolnnle di :~ Ol'P, prolnu~ando poi il <'ont~ttto col gn:s, 1wi locnli chiusi, tolto l'apparecd1io, per altre 6 ore. ~t>1·ondo 1'.\. C) n est o ~as è sicntam<•UtP c[lie:we uon solo per i topi. ma a n,·Ju~ J>Pl' tu t t i gli in~dti. L 'A., conc]lt(lendo, non raccomanda l'uso dt·ll';uliùt·ide ~olfoJ'òSa liquida percbè malsicura nPgli effetti e perchè è · 1JPC<' ss:1l'io :1tloperal'la ad a.Jte COJI('t:lttrazio.n i; mentre trova efficace il :!as Clayton e l'anidride solforosn prodotta dalla rombnstionP di zolfo <· l'ill'hOIH', che però '1011 ha <H'.ione l':ugli insetti. l)n~o dPll'a11idride solforosa sia a. FWOpo di dera.tizzazione ehe di d i si n fe:star.ione porht co11 s(' i ncmm?ll iPII t i rileva n ti ('h e hisogna tPHer p I'P~(•Jlti. Uhigliotw l'ilent C'Ile esso imp01-ta una :-:p1•sa piutto~to fot-te: f'he p<'r rc11dere nuonunt'nte abitabili i !orali o<·em·t'P tJnn, n•ntil;lr.ilme for zat.l di alt·nue ot'P : altrimenti, con la rentila7,ione ordina da, non ba.stauo :!- :~ g-iOI'ni: che il ~raR, infi1w, non <\ ~Pllr.a nr.iorw :-;nllt' sost:mze con h· quali denP a. contntto: la f;nina . anrhe C'hinsH in :-w.wrbi éd i11 eu· mnli lwn coperti da copertoni imJW1'111C:1bili, ~i alte1·a g-i:) Ml nnn ]Wl'· <·Putunh• rl<·l g-as àel :.! "!{, tanto d;t <li,·Pntan' inseJ·,·ibiiP-; il ('..affè e la ft·ntt:l ft·p:;{'l't in p:etJf•re si alterano; la ma.g:gior pa.1·t(' dell«> ,-crnici e flei colm·i si altcr~tno. si o;:curano aHt·he se <·onti'JJ~ono hi<lf'<·a (li r.ineo in\'t•c·(• eli 'llll'll:ì di piomho: ]p do t·atm·(· rd i mPtn.Jli in f!~>Ht'l"<' :-:i alt('l';JllO;
le stoffe ~;i scolonwo e preudono un odore ll<Hlse<tu te clJe wa.nteugono per gior n i. Nuttal fa un'ampia. critica. del valore dell 'aziouc dell'anidride sol · fut·osa, speci..~lmente dal pnuto di vista della sua azione s ui peùi<:uli, e la trova inettica.ce ed intida. Già secondo F r aenkcl, Furno, Swellen· g rellel , l3u!Oson ed altri non h~L tsem p re azione suJ:li<.:ieu te ~Sulle uu,·•t c he fl'CIJUentemente sopravdrouo. E' poi uitticoltol':iO o ÌllilJO:,lSibile raggiuugere e mautene1~ in a.ml>ienti molto ampi la concentrazione del gas oc· COtTt!nte a che es~So r iesca letale. Solo Nocllt ed H aluerka.tm ane bbero t t·o,·ato che il 2 % in volume d'auiùride lSOiforosa uccide le . nora dei J•cùiculi iu :! ore; m<L il valot·e di <JUP.Ste espetien:t~ di,·enta distutibil~~ di fr onte ai ri~Sultati ottenuti ùa lla.cot e Gair, i quali banno visto so· vravvi,·ere ùelle uova esposte pet· :<ctte ut·e rL couccntntzioni del gas del :!,5-3,1 %; e di f r onte ai ri:sulta t i ottenuti da Swellengrebel elle ha tro· mto g ran parte ùelle uo,·a. sopl'<tn-ivere dopo csse t·e stati esposti per 1$ ore a concentr.azioJli del 3,:l 'i~ · A quc•:::to difetto d'? zioJf'e utile, cbe infi1·ma cosi graYemente l'eilica.ch~ dell'uso dell'auio'l'iue solforosa., bi:su· gua aggiungere l'azione nociva di questo g<t:s. Hli oggetti umidi :su no tlanneggiati per la proùu:t.iouc d1 acido solfot·ico , èsercita un'azione fortemente scolorante, sia togliendo os:,lig-eno alle ma terie coloranti, )<La fotnHtndo composti cou t•:sso; da.nueggia la la na c quiuùi gli abiti per· dono assai in durata ; attacca i met.ll li; e- non è senl'.<l azione s ull' uomo quando si mettano addosso abiti t·eceutcmente t rattati, sta ndo in am l,ienti umiùi, per la fot·ma:t.iouc di <lddo so lforv~o clte La rapida azione noc~i,·a; sem·..a contare che riesce nocivo anche se inalato in pitcola <Jnautit;\ . Altri jnconvenienti lumeggiati tla Nuttal sono la Jun;nt du· rata c·hc bisogna. da.re all'~::;sposizionc, che secondo i nu·i osser,·atori d . dalle 8 <tlle H ore (Gair, Adler, Kuhn); il lJU:t.:t.O che emanauo ~li abiti tr<l tta.ti c che può persister e per più giotni; la spesa, che secondo Pea<:(Jek è> 5 volte mnggim·e di quPlht oN:OlTc n te usando aria c;;\ld;J o nt · pore; le per dite in anidride ~olforo:sa dovute a \'aJ·ie cause, :<pcrie ll<'lltt .;tagione fredda (infiltJ•amcuti , combinazione eon i tes:suti , s ub liuwzione de 11 o ".olio). Nell'Eset·dto france:::c l'anidride so lfo T·O~I !~ stata larganwn tc u:-:a,· t a, specie per disinfe:t.ion i, il va p ore e:ssendo molto meno a{lop<'t'a t o. Ed è statA, usata in t ulti g li pse rci ti impPguati ncll'ult:ma gntmle guE>l'· ra . .Ma,, a giudizio di Nutta l , ciò non pt·ora. che il rnctoùo sia etlit·il:!ntc : qualunque 111etodo di disinfcst;\zioue, egli atferma, l'llC non agis<'a ;;nlle 11ova, non può essere riguardato elle come un vero palliativo . Un giudizio imparziale, che prenda in còHSill e t·azione tutti i f;ttti l'ti i giudbr,i sopra esposti, 11o u può non e:::>:cr e sfa,..ore\·ole sulla c>ffil'acia l ' pratici tà dell' uso ùell \midride solforo:<a come lllezzo pnra~;siticida.. Ulo1·opicri1w; o triclorouitroruetano, o nit r odoroformio, C (N0 2 ) CP, è un liquido iJ1C'O iore elle bolle a 112• C., ila tlensi t.ì U)!na lc n J .li!l2 c r·he, risc.'llda,to brn!icamente, esplode con violc>11za. Pare che per In pl'Ìma ,·olta s ia stn ta s perìnwuta t a ùa }J onl'r' a ><copo partt!'>siti cida. Egli ha trovato cht'. adopp•·at;t pe t· fumigaz ione in mgione di gr. 34 per m·', pem't t·a hene a t tmn~ 1·so g-li l'l!Ptti rl:t ll';ltt~ne , t'Il u_ cciùe, anc he in pt·ofon<lit<ì, i pr'clic uli in L:) lllinuti c lt' ]pn rl ini
43ti
i u 30; il tclllpo o<.;<;or·r·e11te aù uccidere le lclldini puù t~:;~;ete diminuito le~germ eutc e levando la temperatura ùell'amhien te in cui ~;i agisce. Non a lter·a i materia.li sottoposti alla ~;ua azione (ve:-;tiari o, biancheria. materiali letterecci , ecc.) se il prodotto è puro. Il suo impiego, però, ricllie<!e molte pr·eca uz.ioni, perchè è molto to,.;f;ica e di az.ione irritanti:; si ma sulle mu<·ose; ed è da prosct'Ì\'er:;i in lo<:a li di n un facile acrazion<>. La. <:lot·opicl'ina è stata adoper·a t a da Be r·tra ml i n vit ro 1 su di ff('. t'enti im;etti: egli ha tt·ovato che basta una c,.;posizione di 5-10 minut.: in un ambiente che contenga 1-2 gt·. tli c'loropiuiua (JCI' litro per a,·ere l'azione insetticida; c ritwne I)ossa r ender·e buoni servjgi s ia per fu · mi~azioni che per polreriz7,azione. La consiglia an(.·be per la ùisi ufe · zione delle fec·i per la sua azione positiva sugli infusori e sulle amebe. Be t•t t·aJI(I l' Ro!<euhlatt banno confer·mato quef;ti risultati , trovando etllcace la cloropicrina anche alla dose di qua lc he milligrammo pe r litro. JJe t·tt·a ud, Br·ocq -Rou ssen e D assonville han no uRata la doropic riua contro le cimi('i rilemJJdo c be Ja sua. a.;r.ione insettkida, più o meno rapida a l':ecouda. del h~; dose adoperata, offt't' gra nde intcresl'3e pratico ; e dte le pl·opo n<:ioui ùi gr·. !-lO per_ m3 -dànno i migliori risultati: letti infestati dn. cimici !;OliO stati t t·attati eilica<:t•mputc , uccidendo tutti i pamssiti , c·on dosi cii gr. 10 pe l' m 3 per nna espo:o;izioue della durata di 4-12 Ol'C. Anche F ett·l ha utiliz;r.ata la cloi·opkrina in ragione di gr. 10 per m 3 contro le cimi<:i con l'i ultati perft>ttam cnte soddi:-;faN' u ti. Nel gf'nnaio 1!1:.!:.! la Dir·e;r.ione Centr:lle tlel ~él'\'_i'l.i o sanitario mi li t:we, Ministero della Guerra, incarka ,·a la Dire;r.ioue di Sanità del Corpo d'Armat<l di Homa , retta dal <·olonncllo medko G. Sa.ntoro, di spl•t·i IIH:n tat·f> l'a ;r. ione della c1or opic·r·i ria conH' di s i u festil n t<.> per sta h i . li r·e quali \'antaggi essa e,·entua.lmen te prese n ta.s::;e ili c.onfronto con l'nso ùell'adrlo cianidr·ico, in vista dei huoni ri ~u lta t i che essa a,veya dati in Francia. Per la mia quali til 11i uffieial•.! igicni!'ta del Corpo l'li At·matn , ho !<Ottoposto ad esa mc qn<'~ta sosta nza pPt' mez;r.o della di pendente 7A Sezione di disinfezione. Le esperienze fu1·ono ese~uite in un camerone ordinariamente adibito :l clormitor·io per la truppa, della ca.parità di m 3 430, provveduto di po1·ta. e fint·stre a riscontt·o in modo da assicnL'<ll'e un'ampia aera?:ione; c come con trolli mi son set·vito di cimki (..-\eantltia, lectularia) poste dentt·o tubi cl:l saggio c hiuF;i, al r uni con un tappo di 0\T:ttl:.c'\ lievemente comprf·l"~a, ('Ome si 11sa per· le pl·m·ettc C'OHtPnenti cultur·p, altri con Il ne. a ltri con tre, distanziati l'uno da,ll' altJ'O: tnlJi posti in diversi punti della c.c'tmerata (a ngoli , padm ento, soffitto) e dent ro effetti letterecci (materassi, ecc.) per aver e un c-riterio sulla dit:rus ibilitA e s ul potere di penet1·azi one della c-loropict·ina. La temperatura nei giorni in c ui furono fatte le esperiem,e os<'iJia n1 fra 10• e 1!'l• C. La d ife,.;.-t del pt>r·sonale fn fa tt<1 media n t<' gnan toni P com bi na zio n i i m pt:>rmeabil i, <l:t disinfettore: e mediante l'npp;lreN·hio D1·aegP.r morlifì cat o. N0n ~~·mhrò ..- i1·uro elle opet·antln ad a lte conrr.ntrnzioni i1 filtro del rcspit·atore in· {!lese fosse ::;uffieiente n tt·nttener·e la clornpi<'r·i nn: e per<'iò volli riéor· l'l' l'C al Drn r~er. c·he l't'!HlC l'operator e p<>t•fett.flnH'nte indipe1Hlt>nte da] -
cirço:suwtc; [.tCrù 11otawwo elle gli occhiali <:Ile !iOUO anllc~;;i a non sono s ufticituti a difendere gli occhi peechè non r·it::>(·ono a combaciare sempre col contorno dell'occhio; sicchè, dato lo enorme potere irritante {}ella. cloropicrina, in breve l'operatot'e è messo fuori giuoco dall'azione l.acl'imogena . l::li pensò, perciò, di sostituire all'apparecchio Draeger tutta la parte facch~le del respimtore inglese, che :,; adatta perfettamente aJ contorno del viso, compreso il tubo di condotta. dell'aria; modificazione elle lta corrispo:sto perfettamente nella pratic.'t, difendendo sicm·amente l'<Lppat·ecchio respiratorio e gli occhi dell'operatore d<lll'azione della clorupicrina. Si è dovuto, poi, studiare un si:sterua pmtico per :.;panùere In. cloroLHia
Qlll'Sto apptu·eccbio
picrina, per evitare le ùifticoltà di maneggio elle essa, presenta. Abbia.mo sc.u·ta te le pompe irroratrici perchè pericolose e percbè non è necessario sudùiYiùere questa sostanza: anche spa1·:-;a in grandi quantità, gr. 5001000 ~u una superficie di un metro quadro, volatilizza rapidamente e si spa ntle per tutto l'ambiente. Cosi abbiamo scartati altri sistemi cbe, ri· c!Jicùouo ill'iempimento s uccessh·o, sul posto, dei recipienti. Ed abbiamo tt·ovato pr atico e comodo usare t·ecipienti di vetro di capacità adatta, che :si riempiono una volta tanto in laboratorio, dove tutto è opportunamente predispo~to, coprendo la cloropicriua con uno sb·aterello d'a-cqua, e che :si vuotano negli ambienti da trattare dagli operatori muniti di ma:.;chera. Questi recipienti si tl·asportano eomoòamente in apposite cassette fatte a loculi imbottiti, di dimensioni corrispoudenti a quelle delle bottiglie e che ne rendono facile il tra:-;porto. La capacitc\. media suffic-iente delle bottiglie può ~ssere di litri ' / ., l , :t. Circa la dose di cloropicrina da- adoperarè, rui sono allontanato tlallà. quantitc'L troppo elevata data da Moor·e di circa gr. 34 per ru 3 e da quelle di gr. 10-20 da.te da Bertrand in m1 pl'iruo tempo, dispendiose e troppo ingombranti, dovendo lavorare per nu•ti ambienti; e mi sono ••ttenuto alla dose di gr. 7 per m 3 , mediJ. rispetto alle cifre limite date da Hertran.d, Brocq-Russeu e· Dassoll\·ille, e s11Hicientc per una utile saturazione dell'ambiente. L'ho adoperata fa<'en<lola spargere per terra. In quanto alla durata. dell'esperienza, desidernuùo che essa avesse al01-e comparativo fm l'azione della cloropicrina e quella dell'acido cianidrico, ho portata l'esposizione a due or~. tempo molto superiore a quello occot·t•ente ad ave1·e l'azione pal'assitici.ùa adoperando l'acido cianidrico. Le esperienze fntte sono riassunte nello spe·ccbio se~-tucnte: '
7
:!5 - Ow,.•wl~ di 11Widici11a miti/l! re, -
Fu~c,
V l {\-lX
438 TABELLA fA Azione della cloropicrina sulle cimici. Qnao t i t i\ di oloropicrine. adoperata per nu::.
gr.
Durata d ell ' cspooiziouc
7
h. 2
'Sf'g>ttivo; azion <' lm~riuwg.• fla sctompa r:"a dul loc~l " dopu :3u-40 ort>.
7
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x, g11.tivo; olziorw lncrimug ·tlll ;;coml'llr:!u
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7
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Queste (~s perienze dimostrano, am:itutt<•, che la cloropicrina. lm uu forte potere di diffusione e di penetrazionc. R aggiunta la concentra?.ione necessaria, per ottenere l'effetto parassi t icida, ]n rapporto con la durata dell'esposizione, questa azione para>:siticida si fa, sentire ug-nalmcnte in tutti i punt i dell'ambiente trattato (i nostri controlli :::on morti tutti, ovunque fos sero situati), anche attra,·e J'>:O Yel'Stiti, coperte. ef'e., ed an· che se le condizioni sono difficili , come per il ca:::o r ealizzato da noi di· ~ponendo tre Ulppi ,•mcce:::sivi ù'oYatta in una JH'o,·etta che a.l fondo con· tt•neYa. le c i m ici e mettendo! a in un matera ~so ripiegato. Esse ill\licano che pel' ave1·e elfdti utili con l;;t, do~e pre;.:cclta, cbe IIOU è ha;.:!';(\, hisogua prolung~LI'e J"el'lpOs izionc oltre le 12 Ol'C. anici· mwùosi alle 24. Tempo evitlentemente troppo lungo per le ordinarie con tiugenz~ de Ila "i tl'l. mi litarc. Si è r et'ra.to peniò !-li st:1bilit·e in qua le t·appol'to stes~Pro qn<llltitù di eJor opicl'ina a.ò.operata e tempo di rlurat.t della. sun azimw: l' gli nl · timi due espe1·imenti ùimo>:trano che, ra,dùoppianùo la quan tità d e11<1 c-loropicrina. si può eidul're a mr.tù la durata del la :-:ua azione . Non sono però andato nl di 1:\ dei gr. :!8 pe1· m ~, perrbè flllCI"ta. qua.ntitìt . molto forte, che è diffic·ile si possa adottare nella. pr;ltira. t•iC'h il·llc pur st•tnpt·e llllfl esposizione di :-:ei O)'(: che ù trOJ>JlO lunga di ft•onte alla ntpiditù ùi azione dell'acido cianiddco. S<•nza contm·e eh<• le alte dosi di clornpi· crimL 11011 sono seu?.a ar.ione sng-li oggetti mcb1llic i. ~ul l l' retreric. t•rc. <:(lme ahhinmo rlovnto constatare.
439
Le c:;pet·ienze sutl1lettc hanno. inoltt·c, messo in eddenza un altro e-'l-are ìncom·eniente <L cui si andt·ebbe incoutro usando la. cloropicrina: inconveniente dovuto alla sua potentissima azione lacrimogena che si fa :-;cntire anche per minima quantità di sosta.JJza, pur dopo lunghe ore dt ventilazione fatta llelle migliori condizioni, senza però speciali apparecchi, come nel nostro caso. Azione lacrimogena che persiste anche quando1 & finestre aperte, sembra scompm·sa. Ma, poco dopo aver chiuso, la sost.'tnza che ::;i sprigiona dai mur·i, dagli anefli, ecc.., e cbe in piena rentilazione non si sentiva, fa seu ti re nuonLmente eù in modo così forte la sua azione da. rendere iuabH:a,bili i locali; e ciò ·per almeno 48 ore. Riassumend(), quindi, conveniamo sulla efficacia della cloropicrina. usata per disinfestazioni, in · vista della sua azione tossica e del :,no forte potere di penetrazione; ma. riteniamo possa usarsi solo per amt.ienti che possono rim<~n e t·e di~abitati almeno per tre giorni consecutivi pe1· la forte e pertinace a:~,ione lacrimog-ena, che residua. Essa è, però, ùecisamente inferiore all'acido cianidrico, percbè non dà effetti sicuri sulle uova e bisognerebbe quindi ripetcrne a bre~·i intervalli l'applicazione. Anche Bertrand, ('On i s uoi colla boratori , viene alla stessa conclusione, e J•a.ocomauùa di ripete1·e i1 trattamento ati intervalli di otto giorni per a.spettare che le uova si schiudano e colpire, quindi. le Ja.rve. B non è da t rascura.re che è di rl iflicilc maneggio; e pericolosn per gli ~coppi che può produrre. Infine la stia. a.;done è troppo lent."L di fronte a qneUa dell'acido cianidrico, cbe in un'ora è completa. Acido ciauid·ric'o o acirlo pru~'<sico. - E' sostanza usata da molto ìeu1 po per la disinfestazione. 'l'rovasi in divetsi vegetali contenenti amigctalina, che a cont..<ttto per un certo tempo con l'a{XJmlr subisce una ~petie di fermentazione 1lecompouendosi in glucosio, essenza ùi mandol'l(' amare ed acido eia n idrico. Per prepararlo si tratt..'!. un cianuro metallico con un acidÒ minHale. L'acido cianidrico, H C N, è un liquido mobilissimo; anidro bolle a ~6,5 C. ed brt la- densit..'\. di 0,697 a 18 C-; i: un ,-eleno a ·fortissima azione. . In principio è stato usato contro i parassiti delle piante . Pare cbe la pr·ima a,pplicazione sia stata fatta in Italia fin dal1880. Poi questo gns fn utilizzato in Americ'a, nell'A nstra li n, nel l' Afri ca meridionale, nelle Indie. n e] Giappone estendendone l'n~'<o contro i parassiti dell'uomo e r.ontl·o i ratti. Nella. Spagna il largam ente usato contro i pal'a-ssiti degli agrumi con ottimi tisultàti. G. B. Grassi ricorda che fin dal 1908 negli St<Jti Uniti del Nord America l'uso ne era ditl'u!:'o; e fu nziona\·ano speciali squadre di operai specializzati che a.tloprava.no l'af·iclo Cianidrico per la distruzione degli insetti delle case, dci magRzzini , hastimenti, \·agoni ferroviari. In Italia , nel dopo gnerTa, se ue è ripreso l ' uso c)le si ·~ esteso molto. con ri sultati veramcnt(' fa<:or·evoli. In Germania è st.'lto sempre adoper·ato da una. quindicina di anni a qnesta, parte; e durante Jn, guer·ra ha reso serdzi p1·rziosissimi. Ma l'uso dell'acido cianidrico prr la. disinfestazione inspira. giustamente gravissime pmoccnpar.ioni per la sua alta tossicit..'\, che ha dato luogo ad incidenti 'spia<-evoli ed a casi ùi morte. Tolto riò, tutti gli ossernHori sono concordi n~J rieono!oi(·erc i gra-ndissimi vantnggi che il
suo uso preseut<"1 l' la :sua supt:l'iol'it:l s u tutte le altre sostanze disinfestanti solide, liquide o gassose. B' doveroso quindi cercare di disciplinarne l'u:so iu modo da po· teme sfrutt.ne le prege,·oli qualità senza mettere a repentaglio vite umane. B ciò è r·elativament~ fa<"ile quando si adoperi personale specializzl\to per le operazioni, adottando poche norme da fare rispettare co· srautemente e sicuramente. Gli Stati Uniti ne banno regolato l'uso con le circolari u. IV del 19J5, n. 100 del 191() c n. 1;;9 del 1918, con le quali :si stabiliscono le moda.lità tc'Cniche delle oper·azioni e misur·e per la difesa. del personale. ::;)tal>iliseono che la disinf<>stazioue de,>e essere sorvegliata diretta-mente ua persomtle tecnico superiore ùel :servizio di Stato. E così di rmwo in mano si \'è\ facendo da altri Stati. ~ella, 8Yezht, Uezzlin,· i spett01·e capo delh· abitazioni a, Stucolma., si 0 servito ·Jcll':lciùc cian idrico con i miglior·i l'hmltati, trattando più di 10.000 ca<;e; egli ne rileva la grantle ca.padtà di pcnetrazione. V uso t- disciplinato dalla Or·diuanztt reale u. i::Jù ùPl 1!)Ul. In OernHtoia l'u)<o dell'a-cido cianiùr·ico si diffuse molto, senza, forse, t·he fOfll<et·o VL't'scritte le ·tlorute crmtele; sicchè si sono ret•ificati pa· l't'1'Ch1 incidenti. Perciò H. ' Rauch insistè recentemente suJla ncc<:ssit:-ì. di <"outidal'c l<· operazioni a. per:sona lc capa{;e, specia.lmente h:truito ed ulli<:i<rlmente autorizzato; <> reclama un nuovo rc~o l amento che faccia della, disinfe::>ta;~,iont: all'aei<lo cianidrico nn t·amo tlèl seni~io rnunki· pale di disinfezione. Ed in di,·crsc pub()lienzioni r·ecf'nti l'li sol!o l':egnalati pt·oceùimenti a.renti per oggetto di eYitare· i principali pericoli dell'acido cia,nidrico LlH'seoJando\'Ì :;ostanz.e Che UOVI'Chbel·O SCJ'\'Ìl'e da rivelatori JH'l' Dl ('ZZO ùell'oùore o di fenomeni d.i irritazione elle esse producono. Il primo pr•twc<liuwnto eli ()UPsto gerwre !iembm ess<•t· dato d<ll 11 <·y· clon " de:scl'itto (la f<'lm·y C<l Ha sc; :-;i tt·atta ùi un rn·oùotto (•hc dovt·ebbe e~sP r·r costituito di un:l mescola.nza di eter·e etilico e rnetilico dell'acido ciai.Joe<trbouìco con circa il 10 % d i etere diclorocarl>onico, più un composto ùi hromo; esso contiem~ in rucdia. il 30 % tli acido cianidrico. Al· tr·a so:stanr.u analo:,.:a ~ il <è Yeutox 1> . E' stat.'\J pt·opost.'ì anche nnn. me· l;Colanza di acido cianidrico e di <• gas ruousta.rde >>. Il « Cydon »è :stato speriment;tto anchè nei Pae~i Bassi. per conto dd Consiglio d'Igiene di qndlo ~tato, da De B ruyne a. scopo di de'l'a· thzaziouc. Egli ba adoperato 4 lit ri di <:yc1on per 1000 rn 3 per la derathza?,ione c :!0 lit1·i per la tlisiut't>st.'lzioJte f'd ba tr·m-ato el1e il procf'~So rispunclc heue: ri<·hipdc <·irca ).:(•tte ore. Nella star.ione ~ru i tnria di Oldenza;ll SJ $ldope1·a il « Cycion >l per il t 1·at.tumento dei ba~a~li degli e m igr·au ti . Qua le h t• \'Ol t a si u sa mesco· l al'lo ;tl .-J icloroetilenc per ridnt•t·c la pr·npo•·r.ionc di acido cianidrico qtwsi al fJU<lrto, in modo tla E-liminarlo poi pifr facilm ente, coadiuvando <·on lo ~ l ;attiru c~nto , I':ueazione drgli o~getti. lu Francia il Cou:-;i~lio ~nperiore d 'i~irue inca l'icò flonj ean di l'trt · diare due proredimenti di d era.tizzazione all';1rido cianidrico proposti tla. ditte pr·irate. E:gli con closi di 3-7 g r. <li ciannt·o !li sodio rer m 3 , a seconda dt,lla Llis po~izione dei l<w;tli P tlel ln1·o C(lntennto, constatò la
·Hl
morte di tutti i controlli dopo ot·e l '/. tli eSIJO~"il'.ion<' . l·:gli lta u·o,·;Ho clte le ;;o:stan~e alimentari nssurbouo l';tddo <:ianidt·ico in quantità tanto più forti qua nto p iù è l 'acqu:L che esse contengono. Ed ha trovato che, uncbe dopo cinque giorni, in <:al.>iue delle quali si erano clliusi gli /t;ublots, delle carte reattive giJ ile -a. l piero w rl.>ona to di :sodio virasa no fa· cilmente a·l l'Osso mattone quando si piazzavano sulle coperte o sui materassi tra,ttati. Cosiccbè, (Hll' ti conosceiHlo la, grande efficaci;\: dell'a,, zione distruttrice de ll'acido ciauidt•i<·o nei riguardi ùei ratti e degli· insetti, per il fatto che mediante H suo si cr ea un'atmol;f<•m <:<tt·int del tossico in proporzioni fulmina n ti e si hll un maneggio ùi cianuri e liquidi resi<lui della r~1zione acl <llt issimo potet·e tol-ìsico, e si ba ht penetrazioue dell'acido cianidrico :sulle ~o;;l::tJlze alimt?ntari , nei te;;suti, utile letti.erc, ec.c., dove perma.ne con grave pel'icolo, conclude che, in a!ll'Cnza di uno spe<:htle si~ttmn, di ventilazione, il metodo è JJericoloso t: causerehbe certamente ca~:;i leroli, non potendo escludersi la negligenza., per quante ca.u tele si prendano; siccM u.on potrà- essere usato che in casi particolari:-;~Simi ~ quando si è asl:lolutamente sicuri e pa.droni delle circostanze. (~uesta condu~ioue è ~tata adotrota. dal Con~<iglio :superiore d 'igiene di Fr;tncia . Anche J;aportc e Mnncen.u in .francict hanno spet·imentato l'acido cianidrico , rilevan do che !(' rleJTate aHmentari lo a:o;sorbono in quantit:ì alcune ,·olte tali da dovnt·le 1•seludere dall'aliwentnzione. Le far ine ne as~>tH'birebbero pochi!'!simo, q uauti tà tt·11 s<·nJ·a hi l i ; sif'C' h è' COll$igliano il gas pet· la disinfesta.~ione dei mulini. Laporte però ha potuto a.:ssistere aiiH disiHfextazioJte della :;t·uola tedesca -di ~olzthorstra;;se a. :'\lay1mee, sbt.ta utilizzata come ospedale durante ht- guerr a e che dovei'<J c;;sere trasformata. in liceo fraucel;e al termine dell' occupazione. Essa fn eseguita, per conto dell'Ufficio cl 'i~iene mun icipale, da mta ;;ol'ietit di Fran<' Oforte. l~cl in complesso si mostra soddisfatto. Egli ritiene che la gr<ttHlc ios~-<i<·itù \lell'ncido cia,niùl'ico 11011 sia di ostacolo al suo uso quaralo ;.:in maneggiato dH una squadra speciaiinata e qna.ndo siano prese mi~>urc tli sirurez7H'l , la cui diligente attua· zioue ~";ia strettamente osseJTnta. E conrlu<le c·he i servizi d'i~it·IIC' in Franc·ia, dovrebbero r icorrere a qnc:sto gas. . In l spn.gna a llo scopo ùi evitare pe1·icoli -l . Souto Bea\'is lta ideato un appa recchio speciale; ed altro ne ha sottoposto :l t;ontrollo per incarico dell'I spettore generale della sanità, bt·evcttato tla Co;:tl:lntino Orin'e ili V~tlenza. Quest'ultimo pare risponda bene. A nelle K. B. Lebmann, nel ei;lssumet·e i ,·a,n l:<tg-gi del metodo eli di~infestazione all'acido cianidri(·O, a<·cenna alla suptn·iOl·itù del sisténta di immis~ione del ga:s dnl di fu ori. Ed insiste ;;nlla lll'f'l'ssit;ì di :wt?rc un (*-rsonale scelto e sorvl'~lbto. · O. Bail , che se ne è servito largamente in guel'l'<l, J·ibadisce il cont!f-tto clella necessità di dispOl'l'l' cli nna sq uadn1 s pedalir,zata e diJ·rti<l da personale tecnico sicuro. E C . L ubsen, II. Saltet t> L. K. \\.' olf ron()]uclono ('be è oJ·ntHi poss ibile introdurre nella pratica l'uso tlell'ariùo c·ianiùrko 1lopo la hugn. l'Sperienzn. fattn. :ulottando tutte Il' cautele rhe la pratic·a ha inclil':tto
44.2
rispetto alle suppellettili, ai liiJUid i, ecc-., e pt·cnùcudo diligt-nti prec-au . zioni. In Italia l'euergka azioue ùi,;infcsta.nte dell'acido cianidrico c la facilit;\ con cui si presta per largùe applicazioui in ambienti va.sti, at· trasse sui.Jito l"attcmzione dello Stato. L' Autot·ità militare preoccupata delle condizioni in cni si tt·r)m· ntuo le caset·me del lenitorio per rispetto al para.ssitisruo, specie da cimici, dopo la. guerra, con lettera 26 s~ttembre 1!)19, n. 11828 del Mi· nistero della Guerra, l>iJ:ezione glmr.rale di sanità militare, dava man· dato alla Direzione eli sa nità. rlel Corpo d'Armata di Roma, retta allora eùll f.-euerale bt·igtHliere medico pt·of. ~. Santucci, di sperimentare quale retl le e pratiea dlicacia ares~>e U<'ll'alll hiente militan;! il ~Si!':tema di di · sinfesta.zione all'acido cia11idrico. Bssr.m do a ne Le n Il ora u !liciale igienista del Corvo d'Armata, fu i i u. e<1ricato degli cspel'imeuti. Prel'i i dontti· accordi con l' Autorità. mili· i:He, come sede delle esperienze fu scelta la Caserma G. Medici, molto infestata ùa cimici. Furono usate camerate che meglio si prestavano pct· esse n· isolate, ùi drca. m 3 (ii50 di capadtù, coutenenti effetti di ca· l'C: I'Illag~io , letti , ma te dali di equip:tgg-iamr·nto individuale. In queste <·;c~~n e r..tte l'ispezion~ areva uc:r.ert<o~ta la. presenza di cimici, sia nel ma· terialt; mobile <:l1e negli infis!':i ill leguo, n ei buchi e nelle screpolature d<·ll'intonaco dci muri. Furono, inoltre, depositati in diversi punti dell e caruet·ate (angoli, pa\'imento, plance, ecc.) provette contenenti cimici con le rispdtin• uova, uonthè petliculi di animali utili, più resistenti di r.Juell i dell"uomo, specie quelli del mai;.tle. con le rispettive uova; 'pro· ,·ette <:hinl'iC c-on tappi tli oratta in diverso nttnlero fino a, tre, l'uno a di,;t~tnza dell'al t ro; materh1li pr·ep:tr<tti dal par:1ssìtulogo pt•of. G. Ales. saudtini delrUnirersit;) tli Hom;L Quindi, daiusc tincstre e porte, me no llll<l per J'u~<'Ìia del pet·:sona}c~, e bloccate le f('sstu·e l'Oli Ji stt'lJi di (:Hl'ta. si diede lu ogo allo sviluppo rlell'<H.:ido ciauitlrir.o, facendo reagire delrac·ido solfot·ico su ùcl t;ianut·o di sodio in l'ngioue, questo, di gr. 5 pe1· m 3 ù'arul!iente tla tntt.tare. lJopo tre ore di esposizione, aperti i lo· rali, l::ìi tn.i.,·at·ouo tutti i paras:;iti ml)t'ti, tanto quelli c he infestantno i muri, gli in fis~>i ed i materiali c be si tt·o1•avano nelle camerate nelle natur.tli ordiuat·ie COJllli.zioni, qu;~1 1 to i contt•olli posti nelle pl·o,·ette, a.n(·ùe iu qu ell e ch iu,;e cou più tappi 1:' poste nei più sntriati punti delle <:<-1mct·ate tt·attate. Le uova raccolte nri letli , nei hudti dci muri e quelli' )•Oste iu pt·o,·ette flll·ono pt·~se in osset·\·Hzioue d:~ Alr!':sandt·ini: esse fur·ouo poste in ndatte eoudizioni, ma non si seltht!':ero. Queste el:-iper·ienzc ripctntc diL•dero Sl'lHJn·e i lliNJesimi otlilUi t·isul· t<lli. Gu'u ltima riprl)\'31 eo11 :tllhtHt!lauza eli contt·olli fu fatta nella Ca· SPI'tlla UudJc•r·to I alla ang-ust.a prCs(·nza. rh S . :M. il Re . Esse, f;ìttc in condizioni cla an~ re i] mal!gior valore probativo, nou ;;:olo confct·tn;u·ono (·hc l'ac·ido ci<UJidrieo allo ì"Ltto gassoso è energica.· nu·nte p:ll·as,::iticidn, si:'l. pt'l' le fol'tne ~tttin~ che per le uonl, ma dimo st1·ar·n1tr) ;"tllt'Ol'<l rhr esso P. dotato di g!'andt• potere di c~pa usione, pct· cui perr(•tt·n pr·nFontlarnent<: e rapirlanJPHte i11 tutti i bnrhi e negli in· tPI'x1 izi c po1'1:1 dontnflue la sna :tzintw f'ol'tPmE'nte t·o:-::o;iea: pt·eziol'a flllalit;'l Jll'l' la disinfps!azionl' dl·lle :tllitazioni in g"Ctl ('l'l'. QtH•stl' cspc1•ipnze,
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woltre., pr.ovarouo che ::;ouo ::;ulliciPnti poche caulck per elintiiH~re gli inconvenienti dovuti alla to:;sicit.i\; dell'acido cianidrico. QuinJi, s pecie cousideta.udo le ditlicoltà ed i bi:>ogni pt·opri Jell'aru. bient.è militare, nel qua,lt~ s pesso occone far pte~to e. bene, condusi dando parere favorevole per l'adozione n ell' E sercito del metodo di di:;iufest<lzione mediante l'acido cianidrico allo st;~to gassoso. Conclusione accolta. dalla Direzione <li ~witù di C. ù ' A. ehe, rispotHlcnùo alla suddetta lettera del Miuh;tcw delhb gucl'l'a. propouem dtc il aietodo fo:;:::t• p ortato nella pnttiea ordilliHia : propost.t> subito a.{X;etta.ta. Inca-r icato di orgauizzn,re questo .nuovo servizio, pensai, anzitutto, di f01·rnal'e una squadra <li milihtri speda.lizz;l.ti. Bd m•che Ìll questa cirtostanza. è apparsa la grande utilità. praticct e l'importanza per l'igi~:ne dell'Esercito della Sezione di disinfezione . P er la difesa di questo personale furono adottati: combinazioni, gua ntoni di gomrua e J'appa.recchio Dr;legcr Ò il r e:spi nttore inglese. Il re:<pirator ·:! inglese fn priwa coutt·olla.to oppor-tunamente e si potè stabilire cbe H suo filtt·o tra. Hntlicienlc a tra-ttenere l'acido ciauiclt·ico che pro,·eu inl ùa uu amLiente, ueì qual e s i. trovava nella· concentrazione abitualmente adoperata (gr. 5 di ciltnuro d i soùio per tn 3 ), filtro cùe <·:::~o n rtt·a,·ers.u·a 111cd ian te tJU sistema di aspirazione. J:'el' la produzione d ell' acido cianidrico fu utilizzahL la rea.zione dtdl"aeido solforico sul ch'tnut·o ùi sodio, aùopel';lt.'l da t utti. -~cido solfori<-o e ciauut·c di sotlio iu nn primo tetupn ftJJ·ouo acqui·tati dal commercio; ma successiYamcnte fu t-OllO foruit.i dalla. J•'a.rmada ('t·ntrale rnilitm·e per a~sicul'are il t•ifoniimento, non solo, ma sopratutto )'l'l' avere st'mpre in queste solitanzc le qmtlità li('{'Cssa l'ie . E' nece~sat·io, infatti , che il chmuro di soùio , che è genera,Jmeute usato percltè IlHl' il basso peso mol~>colare ùà una quantiu\ maggiore di aciùo cianid1·ico, sia }Htt·o ; pen-hè, per la JH·csen'l,a. rli nitt·iti o cloruri :>i tot·merehbero ·l rela t id a cidi c he pro,·ochcrebueto lit ù c<'Omposizione déll'acido danidJ'ieo i11 larga misnrn tiuo a non t·e:;idmlJ'ne più che i l 7 o~. Il ciannro di $;odio (((~ve aYere ;;erupr;,: uu titolo di 120-130. C(1me è necessa rio <·l.te l'ncido solfm·ico sia, a 66 B. , e n on ~ontenga impurità. ::;pecie !:ali di ferro, arido nitri(·O e a cido rlo l'idt·ii;O che dà.uno Jnogo a forti perdite. La q u~m tità. di ~o~ta nzc da fa re n •agi •·e si desume dalla fot·ruula : Jl ,sO. + :!~<lCN = Na 2 S0. + 2HC~, dal la quale appare che pèr ogui molecola di acido solforico ne occorro11o due di e ia n Ut'O di sodio. E sictOJL\e il peso molecolare del <:inuu1·o Ji ~odio è di -W. meu t t·e qne llo del T;·tddo soUol'ic.o è rli 98, ne riene che di que~te due sostanze ()(•corrono pesi uguali. La pratica però di m o~; tra, che è con vcuicu te eccNk1·e n ella '<!Uantitù di addo ::;olforico. E noi nbbiamo atlottato il t'n pprwto : l in prso di d1muro + l in ,-olume di addo ,_oUMico. L';wiclo 1'-l(llforico deYc t-sseJ"e sciolto in un volume doppio cLwqnn.; soluzioue da, fare al momento tlell'uso. JH~rchè hast~ l'elen1zione clj temperatura che si product> ptr far liber-are l'addo cinnidrko allo stato gas~<Ol<O . P e r l tt prtxluzione clel g-as aldJiamo utilh-:'l.ato lll! app;tl"('Ci·lcio mollo spmplice ~os tit uHo di un rn;: stt!llo di legno che in alt<! porta nna (·assetm a, ribaltamento JlC!l' mettervi il cianltr·o - ~ l atcl'inli eh<• ·hanno il ,-an -
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t.aggio <li votet·si tl'ovare l''·unque, il che nella px·atica militare nou i· di poc~t importa.nz<L l n America s i nsa.no spedali apparecchi. Nella .--pa.· gna il Centro tecn ico per le fumigazioni adopera una <<Ciano gcu~ra· tl'ix 11 :sperimentata da t-;outo Heavis con risultati fa vorevoli, costituita. di due s~rbatoi uno superiore, do\"e si mette il cianuro in soluzione. l'al · tro inferiore per l'acido solforko, e fa.ttct dì una lega che non è attaccata dagli ad<li; i due recipienti !iOilO di ca pacità rispettivamente di litri l:! e 18. Al momento dell 'uso i ùue liquidi vengono <t conta tto: il gas cùe s i svilut)P:li prima. di es~e re immesso nell'am biente da trattar e a,ttravet'sa una camera contenente carbonato di calce c he lo libera de lle t racce di acido solforico. E sufficiente a cia.nidrhw""''l.re 2400 m 3 in 1 / 2 ora. Ed anche la Direzione della i.<.'mità pubblica in Italia adopera un appa· recc hio che consente di prodta-re il gas stando a.l di fu01·i c ehe ril'<ponrle molto bene. · Esso ba il grande vantaggio di as~icurare che la p t·oduziune del· l 'acido danidrko si faccia a tempera.ture di 60"-10" C. Consentt> di Ì ll · terroUJpet-e lct produzione quando si voglia. e porta uua ca.dca di kp:r. 3 di dan uro che :si può facilmente rinnovare. Noi seguitiamo ct !>ervirci dei materiali ::;emplic i s uddetti , in at· tesa che una l t~rga espel'ienza dia iudic.'\zioni s icure :sulht scelta di u n rtppal'ecchio c he ei~ponòa a t u t te le esigeuze e che consenta di lavorare dal ùi fuori . La qtH~ntitit di c·.ia um·o di ~odio, <lhnen o a 1~0, da Cldoperare fu slal.JiJjta ir: gr. G-7 per· ill 3 a S(-'I 'Onda della minore o maggiore ùifficolt..'\ (:on <:Ili gli ogg-Ptti che il locale contiene po!:isono essere penetrati dal gas. E la durata <li azione del ga,s fu prel'critta, di tre ore non r-:olo perassicm·are nmpiamente che la azione parassitieida si effettu i, ma. sopmtutto, in rapporto L·on 1'oml'io abituale di :scnizio Jclla truppa. I nfa t ti basta a nelle un'o m di <•sposizioue pet·chè la tu~sirità· del gas d i a. i su o i effetti r-:ictu'<l·men te. Rimanent d;J ~tabilil·e le ca.-u tele necessarie ;Hl ,.,·it:H(' 1·he la tos::d· cit.ù, estrema di q twsto gas desse luogo ad incidenti. E per ciò, da un canto furono eoncr etate norme disciplinari e dall'altro istruzioui di caratteJ·e tt.'<:Itico che cOli sentono di adopera re l'acido (' ia.nidrico con t ra n· q nillità, eliminando la J)O>'Sihilitit di provorare intossica zioni, sia pe1: l 'n,rmoni ca, ror>lH!t·azi <;>ne delle ,.,ll·ie AutoriLì e Comand i, sia per la. sem· plicità delle o perazioni che debbono essere eseguite da personale a lle· ••ato, con speciali istruzioni e continuamente con trollato e sorvegliato da, lX'I'Sona.le te<·nico s nperiot•e . ~OI'me ed i:stt·u zioni ehe qui si r·ipor·· tano; e che sono :state, poi. diramate con cir cola r·e del )fiuistero della, ~tH'ITa, Direzione ce·ntrale ciel seJ•vizio ~anit'lrio militare, n. 263 del 4 febbra io 192~ .
A) Norme disciplinari per l'applicazione pratica
del metodo di disinfestazione all'acido cianidrico a llo stato gassoso. 1 . Le richieste di di sinfestu ~ione devono <'S-'!ere rh'<Jlte dirett~tmcnte dai (',or.pi, Reparti e Servizi che ne han.no bisogno, alla Direzione di San.itù (11 Corpo d'Annatn che provvt!d6t'it mediante la d ipende nte ~~ione di dit<infeziÒne sotto ii controllo dell ' utliciak! medico igl('onista. 2. I Comandi che richiedono la tlisiniestMdone devono provvedere a: a ) fare ooncorrere alle OJX'l'Ul'..ioni un ttftif:iale (!el Corpo, che sarit messo a disposizione del Coxru.t·D<Iant(> de ll:a se~ioue per t11tta la durata della di~>infestil~iollle, esentandolo da ogni a ltro servizio o incn.rit:o, ed il òlrigente il servizio oonitario dE'l Cot·po. QueJ>ti due ufficiali insieme oon Il C'Omnnd:mte \Iella sezlone costltui~ono la. commi~ one esecu r.! va : b) s ta bUi re oon speciale ordine :,j(;ritto da J}()rt.a r·e a couo.-,een~a de!!li ufficiali di tutti i Reparti interessati, dopo presi acooròi oon la comlllissioue esecutiva, le mod>aW:à. disciplinari ne<.~rle alla esecuzione della dl~:>infe:;tazJone e alla assicurazione dt!l ~>Uv buon ~lto (sgon•l>l• ro di locali, "l"nitmnento di matel"lali, mov inwntl inrernl della ti1lPPQ, motJificazioue di on1rl, ecc): c) ooncedere il per.sonnle di tJ·upJ)U occorrente m C'(Y.ldiuvme quello della sezJone nd lnvori (tra sporti dl :materiali d~l Corpo, !::avori di sterro, aùattame-u.to d'infissi e quanto altro non si riferì~ nl maneggi() dei materhtU della ~zione. che d e ve ~~-ere fatto solo dal J);!n;onale di essa oon le dovute cautele); d) clft~ le sentine lle che debbono as;,1curore l'o.'>Serval17..a delle pre.scri?.ionl ci rca l'isolamento ed il divieto ùi ae~:e..~ neL locall sotto l'azione del gns ; e) curru·e. ultimatE' le opern~onl, che sla rlpri:otlnn.to con PI'<>Prio personale neglt amb ienti t rattati l'ordine primitivo cd eseguire la pulizill ocoorn>ute : 3. Le operazioni d1 disinfestazione non avrnrulo i·ni~io se priù:w1 non saranno attuate le m.i~re precnuzlonn.ll neceRsnl'ie stnbilite dalla Comtlllissione esecutiva (dirigent._, Il oorvizio sanitario del Corpo. ufficiale cmnn ndnto dal Corpo e comandante oella 5e7Joue d1slnftziooe. tutti e rre insieme riuniti) e comunicate ].l('lr ii9Critto al Comando del Col'po. 4. B ' d1 ·spettanza dell'utficiaJe del ()orpo comundato alle operazionl : far togliere dagli ambienti da dlsln.fest.nre l'acqua e tutti i generi <.'Ommestlblll che vi sono contenuti (oomprosl l viveri d•i rise rva), uonch,è tutte le sostm:.ze liquide o umide che possono es,.-er porutte a routatto oon Ila su j}et11cle del oot·po (profumi, saponi, eoc.}. ~ le cassette iu<llvitlunli; regolare Il servi~lo delle sentinelle a tutte le vie nttravert<O le quali è posl'lihlle n persone pelH?tmre negli ambiellti dove 9\ SV'iluppa 11 gas. 5. La sw..ione di ùisilllfezlone C1ll'erà d'atu\CC"d re flll'estt>rno <Ielle porte e tlneRtJ~ dei locali ne l quali agisce H gas, avvertimenti e Sl'~nalazioul ben visi!Jill. che taccia no chia ramente edotti anche i ooldati aMifilbetl del pericolo che correrebbero '.'ntmn<.lo. 6. L ':tJ>et·tut-a dei locali sottoposti au·n~ioue de'l gu.3 si far-à dopo tre ore dallo I:'Vlluppo de l gas ste..<oSO, e sar ìt eSt'~;Uitn soln,meu~ dal J>Ct'l;Ona!e te<'Ilico deUn l"C'.r.ion<• l'Oildlnvato semd)re dn.l medico del Corpo 'f.' <ùlli'uffidaiP del Coti>O per tutte le dl.aposlzioni che ocoorrE'rìL <hll'e allo seopo <li n~icu1·are n buon esito delle opemzlonl. · 7. 'l' re ore dopo l'apertura dei lo~Jiì e l'l•nizio delln aereazione il Conumdante del.la sezione. 11 . medico e l' uffldale del Corpo SOl"V~glie.rmmo Insieme a Ila Y<>utilazion<>. arrove...qcinmento e sùattiturn di tutti i materiali lettere<:cl e fl'f'(tUiJ ~lg b~to ill(!(liante pochi tlODtini streltmuente ne<:es...<:ari. p•·cferlhilmentc l pinntoW stesg! delle camerate. interrompendo ogni dieci ru in uti le opemzionl pet· u<>Cire e fermarsi all'a perto altri dleei minuti. S. Almeno !ll!l ore dopo l'ini~jo della ventiln~looe l'ufficiale m<.><.l il'<> o l'uf11-. da le dl'!l C'o rpo iSJ~zlonernnuo i !O<:ull di!>infe~tati, eh ~ sa r::Jnno tlì<·hi:nali alJ ltabilì
o no a l!'iu<lizio dc ll'nffir!a lf' medico. S:.> dic·hlar~\ti nbitabili \'i !>ari• ammessa la truppll. la qu.<J I~· pi·in•a òi al lorn per nC!<."UU mot'i Yo donà ave1-.e ·:~ccesso nei detti lO<::t li \1. I nu•;.,.,lzzlni, i rjpostlgli e ttitti i locali <'Ontcnenti riserve di mater ia l e l l'tlf'I'K'<: in e tl't>qu i pa~~,ti.'lmPnto saranno la~·iati a ventilare iX'l' almeno quarant.ott'ore. uon HllHnettc nflovl a à01111ire il I>iant.oue. c·he ordinari:1mPnte v! nbita , se non dopo i:-oper.iont> del com~ nda n Le della ~zio ne c dei <h•c u fii<' in li d~>l COl'()().
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B) Istruzione per l'attuazione della disinfestazione di locali miliiari mediante l'acido cianidrico allo stato gassoso. l'er r n::;o dcll'a<:ido ciani<lrioo allo M.ato g11~so oout•·o 1 comuni J.)ll.l'~J!'!l'>iti . &lo iJ "no alti:>."iUJO pot<>re t ossic-o, è m'!r<•s:<:trio proc~le•·e con la più S>OI'UJlOIOSII diii· gen7.:1 :ltt~ rwncto!'!i :-&Ila $<',glll:'llte t N•ni c·:~ :::t>m pliee e ~i<'tll'a: Ot:<'<~ ITe anzitutto teuP r· pre.'<entc ciJe ili teill(Jel"':llura arubi<>nte bassa e l ' u m.iflitìt <lell'arin. 10pe<:ie se pOCO mos::;:l, rendono più clir'iici le l'allont:• •wmenlo òell'lldùo c!n nirlr!c-o. ad opcrnzloni ullimnte. In lin~1 di ma.~ima quindi non si t'at;1nno cli~iuft•,..l f17.io ni ~-on que:;lo I!:IS duraute J'invet'UO ed in j!t>nere a t emperntur.t> In fe riori a 15° C. e dm'llute ){' )!;iornnte umide e nel 11ri:1 poco tllossa. l. /Rprzi 1111t• tlf!i locali tla di~intes tm·r. - L ' i SJJCziont? dei IIX'ttlì da disinfesta re ha 1111:1 !!nltHl<' ìtnporL'1117~1, sìn ;..,•. f?\'ital'<! (•be l 'n<"ido cinnici1·ieo f:I<'Cill sentire l a ::on11 n7.1on~> a l di fuori, provO<·ando 1!1'11Y1 incidenti. ::>i a JX>r sfrutl :ne l'azi<>nt> pllrn,:,;;itici(Ja nella runnipra più compleb1 l!lll'int-ern<>. J: is:n!!nPJ·il l]nindi .,.J;lbilire a11?-ih1tt<l in qu:1U r:1prorti t<tin la e:l!<Crrun 1·on gli nmhit'nti I.IOrl!hE-si: rict' rr a ilnJlOrtnntissi ma :,(~c le nei H'Ct hi t':1hbri<'al'i rinttati. <'hl' •!li troY:tti<> 11 Yol te i·IJ<'ast.mti Lu mczzo ad :1blt.<tzinni (·!vil i. J~r e,·itnre fughe di f!:t" ntt r:ll'('r :;>O c-onaunicaz:oui mal c!JiuS<> e pi('COie nperturc iguo1~1te (tubi da camii1 o. tr:uuez?.i. ))IJvimenll. :o:nffit.ti l'Otuuui). Occ'OJTerir fl(>i pr~n<lt•J'e io ~&llllt.' 111 dist:1nzn. minimn r hP J"'-1 !'1Sn Em le >l):>ertnre rl ellONtle (Jn rlìsmfes~l-1'(' r la pii• \' i · <:inn :lhil:lzioHe prr :-ot11bilire :<(' <>K-:;1 sia :::uflicit'nt~ :Hl eYit<~re inr·o m·eu i Pnti (Jll an do. ad OJl(' l': lzioni tennimTlP. si i n ir.i('ri• la Y<>Dtila7.i0!1C ed il ;!ll>: ,.i dil'fondt•ril all'aJ)('I'· lo. pur l<··nriH1o fll'<'~·nte c-he .-;:;"'o nn·:\ )ll'rduto nliOl'll buona Jmrt.e della sua nzionr. ~IK'C·inlr attrnzinne :;.i porterit ai Jli:lni ':'(>pra,:;t:1nti. lliUI!'~iomaente e~::,--tl. e l"'T' i (JUllli è prnclent(' richiNif' re lo !<g-ombet·o fh1o a l tPrmine della 111erem:ione e In <'hill'-'111':1 cl<•tdi iufisc;i. NPI >oen~ oriz?:ont~lle ba-sta una <list;ln7..a di ci.rca 111 mPiri ,J,, II:l ~l!'•' l"llll':l dnllil qnalf' fllot·it·,..x• il ;!:1>' per evilnre spi:I Ci-•voli ron~ !!'lll'n zo•. ::'\:l tur:~lmentt> Y:l t ennto co11t0 della v,>Jociti\ e òE>Iln dlr<'zione del vento <'he pùl r•·hlx• p.JI'IIli'(' a <li!'ltnnr,:l. sotto-Yento. il J![IS in una t'Oll('('llt rr:Jzione aneo111 n ttiYa. Tn ~rn<•ml~ In dill'usioue <1<'1 ~11!': ndl':nia ~~ f n rapid:11uent1~. J'<'ll<i<'rHiolo pre;oto innffr·nsiw>. nn<'Or:-1 qn:lnòo l'o<l<H"" sno <-:•rnllerl .-otico di ma•IHl()rle mn:IJ'I" è mol to I:'Pll"ihile. fA' rnl>d,·~ime n YI·<-rl l' II7.C \' !lll·l lO O!!l':l'l'l'n t~' :mrh<' (]ll flncto s i rlebba pl'OC(.>.. (l<>r<' alla l l i,..infP!':tll zione p:o •·zi:llc di una e<tS"rB•a abi ta l a . bnd:1ndo nll<> poiOS'Ibili r>Om nnicn zionl ju nlto. in hn !lM ,~ sn i tl11nchi e fnr~uflo in mo<lo rhc rltm1ntt' ln 11 (>J'I';IZi OIIC il ;!11=". sfu~~('!Hl <l <1:11!(' !Jjl(>rture. !hlll lliTI' ('hi ll0CIIIlll'Jl10. :;'\pJI'i;:oprzi oul' i·nlf'rnll d<'l l m·:1 1P d:1 rJi !;inf~~t:Jt'c• h ir<o;:::wril anzitu tto misnrnr1' In c11 hatn r:1 oki div<'l'si ambiPnti JWI' '-'\Jt hilire C)lt:lle fJ1Tnnl itnth·o <1l cianuro di 10(}d io or•f'<JI'l'\> :H(O fll'ntl1'. Hisnltll infnlti 11<'1111 pratic·;~ r·he pl'r oU.('ner e una quantità in YOi nme di nrirlo rinni dri<'o snffirien t(' 11ò an•rf' nn 'a zi om• prun ;;;::itil'iòa <.-om· pll•l:-& -.:ui JW<lkn li. sulle <'imid. ;:on ll<' l:trY<' e !';lliiC' n<~Y(l. b i!:Opla adope J"ll l'e da ci·n · (1111' fl :'dir !!mmmi oli o•i:mni'Q <li !'Orlio )>l't' O!!.lli m 1 d i nmhi~·u tl' d:1 <ll~lnfcstare . Hil'<~l!nl'ril l lOi 1{' nr r <'<~Il t <l cl<>lla rl i <>tr ihnzinnl' •lE> i l<wnl i. ~ I n nn ~lo p in no o in cli\·ersi. e ùPII:1 :1mpi-"z;r~• .11'11<' r<•m uui<·n7.ioni. Ci<'> J1<•1' as«i c·n rarc <'he Il 1!11::t li inYP,.tn tut t i <V>n l:ì (lm·ula mpi!litil Nl dli<·iPnY..a . F;p i lor~lli f os!"('rO in divet·::oi pi:lni. inf:illl. c• si ad<lf><'r:ts:-.1' n u 141'1lfl l!<' lll' ratorc P<J"to 1Wl p inno inff'rlorc. a N'~l drE>hl"l<' l'hP il ;:::1 ~ tl'nolen>hh!' n ,Ji11llil'>'i ni'l pi:1n0 più (')pv:ato :II'<' IHlo r-;;>'(1 1111<1 fl~·n· s!t;\ lt;!U:I l<' n 0.!\!ìll: erl in l]llf'lli piit h:l '-'Si l'i a n 'i•hl'>l' nnn <'onr·!•nlr:l:r.ionr> insnfli · t:iP nl<'. t'n11aP )1111'<'. >o~• Il' t'Qll11t n :r·:lzinn i fr[T i <li Vf'J'-.:i .•ln•bi(•nti non fo~ro nmpi~ <> fucili. 11 ~~~ ('l'HI1ri t·•• hbe h1 ]Wi mo t<'tnpn p:trl C' <H• Ih ;.\J:t :~zlon<' . ra)!'l!'illli~<>Tiòn
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c·<Jn del.loli c:orrenti secondtLtie gli umbienti più lout.aui dal generatore. Da quanto
è d N t<> >:!OPra deriva quindi elle COn\·iene stabilir'~ llJllU cooven.lente su<.:<.-essione nelle
VIA' razioni e woltiplicare il numero dei geueratorl a se<.'()Jlt1a dei cn:;i; e che ~ più :;i<:uro ~l.lUt'!lre i diversi p.Lnlli, c:hludeudone :;n<.-ce~h·amente le comunic-a?.ioni di mano iu mano elle si mettono in funzione i generatori colloca.tl iu cia~uno di e:scsi. :\'ell' ispezione interna dei locali bisognerà inoltt·e ri<.-ercnre eon l a più grande diii;:t·nut eventuali apertut-e di romunicaz.ione <.'(>n ambienti che non si tlcblJouo 001 tof\OrTE' n di.sinfestazione e che potrebbero es-.<>ere aoibati, badando aucbe allo ,..r,Jto dtll'arrieclatu ra dei muri. B isognerà esn.rnirull"'~ ii sistema di ·p avimentazit>llt.' e <1uello di t'()J>ertura del :,JOftitti J)(!l' eseh tùere c:he vi J.)().'X:l<lUO t>NSere 1\·~ure , t •Juintli fughe del g:a •.,;. l'artic·ulnt-e attenz.ione snni. portata uell'e&tme ~~ tetti in wwune per a<:certare che il ~imJ!ano del nwro cUviso rio a.t-rivi fino alla copertura e che la linea di attacco si u bene <~IIT-ant n lt rinnelltì il gas pa~reiJbe uel l'~\UJ · bit>nte contiguo. Lo ste,.:so per le cnntine. :::;,u·a1wo iJlline pn,.,i i'n E'Sitme gli inlis,;i c l e aperture da bi<X'(:UI't· per pro?<.li.":'J><>.J'I'e ·il 11Jutet·iale lX:COnvttle !>Cl' ln lor<> t'l t Ìll :>li l'li . :!. _lpprc#am~lllo dtli loco/i tltt !li<Sill[esta.re e liell'aiiJI'.l-l'e~cltio per fu gf'nrru~r.,ue dr:l/'ocillo ciaui<11·ico. Oeliluit'ati con le c11ute le oopru d ette gli ambienti dA disi n fe-stare si pro<.-edeti\ nlla chiusura di tutte le a1>erture e delle fe:,.'Sure .i>n nH,do d:l non nver fughe di g:ls. tlU.t'.«t<J lavoro s i fa con faCilità e si rfll;~iungono rL"lJlwti :sicuri percl1è basta 1m di:tfranllmt di ca r ta co.mtllle a tratt.enet·e l 'acido
cianiùri('(). Si chi udenumo qu·indi tutt i 1!11 htfi~i s u wlendo con ~volette ed assi alla e\'entuale ma·ncan z:t di vetri, e s'i ncollernuno a l di sopra fogli e nastri di cartit :t !;<'t'()nda <JJ.?j casi, batln ndo a cbe la carta nl>bia :,>etliJ!l'e un IIPP<>g~io al di !i<>tt(). lll trimenti le onci:He ù'•n·ia pro,·ocate dall'ap('l'tur::t e chiusura di porte e fi. n~'>ltre l.a sfonderebbe an?.iteu.l!JO. llehbono es;oore chiuse con c;ntJa tutte le linee di cvntJHto _de i battenti di 1101 te e tlncstre, le lin<>e di t-on t~tt to rl.l;i wlri e iuti:;."i (se giit non sono dtiuse ccm stu<.-co da vetnuo) le . fc~>'lll'<•, i buchi dqclJ in tissi, dei i~w imcnti e dei softitti in !Rgno, l(' scrè!Xllniure dei ruuJ·i, i bu<:lti t'()ruwtlcnntl. ccc. );e l vroc-etlet-e a que.~to lnYOJ'() di blocCQ si U\'l'it eura di chiuder e solo dal di fuori. ove sia po;.sibilc. almeno 11 un l'iulc..,tt~t od uun porta l'be facc-ia ri:sc-ont.ro con h1 porta d<tlla quSlle uscirit il ,l>eroorut le :J])(I<'na ini7..iuto lo I>VIIttppo rlcl ~~~s e cbe anch'l's:::t ili c·ltinderà dal di fuori. Ciò Jl<'t' t'('ltdcre piit facile, tcnlt iwllo H periodo di dumr11 (J'I!i:ione del ga,:;, la !H't~·a"'i()ne ap•·Pn<lo <1:1 l <li fuori. in modo l'ile quando il Jlì-'l',.Hn~tle e ntt·e rii nei lo<:.~Ji la C'Onecntrtw.ione del ,g;ts !'ia giù diminuita. :O::i col l"dJc111iDilO. qulutli , i )!'CUN·ntori nel ntHlWro c:-lte l'ampi('Z7.<~ e la molteplicit>t <)(>l l(lCitll iudicher:tnoo: tenendo préS('nte dte il ;!ltS si espande piano: prim:J ~lf> hiJI t ~11do sul ooffitlo. Ùll <lo\'1.! 110i J'i<lis~ndt- lull!!O l(' )Jlll'l.!ti, t.'Ò in 9e<XIllùO t(>Ulpo sl clill'onde In wtto l'HHtbi<'nt~. Vi s i mettNit <h'ntro l'at'<IIIJI oeco tT('nte e si terri1 prouto l 'acido solforil'o (•Il il ciu nHr<> di so<l io . nella qnan.t itil ' 'olu til, seJ'~<l ra t.'l tn<'Tt te. ::;i ftt l'il inoltre sca \'a t'e u n11 fo..,><n ~n ffìl'icnte a couteu<'re il li<JIIido elle resi-
;;o
duPrit dallo ;~vUllPJIO del ~:a». pmfvuda b1 nto da Jo<>t l'l'l;t coprire ;t Imeno <.'()n cm. <1i !('l'l'Il . fOSAA Sita io IUO;!O Hjljl}lrtatO. L '11 ppnreech io ~r l n pnxluzione dc>Il 'ac:i<lo .ci m t idt·i<·o può\ essere ridolio u<l una J!l'l\ llde 5-~·UJ]Jllcità. ;;('J'\'I'IIcl<>l<i !lei mntNi:lli (·Ornlmi. in ntt<'>l:t ebe una lnr,f!n t>ii'PNif'DZil rat~ neg li ambienti militari ella, CF'ntu:thne nt e . spec iltli indi<:lt7.ioui 1wr la c:o,.:truzione 11i un con~?;<'.!:"ll<l ('1\c l'OU~Il~l nu11l<';!!!ÌO sic.:u t·o e faeil!fft <li inu.u etterc in nn nmbiente il l-'115 l'lvorunclo JIOSRiblln.w nte <In l di 1'nori. Fra ttlluto !li può :Hiopt•rat-e uu C'Omunc mastl'llo di 1~'1!'110 di (':Jpm·ità proporzionnt:J al bisogno t> ~llfiicil'lltl' a Mnt<'uet·e n lntc>no :!«•i \'<li te la quanlilù lli liquido (l('(,ll'l'('l tte per la rea?.innc . al rJU<ll e sia :lit•Jt·r·~tln metlinnte una cerniern di c:nnlo una 'JUllhtn que RClltola eli lnt~H o di le)!no ~~~"~leopcl'(·h io e con ntUI iucl in.az;ione t<~ l<• \'t'l'l'O l'interno di'l ma!<t<'llo d:t CUII>'f'lltin• 1Ji n .>r >-:1 t'v i d!•nt rQ il cou t~>uuto qunnd<> sin timta da 1111:1 ('lH-di•.:.•lln :H1 C"-":l ;tll:.nce>tl<t. ('()rdil"!'lln. clt' llll fl\1:11<' :;i rontrolleri't bene 111 solid i tit c kl lu ughc7..7.<\ che cl en~ es."<•rc tale d:1 (:t rh t urri n tre alla porta di uscìtn. 3. :1vve,·tenze. - DISJIOSto CO!:'Ì Ol!lli COSI\ ed ullontnoa tn la tntpp;;t, si lmctter:t nno :t fl'l!-:1•> le ~ntinelle fi<'l' impt'll il-e a ch i i1U(JI1<' <li a,·,·ìcinat·i<i n Ile •llìl'rtnrc bloecate ed ni lO<:al! che debbono rilllnocrc sgomberi pet· la tl umta cl-e lle Ol1E'J~lzioni. i-1\111111· dole ad opporturut di~tlll17.a. Si fil rit una visita m inuzio.~ ed OC!tl.:lt issi ma rl(> r a c-
oen.arsi (')lp <IPntro i lo~tli lltl tratt;ne uon ,.i !;ia pil'l D!'SStwo e che tutte Le fes11Ure siano duu:;e. e per stabilire C'h<' nou Yi slnno sostanze allruenturi umide ed a<:t}utl <lt>.• tinnl.'l nll'~tliruent.aziolle, voteudo e.~· ti~<:lue l'acido eianidrioo e d1Yellt.'ll'e <'<>&i perit..-olosissime. Qui•n<U si darà Inizio allo sviluppo del gas. 4. Pro<lu zione detl'aCidu cìouhl1·ict,. Per la produ7.ione dell'arido ciauidri oo si util i7.7..tt lu reazionc:> che si ottiene ~udo q~esta forunula:
dalla quale appare che per ogui ITliOie~:oln di acido solforioo ne ()(;OOrrono due dl <·ianuN> di :«Xlio. EJ alcrome il peso molecolare del cUinuro di ~odio è di -l!l. mentre 911E'llo dell'acido solforloo è di !IS. ne viene eli c'On.<*'guenz.a che di queste due aoF~t•ID?..e occorrono ves! u~"lllll\. E' bene, però, opcrnre oon un dlr:K!ret<> ('('(_'('S..~ di acido solforico. Nello ,.{abili•~ In l]tlllntlt~ di addo solforioo <·he !'ll de,·e adoperare bioogua te11<'11! <-onto de.llt• s11u •lensiti•. cllc:> si avrà cura di determiMre per ('iascuna partita eU acido, mel tt>ndone tanto in pii) per quanto ~ l'acqnn oontieue. ]1'(>-r e~mpio. un acido solforioo di deruJità 1,84 oontiene il 95.'5 % <li ~•<:!<lo ed Il 4.5 di M'llta sen:rAJ C'Onta re lnol t n• qu~ le· be imJHlrità. Bisogna sup plii"(' qu1nlli il 4,5 di acido solfot·ieo, :111che ecced~'udo un po' perchè. in llnf'l'l generale. è bene fa•·e a'"'enire la J'e:l· .,;ione t'On una m:H<'.HW E·<::t'eden;~~t di ac-ido. in modo d'as.<;icurare cbe tutto il cU.nuro sia ;;fruttn t o. Stabil•ta t·llsi. :1 ~-onda della eubat1u•a del locale-. la quant it.i1 di c·iiumro da adoppra,re, tl:!'uendo prei*nle eh<' nt' {)(~c·on'Ono da a 7 gr. per m 3 (a >OeCOnda della mjuore o maggiore t'a cillti'l con cui gli oggetti che 1l locale <.'Ontiene pos.<;>Ono essere J><•netrati dal ;m.s). :;i mis1u-etìt l':wldo l!'<>lfori<•o e t'Iuta :tccp:n I'Q'llJ..une da !nre Il doppio dei volurue dell'uctdo. Questi r:1pporti gt'OSS<>Iani sono snfrìeienti per l'appllcar.loue prntit~t Ili cui ci <X'!<'n piH mo. Prep.'lll'ati questi quantitnUvi si melt.('rit l':wqua nel rull&~llo, lnsctnndo da parte e sc.pnrate le altre sostan:~,e: il cia·ou ro di .!><xlio s:trù p rudente cbe ::otia in una a\S· !'etta chiusa di cui ubbia la chiave l 'ufficinlc che di1ige le opernzioni e <b.' ve es."ll?.r e st-mpre preso CQn un pin7.ettone o meglio c:on le ro:tni ooperte da g-n~1nt.1 di gomma da disinfe ttore. Qunndo tutto !'IIH'<ì ·Jìronto. le ~ntlnf>lle n po;:tQ. In ispeq.lon(:' firutle i'lltOIWI del locale e.wguitn. si metterà il cianuro di sodio nella scnt<>la di latt.'l annes...c;a al rnn~t<'lln e si \'et·!'et"il nelJ'a~un l'ncìùo .solforico. Quindi l 'operatoN>. che sarà rimasto ~·olo . si :tllont:nncrll fin gun!'d pr~ ll1 Jl()rtll diltSCitn tenendo in m.'lno il capo libero òl.'lia f'i)l'tlicelùt. ('lw tir~>n\ ve t·Mnl)o il ci nnnro (Ji sodio dalla scatola di lo ttn rwlln "'lnzione dell'acido solforico. J,mnwdiatmlwnte si lni7Jf>ri• lo sviluppo <l<'ll'nc ldo c!anìdrio' O che si libera allo stato ~a~:olO t' sal(' verso l'alto wtto fot"Ul:l Ili unn ('Ol onnfl bian~1strn. L':1 ciclo solfor i('o biOOI!llll Yl't'-"!ll'lo nell'll('(lllll :tll'ultimo momt>uto. J'IE'rch~. ;;io-ron•e I'M·itlt> r.lan1drioo bolle a ~6• C., ba~ta l'df'va zioue dt tetnper:1 tura cbe si produ('e nPII,, mll'Cf'la Rcido S<llforico €'d ~1 <'1'Jlla Pf"l'('h è e-s;oo si liherl n llo !>11lto _g,Jsso~n. Afl~M fuori. l'orx-rat,re chindenì lo rX>rtn ; e gli nlllt;tuti ntturrranuo rapid!lmeute con striel'Cie dJ carta già i )ronte tutte le fe!'Slt•re e le lince fll contatto òel ha 1 t f>l1 ti. 3. l>ura./11 rli fl :: i()ll l.' lir i qn .~ . - I locali re!"I'Rrnnno tf"-"'Ì d1insi <.' f.lil.'lrdHtì n vi!!1:.'1 per tro? ore. r.. rm~tllo ziont> di'i /ocoli. - Al termine delle tre o1-e snrnnno n.perti dal di fuori g-li lnlì~i prroisJ)osti npf)Osltanwn~ da un operntore 11111ni1o di nppnrecchlo Driì;::-<'t'. :;;i nllo'll:nwrù Il )1(>t·oonnle tutt-<) circa dlf'ci met!i !'OI!gnit<HHlo n vi)'!il..'ll'(c> n c·he ne>o!luno l'i 'fl'\'vitlni. Tm!'('l>l':'l!l (·IJ·Nt nlt'~~·om uno o <lt1e- d('J!Ii OJX'rat.o l'i entrer~nno uei i()('!lJI tt'lltl'ati n1\llni tl di mnS<-h(llrn Drì\ger €'d llJ>t1ranno tutti )'!li infi~si. in modo Ila a!l!<icnrnre In ph) Jnn:a ventilazione. nsei>nòo subi to dopo. Sn<'cess!Yamente uoml· n i Ili f;l?n·i,..io. m1111iti di mll!;('hera Drii!!PI' e d i :;ruanloni oo.òisinf(:'t.tori. prendnHuno i lllllst<•lli nei quali è an·enuto lo sviluppo dell'ac.ido clanidrioo (>, :-lOtto 1.'1 direttn !'l(~rve~liH n:th'l <!el t Pcn i co che. òh·l~e le opcra:nion!, andra<rmo n v~rSilre li contenu to nella f()~fl prim.n pr eparnta , Pt"Ovvedendo qnimll ad lnter:-nrln . RiJ:'O)'!Il<."l'Ìl h:1dsu-e n l'ile' tlnnmte Il tl':lS:])OJ'tO n<ln vl sia dispe-r;oione di lllll t<'J'iille. Tr{t:'<C'<H'!<C hoe ore dall ' !nh..i<> <lelln ~'l'BI il:l7.Ì()nf>. si f!ll'l1nno Pl"fiOt~r~> 11.1 ~llt'. hlltten(loli. tutti i 111:1 f <'l'ial! l<'lt<'-!'f'"·i <' <li P<iuip:l.t:l!illm{'nto contenuti nc:>ll<> <'nmcrntc trnt t.'lte.
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E le opet·azioni si potrallllo -rilkucre ultlmate, so .Jv() quei n:lltggiot·i a ce<~ rgimeutì quelle maggiori preeauz.iouJ che spe<:htlì couwzto:lì di tempo e di luogo potran'll•> consigliare. 1/at•cegso alla truppa nelle ca met'<~t.e tr:1ttate: &'lt'it c:onsent ito dopo M!i or~ dall'i:lizio del periodo di ventilazione e ~opo coutrollo uell'ufflcl:ll.:! Iu~Kiir.v del eorpo. 7. Pronto socco,·so. - Qmmdo il metO<lo di disinfesta~ioue all'acido clanidrloo è applicat<> oon le ca-ut.èle ::iQpra indicate . s icuntmente non ~i uam1o a lament::tre iu cvnvenientl. La pruùenzu ,·uole che si.:1 pr-e<li:,.posto e te nuto ·pronto qupnto OC<.'Orre per l' immed1ato soccot-so in ca..':j() ùi intos.-;i<~ zivne ùa acido cianidrko. Bi90g'lla quindi avere a di sposizioue: · 1° nn bi~one d i o~igeno, con race<trdo: :.!• un &t<-c'O <.'OO bocche t·noln pet· la di.stnbu,.;ioue dell'ossig<.>no; :.:" ti!tl<:tte di atropina e di ecci ttanti ca•Jdiaci (caffeina, etere. olio ca nfo•!
I~tto. ~c.) :
·!o emetieì per la ruotatura f!ello stomaco. pr~feriuilme ute sol fato dì rame (un ;::r:t.mruo su 100 d 'acqua, n cu<-chia i ogni ~ minuti fino nd e iTetto); ::;o una soluzione di solfato di ferro, seoondo 1ft ~gue n1.e Cotmul a. 1!1 CJU3l~ <lù origint? ad no cian uro di ferro non tossico:
solfnto di fl.!rro gr. ntflgn,esia u.;t11 g1·. acqua gr.
15 10
200
Ida dnrsi a cuccl.tiai ogni 1 / 4 d'ora);
OJ)pure a cqua di cloro (diluita a l 10 %J. da dars i a cuccllial o~ui ;; .minuti, alt(:'rnanùo con UI)J.l ooluzione di ammouJnca (10-20 gocce in 100 ~r. di un veicolo Wtt<:IIJ;tgitlOSO).
()J·gtt-niz~<li.O il servizio, il .\1iui:>tero d e lla guena riultì in l<oma gli uftieiali igienisti c?d i comanda-nti delle sf'zioni di disinfezioue dei nu-i Corpi d'Armata, del R egno, ai quaH ho fatto nn corso pratico di esperienze, dopo di che il metodo di rlil-linft•stazione ùci locali lliilitari wedi;mte acido c:ianidr ko allo sta,tu gnssoso è :>tato portato regolarmPntc nella, pratica con ottimi risultati. ~el Corpo d'AruHlUI. di Rom:1 ho eseguite, ùai priUli del 1!)20 <tlla fine ùel19:!::! n. 168 disinfesta:.~ioni su un totnle di circ..'l l.IHtO.OOO di m 3 d1 ambienti, :sempr e con ottimi risultati. 'Ugualmente il metoclo hn dato buoni J'i;;ultati negli altri Corpi di A l"Dhl Cl. Pet· quello ùi Napoli rifetist:t.> il capitano medico N. Polcse, che ba. trattato ci1·ca GOO locali. per una capadtà complessim di oltre
m 3 :;oo.ooo .
.\(a, per l' u:.o dell'acido eiunidrico ;l! scopo di disinfestazione, 1n lt<tlia è stata la Direzione della sanità pu l>blica che, con una serie im· portantissim<t di esperienze e eli osst.>tTazioni, ha stal>ilito quali debbano es$ere le condizioni per assicurare il buon esito delle operazioni , controllando l 'a :.~ione del g<lS iu una gr;u:de quantità d :animali: piccoli mammiferi, insetti, ecc.; c ~tnbileud,o quantita.tivam ente quanto ne a s· s orbono le sosta,nze aliment..tri ed i.n quanto tempo se ne liber nno. Osserntzioni comunicate da Ln tt·ario all'Ufficio internazionale 1li i~ ; ~·ne di Parigi fin dàll'aprilc 1920 c poi' succes~ivamente. · l!: ' interess<tnte ricordare' eh·~ esse banno stabili to che tl'enut mi· unti dopo il principio della re.·nione il ga s è ~i;\ unifom1cmente distri · lmito nei locali. La. quantità d'a<:ido cianidrko sdlupp<tto è !':tata in media. di gr. 1,37 per m3 (cianuro di sodio impiegato g-r. 5 pet· m')· cot1 una. perdita eli gr. 1 ,05 dovuta a reazioni sccondnric . I n tutte l e so·
·1.)0
shulze f:sposle a Jr a:r-ioue ùcl gas si <·oustata subito dopo u ua qua u ti t;;'~ va L'i abile di aciùo cianiùri~;o che è in 1·;1pporto con la n a tura di esse e con le loro prop1·ict;ì li:sicue; esso, però <.liminuil';(:C con rapiclito't ntrht· IJile dura nte l'esposizione ~tll 'a ri:1 liheru ; <' geueralmen te ùopo ::!-! ore non se ne trovano cùc tracce• winime. Uli ani.tuali ai 'Jnuali l si sono fatte mangiare le so~tauze alimenuui, in quautit;\ proporzionale al Joru IH"so, U<;n IJauno llHti presentat~ ~:;iutomi ùi intossica:zione. I velluti di cotoue assorbono una, notevole quantità <li gas che dimiuuisce in manic1·a molto sensibile dopo :..! ore <li espo:siz.iouc a1Lu·ia. ~ei ruater:V!':i e 1wi cuscini di lana la, p1·esenz;1 Ùl.'l ~Hs è pl'exso <L puC'o nella stessa quau · tità che nei tessuti, ma e:s:so ,·olatilizza con ntag)!icn·e rapidit:ì a l'Oli· tatto con l'arhL. Dopo due ;H·e di ventilazione, nell' interno dei loc;ìli tra tt..:'lti, in geneee, non rcsiduano ciJe q uau ti t:'l miui rue di gas. Quindi l'uso dell'a('ido éÌ:lllillrico ~~ !':tato ('onseniito in Italia 111~ 1· la
d<.·ratizz.azione, disci plinandolo eon le cireoJal'i del Ministero dell'interno l o maggio 19:!0 e :!:$ agosto 19::!0 cvn le quali si :stabiliscono le qua· litù <·lle debbono avere i l'eageuti per Ja produzione del gas e la qua.ntitù (cianuro di sodio in peso l, acido solforico in volume 0.8, ;ltqua. in \'olume 3); le misurE! precauzionali da JH·entlere: il controllo d~r~tto su tutte le opemzioni di nuo dei m<X!ici di pol'to; L'avvertimento al perso· uale di bordo dei pericoli che corTerebbe se infrangesse la proibizione di aceexso nei locaU trattati; la <tJJposizioue di speciali so·itture che <tvrertano dPI pe ticolo: la pr·ot.ezione del IH'I':':OU<lle operant(l. Il sistetlla di disinfestnzion~ all'acido cim1 idrico in Jtalin si ,·a !lif· fondendo molto. E' adoperato da ditte pt·iv;lte e da. enti pubblici.
Nel porto di Genont sono stat~ eseguite numerose disinfl?stazioni "' dem.tiz.zazioni l'ulle quali riferil:'té J!im::;. Egli nobt t;he la tempera.· tura basf.ia, e l'umidità. dell'aria non banno azionl!, o ne hanno una mi 11ima, tl'<Mcurabile sull~ operazioni. Ed au<"hc hL nostra esperienza porta aiii.L mcdc>;irua, eonc1usione pt:t• l!ll<lllto t·ignarda. J'a;t,ionc pa,r·assiticida.. Non è co"ì per la elimin:~r.ione dd gas, ùopo, che I'ichiede molto più t<>mpo per· la. maggiore quantit:ì. elle ~:;e ne <' deposta allo stato liquido, come per fenomeno di l'ngi;uht, o thc se ne è s.<·iolhL per l'elentto :;tato igrometrico ùell'al'ia. Il Piras dalle sue cxperi<>nze <~ indotto a rit<'IIL'l'e esa~L'l';ttl: le Jll'I.'O<> rupazioni mallifcstate pe1· rassoruimc11to d.i questo gas da parte di sosta,nze solide o !Semiliqnide in llll<tntit:ì capaci di dare inridenti spia<:e'· 'l'Oli se si tratta. di sostan;-.(! alinwnta1·i. 'Noi pPrò, aYPtHlo l'obbligo ùi eliminare qualunqt1e beuchè minitn<l causa di danno, riteniamo utile e prudente mnntcnere il di>kto di la:';ciare n<>~li nmhicnti da cianidriz· zare sostauze commcstiuili; ammcnocbè esse uon po~~nuo es!';E>re e:::pc)· :,;L<• ~nf-licientemente all'aria, prima di u:,;arnc. l'i t·as riti cnr il mètodo preferil>ile a tutti quelli ~-;i uot'l'L usati. Non "'h:l· dubbio che l'uso dell'addo cianidrico presenti pericoli. ~[a, credo che ciò ahhia destato eoeE>:<:Si\'e preoc<:upa?.ioni poteudosi di· ~wipli)lare l'uso eli que~to gas, come abbiamo ,-isto , in modo da evitare inconvenienti. Purtuttaria Yi :sono casi in eni esso non :si può n::;arc, principal· nwnte rwr insufficknte nsntilnzione dci locali o per vicint~nza ùi luoghi
~iii
<~bitati
elle roncrebhero pericoli alla messa in libertà del gas. Tanto. chè qualche ,~olta ho ùo,·uto estludetc dal tratt:lmrnto <lrnbieuti dJe non davano sn11kienti garauzie. · Sicchè veramentr~ pronidenr.ialc è ve nuta J"o:-;serv;l~ione di ?11al"ti· ncz Hoca :sul metodo tli neutvalizza:t.ionc d(•li'ac·ido c ianidrico weùiiwtele a.Jcìeiùi. Egli ha cerC!tta una, :so:stauza che neu trali;r,zass(• l 'adùo ci an idrico t'che fosse affa,tto iuotiensiva: le ~ostanz1~ basiche, come l 'ammonia-ca., che assaebo11o l 'a cido cianidrico, ùeùùo11o e~st're :scatta te perchè diLnuo {.ttodotti tossici. MentrP lla b'iJntto che l'addo cianidrico, agendo sulle, aldeidi, si unisce alla molecola organk<L forma.udo nitriti aJcoolici che per l'azione simultane:t di vapor d 'acqua producono un sale ammonia· cale. Ha usa,to l 'aldeide più semplkt•, il u1ctauolo. l~ come prova del potere neutralizzante, delh~ eflka<·ia. di questo mctoclo che- cliianm A.lohyclrisation, ~::gli praticò la fumigazione aldeide + acqu1L in un ambiente cianit!rizzato iu l'l1gione di gt·. 5 di l.'i.anuro di sodio pet· m3 : e dopo 15 minuti, a completamento deJJ:operazionc, introdusse nell'amlJiente uua. ca.via. e \'e hL lasciò per un 'CII'fb, dopo il qual tempt) pof1\ ritil':Ula riva ed in buone eondizioni di sa Iute, nelle quali p et·mase . Mat·ti uez Hoc.'t nota. che, usando il formolo, la . sgt·adevole azione ~otfoca nte di questo gas sen·e a mettere in evidC'uza, a. neutmlizzazione an-euuta , una e\·entualc in~Hflici<'nte VI'HtilHzionc , noll solo dt•i loc·ali t1·attati, ma anc he del cuutt>uuto di essi (mate rassi, copet·te. v<~sti· ti, ecc.). Da.ta la g1·anùissima. importanza elle nell<1 pnttka de lla. dbiufe· ~tazioJte mediante acido cianidrico d en<.: ad a\'Cl'<! ht po:s~il.>ilitù di u en· tralizzarc questo ga.s dopo che lta datu, la ::ma. azione para).:sitidùa, ve· ncurlo cosi nd eliminarsi gran p~trtc de i pr>1·!c·oli clw il s11o lJ).:O prel::euta., ho ,·oluto controllare le esperiemo:c 1li M~wtin ez Hoca. Gie:ì. egli ha a.vuto occ:1sione ùi r·ipeterc il suo pt·ocetlinlf'llto a ~fa, drid iu una dipeJHlenza di quel La;r,zar·etto, d<tvn n ti a Sout o B1~ads,. c·he si è I)Ccupato molto dell'uso tlell':w icl'o c ianirlrico, l' 1'11e ha potnto <·On~Statare la eompleta neutralizzazione eli quPsto p;:ts. Siccl.Jè ntfcrma che il metodo si può utilmentl! sfruttare fJtHllldo la. utall ('t~nz<l tli tt·mpo obbliga ad occupare i locali danid1·ir.znti prima elt l' In n~ ntilazimw s ia completa; o quando qu esti loca.l i, non :n·cndo mezzi prop1·i, potenti di ,·entilazione, sono phmi di matHiali <·!te 1·iten~o uo il goas c ùe,·ouo essere oc'c n p a ti subito. Il coutr:>llo l'ho fatto mediante la tlipendpntl' 'i' f'<'zioJH· di disi11fe· zione e sono stato coadiuvato clal romanclantc di ~·~sa <"<"tpitano lnPrlico G. Dattilo. L e esperienze sono ~:~tate «>~Scgu i1 e in uufL com1111e <·<llll(• J'<1ta pPl' trnp· pa di circa 400 m3 eli c.apacit<L Ed è st<tt~t. adoper·a ta per la n eu tra l i~.Z<t· zione l'aldeide formiea, sia perrhè il sue \l(lol'e partieolare è utilissimo. per mette1·e sull'a,·,·iso, in <'aso eli JH•glig<'m~'l, sia, Jli'IThù le nostre ser.ioni di disinfezioni hanno già lo strurnentario occoncute al lo sviluppo di qne!;tO gas per le ordi·narie p l'a ti c he <li dis infPzione . Fu prexentc· in me, infine, un altro con cetto in questa. S(·elta.. Data la mancanr,a di potere disinfettnnte nell'acido cinnirJ•·i("o, cor•,t:1tatn da tutti, fra i pi•)
I"CI'I·nt i u:o:,.,L·n·atod da Lutt·aJ·io e dal tuag-~iot·e medico N. Dnwi, ho JX'n · sa t'o <:l te ucu t i'<J liua uùo <:ou un ec~.;e~o;so ù i aldeide formica si pote::.se acco ppiare :t>ll 'azi0ne di::.infcstante de ll'acido da nidrico quella di:.infet· t:1n te d i que:-:ta a l<lc itle . Pc·t· lo s,·iluppo della formalde ide s i è segnlto il me todo di Bres la via., e quello di l~ntllr- P Hu s~e l modiO<.:<tto da Doerr, comodo, sem plice: CCOJI()lllÌ(:O.
l'ome cnntrol l i ;;:ono stati adoperati topi e ea,·ie ; animali sen s ibilis · s irui all' a ~.ione d ell'al'iùo c innidrico a.n cbc cianidrizza.ndo ad un tasso molt.o inJc l'i01·e a que llo ndopl'rato : bas ta aclopcrnre gr. 2 di cianuro di sodio pct· m3 • pe 1· ucciderli r·npidamente . Mentre in ques te esperien ze si sono adopera t i ).!l'. ;; 1li d:1nnro di soJic' per· m 3 , che è la quanti"Gi. or· d'in:'lri flmente aùopf: h l t<.t da noi pet• la. disinfestazione delle caser1ne. P er cinsl'Hna delle quattro c:-:peri(•nze ('se~uitc, dopo un' ora dall'i · nizio dello sviluppo dcll'af' hlo daniùrico, t E-mpo di gran lun~a supcriort' a q nello occol'l'~n tr per·c· h è l~t r eazione sia. com p l eta, si souo introdotti topi e c.;lde nc l1'ambieut<• C'iani<lr·izzato e ~i è constatata la morte òi que· stj animali dopo pochi s{!{:ondi. l mmediatameute si è dato inizio allo svi lu ppo clcj ntpori rli formaldP. iclt>. I ril'nltati sono l'sposti lH•IIa !'Pg'll<'rt te tabella. TA B ELLA 2n.
Neutralizzazione dell'acido cianidrico mediante l'alde.ide formica .
... ]"
Sosta.nze a d o pera te J'('r lo s vilupp o d<>lla Cor mnl<ll'ide.
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D u r 'a t a cl d l'a~ione del l'aldeide sull'a · oi<lo cia nidrico,
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Pcr muncnza del con· t r ono ncll'a mbil'n· te n eu t ra ll7.zn to.
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Gli esiti di queste esperienze dimostrano la sicura efficacia del metodo di ueutralizzazione delraeido cianidrico mediante l'aldeide formica. E dimostrano che si può ridurre molto la quantità dei reagenti occorrenti per lo sviluppo dell'nJdeide, realiz:r.ando UIHL notevole economia, specie dovendo lavorare in grande. Infatti nell' esperienza 3• e~Ssi sono ridotti a met.-1.; e forse si può scendere ancora a cifre inte1--medie fra quelle della. esperienza 3• e quelle della esperienza 4• che ha, dato esito negativo, ma nella quale hli morte dei controlli avvenuta. dopo sei minuti indic.'L che buona parte dell'acido cianid1·ico era stata. neutraliz?.ata.. Questa riduzioue facilita.. poi, l'abbiiutmento dell'azione disinfestante dell'a ldeide formica, adoperando per la neutralizzazione, come s'è detto, quantità in ecccs1:1o di aldeide in modo che ne re·s ti a suffi cienza di libera dopo avvenuta. la, neutralizzw.lione. Ben a ragione, quindi, Martiuez Roca può concludere la smt nota affermando che con la alloidrisa.zione si dà all'impiego dell'acido cianiarico, la più gra.nde sicurezza . Le mescolanr,e c le aggiunte di altre sostanze all'acido cianidrico, per diminuirne i pericoli, sembrano a noi dispendiose ed inutili; perchè questo gas deve rimanere' nella. concentrazione st.'Lbilita dall'esperienza JJCrchè possa esplicare la sua azione. Quindi, gli eventuali pericoli do,·uti all'iusufficiente ventilazione, restano. Crediamo perciò che il px·imato resti all'uso dell'acido cianidrico puro. E' ormai doveroso, però, n.<Lottare il metodo della neutralizzazione mediante le aldeidi, secondo i\:la.rtinez Hoca. Fra le quali credo sia opportuno, per le ragioni dette sopra, dare la preferenza all'aldeide for• l . nuca. ' Riassumendo qmtnto s'è detto sulle qualità dei disinfestanti gas· sosi, emerge che fra. di essi parecclti ve ue sono che, a seconda. delle circostanze e delle disponibilitiì, possono rendere buoni servizi, come il solfuro di carbonio, la miscela di Izar, l'a.nidride solforosa (specie quella prodotta coll'apparecchio Clayton, o bruchtndo direttameute :r.olfo e carl>one secondo CMtalis, o zolfo e nitrati secondo Fetel), la doropicrina. Queste' sostanze, però, banno tutte gravi inconvenienti, sia per la.loro azione deteriorante sui corpi con i quali vengouo a contatto, sia perchè infia,mmabili, sia,, specialmente pcrchè non hanno azione sicura sulle uova dei parassiti. L'acido cianidr·ico, invece, presenta vantaggi decisivi su di essi: esso ha in sommo grado i pregi dei disinfestanti gassosi, ·di diffonderE>i 1~apidamente per tutto l'ambiente da trattare senza bisogno di stabilire correnti d'aria, di far uso di ventilatori, penetrando facilmente nei buchi, negli interstizi, fra i tessuti ecc.; sicchè consente di trattare in brevissimo tempo grandissimi ambienti di migliailt di metri cubi di capacità contenenti masse enormi di materiali. Nou alter<'l mcuomame nt~ le sostanze con le quali viene a eonta,tto, di qualunque natura esse siano, qualità molto importante~ che gli c-onferisce una deci~'a snperiol'it;ì, sull'anidride solforosa; cosl si presta molto bene per tratbu·e mag;t zzi ui di vivet·i, vestiario, ecc. c, sopra tutto, si presta bene per la 1kra tizz-:1zione delle na.vi, potendosi Pstend erue.l'azione an('.h e allocale ~li'Jl e nmcchine. Non è infiammabile, nè ht tecnica di produr-ione può lla.r luogo 29 - GiornJJJ~ di mcàìcina tnilila rr. -
Fase. VlH·IX.
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ad incendi. E' di facile produzione e non richiede speciale maechù1ario, circostanza che per l'ambiente militare ha una importani'.a. grandissima. E' meno col:ltoso tlell 'auiddde sulforol>a . lntine, è l'unico gas che abbia una sicura, rapida azione parassiticida radicale, sulle forme attive come sulle uova dei paras~;iti. Queste qualità di frfJnte a quelle di tutti i disinfe~;tanti di cu i ci siamo O<:cupati, non 1>olo gassosi, rua anche liquidi e solidi, la cui azione è spN;~SO ùtcerta e di applica~done ristretbt e lunga, fanno dell'acido cianitlrico il disinfesta nte di elezione. Buona ed utile azione banno l'acido a-cetico, l'alcool, l'ammoniaca, la benzina, lo xilolo, l 'adrJo fc>nico, il clot·ofot1uio, il t>Ublimato, il C<ì· lomelano, le pomate mercuriali, La trementina, il petrolio, la creolina , i! cresolo, la nalftalina, i saponi e qualche alt111 sostanza, a seconda dei casi e delle disponiiJilità. Ma queste sostanze, con le lo1·o ince1·tezr-e ùi azione, non possono ayerc valore che per hL protila:ssi individuale. l'>er la, profilassi collettini sono nt.'<:es;.;al"i mezzi potenti e :-<kuri. A questo bisogno risponde la, uti }jzzazione ùcl calore, spede tlel calore secco. Ma. anche questo cede di fronte all'acido Ck'inrarico, perclJè ha bisogno ùi im11ianti lil'si, costosi e che hanno sempre una capacità. limitata., anche tt·attandosi dei ·grandi fol"lli della. stazione di Oldenr.aal di 60m 3 di ca.pacitù. L'iù«>a adottata in I nghiltcna di utilizzare baxaecbe e tende per l'applicazione del cal01·c tlmido o secco ha aumentata la sua ·potenzialità. Ma <tue:.;ta potenzialib'L, che richiede pur sempre disposi· tid speciali, tende ecc., resta, di gran lunga. indietro a quella dell'acido cianidr·ico col quale, mediante semplici li~Starelle di carta, applicate sul momento e qualche mastello o l>a-r·ile si po;.;:-:ono trasformare in pocheore vasti fabbricati, grandi ambienti capaci di contenere enormi quan tit<'L di materiali , in camere ùi disinfestitzioue di funzione rapida e si ·
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Riteniamo, <Juindi, si possa r·oncludere dicendo che l'igienista mili tare, pur sfruttando tutti i mezzi che egli può a\'el·e a portata, di mano, come ba dimostrato di saper fare con geniale spirito inventiYO, anche se di azione lindtnta, in maneanza di me~l io, de>e contare sopratutto sull'azicme pamssiticidn, dell'acido cianidl"ico per ht disinfestazione dP· gli ambienti e ùei materiali più vari. PICCOLA BONIFICA.
Mi sembra nec«>ssal"io romplétamento di questa esposizione tra.ttn-rc, infiné, di un mezzo specilLle d i disinfest;tzione che esercita. la. sua azione sulle Utlll'A;tr•c malarigene e clte, quindi, è prezioso ausilio nella ]otta contro la mala,ria., terribile flagello che arreca ù:tnni incalcolabili ; vo· glio dire della pù·cola 7JOn ifica. Nella lotta contro la malaria i due termini da tenere presenti sono l 'anofelismo e l'uomo mnlarico. Tralasciando qui eli occuparci deJle misure cbc· mirano a far spa.rire l'infezione già in ;ltto, lllic;ure che nel loro insieme si ù1dicano col ter·
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mine di bonifi.ca· wnatLa (per togliere la sorgente tli infezione degli anofeli), -ricorderò che, per l:1 difesa dcll'indivicluo sano, oltre delhl. profi lassi medicamentosa, vi sono altre pratiche' in1portantissime che mirano ad evitare la puutura delle zanzare, sia con mezzi che impediscono àl.là zanzara d'arriva-re' fino all' uomo, sia con la bonifica. dell'ambiente esterno. I mezzi di difesa. dil-e tta, meccanici (reticelle, maschere, ecc.), chimici (aspersione di pomate repellenti, fumig<Lzioui, ecc.) banno grande efficacia, se sfruttati con paziente diligenza. Ma è facile si verifichino guasti ed inosservanze che ne limitano o addirittura ne annullano l'azione, specie nelle grandi collettiviùì. Ben altt·a importanza ha hL ùouiticn. dell'aruùientc c--sterno fatta, con h> scopo di togliere le cou.dizioni ne<·cssarie alla vita delle z~Lnzare. sia. allo t~tato di uova c di lane che di in:oetto perfetto, percltè u~ sua attuaziope dipende :oolo dagli elementi dir-igenti e perchè <ttta.cca alla radice il male distruggendo le zanz..'tre. Per la bonifica dell'ambiente esterno dobbiamo dil:;tinguere le' opet·e della grande bonifica: prosciugamento di v<:~sti tcnitori, correzioni di r-egimi ftuviali, sc<~~ricaml:!nti d 'a-cque ~lagnanti, vasti tlrcnaggi, colmate, impianti di ma,cchine idrovure, ec<;., che richiedono molto tempo, impiego di grandi mezzi e che cJùnuo i loro effetti a distanut di tempo; opere che sfuggono alla competenza del medico militare. · Le stesse opere, applica te sui piccoli regimi idrici ed ubicate nei punti dove l'uomo ba maggiori ra.g ioui di temere, costituiscono la piccfYla bonifica~ come dice Gosio, che si attua con sistelllazioni circosc1·itte e che tende a sopprimere le zanzare- abolendone la vita larvale con mezzi svariatissimi, atti aù impeùil·e alle zanzare la deposizione delle uova o ad evitarne lo sviluppo, correr.ioni di abitudini cattive nelllorticol ttll'a, estirpa.zione di erbe che favoriscono la crescita degli insetti, pctrolizzazione, salificazione delle acque, coltura di pesci o di piante SJX!· ciali, lotta alle zanzare alate. Grandissimi, imprevisti direi, sono i ris ultati favor evoli che si ottengono con la 7Jiccola. bonifica praticata per un sufficiente raggio di azione con mezzi ~;empHci a port:~ta di tutti, come piccole colmate c drenaggi , copertura. -di c.mali, regolat·izzazione fatta con la. va.ngrt di rigagnoli, abolizione di ra-c colte iuutili d ' a.cque o petrolizza,zione di esse, uso di larvicidi tossici; caccia alle znnz:;ne che si anuidano nelle stalle, nei fienili, nelle latrine uocidenùole con suffumigi di sosta.nze tossiche, fra le qua,!i primeggia e deve a,·ere, se mpTechè possibile, la precedenza l'acido cianidrico, del quale bastano tracce per uccidere le zanzare. Nell'ambienw militm-e la p iocola. bonifica. può dare risultati ''eramente ottimi p eL' quei presidi che per diverse ragioni debhono risiedere in località rualariche. Noi abbiamo diversi esempi confortanti, tipico quello del Poligono d'artiglieria di Nettuno, sito in zona malarica che, grazie alle opere di piccola bonifica iniziate dal prof. Gosio e dal colon nello medico U. Riva fi n da parecchi anni, e sempre curate, è abita.bilc in pieno periodo mala.rico. Per l'attuartione della piccola bonitica è necessario, però, un per· sonale d'ordine speciale che a,bbia, rieevuta. una istruzione adatta. La
nostra Dil·ezione genet·ale della Sanit;1 pubblica, che molto si è occupata e si occupa per dare sviluppo sempre maggiore a lla pratica della, 7riccola bonifica, ha istituito una Scuola di applicazione per la lotta antimalarica a Nettuno, nel Poligono miliuu-e d 'artiglieria, dove funziona fin dall917 sotto la ùi•·ezione del prof. Gosio; Scuola che ba avuto 6gliazioni nel Yeneto, in Sardegna in Sicilia. e cbe serve alla preparazione di questo personale tecnico d'ordine, di questa nuova milizia antimala·rica, mediante un ÌJlSI!gnaruento pratico: << giaccbè non di dottrina v'è deficienza, nè di buone leggi e nemmeno di corsi direttivi, ma bensì di braccia esecutrici che creino, do"e più m·ge, centri d'azione proficua, edificante anche' agli effetti della propa~anda, la quale, per essere utile, ùeve avere la bnse nei fatti; braccia esecutrici che portino nella vita reale ciò che per ora è troppo confinato nei libri » come dice l'Igiene moderna. Quest.'l Scuola ha già richiamata all'estero l'attenzione di malariologi, de lla Croce rossa, degli organi statali preposti alla sanità che manda.no medici per a,·erne conoscenza diretta. Ed io credo meriti che anche le Autorità sanju1rie militari la prendano in considerazione per diffondere questo potente strumento di attuazione della piccola. bonifica .
••• I..a disinfes tazione è un mezzo potente di profilassi, un pre'.doso ausilio pel.-l' igiene che deve essere sfruttato in tutta la sua potenzialità, per. tutti i suoi effetti, non ultimo, in pace, quello di creare nuove abitu · dini, d'indurre persuasioni cLe contribuiscano a formare _la cosciE>nZ.'L igienica del soldato. In pace il còrupito è più facile P,erchè gli eserciti sono distribuiti in centri n ei quali, anche se di mediocre importanza,, si trovano sempre, già preordinati, mez-zi sufficienti; e perchè le ordinarie funzioni militari consentono una azione continua, diligente, efficace. Della d isinfestazi!)ne della cnscrma si è ot·C'upato Fetel e ultima · mente in una npta completa il ca.pit.<wo medico A. Angelini. In pace la pedicnlosi, in genere, preoccupa meno perchè basta il ha.gno regohtrmente preso, la lir;;civiatura della biancherh1, Ja cura della
persona, specie nei rignnrdi dei nuovi arrivati, per limitarla a casi isolati, subito sC'operti e trattati per ln continua , possibile sorveglianza di medici e ufficiali del Corpo; e per la possibilità, di disporre sempre a sufficienza di im pianti fj~si o mobili per la disinfestnzione mediante il calore secco od nmi.tlo, oppure, meglio, media.ute l' ad do cianidrico. Pur-e vi sono circostanr..e nelle quali la pediculosi può diffondersi :1od interi reparti per il verificarsi di condizi oni fnvore>oli, durante i periodi in cui la. truppll. deYe allontana.rsi dai suoi ordinari nlloggiamenti per impic~l1i struortiinari. Per questi ~~asi, e per altri analoghi di dif· fusione tlella, scnhlda o della ftiriasi, s;tJ•ebbe ntiiP J1C'r la. rar.ionale organizzazione dci servizi di profilassi Ilell'ambiC'nte militare, che, almeno nei pl'Psiclì più num ct·osi, di mng-g-im·e importanza, funzionassero .<Jtazioni di bonifica dotate· di locali d'isolamento, bagni , la.vanderie a caldo.
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stufe per disinfezione e ctuncra di disinfestazione all' addo cianidrico. Queste stazioni di bonifica renderebbero preziosi servizi anche contro le rualattie infettive. E potrebbero, dopo opportune intese e convenzioni, funzionare anche per l'ambiente CÌ\'ile. L'infestazione da cimici ha costituito sempre una delle maggiori vreoccupazioni dell'igienist..'ll militare, pet·chè questo parassita sfugge facilmente all'azione diretta dei mezzi che finora si poteya,no adoperare, annidandosi in posti ina,ecessibili, dove non s i può adoperare il calore e dove non è raggiunto dai mezzi chimici come la trementina, il petrolio, l'acido fenico, la creolina. (ottima la miscela: trementina e petrolio a parti uguali, più il 5 % di acido fenico grezzo; ma a patto che venga a contatto col parassita e con le uova) . E' necc!Ssario quindi agire con mezzi gassosi, dotati di grande potere di penetrazione e che esercitino sicura azione letale sulle uova e sulle forme attive. Ed abbhtmo già visto cbe l'acido cianidrico posl:'ieùe in sommo grado queste qualit<ì. E' necessario quindi adoperarlo largamente pe1· la disinfestazione ùi magazzini , caserme, ospcduli, ecc.; vigilando attentamente a1le eventuali reiofcstazioni per mezzo di parassiti i m port<1ti dal di fuori <lai soldati. La. disinfestazione sistematic.'t dci locali milita.ri mediante l'acido cianidrico deve ormài entrare nelle vratiche igieniche ordinarie, con le do· vntc precauzioni, disciplinando il servizio come s'è detto; cd usando, ove occorra, della n(:)utralizzazione all' aldeide formica. L'igienista militare deve, inoltre, vigilare molto il movimento d~i materiali di equipaggiamento, penonali e letterecci e dei materiali di (·.asermaggio. Esso è ca.gione di diffusione di paras!Siti, perchè non ba· stano le' pratiche comuni di pulizhL: è necessario che questi materiali siano sottoposti 1·egolarmente a, disinfestazione quando escono dalle caserme, da.gli ospedali, ecc. per le riparazioni occorrenti, per cambio di stagione, ecc. Sarebbe necessario quindi che per il trattamento di q nes ti mate1·iali che dai Corpi -affluiscono ai magazzini del se.rdzio ui Cornmissa,riato si stabilissero accordi per sottoporli all'azione delr acido ciani<lr ico. Contro le pulci ha molta efficacia in t.em1>i ordinari la pulizia accurata dei locali militari ed il lavaggio dei pavimenti con soluzioni par-as&itici de di cresolo, lisolo, formalina, nafta.lina, fenolo. E' necessario però, come raccomanda Bacot, che vi sht"contatto intimo fra il tossico
e l'insetto. Buona, pratica è passare periodicamente sui pavimenti, spe· cie d 'estate, della segatura di legno impregnata a.bbonda.ntcmente di petrolio cont~ente il 5·10 % di naftaliua. :Ma. una azione radicale e completa pot~rno a,·crla solo dall'applicazione dell'acido cianidrico. E' necessa-rio che l'igienista militare nelle caserme porti la sua azione anche <'ontro i topi ed i ratti, i t]na.li, oltrechè imbrattare e deteriorare viveri e materiali nei maga.zzini, nelle t·ucine ecc., sono causa ùi diffusione dell'ittero infettivo, malattia compar~Sa· largam.e nte nelle t1·incee dorante la guerra., ma che, in focolai molto circotScritti e sporadicamente, esisteva forse anche prima. Sta di fatto che ora se ne verificano loc.'lllizzazioni di qualche importanza; nella guarnigione di Uoma abbiamo dovuto constata~·ne parecchi casi l 'anno scorso in rapporto con un grosso focohtio esistente nella popolazi one rtvile di un paese vi -
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cino. La distruzione di topi e ratti è resa agevole dane· fumigazioni di acido cianidrico. Occorre però elle siano intercettate le vie di accesso da l di fuori ri Jmra udo i pa dm eu ti e facendo sì che porte e finestre ac· costino completamente al muro. La lotta contro i ratti e le lor-o pulci ha, una importanza. gmndissima l tella profilassi contro hL pes te bubbonica che essi diffondono. E' per ciò -cl.te gli igienisti si sono occupati molto dell:b ricerca di un procedimento -di ùeratizza;~.ioue rapido, the agisse sicuramente non solo sui ratti, ma .Jlnche sulle lo1·o pulci, che non detct·iorns:se le navi e le mercanzie che -con le provenienze dall'Oriente sono· i mt~zzi auituali di trasporto del contagio. E , per tu ttc le ragioni dette a proposito dei mezzi di disinfe· sta:r.ione, al.lbia.mo visto che l 'aeiùo ciunidt·ico risponde sotto ogni riguar do e ucnissimo. Ci semb1·a, però, ehe sia da. aggiungere una. prescrizione a quelle date da sperimcntatori e da autori~1 sanitarie ci\'ili e militari, quella di adottare a bordo delle navi, dove l' aerft?.ione è difticile e grandc il cumulo dlei materiali, la neutraLiiz7.a7.ionç dcll'addo cianidrico per mezzo ùell'aldeiùe formica. Contro le zanzare c contro i pappatad si deve contare esscnzial· mente suli<L piccola l.lonificn, che nei riguardi dei pappataci si attua, con la rimozione d i immondi?.ie, leguaie, macerie, ecc., per togliere le sor g(mti vicine. !Per la difesa. de11c caserme bisogna ricorrere alle reticelle alle linestre ed a tutte le possibili vie d i acces~;o, porte, camini, ecc. ; nonchè a lle fumigazioni toNsiche per uccidere gli insetti già. penetrati. P er• attuar-<' ques' u ltimo còmpito ormai non è pii\ il caso di far tentativi con le vade Nostanze sperimenta te, legna, foglie secche, paglia. ta.· bacco, pi retro, che non fanno che stordire tempomneumente; J'a.nidr ide ~:;olfor·osa potrebbe avere azione utile perchè li ucdde, p1a essa per t u tti gli iuconveuienti che il suo uso porta non deve essere adoperata. che in easo di necessità; dando la preferenze~ all'acido cianidrico che agisce in Jliccole dosi, bastando gr. 0,5 di cianuro di sodio per m 3 di ambiente. Contro l e mosche la pratica più efticace è l'allontanamento rapido odai dintorni della. caserma di tutti i ùt~trHi organici,' perchè sono essi -che servono alla deposi?.ione delle uova. ed alFaJlevamento delle larve; ~lisognerel.ll.le abolire i letamai e curare scrupolo::;amente la buona tenuta .delle latrine. Nei casi in cui sia, necessario costituire letamai, bisogna ·cospargerli abbondantemente di soluzioni tossiche, come ipoclorito di ·calcio, solfato di fe iTO, alcalini, acidi. Non mi sembra prudente adope· rare l'arsenia,to di sodio, come s'è fatto nel Messico. Meglio risponde l 'incenerimento. Per le mosche già. penetrate', che spesso non si riesce più a scacciare, SJWCie sul termine della stagione estiva; e nelle- cucine, magazzini viveri, refettori, sono palHiativi le carte moscbicide, le soluzioni di quassio, di sapone, di formolo, l'olio di ricino ecc. Buona azione può avel·e, in casi ristretti, il piretro polveriz;~..ato dove esse si posano. Ma, :1.nche qui , mezzo di òi~truzione ra.piùo, sicuro su tutto l'ambiente (· la fumiga.zione eli acido c·iHnicJrico: ha~t;tHO gr. 0,5·1 di ciiaJluro di so· l.lio per m 3 di ilmbiente. Ir~ guerra il còmpito della disinf('stazione nel campo della profilassi s i compli<>n· enormemente. La ;;ona t r n·itorialc J'Ì(' h ird~> npplica1.ioni hen più' yaste e numerose per l'ipertrofh't che tutti gli OJ·gaHi Juilita.ri subiscono e per le enormi
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conenti di uominl e di materiali che continuamente e rapidamente affluiscono dal territorio al fronte e che dal fronte ritornano per infermit<\, per licenz:.1:, per eambio ùi destinazione'. E' necessario, quindi, che le organizzazioni del tempo di pa~e subiscano gli a.mpliamenti necessari ad aumentare la. capacità. di l<Lvoro e cliC altre se ne stabiliscano in rapporto con eventua.li nuove ubi~<tzioni di centri di raecolta e di vie di trasporto. A questi nuovi bisogni può far fronte i1 materiale già predisposto in impianti fissi o mobili per l'applicazione del calore secco o umido presso ospedali o stazioni di l)onifica. :Ma è solo mediante' lo sfruttamento dell'azione dh;infcstante dell':l!Cido · ciauitlrko che noi potremo essere sicuri di ftu· fronte a qualunque bisogno, anche improvviso, grazie aUa. semplicitù dello strumental'io nec·essario alh1 sua produzione eù alla. facilità con cui in poche ore qualunque ambiente si può trasfor· mai'C in camera di disinfestazione. Nel territorio, in tempo di guena, un còmpito del tutto nuovo si aggiunge ed è quello della disinfestazione dei mezzi di trasporto per sani, a.mmalati e materiali, sia ferroviari che marittimi, fluviali o la.cunari; campo nel quale è veramente provvidenziale l'azione dell'acido ciani· drico perchè non è SQstituibile con altro mezzo, come si è visto, La disinfestazione all'acido cianidrico dovrlì essere accoppiata alla. neutralizzazione mediante aldeide fonni cl1; essa, però, non sarà necessaria per le carrozze ·ferrovia.rie non provviste di cuscini, imbottiture, ecc. I materiali ferroviari potrebbero t>Sfl('re sottoposti facilmente all'azione ùell'aeido cianidrico costituendo in punti nodali sulla rete ferroviaria, favorevolmente ubicati rispetto al movimento, cunkuli in ma· teriali semplici, in lastroni di etc1"nit1 per e'sempio, dentro cui vada un binario morto, di altezza e larghezza di poco superiore a quelle massime dei vagoni e lunghi convenientemente: cosi si poh'Cbbero disinfestare rapidamente grandi quantità di vetture. In questi punti nodali si potrebbero con molta. opportunità ubicare a.ucbe stazioni per la disinfe· zione dei matermli ferroviari di trasporto. Nella zona di [Juerra la disiufei;tmdone acquista un:'L importam.a <·apita.le, perchè è là che si veritica.no le condizion i di maggiore disagio ed è là che, perciò, abbiamo assistito e potremo assistere alla diffusione in proporzioni vastissime del pn,rassitismo, specialmente da pediculi, che sono fra i più grandi nemici degli eserciti in campa.gn_a ; mentre è proprio n~lla zona, di guerra che nol1! sono sempre disponibili i mezzi p('l' •:ombu,tterli. Nelle 1et1·ovie possiamo anoora disporre di organizzazioni potenti. Io questa zona,, che deve fare come' da. crilH'O fra. la linea. delle operazio· ni ed il territorio e che ba una importanza speciale nella. difesa. del P <h:!· se dai morbi infettivi che possono essere importati col movimento della truppa., coi materiali, specie di equipa.ggiamento, coi prigionieri di guerr<l·, vi è la l':tabilità e la sicurezza IH:!CeSf;arie aU'inlpianto di mezzi di disinfesta.zione di grande rendime~to e di effetto sicuro J'appresentati precipua.mP.nte dalle stufe per l'applicazione del calore secco od umiclo. Quivi negli ospedali comuni o contumaciali, nelle" stazioni di bonifica, nei po:ti di comunicazione con truppe oltremare molto opportunamente trova luogo la costruzione di forni per il calore secco. E, più semplice-
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mente- e con maggiore eflica.ciu, l'organiz:t.azione di camere ùi disinfesta· zione ali 'acido cianidrico. · L'Italia ha. avuto risultttti ottimi dall'impianto di stazioni ùi bonifica. per il bagno, la disinfestazione col calore umido, il cambio degli indumenti; esse aumentera.n no la loro potenzialità adoperand-o l'acido
cianidrico. Ed ottimamente pot1·eobero funzionare allo stesso modo sta· zio n i mobili di bonifica su materiali ferro\'h.Lri dotati !li bagno e camera ùi disinfestazione all' acido cianidrico capad ùi ampi e rapidi sposta · menti su tutto l 'ambito della. rete ferroviaria, · per speciali bisogni che si manifest.ussero improvvisamente in punti sprovvisti. ~la dove le condizioni si fauno difficilissime è nella zoua delle operazioni e specialmente nella. liw:a del fuoco~ nella quale non sono pos~;ibili impianti stabili, shL per le offese elle possono arre<~a.re le artiglierie Hemi<"he, sia per i c<>ntinui ~Sposta menti elle può subire la. linea,. In que~;ta :r,ona nella quale pr-ima. arrivano i prigionieri e nella quale si veritiClUlO tanti movimenti di uomini verso le retrovie, per trasporto. di grandi e pkcole unità ver~>o altre destinazioni, per sgombero di feriti ed ammalati, per licenze, dove c'è tanto movimento di materiali di equipaggiamento o ili altro uso che possono essere veicolo di ectoparassiti o ui animali trasmettitori, noi abbiamo bisogno di ricorrere a me:r,zi semplici, leggeri, poco voluminosi, non visibili e che rendano possibile anche una azione frazionata, in modo da poterne fare beneficiare piccoli reparti, su tutta la linea, nelle immediate vicinanze delle trincee; mezzi c:he diano sicura garanzia d'agire radicalmente e sempre, su uova e forme attive, e r apithtmente. E sicurameute non ricorreremo ai disinfestanti chimici, che Nuttal <·biama veri palliativi, se non quando non vi sia altro da. fare e per quel poco che po~;sono da.re. Cercheremo, invece, di sfruttare il calore cru1 gli impianti mobili, che ben maneggiati rendono b1.10ni servizi. L' Esercito ita,liano ba potuto impinnta.re efficace1peute stazioni di bonifica mo-. bili, leggere, costituite di tre preziose unità da ca.mpo: la stufa Gian nolli pel· il vapore sotto pressione, il bagno ad a,cqua calda. Passerelli e la lavanderia per lisdviatura. a caldo Comi. E ciò fino all'altezza dei Comandi di Divisione· operanti, con vantaggio gr:lndissimo per l ' igiene della. truppa, durante i periodi di riposo, nella rotazione fra prima e seconda linea. Ricorreremo alle applicazioni del calore secco od umìdo mediante mez:r,i improHisati. Ma sarà soltanto l 'aci!lo cianidrico che ci consentir:\ di portare efficacemente la disinfesta.zione in tutta, la linea del fuoco, fjn presso le trincee, che ci darà la possìbilitì\, di liberare il soldato dai pediculi anche mentre sta in trincea, perchè esso non dà luogo a manifestazioni elSteriori visibili dal nemico (fu mo), non ha bi· sogno !li strumentario speciale e ~i può }Lpplkare dovunque vi sia una C<tmem, acche in cattive condizion i percl.tè con la carta se ne stn bilisce facilm ente la chin~;ura. :'ll<l· potrà faf'ilnwnte accadere che reparti opel'ino in regioni o in località spt'OHiste d'abitazioni. Appare, <]uinùi, opportuno disirnpe· gn:ue ù:1 quegto elemeuto locale la pratka. ùella disinfestazione all'acido cianiùJ•i<:o nella, prima linea:. Ed a ciò f;en·c ottimamente una tenda ùi t::uflieientc cap:1cit:'t, (·O;;t.ituita di una ;.u·trwtm·a h•ggt>ra e eli facile mon·
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taggio, c.be si presti, oltrecltè a sosteuere la teuda, a sciorinare ed a:p· pendere gli abiti e la biancb~rht da trattal'e mediante ganci, cordicelle tese ecc.; e di un rivestimento impermeabile fatto della stoffa dei palloni fuori uso, che si presta, bene percbè leggera e clte si dovrebbe tingere con colori che la facessero confondere (;Ol terreno; tenda semplice, :>enza finestre e senza, porta, con le pareti sovraubouda.nti in basso, in modo da poterle coprire di terra battuta durante l'uso per assicurarne la. chiusura. Al momento del funzionameuto se ne solle,·ereube un lemuo per la-s eiar passare l'opemtore, munito di mascbt~ ra, che deve dare ini· zio allo sviluppo del ga s, lembo cl•e, u!':cito questo, si a.bual:':sa immediatamente e si fissa. Tennina,ta. la ùisinfe:stazione si sollenwo in alto le pareti della tenda, fermandole con a.pposite cordice-lle per l'arCRzione. Noi adoperiamo giù. una tenda simile, che ci serve per la disinfe· sta zione all'acido cianidrko delle tmral'che in legno, che non si pos~;ono .chiudere con la carta per le molt(! fessure del legname: sovrappo· nendo a:d una. baracca il copertone della tenda, a gui:>a di C<tppuccio si ha. una cllimmr:t peYfetta che consente al gas di a·g ire. Queste tende dovrebbero far parte del ma,terial.t- deUe Sezioui di sanitù. e delle Sezio"ni di ùisinfezioue, dalle 'Quali sarebbero usate me· diante una piccola squadra. di due uomini specializzati, sotto la guida e la sorvegliam·.a di un ufficiale medico, nella: ris{X'ttiva zona di compe· tenza. I materiali occorrenti, cianuro t'<l a<:ido solforko, sarebuero prov· n~duti da questi reparti sanitari cou la stessa. organizzazione e con gli !:i tessi mezzi cl1e consentono di fornire tutti gli a Itri materiali sanitari. CONCLUSIONI. Sembra utile elle,. nella lotta contro il parassitismo negli eserciti , si adotti la teudenz~"L n<l unificare l'azione mediante i mezzi concorde· mente ritenuti più efficaci; percbè dalla concordanza degli sforzi sia assicumto il bene di tutti. E' per ciò cbe mi permetto sottoporre all'at· tenzione del Congresso le SP.guenti conclusioni : 1° La profil::.tssi generale contro gli ectoparassiti in tempo di pace dà buoni risultati ; ma deve essere coa,diuva.ta. dalla distruzione diretta ; 2° La distruzione degli ectopar·assiti, uova e forme attive, me· diante sostanze chimiche, solide o liquide, non si !~aggiunge sempre sicuramente; senza conta.re che' molte ùi esse imbrattano o altet·ano i materiali trattati; o sono nocive all'uomo; 3° Molto efficaee è l'a,zionc del calore, specialmente allo stato secco ed applicato con appal'e<.:elli appoi>iti, ben controllati; essa, però, non è &-cevra di inconvenie·nti, p<.:rcllè deteriora molte sostanze; 4° Più indicato apparc: l'uso eli sost.'lHr.e gassose, dotate di alto potere di tiiffusione e ùi penetrazione, pcn·cbè conseutono di trattare in nn tempo molto minore ben più yasti amltiPnti contenenti molti ma· teriali; 5° Fra le sost.'tDZC gassnsp tiene il primllto raciclo tÌlmidri(•Q J)lll'O per il suo l~ltissimo potet·c di diffusione e di penct1·ar,ioue, perchè non altera i materiali trattati e pere hè ba azione :sicura sulle uova e sui pa · rassiti adulti o allo stnto lanale ;
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6° Per evitare gli iuc01n-enienti ·ÙO>uti alla, gt·ande tossicità. dell'acido cianidrico è nC<;eHsario e sufficiente che il s uo uso sia disciplinato da. speciale regolamento e sia afti<latu solo a personale tecuico istruito appositamente e :sot·veg liato; esso, inoltt·e, deve essere accoppiato alla net~tralizza.zione successiva mediante una aldeide., pt·eferibilmente quella formica, semprcchè non si pos~o;a, rentilare suJlkienternente il materiale e gli ambienti tratt;1ti; 7° In pace l'uso dell'ao(·ido cianidrico dovrebbe entrare. fra le pra.ticbe onlinarie pr·ofilattiche per hl> disinfestazione delle caserme, posti di guru.·dia, prigioni, ecc.; ospPdali, scuole, ccc., e dei ma teria.li di equi paggiamento e di caseJ·ntal!gio che, alh·imcnti, possono diventare fa,<:ilmente c·att!-i<t di riiufcstazioni; orgaui7.zauùo ove occorra speciali stazioni di bonifica; go In guerra più che mai l 'acido cianidrico dimostra la. sua superioritù come dll;iufestaute, potendosene sfruttare facilmente e s u vasta. scala. l 'azione da pct· tutto, con facili apprestamenti; e fin nelle immediate vicinanze della prim;t linea ùelle triucce, adottando per qtieE>ta zona una. tenda, per disinfusta.zione all'aciclo oia.nidt'ico, di tipo molto s!•mplicc, che appare consi~liabile comprendere fra i materiali delle Sezioni di sa.nitù e delle Sezioni di disinfezione; 9° L'esperienza climostra che anche nell'ambiente militare, per quanto è di s ua competenza, appare uec<~ss:uio intensifica.r e l '!tttua,;ioue della ]Jiccola bonifica come mezw di disinfestazione contro le za.nz.are, creando un personale inferiore a dò specialmente preparato mediante nn corso pratieo di istruzione. RESUME.
Après avoir d étini le mot dé:-;insectis~ttion et expliqué les causes pour les que'lles il se bot·ne ;\, traiter d{'s moyens utiles envers des ect<>parasites ùe l 'homme, le nnpporteur démonh-e que contre ceux-ci, en t{'mps de paix, la pr·ophylaxie générale ~ut donner de bons resultats; cepeildant elle doit étre tonjour·s complétée pa.r la destruction directe. Ensuite le rapporteur prouve que la, destruction des ectoparasites, a•ufs et formes activi}S, moyennant subsmnces chimiques, solides ou liquides, n 'est pas toujours a.tteinte d'une faç.on s ure, sans compter que plusieurs de ces substances ·salis:-;ent et abiment le materia..! tra.ité, ou sont nuisibles à l'bomme. IJaction de la cl•alem· se démontre tr·ès ellkace, surtout de la chaleur à l'état sec et appliq uée av~c des a.ppareils spédanx, bien contròlrs; ce moyen , cepe]J{];Illt, n'est pas sans inconvenients p.arce que la cllaleur ahime bien dc suh~tances. Plns indiqn(! se démontre l'emploi de s n bstances sons forme d1· vapcur, qui sont dotées d'un grand pou voir de diffusion et de p(>nctratiou et permett(•nt de tra.iter da.ns un temps bien plus LH'ef, l cs plus amples Jocaux contCIUl>nt materie! de tQute espèce. Après 11ne complt'te re,·ue des substances g;Lzeuses employées jnsqu'à present, le Happorteur Mmontre que la.. prima.uté entre c·lles doit
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·Hre donnée à l'Acide cyauidJ•iqne pur, ù cause de son très grand pou· voir de diffusion et de pénétration, parce qu'il n'ab1me pas le materie] traité et parce qu il a une· action bieu s(u·e sur les mufs et sur les parasites, soient-ils adultes ou :1 l' éta.t de la.rvc. A évitcr ·les iuconYénients dus ù, la grande tox:icité dc l'Acide cya ui<ldque, c'est néeess:!ire et suf. fisant que son usa.ge soit pa.r faitement discipliné par un t·èglement spé· cial, et confié seulement ì1 un pcrs,)nnel formé exprè.<.; et lJien sur veillé. Eu outre il <loit ètre uni i\. la, neuttalisation succes~;ive moyennant une Aldeide préféra.blcment forrniqne (suh,ant la méthode Martinf'z Roca que le Ra.pportenr a vérifiée avcc des J'ésultats tont à fait favo •-ables) lorsque, bien enten<lu, l'on ne pm1t pas éventer suflisamentem~nt le materie! et Ics locaux traités. Le Ra pportcur propose> quc l'usnge l•e l'Aci· .de Cya.nidrique soit admis, en temps de pa,ix-, parmi les ha.bituelles pi-nr tiques propbylaetìques pou r Jn. désiusecti:;ation del:i Case•·nes, postes de garde, prisons, hòpitaux, ecolel:l, etc., et du materie! d ' éq uip<'roent et de Caserne qui, ~:~a.m; cela, deviPunent, avec toute p1·obabi lité, sources de réinsectisation, OJ'ganisnnt, ~:~'il l(:' faut, dt's spéciales A~fati.on8 pou1·
·.z· assai11issement.
Il propose que pendant la guerre l'acide cya.nidriquc ~;oit large-
ment usé, puisqu'il est dans ces circonstances phliS que jamais, nn dé· l:liusectisant supérieur anx autres, pouvant etre usé amplement partout, avec cles apprets très siroples, et mème dans le voisinage immé· diat des t ranchées de première ligne. Ainsi il propose l'adoption, pou r -cette zone, d 'une tente potu· la désinseotisa t io n avec l' .4.cidc Cya1~·id1·i q·ue, d 'un type bien simple, qu'il conseille de- faire a<lmettre parmi le materie! d~s Sec.tions de Santé et des Sectious de Dé~;i nfection. Enfin le Rapporteur fait rernarquer qne l'expérience démoutre que l ' Autorité l\filitaire aussi, pour ce qui la concerne, doit intensifier l 'actuation du Petit assainissement, conune moyen <le d ésinsectisation c-ontre !es moustiques, en se procurant nn persoru1el d'éxéeution ex· pressément préparé moycnnant un spécial Oours d'instruction prati· -que, d'une manière analogue à ce que fait en Italie la Direction Génll· ra.le de la San té Publiq11e. 8Ul\lMARY. After having defined tbc word « Disinfestation » and sbowed t he reasons for wbich he will treat only about the struggle against the -cctoparasites of ma.n, the Relater explains that, i n P eace time, genera.! prophyl&xis may give good results, but it must àlways be seconded by direct destruction. The destruction of the edoparasites, eggs and active forma, by e.hemical liqui<l or solid substa,nces, is not alwa.ys surely obta..ined. Be· sides, ma.ny of these substa,nces soil and spoil the materials treate'd, and arre <langerous for man. The action of heat, specially i n a dry form .and applioo with appropriate, well contt·oled apparatus, is very eflicacious. There fore' tl1is method is ·1wt without inconvenience as beat !ipoils many substa.nces. 'l'he u~e of gaseous :';Ubstanccs~ provided with
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a, high power of diffusion and penetration, is more adapted, allowing: in less time treatment of larger rooms cont.,ining materìals of eve'l-y kìnd . .-\mong gaseous ~:;ubstances tile Helater, after a complete re,' iew of those uow used, shows that the pure' cyanidric aeid must bave the preemineuce, on <li.:count of its bighest power of diffusìon and penet,·atiou, it..s property of not spoH-ing the roaterìals trea.ted and its sure adion upon the eggs anù pa.ntsites, allult or in the form of larva. 'l'o avoid tbe ìnconvenience~:; proùuced by the extreme poìsonousne:s::> of cyanidric ~wi<l, it is neces:sary ttnd sutficient to regulate its use IJy appropriate rulcs, intrnsting it only to speciaJised persons, cxpressl y taught a,nd well overlookcù. lle!:iidcs its u~:;e must be uniteù to the successive neutralizatiou hy means of an Aldeid,e, preferably tbe formic one (a~or<lìng to Martinez-Hoca's method, th.at the Relater controled with very good. rcsult), wheu it is impossible to ventilate tbe material an d the rooms tl·eatcù sufficiently . 'rh e Relatcr proposes to admit, during Pcace time, tlle use of cyauiùt·ic acid amongst ordinary p rophy· ladic mea.-;ures for the disiufestation of barrack:s, sentine! boxes, prisons, hospitals, Schools, aud of IU<tterials of equipment and of ba.r-
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racks whic!J! ot!Jenvi~, might ea:sily become cauSi:: of fresh infe~":tation . ot·gaoising, when necess..'lry, special Renòeriug Stations bcalthy. ile proposcs that, during war time, Cyanidric add is amply used, st'eming in those circumstances t!Je best disinfectant of ali, because it can be so easily and largely used everywhere by very simple arl-angements, eveu in the immediate proximity of the first line trenches. s(} titttt he proposes the adoption, in tbis Zone, of a spccial tent for di· ~>infest.,tion with cynnidric acide, .of a very simple type, that ought to be one of the ma.terials of tbc Sanitllry Sections and of the Sections for Disinfcctiou. Al last tbc Hela,ter reminds us that experience shows that tlte Mi · lit.'II'J Authodties also, as far as it concerns tbem, must intensify t he actuation of small Rendct·ing lleaUhy) as a. means of disinfestation aga~ inst mosquitos, creating esecutive persons espedally prepared by means. of a. Course of praètieitl insh•uction, as it is done in Italy by General Public Sanit.ary D irection.
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SPAGNA
fstudla [rltlto de los pro[edimieotos de desfofeuion y de deslnse[tlza[fon en tiempos de paz y de guerra 1JOr los doctores José Potous, teniente corono! médico, Agustln Van-Baumberghem comandante médico y Mlguel Campoy, farmaceutico primero.
RIASSUNT O. Per svolgere in modo conveniente il tema assegnato a.i rela.tori spagnoli, è stato fatto uno stud io minuzioso di t utti i processi adopel·uti per la distr uzione dei ger mi infettivi, considerando come p r incipi indi· spensabili la conoscen7..a della malattia, dei mezzi che rappresentano il veicolo dei germi infettivi, e dei mezzi usati per evitare la diffusione delle malattie,, poicbè è dovere essenziale della Sanitù. milita.re di pro· teggere le truppe da quelle affezioni che giustnmente sono qualifìeate per evitabili, o almeno attenua.bili. P er rnggiungere questo scopo occorre: 1° Prevenire lo sviluppo de'Ila ma1attht mediante l 'uso di sieri e vaccini ; 2<' I mpedirne la diffusione per mezzo della disinfezione: Perchè ~uest'u l tima sin, ,-eramente efficaee, occorre tener presente due condizioni essenziali: a) ricet'CHsre i germi infettivi dovunque si possa.no trovare; b) estendere il raggio dell'azione distruttrice sui germi infettivi in qua lsiasi circo~;tanza. Per quello che si riferisce alla. propag<Lzione e svil uppo di questi germi, bisogna considerare: la loro diversa natura,, la differente' evol uzione, l'ambiente nel q uale e::s::si vivon o e si sviluppano, la forma. ed i modi di trasmissione; le eondizioni climatologiche loc.'lli, il raggio di
azione che' i · germi possono raggiungere e le varie associazioni microbicbe che possono produrre in certi casi l'esaltazione :della virulenza, od in a ltre circostanze, l'attemwzionc. · La disinfezione può essere praticaUI con mezzi Dil.turali o med iante l 'impiego di processi mecca.nici, fisici e chimici. Fnt i primi ocl'on·e rammentare l'aercazione, l'e!'sicamento e l'e!'posizionc al sole. E' iudiscntibile che esistono dei :!ermi che muoiono per la sola. azione dci m<·zr.i uatm-ali, ma il loro numero d!itretto e il pel"ic.olo che es~; i rapprf'sentnno finchè conser vano la loro virulemr.a., rendono dubbia l'effiead:t eli questi mezzi ; perciò siamo costretti a ricorrPre agli altri gi·uppi di d isiuf('t~~.
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Gli a.genti fisici hanno l'iucom·en.iente di una ins ufficiente penetrazioue, il che fa SÌ che la loro nzione sia. limitata alht; SOllt Sll['>erticie di'i
4titi
corpi. Il più u~:~ato di questi mezzi è il calore, che può essere impiegatoallo stato secco od umido, alSsochmdolo al vapore di acqua con o senza. pressione, per ottenere la penetrazione su tutta la IDfliSI:ia sottoposta a.) ]a . sua azwne. L'impiego ùei liquidi può fa.r~-;i mediante ht lavatura, l'immersione. o l'el>ullizioue. I rhmltati ~;ono Hicuri, ma la loro a.zione è limitata., perehè deteriorano molti oggetti. Il vapore di acqua è impiegato a mezzo delle autoclavi per i materiali, e per mezzo di stufe per gli altri oggetti. Le stufe possono tra~forruarsi in camere per gas, facendovi- agire degli agenti chimici allo stato gassOlSo, soli od associati al vap01·e ùi <H:qua . Vi è un'<Lltra. n.pplicazione cbe deve essere utilizzata., quando s i tratt.a. di og-g1~tti di poco valor~ o di agenti infetti\'i molto diffusibili: t! questo l'incenerimento, cbe può essere impro,·visato od ottenuto me· dia.ute fo rui crem<ttori fi!-isi o portatili. l<'ra i disinfettanti chimici occone segnal~ne, per l<t loro consta tata effica-cia, i cresoli, le creoline, il cloruro di mercurio, l ' ipoclorit() d i calcio, H clor o allo stato di gas, l 'ossido di calcio, i solfa.ti di ram4t c di fel'I'o, la fo rmaldeide, ranidl'ide solforica e l'acido cianidrico. Tutti ha nn() qualche JWOpi·ietà in eomune, ma ve ne sono alcuni che dimostmno un'a:.-.ione speciale sopra alctmi a.g-enti infettivi. Per Ja d~ struzione dei topi il ga.s Glayton ( tue~colnnza di aniàride solforosa e solforicaJ ha una reale . supcrioritù sugli altri. Allo stato attuale della, scienza non è ancora possibile risolvere in )l.lodo definitivo la questio.ne dell'adòo cianidrico. E sso offre dei van· taggi ecceziomtli per la sua straordinaria tossicità,, a.nche se usato in dosi molto piccole, sugli animali di qualsia-si specie; ma questa stessa qualità fa si cbe il suo uso sia. temibile, a e<-:Lusa del gran numero di vittime che ha cagionato fra gli operatori, sia per la. sua condensazione in un ambiente inabitato, che per la, volatilizzazione d<H·uta all 'aum~nto di tcmpcr:ttura c he si verifica. per la sua permanenza nei locali dove vi en praticata questa opera-z.ione, a-nche se ampiamente ventilati. La. s u.t azione come di~:~infettaJJte è invece molto limita ta.. Per la loro a.pplicazioue in campagna, O('(:orre clas~ificare i disin fettanti teucuùo conto per ognuno ùi essi, non solo della sua effica<:i:t. ma anche <.Iella facilità di i m piego in rapporto con la, Uuitù, ~Sanitaria presso l<t quale deve essere adoperato. Nel fare questa classilkazionc bisogna teuL>.r pres-ente che i mezzi di rupplicazioue dei disiufett~mti de,·ono C."~Serc ada,ttabili n.Jla moùilitù delle truppe che dc\'ono rice\'ernc i benefici, cominciando dalle linee eli <wanguardia p~.>r tcnniual'e alle t.r11 ppe che stanno per rieutJ·are nel territorio. Nelle formazioni avanr..'tte sa ra.nuo prcfcl'ibili i mcr.zi più semplici o che non rl·damauo che apparccdti semplici e facilmente trasportabili. l<"'ra. questi, bisogna cita1·c pr·ima di tutto i dbdnfettanti gassosi, come l'anidride solforosa <.-d il formolo. Si potro'L oooperare anche il vapore fluente , per mezw di sa.cchi o di nppoRite cn!:'se. · Un compito importa-nte sa,rà queUo di fH r progt'edire il più possibile i diversi tipi di stufa.. Appena le cil·costanze lo permetteranno, si dovrà
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procedere all'impianto di stazioni di igiene individuale, per le quali dovranno t ransitare tutte le unitt\ militari dei vari settori, rego landon~ convenientemente il servizio. La disinfestazione de,·e cominciare qua::;i <LI momento stesso della mobilitazione, onde impedire lo sviluppo ùi insetti p1·ima che Cf;Si aequistino il cm·attere di veri e propri tla,gclli.
SVIZZERA Etude critique des procédés de désinfection et de désinsectisation en temps de paix et en temps de guerre par le lieuterumt-colonel Thomann, pharmacien en chof de l'Armée suisse.
RIASSUNTO. 1• Ahhia.mo esposto i principali metodi di disinfezione e disinfesta zione attualmente in uso presso l'Esercito svizzero. ~· L <L disinfezione ha. una grande importanza nella lotta contro le H,alattie infettive. Cosi pure la disinfestazione. 3• Si drve attribuire la mas!>ima impurtanza ana, continua, disinfezimw ed alla scrupolosa pulizia delle <-amerf> degli a mmalati. 4• Dovendo procedere alla dif;infezione finale (dei locali) per me7/L.O d,~i Y":-tpori di formalina, non si Ù('VOUO trascurare anche In ùisinfezion~ e la pulizia manuali. In certi easi, per esempio nel tifo addominale, ci si pof:r<) contentare di queste ultim~ operazioni. 5" Le presct-izioni per la disinfezione non devono t•s~ere troppo scbe· matichf', ma. adattabili ai! o~ni i!enere di malattia. o" La lista .dei dif;infettanti t·iportJita COinfii'Cnde l'lo~tanze ben note l! di sperimentata effira cia. I pror.t>dimenti dNwritti Rono semplid, e, in ;!C'IIPT'!llt>, SII ffici en ti. 7° Il controllo dei disinfettanti deve ancora essere oggetto di serie ricerche scien ti (i che. so Per ciò che ri~uarda la disinfezione e l a simultanea clisinfestn.· ~·ione dei . Jor.ali, non sia m o aueora in poss<'sso di nn disinfettante gns· :;oso chP non sia nocivo. 9~ Fna disinfezione ed una disinfestazione ben fatte non possono essere (>sPgnite che da un personale sperializzato. A tale seopo si sta or ~ ganizzando, per il servizio di igjeue dell'Esercito, la formar,ione di ktptadre provviste del materiale occorrente, df>i dis infettanti e di ade;!.tati .mezzi di trnsporto. 10° Nel pratica1·e l'istruzione dei disinfettori, s i abbia cnra di in · ~<egnar loro, prima di tutto, In. pulh:ia.
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LA MEDICINA MiljiTARE NELL'ANTICA ROlfA (l ) per il d o t t . Arturo Casarlnl, tenente colonnello medico, direttore.
Poic)lè è la prima volta che si ina ugura sul Campidoglio un Con· gresi:ìO inte L·uaziona le di medicina e farm:wi.a militaJ·(i, ci l usinghiamo di fare opera non del tutto vana ed inutile per gli illustr i rappresentan ti delle Na-zioni alleate, e forse anche per i nostri colleghi, che numerosi conYerrauno nell'Eterna. Città,, ove ogni monumento, ogni rudero, ogni pietra ci pal'la della sua antica grandezza., (li rievocare a grandi linee l'orga nizzazione sanitaria degli cset·citi dell'antica Roma. Se lo studio d ella Storia della medicina nel per iodo romano non ha avuto quella profonda trattazione e quel completo sviluppo che troviamo in a.ltre epoche antecedenti e snssegue'llti, non meno iJ1certe e (ramment.t.rie sono le notizie sulla medicina. milibbre del t empo, desun te in gran parte da investigazioni storiche di ordine generale. Sicchè questo modesto contri buto, senza avere la pretesa di portare nuova l uce al tema, non ba altro scopo c he di riassumet•e a larghi tratti quel poco che i classici autori latini e greci e gli scarsi monumenti dell'epoca ci ba,nno tramandato dei nostri remoti predecessori.
••• E possiamo cbietlerci, anzitutto, se Roma non a.bbia a vuto medici prima del III secolo a . C. e per oltre sei secoli, 6no alla nascita d i Cicerone, come afferma Plinio il Vecchio, e se un popolo contin uamente in guerra come i Romani , che tenevano quasi sempre schiuse le porte del tempio di Gilwo, n0n abhia mai fatto tesoro dell'esperien7.a lasciata dai Greci, circa i soccorsi da prest:H~i ai malati e feriti sui ca-mpi di battaglia.. Sappia-mo, invece, che nn dal tempo di Rilla la medicina greca si era gi:ì, nffermata, nell'Alma Citt.ì. a mezzo di uomini liberi , i quali esercitavano l'a.rte sa-nitaria r ecandosi dall'una all'altra regione o di sr.biavi (domestici seu f mniUari me(lic~) al servizio delle fa,miglie pa( l) Queste note, scritte a ffretta tamen te alla vjgilia della mPmora nda riunione intf'rnaz.ionale, e che n ell' intcndirn('nto d<'ll'a. dovevano sempliccmentf' rapp resentare un mod<'sto ricordo d el G·i ornale di medicina militare agli 800 congre's~isti ita.liani e stranieri qui convenu t i, h a nno avu to un'impreviflt.a acco g lienza ; sicchè lo copie in d ist r ibuzione, pPr q uanto in numero mggua rdevole, sono sto.tf' esaurite in pochi gio rni . . Per ad<' r ir<' a llf' n umerosissimo richiesto per vf'nute rccen tf'men tP da molte pl\rti, anc hfl fuo 1·i d~>l rism•tto cr>rchio dc·lla nostr a. famiglia, mi sono indotto a pubblicare qtt c~t i cenni storici n PI nostro p<•riotlico, co~ì · come sono sta ti raccolt i, senza apportlwvi, con ltworo p iì.t tr.n.nqu illo, quollo nggiunte e varia nti, chf'l for:;c· av1·rhlwro tr>::~o trwno arida la IDl\trria : e di ciò clù<'do venia o.i cortesi l••tto!'i. (N. d. D.).
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tl·izie, che li istruivano maggiormente nelle nozioni di medicina domestiea per rivenderli, come ci riferi~~e Platone, a prezzi più elevati: ed abbiamo noti;d.e- di pene severe emanate coutro i mestieran.ti poco onesti, ch e ùalla professione trnevano scnnùaloso lucro.
Ed è presumibile che gli Btrusèhi, dai quali i Roma,ni ereditarono la religione, l'arte e le scienze, e che i recenti SC.}\Vi delle numerose uPcropoli ci hanno dvelato molto esperti anche nella cura dei morbi, a.l•· biano non poco contritmito alla diffuliione di quell'insieme ùi cogni· ~lioni e di formule empiriche, legate in gmn parte alla superstizione, che costituirono la medicina popolare dell'epoca. Nè dobh~1mo dirueu· tic~re che la vicinanza, del 1·egno d'Alba. e della Ma.gna Grbcia, ovc ci 1i.sulta elle l'arte sauitaria era professata fin diti più remoti tempi, non può non avere avuto influenza, sull'a>ecorrere dei medici in Roma, come pure i popoli finitimi, i Pelasgi, i .Marsi, i Sabiui ed i Sanniti, ùall'hlioma dei quali fu tratta la mdice ili molti termini di medicina, devono necessariamente, in continuo scambio coi Quil'iti, ~Yer port.'tto la loro matura esperienza, a.nche in questo campo. E fin dall'epoca dei Re si parla. dell'esisten7..a di un Collegio me· dico, elle continuò più tardi nelle sue fuzioni andte aL tempo della Repubblica e dell'Impero. Fonti più attendibili sulla prese111..a. dei medici in Rorn<lo, fin dalle più remote origini, possiamo <lesumere dagli storici. Dionisio d'Ali· cal·n;lsso ci riferisce che nell'anno 2~2 d:tlla fon<lazion e dell'Urbe, consoli. Lucio PinUtrio e Publio Forio, scoppiò nella Citb'L un'epidemia « che non risparmiò uè eh\, nè sesl;O, nf' foi'ti. nè deboli, e contro la quale riuscì inefficace la scienza dei medici ». Lo stesso storico nel libro X parla di una pestilen7..a mn.nifestatasi nrll'anno HOl, a eomhattere la qua.le fu vano ogni soccorso, esse11do il numero dei medici troppo esiguo per l'ingente quantità. di malati e per il pànic'o generale della popolazione, per cui i cadaveri giacevano insepolti o venivano gettati nel Tevere o nelle cloache. Gli ese1·citi r omani raccolti nelle regioni ciJ·costa·uti a comb.-tttere contro gli Eqni contribuirono sensibil · mente a diffondere questa infezione. Anche nel 582, a detta del medesimo Dionisio (libro IX), sotto il con1:10lato di Sesto Quintilio e Publio Orazio, l'Urbe fu col<pita da. una malattia contagiosa ancor più terribile delle precedenti, che menò strage fra gli schia.vi e gran parte dei cittadini « siccbè non v'erano ahbastanza medici per curarli ». Diodoro Siculo, infine, ci ~Lttesta che nella. prima guerra punic..1, durante la fazione combattuta in Sicilia, si sviluppò un'epidemia negli a-cca.mpamenti dci Cartaginesi, di tale veemenza e rapidit:.\. nel df..'Corso cbe i medici non furono sufficienti a· prestHre a~sistenza ai soldati colpiti e la- loro opera riuscì inefficace (mediconfJm au.v·i•l·i·u,m incfficaa: 1·cclde·rct1tr). ' Nessun <lubbio perciò sull'esistenza di medici in Roma fin dai primi tempi. PUnio. nel Jjbro XXIX della sua Storia naturale1 ci d:\ notizie ancora più interessanti su ll'esei~izio dell'arte salutare nella Città Eterna. Nei primi secoli dellR· Uepubblic.n medici schiavi e liùerti erano soli~i di apprest.'lre le loro cure secondo ricette stereotipate e so- OlorMle di medicina mililflrt. -
FM.,. vm.rx.
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formule vaghe non aventi a.lcuu rap)JOL'to con l'esa.mè diretto del mo.lato. Nell'anno :i35 dalla fondazione di Homa, qmwdo Annibale era già !Steso iu Italia, un chirurgo greco Arcàgato, figlio di Lisania, venne dal Peloponneso a stabilirsi in città, e; sorretto dal favore dei connazionali, ebbe un cosi rapido successo elle gli fu aperta, a, pubbliche spese, una tabe·rna nel crocevia ùi Acilio (oòn~pi tum) nei pressi del foro ili Ma.rcello. l\Ia per la smania di ta.glhtre e bruciare le carni dei ma.lca-pita.ti pazienti si acquistò ben presto l'epiteoo di Zan·ims (beceaio), e cadde in discredito tale da dover chiudere snbilo bottega e fuggirsene da Roma. Di questo stuto di COlSe profittarono i medici romani per iniziare nna, campagna diifamatoria contro i competitori stranieri, eh~ portò subito' manifeste conseguenze. E' famosa la lettera di Catone il maggior:e diretta al figlio Marco ad Atene, nella quale gli p.roibisce di ri correre all'opera di medici greci, ritenendoli ciarlata.ni ed impostori (interdixi tiò·i d.e m.edi,cis) ed affermando che es~;i avevano giurato di distruggere tutti i barbari, compresi i Romani, che da. loro erano consi derati come tali (i!wm·unt intc1· se bat·ba·ros ncoarent). Cosi, al sorgere {iell'Impero, fiori unrL schiera, di medici indigeni, dei quali Plinio il Vecchio ci fa un triste quadro. «Non animati da al cuno. spirito di c.•tmera tismo, si facevano vicendevolmente aspra guerra. cercando ciascuno di attirare a sè una numerosa clientela ·: da. ciò quelle deplorevoli contese a.} letto del malato, dove non trovi ma.i du~ che siano dello stes!SO parere, e ciò non per altra. 11~gione che per non avere l'aria di accedere alla sentenza altrui. Di qui quella terribile iscrizione sopra una tomba: « I molti medici l'hanno ammazzato>>. E di questo pullulare di medicastri lHill 'l.ì·rbe pa-rla Uar.dale nel noto epigramma contro Simrnaco, qua-ndo accenna c he questi andava sempre in giro per le visite seguito da una turba di discepoli « che poteva passare per una. irttiera scuola ili medicina>>. <<Cento ma.ni gelate, esclama, mi banno scrutato il polso: prima non avevit febbre ed ora sono febbricitante (no t~ hal.ni feb?·em, .Symmaclw, nww habeol). Eppure, nonostante questa p1-ecaria situa.z ione dell'arte salutare in Homa, i gua.dagni dei medici ù1 quei tempi ra.g~iun sero somme fa.vo· lose. Lo ste~Sso l) linio ci rifedtice che non vi era, a 11om p1·ofessione più redditizia di quella del medico. Cassio percepiva come "'unitario uno stipendio annuo di 250.000 sesterzi, equivalenti a c:irca 70.000 dellt> nostre lire. Qninto Stertinio, per avere prestato le sue cure alla famiglia imper:htle, non esitò a chiedere un compenso di 300.000 se.sterzi, mentre dalla sua clientela privnt<t ne ricamva un provento annuo di 600.000. D chii·urgo Akone, sal ito iu fama p~!r la cum delle frattut·e e delle ernie, in pochi anni potè rifar:::i di una multa, <li 10 milioni di t':t'!Sterzi. E Cl'ina lasciò a lht morte un capitale di altrettnnti milioni, dopo avere speso un'eguale somma 11ella coRtru,ione delle m11r·a di Ma1·siglia, sua. <'ittà natale, e n<'ll<l fot'ti fica:done di al tre· ci ttù. A que:>ht decadenza tlella medicina jn Roma nou dt~ve essere stata estranea la circo~;tanztt che gli studi mcùi.ci non emno a quell'epoca pel' nulla a.ncora org-a-nizzati e che i testi scientifici er·ano a~>sni scaJ•si e raggiungevano prezzi proihitid, per cui i medici do•ev:cwo istruirsi aJia
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UJeglio, come po_tevano. E bisogna, arrivare a Settimio Severo (143-2ll d. O.), perchè sia prescritto un diploma per l'esercizio in Roma dell'arte e I.Mciare ·passare altri venti anni, fino ai tempi di Alessandro Bevero, per avere traccin delle prTme scuole di medicina istituite nella Città. Abbiamo ritenuto di qualche interesse premettere queste poche, indispensabili notizie sui medici e sull'esercizio dell'arte sarÌitaria nell'Urbe, perchè t•sse ci rendono più agevoli le indagini sulla medicina. wilitarepel tempo.
* *. Secondo la tradizione virgiliana, lapis rappresenterebbe il capo stipite d ei medici militari romani. E' noto l'episodio del canto XI dell'Eneide: l'eroe troia·no colpito da una freccia. è costretto a ritirarsi dalla battaglia. Sostenuto dal figlio Giulio e da Mnesteo, si rifugia in luogo appartato, e dopo inutili tentativi di estrazione del dardo, im plora cht> colh~ spada gli sia, allnrgata la ferita. Giunge il vecchio lapis c:he, a detta ùi Lucanò, aveva preferito a.Jie glorie militari l 'esercizie> dell'art;(> salutare (sci·re pote.'lfa.teli lwrbarurn uswnque mcden(li maluit ); egli tenta di asportare la fre<:cia scuotendoli.t con mano esperta (manu medica) , ma la durez7..a dei ma.rgini della le:;ione ostacola la manovra, nè l'uso dei succhi d'erbe, nè l'applicazione di una robusta pinza (pt·enllatquc tenaci forcipe fc1Twlnj vale a ra.gginngere l'intento. Finalmente Vener·e viene da Creta in soccor~>o del tiglio, reca.nd() foglie di dittame> raccolte sul lllonte Ida, le qua.li mescolate a ~mcchi d'ambrosia e ad altre sostanze odorose, hanno la virtt), non solo di C!l.l· mare il Ù\)lore e di arrestare l'emorragia (omnis .stet-it imis vulnere:st.mguis), m:t di svellere il ferro senza altre manualit<l- (scouta manum,. nullo coge-nte cxc:iclit). lapis stesso grida al miracolo ed invita Enea a I'iprendere la lotut contro Turno, re dei Rutuli. Anche qui Virgilio, se· condando le tradizioni popolari del tempo, mette l' intervento imme· ùiato delta. divini tà nella guarigione delle fer·ite. Questo episodio, a.l quale i pittori dell'epC>Ca ricorse1·o di frequente per i loro graziosi sogget ti decorativi, ci è sta t o per fortuna, eonserva.to in una pitt ura murale pompeiana, unt al Museo Nazionale di Napoli (fig. I ), nella. ()ua.le l 'er·oc è rappresentato in piedi, appoggiato con la mano destra. tl>lla landa e con la sini stea al figlio, tutto addolorato, mentre il chirurgo in ginocchio tenta, l'estrazione della. freccia dalla eoscia destra. Espressivo è il volto attento e pensoso del vecchio Ia.pis, in relazione al car·attcre del personaggio ed alla gr;wiu\ dell'ope·razione, e meravigliosa è la prt->ci!':ione con la. quale è disegnata. la pinza cbirnrgic.'\, che dopo tanti secoli ricorda pe1•fettamentc quella dei nostri più· mooerni al·mamentari. Il Pinto, che ci ha. lasciato una. storia. della medicina al tempo dei Re e della. Repnbbli~, la quale può iLncora competere -con le n l tre opere straniere r enute molto più ta.rdi alla, luce, ricorùa come primo medie~ militare !\faro Ptt·ugino. Silio ltalico, ehe v1~se r-;otto J'jmrwrator·p Ti· berio, nel canto VI delle Puu·ichc, descrivendo la h<tttngliH <lcllngo Tra: simeno, narra cbe il giotane Sera no, figlio di Attilio Rt>golo, sc.ampa.t()
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da.lla lotta, esausto per la fatica e per il d olore. delle ferite, si ritira a Perugia nella casa di Maro. Questi, espertissimo della. cura delle ferite (neo fet·ris nutis mctUoamif!,a), le deterge con acqua limpida, le medica con succhi di erbe emol1ieuti, le fascia con bende di lana aderenti, ma non troppo stl·ette alla regione lesa, e, nonostante il carico degli anni, tt·epiàa pietatc, non abbandona il fer~to fino alla, sua completa gua.r i. gione·; ed egli stesso lo riconduce alla madre Marcia , che domanda an siosa notizie sulla gravi t.'\ delle le~>ioni (leve vulnus?). Il medesimo Silio Italico ricorda nel libro V, sempre nella descrizione della battaglia del lago Trasimeno, un a ltro medico militare di parte Cartagine·se, a nome Sinalo, discepolo del chh·m•go Ammone africano, che curò le ferite d i
Fig. 1. - Pittura murale pompeiana, ora al Museo Na?.!onale di N&pOU. • Il chirurgo mllit.al'e l apis tenta d! estra rre con una pinza la freccia dallll coscia destra d! Enea.
·.
Ma.gone colpito da Appio, ricorrendo al solito ai succhi d'erbe èd a.ll'esbra.zione del dardo (ferru m.que c cot·pon: ca11tu emiget·e) . Lo storico descrive con snffidente esattezza le varie regioni del cot-po colpite e quelle che per la loro funzione presenta.no maggiorP gravità (ce1·ebrmn, pu.l mo, cor, ecc.), nonchè le armi usate 'ilei combattimenti, dalle più semplici (ascia, s pa da, giavellotto) alle più complesse (ba liste, arieti, catapulte eù altre macchine· di gue),'ra). Lo ste!iso Silio areenna. ancora ad un alt J·o medico dell'esercito cartagine~e, Atbi t·, nllenti::;simo nella cura delle ferite prodotte da· armi avvelenate ed appartenente a.Ua raz~a libica degli Psill i, che etàno molto ahili nell' addomesticare i serpenti, essendo addestrati a questo mesti(>t'(! lin dalla prima infanzin.
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Anche J.uca no, in forma pi lÌ immaginosa, ma. con osserntzioni non meno prech;e. nel libro III della Farsalia tratta dell'igiene delle truppe in campagna, e rico1·da che gli eF:ei'citi di Pompeo a<:ea.mpa,ti in zona paJustr·e furono colpiti da, epidemie, mentre le legioni di Cesa•re, oooupanti le a.Jtu1·e vieitùori, ne restarono immuni ; ha occasione di acecnnare auche alla proiiJizione J'igoros~t fatta. ai soldati di bere acque sta-g nanti, attribuendo l' infezione ad or·igiue idrka .
..·•
Ma se S~l.rse notizie auiJiawo in ljllcsto periodo sui medici in geU{'I'C, anco1~ più in~rte e nou wolto attetuliiJili sono le fonti, a-lle qua-li possiamo ricorr~re per lo studio dèUa. meùiciua milibwe. Purtroppo gli storic-i, quasi fosse l~'lssa-t<t. una parola- d'ordine f.ra loro, ci b~tnno lasciato ben scarsi cenni sui medici a l servizio degli eserciti ed in tutt~L la letteratura classica lntimt. non si riscontrano che os· sr.rrnion i frammentarie e inco~plete. Dalla lettnra ùei poemi omerici l n metli<-ina milita re risulta in recP una scienz~t assai progredita, e Senofonte in va,ri passi tlella Ciro: pedia ci attesta che al seguito dell'armata persiana- erano addetti sani· tari, i quali curavano non solo i malati e i feriti t.lelle proprie unità., ma, anche i prigionieri, eù oltre prodigar lo1·o le cut·e necessarie, li fa-cevano trasport...:'lll'e in luogo sicuro: ·e si riturdarauo perfino le marcie per non lasciarli indietr·o, .mentre gli intra-sportabili venivano laseiati nelle città ed affidati alla sor,-egJianza dei magistrati. Al contrario i Uomani per lungo tempo non ebuero speciali cu r~ ed assistenza vet·so i propri soldati malati e feriti. All'epoca delle grandi guene combattute in Italia-, al tempo dci Re e ùelht Repubblica, n on è accezt.a.ta l'esistenza di medici militari, e nessun documento ci afferma dae fosse organizzato un regolare servizio s:w itado ne~li eserdti. Occorre atwìvare ti no a :M:arco AUJ·elio (161-180 d. C.) per avere qualche notizi<l più sic11ra sulla presenza di medici al servizio delle legioni. . I feriti sul ca-mpo d i ba ttuglh_ t si curctvano ùa sè con rimedi propri nd er-.1no soccm·si dai cnmpagni più e::;pcrti c'on metodi necessariamente empitic.:i, come ci mtrm Dionisio ù 'Alica.rnasso, descrivendo nelliu_ro I X la battaglia. comb~1.ttuta d<l• Appio Claudio nel 469 ~1 . C . contro i Volsci. Il poeta Ennio, ·nella tn1.gHtlilt d'Achille, fa dire al solclato Euripilo, gravemente ferito, che non l1a a lcun mezzo per arresta-re il sangue. clae gli sgorga a fiotti e ché attende in~·a.no soccorso. Seneca, nella terzn. lettera n. Luci !io (libro XV), ricorda giustamente che la medicina-d'allora. si riduc(!\'<1 all 'azione tera.pentica di poche erbe, con le quali si riusciva a frenare l'emorra.gia ed a rimm·giurLI'e le ferite (q1ti bus 8iste·retttr fl;u cns sangni.~, tiulncm ooirent) . Un pa-rticolare intere!;santc ci è •·iferito da Ta-cito, il quale ci attesta che nell'equipaggiam ento indh·iduale dei soldati E:mno comprese qualche benda o fascia, di cui essi stessi si -servivano come primo ru dimentale mezzo di pronto soccorso. Al quaJ proposito non Sfu·à I"U{lerffua una breye cli~rcssi one, ricordando che fin dal tempo di ?\lario ogni. legionario e m provvisto di un n,
pertica (turca) , alla sommità. de11a quale era innestata una ~woletta. di l egno, su cui venivano sistemati qualche indumento personale, alcuni strumenti ùa. campo e stoviglie ed una provvista di gr-.wo per 15 giorni. Il carico veuiv:1. così port.'lto ora RU l'una ora, sull'altra ~palla, col vantaggio che era più agevole liberarse11e nell~ impt•ovvise azioni guer· re.<;cbe. Questo caratteristico predc.lccssore dello zaino attuale ebbe dai so~ dati per dileggio il nome di m ulus n~arian us j il che dimostra, che prima ancora il ca.rko dei legionari ent portato a dorso di muli (iumenta), guidati dai conducenti (calone8), cbe in lunga colonna seguivano gli eserciti e costituivano gmn parte delle impcdimenta. Nella colonna 'l'raia,na, che per la squisitezut .rJell'opeJ·a può considerarsi uno dei più artistici monumenti della Roma imperiale, f'ra i t::wti epiRodi della guer· ra <L'tcica. scolpiti nel bassorilievo :t spirale, è rt'Lppresentato il passaggio delle legioni su un ponte di ba,rclle, e dietro i signiferi si scorgono chiaramente i soldati inalbm·nnti il loro curioso f;wdello (sa1·cina). Fin ùa questo periodo ndunque i soldati in combattimento, prima ~1 nc othJ. che i medici aves:sero fatto la toro compa~a- fra le legioni, po· tevano disporre', qua-ntunque in .scar·sa quantità, di qualche banda o eli Altro materiale di m!!dicazione. · ' A questo riguardo un episodio curioso d è riferito da Dionisio d ' Alicarnasso. Nel 469 a. O. i soldati romani condotti, come riferimmo, da Appio Claudio per ra.pprc:;;\glia verso il loro duce, si rifiut..'lrono di com· battere contro i Volsci, e si. dettero ignominiosamente alla, fugJ.l,, ab· bandomLndo ~:;u l c:11mpo armi ed insegne. Ripresi aspram~nte dal con· sole, non vollero assolutamente recedere e molti si fascinrono con bende le parti integre del corpo per simulare lesioni, protestando vivacemente che non erano in condizioui di continuare la lotta e cbe nqn potevano più oltre tollerare il dolore delle immaginarie ferite.
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L 'assistenza n Ile truppP in' C'ampagna non poteva con mezzi cosl insufficienti essel'e che precaria ed inadeguata, e gli storici ne dànno numerose prove. Nel :no a. c. Marcello dovette arrestare l 'inseguimento del nemico per venire in soecorso dei propri feriti. Dionisio d' AlicarJla.:sso, più Yolte' cita.to, narrando nel libro VIII la disfatta subita dai Romani- nella hattaglhL contro i Volsci, rHerisce che il console Emilio fu costretto a.d accamparsi :1. Longula c tr;tttenervisi parecchi giorni 11er cur~we i numerosi feri t i (et laborantcs e:r; vu.ln ct'ibus curando 1"Cfi· ·cicbnt). Poli ùio ci ricorda che Scipione dura n te la battaglia della Trebbia fu obbli~ato a sospcndm·c la lott.'l per medieare le proprie ferite' e -quelle di molti ~oldati attomo c.aduti. Tito Livio infine ci narra cbe 11el 309 a. C. dopo la battag-lia ùi Rutri dovette soccombere, per man -caJ17-.'1 di nssistenza ad;ltta, un maggior nunwro di feriti di quelli ca-duti s ul campo di hntta~lia (11t pf.m·N; JlOflt 1lrodiu.m paucii deccssct'int, quam cerdrlcrant in acie}.
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Ques to storico stabilisce per il primo due grandi principi, elle possono essere ancora oggi accettati corue ba,'Se dell'organizzazione sanitaria in campagna degli eserciti moùerni: c cioè elle la [H'<%enza di un grande numero di feriti sul campo di battaglia scuote e deprime' il morale delle truppe e che l 'assistenza ~ti ruala.ti e feriti in guerra, z·appresenta. una. necessità. miliuu·e, non meno che un dovere patriottico. Lo stesso Livio ci rieorda. che i feriti tra.~portabili venhrano trasferiti nelle ultime fila (·i n postt·cman aciew), oppure avvia.ti al vicino ac.campamento, o dil·ettament.e a Homa se la. di s~nza non era notevole ed agevoli si presenta,v~wo le comuuicazioni, come avvenne nel 503 dop~.t Ja disastrosa battaglia contro gli Aurunci. Molte volte i malati e i feriti erano a-nche aJlidati alle eittà alleate viciuiori. Cosi nel 181 a. C. un ragguardevole numero di feriti della caru[)<l.gna celtiberica fu ricoVei<lto nella città di Aebura sotto Ja. tutela del proconsole Fulvio Fiacco; nel 210 le milizie di Marcello furono trasferite in Luc.'Lnia a Nuruistrone, e nel 216 dopo la batta.glia di Oanne i <:olpiti da lesioni o da infermitc:\ fra le legioni di Varrone furouo distribuiti fra, le varie famiglie pa.trizie di Venosa. Tito Livio nelle Sto?'ie (lib. II) ci narra che il console Manlio assegnò per antic..'l. consuctn<lùte (vctcnnn instit1ttis) un ingente numero di feriti, tra cui il V11loroso veterano Siccio Dentato, ai Fabi che ftu·ono la.rghi di a ssistenza materiale e montle. (Manlius consul saucios tnilitcs divicLit patt·ibus). l'.J Tacito nel libro IV degli Ant~ales ricorda analoghi provvedimenti (magna 1wst p·roel.i<L, sazwios largitione et cura swJtentabant). Anche Giulio Ce~re ci riferisce che dopo l'accaniUl battaglia, nella quale vinse' gli Elvezi, l'esercito fu obbligato a sostare per tre giorni per prestare i primi soccorsi all'ingente qunntih\. di fel'iti. Ma in tutti i suoi Commentari non trovia.mo un passo cbe accenni all'esistenza di medici militari al servizio delle legioni, quantunque, come narra Svetonio, avel:l.se n<:cordato la, cittaùinanoo, a tutti gli esercenti l'arte sa,ni~uia in Homa (citvitate donavit ), forse, secondo il Marquardt, per obbligarli al servizio militare. A dett.'L di Lucano, l 'imperatore stesso, nell' incitare i soldati alla lotta, indicava le regioni più vnlneral.Jili da colpire e colle sue proprie· mani tentò pili volte di frenare le emorragie d~i fe riti \cr~twt·em opposita 111·r:rnit ipsc ma nu). Solo ·ncl De bello civili (libro III) ricorda che dopo le gr:mdi battaglie l'li aveva la consuetudine di ricoverare gli infermi ed i feriti presso i prdati, i quali venivano in seguito rimborsati degli oneri sostenuti, che si facevano rientrare nelle spese ordinarie di guerra; ma 1wn vi è alcuna traccia. che i ~oldati fos · sero curati negli accampamenti. Desta meraviglia come quel'lt'imperatore, cosi previdente per quanto riguardava l'approvvigiomtmento dei viveri e delle munizioni, non si sia preoccupato della · sorte dei malati e dei feriti iu gnerr·a. Soltanto nel De bello africano (cap. XXI) ci narra un partirolare pPr noi molto importante, quando ricorda Lahieno, uno dei snoi luo~otenenti, cùe dopo la battaglia di Ruspina fece tmii:portare i numerosi feriti ad Adrnmeto su cat·ri speciaJi, adotta.n<lo per il prim o dei mezzi di tr·Mporto per lo sgombero del c~1mpo di battaglia (sa1U:ios in 1Jlau~tris clcligatos jubet Adru.ment1tm depm·tat·i). Ciò avvenne Df'l 46 a.. C., c possiamo segnare qnest.'t data fr·a le più r eruote origini delle ~t.mhula11r.e militari.
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E' accertato però che i grauùi c<lpitani dispoueva.no di un medico di loro fiducia. (scn;us ruedictts), che li accompagnava per tutto il periodo della campagna.. Svetonio ricorda. a questo proposito Glicoue medico del ·console Vibio Pau:sa, che fu da lui prontamente soccor'!io: y'è chi a.fferma invece che, ad i:stiga.zione di Ottaviano, versasse un potente veleno sulle ferite, quantunque Bruto in una lettera a Cicerone sostenga la sua completa innocenza. Cosi abbiamo notizie del medico Scribonio La r ·go, che ~;egui l'imperatore Claudio nel 43 d. C. durante la spedizione in llrit::1nnit11 ed ebbe anolta, fama per un libro (De compositione rnedicamentontm), in cui sono raccolte le formule dei colliri e degli empiastri. Anche Plutnrco ci parla di nn tal CleHute mèùico di Catone l' Uticc·nse.
••• Celso, t~he nella sm1. famosa Enciclopedia ha dedicato uno speciale capitolo ~di a, l'hirurgia di guerra, trattaudo dell'estrazione dei proiettili e dei cot·pi estt·anei ùalle ferite, nel libro 1, D c 1·e medica~ a<:ceuua vagamente all<t probabile esistenza, fin dal 1 seco.lo dell'era cristiana, di sa.nitnri al seguito dèlle tn1ppe in campagna, qua.ndo raccomanda ai medici ùi pwtittaJ·e dell'occ:.!sione e!Je loro si offre d'istruil·si con l'attf·nto esame delle lesioni .grayi e profonde ((che ~ono riportate talora e dal gladiatore sn!L'aren;\ e ùa.l soldato sul <;ampo di batta~lia ,,_ Galeno, che Yis:se in quest'epoca, ci dù noti:de più interessanti, ed accenna a.nehe ad un medico militare di gmndi meriti, a nome Anti· gono. E fra quelli, che fr-t"t il 1G7 e il 175 seguirono l'imperatore Marco Au1·elio in Germania, ricorda un certo Demetrio. Non è benevolo però H giudizio verso questi medici militari. Nel libro III (Dc compositione mctlicamcutonun pc1· genera) rimprovera loro « di non avere sezionato i cad~weri dei barbari uccisi c di essere tornati senza avere imparato su questo '<'trgomento, più di quanto possa saperne un cuoco,, e in un altro capitolo non esita ad affermare ((che essi ne snnuo d'an:ttomia qu~1nto i beccai». Pcrdò, per non essere confuso con loro, egli nou volle mai ac<:ettare di accompagnaJ·e l 'imperatore 11clle lon t{Lne spedizioni: ma a questa. determinazione uo1v <leve essere forl;O stato <lel tutto estraneo il suo cara.ttcre, tutt'altro che animoso. Onesan<leo, stot·ico greco Yissuto nel I secolo dopo Or·isto, r<.\ppre- · senta una delle più antiche fonti di notizie sui medici militari. Egli ritiene l'organizzazione sanitaria negli eserciti romani assai remota; i medici erano conu10dati a seguire le legioni nelle e:sercitazioni, nelle marcie, e speciaJm ente nP.Jie sp(.'<lizioui milit.<tri, duxante le quali aveYano il eòmpito sopratutto (]i cur<lre i feriti (mcd i r;i vulnem1'i) visitaudoli nelle tenrle·, trattcnenùoYi i più lieYi, mentre quelli presentanti le· sioni di mag~ior g1·avità erano trasportati a.ltrove. Secondo questo sto· l'iW, l'organizzazione del servizio sanitario militare, specialmente in tempo di pace, lasd:wa. molto a de~iderare, c· non si perita ad afferma1·~ che l'allenamen to quotidiano alle fatiche della vita, militare, che costituiv:t speciale oggetto di attem:ione por parte di ogni comandante. aye-
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\·a un effetto più rapido ed ~tficace delle cure prestate dai medici al se· guito delle legioni. Vegezio fa parecchie ,-olte menzione di tsanitari addetti agli eserciti, ma nel libro III, <ll1p. II ne fa una se"·era critica e soggiunge che « i militari esperti giudieauo essere assai più giovevole alla buona salute delle truppe l'esercizio quotidiano delle armi che l'assistenza. dei medici ». Otto secoli prima. Senofonte, nel libro I della Ci1·opcdia, aveva espresso non diversa opinione: « Simili agli operai che accomodano uu vestito quando è rotto, egli osserv:t, i medici ra.ppezzano la salute degli ammalati. Ma v'è una diligeur.a, molto più degna di te e consiste nel prevenire le malattie dei tuoi soldati: un' armata, non deve ma,i stare in ozio ». Oltre che notir.ie interessanti -ùi medicina e chirtll·gia,, Vegezio ci dà. un importante ca.pitolo sull'igiene del soldato. Nel libro II De re m.if.itari rammenta il dovere dei comandanti dì impedire l' uso delle acque stagnanti e fangose, percbè mala e acq·uc potu.s ·venrno sim:ilis 1JestiLe·J1,tiam bibcntib:us genet·at, ed al pad di OneFiandro ammette che l'esercir.io giornaliero delle truppe sia, più proficuo dell'opera dei me·
dici. Raccomnnda. inoltre di scegli.el'e per gli nr.bl.mp~tmenti, specie in estate ed in autunno, località salubri per evitare l'insorgere di epidemie ed espone con l ucidità e chiarezr.a, giudizi e critel"i che possono essere anche oggigiorno accettati e messi in pratica. Cicerone infine nelle T11Sf(ulane (libro Il) accCJma aUa presenza di sa-nitari negli eseroiti, quando rifel'i:sce che i co-sru1.tti non sanno resistere al dolore dd le ferite e si dolgono pet· un non n ulJa., mentre gli an· ziani, già provati duramente sui campi di hattaglia, pnr er-;senùo gravemente colpiti~ non si lamentano c cer·cnuo solo il medico, perchè fa · sci loro la parte lesa.
*** Gli storici romani dell'epoc..'t imperiale l'icordnno più volte con parole di lode le assidue premure dei comandanti supremi verso i soldati , malati e fer·iti, e questi panegil'ici rappresent.'tno per noi a.ltra, fonte non meno preziosa di notizie -circa l 'assistenza :,;anitarht iu guerra degli_eser· citi dell'antica Roma. Ve'llcio Patercolo nella t;Ua Jfistvria 1·oman.a (vol. II, cap. CXIV) fa l'elogio dell'imperatore Tiberio, e r-;i compiHce di scgnal<l.rc la, sua n.<>>:idua, vigilau~a ed il suo vivo interessamento per la sal ute .dci legionari. Ricord1tndo i preparativi cht! nell"S ù. C . e"gli faceva pet· i ntrapt·endere la guerra in Pannonia nel quartiere gener·ale <li Siscia, tesse le migliori lodi per il servizio di pronto soccorso or·ganizzato dall'imperatore stesso, che aveva fatto tesor{) dell'esperien7.a delle p1•eccdenti spedizioni. Questo storico, al quale dobbiamo pret>ta re più di ogni altro fede, aven· do seguìto 'l'iberio in Germania e in Pannoui:t come prefetto della ca'"alleria, fu testimonio oculare dblla ,'i!ua filantropia. « In mer.;-;o a tutt~ le cure che lo sovracaricava.n o si sarebbe detto che non si preoccupassi" a.Jtro che d ella ~Iute del soldato. V'era un C[1rr·o ognom disponibile per coloro che erano stanchi, e la lettiga del duce sempre a portata di tntti. .Medici, a limenti, socèorsi d'ogni genere, fin'an che il suo appa-
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rccehio da bagno p01-tatile (]Jm·tatmn ·i nstnuncntum. balnei) erano sem· pre pronti 1~r soeeorrere c ristorare gli infet·mi ». Lo stesso Velleio protittò come lega.to di questo carro, che serviva anche al tra,.;porto delle vettovaglie e dei medicinali t&uius 1tsum cwn aliis t·wm ego sensi). Però, per qulwto ri~uarcla l'a~isten7-.'"L medica, è dubbio che tutti i soldati aYeS!>Cl'O potuto fruirne, ta.nto pitl elle il medesimo storico afferma che nes:;uno di coloro << che averauo un grado>> s uperiore od inferiore a1 suo, erano rimasti dimenticati iu casi di lesione o di infermità dalla. paterna vigilanza. dell'imperatore. Quindi, piuttosto <:he pensare :w un eorpo regolare di medici militari già org:-tnii\zato, è più ragione,·ole supporre si trattasse ùi una scorta sauitwria addetta. alla ·persona del <'.a,po supremo. 'l'acito, nel libro I Ù<'gli An11alts (cap. I~XXI), ci rieorda a sua volta fìe1-mauico che « reca,·a iucoraggiamenti >> ai feriti e li soccorreva pro· pria pcc1mia. (< P er alle\'iare <·oi suoi mocli gentili il ricordo d<>lle loro malattie esaltava le' eroi<'lle ar.ioni compiute. E nell'esaminare le lesioni, chi incoraggia.va. con la sperari?..,'\.1 chi eou la gloria, tutti con le pa· role e con le premure, che gli guadagna-vano il cuore dei soldati e li ingagliardiva per l'ora della lotta >> . . Nè meno assidua nel visitare e .soccorrere' i soldati feriti fu la moglie Agrippina, la qnale <'Oraggiosameote aveva seguìto il consorte fin ~>nlle rive del ~eno ed aveva pci soLda,ti scampati miracolosamente' dalla micidiale battaglia dei pontes lo11gi parole di conforto, distrilmendo di sua mano, alimenti, vesti e medicinali. Plinio il giovane, nel panegel'ico di 'rraia.uo (ca-p. XIII), parla del «conforto d ' incol'aggiamenti e di noccorsi prestati ai soldati malati e a-ffaticati n. << Chi mette maggior cnra di voi, eschtma rivolto all'impe· l'n.tor<·, nel conJSolare gli stan<:hi, nel porgere soccorso agli infermi? Siete ,-oi mai tornato nella vostra tenda prima di avere visitato quella dei vostri compagni d'arwe? >> E come già Alessandro Magno per fasciare LiF<i!Ilaco si era privato del diadema rf'ga.le, così egli un giorno non esitò a. spogliarsi delle proprie vesti per fame bende ai feriti (ne s~tae qui· dcm 1:esti pepct·cit, sed ea·n t totam. in ligamenta d.iscidit).
lìna sezione del meradglioso bas!':orilievo ùella. colonna coclide eretta in Roma. nel foro Traiano, già da noi precedentE'mente ricordata, e sulla quRle è eternata !:L storitL plastica delle eroiche ge·s ta dell'imperatore, ci dorumenta le solledte cure che E<i apprestavano ai feriti nella guerra, da.cica. NeL centro della fig. II vediamo· un ~oldato colpito al in·a-ccio sinistro, sorretto premurosamrntE' sotto le ascelle <la un commilitone, mentrE' un altro compa;.!no sostiene l'a-rto leso con una manovra che dimo~tra una. certa attitudine ecl e'~":perienr.a nell'assistere i colpiti. Yicino a fJuesto gruJ•po, a, destra, il medico, armato di gTadi1ts , sta. faseiando la c.oscia destra ad nn sold;1to ferito. Come è esprf'ssivo l'atte~g iamr.nto cl i fJ UE:'F;t' ultimo, che posa. con clolcezza la ma.uo destra !,;ulla spalla di chi lo soccorre r.on tanta sollecitudine ed amorevolezza, Cjnasi a testimoniare la p i<>na. fi<ln<'in in lni riposta! . An e!te Sparr.iano nell' R i.~to1·ia. A ll.fJIISta., narrando la vita di i\driano, ci riferisce al !'!ap. I~ che l 'i mperntm·e era solito vi!jitare i ' l'<uoi Mlùati malati e fl~riti n<'gli IH'('anton::nuenti (in ho.çpitiis) .
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Ammiano MarceUino, altro stol'ico che merita una grande fidu da, avendo seguito Valentiniano nelle Gallie ed in Asfa Minore, ci riferisce nel Ret'Um gestar'16m (libro XXXI) che l imperatore nel 375 d. C., trovandosi sull~ rive d el Danubio, fu colpito da insulto apoplettico e che a ~Stento potè trovnrsi un medico c he venisse in suo aiuto, avendo rgli con magnanima gencrosit.'\ distribuiti tutti i sa,nitari negli aecam· pa.menti per assistere i soldati malati e feriti (qnod eos per 'Vat·ia sparsm-at) . Lo ste-sso scrittore nel libr·o XVI ci ricorda un medico militare della guarnigione di Costanza, a nome Doro, che divenne in seguito centurione nel 356. Lampridio nella vita <li Alessandro Severo (cap. XLVII) ci ricorda che anche quest'impt>ratore non mancava di visi~·~ i soldati malati
Fig. 2. -
Sezione del ba..,.orllievo della.
co\onru> Tr<>ilma. - Mcdloo m.Littaro (a de81rain ba4!80) obe tasola la oosola
destra ad un soldato Ceri to, mentre un altro soldato (al ce>&b"o) oon leatone al brBC<'lO sinistro attendo il
soocorso.
nelle loro tende, compresi quelli di infima. condizione (acgt·otantes ipse visitavit per tentot·ia militt;s1 etiam ultimos). Inoltre provvid~ l'esercito di carri speciali, dotati di apparecchi di sospensione (carpcnta) per il tra,sporto dei malati e ft•riti più gra.vi nei luoghi di cura o nelle citti\ presso le famiglie più facoltose', le quali ricevevano un'indennità., tanto nel caso di guarigione c he di morte (rcddens impcndia qnae fecissent, sive ccmvalttissent1 sivc perii..~sent). Questi carri, nella loro struttura r·ndimentale, rappresentano un me1.zo •li tra.s porto pei malati e feriti in guel'l'a, alquanto più perfezionato dei carri usati per la prima volta dal luogotenente di Cesare, Labit>nÒ. già. menzionato. Ma bisogna risalire fino al vr secolo, all'epoca dell'impero d'Oriente, per trovare una orga-nizzazione più perfetta nello sgombf!ro d ('l campo di battaglia, quando l'imperatore Maurizio costituì un corpo speciale di cavalieri che presero il nome di deputati o delegati fuori quadro, e che possiamo pa-
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r.agonare ai nostri aiutanti di sa.nit:ì. Est-:i :seguiva uo a breve distanza la coorte, ulla quale appartenevano, per venire in soc'corso dei feriti e malati e per rimettet·e a. r~xalln coloro che ea.denwo, riceYendo un'indennità, per ogni soldato che riuscivano a salvare. Ed è necess~lrio ;tucora arrivarE' a l Ix secolo, all'imperatore Leone il Filosofo, per ri S<:ontra.r~~ uuu migliore e più orga.nica sistemazione di questi deputati) che fm·ono at:cresciuti di numero, e per avere più pre· cise notizie s uJle loro attribuzioni. Nt>l trattato sulla 'l'att·i.ca (cap . I, l V e XII) lo Rtt'sso Leoue ricorlla che << la, funzione dei depntati è di se~uire l 'esercito in batblg-lia., per l'accogliere e curare i feriti. Il genel'fde ue ùh;tribuirà. 8 o 10 per legione dietro ogni linea e li sceglier:c\ agili e robusti. J<~ssi si colJoc.heJ·~~nuo senr.a armi a cento passi indietro, :ttfincltè i soldati colpiti nella mischi}t, i cavlllieri sbalzati di sella ed inca.paci tli contintwre il combattimento siano portati via da loro, e nou si vedano que!:iti valorosi C<llpestati dalla Sl.:Condfl linea, soe<:ombere a.lle proprie ferite per :lsst>nr.a. tli èUll'C. Per meglio assolvere il loro còtn· pito, ~i mnuil·twno ùi due scalè, legate a destra ed a sinistr.a del ca· ,-allo, e potranno cm:l far· Ralire <lne feriti alla, volt.'t. Avranno cum, ane.orn ùi port:w sc·co iu nn'otre dell'a.-equa. per rifwhnare i feriti che <Lvesf>{'ro perduto i sensi ». Leone parla inoltre ùei doveri dei -comandanti gli eset'Citi in mv· J•Orto alla salute delle truppe, e nell'ultimo ca,pitolo, r.ome appendice, expnne con (:biart'zza e precisione l]_uali debbono essere le fnn;;~ioni della medicina. militare: <c EsS<t, scl'ive, si <lt~ve occupare delle ferite che sono prodotte dalle pieti·e, diii giavellotti, o da altri corpi contundenti della s.tessa natnrn : deve tener pronti tutti i medicamenti necessa.l'i e combattere con le su<.> :nti le malattie cl1e sono prodotte dal freddo, da.J c;;~ldo, dalla fa.tinl, dalle aeqne, dai 1uoghi1 dal clima, da-ll'agglomeramento, dalla trnscm·atc·r.za. della pulizia. personale, d~lh1 ~1 tth·a alimentazione, da.ll'a busn di f 1·utta. ~ da altri inconvc•nienti deHa, stessa spc(·ie ». Pa1·e qual'òi eli scorrere il somm;trio di un trattato moderno di igiE>ne militare! ?!'[a. quanti !':l'Coli dehbono illlCOl~ a.vvicen<larsi prima. che a.ttraverfio a~li ordini rcli~io!';i e c:wa,]JN·'!srhi germogli fJUel concetto di umanib\. , ..<'11RO i mah1ti e feriti di guer1-:t, alleati e 1wmici, che condurrà poi tutte le nazioni a.Jla convenzione eli Gin('\'1'<1.!
* * '* Col p1"0greùire dci t<•mpi abhhtmo notir.ie st>mpre più Ricul'e cd attPutlibili sui mC'òici ruilitm·i. Il giureconsulto T a.rrnnteno P a.terno, che \TÌ8se alla fine dal 11 secolo d. C., comprende i medici dell'esercito fra gli -im:mnnP.s) ossia t ra i sol da ti prh1legiati, es<> n ti <l alle dure fa,t.iche del campo. TJn ' ordina.nzil d i Antonino Pio (Con st. Cod., lib. V), ri · guarda il meclie.o militare <l<~lla. 2• legione, il qua le viene esentato da cpmlunque ca.rir:-t ch·ile J){'T' tutto il t<.>mpo in eni sel'vir;\ lo St.'l-to. B f·on maggiore p'N'chdone di cla.ti Ercnnio !lfodestino. giureconsulto che fu ron:;;ole nel 228, enum era fea i rituHlini c he goclono immunità,, i mè·
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tlici milita,ri (med i ci m.ilitwn): nel lihro IV del D igesto, li assimil;t agli ufficiali ed a.i. soldati che per motivi di servizi() sor1o obbli<ra.ti a lasciare Roma ed ai qua.Ji tale asHenza non deve tormtre di a.lcun nocumento. Ma una, ''era e prop1·ia. si~temazione dei medici militari nell'•'serdto romano non si ha. che ~otto 1'irupern.tore Ott.lViano ('.csare Augusto, il qu::_~le dopo la batt.1glia d'A1.io l'ior·ganizr.ò le legioni. trasformandolc . in permanenti. Egli prepòse al govemo della. Citti1 un pmcfcctus twbis . che :n·eva a diRposizione : tre coorti urbane (cohor·tes 1n-banar) di circa 150() uomini ciascuna per il ma-ntenimento doll'ordine pnhhlico, nnn, specie di pierbetto arnmto in permanenr.a; sette coorti di vigili (colwrtc.~ -vigilttm), nna ogni dne rioni destinate all'estinzione degli incendi ed al servizio di pubblica sicur ezza; tre coorti di pretoriani ((lohortes prr.toriae), vera guardia- imperia-le, a.lloggiat.•t. pre~o ht porta del Viminale, nel C'astro pretorio. Oltre queste coorti furono destinate in Roma tr~tppe 'ansiUat'ie forma.te da elementi ~tranieri, da popoli cioè sottomes.'3i con le armi od ammessi in qualit:\ di allpfl.ti tlni Rorn<Lni con l'obbligo di fon1i r-e dei continj!enti : qne::.ti reparti furono in seguito sostituiti dagli eq1titcs sìn_q1tla1·es, truppa di cant.Heria ~celta, senz;t distinzione di nar.iona-l ità, che faceva parte integrante delle coorti pretoria.ne. · I./imperatore Augw:;to a.<Jsegnò -s tabilmente i medid militari a que· ste varie unità, in q mvlrandoli nei reparti. A questo primo ricono~'Ci. mento uffici a.)(' di un corpo sanitario deve avere avuto non poca in . tluenza l'archht.t_m Antonio Mnsa1 già medico di Giuba II, re della Manrita.nin, il qnah· ern ri11Rdto a guadagnarsi la fid11cia incondir.ionata dell'imperato1·e per avergli salvato due volte la vita: una volt.1 nella battaglia <li l•'ilippi, facendolo rullont.tna.rc da-l campo pochi momenti prima chè Bruto e Cassio si foss('ro precipitati sulla sua tenda, crivellandola di colpi, per trucidarlo; una seéonda vol ta, nell'a.nno di Roma 371, al ritorno dalla Spagna dalla spedizione contro i Canta-bri , avendolo gua.rito ·da nn'cpatite con l'uso di e.equa fred<l:t Un tw~ M t~lra), in luogo dei topici caldi che emno RLtti fino allora prescritU infrottu~samente da altri medici. Cesare Augusto per riconoscenza concesse ad Antonio ì\fnsa l'anello d'oro inS(>gna dell'ordine NJUCStl'f! senatorio e il diritto di citt.tdinn,nzn Rom{lua. mentre il popolo gli (~l'eR se, a spese pubbliche, una sbttua a{'r:wto a quella d'Esculapio: da. ol lora la medicina divenne una professione onorevole e liber·aJe. Fra i medici militari così riol'ganizza.ti da-lle r.o?u~tifll, fiouf'.<: dPl d\vo Augusto non esisteva a.l eunn ger·archii'L, ma tutti gli aprartPncnti ad un medesimo corpo, avevano lo stesso grado. Si f11ceva. solo distinzione tra i medici delle varie unih't: cosl vi erano i mf'dici lcf!ionis, in ragione di 21 per cia-sc1rna legione: ognuna di quci':tc, composta di 10 coorti comprendeva circ11o 7000 nomini: ht prima, com'te però e.r a co · stituita da 1105 fanti c da 13::! c<tV;t.lilo'. ri, mentr't'· le a-ltre 9 era-no comp06tc cia-s cuna di 585 fanti e 66 ca.\'a.Iieri. Ad ogni co01·te era asRegnato un medico (medious coho·rti.s) erl a.ll;L pr·ima,, pE'l' la forza più consirlerevole, ne erano destinati due. P er le pitì urgenti rwcc~s<;ità rli soccorso ~
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par-e che le coorti dei vigili disponessero ciascuna di 4 medici. Fina.Imente ebbero un medico per cia,scheduna, le coorti pretoria-n e, le urbane, le alae della ca-valleria, le truppe ausiliarie e gli equit.es singulare8. I nomi dei medici militari, che ci sono ~,;tati tramandati dalle poche iscrizioni funerarie rinvenuti' negli sca.vi archeologici, l'i-sultano in prevalenza di origine grt.'Cl],: ed a questi l'irupPratore concesse la. cittadinanza.. P <>rò solo i medici delle legioni dovcv:Lno essere per legge di origine roma.na: que1li degli altri corpi potevano n.p parteuere ad altre na-zioni od essere schiavi affra.neati. 'l'utta l 'organizza-zione d1•l servjzio sanitario in guerra er~t affidata. ad un medico capo, il qua-l e :;;e l'imperatore era presente ertt lo ste~so suo archiatra. Rigu:..rdo alla disciplina, i medici militari dipendevano unicamente dal pi~fetto del cam po (praefeotw~ oast1·ensis), e h1 -s ua assenza dai trihun i delle le~ioui. Tanto per il grttdo, quanto per lo stipendio essi era.oo pa1·Hìca ti ai princi7mù:s) ossia a.i so t tu flìciali. ma pur c:sscn<lo graduati, non potevauo mai assumere com:mùo milita.re e quindi essere promossi ufficiali, mentre tale concessionP. era fatta. ai contabili (gc·ribae) ed a qurulcbe altro. Fl"a. i principale.~ erano pure compresi gli specialisti del genio (architeoti per gli alloggiamenti e libra.tores per la provvista, delJe acque potabili), i musica.nti (tubicines, btl-cinaton:s, cornicincs), i c:tpi del maneg~io (basilica eqtwMris) , i vari porta irusegne (agttilifer, signifet·) irnaginifer, vr:r.illarius, ecc.): e tutti avevano diritto uJ doppio stipendio. I medici militari E>rano infine esen . ta.ti dal servizio di guardia. e di quartiere, nè prendevano parte attiva ai comba.ttimenti. Nel Dige~to (libro IV) si parla di un iu.~ restittttioni,q) per il qua.le il medko militare veniva indennizzato della perdita o del da.nneggia.mento della sua propriet:ì. per tutto il tempo in cui presta.va servizio presso le legioni mohilitate: questo diritto fu limitato da AlessandM Severo pel periodo di un a.nno e fu esteso da Gordiano a 4 anni. Nel Codice Giustiniano (libro X) è stabilito ancora. che il medico militare fosse esentato dalla, presta.zione di pubbliche opere dura.nte il servizio disimpegnato presso gli e.<;Crci ti. Più tardi, a detta di Svetonio, venne anche dispemmto •la l pa~amcnto ùclle imposte. La carriel'a· dei medici nell'eS<'rcito incominciava. a 20-21 anni, ma il servizio efietti,,o non era loro imposto che in tempo di guerra. La durata del f>l'rvizio non ci è e83.ttamente cono~ciuta : da iscrizioni funerarie ci ri sn lt<~ che due medici morirono dopo soli cinque anni dal loro art·uola.mento mcnt1·e altri lllll' era.n o ancora. in servizio rispettiv}\' . mente a.lla. t<trda. età. di 72 e ~:-; anni. . L'assisten7At dc· i m~cl i ci milita.ri fu da pprima. g1'tltnita; più ta.rdi percepirono llllO stipendio fi~~O li~Ual e <t qnelJO dei 7lt'i1lci1)(Lfe8, che Ve· nivfL prelevato chtllc c~..~~<' dello Stato o dai tribnU delle na1.ioni sottomeRRe. ~otto (\'..<;are l'a.~-:s-(>gnn fu di 225 denari, sotto Domiziano di :~00 e sotto Hcttiruio RC'\'(~ ro di 500 a.U'a.nno, con dtto gratuito. Pa.r·e· l'lte l o l"tipendin dr i nwdici pt·etori;lni fossr~ mùlto più el(',·ato, fino n •·a~~iun gere 1700 denn,·i. E' il•cet·to se i me~iie i m_iliuwi pcr~epi~SC I"O n JH:om un;~ inrlennitù pt·O<f(·~siona.l e per ar~qUJ."ÌO 'dJ st.rnmPnh elnrur~ici, medicina.Ji, e<> c.
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Però non dovevano ricevere akun compenso da i soldati e Fassi stenza, sanitari:t doveva &<SSet·c ~l:'OS01Uf:.'1mente grntuitct. un re:;;critto del III secolo d. C. dell ' imperatore Anrelinuo per reprimere gli l<buRi, che forse erano allora, tutt'altro che rari, p rescrive in modo categorico e tassativo· la cura gratuita, (a rn e(lifJis militrs ffi'UN,~ C11re11tn r ) . D'altra pa.rte 'l'azio ci riferisce f:he i medici milita,ri erano a11torir.zati n<l esercitare la professione anche pN'sso le famiglie civili , nel qual caso t'ice· \·evauo un 'adeguata retribuzione.
••• P er quanto rigua-rda l'unHorme, secondo le più pr·obabili conget· turo i medici militari della Homa a-ntica 1wevano uun divisa. simile a quella dei soldat i delle legioni, come ci fa ~icura tcstirnonia.rw.a. la. !';Pzionf' di bHssorilievo della colonna Traiana, cbe abbiamo riprodotto nella fig. II. Indossavano una tunica di lana che non arrivava al ginocchio e portavano sopra nn fa r·setto di cuoio r:tfforr.a to di meta.llo aderente al corpo, con una specie di colhLn'tto (focale). Avevano inoltre le bra.cru: o calzoni ricoprenti soltcmto le co"cie cd ai piedi dci rHlr.ari, dalle grosse s uole chioda te (cali[ta e), st.retti da corregge che salirano aJ. polpaccio. Il capo ern coperto ùa, un elmo !':Cnr.a copriuucn. Come 'i soldati, erano a.rmati di nna s pada (glad.ius) dalla lama larga e corta, sospe-sa aù un pendaglio ( balt.cus) . I medici milibtri erano inolt r·e pronri.sf i di bul':te cllirurgiche contenenti gli strumenti indispeusa.bili per le p1·ime sommarie medicn-r.ioni. Per lo più erano astucci di hronr.o, qualclle volta di avorio, e di fr·nquente s ui coperchi delle buste di ma~g-im·i dimensioni, erano CCRt~llat e figure artistiche, e sopratutto inwgini d i E~cu l a.pio e di Igea . La busta tascahile di bronzo conteneva. un cucchiaio tagliente, un ra.scbia,t;oio, uno o due specilli, una spatola. ed una pin;r.a-. Spesso il medesimo stru mento serviva a dive·rsi nsi: per esempio la. sonda·l'.'flatola, che ad una r.stremità terminava a bottone e dall'altr-a. n s patola . La fil!. III ripro duce una di queste buste chirurgiche di b ronzo rinvenut.'1 in un actampamento r omano, nel l uogo ove sorgeva il valctudirwt·iurn 1 e pot·ta a tìanco gli .strumenti in essa contenuti, i qua,li per la loro struttura . dopo tanti secoli nulla hanno da inviùiare coi nostri più perfezionati arma-mentari. Il medico milita.re, oltre che di aRtucd chirurgici, era, dotato di a1tre piccole buste per il trasporto di me<Ucinali, di uul!nen ti e ùi pomate. Ca.ssette chirurgiche di mu~~iori dimensioni erano <lestinate a racc--ogliere strumenti più grandi e. complic;.tt i ~r· le orcrM.ioni eli più alta importanza, ed altri cofani, a nnmero~i ~com partim enti , servivano per contenere più al,honda.nti Jn·oniste di med icinal i, clw anche a-l lora erano somministra ti Rotto fornra. d i p i llol<>, tct 1·olette, tro<-itisci, C('<' . Pare invece fosse df'ficiente la tlotazione di matcrht Il; ùi mcdicar.iorw e fasciature, ecl :tbbiamo già a.cccnnn.to conre l ' imperatore Trahwo non ~:sitasse a spogliar~ delle vesti n·ga li per f:u·rw bt•ltrlc ai ft•riti
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*** Oltre cl;e da,lle fonti ~toriche altri uon meno importanti documenti sui medici militari possia-mo attingere dall'esame delle iscrizioni e dei monumenti, che la furia del tempo e degli uomini ci ha ancora risparmiato dopo tanti secoli. In tutte le lontane regioni o1·e giunsero vittoriose le lt<]tlile romane, Germa.nia, Au:o;tr-in., Britannia, Francia., Olanda, Svizzera, Romenia, llu lgfwia, Se.rbia, Asia 1\finore, Africa Settentrionale, e nei ·pit) estremi lembi d'Italia, sono stati rinvenuti avanzi di
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Fig. 11.- Busta chirurgica In bronzo di un me· dico militare romano. A Bin•h tra gli stru· menti In essa contenuti (eonda-spatola, raschlatolo, pl nzetta. speelllo).
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' 11~1 monumenti sepolcra.li, specialmente deHe epoche imperiali successive ad Augusto, che ci hanno tl'll.ma.ndato una ~;ettantiua di nomi di medici
militari, riparando in tal modo alla deficienza delle investigazioni storiche. Cosi -abbht-mo notizie di parecçhi medici di legione. A Verona fu scopert'l. una lapide dedic.'l.t..'l. dalla moglie a Lucio C<>lio Arriano, di ann i i38, medico della JI legione italica . L'Ha{renbuch ha raccolto due interessanti inscrizioni funebri : la. prima si riferisce a Marco Besio Ter· tullo, di anni 2!), merlico dell'Xl legione, l'altra al liberto Tiberio Claudio Imno; medico della XXI legione a Vindonissa.. Il Muratori ricord;t un altro monumento sepole~·ale scavato a Viterbo di un mcdicus ala·rnn~
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uuta 1111a. !'ìteln fmwmri:t dNlicnta ;ul 1111 VI'J·inn Oplion<· da, Juolt.i mi ·titnri a.ppttrt<'nf'nti alla XITI coo•·tt·. fra. cui nn c·<'l-to Gorclo wrrliru.. ' w.strcnsut. I l :\f o m m"<' JI, n<>l 111 ,·olu111e d l'Ile iscr ir.ion i la li ne. •·i )lt)l'l a u n'altJ·;l Pp i~rra.fc riguarda-lite il mrrlic1111 oc·ulnrill.<; d<>lla lt'g-ionc pannit·:J Claudio Cor,·o. Le marcie (oJ·r.:~te. gli •t:r;;lmnpJ·amc nti tli migliaia eli ~olclati dorevano C'C I't:unente fawn·iJ'I' lo ~r~luppo di lll:tl:tttie oftalmiche nrrrli c·scrci ti, cù è quindi n JWCRnml'rc r ltf' non m:HICn:s:-:c••·o g-li s petialù.i:i ~d lleguito delle JP::doni. E d èl pro p o~it o di mt•dici otnlari. la Rtoria. ci ba tram:uHl:rto le tristi ::w:-;ta tl t•l tl'ihnno milita1·e l)pcio I nhellh1, ebe in dato n el 471 con 4000 soldati a <lifendcl'e la cc •lonia di Rt'g-gio Cnln bria. con tro Pirro. mi:-c~ n fel'TO <'a fttOC"o la c·iU:ì. iu•pu:-:st>:s:sn Jtclol'i rlc·g-li n\-eJ·i dd facoltos i cittadini c dh·idcndo il ::r•·osso hottino c·on lt~ sn" milizie in modo <'Ofll Rht n<la.J o~o r llr dO\·ettc fu :rg-it·sene a, i\ff'l"iò;ina. pet• scampm•c dalJC' lo1·o mina~<'i!': qni,·i un medi(·O militare r c•gg-inHn, dt>l1a scuola. d i Cott-one, pc1· vPmlic·;u·Ni ch•lla strag-t• i n Il i tl:.c't a Ila. ci tt:ì natìa, rlo\·cntlolo rutnre JH'I' nna ma lattia d'onehi. ~ li a pplicò nn ,-<'sciea ut~ d i c•n.nt.wicli , J'CildPndnlo C'Ompl<:'tnrtH'IIte deco . La. st.('sSO 1\Jomnt"<'ll ri poetn nn'isr 1·izionP tt·cl\"ata. a L:lllll\ ic•. dn.llu. qua lP rifmltn che i llH•di<'i militari pot.('\":'1110 c•:<:sc•t·<' tra"ff'riti rlnll'uua ;• U'altra lrgioll<'. a s(•ronùa cl<'ll<' t•Nig<'n7.<' cl c• l s('tTiziC"ì snn i h t ri•1 . \ Hra iscrizione scoperta. a K utlovica (Bulgaria) ci attesta. cbe un distacca:•wnto rlc• lla X lr•gimw (('lanrlioll(/ ) nn•va nn JIIC'diro NJUiparnto il i JWPf· cipales. NPl 1902 a Kist:tnia. (ll n;rlwri;~) fu :sea.vato un monu nw nto fp . Jtera.rio <'t'l'tto <~·d un nw<lico militn•·c, l'li cni erano e:>fHg-iati in mnniera primitin1 d e'gli L'ltrunwu t i chirm·gid. Al tempo di Adria no ;tppat·ticllP nn'n.Jtra i~rizio1w r·iJ!nnrdantP un mediro dclJn eantlleri<t imper·iaJ,.. tequil,.s Riny 11lan:x .-lllrfll-~tiJ . "\llr<' due stele della 2a c :1• coorte di vigili . dedi c~t.t!' n-ll'impel'fl tore Cnr:tea Ila. L'CC.'tno cil'll'Cllll:l i nomi di 4 mf'dici mHit.'lri , d<'i quali 6 di origine greca,. Riror·1liamo inoltre ltDa pi<•tra tumul;we dc·clicata a un ("(' rto Rufo. medi(·O •leli 'XI legione C la n d in. ·sn lln fJ naie sou o groN"olann mc n te !';col piti gli stntmenti, di cui si servivano per le op<'l'llzioni l'ttl cr·nnio . A Vi : nona. in Germania, fu scoperta IIIH' OI':t 1111/l :stt·la YOtiva dedicat.' t rla Mar('O Hnùroe6mas, m edic1ts alm·um , del t.<'nlpo tli T•-rliano, alla R:-tlutt· dell'ala clei V etto n i e p m· ta ~·-o~~nln nn men te indsn. con icll"h· hnrba riea la figut'l1 di Escn la,pio. Un'altra l'tela. yot int fu troYata nd Ohernhu•·::r ~ 111 )fl'IIO, fl('di cn t.t da. Marco RuiJrio Zo!';imo, medico d ella IV coot·tc (}<'gli Aquitani a. Oiove, ad Esculapio, ad Apollo, alla Sn,lute, a ll a Fortnna, :1 1 prefetto delJa r.oor-te Lneio Pc~ tronio F1c~J·rn tino, ; J.ll 'eq uità dci cittadini ~o mani. V ~uie inS<".riziOJ.IÌ in fine ei l'i corda uo e o nH' m<'d if'i di rO<n-ti Caio Rnnnio Il~n·io. Caio Ginlio Ernwt<>, Quinto Fabi o Pollttre. Resto Lu tazio E cnrpo. ecc. Come twemmo giù. O<'<'nsione di accennat·c. la credenza J>Opolare, radiel\.tJl$ìi n.ncor più coll' introdursi d el culto tli Esculapio in Roma. vedeva sempre nelle guarigioni l'intervento diretto della. divinit.-\ e non 31 - Gihrnalr dt medicina mililarr.- Fa.•O. VTTI-IX.
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i· n. mentrigli:lJ'i;i c·l1e an che dopo l'i~tituzione di medici militari Jll•ll 'e~>crcito, oltte che im·oc::u:e l'lls!;i.i;tenza sanitada, gli infermi cWeÙl'S.<set-o ;liuto anche agli neL l _l n;t isc t•iziolle gt-<·ea- f'<:Ope t·ta. in Rolll:l nell'ii;ola. Tihet·ina, <We Rm'g<•m il t<-UqJio di ES(: ula pro, c.i rieorcla nn soldato cit>co Yakl'io Afro. c·he, avendogli il Hio ordinato di mescolare H sa-ngue d i 11 n g-n lio bi:IIH'O con miele ed usa l'lo per h·e g-iOI'n i e ome collirio, ric npenì h \'ista. e venuc perciiì a rendeJ'P pubbliche grazie. La Hg-. l V t·iprculuc·.t' un rJ: nlfo (dngli sca\'j lli Roma.) , eli un m<~dko mil.it;u•e <lelln V t·oot·tt• pt·rtm·ia n a, Sc·sto 'l'h io A kssn n ciro, il q un le, ~ l'YIU c·'onsol<lto d_i n omi:t.iano c Rotto quPilO di 'L'ito Fla\'io Rnbiuc •.. clicò un'ara ad Bs('ulapio l'd nlln salutP ùl'i (·otmuilitoni. Come ~i dall'epig-rafe. il 110111e clc•l l'impet·atore, che t•t·a stato inr.iso nella 7'n~nne in :>Pp;ttito c:ant·<'llato, <' :-;pc·mHlo il Corlirn pt•obnhilmente ro·, 11is rr1usa. Int.t:t·rss;tnt.p Jllll·c la pi<>tra tumu]a.re rapprei'lentata a fig. Y. ~<(·Ofll't·ta in lngltil tEl'l'a. JW<•sso llouF;e~-:teads, ucl luogo ove •· ~eva l'anti1·o Bot·<·ovic·ium, ed om md )fmwo di Newf'.astlc. A ;. ti eu e ad un 111Nl i<;o oNlinn ri o della. I Cl1m·t:.t> <Hl l'il i aria tungrica,, A Ingenuo. morto a. soli 2:i anni. Cm·ioi'O è il t·ozzo dis0gno di una i;CQ} p i ta, nella. parte su pnri ore del mon u tn<'ll t o. rh e pe~· alc:nni l'« senterebhc l'(:tnhl<•llla rl{·lla ~p:~gna. att.l'ihtwndo al medico ori~i11 • rica., pPr altri incli{·hl~ t·f•ùl•e il l'litubnlo 1lclln Yigilanza. Il Rimpson in fine, nei Sll<li Mggi di arc heologia pubhlic;lti ad E1limburgo nel 1872, ne cHi una, cul"io!':a int<·t·pt·PtazionE.' . rit<'ll<'tlllo t·appt'l'scnti i clie11ti cht· ~ea.pp:1>no ... p<'t'f'hfl i tP mpi ~-:ono mlli:tti.
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.. .. Ed or-a, pee completa-n' quel'lti brevi ceuni sni mcdid miliuni Ùl~l l'a-ntka. Roma , qua.lche ricorclo l'Hi medici ùelln. nunina. Anc he pm· i l servizio sa.nitm·io d cll'n.rmata. non abniamo notizie di medici addetti alla. flotta prima. d!'ll'cpo<:a impt' ri;llt!, ma il pJ·<•stunibile che ane lle i cla.~S(frii an•:-;,.;:rro lin da quri te mpi ttn ' a.ssi~tenr.a l':ttnitaria . tanto più che i solclati di terra er<\110 di ft•rqu entc imha,rcati ])(~l' pt·Pndf'l'e pa.rtP n cornb<l·ttitucnti: :si trattn. probalJilmente di medici, assa,i pochi di nu mero, chhmati in stn·vi~io tewpvra nea.men te per l:t durata delle ostilit<ì. Come p Pi medici. ùell'(':-;e t·dto, and1e pei m(!jlici dell'armata, unica. fontR ci è rtlppl'eR<'II ta ta cla lle i.sf'riziou i fu nr1·a 1-ie. n.ppn rtf'nrnti n.lle flotti' st.anziate nei d ue più importa nti po1·ti di Oht~i;C c di J\lisc110. Nel museo ela:sseusc di Ravenn a, trovasi un monumento dedicato a 8E>sto Ario H OtllflllO, '11/C'diru.s rlu!ilica.riu s. I•r.t· qu:"tnto rig-narda la flotta, di Miscno. abbinn1o notir.iE.' di 1111 nwdì(·o namle Caio Adlio Ba!f:i'o da. un'i scr·i~ion e. tt·o\':thl :~ I'ozr.uoli, ripot·ta.ta dal :.\louJml'en ut~l Co1'1HM i'r~sc'riptionwn lafinunun (X-I, 331); 1li un altro medico :.\brco Giulio CasulUno da una. tomba riuve nut~t a !\lif'ello rledicat.'1 alla. moglie Valeria. e fìna.Jmc·nte tli nn Marco Sat do Lon ~ i uo <la. una. t~pigt•afp scoperta, a Baia, e ùi un 'filo Fhn-io Euprep1~te, eli anni 25 da. una stela scavata ::mila, via Appia, addetti l]Ul'Rti ultimi alla. Rt<:'sstL uni b) navale (Ctttlìdo). Un'altra iscrizione ~i ri fl'riRcE.' ad un medi c'o di marina a.ppartenente 11, flotta. non bene identificata., certo Caio Ottavio Fronto . •
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Il Reynach segnala infine un'iscrizione di Bouyoukdéré, che d . ha t ramandato la e~'~'crar<·hia (i('orli uffichtli c dcll'<''luipa,rrio di una trJ.reme di Cos, comandata da Quinzio Terenzio Val'l'oue. li medico di marina, occupa l'ultimo pol'to degli ufficiali e p•·cceùe immediatamente i marinai. Il che ci dimo.':ltt·:'L elle lbnche nell'annata i tn(ldici fossero te· uuti a. quei tempi in considel'<lZioue a.ssa.i re la ti nt.. E' da notm'Si che tutte le iscrizioni sopr:wicorùate, riguardanti i medici navali, pa.rJa.no 1li (ltttJlicrwi. Già fin da.! 471 a,. C. Tito Livio ~
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ASCLEPIO ET SALVTI
COM,., I\.ITOIV V M J c~ . ltTn•,) ALEXANDf~ M(01CVJ .
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Fig. t . - E~ t:olo del medico militare Sesto Tl&to Ale88andro. d olla V Coorte pretorlana. • La 7• riga, che porta.-a inciso Il nome dell'lmrc· ratoro Domlzluno, è stata oanc••llnta.
u"C'Ce'ilna a dei solda ti cllltJlicari uppat'tenenti all'esercito di Appio Chw dio, che riceH~vano cioè doppio sl i pendio. A nthl' l'imp<Tntor·f~ ('e>l'<ll''' <l>SBegDÒ doppia p<tga ad una, com·le che· Ni t'r·a t,at tula. vaitH·o~:lmC'ntl' nell':a,ssedio di Durt"'\.zzo, od un'i!'ò0rizione Rcopc•·tn n, Lamb<~sio in Nn· midia, dedicata Rll'impemtore J:jliogn.halo c famiglilt ftL menzione di 10fl soldati della. nr lt~ione Augusht <WC'nti il titolo di cluplirnri. Lo stes."o \'egezio nell'epistola. t•ci militaris ~tccenna a soldati, qui duple:z; ob mc· lita stipendiwm, accipicbant. Il Rosati ritiene che pct· duplicario si debba intende1·e senz'altro il medico di ma·rina., il qunl<• ,.C'ni,·a coRì de.c:ignato con un noLIIc, che oltr·e
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l11 paga doppi:t inclucleva in sè stesso un titolo d'onore, in considern zioue dei maggiori disagi e pel'icoli clella vita tli mare e del più intenso lavoro, cui era, -sottopo~to il medico imbarca.to. · · 11 Corsini imece a-mmette che le paghe 'd(·i mariuai fossero inferiori a quelle dei soldati dell'esercito e ché il doppio stipendio asse· gnato ai tueù ici di lltfl·t·i na, più che un p1·on·edimento honoris causa, fosse un m e:~.zo materiale per a ~:;sieura.re il personale Mnitario sulle navi, tenendo presente e ll e anche i medici navali e1·ano considera-ti
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., il D· • ;ir ~·ir Fig. 5. - Pietra tumular<:' del roedlco mlllta re ADlclo Ingenuo, della l ' Coor t-e ausiliaria tungrlca.
C'ome ~o l dnti, tnn to che nt,IJP h:t·J·izi<~ni "opJ·n.citate ricorrn tli freCJuenn· ]a pa.rola. 111ilita1.'it pc t· inùi,·a l'C col numet·o ckglì an n i ]a dun1ta del ~;errizio prestato. Abbiamo giù detto elle i medici dell'ese_rcito erano eqnipnrati, tanto nel grado che nello sti pPntlio, ni prillcipa7f's) OS!5ia ai sottufficiali e perciò fruinm o tlol ùoppio ~o ld o . Ora i medi<·i navali, essendo parificati ai soldati, non potemno goùcre di questo doppio sti pendio e perciò H Corsini avanza l'ipotl:':-:i ci.Je per eq uipararli ni medici dell'esercito yenisse IMo concessa la doppia paga: da ciò il nome di duplica1·i.
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**• Per chiudere queste brevi note snlla me1liciun militare della Roma antica, nott ci resta a parlare clae -<lei luoghi ùi ricovero per i ma.l ati e feriti. I soldati che presentavano affer.ioni o lesioni di poca, gravit:\ ricevm·auo le prime c11re lll'gli accampallleuti sotto le t <:u<.le; queste era no di pelle, in ragione di una per ogui 10 ~~·el(ari: ùi qui la fJ'a-$e « sub ])Cltibus esse>>, essere acca,mpati. I Cf>llturioni ne an•nmo una per ciascuno e gli ufficiali d<>i più al t i gra,di potcnt no disporne di part~cchie, p<'r w · -do che un'aa:matu di 20.000 uomini <'I':\ dotata di circa 2300 tende, le quali venivano portate a dorso di mulo , e rappresentavano un'al tra g.ran parte delle imJJ edimenta. Polibio, st01·ico greco vissuto alla fine ùel u secolo a. C., nel d escriverè con esattezza l'accampa mento romano n<'i suoi più minuti particolari , non fa ner nulla mcmdone, di nn luogo destinato al ricovero dei feriti e dei malati. Soltanto Caio Giulio Igino, detto H Gromatico, contemporaneo d'Augusto, nel suo libro De munitionibus castrornm, è il primo ad aocennare all'esistenza del valet1tdinat'i11.rn destinato ad accogliere i soldati infermi. Questo cm, insieme al vaterinat'ium. eretto sulla si nistra, in luogo molto a.p partato. lontano dal Pretorio, ed aveva rer limite' interno J'a,mpia via che e ondu<·eva a.]la, porta rretoria., che lo separava dalla fabrica 1 gTande otlìcina. da campo situata sulla stessa linea, nella· qua.Je si allestinmo e si pr(>pa.ravano le aemi, gli utensili e le maccbjne guerresche, sotto la direzione de1 p·r aefect·us fabro1·um1 una specie di comamlante 'del genio d'armata. La hu·ghezza .della vitt l'l'a sufficiente per non disturhare la quiete D<'Ce!òiSfll'Ìa ai ricoverl1ÌÌ (u.t t·aletudina.rimm g·u.iet itm e.~ se ('01n·a·T e.<~('enti1J u.<~ 7JQ.'It~if.). Il valetudinario da un lato era guardato da nna parte dal quartiere delle truppe ausiliariè e dall'altro da tre <'Oorti eli esploratori, ed exa costituito in modo cla poter essere impiant.'lto c smontato con la. maggiore rapidità e facilità, ogni qual volta il duce supremo fosse stato costretto per necessità tatticùe a levare il campo. Vegezio, vissuto nella 2a metà del Iv secolo d. C., C".i riferisce nel libro II De 1·e militari che il valPhufinm·ium aveva nna lun~hena di circa 70 piedi e poteva l"icoret'i\J'e fin 200 am malati e feriti. costituendo così un vero ospedale da rnmpo. Era ~otto J'irnmc'diata vigilanza d€'1 prefetto de~li a~ca.mpamenti (pmcfeu11tS oastroram). che sorvegliava il tratt.'Lmento e le spese per gli infermi e dal fJuale dipendevano medici, infermieri, contabili, ecc.: cfiso era nominato tra i più esperti dopo lungo e hene espe'rimentato servizio « onde hene potesse ammaestrare altrui nelle cose che egli stc~<:o con lode aveva fatto ». Il servizio sanitario CJ'a disimp<'gnat() dal me(Zic11S castrensis1 che a'l'eva la· direzione del valet1trl·inarium_. sem;n essere particolarmente assegnato ad alcunn. coorte. Alla dipendenza di CflH~s to medico era un oerto numero di infermieri (capsari), r.os1 (!C'nominati p<>l'f'hè erano provvisti di una tascn (capsa). nella f]ua)e erano soliti riporre i me'dicinnli e(l il materiale di medicazione: f]Uesto persona le non em. iscritto a. mn.tricola (non co.stitnti in numf-ris) e. sehhenc fo~o;se r€Clutato fra gli scltiaYi, godeva tuttavia di qualche privilegio.
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Anche da questi poclli ricordi storici però la missione di carità. c eli sacrificio del medico militare si rivel a cln lle più remote origini dei suoi pr~dec~ssori ed attr a.verso i secoli si mnntiene vivida, fino alla, r ecente imma.ne lotta. mondiale. Il bal"'arno di amore e di abnegazione, che il medico militare, novello apostolo della c:wit:\, ver~;:n. sui campi di battnglia e ne11(' c·orjò;ie d'oRpeda le Rni ma ln ti e fPriti , lontani cl n 11~ carezze e cure materne, è la, più pura, è la più santa manifc·stazion<' dell'altruismo: e tnnte volte è pagata con la vita. Questo oscuro er oismo, Ì<'llvolta. ignorato, c-he affeJ•ma in faccia alla. morte i iliritti de1l'esist.em:a e dell'nma ni tù, tr·ova nello spazio dei secoli una· mirabile s inteRi nelle parole di Marzia](' , che potrebber o es~ere incise su tutti i n ostri ospedali militari: cc 1r111ffUCbam. scd t1t pro fi11tU8 ali- me venisti ... ». Roma, maggio 1923. BIBLIOGRAFIA. Ar.ulUTT.- Greek M edìC"tne lt~ R oma.- Lonòon. J!\21. AUBERnN. _ D1' aerviN! médicaZ cl m1s 1R.~ a-rmflcs dP l'rwllrntilr. - Pnri!'!. 1875. R.\RDUZZL .lfan~tale rli ~fnria 1TP1la !J f cdi('inn_- ::< T. E. N. T<>rino. l!l23. BRuu.- D" .~ervìce de -~nnlé militaire nh('.;: lr..q Romain.~. - P,aris. 1806. CORJ.n:u . - [.(l. médecì.nc mlHtafre lla-''·q Tr.~ anm!p_q !lrNYfllf',q t?t ,-omnitiPR dr' !'nllliqrlfté. - « Revue Scl<'nti fìqu(' >>. T. r,.. n. 18. 1S!l2. Consr.n.- I m c<llci no11n1i tleTI.'Et:o anliro r· medio.« Aun:tll di mN1Jcln.'1 n:wale e
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• Resoconto ~ ommano del Congresso ~crh·l~1mo nnrorn !O<'lflo la lìt•t:-t imptR'<>~ionc òella m:q::"n!Jkn IT'iu.l'CiL'l di quf'>;ta rilm:ouc i rltern:t7,ionHI<•. d1e ha rn PJll'('~.nt:l t o, ("Oill<' /:o "ta t o u n:.m lmementc ricon<)· ,:;('i u t o. un.'l m<>t·:" ì;:rlio>'n n n·Pt1n~t zio n<' fl<>l Co t'l >Q ~'1 n i t':1 rio ila lla no. Il Gionutlr <Ti mrtlidua tn-ìlilorr, ('h(' h n pmt:tto il l'!l to mocl~·,.:to ('(!Utt·ibuto nlla lnbot·ioM pr<'p:tr:lzlonf' del Com it.'l to nr!!1lnizwl{l~. rnr't'OI!'lien do PI~n:mtinnncnt t> In ll 'Ppr<'zz:tto l't>lum~ IC' n>lnzlt)u i uffìr i:tU itnl ianc <' F:t.t'll llier<•. <> r·hE' ha fiY U, l 'onor Hì<'() IW'.'Il'ÌI'O d<'lln f:llt'<'<'>~~'Ì\'H pu hh11 Nt7-i<l11<' <h' l!'li n Itri :1 ttl e delle com ui rnzioni. !<C•gna con L~'>g-ittimo ('()111pi:tdmento l)llC'>:f'nltm t:itJlll:l d i é>Ua ba lda 1!'stE'nr.'l . Hi<(· ri,·t>n<lola fra l<' ,_,Je più llnthitf' !«lddi,.faz lonJ fn!1li!:linrl. . IR ('"''-"'' nz(' di'i lo f:Jl.'17.io non t·i ron~t·ntono ]1f'r om un·f'~lf';;:;;l rcl:tzion<' de i l a 1·· • <1<•1 ('on::r•'><~o. e J'J<'r non I:N~l llrt' più oltre la <'rnmu•a tkl mem<lr:HHlo an·('.nJm<'n ~inrno <'O"tn·tti n rill ""ltll'<" t'•' qni h t·<>n•ml"ntp lo ~Y01;! i lllf'nto rlf'il(' wélutc. TI ;:riot.,lO 2,<1 tm'l ~;!i<} ~'(}]'!':() in C'nmpitlc}g-!io, IW II':tlll:t •l <'l r ni:1Z'l.Q Renn tor• l'bbe lno;:m In ..,lif'ltllf' il ta H!!'tl l'flz!onl' 1kl TI \<)11/!t'f ' l;.m int('I11:17Jonnlf' <l'i m<'<lici nn fnnniH·i:J mililfll'(' llll:t .\u~n>1tn prNlf'117-1 •li ~. :\L i l R <• f> ron l' l ntf'rYento (le T.L. 1•)1•:. ::lfu«S.<•Iin i, D i:l )( <' GC'nti ll' <' d<>l Sotto."('I.!T•rtnri<> A1't' rho. òi unn 1:11~ rapp t·{'~'(·nt.'l n7-ft fl<'ll<" Antot·itìt civi li <' mllibnl. eli nulll<'l'O.'-~ Jl<'T"onnlitll $!C:entltìc •• {' (]i
d J'('Jl ~()() {'Qflg'I'{'.C::!';"i><ti.
E rnno nffi<'lal•mf'n f<' ntp]'lr<'l'l" llt:lt(' nll:1 ~>Pclntn !{' (JI'l<'!!'l17.i' •n i Ò<'llf' )O{'I!lH'Utl X ?.ioni: Rl'lc-:{). Fmn<·in. f n;:hilt{'rl':1. ~- r . d ' Antf'riNI. ~pn;:n 11 . ~,·ir.7.era, G iappon e Dnnin ,an·n. Ola JHl:t. Polonin . Cc•(·o>:lonlr-c·h ia . .lu;:n...,J:n·i;t, Rumen in. I r l:1nòa . Ar;:<',ntinn. 01w•in. 'flra~'ltll y . Y <•:v>z.url:t. ('o;.tn -Rka. E:dtto. C'ln:t. \n lumbin. F.~onh. ) ft>AAir·o. C'I l<>. (>('('. Dr>pf} nn Yihmnt<> "nluto d{'] C'ommi!'-':n l'io R P:::io. i<f'n:tt(lt'(' C' r c>l11t11l<'."i. a nomP d f' ll'EI<'I'nll ('ittl't . Nl nn pntt·iottil'c1 cli~I'O I'i'O <li ::<. R il ,Z<'ll. Di:tz, ('he I'On ('()mlllt0!<-<;:1 f\11•1'01.'1 r ieY&è'> il tributo òi ~lltg"t•<' cl:l fO ònl Onrpo l':l ll il:H·io militm-e ìt:1U~ no nf'l!'ull im~'l l!lWITll. Il ~t' llf'l':tlf' mf'<liN> MI !)O F . rll'l lll Yllll<'. Jll'N•hlu>ntc rll'l C'omit.'lto <'~N·u t il·o. ""!)()"<' i n f <>li d""" int:t l'i n t<'l'i l '" I'J!':an i7.7~'17.i o n~ ::<:111 i t:nì:1 1lf' l l' F.~· J'(·i t n i tn l i,•! no •h t m ntP l :t !!III'JT:l . lr· l'n l r-:nnttrr il"l i<·hP fn rono la n t i llz7.:17.ÌOIH' tl e i pP>r~o nnlr E' la l'J•C'< ·I:tllzz:tzl m tr cld l':ll'i :-'1'\'Yizi. .\ nn tnf' 1l!'i (](']('~:tf· j o!'il': t C' ri lll'Pi'f' in ullimo !:t p:trni:J il >:1'11. nwrli<'l> \\' ihn:ll't!', i>pdl n rl' 1!'1 '11<'1'1 1P d<'l )O('I"''Ì)';ÌO !'l:.l nitnrio ;n.ilitarr• hf'l!!n. T r·nn!!'l'f'~.'<i"ti !:i J'('('fll'ono I)Hlntli in imp<)tH nl<' I'Or!('o n <i('j)<>l'rP rorone !';Uill" tmnbE' <1 1 V. 1::. TT (• <'ti t'mh<> rto T :tl P:w th"'n 1"<'l n 1)11"1ln rl<>l !ll il i tf' ig·noto !m ll 'AI· t:J t'<' d<'l l:t f':ìh·i ;l . l\<'1 pnm<'rigg-'o i •l<'lP:;:all P~tC'1i. r. J·P!';C' nhll i (ln l ;;:<•n. d<' illl Volle. fiii'OIIO l'i('('\'ltll in partic·ol:tl'f' ndii'I17AI cln ' ~. ::1[. il H('. !'ilf' l'i t1':1th'1111(> in nffnblli' t'c)1JO<]ltio C'Oil tutti. A Il n ~Pr:t. n l ('n ~tPllo cl •·i C<>~ ri sn n·A n•nt i nn. fu O[Nto nn pranzo lnt.limo Al tl f'l<'l!":ttl t-.<:tf'r i (lnl ('omit:tlo ortllnAtorf'. T,(' l"!'ll ntf' ~ltl'n~l';:: il·p <l f'l C'ott!!t't 'l!<O f tll·ono IPnntf' 'nl l'M>J1('Cl:ll(• m.ilit:t>rf' df'l ('pJio. i n 1111 ] ~HliJ:IIrHIP di'l rc·p:n to ) !('rlki lHl. PSJli'('F.."''Ilnl('l1 ff' :lrl'f'àfllO, OYe ('J'$JDO c:tnti <•spo<:fi 1111!•1'f'M<~lll1i qu:11lri !:bltl:::tlr·l. N <' lln 11 Mclnt:a. •1<-1 2!1 l11:t;:;:io. fn clil'l'lt~Fo il T t c·m:t J!'<"ll f'r·nl<•: « ~ttll'nr~rn niz· 7.az i<lJW tl<'l f.lf'l"l' i;do >:nnìt:nio f' ~nllo ~.:om l)('rfl d <- i ff't·iti <' m>'ll:ltl in :rne n:t. l\' lluto N•Ttto :l c•Jlp ro-;i ~t'll7.f' lniclnr·!hil! di'Hr> iwr-<>~-<itll tf't':11Wnti r h<> "· Ftlol'l)rto l'f'lntmi )14>r l'TI n li.'\ Il ;:rC'n. lllC'iliro !=::mlu<·(·i (> il 111.'1:;:-,::!. mNl i<·o D f' nprunnlinl~<: per 1:1 Fr:llwi:t i m Nl ic·i pritll·i pnli Il i 1 • f>ill >"l'<' l"7~1P, Dtt l!lh't. f' Dopl .(>or. f'l'n"''t'O p:Ht<' 111111 cli!=<'ll!<· «iot:<' :1 ~<·n. mf'cli .,., n ounll'". i r-ul . mP•li •' l ::IIPnnplln <' n :uh tf'l. e l h•n. M I. meciiei Tl•r:Jtlf':ttl. T'C'ma f' C'·1Ni:1. ])a qu.!':::tl• clih;ltfito fu rilC' n1to 1:1 llf•N>S>'if~'l. tli 1111:1 <'Olht· h<\ril;d<)nf' C' ll'Pttint fr:t <'nlli:11Hi i f' !lir<'llnri <ld !'<·t'Yi7.i ,:,nnit:tri <' cJ,: nn Mll<'J!i: n~ ent() Jli• J-snn:tlc> f' <l it·<•1tn fr:t il :<('rYi7.io <l <'ll:t 7/lli:J rlof' ll<' .'lt'm:Jtl• E' f}H<'ll<> d<'ll(' rC'f' t'()Yie. ('<ln<'i ll:lltclo Il" nt •("(•>:~itit t\'f<JJ;dl<' n rptf'll<' ntili lclrl ('\l n ~ic·u ramlo il "<'1'\·iz.lo <k!!'l i "J.!<>lllll<' t·i ('O!l lnr~hi nwz?.i tl' r..:- •.,..~m.'ll <' <' rtlHt<'t'i:tlf'. ('h(' <]oyrf'hllt' E'l'><<•J'(' ~~j un liJl() uniform('. fl('r P<'I'O!If'ttC'r<' 111 inll't'~·am hinbillti't frn le Yllrle ':'l'azioni. Sel!lll rono lmnnrtnntl co mimi('n 7.1 onl di 'C7A'I C ~ V lnPent, Bonoruo, Pera!'lSI, Postem,psk f, Mendes, F erra ro, Dotti, Ronvillols, Sklnùowskl, Salotti, ecc. Il ò ot-
LOre Uzac .p resentò inoltre una spleudid.l proiezione cinematog rafica sul trasporto d€'1 feriLI in zona :ruontuosu, ~u. :;IJ·aue lnJl)r atkabiU e per via aerea. l <Xmgressbtl q tùnùi, ac<.-outjxtgna ti dal gcHe.'~ti(' m~d ir-o ::iautue<:i s i recm·ouo iu vbd.t a l l'olìei: nJ<.-o t;mbe r to L ' ~el J>Ollt et·i;;giv all'osv~<b lc militare, nei ;;'ardini tli ,·illa FOUiiW<"<l fu offerto ai <.'Ongr~si::ol i Wl oontuuso rkcylweu lo. F u atmilli ra tn uu·inter.t s:::.tu~ uw:;tm di liUI.te.rlale tS.tni~trio dl guena, a lle$liW nel ·!JI~lZll<tlc attiguo c n~J p;ttllgliom:! di deposito per luizia th·a tldl.à Direziou.e <.'t!nttu lc <li !'U llitù milit.ar<~, rhe delegò jl waggio1·e m edk'> .Ha le:;tm ad org·aulZl'..a rla, t'flicac<'UlRllte <.va d iu ru 1.0 dalle J)irP~ivui ùcll'O::l),)t;Ù<lle, delli.t l:ieuola ùi ::.anilà Jllilit<trc c tldrlslituto chiwico-f~~tl'llla ceutico dl 'l'otiuo, nouehè dai signori ntpJlr,·>*• nt~tnLi .Adt ilti e Herual:lei. Que~:~t'ul timo, con gentile IJOil~iero, ilistribui u tutti i cong-tl('.s..,.l,sti un <tlbluu-J·ic'O t'ùo dJ Rom:.~, che fu molto gr~dlto. . Nella lll seduta, d el 30 lll<lg&io, fu :;\·otto H 11 tl-Ul ~l gem!r:.~le : « Co l ù11>or~u:ioue delle Autorità civili e miliuui <.Wllfl\:t\.'Ht·i in materia d' igiene, tlì ed\l éllbi one .tisìca e tU t>rofiLa s.~l >>. Furono rt:la.tori per l'I talia H ten. t-ol. mt"'(];!C'() prof. Urixonì, il' magg. ruedic:'O De Beronllilis e il pro f. ll n •uto del ~1 hùstero d e ll".interno; per l'lnghi lrer,-a H col. meùi<.'O Han,·èi (pe-r le ,-at·ci:la;r,ioui vmtilattltlle) c Il mugg. meùl<:o Daw:><>.u (per la lotta a u tivenet;f <t), e 1•er gli ::>. t:. <l·.Awerkn il medi co della ~lar·lna Hulubritlge, che tmttò dell'inll \tè117Al tld la g ue na s ulla tubercolosi chirurgica e }Jl>esentò altre reLuziouJ dei tlottot·i Jacvbs, ::;htwlaau, Jones e <.;oy. IJ geo. Bonomo riferi qu.illdi s uJia organiz;.-..azione prorilatticn dld n o::otJ:o E:;erdto, <:Ile diede occusloue ~11 seu. prof . Mt~rnglmno ed ~11 ]Jrof. Blll·ci d i me t r~re jn luce lt• be!ll'mertUZ<·. del Corpo saniu1rio nella dif<'S:l an t iLUIJt'l'COI<ure e ueiJa tm,Le;r,i()llt~ degli invalidi d i l:,'1.1é lT<t. Il t ('In. col. me() h-o l'c rua rilt' VÒ l'i m pM·biU7~l dell:1 prolilaS<d OL'UIC. I p t'Of. Aloo1·ti e Motleua eù il hm. t:•1 L medito (À)u..,;ig.l io ri(od rono sut-cesslvalltE-n te sull'organiz7..azione d c i l:K'tTizl u europ..':>ichi:Hrki n~l4t zo1~1 di g uer.r a e .t wl territorio Mzionale, e 'SUlla difc;;a morale in gnenra dni d••genc~t·:t~i e tklgli ano t1JUt li . Dalla discussione fu riconosduta la n.cc-e::~.<>ilit di tw'iuUm.:.l rolhl l>oJ'a~ione 1lra autor:!tà sanitarie llllilltarl ~ ci\"ili, 1tl io ~-<.·QJ>-> di ot tenere uuu popo lm;ione forte .-e sana (·he darù validi sokLnti nli ' Jo>oet·cito, sc !in tht ll ' inCanzia Slll-,lnno corretti J difett.i li!>ici e psichicl. Ln guN•ra ha otl'erto OCC:.l~iQn i J>ilr fnY(li'CYo li r><'r saggiare le tni,,t.re protìla.ttl<:he <•OJJtJ.'O le malattie vener~. le afl'e-;.io:r: i lllc ut<tll per J>l'OYa l'(' l'cflit~teLtl d e lle Yat'cina7Jon.l lllltliti ti<:a. antieolerica, n n th·a iolosa e <1ìt'lla siNo terapia antitetanica e a.ntid.issenteric.'l : i rl...«ultati dèlia YHcdnazione nnt ituber<.'Oiare, purf• non ]J()tcn<lo e~'ieve cou~i<lcratl 11e l io J'O va lore tl.l?cish o, mcri t.HJlO tll essere ,p iì1 L1rgamente studiati.. Furono itw lt re l~tte itn:l >Or t<w ti <'Omuni('abioui <Il Dc Rroek, G 0?.2i, 'retlelo<·IJI, BelLi, Vio la. Fel,;.'l rl'i , Pullé, r agniello, Ehrcn ft-eu.nd. D 'Ovidio, Hansen, Abb:Jtu<:ci, Pao.llnl, D e Block, Karwudii, X'.t>naro, T Oilll<':1u, Grixon i, Funnioli, Romb)·,
.\ugellu!, Gmvcline, I..evy, B lu menthal, FanJ!. Uranc.1li, C<.'\' . N.el pomel'iggio l <'<Jill!t'e$SiStl &i l'I.'<'M·ono ln vi!;it.l nl Foro R o n1>1llO ~ a.l Pal~tino: g li $<:avi furono Ul usLrllti da i prof. llarlol.i e 'l':IIDbroni. e il di•~lt.ore ~ n:ttOI'e :Boni lutìne rlt-cvettc g li invitati nl'f~tbihtwn te twi lllll)!llili <· i gi:trditM Farm~ sinnl, i11tra tteneudoli con una fd!ec i lllJH·o,·vi~lzione ;;ull<l D \•:1 Sa lus, ~1lle pia ntP me<liciri.aJi In uso ne ll'anti ca R om:! e sul v in,:.smo. X elln IV seòut1. <l<>l :u umg-).!io. fu (]is<-u><:-:<> il III tenw: «Su lla <lisi nf...r.io.n(' <' llisinfesta7J.one .ht (i? llijl() di PII<'(' Rd in tempo di gu\"rr~l >). 1~ur<H1o JX'l<~tori per l'It<lli;l i ten. col. mOOlci Ri?.zuti e )lnrt~-!lio. per ~ SpaJ.:na il ten. l'O!. m<'<.l. f'oiOII!'l e- Jll'r lì\ S\-i?-:r..cl-n il teu. t'<ll. f:lrlllnc.:isbl 'l 'hom:wn. Yt•nnt• ù ituostn1lo t'il<' [X'r L'l <.li!<infi.•l'1<17.lon.e i UJ('toùi J):i• si<•m i sono il cnlorc ~. e fra i protlot.t.i I!U"-"''Si l'acido •1:t ll ldri<'O, u.•ialo (.•on le t11.1n1te 1:autdc da H~ •·,;vnnk ·"l'<.'<·iaJ.:,,.~•t<> .-.ot to In l!"llidll d i le<•ulci. adottando un apposi to tT.J.:oia lli\.IJllo. F èt'l' r·o ;;;m·<·t·-~»h-nnr<•nle <~ltllu n ka · llion i i dott. Sill••vaerts, .f\•t-t• l. l't'l'<'"- . ('"''liJlOY, l'uN;ta y l'or la. P<.:c. [n t r c>no ~wcin le poi l ('(lll~n·,·s!:-lì i"i r••cat'OIIO ~t d .\n;.-..io Jl('t· Yii'i!.:H<' il !-;.Mmtr>rio mìl! ta re ed a N<'ttuno per vi~i t:1re 1.1 ~cuot.1 d l ma I:Hi()IO)!Ìil Il t> il n !'-:1~ nH i t_ l'tLù ùlka. Fu fatta ancora una p:lt<t j )L mare con tonwdi tt V' nt della R . i\lnNnn Ctno a 'l'orre Astuta. Ad Anr.io Y1 furono l'kt!Yimc nti '!Il ~hulidpio ed n l nuoYo nlberi!O Par1Hlis<> e fu se n·it~l uu11 <'Oklzione a l ·•·i>-.torn n te il ma re. . Durante la visita al &loatorio illustr<lta dal dir!!tt01>e cap. medico Hoccbetu, un aet-opwno pattlt.o <laJ campo di Centocelle, con a bordo Il capitano rueùl<'O Ster-
loini. wnc·iò 5 messaggi cont.cnt-nU totogwlie di ..\.uzio dul ,·eUYolo ed un saluto 11i V••m.:rè::~Si~ti. D~•l g(luerale d<:llu \'alLe ru inYlato un tel\'gl~\mrua di rwgrn:r.~uncuto a ::;. li. ~lu.ssolinl, alto t:<>Wllli.:;sat·io dell'Aerou.autlcn. H 1° giugno fu tc.·uu~l la V M."-lut~ t~r la dh:.~.u:>:>loHe del l\' ti!UlO: c.. Sul Lrattauwuto tu l)l"imo tc.:ruvo c >:ili!;U C»iLi delle ferile Lot·at-o-polmouati ». l!' urono rel.utorl l lt-u. Lvi. mcdld t';r<:da c Hil·d, c Jll't'<;<'ro patte alla ùi::o<·u.-...Uouc il b"CD. mcxll<.-o H<>uvmo, il mag;;. \'oul>cu c il prvf. !tossi. ::>i I.'OMt.ttò clic l'ilt~Lcll$Ìone ha sewvrc le :m.e 1ud.icn~oul ndlc J.\>J·Ilc tot·at'Q·J)olmonari <:hiuse t'Q U a:saeuza o oon woùi<:o t•Jrwi.onll.le, non I.'Omplioat.c ad ClltOl ti si, nd $e IOni ua fui.'! h', u~t sllt·n1pnel.4 da pl(!(:olc >:iCiu•gge, c cile Il I•JLt'lllllOlor:tcc m'lili<ialc ra)!Jn·c:s<:ut.u 1m reale )H'Og~ nelkl cum tU (jue.ste lt~ioul. 11 tutlulllteoto chirurgico è .LmUmto nelle ferite dellil J~· Jx·tc, nei 1)neumotoracl aJ~l'tl, 1~r rcmo.staSi e ,vcr 111'1!\·cuire iufc:r.ioul. Le fer JJCrlcardlo-carukt<:llc <.'OU emo)>et·icarùio rkhiedono Il u·attamento lmmed!B.to. tubercolosi polmonare ~ <:ou•pllcunza •r ara i.Jl que::;te fcdtc, le quali rk•-egllllno 1 lo più un fo<.'OLaio la wut.e o uggru ntoo \W prot~~ specl.ll<:o già in e\·otuzione. , ferirono quindi su i.uwre~tntl (:omunl<:azioul il gcu. llonowo, i prof. lto;,'S! e c. JIClli , i dott. Fet·raro, l'uwi.ctclll, Dàut:ebande e :::iiJChl, Giacobbe, Coullaud, ecc. .!\el pomE:-t·iggi<• l <-ougre,.,.i,;ti s i recnrono in automol>!le ad Arie<.::kl, in vi::oiU. quel Suna.torio per i fundulll pr'C<lb;Joosti ull<l tulx!roolo~. :-iella seduta Hrmle di'l :l giuguo fu djscu...<:so il V tcm:t: <l i laboratoti di <' Ddeft pres'>O le anmute;! ». l.o'urru1o rela torl per l'lt.ali~l il Wll. <.'01. chimlco-fa:n cista l 'aguiello ed il W111;g. chlurlc-o·fam.wcista C<llt>IX!Ill, e i!Cr ht Ce<.'O~lovacciJj: C.lJ). farwaci:sla :Suk11nlu . .1:'11 Jllfo11.uata l'lmpot·t.an:r.::t della nuova e portentosa an• clllmica e ri.L'Onosdul.tl I'Hj)))Ot'lu•lilìt ili studittre lìu (ht l tlempo di pace la neut .• llzzal'.ione, pt-cpanuulo Ingenti qunnLit.ù di 11uatt>l'i<: prill1e <Xl udcgu11ti ~i.stewi !lif(l;;ll. l!'u rono fatte quin<li altre importanti <.'Ounwlc:.J zioul <kt Proot, TollJleiJu. Fetel, Soannìdes, Pcrez, Poplawski, ec-c. Furot:o ln.flne posti In vot~zloue i vari ordini dd giorno rlferentisì. ai temi generali del O>Ilgi'E$00. Successh·:tm{'nte, !!Otto 1:.1 pt•esldt-n?'A del gen. dl'lla \ 'ullc, fu tenuta la scdubt pienA rla del Comit.'llO internazionale pcnuunentc e furono approvate le seguenti mO<Ilticazioul allo .su1 tut o. l. Il I O>ngresso lntcrru~zlonale di medicina. c ftU1llftcia militare, riunito a Hrn.xclle:; nel luglio del 1!>2t Ila dcsiguato i memb1·i, oppa rtcuontl alle Nazioni scguonli: Fran<:ia, lnglllltcna, :::lvlr-wnL, I talia, Stati Uniti, St>ngna e BrasiLe, ,pet· fo1111ure un Comitato Jl(muancnt('. I membri sono nominati fra i medici militari ef. fdl iv,! della mtz1one de$lgllil ta. 2. Questo O>milato perrum:eute è Incaricato dl pr<>pon<: all'As&Pmùka generale la località dov<: 6l deve tenere il succe::;sh·o Congresso, ili propoiU'e 1 tew1 e di designare l relatorl. · 3. La Jlollllna <Lei Prcsidcnt<: si .fan\ in ognl CoJ1gresso allu fine di ctascu.no r iunione, pt'Oponeodo tllla Nnzlonl', dove si t•·n~l ll futuro l'ongre9:;0, <li d<:sìgru~re, a lflle tunzi•>ne. il Presidente <>ITt•tllvo fra 1 membrl elci eet·vl7.io sanitario permnnent..-. 11 Pl-es!dt>nle re.ssautc ~ ri1, di dil·it:o, onontrlo nei futuri Cou;ressi. 4. Il Presidente l1a U mand:llo di <:oo,·ocar~? il Comlll\to penmanente ogni \'Oit:a dJ.e qt~ t1ilrulone scmbt·t•rù nt-<:esa rla e di :J~><... knr:lJ'('. a JJ()Il)e del Comitato. J'C.ç(.>euzione ùi tutte le disposizioni fino alL'l nomilw t•trvtt 1\·a del !'.,lò $UC<lCS-."'l'C. 5. Gli atti ufficiali di'l C.'.QI,grl·>"Si internazionnll di 211l'lli0illa e farnmcla anilit.are sono tenuti cl~ l ~t·grctario ~-r•·•~ralc :::~rpir.ll1.eu,•ulR •li diritto alla :-.<azione b<'l}!n, ehc Ila avuto l'Jnlr-i~lth·u <li IJIIO.'itc rin1ùoni. Egli è 111 t't·l:tr.i<mc! dil'<·lta con Il l'rcstd~ute dcsigWllo Jll' l' <:lM;<·un Congr-c~. G. L'org-ano uffl<:i:tlc de l Comitato IX'rDUtncnt.<> è il 111111('//in() intcrna;:ionalc ' pubblimto uttunlnw ntc nco;:ll :1rrlliri'S .IIMica lc.~ JJelyc.'. i. Le linguE' Hflkiali tl<:>l ('unJ,:t~!>...,i, ~no le "''h"1Wntl: lnglcl:.C, frnnre~. ilali:llt:t C l<IJY.I~OUOI:l. Per accl.'lm:Jzione fu do.-igna t a l'a ri~ri a fu tu rn St'<lt• <lei li l Congresso nel l 92.>. e fu nominato il g,•u. dell!l \'nlle pn.':>iùcute ooomrìo del C'omltlllo Jnteroazloru~lc
JK•rm:mente.
495
u1 pro&:Jiwn riunione fu'"'lò vroJ!ù·":i i sea,."Ucnti tetllì: l. La specìall:t,z.uzion~? t.t<·ni•·n e<>wc h: •>'e <li ftulzioJJanwuw del &~1'\'IZ.JO S:.ill-itrurio. Rtu~ nppllcnzloni a ci~.scunn dei suoi <H')!'UJiismi. - l h•uttori: Franci:t e 11·lall<bl. 2.•\letod!i <li sel(;>z.iO.ue <lei eontingcmc.- Helatori: Franeut, l'oloniH c Argentina. 3. Etiologia e trattan.wut.o dd l<! artriti tmiH llal idiL' t~ dl~J l<>l'O l':;iU. Rel!ltori: Francia e Hum~1ùa . .J. • .\letOIIo 1l'anuli:>i 1lel •m.:Hcrlale di me<.llcutma e di bUtura. - "ftcl>ttori: Fmucia o H un•<•Jtia. l'er regolamento sono esdusi <.'QUie rl.' latoJ·i J!li uflldalì m.ellid •Iella :\uzionc, uelk!. quale si è tenuto p!C<.'\XI.eutl'mentc il congt'l:!s:-;o. Con un vibn~nte saluto rivolto all'Itillia ~ u H<JIIItt dal ltl<'dl<'O prineip.lile di l" <'Ù~~ U:t.a<.: e dia•l ~n. Willllilers. ai q1lali. ri"Joo~· il ;.:-en. <leliR V::llbe, e bbe t~mnine l'a~blea fra gli titl)plausi b"enemli. Nella :,~Crata IIUiue, JJcl wu .~nil.ieo f•ì•·o ddl1 .\lostJ~• I'(>I!ÌOilttlc a Yilla Umberto l. si wrnte il P1~1~1ZO nffil..'i:llC ('()11 ~{2/) I.'O]I('I·Ii. (·l ~ la~ iò in tntt.i gli intcr l<(>IJUI!i il più :;radito rirordo. P~r
NECROLOGIO
Dott. comm. ETTORE DE FURIA tenente generale medico. ·
Il Corpo ro.n:ltnrlo milit~t~re h11 subitn un'altru ;!Ta\·è f>E'rdita con la morte del tenente geoorali> medico ErroRE D t: l•'llliH, spento.«i :oc rcuamlo!nU' in Napoli il 3 JMg· g.io scorao.
In tutta la sua luuga <.-aniern. nel rollegio Ul.ilit:.H·,• ùi Rouw, nel reparti clegli ospedali mUitarl d!. ~nova e di N<lt.>Oii , a capo ddlo ,.tJabiliruento Mineo-termale di Ischia, OH' 11(>118114. el>~ l'onore <li nYCre in c·u1-n H D(~-;1-ro Sovrano. neiiH <l!irezione d€gll ospe<la1i di Caserut e <l i ~npoli e !\'\\C'ce!'>Sinl.mPnte t-ome direttore <li. sanitù del corpi òi anoota di Bnri e d i Nn!llO iì. onmque l:asé'iò tra<.-cle profonde delln Sila vasta culturn, della suu t'()>o(•l<?nza adwm~Ultìna e delbJ S1.1fl L.1.lin.il<t b<mtil. Pier queste doti preclari egli aep:pe c~tti'Val'Sl la stiuw c l 'affetto di quanti e bbero la fortuna di avvicinarlo, e dl tale benevolenza indubbia prova fu l'urtlstiea meduglla d'oro che tutti i <Suoi d1pendentl gli oft'rlrouo d n SCgiJo di rie<>noscenza all 'atto del suo e<>ngedo. AJ.la famiglia. del <.'Oll.QJ>ianto ~tinto gitwga.w le <.vudoglianze sincere del O iornale eU medicina. mtlitm·e.
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MHi
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OS~EDALI W.LITARI Sommario degli argomenti trattati (Bai proceui verbali pmeoati alla Direzione centttlt del servizio sanitario militare dal 1" giugno al 31 luglio 1923) ~0\"AR,\, -
) l ng:rim·(' lllt'< li(' n r .\IIWU'I'O .\J O.'\GUZZ I • ('OIINit/o•ro:iuui cnl!i rli drro.çi ipert,·ojil-a rlel fegato.
('/iui(·/11~ :SII (/ltC
T.'0. IYI~;,J~'Uta dU\' anmMIMI. di'i q unii 11H<l :.1 ti(•I to tla una $:ÌI1drome epacon :l~Wil<', f<>n<>melli. di iJ,.,rt•·.t.o::itnte llOJ't:de. olignri a, manìfe;:tazivui di l c>r)!l' nl iu>'t t fli•·ii.'.Jl<'~l t'lmtt\':1. 11>'>'\'IIY.;I di ill<·ro inlt·n~), urine rlccbe cii ,_,11[ <' di pig-Jll(>Jltl bili:tri. fe<:i I•)('ÌO<·roiJlk·lt(', Jll:lllÌff'>'t:IY.ÌOili di in~lflieienlla erJU· 1i•·il (li nw<lia inl<·u~ilil. Nd 1° caso si può t·ifel'ire slcut·awente l 'e'hiOp.'ltogenesi aii'Hkool. mnn tre n<•i :!'', la Cl\11!'.'1 è un .pù oscua·a, <' solo può con una c-er ta prob:Jhilit:ì ><'Ili l· rifl'rit•• ad un'Hnt i <'a os.<:lllfC7.iOH1' ittcrol!~>ll:t. dJ cui attn~Imentc Unll vi .-<QUO ti':H'<'Ìe. [!0. f<i tn11 ti~>ne .-,.'l tik' ;·(>('<'nt.i ,·erlut.e dini<'lw M nnatomo-pntolo:ricbe del capiI<Jlo l'tfet't·nte><i nlle drro<ti. inqundranc:lo il pri111o C'ISO j .u urut clrl"'OSl del tipo H:1nc)t E'fl il !1('{'0lUlo in unn C'i rro~ itte1·o;:ren tt elas.<>iC:l del tipo d i H:mot-Gilb••rt i\Jette infine in luC1.• tutta l'imllOrt:tuzn d1•i m()(lt-r·nl JHI'Io<li di e~rlor:tzione flella innzionalitit epatkll. 1'01•1'/ltul to. i n tJ·ntt<'nl'ndosi ,._ulln ric-ercn d f'll'ntt.I\Tit:ì pro'tPOpessica del fegato l' Sllllll prova <lf•lln ('mot'l:~->.kl cli;.:'('>'U\'1\. '''"JliC'rlOIIle)!ul i<·~l
l i•. T l'll<' ll\c• JllH ii<·o E 't'TOltE . \i.Hti!T l .'\1. l 110 ('0/IJ fllicrr•!!~a rnrn rldl'i[(: (l/ifr•: ltrlr·nlr• ,;, •tli (Irti in[rTivri ('(111 COIIf/I'Nia !Ici. dr:!J lt·o. L'O. pi'C'~nl•l un ll!liH!:llHto. ehc. nlf<.•tto rT,, ik'<>tifo sict'Odl:tgnosti<'>tto, <.:omin•·ii• Yf'l'~ 1.11 .f ine (lc>l ZO settemH1o ;rd Hn·ert·il-e pnra~t.esie e formirolli Rgli ~ll'tl iu.fC'riori con mffr(:<ldmn<'nto: le nrt<'l·ic• d<• l piede (lestro. la doroo le e la tibia le posi('J'iore J)('rd<>ttt'l'O ;!'I'IHiatnnJ<:> Jll <' la loro pnlsazione lìnv all~a complero &OOillJ:l3.r~. Tn S<'guito j) fred1lo"' la ci.:tno~i della gamtm òe..<;lm ·si c.<:tel"Cro a l òi!«lpra del gin<>e· da io Nl mwhc la fl'morale pcnlettc i11 parte ln Jll l l~\r.ione: f'$."€'Dòv romparsa canJ!I'Pll.~ al J)i<'tlf• (]N<It'o con dolori 'l'iolenti e lmldn.nnti. fu fatta l'nmputa7..ione sottQtr(>f•nnt.erit·a <JpiJ':uto. <'lo.po In qu:alt- sl'Ornl'nrve la nefrosi e la t rombo('d. che si era amlnht na~nii'N:t:tmlo :nH·he n ll'arto :::ini!<lro. Fatto cl-e~10 di nota è <"be il cuore, pnr l••'<~·niJtnclo;:;l ir.('rt rofko. non Y<'nne mni n ~fiaHClll'~i. c non tll'tt.l ' ;:;i'lltomi di vJzio Y:liYola r e. 'J.'um;;u~ . -
l'rof. O:>C\R Our.~1'H •
.r,c• a[fc;illni .•ÌIIIJIOiir/1(' rlf'll'or.c/lio.
P n' Ili<'!'\."'' 11 ktnH' ne'l i ;r,ie >:toridH'. l 'O. si OC<'UJl:1 d<'i dtw proccs.<:l morbo..<:i : i rri ta y,ione si m t ~~ t i<~• ('<l i nfi:1 nJJWI zio1w .-iu1 pllt.ka <'O!'tituenti le a IY<>zionJ si.mpa ti che •l<'li'O<'chio. <' ne tr·m~·i:a il qu:~dro Jaosolo~iM. E>~JlOne <Jnindi m i nnl·amente ~ l quafl ro 1·1ini<-o dell'oflnlmin sJm.p :rti('a ;:;tudinndo l<' nllN>IZh').ni <l<'ll'occhio sim·patbza.nte e •li qu<'ll<>. sirnpntii\r-'lt<> e <lift'olHl<'n•losi !'Uil'nu:~tl>min ]~ttolo:rk<t è ;:;nlla patogen('!'<i, <"m pMticolnre ri!!nnnlo nlle teorie nC'r\'OSC, batteri<"be. romblnat.e ed a quelle r·be SI basano SU)!li .stn1 l i (]PIJ'ill111Jlllli1 ia. Jli ><(•Utt' <JU ilhli >'\lllfl cJ):aj:..'lJO,;;i. ~Ullft <prOfi· la s;:;i !'! su l l n t<> m p iu. i nsl !<t\>nòo J)el· una r n1'!1 rn zio Mi<' e<l {>.ner gi('a. <la intel,'TS rst ('<!Il 1111 tJ'il t t n nwnto ~encrn le. Dirrtlore: :\ RTUllO c.~SAJUNl. tr-n<•nt<l rolonnello m f'dico: (t>O IJ ) . Roma. 1922-23- Stabilimento
Poli~rafico per l'ammini!'trazion e della GueTT!l
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Pubblicazioni ·in vendita presso l'Amministrazione · del Giornale di medicina militare
RO MA
V ia XX Settembre
Pa lazzo del M onis tero della Guerra -
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LI lotta antitubercolare nell'Esercito. - Un volum" di p ag. liti l:un 8 ta · v ole .
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Rlcetche biologiche degli umct psico-fislologici di aviazione militare. Un vo lume di pag. 2:16 con 4-5 figm·t- e 2 tavo!~ .
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Pu Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. -
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7.-
Un "olt•n•(• di
3.-
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Per Giovanni Maria Lancfsi nel Il Centenario dalla sua morte. - t:n , .... lume d i pug. lOti ,;o n 2o
ligt~ru.
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3.50
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111 Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra ( l{ .. ma, 19111). - Helnzioni ufficiali c· l 'fllll liii Ì<·ttz:~ . ni . -· U n v"lurn o• di pag. 9fi
2.50
IV Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra fl3ru Un ,·oluoooe di paL(. •1· 1 . • .
xellcs. 1920). - l{ o· l,.ziot li ufficiali. -
3.-
l Congresso internazionale di medicina e farmacia militare ( B I'Isx· ·ll· ·s, 1921). &!azion i nflic·ia li dt·l t '.,qw -<H HLI I\c·io ooo i lit»t·c· Ìt!\liano. -
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Il Congresso internazionale di medicina e farmacia ~ilitare ( Hc•lloll 1!12:1).
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Alti del Congre.9RQ. R·•lol?.icmi uflì(·inli . \'o l. L p11g. 4lli cm n tre tnvo l1•
35. -
Bus rNC'O. l <• gas di guerra ~. Impiego ed effetti - Provvedimenti e cura. - l :n , ·o l" " "' di pu~. 104 1'(111 ( , ... ''~' l)h· rnit:ro-
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Ferite addominali di guerra. - l'rr·f~iont> d··l p rof. N. U r AN ·
N f: TRAS IO. -
U n ,·nlo une d i pi~K· 40•J •·•m :lk fiaure . . . .
A. t' A:->A R 1:>1. La medicina mJlitare nell'antica Roma. -
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Giornale di medicina n1ilitare t:lJ1\I> lZ IUN l DI .-\ BBOI\ .~M E I\TO. I. Il Giomale di medìciua militare l'i pubblicn il primo gio rno di cta&eun mese, in fas cicoli di tre fogli dt stampa. 2. L':tbbon"m~nto t annuo e decorre dal 1• ~:eonai•> 3· Il prN.w d<.>ll ':tbl>onnmento è : l'er l'Ita lia e ('(lioni~ . r.. ~4. :
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Un fascicolo sep:11 ato costu Il ,;upj>lement" conten t· nt t dì m: ::ìtwi /il cl.:/ mìllta>c cvsta
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4· l 'er gl i Ufficiali medici e cbimiti fannacisu d t.'l H. H~erdto (in S<'rvizio attivo, in posizione ausiliaria, cii complemento , .iella ri$en·a e<l a riposo) il prezzo deU'abbona· mc·ntv è t id<•t ll> n I.. ~~. anticipate. 5· l.'nhbon:~ nt <·nto non cl isdPttn prima del t • olirt•mbre ~' intencl<: tion ovato per l'anno S\tCC'l'SSi\"0.
6. l s i,:.:nori :chhnnati militnlÌ in <:ffelli vità ù t ~er.-izio p:cglwn mnu l'imporLo del· l 'ahbotntnletJto rer Ut<·»o elci ri~jlNtivi <.'OIIl31Jcli di corpo e direzioni. 7· l'er i ~()li ufficial i ntedìci (ddl'r:st'rdto ~ cl<'lla Marin~ l . in qualunque posizione si trovino, ~ ummesso cm AB B(JNAMEN'ru CUMl'J. A'l'I\'0 al (;ion>al e di m edicit>ll mili tar e ed ag li l hma/i di merlici11o >I<>VIIle r colo>~i.t/1! al preJ.zo di T, 27 annue. J'e<r ottener e tale facilita1.ion c cmnulativa l!li abbonat i militaTi do \'raonn fnr pè r\'('nirc l'i n\(' ro importo ali'Am m in ist nl/ione del per iod ico ùel proprio• co rpo. S. Ai li brai ~i fa h) s<·onto dt-1 111 pt'r ~enw, ma sohaut•1 ph ))Ili ahL>onam<-nti deUe pet ~otH' ~ df•!d i {'111Ì tw n mili•Mi. eh <· non ' j>O$~<>no fruire <Iella fnti liiazi<•ne di cui ai numeri 4, 6 e 7· ~O RM E 1.
J la vori orig-iu.:th, lt'
l)Olt',
PER LE P l lBBLl CAZTONI. le riviste -
<1.1lt ilngr»fntj o
~<'ritti
n tnan o -
òevouo
occupare un ~olo lato <lei fOI(Iio <'d esse >c :tccu rat~m"'n te riveduti d:.gli ~utor.i. Si fa spt>ciale rn('('ol'tandazi< •n? cho.> quelli s<·ritti a m::tu n s iano h~n leg~i bil i, per modo di e< itare ogni' dubbio di Ìllterpret<t>iou ~ . In CMO c<.n tr::trio, l::> Direzione si " edrehb<' CO· slr~tta a s<>Spcnderne la pnbblit~?.ione 2 . Sal\'O casi N'C<'7~0n:llissinti, la cr,rre,inne de ll e hoz1.e !'arà fatta <hlla redazioni', a uzicbè dagli am ori , per no n vi ncplare il l~,·o ro tipo~:rafko :'l!!li ine\'itahili ritardi j')O· j;l ali . · 3· l .e spese per gli ~str.ttti e qu('l!e pn le t:wol~ l it o~: > Ìl fi ch~:. foto,;palic he, ecc., cbr accompagua~ee ro le nH·mori~. sono a c::1rico del(li att1ori 4 · Gli esaatti ~ono di <\11C tipi: Ti po A. S<·nza co pntina ,. <'<>Il" i mpa~:inatnra e num~: razione del fascicolo. Tipo /1. Con corenin~• M:c ntp~ta, frunte•pizio, impag ina· t11 ra e n11merazione speciale. , . 11 preno <l<'~? li c$ ti atti. per gli :tnt ori <Ielle memorie che · li richi{·clano. è regolat o d a li:~ S<'j:t>c·nte tarif)'a:
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I'OGLIO DI S'J'JUIPA. NUMERO DELLE COPI E
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S tahll'meuw Poll ~ll0<1 per I'Amm ln letJoazlon•· 1\ella Ooerra
~ 7 11 .5 CONGRESSO INTERNAZIONALE Dl MEDICINA E FAR.MACfA MILITARE ROMA -1923
Pubblicazione mensile
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUB B LI C ATO ·DA L MIN IST ERO DELLA GU E RRA (Direzione centrai~ d el s ervizio sanitario militare) Giornale di medicina militare: I851-r884
. ...
Giornale medico del R,egio Eserci to e della Regia Marina : 1~8,M9s Giornale. medico del Regio Esercito: Ilì96-I907 ,..,.,):.. ,_,., ' ~; il. ~ ~ .,.._ ·\ i v, .• , ~-..
ANNO LXXI ·- 192.1
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Fascicolo -X - Xl
1 Ottobre-!Yov. ,
SOMMARIO
.R:R.LAZIONI UFFICIALI. I V T E MA . caccia. - Tre.btam~nto delle ferite tomco-polmonari in primo tempo l'ag. 497 Rkcl. - Sugli esìti delle ferite toraco-p olm<!nlll'i . . . . . . . . . . • .'i4f) V T E M A. Pagnlello e Cappelli. - ~ laboratori di chimica pre~o le Armato : loro scopo ; loro m etod1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 579 SUcharda. - I laboratori di chimica. presso le Armate • 593 CORFERERZE SCIENTIFIC~E DEGLI OSPEDALI MILITARI. PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA MOTIZIE . • . · · . . · · · · · · · · · · · · · .. PARTE UfflCIALE. . . . . . . . . . . . . . . . . . .
" ROMA -
Pag. 696 " 597 " 599
,,"
605 606
Direzione ed amministrazione Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
ROMA
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ct~a mtlllan - Pa lazzo dtl Ministero della Guerra - Via XX Settembre - Roma.
norm e ci r ca le pubblicazion i d el lavo ri vedi c opertina (4• pagln a).
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IL CO~GRESSO li\TEIL\AZIO:\:\LI·; Ili ~IEDlCI~A 11 FAIDfACI.\ ~HIJ!II'ARI•: SOTTO L'ALTO PATRONATO DI S. M. IL RE
RO MA - 1923 ---- --------
IV TEMA.
ITALIA . THATTAd!EHTO DELlE FERITE TOHA[O-POlMJNARt IH PRIMO TfMPO il proL filippo Caccia, tllnent.e c olonne!L'l nw: lic'>, c.lpo re p.~1 tO tli chirn:·g:tl. nt•H'O«p • d~ Il' miliuu·f• di H.omll. Lib.·ro Joc.:onle Ìll t ruturmlolngia. j )l' l '
N elle ferite toraco-polnH•lJa.d , nmw iu tu t t<! le f<:rite ca vit.al'i~:, è necessario, pet poter fare una tt<rnpia 1':1i',iònal P, pnrtit·c da. alcuni priu rip! fonùawcuta li pato:;cnetici, c linici cd auaturno patologici, i quali debbono CO!'<tituire Ja. ha~";f' !';(·iPntitì (·a l's~pnr.ia.l c dt>i pl'OVY·Cùimcnti tc-
mpeu tici. Quindi, per non ripctcrnd, espol'l'ò succintan aeutP tlapprillllt, i principali sintomi delle fcr·itc tOL':lro -polmonm·i. co nedati ùcHc notizie pn. · togenetic iH~ ed aoatomo-pntolog!('he più intcres:-;anti c poscia le com· plicazioni infettive, ~h e si soglionu l'l'ilnppn.rc iu primo tempo nelle for· mnzioni s:'Lnita.rie della z0un, di gtH'lT::t. l. -
Sintomatologia generale acuta.
E ' CO!'> ti t nita da Ilo shock C<~t·a ltt-ti zza t o rh ùepre~ISinnc gE>ue1·a 1<•, pnllot·e, alle volte tiano:-;i , sgnal'do spento c vago; pelle ft·edda c bagnata di sudore, pol::;o pic('Olo. tnlrolta, aritm ico ed incgolare, a.ppenu. percettibile alle volte, prr!'<sioue a1·teriosa ahhassatn molto, ipotermia, senso di angoscia, fame tli aria, <li !ipnca g-mvr rù a.~~ravata dal dolore respit·atorio (40 . 50 - 60 t e:>pirnzioni al minuto), miosi o midriasi. Questi fatti non sono lcgnti alla rapida riduzione di area respiratoria. per pneumotora.ce impt·on-iso o per grave emotorace, ma piut· tosto a riflessi plcm·ici conispondenti in g•·<"w parte ai fenomeni della così detta eclampl'lia ple1Jl·ica, Oi orclli) . Nei casi lievi In. sintomatologia su biettiva può essere scarsa. o nulla, però manca, rn.ramente ncllt' lesioni pleuro-polmonari. Tale sintomatologin, alle volte imponentissima, può a.versi per pircole ferite con fatti obbiettivi poco accentuati, mentre talvolta si riscontra. scarso risentimento per fct·itc gravissime. 82 - <Xomalt di medicina mililare. -
Fas~
X-XI.
498 TOJ:>ùGIIAFIA DELLE FERITE ED AGI::XTE \TL., I::li.\XTE.
L<L topogr;tfia delle ferite può farci spesso d esumere la r egione pollllOlHH'e l esa.
Se è leso Fa.piC'e polmonare o la r egione ila.r e s i i'Os:souo avtlre emorragie molto abbondanti per le lesiO!lÌ ::;p;•sso con cowita ut i dei grossi ,·a si ùel collo ne lle prime e dei grossi v~u.,i polmonari nelle sr·eonde. La regione dia.frammatica ùe,·e far pensnre a possibili l esioui addominali, ch e ~-. g:gra,·ano ~-;e n si hilmen te i l decorso del fel'i t o. Le lesioni cortieali ù<~ l polmone sono invece molto più lievi per le scarse emorragie c pe r il minor pericolo lì'infP.zh)Jle di origine hrouchiale. La na tur a tlell'agenb: vu lneraute lla ·1nc-h\'F<SO gt•;.tndc importanza H<'ll'evoluzi one d i tali fe ri te. I proil't.tili di ftH:ilr, le pallette di shl'a pncls, le piccole ~whgge di grana.te, bombe, ecc ., produ cono l esioni po1ruon:tri p1·esso a poco ù<!lla medPsima. l;'ntitù ed in genere :,;ono r ela tivauwu te poc•; gr~1 ri. Le ferite da :-:c he~ge di proietti l i d' artiglieria d i n n a t'erta. entità fsotto tale denominazione :;;ono comprcf;i auche i dJ,·t·rs i tjpi di hombe) ·irn·ece presentano maggiore gendtù. per l'imponenza in genere dell'e· morragia e per la. g1:rmùe f[t.cilità d'infezione, 1lnta anr.IH' dalla frf•quente l'i tenziu'ne (7:) ~~ Ilei proiettili rimal'>ti nei polmoui :o::e<'undo Remond e Gena rd). 'l'a le ~ivcrsa gm,·itù è c·onfNmata.. dalle stati~tir:ht• . .\fotta, nd re;;oconto d<·l primo ospedale chirurgi e:) 1< f' ittl\ di 'llilano J) llil'f·tto dal pro!'. D. R os>=i. ri porta i ;;f'gnrntj dati statistici d i m01-talit:'t: pl'oietti le di fu cile, mitra.g-Jiatric·e ~~ rivo1cella 14,7 % ; pal· !eli P tlj :-:II J'apJH•l:< 17,07 ','o ; sch~ggc eli gr·anat~L 3!l,58 ~:. : schegge di howlJe :!3,52 ';{, . Drpagc riporfa le seguenti c ifre <li mort:tlib): l0 17 ~{, JH·r i proiet· ti li di fu('i lc : :10 % per sehcggr di proil'tt ile ll';n tigHeri::t ; H ~~ per le p:lllt't tc di :shl'npt1Cl s . . .. l ' irne Duval: l:l o;, per i pro iettili di fucilt• : :?S % per pro1ettil1 tl'aJ·t,ig liPrin (i n q rH'>= li 1\i f;t in ~ne in oltre la. mortalih\ dei F<f'tiJili 21 ,2 %: fedte a. fondo c·irc·o :!0 ,:3 %). Schmidt: !l ';G per i proiettili ùi fucil e; -W ~:. }Wl' selte;!';!'l' ùi a l'ti · g li cria . · trice, Tenn.-Abrami: 1-J,;:.s ~~ pr·r· i p 1·oi<•iJili 1li fuc-ile o mitra<Ylia e . . ~~.;:;8 o~ p er sc·h e~gc d';nligli eJ·in . JH' I' shrnpnt'l>i 18,7 %. per con tus10111 polmonu ri :m %-
J.: i l ~>ilr ton•o lllll f1·cquen te ùcl le ferì te polmonari. ~ f ore lli lo ha. rinn•nulo in pir) d <•l no % elci cnsi. )fottn nell'o:::pe·
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ll:tle c·hi t'tJrgiC'o mohilc diretto 1l:tl prPL n. R ossi ri pMtn la cifrn del· rsO,G7 (J;,. D cpagc in più del 00 % cl <· i ensi ha nota.to emotorace nbbon ·
clante (ollJ'('JlHR>;antc il mezzo lilru).
Saviozzi dù le sP,gnenti cifre nelle tliverse S('t'ie di osserva:r.ioni : 60 %, 66,88 %, 85 ~~ (nei casi tor;H'.O·aùdomiuali). Yerce!'ii l'ha osservato nel 94 % dei suoi casi. Io. tanto nella guerra. !li l.ihia , guanto nella. gr<llld<' guerra e uro· pea ho riscontrato molto di t·ado a.ssente l'flmotor-ace. Nelle ferite di fncile o piccole schegge alle volte non l'ho rinvenuto il primo giorno, mi~ Fho ri~contrato spesso nei giomi suce<'ssivi (::! 0 e 3•). L'emotorace è dipendente da lesione dei vasi della parete o da fé· 1·ite del polmone. H enry ctl Elliot, .dopo acc ura.ti es<tmi ana.tomo-patologici di 78 decessi per emotorace, banno condnso che l'emorragia era di origine pohnonnre nella, maggioranza dei casi. · pj;;anò e Savioz11i invece ritengono, in base alle lor0 os:o;('rrazioni, che le emorragie dipendenti da lesioni di arterie inf<>N;o:.:tal i ;:!H lo molto più frequenti di quelle · ùiJ)endenti da. ferite polmoni1ri. Però lH maggioranza. ùe~li os:;elTatori ritengono t hc l'emotorace nelle ferite ù'<wma. da fuoco per lo più è causato da lesione pohnonare. Im·ece ht maggiore frequenza dell'~JHol'ragiP. ~-a usate da, lesione delle a1·te1•ie della. pa.rete toracica creùo dehba amwettersi per le ferite da taglio, come nel cnso del Polaillou rifel'ito •]al Snriozzi e 11el cnso a me ocruJ·:.;o nell' anno ùecor:.:o. che riferisco. . Cambiniel'e F. V., della, Li•giouc ~~i Roma, clas,.;(; 1!)0],, fu tm:>];Wl'· tato ù'm·genza alFOspedale militare di RoJlla, il 26 no,·embl'e 1922, perchè circa un'ora prima si era inft•rhl, a s1·opo :o>uidda, llllll· rasoia.ta nella re~ionc preco1·dia lE>. H. (). Stato di graw shol'k, pupilla ri,.;trl'ttil, pol,:o frt>quc ntikl'limo. appena p ercettibile, pallore acceutnnto, cinno~i, dispnea. Pneumotorace aperto per fel'ita incisn- n<'l ?i• :>[Hl7,io inter costale con recisione della 5a cartiJa.gi11e si ni~tTa; cmoJTagia esterm1 abbOll · <lante; traumatopnca; emotorace ~inist1·o tino alla meti\. dc>lln sca.po la. :XeiPint<•r,·ento praticato d ' 111·genza, bo t·iseoutrn ta. lesione della arteria. ruammm·i~'t e tlell'inìt'J't·o;;hdr rhe ho :;;ubito alln~·ciatc. EsisteYa le~ione pl euric.'l (>..StP.'><t c pic,·ola l;u·c·1·azione pN·i~·•t l'Ili l'a. L'emotorace et·;• :Lhl>ondan te con n urne l'Osi erH1 ~ul i ~<a ngnign.i. )forelli ùistiugue tre tipi di Pnlotorace: l 'a<' nLo. ~ra,·issim o , ~:;peS!>O mm·tale, oppure un etnotoraee a ~c·mizio lento ma i11 c·ontinuo aJmH·nto. e il più spes::.o nn emotol'ace ac·uto pi1ì o nW11o p;l·a,·e ;;pgnito poi dn. lento gemizio. « La. interpretazione del -<:Ontiuno gelllizio non è diJfkilc se si considera ch e è ferito uu organo molto vaRcolarizzato, r ue il visc·ere è in continuo movimento per la funzione respiratln·ia e ehe pc>rciò Ja formazione eli un coagulo è .J.'eJ>a- molto difficile, e in terr.o lno~o, com<' cnnsa rlella, mas~i ma. i m port:lll za. cb e n d ca ,-o plrlll·ico pet· l:l: fona rd1·nttile del polmone vi è 11u:t notevol e a!=;pit:1zinnP, e perc·iò ~uua feri ta sanguinante si escrcit(~ un c:ontinuo s nrchiam ento. L e condizioni idea.~i per il mante11ìmento di uu'emot'l'agi.;1 ~ono appunto quelle ùi rmn. ferita mantenuta. i n continuo movim nn t o c sulla. q nn le Ycnga, applica {a, una v~n tosa., pre:;;so· a poco come lo YC' n tof:<' :;;ra riti C'a-t<' . 'l'rn n ne uel caso f?rtunato di un rongulo, l'emm·r;lg-ia pot1•;\ ct·~saJ'(' solo qnando per l·abhondante emotorace il polmCine ::;i l'(U'Ìl mnlto clrtt' so, e di conse-
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gucnr..a, loiarà 1liminuiLo il uw'·imento c il succlliameuto al punto da· pel'· mettere il co<tgnlo: cosl ~·omc iu un poppa.toio il latte cesserà di !':gOl'· ga.rc solo quando Jn. pott!uza della · ,·ento"':t sarà. qua-si :,comparsa . i\fa per deteudet·e eoJU [!lelamentc il poi mouc occorrono da u u Litro e mezzo a clue litri di san;.ruc >>. Alt1·;t qupstiolt<: i m porta n te è q nella della coagu l.a bilitù del sangue nell'emotorace. . Dnlle u1iP osst•t'\'azioni (1) risulta. che l'ewotoraet' <li wassima è li· quidn: uon di t';tdo conth:nc coaguli più o Ut<'llO ahbourla.nti; qnalcllc \·o Ila ho tl'O\'ato eoagula7.ivnc contpi PIH. J l o l'Ì"'contrato htle f.lt.to JJelle . l.Jiop!o;it• ope t·atol' it: c m:lle autopsie. ll cm·y ctl E lli ot h;11uto riscoutrato dte Jtt'll'iuizio il ~augnc 11011 si t:Oll;!tlla. L'agih'lzionc del !':nugne liquido, <:ansala diii lllorintl'llti J·<~spiratut·i <·omhinati cun qtwlli del cuore, ptO· H)(·a lllla •lt-lilwiu:t:t.ionH'. t·nll clt-pos izìonc eli llllo l:'lJ·atu di tH>rin<:t ~ullt· supm·Jil'i piC'ul·:tli c·111t lt• quali il l'aHg ut• ,:. in r:ontatto. La mng:giOl' p;u'te rleJ l'<lltg'llt' dc•lil,rill<~ l o c·c ·:.:t;l ;!Ilo scalo liquido c·OJt 111a~sc c·oag-nhuc. <:he o ritHHil~oJto i11 ;oo:cl~ p c n~inn<• o si dc·po,.;itano n elle parti più dedid. 'l'ua toagttlaziollC' st•c·nHcl:tt·ia più o turno i_mpottaH tc pnù Jll'cHlursi ÙO]lO Ull;l l'l'i iZÌillll' pJ c•tU'O· jltl ltiiOIIill'l' . Ih·p:tgc· il lf• ·t·nta tltc tlallt' :::ue ns:-:t·l'\·azi n ni. c•isnl!a l'iltc O;Igulabilitì~ HI:'II;L m: J g-gilll'~lll:t.a tlt:i c·;tsi. l n (·c;rli c'asi l'i t omd:t ra 1111 de posito~ tibl"inoso l'tt ll a pll'nm e particolat·nt~•n te .:nlla pleut·a diart·ammatica. \ 'an Jù·n<L d<'ll'c·sc>t'ti to lwlg·a ,.; rt•J·isc·e eli ;l\·e rt~ o:::l'CtTil l.o ndl'autopF~ie th:i fct·iti tcH·ac·id e h ~ JH'llc fe t·itc ptwo cste,.;e in s11pt>l'fìcie (fc· c·it<' da pt·oìrUile rla. ftwilt· c•on piccoli Ol'ifki plrom·iri e pul!uonn.ri) il sangnc' Jtttll si c·oa;!tda pc t l1111go lPtHpo; al t·ontt·atio in caso. di fratture emu•omitanti o di laqrlw hJ·cec·r pnlt ltOun t·i. l.t t·uagnlazionc si fa più J·apidan,entc ed in un:L manirra più c:omplcw . c ma:o:,..ivit. Insomma per Yan lù·ud ]Jf'relu\ si t•roclu• ·a J;t COll;!lll:t~: i ont> è- lll'l'l'ss;u·io ci.Jl! il sangue ~i tro,-i o a t·outatto •·on uu c:o1·po P;.;t t·aJHlO ovvero con una hlt'j!it snperfiPiP C'l'llt' Dt a t a. ~adozzi nelle nulltl't'ose a.utllpsit• c•,.;pg-uite 11!lll lta mai tro,·ato sangllt: <·na;!ulato quando l'emoiora{·e er·a rlipenrlPlltl' ùa k~ iou e ùci vasi cl c· Il;~ p:11·1'tr tora dca (arteria in tcJ·('osta l c) : ;11 ton t J'<li'Ìo il fcn o meno d clh1- <·ua:.rul;udmle fu <'O"'hmtt•mentc· po:::ìtirn nc·llf' ampie ft!ritc a r~'l· na.lr del polmone. La. mia. osser,·;tl',i•me t·(•r·PntP ~iù rifPrit;1 di cmotoi';We dipendente da, lt•sio11i dc•i vasi cii' Ila p:1n• te toJ·acit·n (<1l11't'in nwmnHttia interna. ed intrrrnstnl e), non c:oHfeJ·ma l ' opinione eli Ra,·iozzi, roruc ancllc le osservazioni gijl fa t te e riferite nt!lla zona cl i ;!lH' t'l'Il (n•di 1:1\'0I'o cita.to). Mi a;.;lf'ngo rl<lll'entt·ar·p nl'lln •lisl'ns;;ionc dd Jli'OI,IPma d ella eoag-ula7.ione, prima- di tutto lH.•t·<·hè Jtnlla vi è di sktn·nnHmte stahilito ed in secondo luogo pcl'cliè u;;c it·ei dai limHi impo>:ti clall'argomcHto in discussione.
( 1) .F. CA CC IA: P um ion mnt·llto ch;.rur{IÌC~ d cll'o8p ednle da campo Bpecializ-:wl-o 0{)7 n el t1·it~1 e-~·tre '"!fli o· ,W!-flc>mbl'a 79/7. IICC. • Gìornt\le di medicina militare •·
fase. III. 191 8.
;)01
L'cmotth;i non è costa-nte, t·omc gi:'L ehhi occ<tsiune ùi rilevare nellà guerra, itnlo-tutca ( 1); :o;olo ùi rado è abbowlante senza cu.use speciu.li e non sernpr!! è indice di fetita pcnetrantP, potl!nùosi avere emuttisi <llH:hc in seguito -<"~> eout.usiouc tora.ci<..;a.. L'er11ollisi spe:-;so cc~sa dopo poche Ol'e dalla ferita, pe1·ò qunkhe volta. può t'icnlltlJarit·c più tartli. L'emottisi è il sintomo costante della coutu>-ionc vohuouarc; l'Pmotorace e il pueumotorace maurnno c:osta ntPnJcntc, o meg-lio manNtuo costantemente l'cmotot·a~:t· tù il pneumbtor:wc di origine polmouare. Ecl è appunto Ja ma nea.JI7.a tli q ucsti lluc :wgu i i n c:on t tasto con la pre~enza di tspcttorato ::;anguigno <:!IW :spinge a diagnostkare la cottt11 s io11e \.\1 urell i) . ln gcuere :1-IJ(·bc nelle ferite clel polmo11c t•·a emottisi Ptl emotorace non c'è r·clazione, potendosi risroutmte cmot•>•·ari t·opiv.'-'i :senr.a emottL~i.
La ft•cquc:nza dell'cnH1ttisi Y:nia, ::.ec•HH1o i ùin· t·:-:f anto1·i tlal :~O - GO PCI' cento. ~ell'o$;pedale cltit·m·g-it-o Hll>hil<> d in'tto d:d Hossi si Phhe unn l~rtcntn:tle <lei .t0,73 % su :l~j fet·i te pt'll<'tl·:w!i; <h·(·p:oire c Cour· coux ùauno il 50 %. Sadoz?.i ln ossc:tTù 31 voltP su cPnto ca»i (~!.l-2-t·;~) ; Dura} all'cl'llJa <:Ile esiste n{' l UO % dei ·c·asi; Carpi nel :18 %L'emottisi pl'inHIJ·ia i Il ~PU(1 1'(' r b<·nigna . T:mto in Libia, qna Il to ne_lla, ~~·aude g-twna 11011 IJo 111ai o~sctralo ;d,·nu rlel'c-s>-o per cnwttis.i Pl'llfl<ll'ia , Jll! pct· emntti;;i sen>rHl:ll·i ;\ sopr:l )'i1'1 di mill<· fc·•·iti tor·a(·O· polrnon:ni ricm·el':lti 1wi tlircrsi OSJW•lali cla 1·:1111po da mc tliretti.
. l .t) ['UClllllOtm·aec pnr·n (- •·nro: io uo11 l'ho lllai ossl'lTalo ud cnr•oso illè'Ltèl'ÌaiC <':lpit:ltò alln llli:1 Ol'SI'l'\' ;l:t.Ìollt' . . E inrec:p· al>hasln.H)I;a ft·P•JtH'nte lo p11<'llliiO·PIIIOtlll'il<·t• r quauto pw sr ti·oyn. sviluppato lo llllC'IIIIlntonH·r· tanl n 111c·un si 1wla n: .. ~amcnto i;:u•guig-no llel caro plem·ku. A n1'11c sulla fi 'PI'Jlll'll:t.: t del p•u•umotorace ~~ha cli>;o•ot·rlnnza di p<lJ·c•ri. :\Ja.illd ;l:ì il G ·~[., \Yollht•t•t·ht e \\.ie>tiu;.r :IlO ~~ . Picq 11(• e Dnpéril·J· lo r·i;wnntl·ar'uHo 11!-l G::!. '_'.', ~Inrclli in più del .lO%. lulm Ro~e Bt·;Hi fo•·•l :lti'PJ·mn che~ s11 :.no fror·iti JWIII~tl·;1n!i al tor·a<·c~ lta risc·nutr·:rto -l- JliH'Illlyll•H·:H·i f:l' l' ti P•l ~ Jll'lll>:lllili: llnlhl'l-: lo ha crmstatntn J'<tri::;~im:llnPntp . . \ •ll(•r· lo os;:enò st'i mltP ;.;11 Hl !'PJ·iti. 31 urt~L.v iure(·e tlil'e di n'·"I'I1C? wdnti nn !!1"<111 1111nwr·n. .Una t)ll('-"tion c importante rlal pn.llln eli risl:l tc·t·:11H'1ltko è il JU('I'· t·atllsmo di IH'Oduzioue del 1HH'IllH01nJ·:I(·t• clc1• •·i Jl<ft·t;l ;li!;~ clirision<' di 1l~neumotOJ·ace aperto e chiuso. 'fal1• cli;:tim:ic>nc i: molto iut t>l't'ssantt' al punto d i vista de l tr<l t t:1nH•n to. f)oi.-ltì· l :1 1·01Hl n t fa tb ><1'!!11 i l'e ìlll'i 11ue " · .\ -.a~ 1 t: 1lel tutto dirers:r.
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. ( l ) F. {',\COlA : Ferite cl'a,rma da /t'oro di'l l Ol'IICf' d>n·a~ttr·i{ co11/lillo itrt.l 1 ttu·,·o. • Orot·naloct·l 11\e(1·· "" " · <l .'\l'(• h '1\"t•s (!,· l••:-< <l'<: l 1· · , 1')1'' l t'IOU. lTII·1·Jllln'. ]:,]., •Jlt· •I'H lll"tll'~l<' . •> •
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502 Ed è perciò 'che L'ifet·iseo, in l'apporto al met:cau ismo, ()uauto magistra lmente ha esposto il prof. ~Iorelli. «Come si forma ewotonlce così pe1· ];t ferita si puù form;tre · pu~;u motorace. In 1a.J c;us~t l 'al'i<L può esscl'\! a~pirata nel c·ll\' O pleurico vcr •l(lppia ria: pc1· da to1·adea, se la ferita d1·lla pal'<•h• an7.ichc~ rliÌHtlPr~i ra ridamente, come nellu massimn, p;ute dci C<l!;i acca d(>. ·1·esta hen.nte; per \'ia polmonare se chindeùùosi la fl•J·ita toracica, resta beante la. ferita. polmomu·e. In fJuN;to ca>;o il m<·cl·aui:o:tllo s:nchhe i<lcutito a q nello df!l pneumotor:we spontanl'o, con ln, grande diffcrPnza che pet· le ferite polmouari il pneuHtotorac-L· dtc si forma è, in primo tempo, qu;lsi scmpt·c steJ·ill·, poÌ<'hl} l'aria <·h1• pas:-;n nltnt,·et·so aheoii s;llli è q11n:-;i· seutpt·e pt·int di micrOrJ.!anisrui, lllentJ·t• per rottut•n. spo nta.JH•a di polmoni am· m;~1:iti 1\u·ia attr·;~n· t·.sa l<~:,;.~ uti inquinati c dù perciò con grande fnci· lità luogo a pio-put•umotora<·l'. 11 t·;tso di l'""lllllllt.ul'ate pel' ll·:siouc della patetc tom<:ica si può ('011 ft·on t:wc al pncnn10lornce te t· a peutico di For- · laoini, ma la gTantle ùilft•t·en%a sta in dò dtc con quello r:;i immette attra ,·etso a tessuti di" i uf<'ttn ti g-as ste1·i le t> lentamt'll te ; con questo j n' ec:t entra tumniLuo;-;amtnle nrh~ elle può es:-;ere inquinata )) . Lo pneumotorntc traumatico, come vedremo meglio pcuJando del uattamcllto, .sr l! nlJ!Jflllllautc e prccot·P, anziehè rappt·c•s<•nt.uc 1111 d;tuuo <·ostitui~ce un ottimo clcnl('Hto ùi t·m·a. quauclo esso è clt instl. La. ltatm·a come ben tlice il }lot·eJli, è in tali ("~tsi \'('l'cl!Hente Jueùicatl·ke. Beu tlin: t·,.;anH•ntP si :s\·ol~ono le cusf' se lo pueumototace è nperto; la, sintomntologia i· lwn difft·t•eute e la eonùoU:a da seguire è ben diYer:sa. Vi so1w tlt~i <·;t~i l~tln aperltll'e d i piccole dimPnsioni l'Ùe aù og:ni c..;pirazionc hH;~.:iano peuct m re n t'l tavo pleurico piceoht rpmntitù di ai'Ìa. Tale ntrietù. di ]Jill'lltnotorn.ce p11ò pro,·ocill'l' l'ìitltomi graYi con utin;i(·cc d'asLi~-;xia :-:e uon iulenicnc la cura. opportuua .. Altri, per coutro. pt·c>:eutnno squan:i toru,cici euonui elle produ , f'IJllO t t· a u ma topu<'a multo ac·n·ntua ta <·o n i q uaù l'i fen ·o mcnologici più ;tllarmanti dati dall'èntrnln dol.cnta. e tumultuosa dell'aria (n.telet· tasin, bt·usca dei polmoui, ritmo cardiaco acceleratissimo per lo spo· stamento ùel CllOn·.l . L·a;lisshl domina. il qua<lt·o fcnorue nol o~ico e mi· uuccia la vita dell'inf<·t·ulo n. bt"I'\'C S(·allcnza. B:wtSE.\IA SOT'I'OCUTA~E~J .
~ulla frequt>JLZa di. tale s in toma h· opinioni ~onc) moJto discordi; srcondo ie osscrrazioni per~onali Fl:lite Hossi l'ha risrontr·ato nel 19,68 %, Ehret l %, K rorteufcls 7,8 %, fl olht'ck 13 %, RaYiozz.i 17.9:1 '',, una sola rolta grnerali7.zato, Li cbert :IO ~:, . Nel primo ospedale chinrr· giro « Città d i ~l ila n o , .\J o t't a ri f<'risce che è ~ta t o riscont1·ato iu 7G ca.c;;i su 383 e solo in tt·e casi fu notato enfisema. g-enerali7.zato. Per il prof. M<Jl'Plli cc mentt·(• <: molto freq1teutc ~tn enfist•ma sotto· <'utaneo di lim·e gm(lo. pn•zioso sintoma (li pedorazione polmonare, è fortunatamente raro l"l'tl1i.s<'ma diffu so n tutto il tora{·e t> tah·olta a tutto.il col'po '' · (ìr(•;rc.it-e c f'otH'<'oux dùnno una pert·cntuale ùcl 30 ,~
(·i I'CU.
503
Io nei feriti toraci ci del1e1, Libia. ho riscontrato enfisema. solo nei fel'iti da proiettile di piombo (Mauser vec·chio modello usato · dagli ara-bi) e sempre limitato, mai lo riscontrai uei fet·iti da proiettile di fueile. NelL't grande guerra l'enfisema sottoC'utaneo circoscritto l'ho osservato con una certa frequenza, mentre raramente bo d:iscontraeo l 'en fisema diffuso. Qualche ~-olta ho osservato enfisema- diffuso per ferite all'a.pice polmonare. Nei miei casi l 'enfisema. geueralizzato non è stato mai grave; i feriti non lla1llo fnruto disturbi di entit:.) e sono guariti senza alcuna cma. P erò pa-r ecchi autori rifel'iseooo casi gm,\'issimi seguiti da. decesso per eu tisema gcnPralizznto. Dei tl·e msi l'iferiti ùn '-' l otta in due si verificò esito letale. H :wtmann Jm riferito s u tre <:a~i os~erva ti da Gatclliet· e Barbnl')' , due dei quali soccomberono. Anche Depnge rifcl'isce che l?enfjsema. generalizzato, r ela t ivamentc. è raro c di prognosi gra-vissima per l'im·asione del metlin.stino. i\Ierita pm·ticolat·e attenzione l'enfisema cervicale e sottochn·icolarc. L'enfisema è ;un sintomo pt·ezioso di ferile penentrnnti ed il più delle YOlte con lesione polmonarc (naturalmente quando non sia. di ori· gine mi{'l'obica-) . Quando l'enfisema è> -circoscritto presuppone torace c·biu:-:o e lo pn enmotoruce in iE)Cl'pressione: quando è diffuso indica che esistono aùe re nr.e pleuriche 1li a ntica data, cosicché l 'aria, attraverso la, pleura., viene spinta: direttamente nPl <·onnett~ro sottoeutaneo tora-cico. · Ciò dipende d nl fa ttn che In ferita. dc: l polmone nou può chiudersi. perchè è ostarolnto il collahime n t o eli esso dalle aderenze. L 'enfisema del meùiastil10 è raro P può essere <'llusa ùi enfisema geùeralir.r.ato (;]1p si aHeete i uizialmentc al collo auzi cbè neJla. ferita.. E' esso pure legato a fn t ti a dt>t·enzin li. 1 Il Morelli ha. ossel'mto e descritto l 'enfisema sottopleurico c he si prOO.uce tra la. plenra parietale c lo strato dei muscoli torn.cici senza rendel'Si sottocutaneo. Questo enfi~ema è ùifficUmeute dingnostic..'Lbile : -è poco importantE>, ma può C'Ondurre molto spesso ad errori diagnostlci: è rilevato dn. una carattel'istica. risonanza. timpanica, Ycro suono d~ seatola <>he può far pensare acl un pneumotorace. mentre esiste emotoraee, ·alle volte anche cospi1' 11o. L'f'sam(\ r;Hlioscopico e la puntnra espl oratiYn. tolgono o~ni clnhl1i0. '
I xFE:ZIO.\'E 1•r.cn:o- l'IIL':\fO.\'Ain: -
.
BA·t•rEniOLnn rA.
Nell'evoluzione dei fel'iti toraco-polmomu·i in vrimo tclllpo. spesso
.SI sviluppano complicazioni )nfettb·e con conse~uenr.e alle \'Olte letali e.
telle migliori ip,otesi, di pt·oln ngate guarigioni cou gli esiti ben noti e h<' ~u~tt·el'ù il collega. ed amico tE>IH:nte colonnello medico prof. Ricci . I o nu_linùterò quindi a quelle complicazioni infetti\'e che si sviluppano in Pruno tempo e rhe ::; i cm·ano nelle f'ormar.ioni sanita.rie da.IIa zona d i
:guer·ra.. ·
,•. J. l'
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t
,..,.. !'
504
L'infezione dcll'e nJO tc'll'acc è nn:t t·omplkazione Jitolto temibile ùi tlll<t CltJ'i'n· ftelltlt'Jizn . Bt·ad fn t•d ed l~lli c ll hanno d:'il'Ontra.to piotomce n el :?5 % rl.c··i Clll'li, (ìcrhardt 14,2~ o,; , Motta (),78 %. F Plic•e !{ossi 9,44 %, S av iozzi 7,69 % ; ~forelli, con l:t cu t·:1 ùrl pncumotom.cr, ha. rìùotto la per· centua l e n ml•no del 2 ':'~, . Gt·(·goire e C'unrco ux RU 335 cmotora.cici !Janno o~o:;;c• tT;t to 06 XII[) Jllll'HZÌ Olli. ~1. D o na ti h:L ~1\'ut o 11 o;, rli piotor:Jci ; Pi· ~a nò 12 % (nei snoi c:1si sono c·ontpt·t-si anc·lte quelli t ra ttati con lo p n eu molot·a<•tì. I v uei fc>t ·iti df·lla Li bin, tut 1i da pt·niPtti)P di f ucile, non ebbi nes· s u n ('aso d i ctll piC>nta . X ei f(' t·i ti tlP Ila ~t·mtrl 1.' g·m·tTa iu uu tt prima serie eli o:-;st~ nazicmi ùi ;)l t·a:-i (twl .l!l !r>l nou o!isl•J'\':ti nes:;;un caso di pio· tora('c. P ere) in f]uel l'epo<·a i ft•riti et\·irari pr·:HlO tl'attcuuti nelle se· z ioni d i :-;nnitù in pr·iwo tl'mpn e f;olo i più 1<';.:-~<'l'i ct·ano trn:-;pol'tati s n· bito 1wp;li ospt>dnli da campo. In ~"~nito ! ttl'L 1!1171 qmwdo i cavltari c·rauo t t·a.spot·iati tutti P snhi tn w·lh• fqJ'IItazic>n i ,.::lni tn.l'ie avanzate, nJ· Iom, i n lllH\· Hl!t·ie rl i 111\ fPriti tn t·a !'it·i (·nu lc·sioni pl<:ut·o-polmonnl'i, o..os· .-.:c• r·,·ati in llll su lc) tt·itllc'stt·t•, l'l1loe in J':lJ>JH't·in ;tlle infezioni pleut·iclle, i sq.!;ll!'llti t·i>;nlt.nli: :-; n !17 fc·t·iti tor:lt·o -poln cl)nat·i c·ou l'Utotorncc tt·atta.ti c·ou l 'astensione uc Lto clontt i opl't·are l~ di cmpicm: ~ (12,38 %) ; s u 45 clJIL'l':Hi lli ,·uotanll·llh> dr·l i' Piltolot·ac·;• ~~ di J>lll'llll l.lltot·a ('e Forlauini-Mo· t'l'Ili . ho d on tto opc•t·at·e 1 ~ c•utpic·tu;~ t:a),:{ ';{,): ~o:n otto opet·ati d i vuott1 ~ lll<'ll to ùt:ll'ctuotot·ac·c c pnenHI<•tnl':ln! c• la ,·ag·g-io c•t Jcloplcuriro con so· Jnr.iouc el i c·ltll'CJSO] Il o tltl\'lltn "]wt·a•·e lt·c• cli t'tllpic•m:t t:!7.:> ~b) . In ta li pcr·rc•utnn li Co lll'l'l'ss:n·io Jh'l'<Ì r·onsiclt•rat·l: rhc ho h·attnto •·on l'a,.:h·nsionc gl i t•nwto1·a c·i più Jc·ggrri: ho N.:Pp;nito lo pnrumotora.cP. t tl.'i più gt·a,·i c pat·c-c·f·h\ g'l'a,·issillli ì• c·hc· ho pt·atit·;tto il la1·np;gio endn· pleul'i('o ~olonc · ~li <'IIHli'oJ·a(·i ~uppo1-1t i infr.tti o c·on J' infPzione iu cipicu te. ha tti·J·ic)log-ica Jll('llt·c· :ì(·c·c·t·l;t ta, tloru t a JH' t' lo J>i ù n stL·eptococdt i o cl a ;.:-er mi <lll:H·l'Obi ocl :l;.!li u11i Ptl n ~l i n liri a:-.:sori;lti .
P1o11', 111'0\'C'Ilit·l' cl:lll 'l·sl'l·l' llo pc·t· illfl·7.inttc• ft';1sp nJ·l:H:I. dal prc>ieltile clc•ll'amhic·nfp IH';.di t•Jltlllcll·:l(•i :IJH'l'li 0 \'\'1'1'1) dc rinlrC <hlo via: c·ndo,~c·ua ibt·otH·n-pnllJJ coJti l i snl lrn .:.:-i l h> dc>) pt·nirttiln e Jwl pu nto ove l'ssr! si f<·t·tu:tl. )..:.l'l·c•lldo ~j,q· ·Ili h · inl't·zion i di ori;:;ine po iJn ntwt·e ~Oli O rli P:l'<lll lu11~a ]•ili ft·Pqtu•nti di qnc·llc· pt·m·l'ttit>llti cl:ll l\•:-l<>rno. Bra,Ù· ft~t · oL ;llllllll'lll; il :!ti % di cn·i .~ in" J"dlltt>ll:tl'l' P 1'~11 ·~~ cl:tl hl pell e, lini i'" nn i , ecC' . l p;t·nni più m·clin:ni . pt·m·e uiPH i i d:tl l' c>slpt·no 1-1011n: st't·cptococchi, st;tli lllt'lll'l'hi, ('()J ilta<· iJ[i. ;.!'l'l'lll Ì t.lll:lc·rolti f]H'I'fl'ingcu:-, h. ~pnrogt'Oes). I gpr·mi pt·ovc•Jtic•nti d;tlle vie l'ì\spimtorie sono : pne nmococco, te· trng-c·no. hncillo <ll'll'in rl tll'llr.:l. 1\(•ll l' rit·c n·h(' fnti't' esPgnirc· tu·ll'ospl'rhlt• da me tlit·c·lto al ba.tte l'ioloi!o prnf. l'n ntoni fut·nno t·i:-.:c ·on(J'<lti pi1'1 frr-qtH·ntcmen t <' lo stre· f' o] nJl'at·i:~
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ptococco o sta.filococco t>Cl il perfti ngens ; :;pe:s:so i l pl'i m o t> t l il Lerzo et·ano a.ssociati. Degno ùi notar il fatto gii1 rilevato in altro mio lavoro che nelle ricet·cbe batteriologi<~hc dl'i ver~amenti plcurid nei primi g iorni le culture sono rimaste sterili, mentre eons('rlltÌ\·amente nou di rado sono comparsi gerrui. Ci.ò si spiega.; pen·hè i germi :sono imprigionati nei coaguli che rompendosi divengono liberi, provocando alle volte s intomi gravi ed alla.rmanti d'infe:-.imw improvvbn. ·c he potrebbe essere sco:tm biata per un'emorragi~b secon(hu·in i Host• Btatll'nrtl) . Ciò ;;i YPl'ifictL specialmente quando i germi so un a nneNlli ga;-;~;ogc•ni. In ca~i,. nei quali le cultm·e dirun::;tr<'M·ano) gerllli, specie il perfringens, pur n on esistendo <blFel':lJU t· tHin·oscopko dd san~ue segni di trasformazione puruleu ta. q ne sta si Yerifka nt· a udw togliendo coru p leta· mente il sangue e sostituendolc• rou al'ia ti.lttat.t., se~:ontlo i suggerimenti del prof. :\lorelli. Non rli rathl oltre l'iufezione localc 1 i11sorgono fatti generali setticemici gl'<t.vi~simi ruu e::i li I·apidant(lnte letali. In parecchi casi cm·ati d;t.ppriru:~ con lo pnPnmotorace ter;lpeutleo e consecutivamente opcl'nti di toracotomin. pet· f•mpit>ma. soptavvenuto e tra-ttati con il 1avn.ggio eudopll-'m'ico, :111.- :tntop"ic, éseg:uitc <htll'illustre p r·of. Dionisi, è stato ll·O\·atn tlPtt•t·~u il l'a\·o pl<'nrieo e nnu :,:i è notato a-Lcun altro fatto <:hH spiel!<lf'::'(' la lltoll·te YeJ'ilìrnta!':i con stato ge· nerale gr:we e tcm pern.tu n~ c]t>vata. J 11 IJttalc·hc ca:-;., il ùeccs~o è ·stato attr·ibu ito alla ùianca. ostinata 1· t il11·llt• fHl ugTli cul'a per eutero-colite nlcerosa. dimostra,ta dal ncnos<·otlo. · Ioltu Rose Bra.dfoJ·ol ai'CPJ'JU<l c·he. i t·:t,.;i a~:soda ti ad infezione stréptococcica. presentano fatti p;PIIi!J':lli ~nni l'nH di:lJ'I'en. }JtoCusa, fdJhre alta. complicati :,:pesso a ple11rit1· 1ld Ja.to oppo~lo. pt>ric:nditl' l' pi1lmonitc:.
SetOtlllo il ptof. :\fnt·elll la lt~·ont.:O· J•olmonilt' t' l'rPqncntissilua e con fac·ilitù d ;) ol'igiue art- c•ulvie 111a- n. pu~; qn<t:<i st·llt!'I'C fpticlo . eli ~ua l'igiollt'.
diflic:il e
~ei
fel'iti tor.1c·0·1JOhll"lt;tl'i •·nmri ue ~li l),.;pednli da HW diretti :State l'Ì~routJ·nt~ ]lill'l'<T)tÌI' \'ltltl' t'ow~t)ai oli l)l'OII('l)·pOJIJWUÌtC o·hc ha.uno decorso favorm·oln1entP :<Pl17.a infdtat•t• l't•utotol'ace. In aleuui ra:-1i i f(l('olai eli Jq·onl'o-pnlnronitt• ~ono ~ta t i l'isc:ont rati nel polwone non fer.ito. Nelle autop::.ie dl'i mnut·rn,.;! olen·,.;"'i n- t·i ficatisi negli ospcdnli da. ~e diretti jn SCgui tO a fcritt• tOl'Hi'f>·]lOhllOil;JI'Ì o·OIJIJ)llic;\t\:si aoJ ÌJJ[f';f,Ìl)lll li ]~rof. Dionisi kt trov;Lt.o fJ·t·qW·llt<.·lllPittt• i!l'<l llt'it· pv lluoui lc·. '"''l.l if'hiti
SOUO
ca.ptllnri, facili ins<LCC;lmenti di pu><. Due volte sn oltre mille f('l'iti Lur<wo-pcdmlm<ll'i dcuvet·nti JH'i ruiei osped.ali, durante i 41 me,.;i di r:1mp;1gn:1. hn o!':;o;l'n-nto t<1llf!l'ell<t ~a:.: sosa. l~ ferite gravi polmonn.l'i rJn. g-rn~st· l<f·hPg~P ti i gr: ma t a. t• t n· volte :l$Ces~n polmonal'i circoscritti. In tutti questi casi l•l'i:::ten1 l'itt•U7.itlltc' oli J11'nil'l ti li•: Ilo O!':!':l'l'Vato
aIle volte anche stoffa.
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)iorelli ritiene clte di soli to l ' <I S(;t•sso ,., i a n-er te come continuità elci proces~o IJronco- polmonitico; la f(lbht-l' n nz icltè ùecre~cerc permaue, il catano s i fa più purnlento e!l ahbouuantt' . Tn tt<l la sintomatologi!a clini<;a, appare identica a quella Lll!ll';l>;tf'>:sn (·ontune. solo talvolta acquista gra.dtù speciale perchè l 'asce><>:o può r,·ohct·p n >t·so la ca ngrena.
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Trattamento delle ferite toraco-polmonari in primo tempo.
Dopo !Jli<W lo ho ('):;po:-:t,>, dPtH' Jn.cilitato il eòmpito d ella terapia . L 'esperienza della gt·a IIth· gli l'l'l'a ha pori <I lo anehe su tale inter es.<sante problema- un contribu tu ('!Tir:ll<:e . l\IentrP nelle guerre pas,.,ate t: sul printipio del gra.ntle conflitto eur opeo l'asten~ione costituir<\ 1111 (·;t u onL· qn ;!>;i n.,.:sohtto; in prosieguo in\·ece l'osservazione più il<'eut·ata (> la con~tatazione della grande pe1· centualc ùi mortalità dei Cer iti ivt·acit i, cJ·Nlnti un t.<•mpo non gnr..-i. ùa indotto i <:hi1·urg i a, stuùial' megliu la qlll'~' ti •)ne clel t t·a ttamt>uto tlPlle ferHe tm·,u·,>-polmoua l'i. I nfatti in lt:l li a, :subito Jtell'inizill cl1·lìa t<tm pagnn , :U.or e llì ~;uggt•ri sce il pneumotoraee artificia.le ed iu Ft·:nwia Pierre Dm-al si rende fautOt·e ùf'll'in tcrvento chirur gico in pl'iml'• rr·uq>o per l'emostasi polmona.Jutt't'. :lttw11Hl olo dapprima in Ft·aw·ia P pni recandt)~.:i uei paesi a lleati per llitfondrre il metodo e ln rt•lati,-a 11'(·nica . A nche l' inglese 3Ioniston Da\"ies fin da-ll'inizio <ll'l gra nrle tmtl1i tto cul'Oj)(~O attna. e .consig lia il pnenmot(lJ•ace trrapeut'ico ('(!11 ossigeno. Io e,.,ponò i capisaldi rl•·i tt·<· utetodi. a.n:ndo ogn uno le s ue indica : zioni c poi. infine , IIC' dedun·ù le reb1t iq• <·mH:lusioni. Jlctodo astCih'!ion,ìsta . C'ome <ttfentt<I\'O nel laYuro g ià. citato, il metodv a$;tpnsionista ba !'ìemp1·e le :-;ue imlil'azit>ni, ~; p ec.ia lmrute nei feriti tora co-polmonari senza o cou mo<li <·o t>motor·a-ce chiuso, nei setoni da f ucih: , 11:'\ ~; brapnell , da piccole >;tlt<·:.q!.'e. '(;'lteriori ossct·var.ioui chnichc e J•adiO:'!I;opidte fatte in {'inqne me,:i t:he ho diretto l'ospedale di tappa di F erm ra. do,-c affluivano nndte nume t ·o~i fèriti t oradci ,<;gomberati da~ li -o~;pedali da campo, mi banno conferm ato s ull' ntilitù, del m etodo astensìon ist:1 nei fcl'it'i l ir,-i tornc·o- polmunari. Infatti solo di r:aùo si ~ono risr-ontt·;ne lievi aderenze pleuricbe (per lo più dia.f rmumatiC'he) <'lte però ai fel.'iti nrm producevano alcun d isturbo; lteUa. ma.gg·iora ll7~1 ];1, 'IY'Stit11 t io a4 'i n t rg non era completa. (reperto radioscopko) . A prescindere poi da tale r:1gioue di indole tecnica, durante un'azione bl•llit<l, ~a.ta l.'affluPnz<l· lJUUH' r osissima. dei feriti, n on è- possibile pot<' t' trattare tutti. 1~ giù gt•a tHle fortuna se si riesce a !:!occorrere i più gravi, anc:hc disponendo di molti mezzi e di numel'OSi medici adatti allo scopo. Quindi la necessità- di ricm' l'('l'f' rlut·antp le azioni belliche a.U'asteus ioue, dovendo per forza ma-g giore,. pC'L' umanità soccorrere i più gra\' Ì, pet·cbè il ritardo potr-ebbe loro esseri.' fat;1le. Inoltt·c l'ast<'nsione è 111ilt> in prim~t t('mpo per t u tti i feriti in preda a sllock t1·mtmatic·o ('ou fatti J:"llt·t·nl i imponenti.
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In tali c·n:;i il riposo a:s~olutu n letto, In. posiziouc aùatbl a t1·onco piuttosto SOJH'a-e1evato, H risenldameuto, gli 'Oppiact'i possono produrre in hl'cve volger di témpo effetti veramente salutari. Sc·ompur;:i i fatti genera.u, la. cnra oppo1·tnun. che rlirò iu pro:sieguo nou tlcn:: 1!ssere .titnrdata. Se invece, ll(Jll osta.nte tali mezzi curati\'i, lr c:oudizioni geuct·aJi teuùouo acl aggr<~Yat·si o per asfissia tlJUI'umotol'itce aperto od enfisema ,c:ottocuta.nC>o gene!'aH?.zato), OV\'CJ'O JH't' Fimvo· neuza dell'emorragia JJegli emotora.ri chiusi, che si traduce ucll'amnento progressi\·o e rapido del versamento pleurico, alltmt anche in tali cal';i, Pintcl'\'euto opportuno dew' essel'e la r(•gola, <I.DHucnoclli' lt> <·otH iizioui df•l ferito non :-;iano cost di~perate dn fat· ritenere fonùatn.mrntc che si sciupi un tempo tauto prezioso nelle conting-enze accennate•. La. <:olldotta ùa. s<'gnit·c nrl metodo astcm:io11io~ta ;. h ;o;('~ttPntt·: H i· poso assoluto a. letto, con t t•onco a.lq ua n t.o sopJ·a.·el<.wa t o in <tUt hicn te possibilmente b·:utfJnHlo t' ~·::q·aldato. QuatHlo i fl'J'ili :::on11 ag-it.1ti, au:-:im:i. il tuigliur t·imedio è uu' iniPzionP di ULIJrlinn o s ucc<'danci (eroina, pattiOpttnl. An('lte in seguito è ntile ht som1llinistntidone di oppiacei perca.lma t·e la. tossl', spr('i a 1m e n te ·se esi!;te emottisi. r~>l'ù :·w q 11 l':-:ta non tenùe rapidameutc iL dilliillttil'c, attclt(• sr il \·er:samt'Jttu t· ~o;nn·l';o o nullo, è nce;essario ricorrere senza indu~io al pnPumotvl·a<;e :.wt ili<· i:d.C>, come diremo in prol';icguo. Inoltre è indicata nt•i pt·itui ;.riol'lli una tlh·ta liqnid;-t rnndt'J'al.a. l'articolare attenzione è nec::cssarjo fa1· IJOI'l-:He a.J persona.le infermiere, nt'llu ~obria sollllllin i str;l zi 1)ne ùelle !Je,·;nli le, JW 1· c:tlmare l n sete, spesso molto viva.. Il cuffè a pict·olc dosi è il miglio!' calmante d<'lla sete. In genere i feriti toraco-pohttowtri t·on mollico emotontce ~.leconono bene~ e dopo 1-2 Sf'ttimaue, ;-;c nou sorgono compli cazioni, po:-;~ono r':o;sf're sgom ber.nti. · . Il metodo astensiou i sta, sosl cn tt t o a.ncor oggi da. chirurgi di \'a.l ore Italiani e stra.nieri usato con p t·n<leJtza. negli emotoraci ~hiu:si a modico versa.mento, costituisce mm grm1cle risol'sa sperialmentr dm·ante le a_zioni. InfMt i thH feriti 1 dopo una. prima. medicaturn ocdu:::i,·a con tlntuJ.·a di iodio, po!;ti il letto c trattati medicalmente 110n destano alcuna preoccnpa.zionf', e principalmt>nte rirltiedono poco tempo ùa · Parff' dPi sanitari clH• non ne hanno mai a sHfficienza. uellc circostan7.-t~ . riferite. ln questi CJ.Isi J'a:<:tensimte si rHe1·isce sol o n!!l'intern1 nti d'importanza pleuro-polmoiHll'i, pCJirlt(> g-li ~ùrigliamcnti rlelln parete tol'acicn. l'estrazione dei corpi estranei e ]a, regolarir.zazinne delle fratture clt>hbono esl';eJ'e j>l';egoitc srcondo le no1·mr gen<'m1i <li pt·ofll:H;!;i chirurgi ca. Quan do però l'PmotorMe oltJ·epa!;l';a, un crrtn limite e spPrialmentP se ha catattere progrcssh·n. nllora bgni indnf!ÌO è dnnnoM (' hh;ognn intf'l'·
venire. L a toracentt>l';i usata. qnnndo rra. in vogn l'a.!'lten~ione. spns>:o ba, dato effetti di~'tstrosi. nnclle in dM<' 111.l0dirhc (li 200-~00-500 grammi. Infatti con le )';o t trazioni s.mg-nigne l 'emotm·ace nl le voltt> aunH•n ta ,.a, e qualche volta era, ctwsa. di esito leta.le, come anch'io ho potuto constat-are nei ))l'imi tempi -della cnmpngun.. Invece in tali rn!-:i, intendo sPmprC> f\R rl al'e di Nnotoraci chinsi. ho nn1to ottimi PffPHi fla l ptt<'nmot-m·nre terapeutico.
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Pneumotorace terapeutico.
III. -
'l'aie prezioso metodo curativo ideato ùn. \lna 1ue nt'J geniale italhwa,
n compia ut.o ed Hlustre peof . l<' orlanioi: è st;l to itpplkuto c dilluso tra i medici italiani n egli emotoraci di guerra dal ~ uo v;\IOI·oso allievo, il pt'l)f. ~lot·erli, dal qunlc io lo appresi nel l917 p er poi attu:trlo suiJit<l ncll'Ol<peùale da. campt> specializzat o 057, da me <lil·et.to, dove era.uo ricon'J·att di ma s~-;imn. i fcr·iti tom<'i<'i del cor po d'ar mn t:'l , n l quale ~o a l'flfl.rtenevo. J!er ta le t·a.giouc le lesioni ravi taric toracic·ll1• hanno costitui'to un campo di Rpcl'ia le os::.~rvazio ne e di pa.rticol:'I J'i r ic<•rclt(•. A tale scopo, oltre l 'esame radioscopico e radiogrntico per integl'arc la. diagnosi eli· nica., bo voluto co n tnlc Jll'ezioso metodo ~"''l.!' llire · gli esiti. facendoli con t 1·oJ hu·c da, uno spc<:ia Usta.. (l i J'Ct tol'e eli 11 n· au to<Lm buhmza nH.liolo· gkat 4l' at·mntn , il prof. l> . .?lhu·;tgliano lh·IJ' lJlli l'<'l':;ltù 4li <l <~ JJO\'a . .'Il i sono anche arYalso del co n r.or~o di uno :-pel'ialista uatteriologo, il pn1L l'nntoni dell'l'ni,·e,·sit:\, <Li Homn, per gli <·~<ami microseopici !· c u ltm·a l i d t• i \'<'l'Sa me nti toL"a cici in pc1·iod i dh·r l';,i. [n fì nr nei re per li ll<'eto:;ro pk i, ho t· i1 '01'!-;0 a Il' ;n la t o m o pa tql ngo i 11" i:;,11 e p l'Il f. Oion i~d. i ll<:<II'Ì<:n t o 11 <•Il' m ·ma t a . P PI' gli c)<allli fil'> id giot·na lieri a \'C\'o :1 llhbt t11 il 1·eparto t ornei ci a dnt· IIIPditi <·osciemdosi e cli><tin t i, il (.]otl . •\ li~Pio ~nngninctt.i, lle lln cl1· ni<·n nrPciÌ('II di Bolog-na ed i l dott. Jll·i:nno :\ut·zia , pt·imal'io 1w l mani· <:olllÌll di .\qniln . <"(lllsn llan do in cn:so di bisogno lo :<te~~~~ prof . .\lorr lli. Ili. t'OliJit'l'ot fO dul mio Yalot·o:-;o a~<si:-;tl-n1't•
<l1otiOl'
LOl'<'' iudni , ho
cnra t o l n Jml'tl' chi ru rgi<-a. Con t a 1i proposìli <' t·nn l'flllabot·a.tori ro!'lì vnlenti lto ]lotu lo t t'<ll'l'è umm<tcstramcuti. se lHlll dc•<·i~i,·i, ce1·to m olto istrutti,·i prr la pt·alica a'Ten in• in l1·:<ioni tanto importanti c, pnr· tJ'Ofl)JO, S)'l'XSIJ tl'<Ll>t'Ul'lì l(' . L'ospNhlhJ dixhlYa dtTa (i. JO tluilometl'i lallt· Jli'Ìlllt: linee. Primn. di rift>l'it·c i risultati ott<'nuti 11Pl wio nspcclalt eon l'attnaz.iOtl e del pu<•ntllntol':.Jcl' tr1·a pl'n t il·O, 1·i por t o t e~Stnnlmelll c: le ragi oni d te il pro· J'~~<~-'OL' .\l m·,• l lì :Hlducc per t·igclb.ll't• Jtcll c> J'Pl'itP p lc>m·o·polmonari l'nn ·· tic·o unwctto dell 'a;;t<>mdon<', ragioni r..hr co:-:lilni~(· ono il Citpnx:ll rlo 1lel · Jlll!'\lll!O(oll':lo'!' lPl'<tj)l'lltÌ<'o in tali fpt· ite : l · F:LLti :H·nli di ,•rt:tiii]Jxia pii'UI'i<·:r . tll:11114·11nli o a~)! l'<ll'ati dal UJ(l\'Ìllll'll1 O pnllll011:ll'l':
:J" llitlit-olt.ì dPlla ekatt•izz.azinttl' •klla J'l'l'irn 1· dcll'inci:;:1nm cn to ùf'l pt·••i•·l 1 ilP 1~~'1' la Jnobil it:ì. polmon:u·c ; :{· Jl<·t·<lit:L d i l< a ngur c he può e;;sl't't' d i Jt:ll'l'<Thi l i t l'l, <:on con se· guènte atwmizz.:lzione d:11ltiOxn è t<HitO t•iìi t.n·:l\'o· qn :Ui l'ò più i! rnpida. l'rtu~>rmgia;
.J· l'(•t·dila di :<atwu<· a ì•put izin r!H· J•Uù :t""'l'al'ill'c il fatto a<·nl o 1· :-,., Jl ~PIIr i z.io <li F<nn~n<> ha gramlc i111 pm·bmzn, pnrchè ogni goccia di xangne p11ù tntspo1-t:nc il micl'O I'W1ni>;nlt) ,.Jw in·Jlli11!'t·à Ft>motornec r f<WillPl'<Ì I'PHlpiema : · ~
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509 G• :O::c vi fu inqniualllcnto iniziale Jel l"HVO plcurlto. l;Ì<L pt'l' vht• tomdca che pet· da potmowtte, il l!'aHgue l:'<Ll'.Ù. ottimo t erreno d i rultul'lt dei microrgauis111 i e impccli t·ù. a ll '1~udotel io p l eu ri<:o di e,; p l itH l.'c i L propdo potere ùifcn~i vo .: 'i " ll~:;angul:' dù >' f' C!:'"'O furti <·oag uli e abbondanti d cpo:-:iti tìi.H·inoxi ~ ulla s uperficie pleuri t a, htli d<l fanH·it·c cotPune e1l ndct·t·Jtze tl•naci. E il danno che Ub deriva ù g l'a l'l: pct-ct'tè i ma.la ti gnari:scouo con ddurUtitù, tot'<t ti<:lw e eon funzioJH: pollno11are diulitlll ita c perii n o ahvJiLa; ~· :-;e in :sor~P:<>;t' cutpiellla e si tl t lH'l'l>L' pc t·c-iò proecdt>l'l! alla UH':I· <:otomia, il polmotw iwl,ri~.?;liato cla cot<·nne an·c• ltlJe xt:t l'sa. tc wlcnl'.a alla di la tazic..Hte : la t·;1\"Ìtù pnt·unultut-<H·it-a 11 011 Vl!l'l'Cltbc ad aholit·si c ne cnnseguirebu<• truaJ·iginnc: 1·i hu·clata. o illl po>'sihilc seu7.;.t atto oper;tti ,·o
ùemolìwre: !) ' 1l sangn <> l a~o~r iat rt a kè con g t'<tll•ll' dillico iLit l;Ì
r·ia:<:-:orhc e più Cl meno fiuiùo puù clural'c; "''ttÌiuan t ~ Cl' m e:-ù tll'l cavo p lt•Hrirn. a eccntuando sclupt·e ]Ji ù i tlann i gh't t·:-l po~ U. E :~:-:o n :kta. cii i uso c:OUi l' il l un Yfl:;o le cni pal'eti hanno IH' tclttt<t la 1·ap:u·itù. di assOJ·ldtllcurn, <l sollligliauz:b di qnauto a ef':lllt: t ah·ulta 11cl pn<'llliiOicn·are tl't'<IIH'lll itv J!t l' l"icll'otol'nce; 10° Taholtn il ~:lltg ll l' jnn:c·e ,.:j ria:<;-;ut·l,c c·o11 tt·nppa ntpicl itù. : pat·ccclti li tri Ri 11n~sono tia~:<orltirc in puclt i giorni. :-:le il ria,.:sotlcilllCIIb) :tcca.de prima tltdla cie<ttt-izzuziclne completa ' ldl<t fN· ila l'ssa può ri~l · fH'irsi con non·lla. c: ntO tT :l;!ill , nuo\·o pneunwtura.l'e spontaJH'O . e fe no · llletLi ec·lnulp8ici; 11° Pt!l: illAlSO di ('>;i~t(lllr.:L del f)HèllUllllnt;H;e qllns(t, t·;t ~ioll:UIIC !It() ha ::wcbc più nt1o t·c, poi<'ht'· se è st;IL'il<) oppill't' si l'iassot·lw tJ·oppo t·api ~aUJ ente il polmone si riùila te t·ù p l'ima d t> l bt c:kn t tizza:dom• c perciò msot·get·;ì, o :si <l ccc· ntucril l' emotomcc; 1:.!~ Tah·olta il pllPIIlllO toracc pnò e~H' t'P !•~;cc;-;:-;inunc•llle lP~O c • dam1o;;o per ht dispnea d tc apporL<L. Per nv\' i;u·c a ro,.;l temibili int·on,·<'ni<·nti, il còmpito de l chirtn•go, sePoudo il Moi'clli , d cvl' ('s:-;l'rc• IIH<'Il o di iJIIIlWh ilir.r.an~ e c-onqwitu crc il "POlmon~ per favol'ire la c·icntl'ir.:-:azionP <lPl l a 1'!•1·ita c l'inc·i:;htllll' lllo del proi(!ttile se pe•·nu1uc 1Wl llal'Ptwhima polnt mtat·e c·cl impPclit·(' il \'Crsamento d i sa n~n e, o C\'ar uat·e il san~ue, ~><> ~ ioì ù vPr~nto. lrupcJssi llilc ottC'llC't<~ CJHPsto c•o11 1:-t tecuira nt·rliHaria. poichò l'c n t· <:u•n·c il sa ng-ue con un aspit·;ltot·n dc•l P otai11 sig-Hi lìt·a ag-g1·a,·m·e le c:ondizioni ; P facile in\' Ct t~ sostitnen clo l'l!lll Otol'aee eon lo pll<'lltnOlorace. (;_on qUPRto !>OktitUf'ndo Hlllll<l pn·~::;:one ll('g':l t i\'a UUa pt·cssi011(' t'l1clopJcul'·l·ça positiva. s i può atlu:wc twl polmone rp wlln pt·essionc »ttllic·ic•nle nlhmmohilazione 110n :<olo, tna acl un l'Pale schiaceia mento. Ne dr1·iya un ta.mponamento polmonare vero c pl'opl'io, con la cessn.zion C' qun si co· stante dell'emorragia . E sr emotcwarc t'si~te, è pcrriò doYC'r o>;n ('r:~c·llnrlo, sostit u endo conte n;pot·nnrnmNttP aria fìltrata s tel'ile al liqnirlo l'lte fl11i· sce. ln seguito all'attunzione cJp) pnrnmotornce il polmone è rnmtn·esso dall'aria in modo più rompkto. unifMme e l'on ti nno rh e n on da.ll'cmoto~a.r:, per· la maggiore e1astidtù. e rornpressihilitù d e i gas in <·nnfronto det hquidi. Così nell'espansione toraeica. inspiratoria {lnzichè la dila-
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tazione polmouare si a.vn\ l'espansioue del ga,~ che lo circonda e ne consegue che il polmone cicatrizza rapidamente e si trova, a gua.t·i· gione avvenuta, in condizioni di potere uuonlmente dilatarsi e rip r en' d ere completamente la sua funzione, e!';serv.lo li I.Jero da '::ulerenze e da cotenne tìbr inose . Tali concetti teorici espressi fin , Jal 1!)10, il ·Morelli li ha a.pplicati 11el g'l'<l!Hle ('Ontlitto eu ropeo con uno st1·nrnentario semplificato, de per mette con t11tta facilitù l'e!';pr.uzione dell'atto operativo (vedi a tal proposito fig. 2 e 3 nella sua pregevole monogt'll.fia «La cura, delle ferite toraco-pohuonm·i )), dove è clescrittn In te<·niNt dettagliata). Con gli istrumenti ideati dal Morelli si possono evacuare anche \'Oluminosi emotoraci con ln {~ertezza matemntic:n rli non dilatare il polmone, anzi di schiaccil1l'lo completamente e con dei rifornimenti mant€'nere compresso il polmone~ per alcune settimane. Il Morelli mantiene rompresso il polmone per 3-4: settimane n pressiml€' osrillnntP trn, i + 4 ai + JO ccntim<'tl'i di nrqna . Con l'attuazione del pneumutoraee tcmpt•utico il :.\[orelli afferma ehe lut ::;cmpt·e evitato il ·• ·innontrsi dt'\ll'emorragia, h~L impedito il formm·Ri di forti aùercn;~,e, ottenenclo dopo qna.lc lle settimana. l:t reale gua.rigione dri ferit.i: ed h:t inoltre con~;tatnto elle, se s'inten:iene precocemt>nt<•, l'i cdta quasi sempre l'cmpit•ma, Jl<'l' le rngioni già. e~~;poste avanti. li pl'imitivo app:ll'NThio eo nsccut in1menLc è stato dnÌ Morelli not(>volmen t(' modifica t o ( \·eùi fig. 4 della monografia, citata). Il l\Iorelli, attuando il pueumoton1re con l'a.pparecrhio primitivo rla torarPntesi, a1·n~rt i\·a t·hc non ('Onviene mni introdurre nrh nella. cavie,, plenrica se 11on ,.,j ~·uta!;tflta faci l(> de!'ln!'ò:;o di liquido cd ng~iungcYn rli inamettcrc ~a:-: ]l l'i m:'t de Ila t•tJ:;~tz ione del rlt>Uusso a ppot·t11to tlalla ,;i 11goln H!!;pir::t7.Ì()IIe. )t<'J' fii'Cre la sicurezza rhc· la JHlJttn tlell'ago p~>t·mnnga, immersa, tH·I liquido . .\fn, 'Può ar•r·:vlel'c• t·he l'ago si ('hind:.~ prl' nn eon~rulo o il liqrddo ('e~si di 11uire. Il :\[oJ•elli erede pericoloso disMtruit•e l'ago con introduzione di arin, poichè , se invece eli tr;tttarRi tli congnlo . si fosse <•nhato con la. punta. in 1ma adct·enza o in polmo11e, si potJ·ebbe proclu['l'e embolia. Con il nnovo nppal'C<·rhio <':..di (li~ostrnisce l'ag-o. immettrnclo rlel liquido di lavaggio <' eosì <·on nnon1. aspirazione rifinirà il liquido l' perciò pott·ù ~ssm·e ri11 no1·at.1 s('nza timore ht l'ma !';O!';tit n· zione eo n at·in. E questa J!Ol'!';iùilit.\. egli ngg-iunge, ha spesso molta importanza JWI' l'illihio dell:t. tol'aCf'JltN;i. Può aecadE>l'e eli immettere il n·cC)Ml'ti in un a.mmasso di grumi sa nguigni nttr·;\Y('I'SO i f]tlilli ùiffir ilmente .s i fn strada il snngnc. c JX'I'C'iò ;1pp11nto no11 si n!';a introdurre a.r•ia, pur snpen<1o -cbc dopo Fintrorlnzionc di f!<l!'; l'nflt.:ita del liqnirlo si rende C)Uasi sempre molto far·ile. In r1ucsto cai'IO com·icJH.> dopo i tH·imi ~goccio lamenti di snngue fm·<• delle frequenti piccolt> introduzioni di liC)uido di lavaggio ron susseguenti t>vacJHI.zioni: spcs>:o <'0i;Ì fnc~nclo il sa.ngue si fa, strnda. e se ne possono <'strarrc poi c·on facilit:\ qunntitù, notevoli. l(n, !'òC la modificazione introdotta lta importHnza. tec·nica: ha un valore molto mn~giore eli ordine c·linico. :\l oi'Clli lw. lil rominzione rtS!';Q-
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Iuta che la lavatura ùella plt~um teude ad evitare degli empiemi, e :l diminuire le pleuriti rea.tthe. « NeUa toracentesi con introùuzioue di aria, il liquido :wquh;t~t sem· pre mobilità., il polmone si distanzia dal treq11n.rti pm· tetrar~i ,·erso l'ilo e perciò sposta.udo l';Lmruala to e abbass.a.ndo lrt, punta del t1·equa rti si può estra.rre il liquido q11asi totalmente; ma, per quanto si posstt otte· nere rimat·rà sempre una. certa, qua.ntità. di sangue ~pecia.Jmente fra, i coagnli. << Se il sangue è sterile, sia per la sua presenza, sia per i coaguli che forma, fuciUterà solo l'in;;;orgenzn, delle pleuriti reattive, ma· se è anche leggermente inquitHl.to se1Tir~'\; da terreno di sdluppo per i microrga· nismi. « H o già detto che è ben direJ•so il eomportameuto dei microrga.ni· smi cl1e si trovano a cont.1tto con l'endotelio pleuric·o, di quelli elle si trovano nel ~gu e' ; i primi sono facilmente distrutti, i secon(li con fa· cilit.'t si sdluppa>110. P erciò io credo utile il l;H·ftggio per leYare a l mas· sitno il sangue che permane negli spnzi complement..·ui o nelle a.nfrattuo;;:ità enmtuu.li; ed appunto perciò il }a,·aggio Hon è di t ntta l:t ca.· rità plcurica, ma della parte bassa ». Morelli non introduce mni più di nO o al lllas:simo 100 eme. ùi clo· rosol Gia.nnettasio senza dilnizioue e appena leggermente intiepidito. Egli consiglia una lavatura, e1ttlopleuric~ prceocissima, pcrcbè quando i microrganismi banno inta ccat:.~ giù. la. plcura, la lavatura perde quasi del tutto il suo valore e si rientnt ucl ea:so ù.e i comu11i empiemi, nei qu~li solo l'a,pertura toracica ampia lh\, sicuro {lffìùauH:uto. «Il concetto delhL lavatura vtL ùi prwi passo rou i concetti gm CSJWessi del rapido intet·veuto, perchè lH::r esso ci tl·oviumu innanzi ad uua ~;emplice sospensione di mic ror·gani:smi nell'emotora<:e, <L quei soli microrga.nismi eventualmente trascinati da.li>toiettile o nsdti da.t bronco in primo tempo. « Lc,·a t e il :-i<lllgue Ìl llJUiua tu può ,.:ig 11ilinn·c nun pcJ·JHettere che i mictvrganismi si fitS~;iuo n élh~; plcura. sa.ua 11. n pneumotorace terape utico, ll clln g:ranùc guena, è stato :lppli· ~ato '()recocemente anche dni medici ìngle!-;i. I l .M~HTi~ton Dadc:-; (Th c J,a. nco t~ gennaio l!H(i. 11. :>), parle'ndo ùal concetto che :negli emoto i·a<·i HllChe complet:liD(:nte rinssorbiti si ùa Ul'éYit:.ì. de<>·li atti re:,;•)Ìl'atnl'Ì u cl l'e~en·izio tisi(-o, don1t0 ad Ull [atto • 1:1 t nfiesso provocato dalle sfavorevoli condizioni di espausionc del pol· ~one per lie,·i ispessimenti della plenra, con ~-; iglia, <1llo :-i<'Opo di o,·. na.r e a tale iu c onv~>niente, l <~ rimozio11e eoruple ta ùell'emotorace fluido, aùothlndo il proeerliw enlo de~rritto tiH dul19D ('l'lt e Lun e-d, :?:; ùicew· ~re. l912, pa.g. 17i ,l) detto della sostitu;done dell 'ossigeno. La pressione mtl·:.tplenrica è controllata da un manometro; l'ossi{!:Pno l'i(l:-;tituisee il liquido, man mano che \iene a,.:pirato, evitando una forte pressione negativa., che è causa (li ogni tw ricolo <> sotl'ei·cnza. . Aspit'ato il liquido, quakhc rolla s i l'i[ol'lna. un po' ùi n:· r~awcuto S1er.oso, che ·Si aspira, una, ::!a e !11<1 g-;n·i nn a 3~< \'Olta, se m p re eon h t· "o xti· t~J~tone dell' O: xarà v;1nl<1ggiu:-:o allon1 la;:c·hu·e un<L pl'essione llC'gativa. Plu alta di primn in modo da, pot!•r ntten(·I·c una pilÌ gnrllllc expnnsione
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•lei JH>Iruolle. (ltH.' stu è pcrù cuu~-igtialoU~: :<olra n to quando ogni pericolo di emorragi<t sccondar·ia è pa~snta . ll l'iarrit·inaurt·nto della plcum vi· ~cera l e ~tlla t·o:<t:tll• ì.• il mer,r.o p iÌl :-<Ì('nro JH'l' impetlit·e il r·ifot•m;u•si del li q uiùo. ln c<h<;O 1•oi di enwtot·a1.·(· ~.:oa:;ulatv :stt!rile 2\lonistou narics esegue una rescziouc di ;rluJcno G cnL di (·o;:tula pC>l' riJHno,·cte il coagulo, iudi pratka mw. :sutura t·oruplt>la plettl't>- pt•t·jv:<tt·;r -muscolo·cutaue:l· a, strati, er itaudo il netTo. J:'a seg-n il·t· prii'Hillotoran• te•·.t IH'II Ur·o ~!t l n o:<:.:igeno a- i. P r·cfcl'i:-;l·e, ]'l'L' l ' iu lerve11 t o . l ' a Il l'St..:-; i a loutl(• . Come regola nelle .J.S ore srH·c~.::->:h'P ~i fn!'m:r ,·t•r·~ar ri!'Hin :<ÌPt'o::;o .: esso sar ù. a::;pirato c so· :-L t'n Ho rla n::;;.;ig-t·uo. I olllr Hosc J:r·adl-. ml 1'1'/ir• /,llrtl·• ·l. Y' 'tlltlliiJ J!JlG) ritiene nell'euwto r·;we f:('llllolic·r, · htri•U 111dodo 1':1:-l•ir·ar,icmP o so;.;titnzionc (:011 ossig<:no :
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c·C\ ..;ì J'inndiclit :ì i! liurir:tl:l a l'l't(Ìitl;tJit• :IIII'.Ì<'Ii<\ :.t mesi. .\ntlll' in vc•J·m:lllia il JI!H'Illlllllol·ac·c· llrJ,!li cmotontc·i è st~1to at· nwin. ma al solito se11za dtan· i gc-Jtiali id t·•• tol'i Jta.Jiaui. J·:hr·et d:IJ!JII'Ìllc;t fu a;.;tc·n ~ i"ui;.;ta: intt>t·\·PIIÌ\':t. snlo ne ll'elllpiema. ll tr;JI{:Illl l'lll"o :hpL·tlautt· si tliruo:-tt·t'o lollo!lo rdnti\'<lluente all;t. morta· li t :"l, lll<t iu;.u11it·i ,.Hip dal p1111L11 Ili rh-la fnuziona le, Jton osbHlte tutte le fH'c•eaur,ioui ad11tiHte lt·ure fi:-ivlu:, rn·.t; pp;.;icl!!anclo ;ulerelli'.C pollllO· nnri e r ctmr,iuui ft'I'IJlll'llli. JH·r lo ml'uo in liP,·e g1·atlo. l11 sc•;;ni, .. a tali risultnti llt>~ditkù tbJ'pr·irll:l la ~ ll:l c·unllotta, pra· ri<'UIHlo pic·("f)l(• e ripPIIlll:' prmtlll'(• (Jil'l' c·,·itar·c il pPrir·olc 1 di ewon>;Jg ic ' ' to(llll'C j111lll111llHI'ÌI; IJ!tll t•hhl' hlltJIIÌ t;<iti. AllOL'<l dc•c·isc· di J'ic·ot·r·t•J·p allo ~\' llllt:•mento gPHCl'OliO t.lP llo ::;travaso t·on cnntc•mpcor·nlll'll pnc lli!Wiorael' ;nt·iti c· ble con aria •1tuwsf<'rica (t) . Con 1.all' lr·attanH•nf(' llltt:'tlll(· ri~<tiltati funr,ionali <!CCclll'uti. L a dif· ft·rcnr,a eli' i r·nsi cc>sì tr•at lati cl a 'quelli JWil hattntL fu n otl'vole . B octtH<·r· h:.t w :ato 11 pn<'lllii"IOl'<H·r 1Wi \"l' n:nmcnti più ostinati, so· stitrwndo il liqui do l'OH co:<:-:igc' no. E~li perù ha J)l't'ft>r·ito, in g(•nc·rc, l:r t1·r·apbt a~pettaute; cpralche ,·olt<t ha. <H·<:t'ler·:tto il ria!;so r·biuH•JJ(o del Yee;.;ametr to plenrico con sem· plic:i pun1 Ul'<! t'~plm·ntin.: . l'il'ne })11\';ll ~~ t;li propof'i!o C'osì ~i t!sprittll: : <t Si i'hi·molhomx nou infPt·f(• a <les iendali(·Cs :ì an~urellt<'r, la Ul~· tl crH](· dn pn1•umothuJ·ax auili(·iPl ::;c•ntloll' dPvoir· renthe des serYiecs. E lle t•i<l tl"f•s p1•u n.-itl·e ù:r11s l'ar·ud!C' fi·;ull:aisc~ n . . \rH·il(• .\l:r!;iHl<, Jrclla <·CIHfHt!ltl'.a thinn·gicu iutcrall(::tta ù cl 14·19 mng-~io l!Jl7. eli<·(· t·l•t• la so>:tiln?.iortc' del ~; lll g-ne U!ipil'ato con l 'ossi· gcuo solle,·a il malato e IH!l'lll<'i i t• di c·sl1·ane maggior qua.ntilà di sangue. Ba:-:1 innelli c:o"ì riassume l<' Slll' illN·: c< Se, sul le Ot'llH! cld ~lo1·1'1li, ;.;i in t ruclncc uelln pleura una piccola quantitù di :wia e posc i ;t ~<;i aspiTa il s:rn~nc c lcn ta.mente ~ostituendolo a. ma no a mano e in moclo contrrnpo1·an(•o con aria. fìlti·ata, una volta completamente vuotato il >:nngnf' con un apparecchio da pneumotorace ( l) Etutt-::r: .l1u.:nch. illeti. Htoch. , l!l 15. 11. 16, p. 55fi
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Jiuo ad ottenel'e l' immobilit;'l polwonare, nou >:olo si r.trrcsta l'emorragia, ma la f el'ita p olmuna1·c guari:-ce bene e si evih mo com plicazioni immediate c tal'dive. Questa è ht w ra <.: UI'il· immobilizzante. Es ~a non 1nira. solo <1 immobilizza.re il !llalnto (! H tol'ace . ma il polruoue nel modo più sicuro e completo. Più tnnli il pn lmo1w "i er-:pander à, in una cavità. liltcra di sangue, siccilè la, c:unt ~ll<ld<~~JLa i n prf>ri~> ione (' ra·piùitù l> . l n ltali a., per merito clell'atti Yil;) cd ctncaec diffusi o ne fatt<lllc dal M.ol'clli, i l )Hif'Hillotot'Hce ten'lpeu tit:o è !'tato abl>a~ta n7.a· app licato con h~oni e:-:iti. ~Iottu nel r esoeonto ch·l primo O>lpc(lalc ('llirut·gieo mobil'-' « Cittit di Milano >• rife1·isee ehe su :!0 fe l'iti c Ut·ati col l>Heu uJot\n·al·e si oth.'llTI<'l'o Wi gua-rigioni c:o n n Ha mona l i tù del l i ,71 ~{, : morta li t;ì d i(! si può t·iùurre all' ll,!ll «.{, toglh·Htlo t1·e feriti ('011 h•sinni <·on<·<Hnit auti, <·apnf·i per >'>è lU P.dP.siuw di l.'Hj!ÌOil;,ti'C· la morte. 'Pt' na -Ahrami ha a tt nnta la tcr nin1 dPl ){o r elli JW I' l'cmo:-:ta~i pol nwn<H·e iu -1::! <·a~i, ne i quali lo stato (li s ltnd~ a~~··u,·ato llalr<lllcmia :;cvu~>igliara in modo <l~~olu to o~ni ill t(•t·rt• n to ù;\11'1-"'''lza. l-'ello nnn rolta l'intt•J·,·<·Hto fu i mpOl>tO tlalla. <;ontinnazi.one tlell'eJi:torJ·agia. ll polmone, nonostante i'O!':SC st..t tu t: t•m p!c•tnlllPIJtc• s(·l!int' t·in lo 1lal p!H•nmotol·ace . conti Il ua va a sangu imn·p. . . )[n~g-ia tfi n dal l!JJ;,J , L o HJ;t!, l'at·pi hanno applif'n\o rn11 s ll('l:t':s:<O 1 1 PltcqJuowra<:c arti ti('.ialc. · ]'i>iallò su J58 feriti JH'IIl"t muti dd toJ·;H.:e, ne c urò eou il pucunwt;~l'ace G4 (i più grad ) . ~otò ;.t'loh;rl Jo<·utc ;n tlccessi (:!O,s %) c l!) casi tlt r.:o1aplicazioni settiche ( l:".! ~'o) . Xon 1'0mht·a al Pisani> du.:: le r•) UJj>li<·ilu:t.l' :sdtkhr· diminuisc:ano con il pueuntotorace. (' I'Ct:s i ha a t t un to il p n<·nnwtora<:t· a l'ti qeia le i n 10~ emotomci. t t·a l 'Jllali -W gravi c he oltt·epa,;!o;;t ,·a uo i's·· spH:t.io ~ull'ungohu·e ùtlla scapola e, <JIIHndo d e t·[~ proiC'tti!e cadttu·io, <lii C'hc in (•motor:•ci di mi · norp t•ntità. lu Xl casi 1li emot,wacc lieY(: pratkù l'astensione. Ottt•u uc· l67 e~iti globali buoni. iu :!:! t'asi il dt·t:cu·so f u di w t'SO; :<i veriticarono 8 cn~t d i pleurite, 3 di hron co -polmonìl<>. G entpit•nti.:! \'asi di st•tticemia (!:! tasi di Cl flCC::ilSÌ jJOL'llOHatì. .K i:-tantoro riport<t 21 os:-:t·t·,·a:~.ioni (·nn H pneultlotm·;H•e ~[ orelli. l.n 111 lu t•ffett11a to s ub.ito con IO g nal'iti. ln 11 fu applieato dopo spel'i · llleutn te inutili le r.nre abituali: 10 g11;11·iti r1l 11110 morto ùi ~etticcmin. ..., .:\t~rclli su 110 fel'iti tor;H·tl-lH•ltnotwr·i ebbe 5 nwtti (4.-1-;) %J : in nltt·a. :;;utt Jsttea antcerdent(> l'LJbt· dn·a il ]Il <:., di csit.i infausti. .~o lw a dopera to la te•·tli t'a ~rol'el li , in 5:~ PJUCitoraci ti più grad), e t·cctsnull:nte in 45 lw a ttnntv la to t'ill'l'llll'si t! il pn<:IIUH>Lot·au:. in t: il -~;a~gio endoplenriC'O f'OU soluziouc> (l i d01·osol. ottPnf'tHlo -14 g-H<~t·i;,!inn i ~1 •02 % ) e 9 <lccef<si (lu,Hk ·~\, ) . N"l' l 111io hH·o•·o pt·t'('l'cll·ntc g-i :ì. C'ilato (l i COlJduùevo cosi 1J tal prc)'po~ito: r· . ~l })nenmotor M·e Fol'l<111Ì Hi·) r ord li. m <'g-l ìo c·on contC'mpManeo la,lggto ertdoplcm·iro. ltn )(• "'"' i11clir:rzionì ll<'!!li <'1110t0l·a{·i chiu~i di n 11.t
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(l) C.à.CCI.<\.: Giornale di m e. /icillrt militw·t•. pttg. J!l l , 1\l!S.
sa- o·•ornrole di ""'ili<>ùW militm·,·. -
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n•tt;t f'lltitù, :IU('he !><' (•sh.:tOIIO p r o iettili (fucil<'. lJ:tlll'tte ÙÌ shrapuels~ pirTole sc ht•~.tgP) ritl'HU ti; uou è oppo1·t11 no H(' ut i i(! ~t'll(•l'alizr.arlo. ~on è c>Jll!Ol'tuno g<'lH~talir.r.arJo pPrchè !le)!li l'lUOtotaci eli lie1·e cn· titìt :<i ottr•nl!ono llllonc g:unrigi0H i l·o n il t1·:ltt<llll<'llto m~;>dico (a;;;ten· f:ÌO.ll('). ~o] o l'il 1'<1 11ll'llt<• ho ll~'"l' l'\'llto l'he jJ l 't• l':"illlll'll[ O PIIIOtOI'HCÌt'O <tU· IIH'llti dopo il prim o o ~t·,·onclo ~iol'JH> e, qna11<ln <l llmt>nta, in g<mere è t.lonrto a fatti plcm·id reattid. ~on è utile p E'l'elu\ <·nnw ho giù rilè· ,·ato, nei ~iorni tli Hzimtc· ,.;i risp;lnnia, un t<'111JIO JH'<'ZÌOi>O )>Pr potC'rlo iu 1 pi1·~;\l'l' npi ft• J·iti pi ù ahhbo;..:ut>I'Oli <l i c'ure m·~e· nti. l >opo qunnto lw t•s poi'ro rit1'11g'O ~i po~:<a n•nil'e ;\l le :<<•gucnti tllll· clu~ioni. in l'P lar.i01H· alle indit·a:t.imti del pnPnmotm·nce al'tiliei alP. 1° !-,'moflu;i. - }; ÌlldÌf·;\[0 iJ l)lll'lllllOtOI'll<'l' ,.;pmpl.i('e (]ll;liH]o llflll P:< iste tontemporauro l't'J'l':lmcnt o . ~c e~<iste anclJt' emoto1·ace. t> uti le il lanlJ!!-!io c·outpm p<mlnro cntlop ll'lll'iro e011 la tet:nk·a giù i n<lkn t a. ~ e i mit>i f·ns i l' c m o~<tfll' i ~ i'hltl >;rmprt' com p iPt::JHH·nte 1'HP:!-!in nta : :.!• J·:molorut·f' 11011 illfr·llo. - f.: illCl irntn J:J l' lll'<l )fo1·elli. ~l:'mpn· C011 il ]a \";J)!'g"lO f'lHIOplPUt' i('o, n<•g-li t'IIIOfl)l·a<:i ]if]t ti tli di 1111:'1 ce L·ta entitil, r priJwi palnH'Ull' tH·gli Plllntnrad c·n<l~ul:lli. Con il la,·aggio si rngginn · ge lo scopo di 1"11 0l<t1 'l' t·omp lt•t<tm<·nte l' cmoto 1·: tt·t• e si iuqH'lli,.;ce ~.:o:::ì ht fot·mar.ione di rutc•unt• li 111·i uo,.;t· 1fatto t·on ff'J·llt;llo Ht> l le biopsie opE'· J·atoJie e HPil':tu t o)'"iaJ . t·i,.:ull a !o t·ht • non s i rnggillu~e mai ron il ruo1a 111\'11 t o (:d il pueu 1nolu1·a<·t· :<CUl p l i<·t•, Sl' es isltlllo <·t)a!-!Uli eu dop leurici. lltoll·L·c ~e non s i pre>n! t1g'ollo lt· ilJJt·zimti . 1'P1·tn qlt l:'si"e Ila uno dc·c·or:::o piil l'anll'éi'Oll', rome n •cln•mo Hlt'P:Iio 1:(·1 trallatlll'llto di <[lwste. Altl'o nlll· l:tp:giu di itHii sc-nl<;;t) \'alli!'<' !'· J'l'ntostasi nt•gli ('UIO!Ora ;:·i peop:t·,.f:sid; ::~ 1:,' /n()(IJI'IIr·r· siiJIJiiJslo infll ltJ. f·: indi•·nto il ln\·;q.).g·io <' IHioph·n· 1·it-o pt·<·,·Pnlil·o J• t•t· h· ta rrin Hi ~i:ì Psp n~<ll· . )JC)t~JHlo t·iusci te ;Hl e\'it:ue i"PIIljlÌl'Uta; L·• P lli 'IIIIIOfon"·' • frttl/1/lltlir·f, r-!ti ll ..w
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IV. -
I ntervento chirurgico immediato nelle ferite toraco-polmonari.
]J Jl1'Ìill•) Ìli\Pt'n!llto IH ' l" f•·1·it.1 tot·a{·o· pt>lllJUil;!t't' fn t-•sep:ni lo da nn ital ia1t<•. il tlMi . Omilon i tli ( 'n·llltlt••t. nt·l ).!'t·nnai'l ùel ll:\~:1 pe1· colpo di :11'll1H d:t flltH·o npll't> tuitot·atc ~inist rtl. E~li inten ·en ne per l:t gmvis· situa t>PIOL'1"il:.!Ì:t •·111' ft·I'IIÙ ('OH In, :sntu ra poiHH•Harv. Il:!", 3" ~ -l-0 t·a:<o appal'l't·ng-ono a dli1·u1·g-i fJ·;nwPsi c J'i:;:pettinunentc :1 ])p Jonut:'. :.'11 i<·1Ja11x, (~nc'·11U . l n :"t·g-nito f'e ne OJH'l"a t·on o n,lt1·i 4 casi e Jll'(•(·isamt·Ht<· JH'~li n:<pr·clali <li Homn , uno du L ow . tluc òn Fummi ed mto tl;l l'<trTozz;lni. Di t)llt'~ti .-.: nti'i.:; l'ul'llll(l s<·p;uii.i Òé~ gmuigione.
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In seguito i casi si sono moltiplicati in Itulia ed a.ltrove, tanto cbe nel1911 la questiou(! di un intervento chirurgico emostatico nelle ferite polmom1.l'i fu discussa lungamente nella eodet<1 francese di Chirurgia, senza però risolver! a. ~d Cougrer:;so <li chu·urgia di Bruxelles (191n) Sauerbruch rilevòtra i primi la grande f L'e(luenza e l'a.lta mortalità, delle ferite toJ·aco· polmonari nella grande guerra europea, la particolare gravcz:r.a delle ferite ùa schegge con spa.ppolamento e distruzione dei tessuti, l'importauz;l> del p n eu motoraec apt:rto come ca usa di. Il l M te i mmedia.ta · o di gt·avl infezioni. Il trattamento t hi.rurgico immedinto egli lo coni'\iglhml nei pnm1morot·aci aperti. anche l'le 110n esistev:mo l esioni degli organi irtterni. l'iauer hruch cd En<lcrlcn ottennero molti successi operando immediatamente i pncumotoraci a.pel'ti cou <l ccurata. e generosa, escissione di tutti i te:;isnti SIHLJlpOlnti l' COJltnsi, prosciugamento della cadtà tOI'3.· dc.'l, ailoutanamento rle~l i e\·entua.li corpi estranei ed infine sutura del polmone nella brer·cio1 toracica, lasciaudo la. ferita nphta. S<luerbrucb t!Onsigliò inoltre l'uso ùci metodi di r ospit·azionc con 'differenza di pres· sione <lm·aute l'inter,·ento. Egli con:;iglia.,·a. l'intetTcnto cllirurgico immediato anche nelle ferit~; pulmowu·i da sehegge (wctalliche od ossee) eh c> prod uceya uo spapilolumcnto del volmone e Pll('U motorat:e a per t o, poi<;] l è tali feriti, trattati con l'astenf'ione, l1anuo decorso infausto, talora l'apiùissimo, uuche JlCJ·lc complica:r.ioni infctti,·e . In Francia tin dal 1915 \'O<.'Ì isolate si sollHarono contl'o l'astensiouismo. I>nppri ma ll:Lrtmn un, in sl•_guito 1'hì·n·Hot, Combier, )lu rard t·ifl"t'il'oth\ i IMO t'isultati incoraggianti otiennti <·t>tt l'intCL'n•nto thi· l'ur:tico iulllwdiato. Roch;.ttll· lJelomte. H•tt•tlet, partigiani l'in ùa primù lldla gucn·a rlell'int.er,·ento cruento, cloUlnudnt·cmo che la qtlC'f<tionc> fosse J?OSta ·a.Il'm·lline d€'1 giot·no llcll:t Socictù frauc·c,-,e Lli Chirurgia. Però indubbia· ln~nte uno dei più va lidi crl etficnci sostcuit01·i, come ho gh\ l'il<'vato,
fu l'iene Dm·a l. . Egli 11C'l nm·embrc 1ll'l Hl,lU fer-C' nn;l prillla ituportnnte c·omtmica· ?.tolle. basata su osset·,·azioni pPr:-;onaJi , fac·enllosi <lifenson' ad olh·auza de~la. c-l•it·m·:ria <l'urgenza. 11ell l' ferite po1mon;ni. Egli è tornato pm·cc· _due 1·oJte ~n tale importnn tl' argomento c nc•lla I'CH1feJ>enza cltirnrgica mterallen ta del 1-1 -l!l maggio Hl l l, ha d:-lssuutc) le s nc iflC'C' nel modo clte l'ìegue :· L'intet·qmto chirurgico immetliato cmnpr endc: l" La cltiu:-;n•·a llc.lh~ parete tontcit:t in r·a~<o di torace aperto; . ~, La toracotoruia, c·m1 suturn o tamponamenti del polmone nei <'<Hn di enwrragie graxi o rli minacc::iunte astis;.:in,; 3n . I_ l t l'a ttamen t o clPll't'll fisen111. sottocu taneo pt•ogresi'\ivo. d La <:liiUl'ltll'l1 della ft'l'it<l toracic::a IHC't<'è ~<utura mu:srolarc <' cutanea 1 parete, operazione già eseguita da L nn-e:r uellc AL'm;tt(' ~apoleo ~In lllche · 1n, traumatopnea, · . . ' ba • k ' scopo c1·1 sopprimere 1·1 pneumo t orace d'1 0 11 gnte e!';t~rna. e dl pren~n!re l ' infezione pleurica proveniente dell'aria.
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'l'nh• nperaziolll' pct· e:;l5et·e <·otuplet;t, nel ca:->i di frattunt di 1111 M~ll J•nridale, llc,·e C~>serc intli'l!t'atu dalla ~ch<'gg-edomia. Pe1·v ta1c opetit · ;~,io11r, 11011 cnt·an(lo ht ferita polmou;u·r: >w predenr l'inft•ziou t• di lli'Ì· g-itw PJ<It·rna tiiHt ba aknna iuflnenza, :sull'infPzione pu:;;sibiit> 1li ot·tgmP polm•tll<ll't: . la (Jll<th· tninacda F:tt.Trnit·c imm<·lliato del l'tl'ito. La tora1·owmin è inclieata. nl'llf' t•tuonagic? l!isog-11<1 disl Ìllf!U<·n • l!' PmOtTagie Ps1Pl'llf' <' !P. cmotT::Jgie intt·aplt•IJ· r·:tli. Jt, ('a So di E·IIH . JTag-iP l!l:'te1·nc con funt·iu~>cHa lli sang-nt.• 111;111 mauo t·l~t• ~<i prodtH·t•. l;t lli:-c·tlssionc non è llt'J!JIIll'C pe rml"ss a; t\ form:dnll'lltl' incli<·ato eli j u t<• t'\'Pllit·c 1·on l:t tm·;trorcHnia p<•t· sut nr;tt·c· b o le ft·t·ite pniHHliJ< II'Ì. L't>JJtolot·u(·c tli•\' t' essf·t·c toi.alJJH'IJt(• n10tnto, In ph•l't'a scrn' polll>':tllt!'llrt• pt·cJ;.;I· ill;,:.•t ta . ·iL tm·:wc l'OmpJdaml'ttl e t lduso st>nza alcun
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dt't'll<l;..\'g'Ìf>. J\tl\l) •l·t·al:t SII ('ii"Ì, UllÌt';tlll(.'J\{1.' in g'l':t\'Ìs:<illl <' . 1-:i Ì' ;1\' lltO il j'(l % di (•siti f':l\' Ol'l'YO ]i.
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intt·apll'llt'ali, l:t tumcotnmia d1•\'t• psset·e tli · lllliHliZÌ (llllO staiJiJil'C 1·h e :i.Jt p!'Ì!Utl !l'lllJ•n. di 1tattzi ad 1111 ft·t ·ito f!"l': ll'f!, è uJOlto 1lillit-il!· g-iltdk:n·t• quauta pnt·l<: 1-:ia 1l1h' llla al l n :,:lto<·k l' qHallt;l all'cutonngin. ]'an!<·<·hi ft>riti. cott· :-;i d•·mti morihn11di "onQ gu:tJ'iti con In >::: tnpli<· P innuohilizzazinnl' ; la
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:\ou S~)ll•J gnus1ilka1Jili 1l't111 inh•tTento ctunstnlii'O iulltlt' •1htlO the gli l'lllllloraci t.Jja Ji (')w ll lÌII;t('<: inno ]'p,..is!Pni'.;t dt•l fpJ·ito l ' d11: :->1 ripru· t!tJI'UIIU rapitl:IH IPllft· dor•<• l:1 pillltUI'a. L'e sa1111· <l<·ll;t Jtl't•ssiuue s;tll!!llÌ· !!n:t è iu<li"P~'II"a IJih·. :0:<• la pt·p,.;,..iollc :-;atq..:uig-n:t >:i ;~hhns:-.t J't' !!•JLll'lll l'U· l'l' lltl'ntl·e il fpt·ito suhi:<t·P il tt·uttnuwlllO dello shtwk . l'iul<·t·n•lltll i'· in· d i1·:ttrJ; qtu•,.;t i 1·:tsi sono l't•lat.ivam<:JJtl' t·:nil:'simi. t: n·ultitlla IJlll:Hiiouc bisogll<l eOJJl-iidf't·atT m ·l (t·at.t:lttH'Illo tkllc fi: J·ill ' poltJJonari. Ln ft·t·it;~ lil'l pol11tOJH· (• pPt'fl't!;tllll'lllt• idenl Ì (·;t a tut! <· l!• n l tre ferite dl'· i •lirl't·,.;i 11 :;:snt i [H'IHlllttP da ptnit'ttili d'nrti:,rlicl'ia. Co· IJJI' fJllestt·, f!ll(•)Ja (• (11111:ti11ÌII;tl; t aJJ ';ttil> <Jt'] fc•t'ÌIIH'IIto t• t;tiP (•OJII;tWill;l · ZÌOIIC iniziale l'i tl'ilSffll'llll'l':'t in i11fezio n c eonrt•J'llltlta pit) O JU ('JIO ~r;WC·
t·bit·Jit·~ia di l;lll'l'l':t.
onnai è assodato, d.<'YI' t,•tHlel'e a fnt·t• la pro· lilns~i d··ll'inft•;r.io lll' J'lll'tt·opp•l fntall' d e ll t: f<•t·ile. t·outaminat<.: all'nlLo dt· JJ:t Ìtll'O ]Jl'Oiiii% Ì011('. I /illtl'l'\' ('1\(1) clJÌt'lll'l!Ìf'll dt•\' (• t'OllS.Ìl'h'l'l' no])l) ,.;lll·i~li;Ulll'lllll . e>:d~· :-<Ìnlll'. I'ÌIIIOZiOllt· rJj llg'lli 1'01' )'11 si I'Hllit•ro . pt·Oil'r! ilt• O (]t•tJ·iti l['inr)llllH!lltl. La
'J':tJP fH'Ìlii'Ì)lÌO l'lllll'it•tl(• ;tp]'(Ì\'<lrlO )Wl' )p fpt·itr po}IIIOIWI'Ì'?
L'it,f<·zione JHdlltOI!ill't• o plt·llrira dit uua mnrtalitù di'l :!() % in me·
dia. :\on r'•m,·it·lll' ,· uutal'f· l't.:IIIOltn·;lc.e, I'Htt·:n·t·P j pr·uirtrili intral' 01: lll~lll:.t ri. i t·ot·pi. stt·anict·i, sf·h").!'g'P, dt·:t·it.i tl'indullH'Hto dt~: .so,·ent~ ~:
dt f ~u· CO"'l 111 ig-liur t t·a t t ;1111 l'Il tu j•roti la ti i<·o d(•ll'i.JJI\•i'.ionr.? Qnantlo il t imor<' ,h•l
t•]JIIlllta HO IHI'I)I\' ;JIIII'Illc ('1111 "IIJ>(IIll'ili'.IOlll' )ll'Ol\lllg";tta C
p11t'lllllO I11r;l(·p lillli tant la t·llil'lll';.!' iil poiHHHI:tJ·1·, la qtu>stiont• non pot.<'";' JHJJ'..;i; nnt (')l(• la lt·t·IJit·;l t'(•t·t·n lt· JWt·nwl te di ;tpl'ire il pt•1to ,·ont.c l al ·
•lntlll!
~~·ur.a J'Ìl'IJl'l't ' l'c' ad ;u·tilit·i 1li J·p,.;pirnzioni artifidali i~l 1 1'~ t~
1ppr·pt·l's~ÌOH<'. Ld1· q ue,.;t Ìttlll' d l' \'l' l'~SI'l't• t·onsirll'l':t bt. I 11 t: Pl'ti ca~~ ·; \' lli'I'\'Oii. !Jill'Sf;t <·liÌI'lll'~Ì:I l'OIIIjJkt.a iliJIIH'd.iat<t )t;t 1!<\lO ott illlÌ r t l'ill .
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tati. Tale JH'Olllt-ma è eompletamentl• a l lo studio t· n•t•tita \'(•ramentt.· tutti gli sfonr.i 1ll'i roug1·essi i u h•rallea ti. Depage, nel medesimo congresso intcnalle;-1 tt•, <•»p•·imera., in rehLzivue all'intern~uto immediato. le seguenti l·o uc·Jusiuui. l~gli distingue •tue <·atrgoi·ie tli Jrl'iti cl•c dehhouo -N;l':Pl'C et11·a t i <·o n og-ui urg!' n7.a :
l " I feriti con JllH'U motoraf'e al'Prto; :!0 I ferì U c· be J>I'l!l'l'll ta no fenomeni d i enwna gia gt·a ,·is~<illla. ~\' il pucumotora(·e wiuaccia la Yit;t del fel'ito per l'asfissia elle ne 1·ilm lta, hisog-na prn t.ic·ar<• 11' tn·gPn~o~a l'oc·d usione ch•ll a hreccia toraciea chr. pennPt.te l'hrnzionc drll'al'ia Jll'lla <·a\'itù plt~HJ·ica. al Se l'apertura. è laq,:-his:,;ima d l<Ì coutentcrù. di nettare rapi clalllentc In ferita, l'eseca.udo i fea.nuut•JJti d'osso ed i tessuti contus i. ~l':~l roltll il polmone si presenta uel fo111.Lo dell:L ferita. ~·ou unn. fet·ita sanguin:mte, 1·nso 1lf'l r<'sto rato. poichù l'ateletta:shL polmOJHII'C favo1·isce l'emostasi; in tal <·aso è logko e se111pli.re pas~are unv o due fili ùi catgut p<'l' chiudere la ferita. sangninan1e ..\llt> roltc si pOS!-;OJ'Io Yed(!l'P IH'] forolai<• polmonare l•;rhcp;g-c laneiah•,·i dal proiettile; nnc:l1e f)nestc e inùitatf) to~lierlc . .Pe1·ò DPIHlg'C non cn~de eli far utanone pc t· n n dare a J'ill\'l'llire le schegge, ritenendo noci\·o il wollm~n1n ento drll'intcrYento. La dliUSlll'<\ clelJc gra.ncli bt·prce torncie!IP. llWITÌÌ la sutura. il più tlelle ,·otte non l: r ea,lhznbilc; in<1ltr1: essrJIIlo,·i lllolto pcdcoJo rl'i.n.f~zio· ne ph' •n·o·polmonare è ntile chiurlN·e l'ol'ilido <:'on un ta.mpouamcnto n hotton(' di cami<·ia. l'nh· u~c nicn , meJ ttJ·p chiude ht b1'<·ccia pnrictale, assil'lll'<l il ùi·cnagg'iO tah·olta nccessu •·io. Lasei<tto in po:sto .J.S ote questo tamponameufo fann·isce la pt'oduzionc d'ncleJ·cnze, ostacolando la. l'i· rmllu.,iolle clel pncnmotot·aèt!. Pet·ò, per· ottenere l'effetto <ICRiòerato è uece:;;:,;ari(l, atfcrHJ<'l, ncpllgC, prima tli ffll'C il taUlJ!OlliJffiCJltO, di ripOl' t a te il polmone a (o n t; l tto della parete tora.cira <·on l'i n su tft<1zione mcr· cè un apparecchio a ipcl'pi·f>s:;ioJu:. 'rn 1(• nwuoYJ'H pi'Pl':llppone l'emostasi JHllmona l'C n~sicu ra,ta.
Ù) ~C la, COlllllll.ÌCilZÌOIIC è :;tl·ett.il. :;i puÒ <lg"iJ·e i n ÙliC llHlllÌ Cl'C ÙÌ -
I'•'I'!>C. La. ptima da appliearsi alle ferite suppo8t<· non iJ1fettc, eonsiste nella sutm·a pleuro-mnflcolo-cnt.'lnca. pl'eda accllr.tt<t toletta. Anche iu tali casi l'ipet·twessione può dare vnnt:tggi, l<C\Ih('ll<' non indispen&'l.bile tan~o più dte può es!Sere noeha (pcl' l'a llllH·nto o •·is,·eg-lio tlell'emor•·agta.) .
I..e fe1·ite nò Ol'ilicio piccolo (: lu~ p<'I'Judtono l'enlt-ata ùell'ar-in nel t~t·ace. supposte infette, ,·anno t.mttai(' con il tamponnmc~nto n hottone <h ~il~1icia. Negli c motol'a.ci chini-li. l11•page <·onsiglia l'nstensiouc. Solo 1 11 ~ 'ISf:Hma ml'n te c.ow"ig'li a 1'inten(•nlo e precisa me 11 te qua n1lo 1111 fe r ito con emotorace ahhouùantc presentn ipotcrmia, ipotensionc (tcn~:~iouc ~tteriosn, temperntm·a. e polso Jll'('l>i ogni mer.z'nr;l) c nonostante il trat.~ .u~ento ::tppropriato dello shork, p<·g~iora, :tllm·a tale situnzione giu · ~ lh~·a uu in tervento opcNt.torio. Però esso tlcv'e~~('l'r> ~'~egn ito con aneRte~.Ha locali' o regionale. Depagc ritie ne pericolo~<o il pnei1motoraec 0 Perntorio.
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Combierr:; ~> ~ l nt·a t·tl, Thè,·enot e D nm.:u·est, Gr(:goire, Courconx e G r o::;s c·otHRatuwuo quabiasi ~pecie di ùt·enaggio n e lle ferite toraciclie, sup poste non i nfe! l t•. ritent• ut1o il dt·enag-gio eaUS<L di !-iUppu t·aziouc. Ed essi, Sl' la ft•J·itn i: I"<IN(a cou estesi guaNti ossei, ll('ttano il tragitto, re· ~:~ecando le sdac·g~c· c·cl i hot·di rlella ferita c . ;;e e~i·ste emorra~ria, l'ailal'· g;tiiO; J•t·atkauo l'emostasi p6lmonare c s uturano <:o-mpletnmente la pa· 1·ete Lot•ati(·a. 'fa h! jnt Pt·,·en to Yiene fatto con un es tesi a locale orrcro (;on la »t·mplk<' init•ziottP di morliua. ::;.:p 1<1 fprita è piccola si ncroutt'n· t auo s1•mpliN•uu·ntP tli c·hiuderP. PPr Pssi l iutencnto <.l'urgenza per t·mostasi th·:.di <'Hto(r>t·a··i thiuHi rnstitnis(·e uu::trarit;\. B sotto il punto di \'Ì.-<ta llt·ll'indic·aziutJt• OJ'C'I':llotia C:J'l•J,roit·e l' Com·c'oHx, si. l'f'~() l allo t:f'l 111wlo dw :-:c·g·tll·: ~P la Jtlltll·ttt·a 1'~-' Jdnt·;tl iY;I c•.-.:f 1'<11' nn liqnido l'lltati<·n 1·itl' <·na~ula twlla sit·itl~:t o in un;t pmn·l t n. la ft·t·ita JllllllHJII<ll 't• !<flng-uiua nnt·OJ·a C'd in bd ca:-:u l•i><og'na OfH·rat·<·. St· il liquido Pmntico non I'IHl~ula, la ferita polmmwt·c Jt!tll snug-nilla pitì <' l'inft-tT<'nto in tal cnso è r() ntro indicato. In ft:llin l:;t:-:1 ialll'lli, 111'1 <'on;.!t·t•sso tl<•lla Soc·iet:ì itnliana di Chi· J'uJ·g-ia a Hnl";.:-ua tl!I]IJ, ensì t'S JII'illlf' la Nllil rondoU;1 nc· II C' fPrite tor;H''' polmnn;~t·i: t• l'l·t· la l ~<ll'c·tc>. 11011 y'Jta luugo atl aziotH· 1·ltirut·gira, s(· la fpt·ita c' puntlifnnllc· otl a <·Mio tt-agitto. ~ l a p<·t' le ft•ritf' :unpie, Re prodotte' tla ]'l'tiÌt•ltili tl'at·ti:..di!•t·ia, la c·m·a tlPn• c>ssc·t·é tale fJil:tle lttl ~iii P~posto JH'I' le l'etilt• in gc•w•t·t·, <:inè si rl!'H· api'Ìrle, ('sciclcrn(;' i runrg-ini. nctt.nlr c Jli'C'pal'ilrll- a~p111'l:tndo i t<::>snti infiltrati, 4liRhtc•·ati <'cl i corpi t•stt·nm·i. i.lisinfelt:tdc• pni cnn il liqnido Giaulll't[asio O Tlakin. Se non ,.i è ;lpt·rltrra d l· ila p lc·ttt·;l. !:1 fpt·ila Rnrù sutlll·ata tot :1 lmc•nte ocl in pat·te sf't'Ollflt> i •·asi. :-;e ,·i \: apt·J·tuJ·a 1lt·ll:t Jd.t•u J·a <· SJII'(·ialnt(•nLc :<;t• il pnc·n· motnt·ac·~ dH.' n ~· t·isulta è ap<'t'to. la f<•rila :<ad h1·tw lllt'ssa nllo :owopcrto n dtinsa. Cnù si ol.l il' tH· uc•l motln pilÌ spnapiÌ<:t' t·lllt un t:tlllpt>llc, sul qunle s m·;n111o rilmltutc le parti 111ulli. ron ~utu1·c il'ntpot·:lltt'e JH'r il tratto cor· ri!-ip"ntl c•uic, nH·n1re il 1'1':-do tl<•lla ft·t·ita ~~ chi11:-o definitintmentc. Il t.;HliJHiliC· s i to~lic dopo 111olt i g-ionti, salro cc<·er.ion(•, ·C si tt·orn allora la. ft•ri t <l plr·m·in1 g:un t· ii a. ('osì f;1('entlo si n nest<t l'P l t fi,_t·tua. il pm•nmo· t.lll';H·P tlin·nta chi11so t· ;:i pt·eriPne nPI nwclo mig-liore la infezione de l h~ p1Put·a c r!t·lla ·pal'eh• . . \lh·n ,· olfe conrit•ttl' f:n·e Ì:l sutura •l1·lle parti molli intc'ITtlNiali c dc·lla plt>nl'<l in ll11Hlo (·!w il tauapouc sht I'Olloc:tto ~t)Jll':l la fp;·ita pl l• ut·it·a g-i:ì c·ltiusa, <· l'i•ì :-.a1·i\ ~[lf'<·inlmrnt(• inc1icato io (':JSII cl j ft•a(tlll'l' ('()SIHIÌ. l\itliOs:-:j Ì rt':lllliiH'Ilti C }'('SI'l':lt(> J'Ol'ZÌOIIÌ ndC· gn:lft· tli 1·ostC', bt s11turn N<ll':) possihill' o. st' nmt !<Ì pnù, il tamponn· rnt•tlto rinsc·i t·:l moltn più t·s:lttu. cc ;;;c esiste mm ];lJ·~a ht·c•c·rin, la sntura deve esset·e fatta n-d og~i mot)t) e potr:'t c!<sPPC ,·an < :ì !!J!Ì O~o ehintl\oJ·c lo spazio intercostale I<~rvt· c·in:~ nl1o c·nn snhtt·a l"'l'Ì!·oslah• o lH·r(·o,.,tah•)(• (·o~tc limitanti la hrccclil IL J'ciJ' il pohuoJH' il p t'nf. H;1::;tiaul'lli è conYinto ('[~(· 1111 intervc>nto di· retto l!l·hba e:-:sc·J·r ri<'ltit·~lo di rado, nrl ~><'11:-:0 di unn tot·neotom~a e_su: tlll·a ch·l pnlmollt': infatti non J,rli si ì.• JII'P:-:t•ntat:t mai un'indl(:MlOilC pt•r Cf:C'g'lli t'l' tal i i n tl'l'\'l'llti cliretti.
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519 .Xelro~pcdalf' t hit·nt·f!ic·o '' Cittù ùi )Jil:lno >>dir etto dn Baldo Rossi, )lotta che Iw fatto il I'Psoronto dt·i f<·t·iti tora{;icoi , co~i ~;i ('!;prime a Jll'opo:sito tlell'inteJTC'Iltn dlit·uJ').!ÌI·n illlUl('liiato: cc Iuh.•t·,·euti dit'•"tti ~;ul polmon~ non fur·ouo da noi pt·aticati cl!C iu due ta~i nei qn:tli pN· g li iltu]ti :o:quat·ti HC'l toml''t• noti l'm possibil<' pt·on-e.l~ t ·e tliYCJ'Saltll'lllé nll'l~ tttolmgin pt'l•,·cuieutc ùu, luu;.rhe fcl'ite del J•L>hucm<.> ~<·•l anc he pE.>n ·JI(\ c·nn:o:f ntn 1i g- li ottimi t·is Hllnt i ott!•ttuti dal ?Ilo· l'<•lli l'OH il pnc•unwtol·:t<·t• t e l'ap~·ut ico, al,hiamo prcl'niro atte tH•t·d a d1•i!l) nwtvdo. S on Pst·lutlo c·hc in tn luni casi l 'intct·l'<'llto 1liPPtlO sul focolaio emO I'l'Uf!ico poF:s:t di\'l'llf ;H(l t wers~;H·io, eonte nellP fpt·it é aprrft· ~~ •umtlo ln hr('f'('Ìa bJI'<l('i<-a nun puv n -'nirc sutur<ltn o pPt·c·hi' troppo <llltpia o JWI'clH~ eonq>liC'ata ;t f t·attu ra conuninuti,·a •l i c·nsh• tt'!lJijl<) f•"tN:n . npptll'<' J>(lt·C'Iu'· tanto la 1·<•ra P ~porl·n 1la far tt•llll't'(' ~rnd ('Olll· plit:tn7.a sc ltit-ILe. M:l di fntlltt· il f<·t·i : c· Hm.tc iclte <·binl'il', o t·hc· si pn,... . l'ono r hinclcrc mediante St!fnt·a o <·on altl'i mezzi. p t·cff'l'i:llliO :tftunr<' il ]ttu·Htuolo t·:tl'P dopo di :1\"l' t't' , .,.1atc1 <'<'llljdl'fnnwutc il n•t·s:tlllCllto. La sunll·a :-:in a strati <·lte i11 tllass;t dt·H· <'lltll ptTllll<'t'l' :wc· l n· l n p le uta p:l· :·it•lalc p<' t' C'I'Ìt:H'l' l:t fm·tna;~,iotll' di t•tt risc•tna sottnf'Ht;tll(•o 11. [O, ltl'l l't•scwCJUtO g-i;Ì r il:tttl dc• l (t·inws(I'C h t ~JiO · SPf f (' ll t ht ·(' J!)J'j ~Il ({jl fl'l'iti hll'll('II· ]'Oltlllllt;ll'Ì <•hh i 0C' I'<I:<iOtH• Ili ('S(·~IIÌI'(' j Ìllll'l'\'Pilt'Ì (' JIÌ· l'flt·~il'j ÌllllliN] i:: t i, ot\I'IH·IIdO l !!ll;lt'i!!'iOIIÌ C ;{ dc•c·('ssi C ('OS Ì C'IHlClll· dc·,·o a ta l proposito: cc L a ,., t al ist i<·:t ;l .. ~! i in t<'n·,·uti lll'l' tot·;wotmnia in primo tempo n on i> ('(•t·to molto ' 'onfnrtantf'. r-: dm·r1·osn p<•rc) dielt iat·at·l' <·hc tale intt'lTc·Htu t s tat o ''"l'!!'lliln iu ft·t·it i tPolto ,zt·m i c·nn frr ·w •rlt<•lett·ic·ht· vistose•. t·un ;!.1'"""'' ,...,·ltc".!!!l' llll·talli<·IH• t•ttdo pnltllf•ll<ll'Ì o <·uclo-p]Ptfl·!l'bC·, t·otumis!l• n :-.tull'a <' 1'1111 t·nw t or;u··· tlMI'\'Illl' . c< L'in tetTPlltO in primo tempo 1\ intlitalo s pr<"ialutcntc llP!!Ii <'tnoto· l'Hd :l]•t•l'[ i Nl n nch(l c·hin si. qtl:tnclo Ps islnno fmttu t·e ciPI] o :-:dlC'Ie tt·o e Jit'l'lllall~ouc-. p1·oicttil i di una c·l'rla l'lltirù nPI c·a,·o pletn·ko c tH·I pa r<:n· t hima polmoll!ll'<'. ( n,...ontm;t in :;lli c·:usi d si atli;•nc all;t t·c•goht g-ene· ralc: drg-li .-;ln·:gliatnc·lll i atllpi c·o11 n s pt~t·l;~;~,i <Hi è 1U tc·:-:snt i <·olllllsi, stheg· !!:<•c:'f cllllb , t·itllllldotH· dc•i t'lll']li c•,...tl';llll'i t'l'C. c, :<t' s i 11'<1\'H il pollltOlH.' hH'I' l'alo, si t-~-<«'!.!'tti:o:c·e la pnc•tiiiiOt't'ali a ut·:rli iutern~uti t<•mprsti\'i t L0-12 01'C llal h· t·i!flPlltoJ. Con t;tlp c·oltdlllt;t. c·nHIC' twdi allri lt•ssul i, ~i pos· !':OtlO C\'Ìl..'ll'(' lt• g'l'H\'Ì <:CIIll]']Ì(':t%illlli "l'llÌI'hf' . ('<lll~l'\'llll ~:tS:<II";\ ('0111(\l'('l'il. (lÙ :lllc·hC' h• 1!1';1\'Ì cmOt't'H!!i<· pat·ic·t;tli (• polnwlì;\l'Ì 'L E!5po~tl' l<> fopinioni rlt·i dh·c•t·,...j c·l:inn·~i l'!te l<Ì ~ono OC('IIpati dell'im· JIOt'ta ntp at·oront onto òt>l tmf l<ltlll'llln c·hirttt'"Ì<·o imm!'tlÌilf o JH•i ft·t·iti to· ~ ~ ~ raco.polmotiari. ·riuflsuiiH'I'rJ r·(JIII C <·r,lldll iiÌ()III ' la conclot la da ~l'~ uit·<' in tali l':tsi, SI'COtldO la 111ia I'SJ,. I'i(•ll/',;1. li 11-attaml'nto ehit·tll'g-Ì('O i tllllll'•lia to è sf'tu)ll'<' inclirato , e quì 11on \''t\ dif:lc·llsr.:ione tt·a. i chi l'lll'~i. JH·IIc· J't'L·it<• torati<·he apPI'fl' , poit-hè h tt·~umatopuea JX' l' l'm;fissi;t dt<' 111· t·nn:o:Pgue c spesso ~llwh<' l'c·mot·t·ngi;1, Ullnuf'ci auo .,.ran :mc nte la ,·ita <h•l fl'l'il o. Tal<' :-ort! W!':O d!'n' (•ssp t·e ùato al Più pt·c~t~ nt>lle foru.a ;~,ioui s;tllital'ie più a 1·anzatc. (ambulanze chi· : 11 ''1-!il'lt(.' Nl' o~pctlali da t·antpn sp<•<·iali;~,z;ttil . L'in tN'\'l'nto <l ' ur~enza. tu tali ca~i, è non solo c·nt·ari\'u tl<·i gt·a,·i fcno nwn i {!Ì:Ì t·ilc•va t i, ma è anche profilnttico clell' inf<·zione drlla pa ret(' tor nri1·a, plt•ut·ica c pol·
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JIIOlla,t·c 1 .ineritabile iu tali fl'titP , p1·oclutic iu g'C.llt'I"P tln Jn·oiPttili cl'arti~lieria di una tuta entirù. dt t' c·'onhl111inano estesamente i tt~:-;:::nti 1'011 i fJUali vc•ugono n cuntnLtt> anl'lll' pN· i corpi !.'~<tra.nci che trn::<]'Ol'· till10 l:ou loro (l'rn:<toli d'intlum<'nti, JH' I i, ll'l'!'ic·c·io, t•rr .). T.a ronclotta d;L tt-ntn·<' è la ::<c·guPnte : . \ppen:1 il f<•J·ilo fll'l'Ì\'tt ucl hw~o d i rnra :o:P, c.omc tli toltsucto, è in JU't•d:1 a. g-J·a,·i fenomeni g<'HPt·nli di :-:ltoc·l,, ~~ nerps;;;u·io HH't.tPJ'l() subito a t'ipo:-:o in ambientP J'israldato, in pn:-:i1.ione l'OH il tronco ~<opra elenltu, f;u·p :-:11hito un 'in ier.ionP ('almnnte. 1n ~euere e:c)n ta-l.- tJ·a.tta · lllen t o :<i rù111 i ma :::n h i t o. Se non 11:-:ta ntt• ciò il pol;::o pc'J.·sist~:: p i ~colo t'Oll hax~u· 1n-e ssionP, si f;uwo delle inie:doni ecdtant'i, ipo<h•l'nlO<'lil'ii. ere. f.: fln trncr presPntl' rhe in t;lli c·asi l'intf't·,·ento più <~ r·:lpillo e pjù 'Jadluwn1't• l'agg-inn~<l lo ~·(:opo . L'anc:-:(l':<ia ~<'TH'ndr dai p iù uon ~~ ennsig:Jiata c quando ,.i ::;i dPhba t·ic·ol'l'ere i• ht•lw pn•ft:t·irr J'eiPrir.r.ar.innt•. E' DH:glio tollerata, l':.uw,o;tesia loeale o l'Pg-ior~:tlt: : qu:llcnuo si contrnt.'\ dPlla sol:l i'nie~ioue eli mo•·fuut. X01l'intrrn•nto f. uec·t•:-:;;:nio eseguire In protiJa;;si t·hirul'gica più "''l'Hpnlosa dPlta pnrcte tor;ldca. a:-:portnnclo tutti i tp:-:suti contu si, t•se· ~neudo la sdtt·l!g<'dOJuin 1 :o;lwi:rl i a mlo pn><da la ft>rlta in modo da poter far!':' il pt·Os<·i ng-am('nto c'cllnp'lpto rldl'Plllotnra<:e l'Il aspOJ·tH T'<' tntti i c·orpi ('stranei t·hE> ,.,.PHtna luH•nte potcs:<et·o i'I'OYal'si 11t>l cnYO plenriro. E :o:e il polmoru• JTOil è lr:-:o, l'inter\ento \"iene terminato t:On la sutura at·e nrahl della val'et.e plem·o·llllli'irolo·n!l·nlwa sc>n:ca clt·Pu:l~~!'io nrgli i uh:L'\'euti es<'l!llit.i nellr prime·~~ C\\'t' (J'<> r· ira eontaminata). ):ci lUiéi casi ),o ~t· mpt·<• potuto <·hincl(>t·e> t·umpJ,,tnm<•ntP 1:1 p:ll'Pt<'. Qualont ciò non sia po:-::-:;ildle. t> si al>hia Juhbio cl'iufrr.ion!', i· hriH' 1:1!-lc' iaJ·p un dr·enaggio. Re iun·t·u app;nc 1W1la hrecda, O\' l ' l'I'U '<·on hdlit:ì, ad una. ra.pi,ht i:o:p<·zioJH· :-:i h ..n,·a lP:<ÌOlle pulmon:T l'l' :-:l'ntplit·P on·ero eon ritenr.innc di t·or·pi est t'allei t~dll'g~t· o:-::-:t'l', p1·oh•tiili, :<pe<:ialtnt•utc di nn:l t·Pt'hl eu1ilù) t'a<:ilmt•ntl' ag~t·<·llibili, ,; n t ile asportnre i f'lll'pi t>:<l'l·aTwi c far<' l'emo;;t.aE-:i polnJ OII HT'(' t·on xutul'e, JH'<'YÌa (•,·entuak I'Cg-olar:ir.zar.ione dP.lla snpc>l'tieie polu.tnnnt'l' J'Prita. PE'l' IH sutn t·a polnwna1·e è p1·eferibilc ado· perul'C ile:tl~llt. Htt·dio, faeendn la ;;ntu J·;t in 111odo da illtt•t·t•ss:u·c uell;1, profomlihì tnl ta In pa1·te t·rnt·ntata. AuciJe in tali C'a:;i, :.;e :-:;i inte1·\'ieJ1E' 11rlle pl'inle :!.J Ol'P . ,., hnon:~ I'Pgol:l sutnl'are <·ompl!'tamcntc 1n lJJ'l'<:f'Ìa I'Ol':H·ic·a !<l'li W d t'PIIap;g:io. ~r l'<lJWl'hll'lt torarit·a è pi<·cola :srur.a lt':<ioni OI'S<•e <! cla ll' t•s<tllll' r:t~lios<•opic·o si c·onsbht ;l!<S!'ll7,a 4li pl'oiPtti lu O\'\'Pl'n :-:i l'Ì:-H:ontmuo p1·oi1-·t tili di 111111 g r:n·t• Pntirù t di fucile, pallPl te •li f.:ltt·apnt·l s, pkc:ole f.:f!H·g-~P di pl'oiPttili d··n·t ig-lirl'ia), l'i si puù aecoutenlat·e d i' Ila sola sntnl'<l dPlln p:trPll· toJ·ndt·a <·on le> -l't'goito indicate di )ll'olilassi ('bi T'llrgira. · In alc·mti !'asi di atH:t•tum to1·acint pi .. <·ctln st!ll~a. IP:-:inui os:<t>i.•1 mi :-:cJ' 'I) :-n·valso ('Oli ,·anta~l!io d.Pl pal l<lll('i llo tli gomma rlt•t llnrclli. clw l'l'1'lli;-.za. iu 1111 111odn molto :-:<'IJJpli<·r quauto ))cpnge <:ollsig-lia <·on i l suo tampoltallH'nlo di g:II'Y.a a hot ton<:' eli <·nmit·ia. Il pa-l Joncino sterilhza,to , · icoHp in t T'0do1 jo alllos<·ialo TH'I l':tl'(l p l<•nric·o. pl't'\'Ì:t profilassi ehu·ul'· ~ica, c[(•JI:J ft•J•i(a. (' qnindi xi ~Ollli:t l'OH \Ili insnfftatoJ·e tli RirhH1'<1>:on fino n rltiudrJ'f' I'T'IIIt>tic·anu'lltP la l'c·ril<t. J lnpo g:onfìnto. il palloni' f(lt·ma
llll<L s pecie •Li cle~sid1·a ~~.:on la pat·tl· IIH: tlhtn;l ei:-:ttvtta JH'Iht ft>tita dt·lla patete tot·acica. Esl'll 1\ .imlil-at'' qunJHlo si suppone la. ferila possn. c:<set<e non contaminata, ma infetta. ~d <111\·lte flll<tllÙtl l 'cmol.tn·nce (: piu tto:-;to ·~bbondante.
poiclH! pcl'JUI'tlc di pratieare iJ p11f'Ulllotot·a<'e tel'ì~pent.ie·o. seconelo le norme l-{iù. e:-;poi:'te . Cnn il pa llo1u·ino non si ostacola la chiu snl·a ùella p lcnra c nello "tes:::o t•:mpo, ;;i riesce a tlqruinare meglio la cw•u tna le i n fezionf' d Pl !::t p a n: H• i n mod1> da potere cvi tnre ht forma zio ne di l'Illpiellla di origine pnhl·tall·. l'\' 1'0 •.Jli<IIHlo la, f\>ei ta. fl1•lbt pa1·eh~ toraci ca rsi suppone !-;O]o coutaminnt.t l' JJOJJ inCetta ù preferibile la cbht:>tu·a completa d ella p<ll'l'tt' nJH su t ura . . '.lla chiu~'<u ra della parete si attrihuisi"e la form;tzionE> 1h·ll ·e uli :-:\·U1a :::ottncutaneo: in t·iten;;o d1 e tah~ Jll'COI·cupa~lone ::;i;t ef>;tg<mt (;l ; in ogni modo io non l'ilo mai ORI'enato nei miei casL Qua ntlo si ,. hi ml(· la JIH t·c t e toraci ca, !in q nalsiasi ruodo :tvn:nga la, chiusurn) c 11011 s i p1·ue·('dl' allo f;\'tiOta.ru euto clell 'emolorace, nvnn•o 11ei casi di fel'ita pnJmoJWl'c, non si sia, praticat:~ h11 stitura e mo~tath-a, è sempre imlicmto c:ompll·lat·l' la. l'lll':l ron il pueumotol'aee terapeutico .Con la tee:n.ica )foi·Plli. Vcrcesi, nella sua n·ht~ÌPH <' molto compl eta <'•l aecurata , '' l'> nlla te1·a pia, ùellc fer·i te tor.a~·.o· polmona ri > •. 1·ifcrisce gli cl:liti di 64 casi rlj )~Ue~u~otora.cc ap<'l'tO 11\· nt.~ in Ili :~o ('HlSÌ a<lop_PI'Ò i pall_on ~ini M~J 1(!111 tn apCJ·turl! non <liDIJI<' 11-:..! o· t•nt.) (•d otttnne 1 l'eg·ucntl I'lsultatl: 11 ;prariti, 7 casi di eomplintzion i ph·u t·ic.:hP, :3 ca!-;i d i llt'Ollto-polmnnite, 'i l':tl:li di empiemi con :3 modi, :'\ e·;tsi di settirNnia t ntti 1ncwt i. ln ~ casi iu,·ecc f·on fc·dtt• au1piP l'ompli ..atl' a frnttnl'e f'l'eguì la. \:lu·a chirnrgicn : Pbbc :~:..! gua t'iti ed un olPcesso t ~w tU1·en1 i a ). Nei gu:uiti ottt>lllle in t nt.ti p!'ima. intl'nzione . (~nindi il Ven·esi che~ fn f'ollabm·atore di l[IH'I~lli, m entre ritieuc i p.-Jilonr ini ùi Yalore ilHlil-lc utii.Jilc nel primo stJCCOl'So (posti di medica~iotw t·cg~ int<'llttl le , sezioni ' di liHnità) n ei p c · 1·iodi. di azione, li :sconsigli<t Ìll\'CCP 11c>gli ospeù;Lli. 'f erra-Abrami in :i uts i ha adott:tto pt•t·la o·hiusnrct della hreceia elell:t parete la tecuica. M.orelli ton i l se;:{nCJl te l'i~ulta t o: in un c nso gum·igione senza alcuna t·cazione; iu .J: (·;t:;;i i• ln piemH. Ln 'i casi ha. chiusa la breccia r~perativa-mente con o senza inte 1·n~ Ht<) s ul polmone, ,~,·e ndo i sc~ut-u ti t!SÌti: 4 Cilf>'Ì RCll'l.<L alt;una l'C:;tZÌ OllC: ::! (':ll"i eli empil'lnH C I.Jt·oJH:O· pO]lliO· l!ite; H1 un caso m orte. E iutlicat<f l'illtetvt'Hto IH·II<• fc>ritc ior;tto-pohnoual'i chiu~=:e:' Qnesto prohl('ma, ••be La tanto appassionato i c:h irm·gi, specialmeute fr·mH:1•s i. e pritno fl'a tutti il Dtn·:tl , n t c·:-:a.miH<Jto sotto du(• p unti di YiHa diversi:
r'"';i,
l" A scopo ('lltostatil'O JH'I ' ltt g'l ':lYn c>mOr'l'a g ht progl't>:-::->inl òi origine polmouare; :.!" A s<·opc' p1·ofil :rttt i<·o p(' l' ]p ~~·;) \: i infcz.im1i po~sibili , non eHdusa In ca u(•r<'ll" .,..,"'"O"'a t;> b( l'
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, . ~cg)i o'mOtOrllCÌ Chiu:-::i ÌO l"itt•np;o 1"011 {OilÙ<1lllCIIt0 1 in halSC' <L ]:ll'g';l
( flfJl'rtenza perr;onalP. che )l ptoblcma. rlpl]'pmoi<tasi polmonarc, salvo c·a:-:i eecezioualiF;simi, s.ia s t ato lll"illnntc•nH·ntc 1·isoluto clall'attnazione ù<·l
522
pneumotorace terapeutico Forlanini · l\l on~lli. I nfatti negli emotoraci pro· gre:o;sid c he ~ta1mo a·d indicare una ferita pleurica. c specialmente polmo· IH'll"c ancora sanguinante, basta, to~liPre il :,;;wgue e sostituil'lo g r aduai · m<>nte co11 ~u-ia tiltrata :-;i.no a Jn·essiont· pmdtin1t +*+ 8, secoudo le indi· cazioui ùel Morelli, perchè ce~:;si og:ui stillicidio per il meccn.uismo già esposto, parlando del pnetmlOtorat·t·, c quindi tl'~~i non ~olo iJ ,·ersn.· mento pleurico, ma anche l'emottisi e,·eutun.lmente concomitn.ute. Di· n;mzi a.ò un ml'tollo <·•l~'Ì por·o )(•Rin> P tl'aumatizznutc c di tanto facile a.ppli('nziOJW con l ' appn recch io ~c 1u 11li fic-nto (h• l )lm·ell i, .non mi. pare d1e si11 perme:,;so iusbstel'C ult<'rim·mt·uh• suJla toracotomin immerliahl a scopo Pmostntico, t'sSPJHlo qnc~to 1111 iutt'lTento Remprc gravissimo, per qmlllto ahilmentl' c l·:q•idaml'lltP •·,.;piP1aro. in fe 1·iti per ghilltl:t oltt·cmndo ~mvi pe1· l'PmorTa~ia c l'l'l' le r·onclizioni gcnet·nli quasi sempre alla.r· manti. Quindi i fct·iti toJ·;l(·O·!JOin,on;lJ'i eh iu ~i con gr;we emorr;lgia (emo· torMe, cmoHi~i J dt'IJhono rnusicl!•J'iH'si :uwll'essi in trasporta bili eù essete in consegnf'n?.a rÌ<'(I\.l'l'<t t i nelle fnt·mazioni sanitarie av;ulzate (nmbu· lnnzr dtirurgil'lce, Hudei cbirurgiC'i, osper.laletti cla campo specializzati) pr>J' aY(' t'C pronto xoccot·so. Qucs1o dc,·c consistere:
1° ~rlla f'.uri delle· •·ontliv.ioni ~<'lH·I·nli g1·axissime pPr lo più do· ,.11 ((' al lo :-llork. nel modo giù th·tlo :
:!" X1· LI' a.pplic:tzi o n c: i mwNI i a ta 1l(' l p llPtlllmto l'ace t erapeu tico. Higu~u·do
all'altr·a <JUel'tioHe del tl'atbtmcnto protìlattico p er 1e hl· fezioni· nellP fn·ite tm':H·O·J•Oimon:n·i dlins<'. io credo che il caso d'in · tcrYcnto Ri pre~->r nti molto l'ill'illllt'ntc . l nfa1ti l'interYcnto ì• solo r ichiesto qn;Jutlo ln fpJ·itn è J>l'Odotta, <la scheggia c.li proiettili d'artiglierin eli 1ma cer-ta enti t't, la q tmlc produce ~uasti n~Rt' i nella p:l •·ete tol'ilcic·a. spa.p· poi a Hl l'H t o poh11o nm·c• r·on trusp01·to di Ht·hegge Ot-:~->ee e clctd ti tcgnmeu· t:n·i e rl'indunwuti. Eblwne iu i·nli ferite è ben ram che la ferita tora· cira :siu cotnpkllt lllt'lllC (·hinRa . Jn · o~ni mo1lo, tlopo nn esame radio· !!l'aiko, :-;c ~;i constatano le eondi:doni sun11otatc r·ou proit'ttilc ritenuto di uua. certa• eutitù (sdwgge), l'in tc·rYento è indicato, sebbene gratis· simn, poiehè alt1·irnenti l 'inft•7.Ìolt(' uccitl<· il f('J·ito . In 3 ctu;i d('' genere, trasportati al rnio OSIH'rlak ili ritanlo JH'I' ragiolli illdipendenti da ogn i 'oiOLtt~l , si <'l'a s,·i lnppabt rl'tugt·enn gHsHosa, · ln quale, nonostante fo~se Jimii;tta e fnR!'C'l'O stati fatti ~li l'ln·il!li;Hnt!llti più gcnero:si; aspul'l:;tudo il t'P~<,nto rwhnunarc r:lllg'l'(" llato ccJJt il cautr>1·io attuale, f!' ('e il :-no fn· ta le !lN·Ol'l'<• pt•ngt·essivo, ÌD\'.ttlcnrlo in nu caso ;mche la parete toracica. 'fali intenenti <Iebhouo e~se1·e (•sc•gu iti cou l'anestesia loc.aJe. E r;ufHcien te a Ho ~<r·opo reci!lPt'C 1111:1 :,;o] a costola piuttosto a.mpi:un(>ll te, ra,raml•nte cln<·; è 11til c fi<'gniJ'P il t 1·ng i tto per a>;portnre tutti i tessuti f·ontusi dcll;1 pm·cte <· fa l'e ln sdH'I·n~(·;:lmuia; tol etta del taYo pleu rko . . H-"'porfn?.ione <lei c·ol·pi er;tra nei cl el poi lllvne, dci tessn ti polmona ri con: tu~i, (!ntostolsi <·OH fili d i eu lgnt. Chiu~<m·a completa della parete n l.'gli iutel'vcnti eF;cgniti nelle primc: 10-12 Ol't'. Come ho detto, tnle indica· zionc è ben rara. N el m io oRpcrlale ~<Jif•cia lizzato, dove si ricoverava_no tutti i feriti torndci della 7.0lla, Rolo tre ,·olte ho ùoYuto iutervenu'e .con llue esiti fa.yoreYoli ed uno lctnle (Yedi r esoconto citato).
523 ER"'B f'0(.)f 0NARFJ.
E' un accideute as~ni r aro dw t·irllicde sempre l'in tè t'n•nto c hirut·· gico imm<.-diato e de,·c essere' eseguita. la riduzione o la. l'('~l:!zi oue. Kigrisoli in nn ca:-:o di er11ia rlel polmone ùestro da sc•ldacciam ento c t'ottur a della ]nl.l'c'te tontcica ::;iuh:tr;J. vide la t·iduzioue •h·l y;seet·e se· guita ùa ottimo sucet-sso. La resczione, t'gli dice, ù i ma:,;).:irna si deve rifiutare, pet·cllè spes:so ag~r:wa le condizion i <l cl tra.u matizzato. Anch'io n e ossct·vai' un caso.> nelht gucn<l di L ibia (l) . cl1e <:tu·ai con la, riduzione. Kellla ~nPna italo·nnstriara non ne ho os!'!ClTati.
r ,.
J l i c><;f'Upu solo tlel tl'att;tmc·ntll di qHcf<to, poithè l'<•nfisetua sottocu· taneo loca lìzz;~to g-ua l'ist-v sponta nt•aJIIt'll te c non pl'CI:it'U t a q n i ntl i al c una
ilup•H'tauza éllinu·gi<:a. llu\·:1] , u e ll ' enli sew<~ l'l'O:,!J'ess iro, dice che due sou o i n1ctodi elle JHls:sollo atlottat·s i: la ~Snttu·<t <ldla. f:edt;;t poJmo•Hn·e. tratt;tmento cura· tiYo .: le inf'i:>ioui. c·JJtanec multiple. tL'<Itta.meuto pallia ti,·o. :::ec:ondo il chii·•n·rro fnllltCi't' il trattamento l)<llliativo è suffi••ie ute c clù mitr!iori ~ ' o J'i.')u [tat i. Makin:s, JH'I' il t •·nttamc:nto ùell'cafi:s<'mn , qualunque sia la c~au~;a <ll la qua le è tlon uto, indica la toraro.tomia co11 t e:sezionc ùi una costola . ).'p i tJ·e casi llL•I' p•·imo osp<••lu le ciJiJ·m·gico << Citt;1ll i Jrilauo » iu d ne ftrt'(Hio n~n te h\ ~ca r-iik:'lzioui i n l n tto il c:ol'po, otteuetHlo un esito fa,·
\'Ol·c,:,.;lc et! uno iufHusto. Felice R ossi co:;ì ~;i 1.:spl'imc: a tal propt)sito: <c Qna.uto a.ll'eu ust·ma sottlwut;wco l"m1icO tl·;.lttanH:> uto 1·azionalc è la. sn(u t·a a tenut<t d 'aria , a p iù :-:tmti. deJ Jn fctib t tm·ac·i<·a con t'\'l'U· t~ta lc su.tur:t polmon:n·e. )fo. fnr qut:sto ~o l o in <:asi di assoluta neces. f;Jtù, qt1amlo cio& l'en fls<·mrt rag~inn~c p t'O[)(Il'7.iuni gigautes~ he, pe r in· \'3.f$ionc di tutto il corpo eo n peri c· ol o de Ila ,. i ta : fatto rhf' ~ pet·ò molto
ntro.
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I'Pr l 'eli HsrnHL mNlia:-: tiuico il tt·a tta me nto ronsi~t<' i 11 incisioni p1·o fOlltle a l eollo Jat.e1·almentc alla trMhea fin giù d ietro lo sterno, :l[}l'CDdO lm·gatnente in YÌII· ott.u:-:a. ]O spazio perHmcheaJC (' pel'Ìl'l'>Ofageo fillO :t raggiungel'c la colonn <L vertl'hm.Je c il pericartlio J>. . Il pt·oblfnna, ùke il ;\IoreiU , è ùi g t·anùe interesse e di risoluzione
dtfflcìle. In. alcuni. casi io ho a.uwen tato il pueumotora.ce esistente ed ho as· sistito ai fatto .iJ.Cl appare uza. para<1ossale che immettendo gas nella, pleura è \'Cl1 nto a Rcoruj)<triJ·P l'enfi:<ema rliffn!-;0. lUa questo è possibile solo qna n<lo la sin ti si p l eu l'l e;~ è mi n:i.Jna. c permette la. costituzione del pneumotoracc c d 'a l tra part(• n f01·o pleol'ico è euRl piccolo Ù<~ permet· tere quell'aumento di il'llsioHe nel pn cumotorace che potrà sta.c care l 'ade· renza. M:a tah·olta il pncumotornce non esiste o perchè il proiettile è
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(l ) CACCIA: Giol'nale 1li medicina. militare, gennaio, 1913.
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ir.:. '•
52+
lJellt•Lralo iu u11 punto <.:011 sinlisi eolllph-l;l o l'l'ITilì· ,. i è :-;iutisi totale del polwonl'. )."el pt'imo ral$0 ~i t·PJ·<·IIi ;Jitrtm• neJl'aml>ito polmouare se ,.j è plcura lilu;nl e f(lli :si ·t 'nstit.!JÌst·:l nn ptH't!ti!OtO!"<l·Cè: ~i ohblil{lll~l'Ù il polmone a retraL·si, a- COIII]ll"ÌIIIt'J"si non più :<nll'ilo sohmentc ma anche <L 1·ido:;;~o clcl.la ferita. st('s»a.; :::i impl' 'lil"it la J"um~ionc polnwn:u·t• e l ' t'Il· tisem:t ~<ottoc:HtnHeo ~:u·i\, ,·into. Haunucuto nn ft•J·ilo mostmtomi dn Llll t·ollt•g:a l'Oli enLiscmn così dif· fnso 1la a n- t·e ingr-ossn to [l(:l's i no le tliLa 1Lelle nw 11 i. ('nn In )JCI"C11Sf!iom· 111i parve nn·t'di1·e uu liP\'C e nÌolum<:e; la Jllllltlll"<l t•splot·;Jtha mc Jll' ,[ipd e la et·t·tczz:t ..\ llora con Ja. siri11:rn tli :-;ieurpzza di Fod;tllÌJÙ, attl'a· ,·erso il :::an!!tH' t·<•stl'uii un r;l:<;to J.;llt'lllllolorat·l' : si ehhc l11 l'<lpirln gna-
J·igiOJlt'. l 't'L" 1111 t•nH!-:PIIla i n t:<llll)JO di sitlfisi rotHplda , u quawlo la. t·ostitu· zio ne tl i p 11 e 11111 clio L" a c·.. s 11 flkic•n t.•ntt'll t t• t o m pl"P~>'S i n> lHm sa r:'J p ossi bile . .\lot'C'Ili <'t"<'dl' si dt•hhn ;ltt l!HI'I' Ull<t totac·otomin· n! pnnto di f'ntrata, ùel pt·t,h·t t il<• in pl<·IIJ'a t' poi~~· ~i troYn ;Hierenzn ple,Jt"it·a tl·cde pos~;a (•s!';Ct'P suftki1~11tc J·ompt•J·I:t per· pcmwtlc'l"(' 'Jlll'l la l"{'t razione polruonm·c che .·,Jiu <le tù ln fl'l"ita t' t·hiwiPt·ù poi la h1w·cia tonH·otomien; se im'f'C'e l"acl(•t·enza è teHnr.t• :-:i •lon·ir att natc ];\ t·twiltll"<"l· dt>lla p knl"ll !':utur:w,lo ; .t •nto polm,>Jlt•. p lc•11t·a ,..i~N·alc, pJc uJ·a pn rit•tale l! tP~snto !';Ott(lpleu J·ko. E I]IIP~tn ,-.. pl)s:-;ihile \lata l 'tHlCtt'IIZa Jll"t•t•shdt•ntt' du· ci gnt·!Jllt.i:o:i•t· la t!'nuta <!t'i punti di filltltnl. (iillllll•'l'illi. w•L sno at·(· ;n·atn ];~,·o t·o: 11 l>l';.!:li Pstl'si Pnti~l'llli !':Olt.OCil · talll'Ì d:t lt·siollt! dt•l totaee », cnnclwlc! l'Il {' l'ilwisioue l<walc c la pnn· l n m dt·l tcw:lf'P h:t nn o un vn.lm·p f;tol'ico !• t hl' <·ol h' t'C) JHlscenl'-r ocl iel'JW :o:n lla C'hi n11·g·ia po lmonarf' hiscl).rlli'L agg-t'('llin: db:ettame nte la c-;wità to· J·;IC·ic·;t I'Ll il polJII!Illl' ]Wl" s11turarlo. ~in p<'l" sorro•·~o llllllll'lliato per la,
'"i ll:lf·<·ialln' as!i:-;sia. sia }Wl' Il' ~L"<l d c;ollsl'g'lH'liZI' pos tLumP ( p11ClllllOto· t"<ll"t' ed rmntollln. e iH• J·iduc·ono JIP i"tU:lllt'lltc•mcnte l.1 fnnzio1 1e polmo·
Il; 11"1 'l.
lo 11 c•i podti {·asi ossl't·,·ati di cnli.-.:t·ma J i tl"u:-;o Jtoll Ilo . fatto aknn t t·ail <1 tlll'll to <'~li amnuliati .;;(,110 tntti gn:niti romplctamt'utc•. ~olo iu 1111 c·;~so di ft•t•Ha. ùella 11";H·hea. n111 l'llli:-c?-ma, getH:•ralir.zato cllt· a,·cyn, inn1:-;o <111f'IH~ il mcrlhn•Lillo, ft•l"i la tmc·llt•ntomhL e :-;nhitn Yidi t·t•ss:ll·e i :-:i11tomi di miuacl'i:tntt' mdi:ssia. Fw-tnitn e fortuuata com· hiuazi(I)H' \'ollc• d11• fo;;st• IH'<•spntr nll"atto npPl'niim l'il.Lush'e lnriii~J:Olng-o JH'of. Ft'I"I"Pl"i ci<•ll'T~llivc>J'sitil eli Homu. ,. ,. ,.,·c·si :-:11 1~!) <·a:;i d i f(·t·itc penet nwti chins<· tot·a<·o ·pollltOn;ni t•~"'" l"I'Ù :!1,:-, 'in di Ptlli:-enti sottoc.utntwi rollllllli e trc> t·asi 1li l'lllì:<,'llli >;ot· t'wntauei ditrusi. lu dut· (·a~i nf:ù i l l'll\'lllllOlol·a.rl' ;u·tificinle indicato dnl Morelli a -l· 1:!. + lli t·nll c•silo lntollll: in \IliO dMè ftg!-!ÌUllgN<' :1Jll· ri<• ilH"Ìl'iOUi ai Jat·i tJ!'] r:oJlo . .:\rl :{~ f•a:-;o non pole t1do atlllill"l' il p1W1111111 lo l·;we p<'J' le aderenze, I"ÌilSl"itr. ·iuu ti li ]{' ;lliiJli(' inc-isio11i. f\'1"1' [Il sht·i~Jinlll<'lltO dclJrL fCJ·ita., danllo <'Sito <lll'aria \[J it•uJ·o tom in ). Anl"IH' Kt·r<~fini in nn caso d i enCi:o:elll <t g'<'IWJ·;tlizzato pc>t· t•·aunw 1lel toJ':li'P gu:tL·ì l":lllllll:lhtto 111edinntr :tmpin iJH·il'ioliP (l clln pnrete n- Ji · \'l'I lo d c• J frli'Oiain di fJ•;tf-tnJI•:J ("O:-<t:tl!• (' Jill'lll'I\IOllli<l.
:;2:i
Y. -
Trattamento chirurgico
delle complicazioni infettive immediate. LP complkazloni iur.-ttin· eltc sotto :;ol ilc os:serrar:si 11t•gH ospedali •la ('ampo prr lo più rig:n:•1·dano la plettl'il, solo l'<l l'a Bwntr· il polmone l' pii) l'<lt':tlllt'l!tt• ]Jlt•Ul'H C po llllOilC. Le iJ1fczioni immedi ltlt• in genere :;onu IUolto 1r1·a\'i. U1·égvi1·t• l' ( 'Otti'COUX :tffl'l'lliilllO dtt• i fpf'iti pl<'ltl'O·pOIIIICIUa\'i dte !JI'P:SCitt'.<lllll siJI Ic)llJi d'iufczioue lwlle pt·ittH• ot·<• lllliOÌOilll uella pl·opot·ziOHl' tl\-1 !1:-. ~.. . llhl!ustaul(' il tnnlamcllttl rltirurgien più c·JH•I·gil'n e p1·onto. I furiLi ph'lll'O·ptJIItwiiHI'Ì t:be :s'inft•thltHl IH·i pritui quattr·o ~iOI'Jti. ,.,,n qunlunqnt• f· tn·n. mnoic•n" ut·lln pl'OlH il'ZÌPlW llt>l :iO ·:~. (•ir(·a.
La g-r-aitdc· tiJ:l;!;!ÌIIl'am.a dc•i t·liÌI'ttJ';.!'Ì :;clllo tl'an-i:;o c·lw. eonstatata l'infcziOJtC plcut·ita. c\ nl·c·c·~;o::u·io t•st•g-uiJ·t• al più pt·c:stu la. turacotumin. l P<li'Pt·i pe1·ù :-.ono di1·1·I·si s nl puntu di l'lczium• th·lla Ul't'<·c·ia plcni·il·a. :mlln sua (•stcnsinnc l' sull;~ <"ttl·a eon~t'l'lltir;l. ])l•(w gc. ul p1·iiuo :-:itnnta di l'<•azinll t· fPIJbl'ilt·. 1'11 nua pnntlll'<l l'splo l':ttiva. :-\t> il n•rsauwuto ì· inf••r.tn. pt'a(it·:t iiHIUP<lial<llllf'llte 1111;1 ttll!'lotomia. f:lCCJll}() :O:t'!jllÌL't' j} trati'H!Uc·lltO ;11111 ( ':ll'l't> lJ. L'lll;I'[Jsi d(•]lll )lfl!lll':l 8i Ui tl<'l1c <·omP nl'llc altre fcl'iH·. <llwndo la t:UL'Yit micJ·obi(·a i' a ze1·o. tont~·olla ln slel'llitoì umdia.ntC' t·ttlt nnt. ~e uou e~L~tono mit·t·Ol'ganisrui prn l~('à J'uct:lusio11e della ht•et···ia tnJ·;wit<l , pnnt~ Jli'PoccHpando:o,d della cantù. t otacical'('sidm11<• JJl'l' rp1auro "s!P:sa Pssa. l'hl!. l ca:si cosi tm.ltttti lwu . IJO rntti !Jato a lui l'lsnll:t U pe1·f••tti. 11 l'i:lxl;Othintènto del pHeumotornc<· l'ii fa. ptogrer-:siYH·IIl l'ntt•. l l'('lJI•I't i I"<Hlio<6L'il tic· i a ttest11 no i l ]!t' l'l'etto fu nzio11Hllt~uto flcl poluHJit t' f'lw ~i a cc:olla alla parete. Depa~e fa JIOta }'(' t• h e 11011 lll't'l'SSil L'iO d w a pertm·a torndea cii t· <I!Jt'<.• il par-:sag~io ni di·<•naggi sia nt·l p11nto più dl't·li\·e, an:t.i è ùi p11ren• (~outl·at·io ~e esi!':t.e nua bt·<·t... ia t.t·amnatit:a. l'tttilizr.a qnalllllfJllC ~ia Iii ~lltL liO:sizinm•. :Uir-:o~na in tali t·asi, mediant<• la [HlsiziOllt, clata ai ft>t·Hi. a~sicui·m·si c·lie il 1-iquirl,) eli naldn cntl'i in COIItal to t' Oli t utta l 'e:-;tcu ~IOue della cal'it.ì . T~~li fa till'VHI'f' L'impottanza eli tali' llliOYa appli · ''U?.ionc nel t rattnmento di ('a l'l'eli. J>ierrr lh1nl1 c:m ·a le• (·olllplitazioHi sdtkllt• pll'lli'Ìdlc con la p!t>nl'<Jtomia appena. si uwnil'!-'stallO, fat·t·ndo sc;,;uiJ·E> in tntti i cn~:~i il nt~·loclo <'nrren con ottimi d:-;nlrati. . \ppeua ron t.alr melnùo lm ot tcnnjc) una <·•tvità fiterilizzato.t chinclt• 1:-: pni'Pte t oraei<":l. TI po1niO!l(' l'itm·m•l'ù ,-api · da.tnentc alla parete. :\I. Dona ti OJJCT'<L immt'rlill-t .nn e n t e le com p1i<-a zio n i :settieh e, p I'tll i <:t~ndo la, rr>;ezionP bal'~m cll•lla !)• e 10• costo la. con ottimi risultati. !\Lotta tifel·i~t·.('' dt(' ;lll'ospt'clah• (•ltinn·gko mohilr (( C'ith\ òi s1iJano l)
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diretto dal prof. B. Ho.~;::;i ~<i è (li ]'tl'feJ·en7.a n~ata la tot·acotomia ampia in po:-;iY.ione clcclin• ('(l il lll·en;tggio a tloppio tuòo di gomma; irrigazioni n bbondn n ti l) uotidiaue. In J~ (·a:-:i (! l;htto <lpplif'nt.o il nwto•lo C\u·rell con 8 gual'igioui (GG ~&) . .\IMeJU, iu c::n;•~ di entitora('c infetto, c-onsiglia,, mediante l'appa· tw ·<"ltio giù dei to, il ,·uotamcuto del ,-er8amento cd illavnggio endopleurico ('OD Jiqui<lo :·tnti~<~!ttico. Egli afi't'l'tna cbe tale tt·att.1mento ~ f)ua~<i ~empre l'ufficicute alla g ual'igiou(• . Ep:li ha. .-wuto nei ft·1·iti di guena ~olo il :! %, nei quali si è dovuto i n teJ'\·eni J'(' con la· tor<1('0tmn i n. I uoltJ·<• ) l o t·t•ll'i )'l' l' c·Yi ta t·e le c·nlll"t>g"nenze gtnvi di nna. lunga su p· pura:7.iont- (leiJa c·n,·itìt pleul'ie:t t' (11'1' l'('lldt'L"e fH>~<~ihile la r eiutcgl'nzione c"mplet.t della. fnnzioualit;\ polmonare fOI·trm('JHe compromes;<a, dalla. fot·uw;,ioJH~ d.i <:otetllle filn·ino:-:e e chlle :HleJ·enze nei polmoni rinta !'iti a. l :lll;.!''' ntc•ldia)<ici itlt' Ò nn :lJliHtrrcf'!lio t1) c-ol qwtle. e>lc~ rr.itnndo una fM':piJ·;,zÌ(IlJ~ COlltillllil. Slll)a (';t\·itù ph' lll 'Ìta, Yi :-\Ì lll<IHtiene Una Jll't'SSÌolle .lll'!!nt i,·,t dt(' obillig-:1 il l'olmom• :1 1lilat;n·si Jino a. rioccupare tutta o huon:1 pa~·te clelia. c·;t,·it:ì ed a l'ipt·t·Jidt'l'(· J•t·t•t:ot·c ·m!'ntc la. sua funzione. T a l t• n p p a J't'<T h i o pt·rmet.tc ,, :.:pi t·a zion e e com1n·c-~~ione pet'fe ttn mc n te g-t·:uhtal1ili, t·<·tHle la eh i nsct 1·a d(·lla bt·t·<·cia tm·ctc·ic·a ('t>sl t~rmeti.ca. da llnn p(>l'IIIPt-i-!'1'<? inft•Y.i()lli SI'('OIH I;n·ie (' t·ht• lH•J h •111 p0 ~tP~SO 111')11 COIItllHtlt• h• pai'Pti t· t·c ·l lcl <' po;;>-illilt• 1:1 b\·:um·;J dt· l c·arn ple urko .
.'\ltJn·11i in ]H'illlO t<·mpo (ll<'Ì pri111i 1lit·d ginJ·ui eit·('a) nttnn. 1111a netta ('O t UIH'<'~<~<imtc· allo st·npo di l'\'itat·e il )'l'l'ic·"ln ùi 1lll<l dnpC'rhtt·•~ della. t'c•t·ila pet' );l t I'OJ'f'O l'<lfli tla ùi)alnzitllll' d1•] JlO)IHOII(!. ~llCC'(>!<l':Ì\'<IIDl'Dte
inizia gt·adualnwu1e l'a:-:pit·nzione. In sl'g-ttito, qn: t nd(l l;t snpp11t'a7.inll<' t qnnxi n·~;<<ttn P uon :;;otto più lH·t·t•s:-:al·i<' nl.lllolld;tttl i l:tnHUI'l', il .\l. ~>r·c·lli :-:c•,:t ilni:-:('e il ~<IlO <l]l)lill'<•<:chio ('llll 1111a r·ol111:-: t;t J.ft•t·a di g-oulma di ~lH) f'lllr., el11! ,·a unit:l nJ tubo eli d1·< tlaggio clt·l :-:nec· lwl'io eli ~nt11n1a t·I H· c·hin<l(' 1.1 Jl<ll'<:!P torad!'a pE'r Jllt'Y.%o di tlll ruhinPtton tJ·t• \ ' Ì(• . l'na \ 'Ì ;J :-:ct'\'c' JH'I' l'a:-:pit·nzillt H' dvi. pu:-: l'tlllcqoicu t·ico e p v t· hl gin ll<~ .'t i.-a ptlltnona re, b [(•t·za ,- ;a :.;t•tTr L'L'l' l'")'l'llel·c dall a pc1·a j] liquido :t:<JIÌI':Jlll O Jt!'l ' 1-'(·;ltTi:lJ'e cl;t (•>'sa J'al'i<l (llltll: t ·atl'll1'%<ll'C 1':-t~piJ ·azione. l :unL i ti pn~:-:OJI(I in In) c·nso ;JI]f•]r(\ la>a-Ì;1J'(' ill··tto. Qnnndo );L rerH:t lOl'<ll·i('a 11•111 ì• più sl't'l'l'll\'lttc·, rit·nc ttH·dil'<tt:t a pi:tllo e (·l)n un pi('enltt dt·(·l1a;!~io. opplll'C Yi!'ll l:.' t•ic·hill,.;a . Con f:lll' llll'totlo l'n11t01·e Y<llllil buoni t·i:-:ull:\li. On~qllt'l JH•Il'c•tuitcll':tt'l' ini'Ptln 1> 1\ll Ìt •:J );; iol':tl·ntmuia nel punto più dP(·Jil'(•. c·ou,..t:tt:llo J';tcliolog-ic·: Jlll<'lll<· l' c··•u la- puutura c•>:pl0t·:lt int : <lP· plic·a. JH'Il:1 ht'I'(Tia 1111 dr·(•lln~g-h c·Ol'i o : xron>li~ \i;'ò )aYa:,!:g-i l!Jllhlpleurid. 'l':tdolt·i t·il it·lll' rlll' In l'Il l'ii d"II'Pill),it·Ula si:t In. torar·otomi:1 pl'PCOC<' nel punto più <leclil·t>. Ln lot·ncotomia c]pr-Jire ,.,1 fatbt n r.llo $)1<~7.io in-
(l) :.'IIOln: l.l.l: Ln ('IIm chl{,, j1 rilt' lrJrat·•J·JI'Jlmiii"CI'i ( \'t di fig:. 8). CuppC'IIi, Bo-
lttgnn . J !li S.
.)27
tercostale, possihiùn ent<• sl'llza l'l'sezione costa le (pc·r tliminui1·e il peri· colo della osteo-mi elitE> dei monco11i l con tubo largo, molto corto e tenuto poco tempo 8·10-15 giorlli :ll più c doè fi nc.:llè souo !"l'Ompar:<i i ger mi dell\•lmmc rnit;J·m:(·opico dc·ll'e~;;ndato. Dopo ciù mc·dicntnta a piatto c ginn<1sticn polmolnH'<'·· Combatte l'wso llei J aya~;;i. Hirieue eùe le ii stole sia no donne ad incisione in 1-\eùe impropria, ai l:wnggl, a lunga, pcnna,nenza. dei tubi, a osh·o -miclite dci rnon<:OJii costa li. Grégoire e Courcoux t·onsigl ia nu la Un·a~:otom :a a m pia. nel pnuto più tl<•di\'e; :sono fc~,·ot·eyoJi "l J;mtgg-io ~~ ~~doplPm·ico; rueùicatnre con gt·o::;so drenaggio, non lungt).
Rmotorace infetto. -
Xl· l l' inf~:" zinnl
pleuriche è nec~..·ssal'io tlislin· gnerc i 1·asi ùi infpziOtH! p1·oha h ile u in<:ipiPute e1l i {';;::;i di in ft·zioHC
conclama.ta. Sei casi di
l
infPz i om~ JH'nhahile ( t't'[H·rto
poxiti\·o dell'ci'iame cu lht· mh•, :-:pei'Ì:tlment<' se !::i tin\'allo stJ·t·ptncuc·dti o ~t'i'tlli nunt'l'Ohi, an(')1e lil'llza akuna tnt:-;lfot·uut :dolH' 1l1·l n~ l·,.:alJl \.' llto t•matitol l' JH~i (';tsi ùi iu- ' feziou<· iJH·ipiente (1·011 HC:l'l'l'l;tlll<'llfu JIIÌI'I't)s<·oj.it·o tlell'iuizialc n·;tsfm·mazione purulenta, del \'f:'t·:-aH•~·nrnl. :· nt ·ltc se 11011 ;l('('O illjl<ìg'll<lti <la i'illl · tomi dinid, è utill~ tt>Hhll't' In ,.:nwtaJnt·nt.o l'\111 il lava)!'gi o cnclt•p ii:'UL'Ìl:O t•d il pneurnotm·ac<~ n l'tititia le ( · t m la tè<:llka )Jordli. ::\111 caso C'l t<• il pll<·untc l ltlt·:~t·t· ;tr·titif·i:tl<· ,.:ia :;tafq gi;'t nltnaln :-;i t~g ;.: i nll;t<~ il ];1\·ag-gio Plltloplt>lil'Ìt'l•, tlt~po \' Hot;tlv il n·r><:IIJH'tlln t'Ìj JI'tHitolrm; i l'Oli iut·ipÌl•JJtc iuf<~z i one. Iu p;.1J'l'tC' hl C'<lsi c·o11 i:tlt· t't:lld••Un. l1n oUt•nnlo t·i,;ul1atu sudtli:<fa <:eJJt(• . .Xt•l tt·inw:-:ll'e luglio-,;f'ttt•ll.lll·e J!llT g-ta tita-lo, io, _in otto c:ìl>i, ottenni CÌIHJ ne f•siti fm'ot·<~r<tl i tti:! .:) ';;_. 1. Jn tre casi (:37,5 ~:,1 fn JH'<'t' :-"'ni'Ìtl J.r·;tfit-n l·f' in x1•eo1Hin t0mpo l:L fOt'Hl'Otom i a. La mht statis lh-a s:tn·l•l•e pm'l'n:ltio :<lljl('t'il'l'(', mn J1tlll llolinti precisi n cp:IJ altl'i casi OJ>L'J·a ti. · l \'antn~gi clt-c :> i otten;_!ono t'OH t a lP contlntt<t. ~onn p:ll'<•c'thi.: Ùl.
l • Le t·oudi?.ioni ~<·lll'r:lli J ~t i_,.. liot·;t tto in :,!l' IH'l'l' t'al>idam<•nte e non l'::tdo con lJUt'st t) solo lliPZ:~o si n t l it • nc~ la g-n;u·ip;iolll' ;
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. ~·~c si s\·i l nppa l'•:tllJlÌL' lll<1. la ;_!1':\\'iti\ IIIÌ1101'C t·l •e uej tOI'<t<:otollnzzuti senza, t;l lc cura pt·t•\'(·ntin•, come \'t•dt·t·uro in pl'o:<Ì I'gll ";
3• Lo pueurJtotot·:H·e ;rttnatn to;.!,'lkrù ogni pci'Ìl'uln di t 1·aurna tu· Jlllea nel ~llC<..'t'~si,·o a t tu opNn liro;
4• Il lavaggio C'll(lopkurin) ton sulnzionc tl'ipn('](ll'i to sr·inglic i grumi sangui;:!ni f' qnin<li non si formano l e ('o tf·ttiH." lihr-inose ll'l'PC'l:to ~onstatato nelle IJiopsic opcmtorie rd a lla, JJel't·o,;co11ia): fat to impor· ante per il ripri;::tino fnnzitll •ale tlt'l polmone.
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la,·ot·o giù citato ;~Jfci'HIUH•: (t ~on (; I'Ufliciente per l'indicar.iolJt• op!·t·atoria, ~lotacolomiu·) l'ac· ct·l'Wtuwuto microscopi<.:o ùcll':11111ll'llto a1wht· ~ru:<ibUc ùci gloùuli binu· d1i: è nH•glio attcmlc1·c la trasfot·lnai'.i.oill' 1111t·ult·ntn, ,·i:sibile anche mi· ~·t·o:<l·opi~ltll!'lltc cou r:<nmi l'ipdnti J!Ìnt·nnllll~·ntl' wnntul'a. esplorativat, altriu~enti J'ope1·aziow· JUÌll;tt · ( ·i;~ di riu~·iJ·c danno:<a >>. Ta1P I'OII\Iolta, ri l<:Hgo, :<ia la t'Pll>'i;.! 'liahile per l'indicnziouc all'in· tt•I'\'P Il t O . l'Olli1C Let·llit'<l IIIÌ ha I'Ol'J'Ì>')IV"Itl !Jcll\.' la tul'<lt:UtOJIIlll amp.ia COn r e· · :<t•zi•Jllt: di una. o dut· (·o:<lull· IJI'l Jll llt h • più 1leclin·. l'l'ima di operare IJistll!'lla "*'Il l pt·e pt·Mit·a t'l' la puntura t•:-plur·a th'<l. .A pplicaziouc ùi d ne ~l'fl!'i>'i d l'Clwg·g-i a tl 01:11ia t'l d.a g:;1 r·z.;t iudufo1·wica., fct·utu ti con :,;pj Ilo di ~<inll'<'ì:z.a, dt·l·n;q.!,'g'Ì gi·O:<:<i e t'lll' l i d11· (•HtJ·ino appenn nella. carit;\ pl(}U· 1·ie;;t. l'e1· i ht,·ag:g-i uou bo :-;l'guìtu nm·wc li:<:<c. Iu pHl't'i.:chi {'ll)<i la soln· ziouc d'ipot·lol'iLo mi lw CO I'I'L)<po:,;to ht•JJP t·d il laraggin era l•cu tolle·
ra.t.o. In alt 1·i ir1n:I'C Je ];wanck di qu;~bia~<i liCJUÌÙo :<ono ulal tollel'<ltl' t· pr·•Hlucollo où aumentano la l'cbi.•IT. st•IIZ<I ris~;untral'e ,·antag-gi loc.ll.· LHt·lllP. tluìmli, <111Clle sulle hwandt· Plldo]llt•uriclie, biiogua regolat·:si >'t'I'OIHlo i t·a:<i. 1l l iquiùu che lll t'l..din 111i ha ·('Ol'J'ispo:<to t'• la .soluzione ol'ipol'lol'ito I.Oi<lllll\•tla:<io, l l:il.:in ). l 'ouu· aHc:<te:,;ia prl'feri:<o·o quella lu· ,·a lv: qualtbc Yolta ho usa t o la HI Ol'IÌu·t'ler·izzaziom•. E:-;~CJHlo il mio o~pcdaJp .in po:,;tu molto ~wn.nzato t·on g-1·anc.le aflln~u · za di t'c1·iti , ]Wl' Ju :n·s~·dtù di sgondll'ro, non potevo ~:;egnire fjno a· gnari).!iulll! <·•mlplcta. tali oppt·al i t• 1J11intli 11011 ho applicato il mctoùo Morelli .Jdl 'aspì r·aziuill' I"'.Jinwnan•, 111a lo J'ÌWllJ..:'O t·on~<i~linhilt: per il ripris t ino della funzionali!;) polutOII<IJ·<• . L':tVJ~<tl'CI:e hio ;\lol'<'lli t> :<l'ato da 111e ,·isr•l : r~pplic·a•·l' <l:dl'A. in zona di g-liel'l'a \' t'lll l'l.ÌOIIn\·n cg1·cgiante11te. Gli t·:<il; .imu11'Jiati llt'll" t"l'at·ntoJlli(' nel mio ospetla·Jp mollo <1\'èlll · 'l.alo in ini'l'zioni quindi ÌlntnPdiatP o q tJa )<i In(•\ la pt·ima l'I'Ltimana d r ca dol'o il fc1·imcnto) ::;0110 ;tl•IJa:;ta!lzn g1·a1·i. Jn Hn <li<:i tasi cnrnti eon l'nste nsiou<· in 1" tempo Hl opel'ati di tot·;wt~hllliÌ:I per ('lll ll'ienw :<Ol,ll'a\T<'1111ln l in H ~·si:-;tt•\';1 JHH'\lnrotol'ace aper-to v ;-, ehiu)<o l ~i l'O lio ;n·uti <·iJlqll~· ~'" i t i f;~, oJ·t·,·oli (+:l,.Hj ~.,j ~ G dec<><lnti t:-tl .:l~
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:-:u J:l t·mpi1·111i OJH'r·ati r w~li t•Juvtol'aci i111'!'ltat i:<i. trattati iu autc· ··p;](:Jlzn ('OH il sempliC!' JHlcumolm·n ec. nel triHH':<tn~ lu:rlio·settRmbre
1!117 l1o ottl•nnto li <·l'ili hno11i \ Hi.J 'f.,) <' 7 tlc•,·c:-;:<i (;)~ .9 % ), mcutr<· :w i loral'otomizzati }Wl' t> UJjlÌ(•IJ~<1 111•i ll'ill.i<tt i )'1 't·l·t·ntiyauHmtc con pne\1· 111111\IJ'a<·t• P ]:1\'<L;.!gio <·m1op'l('f tt·i,·n su qu:tl t t·n op<'rati si sono a.vuti tre t•si t i di g'll<ll'igionc (7:1 C!(,) e 1111 tll't(•:-:<0 r:!:-1 ';:. ). La rngionr Ili t~lc alta l~~'l'f·t•utual e ùi mor-t:ll it;ì è don!la nl fatio ehc in molti di questi cnsi l'iufcziono· lornlt· l'''""a,·a iu st·t.:ondn 'li rH·a, l'i,.;petto all'infezione genèJ·nl<·. N(·lJ'int't·;.:inui inJ tllt:<liat<• :<pl·('iaiJIII'IIll', :::i (;Oll;.:tata.Ya llllfl Ye1·a t>Ct· 1 it·t·miu t·nllgl'l' Jto:<a p1Put·n·JI•'lirHli1;1J·t·. T.:t t·adJ:\ pJpm·i<-a Hon ronte ul'\'a )111>'. 111:1 111 1 Jiqnido lrl'i ~ht:<tJ·n ]'1111·1du.
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Nelle infezioni invece più t<trùive, dovo CÌl'<"a. una. settilll[Llla, comparira pus ed in tali casi la pr·ogoosi, sebbene sempre grave, era seo8i1Jilmente migliore. E cosi si spiega, la gnwde differeuza di mortalità tra i diveL-si chi· r·nr!(i, a seconda della. zona nella quale era sitnato H loro O~>pcùale . Nel mio Ospedaletto da Campo 47, nel primo anno di guerra, quando i cavit;u·i 1-{ravi in genere erano tratten ut i nelle Sezioni di sa.nità. e venivano sgomberati solo dopo sensibile miglioramento, ho o::;serva.to una mortalitù minima,. con rarissime operazioni per empieroa, sebbene gli emotoraci fossero tra.ttati tutti con l 'astensione in primo tempo o con tora· <'eniesi parziali. Bisogna però consitlera l'e che era già avvenuta una prima selezione con la morte dei più gra.vi nelle He?.iOlli di sanitA.. CURA DELLE 11\'FEZION! POLMOl"AIU.
Gli ascessi polmona.ri. in primo tempo, sono rar i. Ho già detto che, su oltre mille tOJ'U.Cici penetranti avuti in cura negli ospedali da. C.:'lropo
da me diretti, ho avuto occasione di opera.rne solo tre e tutti e tre con e~ito buono. Non l'ho mai osservato nei feriti curati con lo pneumoto-
mce, Rebbene parecchi avessero proiettile riwuutp nel parenchima, tJOl ruonare (però non ili grave entità). Durante il mio se'l'Vizio come capo r·eparto di chirurgia nell'Ospedale Militare ùi Roma dal 1920 in w~i, bo a-vuto occasione di operare parecchi ascessi- polmona.ri consecutivi a. polmonite e bron co-polmonite pe·r lo più da influenza. Sebbene : · ~:tio logia. sia ben diversa e gli a scessi polmona.ri di origine medica siano in genel'e più estesi, pure l'e,·oluzioue dinica cd il tratta.mento differiscono di poco. Per poter fare una. cura razionale degli ascessi polmonari è necessario non solo localizzarli, ma poterne indicare l'estensione e principalmente precisa.r e se sono estrinsecati alla periferia con par tecipazione o meno di flogosi pleurica che li 1·enùa a<lerenti alla parete t or<l.cica. L'ascesso estrinsecato alla periferia con aderenza alla parete toradca. ha il1dicazfone ben diversa dell'a~cesso più o meno centrale senza o con scarsa partecipazione della pleura. Altro fatto impor tante, nei rappor ti della cura, è la rottura del l'ascesso nei bronchi con vomiche di pus. In tali casi, se la. cavità, a.sces!'male persiste, nonostante le vomicbe, è facile l'insorgenza di emottisi che possono minacciare da un momento all'altro la vita del malato. . 'fali di\'erse evoluzioni dell'aS<:esso polmonare, reclamtwo modalità, · differenti d'intet·vento chirm·gico. Nel caso che l'ascesso sia completa mente intrn.polmonaJ•e senza for1nazionf.! o con lasse aderenze pleurici.Je, si può ricorrere con s uccesso al ruotamento mercè semplke puntura, tanto più che in taU casi lo a-scesso è per lo più circoscritto. . Alle volte questo semplice intervento può riuscil·e quando non vi srano corpi estranei intra.polmonari e quando l 'asrc.,so è d;tto da gHrmi poco virulenti (pneumococco, stafilococco). P cl'ò è più sicur·o l 'effetto. 3l- Oiortvr/e tli n!<ldicina "''Ìliltrrr. -
F'asn. X-XI.
5:!0 ~;c· con t(II.uJ!Omuca uu·u te , 1 eom prime il polmone con il pneumotoruce terapeut.ico (Fol"lanini) . Que!Sto poi è formalm ente indicato quando l 'n· SN's>:o t' · <IJ H'rto n ~ i l.li·onchi, s pcd a hn ente se a(;compagnato da I:!ID•>tt!xi. l\ l'i c;~ :o; i o>:tina ti, negli a >;<:c>:si di una cm·ta. estensione, con condizioni ~cnPmli ~md , 11ei qnali la cura del pue umotorace abbia, fallito, è nel'l'l'l"fli'Ìo rie<H'r'PI'C all'interve nto chii'lli'gico eomc negli a.scessi estriul:!e·
l'ati alla perife l'ia. Hifel'i,.,c·o, a t al pt·opo~:;i.to, 11n c uso molt o tipico operato ùa me nel· l'a n no lleeorl'o, H q na l t•, seùbene non COHI'ecuth·o a. fel'itn , è molto intere>:>:autl' e si presta ad importan t i coHsidc L·azioni d'indole tecnica. G. L . di 1!1. 15, ::;l adent e d!t nouw. - Geni ilir.io im mune. All'et:ì eli J6 mesi, in ::JPguil.o 11 r adulil , soffri di con~ulsioni che si tipetettero IWr ltll lllUl() a periodi v>tri. A 7 :~nni nuJ ua~t l ò <li tifo (40 giorni <li (Lcgen:ro~t n lelt()) . N el •li<.:erubre l!l:!l amum lò di catn t·ro l>rouc·hbtle f ebbri le. LI\ febbre, a caratte,·e rwnJ tteu te, ntl!")riun.-,;e un massl.mo d! 3\JO e persi~ette clrra lllUl settimana. Dopo l:t 1léfPrn' >'<."t' li%Jl per>:l>ltette ro l fat.ti a carico dell'ap.J)Brnto respjratorlo e dopo 111ut quinùlci u..'l di ;riorul ebbe lieve ernott l.si. Verso i JHimi di g<mDJ~io J!l:l2 ebbe nuovamente febbl~ che persistette per clt·ca un nH·~· - Il AAnitm·io Cl~l111ltc ritenne trattarsi di focolai lllliUll!i,>li di bron· co--polmonite d~l nt (\~.U>ettoroto a bbondante, due Yol t.e emotUsi); riscontrò anche modl('O ver~1mento nel ca,-o pleurk'O de;:tro. Nei ma rzo <11dde ,n.uovwmeute ammalato (febbre, tosse, ~ttorato ubbon.<ùlnte, emottisi). N ell't':-<llltf' fu inviato al mai-e e ne trasse un <.~rto g:lovnmeuto nello ~>illto di nutrì'l.ione. rmr JX'rs i::;t-E'J ido la tosse con abbondante· espettorazione, spe<'lnlrnente al mattino. Al rltonao, in l'*'j,.•ulto al vh1~lo •in ferrovia, l'emottisi si ripetett;eo con i!lllJ)()lleDZ:t ( »ettembre) e QI)IDJJQ:trve febbre (39<>) , che pur I·imettl?indo quotidillll(lmente non S<.'OtnJJ:t n·e ii no n ll'epoct~ dell 'i'lltervento. N('l lllf'"t• PN"<'e'dll'ute all'intervento ha tH<tto nu1.uerose vomiche (espettoraw pruruleuto, dl <'Olorito glnllo-bnmnstro, fetJdo. con cooguli di sangue), cu1 segu.il'fl òmi.::>Rio~ eli ~10gue nililante (t•motti<si ogni 2-!. al DlaS$imo 48 ore). Le conù:lr.ionl g\; Jwr'llli sono nn<hl te notevoiDwnte d<>percndo. li l)!lzlente non l'In mn1 :tvvc•t·til:t• d o lore Jocnli~7.ato al torace. Gll <!Nlml dcll'e~lettorato, <ripetut nuw ult' t>>Wguili tlal pmf. i\l~ n.1te.<~ini, oou hanno risrontroto la p~.a dcl b.'l l'i Ilo d i K ock.
P:. O. - t"o wlir.ioni ~~·n(•r:tli »Uu'lenU, cut e ~ ~l t'llt'~•!-0{1! vislbJli notevolmente poil iri<'. ·J ln llll ii~IIO ntl i pOJ':Q !'<(:l\1'00. l\ Hllll di nnt<•\"Hh' all 'app:n~l!o dn'()l:tlorlo. A Jll'"mto re~:<t) irol.orio . l /(li)) i torac-e <li destra •))IH~'<1pa scars.'lruente alle t' !«""'ll'>'io n l l't>>'JIÌtl ti Ol'i<'. AIJ:t b-.:s~ ;.i •1'1;:(.-ont:nt oltt·sl~) p.iù uC'(!(~ntual:n in Ulhl WM liUJil u t a iuf•·•·iv t·u a(•ll l!> :tll'll n g<>lo <lelkt i:'(~tttO ht, della htrght' z<r.:l di uru1 pa.lma di 111:uto In ,·i.-i n:u n:a tll'lht t·olonn:l Ye rlc hra le. Dopc~ l e I'Oml<:be tale zona <liventava p! ù d t i :t t'(t <' f;H -.·,·n lk·t'('l'J>it'(• ~o Ilio bronc bla le. Hstl /11(: m d lo~<r·otlif·o (D oti. .A tti li ). Il f•..Jmpo JlOlmona r-e de.<4.ro .pr!'..sent::n. nclln n u~Ua illf1• rl or~ 111111 <>P<tdl;t n•m tNt if•Jl'llle Jll'ì>S('nl~~ nle nel <.-ent r o untl r..ona di opac-i til. nta;:gi o rc . li :--t·uu <·v,..1o-ll ktft~Jmmati co è opM~> Ail'ilo dt•stro "'i os.-...,tva un'n<.-..I(·DI ua :d onc <lP li<>· ombt·e che .si arbodl';z.ano nel <·:t ID[lH JWi l U\OilH 1'(' .
D <>J>Il \'SpNi t<.• tut t.e lf· c m -ç na<:>:diL-ItC' dd c11 ;;o. r~!mpr<'S:l la curo vncciulca alln Yre-ig-t. Jli'<'J):l T'II W >'l tl l't:tl €' ria 1<' d c·llP voru ida!> (1:11 •Jll'Of. Ù ' \i della Vida, .!li a ccede :ti wiv <~Ha si;.:-lio <l'ìulPn ·cuto dl it11 rgico, d0110 st'nti t() il parere anclle del prof. .\ :tg<'! l ui. :--;1 pPII,_.;, nl l•IH>Hrnnll)r:H1' tr·t1tp•• ntko. IIIH fu dovuto e.scludere per l'estesa :ttleN•nw ph•u r k:t r i lt·\·ata cl i ukawt•n l ~ e t~u liol<>gic~uuente.
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Inten ;en.to. - Cliniea dlirurj:!Ì('>L .\ m:ult~: ,,,..-;il::te il tE>nen1R m~li<.'O Giacobbe e 1~1 signorina Rinald i. ;\JIE>.-<tP»in rPgi<•na le nov<)(·a ino-ndl'(>na lJ rùca a ll'l per cento. llesezione ampia dell'Sa e un <.'0::~1o.h.t , dove la mdìogràli.n din:~ostrnv-a. il ma~;giore ;tcltlensamento. Ho riseun t rn to ndet·cn:r.e plcu•i<:IJe pintto:<to Jns.._<oe; pneumotorace opemtol'io tento e gradtwle; zal'l'mmm t.o C'Oll 1-.'11 rzn ìodofonnlicn per provocare la sinfiSi. pleurica complt~tn, restr:iJtgen{)o con [)llll ti di -seta la fel·itn. Veroo l a fine dell'f)t><'raziouc lutt.Q :Hl u.o t ratto l'a:mmnlato è diventa to pallido e contratto (contrnzioni ton iche). polro appena J'l('l:·oettibile, apnea. Con lnie:doul ecciuuntl, t t\Sflirazloue artitici.a le . ipodNmoclisi, <lopo drca 30' l 'OJl~rstto rinviene, IlCl'ò non può pnr l:l.l:t~, nè ve<:le. Il polso si f a progre!:IS"ivamcnte migliore, la J'(}!'l)lrnzione si regohni:r.:;r.u. Si nou1 no ,<;oo.~~ cloJùche tli€1ll'a rto superiore si!!listro, elle durano, mo lto dirada te, 48 ore. Avveru, iutorp1iliuueuto ~ncbe del· l'mto infer iore destro per J'lll re<."Chl gionri. r.o<l JJ<II'Oia viene ri.nc-q u.ist.a tn dopo ci.rca dit'Ci ore, la Yi sione dopo cii'('fl 20 ore. D~t·ot·:ro <l~lla parte operam I"<'goblre . L 'e$1Jettomr.ioole S(lugttig-JUl è <,>essat:l dor>o 24 ore, nè si è plù ripetuta. J)Qpo di€'Ci giorul d'Ili vrlmo interve nto, essendo ottenuta. complem aderenza del· la pleur<l pnt~emle alla vl"'c-erale, pre>la -puntura esplorativa, per via ottusa (con un K lemwer) dò esito ad unn. picoola racrolta di pus fetido verdast.ro; cststevn oomunicnzione con l bronchi; Zillffameuto delin eavltl! . Le condlr.loni gette i-nll mi~liorarono lentamente, ma ·J)I'OgressÌI\•amente. r.a se· cr••zioue purulenta si eS!mri i'll· ch~l 20 giorni "" la fistola potm'Ona.re cicatrizzi• l'Il pidilm ente. Dopo 50 giorni <l.nll'lntervento, la ferita o}X!rntorla era complmmente ctcatrtzzata. F.' r&l.:hlllto. -per qualche tempQ, bronchite che dopo circa tre mesi è c•Jmpletanwntc f.'11a-ritn. lA'! condl?.ioni generall sono torrulte floride. Alla mdioscopia eoo· gu it.a dopo circn tre me~ s i è riscontrato quanto segue: A,plcì P~>imouari ben chla rl e tt1LE!Parenti. A sinistra campi e seni norm.·1li; ~ma Pit'CIJI:t gl:mdolciU! peribrondtiale calcl.flcatn. A <lel'ltra 1tll'alter.:r.a del h0 spazio interoostale si rif;COntlro velaturn del canlJ)O polmonare elle però si r Lschi:ua !:<uf· 1kentemenw; dln!ramma quasi Lm.moblle, cur>ola liVlt'IIIRta e tiraU! in altv da. n<let'(>n7..e pleunH.IJufram.matich~: eS(.'Ursionl e seoo costo-<11nframmntico abolltl (Maggiore medico ('ogliati·).
L' incidente operatorio riferito deve certa.mente a.ttribuirsi allo sebbene sia stato fatto lentamente e con mol· ta preca.uzione. Fortunatamente gli emboli cerebrali che hanno provocato i sintomi riferiti (perdita della pa-rola. e de11a vista., lievi disturbi all' arto superiore sinistro ed all'arto inferiore destl·o) sono stati di lievir-:;siJmL entit.-\. Questo caso molto dimostrativo insegna cbe lo pneumotoraee opt~ratorio non -è innocuo, come affermRno Duval e Kt)nig. Anch'io in numerosi altri casi non ho osservato alcun disturbo, ma nel caso descritto indiscutibilmente i fatti morbosi riferiti sono da a·s criver si allo pneumo· toraee. Ed è quindi prudente, in casi di intervento per infezioni polmonari, adoperare tntte l e precauzioni possibili. Altra coudizione indi>:pen sabile, in considerazione delle condizioni gravi in genere dt~gli operand.i, è l'uso dell'anestesìa loca le o regionale che rier-;ce sempre bene aJlo scopo. Quando non esistono aderenze o sono insufficienti, condizioni ~cnem li permetten<lolo, è utile fare l'operazione in due tempi. l'Pr il ~"Wconcto tempo non è necessaria l'anestc~ia. Se però le condizioni generali sono preoecupanti , s'impone l'intervento in un tempo, ed allora fatta la, toracotomia., senz<l, apel'tura della pneumotora(~e operatorio,
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pleura si ~u tura la plC!ura parletale alla. ,.il'c·ernle e si n10ta l'ascesso i mmedi:Uaru cutt:.
E bene che nella rc$e:t.ioue costa le si com prenda anche il periostio e d1e si faccia una. breceia suilicicntem..!ute ampia in modo da poter dominare bene la cavitù, ascef-l~ua,Je ed a><port<u·e gli eventuali corpi estranei coutcnutivi non solo, ma a.nclte perillettcre alla pa,rete di retrar si i'<'r fadli tare la ci eu t1·izzazione clclht fistola polmouare. Nei casi nei fJnali non esistono aderenze o fJUCste ><ono h1sse, certo lo pneumotorace tt'rapeutico costitui!:!ce nn vnntn~:;do non indifferente per la minore gra,. ,·itù d<·ll'intcrvcuto. per la ruag~iore rapidità, di guarigione (cicatrizza. zione tlt•lla ca.viùì asceNsna.lc:>) e p<>J·ch? fJll<'l"ta è più completa per il tiJII"isti no della funzionalità polmonare senr,.'l. dcforma.zioni toracicbe. An· c·Lte Re non ries;ce completamente nllo :scopo, per lo meno non rec..'l. danno e poi l'i facilita l'intet•vento snCCf'S!'Iivo, rendendo innoc uo lo pneumotora,c·e operativo. i\'lorelli consiglia anche il pnenmotorace artificiaJe (aJcune ore pri · rua) tutte le volte c he si deve pt·ocedere aù una. toracotomia per empiema: <c Ottengo, Pgli dice, in tal modo di estrarre tutto il liquido sen1.a squilibri di pressione, i l che vuol di re senza. fatti d 'irritazione pleuric..<t, e ottengo pure di abituare H paziente a r espira,re col polmone sano, poichè l'emitornce ripieno di gas rest.'l> in a.ttitndine inspiratoria.. Ne deriva che quando apro il torace non ho alcuna, reJu,ione da parte dell'individuo, nessuno o scarsissimi sintomi di tra.umatopnea., spesso neppure il colpo di tosse, o alcune voi te nn senso di sollievo se il pneumotorace era troppo teso>> . Nei casi rarissimi (due) di ca.ngrentL polmonare· ga.ssosa. ho eseguito un'ampia toracotomia con resezione eli clne coste con asportazione del focolaio pnenmonico cangrenato mer cè il cauterio attuale ed in un caso con gPtH•rosi sb1•igliamenti e ca.uterizzazione ùella: pat·ete, poi<:hè l 'infe· zione ~assosa invaRe ~lll'C{'!';Sivamcnte anche la medesima. Però in a.mbeùue l'C'sito t· stato rnpidamcntP letale per la grave infe zione setticemica gi'n e tili e. 'l'n.\TrAMEJ'\'1'0
IJET,[,E I:'<FEZIONI DELLA
PARETE TORACICA.
Nei p1-imi tempi della. campa.gna., quando la; profilaRsi chirurgica delle ferite non era ancora bene fatta., le infezioni della parete tora- , ci ca e t·a uo ahh<J~t.mza frequenti c>d ho osservato a n che parC('..chi casi di infezione f!HF;~osa. Kei c-a~i 1l'infezione piogen ica è ncce~~'>a.rio sbrigliare bene i tramiti, a~;portnre i c·orpi estra.nei, le scheggie ossee, regolarizzando i frammenti rwc l'osati delle> t·O!-;tole, 1lella srapoln., dello sterno e nou ùi rado ancbe della ('(avicola. Nei casi di infezione gas;sosa, se è limit.'l>ta, bastano i :;emplid sbJ·igli:ulll'nti con asportazione dei corpi estranei e successivi impa cc·hi ('Oli s;oluzione di ipoclorito; nei casi invece d i rangrena. gas~>osa diffnr-:a, è nec·eS!<ario fare ampi sbrigliamenti sistemat.ici piuttosto rnn-icinati c:he oltrcpa=-siuo la zona infiltrata.
5~3
tii può uùopera.r e il I'al)ueliu, ma io Ilo trovato più utile .il rnutN·io
attua h• <·on~:;iglia to dal Durante. Se s'intc)·\'ienc in tempo utile co11 ta,le trattamento nel tomce s i può <'vitare l'esito letale che costituif>cC la noi11l:t lll'gli lll'ti non amputati immetlhttamente. l n un caso gnwissimo, capit;tto 111.'1 pt•imo anno di gtH! J'l'H neU'OspPdaletto da Oa 01po 47, io potei ottPII('J'l' la g'ltat·igione adoperando il cauterio a.ttuale.
VII. -
Ferite toraciche
con interessamento del pericardio e del cuore. Quc::>tE: ferite non tlovrciJbero ricu t.rare nel t~ ma proposto; siccom~ vet·ò es..'ie sono st.retta,mente collegate alle ferite toraeo-pohunna.ri io le tratto suctintamcnte a,nche pcrcltè 1w ho osservato p<lrecchi casi inte:re~>sauti, che rite ugo utile rcnde1·e di puùblictt ragione. Oramai i ca::<i di cbirurgh1 pel'icardica e cardia<:a :sono cosi numerosi che io andrei troppo fuori ùi argomento se vol<·:-~i x(•mplic:enwute enumerarli. Mi limiterò solo a qnalclle notizia s ta tixti<·;~ l'<:'latint. ai numerosi casi ossernt.ti n~U 1 nltiwa gmude guerra eul'OJWa. Felice Hosxi, nel suo importaute lm·oro ~ullc fel'ite llel toraee, ha, potuto raf'cogliere J 6 f<'ritc del pcl'irn rJ io, ~ 2 del cuore e peri cardio e 10 l'<t:si di JH'Oiettili a.nivati nel cuore come eml>oli . Fatto molto interessante, risultato dall'esame dei casi l'aceolti, che ISolo una miuima pnrte di e>'si è stata t·itonosciuta in primo tl.'mpo dopo la fel'ita; h~ ma::;sirua parte è stHta o>'xt•t·\·ata ncdtl<'ntalmcntr. alla radioxcopia Jl('gli Oi:lpPt1a1i tel'l'itori:tl i. FFJRITIII DJU, l'Jl:RICAIHHO.
Tr<t le lG fe1·ite del pericarùio, della ~>ta.tistica, Rossi, è t--iporta.to
nn ~;olo e.asu ih~li~tno, quello del <·olonnello medico Di fl.iacomo. Egli resecò ht 53 e la Ha costola per u n'P:-trazione di !'.'<'heggi<! dal pcrirardio. Nt> seguì per k.a1-dite purulenta. con Psito di guarigione. Oltre i J 6 ca~i citati eli feritt- t l<• l perka t·<lio, nl';servati in vita, tre osservar.ioni t>OIIO sta.te fatte alla m•< · t·o~;eopht tln KaviO?.zi ctl nna dal Carpi. . Il compianto maggiore medico Infante ba. pubbJicato quattro casi dì proiettili (tre di shrapnel ed uno di fucile) an·estatiF>i nella p:uete pericardica. gfl~;i erano addossati in punti divenii a11 e pareti pericaidiche, le q uali, pur infossandosi, aYevano al"''<'St.<tto la lot·o ma.rcia e dopo poi il t<~F;snto a.t·eolo-adiposo dr('o;;tante le aYe,·a fi~sate. G1·audi ha ost>en-ato un caso tli Pmopel'icardio (t1a1L'l> r elazione di Vacca·J"i nella conferenza, chirurgiea iutera.Ileatn U -l!l maggio 1917) senza lesione cat·diaca e non ?> alieno dall':tmuwttRt·e che la (·aYitù peri('ardica s'era r i('mpitn p<~r a!-òpirar.ioue elci >'flll:.tne cht> si tro\'anl. ll('lla <'avit:ì plenrka.
534 1\ncdat·ouP Ila nl-i~Pnato dllt' CHI-ii di fl!I"Ìlu dPI pc l"i e~wdio, ambedue eon e:sito di gwu·igioue. lu uno fu sutl:icie11te la pa.raeentesi pericar· dica, nell'al tro, invece, fu dovut~L praticare la pericardiotomia; r ias· sumo il caso: T/>11Uill:1 kt to ·P•~ n la m una fE>rita da proj('ttile di fucile a fondo cteco oon fmtt ll l'>\ ('(\JII)IIPta dcll:l 7 3 t-o.-.1ola SÌitl::!tm. tr:\ l'~\liCellnre poste riore e l'angolare <).P1JH S(:;l))()kl,
e t-<lll E·llJOtol1.\('(' ,
Furon() l'~l';.:niti d:tJIIII'ima in nltro o.o:;lw<lal<' e>iteunziolll pni'Zi~li ùell'emotOJ·ace slui:-:t ·" ' Ft: u; •t·taln ctal :"\acda rone iu 213 ;.:ionuttn, dopo un ;!orno dal rii.'OVE'ro uei Sll•l O~)ICd:tl t•. l 'l 'l'! h\> J)l'è:>e!lla\'H JtÌOLOI ':ICC. JX>lnJQnjte sini:lt':l intcJ·:;.ti;d.'tlc Jlll· ru lel!ta P JlÌilll(>l'i<'ard!o: \'t' l's:J Ya In ('<)Ddizi o ni <lli>'IX'ratl'. Con Jlll' '"1t•sl:t 1<><·11 i+' n OYo·atll·t:>n:tlinicH, l'()l tt·ratot t' asporta tutta la lesione cl<> li<• Jt:HI i mnlli. della l' t:-olol:t (7•) frnttnrat~l. l':H·~ntdo una bret'Cia di G em., ret;f>Ul altt-et!Zinto delJ'~a c·()l>t·oJa. ù:mdo e-,::lto :Hl fll>IJon(J~tnte 1•n:o dal onvo pleuri(•o: indl \'l.lOI.it UIM t';H·t.<>l tJl J)lll'UI\'nl·;t del )Je l'Ì C:IJ.'lliO di dt·ca 300 Clllè., CUi ~·g1.1e lll fuotiUSdt:l fh>l pn>iPttiiE' in nmt c<•ntrn:illone (-ttr·<linc-n: est.rae lnflnE> !«'h<'i:l!':e OS-o;('(' •lal pollumtP "'i nist ro. ~l'gnf' ;:u:t rit-:'llltl' <'lllllJikl:t <·on ,.,tlltiii:J :\ndw d o po due anni.
,T. B. 11aycraft (('ardi tr) rife 1 ·i~<'P i l c;u;o R€'gnc•nte: Rolwtto .a 1!1 :~nn i . rerHo d.a ~:beg6ia, ricon>ruto ,_.,i ore dOJX> Il fenil:nento, pni Udo, jn ~-olla.<;.<>O, di,.pne:l mnrca~1 , a<:t:usn fOt-te dt>lo t·e nel lato d~tro del torooe. t'ii'C'(llo oriticict (Feutmt:l nel 2t> spazio in i.A:'r<'o>-~ <lRo.«tro. a Utl\1 oontime:tro dal bordo <l.cllo ~temo A lkt I'ltdi oS<.'OJ)I::t: scbeggia d'obice grande qnnnto tm graiiiO di uva, u 6 <1II.J.. 1U JWofondHi.t, immohile n<>lla t't·~pirmr.ionc c ~mnd<> emoLomce de.~I'O. I nten·E'nto <IOJX> lJ ore. HE';.pzi<l!W ~lt<)J~t·io;;t<>a cle-11:-. ii• ('<)Rt~•ln e della sua cartllagiue J*r 113 oml Apertum dt'l tOI'IH'C. E\'lt l.'liHzio n E> d e ll'e-J110tomce abbondante Su l polmone t't'tmtto l•iiX'Ola lar't't-ar.ione IK>llllOnnte &tnll'ltlunn t<> ; snttna. illsaml· IUUldo la ·P.<~rt~· <ll'\«lm dE'l m t>tlinstino ~i \'N le uu.tt ltHlE'rnzione del perica rdio l unga fi cm., attravt•t·so la fJH~le l'i eJ·nia l'<llll'i<'(>li• <IN<tr:'t ed u11.a part(• dell'on><:·chiet.ht:
,::utum con fil di lìno. ::\'on s i ricerca il proiettile per lo stato del' ferito. Gnnri,glone di 1• intpnzioll(' dopo 24 or<> di ~ho~.:k. Dopo lil ~riorui e\·ncuazlone di ()00 ('liiC. cti lil]uid() pleuJ'ico. citrino. sterile. ='i nove- punture dopo () e 4 giorni. WYi>-'to d()JI<) H lllt'Si in buona ~tlut<' dt\' l.t\"01';1\' :t tiH 1\l:H'<·hini!<l:t.. ~ulla :tU'esant~
del fJOllltoni: li<~\'E' tli")>LW:t IDI ~f<H~;..o. Prol<'ttlle :;empre In JJOSIO . Callo J}f:I-.~Q11al('. S<~ldnto :\1. Michele. d€11 2·13o f(>lrl!lmento Cllnterin. ferito il 4 lnclio 1!lli. Di:t J..'illO~i c lilli <'a: F~>rih da SC'Iwggia. a cmwle incompleto a ll'+m:dtorace slnl>olt'O c.•on ('Ln<)ll<'rk:trd lo cd <'m o t OJ':t<-e ~<i1tlRtro: D inJ:nosl t·adiolo~i<"t (C':ì·Pi lano C'ol!'oiH d<>lla ('Jinlc:t t-atliolo)!icn dl Rologna) : Cori)() eslt'Hil('O rwll'ombra (.,l!'dinca nrl ma~·~int- siLù!>tro !q1 v1f'inlln7..:l della baee: nnìlb m Ntnlill<"t S('nslbi~.m<'ulc nmm(!nt.'tta d·i volume nel <1Lametro trasversale che !>1 cont'on~le irlferiol'lllE'LLt(> ~~ ;;ini;;tra ron l'opndtit polmonare (eruotorn.oo). Condizioni gcuernll ood.<lìsfa<.-entl: polso n bblt.9tanz.n buono. Int{' t'Yent.o (tlied ore dal f~rimcnto). l'l'C\' ia mot-tìo-et·ero·ll:.lrCOS'i sbrigtlo la fe·t:it..a, asportando le q)arti molli <.'Ontufle del foro di <>tbtrlt ta (3• spa:r.io intert'OStale s ini.«lm >'<ulla mnmill:ue) e dol trn~i.tto; re~zione <1<'1 ~1 4~ costolil trn l'ln.':lerzione Rternnle e l'nsceUn re tllt('(ll:J. reci>~icme l l:'l·rziule òello stetrno e della 3a cartilagi n e co.'!lt.'l l e C'On i·n clsion<' limitJtta de-l · 20 ~n zio lntcrcosb1 l e. Taie sportello, o prX>rtu.D.a· mente div.:ni<"ato. t~)()~ ol t iman wn te allo S<''OIIO. Sbri gli~1ta la feritn peri('ardlca, aspm'tl.\i unn ~lh•gl!'ill di ~l':tnnltl di dim etl~ion·i di nn:t t-erta entJI:iì (védi radlognrfin n. l . '.rn\·: 1) . L'l IJUale O\'('\' :\ l:t <'t'mto Slll)("rfi.;oialm<mte Il ru iocsn'llio; prosciu· l!llmE'ulo a c.~·ut"!t t o dd l' PlllOilCJif';Hd io c dt'il'E>Jnot.orlt<.'C : non e.~i~va l<>sione polmoll:.lre : sut.um d <•l l i('l'it·ardio: &'lJtum tpleUI'O-Jiet'io~~n-m(nS<"'io-<:ntancn) délla parete torn ci<"a ('(111 dt'('ml~J.:io <~lpil lnre. r i.mos."' doJ)() 48 01-e. Noo ritenni OJ)l>Ortuno fare nlcun t ra tht mc nt.o nciJ~ p:t<~·Ne l'ill'di:H:n <Solo UeYeom~·ut.e 1~>!'1:1 . Decorso asettico. Il fedlo ;. stalo tra ~fcrito cotnpiRfnm<'nte gunrito. quando glit carumlnRva. da J111rt"Tlii g iomi >l('tozn t'i~ntil'f> tli!<t•ll·hi di <> n t ità (H~l'i l':tdiogmtin 11. 2. '1'!\V. II). lllll't·iori noi :zi<- banno confl' t'nlllto I<I ~:n:u·iglou~,>.
i'i35
Io b1 L caso ho ritenuto l'intern~ nto ne<:e~~a rio p~r· doppia, ragione; pr·ima di tutto pel" estrane il pr·oiettrle ahbastanza Yoh.uuino~o ecl in secondo lÙogo per preveni1·e J'infcr.ione, in t..'ll cnso molto probabile e pet· la qualità del proiettile (:s<:heggin di gran a t<l) e per il constatato emopericardio. Il pericnrùin è più :;us<:ettihil~ ù'iuft>ttar:si ehe IIOU hL pleunt (Rùeu, Klose). Sono <leHcritti casi eli perkarditc ga~'<l-'O!SH (Li tler Jones) . Corue per la pleura, pos~ono HOpra vYeniee le~> ioni pet·icarùiche c·or1 versamento in ~>eguito a contusione ~>Ptnt> li cc del torace Renza, fcrit.t esterna. Mercier ne ba dt>scritti duP caki, lH?i quali la rliagnokli fu <·onfer· mata con la puntura esplorativa e con la radiol':copia. FEIUT[o; Dli:T. l'!miCARI>IO g DEL CUORE.
Di regola i feriti c M·<.liaci per arllla- da, fuoco muoiono s ul campo t· :>olo una minima percentual~ ~urin1 no in posto di soccorso. UegTi 8:.! ca: i descritti nella. ~ta tistica rivottata dal Ros:;i ~o lo :!~ fm·ono 1·icono:;;ciu t: in 1• tempo. Di questi, 7 c:asi appa.rtenl,!ono ad un solo c llil"llrgo, ill:'okot·uy. E l i dice che lu. diagnosi nella ma.ggim·a uza clei ca~>i non si può f<tre cui qm~dro clinit:o~ qua~i sempre in,·ece con il repet·to radiografico. La :>Ila terapia f u p er .lo opiù conser vativa,. Dci 7 M·si 6 morirono; sopnLvvio..:se uno cou ferite <:oncomita.nti del polmone e dell'intl>:;tino, nel quale. al· l'upe1·azione non si dimostrù i.udicata la sutura del cuore. In 10 casi operati da altri ~:hinn·;;i . ~Si Phbt>1·o 6 mol'ti e 4 guariti: iu 6 casi curati con:;ervatinlmente si ebbero 3 motti e 3 gua riti. Riassumendo su :!~ casi si ehlH.· ro 15 morti; 6 emno stati opertLti <' ~{ non operati; ùc~li altri G morti (Pokor ny) il tn1 ttamento non è noto. Dei 7 guariti , 2 casi furono operati imrneùiataménte (Costantini. Yigò), 3 casi p<'r complicanze, uno di Litle1' per perica,rdi te gassosa. \1110 di 1\'fassobl'ÌO per P.DIOI'l"agia, St'{'UDÙ~tria, a c.a:-;j 11011 furono operati (Rossi, Pokoruy, Fromont) . Nel fet'ito tlel Ro)o::;i . fu praticat..'l solo lu pet·icm•diocentcsi e non 1:i r·itemw opportuno fare un intervento più imp•wtautt·, dato il continuo migliot·amento. Fu \"lsitato anche dal prof. Nigri:;oli c claJ <·olonuello medico Salinari. A tali casi aggiungo <l ue osscrmzioni persona li eli fel"ite pl«>uropolmona ri e perica rdi<-o-('a t•diache. 1° eapitano P. ùl S. i\:1. del Re~gJJJWuto Guhle. t'u f<'l"it(l Il maggio l!ìlli aellu zona di l\ion!aloone. Date le cond i?.i(lnì gJo:H·i ssime ùcl feri to, fu tenuto per 8 giorni in Ullll cnnUnn, che t'tt·uziorutva lh posto fli •ued1Pnzio11e, in lmmobilitit <.vml•leta. Fu t-l'llsferito in 9" giornHtn uell'Osped:tletto da CnalltJ)O 47, da me diretto. 11 feritQ nulùt dcordnvn, da.to il grave •<;t:tto in cui v.e r.o$11'\ll (IU:J.':lnU: tal~· 1~riooo; 1:11 fu detto dl~ per due giorni ebbe omot,t.i:;i pintto:>~to abbondante. Presentava nll'esumlt\ - nell'0.'>1Jed:ùctlo • piccolo foro di E>ntmtn, qua,.i clca·
tri7.7,llto nel 40 spnzio intc-reostale ::>iJii!:tro lungo U1 lin(c'{l r,.wastc·t"IUilc: ~l 100 spazio inter(-ostn le lungo ùl linea aS<:eiiiiL'Io' ·l ll>steriOl'\' !<i nnt :\\"u ritcnz ionc d\ pro-
o3u Jettlle uc i wss11ti 111olli.. facibu<>HW iùentlficublle Jl(>r pallett;a tU sbrapnel. Si ri· st!Ontra n• i11ultr<•. tl l l't•:-:nu<: diu itx> e NHl i<J:><.'<>Pi<"<~, emo-Jxwicard'lo ed emotorace sinil<tro abbomlmtti. l!o L"-t) pi<-t-olo e- fl'l'(Jli·Pn tc. ùlsprt<~1. !<elli"<l tli OJ •J)JX~-<>ioue . l!'urouo fntte pnrec<:hie t.<>t~H'<!ntt•si. kt prìm11 limitata a rirra 200 cn•e il li• tHid o ('llllttk -o, la 2" e la il" d n-.t !:lUII .t·mt·. :"'el~t 3• li liqultJ<• era preYn lenfemtmtc sieroso (pleurite re:1ttint). Nnlln fu fatto )Wt' l't>ll tVI~t\rica rrlio cht- ::;i ri?ls!<Orbl ><Jx~:tt.nnen menw. l~er il tra):dlto del lJI'Oi<•tti lc <· r~r 1 l:li ntomi rilemti fu fatta diagnosi di ferita epica r<l i<:o-)X'Ii<~'lrfl icn <' ~.IOimoJwre. 'l'ule <LiH;..'tlosi fu ~ulOl\."\'OiiUellw confenmatu dal prof. DionLs i che ·visitò oort<\<>eJD<'n 1l' )Ja r<'<"<:hie \'O l w il fet·i·t o. in !)(~ l lo ~~ :mda richiesta. Il t'Prito. (IOJ"> oltre .lHE> m c>'i dj <l<•genz,,, tu tras ferito i'll buone condi~ioni, uU'Ospe-d:t k di ri>oerYu ùJ \'og-hem; I'<!sitluando lleYi ~regn mentl pericnrdiOi ed ottusi tà pintlo,.;to m;H,"ntft <:<m >'f'nsibi lc diminuzione funz.io1111Ie nelht· base del pol· mont> !;iuislt'(): to1d <.-.ud iact ben C'Ons <•rvati. IU>stò d l'A't'Ht(• n<>II'O"l•<'flnl<.> <l i \' v ;::- l w m per a !l.t·l l.re m ei'i , u$('(»nclone · quasi complet.:1 ment-<' l-.'1H1l'i t o.
li<> liVUt(l notlzl<! ''"-entL <la lui. dw rul sc·rh·e queste t~1: u all parole: « Ogg:l, u u po' di affanno nel mot o Yiole-nto, non S<"oto altre conseguenze». V<muto n Rom;l lo ~1ito il mn~t ric hiest>t t>tl esa mlnt~to, è :-i't:.' lto rloc"Ontrato (jUMltO {1 )'l))l't'!<-'SO (!) UUll"'hO 1!J2:J) ; tr~mne
1-J~;nm e
cliniro: (tE'n. colOJm. mroico prof. C hlllrl).
CmJre - IAl puut.• uqn si pniJ•:l. 'l'opo.;nleh·lcanwnte Il t•uore è nor·maJe. A t>pai·Qtu rrspiraloriu. A .'J iui~<lm: /.•,w~i<> ll e :-iulla dJ not<>vole.
F. v. t. le<.;get'Dll•llt(' diminuito 'l'tlla ba.<,le. /'f' rc·11 S~<imw . Suo110 llen~mente ridotto allo. base; margine J.IOCO mobile. :!sc·olla~iuue. [,ieYe indebolimento d e l respiro: non rumori avvt>ntl~i. A l/.cst r·rl. - Xorm~tle. Jo}sa mc nt <UoSl"<>Pi<.'() (maggiore tue<Jk'() Co~lia tl-De:r..l'..a ) : Pnl pa:::iuu c. -
a) AtJf>O·rato Rv.•pimlorio - Aop l<:l Jlinttosto veùttl e J'IOC'O .p eruJWtbiU. Ili mar· perllor·i ~e a sini-stra, C'OD strie piuttosto d.ifl'u~e e qunlehe :r..oiUl <l'orubr<t nlh1 sott<)llf>icale destra. Notevole tidu~one di moblllu\ dci d:laframmiU !'iui stro, il l'Ui 11 u11·~ine non è oon nNto; il seno c'OstocHaframmat ico comisponden te i>! <'()JHr>lt't:uult•nte <>J:»lC'llto, hHiliOblle • D. R . - F:slti <11 plem·lte ~.titttlva C.<tti , oou ghi andole
t:>in.iSII'Sl.
b) .1 PJmmto c:ir co/Morio. Cuol'l! ttvrmalmeute Inclinato sul tlia.frambl)a · Opaci~) nni.fonnc - Gmnde?,za nonn:tle . Si ri;.c·ontrano :><>CO e>identi l tre archi dii "'inistt-a. "' c'O~uentemerlf'e, llluo,·imt'nt.o di M~uglia atrlo-\•entrlcolilr-e. Pun· ta U.'l~'(>sta He l dlafr<lllltn:t . E;o('tusloui rltmirhe, nette . \'entrlcoli ed orecclliette di grn nclezz.:1 n ornJ11 le - F:Hwio sopm<"a nll:t<"O uom•u.le • Sl~tt zi o <U Il oh lzneht uorrrl9le.
01 tre q ue-c::to caRo ho ossena t o :-:ut·t·es:-:ivaJlH'nte, q na.ndo dirigevo lo Ospeda.Je ~o~pecializ:MLto 057, un a l t l'o raso di fe1-ita cn rdio·perica,rdica se· guita da intenento dtirnJ·gico, rt•t·.laJUato dallo stc~S:so ferito, per le gra· vissirue Roffcrem,c subllicttive. In tal {'n.so si trattava eli ferita. tra,pas· sante nella lntse clel cuore. Nnno~>ta.nte l'int<>n·e11to t'H•piùo c tutte le {'m·e snssiclim·ie del CHSO, si n~ ri ficò il decesso dopo rpHtl<:be ora. R()no spiacente di non poter rifel'il'e i particolari di Qll<•sto c.aso inten,~::;a nti~:-:imo , avendo clm•ante lH ritirata Rlll<1rriti i cloc·nmenti (sto· ria, J·adioA"m fi(>, pezzo a n a tom i<'o).
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D<·llE' l'iO f•~rHe del cuore rieonosci u u~ i n :!~ tPm p o. Ros:;i riporta solo il caso di Bui sm~wn <·Oml' apJ1:1rtenente a fel'ita tra.pas~nnte che fu riconosciuta all'autopsia; negli altri 59 cu~i il proiettile era imloYato nel cuore' e proc.iE<amentR ~x ,-olte nelle pineti e ::!1 in cavH:à. Su 48 rli qt~t~l'ti (':t!ii la "ede del proiettile r IX'n determinata, e precis.·lmeute: orecchietta. 1le:.:tr·a, c:nsi (), lliOrti 3; orectl1ietta sinistra, casi 2, mor·ti uno; \'l>ntrkolo des-tro, ~ ·a;;;i :lo, morti ~; ,·entricolo sin i' stro, cast. l o, ncs;;;un morto . Hei 60 ca,~,;i della ~tati;;;tif'a Ro:ssi solo 2-1 furono opet·ati con 19 gu:triti e r; morti. La ;;;j ntomn tol(>gia. 1111 ~l'<II'~O ra lo1·e pt'l' poJTe la diagnosi eli proiettile m•l cuore: la. rndio~m.fia cnl"tit1tis<·c l'uuiro C'd exrlusivo mezzo, ed anche qne!-:ta ~'C non !-li (lil'pone eh un npp;lrPcehio potente, non lascia veder·e le piccole scheggie. Cito. a tal propoRito, il utxo ~e~uente, capitato !-lotto la mia osserva~ione : C':lpitann M. :\lmio. l'•·•·it<) da ><Ch(~{!ida di 1,!'1~111Hta il 19 n goi-to 1917; fu :::ublto rloovNa to nli'OSJlt'dnle tla Cnmpo 057. All'esame l'<i n<>tn Jri<'<.·olo foto eU eolr·ata :1 1 pih1 siro po:<tPJ'iore d cll'-a$<.>ella sln.l~ra n b(mlli t'<>Jltusi t' htC'<.'l'l s~n:r,a fon> di u~:<:itn. Hife.-ì-..x'<' d\ nver nn1to sputo sa•nltu lsmo ntw<·u~ì ft-d to. Ali'~.Luc llOtHsi :lblJoJHl':l nt<' verS~tn•.('<nto ])leuri<'<> a sinistra ('()llfN'UlU.tl.o dall '('..~a~ r adinseoplro. Non !OÌ ri>'<:<mtmno <.'Orpl t'l<tn1ue1 lltll'esnm.- J':>dloS<-opì<.'l:> fatto con l'aPJ)!U'<.-"CChio Ferrero di Cavallerleone. J<}bbe IWr q un Ielle giolllto poi;..>(> ftX"quent.f': c·on ,u,~puea. te•nJ>ern tu m ma~ima 38,5. Dopo Ch'<-,1 1111Q1 ~tti Jllll'llfl i l ' <' 1~1 mNJI o t<'ll<l<' n lill •<;Orblrsi g:nulun lm<'nte tanto eh{' 'l'erso il 10 St'HI'mbrc incomincin a rinvver·tìrNi nclln base <l:j>J polmone 8tn1Rtro il JU~ll1IIIH'{' \"('f;c·ic·olat·t' ~hlwue n tlì('oWtlit' •. In ta~i c~nòir.loni IO<il li f'<l in otUnlle t-ondizioni J:C'nem}l fu tt~l ,.~rl l o <lnl n ostro o>~pedn k· nelle re t IVl\'ie. DOJX· T>velti ~orni di ùeg411n.;r.a nell'o~ll:lle milìtm-,:: di ·r i!'l<'t'YII <li C remona Il 16 otlohn> fu traflf<>rlto nt>ll'O:;IJf'dl\lp riflrrva l •mhrrl<> I <li T orino. l o qnt>ll'o"pedale l'e~un~ t'itiH()St.VliJico f('(Y t'ÌI{'\'nre pref<em•.ot cll piN'«1I~l scheggia metalllen aa livello d t>l V'<'lttJ•ic·olo 8ini ~ ro del <'ltore. L'.ffl1tme eli nico confern.a la pr~·;l~W7.a cìl lievi fn t ti p lenrlci (ipofone;,"i. <limi· Dlw.i o ne del murmure ve~·icohll~'l nlln hngc:> dC'll'{'tuitomce ;~!ni;otro. \~Y.(> l'ammalato a C(!Us.<J dolore. Esce da ll'<*l:('(htle li Hl novembre, fJUanòo l fenomeni sn<11notat1 ernno q un t>! completam~ n t(' K•lii:BX'I r>oi. Vlter1ori notlr.le ani lt:~ nno ronft'rmnto 11 stto bnono stato d i ~•In te.
L'import.:'1nza, del <·aso rift>t·ito è ilMH .lall'as!-:t>m.n rmn pletn fli ogni sintomo a Cflrico del ('1101'<' e del peric~ll'!lio, t:1nto chP hl t re lllOf!hi diversi di cura nulla. è stato riscontrato in pl'oposito. L't>;;;amc ra<lioscopico solamente lH1 fatto rilevare hl. presenza Mlln fiC'h<'!-Utin rtella parete ' del ventricolo sinist1·o. Dopo questo caso n<' f•bbi uu altro Yél'iticatosi in un ~oltlato: fE-rita toracica con emotorace, a solo for·o di euti·ata, prodotto da piccola scheggia di gTanata. Anche in q11esto <'aso con l'appnrecchio Ferrer·o non riusdmmo a rintracciM·e il proiett.ile. Però edotto ùal caso pt·rccdente, mi. ~iovai dell'opera, del mdiologo capitano Oogolli, della vicina ambul<~nr.a- rhirur-
gica. 5, cbe con l' a.pparcccbio (Jorhinu rinveuuc il proiettile (piccola :seheggia ùi granata) c he lO<:ali~~ò nel setto interventricolare. Anche in qnc:sto ca so i ~i11tomi efl r-diaci e pericardiad erano com· plct.amente a~:senti. Ne!-;sun versawento pericardic.o fu riscontrato al· J'e!-;ame 1·aùioscopico. Sono dolente di non poter rifetir d<•ttngliatamente neppure la storia clinica, di questo ca:sò, m·endola. smarrita dnrant.t> la ritiraJa ùell' ottohre Hll7 insieme n molto altro ma{eriale cb i n11·gico. P~<un:T'l'lf,l Al:IU \ 'A'L'I <.:OMI1 EMBor.r.
Prima. della graude gi1ernt enwo giù, noti alcuni c::tsi del genere, tu t ti però terminati con esito lcta.le. N ellfb :,"tlel'l'<t curopt-a se ue sono verificati parecchi casi. llossi neJla sua ~< tati:s tica ne ba. raceolti dieci, tra questi due apparte1.1enti ad italiani. Uno è stato dl>f<Critto dal pt·of. Y. A :scoli della clinica. medica ùi l~omn : prese n bwa p1·oiettile liùero (palle t~ L di sbrapuel) entro Patrio destro del cuoic: (lov'era pervenuto dalla cava inferiore ta.rdivamente. Si t1·attava di un soldato ferito nel luglio <lei 1915 al dorso imme· diatamente !-;Otto la spinrL iliu,ca sinistra. Dapprima la palletta fu lo· ca.Uz~ata. a.l punto ùi mezzo della proie~ioue dell' ala iliaca sinistra (1° :lgor..to). Nel 1° settembre la. pallett~t fu locitlizzata nell'oreccbietta de:;;tra. L'infet•mo non presentava alcun sintomo subbiettiYo E' funzio· naie a carico del cuot·~. n prof. Ascoli sconsigliò l'intervento. Il 2° caso uvpartiene a Graudi·.Maffi dell'O. G. 11 O. R. I. Un ferito da quadrcllo di bomba a canale cieco, con punto di en· tr·nta. llf'll' nsc:ellare media all'altez~a deJla 10a costola. Non furono notati segn i ohbiettivi sah ro un leggero rumore accom · pagnaute il l " tono anertito in 1-1• giornata. RadioS<;opicamente in tal giorno il proiettile frullava in corrispondenza del ventricolo destro. De· <·l's~o in 1.:3• gioruata.. All'autopsia: gea ve fl· •·ita. del fegato e delle vc>ne sopraepatiche. Il proi('ttile fu tro,·nto in 1m :rrosso ramo dell'a.rtcria polmonnre destra , cirl'ondato d:t un t.romho. em f' ntra.to <la una veua sopraepa.tica, nc:>lla c:1va inferiore. 1) n ca~-:o quasi identico a fJul'llo di Graudi·Ma.ffi è ca.pitato alla mia os:::eY·vazione ed è già stato p n bblica to ne'l re.c;ocon to del trimestre lu · glio-~::ettembre 1917 nel Gi01'1l(lle d'i medicina. militare, fas<". ~o . HHS. IA> riporto: Soldat(> \'. Al(jo del :.ao rcg)!imento fnnt~rla. fet•ito alle ore 2.'l del 13 Hg<>sto 1917 <la !!'<·IW!!~~~ tU I!T"<lnatu n<'! !Jo "'!lll?.io interoo~ le (1-lull'ascelirul(llunE'dia) a fondo c l ~c'(l; tr:ISJIOI'l::lto a ll'l}sp<.:da l~ nl.le 01-e 6 ~ (lel giorno !;lncce:s&1vo. Individuo paJUdo, alqnnnto di,.,pnok-o. P<>lro 72, T:<'-"Piro 36. Addome trnttabile: emotorace destro non •li gt·:tn' •'Jtlilit. A~fO!'nr.;n d•i <'moperki ardio. Nes:~un J'intomo obbiettivo cnrdlac'o. n:uli(\;:rMia (' t·aliio»copln (<·apl tano QOg'olli) : groSll<t ."K!lteggla ~uetnlUca nelrmubt'1l (•:tnliac: t :.1 lh·e llo di'l 5o pia no ln l {\I~t>..<:tnJP. .«inistro su la para~ternale, che si muov~· rol mo\'imeuti c-:n,l•iad <' <liafJ'llmmatid. S i hn l'Jm!J)re.'>l<lion.e di una ~·heg giiì Uel peri{'U i'dio (V. radiografia n. a, 'l'av . III).
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Interven to di)JIO eirca 9 ore <l~tl fe 1·imento. Con eterO-JWJ'<'O>;i (rapH:1no S:tn· ~'11 Ì Jt('tiJ·) rc;..(~'O In quiuta co ··t•JUt <lall'illS<·rzionc s temale all'ast-clla.re :mt.rrinre. t·~d~i one (!('} 1>1 .tn cnrtil:Jg-in<' eo;stalc uell' in:"t't"l.ionc f'tAm a le : Ni ha uno !O}><Jrl.l'llo snfll<:i{'ute opportnJu~utent:R cli nt riClll o . l nei"() il JX'I'i(~1•t·\flO, llm·t> non es i~te n kun
\'ersamento. 19i ri seont.rn il mi<>Cll·Nf.io inl<'g: ro. l'.Crò n e l vcntrit olo fle.-<tro, ve rso la punta, :;i uot:t una !<porgl'lll\;t d w ;~J ht Jl" 1paz:ion e l"i id('n ! i:fìcu snbito r-.e t· il proiet tile . Incisione d el v entri<:olv dt•l>"tJ·o, estrazione d el proi('ttile. su t ura de l cuore (seUt) e del Pl.'l'icardio (entgut) , s ntnra tl.ella Pfll'{' te toraelw. r\~'ll'f'loltnlzi one cle l pJ'Oil'ttil<'. tUlil ~;;chrgj:ria di g t·ntuJtJl di ("·Ntti metri 2 X l ,f) fil'l \'f!lll'J'Ì('Q}O ClCSt i'O Si è \'(' J·ifì C·:t tJl ('UJOl'L'Ilg"Ìll di Ul lil l'('l'tn ('Ili itit: òet1~sso in giorn':l ta J"-•t' :mem i<~~ !H:u t :t . A..'<;:istouo i cit piwnl m~llct Auchisc Lorcn-
zini e Pl'i<lnto :\u n'. h1. All'nlttQ~ÙI fatta <klll'illustre prof. Dionisi. <l.it·et tor c dell'l;:tituto S~natonw plltologico de ll' l'nh·t•r;:ltìt <li Rorn~t, fu •·i ~'()ntr:l to che In gTO"!':l ~ ·begJ:.ria eli Jrralllltn. era penctr~tbt at tntvel'SO il 9o s pa?.io lnterco.<"t t.ale ctcstro nel tora ce (emotoraee d('.<rt;ro ubliOnd:mtE>) . perfor~mdo il dinfmmmn e m:o<luC'f'Jl(lo vn ;:ta. Jn(;cr:tzione epa tica; poi d:tl fe;::a to per una vena !<O)'I~l <'llitti<.~l si era infiltra ht n eHn ven:1 t a nt inferioré, poooi~l nell'at rio de;:tro ~>tferm.a ndosi nella p ar ete ò.e l ventrkolo de:o.t ro. Ont.'t la ~p:n Yit:ì della l eHione epatif')l che non fu su.ppo.~n pt•irnn dell'l:llt.Gt·' 'euto. poiehè JlOn t'>...L-<t en1 stlcnn s inlomo a òòominn·le . non e rn P<)l:!f<ibile In >JOpraYvtven7~t.
AnclJe in qtH~~'t:l caso è degno ùi speciale menzione il fatto che il ferito, nonoxtaJJtc il proiettile fosse a.bha.stauza voluminoso, uon prc· s~nt.wa clutieamente disturbi obl>iettivi di sorta. a carico ùel cuore. Riscontrato il proiettile nel cuore in tal caso, non an~ nrlo 1511pposto la fet·it.a epa.tka ed essendo il ferito in condizioni non gravi~sime. l'inter vento erfl. indicato: 1° Per la natura e la gran.(lezza dol proiettile (scht~g · gia, di granata; 2° P et· la profilas~i contro l'infezione che non sarebbe certamente maneata e che I"Oln avreht>e potuto ritarda•·<' l'intt>ITento <' cer-tamente an(·IJe il decesso.
'frtATTAMF::-ITf) CHIRTTRG H; O IMMEDIATO Nl'èLI.E FERITF. DEL CUORE
f:l J)l<:f. l!ErtiC ARDIO.
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·Il primo intetTento immediato per ferite ùel cu,o re è :stato fatto nel l fot9(1 dal dott. Farina, mcntt'e io ero suo as:si~tente, JTCI. l'Ospeda.le della. Cousolazione. Si vel'i6c:ò deces:so in 83 giornata pe1· complicazioni settiche. Nel 1897 furono operati altri due casi , uno da Pat"rozzani negli ospedali di Roma e l'<.Lltro da Rebn di Franck~tll't; ambedue sortirono esito favorevole. Quello di Hchn guari dopo pare<-..chi ·mesi di snppurazione (pleurite pnrulenta) permanendo cattivo stato ùi sal ute. Il caso di Pat·rozr.ani, invece, gua.rl rapi(lamente, e~S 8?lldo :stata ottenuta, la l" iutt-nzione, c complet:nneutc, avendo potuto rtp1-endere il suo fntico:>o mcstìe•·e di fn<>cbino. In seguito i casi si sono v~nuti rapidamente moltiplicando in ltnlia. e all'ester·o tanto che il Pat-rozzani nel 1903 ha potuto raccogliere 45 u1terventi sul cuore con 12 guarigioni. La guerra con l'abbondante mateL·iale fornito ha m<·:-;:::o su più lat·ghe basi il pt·obleroa del t ratta-mento delle fPrite del cuore. Laf;cia,ndo 111 Roma
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al <·ollega Hied la questioue del tratt<llllelltO tiPi vmtatori di proi ettili c.'ll'diad, di<Lgilostic;lti in :.'.• tempo negli ospelL.tli territoriali con l 'esame radiogJ·a.tic:o, io nli oc:c.uperò solo del tr;tttamento imme<lin.to nei fe r iti grad roJ·a<· ir.i, nC:'i qnali, sin dal primo HH>mt•uto, ,~stata risc·on t i"<tta la ]t:>siont! carrliac;t, ron pl'!'Sl'Hr.a o weno di <;<)!')li t>st1·anei. A tale propo:;;ito le QpÌHioni più <lispa1·ate hanno espresso i diversi chirm·g-i. )lentl·e Fn•m11l c Ca{'iper:;on affermano rh<' JH·llc feritt> c:u·diache è IH'<:cs...ario un t l'<lttamento a ttiro Nl <·nergito, Mlihsam }Wl' con tro afl'e rm<l che il ti·att;lme nto OJII'l'ath·o <lelle ft>l'ite rlot proiettile 11el r u m ·e appartien<• ai pitì impcwtanti enoJ·i della JUH)\'il chirurgi;!. L1~ via l!iusta an<·h<:- iu tale impo1·tantc problema consisti· nel vaglia-re ,·nso JH~r ca,.,o. poiche' nulla Yi può t•ssel'e ùi assoluto. Pri ma. di t utto è nec:cs:<ar.io elle tali feriti, e:ssendo, in genel'c, grnvi, i'liano l'ico\·Pra t i nt•lle fonuazioni sauita1·i<! più vidae al frontl' (arn b u · lanze c·hii'III'g-ic:he ;wanz;lh•. gruppi chirui·~ici nnnessi nlh• SPzion i di sauit<ì , ospeda letti da <:Hmpo tspcciaJizzati ayauzati), per il primo SOC· COl'SO.
Cnm<' iu tutti i feriti gravi toraciei , dopo l e prime lll'genti eure dello sl)()k. ;..:-ioì N; poste, csegnito l'<•sam<' clini<·o int<'Jp·ato semp re c-on que llo r·acl iogt·a tic o, h i sogna t·<•g-ola rsi a seconda (lellf' le::;ioni che si ri· s(·ontl·ano (toJ·iJ<'e ape1·lo o chiuso, emoperi<·•u·dio, pt·oiettile ritenuto n el ('Uol'e, assPnr.a di proiettile). Nei c· asi ù i torac·e a pPrto co_11 cm opel'irn rd io è IIC<:essn rio spmp1·e in · terven i l'(! e r·a pidamt> nte ., mu·he che no11 vi sia riteuzione eli proit>ttile, :lltrimemi il ferito è l'el'tnmeute pe!'dnto. Bo giù c•spo"to, pal'lando •lellc ferite polmonari apt>rte, le ragioni di t.'! l<' eondott~L K t>l caso ill\'("(:1' di tom(·C rhiuso, il modo eli COili JHWtarsi drn· I"SS('l'<' ù i ,·erso a. seconcln, dei ea,osi : 1° l~mop,•ricardio con proiettile di. ·una certa eutità (schC!J!JÌC) nel cat:fJ w ·rirardiro o nrllr pan;ti c.<t·r (/i(lrhe. In tal Clt$0 l'intervento nou si di sente t' pel' la profihtsRi chirurgica contro l 'infezione imrnaurabile ~:br t·ic·lliNle1·1•hhc in secoudo tempo l'intervento e per le gt·a.vi successioni morbui-:l' pt·o,·oca te dal proiettile (formazione di eic.1.tdri e di calli n el mio~:a-rdio, periieolo d i nsum dalla parete C.'l.rdia~t con elllorl'agia SC'('OJldaria lllOJ1:a)e, )>OSS i [)jJi eruhoJic, tl'Ontbosi, ecc.) è flalJ'CIOO· perica.rdio (p<'rkal'(lite con tutte 1e s ne couscguenzc). B questo il cal'o più abituale dH? t·ir.hiecle l'intPrvento imnH~diato; :!" Pl'{)ictt ilr eli 11iccoln cntit!Ì n elle 1w1·cti c nella cat:iffì cardiaca set1za. emotJe1·irardio e .se nza siutomi allarn~a.nti. In tali rasi l inter..-cnto
non è indi<:';lto in primo h>mpo Nl anchc> scconllariamente se non insor · go no d ist m· bi (li l'Il tità . E1>i stono, tra questi ~Hsi <>stJ·P.mi, molti altri intermedi nei quali il criterio sano del chirurgo rl<'ciderà volta pPr volt.'l e p<'r i qu ali n on è possibik st::lbilil·e a. priori prindpi Hl'lsolutiF;ti. 1-'iuj!(' rir·ardio. Nc>i c-aRi rli infezione del peJ'iem'iliO èJ. necessario in t<•rYI:'IIit·e appeua constata.ta l'infl'ziont> con Ja, puntm·n esp]Ol'ativ-a. Nei <·M.:i tlubhi (> IH'IIC' fare l'ipNuti <•sami bnttPJ'iolog-ki. Tn ogni modo in
M! ~)gui caso di ver:samento pet·icanlico anche quando non :si dteuga oppor·
tuno per il momento un intervento più aggreFssivo, è sempr·e utile la pct·icardiocentesi. Te&nica dell'intervento . La discu:;sione ::;ugli :sportelli toraco-plastici JlCl' intervento sul cuot·e, se è poco opt)ortuua per ht chirurgia di pace, lo è molto meno per la chirurgia di guet-ra., poichè è neccssat·io quasi sempre ad<Lttar:;i alle circostanze, spècin.Imcute ver quanto riguarda la fc·1-ita estl'rna. In linea generale è necessario avct·e una breccia. che pcnnetta, d~ ve· t.ll' l'CÌ bene e di poter dominare eveutuali emorragie. In genere basta Ja rese:t.ione ampia di tllm costola, seguendo possibilmente il foro di entrata ed il tragitto per asportare tutte le parti contu::;e e contaminate. In nn caso io bo resecato la 4\ in uno la G" costola, nel 3° non ho dati precisi. Se lo spa~io non è sufficiente a seconda dei casi -si incide lo sterno, le cartilagini costa.li sottost·<lnti o sovrastanti o le une e le altre, secouùo le indicazioni svecia U detta te dalle lesioni. da curare. Tali sportelli opportunamente divaritati t·isponùono benissimo allo scopo. Se s'iJ}.terviene nel periodo pre-iufettivo (nelle prime :?<i ore e me· glio ancoPa nelle prime 12 ore), e le condizioni della parete toracica lo pcrmcttouo, è buona regola suturare completH.mente hL ferita. Se invece si suppone infezione è indicato drenm·e. E ovdo che, ~Se coesiste lesione pleurica o polmonare. è indicato c11rare anche queste, quando non implichino ecce8!>ive perùite di tempo, da compromettere l'esito dell'intervento. Nell~ suture del cuore è preferibile la Keta. percbè più resistente e garantisce quindi meglio del eatgut la tenuta. delle medesime. Altro particolare degno di nota è quello di mettere due punti di seta a distanr.a oppor·tnua prima d'incidere le pareti ea.rdiache per la estrazione del vroiettile, allo scopo di potcrli subito stril1gere, appena :~perta la c.wit;\, e dominare l'emorragia che può essere imponente ed immtidiata.mente mor't.c'l.le. Secondo la mia. el';per·ienza l'occlusione della. ferita con il dito non è così efficaee come quella con i fili i nè le pim.e ri· lSpondono meglio dei fili. Come anestesia è preferibi.le l'anestesia locale o regionale i pérò si può adoperare anche la narcosi eterea., qua~1do le condizioni generali lo permettono. Molto importante' in tali cnsi è la cura pre-e post-opcratoria: a.m . bieute ben aereato e riscaldato, posizione aùatta, ca-lmanti, eccita.nti, i podermoclisi, ecc. In caso di pericardite purulenta l'intervento deve consistere anche nella resezione costale. Con un esempio di operazione t't•lativamentc recente, preciso la mia linea, di condotta anche s u tal caso. Solililto C. Fe1·roccio. clnl:>se 1901, nllievr· dei RR. OC.. è tntsferjto ne-l 2'> re-
J.Xtrto chirtH'l':'i~ d('!l'ospedu~·nliliUII·c <11 Roma do! ) 0 metlkioa pcrchè afl'etto dn Pio-pneuruo-JJCTkill'dì<> c.'On&..cutivo aù nsc.'<~'ISO polmo!UW'e vuoootosi nel pericnrdio. {.(l rn<X.'Olta peri<;Jlrdica fu oouf('t'matn dalla puntura e!:.-ploratlva e da,u•esame m.<ilosooptoo.
542 lnl.·•rY<' IHo 11 ~qwile Ul:!l . .'ltorfi<H:!Iierizzaziooe (ca J)itano medi<;o l'errettl). Ope1'11 il t<'IHc'IIIA' cvloHuello n~<-tl k·o Oflccitl, aSl'L~tc il U' IWntc m l,.lko Gin<i>bbe. Hel-1!.'r.ionc· d ('lla ~· l'<>Ntol;l sìt~l~tra 1"-' 1' 5 <~n . ùall'artkvhtz;ìonc concù"O-costnle; Jucl:;o H (.cr·k anlio fuorit-.~-e <:irn1 WI!Z7.0 litro ùl ptu,; oon abi)Onùuntl <X!Dct neci'Otici <.:om· mti ,.:t.i :t <l aria. l "<' l<:>r'l:iO ìl c-a V<) J)(•ri c'tU~llLv si ri&'tmtrn lateralmente a slnistra e pmf<HtwJ nwut(; l'li ilìfet·lot·mcniA• w-w ph.'(:Oiu L't>nluu.i<:<lr..ione <.'t>n i l polmone sinistro,
n t Lra1·•·rl'O !:1 qu;~l<• fuorit·~ ·e :1l'ia <"Owml:>ta a ~·;tr&t Sét'l'l'r.ione J)tll111entll. Zal!allll'ULO l:t :,>>'l> <kl <·aro .pcrkanlit-o <vn :;:tt•t.a jotloformil'~t . >;e>IIY.u akult la l'aggio. l~ <.'< 111<1 izioni del ma l: t t o ehe enwo ~:"rav is:>Lm<!, cs.'>(•nùo anche 1:10pm vvenn ta, doj~> t'intt·r·n •ltto, una nl'frlte eulOIT<tgi<:a , autlarouo gntdahunen te migliomndo. IK•[.I<> t:in:a ùiPd g-ivn~i t<i ottPnue l:l eicat.rb;;r,azione ùelln fistola J.)()l.ntouaue. Ln >'l"<•~<•r.kHlt' pul·uh•nta <lt>l <:<t l 'O !)t' l'if':trdl<-o si l.'-':llt url iu c.lrca 20 giorni e dt>l» :13 ;riot•nJ dali' ntto VIK'I'ativo sì era olt,.•nuta d<.:<l t.riz;r,.a~ione completa della breccia <)Jl\' 1':1 tori a. · L<· (.'(>IM!ir..ioni g<~nt>ra Il nn<! a rono JII'<)I,.'TCS!:>ivament.A.• (' sen....:ibilm(>n\.e m:igllomndo, 1~mt<l elle Hl mouu'!nto <l<•il'uS(:it~t dall'o:-1K.' du le IL paz.icute vresentn va uu aspetto tlol'ido <·on buow1 uu(rlzionc. l ciHIHki dell'urina ~n1uo <..'t>mJ)Ietnmeut.e- S<'OIDJ iar~i; c>'i.;tenlllo .--olo lievi trae<:.~ d i ~t lbu miu.a. Subbie ttl \'llUJen te l'iuù,ì,·iduo uou Hv,·ertiva J)l ìl disturbi.
C'O:'\ C I,t; ~lO:'\ l il t; L THA 'l~'AMB:'>ITO l>JJ:LLU: l•'J.,;IU'l'E 'l'OHACO-l'OLM():\AIU
I N l'HL\10 TEMPO.
l. L 'astensione sistematica nelle ferite toraco·polmonari è un gra,\"e errore, però il trattamento m('Alico ha. sempre le sue indic-azioni nelle ferite toraco· polmonal'i dtiuse con assen7AL ovvero con mo<lk-o enwto ra.cc, nou complicato ad emottisi, nei setoni da fucile, da shrapnel, da piccole ~:;c hegge; è sempre indicato in primo tempo nei feriti in preda a shock. 2. Il pneumotorace, con la. tecnica M(\relli, costitui~ce un reale progresso nella cura delle feri te toraeo-polmonari. Il vnetunototM..tce semplice è indicato coine emost..1.tico nelle .emottisi, nelle fer·itA! toraco-pol· mona.ri chiuse, qua.ndo non esiste emot01·ace. Il puenmotorace, con il contempora,neo h1n1ggio endo-pleurico, è inilica to negli emotoraci chiusi, ~terili, piutto:>to abhond:mti cd anche lievi, quando esiste ritf•nzione di proiettile di nou grave enti tà., per l 'emostasi, per rn·pvenire le infezioni, per raggiu ngere uua guarigioue più rapida e complt>ta·. 3. Il pne'ltmotot·a<'e con lavagg-io endopleurico è anche utile negli cmoto1·aci s upposti infetti o con iufezioue incipiente. E sso può evitare l'empicma ed, in ogni caso, lo 1·endc meno grave. 4. li trattamento chit·urgico profila.ttico è iudicat,o sempre nelle feri te della, parete (ferite delle p:11·ti molli, frattu re di costole, ccc.) come in tutte le !lltn• fm·itc di gnena. 5. L'inten·cnto (:birnrgico imwediato cavitario è J<:empre indicato nei pneumotorad aperti, per l'eUiosta:;i e )Jer prevenire l'infezione. 6. L'intervento chirurgico immediato nei fe1·iti toraco-polmonari chiusi non è quasi mai indi"cato a sropo emostatiro. essmH.lo pet· lo più ~«ulUciente il pucumoto1·ace; può (>f:)(CI'e peJ·ò ind ieato a scopo profilattico per le infezioni nei c:l si di g1·ad ferit(• della, parete c del polmone con ri tcnzione di grossi Jlroiett i li (:-:C' h(•g-gt•) i n cavi t..-\.
543
•. La. tot<tcotomia negli empicmi deve e:s:sere ampia, c nella. parte più declive S. Le fe1·ite pericardico-cal·ùiacl!e con emovericanlio t·echmu-tuo auclt'esse, in detei'miuati casi, come le polmonal'i, il trattamento chirurgico irumeùiato princivalmeute a :scopo profilattico contro le infezioni. f: r-elativamente rara. l'inùicaziouc a ~>Copo emostatico 11elle ferite ùi guere..~>.
9. Il pio-pericardio ha le meòe:sirue iuditaràoui uel pio-tor<tce. 10. Tutti i feriti gravi tora<:id delJbono essere curati, come gli altri ca.vita.ri, nelle formazioni srutitllrie chirurgiche avanzate; solo i più lie\i pOlS~ono e~ sere trasporta ti negli o~pedt1li da cam pu arretl'a.ti (20-30 ehilometri). BIBLIOGRAFIA. AMt:t'\TA. _ S-ulle f eriti' pet~rf t'MI li rfl'l tonwe. « Giorna J.c. di ml!4:li<:ilk'l milita re», •P. ;)2'2, 1916. ASCOLI V. - Proiettile Wwro fmt-t·o l'llttio destt·o det c-uo.rc ed i v i fJet'venuto dafla oa-va it~ftJriot·e. «Le nmlntt·.i('! del cuore>>, 1917, p. 53. BAOOIO. Il tLIIOVO -ltulit'izzo chtrm·uico e la. mia e$perietrza. twlla protic.a ff.i guct·ra. « Clhùca cW.rurg!cn >>, n. 12, 1919. B!STI,tNELLI. « Axcblvlo ed atti d'ella Società italltma di chirurgia>>, 1920, p. 1\JU. BASTIA VELLI. - Sull-a c-um <ielle ferite del torace. «Il Poll<:llnioo », 1917, p. 857.. llot:-rr~'<n:. _ Veber Duo<m.~cltu-~sc. « Muuch. Med. WO<:h. D, 1915 n. 3, p. 91. CoLLP.<A. E'l1({liO radiologioo di tma lesione del Citat-e da pal.lotto/.a <ti sll,ro.pnel. ·« Glom. di Med. m iL », 1916, p. 869. Coli.Bn:a, Mu RARD. - De l'inte·r·vention di•recte iml'l'nédill.te sur le potttnOI~ do-m le plaies de poitt"ine en chirurgie lte !J!tCtTe. "Pr~.<:e •m édicale », 1916, ![). 566. CI>MBn:R. - De quelques ·inflications opératoires <lMr-s les pklies dc poitrine à l'a.mbulance. « Lyon cbh1Jrglcal >>. 1917, p. 312. CACCIA. Ferite d'o,rma d4 fuoco aZ tonwc. « Glmn. {Il me<llcina militare>>, 1913. CAocu. _ Plati-es th01·acìq11es pa1· armes a t e u. « ATchlve'l générales de chirurgie »,
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clinica dlli"UJrgicu ''·
191!'1, p. J2SO.
RESUME.
1° L'abstensiou systematique òa.ns les blcssures thoraco-pulmo· naires est une grave crreur, mai$ le tm.itemen t méùic-.al trouve t oujou ,., ses indica.tions da.ns les ùles~Sures tlloraco-pulmona.ires closes, avoo hé· mothoraux abseut ou moderé, pas compliqué par hémophtysie; dans les blessures à sétou causées par cuup ·de fusil, ou pa-r :shrapnell, ou par }Jetites esquilles; il est toujours :1 appliquer eu premier temps pour les blessés qui sont a.tteints par le shock. 2° Le pneumotbot•ax appliqué avec la, méthode Morelli, constituc un réel progrès dana ht cure des blessures thoraco-pulmonaires. Le pneumothorax simple est indiqué comme hém.ostatique dà-ns les bémo· Phtysies, dans les ùl~ssures t horaeo-pulmouaires closes, lorsqu'il n'y a [>:li.! d'hémotborax. Le pneumothorax avec le lavage de l'endo-plèvre, est indiqué daniS le~:> hémothorax fermé~:>, stérlles, assez abondants et rnème lemans, lorsqu'il y à une rétention du projectile qui n'est pas gt'ave, pour lhémostase, pour prévenir les infcctions et dans le but d'obtenir une guéi'Ì.son plus ra.picle et <'omplète. 3• Le pneumothorax avec Javage de l'e:nùo-plèvre est aussi util(' dana les hémothorttx que' l'on soupçonne infectés ou q11i commencent à s'infecter. Il peut éviter l'empième et, au pis a.ller, il le rend moins gt·ave. 4• Le traitment chkurgical prophylactique est tonjour.s iudiqué dans les blessures Lle la. paroi du thorax (bl(}ssure.s de..s parties molles, fracture.~ de còtes, etc.. ..) ai n si que pour toute autre pla.ie de guerre. . 5o L'immédiate intervention chirurgicale cavitai re est toujours lUdiquée dans les pneumothorn...-x ouverts, au but d'obtenir l'hémostase et de prévenir l'infection.
M6
6.. L'imméùiate intervcntion chinu·gicale dnns les blessés thora· co-pulmonai.res fermés n'est presque jama.is indiquée à. fin hémostatique, éta,nt ~;ullisant le pnenmothora.x dans la plus pnrt des ca.s, cependant elle peut etre iudiquée à, fin propbylactique pour les infections, dans ces bJessures ùe la paroi et dn poumon ot) il y a rétent ion <le gros projectiles (éclats) PD cavité. 7• La tbol'acotomie ùans les empiémes doit etre ampie et pratiquée dana les parties plus dédives. 8" Les btessut·es pét·icanle-<:ardia{)ues an!c !Jémopéca.rde exigent a ussi eu <-.ertains ca s, comme les pulwon.a.ires, l 'immédiat trnitement cbin.n·gical, stu·tout à fin propbylnctique pour prévenir les infections. L'indication :\ fin h(•mo~tatique f'r<t relati\·ement rare dans les plaies deguerre. 9"' Le pio-péricarde à le" memes iudications du pio-t horax. 10• Tous les blt"ssés gr::~xes dn thorax doivent recevoir les soins. ainsi que les autres c.<tvitaires, dans les Formations S~Htitaires Chirurgicales de' l'a.v ant, seulement Ics plus légers pouvant etre évacnés snr
les llòpitaux de l'arrière (20-30 Kmètres).
SOMMARY.
l" Systematic ab~:~tention in thoraco-pulmonary would ooa serious.
mistake, yet medicai treatment is always indicated for thorae o-pulmonary wouuds closed, with no hemothontx or a modemte one, with complica.tion of hemoptysis. It is also indicated in setons gun wounds, in wouuds made by ~:~hrap·nell and by small spliuters, &nel at once, while un der the shock_ 2"' Tbe M()relli's puenmotora.x. is reaJ ly a. good progref1S in trea.ting thoraco-pulmonary w<Jnnds. Simple pneumothQrax is indicatoo a6 hemostatic in pulmonary hemorrhages, in closed thoraco-pulmonary wounds, when there is no bemotborax. The pneumotlwrax, with contemporary washiug of the pleural :sack, is indicate-d in hemothoracies elosed, sterile, ratber abundant aud of little importance also, when there is a retention of projectile of no consideruule' importance, in m-der to obtaiu the hemostasis, prevent thc int'ec.tions; and attn,in a more prompt and complete healing. 3° The pneumotorax with the w:lshing of thc pleural sack, is a.lso useful in tbe hemothoracies snpposed to be infected or with an incipient infection. It may nvoid the pyotborax or, at least, make it less serio ns. 4° Surgica1 pr ophylactic t reatment is alwa,ys indicated in tbe wounds of the thoradc wn,l1, (woundA of the soft pm·ts. frn.cture of ribs, etc.), as in ali the otber war wouuùs.
TAv. r.
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:-'nlclnlll )1. :\[icbclf·. · J>o)JO dut mesi tlo/l'i1Cierrr>Jto.
547
5° Immediate surgical tr~atment of the cavities is a.lways indica.· teù in open heruothoracies to o_btain the hcmosbtsis anù Jn·eveut the infeetion. oo Immediate surgic::al treatment in closeù thol':Wo-pulwonary woun<ls i::. ltnrùly evCJ' inlliC<Ltcd ful' stopping h(!lllOJTIHlge, tlre lJIICUIDO· thorax being genera.lly sui:tident. It migbt be useù n,::; a ptophyla.ctic meuus in tbe ~>erious wouuò.s of the wall anù of the lungs, with retcn tion of large spli1rter-::; in the cm·ity. 7° The thontcotomy in tlw pyotlrorax. IIIIH<t bt• awpl(• atHl exccu · ted in tbe lowest p<u·t of tbe thorax. • 8° "\-\' ottn<.ls in the perkarùium or in the beart with heruoperiearùium mwst haY~ also, iu some tast·s, like tlte pulmorwry ones, immediate sul'g-i<:~Ll trt!:ttment, pl'incipa lly a.s :L pr(lphylaetic mcans agaiust tbe infectious. The indication of the treatment for tile scope of hem(}· ·
:stasis is ra-re in war woundls. 9° Tlle pyo-pe1·ic.trdium ha.('; tbc same indica-tious as tbe pyothorax. 10° Ali thc se1·iously woun-decl in the thorax:, ruust be curèd, as the otJ1er wotl.IIdeù in thc <:<wities, in thc adva.JH:ecl sm·gical Units; only the less serious on(•:> may be c,anit•d to thc Field Ilo~pita.Js (20-30 K.m ùisU.nt).
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SUGLI ESITI DELLE FERITE TORACO-POLMONARI per il prof. Serafino Ricci, tenente colonnello medico, capo reparto di chìrurgit1 nell'Ospedale militare di Roma, libero docente di pa-tologia. chirurgica.
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Se Je f~1·ite recenti toraeo-poJmonari e le loro complicanze imme· diate e secondarie banno grande importanza s ia per la loro sintomatologia e sia soprattutto per il l oro trattamento, per il quale l'esperienza ùegli ultimi ttnni, e più !Specialmente gli <~mmaestramenti della granùe guerra tnropea, lw,nno ~>convolto e scossi i veccbi dettami ed i vecchi pregiudizi , orientando in maniera tutta nuova la condotta del chh·urgo, !!Oll ml.'t·itauo ruinore studio gU e:-;iti più o meno lont.twi (.lei traumatismi della pleura e del polmone. I feriti a l tora.ce, ed i fa,tti lo hanno dime~o~teato, moltO spes~>o, C(!ssa ti i fMti aeuti, entrano in un periodo di calma e ùi benesscr·e rclati\"0 ciie ingannano ed Hluùouo 11 cllirnrgo; questo JJeriodo può ùm·are anche per lungùi mesi e dare al paziente la convinzione di essHc delinitivamente gmn·ito. Ma. all' improvviso in· xorgouo, o sponbmearuentè o sotto l'influenza di ec<tuse coruuni (affaticamento, sfot"zi ll1HSCola.ri, infezioni reuma.tiche iutPI"('OITenti, ecc.) fatti che riaecenòono focolai spenti di lesioni plew·o-polmonari, e che possono mette re in pericolo la ,·ita del paziente, c he richiedono alle volte interventi gravi e delicati. E molto opportunamente il D uval fino dal 1915 ~~ ramonint: si può rlir·e r.he ~e l'oggi di tn.Ji fel"i ti è grave, il domani è più grave a.ncora. · l'ut1:1"oppo però gli esiti d~>llt• fl'rite plenro·poluwna.ri uou sono stati studiati cosi a fondo come le ferite recenti, · u per lo meno, tranne c he per quaJ ch~ argotneuto . uon si pos~ggo u o su di essi c he notizie ft·nmrueut:wie, J:wori isc)lnti su questa, o sn quella complicanza tardh ·a 1 telazioui d i CàSÌ hl d U ti sotto i'oSSCI'VUZÌOJl(> c(ì Y<l-rÌÌ c bi I" Urgi e <~ur·ati coll'intervento. Ciò non certo per trascuratezza degli studiosi, ma, per il frazionamento, clirei quaJ:>i, che a.vviene d i s imili t rauma.tizzati , dopo che, guariti rlell~ :ferite , ritornano a i loro De positi reggi· mentali, o suno inviati in luughe licen7.e rli convalescenza., o infine, rifol'mati, ritom:t.no alle loro case e riprendono le" loro normali ooou pa zioni, c rimangono sotto nessun eonirollo fino a quando una soffer~nza ruolesta o qualche- gra.ve complica,nza non li' obbliga a, rkol"t·ere all'opera del c hiL"UJ"go. Avviene cosi the i poJ•tat(ll>j di proiettiU enrlotoracici. CJ!lelli con cnrn plicanze settiche a. ca.rico Ile l pol mone o della pleura, quelli che, per pre~o~E>ur.a ùi <"nt·pi e:-<ti'aJH~i o lii fitte adet·pnze sta.bilitesi. p~seut<tno tardivamente tnrhe cardia-che, s i dis~eminano negli ospe· dali cid li e militari e manrn. al ehinugo il cr~terio dt•l ('Onfronto di wolti casi nnalc'f!)d da <'ui tr·arrf' sicur~ ù1~uzioni cHni<'he ed opeL'a· torie. Co w p1·c•rHlo rh e r1 itfkol ~.~ d i inùole t<>cnica o rli altro genet·e non lo hanno 1·eso possibile, ma certo sarebbe f:Lo'lto desiderabile che, come iD zona di opcr·azioni si ixtHn il'l)llo. dm·antc il re<'cntP conflitto, ospedu Ji per· toJ·ad<:i, ("0!-il pure nelJ' i Il tCI'Jl() del paese S Ì fOSSCI"O Cl'eati olei
549 cHntr~ oapeda-lieri tlestinnti ad aceol!liere gli a.uticbi feriti deJla pleura. e del polmone. B ciò, oltre ciH~ allo stu dio più sistemat ico, più orbranico degli esiti di tali traumati:;mi, ~<tu·ehbe stato utile aùche' per quanto riguarda i provvedimenti medico-legali nei rapporti col servizio, in cui si sarebbe pttenuta. ruaggiore uniformitìt di cri terio~ di indirizzo.
** * Volendo esaminare partitamente gli esiti delle ferite pleuro-polmonari, per comodità di studio, e segneudo l'esempio di quanto hanno fatto Grégoire e Courcoux nel JMo pregevole l:.woro sulle ferite deUa pleura e del polmone, possiamo snddividerli in: 1° Esiti parietali; zo Esiti pleurici ; 3° Esiti polmonari, 1v1 compt·esi quei cas1 m cui l'agente vulne· ra.nte dopo aver ferito il polmone, si arresta nel mediastino, nel pericardio, nelle' pareti o nelle cavità cardiache.
I. -
Esiti parietali.
A.. -
CICATJUCl.
Questi esiti possono essere svariatissimi, dai più lie,,i, seuza aJ.cuna importanza obbiettiva o subbiettiva, ai più gravi, a seconda della entità- del tr-<t>umatismo, dell'agente vulnerante, degli interventi che il ferito dovè suuire in primo od in secondo tempo. Le feri te tla pi~ole :scbe'ggie (come avviene spesso in quelle da bombe a JLano) lasciauo ci ca triei linear-i o di forma irrt>golmwente cir colare, indolenti , pianeggianti, non aderenti, e che non arrecano a.lcun disturbo. · .. ·\ Nelle ferì~ trasfosse od a fondo cieco, alla chiusura ùel tram1te segue un processo di t·iparazione r.ostituito da cicatrice che, per forma., ripete all'incirca la. conformazione del proiettile; cosl è rotondeggi.a.nte ou ovalare se l'agente vulnerante fn una pa.lletta di sbrapnell o un proiettile qi fucile, irregolare se fu una scheggia di · granata o di altro proiettile di artiglieria.. Queste cicatrici sono di aspetto e di entit<\ molto variabile: poco infossate e poco ade'1-enti ordinariamente le prime, Je seconde, invece, possono ra.ppresenta-1-e vaste detut11azioni e eompromf'ttere seriamente la funzionalit.-1. della gabbja toraciC'.a., e, a seconda della. sed~, ostacolare anche i liberi movimenti degli arti superiori e della. sezione dorsuJe della. colonna vertebrale. So si pl·nsa alle ln-<'erazioni cut.-<tnee e muscolari che producono le schegge d i modico ,·olmue, di form<~r irregolare ed a margini frastagliati, alle va.-;te d('vastazioni che seguono all'offesa di schegge di maggior volume, con hwghe ht-ecce profonde fino al polmone, con dL'3trnzione di pa.rti molli, e <'011 fratture di coattile, ·Si comprende come le cic.'ltrici residuali !':Ì:l ·no infossnte,
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aderenti, retra.tte, e qua.lche volta producenti vere deformità. Ma vi ha di più: queste lesioni sono ordinariamente r.:cgnìte da. lunghe suppul'it;doni delle pareti o della plcnra, r.hc sp(;'~o:so richiedono intet'YCll ti cl li· · rurgici, e conscguentemeutc g-ll e><it i l'ieatriziali diventano più gravi
ancora. Queste vaste de•ttrici, oJt t·P- ai dL~turl.>i obbiettivi funzionali, dùnno anche disturbi f.òUIJbieltivi come dolora.bilit;;\, e senso di stiramento molesto nei movinwuti L'1!spirato.ri. Per il tmttarncnto di t<1li esi ti, ;1 bbiamo ben poche rL'3orse: il ma,.. r-;aggio, la ginnastiNt, i b:t~ni di 1uce ben poco vantaggio portano. Si è pt·oposk'L, soprattutto, :se si tl':btt<t di ('.icatrici molto retratte e dolorose . la esc:Jio;sione; ma non so se \'ètl~a tlavv<'T'O la. pena ùi intervenire ~;n t es~o:uti {·ica.triziali, n. 1-ischio, an~i <lit·ei, l:On Ja. prospettiYa di vedere t·i· )'I'OÙursii aderenze anco1·a. più fitte ed Pstcse .
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B) -
DJr.I•'(JH"IlTA J)EJ, '.l'O({ACF..
·Non. è infrequonte il (:aE;o di vedere deformiu1 più o meno marcate in individui c'he l'ipol'tatouo fcri te to1·;1eiche, t;ia :.tssolu !:amen te pa rietali, sia con partecipar-ione della pleura, sia infine pl'Detranti fino am J•Olmon~.. E' ovvio quindi che la loro importanza varia a seconda. della p1·ofondità. ilella lesione, degli o·rgani interE'ssati, dell' ulteriore andamento delle ferite :,;teS!iC. Una gJ•orssa scheggia può ferire col suo bordo tagliente la. pat·ete toracica, dh;contiuuarc In. cute, ft-attur<Ll'O una o più costole cd il<teJ·essarc i nnu.;coli, senztt ledere la pleura parieta.le. Se il decorso ulteJ'iore è buono, con limitata suppnra7.ione (è in,·ero molto difficile c;he il decorso sia completamente asettico), se non vi è rea,zionè della pleura ~ottosta.nte, il trauma gua-risce con la formazione di èallo osseo a. carico delle costole e con una cicatrice infossata, aderente, che viene cosi n. rap-presentaJ·e una deformit.-1. limitatn alla, zo11a che fu sede del t1·amnatismo, sotto forma di depressione P. di limitatazione di movimento ne1le escursioni respiratorie, o di stit·a,mento sulla. cicatrice stessa.. · Più vistose ~;ono iuYece le deformità. che seguono n va-ste lacerazioni della gabbia tora.cic.-'lt quando una grossa scheggia ha prodotto gl'ave lacera:~.ione muscolo-cutanea eù os.sea., e più s~cialmente se segtù va.<>ta e prottattn. suppurazione, con distruzione di tessuti molli e di segmenti di costole o elimii1ati dal processo settico o resecati dal chil'lll'~o. Qui gli esiti cicatriziali sono rappresenta.ti d.tt una zona di avndlameuto più o meno estesa. 1li forma irregolare, om oblunga, ora raggiata, l'icopt>rtn. da cute assottigliata, lucida, acromica od ipercromica, elle·, per la ma.ncanr.a di piu.no osse(l sottosta.n te, si vede sollevarsi e deprimersi nei movimenti inspirntorii ed espiratorii. no avuto occasione di osse1·v:11'C n no di questi tr:tumn.tizzati: egli aveva riportato cj 1·ca due a.n ni avnnti una ierita da grossa scheggia di pl'Oiettife di ar-
tiglierja. ta11genziale all'emitoraee destJ·o, regione sottoascellare, eon vasta lacerazione dei tessuti molli, e frattura. comminut.."'o di costole. Accusava nn senw di molesto stir·amento nei profo•1di atti respiratori (' dolori risvegliantisi sp<'cialmente dopo a.ver compiuto degli sforzi
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umscolari e . nei ca,m bi amen ti a-tmosferici. PrPxcn ta.,·~~ a Ila r·•·~iou e colJJita. una cicatrice di forma, itr·eg-olal'luente onrhtt·P,. ticl ùiHIUl'tl·o waxsimo di circ<b 12 <:entimetti, lucida, ~:~ottilc, ùcpt·t·ss;l •·ù <\Hallata a.l punto ceutt"lt le pc1· cit·ca tre ccutimetri ùal piano eost•tle <·i r·cost.a.nie : - in conispon(lenuL di essa si uot.<lnL perdita di i-:Oxtnn;r,a o~sl'a, corrii-:pouùente a S('gmen ti delle costole 6", 7~ ed 8•, e la parte centrale seguiva le expn nsioni polmonar·i ..\fa , all'iHfnot·i dci dixturbi sUHC('('nuati, il soggetto non si lameuta\'a •li al tre ~olfctenze, nè l'(';;auH!' fisico del tor:H:e metteva, in eviùcnz;L (a tti di imp()l·tanza. Evidentemente pcl'ò le cose non ,.a uno :scmprl:' coxì , cd il <:a :so dr c iu ho citato r-appreseu bb certo una. r·al'a· ct:cPziout• . Orùirwrianwntt~ , anche Se ]a, pleura p~ll'ietaJ C IlO li fu an a toruicamentc lesa dal trauma, sC vi fu distruzione di segwenti dell ~ p~trete toracint con iJ1tercssamento dclltJ scllelett·o c sop eatu tto :se s<>gnì su ppu t'azione, Pl->!<<1.. !Wl' ragiout> LI i contiguit<'L reagisee, fot·mandosi così degli ispessimenti e delle ader enze, che sono CSHlS<.L ùi ùist urbi subbicttivi, che sono <"ont.I·ollahili all'c:-:ame fisico ed aH' indugi ne r~tdiosco pica.. Le vere graxi df'formità tlel tor:w.e, più cstl'l'ìt' e p i rì pi'Ofoll(le, ('h e llono accompagnate d n, rilera n ti turlJ€' respira tot·ie e <~ h.è, oltl·e ai fatti obbiettivi rilevabili all'esame, di\.uno luogo a distta·bi subbiet tivi più o meno gra.vi sono quelle legate a pregreflse lesioni della plcura. e del polmone e di cui pa.dcr·emo a :sno U>mpo. 0} -
J'H AM ITT FI:WOL()SJ.
A seguito di ferite toraciche si possono ossel-vare stilla parete sbocchi -di fistole più o meno scccl'nenti, più o meno antiche. Esse ordinariamt·ute sono liL (·onsegncnza di lesioni della pleura o della pleura e del polmone insieme, quali esponenti di un pregre!lSO p~·ocesso settico non passato a gua.l'igione o sostenuto dalla presenza dJ un cot'PO estraJteo. In tal c~o hanno una g-r·an<lc imp·ortanza sopra tutto per quanto riguarda il loro trattamento, e, come vedremo più t:trdi, r~tppresentano spesso uno scoglio per il cllirurgo. Ma possono anch~ riscontrarsi tramiti fistolosi a <'..'trico unicamente della parete, sia che la. comunicazione profonda colla cavità to1"acica. si ' chiuse in un primo tempo, sia e lle il trauma non aveva interessato che la pa.rete stessrL. Qu!tlche volta è la presenza di un corpo estraneo, tra.~portato dall'agen te vulncrante, ed anui{lnt osi fra i tesSUti molli, che mantiene la suppurazioue; altre sono sche~gie di un osso che fu sede di frattura. Può anche svilltpparsi un processo di ostl'ite in corrispondenza del tra uma ed esso essere la cau:-;a delln, permanenza del tramite fistoloso. Infine , a, ricordato come, in individui predispOsti, può syilupparsi un processo di carie tubercolare. Que·s te ~ssen do le cause delle fistole pm·amente pal'ietali, si com prende come ll loro trattamento è fa-cile c· l'1emplice: rimozione del corpo E'stra.neo o ? ella scheggia; rexezione dell'osso iu preda. a processo suppurativo; to1lette accurnt..'l. del focolaio.
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II . -
Esiti pleurici.
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ADFJtENZK PJ,JtURICBE.
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S0no rnppresentati dal dolore, da.Ila tosse,
1blla ùi<;pnea.. Il dolore è 1ocnli:r.zato nel tratto della ferita o si irradia in forma raggiata. o lungo il decorso di uno o più nervi i.n tercostali: altre vol te, per a,(lere'llze pleuro-pericm·diche, è accompagnato da· senso
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di ambascia nella regione ca:rdiaC<l. E ' più manifesto nei profondi atti :respiratorii, e si a-ccentua negli sforzi e nel cammino affrettato o pro· lungato. In tali circostanze compare anche la dispnea, la quale ordì· naria.mente non è permanente e non si ha nel ferito aJlo stato di riposo. La tosse è, come del resto in tu t ti i processi plcurici, breve, secca., stiz· zosa. ;' si accompagna alla dispnea., e compare o si a-ccentua negli sforzi fis i-ci o nel cammino. Qualche altra volta 11vviene elle e:sh•tono aderenze <tnche este'se, ma -che dànno scarsi disturbi a l lJaziente. Un caso tipico è caduto sotto la mia osservazione. Si tratta d el soldato O. E. ferito s ul M . Sabotino, nel novembre 1915, da pa.lletta 1l i sh1-apnell, all'emitorace sinistro, in cor-
r:ispon<lenza del 59 ·spazio inten:ostnle sulla pm~a.vertebrnle, con ritenzione del proiettile sotto la ente dello stesso lato, s ull'ascella re anteriore a. livello della sa costol a : presentava, emotora~ . modico, ma non segni di lesione polinonare. P iù tardi si ebbe empiema, per cui praticai la toracotomia con rese'zione -della 9a costola, dando esito ad abbondante quantità di pus. Sgomberato il ferito, non ne ebbi più notizie fino al luglio del 1921, quando fortuitamente ca.pi.tò sotto la mia osservazione. Si presentava in ottime condizioni generali, senza deformità o depressione toracica~ ~ n on la.m en~wa. che un lieve senso di stiramento alla regione C.'ti'<Iia.ca. allorché si assogg~::ttava a sforzi muscolari. Ciò non di meno la radioscopi.a mis~ in evidel1za. estese aderenze pleuriclte e pleuro<liaframmatiche alla base pohnonare siltistra. Sintomi fisici. - Come ad ogni chirurgo è facile constatare a. seguito di empiemi pleurici da altre cause, così nelle infezioni pleuricbe da. ferita d 'arma da fuoco, residuano deformità toradche importanti. Le depressioni toraciche basali, l'appiattimento di un segmento della pare~, le d eviazioni della. colonna vertebmle, l'immobilità respiratoria dell'emitorace che f u sede del t rauma, ed infine la smorzatura plessica. e l'affievolimento del murmure vescicolare sono i sintomi che, lD maniera più o meno evidente, re·siduano nei feriti e che sono gli e~ponenti delle pregr;esse lesioni pleuriche, stabiliz?..atesi sotto forma ~1 ade.t·enzH, dì briglie cicatriziali, di retrazioni e sclerosi polmonare. Conseguentemente :mche la capacità respiratoria è molto diminuita,: ~e Paoli ~Ll Congresso della So~ietà itali~nn, di <?biP~r~ia, te~utosi a. E ol?g:na nel marzo 1!)17, f<-"Ce lmpot·tantl comunrcazwnr al rrgua.rdo. •gh affermò che in buona parte dei f~riti al polmone, dopo la eosi~etta guarigione completa, per le aderenze che residuano e per il sindoma dolore che le aooompa.gna, si verifica, un[t sensibile limitazione ella. funzione respil·a.toria, fino a l terzo od a nelle al quarto del norDlal';l che, se non convenientem(~ute curata. ha tendenza ad aggravarsi, cost1tuendo ca,usa di g ra.rc debilitazione. l• La radioscopia., come ba dimostrato Perussia nel suo pregevole avoro s u L' in.d.agine 1·adiologica nella, 'Valu.tazione eli invalidità r: nella ~tt;a d ei po·rtetto1·i di proiettili l La .Radiologia medicet, 1918, numero l e d~' è 11n mezzo prer.ioso per hL constatazione di tali relitti pleurali • à la spiegazione dei difiturbi snl>bicttivi a{;cusati e che non sempre 81 Possono spieg<c1re· con gli altri mezzi di indagine. li Oltl'e alle importanti consta tuzioni fMte da, Sergcnt e Lecbevaler, D~néchan, Ribadenx-Dumas, Le Fol't, abbiamo, al rigua.r do, le
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comunicazioni fatte ùa Hossi A. al Il Congresso italia.uo ùi l·adiologia. medica, tenutosi a. Genova nell'ottobre del 1919 (L'indag·ine ra-
diologioa ?Ml'l a valutazione di invalidità per postumi di ferite del torace) : egli ba portato la ~:>ua attenzione su circa 350 antichi feriti al tor·a.ce, e, scegliendo i casi più tipici, ha illustrato le osservazioni di maggiore importanza, che hanno un grandissimo interesse sia dal punto . di vh;ta anatomo-patologico e clinico, sia da quello medico· legale. A carico della pleura ba notato: piast?'oTti pa1·ietali rappresentati da ombre dense a forma ova.lace, a limiti di~tinti, a.ccolla.te alle regioni laterali, pleuriti mediastiniche~ sinfi-si basilm·i che .6ssauo il diaframma al polmone, o costo-diafra-mmat-iohe ~ sinfisi estese deformanti il torace, strie dt. soleTosi intc1'Loùa1·i. Ha potuto pure rilevare ('ome, a seguito di pleuro-p~n~ica1·ùiti, si formano sinfìsi pleuriche che attirano il cuore m toto verso l'emitorace che fu seùe della ferita. In uuo dei suoi pazienti Ro::;si A. potè notare f!.Ucl'Je uno pneumotorace tardivo (la fetita era stata. riportata. cil·ca uu anno avt\nti). <-!uesta complicanza a-ssai rara era già sta-ta segua.h1ta da Thevenot e Dumarest (Lyon chirut·gical, ottobre 1915), i quali, parlando dei ri::;chi ai quali espone la ritenzione intrapolmomwe ùi corpi estranei, accenn<wano da ultimo allo pneumotoraee tardivo spt)ntaneo, ·per la. cui genesi invocavano la riapertura di una fistola polmonare incomple~'Lmente chiusa o l'apertura. nella pleura, in seguito a suppurazione, di un tramite della parete primitiva-mente non penetrante, ma vicino alla pleura. L'osservazione del Rossi è una brillant~ conferma. della prima di queste ipotesi: il paziente era in condizioni di completo benessere, quando un giorno nel fa.re uno sforzo (sollevamento di una trave), a.vverti dolore vivo alla spalla sinistra, tosse e dispnea intenl'ìe, per cui rimase per qualche giorno in condizioni gt~wi. Anche in questo caso, in cui in p1·imo tempo, .per lesione del polmone, si era. ,·criticato un emo-vneumotorace, la ferita polmonare·, non completa· mente consolidata, si era riaperta sotto l'influenza di uno sforzo, dando luogo a nuova fuoriuscita di aria.. Il trattamento delle ade· renze pleuriche, come si sa, è di spettanza assoluta della terapia fi. sica.. Molti autori hanno preconizzato ed attuato, molte volte con successo, la ginnastica respiratoria,, il massaggio, l 'uso degli apparecchi di WaldenbUl'g e di Forlanini modificato, le cure climatiche, l'elio· terapia. De Paoli affer-ma di aver ottenuto buoni ·r isultati da. tali presidii terapeutici, avendo constatato che vecchi fm1ti toracici, i quali pre· sentavano la loro ca.padtà respiratoria ridotta ad un terzo e ad un quarto del normale, dopo due o tre mesi di cura migliorarono al punto che ~a capacità respiratoria si elevò fin quasi alla. norma.le. . Scarpa, pur tenendole in giusta cousiùerazione, ritiene cbe tali mezzi sono insufficienti allo seopo. Egli ha studiato l'argomento per lunghi anni e ha potuto fare al rigua-r do numerose e ripetute indagini ed espicrcnze. Partendo dal prjucipio che lo stab-ilù·si delle ad_erenze dipende esclusi·wmente dalla deficienza delle escttrsiot~i ple1tropolmona1·i o scwrsissime o addirittura soppresse nelle plcu1•iti, egli è
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-cuuvinto che IJa,-sta accentuate le cscursio11i tora<:i<:he L~!l' impcùirc, nd <.:.à:si L'L't.:Cnti, la fol'mazione di adcten;,e, o •lttauùo esse si sono già ~tauUizzate, come negli antichi feriti pletu·o-puluwnari, per ditimerle. ~u questo principio della iperfuuzioue ùella. metù tonL(·ica ehe fu sede della. le:sione è fondato uu appat·ecchio che egli fece couoscere tin dal 1906, e che denominò Em,-i-esotomce- pneumatico, il quale appli{:ato sul lato sa.uo ed immobilizzandolo, provoea gradualmeute la ipct·fuuzionc del lato colpito. {H~mand<.o, per la Ùe!icrizione ed il mezzo di impiego dell'apparecchio, :dla roen1ol"ia deU'autot·e pubblicata, nel (tiwnale di J[e(tioina J.lilitarc, a.uno llllS, n. 'i) . Lo Sca.J•pa, che avent giù, avuto risultati bl'illauti uella cura delle pleuriti mediclle e ùei :suoi esiti, pcnl'ìò ùi ~Sft·uttarc il suo metodo aru· che nei feriti al tOI'ace ed, otteuut:we l' autodzzar.ioue d~Llla Direzione gt:nel'ale di Sanit:1 militare, istituì uell'O:o:peùale .llilitat·e Principale di "'l'orino una serie di applicazioni sn trauma tizzati del genere con risultati soddisfacentis.simi. Nella su<t wcmol'ia ~<oliO ripoLtati infatti 15 ca-si di gravi postumi di feriti' pleur·o-polmouari seguiti d<t guarigione. L'applicazione ùi tale metodo è controindicata nei (;a,si di insufficiente funzione ~tl·diaea, intrinseca per le:sioni ruiO<;ardiche o quando esistano aderenze pleuro-pericarùiche; il cui stiramento, durante l'azion e dell'emi-esotora(·e-pueumatico, può ~eriarnente disturbare la funzione del centl·o circolatorio. Non mi risulta, che altri aiJbia attuato la cur<~ a.Ua, Scarpa, ma, ad ogni modo, mi pare che i rhmltati ottenuti dall'autore siano molto incoraggjanti e meritino di essere prl'si in seria. considerazione ed applicato il metodo tutte le volte che i postumi pleut•ici (che non. richieùa.no cure chirurgiche) sono di t<tle entità che a p1·io1·i si può pensare che gli ordinal'ii sussidii di terapia ti:sic<L siano insufficienti allo scopo. B) -
FrSTOLI!:
PLI.:t.:J:O-CU'l'ANr~to:.
All'empiema postra.umatico può sl;'guire la formazione di una fi. ~~la toracica. comunicante con u na cavit:\ situata fra la parete tora.Cica e la pleura polmona.re. Ricorderemo cbe,le cause di questa for01arL:iOnE' di cavitc'b sono rappresentate so:stanzialmente dalla mancata e~pansione del polmone, atelettasico o fissato da aderenze postinfettlve. Non bisogna però dimenticare cbe le fistole pleuro-cut:mee pos~ono riconoscere altre cause, quali, per esempio, la presenza di un ~lt·po estraneo (proiettili o schegge· ossee) nella pleura (il soldMo · F-, da, me operato alla Estlii.ud~r per una fistola pleuro-cutanca, consecutiva a ferita dn scheggia di granat..'l> all'emitorace sinistro, preSt!ntava in una cavità. della grandezza di un arancio, infissi nelle' sue rar·eti, . un pezzo di stoffa grigio-verde, ed Ulltt scbeg~ia metallica di orrna uregola.rmente quadr<tngolare, con lati di un centimetro circa), 0 PP.ut•e il non trovarsi l'a,pertura eutanea nel punto più declive della C..'tvtU:\, in rooùo che vi ha 8empre ristagno di secrezione al ùi sotto di ~ssa. D e nécha.u ba. r iferito anche di ùuc casi assoluta.mente -eccezio-
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nali in rui un a!:lci!.'S!SO polnwnare si svuotò attraverso la <·icatrice pa riet<Lle, dando luogo alla formazione di fistola. 11 tntttamento di tali esiti ha grande importanza per il chirurgo, :sia perchè i vatii interventi proposti, sono, in molti easi, molto deli· eati e gravi, sia perchè i risultati non sono sempre incoraggianti. Ritter (Munch. tnediz. \Voch.~ 1921, n. 17), in un completo lavoro sinte·tico, ha studiato esaurientemente l'importante questione. Partendo dal concetto che esiste un sol mezzo di guarigione, quello cioè di abolire la cavità che residua fra, lo scheletro e la pleura polmonare, ricorda che ciò si può ottenere o avvicinando le pareti della cavità, in modo da provoca r·ne il saldamento, oppure colm~tndo il vuoto con sostanze viventi o non. Appartengono a l priruo gt·uppo la' mobilizz~ione della parete toracica, la mobilizzazione del polmone·, la mobiliz?,azioue lChe potremo chiamar passiva) del diaframma. Sappiamo che la mobilizzazione della parete toradca non può • o ttenersi se non interrompendo la continuità delle costole, che, come archi rigidi si .o ppongono alla depressione della parete. A tale scopo, alcuni asportano le costole, a.l tri le interrompono in uno o più punti ciaseuua (Kiister, Schede, Estlander, Ceci, ecc.). Benchè questo metodo apporti grave deforma~ione toracica, è quello che è più seguito dai chirurgi. Ai processi di toracectomia e di toracopla.stica fiuora conosciuti va aggiunto quello proposto da Brauer (Lo scopo e le . m.~dalità della toracopLasUca, e~etra;pleut'ica ed il tnetodo della forma sottoscapo-lareparavertebrale. '' Beitrage zur Klinik der Tuberculose >>, Bd: 51, Heft 4-1922). Egli pratica con una incisione dei tessuti molli parallela. alla colonna vertebra-le un centimetro all'esterno dei processi tra.sversi, e che in basso devia in avlLnti, a livello della 10• costola, fino a raggiungere l'a-scellare media, la resezione sottoperiostea di segmenti costali dalla P-alla 10a, o in un tempo solo o in due tempi, resecando prima le inferiori e poi le s uperiori. L'A. dà le' indicazioni relative ai tratti di costole che bisogna resecare partendo dall'attacco alle apofisi trasverse, e cioè: P: 4 cm.; 2a: 9 cm. ; 3~: 14 cm.; 4• : 15 cm.; 5•: 14 cm.; 6•: 16 c m. ; 7• : 14 cm . ; s• : 17 cm.; 9.. : 10 cm.; 1{)&: 10 cm. Questo processo è senza dubbio molto .aggressivo, e grave la demolizione ossea clte ne deriva: del resto i risultati stessi riferiti nel lavoro non soDI) troppo incoraggiauti. P er la mobilizza1.ione del polmone sono stati preconizzati ed attuati gli esercizii respiratorii , le' ventose, le pompe ad acqua, l'appat·ecc:hio a pressione difieren1.iale di Sauerbruch, la pressione negativa a lla P erthes. All o stesso scopo ri....,ponde l'apparecchio del Morelli (La ottra dl:l~e fe1·ite toraco-polmmtat·i~ pa.g. 93 e seguenti), il quale, realizzando la, pressione, negativa nel cavo pleurico, mercè una continua a.<~pira zione, obbliga il polmone' a dilatarsi. Questo ingegnoso e razionale apparecchio, ideato dall'A. per la curn. di empiemi recenti, mi pa.re debba ser vire egregiamente a!lche per le ~wibì non molto inveterate. Ma è ovvio che questi mezzi non J·iusciranno nllo scopo tutte le volte che ln. pleul'a viscerale-, che fn sede di un lungo processo infet-
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tivo, è l:llolto ispessita. e sclerotica impe<.lendo efii:'a in ta.li casi l'espai1· dersi del polmone. F'u per questa considerazione che il Delorme pensò di pratkare la, decorticazio.ne polmonare, appunto per lil.>emre l ' organo da. questa, specie di gabbia, rigida. che lo costringe entr·o i suoi limiti. E anche il pt~sso Delot·me .non è scevro di pericoli operatori i (emorragie, en· fisetua media~;tinico) e nou sempr·e riesce allo scopo, come hanno se· gnalato Garrè e Belm . Piel'i (Glinio(L ohirurgicu, 1918) in uu caso occor~og:li ~eHtre era, in ~-ervi zio pre~so la 3a ambulanz<b chirurgica (prof. Bastiane.lli) realizzò il pdnci pio con un processo più diretto e più radic;de. !:;i trattava di un mUit.a.re che 1Wél:lentava un:l, ~ntica e V;t.'i~'t caxità, t'ciii · duata. ad inter\'ento per emotonlce infetto da ferita d'a.I'lU~b da fuoco: la. cavità si e~tendeva in alto litlO alla. regione sottoclavicolare. R ese· ca.te le costole 5', ua, 7• ed 8", attirò il polmone contro la. parete e ve lo tissò eou an~;e ùi c;•tgut. Qne!Sta 1Jiletml 011essia diede buon risulta,to. L•~ wobilizzazione del diaframma si ottiene paralizzandolo, mercè la. recisione del nervo frenico; in tal modo, non opponendo più alcuna resistenza, la pressione endoatldominale lo spinge in alto in modo da occludere la c·a.dtà endotoradca. o da. diminnirne l 'ampiezza. Questo metodo, che è ~;tato a.pplicato r1elle cliniclle di Zurigo e <H l\fouaeo in va.t•ii casi, m·iùenteruente può riuscil·e utile nelle cavità della base to· racica, di modc:ste proporzioni o come complemento di altri interventi. I processi pt·oposti per il riempimento delle cavitù, endotoraciche, consecutivt~ a, ferite, e comuni~tnti all'esterno, sono stati numero~;i. Così sono ~tate adotta te le sostanze non viventi (grasso, paraffina, past.'l di zin(·o, c<wbonato <li bi~muto, catgnt) e fra le sostanze dnmti i lembi musd>lari, i Ieinbi gra~sosi, le cotenne pleuriche (:O:sta.li. ~la. anche questi mezzi souo di e~ito tluùl>io e non possono riu~;circ efficaci se non per colmare piccole eavitù.. \·a infine .ricorùa,to un processo, che si può dire misto e che è quello di Tuilier. Egli dopo aver praticato una vasta. bl'eccia toraco· t?tnica. e rcgolarizzata la. cavità suppurante, applica il lavaggio con· tmuo col metodo Cm·rel. Quaudo la <·avità. è stcrilizzat.."b procede alla dPcol'ticazione polmonnre a.lla Delormc e richin<le la breccia toracica conlpletamente. Da questo ra.pido sguardo emerge chiaro che tutti i metodi pre· ~~U.tano i loro inconvenienti ed i loto pericoli per l'inferrno e, che se 'st tratta. di .grandi cavitù, sono iusuflicicuti allo S(~opo, a meno che (e non sono molti i casi fortunati) non si facciano ripetuti interventi, ~ 8 ~0ciando tra. loro varii pi·ocessi. Per queste cousidel'a,zioni il Rittt•r a t<!nta.to un a.ltro sistema per l'ol>bliterazione di tali caviu\. Se'· gtt~nòo un indirizzo ùel tntto <'ontrario a quello degli altei chirurgi, egh pensa che se si lascia oblitenue spontaneamente la th;tola pariettle, e si tratta la. cavità con punture l'ipetute, allo scopo di evacuare Pus che si viene formando iu es.sc, si può ottenere la guarigione C()lQ~ avviene non r<.t.m.mente per gli cmpiemi acuti. J<;gli ha t t·attato C()~ì sei casi, con esito favorevole. Questo concetto nuovo e che sconvolge in certo modo le conosc~nzr. e le deduzioni degli altt·i chirurgi, va certo vag-lhtto e merita,
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la. conferma, ùi numerosi casi, semlmmùo che di ma.os.'>ima. nru1 :;ia applicabile elle in c..'l.vità endotoracicbe di data recente; nelle antich~ inf~~tti la sclerosi pohnonare, l'ispes~:>imento c le aderenze· pleurali sono certo fattori che si oppongono alla chiusm·a, con un si·s tema cosi E<emplic.ishb <:ome quello proposto da Hitte1·. Evidentemente egli ~weva. pre~<o le mosse da, qmwto Tullicr aveva giù praticato nella. cura d<tli etnpiemi aeuti, eon buoni risultati, e ùi cui aveva riferito alla Socieuì. di chirurgia di 1-,arigi {:!1 ma,rzo 1917); risultati f<worevoli elle ven· nero (•onfermati da, Combier ed Herez, da Silhol ed in Italia da. Mo· rone (S·ul metodo Oan-cZ nella cnra degl-i em7Ji.crni pletwici. << Giornale di medicina, militar-e», anno 1919, n. G) e da quanto, in modo anar logo, fa, lo stesso 'l'nffier negli empiemi cronici. Ma, sen~a parla.re di quelli receuti in cui lo stato dei tessuti offre maggiore speranza di guarigione, nelle cavità inveterate 'ruffie·r, oltre <ùla sterilizza:éone alla Ca.rrel, procede aJ~a derortic:tr.ione polmonlll'P. convinto eviden· temente <·he hL obb1iteraziouc spontaue.t del . c.a,·o troverebbe il suo maggiore ostaeolo nella retrazionc polmonare e nello is.pessimento e sclerosi della pleura viscerale.
La, molteplicitil. dei mezzi proposti per In gun.rigione delle fistole pleuro·cutanec, comunicanti con cavità di vecclùa <la,ta, sta chiara· ' mente a dimostrare come nessuno <Ii essi sia stato riconosciuto dai chir·urgi come ~pace· di rispondere, almeno nella gran maggioranza dei ca.si, allo scopo. La. maggiore o minore ampie~z.."L della cavit.'\. la su~L ubicazione, la maggiore o minore cronicità di essa, lo stato del polmone e tlella pleura, sono tnt.ti fattori che f:Luno v.a.ria.re sosta.n · zialmeute l'indir·izzo terapeutico e la scelta del metodo da. seguire. Conseguentemente si può oggi afferma,re che è soltanto l'esame accurato dei postumi della ferita. che indka al cllirurgo il proce8!3o più indicato, ed. all'occorrenza, gli consiglia ùi asp,ociare a q nello ehe rappt-esenta il sussidio fondamentale nn a.ltro cc.::>plementa:re, allo scop(} di favorirP od :tcceler&I-e In. guarigione. O) Conl'l . ESTnA:'\Er :'IJ·:r.r,A l'LE UnA.
Essi rappresentano un reperto raro nei voocbi feriti toracici, e~ per quanto si fr-ughi nella r.asuistica, non si riscontrano r elazioni a l rigua o, forse anche percbè non eostituisconò un esito · molto impor· tante. D'altronde si può spiegare perdlè la ritenzione di un proiettile nella pleura è eveuienza poco frequente col meccaJlismo :stesso di pro · duzione della ferita ~ con le sue successioni morbose. Un proiettile infatti elle riesce, per la. .sua for-Ut di penetrazione, ad a,ttraversare tutta, la parete toradca e la pleura pari etale, fa-cilmente penetra nel tessuto polmonarc o nel mediastino: percM es.c;o si ar1-esti fra i due foglietti pleurali bjsogna ammettere' -che la sua forza iniziale di p~· netrazione Aia sçarsa o si sia esaurita, nell'attraversare la parete, ed aJlora esso cade nel ravo pleurico. l\:la in questo caso la, lesione diffi cilmente ha decorso a:,;ettic·o; soprag~iunge nella gran maggioranza dei casi, infezione della plenra , che indica. un intervento chirorgic(}
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ed allora, il proiettile viene estrlttto insit:me a·l pus. E' qut•f;to i l caso di un valoroso utiicialc medico s uperiot·c del uostro Esercito, ferito, durante la guerra libica, da p1·oietti le •li Mauller, aJl'emi tora,ce sinistro, ed in cui si ebbe emotorace in.ft>tto. Alla, tora.{;otomin praticn.ta (operato1·e Volpe), in sieme aù uu;.t uote\·ole qu~:LUtità. di pus, venne ev:WU<Lto il proiettile in psso nuotant<:. Tuttavia in qua-lche caso si rh;contra, a distau;r..a, di tempo dal trauma, il proiettile infisso nella plenra ]lttl'.ietale, o contenuto in essudati ot·ganiY-zati, o iJ1 ruezzo ad aùe1·cnze plen •·khe. Di mas~ima essi si t rovano nel seno coHto-dinframrnattco. Subbiettivamente i feriti non ac-cusa no grandi sofferenze e mo· strano g1·andissima tolleranza per il corpo e:;traneo; alcuni accusano lieve dolm·abilità nei J.H·ofoudi atti re:< p ira torii o negli sforzi. Nel gennai o u. s. ho avuto oerasione ùi vi:< itnre l'ex -soldato A. C. ferito da palletta di shrapnell all'emitorace si nistro nel giugno 1917: egli accusava, lie"e dolorabilit:ì alla. b<~se posteriormente·, risvegliantesi alla pres~;ion e profonda e negli sforzi muscolari ; non tosse, non dispnea. All'esame obbiettivo ~i nota.va uua piccola. cica.trice, ben consolidata, llon aderente, in corrispondenza .della marginale sinistl·a dello sterno, a. livello della 2a costola, esito del foro di en trata del proiettile. To· raee regolare, simmetrico, fre'mi to voca le tattile leggermente dimi· nuito a.Ua base, posteriormente, ove esisteva pure lieve ipofouesi, di· minuzione dell'espansività del margine polmonare e un po' di affievo· limento del murmure vesckolare. La radioscopia fece coustata.re la presenza <li una palletta di slu·apnell lLIIa base dell'emitorace sinistro. in corrisjpondenza del seno pleurico la teTale. Sul t rattamento dei proiettili pleul'ic i ogg-i non vi è discrepanza di pa.r eri fra i chirtn·gi c tutti sono f<1utod dell'intervento, a meno che non si tratti di piccole sclt<'ggie. Anche rotbérat, astensionista convinto p~r i proiettili intrapolmonari, ritiené che in caso· di proiettili pleurici si può e si dm·e el:ltra.rli. E ' Yero che molti sono perfetta· mente tollerati, ma essi rapp•·e::;eutano sempre per il portatore un ospite incomodo, ~, se si tien conto delle conoscenze che abbiamo sul microbisrno latente delle fe1·ite, anche pericol ose. D' altra parte, se si fa pl'e<'edere una esatta localizza,zione rad ioscopica , la tecnica. è delle più ~;em plici, e non espone a.(} a.lcun rb;cbio operatorio l'infermo, li· bera.ndolo inve{;e dalla minaccia di fatti 1·eattivi tardivi, cbe t>.i>,porese'nta per lui il corpo estra1]eo nella pleura, e facendo scomp;~~ . :e, quando esistono, i distu rbi s nbhiettivi ad esso inerenti.
. .. . Una questione importante pe1· noi medi<:i militari è il giudizio medico-legale s ulla ulteriore idoneità al servizio dei militari già. fe riti al toraee E! che presentino esi ti a. carico della pleum. E' ovvio che nei easi lievi: in quelle ferite cioè in cui vi fu scarso emotorace in primo tempo, che si riassorbì rapida.mente' <:he non vi fu ritenzioue di proiettile o di a.ltri corpi estranej, che il decorso
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postraumatico fu perfettainente asettico, o si verificò solo limitata in· fezione dei tessuti molto superficiali, il militare dopo un congruo pe· riodo di cur·e e ùi riposo conservi l'idoneità al servizio incondizionato. Ma. nei casi in cui la ferita fu inizialmente grave o quando le sue· cessive complic.."l:nze, sopratutto le settiche, inta.ccarono profondamen· te la struttura 3Jlatomica della pleura, in modo che ne residuarono ispessimenti, a-derenze, retrartioni, èerto la capacità al lavoro del sog· getto è alquanto scemata, e, per parlare del soldato, la sua attitn· dine alle' marce, alle fatiche ed a tutti gli eserc~ liBici è diminuita, sia, per le sofferenze subbiettive, s4'\. perchè residua un certo graùo di deficit funzionllle nell'emitorace leso. Ed è per questo che i mili· tari affetti da ta1i esiti ùevono consideJ:arsi quali idonei condiziona,. tamente al servizio e da a-dibirsi unicamente a mansioni sedentarie. Un terzo gruppo di antichi feriti a.l torace è rappresentato d.a quelli in cui i guW>ti del trauma furono irreparabili, in cui residuano vi<>tose deformità toraciche' per interventi demolitivi, depressioni estese con atelettasia polmonare, aderenza. di polmone scle'rotico alla. pa· rete tora.cica·, perma,uenza di proiettile nella pleura con gravi fa,tti reattivi circostanti. Tn.li individui, in cui si può ritene·re pertanto che la. funzionalitù, respiratoria dell'emitorace leso è profondamente compromessa, sono cet-tamente da allontan·ac·e dall'Esercito. Questi concetti fondamentali non .sono assoluti, perchè come si comprende, la varietà dei postumi è grandissima nelle sue sfumature e .svariatissime sono le turbe che essi possono arrecare, hnche in rnp· porto a.i soggetti che ne sono affetti, al tempo a cui rimontano, alla. sede, ecc.; ma di massima essi rispondono a criteri pratici, frntto della e'sperienza del dopo-guerl"a. e che ho visto quasi costantemente seguiti nelle perizie medico-legali per assegna-zione di pensione o per altri provvedimenti.
III. -
Esiti polmonarj..
Gli a ntichi feriti al polmone possono presentare, qtL'tli postumi tll'l prl)gresso trauma, alterazioni anatomiche e disturbi funzionali svat·iatissimi, proporzionali sempre però ai guasti prodotti da.ll'agente \'ulnerante od al d~corso posteriore. Nelle ferite trasfosse del polmone. cui non segui infezione, ed in cui tranne i disturbi precoci cm·atteristici (dispnea, dolorabilitil, emottisi, ecc.) non si ebbero ultri fatti, e la guarigione anatomica. si ve·rificò in tempo relativa-mente breve, all'esame fisico del toraee si può rile,·are qualche limitata zona di af· fienJUm<>nto del murmtu·e vcscicolare e più raramente . di ipofonesi. Questi fe'I'iti non accusa.no alcuna sofferenza o, tutt'al più, senso di dolore r·isveglia,ntesi negli affa,ticamenti. Ho osservato recentemente un ufficiale di fanteria, il qua.le, fel'ito nel 1918 da un proiettile di pistola.-mitraglia.trice passante' per il polmone destro, aveva avuto in primo tempo fa.tti I>e<tttivi piuttosto intensi e, per tre mesi, emottisi no11 abbondanti, ma reciùiva.uti ogni otto o dieci giorni. Quest'nffi ·
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dale oggi ba rip1·eso il :o;uo :>C!I'VlZlO iJJCOIHiiziulwto, e nou allega. alcuna sofferenza, pure atfaticando:si eli espouendosi a cause reumatizzanti: l'esame fisico <lel tomce è JH·gali\'O e :-;olo cou 1:.~ radio:scopia si l'ilcYa nel ca m p o poi mon:u·e, lung-o i l tragitto pet•cotso dal J)I'Oiettile, una, zoua nastriforme di allùc usaW('Hto polmomu·e, ù cJ\a laq~·lu.·zz<t di mPno ùi 110 centimetro. lti a,Jtri ca::;i si rist·ont1·ano zc)IIP poliiJ Ollal'i sc-lt>rotiche, ùlocehi di polmoni te ero n ica, a tltleu:-;u Ili CII U d i te::; su to i u torno ~L ~:orpi estranei, aclrreur,e più u nwno c:o;tt•se di :scgm(·nti di polmoue all<L p loura parier;ilr! , all;l pleUJ':t tliaframmatic·a, a l pel'icanlio. Qui certo i d isturbi ~uhùi<>tth·i sono gr~wi e molesti cd il dC'ficit rt>spir..Lturio è importante, potendo, in aknui casi, sottrane qna:,;i tutto un polmouc alht. funzione. Sono questi g li Psi ti c.:ltc si 1·iscon t m no <L sc~11ito <li Yaste l <teCl'<l· zioni ùi tessuto polmona n:. di i ng(H'(!h i del p a rcnclli•n:t pa~sati ad a~esso, 1li lungbi processi suppumti,·i della plcura, 't1i Ynsti emotoHH'i l'ia:;:so1·bHisi spoHtanr~tment(• c ]Pllb.ln.Hmte, tli rltenzione ù i corpi t'll!tl·a,nei. Bh:ogna. pure teuer prese n te 1<t possibili tù (e H<· sono stati descritti d(!i casi) ch e in focohLi polroomui spenti e mjlrcddoti d;t tem po. possono ta·•·divamt>ute ridesblrs i complic:tui',e sctticiH' e vetili<-arsi un ascesso, e per ukerazioni Di.tS<ùi, emottisi ripetute; c ciò nnche scnz<t la presenza di un corpo e~tl';lneo intJ·apolmoJ1aJ·e. Anche per questi relitti p olmou:u·i, c:ome per quelli pleurici, la l'adioscopia. t nn presidio diagnostico di altissimo \'<Llorc. Belot, Sergen t, Ribaden-Dumas, Leùoux-Lchanl, Hossi A. h~nno constatato le dtatl'ici polrnonari lungo il fH::rcoi·so dd pl'Oi<~ttile, rh·cla u ti si ai ragj:!'i X sotto f('l·ma d i una ha n <l('l etta, 111('1\0 elti;Ha. Rossi A. ltn. pure rilevato in alcuni casi i M·gni. ratliolog-iei di sclet·osi polmonari, c, come t·eperto ft•cq uente, adenopatie ilari o mediastiniclle e accentuazione rli tutto -i l diR(',qno 7JOIIIIOII(II'C in modo
aa 7Jotcrne sr'fJUire l e arboriz-
.::azioni l:!ino a.lfa ]JerifC'ria. Alc·uni autori ((ìr,>goit·c et Courcoux) per
appt·ezr.a.re con mag-giore 1·sa ttrz;.-:;1, le c-i<-ntt·il'i polmonar:i <:onsr.entive a.I passaggio del proicttilP, qnnntlo il t1·ag-itto ~ J•ettilinco. consigliano di fare in maniera C'be il fascio tl ci 1·a:rgi pas>:i JH.> t· le due ri<'<ltrici cntanee. •
Gli esiti di sopra •·icoTdati 1·i~ua1'dano scmpl'c i ca:-;J 111 c·ui, in un l'~·imo tempo o dopo cure più o llll' IIO lunghe, si ('bbe h~ ('ompleta. g-mt-
J·tgi<me della, ferita pari.l•b.tlc toracira.. Ben più gra.vi 1 si;l per quanto t·i~uantt i disturbi suhbiettid, sia. pet· quanto rignal'da il trattamento, ~ono i casi in emi rt>sidua. unu fi. ~tola toraci<-;t comuni<'ante col polmone. Non ,-•è og-gi cùirurgo, per \lllanto esperto e preciso uella. tccnit·a, <:Ile non si dissimuli la gnwiuì. Ilei suoi inf<•t·mi e la, tliflkoltà Ji pl·umdtc•J'C' lOI'O la guari~ionc. Quàlche volta, (e sono le Pvenit>nr.c pi1) fortunate per la, terapia) 1~ lJPJ·sistenza. della, fistola ~~ dnYu t a, a Ila, prcscnzn. di un proiettile ;1 d, a.ltt·o eorro estl'aneo intJ·al•ohuona,·c: ;lilol'H l:t toracl'l'tomia, anche 3tì. - Oionwle c1; ·1ne<lic-iua 111ilil«rc .. -
Fuso. X ·Xl.
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liudtata1 hL ricen·a e rcstrazione del coq.1o estra.nco1 una a<:eurata. toilette e ùisiure:~.ione ùPl tr·aUlite listoloso intJ•apolmouate1 la scrupolosa mcùic-11 tura. e r attenta soneglian;r...a del malato, bastano d'ordinario aù ottenere la. gmuigione t·adicale. :Kel giugno del1921 riclUese Je iùie cure un gion~netto di 15 anni, il quale presentava una fistola pHl'UJltO-cutaJJca apr<:ntcsi sul to1·acf! d c~>tro 11el 5" spazio inter costaJe. linea ascclhu·e posteriore. )l i r-1ft!L'i ùi a,·er TipoTta,to poco più di un auno prLma, tale fcrit<t per un colpo di ri,·oltclla 1 sfllggito accidentalrueute ad uu altt·o rag-azzo: ag-gium;c cllt! il proit•ttile non era, u scit o e cile la lesione era gual'if:.:'1.. in d1·ca venti _giorlli e non gli arcvct :"Lnecato a,lcuna, molestia tino a,ù un mese an~uti, quando Ja, cicatrice eutane..'\ l'li era. arr'Ot;sa,ta e tultlefatta, direnPndo sede di ,.j,·o dolore; era seguì ta. ulcc r;~ zio ne spo11t..'ltWa ùella. uwde:>ima e fuoJ'Ì n:>citu, d i pus. l i tramite fistolo:o::o cht:! l'iscontr·ai si app1·ofondiva. per circa, otto ceuti· metri dal pjauo (·u taueo, ~";eguentlo una dit·c;-.ione leggermente obliqu a dnl ba.·~o in alto e da dietro in arauti, attrnversaudo e raggiungendo tes~uti fuugosi fa<'illllentc ~wg uin:111ti. l 't•nsai che in fouùo al b';Lgitto potesse t t·o,·a ,.si il ptoict Ulc P che la l'iu pPrtura spon t."\.nen del tr:nnite fos!'le clonttH alla su ppnt·azione cl<'f.:ta b1 tla Ila sua IH'escn;t,a. Axcudo Ja raùiosc:opia P In l'adiogt·a li a I'Ollfel'lna to t al<• ipoteNi, tlncisi eli intcr· YCDÌI'C. ~M to <lUI'fite:.:ia lllOl'fiO -c:IOI'Ofnt•JilÌt·a, !'(':<CUli la :j• COStO];L per una estl•n:.:içmc di (i ccnt.; trovai completa sintisi dei due foglietti phnn,iti: pot<·i così meglio n etta t·c t•1l esplora t'e il ttamitc intrapohnomue: a profouditù <li circa -1 c·UJ. percepii nettamente la pt·esen?.a del proil'ttile, c·he pott•i . sc•u;r.<1- 1lillkolto't, e C'flll :Sl'Hl'SO gemizio sangui gno, t>!'ltnnrc c·on nua piiiZtL ]-icwhPr .• \ ppli1·ni nno ;r,atl'o c'hl' I'ÌC'<llltlti:l! dOpO tre gior-n i. JJ decor·:.:o Jl0l::'l0J1t'l'é1tOJ·io fU ('lTd.lentc C l'infm·mo dopo ci t·e~l cillCJLWtrta gior·ni ottl'JU1C la completa ~uarigionc. Altre volte s i risrnntnrno fistcole toraei<'he c lw c·,mtmie<IJW l'Oli Ull<~ cavità polmonare !;Ct'(' t'nente, a pan:ti ::;(: let·otklw. c·adt.ì inveterata, <·onsPentiYa a, \'aste> c· pet·f:istcnU l':nppm·nzioni; o, Jl''l!g-io anc-ora fistole C'OillllllÌ1·anti c'Oli m1 hr-onn..l, in c.:ni, oltre alla ~'CC.:l'Czionc par·iehtlc•. si hnuno di rnlltol in {l'atto , d(')Jc \'otnil·he . Rono questi esiti eli g-r;l\'itì c•c·c·t'zionn l<.' ,. tli pl'OI!IInsi t·i:.:t' t·vatissima, sia quoad valrtndinrm , sin lfiiOruT 1·itom. La lNtc ra tuTn {l mn l to pol'<•t·a a l t'iJpta J•clo, ma le !:'Ca l'se os~t·I'\' a ziolii fa t tt· dai ,·ari chi r·m'g-i r'Oll\"Ìnc·onn c·he il trattmuento (• dei più d<!lknf i e elci più ma l skuri l'l'l' i ri:.:n lf <lti . (;i;) la c·hir-u1·~iil comune del poln tmH·, c·onw hanno r·ir ono:.:t·into i m:H'stri dPII';ntr. l1fl prcsentnto srmpt·e sc>r·it• diltirolt<) di h'Cllicn JWr la ~pecialc ~t1·utt~ll'a anatomica dr11'01·g-ann; ma l'e:.:perit·Tll'A\ tratb1 cl;tlla. grm1ùe g-uernt europea ha dimostra 1o quanto r n 111 ' 01';1 più inrl.tg-inosa In élli I'Ur~Ìil post· i t'IIUnaatic-11. l'ÀI il :\Jan r l:lit'<'. fin Ila trmpo, ha insil:itito n,ppuuto sulle dilli col b) rl1e si Ìll('Olllmno ne l tratta111 ento d elle fistole pneumo-cuta n ee ron!;ecu ti ve a fe1·ite tomro-polmon:ni. confc:s!'ln nel o <·h e. ma lgrado l'ÌpPtuti tent~th· i. i suoi feriti prr~ent:wano ancora la fistola,. H o trovnto rh~!;ct·it t o nn solo r·n~o eororta.to fL'l· sutc'{'~<l>O : (\ q nello rlel 01·oss. :;;j t r·;tttava. di 1111 nllìc.:htlt', in rni in scg-uHn a ft•r·ita e>ra r e ~i1luat:1, JWlla J't-•g-iour ;mtNÌQI't' dPl tnl'flC'P. nna d:o::to:.:a C'adtir intra l
polrnonare comunica n te <hl Il Ul~ p<UtC coi Ul'OJJc.Lli, dali ·~Lltra. con 'est Cl'· no. D opo aver tentato inutilmente a.ltl'i tl'<tttamcnti, l'opera.tor e staccò nn g1·osso lembo pc(111D<'OhLto di gm:s~;o dall 'a!':ceUa., (! lo affondò nella cavit~\ : ottenne 1:1 gw.trigionc. Le generose toraeectomie, :::u::::siclia t'e o 11011 dalla, decortica>'-ione polmonare :~lla. DeloT"mc, le tOI':t<'OJ)la;.tidlc, la, clliusu1-a çlel bronco mcdktntè affondamento' cuu ;.utnra o Ila L <'mbcrt, la plastica eol ~ras:;u, 1·appresentano le riso'l·se chirurgiche clae oggi )JOSsl;.'<.lia.ruo per il tratbtmento· di quefito genere <li posrnru i. .lla, ~:>en7.a parlare delle diJlicoltù, di tecnica, della, gra.vità. òcll'a.tto opeeativo eminentemente demolitivo c dte gli infermi tollera.no ma1e, senza. I><"rlare delle possibili complicanze po:stopcmto1·ic settiche, cmbolicl ,c, emon·agichc, i risultati che p ossiamo a>:pcttftrci 11011 sono molto ilJCOl'Hggiauti e, come arent gi;\ fatto lH)tlll'f' i l ) l atH'hli J·<•, tlopo ,-,wt t<•Hratid, l<~ fistoln IWl'· sistc. I qnatlt·o ca~i elle l10 osst•l'\'ato 111d l '' l~t·pat·to dtit·11rg-ic·;) <l~l l 'os)'f' · ùalc Ulilitnre di Hotua rappt·Pst•utano una. conft•t·lll;t tli quanto IJO detto. l soluati T. R., ('. <:., Y. !'. c 1> • •\ 1. F . pt·t·st·ntarauo tutli. ;b xt•g-uito di a Il tkhc fi'I'Ìtf· lOl ':ll'OlJOhllOII;t l' i, 1111:1 t·istola, Ùl'OUCO·CU tane;l: j in UilO di CS!';i , c pl'(·d:sallH'IIi(' ud Y. ]'. esisn•nt <l li<: Ile Ht•l pol 111 onc u11a p<tl · letta. dl xh ra.pncll, essewlo la. I'Pl'ita a f•n1do til'tO. 'l'ut ti furono ript·· tutamente operati ùi toracototllÌ<b, 111a ISf'nza alcun t'isnlta.lo, ché la l'hmunicaziont· c:oi b1·on•·hi n·ndl'\'<l iunti li j tPJHati\'i di Ol·<>lusione dt•lla fistola. Xella pl'iuwr<·l"<l del 1!1:!0. il lllin pl'l'lL~>c ·essoJ'(' ll('ll<t dil't':'.lOIIC dPl Rcp:n ·to, pL"of. Nit·t>ll't·t l. ,·.,lll· iuti•J·,·cnin: in 11101 lo pi1ì J·ntlitale , pt·aticamlo ddl1~ <1111Jiit> lnr:lf·i·c·t"ollJi<', dceonit·;~ziotH· polnwn;H·c ;tlla l),~lnt'IJH', atrondallJ('IltO fiLI hJ·oJH·o ult·(•t·ato, n ct•rliante sutn1·a ;t lln T;~:• lll hert del tP;;sulo polnlollat·t· c·iJ·<·ostnntc·. l' sullll';t pa1·~ink <lPlla br P<·c'in opet·atoria . I n uno dc!i c·asi ag~!nnse la p l n»tic-< ~ col g-t·asso c nel soldato V . P . estrasse auche la pallc·tt.~ di sl!t·apn('IJ, <:Ile !':Ì "tl'OY<lYa a J·illO~RO tli >111<1 l';.unllka:r.ioiH' li i'OIH·hiah• u] t"!'J';tla. :\nn ostalllt· la tet:llit:à <l('t.lll'Util d<•l \'~l ]C t i'OXO Ojlf'I';IIOI'!'. i I'Ìsnlta ti l'lll'tt110 ]IOt' O lid i, ]'l'l'c'h<\ ancot·;t oggi tre- de i f(:t·iti rn·psc·11tnun l ;~ tistola llt•ou<:o-t ntauNt (Jl<ll'h) ~li l.1·e, perchè l'altro, i l Il . .\f. F. dcn ·Pd<'ltt· ne l ·dcc·oi':-<O a1111o pc1· tul>C·l'(:olosi): - d ne w~rù. fJliHllfllllf!lll' 11011 in IIHHIO ('Ollriunati\'(l, at.ti'Jiduno al lo1·n l:t\"!){'0: llllO Ìll\'('1'(' <\ ;I<:;.,Oinlallll'lli(• ill\·alid;do JH'l' le s<·aclenti c·ondi;doni g-en<•l:·;t li c pC'l' le- c·Jnot'l'a~i<· l'<••·idi,·anti !" IH· si pmdll<''lllo dall'o· J·ifhio l'ntan eo.
QuautntHilll' iu g'<·nf' l'<' "i l1·atti di JII'Oit•tt ili d i >'I'IH•f!!!L'. Jltll't'. a roler esser<' pr<'l· isi h i sog-na, t'OH ll n a, d<'IIOlll i IW ziut:e p i,) ('etili Jll't·n:-<i\'H. T><ll'l.ll'l' di Nll'pi f'l;t.l'<t.IH'i. fun•l'O (jll <lklir ,-nlt<t c·ol p1·niettil<•, o nnl'liP S<:n:r.a (li e:o;so, si ri:·wonll'Hno sc·lwgg'P ossPc>, J·apJ>I'<':-<t•nht"tf> <la fl·amuwnti (h CORtolc infisse n<>l tp;.suto JHiltnOit;il'f! o 111;1 tnPiliastinn (L<· Fol't): tali r~si sono clon1ti d ' m·clinm·io a fél 'Ìi(' fla voluminll>'!' ~whC'gg-il' cli proiettili ch lll'tig-lit'l'ia ehc (l tl'i!S('lllòlliO ('011 si!() Pl'l)if>ttano in rwofnnc]it;). !':P~nl('llfÌ
504 oh•J('ns:-:o fl':tlllll'lllll dal lul 'o) lll'lll . . \JtJ·t• \'ullc Ìll\'l'l'l' f':I;!C•IItC \'ldllcl'alltt•
tt·u:-:!'ill<t éHauti a sl-, ~opra trurto .s e è a supertide ed a I.Jorùi inegolari, lll·aucll'lli oli stotl'a dt•gli iudunH•ttli del fel'ito , l' quc:-~ti :;c no n per i di· :-:luthi l11Ct'C:tllit-i , suno imp01t:111li pt· 1· il fativ t ht• manteugonc. s u ppu· ra.zioni pe t·sii<ilenti. d1c• :-;r,csso (t·oHH.! ac·l·lldl' Jtci c·asi in c ui il pt·oicttil(' prodlll<:<t· una fcl'ihl tt·a:-:fos!'iil cd i11 tlli pcrcii) l'inùngi11e radiust:upica mdla tlinm,o,; tra c·hl' pos~<:t giusritirarln) :<ono di diftkilt• int<•I']1I'ctnziouc t: c·tJlJI;t'guenu•uu·ntc• d i duiJIJio t>d iiH·t•t·to ll'attHIIIPUto. Fot·tutut t:.tuwntc.: quc:,;te :-.I)IJO C\' t•uieur.e wolto l'ate: t}'ot·dinal'io, nelle• ferite plem·o-pol · IJH) IIat·i c:on rilc•uzio11e di proil'trilc t' di lornudt·lll tli n•stimenta, come~ dt•l J•r:-:to tutti aùbi:u11o osser\'ato Jlt•llt· fc1·itr clt· ll ~ altre regioni , proict· tilP L' pc·zzo di slolfa, so11o >idni c· :::c d:ìuno luogo ad tUt:.\ mc<:oltn, pm·u · l eu la it•tisU<la ta, k'Ollo o;U t1·:uu bi ('Oli te: n u t i IIHIIL· pare t i dc-: Ila ca dtù, Ìlt IIIUÙO tltl: iJ ti':Jftalll(•fllO c·ltil'llJ'g'ic·o f· JlCI' (':<:<Ì ('011111 111'. Qn•·sto tl1•i pl'ttit•lLili. o tl<·i c·o1·pi t':-<tl'<tll!·i !n ~c' nere, l'itcuuti nt·l ltll':.u·o· C:: il' •·a pit'llo lltl'glio 'stucliato t• plìt cli,.:e us:<o. l"''' quaPtu riguat·ù;~ il tt·atlawcnto, ftu gli t~:<iti tlell<· t'c.! t·itt• plt·uro· J•Olmollai'Ì. Jl confli tto ('lli'Opcu ba fm·nito l:11·ga m eS!-' t• di Osl'l'l'\'llZÌOili :J),!'Ii !->llllliosi l' !!i;'t UU dal l!IJ;), !lupo un <Utno di gucn;.t, iUusu·i dtit'lll';.!'i fJ ·:Illl'l'l:d pcu·tm·ono <·on pubùlit-u~iuni if<olalc· sui pcriodid :-:f'ientiti ci, il t·t•utl'ii.Jutt• pen;onalc :-:ull'i w pot·tall t t• qllP!·d iunt•. l l l:ng-o ntaft.·rialc di oss<'lTazioui, la pCl'· fe:r.iuna t n tecuica 1·aù ioseopk:.t. l:l c·ad ui:.c<t d<•lle ,·en·hic etl esagera te IH'cot·t·upa:r.ionl nel tt·att:tllteuto cle·llc lesioni 1ot·:tt·klil·. l'(•f<c• pOl<flibili, auclu: tH:i Jll'iuli 1111'!-:i tlt>IJa. gnct·t·n, inlc>t·n•nti f<HL llll-:H·c. ll i ùc•lk:tt:.t €'d o1·tila la lN·niu1, r fH't'111Ìf<l' ui c·hit·ut·gi lllflggiori dc•lla Fl':tH<·ia di :stud i:we col a ttu<ll'C HH! lodi c JH'Oec•~-<:o:i propri i. P i 1ì tat·cl i al ( 'ongre:-:!-'n ùella :-ìcwit>l:ì frl;lncese di Cllil'Hl'gia (l!llli) l':n·gmlll·Uto ,·<·nne <lll l(lia.lft•·ntt· t 1·at tatn c dis<·t J ~<~~<u c•tl alla ùi:-;cu:-:si<me presero parte )[nrion, Maucln.ire, Qn(·n n. 'l'nflicr, Ountl, cc~:. lfano, 11 tuano, t·o l ~<lH't·c·dPt·Ri delle osscr · \'<lZi cm i. c clc:>g-li Ìlllt•l'H'llli :-;i ]Jl'tl~l'<'lli :-:<•tu (l l't' p lll'lla t·otwset>nza. cl i l<t.Ji ll•sioni , nella loc·:llizr.a~ione e~1tta, d ci pt·oidl ili tut·ITt' ht mclio:-:ct• · pia c· m·llo st:thili1'1' ]C' mollnlit;) ue]J'int<.'rvento. l 'Ila p1·i1na t]IH':::tion<· c' n pMsi. di inùoll' ;!'Ctll'l'i<·:J. pt•t· il tl':tllél· Inc•nllì. ))c•\'1' <·ic1l: JII'Ot·c•dt•rsi 81'1/IJII'I ' all't'•stt·:tziunr· tll' l 111'oiettiiP? ( 't>t·to tH•ll'c·poc·a jn l.'UÌ Hun a\'C\':uno l';tnl'ilio Jli'P:r.io:so 'lell'inùaginc l'ati iulug-it·H. o q nando q ne:::ta non Nn gi un t.-1 a I p nn to di pel"fczi onallll'llto in t'Ili ì· ogj!i. la t·jstJOI'iill 111111 110lt'Ya c noti ilon·n:t CJ::S('l'C rbç uua: n stt•Jit· l·xi li no :t q li: l Il d o 1111<1 q n;d lllHJ llt' (•CJIJii' l i~·;tnzn f:N'Oilllllria o t:tr· ùini·, ùo,·nt.a. alla Jll'!l!-'enza ~lei JH'O icttile uon ci llPs!<e indicazioni ben tll'finilt> c• prcc:i:<t• Jkl' l'inteJ·,·ento. ()cru·i ,...,.., JWI'Ò l'ot'ii'HIHIIH'Itto llèlla t·oJH)ot l:t Ùt·l f·IIÌI'lll'"'O t\ l':linhiato c• :-.c· :-:i pn c't <.li!-:t'lltf'l'(' f•it·c·~t l'c•ppo t·t nnit:ì cl<•l l'iu t·c•J'\'I'IIt\1, Jton (. N•J·h) pc·t· la clcli<-icm:a o pt•t· l'int·c·t·tl'Z7.a eli lllta eS;tt m loc·aliz:r.:tziom•. dtt- è ~<Plnpt·e pos:-:ibiit'. mn per c·nnsiùemzioul ili alt1·a ìnotlole t· l<oprattntto )li' t' lt• diflic,l bì 1li I<·<·Hi<:<l nli ~;i p11Ì1 atllla\·c· in<·ont l'o c· Jli.'l' il fatto c·lll'. :tlll lt'IIO I<C'('Otttln :1 Jc•lfttÌ Hll[nd. !o:Ì JHIÙ :1:-llPIIl'l'Si Ìll H!-'1'1'11;<..:1 di g'nl\'Ì ÙÌ· stut·hi da pal'tl' tiPI pnzi<'n1t>. ( 'wnuttttn e. xi pnò dit·c· (•!.t il c·n111po t'• cli\'i:-:o fi':.t !!li inten-entisti a.! olt l':tnza. ,. tilH·IIi t·loc• Jll'll('l'Hrlon" (Wl' 1'twnl:tta xon·l'l!lianza. dcr i ~Si
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<'f>tra t·lo pronta Jllen te 1ll lo l'(· h.~ si Jl};lll i fesi n 1111 q n a l~ill si a ct·idcn te le~ato a Ila. sna. p t·c::;Pnr.<l. Ft·a q n P:.: te diii' temi•· uv-t· H' n'è nn:t tc• r r.a. i"l'· ~UÌta iun~l'O tht ljliHI<:he <:Jril'lll'g'U isolato (l'otlt(•rat). JU<I s(•Jl:r.a fanrn 1·i. l' t he rappteBell t: L nn 1·i l o t· no a l pct·iodu <lPfl':tst·eusiunisuw sistematico. l'oth~rat tli:>Ullg'U<·
il ca.so di Jll.'<>il'ttiJi intr·apleut·ali. liilt·1·i r> Pi11·r-ial · mente inca:stt·ati. neii:L p;ll't'l <· ci<•Jia t ;l\·ith pktu·ka, .-h<; d:'lllll<< l nn~o a soH ca~i di proiettili superlic·iali. di f;H~i lc! acor.-;:so. Uegli iut('rrc-ntisti :111 o l tl\lllr.a se) li O t>splllll'll t i ~l <lt·iotl ,. llu ra l. )lm·ion ritie 11e che i11 1-(clt<' l'<~ ~~ llll';.,:"lio twt· l':.tn'Pilit·t· dt•i t'l' l'iti ,t'ht: t·s~i non 8iauo pol'tatori !li un Jll'l)i cttile nel polruouc, che la, s ua pre· St<ll:l.::t può a~g-t·a,·a.r<' 1111 pt·m·esso !nlialliiiJa.turio dtP si sviluppi in se · ~uitu i tlte> la, tnllt·rabilitù ,.:pcs:<o non è ··Il e <tpp;.tn•Ht.e, <' l'ita dut· •·;t:<i ossenati da lui, in rui, all'iufnori di tllta. certa. difli<:ol!ù ne ll a r·c:<pira· zicme, non ri era. alcun di:stul'bo, cù iu cui all'opPraì\ione si t t·ovù cLe intorno ;li proiettili vj et·a uu a><t'C':<sc) i t ~<·isticlatn. D'ali t·olld<·. qrli af· ftrma i ri:sehi llella c·birnt·~ia, intt·;t tuntc i<'a :;;o110 ll'oric-i, tua la pra tint h;L diu1o:str:do che 11011 J·;q•]Wt•st~nl<t llll p•~dl'ohl. pet· llll cldntt·~o eh.~ a.IJbi:.t. unn r·et·ta teoliC<l, ht spec i aie ;u·chitettura a n atomica d t'Il' Ol'·
gano. P iiÌ a:<~olnLi,ta anc:nra <'il l>uval, c<lll\'iuto che la cosl. rlPtbt JH·t·fe t· · Ì.l toll<>t-nnr.a del polltwnc• Jl('l' i proiettili è una r;o:,:a teoric·a,. Eg-li, ba· sauùosi :su di 1 1n1~ laq;a <•spet·i<:Jlz:t personah•, a .lit·J·ma tli Jton :wet· lll<~i risto tlll proidtilc int.rapolHcOJJat·c ll(' l'l'i•llanll'IILP llt'll to llt·ral'o: tntti i ttanm,ttiz:t.ati <1lll'liC d<lpo molti mesi , arcustlllO dispnea c dolore nel punt.t> ÙO\'t' si tt·o~·:t ilt·t•J·po c~;tt·anco o a tli:<tnnr.a tla l'!':~o: <'d il poltHOilt; l~sn, f;OlllC ~i rile \·a. all'csaiiH' t·adio;.wopic·o, l't'><['ira 111ollo Jll('IIO hPnc rlell'altt·o Ecco quindi dnYI'. :<<••·ondo il Ptt\·a l. ~ra i l nnd(l rl< ·lla qtH· · stione: 1111 f:Ol')IO Pstt·anPn tu• l po lmotlf' pt·t·s(·o ~~ {;Jt·di d:\ dt•i dis[lll'lii o ùci gt;t\·i ncc.irlenti. U11o dci ;,:uoi. npt·T.';lli JH't'sèl<tò la pr·itlc;t ernotti:-;i <lupo :-;<·i tuesi ùi tollentllzn. appat·c lltl·m<·tJtl! pPrfct t<~ i :lht·i tre dopo Ull pèl'iodo di t·pJa t int t.ollcl'alli'..<l l'Oillill<'i;u·,uo n1l :t<Til><;t t·c• sputi :-o:U1gnigni. H;t, dunque p~1· lui g"l';LJJCil' impm·l:tllr.a l'nlr·<·t·ar.ioll<' pos~illile d.i 1111 \';lsu J!Olmona.re . .l n un altro caso. più climosll·ati\'o a ll<'lll'a <lt·i due eli )fa l'ion, in cui il proir>ttile etn <'Osì h<·n lnlh•t·;llo i11 atiJI:II'l:Hw che l'iuf<·t·mn f n lungauwnto iutiN·iso c tilnlcante JH'l' l'al t n OliC'I':tt i1·o. t 1'11\'IÌ 1·lrl' il [ll'o)il't · tile mcclc..;imo era <·onleuuto iH un \'Oitllllinosn a~r-~·~so in t mpollur.nat·e. J'('l' ljUaHtO I'Ìg'll<\l'ola lo )';);t(O ;lii;Jfolll il'() d('( pollllllllt• ll'l"l\ 1 l)m·a l tli· !;tingue IL'I' n1rir·J·;1: l'' [ll'nÌNtili nHif<·nuti in 1111<1 r.ona pollllnll;ll·<• :1cl1·· ·t·eu tP iJL ma:;~a alla p<U'<•te torac·ic·;t 1i~<tolizr.;1la o non: :.!". pt·oidtili c·nn· trnuti in polmone 11!11< ;HII'rc ·nl•·: ::" unn Y<rl'Ìt· b'! iu(f'l'IIWdia d i pJ·oic·llili ittclnsi in pohnon<· Phls(it·o. 111111 inlillr:tlo. 111<1 i 11 <·ni la pl•·ttl·a Yisc·<•t·:tlv hn. aden•uzc poco tittc'<·etu l:t Jolt·ttr;t l"1t·ietal(•, q11 ali <•spnnPilti eli JII'P · grcsso strn,·:t,so traumati<·o l'i:t~~•)t·lcirt>. 1·: in (·o•cl't·onto dpiJ'int<'t'\'rnln cc~ncludc che C!.<:~o si i m puur· m· Ila Jll'illla ,·a r i1't;'1 c·d <'· twrfdttl/Jtr•uf ,• iucll('afo nella serr,nd;l e w·ll:t tPrr.a. Ap]Htrt~ngono nl ~ceondo g-ruppo. di rpu·lli f·i"'~ l'Ile l'lli;tJIIt'l'c·nl" Ìll· l<:tTeuti<;tj .l'Ciatid .\[:llwhti t·e, (ltJf' llll, ' l'ut'lit•t·, l't·l i t de la \'ill\·on .
otso
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.M.auclaire J·itìeue indicato l' intcneuto nei cas1 ili cui si tratt& di un proiettile irregohu·e che ùà luogo a vive. sofferenze nei movimenti re· spiratod, •lppure è contenuto in un cavo ascessuale, o dà luogo a{! ·~motti1$i retdtlinlllti : <:ontroindicato iuve.ce quando es:so è profondo nel polmone l ·ti tm., JlCI'Cllè ill tal t:a~o e:sso è molto riduo ai ra~i ilarj t> C(IJJ~<Pgut>n tt·JII t'Il t t' molto gra ,.i ~<OliO i ri s<· hi opera t n riL Qu{•I)U so~<tiPIIC: illU!l'VCJli J·e QUUJldO \ 'Ì :SODO a<;<:illeuti dO l OJ'IJSÌ1 Sll[l · PII ra ti \"Ì. ('lll(H'J';I git· i o q ll<.lD<IO il CO l'p( l ('S tJ'illl('O t- Hl] UlUÌU0$0 : r e:;ist••ll · za di pt·oidtili multipli uel pal'l'll(·hima polmonare 1) JWt· lui 11na tontt·o· inrlka :~.ione. Ad eg-na Li <·oudnl<ioui pt•nit~He '1'11 flit>1·. l•'t·a q ues~ P oi u<· tendelll'A: 4 ua le dé\' · es:set·e la <·tHJtlotta ti d l'lt inu·gv '! ~\me pare t:he, Ill<nto a wano che :si moltiplic.auo ~li Cl<<~mpi e le o:ssena· zioni J)Cr:somdi, ci ;:;i anidui ,;~;mp1·e più alle cnn(·lul<ÌOIIÌ ùi 31ation c <li JJuntl: JUoltis!'iimi t·hu·orgi hauuo potuto o:s~Servare come, dopo un pm·ioùo ùi late11za JJiiÌ o meno lungo, sia sotto l'iuJiucnl'..a di cause IJanali, sia a u.;(lra ~pou t a uca m eu te, il portato t·(• di p1·oict ti h· può JH'C· ~ent..lre a<;dùeuti gr:1\'i, a <;oUlU<Ltte.t e i qnali <llldtt' l'internmto si ùimo~<tra, iJJsuftiticlltt'. l{.itonlv il taso di 1111 valo•·oso uftkialt: superiore ùcl nostt:v E:sercito, fer1to da p1·oiettile di ~laust•t· a 'l'd poli. l I pt'oiettile ~)(!uetrato nell' cwjtomcc sinistro tlinca ascellare a.utcriot·e, ;:;v spazio intercostale) !Si era iutis."'o nel polmout: corrispoudentc. Cessati i fatti di a<:uzie, l'infcnuo 110n an·ertint alcun disturbo, all'infuori di quukhe dolore c he si prcseuta,·a a lnngbi intelTaJii, e <:Ile andava nw.u mano st·ernaudo di iutcnsit.A. Ciò 11ou pertanto jo consigliai l'estJ·azione, ta_nto più cb e hL t~tù ioseopia dimost nmt il proiettile situato a Ila profondi tiì rli :3. .J: ccutimctri nel tt>:s.-;u to polmouarc, e pet·ciò l'intenento no11 pre:sèntava gra\'i difncoltà tt!'<·niche. 1\Ia l'ufticiale, lusingato dalle :sue con· dizioni g-enera li e I<Ka li dte m1gliora ntno sempre più, volle lasciare l'ospedale. ~ppi più bu·~li (cit·ca, sei mesi dopo la ft!t·ititJ cbe, in seguito H,Ù una, lieve forma di t·atat-ro broncbia.le rliffuso, :si era manjfestato r·n pidameute, intorno al pt·oiettile, nn vaJ:~to ascesso polmomtrc (·he in
brevissimo tenn>o asera. portato a mol't{1 il fel'ito. Si pott·cbbc qui uùi concludere ('be, a, meno il <;;t !:lo di piccol i corpi c>:~ tra.n ei ùi ùiflitile t·icet·ca c che ~ouo perfettamente tollerati, Fe!:!tra· zione :-;i<L hL regohL i11 tutti i cal<i iu cni non vi s iano a!tJ·e gmvi ragioni <~IH· la <·outJ•oiJtflkhino o tlifticoltà te<:niciJe il1sormontabili. l pt·ocessi opetntid per la. rimozione di proiettili intrapolrnonari ;;ouo c.'lsenzia)m<>.ntt> t t·c: quello di )htrion, quello <li Dnval, quello di Peti t ù e la \'illéon : qua l d w nlh·o 11011 r:~.ppreflenta che nua p;uziale modi ticàzione d i esl';i. P1·oce1J.'sO Jla ri011. l >O)JO ;wet· .loca lizzato i l proiettile con un profondimeb·o <"he pol"bt, il ~uo nome, ~Iarion Io <~ggt'efli!';CC in quel punto dove è minore lo spessort> rl<>i tessuti da, attrnvm·sare. Pratkata una incisione· parallE\ln ad una costola., x~scca la medeshua per una estension e di 4 · ~ cm.; fissa il polmone alla parete mediante punti staccati di (·ntgut; nel puuto clw ('Ol"l'i~<pondc al pt•oiettilc incide parete toracica. P potllloue per nua. er.;U.~ JH<ione tale c.he gli permetta di introdurvi un tlito e ricef'eal'(' i l <'or-po e:o:t1·nneo: tt'ovnto1o lo el'lh·ae rol !liti) medesimo
:)(i(
ùi 11ua pin;.-..a; d1·cua con una COIUIH'C!;l>a imben1ta in :so· f(!llica,, che 1·i umun· dopo q u:~ tt1·o o ciiHJUC giurn i. P·mc.~~>·~O Du1:al. - (~ue:sto dtit·utgo pl'Occùe a questo modo: B::::egue dapl'rima Hn<L J·adioscopia, generale ùel tnl'<H:e per rcudersi conto dello stato1 anatomi1·o del pnlmone ; poi [a UJHt loealizl'..azione l'<tpiùa col com· p;t:-::-:n di 14:t'issi, ed illtin~ uua localizz;lziona delinitiva, c.ol compasso ili Hirtz. Ciò fatto pratic·a uua indsiottt: piuttosto lunga e reseca una costola per nn tnlnn tratto; fa nmL latga hn.:cda nella pleura i con una pinza ad ::t:uello od a euore ((·u.~i comr· .si (•stcriori::::::a. un'ansa. i·nteMin<tlC dite l'autori!) attira fll\ll'i dt·lla breccia toraci<:<L un lembo di polmone, lino al J.nmto elle coniit·ue iL p•·oiPttilc, <·he è f<H:ile percepire al tatto atLran!rso al tessuto polmonarc. (~ue:::ta, mauona, oltre che rappresen· tatc il tempo più impot·t;~utc dt:l wduùo. oiit·è anche H vantaggio ehe, u~tl'newlo quasi totalulent.t! la breccia pleurh:a, fa in modo che lo pucumutor:H:c si p1·odtH:a leut<uncHLI:, sem.a date quindi luo~o ad aJcun in· eiùentc. lndividualizzato il pt·oiettilc nel lembo estel'iotizzato, si incide il p;;u·l'ndli m :1 poi Il• o Ha re, si pt·oc·<'ùc all'esCJ·a~~ouc. si su tura )a, ùierc.'>i Llt>l polmou(· c lo ~:~i atfoJtd;t. l::)utu•·11 t·omplcta della pu1·ete toradca. 11 Uun1l, come si cvmJn·<·nùe, si set·n~ di questa tc(;nica nei casi di Jll'niettili J·itenuti ht polmone libero. P·rooc;s;s() Pctit de tu l ' ill{;on. -- .\lcntt·c l'estra:dune elci c01·pi estra.· Ilei socondo i metodi ùi .\larion e di Ouml, si fa prt·1·ia tora.cotomia e [l~tcuwutowi<t, iu questo LJl'ùce:s:so la tecuica è ridotta alla, lllassima semplidtù, c speùitezza: si può ùeuuire il proce:s:so radio-ope1·atot'io. Dopo al'l•r locali~zato con l<t tuas~;imll IH·eci:-:iouc il pt•oiettilc, l'operando, iu Hat·cq:si, dçue (!i:ste~;o ~;otto lo scbenuo i 1is::;ato il punto iu cui i raggi !Jt·oiettauo sulla parete toradca l' ombra del JH'Oiettilc, a ~~ - J. ccntimct·ri tla questo, si pratica nelht {:ute una bn:ve I.Jottoniel'<L, tanto da permettne l'iutl'olluzjon~ ùi una lu11ga pinz<.L (tir<.q wllc): (JUcsta YieHe deci:s<t· 1ucut1: ,.piuta iu pt·ofoutlitù, ~;npet·aJtclo la rc::;i~tenza della parete tora· cica, della pleura e del polmoue, i n ~;en~;o obliquo tino a ragghJUgei·e il pt·oiettilc; apc1·te allora. le brancl•c, lo oi utfena e si c.<;trae. L<1 botto· niera cut.wea. vicue poi tilltnr:~ta. lu tal modo 11011 si lta luogo a. forma · '·i•me di pneumotorace., pel'chè hl. pinza, 11ell'eutrare, per raggiungere il Jll'oic•ttile, pmtie<L nella plc111·a uua bJ·<>cda apJwna sufticiente per il suo l'HS.-;;l).q;io e che nou pcnudte quim.li la pcmetl'a~iouc dell 'aria. Questo processo, tonw del resto lo stesso .Petit ùc la, Villéon <t\·cva didtiiu·:t.to, è coutroindkato per i JII'Oiettili ritenuti nell'ilo pol· 11\mJaJ·e. Chè n n~i egli, nPlht seduta del :!9 mag~io l!H8, fN·e a,lht Società di ''hit·ut·~ht france~;e, illlJHit·tanU (·ntuunka~iL•ni n pJ·opo:-;ito •li sl:'lliCi )Jort:ttol'i di proiettili j);u·i. tl)lt'l'<ll i ( ;Ou snf·C(•,..;::;o ~·c>n llll'HJtnt. tec·nka IHn·e l'adio-opel'atoria.. Espose Ù;lpprillla il lllCtodo C'ltc t·gli :,wgue per 1ll'lini1·P. la. ~ou~~ ilare il! pJ·oit•zione sullo s<:IH.>lPtt·o post('J'ÌOJ'l' ùel to•·ae(•: ex,<;;~ corl'isponde ad nH Ùapczio uJulH'èl'tebntle i nfl·t·iore, lilllitato h• <lcutt·IJ da.L racltide, in fuori thtl bordo spinale d<·lla s1·a-rloln, in alto dalla. =>~ costola, in hassn da l l'W· ('ol>tolu. I l'l)t'pi estrali(:i che proiPt.tn 110 hl loro o m h l'a. ili q utsto trapezio e c·h1· ~~~nc1 ~:i.tuHti a profouditù ,.,n·iahil1• tlal piano cutaneo ùi 6·1~ cm., t• con l'aiuto J n~ione
568 OCCUpa Ot\ )a. ZOlla j l;u·c \'CJ';.I. Co~i
lOCillizza t O il proiettile, la tora CO·
pneutomia si pratica. iu tre tempi, e sotw il controllo dei raggi X . 1• tempo. - l ntcmsa lut·t r·u~so - aJ·;.uwiata . lufel·JU o m decuhito a•it1t •UIÌUa l••. lrrcit:ionc ùcUc Jl~U'ti moiU e resezioue della (;a, 7• ed 8~ CO· !ltohL, in morlo ù~L form:ll'C un:1 IJr·e~.·eht di S.lO ('Dl. uei limiti clel trn.pezio omo-vertebrale; si pr·oyo<:a 1<l fot·u1a.zioue di uno pneuutotorace vt·ogt·cssh·o, ma, totale, Lut!t·cè uua bultoniet<L }Jieurk<l. e lte ~i allarga J•u<:o a poco. E' lUC.-sso ~.:ulil a nuùo il polmone; :!v tclllpo. - 0!S{!urit;\ · 1·agg1 scbcruw. Con una. lunga pimm ùiritt..t, s1nu:ssa, c scmpTc liotlo H conti·ollo ùei raggi, si tr<wcrsa la pleuru Yiscct·ale eu il pul UH>U<~, si pcnct1·a nella regi oue ilare, si rag-gi u rrgt' i l ):I'Oicttilt·, Jn si D10ùilizza 1 C 1(1 Si Sti'ÌngC fl'a le l.Jrautlte j 3• te mpo. - Ln<;c bianca. Si ritira ht pinz..'t col pt·oiettile c si talllpona il tragitto con una lunett<t: su tur·:L della parete . lJ tampone Yicue riruo:sso cou molt<l precaur.ioue dopo -1$ ore. l cl.Jirurgi ft·;wcesi linnuo ~cguHo questo o qu el pro<:t>s.c;o; quello di llund ha avuto il mnggiot· JtUUICl'O di fautori. Al metuùo Duval, la. cui tecnica lo :stesso Marion riconosce più elegautc della. propt ia, si fa, (•arico Ùl·lla. ('omplcta sutura. parietale, che espoue al risehio .()ella inl'cr.ione de lla fel'itu cl.tit'111'gi<·a, in }II'Ofonclitù. Dru suo Cttuto lJuval, parlando ùel procef:l~>O Ma,rion, dice che fa. J·ic<·r·<:a ùcl p1·oictlile co l t! i Lo, è una. uwnona urntale che, a.gendo a.ll<L ciL'nl iu uu orgauo cosi ,-ascolizzatu, può protlunc graYi emol'l'agie. Gli muove inoltre l 'a ppunto che e~so ht~da. adet·cnze pletii'O· polutomlri ed una zoua. di sclerosi polmoJJ;He: il lecito, <:onclude, iutc:r-,·enil·c su di un <Ht!UBO 1ihcJ·o c }n,•:w itll·lo fatallllentc aù<•l'<'lll.c al torace'? A proposito della tecnica d( l 'dit dc l:t· YiUéou lo stesso DuYal è del parc1·c che e:ssn. è ,cicca e p1·e~:;entn l'iHcom·cniente di lasciare beante Jl\ Je:-;iotte fa U:t ù<tlla 11inza JJcl polnwrw, elle così ~H u~uiua, neUa. p l eu rn. A quc:-;to p1·oposito esp1·iwe la stw ft>t·mn co11\'iuziorw dw le fe1·ite OlìfJ'LI · totie ùcJ poluwne JilJPt'l) denmo t•s:-;<'l'C' tl11 i t• snturntc, p er cvltaJ'e h• 1-l<.:ulo Mallg-uig-uo c l'iufrziont: della ph•nm. :-ii pnò inoltre obbiettare elw talP pt·oe~·s!-io (<'hc Jwlh• mnni Lll'1l'antoJ·(• . ha ùnto l'Ì!mlt~ti \'t> ramc~1Jtc• bJ·illautiJ, è ri:>m·bttto ai pr·oicttili c lte non :;ouo molto rohlllliiH>~<L <:lu· nou !::ia11u <'OIItl·ltnti jn pit-c·oli n~-;<·t·!-i~o;i iucistat.i, eli<' 11011 tlinno luog-o ad c•u1nttisi. l'<·r tonno <·~~<o ha il ~t·andis:;imo \'!~lll<lg-g-io dPIIa t·npidihì c delln ~emplicitì1, se il ('hit·uri!O c-l1c lo c><cg-ut• pm<sil•dP 1111 parU<·ola1·t· udd!'~tl·ame11to nl'll:t rna11m·r·a. E~:llninati qniwli i ,·m·ii, n lH'I' lo 1111·111• i pr·iHc·ipnli. ]'l'O\'l':<s.i lH'l' l'c·~trnr.io1w dc•i pi·oiPi ti li illtrapollllhiHII'Ì. \'Hgliati i pi1ì ÌHIJHII'tau t i in c•onn•niellti cht• ein:;:c·mro pl'l'!-il'1il:t t' le• c·,·c•ulnnli c·nlltt·niudi(·m\iolli. 111i ]~<tr·r· c·lw oggi il chirnq~o deliba ~<tnflint·c qtwlt• i-iÌll 1 lH'l' o;;rni sin;::-nln t·aso. j] rm•lodo più i11dkatn. F. Ho~~<i l'itit'Jlr rh(• IH'Ì <;<L~<i i11 cui il pr·cH:esso Yill(·orl i• controindic~1to, si po!>s;t seg-ui!'(' quello di nnn1 1 o f(llf'IIO tli :.'\ latioll . .lo Cl'1~ · lo r·lll', \'O II'lldO dar·r 11110 1101'111<1 C'ÌI'hl ln S(•(•lta •lC'I ffi<' · lOcln ' ~<i 110SX:l n"rri !-WIIPIIllltinllllPIIÌI' ' I';WO' J'II)l)l;ll't• oy)j illt!'l'\'l•llti nPJ ~~ ' :-.1"1 l"'t nro.d 0 Sl').!liC'IIl C' : 1° l'rof·I'.~NO Peti l rl1· /11 l 'i /l h; il pc•t· e:-:ti-:t;r,ionc a freddo ù i [H'<>i!'ttili in polniOliC :-;aJw, libero cla adl'1'1'11ZC t·OJt hl pleurn. p:u·iet:lle e sirnnt i moJI'or·gnno a profon!Ut:) non mag~inn· rli () <·t•ntinwtri:
5159
:.l" Prot:esso JJ a riou J•<·t· P:< tra zim~t· di proit>tti1l (·on ten n ti in pol· mo11c <H.let·ente alla parete tomciea, o in nn;.~ zona infiammatoda o in comu nit.ar.iouc coll'esti'L'DO, mr~diaute listoln · fllH~nmo - e utanPa; ~o Pn;{Jesso Duval pct· proil'ttili :-;itnati auche profondamente, ma in polmoue sano I'Ù r•lalStit:o 1! comp lct;unentc libero di adet·enzc con la pat·ète tot·;H.:lca, c•' l d b fra lllllt<l, col llll'dinstino. '
I V. -
Proiettili ritenuti nel cuore e nel pericardio o in rapporto coi grossi vasi.
B' noto !:in dai tempi ùl Laney elle indi\'iùui colpiti al cuore da proiettili Ji nt·m;~ <hL fuoco possono soprm·vivcre, c l e os!'CrTnr.ioni, pc'r qna.uto non frcquenU, !'Ono andllte nwH mano au111entando di lllllllcro. Dopo la gr;tnde scopeda di JWntg-en si è potuto <H'cerbu·e <:ulllc a lle roJtc il proiettile, dopo an·t ferito il perkanlio oli il l:liPl't\ Yi si fet·roa., l'imauendo uèl saeeo pt•t·icHL"dico o ueJ In s[II'SSOI'e delle p<Lreti <:ardi.aciJC' o nelle l-:UC ca\"itù. Aloloiamo antlo i11fatti, e le Ol"scnar.ioui si Rono ruoJ. tiplica.te in questi ultinti am1i, nunL t:t·osP sl'gnahti'..ioni ùi <·ot·pi estt':llll'Ì nel pcl'icarùio, nelle p;ncti veli h· i<· o la l'i, o Jiheri nelle ea r i t;'~ c m ubW e?n hL eoloona sa11gui~ua (Jufaute, l'c::;('i, ..\ J iiJII~ r, BcauslScnat, Cost.Ml · ttni c Vigo t, Dujal'ie1', \'rH'<:< l l'i. Cb.a un•l t> Loi:<P ictll', i\f auro, F1·etlet. Hallopeau. Leveuf, \ ·ouzcl le, Dictrri<:u, Asc·oli V., Delbet, · Ledoux:· Leb:tr-d, Frenod, eec.) . :\ noi, p<•J· i ('(llttini iH cui è <:()ntt•Huto il nostL'O h~voro, noo intt:ressaut~ i p•·oirttili pet·\'l' tluti dit·ct ta uLt•nte al centro c·n·colatol'io ed in C!':<O l'iteuuti, nw quelli l'liC dopo "''<'l' altmxct•sato le pa;reti, Ja. p lcUJ'<L ed il JJO]lll()ll<', :-si .·m10 infissi nelle pareti c·;H'diaclt e o penetrati in una, de lle sue ca,·iià, oHero che siano anniùati t t·a poltuone r cuore (C:l!olO di Fa sani). o fra polmone e gt·ossi rasi tc·:tso .c\ lPssaltllt'i). . E pet·tanto ue f<1·<:tiaJUo <:t'IItH>, come 1111 <·!'ilo t.;1 t·tli1·o di I'OIItpli('alti',a dt una. fct·ita trmteo poltliOJian•, tlal puntll rli ,·ist:t tiPI t t·HttilllH!Uto, che è <n·gotllento di l!t·anth• iuqoot·t<tlli'.a ]Wl' le inrlkazioui c JH't' la h:t·nka. Anche qui, coutc J•er i proiettili int:rapolmonari, sorge l-iponb1neo il que~'ito più importanti': hì::;ogna intE~ t·\"Cilit·c per l'e:<trazione o aste· ll~l'si? L'ìrnpot-tanz,a th·ll'org;uto t- ta le t:l1 e un inlt·t·,·~.; nto l:'ll di es:;o fa l'llna-net'e perplc·!'si. t' <lut,hiosi :111dw r·ltit·tlq~i di JII'O\'ato \';tln l't' tt•cnico. ~.'lH!, anzi, f:iuo acl nu dc•c·t •ulti O addit'tro J'nsti'Hsinnisn1n ('l'a );t l'l'p;Oht m simili postumi rli 1Psiont~ : - nPg-li nltìuti n uni i m'P('(!, moltiplican· dosi i ft!titi e COli l:ssi i pot·t;ttnl'i di pt·oièt.lili (·;u·di:H·i, l't'cinti dai cmnpi di battaglia enropr~, :ncl ili rhirt11·~i ll<tllliO iiH·nllli llc·iato a lPll bu·p In, <'stra?.iOJtC. e, per quanl·o i c·a:-:i non siatto lttoll·o nl!tllt:tnsi, s i può dit·e rhc i risulbtti ~ono :<rati fa,·on~,· oli. l-'i è \'Pillll;L cosi [OI'lll<llltlo il c'Oil · l'incintento che, in c·nsi in <·ui ci :<ia. lilla llt•tta inclicazinu e ~i può. auzi :si dc,·c intetTcnit·P, llll'tltl't' !'i puù ;tstCJII 1 t'si o, qnanto llté•llll, sopl'ass('· tlet·è allol'èll(~ H [)l'é)i'cltilc è I)(•JI tullt>t·ato. n JlOll ~ono ]llll' lti i C~tsi Ili p~·oicttili iner·ti, o dte !litnno cli!'llll'llO ~nlc> in dd(•!'UIÌtwtc c·in·ost:lnze: eli .nra::;~ima !Sono qnPili inl'istMi 11ellc pat·c·ti e;ndiadl(' o tw l IWl!ic·nt·cJio (Rtedingcr, Hie~~>. P t.'s<·i, Bos"i .\ .l.
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Hit-01·do di un lSoklato di Iautcda , tale .\L \' ., ferito io Tripolita.uia ud 1!112, che p1·eseutava uu proictdlt· tli .\lauJ:<et· incistato nel mucroue del c·non.• c clw 11011 aveni al tr<b solfercuza, elle qualche lieve att:.aceo di IAH·hkarùia allol'chè camminant alfrcttatanleutc o saliva le scale : ho eegnìto il fct·ito tino al 19:20, cpO<·a in t:ui emigrò uelle Americhe, ed lto potuto :-:t~pNc tltc uon solo le sue conilizioui non si erano aggravate, ma clte gli II<'<:Pssi ùi ta"~: hicarùia , col tempo erano divenuti meuo fre· 'lueuti . Ciò uvu di meno uon wa.ncau(J esempi di tolleranza anche per i pndettiJi •·a\·.i tal'ii, toHt•!·anza, pwtr athtl'i anche pe1· lungo tempo : cosi i c·asi di .\scoli .\L, R ox:>i A., l:onsseua.t. E' on-io però che i pericoli "v11 u :-:cmpre più gmvi JJC L' questo se<:ondo gruppo di lesioni che non per il p1·imo. ) J e n tre, i ufa t ti, uei proietti li L"itcuuti nelle ]X11·eti, bisogna te· tn<'J·e il po,..,ihile sfianC<Jmento lento, ma pl'ogressivo della parete stessa, J•CC la discùll tiu u it;ì <t Ila tomi ca vrodotta dal t·oJ·po l';o;tJ·aneu, uei proiettili eaYitarii iJJ\'«"'<.:C son~t:st<l al pon•ro port<ttorc ~>I'IUJII'C il gnt.Ve l'ÌI:lcbio che i l pt·oit•ttile stt's~;o spiJl t o ùaJlu, coJonm1 ~;anguigwt passi nei grossi ml-li o (.)a nua all'a lt til c.:adt.) del <·ll t)J'e. OltJ·c ~d c<H>Ì xegna.lati ùa va,rii autor·i, 1· wtti molto llllJJOI·raJtti, ~~ c-;u·attt't·istit-o quello di Youzelle: si tntttava. ùi lltla :-:clwggi:t di g1·anafa lilH•t·a nPl YPUt.l'ieolo (lel>tro, per cui c t·n. :stata iuutilmentc tentata l\·stJ·:t7.iOIIP. 11 fl'r:ito morì ntr·i ~iorni dopo L'opel'a~iouc iu un g-t·ti\·c acce:sso di sotrocazionc; cd ull'atitv}JSia si L'iscoutrò c4e la scheggia eta paJS:sata nell'orecchietta destra. Di con · u·o a qtwsti <:asi so11o stttti t·itati altri in <:ui le ì'Cbcg}!ie, soprntutto s e . 1-iouo di l)iccole ùim~usioni 1.><l a bot<di r.aglicnti, dopo un periodo più o JucTto luugo d.i mobilitù. si 6ssano su ll"cnòocanlio e1l allora, pur essendo più benigni pt·esentauo il pericolo ili embolie pet· il di:..;taeco di un trombo fQtmato"'i a t·idosso di essL Un esellipio dussieo di tissazione di proietlilP 1·avita.l'io è quello tl&;cJ'ltto da, Fiuzi tUiorna•l c di mulì('ina militare, a. Hlli, u. J~), in cui tma. scheg~hl> metallica mohiiP 111·! n•ntt·i<·olo dt>Rtto, tlopu un UlCISe dh·enne cowpletawente fissa. l>a qua11to ho ru·emesrso si C:ovreube ycnirc alla coudusioue che l'intet-rPnto P. di massima indica.to nei proiettili <·adtal'ii <· non indi· 1·ato nr>i p•·uicttili p;u·ictali: tLLttadn Leriche l'itiene C'hc "~' I'Psitazioue ì• giustiti<·abt quando si tr atta eli un 1·m·po Uhe ro in una <·a,·ità cardiaca., ,.j cl<!\'t• iutetTcllil·c inn.-ce xe il ptoiettile i· nelle pareti (specialmente uell<· ,·,·ntr'it-olal'i ). A <:on<:lusiolli pt·e:s:sochf. illi!ntiehc p~ t·,·<~ ugt~ uo l-'l'Pltud P (';lfSJH'l'::;<lll, i quali temono tovltn il dl'j·uhito 11«'1 pt·oillttile sulle pa t'l: ti t' i<' stw conxegn.e117..e fuucstP. l-'c·.alnue. a pt·upo!';ito ùi nmL os:senaziollt! pel':<Ofla.h· t• rll•lk t>spe t·it·li7A' pt·a ti(' a t l' Jtt>lla t·igenemzione delle li hro·CPllulc mn::;c·olnri sui f<woJa.i di fl' f·ite di'l <'llot·e, t- vrunto a.lk :-il'!.{tlf>llti ('(•ndnsioni: to la Jll'I'X<'Il:r.a oli 1111 1 •t·oit-t.li le in qualulHJlH' pa t'LI' di'l euut·•J ri•ln<:e (]j molto In \'a liditìt fi:-:i<·<.L cl('} ptn·tatore. n.nc·he IJII<llldO questo, al lo stato di I'Ì· poXt\. non tW t'il:wnhl alc:un rlisturbo; ~" i proiettili eonficc;~ti :.<UI mio· <·at·llio, l' •· h<' n<)Jt pt·m·o<·ano akuna l-liltft>t'eur.a, ,·nnno ri-spett;tti. nw n t t·•· :-;o:to tht p:-:rt·at·si fJurlli <:h e d<•tt>l'llli mH10 i t·dtazioui gr~ vi dell' hl· nernt;r,iolll' iul riH :-;~·c ·n •.le] <'tHJl'C ,. qurlli libe ri nella (·.m-rentf' drcola· ltWia.. c·lu• pos~<ono clPiPJ·ntinare p<'t'ÌI'nli lliOl'tali IH't' il diJ'l'ttu lm·o tra · >'J'Ill'lo t'tllholi c·(t. o IWI' il tt·:t:Spvt·to eli r}H'ti di hotuho. L'nsi'IC'l'Y:ttore
!>I l an-t~J·te,
pctò, d w le• atlwtz.lulli •ktt·J·Juiii<Jtl· dal tl'illlllW a ta1·1cu della muscolattu·rL ~·u·-ùia·<:a e ùcgli 01·gani illfl'l'lli ,·aJ\·(Ilari. 11011 sono s u sct!ttil>ili di J·iparazioni clopo l'intctYl'Hto. La statistil:a, ùd easi operati t•d illustrati, lJt•ucliè 11011 ~ia 1\UIIIC · rosa, mostm che più fn:<)lli'JIII·mt•nt~.: s i ill tt• n·I!HJH: per pt·oiettili pai"ic· tali. Hossi F. , nl'l suo pn·gc,·olc trart.ntu ~::n ll t· fpJ·ite del tot·a<:e. ha ria-1;sunto i casi nH·colli eta In•lonuc l' cb lui: iu turto :!-t: in quiudki tli Ci-:si si trattant di Jll'ull'ttili p;.IJ'Ìl'tali t•d in 11un· •li t•J·oic•tt ili tad· t:u·ii . .\Ja l(ll(:!!'{(·' eifl'(• IIOil I'I'CJ!O JHIS>'(\110 <1\' l \I'C • illllHll'(;lJJZ;t fll'l' tl'l1l'UC <lt\lle deduzioni l'lil la indi.c·azione clt•ll'iJttcJ·n·llt.ll, ~i<lt;tht• si potn•bbe t>ubil'ttare elle gli illlct·venti ea\'itat·ii, essendo più gta\'i c più pieni di L'isdti, :::ono Hll'ilO tl'ntuti dai c hirurg i. Allt> lSLtto attnalt• d(!llt· t:onost<'IIZl', •· fli'J· l't·spi·J·ii'JIZH tr;Ht<l cl.alla ul t ima grautic guena, io tTI'dtl si puù all't· J·IJtat·t· 1'111· l'unini , .l'l'li illlli· eazione nU'intet·n•uto nei. pwic-ttili eardiad è J'esisn·nza di <listut·bi funzicmali a c·<l l'Ìt'O dt>l l't·IIITO tiJ·c·olatorio, nll•llfl'l' l'a>'tensiont• o l'at· tl.'xa vigile der't•sset·c• la llOI'IIJa quando Jl(llll'i }Jallllo di:::lu1·hi o quando quc:<ti ~ono di lil'\'t' cui ir.;'t, ~CJIIIP l!' modcmtc• taC'Itic·at·dit- tla sfm·zo, l)uakhe dolore pl'CI:IJJ'lliale. 1·n· . .\ JH·hc· illu;.;tTi t·linic·i italia ni ha uno J•ifet·ito di easi in ('Ili , JWl' assenza 1li :.:otl'e1-cnze <• JW l' 1·ontt·oin<linnr.ioui inerenti a Ile ('Qn?l iziuni del t'eri t o, st.·onsiJ,dia t·ono l'<~ tto Clpt·t·a tiro e l l OH CUOel'O ;t, (1l'llÌÌl'SCIIC 1 pelThè Ì ~01-('~t·rti SO[I['OI'tll·l'IJIIO ()('Il issÌJ~lO il COI' fiO estt·aneo l,\st·oli \'., Cl:'d, Ki;p·i;:o\i). ~~·hiitz.P c Hosi-:1 F. hanno inxi · stito s u nn'al't.J·:t f'O ntl·oi llrli.·<JziuHC all'iut•:JTt•nto. duG sulla picvol<!ZZH del cot·po pstraneo, la cui rit·erea. pnò riusri1·c molto iucla~inosa. Vm 01 .\(..'('r,;sso AL cuotm.
P er scopt·ire il cuore sono i-:tati IH'uposti · ntri pt·m·t·s~<~i : taglio in · tercostale e divaricamento forzato- drlle <:ostole. t·cl-lez.ione ùc6nitiva ùelle <'aJ·tilagini e <IPII<• c·ostolp, IPmho antni'la~ri<'u I'OtHh·oc·ostal<· o ~!ct·no -cortdrocosta l e. Il t<.tglio intcrcostal<• l'Oli dinn·kallJI'IIl o t'nr;,a t o c)(~ l le t:o~<~tolt• è ~>t.ato lll'atit:ato da 1'nftie t·, il q ual1! distacca tlall'inserllioue sterna.le h~ cartilagini ùella qnint~1 <' sc>sta c·Oi-:t0la <' l<> a.llon talll~ eol ùinu·ka.· tot·e, elle port.1 il l'IUU nuuH•. E ' 1111 llll'tc>do. ecoJO<' si n•cle, molto seut Pli ce~ ma dà una breN•ia pnc·o a111pia, ~·onattntto ~'<t' ~<~i tl'att.<J •li <•spio· rare le Ol'e('(:h i(• t te. Magg"oee sr~11io <' ma;.q!ÌoJ·e t·om;H"libì di t•i-:>pld't-:lzione dù n no le r~!se;,ioni tl<'finitive etl i lPmf,i nutopl;t:-tic i. Lr J'I'St•z.iolli defin .i ti,·e che lSt e~o:~gnm 1o sulla tCl7.<t, qual"ta e quinta t·aJ· til.tgi nc• <·nxtalt•. :-ìonn ~<~L1tt.• Praticate da, molti chi t'UJ·gi 1·. pan· , t•on sm·<·t'sxo. Cnstantini <~ Vig-ot ll.ls~icnr·auo però che in nn <·a l'o la ut·t•t·t:ia <'t'n a 11\·m·n insufli<•iell te, e fu tH>cr~sa t·io rr'<etnt•c lo :-tt•t·Ho. f'omr ((lll'sti aut;~J·i (""sPt'ntno ginsh1 :
meute, questo processo non (o <·N-to il pt'eferibilc pet· la mu tilazione, che apporta, cnn cOnf.;(•gnPntf' dish·nzionc <lrlln pa1·t<' l'f'~-'isttonte (1el);t
l'f~gione, in moùo <'Ile. a g"tllll·igioll(' ottl·Hutn, il t·uoi·P, •·opt•J·to :-:oltanto da. ente e da 111llf.:<'Oli. P mal J'I'otdtn d:l llt• c·\·C'ntuali olfl'sc• r·stt•J·nr. Rmw
57:1
quindi , d;~ J>l'Cferirl'i j lt·nthi autopla:.;tid l', in i«[Wcia,J wotlo. quelli plll usati ctuanùo ::;i YuoJc ol tenere llllll hn·g;t c ct•moda bt·cc<-ia, richieHta da.lla, spec·ìaJc ubica:~.iou ... del proietti lt•. J pt·egi tli fJUc::>ti lem bi :;ono sutti me~si in evi1lPnza sona tt11 tto da Co:<tanti n i e \' igot, c pO!-;~ono r-ia~sumersi co."ì : 1° t-)i può J'ispat·miatP il t·ul oli s;H:l'O tlclla !Jicura i ·lo D le01b0 t,. più nutt·ilo se il pt>1luueolo è e:,;terno, anzit·hì! Ìll· teruo ; :3• :::i i ri!ipaml iano u u;t pn,rle de l le ti h t(· del gt·;m pettora le (• •·n1.1 esse i rispettivi nerYi, ciò che (\ un g1·au n1JTI:<1ggio per i po:stumi opc· ratori; "L• La, hrN:t:.ia du· ne tesidua t' in geucl't' sullicicntelllcute ampia per l'esplr)t'itzioJil' <:<ll'Ùiata. . Gostantini e Yigot sono Ji ani:-:o <·hc, se si n10l ùominat·~ IJenc il 1·Hmpo npèl'atot·io, bisog-Jià. ,HJ cLe praticare In l't'sezione parziiaJe dello ~;wrno, c t·k<•rdnlln co1nr fin dal 18!)() il 'J'a~si, pct· ;lggrcùit'e il cuore, Jon! aspvrt:tre una. parte dello ~teruo e che Uarion e Lej ars ~>Ono dell9 ~;U~!':<;o P<u·cre. ()uesti autol'i, clte hanno operato in primo tl'lll JHl due casi di fl•t·ite d e l c:noT·P. <' clw hn11no fa i·to al J·igum·uo annratP e~;perienze ~n l <·H <la vet·e, pH~<:ouizzano mH.:lte un metodo mi!>to, che con· sil:'terchbe n<•lla. r c:o;<>ziouc della quarta caJ·tila~iue e di un segmento tonil'pO!Hlt!lllP <kllo sterno, st'guH;\. dal dlnnitamcnto fon·~'lto ..\.. loro a n-iso. qué~to sa rcblte il m i~! i ore dei proce~-;si. Y <L rietJrda t o pnrc il le m bo plcnro-t n ta.neo-osteom uscolare di l':n· J·ozzmli, elle S<l ba lo sn1utag1:do di :tpl'i 1·e la pl ~ Ul'ìJ, offre il \•ant<lj!gio indis(·utibile della rapiùit:l dell'intrt'\'ento, fatto <'be, in ~1$i di urgenza, è del rua,c:simo intere:o:~e pe1· il ferito. E' on·io ehc non è f.;emvre lle<·<•s:-;;u·io ottmtere 1111a larga ln·(·t·•·ù\ lltcd ian te ~uupi lembi. Come opporluHa ul entc rilem Ho:-si l<'.. questi sono intlk:clti per l ' c:-;tJ'a 1.ione () ,•i JH'Oi ettili cn\'ihu·i o deiJn, ff.ICCia po· st<•riore. o in Ykinam~a df·i g-ros;;i ynsi: S<', inn~cc, :;i n1ole ngg-r~li1·e un· proiettile parietalc •il•lh.1 fac('i:t antrrion• rlel cuore, :<0\'1'<1 tt11tto -"<' >:itnato \'l.'l'i':O l'a.pÌC'<'. può hn:-;tare la rrf'lezione ùi unn. :o:ola cartilagine. L e Fort ha potul o rstt·arre nn ago impiantato nel mi oca nlio con 1.111a :::empli<-e inc:isionc intet·costnJc. ::\ou iJ1s islu rtui su particolari •li l<•cnica. per la rkrrcn c l'cstrn· zione di c-orpi c·stJ·atwi rlrdlr~ parl'ti o tlnlle t·a\·itù c;:u·<linf'lll': ('~l'i snn·o stati dettati d:1i ,·adi autoti ctl Ci-IJ10i-iti molto rltiarnmelttc dn F. Ros· ~i. ])'altnl pat·tr :-:i ('oUI]ll'<'lldP c·ome. ape1·to il torar·t•, le ;HlCJ'{'IIZC pl<•m·o- pcric·:nrlkl~, l<' ~ infìsi del pr1·it:a1·tlio cd altre prtnli.ni coutli· zioni po::;.-;ono inùun·r· il rltit'll l'g'O n 1\\0tliflc·arr raso ]•t' t' l':ll"(} la pl'O· p1·ia condotta.
<~ tH•sl i :<lilln Tl\l·llo impnrt;lnli 1lei <'ill'(li;tci pJ·oprianH.:utc• detti. ~i:1 JH·t·dt~ d.i Jlél' :sl- ~fps~i. aln1e110 in linea <li JUH:<:<Ìn1a, meg-lio toJle1·nti Ji !Jtl<'lli , l ' f't:'l'C·irì pit'! I';II'illlt•·nte l'ii'IIÌP1lnnn l'int<' l'\'f'Uio . sh Jl<'l·chè l'in·
teneuto ~ll'l;:,;u i· più :>l:H.tplìtc e at-eou•paguato da miuori l'i:;chi pt'l' il
portiltoi·r. 1 <li!o;turbi l'l1c piì: ft•equelltcuH:ntc c:-;:-;j tlù nnc> s cHIO gli a t<:Ps~i di ra(']Jh:ardia. duloJ·osa, <:hc si drstano Jlc~li ;:fur·zi c• HC•I C<Wimiuo <ìf. 1'1-ct tati; ma quaudo, per eU'cLlo della pc•·sl:stc~ Hza dl·l fll ·oit·t:lilc, si dc· st.) in p1·i nno tempo 1111 pt·ul';·:o;><O di pct·i<·aJ·dite. pos:-;oJ illl t'Psiduate silW·,·ltie o lìdgliP <:icat1·iziali !'!te lli:o: IUI:hauo lwn pitì pt·nl'ol tcla lu eute Iu. fuuziolll' d el <:t!ntr·o <:in:olawl'io : iu alt1·i t·a:-;i il c·ul'pO e~t l'aueo dà lnogo tn t·!li\·a IIH~Iltl' a •·ia tTI'll:-;iollc ti i l'a t ti Ho~!i -st i c.:i, e lle possono u.udt .. l'cg•·c•tlirè e piì1 t;n·di l't•c·idh·n :·f'. ~ol t n que:-;te :1 ppnnto le cyctliC'nzc iu <·Ili è i1Hlkato l'int<:l·n• Jit o per 1\' :stl'azioJtc• dd pl'oil'ttilc•. La tecnic-n è la JIIL'dl'!o;Ìllla d•e (11'1' g- lt in t.ctYe n t.i sul cuore, ma, !JOichè Ja. l'iccrc:a iii Plfc•ltlln in un p iauo pi1'1 s.J1pe •·tkin1<', n o n occorre pt·aticare lill a breccia molto ampia. Fatla llli<L e:-;atb• localizzazione l'èHIÌOSCOpÌCH, b<t><ta UllO:~ st•lllpli!'C ÌU<"Ì>'ÌOllC ill tl'l'<:I)St':tlt• ~l'g'UÌI;L da Jj. ~-~u·ica.meut.o, IJ la n·:o;eziouc dj Hlll'L caJ·ti l;tg·illl' fH'1' pot<·•· •·nggiung<·l'e 1l proiettile, J·ist> rbau LI o"i :-;(• 11 (•l <'ò l'»O de Il' c•JW ,... ~,i n lt t · :-;i n·ud <'l·:'L l W· <: t'.''S:ll'Ìl•, di nlln1·ga1'P la 111'('C:c i a •li qtwl ta11to <·h1• n(TIIt't·c·J·ù .
~on ùi rado :;i o:-;"elTUHO pt·oid.til i che ùopo an~ r lc:;.o il polwone si uu.· diastiuo, ;L <·ont;ttto tlei grossi \·asi, è 110n tli rado si
arr~:sta110 11 el
~ 0 U~Stata uua gtatide tolh~ •·•tbilitù da put·tè elci portatori .: qualche volta
ll Pt·oiettile non ha <ll>halltlonnto i l tt's;:uto polutonat·e, rua inti>;so per un
estt·emo in e~;so, :-;porge c nu l 'altl·o nd mcdi;J.:;tino, a contatto <:oi nu;i
lA h.•~sandri ; . Questo t•sito delle ft• J·itt· pe11eta·anti Jtel lont<·e met·ita gl'alide iu · let·f;':-;sameuto da p;n·tl• <ll('i l'h it·m·;.d. Cot11e l1a rilevato l'AI<,ss<llldl'i: ~~ tl·ii C'he in usseu::a di sintomi r·omf/cri.~ti(·i, .~; duce scm prc tnnr'l'c <·h e t!. ('o11tatto pt·olnugato po .~ML dct c n11inarc allem.::ionc delle JlU1'l'li n t· ·'ali J che 7Wt1·cbbero ,c·o~tdt!l'l'r• ad un progr('88 iro 'Ìtl(lclwlim ndo d e.llct '/Hl"'·( 'ff'
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lt,~·U.I'Il 1111(1 1'0tf.ll/'(l, Ìrl/ jii'(JI'/' Ìs(l >/ ,
Purt r oppo ht t{wll ic·;~ 11011 f· d<·ll<· pi 1'1 l';ac·ili pcL i l'isl' lti opt• J·atcll·ii St.)Jt o gTaYi, senza <lh·e l'Ile alle ,·oltc, l'll;.!').!:innto il JI1'PÌI'ttile. 11011 :si IHlf\ pt'OC(!dere :1lla c~tra zio ne, pc1·chè le IIIHIJO\'l'e ('h i l' tn·~idlc tletpr·· lltinallo tnli distuÙ)i 1li r il·colazioHe. <La fa t· sosJW1Hil'I't' l'in te n ·e11to. C:o:-;ì. aeraùde i11 nlcu 11i tasi al Le Fol't , l'IH· nnn poti: c·:-;tl';JITe il co1·po 18 ' tt-:.weo pe1· dit1koltù inr1·pnti a.lln !;HJ:'l ;<pec:inlc• u1Ji e·:1ziniiP o {Wl' ~t·a·\'i tm·hc c::n·cliache'. · l Htt·c ai casi di l'slntzinllc' dt•:-w1·itli d:l Lt' Fort l /.' t 'l' l/t· tlr· () /tirar · !l i<:, l!J16) (' tla -alt l'i autOI'i. t·i<·ot·dc•J·ù uno in h•J·('s,.:;IJ'tris:-;iuw p1·atit·ato tl(l] ]Wof. AlessandJ·i nel dit-e mi,J·e 1!1:!() nrl :{·• l'<.tdig-li1JIIt· r· ltil'urgit-o '1e l l.' olielinko l.!111 herto l ~li Hou1a (<'Ol111t 1t itaziotte t'all'a ;!Ila H . .\ C' · <'ad~mia 111edka. di Rmua , HPII<I S(~tlul~ di'l :;o g-c•nJ 1a in l!l:.!l t. :-ii t •·nt · trt\a, eli 1111 ruilitaJ·t•. <:h<· . uel ft>lll)I'; IÌ O l!JlR. snll ' altipi;lt10 di A:-~ia~o. ('l'iL ,qtMo t'cl'ito da 1111 p1·oit•lt il«• di llli t ril).!'li:Jtri«·c di :11'I'OJ da no albt ~
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t·t·gioltc sopt·a.-piuu:<H ~'<ini:<tm, .çou rite u~iouc !li proi(•ttile, e cltt• pn~ · st> tHa\·n ùi tratto in ttutto emottisi pt·ogt·c~sÌ\'alltcllte st!lupt·e più gnt· ri 1 tuut(l da, indurlo arl inv\!care ~ai<H'O$(jUJeJ t te l' opera, ùell' illu.stre t·linh·u. Ln lol'alizzaziotw ùeJ pt·oil'ttill' Jatta. dal tìbihu·ù tu.:d col o-uo tllt•todlu spec·iale lo tlnr;\ n Ul ntm. di pJ•ofondità fra ht 2• e };\ 3" co· stola di siuistt·a, un dito s\11'c8temo de l margiue stt!rnale. Il proiet· ti le, pot:o mobile m•gli atti respiratodi, cr:1 iHrecc animato dn. movimenti o::;tillatodi tl'asmessigli dai ,·asi. L' opcmture prat icò un le1ubo <:oDÙl'ù·COt::taie :l ct>rni ern •3stet·ua, ~· per via. tmnspleurka I';lggiu nse il proiettile, il qua.Jp " tava :tllogato ~..:oJt la sua hnsr· uel polmone Rinistl·o e cou l 'esb·uuità l'iJindJ·o-couicn s potg:era nel medias tino, n. coni atto c·o11 l'alTo ;tlll'ti <:u. L'inteJ.TPnto fll COl'Oltato da. otti mo Sll<'('t>Sso .
...... Colite pc t· g li t•:<ill plt'Ul'ici, <:osì pe t' gli c:-;iti pollltonat·i c cardiaci, è molto irn fJOl'tlllt 11· stn bili r e H grado tli irn·a lid i tù nel ra p)JOl'ti eol Hl'ITizio tnilit.t•·e. JJ:tta Ja ,·arhtbilit:'t tlt'i postnrui. è necessnl'io, n el pt·ocedc•r l' :1 tale YaJuta7.ic•nc mcuì co - lt·~ale. stnhilirt•, r;aso P~'L'. r·aso, lr· lcsioui nuatoutt>· patolof.!ir·f,t: pm· mettel'h! iu t·apporto t·oi disturbi full· ziouali l'lH• ue pr •sso11o 1l~ d1·at·e. 'l'uttaYin, ;.tluH: IHl per i r·elitti più im · potta,Jlt'i, t·hl.~ no n possono Ja.<:ciare il dnbhio eli simula/\imw o tli esagPrazi·•>ut> t!Pllc »o!t'r·renzc allc·~at<', t~ l ~t· ito stabilire dei (Wintipii f'(ITI · cl:11uc n tali, l'ht• set·n,llo di ~uhla ~~ di or·it~ nt.<llllelllo nl peri t t>. l't•t·ussia. per i pl'!lJdtili l'ill•llu t i twl pnlmvnc- •listi11gn<• ùnc• caiSi: J·itl'liZ:iòlle n<··l par·eHcllilHl in una 1\0tllJ, loutaun dall 'ilo, c~ l'iten:.~ione i 11 1111 pnulu pr·os>'ÌJJH> a lJ'ilo. L:L prima., <>gli clke, non d:ì. ec('c•ss ivn (ll'I'OI't'llf':l:doltr• jll'l' la ralidilit rlPl portatore: la. s..:condn, iuve<:e è molto pilÌ gl'il''''· supt·atutto ~;c si tn~tta di scbl•ggie a. margini t.tglientj o · Ù(•utel lati , J H~I· i poio:si hili d<X·nhiti e le con:;pgne n ti gravi ClJlort·agi<>. J lJl'OÌ!·tlt(i ÌIH·(IJ~j JWIJ(' pat·Ni tfp) CIIOJ'I' 1' 1 pit) illl<'Ol';\, flUP1Ji )j . h<•r·j nt•llc su<' eadr:ì, attdt e in t'(illtliziòui di app<ìrt>n tc hc·ni:'RRt•J·r. in tlltconu Hel fel'ilo u na gi'a,·ro invalirlitù. PP I' qua.nl o poi l'i~u;trtla i •·or-pi estt·anc i nel s..ttcco pcricardko. i l P• ·r·nssia t·itie rw tlt1• essi n•11t C'OIIlJll'OrtH'ltnuo pet· s ò ~teRsi la val i · tlit:'l d{•] :<Of.!l!"ito, ru:t che nel fnrrunlarc! nu giudizio, bisogna tenere in ~.n·au C'ont.J lf· ris ult:tnzo dr·ll't'samP. obbietth·o, in quttnto i l'ellqunti di pregTessi f:l tt.i infiamHwJoJ·ii a, r:11·;,.o ilcolla sie1·olòa possono npp01·· till't' ~rari tu1·be nrlla fnn/\ÌIInr> clt•l circolo. RoRI'> i A. J•ietiene i nvH.Uùi pc rm nn e n ti quei fe1·it.i tora<> o· pnlmona t·i eh!' (H'C'St>utnno pt•oiPiti Li 11 el ru(•tl ia~t.ino o pn'R!'ìo l'ilo pohuonn. 1-e. o adcJ·e11~e pe t·iclwrli(')w <·lt e di>'l·ttl'bino la funzione <:ardiacn, o lE>!':ioni polutom11·i tali rl;"L aholit'P l'att.i\·itoì funziotta lc di un polmone. cd iuol tl·c i pm·t;ltnl'i 1li p1·oiE>ttile n<'ll<' pareti o nelle mvHil del cuol'e o a dci J:{I'I)SRÌ va~Ì. .A Ut l:' Jllll'<' <'!te, a (ll'Psci nù c r e 1Jn. qne i rnl'i ca.:si rli fPl'ite pòlmomni, in r.ni l'l':<idnauo limitate c·i<:ntJ•iri aAAolntam<'nte incl'ti, clw , in asRrnza eli .·i n t omi ol)bi c>tti vi. ~ono a pprt>:r.zn h i li solo rn1F<'lò:l111e l'a· I'OUfaj IO
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dio:;copic·o, eù in c ui il SOf.!~etto, sf' non sim uhttore od t'S<tl!<' t·atot·c. non lut alcun ~listut·ho dtt> ne diminui~;c;L l:t normale attidt:ì, tanto da rlm·et·si <'0111-li(h~T·nrc CQtnC perfdt;wwntc idon<>o a.l setTizio mi lita.n•. :1 pt'l'l<<:indt>l·<.• t[a, fJIIPsti <·~H:i. dif·o. ~i po:-::-:n l'l'llÌt'l' alle ~""I!Uf'nti <·on · tln:-:ioni :
t• ~ono <·otHiizi onabtm.e nte idotu·i al >Wt'l'izio militare g-li l'X f<'· riti Che pl'CI'!Clltino limitati:' sd<'l'Ol<Ì poltUOll:ll'i, ÌIHlneCnti lllOclet~"lotu n d le fmtziolli t·espi t·ut()rit• . i 1un·tu t o r·i d i proiettili inerti ;Lll · nirlati nf'lln, p:11·tf' :<npet·ficial(o' del polmOJt(' o JH'l pel'icardio, qn <':>ti ultimi ~uan()o non si:wo at·<·ompagnati <In tut'lJ(' pc·l'lll(llll.m fi rl<'lla fun-
dir<~<t'f;to
zione ('ru·dia-ca ; :.!• Sono da. eotr.:ider:tr~i t'OttH' assolulatlll'llte c pertuanentt'ment<' ina.hili n qunl.. iR~i ~<et'l'ir.io gli ('X fpt·iti c·on sderosi polwmuni ' l'><tcsl', a-ccom pagnatt> o no da a dct·cnze a Ila pa.t·<·H· tol'aeica., con listo!<' pneumo o ut·onco-entan('C, l'Ili\ rag-g-t·iHzamt·nto ateJC'tta!;ico di un polmone. i pot1atut·i eli pt·oiettili in vi<"inan'l..'l· clcll'ilo polmonare. llf'lle pareti o nelle cawit:ì. <·ardiadtl', a cout;ttlo dt·i f!l'o><:-:i ,·asi, twl pet·ie.<ll'dio qunn· cl1• intllH'òno. JH'l' In lot·o Jll'"sC·Irz:t. g-t·a.,· j t'd it·t·C'p;H:llli li distnr·hi t!t·l ti l'l•()](),
V. -
Ferite toraco-pobnonari e tubercolosi pobnonare.
Unn questione molto i111purlantc• , ila ! punto di \'ist.a. nH'dÌt'o·l<·~a.lP P
del I ' OIHii~~ IH'JlÌ(• Ìlldl'lllliZZI• di Ìllntfitlil:'t, Ì• il l'il[lJlPI'tO fm le fpt·itt•
tOI'a~:o-poJmoB;u ·i t~ la tnbet·1·olosi polmottat·e; I(IIPl'itionc tnol.to dihnt-
tntn e, non ostaute i pnt'<'t'i di illu:<tri t:linic:i, 111111 HIIC<mt J·i"'f•luta. ()~t·to. di fronte a1l un tr·a11matistuo t•ltl' ]('d e ~li or~a.ni 1kl t't' spiro, vi'; lll:' xpontant><• il ]"~ ""'"'''' c·lt<• f's>o:() JH>~<~'<l •liH·nbu·<~ il puuro di PIWtenza rlcll'e~'<plosione di una foruta ~pcC'ifica. : cl'altra pat·tc se si conF;iclnt·:t cht! il tr.<:suto l'it·atl'izi;lle è el i JH't' st\ stPsso il meno <t<1att.u all'atteecltimento del bacillo t! i 1\ nth. ~<i dm·t·C'bbe csl'lmlt•rl' a Jll'iori una. poss ihiJ~~ hwa.Jh:zaziniH' nt> i rt·s:-:u ti t·lte fut·ono •lt•,·a:-.t ati rl:t l trauma. C'iù eltP J'isnlta, fino ad o;.:-gi, dalle osset·vazioni (}pgli ~tudiosi è che ]n, tnhercolo~i polrnm1a t·e postra umatit·a è al'sai m eno ft·eqnent~> ùi I]IIC) d tC ~i ('l't'U<'Yil: Scr;.:!l'llt IH' h;l OSSI'I'\"rtt.O un C'<IRO sii 100 fLnti · chi feriti : D e neclta.u tJ·e sn :-;o; Ribaclrnu -DumaR due sn IS. ma Ri trattava ùi individni c·hl' gi:), p1·c·cNlcnt(•rncnte :tl trRmmlfi:-;mo. avevano sofferto plt>Jll'itc. G1·égoirc c~ Om·t·oux rkldamano in propMito L'attenz.ione s ni po:.:si hili (•ri·ol'i eli rliagnosi, e faccnclo tc~oro dciii' ?ssct>vazioni di ~erg<'nt, D enéehau, Riha.dcau-Dnmas, ril<'vano eomf' 1 relitti della feritit, le paeltipiPut·iti tlt'll'api<'c, Je pl('nriti si~>ro-Lìùri ttose che qualf'he ,-olta sf'gnono nll'('utotoral·t·, po>:sono (1<1!'1' f'I'Jtom<'ni ascoltatorii, che, se arr0lll('<t :!11ati ,l:J. t•h•,·azioui t·(·l·mil'llf'. da clt•rndi mento n elle condhion i ~('tll't':d i rlr·l fel'it.o. th espettora t o pu J'll l<·nto. da qualdtc emottisi, sono :.:nhitn nw:;si in rappol't0 con una for·ma tnl:leJ·colm·c· pleuro-polmonaT'<': e l'hP in ta.li 1·;1-:<i solo il J·ipPtnto •·d :1t-
i)7ti
tento e.<.1l.me dei httti fi!<iCi locn.Ji ed il <;ostante reperto pos tU\' O o negativo per la l'icerca. \1('1 bacillo di Koch può far !Stabilire la diagnosi
esatta. Scl'gent anche T'Ctcnterneute è tMoatO suil'm·gomento a proposito ~Ielle emottisi t1·aumaticbc (Le emottisi tmuma.tiphe. <l Journal des p1·;1>ticiens ,>, 19~:! , n. 1:3). Hiconla, come, n, mn.ggiol'e o min ore distanza ùa una lesioue tramlw.tica to1·a.cic;1, ~:;i constatano qualche v<>lta. IH·oncona~ic, clae sono ùicltiarate di natura tubercolare e messe in m ppOI'to <·ol b·a,uma; ma che in c [ etti l 'emorragia. può riconoscere :t l tl't~ cause eh e uon sia la loc;tli~~ar.ioue della tu bel'colosi. l'arla.ndo delle ferite penett·1mti d'<l·n ua da fuoco, rile,·a come)'emorragia, può ùurnre qualclle giot·no c t'Pl>l:iare, lll<L rko1np~wil·c tarùivamente, anche ·~ tli:stanz.-L ùi nuni. 0l'a iu fJUCSti casi di emottisi tardi,·e, se vi è r i · tc•nzione Jtel 110lmone di pJ·oiettile o di altro corpo cl';traneo, è agevole s piegarne la patogeut!si c srortal'e subito i1 sospetto ili un:L localizr.n.;-:ione pOIUlOllaJ·e. iiià se il proiettile ha attt·a"c rsa.to il polmone ed è fuoriuscito, bisogna, a mrnettet·e cb e persiste un focolaio di reazione ;il tt·aulll:\., d10 per c.uuse occ:a.l:iitmali , dh·enti sede ùi <·oug('Stiouc: in tali casi però, per ammettere od esclud ere la tubercol osi, non Yi è "'he un nwzw sicm·o ed i ucou testit,bile ed è J'e;;a me bi! tterio!'Copico d. l-'l· l'c::;pet.tomlo ripctutam entc c meto(licomcnte esegràto . Bc'I'll;U·ù ( P.re.ssc 111 édical e) 1916, 11. .J.O) rileva come, poco ùopo la Jo1·o p1·o<Lnziom•, le rc r-ite di ~nena non JICrmcttono ù'ordiuario un eomplcto esame semiologico pe1· accertare ercnb1ali lesioni tubet·col a,ri e dlC solo più tardi si pnò consta hl r e nmL dC'lle eYPntua lità seguenti: l" i frriti so11o immuni da t uberc·olosi ed allora. appare evidente che il tl'<-t.trnmti:smo tora<:ico non ha pt·ovoc.ato a !cuna infezione specifica del polmone; :!• i feJ·i ti p1•esen tn uo tubercolosi polmonare e sembra eddente r!Jc, ;1lmeuo in alcuni di essi, l'inizio della. loea.Uz;~..a.r.ione è co11st•ru th·o a 1 tr·aumn tislllo. Arl ogni moùo, in le~i ge.ucra-le, pensa che i c·a::.i cl i fc•t·it(• tOJ·nr·idw t'enza t ube1·eolosi . ecorHln 1·ia sono i più freIJIII' lll i . Rcq.~cnl
( PrC8Sc mhli~;alc. Hll(j, n. -10) l'.iticne d1e la tubercolosi consecnti va a tm uma tiswi di guerra. debba con.ISidern.rsi come affatto ecccr.iollil le: a suo ;H·risn i l t1·au nut tornd('(l può risycgliarc un pro( ·(·s~o t. ù. t·. nutko e ln tt!ntc, ma rhe a{i ogui moclo la ntrezione tnl>er~ ·ol;wc po l molll'll '~' t' p~-;u·t·tunmeut(:' l':lrìl lll:'i f(•t-iti to1·:·t<:o-polmnnari. In·
s omma. egli è couviulo che lo sviluppo dell'infezione aHiene 11on per il tranmati~mo in !<è :-:t(>sso, ma, j\PI' le c·onseguenzc !>Ulla resistenza or·g-anicn clt· l feri t o. Im·nc a in pr·opvsitt) le lun:.dcc t>rl €':'iaurienti s up· Jltll'ftidou i , hl pr·otra t t a tlegeu;-:a ospt'llaJipr·a , la penti tn.. di appetito, l'aliJu rnh rzion E~ j·usufliciente, quali c:w.·e clrl Ò('eatlinlento ti~i{'o clel fe· rito e pc•1·riù ('ome predi!<poneuti all'inl'<' zionc spt•cifira. EtiPllne (Prc8SI.' médicn.le) 191U, 11. 45) ripot-l~~ il easo di un uomo
l:illlla cinqnantil1n, che, in xeguito n c;tùuta , ;l\'C\' ;L ripo t·t<tto contu· sione delle costole :-;• c ~~· 1li Ù<'St J·a. (; 11 mese dopo a ,·er ti preso Je pro· prie o(·t·upnzinHi, il 1'-:o~gc l to, ehe fino :t CJndl'rpoca era stat<> in buone c.:ontlir.ioni fi::;h·hc. pi'Cscutò ;;i 11 tomi rli plCln·ite c poi m pi darnente di tu h~' l'tnlosi l'h c• ht•u p1·c•shl si PI'OJI<ll-{1) :tlli'IH' ;l.l polmone {lPifaltr·o la t<>.
5Ti
L'Etit;llllè ritiene cLc il tJ·atllnati,.Jlltl fu la t·au"u dcli<L c\·olur.ionc tU· h<·t·colat·e . Ill<L a•mituwc ehc hiso!!lla ;tntmettere <:be l'individuo fo:;se be antctint·Jucntc pot·tMotc ùi bw·i Ili di Koch, rima:.: ti iuattiYi p1·im<:L di 'IUCII 'C'ren t o tra.t11na tko u du~ \'i e m t m f•~t·o laio «l i n.n tica. in fe~ione, atTI•smtniii spoubt lll'amente c la t'Ili attiritiL ,·enn e ri:-;n~gliata. ùalla cnutusiooe toracka. lJematd c Mantonx !l'n·;;.~<' ml:dif'alc.• I!JlT, n. :n) Jwn11o ccrcatq IIUall' iutiucnza cset·cit<tno i tt·aumali,.Jui toracid ùi g-ncna :-:ullo s\'iluppo th!lht tubN·<.·olosi polmollòll'<' port<tndo l'a ttNJzioue su -!T;) casi, eo~ì di:.:tinti: :{7!1 ferite: 41 iualazitolt.i di gli": ..J.!J t·OJitusioni. J>allc loro rit·I'J'<·ht! ri::;ul ta: l " Le ferite nou es<·J·t;italoP 11 e llo ,.,·!!uppo della tHbct·colo:-:i cLe un'azione nJiuima: ·•u I :inalilZÌIJIIe ui gas tos:-:il'i )t;L 1111 n.tlnte ;U<~ai poco impor· t;:Hle: :t" Le eolltii:<Ìolli farot·is<·otlll a:<s;Li p i t' t !'l w le ea n se JH'eèoùcuti lu )o:l·iJuppo tl<:Ua. tullct·colosi polruon:ne: 1° ~(JII di lllt:IIO i irauruati~u1i ,.:11·ii t· n l ra.llo in pi<Ttli:l propOt' · i\Ìot11e noli.L 1-{CIIesi ùeii<L lnlwn·olosi. I:L •JU<IIt• ll P IIa mas:->ima p:u·tc dei c·<tsi è indipendP.ntf' da. essi. (TÌI'OliX ( ! Fabbrc (i-'l'l '·"·'iC 1/l(' i/it·u/1· , l!lll, Il. u:: l ripot·tmtu l'o~ser· rar.ionc di nn mnlato <'Oip1to da tu lwt...olosi polmo'lla·t·c otto mesi dopo an·t· t·iport.ttt• f e rita tot·ac·o· polmoiJatt·: l'illft•:~.ioH<· fu gT:t\'C c ril.pida· tn<:lltc llLC)t·t.tlt-. A loro an·i:-;eo, n('! r·aso spN·ial<' , il tt·Hnuwti:-;mo nou arrt:hhe "ntto al tr:~ iutitH'Ill'..il. elw qut•ll:t di ag;!t'<IY<Ill'c la maiattia. Al proposito titt>lll-{0 110 sia i lli[)Ottaul.t!, i 11 casi <liHLIO:.{lli, fissa re iu quale 1-('t·a.do il t1·auma.1isll10 puù t•ssN'f! tc11uto n :sponsabile rl<'llo :-;\·ilnppo rtltet·iotc della tuhen:o!t)si; c rit·oHoscono dtt! l->e 1'- ag<'Y()IH ~iuùi<:;l!re la (':.ll'l f! 1lOn1ta. a.l tr·auma. qnawlo l'iufc~ione spt•dtka sur~·r.rlc immc· •li;tt: t ntt•utt>, è ben più dillil'ile giudi r·ure quando essa è bll·rlh;l. Clinmx ha osx<•r,·ato d11e <·asi eli tuhetTolol->i po:;;tranmatka in in · .Jiridui :saui e rohusti, >;<! ll~<L akun p1·ececlcute m01·bo:o;o. Enthym iou (1'/tè.~c de Dyon . l!)ll'i) ricoJIOi-i<'" nuche ('~li rome sia una. questifllll' molto ùelient;L qutdla di stabiliJ·t• i rapporti di <·ausalitù FJ·a tl'amua t<mH·ico e tu h<•J·f·vlosi p o l tito n a l'P. Eg-li. ùa.llt• osst•J·ra r. ioni ratte 'illi ft•J·iti di J.!II<'IT<I, è Yl'lltllo <tlla C'OlH: lnsiolle dlC la· tnl><!l'(~O}Osi po~tl"<tnm;1tkn ù t·~>latiram enr<~ J·aJ';t c rhc il t1·auma. (f<·J·i t.<• pt·JwtJ·antì, ~·~.m ~·lisio n i, in a htzione eli 1;<1 s as fi S)o:ia n ti) posso a o a~ire <·ome 7t·en tori cl~ Htft~r.ioue. o rh·clatori tli infezione allo sli~to l;~leuh· o ag-gmY;l.nti dt tnhcreolosi ~riù. in e\'nlur.iOII C; ma. ehc a~l ogni mollo le ft•J·itc penetr·auti hauuo un'azione rllt'no importa11tc cl<•:.{li altd clu<' falto1·i. Eg-li non potè scguit·e i suoi millati tin thtl atn~ut'nt·o d el tt·amntt, um t'itiPnc l'h c J) Ct' potPr a.mmettcrt-' 1111 rapporto fr~ tra n ula ti~<lll (l P t nlu•J'<"olosi polmonarc è u ece~al'io du' i sintomi tli una infPr.itmè sp<•l·ilì<·a i11izialc <'ompainno iu primo tempo dOliO i l t m unw l'i te:->~•) . .Nel (:nso rli cni ho t·ifc·rito ;t proptlsito 1lcll1' fistole JIIH!IIIIJO·cuta· 11;r, rlel soldato D. M. P. eiol-. ch1~ mod i11 st·guito a tuhe1-çolosi è ùa t'llenn(' clte r)o:!';a, fu molto tat·tliya (1·irea -t anni) rPlatinnnr.ntr 1tl tt·ltu· 11111 · r cht>. oltre ad e:-;~('t'e ~li ~·o>;tittt7.ionc' 1wg-nnka <Wig'inaviatn<·ntc l:)
,..,
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debole, il ponwo ferito m·a ridottu iu sca.ù.entissime coudizion i di rt:· sistcuza. per le luugl•c s offe ren1-e, i •·ipelut i atti opc1·atid, la· armosa degenza in aru bie uti ùi OliJJCùn.le. Per quanto riguarda, il l'Ontrollo coll'esame radioscopico, LedouxLebard ha, esamina to dn·•t ~OH f~t·iti toraeo-polmoua•·i a. Ù<l>te più o meuo •·emotc·: ma si è couvinto c he lo sviluppo ùclla t uborcolosi non . è favorita, ùa.lle ferite ste:o:se . H ossi A. inveec ha. o:sscrvatn qu<tttro ca~;i di tuber colosi polmonarc, in so•·t~ t<tr ùivamcntc luJJgo il de<·o•·so del proiettile o cla,l lat o del tJ'aunm : a suo avviso esiste un nesso fra il t.ntuma e l'iJ)fezione. E ' vero <"h e 1'in!:'orgeuza iu q ucsti c.'l si è ~;tata larùiva; rott hL loca.lizza,zione l uJtgo il tr<tgi tto pm·<~o•·so ùa!J'a~<·utc vulne raute s~ml.mt C8sete in contra:>to con quauw Orth t'l'raumi e tttbcrcolos·i u :Zeit.sc brift. rur Tubc J'(·oloRe ))' vo l. 31, fa;;c. ~") afrerm() p<Ll'lando dei traumi in rap· porto con la lubt:rculosi, e cioù che una ferita gt-anula.ut~ non rapprr:s enta- uu •loons rninoris 1YJSisicmtiae pe_.. i ba.cilli tub<mcolari. Allo tiUlto attuai ~ delle conol:lcenze c per queUo che lHtnno rilevato i va.•·ii osserva tori, si può ùunque condndcre: l" La, tu he1~olosi polmona re nei feriti toJ-a.f·o-polmona.ri è evenie uw, assai rara.; 2• l a fel'it.t uo n agisce co wc provoca tricc ùcll' insor genza dell'infermità, rua può risvegliln·c un \' OO(')Jio fo<'olaio a Ilo stato di latenza o aggra,va.r e una. tubercolosi g-ià. in evoluzione; =~· Le feri te pc::netranti 11el torace, quando souo seguite da gravi complicanze ~;;ecoml arie, sopratutto le suppul';~ti\' e, the richiedono lun g hissime cu re, Jll'O \'QCalldO llU progt·e::;::.h·o de(·adiruento ùello stato gellt' m]c 1Jel fCJ·ito ed attc nuaudn la. l'Ci'lil)teuza t;d i potc•"i di difesa del l 'orga.nismo, hanno, nella genes i dell11 tubeJ'Colosi polmonare, quello stesso vulore indi••etto f' IH' h:t· qna.Js ia.si g-t-an• le:-:ionf' tmnmatif'a.. RlA :-:;:-3l.TN1'0 .
Nello studio degli c:-;iti dl'lle fel'ilc tor:teò-pol ruonR.ri, · Fautore ùi s tingoe: 1• esiti parictali; 2• esiti ple udci; 3• esiti polmonari e permanenza di p1·oicttili o ùi e01·pi estranei nel polmone, nel cuor e e m·l mediastino a. con ttttto ilei gl'<l>'si vasi . .Nota come gli esit.i JHtJ·icto.li, poco importanti d'ot·ùimn·io, meri tino :-:pcc i:Lle •·ig ua,J'clo qnanclo {Wl' vaste tli ~ t.t·n zioni di lclisuti w olli e di tr·al ti di co:;;tole, •·csilluau o :llnpic ri<:ahici defo•·mi, :-:ottili ,a.drren~ ed Ul':suttig-1 iamen l o delle pal'L·t i tol':H·if'he. Chirnrgic.a mcnte poco S I può tcnl:<tr e in s imili easi . A c:u·ii'O flclla, plem·a ~i rilP\':tnu l'~iti più impm·ta nt.i cousi!ltenti in aderenze, h•pN;simcltti, ;llle ,~ ollt\ lievi a lla volte gr;wi e1l intensi, ritenzionc dr p1·oiettiU, fh;tole pleul'O ·cuta,nec. L'intervento è la 1·agolo nei casi eli proit>tti li rilenuti nel can1 pleurico; s'impon e qua ndo r csidua no c.adl:<ì. C'omun ira:nti <'on l 'este•·no, nl'1 ufi'1JCnclQ dei vari pr·oce.-.:si p•·econi:tzati <· dte' mir·:H1C1 tutti a portare n contntto la pnr<'tc erl il poJmone 1·etratto.
il
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P:t:::sa poi a p;ula.rt• dt>~li •·•d ti pniJIH)JI<Jl"Ì tt·ieat d ci , :::d1• r·o~i Iuta · fu~ te o diffuse, ti:stoh· pnPnrriiH"Il Ul ll 1'1' 1 d tc•HY.ione di p r·oie tli l i) ; mette iu riJit>ro la dillko lt;\ d.i :.n1ar-i ~;i onc tlcllc fi~tol e tt>r·a.c:kht! <'OillUlli<·nuti
cou i twonchi. 1'1~ 1· <JU<LrlLo J"h~" llill·da i pr-oiettili l"Ìtt•uu~· i 111'1 tomcc 1>1' 11 · sa, che d i. mossima l;i dc·,·ouo \'st r·a JTI: g-li iuLrapvlrHIIII<LL"i t' f"JUelli a ~;o u tatto dei grolisi vasi, c <:ile Jlt' l" ipu·lli coutemrt i 111'11<: paret i o nelle ~·•L· vità del cuore l 'illdic.'"l7.ione a l l'a tto opel·ati,·o é da.ta, dalla, coucomit:ruza ùi disturhi dt•l 1·in·olo. At"\"t'llll <l• ai pror·<•ssi I•JWl':l t b ·i pi lÌ impOl'tanti seguiti dai c·birur?:i. P !brla i utin<~ de i rappol·ti f 1·;1 f<•1·itt· JH'II('tr·;tH l i 11 (• 1 toJ·:11·•· t- t ulmr<·olo!>i polmonan•, c~ ha .-:;11 rd o~i ~ui 1l:r t i :-:tal ist it·i <· :<li Il e o,.;~t·t·r:rr.i • • ni me::;se in ril.ie ,·o dagli :-tudiosi eire ~ i :-;o1111 ooc11p~1 t i delL 1rgom cato, condude dle oggi gene r·a.IJ•r<>lltC" si concord.:t ltc ll'amméttere : ) 0 dre la. t.ubercolo!$i n ei feriti al to t·at·e i' urol w urPno freqm·ntt· di ()twl t·IH· si pH Ì• cr·eclere; 1° C'l1c il tl·arunn liOll dt·sta P"'' ,.:(· l'iufer.ione 1 ma. r i:;re;!lia 1111 fncolaio Lnt<•n1 e o :1)!g'l"<l\·a 1111 lli'O<·<•:-,.:n spet·itit·o g-i:'r in pynln;t,iont•.
Uan JS J'étutlc Lles :st~IJUt·l il·l:< •h•,: hil·~:<tll"l':-i Lhnr·a\·O-J•IIinwn:dr·t•s l' .\11 ·
tcur distiug uc : ] ) Lcs st"•q uelh·s i)(• l:l p:rroi ; Il l L<·~ séqli('))('S dc l:r pJI!\-re; lll ) ]~JS JSéljllPiii·S plll llll)li;JÌI"('S I'Ì J:t, l"1.'lP11ti 011 ciP pl"lljl'l"tiJP:S llll tle corp:-; étt·n. ngers dàns le poumon , 1lan Je eu·nL· cL d.MlS le lll Pdiastin to~ r t p1·è:s u es gl"O:< \·:dss1•aux. Il f;dt r Clllo."Ll"<]UCl" qne } es l'ié(J u elles dc la ]lfll"()Ì, qui unt l'li gt•lt(•r:d pPU d'i111ptWt:IIH'!' 1 l'X i;!l'll t 1111(' I"OII:<ir] {·l~ilÌI ) I\ spòcial!! l or;;q ue ùe In l";!<'H dcstl"ll Ctiuns de ti:ssns mou s et d P p:rt·t i<'s d p còtcs s'ét.'"Lllt vm·ili(•, il y <L rcliq uat òc eit·atrkl's bn·g;es, ùiffol"lll<'s, sl lb · t ilcs et adhérents, 3\·e,· aiHÌH(·isst>w<'nt de la p:r r11i tlwr:ll"iqut> . • \n pn int tJr \"UC CUll"Ul"I!"Ìt'a i iJ Y à pl'll Ù fail'l' d:lll:-i dt·s t.;< IS :-il'llihJahJes. Da.ns la p lèv re on pe n t <·onst;rt<·\· d t·~ s(•qii<'li"" pitl!'l in tpor1: 11t! C'~. con:si:stant <m a<lhé J·en<·e~, épH i:-:-<•ur·s q uel rpt rfois l!·g-t'•J.·Ps et t a ntOt gr·a· re~;, réteution ùe proj('<:t iles, fil'tu!t·:-o. l la 11s Ics ca,:; de r!•t('ntioll dc IJI'Ojectiles ùans le s;lc de la ph\n1·, l'int<-t·\'(• trtinn •Loi t i·tn~ t/(' ,.,~fili'.; cl1<3 s'impose l01·:squ "il y a. n·liqmr t li <• <·;r,·it<"·:s l'Il <·om lnttni<·ation a\"f'(: 1'('::=-;tct"icllr. l!ll emp lo~· ant lt's tlh"t•l·s p1·od•d{·,.; JH-<··t"!lllis(·:-; f"Jt ti mrt t tlll!': l)O-.n· lm t d'aptn·och (·l· la pan•i tltt JIIHI!lloll l't'li!·(•. Eu\"isa~eant tn r:-;ni te 1.~,., si'•I"Jtll'ill·:s <l u p o lllllOll t<·i <·:ltl·it·t's. ~· · i{· r·o"''" localiiiée~:; ou répa1Hln••s, li:-;tult ·s. t·N t•n ( i on dt• pr·ojediiPi<\ 1" .-\ll t\'lll" fa i t I!CIJ\a.rq U<'J" la. 1li fficnlté ùc g u(·l"Ì:-on dNJ fj ~ luh•s d n t hom x 1·om n t nn i t:.'lll t avec les bt·onclr(>~ . l~out· <:<· q11i l"llll("l'l'll<' l<'s JH'Oj<>d ilt·,.: l'd <' ntts dan~ !1· thorux, il !'l'Oit I"JllC,· c n g~IIPI":\1 1 !"un dl'\"l"<t cxt mirc l:t~UX qui ,.:I)Ut Ù;llll'l les ponrnous on tout pr<~~ d es gn1:-o n1 i:-seanx, bul!l ~~ - CJll è p011r <:l'H X qui ~ont réU:uns clans Ics pa roi;: o n 1la m; Ics <"a-vit(•s d n ereu r l ' inùica tiou a.. l 'oper·a,tion sera donlJ(>e pat· la coucomitau<"e dP::; g(·uc:-; tl<' la. <:Ì ITlll ahon. Il men t ionne ·]es pn)(·(ld6:- pllt!'; i m ptH't<t n ts <·m ploy{·~ JHH" l<'s ('h i · rurgien.l'. Enun il rappt>IIP lt•:- lit••ts qni t•xisfP ll t p;n·mi il's IJJ.·:-;~ures p(·n(!tl'lLntp~ clu t hora x l't la tlllHII"l·Hiosl' pulmnuain•, d, :-::t· ha~11d ,:;nr·
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lcs stati~tic(ltt'l<, iJ abuu t.it aux eondtL>iÌOH lSUi\·a ntl's, aujourù 'hui géuéralement a.dwises:
l) La tu bertu loi't• t] an ll's ble>i~l~s du tomnx c::; t moins fréquente ue ce que l'Oli suppose; :!) };(~ tmuma tisme eu lui métue ne [H'OnXJUe ptlS 1' ink>ction tu . berocula.it'é, muis i l peu t •-<:n •i Il<·•· Ullt· i nfl'<'tion la t«>nte ou e n empire r lUIC ùéjù
cn é,·olution.
:-<U.\UU.HY. I n t.reatillg thc scqut•hte or thuraev-pu!JuollaJ·y WOI IIHb, tllc Antllor cunsidcrs: l) 8eq11clac <·uucct·Hing the thoradc wa.ll: :!) Sct)udae <:once t·uiJ•g tht· pleutn] saek; :l) ~C!Juehw con<:eJ·Jùng the Ju ngs, a nu retl.'lltion of JWOjcctiles or ,;trange I'Ol'ps iu the h1u~s: hcart ;mtl jn the media:-;tin, 111~·a1· th.e large · arU;ll'ie:s a ud Yeins. 'l' h c >iequclac COII<:<·t·JI h tg t h e thorad(; w ali, get~(•t·;tJI~· of l ittle i m· pot·tan<:e, requit·e n, spe<·hLl <·ousidet·at ion when tbet·e is au ample de:struction of t he soft pa.rt$ or of l'Ìbs, aml hH·ge deformed cicttt.ri<:t>s, an d tbinning of thot·a<'ir w a Il l'<'ll'Hl ill. :-lurgiC"n lly, li Ult· C'llll h<• clor1e
in such case,;. 1'he ~equeh1e COllf"C J·niug tltc• Vh'lll'<\1 sa<:k :11'1.' Ol JIIOI't' Ìlli[>Ol'tall('{'1 cousi:sting !u adiH·r·ellt'es, t h irk ttt•s,;, •·et<· n tious of proj1"1·tilcs, tistu In!':. Hnrgical trcatment i~ thc ntlt: whcn tbere is rctention of projcctiles iJ1 the plenral ~il Ck , anll it is nc(·cssa-ry wheu tberc ì~o; a fistuln. Pulmoua.r·y Requelac are ~·katl'ic:N~, !'ll'h'rost'S. listnla,.;;, l'(•t(!Utiun of projediles. Fistulo~; of tlte clt<·:st <·<>mrn un itating witb the ht·ùndtia ;.!C t wcll with 1liffit-ulty. As t o the projectiler.: J·etaincù iu t!Je thorax, tbe Relatcr· tbincs that tho:;;c whith <ll'C within the lnng-~ or ncar the 1arge a•·te1·ies and vci11s, rnust l>e exnactcd nt once, al)(L for thosc tltat nr<~ iucluùed in tbc walls or in t he cavities of tbc hea.rt, tbe indication for surgicn l t 1·catment is gin·n by concnt·rent difficuJties of circnla.tiou. 'J'bc most importa nt surgi<:al n1etLods ('mplo,ved. ~:n·e pointeù out. Spca.king-, liually, of the rclations bPtwecn penetrating thoracopul'Wonar,y wounrll:l nud pulmouiu'y t llbe.J'Ctdosi.s. thf' HPiater, forming his idea, on stati~tknl cl;da whirh now art· genemlly IHlmittèd, concludes: l ) 'I'he tuhcr('o] osi~ of thc wounded in tbc ch<'~t i-: not YPry fre· quent : ::l) The wounùNl it.self is n ot tbe ca.use of infection, bttt lllllJ cxcite a 1aten t inf<>etiou or ng:rra nt te an evold11g c ne.
.i8J
V TEMA.
ITALIA
.l LABORATORI DI CHIMICA PRE~SO L ~~ AHMATE LORO SGOPO - WKO m~TODr per il prui. Alfredo Pagniello, tf'rwnto <:olonnf'llo chiutico farrmtc:ista e pe1· il dott.' Giuseppe Cappelli, rmtggiorr: <'himieo ftu·nur.\·i:;t.a. L't~>pel'it'ni\a del grande conflitto. a cu i prl'sPt·o p;u·te j popoli più
evl)lu ti del mondo, c:i ha ju~egnn t o eh c uon im·ano :-:i richiN;c·ro n Ila. scienza: da, uu la,to i mezzi. più ratlinilt~l nwnte pt·ogrcrliti. per l'offc~;t, dn.ll'a.ltro quelli più acconci pe1· una pronta., utile .-tlie<h'e ùiit·::;;t. LH <:himica. i11 partieolar moclo, fu nr:t}!"gifll·m ettLt• c tanto sl'l·utt;tta rlot fal'(•i ~r1-evooere c be, migliora ti e p(•rfl•i\ionati i 1netnrli, l:l gurrra avn•nire s:n:'\, essenzialmente nn<t ffllO'I'rt t:lt i m i ca. Dire c he tnt.tt• l<' nazioni p1·0~1·t-dilr• :-:o1111 Cll'ltl:li OI'ÌI'IItiltP n·t·s" quest<t nunnt iùea. l'i teu ia 1110 sll [IL' l'l h IO. E, ù '<\ l tnt pHJ·tc. l' cspl'rimcuto fatto nella O rande Httt'JTa,. di 1·u i tntl · <•l'<t ;:;ulliamt> l e •t~p1·e t·oiL~<'gucn zc, il l'<Hlif'.a ic <'Ul1lbiitllll'lllo arn·nuCn 11el1;1 Ol'ganii'.Zili\ÌOt:·:. uei sistemi. nella, con<lott1. della gttct'l'a chn;sit-a, le no;,tz·e \'Ctlute erl il nostro intinH' conYi.ucirucnto. ci in<lur·o11o ;Hl atl'<'t'lmll·lo incont t'">bt.bilmr~ llll'. Hapiditù, fulwi1wit:'1 ù ' azin~w: sOI'J)I'C~<L c disorit>nt<tiiiPlltO dell'a"·· VCJ·sario; t'om·binKÌOtll: :-;oll<'('ita l•r1 illtiiJ!'dinta dd conflitto: fJUCSt0 è il COtnple:<so ()Uf~Rito c hr l<' più g'l'iiHdi nazioni og-~d si prnpnn~ono 11i t·i · '>Oirete. P<•r giunl!et·e a t;tÙto i! [;t('ilf' pt·Pv('[h•re qnali gmndiosi (: i!>p:t· veuto~Si mezzi. uuuvi di rlistruzio11c dO\'l';Htno r•ssPI'C ·p osti in opt'l'H •• r.?me l 'ai\ionc prMira. ùebh;L JH'ÌII('ipalul!·uté t·in)lgt•t·si alLtnni.ent<tlllCtllo d~ ea.pitali e l!ranrli t·it;l;) twmidw. c:t>n1t·i di ,·it:• c !-:<'(li. di \WI!<IIIi <lii·f·l · hvi, per colpire i11tli1·et lantt•nh! l' r·sel'l'Ìto opc1·aut(', Jnscia11rlolo s t•ur.;L O"Uid:t e senza. rifot·n Ìlllùllti. cspm:l o el':~o st<•s)':n n, Jua,..;:,;;t<:ri. cnlld.tivi. e Scopo final e : ~iun~l'l'<' rnpid:tsu<·nh• nlht tìnc e Yita111lo il thl('tt•J·si, eome nel <'asn <·ontingr·ltlt' ~l f. n:' l·ilir·ato. rli 11110 ì<lilrl'<lllt<· l~lg'OI'<IIIJ<'ll to rbe conduce a ron,.:pguit't• s<·at·si eri in : Hlt•~ttnti ft·nt.ri l' nrl ;u·cnlllllllal't·. iu e~ua le rui>:c•rin. ,.i nf'i tm· i t' l'i 11 ti.
L'impiP~O ÙPi m<·zzi (·l!itiiÌI'i i11 ;.!IH•l'l'il non P di d;tln l't'l'\'lltt· : tH·IIa lotta. ft11 :;.;pat·t~ p.] .\ tc·n<~ (.J:.t a. ('.t ,.<·lltJt' l'O n<lop1·t·a.ti i \'apot·i rli wlfo (nniùride solfol'osa·l Jlt'll'nssPrlio di Pla f;<>;J <' di H t• linJn: 1' lnqni · !iÌtOl'E' dE•] Drlfin:ttlJ impi(•g:Ù. 111' 1 )fr'tlÌn l'\' 0, i g-as :tstissi;rlll i t'Oli li'" i
('ah·ini~ti . dfn~iHti~i i11 alcun1· c·an•l'llt·:
i FrarwP~i. nel ll"+:'i, IIK<LI'OlW i g-u-'i pr·ovt•nit>nti d.:llla combustiOilè ui legna \'Cl'dt~ contro gli arabi dèllc tt·ibù Onledia. 1fn, alla, pt·im:1 Uouft•rcnro dell' Aja. del 1899, venne COTllo:S\(·ratll i l d id et o ùi a.ùopt·r·;ue in J!llél'I'<t pn>i<'tti asti:-<sianti: e t(uindi t n tti ~li e1wr·ci ti ili X H zi uni <:i d l i, t hc t·bbc ro l'a~l<.l('l';trn mento per un a gm•t•J•a ad ar·rui knli t• C'he fr<tUt:<wtcntc s:i n n iforma rono ai pr<~cetti. univrt·saluwnt<: :HTctl:lli, dt•lla 1\uon·a ConYC'llzione tli Oinc\'ra elci 6 l u~lio 190U. pr·on-irlf'lro ~olo n ll'appl'<'l>lanwnto di'i UJ<'Zzi Hee•-ssat·i piir idonei per g :u·antirr la ~tlutl' dl•llc- tnrppe. rwll'ns..,;iom:tti<:.a coudnziont~ dJC <<il bPnt·~~'<e t·c dcll'E:.:ercito è il pir) nllillo ,·nefJici,·ute di viltoria, )). \~c.'l11lPt·o <'n:.:? mi~liot·atc• le unit:ì s:tnit:rl'ic di uwhilitaziorw: a<'cr•esciuti l'd a111pli:lti i mezzi chimici, pàrtirul:umentc pct· l'lW~uiJ-e analifli ili :wqua. di \'ino. di J..o!-;t<tn~ :tliJHelll:tl'i: istituite• nuon· uni tà, come il Ln hOJ·a.torio l'ldntic-o-lnttl.e t·i o logk·n cln c;.unpo, 'i mc•zzi eli dt•ptn·nziOJH' de•l l'n.('qwt pot:thil r. gli nppar('t·c·lli p~>r di~infezionr. ecc·. :o;rnoodu' 1(11(·:-;tt· 1111itù sunitat·it• . rhe :.wentnn r:1l!;:!Ìunto il più alto g t·1111o di pét·fc•ziottc <·d et-nno ~imsLHut·ntc ritèUIHl· COIIII' i più Pll'tti d~li appt'<'RtanH'uti RCit•ntifi<:i rl1t' In !-;pil'ito umanitm·in H\'I'~N(' rlatr1 in niuto n !le truppe operanti e che compkta ntno. miglio t'a ,·n no. l·l<·,·a vano il quadr·t) ·clell'atlr·ezz:ttm·a dci mezzi di dife~n ci!-II'C'l't'l'<'Ìio 1u calupaJ!na.. ~-;i cliuwstmt·ouo :l!'~ai J'I'l':.:to inadatti• c·rl iul'ullic·ienti pl'l' i hil'IOI!ni di Uttll g'nerrn wodeJ'JHI, c·ome \'l'rlremtJ p i 11 oHt·c· .
••• An·a]I'IIIIIJC'i tlt·ll<· infnr·rrt;lzioni a:-<~llllt<' Jll't'"'o uazinui :nu it·ht•. ud allea te di g'll<'l'ra. Il in mo i n t:\ nto u 11 somma rio. "uc•t·i 11 t11 !':~ttnr·do <·ou1 pat,lti\'0 :ti l'CITizin c·ltimiro i!':tirnifo Jll'<'!':l-:0 i \' :ll'Ì t"'t'l'C·iti. >:i:t (!(' I lo• uar.ioni t•xfl·n{·m·opt•c·. l'iw di qut•llf' t·OIItinPntali .
) . -
OT.\I'I'Il:-;E.
L' l·;~el't'ilo J!Ì<lpponl':o:e 111111 l.. tlutato di illl':t.:t.i l'himici o·ORti1u iti liUI tipo eli nnit:ì ~'<pN'iHlizznte pc·r· i hise)~lli Ili At·mnta: ne> r pr·e\i~to 3I C'Ull · cl11' di ~'<imill' al rigunrrlo. ~l' l Oiappone. amd. la l'himic;L in gcnert• tron1si allo st:.tto di svi luppo inir.iah• f' Yi fa ùifl'tto ;IIH·he il pt•t·sonah• <'~'<perto p1'1' applicn:doni rlt•lla c-ldmi<':l alle c·~i:,."<'nzt· 1li 1-!llt•rt-ot. Fnc<'n<ln astr:tziotu• da l uot·mal<• :<<•r·vi7.io <·h imko-fat·mM·t•nt i<'O, a,ffìrl:do rtll<' Dit'<'7.Ì011i eli ~at dt:ì nsst•J!natc ali<" l nlPndl'll7.1' eli a t·mata. a ('Ili tr·anl'itor'innwutC' ~ono d evolntt• anrl1t' qttrllc ultt·(• t·icct'CIW chimi rlw t he pos:-:ono Ìltl<•t'l'l'Sl rt• l:l l'Oli ti Ot Ì<l Uel ~a gm~lT~. si J)IIÒ a~'t•l'Jll;t~·e. quindi. c· h t· pt> l ' m·n 111111 Pl'i~<l ono l:t hot·a to1·1 "J!I't·tn II (Il' l' t•spPt' lliH'UtJ c t·i(·t•rc·ht• p , ·1• 111· l':t t·PIIltt• :-:nlo 11110 in pt·c•ri:-;·i otw. p<'l r·o:-;t r·rwntlo poln· rHi<'io di 'l'okio . • \ 1·olruar1· 1111:1 t·o:-.1 gl11\1' I:H' lllta, il Gm·c·t·Ho ha pron·etluto t·ecen-
tl•liH'll tP t'l'<':tnllo ciP i hthor•u 1ori <·h· i li u t•ui :t(•c·(•rlouo 1-{iont ui l iePnr.iati i 11 fisico -rh i m ic·<1, c·h(' vi tr·o>:lollo il llf'Ct'SAAl'i() ad <l e~ t l'H m('n t o ~otto hL
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guida di chimici tedeschi espressa-mente a-s~'llnti in servuno. Comunque, alcuni -studi e ricerclu.' eh i miche attinenti alla pt'eparar.ioue bellica, vengono per ora espletati ùa, altri organi; così, ad esempio, Lo stuùio dei gas a.sfissiantì da umL eommis~:;1one nominata. dalla Dh·e~ione di 8anitù Militare, mentre in Manciuria un'altrr~e Commis.~.;ionc, costituita di chimici tedeschi, si occupa dei ga~ asfi~siauti regoh_tmentari inglesi, nonr.hP <li f!uelli usati dall'e;;ercito ted<·~wo durante h guetTn.
II. -
STATI U:"\'ITt.
L'.\merica, scen•a. di ogni imha.rar.zo o pteO<'c upar.ioni di "Ol'tH., dotat.'t di mezzi di umt gTIWtUosit:.\ ecce'l.iOn<! l<', anncttt:nùo una consider·evole importanza a.J servizio chimico di guerra. iu genere ed all<t produzione dei ga.s venefici in ispccie, non ne ha snu' sso, anche dopo il conRitto, J:;tndi, ricerche, Cf-lìCrirn<'ntl, IH'CflHl'H7.ÌOHi, d:wdo vita, ad una, nuova industria chimica che hu IH'C:-;o ta,le r·igoglioì'!o sviluppo d<t supel'art qualsia.<;i a.ltr.a indu!-!tria conol'ciuta. A daTe nna somn1a.ria. idea ùcll'cnot·me ,·a.nt:l.ggio <lf'llo sc:opo _I'<lggiunto, ,-algn.no i dati "cguenti: a) ill t.C'mpo di J).'lce P~~:lt utilizza., per· la p1·cparaziwu~ di JH·odotti fa-rmaceutici, di chimic<t 'fotogntfica., cii colori, pt·ofuoli, alimenti, fiori artificiali, ecc. le mede" i me matel'it> pri mt> . o ~O!llJHl~ti intermedi, n e<·ess:wi per la, pt·oduzionH di e~plM:iyi e to~~i.ci potenti : b) C$Sa sarebbe in ]l• >~~es;;o di un mwvo gas <c Lewi~ite ll, di fadle JH'eparazione (eOI"Ì da poternc ottener<' C('ntinaia di migliai.a di tonnel late) c di moltfb stabi lità: più pcsan~ dell 'aria di nn tf'rzo, pet• cui più tenacemente "i mnntiene !':Ul po~to. n di ta.le potcn?.:t tossie<~ che, allo stato Uqu id o. basterebbero tre g-oecie p<'r uccidert> u11 uo111o mentre, per difendersene. cH~Cot-rerehuet·o nbi ti a ssolutam<:>n te iutpcr·meahili. Quali antirl oti ~c·nJIIt·<>r·ebbern :ulatti il doro (di cui H solo Arsenale di Fi!gewood ne produce cinquanta. tomwllat<' al g iom(}, qnadJ·nplicahili seuz:t anmeuto di ma<'.chinario) ecl il clonn·o di eak.e. Per le ma$ichcr·e cd i >C'stiti uu si~trma, di puritien.r.ione conf:istet·ebbe ncll,it bollitura in acqn;J contencnt<' sapotu! ed •)Jio 1li lino: r1 i ~·ls -pt·odotti ven!?,'ono l:u·g-a ntent{· ntiliz7.a.ti i n tempo eli p:LCt~ : i la grimo~eni. in vcct' rl<•ll'ndrlo ri:1 uirlr·feil. n<>lla. ùi~infc'sta.%ione ùclle na,·i; il fosgcuc per ~tc>t·minarc i topi: altri ~fl.s per distruggere i pa.t•assiti <lel cotone; fl) è stata r.re11ta una, l~UO\'U, ma.l':chct·;t, arlat!';l p<·l" g-li opemi ('he ln.vorino in a.mhieuti in pr<'~CIIZ<I· eli JWOt!)SSiclo di (·al'bonio. o Ili :tmmonia.c'a: e, pc>r le nHH'Jcltere str~~'<e. si è trO\'Hto 1111 fl' ltr-o ~Jtf'<' ia.le che, mentre costa. il !)0 % in ,meno di quello gi:l in nso , tw ~~ V<'nti ,·oltc più rftieace e re~iste anche a.Ua, 11 Difenilc:loronrsina >>. TuUochè alla Conl'et·eu:r.a. di ·w~ì" h i ngton S('m h1·m·:t 1:he "i fos~e t'aggiunto l 'a<'cordo s nll'al.)olizione d()i ga:-; ,·elenosi, pure i voti e~pressi r·isultat·ono pcl'fP.ttamcnte Jlhtonici. lltL nn l:tto akune uar.ioui fcci' I'O esplicita. 1·i~rva circa il d i ritto rl i con tìmH~rc g-li c"Jl(!l'i ml'n ti su i ga-R P sui mer.r.i tli difesa, Ù;t\l'altro l't'a eviflent<> l'impossihilitù eli sepu,rar~
l'attività chi mka di pace da quella d i g-ucna, noncht- J'inutilitù (li a-c· cordi c· h<' \'ÌE't:lSI'!el'O a~l n n a. 11:\7-ÌOnC'. i n te m p o eli gucJ'l'"il·. di a n-a.Jer'l'li di tutti i IDPZZÌ n di~pORÌZÌOllP. ~flS \'!!llCfiCi <'OTTtfJl'C!':Ì. Jl bri~adi!'re ~cner;1.le Amo:-: A. F1·it•s, <~l po della, Dixis ione d t•i StH·· vizi Chimici di gnerra. rom'into eh<' i gas asfissianti servono a scOli· volgere e d~orientare le tmdizioni rJj guerra nell'istante ste&;o in cni quesU\ dovefit«e scoppim'C. fmtl' dellP a J·gomentazioni sopra esprrs.•w. dimof-ltl':~ndo l 'utiliè\ dell'iJupit>~o dPi p1·odotti drl 1-lervizio chimico di guerra a 'c·opi corumer<'inli l'd inilu~ri.c'l.lL pott~ <'ttcnt'J'C l'appogg-io dC'i ministl·i del tc>~or-o, dPll'interno, dell'agricoltura e drl eommeJ·cio: co· sicchè, mcntr<' a. seguito d<'lla ('onfe,·cnza di "·af-lhi11gton <'rll stat.• dec1·etata l:\ soppre~sione della. DivifiiOll(' da lui dir'1'tt:1. Jn ùif-lrllSSioue del bila.ncio f:i risolse• in favore della ronset·rrtzionc della JIINlesiuta. Negli ~tati Uniti, quindi, si e'ontim1ano tuttora gli stnùi f'd i l:wori Rpei·imPIIèlli sui gas di guen:t P xui 1111'7-:t.i <lifcn~ivi (lpJl'<'l'<'l'cito. com1· pure ~n :':harramc•nti di fumo e di sostanze inrPncliarie: nWJ!b·<' gli nlli eia,] i 1·iccvouo L'l necl.'s~arin i~tr·ur.iOJH> stri gas in m1 (:OJ·so tri n•~"t'~tl" C•f:JWC'Hsam<•Ht<• il'ltit nito pr(l.c::::o l':ll'~l'nnlc> di Er1;:rPwocu1.
JJ] . -
Unm:-;Ì.\.
fli'I'SSO ]'Jo:l<('I"(•Ì(o 1'11111('110 1\011 1> UlHÌ Pf.;iStit:t
(' 11011 (•~<i~t(> f llftOI':l
una n'golare rmnplr·m. m·gnni:r.zazionr del SCJ'vizio chim ico. così comr M ef-ligenzf' odir·rm" impongono, the potel'lse clnssif:ìcarf-li ronH' 1111 vrro e proprio "er>izio di Arma t~ t. Solo con l 'esperienza. della guerra. recente Ja Rumcnia bn ~rntito ln nc•cr·ssitft. fli fonda.J'f' or~ni pe1·mnnenti chr. fin clal tempo eli p:H'P, l'i ocrup:t~l'I<'I'O el~>llo stndio r dc>lbt p1·Pp:u·a1.imu• di q nei meni ncro nenti prr 1111:1 gtH'JTa a.H]'n i J'f' , (•d nll' uopo h:1 isti · tnito: n\ nn eontmllo eltimif'o. alla clipPnrlt•Hz:l d!•l ~finisil'rn dt•ll:t gu!'n-a c· drl ({J':IIIIll' :-;t;tto :\r;lg~i<II'P, eostitnito di e:himic·i spl'l·i;llizz:tti di cial'('llllll rlt:'lle Din•zinni: del GCllÌO, ll<>g]i ArmnmE'nt.i (' <1<'11<' J\lnni· zioni. 1lt'11'.\Prnnautic·n. <l<>ll'Iut<>ndenz<l. del ~ ('t'\Tiz1o tecnico. clcl ~cr · vizio f:n·n~tWI'ntir·o <l<>li'ERCJ'dto, ognuna drllE' qnaìi <li!':.pone eli un pie' · CO) O lnl)OJ'iltiWio. ('011 iJ.l~t:tJlni'.iOIIÌ 'lllnell't'IH' JlC'l' P~ JWl'ÌIIlellti l'd fi iiH]i~i.: 71) un Labotlltol'io f'l'llt1'111f' 11i Pxprl'im~nti del mntt•J·i;tk elpstr: nato ali 'U ni\•('J':';it~) eli Rn C-HI"(•~t . che• si ()('tll)la tl<>l ll1<ltl' l'Ì:llP \:wio bjso~tni d i nnn nnont gnrJTn. (csplo~ivi, l:l>ucia.(inulm<'. ga~ af;tif;xhtr•t'. ma!'a·hcJ·c· Jll'Mc•tt in•) ; . !'·) npt·J·a sn~sitl i nril1 prP~tnno pPl !<Pt'dzi o rhimie·o th•ll'Esc•r<:Jin. in tt>mpo eli Jlll('l': jl labOJ"atorio d i tt'C·Jiologia elt·ll'{' nin•rsit;ì di nuc,.~ · rest rht• p1·ntin1· analisi 1li inrl1>lC' ~c>-JWJ·nlt•: il Jahot·atoJ·io pt•J· In fahhr~ · eazionc: <h·lle ]Win•l'Ì tlrll'ExPI'I·ito di DtHk!';ti: il lnlwmtm·in elt·ll:t f)l · T'f'7.ÌOn<' d E>II 'Intt>lltlenza l'fWC·ia,lizzato JH:Ile ntJn,Jj~i de·i lll:ttc·riali el1 ,;u:-:· 'lititPili'-<1 e eli rqnipa.o·gianwntn: <' il Lahot"<ltori o fnrmar·Pnlieo Ùl·ll;t !> il'('· o . ~ionf• eli. :-:a,nit:ì pf•r le analisi thimi<'h<' elci matet·i;Jli !<;tnit;tJ·J.
re:'
..
Anche l'E!<N·t:ito briU11111iro non è dotato 1li hohot~ltori ('himici. nè per le Armate, nè per a,ltt·e nnit;). minod. Durn.nte il tt~mpo di pace l'Amministrazione ntilltare rkone C't-;dnsi\·a.mt'nt<> a.Jl' industria privata e, in guerra., es~a se~ue di uwAAima lo stesso principio. Non si t>sclnrle, pera-ltro, la possihilitù della <:ostitnzione tU quakhe lnbom.torio. ansi· liat·io militnre, ùf'l quale pet·ò uè si è studinu1, nò si r.;tima, ne<:~ssa.rio studia re, in pt'<'t'I'~J<• n za l' m·~n n i r. zar. io ne , 1·i t C'n P Il 1losi p.i ù u pport nn n aùa.tt~n·la a.i \·ari rasi. · Il 1• n.prile J!l:?l H'lli1C dr>fin itivamente cliim;<t la Bcuoh centl·ale dei g-as, istituit:t ùm·:wte la ~uerra: ma. rt•sta a.ncora in furn.ion(! la. stazione !<pet•imentalc di POL'tOn, pli'r liL q nn le ti ùHauciato l'a~scgno tli 130.000 sterline; noncl 11' il Comitato per l'impic:ro dei m(•zzi. chimici i11 guet·ra (Cbf'mieal \Yat·fat·e CommittN•), 1li cui f<tn.n o parte sdenr.i;;tti ed l'~perti militaJ·i, c·ol ecìrnpito di <'~<'('~nin• t'LC'f't·c-lw, l'tndi. N;perirtJPnt.i sui mezzi ehimki di p:tH: J·~. 'l'nlc Cnndtat(l Co~<'tituisre l'organo ùi C'Oli · sult.aziorw e di coordinn.rnl'nto in nwt<•ria 1wr l'An11ni1·;1glint.o . il )lini stN·o ùella. Gnerm, " il )linistf't•o il l' Il'.·\ ri:1.
v. -
nr~ r.<:lll.
Cirra il ~Prvir.io C'ltimi('o pt'f'~'~'O l'Es!'l'<·i t o hPl~;t , a giudiea•·•· dal l'orga,ni.zzazione di (';;~o in tempo di p:H·f', <lai pro~ecssi nella r!timi<·n. conseguiti da. qw·lla. KM·.ionc, nonch1\ 1lal la f t'<'qtwnza. di C'ontatto con l'E:ser·cito fr<tnCPSC, si può tntl'l'e il conduC'im(~ nto chi' esso sin. dis<·i plina.to in maniera pO<·o dis:-.i 111 i lt' da. rptl'llo in 11so prC'sso l ' BsC'rcito francese e presso IJtH!llo ita.liano. Funr.iona a Brn:x<>lles. cb po<'n i;;tiln i t.o, l'Istituto milital'e di igic nC'. biologia, c chimiC<l, alla. dipendc·nz.rt (](' ll ' lspettor·ato cl•!l Rt•ryizio Rani· tario. Esso ra.reoglie. in nn solo Rtahilim<'nto. il per;;onale spE'C'ialinnto ed i mezr.i nect>ssari pr r lo stndio dei relativi prol.J(•mi interessanti l'F.r.;crcito <'. pE'l' la Flf•zimw f'himi<-n. .clispon<• c1i rhtf' tN·niei <'h('. oltrr• a d <'seguire le perizie rli tutti i rnatPriali intrressanti l'Amministr~tzio ne tniljtare (metalli. MrltOlli, t>ssenr.e . lnbl'ifir~wti. e:.;plosivi, nlimC'nti. Rtotfe, cuoi, f'CC.) d1>1.licnno altresì le loro attiviti'• al problema dri ~:ì·S ~s6ssianti. Corsi p i lÌ ~P nera l i e pra.tici sui mc<lesi m i, però, ,·engono 11llpartiti dall'l!<titnto ll'Tgif•nf', tnnto n~ii nffir.iali di'l Cor·po <li Rt<lto Maggiore. che n.~li ntlir·iali sa.nit:t1'i. Th1.1 l'Ist.ituto suddl'tto, thE' in <'.aso di mobil ita.zionc a·~su Il H' .il nome di La bora totio cen tmle 11i ig-ictw. biol ogia. e chimica., yen~ono poi istituite dipendenti s<•r,iotti mobilital <>. PCl· i v:~ri corrispon<lenti s<•nir.i. ass<'!!Wlte ai 1·oma1Hii Ili Corpo d'al'· t:nata. Fra. i mezzi chimiri n disposizione df'll ' I•:s<•t·r· it(l lwlga. so11o di particolare 1'ilievo : .a) la vcfilt1'(l prr la. wJLabili:t.za.:·io/1(' dcll'a.cquo con c:loro ga.zos~ , <·ost1tuitn. tli nn ftng-on<' nut<tmn!tih• . nel q un te ~ .in!<tn llato nn maecln ·
!iSfi
natio adatto, probabilmente di ot·1gme o cr·eazione in_rrles,~. capace di forni re :l!OO litr·i di acqua potabiliz-~.1ta all'ora. Dalla n~acchioa in fU D· zione, a mezzo ùi quattx·o speciali rubinetti-testimoni, possono p t•eleva.r si i C:lmpioni dell'acqm1, : l " ùopo l';tllnruinatura t· lilt.r~.ullime: :?a irnm1-~d i a tauwute dopo la clot·tu·azilllll' ; ;{o dopo- il (:ontn.tlo;
ùopo la lleclorul'azic>Lw c ptt•sso ad 1')-i!SI'I'!' spillata potabile. con i quali il ehimict) può ~egui.re cnn precisi(lne t.ntte le fasi dell'opc· ra,zione mercè saggi qualitativi \!d appl'Opl'iate ùcterminaziolli quantit.a.tive rapide : pel cloro coH soluzione titolata ùi iposolfito di sodio e pet· l'anidL'i rl1~ ~'Olforosa con soluzione titolata di iodo; h ) la r eti 111'(L tos:;iuologioa costituita ùi una rett.m·a automobi le a;rredata. ~1 attJ·e-hzata con tutto l'occot-rente necessario pct· pote1· com· piere l'anali)oii chimica dell'a.cqua., nonchè l'icercbe tossicologicbc sulla, meùesi ma, .uei casi evcn tnu li di :wvclc•un rocn t (l <·ri min oso da parte del nemico. I metodi analitici furono dcfinlth'~lmente lt~sati nel luglio 1921 1la,i dirigenti dei laboratori militari llt>lgi in una ,.nnfcL·t•u:r.a tenuta. illll'I stituto di Igiene con l'obbiettivo ùi n.dottc'Lre i più semplici c più facilmente pi'<Ltit·~lhili, u11cbe in un labora,torìo modest:tmeute attrez. ?.ato, cosl da. ottP-nere, se non un dosa-ggio rigoroso, una. sufficiente p r e· ci~iouc per nn giLHlir.io sommal'io. Allo scopo di rtaliz7x'\re una. tecnica uniforme, gli stessi metodi analitici vengono adottati, sia, in tempo di p:u·•• nt>i lahonttm'i fltabili dell'interno, che io quel li .mobili delle Ar· mate in g-uel'l'a.. E, per· t:emplifrca1·c i ~istemi, veunero sostituite, ove fu possibile, le soluzioni norma.li a q ucUe empil·iclw; i r·ea.t tivi 1losati, liquidi, in fialette, :solidi in t;a,·olette (anche di sa.pone p~ r· l'idrotimetria); o, meglio ancora, iu sol uzione in contagocc-ie ca.libwtti. Astrnllioue fatta per Ja detel'lllinazione del residuo fisso lt 110° o, le d<'term ina.zioni p_on · ùemli, :-;e m p ee hmghe. fiH'~tidio!';e c d elica te, furono ~ostilu i t·(• ùa ùet.er · minazioni colorimett·iche, ben più semplici ~~ sutlìcienti, opt:>t·ando i n tul>i di Ner-;sler tlil :11) cm•. in ra.t'fronto a cn,mpioni -testimonio rlo:;;,~ti. In conclu~iune, per Pm:mlisi chimie<L di n:t'a()qua.. si stima s ulli· dente limitare i s:1~gi alle seguenti pro,·e: en.ra.ttcri fisici e Ol'ganolet· tici: dos<UilCJJtO clegli joni : clo1·o. nitroso. Hitl'ico, solforico. ammonio: dnre:r.za tot:tle; sost..<t-nze organiche in hnse :t.ll ' Cl~!':if!eno a.SI'OJ·hito da l perman~a nato ùi pott.ssio i tt 3 m·e, a :n• C. Per l'nna.Jil'ìì tossicologicu. delle acque, in c:ì~->o eli Ol·cnpallione d i un terreuo ('nl.ruato cla.l nemico. oltre a ,II{L ricerca. dc,lle ptoruui tH' e rlelle tossine, r·on reazioni semplici e sollecite, si segue un metodo sistema tico facile e pronto che, mentre d:1 lill lato tende: nlla ricerca. dci LUC· t.a.lli tossici (antimonio, arsenico, mercurio. piombo. rame. ziueo, ba,rio, ciannl'i alenl ini ci:1nuro rli mercn•·io). tln ll 'aHl'O. clcgli al caloicli vene' .. fici (morfine, atropina., stricnina, ve•·•~tJ·ina. bencina., colclucma): nn operutor e prati!'o, ove cond uca i saggi s iruultaueamente, puù impiegare ai •nill<simo tre ore di tempo. ,J.o
le
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V l. -
l<'RA:'\CIA.
ll :-etvizio chiurico ùi Annata. francese uon disponeva. di unitù. . specia.)jzza.te secondo le moderne veclutc. Il La.bor::ttorio Chimico, di· 1·ettn da nn f<ll'mad:-ta., er·a una >:«'zionn rlc•l Lnbnr·atm·io haHct·iolodt·.o d'At'lllata., a, cni <~r·a dc,·ohrto l'iucar·ito delle anali~i e 'kllè pc•l'ìzi~ con· <:ernenti la !';a,lute <· l'igiene (l,·i soldati. L'auchtn:a•nto e h condotta di guerra dei teclc:-:chi do,·etn• ]Wr·ù !':Uhito eoH~i~li:u·c· ·nn ampli<lm«'nlo dei mezzi inrpi~ati, in rappol'to alle csi~er r l'.~ d1t• .-i pr·u:-:pctta ,·auo. Nel m.1.ggio HH!i, i n fa t t i. si :<eoprì . <' IH~ i tc·des<• hi a,,.,,el<:tHL\'H no i •}Juzzi ùei territor i dre e:>si t·,·acn;wano: er1 <'S!'('ndosi pror;~to altn•sì c bc Ull<lr tale pra.ti(',n. cdminalc <•t·[~ adott:t(a itr Ul<Htiera si"lcnwtit:a, ,-,•nnct·o costituiti, ,·olt~l a volt;l chi' <'~si :-;i r·itinl\·:1110. xpt:('ÌHii la.hor-alc>r·i di to~'>~Ì· cologia al :-:E'~uito dei movimenti flell ' .-\rwah~>. La gu(·rra di posi;~,ioHe, ~ucc«>duta. a ftllclla eli mm·imcnto. f(Tt' jwt·tl<·t·P a <Jttt·sti lat,.. J·atod la funzjone pe1· l;L ftU:lle erano ~t.ati c1·ea.ti; cd es:::i. com pll' tati eon una piccola uuo,·a scMta ùi materia le nC('l'l-ll'i:Hio 1wr· Ilo ;l!l;d i si hroma tologiche, n•nncro tta"L'ol'lltati in h1bomtol'i 1li !'hiuti<·H· app lit·:tla <Lll'i~iì•nc . Coskchè, h1 concln~ione, l' Arma.t.'lr ft·ancc'l-;e di:-:pc,nrn1: . 1° Di Lahm·;~tori di ebimic:n. rli nr·mata IH!r t'if·pr·c·ht• iHc·r·t·nti al l'igiene <'d alla sn Iute della. tt-npp;t.: pari i<:nhr r·m<·ll lf' : t·s:r 1111' dt: ll';tcq ua potahile c sun, depumzione; :!0 ni lahor·at<Wi di lOsSil·o Jogi;l (·Il!•, ~: ll\'n~s:<il':lllH'lltC' òllliJIIia.ti, dura n te i l co r·)::o di'li <t g-m•r1·a :l.~sot·hit·ouo an d re le funzioni ciBi primi, attrezzati con ma tcria l•· rido !t o al pi 1'1 st•m p l ic·p <~d inclisp('IH;a l~ i le pet· ricel'che rapidi' e suflic:ient<•nwntc :<Ìl:tn·e. co~i thL <·s~cJ·e t:(lntcunto in dnr sole casse fennte cd 11 n <'l•s(o. d i fac.i le tn<\Uq~gio l' t1·a><porto: :"{Q O i laltomtm·i c'l i ( 'lri rnit:a bi.tlog-i<'a• <llldctti a Ile gmudi uuit:ì. ospedalicrc per· Il~ ricet·ehe ~ gli studi a t ti a- da.re 1umi per ht dht~no stic}~ ed jl tJ·attMuento ùci ma la ti. E' utile a-cren u;n·e pcmltro che le ish·uzioni per l'Esereito fJ·ant:N>e l,}t'CYe!lonu l'impi(•.go 4li f:u·ma<;isti pr·es~o i n •g-g'imenti rli fatrti?rhb con l'inca,rico, oltrecbè .<Iella e~plicc1zione del Loro nm·male senir.io pnlitico c di qualche aMtli"i cOrL'<"ntR (<l·d es. ùi urine), dE-ll'applicazione altr esi d elle dh·cr-:;e pr·esc l'izion i concci·neuti l'i~icne e la, Ralubrità. Cosi ad esempio: ~-;or,·p~lianz;t :<ug:li alime nti. ilisinfC'zione tli p.agli~ ricci e di Iocttli, bo n ifi<·a dt'~li ;H·enn tou;t,me>nti, S~'<' lt<t c prc'LeYanwntn dei campioni di MfJU<l dcstiuata. alla clepur·azic~ne c himica. cst:cuzioue delle misure rela,tivc >llla pr·o-fi la~>si dci gH,'> ;L.«Li:<sia n ti, pt·oduzi OJH' Ji .1tmosfere tossiche per esercitazione, · vcl'itic;t. de ll(! maxcht>t·e, prcp;H1t · :r..ione delle soluzioni nentra.lizz;lnti , sorn~g l i<mza ;[p~Ji ;tpp:tl'CC:I·hi di protezione, dei cilindri di O:;f.;igeno, ccc. L'utfiei;1ll· f;tt·m;H·i:-:f<t . òispou<•Jr(lo in <.:Hlnp;rgua clr•l mai«'J'Ì;rlt• uece:s~~rio per Je analisi di ao<:qne, puù apprezzarne elritui('.;Luwnlc il V:.Llore e farne una, classilica. pl'"ima d1•1la deput·aziOHl' 1·he, nulla to~ li e, potrebbe essere eseguita sotto l~~ !'!Ua. :ste~-;:;a. direzione, quando gli nppa.t·:cch_i speciali di depurazione siano lontani, in un 'ofl'en~iva ad ex._. i m · Piegando a ltri sistemi in uso, com'è ftuelln, a.l pct'llll1Hgalw.:to cii po· ta.ssio a freddo .
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.. • * Da f)uanto ~\l('eintanH'IIk f;j <~ ' <•sposto emcr~l' chiara.nJ<mtt> la rtliU· mentale preparazione dei servizi c bimici con c ui gli All(>.a.ti a,ffront:t· rono Qllella ben più larga ed e,·olnbt. dell'E!<erC'ito tedesco. La Gc•rma.nia. è notorio. faeent i l più grande :\1-'!';E'gnamcnto, oltrechè l'Ui vari fattori politic i (rcrni!.;si\·itù rlel B C'lgio, non intenento dell'Italia. \:cc.), sui nuovi nwto<li di guerra da lei esc-ogitati e snl conl'c>gnen te f'ha.l•)rdi · mento che e~;si avrebher·o <loYnto portare sugli <:sm·c.iti uemic i. (·os l da fiaccarli in poco ,·olger e di tempo. Presunzione no n t'<·cessim. inw ro, ove si peDJsi alla potentiRsima. organizzar.ione c'himico· indn~triale. p:wticolat•meute dci colori, di cui er-a dotata. 1Llla Ya.lentia <lc~l personalced alla· gmndiositù degli impiant i di cni di sponeva: rw1, !<opmtutto, alla estrema fac-ili tù. con ctd le er·a p ossibile· trasfot·mnrP Lr là-vorar.ioni di pace in produzioni di gns <li guerr·a . Le mancò. prraltro. l'in t uito della, va lutazi o rH~ . • ·osirriH~ due rolte incor~e iu g1·a\'i ('JTori di :a ppli · c.azione in g-rautle ~::tilr. rti f]Ua·li ~li Allenti d<'hhono la fortuna. di -non rssPr<• l'Ìill<l~ti sitnra.mente srbin,ccint i. E~s:t. <'ÌOò. non sr>ppr tra-n-e dall'ul':o di' i g;t,.:; f]u ei va.ntaggi che l'imprcpa.r azione c la mnn <·a.n7~t. di dif<•s:l clrgJi an-er·:-."':tri don·vnno ronsigli~trl1•. n -primo impÌ<'jN dti g-ns ;LY\' ('11111' il ~:! a.p rile HIJr•. ~·outt·o Ull;i di · visione fr111lC<':>C elte teneYa il tr~~tto 11orcl-est, 1l <:>l l':l·lit·H t<• ~npPr·ion! di YprC!< <' t·IH·. in Ull'llO •li ttn ' tH':l. r·nst r·i11s:• i f •·: tn c·<·~i ad ahhnllllonn:r-t> l 'in t er'a posizione. Il gé1S impirgato, p e rò, Cloro, ('1'(1 r.triJnwnt.(• idPnti tìc;lbile, pron tameu tt• ncutralir.r.ahile, t;lnt'è f·ll<' in tn: sPttimnll!' Il• trnppe er-ano già munite eli m ezzi eli prote?.ione. Cnmnnq11c. e~l':o f11 i rn· piegato <·ome a t itolo di pi'OVH . iu quantit:ì P.f: igua- (' f;op r·a 1111 fr·unt1• ristt'e tto. dm:;c·endo, come pra tko ri ~'< n lta to 1 a d<t t'e l 'allarme ngl i a vvf· r·· sarii, i quali ~~bhet·<l tutto il tempo di metteYsi in ronclizioni clo1 a-dopt!· r:n·nE\ :t l oeo ,·olta. dopo ben c iuqu c meRi. Gli inglel"i. infat ti. lo ttsa •·•HHt eontl·o le tl'Ìn<'tW t<'def.lc·he di Loo~ il :l:l settt'tn !wc. Ln seeomla ,·o lt.:~ fn all'epo(·a tlell ' n ~o dl'll'ipr·itt•, l~ ln~dio \!Ili. h(·n più potente . pcrsiM.entc, peJH.:tr;tnte t' ntiddiak cl egli ultr·i ga.s ti n ~ • allora adoperati, f·hc tr·ovò u;rua-l mrrrt<• gli .-\ LI Nt.t i indiff>s i l' 1'l1P. rwllf• primf' s t:>i l"Cttirna.ur C:Jlim piel.{o, mi:-:r IH' n :!o.oon inglPsi fu01·i cnruh<Lt ti mento. L'ipl'ite. Jllll' t•l'SI'JHlo shdo dai t!'eniri subito c..n ·attnir.r-ato. dopo pochi .g i or·ni dall<l s11;~ comr;n~n. r·i c hiesP n on m eno di mlflif·i rn1'si <li prc parazio1tc Ill·imu che· i ft·anf:t:si lo :Hlopl·ra :ssel·u. giugno 1!lJS, ,. "li in«INd tre nwl'i a.ncorn. più hndi. Anc·he <Jll f'St.'l •olta i tt> d<'~c · lti ~ ~ . 11on . I"<'J1perO Ol'"llllizzarr. l'impÌ<'"O SII \':1St;L !OC<ll<l, ili larglt(' Jll' OJlOI'ZIOJll l' n o .. c·.on rifornimenti a degnati, i n m :ln iera da 110 n .•la t· tn•g11a agli .-\lira t,J. dò che dinwstr'a c· lt c 1:~ Ger·mnni;l. la quale 1nn· p M~E'!h• ,·a la s up<>r·ioriti\ de ll ' inir.ià,th·;~ llPll ' impi c·~o 1li qursti nuo,·i :-:i!o;icmi <! la pof>s ihilit;\ di ('OilS('gllÌI'(' 1111
~'111'1'\'SS(I C](• f111itirO. 11011 <'l'il ('\' Ìri Ptl t C'IIl('ll t P ('()IWillta l}d);t
potenza tl<:'l !ll!'Y.Z(l. ru'> pc·n·a J.;a riai r·oneetto du! <'Sf:O fo~sl' quell o rh~· eisivo. I teclesehi. iu snstauza . ehbe r·o uu;t ~eniaiP inizil1 l int , lll<t non :<(~)' · pc·r·o a tt mll'l:t ,. sriluppar·la C'onn>ni<>ntf'llll'Hh·. tanto meno sfruttarm•
589 • ~d<-~ua t<tlueu tt> il :'l w<: esso ; t• dd ti' l'O modo ag-I i .\llca.ti, d.Jc p m· xi teo· va.eouo sorpresi c stJT)emti, di r1isciplinaJ'(• le ùit'P:>t' con l'aiuto di tutte l<: fo1·ze scie n ti fiche eoa l Ì7.7.a t n, JU<'tlt'lHlol'i in g't'otcl11 di f1·on tugghtrc la si tua.zione.
l seJ'\'Ìzi tli eh i m ica IH'I'-<(•t·o pr•J·eiil se m p l't' pi1\ l<u·go <· !H·ogre:-;~i nJ sviluppo, c·ornt• già a nlllti ~'<i c'> nc·ecu JHl to c· c·om ~ uH•g-1 io \'NIJ'f'lll\> ora., P<Wia ndo di'l nostro PaPse.
L'EsC'JTito i taliauo l'l'a dotato di ,·as>'!'ltc· •·c·~\)liiiUCiltal·i, foruitc di tur.tu il più stretto illdispt>nsabilt- p<:r f'S<·~tdJ·c una sm un~:nia aualisi ùe)l';u-qu,t c! dd \'ino, d11: as><ic•m-;tssc• cJclh" pt·ohabilir:\ rh•lla prim•l·, ell·· rneuto c·osì c•sscuzialc• IH'l' lr tJ'llppc in guc•JTa., c drlla in•utìt clnll"(·c.:oudo, fjnal<! nt.ilt; ,·h·cJ·e di c·c,nfMto. di t·istm·o o cccitaHt<•. ~\t(:(_'(•ssi\'illlWilt(•, llt'l 1!)10, rn i:;;tit.uito H LaboratOI'io chimico·bat. te1·iolc.lgico 1ht campo. cl i c J!Ì né era a.ssC'gna to uno per ogn i Dir<~zion e di S:Mlit:) di Armat.-1. (Tntcntl(•n;r,a eli Ar·nwt:l) ed il pl'imo, ì'Olilpleto, fi. gurò alla }lostr:~ Inte J·Jl:l?.ÌOnall:' d ' fg-ic•JJP a l<oma 111'1 l!)! l t2. Ei'so era dota t o dcii.'•l·ttt·t•:t.:r.<t tn1·a :;tJ·ct t:uui'Jt tt• J1t'l'h.:xaria per fa J' J'J·ou te <t tutte le esigenze, ta.lom g-J·avi c•cl impJ·l'ssiomlllti, tleiJa pr·olilnssi delle malat· ti e in fettil·e e cl!• Ile n.nali!>i lJroHJ<l tolo~k ht•. c·on spN'in li l'igua rtl i per 1';-.,c;qtl<t. E. te11nto c·onto clc• l lJ·;Jili:t.iouale si,.tt•m:l clc>Jla gut•r·J;t, di tUO· l'i:JuPnto, la doOt:lzioJH' er·a. eougeguata in modo <la t•ssl'l'<' allogata in nou pi lÌ di ;; e;a:;;..<;c.• c! :1 r·Psti, del c·ompkssiYO [W!.:O di qwtttJ·o quintali e ùi t'~Sf'h! in91t1·e fac·i lmPntP nwntahiiP, smcmtahile l' tJ·aspm·tahile. Il suo c'Òtnpito, abbiamo cktto, el'<~ rit·c·osc.1·itto ad a,.;skuJ·m·c J'igil'lJC tlPllè tr·uppc: in <·a.mpa/.!na . coi me:t.zi nc·cessari IH~ J' i11dagini di i11clolc chi· m ic:~ c• battt>t·iologic·a i 11 l'a p porto n,! la hroma tolog-in. a !la. mcrlicina, alla vet('J·in:n·ia, oltt·Ptdu'. p<>r analisi di r·himi<·a.f'linir:l (n t·i.nc:, espettorati, :-;u('.(•hi :.:-nstJ·o.enter·ici, ecc.). Nè.:-;i JHIÙ rlir1· c·lu: l'istH.u:~.iolll' fallisst' allo sl'opo: 1·1Je. anz.i , il La· bor-:.1torio fu felii'I'JHt•ule spf'l'Ìllll'llf;tfo Jll'l' hL prim;~ rolta JWlla. Ca,mp;l· gn:t lihiea. ch•lla. gtH•JTa. it:tlO ·tnt·{·a, <·Ou qu;J.nto rnutaggio puù f:wil· meJtte iutendt•rsi. in mouH·nti paJ·ti<'ol;tJ'IIll'lltl' <liflkili, Jlf'lls:ludo alla reg-ione dotntn di l'i~ot•se se:ti'St', ~p<•l'ic ùi ;H·qua. ed inn•c•e ro!o;ì facile fl)(·ola.io di ma.latti<· epidt>midw è ronbt·J.?)O!$e cl'ng-ni F.:OI'ta. ~enc)]lchè. Ja. fi~ionomhL ben pn·sto assn11t." rhtl c·arattN·c della re· Ct·rttc• gneJTa, clivf'Hllta di posi?.ionP, portò di t·on:-rg-1wnza al.ln ~'<tahilitiJ dellt :.p·;w(li 1111ib\ opera11ti 1• eli t utti i scr\'ir.i (lipr>llllc·nti. E il La-bora.. tol'in, nuindi ' a, rausfL della bt~•orhc·r.i',a. eli estensione rlpl tPat J·n cli Oj)CI'•L· • "l ~ ztoni, ùelle ~mndi m;tssP opC'muti, della, dc·inanza· 1li ('omaudi su p<'· riori, uflìri tlirctt.i\'i, CouJmis~;ni:tto, Ad.iglil'J·ia, (}puio, ospe1lali. tri· bunali, cc:('. 1 nonche pel <·ùmp.i to clt·lla. tutl"l:\ igiHuico -J)J'Oiilattil·a dciii! l'Opolazioni (•i\'i li dt'lht· gilll·isdiziollt', si vide gJ~l\·ato elci più s\'itl'Ìltti c multiformi lm·ol'i <tttirwuti :1 qtwstioui eli c himic·a, : applic·ata, c li11i1·a , lt•ga 11.:', trc·nnLugieH, n nn1· h 1\ cl i f:ll'lll<II'O Ingoia . h J·omntol ng-ia. IIH'I't'l'OI oght,
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fino a ricerche ol"igi n~li di la.honttorio e c)ut·stioni tt•cnir-lw s ul tl·a.tro della. guerra. Il La.l.loratorio, clJe, JI{>J' SJfef:ia li ~.:ontiugcn~e ùc-lln ;-;on:. Iii oper:~ zione, ebbe più degli •~Jt_ri <t subire H nn. tr<tsformar.ione così profonda. fu quello assegnato alla JII Ar·m:tta. El';!'Zo, infatti, avendo iniziato le sue funzioni con ricerche f'SClu:>iva,men te hntteriologichc. nel scttt•mt•re 1915, per la difesa JH'Ofila.ttie<l anticolerica, si troyù su hito così in::H.ln.tto a. poter· ri"ponclcre a. tutti i qtwsiti chimici che gli \·enivano posti. da J•endersi evidente la. neressibì di ~tabi!ire nna imUpC'ndem:a tra i scrTizi c himiei c qnelJi batter·ioll)gki ~~ di er·f'arc· 1111 labm·atorin chimico di m·ma.ta, perfettamente indip<'lldC>u tc da CJU~IIIl hattN·iolo · gico. 'J'a.Ie separ:1zione fn di rilevante ,·:mtll.ggio nl serdzio: e que.sto L.tbot·at.orio Chimico. nel corso della. :,!tH'l'r:l. si ~;pceia.liz7.ò in tal modo. da. N~scre nominnto rlal Comauùo ~upl'(.•mo, ai p1-imi <lei 1!ll7: •l Ente ~Pntm.lc c.onsnltivo in uw.tcria di chimica. per la zor1a di ~1rerr-a JJ. 1'nttochi,> e:'listessero già a.ltri m·gani spccia.Ji, COlli(! hl ('ommissimw d(•i ebimici di A1·ruata e In Uommi~sionc centra.le a. Homa , clw prPp:.uò i JWimi tipi di runsehel'U. protettiva, pnl'(' i l Lnbora t o1·io tloHtt<> affron . l:c'll'C e J·isolrerc il g 1·a.ve prohiPma 1lcll:1 cliiPsa enllettiva dt>lle truppe dali 'a,zione tlei gas Hsfiss.irwti. spe<:ie cl opv che gli <tul-ìtl'iaci li i m piega· ronc, rwll'attH·co 11<-l :!9 giugno 1916. J·ove:-;thuHlo. (hl clall'alba. di f)Uel gi01·no, sulle nostn• trin<'e<' delle t>elltlir·i st>ttentrionali ùcl S. J'f if'lH~lc· nuhi Ji cloro l' fosgenr rhe lasc·jarouo sul c·ampo tiOOO enmhattcnti, tlt•i qn:1li hen 4000 JX'l'il'OllO. L~~bor<<~.torio
pl·ovdde con P:o;JWI·imcnti e eonferen1.c alla. propaganda ma,ter-ia,lc e morale delle t l'uppe, fino a <.;he, nel luglio 1916, si 11
giunse ad una. perfetta org-anizzazione, cou l' istituzione de-ll:l. Compagnia speciale X, degli tlftìtillli per i ga~ (l'Armata. di Corpo d'armata. di reggimento, vt>dette, ecc. chP ~i N;tenclc·rano sn tutto il fronte di gneri'fb, dallo Stchdo n.l mare. Della note,·olP a ttiYi t-\.. rle li 'n.ltis;;i ma fnnzion e t•sp li<·;H ;t, clt·ll<t i ll · djsc ussn. .P hWg<l utilità dell'istituzione dc>l Lahora.torio C'h iJnieo della. III Armata, che, 1-lnlvo un b1·e•c pedodo d'intcrruzionr (oo\·embl'e-di<'emln·e 1!)17) a, cansn, dell'irruzione ùellt> truppe tedesche nf'll'alta Vall1· dell'lsouzo, fun;-;ionò egre~iam cnte pe1· bt->n -W mesi. fino :JI!a sna :o~mfl hilibl.7.il)ne <W\'Cnuta. nel marzo 1!.119, possono eloqnrniA'llll'Hte tl'!-:timo niarc c i gruppi di quc•!-:iti a rni tlO\'('tt~> ri:-:polltlPre P il nnmet•o dE'Ile :uu~lisi eseguite.>. Qu.e8iti: n) difesa colletti\'a dcJil' t J·uppt> c·ontro i gas :Pdi ssiauti : b) nn aJi~->i,
controJJi e l' ÌC:t·t·che rigmu·dant.i il rna.tcriale rldmico
d i gliC'!l'l':l. :
controllo dci rn·odotti c.:hi~t~ici-indu:-;tdali: dl l'olla.bor:tzion<' <·.himieo-clinka, chimko-igieuica l' cltitnit~d eC')
gal!:'; e) tuteht aunoua.l'ja per le tl'tlp)ìe P pel' le p~•polar.ioni ('iv i li: f) ricerche va.rie.
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Analisi: ùi' chimica bromatologica 9[16; ùi chimica far·maeeuti<:a., tossicoloj:!ica. clinica. e le~ale 1292; di chimica tecnologica 2!)6; totale n. 2;:>!-t. Il Labora.torio chimico hatteri<>logico assegnato alla, IV Armata., e della quale seguì le sorti, ebbe un'atti\'it;1 più 1·istrctta, ma 11on meno import.<tnte . Nello stes!'òo pel':ioùo di tempo e~1'gnì le sPgnenti arwlisi: di chimica bl'omato1ogica :=;;,3: di chimica farmace11tic:a. to:,;Jo<icologica. eli n ica e lc:ga le 613; di chimie<~ teen ologicn, 3fi: totale n. 1201.
*•• La si11tl'tica <' l'apida t·asst·~Ha fatta ci dispeus!•l'I'!,LH' dal tr<trl'P conseguell7.c, 1'hE> or111ai appari!-:COHO troppo <·videnti pCL' t utti. La. Clli· mica dev' essel'e . oggi con,.idernta come un'n.rma, quella., anzi, che i competenti dellé varie nazioni l'itengono de<'i:siva e che, in Ita.lia, da uno spirito dotato di limpida, visione delle r enlt:ì. attuali, è stat<.L d<' fi· nita l'arma, per colpire p iù fort<>. come il sommergibile e l'a~roplan o i mezzi per colpire più l ontano. T a lP ro1wet.to t em·a oJ'Ill<IÌ la !'un ri!-:pnll de1Jza ~l <'Rmpo concreto, prn·hf., col Jluovo Ol·dinanwnto dell'Esercito ita.lia.no, si istituisee 1111 perRoJwle t ec n ieo ci vi lP- p el Se>1-vir.io eh imito mi lit.11'e . Olte l~t ct•e..;l:t.ione di nn tale 1'<<'1TildO fin cl:tl tc•iupu rli pac.• sia OJWI'Il di grande previdenza. elte Ul'gClltemcnte si impone in ,.i~t:1 d<'lle f:ondi· zioni intel'llnzionnli tuttaltro che tranquilli', <'. sopratutto~ per ri~ol vere il grflve problema. della deficienza, df•lle n1:1tt•rie prime, è supeJ·IIo dire. Ma., quello éhe più imp(n-tn, è l:L t'<1ZÌOJHI·l C. pel'ft>tta <' ~op1·ntutto unitaritt organir.r.;lzione <:he ('f-:!-;0 devE> a.vPt'f' c ciH' <·outc,mpli i CJIIf>siti più importanti:
1• Difesa anti-~as: 2• Analisi sommarie c p1·unt<'• 1li Cil lltpioui di al'ia, :1-<:<)ll<t, t~t-ra. ilHlu ntenti inquinati o imhratt:tti di sostanze tosskl1e; 3• Ricerche ~u11e enmt uali iunm·nr,ioni clte il u c·rnico adottas~t' negli esplosiYi e nei liC]uidi contmmti in proiettiJi da cnnnom•. da. ùom· barda, d:.L fueile : 4• Conh'OllO nnalitic:o pv1·iodi<-o delle a.c qnc potabili per le tntppe Ileli' Armata· ' !)• An nli:-.1 cltimico-fal·mncel!tiche nell'intPJ'Psse del "t'nir.io sani· tn.r-i.o . ' 6• Analisi ùt·oumtolo~ichc; i• Analisi tossicologiche, ehiillko-cliniehc, chimi<·o ·ll'ga.Ji; . 8• Analisi merceologicbe di oggetti var i ed indumenti, cb(> ecce· ztona.li circostm1ze i.mponessf'ro di a~qujstare improvvisamC'nte e su m · SU\ sc.<tln. dal commncio.
.)!l t
L'organir.z;udoll<', clw ~t·g-u~>tt•lo dit·t•ttiY<· tudclte, elimini il m oltip) i1·.a t·si d i la hoJ'~t tol"i a cui corrispou douo a1!gtavio t li spe.9~ s n perftue e1l Pl i :-ione di r e!> p o n s;t,hilità. potrehbe a no!':tr·o g-in <li zio <·onct·eta r l';i con l e S!'guenti I:-tituzioni: 1° rna Commi:'!sioue supHiorc <:onsulti\";1., composta di S(;ÌP11Ziati illustri e di dtimici "'(wcia.Jizza.ti rappt•esentauti di ognunn de lle Hir·e· ;lioni tlel ~fin~st.ero della. Guerra. ])(~ t· !o;~>~uit·e c>ù applirat·e i costanti progressi df~ l la, chiJnica; :!• l'n Lal•onttoritl c·himit:o t·<•ntr·;tl e pet· I'J·:,.:e rdto, dw integri pt'11tieauu: ntc l'opPt·a d elhl ('t>mmi:-siClJH'. o rg:tniz7.i il :->t·t·,·izio di pace t: puss;L istituire stabilinl('Ot.i tnohilitati :~datti. completi. perfetti, a .<;t!I'\'ÌZiO d i llll .\. n11aW ili gnena tlll ll'lHh·uza tH :trrn;tta ), Che ÙmTeb · uero rhdcdet·<·, pOssihiiJrwnte. alla (~l·ppa Ji Ìt'St.ì df'll'Arm:-ttn, JWl' tl'O\';H'f<Ì in di•·•·tl>~.l P e•H ttinuo coltr<ttto <·on lo srol~inwnto òellc• ope t-::t-zioni. 11 L nhOI'<rioJ"io l'lrimico <1'.\rm;tta. dit·,.tttl da 1111 tl'tHmt~ <"Olonuello c h.imko-l'a J·ma<·ista in :;:, . . \. l'., tlonphhe are t·<· a 111" propl'ie dipenùenr,e delle :-:ezion i dtitniC'It<• JWl' C01·po d';u·matn. t>d all'uopo potre bbe ro ;.:t:rvil'e i la !tora r01·i chimici ùa ca 111 p o (JH"i d della ~<·zione batteriolo· gicaJ opportunamente dotati aJH:he <lPII'rwconente ll('(:t's."al'io alle prese Ilei ntl'i cnmpioni tla <lllaliz.z.aJ·c. O~ni sr.r.iom·. di t·etta da nn maggiore cl li nd1·o- f~IJ•nta d sta, do nel t li!' t•s:;ere <·olle~a.. ta ron i di pende n ti Corna,ndi di diY isione per mez1.o ùi nu capitauo chimico·farmacista, osservatore, a l'Ili rlon<'hhet·o nff!n~t·e, pt'l' lllC'i'.zo dci tenenti chimici·farmaCi!'<ti re;t;!itnt·nta li, le not:iziP. i quPsiti. i <·:lmpiotti . tntt(• (JIIt>llr,, in so~ tan'l.a. (·h<> rlorrrhh(• l'ot·tlla n• o~:retto tli studio e di tl<'<.'ision(• cla pa.rtc òrl La horato1·io c· h i lllk<• d i Armat<1. ~·.i nt<>nfle e ire i pr·onNlimenti urg-enti, elr<! Jl(nJ J•iclrit·l ~<·,.:st•t·o nno srnd io pri:'\'Pnti,·o. dO\Tt•hiH•J·o es)o:Pre imme<li:lt.'lUJt•nte a tlot tML ul'll';ìmhito dPlle l'ispetti,·e cotupetenze, dagli tJfl.itiali <:lrimici .f<uma<·isri adt!(•tt! ni ,,,~:;giwcnti, alle rdivisioni, ai Cm·pi ll':n·nJàta, (·outt·. aù t•s.: ptn·ilic·azioue tli tr-iHf·<>P, •li Yicoveri, di camminamenti, tli vl:'~ti<tl'i, di O/.!f.!C'tti ùi t>quipag~iame11to. da Rostanze toRsi dii' d i conosc·i Ili"<t llPHtr·a li7.zar.iOJ1P: .;~o La1Jor<lto1·io dJilllic:O da c-atiìpo, IJene <liTt.;lato, f(n·nito dì UD:l· !o>n fTkil'ntr• hill liotl't·a :-'(·it•ntifif'a. dotato rli mer.zi propri di tt·asporto . JoOJJ<'Iu'- 1li tnr :r n·t tura t<•sst!'olog-ica . di una. n -'ttura con macc hina,ri(l per· h tl<•p1rrazinuc <h•lLH·qtw. c di un' altt·a p<'t' appnreccbi ili disinf<'· zioJH~. Da ass<'gnal'!o>t•nc· tlllO p<'t' ogni Corpo d'armata e fm~uito di matl~riale sdoppila hi le . a Il' twc-nrr!'nz::t. per i. bh:o~ui eli d ne didsioni (per 1!' Direzioni di :o:;tnihì d i Corpo <l'at·m:tht e pN· g-li nflìd di saniL\ di divisione) ; 4° !-;enir.it• isp·•ttinl c·hiluiro-fa·r·m;H·entico, in te1upo tli pace, pe1· og-ni g1·u ppo rli tJ"e eMpi d· :m nn t a ; titolnre n n tenente colonnello c himi<"O f;n•nmdsta . il f)nale, olti·e il c·òmpito rli esPgnire le analisi c hi· miclw JWÌ hiso~ni fl<>i C'omancli tli g-iuri~c\izione. fo~sc~ and11• in<·::tt·kato Ili tcn('J·e t·onfpt·c n7.<' inti':;J·ntire tli ht1·n;~,ione ~g-li nflicinli farmacisti tli !'Omplemento: !!" Asse-;.ruazione ùi uno o ùne uffi ciali chimiti·farma(·Lo.;ti ai soli pl·t::-:idi pirì importanti. ron le attribuzioni flpJ disbrigo rlcl normale ~•·n· i7.io J1l':ltico profe~>sinna l e nc•llc• infl"t'mr.t·i e l't'l!;!im cntali. della vi-
593 ~ila.nza. chimico-bromatologk<L sugli
a.limeuti, della. disiJafezione e della <lisinfesta.zione degli ambienti, e degli oggetti di eq uipag:;riamento ~~. particola,rmente, con l'in<:.trico di impa.rtire alle truppe le ruliimenta.li -<mgnizioni chimiche per le quali esse siano poste in gra.<la>: di ricono!;cer~ zone 1·olpite d•~ ga.s, da altre immuni; di bene usa.re i principali mezzi di protezione individuale contro i ga-s e di adrlPstrarsi :a postazioni ed a manovr·e di difesa c<~llPttiva anti -ga.>:.
* * * Uindil'izzo, l'orieutallJento, il CÒJlJpito ùa uou perdere di mira nel 11uovo ordinamento del Lahora.torio chimico di Armata balzano evi· -denti dal contesto della Uela.zione che abbia.mo a:vnto l'onore di esporre -<' tl"'.tggono la natur31le ori~ine e da,lle esigenze gravi del momento n,t . tuale e del prossimo futuro, e dal ra.fl'ronto compar-a,tivo del Ser·yizio f·bimico di guerra presso le varie NazionL Noi non ma.ncammo di far cenno a.ltr<'sì clel grande vHut<~~gio eh<> il servizio generale tra.s~>e dall'a.rmonico collega.mento tra le varie isti · tuzioui a. ca,rrLttere seh'n ti!.ko, come su In rga mism-a, si verificò al nostt·o fronte. fra. laboratori. < himici e hthoratori ba.tt.eriologiéi, ad e:,:empio. specie per· la. risoluzione di f!Uesiti nventi Owtlità. comnui. B l'esperien· 1.a. della. grande guerra, ha infatti dimostrato quanto ausilio e quanta forza h1 !:;denza possa portare all'E~e rcito pe.r la difesa. delEa salute ·dei combattenti e per Mcrescere là potonzialit.lt d eli 'm·ganizzaz ione hel· li<':L, ai fini delhL rer-isten:w e della Vittoria.. RIASS ON'l'O.
Tutte le nazioni che preser-o parte a.lla. gran<le guerra provocat.'l
<~agli Imperi centra.Ji non si trovarono, come f!Uesti, allenate ai nuovi
SJstemi, nè :n-evn. no alcuna prcpa.l'll?.ione n,ù una guerra scientilica.. 'Come ben presto ess<t ebbe ad appa le:-;a.l'si. . Pena.se da li>l)irito uma.Jtital'io f'!-\SC a n',·;tno pola.r izzato la loro a.ttiHtù, nel procur:u·e a.i comb:t tten ti il m::q:~giore :ti n t o srienti fic:o per ga· I·cntire la. loro salute, nella corwinziollt.l assi omatica che il benesse'l:c -dell'Esercito è il più valido col'tliciente eli vittoria.. FalJitn. inoltre la Conferenza di '\Y:tshington, che dovev:b di~cipli · n_are i sistemi di guern~, abolir<> l'uso di gas Yenefìci e di sost~nze tos· Siche; non potemlosi d'altJ·a parte, se non controllare, n.lmepo itopcdirt> ~.he in tempo di pace si continuasser·o studi e ric1~rcl1e del genere, spe· Cle pensando a.ll'ntilit.:\. ed all'impiego che gli stessi prodotti hanno in ternpo di pace; vista l'im11o~sibilità di imtwdire ad una na.zione di ado· Pe-ra.re in crner·ra tutti i me:r.zi ledti ed illociti a dispo~izione, è: na.tura.le che sia co~sigliabile, .fin cla.l tempo di pa.('e, eli istituire adatti Labora· t~ri, che, con una a.ppropriata. or·gani:r.zazione, sia.no capaci, in guerra, .<] 1 opporre adeguati mez1.i di rlifesa e di a.p-prestar·e, ove se ne voless~ 38 - (Jjornalr rl·i ntetlicina '"iliture. -
Fa.• c. X-XL
594
seguire l'esempio, mezzi di offesa nnovi, eh<> serva.no it sconvoJn·ere e di. . nf:'mico. "' sonentare l'e.<;erCito 1Jn còmpito siffatto non potrebbe essere meglio .affidato che al Labora-torio chimico di . Armnm., già che convincimento generale, dopo l 'esperimento fatto, è r.lte la chimic-a sia oggi l'arma pit) potente ~ più ~~ggre~'liva..
'l'ontes Ici': natiou:; qui prircnt part :ì ht gr:tnde guerre, provoquée par les Empires Ccutl-;tls, uc HP t•·ouvè1·ent pa,cs · initiées comme ceux-ci au.."X RjRt.èmes nouve>aux et n' Ha.icn-t non plus préparl>f's ;) uni? guerre scientifiiJIIC cornme elle ::;e manif<•sttt bientòt. · Pénetrées d'e.<;prit l1tlmanita.it·r, cll<'l'l avaient pol:tri>:~\ lcur acth·ité ('D procurant aux Comùattants la. plus gra.ude aide ~('Ì<'ntifiq ue p!ltll' ga.rantir ll'ur snnté, dans la con\'iction axioma.tiqu e que le bienétre dt> l'a.rmée est le Ct>éllicicnt le plus s(n· de la vidoiJ:e. Aym1t en outre failli la Conféreuce de Wasbington qui aurait di\ discipliner les Rystème~ de guerre, et a.bolir l'emploi des gas ;énéncux f:t des substa.nces toxH]ues, ne pouvant d' autJ·e pa.rt. sinon contrò!Pr. mais a.u n10ins erupècher qu·en tPmp~ d<' pnix l'on conti nuitt les étude.s et lcs rccherches de ce gen re, :-;urtout cn pcns:mt ;), l ' utilité que ct·s vroduits ont cn tcmpl'l de pa.ix; vu l'impos~ibilitf> ù 'cn)pt-cher à uue nation d'cmployer à h:t gur>ITe tou~ les moyeus permis et non prrm is qui sout :1 sa dh:posltion, il est à. conseille r d ' instituer ùéji\. cn tem{l>< de paix fles ht>bora.toires a.da.ptes, qui, par une orgn 11i:-:n tion a.ppTopriér, soicnt cupahle..:: d'òpposer eu temps de guerre. dcs mo~·ens de défen;;c conn~na.bles et de préparer, hì où l 'on vnudrn.it ~mine l't?x(•mple, dl'~ moycns nonvèanx d'offense qui pu il>:;cnt servir i\. bonlcrerscr et tlésorienter l'arntée enneruic. Uuc telle Ulche uc pounnit étre mieux confi (!!' qn':l u Lahoratoirc Cltiroique ùe l' Armée, pUÌ:-$C'J ll e d':1près l'expé.rience, la conviction généra.le est que ln. chimie soit anjourd'hui l'arme la plus pniss..wte et la plus ngre~sive . '. ~UM.MARY.
All ~a.tions who took p~Ll1: in tbc Grcn.t War. provoked by t he C('n tra.l Empire~>, did not tind thems clve:;; trained like tbem, to the new t<ystcms. ncithcL· werc th(>y JWCpared fori\ scientific war as it s.oon provoo to be. Pt>net 1·ntcd by n hHmnuly spirit, the.v polari:t.ed tltcir adivity I1Y' pro<:uriug the com bab"LHt..c:; the g-re<Ltest sdeJltitìc belp to protoot thc~r 'bealth, iu thc axiomatical condction that t he \v·clfare of the army IS t h t> most vali d co<>ffieicnt of victorv. As, hesiùPs, thc• Confr>l'(~nce. (lf ~W;tshiugtoÌl h:t: fai led, wbidt ough t to have disciplinetl tl.t(' system M war, al)olished thc 11se of poisonous g-a•._ an rl toxiNll >:n hsb1 U('('s. and :H; on thr> otlwr side, 1HW was not ahlc.
595
if not to contro]. nt Juast to !Jinflct· tba.t durìng p<'ac1· tlw ~tudies <tnd sea.rcbes of this kind were continued, espedal ly thinking of thc usefulness itnd applkation which these prnducts liaYe dm·i-ng pea.ce; considering tbe impossibility of hinderiug a Nation from n!>ing iu wa.r a.U fair and unfair mean~ that a.re at thcir di::;posa l. it iR naturally a.dvisable, even duril1g peace, to institute suitable Ja boratories wbich by an appropriate orga.n ization are a,ble to fni•nish u~kqnate mt>ans of defense in procuring (where one whb-;beF: to follow the examplc) means of offense tba.t serre to overtltrow aod to deF:orientat(' the enemy. Snch a task could no t be trustPd bette t· than to thc Oh cm i('n l 'La.bomtory of the Ar:ny as it is the generai conviction (after baving mwe the experiment) tha.t Cllemisttry i~ now -a-da.yR tbc JrlOF:t pow('rful n.nc:l most aggressh·e weapon.
CECO-SLOVACCHIA Les Laboratoires de Chimie aux Armées par Bohumll Sucharda, cupito.im·-pharumci,..n, o.u 33• Bm·Nm du 1\:liuif-l tònl do la défl'nile nationnlc, PmguP.
RIASSUNTO. 1° I laboratori di chimica presso le Armate sono un complemento
indispens&obile dclFimpil~nto :specializza-to, 1H:cessa1·i all'Esercito. 2• La funzione di questi 1<\.lHH'iltori deve corrispondere ai bisogni
delle truppe : Al reggimeuto uu piccolo laboratorio cbc permetta di assicurarsi della qu alit.~ dell'acqua potabile. All'Armata un grande labora,torio, cbe sia in g1·ado di praticare tntte le r·iecrche teeniChc, Ria eli chimica genc1·ale che applicata. . 3• I metodi da s<>gui l'c nei laboratori di chimica. dovranno essere Sicuri, rapidi e semplici. La l01·o sc<'lta st•rnpl'e al corrente dei progressi scientifici, don;\ costi tuir~ in t<>mpo di pace una delle più assidue cure
dei farm1'1ci sti militari. 4° I metodi ricooo:::<-iuti più adatti pt>r l'uso in ca.mpagna, devono essere rarcolti in un apposito formulario chimico.
. 5• Data l'importanza delle l'icerche cllirniche presso le armate tn ca.mpagna. i m<'todi scelti erl cla.horati presso i servizi chimici degli eserciti alleati e a.m ici. dovrebbero -c~scre comunica.ti ai Congressi dei farmacisti milit:-1ri. cln com·ocarsi n rr~olari iuterYa1Ji.
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596 'J
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati (8ai pnmsi mbali pmea1ti alla Dimiooe untralt del aamzio sanitario 11ilìtm dal 1° agosto al 30 ut1e11bre 1923) .\ LJ::s:<.IXIJIUA. Capitan o medk'Q Luw~ l:'um.·I NDJ: IJn ca-11o d·~ tricoji;:;Ì(L cm·at o con tri<'ujil(lll.- D opo >tverf' nt"<.:CIIll<lto ul!t: trk'(>l!t.iue come .mezzi tU dìag;nooi. e dl c ut'll, nlln lo t·o fm·m:ndo ne, <loMgg-io . oe mollo <lJ aziwte, l'O. pre-~.nt:t un c:• so di si(.'Qsi l ri<:oti tk:t tnt lt~ to \.'O.n init•zlon i di t,l'l cc>titon.
hl. - '!'cllkntc rur-ùk'Q fJ,Htt LLu Gli.JOtc t: : /.; 11 ca::w t/i mur/)11 <li Pi.k. _ L'O. illustra un ca w di morbo (ti l'ik : d ll'a u topsia si t·isc-ont ra t·vuo profonde a tlN'ellZe ed flliii.U\"n to Ilei ll.yuJd-o ·lJCt•ka nJk'Q, nonchè :<d lli ['JIO di adipe alla ·IJUUI.a (1(~1 cuore, CbJe porbii•<)IIO :111:1 d kll-'11'1><1 :1tt:tlomo- p:l t o logi ra, Jton be.n !)t'('>Ci.~1lu i n \' itJ.t . de lllt mahltti..n. BAnt. .\lag-givru mcùiw FRANct:::so Un uxo: l'n:.~cuta ::.iun~ di u.lcrm ~ casi clil~ù>i. - Un caso di HJ,J'It'ndki.t.', c.u i :<egnl Jn fonn:t7,ìvne d ì tw QtNt.'(-<::so ptwia,ppendlcohu-e x-etroceca le ; un caso di tlrnttu.ru trnsversale della rotula CQn notevole diastasi de-i framllWuii o~~ <.-on ubbond:tnt.! ematowu enùoarticolnre; 'UU caso ò:i grave ferita hK-ero-c-outu;:;a dell'indice destro <.:u n frat t u1·a rl~Jla, J.W1llll:1 falange e rott11m òel tendini tlf'"'-'lO I'i ed ~skusori ; <'ll ìnli ne 1111 (~l so (l i <.~'l ih;l<:i ll<>>'ì •·nmt o <-.'lu l ' u~ <1!0'1 Neo~t lwan;nn Jl(>r YUt t'J1Ciow•nosn. Bn~:sc1 .1. - '!'{>J1(.>Jitc eoloun<'llo nt(•dko Au,~:nTo F onE;;Tt: f,u lotta. auti.lubcrcolMe 411. B-rescia. e P1·ovùnc1r1. - Preme::!SO a lcuni <Ùl ti stati ~tìoi w.IJ.n morbo.sità e .sulla mort~tlitit per t ui.Jen ..-olv$1 1u l tall.'l, l'O. r>arla dclllll~e?.z.i pr()w.JJtiv1 e curnth·i contro l'ln{eoione , ch e <.Lebbono iJì tegrarsi a vioonwt. Illu..~a le tìo.rent.i Jstituzioni di protìlas.«i anUtubercolar<:' In Brescia e ,p rovincia : asili d 'inw nzin., colonie marine ed alpine, !Oe't.ìorù elioterapiche, scuole a ll'aperto, di l"IX'Usar.i nntitubercolari, a.ssist<'n7Jt nllc J!t·.lll<tnti 1'<1 n lle nuttici. i ,..t.itu~ìoni ('he ~tl'-'llliO c.vmplN.nt(' C'<lll J 'l(>l.'l:c~ zlon.e di ltll t ul.wn'()losarlo .
LIVOil::<O. - ~['.enente colonnello Jlledieo 1<~1'l'ORE CASTOI.Dl : alomri t'il-ievi. Slln'a1)1Jlirf<,i 11/IIJI'i 1•/t>.nr·hi ÙI[IJI mi/d.. - I/0. 1·ileYn a lc,:un.i inconvenienti 6C-c-ertati
<:O::I011e
nelle (Jllt)liùiaue vi~it.e ùi o s::oervuzion e c nel conti'QJlo delle propost<> tt rn_$.<1E.'gna , verificatis.l dopo l'entrala. in vi~re dei nnovì elenchi, 1rnccoma:ndnndo ai periti UDf!l più eSllltlll. ('Qno:;:cenvJt cl~ll<:' viJ!('lJii tlis!)<)si7,ioul ed 1m più j!in~to l*'ll!'lO (Iella ,propria re-spon,~thili tìL Jl<'l tlil'lbrigo (le lle loro <lclicat.e mnns.lonl. M H.AXO. -
) l :l)!'t:'Ì<Jrl(' 11H'<lk-o ( \'"~tt. Lù .} AN.'\l7.Z01"ro:
T t·aogi; X e lo lm·o a;ppU-
ca:•''"i· t rm11Cutichr . - lu duE' <~.l nf<'l'('I17A.· l'O. e;:pone le pi ù IIDoderoe vedute sullu scìe.rt~::t t·adl()l()l{ìra. in tl~tttt>n <'ndosi >'1tllc J>iÌJ lmp<>rbmti qn t>st ioni di fi1<icn e di ro<:n!ta, i111 m p porto s])C('i:l l ww te nll<l tern.p in. !tOltA. ::IJ ng~iO!~ nwcliroo G.n.:r \ XO (' tU;;GHJSF: l "n l 'tt.WJ dinico 1/f O()('ain ismo cron·ico con t &lllle·u ze a,/ suiculio. - L ' O. pr~ota un c:unhìnicre rkovernto jn OS.'ill"n -u?.ioue 1~1- c-onfn~ione lllt'ltt:tiP " t'OC<'l ìnonl(Jttin. (' <l<>po :IY<•re e," po,sta l'annmnosì, rifcr!J;:(·e su ll'e:;;(•!lllP. obhi••t!ivo. nf'u.rolog'ir·o <' 1.~o'id1 i<·<> del 001!'1!'\'ito. lntrll ttenendosi in ti ne Sllll!t 1'1'-"J)() Il >'( t bill ti\ J1Nw lc r!.Pj c~)l'lll inonu111 i.
Td. - •.ren('llte <.-o lortn<-l lo m(>{]ko :\fARsrMII.l.l:->0 Fr-tmo-r,uzr.r: l ' u Ul8v di. k<JIItinsi o.<.~ea. !.la oeli11<1111 i1·1•.•. _ r.·o. pr(',;{•nls u·n mililml'l atrt'l to dn Jeontl.'l;:;i ·<>~ll lll cranio: . e:,o])()~tn lll Sl\H'I:l r·linim <' l'I'!':LJne obhletti vo . t.1~1 1 tn d<'lla fli11gnosi cUffE>renzi:lle, (':<(·lu d<'nrlo In lel1hm. l a l'i t'i ng-om L"'lì>l . l'ac·r()lll<')!'H Un. l n forma 0$1'l(>-il <le l Paget· (' lt' forme tu het·e•1lnt-v e slilliti<.11, e di t.nli Ml't>?.iou i prende in e.same l
597 vari sintomi. Per La prl;>.'>eooa del leptotrix buccalis u(!gll ascessl dentari e ne punti di ranunolllmento del cranio l'O., basandosi sull'affinità 11norfologica che detto leptotrix ha <.<On l'ac\.i.uoml<.~, prospetta infiue Iu ><upposioioue che si tratti dì IUUl forma è1 Jeontiasi os~ da atcinonrices; ed a oouf'erma pre.'1oenta i pro.pamti microsooplct e le culture ottenute. TRIEST.D. Cnp1ta.uo ml?dioo FtDF.IUCo lJuauAR.ELLO: S1tWC11Ce!at-ite let.at·gioo.L'O. ~pone alUIIiti<'mnente la l:>i ntonlatologla dell'eucefaltt:e lietnrglca descrjvendo i vari disturbi motori se.nsitivi è senwriHli, 111onchè quelli cet'lebelllarL e degli sfin. terl, aceenna.ndo S1.JC<.'($Siv~lmente tù sintomi meningei ed a!k indagini fatte sul li· quido ce:l'alo-racllldiuno. Passa quindl in rus.~gna le fo!lm~ cliniche dl.\rtmte dalla · pro.:Joiilin.alnza di <.<t"u:tl !Sintomi, e Je forme fruste, concludendo cbe i ca<li -con po~tuml di encernlite sono dn t'Qnsid<>ral'Si <'Oille forme <·roniche.
UDINE. - ,)iaggiore medi(:() A.NTO.liiO CAVARz.t:lt<\NI: D elle ooleoisfiH. - Esposta la dial,'llosi difl'erenmle tra rolecl•" 'tlte e le alterazioni a caa<.ico del piloro, del duodeno e del rene d\'stro 1e la di1Iet'ellznzioue delle oolec:ist iti calcolose da quelle senza cal<:olo, l'O. tratta déll'indlcazlone degli ntti oper:ntivi cbe <lebboJJo e!!IS&e sempre consigliati quando è frequl;'"ntt>t il dpetet-si del dolore, la febbre e l'itterJr.ia.
1<1. -
Capi mno mOOJco GrOVA:\Sr AROENTLNA : La aiayn-o.•i. 1JI'O()QC(! f/.clla Htber.
cutosi in /'lm.do11e protilatlt(J(b dclt'es~oito. - Dopo nver <.'OJlUilent:8to l'art. 77 dcl nuovo elen(ll.> delle i'llfenmlitÌI, l' O. p.'lrla <lelle tstituzioni e della flwz.lone dei reparti di uccertrumt>uto diagnosti()() lllustt·au<lo stl qua li ba$1 lu. dlaguosi prero<:e della tubercolosi deve tursi in rappot·to alle .p iù recenti ricerche di. laboratorio ed alle I•iù moo~rne vedute scleuti!ichl:l. ld. - 'fi'n. <:olouncllo medico PRIMO ZA:\l\t;Tril'ii e lUH.g giore .meùic<O ADAMO MowucCJ. - RiferLsMno sui Iavor~ del II Congt'OOOO internazionale di medicina e !aooJacia militare, SII qunlc Jlresem purte, intmttenepdosl S1.11le 1~lazioni ufflctall e sui, \"Otl emessi.
PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18 (C.:Ontimtazio/1.1' • Vedi .hMricoli. clel Wl5·1G· t7·1 S·I9·20·21·22 r 2:l)
:\fEI>\Gf.TA n ' ARi;llNTO.
R. D~creto 31 maggio 1923. 267. GlU:-.TA Hocco, da Mazzarino (Caltanissetta) . sottotenente medico 23 reggimento ~anteria. - Durante violento bombardameuto, manteneva il posto di medicazione m località già evacuata, d'ordine superiore, da tutti gli altri medici. Si recava piì1 volte in trincea per medicare feriti intrasportaiJili, trasformandosi anche in combattente. Già distintosi in altre azioni co111e medico, combattente e fervido propagandista, rinunciava per tre volte al trasferimento in ospedali da campo. - Val Travenanzes, 10 luglio H)l5, Croda Dell'Ancona, 16 giugno 1916. 268. MAGARAGClA Alessandro, sottotenente medico battaglione alpini Vicenza. - Benc~è ferito da pallottola ad nn bra<'cio, non volle lasciare il su.-:> posto; e, incurante di sè stesso, continuò a prodigarsi con slancio ammirevole per la cura dei numerosi feriti che affluivano al l>osto di medicazione. Di nuovo colpito gravemente ad una
598 gam~a ùa scheggia. di g:anata n~mica, dovette e~ere tra~portato d'urgenza in luo-
go di cura. Eserup1o =rab1le di spreno del pencolo, di profondo sentimento del dovere e di abnegazioue. -- Moute Marouia, 18 agosto 1915. !:6g. PEkiUJ;q; Carlo, aspirante ufficiale medico 92 fanteria. Dapprima, quale sottotcnente di fanteria, diede bella prova <li coraggio e valore, e principalmente nell'attacco del Col di Laua, cve rima se (elito; in seguito, quale aspirante ufficiale medico, prodigando sè stesso e sprczzaute di ogni pericolo, curò sempre con amore profondo ed instancabile zelo i feriti su lla prima Hnea iil numerosi ed aspri combattimenti. Esempio di spiccate virtù militari e civili, mori per morbo contratto nell'assistere ammalati, mentre C'gli stesso, sofferente in salute, abbisognava d'urgenti cure. - Col di Lana, 15 ottobre rgrs; Carso, Tagliamento-Piave, ottobre-dicembre 19r7. 270. Rlcct Emilio, sottotencnte medico 138 reggimento fanteria (M. M.}.- Addetto ad un posto di medicazione fatto segno a persistente fuoco uemko, uon volle abbandonare i feriti intrasportabili, finchè uu proiettile di grosso calibro Uòtt distrusse il posto di medicazione, ucridcndo i degenti e lui stesso. Splendido esempio di alto sentim ento del dovere e di Sprezzo del pericolo. - Redipuglia, 27 agosto 1915. R. deucto zS giug110 19z3 .
Edgardo, da Fivizza,n o (Massa e Carrara), tenente medico 140 reggimento fanteria (M . .M.). - ltt collwmlaziollè della m -;daglia di b ronzo cO?IcessagU co" regio .decreto .J l11glio 1920: - All'inizio di un violento bombardamento notturno 11emico a pas lacrimogeni, attran!rsa1·a una zon!l intensamente battuta ed infe~tatn dai gas, per accorrere presso i reparti i.ll prima linea e dar loro l 'all'anne e mt>dicare i feriti, prestando l'opera sua sotto i~ fuoco nemico, con singolare calma, esponendosi per sah·are gli alt ri e ristabilendo energicamente l'ordì~IC dove appariva scosso òall'improt•1·iso attac<·o. Mo!Jte Asolone, 15 giugno Hn8.
271. Boxt'IGLJ
:\fr:IH(: I . I 1 Ili ll tW:-.11).
l?. D<l. re lo 2.1 llltlJ;J!Ìil 1\JZ.>. no.;. AcroRI:\Tl l"i11ceuzo, maggiore medico 59 reggimento fauteria. - Con calma sereua e sprezzo del pericolo, sotto violento fu oco di artiglieria e mitragliatrici, impiantò s(JJiecitamente il posto di medicazione, prestando l'opera sua zelante ed instancabile ru molti feriti afllueuti dalla prima linea, e con energia riuni e rimandò in linea wmtari sbandati. -Col ùi Lana !Val Cordevole}, 9 luglio 1915. ll04 At.nERTI Ettore, da Città di Cast<:llo (l'crngi a) , tenente medico 249 reggimellto fanteria (M. M.) - Addetto ad un battaglione, vi dirigeva con atti,·ità e zelo il servizio s<mit3TÌO in combattimento. Rima~to leggermente ferito, continuava con entusiast:Ho nella sua opera, dando prova di fermezza e di alto sentimento del do,·erc. - Castat:ne\·izza, 2.)·24 ma(!gio 1017. n os. AK'fONTONil Francesco, da Calliano ~fon ferrato (Alessandria)' tenente medico 2 battaglioue ber!'aglieri ciclisti. :\ddetto ad nn battaglione ci.clisti, si co~ r•ortò esemplarmente in comhallimento, e dnranle \111 assalto ncm1co fermò e ncondusse in linea mi litari slo;tndatJ - 'M onte Rnn Gabriele (q nota :132), 27 agosto 1917. uo6. J~ONO ca;;, n''"'l'llicll, da ~nnmtarÌI'<l rlel no~<'(; (Cuneo\, tenente colonnello medico capo nfti<:io sanità tl.'i di1·i~ione fanteria. - In cmmmtto.z~Ot:e .della cr_oce di guerra co11cessagli coli h:egio decr.J/.o 7 settembre 1919 . .- h~lztatast. una Vlolen~ offensiva nemica che durò tre giorni, sp rcuan te d'ogn.' p erzcolo, SI .portava. p~u volte, sotto ,·iolcnlu tiro nen·i<·o d 'arti;!licria e di fnrilena. lìn prc~~o 1 reparti pt~ a>anr.ati, a prestnn·i la snn opera di $anitario ed a porgere una ptetos:'- p~ola di conforto ai feriti. l nslauca bile ol·gani,?atorc, diede sempre prove d'mtdligente op<·rosit>\ t di elc1·a~o spirit.1 militare. - :"lfedio Pin1·c, IS-I8 gingno 1918.
599 u07. èASTiiLNOVT Cll'i.'. Ludoil'ico, da Ci \'idate Catumto
(Bre.>cia), maggiore medico dire· In comtJwta::ion~ della croce di guen ·a coucessagli con decreto hwgotenetlziale r6 agosto l9l8. - Con energia , intcll i~euza e sprezzo del pericolo dir.-ige,·a il ~ervizio sanitario delle truppe operanti in zona aspra e difficile, dando esempio di a bnegazione e di alto S·~ntimento dl!l dovere. Esaurito dalle fatiche, veniva ricovet·ato io uuo osp<::dale, 0Ye in seguito rlccede,·a. - Corno di C;r \·ento (A damello), r 5 giugno 1917. (Co nlitt:.w).
1jone sa nità, 5 divi!'ion e. -
LA CELEBRAZIONE DEl MEDICO CADUTO IN fiUERRA li 13 giugno 1SC'O t'SO ltlla Scuolu tl i l'a u i tit mi lit<JJ'<! m. :<\'vl..sc 1<1 (..'Cri.uto uja ùell..'\ posa ù.ella prima .p ietm de l ruonum4;nto a l .m<Xllco caduto in gu.en~, alla presenza del generale llllcdit'O oo.fl() della Y~tlle l:' di IIILH la r::,-a t-:.tpprcsentanza di uflieiali medici e d.ei giovani aJJic\' i. del OO I'SO. Per potere inizia re le fondazioui si dovette li \Jil<t lt€'re rauno.w (..'Cd ro che ::ù erge m al centro del C 'Orti le . Lo sculto1·e i\liuerbi, .autore del mon\lJ.Ileulo, s piegò 11 slguifirato d.i quel ·~tcritic1o uece:;sario ed innem,Yiò :t ila g l<)ria ù ei ~u.l)rt.i per la mag-;:im· ;;-.t·;: n<l cz:t..;t d ' lta l ùt. Furono iniziati runche i Ja\·ori d.i abhatlim<·ulo del mu.r o eli duta da l I alo de ll:l Yi.a Cllent·b iJli: t"::SO &trù St:>,.titulto da unn n rUstica can cella ta, <·Ile JWr lllle'tterà l a libcm \'IJ.Iione del monumento ù:t ll"<"stm-uo. &mumo inoltre p ia;ntate d e lle querci.t', ùegli a llori c d e i ;,:empr e ve r!ll nel lato rneridionule del cortile ~~ i tenazzi su ]X'rio ti :samnno :Hiornat.i oo.u vusì dl Sigru.t e liori. Xonv.st:lul:<' la rm.ig-lior votoutì1 'd c ii<, s<:ul torc non è possibiL:\ per impr~;;d nòibili e,.igf'nr.c a rti!<ti<-ht:, dlt. il lllQIIIILI Wl l lo :;la nltiwa lo J)('l' il uon.ltubrc p v ., t• JK~rcli! il Comitato e."<~(·uth·o unan im:t l111'Ui è hn !l~· lihcrato di ri.mamln.re riJ w ug u J·azioul! :U Jll:l ggio ( )PIL':tllllo lll'OS'>illlo.
L:1 ootto>;<:rizioue si è <:ù iu.~ • : la ~LUllltl'l finora nwcolta, raggiunge l.a (..'Ospicu:t <:ifra d i lire HOO miut e SU]te.J•a la ~<lX..""'-1 <x·corrc ntc ~rH momuucnto e per Il libro
<!"aro. rnpprt>$<?ut::mclo (·osi tmn n 1anifP~t.azionc ui nlut I<Olidarletìl U.DlaJUl e patriottica ù-J t ut ta la c l asse m<.><.UC..'l ita linna. Si è a1~rla 1U1a 111101':1. SQtto.~cri:.;ioJtc per i stituil·c, unit:.lment.e ulla oommu che rlm:J t•rtì . (] i" polll l/ile, \l e lle ·bo1se <l i ;.lu d,io i n fn v ore, per o t\'1, d egli orlu.ni dd medic-i
morti io gnc rt•::t ~?d in ooguito ùf'gli <>J·fani !lt'i ~t.lli tmi ibtlinni. I uwml:wi d<.> l C<>ln itn to ~i !';l'Ilio ;.ottNwrit ti f ra i pri•!ll!Ì .
8° Rtmtc" <li ~;otloscriltori. -
( ltiporto L. 1:'.0.2:.1;;,90). Uor-po ct'.M'tltMa- di JJologna: ool. Ohele-.<dli L. J30: <.'01. Riva n• vers.) L. 65 ; 'Wn. t'O l. Stetùmo L. GO; t.e11. ool . Tire111 L . 60 ; ten. <..'C.'l. Ginnnelli L. 60: magg. Riccò L. 00: J!lagg. Rina ld:l L. riO: llDI!Igg. Gala nte I,. GO; magg. Po t·car.-a L. 50; capit. Vetuach.i L. 40: <"fiJl. Oomelli L . 40 : cap. Glongo L. 40; '"'P· Sacoo r,. 40; cap. :Mu.sto J•. 40: caJ•. · ~'Iignani J,. 40; cap. Lllmpis TJ. 40; ma11:g. Vannini L . 100; ten. :Massa 1•. ;:li) : cnp. 'Go~gloli J,. 40 ;. CllP. Gsspet1ni L. 40; cap. Mrurtelli h 40; C,lp. Zouno h ~O; ca.p . .~otti L. 40; ca,p. Agnlnl L. 40: cap. Vet·onesi f,. 40: ten. Pf'cilli L. 35:
'Wn. Gulùi L. 31i; ten. Crea?.?'.O J,. 35 : ~iii . Gnd:m i h 30: !'/'lp. BugUtui L. 40: cap. D'!<lt torre.'il L. 40 ; sottoten. Dominlct h 30; ~ltoten. Bolognini L. 3il: cap. 'l'mtcrc!:lt J.. 40 : tl?n. Nruml L. ?.5; .-:o t tot. Scbloppa ],, 30: ten. TedE>schi L. ~ : dott. Armann.i L. GO; <lott. Rlcch.l L. 20: dott. Baldi L. 20: dott. Ghillini L. 20; dott. Sef.,'llntl L. 20: 1lolt. GrandL J ,. 30: mnjrgior Mnjrnn~?:hi (1° vers.) I.t. 50; 1Da·l!'g. M.i.{!memi L. · 50 ; cnp. 1\Jl'lcb.i (1° ;ern.) J.~. -IO ; oo p. Rafl'one L. 40: ten. ool. Romano L. 50: te11. col. Pnollllo L. 70: t <'Jl. ool. l~n~llini L. 70: t('n . Bololffllnl fJ. 'lO; cap. De P4ld.s h 80: J!'('ll. R M . De Tii('llZO J , . 30 : Med l<.'li d.Yili dl Co1~1!n no L 70; ten. Ambros1 L. 70 ; ~ottot.('n. Athuni T•. :lO; tc-:.1. Sn.ntor~la L. ::r.: cnp. F e rra ri h 40: ma~. Alfon!'O h M; cap. ll<?l!'l!i:•Jlii r,. 80 : ml'l,!tJ:'. 'rOOJmaEo<elll f.J. 100; prof. Puttl T.. 100: po.'OL Fll:liiJ!ÌOlU T,. 100: .prof. Dn,1mini h 100 : 'J)rof·. Gnuò.l T.~. 150 ; llllllrJ:. :\1nU1:flll:ll'fl L. :'.0: m:1:;rg-. YiJ!'::rinno L. ~,O: m:tg-,lr. Ri hH'<'i·~'hi nni L. 50; (';lp.
600 l<'ioreuza L. 40; <:uJlJ. Gafà L. 40; cap. Ba<.~ll'll L. 40; cap. Cuvt.l. I•. •Hl; Cfup. Gaggia L. 40; prof. Augel(!tti L. 100; prof. MOI..d.o lfo L. 50; dott. Mischi L. 50; dott. Bonoli L. 5: N. N. L. 5; dott. Gaeta L. 5; dott. Alrtusl L. a, dott. ~onl L. Hl; dott. VaUuschic L. 100; d<ltl". Briganti L. 20; dott. Baronio L. 30; dott. Su2>zi L. i:i; dott. &tcdtl:'tti L. 15: dott. -~cc:iaguerra L. 20; dott. CCl.-cnroni T,. 25; dott. ~~~l ~IaR<.rà. L. 10; dott. Venturolù f,. 30; N. N. L. 10; dott. Salvi L. 20; dott. C:Htnni.a L. JO; dott. llone lli L. 10; dott. Zigrnmi L. 10; dott. Magni L. 10; dott.. P lo L. 20; dott. TI~X'ch.ini L. l'i; eav. Borghesi L. 80; ten. Denza L. 70; dott. Ra và L. 50; dott. VentuT·oli r,. Jn: ~p. S:tc<:<lmlliDI h SO; dott. Ik>!rgmnlrù L. 25; dott. Prati L. 30 : dott. &raroanl J,. +O; cap. .l\ligìioriu1 T,. SO; dott. Frnbbetti L. 80; ten. eol. Ho uuwo r,. HO; t.en. La R o<.-c.u r.... 70; dott. Gentilini J,. 30; ten. eol. Stefano (2'• ver,..) L. HO; trn. rol. Gi:ume!U L. (lO; tt11agg. Rì ceù L. :iO: m:1gg. Rinaldi L. 50: IIDHJ.,'){. Gnl;mte 1... 50: mag-g. Porcnra L. 50: cap. VetnS<'hi L. 40; cnp. Comel11 L. ·lO; (~lp. Uiongo 1,. 40; m p. Mlgnani L. -10; t.en. MaS!'Ia L. · :15; ca.:p. Goggi.oli L. 40; cap. Gasperinl L. 40: Clip. 1\JarU>Ui L. 40: c:~p. zouoo r,. 40: cap. i\lelottl 1J. 40; ca.t>. A.~,o•nini L. 40: dott. Yèt'Olll".'li L . .jQ; C!l[). Hugliarl J.~. 40; cap. D'Ett.orres r,. 40; tcu. Pecilll L. 35; t.cn. Guidi L. ~l::i; h'Jl. Crenz.r.o J,. 35; s<>tt. Gadan! L. 30; oottotcn. l><lmìn,ici I •. ~0: teu. Bolognini L. :J;:J ; cap. Tanc rcdl r•. 40: ten. Nannl 1.. :.:.;: ...~)tt(lten. SdlioJlJ~I L. :-;u; c·np. l~crt~lll 1.. !<(); tt>u. 'l'e<lèS<·lJi L. :m : dott. Baldi L. :lO <iott. Ghilllni J,. 20; dott. &>gantl L. fiO; magg. Ma,;rMghl L. 50; mn.gg. M!gnemi L. !iO; cap. l\lachl L. 40: CliP. Raffoue L. ,JO; dott.. •ralentl L. 25: bOOI,rg.. Alfonso L. nO: cap. Per1-art L. 40; ten. Santot-;;ola L. 3!:1: mi1~-g. Mstnj::"aMro L. 50: mag-g. Vi~,.:-i;wo L. 50; c;1p. Fiot'(>nr~'l L. 40; cap. Gafa r.. ·-10: cap. Da<:eat'U r,. 40; on'r'· DLn<>lll L. SO: dott. ~imoni n l L. l OH: Or<l inc del m~.Li<-1 )YJ"'vincirl Treviso J,. 3(1U: c:1p. 0allig;llris [, . .',Il: lll:l~J.:'. R itliC<'ì Chi'llfli L . 51): p l'Of. ..,\ lbt> rtoui L. 20; )II'Of. l\Ilntlnot.ti L. 50: ÙI"tlhH~ m<.~lid prod·n.<::in Rn VCilllll r.... 2110; prof. Cali~ti L. 40: dott. Ilnronl L. 25; clott. t'Inni L. 2:1: doit. 0:1-N Jelll J,. iiO; c~'Ott. Rlrci L . 10; dott. f..or<>m.on L. 50; prof. VHnli L. 100: dott. Piero r•. lOll; prot'. G·mllo L. 120; dott. Df'ltlito I,. 40: Ci\11~. D'A~tMt.ino r,. 80: r,rof. ~liljq!"iorn J,. 40: dott. Ponti~a TJ. 50; Jlrof. Col<>ttl L. JIIO; dott. Pnnclln T,.~; dott. Vn:<celtn rl L. M; dott. Coletti r,. 50; prof. :rlnrrat"itù h 100: •P.rof. Latles r,. Z.:i; flott .. C-onti L. 20: dott. lit:,ratti L. 30; ùott. Celottl J,. 10; dott. Moro I.-~. 25: flott. C<.'<.·ehett.l L. 2:'i: <lott. D'Agostl.n<> L. 5IJ; dott. Hnlcll L. ::iO: clott. C'.n lr.olm:l L. :iO: <li•tt. ~oneJW L. 'iO ; !loti. 0 <• ~1ori L. 25: dott. Clnllcttl L. 211; dott. Fritt<>lll L. 2tl: dott. Conndinl L. 20; dott. Oal7.avara E. L. 21); dott. De Poi J,. 25; dott. 0ni7..:1Vlll~l G. r,. 20: ~lott. Oiovmmini l".!)(); dott. 0llpPf'llinl J,. !)0; dott. Del Zotto J,. ~i; <Jot.t. 0 1vnni L. 50: dott. I~tiro T,. 20; dott. 7.anon !>31 Ro TJ. 100; dott. GhiJwt ti L. 50; pro f. Bo:::<:h i r,. 120; dott. 11rn~aglia T.~. 30: dott. Melo T'· :.lfl: rlott. Rertl L. 100; dott. A n:1 l<it:1$:i L. 20: dott. Ja.roli L. 2:1; dott. B\u;c·aroll T,. RO; dott. ;>,Tooetti h 25. lfe(lia MMina.. - •ren. ~:eu. Rho J.,. 100; c:1p. SaiWt L. 80 : cap. Ciccart>Ui r.. J 00: t~>n. col. Mol.n L. 110: m n~. :"'8 1-eì!;() r, l 00: ma~. 1\JndE>n~t r,. 100: mn~. A..·~.·~ensio L. 100: oon. Rosi'Nnl r •. 40: !TlfiJ:(J!. Vlttort I,. 100: nmgg. Milone L. JOO: cap. Sermanl L. SO; cap. i\i..'ltteucd L. 50; ~ De Mitri L. 70; wn. Ferri L. 'iO: tf'n. Tru.partl L. ,Jf.i; ten. Rosso L. 32.50; tx>n. Ta.larlro L. ~2.f.tl ; mngg. Qlntalanessa L. 100 ; <:.'lp. Slg;nore L. SO <oap. Pera L. SO; col. Antonelll L. 130; ten. col. FerNJro L. UO: .ten. col. 'I'n.baJ~Ill T.~. 110: car. Crovn L. SO : cap. QuiJJt.uelll J,. SO; cap. ~pinelli L. 'ill; c·ap. Df' Giorgio L. SII; (·;l p . Gre<·o h lOO.M : ('OJ. ì\larontOiùo L. 115; m~~r. Gaglinnl J,. 50; ma~rg. l'ri&<'O L. 50; magg. Qu<J.i'n1 f,. 50: ma~g. Cotel111 Cerri r•. 50; magg. ~Ien~1 L. 50; CliP. CecclH'I"elli L . ilO; cap. !X'Iln:ros.c:a f.~ 40: c;1p. Fattori ' '· 411; cap. J...OI"f'ntl r.. IlO; cap. l'erm;7.i L. 30: <'a.P. Del OiudiCf' r,. :10; <'n•p . Gui~ L. 30 : cap. Andrmclli I,. 30: Clif'. Gnhbin L. 30; ten. C'O I. Ma7/&li(~I.IJ L. 120: cap. Snlotti T,. SO: cap DufouJ.·-~rte L. 80; cap. Ca.pita:n.t L. 50; col. Nota T,. 130; oren. ('01. Luz7,atti h JOO: teu. <'(Il. Fn~nnrll;l T,. 110; t.en. Nll. ))(! Sil~""('!'ltro L. 110: ten. ('()1. Grf!ndine1.ti L. 110: Hllli!J.:. l"ennrl L. 100; ma~g. ~\Jurcone I,. 100: mngg. Ro· lando r... 100: mn~:g. Snlntnri h 100: mng::r. Cnvalllui T.~. 100; 1111~1~g. Serra L. 100;· l'IIJl. DI r.oreto L. SO: C~lp. Df' Gf'Hil61 'ro L. 80; C'IIP. Vnrrinl<' J,. M: cap. ToreJU T,. ~O; cnp. Fnvntl L. SO: cnp. noRio J,. M: Cllp. Silve.;;tyini h f.\!l: ~p. Trombetti T,. SO: <':JP. Pnflula L. SO: tew. Alfano L. 70: <>ol. Va c<'nrl L. 120: ten. rol. Scoccia L. 100: mlll!l!. ~lnrtOJmto h !lO: enp. Hlro L. ~O: <':l.p. Rinnlòl r.. ~() ; <'IIJl. De M11:re
601 •'· 32.50: ..:.'lp. Ziccard i L. ]l) ; teu. Lu '.ret·7-w L. 100_; col. ::llouterbsi I,. 00.65; ten. cOl. i~brenfreunù r~. fo2: ~tp. Na~tà·ri L. 33.50; CU-P. Ielardi L. <XUiO; ten. Rossanui L. 20.50; c-an. Lenw. L. 5·1.80; m.n~g. La Porta L. 100; <:up. Mont€<luro L. SO: m.a gg. Atn't'uni r.. lCMl; cnp. ÒiC'C<trelll L. 72; ben. col. Senutl. L. 500. aorpo d/ A:rmala di Roma. - clott. Cabtldi L. 20; dott. Cavallari r,. 10; prof. Cipollone L. :..>o; dott. Cremonese L. l O: dott. Angelin i L. 25; dott. S'prega L. 25; dott. Attd~·ucci L. 30; dott. ;\laZi'AXJCh.l I,. 10; dott. Gav i L. 10; dott. Bertola L. 5; dott. Petroni L . Jll; d()rt. Hi&'<> l ~~~: cl<>tt.. C'ole.."<::hi [,.GO: dolt. Couti L. lO; dott. Colaz7..a L . 20; ò.ott. Cbia.nunonte C. 20; dott. Calabrese J,. 10: dott. Mnttoll L. ·2QO; dott. ì\llllt'tilt~>ttl J.-. 5; dott. XoYnJ'O L. 20; dott. ~aulow<·dl io L. :00; dott. Oarolcl J,. 30; dott. Uorghe~p;iftni h 50; dott. Pi.et·i L. 25; dott. Carletti f,. 20; dott. Ciuffinl L. 20; dott. ~m:cUni L. rl(); dott. An<lrei L. 2.'l; <lott. Slmi L. 25; òott. nuliya L. lO; dott. Cermeunt1 L. 50; dott. ArlllUldi L. 40; dott. Barond L. 10; dott. ::11nsi L. 10: dott. Hroltl I,. nO: <lott. Busca L. 10; dott. Contini L. GO; dott. lttuedettl L. 10; dott. ScnX."<'O L. 20; l:t\a. Tappi L. 100: leu. Arbor~ L. 35; dott. n..~IilUI L .i;t(l; dott. Arins L . 10: •lott. PHl07..7.Ì J,. J5; dott. Spinf'<ti L. 10: dott. Sablltnccl L.:> ; <l<•lt. T<>tl {,. :-10; flott. Neuci L . :JO: ùott. Ricci J-'. 49.20; dott. Ruu. 'Rn:-l'< ini, Vi.n d::nterrn L. :10.0:1: dott. P <>S<>nti L. JO: <lott. J\l<Htei JJ. 10: dott. Ru;r.i L. 25; tlott. )Lntelli L. Vi: prof. Sorgente L. 50 i prof. Serenl r,. 25; <lott. Gi:llmattnsio L. 10; dott. Oarn«><ini L. J5; dott. :\lnrgottlnl L. J!i: dott. VnUt'tti J,. 10: rlott. MaF~tri L. 25; dott. :\ln.rinelli h 20: dott. Yt•f•f•hi A. L. lO: dott. Veccbi :::;. L. 10; cap. llighl L. 100; dott. iloccaòlfunc'O L. 10: <l<>tt. :\kttt~>inl r,. 30: dott. Pi;r.~lllo L. 25; 1lott. nuc<:hi r~. 10: magi;. gcn. (:alli L. ~Jil; dote. 'l'rèll.:t L. 2.j: llott. Gi01·dnno L. 2:1 ; dott. Ga.riuo L. 20; dott. Plr(>ruo I.~. :SO; dott. Leone L. 50; dott. Pif'ri L . 50; oott, Spiuecli L. 20; dott. .Mariotll L. lO; .prof. Fomaca L. 50; prof. Ot·tali 1.. i\tl: cl<ltt ('~q)Jmt·o;~i JJ. :;o: dott. 0(•noY<'!'i L. 211: 1lott. G>l!;l).,.tno l. 2:): dott. I-'t•rrarl IJ. ;JO: d•1t't. l"\·nna(•,·hìo L. lii; flott. Valt· ll'l.llnn h :1: clott. J.j"dra L. 20; dott. Tmlli L . 15: dott. Mas.."-'lri L . 10; dott. GaleJlZZi L. 15; dott. Ma~i'..an tlni T.. :{u; (]l)tt. :\!ilC>:<.i L. 10: dott. l'n>:iH L . 1:i: <l<)tl. l)l Giulio L. -IO; 1lot.t. llnnu!'O • L. 2(); d<JI:t. Gelo,;d L. 20: dott. Guru;tmli r,. 1O: dott. Pnpl L. 10: dott. Cappelli IJ, 10: dott. c,trìt L. 10; dott. Bracc-hi J,. 10: dott. Pìccarozzi r,. 15: <lott. Gaeta L. 2l1: );lrof. Galfami L. ;j(l; dott. ~nntanj.!'t'IO r,. :!.j ; J) l'Of. Di 1ifii'7.IO 1.. 2ll: doti. Ro.<;,::inl L. ~5: dott. Corazza L. 10: dott. 'l'erilli r,. 100: dott. Ale.ssantlri r,. 10; (]ot t. :\lnz;r.uoli L. lO: dott. P mi E»·i L. 1O: do l t. fX>~'lliWllo h l O: dott. P a m pi~li one 1,. 20; tinti. Tie ri Boren L. 10: dott. L'e::.<trri L. 15: dott. Ulnald.i r~. 20: dott. ~l'al· <lini L . ;t: tlol l. Giu~t~.r.iui T-. 10; dott.. f:k!Jlbou i L. 100; dott. Tuu.JJ:IS:<lnl L. 2.1; dott. l'anroJ<'Oui r.. 2.';: dott. nalrmte L. l Cl: dott. Tori L. 30: dott. Ro~~tti L. 20: dott. P1<"ci()li J,. 50: dott. Sbordonl• L. 10: dott.Peltenati L. 10: dott. VendìtU L. 10; llott. Faut.ini i .. 10: 1lott. Aielli L. 2!l; dott. )larsìli L. 30; dott. Para<li$11 r,. 50; dott. BenlncnAA L . :iO; dot.t. Clivi L. :iO: dolt. Gt'!l~i L. 30: dott. Persì.dùllJ JJ. 20; dott. Gigll~ll L. 20; ùott. Valletta L. 15: dott. Gustl.nelli L. 15: dott. nrunori L. 15; dott. Crivelll L. 15: <lott. Pim.pin<llli L . 15: d<Jtt. BattisUnl r,. 15: dott. AlUIItlll L. 15: dMt. l'(}Jlllt L. Hl: 1lott. C'\'s<>tll J,. lV; ùott. Umw.l L. 10: cl<)tl'. (;alanti T,. 10; tlott. Zepponi J~. 15; dott. Palomlm L. 10; dott. Novelli I,. 50; d'o tt. Terranova L. 20 ; dott. Fior<lelroondo L. i ,O; dott. T cn..:l:.:-hi r~. 100: <l<Jtt. Roseo L. 50: dott. ~1M<Siml L. 50; dott. R<><•cbt L. 100: dott. O>cc!wt.ell i h 2;5: dott. F'11 1·Jnn ·r '· l O: <lott. Ci il!:t n t<' L. 10; di'ltt. ~ll>ittinl L. 10: dott.. ~fcllN'i<J L. aO: <l~tt.. l\fontf'lron~> L. 20: dott. R:1pì: ~ardi L. lO; dot.t. Scontrino f,. 5; dott. ('oiStiZ7JO L. 15; dott. :.'IIM-troti!ti L. 20: <lott. Dardano I.J. 50: dott. ~11l'U T~. ~0 : 1lott. Rffi'tolini f,. 2'ì: flott. Rf'~-o-;riltni J,. 20: tiotl. V~~ l L. IO: <lott. ::llon<>t.ti L . 10; 1lntt. Xìtti J,. fo; dott.. T!tJ.!Iìilfei•ri h 10; tlott. Ferri T,. 10; dott. Oalormi h 20: 11ott. ~mt.i L. 2;): tlott. Cos;rern L. 20: flott. Andrei L. 20: dott. ('a <.1nì L. 1O: flott. R ìm1l<l i L. 25: 1lotl'. S..'llntlll() T,. 15: dott. Rieolfi ~·· l O; dott. fAXrlga r~. lll: ctot t. r•e-<~.roli L . 10: dott. Mnggi L. 10: clol t. Riccardl 20: <lott. ~ bAturei T.. 20: dott. Mt>ncacd L. !'iO: dott. Green h !'iO: dott. L\lPJ r~· 10;. dott . . L1Ylt'·1'7.iani T.,. Z:"i: <lott. D :> Fa bi L. ~0: dott. Frn~JIII J,. 20: dott. ,~la r çl: L. 211: do l t. Fr:nwk L. :.!0: dott. Polarro T'· 25: dott. ~'1 nt])ÌCtro L. 100: 1 "'tt. Moli un T,. 20: dott. Cnrall<'ll<1!'l? L. :i: clott. Cn~tnna L. 2:1: dott. ~NIJ'S(>JlJ r,. ~: dott. Fabl JJ. 20; 1lott. i\hJZ7ROJm L . 10: dott. Mui<nntl L. 10: dott. ll'.af\1118là L. ":dott. Roffi TJ. l;\; dott. Zanfrnm1lnl J ,. 2:1: dott. f'hi.n vnrelll L . :w: clott. Mnr-
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liU2 1lno1li J,. 50; ùo1 t. H.ona:wiui L. 21); dott. ìSal.mi L. 20; dolt. Palruerlni L. 10; dott.
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Superi<> h 5: dott. Sala di n! L. 20; dott. TI'Cca L. 15: dott. l'o;t;;.i L. 10: clott. ::>nntl.K'Ci L. 80; <iott. Glannellì T.... 20; dott. De l.'abris h 2.'\: ùott. Fioretti L. 10: dott. Bellatl L. JO; dott. Picconi L. 20 ; dott. .\Ja.rlotti J,. :.'Il ; dott. <.TIII' ITiUi L. :::o ; llott. •ronelll r... 20: dott . RoJ.Uit1 L. 20; dott. l'nn!lra L . Jll ; dott. ;llorp tl'i L. 10: dott. GillJmulli L. JO; ùott. OlivierJ L. 10; dott. f.oettsc:io J .. J O: <lo t t. C i<1linn L. 80; (Jott. i\ln.ltfl!'>lE'i h 10: dott. h'abi L. 20; dott. ~ i ln•::,ot ritti r•. :.'IJ; PI'Of. Elia J, . l!ll ; pr<:'f. J.)('J \"Q1..'(;hio L. :ilt; pmf. Tos ti r•. JO: p ro f. .\l E' l"C'Il ri L. lO : )WOf. nn l tla S $:"1 rlni ''· J o; Jll'Of. l'COO.II'f'll i T.. l o: pmf. R U..""llllii L. T,. =ili; 1•mf. Ru,ea ni A. L . !}();doti. ~imo n elli J,. 20. Dot.L l'a l"lll(•ç!;::-l:mi L. 511: <lolt. ~ilenzi L. 710: cl•>ll. G:diJDlbeJ-t i L. ull; <lott. 0TSi L. 2.j; dott. Steiner r •. 10; dott. GulUni L. 30 : dott. Fliunllli L. 10; dott. llczl J... 2:"5: dott. Okle L. 30 ; te.n. Lo nl:mco L. 30; sottoi:Am. Barbieri L . SO; dott. l":ll~llll"l' i L. :?.-, ; dot t. 11'1111t.11r L. :,O: dol"l. Cit.<.1 J':l car<~ L. 10: dott. C:ltnn.rAJ.ro L. JO; •loti". }-;a('t•ip:mti r,. ]l): dott. Pt>dettn L. 2.3; dot.l". E nderle L. 20; dott. RuzzJ;n~ L. 10: llolt. <-liOY<' Il:ll<• I ,. lU; tlolt. ~p;.:ti r,. ;JO : tlott. :110111100 f,. jO; dolt. Gig::u:Jtl' L. 2r.: <ll•tt. F o.«>;i L. 5: dott. Gillllll117.7.ZÌ T,. 25 : dott. Rodri~IW?. L. 20: dott. Plto··~11<'<'1 L l!i: prof. nnril<' L. fiO: dott. Gl.-mnini L. 20: dott. Zmuno J.~. 50 : dott. X-el li T'· 2.'i: 11ott. Rt.r:llllllf'cionl L. !'iO: dott. A teme J,. 20: dott. Pac.lni L .' 20; dott. :'iohlli L . :-!:0; clotl.. l'te ri t,. 10: dòtt . HnaTI<'lbn l IJ. i\0; rlott. Per~rbe-tt i J,. 20; dÒtt. l\lurnto1·i I.. ii; 1lott. LR (\Will L. 20: dott. ~idUn L. 2:.: dott. f\l1re-gn1 h 10: dot i. !":tllvntorE>Ili T,. 15: doli·. Mo1Jt.:ll(•ill0 T:. 15: (lott. PnoiC'ttl TJ. 20: dott. Flore1"tl L. 1O; !loll . Fi1:1dnrn L. :iO: Jll"<>f. l\;J~tla nf'lli P . L . !:IO: 1lc)tt. :Ilo a·:\ i;. T,. 2:> : clott. Piloti L. 2-'i <l ot1. ("n>-1"1•11i T,. 2.1: prof ..\ f!olltini T.. fiO : dott. R:nhi<•ra L. 20:.clott. Sl<.'lt· riani h111: 1l<1tl. C'~tbibbe L. 20: .p rof. TJ()l:n.ha ròi L . 20: prof. Ounl L . 5; prof. NM<hi L 5 : pn1f. Hunltini L.10: pr<>f . 'riht\ rtiL. 10 ; 0t'<li.l1Prl<'i :l·ll'(lif'i Ili An·zmT..lllO: ])1'01'. Gll!"<"lli L. lfl; ·JWOf. R :11lo;uw L . ~: prd. !":lmuio L. 2f•; p r of. Rin:llcli L. 2-'i: PT01'. ('('I'C'11 <'<'i T1. 10: 1lott. Hoch L. 1:;: dott. Hi p?. ncl<:'lli L. 30: flQtt . Sn<'<'hettn L. lO: aott . C:llll't·i L . IO; dott. (':~rlom:1Jrlto T,. 1!\; dott. ~hr11:1ron L. lO; dott. Pnllndlui L. 2:'i: clotl . Honlfazi L. 10: cnp. (','11:11'7-l L 20; dott. 'l'iiU'I\Iini RaY-<':.!I!i T,. lO: dott. Tom~>i h :?il: cl ntl. (;,l7.~.' 11il T.. 20; <lott. Lnmi T,, 25: {lot.t. ninmhoni T.. 5; <lott. Vannnlc>lli L. JOtl: cllott J-'a lr-o L . iiO : cl ott. D '.\.mnlo L. 20; rlot l. Fritr..cbe L. 2.'5: dott. :'l·k;rC'lWlt! L . 2.'i: <lott. Croce L. 1O: dQtt . :llo ri('(llti L . l O: llott. Rn ti i~ti r .. 2ii: <lott. Tll"Ìl!mlti L. JO: ,Jott. Ginnn.ini T..-. ~1\: C.'1P. 'TOS<'!Ino T,. 7fi: dott. D'Alessio L. 2:J: dot t. l~r-1~ L. ~O: dott.. ('HplnJ L . l!'i: <lott. lrn9JeJ1nll J,. 50: dott. Bhllli T,. 2.1. <loti. :-;''0 17>11 L. 1;"\: tlott. :llnl t <>~ L .."\0: Orfline i n•<><lki <l Pìl'.'l L. 200: tlott. Ue11i r.. 20: 1lott. l'on"f'lli L. 2.1: 1lolt. J3mn·a L . 10: (olt. ?\:1l"flC'lll L. 2fl: <iott. Orofinn L . ~l; ito tt. \'('$J)i;.:nnni T". 2."\: pt·of. AmSlntNI J,. !!!i: fll'Of. llnJ!"lionj T•.. 2:1: dott. ('IC'Illl' nti L. 2.3: pmf. )l n~«lri nl L . 2;): dott. D<• L11 <"'11 L. JOO: tlott. c~nlonl T,. 20: d ol't. Plll'H L. 10: d ott. (;innl:"lui L . :\0; dott. Di (;iJ,"lhJmo L. :lO: dott. Thri L . 2.i. tlott. 'ff'AA L. 2.1: lloH. Tnnof'f'n t l L . 10: prof. T..eo JJ. 20: dott. P accb ln l L. 20: dott. :!'\n nnidni T.. 111; tlOi t. \"ili r,. 1:J : lll)tl . (':Hn hli h !:!Il: m·of. :\fn['('hiAI.t'nvn r.. r.o: . ~olt . H1'11 JH"hini T,. RIJ: clott . C!!nll T•. 1!1: òott. Bll!'i L. 2.'5: dott. Pl~e:ro L. 20: d1•tt. Znnnil"lwlli L. 10: doli'. C' hi<lnli f,. !?0: d ott. Tos(·:1no h JO: p1Y>1l. po. l'>temp!':J;; L 1110: llott·. •r;,r;l n tino L. 20 : dott. T\::J T1"n1! L. 20: mn~A"- J!t'l1. Trombetta T•. 70: tlofl. f;.lo r1la ni ~-L. :;t:;: <1.,11. Ciiord:111i T.. J,. 2.1: <lnt t. :\loJ"t'lli h lO: dott. IP· JlOJito T,. 10; flott. D".-\l o in 1, . ."iO: clt•tt. G:~g-~i:l L. 100: •lo ll. H.<JI•O'I.'I T,. 2-"i: c1ott. Pol<· ~nti T.. 11l: <lolt. ~n l:1 1.. :!.1: <lntt. ( 'r il-'1:1 11 i n i L. :..>0; tl•1t t. l'ounino r.. 10: 1lott. Me· "tm!'<'i ), 1(1: r•r<•f. 'l'ocl:l ro L. :;n: R . r ; nÌ\"(•l":'dil rli Roll1n l .. 100: p!·of. r RYi Della Vi· d11 I.. lll!l; IH"Of. ]),, •. nh<·li!: L. 20: 1lot-t. ~:\lmtn("('i L . Hl: do~t. (•nid i L. 2:>: dott.
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GO:.! Sa lvion1 L.' 2:J; !XI"<>f. Carrel·as J,. 25; prof. Ottolenglli (i. 60; dott. PI"Q L. 2.j; dott.
Qnercl L 15; ten. Boragno L. GO; dott. Magi L. 10; cap. Pistilli L. !lO; dott. Ceccaroni L.10; dott. Arieti L. 20; ,p rof. l'agiani L. 100; dott. Andres I,. 15; prof. QIJ3rta L. 50: Osp. (·iv. d! :\I:JR-.;:1 ;\1. I.. •311 ; t!urt. Capflrali L. :t.i; <lotl.l'M<t<H'<' J,_ :!0: !)J"<>L Garbini L. ;:iO; dott. Cnl•) 1..100: clofL. Ht)si L. ;;o; cl;~tt . ) l:ninni L. 10 ; pt·of. G:•ribaldi L. 20; dùtt. PclliNill<> L fiO; ~loti (o:l;.:;:.ia l.. ~.O; p rol'. ~l:triua [,, ::u : Ù<•tL Dogli>llli L. :lO; dott. Gioia L. 25; dott. Mingari .L . 20; dott. Ugolin.l TJ. 22; dott. }J{)mbardlerl L. 10 ; dott. Guerrtni fJ. 5; dott. Corra <.Io L. 25: dott. Rldolfi L. 15; dott. Pezzinl L. 20: dott. I'ini JO: (]l)tt. l'ili;rii:I JLi ],, 10; doli. l'<•l'(·dil r,. 20: dott. l'upl L. lG; dott: Q't"!lrn'lltot•sl L . 20; dott. Rimeò.iott.l L. 5; dott. Rizzi 25; dott. 'Roo·rlgnt>z L. 20. dott. Snngurski L. 20; dott. Sem~:Ua L. 20: dott. ~rafini L. 30; dott. Stoppa L. 30 : dott Tonelli L. 20; dott. 'I'rin.cle L. 20: dott. Von 13-erger L !'!ti; dott. Zllnotti L 20: dott. P.issn re Ilo h :lO : dot.t. f.AJ ng L. 25; dott. Liscia L. 25; dott. Benn! L . 10 : (lott. l\larlotti L. 5; dott. Fabi.'\n.i L. 25; dott. Fluno L. 20 : dott. Franclni L . 20: dott. G!ncomelli r,. 25; dott. Cerini L. 25; dott. Lumbroso L. 20; dott.. Lill.'\ L. 2.'l; dott. Luooua C. L. :.!0; dott, Lu~na G. L. :10; <l(>tt. •~~ndni L. 20; dott. M,tlf.anti L. 2.1; dott. 7\utrl'<'lll:ll'i C. :.!11: <lott. ~Jalhi.-•n L. 111; dot-t. 7\Jdi<lonis L . JO: dott. Pat"e111 L. 15; dott. Pndni T, . 2fi: dott. Paolclti L. 20; dott.. Pt>JI.n~ rini F. TJ. 25: dott. P<>ll l'~t·ini L . J, , 2fi; dott. A n l ('lnelli L. 20; dott. AntMi 'L. 10; •lott. P.ottari L. 20: dott. Raqni 9 fJ. 20: dott. DN:herucci L. 10; dott. BeJiucci L. 10; dott. Bf>:. D('(letti J,. 20; clott. Ri.u~rl L. 25 : dott. Rolta J.,. 10; dott. Ronelli J,. 10: dott. Uoral<',·i J,. 20: tlott. C•)en L. :10: dott. Ct'1'\'ellati f,. 15; dott. c~mtpi L. :10; dott. Cnrdon L. 10. doli. ~m:l.l>ni L. 20: rlott.. O!i~tellnni L . 20: dott. Chierici J,. r.o : dott. Cinrpl L 5; {]ott. Conti L 2.1: dott. Cortf'si L. 25: dott. De Pn lsant r.... 20: dott. Dnddi L. 10: Dott. ~l Chi:tpp:t r,. :!.ì: !lnft. D··llo ~tr.-.1n1!Q D. L 10; dott. D'01·i..-l Tr. 20: dott. F11n.a.ro L. 20; dott. }"edcrki T,, 2-'i: (]Ott. Rlcchlernl J,. JO: Ò(ltt. Fiuuo T,. 20: dott. Dello Slrologo A. J,. 10: ri~'>tt. ('<'n..i T,. 2.i; •nlllg"g'. m('rl. :.\ta~'lllnl L . RO: dott. TarlIÌI'i L 10: dott. Pn<'i L. 2.3: flotf. C'nielli L.;;; clott . Hof<ini r.. 2ii; ()rd. clt'i mc:l. di Si(~ nn r.~. 200: dott. Romfl tt?lli L. 20: tlutt. Pier i L. iJO: tl.-.t1. Cu..tnni L. 20; O"!l('rl. ('i"- cli Vltet·ho L. '100; òott. RoN·hl r,. :!;"i; clolt. Oi ::"\ol n J, :iO: flotr. !{('~:oli Tr. J:'i: dott. ~tamp::t r . .. 2'1; ('()]. m<'d. Riva L ('..'1 r2<> V('!'>:. ): ò.ott. Ynnr..i L. 10: (i(ltt. N'~ni L . lf•: òott. Gambtll:ini h Hi: dot t. ~l:1 iter L. 15: òott. Anig-o L. n; òott. N'k"<'olai T,. J.:'i: dott. Colrn-itti L. 15: clot t. D('J Pinn L. l !t; dott. T>el G·J~('() T.. 15; <lott. P>ll'-"i L H\: dott. Croce r,. 1:'\; llott. P.;'ll~ J,. !}; dott. ::l<~lhin J,. 20; rlott. Reni n! T,. 20; dott. Pochlnl !J. 20; dott. Bini L. 20: ò'ott. ~Htoli T,. 20: ~lott·. Riusti r,. 20; dott. Anto_gnoli L. IO: dott. Cinti T,, ;;o: 0 -"P. Ch·ile 'li S. :\frwin <kiÙI S(':lla !Sleoll) Ir. ~:on; prof. 1)(:' ma~! r,. 100: O~J'W'(laJÌ riuniti òi Roma I1. !iOO: clott. Gnrg-nsole r .. 30; dott. Amato Costantino t• ~oei ò<>l Clrro!Q Rom!! (Aò:lli:t) T,, !)1!): llott. Oo<lm"li I,. 80: 0~11' Civile <li Clvlht ''l'<'<'h ia h r.o: dott. ('.n Iru L. 20: dott. Ginswont L. 10: llott. Peòrnzzini r,. 10; dott. Grossi L. :t5: pro r. GPronzl h 50: \Pl"<>f. 1\leruml L. 30: dott. Sllvestr0ni L . 2:1: d<.ltt. Trotta J,. 2-'l: clott. P!'ir~>-1!0 T,, 10: dott. llllrarnpillo L. 20: dott. '\[nlfitano L. 20. dott.. M:mòolesi Fel'l'in.i L . 10: dott. no<·hl<'<"hio L. 10: dott. Pc t·.zilli T.. 15: òott. ::lPnhmllin L 10: dott. Nnrfha~i J,_ 25: dott. D<> J\laroo L. 10: òott. Tro n roni L. !l:"i: (lott. P i:mn<·ri J,, IO: clott. 'l"t'f'tolfl L. 1Ji: dolt. ('c1mt~ T,. 2tl; òott. Sn('('rdote L. 10: nott. :Mf'flnlla 2:1: Jll'M. I'olldot1. L. 100: ;lott. Rn~rgerl h 20: Ollpe{lnle C:h·IJ<' òi ClvitM·n~h>lln nn L. 200: dott. Orslnl J,. 25: dott.. ('_orda I ,. 20: òott. Tiurn:n.i L . lO: òott. P!!glinro h 42: 0]X'rll Nt~~onnl<> di Forlì r,. 100; <loti. Ricci L. 20: dott. ì\I f'Z?..IH'!l.J'IO Tr. 20: Oròine llC'i mf'clic-1 eli Rom!! L . MO: dott. Qn:t· tl'llll r,. r.o: <lott. ninfli Tr. 10: Nc:uoT.n, rli Mui.fli mi.Uirli'C. ('.-.L AltoJw<lli T,, ~00: H'll. <'OL Gri xon l f,_ 11!1; U>n <'OL De ~n·rlo J,. 1t::'l: ten<>ntc- roL Fnnnioll r,. J]!'i: tf'n. coL 1<\•tTnri-rRlli r•. U5: mn~~t. Villlll'>fJDtSl r•. 120; nllllJ!!r Romb~· L. 100 ; ('11)'). J\nJ!c>li n1 r .. g!'i; Nl.P . Mnll<>e r;.nn : <'np. 'l'<>li'Sot' r, !'1!1: <'fl·Jl. GrHl h $0: en.p . Centore L. l'O: t('n. 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H\: d<~tt. b'r:lllCllÙIUCÌ r,. ~): )!'('Il. mcd. F>lnllli L. 100: ten. rol. t .l.'<'! . 'l'!t-elli L. GO; dott. AIJlcllre-ini L. 150; Ordine del medici d1 l'orlo Ì\lllurìziv L. 1'10 ; ·Jii'Of. Vari H<:o L. 10(1; dott. f'enotta L. 100; dott. Klrcb J_,. f)(l: As!'O<'iazion<· nH·<lka dr<'<;lHI:Jri;~ l • f'ì,..1oh"'.C J,. HH): tlott. Fol!ltCCl L. 50; t)rof. Mont>melli L. :iO: prof. Guerm -C'oppioli T.~. 2U: <lott. n:lldai'OSI.l ti L. ilO; dott. :\utlfe! L. 211; do t t . Zatt onl L. 25; dott. l'noli 1... :!O; dutt. (;1.mnelli J,. 25; tRn. <'O l. Au<li:.i o L. 1:!!t: nt:t)!'!r. Bnmi h l t'lO; l~l p. C<1S't<t T.~. 00; ten. l.lJ"'tr.zi L. 60; teJL l'avone L. f;O; prof. ('anHli L.:!:); olott. C<t:<oll r,. 10: dolt.. f'ari~t h 10: prof. Ricca 1~. 100: <IÌilt. Borgi lJ. :;; dott. l~ :llat'?'A) L. :.'0: prof. LttseJUl r.. 120; dott. Parodi J,. 20; dott. Ge l'a L. Il(): ùott. Svntli L. 2(): f<Ott. P(•ltirlrù l... 1)0; dott. ~htstt'OboalO 1... 1fl ; <l•Jlt. (Hu>mr<U L. 15; dott. 'J'ort i J,. 15: dott. l\linetll L. 50; Sezione TOI!Cana l•'ll"<ler~t~ione ltaliunu :\lpùi<:i htfm1;uni><t.l 1.. 200; dott. Rt·entani L. 1110; dott.. .lgne~'lè L. 10: df,lt .. Corradini ì\JmuH'() 1... 211: dol t. :\lotiNnul;~ L. z.j: l(>n. (.'<.Il. Ghllloli L. l..?tl; maj;..-g. S•' lvl r... 1()(1: cap. Pif(".ltl L. 80; sotto t. P.('r·toue L. 50; sotot. ~iessina L. 50: ~·li o t . ~l :lna L. ;;o: ,<>otto t€ n. Ho>!!. 1... uù; dott. l!'landri L. 1.0 : dott. Bc•JU1<:iJ1J L. 10; doti. ('urini -GullPtti L. 10: !Jllll!l!· Pm•nt T,. 12.0; C':lp. Dum7.7.JUJo L. 80; i•l'Of. ~111 rdtllt ti L. nO; prof. J.e<ntrini r •. 30; d ott. :IIartellucci Ii. 2."i i doLt. Bra t·· •·iautl L . 2<1; dott. R~t ffn<>ll i L. ~: dott. f:H>pn t·Ont~ 1•. 2:"i: dott. Semcrin Maggio J,. 211: dott. )lari:mi :\ln:r. h 10; dott ~hu·imtl !\L L. lO; dott. Dnl P ln<>1.. 10: dot1'. VannuC1·i r•. 10: ll·o tt. J.omll ,. Hl: dott. 1A>1ti J,. 10; dott. Mng-ui I_,, lU: tlott. VPnt urilli r.~ . 1(1: tlotl'. ~lti T'· :;(): prof. (ammf'tt.'lsio JJ. 50: <lot t. :M agi L. 20; doti. Hnni r... ~~: dott. A t7.clìt L. 10: pro f. Pil!J>:t rcone J,. 50: dott. AngeJetti T.~. ·10; dott. l'>t<ll i r, ;): (]ott. Pn:rani f,. 10: dott. TWIIi h 20: dol.t. C~1J)U7.7,() L. 20; llolt.. :\lllinni L. 10: {lott. F[I.Jrrn<Hl L . :!il: (lott. l'i·l >enlo L. 20: dott. Tale! L. 2(); lE>n. Lnn;:o L . 70: il•~tt. Dc Anl!eli::~ L. 5(1: dott. A;;q,ua,<;;Cinti J ... 10; dott. Salvati<» 1,. 111; <lott. ('nntO"<'.i J.. 100: prof. A,t•nmw L. 2:>: dott. Bu.rgns.<>l {,. 100: dott. i:ot-;.:lil O L. 111: •lott. Hot·,::-lti A. lt. 111: prM. :--tori r,. ZlU(I; dr.ssn Gnnlini T,. 100; pr<>f. Fl'll.;!OIIi L. !lO; pro!. TorrlA"I::tn:l L. !'iO; dott. Cod(>CI.I J,. 151): dott. Pletroni f ,. ~ò: ll~)tl. l'or,zollni L . 20: prof. O'A,!rllhL J,. 11)(): •·n p. lovi L, ~: ~loti. B<1~zl r,. 10: dott. Nk-olnl L. 10: ~)t.tol'. :\'i1•1S1TO J,. 50 : pt•of. Torrlgi'SlÙ L. 100: prof. il n rd L. ilO: <lott. n(>rti L. 5; tlott:.. Ct·e.<:<'en?J T.. ;; ; dott.. Gomolll L. 5: dott. Slmon<>tti L. :i: <l<>tt ~rrn T... :5: 1lott. Hartoll L. 5 : dott. t~mpatelll J_,. 5: prot. Tm·l'!nl f.. !'i: dott.. Srtrdonc T,. ii: pt"<>f. f'mu\ T'· 5: flot.t. AjmOionJ L. 20: d.o tt. 1{(-tti L u·,: 11t11 t . f'lstnn('r L. r.n; <l o t\. Dnlht pi• T'· z.; ; dott. I.twin,n i T'· l 0: dott. Ro•11ìt i r'· 2:>: pmf. Rorhi h :iO: 'JWOf. Lign hne L. 50: clott. Re-motti J,. fiO; dott.. ltk c·i 1•. 1r1: 1lnt.t . nm:trf'.<o('l1l J,, :10: ò.ott. 7.A'>flpinrl L. 2.'5: <lott. Falorni J,. 25: dott. l'Il t t·on i r,. lli: dott. Dome n Ici L. i'il): nott. Cinti L. 20: <l<>tt. RtRfa nuttl L. 100: dol.l. l'NJ'>llì L. :iO: lPlL 0<'1('1i A7.zi ·r.. M : dott. Aqn i•n o L. ii: pt'Of. CnvttlliH'O it. 10(): d11Lt. Rasin n:tl Polo L. 2:1; <l<~tt. DE> Rol'l"i L. 2-'i: [Wof. f'11l'O!:>!'<> L. 20: dott. ll<>ffn T'· 2:i: dM t. 7,n('('OI! i J '· fiO: IlO li. F<'d i L. 25; <lott. ;\fUJtn rl r... l 00: dott. Dc 1-':tY<'I'Ì r•..-,H: d!)tt. Hltt•t'<tll r,. 100: JW•'f. l•n."(•U I T,. 20: clolt. D<>l VIYO ('. l'· 1:l ; •loti , 'D~>l V Ì\'<1 (;. l '· l:;: clott. OtM'!lll<l Tl. T'· l;.: dott-. l'hmttHll F . L. ] () ; pro f. J>f;;,t ni 1.. :i(): prof l\:trwhl L. 20 : tlott. FQnbu-uJ J.. 20: dott. ('ontl J,. J5: dott. l ':t s ll•lli T, Fi: dntl·. ;"f'ltJ1J111('('1 Ti. 10; clott. P i('('ill•ini J,. 20: dott. Bnldi.~.ri I... 15: rl<>tt. Ot·!:i 11:-tlta,::-linl T.. ~: tlott. Gu111-1:ftllo L. 20: JPtXlf. Dotti J,. 50: dott. ON'.ficl r•. ~O: dlltl . J'uritz L. :_'(l: <lott. Hini T. !?i'•: (lott. ì\lSlrC'Oni J,. 20: prof. M~trti ri T,, 30:
605 .o\l>ll()CÌUl!;ÌOUC M. L. E. Fior~ J;)O; uult. Hodolku L. :!0; dott. l>c .\utic.i:-; L. 100; dott. lWsS<> L. 20; pt'Of. l:'ml.egriUi L. 100; prol'. Daddi L. 50; dott. Fabdlti L. 10; dot t. Ha .!Io L. 50; dott. .lllga tli L. :IO; ùott. Fena~·ini L. lO; dott. &!uclli L. 10; dott. llonaccllJ L. 2ii; dott. l:'k<;Ardi L. 10; dott. CUill~tclli L. 50; vruL l att:el"ina L. 5~: dott. .Aquino L. 5; PI'();f. Bnmclletti·U:i L. 50; dott. .b'oroul L. fiO; do a. Vl· nelli L. :!O ; ùotl. Vuggm·o L. 20; (lO t l. Bw:Juudo L. 50; dott. s.-;; t c.;,,r<.l<!!.ht L . 2ii; ùott. Bt~lotti L. :!J; dott. Ve .Audl.-els L. 25; prof. TU.Siui. L. 50114 vrof. Clivio L. 2110; ùvtt. Ver<-esi L. 5C; dott Mamglluno L. 100; prof. lwù.vdi L. lUU; 1•rof. Ovio L. 11111; J)tot. l·HccllJoni L. 100; pt<JL ,\l:t l"it!!l iauo \". L. \00; tlotl. lll"iuw.t..,.;v L. 10; dott. ~'.!CE! L. 25; pro f. Am~tl<Li L. :Jo; <.lutt. Cuppugi L. 50; 1Jl·oJ'. ::>alagbi L. 10; dott. J\lonte<.-orboli L. 50; dott. ~liJU L. 20; ùott. Fclùma.nn L. ~j; ùott. ~c.: chl L. 211; dote. Vichl L. 20; dott.. G:tlll'a ui h :.>o ; dQtl.. MaW<:cl L. 50; dott. Lusagni L. 15; dott. Costa L. 10; dott. llUQUOllÙO!lJ. h 10; IH·of. NOr<:la L. 10; <;a _v. lla.ssi L. !!O; dott. :SgUl.l.llci L . 211; dott. Gat·tli.ui L. 100; flott. 'l'i::;<~>l11io B . .L. 10: ÙQlt. Ti:oJ<;omio G . L . lO; (i()lt. l<'at·illl1 L. JC>: dott. l::i:JbJ.oJJ L. au; dott. Ur11 sd1i L. lf>; d()tt. Gualtieri L. 10; proL Ui.aocllerj J,. :JO; dott. Cktlto 1.~. Jii; dott. Zapveltinl L. 25; dott. Novelli L. l(JO; dot.t. ~l Lung-o L. 10; dott. H.u.lll.p ini L. l O; dolt. PiCO't.W l~. ao; d ott. C.ighel'i J.~. ;~o; do Ll. Luretll!;OJ.Ù L. :!5; dott. ~LlllJWI.ti L. ;t.j; pro r. !\lauri L. 2o; <11>tt. l'oli L . .~.u: dott. Cnvm L . .W; dott. l'ara<:<:<t .L. 100: ùou . Uuffa L. 20; dott . .<\ll ton iui L. H"l: pt·of. 7\l:t;t,l'~t cle' J 'it·<·luli 1 •. 30; ùull. ('oli i 1.~. f>U dott. M!li.n;i L. f'l; dott. Bo:::elli L. :W; dott. )lotti L. 25: ·d ott. DaU:rvall<: J.~. 2:j: dott. llassnrt L. :!O; •lott. &lb:ttlni J.~. tfi. Oorpo · a·dmwta. 1li J.Va.JJuN. - l'rvf. :\ht~·wlli 1..-. 11JU: 111·u.L l JOml.xtrtl1 J.. :!IJ; 1lutt. ~·r:sgola L. ::(t: tl()tl. J't indpatn 1.. ::11: dott . .Barili' :!Il; 1lott. D•~ Long-i:- L. 111: -dott. Oardii L. 10: f.ll'of. Bi.onùi L. 5U; Pl'<>f. Oa:>trouuovo J.~. 50; dott. · Orlando l,. G4J: dort . .\udiJIO L. 111: do lt. R<><·l·>tl~t;..:lin ta L. :J\1; l•n>f. Bi:nt<'lil Y. L. liiU: ùott. Sacen<Li L. 1U; dott. J\kn:tJOU L. 10; òott. Ru~aDi L. 1:J; dott. .FillptJino L. !JO; prof. Fr~:nt;,i J,. 11111: prof. St:tnr.i:tk 1•. 11111: pmf. ,\l:t":4C'i Yito L. :;v; ten. (.'Il. Ori1•JX> T.~. 50: cap. CuMn.i T.~. 100; dott. P>E'trocelli L. 5; òott. Ba:<ile L. 50; dott. l·':ùeuni L. iiO; dott. l\lm1~it.e lli 1,. 10; prof. Costa T,. 25; dott. CnYn lieti L. jQ; dott. ,\l~lOt(>IJ.n L. 10: dott. :\"lltfhl1lllJ:!"I'i<..) L. 1fi: dott.. 7\J<mfr<..-d.i J~. 70: dott. Ro-o;;.-<i L. 10; dott. Salenun(' J.-. :>; dott. l'vmltrid h 10; dott . .\li<.'k J.;. 21J: t('n. <.'<>!. l.'.'t· llendo L. 50; <'<>l. C.etl.tul;s ' ' · ~O: dott. l'i7Amc f.J. ;;o: reu. <'O L. D".AJJnu to L. 2:'i; dott. Cubi<'Ciotti L. ro; dott. Dc Fu<.-cia L. 10; {]ott. Cor.zi L. 10; dott. l ra!'IQ L. 20; dott. Llcheri L . 20: pmf. .\11111 t~lli L. !iO: dott. SlitTa L. ;i; dott. Giu ml>;1 ttH L. lO; dott. Leltla J,. JO: dott. Iticen rd.i L. fi; òott. J.,4,ruol'i L. 2l>; dott. P('tJ•one L . 10; dott. n~U:t;!iin L. 10: dott. f\'llegTjul L. 10: doti. A.JtU.mt.-;1) L . 10: dol.t. Gr:tr.i;·sdio L. Jl): (I<Jtt. 'l'Un'O 1•. 10; pr-of lenl!ln'' J,. 11)11; '"" l'<..•tlhatrln>> L. 10U; prof. .\((•n·mi<> L. ;)lJ: vrof. ~ St<:'lfilno L. 25 : dott. V:lglio L. 2G; dott. N11s!'<> L. Z5: òott. De Ca· pite L. 2!1: dott. .rennun J,. :!.j: dott. A11ric·cbio r~. 2-:i: dott. De Am~clis L. 15; dott. Mallnrdi L . lii: d<Ht. Ent:1nn<'le L. li'i: dott. ulut'<'ntif'f·h I •. 10: Iloti Rit~L l•. 10; (lo t t. 0.:1 ppm-<::io Il. 1.. 111; tf<)11. ('a JIJ>\II"(·io K 1,. 111; fl•Ht. Anna run. l<t :l h Hl: -dott. Alvio L. 1H: do11. lJp Ho"'' L. lO: dott.. Zinron~~ L l !l.
Totale L. 1f(:>.HfJ,40.
cconti111ta).
NOTIZIE Corso preparatorio per gli aspiranti alla nomina a tenente medico in S. A. P. Al corso prepan.atorio pr(.,~!«) la Rc·uvla tli !;llftitù militare JX'I" glì llf:J>irmtti nlla nomma a Tenente rucd i<'<> it1 ::-;. A. P. ;;voltoffi <lal1 dic•omht·c 1922 nl1G ~o'iugno 1923, pre$e>:o pnrtc 2;3 uffieinli mt'<lic-i di compl~mento. Oltre le materie fondament.-tli fu· t'Qllo imparlìte lezioni rli <·liJtic·:) dell<> Jll:t i>>ttic illf<'ttive t~ tnau•lli:Jt~)IO!!"iC<l, di J).<tra.~ sHoiogia m<'< liro. eli .psi<'Ofi:>iologia. :,:ul ;.,~ti! eH g-JH•r-rn (' ùi odontoiatrja con .eset·-f1tazioui p 111 tiehe. Per J.n pront "'·;·it.tn fi1utle fu (l11io 1111 tc••na di tllt'<liduut l<..~ ~ale JJiilitare <'d i risultati <le-gli eSI! mi 1ìtrono oli rl'illiJO<lo !'Odtli:<fnN•nt i.
Esperimenti per l' avanzamento a scelta dei tenenti colonnelli medici. Per gli eRperhoeo·ti p('r rnccru·wmcnto dell"idoneitiì all'av.1n:r.:-tuwnto :a :;:c-elta dc•i .tPIl. ('O\ounPIU 111('(1 i<'ì. tJi <·Hl ;t l R. d<'crcto n. 276 d l'l I'S febhr:s io Hl:!.'\. In C••UJJ1l.Ì!<-
600
· ,.,ione e;.:•mi natri<·t•. prcsie<lu ta dal geuen.tle di arJllata Montuorl e composta dal )!P.ueralc di divi ~ooe Fia~t1·i e ùal gcJu·rule .ùll:dico ~muctl, usscguò i seguenti t cm i :
1Y l.Al ~<l>ec:i~ liu..:.l:t.ionc dei :servizi sani tali duJ:a;Dte la recente guerra. Premcs;;o nn trevt• <'<lnno sulle tì.ualltà io guerra del servizio .s anitario .esporre le <·Juattcristicbc tecniche delle varie spcctall7/6aziQni dcd servi:.~io stesso, ' con parti<·ohlre ri:;u a:rdo ugll in:>cguamcntl della 1'\'<.(;!ute guerra e deduzioni per una guerra :IV\'CllÌI'{\,
~· 11 >::-el'Yizio <-hirurgico durante la l'(X:e.ute nostra gu.en-a. Organizzazione e f unzionamento dalla priUlll liuea agli o:oJ.~t.'ll:lli f'\1 n.ltri :,ltahilimc uti dl ·ri~l·,·u: t'<msitler~t:.~lou i e deduzlani IK'r l'avvenire nell'il.,Ote...<ti di uua guen-a di monmento. ~~o 11 N:~·••izio JH·olilaltiro e la lotta t'On tro le lllillattie lnfe ltive n~na re<--ente uostra ;.,'UelTtl. Or·g>miz:r.azione e fuu:~,ionameuto de l <Serviz-io p r ol:iillttico ·tH-esso l'estm:ito OJ Kmmte ed il J~te,se; su i rii!cssì !-lullo .wolgimcnto del servizio ·sanitario ;.:e neralc!. (A)ns idcr:tzioui e deduzioni per l'avveni re nell'Lpotesi di una guerm di
1110vl men t.o. L:! Comruission'l'! c·on ,·oLo unanin1e giudicò idonei all'avan.oon.nento a scelta tutti ;,:li ll candidutl, e fra le memorie pr~.::sent:ne se~,'nalò quella del ten. colonnello medi<·<• .\ ll.'tnruc prof. Uiom_uui ;,.ul 10 tema <.'O'tlle meritevole di s1an)d)S. Corso di perfezionamento in chimica e batteriologia. clinica - Dal 15 settell.lbre si sta svolge.udo presso la Scuola di sani(ù militare un c'Orso bimestrale, emi· nE>ntc.m.,ute pmLi<:o, di pe rf~:.~iouau.~t•uto il1 <:b.l.utka e balterlologla cliu!.Cll, sotto m di1·ezloue dellcn. ('().lounello JUt!dico prof. G. Grixonl. A questo corso oono stati coUlllllù:tti du l v:1t·ì <:<Jrpi d'ar·mal~t15 m~t!!glorl e capitani mediCi, allo ~opo d i assicur:rre nmrort11 ntc >:<:tTi:t-lo tleJi c ridH~J·(•hk! ch!mic:lìc c !Jutterioiogichc in rapporto :t lhc•si g<•nzc <:liui<:he dei vnri stabilliueutt <><'Ulitari. Libere docenze. - Fm le ultime libere doc.:euze <.'OD!,l{'guite da~;li ufli<'iali medid xegualiamo quelle <lc l tNtcnl;(• colonne llo ute<lko Gl:tU<.'O Cal'Xtgrau ùi in clinieu o...:ulisti<:.'l pr·(:sso la H. L:uivc t·si tit ù.l Padova, <Ici ma;.:!l'iorç merlico Giuseppe Giordano iu dildt~l o•·ulisticu llClla H. Cnin.·r·silù di l';Jl~ J'l lltl, del t.t>n. col. Jlll'<li<'O 1Ufrc<lo ,\lo!isani C dd (':IJ>ilaliO 11\C'l.liC.:O _\Ji('(Wie :\J;lll('()tlÌ in dinka cJlorino-JHriugoialrica uclla n . l'niYor..,.it:'t tli Ro wa . .Agli egn'l!i c:•JIIPg-hi i Jmstd più vivi rallegrnnu:~ ttl. Echi del 2<> Congresso internazionale di medicina e farmacia militare. - Nel l';ts<·. 'jo dè l B"leUn de mertic·i na na1val c. a., il colonnello medico Fern.audez, Cuest:a
.r l't>rl·a lla pnbùlit:ato un·interessnuti!:'!>imn rc lazlo•w sui !avoli del Congre>--'50, il· h1stxnta da nunrt> r·o:<c foto;.:r<atie <.'OU un lusin;:h ie i'O ;.:iudi:.~io .sulla sJ)le.nòida riusdlit
.
' <.Iella riunione. Nt·l n. ti tkgli Archit·e8 .1/ érlicalcs Bclgcs c . ~., è pure riportnto un l 'c.<;o('()nto dd Cc;mgresso che co.<>tllui. << {Jrùce ti. son vt·ganisation m Gt·veillcuse. 1111 l'é1·itab1e 1111 ~cé.~ ». l'lei fnsc. J6 d<>lln rivi st}J T.e ·vclours ure11at il medi('() prindp;llc di 1• dnl';;e T:nmeur fa un'e)<ltesa r elMiione del Con;.,,.rc&"<> coUe n1igliori impr-w;si oni per l'Italia <•d c lo)!l JX'r il Comit,tlo orguni:~..zatore • .e ri·P<>rùl il m~ "'lJ!)!'io r·llc rn latlf'iat() d11L Ye lh"ulo du.mu tc la vlsitJ1 ~:1 sanatorio miJitnre di Aw.io.
PARTE UFFICIALE .l ) GIOR~AJ.E
:llJIJJTARJi) UFFICI ALE.
(lù;lrallo dalle d·~ r•e,se "· 14·3~ del 1923)
11 C mcOLM~F. "· 307 d d ~c~ ;::iu;;Ho J!l:l:1.- At t 'l'ibuzioui d cll'tlfjloUtlc supet-iore mettico i!JÌI'Ilì.stn pr<'.~~<o l e !lin,;ioni di, sonl/ri Ili CortJO cl'armnta,. L'Uflicilll(' ;.:II J)i;l·:~rc Jlll'tli(.'O l gil'llÌSta t]i <'Ol'J)O d'armata fa parte della dite· ;-.iont• fli sn n itit d <: l c·~H'JlO tl':trnw tn, <•d è alla clirc1tn diJ!Cuden7.a del dl.r ettore sauitù . .1!:!!11 c·ornpiJt' .-.t11dl c in<lltrn prOJX!Ste ;tl <lirettorc> di $."\.n.itù per tutto quanto
di
lil\7
rlguarùa l'lgieue e ln protila~i 1~r le bruppc di$l<><:ute nella giuri&liziolle del corpo d'armala, od lln la dire-t.ione tecnica e la oonegli~wv.a s ull'iUipiego e ~;>ul ftmzlonn.ml'nto <Iella se-.done di <li~i ufezlone. l'or incarico di:'! <lit..-•ttoJ•c di "'"'·iti• vig-ilu. <·••n I>Ol'lùdir·hc i~pc;;;ioni. <-mll~ <:ondi ziou1 igif'Jliche delle <·:tset'llle con speciale rl.h'llflt•do alla !>'Uificiell7.3. della t.'1.tbatura e della aereazione, ~t lln conveni<>llte. diSJ'X)nibilitit rli buona ltcqun potahile, al wgolnre fu.nzlou.nmento ll~l servl:.o..ìo d! ùtv:lt\1 ra ~l,•lht bi:wcberia llt'tsonale e lettereccia, ai bagui )Jer l>~ tnt).)IKI. a llo ~t;tlo df'il<' lHtri nc c d ('i h·t:uuai. ~u l'ir·hi('!:la dci comatHli, il direttore di sanltù in<'.ari<:a l'1t.fficlale igicnL-It:t ùi H<·ecrtftre la buona qnnlltà d.ei viverlin dJstrilmzi<\_na. di condhtv:t.t'€' le C()muti"-':ioni rli ro•·PO e dì r-resiù:io preposte :1 qnc.«to ~~·,·izit): f<>l n<' pm·t· di !-l(}rv~g-lillr<' eh.•• i paniÌÌ(·ì. l mn~rnzzini d i cl\.-nate ;tli:ruent.ui, i fl-i~oriferi, gli :<J1<l.CCI cooperativi, le mense di presidio, ecc., r1spon~lano ai voluti :requisiti ig-i f.'nici per la m1gllorc a limentazione dei ruilìt.iu·i. L'u.fficiale igienista si occupa l n mofio p::trticolare della profila~si nnti>nlolosa, autltltìca, antlmahtri ca . :1111 ì<:cltien, antipam a::•itarin, eonhollan<~ la esatta osser,~a out <Ielle uor111~~ t'ntntutt~ iu pr(lp(l><ìto. Qunudo :;ono ~l,.'ll:llati <':tSi <li •ul:ilHttie iurettiYc propone LI:< mis ure net'('.~,.,H·ie per· i m t >ed i me la d i fl'II.Sl'liOno:': (l( l n thw, 1)(' 1' • llle'/.·7 .0 <h•lln Mz.iou.e di lliNillfi' ZiOn<'. t'()ndiuvnto tlall'nt'fìciaJc Hll'(lir'() d('] c-orpo. i J)rO>YNlLmeuti del ca.so. l'(>r lnc.-8rko de l direttore di sani~\: '1·) si tllllllticue in rapporto coi dir<'llori ò<':;li st.'1. bili'l.'U().n ti $1:Utit.'lll:i mllital'i, _in quanto <•)nc<ml.(' il funzionameli lo dci re)J;H·ti in feHh·i <' dei g:li.>i uctt i b:t ttl'l'ÌOiog:ic:i nel rigltar<li rl('gli ncc'E'rtame.ntl per le utalattie contagiose; · IJ) si tie n1~ in rdazion e t•on le autorltit ~tnilnri•' (· h-ili, provincinli e conHUlall, l>r'r ~ss~re ~<'Utpr-~ al cor-;reltte sulle (.~n~lildoni ~mitat·ic ùell 'ambit>nt'-1.> civile, in quant•; ciò ;oervu :t ~arauti re e1·eutunkmeut.e Ùl collettività militare; f') cura 1:1 c·<'m pll:t7.iOn!' fl~i dorntucnti che, si l'iferi;:;c-ono alla l:'>t3tlst'ic~t S:lni ta·r ia. JlN e.,"-.<;er~ :;Clllltt·c ini'm'l.ll<lto clell':nHian •<>nt v <Iella nwrbo~ità delle truvpc nel corpo d'armata-, oon·•~gHundo che si o\ tell•lX'ri rego.h11-nwntc <l Ila prescrizione tlell.t <.leuuuda ot:obltgatorin d•!liC nt:tlattie iHI'clt.i\~c a ile autorità civili. !:)C'l!ttc con particolare attcmjonc l'anrl!tmento dcll~ eroluzloui clim>~ticbe e tclJurichc tle l ter.ritoric, cii 111'<>Jil'ia l!inriRtll7,il)n~'. il: quanto''"-"'~' po;;snno contribuire a determinare CO!Hii;-.i<Htl Ili ratto c·lte inlf'rr;>:::.<;;nuo l'igiene. ><ti(X!ialJ\·ente sulle piaghe UJnidt'. ~"I l e ?))ne ma l ariche e sn q nelle .1 i <'VPllt.ua li altre enùoni!Ìe, sullo stato dell:t f!Llda idrica nlla quale nt.tit•gono Jl07.7.Ì. f•>nt:111c, e<'C., con spccia le t·lguunlc• alla ~abiU~ì di 'JU{'Sik\ at~lll~~ cù ~lùt q\tnnritit che se ne })ttò :~>rogare, rirercando e se•·"~ndolli nU'oc<'on·eo7.a di doc·ll!ucnti $[:1t.ali e di pubbliche ammi.ltistra:donl eh-<? po!r !;,.'\no interes.<;sll'e.
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In oC<'asione d'i campi, si.n t€\llllpOmnci, sia sroblll per le trnppe, J>et· inc,<trico d<"l clbrettore di :-:.1 n.it::t. n c:c-c-rt11, ·tnf'd inntP. !'oprHino:w, lè roncli?.i()ni i~cn i che del terreno ><eelto a tal c !-:<'opo, l:l e,·cntun le prescn7.:t ne !In 7.ona di mnlntt.ie in fel Uve. rivolgendo o~ i mngg-i•> r<'• at1'f'll7.i<nt<> !luii ·~'"Jl l !l. pot:tbile <111 acllhLre n ll!;(l òei millt:~rl. .\ppen.a rompinto il e<Jng'<.~latHento d 'i un.<t eia~~ dJ leni. ro01·aina. in tutte I.e rn~··mH del corpo d'urn~:~t.'l le t•eccs~~'lri<> ofl(·ra7.ioni <li ri:<nn11mento, di clisinfczione c ·li JJullzìn g(;nerale, in Jll()(lo da a;;:::ic:ut·arc elle ]}rl,mn tkll'!'.n-ivo <l~·lle nuove reclute tntte le opernzìoni ~ìano -">tate ultimate. 'l'ali li ra ti che. a;.<;)l()('ia t>.·. o,·e occona. 11 con.ferenr.e o tlilllot-:trnzioni opr.ot·tune <li medici dei c·ot'Jli, mireranno altresì :111 ìnCou<lcre nell'-anlmo delle •reclut-e la conviu:~lon.e clelia uec:l>s-:i tìt. d i l 11 l tr• lP 11orme i m posti> rln Il' ig-i1•ne g€'nera le c ùa q1H~IIa o!:o-peci.nl~ della colletti,·ir:) n1ilitare. ;~ffinchè il ooltlato sia !lempre in grado <lì prestare ,-aHdstmcnt.('l e proficuamente l'opera sua, e ritornando in fmnl~lin . dOJ)(} ultin111t.<t lo .fNma, •f>OS!>-'1 f)()rtnre a lti'P;.i tWilfl vitn t'ÌYih•. n benèfìcio della Nnzìo:!e. il maggior· · •·ontribul·o !)Ossi bi le 1l~ lln :<n a u ttiYit i t fisicll e morale. L'<tffìci.ale i~ienistn avrà inoltt'E' ogni cura di fref]uentare, per quant<> glielo con$'\"ntauo lP. <'~·il!<'n7R rlcl ~crvizio. CP.ntri d ·i st;url;r,, e Jnborntori )l!'r tenersi 111 corrente. <lei ar:nt-im~n l·(l ~CiC'ntifif'o l' rlPile qnr·~t.loni rll importnnM J)NJti<'n c·b+> interes...qano il
608 ,.-N·nr.w s:w!turio milil;tt•e ueJ •·ampo dcll'ip;iRJlC e dcll.u protila::ssi. Alln. fine di ogol :toJ110 Jlrc~Jllerit a: diretlorc dj >«lllitil urt.-t re12.1..1one (.(ettagllata sui lavori compiuti tlun•nte l"l•11Uo dalla :ot'ziooc ù.i I.IMnfer.Joue, K! t;u tutto dò dlè llu uttinenza <.'011 il .»en·izi<> igiet:it·o-prot:ilnttko iu ;:~ucJ'\!, e :<J>edalmente :>ulle cpitiemi~, anche di leggcm cn l itit. ,·c ritkate:~i fra le rntJlJ 't'. ~:;ul loro d ec-or:so e s ui JlJCZz..i ndoperati a fl•orHe;:;.n :• l'le e H l'e]JI'inte rl.... Copia <ti t<de t~ l;:;ll:ione sarà ti'3S!UI~SSil al Ml..nisteN dPI~I ~lll'IT:t • [) jn.vt.iOJlf' (1:111J'IIIe d el >'l'l'Vizio ~·anlt" riO tnili~11~. '.! ) ('JitCCli.AIU:: Il. 411 d..J ;j luglio J!J:!;J . - ( '1)/IC'IJI''Stl )Jf! l' Ìll·'' ' !/1101/1/oÌ di C/ti/IIÌ(·(l f01'tllt1· , .,. ,tic·t/o-I<J!il!irylfoyì('a e (/f. òru111fiiOioUia prc.~so la &<mt•la di 8(nti.fà mililrtl'(' . ~-:· itHI I-'tl.<) uu l'<lllL•>I'>K' J ~ l' l iluli t'\1 \'>!11111: l't'l' l'in .-t-J.,"JJ~tt\tcntv d ella <:himì~i f:ti'!IJJH\'Cit l u·a e lol'si"''''l-!'ÌI'It < della bruw.atolugoixl, J;('l' 1!\·cntu:~li I..'OI'S Ì d'ì.struv1on\!
:!l'gli ltffic-iìdi dl illtid-farllt:l •·i,.:ti Jl''''""(' In :-<e:1ola di ::<anJrit milit<rr·t•. l'o.,;"'' ilo <·ou<'III'I'\'H' l tP 1i i ru:t;:;.:;iori dtit.ui t'i-.l'urm''l'istl in :S. A. l'., c l'esame, <:hc si lPITil ~~ H•Hna. <:<lll><i><lt't'ÌI in urut h•ziollro <1n >'"~-,~er·->i s n temn e~.mtto a aorte fra gli all i·C:ali 1': l'd fo' 1H . <k·<·r\'to 11. :!(j:t d.-1 ~; ft•hlmllol!/~21. AlltJ :<\'ld;."Ìlll!'lllo Ili l:tl l' k•r.iv tW l:'all':llUJO IIIIIIIIPN$1 SOIIJJil(O i 17l1Hiid:tti ritenu li ìd<lll\'Ì in !<(•g11it<> :111\•:<:tlllt· d(•i l i H> li ·JII'\'!'l<'ll(:l t i. :li Clltt;01.\HU ~1.
-1:!1 \.Id ;n- lll:t;:'I]:ÌO ]!l~l. - R. r/(t'l'('/0 11. lai(l, ('/w fi11/)Uda IXU'Ì(I'II/Ì (•/ H. t/l'l'l't' i" :! !JI' II11(1ifl 1~~':, 11. l:t. rt•/alir<ì all'ortliniMII'nlu t/f'/ U . l~iJI'rr·ito. At·t. 1. -
L'art. :tl <Ici H. 1le<·rcto i g'('lltl<li•• 1!1~, n. l:! t> ;;u:;titu.il O <ùtl ~b··ueuw:
. \ t·t. :t). - ] ;OI'j!:IIIÌ('(J tk~Ji l!fti('Ì:Jli :<llji(!I'Ì()ri t•d itoft•l'iQt'Ì d~J corpo .>:illl Ì~IrÌO IH Ì lit:l.t't ' ~ i; '*';."l Wtllt•: llt'Jit'Ì:~ Ji IIII'IIÌ!'i: ~ c·c )JU IIII(' il t; ~~~ 1.;;· 11. I'OIIIll.l l!'lli; J;,;; lUII;.:":!i11;·i; a9-l (~lpllltlli; :.'110 ><llh:tllen .; (ili jl'll'le d ì ('Uillflll'lli('IIIOJ, Tol"tlt' u;~:s: ufli<·iali <:hlllil<'i - f:ll'lll1lt'i,.1.i: -l l<'Jl. <'<JI<.•nn<>ili; :)0 lll:l;.!';:"in!'i; ~::; t·:t·pi~t lli; 52 $11· bullt"l'l ti (i.IJ Jhll'lt> di (•tJilll.JII l' ll l('HIOJ. 'l'OL:tl~ J;{j, ;\on :c<<llto (;lltlllllV'"i in •Im' ><tll t:lht• lla gli uJ'fi<-iuli t:he I>'~ IIO IJ(IrtJati nel qu.ad1•o or)!'anic·o ch-I H. ('òll'J• • di 11'111'111' •·n loliÌilli \' lfll<'lli udclt>lt.i al .\linl:c<t4!.1'0 delùt guet·rn eti ni ::1<' 1'\'Ì :t. t ~'tl'll tlt'i ;tli'E::<·n·ilv.
41 CJnc·oLAtct..: n. 4~1 <lei 12 Jugllo 1n2:r - Uisul/(tfo de}/ oou(·M .~u nl pre-mio RiiJet·i per !Jl-i lt}jlrtnli ml'(fi!'Ì t/1'/ H. IO:~:<erdll) e •Id/a H. ,J/ OI'itw . .•cfJtlu l tJ il :.11 lugl.io 1922. l'C'l' i l t.."Jll"l l'><u :ti l'remio Hil>l·t·i. iucl<>tto t'On d t·(~>lstl'C ~L ;).J 'i rl~l G . .M. 1921 e ...waduto il :n lu)!Jio 1\l~~. l'v JH• ]Jt' l'\'t'UUI <· iu l~'llt po utile ;1lla .Direzione c-entn1le
d('J ~'l'l'i%Ì(I >l:lllÌlllt'iO l ll ili llll~!· ;, 111('1111)l'Ì(• j)(' t' : Jl~ (,•11111;
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Direttore: ARTURO C ASARINI, tPnonw colonnello m<>dico. ( 1433) - Roma. 1923-24 - Sta bili rnento Poligrafico per l'atnmiui!<trazione della Guerra·
Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare
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. CON DIZIONI DI ABBONAMENTO. 1. 11 Ciarua/e di medicina m iWarc si pubblica il p rimo giorno di ciascun mese, in fascicoli di tre fogli <li stampa. 2. L'abbonamento è anuuo e decorrf! dal ,o geonai" 3· Il prezzo dell'abbonamento è: Per l 'Italia e Colonie . . · . L. 24,Per l'Es~ero ll6, 1in l wlia . 4.Un rnsctcolo sepatalo costa . . . . . 1all '" .es t ero 4,&0 Il supplemento c.:>ntenente i 1?110li in Italia Jll,· di at1zia11ilir c!d corpo sanitario .,, a 11 c.stern • · 12, m/l'ilare c.:>sta
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4· Per gli Ufficiali medici e el!imici fann aci'sti del R. Esercito {in servizio attivo, in posizione a usiliaria, di complemento, della riserva ed a riposo) i l prezzo dell'abbonamento è ridotto a L. r2 , antidpate • .S· L'abbonamento non d isdetto prima del 1° •l irembre s'inte nde rinnovato per l'a:uno. successivo. 6. r. signori abbonati mi litari iu ellcttività d i !'.ervizio p~gheranuo l'importo <leil'abbonamento per mezzo dci rispettivi comandi di corpo e dir'ezioni. 7· l'er i soli ufficial i medici (deii'Hs~rcito e ùella nlarina). in qunhmque posizione si trovino, è ammesso 110 ABBON..\ì'-rl-:NTO CU~I ULATIVO al Glor11a/c di mcdicitla m ilitare ed agli Ann::zli di medicina navale e colo11ivle al prezzo d i T.. 27 rutmte. P.er ottenere tale facilitazione cumulativa gli abbonati militari dovranno far pervenire l'intero importo all'Ammini strazione del period ico del J>roprio corpo. 8. Ai l ibrai si fa. lo sconto d el to per cecto, ma soltanto per gli abbon:1menti d<!lle petsone. e degli euti uou m i litari', che tt ou possono fnt!re della facilitazione di cui ai uum eri 4, 6 c 7·
NORM.E PER LE PUBBLICAZIONI . t . I lavori originali, le note, 'le- rivi ste - dattilografaLI o ~critti a mano dev·o no occupare un solo lato del fogl io cd essere accuratamente ri veduti dagli autori. Si f a speci'ale raccomandazione che quelli scritti a mano siano ben leggibili, per modo di evitare ogni dubbio d i intcrpreta1iou c. In caso contrario, la Di rezi one s i vedrebbe coStTetta a sospenderne la pubblicazione. 2. Salvo ça&i ccce:>.i onalis~inù, la correzione delle bozze sarà fatta d ~lla re<lazione, anzicbè dagli antorì, per non ,,incolnre il lavoro tipografico agli in evitabili ritardi po-
stali.
3· ).e spese per g li est r.ttti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che accompagnassero le memorie, sono a cari co degli autori . 4. Gli est r atti sono òi due tipi: - Tipo A. Senza copertin a e colla i.ntpag inat tua e num erazione de l fascicolo. - Tìpo B. Con cope rti na sta rupata, fronte.<opizio, impaginatura e numerazione speciale. 5· Il prc -.zo degli estratt i, per gli autori delle memorie elle li richiedano, è regolato d alla seguente tariffa:
PREZZO DI CIASCUN FOGl,lO DJ STAMPA. NUMERO DELLE COPIE -
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100
200
oltre 200
60 70
70 90
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60 100
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Tipo A. Tipo B.
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120
Gli estratti oninori dì wt foglio st contano com e fogLio intero per l.e ordinazioni di estratti o tt~etto. Per quelli che • .<ttpeta"o ~n foglio, /.: frazioni in più. che tiOn su perano Il 'mezeo foglio, st contano come m età, pm·cllè pcn> /'orttinazione t! Otl sia inferiore a so copte. 6. l man<>!'critti non si r estituiscono.
100
(1433) -
Rom&. 1923-24 -
S~bU!mooto PoUgrafioo
per l' Ammlnletratdone d e lta Guerra
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Pubblicazione mensile
GIORNALE MEDICINA MILITARE DI
PUBBLICATO DAL M IN ISTERO DELLA GUERRA
(Direzione c entrale del aervizio aanitario militare) Gio rn ale di meùicina militare: x851-1884 Gioruale medico del Regio E sercito e della Regia ?llariua: r88.')· I895 Giornale medico del Re~io E~ercito: xb9<i-1907 ,
ANNO LXXI .. 1923
1 Dicembre
Fascicolo XII
SOMMARIO MEMORIE ORIGJNALI :
•
Lustig. - La chimic1\ in g u t>.rm (e i ga." tt~<fì:;:'linllti . . . . . . . . . . . Par;. 60!) Funaioli. - L'ant r upo log i1t crirninalt· 0 il Rno valOI'<' p1·ofilat.t ico i<Ocia i(• 6I5 Piccoli. - Contdbuto al lo s tud io d r· ll 'asct •~>so dis,:t>n tc r ic., . . . . . . . (J21 Cortlcelll. - Gontt·ibuto nlht dia g n M i d t-lla tuùf r culo><i ~1prrta m r rliant P J'csam!' d l:'ll'••screato COli il mrtodo Cist11i .. . . . . . . . liJI
CASUJSTrCA CLINICA : Bonazzl. -
I nclivitluo c·icco <: :;mdom\lto fun zio na.lt> g ;_.a.ritu
RIVISt:A DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA . CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI. NECROLOGIO . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA . PARTE UfFICIALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . INDICE GENERALE QELLE MATERIE PER L'ANNO 1923 .
ROMA -
Pag. G3ì 6:JS
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Direzione ed amministrazione Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre - ROMA
Per lt inser%/oni di publi/lcità r ivolgersi DIRETTAMENTE all'Amministrazione del Giornale di medi· tlna militare • Palazzo del Ministero della Guerra • Via XX Settembre - Roma. .
Per le nuove norm e circa le pubblica.zioni dei lavori vedi copertina (4a pa&l.na).
MEMORIE ORIGINALI
La chimica in guerra e i gas asfissianti. per il prof. Alessandro Lustig, scnutore del Rt>gno.
l l 2~ aprile 1!)13 sngna una (l;tL<t memora.bile nella stot·ia delle guerre. Quel gi01·no uuo.1 densa uu,·ola gialla appal'sa dalle t t·iucce tedesche nella r egione di Ypres inra:;e e oscutò la zona occupa ta ùa uua intera ÒÌVi!SÌOllè fL'llll Cl'l'i('. J)opo Ull'ont, IIIOltt> l'<'lllÌJia,ia UÌ IIHII'ti l! di i\~l)lliZ· zanti giacevano n ella pos iziOIIC OI'UlaÌ ::tlJbaH<lonuta, e ben JH"CStO questa improv\' hm e s paventevole :sol'lll'C:'<l. clovcnt tlill'unùere nr:i s uper stiti t: in tutte 11! truppe una. inquil'tudinc. iDistl·;L. Non è esagerato il considPt·arc l'e)tisodio corue la prima man1festazione d'una, fo1·m nuont e tcn·illllc, rles1 i unta ad a ccrei'CCI'Si o g ni giorno più, or·jgina t a e nutl'it:t tla una nnUnt e tnuli:r.ionale c'uopcn17.iOlte scie!ltitìC'a e .tinanzim·ia. pin llo•'do ('ht• eh qnakltc !oòing-olo ~1gg io <Ii ta1P u1 o individuale, portatrice d'nua. oscu 1·a minaccia, d i cui anche la mente più ser cu a. trm·e1·à, a rduo Ji !Il ilare l'i 111 pol'ta nzu . o~~i. dopo che colla g"lll'l'l'a nullldÌ;\le si è chiuso (jltello clte forse è soltanto il pri.mo atto ù' un a sterminata, traged ia, nHa. VOl'e autorevolt• l'ÌciiÌHIU.'l, !oòttlla. g'l'an• qllf'Sf ÌOII P l'attPII:I.ÌI)IIC• <J('j l' () llll }t•lt~ nti C Ò!>l puhblicO: e noi. Yogliamo dH' qtH'ioita ,·oc<' vl'ng<L lliffuf'a e ascoltata . Un chimico inglese, Victor L dr·hure (l ), gii1 uflic ia le addletto ai servizi c himici dtmmte la. g-ltetTa, li(• ) ::<HO cc Eni~nll-t del Heno » f~L la storia ùella guena ehllllica nelle snc or i g ini ~ ncll t• SIIP fnsi, ft•ema n dosi a con shlcran• le incog-nite dt•ll'avveui.t·c. Questo libro, {'lie si prese11ta in Yc:ste quasi del t utto tecnica, finisce inwcc col da re una impeessione veramente epica alla. visione d'ill~i(·Ulr. ÙÌ CJUP.JI:l Jl;U'tC della. lotta CÙC Clll· minò in un tita.nico duello scie n t i fìro ed i nùuRtria le . Giacchè n ella scienza. c nell'industr·ia, tlicinmolo subito, sta la rngione dclht siugolarc i11i1.iaLim gtrmanica . L' imnwn:;a- produr.ione di so· st~ nr.e tossich<", di (~ui C)u cl Cloro eli Ypt·eR non fn che lllt primo e mwlt.'- , sto eampione, tl'Ont l;t sua. ra;.tion e rl'e~scrc in una. fot·nHl· d 'aUiri tù t• iu un attrci',/'~lJlwn t o colth'a ti li n da parec(' h i <l<'ecnni. Rast i sn pere c he al princ·ipio della, ~nclTl1 si produccYano in Germa nia 40 tonnellate di clnro <Il ~io l'no di fronte nlla unica, tonnellat[L pro· d11tta in Inghilterra. B en presto al Cloro Ri aggiunsero altri gas !agri n ogeni. Ma il lancio d ei ~as per m('zzo di <'ilinrlri, come all'inizio, offriva ceg15 ~nC'OD\'Pnienti r elntid non solu a l d.ispPtHlio di forze e di tempo necessa ri alloro collocamento, ma a.nt:he <di'esito d eYuluto troppo spe.~so a: ca pricci del vent o.
-
(l) T.~:n:nnum:: T/w ricJ.c/l c ot 1/11' [f/iinc. f.(\nclon . L. \'oli in::, ~on~ nn d C .. 111:.!1.. '.fratlotto 1u fran~sc e puùbl k·~'to thtll'-e<lit<~rè Parot, 1022. SO - GicrnaJe di m edici tltt militare. -
Fuse, X l l.
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E1l ecco so1·ge1·e i pr-oiettili a. gas1 cile dapprima ebbero azione solo ini tan1c e star Huta toria, W<L uc11 pn ·sto d i n :uucro mortali. ~cl g-iugno 'H! un'<.tH1·a uodlù, : i laucialiawwe e qualche m ese ùopo iusieruc al Clun·o s i lanccl'à. il FoJSgcue. ~\. uu simile :1tta cco nOJJ poteYa Dl<UH:ar·e hL J:cazione ùegli .Alleati e qucsri, l>l'r quan to si trunussero ja coudilr.ioui profonùa111 eutc sJfarore,·oii, r iu:scirono nel :>ettcmure 'H\ a lauciare il F o:-:gcne con ottinJO successo. ~ell'oJJew;ira. J c]Ja ::iomme, pui, ript·cst:!r o l'ini11iativa con 1111a in!!:<'gno:sa IIHt cchim~ gucJTCsea : il l'rojedur Lirr11s iuglese, uu SClU]Jlic c tuho di cui si pott·rano appustaJ·<· [adlwentc <:etdiuaia ~ wigli:lia d i e::;c!Uplari capad ùi scattare in:<iewc JH:l' mezzo ùdl'eleltricità, lantianùo a gtaud c r!i:-;tuuza altrettante llotllllt a ga::; e imto.-sieauùo co:sì all'improni:so regioni \'<t:Ste e lolHUilC . .\la i11 ques ta lo li <L pc t l'i 11 izia t h·a i T eùescld, per le ragioni che li L r<·nw, :sono tro ppo in V<IJJtaggio e dopo ;lh-uni me~i nou :solo adottano il Proj cd(JI', ma iJ1a ng urann alll·i gas) (.l()h li g;~nùo intanto la. ma~:;cb era degli Allea ti t'L m od iHcarsi semvrc per fr<lll teggia 1·e ogni no,·ità c impong-ono la lotta contro un 11\lo\·o e maligno "'· n·t·sal·io : l'Ypritc, il famoso Oas moslanlu < ·h<~ J·icld<•ded i ripari ·più lllan:IJino;;i e diJlicilL La guena a lm:se di g<l:s :si :sr iluppam ogni, giorno più. Nel ' l~ un parcu d'a.rt iglie.11:ia tedl's<:a. t:Oil tPnent il 50 % di proiettili a gas e la prO· <l11Zioue ùi Yp1·ite tu<:e:tnt Je JOOU to nnl'lla rc quotiùiauc. Bouo cifre ver tig-iuo:-:~· . l'cr <IH J't~ llll itlf•<t c.l<'ll:t fatico~,. 1·d illlp:ll·i lo t.ta :<!);;tenuta. da.gli AUe;bti, )'i con:-:idPri dH· t')'!>i poter\1110 Ja ni'Ì<II'P l'Ypl'it<· solo 11 lliesi dovo ~~yer idc!ltilìcata l)tt!'lla tcdP:->C< .t. ~ la nn d IL' gli A lknti riu RCiro no a reJJdere gigantesca, h~ loro produzion e : L :t Fr:1ncia ha fatto 5,000,000 di te~pira.tori c 2,500,000 tnoiettili a gas JH t>:starùa in un anno. Dal .luglio 'J5 a.} no,·embre '1l:i si [('(:ero c iiT <l· 100,000 tonnellate di gn~; . ,.t·ro è che i 'l'PilE>sc hi JH' fnlil)l·i!'at·ollo appunto il doppio! ù vcra.mente istrutth·o seg:nh·c l'al terna t.iya. delle offc~;c c delle difese, sia pure ~L'lilla oentrat·(' in J ~<ITti colari. Ai priwi a ttarc· hi c..ol gtts gli Al· leati corrono ai r ipnt·i, e cioè alla m:1 x<·ht• ra ; al co::;idetto ipocaseo P. C .• al quale f'l'g'LIC I1C 11 pr<•sto un modl'llo 1ll iglio1·e: il caseo l'. )la la com · parsa. del Fosg<'ne lo r cnde n •bbt> in utilt> :.;n non !;Ì introducesse la Esami· 11a, ed ecco il l'. n. ch e, p e1·ò, n ou ~<·tdr;) contro i lagrimogeni: ci vuole una difesa pn gli occhi: il l'. Il.('. ln lilw, clotg-li ~tndi tlt'l col. JLarri:-:on e dci suoi collaboratori nasce il famoso 1·espiratorc, di cui p<·rò i filtri
dc\'ono é~:<l' i'é continuamente modilil•:tti SPcondo i nuo,·i gns. Ma. anche iJ respiratore non d~ai~ uua. garanzia s ufficiente ]W l' i ,·eleni che intact·ano tutta la. ~upe rti e ie del corpo, p<' r il Ga.<.; mostm•da .. Ad ogni offes<t la sua p;.u·at a ; ma i11tanto quanti cadono durante la. fatica ùei cllimici ! Da che dipe ndeva questo singo1a.re stato di cose? Semplicemente da part icolare ricchezza. di m t·zzi c que~ ta a sua, rolta. dalla. couqni st.'l. ormai
gntica. .Jel monopolio mom1ia1e dei co1ot·anti e dei prodotti chimici in genere da parte della Germania. Noi non vocrlinrno entrare nei pnrticola.r i di unn qucstioue di carat0 tere industriale cliC ognuno troverà distesamente trattata nel libro eli
ti l l
Léfebure. M~L vog lhnuv ricordare solta n t n che Ù<Lll:L fusione delle sei maggiori fabhriciJe tedesche e <l<lll'tt-c;sot·bimellto eli quelle minori è sorta una g igan tPsca oq;aniaazionc>, la l illrTr·sstn (it' JII('ÌJI.~<·IIufl J d i\'(·nnta. pa· Llr~na, di tutta l'jndnstl'ia th iwi <·;t tkl wout.lo, g1·azie anche a fJll clla proteziOne del Governo e a. quei l-<istemi commer<·iali che tutti conoscono, ed (: nato (ecco l'impol'tantc) il mo11opolio ùt-i co lori. Que~ta la sorg-entP di tut t i i gas tossici! · Il Cloro, .i l F osg<'ll<' e molti ;litri g-as tossici sPnin1 no gii\, p d ma del· la g uerra pei col(n·an U. Pare the mol te di (Jill'stc so;;tanze altamente •c· lenosc l'ia no parenti ~:~t 1 ·Nt i ssime <li fJHt'll<' <·hP sm1o poi le tappe rla tneear si pel ra ggiunginwuto tli un colo m.nt<·; cla una. variazione tecnica quali profon rlc cou:-:<'gnenze! h1 poche :>dt.iu1a ne una, omci n a, poteva modificare radienlmcntc la lll'OJ'l' Ì<l protln,...imw. 1\()n è difril'ile capi l'e <JlWn . ta. s upe1·iorit:ì. derivaf::se rispetto a).!li allc·ati costr('tti a imp1·oyvisare af· fa unosamcnte. <ln. una simile orgnnizznzin111' aiutata da in).!enti fJU<Intit:ì. di materie pl'ime e nou è pCl'Jlll'l-;sO illudPl'si Rnll 'a n-eniee f[llaurlo si pensi c'h(' i ncm id adopPJ'arono solo soJStnuzc adottate tin dal '17. 1\ulla sappiamo di qu:wto f n ~-;tncliato in Rl'trnilo e il f u turo R<'rha CPrt.1mcnt(' delle sorprese, tanto più <· he le ric('t'chc (l'OJ'Ilin<' chimico sono iucontrol labili da estranei l' l-<Ì <:nmpionn 11('1 l-<i iPnzio dPi lahoratOl·i. Get·to è cltL' fin dal prinripio Ù('lla gucn a c·himica gli nll cnti eblwl'o a loit..n·c eontro mille difficolt."t.: man<·<wza eli materie pl'imc c el i prcparaziOllC. P er est"mpio. una pl'Ogl'i tata r;lnlp:tg-na ('Oli gn:;, lagrilnog-l'liÌ l'i <lon•1 te J'ihu·dare per mancanza di hromn rbe iJJ p:wte i f1·ancesi con lodevole sforr.o poterono trarl'l' tlalbt Tunisia P la ]o]'() pt·odnzione di Ypritc fu ostaenlata dalla mancauzn, di tPtl·aC'Iornro eli c:n·honio. Ai tedeRch i, iJW<'<'<'· f il di grt\\'e llllll<l CCÌH ];l tn<llll' <l ll Za di nitrat i p i'O olotta da l b l OCCO e dopo il primo am10 ~ i "'al'C'hlwm t l'm·ati pl'id <li <'sploù1·nti se il celebre 11rof. H<lbPl', l'animatore dt>lla ~·wrra. <·himira. non avt'~:;;~ R('OJ)PJ-to il s uo geniale pro<:edimrnto ]lPl' ]'estrazioni' rle lrac ido nit r ic'o flall'm·irL Insomma c i scm hl'<1 oramai dimos!l·ato c he la :-;MtE' dr~l i allc·ati f u mrRsa <1 gravi. rischi dallo smisurato F:\·iluppo ùell'inclustria c·himira t <•<lPsca e non è nec·t>~sario ~offl'l'll1òll'Ni anr·o•·a l<ui prr](·oli promrsRi p<'l fut.m·o <la un'at tività scientifica !-:O:sten n tcl rlni g r a JI(li mezzi delle jndnf<trie di pace e in .condirione di pott'l'l-<i :::ot.trarrc a, qnalunquc fo1·ma, rli controllo e di spionaggio. Ma , anche a. parte ogni èonsidrrazionc d i ca J•a ttc••·t• pt·ofPtico, è logico ammett ere cl ae d n Ila Hne <lt'lla gurre;t gli F:tudiosi tedeschi non ah· hia-no tralaRciato l'i n\Pstigar.ione s u nuove sof<tanze e nuovi nwni a base chimica , tanto pitì che a lla v ig ilanza degli alleati non sfug~irebbe Ol'mai la preparar.ione ùei Yl!rl'lli e maceldnosi onligni. E non bisogna. dimenticare che l'accumulm•f;i eli questi rHroyati (dei quali. la chimic'a. orga ni ca. si è dimostratn ft>l'tilissima ) a l di fuori di ogni tentativo di ncntr alizzazione da parte nost1·a, non solo, ma anche di semplice conoscenr.a ci prepara per lo scoppio di un uuovo conflitto a una sorpr esa agghiacci a nte e non m eno profonda di q nella cl1e p r ovarono i primi selvaggi assaliti con le armi da f uoco. !fa, prima di <.'ntl·a re a. discutere sui rimedi,
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cume fat·t•uw, fl'1'11liantnd un U101Ht·nto a t·icot·,Jarc quello elle fu la gnct' ra cllimk;l, ~Jil'<'i<lluH•ntc ùal punto ùi. vi~;ta S<lltit<trio. Chi sct·h·e <)HPl'te pagine ha rlil·etto dal 1!)16 al 1918 il sel'\'izio mcdit-o twlla ot·ganizzazionc anti-gas formata daJ Comando Supremo it:lllia ll o ( l 'lli1·io tC"<·tdco <l ii·ctto dall' ing. colonnello del Genio ('<lValiere L . .Pinna l iu ;;;cguito ~Ll JH'i.mo aHm·c() rol ?:(as l':nbìto {)alle nostre truppe il :!(i g-iug-no 'lG c pt•r 111agg-iot·i p:u-ticolm·i t·im."J.,uda all'articolo puhbli Cltlo su IJIH'l'lo Ui1,1'111t1o (/.i nu·diC"IIta militare, HIHIO 19:n, fa."lC. IX . Fra i g-as tossici IHloprati contro di noi biRogna anzitutto distinguer e quelli a pi'C\'alcnf<' aziouc nsfì~~iante tla CJIH•lli a prrnllPnte azione lngt·inln~l'lla
o \'C'l'dcatoria.
... - r.., l:lllll 07.ÌOU(' 1rrilunte ~ :-OIT<)(':tntc ~~ ~·(' j!iil alla ù!luizione
CIIJ/'(1 , c~
eli l o:,oo· R :Ìi':lllll:'lll !' m·ci<l!' all'iiiiJW(I\'\'Ì~ J')('l ' inlhiiliH!l(' o 1~1· c:lll!ltiC'nzlnue JYIImon.arE.'. KPI più lll•i <':lSi si hn un qu:11lro di 111111 hmudtile diffusa, •t, cle! ùece.....-.i $<ln tlon1ti n t•lll'lllll 1nlmnllnt'·· :\diii ma.z~lf)t~u•;r.-:1 1h·l ('(Jipiti ~"\tnri;.d<~ne. fp intlimzionl I!CDE.'t'nli cont1·o tnlc lnl o:<!<Ì<~Iilinnc (<'()lllC Ilei n~to 1 ~· r molti altri J.,':l!') l'!Ollll: t·ipo,<;<> n~c:oluto. !>OJIJll'inwrc• l'llldnn<' 1l(>l tos-.iro. Ca \'Ol'it·c In rlpr<'i':l <l t'Ila vcntilnzloue polmomne. S:II:ISSQ, cnl'llivdncticl. inaln~ioni di O , provv('(l!roeotl 1'01111'0 J\•dt'lllll J'lllfiiHilllliC. :?. ().•<~•irto t/i carl llllliO, O O. - 1'1'0\'i.eJll' Ili l't>lito tl:li comuni f.• ;:plvski. Come é noto impedisce l'o>....,igenn~lone dei tc:<."lll i. fo rmnn!lo Ul'l s:w;.."\JC 1:1 l':ll'ho!»-icmoglohintl. ('ura : :nia purn, o"'~i~no (T fnniN'!"i Do cH~trlht1 in:mo dn ~pcru1 1i c11indrl di 11100 litrt o [X'r 1111'zz-o d<-lle <>ttrtu<'CC' di oxilit<- immerse in ncqun).
3. F'osge11C. CO ( ~
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(c..'Ollongite). -
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2.~. per Ofn 00 •
T.a sinll)mnrolo~da t>Uò confon.l<·t'"i. con qul'lla dn Cloro; l'inl7..ìo è di vPrso: lrritnzh>ne d e lle fnn<:i. to~"'f' l'lJHI><lllfXIiC'n, scomp:H'!~u di o~nl ~nro tll mn11'-"""re ttpp<>n.'l. il Jl:tilicnlc è nllontu11:tto <lnll'nlmosfcrn lnquiuat~t. ~U7..:t però eh<' J)('r QlH.•;;:to si 1>0""'' ritl'n<'N> dile~ullto ogni JX'rirolo. Quindi pro):no.o'l 9<'mpre rioorvn ta. C u m come l pr<'<'<'tl<:>nLi. Il pmf. J>icHti...l, :t\'('JHio fntlo p:H'<'l•c·hic lllllclJWI<' in ll"fì""i:lll JWI' ('llli'O (c fo~ J l()l' .Fo~~~·uc>).
trco,·ò : <'nfìl-<'mn :wuto JlOintonnre, dilntnzioue d<'l cuore de!>tro, emormclc !<(ltlopiPIII'icb<', llOtt<M•pic: tnlich<.', {lt•lla mn<'lli-111 g-astri<·a e duodt•ll:l lr, iperl'm i a d<'l cervello. fc'l!'il t o. rf'llc>. 4 OlorojOI'Illiato r/i. .lfrlilo IIIOIIOrlnrul'ftl•) (fJ:llite) . ('I ('00CH . C'l, C trklof'lll'n/o (!'llperpulltc), 0~ 0000 Ul , qn:tdro simile u quello del f'osgcne, nm phì ln-
l!rillltl~(\JtO.
fo. Af'irlo danirll'iro, Jl C X. \'C'l <.'nosì!"slmo. Dll !O:l!ìYtl7.lonl'. f:.'lflOre amaro, llt'c•ìrl<• pm·:Jii7.7..:1JH1o 1 <'<'11111 ]'(•"piralnt·i primn 1111<'()r:l rh<' In fnrmnzlonc cii cinnemn:.:lnhi nn la q u:1ll> .~lì è cat·a t te r ì ..,, i<':•. a hhi a ti' m flO d l 111'1'\'SI.'l re 1.'1 I'<'!'Jii r:t7.ione del tl'l-l,..u li. ln cli(~l:-.lonl : !'Otl l'fll'l't' Il t'Oipito nlln !,la niliom•, t~J •It'117..ione arHficìnlc•. <':tl'cll(o<'iiWtiCi. <.><'C. n c·lontro. l' 11 bromuro rli cinnogPIIn. cloro tmlfllln rli mrtile, .~oljo to dim etfl it·o e Hlt.rl hnnno 11:r.ionc ÌITil1111tf'>, hwrilliOI:'<'O!l. J·:~tt't'IIIH HI<'IIU' !'o ll'll(':tnll i Cllctmli llromali. G. Cloro l'l' rina. cl, cSO.)]. (tricloronitrometnno. aquinitt•) i!Titnnte, laStri mo:.:•• no e lh...lif':>i:tntc. · 7. A rsinc. - ('ompn<:ti Ili .\!1. La!:;J'LillO!.....,IIi e molto to<:.<~ ici, MulrnRSegnntl d a lla cmre hlì'l t' C.'lJlllf'i cii nttr:t\'C'n<.l!C' Il' mns..hc't'll! J><'t' In loro tình•!'i nm ~ucldi\·i~<ion(!. I'T'I)(lut'OIIII: ht'IWion• 111 mtf'.O, <'O::>trizi olll' clc•ll<" f:111rl. Sfl l lOI'e ml'l:tllic'(), oonnolcJI7~'l. yomito. 111 !'C'!!IIIto NIPml 1\'IIJlf'hr:Jii. !'rit<'llli. fntti t\'!')'llmtori. J•)yohliliOn(! ln gencmlt• h\'IIÌ;!II..J. T<•l'11pin: :oìnlc,m:lli<·a.
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1. Prodotti aloy,·ual i del t1Jlue11e, H$ CH, e dello a;ilenc, C H (Cll ) _ Sono lagdlllOf!<'IIÌ ~iii alla <UIIIÌ'l.ÌOll(' Ili l : 1.0(1/).1)(1() e prodU\.'0110 ,'l(,iÌti ratti" infiammatori :l ('(lll('CillJ1l7.iOJti più ell'1'11lc. T.<l ).!'U:n·i~i<m(' di aolìlo rapi<ln.
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in t:C•nclizione di potc•1' 1111111Yere a un a ve m controffensi,·:t eh imicn, con•<· fP('.ero gli alleati e n ppuuto da questi prm~enne l 'a.pprOv\'igionamento eli grandi rtnanti tù, eli gal' c SO·
pratntto di respiratori (maschera in~Jl<'sc·), JWl' quanto non numrassc il valore· e l'nitivitl~ clc·~li stndi·o si. :NonclimPno si rostit111 1111:1 formidabile or ganizznzione difensiva., alla, qwtl c io stf'Sl'O r·ollaborni e anzi furono opera. mia i vari opnsroli SUA"li effetti, rimNli e prov,·cdimenti contro i gas dedicati a l le truppe e n l personale Rn nitario. Riferendomi al lihro di I,efehnn' e :Il la mi :t prrsona l<' <'sprrienza, spC'I'O eU n,,.,,. rlato nna. <'ffi('ac•e rnppl'c>!-lt>ntnzionf' eli flllt>llo <-Ile fn In guer· r:t· chimirn. e non ho hii'ìog-no di ulrrrior i spi<'~;1zioni in pl'opmdto, nè di in!'listere ancora. snl fatto cht> ·( ]nanto è nvvPnnto rapprt>i'ìenta ~rlltnnto ~li albori di nn nuovo ;;istema di lotta <-ni è- 1womessa. nnn. amplifiP~'lr.ione pr ogresRiva., e che già, ('Ome verl r emo. hn fntto pnR:::i rln gigante>. Che fa.rc>? Anzitutto ri<"lnlar~·i ('hf' la nurstionr• l'!<i!<t(': r('c·n l't>~<l'Pil7.i rdc ]Wl' gli studiosi della gnt>rra. r per il pnhhlico in grnrr<'. n lRfrhnre eliC'Idnrn t-Wnz'nltm <'liC' 1111:1 sparla rli Damocle· penderà sul monùo intero fino a, <'he la. Gc>rmanin Rnri\. padrona. delle industrie Phimi('he; ma il tmttm·c> 1lr>i r imPili f'liC' lo!;!'i r-n nwntf' rleriYilll O rla (]ll<'Rta. flfff'rmnzione r Pllc> conF:i~tono nrl rir1n1'l'C' la pror1n7,ionc tRtlf'R('fl e n el ct'C'l1l'C' qnf'stc> inrlm:triP pl'<'Rso rl i noi, non P (!IIÌ mio ('ompito. 11 fntt0 è (l) r,u<;TTO. -
Lo f'pel'imen/(lle, 1!)18. pag. U!).
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T.A C:II I ~11 C'A I X UUEitR .\ E I G .\."' Ai'FISO<lA:-IT!
{:Ile non <.... lier·uH·sso f>perare l:tell' nhl>anclono ùd nno\'i mezzi di lotta: tutti ·<·<Jnos<·ono oranrai l 'autol'it.ù dei tJ·ntt~tti poli t ir·i t• dPl resto ln :.:tori;t. iH~<';!II:t t·nulé lo ~l'iluppo d elle :mni da fu&o JH)u sia stato punto osbl· colato d;tll'a,·,·c•rsimw llPsbrta fin dal lor·o npparire Dt>gli autichi c(lnr · battenti, i qunli, n :> dendo graven~t•nte r•:o.antor;tto il Yalore persnua.Le, le ;,!inuiearono al t r·<·ttnnto s<·\·(•r·am<·ute quanto ieri è stat·o fatto pee i gns. Juolit·t· qtwsti ulti111i in <lPfiniti\'a uou sat·anrHJ mai. cOlHhmunti, perclaè, 1lopu tutto, souo l'l'~<ponsa h ili <li uua !<tarf;a Broti:...tlità : siNrro, si tratta in fontlo tli uu~arma 11nwnitnr·ia! ~11i 7ri.OOO colpiti auwri<-ani mol'ì solo l'J,;)e %; e i po.·tumi 11011 ~<Oli <l;l\'\'{>1'0 rpwl li <lPil(> COillloi11Ì fpJ' it<•. Duuqr t' il masf;imo dri resnltat.i col miuol' umucro eli Yittimr. L' AmerÌ<'a lta pr'l'><O un ~rilntlt• in t<:'r'Pf;ke al p1·olJll'l11<\. Gi;) d•n·an11• la gtr<'J'l'a organir.:r.ìì (·Pntri <li !'i<·erclle e fonti tli abboHùanti::;;.;im~t procl!!~ifll\(l . .\ftn;tllill'llti' tt•;t )() II;IZÌniiÌ ;t]INlt<.' ìll;1 f>O]n, che llhbia fOI'Ln<HO un '-"ITildo <li. ~nPna rhimnc:a. Amd l'nltima lrm·it;ì nnH•ric·nn;l ::>;JrPhhl' Le LPwisik, 1111 n•lpno di poten;-.n c•<' f'e:r.iona1e. Eblwne, noi forse non pOS!l:i;lmn imitare l' Amerka,, ma rlobbiamo al · lll<'liO st·gtrir·e )(• l'ic·c•r·chl', tt•rH'lTi al <'OL'l't?llt<' e hadat'<' nlle <lifest'. Il nou an~l'lo g-iù fatto fiuo Ml og~i è \'('l';Unf•nte inconcPpihih•: colpevole f;al'f'b· he il non far·Jo domani. B eiù non p n<Ì ('='"l'l'(' il fl'ntto di iniziatirc e ri · c<·TTht• pl'iratc, f;Jlar·st• c· saltnnr·i,•, ma l'opera ordinata e n•golare di una o q~: m izzn:r.iont• d ipt·rHlPutr• da l HO\"er·no ;1ll a q nn h· chi m id c owdici d eh· ho no r'olla ltnnu·e. C'o n nn recc•1rt<• de<·l'dr) il (To,·<·rno ha i=-ti t uito 1m ~<<·r·,·izio f>J1t•cia lP c·ltinriro ;l cliwnùrn:r.a clrl Ministr.>ro rlt•lla (ln('l'l'H, Jì1a. \'<'cll·c•mo i11 fjm\1 morlo. :-;opratntto <·r) ll (]uali c'ritc•r i t<·l·.niei l-<Ì tt·arlut•r;) in atto qn<>llo rhf' ·m·n i'• nua :->f'mplirf' dispo;;izionP l<'~if;]atint. L <' pl·t·,·i!oòioui clt•i più fant<tf;iosi roman7.irr·i in fatto rli gnf'l'l'a f;on<• oramai ~npPrntP. 'l'11tti n~dono (]trali pt'Ogr·P;o;si fn c·('ill l'a,·iar.imw: siamo ai ,·oli :-><·ll:r.H pilobl·. Proh;thilw<•ntP nu•ntr·t• srririamo uum·(' tf'l'l'ihili so shlliZ<' si pt·Ppat·;Jno. Ciò f;ignifìra r ltf' fOI'sP al proRf;imo 11rto mt Jlii<'Rf' Raro;.), in grado rH nnnientarne nn :~ltr·o, s<• <tll ~'~'t'altro non an;ì att<'~'O in pl'N'NlCJlUl ai r·ipal'i. ('nt;t!<h'l)fi RH m;rss<• rli p<IJHllai'.ioni <.:offorntt• dai ga!< rli\·pnt<•t·<•hlwm Hm·mali ilJt·itl('nf i grt<'l'l'(>s(·hi. '(i nn tale <~ Y rntnalità ~ 11011 RetHbri t•sa~.Hahl: pr?r P~<sN·nr JWr;;wl!<i haf>ta gnarclarP in faccia la qne. l'ltione. El•hrnr , qnc•sl'.i JH'rieoli giw;filìrauo In st<·s;;;t r·11rn rlPi pron·rdiuwnti tli tutti gli nltt·i pericoli rnpaci di t·Pnrl<~rsi pnlc•si ;tll 'aHenzioue !!PneralP. na qtwn<lo lf' mnlattie infPtt.h·p f>ono stati? rhi;ll'itl' rwlle <'ilHf;P e nel mod(l rli tt';t;;mrttf'r>;i qnal<' g1·nnrliosa org~wi;~,za?.ione dif<'ll!oòira {> 10:tata fM· m:ltn f' 1·on quali hl'ill:rnti r'<'lmltat i! Bsf>a soltanto ha RapHto tcmerP in rispetto il dHngnre delle epi 1l1' mie rhr la ~<l'lllpr<' <'l'C'Rr<'ntP YiYnciti\ c rnpi · dit i'! ùelk romu tti c·azioui tr<l i continenti an·t•hht' l'l'so senza rluhhio più l'~fl'R<' t' ftliW!<t<>. ~jmilmeut~ In. chintiNt <:la nr<'rliciua dehhono ~forr.a r'FiÌ di twutrnli:r.:r.al'e gli orrOl'j che la sciell7.il stN;s;l ci Ya pr<'Jlflt'ando. Noi conos<:iamo ormai pt'l' tl'i~-òl(• esp('l'iPn7.a \; L fati(';\. ~>pl·ssu mn l pngata dt>ll<~ fl'<·!to losf' impJ·m·,·isni'.ioni. Af·rnltto ngli m·~anisrui clH•lo ~t ;t to tllìtnt.it>IH' :t JII'OIP"''f'l'e la f;;t lut<· di lutti <·ontt·o l<> or·dinaL'Ì(• iuft•z.ioni ;;i rof>tituiscn ,....,.. f;ttl i-:r•r·io r <'ùn 1;1 c-ollaboJ·a?.ioHr> 1ki c·ompc•tPnti non impr·o>visati qual -
L':\l'>TROI'OLOOlA CRL\11~ :\I,t' E TJ, st: O \ ' .\L(ltn: J>llOFJI'.,\TTtl'O ;::Q('I ALF.
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-cosa di analogo. ouHle tl•twr di etro ai p t·ng-J·essi nella c·ltim ir;l tk i gas e m ette rs i in grndn di ot·g-aHiz;r,at·<· ,·ia da i llC'<·t·ss;H·i prorrc·tlint<' nt i c di. .e\·itare le tl'i:-:ti sm·ptc•s(;'. ~olo co~ì faCl'IHlo potrelllo s(• t·euant(·ttte al tendn·c l'arn~nin• .
SCUOLA DI SAXITÀ )f'ILITARR
l'antropologia criminale e il suo valore profilattico-sociale (1> p el' il pr·oL Gaetano Funaioli, t<' nente colonne llo m edico, in:o<t"gnunto ti to lar·t' di mcdièina kgttll• m ilitnrr.
Allorchè una, delle di:<ciplille IIIL"<lil:ht: è 1:insciht a JWIJt>trar<> a. :sufficienza il probl l~ lllil li el tntcc·a 11 iswo d iolo~ i co d i uua c) più nfl'e;r,ion i e fi ssarne i sintomi ini;r,iali , sorg-I' la tenclc•11za a cin~t•llla 1·u e la conquis ta n el campo ù ell'espel'il•nza prn ti n t per l'n li l izza;r,ioHc dd cla ti clottl·inali a scopo sociologico. L e conoseenr,e ~Y ;\ rin te rh c lu p~ic-ldal 1·LL pm<:-<Ìl'<le, acl r:-;r•mpjo sulla rato~eUèf<Ì Òt•lla p <•JlagTa, ()ffl·i t'OliO ha :,;i S<'l'Ì(.' 1H'l' ]a lotta )'1'(•\"f' ll ti l'Cl contro la malattia ~;in o a fal'llH cot l~:wl·;u·t • k IIOI'lltt' , m•l lfl02, i11 diiSpos i;r,ioui lcp;h-:lathe, da e ni ~~ clpt·i\';lto poi si gt·mllle \'<tJlbLI!g·i o soriale; analogame nte le no1.ioni, a cqu i:s tatP f<II IJ'(>ndrlllia, p;ozzig-c•11a, lt;llltt o giù da tem po t·onsigliato a <l ot·f!·aniz?.art' 1wi lunp;Jri inl'dti In pro tilns)<i :sP· con_d o nn programma Pl;~hm·ato IH'l lHO!l d;.ll prof. 'l'aml11n·ini , unita mente ai profc:;;so1·i C'C'I'I<·tti e I't•l'll)<ini , <h·l qHalc pt·ogTa mm;l la )!:111'1'1';\ mondiale h<l intPt'I'Otto l 'attu:tzionc· . L'antropolop;ia Cl'i111i11alt> 1 seit·nza ~<o t ·Pi la clt·lln p;;ic·llia tt·ia . !1:1 fatto un'analisi profoll<la, ch'l p;t ·;llJ prohll•ma ÒPll'etioJng-i<t dPlhl, IH·nmd rri· mimtl<• . c·iò c.he c·ol-<titlli)-:('1' 11na <l l'll c• I· ÌlÌ p;1·ancli ro nqnisto d<•l geuio it.alieo. Pt·ima, fii C<•Sl'll'f' J,nmht·oso l'oss('tT:l?.ÌOIIP <'01111111~> ;1\·ev n intuito iu 111111> quantità di personC', ai t•f'nti procliYe. tratti fisionomici ~<pr!'i;tli, se· gnalati anch e da IPttPt';lt i, cl:t pol'ti. dn af'ti:;;ti. 111a l'l'H mancllto l'uomo. che, sea ndaglian<lo il rirco ma tr1·ia le a n t1·opolog-ko. a ,.<'Ss(• !.:aputo n.e.cerbu·c la rndic<' <l<'llP ahPna?.iOlli di qrwlhi rl!'tt· •·minata r·at!'~Oria. eli indh·irlui, di cHi n o n r t·a diflkil<' nn(·O ili pt•ofani l'an-i sat'(' P clifff't'PII ziarc' gli spt'{·ifici m;ll't>lt i N:tpJ·iOJ·i nell 'cspn•ssinn(• <lcl ntltt~. ll(•l portamPnto. 11011 'a ttPg~ia m<.'nto pc>J·sona lf'. Ce!-!are Lom bt·o~o, sia ntting-t>tHlo al ];11'1{0 nwtf>rial c rli nssPr\·nzione dai tempi o ffrr·to~li. l'i;1 ntilizzanclo rontt>mpot·anp;un r ntc lt> impt·t>~sio· DÌ C i pl'PSf>UfimeHti (lplJ'C'SJH:'I'i!.'ll7.<1 pa:-:f<;lt;t , l 'Ìt'OI1 0hh P 1\C'] dl'lillfJIIPIIt<.' 1ma pcr'~<onalitù arretrata n elFm·!!ani;r,z:~zimH• , r·h(• pen·iò l't\·r ,·a i c,onnotnti di un cssN·e rli eporhe re11wte o· q1wlli tli an t('nati nnimali e Ri pr('sPnhwa nella ~odet:ì 111 odet·tl<t i n n•kte cl i sP h·agg-io, i Ht'a pace di (l ) Lozione ùi <'hiusura drl C'Orso di m cdi c iua legali' nti li tnr<' pr 1' gli aspi· r anti a lla nomÌm\ di te nente medico in R. a. p.
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J;,\:-\1ll01'0UJ<<IA l 'lll~tl:-. .1U:
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!>l'O Y.I LOKt:
l'HOFIL~TrlCO
SOCI.\I.E
ada tl;n:-i agli ingt'Hil:tg-gi 1"'1 iti<·o-socia li tli nn' <·po<:a ultPJ·iot·mente e\'Cilnta; OHtk in 111ta pl'iUJa ra~c <·onc·c·l'ì la ddiu•Jlll'Uza come una manifcst.tz ione u<"ll'a(a\'iswo, ha,:an tlo la Sll<l <;olwl'zionc sop1·a Wl c om· plcsso d i r eperti autro po~copic i <: ps ic·ologi('i s u anomali, tl-tl cui i più ucci.-;i\'i (Jllt' Ui SUl ladro \ ' ileJIH : ma l'uJtcriul·e OS>'t> l'\' òlZÌOne dini.:a, spL•cie l"esallle minuto fatto s u Misùca, Jo iudtts>'<' alìa col'l'ez.ionc ùc l Hllu prirui.ti,·o concetto, IICI scu:-;o che l';Jtn\'il;mo J·ic·oiJiparint uell 'orga,uismo d1!l r<•o per iulplll~o <L<·l Jn cn·IJu, vuoi eltc• ;;i do\'e;;se tJ·:•tture di <·pilP;;sin., ruoi th c s i tlt·l•kt tratt<tt·e di alti'C afì'l'zioni distttrhanti Poutog;t•Jt esi indiddm1 le : quindi m orbo ed aUt\·ismo dùuno la spiega.zione scit•ntitic·a ÙL·Jla dc•gl':ìll<l:r.ione lleli'<H·ganil'mo iwli\·iduale, pro('liYe alla Cl'ÌLI1 Ìll: t l i là. l'era ltr·o, an<:lle <:osì cnrnposta ht d ott rina su la )!l'll(':-i della ùPiin qucn za, non era in cow plcbt armo n i a c n i fati i ; l 'os:-en·ar.ione clinica a,\'è\'a m esso iu l'iliC\·o, t·ou• e ad onta <h·lla g-Ht\·e preùis posiz.ionc ant.ropo log icR ùa pnl'te di cJch•J·miuati anomalL 11on s i manift•stava in e~<si il rra to, siudH'\ stimoli a nthi<·nt<lli 11e s<·oti(·<'J'las:-<'1'0 J'a~sai iustabile CCJ l! i l i bl'ÌO j)SÌNHW~a li ÌC.:O. Con q ll ('l"ta ~ntdazionc cl i c·ouq ttiste <:>t iolo::iiclle, la clottrina l>Ulle cause 1.lt•l <IPlitto in tl'~t·m· asi. ;ltlq!'uatHlnsi ai dal i sp<·•·i •n<·tll;l ]i aecertati, ta!('bè ogl!i si r it i1•n e il cl<:litto Cfll<lle pt·odMto ùi due fattori, di c ui l' uno è il biologico, :o;q?;na lato dal gc11ic' lomhrosiano, l'altro il mesologi co, la c ni iJl tlurn:r.n Rulla. et· i minos itù. è sta t a ricono!':Ciut.n, e tlimMt.ratn. dalla m ente pPJ'spicac·c rlrl F e rrii. Qnt'sta luminoHa. rntH'l'Z.ÌotH· ;;ulle <·;l usc clc·lla lll'lillfjll<'llZn lm m· uto «·onf<•J·uw d;tllp Psp<·t·h•Jt:r.P ult<•J•iori , incltr:-;e cprt·llP ([(']]a 1!11<'1'1'3 mondiale , da eui è c•nw1·so chP il tipo runano. Juolto nnd t·ato nella cOF;tituzionP oq.,:anica, non aclal!asi a litta ,-ita 1li f'acri lic i. di ar11lac ic c01·aggiosc e pct•se\·<·r·;mli, ma co:r.:r.a coll e c·~i~e nze t>lfettive <lell'est>rcito, d<lndo luo~o ad a tteg-~in !ll cni.i nu·i , tra. c·ui le di>:rt·zion i e l<' ntllltiformi autolr~ioni, che rnpprN;;<'ntano la l'C'ali:r.:r.nzione in11ne<liabl di Jttt pr<:>poteote istinto egoistico. La. c onofl< ·<·o:r.a rlc·lla causalità. del d<>litt(l, sì fclitPment.e acquistata per opera d ella Rc.uola, antropologica italinrla , spinna In. Yia alla, profila ssi del dc l i tto Rte~Ro, al quale i11 tento con tl'ibuisl'ono efficaeement.e anco le no,,ioni snlhJ, clnssifica e sn la sint<>matologia dc•i Yari gruppi eli dclinf)nc·nti, nr~om rnt i il r ni studio Rcgnn nltro onorf' pe1· la nostra Scuola rli cr·im iuologia . L a, c·lassifira rlei rei è nna derh·azionc <lt>i concPtti c>1 io;:rPnici; (>:;;;a,. diffN·enziawloli in gruppi secondo le scaturip;iHi , clù 1·a~imw tlc•lle d i\'PrRe l ot·o rea ttivit à eli frm1t<> all'nmhieu t.e e rngg-uag-lia il mNliro s ul comp.I CR~'>O clei s intom i, coi qwtli lr \'Hl'Ì<' fi~ urc. ant r·opolog-iche :::i RO gli ono fin rla.gli inizi J•in•la l'P nel gio('o <l<·lla collrt.tiYit:ì. : 1'(li<:pt>rienza dimostra ad csPmpio, come il re>o nato t>d i r·t·i alTini (n ' o m oJ·a]e·, 1'<'pilcttico) Rif'lHl pt·ccnci n <>llc H7.ioni anti~ot"iali cui ('nnispondon o sn.ente in!iignitìcnnti ;;timoli c:ntsali, f]UaJl {lO l'o<·ca~ionp 11011 uw.n chi d el t utto, mentre il r eo p er inftn>:so ambientale si J'i\'Pin in <>t:ì più tardivn e per C":lllsP.' RP-J·ic f~ pt·oporzi011:1tc agli eff1•tti niminMi , 'lniudi 1:1 itlentifir..'tzione delle clue ratE'f.!OJ·ic• antropologkh<'. nntitctichP. apparir:ì non <lif-
ticih•, in quanto il l'Co eougt·llilo s;~J·ù llll u;~.ioso al,itual<· liPI' qu;Juto valido al lavoro, sar;ì ,-ag-aboJI(lo ostiuato, spe~:so dl·dito a intos::;itazioni varie, sollecito fl'l'IJlll'Blatore ùi orgic, attac<:aln·ig!tc, soucccitabile, vioreuto, sfruttatore; os:si<L ~;i prcscutcr:'L si110 dall'adolcsceuza o pl'ima. anc:ora, coi ca.mtt<·l'i dPIIa p<·ggiol·e t·oJHlotta, conn·a1·iaruente ~1JL'altra c~ttcgol'ia. di t·ei. JH'l confi.:gno ùci qua li •li'sctY:Jsi lo sforzo di volonti\ a riprendere la giust:t lin1·a di c:ontlursi in sodctù. : tlonde a.i fiui pratici la. diver.sti tcmillililù illtuita, in \' Ì;L pl·cliuliual'l' su la ;!llida dt•ll(• rl'<t·· ziou i ambicnt.'lli, <lPIIa loJ·o n:1 tlu·;t, dell' eventuale rtwiùiqt, delle ['(·lazioui tansali, temibilitit, di cui dù11no ~o;pil'~a;~.ioHr l'N.:am c somnti('(l e q ul'l l o a 11 tre! pops i<·o ln~ico i 11 d Ìl' i tlu u l c. L(! allct'l'a;~.iuui eli fuJ·ma ,-ari:tUJL'IIte 1·a:,.:;.:-ruppate in moclo <la ùat·c o1·igiue aù uno o aù un altro d ei tipi aufrupolugici, da, Othllenghi dc· sc·l'itti, le spropo1·:.-.ioui liC il' oq;auisuw ro1·po1'eo Se l'ondu le imlic:aziuui di Du fliorauni-Viollt, le annn.alic delht Yita vegctatiYa. con e,·entuali disendoc1·i n ic : le altcr·a:t.ioni clei va;·i tra tti cl•' l tampo psitliico costituì· scono lln <:Onlplcsso di (•l r uH:nti che analizzano hPnc la persunal it:), pr·o~o;pettando la tonispoud <· nza d(' l le stii!J1l<lt<' !>O ma ti eh<' <•o n qu<'lle <kl· l<1 p~-;if'hisnw, (·oinc·identi Ror<·11t.e <·OIJ ÌJ'ITg;olarit;'L di ric·multio e eli fuuzionnmento r-<'l.r~lio-Yascolarc e tlilll<·itl;llHlo Jllii'P l(' pt·rn1 1<•'nti o le• e~;c.lu sive tendenze :JllllOJ·mi <·hc si o>;:wn:lll\1 i11 altn tli gl'll)lpi di 1·ei; cosi In. precoce e impulsira psiro-Ressualitù nei rri sPssuali spiP~asi coll'iperatt ivit<L degli or moni ~rnita li. c·lt<· si n n isrc a llrrvit;ì, 1h·gli ~n ti i nft•J'iMi per p recoce salda tur:L ossea delle ~::util n gi 11 i cpilisa rie, onde l~ d <'fot·· mità, mornle e <}nella lisi\'a, I'OIIJic•sse a nwzzo tlc-1 fatlol'l' disenclOC't·inko, gettano luce fmll'origiue della. pcricolosib:t, sotialc dc·l l'l'O se~sua lc . Perciò l'a ntropologia <"rimina]r, sia snl fPndam1·nto c]I']J'I'tin~<'llesi
del ùelittto, sia per lo s\·ilnppo ùrl r·t·itt>J'io sinlomatnlt•.~ico, è i11 condizione di corriRpondrre ai hisogni 1li nH ' nttint p1·nfìlnl'si, assmgcndo n l doppio grado <li sricnza biol o~i<-a. (•leva ta e 1l i p1·ofiena sciCllZ<~ sodale. L<' applicazioni p1·atich<\ tlell'antropolo~ia r.riminnle ai fini d'igil'ne morale nella colletti.vit:\ sono dc•::;rno coronamento delle ra~giunte con quiste scientificlae e fm·ono iniziate in Itrtlia. (molti anni Ot' ~o11o) <1:tl p ro f. Ottolenghi coll'iRtitu?.ione in Rom n della Rcuoln. eli polizia srirn · ti fica. Cesare Lombroso aYent !-;rt·it to ne· l tmttato ~ull'nomo delinquente: <c Nof abbiamo fa.tto sinora ln polizia c·ome fJ.bbiamo fatto la ~nerr::t neL tempi eroici, a. casaccio. ali empirir;;nw: nhhiamo dei qul'stori <-ltr s0no assai a,bili, ma nessuno si Rt•t·rn 11(•11<' su1• inùa:rini •l(· ll r t·isorse scientifiche, offerte dagli stnùi 1li st:lii~>lkn, di aHimpolol).ia nimiuale, netSi'n no moltiplica il pt'oprio ing<'gno colle forze enormi P. CJilel ch e è p i ù, f'Sattamente gm·ernahili dalla !òwicnza 11 . J l pensiero lomhrosinno 1li porre il tesoro di ti07.ion i :<nlla ~ruc~si cJei f~nomeni cri mi n osi a 1 ~<<'1'\'izio eli rol01·o, che lotta n o q noti cl i:: nnnu:11tc ed instancabilmen te eontro i protagonisti ùcl delitto, non pot<>n~ esser e m esso in opera. c.hc <la. nno dci ùisc·cpoli, che, dopo arcr preso parte
d ir dtn ed intènsn :111(' rostr·uzioni teoriche ùell ' antropolo~in. n!'! ù stato cd f> uno 1]pj più attivi pmpn!!anrlisti t> l'<'!llizzatori: rosiC'f'11i\ O!!f.!Ì il
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r:.l:-il'I!IJPOT O(; J.I ('JlHfi)'ALE
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SOCf.\U:
~Pgn:llanJ<•nto th•ll'anomale Jl(•gli uffici di puùblica sicur(~zza non è più f;ltlo t•mpil'icament(•, ma secondo la guida. di quella kCÌC'nz:1, che Ila
pe:· nl,hit>tto pl't•cipuo la pt'rsonalc ('ouoscem~a del reo. Il funzionm·io Ili pnhbliea ~iem'<'zza, che diri~(· la lotbl contro la tklitHJU('nw, il istt'\tito nella. scuola rli polir.ia iu ciò che' Hlla lotta. t·if<'· 1· i:-:r~' ~Ì: anr.itutto è Pdotto s ui carattel'i somatici e snl mt~toù'' di raccog;lkrll e CO(.l l'lliuarli in una sintP.'>i rig;oro~a che fal'cia capo nlla geunina t·appl·csenUt7.iont• del tipo ;llltl'Opnlogitn, ~ll c·ni pog-gia. in parte la diaglH•si rli natura di'l r eo; ai caratteri so111atici fa ;,.·i. contro H se~nalarJH·Hlo nnh'opomctrico da t'~t.'guit•si colle principali mi~:<tn'e O?.f!li iudidtlui ('he l1annu l'<lg;ginnto il tomplrto s1·iJuppo fiflico; segue l'inlwg:latnento sui carattl•ri l'elatb·i alla l'ita organi{·a c quello tlPJie funzioni 111'1'\'ose infpr·im·i, inseg-11anJl'nto intt•grato da1l'anali~i delle attitu dini psh·hkhe . :Kelht s J't•r:l. intellc•ttualr ~i e uri'I':Ì par·tirolarmente l'n.t tenzimw {·h(• (' onr.t')Jtra l<' idN•. i t·ic·oJ·Ili rli P~ lwr·it' IIZ<' ~nhite n<'l punto foc·nlc di'Ila ~·o:.;dl:'nY.a., la. IIII'IIHlria, ('lJiaY(' cii YOltH 1l<'ll't>1litido iutE"ll<'t· tuall' (Tiiai J<·hil- l'ideazione•, eli e11i or.r<lJTP 1·nglinre il rontf'nuto e il th•rnr-xo, l' iù <"hr ~P ri'P non tanto ]Wl' l 'acn•rt;UtH•nto della caparihì a tlt·liiHJII PI'<· <ptan(n JH'l' J';tppr·t·zzanwnto delle te~timon iam.e, per H contr·ollo rh•lJ'p~ath•zza d'infm·nlazioni; llt'lla !;{em sentimentale si terr:\ rall'ol o clPll'Hmot·c· (rli~posi:t.i onp atfl'ttiva fclnù;lm<'ntal(•). dell'eccitahiliti't , dell'<•moY.ionahilitù e rlPl lr pas:<inni, tl('.i va.ri s<•ntinwnti spPd6ci, ~pt•rit• clPl ~PntituC'nto morale al fine di couosceJ·p c•,·t•ntnnli crritnnwnti a"nnt·Hti, il clw ,.., nwssimo \':tlOJ'f' p<'l' l a ronosrPnzH d el l'origin<' dei l't'ati, JlPI' h1 ~OITl'~lianza df'i rt>i, J l('l' la. valutazione rl<'i l'<'ktlltati dc•gli i nt(•J·r·og;J t m· i ; n1•1ìn sfer·a Il<• l l t> Yol izioni si r·olgono ulterior·i C'lemE>nti ·di spic>g;t7.ionc rlella ronòotta pel'~Olla·IP coll;1 ronsta ta?.ione di e'\"entnnli impnbioni. os~('~siolli o nhnlif> o tPndt>uz(' a ~ n gg-rstioni, compl('~>so di tlnti dw. 11niti n qnelli t1i intl<>l<' intell{'ttnnl P <' "c:>ntimt>nt:IIP, pl't'l11<'t· to no l'itlf'llfifìrnzione psiehicn. Qnf•k1a itl!'ntitìcnzionr, as~irme n qnell a nnatomko-fnHzionalP f! anamnt•s(ic·a, roncluce all'id(•ntitìeazion<> sp<'c ifi e n. il eh<' rostitniscr il cardine tlc>lla Ioth Jll'(' \'Pntivn contm il delitto, poich<~ p~sn fa ('onoscere l n cla~si p<'t·itolosP secondo ];1 natrm1 tlrlht rlt>linfJ11<'11"1.a e rliì l'n1'mfl pPr i pron-E>tlim<>nti eli flifc•sa l'Ocialc. Altro ohit>tto òc•Jla poi i zia ~ri<'nti lit-a f> ciii chr tlice.c:i t<ltti<'n poli · zil':otc·a: non basta nl fnH7.ionaT'io rl i pnhhlicn siem·pzr.n il po>;sel'I~O dellP ll07.iOl1Ì ~Il Ja pPI'SOU;tlitù flpj ]WO(agonisti 1l1•i l'f>!'lti, ma gli OC\'01'1'(' :111· rhn rs~(·re al corr'Clltf' t]('llt· morblitù 1l'im·r~tignzionc di polir.ia gi nùi Y.i;u·ia, s u ('Ui 1111 miniMt•o g-ua T·d:~si:.d lli. il Pani, cr<'dc>ttP nPl HHO rli J•ic·hianwt•r in mo<lo RJW(·ial l' l'nttf•nzimlt' clPl ppr·sonalr dip<'THlrnte. N<>llc circostanY.P d<'l sopmlnogo il rcìmpito rlt>l funzionario 1li puh· hli<'a ~icnrezY.a, com~~ quello cl(•! mn~istt·nto. snrù qnrllo di prnct>dere ad nn l'S:llliC orclinat<~ <'. (·ompldo eli t n ttr l<> pa J't·iro);HÌÌ<) rl C>] ~opraluo~o stes!=òo. fi~F<;tmlonf' con ft>IO!!;l'Min g li <' l"mpnti tli magg-im·p inte1·es~P e sintetizi'x'lndo i dati in Hllfl rehr.ione obietti,·n., pl'Pci!';a, completa, nllo scopo eli ri!';nlire all'intli!'ninne fl<'l rt>o, all'infuori tii ogni pr·<'conc<'tto . . Qu t>~to compl<'ssl) tl'in1lagi1lÌ, informat<' alle ,·erlutc di antropologia cr·imina le coll'intl'gl';lY.inne di nozioni rli medici nn lrg"alc> (comple~~o ro-
I:AXTROPOJ.OC,J.\
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f'llOn!. I'ITIC'O
SOCJ.\LE
61!)
:atituente il COI')JO d t· Ila poi i:da sd<·n tifi <'a ), dù a l la. puhbl ira sicur<·:~.r.a i mcr.zi indi«JH~nsahili al dishr·i:!O <·osciPnzio:-:o c fr·uttuoso d<·lla sua t'li'· vnta funzione ~>()(·iah•, la qualt·, compiuta l'Oll t·t·itl·r·i e nwtndi L'sst•nzicllmeute obiettid, ncquista ruag-g-iur ,·alorP uei drtH•nli pratici e c·iJ'· cortda l'arma di uu'aur·<·ola di simpatia talC' da ra,·ot·ir·1• l'iHcorag-g'i;lm ertto eù il contm·so rlc•lJn popuhtr.ione :.lll"upern tlPI I' autoJ·iL;ì in sosti tllr.ione d(•ll'uttu;llt! cliflidt•llz<l. ed of1p(l!';izi<'11J(·. (Ot(uk ll g-lti). He, pertanto, Jn poi ilda s<·it·ul i fie: t uwttc• il ftntr.iown·io d i pu h hl ic· a sicurezza iu gr·;Hlo <li routl'ihuir·e all'a<:l'<'l't:tnH·nio 1fl•i l'l'ati, alla s<'· gmllazione ùei 1·ei e d;ì <li <•s si i ca•·attt•J·i :mmafko-fuur.iouali n(•(·l'ssnJ·i aJJa conoscenza compl<•ia , ('ssa JH•r·s <·g-uc nn indil'izzo g-<·nuin;l!lll'lltc pl·t·· VE>ntivo, p<>reh ~ offr·t• la pns:-ihilit;) eli conOlo.l:<'l'l' f!li t'\'t•ntuali pr·<'d<'sti · nati al delitto e eli accert;\l·uc il ~t·atlo di pt>l·ieolosit;ì, <·orHlildone C!<sl'll· ziult> per la prolilas>:i: intli•·ir.7.o tprt•sto c·h1• (· pr·:tl i,·anH'llt(• sì C'ftiC:H' I' d}l h ·o,·a.re numerosi i111itatori all' PstN·o. L 'effetto benefico, pt'O<lotto cl:t.lJe a pp1ic·a r. i un i a n tl'OPftlogiCQ-rri minali tH·l g-t·aJHl<: ar11bil'ntl' scwial<•, si c' fatio sc•ntit·1· :;<~ n sibilmente lwll ' u ~'>sn i più ristretto nm hi<•n(<• militftre. in cn i giì\ da trmpo, snll' if.:p ira:r.ionc dell'inseg-Hflnlt'ltto loruhmsinno, si è i ntt·apt·<'!'<U la lotta eonh·o i r<'i {'OD ht cons<'g-nt•n:r.;l dt•lla soppr·psRÌOll<' clt·l 111is•lt>i~mo; nonrlimc>no il dopo guerra, i n cui la rl<·linq11<'117.;J minori!<• <' fi!<>~Hi acrrt>!'lciutn, <·o· stri nf!<' l<' ant01·it:ì all 1111 rignt·P nlòl,!!l!iot·<> nl'll<: mism·c di profilassi contJ·o il delitto. 11 1 ilizr.antlo ;t] 111a ssimo i sugf!<·J·inlt'nti rh' Ila. pratica p 1'('\'CII t i l'<l. Ga r·anzia ùi pt·l·rt•nr.ion<• clc·l];• niruinalit;) H<•li'Pst•J·cito sta nel posSCI'l!.'\0 rli cu ltura spN' ilit·a tla p:11·tc clt>l uH•<lil-o a1l1l<' lfo all ' ossf'l'\';l:r.ÌOJtl' ':..di pr1· cnns<>g-ucnzn doYt';Ì p 1'esso i grandi O~'~P<'<lnli 1li <·ot·po d'armatn; < avere le più la-rgh e conosrt•n?.<' 111)11 solo di p~il'lliatria dinic-a ~~ forense, mn, di nntropologia pl'l' <'s~<<• r ·e in g-t'ado di COITi:<JHIJHlt·t·e allt' e:.:igcmw spedfiehe deil'ig if'ne p:.:iC'lticn, an'ncln la. sun op<•J'll il sig-nifil'a to el i nn la rgo riscontro ~n l rlinantismo psil'olo:!ÌCO di C'l<>ml'tlii ('ostitnti\·i rlP.Jl ' an•bknte: nec.:e>:l';itn Jll'l'Ciù che un numero rli uilici;lli mcdil'i, snJH'r iOJ·e n qnello nttunlC'. ft·e tJtH.' llti l<• <'linkh r Hnh·c·r·siiat·ip tl<•ll:l ~J'C· <'i a lit:ì. Altra gn rnnzia 1l i pt·en·nr.ion<> cJ·i m i no lo~ira riposa !':ull;l <'OH ,·enitmte <·n ltur·a del m edico t'<'g':!iiiH'Hta l t>: «>~li hn lll•lltPplki o(·<'<lsioni d i :n'E'l'<' notizie !'lulla <·ondot t a 1l<•i Rol1la ti, c• poi<·l11'• ~~ a ll'n,·an:!H•lnl i;t nl.'lln lotta. prcYenti\'<1 r·if nii'O OJ.!'HÌ :.:nl'ta. di infc•r.ioni l' qnin<li nn{'!H! eontJ·o ·i contagi psic·hici, al•hi:.:of!n;t di r•ss<•t·r• l11·ll<' c•dotto <11'1 ,·alm·<> hiologicn 1l<>ll<• mwillnr.ioni di ror11lnl ta Ili J'J·nni<• n l lP s i irn nlar,ioni Htll• hicnta l i molt<·pli<'i pPI' non laseiat·si sol·pr<•ntlt•J·r• •l11 llll:t hl'll:.:t·n T'rar.io · n~ <'l'imi nmm : qui ndi llo\'l':Ì. l':t •·rnlti ro11 c·u l'a <• rm111 H'tl'nza f!li cl e· UJ<'nti 11i condotta llc·\·inia. lltPth·l'li n J·;lffr·onto 11oll solo t·nn lP i ncliNI· zioui RPIIIinlo~irhC' di fm·mr' eli tlmninio psic·hi;ttt·if'o, pi1ì fr<'l]ll<'nti nel l 'mnhi<>nte (tr ;t cui le forttH' fr·<' na:o~tPHi<"IH.' di ~··;11lo f <•ntH', l<' fomw d<>m c n ziali iniziHli, qn<>lll• ('ÌI·lntinJicii<'. qu<•llc pal'nnnich<'. 1<' !':indrorui d a etero-intossicazionC', (•cr.). ma dnn-;ì lll Ctfel'li altJ·('sÌ in r el:t?,iouc colle i ndicazioni se m iolqg-it·lt<· <1 i ffl•zio11 i d i 1l0111 i 11 io an tropo log-ico (specie rolle aberrazioni rl<•i t'<'i nati <>affini. d<'~ l i squilihl'ati della wua
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gl'ighL ù i ..\1 a ndslcj, ecc.) e, per orir.zou tarsi su la n a tu l'a ùt:llc wudotte· abuul'mi e cogliere gli incipienti :sintomi psicLki ùi ùedazione, va-le a..-;:-::ai a\'l•t·e a rucute i caratteri anormali ùi Dtag-g-ior r ilicn•, ~SU cui iu alt m wia puubli•·azione Jao jul:>Uitito a conLrilJuto Ji un'etlil'al'e lll'Ofilas::ù pxidaiC<-L liti rigu<tl'di sodali (1) . l'et· IIH·ttl't'<: gl i ufliciali uwdi!'i in Cl)lldizioni eli aùPguarsi alle t'SÌ· gnaze igieuiclac, u(;(·Ot'H! che essi possano f r equ<·tHàt·e v•·t·iullicameute, c•m·<i ùi illt<•gm:dutH:l }H'I•,;su Ja !:-;cuoia ùi applica:~.ione Ji .-auit:\ milit:ll'e, nei quali la mc•Jicina. psicltiatl·h-a e ctiuainolugil'a si;L prospettata, spede s<Jllo il punto di 1·ist<t (lel ct·i tcri•> sinlomatulogiC'o e <li quello di 1·:aus:tlit:ì, cioù sot tu il punto 1li l'ista pt·t·t·ipuo Ùt>lla JH'e'l"enzione. E <~Ila lotta contt·o la cJ·iminalit:'L e i disturhi psicltici in genere p e uso <:111.: dm· •·c·h IK~ <·l>li a ilo l'a l'P più strt•tt<llllt'l1 te an ehc Ftl tlicia le di r (•pa J·to, il quale, vh<•Hdo a contatto iwnH' •liato cou la truppa,, ne sor n·~lia o~ni mo,·illlt·nlo, OgJti tcutlPll%<1, ue ral'coglie o~ni desiderio ed è quindi i11 gt·adn di aYCI'C tutti i pat·tit-olaL·i della c·onùotta ùei dipcnd<·lll i, l'tabol'lliuatauu:nte ai todlki .. uti alllhieutali; ot·:t l 'ulliciale di l't'paa·to ~apn·hlH· togli<: t·e l'Oli JH:IJ!J!iot·c acume i tlati ùi condotta e c·ooJ·diuadi se egli <\\'<·~se }!i:ì uor.ioui t<•ot·i<:lt<· •li et·imiu ologia, ciò che a,·,·aiorcrcl•i•<\ l'ar,;onc prolilnttica. allo sh•s~;o modo clJe l'azione del funzionario 1li p•il•llli1·a sil'tli'PZW slli"sitlia t' c·.ot·t·obora l.'opet·a ùd merli<'o prf•sso l'Is t ituto ccntr:tlt· tli polir.i;t ><1·it·ntific:a. E p i tÌ t•flk<H·<• an com Ra rrillw l'oJWI':t d i protì l:tssi, ~;e l'autorità nailita1·e pllt<'~<~f' t<·nCI'C r·outo, all'ctù della le1·a, dei precedenti borghesi d<·~li iseJ·it t i da Re~rnalar::;i dai mnnicontii, dalle case di correzionC', •lalln pui.!Jiic·a sic·ut·<>z7Ai·, dalla seuola Ili polizin sdentifi~1, giacc:hf'• una talt,, p1·nvp~·g-1·nh•. misum <:<•n t t·ihuirl'hh(' all'PliminM,ione pr·ecoee <li 11111lti squilil•J·ati, di J'('i p(•r· attitudine COllg'<'llÌDl, di p!o<ÌCOpatici latr>nti: 1li rontro l'autol'ilà. civile, n~li s<·opi dcJliigiene dell'ambiente cotllllt H' . do\·t·l'bhr. fnrP appPllo all 'n ntnl'it:'a lllili!<tt·r per ott.('nrre alla, tìue di'Ila ferm:t la se~nalazionp di quf'i Jllililal'i. <·h<' ~;i ritcn~ono eli l']"'~-(' i a dl·linqliPl'e o 1·lw t·c·nti hanno 1-!ÌÙ •·ouaml':->:<1). ~:-; 11 'l tlf'sl i (·J'i tPt·i i l hl ,·oro p1·a t i C'o di prevPnzione è in n rmon i a coi po~tulati s('ic ntifici e r••alllll'ntt· <•fll('are l-lÌ <ln :::opprim<'J'P non solo il mi!;deismo, ma. anche a,Jtri rea.ti impulsivi c C'JlH' ili tli fnrto . che, sebIH•JH! m P no dam11ro~;i e i m pt·<l~<sionanti, p n r<' iJJ(]Uinn no l'n m biente colil·tti\'o, intlttC'Pntlo !':llll:~•·stioni pmve Rtt i f·nn!-<O('iati . L'an tt·•~pnlogia eriJJaiJJ <~I e dunqup. 1.:11 ln h<Jl'(' 1lPllc conos<·<>nze profottde •lei t·c·i (! elci fattori dPl dc•litto, sug;.r<•t·isl·f' misure note1·oli per l :-1 polir.ia clt•gli :tmhicnti -colletti\'i, Jc C]llali JltÌRlll'P, h:tS:tW ~tl tecnica ~· ig'OI'()S;t Ili oJ·fnlogi (';l,- Jl)o;ÌC·ol Ogicn, CO Il (Jtt(•t)Jl() l li l:t ('Oli llS('l'lllol;t p l'CCO-<:e Ò('IJa p<'l'l'Oll:Jlit;\ inrli\·ir1un](', OJ·ittntaudo DJNlÌ<'O P. fttllZiOII:tl'iO ai bisogni pratici d ei J·apporti sociali; 1wreiù C]JH•st.a disciplina, f·lw <l:' nwr.zi svnriati per Jll'<'\'ellire lo sviluppo •l<~ll<• di~pc>sizioni indh·i<lnali al delitto, hu a l to va lo n~ igiPniC'o-s<win le. N><' lTi t a nrtn (romr ha bf'ne SC'l'i tto il Car · ram) la più efficnce, la piiÌ razinnnk. In più ei1·ile d<'JlC pl'eH' Ili",ioni. ( l ) " La p<'ri<·ol<lflitiL rle ll'i\Jlflln·do clal punto di vi,::tlt mNlico- l <'~d<' militar<' >•.
Oion'('/e eli mN/irioa. milita-r~: , f>ts<'. :!O, l 022.
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tOftTRIBUTO ALlO STUDIO DELL'AUESSO DISSfHIERI[O DEL fEfiATO por· il dott. Giovr~: ni Pic ~oli, Ct1pi cnno mrdiço.
I. B~t Evr CE:-;:-~r :-;To:ttCI. - l 'l·ituUJ <t.ll<:Ont. che fo:sse couosciut..t l'c· tiologia della dissente l'i a, dalle statistiche veniva- posto in m·.iùcuz<t. come l'ascesso ùel fegato si ri~contL·a.sse c·on una (·ct·ta ft·cqneuz;t ù u l'a.nte epiùemie di disst>n tcria. Furo11 o il I\t·lstlt t• il Kitnl'l" clw sta bili · rono cou prove multiple cd i n d i!<t·ntil.Jill le 1·clazioui t m l' a~c ·<•sso tll:l fegato c la ùi:sscntceia, eon fet•ma nùo c iò che aventtHl ;.ut tccPtlCHtCu•f!lltl:! affermato il Bud<l fin 1la l l~b5 e poco dopo il Rc1tdu. P.C'r ò si è ossern.1to c he', m r nt l'e a k n ne epi d.erni c d i ss(·n t er·iehe tleconcva uo !"cnzn a le. un easo di ·ascesso del fegato, nella. qu asi totalità. dei ca si, f)ncsto er~L sempre preceduto e accompagnato Ù<L di:;:,wutcl'ia. o cln. d i.sttll·b.i iut<';.;tinali tliss<:nteriformi. Ron o a ssai dimostratiYe a qu esto rig-uar1lo le statistiche: del Kartu liR, dello Znng->trol. d i E rhrard e '\Y;ttlwman dtnle dal )fall · son e da .TeauselnH' e Hi :st nei loro trattnti, eo:-:kclu~ B t>t'trand e Fonta.n hanno potuto con ><icu t•czr.a, ntTt• J·ma t·c c he<< S<' t utt i i paPsi it dissentPria n on son o pae>;i ::t epntitP, tutti i paesi a apat ite s<mo J•lH·si a, dissell · t er-ia ». Qn esh.: t•lUstatazioni rc nùevauo prohal.Jile l 'ipMesi eh(\ la, cotnpli.C<'l.nza, a-scN;Sllill<! rp:~ti ca si vet·itjta.r.:sc solo in t.:erte <l eterm in a,te speciiiche di1-1senterie. Fu dimostrato JW L' opp t·a SJH'ti alnu·n tc <1<•1 LPt•sch (l Si !'l) e di H obcrto K o<·lt (lRRi ) l'azione> patog-cn;t in (' t~rte d issentC'rie di nn'ameha cbe lo Schaudin nel l!JO~ 11e dPte t·mirH) i caratteri se)!nalcttici microscopici, e che chiamò ltystol i t·icn. p er dislingnerla d a li '<1 mella com une (a.moeba coli), éh'è inno<·n a . Krnse e P a.squale int<lllto nel lR!H e H Kal'tnlis anc·m· pt·iwa areYauo già, constatato che si poteva ript·o<lut·t·n s prritncntalnwn tn n ei :rntt ini. la dis~-enteria jnorulando nel retto di rRsi k amehc isolate dalle ftci e d'a gli ascessi del fegato dei dh:seutt>l'ic:i. 'l':tli csprdeur-e furono poi ripetute da.ll'Harrison che 11e con fc t·mò i ri~ultati. l\la r choux inoltre, con l'inocula?.ione n el gatto di feci molto l'ÌC<·hr fli <Utt('h<', pott~ dimostrare la simult:t.nea inRot·grH?.:l dr l h rl issrllt<'l'ia c d(•ll ' nscrs~o rl<'l fe·gu.to. Nel J Sfl~ Sh ig-a, in un 'epidemia. 1lel Gia ppone, a veva isoht to e ben definito un hacillo r:Htsa. di tli!<Renteri:t. Al Sld~it. ~Pguil'o no Kl'nl':e, poi Fl<>xn<n·. Rl'hmie<le<·kP , J'fuhl , D1·ig-a lski, Rt r·ong. Dopter ed a ltri clHf i solarono nltri bacilli s imil i P l':p('cifìd clelia disRcut<'t'ia. la fJ ttalc pt' r la, sua origine> pre11<lc il nome di 1Jaci/lar<1, lwn di ~ti ·;t ta prr la, l'ma natnr:\ étiologica <lnlla dissc>nterht rtmt•bi('(f (·nHsatn fln ll'Mneha. h,rstolitka,. {,a, dis~enteria bacillare n on provoc.c't la complicanza. dC'll'a.seesso epnti co e ciò è sta.t<; osservato da. Blli~a. c dimost.-ato e'&'btn'ientemente da tanti a.ltri scienziati. L a rlisscnteria. s i òi stin ~ne n~lunqu c in bac ill ar e, amebi.oa 1 m i.~ta 1 a F:céond<t chE' !!li agenti eziologici son o i bacilli specHici , o le amC'he, o gli uni e gli nltri iusie·mc as!';ociati.
l 'li:> 'IIII BLTO ,\I.L<l l"'lT IHO !Jt. r. L'·I"'':'f.SS(I UJ!',.,ES'I'I'Hll'()
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II. - ETIIII.Il<: lA 1: I'.ITOr.I·::-;r:s r I JI·:r.r." .\ f<<'l·:s;.:,J EI '.-\Tr co IJJs:-q;;:-;·n~ruco . Il pns dell'a:-w'l•s;;o epati(·o t' risultato il pilÌ ùl'lle volt<' sterile : ad ogni rnn<lo non è stato mai dimostrato in <•ss o la prrS<'nza del badllo di:o:;scntc•ri co <li fJ ttnlsia:<i tipo; qnaldt<' \' Oitn p<·t·ò è stata rim·enut.'\. la preSl'll:r.a. dl'l ll<td<·J·ium t·oli , 1le l lrn <·illn 1 li Elu·1·th <> rli n llt-i germi banali (stalilococr·hi , slrPptococ·r·hi, t•cr .). I'erù, sia nt>~li a ..,cPssi ste1·ili chP jn qn clli infetti, è st.;lta J·ÌlJ\' ('1tn l a , speri<! t·aschiantl011C' In pnrct.e, la prei';l' l\:r.a dell';IIJII•ba di ~(' h:\ llllin. t'(• t· cui la distim.ione di: Cl8('('R.~i -~lr-rili con p i·rHl Ott(l c·ioè st<•J·ile agli ()l'tl ill;Hi t<•J'I'PIIi r]i C'Oitlll':l c•d nR('f'.~·'Ì n C()II I CilllfO balif'l'irO COU g<'t'· wi do<'· r<,Jtinthili.
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11 fn tto ('Olls!a falo d1~ 111'1 r orllo ll('ll:l rl iss<'lltPl'in nmt•bic.a si Ycrifi ca. tah·oltn l'ili :<01'g'C11:r.a rlt-ll'as(·l'~;~'o epaii1·n <• q1w:-:i ~'l' l1l)W~' con pus l':~ tto
poi <lrlln pn•s<! rlza. <lrllo st(':-:so gertne ut•ll' ascei'SO dis~f·nt<•rico {' twlla diss!"lltt• t·in. anwhi<·<l. H\' P \ ':t fattn d<'à un<• eh<• o~ni qnn.l,·.,Jta ci si tf'!lrant di front<' :Hl nn :tsl'nsso <·p;ttien stf>1'Ì l••. s!' anrhe l' ammala to 1trln fl\'l'I'H <H·ru:-;ato in antl'('<•dt•nz.a un 'affezione dis:::enterica, eout.lam nla . q1w:.:ta clon•,·a. I'CI'tnmentc <·ss!'rsi ,·crifìrat.'1 in modo lat<•nt.c . J)ifatti , clall 'anaHIIlPsi s i r'! rimwito sC'Ill JWC a. constat<tre che i pazi<•nti an' Yatto soll'rt·!o o S\' tllplir i rlifll'I'<'C o r ntl•rn('oliti lC'~gcr~ ritenut e di or·igine b:111<tlc. ('o nH· lt> in f'<•z iuni silìl ir Ì(' lt c• igllot·alt• o :1 siutr)Jlti ) pg~c· t·i, din~nta.no f'•'l' i<' ]'it) , l'OU I<' l'csp('1'it•ll7.:t lo ltll rlimnst1·ato, l\' piiÌ p<·rico ]Ol':C, ca~io nnurlo fo t·:..:r JH•t·, · lt~'- 11011 t•ur:1t<' o rtll'fl i<' por·o in tc n~tlll <'ll tP, (JnPil<' com· plir·az.i o ni infausti• sp<'<·ir n (';l l'ir· o fl<·l ~<ist<• nw 1ll't'rOl'O ('Pntrnl<>J così l e clis:<<•ntrrie lal'\'ate sono pericolose, p<•rl'hf. pc•t· le l"tf's.>:P r:t~ioni spe!';SO sono <'<tllsa <li co rnpliean7<C e pat.i r ltc: QuantlllHJIH' non s ia stn.tn. anrora risolla, ];t l]liPstioll(' JW1' qnnli d e l' i O<~ l'nnwk1 lW11<'1.ra. lH'I fc•g-nto, pure la ma::rgior parh' d l·~li antori ritknc eh<> h Yia s(•~ ui ta. l'da ft11Plln rlPil:t \'t>na. pm·t~1 mt'<li;wtr formazioni l t'Olltlto -l'lltholi<·h<>, C' t•irì !';;ll'<'l,he i11 qna.lche morlo com·alidato da.} f;t Ilo l'Ile il RallC'stou tr·oyò lu p ;·r::;enzn dt•ll ';lrn<'ha, oltre l'hc 11<•llc pareti lh·ll'asl'csso, ;tlll'h<' ll<'ll'intl'I'IIO ll<'i Y:u:i l':nng-uigni portali. In t n tti i t'asi eli H~<l'l'SS(I <']•al irn tlis!wt tl~·l·iro r·ltc rapit:u·ono sott<l 1:1. m in os~'l'l':t;t.ion e nel 1!)1:) a ll'osp~·da le 111 i l ihn·c rli Tri poli, ho sempre· t·iscontralo al ta\·olo r· l tii•m·~i<·o prima, c• a IJIICllo nnntomico poi, lP st.<'ssc· n el~· ana,tonlo - patolo~i dte ehc snno stn t r ~ i:) · rifoìcont.rate da lnDI!O tempo rl:1i ,-,u ·i au tori e l'h e ri s nlta1to rlrl"cri tti in t utti i chll'sici t1·attati di malntti(' mNlir· h<• e hi1·nrgi r' he lh·l f• ·~ato, pl'r cui è inutile d w 1<! dc seri va. :::tPrilP, il
III. - CAn., ·r<n:Hr c r.l:'\lt'l I>J·:r. r." ,\~CE!'s.-r EP.\'rrco. - L'a i':re~f'o epatico <!la complicanz.a non rara, " ;t:<"Hi importante ]t('l' Ja sua. graxi~), della dissenteria ttmcbiea.. E ' nPt'<'~~<ario tlia.gnosticare il più presto possibile l'esisteuza, eli tale compl.ic:-~nza , comportando la. p1·ecocità della, dia-
gnosi, una. prognosi più ben1;rua. D escrivet·ò s ucciuwutente i ('a.rattel'i clinid di questa i nfermità eh~ osservai su alc un i ntilltari dcgt'nti, al 3° reparto inf<'ttiYi dell' ospedale m i l itnre di Tri p o l i.
.. .,
I pazienti an·raJJo nn 1wllou.: <:a t·a ttet·i:stico, più actcn tua to negli stati anl.1lìl:tti Uell'ast'I' ~:SO (• c·he ~j af· COliJt.l<lg"llil\'U. <t llll l:Hil'C'l'!SSÌYO depe· l'im (!nto tldlc contli;doni gt·JH.' l'<ll.i. La. ft·blii'C cNt uu >;intomo <'O>:ita.ute :L ~~l'attere' I'('IHÌttelltC, lJOll elcV<IlO: l'<ll'<IUif'lllC i:illJ>('I 'tl\' a i a/:! gt·a~Ji. Pas~;a inO:)f;et·,·ata, t;ulto è lqrget·~t, nd forma t'iii delL'nscP~so; l> pitì elevata quawlo l)liP::ìto è ft ~tallio iuoltJ·aio ed nllur•l incomincia eon brividi, tel'miua p<·r eri:;i con ~;udomzione pt·ofu:sa . Il dolore all'ipoeon -
dl'i9 deJ<;tro fn :-;Pmpt·e con:stat;~to. 1'uò <'!;sl·t·f· !ipunt:.;m(•O OH('l'IJ rit-hia · rnato da-l pi~ianH·nto. Kc qnalehe n>lta an•nt t·at·att<·t·e· gTa,·atin>, spt•:-;so <tYeY<l· <':M·att•·te pu11t.01·io all:l l'l:'g:ion<· a~cellare. Spe(·iallll('lltl' dolom:<c ~ono ll· zone- cunispondt•llti all':;u;c.es:;o: è impot·tantt• stahilirt· il punio pt·criso <lnn· il tlolor<· ('ht• ;;i susc·ita a.II;L pl·f·:ssionu tl .igital~> 1': pil1 intenso. pt• n·hè ho ,.r,·hit<HO c·ltc ('!>sO co~tituis c e il pnlltO Ùi l'CpCI'C p t•l' hL l!lllltUI'<I ('s)I]Ot'HtivfL. Quasi -;emprc si è constatato l'iJTatliazionP dolt!L'Os<L all;t !>]>alla destra. ·rale sintonw. era 11oto ai me<l.id più antichi e fu dt:st' J·iLto minn·
tawcute da. Galeno o CeJo::o. Il vol11m e <lcl jc·yn t o è se m p1·c pi•ì o 111('110 ingr·a n d i t o. Per solito debortht leggcJ·mente tlall'at·rat~L <·ostale, pen~hè l'ingrandimento si estriust•ca m·lle ~lll' parti suwt·ic)J·L c alla pt>t·cn~siooe l'i ronsia ta, che i Hmiti -;Hpt•t·iori Ù<'l ft•gato sono ria lzati c presentano 111 1 clct·ot·so ÌITC · golare, raggiun~~tHlo il lll<l!'il<i.llln di alte;~,za in conispnndPHza d<: ll:~ regione ascellare, il UJill iJJtO l'>nlht par:H-erteln·:tl<•. L'rsJìCIII-~ìiJilifti del margine pnllllf)llarc iHfr' l'iorc t> molto ridotta , (!ll:ll<i abolita a. CH 11sa. dc· Ilo spost<Lruento in a l t o del di.afm m ma. e forse unclw per le adPsioJti periepatkhe. Qtùm1o l':lkCPsso è \'if'ino alla fn<·cia nnteriorc del lobo ùe· stro, il limite inferiore di tale ot·gano c.lrhnrda twh•\'OlmC'ntt> d;lll';\rco costale. Ciò ~i "eritìcò in tlllO ùei miei malati. In (•sst) il limite i11ferior e del fegato dC'horclan1 di quattro dita tr;tl<\·erse e l'>i palpa.nL lllllì super· ficie liscia, eli coBAisfeBza pastn:s;l: il margine .-ra anotondato. Ju questo caso osset'Vni rirfidiirì clel muscolo retto eli clcstra,. In tre casi noblio tumrfrt::iou l! ·z,~r·alr• l l'~~rr:t alla. J't•gione asc·c>llare. ilo verificato ta.h-olf;;1 in qtutlcuno nn rumore di .<:.fn·orwlrnto 1Jerie]JaNco, to-S8c, di.~pur:a, ma non ho t•onl'lt~lt:lto ma,i altri sintomi deserit.ti nei vari. t1·attati, COUH' il turyorr: delle v ene P.pigostrir·hc, l'ascit e, l'itt r?·o, lo sper.ia.le drcnbito , gli rdcmi, il 8in[lhiOZtta, le 110uscc, i vomiti bil·ia--ri. La. milza. JtOll Pl';l iugT<IlHlit:l. All'Psame ùPl ~<angu<' , si ro11s1atò sc-rupre lr·urocitosi .
IV . - Ar.Cl.':'\1 CASI CLI~ICI. - I n tutti i casi eli a::;crsso epatico da. me osservati questo m·a localizzato al lobo c}(•l'ltro. Quattro di e~o;si si verificarono in malati vrovenienti da reparti d i medicina: p r esentavano. oltre i ~;iutomi disl':•~ntel'ici più o meno acrentuati, i caratteri clinici di una t'patite, che da principio era no poco ma-
nifesti. F u intrapresa, la cum col clorid t'll.to di emetina. per iniezioni ipo· dermiclle, che fu molto effkace per i distnrhf intf'stinal i, mn non scmhrò r ecar vantaggio apprezzabile nella. complicanza epati~t. E quando con la puntura esplorativa fu constatata. in modo sicuro l'esiswnza del-
]'a,.;,·p,.;so, ;.rli illft·nlli furouo J·i,.;pl'lti\·amt•JJtt· trasfl' I'Ìli al l'I'J•:lf·tu eltir·ur·g-ia JWI' l'in tNn· nto OJWI'~tti\·o. }ìon ostantc la, ntlentia, dell'opera.tot·c, che PJ';L allom. l'eg 1·egio collega. capitano lllt>tlico Costantino Mo· naeu, gli esiti furono tutti inJfau!-iti. Do1•o pochi giorni i vazienU mori· r o no per adinawia l>''ogl't'!';si nl. ru alil'O ammalalo clt·l l'l')'ill'tO (t·:tp. c. Fam.tiiiO d el !l:l" f:lllt(•l'ia , cla,.;,.;p l~!t:! ) ent alft>tto d<t c.lis~·wlllPJ'ia. a. tipn <: t·onic·o : in 1-ll'~uito rom incii> a pre,.;l'ntat·c dolo1·c alhl t·c•gioue ch•ll'ipoconùrio destro, ingmndimeuto ùPI fc•gnto, lic \·e 1·ial~ o febbrile . .Xon ostaute pan:ccbi tentativi, la IHintur;t riuscì nt·ga t i\'a; l'a,.;('t•sso, se esisteYa. d o\-e\·n essere piccolo, c pmfondto. El'a (·uJ·ato rlappr·iw:t col solo solfa to di i'odio, in seguito co11 iniezion i ipo<1l•J·ruidiC ùi clol'iÙI':JtO di éUH~tina . Esse ndo riusc·ita nq;a1·inl In puntut·a l',.;pJnr.Jtin~ 1 c l'ascesso, qua.- . lot·a Cox.·a? t·si>-rito. l'itt' llttto pic~,;olo e vrof<•IIÙO e qni11ùi non aggredibile, liOll fu u·asft·r·ito al rcpa1·to c·hir·ut·~i<·o ]Wl' il tr·attamento operatini. l tliJ:;tu •·Li tliss<•ntc•rit·i inanto tll<'l'n'- J'cnwtina Pt':liiO assai miglior:tti. e ro~<l pn:·e 1m p\'i.lt·ute u dglior.tuu•nto l>Ì et·n. riscontmto nella COill)'lit·an:w t·pat it·a. t'tlllsistt·nlc iu 11n JJOtt·\·olc ], ·nimruto tlclla seusa;r.ione <lolor·osa. t'in lilla J·i d ur. iont· (lt·ll';lia <'JI<ltic·a. JH'lla ;.:ron1parsn. clelia fehht·c . Dopo qnaldre tt·rnpo lllOl'Ì iulpl'O\'\'is;tnll'ntP pt·r p:n-alisi cnr· tli;~<·a. Tale e \·cu i c n~a non <h' \'(• sorpl"PlHkJ·<·, puichè il <·uOJ'e è l 'organo che più risc uu~ d c ll'a~io•J c •h·lla los,.;ina a•n<•bka . . \ll'nutopsia fu to,.; 1-lCrY:Jto rh<~ le Hlccra~ioni de l c·olou él':lno nnmet·ose wa in Yia <li. J·ipa · l':l~ione, ed il fPg:1to 11011 m()lto in;..cl'lll11li to. ùi rnlnrr• ro,.;~o :::(·nro (·on qua lc.hc \'Cna tura gia ll;lstl'<l. A 1 lo ho dP~tro, n n' inwmo fn rinvenuta nnn c;\\'it.\ ;\scessna lt• de lla gJ·aHdc·zz;l tli un pirrolo manllar·ino. ripiena di pn:s di colm·e giallo <'L'Ctlloso pallidtl. di ron,.;i,.;h•nza llui.la . La. parPte Ùl'll'a,.;rt"s:::o <'l'iL rr,goi;Jl'P, li,.;f' ia, e il tc~suto epntit'O eirro~tantc non r<llllnJollito. Il pus t.'l'a ~tt't·iiP, prho 1li rmazi<', t•nn pochi Jcucorit! (' co n Jll'('S<'llZ<I di qn:llrhP. J';ll·a ;tllwha nt·llt• pat·eti. ~\ ltl'i rlut~ militari (l'uno s•>lil:J fo d':lrti g:l i~>l'i:t da montng11a : l 'al· ho xohl;tto ~1. d<•l :3r!• l'l'l!!!· f:lll!Pri:ll 1•t·1· lnugo tl'mpo fnTono tra gli amnt<llali p i1'1 gravi dd r·<·p;u·to pr r l'in tt·n>-itù •lt•i !;intomi cliss••nteri<· i e la, tenacia <li <•;.;sj ùontti arl in fcz iollt· :lllll'hit-;\: :wrn1no pt?l'io<li di migliomnwnto a cui sucr1•rl<•\·a no !':1)11z:1. rn n sa. appt'P7.~ah11e pPggiorn.menti impr·on-isi: elJ))ero pcrlino i eouforti rl'liglosi tanto era, vreveùuto da nn mom<'nto nll'nl t ro H d <>C(•s>:o . Prcst>ntavano inoltre alc uni sintomi di complit·anza t•pa tira rom.:i;.;tc>nli in lieYe inJ!randimento del f(',gn.to, Séllso eli dol cll·;llo ilil " all'ipo<·onrJJ·io Ùl'f:tro (il lf. ;1\'C\';~ anc-he l ' irradia,.. r.ione dolot·osa ;t Ila ;.:palla rl• •stt·a ), l<'l.!l.!f'T"issimo stato fehlwil(', La. puntHt"a. P!<ploJ·ati\'a prati<·ata pi1ì eli una volta ebbe ('sito n<•)!ati\'O. 11 t'PJ• l' ti n n<·g"ati\'(l •·hc ,.;i lw tah-olta n ella pu11h11·a e:::pl01·ntiY:1 non flf"\'(• IW'<Il"(~ llH' l'il\"Ìdia. l1 nlfH'Ila110 pP!' r]:tm llll l'~t"lll )liO. (·~ li l"lt>!':SO lo hn. S<Titto. ha. pl'atieato m un ca!':o :!0 p11ntnrt> "'' IIZ:t tro,·ar·e ];l t;\C'rolta. p11l'lllt•nta (' )lP Jtlll'(' (•,.;Ì,.;H•\' <1 • • \llllH'Illl!' i llOi'tri ÌllfC•J'll\Ì d;! !'PI'Ìlll;t \'1'11· r·t·n> cut·nti cnn il :::nlfa l11 di Nntlio assnci;tto Jwi pri111i giol·ni alla, rlietc'b lth·ir:r. ma an·ndo lìT'C'sf•llhJtn <l•·i mig-linJ'illlll'llti sl'nsihili, non pPl'Ò rlllt·a tuJ·i, fn l'~<]'f'J'illll'll h\ht la ('lll':t rkl (·)or·i d rat<, di f"nH•t illa <'Oli in i<>zioni ip<Hkl'llli(']l(' :lll:t riMe di t''" t'l' lllig'J':l!llllli l'una, f" !<C'i C'<'lltig"l'lUllmi pro
(;0;\"'fniUUTO .\LI.() :S'fl..i 1110 Dt. l.l.',\~f·t:s~O UISSt::-;n;nH;O IJt.l, Ft:Q ,\TO
ù ic. In tem)H.' t·elativamente brc\'P
g nal'irono:
625
scoruparver·o gradata
metlitl i sintomi epatici, il ,-olnme ùel f(•gato ritornò nei limiti normali. Il soldato tlel ;~;:;o fa-ntet·ia \'t'llli C rimpatriato, il soldato (li :utigli(:'ria fHtto rit>ntnH't' alla propria batteria . Non :-:o ~>(• in ~<P~uito abbiano m·uto <l(:'lle t•h·aùutc·, m·ell<loli pN·<lnti di vi~<ta. V. - Cos:-:wt-:I: ,\ZI0-"1 1:\T• •H:"c• t\1 1.',\SI CLl:'\11'1 SI'E:;t•o;o;TI. - L'esame di ·q uesti ca:si, me:.,si in r-.l.ffr<mto con nltri c.1si flimili riportati d!alla l ('tteratnm medi<-a f' c·hil'U l')!ica, tt•nendo prt>sente gli studi e le osser· ntz.ioni fatte receuteHient<> intorno agli a."cessi epatici, si presta a pa· re(•<·hie c:onsiderazioni. I quattro in f<-'rru i t•·n:;fe•·iti a l l't•p:ll'to ('hil·ur~i('o no11 prese·nb~ va.no alcun dubbio fili l 'csistcnr.a o meno di u11'ascesso del fegato: i caratteri clinici aYevano fatto forniUiare tale diagnosi, h1 puutul'a csplorath·a. l'M·eva convalidata. El'ano di origine disl'lenterica, pcrchè i pa,. zh·nti peeseutantuo tale in(er.ione in atto sia pure attcntmta, e preci:-.:uuente di natura :uuebica perl'l•è nelle feci fu trovata l'a.meha, pc·rchè il pus dell'asecsso e1·a Rl<'l'ilc, e pet·chè presentara earatteri microsco· pici ùin~ •·si dal pns 1lci f•muuni ascPssi (f•·anl lllt·Ht i l·<'llnlal'i, nucle i in d!'genel'ar.io;Jc. al<-nne t.•wazic ben ron~<t'JT:ltf•, l':ll'issimi letl<·ociti, c rista,lli di 8ostanr.e :.rrassPI. Col tratulllll'nto JuPdi;~nte J'emetina jntnl · p1·e:so pet· Clll'Hl'( ' i distnrlti disscutl'l'i<-i , si ('rano ott<•uuti notéroli be· ud1di nP.i fntti intPstiuali, lllit IW,.;><un giont llll'lltl> :lp)ll'PU,:luill' si el'<l ,·crifieato nella complit·w•r.n t•patica che ;.wguita.ya a- rPndersi sempre pitì rua.nif<>sta.. L'opininu(• rli tutti nni meclicl dell'o:-:pedale d1·ca il tra.tÌ-<IIDCtlto ila farsi , Pl'<1 Jll'l' l'iutervPnto <·hit·uJ·~i<'O. Que:-:tn del re><to era il parel't', come r-i:.:ult~t dalla lt•ttl:'rahH'<t, eli autMcw•li meclil'i comP il Mackallnn e il Rollrf';to n , i quali ritPtwntno <·be in tn li c·asi -il tratta mento debba e:;RN·e essPnzia lm PHtc rcl r·s<'lul<i\·n nwnh· eh ir11rgic-o. Gli t'fliti clell'intPJTc-nto chi 1·nrgiro furono tutti sfaYor-èvoli: ma dù non <l<'>e I'E'(':II' m<•J·a\·iglia. Da l lt• statistic·hr s.•ppian•o gi:\ ron1e la. pet·e(>ntnale degli f':-:iti infausti 11cgli op(>rat.i eli as('('!'::':O epatico sia forti!':Sima. Ru t r·Nlid mtt• t'YPn t i JH'I' erntitf' snppnrata pscg-uiti nel 1!)1:! all'o-:.:pednle di Det·na <lall'allnrll capitano mNl•<·o prof. 8. n<' ~nrlo f';i ebDWI'O altn>ttanti N:iti h•tali, tJ·anJu' in nno in rui si tratta,·n di nsc.es~'<o ù:~ bacillo di ,,~he rth . n•• una puhhlir~uione clr>l <lott ..T. Mar· Nf'r) LO\'e n ella rivistn BritiRh MNli ca l ./olf1'JW1 clt>'l 22 giugno l!llR risulta elle n('gli operMi, rli a,.;<'f•:::No :~m(•biro 1tel Drith-:h CTNH'l'al Jlospit'al l'li t>hbe il Mi per :;ento di modalit:ì. Ma. gi:ì $~·m p re !(• st.atif>tic-hP <·hirurgkhe sngli interventi n el ft>gato per a.scessi , es<•gniti da. <'('l'<'lll•nti operat01·i, l. n n no mc>Rso in rYiclPnza la fortP JWl'('Pilhta ](' d(•gli <>Riti letali. Il Zin~;U01 , a propot:;i to dt>1d i rsi ti Ru~l 'i n ter,·en ti chii·urgici nf'gli nRressi epn· t:t>i in gcm~rr. t·itien<> ('!l<" ]'(•Rit0 infnnsto J<Ìa dovuto ai easi di nscc:>:-:Ri multipli, ~h'rgli r·eputa f:ltnlmeutt> mortali. Gli llf><·cssi amehiri però per soHto NOllO, e fur·ono quaxi sc•m Jn·c• tr·ovnti JWÌ <·asi a noi noti. unici , e n on'Ri può quindi attrihuir•e l'Psito iufanF<to n ftlleRta complicanza. Il Oiordano, che ha, tma l'ltatil'ltie.a nhhastanza nmnN·o"a d'inter-
vE:nti su ascessi del fegato, crede che (( dal lato pronostif'o l'elemento ~0- •f';innwlr. Ili ?Mdici71a 711-ililnrf. -
F n!W. XU.
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COXTIH UI,;TI) AI.LO b"1TDIO DEI.L'.\!<ùf.SW I>I <>SI:::-;TF.R ICO o~;L Ft;lòATO
di lttnggilm~ \':llore r·iposi n..th• tonùizioni geJt('J':tli elci malato ll, per cui 11 tautn l~~'t:':!Ìi tl'l! è fl Jli"OJJostko, lJllilllt<J pitì tardi s i fa appello aU 'in u·n-cnro chir·~tr-gico ,, _ ~\Jt ehe il De Sado, nella pu bblicazione rsu cita.ta, J·iti<'tt<' di<' l'l'sito pitì o rttt'IIO favort•,·olc tlipt·rHia <hlll'intcrn•llto precw-e. Eg-li non attril111isrc· gli esiti letali a trauma clrirurgico, uou a.veuilr. anll() mai rP:rzionc JH•J·itonealé, ttè altr·o ~;in JHII' minimo iu('iòcnte d;r potHsi ;rttr·ilnrir·c all'ntto opPraiiro. Anzi, r:;:uhito dopo l 'intervento, <·wH-Iatù spnsil1ilr miglitlr·ia nr.ll'inf(•r:n10 a eui I'Uhcntr·aya un brusco Jl~'!.!gior:llttento: l'illf\':t.iou" cli:-:spnteri<"n ricliven ivu. grave e la morte, SPeondo il ,;u eil~tt•• c·hirnr·go, a\TPninl per· nna irrep:tr-a.hi le immffieienza cpalka pr·odotta dalle lo>'sine amchicltc ('Ù incompatibile con la vit.'l. Arll'itP m•i nostr·i Op!·T·al'i si \'(•r·ifi 1·ò nn quacho l'imi!<•. Oltre il trau 111:1 (·hil'llt·gi<·o, dt l' in malati ta nto dt•pPt'iti e clt'holi è i mpossibile che non inllui:-;<:;t set·iarncnte, r l<l ùiminnit.1 fnn7.ionnlità epatica, vi è un'altra <·au!';a a c ui l'i clr\'IHIO pr·r,·alPntenwntc attrihnire i numerosi esiti inf;~usti nPI tr·:tlt:lll tPuto <·ltit·m·~i.<·•'· (•tl c~ la to:-;~ieruia anwbit'a ehe sopr·:tJ,!~inn~f' f'<'lllpre dopo l'atto opernti,-o in forma a:-;:;:a.i drnlenta, for~o::e a (':tiiF:a cJp})c ÌlllkhoJiU• r-.•s i:-;tPIIZC IWJ!ii iiÌ<'hc.
ln qnPsti ultimi tt·111pi rwllP ri,·isl<• e nPi h·nt!..c'tti 11i chirur·gia piiÌ r·ee•·rtti, :-;ono stati' pnl•hlit-atc <l<·lle ~-;tatistiche ~ugl'intencnti O!)(!ratori rwgli nr-;ce!'si epn ti ci, òa 11<• quali risul 1:..'1. che l il mortalità, pur essen d o :liois<ti flitnillllita, tntta\·ia è llliCOra Sl'lll]'l'e RCllSÌUÌJC. J\Ia, SUJ'ebbe iJlte·l'f'>l!';t,Jlt(' il c·ooos<·ct·e se J!li aseer-;si e·patiri t'li eni si è intervenuto erano t n ti i cl i ori.gine a mPhif'a. Poi(']u\ è noto che rwgli a~r<'sFOi del fegato di n atur·a <:omune non antPbira, l' intervento chirnrgi·co, che' in questi easi è l'mtiro tmttamento ehe H'impone, ~ sta-to ~<Pm pl'<' negli el'liti, coetrr;8 1lariiJII.~ .• di gran lun~a phì favot·c•rolc c·he n egli ar-;c·•>r.:~i di nat11ra disRrn tPrica. E tmn nc c he n f' i ca,<:i di ;u:<·(·R!';i multipli, le FOtntiRtieht> ·hanno Rt'DlJH'e t·rgistrato ll<•gli <'!'òiti nn p!·og-rPr.:si,-o miglioramento parallelo al mi:.dioranr<•tllo de-lla tP('tli(·:t opPr<lt ir;J. f'iò non può dirl';i Ps~t'rs i vt>l'ifkn to ll<'gli intcrn•nti r.:u~li :t!';c·Pssi <1i~<st•ntc·riei: pni<-lt<\ F;C il pet·feziott:tnwnto <lPlla t<'c- nit-a l' l'a!Jilit;) fll'll'orwrntorr lwnno potuto l'liminnre al!-nni in<·on,·pnirnti. pl'nnangono sempre altre <'a nst• dei dcc·cF<F<i n egli oppt·ah, fm lt- qn:tli, ad ps., pr·ineipalil'sima 1'infc7.ione nmehka ehe l'i l>l't•Jlfi<' )titÌ riolt•ttfa llO pt1 J'nttn r ltir·urg-ic-o, p<•r eu i è neceR!';llJ'ÌO cOm· lta t !1·1'1:1· Nl <'l i m i na l'la. Non molto tPmpo fa, il P ontano, in cl ne nwmorie pubblicate sul PoTirli11ùr·o . lta ~of'tl•nuto hrillantem('llte e con vigm·c di convinzione il mt'f:odo della cm·:r mNlica dell'n~N·Rr-;o f'patico mediante le iniezioni iporl<'nnic-ltr eli enH•f ina. <·onthnttc•ndc, strf'llll:llnrntc l'intcrvento c!Jirur gi<·n eh<' ha <lato RPTn ]ll'<' psiti t•osì sp<'~<!';o infan:.:ti .
1-;• ~i:) HSStHln to, t:' e.iù Jl! ' l' O('<'t'a SlH'<·1:tlmc·nt<> del Roger·s, che l'emeti nn guariioic·c la, dil::~<entf>l·ia e f';E'mbm, anche dw 1n~venga la complicHrlZa epatic.'l, c tlll:l Yolt:t fJIIt?sta f':oprngg-innta, rii?RC:l n fltE'rilizznr e il puR <lcll'a.'le.cRso. 11 Pontauo r.:o~;tiPnc, e in ciò <"onsiste principalmente l:t noritù dcii<• sue os~tTar.ioni ed esperienze, che questo pus può esse"M rin.f.lsorbito completamente, fondandosi sulla costitu zione ùel pus del 1'af:l<·<>s!ilo e J)aragonnndo l'(>pntite amebirn alla gomma sifilitica , ht quale
COX'J'IIlUUTO .\ Ll.O STL" DI O VELL ·.\f'CI:.SSO OJ ~St:~n.JCI<.'u Dt.J . FEt;.\TO
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come questa., sotto l'ahioue spec..:ificn, subisce un ùisgr cgalllento, un rammollimento che poi vie11e assorbito. E eiò, contrariamente all ' opinion~ ùel Rogers, il quale t·i tc u eya c b c una, volta costituito l'a~cesso epa tic.o, Ja, ter;.tpia mcdi<:a· solo <'Oli l 'emetina rieece ntna: e cont.r;.H·iamente pure alle opinioni di Doptct e <li Paunm , i quali {tlf( ~ nuano che il rias· :-;or bimento ùcl pus 11011 puù n•t·ifie;t rsi co tt L'<•ntl'tina , pet· <:Hi tale alca· loidc se può ess<'J'P ut ile lll•llo stadio pt·<·suppuratin>, una ,·oltà questo <·o:stituitosi, Don Il a più a l<·un a Hziout'. Il J 'on tano, n ell e sue pu hhlic·azion i 1 ha por b.tlo un discreto numero tli c.usi a ssai interessanti . 11 C•i qua li ha potuto ùimost rnre che <<l'uso ùcl clot•idt•a to (li Cllt<'tÌtJa,, H dosi CUI'<t(Ì'"I', SOllllllitJistt·ato p<' l' via intramU· scola l'e, è sufficiente• JWT' atTC'stn t·e s ul.iito il processo twr·t·otico e per de· tet·mi n;u·e il riassoruime n to p i tì o me n o rapido del conten n to asces· ~Sua le >>, per c ui l 'a-sc;e::;so <.llnebit:o costi tu Ho, guari,osce con ];L cura meùit<L spceifica, anche Re voluminoso, anche· se inveterato. · Nei uostl'i quattro inft-rmi fn pntticata la cura del cloridrato di <>tuctina., e Qm'sto dicùe invei'O huoui risultnti nella forma intestinale dissenterica , ma non si è ve rifi cato giovameuto apJH'C7.Z<tbile nella complica nza epa.tica. P erò nou si può fa1·e alcuna deduzione da, questo fatto , perchè la. cura non fu protratta, nè intensificata, poicltè ap~na eseguita. la puntura espl orativa, essendo in noi la convinzione che nessuna. in1luenza benefica j)otesse r isentire l'ascesso dall'emetina, gl' infermi fu· rono subito tmsferiti al repa.r t o chirm:gico per il trattamento operativo. Ora, sé l'ascesso epatico amehieo per lo meno quando è pie.colo e iniziale è guaribile con la semplice cura medic.'t, e ai C..'l.Si dimostrativi del Pontan o se ne è a~g-iunto qtwkhe nltt·o, fra. C\ti uno s tudiato dal dot. tor Leonida Msmini nel padiglione <kl Politlinico diretto dal pt·of. Ca t· . dncci e pnbblic..'lto nel fascicolo II 1lel Policlinico) Scz. 7JnLt. _. 1920, non ~i <lovr{!bbe , a mio modesto JHII"<'l'P, pone nknn indng-io ne l rkorrere a rJncsto trnttame)tto npprna fatta la diagno)':i, dati i ntntaggi che arreca con l'evitare l 'niPa tli un int<'lT<'ttto chiJ·ur~ico, c he f~H·ilmPute può essere infausto. P er ng<·,·olare poi l'ns~orbimruto !lei pu s, c·he iu ast·Pssi voluminosi non può e~sere c he lt>Htissimo, e per impP(lil'<' l '<'YPnicn,.,a, che qn<'sto rimanga come (( rapn t mortunm )) in(·ap!'lnlato Jlf•ll' intrrno del fegato , ritengo al contrario dell 'opinioHe (kl pt·of. :PontJtno r he ~:ia non solo ntile ma 11<'f'<'Rl':lU'io aiu t m·e l'azionf• me<lkatnl'ntMa rl<'li'PmP· t i n a con lo 1'\'\lOtnnwn to dell'a sceRso ntec1i;tn tf' l'a Rpi t·n zinne con n nn ('Om une si t·inga da. RiPro. Lo svuotatnf'nto <l<•ll 'asel'sso, ho cll'tto, i'· nt-<·PSNJ.l'io nnc·hr Jll'l' im · pNlir e l'evenienza, ritennta possil•ih• da, par<'t<'hi autm·i, fra i quali lo Schwartz, che gli n:;;ce~si rrsirluali in C'ap~ulati pos,..ono ritornare viru · lenti <lnpo parrc<'hio trmpo c1l es:;;e t·c il punto di pnrt<:nza di nuove epatiti SllJJìHH'ate, come è stato consta.tato in individui ritenuti g1writi ùella, ùisseuteria e della. complicanza epatka., e elle n,vcvano perfino ab· bandonato .<la tempo il paese infetto. Si tratterebbe, insomma., d 'impedire l'eventuale formnzio11c rli un << asc<'S!':O tropic·a le postumò n, eome l o ha. chiamato il Bartbelemy. L'aspirazione con una; siringa del r esto è innocua nuche quando l'a.scesso si estrinsec..'t nella faccia a.ntero-poRte-
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CO:'<TRlll l.' TO ALLO S'rl: OlO DlLL' Ai>Ct:SKO UI S~E="'ft.Ul(,'() I.Jt: I. Vt:GATO
J·iot·e dd f<' gato e la puntut·a uo11 è pericolo~a <:ome da qualcuno :si c rede, p o i!'ltè giù. :si formauo pJ·ecocemente delle salde n,ùerenze in corrisponùt•nza della superfi cie dell ' asce~so che impeùi~cono l' insorgere e P espan dcJ•si dell'infezione alla ~; il'l'O~-<a pP.ritonenle: molto pl'Ol>lematica. del l'{c'Sto, auclte qtw~lu e,·eniPnza . c~~t' tH1o qna~i ~Pmpre il Jllt!'l tstet'ile. Lo ~kh\\'at-tz, nel :-;uo 1'ratt.ato di chirurgia._ de'l /f'!Jafo 1 così si esprime: << La p1111 tnra ,\ d'una intto(·ttit<) t·iPOJh)s<·iHta, come l'attesta no tutti IJIIt'lli che <l f(llt.'Sta hanno J'iCOI"SO ». Faul'e l' La\lel'_r 11 1'1 l<H·o Jiht·o l'llllt• n~alartie Ilei fcgnto e delle vie bilia-ri h<tttuo sct·itto rhe la, puntnr·a è « tli una, innocuità pressoché comple>ta ... I~ssa è stata. fatt.'t un n1rnwr·o i11calcolahile di volte, e uon si è anc·ot·a eont..tto un :-;olo acc·idt'nte o. J)cntro la C'm·ità as('Ps~uale nwtata ~i può iniettm·e del (·)m·idra.to .Ji (' tlll'tina. t· ciò pcr· a('f'l'll' r·at·c l' J.!<ll'alllit·(· m<lg-g-ior·mente il fl'lir.(> el'lito. Qualora poi l'i ~,·og-li<t rsl·;...'l tit·e in tali malati il trattamento c hiru•·giro, il che si rcrifichrr;ì ~l'tllprr quando rssi J<Ì:11IO rkov('rati in rP · parti tli l'hinrrgia . o, ('OHIIIIH!Iu>, :-:inno l'tirati 1la r hinrrg-hi . opptHI:' si n·tHla <"iù nrrf.'ss:ll'io, romr lH'i rasi di al'l<'l's~o amC'hiro di\"C•nnto infPtto (ll'J' l'irl!iltr·:rzinn(• in Ps~o di !!l't'llli p;rlogeni. il l' h l' tah·olta an·il'lll'. Ol'f'otTC (·l11: l'intN·yento ~in pt't!c·or<·, e <'he l 'atto oper·ativo, e dò è <li r·a. pitalr irupoda11za., f'ia pt·rrNlnto t' l'~Pg-nìto 1l:r i11iczioni intr::~muf«'Olari o iJIIHlPr·tni<·lw di ('metina a dn~e enrati,·a. allo ~ropo di impedire il riacf'l' t~tl<>r·si rll'i sintomi diss('ntf'rir.i a rariro rl,•ll'inh>stino, ni quali r·ome si il g-i;) rlt'l'to, f::Ono da attt-ih11irsi in gr·Hn parti' gl i csiti infall!'lti n('gli Ojll' l'il ti . Ph. T<t lhnt !Wl llril ixh .1/ n .' ir·u/ -10111'1101 11<'1 :!() f.:('ttr rnbt·<· 1919, «l(' s«·t·iq·ndo il trnttam1•nto 1'"~'1-!llito ~" qninclid <·asi di a;.;cesl'o epatico da aJJH·ha in 1111 osp('(lalP a Ba:rtlarl, r·nmnnicn chf' C]nattro dei casi precoci f11 t·ono O!H't·:rti P dr·t•nati: di qi1Psti, 11110 mot·ì tw lla notti' Rurrc·s~h·n nll'opc•r·n~ionl'. p:l i altri nniliri rasi fnrono tt·nttati con l"ll<T('!'lSO con l'aRpi rnzione pPr nw:r.w tli unn. Riri11 g-a o J·clinaria di vetro. e clopo l'aspirazione in og-ni pazi<•nt<> s i p1·atir::n-a 1m'iniezione· iporlr.nni ra di ~ei re nt.igram mi tl i (·lOJ·irlr·a to di ('mrtin:t nna mlta al giorno nE>lla prima. setti rn:~na , p poi n giorni nltc•rui fino a 1lorlid iuiczioni rnmpl rs:;RÌ\1:'. Tutti gl'in f<'t'mi g-tl::t.l·it·ono. F11 ronl't:lt:ttn c·lir non. srm hrn nPrrssario ('vnruarP tutto il p11s, e t·lH' 11na volta climinuita ]a tPn~ione della r.ndt.il nsces1': 11:\ lP. il plas!lla- tra.<.:c-inantc l'rHwtina, pasl'a farilmentR attraverso le pa t'P ti della ra ,-i t;', Pf.:Pt·rita ntlo l n sua, azione henE'fìrn sulle amPhe h· i prrsPnti. P11 osl':rnato, inolh·r. r hr rloro l 'nspit':lzioH<>. la t('mprraturn ili solito raclr a l nnrmalc•. il f('gato climinuisr·(' rli ,·olumr rn p icla nH•ntl', P la rmwalrsct.'Hll'x'l è r·n pitht. 11 casn g-i:'t m enz i on~to rh•l capomle ('. F .. clf'l 9~0 l'('!!l!i mrnto fante
rin. si può pT'('>s:;hwe n qnnkhe ~-;pe<'ia lf.' romm(lnto. Aveva egli una dissl'ntrria in atto rT·onira. con roRlpliranza rpa ti1•a.: mM:iiante la cm·a ('metinicn. i s intomi intestinali erano quasi ce<> sati p si era con~tatnta una climinu1.ione rli CJ1tClli a rarico dl.'l fega t o. cprnndo morl improvviRamente per paralisi ('n rilia<'R . All'antopsia si
l
CO:'\TiliBUTO ALLO S1T010 Dt:Ll;A!;CESSO OI SSE!"Tt:RJCO DEL n :GATO
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rinvennero, come giù, si è S<.:l'itto, delle ulcera.z ioni n el colon in '' ia di •·iparazione, e uel fega to, che Pt'a non molto ingrandito, s i rinYeuiva. nml cavità ascessuaJe della gt·<tndezza di un piccolo ma ndarino. Orn tenuto conto <"Ile al miglicwame n to clinico corrispose nn miglior·amento <lllHtomico tiPI _t'l'g-ato, do\'uto cc•1·tamente anna l'id uzione divo lume della tadtù asceksu;tl{•, ~~· ~- i t·atfi'Ou tano i <·at·:l tteri cleJ pus n:-;<·essu;llc ri.tiYCn uto (giallo ('r e moso, flu ido, sterile, privo <li emazie, con poehi lcm·oc iti. c con qu alche l';tl'<t anwln ), <·on (JIIPIIi 1li altri nRressi in pieno sviluppo (di colot·e eh<' ric,wrla I H'l' il solito il tf'ss nto i>patico, Yi r~hi eli Nnnzie, C'On tllllll(' t'nsc nmelJC• allo stato n·getatiYo), io c •·edo t·he si possa t·an·i san~ in CJIH':,;to n·pc·t·to a n:1torniC'n e mi('l'oscopiCI> un pl'incipio di t·rgressione clell'n:-:ec·s~"o ::;te~so don1to molto probabilmente nll'enw{ina, e consil'tPn tP in 1111 pro<·Psso di a 11tolisi che, l:'econdo il Pon tano. s:11'f'hlw (( il pitì \'PI'(l~imilr prt· spiE'g-are il riassorhiml'nto d el pro· dot to dE::Il'epatitf' npc·rotic-n :ttuPhira ». Ad altrE' c·onsidPra?.ioni s i prestano i rnsi del soldato M.. del 35° r·r ggimento fanteria e llPll ':wtigli<·l'P. C'ome nbhiamo già accennato, essi si trovm·ano da parecchio tempo affetti dn dissenteria a ca.rattere te n a ce. Curati dHJ)prim a con solfHto dir-odio e clisteri di vari medicamenti , senza r eaJe ntnt.a.g-gio, in s<•gnito mrrcè aknne iniezioni ipodermirll" eli c loridt·H to di e metinfl. gnal'lrono clell'i nfpzione intt>st.inale e d ci 'listnrhi a c:n·iro df'l fl'gato, il (· ni ,·olnnw ritornò nllo stato normale. Ora , in f)n rsti due' cn.si, s i è trattnto forse di qnrllo stato s pe1:iale p1·esuppm·ntiYo clesnitto 1la l RugE'rs. nrl (!n :t le la. l'ura ><pPri fica ;~ gisce in manirra rnpi rla e clc>f'isiva. o pin tto~to eli nn \'C'l'O e pl'Opri(l asri>sso, sia pur piet•olo r allo ~hHl i o iniziale , chE' ~otto il trattnm<' nto rmetinico i> g-n :tl'ito e' scomparso? Il Pontano comhatte 1:t rlir.i01w tlt>l Rn~ci r~ di starlio prPsuppurativo. pl"t·chè non è sta ta. m n i d i mm::;tr·a.tn la- coni ><ponclcllv.:t rli 1111 p n r tirfl l·1 ~·c stnto nnaton1Ì('O, r confrout.:1n rlo lr stol'i<' ~l i ni c· hr puhhliratc dal R oger·s ro n ln cliag-nm::i <li l';tn t o prr!<mppnmtivo rkll'c•pa ti t e amrhic·n, con ~li esam i clinici rlri suoi nmmnhtti di :vwesso c>pntico ronrl:lmnto, ritiP !H· (']l(> c·linir.a.men tP non è' dimo!<trabile tma ditT(• I'en :r.:l t t·a ~h11li o pt•rn«rr;:; . ~ naie~<' a~CI'~~o cost itui to e tPI'nprn lirn me nt<> l!P;:;su na clifferenv.n <•sistr, e a,ffeJ'ma C'h<' et cor1 ogni YE'l'C1~irniglianzn lo ;:;tn<lio pl'C•n><('C'I':SIInl ~ cli Hn g-r t·~ l'otTisponrlc• a li 'n s<·f';:;so i n i:d n le, all'flscr~;:;o cronico, ~1 11 'a ~crsso <'{'n t nt1t' » . Drn. s in più r·i;:;pondentP al n•1·o l 'n nn o l'nl trn ipot.N;i. In co•wlns ioJW rlre si può trm•t•e dai cln(• rnsi f. qt\rstn: rh!' nrll<' compli c~mv.e epat iche della. rlis~!''n terja, ~1mrhica, p('r lo meno in (1\JC•lle inizirtli o poco ~\'ilnppate , J'Pm('tina agisee f:worevolmc>nte e in moclo ;:;ensibile .
vr. . Co:->CLUSJCI:-11. -
Da ']lHllltO è r-tato esposto si posl'lono tr:lrrc , a mio credere, le seguen ti co11dnsioni: l 0 Nelln ùil'l;:;rntet·ia am('biC'a la cnra del solfato di sodio, anche se ns;:;ocia.ta nei primi g ior·ni alla dieta irlrira,, non preYienr le complicanze epa.tiche, nè eserdta nlcuna. iinfln enza benefica , una. volta queste costituite ;
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COSTRlDl'TO .\l.LO STL"DIO Dt:l.l.. o\SC'I::,;:;() DISSt::->Tt;!llt:O Ot:L n:G.\T\J
:t" L 'emetiua gu;.u-ìsc~ la olissl'ntl: da amellit:a, f' >'t•mhra che pt·e vt-nga a nelle gli asc~ssi del fùgato, e cb l! a l.ll.lia un 'azione effica,ce e risolutint su di essi, una ,·olta già f\ll'Jnari pet· lo meno in quelli pic(·Oii o allo sliidi•> inizi;dl'. at·t·r•,;t;llldo il prnecs:::o distnttti,·o Ul·l t essuto epatieo e pt·uv()(:<llll!o a ()lh'l dH· p;.ue una spec-ie di autolisi d ella. necrosi t·patic·a, f<lH\t·t·ndone poi l'a~>sOt ·hìtneuw; ;_$o P(·J·l'lt(· twgl i ase<•ssi autPhic: i •ll·l fl·gato, specie s<• ,·oluruinosi o Ji antica d;tta. la cura mcdit'a sia sil·nram(·nrc dli<-ace e l'aziouc più rapida. O(TOt·r·(> tit'Tll[ll'l~, lltPdiantc l'aspii'U:t.iOllC I'Oil Ull;\ COlliiiUe sit•inga da ìlict·o, \'llc>tat·e la ta,·itù a:o;(·essuale; 4° Qu:llom si ,·ngli;,t o sia nc·ce:-;s;u·io 1·ironerc al trattamento chi· rnrgico, occorl'e· intenrnire pl'ecncemente prima. che il paziente sia troppo depe1·ito e indebolito e pt·inul r he compaiano i sintomi di nna iusullìric nr.a. epatica: ma, è m·cessario Ropt·atutto far precedere e se· ;rnit·c ;lll 'atto opPt~lti\·o tl<>ll!' iniPzioni di t>mrtinn allo scopo di impe· dire il riarr!'lHl<·rRi dei sintomi int<•stinali <li::;scnteriri, i l')llali devono ritr·n1·r·si ('11111<' u•n~a princ·ip<1IP df'g-li rsih infausti rwgli internnti ope· ra tivi; 5• E' iudisp1'n~1bilr f;n·e Rf>mpr·e una diag-nosi prec!><'.C dell'ascesso f'patico per ott(·tw•·r <lei rii'ultati mpi1li <' sicm·i, si;l col trattamento mediro1 sia con quello chirurgico.
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TJ'llttato delle .J IUlùtttie del
1'/lrrnJI. Gfl::l'/le 15 diC<'mbre 1!)12
C't:LJ.J. Jl rmunlr rJpl/'1f1il'ui~la. \Er.r.r t' FrOITA. - Cn11 frilwti o11 r) l'rliolntTiP P-1 à In flH' I'appul it'flie chirurnical e dr l'à/)('1'.~ du fflil'. CX!Tl• 0Ml!JI'f'S iulrnl. dc .l!Pd. Fnri.~ 1!!00). f:TilfCDI"Il. - T.e::inni Jm/11' mnlnllit>. tiPI frgnto. !'\npoll 1RM. Ho;: ~. Orm .~f,Jpra ::imli .~11 :~!) <·a.•i tli , .•('1'.<.•1> Ppnlico d P-1 rrparto del prof. (/ifl!·tlnno . (l?idRtn 11f'1!f!ln rli .~I'ÌPII::P mrrlirltP 1R.Il!l\. ('n1t·n·1no.- Bullrlin rlr l'Acnrlt-mie dr Ht'•lrrillr. fl'\'. l!lli!. n~:-~.1111.0. T.'l'pnlitr ·~11/)plll'f!IÌI'fl n('/ pi'Pflirlin di nrrna. ((}inm. tli mrrlieina m<ÌIilfll'll, f~;:.r. n ·o e \ TO, 1!113). Pn:"'n:-.·o. Ulfl't·il>l'f! coniJ'il,utn rrlln tfin.'l~>n.•i l' al/n " '11'0. nwrficn rlrll'n.•cl'.<.<n l'·p n· tir•n r/i.• .•"'' ' "l'irn (Pidif'li~ticr•. Sn. prot. frt.•r. 21. 22. 2?. <' 2·1. ]!)20). T .\J.RilliT. - Rriti.<l• Jlrrl . .Tou nwl 20 !'O<'tll"mhJ <' l!ll!) friport~1to dlll Policvinico .9 ez. prnl .• fn.•r. :-!1. l!l:?m. ~r,"r:-~r. _ f"f)!l/ri1wln niTn IP/'ttpirr m r rlirn drll'n:.<N'R.<n rpnlirn tli.<.<rr•fl•riro. ( P olir-ll~tiro. ,<:Pz . 1llflf .. f:t<>l'. 1 fO 1!120\. :\fH'RI . -- f"n Nr.•tJ r/i n.•rr.Ui mullipli tiri [PIJnln. 1!)(H). DePr.,n·Tirr·J.T'~ . _ 1'mllflln di rllintl'fJia (yqJ. VlT P . l. ). n ~<X'H.r.r. PoTirlhri,.n. ,<:,.~ r>rnl .. fn!OC 1~• . pn~. !);~'). DoPn~. _ (,PR iti/Prlirm.< llilir1ìrr.s (Gn::rttr rlr.• hnpilnu x, 1S!)1). nnnF~Rilr.T.-f:li .JlFt<T. i\"!lf)J:IJ lrrrflnfn t/i .l fNiil'illfl (> 'J't>J'(I]lÌfl. P.rrnnnsT . Pfllnlo{lin l ' t rmpio .< /)Prinle mr1fra . •1.\!'C'Ili'D.- 'J'rnllal n tTi prrlolngin inl rnw . ('H.Il:f'l'\llO. lfnlntlit> dt•l (l•ttnln , dl'llr ril' l1iliari fll:ll T1·ntt:~to tll mi'Òi e ln.'l. eli
D1t.u
Ch!lri'Ot. T'.OH I'hnrrl. nri<~!<.'llHl). ~<'ITW\RT7.. -
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F\TJRr l't LAJli:RY. lfnlnrlil'.~ c:hinn·gic-nll'.~ rlu fnil' f'f dr.~ •·nir.~ l)illnit'P!I fdn l Nouv. 'l'rnitè dt• C'hlmrg. d(• A . TA• Th>ntu ~t Pf(lrre DPibE't) .
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OSPEDALE MILITARE PHI~Cil:'ALE DI FIRENZE IU:PARTO ('H!Rl:RC TA
Contributo alla diagnosi di tubercolosi ~perta mediante l'esame dell'escreato con il metodo Ciani pe1· il dott. Mauro Corticelli, ~ottuLI' tll'ntc m rd i(Jo.
Studia ndo un caso di stn~ptotr i<:·osi, il dott. Ciani osservò lo speciale l·ompor·tamento di qut•i pat·a~o;HHi, i quali si dispongon o iu fonnazioni <:<L· ratterh;tichc che l'A. cl.Jiama nwmhrandlr· .l><lb't l'aOinità, della streptotricosi con la tnbercolo:si, il Ciani (l) ricercò se anche i bacilli di <JUesta, assnmel>scro ana log•l di~posi;-,ione 11cgli escreati e l'esito di t<tli ricerche egli comunicò il :lS gennaio lV:.!l alla R egia Accademia dei Fisioctitici in Sieua. T.'A. ùt c inque casi di tubet·colosi r.nicr·oscopieamente accertati os· ::;ervò che le pellieolc che trorò nell'c~rcato, e eh~ egli cùia.mò membra· nelle, erano più ricche Ili bndl li tuù<!reolati di quel1o c he non fossero i pr·c parati di escr eato, a llestiti secondo i comuni metodi, ma osservò anche che in due casi, su sei <'sa.minati, nei qu;tli l'esame microscopico diretto dell'escreato era riuscito negath·o, l 'esame delle membeanelle mettP\'<l in evii!Pnza i bil<'i Il i tu lwn·olari. Dn dò assume note,·ole importanza lo Rtudio ùel Ciani, inquanto('!J(~ JH IÒ ~ervj t·e a diag-uo:-;tirlll'l.' mi· CI'OI'O('Opi c.anwnte nna ]('~ione tniH'J'c·ol;n·e :qwda, dw con i l'flllltJni mezr.i usati non v<>rrebbe diagno:-;ticatrL A qu <>sto scopo ho orientato le mie ri· cerche, delle quali e~"<pongo l'esito. Cil'ca. la tecnica il Ciani eonsigliò il segnente procedime11to : Si pon· gono tmo l>' due cm .3 di escreato, prelevato con un p<lio di pin?.ettine dalle parti muco-purulrnte, in un bicchiere a cali ce, a fondo un po' slargato e dopo a.vrrvi ver~ato sopr·a cirr-11 10 em:' 1li ~olnzione fìsiologicn. r-:i copre il l liedli<·J'(~ ron t]plla g:11·z:t. snll:t qua lP ><i p1·al iea un fo t·o J)('l' il passaggio di una ba.cchetta 1li vetro, lunga circa 20-30 cm. pi('ga UL acl angolo rl'ttn pe t· hl lnngltf'zz:t fii un CIII. ci t·<·a , all.t C'strelllit:ì inf'l'· r io1·e. Mcntn• un aiuto tie1w ti~:;o il bi<'clliPJ'C' e le estremiti\, delln gar:ta, si impl'illl c alla h:J('(·lwthl. colle palme dt'll:l mano t·itmit<•. nn movi · mento t·ot.atoJ·io altt>I'tJatinlnu•nte in un s<·n:-:o <' ncll'n lh·o p<'r la llu· rata di ~(l min11ti: P ('ioè li11o n c he il mntt>riale no 11 si è colllplctamcBte d isciolto, e, gua.rdanùo attent.a,mente il liqu .i do contt·o luce, UOU si SCO!'·
(l) f'lANl. - Di un pCtrt·icolarr re·perlo ossuw,lo 1lP(Il i escreati t·ubPrcolal'i e delle sue applir m:ioni 11mti<'hr. - !:\i" rlll., Tip. S. B C!m a rdiao, 1921.
gonn, insit•mp a drllt> p;u·li<·elle di esc·r·eato rimaste inùiscioHè, d e lle spt•<·ie di piC'eoli fioc(·'hdti biancastri, op:whi, l'l'sistenti allo shattimeuto •trwlre se ·llot!•,·nlmeu te pro l ung-a to. !'i rcrsa allora uun pnt·tp dt>l Jiqujdo in una ~o;('ato l a Petri, òi,.,posta ~n fondo n<·r·o. ):;i clilniset> :tlr111attto con solu:r.inr•e tisiolo,.,ica c con un paio di pittz('t ti rH' da l•att·r·r·iolo;.!in ht•ut~ :t<·rtmina1e e c·on,.. l'aiuto d i u n ;r g-u da diLt<·Pr·azintH', >~<· or·<·nr·r·t·. si pr·or·t••h· alla pe~o>('a dei fioc'clietti ~>l'C· ;.!liPrHlo qtu·lli più chiari t' <l fnnna eli :sottili ru<•wbraiiPllt> c se ne ùepo· sit:tllo 1111 ('t·r·to 1111111 !'1'0 su riPi porta n!-!'.!.!'l'tt.i I'Olltenr•nti alr· nne goece di snlwdone lisiolog-int, ;llln sr·opn di ottt•IJpr·e nua eompll'ta distPII:<inrw. T o lto c·on pt·r·t·a u;r.iort!' l't'r·c,.t·sso di ar·qua t'Oli c·ar'ta hil.Ht la , si pongono in (f'J'Inostato ;Hl nsc·iugar·t•o)'ptii'C si fa t>\':tp<•rar·t· IPJtf:<WH·IItt! l'acqua sopra la tiamrua. ot lt'tll'lldo l'""l t·clltll' rlt·llt• S)ll't'Ìt• tli ~<·:r.iuni c·ht• !<i sottO>pon · g-nrw ai coutuni tn !'l 1•di di enlor·n:r.iollt' dt·l h:willo tnhP r·colare, prt•via fi:.;s:t:r.i one e [a,·;lggio <·nu neq11;1 distillata. [ ,a tP(·nir·a rla ntr> "~'f!'llita \';n·ia 1111 p~·o cb ((lll'll;L <kl C'inni. inf)UHII · tll(·hè rwl di:-;pnr'I'C 1~· IHI.'Hi hmnc ll<• 11\'Ì vctr;ui portaog:gl'tti. dopo averle bt\'<lt<> P s<·,.ltt·, 11011 le lto b1sciate int<>gt·e, wa, utiJi;r.?,alHio quella pkcola p;ll'f(' di solmimw fisiologi ea <·h<• su di c:-:sc era r imnsla per il pree.cdente larn~gio, lto r <'rc:tto con la ('~trc•utit•\ di n na ll<l<'Ch<'tta rli \'etro di disgrr>· ~~:tr · l(' qtHlllto ]tit) mi t• stato pos!-.:iltilt•. Qul'sto ho L1tto. :;:i;t pr:•r· P\'itar'l' t·lw i ha<'illi tnht·rTolnri f•lS"'t'I'O troppo arldt•ll:..:ati !';UII<• llii'JUhr·am·ll<•, ('II IIH' talora r11i P I'HI•it:tto di oss<•r·,·ar'P. 1-'Ì:t )'l'l' f;t~ ·ili t ar·<• la rlPt·olo r-:r · ;r.iorw cl l'l 11101 f c·r·i:tl<:' unii atido r·psist l'nte. l ni:r.iai Il' nti<· t'i(·PrTh<• Jll'<•tHit•ndn in <'l<HIIll' \ ' ;l t'i r·asi tli tnlwr'l'olosi po lrnr•ll;ll'<' ltadt·r·inlng-il'allll'rtt<' ;t(·(·<·t·tnbt nnrlp recar(' 1111<1 conft•t·ma allt> r·ic· r•JTIII' tiPI C iani. t·d infatti osst·t'\';ti !-''Pillpt•(• una tn:rggior· qu:\nlit;\ di h;u·il li lttltr•r·(·nl;u·i llt'llt• mPrJtl)l'an~ ll t> . 111 st·gttito a 1·ii'• ltn :·w<·lto m;tlati di ttrli<·r·c·olosi mdiolo!!ÌCHJUI'llte at·t·t• r·ta tn , mn lll'g'Hti,·a ng-li Ps:uui th·ll"t•st·r·l'ato, )l('T' f)lllllllo di qnP:<to l H' fossL•r·o Psaminati ,.:11·i i'lri:wi. c fili :?G c·asi lt (J ritt·o,·ato il b;l<.'Ìllo tn · ht•t'(·nla r·t• in l•t·ll l) c·asi. l lo 1'\-<;llllill:tto :lltl'i :!:i c·nsi , lll·i quali :1\'l' nl:-:i il S(lSJII'(t() d t• lla JII'('.-<I'IIZ:t IJj ltllll flll'lll<l Spè('ÌIÌ('H ]Hl]l)t()IHJI'I', llla iJ 1'1'IH'l't o r~tdi<•s<·npit o not t nwttt•,·a in 1'\'ÌIII'IIZU altr·o c·Jtp un;ì lr•gJ.!t'l':l di rnirlltzionp di traspar·pn;r.a tlt•i campi 1mlmonari. ~<'ll:t.a ;r ]enn fatto r·a · rattt·t·isf Ì(·o Il(\ ;rlc·nn St'J!IlO, ne'· ;tlr·un fl'llllllll'IIO t·ht• lll lt(•i:s!' "o:<tt•!t('l't' una dia).!nosi ésatta, rtPi quali atwnr·a il ('Omnllt> rnl't'o\10 di <·~nm e ùeJ. l't•s('f'Pat·o . c·r·a s t:Lto nt•;..:at in1: in ()llr•st i :!il rasi J10 htt<'ltuto :i r·t•pl'l'ti positi,·i. l'oc·a cosa irt\'1'1'0, m:1 1-e noi cousidl'l'i.tmo l' impnrlnn;r.a c·hc assume rwll't•sert·ito la. pr·esc•n;r.a. tli un "old;tto a ffctto da lt•." ione polmonarc a pt•t·ta , e la \'it;t iu (''t~rlltiiH' dtt> costui 111l' lla con i ('lllltpag-ni. c.•:.::<(•utlo lll'l' c·ssi 1111 JIC.ric-oln r·\)HfiiiiiO, se noi consiclcriamo rlnl lato Rociale e dal lato ig<r•lt ic· o qtH•st o fatto. po!'sin uro a ll'l•t·m;u·e t ht> i l uwto<lo \i a n i :l('()Uis:t:l uon pot·o \';llor·P. Hbthilt•rHlo cn:->luua JH' T.!'Pntnale del 20 % di t•c•pcr·ti po siti,·i in Ìlldh·idni ll('l IJII:IIi i CIIIIIIIIIÌ ('Slll1ll t·i~t t lt<111 0 JWgatiYi, Ottt•niUUHl u11 tUI':r.:r.o nnO\'O, e p Pr meg lio dire più eMtto per la di;1gnosi del] (' fonnt· tnhc>r·tolar·i aperte.
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(lut>sto metodo, che con uria certa pratica riesce anche rnpido e semplice, pnò e~sf' J'e di siem·o am:i lio per l:t diagno~i delle fòt·uw specifiche npel'tl! S('llza rieorrcre ad altJ·i c>sami più difficoltosi e che richiedono u un certa scotta d i ma tcriali d i g-:1 b inetto, come l 'arricd1imcuto con l'antiformina, eù nn mag-gior periodo ùi tempo. Appunto pet· queste co n:-:idt~razioni ho voluto farne cem10, poichè si può nge,·olnre llOtt·volrnentc la. diagnosi <"Ile u;;;iamo ucll't'scrcilo per gli accertamenti della tulJcr·colosi polnwnarc nei solùnti, sia a scopo c·u 1'<1 t i,·o, sia a scopo JH·oti la t ti co.
CASUISTICA CLINICA CE~TR O
l\"'EUROLOOI<.:O DEL CORPO D'AR.!\fATA DI BARl
E DIPAB.TIME\TO ~[ARITT.Iì\IO m TARAKTO (dirdto d a l tC'n. colo nuf'llo llll'dicu Jll"Of. U .-\IO:TAKO Bo'>CHI)
Individuo cieco e sordomuto funzionale guarito p Pr il d ott. Oreste Bonazzi, cupitano uw<l ico di co,nplPmc·"to.
Il p;euc ral<• medico pro f. Lurcnr.o Bun omo, eh o ~JlCKtiO onm·a Hl d i sne vi!'ite il nostro <Jent.t·o neut·olngieo, ecl amava. intt·attencrsi c:on noi lunghe ore ;t roneddenu·c i malati inh•l'l':-::-<:lllti:-;.;imi, che l'orcli11amcuto prt'zio~o dPil'Istituto ~ JCI'lll ettt· ,·n eli e:-;alllinarc c ru1·:-u·e filH'mente, ci ha consig-lintn di pnhblic·:tl't: lll' l OiontCtlr fl.'i medicina milifar·c questo caso clinico, cht~, pc~r la C'IHnph·s~itù delll~ ~ue a.ltc•r·azioni, giustamente ritenent t r a i più \'i to:to~i della JH~ ur·opalologia di ~liPJTa. Effettivaml'nt.e il c•:1:-:o ù as~ai attml•nte per la nosog-rafia; ma si lll'f•sta iusi<'HI<' a qualc-lt{' coH:-:illerar.ione non trnsc·u1·ahilc su lla. patoge· ncsi c sull;l natum d C"IIf' foJ'lliP funzionali, rome pn1·e ci r('a il IOJ'O trattamento. l'et c·iò, rinn~nuto fJUf'sto t<tso tlitlÌt'O nt•llo scorre1·e l'archi\'io <i1•J Centro nc•nJ·olog-ic·o a f:wopo di 8tndio po~lumo, rrc•<lo oppm·tuno pu hhlicn rio c· nn ht·e,·i <·o m menti. R. Tmnma ...o. m lt r:q::Pt•T'f'. t·l. 'ii'. da Ciuia <1<'1 Coil~ ((':ll't4'1la li~il. C-ontadino. nufllf:tbCI.n, llllllllOI!Iillto c·o·n ;:; li)!'li. AllalllliC•,;i l'<'lllOta ll<'~nth·n (t'<'latirnnJcnte). TI pn,-.lent.e fu ferito (Jlt !<dlf'l!l!i:t eli 1!1'1111:11:1 nllu ~u~tncin ::.1oi!<1m (('(l niJn l!lll11bn destra), H 2i'i ma)!';:do JHHi. !<H l nn• mte Santo. ment1~ stav:~ a lht mitrasrli~ttrire. Jn::<ieme. ~'ler lo f<('(lf•Jlio tld proil'l'lil<> di t::J'O!<S(l <'•• libro, <·he tH<·i:oe Il Ruo tenente e nove suoi oompa;mi, fu J.,"t'tl'ato n cl ist~Hl'..a <'Oil'aT'TUll. Di colpo perdelte la vi;;t.'l, I'Y<lito ~ la paro ln , meutt"C ufK·h·a sa n~u e finile or('{X;hit> , 1h\l ru1>:o e dnlla bQçc;J. F'n In Ospedaletti e Os~k•li diversi, i.ndi in l11nghe li Ce lli'A:'. Hìfonnnto il 7 lu-
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J :-.DJ\' 101'0 CI ECO E SOil!lOM C1'0 n·xztOXAU: (:UAJ!ITO
l!'li o 1!118. Fu ricove rn t o a l Centro nt'nrol os:fco il 27 aprile 1919 da !l'Ospedale mill-
tst re princ.ipa l~ di Bit ri. ove e ra stato inv-iato per rngioni medlco-legnll. Il pazil;'nte s l pre...<;enta alquu.oto rnllentato e appe..-ut Q.l bboZ?A iJlli1lche aegno che esprime trL.<>te7.7Al o torpore p.<:ricomotorl o. Non si ott lene l'em~sslone di alcun guono verbe..IP., n è nlc-un<1 t'ell7.ione che n tt~sti JX'rce>;done n <l itlnt. Nemmeno si ottengono rt>az.lonl che r i levino la pres('D 7.ll di percezioni visive. 1/in<>t-zin de l .m~1lflto e In ro-ol t<'Plic i tit de lle sue altemzioni ;non t'l consentono un eS..'lllllle tale da acoertarcl Sl' 1~ viSione sub-coooiente sia vigile o meno. Mancano n l t l't·azi<>n i orgn ni chP. n li ' i nfnQri d i u M li f've ip<•rt>.rnin d elle congiuntive bulbopaljx•hrali . . \ ll>lt f:1ccin :;;i not11 un11 lliccola dcllt ri<'~> li nea re arcuata n ronc~1vità JW)Stl•rilll'<' dinauzi ail'cH'l'N·bio s .. ilJtN'('Sl-l:l!lte solt: tnto la <'lite. Altrn ciCll l ri<X' l tm.c:o la (T <':<tl t.ihiale 1l<'l..'>tm, cui l><tre nbbin corrli"po>oto lJ!la llev(> scht>j!gintnrtt <lpl J'o;:l'Q. Li(! \'e :JN.·Pntua;r.iont' dei ritl<'l'<-'>i rotulE'i. In un'istn.n7.n ava n7..a.ta dall'inf<>rmo si compl'ende che f>l!'ll rite-neva g li fo..<;..~ entrato un pro!ettue nell'orecchio . Il r]ott. Lu i!ri :\I:Jttioli. diri,c:C>nt~ <Iella &>7.. ioae fnn~ionaU (Ub ieSII Russn). dle. N H t Jm·<>ro :n;.~iduo. nc>corto. ferYoro!'o Wn t.i a l tt·l bri llanti rif-1l ltati nv<..va otknttto nl,l•li<'r. ndo il.' ditetth-e del nostro Ist!tut.o (1, 2. 3), lo ì l;'uJe tosto !n cura. l:<uhi t•• ne tt ]'rime :<4'< hl te ìl J.'l7.iente ricuperi) l 'udito, la pa rola e gran !)t.n·•~ d t> lla vt:-t:l. Il òott. :'ll~1ttioli <oi OCf·npò l1D7.itutt o di rlil'<-<oipare la sordlt>'1; e l'ottenne con <:timol:lzioni fnmdkhe al p.'Til.i.c:liorti delle ore<'<'bi e ep. a l condotti udillvi esterni. ni utnnd<>:>i n lln m!'g-lio owle t(\n ifi<'ftl'<' l o ;;;pirit·o del pozicnte c lnfondPrgli perstm.<>i-one. C'a tLiv~ll n si In fhlu<:ia del o w k1 t o, i l m E><llco rrovoeò ed ottenne rapidamente il ritorno <l ella vil't.a e della pa ro h1 C'<)n li<'vi to<'<'n ment.i frlra<liei sugli orbicola.ri d-c-Ile p:tlpcbre. sul g-enio~:losfll, al rarln~e. n l ve;:fibolo del lnrlng~. su! .nervi rirorr<>nti. R !mn;;.e SQit.'l n t o rp talch e di n• t t o di.'Ila pronuncia b1'leele delle l ettere Unguaii. Il C'flntpo ~·ish·-o è mo lto ris t.JX>.I'to : non è disl into U color >er<k>. Il ricupero fu n?.ionnle fn nCCOII11J1llJ;:n..'l to ùa uno reazione eill(ltlvn. Il p~l?.il':nte è pre>flQ òn j::"rnnf!c cont('nt(>z7.a e SE'Ili"' di benci'ls<•re, ha espressioni dJ riconoS('en:l..cl J>Pr il m~lico : -or p in nj!'en.do. or t:itlendo. ra ccontA e ripete l'epiSOdio che l 'aveva ridotto sordomuto e cieco; esrprime Insistentemente il desiderio t'he sin dnta !"ublto n<~ti~i" della sua g~u~rlj!lon~ n lln moglie ed al figliuoli. Uum nt.(> lu notte n o n S!.'iPDe cll iud(>re ~hio, assorto a provar~! e ri,provnrst l a \'c)('(>, i<l'NII"l'lit<J t' (fmi«Ì l,tntOI"(>I«'> (ll ])('l'flerJH <ll U 110VO. In un p:1 i o òi gioml si r~rft>zlonò la pronuncia . SC'Qmpnrve la discromatopsia, si n Iln n~ò. fino a uornt~' 11;~;7.-HSi, il C:l lll!>o vl !<lvo .
CoNSIDERAZTONI. - T. Il paziente era un po' raJlentato e d epresso d'umore, ma non fJU anto nvrebbe doynto esserlo un nomo r elativamente g-iO\'ane <'O l pito COl'1l largamente da privazione di sensi e di attività, : rg-li era ridotto rome un'anima serrata nella prigione del suo corpo, l'1rnza qna!'li comunicazioni di sortn col mondo. P er cltè tanto stoicismo? E!':RO è rom nne alla m a~gior par te deg-li infermi funzionali. E ' da, arguire che dÌJ)enòa. dalla loro convinzione S\Jhcosciente che il male 11011 f<i::t orgnnkanwntf' o profonclnnwnte r adkato e che la gu ari~ionE' s ia 'spcmh ile o cct'ta,. QttPsti infermi non tanto si. muovono in cr1·rn cl,, Jin g nnrigione I"Jilnnto per. le J'i Yendkn.r.ioni medico-legali. I F:n nitnri che> lo :1\'P.\'nno N;aminnt·o c giudicato in pl'er.ecleoza. non n·cl<·JHlo ll<'i'l!':O clit·<>tto tm la f<·t·itn <' lf' nltet·;1zioui dn lui JWeRentate, :t\'(•vHno g ind irnte fJn<'f.;tc ultime non dipendenti da ca11Sa di servizio.
,,.17,.
( 1) Boscm. T.. c le.~ionì fmr :imw l i il!l'CI CI·a t e m l'm l11·a e la. l o r o gua rif!irmr nl'lla totalllà d ei rost. Bollettino ò.c lla Federazione NA7.. <1el C()m l tJttl di A,..
>'<l!'tCn7,a ai .Militnri (•iec·hL storpi e mtt tih1fl, n. 10 ottnbt>e 191.8. (:.!) noscm. .l lll'fll'fl .~11/1(1 f/11fi 1'Ì/Jr/i/ti (/f' /11' ,.('.~Ìfllli {IIIIZÌI)II(I {j illt'C'(I'ra·/ (' r/Pllr: 1111'ml1rr, . Jet. n. ~. ,m:J r 7..Q 1!11!1. (:!) BO!<CJll. n ae,t ro NCtt i'Ologioo de~ OOI'fiQ d'Annata di Bari e Diparti. mento Jfaritt fmo rli 'l'ara11to . Id., n. 1. gt-nonlo 1922.
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I'OHIXHit:TO FU~ZIO~.ILt~ fit' .\lliTO
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P Pr· farsi l'ÌC'onosccr·c tale dipen1lem~a egli era ricorso all'Ospedale mili· tare principale di Bari, cùe a sua- volta a noi lo ha inviato. Ben diverso il contegno a llor·chè il mala t o è guarito : allora il vantaggio cle· Iln gwl· rigionc è <lssnporato nclht I'Uél piener.na c partouo dal sog~etto cspres· s ioni di gioia e di riconos<'en?.a.. In fondo, è quello eh€' t1·oviamo i11 molti e diversi stati uevro)o:ici. Il paziente suole essere un po' alf(•ziouato ;ll s uo male, eùbro del suo male, entusiasta di s<.'Ceare il pro!'ì:::;;mo ·e i medici uno dopo l'altJ·o c;oliH litanill delle monotone o variopinte ~>offerenze; tautochè Rappiamo es· sere uno rlei pt•imi fondamentali :H~oment i psicotcrnpici qncllo di « dL sa morare » l'infermo dal suo male. Guar·ito il m::~lato, ritorna la 110r· malità nell'apprezr,amPnto dei valori 1lc·lla vila e la gioia acrompagna il ripristino della salute: anl'he se ciò implichi la JJf>rùita. ùel palliativo medico· leg-ale . Riprova que!4t'ultimn. che le fo1·me funzionnli tr·nttate coi criteri più disparati, indennizzate f\no all'oRso rla~li noi, ma qualifif·ate c'ome ~i mnlatorie <lag-li altJ•i, hnnno iu rralt;\ nna g-enuina consistenza pato· logica. E<>r.o il no!4tro 'par,i en te, ma ndato a casa a vivacchiare e star· sene CO~>Ì lunghi mesi, senza, poter fa1·e asse~namPnto tranquillo su in· dennit:ÌJ di sorta. II. - I l <easo concreto mostra. come, ordinata nell'ambiente di c ura quella at.mo!'ìfera. psicotE.'l'apiea che, appena entrato, il paziente, per dir così, subito respira, la t ecnica speciale per risvegliare le parti inibite funzionalmente, per stimolare la fidente volonti\, dell'infermo ad atti· varie opportuname11 te e per riapprendergli l'uso delle parti, possa es· sere varia; e occorre t alvolta ic1P;Hla estemporaneamente, come saga· cemente ha fatto i1 collega dott. i\fattioli in questo cHso in cui non gli er·ano pervie le usuali \rie rli cornnnica,-,i onc eolla psiehe del malato. E <'co perchè, nel nMtro Istituto, doYe, lo ripeto con vivo compilJCimento, i ris ultati di g-nn1·ig-ione 11ei fnmdonnli Ri Rnno llVnti per Ja totalità ~ei ('asi, la tN·nica minntn. dell'atto di« décrochage » era varia e ma?;:! l' estemporanea. P er questo trMo rhe spostino il problema del mecc·a nismo fonda mPntale della Cllra ò.escrizioni di metodi speciali di (lécrochage, come quello del dott. Bruel (1), del CrntrH neurologico di Lione, per i va· riRmi dell'incesRo, consistrnte nel mantenere tctanizzati i peronei da qna.nrlo il mala.to è ancora supino o quando cammina. Altri (BE>Rtn) (2) si tJ·ova bene col vc<'cliÌO metodo usato per c'tn·are le paralisi <·entrali acf'ompagnnte da contratture (Rilra e 1\fattirolo.( 3), consistfmte nell'elettrizznr<> gli antagonisti dei muscoli contratturati e, per facilitar<· l'azione di quetsti antagoni sti con cMrenti non troppo forti
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BnuEt., ln: ."Ollif!l', 0/l(l!'li('l', /?IW' el Vit/(1.111/l'e. - 'l'rnité de NI:'Urologle .(le guerre. - J:>aris, Alcnu, J!)lR. (2) BE:,'l.\. - S·uUa cu1·a eli fJnrlfrrllnr; aUertz.:iulli <lc;/n fuw:iouCJ molt·ice da tm~tmi <li gue,·ra. SU1b. Ti,pogr_ d~Il'UJllone Coop., Mllnno. J91T. (3} SII.\'.\ e 1\fArrrnor.o. - 'l'rallalo di. 'l'ero[Jia r/rlle mnlallfc (/c,l sistema tter·
voso, U. T. E. 1908.
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oullt> non :;i 'JH'Opagll ino agli antagonisti, ridurre prima con lenti mo,·iuwuti Jlfr~si,·i le contratt ure e mantener così l'arto i n posizione cor-
retta. lli. Tmttamrnto medico-legalr. - Questo paziente ricl!Ìama molti altri c'!J c noi a Har·i e, Jlrima , n Ferrara (OF>pcdale neurologico Villn, clf•l RPm inario), osservammo scontro~i da prima di fronte a.i. propos it i di c·m·a e di g-uarigione prospettati dal medico, entusiasti poi della gwu·i~ione ottenutn . In ('Onc:-lusionP O('('OI'J'e abolire per principio gli iudenniz;d a.Jle forwc funzionali; saper di~porTr i mezzi adatti di cura:
cura rl<' e guarirle.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ·E STRANIERA (; . 0\'HI. " ì. ] ~t2:.:l.
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Git•1':111lli H:utti,;ta ;\lo r;::ag-ni fu una ,li truelle poche mer1ti el(>tte. ~~ cui S<:'mbra di'l• gli :lllni lle<·re,:(·Hno, irtl'{'t'.' di >UJIInuirt-. il Yi~ore e l'alli1·ità protluttiva : tauto t'l't'l'o dot· t:di, .:ia ollHIIl<.'lllll'. ~<"rb-,;e In mirahile O)Jera JJe ISI!rlibu .~ et CQII'i-3 tli!J"1)111'1Wt ell'è il r ia>:-ttlllo ()t•l [x>n tlt•ro:'O lavoro della sua lunga \"ita tloS:t-17il) d.-d-i(":t la ilft ,•ra 1111!111 e a Ila :;eien'.a e n ll' i n~~namento. ('lo•· il .\lorg:o;.:ni ~in !<t:1tn nu :uwtouli{·o prineipe c il fontlatore ùell'anntomla l~llolo;.r i t·a, 11oi tul ti ~IJJ{'Y:llno; ma fo1'sc non JKX;hl ignot·a,·ano quello che oggi <.. l n~eJ•l~ UYio nt(•tte 1u pieua lm-c; e t'io?> <:he (·~li s'mltlf'ntrò oosi !.U'Ofondamente lll' i J>I'<IIJh••ni an1111uw.id, li~iolo~id e p:Holol!ic·i dcll'orgnno ,·is h·o, da Jasci;tre UIUI (JI111tl illt':IIII',.Jiah i lt• :1111'11 ~ owl t·a111po ddJ:oenli:<lit·:t: 1:o quali•. :li _..uo i IPIIII'i, <.:ùllc• si ril<·1·a J ~o.Jii<·olarnu•nl(• tl:ollt• c•JI('rt· eli (;f'or~··s l~:orti >'c·h, ,-un Kijnig-,.;briik e di AnIoim• :llaitr'(•-J1•.an, era """>o·a an·olta nd l(• l ~t> bhic tldln Sll]')('n:tir.iooc <' tkll'em Jti l'i,;niO. Ha slt·J·it <Iii'(' t·loe fa c·,•\'!1 te:<lo l'<i1Ten11aziune d<.'l primo di'i t lue autori oro <"ilati . 1'111·. t·iut-. 1•1 i-'t l·:oiJii:'JIIO ('()IIJ!t•nilo I'Ìl'()ll<>~li'\'ll per eau~t lo :<[>a,·ento cl'l"lla 111:11)1'(• ÌII<'ÌIII:J JWI I'P> lt·r~ IWIIIÌili O :1Uillo:tli III OI'in• :,~11'11 \'0igPJHio gli occhi, Q t>elllJil . t'('IIIPilt{> llt.UJJni Nlrab!c·i. ::;.. an·->!<i a noin di>.J~•"izionc piil ;;pazio di <Juel <"hc 1111'è ('()nC'('-":<:<) in queste r·ulonnc, non rt•si ,;lt•l'd :1Jia t('nt:l~ioue di fan\ dt'l Libro uell'Ovio 1m l:n·go r·ias· :-ounto. t"O);l ;.:-r:•nde fil il .:orli ntt J1tt) illldlt•llu:t lt· dn mc 1•rovato nella IC"t.lura di qllPII,• f':O>: Ì IIl'. iu <'llÌ :o~~i :o:li: JJIIO , ila .'<j.-lt: otor i allllllil'llli. :ol1:1 (~,nlinlla t'non lll:li llJ•I•IIJ.:al:t rn;-.:in ind a;..r:lt l'l (·t' tli <Jill' ll'nltì :<.<<imo SJ•Ìrihl, <"h<-• }lr<X'E'<k• S(\Ulpre tlir·itto )11'1' l;o ,:n a YÌ:I. ;o h h a l h· t! <In (>l'( 'j.: !11>1 i:.d, di lt.t'ÌdiiJ ol]t) [H'Ohkmi e d ÌI' ÌilllliÙO )~l :>OIUz iOIIt' tli tfl:dli <·hp, )~'l' J'ìnopf.'l'f{' ZÌOIIC dei lllt'ZZÌ di I'Ì<''l'l'(;.'l . dOI'('V/1110 l'illl<lH('rC l)ll· t•onl htn:.(O U·u•l•<> insoluti. ~:o f,u·;:t• è un l>enl" t·h t• !:1 IJrPI''llì tlt•llo "'JI:Izit> non nui ('O IIH' III:o di fai~ ltll I'Ì:l~:O:IIIIliJ <Id lnw>r o <lt•II'Ovio, ll<'l'l:hè li lw llo e ìl IJllllllO (•olJ. lt'lllll l llt•i libri <·om(' il AllO non ;:i pos~ono c·ruHl<'II:<:Hr· in po<.'hc ri)!he, ~·n?..a impicC' iooil·li. o. JII'J.:J.:io auc'()ra, s(•nw dt•form:orli. Il lll'of. Odo. ìl qu:1lc Jto~•purl if'll(• nlko sdli<'l'a pril'ile)::ialn ùi quej mt•llici. In •·ni il r:ll<i'n· lll'Of>',..,.ionalt! s 'H l'('<lJII•in :1 111111 >~H l:! c~tlll tt'H .sl()rieo-1<>\l(•rnria, l' d1e h:1 l!iil :d SIHt llttil·o lJ'olti('(l eli E:udiflc (:llihiiJ<t: llot•pli. Htl!l). si trcvm-u parii t'<lllll'llll'ntA• indi<·ato n tmtlnr·(' llll nqzom,•nto <li t11111:1 lin l•l'<>rt:llll'-1'1 : E' lo tnottò int'alli da p:tr NII<J c~)ll rig-o J"O:<~t (•:::: o ll<'z'~'~ (Tonologica e ('()<J unn rkt·n Ili~ '""'' <li !111c·unlt·nti. non tt-:h<lll"lllltlo n o.•oi t1:1 hHoJJ it:.lli:o no. lli m<•ttt'I'C irr rili~vo quelle ri<·t'l''·h~, iu cui il Morgngni iucont:cstato diritto di prloritil sugli sclenzln ti ,:[ ra ni c>1l.
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P f: t l a <li Sli' UZÌOIIC d e ll e mosl'lte. ( Z I!i/.~cl· ri{! {iifiiii{Ji' lf'llltcl/ Enfomflloyir., n. 9, 192:1). Per ln dil'tn•zìone d t>lle lnrve di l\tOs<·;1 nei l <· talllni l'A. consiglia il bor<l<'e. il solfato di ferro al lì %. la soluzion e sapon o!'a rli c resoli al 5 o;,.. ed il latte di calc:x', uwntre l a mi"<.~la borùole~e. l 'aequu b<1ilf'nt<• ecl il d o ruro di t•nke, hnnno dato r isultati po<..'o :s<>chllsfaeentl. Contro l'in~tto ha w•ato con ellie<lCia In solmr.lonr ~l!'Oih>Sa di ('I'('Sc>li n t fi% t•on l 'aggiunta <11 :U grammi ogni litro 1li f•lrtlla l inn. c• uua mis<·('la di tin· tn r ll di pit't'tro, &IJ)One verde, gllcerin.'t e tetraclorn1·o d i earbonio. ~mo riu!Seile pe r con tro inatri\·e l e p oh ·eriz7.azwrli Iii rorma l :na, al 2.50 %. l e fumigazi on i con Jlt'l le di SP:l)-:1111, le IXlh·erì insetticiùe <:'rl <~Itri lll~'r.?.i ditl'usi in couuue r eio.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati (Dai prot!su mbali pervenuti alla Direzione cenlralt del servizio sanitario militare dal t 0 oHobra al 30 nonmllre 1923) c:;ouJZJA. T PIH! lltf' eolounello lllo.'<ll<·o UJOI".\,;:<J ( ·.u;.u •!:XT.\. Dl'f/(1 fclilw•· 11 d el 11/lltltt di (;<JIIIJI<trl ar8i del wic·n,r•,tn•, tli /Jru rP '"' i l'ari oryr/JIIi .•ulh· {JiarHI()/e n 'Rr>c·rt'.:'imw iii/Pn/11. EsJXli'tn i u r :qlid;l !'ini«.>si l'e tiol o;,rin . l rt sintornnto· lo~tia e l'nnatom.ia patologka dt'll'affe-t.ìo•w. l'O. ill u:<tra l<' nu·ie forme ùelle fell· bre tli Mnlta. che si c:Hattcrìr.?.uuo Jl<'l' Il 1:olìt1torli><lltO sin cl<:'lln febbre chf' ch>lle loca l lzza~doni, t"<>llelu<lPndl> tbc l e IE>sioui clererruinate 1w l l'orgunismo dnl micro<'OCCO di Hruc,p :-;ono ...,,·:t r ia i is~imc f' l'11è tulti ;:li t~r:..w ni r<•><son<> e"::<l' l'l' alla <·<·a t i. l'I'IIZ:t ehe vi sia prenl1cn:r~1 fll'l' qJU:!~t<> CJ tl<:r quel s i><tt'llla. 1t1el ift:11.~e
MH.A:-10. - Capitano m t•clit: o S\I.VATum,; DE J.r.o. -- f:pitl•' mictlllfliO r· /lfll•t!/' ''"'· si dell'nrcefalite epi<f•:mic.a. Pt·eme!:~e bh~\·i notizie si OJ'khc «.>d n !eu n i t·e nnl su llo sviluppo dell'nttunle epidemin, l'O. trn tta dc•\ ml':r.zi dì diffnslont> delln ma· l:1 t ti n e dei pr1.'U•><ì w !lJIOI'tl di {li IWnd«.>nza f'tlol ogi<·:l c•oll' in ti uen7-tl , J)lll'llllulo in· fi ne dei vit'U!l fìltr·:1hili. nou HIH:<.~ I'U n<•tl :tna 1-1te i11diY id11Hti. Ro~rA. Tenente m N ii ro P M'() l'\!. E ARI:Ol1F.. ... 11 nrni>l<' ll1;l cl el ia t·l'i !llilwl il i\ in ruppvrto nll'umb!Pnle utiliiart>. L'O .. >C'J.:11<'11tlll il •·nn;:.il!liO di'l prof. Ottol<'ll!'hi. ha cercnto di rort11re n!'l <·:11111>o !Iella dPiill<l111' 1t:f.l1 noilil:tr<• quello dw <In p:ll't'<:thio temp-o !>i fu per ht <ll."lì nqtwnz: t (·nm uHo Jli'P;;liQ la ~(·twlu. di tXllizia ~dentifi<·n di Rornn. ('-onfortatn <!al risuii'Jtlu Ili 1111 l ii\'Of<) di \'lll' l :Hmi IWP~·;;,o il tlt•tlo istituln. dimo8tr:t (]tWIIt<l J'll(l, in m:tiPrb <li l'l'ofi ln:-si tl<'lln t·riulilta lll il , la c-ouoo:tell7.1t (·om· p!etn dPIIn IWI'Hln:lliti< ' H'<'('rl nla con m«.>to.to rig-oro!OO ùl ludnl!ine ~ <~)11 n n ll:tZi(•HIC lavoro eli c.oorrlina:l.ior!e, e comt! -;ia po~ s ihilc !fl<mp-et•e :Hl una energica di f esa. senza urtare contro il prirw ipin f!PIIa Jihrrtìt ir,rtividual~::
Nr:CBOLOGJO
T unHr.. - l\l ag!:)i o r~ clrilllico farmaci sta \VHTEII p ,\RRJ. - Sui gas asfissianti. I)O[IO an~r ril~ntto la òiltic:ollìt dell'csattJ dctiuizioue dei gas astissianU, l'O. n e ra una c lass: ll t azr o n e, sia tl <\ 1 lat o l rs rol ug ic o c·h e llliJitare, a seconda delle ca· r:u ter·r ,-til·b r tlell'u::;o, illus i rand<> dopo nh.:uu i ri<:ùrdi storici le ragioni tattlcbe licll>t lo r u uti l raa z wn e eù il moolo d'impi eg o nelle varitl fas i della guerra mon· dr a ie . 11>. ,\laggioJ·e tuetlic'O fa nua <:i:stu \\'At.n.n l'Amo. eli cl t{ esa 1'1Jtt/rr, L y 11s u~fts.<ia n ll. Yalul tlle hl pc r•olitt:
J/ c::zi di protezion e e
prorJ.,Ite ctan·arma chi· Hri•· •• in conrm niiJ ali.: a ll re a nu r, l'() a,·ce nna ai l'ari si stemi escog ita ti, sia per
la difes:J \.'ulktlint cbe imliriùua le, dc,.crh·l,lldo le prin cipa li maschere, la loro e l·oJuziou t• ùun1ute la guerra a causa del J)('rf('zionar>'i dell'offesa, le ragioni d ei lo ro lll ~ p n»it!Y i lll l'C' <: ll llH: i e cll illll t t e i vreg i f i tlifelli i11eret~ li ai vari tipL T rallq;(gra inlitH' i lllr r <un eHI: 1klla i'utuca g u .. rra chi m ka c ìrc ose rive ndone i Ji. ruiti e ,·n iuta udone i vantuggi e g li ln t·ouvt>uieuti.
111. - S o tto t::n c Ht e m~diro Gtn>~-1'1 '1:: ì\.ITM.! . /i l! caso eli {ìllroleivm.ioma ddltr 1H: 1w f <' IIIIJrcrle . - lllu;;trata lu !'irullura mi cro=-~:opt ca del tumore presell· taut e uno :m~l'inlc proùotto degèoera ti vù, ro., in t·.up[ior to alla grande rarità del mi<Jllli di Qrigiue Ya:<a l e, rilenL cowe si <khlm far· distinzione fra tumori che on g tmw o da tro n c- hi ~·ll ;;<·o larr liberi ( mri ~:>» irn ì ) e 1nmori unio•i rlle or i g inano da ntsi apJmr· tcll t! llli wl Ull te!>~ lllu (n::l,tli ·i allli..'JJte f re que nti}. 'Gut:-iE. Otpitnno wedi<:o GlOVA:'i:-11 A rlGt::'iTJ:'iA. Valore degli antigeni tubcrcolat·i ·11ei rlircr:si sta.t/i delia in[eziu11 c . l'relll'I!S»o a leunl <.>ennl sulla tecnica d..-lla til'l<<IY.i\.IIIE' dt'l t'OUllJII.'LJlen to, l'O . esr10ne la utilità pratica di seguire con fini mezzi di labo rat o r io la cu n·a ùclla d ifesa OJ>IJOSt.'l dall'organismo ("()lltro la pro<hrzi\.lllt> di utatt•ri;tli <li otre~t p1·ovoen ta dal lwdllo t u ber L'OhHe, la qunle può illuwillf!rci sul de<'QI'OO della lufe?:ione.
NECROLOGIO Dott. cav. LUIGI CORTI m aggio re m edico. li :!i u~o,;t<J :sto r~o ;;u lia straò;t .l<tuiua.:::·tiHi llttaran t a, da ::><:ouosdttli na ~costl in rllllt (un•,;l a pre-;;o la froulh•r·a Hll•anc>w, YmtiYa ba rha r,trnl' llt e u•·<·iso il maggiort· nK•<lh·o Corti , iu,.ivme a l geucrale Tellini t d :li t<· nr nte d'artiglieria !X>Mc lni, cbc fat·(•\·auo parli.' d••lla l)Plt-;.::az iuue il;diHna iJu ·arÌ\':Jl:l dt•lla tl('(iwilazioue dei eo nliui llh:r' td tOilal i dpii'A l han• •t. H Hllii Ì. dttima di uua fl'ro•·e :l;.q.:n·,.~inn(• po titi <·n. è Sll.tta Yl\.ll enle· JJr (' lllt> li'C)Il ca ta r es t:" l<' IIZa d•'l m a gg io re Co rti , il qual e a,·eya n ell·animo la fi e· n•a:t <: l'at·•lorl· th-ll' i>·'l la ~l'll(' J"O"a l'lte ~li dil'Ci(o i tllllalL lu falli s i ~<<!gnulò :;ubito, liu ' '" p rit w ipio d• Ila s u, t <·:trricnt nPII ' ~o•:-:~•r..-il •>, ]!er qua lilit Jt r nf(•,:sittll:lli e millcn rl unn <·<•llnru i: tanh) •·lu·. •••·l <:<•lirhallillr(·nlo di Ci(}l\ ];hci r ((.' irc un icu - aprile Ile i J:JI::), si ~uuda;:-uù un:t )J:·iru.l medagli·l di bronzo ~~l vHior militnre «per avere, <·<m u wl111 talura f~ :tr<llt\•zza, c·<~a dil l\';lto il c·••nr:HHl;~nt e <idla !<eziu ne di f>llDitit nt.>l l'lll't'll;!l i \' 1'1! <: <·urarc i ftriti 111 l<:l'l'l 'llO I.'"! XJ;<IO 1\ ] fuot:o l! Cilli<:O 11 : C 11('] I'OilJha t tilllelltO di ( ;Jrcrral (C•n·11a il;a - nt illt.O l !ll :il , una S·!('O nda lll edaglia al valortl • pe r chiara pr'o,·a !li ~•nlim p nt o e di u l t t ui:-;m o u e l di s imp egno !Ici suo ùovere di urlìd:t l•· llll'<iko dur·a •ll•· i l <·o tuh:tlliuu•nio ». · · Hi rnpal l'i::lo JWl uu\·Prr lhre cll'l J!lli, fu Jlt;JIIti;Ho :-uh iio al fronte ('Ome capi· IJJPdi<·o d i'l n·:.:;!illl<' lllo <·:t ,·:rli~>;;J.:'i <'r· i .'\izza, d i d on· pussi>, i11 s+>g~rito alla (Jronutziollt' n rttn;:).!i• , rl.'. 111 cli:-tre tt o Jl<ll it k'Q di l'r iJU ic r o. c liuahJH•nte alla dire· :done th.•ll'o$-)'PI!Ji.l<' tla <·allJpo n . 0))~ In Hon•rcto, mettendo iu e vldenw, in tutti
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6:39 IJIIt>:<ti im·aridli, Il- I.Jdle Lloti di nw nlt· e d i t :Hnti<·re, 1•er h· qwll! :;i Na di,.lìlllo i Il ('i 1"\' 1111 il:<l. Il 11 f(•hhmit • 1!.1:?2. dP:<Iin:llo a f:11· J ~IJ·I<' (1\-lla Co11111tissi o m• 1~<'1' 1:1 tl(')inli t ur.io li\' dt•i c·oufini dt>ll".\!l,ania. 1~1rli ph•no di ft'dC ~ tl'<•lliLI :<ia s iiiO alla vvlln d! qtrd la lf'ITH. <: lr·c·r;~ g-iir :<l:rht h:t~llaiJt d:t ! :<:tll)!"lle i ta l ian~•. e tlnll<t quale 11<111 d••\"t•,·a pitt fa r p ril~>rll<l. LI Oi(Jnlllle <li mcclìç i11a militare Ul:llltl.\ nn I'C\'t•renh: s aluto ~illil memoria del n 1loro:,o <~>llt>ga t Ire el.rb<' sol <>nni onoranze tt 'l ':u ·:tnto, n H orna ed a l'a ll' riJJO e fu lu>' ignlta \ln S. M. il Hc della croc-e di •·n,·:tlic re <IPII'Ordi nc militare cii Sn,·o ia. N, sicuro inlt>rJH·(•te ò E>i ~nlimc• utl e th•i JX! n><kri tl t'lln f:l mildiu sa n i La ria, d t>!l(>IW :sulla sun sal11111 un fronda di (!llt' ll'alltl ro <-IH' Y(:'rde).:,::ia sul S<?l)(>kro dl.';.;li er<>icl fralclli, che l o precedettero nel e;llnlllino (l(>lln morte e della ~loria. 11 ~C:Ilen<lc lltt·di eo <"11) ;o di'Ila \";tiiP. IH'IIa lull\10' :1 dn·u:< t:anz:a. ill\·iì • sui.JiiO :1lla llit't•zimte tli i:'nuilit di l'alerr u o, <!'t>><itlt•u;r.:t d Pila fHiuì;.:lla di'l l'•>rti, il st'· glH·B te 1!'le~,: « l' rP;.:u )ln'si'BI:tre 11<1111<' ìuH•ro c·Ol' J ~> ::::rnilario milillll'() \'idssirui :<('lll i iiWIIll cvndoj!l i aur.e f:tllti~lia nw).:;.:i n re IH<'dil'o ('orli l.uil!i, ueciso J•roùilt~ri:tllJ\:'Ille 11el t>tllllf)ÌlUPIIIo ali:t ;nis:< Ì•JliC ailitlata;.:li ''· l uolln> il )'r'lf. ~i1Yn1:ni. JH'P>'itl<'ll l e <kll:t F l>(kntr.iom• (ld i'Ortlilll' <IC!i me,)it'i. così tel egral• > a l g-en er a le della \"al il. : << ,\ IIOI!le fedt•raziou<· Qrdìut> llll'tli<;i jn,·io Y . ~. (·()mloglianr.<• sitlc·t•ri:;><illiC per [)(~,rtli U1 rlol<>r<>slssìma ct~llr•;:::a m:\g;.:iorc> m e d i c:o Co ri i ch " rit:onlo n Il levo ,.a h•ntis-
m"""a :
~imo
di qut:'A~ta cl inica IUC<liCA . oarbarnm ~nte ucc iso ue ll'Epiro con gli all1·i rom)Kme>ntl l:t llil!o<tl':l 1\IÌSl<iOII(! !IIÌJiUlrC 11.
Dott. eomm. GIOY ARRI BiLE generale medico. ~; Ì.' ~ lt•lii O • lft:ll:l ll) (' Jll!! n e i i'OII (I lJI'C St lll':'•l fra il t:CJ !ll)'Ì:t ll \ 11 llll<ll l i l':, · 1' b'~·
llt>rale m t• dfl ·t> (; ir.\·arllt l lir ll• EIJbe iu g-rad o e l c,·nt o l e d o l i rlt·i m r llko n i JJJlare : eli n111nro n o hile c g ·n·• r oso. tli grande nt odesliu e n ~:: llo !il e:-:o:o leurrh• Hh:dr c·o dult11, pn.!lllllr(•:'\0, auwrc\"Oir , es p l k ò l e :-•re (ll'<'C lari qualrta sopra umo nella ti i r t! zi o n c cl!~ l l o sta l >i l i ·
m è llto haliHlO·Iel'lnalc di lsc:l lia. Pach·e esemplare, edu d > la famit.: i ra al c· u l~o dt'l l a l'atri a e al S\'lllint<!nto d e l dovere.
Dott. comm. VITTORIO ARPA colonnello med ico.
Un altro luun dc i ··or·pc. snniHni o rni li l an.: è• stata la p c rdila ch'l ro l o nul'll•-> medit·o Arpa, rnorl o a '\apn l i il 13 oll obre sen r,. o . Squ isi(a si g no rili l il di u !".l i. geHiiluzza ,rar•imo . . ittsl alw'l.!Jilr. alti\·iCt, SGI'll · p o losila n e il'~td t> lupinh' l\1 0 d t• ll•' " '"' mnn si o ui, ruro n o l r d o li c h e lo dislinse n• n el l ungo ~~· n·izi o prc~ lttt<' al C o ll e;_: i() mililal <.! e su t:et:;;::-n·am ente ucll'osp l'clal e militare priu eipaie di ~np o l1 e com ~ capo ullld o •l i san1là dl'll' l nt e !lclc nzu dunutle
la gmJri·a l il>ira. 11 Giorno/ r. di m r cliri>•a mili/o rr. inYin all o> risp etti,· e fami ~Jie le piu prur on<lc• rondogliauze.
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6t0
PER .IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare Ricompense al valor militare per la campagna di guerra 1915-18 (C'(>IItilltUizir,,t • Vedi j(I•Cif:(J/i del lil.l·I G· l7·1S· l9·20·21·22 t 23)
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)fr,O\C.;I.IA ll'ANCEKl'O. Ri!gio di'tre/O
IO aJ:òSIO
l <)'lJ.
BL'JS!'0:-1 IJaolu, da Torino, ~ottoten<'nte medico 6 rc·ggim<'nto alpini. In un cnH:nto, accanito cvmlJattiulCJllo, con mirabile spirito di abnegazione e sprezzo <ll'l JWri t·olo. por1ò la ~ua opera eli "orrur:<o m•ll>t lin ea. (\ell>t di,;pcrala estrema difc:~a. ln: m·h<• ferito, parlt:ci)JÒ alla lntla p<:n~ona l mente c, sfuggito con ardi· n•c n to al !Jcmi,· o che ~lan1 pt·r catturarlo, non abban Ùc)llÒ mai il reparto ripie· gallle come trnppa cìi topertura, nel quale con tinuò a pru<li gare la s ua attività e il :;no nobile c·:-.t.o mpio. :\!onte Cnkli · Kr:~d · \'ohr (:'l letlio lson zo). :q-z;; ot· tol,re r917. 2/3· l'cnt O.q•al.lo, lt' JH·ntt m c•li<·o 2<• ~c·ggimc nl o fantc:ria. - Coma ndato a l se· J(ni to di nn n·parto spccialt: durante un 'nzivnc notturna assai ri schiosa, a poche ore eli di~tanw da un 'oftensiv n nemica, il~~oh·e\'a , con val ore t·cl abnegnzione, il suo C<Jiupitu. l'e1 l'fle tto del la lr:11'ol~e1:te azitJnt· 11è111i<"a, rima~to isolato col proprio pu:.tO di lllt·clintzione t St'11Z3 notil'.Ìe del ~110 lJallH~IIOJH:, s i ritirava, l'Oil UO· lllini, n c;olcr i :-~li e ft·riti, solo quando il nenoic-o ~t:'l\'a p"r ac•·crchia rlo, cd aggn:·
2;2.
gato;.:;, oun.alltt: la tllareia, ad u11a
t·ontpa~ nia
<lt'l proprio r t"gg ilncu to,
riu ~ch·a
a
:<vi11eol:~r~i
dalla ;;tretl:l dell'avvcr~ario, as,.u111e1·a il coma11do ,Jj un ploton e pri,·o di u1lkiali e cmnhuttt·l'fl. ro11 ~ tn·11nc> va lore, pnr t'Olllinua nclo a prestare l'o pera di 111< din· a qu,l'l\Ì ferili chicclc:vano il snt' ""''rnr:'o. Ripekva u~ u ale e SJ><m t~.nc\.1 utt o di .dto st·nl in oento ciel tlm·c rc, i11 S lH't'<' ~"i'· n :Jt.ionc, ll t·l momento in t· ui il nemi<"o, c<•n f111 iuso ,t ttan·o, tentava di sfo11 d:-~r.: le nol' tre :li fese. - Costesin, 211- 29 m;\gg-i<> · Kahcrlnba :.·7 giugno 19 16.
R. JJrrr('lo 31 ma~gio 1923. n ..S. C ITT.I:q:o rl d ti/le. cl:~ Ponte Sn11 Pietro (Bc rgnmo), te11 ente m edico atldetto comand0 52 divi;;ione f:1nteria. ·- Addet to al C<oman do di una d ivisione impegnata i11 ill>pro t·omhatlimcnto per la <"onquista di f<ormithbili po~izi oni ne mi che, di· rl'~sc !0 ~gom hro tii nnmcrosi feriti in 7.0na sottopo!'ta a ,·iolento tiro di mitra· gliatrici e di nrtiglieria nn·ersa rin , spiega ndo calma scrcua, e le,·ato st• ut imcnto tld clon:rc: e •pre?.zo del periC'nlo non com une. - Cima Orti gara, 19·21 f,>'iuguo J9f'i. 110<). nntlF.RA rav. Lui)!i. tcnentt rolonnello metlico ca po ufficio sa nità 37 d ivisione a ulflll<' ma. - Capn uflicio di ~nni t ;ì divi<> innn le, 1·i ~ti i pro~cs~i ~·o11tinui della 1\\'an~:.ta •lei Jll·n•ico e l 'imminC'n7.a del h ~ ua irruzione in 1111 C'en t ro abitato, do\·e "i !T0\' 11\'hliO akuni (('riti gnwi%imi rite nuti intrasportahili, "i re('a,·a, sotto \'ÌO· )(·Jllo boml,ar<htmc>nto nemico, pre"so d i e!'~i. per vi <:i t a rli e C'Onfortarli. G iunta In notte, tnman1 per clu<· \'Olt<: con ull':-~utll'lmhu l anz:~ !!cll 'abìtalo e l 'oltrepa"· •a\'a, per ritirore i nuo,·i feriti. Riu!'riva i11IÌ11e a sgombrar.: a nche quelli ritenuti intra ~portabi l i e le salme rlei rlrccdnti, di ~-tnisa che nes•nn mi litare nostro ri· mase 11ell e m a ni del nem i~·o quìliH!o qu esti <o<T upò l'ahio.ato. - :\fa re-o (\ 'al La· ~:~rina l, 1~ maggio 1916. (Continua ).
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LA CElEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUERRA La t~lciJt·ar.ivuc tiPI .\'h~tli<'u \'adulo in :,:t tt•rra anìt luo;.:o itn)nnro;.:ahi lnl\'ll((• 111'1 m:tggio 192-t. I l m<•nuuw n to è quusl :\1 coll i [lll~to f' S<>no ~iù L'Oillinei>ltl i laYori di fondnziont• e la ('<t:->lrnzioHt~ d<'l c·anc·Pllo n•·tistic'O, In ferro hHt'tuto, a)Wrtt• pcl'lll>tnentcm<>nlc' al pubblit·o. dell'arti~ta ,\latt<·uec·i di F:1enza. I l Libro rl 'orr,, c·11e la rlas~e m eùk:t il:-.liaHa pullblic'a in ono1'1' deg-li E'l'Oitl <-ollc;:b i caduti, porterìt in HJlJH.~ ntliC'(' le motivazinni cl<>lle drcH :!IIOU 111\'d;l)!li~ :11 ,·,dor<• C'OUC<'!'I~C ai nwòici lnobilit:ttl. f.:;1 J •rf' fazi0ll<~ di G. D'Annunzio. lt' f<~rti xi· lu;!ralic ed i fn:~i lli D. (':nulx•llotti. l'l'l<·~:tlllf-'1 della ve,;tc tipo~r;~tì<·:l , la f•11·hi · tr zza dello s til e e la 110lulvì lle!la fMnta <:Ile ;:e gnauo r') e\ gTattiltì tl e llu :~lcJ ria P; li ìtmuruet~voli epi:sodl [>el quali nwrìrono l't'lltill:lh1 eli m~lìd. da nn v u l libm 1111 f:l-.cino di attratti\·e. pniC'hè ht watt·•·i:l. ft<•r quanto ri cea Ili n ro tìd uu1nuì ~l erni· d rua purt.nttn,·ia unifnrwl?, è resa l'i\'a l' pul ><•tnte di JJJl~simw. Inoltre n€'1 giorno d<'lla ('.elebrazlone $0antnno a><><<·~natP l e hor><(' tli ><tndio ai fi~IJ dei ì\Ie1lid wortì in :nwrra P l'"n fen·ùt·e :;('111)11'<' rìutll)\·at•>, in><i>'lìnmo l"'rrhè 1 tllfdiri dle aucora nulla hanno rer:sato. iHI'iino la propria quola o ai Yari <'QillJlOIICllti il Gomìtato I'C$idc-• nti m·lle ><<'Cii <li" ('ol')"} <l'ilrmatn <> a l S<•).(r<'lal·io gew>rule dott. Bocdwtli, diretton' dd Sanatot·io tl i Amdo. ( Hiporto r,. lS.i,l -1:>.1111. ti'Aruwtn !li .\'11/•flli: doti. lJt•l l'<,zzc•tto r.. 10: dott. Ln><i L . 10: do11. :'pHa L. ii; dott. l h' Lm·<·it• L. :; : doli. l'l)!lllll nri L. :~oo: cio ti. Zi ugone L . .-,: • cl ntt. \'I'ITUSÌO L . i'i: <loti . l·:t'riani L. {i; doti. H<o:'>'Ì 1.. :.!.i: doli . <':tnqniuto L. ii: ll••tl. Bonetti L. i'i: d o tt. ('ancl••l:t r,. lO: ' clc•tl. Hiall<'hi 1•. i'i: doli. t':l\'11)i(•J'P L. C.: d •>lt . p., VannE'I'Il L. :O: c!o l t. (ira zianll L. :) ; 1H11ll. l 'iiii>\'Ì<• i ...i: <loll. l' n •<• •ll•' L. !i: do l t. Scalre 1.. :,:doti . t: f'llli:i L. i'i: doti. :"<wl'l': uo 1.. ~·t : cinti t' :II'II"O 1.. :.:11: dott. De H osa L. Hl: cio l l. lli :"o la L. ;;u ;dott. (; vnti!c• 1.. ~~~: d<~tt. Trallt:l L. :..>o: cl .. U. 1'ahtll10 L. J;): tl<•l l . Ff'!JPI'Ìl<• L. 111: d;l ll. ('.,,., ..,li 1.. ;,; <1 ••11. Arli:<<·<> l.~: dnfl. Fln C'c:Hini L. 2.1: dott . (':11'\'Ì::<i~lì:l 1.. :ti : <lolt. Alf:tllo J.. :.!.'o: doli'. l.an)! l' ~ J, ii ; llotr . Fro1ala 11. lil; p ro f , LN·i 1., JO; !'ftB!l. Gallo 1,, :! ; ::;tml. lll!ouiJH·onti L. Hl: ::<lull . t; :lll lh:tl'dt'tlll L . 111: ~tue\. 1>'.\\(•ss:llhii'H l; . !'o: (1011. \'il\llo L. :ti: (J<> I:t. \'l'iiii'H J.. 10: prot'. l.tl"'><•) L. ::o: prof i\lol'<:·ntt L. 100; prof. ~l'iuli L. ::lO: dott. J·:,heun L. tHH: dntt. :-;a,·:tl'<'H' f ,. l O: cintt. CaS<'•ln L. :ti; doit. ll<'ozonlra L. Vi: <l<•lt. Fortukhe lla L. 10: dott. :\lant'ini L. :!;i: dott. \'apialhi J,. :.'0: clntt. Hamondini J, 10; dott. Ortom' L. 111: dun. Snu)!li L. IO: dott. l'n•;;tia 1.. :>:dott. l\lartirnno L. ii: dott. Dt> Fr:IIII'('!<NJ r,. 10: d•>l t. :'\lnnlot·o L. Jll; rlotl. Hontri L. :; : dott. C'Il· tPlli L. 10: dott. l><> Sit>ll:t I .. 11l: llntt. J:nll(•llì J, . 10: dott. Cor t<•:::<· L . Hl: dott. Gn· >'Jl:ll'IO L. 10: Onlint> <l<·i IIH'clid :\;iJk)]j r,. 11)11(1: rwof. Sani lJ. :!O; prof. D'Ali~ L. 20; prvf. Gnlho f,. :!11: prof. Tiii'C'i L. :!(): clott. Gr;t~!'i L. 20; dott. \'11lerio L. 20: pmf. ~lauro L. 10; ]omf. T>p l\laìc> 1.. 10: <l<•tt. ;\l<~rno J.. 10; doti . .f'aj)H L. =>O: dott. P'Ai:(~<;to L. Hl: dott. X:IJ<tli J,. 111: do tt. C'anfora L. :i; c(()lt. l':lolìno L. 10: <loti. J..ettieri L. 1 (): d o t L T a furi L. lO; cl o l t . l ' 11 H><:~r~·lli L. Hl: cio t t. H ubl no J '· 20; ùott. An1Pt111 L. lH: dott. Adri1111Ì L. il: dott. (':tl:t lan o L . W: l 'l'of. ('bidkl.ihJO !)o ek1U:O <lei ,qQf/(J.'f·riltori.. ( .'1J rt1o
J.. 5 : dott. De F<tzio J,. 10: <lott. Gnn1httro f1. 10: dott. ~lamlli L. :i: dott. :'llal!linri I.. 10, liolt. l 'e n·is L. :t: dott. R odotù J, 10: dott. H"llli f.' rir, . :.: prof. ~nntm·o L. ~0: 1ìott. ~ic·olf L. 10: dott. f\(•J'I'll J. . i'i: d{llt. T<lfurl L. 10; tlOil. \'alE'nti·nì L. W: dott. V~rc illi L. 1fl: <·ap. Ro<·r·a L. 100: (':\JI. :'IInnftetli L . n:1.1ill: IPU. Giatmt"lli L. 1-iiJ: <·a p. Df' Filippi L . 100; r·np. ~nndulli 1.. !li.:!(); i"' I tolen. D E' l'<11nillis L . .J!I; :-:ottolen. <'h i11riello L . .J!l: sotto l e n. ~~~)\·:Hl orE' L . .J!l: rn p. Ft'rrll ro L. -W: pro f. ('nr• la rf'W L. :.!00; lH'Of. Areno L. 1011: Pt•r,..ma l t• l• cll nku lllf><li<·n L. :~r;o: (·a p. An~elì llo L. :.o: dott. DI Loren zo L. :bi: doti. H(•HÌII(':IS:l r,, Hf: <lolt. 'l'ai);JI'ÌI'O r.. :!fl: :"lncl:IC':llo ! •. :Oil(J: doti·. VItalE' L. 10: clolt. llo<'l'O L. :.!0; AssoC'i:ndnne meclid r<>clnl'i eli :\:1poli L. 101'1: dolt. J\lniolo 1,. 10: cl~tll. I>P 1\'aio r.. 10: dOit. ~rnuro r.. 111: cl<>lt. t-:<·arl:t1o L. Hl: clolf. :'\IU~l'f) 1.. 10: (]Oli. ('hiniÌ:<M f.. 10: dott. I' kdnìno T.. W; prof. llnc·· (·a ri L. IO: pru'f. I':IJIJlll('('llH J,. IO; ))l'Of. S OlTPiltino L . 10; pmf. llarmettler L. Hl; Jtn•f. De i\laio r,. 10: pt•nf. I'nnzini L. 10: prof. C'~t·fo~:lin J,. 11): prof. :\l:H<>:->~·a L. Hl; tinti. Dona dio L. 10; dott. l'a vone L. 10: <lo t t. Pa :< t o n• L. ~~~: p r., f. l 'n:<c:a l<~ L. 1 01);
pro f. De Garot:111tt J'· 50; p r o f. Tonncn L. 20; dott. F'edP f '· :w; prnf. Roma un L. :!Cl: prof. ~antorc• L. :!11: prof. C'an tl'lmo L. 20; 1:n·of. :o;c·igliauo L. :!Il: wor. Aloi L . 2(1: - Pro'f. l'llhPn L . 11(1: prof. ('ol <> ttH L. 10; pn•f. Hi(·<·io L. 10; rrof. ('ll1'01ll' L. 20: 41 - (liQrllflle fli 1ìv:tliri1111 milil<lrr. -
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la dJi L. lll: doti ••\Jinìdiall L. 111: llott. Yinlt·r 1.. :!.i: clott. t'apolong-o f ,. 10: •1•11 1. )lt•lt· 1.. W: >loti. l ,:t ~~·h·a L . IO : <1<>11 . J':rlumhn 1.. 111: dol i'. ~qJ:tro L. :i; do• l . 1 '"1"'~"" 1.. ~-. : do,lt . Jlt' Fn<::rrb I.. ;,1); doli. l ·"lorlo L . :.'1) : d<) lt. C;ioia L . ] Il : cloU. l: i u:rldi L . 111: pl'nf. f: i:lllllll'f-<'1 L . J.-, ; <·ap. Il!'! Ft1t~1 c• 1<'11. ~:l\'('<lll<' L . :-tti,C>:i ; 11'11. t·nl. l:wn uo 1.. ~c:.~lll; tinti. i;:t\'ioli L. 111: <1·•11. l:r :<a 1.. !H: d<>ll. ~larolta L. :i; tlull \l arino J.. IU: tl<)ll. l 'adnl:l 1. • .-,; do1r. l 'l'II1H'I'I'IIi L.:;; do l i. Hii·duti L. jfl ; d<>lt. ~:rrli L. :): dntt. Gilio L. lll : dott. Ft•ITÌ L . 10: 111:1:!:.!;. ~mt!'!Oli L. 57.1 ;); ,.,,, ~, \ ir<, Jo r.. ;,~1.:.u : ,.,,p. H ot n:rlll'l- 1...·,r: ,!ru: c·ap. F io n• l.. .Ji. .Ju : ~·a p_ D e Ca.1~1 l .. ..Ji.~ur: •·:q l. n·.\1, -..sandr() l.. .Ji. Hl: <•:IJ>. D<· 1\c•rnanlo 1.. ::!I.!H:; :<lltt . I P-11. 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A.-<li I._ ~•: llltl:t ~l :l><l'Ì>~ IIi 1.. 1110: 1'11~:1 dì >:diiiP l'tll'apiui L . 1011: tlutt. ~i~:u ri ni 1.. :.!:\: pt·11 L (; II<'ITÌIIÌ 1.. :!~,; doli. l':I J't'IIÌ 1.. :!:i: tlol'l . T:~:.:liazu<·c·hi L. 2ì: tlott. \I:II'ÌPI Ii L.;!.-,; <1••11. (':17.7.>111Ì;.!:I J.. :!.-,; c!ntt. Il•• ~11110111' L. :!.-•: ditt:l ('n""i:l l.. 1011; dolt. t'c l('{" L . :!.-,; cln11 . ( ;1':111:1111 1.. :!11: dotr . (':tppo ll:l!.:o 1.. ;!.-,; c!11tt. ~ PI~':IIic·o l,, :!,.j; clutt. l'<,_ lllf'lli L. :!~•: cloll. 1\tJr.:t.! L. :!~o: <loti . .\l:1 rinnni 1.. :!.->: ol•>ll. T11hiuo 1.. 2.): dntl. C'•mli 1.. :!.-·: dott. (':IÌII('lli L. :!;;; prof. ~\'lllbi:llll Ì L. ~·Il: dott. Unndi r,. 10; dott. Galirn· lwt·t i L . 10: doli . l.t' YÌ l.. ~.: doti . l l<'!<"Y L. 10: <loti . .\la t·;II IJ.!Olli L. lt1: d n 1t. <'ul· h .·rt;tltlo L. l o: cio t t. Ilo:: i L . 111 : do H. Y l !la 1.. 1o; cl oli. ('ot t a l.. 10: dott..Ml) l't'l'l i 8 J.. lO: doli .\IC>Ill"lll'i L. 111: dott. .\lnt'l'lli C. 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P ARl"'E UFFICIALE ..t) GlOR.'\ALE MILITARE
UFFICIALE.
l ) é tacoL,\Rl-: n . -l49 dd :31 maggio 1923. - Tabelle grac/Jun!i P- numeriche di jorma zione de! R. e.~PrritfJ r. dei sert'izi dipendr11ti dall'amm i nistrazion e della (lt1~1'1'a. TABET. LA N. T ,\ BF: I.L.A CRAD\'.o\ 1.~: l' NUlfERICA RIEPILO(:ATlVA OF:t;LI OFJ.''IC' JALl OF:L L'ORPO SA'i!TAR IO MILlTARE.·
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G . .\ 1. 1!11~. La ei r cc•lan• COtlliene altre:;;ì le norme per le J•l'Ot~dure sanitarie in <.'Orso. Qualor:l ali<' mun·e <·Qmm i;;>:~i(Hii uw<l k he si JH'e,;('nt;r >-><rro cvcntua l mente utflcia Il l'lt<', J)('J' inft"nuilit o ](~;,ioni <:outr ntte in guerra. fQSsero riten u ti bisognevoli di a:->!Jèltatinl e llull di J>ell~<ioul', I.J\II!i:'w ::;i :\slerranno dall'emettere lllcun giudizio l.'d invieJ'JJll no gli atti n•lntivi a l cl! rettore dell' O"'!>etln l c militare o infermeri:L JH'c:-:idiari:~ del luogo. per<:hè i flntltletti uilìcia li :-it'IIO i<ott<>l.!osti ;1 visiw colle~i:tlt- JWI' i )11'<1\'V('dilll(!llli IIH.>t lit'O·legt~Jl <le] C:t >'(l, :;, Cmrot.~m~ u. :i!Ji del l~ o l toh rf! l !1:.!:). H \•dHI:c 1111' 111 ù d<'l J)('n:oua le mllùt·ni<'O specinlizznto per 11 s<·rYizio dtimko militare. Scmo llltel'ti i segu<'.l lti cnneorsì Jtt•r titol i e per r,..nrui: l) Fra i t<:nenti colomlelli e IDM;~tiori metlid in S. A. P. IH'l' uu posto di capo.sezione di lisiopatol<>)!i:r " tc·rapia; 2) Fra ~,:l i ullkinli inf,•riori IIINiid. in S. A. P. per un posto di ndriPLto alla SI'Zioue ol i Ji,;iop.atolo~i:t e t empia; ~:) Fra gli uificl.ali inferior i chinlil•i farm:t clsti per :ì posti di l'iti ruit'i nddel ti n lln sezione di fis:io[llltologia e l i~aJ'P
t(> m pia.
rl'(!\'ia Y:tliiiM'.ÌOil(' <l l'i t i toli f:lttn d:i UPJIOl'Ìie ('0l11llli>;i:li UI1 Ì, i <:~iiHJida li SH · l'almo ~\llop<>sti ;l Ilo• ~·!!ll<'llti Jll·m·<>: l. Per ~,:li ltftkialj superiori e inferiori meùici : A) l'ro\'IJ s<:rltt:r sul tema rignHI'dant~· l'alinlc ntflz.ion(>, il ri r amblo mnterla1<>. In cllilllit·a del ~,:u!l !l~ti><l"ianti, finor11 :rdiiJot•rnll in guerr:t. i LU<?Z%i di 1llt'esa, l' la t'll ra fiellt• lesioni prndnll•' dali t· "nsl fiii~E.' ste:;~e (C0Cff. 3). /J) Prova pralira r lt(• rl•llllW•' ' ' '' t' 111111 l'i<'f'l'l'a (Il 1lt i lllka fbiologi<·a rco('ff. 3). C) Prova ora-
l<': ùlscus:;ionc sulle prove scritta e )lr:lllcn (c•wff. :.!) . :.!. Per ;:li uOicia li inferiori ~trmadsti: li. l p r ova scrit~1 su un nr~<Jmeotl> 1li chimi<.:a generale où :tpplìc·:Lta (cortl'. 3; IO P rova oralt>: discu:<si<Hif' sopm ln r~;>lazione -scritta e tr:tdmdone in ilò1liano di qu:tkhe br11no <'li chimica ùal tecle~o o <lnll'inglest>. kotofl'. 2) : 0) pr()vlt pra tit•n : " ) 1l llfl ii~i 11 nn li tnt h·a C'OD rf'lazioue ::;critU! ( coeffki> nt e :~) ; b) analìl'li ltnanlitativst ('011 rehtzioue set•ittn (c·01Jn·. =11: c) discm.~.~loue sulle J'ela;doui .tnz•de tlt• (I'"L'fr 2 ì: 1/l <·rnni snlt H l'h imi r:1 dei gas asfissianti f1. n o1·:1 :Hir.J'l(•rati in gnerr:·t (cot>Jl'. :.:). ~:hitnici
INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L 'ANNO 1 92 3
Il. t:0'\1;1: E~.' Il 1 \TI-:Il\AZIO~AIJI~ DI maHG I ~A g FAI: '1.\1:1.\ "ILlTARE (ROMA - MAGGIO 19 2 3)
Relazioni ufficiali. I. :r C:.\1.\. ::;A:--n ·cct. l ) Or)!;ll tin; •zi ,.lle di'l st:JTiZi•l ;.;"tnilario 21 S~ontlwro dei ft'rili ilo g-uerra DE Bt:nNAIIIH~t,.;. - Z) ~:!:ontllem ùei malat i in guerra.
iu
guerra:
Con:;idt>r•l;(io lli gPnerali sullo sgollllJ~fl' dci rerit i in gnerru . J>r t:.: t~r.- OrJ!•Inizz.md<>IH' fi<·~li "~<>lllht•ri. 1•'1111 1o eoni .) delle esiJ!PII7.P i rr-l1l11d h i li delle u<'CPSSìlit tt> t·:qlCul it-he Do~>TEJC. - ~!:l)lllhero <Id Ju:tl:~ti e di'i rolpiti da .c:as: adattn•neuto tldl:l t l.'l'<1JK'IIIH':l JlJNlif·a a Il e dii'PJ'!>e t'Oild iziol1i ri~ult:mti dnllu 1H'Cel'· ''ll it <lì pr<>('t'<len~ :1;.:1! ><J!ni1Jtwri
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J ,ICOHS. La t.uiJCl'<' vlo,i collie prn1Jfeu1a rli guerra HMSIIflll>m:. - L'inf1111'11Z;I rk'lln ;.:twrr:t tii•>IHiini P finila l nl>t' r <.:<)lo:-i t·hirnrgi(·a
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Rivista di tecnica e servizio sanitario militare. C<Jslil u;~i o nE> ch •l <·orjl(> sn nil :ll'i o
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I~<tihllo l'him ic·o l lt' l' la guena nrl!li Stmi l"nili d'Auu•r i(:H . l!o<liluto mil i tar<' Ili i!!il'ue, biolo)!ia. e <:himk·a J n·c~so l' t>,;(•rtito lwl;.:-a Or~nni:f.l'.11zi•Jnr dl'l \'0 1'1 ~ snni1nrio militar(> in Ingh ille rr:t . Org-ani7.7oo~J7.iOil<' !lei sN·vi?.io &'1U i1n rio militare 11egli ::-tntl l"·ni ll d i -·\meri <·a . H i< •l'lli!Hllll\'lllo dl'l lllal!'ri a lc• :<~lnii<Jl'Ì<I di guf'IT:I d!'ll'est·r·,.i t<l fmn(·('~t• H i<>l'l!:!niu:JY.i•lll(' ch•ll(' :St·unll' di s.1niti1 milifari iu Fr>l ll('hl -"'r'lltJia m i1 11arc; ci' Jg if' n e n e ll' c~ercllo ln·ll antd(·.J
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Rivista della stampa medica italiana e straniera. .\ pJ~t•ndil·<·ctomic
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Direttore: ARTURO C .\SARINl, tRnl'ntc colon nel lo m C"dico. (3919) ·Roma. 1923-24 - Stabil imento Polil'(rRfico pe r l'amm ini"tr a7iflne dello Stato.
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f'SII'tllli o I!IC>tO. l'c • quelli eire '11 /'<'lano 1111 j O;:!lio, le frn:imtl in Pitì, clt;; 11011 supcratto il tue::o ~in iufe riorc tt so coplr.
j or,/i(J, .< i rorr l atlv COlli<' mr.t<z . pr:rcltt' pctò l'onlittaziouc 1101: 6. l mt~nn~eri tt i nnn s.i .r:estituiscnno. ( !'C'li)
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R OIUII. li/2~- ~~ -
st..hil!ru~nt.o P oiiJrrtltiCO per \'Ammlnlstr.nzlone dello :>tnt o. '
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... Pubblic•zlone mensile
GIORNALE MEDICINA MILIT AR·E DJ
PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLÀ GUERRA (Direzione centrale del aervizio sanitario m,i litare) C ioma le <l i mc<liciua IIJ iJitarc : rS51·1SS4 GmrnA I~ cro~·rlico
rl<:l Regio· E~e r<'ito e della R egia Marina: t88S·I8QS
Giornale medico del Regio E ~e rcito: rÒQ(>-I007 !
ANNO LXXI - 1923
Supplemento al Fascicolo l
Supplemento al Fascicolo l
1o Oennaio
l " Oennaio
H CO LI D".\NZLA NJTA .
CORPO S:\.NI'fAill() ~1ILITARE (Ufficiali medici ed ufllclali chimici farmacisti in servizio attivo permanente)
al lo gennaro 192 3 Direzione cd amministrazione ROMA -
Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
ROMA
Per le Inserzioni di pub/llicitfl rivolgersi DIRETTAMENTE all'Amministrazione del Giornale di medicina militare- Palazzo del Ministero del/n Guerra • Via XX Settembre - Roma. ~
Prezzo cie l a•reseu~ Sna•a•l<'meuto per l non. abbonnt.i L. lO.
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SUPPLR\IENTO AL FASC. I df'l Oiomalc di mP.dicina miliUp·e -
1923 -
(fu."\"~0 LXXI )
·RUOLI D'ANZIANITÀ OF:L
CORPO SANITARIO MILITARE (Uificiali. medici ed niDciall chimici farmacisti in ser·vizio attivo permanente) a.1 l. gen.na.i.o 1923
A VVItRTENZA.
I cor\,('l>Ì abbonati, cll!.' t·iscontrn;;>;f't'O nPi pt·e&•n ti ruoli qualehl" et't'O rf.' od orni!'lsionf' pt> t' ·le in d icazi<o ni <·lw Iom t·ig uarrlano , !'<()IlO vi nt.mentt> pl'(•gn.t i d i rlnmt> sollf•t·ita co nntni ro.z i<Jne a iJtl Dir<'zio n<' rlf'l (;iomalc di medicina. 1111f itarc, Ministrro d PI Ia gtwna . R oma. ,·n. IP nclo~'<i cl Pil'ttpposito modulo c-lt E' t r·ovliSÌ a png. 3.
ROMA S TA.DILUIEXTO POLIGRAFICO PER L' A.'DIL'ilSTRAZIONE DELLA GUERRA
1923
AGGIUNTE E VARIANTI .ai Ruo.U di apzianità degli UfficiaU medici e degli Ufficiali chimici farmacisti in servizio attivo pennanente
Pagi11a ........................ .....................................:.................................................................................... .
Grado ....................................................... :............................................................................................. Casato e N ome .......:........................................................................................................................ .. Data di nascita ................~ ...........................................:.......................................................:............. L uogo dj nascita .............................................................................................................................. Stato ci vile ......................................................................................................................................... Laurea in medicina e chi.l'Urgit\ (Unive rsità e duta) e titoli uccademici _ .....~ ....
D ecorazioni e ricornpe nse .......................................................................................:.................... .
..........................•........................................................................................................................................ .
..............................................................................................................................................................
~····
Ca m pagno ...............................................................................................:..............................................
•
.................................................................................................................................................................... . . Anzianità nei vari gradi .............................................................................................................
Posizione .............................................................................................................................................. A ....................................... . addì ........................................................... 19......... .
SI prega staccare e spedire d'umclo Il presente modello, colle aggiunte e varianti, alla Direzione del " .Giornale di medicina militare , - RomL
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SPIEGAZIONE DEl SEGNI INDICANTI LE DECORAIIOMI, ECC.
M.M. @ •
::lfe<ltwll>\ Htunriziana. C,ovuliere dcii'Ot·dino Mili tare dt Savoia. Id. dei Ss. Maurizio e Lazzaro. Id. dolla Cot·ona d'Ita lia. G C \ Gran Croce. O U / dovunti al ,;<>~nì dell e dccor.u;ioni S<lt>r>l Gt·ande Ufftciale. Ct iudic-.a te j Cllltmend ato re. 1.1 ) l"fftcia le. (> Medal(!in d 'oro pet honomertli della t~alulo pn hulica. • Id. id. JJei heuontm·i~i del tet·t-enwto 1908. C Meda,::lh• d'ur:::enLo al ,·alor militure• O !d. a l val or ci vile. d> Jcl.. al '' ulor di m;Ù•Ina . <t Id. t•cl bonclllcl"lt i delln "'' lute pu bblica. Id. J}ci bon<'m.,r"iti del tert-t>mot o del 1908. • O Med•tirlia di bt·ot~Zf• u l >tllor noilitare. O Id. al valot· .-ivilo. Id . t>ei benemeriti della >al u l6 p ub hllca. O Id. pel henemot"lti del terremoto del 1908.
*
•
* ~
Med>~t:;li!l CUilltiiCIIIO I·ativ>l P<'r IO ('lllll (ltllfllO d'Afri ca (l).
1)
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Id. t•er l" r:atupugna dcl la Cina (1). Id. por la campn~ru\ d~lla Libia ( 1 ). Id. poi bcltfll.llOr·iti del t en(>moto del 1908. Croce d 'ur•> con Cllt'llltu ))Cl' anzh•11i11l. d i serv izio Id. poo· a11Ziauìtt\ di servizio.
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PJ•uruo:tinne per uuwito di g-Ut"l'L'l.t.
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ff]
'11 d lpeU. iu/er . .dlpdt. mot. 37)ec.
Coro.
Cct ma ndo.
com.
Ctl lttn trdat fJ,
J,, D. Dir. Gctr. >Sa11. PuhiJI. Dir. ccntr. scrv. ~a n. 111 i l. Coli. ut<•d. ~ "l'· Dir. :;nn. Dir. ~nn. nsp.
l)ir. o:;p. h or. Soz. ti i ~ini.
c. n. Se. ap p. san }Il$,
A spt!ll~ttivt<
Lft . 1 0 t;"l"fLtl'l
Ius. tit. 20 r.cow lo
a. c.
per inlerroit.à .
Aspett>HI7a per motivi specia li.
IAbcm dncente unìvct-sitm·io. Dirnziom· Ocuc ralo rl d lu. :;, 11it<\ l'uiJbliN•.
Jlit·•·ziow' t't·ntr·;l,I C' del :<crvlzio St<uilnrlo mil itare. ()n\l('1ti•> 111c d i c,• SUJlurh.>t~ .
J)irezloue di ~u n ità. Direttore di saniià. qspedale principul e o succm'Sale. Dir·ettore d cl l 'os pedal~ ntilit.•re principa le n succursale. tn(cnncria P•·csldiu rla . >Sczi<lllC rll cll ~lnt.'ziOIIC eli COrpo d'urtuata. torvo d 'a ,·umtJt. S (·u oh• di >liiPlicazic,)lle di sanità miliUire. InSQ~uunte tit.oh>re eli 10 grrotlo. ln.tltl:trttnte titolaro di 20 grado. ammogliato. celi l.le..
v. vedovo.
Il l I numeri e6ponenti indicano le cam p agne.
,. MAGGIORI GENERALI, B·R lGAD IERI
DATA LUOGO DI NASOITA
CASATO E NO.\IE
I'Of::IZI ONE
di
' DI19CÌttl
DECOIL\ZIONI E CA MPAGNE l
Ufficiali medici Maggiore generale medico. a Caserta
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t. 2 .6 ~ d<:llu Yull<' Prtm~<·sro. C. •· G.U . #,>. ~. Ef.
Dir. gen. min. gllerrs. capo ~erv. san . m ìl.
Brigadieri generali medici. dal n. l al n . 3 a Carrara (Mns~n) ........ . . . .
flcmucei
17iormmi, M ~l. U, • · C.
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A dis p . ll<'r Is p ezioni.
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i.11.59
~ CakgMi {Jw. Hallit<lCI. JIL\{. U • •
A clisp. per Ispezioni...
0 Il, tiJ ~ ~ (!,• "'·"' !:B. L.D. lu . oculist ica m·lla H. U. d i Torino. ( • ~~ •}
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Colonnelli medici. da.! n. l al n. 5 a
Nuoro !Sassari)....... ... ..
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ANZIA N I TÀ
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1.12.111.S 31.12.UII
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di
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l 'l anopoll (Catanzaro) . . . . . .
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Altobclli.d lbrrto . • U.<jp•.t>,@" ·", <!:.. ffi, L. D. in Igiene rw l H . l ' i i tulo !';up. l.,in·u :;r.c.
Jlir. se. appl. !llln. mi l.
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Palena (Chieti).. ... . . . . . . . . l 0. 1 ~. 6:!
Ht:(!chionc Ellvre, ili 1J •li,, .t ~' ò, , d1
Hir. :;~<u. ) J iluno ..... .
a
T'ednFo (Ascoli Piceno)..... . :!2. 5.6 l
Di Gio~11wo L uivi. $.
@ "·",
Id.
o,; p. llari ....... .
• (')ll'l~~c·hi f 'amillo . •· :J!., O. ~ Y "'", O.i, ':h. .
Id .
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Turino ...... .
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Reggio Cl\labria ... .. ... : ... 26. 12.(12 Giannzza Oiusrm,e. Iii • .:t•. 6'!" "• C
Id.
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Mllnno ..... .
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l'ort o Ceresio (Varese' .. • ... la. 7.G2 )Jnuri Ltti{li •· (' «!:.
<t>. t!J t .f t ;, -11 1 [L. -J'_.:' U U-U -11.
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.\Jiogliu (Cic novo) ........... 1 8. 6.63
Ocld~ro Luirri, •
t ;~. <A) .....
1L ,,. . .,
Vi co-m-es. Coli. med . sup.
n-u, 'B.
Tenenti colonnelli mediti. dal n. J al n Il a S . Agata F elt ria (Pt'~~aro) .. .. 22.12.65
Tn>vnnd lì Luir1i, • · <1,• . C. ~ "'", [!].
J)ir. os p. Vcroon
.... ·
Q;. +· a
Concordia (Jil odona) ........ 28. l.lì6 Bonomi Gac/(mo, e. ~. tAl ...... +....
a
Verona
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.•Ko, ® " ''', ~ +· D ir. 0 $p. Udine ..... .. Fazio Gaetano,*·® .,.... Q),+..... Id. Id. Puh:rmo .. ... ·
7. 9.67 ::iugglnl E ·t·Ciristo, •
o Lconforta (Catania) ........ 22. 2.67
a
Roma ......... . .......... 17.7. 70 Memulo Oiat'(llt?li, • · (.":J!:, ~. ~. @, a. l!J, 4), ~. L. l> . ii1 igie ne nella H. u. ùi Homn.
Min.p:norrt\ Dir.capcd.i· ..-l s. lo oo rie<>l o .......
:if>, C.
Dir. lls p. :'\n poli . .....
a Monter osso (JIJontclcone).. . .
5 . 9. 65
La
A tessa (Chieti) . . . . . • . . . . . .
5.11 .65
~tcfnno VmiJer~, • · <M•. @ ......
a
Osp. • •ircnw ........ · ·
Grottcriu l'll3Qttale, U 0,> ...... Q,>, ~.
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o Somruaril'a Bosco (Cuneo) . . ·2. 2.66 Bouo Gioc(lnni,
Q),+
Id.
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Bolo~-
...
*·<A ....., ()), + ... Os p . Udlno ..... ······
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Vietri sul lliare (Salerno) .. . . 20.11.66 Cim ino f'r(mresr:w•loni~'>. tf1. ® "·".
Id. Genova .... . .....
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nacolmuto (Girgcnti) ..... . 12. 2.6~
Grillo E IIMr, ~·. !A) ...... Q), ffi .... .. .
Id . llillano . .... ·····
a
Ba~$8nO (VIcenza) . . . . . . . . . .
13. 3.69 Dei'Ou(•ci Uodol/o. • · 't'· O ~ . ® O.
Id. Pad<>vn . ... ······
o. (!), Q,', +· (I1,
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11. Ult Torino . .. . 21. 8 .91 Ici.
No poli .. o. 24. 7.91
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Id.
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DATA l CASATO E LUOGO DI i-ASCITA
~Ot.rt:
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POSIZIONE
DECORAZ ION I F. CA MPAONJi;
ùal n. 12 al rl. 34
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PiC'Ini~ro (Casertn)
a
........ :!1.10.11:-. Tobin Arlum. $. U .:;,, Q,
x. •I•
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o ~[l'l\CILSa • • . . . . . . . . . . . . . . . • .
l. 8.G9
.\unino Br11iamiliO, ci. Q, J,, ?
a !". Donato (CttSI'tla) ........ .
4.10.67
T emJ)('!>II< C'osltm~o. • · ·!·.
O.
Di$p .ITin. Finort:t . •.
.. ...
.... l O~p. AUCt•na ......... . Id. ~apoll
:t,. . •!... a CMt·rta ........ .. ......... .
1. 7.72
a Oirg'-'nti . . . . . . . . . . . . • • . . . . .
l t. O.IW
F'l'no·J.uzzi Jlass;,,;,/(~un . .3;.. .\ ...... ~. !]. Q"., ~··
Id. R•>m•t .... ....... .
tt C hiarnmo\tti (>'n•l'ltrH .......
:n. 7. 7U
U1·ixuni Oinwmti. •··~ . li .$? +. L. D. in h:i<-ow n<'llu H. l/. tli !-\iena.
Se. ar>pl. san. Cln•. Utili. J 0 !-'l'li' lo) .. , ....... · ·
"'",o. [:i:], + ·
In!. :Ue·:~fna ........ ..
('mho ('ar/fl, ·i·. \ "'"1 .. •lo .•.•..
Osp. Pntlowt ......... .
Td. Cfu.<·rttt
:-:notfloti F<·t/rrira. !·. \
n. Ventimiglia (l'al<·rmo) ....... lfl.l:?.fli
llil•lln(:-lo.-ara) ...... ..•. ... 12.11.fl7
11
a IT,....)a{:\laC('rttlal . . . . . . . . . . . ·N. 11
\·tutlntono (:-;apolf) ........ :!5. l . i l
Ja.-ono Fra11rrMV~, ·!:.Q, Q.\......... 1 ..
l :l. 4 .711
Puxiu CnlimrHL • . ~~. ~. '1,. ~~ ....
ltl. Verona
:lffrnglin l':u~lachio, fil , :; . Q. Q. Q. , O . .r. Q}. ~.
Id. Napoli ... · · · · · · ·
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Franc·hl C.rd(ti.
Torrt• tl'fsnla (l'tl''lo)
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Ga~trorNtiC {.\le"'lmt)
12. ~.(l!l
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I d. NO\' IIrll ......... .
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Accorìntl rinccnzo, ~. O. I.ÌJ, ()), @
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Dir. San. Vcrom\ ..... .
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Napoli . . .. . ... .
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7. 7.91 l
(Segue) CAPIT~l
3-1
DA 'l'A CASATO E NOME di
LUOGO DI N ASCITA
POSIZIONE DEOORAZIONI E O.AliPAGNE
n&scita
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Ro<·CAd~haldi
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Aspell. mot. ~pec .•. . ...
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Fcrruzz.ano (llcg~lo Cnlahrln) 12. 't l!f,
~li~ilttuo GioM>mi, ·~· O. 4:).... . .
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(Sef'lll) CAPITAKl
DAT A L UOGO DI NA SCITA
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DECORAZIONI E CAMPAGNE nasci tA
dal n. 150 al n. 181 a
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DATA C:ASA TO E :'\OllE LUOGO DI NASCIT A
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Ra h-mi
23. 1J.!J.I
Patti Oi'll.:leppe ...•........ , . . . . .
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Vita ........... . ..... .. . .
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L u l'n·"1 i J>aaquale
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Cassan o al ;Ton io ....... . . .
17. ·.; .!)li
Uiunn Eur,enio.. . . . . . . . . . . . . . . . .
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lld Full ore O llfJ/ielmo ...••.......
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Giulìu 110 Oeleslino . ............. . .
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('a.,;tt'l~•·anch)
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E>llO•ito .l1ichele.. . . . . . . . . . . . . . . .
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.Marina <:n~uh·c·llno .... ... .
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Bu0 111uc·ontro Antonio. . . . . . . . . • . .
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Scarp" An!JiOiino ............ ......
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A.udo·hl. .......... . . .. ; . . . .
17. !'. 0~
TlilPiCC10DI ElllU1111cU... . • . . . . . . •
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Mo•·mnuno . . . . . . . . . . . . . . .
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Pauùolfl Ecloardo. .. . . . . . . . . . . . . . .
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Giornale di medicina militare Direzione ed Amministrazione : Palazzo del Ministero della Guerra, Via XX Settembre - Roma
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. x. Il Giornale di medicina mJiitare si pubblica il primo giomo di claséun meae, ùt ta!'.<:iroli di t re fogli dVst a mpa. L'abbonamento è annuo e decorre dal 1. gennaio. 3· Il prezzo dell'ab bonamento ~ : Per l'Italia e Colonie .• . Per l'Estero· 1in l! alia Un fascicolo sepa rato c osta 1a ii'J;,.'stero · n su pplemento contenente i Ruo_li in Italia
2.
di cm ziattlt'à d el corpo sanitario tlll. litare costa
24,• ' 86,• 4,-
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.J . Per ll'li UHh:i;o l i m«l:c-i e chimici hrnl'll'Ì,ti <! el R . l':~ercito (in St'f\'izio atti vo, i n po~i~ivue
ausiliaria, di C~llll{J! Clll C UtP , ddla rberva <=d 11 ripo~o>l il prezzo dell'abbona· mento è rillmto " L 12, anticipate. ->· L'abbnn~m ento u n11 disdetto pr ima .lt-1 1o dicembrt> s'int ende r innovato per l'anno .;:uccessivç.
6. I s ignori abh onati militari in effetti vità d i servizio pag hera nno l'import o dell'nbhon am e nto per n:e?.zo dei rispet ti vi cc-mandi J i cor p::> e Jirezioni . 7 Pe r i soli utlicin l i. r.J<'dic i (de ll 'liser cito e della )larina). in q u alunque posi zione si trovino , è nm ntt:%0 u11 A R'BU;\IA ~ I BN'f() C'U!\! t; I.A T I VO a l Gionra/~ di m edlcf•ra mili tare ed agli Amw/1 di med ici"" r!D 7:alc c 'oloui::lc al prezzo eh L. ~i an nue . Per ot tenere tale facilita7nÌOne 'umu l at iva gti abbonati m ilitari dovran no i a r pervenire t'inte1o import<> a ll ':\mministrnzron c Jel )'~l'indico Jel proprio corpo. ;>. t\ i li hrni •i fa 1" ":unto del t o per e~ n t u . ma ~<>llanto pt!r gli abhu na me nt i delle p~rsone e degli en t i non m ili tA ri. che non possono fruire della facili ta zione . ,\; cui ai nn . 4 , 6 e 7-
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foi(IIO. si co ntmw come metà, p urcfrè per?! l'ord in azion e tton sia Inferiore · a 50 copie.
6. r m nnnscritt i non si re~t itui,cono. (:!:l.I:S) -
Uomll. 1~~~·23 - SoobilfmNitO Polhtrllfko per I'A n~w!nlstrazl oue della Gnerr11