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GIORNALE DI MEDICINA MILITARE 1922

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MEDICINA MILITARE PU B BLI C ATO L AL t·ltN:S T E RO DELLA GUE R RA (Di~ezione c entr~t l c d el

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ANNO LXX

1922

Fascicolo l

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SOMMARIO

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MEMORIE ORIGIN,\LI : Cazzaniga. - ~ .i .• ' . •. ., ~' d· l;' Schia s5i. :-:ull ur.•.•n n. ·"l' "· l . , l\4 Il,.,, l(

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RI VISTA DF.LLA Sl AJ1 PA MEDICA IT U i \ Nt\ 1 r. rlh\Nil r• A CO NI·ERE NZE SCJENTIFICHC UEGI l OS~ l'OALI M L'fARI NOTIZIE

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Direz;o11e e d amministrazione RO!IIA -

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RO!I\A Per l' m ser:tiJni ''' ral•blicttl/ 111"<•/~:er.l 011.'1 l T.\ \1/:Srt: all'C/Jt<i<J dtlog ato ,, /nlr ~trvlzlo- Roma, Jlflluto N<rllll/1<11<' d i l'd•blici lu ( /ot.formo """

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P e r l ~ nu tl \"1.' n o rm e r.ìn:n l t: puhh l k a;·.innl di! i lA\ ori 4.-»r ~~zo < l <_.. t

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AGLI ABBONA TI ED Al LETTORI N essurw, ri·v·i sta s&ienh:fì,ca ìta.l·iana pnò vanta.r si di 1tna longerità eccezionale come i'l Giornale di medicina militare, che col 1922 inizia il s1w 70° anno d·i t.'if.c~. Esso ra-ppresenta inoltre il pe-rio(lico medico 7Jiù ,a bzw"" mercato: poichè (tnche per il n ·uovo anno l'A-mministrazione mantien.è imm1ttata la quota di abbo-namttnto. Oi dispensiamo perci<> dal fare il solito programma, che sta t1ttto n cUa prospera vecchiez:c~ del OùYYnale c li<·cnz-iamo senz'altro, rolla consueta p·untualità, questo m'mero, printa tappa del 14° l1'8tro~ nella spe-ranza che non ci sarà per mancm·e. sù;t nella twstm fam iglia che in quella ·uni·versitaria, q'Uell.a stima e simpat·ia int ellettuale e mm·ale, che ci h(I!TI..no accompagnato fin qui e che mpprcsentano il fatto-re più saldo di ogn·i successo.

MEMORIE ORIGINALI ! STlTUTO D I MEDICINA LEOALE DI FIRENZE

(Direttore : prof. L. BoRRI)

SULLA VALUTAZIONE DELLA DISTANZA DI SPARO NEl COLPI A MITRAGLIA per il dott.. Antonio Cazzanlga, capitano medico di complemento, aiuto e docente.

In questi ultimi tempi sono capitati sotto la mia osservazioM alcuni · casi di morte pe.r ferite da colpi d'arma da fuoco carica con cartucde a mitraglia, e in occasione di ognuno di essi mi v-enne proposto il quesito relativo alla distanza di sparo, sia -per controllare la versione dei feritori cirea aggressioni da parte della vittima, con afferramento della canna dell'arma, colluttazioni, occ., sia per verificare le ipotesi di autofer i~nto per 6Catti accidentali, cadute, -ecc . Per risolvere quesiti d el genere invano ho cercato dati, sia pure di ori,e ntamento, nei trattati di medicina legale ·e di tl'aumatologia non che nelle monografie dedicate ai ferimenti per arma da fuoco . E' vero che i criteri generali da seguirsi per la valutazione della distanza di sparo nei <·olpi a mitraglia non sono, in comp1esso, diversi da quelli che c:i se rvono nelle indagini rigua rdanti gl i altri tipi di car k he a proiettili mul-

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SULLA VALUTAZIONE DELL... DI &'TA~ZA DI SrAIIO N:El COLPI A ~tiTR.H)LlA

tipli, ma è certo, però, che gli spari a mitraglia si differenziano per alcune caratteristiche degne di nota e fin qui non bene studiate dal punto di vista. della medicina legale. E ' per questo che ho creduto opportuno di procedere a degli esperimenti di tiro, di studiarne i risultat-i in rapporto ai dati acquisiti nella pratica, e di d arne una breve relazione 1·h p possa. servire a chi s.i trovi a dover giudicare in casi d el ge nere . La prima caratteristica delle cariche a mitraglia (1) sta nel fall o che i frammenti non si trovano liberi n ella cartuccia, come avviene d ei paHini d a caccia. contenuti nel bossolo, oppUJ·e pigiati nel fondo d ella canna, come è il caso dei fucili ad avancarica, bensì sono avvolti da una incamiciatura m etallica facilmente lacerabile per azione dell 'aria, la quale incamiciatura si apre solo quando sia uscita dalla bocca dell'arma. Il li-berarsi dei frammenti in un secondo tempo ha importanza nel senso che il oono d i dispersione di essi viene ad avere il suo apice, non in coincidenza della bocca dell'arma , come avviene nei comuni colpi a pallini , ma ad una certa d-istanza da essa , secondo che è schematicamente rappresentato nella fig . i.

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············ Fig. 1.

La cosa si può intuire a priori, m a è anche facilmé nte confermabi le sperihwntalmente sparando a d isLan~ minime , nel qual caso s i ottitme nel cartone (che deve essere abbastanza solido da resisl.€re all'azione dei gas) un foro di diametro ug uale a quello d el proiettile integro. Altri fatti d egni di nota sono illimitato e costante numero dei frammenti, non che la loro forma e disposizione, gi a.cchè, {;Ome si sa, il proiettile primitivo, composto , de ll a mit raglia è costituito da una specie di bossoletlo di ottone a fondo ciew con una a pertura anteriore ta.ppata da un pezzo di piombo rivestito di maillecourt, di forma cilindro ogivale simile a quella delle pallottole da guerra. Tale " punta» pesa poeo più di 2 gr., è lunga 8 mm . ed ha un diametro di m m. 6. Nell' interno del bossoletto, ehe è fatto di lamina di ottone (gr. 1,5 circa), sono impilati , due a due, oon le f.a:ccie piane a contatto, dieci semirilindri di · piombo (altezza 8 mm. , raggio 2,5, peso medio g r. 1,23) che costituiscono i tram·m enli d ella mitraglia. La sagomalura grossola na, gli spigoli spesso irregolarJ e orlati di s bavature, contribuiscono a rendere tali frammenti , già irrazionali per forma, anr or più inadatti al tiro a distanza, poi che l'accennata diversità di forma., oltre al modo con cui sono messi insieme i s ingoli proiettili, ha influenza minorativa sugl i

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(l ) Quanto è ~<>posto nel pr<'S<>nl:(> ~ritto ~i rHeriS<'E' e,<;<;hr><inl m<'n te al Jlln te. riale di dotazione dci corpi anllll ti ùe llo Stato ltal.i.ano.

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SUU•.~ \ 'ALU T.IZJO;-! f; Ut:LL~ UlST.I~Z.\ Ul :Sl'AIIO Xl;! COl.l'l A MITRMH.IA

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effetti balistici; infatti m entre la punta ha una forma adatta a vincere la resistenza dell'aria e pertanto ad una buona utilizzazione della forza viva, i framm enti di piombo trovano un ostacolo grandissimo all'avan"" zamento; e mentre quella procede solitamente lungo la linea di mi t· a, questi sono soggeLLi 'ad una forte dis persione t: he, come ven -d. chiarito :più innanzi, è .assai s pesso tutt'altro che uniforme. L'incamiciatura poi , che, ~;ome vedremo, è destinata ad una lat:erazione completa, si divide in frammenti che sono d ei veri foglietti quasi privi di azione vulnerante anche a distanze piuttosto piccole . La. specialè costituzione del proiettile composto d ella mitraglia fa s ì che i frammenti non risentano c he in parte gli effetti della rigatura della canna. Infatti mentre ~;on le altre caric.he a proiettili multipli, ernando si usino canne rigate, avviene che og ni proiettile, arrivalo all'estre mità clella canna, p rosegua secondo la s ua ultima direziont c.ioè secondo la tangente dell' ultimo elemento dell'elica che ha percorso nella canna, nel caso della mitraglia i singoli frammenti vengono liberati più tardi ·e pertanto risentono della rigatura solo indirettamente e quindi assai più debol·mente. Nei riguardi dei problemi che si prospettano al medico legale nei casi d i ferimenti mediante mitraglia, va inoltre tenuto presente che , sempre in contrasto a quanto avviene vper gli altri tipi di cartuccie a proiettili multipli, la cartuccia a mitraglia non viene usata che con armi del medesimo tipo, le quali sono poi i fucili e i mosch etti di dotazione ordinaria dei corpi armati dello Stato. Esse sono quindi fabbricat.e in serie e caricate esclusivamente da stabilimenti specializzati s~Qndo cr iteri prestabilitì unifQrmi e non variati , almeno fino ad ora. Questo fatto. come avrò occasione di nuovamente accennare più avanti, rende .più opportuna la ricerca sperimentale da me praticata.

Dissi già che i <:riteri generici utilizzabili per la valutazione della distanza di s paro n ei colpi a mitragli a non possono essere, fondarne:ntal ment.e, differe nti da quelli che si seguono per i colpi d 'armi da fuoco cariche con cartuccia a .proiettilì multipli. Si tratta anche qui di rilevare la presenza o meno di ustioni , affurrti cature, tatuaggi ; di stabilire la capacità <li penetrazìone d ei singoli frammenti deducendola dalla lungh~na de i tra.miti e dall 'azione vuln era.nto eser citata. sui singoli tessuti ; infine di accertare il grado di dispersione d ei rproiettili, ciò che si ricava dall'ampiezza d ella così detta " rosa ". P er ciò che rigua rda le ustioni non credo sia il caso di indugiarmi trattandosi di reperto di chitra significazione e proprio d ei colpi a bruciapelo: nei casi da me osservati non si trat.tò mai dì spari di tal genere, d'altr a parte le esperien ze fa LLe, per le modalità st.esse seguite (tiri contro -cartoni), non mi hanno dato occasione di rilevare abbruciacchiature; a proposito di esse no n ho dunque nulla da dire, mentre, per ciò che attiene ai fenomeni di affumicatura e di tatuaggio debbo segnalare


llULI~\ I.ALUT.IZ I())(•: O!:I.LA DI ST.I:'\7..1 OJ SI'.IRO Xt:I COT, I'I :, MITIUCll.l .\

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che l'esplosivo di carica delle carLuccie .a mitraglia (solen ite) dà come reperto costante, nei tiri da vicino, e l'una e l'altro. L'affumicat.ura, osservata in cartoni bianchi, ha colore bigio <:hiar.o, eh ~ in certi casi, col tempo, presenta chiazze giallastre. La distanza di sparo ha naturalment-e importanza ne-l fatto d ella produzione di due fenomen i, però se questi, (;00 la loro presenza, t estimoniano della breve distanza fra bocca del- · l'arma e bersaglio, pur tuttavia l'ampiezza delle zone abbronzate o tatuate non è che assai poco proporzionale alla distanza stessa. Riporto nella seguente tabella i risultati da me ot~nuti mettendo ins ieme quelli che si riferiscono agli spari fatti col fu cile con quelli del moschett.o, dato che fra le due armi non esistono, anche sotto questo rispetto, differenze a~pprezzabi l i. I numeri tra parentesi si riferistono al tatuaggio, gli altri alla affumicatura: Distanza d i sparo :

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13 (9) - 6 (7) - 8 (9.2)

7.6 (9.9) - 9 (10.5) - 6.5 (7 .3) - 9 (13) 8.5 (11) - IO (19) - 9 (19) 11 (10.2) - 9.5 (12) 9 (13.4) - 11 (13) - 11.5 (Il) 9.5 (13) - 11 (10.7 ) - 10 (14) 12 (I 3) - 8.5 (11) - 8.5 (15) - tl'acc. ( I S) t.racc. (I5) - 9 (15) o (12) - o (14) - 4.5 (9) O ( 14) - tracc (8.5) o (17)- o (15) - o (17) o (15) O (tracc.) - O (tracc.) o (15) - o (15)

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20 25 30 3!) 40 50 55 60

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9 ( 1.2)

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Circa la capacità di penetrazione è da rilevarsi che si tratta di un element.o di difficile apprezzamento, in quanto che mancano tuttora termini di confronto, i quali non si potrebbero stabiliTe se non ron con una serie suffilcientemente numerosa di tiri su cadaveri umani, fatti variando oltre che la disLanza, anche la parte colpi la, i mezzi di protezione, ecc., tutte cose c he io non ho potuto fare per mancanza di r..ondi z ion i favorevoli. Questo rimane pertant.o un campo nuovo per la traumatologia sperimentale. • Un dato invece, ehe pm· essere di rilievo relati\ramente facile e per la possibilità di esperienze numerose ·Si presta bene allo studio, è quello che si riferisce alla ~mpiezza della "rosa >1. A questo riguardo la mitr.ag'lia offre minori difficoltà d egli altri tipi di munizionamento: infatti le ragioni che devono rendere assai prudente il perito nel valutare


>ì\!1.1 .~ 1'.11-I"T.IZJO;>;I:: ut:r.r.l I>I S1'A:-;ZA DJ Sl'.\110 ;>;t:I COLl'! .l ~IJ1'1UOLIA

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il datD dell'ampiezza della rosa nella pratica comune dei tiri a pallini derivano dal fatto che, abbastanza frequentemente, si ignora il tipo o il

modello dell'arma usata,. la natura dell'esplosivo, ·il suo stato di conservazione, ecc. E' noto infatti che il fenomeno della dispersione dei proiettili è, sì ooslante, rn~ soggett.o a influenze da parte dt numerosi momenti: lunghezza, calibro, forma della canna; forma, volume, nu- · mero dei proiettili; qu•antità, natura e stato di conservazione dell'esplosivo, per dire dei principali. · · Nel caso dei colpi a mitraglia inv~e si ha' a chP. fare, come ho notato più sopra, con atmi dello stesso tipo e modello, con cartuccie > confezionate in serie, sempre secondo gli stessi criteri. Ne deriva che i dati sperimentali vengono111d avere un valore assai maggiore di quelli ottenuti con i soliti comuni fu ci li da caccia, a meno che nel caso di questi ultimi non si abbia la ventu ra di aver tra mano l'arma effettivamente usata nel caso pratico che si deve studiare, e si disponga di cartuccie della stessa. provenienza o magari fatte insieme a quella o a quelle che servi rono per il ferimento. · Furono queste ronsidcrazioni che, unitamente alla accennata manl'anza di notizie nella letteratura, mi t:onvinsero della utilità di far.e degli esperimenti con cartuccie a mitraglia, Lanl.o più che in questi ultimi tempi i caS>i di ferimento di questo genere sono andati discretamente aumentando.

Avanti di rifcrìre intorno ai risLdLatì degli esperimenti fatti, darò qualche noLi zia sul metodo usato: i colpi sparati furono 160, metà dei quali adoperando il ' futile italiano modello '91 e metà. col mosche-tto di cavalleria, pure modello '91. I tiri ·fu rono fatti in serie, cioè sparando a distanze via vi:a. maggiori su cartoni di grandezza proporzionata alle èl'mpiezze eli rosa che, giiL dai primi rol1pi, vidi corrispondere alle varie distanze. La d istanza minima fu di zero, sparai cioè t-enendo la bocca dell'arma a contatto con il cartone; quella massima fu di 4 metri. Quest:a. distanza parrà certamente· assai piccola, ma non a caso io mi vi ferrna.i: infatti, a parte l'Ile le mie t~per ienze erano soprattutto . intese a risolvere probl~mi riguardanti determinati casi in cui la rosa era piuttosto piccola, dirò che già dai primi colpi mi ruccorsi che la dispersione era tale che al di là di qu attro metri si avevano subito delle rose di mezzo metro e più di diametro e perciò non più reperibili .sul cadavere, dato che il ror po umano costituisce, per le sue dimensioni, un bersaglio che lélSsai difficilmente può contenere rose di l.ale grandezza ; ora è vero che nel cadavere si può abbastanza spesso repertare almeno uno dei diametri anche nel caso di rose grandi, ma come vedremo in seguito, il calrolo deve venir faLLo sul diametro massimo della rosa, non su uno qualunque.


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S l r i.I,.\ I"~Lt;TA7.lO~t: Ot: I.U OlST.\:-iZA Ol S l'.\RO ~t:r 001.1' 1 A MITRM H.l .\

Ottenuta la serie dei cartoni, una. prima difficoltà fu quella della scelta del metodo di 'misurazione d elle rose. Queste infatti s ono su per g iù di d ue tipi che dirci rcgòlare l'uno, irregolare l'altro, con questa singolaritit che il tipo regolare è assai raro ad otten er·si in confronto daWirrt?golare. \'.a dunque cm.20 inteso che 1a regolariliL è da attribuirsi alla forma della rosa, non alla frC'quen::.a di un tipo piuttosto che di un altr'Q. La rosa <:ompleta e bene. viluppata è c.osti luit.a di solito da 14 fori. Questi sono fondacm .30 men talmenw di tre speci(> e ciò in dipendenza d el framment.o da cui vengono prodo tti . Vi è i'nnanz.i tuilo il foro dovuto al framme nto di punta , il quale, per la r egolarità della. s ua forma cilindro-ogivale e t)er l.a sua posizione , viene ad a vere un a traiettoria. c.he c· oincide ton la linea di mira in modo da cost-ituire., quando si abbia U1H1 dispe-rsione regolar·e degli altri [rammenti , il centro della rosa . Questo foro s i ric.onosce bene per il suo diametro corrispondente cm.50 a quello ·del framme nto di punta e per la sua forma perfettamente rotonda; g li altri fori sono ciovut.i alla in<"...amiciatura,.di soli to in numero di tr-e , sono pure: essi assai· fa r i·lmente riconoscibili per La form a allungata che li r assomi g lia a dei tag li, tanto ehe facendo degli spari in sc•·ie s i può, identificandoli per mezzo d ella sopr·aeeen nata forma particolare, ri costruire il ••.- • •' modo di fran gersi d el rivestimt-nlo e di aprirsi ~ della <:.artuccia. Si· ved e cioè (fig. 2) c he la ro tLura d ella ll'lg. 2 · incamiciatura avviene dalla parte anteriore, eon ogni probabilità per pressione dell'aria, c-ontro l'orlo di cs.'Xl. avvolgente la punta. Rotto l'orlo, avviene il divari>camento d ell e tre ling ue metallic he format-e dai tre Lugli long itudin ali prestabiiili: q uando la incamiciatura attr aversa. il cartone in questo sl.adio del s uo s fasl'iamen to, lascia una traccia di forma caratlk!ristir a e cioè di sLella a tre punt.e. In seguito avviene il dis tacco delle lamine, le quali vanno subito soggette ad una forte dispersione con esaurimento rapido d ella forza ,·iva -dovuto alla loro fo rma. e- alla loro leggerezza . Gli alt-ri framm enti, quelli semicilindric:i di piombo, i quali dànno pc •· lo più soluzi<mi di continuo, di forma quadrangolare, si d isperdono talora in modo da disporsi come in un circolo, nel centro del

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quale si trova il foro della pu n La; è questo è il modo che chiamerei regolare della dispersione. Ma assai più spesso essi progrediscono d isperdendosi senza ordine e una linea riuniente i più periferici dei fori creati nel cartone, viene a <: os.~i tu ire una figura di forma strana per lo più allungata in un senso o nell'altro in cui il foro dovuto al frammento di punta si trova nelle posizioni più diverse rispetto 18.gli 'altri fori , ed è questo appunto il modo di dispersione c he , pur essendo il più comune, io chiamere i irrPgolare, in contrasto con l'altro in cui l'insiemè dei fori è inscrivibil e in una fig ura assai somig liante ad un (·erchio. (Ved i fi g. 3 A, r osa regol are; B , C, D, rose irregolari).

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La differe nza di dispersione d ei framme nti rende difficile la misurazione d elle rose , per la quale si possono seguire due norme . Si può cioè misurare senz'aHro il diametro m assimo, op·pure la distallZI& fra il foro prodotto da lla punta e -quello prodotto dal più eccentrico dei frammenti. All' uno e all'altro d ei m e todi si possono fare delle obbiezioni; quando le rose si18.no regolari tanto l'un metodo quanto l'altro corrispondOIJO bene: rna nei casi, che sono i più frequenti, di rosa irregolare si vede che col secondo s i ottengono scarti assai più forti fra i valori dell e serie che non col primo, ciò che si constala faci lmente rappresentando graficamente in un diagramma i valori ott~m uti; appare allora chiaro ch e, mis urando i diame tri massimi, il diagramma risulta assai più r egol18.1'e; ed è perciò che mi sono attenuto a quest'ultimo metodo. Debbo avvertire, però, che nella misurazione delle rose non ho tenuto conto, naturalmente, dei fori prodotti dai frammenti d~lla inoarniciatura, fori facilmente ri-conoscibiqi per la loro forma e dimensione, ma poco sfruttabili per calcoli sia pure approssimativi, data l'irregolar·ità m18.ssima d ella loro dispersione; di più essi non si hanno che con spari vicinissimi e nel cadavere difftcilm<en~ se ne trova tracria, perchè la capacità vulne1·ante delle laminette si esaurisce _quasi sempre negli indumenti.

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SU l.l .~ I'.H.1:Hl:lO.Xt Dt; J.J . \ UIS'f.\.X:U 01 S L'.\ItO :0:1 IXJLI'I .\ .lllTUA <lLU

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Non esporrò qui i singoli valori ottenuti con i ~olpi da me sparati: - ' " : '/ò essi si rilevano facilmente dal diagramma annesso {figura /1). A<·cennerò invece rapidamente ai risu ltati romplessivi faeendo quakhe rilievo che. inleres.sa gli sropi d ella• r i<:erca. l!JTìunzi tutto va segnalato il fatto rhe il -f..ipo d ell'arma non pare abbia influenza sul comportamento 'della dispersione: che si t ratti r ioè di· fut'il e o di mo51' hetto i risultati sono gli stcs.si, dò oh e del resto si comprende facilmente in quun to c· he la diversa lunghez,;za della canna, solo caralte,·e differenziale fra le due armi, ha, sì, in genere, effetto sulla por·tata come ne ha sull'<:~gruppam ento dei pro iettili , ma. solo quando si trat~i di vera cartuccia a m·oieltili multi pli, <·ome nel caso dei tiri a palli ni, mentre non n e ha 11el caso dei proiettili frangibili, di rui la mitr~l ­ gha rappresenta un tipo, perc·hè in questo caso il proietti le non si rompe se non dopo essere uscito dalla bo..ca d€ll'armra. E. vero the eon una canna più lun ga {fucile) si utilizza meglio la for·za di propulsione dei gas, ma dai risultati da me ottenuti risu.Ha evid ente {'he la resistenza dell'aria, €serci tata contr·o il proiettile lanciato <·on minor forza viva. quale è quella otlenuta med iante una can na pi'ù corta (mosehetto), è più che suffidenl.e .a d eterminarne c.on 1.1 . stessa rapidità l'apertura; inf9.tti usando le due armi non si riscontrano diffe renze .apprezzabili nel tempn d i apertura de lla incamiriat.u,·a e quindi ne lla distanza della " bocta· dell'arma-ve,·ti.e e del cono di dispers ione" e, pe1· t:onseguenza, sull 'ampiezza rle lla. rosa. Costruendo, come io ho fatt.o, r·on i rlati ricavnti dall'esperimento, un diagt·amma, si ril eva ch i? la maggior parte dei colpi dànno d elle rose di a.mm('zza in ce1·to qual modo proporzionai~' alla distanz<l rli spar o, si nota cioè ch e, in un nol;eYole I'H1mero di • . l'O l p i non solo la g randezza della 1'-o::>a a umenta con la distanza, ma questo aumentare è regolare. Infatti. unendo fra di loro i punti cht? rappresentano, nel diag ramm a, questi colpi, si costruiSl·e una retta che .. passando per la o.rigine dell'li a>'&i rostitui~(·e con quello delle a.s(·isse un d etem1inato angolo. Ricavan do l'eqnaztone di tal<' r etta. oppure calcolando il rap·p-orto esistente fm le ampiezze di ogni rosa e le d ist-anze di sparo r ispt'lti ''e. fa rendo p<f. la media d i tuLti i rapporti, h·ovas.i c·he questa medi.t. è pr·ess'a f)()('O òi 1 :10, cioè l'am71it·zza dl'lln rosa è cirw dif'ci volte 71iìt rticcola rll'lla distanza di sparo, sempre, s'intende, c•he questa non superi 1 quat.t ro " . ~·

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SVI.I...~ \'Al.UT.\ZIO~t; Ut: l.l.ol Ol!STA:'\ZA DI S!'.\RO :'\f: l COLl'l A MITilA<lLlA

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metri (i). Tale conclusione vale per la maggi.oranza dei colpi, anzi, per gli spari fino a poco più di un metro, per la quasi totalità, . come si vede chiaramente nel dia.gram.a: ma al d i là di questo limite si ottengono, in tir-ca il 5 per cento dei casi, dei ris ullaLi aberranti, corrispondenti ciOè a rose d i ampiezza assai d iversa da quella dala, a par ità di distanza, dana maggioranza dei L:Olpi sparati. Questi scarti solo eccezionalment-e sono molto for ti e sono .caratterizzati, di solito, da valori .più . piccoli di quelli -che C'hiamerei normali. Il caso più notevole è quello di una l'OSa di 10 -c-entimetri ottenuta a 3 metri e mezzo di qist.anza. Con ogni verosimiglianza jl fatto è da attribuirsi all a ritardata apertura dell'involucro che contiene i framm enti, e questo ritardo è dovuto ad ac<lident.ali partirolaJ'ÌUt di fabbriC"azione, in\(·ompleta formazione dei t ag i i latera l i, poNt ril evatezza dell'orl etto· anteriore, crr·.

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Poco c'è da dire degli effetti traumatologici; essi non si differenziano gran che da quanto è noto into-rno alle lesioni per colpi d'lllrma da fuoco a proiettili multipli. Ciò non pertanto credo non inutile riportare brevemente i casi da me osservali, segnala.ndone le <'aratteristiche più im portànti, sia a questo ·riguardo, sia a quello d ella distanza di sparo. Ca.~o l. ( :'\ecr. 870). C"nrnb. Llligi M ., di mml 20, morto il 2G l ul!'lio 19::!0. Colpo di m1traglla (.mo!'<ch,e tto). Cinque ferite: a l H llu reg. orblta,rla sin. penetrante nel <:mnio, l>CH7..n foro d'uS<'ita : IJ) nUa r eg. ooprnclllviL'OÙII'e de~;tm i n <li.rezione esn ttamente da H' n wmti a ll'lndl~·tt·o: proiettile fuoriu$<·lto n l di. so.pra della S<'apola <lello stes;;o lato: t ) alla re~ione pettorale de..strn, penetrante; polmone per:fora·to n tutto :<flN;<;ore. proiettile urN'!'Utto •Jwl lu pnq·ete tomcl~ posteriore : cl) alla regione pettora l~ !'Ìltl><tffl 1'<'.-;ione clel cuore. ft>1ntto e stomaro. proiettile non fuoriu ~<· ito : e) fE' J'ita a :-:etone sullit f~t<'("ia E>>:tt•rna del gomlto de::;tro . ~ o n n truruicu tu re nè Ulll\Jaggi.

Il caso è di speciale interesse: l'ampiezza d eHa ,·osa e la direzione delle singole traiettori e, più che la scarsa capacità vulnerante dei p roiettili (due soli di questi erano fuoriusciti e quello entrato nel cranio aveva attraversato la soltil issi ma pare le or bi tar ia), i n d ussero a ritenere assai poco probabile la ve1·sione del milite che era di pattuglia col ferito quando avvenne il fatto, se<'ondo la qual versione il feTimento sarebbe stato c-ausaLo da acc iden t.al e caduta del moschetto di ' IJuigi M. Non si eseluse in modo assoluto tale evenienza perchè non si -conosceva il terreno e poteva anr·he darsi c he, tratLandosi di mon tagna, il moschetto fosse Mfettivamente sfuggito dalle mani di Luigi M. ·e scivol•ato giù per una ~: bina -ripida, fin chè dopo qualche metro, urtando, il colpo fosse partito investendo il carabiniere. In ogni caso

'

(l) La media. vemm~nte, dà un Nl•P.tJOrto <l i ll.!ìi' : l'; m,1 ~ :4 tolgono i rolpi nberrunti (4A2%), cn1 ;.L acxoennll più nYnnti. il rapporto medio· è e?:Jttllmenù> fl,lOH'l: l, pr:atìrouwnte 0,1 : 1. c-ioè l: 10.


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01 SI·.~R() :Xt:l ('lJI.I'l A UITR.\l:I.l.\

era da escludere uno sparo mollo da vicino, cioè al di qua di 3 1/2 metri. Caso II. -

(Xe<·t. 8:.!-1). Pietro Ch., dl nnni 3!). r~rlto con un MIPò di mitrllglia

1mo::K·IH.?tto) l'li ruov\' mlwe l 9~•. ÙIJ!ll rot~tulzr,n tQ il 12, morto nello stel!l:'O gionlQ. Il <:h. prt>St>ntavu un:t fNitH. u1ùea. ~.tll:t Jl<tn•tte add. ant. fra l':t.poti:-:i t>nsJ.fol'\llle (' l'ombellleo: btlt- f(•ritn :~nn·a l'aspetto di un foro rotondegg:iante di G centimetri dn-:a di (liatn:f"':ro. Yl erano poi lesioni int esti m\ll multi(Jie <-~1 una f eriUl t::angcnzin le dv l t'C ne ,.,.-i n i:-:t.;·u.

In questo caso è da notare il fatto che sebbene si sia lnat~ato certamente di un oolpo sparato da vi~ino, tuttavia ness uno dei proiettili trapassò completamente il corpo del Ch. Essi furono infatti r invenuti tutti quanti nel oadavere nel quale s i Lrovò aoehe quel batuffolino di rotone che nelle cartuecie a mitr'aglia ti ene a posto i g rani deiJ'.esplo·

sivo. Disgraziatamente non fu possibile stabilire se gli indumenti portassero traccie di affumicatura o d i uslnoni, essendo essi st.ati solleciLamente lavati , subito dopo il fatto . Gaso 1/J. - (~err. 82:::i). Gitt:<tino 'l'., tU anni iii. ferlio, eOill<' H precedente In -"'E'm dt•ll 'll .c;etterubt-e 1920. •lllorto Il 1il. Due feritE>: fLJ al qundrllnte :-:t~J)(>t·i•>t'<' l';itrì><•r·o cll' il'a<lclmn<' (m m. :i x 2al. b) n Ila fo:-:sn !linea E\~tRrna di ~in i :-:trn. f.e~iOnL illtlc"I'IH': fNìtt• 111\llt iplt• dl'llo ISlODlUCO t• dE-Ll'iute-stino. f rntutra dell ' lle o.

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In questo caso, come 4n tutti quelli in .cui solo al cuni frammenti investono il corpo, il prDble ma della dis tanza di sparo si presentava di assai diffi cile soluzione. A vew dire quando si trovano solo d ue o t-re ferite distanti l'una dall'altr a e I'On tramiti quasi perpendicolar i alla superficie della parte colpita è pu r sempre possibile di concludere per una distanza di sparo notevole, poidrè il reperto non si può coni;iliare altro-che con l'ipotesi di una rosa di grandezza pure notevole. Ma nel caso de l rr. il ~ofpo era venuto di traverso e se q frammento .-.Il e aveva rDIPito il fian!'o era penetrato perpendiwlar-rnente alla superfh.:ie della r·egione investita, quello della ferita a) aveva direzione quasi tangenziale. Io altre parol e si aveva a che fare con il margine di una tosa, la cui ampiezza non poteva venire valutata. A -risolvere il problema servì il reperto di lamine dell'in camiciatura impegnate nel focolaio di fraltura dell'ileo e l'entità di questa fl·attura, due elementi questi che d eponevano in f•avore dell'ipotesi di uno s paro da vicino, poichè le esperienze avevano dimostrato il rapido dccresrere, con la. distanza, della. capa.cit.à vulne11ante della miLraglia e la inettitudin e dei frammenti dell a incamiciatura a compiere, mantenendo sufficitmte- forza di penetrazione , una traiettoria di qualche metro. Anche in questo caso gl'in d umenti non offrirono dali utilizzab ili essendo già stati lavati quando poterono essere esaminati. Ca .~o I r. ('KE'<'l' . ~1\fj). Gino ì\f. , •di :mnl 31l, morto poro pil! di un'or a dopo il ft>t·i>tu<'nt.o n n-<'nuto Il :!i ft>l>bm io l 9:?1. ('~llpo qnn>:i t~lllJ::'<•u:r.iniE.> n l t ·Hf'IO: br<:>N·ia mtkn lnt.el'<'~nte In porte alta del ~'ti•J)('N.H nt<'ll'tl.(' flt>i pn riPtn li : la brecci11 d i form» n~ l lirreun dintu..-tro dl cirrn 10 {'(>ntlnwtri con ~ntro nel bn>JmJa: rr.att:nrn

fl'(Jlltillt> t• Qut>lle ~rollll'(' 1weva


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V,\J.U'r.~?.JOSF:

Dt:l.f.A DIRT.\)'Il,l Ili SPARO ~1::1 COLl'I A MITl1AOI.I.~

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{'OtnminutLm di tutt.'l 16 ,·oltu, SJ)Il•PJ>o\amento dell-e -pa~rti su.petiori dN.:li E'IU1Sfi>ri <'Ol'J)lcul foc'Olll! oontu;;1vi uei nuc-lei òelln ba><e. Nessun Jlroiettile trnttenuto. Non

atfnrnlcatura nè tlt.tua~!lio.

Anche questo caso è degno di nota. Innanzi tutt-o vi ha un fatto che, se non interessa •pr<ecisamente i problem~ cui è dedicato il presente scritto, va s~alato ed è la sopravvivenza di oltre un-'ora d el fel'i.to, fatto che parrebbe inconciliabile con la. gravissima lesione cranio-cerebrale. Va poi notato che anche qui si trattava di un colpo quasi tangenziale é che pertanto l'ampi ezza della rosa non era direttamente. ricavabile dalla ampiezza della breccia alla produzione della quale, nell~ sua metà post-er iore, avevano concorso i numerosi e irregolari fr·ammenti ossei fa.tt.i saltare dalla scarica. Il <:olpo risultò, per deposizioni testirnoniali, esser stato sparato da vieino stando il f.eritore sopra una vettura ed il ferito a terra accant-o ad essa. Malgrado la grande vicinanza non vi furono l1·accie di ustioni o tatuaggio o affum icatura, il che mostra. ancora, quanto siano infidi questi elementi, che se sono presenti depongono ce ~:ta­ mente in senso .positivo, ma se non oi. sono, la loro assenza non esclude uno sparo d a vicino. Ca.<o r. -

(Xt>.<:r. Si;i). Luì~i L .. di ttnni ~-!. brip;. ·R G .• morto Il 2 marzo 1921.. ('.o lpo di tultm;.:JI:t (lllo>'dlctto) a lla reJrione Jleltornle ~inistrn. Rosi! cireola~ r<>rl c'en tro nlln .papi Ila ltHlll11W\I'ia dl sinistra; di~Ulle:t.r·o della l.'().<;a 9 centimetri, numero dt>i f<Wi 11. Set.t1• tramlti intrll))I)Linonari (polmone ,;!nistro) divergenti; nn tmmit4.' '115'1 Jll>llll<mt- 1Je..<4ro. T re ferlt(' c-.:wlluwhe. le:>ioni esnfH ):.<e(>. norticht>. tli:r:f•rammllti<-b e. mdlid('i> (·li. -j;!':H>ttiche (.J.). !\e~'<><un foro òi llfo.>Cito. De~;ll lll(htrue-ntl, il pitt f'st.('<J'no . cioè lu mantE'llinn . t>ra ri<nwl>tn qualche giorno -nt>ll'nc-qtll'l

•·on'f'JJte deJ I'Al-u<l. e non pT-e~nC. .lvn (J eposltl di fumo o di e!!I)Ioolvo incombu~>ro.

E' questo un {;oso tipico a rosa regolare completa (ii fori; di quelli dov·uti all'incamiciatura non è il caso di t-ener cont.o, per le ragioni esposte), in cu i era identificabile il foro dovuto alla punta e quelli dovuti agl i altri frammenti. Dalo il diametro, giudicai trattarsi, con ogni probalità, d i un colpo sparato a circa un metro. Esclusi ad ogni modo quanto il feritore affermava, e dOè che egli av-esse tirato da una distanza che, mi6urata su l terreno, risultò essere di ben 37 m etri. Le m ie esperienze dimostrano infatti che a tale distanza non può a,·ersi una rosa cosi piccola come quella trovata nel cadavere; anche i 1·olp\..- aberranti per piccolezza di rosa ~ù.nno una dispersione assai maggiore, corrispondente a ro::;e le quali stanno con la distanza. in un r·apporto che, per riò che risuHa dalle mie esperienze, è in media di 0,03: l; perciò, anche a mmetlendo un eccezionale ritardo nella aperlu ra. del proi<Jttile composto, alla distanza di 37 tw~tri, si sar·ebbe sempr·p dovuto aver.e una 'rosa di oltre un metro. Si <tlggiunga che, in segu ito, molti elementi emersi dall 'istrutibria, resero anche meno sostenibile l'asserzione del feritor-e. La. mantellina indossata dul L. fu , com e si è detto, trovata doi)Q qualche tempo nell'Arno, e non offrì. reperti di affumicatura, ustioni, eç.c. Essa presentava una rosa. che su per giù corrispondev:a a quella lmvata negli altri indumenti e nella parete. P erò essa era più grande e 11ssai rnel)o regolare; la formavano 15 fori, e, di questi, alcuni avevano

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forma mollo allungata ta·nt-o da dar l'impressione di esser stati prodott.i daMe baminette dell'inc.amiciat.ura; ed è a proposito . di ciò che credo uliile segnalare le for·ti riserve che d evono e:;ser fatte rispetto ai dali della ampiezzza della rosa e della forma e del numero dei fori riscontrabili in un indume nto del genere d elle mantelli ne, il quale non costituisce un bersaglio piano o quasi, come ad es. il peLto d i un uomo, bensì una superficie suscelli·bile di piegature, di modo che, una volta diste.so, l'insieme d elle traccie di passaggio dei proiettili assume una forma ed una ampiezz.a assai diversa di quelle corrispondenti alla disposizione dei proietti l i stessi nello spazio, al momento dell'inves li.mento. Trattandosi dunque di un indumento ondeggiante e susce.t.libilo di un numero indefinito e di una var·ietà immensa di pieghe ac.·identali, i dati in questione potrebbero essere sfruttati solo nel caso •·he fosse possibile ~onuseere l'atteggiamento d ell'individuo c·olpito, al momento d ello sparo, e la disposizione esatta delle pieghe, ciò che è quasi sempre fuori dalla possibilità del perito. Co.~o F/. (~('(·r. Hl)!)). Glo,Ta<.·dJiuo B., <li anni G2, mortb Il J2 ~ttcmbre 1!12:1 per <.•(Jipo ~1 mitm~Jin ~fudl<•l. Nove fe1·il:(> dell" quuli :; mdC'nti In f;!'tone . o u dnf·d:l) :illa ;::unncin del•t.m . nlla )4!llllln slnistrn. nll'~n·nmbra<'<.·io "'ìnl~ro. nl br;H'(·ìv l"inistHu . ul finn<'o ,:iui~ stro: -! J>e"netrnnti In l ;.:-ingoulo e n !le regioni JK'tt<>l'>lli) <'On J><'l'lii:IHt'IW.J\ tlei p rolt>ttili nel <.'<H'P'': !Il <·~">'(' un{l lnt(>l'l'-"''~''':t Il Clhll't' ~'<l t' !':l -..t:lt:l d<•tnr minal·a pl·.-·isnm.,.utEo> dnlln "l'111lt:l >J d(>Jiu cartn<-<•in.

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Q.uesLo ultimo caso è, per rosi din>, un <·uso-limite nel senso che, d ata la di:>posizione e il numero delle ferite, fu, sì, possibile farsi un'jdea della grand ezza della r-osa, ma PoCO mancò che ciò non fosse; si compr-ende infatti facilmente che se la mir·a fosse stata pTesa meno bene o la di stanza di sparo fosse stata maggiore, si sarebbero osservate ferite in numero assai minore e perLant.o nessuna possibilità si sat'ebbe avuta di tioostruire la rosa, onde la risposta, in merito alla distanza, avr~bbe dovuto limitarsi ad esdudere uno sparo da vicino (al di quà di 4-5 metri ). Salvo casi ec•'ez ionali, nel bers aglio umano non possono dunque esser contenute che rose quah si otte11gono nei e.olpi vicini (distanza minore di l~o mctl'i rirca), purchè naturalmente la linea di mira non sia t.angenzitt·le: ,illtriment.i parte dei framm enti passano via senza lasc·iare traceie e una. valutazione utilizza,bile a Sl'opi medico-lf>aali è impossibile.

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UFFICIO CoNgULENZA PE~ LA PROFILASSI ANTIMALt\RICA D ELLA III ARMATA

diretto dal pi'Of. ANTONIO D IONISI

Sull'araaolzzazlooe delser~lzlo di profilassi [Oatro la malaria aell'esenlto mobilitato dara1te la Eampagaa di guerra nn-1gtB RISULTATI OTTENUTI ,l>et· il dot.t.. Francesco Schlassi, capitano medico di complemento.

Non v'è medi·!'O in Italia, ìl quale ignori quanti danni ha recato al nostro Esercito la malaria, dal principio della guerra fino ai g iorni della vittoria, ma molti ignorano quanto maggiori essi sarebbel'O stati senza l'applicazione di SP€Ciali provvidenze. Tutti sanno che una delle più numerose e gloriose nost1·e Arma~e. la III"', si è trovata per 40 mesi ad operare in zonC'-quasi interamente colpite dall 'endemia malarica, anche per la r evivi.s renza di focolai estinti di infezione, svolta.si sotto i nostri occ hi, in zona di guerra. · La triste esperienza fa temere che la minarcia di un simi le danno sovrasti regioni d'Italia, divenut-e salubri da pochi anni e perdò fra le opere di pace, che si impongono per una immediata atLuazione, nello intento di salvare dalla rovina fertilissime plaghe del nostro paese, è da attendersi l'inizio di una lolla c-ontro la malaria, inspirata a saldi principi ed eseguila r on mezzi ad<'guati alla diffieolth dell'impresa ert alla estensione del male. l\tli- sembra quindi opportuno render noti i principi dell'orgun izzazione del servizio di profilassi contro lo. malaria fra le truppe mobilitate durante il periodo bellico e i risultati ottenuti dalla loro applicazione. ' Passato I'I;;onzo, il nostro Eserc ito, nell'estate del' 1915, pagò il primo tributo di vittimè della malaria nella pianura rhe sta intorno a Monfalcone. Si pensò allora rli affidar.e al prof. DIONI ~Ì il compito di proporr-e lt• regole da app lirnre per difendere il soldato dalla malaria. Avendo avuto ·la fortuna di ess<~ re stato due anni collaboratore di un Maeslro eosì sapiente, mi è grato compito esporr-e i risultati della esperienza fatta.

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PRTNCTPI FONDAMENTALI SUI QUALI FU BASATO IL METODO DI LOTTA.

a) Censimento dei malarici durante il periodo prcepidemri.co r actl·rtarnento mJicroscopico nell'intento di riconoscere i gam.etiferi- 0 S1Jeda>li malarici specializzati per la cura e Convalescenziari - Metodo di cura delle recidive. - Partendo dal concetto <:he l'origine dell'endemia estivo-autunnale di ogni anno debba ri{'ercarsi nel deposito gametico rlegli individui infettati da malaria durante le endemie precedenti, per prima cosa,· nel periodo preepidem1co, si pensò aJ censimento dei ma-


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SULL'ORG!NlZZAZlO~C Df;L SERVIZIO DI PROfiLASSI ()():'o!TRO 1-~ llALARU, ECC. l

larici, s61-vendosi all'uopo di spcci<tli ta~Jle. Siccome i dati anamnestid sono spesso fallaci e i segni obbiettwi del male patito (quali il tumore 4i milza, ra.nemia) scompaiono presto negli indivi<lui opportunamente curati, il controllo sicuro e proficuo del censimento, per ril:onoscere i \gametiferi, fu offe1i.o soltanto dall'accertamento microsoopico con l'esamo del sangue .. T uUi i soggetti riconosf·iuli malatici, o con -i dati tli·nici o con lo aocertament.o micros<:opit:o, dovevano essere sottoposti a bonifi~ Cllininica secondo la tab. Be a cu ra arsenicale, uell'intento di· distruggere il d eposiLo gametko e <.li prevenire le recidive. Tale bonifica era compiuta presso i corpi con la somministrazione delle seguenti dosi di chinino: i o p<:riodo: 8 t.a volette al giorno (l'ioè gr. 1,60) pt;r sei giorni- consecutivi e così distribuite: 2 col caffè, 3 eol primo e 3 col secondo rancio. 2° periodo: 4 tavolette al giorno (r ioè g r. 0,80) per 14 giorni consecutivi, così distribuite : 2 col primo e 2 col scro nùo ranc io. 3" periodo: 2 tavolette al giorno (cioè g r. 0,4.0) pe r· due ~i. da prendersi una col primo e una col secondo rancio. !::arsenico veniva somministrato pe r lo più a;;soc:iato al fe r ro e a1 chinino, nella for mula della ben nol.a mistura Baceelli. Per la. ~·ura dei recidivi e dei mi litat•i molto deperiti furono designati Ospedali specializzati ed appositi Conval escenziari. I l metòdo di cu ra adotta'to era quello stesso della bonifìc~a. sa lvo ind icazion i opportune per· la somminis trazione delle tre dosi di {;hinino durante il Jreriodo febbril e·. P er gli adult iàella popolazione borghese nel territorio occupato -dalle t.ruppe mobilitate, s i consigliarono le stesse norme adottate per i mil itari, e per i bambiui furono redatte apposite tabelle, c.:on le dosi corrispondenti alle varie età. b ) Cura preve11tiva chininic(ll dei snni - () -;pt•dali:.:.o:io7u' dci malati durante l'endt::rnia (Centri di aacrlmnento, l1wghi di cura, Convalescen::;iflri) - Ricupero. - · La l~UI'él preventiva chininira. di tutti i sani che si trovassero in zon a mala.rita. era iniziata n ella se<'onda quindicina d i marzo con 2 tavolett-e (.centgr. 4.(J) di chinino al giorno, che venivano dis tribuile al l'ora del rancio, quando cioè in ogni Corpo v'è la opportunità di avere i soldati radunati e di pote re perciò sor·vegliare la. som~ min istraziooe. In trincea la somministrazione delle compresse si faceva in una s0l volta, p er le part.kolari condizioni della vita delle prime linee ; a ri.poso o nei posti di retrovia s i preferi,·a so mministrru·e una compressa alla volta pm ovviare alla possibilità <.: he qual cnno si lagnasse di non poter sopportare, per molestie di vario gen~re, la dose di 40 ctgr. di ehinino. Durant-e la stagione dell'endemia, nei luoghi di malaria grave, la dose veniva elevata, nei m esi estivi, a 80 ct.gr., cioè a 4 compresse al giorno. La cura preventiva chininica per i Corpi destinati a entrare iru zona malarica durante l'endemia, doveva essere iniziata dieci giorni prima, , quando lo spostamento era prevedibile, e cont.inuata t ~r un mese dopo 'l'abbandono della zona malarica. A dicembre la cura preventiva era sospesa. Per la popolazione borghese, agli adulti furono consigliate le


SULI.'ORG.!c:'iiZZ.\ZIO~D DEL SERVIZIO DI l'ROI'ILASSI CONTRO LA MA!.ARU, EC(:.

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stesse dQ5Ji che ai militari; per i bambini fu 1·edat.ta una tabella con le dosi corrispondenti ali~ varie età. Durante l'endemia, si cercò anzitutto ·che il malarioo fosse curato immediatamente dopo le prime manifestazioni della malattia. E' noto come non sempre sia agevole diagnosticare la malaria nelle infezioni primitive, per wi si ritenne che l'unico mezzo per limit.a.re l'errore diagnostico fosse l'accertamenl<1 t·on l'esame microscopi<:o del sangue. E' ovvio comprendere che la. diagnosi sicura e precoce facilita i•l successo dell'intervento terapeutico, sia per lo forme perniciose, nelle quali ogni att.esa può essere fatal e al malato, sia pet le altre forme comuni, nelle quali il ripetersi degli accessi, oltre al danno dell'anemia, oonduee alla produzione di quelle forme parassit..arie (' gameti) eontro cui, allo stato adulto, il chinino ha IìO<:a efficacia. L'ac-certamento, per rispondere al suo s~; opo, doveva. essere fatt~ nellnogo più vieino possibile alla residenza dei- militari in zona malaric.a. e cioè, per i còmbattenti, alla Sezione di. sanità. Ogni sezione 4i sanità delle Divisioni dislocate in zona malttnea, al posto di smistamento dei malati, doveva avere un ufficiale medico incaricato di compiere l'esame del sangue in tutti i r asi sospet.ti di infezione malarica. Questi casi venivano Lrattenuti in apposita Infermeria, annessa alla Sezione di sanità, in attesa del risultato dell'esame del sangue. I riconosciuti mal.arici venivano curati all'Infermeria stessa, S€ le loro c<>ndizioni generali facevano presumere che in pot:hi giorni, 8-iO, potessero ril<>rnare al Corpo; gli altri, nei quali la mc1.lattia aveva prodotto danni notevoli, che per essere cancellati richiedevano varie settimane di cura, venivano inviati· negli Ospedali specializzati per malarir i. Da questi, se -dopo un mese di degenza il malarico non era ancora in grado di riprender e il servizio presso il proprio Corpo, o si trasferiva in Convalescenziario, o veniva proposl<> uer provvedimenti m edi(~o-legali. I malarici pernic iosi venivano trattenuti ne1la Infermeria per essere sotwposti ad immediata ed energica cura chininica, per iniezioni intramuscolari. · Tutle queste dispos izioni miravano a conciliare la d~fesa. del soldal<> dai danni transitori e permanenti dell'infezione malarica, con la n~essit~\ imprescindibile di mantenere gli effettivi dei Corpi combattenti, nelle posizioni che il nemi·co più ci contendeva e che, per nostra mala sorl~ erano le più colpite dalla malaria. Il rapido ricupero dei malarici, senza offendere le leggi di umanità e i principi di una oculata terapia, si poteva ottenere soltanto curando i militari. nelle immediate vicinanze" dci luoghi dove avevago contratta l'infezione. . c) Bonifica sanitaria del terreno (piccola bonifica, grande bonifica) .. - Togliere da un ambient-e le condizioni favorev~Li allo sviluppo ,di quelle specie di zanzar·e, che universalmente sono nicon<>::>"'C iute come le propaga.tr:ki della malari·a , è lo scopo della bon ifìca sanitaria nelle zone mal.ariche . . Se si pon mente a quel che .può e,c;s-cre i-1 regime delle acque rnella zona di operazione di un <:sercit<>, con l'impiego dell'artiglieria moderna,risulta· chiaro come tutto concorre a offrire agli anofeli le più opportune ~<>ndizionLdi vita, foveale e palush·e. Vi sono zone allagate


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SULL'OilCA:'il7.ZAZlO<'\Fl DEL >'t.:lti"IZIO 01 1'1101'1 LA!;f<l OO~TIIO LA MH.,\lliA, ECC.

per ragioni LaHiche, campagne trasfor mat-e in paludi per 1a rottu ra acddentale di argini, l"he il nemico non lascia. tempo di aggiustare, e do\rtmque le buehe, prodotte dall'esplosione dei proiettili·, sono trasformate dalle pioggie in pozzanghere. Il problema della bonifica sanitaria si impose dapprima nell'agro Monfalconesc, poi nella Laguna Veneta. Si trattava di non perdere il frutto di qu ella g rande bonifk.a, iniziata negli ultimi d€cenni con l'impianto d1 nume rose idrovore, e di da re incremento ad op-ere di piccola bon ifka J:>CI' fa,·iiilare lo scolo delle arque stagnanti, che le condizioni belliche rendeva no così ft'€Que nti. Nell'ag ro Monfakonese, rimasto sempre as pramente conteso fi no al r ipiegamcnlo sul •Piave, si potè pensar-e soltanto a qua lche opera d i pirr ola. bonifica. Nella Laguna Veneta, dal P iave vecchio fino alle vic:inanze di Mestre, si ebl'x!r·o di mira d ue compiti: 1" mantenere in attività le id rov01·e preesislenti, (·on tutte le i·analizzazioni annesse, e provvedere Jl nuovi impianti di idrovore per prosciugare il terreno solcato • di t.rincee, che i nostri soldati tenevano per la dif~sa di Venezia;~ curare che i fossi e i canali fossero mantenuti in quelle condizioni di pulizia e di declivio, the perme-t.tono u na certa velocità di conente a llo scolo delle ac·que piovane, velocitit che, quando supera i 10 t:·entimetri al minuto secondo, basta ad ostacolare lo sviluppo delle 1arve delle zanzare. lnoiLre l'intreccio d·i eanali ad acqua salsa e ad acqua <lolre, che percorrono tutta la lag una, fece pensare, in certi terrilot·i del Litorale del Cavallino, éi.ll'immissione peri od ira di ar qua salsa, in modo da dare alle acque un grado <li salsoojne o:; ufficiente ad ostacolare lo sviluppo clegli anofeli. d) DijPsa mrccrmira . - La difesa m ec~·a ni ca individuale e coll-ettiva, per· dare affidamento eli buon successo, presupponè ricchezza di mezzi e una costant e ot·ulut...~zza nel ,·ompimento di ogni atto, il che non si può •·igoro::;a rncnLe <· hiedere ad una immensa e svariata collettività qua l'è I'Esr rcito. P ur tutlavia si pensò a forni·re certi Corpi di ·maschere e guant.ì e a proteggere ('On reli le fin estre e le porte di qu egli accantomunenti dove c·iò ~ra possibile. Mancando la rete mel.all ica, fu consiglialo l'acq uisto di una tela. speriale (arm'ure greggio), la cui tessitura Na fatta in modo da poter sostituire oltimament.e la rete metallica. P er non lasr iare intentato alrun mezzo che potesse in qualche modo nuoc:ere alle zanzaJ·e, si 1)C n ~ò di ri c·orrere all'uso dei toni Zampironi· (composti , com'è noto, di polvere di crisa nte mo e nitro) da bruciarsi nelle camerate. F u tentata antJ1e la pet.rolizzazione per la distruzione delle la.rve, ma sempre con mezz i inadeguati per la scarsezza del petrolio, di cui potevamo dispo rTe. IJ.- APPLI C:AZlONE

DEl PRlNCfPf Df LOTTA ANT!MAI..ARICA Nf.LLA ZONA DEL B:\I'S<) 'l' ·\GLIA ~lENTO ;frtt il lH'tC!tio crm(ì71 l' t'd i l Piavl.' ) DU RANTE JT. 1917.

a) Pcriorlu prc•t•pidt·mico. - Il cens imento dei militari malarici veniva affidalo al m edico del Coq:>o, il quale curava al tempo st.esso che fossero impartit-e le disposizioni per la bonifica chininica di tutti i cen·


SULL'ORG~'HZZAZIOND DEL SERVIZIO DI PROFILASS I CO::>ITRO LA MA.LARU, ECC.

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sHi, anche nel caso che non avessero avuto recidive durante l'inverno. L'ultimo periodo della ·bonifica era fatto con mistura Baccelli, quando il mal.arico presentava segni di an emia. P er la popolazione borghese, siccome la quantità di chinino disponibile e sopraLtutto de~ cioccolatini di tannato era sempre insufficie nte, si era costretti a limitare la distribuzione del c hinino, a scopo di bonifica, solo a quei mala.J·ici che avessero avuto recidive rece nti. Nelle retrovie a contatto immooiato eon le truppe operanti, dove la popolazione borghese era molto scar<Sa, la distribuzione del chinino era affidata a qualche soldato della Presidiar.ia; nelle relrovie più lontane, che conservavano tutta la popolazione borgh ese, si eet·cò la collabora-. zione, oltrechè <lei medici borghesi, anche dei maestri, dei sacerdoti e di qualche altra perso na volonterosa. Ogm distcibut,o r e era fornito delle apposite tabelle per il eensimento, per la bonifica e per la cura preve ntiv a. I militari incaricati com' pivano settimanalmente il giro della propria zona, fermandosi ad ogni casa e distribuendo la quantità di chinino necessaria per una settimana; i· sacerdoti, i maestri, ecc. facevano altrettanto, ma per lo più, essendo distratti da altre occupazioni , si limitarono a cost.ituire nelle loro case dei dispensari an li ma larici. Il medico condotto del luogo dava oppor. tuni suggerimenti e indicazion i ai distributori e l'ufficiale medico in. caricato del servizio di profilassi antimalarica, alle dipendenze del professore Dionisi, doveva sorvegliare e provveder-e ai bisogni di tutte le condotte della zona a lui affidata. Così, nella zona fra il Tagliamento e il vecchio confine , ebbi come distributori quattro :Jllilitari per il territorio ·compreso fra il 'Tagliame nto e lo Stella, una maestra a Marano Lagunare, un sacerdote a Torre <ii Zuino, un altro s acerdote a S. Giorgio di Nogaro. Il primo ostacolo da superare era la difficoltà di provvedere il chinino e sopraLtuLLo i cioccolatini per i bambini. La nostra legge impone ai Comuni dell e zone malariche l'acquisto del c h,inino e la r i,partizione d elle spese fra i proporieta.ri delle terre. P er ragioni di opportuni tà, facili a comprenders i, ogni amministrazione co~ munale lesina sulle s pese del chinino per cui le quantità acquistate sono sempre di gran lunga inferiori al necessario. Con opportuna disposizione il •Prefetto di Udine lasciò a me l'incarico di fissare, d'accordo con il medico provincial e, la auantità di chinino necessaria per ogni Comune, sicchè nel 1917 s i riuscì a fare acquistare ai vari Comuni m:aJarici nella provincia di• Udine kg. H9 di bisolfato di chinina e Kg. 28 di twnnato di chj.nina, quantità triv la nispelto a quella degli anni precedenti, nonostante i l rincaro del prezzo. La distribuzione del chinino organizzata in tal maniera presentava il ·vantaggio che il malat•ico veniva se-mpre curato in modo conveniente, cioè con le dosi· adeguate. Nelle zone malariche l'uso del chinino è ormai universale, ma di rado si trova quest'uso disciplinato da opportune norme, per cui l'indicazione precisa delle dosi curative e profilattiche, in rapporto con l'età, e la durata della somministrazione, sono di somma impçrtanza. Certo non v'è chi presuma di conoscere un metodo esatto ed immutabile per la cura chininka della malaria, ma se al mooico con2 - Giornale di metliciM milUore. -

lriU'Ie. I . ·


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SULL'ORGANIZZAZ10:\E: Dt: J. ~t:ll\'ll\IO 01 J'RO~'IL.~i':'\1 COl'\'l'llO l .A ~AI.AIUA, lJCO,

viene la libertà di poter scegliere fra le innumer·evoli norme che la letr teratura offre sull'argomento, lù. dove non può giungere l'opera del medico, sarà utile sostituire al pregiudizio e alla tradizione il suggel'imento di un distributore, sulla gutda di uno schema di cura che possa giovare al malarico e sia. &:cvro di ogni pericolo. Ognuno di noi. ha ricevut.o le manifestazioni di riconoscenza di qualche infelice, che ha visto rifiorire la propr·ia salute per il fatto di aver sf:guito una determinata norma nel curarsi con quello stesso chinino, che era stata un'arma inutile contro il male . Il distributore aveva il compito di far la p resa del sangue per l'accertamento diagnost-ico, che do veva compierò l'uffidale incaricato del servizio di profilassi antimalarica. Venivano perciò dist.ribuili vct.rini porta-oggetti e c.opri-oggett.i, dopo aver dato ad ogni in('a ri r·ato i suggerimenti oppor~un i per la presa e per lo striscio d el sangue: b ) Periodo dell'endemia. - l n seguito ad jnda.gni fatte, sia sullO"" sviluppo d ell e zanzare, sia sul1a comparsa dei primi casi d ' infezione primitiva, si è venuto alla con clusione che la stagione malarica, lungo la oosta da Monfalcone a Venezia, ha inizio n ella seconda quindicina di· giugno, cioè presso a poco come nell'Ag r·o romano. Si è già delto che la cura preventi\'a chininka si iniziava il 15 marw. Questo anticipo si imponeva per tre rag ioni: 1° Jper l'utilità di compiere in Lutti i soggetti, indistintamente, una piccola bonifica chininica, la quale così poteva ('SSere est-esa ai nuovi complementl, provenienti dalle numerosjssime zone malariched 'Italia; zo per la necessità che nei Corpi, a poco a poco, gli ufficiaLi e la truppa si abjLuassero alla distribuzione del chinino, come a un. servizio di importanza non minore degli altri; . 3" per evita.re le manifestazioni ·primaverili di i·nfezioni cont.ratte durante le ei1demi~ precedenti e rimaste latenti. Il chinino era distribuito ad ogni rancio dai capi-squadra sot.to la vigilanz<'l. di un ufficiale. Per g li utfk iali il (' hinino era somministrato alla mensa. La cur a settimanale o biseLtimamùe non parve di al.tua.zione pratica nell'Esercito. Il presupposto razionale di qtHlsl.o met.odo è forru~o dal fatto che il periodo di incubazione dell'infezione malarica supera di solito i sei giorni, per cui somministrando ogni set.te giorn i una dose curativa di chinino (ad es . .gr. 1-2) si può ammett.ere, nel r,a.so di una avvenuta infezione, che il medicamento giunga nel sangue in ..tale quantità. da poter esercitare un'azione curat.iva efficace, qua.ndo la carica parassitaria è ancora piccola, o impedire oosì l'accesso. Chi conosce il quotidiano movimento di ogni Corpo combattente, dove ogni giorno militari vanno in licenza, altri. entrano all'Ospedale, altri sono oomandati io servizio fuori dell'accampament.o o dell'accant.onamento, altri sono trasferiti, facilmente comprende l'impossibilità di· garantire con sufficiente vigilanza la somm'inistrazione settimanale o biset.timanale di chinino. Se invece la somministrazione è quotidiana ed associata alla distribuzione del rancio, è Più facile ottenere che do-


SULL'ORGA~lZZAZlONEl DF; r , SERVIZiO DJ f'ROflLASSI CONTRO L \ :MAJ,,IRIA, !:.'CC.

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vunque un soldato consumi il suo pasto in zona malarica, ri ceva quotidianamente il chinino. Se la cura preventiva discontinua può trovare applicazion1:l in individui molto guardinghi per la propria salute, non è di pratica atLuazione nelle grandi collett~vità, a personale fluttuante come l'Eser cito . Aggiungasi che se s i trovano militari sempre pronti a brontolare per l'ingestione di 40 ctgr. di chinino, col pre t.esto di risentirne" qualche molestia, quanti sarebbtlro quelli• d-ecisi a. rifiutare o a sottrarsi in ogni modo ·alla cura. preventiva, s1:l la dose fosse aumentata, anche per un sol giorno la sett1mana, a un grammo o più? Si è già detto c he quando l'endemi a era iniziata i Corpi dovevano epminciare la cura preventiva dieci giorni prima di entrare nella zona · malarica , e, se questo non era possibile, elevare la dose a 80 ctgr. al giorno, per i primi 15 giorni. ·Per la J)<Jpolazione borghese la cu ra preventiva fu sempre limitata a. un piccolo numero di persone, poichè la quantità di chinino disponibile bastava appena per la cura dei malati. Nel mese di giugno ogn i lu,fficiale incal'ieato del servizio di profilassi doveva porgere la più ·s'c rupolosa alt.enzioné all 'apparire dei primi casi di nuova infezione. Il compito era tutt'altro che agevole, poiché ormai non si trovava più nel nostro Esercito un soldato che, almeno . così occasionalme nt.e, non fosse passato per una zona ma.larica, durante l'endemia. Il criterio quindi più sicuro pel' accertare l'infezione primitiva veniva a mancare q uasi sempre . D'altra parte al principio dell'estate giungt:vano dai depositi territoriali dei compl em~nti , rappresentati spesso dai militari usciti nell'inve rno o in primavera dai luoghi di cura, e tra i quali erano numerosissimi i malarici, <:he per lo strapazzo del viaggio, pe1' il disagio della. nuova. vita di trincea, presentavano r ecidive, poc.o dopo essere giunLi nella zona di operazione. Quindi il giudizio di infezione primitiva dov1:lva essere sempre fatto dopo un lungo interrogator io, d a parte di persona che conos~sse esattamente le zone mala.riche d'Italia e, in pa.rticolar modo, i te rritori ma:larici della zona di operazione. Siocome questo non si poteva chiedere a. tutti i medici, il prof. Dionisi propose, per l'onestà dei dati , che fosse trascurata nella de nuncia di malaria la d istinzione tra primitiva e recidiva, riserba.ndo a sè stesso e agli uffilciali da lui dipenàentì il compito di indicare ogni anno ai suptlriori Comandi l'inizio dell'endemia, che. poteva stabilirsi sor.vegliando da vicino e continuamente le truppe del1a zona. malarica. Accertato l'inizio dell'endemia malarica, siccome questo coincideva coll'epoca della maggiore attività bellica, si imponeva. ad ogni Comando la necessità di mantenere in efftdenza i propri reparti, sia proteg~ndoh dall'infezione, sia curandé , nella maniera più efficace e più r apida, i malati. Si è già detto della cu-ra preventiva; passo ora alla cura dei colpiti. Per applicare il principio che il mala.rico dovesse essere diagnosticato e oo~posto alla. cura alle prime manifestazioni del suo male, l'accertamento e la terapia dovevano esser e praticati in luogo adatto, vicino alla residenza. dei Corpi e quindi entro l'ambito della zona mala.Tica..


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SU LL'ORGAXIZZAZIOSEJ DEL SERnZtO DI PllOFIL.~SSl CONTRO Li\ MALARIA, EOO.

P er c iò, nella zona del basso Tagliamento si fece si che, presso ogni Corpo o Presid io, una baracca fosse destin ata ad accogliere i malarici, durante il periodo febbrile. ln questa. i·nfermeria improvvisata l'assistenza era prestata -da un aiutante di sanità, sotto la vigilanza del medico del Corpo o del Presi dio. E' stato <la alcuni condannato il principio di trattenere e curare i malarici ne; la zona malarica, ma si è c red uLo di doverlo adottare ugualmente nell'Esercito : 1° l})erchè era noto che .il trasfer-imento produ<',eva spesso una i interruzion e nella cura, che compiuta in teramen te appena si mani~ festa. la malattia, ostacola la produzione dei gameli e facilita la rapida . guarigione; 2° per il faLLo '(jhe la maggior&nza degl i individui che hanno sofferto la malattia acquista una relativa immunità contro l'i nfezione; 3° per la tprevisione che i ma.lali, avendo avuto agio di constatare l'efficacia del chinino , acquistano poi fidu cia nel med icamento, anche a scovo profllaltico. La sostituzione dei malati con nuovi individui avrebbe portato con sè : 1° la ne-cessità dJi scrupol ose ricerche per accertare che questi non fossero infetti, condizione non facile in un paese come il nostro, ove la malaria. è molLo diffusa: 2° il maggior peri<'olo per i nuovi arrivati in zona malarica di contrarre la forma g rave dell'infezione, essendo noto che la malaria. perniciosa è più frequenoo in sogget-ti che non hanno mai sofferto l'infezione; ~ la difficoltà di stabilire rapidamente i·l servizfo di cura pre-ventiva per i nuovi arrivati nel periodo dell'endemia. D11lle infermerie dei Corpi , i malarici passavano a:gli ospedaletti, quando, dopo 8-10 giorni di cu ra, non -erano ancora in grado di riprendere il servizio. Qui eade acconcio r iferire le norme dnte dall'Ufficio Consulenza Ant1rr..ala.rica d ella III Armata per la cura uniforme dei rol~iti: uLa cura st prntlca nei Cot1>i. n~' Ue infe rm•·ri{• -ewutwlli d i C"'r po. nl'g-11 ospe.. dali 'CU Coi"PC> d'armata, ne-gùi o."J)t'dali di Int<>nch~n~a.. ere.. ron il metodo !'let:mente: <c Prev.lo ac<X!rtamento ùlagnostjco con l 'e10ame del l'n ngue. qunndo questo è pn~iblle, l'li procede a lla sommlnlstrazioue d el cbinlno, immediat:nmente, nel casi elle presentano qualche sintomo pemlcloso o an che ft>n<>nlt>ni d1 gravità, e alla fine d elJ'IIcce.';so febbrile, nei casi che Ulli sintomi non pre&'nta no. « La rommlnil'trn z.l one ~ l'('golata così: (( 1• Xe l c·Hsl dl perniciosa s i pm ticnno 4 lnlezloni intraruu$<'ol.ar1 di S(llu~r,lone di <'hln i.no, due ~<11('('f'~t'-in'. di IUI'Z7,<l grammo l'unn. E> a ltre ò.ue !mCC(>.<:.<:Ive, rmre d t m~~r,r.o p:rammo, alla distanza di 1lu€' ore 'Jalle prlm"'. Di Mlito lt> quattro lnlezloni (compl(•sRi\·runente due gramnù dl s.'! le dl chillli na) s l e.«ei!UOno ùue in una na-tica e due nE-ll'altra. ~ Il l'l ntomo p(' rn lcio.-~ nru1 ncc'(:'nna Il dl.le~unrl'l. si è llllttwlz7x'lti, dopo l'esame de Ue urine. n praticare- altre due lnlezioni a quuttro ore di dlstan7jl dallE> ul time. « L'jnie;done endovenosa si può praticare solo In condi?.lonl eccezlonnll di luogo e d! per.ronale. , u Nel giorno <SU~ivo, anche se .non persiste il sintomo pernlcloSlO, s1 pr<>COOe


SULL'ORGANIZZAZIONE! DgL SERVIZIO DI PROFILASSI CONTRO LA MALARIA, ECO.

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'

come nel. primo giorno; indi si somministra 11 chin.ino per altri cinque giorni alla dose di gr. 1,60 al giorno, con il metodo seguente: «a.) 6e 'DOn esiiste pll) febb.re, ~i sommlnlstrano due tabloldi con 11 caffè, tre oon il primo prusto e tre con Il seeondo pasto, in modo che nelle prime dodici ore vengano ingeriti gr. 1,60 di chinino; b) se permane aneora la febbre, la oomministrazlooe òell:a. do&' viene fatta ancora per Jn:Je~lone (tre iniezioni di n1euw g:rnmmo l'una, alla d·i stanza di due l'una dall'altra) fino all'apiressia, indi si COiltinua per bocca; c) se .si r)J>ete !'accesso, doÌ>o un certo i111tervallo, la son1minlstrazione della dose viene ravvicinata e invertita cosi: alla fine dell'a~'>SO (inizio del E~udore, o qururd<> questo manchi, declin:t7.:ione della tem'J)Cratura febbrile) si somministrano tre tiJ.bloidl; a due ore di distanw, altri tre tabloidi e ad nJ.tre due ore di distanza due tabl<>ldi in m~o che nello spaz.Io di 4 ore si ~Somministra la dose di grammi 1,60 di chinino. << I n seguito per H giorni, mnn<'Jt ogni aceeffilo dl febbre. si sommlllistrano quattro tabloi!d.i, due con 11 primo r11ucio e due con il secondo, poi si continua per due mesi la sommlnistrazione di due tltbloidi. sia che l'infermo rimaugn in ·zona ma.larlea, sta che venga a trovarsi lu ZOM indenne. SI intende che se ritorna la febbre, .si riprende la sOinmlni<~trazione come nel primi sei giorni. · ~In conclt1Sione la wmministrnzione c1l chinilJo, nelle dosi Prel>CI;itte, ha la durata minima ili giorni ottnnta. «Durante l'attacco pernicioso si mccomanòn J'uso d~ iniezioni ecdtanti e la ipodermoellsi In speciali oondlzlonl. Le Iniezioni d.l chinino deblbono e&9ere praticate in qualunque luogo s'inwi l'attacco pernicioso, nei reparti d:1 truppa, nei PQStl di medicazione, nelle &e?.ionl di Snnitfi. ecc. 2<> Nel ca\\'1 di infezione· ter?~narla, quartnnnria ed estivo-autunnale, siccome pratlcament.e nou si e~gue J)C,l' og-ni CII so l'esn me del Sllllgue. nè d'11ltra parte è opportu!lo attendere lo ~volgimento de.l tipo febbrile per pl'oce<lere alla curn, ~i consiglia un metOOo òi cura unlc-Q, che &i compie In tre periodi : cc 1° Perio<'w : cura intensiva con otto tabloicli quotidiani per seJ. giorni (due tabloldi con il caffè, t1-e con l1 primo r~mcio. tre ron il ~n<lo), 01Jpure, nel primi tre giorni, cou dooi r:nrvlclnnte e Invertite come :tlln l('ttern c); « 2<> Peri.odo: quattro tnbloid'i al f,>:iorno per H ;:dot1li (ùue con il r>rlmo rancio, due con Il secondo). « 3o Periodo: ÒU<' hlblnidi a l giorno per due me&!. « Se durante il 2<> ed il 3° periodo si ripeteva il'ae<.oes.c;o, si ritornava n!Ja somm!ni&trazlone delle ste-s.o;.e dosi adoperate nel primo periodo».

ore

''*'

La bontà del metodo potrà essere giudicata alla str~oua dei risul-

tati ottenuti, che saranno esposti nel successivo capitolo. III. -

RISULTATI OTI'ENUTI.

a) Delimitazione della zona malarica del Basso Tagliamento, del Basso Livenza, del Basso Piave - Reviviscenza di focolai malarici. Nel :1917, quando io entrai al semrizio del prof. Dionisi, i limiti della zo.na malari<:a, slabilitf con i R. Decreti del 1913 e 1914, erano rappresentati, nel terril>Orio tra il Piave e il vecchio confine, da una linea che, -partendo dal vecchio confine tra P almanova. e Strassoldo, seguiva la St.radalta fin p1·esso Codroi•po, indi raggiungeva il Tagliamento all'altezza di Camino di Codroipo, scendeva lungo il Taglia,mento fino alla linea ferroviaria Mestre-~rvignano, seguiva questa (sorpassandola di un po' a nord del Comune di Portogruaro, per includere Summaga} fino a San Donà d i Piave. Rimaneva perciò es-eluso dalla zona malarica il capoluogo dei comuni di Latisana, S. Michel e al Tagliamento,

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22

$ U LL'ORGAN IZZAZIO::" E OF; L SERVIZIO DI l'ROFILASSI CO:'iT(!O LA MALARIA, roe. \

Portogruaro, San Donà di Piave. Per ·consenso unanime dei medici di tutta la zona, i li miti stabiliti dai suddetti Decreti, quando noi en,. trammo in guerra, si dovevano considerare t.roppo ampi, in particola:r modo per il traLlo compreso fra Tagliamento e vecchio ('Onfine. Prescindendo dai Comuni di Codroipo, Bertiolo, Talmassons, Gonars, Castions di Strada, nei quali la malai"Ìa era scomparsa già da alcuni anni, gli altri Comuni di Varmo, l}ivignano, Toor, Pocenia, pur comprendendo nella loro circoscrizione terri tori palustri·, era.no riusciti a liberarsi quasi interamente dal malanno del paludismo. Rimaneva qualche focolaio dubbio nelle frazioni di Madrisio e Cannusio in Comune di VaNno, di Rivarotta in .COmune di Teor, di Paradiso in Comune di Pocenia. Aggiungasi che nei centri abitati lungo la linea fer·roviaria, quali Torre Zuino , San ·Giorgio di Nogaro, Muzzana, Palazzolo, Latisana, •Portogruaro, San Donà di P iavo, la malaria non destava alcuna preoccupaz ione nel 1915. Per portare un esempio, ricorderò che nella stagione endemica di quell'anno, io mi trovai a far servizio in un ospedale da campo in S. Gior·gio di Nogat·o e non ebbi occasione d i osservare alcun <:<lSO di infezione malarica, sicuramente contratta nel capoluogo, tra gli uomini di truppa dell'Ospedale, per cui tu tto ·concorreva a fa r c1·edm·e che, in quel t-erritorio, la zona malarica fosse situa ta a sud della ferrovia S. Giorgio-Gervignano. Nel 1916 le cose mutarono: quattro uomini di truppa, su circa 60 che ne contava l'Ospedale, <'addero m alati di malaria: due di terzana primaverile, uno di quartana, uno di estivo-autunnale. Prevengo che in. S. Giorgio dj Nogaro nel 1916 non si fa ceva. la profilassi antimalarica. Nel 1917 si ~bbe u na diffusio ne notevolissima del male fra i molti ufficiah e la truppa di S . Giorgio di Nogaro, divenuto la t·esidenza di un alto Comando. Lo sh~sso fallo era avvenuto negli altri paesi: ripor terò alcune cifr~. · A Muzzan a, nel settembre 1917, io feci prelevare dal soldato distributore del chi nino alla popolazione borghese il sangue di un cert.O numero di presunti malarici e 1o risultati ottenuti sono riassunti nel quadro seguente. Esami di sangue eseguiti per la popolazione civile di Muzzana. :::::> ~:l Cl()

Rcpettl positivi

-t:S f!2

ETÀ

Specie d cl parasslt.n

"5 8'"

z<>

Numero

P crcen-

38

29

76,3%

19

26

59 %

8

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tuule

P J. \ive.x l Pl. !')alnru1e

'Per l rngazzi tU età Interiore al 12 anni •

..

-

Lavorante. mal arino

lO

l Per gli a<lul tl di nmbo i sessi

4-l

l ..

1

17


23

SÙLI/ORGANIZZAZlONP. DEL SERVIZIO DI PROFILASSI CONTRO LA MALARL\, ECC.

Se si pensa. che il Capoluogo del Comune di Muzzana,, a cui ap-

partenevano Lutti questi ma.larici caduLi sotto la mia osservazione, contava circa 1000 abitanti, r isulta evidente che l'infezione malarica in esso, nel·la stagione estivo-autunnale del 1917, era divenuta. estremamente grave. Da Torsa mi furono inviati ci.nque strisci d' sangue, prelevat.o da to QuADRO. -

Accertamenti eseguiti nel 1917 per militari accantonati In varie località della if)na del basso Tagli amen t o .

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Reperti poelt!vl

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... Nuz"'"' 8 mero

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Tone Zu!uo ....

. llion no Lagn M re o

Carlino . . .

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Volpares (Comune di Pala.zzolo) . • . . .

Paesi del Basso Stella (Precenicco, Piancada. Pescorola TI· tlano) . . . . . . .

Pertegadn (sul T u(flia·

mento)

. . ....

'

Bevazzana (sul Taglia· mento)

. .....

l l

Spoole del parassita

<> ~ ~

ME SE

LOCALITÀ

:l _~

.

Perccu· tuale

•1vax

Pl.

l

P J. ma· Laverania

l!trlae

-

malariae

l

.,.

Agosto

79

67

72 %

32

Sctte1_ll bro

114

96

64 %

40

Luglio

32

13

40,6 ~~

6

-

7

Agosto

Il

8

72%

l .

-

6

Agosto

6~

38

59,5%

16

22

&ttembre

63

46

73 %

IO

-

Luglio

9

6

66 0101

3

3

72,5 %

:;

24

73.3 ~o

4

-

l

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56

26

Settembre

<A

O

29

Ottobre

30

22

Da( Marzo al Giugno

31

18

58%

16

-

3

Luglio

16

13

81 ~~

12

-

l

Agosto

8

4

GO%

2

Settembre

7

2

68%

-

Dal Marzo al Giugno

27

11

40,7 %

lO

Luglio

19

lS

68%

Agosto

20

12

Settembre

21

Ot tobre

8

l

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-

-

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4

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7

8~,6 ~{,

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6

persone suppost~ malariche ,e infett.ate presumibilmente nello stesso paese: quattro dimostrarono il pl asmodium vivax .

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SUU. 'OJlGANJZZAZlOND DEL SERVIZlO Dl PROrlLASSl CQl'TRO LA ~.U..IAlll.\ 1 ECC .

In Palazzolo constatai infezioni di terzana benigna ~ di quartana contratte nel capoluogo e un'infezione estivo-autunnale grave in un bambino di 20 mesi, che non era mai stato allontanato di là. I medici, che da pareochi anni ~··.ano avvezzi a trovare malarici solo tra gli operai e i contadini che andavano a lavorare verso la laguna, rimasero alquanto sorpresi nel vèdere ris01·gere l'infezione malarica grave nei caipoluoghi dei .Comuni. Finora io ho riferito soltanto su~ pochi esami di sangue fatti per i borghcsr, trascurando quelli, ben più numerosi, eseguiti per i militari, poiehè, essendo il soldato costretto a frequenti spostament.i, è spesso difficile poter dire dove ha contratta l'infezione mala.rica. Tuttavia vi furono dei Corpi che, per il loro speciale servizio, soggiornarono nello stesso luogo dall'estate 1915 all'autunno del 1917 e i repert.i degli esami del sangue eseguiti per quei Corpi possono valere per giudicare della gr.avit.à dell'infezione nei vari paesi. (Quadr·o 1°). P er le lcc al ità com9rt>-Se fra T agi iamento e Livenza, a sud della ferrovia, escluso l'abitato di Porwgruaro, ho pochi dati. Gli esami fatti in quei mala.rici che avevano contratto l'infezione prestando servizio in delta zona, furono nei mesi di settembre e ottobre n. 10, con reperti positivi: n. 8, dei quali di terzana. primaverile: n. 1; di eslivO-autunnale: n . 6; di forme miste di esti·v o-autunnale e terzana primaverile n. 1. Per le località d ella riva sinistra del Piave i dati da me ra\:colti dimostrano che la malaria era si<'lta. domata in quelle zone di recenoo bonifica lungo il fiume, flno a Revedoli . Difatti in questo pae.sello, i·Ìruportant~ per la navigazione ]agunare, risiedevano alcuni cavalleggeri, che avevano un servizio locale, ed altri militari· del genio treno, oh~ guidavano i cavalli, destinati a trainare i burchi, dalle conche sul Piave fino a Br1an. L'ii agosto 1917 visitai accuratamenoo i militari addetti al servizio locale e non ne trovai alcuno .che potesse destare il sospetto di essere un ma.larico. Numerosi malarici> Invece ~onstatai nel distaccamento del Genio, che faceva servizio lungo il canale fino a Brian, e fra di essi un semilunare, con il più abbondante reperto di semilune che io abbia. visto nel 1917. Un'allru. località palustre dalla quale la malaria era scomparsa, si trovava nel Comune di Ronchis e più precisa.mente nella frazione d'i Fraforeano, addossata al Tagliamento e coltivata in gran parte a risaia. Alla fin e del .maggio 1917 visitai i bimbi delle famiglie di due gruppi di case, Rivagrande e Belvedere. Nessuno di quei numerosi bimbi presentava tumore di milza e gli esami di sangue fatti• dettero risultato negativo. Questa constatazione acquista maggior valore per il fatto che le famiglie di Rivagra.nde 'si erano stabilite là. da \:irca quattro anni e provenivano dai Oolli vicentini, indenni da malaria. Concludendo, alla fin e dell'endt•mia estivo-autunnale del 1917 si poteva oonsider.a.re com~ limite settentrionale d ella zona .ma.lari<:a, compresa fra il Basso Piave Nu ovo e il Ve..-l'hio confine, la linea ferroviaria Mestre-Cervignano, escluso i] centro dell 'abitato di Latisana e Porlo


'

SULL'OBGdlZZAZI OND DEL SERVIZIO DI PROFILASSI OO.NTRQ L A

:M.H~\111.\, ECC.

25

gruaro. Qualche focolaio di malaria lieve rimaneva ancora a nord di detta linea, lu·n go lo stradone fra Torre Zuino e Bagnaria Arsa, nei pressi. di Porpetto, a Corniolo, a Pampaluna, a Pa;radiso, a Torsa, a Ri.v arotta. a Sella , a 'Madrisio, a Cannusio. Come risulta dai numerosi · esami di .s angue fatt.i per la popolazione civile e per i militari, il territorio a sud della ferrovia S. Ix.mà.-Cervignano doveva conside rarsi zona di malaria .grave, poichè dovunque predomJnava l'infezione estivo-autunnale . Per eerti paesi come Marano, Bevazzana, s i può dire con certezza che già fin dall' inizio dell'endemia , cioè nel mese di luglio, predominava l'estivo-autunnale e ~he nei mesi successivi· era probabilmente l'~unica infezione che si contraeva in quei luoghi. _ .b) Bonifica invernale e primaverile dei mJalar-ici - Cur(Jl delle reci flive. - Nella stagione pr eepidemica del 1917, nella zona a me affidata, per circostanze indipendenti dalla volontà di chi era preposto al servizio antimalarico, non si potè compiere la bonifica d i tutti i malarici e la vigilanza fu rivolta alla -cura s crupolosa dei r-ecidivi , presso i Corpi e negli Ospedali specializzati. .Se lo scopo precipuo a cui mira la profilassi' antimalarica nel periodo preepidemico è l'applica.z ion~ di ogni mezzo per evitare le recidive, nel caso in -cui non s ia possibile attuare questo pt'Ogramma dobbiamo ritenere di somma importanza la cura delle recidive, nell'intento di li mitare l'aumento che esse por tano del deposito gametico, proprio in quel periodo in cui appaiono le prime generazioni· di anofeli alat.i. ·I risultati clinici del metodo di cura ad<>tt.at.o ed esposto dettagliatament.e nel capitolo precedente , fu·r ono molto soddisfacenti. Riferirò quelli di un Ospedale e di due Convalescenziari della mia Zona, che rac.coglievano H m aggior numero di malarici. Trimestre aprile-giugno 1917. - Ospedale- M iWar c di tappa di Portogruaro : Malarici n. 107. Ritornati ·ul Corpo guariti. n. 83, cioè 77,6 %,

dopo una degenza media di 19 g iorni . Degli altri' 24, ne furono inviati in ospedali territoriali 9, e in -convalescenziari di zona di guena 15. 'll ConvtJ'lescenziario di Suzzolins ricoverò 218 m alari-ci, dei quali 203, c iOè il 93 %, furono restitui ti ' al Corpo, i n grado di riprend ere il servizio, dopo una degenza media di g iorni 20; gli altri 15 furono trasfer iti in ospedali territoriali. Il Convalescenz·i ano di Paradiso ricoverò 197 mal ari ci , dei quali 100, cioè il 95 %, ritornarono al Corpo guariti, dopo una dege nza media di g,jonni 21; gli aUri 7 furono trasferiti fPCr continuare !·a cura. Riassumendo i dati esposti, si può dire c he dai Convalescenziari quasi tutti i malarici ritornavano al loro servizio d opo un breve periodo di cura. e dagli ospedali 4/5 ricuperavano l'idoneità con una degenza media di circa 20 giorni , corrispondente cioè alla durata del 1° e 2° periodo di bonifica. Da questi dati di fatto si può artguire con cert.ez.z.a. che H nostro metodo di cura delle r ecidive rispondeva ai fini proposti di difendere il ma.larioo. recidivo dai danni delf'infezione contratta negli anni precedenti, poichè se dopo una d egenza media di 20 giorni, il medico deliberava di dimett.erlo, è ovvio pensare che la cura avesse troncati g li ac-


26

SULL'OBG.t:-IIZZA.ZIOI\EJ DEL S ERViZIO 01 l'BO~'lLASSl COXTRO LA lfALARB, ECO.

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cessi fin dali 'inizio, e che J'orgc.tn ismo fosse rius6to a ripa·rare i danni dell'ane.mia in poche seLLimane e a raggiungere condizioni generali suffki eptemente buone. Nessuno oserebbe .affermare che quei malarici , dov'essere .ritenersi s icuramente guariti 'Clelia loro infezione, cioè •liberati anche dal pericolo di recidive a lungo intervallo, ma nessuno oserebbe negare il gran benefic io che si r eca ad un malarico, sottraendolo al danno delle ri~l u te e frequenti recidive. Noi non sappiamo, con precisione, quanto tempo possa durare nell'uomo l'infezione mala!'i.ca latente, ma sappiamo con certezza che non v'è da .preoccuparsi delle recic!Jive a lungo intervallo, per due ragioni: t• perchè la recidiva a lungo .intervallo noo è di solito perniciosa e ù1 rado s'accompagna a sin tomi di gravi·tà; 2• porchè le fot·mc parMsi la,r·ie (g.nmcti) , che siamo soliti trovare in circolo negli intervalli di apiressia di un malarico ben curato, non sono ane mizzanti. Il primo fatto è noto dall'espcrieny,a clinica secolare: il secondo è sLa.l.o ampiam{'nte dimostrato dal pi'Of- Dionisi, con le sue ricerche suil'anemia d ei malaJ'ÌOi. Ma v'è di più. Quando si ri~sce a impedire nei m-alari ci i l ripelcrsi frequente degli accessi, non solo si raggiunge l'intento ùi prof-<>ggere dai danni dell'infezione chi ne è colpito, ma s i com~ pie anche un'effi-cace opera profilattica, per la diminuzione del deposito gametico {;he ne consegue. I gameti dE:rivano da merowil-i, i quali, imrece di seguire la evoluzione dello schizonte fino alla schizogonia, s i diffel'enziano ·in form e sessuale, d 1e si moltiplicano per coniugazione nello slomaco delle y,anzurc . S·J s i evita il ripet-ersi d elle frequenti cariche pa.rassit.arie che determinano la rcddiva, si evitano al tempo stesso frcquent.i· poussécs di

gamet-i, e siccome noi sa.ppia'mo che i microgamctociti non circolano indefinitamente nel sangue periferico, ma già dopo una settimana dall'uHimo accesso son~ diminu iti , e scomparsi dopo quattro-cinque settimane (Dionisi), con la Ctlra efficace delle rec idive si diminuisce notevolmente il deposito gametico. ·Dura nte tutto il periodo pree-pidomico, non è raro trovare dei malarici con l'accesso fe-bbrile, i quali dichiarano di non aver mai sofferto, prima d'allora, accessi febbrili , pure avendo soggiornato nelle stag1oni estivo-autunnali precedenti in zona malarica. Sono questi quei casi di infezione che, dopo essere rimusta latente per molti mesi, esplode in primavera o all'inizio dell'estate, con grande sorpresa e spesso incredulità da parle d el malato. Certo per riconoscere cp1esLi casi come prime manif~stazioni febbrili di ·un malarico infetto da molti mesi, bisogna garantirsi di una certa perspi cacia di osservazione in chi fornisce le notizie anamnesbche. E' probabile che questa lunga latenza dell'infezione sia spesso dovuta alla profilassi chininica, fatta durante la stagione dell'enderma. Ricorderò il caso del sotto tenente automobilista C. M. di Bologna, che nell'a.uLunno 1916 aveYa. fatto servizio in Albania, sen:&a avere mai sofferto il più lieve mal essere. Asseriva di aver compiuto durante tutto il soggiorno nei pressi di Vallona una scru'polosa profilassi


• SULL'ORGANlZZAZlOND DEL SERVIZIO DI PRO~"IL.~ SSI COXTRO LA :\1.\LARit, t::CC.

27

chininica, oon due compresse quotidiane di chinino (4.0 centigrammi). Rimpatriato n~ll'inverno, e mandato a far servizio in zona montuosfl, nel settore di Plava, ebbe nel ma1·zo un primo accesso febbrile, cui non diede importanza: nell'aprile , trovandosi in Latisana, si ripetè un a ccesso febbi'ile con forte brivido. L'esamè del sangu~. allora falLo, dimostrò ·i·l plas1rwdium v-ivax . Rifer-isco qu.i questo c.aso per·-<.; hè la persona era degna d1 fede e aveva sempre vissuto in zona indenne da malaria, pni.ma d'andare in Alba:nia.: potrei moltiplicare g li-esempi, include ndovi la più parle di quelle infezioni di malaria primili:va, che spesso venivano d enunciate dai medic-,i d egli o~ped(Lli e d ei corpi nell'inverno e nella primavera. Un importante quesito che si presenta. a proposito delle recidive primaverili è la loro percentuale rispetto al nnmero dei rnalarici censiti. A questo rigillirdo i dati dei vari autori sono molto dissim ili, sicchè non si ha una guida sicura per la prev isione d elle possibili rec idive . In tempo d.i guer.r·a e im zona di guerra, l'Eserc-ito offt·e St<tr se opportunità per una diligente ossen raz ione . I dati da me rae.colti sono seguenti: Latisana Malarici ceu:;iti:232 - rec idive 93 cioè 40 % :M'arano » >> 76 n 19 » 25 % Precenicco >> » 48 >> 12 » 25 % VoJpa.res Torza ,, >> 92 - - >> 32 » :34,7 % Totale malarici censiti 448 - recidivi 156 cioè 34,8 o/o. Gli esami di sangue praticati nei recidivi dal marzo al giugno del i917 furono 158 con 61 ·reperti positivi, cioè 38,6 %, d ei quali 57 per il plasmodium vivax e 4 per l'estivo-autunnal e. QuesLi repert.i non harmo nulla di singolare, poichè tutt.e le osservazioni fat te finora dimosLrano che anche nelle zone di malaria grave, nella stagione preepidemica, la specie parassitaria predominante è H plasrrwdium vivax. c) Cura preventiv a. - Quando in una zona dL malaria g r·ave si è costretti a proteggere tdalla infezione una n umerosa eolletLiviLà. con . la sola profilassi chininica, l'organizzazione <iel ser'vizio di distribuzione del medicamento è un compito non sempre agevole. Nell'Esercito parve opportuna la scelta dell'ora d ei pasti perchè così si poteva combinare la distribuzione del rancio e del chinino in un momento in cui, per le norme della vita militare, .i soldati si trovano sem1we tiuniti, sotto la vigilanza. di un supel'iore . Aggiungasi inoltre, in favore d ell'opportunità della scelta, un argomento di indole mèdica, e cioè che la presenza di cibi nello stomaco attenua l'azione del chinino sulla mucosa gastrica e ne r allenta. l'assorbimento, rendendo così meno frequenti i disturbi a cari-co dqgli altri organi (quali la vertigine, la cefalea, ecc .) . In qualunque collellività, milita-re o borghe....c:e, il successo della cura preventiva chinini-ca, dipende, in gran parle, dalla personalità di chi è preposto alla distribuzione, al quale si richiede oon soltanto lo zelo tOOStant.e che deriva dalla convinzione della bontà del metodo, ma anche ·una certa influenza petsuasiva sui propri dipenden-ti•, di cui la


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t;U [.L'ORQ,\NJZZ.~Z10Nil DEL SER\'JZJO DI PHOFlLASSl CO::-ITRO LA !>!ALARlA, F;co.

maggior parte è sempre disposta a eludere le norme, o per pregiudizio, o per motivi in co nf~ssabili.. Si è trovato spesso qualcuno che si rifiutava di prendere il chinino, adducendo, le più volte di risentirne d isturbi gastrici·. Trattandosi di fenomeni subbiettivi, per giudicare del loro valore rea•le bisognava. an~ilutlo indagare sul ca1-attere del soldato. Io posso affern~are c-he nelle frequenti visite fatte ai Corpi, quando ero costrett" a decider·e se un soldato dovesse o no proseguire la cura preventiva c.hinini<:a, nonostante i disturbi gastrici che adduceva per interromperla, quasi sempre mi son trovato di fron t..e uno di quei militari che <:hiedono spesso la visita medica, accusando ora un male, ora un altro, senza riuscire mai a convin·ceret i suveriori della realtà dei loro mali. Quindi i fenomeni dolorosi gastrici non costituirono un argomento serio contro l'assuuzione quotidiana del chinino. La cefalea e i•l ronzio agli orecchi non sono fenomeni di g1·ande momento, anzitutto pPrchè spesso sono indi,pcndenti dal chi·n ino e sono sempre fugaci per la rapida eliminazione del medi('amento. In seguito a r kerche fatw , ho visto che se s1 prendono due compresse (ctgr. 40) di un sale di chinina verso mezzog iorno, al ma ttino s uccessivo la reazione dell'alcaloide nell'u rina !'\Compare. Siccome tanto la ce fal ea come la vert.ig inc diminuiscono <:ol diminuire del 'chinino circolante nel sangue, nei casi eccezionali in cui quei disturbi apparivano notevoli, si cons igliava di prendere tutta la dose profilaLtica di chinino poco prima dell'ora del riposo. Non sono mai caduti sotto la mia osservazione fenomeni gravi a carico dell'intestino, quali le ·diarree sanguinolente. A proposito de lle sindromi dissenteriche, attl'ibui te qualche volta al chinino, non bisogna d·ime nti('are che le zone malariche (quella del Basso Tagliamento in particolar modo) sono spesso infestate dalla dissenteria, per cui si può essere indotti ad attribuire al chinino quel che è dovul.o ad altro male. Rico1·derò quì ,che la dissente ria che accompagna così spesso nei mesi estivi gli Eserciti in camp.a.gna, mi !parve una regione insufficie.nte per sospendere la cura preve ntiva chi·nin~ca, non .:~;vendo constatato mai l'aggravarsi d ei fenomeni dissenter>ici in t~·n co.rpo di circa 2000 uomini, ~n zona di maJ,a ria g rave, a Volpares, oolpito nel 1917 d a una lieve, benchè diffusiss~ma, epidemia dissenteri·ca. Con una certa fr€(Juenza, s i presentano fenomeni vaoomotori, sotoo l'influenza del frE-ddo. Tali fenomeni, locahzzati alle mani ed ai piedi , sono f·ugaci e si manifestano per lo più nelle prime ore del matti no, quando s i è esposti all'azione del vento (in automobile, in treno) , quando ci si lava in acqua fresr.a, ecc. Dapprima si osserva un rossore della pelle, che s'accompagna ad un molesi.issimo prurito e qualche volta a gonfiore. Ho visto in me stesso, tenendo nel mese di agosto una mano immersa nell'arqun per porhi minuti , le dita .gonfiarsi a. tal segno da non poter più fl etterle fino a toccare con il polpastrello la palma. Anche quooti fenom eni s i dileguano rapidamente, senza lasciare alcun risentimento duraturo. Non è .capitato sotto la mia osservazione alcun caso di emoglotiinuria da chinino. La cu ra preventiva chininica, nel 1917, fu f~tta con

~


SULL'OROA.\' HZZ,\ZIO::m DEI. SF.RVfZIO 01 PROFILASSI CO:'I'rRO LA ~lAI.ARIA, ECC.

29

40 ctgr. e solo eccezionalment-e in qualche luogo, come a Marano, nel mese di· agosto, la dose profilatt.ica fu portata a 60 ctgr. Le truppe della zona malarica, la cui sorveglianza era stwta a me affidata, ammontavano a circa 9000 uomini. (Nel compu to di queste truppe io tengo conto soltanto di quelle dislocate nelle località a sud d-ella linea ferroviaria Mestre-Cervignano, cioè nella zona di malaria. grave). Di questi 0000 uomini, i7TI presentarono accessi febbrili , giudicati ma.J.arici da me o dal m edico del Corpo. Gl i accertamenti con l'esame del sangue furono eseguiti in parte nel Laboratorio dell'ospedale di tappa in Latisana, dove io risiedevo, in parte nel Laboratorio batteriologico di S. Giorgio di Noga.ro, diretto dal cap. medico dott. Vaglio. Debbo alla cortesia di q·uel coll ega i·l ris ultato di '1:89 accertamenti fatti nel trimestre luglio-settembre per le truppe d·islocat.e a S. Giorgio di Nogaro e dintorni. -:; ..,

:: -~

...."' Labora,torfo batteriologi~ eli S. GIO!VIO di Noga1·o (Cupitano Vaglio)

489

Laboratorio batteriologico O· speda.le Tappa. di JA\tlsa.na <Cnpltnno &hiassij)

844

Reperti positivi pero()ntue. le

Numero

202

l

S pecie del paro.sflltll. P!. '1-lvnx

l

maf;;_lae

Lnveran.la mnlarlnc

'

41.3 %

130

65,7%

231

-

72

l 555

3

821

Riassumendo, dei i7TI malari ci dèlla mia zon.a., 757 furono accertati .c.on l'esame del sangue. ' La <profilassi e.hinini.ca si fae.e-va dovunq ue, con mag.gjore o minore t5Crupolo. La percentuale dei colpiti su 0000 soldati profilassati, in zona di malaria grave, risulta così del i9 %.

Se si considera questa percentuale dei malarici rispetto la cifra globale <lei profilassati, il risu-ltato potreb'be parere mediocre e costituire un argomento poco favorevole alla bontà del metodo; ma se si prendono in esame i Reparti, poco numerosi, nei quali era pOssibile una scrupolosa sorveglianza da parte degli Ufficiali, i r isultati appaiono sorprendenti. Così, ad es., nell'~fficina del Genio lagunare di Marano, diretta dal ten. ing. Amalio, in cui io ebbi la certezza che le wrme -per la cu ra preventiva erano applicate con il massimo rigore, nel mese di· agosto del H117, di 86 soldati, due soli ebbero accessi fe'bbrili mala.rici. Nello stesso luogo, che io prendo volentieri ad esempio, poichè, (come risulta dai dati esposti in un paragrafo precedente), doveva ritenersi uno dei più màlarici d ella zona, si trovavano pochi altri uomini delle truppe presidiarie, in tutt o i80 (compresi• quelli del genio lagunare). Di questi· 180 .militari furono colpiti da malaria, nella st agione estivo-autunnale 1917, ~oltanto 18, cioè il iO %, e dei 18 colpiti, 12 ammalarono nella


30

SULL"OK(;,\:\'IZZ.\ZIO:-IC D}:[. SERVIZfO DI PROFILASSI CO::\TRO LA .MAJ•.~RIA, ECC.

prima quindicina di luglio, quando io ebbi agio di constatare che la cura preventiva non er-a rigorosa, richiamando su ciò l'att-enzione degli l}ffidali, che da allora in poi, con diligenza esemplare, sorvegliarono la distribuzione de·l chinino. / A Picehi, presso il Tagliamento , fra Pertegad a e Ikvazzana, in mezzo alla paludt>, v'er·a. una sezione antiaerea d i 20 uomini, alloggiati in una bara~;ea. Di questi, due soli, dal luglio alla fine di ottobre i917, ebbero accessi malarici ed entrambi erano vecchi· malarici. Anche qui la profilassi chininica era fatta in modo esemplare. Lontano ci•rca 200 " metri dalla sezione ant.i:aer·ea, v'era un posto di guardia di c irca 20 cavalleggeri, non soggetti alla vigilanza continua di un ufficiale e dove ripetuw volte constatai ch e, per negligenza, mancava il chinino e che perciò non si faceva la profilassi scrupolosa. Di questi 20 uomi·ni nessuno sfuggì alla malaria. I due risultati, che ho voluto esporl'e in dettaglio, a mio avviso si debbono r·itenere di valore veramen~A:l probativo per l'efficacia della cura J})reventiva chininica, poi.chè dimostrano come ·le truppe possano soggiomare in zona intensamente malarica durante l'endemia, senza grave danno, anche quando sono <X>st.rette a dormire in bar-acch e sprovviste di· protezione niec{'an ira. Se si tien conto poi della scaltrezza oon cui qualche soldato cercava di non ingeri:re il chinino, la percentuale del iO % dei colpi ti in profilassati delle zone di malaria più grave e d el 19 % in tutta la zona del Basso Tagli.arnento, mi sembra costituire un buon successo della cura preventiva chininica. , d) Diag1wsi clinica e diagnosi coll'esame microscopico del sangue: 1.) /frnrportanza dell'arcertamenlo con l'esame del sangue. - Chi si: è Lrovato nell'opportunità di ~servare numerosi rnalarici nella. stagione dell'ende mia, è r imasto .s orpreso da certe forme subdole dell'infezione, che senz.a g.i ungere alle m a nifestazioni consuet-e della malattia (accesso febbrile), producono p erò tutti i danni di questa. Ricorderò il c:.aso dE-l soldato C .... , di Marano Lagunare. Era un uomo addetto a m1 servizio di nessu n pericolo, preoccupato soltant-o della s ua salut-e e perciò scrupoloso nella profilassi. Nella prima settimana del luglio, essendo io c apitato nel suo repart-o per una delle consuete visite, si presentò a me dicendo di sentirsi debole, senza ·saperne le cause. Osservandolo rilevai ch'era un po', pallido e dopo essermi assieurato che non aveva avuto ac~essi febbrili, non gli consigliai alcuna cura, però lo avvertii di misurarsi la temperatura almeno d ue volte al g iorno, l:a mattina e la ser a. Rii.ornat.o dopo 8 giorni a Marano, con sorpresa lo trovai notevolmt'nte dimagrato, molto pallido e con una tinta lievemente itter ica delle congiuntive. I fenomeni subbiettivi si erano aggravati: la temperatura verso sera e ra stata. quasi sempre sub-febbrile, non superando i 38°. La. milza d ebordava di circa 2 dita dall'arco costale. Esaminai subito il sangue e trovai qualche plasmodio di forma anulare, senza pigmento: l'emazia parassitifera non i·n grand·il:a nè scolorita. Iniziai subito una intensa cura chininica, cui assoeiai poco dopo l'arsenico: la febbre scomparve e in poche settimane 1'infermo ricuperò la salute. Nel caso sopra esposto l'infezione aveva condott-o a un rapido de-


SO LL'ORGAl'ilZUZlO:"\H IlEI. St:R>l :ciO DI l'ROI'IL.~SI\1 CO:'ITRO LA M .\1 . \ltl.l , t:OC .

31

\

cadimento qelle condizioni di nutrizione e all'anemia, senza quelle manifestazioni febbrili che oogllono esser e il segno clinico più importa nte d ella. malattia. Il tumore (h milza, l'anemia grave, possono apparire adunque a poco a poco senza l'accesso febbrile vero e Pt'Oprio, tanto che la febbre sfugge all'osservazione dell'infermo. Si sa che l'acl.:esso è legato non solo alla moltiplicazione dei parassiti, ma anche .alla carica di essi, per cui è lecito supporre che nel caso in questione, se la cura preventiva chinini-ca non era riuicita a impedire la infezione e nemme no l:a. malatt-ia, nelle sue manifestazioni dell'anemia e del tumore di milza, era valsa però a tener bassa la carica parassitaria, che basLava a dare l'anemia, ma non a produrre un vero accesso febbrile . L'esame del sangue chiarì la natura del male. M a anche a prescindere dall:a. difficoltà della. diagnosi clinica, la distinzione della spe-cie parassitaria, mediante l'esame del sangue, è di grande importanza dal punto di vista terapeuLico, poichè è ovvio <:he un'in.fezione di estivo-autunnale può esigere un trat.~a ll're nto diverso da un'infezione di t erzana primaverile. P er queste due considerazioni fondamentali si ritenne di dover ricon ere all'accertamento diagnostico con l'esame del sangue nel maggior numero possibile dei casi. 2.) Risultat·i degli esarnti del sangue. - Prf:met.to che io non. avevo l'opportunità di far la presa, della quale incari0avo quasi sempt·e il caporale aiutante di sanità, opportunament-e istruito a togliere la goccia del .sangue dal polpastrello di un dito ai soldati del proprio repar·to che pr€sentassero febbre. Ho già ricordato in altro paragrafo i risultati degli accertamenti compiuti durante il per·iodo preepidemico, cioè dal mu.ggio all!i. ::;ecoudH. quindicina di giug uo. Mi occuperò lfUi esclus iva-

me noo dègli accertame nti fat.ti durante l'endemia estivo-autunnal e, fino al 26 ottobre. Gli strisci sottili fissati per 6-10 m inuti, in una miscela a parti uguali di alcool ed etere, erano colorati per 20 minuti in una soluzione di Giemsa (una goccia -per ogni centime tro cubico di acqua), preparata dal dottor Monti di Pavia e messo in vendita dalla farmacia Ghisio, pure di Pavia. 2o Q u ADRO. - Accertamenti eseguiti presso l Corpi per l m i li t ari della z ona de l Bass o Tagliam e nto . Numero MESE

Specie del parae~jlta

Reperti positivi

dcg)j

ncoor· tnmentl

Numero

P er· centunle

Luglio .

lOS

62

67.3 '}~

~5

A&osto.

~l

l-H

60

~'o

71

Settembre.

87~

254

68

%

1!8

l

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.

122

95

77.8 ~~

17

2

76

su

5~5

65.7 %

231

3

321

Ottobre

Totale .

Plasmcdium Pl48moài um Lavet'On\a tl!t>aZ nwlarllu mdlariae

-

17 73


32

SU LL'OilGANIZZAZIONil DEL Sf:RVIZlO DI PROFILASSI CONTRO LA MALARIA, ECO.

3° Q UADRO. -

.

Luglio .

Reper ti positivi

Numero degli aooer· tamentl

MESE

·.•

Accertamenti eseguiti per la popolazione borghese dellltzona del Basso Tagliamento.

4.7

Per· ~

Numero

centualo

11

26.5%

•

Specie del parassita

'

Plasnwdium PIMmodiunl Laverania viva% ma la~ malar1at

11

-

20

9

2

Agosto .

68

81

5$.4. o/c>-

Settembre .

98

61

65.5 %

23

3

35

32

17

68 .1 %

6

-

11

22~

120

52

49

3

68

Ottobre

.

,

'

Totale .

.

l

.,,., l

Accertàmentl eseg~itl per l militari malarlcl ricoverati negli Ospedali da campo N. 012 e N. 0128.

40 Q uADRO. -

MESE

. . ~sto. Set tembre . . Ottobre . Luglio .

Totale .

5° QuADRO. -

Report1 positivi Numero

20

16

80

%

16

-

l

168

108

71.2%

75

-

38

131

92

70

50

-

42

-

-

-

-

-

304

216

71.3%,

HO

-

l

Per· ooutual,e

Plasmodiu"' Plasmodium Laverania VÌVO.'t malàriae malariae

0/

""

-

- -76

Riassunto degli accertamenti fatti durante l'endemia del 1917. llilperti positivi

Specie del parassita

l

Plasmod~um Plasnwdium Laverania

Numero degli ucoo.r · tameutl

Nwnero

Per l militari preSBo t Corpi dctla zona Basso TaglJamento

84'

555

65.7%

Per l a popola.zl.one borghese della zona Basso Tag&mento

225

120

62

Per 1 mil1tarl :malarlcl r!oo vera.tl uegll Ospedali da campo N. 012 e N. 0128 •

304

216

1873

891

Totale .•

Specie del parassita

Numero deglt aooer· tamentl

Per· oentuale

Vivax

l

malariae

l

malariae

231

3

321

49

8

68

7J..3%

14.0

-

76

64..8 %

420

6

465

%

-


SULL'ORG.,~JZZ!ZIONB Dt:J, SERVIZlO DI PROFIUSSI CONTRO L A KALARIA, ECC.

3l

Come risulta dai dati espOsti ne i vari quadri, la. percentuale ·dei reperti ·positi·v i negl.i adulti della popolazione bo1-ghese è notevolment~ inferiore a quella ottenuta nei miliLari presso i corpi e nei luoghi di eura, e ciò è di·peso sopra.tutto d wlla mallJC8.nz.a d ella opportun ità, per i borghesi, di far la presa durante l'accesso, o poco dopo. InoJt.re è da notare -che la stessa per-centuale varia molto col variare d ell'età . Le ragioni della diversità dei r eperti , in r.apporl<> con l'età, sono le ::eguenti : t• l'infuenza d ella c ura. Nelle zone mala riche gli adulti, non appena sono colpiti dalla febbre, riconono subito al chinino, prendendone all.:... volte dosi molto elevate ; pe r contro mollo parsimoniosi sono i parenti nel dare il chinino ai bambini, per paura di nuocere ; z• .Ja .mancanza nei bambini di una certa immunità acquisita · dagli adulti della zona rnalarica, per cui si spie-ga come sia frequen~ 1 trovare nei biimbini notevoli ~ric he parassita rie . Accertamenti eseguiti per la popolazione borghese, distinti In rapporto all'età del malarlçi,

s o QuADRO. -

Reperti posith~J

ETÀ

Bambiol di età lntc· rlorc al 12 anui • .

..

l

P/runwdium P!Mmodium Laoera..ia t.'"iVllX malariae malariae

tatt.i

NurueTo

Per· centualo

80

50

62 .6 ~{,

28

l

H5

70

48.2%

25

2

R agazzi oltre 112 anni e adulti d'am bo l seflBI • • • • • •

Specie dcll· lntezlone

.

Esa111i

l

21

43

Si· potrebbe obbi ettare c he la percentuale minore dei reperti positi-vi per gli adulti è dovuta alla specie dell'infezione, essendo nolo che i parassiti dell'estivo-autunnale, se si eccettuano i casi di perniciosa, appaiono nel sangue periferico in minor numero che quelli di Lerzana primaverile. Questo argomento, al quale non si può disconoscere un grande :valore, non deve però ritenersi come 1'-unica cagione del minor numero tli reper ti posit.ivi negli· aduUi, :poiché nel quadro n. 2 noi vediamo come Ja percentuale negli adulti sia altissima (168% in set.tembre-77,8% in otLobre), proprio quando la cifra più elevata fra Je varie specie, d'i parassiti è queUa d eWestivo...a.utu-nnale. La percentuale più alta di reperti positiVIi si è ottenuta negli ospedali, sia per l'opportunità, di far quivi la presa durante l'accesso, sia per la predominanza de lle i·nfezioni da plasmod-ium vivax. Il predominio dell'infezione da plasmod·i um viva.x nei malar.ici ospedalizzati era in rapporto .c.on la dislocazione delle truppe. · Si è detto che i Corpi• d elle r etrovie, fra il vecchio confine e il Tar gliament-o, ~uravano i malarici nelle infermerie, per cui agli Ospedali affluivano i malariri delle truppe operanti, le quali , come risulterà dalla 3 - OWrnak di m~lici>I<J militare -

F0011c. I.


relazione del prof. Dionisi s ulla zona. mala.rica nel territorio delle operazioni , erano dislocate in luoghi dovo l'infezione estivo-auLunnnl.e non era dovunque prevalente. · Non fa d'uopo ora spen dere altre parole a dimostrazione dell'utilità dell'esame del sangue Pt'r ~u:cert:are la diagnosi di malaria. La per·cent.uale altissima del 64 ,8 °6 di rrperti positivi da me ottenuta, non ostante c he la maggior parte d elle infezioni fosse dovuta. all'estivo-autunnale., dimQStra come non abbi·a. J'ag ione di 6ussistere lo scetticismo di molli riguardo i ri sultati pratici -de.ll'esame del sangue nella malaria. · e) Cura dei malarir.i durante la sl(lgù:me d ell'n1dl!!min. - Il metodo di ru ra addotta.to i> stato ampiamente esp osto in un l'api lo lo w ecede11Lc. La via preferita per la somminislrazionc d el l' hinino fu qu ella ora le, usando le compre~se dt• lla Farmaci a Centl'ale Militare . E' diffuso il preconcetto che le (·omp re:;se abbiano una srarsa. effÌ!{'ar:ia, r1er la possibìlilit c he siano ~iminat e toll e fer i senza sdogl iersi. Nell'ottobre del j9J7 io volli -controllare qurslo f alt<>, esaminando quotidianamente le fec i dei malariri ricoverati all'infermeria presidiaria di Latisana e limitando la mia rkerca a qu<>lli che prendevan{) otto C'ompressu di chinino a l g iorno. Non una. sol volla rni fu dato di risrontrare n elle fec i <'Om]ìr·essc di chinino integre o fr·ammenti di not>(}vOl(> grandezza, per cui mt r.onvinsi co me d ebba ritenersi infondato il timore c he una parte notevole del ~ hinino de lle oompresse vada perduto. Tollo di mezw qu esto timore, la preferenza data alla. somrninistraz ione ora le e ra, s i può dire, imposta a nche d a lla ner·essità. di curare i mala!'if'i presso i loro Corpi, in località rtove non se mp r·e si trovava. pre.Sl'nte il medir·o. L'effk.cJ:ia d el metocio tcr-apeutico per le form e perniciose ris ulta. da questo semplice fatto che, non ostante il predominio dimost.rato <Y\ll l'esame d el sangue de ll 'infezione estivo-autunnal e, dei 1777 rnalarici della zona del Basso Tagliamento, n essuno a mia conoscenza morì di perniciosa. Una sol volta ebbi ()('<'a.sione di d enu nciare corn<> causa r!i morte la malaria pemiciosa. ' Si trattava del soldato P. Antonio d ella '1~ Compagn ia Presid iaria, <:<mcesso per i lavori agrrfo li m·lle campa.gne sulla destra del 1'agliamento. Questo soldato fu trovato nel pom()riggio del 5 ag-osto in un. fossato, lungo la slrada, in isl<tt.o l'Oma toso . P ortato aJl' infenncri:t vi morì poche ore dopo il suo in g res.c;o . L'ufficiale medico ('he gli prestò le pnme r ure, ·gl i fpr.e subito la presa del sangue ed io riscontrai un r·eperto positivo pe r l'estivo-auttmnal e. La necrOS<'O'pia fu eFe'g-u ila d al prof. Dionisi e co n nostra sorpresa rivelò, insi eme con un'infezione malarica recente, una m ening ite purulenta d'orig ine otitica, che rloveva ritenersi rome causa della m orte. Ho voh1to riferire questo caso verchè n ell e zone malari<'he non bisogna attribuire tutto alla mala\ia., il quale andazzo condu r·p spesso ad errori di diagnosi e a scettir.ismi ingiuslificati riguardo l'effii·acia Lera.peutica. Fra i 1777 malarici d ella mi:a. zona, non posso ron esattezza calcolare ll numero delle pern.iciose, poif hè in seguito aHa ritirata. d ell'olr tobre 1917 andarono perduti i registri dei malarici, che sì tenevano pres'50 le inferme rie. Però, siccome i medici erano soliti chiamarmi quando


., SU LL' ORGA:'I'IZZAZIOXt l Dt;l. l't:II\"IZIO DJ f'ROFI LASS I l"tl~TRO t:.~ .MA LAKLA, t:CC.

si presentavano occessi gravi di malaria, posso dire che io vidi pochissimi casi di malaria perniciosa e che furono tutti curali con iniezioni endomuscolari. Non ebbi mai occasione di ricorrere alle miezioni endovenose . 11 numero d egli ospedalizzati fu di 295 cioè del 16,6 ~~ . per cui, se non si vuoi credere che g li uffic iali medici addetti ai servizi dei varì Reparti fossero inumani verso i soldati a loro affidati, bis ogna riconoscere che il metodo di cura adottato , non solo v.a.lse a combattere le per niciose, ma anche permise ai malarici di rifarsi r apidamente dei danni d egli accessi e di rimanet·e così presso il proprio Reparto, tralasciando il servizio solo per i pocht giorni del primo periodo di cura.

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CLlNlCA DERMO~IFILOPATICA DELLA ·R. UNIVERSITÀ DI CAGLIARI

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diretta. dal p t'Of. A. SERRA

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L'Autolesionismo lll Dermosifilopatica p er il dott . Bernardino Matta. sottoten onte m edico, assistente

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Il contributo che alla medicina di guerra ha dato l'autolesionismo è stato tutt'altro che indifferent-e. Ogni branca del campo medico ha avuto il suo ,posto più o meno importante in fatto di manovre autolesionistiche; i simulatori e i provocatot·i di malattia hanno sfilato numerosi dinanzi alla patologia di qualunque organo. La d èrmatoldgia, però è stata forse quella che il soldato, d esidero:)() di sottrat-si ai d isagi e ai pericoli d ella vita mililat·e e d el campo, ha avuto, per così dire, a maggior portata di mano. La. cute veniva scelta come quella parte che, potendo causare quadri mor·bosi di poca t'ntità , ma nello stesso tempo evidenti per s in tomi obbie.ttivi, poteva dis togliere il soldato da una partenza per i1 fr<>nte, da un'azione ·immin e nt~ : nonostante questo, n on mancano i casi d i quei disgraziati che faeendo uso della loro cuti} come Ja parte creduta più innocua negli e ffetti , andarono invece soggetti a. disastrose conseguenze in altre funzioni, come quella di una mano, di un braccio, di una gamba . Forse questi nella loro incoscienza, erano vittime ~di ig nobili mesti erAnli, che si wbbassarono a misere srecula.zioni durante il pericolo della guerra, su c.hi. aveva lo spauracchio di servire la Patria. In Sardegna fu nel 1916 impiantato un r eparto esclusivo per autolesionisti, nell'Ospedale militare di Cagliari ; funzionò nei. primi tempi come un reparto misto .per tutte le forme di pet·tinenza della chi rurgia, m edicina, d ermatologia, oculistica , ecc., e solo nei primi mesi del 1917, quando le forme cutanee -provocate andarono aumentando di numero

•


:16

e nei tipi, si pensò a formare un reparto speciale per queste stesse forme, e ne venne affidata la direzione al prof. Alberto Serra, allora maggiore médico, e direttore del Répa.rto dermosifilopatico dell'Ospedale militare principale di Cagliari, alle cui dipendenze ebbi sin d'allora la fortuna di trovarmi e sotto la cui intelligen'e guida potei seguire quelle osservazioni di autolesionismo cutaneo che mi propongo di riassumere in questa breve nota. Poichè hodet.to che venne impiantato un Reparto per autolesionisti in Sardegna, .potrebbe sembrare che ad esso abbiano affluito esclusivamente Sardi e cl1 e quindi anche in Sardogna, abbia attecchito la. triste piaga, c he purtroppo prosperò rigogliosa in molte regioni d'It..alia.. Se que:;ta può appari~ come prima impressione, i n realtà., senza escludere che anche i soldati sardi sono s tati t·ontaminati dall a piaga dell'autoles ionismo, la. massima pat•lè dei casi (la. noi osservati si riferiscono a miliLari delle altr~ r•>gioni italiane. E s i traUava di individui con manifestazioni cronicizzate, invia.li in Sardegna per chè vive ndo in un clima morale più sano, le autoriti\ speravano, oltre ehe in ·quello fisi co, in un risanamento moral e; e ancora di individui C]ui residenti e di !Passeggera guar n igione, che si eont,a:minavano nell'attesa di pa rtene.c per il fronte. Altri ha forse studiato o s tudierà dal lato psicologico l'aut.olesionismo, quec;ta malattia della paura e della viltà, come sarebbe il!tcressan~c, se pure non facile, valutarne, dal punto di vista. medico-legale, gli elementi di responsabilità e di imputabilità. A me è sufficiente rilevare lo scarso rontributo dato d ai soldati sardi, che va ri'Cercato in coeffireenti atav tci di razza e in quel sereno moralismo regionale, per cui principio di dovere vale spesso coraggio e virtù di sacrificio senza jattanza, per cui si copra di ridicolo e di disprezzo chi teme o paventa la prova in cui l'uomo si misura. E' per questo fondamento, che altri dirà di semplicisrrw morale, che l'autolesionismo si ritrova nel tempo di comparsa in Sar·dcgna di quei maestri del mestiere, dei com.pa>gni d'arme esperti e felici di poter simulare con cui vennero a contat!.Q. H lesionismo dermatologico, però, non è nato eon la guerra. Già prima di essa , il Rivana, rivolgendo l'attenzione ai simul&tori e provocatori dì malattie, s pecie nel t::ampo della derma!.Qlogia, in tema di infortuni sul lavoro; rilevava ad un tempo la faailìtà con cui queste forme andavano ripelendos.i e le manchevolezza esistenti nella l,ett.eratura. medica . Durante la guerra non mancarono però degli studi importanti sulle dermatosi procurate: vi furono di quelli (Rivalta) che trat't arono queste forme non del tutto nuove, ma che presentavano d ei lati addirittura nuovi, .cta un punto dlì visla generale esponendo quei criteri forniti € dall'anamnesi e da un esame acc urato . sia. fisico che psichico, i quali potevano aigevolare se non addirittura stabilire una diagnosi esatta. di arlificrosità. Altri (Daccò, · Rivalta, Ascarelli, Carruocio, Biondi , ecc. ) descrissero diversi tipi di dermatosi procurate fissando per ciascuna quei caratteri obbiettiv~ che le distinguevano da forme spontanee, che pur presentando gli stessi elementi morfologir. i non potevano sus.sistere per un com plcs~o eli note proprie ed esclusive, mancanti invoce in que lle forme procurate. Lo st.udio del Daccò è forse il più importante,


37 oome quello che ha inf{uadrato i dive rs i tipi di les ioni d e rmalologi<:he

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procurate e osservate <:lurante. qua.<;i tutto il periodo della gu erra. lo mi son servito nell'espos izione delle nostre osservazioni dello schema seguito da questo autore, aggiungendo qualche form a, come la cellulo-dermite da autnt:.ontusione, che i l Daccò non ha trattato. I oasi di <:lermatos i procurate osservate nel nostro Reparto ;ascendono a ci·rca 200 : 104 casi di derma tite proeurata, e precis amente 40 a tipo di eczema e 64 di dermatite bollosa, 32 casi di cellulo dermit.e da autoconius ione , ~ c a ~i di ede mi procurati, 4 di as('essi procurati, 2 di uoduli da iniezione <ii sostanze inassorbibili. A questi va agg iunto .un t·aso d1 simulata artralgia <:la sifilide . Descrive ndo .poi in particola!·e ciascuna di q\1este forme enuncia!J8, ho voluto far rileva1·e quelle particolarità che le hanno rese inte ressanti alla nostra osservazione e che ci hanno fatto pronunciare una diagnosi di provocazione di .malattia. i. Dermatite cczematijonnc . - Fu da noi osservata i n 40 casi sopratutto alla faocia, ma non ne andarono esenti neppure le altre parti d el corpo (orecchio, torace, scrolo, at·Li ). Caratteristico l'inil!;io improvviso: senza prodromi TI(~ locali nè gen erali si ave-vano imponenti manifestazioni che occupavano tratti più o meno estesi della cute secondo la regione presc.elta, costituite. da vescicole di grandezza varia da un grano di miglio a una lenbe e più, o isolate o confluenti o ricoprenti fittamente la cute in modo da darle un aspetto zigrinato. n fondo s u cui sorgevano queste v.esc icole era sempre arrossato, molto spesso ed ematoso. Alla faccia era evj.dente in genere la intenzione di simulare una ~resipela: all'orecc·hio un e czema da otorrea, allo &:rolo un eczema intertr i.ginoide, ag li arti inferiori eruzioni da artralgie più o meno immaginar ie. A. parte quei caratteri •generali che per tutti poteva offrire l'anamnesi, un esame completo d ell'individuo, ecc. ciascuna di quest-e localizzazioni poteva fa cilmente far scartare l'idea. della s pontaneità. Per l'eresipela mancavano i prodromi, i f.atli generali , il ce rcine periferico caratteristico, ecc. P er l'ecze ma da otorrea mancava serppre l'infezion e aecusata dall 'orer{;hio; per l'eczema in t.ertriginoide si vedeva110 risparmi ate delle zone come la piega inguino-scrotale, la parte posteriore d ello scroto sempre inte.ressato nella forma spontanea; per l'eruzione da· artralgie o ci si doveva astenere da un giudizio di provocazione nei casi in cui poLevamo e.ssere in presenza di una applicazione d i medic.amenti usati pe1· combattere l'affezione ~ edi ca accusata o, rn~ooa.ndo questa .possibilità, la diagnosi di lesione provocata doveva essere assoluta, poichè una. lesione reumatica, articolare , non è ma.i oapaoe dt pt·odYrre un'}mponente eruzione quale ci si presentava. Talora abbiamo osservato le vescicole con 1g1 i stessi caratteri già visti impiantarsi su cicatrici antiche o recenti. Degni di nota al cuni casi di· individui che, presentando sul cuoio eapelluto delle Qicatrici alopeciche da tigna favosa pregressa, vi avevano impiantato una d ermatite a tipo di oozema. La conferma d ella provocazione in un r aso di nostra osservaz.ione prima sospettata, ma non precisata nel dubbio di una eruzione da piogeni per poca igiene del cuoio capelluto, ci venne fornita.


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dal fatto che, ottenuta in pochi giorni la guarigione e licenziato il militare dal Reparto, dopo appena dodici ore ci si ripresentò con Wla dermatite avenLe tulti i caratteri deLla prima: di fronLe a. questo andame nto era doveroso non ammettere alcun dubbio sulla natura provocata della l<CSione. Nei nostri oasi la sostanza usata per la produzione di questa d ermatite era in -generb t'euforbia; si potè ciò constatare i n base a confessioni, a rinvenime nlu d cllC:l. soslanzC:l. addosso all'individuo. La gu arigione era abbastanza rapida e i metod i di cura mollo semplici: con l'applicazione di i mpac·~hi , d i pomate essicanti , in pochi giorni, potevamo veder ridurre certe manifestazioni cu tanc~ vistose e la cute riprenùere compl etament-e il suo aspetto normale. l 2. Dermatite bollosa. - Apparsa con maggior frequenza della prima (64 tasi), aveva wn essa comune l'inizio improvviso s u trat.ti di c ute dapprima còmplétamente sani. L'eruzione era costituita o da una sola bolla. di dive rsa g rand{)zza o da più l)OII e che o restavano isolate o andavano a confluire formando cosi degli ampi sollevamenti . Il t·onLenuto di queste b olle era in <principi11 siei'Osò, ma a.ndava s ubilo inlorbidandos i assum endo l'aspetto siero purule nlo. l casi da noi osservati avevano però " in genere un aspetto polimor1o: si potevano vedere delle boll e intelgre a cupola Lesa, allre a cupola aftlosc iata, altr·e ancora roLt.e con del liquido concretizzato attorno aù lembi di e pidennide che avevan costituito il sollevamento, e ch e mettevano centralmente allo scoperLo il derma arrossaLo. Era fa cile osservare anche degli eritemi in quei punti dove la sostanza irritante non aveva av uto nè il tempo nè la forza suffi ciente a costitu ire la bolla , come pure abbiamo visto d elle escare in qu ei punti dove l'azione vcscicatoria era s tata più prolungata e capace q uindi non solo di disorganizzare l'epid ermide, ma interessare anche il d erma. Varia anche per questo tipo eli d ermatite la localizzazion e, ma la prderenza era da ta ag li arti, co me le parti del t:Ol"J)) più ut il i ai servizi d el mi liLcu·e. Ai pi edi le b oUe venivano all ribui te o ad attriti dia scarpe, o a disidros i; ma no rt er·a cer·lo il caso di avvaìorare queste LAluse addotte alla spiegazione di c.erle eruzioni che occupavano anche gli spazi in le·rd~gitali nell 'alt.rito prodol.to dalll:l scarpe o di altre eruzioni ch e risparmiavano un arto, emno esen ti da fatti infiammatori e in cui, magal'i, si aveva. l'assenza d el s uùm·e, quantlo s i s:l!'eiJbe ùovuto trattare d i com un i dis idrosi. Alle gambe abbas tanza. comunemente veniva incol pato un pr-egresso congeìam ento : pur sapendo che vescicol e e bolle possono consegui l'e a un recente. congelam ento, risentendo allora la cute di s timoli anche legfgieri, -era però assurd o .poter pensare a una simi le etiologia quando la nu trizione, la funzi one dell'arto congelato anni prima erano integre e t.ali quindi da non poter dar luogo così facil mente a quell e boll e c he ci si presentavano in atto. Imbarazzanti dal punto di vista diagnostieo retrospettivo e finali sti co, erano indubbiamente quei casi in cui si avevano tutti i caratteri • d i una scottatura alla quale sti riferiva il paziente: non si poteva esclu-


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dere l'accidentalita, ma rimaneva però il dubbio della provocazione. In un caso, però, in cui una bolla localizzata al dorso del piede, veniva spiegata con l'applicazione di acqua calda per cura1·e un'abrasione, era giustificato ammettere l'autolesione in quanto non poteva concepirsi la formazione di una bolla su un tessuto disepitelizzato oltre l'assurdità della terapia anche .t>mpiri ea. I n un <:aso, delle bolle localizzate all 'omb~li-co venivano attribuite insi eme ad altre si~uate- nell'ipocondrio sinistro, ad attrito delle gibern e . Il g1udizio di provot azione scaturì ùalla consider·azione che se l'aUri lo su una superficie ossea, come appunto su le costole, possono provocar& un a bolla, questa e tiologia si diri)ostrava ina{'<'ettabile per le forme s imili ombelkal'. In qualche caso solamente queste eruzioni bollose erano prodotte da agenti chimici, quale la potassa caustica. Caratteristiche allora le pro pa-ggi n i stacca n tesi dalla bolla principale. prodotte dallo sgocciolamento d el liquido ver-so le parti d eclivi. In genere si trattava, anche per questa dermatos i, d ell'uso dei s uc{;hi d'erbe irritanti, per lo più ~uforbiacee: e consisteva nell 'applicaz.ione dei bulbi e delle fogli€ in una massa più compatta che per la deT'ITlatile a ti.po di ecooma e su un tratto di cute più vas~a. La guarigione era peraltro ra.pida e ottenuta ron mezzi semplici: impacchi e comuni pomate. Continuate manovre d E~II 'individuo non sempre colpibili ed evitabili infezioni secondarie, che PHr essendo molto facili in un eleme nto boll oso, specie se rotto, pot-evano anche far sospetta.r·e della loro orig ine, tròvandoci iQ9anzi a un pazit-nte di g ià compromesso, ne rilal'da.vano ·il decorso eurativo. 3. Dermite provocata. - Quando il vescicatorio agiva su uno stesso punto e a diverse riprese, non solo veniva. intaccata l'epide1·mide, ma si aYeva anche una distruzione del corion sottostante. In un c.aso di nostra osservazione avevamo su un piede ede matoso una piaga cireondata tutto attorno da boll e : lutto questo quadro era aUri,buito ad un pregresso r·<Jngelam ento. SparHe le bolle, s i }.Jratìcò 1.1r1 apparerchio gessato col quale scomparve l'ede ma e cic atrizzò la piaga, ma, tolto l'apparecchio, e-dema e piaga r icomparver<> in b1·eve tempo. Di fronte a quest'andamen to la natura provorat.a. non lasciava più alc un dubbio. Anche qui era molto fa cile una infezione secondaria che protraeva una completa 7eslitutiv ad -intrgru-m della. tesione la quale . assume ndo talvolta in questi casi una foT'ITla torpida spiet ata, pot.eva avere bisogno anche di mezzi chirurgici c he risvegliassero i processi riparativi.

1. Cellulo rft:nnite da auloconl?tsione . - Era '()Onosciuta da diversi anni, prima che sroppiasse l'ultima g uerra, come una forma morbosa frequente fra operai infortunati, ma venne ignorata e confusa con forme snont.a.nee al primo suo apparire. Fu specialmente il Biondi , che nel 19J2 la studiò nella sua fi s iopatolog ia s perimentando sulla scimmia come l'animale che pr·esenlf\ an che la cute di struttura mollo simile a. quella dell'uomo. Mediante ripetute e multiple contusioni, egli potè stabilire che nella c ute 'Cpsì alterata si instiluivano delle note macroscopiche e microscopiché CHratteristichE' della lesione, che poi ritrovò Mll'nomo nelle analogh'e manifestazioni da lui verificate e diagnosti-


40

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ca.te come provoc-ate fra gli operai e poi ripetute ancora. fra. i militari durantè il periodo della guerra. · Noi ne al>biumo ossen·ato un disaeto numero di cas i (32) . Erano · in genere indi\'idui desid erosi di una ùe'ge nza piuttosto prolungata. in un ospedale o che ricorrevano quindi a questo tipo di autolesione, la quale aveva un decorso tutt'altro <: h~ breve. Come le regioni preferite per gli operai erano g li arti s uperiori, così nei soldati il più delle volte si osset"Vavano colpiti quelli inferiori, sempre in relazione ai Sf'rvizi prestati. Le parli int~res::;ate e rano in genere le arli<:olazioni, r\manendo ·eosì inn>ppaLo il totale funzionamento dell'arto . Prim a che questo tipo di autol t>sione raggiungesse il suo ultimo d(>Sti no,· quello imro<·ato dal soldato nf'll'an·ingersi alla pr·ovocazionP, lll<.L tah·o lla fun e:::lo . nei suoi effdli, dovèva. .all m versare ali-un i slè.l d i. Dapplima la regione L:Oilltisa <~ppariva sede di un edema pastoso, facilmente improntabile col d i lo , s~?-nza limi ti netti , rn<L sfumante sulle par·ti cirl·oslanli, cosparso t.al\·oJla di ec.ch imosi, t:on s pe:::so intercalate vescicolc di .e;randPzza di,·ersa. \1a a poco a poco i limiti d ell<1 tumefazione diventanwo circose.r·i lti, la c ute assume,·a u n aspetto lucido, s i notavano degli s faldam enU rlt"llo slra!.o corneo d ell 'e pide rmide , la palpazione dava un senso sp ic·t·alo di durezza <·he, talvol ta, nei t:as i di una intima .aclf'renza fra c ut e e trssuli sottostanti , daxano l'impressione che parti molli e piano osseo forma ssl· ro una. uni<~a m a.;:sa. In certi e<tsi era fucile palpare nello spessore di qn esla tumefazione una. bors a s icro..;;,a rapprcst> rrta nte o l'aumento di rJlrella esistrnl e nt:lla r Pgione o la istituzione di una borsite. Frequent i, 9ltre qut>stP borsiti, delle t€nosinovili, a rtriti , C<"C . OltrP le> articolazioni, fra t· a•i le. nw g!.!'iorrnenlt> offese erano nuelle dt'l ginonhio, wn inu1o I'Oipi tc al l re !'<',!riOni: onr r>art.i in !'LIÌ la nrte . ] le t· scarsezza od Asse nza del sottocul.aneo, quasi aderisce alle ossa. sottostanti, od anche rclg ioni prov\·iste di ahbondanli masse mu~l'o lari. Nel r •·imo ca:<o l'a nclnrrwnLo dell'affezinrw r r·a rnolln s irnil\• a <111ello delle ;trtr i li pt'O\'Q<'irl(·, In d ivers-i c:asi nr i qua l i ve n iVi\ in \('ressa lo i l d0rso di una. mano, in eu i s i avc,·a una t11mefazion c prima irrego lare, poi circoscritta. lnngo il decorso in ge nere di uno o più mclararpi estendentesi fino al dorso delle dita , con la pc•l'fclta integ-rità delle. ossa e d elle .e;iunture, dopo quakl1e tempo la c ute cosi cnntustr, assume,·a quell'aspetto lapìd eo caratteristico della Cl"llulloder·rnito p rovocata. Negli altri <:as i, in <·ui il corpo c0ntundente ag iva !illl le parli dove la r ute s i dis tanzia dal piano osseo pl'r l'intermezzo di ma:;se muscol{lri, e speciaLmente veniva colpita la cosc iéL, s i aveva, in gen()re come n{)i abbiamo notato diverse volte, una reazione flrlgi s lica dell e masse muscolari con susseguente n coformazi one r·onneltiYale in seno ad esse, e he si dimostrava alla palpazione sotto l'aspe tto- di cordoni fibrosi, spost.abili, senza connessioni, doè, col piano sche letrico. Talvolta si osse-rvavano delle fomle misle di stasi procurata ed autocontusionismo: s i trall-àva di ~Pfr l~i è nti d i:>lali di un urto, in ru i, oltre a lutti i fatti g iù visl i e propri clelia. cellul odermite, si aveva anche un edema <:ospicuo, di colorito cianotico, piuttosto pastoso, che per que-


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sti suoi ca.ral!R-ri vistosi non poteva esser messo in rapporto -esclusivo con la rontusione, ma dov(!va anche far pensare a una stasi complicante. Non è da credere che ogni diagnosi di cellulodermite si potesse subito enunciare con sicurezza. Nei casi recenti in cui la lesione era limitata. alia. cute e in questa si avevano quei fatLi già notati (ecchimosi, vescicole, troncaLura dei peli, ecc.), non vi era da stare in dubbio sul giudizio di autolesione. Ma quando lo contusioni lievi, multiple, ripetut-e avevano invaso i tessuti profondi assumendo quei carattef"i su de_s<:ritt.i, non era facile attribuire, per esempio, lt~ lesioni articolari, J){)r iarticolari, sinoviali, ecc. a manovre aulocoulusive, senza un atten to esame obbiettivo dell' articolazione stessa rivolto a scoprire o meno lesioni dei corpi ossei, scriec.hioli i, ecc. senza una accurata sorveglianza, l'applicnzione di apparec·chi gessali, senza, insomma, d1e la diagnosi venisse convalidata da un complesso di altre prove ,indispensabili. I mezzi di cui iL militare si serviva erano svariati, e non occorreva the si allontanasse di molto, per trovarli, dal suo quartiere, dalla sua trincea: bastava a wodurre le le:>ioni un cucchiaio da minestra, il fon do della gavetta, un sacchetto di sabbia o di terra, una. scarpa, ecc. Circa il decorso, poichè si tr'attava. di lesjon i prodotte, mantenute c aggravate dalla volontit del militare, potevano durare all'infinito se non ne veniva scoperta l'artificiosità. Soltanto in questo c.:aso, rivolgendo tutta la nostra .atl€nzione all'infermo, si poteva avere una diminuzione len ta dei sintomi arrivando, ma sempre tardi, alla scomparsa di ogni manifestaz ione . La prognosi era in genere buona pet· i casi recenti; in quelli che duravano da uu certo t.empo e in cui si erano prodotte d~·lle complicazioni, come lesioni endo articolari, non enl molto faci·le che la funzione d ella parte ritomasse del tutto nor·Ìnal e. La cura, pertanto, era assai semplice. Scoperta la manovra, si applicava in genere una fa~~·iatu ra gessala che, Log-li, ndo la poss ibilWL di rll!rc• mrmoml', favorh·a il riassorbime.nto dell'edema, e poi, per mezzo di massaggi, si riusciva a togliere alla cute la durezza acquistata tidonandole l'aspetto nor-male. N elle forme avanzate agivano relativamente bene i bagni, le applicazioni calde i massaggi energic i e ripetuti. 5. Edema da ·stasi. -

Questa forma morbosa , comparsa in un periodo avanzato della ~gUerra, non tardò ad affCJ"marsi e ad acquistare c,Tedito fl'a i militari, giaochè prese subito il sopravvento sulle allre malattie, poichè il numero dei casi (52) ·o sservati è senza dubBio elevato, io oonfronto alle altre dermatosi procurate. La ragione di questa prevalenza conslisle nella circostanza che l'edema, specie di un arto, poteva far prolun.gai"e la degenza in un reparto ospitaliero, e la sua risoluzione poteva essere con facilità agevolmente protratta con semplici manovre e con tutti i mezzi a portata di mano. La sede di predilezione degli ed~ mi provocati erano anche qui gli arti inferiori. A parte il fatto sempre considerato dal soldato che l'integrità dell'arto inferiore era la più necessaria per la sua attività, e ra farile al provocatore a ccusare come causa dell'edema un antico congelamento, un urto, una caduta, ecc. L'applicaziolll e del mezzo ostacola-nte


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il cirQo]o venoso veniva fatta in genere immediatamente al disoUo d el ginocrhio o all'unione tra il terzo medio e il terzo inferiore della gamba. l n genere la forma della. gamba e il disegno del polpaccio andavano man mano scomparendo, il dorso del p~ede protrudeva, scompariva la procidenza fisiologica dei rnalleoli per il sollevamento della cute attorno ad essi, la piant<t. -del piede protrudeva anch'essa, le dita s i in-· grossavano, assumendo talora un aspetto gigantesco. La sede di predilezione per l'applicazione del larcio agli arli superiori era al disotto dell e epifisi d<' lle ossa. dell'avambral'Cio, che si ing:rossaYa anch'e&.-o, nwntre il dorso della mano protrudeva e le dita assumevano aspetto affusolato . . l mezzi per· produrre la st.asi (un nastro, una cordicella, ec.c.), adoperati in principio, si andar-ono perfezionando fino ad usarsi delle fascie elasti('he, •cJi lana, fascie imbottit.e, et:C· Ma in gener·e s i ricorreva ad un pezzo di stoffa. qualunque, a un fazzoletto, a tutto ciò in~omma ('he fosse ~·apaC'e di produrre una ostruzJone della par·te, lasc iando seg ni poco visibili d ella loro azione su lla eute1 dove, invec:e, era -spesso facile osservare d ei veri solc hi prodotti dal perdurare del l<tccio sulla. part.e. Quando l'edema si e ra formato non era difficile tla par·te del militare mant~nc rlo , poichè bastava il più d elle volle all'ar·to I'Olpito .che si ten(.'sse in posiz ione p cnd11la anzi t·hè in quella ot·izzonlale o declive \'er·so il bacino JH.•rpssaria al riassor-bimento del liquido. La patogenesi delt'cdèma provocato e1·a., sì ,può dir·e. la s tessa del l'L•dema. spontaneo Nt> differis1 ·e per l'agPnLc rausale, che in questo è 11 n faLtore 01~an ico, i<n quello un ostacolo a r·Li ftciosa.m enw applicato. L'effetto ultimo è una difficoltà nel cirrolo venoso c0n conseguente sla:>i, trapelilm(•nto dt>l s i(•r·o ~ang uign0 dalle pareti vasa li, imbibizione ci<'i tessuti, formazione dell'edema. La cu te, tome in ogni edema, prendeva parte a l prore-so distendendosi, perdendo la sua elasti1·i tà e diventando ìmpront.abi·le aJla pressione. Nei tessuti del derma , rlell'ipodl'rma, del cellulare sotloculaneo sì av{'vano gravi alterazioni, le quali li riducevano ad una unica massa di d etriti imbibiti dal trasudato. Talyolta la presenza cl el trasudato fra le magli e dei tessuli determinava arwhc dei falli infiammatori, per i quali moltiplicandosi le cell ule fi sse del connettivo, si poteva g iungere ad una vera n eoformazione conn.et1i ntl<'. ('be t.ah·olla arri ,·aya <ld a-vvolgere (O m plct.amentc un arto, che él"f;UI11evct allor·n ttttlo l'as p(•tlo delle parti affette rla pseuòo-clefantiasi. A questo punto la Jes!o11 e a.~umeva u11a parlkohue gnt,·ità per la quale il n1ilit.are wni\'a r·nstrett0 ul la quasi immobilità e fX'l' la quale abbiamo spesso durato fatica a ridurre la parte rolpìta al s uo aspetto normal e, e taJvolla non rius•·endo neppure m mpl etarnt' nle nel nost ro intento. La prognosi degli edemi era buona per le form e rerenti, sempre dubbia per quelle form e di una certa durata. I n quanto alla. cura ba~ t ava. nelle forme r N·enli, l'app!i,·azione cti un ap-pan~n·hio gessato, perrhè l'edema si riassorbisse completamente. Nelle forme antiche, quando -si era arrivali alla neofor,mazione connettival e, occorreva praticare ancora dei massaggi, applicazioni calde, ecc. Ma oltre la cura,


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era necessario prati<:are anche una aocurata sorveglianza -per impedire l a. riJ>e~izion e d elle manovre dirette a. sostenere l'edema. Siamo così,

talvolta, arrivati a scoprire di. questi autolesionisti, che durante la notte applicavano ancora agli arti quegli ostacoli che avevano loro dato d ei buoni frutti, immobilizzando la loro persona fra le corsie di un ospe· dale . 6. A sct•sso 11rorurato . - I l num-ero di aS('CSSi provoc;ati d a noi osservati è s tato abbastanza. piccolo (4) e non ci è stato quindi possibile d i studiare questa form a in tutti i suoi caratteri. Molti casi diagnosli,·ati come asressi provocaLi ci \renivano inviati d agli O.')pedali d el Continente, ma dopo esser·e .sta ti t rattati chirurgicamtmte, di modo che non residuava alcun caratter·e d ella manifE-stazione primitiva. Si potevano d istinguere g li ascessi procurati in due c at€gorie; o es-:si venivano prodot.ti med iante l'introduzione solto cute di corpi estranei capaci di d eterminare una in fezione e la conseguente f.ormazione di 1111 <tS1.·esso, opp ure ven iva usata l'in iezione di una. -&osla.nza chimica (·apace di prod urre i r.osiddeLti ascessi !da fi ssazione . Nel primo caso una diagnosi sicura non e ra se mpre fa r ile, g iaechè si avevano clinkamento tutli i caratteri di un ascesso comune. Solo con l'incisione si poteva talYO/I a arrivare a scoprire in mezzo al pus, c he fuorusciva, il corpo estraneo introdotto, e a notare d elle vere necrosi dei tessuti costituenti il fondo dell'ascesso. . Negli ascess i chimil'i, pe r· i quali veniva adoperata la benzina, il petro lio, ecc., s i potevano avere dei caratteri -che li distingu evano; si p oteva facilm ente ritrovare il punto in cu i l'ago era stato introdotto, al dì sotlo di una t rosticina; c·ome pure -si aveva in genere una forma fi· g urata dell'nseesso, venendo il liquido introdotto sospinto in varie direzioni e si aveva cosi un arrossamento della e ute triangolare, a forma di cuore, di foglie, ecc. I n1· idendo poi qursti ascessi, l'odore d ella. sostanza usata, che fa (·ìlrnente esalava dal pus, avvalorava la diagnosi .giù sospetta di forma p rovo('ata. La •r ura d i lu tti questi ascessi richiedeva lo stesso trattamento d i q uelli (·ornuni: inci sionC', zn ffam ento, polveri ess.ir·anti, ecc . Si poteva cosi in breve tempo veder granuleggiare il fondo d ell'ascesso e cicatrizzare le rimaneuti soluzioni di continuo. Lil breve descrizione l'Ielle varie formé d erm a.Lologic.lne provOéa.t.e. clw ho qui riportate, val.c a d imostt·are quale importanza. esse avessero assunto durante il pet·iodo della guerra in rapporto a quelle 'f orme spontanee che noi comunemente osserviamo. I n un primo tempo quel certo inevi Labile disot·dine 't'he si aveva anch e nei serv izi sanitari di guerra. aveva fatto si. che non potesse formularsi un -sicuro concetto diagnostit-o eli una forma sospetta. di provocazione , in quanLochè l'osservatore di malatti-e generiche, non abituato che a t rovarsi di fronte a malattie s pontanee, faceva rient.rare fr a le form e conosciuLe anche quelle che gli si presentavano e e be d ovevano essere g iudicate come provocate. Quando dopo un eerto p eriodo in cui l'autol esionismo si era. fatto m<~lto strada , circolari emanate dagli ani· Comandi vennero a costituire


degli appositj reparti diretti da persone specializzate, molLe lesiOJli procu· rate che avevano acquistato familiarità fra i militari delle nostre armate andarono man mano diminuendo per , la tema di essere tolpile, a ltre scompaJ·verodel tulto, altre si alternarono con delle nuove: f.u insomma tuLLa una. gara, per· ~c reare di ing:u11:are ancora l'ocGhio esperto di c hi avrebbe scoperto e denunciato l'arte del provocare. Ma anc he quando si Pra andali molto innanzi col colpire l'autoles ione, anç he a]lora ci irll'onlrammo molle volle di fronte a d fl lle diffit:-oltà non li evi: od erano i nerenti all'ambiente in cui non e ra posibile rico rrere a tutte le ricen:he necessar ie per pote r stabilire una diagnos i sicura, od e ra l'individuo sospetto, così fino nella sua s imulazione che bisog'nava andar mol lo ~au.ti nel giudizio 'Cii colpabilit.à. o meno. Col cessare dell.a g uerra. l'autoli'!Sionisrrio s i può considerare nuovamente scomparso; que l po' di lette ratwa c he attorno ad esso si è cr eata non dovrebbe essere di me n licata anche per la vita pratica fl•a oper·a i e anche fra gli s tessi militari del tempo di pace. P er molti di coloro c.: he ad esso si SQno dati durante la gue rra, pe1· quelli privi della coscienza del dovere e del valore della pTopria pe rsona sarà forse un vanto il ricordo di t)S::>ers i ::;ot lrall i .a l sP rvizio <klla P aLria oe-~st> re ~ta l i de[a'cnli QL'IIe corsie di un o::;p<'<ialè e magari fra ](~ mu ra di un \'arcc re a s<:on lart! la loro colpa; qu e lli invere t: he hanno avuto in segtlilo a. g ravi le::>ioui p roc urate cOirtprorne:;sa una loro funzwn e e t: lle hanno così &- lll!Jl'e present.e innanzi a loro il' segno manifesto della propria vergog na , quelli che hanno calpestato la. grandezza del loro Paese scrvaoo di esempio per d imostrare ,a c hiunque il dove re del ris petlo alla propria per'SOna, nspe-tto pe r il bene rli se s tessi, ùe lla fami glia e della Soc·i(·Ut. ·

La lora illa tulrtalosi tbimglm a Bertk (fraolia)

ed a Leysia (Svizzera) per il dott. Federlgo Bocchetti, capitano medico ciirettore d e l Sanatorio militare di Anzio

Due stazioni climatic he diverse: l'una al mare e !'.altra ai mo:1ti; due indirizzi terapeutici divers i; eppure in entrambe. i risultati ~o no s plendidi ed anche brillanti. E' questa la miglior prova che la tuber oolosi chirurgica spontaneamente tende alla guarigione . l . BERCK. - " Se non esistesse Berck, manche rebbe qualc.osa al la. gloria d e lla Franc ia e bis ognere bbe affrettarsi a creal'la "· L'espressione, anehe se pitl.ori,·a, non è esagero.ta e bisogna pur ammettere 1·he è :·a·m plicemente .a m mi t·e vole riò che la Francia ha fatto a Be rrk per !Z'li a mmalati d i tuberrolosi chirurgica.


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Giungendo per la prima volta in questa stazione climatica, situata all 'estremo limite della Francia settentrionale, <:i si trova di fronte ad uno spettacolo nuovo: una spiaggia nuda., pi-a tta, immensa, bàtLuta dalle maree oceaniche; un <fielo perdutamente grigio, e sabbia., sabbia minutissima dappert.utto. Su queste dune di sabbia sorgono osperlali òl'andiosi, ospizi della città di Parigi, istituti ortopedici, case di salute, sanat.ori, dispensari, ed in essi vive una popolazione cosm01polita di ammtllali. Se ne vedono dov·unque: distesi sulle verande, trascinati da caratteristiche -carrozzette, l ungo le passeggiate, nei caffè, nei rit,.ovi pu·bb lici , ecc. La piccola città è tutta organizzata per render€ piacevole il 3oggiorno a questi ammalati costretti a vivere immobilizzati ed all'aria aperta. e ques ta organizzazione si vede nelle costruzioni ·e nell'allesti-

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ment.o delle abitazioni, nelle verande e nelle carrozzette, nelle strade e sul1a spiaggia, nei letti con ruote e nelle barche. Gli ammalati a Berck vivono realmente all'aria. aperta ed immobilizzat i. All'oss-ervanza rigorosa di questi due canoni ter.apeutici Sùno dovuti i brillanti successi nella guarigione. Sono tipichè le vetturetle che trasportano gli ammalati coricati ed immobilizzati . Sono strette e lunghe, a larghe mote per poter essere trainate sulla sabbia; sono tirate da asinelli. o piccoli cavalli e guidate d a-gli stessi infermi. E di queste vetturette tipiche se ne vedono centinaia non solo suJla spiaggia, ma lungo le passeggiate e lungo le strade, d inanzi ai caffè e din'anzi ai negou. Il clima è tmtt'altro che dolce; infatti non si vede un filo d'erba, n<>n un albero ondeggiante al vento . I venti del nord e le maree rendono variabilissima la temperatura. I medici ed i climatologi di Berek esa!-

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LA C U RA

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t.ano questa. spiaggia nudà, questo clima che dicono tonificante e sostengono che la tubercolosi chirurgica può curarsi soltanto sulle spiaggie piatte a clima sferzante, evidentemente perchè non conoscono e sopra ttutto perchè non hanno le nostre spiaggia a clima mite: esuberanti di vegetazione, ba.l'iate dalla glor·ia del nostro c ielo mediterraneo. NoiJOstante che la natura fosse così triste ed in gr ala, la t-enacia d i pareochie generazioni d'industriali e di medici ha fatto sorgere g-1i ospizi m~ini più gMndi del mondo. Il più bello ed il più perfello è l' Hopit.al marittime dell'Assistance Publique de la Ville de Paris. Questo immen5_9 os pedale, esposto in parte in. pieno mezzogiorno, accogl ie più di millé barrubini ammalati di tubercolos i chi·r urgir·a. Come osp izio magno è quanto di ..Più perfetto si possa immaginare per· organizzazione e fiinziorraihento. (bambini, tutti poveri, scelti da una Commissione ài speciahstì nei vari ospedali di Parigi giungono due vo lte la settimana, con un treno-speciale fino a Berck. Dopo un periodo di quarantena 'scrupolosa fatta in magnifici locali adibiti a lazzaretlo, passano nelle va rie corsie comuni, immense, e tutte con attigua veranda. I criteri che regolano questa spartizione sono molteplici: l'età, il sesso, malati a letto, malati alzali , su ppura nti e non SU!)PUranli, f>tT . E dappertullo s i nola una ricchezza d'impia nto: nelle sale operatorie e nei gabinetti radiologici, nei laboratori e nelle sale di gessi; dapper tutto appare u n·aenlratezza assoluta, una ricer catezza scrupolosa. fino al dettaglio. ,Virando per quelle a mpie s ale, osservando tutta quella immensa folla di bimbi tubercoloiici che risorgono aU.a vi t.a e che salutano i yisitatori per invocare ancora un sorriso di speranza; osservando tutta quella grandiosità nell 'im pianto, aspirando tutt.a quell'atmosfem di umani tà, s i· è presi da un se nso ·di fiel'ezza. per la scienza che noi merlki coltivia]llo, la quale resta sempre· uno dci più grandi fatt.ori di <'Ì Yil'!a. Accanto all'ospedale marittimo della città di P arigi in Berck , che è la più grande scuola di <patologia tubercolare ossea del mondo, sor·gono sulla stessa spiaggia allri grandios i edifici. Tra i più notevoli sono : l'Istituto orto,PW ico, proprietà del più popolare fra gli spetia listi, il dottor· •Calo t, l'Ospedale Cazi n e Pcrrocha.ud, l'ospodale Rotschild, ecc . :\. Berck possono calcolarsi in med ia. 10 mila a mmalati divisi tra gli OS!}t•ùali e case private. L'indirizzo terapeulico, tranne q ualche differenza tra la sc uola dd Menard-Sorrel e del Cal ot, è il seguente : clima mari no di Berf·k, igiene generale, immobilizzazione assoluta in apparecchi di gesso o di eel! uloide. Il ,CaloL aggiunge a questo trattamento le iniezioni dei suoi du ~:~ tipi di liquido, sclerotizzante e fluidifi cante . E' merito ind iseusso dell e va rie generazioni di medici eli Ben· k l'aver imposto agli ammalati l'immobilizzazione come assoluta. co ndizione per ottenere la guarigione. A Berck, s arà suggestione di ambiente, sarà. per· 1a. suggl'stione esercit.ata dagli individui g ua riti sui nuovi, <' he butti vivo,no " en plein air et en position couchée" e nessuno dei nuovi è esitante ad accettare con gioia un apparecchio ad est-ensione contin ua o un apparecchio immobilizzante, perchè ha la certezza che solo a quelle <·ondizioni egli un giorno lascie rà· Ber·ck guarilo. E così immobilizzati


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· di gesso Q di c.:elluloide si sottopongono alla cura d'aria e lità per mesi e per anni. La ro.h na clinica predominante è il mal~ di Potl. Tutti i medici specialisti d{ 'Berck, da Menard a Calot, da Calvett a Sorrel trattano questa malattia con l'immobilità assoluta la pi.ù rigorosa. Si oonsidera il mQrbo di Pott come una frattura patologica della colonna vertebrale e quindi come per tutte le fratture è indispensabiie !_'apparecchio immobilizzante. Sono esdu-si i mezzi termini: il riposo s~mplice,. la posi"" ziQne ventrale o dorsale, la doccia, ecc. Immobilizzazione as-sòlutal eccQ la gran pa1·ola d 'ordine . Bisogna. ·pur dire c he i m edici di Berck sono d ei veri maestri nel fare gli a~pparecc hi gessati. E' la loro specialità: " Mostrami i tuoi apparecchi e ti dirò chi sei " disse scherzosamen te un maestro di s ·e,·cK'. Infa~ti .gli apparecchi di Berck, s ia in gesso, sia in celluloid r., sono perfetti. A quelli .per il male di Pott lasciano una pi-cr.ola finestra con sportello mobile in corrispondenza d el s€gmento ammalat.o della co~ lonna verlehrale e mediante cotone idrofilo od allra sooffa praticano la compressione con dolcezza e progressione. Gli ascessi da morbo di PQlt vengono aspirati e la scuola di Calot all'aspirazione fa seguire l'iniezione· di liquido modificaoorePer la coxalgia, eccettuati i casi in cui a causa delle forti e dolorose contrazioni in cui adoperano i grandi apparecchi immobilizzanti, preferiscono l'est€nsione tontinua d1e sicuramente <·onser·va. meglio i movimenti dell"an ca ed il vigore dei muscoli. In caso di deviazione adoperano il raddriz.zanwnlo graduale c contenziQno in appar·ecchio. P er le anchilosi in cui non sono sufficienti le semplici manovre ortopedi<:he, ricorrono alla tenotomia o osteotomia se«:ondo i casi. Come per il male di P ott e per la coxalgia, così per tutte le a!Lre forme osteoarticolari (ginocchio, spalla, piede, gomito, P.Qlso, ecc.) il criterio è sempre quello di guarire senza lasciar traccia, -s enza limitare la .capacità lavorativa funzional e . · Nell'ospedale -ma.rittjmo spesse volte i valorosi chirurgi , per Qttenere i risultati più rapidi, non sanno t·esistere alla lusinga dell' intervento brillante (?) e si adattano alla circostanza, mentJ·e nell'ls tituLQ di ·Ca.loL non si sente che questo motto : « Nella. tubercolosi il bisturi guarisce raramente, aggrava spesso e mutila sempre» . lndubbiam ent~ il Calot, nQnostante le numerooe critiche che gli muovono i -colleghi fran cesi, è 11no spirilo eminentemente pratico, C'd è il più grande divulgatore d ella scienza ortopedica. Egli -sostiene, e fQrse non a tortQ, che le iniezioni del liquido modificatore pl'aticate C{)n maestria ed accorgimento ac.celeranQ il p1·ocesso di guarigione. I :tilpi di questo liquido sono due: il primo è una miscela di Qlio al creosoto e di etere iodQformizzato: olio sterilizzato etere creosoto jodoformio

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LA CU RA DJ:r.r~.\ TUBt:ROOLOSI GlUJlURGJCA A BEOOK

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Il secondo è una miscela di naftolo canforato e glicerina: naftolo canforato gr. :l glicerina • 10

Entrambi i liquidi vanno adoperati con prudenz.a e sagacia. Concludendo: gli elementi fondamentali della cura nella tuber:colosi chirurgica. a Berck sono: vita all'aria aperta, clima marino, riposo assoluto in apparecchi di gesso-o celluloid e, e come coadiuvante, n ella. scuola di Calot aggiungono le inietioni. di liquido modificatore.

n. L EYSIN. -

E' una stazione climatica di alta montagna situata a m. 1200-1500, nella ridente vallata di Ormonts del Canton di Vaud. La bellezza di quest.a stazione alpina va al di là di qualsiasi immaginazione e poesia, per 1·ui i·l :;oggiorno, sia in inve r·no <"he d i ~stat e , è realm ente sedurentissimo. Riparata dai venti, con orizzonti vastissimi. pralerie sconfinate, esposta in pieno mezwgiorno, è la mèta non wlo di migliaia di ammalati di tubercolosi ch irurg ica, ma anche di tubercolosi polmonare . La Società -climatica di Leysin possiede quattro grandiosi sanatori situati in allo a 1400 me~ri tper polmonari, ove esiste ogni ccmfort, con lu:s..oso ,for:;e es<l!gerato, mà d1e non nuoce alla cura del malato. Medici &]Jecialisti, tra <'U i lo Jaq uerod, n e sono i direLtori sanitari. Ma ~-ysin è soprattutto un cenlm eu ror>e<> per la luberPolosi rh irurgic·a., ove, per merito del fu>llier, l'elioterapia è diventata la più alLa espressione d ell'ortopedia e della -chirurgia conservativa. Mentre a Berck l'elioterapia occupa un posto secondario nella terapia delle forme ostoo-articolari tubercolari, ed è ancora come " la p.auvresse que l'on introduit par la porte de serviee "• a Leysin è elevala aJ grado di nobiltà scientifica. La elioterapia, allorchè Rollier nel 1905 creò la sua. piccola clinica, nacque alimentata nella fede operosa del bene . Questa origine meritava i trionfi odierni. L'opera d i questo apostolo del sole, Rollier, è vasta, multi form e . Intorno alla sua principale e pi ù grandiosa clinica '' Les Frenes " sorgono ora nu merosissime allre piccole -cliniche per bambini' e per adulLi, per ticchi e per poveri. Inoltre egli ha creato scuole al sole per pred isposti , colonie agricol e per convalescenti, ecc. E dappertutto nelle sue magnifiche istituzioni, accanto alla serietà scientifi ca è soffuso un raggio di poesia. Mentre a Berck, come abbiamo visto, la terapia si fonda su riposo .assoluto in apparecchi di gesso o celluloide, igiene generale, soggiorno marino, a ~ysin invece " aero-elioterrupia e riposo relativo in apparrecchi speciali" · Qui i medici hanno abbandonato il bisturi e g li ammalali hanno sostituito i pesa.nli ed esclusivi apparecchi . di gesso che privano le regioni del corpo del contatto vivificatore d ell'aria e del sole, che spesse volle n ascondono gli ascessi e provocano l'atrofia, con apparecchi di immobilizzazione e di estensione semplic issim i non privi di eleganza, c.hc realmente permeLtono l'esposizione d el <'O J'IJO umano alla ltwe ed al sole, t'he favoriscono quindi lo sviluppo e la toni fi cazione della cute dei muscoli, d ei legamenti e d ello scheletro.


LA OVIU DELLA T t:BERC'OLOSl OlllRVRGl CA A BERCK (~'RAXCIA), ECC.

49

..1

Partendo dal principio che anche la tubercolosi osteo-articolare, c-ome la polmonar.e non consiste soltanto in una malattia locale, ma ben si in una malattia d 'infezione ed intossicazione generale, Rollier applica l'elioterapia non soltanto alla lesione, ma bensì a tutto l'organismo; elioterapia. locale e gene-r ale per agire sulla lesione locale in eu i s i originano le deviazioni strutturali e biologiche costituenti la malattia e per agire sulla funzione di tutti gli organi, turbata o per localizzazione da processo tubercolare o per derivante squilibr·io delle correlazioni di

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tutti gli organi di economia. Un ammalato che giunge a Leysin, prima d'iniziare la cura solare, la" pansernent solai re "• è sottoposto ad una visita minuta eSl'l'UJPOlosa . Le condizioni dei polmoni, il cuore, la pressione arteriosa, l'età, ecc. sono oggetto di massima attenzione. Appena acclimatato all'alta montagna, dopo un primo periodo di cura di aria usufruendo dei riflessi solari, comincia la sua vera cura solare. Questa è regolata da due ~rincipii fondam entali : individuai izzazione e progre-ssione prudente. La cura solare, come tutte le terapie, espone il malato ed il medico a delle disillusioni sicure se non è praticata seguendo i principii di una tecn~ca rigorosa che si acquista soltanto con una lunga esperienza. E non sempre basta questa espet ienza, ma occorre una larga e si<:ur·a oonoscenza della chirurgia generale ed ortopedica e soprattutto occorre quel sicuro senno clinìco, poichè di saggezza clinici:!. è fatt-a la terapia della tubercolosi. Soltanto a. queste condizioni si otJ:engono risultati brillanti che compensano il medico ed il malato :- l'uno della rinunzia all'atto brillante (?) e l'altro della perduta libertà. PoicChè è necessario conoscere il grado di tolleranza del pazi<'nte, occorre regol.a r bene la progressione ne-lla cura e si com in cia coll'e:>porre l'estremità in fe riori al sole. Ecco lo schema che se-guono a Leysin:

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Dal settimo giorno in po1 s1 aumenta di 15 minuti fino a giungere .ad un totale di tre ore intercalate da 20 minuti di r~poso. Specialmente nei primi giorni, finchè non è apparsa la colorazione bruna, bisogna essere molto prudenti e subordinare la cura all'osservazione delle reazioni locali. Naturalmente si controllano w n accuratezza la temperatura, il polso, le r eazioni nervose, viscerali, ecc. 4 - Gt<mtale _di IMdiclna •nUUare. -

l

Fase. I .


50

LA CORA

DELLA T U BERCOLOS I CHllll'fl(ò!CA A nt: RCK

tFRANCIA}, UJC.

La suddescritta tecnica adottata a Leysin, esposta a grandi linee, è adattata. rigorosamente caso per caso, poichè og·ni ammalato reagisce

a modo proprio. Più le condizioni dell'organismo sono scadenti e maggiormente la temperatura, il polso, la respirazione sono influenzate dal sole e quindi' la prudenza deve essere maggiore. Tutto ciò richiede un tpersonale adatto, numeroso ed intelligente. A Leysin dappertutto sono adibite donne che hanno acquistata una pratica grandissima ed una capacità amm irevole. Ad esse è affidata la sorveglianza dei malat.i, la pulizia, che ovunque regna sovrana, l'aggiornamento delle storie cliniche, che è scrupoloso ed esatto. Quanto deve durare una cura solare? E' un po' arduo poter rispondere. Bisogna cercare di non confondere la cicatrizzazione superficiale frequentissima ' in seguitò alla cura solare con la guarigione vera, il miglioramento locale e generale con la guarigione definitiva. Solo quan..

FIO. 2. -

Gli apparecchi per lrnmobilizzax ione a I,eyslu.

do tutto i1 terreno organico è completamente rifatto, e la lesione locale è scomparsa, si pucr parlare di guarigione. Il solo reperto radiografico può darci le. certezza assoluta di essa. Il male di Pott viene trattato con l'immobilizzazione a letto. E qui è opportuno ricordare che il lettoha un ' impo~za capitale nella cura di questa lesione. Sacchi di sabbia., di segatura o di grani di miglio disposti secondo l'indicazione esatta sostengono la colonna vertebrale ed un corsetto di stoffa applicato al toraoo munito di cinghie speciali fissate alla spalliera ed ai lati d el letto impediscono all'infermo qualsiasi movimento. Con questo dispositivo è possibile applicare l'elioterapia, sia locale che generale. Il malato prende alternativamente la posizione dorsale o ven trai e. Nei casi con gibbosità si esercita una pressione lenta e progressiva con il solo peso del corpo e l'aiuto di cuscini a spessore e durezza progressiva. Per esempio, al malato in posi'Zione ventrale si appli~a sotto il torace un sa.cçhetto di grano di miglio, il cui spessore e durezza aromentano gradatamente, e la. pressione esercitata ac~entua la lordosi della spina dorsale e contribuisce in tal modo a correggere le gibbosità 1om-


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bari e dorsali. Anche ls forme oon fistol e ed ascessi sono esposte liberanMmte al sole . Nel mor·bo di Pott ce.rv1cale, all'immobilizzazione ed all'elioterapia a.ssoci'ano l'estensione a mezzo dell'apparecchio di Sayre o dì Glìsson o d i Guje. Dettagli spe.ciali di tecnica fiancheggiano naturalmente la cura principale secondo le molteplici localizzazioni e forme del processo morboso. La coxalgia è trattata con l'elioterapia generale e l'estensione continua mediante pesi attaccati ad un doppio manicotto di cuoio, fissato sopra la caviglia e sopra i condili del ginoechio. Questo apparecchio semplice, con il quale è possibile fare l'estensione, sia con il manicott.o superiore sia con quello inferiore e sia mediante l'azione simultanea di entrambi, permette di 'COrreggere gradatamente le attitudini viziose e di e.s porre. tutta la gamba all'azione solare. Nei t.:asi in cui esiste una deviazione pelvica praticano l'estensione d elle due gambe 'P9r poter ristabilire, proporzionando i pesi tensori, l'equilibrio del bacino. Per impedire la tendenza all'equinismo impiegano un sandalo di suola aHa cui punta è fissata una banda e lastica, cucita alla sua volta al manicotto di sopra del ginocchio; questa, tesa più o meno, secondo il grado di cquinismo, porta il piede alla sua po, . sizione normale. Nei tumori bianchi del ginocchio l'articolazione viene immobilizzata in una doc.cia largamente finestrata che permette l'insolazione. All'inizio praticano anche l'estensione mediante pesi legati ad un manicotto applicato alla ~aviglia. per allontanare i capi artiCÒlari ed evitare l'anchìlosi. Nella tubercolosi del piede immobilizzano l'estremità. ammà.lata situandola su di un piano inclinato, in modo che il piede viene a trovarsi più in alto del ginocchio. Tutti i dispositivi, tutti ·gli apparecchi per ottene·re l'immobilizzazione a Leysin sono fatti in modo da permettere l'elioterapia, sia locale che generale. Tu.tte le aHre forme di· tubercolosi c hirurgica come gli ascessi freddi , le adeniti cervicali, le osteiti tubercolari, le sinoviti, la spina ventosa, la tubercolosi del testicolo e dell'epididimo, la tubercolosi <iella 'P€lle sono trattate con la sola elioterapia. ,' Le migliaia di radiografie mostrate da Rollier e dai suoi valenti collaboratori, le numerose fotografie di ammalati seg·uiti dall'ini.zio d ella lesione al ritorno dell'individuo al lavoro, l'osservazione di circa mille ammalati ricoverati attualmente nelle multiformi cliniche di Leysin dimostrano chiaramente che l'elioterapia app1icata r igorooamente, come si applica nella scuola del Rollier, è di una efficacia indiscussa. Ed i risultati sono s plendidi, poichè non si tratta soltanto della guarigione anatomica de lla lesione, ma del ripristino completo della funzione articolare con integrità dei tegumenti, con il vigore muscolare e la ricostituzione generale dell'organismo . E oome gl i specialisti ed i climatologi di Berck sostengono che la tubercolosi chirurgica dev'essere curata soltanto al mare e su di una spiaggia nuda e piatta a clima sferzante, cosi gli specialisti ed i climatologi di ~ysin sostengono che l'elioterapia deve praticarsi sol-


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1..\ CUR.\ llELI.\ T\:flEROOJ.OSI ClllRl:R(HC.\ A llt:llGK

(Fit.\XGH J, Y.CC.

tanto in alta montagna. Evidentemenoo, se a Berck vi fossero i, monti ed in !svizzera vi fosse il mare, i medi~ i ed i climatologici dell'una e dell'altra stazione climatica cambierebbero opinione. E qui purtroppo la scienza cede il posto all'industrialismo!

SULLE DISINFESTAZIONI A MEZZO DELL'ACIDO CIANIDRICO p3r ìl dott. Nello Polese, capitano medico, comandant e la H• Sezione di disinfezione in Napoli. 1)8. più di un anno io impiego l'acido <:ianidrico per

la disinfestazione <ielle caserme e dei magazzini militari. L'(}Uimo risu ltato, finora ~onseguito con tale mezzo, mi spinge a dire due parole in proposito per divulgarne vieppiù l'uso. Gli esperimenti con questo mezzo di dis in.festazione specie sugli agrumi per liberarli dalle oocciniglie, datano da oltre un ventennio; il1 Germania durante la guerra fu usato per la disinfestazione delle caserme e degli indumenti militari. Usahssimo è oggi quasi ov.unque per liberare i bastimenti dai ratti, quando abbiano provenienza sospetta. Non è però a credere che tale mezzo abbia ;suscitalo ovunque entusiasmo, chè anzi non poche critiche ha sollevato e non poche lamentele, a causa della sua tossil'it.:1. an che per l'uomo , che troppo spesso forse ne è rimasl() vittima. Infatti si dtano per l'uso d i questo gas, 7 vittime in Australia, 3 a Boston su individui entrati nella stiva di un V~apore disinfestato 2'* ore dopo iniziata l'aereazione, Z7 in Germania, di .cui alcuni per .avere abitato l'ambiente fin 310 ore dopo la. disinfestazione; altri se ·ne c:itano per fugh e di quE>sto gas attraverso canali o canne da stufa; Koelsch riferisce di 10 indiyidui morti in un sol giorno nelle fabbriche Krupp pE'r essere entrati troppo presto in un ambiente che era stat.o disinfestalo. Ad onta di ciò io ne sono sempre entusiasta, anche perchè non ho avuto a lamentare mai alcun accidente per quanto abbia <iisinfestat.o più iii un mezio migliaio di ambienti, della capa'Cità complessiva di oltre 500,000 m 3 • Mi affretto a dire però che per non lam entare disgrazie occorre sempre usar e la massima prudenza e non mai agire con con fidenza. o famigliarità çon ~a.le 'Sistema di disinfestazione. L'acido cianidrico gasoso è poco o punto tossico per le piante e i semi, per le fonne cioè a vita vegetativa; è scarso o nullo il suo potere bat.tericida; è spiccatamente tossko per quasi tutte le forme animali. La morte in· genere di ogni essere vivente a mezzo di gas cianidrico avvien e tra due e dieci minuti; più resistenti sono i coleott-eri che muoiono dopo 40 minuti: i molluschi non muoiono; la forfi<'ula muore solo apparentemente. P er impedire lo :sviluppo delle larve e delle uo,ra occorre in genere che il gas .cianidrioo vi agisca per qualche ora; però le uova degli arac-


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nidi non sono arrestate nel loro sviluppo. La mosca sembra essere l'in-

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setto più ricettivo all'azione del gas cianidrico ; essa muore quasi istantaneamente anche fuol'i delle fin estre ove siavi bloccato il gas; di ques ta sua sensibilità io me ne servo oome indice per .giudicare se un ambiente sia stato abbastanza aereato e lcfepurato d al gas sviluppatovi; ove volano e vivono mosche non vi -è più tr accia nociva di acido <Cianidrico. Depurare un ambiente da d mici, pidocchi, pulci, zanzare, formiche, topi, ratti, ec-c . vuoi dire dis infestarlo; ma vuo~ dire anche disinfettarlo, almeno in parte, poiché distruggendo g li i nscLti ed animali su elencali si distruggono important issimi veiiColi o portatori di microbi, e qualche volta indispensabili intermediari. L'acido cianidrico ha potere grandiss imo di diffusione e d i peneLrazione; ovunque trova un'apertura anche minima, penetra; così tutti i comuni tessuti sono· attraversati da questo gas; non così la carta, e su tale potere della carta, torneremo . Esso è più leggero dell'aria; ha una densità di 0048 e si e5pande con grande velocità. Si ricava d alla ,combinazione d ell'acido solforico ool cianuro tli sodio, . e sebbene liquido alla temperat.ura ordinaria (bolle a 26,5) si svolge in tale reazion e sotto forma gassosa, lasciando come residuo solfato di sodio: H 2 SO,+ 2NA CN = NA 2 SO, + 2HCN

Si sviluppa a pino; sale cioè subito in alto a pino, e in 'lln ambiente chiuso si espande prima al soffitto e poi ridiscende lungo le pareti. Le propÙrzioni, che dopo non pòchi esperimenti si sono dim<>strate le più oonfacenti, sono le seguenti : i in 'Peso di cianuro di sodio, 1 1/4 in volume 'di acido solforico , 2 in volume di .a'Cqua. Ha molta imporl.anza la gradazione d ell'acido solforico; esso deve essere a 66 Bè; un acido a tit.o lo più alto carbon i·zza il c ianuro rivestendolo di solfato di sodio, ..:he impedisce a sua volta l'ulteriore d ecomposizione del cianuro. Si pone l'acqua in un mastello e solo poco prima di gettarvi il cianuro, vi s i versa l'acido solforic<L I mastelli che io uso sono in legno ed hanno un diametro di 50 cm. ed una profondità di 45: essi servono per un massimo ,di Kg. 4 di cianuro, il qua.le è bene sia in pezzi e non . polverulento per evitare una tr-oppa violenta reazione chimica. Queste proporzioni -dei mastelli, in relazione alla quantità di cianuro, si sono dimostrate le piu adatte, affinché l'acido -solforico non schizzi fuori nel gettarvi il cianuro, e non trabocchi durante la sua combinazione spesso convulsiva col cianuro. Onde evitare che eventuali schizzi d i acido solfor ioo non producano danno, sarà bene allontanaré dai focolai di sviluppo q!Jalsiasi oggetto, e cospargere di stracci e segatura il pavimento intorno al mastello. P er immettere nel m astello il cianuro, ho ideato un ferro ad U, le c·ui due bJ·anche della l unghe2za di 10 cm. e larghezza di 3 cm. cavakano l'orlo del mastello; sul fondo del ferro ad U si impernia a cerniera un cassetto di legno a pareti oblique in fu ori , di forma re ttangol.ar~ e della grandezza press'a poco di 20 x 2o cm. La cerniera. è fatta -i n modo che la cassettina di legno sia reversibile solo dentro il mas~llo; si ottiene questo facendo sì che la cassetta di legno sia attac-

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SULLE OlSl=-n:sTAZfO:)Il A MEZZO OELI.' ACIDO ClA:)IlORICO

cata alla <lerniera al 31' del fondo che deve sporgere nel mastello, mentre gli .altri due terzi poggiano sulla branca orizzontale di un ferro fatto a 7, di cui la branca verticale è fusa oon la esterna del ferro ad U, che cavalca l'orlo del mastello. Poste così le cose, si riempe la cassetta di Legno della quantità voluta di cianuro, si pone l'acqua nel mastello e in un secchio di ferro smaltato l'a<lido solforico; al mom~mt.o dell•uso -si versa quest'ultimo nel mastello, e· l'operatore oon la mano o con un bastone vi rovescia la 'Cassetta ool cianuro. In ta.l mddo sì semplifica l'apparecchio e si evitano le funi-celle che troppo spesso vengono corrose dall'a;cido solforico, spezzandosi po.i all'improvviso, quando st.anno per essere usate. Se il cianuro è ,polverulento, può, l'operatore, egualmente servirsi della propria mano per rovesciare il <lassetto, ma deve tenersi il più discosto possibile ed essere svelto ad allontanarsi. La. quantità di cianuro che meglio si presta, risulta essere di 6 gr. per m 3 per gli insetti, e 3 gr. per i topi; questo ,quantitativo è indipendente dalla capacità dell'ambiente, purché il gas vi rimanga ermeticamente bloc'Cato. Per bloccare il gas in un ambiente si chiudono tutte le aperture inoollando striscie di carta: sulle fessure e atrocoorrenza sostituendo vetri e porte mancanti con paraventi · di carta inèollati al muro o ai telai 'delle .finestre. Per bloccare un gas è del1a massima impot•tanza fare attenzione alla corrente dei venti; se non tin alito di vento, la t:hiusura delle fessure d elle porte e delle finestre non rit:hiede grande accuratezza; ma se l'ambiente da disinfestare è dominato da una corrente ventosa, bisogna :ehe la bloccatura sia et·meti·ca e che la carta da incollare sia piuttosto doppia, non porosa, e bene inoollata; la carta in genere è impermeabile al gas cianidrico, ma se questo è spinto dal vento, attraversa anche la c·a rta non troppo levigata e spessa. Inoltre, se delle correnti d'aria penetrano in un ambiente in cui siavi stato bloccato gas, questo si posa ammassandosi in una direzione più che in un'altra e facendo sentire la sua azione qua più, là meno. Per tale ragione in una giornata ventosa, in un ambiente d ominato da correnti, io consiglierei di non praticare la disinfestazione per non vederne frustrato Io scopo. Il gas cianidrico è più leggero dell'aria, quindi 'di grande diffmnbilità ; e .risente enormemente della più . piccola corrente aerea. Un'altra controindicazione all'uso dell'acido cianidrico è dato dallo stato di umidità, sia dell'atmoofera, sia dell'ambiente in cui siavi stato bloccato gas, questo si posa ammassandosi dell'acido cian idrieo da un ambiente si fa ·c on JPiù di·fficoltà, e se ;l locale per sè stesso è poco venti labile ed umido per giunta, non è raro il fatto che dopo più giorni di aereazione non sia ancora abitabile. Ciò è dovuto all'assorbimento dell'acido cianidrico da parte dell'umidità che lo cede solo a poco per volta e in molto tempo . La ventilazione quindi di un .11mbiente, che di regola si calcola sufficientemente in 6 ore, perchè lJOi possa essere abitabile, va soggetta. a molte oscillazioni. Quando il clima è asciutto, in una camerata la cui ventilazione si oompia bene, basta ima mezz'ora per far .soomparire ogni traocia di gas. In una giornata afooa ed umida vi ocoorrerà più ·tempo; in un locale umido, a fondo cieco, come generalmente sono, per esempio,


b t; r.u; OISJ:Wt:ST,IZIO~I A :\H:zzo OF.t.I.'.ICIOO CI.\." IORICO

•

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le ·prigioni delle caserme, occorreranno anche 2 o 3 giorni d i vèntilazione prima di azzardarsi a rinchiudervi delle persone. Il numero dei focolai 'di sviluppo dell'acido cianidrico dipen'de dalla vastità dell'ambiente e dal numero delle sue suddivisioni. E' semrpre bene che detti focolai siano numerosi; io adatto in media un mastello per ogni 600 m 3 al massimo, e per ogni ambiente. Come abbiamo detto più sopra, l'acido cianidrico viene assorbito dalla umidità, quindi in sua presenza non devonsi trovare liquidi e semiliquidi. Possono rimanere i cibi solidi, e ogni qualsiasi oggetto, poiché quest'acido nulla intacca e nessuna · oosa danneggia. A causa della sua granlcle <iiffusibilità, occorre fare atten.zione anche alle più -piccole aperture d ei pavimenti, -delle pareti e dci SO'ffit~; se è bene ehe restino aperte le fessu re e screpolature dei muri ·onde il gas vi vada a snidare topi ed insetti, d'a1tra parte è necessario essere sicuri che queste non comunichino con altri ambienti; per sper iali circostanze, piccoli buchi nei muri e nei sofflitti, comuni canti c'on artri locali, possono formare tiraggio e trasportare in luoghi abitati quantità letali di gas. I locali adiacenti a quelli di\ disinfestare, anche se divis'i 'da semplidi porte, è prudente, ma non necessario che siano sgombrati, purchè le bussole di romunicazione siano ermeticamente chiuse con doppio e anche triplice stra to di carta incollala sulle fessure e per intero sulla porta. Io ho !ascialo p'iù volte abitati dalla truppa locali atbigui ed altri ove era stato sviluppato -gas cianidrico; la comunicazione tra i due ambienti in mancanza di porta era stata chiusa semplicemente con carta. in tr'i p lice strato. Q'uando un locale viene aereato, aprerfdo tutte le aperture, ci si deve tener distanti per lo meno di ·un 'dieci metri, spazio suffidente aftlnchè il gas fuoriuscente si elim'ini salendo in alto; però anche qui va sempre tenuto conto <iella corrente dei venti; con corrente favorevole si può s tare impunemente anche sulla porta, allora allora aperta pe-r aereare l'ambiente; ma con corrente contraria, alcune volte non bastano nemmeno 10 metri di distanza; sono pericolose le comunicazioni che sboccano sulle trombe di scale, poichè queste fanno per lo più da tiraggio, trasportando il gas in luoghi re~.:o nditi ed anche lontano. Per aereare un ambiente vi s i entra muniti di apparecchio Draegger; io uso munire due persone d ell'apparecchio. Una di queste entra nel locale ed apre le finestre, l'altra resta in attesa, sorvegliando l'operatore, pronta ad accorrere per apportare eventuale aiuto. L'apparecchio Draeg__~er risponde in generale bene; offre pet·ò anch'esso i suoi inconvenienti; più spesso che non si cre.da occorre cambiare la potassa e soda; la bombola di ossigeno si vuota in troppo breve tempo; dura al massimo dieci minuti e non un'ora, come è detto; forse perc.hè non viene riempita secondo la sua capacità per il pericolo che presenta la troppo fort.e tensione dell'ossigeno compresso. La neutralizzazione a mezzo della potassa e soda d ell'aria inspirata produce troppo calore, talchè spesso avviene che dopo pochi minuti si respira aria infuocata, non sopportabile addirittura. La chiusura del naso non è perfetta e va sempre completata con


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una mano che rest.a così impedita; ciò nuoce non poco, specie quando per .aprire delle finest.r e bisogna servirsi di scala portatile; e a propo5ito delle finestre, è bene avere riguardo che queste non siano chiuse in modo che la loro apertura -poi resti laboriosa. La aereazione dell'ambiente s i farà dopo avervi tenuto per tre ore bloccato il gas; generalmente questo tempo è sufficiente per{;hè il gas penetri in ogni meandro d el locale-, dei mobili, d ei tessuti e rtistrugga ogni essere vivente. Avvelenamento da gas cianidrico. ~ L'acido .cianidrico si fissa da un lato ai globuli ros.<;i impedendo a questi l'assorbimento d ell'ossigeno, e dall 'altro agiS<:e sul sistema nervoso e soprattutto sul midollo allungato, che in un primo tompo tl<:e ita e poi paralizza. ~is t.o all'aria in minime propOrzioni, esso è avwrti to sot.to il caratt€rislico odore di mandorle amare~ respirato in queste modeste proporzioni all'aria aperta, è poc.o nocivo anche perc.hè non si a rriva mai a respirarne per lungo te mpo, e limin arndo~ i esso vel<x·emente in allo. H(•spi r·ato invt-ce in un .ambiente r hiu so, anr·he in queste minime proporzi on i , produre cefalea, nausea, tremor·e degli arti, r espiro àJfannoso, d eliquio, morte; il r espiro accelerato, superficiale, affannoso, qual che volta compare improvviso come primo sintomo ed è quasi subi to seguìl.o dall'impossibilità <ii reggersi in pi€di e indi dal d eliquio. Respirato il gas in proporzion i p~ù concentrale, produce un senso di reslringimento alla gola e in borca un sapore past.oso, dolciasLro o amaro; segue tremori d egl i arti, r espiro super·flcia le affrettato, scialorrea , vomito, vertigini; uscendo subito in tali condizioni aìl'aria aperta, passano pr·est<> questi sintomi e rimane per lo più soltanto una modira ce falea, che a sua volla scompare in poche ore, senza altre co_nseguenze. Qualche vblta permane per qualche giorno angoscia respiratoria con prostazione delle forze. E' essenzialmente 'J}ericoloso l'acido cianidrico quando in un ambiente è contenuto in minime ·proporzioni e quesl.o ambiente è poco ventilato; queste tracce di acido sono male avvertite spec ie dai profani , i quali solo tardivamente vengono a risenlirne gli effetti e' accorgersi de lla presenza d el gas cianidrico; ora, se in tale ambiente ritenuto suf· fir,ientemente depurat.o. un individuo vi si mett-e a dormire, egli va incontro a serie {;Onseguenze. L'acido cianidrico produce iperemia delle mucose; infatti dopo essere stato in un ambiente saturo di questo gas, uscendone anche dopo pochi minuti , si hanno fort emente iperemi che le mucose farin gea e c.ongiuntivale; tali iperemie per lo più scompaiono in meno di un'ora. A lungo andare quest'ax·ido ha azione deleteria, spedalmente sull'albero r espiratorio e s ulla mucosa farin gea, producendo form e catarrali più o meno croniche. Il sintomo più important-e di tale avvelenamento cronico intermi.U,ente è un o stato continuo di angoscia respiral.oria, ae~n~ pagna.to da liéve cefalM gravativa, fréquénti nausee, e debòlezza generale. La cura dell'avvelenament.o cronico consiste spec ialm ente nel sospendere qualsiasi maneggio d el gas venefico, nel riposo, nel1'aria pura di ·campagna, e in una vittitazione corroborante. La cura d ell'avvelenamenl<> acuto consiste in respirazione artificiale, dor·cia fredda al capo


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per provocare profondi alti respirator'ì, iniezioni di ecdtant.i. Le inalazioni di ossigeno sono tpressochè inutili. L'individuo intossicato dall' acido eian idrico va soccorso an ~o: h€ s-e morto a.pparentem~nte, poiché qualche volla questo gas agisce come anestetico, producendo morte apparente, m~ntfe questa poi non avviene in realtà che dopo un lungo p e riodo d i tempo. Conclusione- - Rispondono realmente bene le disinfestazioni con l'acido c ianidrico? Esse rispondono meravigliosamente. E' necessario però ·c ir.condH.rsi di tutte quelle precauzioni, di cui abbiamo parlato sopra, riguardo alle correnti di aria, se non si vuole c•he l'effetto venga frustrato. E dopo ciò non è da credere che l'ambiente disinfestato resti d\.s\nfestato in eterno; dato l'enorme sviluppo di cimici, pidocchi, ecc. che la g uerra ha permesso in ogni locale, come sulle persone, su i trams, nei caff-è, teatri, ecr., è difficile evitare 1-e continu~ nuove importazioni di inset.t.i, s ia a mezzo dci soldati, sia a mezzo del materiale. Per vedere un effetto concreto della disinfestazione, occorre praticarli per parecchi anni. d1. seguito i·n ogni ambiente milit.are, e in ogni .recondito ripostiglio di locale militare. • Le caserme come gli ospedali sono ambienti abit-aLi d a frequentatori di svariatissimi altri locali; se è difficile lasciare immuni le nostre case da ospiti sgraditi , figurarsi una caserma od un ospedale dove migliaia sono le persone <'he vi convengono dai più svariaU sili. Piuttosto, a.d evit&re di ripetere troppo frequentemente le disinfestazioni dei grandi locali, ciò che importerebbe non lieve spesa, sarebbe opportuno che ogni caserma ed ogni ospedale avesse un locale ad hoc ove disinfestare di volta in volta quel dato materiale che ne venisse ad aver€ bisogno. Di disgrazie non è a t-emere, se si tratt.erà J'a.cido cianidrico come un gas realmente pericoloso, e se il lungo suo uso non ci fam4liarizzer·à troppo eon lui in modo dà. farci trascurare qualche precetto, anche ap~ parentemente banale. ' Nell'uso di questo gas è importante essere muniti di un mezzo rapido e comodo di trasporto, sia per poter riparare a quelle eventual i facili dimenticanze di qualcuno dei tanti ammennicoli c he non sempre si prevedono occorrere, che non sempre si trovano sul luogo, e che <rualche volta la loro mancanza può creare seri imbarazzi; sia per non affidare il trasporto di sostanze enormemente venefiche e pericolose a uomini poco esperti, sia infine per evitate di lasr·iare qu-este sostanze or·a in un, luogo ora in un altro a causa della difficoltà stessa del loro trasporto con semplici carrette.


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RIVISTA GENERALE I STITUTO ORTOPEDICO RIZZOLI

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CLI~ICA ORTOPED ICA DEl.LA R. UNIVERSITÀ DI BOLOGNA: DIRE'lTORE PROF. V. PU'lTI

Anchilosi ed artroplastica del ginocchio Rivis ta sintetica del dott. Rosario Sacco, capitano medico, assistente militare . La fol"'llola classicn. che proclamava il1rispetto delle anchilosi in buona posizione rende a sparire ln gra,..l:t del •risultati ottenuti con la mobilizzazion.e chirurgica. L'antico principio, che un'mJchìlosi in buona posizione rappresenta 11 m.lnor male e proclllrn un arto solido, ha tenuto sempre il pr!IIl.lato nel posto delle opera~ioni.

Io tutti i tra ttati dJ chl•rur~i a la cura delle anchilosi si aggira solamente intorno ai «Dletodi di raddri1.zanwuto. Uu semplice sguardo su quello, che ci è stato t ramanda to da vnlenti chlnvr::;-hi, ba-sta per vedere in quale maniera si temessero le operazioni sulle ossa anchiloSI\ te. Le vere anchilosi sono incu~·a blli ( I. L . Peti~); la medicina operator·ia 11on ha nulla a che vedere con le llnchilosl (ll<>nnet). L'articolazione del ginocchio, era, secondo il vecchio criterio, tecnic:uncnte considerata diftlcìle ad essere trattat:t. L'anchilosi retta de l ginocchio è un'ìnf~rmità preziosa. che bisogna gu.arfutrsi di toccare (Lagrange). E nel 1913 M.aucla il-e scriveva: fino a questo momento è di regola non intervenire. Si mira :t><•rc iò da tutti a dure una pos izione CONetta all'arto colpito da lesione anchllosnnte e per evit.'ll-e molestie tanto al cbirur~o, quanto all'ammalato, W\le ll principio direttivo di ottene re pel gomito l'anchilosi ad angolo e pel ginocchio l'anchilosi !n'tta. J.e operazioni correttive costltuh-ebbero il moasSÌJDlo richiesto dull'lnt.E-rvento nelk anchilosi. Mn Ol"'llal 1 risulta ti notevoli e duratull'i ottenuti da Payr, Murphy, Puttl e Lexer nella moblllzzazione chlrurgicn delle va,rie e.nchllosi hanno sconvolto la veoch.la teoria d~ll'a stenslonl!mlo. Pòr l'articolazione del ginocchio la t.ecnlc:a ha ra~;giunto grandi risultati. • . L'etiQI.ogia delle auchilooi del glnoccblo .può trovare riscontro in cause traum~n tiche, inflammatorie e nervose. t . Traumi dirotti. - 0rganlz7.e.zlone della flbrtna dello emartro In briglie cioatrlzlall. 2. Fratture e distacchi epiftsarU. -

Possooo produrre anobUoei o per esuberanza del callo osseo o per osslftoaztone del musooll.

a) CAUSE TRAUHATIClfF.

3. Lussazionl. -

Nel casi inveterati apportano anchllosl per de!orma:r:looe artritica o per organizzazione connettivale dell'emartro. 1. Ferite penetranti con inQuinamento settloo, artriti acute primitive (aversamento sieroso, fibrinoso, purulenlo).

Processi i nfettivi acuti

\

2. .A.rtritl secondarie a propagazione d i processo, sia de lle parti vlotne, sla ner metastasf (artriti dopo flemmoni - artrite blcoorragioa).

b) C AUSE tNPillQIATORIE (

1. Tubercolosi, 2. Reruno.tismo articolare orooloo:

Procusi tnfimn. cronici

s. Artrite deformante. 4. Sifilide (che si pre~enta come ostecoo-

drlte epillsaria). c) CAUSE D'ORIOtSl': \ 'OSA

NER· l 1. Tabe dorsale. 2. SirlngoruieHa.


ANOHlLOSI ED AR'l'ROPLASTICA DEI. GINOCCHIO

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.An atomia patologica. Tutte le flogosi, dunque, acute e cronlche deill'articotaziooo del ginocchio e delle formazioni anatom.l che vtcjne po$SOno dar iuog$ alla anchilosi. La prolu.ngata lmrnobllltà non tlì1 in 1~1ltù anchilosi, rna rig!dezw articofare per ridotta elasticità dei llgamentl (Durante). Però non si può farre una conclu· sione netta e precisa. Con1~ dopo anni d"immoblllzwziòne <li varie nrti<:ohlzioul in apparecchi gessati, si sono troVate le artic'QI.azionl Yl.due a quella ammalata completamente mobili ed è stata trovata uomutle l'articolazione temporo-mn.9<'ellare ln indirldui cll.e avevano da p.<t-rec<>hi annl anchilosi dell'altra articolazione della. .mandibola (Oruv~ilhier), ro;:l non è rat-o 11 roso di trovare rigidità articotaro dopo pochi mesi d" bmunobili7.:>-.azione. Varie furono le denominazioni u:o.ute per dl~inguere le nncW losi. Quelle più adoperate dal punto di vista clinico sono: nnchllosi completa ed anchilosi incompleta; e <l.al lato auatorno-pawlogico anchilosi ossea ed anchilosi fi!}rosa. Nel1'anchi.lo8i ossea si riscontra una fu-sione os.;:;efl più o meno c.<>tes.<t. La rotula -si può trovare SilldAtn àlla golfi illtéi"CòndlloidE>~'l ò ni èòndill. Soveutè l'ancbllos l <>SSéil del ginocchio a"'• iene per la fusione dei due condili alle cavità gleno.idee della t ibia per mezzo di tessuto neoformato. c·om~ puro può avvenire per gittate os..<>ee perl!eriche. DI solito il tessuto OS$t!O delia anchilosi è a lquanto friabile se risulta consecutivo ad anchilosi metntubet'COiare, mentre è piutt()sto resl~<tente nelle anchilosi consecutive ad osteomielite. perchè Yi è fornutzlou.e di osso eburneo. E' da notare, che nel ginocchio le supe1mcl articolari non conservano sempre i loro rapporti normali. Spesso si nota -sublussnzione della tibia. per col Il 11i.an0 articolare d ella tibùt va .ad appllcwrsi sulla pn1-te posteriore dei C'Qndili femorali. Neil'aJICkilos~ fib,·osa la sinovlale è ispessita, i Iègamt-nti e le ~>anslonl apo.. nevrotich,e fo11roo.no una Sf.)ècie di anlanlcotto fibroso, n>r<> tessuto eicatrizlale, che. come morsa, fa aderit·e le due elltlremltà .articolari l'una contro l'altra. l cu1 di sa<.'CO della 1.\'l.uoviale si retraggono, aderiscono e llm1tano ln cavibì articolare e se le cartilagini sono de~era te, il ressuto spongloso è nudo. La sinovia le è Jspessita e spesso è n1coperta di pl'()(}ottl ca•rtllaginel ed ~1. Le guaine tendinee ed l muscoli .p erlarticol.nri subiscono r>pesoo la degenerazione fibrosa. Trattame1tto ohin~rflicO d.eue at~chiloBi. - I procedimenti della chirurgia orto· pedka nelle a nchilosi v'anno divisi in due gruppi : 1° Operazioni c.hirur~iche flirette a correggere gli attcggtam~utl vizi06i <lellc anchilosi (operazioni correttive). 2'> Operazioni chirurgiche destinate a ridare H movimento o mobllizwzlonl a rtlcolari (artroplaatiche). Le operazioni usate per corrE'.g~~ vlzl di forma si possono .così •raggruppare:

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~ 4) SULL'& P.lo.BTI M OL.LJ

~ Miotomla. teootomia, a poneutrollsl.

Periarticolari

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t Articolari

l Eeclssiono d1 cloatrlci, plast•c:he outanee 1Capsulotomla.

l ArtroUsl.

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Artrotomia

b) St:J.L O SCHELETRO

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Lineare. Curvillnea. Cuneiforme. Aroitorme. Trapezoldale.

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Sono operazioni, la eu! tecnica è molto ben conosciuta, essendo stata usata da valentissimi operatod ed esposta In quasi tutti i trottati di chirurgia. L'operazione, destinata a far ritornare il movimento a ll'articolazione, l! co·


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A:-ICHJI OSI ED ARTROPLASTICA Dt: L 01:'\0CCHIO

~;tltuitn dnll'a,rt r·oi>laslioa. Helff'rleb, partendo tla ll'osservaz.lone che molte J)seud<»trtrosi si stablli'S<!Ono ·i n seguito all'lnterpo!:!lz.ione <li lembi ruul;(X)larl frn gli est.romi di frattllll'lt, 1)(?11!'1) che. allo ste,.,'!;O modo, un lembo mtt."<'olnre peduucolato, lntNposto tra gli estrt>..mi eli una rese?.!oue articolare, avr~bbe ilupedito la ricosti tuz.ione dell'anchi.lood. r.; nel 1893 usò J)Cr il J)l·imo l'lnterpol>iz.!oue di un lembo dt un muscolo temporale dopo In ,r·esezione del concilio d.<'lla mandJbola. Nel 190!) Bner mobillz;r.ò Il ,~:inOC'Chlo c·on l'lu\Rrposi?.lone d1 vcs>eieR di maiale cromiciz7.a ta e Pa:pr prntlcò la mobili7.7.8zione d,elle grandi tnticolaz1onl con lembi J)Cdu.ncolatl muscol.nrl ed aJX)nevn·otici. Pntti , nel J910 uro 1 prlrmd trapianti liberi di fasda lata, in baSC' n ~;tuili sperinlentitll che diedero l S<'gu.enti ri.mltati: J 0 la fascl.a lnta costituisce una vf'rn e propria membrnna ltm!taute, che non solo imTWdiooe la fu~>iO!l(> <Ielle ~~<tN>mit~ì rese<:ate, ruu anestn ogrù tenden;r~<t ostc<Jgeuet.ka; 20 la fascia latn. tr·>l·Piantata l)('lr la mn~;Rima parte re>otn viva e conserni i suoi caratteri b;to](oglci~0 11 lembo llber.o di fnl<cin ùtta non ba tendcw.a nd a ,-sunwre aòeren7.a con :tltro elemento artlcolnro, che non s\J'I la su))!'rfìcie dl sc-Ziione dell'o!'.<;() cbc rive:;te. Manifesta tutti l ea rntteri fli unn ve t-a membrana Ilmitnnte $imile nl 1terlostio ed J d lt> su]wrfici <.'11 rt Usrginee d i l ncro~;tn zione.

lrulioa::ioni e o<m froin{/ica::i.o-ni. àell'nrtrr,pf.astioa.. Le indicazioni all'lnt~r­ ,.f'nto >:l sono nndnte allnt·g;:.ndo, dati •i risultati brillanti ~)ttenutl. l/indicazione alL'l ntobllizznz!one <~birurg-!ca. ~i fQntla sulla ptX>~• in esame dell'etiologi». e della {>ntogl'ne.o:;i dell'nffe'.llone pregrei>.-«1 . òf'lle condizioni nnatomo-pato!o$:icbe IO<'nli, dell'età e delle condizioni fisiche e ~inll dell'ammalato (P11ttl). Poosono e~-;ere operate llllC1liJO;,oi, che da Inno da mo lti anni, nonostnnte un certo grado eli· ~•trolitl mJ.uSCOla'l'e >:11!'<9eguitn nll'inerzl.a. Si è v i.l>1:o in un caso di nncbilo>;i datante dn dieci anni rl'nyr) . il qua<lt·idplte r!pt-endere rapidnmE'nte la sua fun?.ioue, Si (](>bbono sempre però e:>nrn!lli'lre bene l mn;:;eoll e~<ten!'ori e ti~'Ort dell'nrticolazloue del ginocchio, Jl('r non eS€'!nrl:re l'nrtropla$tlca ec-1 ottenerf'. doJ)O, un'nrtleola:>.ione ciondolante. l~'l n<'<'f'!OSitA as100lnta deU'opern condiuvntrire da 'J)nrte dell'ammalato al trattamento u~io-t~rnpk-o po!<to))f'ratorio <leve fnre (l.<oclmlf're i so~:,~:ett l nervosi, Irritabill ed 1n:<offerentl. I bambint sono !ntollenmti <IRI dolot-e e ]')('rciò non possono el'l~re operntl <.'(lu ~ruccesoo. A prescindere che s1 J)Otrebbe rischiar~ con l'Intervento di ledere le CiN'tilnwru di accre~dmento. L'ammalato deve avere la J)Osslbilltà di trattenersi all'osped.'lle ed In ambic•nt4> provvisto di tutti l aue?.zi !'tl~sidiari di curn ))f'r n lmeuo tre me!!'!. Di ~rnnòe Interesse è il considernre qum1do Eli deve intet'V(.>nire. Le r!glditù e l':tnchilosi da processi iu1ìauUDatorl acuti, secondo P\1ttl, non debbono essere mobil!?.?.atl se non qunndo si ha assoh1taroente certezza cbe o~nl trnc<'in del processo lnlzin.le è ~>penta t'il a ogn:i· llll()do R\"mpre olbre un anuo. Come J>\HC, $(>condo Puttl. le nnebilo~i da .p rores!'l tubercolari , non ostante l discreti risulta ti di nner, non debbono conslder:trsi ndJitte J)(?r la mobilir,zaz.lone. Dato Infatti, che qnalcbe focolaio tub.ercoÙIJre lneti'J)sulato J)(?rSillta, la messa a nudo ed Il trnuma operntorlo lo ridestano; Il processo tllberco.l are s i espande J)(?r solito a de<)()rl'io acuto ed è grande ventura quando oo ne riesce n limita re In difu<:lone. Le forme schiettamente ossee BOno tecnicamente più fnclll da trattare ed banno una t»'Ogn<>;<.i più favorevole delle nnchilo!ii fibro:::e. ~on bisogn.n mai invogliare ~li nmrnnl:lti àd JisOOgèttami' alla mobillzzar,lòM, :::e nofi d1rnostrttno Il deiilderlo di mi~:liora re il proprio stato. Ope1·azi.one d-i PutU. - Prlmn d'intmprerHlNc la <le-s:crizlone <lell'ntto operatorio, <'<>nvlenc rlcorò~tre che non è ntro, che capiti di usare qualche operazione chirurgica 11rqmratoria, allo scopo di allont.<tuare difetti, elle, se uou oorrettl, infltù· t-ebbero sul cattlvo esito dell'artroplao:tica. Può essere lndisl>,(!nsabile, perciò estral're prolettill ed eventuali sequestri Ol':!;('i, a.spormre cicatrici. detlll'pautl ed nderentJ, praticare plastiche cutanee. dest!Mte n sostituir!<! vaste mue d! cute atrofica, allun~are ten<lini per COilreg)rere po!:li?.ioul viziose. l/Intervento operato rio si divide In quattro tempi: J) (>;;po~izione ampia <leil'articolazione ancbllosntn; 2) !'t'paro7Jone del cnpi articollll'i nderentl e loro cosf1nl?.ione: Il) misure iln nclotta re per 1mpE>cli'l't' In ~!diva d(>Jl'nnehllosl: 4) ~;int!'si delle pa rtl molli.


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Tutte le più rigorose pt·ecam~lon1 dell'al*'psi. Dlalntezione alla Grossicb. Alleste· sia generale (eteronarcosi u gocce). IA!cx-io eruost.'ltico. Taglio òi Putti. Incisione ad U rovesciato, che I»l'ftendo dalla r~wa articolare mediale, c!Jrcondn la rot ula per raggiunge1·e la rima articolare laterale. Dalla parti' convessa dell'incisione se ne distacca un'altrn, cbe portandosi vel'SO l'alto segue pet· cinque o sei centiutetri il margine laterale del tendine del quadril:!iplte (1). Dissez.ione <lei lembi cutnne i prossiwal1' rol connettivo sottocutaneo, lasciando lntJitto quello att:tt'('Uto alla rotula. Si isola Il tencllne del quadrlcipite e >lene allunga'to (2). • T..n sezione si fa a Z e ron taglio Iongltudinn le a ute<ro-postet·iore o in seu$ frontale. I monconl del tendine vengono m'VOlti in CQrnpressa dì garza Imbevuta di soluzione f\&lologica tiepida. Quindi tirando ;;nl woncone di;;tnle del tendine, ed adoperando bisturi da ossa o lo sralpello si ~<H'<'::t la rotula dalla sinostosl del gllJocctllo e tutto il lembo· osteo-cutaneo viene ribattuto sulla fa ex-la antel'lore delia ga'm ba. Si presenta cosl un'ampia visione <ll"il'articola~ioue e delle pn1·ti perliurtirolnri. Dopo avere df'nndnto bene le suJ)f'rfici osl'ee ffi pns;..a alla se-parazione dl"ll'alflcbllosi. Può E'~.'>l're ft1ttn iTh mnniera <liv("rsa a S<'<'onda cbe la fol'ma è fibrosa od ossea. Nella prima può bn!>tsure un movlwento- moderatamente foruto (per non provocare strappnmf'nto <li o..~ cortica le) oppure ~zlonare con bh;turl da ossa le masRe fibrose nt-lln rima artlcoln·re. Nell'anchllo~i os.<Jea si adoperano alcune s,::orbif' speclaU ~sgorbie di Putt.i), la cui curvatura rorrisponde In m~lla a quella dE'i condili femorali di adulto, oppure seghe ad arro o di Gi,::li. Si ~ziona I>rirna la ma;;;;n oond'Ì'!oidea. e;;terM e quindi quella lntema. dnnùo !':nCCl?S.sivamente allo Sbrumcnto incllnai'lonl tnll da tar percorrere al tagliente unn !:(>m!circonff're07..n a roncavltà prossimale. A. mano a rnnno, che l'operotore pro<'ede nella dieresi, un assistente esercitai 1m .movLmento di fies...'l'!one del ginO<X'b·io In nn<>do. Cil<' le ultime laiMlle o~. che t~ngono unite le epifisi nelln regione coodiioid('a posteriore vengono fratturate. SI ovvia rosi al pericolo di raggiungere col tagl·iente della sgorbla Il piAno llOPliteo. ( r,i.berati i capi ossei, ve~ono lu~sati in fuorl. SI completa In estirpazione di tutte le ma~ fibrol'e, chf'. come avanzo <l~lla. capsula llil'tiCQJare, rappre.c:ent...-mo SPI"S."'' Il più forte ostaCQlo ai movimenti di estensione. Nelle ancMlosi fibrose dt>bbono essere asportati i J'el'tti dei legamenti crociati e tutti i W$SUtl fibrosi ciCfltrizlall esistenti, perchè rostltuiscono dei" punti òai quali possono nascere recidive di aderenze. \ I capi nrtirolnni df'bbono essere modellati nel .senso <'be s i deve togliere quel tanto dl os.<lO ne«>al';llrio pet· formare una rima articolare largn due o tre oonbi'I!letrl. Sul femore si modellano i con<llll con una giusta gola lntercondilo!dea e sul piano tibiaJ~ si creano due cavità glenoidi poS$Ibllmente ron Identica Clllt'vatura del condili f' divisi da una cre-..~a Ubiale. che si d ovrà model!.<1re in seguito per farla combaciare eMtt.'lmente nella gola lntercondiloideu. T.a resezlone deYf es..<:ere f'CQnomìcn. ma non' tanto da· voler creare m1o spazio vllrtu<tle rome quello dell'a r ticolazione norrnnle. E' stato ben dimostrato che è m~llo IH·nti~ne una rima articolare dia..c;tatlca, anzichè -stretta. L'articolazione ciondolante non avviene, CQme si potrebbe a prima vista pensare, in gtrazia d,f'lla gra10de retrattllltà òel re;:sntl molli e della riproduzione di 'tUJa ;era cnpsuk'l articolare ron !spessimenti Iegamentosi. (l) VAri furono i tal!'ll adoperati; Murphy prima uAAvll due tagli: uno lutelrnle esterno di 17 cent. e l'altro al Iato Interno di 10 cent.: dopo usò il taglio ad U con In parte ronvessa ~n alto. Payr ba adopera to il ta,:!llo di Textor e quello di Kocker. Da parecchi anni ha adottato un taglio ad S, che comincia un pulmo al di sopra della ·rotula, e circondando 11 margine Interno della u'{)tula ghmge alla tuberosltà della tibia. Putti nel suoi primi' non' o]Wratl u::;c'> il tnglio di Kockf'r Prolungato In bna..<:.o per elrcond:1re la tuberosih\ tibinle {'(l In ulto per mE-ttere allo scoperto In fascU! lata. (2) Puttl nel prim4' cnsi òlstnccnvo. in toto In tube•·osità tibiule unitn nl tRn<linf' rotuleo, ed 11nn volta pratl<'ata la ruobiliz7..nzione. rifi s:o;;tvn la tuberosltil con du~ robusti chiodi metallici un pò più In alto del suo primiti"o attacco.


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AXCffiLOSI

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ARTROl'LASTICA DEL Oll'IOCCllfO

Dopo aver provato la ri<.'omposizioue della nuova gluntu•rn si pns...«a alla levigutura delle superfici a•rtit'OlarL Si adoperano vaxie lime (da legno, da t'erro, miste) e M varie sezioni (plnn.n, se.mJ<.•un·a, clllndrico-conica) per ottenere quella finezr..a di dettagUo che non st potrebbe ilvere altrimenti. Si tmrotoudono gli augoli e la J.W>Ivere ossea si •"Pinge negli spilz1 della .spongiosa, dove esercita Ullil azione emo:;tatica. Quindi si :p<1s&L u fM-e l'avvallamento suH'epi1isi femorale, cbe dovrà rl<.~vere la faccia profonda della rotula. Con lavoro di lima se ne leviga la lAIIJ4.~rfi cie. • Si passa al terzo tempo. BI>'O~ ri.c:ordnrsi 1n quest{) momento di proteggere il più che è possibile le ampie superfid reseeate da i nquil1ilmenti e di i•m pedire U loro disseccamento che altererebbe la YitJllità degli elementi superficiali. Si adot.~erano a questo scopo Irurghe cowpres...<oe di garza, imbevute di solu?.ione fisiologicu tiepida, che _vengono Interposte tra le due superfici ossee. Lo. dier&i cutanea viene t{'mporuueament.e ch.iusa <.'On pinz-e da sutura. Coperto H ginoechio, si va a liln1tare con tenzuolettl sterili la superficie lnterale esterna della (!Os<:ia. SI rinnova la disiut'ezione con tintura. ~~ jodlo. Con nn taglio longitudlnale di 25-i:lO <;-et~t. viene interessata In cute ed' :il connett!Y,o contemporu.neawente senza intaccare l'aponevrosi sottostnnte. Si divaricano con energia i lembi cutanei e si scolla largamente il oelluln·re dalLa. fascia lata. Conviene ricor(lare, che dove •l'l cellulare è aderente bisogna la·s ciarvl qualche zolla adiposa, perehè in questi mmti l'aponevrosi bA delle lacune mascherate da grasso. ~L"<>­ perta la ~u;cia lata se ne t'CC.'Iàe un lembo con lati di 10 x 20 L<ent. La faccJa l•rofonda della fasda lata :,i distu<X"A in g>rnn pal'te per via smossa e· faci.lmeute dulie cwrnl del va :<to. Pt-eleva to il lem·bo, ~~· chiude la ferita eutanea della eo&-cla con pinze uncinatr. ' Riaperta l'artlcola:~>ione si rlluss:1no 1D fuori 1 capi os.o:;ei. Yl si dispone sopra il lembo, J)rfma sn una superncle e poi sull'a ltra. I margini del lembo vengono fissati cou puu.ti ISOOccati di catg11t - dopo a n~rlo fatto n<h~ril-e bene !:lopra le su))erfici ~ dl IJ'().wzione - al periostio del femore davanti e sul lati. <Jtulsl mal J)Osteriormente e ~<mlla tlbin. E' inditrerente nppli~re nell'os~'O In superficie cellu· lare o wu~olare del lembo apone>rotiL'Q. Come pure può bastare che il lembo ricopra uno solo d ei cnpi ossei. DawLc; ha tl'Ovato più Indicato pen.- lo $L'OtT1merito Ja faccia mUSL'Olare dell'aponevrosi. Fissato il lembo d'intcrposimone ai contorni deU'nrticolazlone, si rimettono a contatto le superfici de11a nuova articolazione, e s i pa::osa al trattamento della rotula. Dalla sua fa.ccht artic'Olare <;'QO lo scalpello se ne abrade una lamina ossea con tutta la superficie cart.llaglnea. Si SC'Olplsce quindi · un lembo peduncolato del legallllento adtpooo e si' ribatte sulla .s.-pongiosa. della rotula. Con punti staccati di catgt4t viene fit'~ltO al tessuti perirotnleJ. In questo momento >iene tolto Il !.aedo emostatic'O. L'aponevrosi Interposta arresta l'emor<ragia della -spongiosa osflea meeCilolcumente come emol'ltlltico <li eff'etto !mrued1ato. Allacctnt111ra del vnsl snnguinantl. SI mette quindi a posto la rotula facendola combacinN! con la nicchia 9(':1.vata fra l condlli e quindi si passa alla rico..<:t!tuzlone del tendine del quadriclplte. <·he dovrà restare allungato tl'mto, q\mnto è neces...<;..'l'l'io per mantenere la gamba In ~mitl~sston.e di 400. · SI procede a Ila sutura ti ello cute con crine di Fhrenr.e. Chiusa l'a·rtlcolazione, l'esta da suturare l'lncl~ionli! della coscia. Emostasia. rompleta del vasi muSùOlari e sottocutanei sezionati per evitare •ra<X"olte ellUlticbe, e poi con catgut si unisce H sottocutaneo al tessuto museo!~ l!i'O ttostante, per abolire gli spa~ ~DW~·ti. Sutura della cute con crine. Si r icoprono le due r,egionl con. abbondante mo..>dl<'n tura asettica e 'si fascia con leggera compressione. L'arto vle.ne posto in ullil stecca gessata posteriore, cbe •n dalla radice della coscia ai' zoolleoli, già prepnrn.t.'l dal giorno precedenw. Lll ~tl'c<'ll mantiene l'rurto in ~mlfle~o;;!one ed evita lo spo!'ltnmento d el capi articolari. SI uppllcu nel rontempo l 'est~m;;ione continua (da 8 a 5 kg.) allo scopo di llUlmtf'ne re lontane le &1.tperficl n•rtk'Olarl reseea te. l pu.nti - per ev1tnre che la pelle l'i tlnprA $Otto la forte t.enslone dél mov1rnéntl 91. toglieranno dopo 14, 15 giorni.


ANCIDLOSI ED ARTROPLASTICA m:L Gl NOCCHIO

01P·a. postope,.atori(l,. - L'Intervento descritto. non l'aPPl'esenta, che una parte del trattamento. Non meno Importante è la cura po~;toperatoria. Imchieùe molta prudenza da parte del chirurgo, cb.e nel suo compito deve essere ben cooodiuvatv, .dall'ammalato ste~"<>. Si può <li•re, che in gran pu1rte il risultato dipenda Jai lllOtlo <.-ome ru condotta la <."Ura postoperatoria. l'er dieci o quin<lici giorn-i l'artlL'Oluzlone va lasciata a riposo. lo questo frattempo la incisione <."'ltanea aderitK-e ed i !enomoeni Jnfiammatori postraumati<.1 si risolvono. Tolti 1 punti, . la mobill..z.zazione inizlale viene affidata esclu.sivamente all'ammalato. Il ginocchlo, denudato dalla do<.'Cia gessata, per qualche om viene sottoposto ogni giorno a mo,·!menti di flessione e <li estensione. Il <.-omplto dell'esten"ione resta affidato alla tra:z.lone coi ·p esi, e per la tle&;lone serve il seguente di spositivo : si !a passare un·a~ di fascia .iltnbottita, larga 10-15 cent. sotto il popllte, e sopra al ginocchio viene aunodata ad una funicella, che sl fa pu::~Sare nella gola di una carrucola. jnfu;sa sull'at'(!() di u-n sostegno rueta!Jico, sltu.uto Alla metà del letto. L 'amJD.!llato, tlmndo ritmicamente la funi<.-el.la, fa e.segu.iLre al glnoc'Chlo movimenti pas-~vi"di flessione. E' opportuno ini~ial~ pure precocemente i movimenti manuali passivi della rotula per evitare la facilissimn adesione di quesia alla gola intercondiloide.t. Ll rrec1uenm e la durata di questi esercizi deve essere stab1lita caso pe~r caso. Alle eaercita~ioni passive di t ra:i.one si fanno segu1re quelle in &OS1Jetl.8iottc . L'ammalato in i)Osizìone sed11tn, dispone la gamba di fuori del margì.ne del Ietto e ~la che la gravità agisca tlettendo il giuoochio. Dopo alcuni giorni alla gravità ù ell'arto si aggiunge quella di pesi applicati sul collo del piede. Dopo un mese s'iniz.ia U'Wl vera Cll'ra fisioterapica quotidia'Wl. con nJassngglo, faradizznzlone, termoterap.ta (termotoro di lHer) e m~~Poterapia (apparecclli di 13onnet). .m· opportuno tCJJer presept,e, che il culore (termoforo) esercita una iperemia attiva:, che facilita li rJassorbimento degli e&rudati. Non è buona regola e..<~agerare con questo mezzo. Provocare troppo tl'apld:;unente e precoc-emente il rlasswblmeuto dei liquidi articoJarl è Jo stesso che privare i tessuti di quella somcltit neces..'l!lrla per l'e:;:plieazione d ella loro attività funZI.onale. Il ca•mm!no ed il carico si possono permette-re dopo un mes-e o dopo un mese e me7m> dall'intervento, quando cioè l 'ammalato h-Il acquistate una certa &icurezw. di appogto nell'Mto. ii curo. inoltrata: tenmoforo a giorni alterni e meccanoterapia in wpparecch1o a pendolo. Quando sl t•iscontra un e,·entuale arresto al graduare aumento di el:!Cursione articolare si appl_icnno temporaneamente apparecchi gessati in ma-ssima estenstone o flessione. A questo proposito è da ricordal'fJI', cbe durante la mobiHzzazlon-e fnre troppo slg:nliiica molto spesso fare tll.!lle. Non è •J)OSsiblle dJ fissare t termini della cura postoperatorin. Di solito oe<.>orrono tre me:soi perchè l'aiDilllnlato non abbia più bi~gno di cura <>!'q),ed.a liera.

Iti8ultati. - L'esame a distan7..n di tempo del mobllizza1l! ha potuto confeormarre, che le nuove articol.a?.ioni sono giunture, che ~;i accostano moltissimo alle nonnall. Non N'Sta alcun <listurbo della sensibilità profonda. Nonostante la grund.e breccia aponevrotica alla coscia non si sono verl1ìcate ernie muscolari. D riflesso patelln•re, pet•duto sul principio, può <'!ii;('lt'e provocato con la solita lllanovra. Non si sono verificat;t casi di lussazlone secondaria dei capi articolari. Il mov~mento raggiunto si mantiene e spesso cresce. Lo -stato mu9C<>lare migliora notevoln1ent.e. L'operato dopo un certo tempo ae<Iulstn la ~nsar.ione di piena sicurezz..'l deliJ\ sua articolazione·. Due ufficiali operpti dn ~yr d1 mobilizznzlone del glno~h1o poterono riprendere servizio uno in av!a:r.ione ed uno Jn artiglieria. DI due mobillzzatl ila Pu.tt!, uno è ritornato al suo pesante Lavoro <li' f.a~hlno scnll'icatore di grano e l'altro ha tatto 11 servizio militare di guer.m. Grazie alla l!llX>bil1zzazlone cruenta CQn lnter:P<>Sizlone è posstb!Je creare ncoartrosl del ginocchio, che posseggono elevate quaH.tà Ertatlche e c~ticlle, ch.e soddisfano pienamente gli operati e che consentono uu eserctz1o funzionale gravoso (Pntti).

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RIVISTA DP:LL.I ~l'A M PA

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l'l'ALIA::\ A ~ &'TRA:"ilF.R.\

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E.STRANIERA G. \'t.:'\Tt'ln:u .J. ->- CoutriiJIIIIJ (lf,/o 8l11dio battcl'ioloyico dd/e /l'l'ile di {JIIfWI'a. ( h! l ra, J.!J:.!'I). L'A. ha watiqllo :!.'S t''>}llLii buttc•·ì•>lo)!i<.'ù <11 tcrrèu.i ùi tJittcet'. di c..ttullliuamentl e di rieoveri delle Jll'i.lll~ Hn.-e, 24 <..,;;:Iwi di brandelli d1 Yestlwt!tLW. di soLdntl e lti:.~ :J·h.-e•·c·be ><u fe dw d.i HJ;ul st·d(' e de lla più v11riu e ntità, .iD tutto 11 loro decorso, ed M ~-onstntato dw 111 fior:~ de lle in.fcr.ioui delle ferite ùi b"llerra è .identica a quella degli a biti dei :;olJa ti. l;t yuale, a sun volta, <.-orl'i,;;pouùe J.ICI'fett.nmeute u q uella tlel terreno delle trìnt~~~econ<lo l' A., 1 germi <)('] tt-n'(.'DO ue Ile trlnt>t.>e sarebbero [)rotlotti da l Iii putref:t.zion_ e ù e lle ullltf'rie Ot;!:t'Di<'lt<• della ~·t·io nu.ilw,tle o V<!.get!llo, che farebbe intervenire gli ste;..-::i deuwut~ batterk'i delln putrcfnzione intestin~lle. Fra le ~:.1)eci.e n IUt('II'Obil'he e;:li IJ11 trO\'<t to co:<btntlc'rnellle, o tlWISi. i1 ba <:. pcrfrirlgenl;; assaà frequenti il ''ibr. <*ttico, il bat. :<J>Orvgeués di MetdmikoO', il IJII <:illo tel:llnico e lo s treptoco<:'co IUI:H.m >bt<:o; t'<ttwue11te il bnc. ralllo.<;us, Il bnc. putri.ti.cu.s e il bac. frngilis: fra. le l:'JI(><·le aerobiche ha ri &'('Ontrato molto 1'rei.Juenti lo stt·eptoc-occo e lo ><t!ltii()('Q<'<.'<J in tutte le :<ue Yariclii. hl proteo v., i <:olil;illlill e i 11k>eianei; rammente l'cuterOC(){;(.-o. i t<'tragenl e gli pseu.ù<KiifterlcL L'A., o lt.re l'Ile i JJIÌ<'l'Or~a•ti,.mi prop1·1 <lellll tlora ft'C:J le e del. tN-rcuo, ha rinnmutv nell e ferile di guena andw u1icrorgnuismi propri della flora cutnnea, che t'OlllJ>Hl'ii-ebbero i·o un fl<!I'iodo tn rtliYo. qua.ndo le -f erite cominciano 11 dewr~rsl, JUPDtre gli 111tri ba tteli s-i r lOC"(mtr<.> rebbero doliO 5-6 01·~. dn .t n·ima gli Aru1erobi, per lo più soli, e poi li~K·intl agli aei'Obi. i qual! <la ultiruo prenderebbero Il roJ>rn \'Y<'II t o.

G. \'F.:"TUJtY.J .J.r. -

l pnu!IJtfi. rlc lla f crm cnta::iollc latt ica neUa Cttra dr·llc f erit e settic h e di (JII P rro _ -'- Zara 1921. O~ui ferita in guerra da arma da fuoco si può ritenere mtetta sin dall'inlzlo per nr..ionc di 111 i<·roJ·_golni.-<mi <'h t'. n bi tua li n him tm:i <J·e iJ'inw.-;;tino ùt'l l'uomo, degli ;tnimalì t' d('! tt'J'I'('UO, pus.•;utlo negli abiti d~ soldati, col quali vengono <.-ontinuameuU> a <>ontntto: i ge-rmi <:be e:,:JJOIIJ::ODv a JnJllrglor pericolo sono le torme bacillari ll.lliH•rnl>il'lle e In :<tl'<'Jttoc•oc~'<). SJ)(>(•ia hne nte llf'l' l· suoi rapporti d1 a :;o.<>~ ,(·iur.loue con

glì :1 llll t' l'Obi. Lnngbe d.i;:,rn~sionl sono ~rte drcR 11 llliJ?lior rr:e-a.o per combattere tali ìnCe:r.inni: anche 11 mct•)(lo anti&ettiC<>, · ril'euuto d.n lla maggior pnr~ d ei cllirurgbl il ><o lo ('IIJ.>aC(• di fare Hbortire Po lufeZI.ivne \J1 uon ferit.lt, ha dato hl f •g'o n nou po<:lw critiche , -s1a Jlf'r Il PO{(.•re irritante <'Ile per la tossi<'itì1, la soluhilitù e la <·.apa<·it:.\ dl J)().lletrare n e i te:-;:-;utl. I splrando>ii alle clit>;,;;ic·Lle 't'i<'e t-chc del Metclmikoff' sul bacill<> lnt t l<-o ne!Ja cura <IE>~Ie lnf<'7.iOlli intt•:<llru.tli, il Snmnranl ila potuto sostituire 1-e(X'ntcuwnte l}uesh.~ colture nella cur:t delle ferite S('tticbe CQn un prodotto della f errut'nl:<t?:ioue liitti<.'ll: sie ro di liittc <'Ou agg-inuta del 2 f>C'I' ('('nto di peptone e ft>.nnE>. ntato llno a 1,3 a 1,4 1.er Ct'Uto di adtlo latti<-o (H nter.:rA) <li culture l'(.'Utrifug<tte di ba<.:ili l lattici cspilou di J!'r emlt-m·eidr ~hnionn ti) e ><terjllz7.n to. L'A. h.a controllllto anz itn tto il pote re autlbatterlco di questo li<lllido. <.'Omparn nd o l.o ç-ou lo :>k>:>.o;o pot('re dei più comuni nntisett.ici tUsa ti., .,d Ilo studlnto le sue pr•>Prie tà <li iwf}E'<Ih"P. l'in;:ediari;i n e i te~'<"l.lt i. \ fei germi delli1 pu,trefazlone, promndiO infine Il potere a ntisett Ìl'O Sll i vari .~rvrmi JIU togenl. In bn se alle sue rÌ<.'CI"Che. l'A. 11!1 ~'Onclti:;o t·be nuclle Il ><lero tli la tte nd<lo i> un ottimo- <l.isinfet.tnnte, da pref\•t·lr&i H~li altri per la s ua prol!ri età dl n<m ùL.<;turlXI.t-e la vitalità degli elementi li:siol<n:ici de i te~utJ. Riporta, 11 prova <li d•'>. un11 casistica, fdoYe T~t· ogni fer.ita sono t'iprodotte le Jn1lfkhe del decorso ùnttt>rio lo!;ico, l;l('gtlito giorno pe1· :;_.;orno. fa•·l•mln det:li ><ti+sd, prima ùl Ol!lli mNllCJitum. <~m matf! I'i}tle p{'('le \' :Ho in ' 'liri pwttì, <'Ontuudo quindi. l gt•nui <l.i moltis~;lmi campi e f\t'('n\lo poi la lll\'•11a: 1 ri.•mltnti


• > f te-nuti diUIOsl.nlll<l l' t!ftiC~l<"Ìll dt•i p rodo ti i della fcl'lllenblzlVIlC 111 tl.i('a nella t 'Uni d dl•h• f~trite s<•ttkhe in !CU~'rtil . l .r1 r/iffu.•iullr· ridia luhr·rco/o.~~ i n (lr: rmr111irt rfllra nf e lfl uur•1·-rr1. Z<>itsr·hrirt J'iir Tttllo:•rlmlo!«', t. XXXIV. 1021. L'.\. h>~ <·onsiAtlnto t·h,, tl111:1nl<' In ;.;u!'r:·a ,..,i ì· :t\' Uto Jll•lla 1'11J:<sÌ<t 1111 :IIJJIII'JJtn ù .Pll.'l mort.'l litit JIN tultt>l't·olu.si· <h•l (ii',!l ltt'l' c-ento. nell'A:<sia dt>l ti:;,2 J'IE'r L'1.'1llo. upl '\Yurlt•Utll('l'g del :!:1.ti ~~·r t·(•nt->. JIPII:L 1!.:1\·iera del 17 per teutl). Xt• lln l'ru ssia la dit-Tusicuw di'Ila tuh•·r<·olni"Ì :<i è "'l"'!·iahllt'll lC n•rilic.atll ndl<' dLt.il C<m 111111 Jm~liu d P li:!.~• )ICI' <:<·nto di 11\llrl.llitil, Ht~•nln• IWilt•t·lu upa;:me ~<i è liurtt.'l ta ::~l:,;:;.:~ J><·r t:<'lll~l . l't~t· qlwnto ri).:ttilr<hl l't•l:'t. L\. h;~ J·il.-·,·nt" t·lh· l ':tllllll'lll" •h·lh1 llt<>rlnlitit Jof'l' tll · l~t'l·vlosi :-~i v<·rilit·a sfl\'<'i:dtut·nlv Jl t'i ~OJ!!;L•ttl ù; l 10 ù ::u anul (!ll per wntol, poi tu•;.:li indiYidni d:1 1 :1 J.", ;~1111i f(i~l P< '.r n·utnl. q11i11tlì tll'i so;:';!l'lli da ::u a nn l'ii 1 ~· 1·

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/)i .<i ttjr:: irmì r• rfi.< illfr•.q fciZÌti ll.ì iu r;IJ.mf}Oflllfl. '1'/w La.11cX'-I, n . :ìiHi(i, 'l'. ~;XC IX . fJ :ili ~{, almeno dell<• lll:thttti<•. dalh! <Jtlali !<•IliO <X>Iplte le tt'UPIK' in t-ampagi111, po:<>'ono f>~:;t>r~· :ltll'lhttih.' all:J llt:tnr·:lnr.:t d'il!i<•m• d\•11:> fll't'>'<.>mt e alb1 pres€'.nza di pidoct·hi. I tll~z~i di lotta <·onln> qut'"lì 1~1ra .•·sì ti >-<mo: jl llal/.'HO JK!.riod.ico, il c.:lmhio di bìnndwrì:t, l a dislnf<":<wzione <le;::li ind\llllt>n f i. L:1 lotta può e!<Sén' attnnta in J..'1H' rra <·<>n: ·"fllodrc· eli pu/i~ia pr•wvh•tc• fli lantnùNi<• mobili e d.t appaI'E'CdJi n do<:ci~ <' >-tnfc Jll'l' tli><lnft•stazit•ni mobili. a l ><t'Jnlito delle unità combattA•nti: <' <~<>n 1111 .~nci :io ·' lwr·ifllf'. lu<:al·icnl'<> di <)I'J!ilnizzurt' nl'!li'N'(>r<:ito la <li~infi!­ z.ione, lo :;pldocchlalllt'ntll. i ha,::-ni. ecc. } 0 J)i~hcft! ~ÌUIJI'. i'llt'i t!S>'<:'I'(' IJI'UtÌI.:atll COli ,.:lufe llJHb!U e ('()O stufe fi>;Se. :\'el 191X le dlvi"ioni furouo òotntl' di 2 ~t uf~ mobili: è Jud'i!<lWII::litblle elle queste ;,tufe "!E'un auttmlohilì. l ii<lt•:t C!'ìtdo!l('l'llrt• una loconlrltiva o 1111<1 1111\<:cbiua a vavore per f<H'tlire Il vapore r~<•c·<·><"<l rio a Ila <ll><iuftv;;io•w è l'ecdlt•ntc: <'>'Sil fu mcs..<m in attu:.~zlone dni bo'J il! L t:el J!IJ;; f' da!!li inl!lt>si lll :VI<·~opotalllìa. Qt!e><te stufe mobili fu r ono Miche a<l<>J.:>t•ratt• J>t! l' Il 1r:Htaln<·nt•l tlPIIa hian<'hf'ria e del!li iudumt>utl lm preglwti d1 !!:t» « ruou~<tarcl(• "· li ,c;<~ t·vlzio ~1nit<1rlo, che non 1"'"-~t'dt'l':t Hl<·una i'tuf:t tf>:~t al principio della guerra, dotò tutti ;.:.U <1.-<!l('dllll deiiP rPtrovie di l o 2 stuf<> t· dì :l sttlfe i com·ul<'· :;<:cnziarl. l,' UI·ono luultr<' il'tituite :<lar.ioni t·<..,ntmli dl disì.uf<·zioni con bagni a ~<>cela pre,.so le l1<1,.i nn1117.;tt<' t• IUIIJ.:O le de eli com unie:tr.ione. V('roo l:t fine d <•lla <:.arup.'lgoa furono (;OS~ruite g'l'andi (':IIII<'I'C da disi.nf~'zìone (iu lf>h'll<~. ln t'CLn\Wto o iu amianto, f)\'e il vapot·c eru lllllllt'.'>-"0 <t m.er.r.o di ,:nm1.1l) con J.:rrtudis!>imo reudime.nto. 111 C~!rte bn>il n:tvali furono ;~tlllpN:lti _g-li !llll'>ltre(·t·hl Cla~·ton ad anidride .wlfor1o1 IK'l' la cW:inff'zione dei tn1;..porti. L'A. seg•wiA che l tt>d<>:o:chi fetvro "CJ1rso impiq;-o di :tJIIIIll"eCChi ttd aria Cil.l.<l11. Pt•r evlture la propugmdoue in tNritorio di ;.:<•t·mi infNtivi ognl treno Jli'O\"elliente d:tl t't••mte dove,·n fJì1s~art' fH'r un~t ~'>"ta7:lone idi <li,..ìrufcziouc ove· tnttl i mllit.a.rl. ulli<:i~tl.ì e truppa, òOY('V>tiiO ,:uhln• la <locc·ia (' ltt disìnfe-;;ione dell'l loro hinn<•be•·l:l t· (lei l•>r·o l•ngn)!llo. L'A. non è partiJ.:i:tno dt• i tli~infetwuti I!E'rehè oostosi, l>oCO l'fflo1ci. c di (liOic!l~ trasporto . Il c r~~'<O'lo t- uno Id,,;, wi:;Uori dil'<iufett11ntl, deocloruut~ e l~t rYlciùa: il fontwlo <•ttimo JK'I' I.JI,.iurt•ldoni di umbìt>nU. ma irritnut<>, e dJ pt·e7.7.o molto ele,·ato: il dorurù di r::tlcio. utiliz1..ato 1~·r l.a cl!sin!er.Jou<:' Ò<' ll'acqua. è da sc:ut:tr!lì COUie <k'{)(lorunte. 2<> Di~iufe.Ha::ir:m e . - Al J•riucipio ddl.a gue rra· Il >1ervizlo :AAnitm·io <'t•r<:ò òi dotJÙe tutte Jt• divisioni di bagni culùi, òapprirun provvi:<orl ~ r••s.-·i:l ad lu,'ta Ua1> GWmale di ?Mdicina militar~. -

Faso. I .


(;6

z;ì(H\1> fj>-~1. dove Q l t rr· Il ha;.:uo po tent cffl't.ttta r si a Il d te lo :;pitio<:dt hliU<'Ulo <1~· 1 La IJianciH:~ ria t> tl~>~-:11 iudtmwntl. L'.L\. è pa rtigiuuo C<lll\'i nt<> degli app;tr("<·dti :1d 11ri•1 ca ld<~ c:.-..>lll\' i pitì !lftieaci. Co n \":-.si 1u fatti è ;.u tliclt>ntl• m ul temt)(!l':ttur:t di su·• lll'l' s u l i 20 minuti;· g li inùunlt'HI i no n 1•i ~<dU I)QJ H> e non :< i uagnano e po,>:;:«JUO ~·~<:«.'l'<> :-;ubì to indossn li aiJpena i IIJ illl'>ll' i hanno ul t iuw to il ha)!n<> di puli•t.ia: il Jlflll:('>--s<J inoltr(' l' plil rnpidu e eli [){)(;O I..'O•~to. ln co nl'lu:-ione i'A . rll t>VM eome i progn>si<i oLt~·uu ti dt1 r:111te la gu~c•n<t iu llJII· t•·rl:1 ()! dl><iDf<"ziont> e eli spldoet""hinmentu. llltnuo r><•mlt'>':<l} d'Liwinre l nlilit;~rì •Ili<• loro n bi t:t zlonl llll 'atto della smoloi lita:done J l() l'f~·tt~lll\(•Jit." pulitl t '<l. i mlllUJI.i dll in ~·t ti . !\t•i rorti di !<l)lln:o fumuo crcatì ce n tri d i 1'-ltwl>il it:Lzlone, fo111Hi di du<' ~z;lonl: i nli lit<l ri uvu pot<!vMw llil ~:>a r e d<tlla 1• "li.'l :!• St>z.ione sen1..a n Y<'l'l' ~<UIJito LI bagno e lo ~Jih loc·ehiam(·nto; ('><~l erano ino llrt> sottopm;t.i ad IH'C'Ur:lf:l \'Ì>'il:l HH '· dicg ed lndal'i in :JI•JH>>-iti Ol-<JI!?Ù1111 se ~ffet ti da n.wlatU!.' . • /.'ili/lUCI~(/ df.'l/(1 !1111'1'1'(1, s111la '/lltll'fiONilli e morta lità r: .Yulle Cùtl.rl.iziOII'r: tli 11111 ri::i•m e 1wlla Cii tci rl i A m.bu.rt/U. 1'-ircfl<lll',~ A.t·chi v. Bd. 27.

F.mc -

1

L' A. Ila l<ttto importanti usfioerva7Joni sulla popolazione ù~lb.l città di Ambu rgo per il qua(lrieunio l!l14-l!lJS, p11 r agona udo i l JWI'o dd <'!Wan•ri ()j l nd iviclul morti nel periodo dl tempo pro:>('(l(}ente alla guerra c·on quelli de«>dutl du•rante 1 vari aJllli dreJJa (~)u{hl~J·;w.lon(~ m<~u<li;~ 1<'. Xt>i httt:111t.i ><i i· ;lnll o tHu\ lieYe dilwren:M ll(• i J•rh'lli :~ nni l~lli.d, in mcl'ito :tgli sfor;r,i filtl l n:·t· :t>'-" i<·ura -re alh:t prima Jnf11nzia un;1 :;u,tficie.nte a lime ntnz.iune, mcn t r(' IIA'!;H nlti1ni n 1111 i si è YL•rilk'll t o u !l!l sen sibile d i . minuzione <Iella m ed in del f>t'~. F IJ10 H i 15 anui l!• v:t rla;r,ioni notutt• non cousoentouu o ·nndu~ioni categ-o)ric-lw : d:t i l ti a i :;o ,1nni iJin'<v ùt , 11tniull:r.inne <li peso è elt'Yiltft t• p1·ogres,-:iv:t: ~liti :30 ai iU il qtwdm è HU<·ora ,l'iii im.pre>'"-'ÌOil tlltte, >rll<wando~i unu dill'~r~:nr..;1 \ii vltro: JU k~.; ut~n<> !«'J \s ibil f jQfinc :<ouv k (!it1<>renrR dni 'ili jq ::,1J , L'..:\. lut c-<mst:ntato inoltn· tm nolk•,·ol e :lbba s~mu ~·u to Jtt•lla IDl>tliu. ù t!i .IX'SÌ u. l ~'<'):'~!t'l'ti ul1\'tU d n •tu he!'C'OIO!<Ì. dtt tutuorl •lll<Lii;!lll e da :li'U~'1'ÌOi'<·INOSÌ , in t·ul la dif1{•1'C lt7.;l t'<U.')!iuug-() lino l J'i l;g. l'et· QttHnto ri;.wanf:a l'infe;r,lout! tttbe i'I..'Ol:Jr{' l'A . :t\Tt>bhe ittolt r<> l'ilevato In 1•1'(•,;emm di pr•l<~ssi tub•·J:(·oJawi r·~·uti, :<IX!d:tlmeutt.> 11 Joc·aliz7.a;r.i oni inl<>!'>tin ali in "''~!!·••ttl ,·t•c.'(·bi , m orti l't'l' <·:111><c• ù!Yt>rse. il 1·he provcrehht• •·OJll!> la guerra :thh ia d<>tt•nuiu:tl•l um1 "''''-"l blh• <lituJntt:r.iotu• <li J·e~i~'tt'IIY-<l alle lllll · l:t tti•· jnf'Pttin• in gP th'r<' N l :tlla l ut.w.reolt)si in· i><J)t.~:it• . t'tii' I.'>I S>-1:. . f .o

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~[il:1lln. IIOt•plì, 1!1:!:!

f/<·~o:r~>~tio no1<tro ('(.lli P;::-: t !l(•hl:l :\l.•Hi n a si (> prnpo,..tn i n •piN-1 o lihro •li -oc•rh·PN' 1111 ·r'fll/t'IIH' ''""' JJII'<li r·n-i;.:i<'IIÌ<·n cLt"ll:t 110~t1·~1 ('Jlli.;rr:J:r.iono•. t'd ha l':ll'lilllo in 1111 Yo· hlllt<' di <\ !Il'(• t:WH r~:l):'iiW qllallf ò 11<\n svlt~tllt.O l.n tnl tur:l :Hl inl:l ila i l ih1·i. lllll l:t ><11:1 l l..'<jl(•t•i(!1lr~l di tll('l]!('o P di rl:t\'i )!':IUÌI' gli h lìiUlO fa t (t) ('Ollt)>'l''('l'P. Tn \111:1 primn p:lrt(• ~.::<•n(•l'llh~ ) ',\ . trattn d{•J)a t'Oiorti>w.<l?.i(IH<·. a lilm•nbt?.iont•. n·,.:nal'in. a loi taz io1w. :~t·di!IIHia tl ~t'nlo lu l•:t<'l'ii l'""tif'i r~· <lt·•liea uno NI UIIIO ] >!li'IJ·


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CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati ( Ila ! pr<K'\':->.'d n·rbuli 11<'1'\'< 'llllti li lla. llin~z io uc mrlit;He 11:1 l l" o t i <•hl'(' :ti :11 d it·ernbn: l Il~ l ).

L't!ll tl'll)l'

tlt·l >'1'1\'i:r.io >'<tllll :trìn

GoRIZIA. Cnpitnn<• •n.xlko P A,.;Qu Au; Ftntu: :-.-Tt Nn C<msi•k•t·a:r.ioni c-liui~ll~> su un' infezione tifoidea lll811Lfest.at~-:;i nell'llA dh-Mone . - L'O . rifeei.-;<.<e le storl<· clinlc.h e di 2tì militari rlcoYerati nf.>ll'lnf~rmerla per lntcziooe tifoidea. acce-rtata IJCJ' 1!1 ('(IU la l'l':l:r. ivn(' d<~ l \Yithtl. llci rk-0\·•·ra t i , 1 v S<J itlmto a venuto s ubil.a IH WJ<x.·hmzlone unti.tifiC;.t: si t>.l>beJYJ !i decessi. E srlO<ite alcune valu t<t zionl ellnl~h~·. l'O. a<.'t'eUDa ulle oomplirtlll~ iu..o.;ort.e, Hltt:~trando infine le ron.-qjd.-razl()DI. per le

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lll. - )fug-glore tn('(J.i<'l'> V11'TOJUO s,,_, (; !,!OSE. A>~portnzi<)lJC <l i liO:l tì;;{.Qia lmmchiale. O;.;.erva.zlon.i cllnich~. - L'O. rlferil91.~ sopra un t':'tS<> di fistoùl brou <-!Ji:alc cieca int<.>rna , dctlo ltmJ;:'bezza dJ 8 cm .. l';i t u.ata f-1.11 viuno muscola r e fllrmato in bn~> <la l JU\Iro)lt! ~t.N·nolo\(1('<• etl Otn<l io iùt'O . ed i.n a lto thl l t.ircYi<l('l() ~ t~l"trittorl del fal'inge. ~>I('I1tU l ciiratteri nnatvnro-~tologiei di quec>l:l~ fistole <'-la. loro m·i):'im· <fa lndH:<ioul ('urhrioll.illi, l 'O. r i'l<•nt la opport1rnitit d~ll'intcrvcnto dlil1.tr~.ri ro ralli<-Hlc, <'!W):'ll('JlC!o l'!lsJl()l'ta;;-,ionc completa d<"lla fi~<tvla.

TI: t ESn :. - Ten. c·oiOtllll<'llo m +'.<l iro ALBERTO C"ot:oou . - S ul tifo esa utcma l ic•n. Dopo bi~v! C(!nnJ s nlln di.«trlbuzione geogJ-atie<1, l'O. tratta <lcll'n.~-~ nh• trnsmettl· tc>rc <lell'hlfe'bl()ne e mette In evldE>nM la · uec.'t'$Slt.A as..~luta eli. ('ODJbatt.e r (': la cli tl'us ione d el pldorohl de lle vesti e dE> l corpo. R i<'orda l'ef<J>!'l'ien?..n di guen-u in tnle opera di di~lufe,.1m-.ione, d~t• ha tl'illJOStmto l 'eflh~1 elu ò è un <:<l><l:r o te rotle,::amento fra i vari cor.p l e òj llill: unleo Indirizzo di azione di dlfesn, ·t·e~l viti valida d a l concorso d1 medici stleClallz7..atl c he 51inno In grado di poter fn re uM

diagnosi p1~ima. Io. - Prot'. OSCAR Os1 .~·m . - Un c-aso di a.nirldla (.'()ll!l,plicato òa t>etopJn llt>l c-rl11talllno. - L'O. ~m~senta nn· ln~ritto di leva affe tto in ambo gli occht cl}l a niriùl a e da c ctopia del <'ri:-.tallino. conJ;N1.ltc. •\ c(.'('una to all;l importanza d\'lla

l'redltartetA ed al di11turbl vi.~vi dovuti allA mnuc:aD7.a (felJ'irlif<>. ro. "'lntt-"ttit!IIP ~11 r appo r1:o <lcll'nniti~IIR MI J!lau(•(HlW ~' <'<>ll'nplasla della fovea. Espone in1lne i ~ ntonù c llnl.c! ed a!Ultomjc.i deli '(.'Ctopia oongenit~ del erlmallino, disrutf'nòC) i fenollt4' ni <liott rh'i <l o n t ti n l ~10 f.-p<) l'bi mento.

1'nJ st:. 'I'E>u . <·olomwllo llt<'<lko Do~u;::'i J<•l Ho;.;o. l 111 '~'"" di iuft•:r.i•m<• l'rlrorraglca da bac illo pesto90. - L'O. e~~ponc ùJ ~<t.oria c linl<>-.a di 111111 gunt'(lla di tlun u za t•iNrve t·al a (' Oil dl a)!n<).«i <Il twfritt'. mo1·t~r impnwvi~<amelllt'. A111t necr OS('<) Ilia l';j <'(]nl"t:<rtù Cotllf' <·:w s:t eH ll!OJ1e un 'iuf(•zio Jw <'IIIO:f'l'l:IJ!Ì{~l. <":>i J.l<> ll> 1solnr<' dnl1n ruil:rA e da 1m gamglio proforuio (le lj'jnguine un bacillo, allo ~<tato d 'l mn-ezza, che flll'esame batt('rio!ogioo e cnltural~· tXirl'l:-lJ.>O..'ll' alle QJJAWìche pHl oonclamate dE'l lJl'tctilo .pestooo ; la <lliJ ;:u<>!:l fu a.nehe eon.fe r ma ta dJt t>l'J leri ~n ti. sugli 1mlron Il.


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I n. - .\1a ~o,'1dOI"t' lll<.'dico ;\,'('J'0:\ 10 C.I\'.\IJZUUSI. rn Cltl<'V c.l i j>Criwuil ~· tl:t Jx•rfvnt7,loru• ei a t t·Jtu1UitL L'O. rifl.'riS<.'P. '"'l ' r" 1111 ,.,,,.., <li tnn.Jma IHldoru i rut l<• " N!rt:-l<'eutint Jl('ritou iU: IJI'{)( Ioll:r da e<Jidu tU t·ur;tllo :.rll 'ipo<:oudrlo dt"-.'<tro. l:ia~­ """''1 la :-:lt~ri<t •·liui• ·:t o•d il I'<'IJ\'I'lO m•c·r<•-"' ·• •Jiit·tl . l'O. l'a a lt ·Uilt' illll'l'o ·>c<:t!lli t·o n · ,.:,lf,•nl'l.ioui sulla di:tJ;IIt1'<Ì l •l't'<:<l<'é <lt•lk J~<.•ritnu iti at'\l t·<' e >; u Un <liag11v:-:i <litTo·n'll 'l.Ì:lll.' 1.r:r Jlf'l'it<Jllit.i d.a t.i[o, t111 •lJ•Jit'ttdidt('. <.la trauJtw e prr tJU%1' ulti1UII :wt·t·llttll 11 11· illotu l:r 'l.i!)llo• e iiiOJT:rgk~l IK'J'itvrw~l l(•. da dj l)'t>J'<'II7.i:l ··~ d:r ll e peritoui tì. lu . - T;•tt . c·<oiPIIIII'IIor 11u·dil·" l 'r:t~lll %1:->t "l'TI.\1. - ('llllllllt'lll:l "'' ' ,.,.,,..n·:r'l.i•Hti •• o·nH:-i<J.-r:n\i"ll i J•n tlio ·l tt• i l <'llllll'lllllo clt•;.:li :IIIÌI·oii d:r 11i 11 :!0 dPII' I·;J<•u co th· llc• ir 11 1~·rf··~io n i Pd iurc•rlllilil ,•sinh' III L dal :-:~•rvi'l. !n ntllit:tn•. .\J ;r~~illl'l' Ul\>(] i\:<1 "\ .'IT(I.'/111 ('.\VAIC:t.~:tt\X I. - l!n <A.l>'O di fr:t 11111'11 di'l t·l~lllin )( •,.;i•m<• d t•l >:'('Ilo !tHtJ.:itll<li ll<rlc•. I~"J~:-<ta l:r ,.;tori~r diul<·a. l' O. rif(• ris<~ · d i :ll·t·r pr:tlit-:tln la tr:rp:tn:r.;(j.,u , • c·r:t lli t·:t ~ull:r lill•·a Jllt<l iall:l 1• •l'i :n·c·r L<'lll;tloo !:t lt•J.:atunr d<> !' :<<'UO lo n l!itudiualr· •·uu sttltl l ~l ciHJII>Ìll r i ufo rY..al:1. l u lt•rw ginrll:tl:t ..,j lllallìf't·>'t:trnlln l":llli di o'IIIÌJ~II'c-,.:i ~· di <' IIIÌI •h•c:-ia (~\lll)'h'l'l s i uistm. l'il\' t-:<·olll· I':IITI'I'n d'l!J>ll 1:! c:"IIII"IIÌ, 1'<'-:idtl:tlld<~Jh• l••i :«olt:rnlo Jt:ll':tli s i ddlt• "''Ì<rtit·o Jl\IPiit<·u <·st••rr "' ithhl" ' lll<· lit!V<' slntsdm dc•JI':r·r·t•J illft•t'ltll'<' >'in l ,.;tro. L' O. iutitl<' ''"IHlllt• :r l<·nul d:rtl auatOIIlld :<n ll:t dn·ol:tzionc• <~·n·hr:tl<• JK•r ,..,,Ì(')!':tn• i di,..turhi fnn · Y.Ìc >li: l (l dd :« I):J.:t•\ 1(1. 111. -

•·oli

NOTIZIE Albo d' oro dei medid caduti in guerra . - l.: r l••••·,.;idenza dt•lla J•';,••h·ra:do JH· d ..;.!! i t )r. •lin i <1~·1 m<••lid . "'!Il :t i to stoll{illll'llto pal riollit·<•. h:t pr<',.;o J'inizintinJ <1oi puhl.>l i<':t l.. ' 11Ì1 A ll o(> tl'om 11<·1 u t.,~lì(•j <·:rrlnti i n ;..>11\'ITII • • \ ta lr> ,.. ..,JIO. f< i (• J' ÌV•l l t;r nuz.itn tto nJ llirc•t tol'" ;!<•llt' r:tlt• . <·al~) di'l ,·,.n·iziu ,.;:t n ilarin ntilitart·. il q ll:ll<'. pl:tmlt•lldiJ ;1ll: t unh ile prOI)•t><lll , h :t ri,.;po,.;to 1'<>11'1 ,..gu<>ntc 17-ttt·ra: Hcnna. 1" diC('111 /l re 1921.

r: Il i (l ri s.~ i /Il" T're.•i d l'li(('. 111 t'<: ln'l.ioll<' al •·collnq n in :1\"lii:O t'Oli l11 S. \' . l;r st·l':t ol••l :!i 111l"<'lllhn• 11. ,.;. dr'c·a In rmbhll('H7.ione (l\•1 \'l\JbO cl' oro tld m•~lid ('iltluti hr I!IH'ITll. mi fo pr<'mura i n· fOl'll"t r l..:l f'IH! ;rudtt• il ('O J((•g-<J tlp lb U. lll:l t·iml. !!t'lll·r:tk lllt •di<·o prof. 1'\'t.('lll\. è (Jj :1\'\'l~ l'Ile- i f ond i Q{'('(>l'J~lll i flt'hl>:lll<l (':<S(•rt' r :tc..-H!l l chtlla H(>la da:<."~? mt.,l im. l ·:>:l i quind i. '"''""·i:111dn:'i iltlc•r:tl ll t'lllc·. 'Jlllllt· I':IJ ' I'"'"''' Illallil• anlcol't'Yok ddl:r :--:r· · nltlì millt:rre mnritt'im:r. ciE"Ila (JIJ:1IE' l' a ~':l J lO. il quanto f:nit la :-;aoitil de-I I' Eser<-·itn. i• \:•·n olh1"''t" :1 >«•c·oudart>. «~~~~~ · porr:'r lll<';:!lio. l;r llt> h i l(• i ui(l.i:IIÌ\':1 tlt•l l:r S . Y. <' rl m:liH'. l·Ont•' 1111'. Ì•ll :lttc•x:t cll'l ll' t·mmmi(·azioni <'l te-. in meri t o. E IL'l crNl eri'l d i fnr<'. TI ~t·•wral<' T't>t•· ll~l mi i u<·Hric·r~ inoltre òi rillgr:t'l.i:H·J ~ t de-l l' invito fnttoJrll :1 mio lll.('ZZO . c <h'-><Ì<I<·• nl c·hP <io ~'"P"i m:J a Ila S. V .. :lll<"h\? d11 !'t!W pa r tr. 1111 pcn>'Ì<'l"O di p lfiU"!l (' di riC'on<>-"<'<'llV~l p•·•· l'n l t<> " :mtor<>\'ole- intl'l'<'~<samento d te- E ll n pr·••ttdc• 11 111ll11 <JII:IIIltt i· dc•l'tlrco (lc•lln •·la"-:«' ~ 1 11it:tr ia . "''" tanto cl<'l.W:111H'Ill<' r·al>p r(',.;<"n tll <~Hl l'nltll cnr lf•a •·h<> rl v<','<tt'. f'•>n la nWg-JrÌVI'(' Nm,.;it!C'ra7.ioll<', tOi er~'<la (h>lJtr ~ - V. de-v.mo F. D~:u ,\ Y,11.1.~:.

Co1so preparatorio presso la Scuola di applicazione di sanità militare per la nomina a tenen te medico in servizio attivo permanente. - C'<tl 1• d i<-embt'(' ::;eor,.,., >~i ~ itrt:r.illto pn· ...;;o la :=:c·~t<> la di app!i(·:\'l.ÌO II<' d i l':rnitil milit:lrt• il 2<> ('or l'O .pt'\•Jl:l!'atorl<\ rwr Jrli utlic lnll ITll"<l id al'J>fi n tllt•i ~1lla nor>1inn n t~nPnt•' in s. :t. p.. li tttlnu•ro ck~tli :l:<pir:ntli 'lilllllt'>'SÌ :t i :-:uòclc•H() ,.,.,.,_., fu di ·l:'i. Ò unutt<· i l j1t' · I' Ì•~In d ' J,Irtl'l.Ìnll" ><:or:11111o i•lllop:trtil<• lt•zi<>ni di di 11 k:r oldlt• lll:thttli•• iufdtin•. l 1":111111:\lnln;:i•·:r l'di jt:ll':l"-'it"I"::::Ìll lll<'lit·:J. o·OIIII ' Ilo•! <•or:-:.• Jll:t'{'t:tlt•lll<', in ('(IIJ!<ldO' · :timw dt•gU ollillli r i,..,u ltntli J•rali<:i L'Oll:<l'guitl.


fì9

l''\011ZIJ>; li.' :1

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P(>r ' il \.'OIT<·nt<' a uno a<'<'Hd<•mi<'(> 1!1~1·22 ~<ono ~t;Itl <:OIIf{•t1nntl qualì :ts>'h·t<'nti mititnrì n. !l uffi<:lnli tllt'Ùì<·i J'l<'r la <·linit~l ehit'Ul'!!IC'a. 3 Jl('l" la cliuir·a tll'\"rOJ):<ir·hi:ttrif'n od J fll'('-~SO l'l·s tituto ortopedko Hi~­ l'.<•li. :O.:vuo .stati inoltn• <·ulll:lf!d:lti 11. 4 uflidnli nH><li!'i pr<'s.-o la Dìt·Pzìonf• J.!PI1Pt':tlt• dJ f<SillÌtil puhbJJc-a {k'Ì t'Ol">'Ì (ij )INfP~ÌIIU.:Id ll(>li(O pe! .'>('1'\'Ì;t.Ì ÌI!: Ìl'llÌt'O·))fOfiJllltid. n. 5 as;:;i:<tenlll m iUt:wì dii'!' l:t dinit•;J (l<'llli~ti<-a, n. 4 f)('r 111 clin ica oto -rlno-Jnriu~oln t l'i c n <' 11. -1 )J<>r In <' l i nk:t tlNL11o:<i1i lopn tic:1.

Assistenti militari alle cliniche. -

Esami per medici di bordo. - l'n•:<,.:,, la Dinvt.i <>ll<' geucm l~: d i s:mlti1 )Hihhlit':t hnnno re<:"<•ntemeute '""llt'nlto l!'li <'.s:uni JWl' mt'llì<'<l di bordo, ron bnillllnlt· ,..,[:,,. ~it>llt>. i tE'll<'Ht.i <~llonnl'lli lllt'llil'i Carlo :\nu:tr:ll<llll'. Pomr•nh·<• B<llt<J {! i Ht:tg-;:-inr! medici Adolfo Vec-elllolw <' l\!r,ò<'~W Ajrnruw. A gli Cgl'C.(:'i C'O IIt?"gbi, di(' >'IIJil'll Ull <~lHli naio di (;tln ('lll'N' llti hU1111<) ~IJIUtO 111'11<' lllllllCI'O"'{' (' nott f:wili prun> 11'11<'1'1.' nlto il notll<' di'l l'ol' f"l sanit~ll'ÌO utilitan•. le nostre più l'l\'.ntite <:'>lll!l;aln l azloul. -. •l1 Il

l1

li.Il;o ~111!.

IJ'•1'

A proposito di un' agitazione dei medici condotti di Cu&le M~ferrato - Aci un telf'g-ra IUDlfl ùe l pro f. ~~ h·;rgn L PN'si<ll•nh· d<•Ila F E'< It>r:1 ~iotH' tiS'~Ii Or <l i n i dvi mOOicl. circa l'invio d i nffil'lalri llV'<Ii<'i n Cnsnle l\:l(Jltft>nato f" ;;oht.x:m::-hl. Jn &'l'· ,·i ~.io dYile. pr·t· frout(•g-;:ill l'" tllt': t;.dta:t.i< •n<• di'i nw<lil'i c•ollllot·ti tl('l J.uogo, i l liL'r•t•ttrH't' ~:enern l<>. <'!loJiO d•·l ;., • n·i:!Jio ~'lnititl'ÌO militnre. <:hU>.1<te d'urgeuza in!orltt:J7,ioni :11 r\~11 rdo. h:1 ril\pOI"to dt<> l'.\ ntorltit m i lit:tll'l', obOO<Ien<lo solt:lnto l!llJl pt'('(rt:'<.'lll''~ · ~lon<' l'lw YCni~~·l·o ~l ma IH·:ll'(' l~ <1\li'J!ll;l t<• <·n re Hl!' li ln.I\•J·m i <li q\JClla di tit. :l 1'(;'\'a oròlrut to a Il n Di N>zlone d i s:w i tft di Tori no <Li llllP.tt('re a d Ì!llfl()siziom' <l l'l l.!! :;;o t TJI'I'Ifettlhrn d! ~~H~ll<' :\ton f<>rrato tre uffic i n li nv•d l cL :\fa. poi<'bè i medi ci ('()n<lotti rlel luog-o. con alto !;(>Il>'<) ltrnnnlturio . pnr dic'hiarando l() !'!CÌOJX~ro. non hnlln<• fs tto Ulll nc:t rf> ''Ila flOilOlazion<~ la llE'<'<'>'"'òHia :1 s:<ist<>nzn, I'I:Jwlo di n ffi<•in li m N lid ordinnto dull'Au torilil rnilibu·P. !'Il T'idti(•>ota <leii'Aillot·it:'t ] ~)liti<:~!. ,uon JMJ[{'\·a ot'fpn<lPr~> In l!l<-un auoclo qupJ Sf'ntiment.o <li nlta r<ol i<l::tTietà mor l!le. che un.:if;('P. tutt..1 In eia~ :<a·nlt:tria l' elle è hen sa ldo n el Co11110 l'l1•11itario militare. n P 1'1'sideute clE>Jln Ft>dern?lionc> cle,~:l i ord i n i cl('! mN'Ilel h a Jlrl';;o l'ltto eli (Jne.'lt<' A;'AA n rienti l'$f>Ì{'~<l ;doni. ri n;::rn ~ inndo. ('()n 11 nn n ohi l i:<i<llllfl ll'tTPr:l. i l Dl~\'t· tol·t· ;.:PJI('l"!llt>. (·:1JIO <Il'! l'l' l'Vizio ><:l11it.1rio rni.lìhu·{'. ' Per il nostro numero su • I gas di guerra • . - l i f:ll«:. IX <l•• l 1!1::!1 •l•• l nnll' fti. medif'i.11n. m,iJUr,.,.r d.f'dkato f'f<<'IH!>Ì\'flmentp ili g-:1:< <11 gllPr rn. non Mtnntt> In mn~rl!'ior tirat.nra. è <'s:tHrito (l:'! paN'<'chl<> tl'!m.po. T'<'r .:Hh~rlr(' alle nnm<>r o!'>!> 1;. dtit'!<il· :':Ì:lllltl >4:~t i g-c•nti l nH·nl<' :111 to1·iz7~1 t i <la 11'<>11. .'<l'li. ,Jrrnf. A. T.u,.:ti;:: d i fa l'Ili' mr.a f<('('Onrta Nli:r.io.nP. purchè ~i rn~gitrnj!'a un l'('rto nnnwro ò i ndr>.<:lonl. Plwghlnmo ]'l<'rtmlto di YOlt•r :::o1Jprit,'l r<'- lf' l!lt~> riori preu(ltazlr,nl a que~tll Arnmln h•trnzìionl:'.

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PARTE _UFFICIALE . ..,._....,.... _ _

(1')

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A) (; IOR:\A LE :\l!T.T'rA RE OPFTCTA.LF.. (}';~(ratto dallo tlìsp('I\1\C n.

52 1\ 56 nel 11121) .

T~. dN·rrlo-lt·f/!11' 11. 1:1i5 rff'l !!4 "!I(Mfo 1Jl21. "''" mMfifino 1'1'/t•nro dl'/11' impert,.::·ioni t'i/ infr"rlllilti dt c .~01111 ro.ufltt rfi illlllli/ilri o.~.~o1uftl 11 /f·m flM' I/111' fl n l .•rn:i':in llti7i/,f11't'. ·

l t ('rnc·ouRt: n. r,'\9. -

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.\1·t. 1. - All'~l<•lH~ rlelle Ì111fX'l'ft>~Aoni ('Il inf<•rmiti1. dH' >'<1110 l'illiX>t di i11:th!l!1·11 n,.:,·()Jttt:t n lt'lllf~H:lltt'>l :1 1 R(•rvi~io militar<•. :tllt•;.:Hto : 1. a<lottat(l c·•tn \!('( · r~t<> luoJ.;O· h· n<•n;:inlt> llllllWl'() 11'ili rlPJ :.!:! lu_glì<l 1H17. ><olio :lf>JlfH'tllt(' )(> ,,;.-(ltu>nU m otlitlm?:ionl: 111 L':nt. :l:~ i• !<I>I •J••·,·.•:<o ,, ·"(>:4iluit<l <l:tll "''A"tt <'nl<': (l) ~c.•11n eN'ff'Y.ZU fll fHI'C (lO~H utilt· O 1!t'O.tlitu ai ltu...:lf•i lt· ftO t'i. illi?.btii!H c.·on (lUC~t..O ftli"Qi<~t'~1f, lu Jl11_hh_li\'!\1.iouc (]C'li<' c:~ir,.... oll\l'i rif'l f'Uor,nlr i\fi/J'hp·r P(Jif';,t(r, •·i;..r11nr•lunl i il :-t<•J'\'bdn ~llllitario <.'g-li nf(lcanh nlt:dici. no nchò h~ cirt!4Jh:u·i P ciiJ., pO~iidtllti eli uw ..;;;:.inul dt•lln fH1·.-.zihfH' t~nlt·R.h· ÒC'l scr,· izlo sanitar.io :niUt.o.r"O. Ne ditnuo nn ln:r~o ~n11tn. dol enti che le e:-: igc u~o dello "'pu zio non c i cou:o:\"n• tU.IlO tll ttJlt'OÙUL'i<! iutc!~l'll lU\cnl c.- (.V. rl. R .).


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PARTI:: vFFlCl.ll..E

~:t - 1 ~1 t~lllj:i uu th· i r•• ~ruuuln,;;l 111":1<"0111:1) t• lt· altre <~lll!;lunth·iti Juauif(>sts lll•·utt• c·wuic-llt'. ""' l 'una <-IH· l\• •lltn• H<·t·t• rlalL' c·ou U""~l'lTil'l.ione iu u,.:pcda lc UJlliIAl rv P dui"-' l rm:,·ttr"'• il f"-'riotlo rli •·in•\lihilitiL ~<' i miJiLit·rì ùuJXI infrulluusa cura l V(l<i i :\ \ ' \ 'CI"lCII7,:1 4l. Il) L'art li!l i> "''ftpn·:<>'<J t• :-:<>~liluitu dul ,;~·;:u<· nr c: fi!l . - L't'l"lli;t i n:!ulu:dt• unilatt>rule non rhlm·ii>ll c t• nvu t••:ut<·nihilt• Cl\'\"<'rO allo >'l:llv 'li ""~""'""''' 'h• . t' lutlt' le :11t ,.,, fc)l111è di N'llit• ,· i,.:r·t·t~IH noli ricludbltl <J non t'colli t' Il i h i li 1'<111 ('011 11111 i :lf•l 1;\11'{"\'lli u 1"11111 Ol i \l<' l'etili pile-a lt•. l't'.l'll i;l t'li 1":1 11'. Il' 1'111h• d c>ppi<·. aueht• >'~'di foril1u e "-.'Ile <li\'<'1"!-41 ~~ audte ~\Uta di C"-""1' sl:t l"lll'l 'rc!:<<'Uiut" da 11 11:1 l<L'IIIJlllt·l· 1111.11 la. ili Oj: l li <::1><~ dojHI osst~l'\':l'l.Ì<llll' in "•"l"'d:tl•• mil'itat't'. ,., A l l"a\' \"t'l'lcn'l-.1 4 è :t:;~iuntu i l :-;4.'l!U<'IIIe C<IJkl\'ers..•: << (luaudu ,..[ h:r Oll•til·c, tli l"itt•Jit>l"e d 1e l:1 111aliltti·l l ~ ~uarihile ·Ju 1"'(·111 l!ÌOI'III. o ,.j ha d ubh iu Ili fJI'<II'<wa:r.iorw. o \1~1 :•~l:l'll\':llll<'ll to vo l<mt<r rio. il dlrdton• •lell'<>:-<1~~ d:li•· è aut~'ri.-:wto 11 ll':llt<.'lll'l'{· iu cu r~ uuchc ;.:~l! iiiS<:I'iLti ill\"iali in o><>'~ll'l'a ~r.lou(' thll ( 'oll~i)! l i(o

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AnTt<:OJ.IJ l ' " tcxJ. - Sono approvale lt' i'CJ!"Ut'uti \'a r i:t nli a l n'goluml'lli<J ~u) t'l.'l'"i'l.itl ·"'lllÌhll"io llt i•litnrc terrltorial<>: -A l l~>ll'Jt;t111fn $20 11g"l!Ìtl0gen• i l "'-~;.,"ll('llte alil!Cil: <• In Jl('r a<~'('I"Wl't" l 'invulldilit JK'!'I1Hiuentc ed. assul u t;l <lq;li <JpPrnl ln~t1tt.i t •:t:';S:I 11:17..Ì<l11:1 1C <li fll'(W\df'll7Al>>. Al ;_>o t'i111111la cl<' l p;,u·u>:r>l fo R::lti l;l>!:<t.iLIIil'l· il "''i!UI'llt.._•: li ~<·;!)i <l it ri 'I':JISÌ· ['Uflil.'ialf' nte<liC() :1\'I'ÌI dir iti'O 1Hl 1111 l'llll f'l'll:'o : di lirf' li l " ''' ()~ Ili lndlvil]ll() vio<i i:ll'll '"'~' tr: lf ta:<i d i ri,.i l <' i~• ll••tth·<• i ri'tl'ic;ltt' d >t Il a l<' ti t·r>t f:);

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Ci•) è cau~'l dl non lievi ilwom·e nienti sin p e r il danno r·h!' n l" tkrìnt a):(l'i llt~l.,'·:<­ .~ati.

i quali n~ngono in ta l llii>ÒfJ <>S<·l u..-1. ·PII\' :tYI'mlMii' diritto. tl:t qm•ll<> Jli'IJ\·,·j .

<14'-lli'A~ stn hili t<\ ònlla IP"i-:e ìll•t i1 tnherc~>l()!'i in :tlt-~c•><~l 111 l*"ll~ic)JH'. sia JtPrdl ~· ((il luo~o nrl in('vitnbili ~iu~t i.tk-ati r('Claom'i -e- di C011."'f'l-'1ll'n:r.n :t ml<l\'e Jll':ttidll' ~n,ut.ilì f'rl ìngc)Jnhmuti <ùt 11:1rtl' 1lf'i l>ìl~ttori {li Ranitil (' di qu('..;fo i\linistf>l'o. l'f'r qu:tnt" I'ÌI!lt;tt·tla poi ln tN·miuolol{i:t dn U.<:;ue uellf~ diagnosi. lv ,<;<·rin•ntc• rkhi:tlll:l :11\!'0I':J 1ma ,·oitlt le <liPN1.<l.:>nti !lutoritìt sanitarie nlle .p r f'S<Tizioul di c·ni :tl lu lf•tt('t~l <l) clt>ll.'l ~tHld{'ttn c;irtolll l'<' 5-J:{!}-49 ed: ·a lle con.~iùer:lllioni in es»a ):(iii ripetntc.

TI Mittist<•ro r lti€1nc opportuno 1nfint> r k'<mi:HP :Ili<' A11t.oritit. inc·nril·:tt(• ll:t l <lf',!:'H as."f'gnl p rcvist i d:l ll~! d r colar·i 1110 O . .Il. 1!11!1. :::tl O . .li. J!\:.!11 <' J!)(; O . .lf. J!>21 (Distretti. l)('JK>$i ti) qunnto fn ~:i it o:.r~ctto dt>i tlisp:H'<.'i n. 1 ~lJ1::!-4!l in •lati! 11 uwgg-i() c u. J:~;!.~(i--1!) <1~1 H }.!ill}.!no 11.- ,.; .. dl'l':l i l ('()lllJ><>I'(:llll<'nto <"la f'l'· ;.::nit·e i n quel l':h-<i..iin <:ui In di'a~n <1si m~ll<·11 Jn~'l'i duhhi. Ili sorl:t SJtll 'mnJui,;.i hilitìt <IP.!:'l'intN~;,snti :tl go<limf'nto tl~ll H>'~ni "P<.ociali :<111lllp tti. Jn tnli 1'11!->i il Cnmaudo 11<'1 l HstJ'(•t tn o clf'l Df'J<O>Ji to !lon·i1 l;(' lll)ll'(', ;JIH'IW fll';r <'Olòru <'Il<~ ll(llt ri:o:n ltino •IW'ti tiforntati. :ldil'e al g-iuò ir.lo t~nloo <lC!l DirNtotP <li :-;anitìt ron pt-o«<lnra :t nn !<'~gl'l Il I]U('ila ;;;tnbllitn. al n. l. (lcl (Jllinto mpO\ 'I' l'l't) <lf'1\(> '' ì\'onH(' J1f'l' l t.n!l('rC'Olo.•<i li t'ÌJlOI'l:llt(' (l:J l l:J C'i rcolare ·lfi5 (]i(r/'11411' Jfìlìlo l'(' ]!ll!l. r DirPiilli'Ì Ili l'::,tni lit rlunanno Jt~\·igihJI't• ·J'If't<'hè. n e l t<:>rr;l'oriv di tn·opria gi Hri:--,l illif>HI'·. n •n:.:-a11o ('.'::li · tanl(•.ntAI O"-<:crvut<• le ·tl(lrmc ('he fot·m,wo O~l!<'tlo tl<•lla Jll"e.~nte ('(r('o l:nc• l 1'111: don·ìt l"~t·n~ J10r t:ttl1 :t r·(lnO:«'c>l\7,a ( li tnlt<' le Au t nritil i ut<' l'<'RS: Jtf'. • l~l~anH·nt.l

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GASI'AROT'TI!

Direttore: ARTURO ( ' ..,SARt NT, tf·nent1· Polon nello m t:>dil'o. (25-! l) - Roma, 1921-2Z - Stabilimento Poligrallco p<:r

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l'ammioi~traziooe dtlla

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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di mediCina militare ·-- --- - -

ROMA -

V ia XX Settembre - P a laz zo del Minis tero dell a Guerra -

La lotta antitubercolare nell'Esercito. vola.

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aviazione militare. -

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Ptr Giovanni Maria Lancisi nel Il Centenario dalla sua morte. lu roe di pt<g. lOti ~.m 2~ figur".

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111 Conferenza interal1eata per l'assistenza agli invalidi di guerra (H o ma, Hll!1). - Rehrzioni uiEciali" c:u rnunieaz i() ni. -

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6.0Cl

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IV Conferenza. interalleata per l'assistenza agli Invalidi di guerra (Bru Un \·olu111e cii pag. '4-1 .

xelles, 1920). - l{ clazio ni ufficiali. -

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Congresso internazionale di medicina e farmacia mmtare (Bmxl'l lc !>, 192 1). R ,.!az io ni uffic·iali ti PI C'nrpo sttniral'io 111ilitnn• itnlinno. - Un \'Olnu w di pag. lOO . . . . . . . . . . . . . . . . . .

A. LrsTrG - .A. B usrNco. l << gas di guerra ~. Impiego ed effetti - Provvedimenti e cura. - Un , -olnnw d i p>~)!. 104 <'on t r·~> tu\·ol<' mi r·rogrHfich r- 11. cnl.orì .

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E. S ANT ORO. ferite addominali di guerra. - P•·dazirm o dd prof. N. GIAN· N F.TTA!HO. -

U 11 \'Olume dì pag . 40ll <>un :!t< figu re .

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• 20M .


Giornale di n1edi~i na n1ilitare Roma

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Cui'\DI1.1ll~l Ili . \lll: tl\.\ :\l l~i'\ T() 1.

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Il Dimudlc di m,·dlcrn ,t millldtC si pulthlica il pci mo gio rn o di c iaè!cu n m est , io <il l: C f< •.: h 1\1 ;.: lllljl:t.

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7 Per i suli 11tlr• i-•ii Jilt··h": t,~·ll'J·,, r-6t·· ,,.. •lf·1l.1 )1 lltna, 111 'lu.dnuqu<' p,, ... n,.ne "'i trt>v1au, i· a:n::H· ..~~· nu :\HH(+'\" \\i! '\-1,, ll''H l \ :J\'tl .~: (; l•'nht• ·' c.tt 'lh&.:.:'i!J HI:•'''J' ~ erl .u.: il .·IHJlrl/ . d. Jftl' tlt u., ); ,.:+ • t • •._),.r t, ,11 ;u~ l ( ~~1 l. '27" ~H:Utlt', 1-"l·~ uttc·nC''{.'\ !.- d'C! f;u·ilil.11it'llh. • ilt11l1 1 .l'\ t ~h , ,,•,,,n, 'i :tplt• .1' ' 1• ' 1· '111\t j;q }ll:\U1Ht l 'iUt1•1•• J·, 'i•Ht<' nll 'r\UIIIIÌUI~tl '"· J1\t. ~~·i l ili• · : • ,:, i S .\i iii ... ,i ~i f., ! +Utl\ ,j, J '• l" , ' "j' !lì. ... ~l· u ·· ;·• 1 .d· .• :.,,, 11 ''" u~i ·it llt ptrS011\.' c tlc)..!ll t.·n.i 11101\ ~n. 11 ~t· du· H+ •i ~ ) t!, .. ,,•ll• f1llil t' (h·l l:.t t :H' t1i~ (4 1iou e \i C'ui a: n n q, o c: t

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Pubblicazione me#si/e

GIORN~· LE DJ

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MEDICINA M)LlT ARE PUB BLI CATO DAL M IN IS TE RO DELLA GUER RA (D ire z ione c entrale del servizio aanite.rio militare)

Giornale di 01edicina militare : 1851-1884 Giornale medico ùel Regio Eserci to e della Regia Marina : Giornale medieo del Regio H,;ercito: r8g6•.....,.;-.

ANNO LXX - 1922

l Febbraio

Fascicolo Il

SOMMARIO &IEMORfE ORIGINALI : Fan tozzi. - Emorrag ie sec<> ud.wi,• nella pr·atic;a di !!LlCrrn ...... .. ..... . Pag. F u naioli. - La p s l'icolof< Ìt·tl d<·l l'a nomalv dal punto <.li \' Ì~<(Il ll.led il'U· I('t!H lt• " CASUISTICA CLINICA : Rodinò.. - rm~ l' piclelll Ìtl d i ft•bbr·:• rit·Orrl' nt:• ttd lt;t)a m· Ila Somn lia

74 85

Ltttltt LJH\ , .... ..... ......••. • . •. . ..•... . .••••..•.•••. •....•• •....•. . .•.•..

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J fug<'tknismi t1·opicnl i nolln Sumuli•1 italia nn .... ... .. .. ... . .

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Palmierl. ·- Congl't:~Rl:SO inH· r·ntlZÌo n nlo• abolizio11 ista . ... .... . . .......... . . Palm ierl. - X \'rii Congrexl:S0 <h•IIA Soci<'tiì. it ,tl inm~ di d c rrnai o logiu c· s ifi logr afiu. ...... ...... . ............ . ....................... . ......... .

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97

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104 103 108

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112

Rodlnò. C<JNGRESSf :

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIA NA E STRANIERA .. . ... . .... . .... . PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE . . . . . . . . . NOTIZIE . . .... . .. . ........ ... . . . . ..... ... .... ... ... .. .. . . . ........... . ....... . . . PARTE UfFIC,IALE ...... ....... . .............. . ........................ ; .. ... .. .

ROMA -

Direzione c d am ministrazione Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -

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l}.)

HOMA

Per /t Inserzioni di publ!licità rii'Oigersi DIRETTAMENTE aii'~Jftrlo delegato a tale servizio - Roma. lstl/u~o Nazionale di Pubblìcitlz c' Informazioni. Via Poli. 43-47 - Telefono 77-66.

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per le nuove n o rm e circa le pubhlica?.ioni dci Ja,·ori yedl copertl n a (4a pagina).


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73

MEMORIE ORIGINALI

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------------------------~----------------------------~~~~ I STITUTO D I

CLINICA CHLRUR GI CA

E l\IEOICINA

OPERATORIA

DELLA R. UNIVERSITÀ DI PISA, dit·etto dal prof. D. TAOOEI

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Emorragje secondarie nella pratica di guerra per il dott. Giuseppe Failtozzl, assistente e libero docente.

L'emorragia secondaria era dagli: .antichi attribuita ad influssi' maligni di costellazioni, di umori catt-ivi, ecc.; si dava in specia.l modo importanza all.'ira ed al!.a lussuria come fomite di intempestiva haemorragia, la quale era così temuta che si diceva '' nihil periculosius in pratica chàurgica occidere po;>se )) . (FabriZtio Hildano). Nelle ambulanze e ncgl i ospedali d'u na volta. ricorreva con una frequ enza disperante. L'emorragia secondaria è stata spesso con.fusa con l'emorragia ritardata; anche. nei trattati non si trova sem'pre una t~rminologia precisa per distinguere il vario rkompari re di una emorragia minacciosa dopo un11 emostasi più o meno completa. In genere si è sempre seguito il criterio d-el tempo chiamando emorragie ritardate quelle che soprùvvengono nelle prime ore del trauma; secondariie, quelle che insorgono dopo giorni o settimane. Come è noto, l'insieme dei momenti che .in una ferita vasale conducono all'emostasia sì po!>sono dividere in due tempi: il primo ha cara,ltere urgente, provvisorio ; e va dalla formazione d~ un coagulo sufficiente, all'inizio di quel lavorio oellulare lento e minuto che in secondo tempo sostituirà con un tessuto definitivo la trama fibri.nosa fragile e posticcia. Quando l'interruzioM dell'emostasi avverrà nel primo periodo, l'emorragia sarà ·ben chiamata o primitiva ritardata o semplicemente ritardata; nel senso .che è la stessa emorragia pri!mitiva, non mai bene arrestata, che si ripete. Se accadrà nel secondo Lempo si -chiamerà meglio secondaria; intendendo che un fatto nuovo ha rotto una diga già stabile o che si avviava ad essere stabile. P.er dare un'emorragia ritardata basterà un acciderHe qualsiasi, che rimuovendo la sottile tru.becol.atura fibrinosa che tiene aderente il coagulo alla 1erita v:asale riapra la polla emorragica: qu€Sto accident~ è per lo pjù legato a un rialzo della pressione sanguigna. Quando il coagulo è rimasto in posto alcune oré le propaggini vascolo-connettive invadenti il trombo non gli permettono più di lasciare la parete vasale a condizioni ordinar i10, le aderenze non possono esser staccate, nè da scos~. nè da aumenti di pressione sanguigna, ecc.: debbono sopra·ggiungere condizioni che alterino la massa del trombo o lo spessore della parete del vaso. Il fatto nuovo è legato al decorso della ferita. Nelle complicazioni settiche infatti gli agenti infiammatori producono fini alterazioni strutturali .regressive nello spessore delle tunic h~ e del tr·ombo fino all'usura di quelle o alla disgregazione di queste. 6 - Oiortlak di medicina militare. -

F'asc. U.

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74

DlORRAG I E SECO~DAlllE !'\ ELLA PRUICA DI

GL"ERRA

L'emorragia ritardata si ha dunque quando cause meccaniche sopravvengono a in terrompere l 'emostasi temporane a, l'emorragia secondaria insorge quando cause patologiche \Settiche) distruggono una fase de ll'emostasi d eftn iliYa. Cerlo queste più prettise cognizioni anatmnopa.lologiche non ilnpedimnno che qualc he volta il chirurgo , in presenza di una ripetizione dell'e morrag ia, rimanga imbarazzato a farne la precisa classifica. Ciò non diminuisce il valore scolas tico d ella separazione : è un fatto del resto che nella, pratica non si può mai dividere con tagli netti come nella teoria. Riguardo all"origine l'emorragia secondaria si disting ue in e. s. da vasellini nro formali , da arteriole, da vene, da grossi rami arteriosi. Riguardo al tempo si possono a vere emorragie scco nda t·ie preeoc i o ritardate, 6econdo che appaiono entro o olt!·e le prime due settimane dal

trauma. Quell e .che sopravvengono da capillari neoformati hanno di sol ito la c-aral,teristica dJ <:sser e a na ppo, tardive , ripetu te , p o~o abbondanti: quell€' cl<I v{!nt: e d a ad c.t'i(' rnino 1·i (nun.i come la r acl ialc , la JW rouea, l'arcata palmare, <:-te .) sono per lo 11iù precoc i, in::islenti ed abbondant.i: l'emorrag ie da g rossi rami arteriosi (caro tide, ascellare, femorale) sono q uasi sempre p recoc i, uni che e formidabili. Mentre cresce éon ti nuam ente la ft,equ~m za con ~ ui Yengono osservate e trall<lt,e le emorragie [1ri m iliYc i n i"hi rUI·gia di -gu erra, le emorr agie secondarie sembrano in con tinua progressiva diminuzione , s ia comp arativamente .alle g uerre passate , sia che s i confrontino le statistiche ed i rapporli operatori dell'ultimo anno di guerra coi precedenti. Ciò è dovuto senza dub bio al perfez ionarsi costa nte de i servizi sa nita ri in quanto da un lato l'as::ettamento opportuno d ei centri ospedalieri, la loro migliore organ izza.zione e dotazione di per sonale e materiale chirurg ico , dall'altro lo svil up po preso dalla. chirurgia a ttiva, t~.ndente a. sbrigliare, .esplorare, mcllere in luce tra m iti di ferile anfrat.tuose e peste, escidere ca rni mortifìcat.e, estrarre scheggie ossee o corp i estranei, svuotare ematomi, ecc. allo scopo di combatt ere flemmoni , gangrene settiche, suppura.zioni interm inabili, non possono a me.no di aver portato la loro bl:'nefi ca influenza nel ridurre una eomplicanza delle fe r ite d i guerra che ha per b ase pri nc i p~ J c l'Infez ione . Mac Cormac nella sua campagna del '70 avt!va in travi1:to a-ssai chiaramente questa verità dal m oment-O che scrisse : aver maggior valore l'a ppli-cazione. di m ezzi alli a rimuovere prima le cause (d ebol ezza d el ferito, catli,·e condizioni igienich e dell'ambie nte) che non praticare Lroppo le allacc i.a~p re. Sencert arriva O!!gi a dire addirittu r-a che l'emorragia secondaria è l'es pon ente di un cattiv o trattam.?nt.o e rappr€'Sent.a un vivent-e ri'mprovero al chirurgo c ui capi La; il che., giusto in teo ria, pecca in pratica di evidente esag>erazione . Più frequ en t.emente osservata nelle ferite infette con focolai di frattura ossea, è ovvio che insorga con maggiore probabilità. nelle ferite di scheggia di granata che traumatizzano ampiamen le i tessuti e C·h~ suppur.ano quasi costantemente.


EMORRAGIE SECOJ'\OAHlE l'ELLA PllATIC:\ DI GGKRRA

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Quanto all'origin_e. si tende a riconoscere che molte emorragie secondarie·, credule dipendenti da t:apillari n~oformali i.n piaghe atonil'he d'individui setliecmiei. sono mentite da un vaso leso o usura.to nella profondità dei tessuti na:>:·osto 1:pesso solto ben due dita tr·a:S\·crse di c.a.ttive granulazioni (Quénu, Abadie, DellJe t., Faure, ecc .); però sono state descr itte vere emorragie a nappo nelle quali l'esplorazione più allenta non permise, nemnH.:rro all'autopsia, d i riconoscere alcune lesioni di rami arteriosi o venosi d'una cert-a importanza (T'hiéry, Moiroud e Vignes) . E' piuttosto rara la comparsa di emorragie secondarie da rami e tronchi venosi d'una t:€rla importanza; ne sono state rife ril ~ da Blanc, l\1akins, Michon, Pozz i, da Razzaboni e da Taddei. Quas i sempre il getto sanguig:no origiua. da un'artena, il più sp<:sso degli arti. Da statisti(' he puhbl icale ((33 rasi comunicati, esclusi i tronchi cervi~ll e della faccia, di cui ho potuto avere i dati ) pa.rn:>bbP rit-orrcre p.iù h·equ~ntem e nt!J la femorale ( 17 voltr), pvi le due libi:1li (J5 volt <: ), poi l' asr.e11are ( IO volle) , poi l'omcrale (7), h1 poplitea (G volle), la radiale (5), infine vengono rami m i nori (i nterossee), areala palma re (3 volte) . Un solo caso Ilo tro\'ato di emorragia secondaria del cuore. Dopo aver chiamato formirlabili e- spaven tosi pc! chirurgo que]lè der grossi vasi, sembrerà strano che M.assobrio sia potuto intervenire con esito favorevole . Espongo il caso ecc.e.z ionale : Fenita dJ ,.h J':t]lllt:'ll ll lh'l'llò d!'llll sP(·Ot111a C<l,, l:l. n forulo <:i(>('O, a C('tltitnN ri fuori della n1.a r~-:in:1lt• ... in i't m cl c Ilo ,:t~rno. Il l)roiPtt ile n YeYn dnto frattu ra commiunt:l ùelln <•n rtilaJliiiP <~•~talt.•. h·~i<HW jltril':l :·dk:1, d;! <·ni $(·ol:n·n :srPrrzione comJub<tn n ;;ir,·o: ;;i <•IJit<• "u'' p rima emo1·ragia ><Pl'<'D<I:nla ùa cnrl~1ta di e~urn in ottava !-'ÌOrnnttt, vinta {'(>l t;llPJ\Orwmcnto. DOP<) !'i j.:lorni. al momento di rimuovere l<> 7.1\ffo, emOJT~I:!Ìil iun • m<;>l1tP c·\>Jl un ;!Nto eli l'Il <'<.'ili iuwtri di nltt•r.z:t, llll.t' rvento <l'lll')!'t'll7.:1 <·ou "'J>o rt•·lln tnr:ll'ko '' c·prnit-t':l E>><l<'rn:l. L-'11 troYnla 1111:1 l>+'>l'<lit.'l. di Mliltauzn <:lr<'< )lare, dd diautt•tro di nwz:r.o Ct' ntimd ro. JWila or·eccWctta R!n!~tra . Il )l{'rkanlìo nv€'Ya !l\lNito l><'r IvazioiH' inli:nnmato>ria, impnùenclo iJ ver;;nme-nto 811TIJ!Ui~no nel c·nvo rx·ric:I rdi <·n, (';:t.-.riori:r.znudo, ~r coRi <lit·e, il dlfNto di pa rete rl~<!lltnnte dnlla cnduta <lt•ll'~s<:urn. QuPsta soluzione- di cootlnuo tu suturata Mtu> la guid:r <l<'l ~litn cbe int:mtn <'1':J ~tnto fl•nuto C<'lntt·o la Borgf'nte emorragi<·n ed in ~uito. l"' n ·Ih lo ma l:.:ic·ur:I In ><lllLJI':I fa tt11 un po · :1 I la nw;::-1 io 41Hte le <:irco:::.t~tr\7.!' t' f >{'r <11 JoiiJ ~1t l•'"'"," i illlil!r:tti. vi fu rih:ttlutn sopm un lemtx~ J'M"duncolato sC'QII•ito <l:1l g-mu J~ttorfl lt•. Dren:tJ!dO tuhol:ue n~rso l'a!'."<:elil.a, chiusura pa•rzi.nle. :-;ei g-!Mni ~<uccc""l\i ~'<'rezion<> J~rlcarùka còu :febbre alta. Guari-

gione per· progre!-~lvo diminuil'e ùeUn

secrezlou~>

puruleuta.

Circa il m e-ccanismo di produzione dell'emorragia secondaria, tutti gli au tori sono concordi nel ri conosc·ere come causa prima una lesione vas.al·e contemporanea alla ferita., la quale consist<: sempre o quasi in ' una soluzione di continuo più o me.no estesa del vaso (sezione compl eta o incompleta, fP.rila laterale, ecc.) ·e che suole spesso pas.'5are inosservata perchè u n coagulo ha prodoll-o dapprima una emostasi sufficien te, interrotta poi più o m eno bruscamente dal rammollimento settico so-. praggi unto. Qualche volta è un ematoma profondo conosciuto che suppura, può anche e~sere un ematoma già trattato chirurgicamente con incisione e Iegaturo (Letoux, Fasano). Mentre nei trattati, nelle pubbli- , ca.zioni -più notevoli anteriori alla guerra, si amm ette qÙaJe oa.usa. piul-


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EMORIIACH. SECONDARIE Nf.[.f.:\ PRATICA 0 1 Gt;mRA

tosto rn:q u<>rd-e di emorragia setonéla.l'ia una Jesionr vasai(· lim i !Hl a. di carattere pro,evalenlemenle eontusivo, senza soluzione di conLi nuo d ella parete, cui ·segue formaz ion e di un'esca ra € distacco successivo, alcuni autori oggi propendono a r.onsid erare questa parLicol.aril~\ com e arldiri ttura eccezional e (Revel, Sencert). Non mancan o oorò anche n t>lla 1e lf.eraLura di guerra osservazion i che d epongono contro simile tesi (Picqué, R<;ynier ). Questa conente è stata probabi lmente determinata dalla g rand e frequenza con cui i -ehintrg hi militari di qu esti ultimi te mpi hanno illustralo ferite arteriose che vanno fino alla sezione totale anche di grossi tronchi, senza al cun segno apprezzabile di emorragia. E ' ritenuta cotne piut.loslo rrequenLc la possibilità di u sura d el vaso pe,r oper.a di un d1·enaggio (Qul'>nu , Savariaucl), per UJ1a sc-heggia ossea in un focolaio purulento (Ha.rdouin) o anche per sfregame nto c-ontinuo della parete r·onlro la J)tmla del p roièttile s l<•sso lMauclai re, Grégoi re }. L e .alterazi oni istologi1·he che s i verificano a. r·a.rico delle h tnirhe ,-a:;ali .òono sla lr sl udi.ale e dPSITitlc. in Franria d a Galw ielc Petit; più minutamente fr a noi da Razznboni in una pubblicazione che illus tra QIJ!attro casi rli emo rr.ugia secondaria d ella femorale , dell'asr;ellare, e della carotide. Egli ha messo in evidenza le fini alterazio ni strutturali che si s ta}?iliscono nello s pessore de ll e tuniche e nel trombo, le cause e le varie tappe per cui si arriva alla usura del va5o od alla disg1·egazio ne del trombo (o alla caduta del laccio). Sono dimostrabi li alterazioni re_g: re~::in! nel)(' pareti vasali ac1·cn luule nell'elemento elasl:r·o t> nell'eh?mento muscolare, ma evidenti anche nella trauma fibro-connettivale che pure spesso presenta contemporaneamente t.enta.livi di . iperplasia <'On neoformazione di ra.pillan ed infiltrazione leucoci t.aria. Nell'avventizia si osservan o frequ entem ente cu mul i di poli nucleati, i quali ta lora sono così addensati e trasformati i n glolml i puru len ti, da arquisl.are l'aspetto di num erosi ascesso! in i m il iaJ·i-c i. L'e ndo,ar·teria sr>es~o non mostra lo st.raw e.ndoLeliale; n ei r·ari punti ove renùolel io è ri conosc ibile , le cellule sono rigonfie, tumefaLLe, eon nucleo ve.sci<:ola1'6 tingibile o no, in picnos i e r.ariolisi. Sull'-endolelio o al posto di esso il t.ro mbo è Sl)€SSO in una f.1se involutiva: si os!be.rvano ombre di -emazie, emazie <disfatt-e, pig mento ematico mt~sso in libertà : sulla parete, .curnoli grunul ari o piccoli d epositi amorfi; assenza o ra rità di geU.oni vascolo-con neltivi diretti verso gli ammassi descritti , i quali non appai ono aderenti solida· mente alla pare te . Talora è riconoscibile un vero e proprio trombo ch e mostra per.ò un arresto n ella sua evoluzione per de fi ciente formazi one di vasi, e per trombosi obliterant-e di quelli neoformati. Quest.a trombosi e una trombosi ostruente dei vasa vasorum verisimilmente settica costante m ente riscontrata in tutti i re perti, sono il fatto capitale che Razzaboni segnala com e il fattore principal e che importando una de.fìc i-ent.e nutrizione dei tessuti irrorati (pa~t.i e gettoni dest.inati a sostituire la ma::sa lrombotica ) avvia verso una f.a.tale necrobiosi tanto i gelloni d&slinati a sostituire i·l trombo come la st.essa parete arteriosa. Quasi sempre questi d ue processi si associano in vario g rado ed in varie estensioni: onde vçtrii esi.Li, sempre però con e morragie. Talora s'i aVTà d isgregazione del trombo , talora usura della parete.


E~ORRAGIE

Sl:CO~UARIE

NELtA PRATI CA DI Gt! ERRA

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L'usura. della par ete in queste· condizioni sarà facilitata., si capisce facilmente, da una compressi<,me esterna per una. scheggia ossea, per un co rpo eslr.anoo, un tubo di dt•enu-g~ i o, ecc Nel ('aso di un lan:io la ~·o m:press i o n e è e::;en :ilala dalla stre tlura del filo spec ialme nte sent1it.a ne l punto ove esis te il g rop!JO del nodo c hirurgico. Ne lla valutazione di questi fatti r eg•·es::;ivi tlw prcl udOIIO eosì al disfacimento d e-lla massalrom~­ boti<:a, <di'usura della parete v.<tSale , Razzaboni m ett.e am:he in prima linea un 'azionp, digestiva estrcilata da diastasi proteoliliche d'ori gine batte ri ul !J€r l'infezione mif' rob ira, a 1; ui no n s i possono opporre resistenze atti ve e vitali pe r· la seg n a la~a ostntzio n0 de i va.sa vasorum. L 'emorragia socondaria. si prese nta, p er quan to non sem}Jre, con una fi sonomi a P<Lrl i1·ulare : I<L p erdi La sangu igna talora è lenta e di pO<·hi cc. d i s angue , tal ora im ponenli ;;sima , t umultuosa. Anche il sangue d1e !'t ravasa può in certi e as i ave re c ara tl~ri stif'lt e diver se dall 'e m o l'l'a~ia ~rimit.i va, e ciò in relazione <.ì lle \~ Ondizi oni ge ne ra li d el fel'ito. S·i vede spesso, s pecialme nte se il fe-ri lo è' an emizzuto a~&• i J) ro fonda.m entc o in preda ad uno :;l<Liù se lti ,·cmit:o grave, elle il san ~ut> s i di,·icle in due parti: una nella ferila, ~os liluita da co.aguli ro:::so-t ari ro, vo luminosi, ft;~ccidi, quasi gelali nosi; ed una fu ori della fer ila. c he bagna le n ·sti e lo fasr·ie , di colorito c; hiuo rom o q uello di un an emir·o fl n 's;;o alla c·~k lws­ sia .. . " Si è quasi m er·avigl iu l i , dil'e M gard ,c he un sang ue c6si diluito e fìu ido possa cessare S!JOutaneaill<'ll le di sgOf'!' ÌOia re " . Per lo più l'e m orntg iu so pravviene IJr u::;c~t.m entc improvv isa ed inaspett.ala, moll.o SIJes:::o di notte : sono i cusi di ntaggi ore gravità in c ui si fa appena a te mpo a porta r e SO<To r·so ,,\'lau r laire, L eloux) . Pe rò è assai fr cqu enl·e c he esista no seg ni pre monito ri. Gli · a.nti t·hi ~ · o n os1 · e ran o e d apprezzavano meritat:w w nlr 1·om e indizi minact·iosi , c·erLe emotragie inrl}nsude, pi('co le, r ipelcllti si :;pesso, dma11lc la m cdin tlura spci·ialmente. Su qu este han no as:sai ins ist ito Delorme, Neudorfer , Ho ux, segnalandone l' importa.nza t'O! chiamarl e u emo rr·ag ie rli allarme'' · Qtlal che volta l'l'morrag ia può es::.cr e inlcr slizi.a l c e p r·e lude re alla form azione d i un ematoma arte rioso (Pozzi, Ti;;sot, Mouw· hel, L(}n~a rd ) . ·Con le emonagie secondari(.! ven.!XOTIO d~sc·1'ille <ht qua le h c a u Lo re c.eril.; e m orragie lar<:livl'. disc.rasic·he , rlipenùenli da ripcr l'ussioni di un cattivo s f..a to generale : sono e m O IT<l.~ i e a nappo col legate a stati pato logiof' i·, quali di.a.hete, em Dfilia, insuffil'i enza e patica, ec·c·. Hanno S1'<U'Sa importanza in (' hirUJ·gia di g ue rra per la eliminazi one degli organismi g ravemente tarali dal servizio allivo di linea. ~[auchtire ha invece segnalato una spec ie di emofilia acquis ita e temporanea in fPrili esaurili dalle fati('he-, €- VandCJnbotwhe ha rilevato l'influe nza c he può e~se r(' c::;CI't itata a questo propos ito dag li s tati maluril' i. l .chirurghi militari hanno L1·atlaLo soprattutto l'argom enl.o dell-e emorr agie ser·o.ndu.ric dal punLo di vi sta dell ' iutervento operato ri o. Alla Sorietà di ch irurg-ia di Parigi ·i r} prineipio della guerra mondiale Thiéry sol ìevò una. discussione dom<.tndando che fos~ risolta la quf's tione cir c.a la migl iore condotta da :wguire nelle emonagi c lÒcrondaeric don.1le a flemmoni, gangrene gassose , fratture complicale , ecc. , avendo visto due r..-asi d i mor te dopo inutili' tentativi fatti con tutti i mezzi emostal.ici noti


7S

•;:-.tORRAGIE SECONDARiE' NELLA PRATIC.\ Dr GUERRA

e raccomandati: lam pona.mento, sieri eterogenei, siero gelatinalo, ergotina, anlipil·ina, percloruro di ferro, occ. Egli int-endeva chiedere dell'emorragie secondarie a nappo da capillari neoformati o usura di piccole al'terie. Tanto è vero <·he in uno dei casi aYeva sol t'occhio una larga e qua.-;i piana soluzione di continuo per disarticolazione della spalla, e ciononostante n<m polè osservare alcun vaso da legare. Otten ne la emost.asi temporanea con una medicalura compressiva. L'emorragia si ripl'lè e fu SL·guita da morte. La ma!ggioranza dei c.hirurghi si pronunziò pel tam ponam~n to compressivo dopo accurato ra.srhiamento col cucchiaio dt-lla ferila che qu asi sempre ha u n g rosso fellro di gra.nula.zioni torpide, tanto che si l'esta sorpn!si molte Yolte d ella qu<J.ntiltt di ca1·ne in utile -cho si porta via (Dolbelì . Lo sc.uçchiaiamento perciò deve progredire fino a che non siano chi aramente rieonosr iuLi i diversi tessuLi della profondità, ossia finchè non appaiono allo scoperto muscoli, ten dini, .aponevrosi, ere. (Delbet) . Questa condotta ha anche il vantaggio rli smasche rare u.n t'amo arle1·ioso più o rmmo impol'lante, che, a volte, è la ignorata sorgente emorragica soLto il felt.ro de-lle catti,-e g ranu laz ioni (Quénu ). E' prOTJt·io in questi casi che non c·'è tempo da pf'rdf're, ~r­ chè, mentre allora non si può conta re su .al<:uno dei picroli mezzi del l'uso co mun e, una buona doppia legatura dell'arteria seoperla, beant-e in profondità, mette al coperto da recidive altrimenti pressoché inevitabili. l casi numerosi che sono stati comunicali .alle t·iunioni scient ifkha hanno riaf'('("SO le antiche discussioni pro o contro t'alla('!'iatu ra d el va..o;o in sede rli lel'ione. Dopo Billrolh, che dalla su a esperienza nella guerra Fran eo-Prussian;L si era p ron unziato pet· la legatura dell'a.J'leri a in sede dj ele~ione, i chi·rurghi si erano quasi genetalmenl<' persuasi che la le~:attll'a a distanza è inferiore alla legatura nella ft'rila per1· hè pl'!~ senl a. i se~u~mt! inr·onvenienti: può essere inutile, può es&>re inE'fficace e può esst-re dannosa. E' inutile~ si raùe col lac·L'io o al di sotto clell'emèrgcnza. d el ramo rhc sanguina, menlrP si n ede per un'appa r·enza. lopografic·a cii cadNe al di sopra, come nel raso rhe si allaer i l'ascellare sotto la clavicola per una emorragia de ll'asce.Jla data da lesione della seapolare inferiore- (Senrert), o su anomalie di hiforc.azi.one del tronco prineipale (rn.so di Ferrarini ). E' 'inefficace se fra il 1arcio e la lesione arteriosa esiste una i m portante collaterale che riconclur.e la ron ent.e sanguigna nel tratto {' he si nede di escludere. E' pcrirolosa se IlE·r a 1·r·esta re l'emorragia OCI'Orre, come spesso capita , legare uno dopo l'alb·o Yarii tronchi o rami note,·oli, in modo eta impedire· il risl.abilirsi d ella <·ircolazione per le ,·ie coll aterali. La legal11ra in sed e sembrerebbe dunque irlt'ale. ma essa pure ha i suoi inconvf:'n ienti. Prima di tutto il lacc.io v iene posto in un focolaio infetto, e quindi rischia di non lene-re anche se m esso più in alto possibi le ed in doppia sede; poi n on è sempre agevole farsi la luce suffic iente per un'operazione così delic3ta : si procede in mezzo a tessu ti lardacei, a fun gosità, in ferite anfrattuose, co11 c.avi tà purule.nte, schegge ossee di focolai di frattura che ostacolano le ri cerche. Il \•aso non si trova, o an-


E:VWRRAGIE SECONDARIE NELLA PRATICA DI GUERRA

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che trovandolo non sì prt.>-ndo ; anche se preso non può essere. passato u n laecio su tessuti che reggono male e che una pinza non può peduncolare . Resta ancora una via di mezzç: allacciare non proprio in sede, ma a distanza, sul sano, il !)ÌÙ vicino pos::>ibil e alla lesione arteriosa sanguinante . Questa linea di condotta ha Lulta l'apparenza di un ripiego el evato a sistema, e part.c-cipetebbe dell'incouveniente di ambedue g li aElri sistemi, giacc hé o il t.etTeno operatorio non è molto infe-tto e a llora si può interveni re in sed e di Je:;io ne, o è addirittura flemmonoso e a llora bisogna a ndare a ta.le di stanza che Lanto vaiTebbe geLlare ii !aedo in sed e di el ezione ove l'operazione è senza dubbio più rapida e semplice . Ciascuno di qu~s ti eriteri operativi .ha lrovalo sosleniLot·i in base a ll'esperienza del periodo di guerra: Tufficr, Qtrenu, Leioux, si sono espressi c.onlr.ariamentP alla l·ega t.ura in sito, sostenuta invece da Mich on, Mauclaire , S€-bileau ecc. D~ l bet, fra gli a.lLri, si dichiara risoluto a. farla a livello della lesione, riconosce the s pesso l'isolamento del \'art.e ria è diffici le, ma siccom-e il più delle volte si interviene sugli arti, il lacdo emostaLico è eli grande aiut-o c, insistendo, si può sempre riusci r·e. Hardouin, Tuffìer, ed anri, sii sono tJ·ovati spesso contenti d ell'allacciatura non in sede , ma nei tessuti sani, il più vicino possibile al fo· colaio. Vagliando la casislir a di gue1'ra sembr.a. che in re.altù og nuno di questi me todi possa ca.so per ('aso dare preziosi resultati ; Reyni er, e da noi Marinacl'i t> Stretti banno comunicato casi di legatura a distanza <'he hanno corris posto pienamente . D'altra 11arte non mancano esempi n u merosi di legature tn sito seguite da successo : così volendo riass umere nelle linee generali quale sembri la mig liore condott.a chirurgic-a da tenene, si può dire che co.nv1ene decidersi volta a volla pt>r un m(}todo. o !')er l'altro secondo le varie eventualità . La scelta dipend erà dall'importanza dell'emorragia, dalla sede ovo aYViene ~ dalle condizioni più o meno seLliche del tessuto su cui doVI'ebbe cadere l'intervento, L'import.a.nza d ell'emorragia, o meg\10 il c.alihro .del vaso s u cui si d eve porre la legatura, ha un valore non trascurabile , giarch è in emorrag iè non impon e n~i si può propendere (q uando può esset· fatta con facililù) per l'allacc iatura nel focolaio; perch è s~> insorge anche una recidi·va è gius tificata la presunzione di essere sempre in tempo ad intervenire nuova mente. Quanto alla ~de ed alla sepsi d ei tessuti ceco cosa. può capitare: 1° La sede è poco settica: s.i può allacc-iare il vaso in sito ; 2" La sede p1·esenta not-e flemm();Tlose o settiche o ga,ngrenose : s' intervenga·a dis tanza., il più vicino !)Ossibile al silo della lesione vasale. Si ottiene a questo modo di escluder e tra laccio e lesione il maggior numero di diramazioni collaterali .che vengono invece conservate al tratto supe-riore ; 3° La sede d ella lesione è anche quella indicata per l'intervento a distanza si potrebbero considerare asettich e, ma il tronco vascolare è diffi.cilmente attaccabile: si scelga un posto dove l'arl-6ria sia più facilmente accessibile ;

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EMORRAGIE SECONDARIE NELLA PRATICA DI

GUERR.~

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4° In .alcuni casi non si può aggN>d ire i vasi in nessuna maniera (enfisema d·iffuso, s tato precario de l ferito, tale dR non permettere una operazione .çhe richi ede assai tempo e presenta molta difficoltà); ed allora il chirurgo fa quello che l) UÒ e che le circos t.am:e s uggeriscono: una pinza a dimora, un ta:mpone serr.al..o, una comprPssione digitale temporanea, una costrizione cl as tica. C(C. Una importanza s peciale , si a per la g ravità che p er la d iffiroltà d ell'intervento, hanno le emorrdg ie seconda rie d a fel'i la d'arme da fu oco d el t-erritorio dt.))la carotide esterna (l't'gione a lta c laterale del collo, reg ione P<ll'OL icl ea, d ei mascdlari , ecc.) : in qnesl·i r asi di sol.ito no n si può wlerveni m s ul ramo leso , P l'alla ceiatlwn d ella mrotide esterna del Ialo conisponde nte s uole e:->Se1·e seguita da r jpelizione mortale dell'emorragia. Mara~ lia.n o al 25° CongTess0 del la Società Ita lian :t di Chirurgia richiamò l'attenzione dci <'Oll(_-ghi s ull'opportunità di pl'alicare s is temat icame nte l'allacci atura s imu! lanea della carotide esterna dei du e lat i, geltandò il laccio fra le liroirlee superiol'i e i e lin1-!uuli , riducendo il c ir<·olo collate ral e alle anas tom osi fra c·arol idi cst,em e e cm·olidi int erne, avendo eliminato le comuni cazioni pil! impor tanti tra la liroidea s uperiore e fra g li allri rami d elle due carot.iùi (.'Stcrne . Qut>sta proposta può sembrare ecces.siva, g iarchè in molti inlerventi p e.r emo!Tag ie dalla mascellare inte-ma, d a:ll'arLeria pala tina o <:lall'alveohtre inferiore, è slala allac:;iat.a l.a. carotide del solo lato intere. salo sen za che si av('SSero rcc'idh·e (ToussainL, 3 c.as i: ebbe aw he una ree itliva , ma s i Ln~tt a Y.a d'un emofiliaco) . P erò s i potrebbe ,-edere un appoggio nella ron<;iderazione che <'On una certa frcqu<:nza, in emo rragie imponcnl1 che fnnn o rapo alla bof·r-a , per un po' non è possibile raccapezzars i da r he la to origini il ramo <:ttrotiòeo in t.e rcssato (Legueu ) : in simili circosta nze fa re l'allaecialura di una sola d el 1e- due carotidi esterne potrebbe l:lsr iare il chirurgo non (;omplelame ntc sieuro se l'emostasi sopravvenuta duranLe l'intervenLo sin proprio l'effetto clclla le-gatura caroti() c.a praticata, o soltanto un a rresto temporaneo arr id e n tal ~ . Mauclaire- e Scbilcau alla Società di Chirurg iH di Par·igi di ft•onte alle o!Ybiezioni mosse alla ter nica da loro sostenu ta d ell' aJlacc ialura in sito, MprailuLto in riguardo a possibili ins ucr·essi de l t<'n l<.1liYO, propos~ro d i passare un lac('iO a di stanza d el LrOJlf'O a rte-rioso, da s tringere quando la legatura in sito fallisse o non riuscisse addirittura. Quénu combattè Ialo"! veduta, osservando che se anche fos~e ammesso un doppio inte-rvento , uno in sito ed uno a ctistanza, la prat.ica più giudiz.iosa da segui1'e sarebbe proprio all'opposto. Prima si dovrebbe .allacciare .a. dis tanza c domi!1are in tutto o in parte nel modo più solleci~o il fattore emorragico, indi giovandosi di questa specie di emostasi preventiva, aprire largamente l.a ferita., regola~ izzare i bordi ed i t.ramiti, esplorare la profondità, e, r intracc iato il vaso, isolarlo e lega.rlo. Certa.m~nt.e con qualunque tecnica, anche la più scrupolosa , una recidiva oè sempre possibile, ma le statistiche oggi riferite sono molLo eloquenti, .se si consid€.•ra che mentre Bi llroLh dopo la gue-rra del '70 comunkava 26 casi seguiti 21 volte da morte, Hardouin in 18 ferili ha


EMORRAGfE SECO:--OARI E NELI.:\ PRATI C;\ DI GUERRA

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avuto i6 guarigioni perfette e due gangrene periferich e . Quesla complicazione, dell'insorgere cioè di un processo gangrenoso dovo al!acciature di grossi tron<:hi ·nel corso di emorragie secondarie degli arti, ricorre piuttosto frequentement-e , })€r quanto Tufl:ier non sembr··i dargli troppa. importanza. Thiéry in certi casi di.e mol'l'agia· secondaria imponente, in cu i la. vitalità. del m embro potrebbe essere compromessa dalla legatura dell'arteria principale, si mostra propenso u p rat.icare subito senz'alt ro l'amputazione pr:im iti va. Questo concet.to non può in m<élssima essNe a.ccettato, non solamente in riguardo all'indirizzo conservativo preso orm ai da.lla chirurgia in ·genere e per riflesso anehe dalla e h irurgia di g uerrà, ma anche perchè le statistiche di quesli anni di larga esper ienza traumatologica hanno mostrato la b enignitù realmente notevole d elle legature portate s ui grossi tronehi vascolari. Lu g angr·ena ch e s~·gue alla alla<·C'iatura pe.r emorragia secondaria il più d elle volle è una gangr~na settic.a che si sviluppa e si este nde rapidamente da l focolaio infello della 'ferita in quanto le mutate co ndizioni circolatori e diminuiscono nole volmwte i poteri difensivi de i tessuti vicini. Cosi in una e m~H·r.ag ia secondaria subitanea da una ferita largamen te s upP'U ranle, l'indi-cazione demolitiva dell'arto non può essere costituila dall'allettamento eli usci re d 'impiccio con una operazione sbrigativa, second o una pratica. rara agli antich1 ma or mai superata, ma dalle condizioni dell'arto già pr ecarie per il processo s uppurativo pree.sistent.e all'insorge nza d ell'emorrag ia, il quale dava .anche ripercussioni piu ttosto gr·avi su llo slat..o generale. Condizioni dunque già gravi. locaH e ge.nerali, p~ggior ale i·n modo allarmante dalla -complicazion~ sopravvenu ta, e nel le quali l'amputazion e non mira tanto a prevenire u na possibile insorgenza settico gangrenosa, quanto a sollevare l'organis mo con l'allontanare un mortale focolaio d'asso rbiment..o . E' soltanto da questo punto di vista che il chirmgo è cost retto spesso a dolorose amputa.zio.ni come anche a me è capitato due· volte nell'ospedale 224. In ambedue i casi l'indicazi one era formale e fu consigliata dal prof. Tusini, eolonnello med ico consulen1e. d 'Armata . Si trattava di 2 feri ti: uno da fu c ile alla gamba sinistra, l'altro da gr.anata all'avambraccio. C'era nel primo .apertura d ell'arti<'olazione del ginorchio con artrite purwlenta, l·esione- della poplitea, noLe di gangrena incipient-e sulle dita del piede . Due modi che emorragie erano già s tate dom.in.ate col tamponamento. Nel seeondo si ave>: a fmttur a comminuta dell'avambraccio e pure artrite purulenta del gomito trattata in primo tempo con aperture l.ateralf e doppio <lrenaggio. Una prim'a violenta emorragia arteriosa era s tata dominala temporaneamente col laccio. L'af'T}Pu.t azione al ~rzo inferiore della. coscia ed -al terzo medio del braccio furono ambedue seguite da gua.rigione. Non si può <:erto in feriti infet,tiJ e s uppurati parlare di alcun trattamento emoslatl.c.o tendente a ·rispeltare colla perm{'labilità. vasale, la nut rizione sangui-gna. Le suture· non potrebbero infatti t.enere . Taddei però in due casi di emorragia secondaria venosa d.all'ascellare e dalla femorale) ha potuto provvedere all'emostas i. e conservare il circolo venoso, .l


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E.\tORRAGlE SECONDARI E NELLA PRAT ICA Dr GUERRA

rirorrenclo alla legatu ra la terale della parete ukerata, per quanto l a perdita di sostanze fosse in un caso d·i tnl11i. 12 x. 10. In tulti e due ebbe un suc.~.:e.sso br i Ila n Lissi mo c he incomggierebbe ad allargare le indie<LZion i d ell'antico metodo di T ravers. Per term~nare d el trattamento chirurgico curativo accennerò ad un.a pubblicazione recentissima di Ca.ucci, il quale, s ulla scorta di un caso personale di emorr·agia ripetu.t a in ferita d'arma· da fuoco (non però di guerra), prospetta lo zaffament.o inlravasale come mezzo emostatico buono in certe contingenze in cui l'allacc iatu ra si present i particolarmente difficile. Non voglio fermarmi su l caso esposto dal collega in una breve nota preventiva, tanto più che egli promet.t-e ulteriori com unicaz ion i s u base sperimenta le,. Solo , nel modo come viene per ora illustrato, ci sembra che la leenica proposta s ia di una stabilità ed eftkacia molto dubbie ; senza conla re {'he quando si ha sotl'oec hio il lume beante d'una ar l.eria, debbono es~e re ben rare quelle. circostanze che non permettono di traLLarla in nessun modo migliore t:he infilandori dentro uno stuello. Quanto alla pr·ofì lassi delle emorragie secondarie, essa rien tra, come abbiamo a('C.en.nat(), nelle regole della buona pratit a chirurgica rig uardo alle ferite infette in generale. Sorvegliare quelle a d and~m e nto aset.tico o quasi. f.a.,·orendo la defini tiva riunione dei tessuti e la steriliizazione della piaga con prudente ed oppOJ·tuno impie.go di' antisettici ; sbrigliare ed esplor·are- m~nuta­ me nle quelle a d ec·orso in fetto e s uppurati vo; e- portare l'attenzione n()n solo alla rimozione dei corpi estr·anei , delle schegge dei forolai di frattura , ed al buon dre-naggio d ella feril a, ma ane he allo stato de i vasi d ell a regione per eventuali allacciature prevenlive .

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Jll l3t.10(,RAI"U

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« !:iu t1·~ C:l>'i di c·u torl\l~i:t ·"''''" lld:t i'Ì:l :tnt•rl " ><:l •>. /'ulit l. ·'· ': . 111·ot., l Vll', n. 2:!. Tuif:ur. - <<DI'~< h(•m. sccuntl. rl:lH." l t'!< l>lt>'-'s . d..- i:;U<'rtc •1. Jiu/1 , ··f .11(1111. :'IJC. 1'/Jir., 21 non>mbl't> HJH. - a De;:; hémorra)!ie >:t>('()n<!,lln>.; da m: le!> plniel' d<) t,'lletTe . Di~lll'.>'ion " · :-:r,c.. de Cllir. <le Pari.,, l·S·22 >Ciit'rmhr~ l'IJl-1. TOI 'SS:\Il"T. « Troi..s C:Hi d'ht>IU . . !>1:'\-Qlld:lires, eC\.'. >1 . l'rl'~<i1t,; .l/ c'Il ., :!2 npril,• Hl15. Tt:FFIER. - ''De~ bém. ~'t'Qnd. thH~!< le!> J)lai('l" d1• ~uerre. l)i~cn R'-'ion •>. ~()C. de Cllir. de l'arì.«, l·l:i·22 dicembrl' 19H. VALLMII>. '' llérnorr. &eCOJt.d. <X•Ul pl.ientlou~ d es p lnil's <l<> gut•rrr ll. 'l 't·.~; t/i !.ione, TAR\:>iTl:"O. -

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LA PERICOLOSITÀ ·DELL'ANOMALO dal pun to di vista medico- legale militare (I) per il p rofc..,.;;or Gaetano Funaioli. tr:- twntc colonne llo rm•diC'o, in><q:m >\11 w titola:·e ·d i m :>cl icina lC"galo m ilitare

'Ogni collellività tende alla propria conservazione, onde mu niscesi di prl'sid ì tOIIl r<l le infiltrazioni tli con tagi fisic'i e morali , modifica nt i la sua. effi cien za e il s uo prestigio. All 'igi ene è devoluto il còm pit o della presern1zion e d ell'at.mosfera fi si<:a, in c ui la collelLività vive ed opera; alla srienza antropologico-psichia trica spe tta l'ufficio di so rprendel'e dall'inizi<l le man ifestazioni di un'attività psichica aberranlt· e sbot:t:antc in eccessi criminosi o comunque ledenti le rag ioni d ella eollettivi tà. Ncll'c\mb ito delle malallie fi s ich e è la tuber c:olosi quella , che per la gravità <:!el contagio ha il massimo interesse me!~. ico- l egalt• ai fini di precoce diagnos i, ciò che cosl l'inge la medicina 1 cgale militare a fMe uso dei duti d elht senwiot ira rl in ica, a.ssocirtt i ai dali radioscopir;(rradiografici , a quelli battt>riologici ed eventualm€-nte a.i .l·is ultati delle indagini biolog iche; n el rampo d elle. affezioni psichic: he è l'anomalia eh€ dovrà essere prospettata sotto il ris petto m edicolc:gale e. sorpresa nei pl'im issi mi s intomi, i quali, aggrav<tndosi, minano dalle fond amenta l'aggregato milita1·e. L'annmalia h a la ~uu p t·oiezion e in u:1a !)a l'li{'olarilit di cond otta, c he r ivelasi abitualmen te o in speciali circostanze e c he è d eterminata da un temperamento individuale irrequieto od apatico, ecciLabil e fino al violento, s quilibrato fin o a l pazzesco e da un carattere timido o spa\'aldo, c hiuso fino al misantropo, iiTitabile od impulsivo, egois ta, disonesto, con trariante : i contrassegni di cattiva condotta rivelantesi in preroci ~· molteplici reazioni antidisciplinari ai più insignificanti stimoli, sono ind ici sintomatici d ella pericolosità .all'ambiente collettivo , tali da aut.orizzare a un' os~·rYazi o n e minuta della Pl' t'Sonal ilit individual e, pr ima r·he e rompa un episodio psiropatico oppure u n'a.zione c riminosa con conseguenze irnr,wcved ibili. •;

* ** Gli ambie nti colle ttivi p er la loro composizione sono sensibili agli H.!!e n ti d i pei·t ur bazione morah:, spee ie quando sono or-gan izzat i a. mo' dell'ambiente mil itare·: la vita in ~·om une melle a. prova le qual ità . (l) Conferenza agli ufficiali m edici allievi d e l Corso preparatorio p et· la no·

mm,~ a. tenente

medico in s . a. p.


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psiC' hic hc dei redulali, come le esercitazioni g innaBliche sperimentano la forza muscolare. Oc:corre nell'eser~: ito u n minimo d'intelletto non tanto ai fini co mprens ivi quanto .anche a scopi di rèSistenza indi,·it.luule a psit:opalie; necess ita un minimo di senlimenlalilà per su sci tare <'Oesione nei quad r i, per otte ne re ossequio al principio autori- . lal·io, per de.slare interesse ag li insegnam e nti propri della d ifesa mi- ' !ilare; Ol'l:O n e un rodfi ciente di ''olontà per tradurre in a llo gli inseg nume n l 1 prnft.:ssilllla 1i e Jll' r coni:::pondcre alle esi:renzt' cldla \'ila spec·ial e . Gli stimoli dell'ambiente fi s ioo, vari per natura, pe t· inte n:;ità, per numero, tendono, d'aecordo coi fa ttori suggestivi, a rom pe re il potenziale ps ico-n en oso e a d eterminare squilibri : da ciò na.~ cono molli problemi medico-legali circa l'accertamento dell 'aùattabil ittJ. o dell'inadattabilità individuale, problem i d'ig iene morale c11e si ba:;ano sulla nozione d el la. pel'icolosità. La peri eolositit si può osservare n ell a. ronJotla abituale, condulla determinata dal caratte re personal e, oppu re in certe ci i·costunze eli Yila co inr iclenti a manifestazioni emerge nt i d el l'ind iYid ualilit, •·toè ai rea ti. Dal pnnto di Yi sta mcd il'o-legale e in <'O nsid t'razio ne 1'he l' indirizzo attuale medico-lega le tende ad essèt'c essenzialmente prevcnth·o, .c li!J<'t::':::u·ia la so•·,·eg-lin mm della c:o11dotla ndl e fas i o rdinarie di \'ila , prima d ello s•·oppio del reato: l)e1·ciò OtT()ITe non solo al nwrliro, ma mwht• all'uffh•tc: le dci renal'lo u\·cr e connstl·nza dei c·aralt e ri anom al i perturbanti più fr eq uentemente le abitudini e H contegno d ei singoli nel la coll~llivilà mil itare. Fra i earatleri anomal'i il p iù interessante .a. ravYisarsi è quello epilrtl ico : id eazione ' ' iziala di su bpa ranoidismo , eccitabilità vivis:;i ma, anestesia. morale, im puls ivith costituiscono le note salienti r!i un tale curaUere, che nella coll etl ivit~t militare mettesi in e\ridenza per mancanze disciplinari assai precoci, originate da e-ccitamenti eli odio o di' v0ndelta, contr assegnate da atti im pulsivi, da prepotenza., da abusi alco·olici : nessuna influenza pedagog ica pu.ò esplicarsi su l carattere d p1l'epilellico, elle è refralt.a r io ad ogni richiamo, ad ogni buon esempio discipl inare, ad ogn i suggcslione la pi ù b e nevola, talchè anc he all'or:r· h io del pr ofano non è difficile dis<·ern-erlo p e 1· i s uoi con nota li di ego ismo brutale c di violenza: interessa. ide ntificarlo al pi ù presto per i suoi legami colle form e più g ravi di c riminalilù, specie eon lt3 fcrille tl npuls ive . Altr.o carattere, frequente .ad osservarsi, è quello isterico; sono noti i sintom i principali d i questo c~u·atLe re , ~he s i riassumono in superficialità intellettiva, in fluidi tà. di associazioni, in sentimentalitù · spiccatamente e motiva e volubile, mis ta a va nità, in suggeslionabililà ecrcssiva e in reatlività pronta. P e r quesLe atliLudini psichiche l' iste., ri r o tende all'esteriorizzazione eli affezioni in momenti opportuni, ostenta b enevolenza peL' il superiore per fini snoi person ali, esarzera malori per capriccio o per scopi egoistici, addossa ad altri responsabilità ch e spe ttano a lui , conrlure cioè una vita di astuzie e d'ingann i, -che emerge n el tenore di ronclolta della massa e c he s bocca di soli t-o a reat i di frode o di cal un nia : specie al medico l'isterico rivclasi per


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la estrinsecazione riDe luta di affezioni a sintomatologia sogg·elliva, diffi cilmente controHabile. Affine ai due anzidetti caratteri è il carattere crimi nale propriamente detto, carattere d ebole, incostante, irrequieto, poco espansivo, so\·ente amorale od immorale tOLtolt:nghi l ; questo carattere trad twesi con frequenti •mancanze verso la disciplina, precoci, verificant-es i ai minimi stimoli ambientali, mancanze per lo più d'indole violenta o pe r mendacio. Frequentemente o:::sel'vabile nell'ambiente mili tare è pure il caratter e nevraste nico,- indi ,·idualizzato rlu. stanntb !lilù l'l'nerall2, da fm·il c noia, da malumore, da eccitabilità, da debolezza di volontà (Otlolenghi), il <:he può condurre a mancanze per poca cura d ell'arredo, pet· scarsa subordinazione, pe1· svogliatezza e trascuratezza al lavoro, per esagerazione d i morbosità, mancanze rhe secondo la gravità del carattere- e le suggeslioni di ambiente possono aver-e esito in r eali , per lo più di impulsivitit. Pr<>ssimo al carattere nevras teni1·o è quello psicastenico, caratte re più grave, ne l quale il senso di incomple tezza delle· funzi oni intell ettive, affeHive ~· dell 'azione origina s tati acressua li di viva e martoriante in{!Uieludinr, in modo da di sturbare l<.• o<·t·upazion i ordinarie individuali, da r·endere difficoltose le relazioni interpersonali e da togliere alia conclotla personale l'indirizzo congruo, intonato all'ambie nte e al grado dall 'individuo riYeslito: è perc iò un caratter e dominato da ec('essivi patemi d 'animo o da ossessioni che nelle in congrue nze di condotta rivelano fa cilmente il substrato morboso, che può trascinare a reati di violenza: non è difficile quindi sorprendere in una colleltiviliL il carattere psicastenico. I nteressa ant·he av0r pre!'iente per la valutazione della pericolosità individuale il rarattere alcoolico : qu egl i che abusa di vino o di liquori sistematicam ente, può non a,·cr lJ•cm o ri nè a lrun altr·o !'inlom<> fi siPO, nè avere alterazioni apprezzabil i d'ord ine inlellcllivo; la eli lui eccitabilità, specie il m attino, il di lui spi ri to (ii diffidenza ris pe tto all'a mbiente ove vive, la eli lui riluttanza allavot·o continuo e ord inato, la c·ur a sc·<ll'SH. verso l'abbigliamento p e rsonal e sono i sjnlomi eli un 0aralter e degene re acq uisito, proprio d ell'alcoolizzato cr onieo, carattere che conclw'e ad cccess i farili di eor.dotta, sn el'ie PN dtti di litigio, lì no a veri r eati di violenza . La pericolositù individuale si può d esume re da reati, da qnell i ve l'ifi<'atisi prima della l eva a quelli ewntualmente succe~si dura nte la ferma. I reati sono le manifestazioni più salienl.i de lla personalità ps ichica specie del sentimento morale del reo (Ottoleng hi) e pe rc iò, tenendosi conto del movente causale e d ell'altitudine rivelata neiL. l'esecuzione dell'azione crim inosa, si racr.olgono saldi elementi per il giudizio di pericolosità·: anzi secondo alcuni criminal isti (-Grispigni) e anche medi ci, il reato e<>stitui~ce il fatto essenziale per il giudizio della p ericolosi tà e quindi il fatt<> predominante rispetto ai criteri ded otti daUa vita precedente dell'individuo, dalla condotta dopo il d el itto e dallo stesso studio della personalità psicologica . Il concetto d el Gri.. -· .-H · Jo


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spigni non regge all'osservazione sperimentale, in quanto dalla valu tazione dello abitudini, delle tendenze, della condotta personale negli ambienti collettivi si raecolgono (come io ste.sso ho dimostrato largi:l.m enle nel mio volume sul contegno d el delinquente borghese nell'esercito) elementi cop iosi ed eSàLli sulla natura dello psit:hismo individual e, che ne resta lumeggiata e che l'eventuale reato sut:.cessivo non fa dte ('<JIIfennare. Naturalmente questa considerazione sull'importanza del valore della condotta innanzi il reato adattasi a tutti i rei , saiYo gli oc'·asioHali e i passionali: aggiungerò am·he, f}(' r L'Oillrasla re il com·elto di Grispign i, che lo s tudio del reato per sè non dà spesso in dicazione di pl'Ognosi giuste, quanto lo sludio della personaJiLà dell'auton•; .ad e:;emp io, un rea lo lieYe o grave !Hlò esse t·e •·omrne-:-;so da rei di varia indole, ma la tlasse d el reo è inJicaLa dall'esame diretlo di, tutta la personH lilù, (!al quale esame deducesi, se il reato po:o-sa e:::sere l'atto di un on.asionale o di un .reo congenito, dotato perc iò delle massime altitudini a delinquere. Ad ogni modo il reato si <;onsidererà. uno dei sintomi della personalità anormale e servii'à. per un buon giudizio su la lemibilità individuale, quando s ia valutata la ('ausa ed il gt:>net·e del crimine, in~it>n.-e al contegno del delinquente avanti, d urante e dopo l'atto criminoso. La spropor?-ione causale rispetto all'effe llo, peggio ancora l'assenza. della. causa è uno dei caratteri di m assima pericolosità: la nalura dell'ecc itamento {cupidigia, odio, vendetta, sete di sangue, ecc.) costi tuiscono allr i coefficienti di temibililà. personale. Il reato può es::el'\'. fatto fine a sè s tesso, può essere contrario agi i interessi ed alle tend enze affeUive di chi lo commet.te, ciò che rivela una pericolosità grave, eli o rigine per· lo più psicopati('a . UHeriori lumi forni sre l'osservazione del contegno del reo prima e dopo il misfatto. La premeditazione, pur non essendo esclusiva dci rei gravi, è più faci le a notarsi in questi anziehè nei passionali: premedita frequentemente il reo nato, anche a luogo, per preparare le condizioni atte ad a$Sicurare ' l'esito della azione, <·ome può premeditare il paranoico, il dement-e precoce, il melanc.onico . Il reato inollre nei r ei congeniti è compiuto in modo impu lsivo, con ferocia, c:on giusta mira, laddove il reo oc\:HSionale, in preda l'Id agitazione più o meno intensa od anr:he ad un o stato di automatismo, esegue ineompletamente. o male la sua azione. Ollre a ciò il r eo nato fugge di regola c passa in stravizi i giorni suc cessivi al real<J, dorme tranquillamente; se è arrestalo, nega, non prova alcuna impressione dinanzi la vittima, reagisce eonlt·o le aulorWt; oppure un rea.to !'Uò essere seguito da altri J'eali, <·ome- ad l'!$ernpio in alcune sindromi di epilessia psirhica; oppure dopo il reato si può avere confessione del fatto, pent.iment<> ,. depl'essione o agit.azione fort e oome nei cll'linquenti occusionali.

..

* * La perieolosit~t quindi, indire di facile attività criminosa, può essere affermala in base a reali effettivamente compiuti o in base a determinati orientamenti di condotta: il giusto criterio medico-legale obbliga a seguire il seeondo indirizzo.


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89

La raccolta degii elementi della condotta e la va1utazione di essa è fatta dagli ufficiali dei ·reparti e dal medico, che vivono a contatto

diretto del soldato; perciò, -come il funzion ario di pubblica sicurezza d eve conoscere i criteri direttivi per l 'a.pplicazion~ d elle misure atte alla prevenzione d ei reati e alla sorvegl ianza d ei pregiudicati, così gli uffiìciali d ei repart.i e d il medico regg imentale d evono saper apprezzare il valore della condotta dei dipendenti rispetto all'ambiente, rac~ glie ndo con metodo razionale i moltepl ici dali di fa tto, che motivano lo invio in osservazione ospilctliera .per le definitive d ec isio ni medico-legali. La vita reggim entale porge una conoscenza, ch~ame rò , indiretta .delle attitudini psichiche personali, le quali sotto l'influenza dei diversi fattori causali si estrinsecano con dinamismo v.ario, ora proporzionato, ora sproporzionato alle esigenze dell'a.mbiente: g li elementi di pericolos ità sono in sintesi rappresentati d a laboriosil{i. scarsa al punto da costituire tendenza al vagabondaggio, da indinazione persistente a debiti e a imbrogli , da CITess i in g iuot:o, in vino e in akool, da. ecc::.it.abilità ai più tenui stimoli, da. minaccie verso compagni e superiori, da propositi di odio e di vendetta specie se rinnovati ed espressi con dn ismo, da alti di violenza abituali compiuti freddamente, da continua poca c u1'a d ell'anedo. Il mili tare male educato ' per motivi famili a ri o per moli vi sociali potrà in primo tempo commettere .un numero magg iore o minore di infrazioni disciplinari, ma coi richiami, con le buone suggestioni ambientali, con adeguate punizioni egli tende a corre-ggersi e a uniformarsi alle condizioni d ell'ambiente; permane però un certo numero di recl utati, inso fferenti del vinco lò disciplinare, t-endenti alla violenza, non correggibili, s ui q·uali reclutati d ovrit fissare l'atlt•nzione l'ufftf' iale tic\ repa rto, onde vedere di raecogliere gli elementi della -<:attiva condottò. e v.alutarli in via preliminare: a ciò fare occorre, oltre attenzione vigilante, una cult ura alrr.eno elementare di antropol ogia crim inale da parte dei g iovani uffic iali, cultura. che essi cto.vrcbbe1•o J'Ìl'(?.'Vl?rC' m.,!!{} sr110l(• di Modena e di Torino affine di educar e la loro mente a una vera funzione biologica preventiva contro il de1 illo . Al seguito di tale cultura, intesa a facilitare il còmpito del preco<·e segnalamc11to psichico dci . militari, è ass<ti age ~·o­ lata l'opera d el med ico reggimentale e ne resta avvantaggiata. assai la profilassi psichica della collettività.

*** La natura della pericolosità e ~il suo gt·ado dovrà accertarsi r..oll'esatne direU.o d ell' individualità, ond~ si prorederit nei reparti di osservazione neuro-psich iatrica al rilievo dei sintomi psic hici, funzionali e morfol<>gici, integrandol i coi fenom eni anam nestici, debitam{ml.e ra<:colti: ~rollario di cotale esame analitico potrà essere un g iudizio Oì normalità, o di anormaliLà o di psicopatia; quindi il g iudizio diagnostico in confronto delle .'l.berrazion i di condotla .DUò spiega re e rendere rag ione delle deviazioni del contegno e dell'atleggiam<.>nlo personale e 1 - Giornale d~ 1Màlcina mtlilare. -

Fase. II.


90

L. \

J.'EIUCOL01'11".~

Ot: I.l;.\:'\OY A.LO DAL

l'UNTO 01 l'1ST.\

ECC.

può essere di efficace guida su i criteri di prQfilassi moral e, come può guidare in questioni di pedagogia correttrice. Perciò i dati di fatto, dedotti dall'osservazione diretta della personalità, associandoli a quelli Lratti dall'e-same d ella -condotta, forniscono un indice sicuro circa il quesito d ella pericolosità individuale sulla base della valutazione tecnica, che oggi, dopo larga. messe di osservazioni cliniche , fondasi su nozioni esatte di psioopatologia..

La pericolosità dell'anom alo è pel'lanto sintomo di capacità a d elinql,lere: il concetto giuridico di pericolosità è mal definito e tuttora in elaborazione (La.ttes}, ma il concetto medico-antropologico, pur non essendo d efinitivam en1 e con<'retato, ha. un fondamento dinico più saldo, appoggiandosi su dati numerosi di morfologia, di psicologia e di sociQlogia, oltr·eehè sui d ali di condotta PQrsona.le . Se per l'a~certamento definitivo della pericolosità occorre l'esame diretto di tutta la. individualità, la. pericolosità si dovrà prelim in armente valutare su lle qualità del temperamento e del ç.arat.tere, cioè sul tenore d ella condotta. Il cril<~rio òclla pericolositìt trio nfa oggi nel l' C'C'~ nti ssimo p ro.g·etto italiano di codice penale, come nor ma per i provvedimenti difensivi sociali; lo stesso criterio doVTà esser preso a gu ida., co nven ientemente valutato nell'ambiente militare e attuato ron l'aiuto del medico e dell'ufficiale, a.dcguaL<unen te istruiti nelle d i-scip l ine an tropo-psicologiche.

CASUI S TI CA CLINI CA oaa epidemia di h~bre fi[orrente ad Itala nella Somalia italiana per il dott. Nicola Rodinò, tenente m edico Mi tN.wavo quakhe anno fn m•lla no><tra Colonia dt>ll"Aflr ica <.~•ntra le, >':lniturìo

del preKidio di :\lahnddei L(•Jn, pre:<.."-0 le rln~ lle JI'l;ebi S cel*l1 : t-m

mnl!~:io, perlod'o dliaJunt<l dd 'l '<myfllli.J., <llu·rmtc il <ruale JIE'r H t·ambint·(' dd mon:-:onl e per 1.1 l oro lneostanU• d.lr<•z.ion~. J"ntn•o::.:f<~t·a, satura d,t umidjtà, <lit luo~-o aù nbbond'ltnti precjpi t~tz.ioni utmusferiell<>.: in b1 l c periodo aurnentn il num ero d t•:;ll nmmaauti rlacceu dt•liiJOl!i morbi t><l er>ldemie tropi<'all. Bru ,.,-çoppiata iufatt.J vlnlléntlssltnu una epi<l~min Jlt..,.tOl<a a MO<'oidere. 'Mll.ngJ!io situato sulll' 1·ive d<'i ln Sc"(>beJI, ma a valle di :\lahuùdei "(;()in : avt•vo perciò fatto tl-

1':11"<' h"iJ!ùL'Osi.-:simo ~m rordonE.> ·~anit.:uio.

l" n giorno mi vi<•nE.> ordinato dal Governo

(!~•Ila ~)lll <dia di

re<:n nu1 nt• l più breve tt'mp() J)()~-;ilJ ijl<! aù lln l<!, !Sulla CQ~Sts\, pel"Cbè <>ra h·i ;><:oppi:1til, cnlrwndo in J)(\Chl g-iorni l.n ootalità <le lla ))(IPQlazi one. un·epidewi~•. In qu:JIP dalle prime indagini

non !®ll~>rll\'l1 tanto mortale ed Inoltre non a•evn

i ClHot.teri <'Owunl <Iella l)e>'te bubbonica.


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I:PIOJ::~f lA

01 n:umu; RICOillU; X•fE AD lTAI..I ECC.

91

I tala, cit·condata da un rigoglio;<() cocehPto sempre n~rd.e, è situata )li ;plec.li della la qu.A l~ $ Ì <.•:stt•mlc, :tJ·ithl (' 'JUll e li\ .1'fRJ)Po~. lungo tutta a.a. costa OOIDftla. I mo.nso11i 11el ~:<>h.trt> loro ,-.offiHre, oltre che trn$Cinare e <WPQrre le sa.bbie del deserto ambieo, ltflnno ron lu furia <Ielle onùe OC(.>flulche lf<'l'll ht costa ~,guale, quasi rettilln~a. (~<l inapprodabile, ('QlTodendo qualsiaSi anfrnttuositìt rostlera : u d Itala però la ùlutl111hl fe-rocia uettu·nt<.11 h;l atn<.'Ora ri·al)ltrmlato 1m a<."CeJlllO dil por to uatu•·aJe, tanto da e&;t're cou><i<lemta tale lO(;ailbì l'unico punto di approdo ' sicuro, specialmente alle imbtncar.ion1 indiane ed nrabe, e ·per<.1ò anche l' unica e tem.lbile porta di entrata ai Utf)t()i a ...~ntlci: du quL la g iu::;tificuta a.pprem.ione del governo della Somalia e l';~ ll anne per lu epidemia manif~tatasl in Itala. Il pae.<>e è dh>loo in tre rioui: quell1, nord. ver:w un JWomoutor-io, è la dimora d~.i pochi europei ed indianJ, In fabbricati, un:t dieciua e q unsi tutti a ,pi:tn tetTeno; nel lfloue t't!lltr·ate, che corrisponde alla insenatum (l~-1 porto, sta il gro,go dell"abit<tto, nrabi e some li tutti In Ca!Pilnne: il rione ~:ud. v~roo l'altro promont<xio, è abibtto dulia pov~ gente, soma il, nomadi e tx~luini e libe<rti (scb lavi lilx-rati), il rione popolare del tPae..<oe fornito di tu cul, SIJ5'Cit> di pagllal imbrattati <li mota. e eli ripat·i fotti di ranli e di stn o le ~>Udkic. •·itiuto ùellu vopolaziont> dt• l c;:•nt r.o. l•n questo rione 1>-i erano nnt tL i primi <:Hil>iti, di cui molti seg·ulti <la decr-sso; poi il morbo aveva invnso il <X•ntro d~>Ji"Hbitato. f<le<>ndo aneli(' là c'On ruiwre mtensltà le sue vitth.ne, ed intint- e-r:H1o ><tllti colpiti gli in.(lhmi ('() i ,pochi bianchi, quattro in tutto. Ed Iwla. cosi v1va e t"iiiE>nt~ c~1n un mNcnto >"t'mprc nuimati$si.mo, era piombata dJ col·po nel dolore : n<'ll·a tora \"t'r~Hre il •l~;Jese s i n veYa l'impressione d! pas..qare per un cimitero. Si"tomatoloui<t. - La •Ulta ht t.t.la aveva prod•t'OUl i d i qua lche giorno in cui H colpito ayvertlvu ;;Jl<'>l,!S:ttt>z7~t l!t'IWJ":11P. lomllllg;:rin<>. nnore.<:;Sin: poi l'esordio del male ern rapido, lmpouente i! IC'une V<Jitl> cou inu-.usi l:>t·i,·i.tli, vomito, ver1:iglne e violenta cefalea, a·ltre volte -senza brividi iniziali; la febbre saliva 11 .JJ.. J.2. durando per tn~, quattro, cinque ~iOI'Iti. n('('()mJ!flgnat.a <Ùl d e Urio nottm·no i' <'On lievissirue remis.<floni mattutine, cadendo i·nfiue brusca me-n te ,per c rl:,;i <-on profu~i sndori, o C'Qll ~iccia <11JJ.Ul mobJle,

diarrea, polluria e vomito. Pa:.'31Sftto l'ntm.cro, all'annunlnto residunva ·pro~trttzione profonda, uno sb1to d1 gnt'i'e anemla ro una thlta subitte ric.l della tllellt> e <h~lle mucose : ma ·quuudo il paziente stava per npre:udl'r e le propri e oceup;1zi oni, i11 media dopo otto glorui, veniva a~ll·to dal seroudù a tt:1<-ço •meno lntPnso del J)rimo. ma !'I>C-SI'O le br le uei periodio di IUHssima apin·~>"in 1~r <·olla~·o. Sint·~)UJi ,;(>e~ cOllCOwiuwti eruno disturbi

ocullatri e raramCllte complicuzlonl polmona•ri. Superato Il secondo atta<.'CO, Jt<X>entuandosi .::!Ororn·e tPiù lo sl:.t1t() -auemico. l'ammalato pooova. subire un terv..o a·tt.acco St>Jnpre <li .minore lnteusltìl. Fra gli i1.1ùigt'nl sopravvissuti qualcuno ba anrto cinque. tìn :rei atul <:'d li febbrili. Ho visitato qu11lche deces.<:O, a stento vincendo il fnna tk>mo lnùlgeno. elle vie-w, ni bianchi specialmente, di QS!;ervare o to<:ca•re caò a Y~rì Quanùo, lavati e !>rofumati, sono preparati .per la ser>Oltura: dnll'('Mm<• esterno t•iscontruvasi ~ntJli"C tumore di milza e SJ)t!f;80 anche epntko. ed una t in ta subitt,·rlc·n iu un <'011)() di,• fntto. Da una i sJ)<'zione. fn tu1 .:1 lle l oNJiitit mag-~dorment(> colpi t<', bo uomto che v~uivano affetti tutti ln<lL.~tlnt.ume-nte dnlmot·bo. wa cll(> l mot-ti ~'<l lnm e ntavano frn ~li in digeni• pot"eri, patiti. denutriti. ulfmunti, c-ostretti ;l dormire sullla n11d:t s1bbit.J, · lnfestatn d~ Insetti. in ma;.sim11 p:lrt(' 7-<XX'he. le quali erano coUJu.nl!:il>.illl t' in Itab, per<:-t1è <lnto n movimt>uto comUJerc>b11<' in,.,olito con l"lndia c l'Arabia in quel 1)(>rloù o eli fnclle n])tWoùo, mu~tti t' e;~welli iu luu;:rhe caronllle ne erano vortatori e propaga torl. Diagnosi. - Esclusa. la peste . Il cole ru. In d issenterla. ~~·t· rns~n:r~t ùi nn qu.alSitlsi sintomo ~petto: In JU!lfla.r ia IX'l' la lllllllC1\I.lZH 1cli 7..Unzn re e ili ~r.<>ne paludose in }) rosslmità dell'abltJl.to, ma ·Princi.palnwnte .per la <1pi 11<'tll'io lo::tin del ma1P, sebbene in tltttl l rolpltl fo~se CO-<>btn tE' II"('JW11'o il tumore &~>lcnlco; ed il tifo priucipalm eniP perchè ri sulta mai o~rv:tto Jn ~n ma lia, ma per la curva termica e 1~1· rassenoo di fatti intestinali; per (?S(·luslmw. <htUI la PI~~n7.a <li· innulllerevoli z<'<.-çhe, ed essendo stata la co._o,ta sonu~Ja altre Yoltl' <'olpitn d:t epiclcmi<J <li f~bb1·e- ricoJ>rcnte, mi $Ono· fernJato su tale <llagnosi; anche ·Jlt-r<·hè la <'lll"\"U fehbrile, 1n alcuul casi vera iperpiress1a, e tutto 11 c.'Orteo ~iuto111atico erano rwt· ta le forma ~plr1Jlnre <'Pidem1ca. Onde avere però una confenuu, ho i11cn t·ica to alcuni uE' ri i ntt•llige utl dl rac-


92

l."X.\

l:f'JU.;~H.I

DI l'f:JJBRf: BICORREXTE AD

ITAL.~

EC'C.

cogllere e J)()l'tlltrml più ze<X'hc cile J)()~sscr-o, Q'llelle che riu\"cuivano <11ella sa;bbia delle abituziotJI: avl.Jtane parecchi esemplari. un centitl11io, <.'On una lente di ingrandimento ho o s::;<>rvuto d1e il »> % dt>gll im:{>ttl app;ll·tc-nevano al genere Orultbodoros trulubat.H. ENologia. - 'l'al(' pnras;::itn. ~>matofago, d1 abitudini nottur-ne, raggiunge spesso, quando è !:ltltollo di ''"'"'nh'ue, la j:!ro~"w.za ùi uu buon chi<:<'O di fagiolo. E' ap]IOtreuteweute ac:efalo colli! testa u a:<t'o:<ta e fusa al trouoo, Il colj)O è ovale, !LJ>l•iuttito. <li colon' scur<>-YCJ'<Ùl»llro, con tt•g~Ullouti coriacei, cowrti di nodn)ettl splendenti e simlllctrld : è la Z<'<-ea che tn1,;mette con la sua puntura dolOJ<\JISI;J <' JII"UJ'i~ioo~ ùt ,-;Jiirooluwta n 'CIIrn·llli.<, l'u~cntc e tiologico d ella febbre ri('Ol't'\'UW: 'l'i<" i." fet•or degli in):i\'.-d. ft>IJ!MI'C tl:t ;t..(' l"Cile. Si antWI'\'rano tre thtl dJ {t'!Jbre ri cotTeuti : l) Pebbre inrliana, trn:<messa dnllu ci.Jui.c-e ùa ]Ptto · At·anth.in lt'<'t nlt.ll'i.tt - c dalla Z<.'t'CI.t - Agnr ].)('r::;lcu::;, (,! prodotta dalla SJ)ill'oclu.Na J'(!(;UJ'I'e1ltil:l Ga rte ri , -'lVi l'i Ilo sottilt? cb e tende a fol'lllu re delle unse ed è Jun):o otto wi<'ron: 2) Ft·IJ/.Jr•· t'u'·opea, tra!<rue;;:<.'l <lfd la cimice da Ietto e dal pl<locchio, e l'tt usatn dalla S.pit·och~leta t'('CU!Tenti::; Obernwye ri , ~'J)irillo pitl grand(' del primo c molto vivn<:e ,perehè fiaf:,"(• Ji uto : :J) Feb/Jnl at1·ioaua, trn!Omeo.ssa. <.1:11lu 7..('C'(.'U Ornithod<m);; mauhala e pro<lott:• ù:~llu ::-:pit·oehm'!a l'l"'<'Urr<'n!is ùuttoni, lo ~plrlllo più lungo, quasi U d oppio <Ic i tipo eumpoo. !.13 fe.bbre ricorr<"ute tipo afl'ÌC~UIO dt-COTI'C irregol~ll'•Trit'Utè, lllt'lll!'(' lJU<' ll11 a tLtl<> ('1111'()}1(!0 ha l'lo'gO!ar! roer!oùJ di i!J(•t·pin.~~ ia c di· apit~'R:<i:t ; inoltre. Jllt•utre ~:li :litri clue trepuneml lnfettu. uo !'Oio l'uomn e l•~ selmlllie \lOJii c l';~vie in laborntQriu :'\ovy <' Kru:~pp), la sPirodmeta dultonl è J wll.o);~llJI 1~'1' uu ;:run lHIIIll-'1'0 di anl.nlll.Ji inferlo1·i, !<pecie gullinaceì. · La epldt•mia di ItaW. ùu :tvuto cliul<.::tml'nt<o per ageutr etiologico la spirocbacta <lu ttonl. D~:co1·su . ...:.... 1 quattro hi:nwhi n;:<idénti in 1 w ln (>11'!1 no :;~tu ti tutti colpiti a Ila dl:<tan7-'l di podu giomi in forma non grav~ - '1\?hbre -!O,n-39, durata Ùili tre ai (·i tH(IlP giorni - primo periodo di iJ~~::rpire!'~>i:.t. Dnll:l vlsit:t sanltari:t fattn allu trttppa del ·pre1<iùio. 1m t-\'ntinaio eli a:<e<tri wrabl ò('lJO Ycllll!l}, ho riS\:ontrato che ')n.n sl tutti <:"rano r,tntl oli Prauo )o'(lllo nlmceb l <lì 1'ebbre ricorrente; l Primi colviti avevano uWt se<.'Ontlu rka.duta <l•>JII> otto o <li~i )!:iorui dal primo atta<.-co ! ebbrilt• . :>et'fltJ< Io JX'riodo di ÌJ'l'T"Jiil"l"'·<ia. D <•i tiiK·hi >~><t'lui umruoglLilti, nlcunl a\·evano ummalntn la mo~-:lie. altri la 111\'f'lie f•d i Ll;:li. N.e~tli indi)!Pni lnlitw. collle s<~lH'il ilo <lt'ttu. 111 PJ)idt•tuia er;t Nl:tt.'l vinùentlssimn, u.uà Ye1·~• Jt:md cllti:t, <v lJk'llliO la !nt nlitit . JIÌÌI 1!1 J'ttZ7-tl wmala che l'araba, per lt' ronclizioni di (.':-:trema lnùigcJtZil i n cui quell.a trontvns!; e te vlttlm.e sono state qua,..i tuttt- sotuale. fm i Jl(W<" t·l <> frn co loro cbe .per l)eCulltui CQttdlzioni di :nuuiente . <11 \ritlitazione P di YitH si lrtJY:II":IU<l i n l;;tnto <li min<>mt:t l'l'si;;tt•n7.a orl!':t11\CI1, <'UH~t l-.~'ffiJli'E' predisponente eù aggra vante })\~ r la. vln11Cn?.a di quer-ta :,;phr~li<):<i : l'HllliJH' F e 1·t>r cl1'~ll in~-:lf';.:i - f ebbre x],,Jla cArPstia. 'Gn rMlio t('l e~,rrafJsta, dopo il primo Pl'l'ioùo di ai•iressilt. <1\trato S~•tte giorni, ba avuto il S<'<:ondo periodo ùi i1l('I'Jii l'('s..;IH . tJ'C ).:ÌOI'IIl di l'\'hbn• ~l 41 - .Il)· <f(lpO il !':(;'('t1UÙO J)Ni<)do Ili fl•toi.r(~ di 9 giorni, ~ui to da m1 ll•rzo ])(:'ri<)(lo di iJ)(:>l'l)i r<':<.sla · 40 - 39.5 -<la UJl IJWtrto 39 - :JR -(>da un (]uinto . :l::.,;;- :)S ; (\niJ'ultimo uttiH·co E'r:'l st:1to colpito lllMtre venil':l tru:-:portslto a :\!IJJ:;H<Ii!<l'io, twr t>ntrn re •In que ll'()i'J>l:'<lale coloniale . <Lll q~ale è u!'Cito (Jopo .Più di uu nt<'l'C ùi energiche Clll'P rienstituenti, rim]llltriando definitinulll'll1l'. Gli Hltri bl:tllr·hi hanno t~vuto fl.a due 11 tro atta('(;hl, C'd lttel'lci ed anemici !':ODO E'TÌtra ti in C'<llli"!IJP!<(~·nza. Lo i'<'J'Ì\'t'tlte non è rillla!'tO immune. e <lOJ)() pochi gio•rni dacl'hi- trovavtu•l In Italn. è stoto a~~alito <111 brividì. fcl>bt·e albi -tO,tì, dm'llt:l tri' a:i•) nJi f'<l nrcomp:tg-natn ùn et·f:.llea e lombal!l!'i ne : lht):tw arid'a e pal;noAA, stitlciJtv~,:7,:l osllnat.'l, tumore ,,..pi<•nic'O e di~'tnrbl ocul!wi, fotofobia. Dopo una IJeri('Oiosa ori si . t<>IIIJ >~.'n' hmt :~.5 · pro~ l r:1 to di forz(•. sono sUl to !'Ci l!ioml senza (<?hbrP. •ma stl settimo ))t'{'f'('( (ll Ul sem111'~ da m:tlPs:<t>t\' J.rt>ll('l'll l<' e d:t <'Pf:t len, ma !'!enza t>rivid\, In telllJ)(>t·:t tura è ·'>a li ta 11 3l.l,5 dtll':tndo quattro )!iorni <~n lievi r~mi~R<Imù mnttutine (' cnth'n<lo rwr cri si con di:U't'(.':t e poliuria. Ilo avuto anche abbon.danw <'I'J\I.>W tahiale JK).<:ttllll<), Cn11 <mra nrsett.ic:t l~ •ferrugino~l per vla l])()<lermica mi hn r1-:;t:.tbilito In qulnrlict gionli.

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U )lA El'1DF:MH DI FEBBRt: IUCOIIRENTI: .\0

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ECC.

03

Mo1·talità.. -La mort:.lli tit .<d i: anita ne.l rione Sud fra l somall, t ranne un'araba morta nel rione centrole al teorzo glorno di p uerperio 1~r parto ·p rematuro etmsato mort~ a\'Yc.niva. per s incope o per colla~ in gen,ere dai dieci al quindici gioml dall'inizio della malattin e durante llll ac<:esso { t>bbrlle, n el primo o ~ondo ,period o di iJ>erph·\c\-,;,ia. !!L l'rimo d ..-<:-e;;.':'O si è avuto in uun po~ra rncWtica che dn mmi vive\·n s ull11 'in, della cnrit.à deE passanti; ,poi due lll()lllad!, fratello e wreila, d i. giovane età: quattJr·o puet,pere, molti bambini e >eceW; un uomo delh etìt di :IO a nni . .il qull lf? :we,·n perdu to lu pr e<x'!<lenZ!l i ùu<' figli: poctt i di eu\ giovane e<l in g~:>uere CJnelll sotl'er-entl di aft'e-. do nl croniche fra l a .povera gente: totale 46. <le<'l'~sl in un •Ul•;>:-v fm una •popolazione <li ci t-eti cinquecen-to abitantL; 11 9 % . perc-entuale piutto!>to <IItH , mentre lu morbtlità della febbre riconrente è lo ·m edia del (iOfo. C1tra. - La <:unt è ~tata. l)UrttmNJte <Sintomatica . distribuendo, agli a.s<:ari specl.almE>nte, -prt>_t».tntti salictllct e <:hininid e .p ri l ti<.:au<lo aò ~t lcunL uei più docili, Iniezioni <11 chin!no, <:on eff{•tti niente ;Jff:rtto ·>«ldi~fae-eutl. O ttiu1 1 inv<!ce ~i sono mostmtl i <'11l'tliocinetici !)(~r pl'l>n' nire il colla ~so e L'l :<ln<.'Ope, i bagn1 ratfn.>ùilati nel l){'ril~h> <lì lll;Ni!liwa Jlil'l':<.'ila per nllcviaJ;P ln c:ofalea e<1 il dellrilO n otturno. Avevo a mia dl$posiziotr c una tia la d a 60 <.-entigrnmmi ùl arsenobenzolo da u-~ r.;i per via endom us<'ola re : ne ho prnti<:atc tre iniezioni da 21) C't'nti~tl'tlmmi, due a graduati a se~ ri e I n t<w7..a al J'<Hli!>·t<:lE'g-.rafi stn : 1 <l-ne llllluc--ba~<C d opo c inque Ol'E', pnr esseu~lo stati colpiti lliTjJlena da due giorni dl.l febb1·e ne l terJ~o periodo dl'i~rpit·esxia. hanno ~vu to v<1mito -pr (\ftiSO 'l?' crisi .(.'OT\. abbondnnti sudo•rl, entrando 1u convnle...~m..a: mentre Il J·:ulJo-telE'grnti•i>Ul , pur notanqo un miglioramento DI'i sinlomì g('uernJ,i, h a avu to nnco ra altti dul?- attacchi.; a quest 'ultimo, molto probabilment-e, la dose d i 20 centigTHTDDl·l era ~tata immllielente. L'arsenobenzolo da Ni<'OliE' c !Ja.udi è stato trovnto olltiruo spirUlic ida, anzi Ban.dl un qunrto d'..:>ra doM l'ìuie~ione- di a rseno-hen.7.olo ha notato nel s:111gue gH spkilli <llspo!':tl a 1-osettn ecl a~~Lu ti nn tl. Il Ga bl'it;:;(•hew$ky l'lel' la prima volta usò come We'h7.0 <:ill'n t iYO la sierote r<~ t oin ue llil ft·bbre ri c-orrentR., ottfo'uendo uu siero equino a.utlspir·ochetl('(), !Prodotto dopo ri petute e p rog r e!'<Sive inocula(t!Onl di siero umuno ioft>tto 11<!1 en rnllo. l ;)ra gli urnmaln ti, trilttati <.·<m ù1Je siero, LOwentha l lln a vuto Il H % d e i guariti. P e r prevenire 1301 di<:'lturbi o<·ulnri inst.i llavo qunl<'he ~()('(':ià di soluzi~)lle di atropina per tenere In pnpllla hl midrin~<i, e !:le-evo riposare il wlpito In ambie nte semlbuio, obblignudolo ~lll.lll'<' a letto per eviture qual:<ia!->i lllOYimento brtLS<'O, CiiUSU .&'P<'>:sv òi J)(:'ri(·oiOf'.ll e fH<'ile sinco1x>, ~pecinlmente ne l periodo dl ruplressin. lo11ue tti econvnle!<('Piltl dJ co lore bo !'Qillitu<lnistrnto liquorE> n r!'C'Dicale con ll<X'E' \·omica 1u pnrti egunli A .t:O<'~"'• cò ni binucW ll.lle'li()ni nrsenico-ferrugi-

dn.Ua t'ebbre oriwrrente: la

noì>(; pe r dclwllnre la' prOConcl:t nnem iu J't':«irlunle. PmfilMsi. - H o fntto lnfonnn re la Jl0po l:t7.iooe con l baud i tori che si tenes$('11'0 p ul1te le nbita7.ionl , batt('JHlo e r<l!'trdlnu.do il tf?n·t>no· c 1'1\l'CO{;Jie ildo le 1mmou<lir.le alJ~l dx>rif<>rin d<>l l'nbitato p('lr <>~~'f'rP bru~'lnte : (':h e !<i nllontnru:t~ dnll"abitJ1to h1lto Il h t>:,;t i:1m c, obblignndo (J 'l<'llo ilit ndibir·!>i H 1 <·omme r-cio <l i nv n pasF;.ftre tx>r le Yie del pue,;e, e -che " i ...vrt~~~!';t>l'O, ]X'r· qll>lllto Nn [JOS.~ibile-. le J)nntm•e iJ()ttum (' dellt- c·ut-eu t (Oru<i,iJJodor·os mlllrh>tl:ll) tenendo l lumi acce...! e· dormendo in alto l:>'ll~li nug-on•b - lPttiE'rc di legno indi)!cne - i""'l:nHione i pit'ldi <·on 11lt.te piene di t,.,trolio. Ho f•l f to di ~-tribuit'E' ~llsi nfettnntl gre?..?.i : fe.noiQ e CN'<llinn, che ~~no audnt.i a rubn fr>l g-li ind igeni, neeorti:<l dte quei Ji.qu.1dt allonta·n n.vano e spe!:!<Q U('(!i<]e,·nno tnt ti g li insetti cll...t:li ahi tn rL. Uond iuvnto infine dalle nutorlu\ loeali, ho fntto fn t'€ una g<>Twr·ale •puliljjn de!Je .!':trnde, sacrlficnn<lo a l fuoco le capanne ed i giacigli .p iù spore hì (>{l in!etti. Dopo clnqunntn giorni In E'pide>mia di febbr·e ri<:oneut~ 11 poco :1 poco .si è

estinta.


' l

94

I fagedenismi tropicali nella Somalia italiana per il dott. Nicola Rodlnò, tenente medico Il pt·hno caoo di ulcera fitgedeuica troplca le, caduto sotto la rota osservazione: è ·'>'tuto co~l <:ln.-~<i<v e lll~H·abramentc iut~· rl'K."il lltf' da in..-o;rlln.nnl a dvo4!ere \llla i:;peciule attenzione s11 tu li form._. nkero>:e eooti<-hc : in t11tt:a In nostra Colonia. !lUI. specialmente nell"Alto J'(•hi l'tt·l)(•Ji. d on> llll~ t rovavo I]Uttle sonltm.io du.raillte H 1918-19, ho ~1ot.atu cvn sig-ni fi.-;~ntP ft· ·q tl l'll7.:t ll<'IIP l<ll'o pNteiformi nnietll i fagedeni.smi, dallu ple<:o la è '<-'lltJ d i<-e u k•·ra all~.: Yal't t·

foJ'Ul<'

caucrenose, distiuttive,

mutila» ti.

Fig. L

Mohamed Sa id, dl nunl 10 c·irca. ooma lo: liu<• nw,.i JWima si P ra prodott.a, pa &sando u tmveroo un ro,·eto a pk•<l i nu<l i, 11\ù\ pi<-<-ob .-.oluzi(J ue d i <vntlnuo al lato estt>rl'I<J ddln n ' gi o ne JJI:llleo htH .' s ìni t-1 r:t: t'l'H iu ~~~"'<-nl!'li!l e C'Ontluuù ì1 suo etunmlno. Uopo ()uniche teut]l(l, n,·,·ertl:'mlo :tlltt p:art<• un no io>'l> pt"l trito dt<' lo aveva costretto a grattarsi, notò eh e !>Uilll graffia tu m si er:1 formn t.n una ]{'S!on e rotondeggiante ed olfJUilnto profonda : si recb dtt nn :<::utto ue . chledenùo il rime':J,io, ed n C'<'t'U•"ÌN) lndlg<•no "J)ll l mb l'u kN'll ('CHI N:r·t·euwnti c·a l<li <l i l'tl-Pl'<'tto, n ""ÌCUJ11.U.clo la gua rl,:rione. Le concllzl<ml lot>n ll per(, nnd:trono ~:crupt·c J)(>~glorando, tanto cbe un b rutto giorno, put S<'nr.a nn•re avuto fo l ti flolori o J.:r<tvi emorragie, s i IH.'Co t-se con raccapriccio dte dal f•mdCI d••lla IP~iom•, t>llOl'lll<'llt(>llh' i n~t111Hlltll e dnll'od•"~J'e efltl~­ m.:JJU<~utt> fet i•lo. a-J>rt~a rll·n uo l<' <~..,.,~~. Disp{'J'a t o si tl'!\;:;('lu?> t ha solo )')('l' In hoRCaglln r.o rt41ud<>.'-d .ùùetro qneJI'n·r l o in c~tm·rQn11 <' finH imc>nt~'. 11 i u t n t o d'n 'm l'lllrentc, giull$C, te-rmine dclla StU1 mtsl~l a ii'Iu fct11Wrin <li' :'ll nh11ddei pt·c~ il dottore blnnco.


95 FJ. O. - Il giovinetto preseutava UJU\ vasta lesione ai due terzi medio ed inferiore delll.<1 gamba siuistm con la com[llNa <!istruzione di tutti. .ì ~utl molli circostanti e con denudamento della tihiu e del tX'ronc, rru.:!:'ti d<..'Corticati fiuan<:o dei J.Perlostio e dal colore biancastro, qu11li ossa t'Uùav~ril:he (fig. l). Il terw superiore dE'Lia gamba prN;E'Utavn un <.-èrcine duro, sollev-ato, violacco, ~he, quale barriera, oorcava di circoscrivere :e di ~\.1"1'\'::/tare la mat·da mici~llule del nutl~ '*'h'lllto da urut breve 7..onn di,t~Hzlo~ ìn.fhtwruntoi·J.u, edemato~t ed tlllestt>ti<:a. La z-Ona ulcero~t fra le ossa denudate ed il <:ercjoo vlolac"Co e ra formnla da lacinle cutaneE>. lnrertl muscolari necrotiz.z.ati, <-'<>tlllto·isti ad una uoltlglìa nernstra. e ·Pk<..>n, ht quale era come ~ eemento fra i te:,;suli an<.."'ra sani e le o~ della gamlla. Alla estrei!Utà dl:;tale della tibia e del perone era att.<tec~lto un piede deforme dnij.Ja cute nera e mummlficata, mentlrc i te;,.:,"'ltl molli profondi eruuo ancora in avnuzata putrefa:z.lone. Dal moncone della gamba tru:,~udava modico scolo lcoroso Uev~meute ematico. Una aeoonda ul<.-ern t ropi<::lle t>ra i.Lnpiantata nel terJ.O inferlot-e della gamba destl-a oon distruzione roltanto dei t('s;;uti molli supet1i<.:iali. L'odore che emanava òalle les.lonl et'll. uauseal'Ouòo e ·~lti ye11(: riN. Le condiziorù g<.>nentll emno g~ravl; lo stato <llletnlco, oaci.J.ettleo, lJOlso 110, teiuvet·atura :l7,i3. Col <lottore Suracl avevamo dec1.'>0 d1 attil)lltlltè abbondaUt<.'J:lie!lte J'al'tò lnf~l'iorè Silli$tro, lli>l illl'Ultim'orll slilmo sUJ.tL costretti a \:ful'ist~re per lo sb•to generale div<>ntato gravis.!iimo: nella notte infatti il piccolo infermo mori per profonda saproemia. Eti.otoyia. ~ Alcuni autori ammettono uno speciale age.nt.e etiologico, a.mr.i Pl.'tit J')<ll"e abbi11 trontto un pec-uliare ba twrlo en<losporv, l:solilto con <leterllliiJate colornzioni· e riproducente l'aii<'zionc in $f;'guito a<l Jnocu lazion~ su gli animali d1 laborntorio; altri invece (Boinet, Clurac), pur amme ttendo uno speèilico m1crorgnnb1llo crl ptogenetlco, nlfermauo che ::."iano na-essari altri miérobl, speclalmente i comuni piogenì, in ~lmbiosi con rngffite ..,.pecllìco pet· produrre UlUl. Silfatta lesione; altri infine (M.nnson), oltre al microbo spedtlco in siruùiosi ruLla comune flora mlcrobì-ca plemlca, notano <·he rntt.e<rltimenl.o dei fugedenL"U..li avviene anche, e fru'l>e in prlnci!JIÙ modo, su indi\·iwui dl <::<>n<lizioni genentll S!CJl.dcnti, sia per inSuflicl.cnte nutr1~ione o ]>l"rche ca rclli di ùl:<:.lgl è di fatlça, sia per alfczl.oni generali, costlr tuzloiU!.l!, croniche, <'"'lnrleutl. Xci molti <:asi di rllgetlenismi tt><Opic«ll os.-;crvutl in Soma~i~l, o ltre a1·1e condiz!onl esaurienti geuemll - auemLa, <l!tcllc:;sia. maraslll1l. - cbe ne erano qua·s i sempre nou l'ortgllll€' ma l'etl'etto, bo ri:::contr:tto le ~!;,'Uenti m use i)re(.lispon~nti a cara:ttere generale: sifilide e frnu1b0e."i:l, le c:H.sc•·asie sanguigne, specie- lo aoorbuto, 111 d.i&lenteria, la tuberc-olosi e la rnabaria; le ~guenti cause predisponenti o. cn.ri1ttere l0<::1 le: lesio.ni <:ntan<>e dit ag-enti !i.f<ici (sJ•ine ed 'JCul<:l eoruunissilliilll~lla florn. tl'<>J•icalel, Jla agenti cblmid (S(:oltaLure da JllUlture con ferro rovente, che gli inOi g~ni si l n1:1 iggtlll.O a S<.'Oil(' e u ra t i n> per mi tig1li'C dolori o:stcocopii, a 1-Lriticl, nevralgici), e da agenti animali per pwtture o morsicature (cimici, 7..anzare. acari, .0011:»enti, COC<'odrilli, lene, leopardi!, leoni). Il sudiciume, la vita primitiva, promiseua, nomade, 11 f<tt~tli ,..mo della vita, le abita:donl, le vie <Il <-'Omunicazione e le gjrandl d'l>:taw.e fra 1 vìllnggi senza QkUll mcZ7-o di t rasporto se non le proprie l;àmbe; aneile que~t(.> <•ause sociali predL~ngono gl•L indigeni po\·eri e malandati nll'ulcera ta~nlca. Iniìne ho not~tto che nei faged(>niffilli tropicali si verl'le"bbe a verifi<:<1re uwt eomplicanza molto unnlogn n quella , alqu~nto rnrn, ma gravissima, che nei no~tni climi &ì ba· sull'ult'Cra venen:-a prodotta dallo $treptobacmo ,d i Ducrey-Unna, ·in forma :;erpigiuo.<;:t, e-"ltendente.si in ,'lltJerCicie, ed in forma terebrante, invadente la vrofon<lità; <:omplìcau?.a quel'-tù <lcli.'l etiologia ancora molto o..~ra (per e.<;altata v1rulcn7~'l Ùlt'lllo st.t'CptohaciUo?), !-:<!bben(' in genere ne vanno -colpiti gli Jnferml mam·ndatl o trascu.mti nelle ctu-e topiclte del l'ulc'Cm molle. La s.xle di elc.>zione dei fagedRnlsrnl è nei 00 per cento del casi agli. arti inferiori sulle regioni tuullcolari, r:nn agli atti su.pe rlori e<l ai gellitu1l - granulomi ulcerosi clel genitali secondo gli autori lngl<.\"'i - ·ntrissinU\ nl tronco e alL'l testa. Ne ,·.::mgono eolipiti con una certa lfrequem...:1 i neonati ~ulln cicatrice ombe!i~1Le, e ~lovanettl, vocchi•, donne; rat~LIUente uomlni nelLa pie!Ul viJ•ilitit ; poi t11tte le ra:w.e in{i·igene, più wmal:i. che urabi ed indiani, per il vivere .più indigente dei primi : mai si è ?~servata al<•una ulcera ru~:.~enic:.t fl·a gli euro.pei. Epu.te·n~~ologkJ.. - Molti pat<>logl di mnlattie eooUche Ammettono, data la pre.senZH di un agente etiologico specifico, una l':IPiCcntH natura infe-ttiva dell'ulcera fa-

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96

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FACt:Dt::'( I S~U 1'HOPlCALl

St:l.l ..\

SO)iALIA ITALHS.\.

ged'enica, anzi 11 1\Ianson consiglia add1rtttura di tenere isolati tall infermi, a&Al!endo le norme profilntticbe come per le mal attie dlfCus1veJ epidemiche. A me, nella inf(>rmerlu di Malwd<lei dove non ~ sono potuti mai ioolare tall Infermi per lo s"llo primitivo e JINVV.isorio del l<X:ali in nttesa della sU.temnz.ìone <letìnitlva, non è ca-pitato di rL-<eontnne dlll'usloue dei fagedenlsml fra 1 ricoverati, &~eb­ bene le <.'OD(Ji~innl ambimtnU e la 'mescolanza degli ammalati avrebbeJ"o duvuto fnvorl11w lo ;n·!luproo. Bo ri~mtrato ,però (·be una le.-:imw da un llrto pass:n'u con una t'erta tre<JUCD7.ll a ll'altrO arto ]Jel' UUtO.lHOC'UJ.azlOlle, COme nel nostro caso !ntrrlferito. SintonwloMgia ed a.ll(tfomia. tm/.()logica. - L'•tnhdo può P"-'>ere subdolo; ;:u una pi<.'CO!a E-SCOriazione )JltS;:.:.Ita lno.~;.-servnta; o .-opm le ferite, sebbene queste gU .Lndigeru guerrieri u .siuo, dlvnri<-nndone l òordi, esporre alla luce oolare canicolare ottenendone S J ~t.'sso ntpidJl gunrigione, o nelle picco~ C1l'l"erne sotto<.'Utanee da pulce penetrante, sopra una gomma lruetic-.a o frambooslca, ISU di un arto elefanllitco da filario.•<i, in una tì1:.tota <la. morbo dì PQtt o oopra adeniti scrofolose suppurate, sullo stt·Rto papillon~<ltoSo dell<' tli ttene dn 1 ~m n~o troJ>icnle. IS()Jinl eczt-au ì lllli':ISCaùbìosi, ).'1J Ile ~'(.'() r i a zìolli ])('J' 1;1~1 tt~Wl\'111 o da 1Ho'\Uéu lvsi : l:!lt ·bili regi(llll dl m i no1-e iii.sl;:t<>n?Al \'iCH(' a fcH\Ionrsl, drt·on<iato (!11 nn nlone lntlammatorlo. UJl noduletto dUI'O, che raum1olleuclom :<i wmpe. <l:llldco esi to a liquido sierO·J>UI'Uieuto e illéttt'nùo nUo ~"0IX'rto il fomlo, un'esca ra larwt<:e.'l. Rnpid.'lnH~Ut.(;' U ~ntro lanbceo :rubtsc'~ uu rmnmolli mento; t' meutn: al la JX'l"if~t·la I'Ontinu.a Il pJ·oc:e.-,;:;o ui~I'Ol->O ttec roti?.mnte, che pur cirro»<: ritto d:1lla ~~azione 1()(::1 le - i.l <:Nei ne duro solleYato e vlol~u..>eo, con bre\'e n ione intiammatorio, edemato~ ed' ane..~tetico - guadagna !n superficie, il rrunmVlliw-ento ~ntmle avanz.1 1u proforid:ltà. La cute oo 1l connettivo ~>ottocut:nneo cadono in di,st'aclrueuto, r idut>endosi in una pestuenziale poltiglia g.iallo-ga·i.J!'ia, S[)('l<SO ><cura per em<>rTugie sot.tocutant.'t'>. 1 ..'1 1wimn barriera è 1':~ tlOnev rosi ;roperfìctnle: ben presto ~ non si lp.te rvlene enet·~lcnmente o .<>e l'o l·.c;.1nismo m:1n<'fl dì d.ilfe"tl organica, anche quel>-ta barriera è SUP<'I<Ita e J'lE'r <.'<>ntlnuit:) l'aff~~ìoue lJJvade l mnscoll, le C'Uì fibre prima ~>1 sfrnngiano {l('rdendo pe r ('()!liqufl?,ioue le membrane ed il c~?rnento intertibrilllm-e, deg<•ne\·:r U<>. ;::<'>n fin ndo~,i· [)l'ima, d Ì>':-.{'<'<'a~l<losi poi, ;.l smin u;r,;r.:-1 uo. lnflne, a umentantando la !'O~tnn7..:n poltAlt'ea CI?Ittr;lle. I nc-1-vl e ù i v11:-;i nel ctrsi J!I':.Wi.~i vengono· coinvolti i m: i eme •llle le:::ioni mu;:eola 1·1; N lpiti l primi n l'gli •im·olu èr1 esterni pol nel &c'tti. 1~r eu! prodtu.:ono iU!'OJil0011::1bill e laneJnauti ne-vrnll-gie. eadono anche essi in degencr•tZiOilt': de i n1sl. le 1·e nt• per IX' t-i ed cn<loflebite ·~blil:t'lmnte rlànno luogo a trorllbi <-ile "Jlf'·"""<> ::d organiz,;ano; le :M·terìe per accartocciamento dell-a meù ia e dell'endote lio d('terminauo ('lwost:l!;i ~poutmlefl; ill~utre :oe iuve<.oe tali pnxoe~1 dlfen>-i \i tunnca uo. rapi <le e 'l"lolente ~>mo.rt·n~-le at·IX'rovenose ('(11HhH;-HIO l'infctrmo n. morte. Le OS&l ~mo le ultime a<l <'S.<o.el'<' )('~~ - nel J\()-,tro ca>lO l 'opera erol",i'l"a fng<'<l€'lli<.>a ave-va fiufm co de-coatlcato le os!'-3 tlbiò-perouierl del periostlo non rolo, ma l'aspetto dì queste fn <.-evn notnre tl.n.l cnra1terl e>"terni unn ostelte rare1'a<'ente. Come compli<:Jlnze locali sl notano l'cre:sit~ela, il tetano, 1 flemmoul dLtlusi: se-guono invece sempre con fntnlitù nelle ul~re profonde 1 fenomeni generali caratterizzati da protond11. anelllia, marasma, debdl<C?:z:a cardlac.'l, tol%>iemla, lbatter·iO<'mia, snpr(lt:'lllia . ?\t• Jl(' (,.'1J:Hll,'tio:1l r1>1<icluauo enormi e defo11nwnti cicntril'l, nn cWJo,i e posi?Jonl vi:r.late d<'gli arti per retrn?..ione <'icatrlzinte. DiaynoM . - Facile: Il fetore su i tft:lll'ri.~, il fondo poltHC('O. i. m:n~ini q nn~:! ::oempre n etti, rilevati, vlol.acel, -c-on breve zona ·infiammatoria <'rl anestetica; In rapidità 'POI del fenomeni distrutti\·!, la 1-eglone troplcnle, la lfazza colpita, Il m:lrnSJJlll pl'('C<>Ce, O.a debolezza c11.r<liaca, nvvalor1mo la ld!ingnos:l. Prou,~o.~l. NeUe ulcere fllgedenlche s\lperficinli J.n pr ogno.sl è generalme;rbe fausta ; è r,-empre f!·i.-<en·ata quorul t'ila m <'\l .Lnfan>'<ta f11Wad tmactione11~ Jn qUE>lle profonde con lc-sioni muscolati, vnsall, ne-rvose, os><ee. C w1·a. - Ln eu m loea le \"/t rìa ~"'COndo 'i cM-i. :1\\'lle ul('('r(' fn;::NlenichE' RUJlf'I'fìl'ia li. dopo av€>r ri'lno:.;~~'. col rn::d1iamento, le parti nf>'crotie be fino n !'t'Oln·ire i tel'snti ~1ni, si usi.no i comuni dl$lnff'ttJJ ntl per iropa('('bi ed In pro1:.'ieguo pn~t-e e J'le)Jnn·i t'I!'Sicantl: nel ;Ulg~cleni)<nù tfròfoudi, quando è pos.-;iblle evitare amputazioni o dlscrticola?.ionl. 1 cau~tici. sin chi111ici - f<•nolo, cloruro di zinco, nitrato d'nrll<>nto - chE> fil'ici - termo<:Jwt-erio, cuccblalo di Wolkmann - sono ottimi per dlstnlggt>re od l!~'(:idcre k' parti nl-'<:l'otif'iw; I la\·a~gi continui [101 con soluzlon1 di·


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~'.HiEUES IS::U!

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l'ROI:'lC.U .l NELLA SOMAUA lTALl,\N A.

8lnfettant1 - permanganato di potA~io, ipoclorlto d1 <:lllcio, acqua lodata, acqua. feulca - aiutano n fonuarsl ùell~ prime granulaùoni~ la membrana granulante ripa.ratrice. OgniqualYolta riwmpaiono fatti ùJ necro.si, u.sane di nuovo e<L energ:lcami!nte 1 caustici. Di regola anche le <;'Qndibi.oni generaGì migliorano quando U fetore t1plco s<:Ollil"~•H"e <' l'uk~r:J Iageùi.'d.Ùcn -n è tJ'II:;f<n·lUltta iu ·!Jin ga viva. Non dc-l>bono venlre d'ìmeuticn te le cure ge.l.l{'rn Il : due qnoi'rui .Ut~:,red~n!,..tui degli 11rti tnfer!ori in Wl luetit-o ~CJIIO guariti-....d opo venti iniezioni d i atoxi:l; un'ulc-era w~ demlca impluntt;tasi. sopr:l uu !'èuo tistolo$0 da al;<.-e:::so oR.!S.i.tlut-nte al gomito, è au~;he essa gtta l'ita in il(.'l,'"\l ito nù Jniez.ionl ioc:lo-jodurute. I .'.wr<JeniC'Q infine bu un pote1·e etuntivo generale rlcostilluente e locale dt~r:\topl<lsti(.'Q. Pro]ìlassi.- L'u.so <.Ielle SCili'JIC è .llù me<.t7.0 migliore per prcse-rvarsi dalla 1nfeI'Jione ; anche 1 sanduli, unito cal7.are iudi)!eno in uso, ripu rano ùi~retamente. Ogm lllmh·ol.t a polsi prOdu<:ono &>htzioni di -<.'Qntluuo, è opportu no tratta.rle couaoluzio11e alC<>Oli<-"<1 di iod lo: inf:tlti ndlt.• <:~>tuJ~t ;.:uic· tli :l><~.·:tti f' frn i•g-o_s::hli, ~tgentlln.form..'lto.ri lnd igeni al .s<>rvlzl o dcl vovcruo, n on bo mal ri.&.-ontrato ulùe:rl fuge<leniche, mentre le ferite agli art! lnferiol'i fra tnU iJJ•ligetJi fo•"-"Pro ('()Ullllli:.;~inw, :>io ]~J· la u:ttnm del terr-eno. sia !ll>t· le lu n~he e continue Dl!Hn·il•. Infine, il <:tu·nt·c l' on.:anl~o cl.alle malattie Jnfett!Yc cronit-IJe, :>I>C<:Ie nu1knia, tnlx!r<'Qio~i e I<!Jilide, l>Oniticando e ~ Jez louando In nt zza, ùa ta la I,-enera iizzazione cii t:JII Jnfe7.ioui, contribuirù a rende re meno frequenti le ulceri fagetleJiicl.le f'ra ~li lndigcnl della nostra fiorente Somalia.

CONGRESSI Congresso l nternazionale Abolizioni sta ..

ROMA - Dicembre l92J •

Relazione do l dott. Raffaele Palmlerl, tenente colonnello m edico. '

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N(•! ~iornl 3. 5, 7 novC'JJlbre &'<>rsQ s i è t.~nnt:\ 1n Romn l'l Conf<'rCn.Y.a ch•lkt Fec:lemzlone 1nternuzlonnle :tlx:>llzic>tri.->t:t. ali:! <)n:tk' <'1>1>1 l'onore <l! prendere )!:t.rte (.'()m.<> rli-'IC'~ato del :\lini;;wt·n <lf'liH Gu~'rra. Per esi~·nze di !<ll8Zio debbo ll.mit;trUJi il <hue l!ll ('('11110 «ounnn r lo <1:1 <JUt>>'l :l irupoL"tautc> t·hmi onc. intntttc•nenòomi "'ll(.'t·i:llnwnt<' su •tll:> i t<~ml geuet·al!, cl1e b".t.nuo OJ.1J:giol'<' inlJ!x:>rtunrA1 Jl?.<l" il ~··,·izin ~·ni utrio .~nilitm't'. DQ!)O i di">'('f)J":;i (lj !n11U~'"\H!JZ(Oll~ ~ ln lettura dt>lle umnero_c;e n<l<':->Ìon! , n pro f. A. De G·mn f. ~>.rN>iti,l!ue .!!•' llPI":l le flt•li:t 1-'t><leraz.ione a bo! i7.loni!'<Ut lntA~l1ta· z.ionnlt>, t~ifl"ri ~<ul tC'mn: 1'nlioli<ioui.'!l1lO 1: In t>o8iziolle giut·idica rfl'lltr donnfl; qullldi! Il ))J•t•f. P. P.ur<':111 trottò dt>ll'<lboli.::iulli.~mo c dcll'itljluenzc~ 11lora7i:zall"ke d eli<l ([orma. Segui il .JWOf. V. c\Iont('sn no snl tt>Wil: la profila.~.q; tmbblfca. anlil:enc rra.. P N>S.'\ iu e!'.1!me tuttn ht l<'gi:>'htz.iou C' antl\"Clll'J~'il i!'.tliana <htl lR~ al no,.trl giorn l (Crispl, 1$..'<1; • "!'ìJeotc•r:1 l ~!ll • Fortis: 1!)0:). PIC'.) e dimCI'>Itrato C<>me, ~bbenc in ah·erso grado. dii ~!<li trUS\'Illlri~'t'H l'(•III!Jr(.' ]:\ \'H)Ontìl d<') lt>gl!'!llltOre di I'IO~tit11ire a IIft gn ra D?.in illrom piPbl dw puì• da re l o R 1a t o q nc-Jl n c-l w dl!rh·n òa Ll'i-u,;l~Jt> tlc:>~li lnter~~!';i P ònlle l"''SJK>n~nbil-i.tì\ lndlviduall, Il rE'hltOt~ t~JlOUt' le (Jifficoltit inerenti n que-~to Jl)()Virueuto più um nn•) e più lgi!'nic-o; ùittit~>ltit eli fnre Tientrnre-


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CO~(:IlESSO

1:-.'TE!lX. •ZlO:-'AL~ MIOLIZIO:o\ l STA.

nello co~ienza puhllliC'n lP m:1L1tti(> Y<'n<'l'"<" rr<' l ·n umf'ro d<'lh' rntn htttle In!ettlve rmrE' t' !'<•mpli <'l: fliftì<,..•lhì int>r"(•nti alla hllJ~)ì'."ì hìlitit (l i r·i ('(l\'('l'~rre 1 ,·ent>rel in · ta1unl o><Jl('l)nli n pl cpr:, ll )X'r ,·olont:<\ òei te!<l:sttorl SQno t-sc:lu!'i come ver~ngno~l: : rlfint.<• inth11• •l:t JlaHh' dJ UH)Itl comuni di i>'tìt.ulre n ù1mp1·lt' <>1)e.se l11llhuln tm1 ed a lt1·l l'll(>7..;d eli c·tt 111 acln t t L l\"('1 J!WlO n•nuNn rtua lt:llt> lltlt)H> riforme. ehe ro"'titui~no un'lmportnute tappfl 11('1' IJl prolìlas"i <1: ·IJC' n t:t l:lttl<> X'Pnt>n>e. l'ifOI'liJ<' du• si pos!>Qno sintetizzare nel ('(lJtsiclc• nt r<' )(> snnlHtt iP T'PII~'lW !rll:l ['l:l ri di q n<'ll(> c·ontnf!'i<l><~•. t> nt>l pron·('('!E>relo :-;1:1t o n IlC' ~)(']<(> l!l'<'f•s."n rlf• 1 il r.m t ram<·n t o ().'>1 'f'l lnliero fl<'l mal:1 ti che n<m pns...,.m o euml':"i n d<Hni<ilio. a;..-si c·urswdo hl più ~rrnnflr <l1~!'.C'l.1one a)!li infermi. uomini E' donnf', c•hp rl<'hi>E><.lonn o J)('r i qn:1 l i ;.; ritll>ne ll('('t>.•<..<:l ria l'o!'pe<lallz7..az.lone. 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IJ!'Ii ."I'('('Ì:l l istl 1H1n ::1 prr.-<mno). rotto uu in<>~i­ f:t<c•ntf> f'Oll trnllo <it' l ·ll~"dir'> proYiH<"Ìll l<.> . <' '>i iì rnlta :Hl 1111:1 Y i~il::1 bi!J(>t.tio:uumle, dl!' non ha nlf'una l mpor·l':l n:.~:t q11a11<lo 1:1 nrostitutn hn. <'0111<' "Jl~''"~ nv>iC'UE>, uulll c> ro.::i"l'l~<iul i rHpJ'M\l'ti nl ~iomo <' pni'l IJUimli. fm 111111 Yi !'(i~a (' l'nltt11. <li ;:.~min.are Il l'<l llht}.:'it) i~I~J!I t'll<'lll~Ht<:>. Intanto (·nn (}lH'~t'!l ,p:ln·<>n:r.n <li l!ll:ll't•nll!!i:t Slluit.'llli.ll. e ('f\11 f jll<"'-'tll 1111 l M Ì7..Zfl7.10ll\ ' gni'('I'11H til':l !<i f:J Yll 1' Ì~<'l' J' 111l11lt'll f O <l<' Jl(> CR !lP d l t,oJ. IN:llll'AI. (•h(' t!oYI-...blX'm hn't'f"<' ~IIT) t:lriN> <~"'Il<" <ktnno><i fc)('()I!JJ <li DUllattl<> e fli trnsno t·nlitit. La mi!!'llor<' JH,>fi i H>"~i •h•ll!' nuilrtHiC' \'l"liN I'P ron!'i"t<' n<>lln MtluzinnP <Ti tnttr• lP ~'OI'f!'l'ntl eli inff•:donl'. <'i<>/:> '11<"1 r urn r1> e g-unr·ii'P tutti p;li nmrunllltl: ma lJilf'Sto uon :<~ll'll m,ti ~~~ihiJ ., .,.. ;! li inft'l'llli nm1 15'Ì pn·,'<tc~ntnnn ~ntnne.'lmE.>ntA> <>!<l'no n ,~ll':ln no f'lll'llti Sf>!!'n?ta n• t•ntP <• :!l':l 111itnnwnt !'. TI N• 1:1 tOI'f' ronC'l ud(' a fT<'l11la n do f'llf> . fJ 11:1 n tu n q u<> in Tt~11i:1 Ri n bbin rl~j)('tto n•r·~<o L:s li hc>r til p t> t')o;f >11:11" cl• • Il:~ •·t·o ..,t i 1Pt:1. l' ' '"'111'111> l' 'n~l·r·<·lli'.:t dPlhl polizia nelle ('il!<(' di toll<>ran:r.n IJ<JD :lhiJhl tl l t ro ~t) J>O <"hl'l •fi1<"110 <11 E'I·Jtsi 1'E' l!'~i ~lnflall E' J'offeAA <1(>1 <"f''-"tumi. p11r non cU mf•no h ;><m..11a intPn>-lflenre _:::-1! '-<f• md fi>l' ntt<'ner<' ù1 nbnllr.imu· tl<>llf> ulti n H' '"'"'t.l~ill tli r<•;znla ntPnt:l ri.<:mo :1 nM nl ''"Ì-"1l'n ti. rropugnn nel o 1)11:1 fOl'll lll Ili- J•l"nfìlll'-')o1i nl<l(IC'rll:l lii\<'>I'Hif> E' J'llZÌOllii iE' : !-" 11'Ì1 fJ ll N:t:1 l(t l)lÌ;!JiOl'(> llltlfnt:"li, l'ollthaltntn Jl<'r 1111 i<il'~lli> tli tigi~>n<' t> <Il llllll1 11itiJ. Il prof. r•. ~:ITitnliqnl<lO l'lf("l'ì (JUilllli I<Ji ll'<'llja'('JlÌ("ll in I'IIJIPCH'(I) ('011 In proiìlfiA-"1 11nhhliN t in l!:(' l'(' m iP <> f:JV.>(·i:~lnwnt<" Ms• lA lottn mlth·<'nc•rc•:t. r1"ml1•ndo couto dE'l· l'lrwhi p -·t:l 11h lnl f:11 tn ~nl quc>,..ito 1'-'f' h• I<'<WÌI' rl<'ll'!•l'l~l it:JJ'i<'til ~i 1>0-.,:.,nn rwenò<' l'(' c·om<' bM<<' p!'r l'nppli l"!l'l.il>lll' rlp ll n tn·n ti <"a '"tC'rili:r.7.atl' ii·P. Dflll(l d.':1\'(> l'(' fii Cillllf·' lll:e llimo,.:tmtn 111 lll'!'..-<Uitn b>l R>J l"t'lentifi("ll d <'ll<" nH'ldern<> I:E>Qrle cii ><t<>r~·linllzioOO fll'l{li :11i~nnti. ~r·imhwll . ;oi.fìliti<'l. {>("(' .. <"h<" or:s ~no fri. t110fiH in Arn~>rl<'>l, trnc'<'Jn i ('f>lltlni 11(\1 c•:11111'0 vu st i><slmt> in r·n i 1'1i cJm· rphht' !'<W>IJ!E'11' l'M t il·itil !><'il•ntlfiC'II: si,. r::tpmn di pn'VMllllnn(' fì:<i~ E' mns·a•h>. :<>flnc,17..1 0 ll<'. i_::ri E>IH' 1{('11 <'.1'11 1:' ~· p1'01Ì l:l ttJ{'j\. D 1•l tmtlam <'IIIO o/Jilliyalo t·io rlf'l.lf' ma7al/ir• rrllnrllc fu r~latoN' 11 .prof. A. :vnbl'lli. lll'lln <"linka <11 l"il't>ll7.<'. E~li nN•/'nnn rt.n:r.i tntto ~J prin<'iT>ìo di fll:ritto <"ile la !=IOI'il•til hn J'ohbli~O di ll m.it!ll'(' in )!I':Hltl J)ÌÌl O ~ll<'llO j:!l'IH'E' L'J lillt'rUÌ lnflil•i<JunJe ili truo rt('i >-'\HYi lll<'rnhri. non ~lo q nnml o (f11N•ti lUI nN'i11to :l·llll <'••lh•ttiviti\, nlll nnf'hP qnnndo !':Ìll !"(•mpliN• mPntP In roncliliÌO!ll' eli mro(·C'J~·. f'Olll(' Pf'Ì tlf• IJ)(·nti f' Jl('r <'n l or• > c•h<> l'()!lO !t ff('ttl chl• 1n li In tll <' :1 ,.., 1·:1 t t P!'(' c•n 1ì 1wn tp m<•n t P ('(Y(1t:t)!i rwn (]X':<l:<'. ~'< 11Pr:t. ff•hhl"f' ~i:li lH. P<·c·.). 'rnll misnrr t'«'f'7.Ì0 111ll il l~• ~~~t.<• ~:ul clirlt.tn !«)('.ill l~ tli ùì ft'l<:t tl <'h~)llfl l'<'l't'l nto '' :O.'l'l' l'f' ~h1 -:f iJiC':lfi> d" pst rPillll nP<'<'"-"il.:'l qnllmlo 11 ]1<'1"1· • <~ •In ~in tlll ·• tÙI 1'1'1ld l:' rP ill-<ut'fkiC'nti i ('c)1Ji l11Ji nw:r.7..i: .~1011111'1111 ju .<. ,q·ummrr in j ur'ia. YI !';miO 1-.ni ~ ltr'l' m:llntti<' iurPtt iY<> nl(•no J!f'I'ÌI'()fo="(• <"la' <'si!!•mo il !01' 111P lh·r obhl~o di t•S<."'' l'!' clt'llllllC'i:ltP: '' IJIH'sl:l C'Htf'~Orin 11011 >IPJI:l rl c•ug-nno ~m<lo l<' l<'~i ii:Jllimw 1<• lll:ll:tltit• \ '{'ll!'l'('f' . !<!J )\'() (•liSi jlllrtifil l:rri r~ilil idl' (J';II l:tt'l:1111<'111n'l. ImporrE' nn trn tt :Hlh' llf• ' oh hl i!:"<l torio :t l Y<'!lPl'f'Ì r;..sfi1u i l't'hll<' 11 nn It H•n om:l 7.i<lllP. rontro la ](>~}.:'P ll:lttmtl<• dc·J rllrì\.tO flliY:ttO <' .s<'Oll\'O))!('l'I' IJ])(' llt>\1 !1 :tttll:l)(' lf'~i:>]MIÌOlll' tul.to l o ~p i rito i u f o 1·rnn t nn· cl \'lln no ...1'rn proli !:1 K-;i :1 nti<"t>ll'it':l. 11 r <'lnlor(' Ni fl mnnndn

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COXOIIESSO 1'\'Ct;ttX.IZIOXALE: ABOLIZIOXJST.\ .

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Joerhtuto se le mamttic wnci'e<' raggiunguoo gli estrt>tui ne<x•ssul per glu;;tifican>

quelle l;llJ.L?.!onl ehe Yamw tino alù1 !JUtltanU>n.a nella SI'C'F.ùl. Au.-<tr:tllu (' St..'ltl r nitl: es:li ~rYa che tnli an·ezlonl non JJO*'IOUO a,:..~lutawentc J>~ll':.lgunarsi per la loro gr·n \'i !il. u quelle l>'Utumeu?JOil<atc, di(' l'Si):'oJIO tll•lle rig:oroi<t' mi>'lll\' proli !lattiche. poichè 'tlOI\ :si trasmettono nè <'On !'~aria, n~ l'Oll l'acqu:a, ni! 1.:ol •molo e l:Kllo in \lll.tl .uùnloaa f~tì r1 e run ogget t l ntt'(lba ti. 1~!..'-f' so un Jl(>l'btuLo mt>nc> peri<'Olosc del vn iuoJc), del tifo, <X:<:., eu! '!"l aq>pli(~lDO mi><UI'\.' pii! blande: le mnlntllt.> n'ncr~ poi d.nnno Ull:l ruottalltia l.n;;ig-nilkunte, o la ::~tes~l >:>llìlide nellit ruagglormw.:l cleì <.'a~i è letale MIO <lclpO lllolti .anui dal c·ont.~A"IO. l)'ulh•onf'k> nou tntti !Oìmo c•;;J)(>>4t.l, ;..nlvo po(·hi ('1!Si l'Plnth•nm..utp 111 I'Oilt..'lgio .m('ùUal<•. Hll'iJtft'ÙOUC, Ula :<O)Q :li<-1111(' jWI'>'OJW Wllunt:ti'ÌIIIIICIIW ~~ ('~))()I~OU(I ~llJ'atto &>s...;.ualc: non l:li può llttlndl 11 rlf,."'r <.Il termlnil .parlare di clilnno pubbll<.'O, e per tant o uwncano gli esl1'€1mi JlE't' ~ln:-:1 ilit~ll·e mi.-ut-e ()(l(>rc.:Jtin•. Inoltre ouclle In ~­ flll<'<! notificazione alle ,\ utM·lt"ì ~liti tSJril'. a ne:bA.' se f;1 ttu In formn <ti.~l'(>tL-.."Ù..Il8 ÙH l IJINiCO t'lll'anre, è UU 'lnfl,l7.IOII<' U l ><(•j!rt'tO lll'Ofr;;."IOII:I)!', eh(• t !t'H' t'S.<;(' l'C .O.Sf'OIUIO c rotto oolo d<llla csprf':-:sa Yc•!tllltil dell'infeJ'III<l. l'r-o~endo la disamiJln d('lle 11•~:.;:1 t'O!.\rdtìYe, 11 relaton~ l'i troni lnnumere\'oll <litfiroltà dl indole pna ti<,, )l\'l' 1·lò <·he & rlft•rlSN: Hll'obblll!'o di pre-.'l'ntar·,~l "!il nwdl<X• non npJ)t'nà l'inclh·hhw si a<.'('()l'~<' <l'nH•r <"Ontratta 111111 111:llnttin Yl'nPn•a; utl'obbllgo d1 se)nllrt> Il m<•torlo di <.· ura Jll'-'-"'<'rilt:tgl!: n Ila notltic~a?.ioll(.' ohhli~atorì.a a l lnl"\llco curant..-. nel <'Hl\<) (')t(• il Joar.lt•Hh• ') xt~'..-.i ad. ultro !<ltnlt~a rio: ul prulungamuoto <\RIIn cnra fino :~!hl st-oulpar"'l dciii.' manlfN;ta~olll <.·onllll!'lo~. etc. Nobl au<-orll COllie ro l prog-r<..'dll't• dt~lln <·ollo,..:t·l'LW.a dt•lle maùttt h• V<'Jit'I'-W P d!' i loro e ttetti liiLChc nellp phì ba>'."(' <·ln ,.,.l HOI·In ll. ~ nott>v()IJNsl.rno 11 llllllWI'o d! rol01·o che Si St>ttopongOUO \'O)Oil~ ll·l ;IOIWIItC fllltlt l' j)('r iUili:O tcDlj)(l H ('lH'I': l'l'lltÌ('~IIUCJitl' Ù) cun1 obbligatoria l:li'·Cilf'rebbc l e <x~"<· 11 Uo ~>1:&"5-0 !'tat.o o lP )N'J..').:ion>.•·ebbe. perchè ltt J>-'ln m <lell.<J <lenuneìa u'Clldc.rehbe àis.-dmu la tori;. buonn ():ll't.C <lc~U inft'l'llli. 11 i'l~lbleiD.'l della ]II'Otì).'l.-;:<i llnii\',('II('N•;l è dullt)lW un J;.!',1hll'lllll di NiUCilZÌOU(>, dJ(' non llliÒ es.wrc vinc•ol:1 to eia nnr11m lel!!."'latln'. Il rcln W l't' r it•hJunut infine l<> opi n Ioni <'"lli'I'S.-w i n Dl~'r-i ro da l prof. l \•Jli;r.;r,a ri ti n Ila l 1R9-I e .-.1 rornpl:lcc d el l'onorme progrl'~> fatto in l t:tlin, sia rWII';>c(uc~JZiOUf' ).)u).ular<'. rot\ lll"J.dl st1111l Y~>uereo-Slfi· lo~rutlct e nell'a('Cre!'ll.'illlento ~· miJ:IioJ·amf'llto de~!li 0.~)(-clnll c disJ t<"'l>-,trl• spE'{·ia-

llw.:.t ti. ~ullo stt·~o al'I;Oillento

rlft•l'l Il t•mf F.. \'on During. rncorninda col dil·idPn· k• prLnc·ip.uU n:tz-i'Onì in ti'(' grnpJII, a e;;(>('(lnd<a <l€'1 loro RL"t• •m:t ùl legislazione' in .mt•t·lto ullu ·Pro,"<titurJcmf': 111 lWCilll<' llbcl'lll<' : ClnJ:hiltr-rra. It:nlln . Oia'ntllll· /1) l'l'I.!'Ì·IIW <'llPI'L'itivn: (Anstmli:l e :->tMI t;'nltl): C) 1-e~ime lococr·t~l. don• cioè n~.>;;.~:UM dcii» t<-ml.t·n;r.c !>l è risoluta mRn h• ql ll'ermn tn : (S, ·I:t.7A>ra. Oet·rnnnla. l·'t<lllein, ~'('(·.). l'm· Jll'nfi'"-'~Hndol'ì ri~id:lll l\"lltf' l! boli7.lrflll!;IJo h!l su aiC'U~lt J>Uiltl ùd~1 •·elar.iont• :\!il)(•lli <IC'llc vedute ùil''i.'J·);rcntl (Jer ciò dw ri$:'Uardn le lc~:J,:i cordtll'e ln rap]lQI't() al >'!'~I'Cto profe.,<;ion.all.' c allA d<'DWK'ia obblll!atoritl <leile .I.rulb:l ttle veneree. Trova n~i ~ravi Jcg~l <.'()('reith·e dei Domluions I~lo.<>L c d<>gli Stati ("nitt che pre!'!C'riwruo In notilkar.lonf' uhhll!!:tt.orla <' dichiarano non vnlid i• l matriiJionj <1un ndo tmo elci conl ug! o:-~la a Il't> t t.o <la um ht ttie veJI<'l'('e. e rlc-onoS<"e l nYe<'e russai J•iù lol(lca m 1..-..:~!t' Sve<l~ c·h<' 1nn tn rrunm:1la t o :1 t>l'l'-<(mt:l n::l \'Oiont:a rinmenre Jlf'r 0>'>4t't'e S>ttoposto n <'UI':.l elci tutto J.::rntultn e pn•:iC·rlw dte tultì ll:ll infermi cl(>bbono !'~'W re notilkM l !-'CIY/.11 l'Ind i<"nzione del nome P l l t> l ùom i<• ili•> nll'hrlf'ttore ~mltarlv. He l'uiU'·Uralnto ncm si !<'>ltof)clll<' nl tr<\tt:Jm<'nto. H Wt'fll co è tt'Jtuto ad intorma•·c con il nonu'l · e l'inclll'lz7.o J'I><JX'lll)l'<! s:lllitJtrlo: ~ l'anllnnhtto bn rnP· port.l ~~-.·uall, pu•'<' e><~·•Hio Nlotto c.l>•lla ~>'lW n1:1Juttln. ~ J)lllrlto nu('he re non l 'abhla lU.OC'lllata. Jl !'<'latore r.o.'~"'""l poi nd e:<n 111lnnn• lP ohble;r.ionl c·he ~Il 11\'\'('l'~u·l <l('li<' ml~ure ('(l(' T('\ ti\'(' i llYOC':I ll(l ('(filtro q IIC~t(• IC')!'l!l \' rh e l';i [IO>'.<;()IlO rl:l ;<.,1 1111~ 'l'<' IWIIf' l'<'J.!:llf"ll ti : 1. Qnuluuqm• clcnnnl'ia. :t li(·h t· ;,(' 11 non ima. 11 ll('b(' ;;e cli<:rt''tl1, \'lo ln Il ;;('greto profe.c;. ~loon!C>. L'obblf'zioll(' non IIJ'PllrC' a>--.:Ji vn Ji(l:l quando !;l nmrn<'Ut• ~117..11 (lìffi<••lt:~'t : t: h t • w d("ltUitzi:t è <>bbli~:1 tnl'i:t )>\'r IC' :ti t'l'(' m :l l'l t ti<> <.-ont•t:!in~••: c·) t~ Il WN li('<) Ì:' ohblltmto n rln•l:tr<' hl lll:ilnltla ùlt•ul è niTt>tto un dnto indl\'ltlun 1\ rldli<•l<t:l clelha ~·il•til ùl A.'JR~cur-:tzionlo' pr<'i'•O c·ul l'lllllil·h,uo !Ott•<;;>(l ì.• :a-<>il·umto: dw In notifi· ~·n;r.lon!' non v l t>ne fatta n Il n pol!?.lu hcn..coi :il l'T !<l'<'ttt>l'(' R:t nltn rio. ('h<> ~ ohbllg-a to

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co:-;cnt:S:;O J.XTEilNAZIOXAl.E! AllOLJZIONISTA.

alla piì'l se,·era òi;:crezion~ : d'altt·o~~nde i dil'i tti della coll~ttivitit debbono avere 11 ~:opr.avvento su queli hHiìvldnall. 2. Le .mi.sn T-e OO(Wdtin• pc:>ri::JJlO alla. d'Ì'it'Simnla:clone (!(>1\e ·mn l attie YI"JJt>r t>e. Il relntore è convi nt<> che ll.ncll'el In Qt~<'Sto Si <'Sag€'ri e che tnnto con le~t).(i c'Ot'rci•ti"·e, (JUit.nt(' l'o('Dzll. 1 dis.'<imuùtoori -vi saranno seo1.p1-e : d'nltrn Jinr~ In !'iC1lr("'t.7-<t d e lla <li•:OCl'e7-ion e dovr<.>boo eSl'ere un motivo di fiducl(l J~r J'ammn lnto. J.p leggi <'Oe'rc iti\·e i·n du rrai}UO gli ammuJati timorosi di indi~-cr,.~~.oi<m! n f:tr>'ì cu rat•<.> thl ci>~rlnm ni c "'lmili, ma qth'sto pt·ric.. >lo pt1.tliclllncnw non t>.....i si P. <·.._nH:h i mie l"k•c.wda ndo i )lrinclpt e ).(li ld<~t U per eu l è •sorta e loti'a l a Feò('T'A.zi one Abolizlonlf'ta. Il dott. Dou).(lfl.<; Whi te. brn'ttò ~HCCt'~:;;lvnm<.>ntf! <l<.>l ~ma. : le aui(H"ilà cit•il i. e militari rlrrrmo C8·"' fn•·orir e e •raccomat1-tare 1!1180 dr·i mrz:i in<fi1•iduali di flutocli.~illfl'::iuiii'Y J\.f(llth llll'cliti. O,"l'l•rvil. IX'll!-<llllO di T>OU>J· sbarnzull'!;• Il mondo dalle mnlilt.t.it' n >nf'l"('l(' r<-.n llu~> uwto<ll: 1° <li;.infl"hione Ju(livi<lu;• l e; :!" i<"'tihJziou<> rlci gnllhwtti di cli.s:infc·:f.i(ln(' <· JU('(lirm:i on<>. Di tnti m<>to<.l i s! fn un;~ gJ"'lll<l<' p roJ •HJ!:lndu: In >li<'llll i Jlllt>!'Ì forlll>l ll •) <>UJ:<'t!O d'in!'(>).(IIU'lllt'llh Vf'\1'0 <' ]11"0]1!'10 <' :':Ì dtltJlO gli <'if <>t:ti Otf!"Jnlti ]>àrpeol:l l'lllMit(' tl(•li't',.>MC'!to. I\ f 11110 è (']l(' pmtiC:IllWJlb' U'P]J'(>>'(>I'Cit() ins.rl{·~· ·i ri>'nltnri nMl wuç, stati ('():'<l lwilinnt i (11nw l'ii <!ice P <'he !11 ~r<·entnale di't Vf'l~l' l'<·l l'i i> uwntc:>;mt'l "''lllt)J:(' ~11 M %· 11 rf'lntot'f', forte <lei s-uo i 11l ll'llni <li e~perif'Tl7.a. criti f'<l qnt'stl l-rist<•mi eli proflc !.'!"Si ; f'~JI CT('{]!' f'h e llll:l ('ill11Jlll!-'11Jl jn fnVOJ"(' ò~ll il (ijsi11ff7.ÌOIIP :lV I'('])])(> l'Pll).'ttt. O rontrnrio. <li nnu Plltal"•·' <·io{> In prrr·euhw l c clei •<>mwel. J'l('l'Chè i~"t·rcitn int'vltahil· lllt>n ti• ne Ili'! c Jm..., i 1 <l~••l:ni la fn lln<'f' sirur·f'zzn (!,J an d n n" i nnmml dnl rontng:lo rne<llnntf' ](• rmti(']l(> eli disinfezione . Ol'H . Se' è Y('"l'Cl dt~ l e ]ll':ltiC'h f' ]JI'Ofilllttiche l'ell· <'l ono ll isr·n>ti .f<E't"Yl:d. E'"i"l sono lwn lu n~::t dii~ clnrf! hl i"i('lln"7.1';~1 tJJnto rlN'nn tatJl, ::iJW(·iE> )1ic'rPhl' IC' rit·('()st.-111?~ in C'Il i si .-n·ol:!ono 'tn l.i rnpporti illt>ritl 1--"()nO !)<'l<"O fa· Y OI'PYO li '1 nna :~rr·lH;ltn fli ;.infE>".I.IOUf'. D'a l tronde 1<1 propil~:utda de'IlE' pmt·i'ClJe profiJ.attlc·lw. per es>'(.'t'l' utile. <l<>vr ehl'l<' C'~!'(>J'f'. f'nttn ai g1ov<1D1 di l i o 1~ nnnl, qul'lndo ('!"SI !'Ono n>'«:tl «>;·n ~ihlli u llr luftne;> nzt• huOU<:> o C:lttive . lnve<"'f' rli (•]<>Ynr.(' i l l oro spi: l'i to noi lo 71 bl.Ja ""in mo <' li :l hbru Wnno r f'ncle'lldoll Sf'.llffiUJ ii e matl'l"Ìilli : l.'iò F;U . n>hh<> :IIH'()J1l In cllstrnzionC' ò.i OJm i Pd nca:r.io~ morn l~:>. l'OJII*' mal ltllri si inl>(>gn3. rlirrh]){> Il JJiovnnt>. eh~:> è llllale nYer<> mppo r'ti !'('S!'Iln li tfltot1 d~:>l mntrìruouio, ~ ]JOI .mJ si I"E'IH1e not(l C'h(' ,.i ?> modo <li l"<'THit'l'*' inol'l'Pnsiv! tlrP Pllllto QHN:ti mp-

a.

JIOI"tl

w,.;:.:un 1t ilnmnl"flli ?

I ·~ti Ili cl'ishllf~·ziom• nurnE'rosl E' resi pubblici òn -.wvi'Si. <'<'e. l"(lflO dE'i pari n o(•ivi ng<'1Hio r·ome nu'inrlin>tln p1·opagnnda nl rizio e '1llindi all'l1Ul11E'nt(l deUe m n In t.tiE' Yl'll!'l'E'<' poi <·h~ trndono n f>n· CI'Nl <>rt' <·h f' Il vi :r.! o è ~·IE'r lo uwno consl•i~rn t o c~Hne ·llC<'"'>><lll"iO <' s i eet'C'I\ <li r <•ndf'rlo m <>no pNiroloso. In ronrhT~i<mE' ù1 rror~a­ J!H ncln in f:lYOrt' <ll-'llll di ~i<Tlfrzionf! n bhnsM 1l l!Yello morn l e df'illl \i m ~~un le f' w>n pl~l tfl fllrun !'('ri•l v:lllt:l~!!iO. li 'm.iglior metodo <li pmfi ln~ è quell o \Jj cur>l rf' l)(' n l' t Yt'n~WI'i. <li i!':trnl r(' Il ])()J>OIO d T"(~l i P\' l'i ('Oli cui ~i vn incnutro· cm1 l l'II PJ"O rtl ~\,Wlbi lll{'('iti. lllig-ll.'lnlrl.' l!' <'OII<l izion i <l<'ll t• lll:l,..,."<'. tlli tToncll.'.l't' l pree<>ttl <'li morn le, òi ri l'-1X'too verl'ò f<è stl'."si, di profOJl<hl t><lul.'n:r.ionp ci vile. Il tNJ.. rolonn<>llo ;rnr,cll<'o <t'l i:l U . mn~1na tlott. !\fnmnt.onio rifrri !<llilo !'<Ì(>.<t<;O n rgom<'nto. I..r1 prt>fi.la»:<l dello ma 111 tt.l('l '"<'li<' l"<><' ì> l"<'~t ohh llt:n torkt neiJa R. m n rina <111 1!l1 :t E:;;s-"11 viene .pr·:-~tiC!ltll In forn1n f'ÒIIC'ntlvl'l l<l i~tt·n:r.ioni ~portf\·e ('() i n tl!'llettunli C'h <' di:;otOlf!Ollo d.<J ilil C'l1ll'H ln c rlnl vl:l.!o : nchltt<' f' f•wili <'Ollft'l"<'ll'lR r'li i;::it='nt> sh<.<<n:t lf' fntte <l:l~li ~J:t'tkiltli mNii<'·i. ('("('.).~<l in fortnn rol' t'rlth·n (<'<~ll !<('gll:t Il~ Inu1 non n S('o()<) pnnith·o. mn n ::..'('<\J)() prre1n1-im~:11r <lc•;rli inl!irl ,lni <'on milni:f<'~n­ r.loni <'Oll tllg-loS<> in alto. l"ipo,."<> l' <·ou~~l-.'1ta <l<'i bh·:t<l!T:I'.:il-i. ohhligo di Jm·Mo pci r-:iti litJei che 1101r <lc'hhono 1".'>;{\JV ().'1''" tnlizz:Jtil. .\ 1 1·i lomo n J)()rdo o In c:1~rmn f:Htti ('0](11"() <'hl' h;lllJl'l :l'liti l"llppnr tl ;«•.;.«u:JJi Ìllllllll'i (](>hl'JOn(l [.>()ttO]l(l)"l"l :t r] lnltlC']J1" p t·~·r·:tHzionnli (:<IIIJiilu.'ltf•. prnt;ngoln. rom:Jt:t al c·n!l\mt>lnnc). N'<'.) ('() 11J lllh'lrinnl Y~111!'01IO fomiti tulx>tti <li J'l0 l11:1!::1 :lntilu:·tkn dll H~SJr·sl ~lhito dopo l"ii·ID~ pl p,.:.~'O . TA! pmtìh~··i .-.or>r rit h·n è- com.pl f'tnl:l <!a f!H<'Il:l pnnitivn lpHnizloni flis<'l· pli w H"i )~Poi" n on llYI'r f'.' 'f'!.'1Jiti ;!Il cmlinl l'Plati\"! nlln ·Jll'<lli];a!'« i tlnti \'Pll<'l'<':\l P ò! unli.ne t'<·onom!<'l ( r it\•Hntt> d i 1•11;:!"11 •' ~~pra,.:...;()Jclo). I.l:1ppllrnr.h>nt> r ig<li'O!'fl <li t~1lf di.-JJO!®;ionl h a f:ltto ~Nt,.;ihll mP11tP ilintlnuir<' i m!<i <li mf!lnttic:> ven~J'('C <> l'lifìlltlche, come il rt>lntoJ'I' dim• •:-trn nwtliantp <lati ;:tnt!sti<'l. Dopo, In Sl.'l'i\"(>lltP (';-.1 10~<' gli ott i m i r i-<u lt·tti nttf'llllll JWll'F:-"l•rrito, :'>in in zona


('OXCRE!>SO IXTt;RX.\ZJOXALEl AllOUZIOXIST,\.

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di guNTn cbe in gua 1'Il1g;ouc, coll"lmplego dei wez~ 1n<lividualì <li diai nfezlone a SC<>TK> .pro.tìlutUco antin-!ut-reo (1).

Se.,<7t~.lrono altre rela:t.ioni <hdln sig-.m An·ll dt> Snin~ Orolx sull'it~I (WIHIIIII'l,{O

'im. oase ài. edmC<J.:ione v eli 1'WbilUazioue delle pers1mt.: ck e ha.r1110 <'~nHnesso t'l•a,lti. t:Qntro la rnor·r~lilà pu/Jò/ioa. c della sì;;.ra Keilnu~ ~Ile vu~•ltre ohMiuatOI' i{! t>et· ·r iabilita.z i011f' (/(l/l t> IJÌO !1(/11 Ì 1/'I'Q,,/it Il le ed anteres.'\aUti C()JD~~OlCt<tz.iOlli dei pro!C.S· !:!Ori JJevi e Ottol\!uglli. /cl

Il Omgre$.''<~ ~i chiu~ infine dopo nwre <'Illes.~ l seguenti votì ; 1° Ltt Coufer elll'.n ri tit•nc C"he 1:1 r('ylcmentation <lf'lln pt·ONrJt uzio11e, In quale costltul""--e un l.'('giulle di ~~.-eziùne, c-oll1~ uùo la d onnn fuori del diritto <."Om une, ritrngga gran parte delL.'l '>1.1:\ fot741 <'ktl la l:litun:done ùi jnfl:'riorità. in cui si trova la <lonna, Ji'n tunto C"he la :ma <~ndl:r.ione lej:w le e sodale non omt'lt <•qulntlent.e n IJUel ta dell'uonw. Qn <'st,a t!gun:dianla è nec-es>':Hia IJet· J)('l'me.ttere allP ~lonne di d'lfen{(et·st c'Ontr<> o~ i rl:'gime tli t·e.;wLu mentm1ione. 2° Ln Conferen7A af.fPl'llll.t elle uno dei migliori n1e~r.l 1~ 1· combnttol'l? la prostituzi one )!iovmtile è qne.ll:t d! ue<:Ot'(lare ai ll.llJnorl di ambo i sessi hl 1n'Otezìone lega le la più esU'S.'l. Consta t.a i noi ti'P che l JH'iLtCi p i flie<lla Fed:<- rar.ione non si <mpongano a che lo Strato n:;::-.'ti<U~l ootto la stm Jlt•ote7..inue q nei mìuorermi elle J)('l' le condi7;loui d'~'UU<IJlf'nte o di vita si tr'O,'iruo ~'ilJO~ti ulle <&e<luzionl·, alla prostitu7.ÌOl~ o all.11. el'iml nn lì tù. Hi~nm l'do a quelli c !te In •ll'ul OOI'Jn se;.·'!:ua lf' non god.<>s~r<> <li 'U~"~"'1a prote'.r,iout>. In confert>nr.a conft>I'IUil ì-1 suo cond.n.citnento elle la lli'Oiffi· tuz.ionf' Ji<'l'><onn.lP e rn·h·lltn ll()n dirl('nd.<• t'IH' <lnlln. cosC"if'n;-.:t e nmJ costilui~ delitto. In t'Ou~;.."'.Hm7.tt nP>;!-1lllO per Il ><emlllit'e fn.tto della pt-o..<>tltuz.ione d<>ve e-<-'!-~.~~ in'Wt"ll;tto od impri;:!iOn.n to, Rin n '"'C'OJ)() <li Js:ienc c h e di castigo, o d1 rmbillbt:t.ione. 3• 141 C'onf~r.enz:t ritit>!W <'h e 1 nwtodi ])iù erti<:it.Ci pe1· (!()ntbllt.tel-e le ma11ltt.if' l't'll('l'l!f' sin no l "''l!ll<'llti : a.) nn n rifo1·mn della v i ~l ~<'in le (1(] una OOUCil zlone m zl on.n le: Il) l 'apJ)Iicn:~.ione tU un tmttnmento li!x>ro e ùì.,..-crPto. Convinbl cl!,_. nl';.sun tra ttn m:("'l t o ot.bl i!;a toi·lo potrìt f'$C'l•e IIJ)P.Iicato hupar-

malmente. Mfer'IUI.l la SUT)(>J'ioritù dei m(ltotli liberalt f<:U tutti l metotll c-oercitivi. 40 Ln Coofe1-en7,a e"'prime !J1 !<lt.'l profonda <·onvin~iont> <"ht> l'inl'll!j!lliiJillento da pwm dell'A u1{)ri til l'd u .stll'i'll' <lei pu.bbUro Ernrio de-lla Huto <li<'<inrfe:done d<'lle nutlatti.e Vf'Jl~rf'f! lmlctE> :H1 incor:l;:!~i•tr·t:> la ,proml'~1lltit ~"1.1:1 le. inrlt>holi,;ce la <.'0SCienzH f)OJ'JObll'e. r11ruiuui,<·e il ;:<'11>'\1 <lelkl re;:;-on"'lli.Yi,J ità e r·npp!X\.>;I'Ut~l un 1laruto per ln ~<.1.lute l>llhhli<'t~ olfnuHlo t1 n !<f'nso eli ~i cu r<'ZZ>1 con.tro l'in<fe-6ionE>. (Qm~t' ul­ timo \'OW fu lllll'\l'<>vnto n mn~glor~tn7~'l, avendo nrtnto rontro qnni:i tutti i Ulembrl della Fe<ferazi6tll' ita lillll;l j)l't>>'~nti l.

XVIII [onareslo della Sotietà Italiana di dermatologia e sifiloarafia ROMA - Dicembre J'12J

R elazione del dott. Raffaele Palmierl, t~ nent e colonnello llleclico Quc,-tl> Congt'(>>':i'O è sl:.ttto di grnnde imi\Ol'bJJl)'.:l, oltre che rr11>r le numet'O~<' ed imn<>t1:.ìlntl c-omunit·nz,ioni (olt.J'e ~()) di ,oo(•i lii>I ~H't?n<-'nti 11 tutt<e [(' ~uo le itnlìanc <li <lerma tolo2:ia e <11 ,,_,jfiJogra fi:1. sopra tut.!'o l'Il' l' il telnn !!eucrJ~Ic 1-Jgnn nla ntR bt té'Nit'lia r'ri?C<lc~ abor tivA delln stt!Ude : ne I'UI'ono (•Ort•PIIltLll'i vitlentissimi i prof('.<r sori M n rtiuotti •li Bologna e ~libe-lli d.l Fh-eu7.e. Sull t> 1-elazioui si lt[lrl u11a ·iutere,"s.:1utc, t>l<.'llll'it:>nte di;.:cll;;!;ionc n cui J)urteelp:N·ouo quasi tutti l t'O!ll!rf'-'~lj:;f\. portando d:1~uno il pr<>JWlo contributo <li e.speri<'O~'At. I rlsu l tntl òi tale n otevoli>:slmo dibattito, In c u il ·>"i vn lu t.at'OO<J e di· (l l T..a reinzione <è >:tnt•t integralmenoo pubull<.'llta nel fnsc. XI del Giorna.te <li medioi?l{b m UUm·e, 19:21.


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COSCRt;;;,:o DELL.\ SOC!ET.~ lTALHì.'OA Dl DER~ATOLOOlA E: SlFHA>Gil.\FlA

~'<cus.-:,Pro

diver;oe t<>mlt>uz<', po.,.:l'i nmo rins.-<umerU nei l>"e&,'1tenti puuti, che furono CÙl Un totali tù dei congrE'sSi~tl. ] 0 ) Allo stnto delle nrtuali cono:'l<'f!I17.e, non .pos;:;iumo nffel.llu~tre <.'On :sicrure:r.7.:t la f>O~bi!ità della guarigl~ne <lel111 ~1.:1ilide con una breve cura, per qTUJ$ in-

a.CI.~it I.Jt ti

ten.-;h·n; 2") Dohhiamo perlìlnto ri~e-tt:n~. se udoJ)(>rnta ln quE':.:to sen~ J'es:pres.sione di cura aiHll'lirn <f(lllh :<ilìlicie, uw parhn~ piuttosto <li c11ra pt't'cocf', cura che ùeve e~l't' di c•c')llveni<'nte dur:ttn; :~" J Oc·corrt> me ~"t'ere i n J!U:ndia il pubbli<'O c·ont ro 1e fn lSE' H~~lcurazionl di <.'iArl<ttaul e mj,"tiJic';HQI·J· ò1 flllltt·iyfone 1·a.piclrt clelia !lifll.itle per 1 runmi chci posoouo conseguirne ~t,ecie ('o l lll>ltrimonio. 1Vi ~no di quelli tl!e Hrrinmo a JWomet.tet-e lu gu:t.ri~ione <)()po una s:ola Iniezione e ad accon~ntlre al matr!.Juolti<> <lopo .,;oli tr.entn o ses:;a ut.n ,ll'iortù). 4"1 Pt·ima <li lnl~inre la <:ltrn {)C(:OJ't·e ll C'(.'errare beO(• In. òiaJ<Uosi ·cob tut.tl 1 mezzi di '~mutg1m~. La fallate s 1*'m n ?.Il dJ fare a bm·tlre 'il m n le non <leve IH'\:'Ci· pitat·e diagnosi non bc•ne :lL'<." ertnt.e. u•)A diuguosi bene a~icnrntil, il m e todo di eum pii) rnzlonnJe, ne<1c'tto nd unauilnìtà ~ qtwllo d l in h i an· 1111 bilo l(' t empiJt n rsellvilf'tlzuHca-mercurinle 1}1'0traeuàout 71d I<'IIIJIO 1W('f',q.~ario . J..a c ura preCIX.-e Mt.f•nua !'e no n aboli~-e le manifeSI azioni ~OIHln r!e. dw !'Ono ttuelle che princ i palm('ntk prnt):•:::1 11o il <.-ont111.:i o, e riesce C'Osi, tttlxe ('bt> dì ~:1o"arueut{) aU'inilividuo. unc·hl.l di ~r:lllde vantaggio tK'r· kt profiln~~ SOC'laie. lì" ) Lu dltrllt.a dl'll:l curn :sc.>elta e la do!Oe dt>l pr(>pnmto medica mentoso da adoperare non pn•:. ~~>l>le;• r-e og~c·tr.o di t>re!:K:rizloni toori<'he, rw1 1lO\'rÌI . Cti.WI 11e t· ca..~o. es5.'ere ntlutata 1l:tl rueù:ico t-~->1X"rto, >'E'oondo le con<li,.ioni generali deiJ'judJvjduo, la Ulller:tuZll :1 tutti gli altri eYen t ual.i futtori. :\ rgouw u to d l .nnimntH rJI :«:u;;.;.ioue fu b1 tln e><tìoue ;;.e- la !'Ji~ili<le a Pfl<>nil ilill~nto­ ;;ticat:l <lehba e»"!'<'l't" aggt'(·ùìtn P*-.'IU>'intm(.l<lltc rou ]lrcpa r•l ti trr·:-cnobetl7-Qlici o L'OD mct'<"'ll l'IHii . Al<.•ul1Ì e.~11ru<:1'ero l'opini•m~· che il HOll Ii<'orrere ~"Uhito ngl'i aroonobenmll sia un <le lltto (P i<'(·n ~~li d,i •rorinoJ , pokùè !l ·U1ercu rio H!!i~ più lenta. nlwu t.f' e fil Rpurire riù taJ'(lì l E> nulnLf~:<tl'l?.i•Jltl: hl m• t~i<>t'llll~l pc>rò Ila tcm{)Ct<lto opinioni co~i E--<:tr·~mLste, e molti ;;l sono mostrati fnutm·i ciel merMn io, rl w uend.olo dJ efff'tto più I'(ÌL'U I'O e meno fl'.'l'ic~llO::;() : un :sktema di C'111':1. m i »~ a 11 r,:enobeuwllco ru<•r<;u riule ha itt<'Ont rnt.> H faYore genemle. Un'nltra que.<;tlo.nc mo!t() <liba t.t11ta fu qu••lla delle rf•inJr·~itmi tuet-iclt c. Se in tutti i casi cioè s i po~sa t'l$JJ·tare J'<'ahn e nte dì 1'<'infe::i•IIU' o non pi>Utrosto d1 Nllf/(Tìuf•·z1onc c l'C In l'Ci llf(•:r;lone, tx•nc ll iX'f'l't.a l~t. l)OS.''a e,.;.:«.•n: un ru1ter1o slC'Ilro IX'r arguire la gunrigione ll!!ila Pl'Ct't'<lcute !<.lfiii de. Il prof. Duerey è contrario all'opinìoo<• elle la reillfezione .,.,lfiUtica s ta ind.izio s iCUI'O <li ~ou·rl~ione di una pre(\€'(]4'J1t€> lnfez lon~, e ricorllll H ~so da hù .pubbli<·:tto nnui o r sono di un indlvìduo, <.1H~, pur avendo In ntt.o lc•!::ioni terziarie d .i sifùiol~, L'Oittrul':..'-'C un nuovo sitlloma lnitr.ia te lndlscutibilmente ncc<•rtn to c~m tutti l mezz'l <ll ln<l:tl!ine. Ciò è naturale. qnaudo >"l pensi che nel la l:'itì Ude tcrt.ia rin, S('('Ondo lt' vedute •li molti cllulct m<lderni, 1~1 pre.wnza d e l trepOllf'lna )IHIUdo, flD?.ichè ~l'e j!CllCI"l.illm:n to in tutto 1'<>1'/!IM.tism.o, come ne l ~'riodo se<-<mdarlo t> hn-,'<.~ loc:1 Ur.7.:1to in detE'r llliWJtt• ?Aue clrco;;cr!tte e viene quindi n <.'e>:~."<1•rt' lo staoo cl'llmmmWl 111'/!ll orpllli iu <'Ili <~!'JSO u•m sl trowt1. Negu ndo~ la reinfezione !':itllit.i<'n, ,·iene a ca<lN<' uno <l<•gll urgomenti [ti Cl Importanti per dl!'ltinguere lo I."W to di g11nri.~nnc •l:tllo l'i'>l to di l nteuro deLle 1ni~r.ioul. Fra .le com~l'!Jlcazlonl di<\·eni'l', di <.'Ui SJkllll<' ~ono rli parti (~ llu l'(> lnten•s:-'(·. 110rercmo quelle del prod'. Tmffi dii Pavin S1ù1'u;r,iun1• eli al('unl Jlr epnntt.i <li hi>;m nto n <"lla &Lfili<le. F.gll rifer lf.'Ce di avere ottenuti huonl Ti ~'ll l tati eon i•l lart..'lro bìsmu· t:at<> dl ~lo (conosciuto <.-ol nome di /rf'!JOI) in •stJI~tzioJH~. oftli)!'>:t, cou~<isteute in una ra picln l'compa rsa delle manifel"Ulzioni contagiose. Tra g:ll lnc:r•nvE>ni('Utl d el nuovo t·ime<lio ~><i .sar l'bhl> nomt:c1 lltul l'lJ~'C:InlC> formll di Rt;flmat.irc limitnt8 agU , o rli ~~·u~h·:tli, ln quu le J)('l'l) Jl()IL imJ'l('<li~ Il 1H'O>'C1,'1llmento della C'\JI'il.


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RIVISTA DELLA STAMPA MEDiéA ITALIANA ESTRANIERA La. molaria eli 1'riuit aptjZi (f'•JY!Iia) r l'importa.u~a rffyU awimali domestici t~ella di/('sn rmtimalrrrica. tL'igielte moderna. nn. 7, S, 9, 1921). Ln grave epidemia dl ·malnrla che intieri in Trinitapoli ncl1915-lll è un chiaro esempio di quanto po.-;s<mo t•ssere dunnose le ca...-e dl pr~tlto, ecl è una pro...-a evi-

D. FALU:Ilo:-.r. -

dente d(>IJn n~(.'e!"Sità elle l utvoril d'i bonifica dn vlcblanz..<~ dl C('Utri abitntl s iano <.'Ondottl <.-on "'l~ìall ca uti'le igì~·ttlche, a cLLi debbono ~ubordlna!.':'l le eslgeli.Zie te<:nlche. L'A., l..ncariC'Jto <lc•ll(l mutUo <lell'epi<lem:ia mnluricn da cui 1'u oolr.ita. 'l'rlnl· tstpo1lll(•l dett<J bienttio. il~ UDII importante relnr.ioue dlimo1:'trR. che Jl risanan1ento dm-evole delle tel'l'<! ;rnalnriche. più che con le Iwtrolir.r.a:t.ion1, s1. può ottenel'~· ;;olo cou la bonifica !<lraulic~t a~"'ClatH :1lln bonifica agraria, la quale. ::n-endo intet~"""e a conservare et! a rolllplctare le opere 1draulic.:hc. ut il.izza e d1sc1J)lina le acque non eomprese neUa l.l4) nilicll , tenùe n riparnre l~> mancaur~ <leliH l~·~ge n e-i rimwrdi delle .opere di piccola bonitìe<t e wpra t.ul.lo Cl'Cl\ un'efiicat-e dilft-Nt contro la nullarla a mezzo dt>~li animnll doow:o:t.icL Qu<'~ti. oome a\·e va ,::iit n<'t'l~t·I:Jtt.o. ib HonservJzl fin dnl 1!)03. ttltimno, ttliuu: ntano le Hllof<>line e co,;i prot.<>ggono l'uomo dnlle loro punture, co:;titucndo il ff;tture priuci))nle ùell'anofel~mo senza maùu·la.

G. M. lfA~>IANI. - Hic- rc11c ballf' ''itJloyir-llf' .•uJifl OO IIflrena gaiJ~tO$a. (Bollettino delJ'lstltuto si~roterapico mllanelre, 11. 3, 1921). L'A. ha -sott.oJ)().<:to :t ;:tutl•io bat!('.riolo,.ko 3.J <'H>;i <lì can!O'ena gu~. rnccoltJ negli osre<WU d:a <·ampo della 111 .\t·matn, n<>! <tuall l'lufezione nn~nt Jlvnto inilzio nei ~"Utl lesi di f~' t'He dn :u·m11 tlH fuo<:o >l<>gld. urti . ed tut cvn~'+bttato che .In flora mlerobka è varJa e <·clfup iP"~>:l e <:lw 11i djt1\ •renti r·et~tti bilt' tel'iologicl non corri· !q)Ondono J'l\rtJe<)lnri quadri dinicl nd nnfltou~id. Costante è ili'eJlel'tO di ;,"E:I!Ulfl <tJ;aerobì eh~ sl P<l-"iiOUO dl~tingm> rp lu tre J<l'liPili: 1 ° ;rruppo d~J bac:illì hulirri<'l jn:nwoili c~m una sol.n 't'flCCie: b. perfrin~t>ns: 2'> ~rupi)() dei badili bu!irri'<'i mobili, di t'lti l'A. ba t·icotwscluto <hH! specie J)(l(oge,ne (b. deJJ 'edema tu n li)!no di ()oh n e &tcll>S, e b. dell 'edema m:1 Li~uo di ~ovy) e due non patogene (b. fall.l.lx di \Vejnberg e St•f.!ttln, e b. tertius di Flenry): 3° gru.pJ)() del bacilli putrltìca•nti con du~ sped"' tt camtteri bt>n pr('<.:i~tti: (b. "PO· rogenes di Metchnlkolf e b. 1mtl·iftt'lt~< di Bleust~X'k) . Il b . perft<ing~~<. H b. di Gohu e Sachs, 11 b. di :\ovy :<d rmnmg-ono lsolatn o a~iJlti In quasi tutti l (.'fisi di c·an~reoa g"l:l "-'-'<1"<1 e <kbbono <'~<$C're <'OlL<;lflerati gli agenti essenziJlli dell'infezione. percbè cia-S<·uno <11 e!<s1 produ<.-e ne~ll nni.mnH lnfe7-iotù morta1'i e !~ioni loenli oon ~emn. n ecrosl e gas. DE PAoU. - ~ e rnie dn causa tU S<!rv:iv.lo dei mltit.:.m·J e le ernie-in!ort11ni.o. A t'eh i t'io l talicmo d l 071 i ru I'{Jia, YOI. I\', fn:;c. 4, 1!.121.

Quale chirurgo deii'O~<pNiale rollit.'tre d i ri:;cT'Yil fii Sampierd.:U1'Wl, l 'A. ha an1to occa»ione di os...~rvstre 39 <'!I.<S'J. di ernia lngulrutle da presunta causa dl ~r­ vi'lio, dL cui 5 lap.·uo<X•Ii, S ern ie iugninnli <lirctt.e e ::!ti obl.iQIU' esterne. Ri.ltl"-', mta la Iettcrntw'll e l'oplnìone dei vari autori lnto.r no all'ernia tra~tmutlca, l'A. il lustra la formJHzlon~ t.atillvu dell'ornin i•nguinnle In ~guito a s!orzo e 1<1 dDtt.rina delln r-essi do co~mzion.e improvv:L.«a dei museo li n d domina ti nello s:torm stel'<so, cont erm.at4t dalle <..'OJV)S(.'t'uze di nnntomi11 delu1 regione 1nguinale ed in Ispecle d~lln sua parte pretouda. Espo!.'ti 1 r1sult:tt! d~>ll?esperleru:a snl Cl!dnve:oe per studiare n meccnnl«rno della )lrodu.-.iuue ùell'ern iu Juguiuule artlflelale ~ 1a slnt.omato!ogta e <iklgno.<ll dell'enùo. da sforr,o 1n 'l'apporto nlln med1cloa le;;:ale militare. t rnttn m.tcce;.siwt· mE'Ilte deb problema d1 una -po~D)ile coerci'Lione ~lna cura rod1c.ale dell'e rni a nel m ilitari e della dlfficoltù n I1Conoscere un 'ernin proveniente da cnuSll tli ~rvlzlo.


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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIA X A E STll.\.'(IERA

lntinc !a al cu•ue J•l'OJloste d1 prov,·e<Umoenti trnnsitoi'i che si possono ritlssUlllere ool fanol'lre coj JtW?:?:I più e fficac i. all'infuori di o;;lli t-oerclzioTllt' diretta. l'a<X-ettaz.ione Yolon t\t,rut d<'ll'<)l)('ra;done rndlcnle. e nella popolariz~w..i.one ili>ll'idea che 11 sottopoi-rH! C<HTi!\p<Htde 1HI nn <lnve.re 00<.-ka le e lld un :-eale interes.<;;e ~ll'lndividuo: pei milltaa·i .~l do\TC'bl>e lnoltrc .UC<!OJ:(ùtre un'i•odeUlliti\ specinle •J.II:"r l'operazione, nuche S<1tto f()rma ù i a..<;st>~no pPr JiCI.'Jl7Al <li convn k"'>>el1Za, che dov.r;.>bbe e"5er e ma.g~iOt'<', !'t' r<)J>t•r:tzi oue rllc YaJ>-se lesioni che <li.wostriuo trattal\511 di ernia t.rnumatka da ~rv!zio. ROLil ~ llL -

l::ìulla pei'C(tZionc dei colori <lopo ln fatlca In a l ta montagna. !Wle 1/ella R ..4ccadcmia <li .M e!lidt/.4 d ·i. To·r ino, 11. 11-6, 1921.

GiQr-

Da lnteressnnti ric*rche fatte d~t lL'A. ali' I ~titn to c< Angelo )1os.<:Q l> al Col di'OlE:'n, s\t sette l.'ùlleglli, sia allo ·s tato dl I'Ì!JlH"O <:h e dopo mn rcie iu alta montagu~t t- su ghlnec·l<ti. d(•lla dut1!t:l vari.:.1n1e da 4 .n U ore. è e:n1~1·sa evJdente la conN!atazlone che dale !'.Uf~PTiicJ colo·mte, percepHe in contli7..iOJ.ti normali, non rle:<'OJlll più suffic·i~tttl 11 <IE't(:'J'Ill in n re u~nw le pcrt't'Zionc dopo la f:1 tica; e quanto più aecentnnto è l'esnurlrncnto. t.'lnto mnggiore è l a snpelii<.:ie colorata Ili.-<:L'-"~·u·J1l a pro,·ocure t'e:«1ttl.l ].>erc~r.ione del colore. JAJ fatica si ~plica però iu modo variantt.• •'llllla ,.i,.ibillt;'t dei nll'i colori: infhtenr.:t mnggiormcnt.e la prn·<>zioue del giallo. <.:he po:»>iede il ~llllJJO Y L~i,·o più ampi~); rneno, in ~a la ri;:peltivnmente decre,.:cente, la PE:'tX'e~.ioue del bleu. <]('l ' ' iol<'tto, del ros:;o; :t><><lti ~Hsamenl e !{t peroo--tJonc del verde. ìl <."'.ti eamr'o vi,ivo è eU t utti i 0plorl il più rb•ti"'I'to. Ciò è probnbilmente dovuto nlla dh·cr~'l l uminol:lità del c'olorl stessi. iu whtzlooo allo st.at.o d~gli eleuwutl recettorl rctlnirj, va.r !runeute ln:ftuenw tl dalla fatica. ~latlstic:\

de)!li ln \·aJlcli di guerra (Bureau Jnterna/ii)!IILI t111 lt'ar·ail, Gffiève. n. 2, 19:Ll). L 'UIIiciu int«:-ntiluiuuale del lavoro i n Oint'n:l . bal"a nll<).qi sulle prinw :-.1atbstlclte racrolte, hn pubblicato un quadro flPi mutll:1ti llJIIijtrtPJ)(>Ut\ n 12 XazJonl be'IJ;Igerauti con un totnle di 5 .921.0!11) m utiliit!. C"()Sl sttildi\·i<S'l: Fmncm 1.&1~1.000; Germania HOII.()(IO : Tm;llllterra J .l 7ìt .000: Tt..alla :li O.UOO; Po1on1a 32o.vnn; ~ta t i Uniti :!.Jil.OOU; 1 \e<'O ~Jova<~lt i :t J ; :;.unu; A n ~t rl:t Hi·I.OOU; .Jugoslavia l GUIOO; C'a nndà 88.000; Rumenl.i t 1> 1.\100; B elgio .Jfi.<JOO. s<·I·!I~ I~.

(,C ,·a·ri<IZiOIIi r/r.l fJI'.Wl l/t'i t'll'/'i, Or(J(11JÌ iu fllt't Zcit~·bt·ift fti r Pathol o~rie, b. 2;5, l!l2l).

\YI::IIF:R . -

l"ltJlpOI'tO

allct !J!LCT'r a.• (Fran.k-

In ba-'1E' a 12.3i rcp;.>rti nt-cros<·opiei l'A. ha toJtstatato che le medie d'(>l pe.so dei Yari orgttni ummti ltnllno :subito nel JX'riodo !)()SI; bellico una riduzione ilo confronto n l <periodo J)rirna dE> Ila g\Wrra: c-osi ~JC!r il fe~rnto si è ().<;!'1<.'>-rnto uua <liffe ren:r-a med'ia ln meuo ili 80 grawrul c per la milza una d i fferell7Al di 12 grammi. M . J.. EOOux. -

l posti •li m eclicazione (Arcbives de ;'!fédooine N de Pllu rmoeie miUtnit'('.S, T. LXXV, n. 3, 1921).

L'A. studia l'orgnniz?.azione dei posti di medicazione durnnle la ~nt erra di t M C<i'.ll. U n po;;to -dii. me<lieo:r.ioue <lonit ri:<:pondN<' ai l<t'trucuti l"CIJUis"it.i : Jo Jlel'metter'€j di ~'UJI'I{> d<•ll<' m~licazioni IHlatte : 2<> f'!-'F'PI"C sullici;.>ntemeute protc>tto e Ya.~o per mettere l feriti a l sicur o; So trovar~i rl'>tu ll..'l via nom1nle dl t-')!'oml>ero : 4° a vere delle vie d i acce.--.'><> e degli ir.tgTe.~sl ~nza pell(lenzet o ron d<' Ile ])('nden7.e assai dolci. Vn po!:lto di mcdtieaziont- non può es.."l('re u guale ad un ricoY<'t'Q ('{)UJUUC da trum~t. Il ntotl<)llO idrole è il ~gu~ute: un 'Jocn le JJ>CI' i l mediro. un Ioco le per gli infermieri (la servire anche da Mla per la visita mcdk'!t glornnHe.ra, un locale ri S<·n·a!o e!«:lu:>ivament.e per le me<liea~on i, n on dovt•ndo f)U("SI·e in_ nessun caso <':-,'»ere t•;.>(>guite 1n una sa la <'omulle. Il l<>Clt~e 1ltnf.~iorc dev'essere a lto 2 metri, largo 2.10 e "lunl!'o 4 metni. Gl'in~res!<i al JJOSto dl lll<'ùìcazione &U-anuo a lllleno in uum t~ro d i ~lue, della la r~bl:"t.W. eli un unetro. L'A. iusist(' sulln u~ssit:'t che g li 11ffic:in ll medici si11no rompet<~ntl in matNi:t ~li roS~truzionJ e dl lavori dn mi_uatori, in modo dn pote1·e f'·"~r~ tli ;.ruida a i ll{)l't:lf<-ritl ed ~~~li infermieri, non potendo c:ontaJ'e :wmpre s ull'aiuto del Genio.


JUVISTA DEI.LA ' STAlU'A MEDICA 1'1'.\ ll\NA t: STitANlE:RA

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)f. Bnwr - n pC1'8f)fla1e ed il matc1'iale del posto tl·i meclirodm~ reggim~;ntale (Archives <le M~ecine e.I. de Pharmucle mlllt.aires, 'I'. T....-xxv, n. 3, 1921.). L'A. rl.ferlsce l'm ll'iruptanto di \llJ po!'.to d:i mediC<Jziont' ret::girueotuk dur~mte 1.n guerra di movJmento e lt- diffi<'Olu) ri-scontrate )lE'r ·ìmprovvlxore, in unn zona povera di mez-~i di .riJlUN, un J)()'l;to ehe possa permettere l'opcru tlt>l ruè<lico a-eggimentale. Al principio della guen·a egld ideò le fos."e òll. medlcnzlon.:•, l:lf>rveudo;:i dell'ope-ra òi porta -~rlti stR"l'1'atm1, fale~naml e fabbl1. mmùti di ut~ms1li diversi, oospesi d urante la marcia alla vt>ttura-ambublnY.a. D etti po....i i ,'lOttert'llnel comprendevano: un ricovero d'a spetto per l k riti: quattro fos>o>e <l~l. med:lcm~Jone ( una per bllttaglione); delle t rincee per g'inferruieri e porta feriti : il tutto protetto d.uUa terra tolta dalle fos.o::e e da lamiere o tende per il r i)>lltO dnlln pioggia. t'ila !i!C'\lna rossa misurava 3 metti di lunghezw., 2.50 di lurl!lHlZVA'l e 2 di profondità . In una .!OeCOUd.a PArte l'A. d~rive un tipo dl!l vett.u rlHHmadlo «a bll>i(.'tll(~ ''• in sostituzione della vettu ra a.rubnlanw. regolamentare. L'l caf-.~1 della vet.tm·11 è un armadio n d ue spoi-telll, iu po:;Jzione o'rizzont~1le dunmte la maJ•ci:a e verticale al mOlllento d€'ll'ul<O . .1<~:-.so può ~1nche togliersi dall.n v€'ttum e<l è suòdivi~ In scompartimenti per medicatura,. per !eri'!. chbrurglct, per medicinali ed uno C:IC'OIDpartl.mento per r L-;erva <t'acqua. ecc. Un mig'l'lo t·nmt>nto re<:ente utlli:r.7.1l 1l OOTII!rtone <lellH vetn1m come riparo, disteso al di1;0pra t'OD l'aiuto di due pnlt:"tti.

w. n. Lt:rsRMMO>. -- L'injezi01le tifoidea nc!l Oorpo di 8J)('(li.:ione bt'itanni('o dtl nmte la 111:erm IIIOiltlirtlr. -

Jo/11'111!/

ot '1'/w Royal Army Jl cdical Oorps,

T. XXX, u. l .

L'A., qunle batteriologo e direttore del lubol·atori dE'l C'orpo di sr)('(lìv.Jone britllnnico du!'l.ll1te la <·illllflllgJW d:! guerra 1914-lS. r iportn lnte res:<O.nti (\:tti $1'n tlstlcl .suJht vnt'cimlz.ione antitlflca I1rn.t1cl\ta nelle tmp)Je inglesi. Per l 'nm1o 1{115, !>U mm forut me<l i:\ appro.sslwnt.ivn dl (i·W,OOO uomini, .;:! tmò ru loolnre che !'lùltanto il8,5BO non furono sottoposti a vncclrut~ion.e- antltifica. Nel 004,420 v accluati ~;l 1UJa.nlfestarono 570 casi di tifo con i~4 de<-e~ (ruortnli·til 0,94 per <.:~nto). mentre nel non '·accinntl si ebbero 295 w.si eon 89 d~"Sl (mort. 7.64 J>.cr ct>nto). Il il'llpp<>rto (.]:eJI.n IUOl'Ù(l,'<l tA fm vuccinnti e 11on VìWCiuati rl$Uita quindi di l a 8,1, quello della morbld.ltà di l a 41. l. E' iluteressauto~ rilemre qu{">'ti nit';ultati in confronto nU'Noerclto france..o::e ~~ frontf' oc'Ciòentale. nel I'JUI\le durante 1 primi 16 m esi d i guerm •'li! verificarono 95809 ca~L di tjfo oou 116!10 morti (d.nl 1• novembre 1914 :11 21 ottobre 1915: mortalità 3,80 per mille; dal l• novem bre 1915 a l 31 ottobre 19111 : mOTt.n lltà 0,24 per mllle). P er l'anno l!ll6 s i ebbero nei v~H'clnatl il!!) casi <.U tifo con 1-1 mOlti. (1,89 per oonto), nel n on V{lcc1nati ·12 casi co-n l.l <lt>cei'.'>i (7,14 per <X>nto1. Pe r il )....-aratlfo A. nei pduti 328 cn:-1 eon -t morti (1,18 per rento), nel ~<econdi, 173 ca.~ con 3 mO'l'til (1.73 per eento), per il parntlfo IJ neit vac'Cinnt l r)l'h'l ca:J::I. oou 8 morti (0.56 per cento) , nel non vaccinati 560 ool'd c'On 7 dc<·~! (1.2;; per C'E'nt.o) . I C'fl~il in cui• vi era d~'(l()rdall7..1\ <11 ~rium7Jo tra Il clinico e 11 blltt.erlologo sono ~ti dall'A. mccolti nel « ATUPflO òi nfff'7Jon1 intt>stiMl:i»: n~ ' 'Rccin.'ltl ' si ebbero ~f'.S casi e nel non \':Jcdnn.tl G. scn7.1l d(•<.·N1Si. Pt> J' l'nono 1917 IJeJ· il tllfo !'i verUl<:>nrono nel vac>f'iuat:t 217 Cl.ll'd <'OD 11 morti (5.00 tt161' «<:nto), nei non vaC'Cl nMJ -12 ~m 4 <le<.-eRSl (9.52 per cento). l'et· il pam- . Wo d. nei vaednati $ ebbero H!l cn~i c•m un mnrto (0.117 .p er cento), nei nou '\'aeciM U 41 casi ron 1m ò:e~sso (2..1:! per <X>nto). 1'~1· il '[llln.lt.i.fo lJ n~l primi l-'l m:ml!esta rono 3C',(I èi!S'l eon 2 morti (0.5-1 ilt'r c-ento), ne i ,<>eeondi 151 N>n 2 df'CC'~i (1 .32 ))<>t' e<>nto) : fiM!JnPUte per Il ~t·uppo <IJE>Ile nf'ft'Zioni J,n tc!'tinnli fnJ·ono ò.,nuncia tl 291 cnsi nel vll.cclnatl con 2 morti (0,68 per c-e-nto), n el non vilC'l'lnnti lS C'llsi con l morto (5.r~) per cento). GAu oucHEAU. t~iUtire,

Nèlovn pomata antivenerea. -

llevtw d'Hyrtiéllc et rle Policr .~a~

n. 10, 1!121.

Lll pomata protilattlcn antJvener<>n propostll da ll'A. è <~o;:l compost~! : eiimm-o d! mert'llrio gr. 0,075 ; timolo gr . l ,750 ; calamelauo gr. 25; lonoliTUI gll·. 'iO; vnllf'l!na gr. · Zt.17!1. 8 Oiorf!>ale di medicina militare. -

Fe.sa. U.


106

Rl\' lSTA Dt:LI.A STAMPA JI!EDICA ITALIANA E STRANIEilA

L'un~ento è l'OnserYnto lu un tubetoo de1la capacità di 2 gr. eò è applicato nella fossa nav.icolarE-. L'A. hn <llmo$tl'l\to wn ~pllct mer.zl di laboraoorio l'a?.ione ba.tttet·icìd'a di ' q\l<':<tn porua tn, .sia nei rlgum-di del gouoco<'w che dello .apirocheta -e dello statUococco piogeuo aureo.

Em.r.Rs. - Proces-.<:0 mpldo nella cura della scabbia. f. 2. 1!121.

Bnt::ceUes Mé<lica-1·, n. 2.

1/A. prenar.a, me...:eol1m<fo a freddo, gr. 375 di una solu?.lone di pentasolfm'Q di pota.B!<lo oou·gr.2'25 di lonollna e 220 di vaselin.tl. e vi unisce gr. 20 <li ISOIJluto di Ziuco f3ciokto in -to g1·. tli una soluzione di Jdrato di &Qdln al 20 per cento; Slggtunge infine 5 gr. di• henv-aldeide c parnfliuu lìqui.da, sino ad ottenere 1000 gr. di un~rtwnto, che viene .SJ~llmato suU~1 cute con un largo penuello: dopo -18 ore si SOtLOJ)Olle i] Jlll?.leule Hl SO'Iito bagno COn frlz"iOO('.

•

HESDEuso;; -

I.n (1eme.t~;;a tn·ecoce it~ rapporto al/et orande Ullfli'J'a.. (Rev.iew

of !\~u rology aud Psyehiut1·y, Vol. XVI, l!l21). L'A. .b.a cousbtl:>tto un seuffiblle aumento della ùt>menut precoce, durante l'ultl•ua guerr-a, m>lle sue •UJ<>lleplici manif~'lt!lzionl: 11 67 % rnoesentava uno stato a1luclua.torio pnranoide, Il 14% era costituito da ebefren1ci, 1'11 % <In a1.taoon.ici. Il 7% avevu fOI'DJe 'i.nclassifìcabill. '..ll.\1.li ;ps:icosl di 1;,'11-aJTa son'\l più facilmente curabill delle nltrc. l'lpe<!ialmente se e:siste 1.mo stato ulluc!naf:o.rlo .p anmoide ed l fattori e:dolog.ieL ·son.o 1denti<1 a quelli dèl tempo di pnce. non provocandlo ln gue~-ra che· !'es(l)losioue d«> i S'intoml. [/A. · raccom~Uitl~ <li tfl!l.Cr conto del Pl'OOI>· d<>ntJ mor·oo"l prima dell'SlrruolamE"lloo e ('U iniziare unii cura d)l'C(.'OCe, la quaw oo.rù wnto più efficace, qua.nto più tenl·J~Sti>ll. /JT

mortalità

11dl' 1>-~~>rcHfo f1(T111(Piico tlt/.raflf'' lu

guerra europea. C\fllitiin:-

Woeh('Jlblatt, 17 septeml)('r 1921). Da una recente !:lt..•ttlsti.Ca del moìl·ti e feriti nell'ESI."rclto getwani(·v d11rnnte In guer.ru europea riportiamo l .~enti dati: Pei feriti: 96207 ufficiali d<>ll'l!:seTclto opernn:te; 2200 •u!ficiali medici, di. cu1160S in Prussia, 25S in Ba~m. 222 in Sus~nla, 100 D('l Wurte;m·berg e 12 fra le tru.ppe di ()rotez1011e; 158 ufficiali ,·ctA.>rinarl: ~.148.075. uou1 ini di truppa; 503 funzi<>Wirl civili n<lrl~ttl: COllllJ>Iessh·atnente i .lll\r!ti fur'ono 4.24i.H3. Per l morti l'li hanno le seguenti C'if\J·e: 1lffit1n Il dei rC'parti combattenti 53.323; ufllclnll uwclict 1C.i5; ufficiali 'l"etA"rln::ui. 183; uomini <ll tnJ,ppn 1.751.809; fun?JiOTII:1J'i civili 1.555: 00n 1u1 totale dli. 1.8US.5-l5. Le perdite to()mple.<;t;h"e fJ'll morti e feriti ~r g lt ufficiali medici furono qulql<U di 3875· qtu>ll~.> per tut!;() .I'Eìs<'l-cito gel"'ID.lnh.'o

di fi.O-r)!l.('~<).<;_

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G. R. LIFOR.\ . - N110 m ~i11l011Ìa Il(>!/,(~ clia!nw.~i dn11a mruiiiiJit(' C'('rrbro.spiflale. (RcYue de :\lé<leclne. n. !l, J n2J ). Il nuo,ro slntomtl ::.egn.nlato d n 11'/L con!>lste nel fntU1 <:'h t> nn.feJ1.n o si ~1 e -si J.!:l'n ttla ll nuoo c•on tale hJsistenz."1 rl:~ farlo sp;c..•1;so S:luguln;ll't>: l'ìro,poJ·tnnza di detto SPgno consistere bbe nel .ULUI!life.<rt"m'i'<i QMlche giorno J~ri;run del quadro clinico ~~ r~1 tteJ'Lqtioo <lel·l a llllen lnJrl te E- ;::u·<>hbc doV1J tn nd h-ri 0-tl'..ione '<lei tl'i)!:emluo. <!n1ts:ata dall'inlìnalUUl.tzlone d'elùl menir~<> bnJ';iJu.re o del tronco del tr:igt'm!no -'l~'ii:"'. thlLF.NEfUTII e Hi\ll,ER. -

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(Zci t:;,x::.llrift fi.lr TutxeJ·kuJose, n. tl4, 19.21). Gli AA. hn nno <.'OUStll ta to che lo sputo tubercolare t.l-attn.oo <'OD In ll~v.i.'l di soda viene 'fncilmeute dLsin!ct.tato dal d('rivnti fenoliC'i: la S()Ùll rombinnnd!osl rou Ja r.111r·'na e cvn le pr(ltt-inc. le gonfia .e l~· :w!oglle. e coll'elllulsinoo di I!Tn<>s! cl~>rì­ vati dai ~euoociti rcndeo 11 i.>.'lctllo tulx>rcolare .pl~ :tcct'.:,>.o;ìbHe ull'nzlon.e del <l!sinfettnnte. &-<-on<lò _g-li> AA., il <:'re;:olo è il pl~ Jndicnto fril l fMloli })(.'lt la sterili?, ?..al?lo ne: e.<::.~-o ut'ChlN·l'bt)(' 11 bacillo in quntlo 01'('. Per evitm'(' un ~:-:."0 di alc:1U è opportuno me.<;eolure n par·tl 1\g"nnll la U~lò\'l..'l d'i ~a al 30 _% e il cresolo

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P llll I L L l BilO U 'OliO DA<L COQPO Slli i TARIO WlLIT&Re

CoRSO Domenico, da Nicotera (Catanzaro), capitano medico complemento 17 t"eggimento fanteria. /Il commuta::ione àelW. medaglia di. brouzo concessagli con decreto luogotener,zialc t6 agotto Ig!S: - Di propria iniziativa sotto il violento fuoco nemico, si recava ripetutamente fuori della linea di combattimento per portar; soccorso ai feriti. Venuto a conoscenza che nella posizione da poco conquistata mancavano l'acqua e le munizioni, raccoglie\·a i militari leggermente feriti e alla testa di essi recava il desiderat o conforto e le munizioni per infrangere ripetuti contrattacchi avver~ari. - Pod Korite, 19-23 agosto 1917. 221. D'ANSA Giuseppe, da Palenno, capitano medico Ss reggimento fanteria. In conmlutazioue àeLla medaglia d·L ln'on::o concessagli catl decreto Lucgotet1enziale 13 giugno 1918: - Durante un violento bombardaJilento nemico, impiantava di sua iniziativa un posto di 1ned.icazione in prossimità delhi prima linea, ed essendo st ato colpito in pieno due volte il posto stesso, vi continua,·a imperturbato l'opera sua, infondendo coraggio nei dipendenti, con la sua calma e ><erenilà. Monte Pasubio, 2 luglio 1916. :222. GoNZALI!S A ljredo, da Roma,. capitano medico 205 reggimento fanteria (M. M.). - I n commutazione della. medaglia di bronzo concessagli con R. decreto I 0 jeb· braio 1920: - Durante tre giorni e tre notti consecutive di operazioni guerresche, con una affluenza straordinaria di feriti, anche di altri reggimenti, e, seb· bene il posto di medicazione fosse intensamente battuto dalle artiglierie avversarie, che producevano nuove perdite, con perizia, calma e fermezza, continuava mtpa'{ido nelle proprie mansioni, ottenendo, col suo nobile esempio, la massima disciplina e cooperazione dai dipendenti, e infondendo la più completa · fiducia n ei numerosi feriti che attendevano l'opera sua. - S. M'arco di Gorizia, 13-15 maggio 1917. 220.

R. decreto rz agosto 1921.

:.23. BAI.DI Felice, da Cava dei Tirreni (Salerno), capitano medico 267 reggimento fanteria (M. M.). - 111 conttn~tazwne della medaglia ài brcm:w co11cessagl.i wn decreto luogotenenziale 22 dicembre 1918: - Trovandosi al posto di medicazione reggimentale in una dolina avanzata colpità da granate aHer58rie che provoca,·auo un violento incendio c lo scoppio di bombe ivi depositate, col suo contegno sereno imponeva la calma a tutti gli astanti. Sprezzante del pericolo, obbedendo solo all'alto sentimento del dovere, esponendo la propria vita a grave rischio, provvedeva al trasporto dei feriti in luogo più sicuro, ed accortosi poi che uno di essi era stato dimenticato, ritorna,·a arditailtcnte sul posto insieme con due portaferiti volbntari, c lo metteva in sah·o. - Dolina Pompon, 5 setternbre 1917. :2-24. B IANçnn Bartolomeo. da Castel Bolognese (Ravenna), sottotenente medico 9 reparto d 'assalto. - In commutazione delW. medaglia eU bronzo concessagli con Regio decreto 26 ottobre 1919: - Ufficiale medico d'un battaglione d'assalto, in IUl violentissimo combattimento vittorio50 che produsse per<lite gravissime, prestò la pietosa opera ~ua in modo esemplart:. Per essere a stretto contatto coi combattenti ed affinchè l'opera sua giungesse in ogni caso tempestiva, sotto il tiro di distruzione, non esitò ad impiantare il ~uo posto di medicazione allo scoperto e vicinissimo alla linea di fuoco, più vicino alla qua le lo spostò, quando venne colpito in pieno dall'artiglieria nemica, continuando imperterrito e sereno n ella fçrvida opera umanitaria. Mirabile esempio di coraggio, di fermezza, di sprezzo del pericolo e di alt·> spirito di abnegazione. - Monte Asolone, 24 giugno 1918. '225- RITo!\TI Cesare, d~ Gagliano del Capo (Lecce) , capitano medico 6 re)<gimcnto alpini. - Attratto dalle grida di militari travolti sotto le macerie <ti un ricoV<:ro sfond&to dall'vrtiglieria avversar ia, accorreva spontane:-.mente, primo fra tutti, a prestare l'opera sua, e, rimanendo esposto a un tiro micidiale, noncurante del ~:icolo, dirigeva le operazioni di sgombero, riuscendo a mettere in salvo i fen tl. Mirabile el'empio di alte virtù militari. - Dosso Alto Zurez (Val Lagarina), 19-22 maggio 1916. 226 . . GRECO G~u:eppe, capitano medico 72 reggimento fanteria. - . Ufficiale medico d1 IUl prestdto avanzato, dislocato fuori del campo trincerato di Valona, violentemente attaccato da sovercbianti forze d i ribelli al-banesi, durante nove ore di


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I' I:'R Il, I.IRRO n 'OliO 01!:[. C',ORI'O SANIURIO MILITARI

accanito e sanguinoso c:owbattimenro prestava ininterrottamente la sua preziosa opera ai feriti, sotto l'intenso e preciso fuoco della fucileria nemica, incurante · di ogni pericolo. Visto cadere, proditoriamente ucciso, il generale comandante del presidio il quale era uscito fuori da un ridotto, completamente accerchiato dal nemico, per parlamentare con questo, si precipitava fuori dal ridotto stesso per soccorrere il proprio comandante, incontrando gloriosa morte ue·l com pimento della sua nobile impresa. Esem{>io di elevat issimo sentimento del dovere e di alta abnegazione. - Valona (quota 115), s-6 giugno 1920. 227. Gtusr Gi01Ja1zni, da Bainville A:ux Iaules (Fnutcia). tenente medico 262 reggimento fanteria (M. l\1.). - ~fedico di battaglione, sotto violen tissimo bombardru.nento, di sua iniziativa si portò in pri.m a linea, ove, con zelo e !'erenità per più ore curò i ntunerosissimi feriti, nonostante il violento fuoco nemico che batt eva le vicinanze immediate del suo posto di medicazione. - Monte S. Gabriele, 3,q ~ettembre 1917. 228. SoLARI Cesare, da Panna, capitano medico t8 -reggimento bersaglieri (M. M.). - Jn commmtaziO'tr.e de/l~ medaglia d-i br011zo concessagli cor' decreto luogoten em:iale 13 ottob r e 1918 : - Quale dirigente il servizio sanitario di un reggimento bersaglieri, !'tabiliva il posto di medicazione reggimentale in u11a posizione molto avanzata, a~sicurando il pronto socco.rso dei feriti. Invasa qa gai lacrimogeni" la · galleria del posto di medicazione, si porta\·a all'aperto. ed iv i, sotto il violento fuoco dell'artiglieria avver :-aria, compiva una difficile operazione chirurgica, clle salvava da quasi sicura morte un bersagliere, gravemente ferito. Provvede \·a con fermezza a far rientrare nelle prime linee i feriti lie\·i, e, in un momento di estremo bisogno, organir.zava il trasporto del! 'acqua ai reparti in azione. Fu mirabile esempio di calma di ferm ezza e di coraggio sereno. - Ca·staguevizza, 19 agostO; quota 244, 22-23 agosto I9Ii. 229. VISCONTI Gi1~seppe, capitano medico 65 r eggimento fanteria. - In ardue e combattute po;;izioni teneva il posto di medicazione a pochi met-ri dalla trincea sotto il tiro dominante del nemico. Sebbene infierisse epidemia colerica e mancasse di mezzi profilattici, riusd colla sua ser ena attività a circoscrivere l'infezione. Succes!'ivamente, quando il nemico occupò le nostre pol'izioni, giunl<endo fin presso il posto di medtcazione, imperterrito continuò l'assistenza ai feriti , curandone il difficile sgombero, e riuniti inoltre alcuni sba.ndati, li pose a difesa del posto eli medicazione o\·e egli potè persistere nel suo alto mandato. - S. Maria di Tolmino, 17-18 marzo 1917.

MEDAGLIA DI BRONZO.

R. decreto 20 110vembrc 1920. 994· GHlìRARDr cav. Gastone, da Firenze, ma~giore medico complemento capo ufficio sanità i divisione. - Capo ufficio snnità divisionale, durante un'aspra azione proseguita ininterrottamente per !'ette giorni, dirige\·a sagacemen te e arditamente lo sgombero di nmn erosi feriti in condizioni oltremodo difficili . F. per meglio adempiere l'arduo compito. si recava attraver!'-0 zone intensamente soggette a1 fuoco di mitragliatrici nemiche per eseguire ricognizioni e dare di' persona disposizioni, mercè le quali ottenne poi il rapido trasporto di numerosissimi feriti giacenti nella zona di fuoco. - Conca di Alnuo-Fener, 24-30 ottobre 1918. 995· MAKCil'I A1tlmtlo, da Livorno, capitano medico 20 reggimento fanteria. - Direttore de l servizio ;.anitario di nn reggimento, sfidando con in trepidezza e~em­ p lare il pericolo, pre;::tò risolutamente l'opera propria sulla prima linea, sotto violento bombardamento nemico anche a ga~ noch·i, dai quali veniva egli stesso colpito, sl da dovere essere ricoverato d'urgenza in luogo di cuta, in gravi~sime condizioni. - Chavotme-Ai!'ne (Francin), 7 ottobre 1918. 9'1). NAC.~MÙ Mario, da Alba (Cuneo), tenente mediro complemento 7 reggimento alpini. - Addetto ad un battaglione adempi\·a in modo lodHole il servizio di trasporto e d i cura dei feriti, dando })ella 'Prova in ogni occasione di calma e di fermezza. Si offrh·a anche volonta riamente per racrogliere alcuni feriti su di un terr eno battuto dali 'artiglieria e da mitragliatrici avversarie, e con suo grande peri-

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colo li poneva in salvo; esempio di ardimento, di cameratismo e di spreào del pericolo. :- 1\·! onte Solarolo (Monte Grappa), 25-26 ottobre 1918. 997· P.u<ISSIDl Giovanni, da Randazzo (Catania), aspirante ufficiale medico 19 reggimento fanteria. - Essendo stato itn-aso il posto di medicazione da gas tossici, con grande perizia e con fermo coraggio, sotto il tempestare delle granate nemiche, u1edicava all'aperto numerosi feriti di reggimenti vari, e provvedeva al sollecito sgombero di essi. - Aisne (Francia) , 29 settembre 1918. 998. PERRitrl'I Cristoforo, da 1\1( \teleone di Calabria (Catauzaro), capitano medico 8 reggimento fanteria. - Du'tni'lte quattro giorni di combattimento, in condizioni particolarmente difficili dava prova di ~ingoiare cora.ggio e di abnegazione, curando numerosi fe.riti sotto un bombardamento di eccezionale violenza, incomodo con la parola e con l'esempio i propri o\.ipendenti. - Mosnigo, 26-30 ottobre 1918. m. Rossi Francesco, da Fraine (Chieti), tt~ente medico complemento 19 reggimento fanteria. - Sprezzante del pericolo, rimase per oltre due ore in un punto forte· mente battuto dal nemico, medicaudo con perizia e con fermezza numerosi feriti. &<~.va prova costante di grande coraggio e di belle virtù militari. Aisne (Francia), 2 ottobre 1918. 1000. SIRTORI Gruseppe, da Milano"; capitano medico complemento, 2 sezione sanità. - Comandante di uua sezione sanità per fanteria, pur di assicurare il collegamento fra i posti di medicazione ed i reparti someggiati, per la completa cura ed assistenza dei feriti e per il loro rapido sgombro, incurante del pericolo eseguiva di notte audaci ricognizioni, per sentieri interamente cosparsi di bombe a mano e di proietti inesplosi, ed alla testa di squadre di portaferiti, con singolare valore risolutamente attraversava zone fortemente battute dal fuoco di artiglieria e mitragliatrici. - Jeuer, 28-29 ottobre 1918. 1001. TIRAI,DI Ettore, da Bornasco (Pavia), capitano medico 6<) reggimento fanteria. - Dotato di belle qualità militari, quale dirigente il :;ervizio sanitario del reggimento, !'.Otto il tiro intenso del nemico prestava la sua attiva opera, dimostrando grande sprezzo del pericolo, coraggio esemplare ed alto sentimento del dovere.

- Val Brenta, 3o ottobre-3 no\·embre 1918. Decreto Luogote11enziale 29 maggio 1919. 1002. FALCHI Lttigi·~to, da Montopoli Valdarno (Firenze), capitano medico del 3o Gruppo

squadriglie aeroplani. - Coraggioso aviatore. con un aeroplano da bombardamento si spinse, durante la notte, sul cielo di Trieste e vi condusse a termine un'ardita impresa offensiva. - Cielo di Trieste, 6 gennaio 1917. 1003. FALCHI Luigino, da Montopoli Valdarno (Firenze), maggiore medico, comandante 4° Gruppo squadriglie Capron.i. - Comandante di un gruppo di squadriglie da bombardamento, p1lota volenteroso ed ardito, guidò ad offesa delle offi cine idro-elettriche di Idria i dodici apparecchi ai suoi ordini. pers istendo nell'impresa benchè fosse stato ferito durante la rotta di andata, e dava cosl bella prova di alto sentimento 'del dovere e di fermezza. - Cielo di Idria, 28 luglio 191 7· Regio decreto 23 gennaio 192r. ICXI.j. ALMOJ\DO Giuseppe, da Torino, capitano medico complemento 73 ·reggimento fanteria. - Durante più giorni consecutivi di combattimento ji particolare asprezza sotto il violento tiro nemico di artiglieria e nùtraglia.trici, con profonda devozione al proprio dovtre ed incurante di sè stesso g uidava nuclei di portaferiti fin sulle p.rime linee, ed ultimato il combattimento provvedeva allo sgombro dei caduti, spingendosi all'uopo con sprezzo C\'ideute del pericolo, in terreno scoperto ed esposto al tiro di molestia dell'avve~no. - Col dell'Orso, Monte Solarolo (Monte Grappa), 24·27 ottobre 1918. 1005. BADUEt, cav. Cesare, da Perugia., colonnello medico della Croce Rossa Italiana. - Ispettore sanitario della Oroce Rossa Italiana prestò, volontario, più volte l'opera s ua aTdita ed energica sulle prime linee ed a contatto dei combattenti. lo una circostanza, rimasto legger'mente ferito dallo scoppio di uuo oillrapnel non cessava dal prestare illlJTllediato soccorso ai militari rimasti "Più gravemente colpiti a<x'anto a lui, daJtdo bella prova di ferme1.za, coraggio e · alto sentimento del dovere. - Ponte di Plava, 21 agosto 1917. {Continua).


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NOTIZIE

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La nostra organizzazione sanitaria di guerra giadicata all'estero. - Abbiamo rlwvuto dal colonnello medtlt'O F.ran<X'!<CO Soler y Garde, dell'Esercii:() Spagnolo, un'lnte ressnntil'!8ima comunìc.'lzlone -&ulle formazioni .sanitarie 1n camPI!lgna, pt~senmta alla Reale .A<:eademia di medjçjp<t e chirurgia di Barcellona. 11 13 novembre sco~. nell'occasione della sua nonli.tl!• 1.1 socio accadeuùco. Dali'im·porta·nte relazione rLportlamo con COWJ•i:tci<ulenro il giudiz.io lu:s11!ghiero riguardnnte· la nostra organl7H~t;,Jone ~'ntùh1ria durnnte i'uJtiwa guerra. a I servizi sanitari cbe l'Italia jstìtuì durante la gu!?rm, per la loro vasta orlt~mlZ7A'lzione, per la ricche?.PAl dei me-~zi, per i,J valnre scientHico e pmtl<.-o profes~ionale <lei mOOJ.cl apJ>:t.rtenenti non solo al Corpo ~nltario mUiture ma anche alla Sanità pubblica, nll'insegnatnènto universitario e al libero esercizio, furono ben presto portati alla perfezione. Ritrovando nel Pae!'!e tutti i m(~Jià nece~R~lli per un t'O'mipleto a'!)provvigtonamento dl mateti.<ll~ sanitario e tutte le speciali:til tecnlcbe professionali, .realizzarono uell'~rcito una orgnniZ7.azione sanitn.r Ja, .:-be poteva c"Ornpet{>re CQn la più perfetht delle altre nMr.ion1. In que~'>Ul ~terra, memorabile per la potenza ù~i rue zzb dlstrutrjvi, per il numero dei combattenti, {Jt'!r In durata e vlolenut del rombattiment1, per la proporz.lone d'el feriti e per la lotta antiepidemica, l'ol'g'<llli7P..a;,Jone 'Sitnlm ria in It.tlia tu uno deil principali fattori dell~l sua ~Lstenza belJJca. Ln dtislocazlone 'del sel'V'izl cbin1rglci con l'ut illmazione degli spectal~t! rese in prossirnltJ.\ delle prime lin<'<' J)os.'!liblile la pronte7n.a dei !;(l('C()r~>l e le cure opeMJ.t.()rle in t(>lllJX> \l ti le per ottene!Jl . buoni. riWitlnti ten1 peutici. Le ~zioTl'i di ~n­ nit:'t ltùntWte rx~r le operazioni d'urgen7.a, 1e ambtùan7.e chirurgiche, gli <JSP~~ù:. il ilil ~1mpo rlceamente dota t i. le ambulanze mdJ.ologlche J)Qrtate :tlln distm11..a mi nlmu ilili roulbilttentJ, ~li osJ~lllll t.e>rrltoriltl!, forlllil!rouo una rete sanitnrl:t ltltrettnnto deusa, ()unnto efficac-e. l mezzi rapitll <li tl~t:.;porto <l<'J fl'ritl rloolvett<'ro (ll'oblemi dJ t.rauu.• ntologia che nelle ult~ guerre Jll~lentl ebbero esiti letali, me11trt' ne1In ultima ><YOlta81 diedero l'isultati felki:"'lim.i. come per le fer·ite T>t>nelnlUti dell'lldùome e crnnloenc-cfalicbe, per le emostJtf;ie definitive n e i JIOSti .avanr.<t.U, per ù1 siero-()rl,tiln:<-.1. antlt:e-h\r.tlca, f)("r la dl..~infezlone prero<X' delle ferite, ~·c. ~on meno jmpol·tnnt·i furono i rii>ltltat"i j>raLici nl'i s<-rYi7...i i~tienlcl t' JlrOtl113ttlci, al cui ot·dlnato funzionamento SL ù:eve la difesa detl'E>.:>erclto itnlian~ e del Pnese contro le mal.!tttie infettive (co·Jenl, tifo), che, /':{'tJb(•ne fo.~ e<>mpnrl':e sull'loonzo e ;~ul ·oarso ft~l le truppe, furono pronh11nente circoscTitte ed e..'>tlnte ~ ost:llrolM-e .li1 oontinuib\ delle opemz.!OJù helllcbe. Gli italiani iru:tituit~mo un 1-egime l"tmtuJ1lHclah~ per lll dif(';.~l <:uutw il colt>ra <' le nltrc mahtt:tie infetth·e, ron.-.:isb•nte nell'esa!lte hntterlologico indh hlunle, per ùete nninnrc ~i h;ol11r·e l por tatori <ti vihrioul·, pr:ltJc11to a tutti l feriti ed runmù· Jafl che ·rien.tl'ltYmto dalla r.onn di guerra provenienti da~ll o~lall d.PII'lSimzo ~ indi><tintuwen te n tut ti i prigion·ier; prima del loro invi;() al campi di concentrnmt-n.tn. LP -sezl~mi dJ <litwife.zione, i rep;t rti di i>SOlnmt>nto SJJ<!ciil Jl~r.7.:t ti per In eu rs del tifosi e d.i tutti ~!li ntietti da morbi conwgin.-J, le organizzstzinnl batteriologicbe J ~rofilattiche e di d1ngno!>i Pret'Ol'e deJl.a tl.th<'l't(llo~i. i tHJ-~'O<:omi fl('r lf' ;.pe-

(fratturilti, oftalml<:i, netrro-psichici, wneret e cutanei, otorinolarin~o­ gabill<'tti di st"oUJilt.ologJa, ecc.), La vigl1mv.a ..:<tnitn rln sulle m~r·etrlci, lA prot~. l'm-topedL-:t e ried\tcnlj~one fi sioo. furon<) est.f':<nment.e adot~1ti, s ia in r.o11a <ti J.:uerru dJE' in telTltorio <'(llll(' in rw.-;.c;uu altro e,....,.,·ci to. J.n m~lt'>limn ('\l nl tu JJ(l:<t:l t~r }'llpJ)rOVViÌf'ÌOll:UOWllto idrico, con C.<:I!Dl(> eont.inuo e ruetodie<' Ch1inùCO e bMteriolo~ico delle acque, t'OlliJllE'tnto ron la !)<>t<tbill.zz:t·z iouc cbimlea e termit"l.l , ~l S<'~ndn delle cjrcost:JU7A'. Dopo ln vitt.orln, tutte qu~te tstJtuzlont "!'.llnitlllie milit:ul concoriO(>l"O ad una nobile nù>:sione In ;liut<> d <>lle J)()J)01<tziont c h·iJi deUt' terre Ubf'rate <' 1re<h•nte, aggruvate <In tuttE> if' ~ll'<>ten7.(~ fisiche e momll, dalle dure rri;vazioni, ~>.oprilvvi­ venti ad tm lrntj::O nw rtlrio, P<Htando mpido ed efli<:nce .;:.-o<:<:or:<o n moltltml ini d i ctalib't

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f>tudulll. dì d<nlU(> lo' di V~>rc·bi C"()ipitl ri:ll~1 nutlurla, dal tifn. ùalla di~>...:;enteri~l. dl'uut.J·ili e ~m:a ululO al<:uno. Col\ 1•1"<1\"Yi<h-. sollec·itudine, ::."t'gue.ud~· L.t -11lir:H•I cl(• 1 n<'m l(;o, ~i i nndhwouo lx•nelìc·,nm•n U> te ~zion i d i s:Jitità, gli OS]x:ò.:1 1i d:t •·a.m:J"Hl ra. 1~ 1'4<lll~ldrt> tll llbillf('~don.-, <':<leiHl•·wl~, la lui"O azione e prodl)!nullo l>~"PUiurosi :-:•I(•(C(>r.si, sia iu nJf.>(liciu:.~lt r·h.- i11 :tlilll l?llt i e •·kx•,·<•ro alle poveri' viiiÌllH', lluc> u qlll"l giorno dt->'<lbtte u.

Medaglia d'argento all'infermeria presidiaria di Panna. -Il Comune eli f'Ht' lll:t h:t <•)nJerllo re<:e nh' mrrrtt>, :1 quell"lufrJ·Iut> l"ia J)l"<!SidJnrta u11l1 mc:.>Ò>\glin c·tJ>nJJH<'· ur ..1·:1th·a d">tr)!f"nto, c·on ~liplolll:l, p•·r l'nl"~m !<\"Oit" clalh1 ~llllit;) milirar~> <ltl<l~tntA• la g.uer·1·a. I l Dit~-·tton• ~c' nN:rl<•. (':IJIO <lei ~· r"Yi7.io S:llìit"II"ÌO 111ilil:tt1·, htt cl in·tto ul'll:1 c•i•·f·o:-:t11 n7.<t , nl Siu<l:te~> lll'l l n c·itti1. wl "1'):"\lf' lll(' h•ltPr:I: Ill.mo f-:Jg-. :-:incl:H·o rlc•l ('On rum· dì l'al"lllfl. ~li è st:-~to l"lllllllltL<·:H u dH• N>dt·Sl >t Anlmini>.tl·:~:t.icul(• :-~i (• ('C)IltJliiH·int..<J <'Onf•••·iN• nli "lnfcr·wo•·hl Jll'(•:-:icli:rria eli l':t.rm:t lllyl mt•dag-liu t><>lll'llldttlor:rlì\·,, cl"nl~>"lll c) ~~ ·u tliplcnna 4..'1" r ..,...ra ·~'YIIil:l clall:l :-::lllitil lllilil:ll·~· llnr:tut<• l:t l:tii(' ITU.. 11 ('<ll"J>O Mni lal"iu militure. :1 111io lllt·'t.:t.n, riJJ)!I":tZ Ì.I \"i\":lllll'lllt· d~<·1· l'ollcWifi<~t. llllthit~l :lltt.•slazimw. N JH Le 111• :-:vttn p:trlit·nù lrll u·ult• ;::"mto. poichi• mi <iit l"uJ •IHH"tnni lil «<l llll"t•rlll:l re ehe I"('K!':IIIO ('11:-i ri•JI,.::IId:tli i \"illf"ol l eli fl":llt'l'll:l :<\llitiHI'ÌI'lit (.ra hl Jl()JI(IÌ:I · ziulll> <:Ì\"ill! (•];, :<:llli lil IIIÌii t.:l l~·. I"ÌH' C•I>IIH' 1-(iit h:t OJ ILO":tt<) in OgJii :llll"a (•IN~I­ l-1111\ll~l tll'r In !WY<'nl C"ilSI"it"lll'.;l cl\'11:1 Jlrnlll:i:t nri.:-::<i<lll<' J<:li"ÌI :<Pmpn• JH"ont:t PII hi")!OJ:I io~ di tlnl'<' l"opc•r'H ,prnpl"i:t lH·t· rl Jl(•nc• eli tutti. 1<'. <lelln Vnlh•.

Museo d'igiene presso la Scuola d'applicazione di sanità militare. - I l ::11inl·' t•·•·c, d<•lla Gu c·rra hu "t:rhilito <'111• prt·>~o !:1 :-:c·twlu «<"applit·:tzit.lll<' eli Mnili1 q1till· t:trt· -,.~ia istiluilo nn 11111>"<'0 •l"ìg-it•n» urilirnn•. il quale> \"Ì PIH' :1 c·ollll:tr<' Ullll htett•m ur fl"iu ;..~•:.:n:rlr t Pntn f·l":lli<·n eli qllt'l l" i!"lUII"tHnlc• 111:11c·ri:1. I.1t l'outliii!>.><IOUC' 1nc·:11·i · c·ar a ùt·ll"ilupi:lntu Ili dc· t to 11111>-"'" .~ l"<llll fHI-,:t:c cl:! l hri).!,tel h·rc> Jri'IIP I~II(' lllt'<lic-o lkr·n•tc·('ì, tlai prùf. :-:c·lavo. <lil~'ttm-.· dc• ll 'Tstlrnto cl'ig- i<'ll<' lH·c·!-~ l"l:..:ti tnto ..11(11'l"inr~> citi Fi11'llZ<' P tt:l l c·( olonnvlln lll c>tli.-l fH"etf' . •\Hohc•lll. tl~ r.•tt<Wt• titnlure di'il:! ~C'\HIÌil: Il N>:ltiÌli\"H\'(' J"oJI('\":1 <f .. (J:t ( '.,ltlllli:<-<iiHII' (• >'i:lltt t!(•,.:(j!IIJifO i) tPHI'lltt> l'Oli o)!· IH' iln Ullf'<i i('(l F'NTil ri -J..d ti. Albero di Natale al Campo sanatoriale mili tare di Anzio. - Al òir••tt,or<• !!<'llf'mle. c•:IJlO dPI ,.:cn·ixlo :-:.111it:crio lllilìlnn•. dtc• nveYa invlnto un clotw J:t'r 1".·\ l hero d:i l\"ut•liC n bc•npfidn clo!i rirovt>l"llti <kl t 'lllllJW• S>1 11HtoH:tlt> <li AnzJo. i• pf'n"\•nnto In '*'giiPnte I"Ì><IM>>-TJt : • <c A UOOI(' tli tutti l I"Ì<:OVPI"IIti <li fj U<.•><lO J:.:tit11to l"illl!'l";lZiilmO ul ~. V. J)(H" il ci() no nlllJ.!llifir~• 1'<'1/:llln lo pro A lhe•·o di :-:a hl l~>. l'iò dw Il dt>no. h n commos~ J.!l"illfN11l.i lL (X'UJ•i~>ro rtiPto:-«1 <' ::t<·nti l~ c·hc l'll<'('()llll"ll:!:B:tY:r. Oimumr.i n ii'Ail!f'II"<J. c·li i"Ì C<• !l'l doni t'tU no.><l;ill!'lt• Jomlnlll:' , furono propl~.i:rl.ì :rlll'-lli<"i pc•r In IIOf;trn ):.'1111 · 1-i~imw c• ruanHt>!<t:HillO \"n ti n IIJ.!III'Hli Jll•l· 111 S. V. "· li Cllfli!IIIIO nW<ilc·o clirt•I/IJI"I' : F. JloccnF.'M'r. Augu ri di Capodanno. 0:1 Ulllllt' l"''"iss lml uflkl:tli nwtlid in congedò sono J>(•I'\"Pilllti nlla lllrc•z io)ll~ Ci.'ll l l"llll' tiPI :-:t· n ·i:t.io ><:tllÌl:ll"io tuHil:llv lllll:tlii"Ì pt: r l":tllllO 11!)\"l'llo, eon l'!'"Jirt•ssi tm<• !l\'Ì migliori \"Oli , ,, ... 1"11n·,·ui1~· , ]l'l ( '<H·po <-«lllit:tJ'Iu tuilit:rl"<'. :\"~;>ll ' i i iiJ J(>s,..ih ili lìt di r ìlll!'l":ll'.i:tl'li tutti lllc t·til'<ol:ll·lliC'ltll•. ri<':tlllhlnllltl 1b1 <JW 'i<ll• N1 fnnn,.. i piil siur·c·t·i :llli!'ILri. <~)IIIJ1Ì~I~' 1Hlod llc•i \"iuc·••li dì ~olid:n·il'til c <li s irupnti:L <"Il\' Ì<'I;"HIIO !<\'1111 <1:.' ::li ufliri:III lltl•dic·l 111 <·on;.:••<lco :111:1 \lC>sll":l f:llll'iglla. ~ÌIIIIIO. li<>f i ÌIIOfti"P <li r.i~II'O<htol'l"t', 1"()11 lt';!ÌltilllO Ol"g"OJ!li0 1 hl JIOhili"-'<Ìillil Jt•ltC'l"ll' <lil"l'll it tlnll"l ll u:-:tt·t• prcrf. :\. Diouk~i :Il Din•ltcol"l' di !<:llli lìt tll•l <"Mi ~• d':ll"llllll:t 111 f':rll'l"IIIO. Ì'LI l'i >'JW)>'tfl !II!'Ji 1111!-.'1111Ì hiYÌIIIÌ 1~'1" Ì!l rit•( oiTI'Il:f.:l: l lln!<tlv Di1·<:> ttow, Il<~ •·i<'•'\"lllo l !'!noi :~nJ.:nrl cl\J>I'IId<\117..(• 1'(1 ho 111"<1\"ll tll llll~l ~i unto oltl'<.·uwùò g1'ttdllo.

irlsil'lll<' C'tl ll tpwlli d••g-li ufflr·lull uu'<llci nli•• sul' YÌYÌ><SitlUI t•ll lH7.i.tlll' Jll'l" l":cfl·,, ttno:-:n ri("lll"dO, 'li lllt!


114

Qunttro nlllli dJ vita 1n roulltne c'O n gli unìdali med1cl. duraut.e la guerr:~. mi banno rlnt:u \'0\.'(.'<lsioue di! ama1l rare l'dt!\":l!A.>Z?.a dei loro ith:nli e iu wut.ù ùella loro <oj ;Crn: non Ut' bo, dlf:tttl, Dt<ti vi~<to akuno oi'>~Jlare dlnn:tnzi :Il t>etleolo c ho ae>ropre l'Oll~t:tlllla h1 ("l>.';i l'ahitu<lilH' :ti s:tcrltidu, <"<ILUJ>itllo costantemeut<> "'n 1-:t <Hf<i nvoltura <·on 111 fJIUt lt• tol ad\'IIII>W :t ti nn dovere IJIII>I idiano. Ecco le fvutl, !>ig. Colonuello, d••lia uti:t intirna ""xldi"l':t 7, l nrt~ IX'l' gli ougut•i rlet-Yull e eh•• <'OHLntecumbio con tullv iJ nwre, facendo l'Oli dte millt• c mille 1'-iano lllnmiiUlt.l dnlla lt•tv À1tl<·n:-;t <Id \':Ilor\' >«.·it·uWi•·n l' •rH> r :llt' t~mau.nto Ual l'Orj.H I :->nllil:ti'ÌO ,\Jilltllll', l HllltJ <ÌU IIU J tli'O JH!l't·llllt•l llt' lll l' llllllÌIIt•l<l •. (:0Jl NJrcllnli (I:S>-(.'(1111 LUJ dìc· hinro: d,.,.. ll,<l

A. D hl;>; I&J. Onorificenze ooncesse a d ufficiali m edici collocati in posizione ausilia ria s peciale. -Con H . D . (il') :!1 IÌIN'IIthl'C l'<\.'Ol'SO OOIJO Sl11te COll(•f'S:<(' OIIOI'ilh'('nr.t• Jlt'glì Ord1n1 dol Sl:l. :\Iaurlr.lo <' L:l7.W l'u t• della Cornn:< d'lt:tlin, ai ;$1'!-'U<.mt.i ulli<.'iali <i••l Corpo StUJltnrio mllLUII'(' In l'. A. ~ .• 1·oi (JU:tli Yh'lllll('ll t(• ci ('tlllgt·ntullamo: ORDl~Jo; Dl<il :->~ . :\IAL' UlZJO J.'J LAZZARO / 'fjìcial e : ('nl. Jlledk<} Y. Ltl,<,('ulzo, L. PaoP. f'ctrfl/if'n• : ('()/. lllt' lfir·••: E. Cottt~flli'U • 7'nL Ool. nwdic.i; L . •\jrolùi, C:. fbu · <l1ZZ{)Ue, ,\. Tlnsill, 1'. Hozzi., F. nuda. A. B111·atti, J.ì. A. Hallhtno, G. B 0$!1!1<'1 L<>l':l. N. Bal'l)U t'O, P. Cnml)f)lli, l'. < '!l><f:t~llOil(', Q. C'•>stn. (;. C hini, ,~. (.'nt in i, 1·1. C'H><i:l, F.l. Cnll<>n(lo, A . f'l1J)l:tlb'i, lt. ( 'n•S(·iJUt tl ll'. B. ( 'a}l"tHlulj~ <:. l>'Alokt, A. O'EUil, 0. Ft'm·nblno, <;. B . f:Iu:-mrùi, D. Urippo, E . Ghldoll, <; . (l ahri, O. illlJ>'' t'in li, 1.. Lo 11illnC<I, T. Lam..a, G. Mil'lJI.:ll;lbl, E. .\llll'l'i, .FJ. P. )lllt'lni, n. :\l t'R~ÌII('O. !\!. :\ltl· litWt'l, :\I. :\llttlln, O . :\la~~'lri, C . !\ot<t, A. ì\':t,-cl:ll'dll!:', 1'. Ollvftrl, A . l'anfano. l·'. l'lgnaL<'Ili, U. Pcrroni, .\ J. l'•·u n<"ttit . A . l'(•llel'iuo. A. H int, \' . R oug-n, B. H oalilll<>. C. H oslllgno, E. ~oprli'IHI, C:. Hil'f'<:.i. A . ~an nn, A. :41mt•oni, ~. ::;:1tt11 l'11lt Ho. 1: . &Jmp.1rl, n. TO!<Ii , G. 'l'•'slu. l'. '.fmi:nù. l'. 1'mti<•tt l. U. l 'g-u lini, I·L \'at·do•\1, il. Vt>rdoll\'11. F . Y lnc·i , t; . Z.le<~IJ'di. - ,1111[/Qi•u·i mt•liit·i: H. Albanw'4.'. :'11. .\jllloU(•, M . II!Jnnl, , ; , Bini, F. Bruno. .1-~. llru rro, A. " H <'I':t• •fJtl n, ('. 1\:tr·il<". t;, Hn11 ~·n, U. I3<WSIH'I'II1, A_ He \·!l:wqutt. V. Hllutt:t. E. l'·ll<'ltl•)l(:t, 1'. <'hirnnl. Y. r ':1J•J~ti'I'Hi • .... Cotngno, V . ( '<Ilo). r~. C'A.lli<X'n , lo'. I 'Ht>11:1l1<1, E . t ':t)<:L~(·ol, ' 1'. ('ul l'nll •·i . <: . ( ':tli:L ;\ , DP.mNll o, V. Ot' :\llll';r.o, C. l)~ L:.tllt1. \' . i)f'gll Atti, (:·. l><·lladu t, O. l>i' hlll>l. A . De ~JlJ)I)Lr, G. Dounti, 1•'. D'AIIJOI'\'. :\1. Fn•·mi~g-iui, G . Fl'i"iNi. F . Li'H...:ml. L. Falrhl, C. C:m~r.l. ~. nrnn:ltn, E . (;illl r<i•)Hi. L. fll:llnhl, :-\. LI \'lq!'hi. L . Liln··

ratl, A. LoffrNJO, G.

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<'U.W, :\llron<', G. :\wrott:-~, G . :\lo!<S:•, 1'\, :\Jn:=~tt·oYiti. ( '. !'ll :t;r.7.Plli, <' . .\Itrllnn, H. P ('7-r.!1 ll, O. P:lssamontl, U . l'illn•ilno, R. P:t,Jlltlt•, \' . l'aol.•:ti. H . Pif'OtW, A . l'llnt<', C'. Qu:lgllo, R. R'l. S(>I'o, E. Hi~<ic-nto , ('. Knlnl'i. A . Sltf'llùlti. V. 1'\. S<-rlu. J.'. Scoto, G. ::lordi, F. ~f, •rJ·:tzzo. T.. ~'('l'~'rl. G . !'C'II>~'1tH. Y. !'ll,oJilt, G. Sp11d:1ro. G. T nm, V. 'I·ol!lai<ell k D. T:rnght>I'Oilj, G. T<'IT:t · AhrHm i, A. Vr• ·l'ltlon!'. 8. Zar:t. OR DI~ 8 DBLI_~A C'ORO:\'.\ D'J'J'ALl :\ - (•m,llll''"d" torf': <'o/ . mf'(/ ici : L. De P rl"X''. E. GalY:1,!!1Hl . P . PiJnpiiH•llì. C. ' I':H:t7.7.<11t i: F.. 'f'rPI'l,.;,'lni. 'l'. \ 'Jt·d i:t . 'fen. col. lltf'.;liC'I: C . AlltUII'IIt()J'I', , \ . PirolJ. - t : jJi7iul•·: ( '"' · mr •lif'i: \' . Ab~>lli. :--;. Hnrl<ltln . A. ('.~tl<'<'iù. G. c :l~llutti, -:\1. c ·~nt..tla. ,\1 . Ile• Ho,.,t , Il. D'Arrrìo·n, J• . F:Ji(h·JIJl, P. (;.inni, A. <ltll'~l, };. l .lll<'ÌHIII. A. ~ l<•tllt'.'ll:t. 'l'. :\loHl, l; . l'iarollui, :\ . Ho~sl, V, Sgnn:>:zl, l{ . 'J'ouJIJil, G. Va,..ili• ;,, (;, \'ltnllo, G. %1h••lli. 'l't 'Il . ('o/ . med ici: A . AnH·nkl, P . Bo!\<'O, F.. cm·bi. 'A. ('.<l>'!<\l. J.'. (.':lstc•ll:tll''· ;-.; , ('tl ll tur..r·n, J•'. Di' ;\npoli, <'. DPnmriMi. (; , J)p All).:t•li ". 1'. (:rndo, 0. ),Ì"h'41'1l, l. 1~:1 1':1\'a, 1'. :'lln iHt<l. A. !\1n!(lìoll, O . .\li·llt lP~<. o. Pi z7.<1<'nl••. A. l'ro<:>Ht'd , T~. l'nlltpoui, <: . l'o i P.Sl t'tl, A. PI'I'IUI, U . S<·nh ''"'- H. :->:t l l'lllt•l1' . <: . 0. :':t'bll sti!1 11 f'll i, l•'. 'l'c•tUJ><•st;.. ~. T orc·hlo. .1111!/!IÌIII'i uwtlit·i: ) 1. (':lhiJI"I"I!Ì:t n i. .\ . I)Pll:t ( 'inppn. l. l::~ sp:II'Ìili . .\ . C:ttllln, ~. G:tn~-:l, l'. Gln;.:no ui. A. I.Pu:t.l. E. l'ani. H. ' ro»i.

Nuovi abbonati. -

11 (;.ion•fllf' d·i tM' tfit 'lllfl mi/1tare hu do,·ut•' Jll't'""'wl.Ji'> nHI· f:tl:lltg'(' d l H h htiiiH li, t'IW <'lllll) :1 t ltl ll/1 I' ÌS(III;';I"

Ù(l}Jp.i.l\ re . 111 t i rH 1\ll':l )M'l' hl tlllll\':1

nll'npf)('llo. :\'(•) f>Ot-g.·tc· ngli •'.I!T<·!!'l (•oll•'}!hi il lllì:<ll ct <."t,tr\Ìl (! !{· s:lht iO. IS(•Uii>ullo il <lo>ere di f'Sprhnen: i plt't l!<"ntitl J'lllgruzi:uwnll :11 :<l.~nurl O •rt' lhll'i di ~~r11ltà, Pl11' t•un I 'PI'Iit'll('-• IJI'UJ•HJ:IIWht htlllltu o-u11trlh11Ì lu 1il >'l:L·• ,.,.,.,


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(3003) · Hvma, 1921-22 - Stauilimcuto Puli g rafi<·u p c! l'.umuiu i, t raziOn <:'.ldl.a (; ut:rra

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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare

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Il Giòrttdle eU: medltitta militare si pubblica il primo &torno di ciascun mese, i• di tre fogli di gtampa.

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2 . L'abbonamento è annuo e~decorre dal 3· Il preu.o dell'abbonamento è : Per l 'Italia e Colonie Per l 'Estero

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l' ~mp()r(o d cll'abbv · ~uto flll u;czzo dei rispettivi cc- mandi di corpo e .direzioni. 7 1' . .- . ~oli ut1iciali ""~dici (de ll'Esercito c delln )lnrina) , in qunluu4uc pos!7.tOne si trovino, ntttmc~~o 1111 A HBONA;\J E.:--'TO l'Ul\HiLATIVO a l CiONtal!! di mct.i~ i11a militare ed agii .-Juna/i ài ni e<fi,· i,u: nt:-.:t:i.: t: co;v uiol<' al prezzo ùt L. 27 auuue. I,cr ottenere tale facilitazio• cum ulat iva ~li abhon.1t i milit ari donauno far pervenire l'inticro importo aii'Arumi ·istrazionc <Ici (l('rioclico del proprio corpo. 8. Ai li brn i si fa lo ><conto <!c l ,., per cento. m:> ~oltanlo per t:li nhhon:uncnti drll" persone e de~:rlL en ti non militari, che uon possono fruire della facilitazione Ji cui ai '!ln. 4, 6 e 7·

NORME PER LE PUBBLICAZION I. 1. l lavori originali, le note, le riviste dattilografati o scritti a tnano ·- tlevono oc c"na re un solo lato del foglio ed essere aceu ratamente riveduti dagli autori. Si fa &f>e-

ciale raccomandazione che quelli sctitti a mano !>iano ben leggibili, per modo dt evitar< <•l( ni dubbio di interpretazione. In caso contrario, la Direzione si vedrebl'e co<lrettA . • ,;ospenderne la pnbblica:r.ione. ~. Salvo casi ecceziou31issimi. la correzione delle bozze sarà fatta dalla r~da~ione , ~tn zicbè dagli autori. per non vincola re il la,·oro tipografico ngli inevitabili ritardi l"'' &tali. 3· Le spese per g l i estratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che ..:com pngnassero le nJ emori e., sono a carico degli auto.r i . 4· G li c~imlti ,;ono di due tipi: - Tipo A. Sen•.a ctlpcrtiua c ce> Ila imp:t(~iuatur~ e uumernz ione 1lcl fasdcoln. - 'fipo 11. Con copertina ~lau;;pnt<t. frontt'!<pizio, i:up:~gina· tura e numeraz ioni! ·speciak. 5· 11 prez?.o degl i cstratlÌ, per ,:; li aUtO! i delle n.t>morie che li richied<tno. C:· ,..,go lato dalla seguente tariffa : · l'RI~ ZZO rH ('l A~(ì1'1\ FOCi l.! O DJ ~'1'.\:111'.\.

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l"t:MERO DELLE COPIE

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TIPI DI ESTRATTI

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ogni centinaio

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CU estratti min ori di un foglio si contano co me foglio intero per l e ordlnazio ttl di

zoo est.attl o meno. Per qu e lli ell e .H•f>crmw "" fo~llo, Il• IHr ointt i In (>itt. eire ttnn Srt('crllno Il m r tzO· foglio, si cou/.ann come m el .i, p11rclr~ prrò l'ordìu a:in tJe 11011 $ia infe riore a .<o copie .

6. l mano~nitli n on si n •stittti,couo. t~""al

- Roma, 11121 -22 -

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>'IILI>il i mt•nlo Pollgraf\cn per l'A m m t rltstrnzionc della Ouerra


Pubb/icaz/on!::.L J

GIORNALE MEDICINA MILITARE DI

PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUERRA (Direzione centrale del servizio aaaitario militare)

Giornale di medicina militare : 1851-1884 Giom.ale medico del Regio Esercito e della Regia Marina : x88s-x89s Giornale medico del Regio E sercito : t &ti·IQ07

ANNO LXX - 1922

Fascicolo 111

111arzo

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI: Mameli. - Il laboratorio chimico de lla 3a armuta... . . . . . . . . ....... .... Funaioli. - Le cicatrici sotto il •·ispe t.to m edico ·ll"gale mi li rare . ....... Urbino. - Ln c hemioterapia ù e lln t ubcl'colosi chirurg ic·a <' ù u i pr epa. rnti c·••p l'ici ... . . .. ... . ....... , . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . CONGRESSI : Consiglio. - Congress o iJlte •·mlzinna1t> pe •· le scienze llntrc,pn logiche · Lif'gi 1!121 . . ... ............. .. . .. .. ... . ......... . ....... ..... ....... . . . RIVISTA DE.LLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA .. .... .... . . , . .. . NECROLOGIO .. .... .. ..... . .. .. ... .. ......... . . . . . .... ... . .... . ... . .. . .. . .. . .. , .. PER IL LIBRO D1 0RO DEL CORPO SANITARIO MILITARE . . . . . . . . . . • PARTE UFFICIALE . ... . . . ... .. .... . . .... .. ........ . . . . . . .. . . ... ..... . .... . . ... . .

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Direzione ed amministrazione 'ROMA -

Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -

ROMA

Per le inserz ioni dì pub/1/lcita rivolgersi D I RETTAMENTE oll 'A mm iflistrazion~ del Giornale di medi·

cino militare • f'ala:uo del M inistero della (iuuru • Vi a XX Srttembri' • Roma. Pe r le nuove norme circa le pubblicazioni dei lavori \'cdi copc t·tina (4a pagina).


\


117

MEMORIE ORIGINALI

Il Laboratorio chimico della 3a Armata

(l)

Una. guerra. <:ome quelìa combaLtu t.a d·alle nazioni più grandi e pm progredite ciel mondo non poLeva non chiede-l'e alla scienza pura e applicata i pJù largh.i sussid i. La sLessa provocatrice della guerra la Germania - aveva, nella sua lunga preparazione, l)olarizzato la sua attività scienti fi(:.a, come LuLle le allre formo della sua aLLiv ità, verso la guerra. Le r <?lazioni quindi fra la guerra e la scienza furono numerose, profvnde, e progressive. Ogni ramo di scienza fu messo a profìLlo, senza · limiti o niguardi a concetlti di umanità o di civùll.à. Qualunque m ezzo, (l) L'I uh.-n<len7.:t J!PI1f' l'l.t le d eli" )·;sPrdto. .;:i n dnl geuruJin l!ll9. ba provveduto n raecogll<'r(' i <ù1ti -.:uii'Qrl!'!lllina?JC)ne e :,1tl funzionauwn!J) dei !'Ol~I"Tizi ti>Cl1Jci e Jo. gi!"tl<·i dumnte 1:1. !!\l'•·•Ta e. d~• pu rte ,.na, t·r-sl!f'ttl}mto di i'lHtità militare ba diramato pn r tit('(lla t:Pgg-ia te i!<lnnioni Jl€11" flsMre gli el t>menti storici. t.c<'U.ici e sta tlSUei òf'i ~t-vizi Slluilari mobilitati. ·I ucn rlrtt to d~•II'T nt('ndcn:t~'l gf'tH•rn '!.."! (.<;ezio ne sn n l tn rh•) d1 reù igerP la r\'la~ione lillll'attività di httti i Jnhorntori chlwiri di guNra , ho compìlnto Jl('r orn quelln M~· A 11nat:l, elle fondai nel ~>ettembre 1915 e eh<' ò i rt>~; JWr tutta In d111·ata delta guerra. Ln relaziou~ >"lll !Atboratorio chimico <leUa Ha Armnta compt·t>nde l seguenti capitoli :

gua IY1antP oi'J J.n ho•·atn r h> chi m i<' O dt?lln

1. -

Fil.'lionomia ~:eu~>rnle del

2. -

Fonrtar.ione e svil uppo de l Laboi·atorlo rhimlco della 3& ' A!'1llilta. :t ) Chimica brom,ttolngic:n In generale. fl) A e()ue potnbill. O) Ai'T"li'"<"Chi e mc-1.r.i <li potabiliz:r.:Jzibne (}(-Ile ncqu~. Chimiea fnmm~utica. Chhuica tossi00logicn.

il. 4. 5. -

~a.bor~tt.orl

chimici di gut>rra.

f:hirnl<'n clinica. A) C'bimi ca legale. {l) ~1atet•iai€' nutolesioulstico l'Il! genera le. f'l Tttero plcrico. 8. - Chimic:l 1:ecnoloitic-n. 9. - Bl'lplQ:.i vl, proiettili e matw ia le iliC'('U<liarlo. 10 . - Gas :~sfi!':Siantl e m:1terlnle relath•o. 11. - f )ltf(';.a collettiva rontro i IUlS a!lfis:;:lanti. 12. -·· P repn rSlzl<ml di. roaterln le va rto. La r ist:l'eth•zzu <lello SJ)Ilzlo " le llllfficolkà d('\ mer cato g1ornall;;Uro lmpedii:!C."Ono eli rinortnre t utta In n•l:l7.ione. Si Gm bhli<'ll no s:olo in sunto i <'nriitoli l, 2. 3 IJ. f;. -

7. -

E . M.


Jl8

I L UBORATOIUO Ofll MICO DELL-\

3• AllliAT.~

se colpiva l'avversario nella sua persona, ne' suoi cari, nella sua produzione, ne' suoi approvvjgionamenti, n elle opere d'art€, ne' suoi ricor·di storici, nel suo patrimonio morale e materiale, fu adoperato dai nostri nemici, con il più spregi udicato <lisprezzo all'umani.tà. Fra le al.tre scienze, notevole importanza ebbe Ja ch~m~ca, tanto che ol grande conflilt.o fu chiamato proprio guerra chimica. Una del'le forme di -attività di questa sc·ienza fu quella dei laboratori· chimici di guerra. funziona.nti al sei·vizio òel l'eser{'HO operante. La nostra organizzazione militare portava che ogni Direzione dì sanità di armata dO\·esse avere alle sue dipendenze un Laboratorio l'himiro-bacteriologi<:o di armHta. Il 1.i1olo e la dipendenza da una Direzione di sani.tà indic·.avano già che !'-id eatore del Lab01~atorio aveva vOluto fo+rni.re a tale Direzione un mezzo sC"ientifico·tecnico, che condàvidesse con gli organi sanitari il còmpito della. tutela igienica delle t.ruppe. Un tale scopo, messo in relazione con la guerra movimentata, che era nei.Je nost.re t radizioni e che pareva dovesse essere anche intimamente legata a.! nc.stro carattere, doveva portare a un tipo di laboratorio d'<IJrmala. con materiale ristretto al puro necessario, fac.i1lment.e montabile, snmnt.abile e tr.asportabile, con ·personale e con attl'ibuzioni lim~tal.e a quelle .più strettamE-nte ne-cessanie neMa zona d 'operazione. E tale era infatti la sua primitiva fisionomia, con fermata anche da:lla. quantità e dalla qualità del materiale predisposto in cofani portatili, sin dal principio delle ostiHtà, a cura dell'Ispettorato di sanità miditare. Ma l'estensione prP.sa subito dalla guerra, sia nel senso del terr.itorio, come ·Per la Ja.rga partecipazione d i intere masse. di popolo, e sopratutto il caratt-ere di stabilità assunto ben presto dane grosse unità e dal loro servizi, per effeUo deJla guerra di trinc.ea, fece sì che uffici direttivi, amministrativi e quindi anche ospedali, tribunali militari, ecc:, acquistassero .anch'essi carattere di stabilità e quindi aumentassero conseguentemente le att.ribuzioni, il personale e ·il materiale. Naturalmente anche la fisionomia dei l.aborato1i d·i guerra subì 'l.lifla corrispondente modificazione; anche essi da nomadi, come erano stati ·ideati, divennero stabili. I-noltre le loro attribuzioni si' estesero e si modificarono. Il numero e }'jmportanza degli ospedali da campo, disseminati nella zona d'operazione, re~ro necessaria la colJ.abora;~ione çhim ico-cJ.i.nica dei laboratori. Anche lgJi a.It.ri comandi stabi.Lizzat.i in località (}.istanti d.ai oomuni centri di attività della Nazione, ebbero bisogno di sussidi t;ecn ici, onde sorse la necessità di .r.ichiedere ai laboratori chimici .il loro contJ-ibu.to per q11anto riguarda la rh imi ca. applicata alla guena. P er le stesse. rap-ioni anr he i Lr.ibunali militari J'ichiesero l'aiuto dei laboratori chimici nelle quest ioni chimic0-legal i. Un altro fattore impreveduto fu la presenza nella zo,na di guerra delle popolazioni c.ivili dei paesi italiani rapidament.e riconquistati nei prjmi giomi dell'offensiva dalle armi .i1aliane. Quelle popolazioni che, per giuste considerAZioni di sentimento, di opportunità e di pol itica, non ~i vollero allonl3nare tlai loro focolari , I'imase,·o me!;colate alle truppe, nella zona ·immediatamente seguente alle trincee, parteeipando con i


Il. l .~tlOHATIIIUO l'Ili~~ 1('0 OU.l. \

;{a A H~I.\TA

119

soldaLi ai disagi e ai peTicoli della guerra. L'Autorila dovette qu.ilndi provvedere alla continuazione dei se.rv.izi pubbli.ci locali, ehe la guerra aveva ·interrotto o pro.fondame nte tut;bato; fra gli altri la tutela igienica sanita;ri.a, ospifali·e ra e annonaria. P ertanto anche i· laboratori chimimbacteriologici d'armala dovettero estendere il loro servizio alle esigenze delle popolazioni civili. Così la loro fisionom ia dovette variame.nte e talvolta profond amoote trasformarsi, per forza st.essa cleJ,ie .circostanze e delle esigenze speciali. Da organi sc.ientifico-te.cnici, a ·d isposizione deJile Direzioni di Séllni·tà di armata, per la tuLela ilgieni<:a delie Lruppe, tnJuni si tJrasfoTmarono in YC'ri e prop l'i laborut01·i speciali d'ana l if i t di. rkc>YThe, a cl i sJX)siz;ion~ permanente dell'Autor·ità miliiMe e civile, con at.tribuziolll molto ·più vaste, che comprendevano, o!Lre l'igiene e la bromatologia, anche la chimica clinica, la chimica legale, 1.:1 merceologia, la chimica tecnologica, fino ad affr·ont.are &ia ricerche orig inali di la.boratorio co-me ricerche tecniche sul teatro della guerra. Qu este suc.cessive trasformazioni non si osserva.1-ono però in tuUi i laboratori di guerra, ~r diverse rag;ioni. Non si osserva·rono, per es., in quei laboratori chimir()-baf· ter·iologic.r, che fu,r ono i m pian lati in ci tut abbastanza interne e qu indi in diretto conlalt.o coi serv izi pubblki normali, o che ebbero per caust> v<tJrie uno sv·iluppo limitato. I nve:ce n ella 3" Armata,' che eTa tutta accampata in zona occupata e lontana dai grandi centri , i servizi ch imi.ci e bacLeriolog.ici. anche in relazione alla qu8Jntità delle truppe, al num ero d e-i p·a esi occ.upati e alla int.ensità d ella popolazione, presero, c·ou:e tutti i ser\'i zi di delta. Al'maLa, un not.evole sv.iluppo. A ta:le S\niluppo si palt.!sò brn presto insuflkientt> il Labor·.atorio chimioo-bacteriologico d'armata, che aveva iuozionato SLn dai primi mesi dell a guerra in Cf:!r·vignano, quasi esclusivamente da.! Ja.lo bacteri01logico . La necessità di avere analisi rhimkhe urg~ nll, e l'ins ufft,·enza del mate.riaJe .g iìt in uso in detto laboratorio, indusse a ('rear·e. un Laboratorio chimico d'armata•, indipe nde nte da quello bacteriologiro. E tale vanta,ggiosa s uddiv.isione corrispose effetti•v ame.nt.e allo sviluppo che ebbero i due laborat()ri, al lorò d.iverso scopo e funzionamento, come &i può d imostrare pr&ndendo i.n esame le loro singole attività. Il supposto vanla.ggio economico, che forse si voleva raggiungere con la concentrazione d el· mater.irule, fu b e-n presto de,lu&a dalle .e sigenze maniJest.at.esi e che furono molto s upel'iori a quelle che erano prevedute nella. ideazione dei cinque col l:i regolamentari. Reale vantagSio 'Si ebbe invece nella vieinanza dei due laborator'i, }J€'1' la co!Jaborazione scienti fica, per lo scambio di consultazioni , per gli acrordi su determti nate ricerche, speeia:l mente sulla potabilità delle açque . Accenner.ò infine che, presso alcuni Corpi d'armala o presso qùalche os'Pedale più importante, funzionaron o per un L.empo più o meno g ra.nde, laboratori b<teleriologici distarrati, alr.uni de.i quali si completarono con piccoli laborat'Ori chimiri, che ebbe ro per còm pito principale l'esame d e lla polabilitù delle acque e r kel'che ch imico-rliniche ospitaliere.

'


120

2. -

fondazione e sviluppo del La boratorio chimico della 3• Armata.

P-er l e ragion i ora. d ell~, l'Ufficio Sanità-Intendenza di Cervignano t'i clli e..·; o e l'lnll'rtd vnza c il Contando della. 3" Armata con::;e.nt.i t·otto Ja i ~t.i lrtzione cle.l La.bot'il.l(}rio cl1imh:o rkl la 3" Arm.ii.LLa, dte comjnc·iò a funzio nnro nel sell~m bre 1915, con personale, lor·al e e rnatcrial·e propri, in m isu ra corrispondente alle esigenze manifcstates-i {1). Ylenln: nel le allr~ Annate il Labo ratorio chimit·o-bade r iolo{!ico t·i11HLS(.', :;et·orHJo il eorwelto del tumo di mobilitazione, un ser,· izio d'I nlenclcmza e fu impianta[() n el la sL(.':SSl:l. locali l.it ove funzionava l'J.ntentk•nta o poco lontano, nèlltt 3·' Arntala il L;tiJOnLlorio !'11irnko fu impiantaLo a Cervignano, n olla località ÒYe ci oè funzionava i·l Com a-ndo d e1l'At·rn.Rla, c.iò che con~ r ibu i a dargli caratteri e attribuzioni piil generali . Tnf;tlli, non <lfJ)'ena il L abot·a torio f>'IJbt' iniziato il suo tòmpilo, che., sul p rir wipio :>i volse t;pec·ialmcntc alla tutela annonaria clelia truppa, alt-r i problt:m! Yennero ad t>::>SO propo~Li dai dh·ersi tomand i. Fn t qul':-li problrmi, uno IJcn !li'C''lO in que! monJ'('IIlo in ~o l u l o la. dih.:sa l·olll•tliva dPI!c truppe dai f!éi·S astì:;sianti - asso rbì prcv.a lenlemente l'<Ltli,·ità cleli a dir>l'zionc d0l Lal>o rat.ori o e determinò la SJ)(.'ciale fì~ionomia r·he I'JSlJtnzione p.rese i:in rlal prin1·ipio c man lt"nn(J i 11 st.:guilo, sia nl'l lavoro d i laboralo tio, ehe ncll'aUidtiL del H to personal e. Nel dic·embre H.H5 Ja Direzione di Sanità della 3a Ar·mata invitava il LahMalorio ellllr:i1·o a ri rL't'l 'll t'c i mpzzi più op portun i per la djfesa collettiva rl ~>lle tnrp!ìf', dcllt- lrinCl'C, d egli a{;camoamcnti, de i ri f ugj , dall'n;.ione dei f{H~ astio;;;ianti 12 ). 1·hc poc·o pr'ima il n C'mi,'O aveva u sa~{) in f•'rancia, ma c.he ancor a non ornno compar-si su•l nostro fr·onte. ll Lahor:~l<~ri o ~i intr rrs::iJ Sttbilo ,·iqunr·n t.e dcll~1 soluzione tli tale IWOblema: e::t·gui delle CS'!)C ri rnze preliminari e prr~cntò dt'lle p roposte, che fumno a,·,·cllale dalla D-in·zionr cii san.iUt C:! in SPguilo an<·he d.al M ini~ Le ro cJpJJ a lgUeJ'J'8.. Di!}I J'O ar('(Wrli ÒÌI'CUi fì'a (JUesto e il mtèltore del la bor a.torio, fu t'<ì.I'COlto il maleriaJp adegualo e furono ~oi eseguite l'Spc:ri enzo .in campi apt>r~i e in lrinc,·w, onde stab il ire l 'effiettcia e l 'entità d r lle -dift,se rwoposte, in r elazione alla. va.stilù d el la zona e a,lla qna.nl iUt di lrnppe da difcnd<'r c. P.t·ov oran rlo la f0r•mazione di nubi d i gas a:;tìssiunti (cloro, br·omo, fosfrèn c), furono su d i esse proval,i di v et·sì mezzi d i protezione colletti va, s ia met•canit•.i, rome chim ici, come calor ifi ci . Il risnllaln delle r.i.cer che fu co·nsegna.to in un a re~az,ione re da ~ta

· (l) Co nt~ml)()l'(l TLE>n mt'ntR a <'-er\l gn:t n<• !<Ot's(>, JX'r Of)('r::e fh'l!ll ~'<t\'~si com~ n di. uu Lab orntor·io f:trma ~tlti c•o. Jl('lr In pn·J~qt·azlnn r• <ll'llf> tlnlette >f>te t'ill;r.za te. ttli<>rn R('·:H'S(• i n ('(>1111111'1 f·in. 'J'n lt' Tr.1 h<>nll Ot'in f>ll'lllfl f'{'ll li(·O si fttl"l' poi lll' Ì no1'<'11lhl'l' HllU. con qu<'llo (·hil,tiNl. (:.!) PE>I' lo :-;tudin 1'1<'! lnP;r.zl fll ò il'f•;·n J'lf"r;>On:lle · rl('IIE> t.rupp€• {V)ntro l l!'tl~< :H.:fÌ!':· siJIUtl fun;r.ion:lvau" g-ià allri orgaui di riN.'r<~t e cl.ì ('.-.ecuzionf;'. fm Cltl Jll'illc1'{)5.l· m<'nte In f'onlllli,..,:ii')Ut' <x•nl r:il <' n Ho111:1 , (·Jtp f1·:1 'l':tllro pr;•p:II'Ò l l'rimi tiJli rlli 11lH >Wh<'l';t J •t'O( C'l ti\':t.


Il. J_ll<Oll.ITillllf) l'Il i ~Il<'<) llEl.LA

aa .~R;\.1:\T.I

l:! l

da una Comn"Jtis.:;ione di chimic i di Armata {1 ) , e che t1·ovò accogli enza favorevole.. Sopravvenuto l'allHl;Co ;wstriaco C'On gus asfh;sia.nl•i del 29 giugno 1916 contro le nost.r e trincee, occupanti le pendici scttentr.ionali deJ San l\lichele, il problema della difesa contro .i gas s'impose mag'g:iorm<mle e il ·Comando .clelia 3! Armata. rome pur:! il Corna.ndo Supremo resero esecutive le norme per la difesa collettiva contro i gas asfissianti, che vennero .in seguit.o va.niamente modificate c ampl iate, a seconda. delle indicazioni dettate daJI'.esperieoza. Sorse così nel· lug.l io 1916 tutta una nuova. organizzazione difensiva, che partendo dall'uffkio leenico del Comando Su-premo, integrato pe1· tale scopo con la Commissione chimira de lla 3" Armala. (\OCI<tvi'l a irradiarsi, tttlraverso organi speciali ripart.il.i ne·i diversi· comandi , fino ai reggimenti. La formazione di tale •rete di organi, <:ome ,pure i primi: cont rolli circa l'esec uzione dei pr·ovvedimenti ordinati, dei mezzi di di.f-esa, della propaganda morale e materiaJe. presso ·le !.ruppe, l'istruzione dei primi ufficiali drslinaLi alle sezioni chimiche di armate, ecc.. , fmooo affìc!ati al Lahol'alor io rl1imico d ellft 3a Armra.ta, <'he, con aum.€nt.ato personale, vi provv-ide pcw tutto il r.imanent.<.\ anno :11H6, finchè non sorsero organismi specia,li più vasti destinati alla nuova funzione (com'pagnia spef' iale X, ufficiali di gas rl'Armala, di tCorpo d'armata., r-eggimentali, ved et.te rli trin(·ea, ecc·) . " Tale lavoro d~ organizzazione fu ec:nl etal'ì dalla c.ommissione chimica e dal !J€l'sonale dc-l lahot·atorio chimico su lutto il fronte della guerra, dallo Sto1vio al mare. Spcciulrn (>JJ·t.e feconda fu la propaganda fat.ta , per mezzo di conferenze, agli uffic.iali e, ·in più vasta misura, p.pr mezzo di espE.H'ienze, alle truppe. Tali espel'ienz.e avevano lo s-c.opo di nl<t•tlere le tru·ppe a ront.atlo con nubi di ga.<>, di renderle persuase de·ll'efficac.ia d ei mezzi di difesa pc,·sonaiP e colle>ltiva contro ·il nnovo perir·olo e di rendcrlc cdolle dei provvrdirìJc.nti più url!cnt.i da 11rendcre in eas.o ct:i att.acco ·nemico .con. ga.s asfissiamii. Dur·ante il serondo "ernestn• 1016 il clirt·ltor e del Labm·atorio chimiro fu inc.arkato, dal Comando del·la a~ Armat.n c()me dal Comando Suprmno, rli mi ss inni vRt'ie in l'f'-l :tzione all'uso hellir·n cl ei gas asfissianti. come P. es .: ispPzioni in trincea, ·pe1· constatare la pr>eJ}arazi.one dellP trupne. e dr·l m3te1·ia le d i d i fP~a anli:•sfì;::sil'tnl 0. !Jer preci isporre erl ,ord inarr appre!"lament.i a dife~a antiasfìssianl r. rli tr1nr<'c, rioline, rave:rne, scarpate, vallate, ecc., ricognizioni per ~t ab ilire l'esisLenza nel·le lrirnrcl" nem icllf' di O!Wrc a.tl f' a ofr'e~e con gns. E-bhf• anr·he mis;<ione rii stabilire l'en!ilà dr·i danni rlirtro altucrhi ao::fissiant.i n rmi~i e inoltre fu inraJ:i,·ato, lnlwtlla in :=;:•:-tuit o a spontanea offf'da, di Jl<tdrrip:we· arl azioni sia. per studia.r~ e stab-ilire prevenlivamente lP rondizion,i topografiohe, metercolo~chf' dei nost.ri att..acchi con gas, sia pf' r preparare (l) Rf'J::lldon" rl<'ll~t Comntì~<:>lmw Jlf'r

lo l'tnrlil() fh'll:l d:l.ff':<:t ('(ll!f'ttiY:t rontro

i j:!M :~ l-1i~...juuti mrm•i. l'•H11:1. )lll ll!<'li J't·l:lt<"il\') . H<1l i)!!Jbt. S!:t hilimf'utl r.ir.l()~rnfict rilrn1tl. 1916.


122

Il. 1..\l!flll.H ,miO ("ll niiC'ol Dt:LL.\

3• .\IUt.\T.\

moralm ente e mate rialmente la truppa c he doveva. partecipare aJl'azione, sia per dirigere illanl'io dei gas durante il combattimento, si.a ao.oora. per provvede.re alla difesa generale cont.ro i gas asfissiant-i del settore di combattimento o per apprestare i mez~i di difesa nelle nuove posizioni occupate dalla truppa nell'avanzata. Nei primi del 1917, i-1 Comando Supremo, fissando -le modal.iLà delJ'OJ-ganizzazione dei gas, st.abiliva che il Laboratorio chimico della 3.. Armata "deve cons i-derai'Si, nella zona di guerr-a, come l'ente centrale consultivo in mé!lenia chimica" · Mentre l'attività del direttore e di parte del personale e-ra .rivolta a tale lavor·o di orga.n•zzazione o di pa.rt~~ ·lpazione diretl<:L alle vif""ende della guena, il Laboratorio rontinu ò sempre a funzionare per le sue mansioni r.onsuet.e di controllo igie nico, e di collaborazione agli ·OSJ>edaU e ai comandi che ne •ric hiedevano l'opera. Sopravvenuta l'inuz.ione delle truppe tedesche nell'aAta valle d ell'Isonzo. il 26 ottobre l'917, il Laboratorio col materiale più in1pol"'lante si trasferi alluago di concentramento, senza perdere d-ella sua efficienza. In seguito, fu stabilita la nuova. ubil'azione del laboratorio a Mira, ove occupò i locali del laboratorio d ella fabbrica di c,andele, allora inattiva. ,\ Mira il Labor·atorio chimico della 3a Armat,a fun~ionò per tutto il 1918, fino a che la viLt.oria del·le truppe ital.iane non permise di ricuperare Cer vignano e di ripor-tar·vi il Laboratorio c he ivi ritornò il 2 gennaio 1919. S1rbilo dopo la vittoria, il di1·eUore del Laboratorio fu inviato a Trieste dalla Dire:?Jionc di Sanità d eltla 3" Armata, coll'incaric.o di ra~.:­ cogLier-e, cerMre, ritonosc.ere e orrlih:tre il material e chimico austriaco. Il Laboratorio, dopo n uovo breve periodo di \"ila R Cervignano, fu chi,uso nel marzo 1\)j9. Esso aveva funziollato poco poiù doi 40 nl€'~i. d al settembre 191E> al marzn 1g; 9, con breve interruzione nel nove-mbr~ e par·t.e ,d el dìrembrc Hll7. In rompi ~:>:;.(), l'altivilù sriluppata dul Laboralorio si può raggruppare c.ome segue: J. -

Oifr·sn riJllrllil'ff rldJ ,. lrttJJPt' contro ·i r;a. ns{t.:;.~i11nt i. Studi,

espe ri~ nze ,

relazioni, ci r·ca i mezzi più atti a tal ~ di,fesa; organizzazione d('i servizi relali\' i; predispos-iz,ione a difesa di trincee, doline, cavern e>, val late, ccc. m·lla 1 zonu di O}JCrazirme; wopa.razione moralp c maltwiale della tnrppa; partt•ci·p azionc ad azioni con compiti offe-nsivi o di fensi "i; <·same, oe (·olluud o di mate r·ialt' rli clife~n: ispezi oni cii tJ·in rt>(', ri rog·rri nion.i, rili ev i, controll-i, ecr·. · 2. - .4nalisi Nmtrolli e ri('!' r l"hl' rirnmrdi7nl i il maf,•rifll(' chimico d i . guerra -e specialm ente esplosh·i. pr-oiettili, s-cheggie, sostanze lagr·imogene, m~Leriale asfì>:sianLc e ani iasfì:;siante, masche re protettive e loro riprist-ino , rivelatori e mezzi di rrelevam ento di ~as, apparecrhi nubigeni. s:1.poni alìU.appitnnanti. Molti di tali P~ami ri!fuarda n<J il materiale nemko . spf?r·ialme nte _gas a::fì:;,;ianti, ~os tanz e lagrimogene, m1sc here, re~pi rai.OJ•i , PS!llosi Yi. proiettili o rdinari o incenrliar·i o lum inosi, proi ettili S!)t'P iali da aeroplani, N'c .

.


11. t.AIJOnA'CORIO CRIM1CO OEU. \

33 ARMAT.\

123

3. - Contr,;llo dei prodotti chimici industriali di uso ordinario ~r la vita della truppa e delle po,pola.z.ioni civili. come p. es. metaUi, leghe, combustibili, lubrificanti, stoviglie, eoo. 4. - Collaborazione chimico-clinica, chimico-igienica e chimicolegale alla Direzione di sanità d'arma:ta e a quelle -ò:i Corpo d'armata. agli ospedali da campo, ai tribunaN milit.ari, ai comandi vari, che si ~plicò con ~·ana:lisi di urine, secrezioni, med'icinal~, mater.ia.le autolesio. ni~ta. ·perizie tossicolog.iche, ecc. e inoltre con -preparazione e distribuzione di liquid·i disi·nfettanti e antitparassita.r:i. 5. - Tutela annonaria per le truppe e pel' le popolazioni ci'VHi viventi nella Zona dell'Armata. Questa tutela si: esplicò con prelevamenti e anàlisi ~i alimenti (pan-e, farine, paste, conse1·v.e, {;aJ·ni, formaggi, lat~. oli, grassi, salumi, ecc.), di bevande (acque, vi·ni, liquori, utensili, ecc.), ma specialemente con la vigilanza conti1nua sulle acque pota,. bili, intensitkata a mezzo di oontrolli perjodici durante le stagioni estive: es-peri~ n ze d-i apparecchi, potabil izzatori. 6. - Ricerche varie. Ricorderò fra le principali 10 stu-dio cir-ca ~'im­ pianto di un laboratorio di rkupero .per materiale di medicazione, inchiest~ sulle cause di incenQ.Ì!, d1 esplosion i·, ecc. Raccolgo ora nella 6eguente tabella alcuni dati sta:tistici ria..c;suntiyj circa le ana.lisi ese-guite nel Laboratorio c.himico della 3" Armata: 1915

-

1916

1917

(3° trl-

Gennaio· Gennaio Ottobre 16·31 Ottobre Dicembre

mestre) C:bl•lca bromatoloctc:a. A eque potablll . ..... A eque minerali o gazzose v lol, birre, llqnorl . . . . . . . . . . Latte, burri. graasi, formaggi, olll .. F arino, crusche, pane. paste, riso . . D olcl, cioccolate, marmellate carnl, salumi, pesci, conserve . . R icerobe varie . . . . . . . . . · .

3

'

C:blaslca farmaceutica, to .. rc:oto:rlca, eli• nlca e leR'ale . .Medlclnali A nalisl tosslcologlche o rlne . F ecl. essudati, pus. espettorati, vomiti. san· guc, succhi gastrici, contenuto stomo.cale s ostanze sequestrato o censurato R !cerche varie ••

•

•

o

o

o

•

•••••••••••••••••

C:hlmlca tec:Dologlca. Es plosivi . p rolottili, schegge, leghe UletaUicbe, ecc.. Materiale Incendiario . . . . . . . • . . . Apparoochi e materiale nsflssiante, lagrimo· geno, antlasftsslanto, fumogeno . Stovigllc, soo.tole, materiale vario , . Prodotti chimici e industriali Inchiostri e scrittore s impatiche Apparecchi .-ari e collaudi .• . Rloorohé varie . . . . •. . o

••••••

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l L L~BOI!A'I'OlUO rH D.UC:u

3. -

DEI. LA ;~a .\11~1,\1',\

Acq1-1a pot~blle.

Fra i vari rom piti (·he, come abbiamo visto, furono assolti dal Laboratorio chim:ico de-lla 3a Armata, vi era quelJo del .controllo sulla pot.abil.ilà d~lle acque. Il 'Pr obìema dell'approvvigionamento i-drico per gra.ndi masse <li tt·uppa presentava nella zona carsica d elle grav·i di-f fic.oltà, dovute sia alla speciale fisionomia i droldg.ica della r egione, sia al co ntinuo dislocamento delJ.P truppe. Mentre nella p,ianura sol-tostante al Carso si hanno fiumi e vene di acqua a poca profondità e quindi prese-nza d i pozzi ~ di ucque.ctotti o possibilità d·i pralicarli o di costruirli , su l Carso p t·opriamente d etlo non si hunno cot·s.i d'aqt~a subaer ei, rarissime v·i sono le sorgenti, rari e inl'erli i !aghetti t-cmpol'ane.i. QLt~to fa~to è dovuto alla natura Sl)e.ciale della roccia Cat'SÌ Ca., che venne paragonata. ad un'immensa spugn a pier tri·fic.alra, p erchè i•l suo calr.-éu~ .ricco di fessure è c-apace di a:::sol'bir·e rapidamente le acque meleor ir·he, le qua.l i si nwcolgrmo i n fondo alle do-line, donde .filtrano •ne<l soltosuolo, si preci11itano nelle voragini, nelio foibe, scompaiono nel mi ~t.e-t·o delle ··av erne, i' vanno ad alim('ntarn i nnmerosi e in !g randissima parte ancora sconosciu ti fiumi e laghi sotterrane-i del Car!'-0. AnchE> pt·ima d ella gue-rra, la popola.z.ione d el Cau-so era quasi es<"'usiva ment,e .af)provvigiona.ta da acque p·iovane rarc.olt.e dai t('t.ti in cisterne, C·he erano insufficienti ai bisogni normali e che venneJ'O c-ompletamente a man(·a:re dur<llnt.e la guerra, per la cl.istruzione de!Je 1·ase e per l'esodo dq d i abitanti. Nonostante ()UE•5Ie diff]c.oltà, l'al imentazione acquea fu cu rata al massi mo g t·ado e. quando, dopo i primi mesi d.i ~uerra , si potè f'ilenere non breve la dlimor a dell e truppe in t ri ncea, i comandi vennero nella determinazio ne di rondurte l'a-r qua in località romode !1f>1' gli anorov'~igionamen li e, ow• era P~-sibi le, nella stessa trincea. La necessità di 11n ' Ont.inuo ri forn imento di acnua, m n.ggiormenle se.nlif.a nelle arse pietr éLie deT Carso, rese ne<'l>ssari ·grandiosi lavor i ùi t_rivelluzione e di con duLlure-, r·he furono fatti dai nostri zappall>ri c minatol'i, <'On quella tenace e- morl t:>sta l abo rio~ i tà loro cara.tler isl ira. Non è mio ròmn~ to pnrlar·e di tali lavol'i, ch e furono eseguit.i sotto la di.rezione di un o speciale Ufficio im pi«nt.i i drici (J ), 4st il uito dal Comando d el Genio dt.• lla 3• Armata. Còm pit-o del laboralot·i o !' hìmico, in acr·orclo collnboralorio bar !Rriologico fu qu ello .fii an81izzar e, ciasr uno per il proprio r ame, l e acque rnima e dopo i 'l avori di ca.pt<Jzione, onde stabilir·ne l LL potabilità. Oltre lp arqut:> d-i nuova captazione . i dne labol'rdol'i cse~u irnno h1lte l<' nnaJ.isi richif"le dnlle Autor ità mil itari. (r·omandi, O~JH' <i <d i, uffir i ) e rivi1i !sin-

(l) l'm· J)(){·hl mN;i (iW1ti•mhr(' l!lHI- ff>\1hmio l!ll'i). lTftk- ill icl r ko c•hhe n ~r l'AlhorntNio r·hìmi <'ll Cli>llfl ~· Annnbt un ~!lhiu(>tto s rt('e i;Jle JIC t' 14? llllilli~i di>lle acque, elle iut.E'~.,'>Ilvano detro ufficio.


n . l-~llOit.\1'01!10 ('Jll:lJICO DELT..\ 3a AIC\1.\T.\

12.)

daci, ufficiali sanitari, ecc.), per acque già in uso nella z.ona·dell'Armata, sia d estiJnate al consumo della truppa, come della poPQlazione civile.. Ta:Je lavorò si. i•ntensificò in modo speciale nelle stagioni estive, durante le qual.i i due laboratori ebbero ì'incarico di analizzare tutte le acque potabili in U$0 nella zona, in relazio ne a epid emre diffuse o lemute. P er organizza-re un lavor·o corrispondente all'importanza deHo scopo, il laboratorio -ebbe in qu eLI'oecasione aumento di personale e materiale. Il prelcvamento di campioni veniva sempre fatto da. un ufficiale deL laborator:io chimico, ins ieme ad un ufficiale del laboratorio bacteriologko: ~iascuno prelevava i campioni destinati alle relative anal,is i. Dei risuJtati ottenut-i si mandava regola1·mente, alla fin e òi ogni settimana, una relazion e statistica alla Direzione eli sanilà, per gli oppor· tuni provvedimenti di polizia. san ilaria, circa le ac.que no n potu.bil.i o sospette . LE> analisi ~seguite , dato il numei'O ,d levante di esse e la urgenza dj ·~ onosc erc i nisult at.i , per· potere usufruire dell'cH'QUa captata o per poterne impedire- l'uso, si dovettero quas.i ~e mpre limitare alla determinazione della 1hlLabilità . Per avere un' ìdHa della salul:>rità delle acque d€lla •regione occupata daH'Armata, e specialmente de lla zona Cervi'gnano-MonfaJcone , J'·iporLo i giudizi di potabili.tft D me no emessi dal laboratorio relativamente all(} acque di tale r eg;ione, !imitandoli , per br·evità, a un determinato periodo di li><mpo, ·p-er es., dal 1° gennaio 1916 al 30 g.iugno 1917. Avverto che tali dati non hanno, per le ragioni dette, la pret.esa (li portare un r·ontrihut.o alla ·1111e1·essante id rogrnfia cl eli a regio ne <·arsic.a e pcd c aJ~ i,·<t; ma semplice mente eLi ind.il'are qua·le fu il lavoro compiuto da un laboratorio r himieo di guerra, nelle condizioni special·i in c ni esso doveva laVOJ·are c. per gli scopi peculittri ai quali esso -era. adibito. Potabllltà delle acque analizzate dal t v gennaio 1916 al 30 giugno 1917.

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l L r•.\llOR <\TllRI O C' H l ~l!CO DJ::LLA

126

3• ARMAT .\

Rifei'isco ora gli st.essi r isultati, mettendoli in relazione con La natura del getoo e indicando per le acque non potabiLi le ragioni 'principali, che determinarono •l a non 'POtabHità, e cioè la durezza, la presenza dell'ammoniaca o la presE.>nza dei nitriti. Potabllftà fdelle acque, In relazione alla natura del getto.

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NON POTABILI PER

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~ATURA DEL GETTO

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217

5

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18

35

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Pozz-I artcdlani . Pozzi N ortbon .

~

TOTALE .

J.n ' base quindi a!ranalisi chimica, che fu sempre confermata da quella. bacteriologic.a, le acque della regione Cerv.ig.nano-Monfalcone fornii'ono le seguenti percentuali: Acque potabili . » non pot.abiLi » sospette .

76,4 % 12,3 % 11,3 %

A S<'hiarimenoo di queste cifre. si noti che il maggior numero di acque sospette e non potabili venne dato dai poz~i Northon , cioè da getti a carattere transitorio, .che gli uffici -sanitari militari e civ.ili provvidero a risanare, ciò c he si oU.enne spesso. o a togtiere d all'uso. In generale non si €hbero mai a constatare forLi ,inquinamenti. Anche le acque dichiarate sospette o non potabHi erano solo leggermente inquinate. Tale l'isulta1.o è tanto più .notevole se si tiene conoo del fatto che le falde a cqu ifere sfruttat-e non erano tutt-e profonde, e che alle cause d'inqu,i name-nto ordì narie si aggiun'gevano quelle straordina'rie dovute al not.e\·ol-e agglomera.ml:"nto d.i uomini e di animali causato dalla guerra, agl.i spul'ghi imperfetti, ecc. Tutto ciò depone a favore di una notevole pu·r~z,a delle acque del.la zona e di una e fficac e protezione da parte del 'terreno e d ei sistemi di captazione e di conduzione .i n uso nella .rE-gione. Tali -deduz-ioni trovano confèrma se, oltre i dati complessivi riferit.i nella tabella precedente. sì considerano anche i risu ltati analitici, tralasciati per brevità, c.i.rc.a i diversi componenti delle acque. Le acque pedcarsiche dimt>st.r.ano al lora le loro prege.vo1i caratt.erjstiche: esse sono dolci e leggerissime, con


iL 1..\llOllATIIItiU Gfl nUCO OELI>.\ ~· .\ liMATA

127

esiguo grado d·i durezza, debole residuo fi~'SO, prive quasi di cloruri , prive di fosfati . Un rarattere ad esse generale è che, di fronte a.l.l'asse.nza di ammoniaca, di nitriti, e alle piccole quantità di mater-i-e organiche, si ha la presenza f,requentissima di quantità maggiori o minori di nitrati, per .i quali ·non si può .pensare ad un'or.igi.ne m~ner.ale, come vedremo in seguito in un caso analogo, ma pw· ammettendo l'origine organica, si deve ritener e che le acque, durante .il loro trag.itto o nei bacini sotterranei di <raccolta, subiscano un/autodepuraz.ione, facilitata da!lla permeabi lità e dalla porosit.à. del calcare carsico.

Volendo considerare ora le acque an.al·izzate in re lazione al territorio di provenienza, .riporto ,i risultati ottenuti durante detto 'J)e.riodo, distinguendo la regione ronside rat.a in divers<> zone, secondo caratteri topografici, che risu ltano evidenti t·onsultando untt c·artina geografic·.a. Potabllltà delle acque, In relazione al territorio di provenienza.

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a snd dalla linea Tor7.0·S .Can. ziano.

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. Zona ad cd t dell' l sonzo fl n.o a l Carso .

37

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-

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5

5. Zona pedcaraica o car~lcn .

42

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6

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18

35

32

rovìa t tdtne-Gorizia

Zona plana, tra la ferrovia t ;dtneGorizia, il Torre e l' I soozo 3. Zona ad ove,;t del Torre. llmitnta

. Zona. llttornnca '(marittima o laguaaro) TOTALE.

- -

19

- -

3

-

284

217

5

12

--

Vediamo ora alcune parLicolarità presenta Le dalle singole z.one : i. - Zona montuosa a nord della fnrov i(l Udinc-Gori:io. 2. - Zona fra la ferrovia Url'ine-Gorizia, il Torre e l'lson zo. Entrambi questi territori furono solo t.em poeaneamente nella giurisdiz-ione della 3a Armata, per cwi ·le anal isi ad essi relaJiYe sono srarse e i risult.at.i ottenuti non -possono quindi -essere presi in considerazione per deduz·ion-i d'.i•ndole general e, ma si riportano solo per cornpleLar·e le indicazioni .


1:?8

J l. 1- lll(ll< \ TO!>HJ CJI DUCO Dt:LI,..\ :$ 3 .llnl.\'1.1

3 . - Z o11u ~td un:st dd Torre, l imitO'Ia a. s url d ella li1tea Ter:;oS . Can:;iano. E' la zo na ne.l la quaJs fu pre levatA:> il maggior nume ro di campion-i c ove era. più d ensa la popol.a.zione mili t.a.re e civi l e. Su 166 \:anrpioui di acqua andlizzali, si ebl>er o le seguenti percentuali: A cque potabili . . t\3,7 % >1 non potabili 4,2 %

" so.spetle . 12,0 % Tutte l e a c.que non potabili presentarono u n inqui·namento tt·ans itorio: esse woven ivano da poni Nol'lhon, di pic,·ola p r ofoudiU1 e quindi fudlme.ntc inquinabili, sopratutto con le pioggie. lt. l una ad t•sl d dl' l son::.o, fino nl Carso. 11 numt!ro d elle analis i falle r elat.ivamente .a qu es~a .zona norr è :grande, m a èlllChe la zo rm non è mollo esle:3a, pe1· ('U i i r i:<;nltali ollen uli non sono pn vi di· valore. Su 37 campion i analizzali, 31 furono r.isconl.rali potabili, 1 non potabile, 1pozzo ì'\orlhon ) ~' 5 sospetti. 5 . - lonfl ,,,_.,,,•rastt'tt c ou:;int. .Colll!>,·t•nde i paesi PO!:ili ai piedi dt>l Carso eli Monfalcone e quelli posti su lle pri~11e pencti<:.i del Carso, fino alle trincee. L'enorme aggl omeram enk> di pe.wsonc, di animadi e di cadaver i; ins ie me con la p enncabil ità. del terreno calca r eo e con l ',e sis tPnza di numerose fessure , d oline," caverne, voragini , ecr . e. quindi la facilità di sc.Qii nel l'interno d ella massa monLuosa, spiegano H n.um t-r o r ilcxante di a cque non potabil i r.is~;ontrat.e .in, questa zona, s pec.ialmente ne lla par'le m c r· idibn~tl~ di essa. Su 42 -campìoni analizzati , 14. fu r ono ri ::wontrati n on !10iahil i e 5 SO!:ipelli .. E' d a. notare pe rò che alcune ò i ta li ana lis i (la;o di Do berdò, lago di Pi etra Rossa, L<im i ano) son o :;late fRlt!' upperw h· n c1~l re tmppe co nq u istarono q uelle posizioni e qu.in<i i q ua nrio an to ra. nd len e no ci rcostan Le esist.eva no numer osi eH daver i. I n se!!u ilo pc1·ò, quando, d opo i fal li d ' arm ~ vittori osi , le nostre t ru ppe pt11(•rono St>in gc r~ i HYar!li c li be rar,_• tonr p i('[;Jmen l e iJ car-.:>o rwciden tal<' , si r isco ntrò ('Ile l11llo il sisl,enra 1d1·ieo d el Carso di Monfal<:one e rèl capace di ridare buone a cque potabi li. Tu ttavia c·s<:o fu t.e nu lo &al lo r·on linua ·sorveglianza, pc n·hè le origin i d elle nèque di lnlt sisl<'ma e rano i n mano dal nC'mico, com e si d esume da;JJ'esame l opog rafi ro~idr o lo.g-ico d ella loca lità . l n ~ssa i nfatli si po~sono ron~iderule due grup pi dJ ;:[ Jilti eli ('Orsi d'n1·qua: qu<·l lo cl(:) lago di D ob erdò e qu ello del fiume Ti ma,·o. Il prim o si or.igina d alle i·nfìltnlzioni &otte nan~<' d i n ubb.i a, Quasi alla con flu enza d0l Yi pal'.co f·on l'Isonzo, e co n uno d ei lanLi co rsi sotlen<!Mi d i cui è cosi t'in·o il Carso, alimenta il ];!!m di Dnbl' rdù. e i soflnsta nli lap;ili ùi P i<•lra Ros-.::a e di Sabli•· i. Q u<'sl'ul~imo versa le sue acque in un pozzo inghiottitoio natural e, posto nella sna parte nJ Pr iòi onalc, presso il v iadotto ferr oviario: rlopo aveJ'C <l l~.raversato il ··oli{' o·alrHre :Hl 1· u i corre l<t fl'lTo,·ia, la v0.na ri sorge an<·ora u na volla alla llwe nt'l lr sor'g:c•llli )Ja ludo;;c d el Lisert . di ftonte a Monfalrone. 11 ~erondo sistema iclri(·o ctcr i,·a riai Ref·ca o Timavo suncrior{', chr !'4i ori~ina dnl monl<' Alb io t', dopo un ]){'r ro rso ne n~o d i c·i rca 45 Km. da surl-e:Sl a norrl-m·est, s i precip i ta nella g-randiosa. vorag-ine eli S . Can~iano a. est di Trif':;le, tra,·crsa il Carso solte rra.neament.e ,


129

•

per 40 Km ., passando per le groll-e di Treb icciano, sudd ividendo~~ in par:ecchi i·ami, .S!"a\·ando cave rne grandiose, alimentando le sorgenti soLLomari11e di Aur·is.ina, che dànno L'acqua a Tt·iesle é. sgot·gando finalmente, -con d iverse bocche, presso S . Giovan ni di Dui no, o ve t"onn~t i l Timavo Jn feriore, che, prima dt gel~arsi in tniH'e , ric.eve , ne l brcVIiss imo cors-o, le acque del Lisert ed altre àcque provenienti anch'esse da. rami sotterranei dello s tesso Timavo (Molino Sardtsch, Mul ino Mos<·hen izze ) . • Come si vede adunque le or ig ini di questi due t:or;ji ~ c.ioè il Vipa<.To e il Recca eran-o in mano ai nemici (1) dur:wte il 1915. 1916 e 1917 ed era qulinrlt n1)ccs..:;a ria un'ocu l ata ,·igilanza sulla lu t·o salubrilù, 1· iò çlte appunto fu fatto. Questa zona ha un' importanza. idrologica n<m ·indiffert'n ta per la presenza delle rinomate acque ter·mali di Monfalco ne , conosc iute ::rin dai t~ mpi dei Romani o léll'gamenle nofc ~ usate ron

varie vicende rlu. quelle

poJ)Oiazioni . · 6. - Zona / i!lr.lollc" · (;,,•triflimfl ,_. l lf.JIIlltlrt· ) . Compre nde por h i paesi, dahla linea T erzo-S. Canz.ia.no su indicata fino al mare . Troviamo in questa zona lu. latg una di Grado. Furono analizzali 25 campioni, d e i quali 6 furono ri:-;cont.r·a!i n on polal>iJ i, per. le ragioni oc.casional·i indicate a proposilo della zoTla pr·ecedente . Jn que:;La zona mE>rilano una speciale considerazione Le acque di Grado, e di altre loca li tà li ttorane.e, :le f'!Ua li conleng·ono una quantit.ù non lieve di ammoniaca (gr. 0,00 15 per l·itro) . Tuttavi-a ta,Ji acque d evono rite nersi potabili, per·chè l'ammoniaca non d et.iva d a 'Énquinamento reeenle, ma è di origint' miMJ'ale, proveni€'nte ·cioè da.i dt•positi to t·bosi, su cu.i sono s ituaLe le isole d1~ll<1 laguna di Grado. l nfalli d e lle acque, anche ra distanza d'i tempo, PIIT' prt'senlando le stesse quantità di ammon,iaca non contengono nè nilrili, nè nilruli, nè ;ge rmi in quantità note\·ole di lHLlllrn. patcHrt:o na. l/éll ·q ua di GN:do proYit'll(' da. u.n pozzo a.rlcsiano profondo c·ir<"<t 2:20 m. d w. fu lriYt'llHio nel HJOO. Anc·ile al mom enlo d elle prime brive llazion i, l'an a·lisi indicò la ~w€senzR di ammoniaca: tutt.avia ÒJ·ado non lamentò mni epidemie proven.ienti dalle acque, anzi, come è noto, fu scmpl'e stazione ba lnea.r e molto fn~quentata. J.l sottosuolo t.orboso è un fenomeno genet·ale a Lut.la la N.da settent ri onale d ell'Adriatico oer.idcntale . I nfatti cta Veuczi.a a Grado, !e sl r ali fi cazi oni riSC'o ntrate dura nt·e le larebrazioni misero SOffiJ}r e .in evidPnza torbe, sa bbie e argille, di natura palustre e fluvial e (2/ . Il ratlo è dovu t.o ai nume rosi (1 l t'n fatto nunlo~to ><i ri >~c-ontrn neJJt> ::t('f!U<' l>N~Ilt' l"t<' corrNttl m·lltt v:lltnt:t G:tT";::m ro. n t nord et~ l ?lfontt> ~:mto. eh(> 5:[l:Hh~c·ono t~!· IU<'~~~~ eli lnj!lll:Ortitni Wl-

turlllli. J"("JJd'E':llCio sotlerran~o illorn c·ot·;:o, e riMnl] ~:lrt>urlo Ul'lle ~l"l!<'llti dPI ì\1cr7At>k. (<Ut!n ~ucl.a cl~<:tra dell" I,<;Ot17A>. 11 i pi~dft del :'lltlfllf' Rant·o. P er un certo ]')E'rloclo dl tempo. m entre In sorgPutl:' E't·a in ma uo no><tl'il. il Ga r~aro Pra IIIIC'OI11 ~<-unto dligll n ustrillc-1. (2) C. Humu:s. lrlrorlrtt/i!1 .~r,/ltl!TtniN/. crn·.~if'r/ . Gonzin. J!)():l. In t·el;17.lone :1 qut"i"ti cl(•J)()"i•ti di ;..'(ll"tan7,(' Ol'l!illl lf'hf'. C'<i~tl'nti n.-dt :,1 t·ati inf('I'ÌOJ"i 1k l littoralc• 1:' dovuti a formnzlo.ne di clE>lta tluv!ah. S!)On st:Ht<' {lk•wt·vntc . :111<"11!' n('lla 7.0tlll C'be r-i riA"Uft rda. sm·~entl di lZ:lS i ntìn mmn bltl, C(l;:J <"clUil' ~ cii1 noto. •llE'r a l<'lme> loen liti t clt>ll.'l TPI::Ì<>IlE' littoranea \'{'11Ctl1. Il f,ai)M;lto ri n f>hitui <"l lklln ~:,. A•:·mntll {'hbe Of'Casio!lJEI cl'8 nnttli7.7AHe. p. Nt. nn'acqua ricc-a di g:'l.~ Jn.Jl:tulllll.;.lbit<>·, prclevM.a a punta

Sdo'bba, alla foce dell' lson.7.o.


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u . l ' lt' \JitiC' I >-0'1 ro 11. rtt<'J>~:no :-.u:mr:o·L.f:<;.lu: ~tUT.\Iu:

e importanti fiumi, che sboccano in quel mare (Po, Adi•g e, TagLiHJmen.t.o , Isonzo, Timavo) ed è dimostrato anche dal continuo inal-uusi del s uolo littoraneo (1). Un altro fatto d egno di rilie vo consiste neiJa presenza di t.raccie di idrogeno solforalo in alcune delle acque dì qu€sta zona litt.oranea,•e più procisamente .lungo la I.ìnea Te.rzo-Aqwl eia-Belvede.re. Anche le acquew termal.i di Ylonfalcone hanno odore e saporo di uova fTacide , che perdono appena venute a contatto dell'aria.. Questa regione adunque presenta un complesso dì fatti altamente interessan ti dal lato idrologico, mentre dà le maggiori garanzie dal IaLo ig.ienico, anche, come abbiamo v.isto, n elle cQndiz.ioni straord.i narie prodotte da:lla guerra.

Sco OLA D'AT'PLJC AZIONE D I

SANITl )1ILITARE

Le cicatrici sotto il rispetto medico-legale militare 2> <

p<'r il pntf. Gaetano Funaioli, tenente colonne llo m edi<'o;

insegna nte l itol •.u·e di m edicina lega le militare

L<' ciralr ic i ~ono di g rande intert•sse ·Jlral i{'O e sc ienli.fì co. Se ne oc~ (' upa la medi cina legale 1·omune, sia riguardo ai p roblemi di trau matdogia fore nse, s ia rispetto a quesi ti di identificazione: le ricerche su le c icatl'ici nel tampo medko-l egale servi.rono iniz.ialmt'nt.e a intenti rhiru rg ici rome cont r·i buto :ti tema delle lesioni personal i, r he costituisce la parte più ' antica mente roHivata dellA medkina !l'gale (Ziino); surtessiv.ame nte esse assunsero orientamento nuovo, indirizzandosi alla !' Onoscenza psicologiea di f'Oioro che le cicat r ici presentavanò'. Qlleslo obiE-ttivo nuovo nello studio di colali ('ont.r·assegn i è me rito

ctcll<t !'CU0la anlropol o~ica it<lliana: per I-ombroso l'ossrrvazione d elle r icat ril'i .fu fdt ::~ m et a alla valutazione della personalità e rome fi liazione del criteri o Jomb rosran o, ne sono poi vr nute le applicazioni nel <·ampo de ll'iJlfodunisl :r a , rlella polizia scientifica per parte di Ottolengh i. Le rirerch e su le c.icatril' ì dei carccr·ati, che egli h a riferito n~ trattato di polizia s cientifira , d ocumentano il valore psicologico . che le im(l ) llLfflttl Il !lUolo d l'llfl <'itu\ rQnJ;ln:t di Aqull~· ifl E'l'l.l n m. 3,5 !<OttO ~~ suJ')('rtlct~ lu n~o il fiu.rut' Am•Rl, s i rin\"EMmN·o. a 2 m. ~111 lin>llQ d el ruuJ't', tronchi lll.Yoratl, a rmi di ft>rro e broiJZ() ('On

llttuBie, elle t- n •rn. 4 '-"U I lln!llo del m11re. Nel l l'fif),

<'<)rll.'l tll <'t'l"\'!). (Hui!'IH's:. l. c.). 121 ( 'u nfPI'< 'lW~ I :1;!1i uflit- i:tli Oll\'<lid :tllil.' l' i •h•l ('m·so pniP<Inttorlo Jo('l' l:t nomlun

n te nente ml'tllco iu S. A. P .


l .t' t"ll'ATI>l<:"l :SOTTO l t l!l :o- f•l: TT<l MUJIC:O·r.t:c:Al,E MH.lTAIIL

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P•r on te ckat:rizial i possono n,vere come i nel ici d~ tendenze criminose o violente . .allo stesso modo che i risultati degli studi su ~ cicatrici, •·i assunti ne! suo trat.tato di psirhiatria forense fallo in co lìal;>orazione col De-Santis, sono ulteriore conferma del loro indiee psicologico, pt~zioso a.l pari del tat.uagg io. Quindi lo s tudio d e lle cicatri-ci, volto dal sempli ce campo d 'indagine traumatologica al campo più esteso e più elevato dell' indagine circa il critel'io della. personalità, è un argomento di vitaJe interesse per la medit.: ina legal e, fecondo di risultati pratici. La risoluzione de lle moltepl ici questioni relative a lle oicatrici .p oggia sul l'esame dei loro caratteri C' he giova ri cordare per la loro importanza e che si riassumono .in ca ratteri di d imensioni {l unghezza., larghezza e profonclit~t ) , di forma (l ineare, non lineare), di direzione ris petto all'asse del corpo (verticale, orizzon ta le, obli'q ua ), di superficie (piana, eonvessa, <:on<:ava) , di colorito (roseo, biancast.ro) , di pos ~­ zione rispetto a una dete rminata regione. e a punti s alienti di repere: il rilievo di tal i ron:notati coopera alla vah1tazione esatta delle lesion i personali e al segnalamento d ei caratteri psichici individuali. U tem a delle cic atrici interessa la m edid na legale militare anzitutto per s tabilire il grado di di::-l u1·bo funzionale, dallél. pregressa -les ione indotto in un d ele,·minato segmento. Il perito d el Consiglio di le,ra o del Distretto militar~, ad esempio, dovrà, in presenza di una cicatri ('e del collo osservar ne i <:aratter1, e h~ egli ha appreso dallo studiO> della medicina legale ordinaria, dovrà coordinadi per ri~ondere ai quesiti più abituali re lativi al gra.do di i imitazion e motoria del · collo, aJ grado di pressione da essa esercitala su le parti profonde . Su la base dello stesso <'riterio del disturbo funzionale si giudicano le cicatrid degli wrti, i ('Ui caratte-r i di dimensioni, di superficie, di sede hanno grande valore di fronte a compres::ioni di tronchi nervosi o di tendini o di capi RrtiooJaM, le quali possono ostacolare il libero movimento della par·Le ; ('Oi!1 lo stesso criterio del di slurbo funzional e .~i valutiUlo le <' i<'africi d ella r egione t.oraci<' a, dell'addom e e anco della faccia, in cui !.a presenza degli organi di senso, la funzione maslicatoria può essere compromessa. da.lle impronte citatriziali: nella facc ia però non bast.a, anche in medicina legale militare , tener conto del solo criterio d el distu rbo funzi ona le, potendo ·le cicall·ici esse re u bica te ali 'infuori di· organi di senso e d ella zona temporo-m.andibolare, ma. occorre aver~ pur riguardo a eventuale configurazione antiest etica, ciò. che ,può assumere importanza rispet.to agli int-eressi disciplinari di una collettività ordinata come è l'Esercito, in cui la visione di farcie a connotati ributtanti è carusa di ridieolo e induce a motleggi >eon s<:.a pito della serietà dell'ambiente ~ <iello spirito di corpo. Ma l a medicina legale militare è inte1·essata al tema delle cic atrici dal punt..o di vista dell'identificazione os ichica individuale: occorre .. non in fr-eque ntemente esaminare, ·nei r(ma.rti di osserva:zione n e uropsichi.a.lr i-ca degli ospedali militari, individui autolesi n ell e mani, negli avambracci, nella rc>gione c;tcrna:lP od an('he nell 'addome per capriocio morboso o per altro sfogo qualsiasi; sovente il ri sultato <iegli esami rivela in loro un temperamento violento, menh'e le cicatrici mul -


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tiple, superficiali, a var·io deco1·so, danno la testimon ianza di c risi di irritabililù. }lersonale, conllibuen d o alla ,·alutazione. d el lo· st.a to psichico in ordrne a CJLl~:>sit i d 'imvut-abililù, di adull.a'bililil all'a.q1bi<'nle, cui è chiam ato il m edico lrgale militare; cosicchè a lui è ne<:c::>sario t en er presente l'importanza. psir·ologica di que-ste impronte in b ase aiJ'iJJdirizzo dalo da Lombroso-Ollolengh i o da ll't'S[ler·icnza eonml iù a lo . Ecc.:o qualche t>sempio di t iealrite lumeggianLe la per sona.Jità: I. - ~- :'\ .. ~o l<ltlo !II:I J','(.Jo fnntnia, ·t lato a Sii('7.Ìil ud J ~!l'i, brac·ciaiit~·. im J>Utntu d i in ;.;uhol'(li Ji a;r,io u~.> c·ttnLro urlkia le . :\:'l;:<'C dH t~ll u leoolisi H, ù ~·ftutto J•t>t· <:lt'l'o>'i t'IJ.ll th·:t . H i,.uita dt<' :, (Il.'"""> d i>«.•rta Ya d:tlla ,.:cuo ia l'l' l' Ytl ;!':t ho ndat·c;> iu carnp:t;.:"lla. ::;.,no Ll· :tl'lltr iuc•> I'>'P i n ntulw 111:111<::1117.1! di>:dpliu:tri pe r ) ){)t-a <·UI':t ùt~l NH't'\'l lo, J<t•r· l:nwi" •li ;;"!l\'Nte <vntrn eolllJI!li!Jli t> ).('t1lllu:Jtl. ll+'T' m ot t<'gg-ì a ,::-radua t L rì t:ll'lio a J•l'('~l~tr~ nhlx'lli .-tt~.JI :t :<oltuflidnli e ç:t ]IO l':tlì, Jl(>T rit flt'l.lo tl l'i!'llCl':lrt' iU 1Jllll l'tlt• n•. In lllòl;!:;!in UJIV, <•J IUHttll:t to~!i <lfi. UII l<t'l'g'l'lltc (lj u e tt:.tre h.• <":tlll<'l'lll t'. rit:rnlò J'l•« ·cu;r,inlle <h·ll'm·d im·, J•l'<·nd ,• udo a ht' ll'l'l;)!'ia re i l :Wttnflkialè f' 111\'I'Ul<>r:tJidu r~t lOlt• ,]j 1111\•><:\ !l i ,;uv. indiriz;r,o, OH.tle fu <h•ll tiiJ('Ì:tto !X'l' in:::u h ur-

rx·r

11 ina;-,inrw :\(•g: tth·n I'C':<;tlll~.> :lllttopnlng-ieo t> qu<·llo <l Pl vi,.,<·••ri toracO·:tthlonti H;.IIi : Cllt ()' df'll:t ,, , l pt• r·tiei~· llll l t· r·io r·p <l t' Il 'a r tn >'II J ~t• t·iol't' l<Ìll ist r o ,, (l••lla r~•;.:-iotl\' tomeìea 11 O · t e rin n • so h-a t a rla <"ic·:t t rid llllltH' I'<•>'<·. hwg-he da l lltll'l'~in•• ra• l i>lle u l tublta LI? c ll :rl~t .-qorlln sini;:trìt all a l'l'gintw ll t:l LUill a re d\•:-;tr·:r, rt>l r lliul.>t', ><!Jiau:rtl- . in IU:l~Ìo· nmut hl a nr·:t -<t l'l'. 1 'l': rll tk:ttrki sono l'!'>'lto tli f.:1·itc inft'.rt('.~i in :t<.'('{•S.'<I <l'il'l'i t:lhilitit. a (·ni t')!'! i ri>.:t~lt•l t ' "-"'-' 1'1' <l rtd atn ~<o;ur~ ttv ili fnm iglia OI!Jt i yoJta ,.<•ui\·n ;tN·mnpagu:t ro :lll:t ,_,-.IIVI:I : in IJIIP;:i:r C'Ì I'('Ol<I:IIIW iJ;I\' :t ili Ì>-lll:t lli t'. f-i ,.:l 'l""j Ì\':1 (:' ,,j :tbhrtiHIOtUt \ 'R liti :tfllufer ÌUJ\'111 Ì. J{tlv\' :I>'Ì Ì)l<>t•Si \ 'S Ì<l •: Hlllllt':l ")U•t•it• (t;!:li stillt"li tlu l~t l' itid, \' iYil<'itil llt'i r·ith•s,. i :lfl<lominoli. pupill:t r·i. p:rt•· ll:tri. Th1JJ' t'~llll H' )I:'Ì('IJ i('(l l'i;,11 JI Il : Il tlt•lli':ÌOli P (• 111('1110 l' Ìfl Jlttl'lli:tJ i. i; 1V~l'1.ÌOU~o! J)r< l] lùl'· 7.ÌfJJlata allo ~tal" "••t·ia 1<'. a s>'~J<'i a~.ioill' ith·ati\·a I'HJ.!nlHJ't.: attt·~giatut•n to ('f)llt}I0>-1 0 di fr<>nte all 'ut'fio-ial<', (vlh> :<•·n tinl! ut"•h' jJh<•"l'>l lll<' . fnl'ihlh·Htt· :«WI':le<T iinhl\,·. ,..PIIIinwulo dt•lla JII'<•JII'i:t p t•r• oll:rl it it ,..,·ilupp:rtn: d il':rlti. multPg-)!'i:rto dul':tlll<' il l)C'fÌ I ~(n di O<"l'IT:I'l.Ìoll<' Ìll l'f'I':I I'(O da : tlf' lllli mi l it.r ri. I'ÌSJIIHII I<• f•I)IJ :Jl'l'<l)!':\ll'l.:t HSXt'..'-1 :t!ltl fl (III,L"IIÌ jl('l' flll'I'J'III:I l'e la !<ll:t l'UJl('l·i(ll'ÌlÌt li >'Ì('Il: I'Ì;.;I1lt!l d.UOJ11'\' \ ' O(q n LiJ d\'IJ\JÌt: , 0 11 \11:' Ì' f;r<'Ì((• ,.<1(10(" 1'1 () Il 1\ll l i :tli t'>'llll d, JI(>Udtt• !<('Jl>'t:> lllUl'Ulè tli fl•tr<l,.,), rilf• \':111\lo t•;!l i lrll):'i\• !"ll Ì :'U<I i :111\ l'<'t'f ll'llti lni litH I'Ì l' ;:JIWilll' llflo )p )>IIUl· ;r, i<,lli. c·ht• Jllll' ~«mo hL-<o.:r it h • 11d :<uo fr,g-lio llt:ttr itolan•. TI "'"l!'l!'t' ltn i> :lltltn)lolog-i<·anu•ulc• pnro J~!l' •JIIll1tto I'I'Niit:trìc• : Il' !'\':l>'iouì d:1lln "''l.tl•la . , ..,g-nn la l <• IH• II':tn:J t lllW-i. In l •ro~<J)('tl:tY:rno qna le un inlpul>;!n ). lllt>lltre l' t'>'ll 1U<' ps i1 ·v lo~ i< ·o "" q Ut·llo ~t'llM •- r u c•t li rio tlo<:nm<•JJ t; l \'~lllo l'o rig-ine m•u l'O!>:! t i t ·a th•ll <· impul;:i•mi t' il r· i,.;nll:rto clt•i due <"-":tlll i \'t•HÌI':t an,·nt· lltt')!'liO lttlll<',!;')!'i:lto 1htliE' m o l t1• ,.:ti~lllll l t> c·il·a t t·i;r,bll i :l t'tu:.! i <· toraeic·ll1·. eh p ."''l'\' i ronv J)t·r·t·ii• :1 111a;..<giore id i' tll ilkn;r,i,.u(' pl"i.-lri\'.;.

"""'Li

Ant·.Ot'A. altr·o esem pio in ('u i le cicatrici , ('On giunle a d alctinj tatu aggi, conlribui.srono

a. pr'Di cltare

lut'l~

sulla inlclle lluali li.t d el sog-

getto : IL - .'II. H .. ,.n ldn l n 111.'1 (;!)<• fa n t l'l'i:•. un t o in Fi rt·nz<• n e l 1!-;!J!l, eou t fld Lno. ~ irnpttt:t t o fl i i l1., 'lthnr·di n:t7-ionc ,-t' r >'o un (':1pora lp lllft)!'g io r<,o : n.a ;,"'~' d ;t m adrE' i:Ott>I'Ì Cil t><i h11 11 1111 :<or t•lla istt•rif'<t : Jt:II'H t'il<' r~l i :'ihhia nnlto n e ll'l nfonzi.a eonnrlt.: io n i : f u J,!imnr;m E' JI{K!(J ,cil'<lito l\ l ltn'OJ'ù : :rrrunlnt:,, Yl' lllll' adibi to. pe r laeht<'urdia :H•<t'll twrta : :t !"l'ITÌ7.i ·"<'llt"n ta ri pe ru t:t llt' t rti: 1'<'<·:.: Y:tl'il' i nfrazio ni di i>f· ipll n:u·l. Jl{'r [..'neo riSJ)('tto :il i !'-ti TI<' t· in ri : n e l )l'l'n 11:1io 1920 fn <l <'mlll (·i ato )ler un~ re ri\'O ltO ÌII SÌ."<l\'lllt>ll tE' Jllli'OIE' di <·0·{,"11 E' Utill!l( '('Ìt' :111 1111 l'{l':Hltt:lt·(l, A l l'~."'li.U<l ohietti w u~l Jl('t' iOI I•> <li rL,'.I!'E'U7.!1 (•,.pilnlil' r:t ,:i f<'<'<'ro le "'<'I~UE'tltl m:;. ~<l'l'\' :'l ziun i : rw g-:t ti\·o il rl;.;u ll :Ho d i !tui a)!i Il{' lWtr opolog-i <·a, C'l t Ore t'lchicn rdleo ( pul><:t;r,inni allo s l:rlo di l'ipo,.o In m e<lìn 1:~(1-l:l:i a l rn inuto) . to ni a timbro metn l -


u : Cl t'.l TIUC ( S<>l"FII f!. Ili :<J>f.'ri'CI .\Jt; O!C:O· LE(: ,\!,t : ~H !.J"rAIII:

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fi(v ·· O l'i OP ('<Ili a hbOH\lHIIli fO><fa ti N l 0:<:<:11;11 i : CII te d<•lJ'a YlllU IJ l'll\'('il) dt•:<lJ'(I ., t l \'l hr:H'Ì.:iv ;;ini~t t·o c·on figli l '<! v:~rie di Ò<'nne in nttcgglamento <>SCl'HO: cute dell'a.Y:IUJhrat:do e-; ui:<tro t-on uuuw1·o~· cka tl'iéi, JiUt•arl, SUJ.lE!t"fic lali , temll:'nti a l col on:· h i :tll<::J,. t 1·o. ., i noi t l't.> llll~>:<t~"'i" e u t:uwa >1 ll:t u~<>tii sin lstrn dél oo 1'\>0, 11 ue."t('~<i u f,, · riu,:::t-~1 , ì n I'Pr::lonl;.' dci <·a tu po v h< i vo cromll ti<:o, iru;l::bllltà d e l tono sentimeuta le . t~·ntlt•nr.:J 11 mt>nY,ognc. l .R ;;t iJ.'llwt e ]Jsid; i <:lic ., q1wlle »en:;ith·o->*'n."()rinU lo fu uno claSiìitit~ re tra i tipi istel'i<:i, ll·i:lgnosi u•.:<:or<lautc~l ùoì ri s ultati dell't•,;amè urwmn~>sti<:o-fumil!liare: lp imJII'QTitt' cit:ttJ'il'.illli :sono il d onnuento d e lla ln'Pqnietudioe e dellit sublmpul sivi til del <·tH1ttt.,.n· <\<' ll'ister i<o() 1:' ne t·unlph•tauo lu f•ltog mtia d~llo .s~1to .p;::ic ll it.,. inco!<t.Ult e e v olubi le : t•:-:;<(• ri'salg-ono a i primi lll\'i'i di vita millt.<Jre; punito ùl ]ll'igioue l:'~ll si llnnbl>i:n r:l p r r lu 11erduu1 lìbf>J·tìt e fe rlntsi con pez;d di vet ro lll' r fa r si tm,..l)('ll't:ll'l:' :lll'iuft• rn•t•r iu .

La med lt:ina legate m ililnre si può g iova re dello sL11dio delle cicatrici an ch e per l'int!•grazione della ~inlo matologia epileUica a conferma della dala più o meno lunga dell'affezione. Jil. - A. n. .. sold atn rwli'~So fante ria, na.to n e l 1Slllì a r,u< ..'c u, è reo di rifiu to di ohhe<liPu ;t,;~ l'l'l'>'() 11 fti ei:llf'. R i ::<1\lt a : p;1rlr~ m o t'tH u l ma u ic-om io !.lE!r fr"ll't)."l muniaC<H.irJil't'l":;ivn. Durante i ]lllt:h i Ul<'Sl <H :<(>I'VIr.:u ruilìtnt't' fU tadturuo e col lt•rl<x•. Obi>idt innnentt• si rìhwauo lltiJJlt•ro :-e dt'al ri\'i it·rc~ohu•i., bluuc<tJStt•e, uh lt·•tt.e \X'l' l<• toiù ><ullo :r.l)!or11o <ll•:,1:n> c sulla llletìt dt>>-"tlra (lella froute. nonc:hè nn·ie ci<:atl'it·ì l!n)!n:1\ì ,-<roec l<' ;;nlla 1l11nta: ~~ l'ile ,·a inoltre vh·acltì'L di rlflt'-'>"Si p;1.te ll.at; sr•edt• Ilei sinb:.tri , u1nnr·v sentime n tal-e. YHriabile <>d ec-ci tabLl e. .'ii'Ì <l ne IlDe:'< i di ()>liWI'\'Ul'.JOJlf! ~hl~<,• :1lr nui :H'('{':';.« i ('(>OV11 L<~i v1 !SÌUlU IMi e d w• di indole epilli'tt i c~ t. Bn ~t:wu n o 1 d ue ue<:e.-:."i genuini pr<~oonzl.a.tl dal medi<:o per lo >l('CE'rtameuto de lla untum d<•lle convu)!';ioni, ma la p~n1..a di numerose cicatrici nlL1 fronte. alla fn cc· ia ('.cl nlla lin~uu (di oolorlt.o per lo più biancnstro e di 8U · J••rfil'lt' >J\JiaJul t.:'l ~ù ìn'"!-!'olar'(•) ~ (Ùl 1m l:lto C'Oilft?rruavuno l'indole dell:t nevro~i, ·"""t"l'h·ono <lall'altro .ù i d o<'uiUento che kt llPYrotmtht <llltowt dn molti anni, ciò che t'm in que~to CII l-'O t:"111to piìl neces~n l'io, in qullnto Uf'S,.,..un oonnotato :mtro'J)Oiogico " i notnvn u confv nua d l· lla dat.a tklla mal utli a .

La m edicina legal e militare s i vale poi delle cicairici per completare i connotati dell'i dentificazione fis ica, che s i ric.hiedono nei fog li rnatricolari. Le -cicatrici quinòi sono impronte di massimo valore in medicina legale : i prebl emi di traumntoJog!a forense e hella. leva militare trovano in es'Sa. element.i òi orientamento circa l'origine dei traumi, circa rl g ra.ri0 <i i di stu r·bo funzionale derivatone a una determinala regione; i pr"<>blemi di psichiatria forense , civjle ·e rn.i·litare, di .polizia scientifi ca e di infortunis tica, trag~;ono <la f'Sse dali di <~hiarifì caz·ione su le ten <ienze ed il temperarr.ento d egli individui; .per(' iò il tema delle cicatrici inter essa altament.e la scienza t'd è fertile di risultati ·in campi d.ivers i, men ti'(' .d à motiYO d i legit.Limo rom piacimont.o a.l mMko- legale italiano, consapevole del geniale indirizzo impresso anche in questo campo dalla. sr uo.la antropologica .

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10 - r."-rttale dì nwHcitta mflflMe. -

Fuc. rrt.


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OSPEDALE 1\l!LlTARE PRINCIPALE D I FIRENZE SEZIONE

c VILLA RUS CIANO » SPECIAL I ZZATA PER LA CO R A DELLA TUBERCOLOSI CRIRUROIOA

La chemioterapia della tubercolosi chir~trgica . con i preparati cuprici per il prof. Giulio Urbino, maggiore medico C. R. I., direttore

na poi· che si è inll·odot.ta ne.lla terapia di ta:lune éllffeziorri la me<iJcazione chemio-terapic·a, s! è aperta una nuo,•a via alla. cura di malattie che finora sì sono dimostrate ribelli ai consuet.i mezzi l.erapeutid. L'azione favorcvo](: e dec isamen te attiva esplicata daci prepa~·ati capric i, p relon iz,;at.i a quanto si r il eva dalìa storia della medicina fino da.lleo p'i ù antic.he c·ivillit , e modernamente rimes.si in vigore d.ai giapponesi, ha lasc.ialo intraved<:re la possibilità di combattere in modo efficace una delle più grav! e doloros~ miÌlattie: la tubercolosi . Il !Wof. Serono dell'Ist.iiuto ~ az ional e l\fc<lico farmacologico ha a \·uto il sommo merito di riusc ire, dopo lunghe, pazienti, faticose r 1.-erche, non S('.evrt> affatto da pet-.i colo , a prepara.t·e due speciali compost.i cu prici, uno associalo a Ilo iodo, la wproiorlasc, l'a Hro al gru!)J:>O ciani co, il cuwocian . i quali se dn. un lato posseggon o l'inestimabile vantaggio di non prodm·rc veruna alterazione al cont.alto con i tessuti, a differenza di q uanto aYVeniva. nei preparati cupro-cianici giapponesi. d all'aUro si sono orm;ti dimostrati corne veramente effic.ac ·i nella. cura della t.ulx ·rcolcsi e della lebbra. Dirigendo d a vari mesi la rSeZione (( v .iJla Rusòano )) ùell'os})€dale militare principa le di Firenze, sezione s pecializz.at3. per la oura de lle forme tubercolari chirurgi che, ho ·jesidera.Lo s per imen tare la medi(·azione chPm ioterapwa eu}>r·ira, valemlomi <lell'ahl>ondr.nk' materiale l'iinic·o di <·ui di~pone l'ospeciall.' c che <'Omprende, si può di re, tutte- h• forme dell a tubercolosi chirurgica. Grazie ana squisita gentilezza d el p1'0f. Se rono, sono riuscito ad avere a disposizione lu l !.o il qua.nti Lati v o di medicamenti ch e pcteva occ.orrermi per indagin i ~eri e ed accural<.' portale su eli un nnn1ero conven i('n t.f: di ca~ i , eri ho potuto ini'Zi~lre l e· mlie ~<>ervaz i oni fino dalla SCI'Onda qu:ndiciua d r ll'agos:o Hl.?1. Non intcntio per ora pronunc'iarmi i O> modo ddìnil.ivo sn i risultat i (·he ho ottenu ti a nwzzo del l a t·ur·a (:hem iof.ct·npir a rupro.cianka, in qna11to che molti dE'i. m it>i casi sono anr·om in via di ru ra, ma cr edo eli polt>r in tutta ro::.t.'if'nza esporre. l'i ll1J1l'ession<' 1'11c ho finora ri('t?n1h dalla s tretta disamina dei fati~ clinici . Più lar.f!i, a dist.anza. d i qualchf:' me&', spero rli tornare ancora sull'argomento per portare un maggiore cont ributo d i casi e per conclu<lere definitivam ente su quelli finora curati'.


L.A Cllt. MitJTt:lt\PI.I ut: LLI "!Tilt:HCU i.{\:<1 C.HIH t; lt()WA,

!:~'(' .

Dei due prt?paratl c·upr·il'i dell'lsl itu.to Nazionale Medico farmacologico, l'uno, la. cuprotodas<:, p uò esser-e usato ta nto pe r applil:az ion i lo~.:ali qua r. to a seopo di nm.t gPnerale per iniezioni t}ndomuscolari, l'altro, i l cnprocian. ~ i ll::><t i n vcc·e p er• iniezioni pr·cfcrihil m~n l.e endovc!JO:je . Dalle pr·ime J:'lic..er·chc parv-e che la. wproiodast Josse il Pt·eparaLo da usare più spedalmenle ne-lla ~: trra dE'Il e forme tu·bcrc.:olari rhinu·giche: più re<:e ni.ernente inve~.:e è stato dimo::>lrato C'Ile asso('itmdo a lla c.ura locale <"o n la cu.proiodasc le i n iez ioni e ndovenose di cuprocian, s i ot\.cngono r.i sultal;i mollo supenori . l r. tal senso appunto parlano le ricerche di T'r01.:-cllo ne-lla t.ul.>er<·olosi sperimt•nt.alc, quf:'lle c·linkhc di Mei nella tuben ·olosi e n el!u h•hl.Jt·a, e<:<:. Neli casi clinit·i che riassumerò bre vemente', ho usato e ntrambi i pc•eparati, in akuni ric·orrendo alla sola CUJJroiudase applkata. localmente e per· via. ipod-er"ln i<:a, in a!l.t·i assoo·ianùo alltt ('Ura lopica <'Uproiodasica le si::>temalkhe iniezioni endovt:nose di cuprocian. La m edicazione t uproiodasica veniva eseguita a giorni alterni conJempora.neamcnte. alle in iezion i intramuscolari; le- iniezioni endovenose di cuprocian v enivano twaticat<: ad intervalli di 6 a D gionri . Coso I . - Perr. QuiutiUo, ~ld:~to cla:;~"J 19ll0, d'~ Siena. - A>OC.'('~';o froodo to- racico d'or-igine co:;ta lè. ·Pre<.v.tlt-nti t>J't'{litnrr·i: la lll:ld-n' ;;:ofl'r·ì <li Jll<>urit<•. Pr·e<'('dcnti Jtt•J·~onali: nulla df'giiO< di rillevo. Xel marw 1!121 incominciò ad avv!'rti ,r e ùolot·e alln n·~iom~ mmnuutria de;..1Tu , O\'C romJt:~J'Ve una tumefazione che è 1\ndatn gnHlatarucnr:e ingro:-<sando J1oo a traggiun~t'e il volume di una mez.zn illE.'k1 .

Condiz.ioni g~:>nernli di~ercté. NuU:t. a cnriro ù t·g.Ji orgmil tora<>Jei ('tl a.dtlomirutli. L'a~<.~S."(), a lar:.:a has<- d"intpinnto. oet·upa la re~iOilt! nutmmariu. e><tcndcn<lo:>i fino ver~'O il manubrio dello >"tNno. Culc norllla le. ~€:1 glt~'llo, <l<.lf'lO nn primo i<\'U.Otnw<>.nto de!J'nl'OCec;.."<OQ, il pa?.ient.e incominciò la eliotemph\. ~i r•iftH'IIl•'• l'l•"'·' udato. j n tui.U(Il'(' qmuttili't e fu fatto un &.'<:oudo ~1Jota w l':'nto. , Altl1 ti ne d ·~tgosto venne fatto un tf'J"W ~"VUOI;m•<-nlo c si ln.1 ettnrono 10 eme. di ou proioda.~f'.

Da allora la t\rmefa?.ione· non è più ric·om}.)l.tr;;;t ed alla fine di settembre 11 l'ospedale in ottime condizioni gi'ncmli e lo<.".ali.

ooldat~ ·lasciava

C tiNO Il . - l'r('. C:rllY,i'(), ;.ol d:~to ('In~~ 1 ~<:\7, <li o,..tnui. - ( 'lll' ÌI' >'ll'l'llt'H~""t;t)(> multipln. F;enl JbtoJo,.; nlla r.-g-io;le tJ·<>t"llllh·r·ica d•·~tra Pd Hllfl c-o,..cin <lc>'trn. :'lìf•s:.o::nu l1rl'<:edentp ere<lit;lrio oè Jll'I''<(IJl<tl<:. J-\ Jltnlnl?• 111"1 ~"t!tlemb~· dell!.llti ron J.ì<.•li~ubri l<' 11 <'n t a . :-3n<·<'l'""'i1':\lllt ·nt P si f'htx.· r·v d<·i fa t ti d i tt·nd ()'<i nm·il<• t n bt'n:ola l'P ~1 1 pj(»(Je <f(•stro. t' d 'i o;.1.eo·t'K., riost il e lléll'astra:ralo. (lu imi 'i ::-i !!h l> E' cn rie htbercolllrt> delht ~!':t:1 <' ol('lht :o:~'tl'ima c·o~f>\ . e ù~llo ;<tPrno. l•'u piìt VtJlt<• ,<lltto),o"t<l :1tl atti opt·r;ttiYi ilHes.i a <lomiunre i \':\l'i fO<'olai tuberC'<)I.at·i. .Al. Jlit'll<'. l<> lesioni <"l<~•tri?.~tr<J IIO conlpl<>t;mlCnl t>, :11 tm·a<-e s i formarono unnwrnsi f:eni ti:;:tolo,...ì !<t•<'eru~·oti l••Wo l'SS\.Hlato sit>l'O· J)t~t·ulcnto. Ha futto ltmgam<•ut.f' l'eJic,tel1l!lia ritr:tenùouc van t;tggio nelle condiu.ioni genera U <~ ll.lig-liomnwuro ù~i futtl slerno-<·o~ta.Ji. ~<.'ll':1gm;to 1U21. a llMfiUIIIl(lO iJl(J()luinciui l e 11l0'UcaJ.ion1 ~i:>te.ruM i cb c dì ou,,,·r;io((a.<l· . le enmli:d<llli hlcali t't'ali<) l<' ."l'~ll'·llli: :t l tor:ll't>, rwlla nwtit ,:inistrll, quattro ;.:v ttili t.rnmitì U-.:tolo>'l ;..'<X't'l'lll'llli ~at·l'.o es;nul:1to ,<::iero E•nmtic-o. Alla coscia • si n.i,.tl'll tre al trii tmgill i nella t'a c-cia po~tet·o-c·st<•rna :l <1~<.-or>lO «erpi~ino;.o ooptna ]'l<tll f'\'I'Ot ÌI'O, "<":1 1'>'<:\ llò l'll ti' !':('('Cl'li P II ti. Attmilment<> tutt' i ""~'Ili fi><tol :>;.:i de l l'>r:J c•: sono <'Oill[Jlf'tnm<>ntt- cicatrizzati; cic-nbrinati tmre !->Ono <ln e di qui•Jll f\.<i:<l,'lltì ttlla co,..dn. ll:t f:1tto ancbf' dii1Cf jniezl~lJri <!Dtlouluscolari <li c"p r oi:Jt.lu.;e (2 eme.). Condlzkmi g P.m·rHL\ molto soùdl ;;ff,(E'Ut.i.


1,\ l l l f: MI•l'H;!l,\1'1.\ Pf. l.l..\

L36

Ouso lll. -

IJf'Jl.

Tl ' lll;UCI'I r.n;;l CIIIIWI«:tl',\, fA'l '.

Pm"'1'ero. o.:•.•!·c •·at D•<~l!;;iorP., cln.R~ 189S. di He~gio Emilin. -

:\:«;!'.:;so tubet'l'•ìl;J n .• da (':1 rie dd la >-t'l Uillla t·o,;t.a dl•stra ..\ ;<\'t':,l."<< t uhcrtok1 t·c• ilell:t n:;;iont' st·a pul;ll'é d!':< l ra <la mot·l)(> <Il L'~>tr òl•il:l ~C~>nlia l't~rt !'hra dorsnle. , l\'esl<un preeedcnte ere<lit~twi.o nè (J('t'>'Onu le. l'Il mai.Httia iuiziò Jwll'awi·ft- 1!):.'1> ron carie <kJla ::.ertima eost:l e <.'(l01.t>lllpot"1tne.·l oumte C1Jil lesione tlelnutr~jue §uteruv della ~a tX>ll'l dt>,;trn. Fu opt~ra to 111 ~~·,;eziouc co.-;ta le, e più tardi di in<'isiont> dt>ll'n~'-"es...so fonnal o:!l Hll~1 S<•:l pola

de;;tm.

Ne l~;;lùU:ll'<lM diVN'"i tra;rilti ti;,.ll,to;;i. Xe l Jiet-ulbré J!J!!jJ veniva tras~rjt•> in que,..'to o.>:J~'I.ia le, ove furouo l'ilevnti ~~:ul di Jesiour, d<'IL'l seconrl:l l'erl:4'hm dor~ le. l!'u RJ)Plit·ato un bu>'tO ot·toJX'.ù ioo ed il pu7.ient.e venne sottoJ)();;(A) a lu~:t t> l! v l er~1 p i;~ :\ligi ioru ronv not•·,·olme uw 11' ('(llltlizioni :rent>ra Li, già n10lto scn ùeuti. :\t>ll'agosro lll:li. qn:•n<lo inizi<~ i le mt:ùi<.-..lziow .tli.-<WIUuticll-e <.'On $0luzioue eter ea di. Cllfii'UÙ.!d~I·•C. l~O'IIIUJltY:I!IO tre (!Ì('(.'OJi ,.:pUj tì,.:IQIO><l in {'Ql'l~h>ponùenza d('(la CÌI.:~\ · tl'it'e clùru rgit:a a l h·e llo (i(•llu ::.d Uma eoo;t:l. cù n n o l Ll'l.> r.ruw i te iu C'Q rri>'[)(ntùe JI7..;t , h•l·l:t 1-e~ioot> >'(''pula l'e ùc.::.u·:1. Fino d :t Il 'O l tnl.lre tu t ti i ' tragi tt'.i l.ì ;;tol<~-<i !O() no <.'Oruvletawt>ute cka·t riu.;1 U. ·

Oo·" ' zr. - ;/.;llllh. Feth'I'ÌI'H. lll:lfh'<'i;liln ('\'. l{H .. i•(a.,:N• l!'." "· - Oslt•oroieJite tnltt•I'{'Olarc ti~·! m:~nuhrio th•flo .-.l\• ru•l. :\t>s:;uu pr<'celil·lll:e e reùitari.ù uè l'let'so nalc. Ammalò m~l fel.lhmio l!l:.!O. Com patTe \HUI htnwfa:~.ioth' ,in c·tH' I'L-'I )(')IIth•uza del m;lnul.lrio dellò ><tento. dv• nudi> I:'L'a(lìlt:JIU<'lllt' iu~l'<l"-'-"11111\). :'\t>l ln).!lio fu t!J.>\.'1':\tn: ne I'Ìlll:l>'l' una ti !>lillll !<('<'<'J'neut<• moùit·a quu rtLi di pu:-~. :\'<>li'aprilt:.' J!l::!l. rl<.'<>,·erava in •JIIt>Sto ostllldale. f'ondizioni l!l'llt>rul i di:;cN•.t c. Ne,-sunn l~>sioue a <:lirico degli o rgaui t <> t·adci e lHI<lt~minn li. L'u!Cc l~I~Ì'O)I(' di'Ila l'('!!'ÌOlle ,o;t('ru.alc. dr l thi:Llll()tro di 3 ('UI., fil ca w 11ù nn tt':lmi'te tistolo~. c he JWl'IllPtte di. at>Pre"r..r.a r e la ;;-upet·ticie dr-L mnuubrlo d1•U t, ~ot.erno. S<~abrn. in·pg-ol:u-e, ><cOJJl'l'W d:\ peri osti o. Si inizin t'l"g<li.:lrl' eliotera r>i<l e 1>! Jnnn•; a gìomi ~l lLii'mi m<'<l ienUI(HÙ locn li oon !<ul u zioue etc·t~a di c ,,,,roiotl a.•c. l:' i pra tic<~ n<> ;Ili l'Il~' di<'<:i •iJl if'zinu i <'nrlow u,<·nla ri di 011111'0tQ(/(I.~f~. ' Dopo mht ventlua di :rionti di questo tratt.'\IllE>nto ><l :ti'\'I'I'Ilt>' <·on In (~f}lorazi.one tl,•lkt fe.l'it!t. la pr~~uz:J di un ):trt>>>"l ,.:('que:;:tro Juobìlo lmti<·<'lllut.o nel manubrio ddlo :>le1·no. Il l o tlttoi>J-e s1 PI'OCNlc n l l'n >"POI'lnzionr- del ~u~two P d "Ifa tH·<·ll ra tn pulizia <lei ,-<~u'COf:J :;rn. neror>'(> po"' l or~·· ra1 orio t'li'J!olu re. Ln cnvitil O!' ·e.'\ .t<l ,.a ·lent<nneute coltuntHln d i ,:::rauuh17.il>ni. Si inizia una serie <li i1li(v.r.i•mi t:.'ntlo\'E'tll)!:-"(· d i Cllf'l'fiCian. Va lltlll:ll:l tn mll!liom l:!'l'il~ldemente nelle <·•JndJr.ioui gene m li, e ~nza a ti t:'udore •1.:1 fine <iellit <:ut~t. c.h iede di e.,<:ere dilmesso.

w

('u.•o r. - PII. 'l'ilo. eaporale, t•lns~" JS!l4, di 8{'1')1:HWO. - F iE.<tota toradca <la e:upi('ma sini,.t.t·t;. Arlro,.iuoviw tuhercolare ~illo('{:ilì o tlt'stro. Nessuu prt•eetiE'ute persona le nè éreditarlo. Ammalò uel UllS in SE>~ito a d un tl"IUllla. Fu nmpnt<t•1 3 la ro:sei<.t de~otra J>t>l' :u1·t t·os!UO\'.Ltf'l "l~lfica del ginoechio. ~<'l 191!) ebll(' 1.111 <'lllf>il·nut ruhl'l'f'fll;lre sini.,.:lro e fu orwr:llo lUi 1'('"('7.ÌnHe ('()><tale (' pl('\lil'Otom<:iCll. rAI n~to la t1f{•UrÌC'll a .n db l<'ut;tlll"'!Jlte ('h•iltHl<:'ndo,.-i. Vt>tll.le tlr:L:~ft'· 1'110 nell'<>SJ)('d<~le .òli Ru ~dn no uel mat'7.0 l!J21 e tratt.'lto <"H' ~>linte mpin. N'ell'nJro>:tQ l<••.: ment•• pcrtunllel·:\ un :<ot.till" tmmil:t> ùstoluso in cnrri<"J•o'nd<'n7-<t <l~u·e!'tt·emo mt.>ò inle de<Hll f'erlta chinHg.ica. Condizioni ~~uerali. buon~:>. I niziatE> l<· ruPdi<.:azioni r<.'g-olat1L .('() 11 cuproiortasc i t'atti lol'ali flliglioramno f>I'QJ!res.<:in1!ll('ut~. tnnto <'hc nell'ot l oun.~ ogni &•cr<:'ziont> <'1'11 (''""""'t.'! e l'ammnlato h1 sc.i1l\'ll l'os.ped:a l t>. (ln~<o IF. Gior. }Jrn~sto. ~ld11to. <·laxf:n ) .'<!lS, Ili P:Hllll'll. T.lnfonrl<•nite tu bet'('<> ID re n f;<.~t·ro re, cervi eH le e >oott.ochl v..a.re rl('~<t m . Ne.Q.'-11U Jll'l.~edente ereilit~rrio n i> per~ua le. F:l tto prigi.rm L<'l'O ueJ mnggio 19li, • Pbbe dul'nnte In tml)::'lonia pleurite ~':('('a. :\'t>l marm 19341 :llllllltllt'l 1li Linfoadenite nscellare con <>.sito in .'l«'E'><!;(). F u ope1·at~ <li f!luot.amento del oavo a...'<Ce-llal'(' d a.qtro, I n ~g~ùt.o apparvero ma...-se ·ghi11ndolar:ù all('he ueU.'\ fossn ~ttoclnve.1re destra €' plù <l'SI rd:L Ullll nuo>ll tumefnozioo:~e 1n rorrì.:!lponù('n7.'1 dt'lla ptima a.rticolazlone costo/l'teJ·unle d~'t1·~1. <'On E'!':ito in uk'E'l'ill(;ioni r f(lnllit?.ion~> 111 un tr:lf!itto fi!':tolo.~'O.


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l..'(lndizioni g(>nern!JI ottime. !\ulla a <-arlco dE'gli organi toraclei e aùdomjnali. Fu lungamente l'lOttopo.~to ad el iò tt'>l'<ltJia, ottt'neudone graude vaujagg:io. Dei ~ tistolo:.i. prima eliistl>Jiti, rimaneva nell'a!;O>'to 1921 un mùc o tragitto, dellit lunghezza di due cm. in <:oJ-ri:::!Jonùen:t.a dell'nrt.i('()lflzioue costo-sterna l e. Si iJùz!arono re~ol.arl meùicuzloni IO<·a li tou ,-.() luzione òi Clltn·oiodtt~<e. Ne ll'ottobre l'ulcerm-..ionE' e• l i•l tr:lgi tto ti st v 1<\:o<l C..l lllll<) cou•plc•h• m <'Il te t ka triz:t.oi t.i. :'\e l novembre l<tsciò l'ospedale, del tutto gmurl1o. · Oa~to Vll. llart. Vlt,torio, S<>lùato. <:Jas,;e J900, di Pe:::aro. - Empl.ema ffi. ni:;tt·o. A1·tu·o.-ìuovite tuiJer<'olure ?;owHn ùe~tro. ukPrul'H. Nes,.'lll! l'l'~<>tlt:'llte ert><litarJo ui· l'•·r,.;ou,llt-. :\c>l ~<dt.eJulne J91S a1mnalò dJiJ pleurite sinistra . Miglioruto, rJe~1dde nell'ott.ohre 1919, e fu nuov~l UJeute r.icoverato Jn ospeda le, oYe, ~s~t:>mlo :,.tat.o e~1rntto liqui<19 purulento dal c.uvo pleuri<.'O sinistro, fu f.'\tta 1ma toracotoUJia cou n•sezione d.1 un tmti:Q d ell:a .s('ttima costa . Da allora è r~nm·stit u na til"tola pleuric;a a bboudantememe ~!cc mente pus, e )Jerciò <lxenata con tubo <li ):tHIJilla . .Frruttanto n(•] ;.,..ttt>mbTe 1920 .ir!JC'Oruiu<:iò Jl hmlef}lf'l'i l'artlc'OI.azioue del gomito destro. 'l'ul e twuef,tzione anck'l :semprf\ nuuwntnn<io, fincht! nel ma~:gio del 1921 al f()nnarono $JJOnlnueament(• due ulcer~tzioui, una in corJi.spondeuza ~l condi lo e....;eril<J, l 'nlt.m in <:o rri,.:tJOnden:>~ del •radio. Ne~ giugno t<u<-ee,.::::ivo veniva t rasferJto in (Juesto O."pedu lf'. E m iu con<li~on.i ~nernli oltrf'modo se:u:Jeuti, J~lllhlo, <l<'uutt·ito. ;t ::;t.enioo. lAJ fh<toln p!eu1·i<~ set-eruent Hl ·bonù:mt t- llqul<lo puruhmto, 11 goruilo cli'>tt·o .era deft~rm~J.to ver tumef~tl?.~ne cnn ittrolht mn:,.t;oln re ilitt>Jt&t, in j>osiziOLH' di semLfl~<;.'!l.i<mP. <.'<'>11 due uloet~·•zionì. !'t'•'l!l'nènri :lhbuud<tntP !':f'(.'rf'to : P<'"o d <·l <·OfJlO kg. 5(). ~i iJ1iziò "'ubito ht E'lloterapia e nE>ll'ago:,tc) :Oi incom iu<:iarono lt.' nlt'l:llc;,ll!i()Ui di cu proi<JdasC' .,;·ull go. mito de;:tro. <'011 UIUl st>ric di tlit-d :inleziouil E'Jl<iOlllliSCUI!lirl. 1/(';;;,une ntdliog.ratlco rivf>lb un notR\'ol~ ,::rndo cii <lcealcilit>JZi<me e di fu~ione rlei Cllpi fH'tiwlarl del go. mito del"tro : n e l nu\'Pll 1h1v i':i sott n pose ti JIHzicJl t(! a ù 11~1 l:!l'rie <li iniezioni end'oV('nose eli (; llpnH;i"·" 1~ ) . Ii ri snlt"fli) delhi ('111'11 {• ~1::11o oltremodo S<Kldi:;;fnoente: le coudiziDni g<>uf>.l':lli ··•ono lmmE>Il>'llmE>ntP udg-lior<lt<>. 11 ~l:'<> del corpo~ mune.ntato ili kj!'. ~.ò.CKi. IA>Calmeute: scouq~• r :s1 111 o~ni ><Pcn•zi()ne da !)!'ll1e df>ll:t- p le um. tn nto <>be si è ritirato dn tempo il tlrcMJ.rl!'lO tubolnre f> f<i è ~~'titnito, ~.r ogni eventu11Uti'l, ('Oli un .-;ottile wlfo <li ~<•~rat. Al gom:tto: éicatr1r.l'~zione ('()lllJ)lf>hl dei tlue seni ti~tol():.'Ì, scomT!lclr~t ili oj!'lli tt~mef!lzi<lne. ~i è potuto fncilmente pon~ ·L'arto in buona Jl0»1zion<•. po&1n.tlolo :Id n u:tolo ret t.v ili un appa recthio ~~;e,..;!';ato. Moviiruooti

pltK.<ùvi

dii rt...,~one e 111 ~.!'l l'll!:iiOJJE>, po."-"'lbili in ru•)tlo limitato. :<elw~ t pt-ovocru'E'

d'o l ore.

Ca.•o T'/11. 81Jr;11l . Alfou;o.o. sohi~Jto, <" l:t :'<.."(' JS!t:;i. di l l'olo!;Jla. - Arh·it(' tubc.t·<.:olu re fi,.toLiiZ7->ll.~l ,.:palla sinh;trn da feri.bt ùi l~ll.lottolol. 1\'e~;,;un JW€<:Nlcnte e rf'<lit>'trlo. ui· )ll'r~onah'. Fetito nel LugUo 1916. Sembm cbe in -"'eguito ad infeximw ~:~nl~i~· ntl'i int t-JTeuti dtiru•·;!i<-i . Uit~wt?rato in que!-to o.<>rl(-daJe nPil'•ntob«' 1920 pr~~nt:wa: Mi('hllo::;l <:ompletA de!J'articoluzione &c'aJ)Olonm<.~ral{' .,.;J ni,..trll: uumNo!<e r•i<::lt.rkl n•tr;lttt'. :Jùt>reuti. i11 11>11'~ ul<:'<'i,JtP. in corr i."-Jkmdenr..a tl<•ll<.• l'<'J.rion i sot iod;n·,•:ll't', l"tPJ'llal<>. tle ltoidea. ,.,..,f.to t' i'O)Ir:1~pino,<\a ~ •l f' l 1·:n ·o a s. ... Il" re "i.ni:::tro, s~·~·C't'JWIII i :i h ho w h t n te pu" {'Ol.ll m i>; t~:. 11 o:itlll."l.le. .AIJil rv;.!'imt~ 1<>1l!bnre sinistra uu HS\...!>'so f t'('<lllo c·on un ;:otti le t ntntite ti:stol~. ().>n<lir.ionl genf>r:ll'l molto ~.:e:J ch•nti, pnllido. dt:>UiltJito, al"U'.ni<.'O. Furono fatte tmihki iJJi('Y.ioui di Y:J{'cin•i :"llarfinotti <llll ft>hhnlio :ll1':1pli1l' Jfl:.!l , ,<:<•nl'..a clw ùl 1t:< ziente ne ritrat'I.•I'.C ~il<"un vanta~gio. :-.=e~ Sf' l lerobi" e!I('C't'Ssi•·o !-i Jnizia n> no sistemHti<·be medi~zionl con oupro il!'lrtsr, inil!tlandu in o:.,'lti ti':tiiLitt·. a .::ri•!l'lbl aliE'l'lli, f jll:llche c'\'ut.iwet.ro C'ltblco dctlù :<<llu,;ilmt' \:'terea. lll qudl 'epm~t i. ~·n i li,..tolo!':i IUJ<..•W:l !':.P('eJ1lf'nt i ' i u uto<lo Dl<>ll~) :tllhondantc, erano 1n nmue.~·o <li 12 e lt' conllizi.<l ni gen<>rnH enmo tutto.r a ~Hden­ tJ.,.N"lme. Si fE><!Cro atwbe d<>di<'i inkzioni endOlllll>'C'Oimi d1 CIIJH'OiO<Ta.~e c quindi 1lPIJ'ottobJ·e·de«>mbrt' otto iniezioni endovPno..">eo di cuprocil/.11 . I rhmlt:tl.ì ott(lnutì <:nu t:tll cure sono i ~g11E'nti: Cospicuo migliloramento •l••ll~ e<>nùb.i()al ;;<'lll ·rali. ~\111 ueuto in P•'~<> dl J;g. t:. De i t>('Jl.i rj ..:t(ll<>>ti: sette !JODO

..

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138

detìnJ.tiyaruente (lÌ(jttri'l.wti; gll altri ,;eceruo.no ap!)(>na qualche goccia. di siero. I .P granulazioni sono <lin·nute r"O ..;e(>, deterse e radlmeut~> ~tngulnnntl. L'~ f.reddo <klla rvglou~· l(lllll:wtrl· è 4ua>i tota l~n te riu:<.><orbito, il ~1 1i.ti le trnmitè t~t·· cerne qualche g1•e<·ì:J. d i siem. Il p.azlt•nte :l<:L'IlSil St'lll~ di benei>Sere, ed b.a. molto 11ppet1to.

('o.w1 !.\'. -

l'ug-1. Uill>'('fllli.'. ••·J.;"ia J..'1.1:lrolia, (·!:t:-.-<(' 11'111. (lil ( 'u !Utuissf•ttn. -

~Villil vent()...::t priu.~.a !ilhlll~t· dito medio di def<tra. ~ell'ottohr\' 1!120. lu seJ,'ll·ito 1111 un tlt·auu~t, 11 dito medio hu'<'omindò u tuuu~

f>u-sl e a <Liven.ir~ dolente, -mt"ntre l ruowimentl di e.s;oo .si f:1cev-.mo al:ISI.ll difficl.ll. :\ell'aprlle 1n21 oslùlu fucd'l l.aternle interna del ctiJto. a liv'('llO della prima fu.l.n~. !-!l è spout.trwa uteut.e t't>rma l<t unu ukurazloue, d.>t Ua quult" fnoriullCl al>bondanw seereto ptu1.11e uto. I/ammnlato è i.n bnone <'onrtizloni ~enc•rnU . All'infuori d i un:t gl!iundola tn· m<'!futw, m(>'bile, lnd<>l~nte. llllll •-e~one <.'f•n'icllk d~~tnt. null<t .cl. ri S'C'nnt.ra dJ notevole nti'~SI\Ult: oomuti('O metodico. A l di1.o me<.Uo dl de>~tra $ 1·ilevn una ul('et'll zione f'l.1~ lmmt"t tt• 1n mut c'lll' i ti1 ~~,"·" t:1 n~ Ilo «J>e.'>-;o re della pr.imn falangeL'uk.<e~N.t~ione venne 'l'hrigllat.n e la <.'JtYJttù o~.n accunnnmente t1t9Chlata e caute· rl7..7Att:ù: ~1t1'umento <lOil ~t·z.a 1odofonnicn ed eUntentp.in. Nell'ngy.sw 181 1uizilmo me(ll<:azionl, n g:lotnl Hltel'lll, con cupro'io(!asr. IL t.m nùte fi~toloso. che secen:~e ancora élel pus in modk~t IJtHtotltit. Yll #!Jt'ltW!.tttmeutl." rLduc-encto,;i. Ne-L «>ettuwbr e. <lui pi<X-olo m·IJizlo provie'.lle <;O)(I '}tlltkhe !,>'()(:eia cl! liquido Sierol<O. YiNte cliJltE'&"' in otLi'l:u e coD<lizionL

Co.•v X. - l'pl. \'inN•U7.0. t'f~ia A'lla 1·cU:1. d:t s."(> l !lHtl. c.i (:irl!'l•nti . - 0::-tl'O·: t l'· tt·lt:R $pc•r·i li t11 •l'!ttlin ·C"<lt·pic'll ~;iui:-;t ra. :\c\:<.,1111 l>1'\'<1."<h•nu• l.'l'('llit~trio nì> pPl'NIIIalc•. St>l fu).!lio 1!1~1 . ,.;('(>1.\d~lùo dh 1111 \'ami<m. ·stlv-olt) e <'<tùùc ;;.ulla nt:mo ,.,inlslra : Uc)tC:• subitv tumefazlo.ne del pols(). Due nH)>~~ dopv, dnt·:tnh• l qunli la tumd)tzinn<• IX'rtll:l•'*' :tc"t·•lmpUJ!Il:ti.;J eia <l<>lort'. ri(<O\'Prò in O'"!JNI>1 i;· e fu ,;()ttopo:<l.o H d •intt>n.-.;r (·Hm joclic·:t. :\el m :t r·zo 1921 vt>rult> t.m<:~Cel'ito u qu~o u::;peùnle. ove (u r~:;c:onlreta Ullil notevole twn<'flll.ione deL pol.oo Ainistro, t'OU d\u~ ul<.'t"razhmJ. un:t sulla fae<:ia mtterioa'f', l'nltm ,;ulla (-,t<X'Ja Jl<>"'t.e.rlo•-e. cbe emno ;.;('guite da ~nù fu;tolt'.'{i. Hlll>mfonrulntisi ver'SO lo scheletro. \·enne subito inizi•Jta In r!lioteraphl ed t.l.Wl cum iod{)·Ur,.;enk1lle. rit•·aendoJU> vnn· • tngA"io note,·oJe rwll\' t·<)uùizlo11ii gen~mL1 dll.~ emno II.AA:ti scadenti; locn bu-.mte l.'\ ~'<:I'C'IJion~· delle <lue u lt't'.mzioni d•Ì!ruitml note\'(llnaent.t• nE"lla quantlt:A, mi>ntre i llll)· viJnent.i •11>1 Cllf1)(), di<' c•ra u.Q \lllll<~i Hhotiti. dinmncl'o mao,·amente 1>~,ss1bili. l\t-1l'ago.'lto J!l~l si iucoruinr·iìo il tl'<ttlarnt•uto lO<:IIit> eon In CllfJmiorta.ve. Le due u ·l<'t'11D:ioui aw,·.wo ntHrg}ni lurdac·ej. e ~:erni!\'Hno liquido l>urulenlo non molto nbhonda n l\•. La pre~i on•' n·iu~iva ,..,pedalme nte doiPnte >Hl lllto lnte.:rrl() d l'l pol.-.o. L'<'.-<11111(' mdlvgntftcn dava ii l!-l('~letllt>' rJ..;uit<tt(}: not e ,·ote gmdo di dK':t·lciii<':t· ?.li<m e d i:'li .... o'' "" dt!h t·.•t t·po, R'<>JU pa r >a d<'gli -"l"' zi nr·t i•'OI:tri. I.spt~~ÌIH<'Oto (~ ~l..: ioni:' del pisiforlll<' e dl:'ll'uncioato. Le I:IJ>Pi it·nr.ioui di CII JH'Oiodosr (l iedPm pe.r· rL.<:ultn to un H'llvnva mento dei ID.'! l ' glni e del roudo dt•lle ulr·(>t11l'iiOnl. meutre la :,)OOrezion~ d~i ~;~eni div<mlva più um\te, qwi~t ~iei:'<'I:AA.. La tunwt'azloue del pok-:o st ridus:;e nott.>voluJente. N(!J um•eutbre, l'illtnn••udo t11U corviil-hmt, invarint.E>. t"d :avendo::l :tUa Sl'fedlla·

..,[nn..- dd N'Id la "'-'1IS:47.innp llt'lta <Li "ll]>t•rlidt• '"'~f'Jl >'<-')lli''L'Ill. dl't:L'>i cii jnU.•tT\'lJit't> dl•intbritauu·H~· t•d a•uJJJi,. lo il >I,;'PQrt:t;L fnlmmcntarlmnentt- il

u·:rmile ti ~tn l ..so d t:>llil f:l<'(·ia dNr:<al~· dt•l pol-·n. pislforme e parte dt> ll ' lliH:iru1to . <'hP llPIXIrlvnth>

e t'Oo<i. 1'ri.a hHi. La ferlbt f•hii'UI'I:i<·a si i> rnpld;tlliPilte ('(llmatn di J:!l':lnuh1ZiQni t'l.~ nttn:ùmeut,• l'iman(' !'OIC> un {IÌ<.'('(llo trJJtto ,.IIJWI'fl<:i;li<' non un<·ora epitell:t.zato.

( '""'' Xl. - :Ila<'. l ~r so]U:tl<' . "<lld:tlo, r·la:<.-<P 1!lo0. di :llortt<•pull'imtl>. - ~ .. ui fi'l<toke!':i nmltitlll 1111e "'!!ioni glutPE'. :ti f>('rim~l. ntl a <-o>:<·ln !';(Ui.<:ll1t ed al.tì.nllt'O <:linist.m (\a <.:JU'iP clèl <'<>r(li \'(•rt!'ht~l U dt>ll:l :l•. L•. :i• i<)UI(Hll'(' :Xt"-'-'-"1.111 pn•<·o:•d<•lltl• <•n•tlit:lr·i<>: ,.:uf(t; •t·t•urll:lt:lsull) :trtiN•h;rt• t· ,...-iati<~• >:hti:-1r:t. A lliHJlllt• rwl uwt·r~~ l!l:?l c·nn <lo lnri al:'li arli iufer i,>ri. •111:1ith<• 1inlzn t<•t1lliC.>. e ('Qllllmr-a tll unu tumefaziun<· .111:1 uutita d~,il·:t. Sut'Cl'"-"iY:IIlll'Jitj> t:riC' tulll<'!ilr..ione


1- \ CKDU OTER... PIA DELLA TI:IIUICOLOS! CHIRlliiG ICA, !::CO.

13\1

si ùlcerò, e 8.Pllllrvero qulndl a~tre ulcerazi.oni alla regione pel'ineale, alla natll.<:a ed alJa coscl..n sinl~>tra. 'Dras:ferlto in lJUesto os[>e<Ùl.le neJ maggio decorso fu ~-ubito soi'tloposto ad eli<.r terapia ed a <:'llra .iOOicu. ' I seni tìstolt)l:li che sono tutti lu <.~•w uuic>lY.ione. fm l{lro lltllmc> de<:ur$i0 ~rpigi· sono nel· <-ellulure •s ottocutune<> e sotto H vumo <IJX.IIH?vroti('(• e ~<t"<.'-'J'uouo U•Juldo si~JIILI'\IIento lu quunt.ità l)lù o nteno abl>Oudanre u periodi.

Nel settembre si lncomlnclò ad inh>.ttu.re sistr~maticam.et~te nei tramltì•, m!.')C'e}a etenl<l di Cli1)·1'(Jioda.,'t(<. Kt>l cliwmbre ><l ...ono iut-omlnciuw iniez;ionl oudoveno.* d~ (,'t~proci.an.

Attraverso pel'do<li di ri.acutizzazi<iue del PI'O<.'('IS.~ suppumtivo e <111 wooesstve remissloul, sl è ottenuto da quatclle tewpo un sensibile mlgliornmento, sia nelle .oon<Hzioni génernli che 1léi ifJitti locnU. Attualmente 1 trltmiti fi;;tolost uon dànno più al<.-una ~ione, C<lmuitQue, visto che tale fHtto data da oolo poclù glornl. meutt-e non è nnc·oru ultimata 111 ~11e th>llt> iniezioni f'mlonmose di cu1•ror·ian. :1 vanti di Im>nwK-1arm1 defi1ùtivamente sulla guurit.rJ.one clinica del easo, vogldo aspettare che un tJiù lungo periodo di tempo ,sl~t tnll$<:or.w. L'esame nuLiog·ntfiro ha dim<ll!lt1·at.o l!<J>t~~illl(•nto <' fu<:Uou<.> dell~ porr.loni late· rali <:1:1 oSirustra, e leggermente di destra, dci t>orvl vertebrnli odWla .a•. 4& e 5• vel'· · teÌ>r-.1 lomoore e una zona <ti fusl<>ue (' ·m t·<>fa?.ione ~ u cai1it'QI della poTZ.lone esterna d etl."ala dell'ileo di .swis tra. Non Yi è tll<li sturo aletlll distu·r bo funzionale. nè alcun: dolore a <:arl<.'O della colonna ve{'tebmle, nè alcun rutro u <.'H't'i<.-o del nervi lombo,<,'lt Cl'IÙi . Ca>~o X/l. Cee. Glu.seppe, ~to. ~ùtSSè 1&"8, di Sesto F.lorentino. - Co.x.ite de:.tra, cou va.sto sooll.amento delle parti ruoltl ~d ampia uice1'8z.lone della regione troc-anteri~,

:'\t's:<un pre<:eùente er~ H~at·io. Ammalato:si ilill geuuaio l!Jl:; C'\llla cOW IJU:t'AA di un a.'l<·u.,"t• tùlu fm:cb1 aulet'i• ~•~ e.-:u•rn:t della ('<~"<:iH dif',.,l m, l'>I"(''>S."'J- t'u iuc.i><O P si pub dil:e dle du nllora, r,i ,;ono .\\ll(:'<~-sRÌI\'nllH:~ute lll't'l:lellUlti i f<ttll attun ll. E' 111 t'ontl.i;!Jioll i ~u<>ra l i ruolto l;(_·ad•mti. è pa lliùo. u nt~tuoiu.;r..a tt>. denutriLo Pl'l>· fondaul('nte. In corrlspoml1'o:r.:t della u·egione ùell'aru.<U de!>tra ullà va.<>ta uloe.rn ?.J.ono con uor~~vO'Le ,':lC()II.amento d elle ));Jl'tl molli, "~:'(~l'Ile pn;; s;wio.-sv, fetido. I t\".'i· >roti hrumo as]letto torpido, l:.trua~. Hn frt.>ttuenti a~"!i dolor.>si lungo i nervi ~tl'atto. ~t'::ll>e di gllUindolc intlltt-atc nella reg:ione lnguln~crurnle desbra. ::\ell'agost.o 1!121 ~ Jnlz;iawno le medicaziolli <~n f'IIJtmiut/(t.~e con untt JWiru11 .'!erJe ili Iniezioni endomu&vln r.L , Si verificò presto uu sellSil>lle migli01'3.mento: ml:t:ignzlone del dolor i all'arto, w c no .~denti le conillzìonl gener.aU, l 'appetito -sl rl~vegllò, 11 m ula t o aOC:liiSII vn ~-;o di benessere. :'\ell'oUol.l•·e su<.-cessh·o ru inizlnno le :i:nl.e'r.ioul etttiowno~ di cuproeian. Si \'e· titica qtw:ii ~-ubito iemi:.;.~une delln tt'llliJemtum, elle dhit>nt~ Jlll'esto uormnie; migliorano le <.'Ondizioul. geue;.ali, l'appetito è note volmente numentato, J'ammalat.o si ·sente più ~Uevuto, più fol'te, uon ha più ootl'erenze l~huente. I te!'lsutli hanno pm'<iuto quell'•tspetto 'A\rduceo elle twtwano pl'imn: le grouutazJoni sono ~ e dilnno fl.I Cllruente sangue. Dlminuitu la l;('<:I'<'llio:te della pia;.:-a ~ ridotte .sf'n...lhHuwutP le IDHR.."C- gbuuulP· 1.:1 rL Hn fn t. t o fiuor•t o t t o lui+•r.io uì ClKlon•.uo,.è <:1:1 eu flrooia n.

Oa,•<• XI}/ . - .\lor. Vnlcmtino. ~ltbtlo. du.;;.>;C 1$99, •li Vare><(•. - ()stcìte di'l· 1'estremltù infe.rlon~ della tibla ~;iuì.St.ra fist:ollzr..at&. GenttUz1o imwune. Nes.~>un lH'OCedente per~nale degno di -tillevo. Ammalato dal !ebbralo 1919. In 'Seguito ad un tmuma <si DWlnlifestò un asc.-esso alla regione .,.;a ernie ed uua perùx<:titt• al piede slnl.'<tro. Cond'izioul ~:"ene-m U buonE:'. l'\ullu <l toan1co Ùt'>l vari HIIJ)arntl toracici e a dd• .. mina ll. Sul dorso del ple<lc liliuistro, n l lato Jnteruo, Eli llOÙtnO due piccole ul<.-ern· z:lonl c he lmmE:'ttouo .iu un ·ta·ngit.to flstolosoo e che ol!leC-ernouo aca.rsa quantità <11 eso.SI\lda to .slero-rmruleuto. Con la $))00ilht?.ione si r1leva cbe 1 due orifict Si appl'Qfou<ùtno Yeroo l'estt-emitt'l infel'iore de lla tibia: coDrispondentemE:'nte, l'li apprezza un ,segmE-nto d i O$SQ SC'Ollt!rto da l perlostio.


140

Liro

ESRrne rodlog-r·ati<'Q: spn1Jo nrti<'Olll re tiblo-a:<trn~:a urcno a m pio e meno traspar()lltx'. de l norma le: ,..;emplice g,mdo di decrrlcitie~1zloue di- tutte le oosa del larso : ~pnzi a.ttleolnTi dt>l ~Sistema tar;;:ieo uumo nitlidJ (Je!JJornmle. Ha fatto per lllllgo tempo elioterapia senza ottenE'>re m gu.'lriglone. Nell'agosto 11121 1n narros:i cJoroformo-etel·ea vennero uperti l tragitti 1ìst olol:'l e furono ra.-lChU\te ~ fnngO»Hà in essi inllicchlate "' la l)iC'('Ola i-11J.!('rficle O$iM S('O)lerta. La eieatriz't.azi<Jue · procedè •regoJ.arJll.('.nte, ma ne sono resiùuatl d ne sottili tramitl ti;>to lo..<:l .• Si l.n!zirulo med1oo?.lonJ si!'>tem~r tlelle con c-ttprolod(Me; d al due pic-coli ortnct t'uorit•.-«.~ Wl te nue f>'\.'<lt'etQ 'l>!erO>OC.). Attmverso tino di es::U è stato ~'Hmin.ato spontalliOOmente un p!e<.'Qlo s('{Jue~t ro os;;eo. At.t.nalmente 111. secr ezione è J'idoLta ad una ~eDJpllce goooia

dJi sierQ.

('(ISO X I V. Bai. l'i<'lJ'Q. sc)lda tn. da>:>-:c JS!)!), tU• l' ù:<toia. - .·\.l-<:P"-"0 Cre<lò.O regione lombare destra da leslune ve•·tA:-brale (O" Jou.rl.nuej. s~~u n JWI:(;l'<Ùentc el'l.~i~trirJ. :\el gPIJll>liO ]1,11:0: O!(•ffrl una pleui'Ì i e 1:."-'1:-:u<l•lliYa :<inil;rr:t. Fu n pi.t) ripn•:'(• rit'O\'t•r:\lo ili mrl u$l.ll'tlali. c guarì (lclkt lllllhttth\, ~­ <.luau.don~ però una n ot evole de!Dnuità ul t011t<..-e. X l'l' UJ~J ebbe una pleu rite a de>'tlt·>t : uel tlkemhn· licil.o uU.l lo ,.;.! ll\'YCl 'LÌI'QJJO i priuli fatti ohhieu h ·i <Iella f or· mazione dA un asc-e::-~) fl·eddo ulln tx.>gì<>ll<' lollll.JuJ"e dlt..,.,tl'll. l:"'"'"""'' fu piil volte

snwta t.o, e tiuì per :~ pr i t•~->1 SJit)lllHHt>nmeJ1tt•. "tol O >'O.

l~duallll ou;:

uu. ~«>tl.il. t ra gitto ti·

L'e.<;Um€' ddla <·nlonna v.ertl:."brale no11 <lit alcuu ri~ult.ato posi t inl: In mdliografla \l i.mosu·,, <"h e U c-or po <lt~lln 5• YCrtl:."i>m ](1m lltlre è rueuo Jllìt k lo del uorrun le e d te g-li ~flltZI int<'l"VIc1l'~bruli <..'O DI lgu.l ~no $('()Ul J'laJ'Si. C<>n<lJzlolll J:('llt'ntll di<lCl-etc. :'\ulln c (ilJÙ<..'Q d eg-li o rgaui H<idom illitli. NPIL':tgoslo 1021 si illìY.ì>li'OilO llll'\1i<..,I7.ÌOnì loculi <11 (·Hprùiutla.,(' t' lniPZ-ÌOJl.i endomu~«..-oùtrl d<:lla !<l.t'>-"'<t tSO><t~llll'..t. ::il e h be come rJ.<;u ltu to \ID notevole mlgl!.OI~1111ento d e li<> cond lzlonJ gent•ra ~i, e d(\flO un me~e dl curo, H trnmitc tistolo;:;o non seeemeva ph) t:oe non unn ~a d1 siero. .l<'u dilll('o.<.,'t) d~tii"W]ICd.nle ne.J ~tlemhre: rìvc<Juto' iu n ov<•mllt'(', l(' C'On<liruool ,.:i man tener:utu buon<:": 11 NCII<l tbt<ll<rSI) J•Ì <'('()ti Sl'ìnto .-,ec-.·rnt'\'U ant"Ol'll qnakhc g•x' d.:l dru si~ l'l),

ra xo .IJ!. -

Cor .•\ntlr·e.l • •o.;olùaw. <·1;1~"'<:! 1001. di Oni\'10. -

. \ !'oe.'t"-"S(J ft·<-<lclo li·

st.<Yl~u..uto ~l r<'gione lombare da t:ari4.'1 ve Jte bnJie Uia Yert.ehrn lom hare). :\eR:;nn vr~-edente eredit".ario. Sei !I Jlll.i or S<>no H~>ffd d1 pleuritR siuist nr.

!\el u l l!l .Ji'!.!'ÌOue lom~·l1'e <le-.-;t.nr urur tumefuy,ione >otaJ~UtH'nte d ol eure. Xel g.ìu~;no la tmuefnzioue <SÌI ulc-erò, da ndo ~to :Hl nbboruhruw vu...:t ~ll· lw~:tro, l]uid•'· <A>n In c.']l lurar.ione :«\, rilev;) l'e:,~h:tcu7.<1 \ lj Hll (lr·mni k li.<.i<Jlo.•w. d~Jn l ungb~v~za <li cl r c1t 8 <"Ul ., oou <](>{'Or so rliJll'allo u l l>lt:'':,'O, cl.all'intenl<• :111"E'b1:erno. .li:' in <'Onùizivul gem• r:-r lì p l u t tosto scadenti, m olto a uemi;-..m l o. Iti<..'Q\<'J'3 to a Y ìlla H LlS(' Ì>l no nel 1'11/:o!-10 19~. nulla •li nott•\·ult> ,_; rl.;('On t 1~1 a !l'e!<o:l tue d M va rl npp<tt1lll t.orac.i<:i <'. c.lHddom!u.al.ì . :\d In r e){ìo ut• lombar e <1 <-sl rn Jwt:r;;il un IS~• IIH fil'l.oJoso u~"U.I i<(.'C't'l"ll<'llte, <·on :t m pio ~ llnm eul<) eu tH n t'O. l'\P.:>:-4U na 11ltPt'11 :-.ion<• ~~ ~1le,·a :rJJ'~IIHe tl<' Ha t'(ll<>u n~t Yt>rt el.t r a lè : i11dolenti All.a JH'C~oue t u tte lt• vertcbJ·e: uulla u c.u ·k'<> d.c!Ja motilitit t'lH:h.kJ(>U. L'<'s.'llliP rndio~raU('() riY+-1:1 1m noteYole g rndo di rua~~odo de<:orso ('OOtJ)Orve

IICfOI'lUil z ii()U(' dPIU\ ij• VOI'ti:'l:>.ra )Ollll>l't l'(>. Il ~ :t),'ui-1<l. in lUI rt·o;;i eter<'.a , ~i pr·u<.1c'Ùe allo l'bri;:l iltnH'ltto •l l'l ~eno ti><to·

lol'O. Il i ra.;<·hìanlt'III O (•d 'lll<t Cltnt.eriz;-.nnkmc della l'<t\'itit :1!-'{~'\J:t l<>. ch e è ~­ pm :qJQnenul i<·:1. .'\ou sì r· i\~>wi n ri!'<'OntnH-e e1!'uu tra~itt<l clw ~->i dlri;n•i<.<;(' Y(>r:>ll le p:H1:i ()"~"'· .:\"elle n.t('dii<:n~ionl. f11tte a .dorlli >lil<'l'ul. ~l iJtil•ttÌI Jll' lln fi•J·ltn ml~la eterell dj r,u1Jroiodarw. Si inl?,!ò anche una cn1-n dj d.ooici lnit•zioni .:>ndomuscoJ.:J,.ri. L e ('()ndìzlolli gen ero li: ml~llon:rrono 1-{ntndi:'nwut(•: al )'rim i di noY<'mhre Yenne ililn<.•:::ro cltJ ru rgknmt•n IX> g~uuì LQ.

cn.w .\'l'l. - Ntl\'. .\lll OIII O. )<Old:no. l'la:-,.:.- 1\!01 . \li Tl' t•\'Ìo>O,- ·' "'~""') fJ'('(ld<l regi one lombare ùa Jesioue ve r tcbm le. P re<'t'(l ent.l ru-editari Jlt'j!UWYÌ. I'reeetlPnti r»r~l)ful li. S e i giugno 1!121 R~ /.t (ll'<lf';;e (·bl' in (:(trtÙISJKmùell?.ll dt-1111 r<•s.:ione Iom bìlr{'. n si ni::<1ll'~l d<'l' ra•·h i<l(• ('nt ('()llll>a.J-...~ una tumefazione dd la gml',CZr.a <1:1 uu uovo : la tumefnzion~> (' ra ·!'<~ul'Sitmen te do lento?.

;


.

141 •\ tr(.,_.l n w 'olll~it't ti \'O l'>ll'\'t> i n pri lll<l tRllll><) che Ja !'l'<'Ssion'!l ,uJie H'l'tt•hr~ IOlll ·

.b:trÌ. piJù spocialmeute sulla ::;•. riuscisse <loloro~s. In seguito non l'ti t'i\J.SCi a ri· S\"'egliare 11 lenii. òolorf', u1ent re non •>il •rive-lò a Icona df'formità a carloo del ra<:hide. 1 mov1menti della oolonna vet·tehrult- e111no oormalil in ogni senro. L'esame rad:!v}Qgioo ba d ato .p er risultato: defonunz.ione e tuf.doue dei oorpi vertebrali <l<'lae aa, 48 e ;)a Vel'tebre lombari. Coll(LlzJ.onl genemLil sc<ldenll. Nulln n Citrico ùel vari w·gan1 toruco-aùdom!Mli. Iniz.lata la regolare eli•>tentpia, r.cll'n~orosto 19:?1, e;::_;;;endo 4t tumefa:doue oottamen~ fluttuante. !':e IW l >ratk<l lo <S\'IH>t.lrucJ.t~> a nH•>-xo t d un 1 n•(Juarti: J)()(':hi l!iorni d<lpo è 11l'<'t'"'-"'l'i•> \tU n•tnn• «ntot:~uwnto t'"'.~·nd•>--;i rnpi,Jamt>ut<' riformato i•e,..sudato. :\"el -l>~tlembr('. la rat;(·()l t;l litlllitLa !!l è I"llfonll>lta, ma in rui~r quantilil, mentre (!all'altro lato del nu:h i<l~, in mollo !:illllLU(>t)·lco, s:i è oostitu.ila un'altra tumefa?..ione: nmbl'•hte Vt:>llg<II10 "'Yuota tt• n 1uezzu li l un tJ·e qu.urti e vi si lniett;mo <:il"el 20 eme. di cupruiociftse.

·

D1t allora l'asces><o eli sinL.-;t r,t non !;i è più riprodotto. quello <li de>'tro n~>U'ot­ ll>l>re :-i "'·uot>J "}"IJtlnn<·amt•ut" ch!lla worl'h:a r:.occ<>lln attr<l\'('r::><,> il foro <l~·lla pr••\.'edente llUntura. Le couùiziow J.,"('nerali ;Kmo grandemente Ullgliornte; i ùue asceSSi wno qunsi totalmente :-.~omparsi. Ca.~u

.n ll. 7

C~t:dt. Gino, ••t~ld,tiO , tkl~f' l~!l.J, ~li Fir<c·ll>.<•. -

A:"('\.\-<.~o ft~ld<)

regione 1nguJna le dc:-:tm da morbo di. Pott. St>no ti stolo:>o re~iouc- l<lmbare sinistra. Ne..'>-qun 111~:edeute l:'l't'Ui.Uurio. :'liel pn't~l\•uti ]'('l'l'on.all t<-i t•ileva elle ci rta 12 anni or oono ~n·eva soO:tn·to <li un >ts<:eS>'<l al~l t·è~ione ingulnHle d'l\ Strn. 'fi<lvan<lo...<;! ootto le 111111 i rwl 1!119, si rl:t prl F;JlC>nt~1UP.lllllentl' iJ Vl'<'<'hif> lls<'t!'l''-"1. Da aHoru l.lll~ in va1~it ospe<l~tli. ?\el ma~;~ lo Jll::!O \'enlva t ra,'fcritv a qne"1.o o;:))('dllk'. Em in condiz.ionJ gent'lmli n!>.S.'ll ~adenti, llllllldo, denutr1~o. . Il trnm ite fi~<tolt>,..-, e;;i><lente a Ila plt-gu illltuirtolle destm sewmeva n bbon<hl ulemt-n te I'C<:reto punJlt!nto: altl~i· dm• tr·:~girti tbWlo~i si noto vano sulù1 p~lrave.r'tR­ Ilrale sinistra nl?'na t't'l!i<me lowh>He, pure Hbl)(>nduuh:•meute ~K~rnenti. La pres,,Jone Stilla 1• e :!"' vt>rtehrn Iom ba l't! riuscinl d'oloro~t e Ri I1<Jt.:lnt o o lrrodl.n7Jioni cloloro...«e lungo l'nrt<l infe1·iore d!'st rn. :"'ulln a ~wko d\.-gll organi toraclci e addtJIuinSJU.

l<'u RUblto Jniziatn la elioter:tpi~l e nel 1921 furou fatte 17 h1lczloni di VH('('ìno :\fa rtiootU, ott<> nendo><i un .A'l'H<l un le mig}ibt'HnHmto n eli~ <:imdJzionì _geuernll, ma ...-ca r i'() ri sult~1to DE'i fntl.i l o<'alì: solo uno fl èi dlle tra miti ti,.;tolo~~l lolub,ll'i ck-~1-tl-i;,zi• N(>JJ'a~o~to dello ~t<l~O anno s i inizia rouo le medicazioni' locnll di eu IH'Oiodue., i.n:iettnntlo a giorni oltt>rlli. 5 eUlc. di w luz.ion(' t·te rea nei dne trnmjt.i fì~olosL A questo tr.ntl)lmento. nt'l llO\'!'JUhl'é si a;::-;:inu:<ero ini(w,doni eml{l\'Cllu~ <H l'IIJII'IJCUII(. Il riNtll txto tiu tlUi flll!l!'iunto è H ,.;e~ueute (tli<"eJUbre) : <:lCilrSil lleOl'("tione sicl'OJIUruJent.a dal tra~~:itto ti,;t oloM dclht r<>gioue in~tinnle (cirr.a 2 eme. w;ni due giorni) d1e >:i tJ lltllt'\'OI.ulf'ute rid utro 111 Jtl'ctfontlili•: l'altro tram i te N<islf'ntf' alln ~'1Ìio1H~ Jc.mbart> <lù liPJ~na l!IUl gq~·t-iu •li "''<·rl'tn. ('ondi>.loui ~t·twnilJ ""-"<li JU.i~li•>r:tl<'. :\"t's,....UJl di~<1m·oo ·sO~;!'ettivo nè fun>.innantt~ a <·urÌ(>() <IPl 1-:JChide. (Ja~v X VIli. - I ne. f'r:lllet,<:t'O. ~)}(l :1to, <·la><"<' l!JM. di C'ose nz:l. LirtftHl<:nil t' <·ronir->l inguinHI~· ,: ini;:tm fi,<fllll?.l'.<Jt!l. :'\~~~un pret-;_•tleuu· t•r;>tliturio. XoJI'fti <!lù hr011d1Ìtf' nel Hll!l :"<•ll'iliH'i>l~ HJ:tl <'OU1Jllll'\'(' 111UI :ttlt' nift' jliJ!'ll lll:l'l-" ~in i,;tnt ~lw fu ritcn11t:l di 1111tnr<t Vf'IICl'f'3, (> ('Olllf' t~lle VeiUI.t'f pii! Voli<' Ìltl'i>:J l't'Sitht~lll<itlll(• dPi tramiti li ~to}O.'OÌ. Iutli\·ifluo di C•!Stitn;,ion e not'Jilah.'. molto oli~Ot'mieo, d ep<'t'ito: a11'~1me dt>l t m'il t >e ~l ri~'OUtl·n Me ve cntllrro bronc hà:.ll<' <l i l'l'tt.>:o <·on to,.,.,'t· e m od i M (~!'Crea t o. lueg-atiYn In ri<:ere:t llt>l h . ~~- K.J. ~lilla " <':!l'i<') dt'll'nddonw. :".-lln l'f'J!'imw in~·uino-cnn,IIP ~·inistNJ !';i :lflJH'I•z:r~'l nn Yohmtinn:-·•) J~<IC'('(I di J!himttlnl l' tum!'J'fltte ('(>Il ~~·1~:-tdcnit(' dHI'u&l. l;A C'UI(• i,<;pN;~ilta. fltlt~r('ll~ ]ll't'-"\'lltn tn• uk<·mzioni <lall(> qu:tli t'lJOI'lf'"<'f· nus p;ialhlll;ITo d(·t~t>. L'hltiltTIIlll<'nto ·::;i !'stE>ntle tino nlla fo..."-">: t illlt<'ll ~i­ lli>'t1"..t. :'\utl n >-i rllt>\'a a <·nril".l della <·olonnn 'l"et't<'IJnile: i mo,·iual'nti. ~l ·(.'(lmpioJIO nm-malmentf' in OJ!UI dlre7.ione. R<>a7.ion e tli 1Ya,.,.,...rrnnnn ne1-'11tll'll: esame d ellt' \ll'iUf', nulln <li Jllltnltl~Ji N>. T emrl('r.. t ura f <• bht<ile ('(m. nia'17.i l'Ot' roUnl. Alla finp <li 11/M~tn VE'une ll<'('()lt<) in qu('f<tn OSJI('<lalt'. ~i lnl>.iò In eliotRI~flL'l l' nelle m~i<11zioni f11tiE' 11 gùorni nltPrnl >:i ini•·tt•) !ICi ;,eni fi,.1., Jo5>1 mi!'O'ln di CII·


142

l . \ C'HF.~ton:lt.\PI \ Ot:l.L.l TUBt:II(X)J,OSI CKIRCRI':JC.\, ECC.

proìodose t- ,.j appliCAta·ono <•.Jillllll'<'-"~"e irubi>YutE' •.1\•Jlo ~t~s,;o liquido: cout{'.llll~l<t ­ n<'amentt> si JH'ilti('u rono 10 Jni<·r.i<mi lnll'ìiJJJU:;o('Olatt di CllproiOd<IM'.

n tri.$ultato dt.'Hil ('llr:l p Sl~tto olt remodo -soddisfacente. L<• ,.,-tuto ~(''IM'l'ìlLe. è )!'randemeow rui~llomto : i tl l'l:tr.lente è in~p11~1to E'<l ba r lpre•so il colorito nonrulle. L 'inflltra.mento r..eri:ulenlti<'O è d<' l tutto S><'QW{lR r so, l f>PIÙ li sto lo~ "<)00 cica:triz:t.atJ., l<~ mn~'(· l!hinuùola ri t•idotte a Uòlluli UIJt>ena palr~t~tbPl~. P e t· qullot(l clilù<'il· tll('nl e ~'U>II'il9. 1·inutnt> it t O>'ll\"'l>tlf' in oonYai('S~oztL &peooht.o rJ.a.aa'-1:11t:l "V'O•

l'>UMERO D EI CASI distinti in gruppi morbOf<i

E <liT I

(.:!." RE PIU.l'I CA TE

:<vuotamcnto •lstcrutttko Hc:gnit.o <la di ''Uproùxiilse.

l! ascessi freddi

tuJ~ziouc

2 gu~Uigioni

2 linCoadenitl croniche Iniezioni eu applicaz ioni loculi di t'upro~<là.Me } tubercolari flstollz·) In un ~:a~o 10 h1lt'ziooi endomu,;colari di c~tpro· 2 guttrigionl za te.

;(l(fa!le

rIni ezioni ('(! appli<'azioni locali el i 1~ seni tt~tolo~i da lc>· :!lf>UÌ ttlh•·r~·n(!tr( li·

steo·articolarJ.

l

iodoS~

l

I'Ùtn.

f

cuproiodll~ ~~5

In lrt• ('O~i 10 ini~zioni endomuscolari di cupro·

JCUtlrlgioni.

2 guarigioni - l in , .;a

di Sl>arigiCtl,lO IU!COrl!. il• cura.

ln Qrulttro ca~i ini,,zit•ni cndon't\O~c di cupro· 3 guarigioni -

,.,

JCiiOI'IliiiCHtO:

lniczi,Hii ('.d applitu7.iOni lo<·uli oli cuporiodasc

~ o~tdtlt u~rcoi uri con ::lr(liH,:!"tri.

I

l D\1· tutto•

io cura.

Elimluazioue O(•u

di

lilll

s ponta· t'C(jltt!·

~~ ro

p iccolo - MJ. glioramcuto : tut,Lot'il. in CUrt\ ••

Iu un cn.. v ato:port..azinoc di lUI l"CfiUCdtro ~ lnir•· zio n i cuÙo\'t: OO"'t! In ('lll'r'winn..

e~ito dull'~))C<1ale in

vi~ dì cict~.Lri.zz,alZiO·

lh.' ·

C'OKCLl' XLO:XI .

' Le ··orwlu::'ion·i alle qua.li credo di r-oLer· giung{>re, alteneftdomi scrupnlnsamenle alla, osservazione dei dati r-lini('i, sono le seguenti: t " Ndla ~.:u ra degli ascessi freddi lo svolamento sistematico a llll'zzo di un l requart1, seguito dall' iniezione di 10-30 •·rnc di cup7oiodrtsr·, provo!'a. u·na. rapida modifì(·azione nei caratle1'i fìsic,i de l pus erl una graduale riduzione nella formazi one di esso fìno, in ta luni vasi, alla sua C'Oll1!1lela eessazione; 2• J\'l• lla. cut·a dei seni fistolosi tuoorrolari, la metl rcazion e- cup.roi o.cla~i l' a ll!'al inlla iniettanc!o nei Sl'ni una. misc·rta di ruproiorla.~t· 111


T~\ GHE ~(l ()'rt:RA I'I.\

DET.l . l

TUIIf:RCOWSl CHIK U RCI C,I, ECC.

elè.ré nel rapporto di du ~ .a· uno ed a.ppl ir ando quind i su lle u lcer·azion i comrpresS€ imbevute dello stesso liqu·ilo, determina una notevole graduale modificazione. tanto nei -ca.il·a.tteri della secrezione quanto ne.ll'aspetto esteriore dei tragitti fisto·losi: in -un caso (ossor va.2'Jione Xlll) si è -ottenuta la eliminazione spontanea di un picTolo seq uestro osS€n. i111 un altro (oss. IV) la delimitazione dei sequestri si compiè in modo da renderne facili~sima l'asporlaz;ionc , in un altr·o, in -cui si avevano ben 12 tramiti fistolosi nella regione d ella spalla sinistra. e della scapola 1oss. V Ili ) l.a più gran par te di essi cicatrizzò completam ente e i rimanenti tre sono ora in v ia di ricatl'.izzazione avanz.aLa.. Ln un altro cfu' o infine (oss . Il ) in ru i s i .avcYano nwmerosi$Simi -:>en~ fi sLolosi al torace ed alla. ~·o:;e. i.a destra, tulli quelli d'el torar-e cicatrizzarono s tabilmente ; alla cosei.a uno ~.:>olo attualm e-nte sussist-e ed è in via di guarigione; 3" Nella 1'ura delle linfoadeniLi tuber·colari, la f.ura fatta med.iant ~: i pre!)at·ét.ti cupricj dt'l.ermirla una rapida involuzione del le linfoghiandole infiltt·a;te (oss. X e XVIli ); ~·· Le iniezioni intr·amtus<·Oléu'i d ~ czqrroiodasP nelle forme tuber~ colari chirurg'iche, hanno rom~· risultato un miglioramento ne lle condizioni gene.ral.i; ma non modificano sensibilmente i fenomeni locali. 5" Le iniezicmi ~11doven ose di cv,prrH:ian in taluni dei miei ca::;i hanno rapidamen te esplicata un'azione oltre modo favorev<>le tanto nel le condizion i general.i, qua.nto sui f-enome ni• locali. Principalmente esse stimolano l'appetito, conferiscono ai pazienLù un senso spiccato di benessere, ab!Mssano, fi no dall'inizio del la cu ra, la temperatura, oo questa è febbl'ile, ed attraverso il migliorato ni<:~tm bio portamo ad aume nto d el peso d el <·or-po, mentr·e non pi'Ov()('ano nessun d·istu r bo sia locale, sia generate, ~ s i <>•.,.ellui ur.~ live dis!mea, che. in. quakho caso s i man ifesta nel mom ento in cu.i il liqwido viene spinto nella vena. 6° Nel trattamento delle fornre tubercolari chirurgiché, la; modifi<'axione <: he miolerapka cuprica, si rivela, s pecie se. attuata preoocer_nenlc , t·ome un o dei piìt ~ffh:a•·i m•<•zzi di t~ nt.pia, di cu i oggi si v os:-:1 di sporre. . E mi piaet~ di rir hièllll::tre l'attenzione di <" hi lE>gge s ulla o~.serYa.­ zione YfJ, tl<'lla quale il risu ltato cu rativo ot.lcnulo dall'assot:iazio m· d e lle iniezioni endovenose di cuprocùm con la medir.azione locale <·uproi{)dasica è s ta;lo add iritLura limpressjonr.mt~: il PI'Oc<esso pleurilito datante da lunga data con fistola p leurica abbondant~mente secernente, P. oggi si Può dire guarito, la lesione tubercolare fistolizzata. del gomito, cosi grave da menitare quattro mesi or sono da un valente ehirurgiN La proposta di un atto operatorio demolitivo, è oggi completamente gua. rita dal punto di visLa. dioico con esito fu nzionale mollo sod disfacente.


CONGRESS.I

1• tonareno Internazionale per le uienze antropologi[be · ueoi 1921 R elazione del ten. colonnollo medico Placido Consiglio, d ell'gato del Minis tero della guerra

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Vi~· tu~ ora Jlllbblli~ato ' Il f~~cicolo ò.ella Re1:uc !l-lltltrOJIOIOf/Ì-f(IICI <leclkatc uiJa t/i f.i<'!IÌ (::!.) )ll.(!).j\').1° ;1)!'0:-1.0 1!)21) d1•lL' ] 8/Ì(I/(r) ÌII{I.!I'IW:-f(JII U/(' (J('r (tj i<<·i.f•Jt;:e <wlropo/ugi.clll' , elle era 111• Congre.'<."' dopo il O>m·egno iut.ermtr.iom·l le ll\!1 >-Cttt>mbre 19~1 a P:tt'iJ<i, 11(>1' l~t foudnr.iont- 111!1 tfNto h.tituto àlHt• t·na.-.JnllHIH l!t'I'Ul<t· nNit<>: in queooto, ct>me ndl:t eo~?><siont di Lif'l-!'1. t';Jppl'f':<('llt.:llltl d(>ll'lt~ll.iH ~>nlno il prof. A. ::--:lc-efo i'O e il sott<>:l(;r itw, del egato per il rpo l'.'llliutri<O mJi it~u-c ·italiano: Ri tell)!'O \ltills:,:illlo d:lt't' un breve cenno dej lavori della Se.~'$\lone. che m·eclo Jn:':t' ·'·'ÌIJII('

c. . .

tro'C~"»iJto molto i t·ollt·~Ltl Lutti. non >~olo per il pro~rauuwt dj bwm·o qtwl~· J;uxo

t·t•nru·ibntoJ)ella Jlr·•finiua Juili/(lrt: d:t me .!;'iit l~l·o:-;Jif'ttllfo a l'nri)!i (pnhblkato Llt!lht Nt! rut• /11/r·,,,wlirmaf (l 1 t«l iu uno studio ,..,,, IJIH'..~Io no,.:t.l"() J.,.-:iomn le (:!), e:he fot11Jù ;tn<-llC' og-~tt•lto <11 U.Ilil <.'Oilff>renr.:t 1enuta In v:n·ii <fi':II('Ò:.lli mHit:ll"i· (31, e nel q1w le pmg;mmma vi. l! ampia mflt<>rl:t di F<ttul'il e dli ri<.-et·clw l'llolc·be e ,.;tal1i.,liclle. J)E'r tu t ti g li ,.:l·u.ù ìnlll de'IJé va l'ie ~l.~e<.:iuJitìt e d.,-lln nwde<·i ua Jt•;::n IC'. mtt. ancbe e sopratt u lro IJel'dtè \':t l'l 11 rgonwnti dj:«.'\t.-;si nel dd t o t '•>nwg-n·~ .... m o d i noi evo le i m (lO l'· lan'"'' llt'l' In lllt'd ici nn mlliht.J'(' t' J'liJIIH'l'.,.i•utano prohlemi ll<.•sti anC• llnl in E':-.1lme e<l in \ÌtÌ!<r-Ùs"i<lLI(' pre;c"ù tuttC' le mtzioui IK'Il' il 1111 11\'0 ( 'onn>guo ('ltl' ~~ tcrrit fra tt·e /llilli HJ. e tllluu.! ~lei quuli hauuo tlll !n1mr1wo lnt<:>n·~ dal JlUnl o dl1 Yi~t.a flOCiule C' della "<tinte dt'lln rur:.w ~ 'Xt <lla r S(•r.loll(' l'i) flli'I)JlO l<t ·rg-anntmt<> (li:<('\l*'i: 11.1 uno i>'tllll•ih dt~l J.Rdl'llf (1~1g':t) flllll;t uuifìco-:iou<: intr•,·na'Z'il)nalc fie/le n nità. d·i mi.«IO'e (lnlnlpomclrivht', ali~ ~~'<>J'IO <li llOt.ere hiolog-ic~lmente walutare bene l'iu::df'me ùelle uttitu<liu.i. fi!<io-p.c;il. ,.hidlt'. e rtuiri(J.i il rentUllll'nto tL•:iologico, e In J'(•.si>stf'n?.ll fuu:r.lona lf' <1il <1H>'<:un OI~I ­ nl~wo (moto,·c tonano) c·llhiiUilto a foruh-e un d.uto ltlvoro (millbll-e. opetalo, ng;rif'Qto, .':l\1iHtoJ·io, .-.;<·olu"l iN>. as sknt·ath·o, e<:(·.), andiC' Hlll<i ,.('<>JIO <li ;lt('l'I'Ut·r e !!li eff f'l ti (!elq ·edu<·nzloue ISl>ecìfiea - lui ellettna le, manuale, s;portivn - e rue~<:lio tfuternJ imll'lf~ l'uri.Nt tu mt>nto JII'O{f'N;:;iolUll<;> \l(>,i singoli' (sta tu.m. lll';;:o, G. A.. ~~~rint<'ll'O torHCi00 <> ~~.<ldominRI~. lu<lici -rclath·i, "'1>lromeawln, ùmnmometria , g-raliche <le-I Jl(lll;(>, di:" l respil-o e del!(' manJ, O.')(:illome tria. e r g:og1-nfia , t(>stì. menttrl~, ecc.); - l>) del Duff':<tt.>l Ili P HI'l;;i Jl\11'<' , ·ulùJ llr'<'"·~8ifà th unijicru·r.· le mi.•lll'll~iuni rntt,·o/JOIItl'l1·idt P. !;!<,.. prati.utto nelle s(.'IH)lC' (e (JuirHli nnchf' per it' ~cnole milit:Hli e pre.mWtari). t'>Jl('olalJUt>nte- l'lei' ben v-alut'!re 111 crr..~er·11.:n fi.~ioa. i tHN v iflunJl': - c) ùel gi.Dcvt'iltO Go<lin l':uJ caratteri. mo·r foloyioi P [un::iouaU t:hr· ri rclinu lo <XtJ>Ocifti, -r;ital.e r. lo capnci.tò. Jirtt/N<., itJJWit· nl'/~r· ""rir• r•f•i . twi cl>"' .~,,_.,,,;. r· nr1/(' dirrr.~c t'tt;;,:e (il rnpporto df'l V.

(n Pro~:ramllw • ('Olll}'li•x<' du 111:1 T!O-:lVT11 dt'!Jll .Re l'. in/ t'l'l!.

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ks rt-l'lwt·~:h('::: a nthwopol•>g-i<JU(>,.:,

d'miti• r., 1920.

121 l'E't· il rinno\':Jrtlf'lltn (l l'ln<:ren1Pl1to cl1•,di ~t111lU òl lltrnpolo)!'id - L'll'<tituto int<· t·o~t zi(>lUi lc (li antroplll og-la Cm ti ritmi i dt•lln. )1('\l,i«iua ruiUh:u-e, Hl:ll: O. di m. m. fa><c. lii, Jfl21. C:ll Genova, Toril1<l, Pado\~11 ~ ROCll:t. nl:'l li<J,•• <'clic. 1:1:.'0. ;:o,..PO.."(l pni Jler I,.'T(l\'t'. lungn runlu <l-ello ~<cr.i.In•nte ·

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' <-t) Ii lavoro dei ru11goli vl.enc dh·etto od ioq1irato dngli l.Jftk1 nazionali, e JiOl "'utrali?..znto e coordinato nE-ll'Istituto di l'a.ri::;i, (5) Acc-enno soltanto alle Se-7-ioni, ed agJj M'l!omentl che interessano la Med lci oa mi li t a re.

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1'' r'(l.'iC:Ht;:-,,.;1) l.'iH:H.'i.\ZIO:"\.\f.t: l't:K Lt: :<NE:>Zt: ,\:'\THONILUG!Cilt:. t;cc.

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del cranio al V. del trotwo, e il rnpporto della luughez;r..a degli arti ul V. del tronco. OODIJIHl'<ttiY<ttù<•nt(! nll'etit, c1unHti<:ano lin cou1li::ioue o·r ganica dii ciit.scuno, cioè la ('<IJ I;lt:ilit YÌt<liP: lJ (ll'iiiiO J':t['JII•t:l<>. ()J'I!SO OJ!Ili :<C1llf'>-tl't•, ful1))}l lllUI 0 11/TII fi t'l/11 ore-~cc'"~·a c he rin•J:t il Yalorc del pot<: uziale energetico :luù:ividlutle); d) d€'1 )J<.>t:'.J.UQ ~IatLegkn h'Uiln ·capacita tli Eu-voro Ile/. corpo umallo (nggi.uuge, alle altre mi-

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sure. quell(• cll'll'altczl'"t ~l•>lL:t tt·stn. lH -stntum cc ~lutn » t' iu ~ÌJtu<:chio, d~.ll.a hn· ghezza (le lle :,;pallt', dell'nYililJbraccio. lungllt>z7..>l e l:m·glH~z;r...a della mano e del piede •U .-.ini.-.tra. il ,·ohuue dl'lbl l.>t:'He eù ndir>e P qut>ILo tld um>;<;oti). l' sull'età !lentflriu quale sey110 dello s·riluppo totak (rnPJxrrt<tt<t .all'et.'l, shltura e po.<>o del soggetto). In seguito nll'awpia cliseuSl5ione furono emN<si numerosi voti, dei quali a uoi in· tenJ>ssa: quello delle L .u b·ure o1Jblig.atorie ripetute (in nove.~ubre e in maggio) del Ilf>SO. dclkt st..1tura (!u l)Ìe<Li (' ,.;f'(i lltiJ . .e dt'L •PE>J·im~·tro t.Ol'noi~·o. xifostemnlt·, al· l':inspiraz.loue ed .all'espiTa:r.ivne; ~~ quE"llo delle ruhmre f<l<:oltative ma uti'Li IÙ~lla statura iu ginocchi o, delln l.arghezw delle sr»tlle. d~ll'a l te-tza della tesw, dell'ilv>llll· hmcci<> nuu1o e ttil••Le dì siui..,tra.; e iò audte ))('r il largo <.."OLtldhuro che !NS:<ionc" dure n~l i :<tudi <·he Ol,'lli L' ftido t.a7A:.mai.(o (lèH• f:1r;.o '>lLÌ <·m·attt'l'i e <.<OWI~,.~iz:ion\' m.ttropologic:<t cli <:ia,..x·nn J~t e"<' c (li cias<:u1111 r<•J!iocw. ::Uolto c i interessano le·dis<.:u>:<sioni, ed i problemi. po:,:ti a1lo ::,1.udlo nella IV Se· 11i'One. CrimiiiCJIU[Jill, e uell:1 V J~ ''!l•'lliul: :;i:t llit~tt:lllleule JX'.l'dti! t:tlnue qui:<Uoni :<uno strel~tweutc~ eorrcl.at.iYe aiL:t .\l('ùicina milimre ;wc:lle per vrecedenti vroJ>O.'lW l':ntte <l P::tori.r.;:i <lallo ~:>'Crin.>nte. <:h~ :~ppnrtl~>Oé alli~ <lett e ùue Sezioni, sia JJer la vl,·aone più a mpu1 <:Ileo io cretlo uol dobbullliO a vere della Me<licl..Il.'t milLta re odierna, 1wi ~uoi rlfle:>si f!OOiltli (1).

SEzro:-.-t;

cni11tr~oworcA.

-

Sul primo tema, d'E'Ila tmìfica .z i,ol/.e int.er1u,zi011ale

rieUe .~(l/1('(/(! (Ji('/1(>1$) (lllti'07lOI.OfJÌ(•/Jf) ([o ; i del·i,nq11 ellli. do)J{I Ull ll'alJPOI'lo del Vet-vaeck ~'111 metod<• di o~~f>rvnzlone in antmpolugia eTimi un le, fu ò.tlt<J. lettura di uoa mJa

llf'lnz.ione neUu qunle prop<>nevo r~ld<Y.!ione lnternM~ùounle di uuu ca rrella biogra:fiet~ tUnica giit n»atìl per lo stud io di circa. .soo eJ·iudnali ntilltrn1 +' discipLin.ilwi (2J, c..-lmJ)lf>t<l e .!<{>fll)ILk·e nel tempo ~t eSI4<, :ti tini eli 1m N<mue antl'opologko·f)~<iebktt.rieo integrai~. e du affid::trsi e~u-sintmcnte .a medJci S)X'<:illli7..znti per poter fo11nulare urut dìng-no!'(i bio-)Jsìcolo~ca e>:att-a del tipo criminule sludiitto, ell alla quale 1»t.l'ebbe ~><sere Ul!'l!iunw la fotogrotìa <1i facoWt. e di profilo ù<>l ooJ,-getto, la diugnooi roorfo.log-iw. cmulo-facda.le -se-condo Sergi, e la c lassifica delle impronte <Ugllta li. Il se-condo temn, brgauizzaiione i·n tf: rna.:iona/.{; <h:lTe 1tlChi<:ste u.nii'OfJO/o[liche M>ll'ambìente >'<>Ci:lle fll.!Jl>ilj!linre s<!Okl$tlco e mllltJlre, l'ìma.sto qual"wo_gmmmn per· i•l. futuro ('onj.!l'C"'-'>0. ci in<;il:ll 11 ò~trYi un ù1rgo (<Oiltdbntn. >'('noi pott'E'mo c-oncret: trh1 llt'J I~parti {li os;::t•JTHZIOill' d egli OSlll'duli mllit:Hl, ))l't'S.'-\) i (.'OliE').!i mNHci, nell'tJf. fl<-iu ·statist ic~l ctel ;\liui,;:tero. e nei I·eelu»>ri e com[Xljro.le dii: <1isciplinn, seguendo :tiicbe le dlt~ttive ~Ht d~1h• nella min {Jrect.>dente reluzione Rul prJmo tema. Rnl tecr:r.1_, fii'Oblt•lllll. c•l•ts.<ifìcw::ioll(' f!CII t!ralf' d ei rleliuqueufi c: ùl parli<''~f<trc clal 111m l•> d i ri.</(1 rtelln l l'm /ICIII ioo 1>C11 i/.euzia-ri<t, In contl11 SI"O G'Oil t t>n W ti vi, tilo;;ofic-<>· giur!dicll <1i clni;:.sifiche, io proposi m1 raggnt))Ptlmeuto dei delinquenti elle, sulle t! tretth·e del I.omhro.<;O e ·dCI Ferri. Ila uu cootenuto biologico e neu·ro-psicllintrico, f>. f:tiJt Jlf'l' l <"rllet·i dc:-lla. clli.,:Siti('azione, :sia IX"r lill !:.Jhc) tt-l'<tJoenti<'o e JH'Otltntt.i<'o. si fonda ><ulle lnctùeste dn noi fatte nell'ambiente militare e ~'U ila mia larga e.'>).IE',.LE>.rt7.a di ~111ni. primtl c dopo lll guerra nel I'l'pn 11:0 di Ruu111 e JH'(>.:<."() i 'iribunalt milit<lt>i, e tlurnntf' La f.'Uc:'rl':t nel Cent.ro !'\em'Opsi<·ltiatrit'<J di Reg,:t.io l':mltia: (' doè: tldillqul'llli refmllari., iuternlf'clictrii, cd' eml'u~la/Jili •1 ~'<'Oll(Ùl della nota pskode;!e· n.erntìvo e morho~~l. o anomala e nevrotr-c.a, o di vllliO~>Itù educat.i~, o di ln1!uetl7Al ~tE'ma ti<~' o to!>Sica o sociu l e Mterna (paSs.iou.a U. ()('(':(ISiotl!ali, ooc.). Tali crltet1 l:lervono nn cl w per Il 4° te1u.a, dell'·rtnifica:::ione internm ionnle tlf'llt: stat istiche crim .i twU, che è rimasto in (ll~tÌ!'!\ion-e per H futuro Con~·esso. Il fio telllll, sulla -re(1) Por· l'Itnlln sono Mat~ nomin:ttì membri tlel Comitato cliretLi.,.o intenwziollille Pt't'lli!UlN\te i pt'Qff'!l."òrl G. 8ergi., A. !':·!«>foro, Sera ed ll .;ott.oscritto. rappl'eS(>ntnnti llt'ltdc'> l ' U file io Xnziounle Hnll.auo.

(2) Nel 1!110 da un..'l Corom~'~ne ·sanitaria m:llltnre ~pecialP (DI.' Furta, Ciaccto.

FuDH.toll e Conslgllo), jsplrnt.a dal g~n. med. l!'errero di Cavallerleone.


RIHST.\ llELLA !;TAM PA MEDlCA JT,\ U .\SA E: S1'RA:->Jt:KA

pn:ssione cleZ dt:litto, pNw. d1 m.ot·tc e co..~figTti. oo1·porali, mi ba ùato oC'casione ad C(ln<'<'tti f on<hliJll' ntali d ùll:l Scuola italiana -<~t'Ila dift>::~<t t<~X1u le <> l-1 llla i>rolila~sl. del delitto, Jal }muto dl vista soci.'t le e blologl.w. in quanto PE'l' 1 nost,ri ~dl è rondamentJIIe lu n'Oit~l biologica e soprnttutto neurol"l..~chintrica dellil c dm.iDJ11ità, e qulud'i deve el'sernl:! JSH[\t'attutto biologlca lJl profilaSSI, oltre che di (l1fe.<oa sociale e di ru.mblost nt>l laYoro, nnclle Slec.Ondo i conu·j,buU che 1m tali oon(~tti bo potuto dAre per mezZ<J ùellt-! statistiche .militari. da (.'<)tllplelare ed an·lcdJJre -<X>n nuove J1icerc h e antropologlro-clinicbe. I n5ne 6\11 6° t'E'U:Ul, stato attucw ùt•/ mot'i.mento criminologiw nei differenti. pae~<i., il :-liceforo e,.<;po~ briil>'la.nte.mente -ul 11 ,-,,!tdlt• tli 1111 11/tUl'<l r·tlflit:c fH'>Irtlt• Uttli<wo <· I l' IIJIJilì<·tr ~itJIIi. cldlct r·~·imiuoltlf/ÌII· mollr·nra, r.iJ'f'rendo •'51llla r elaziA:line "'<:ritta dal Ft'ni a nome della Coo:anis..<tioue tv:1Je : uol dobbiamo :mgurarci 1Un prog<'tto .sìmile per il nuovo C<KU<.-e p enale .mill· t<~~·e. c h e è allo studio Ilei' JlOrte di uualoga ·comtnh.sione pl'('....;ieduta dal Berellini. \UL ·rapporto sul

s~:zto:-n; F.UGE:'\1C:\ . Sulle di rettiVE' di quanto Il\'('\'() (>!<posto nella ~'?.Ione cr1.mln0'1ogica, dopo gli lltteressant!l lavor:l ,gnll'unijìca::ion•: dd/c teoniclt.c nell.'ossert'a:ti.otte ctell'er eclità t~ e~l"rwmo <lei Frets e sul contrctllo matri.moniale cà igic1ru pubblica deii'Haskovek che ron<hli.~ro al voto <li codifica rt> la ncceSslt<\ d1 un cer· tUicatQ medlro precedente nl matrimonio per C'Omb.'lttere I'Eu'editù p.'Jtologicn e la d~>generazìone nella d!~ndenza. furono lt•tte <' d.L..c.t:u~.,.e <lue mio r<' lHZJoni su t(>mi all'ordine del giorno, e cioè: mo·di/lcazi.o11e delle fichP..~ sanital'ie militari per la lot·o lltili:::za.::iont• cugcnica, e lillrrtro kfltrilarin: ed. ùtclrfcsta. .~u malo-p.~icolagica c 1>~i· C'Ir'iatr icrt m•gU. ambiPn l i m ili/ ari., ht q un le pnò da N' notevoJJ, eont.r ibnti a Ila eUbr(>tùC:t e deve 1-'s...;ere rondottn C'()U unif01·mlt:\ di IDI:'Iodo ~lpr:lttutto nelle- sezioni n..-nro-~cllla1.riC'lle tl~l!li o><peùn1i militnri e nelle <:ar<:('ri e re<:hllwrli mmt.ari, oomPdi~·evo \P1'~<~ t'ntementè. l'(·rtant•> olllre ~ <l:Jtl e le rlti'rl!be già d» me proopettate. nw'lto n n<'()ra può fn,rsi. da nnì "'l t:llì :u·~ollletlti, per eu~ f. int.Ct't~~'l nte oi·gan:W.t.~1rt­ n• •l no:stro mubiente JTJ<J:tgini <.:linit'hE> ,. :::.tulistlellc Jn pro!Jl(k,ito, pct· H fnttu·o Con;:n•K"<•. rom~ :~nchl' JlC t' l'illrro tE>ma \1('110 t<tmlio d<:ll'cretHttt1'icl!i llt·lla tu/lerc:o/o.,i. .•i.filillr . nltooli.~mo t> nr•ut'<I·Jl.<ico.,i, u1 ilitu10do il J1<'<'ò mnterinle :.tllutH) elle uni """~-'M' Ì:l 1111> I WÌ Ut>:-tt•ì O:<J>(•(l:t li. . l rl la /111/'1' m !

RIVISTA BELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA n ,,,JLA: V

loc•nUzx:lz.loni

ii'lOn:tl~.

d<>lla f ebl>t'<' tjfolde i:u ?1'1\J.nno. -

(Br,/lcttirt o

Clf' li'OI'diu e dci iJfl:tlici tldla f'ro l•incic. di Jlilarw, u. :il. J!l:!:!).

Dn ripc•tutR. mintl?.ios.;• .inthtl!iUi fM.te dall'A. J1<'t' P.'ll'(•c'(·hi :lllui ~ìl l de<!'Ot'>'O <1\•ll:t fehbr~-> t.ìfoldc• in Milano rlr><Htlamo quf'stl ~latJ positiYì che n~,..11mono una pnt-ti('(ilare ilnr>()rtsmul p<>r la profil:l.s&i nell' F.s<>t'Oiit•>. · l,n fehhl'(' tlfoide l n ì\I i lano h n <'lll'll t te('(\ ,.;porll<li<'o <lu ra n t~ l'iJwl'rUo: n e ll'<•,.;tate e tiPIJ 'nutunno invece ba camtte-'l'e epldemjoo, A ùilTcr<!n7~'l di a l tre formH i uJI;ll," tive ( sca l'lattina, d i'fteriw), la tifoide pn\"L'U ta UJUl d i ITcr<•nzn mn,reatis.->i ma

nd numt>ro dei Cllf;i ~ ~<'()ndn dPli er ~tagi on.l: 1\'C:trsi in im·<lrno e io priuwn•ra, :1;.. sai nnn1ero~ in e>"tnte e<l ill autunno. Si pu?J l)nin<ll :::t.nl!'iJ.i,l'<' un l'llflf>O lto f1·a J:t t(•IIJ J ~+>nllnm <lf'll':JtJliO><fe m <' ln morhò"ilil IK't' ìlef>-tifo: le du<• cnn·t· lX'I'Ò non ;;l ,...),T:JPJ)()ngono. ma de<'orrono P.1mll<'le, ~a m•ll'H~":'- elle n ella •li;;ces-1, rosiccb è Ulentrt> il llllH•simo d <> l cnldo !':i r.<J_gg-innge ln JugLì<l, il m<ts><inH> dl"lln tifuitle Ri !Hl itL :.:c•tH•mhl'l• !' m••nl re l'a tlll<' di'l fn>tldo s i Ila in ~\·ttll;lic), il lllininlO d.i Cll!<i di Ut'Qo »i ,·m·i tka ili f•·hbra io. Ln f<>hbre tifoide Pl"l'l':Pnta 1in :.\.rlln llfl ;rrnn<'lc fa<'iliti'u n rln1r ]UI}C'O a localiw.;ìzioni rionali: il rioni <'OlpiU Yll r ktno <li V(Jita in yoJta, Nl :m('Jl<" r}unrtieri a,·cuti alritnzi~)Di «1vi•li. P<>IJOlazion(! pr<·\·all'utemt-ntc sr::iatn , forniti (Ji llC'(] Ua (!Ondott.:l pot;tblh• ~' di ottitu:1 fO!!Uat.m·!r ]1(>:-<:-nno P'-:<<'1'1' ~·oll>itì tl;\ ll'lufrxioHe.

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lll'"ll:iTA DELLA STAMPA ML1llCA TIAUA!'\A E ;STRA:SIER...

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Di :fronte a quei"ti due <btti po.<titlvi l'A. Lta .rìsc'Ontrnto CÙI' vi sono <lcì eu;;i nmnerosi In cut 'racqua non può Cb~1t•e incolpata a proposlit.o dell"c?Jiologla 'lfull'lnre-hione e neppure si po!-'$<)110 huputare 1l latte. gli e rbaggi c rudi , le carni COJlSe rntoo, le o-<:ltrlcbe : tutti i comunl fntt<>rl ritenuti causa deU'J.Jeotifo pòs!:ono e~ ~<;elusi in molti Cih~. I nfatti nello studio d<> L focolnio rio na ie di ileotif!l dellR prllilllVe.nl del 1!1:!0 ll~<llltm cnnAA si è J>OtUbl acx.-crtare: non ~lo la tempe~·atura non vaniò in detto periodo dall'anqurueuto oon$Ueto, nè s'i ebbero mosebP, ma ne.~1.mu d1mosthl7.ione ~ potè t rov:ne a propo~ito ct:ene bevauùe e degll ullmeut~ wsati d.n~U àbltanti d el rione. L'acqua fu l'h:scoutrnt.'t buon.n e mnucò Qlllllsia<&l prova dl lnquiMmento locale; nulln si ]>O tè dimostrare a J)t'O]>Oi-li-to del latte e degli erbaggi e nessun'altra C'l\U."''l loc~.tle fu pos.o;;iblle ac-certare, per cui qm~stì ().ati negutln l"iJ!1)ardnnti detto fO<'Olalo r lounle, vn lgono n mfforl'~'lre i leglttlml duhhi riguardo n•lle note conoscenze ~u lreziologia dell'ileotifo. Naturalmente l'A. non può di$t'<lllooeet-e che l'ac,)uìl, il lat.tc. l•· n:>~rdrtlt'l'l. le ostrlcbe, J)O::\OOilQ e:-~rt! cm~t ù1 febl>rì tlfoldà: v l ·"<>DO t r oppi e!>t'IDPi !Ueuni1 <:h•~ l•> •llmostr<~n<>. Per )JII.mto p.-rcì l'influt>nut <H que:<ti fattori uon si è potuta dim<r strare. (\ malgrado le btvorevoll <"()ndi7Jionì di focollll Jocali?~ltd ìn determirmti quolt'tierl, O\'e k lnth1~htl dovre LIIJet-o ~~-;ere l)ÌÙ facm. ne;;..<:;Un.n <-attAA <-erta <~i •' potut:t fi JIOt'a ttY>Y:H(). I l pt·•>bl<·ma dt'li'(YI.ioluJ,:ia r hm:me ):lerciò tuttorn :1~1crtA>. e l'A. ritiene cb~· H uJiglior <'H UIJX) d''<mchJgixw sùmo prec•i.<<llmcnte C)ucs::ti focol:ti rionalj, <In !lo l!'tuddn dei flltali dov1·e bhe venire In luee ~>'tll'imJX>rtlln1·e •Jt~estione. n'All1'F:: Rkerdte sulla <l"(';tz.lone c·hilllka f]Pll:l S:lll\':1. nnuo 19211.

(l.a 8/(J/t/(ltuluyia. n. 1:.:!.

Da l'll'!•t·dw <'mnpiu te u<"~ I...r1 boml;<)rio fil'iologlco df'll:t R 'C n l \'t» r.,.! tit d1 4\apoli .-npra tUllt tJ·Pnti na dl l.'OI!"~(:tti, l'A. ha ('Ou;;t.:l t,1 to <"hl! lu ~ lJi\':l n:t.isl~l uuwnA Pl'l'"':ntn uua r<•:t7.ioue chimica, dte !«•IJlPl'e SCOl'tandosi J)()dli.~imo tlalln Df'Utralltil . J•UÒ ~~~ aiC':t l i n n O acitLa.: <la•i Nl,_,l e..<;aru lrultl l'Ìf>1.1lta che ()Ut>Ul• di :;;aJJva Rlcaiiù:l.'l >llll()

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simi <Li alcaUn.itit !'.~ Hllonmmmo <lnlla ncut-.~t litù piit clw i wtkwl Dla,·si:tni <li additi!. l'(>r <·iìl d t(' rign :ufl11 l'csish•nz:t <li Jlf-"'"SihiU rrhu.ioni tra hl <'~ li(' <11'\i· denti e la l't'az-ione cllirni<::l tl e>l'kt saliYH, e!l.qa può e~sere t'>'du~a. poiciH\ fra le !4..'\lri!n• ~~-<::uniJmt<' In ph1 alcnlìll..a e la I•iìt aehla proverùv:tno a J•JIIIIIto d<l :.:ol'(g-•.•tu aff<•tti da t"<trìe dent;ll:ia.

Le malattie iufdWY<' ìu Italia <in! JS.'\,>; :~1 Hl:!O (IIIJI/clliuo fllllll/lilt' tll'llt • IIWiattit• intct li~:r ul'l RC!/110). Ujrt' 7.iont'" Gt-uet~1l~· dell:t ~:mìtil l 'uhblica , Rmmt, 1!1:!1. Da,I J'ulthlll) H<>Jll'ttino mlJtmtl<' <if>lli• <krnm;-;ie <h·IJ<• Ul:l latt.il' jnf<-11 h·~·. pni.Jhli<':lln dnlla Dlr<•r.ir•llf> G <'llt'l'llll· th•lla !-;uniti! P\thhli<·:t , riporr i:nnn al<·twi tl:~t.i in tt•t'l-•s;,;ml.i Jl<'l' la .\' iJ~t'rcus>tion~· sulh• coutli:thHtl sanit:u·ìt- ddl' .J-).<:<'r eito, rl;..'llilrdhnt .l l'an•lamemo <lell:t morhosi t:'! in lt~lf ill 1><'1' ,,Jtrt> nn trPnt(•Hnio. <'lot> <'l al 1 1<-"-~. eJ)(l(~l la eu i fu·li~t ituit~1 In :-'1ul<lt!tta n i n•z.lmu•. a l lfi:.:!O. Morllilln. - )\(•! 1 ~"-" (urouo dcnunc•in ti 221.1;::0 rn;:i. <'h<' nr-1 Hn:; <lii'>C\'~~ro a l:{i,-H>X e ne l 1!!2fl a H-1,2~:: !'i 1•hhC' un nunwnto twl 11JIIli con Jlili.ti0t) e UU:\ forf·E> rlinùunzJ~J\lle nel 1~!~~ <'ou li~Uli7 e~J;.>i, ma non !'i t• più r:tl!)!'iunttt In c.:Jft·a <le i l&>~. E' l.H?ne r il<•nn·E> c-liP. t:l li d:t t i l!OtL m JlJil'(';:t>n la no dtP lll•PI"O.'-'l'·imn I.Ì\11 lllt'lllP un tc•r?.o <l '('i. cnsi n~<t l111<'lllt-' n·rilicnri~i. f.ic(lr/o/lillll. - Dn -1-l.:i~~ C'llS[ Il('] lS."-~ !'i ,]j ~('!'ll<l ,• Il 10.:!1)!) nel 1!l:!ll. I'Oll IJIII\Jclw rlnC'll tiz7.nziotw ll<'l!li :111ni inkmwdi. S(m7~L p<·l'ò ra,;;!illll;!t-'re !C' prime cifre. l'(l ill /11.- );e! lXSX f111 1 >t1<) <l~· l!tlll(• i:lti li-I . OIS <·:l>'"j . (·lt•• tlil'i'f',.."('rn ~ ~ :m,';::n u ;•l lS!lO. :1 1::,s:u Il('! 1S!Il. o <·<•sl pro;:;l'('"'"iv:mt<·me tino al 1\HIII, in 1.111 ;~! t>hbM'o Jl~ll:t :.:!OIHI <·:tl'<Ì. '1':!11' lllldlllllt•tJtO Ì~ in l"(']aziollf' <lit<>ttll (•ol!'i:-iit.nr.iOII\' tkl VlH'!"'iliOI!'<'no d i sta lo e 1·on la :-~lnximH~ ilE" Ila Y:11·ei tutr. io11e bbi>li,l!":l tori:l, 1·h<• Jlf' l 1!)00 :t'n (' :':tl'.<;a lino <t :! mili<mil 1li t)(' J'." 'Hit' nll'annfl. Diminuito il T:llolo. ,.<'Jlllf' nt<•no il fl'l'vore ]'~r Iu \'fl<'f1inazimtt', v tn:>ìo .l· iuf<>zioue ri)ll'\">'e vigot·e, l"~ll!;!'illl!J.!I·Hll•> nr-1 190:1 i 1!l.ii(;l <·u si , JX'l' 1-iLo rn:n·c dupo mwYe ,,·i~or<~se nortn<> >fll'l'in il'ile n(·! Hno 11 ~0011 C-:t;;J. XeJ l!IJl l'> Ì <'blw l!HH IHI0\'11 1'f'<·nal<>sC-t;l1 7.ll C'Oli 1i.fl-17 <':1si, JV>i Ull !l "<'U!':J])i l•' <le<:rE>st"i'H?.R lino nl1!lHi. l'<lll l'll>li G-u rasi; nd ]!l'li ::i l'hiH' nna r ipr.>:-a (•fin un:t llP-

n.·,,.


l -l8

RIVISTA Dt; r.L.' STA M PA

M~D ICA

ITAI. BN!I E STII.~NlERA

nu ndn di 1:.>117 c·a.s i. ehe Ul'l l!JI!l ra;:~iunst·n> i ;l4,;jli:i. Jl{'l' di><t'('lld.l'r e · m·! 192() n :,.~;,>t;):J. Qut>.'itl~ ('i(rt> <liawstr:a tw l'i.wporta nz.a, orumi ~~ne1·almente rioon():<('l.Ut<L detL<t Y8L'<'il\<tzl{)Lte e La ntw~>~<;it:\ elle n on hiw ;:ua mal <Ù~t'llln t-e contro Questa .i.nt'l·?.ione: ~olo n nn f.'E'lWI'IIk> t' <:ostante- \' :tCCinm:ioue pottit ~~,·i t Jt re que:-te pedodlcht' r i flL'e.<;e. 'J'ifn "rldt~milwfl'. - l.b !ifi.(;:;L <·asi 1lc uUJH'iati nel 1 8!-:S, ('() Il val'ie o5ciUa7.1onl, HÌ111110 1Us0l•s i :1 :;:!.-187 11<:1 19::!1). 'l'i.fo ''-'Cinlrmatico. Da 20+1 <:M;i ne iJS.-;.':) si er-..1 l'iml<'iti nel19H ad otten~re lot ..c~)mpn.rsl d~· u·inft•l':i o n ('. Ln ,;uerrn h:1 d.t>tcnnilwto iuevitnbilmente la rìCOJll· J~LL-x:t <lei ntorbo : ro."l nt-l 1\Jl !J ruron(,' ùcuuudati ben fill::i4 oasi, <li cul 541() fra i pri_gioni<•l1i: fo rtuuat;llllt-nte nel Hl~l i c;1id .<>1 rldus~ero a l):}. Oifl,•rile. - Ua -:11,\)1:! <·a:-.i nel l'<'>" si òi"<:!'ude a 1:!.1i19, ('(lU <-ontinu a. progn>~ "h·;t dL!cinuz.ioue. 'J'u llCrc:olosi. - Ct•lll~ è noto. la <lt•llWl<:.in 1li {JU(•>otn malattia rl snlc f'Ol:o allHO:!. DaJ <ll!tto HHilo :ti lH~O ::;i rilt•Yà uua - ~('n sH>ile lliuliuuzìone Ul~lle scuole e <.'()U\'itti (rl.'l. :::JS a 2!l). nP~li albC'rJ.{hi (da :!::1-t u W) . nelle ~hl'<.-eri (dl.l 30{) a 49), ma puru:oppo t- ::>w ziom1rlo 11 nttnwro llt>.h ca,..i d{>nun ciati negli O>'Pf'.'Ò;l'li c <~1;;.-e di salute ( du 5;!3:~ :1 50711). ~n7.:.1 c-ontare dlè nt•.h l!JJ 7 s i è lln·uto uru1 r~I"UÒE"se('llY.rt con 6971 C:.lsi, lll'l lllll:t <-on 7t.i70 <> Dl'll!ll!l <:on (il -10. Tu•>lt t'<' ;,i llOt.l un :mm<'nto d fri cll:>i denunciati In "*'I:.'1Lito a ~raslo<:o, elle ùa 1:!.39 llCl100:! i<Qno a~'C:oi :1 21!)5 nt-1 19:!0. Jfufat·ia. - r..a Lo:;tituzinne di'l dtinino <li l::>tato. se h;l f:~.tto dliullnulre notevol· n1cnt:c !:1 mot·t:1litit :umua da lG.OOO :1 :!0110. non ha portftto a.lcuna cfficaci.'l o:ulla mor})o"itit , 1.;1 (JHI!lr an7.l f-'i il' nn<lata ~~g~ranludo <i:l l!7,9.J(I nt>l l9(12 ~\ 2~!,7·H

nel 1H:.>u. Ra /;/)ia. - Ua :!.'l:;::! l'md d i mM>il<:a t uwa tiPI 1902 .">in.1110 sa liti n :.14f:(; DI:'l 19:!0, frllr:SC per mw ma)!'giore <lilig('ll7.:.1 nellE' (Jtonuude : però i cm;l <il· mbùi:t dlclt.Wrat' t !1lJUO dL..'l('·Csi tl.'l. HIO nt'll!-:!ll) a :;!1 DC'll!I:!O. ('() Il un mitlinwm di 2:1 nel101!).

Carl"'"cftiu. illntTfl. -

[}n :!11:!7 ne'l ] ::;\ltJ si t> di>:<:<>~ ll.'nt~m<>ntc n 1712 nel Hl2().

Dni -11 casi <"he ~ demmri>Wono nel 1!lll2 !-"i è an1to uua progrN<sh·n

d lminuzlont> tino a 1111 OC'Oill!J<H'>.:a n~;>ll !Kl7. T'rl/ft!mt . -

~PIJ.Sibill' disc~"n cù1 71)27 C<lSi nel 1!)()(i a ~(; nf'l

19::!0.

Crulll>agns (];1)· punto di v1S1n d~li·J~iene seeondo resJierienza dell'ultimu guenm (J oumal ot State Mcclioine,

W1ni1'\: La org-ani'-'.7~nlone (lei ::.-ervizlo Slì.tnLta l·io in

n . 'i, 1921). L'A. 1•::-pont> in un flrtlrolo. rit·<~) di dati lntPt'!'">'~IUtl. ll rlmnrcht>volf' ~r()r?Al ('hf' fu realir.7.ntt> dalla Sunità mìlit."'re IW~:,ru dur11DI <' J'uhtìllla gueNa, per prl'l.<;ervn·re l e trumJe dul1JPri<.'()lo dellE> epidemie, <·be già colpivano tanto erudemente l 'e~rclto. Con><Ldcm lu JH'imo ln oJ,:o l'iJ'ieue d e l ferito: esi><te Infatti una Yera 1:;:-il•ne pn~­ ventlvu del ft\ tito cbe lo <li!ende d~tlle comphl<~tnze <·of'ì tt'rribilfi che poosono <-olpklo. Fril l<! m.lsure <:l:te contt·ibuii"(!OJtO> ad evit.'lre le infeziont, l'A. accenna anzitutto al 1~1pldo t,rnsporro ùel ferito. aliA buonn organl?.r.nzione deL pronti ooccoNi ,.."lllla Jin('a del fuoco. n Ilo ~o~ bero I-a?Jiou:J'l(> e infine a Ile fornw?.i.onJ. chlrurgiclH' (li prima linPn. tLm·e ..:i u ppli<::nto metoll i (}:1 tu ra gi~t rlcono!«:iutl di non <lubbìa ef · firnein. Quali lo ~;>hri~tllitmento preven tivo, la sutura lmn1edriat:a o second::trla, 1l metodo di ('a.rrel , ere. . Reallz7.~tta questit ·igi(>ne del ferito, tuttn l'nlth-H:.<\ {il chl presiede ai ~;entizi 1U sanità <fn.nuata. deve< e..<;.c;ere rivolta vet·oo 'l' if:lène .pi~entlva delle truppe: è necel;..'*ll'lo che Que;ta alta autorl'lll abbi.a d('Jl(' Mnosc-euze teoriche e pratiche profonde, elle abbia vi<ssutn In vita del wldato in n11u'Ci.n, d campo e durante le ma no,,t-e, per conoscerne i reali bi"Vgni; occor.re inoltre che questo capo sia in unione intilll.!l e perruunente tol Qmnt i~>r gerwra Il:' d n c>ui dipende JJPI' illuminm-... f:ue pr(•\'alere l!' sue v edute e duL cn~ imporle col tatto dC$iderablle, nell'interesse dt>l· l'igiene del soldato. Tnfil\t> e.gll avri1' O<:<'JJN!one di coll;lbornre c-on .L Ci\ p! <lei dltrerèntl ::<t'I'Yizl. che po:<OO.t.to utl!Jttrnte facllituf'l:li il <'Ompito gra,·o~o.

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Rt\'lS'I'A !>F.Ll.A STA l!PA MEDiCA ITAUA:XA t:

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JNttogent>::;I (pr~'liUHgato tr<IUIIJU 3CU:StiC"', COIDI,II'CS><l(J~ l llbirint-1(;(1, sp;l;!IUO

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lwre deU'ot~('cltio iutoi;!J1JO. surmena:;e uer•vo;ro. ~<:<:.) . L'A. <'01\l:ltldP utl'!·\'ll\~IIUI!• dh-' per l'~vut tòre lo ::;iato d.'iJtLegrità completa, sb.t :lnat<nnic·t• dll' tumdou~tle, e la Ulll'malità del'lc fnnzionl di t>quil1brio sono con<Li:r.i1i:>Di a::--.,~>hii P di ìùotwitit. Lol nn•iog:a7.ione ~~:el'e>\ iilltKmt• !lll'organi:<•uo delle c.-.m<l izl oui <li N•i.'>t<~m:n, eh~ disttlrb~wo lu ('lfuìllbrlo delle :-<ue funzioni: a quCiste condìv.ionL <l 't•cc·t':r.ione l'or;;anisruo. &~no 1• :.:iovane è .sti.SCcttlui1t.· <Il n <bllt:t'r»i gr<~v.ie ai mec(.·ani,-.;mi <·owpen&ttori dt>i suoi 11 1'1~1I'\:C.'Ch.i: se ik'uv~to•-e non ha b.ksogno d'esset'Q liRicamente 1111 u•,•uo eccezlonalnwnte I"<Jbusto. de,·e tur.t,n·ia :\\"CH' uel piil nlto grado le snf' T:lll'il' fmlF.ionl orga nldtP su- • :-><'i'ttiblli di btli a.Jall:unenti. M.

MAvllL.~~G e N. V. RAnf;: L 'eMme degli a,·h• torl: la re><:i-<-ienr.u n l!u vet'ti.ui n•·· - (.tlrcllit:e.~ de "l!Mccine et dc Plwnna aie .ltili-tai,.e.~. T. L. X..\:V, n. 4, 19211.

Gli AA. rHe·vano J'imp01'tauza che la prova <llilla. ·n'l.'>isteuza alla ve.rtigiue lllt>· <liante la ""'-"dia giJV\'ol<· \' it·' Hé ;ttl a:l:-<Umtll-e .negli cS<tltti d.c>i t·andid>tJ.i ;lll·a,·iav.iutt.:. ll'Elr H -t 'ntto che d.i\-lturbl ò'eqnilìibrlo possono- in..<oorgere bruscamente e non !':Ollt• nsooctati nd alcuua a1feF.i<rue organica. Tale ri cerca fll.lette in (•Yiùeuza le turlle oli f'llttillbrio deLl':n·iMor<~ dumnte il ,·nio, c <.-ontrollando la vet1dkità dei fatti ad<lotti•, sen·e a l'<taOOI.ire i neC<!.o;surl periodi <li rlpooo, il sorvE>glìill1te l'lllHktnwnt<> t• ad' e'ipri.mere Infine tm gimUT-io concreto sulla riatumlssiOilità al Yolo.

a.

A.cH.AnD, Ur:x~·r ~ LA:xt.r.: InfhtélJll-lt della m:ucta sup:U sc::tmbl respiratot·i nell'uomo >Mno e m.."lli~1to. - (B1tlleti·n rle l' A.caclémie de. Mécl•:Citlc, n. 2, Hl2'2).

GU AA. hnnno compiuto Uijlter{lx<;antl a·icerche sugli scumbi res[licnltori ù!ur:lllll' la mar<'in, sia nell'uomo l'Inno chi:! nel Jnalato, ricorrendo ud nn ·ta.1~;., 1'nll lant, ehe permette di far· C'OJ.Upiere {I l !';Oggetto ill t'sa me, senza s.f)ost:u~;<l, una mn r('ia, sia in piuno oriz:r-<>ntale che in piano ln<:Unato: a nwzw <li unn maschera l'imile a I]Uella per tUf~><~t dul I!U" m:fis,..inuci iu cotn nui<'Hzloue con UJtn sp!romct.rll Yerd:in hnnno stud-Iato la intensità d e lla ventllnzione polruouMe e degi·i sen mbl n•P dopo

SIIiratori. Le ri<'et·clle oondotte -su Jndivilhtl norm:tti l.t<1!1U(• dimo>:trato che durante Ja marcin Si ha un aùmeuto nel~a v entilazione po lmouare da 15 a 20 litri In roppot'to nlle cifre •reglstrnte nel periodo <1b l'ÌfJ().S() tJer la Stes.<;a durata d:i 5 minuti: subito clopo la marcùt, ritorna la c~1lwa e ·I.a ventlùt~ione riprende l'andamento norma 1~·. ~ei <SOggetti lnveoe affetti! da malattie card1~lcb.t> o polmonad. da 1ttero o. convalt>~ti dii gravi mnlattie si ha dopo la m~ncla un anll.l.ento <Iella ventilazione che 1Jet·>oìste J)('l' qtullcheo ~·mpo t> ,i•l ritorno alla <'<l'lm:.t si .r~t 11011 piit i·nnlll"'li:H:IIIll"Ht•· dopo lo ~foru1. rome- in imHvi~lui not·mHll, mu ('(>11 ·ttnu C'E'l'kt l>ttteF.:r.a.' ~<Pt-'<'iultn.-llh' .oelle fOl'IIM:! Nt.li..<;t>-lO•t tu::;e <.'On n :-:L.<~tollit ca 1d l:te<t.

F oo rcr;n::n e Gu~:xoT: I snU (ti' bismuto ll€lla c ura <lt' llll ""ltìllrlt>. decill-e ct fl.e (J/tinll'!fìe l'rati.qne.~. n. !ll, JH21).

(.JnunuzZ flt .lt<'-

t

Gli AA. hnnno <·onl>!t.ntuto su ilO Infermi ,.Hilitlci e h., le tillliezinni, iutrnmu;:(("htri di lartr:tto tli bi;mmto detP-I'Illitulno la so-ornpa 1':-;a df'i tt·eponenht ti n dalla 2o. inlezinne e <•ia~tt:lz;r.:mo J'uleera ,in nn JICI'iOl.lO di t<.illlJlO, variuhlle d~ l G iiJ. 211 giorni, clnndo luogo ~~ 1'{':\:done di ·wa\!Oserm.'lrul rwgat.h·a: ottimi risultati bouno potuto inoltre <lttetH?I'<' in malati. clel periodo sr•r·oudu rio e tea·zhn·lo, più 1wlle forme erosive che nelle papniO~(,'. 1 ~.oH di bi:<muto, Yengouo sciolti fu una soluzione oleo~, <li eu l ~l iniettano ogni d11t> ~dorni ~O c-tg .. òppu re !«> ctg.' o~ni tre g:loTili. fl rri•ando cosi fino a:LJa (J{)'l<(' ùj 2.~.() )!"r. iu nn nw;.'f'. Gli AA .. nll'infuorl rli · una stomntite c'On gengivite su:uil<' il quelln che s:i rl~<Contra nf'lln c·11ra uw•·curìnle. <•S>;('t"l":tt.n . del resto, nn.'l sol T-oll:ll, non bit n no v~$('0ntra to C'O Il (JtiE':<ta nuovn tern pin nnt.i.t!dfiUtiea n leun lncon\'t>Dit>ntt>: 4l dO>'(' tos:-:iea (> n o i P\'olnwnte l-'llllE'riore a qn€/lla W l'il· IleUtlca.


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NECROLOGIO

Dott. cav. GIUSEPPE DE SIMONE

..

mqctore mMico In s. A. P. li n ;,-ennalo sror so, tin seguit() l.ld improv.l.~o mnloN>. t> dete<hltrJ 11 'f•·ic!l'tc il mng.~:iorè medioo GIUSEPPE U~:: SJ MOXE. E$Urd.l la carriera mHitare nellll07, nl termine- degli stuùi w1iwr~itnri comJiiutl brlllanteruente a N.apoli, e sin <lad prilu.i anni egli seppe afferm:rn<l per jl suo iu1-regno s vegllil to, pe1· ratt1va l' fe<'Onda operosità, e !'lOprattutt.o p<:1r l.'l gran<le rettitudine deL carattere, cbe non ammetteva esitanze di fronte al dovere, dl'-1 flUa le ebbe sempre CUlto :lnoondii~iona to. DQpo aver PN>J>tato servizio subalterno pres!'lO vari reggimenti, ove :;opJte

oo

mttivà111Si la stilna e la benevolenza di quanti lo nvvkinarono, pr<-\.~ pu.rte alla_ campagna ltnlo-mrcn. da p11Ina a Beng11~ col 4° reggimento bersuglierl e su~,.. Fdvame-nte a Rodi. Nella r(.>eente truer ra <Lrroe opera nttlva e in!<tlw c•a btle-. ,::ia rome dirigente U servlzlo 1<8nitnrlo reggimentale e comandante òi sezlooe di oonitù. sw come di.rettore dJ o.~pN!nle <ln cam110. dimostrando emine<ntli (J\lalit!l <Ili organl7.7...1l· toro ed energia d.i oomundo non comuni. · Stabi'lito!<l a 'l'M~te, dopo l'epilogo dell'impre-sa flumaua , dm·ante la fiU:lle tH'G\'11. diretto un'ln!eormeria <la campo, quando 11i1) bello gl!! r;:orrideva l'nvven:il'e, <:.be gli avrebbe dato le p1ù giuste !,l()d(ii.<U'nzioni COlHitùstate <'OD le sue doti precllJJre ùl mente e di cuore, C'OlPitv da l'l'pentiuo morbo, chiudeva !il giovanile e$stenzu ron uno stoicismo, che fu par1 al!il purezza della sttu vit.tl .

. Prof. fRANCESCO DE .MARCHIS magglon medico di complimento Non meno fulmin.e a i> stata la perdita ùe.t ma~iore medico prof. FRA~ot:sco DE ~hRCJUS, primario dell'Ospedale c;:iv.lle di Trevl80, avvenuta ilt que lla città il 19 genualo scorso. J,lbeTo docente dì patologia medica e. d'l fflll'DNlcoiQgia e OOI'"irolog!a, cl1n1co esperto soùrattutto nelile malatllie interne, versaVI.ssimo nelle rieerclle di 11100. ratorlo, di intui.to ed ~ttlvltlt. non oomune, egli compendiò in tutta In sua vita due rare virtù: un·operosltù scru polosa ed una mode.<rtla senw pari, oorret.ta <la una ec-cezionale cultura. . · ' Durante l'ultima guerra egtl fu addetto all'Ospedale di l'iserva di TreViso, ove diresse con attività e somma perizia Ullll €eziollel medica ed un .reparto per tubercolo~<l: fu lnolt•·e prealdente deJL-1 Commts.<;J,one permanente delle vL«ir!> rollegla.~. d!mostrnndo zelo e oompctenro eccezionali nel disimpegno delle varie, delkate ma n:sioni. Successivamente fu ('()mandato a Roma, a l Ministero deliJl gnen-a 11er 11 servizio •lelltt <'1lllWI'l1 <l! mr..'<.lir>u.ionc c Pl'~'~""-o In TegJont> territOJiale dE'Ila JnlHI\Iin dl fìnJlU7..11, ~t lln<·lle nel nuo'-o ufficio ;seppe rlconfern1nre le sue emine'llti' Qltalìtit d1 profeJ>.~~ nl~<tn. dl a t tn('('nmento n l dovere fino al sacniflcio, di generosità di pre:<1nz.lone di npent, pc1· cui la mlggjone dl medt('O assunse in lnJ al carnttere di nJIO!ltolllctto. E t" li Pm1uenti <ntalltà •rifulsero anch e nel sen•lzio p restato per un lungo periodo di n mù, com<' me(:IJco civile a Trev.i"l,Q. ove seppe, e ne-lle co1\Sie d 'osr>e<l:lle e nella JH·:ttil'l't l'l~lfl·;:,~ionil ll' , glllldn;.m:~or~i l'aO\•tto e 1:-t ~<t~ma <11 tntt.1 la <'ittadinnnw. Alle de);(}late fallliglle Il Gionwle rli medi(•ina militare, ànterpret-e dei senti· me n li ùl tutto .u Coq10 ~Htita rio mi l!tn r(•. 1uvia le piit >:<.'n ti te ronù<'glia 1\Z('.

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153

PER IL LIBRO n• ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE al valor militare per la campagna di guerra 1916-1918 (ContiTUlazlene - Vedi fa$clcolt precedenti del 1915- 16-17-18-19-20-21 t 22)

MI!DACLIA o'ARGE:>to .

Regio decreto 23 ott obre 1921.

2.30. BoRGH I L eo11ida, tenente medico 15S regl(imen to fa nteria (M . .M.).- Sotto l'im. per\·ersa re di v':iolento bomba rdame nto durato due giorni consecutivi, attese sen :· namente, con spreuo del pericolo e <:<>n ope ra !l.."sidua, \'Oiouterosa e zelante, alla tura dei feriti ~h e mtme<rosi nffiuivano dalla ,·icin a linea al posto di medicazion" , per~e,·erando am.:hc qu::mùo questo \'enne distrutto da una granata nemica. F.,. rito, non Yolle des1stere, dall'opera sua eflìcare, se non quando, stremato d i forze, do\·ette e!'sere allontanato. - Monte Zo\·etto, 14-15 gingn6 1916. 231. CARTOI Salvatore, .:tsp)rantc uffkialc medico 23: reggimento fanteria {M. !\[.) . - Durante un'importante azion e, se.gui,·a la compagnia del battaglione a breve distanza dalla prima linea, per meglio c urare i nnmerosi feriti. Assolveva tale còmpito ~otto il t im nemi<:o, con ca!ma ;tl!amirev·vlc e <·oraggio, retaDdQsi ~ ~~ JX>sti molto battuti e rimanend o fc." rito mentre compiva il suo dovere. - Ver· toiba , Io- r6 a~o~to 1916. 232 . C.\ SA I, r <:a ,·. Pietro. da R egg-io E1.nilia, tene-nte <-olonnello 111 edi~·o capo ulli cio comando 14 divi,.;ione fanteria. - dn comm1tta::iouc della medaglia di. brou ~, , conce~saJ!bi co11 R. decreto 18 11ove mi)I'C 1920: lnc::aricato di accertare la natura di ga~ tànçiati dal nemico, si recò nelle p r ime lince .:, dando bello esempio di fe:nnezza, mentre ancora ~i combatte,·:~ entrò nelle cavcroe e percorse le triuce<:: pe r osstn· are i mi li tari morti per effetto di quei gas. Le inspira?,loui volontarie da lui fatte ;;ugli indumenti dti ('aduti per dedurre Ja nat11L-ra dei gas, gli cap;ioma· rono i mmedkltamen.tc g ra ,·i disturbi, ma tutta\'Ìa, incnrantt· di ~Ì', <:ontinuò aJJdH: nei g iomi :-:nctessi\·i a prestare ,,tti,·a ed ardita oJ*ra per il risa,tl<lllle"ltto del (·a mpo dell'azione, ~ul qua lè sempre fern•ya la lotta, e fl'iport;l\·a nncora una leggera fer ita. - Cima F,char (Aitipirmo di A~i ago) , 17 g iugno 1918. !:ì.1 - CA:-<T!ERil (;iacomo,. da Portici 1:'-lapolil, tenente •medico 4 d i,·i,;ione sanità. ftt commula::io uc della m edaglia di bronzo

clm ccssa~rli

c:on

decreto luogote lleu-

;;ialc 7 otto.bre 1917: - ]n zona fortemente hattuta dall'artiglieria nemica, nell ... \'i cinanze immediate della prima liocn, ~eguitò a prestare la sua opera effican· e sal uta re , dando oprova di coraggio e di fermczzn. Fe rito alla te ~lfl , non v~ll c C!'!'er e :tllontl\nato dal suo posto, ma rima~e fino a t:arùa se ra a cnr,~re e sollevare i feri ti , int·oraggiando tutti col ~uo ese mpio, fine h.?! venn.e condotto all'o~pedah:. - Oppacchia!<ella , 29 ottobre 19 16 . 2.'14· C H 'U RI Rosoli11 o, capitanO" medico, capo della sezione di sanità della 29 dhi~i'One mobilitata. Capo· di una !'ezione di ><anità, staccata pre~so una brigati! iu lincn, fatta segno a tiri quotidian~ talora dolen ti di grossa artiglieria neotica e più di tm·a ,·olta colpita in pieno, man tenn e eue.~rgicamen tc la di~ciplina, ~·o11· tinuò con sere n.ità l 'opera sua e, quantunque autorizz<tto, non volle spostare piì1 ittdictro In sezioue per poter dar ~empre pronte le sue cure n elle ,·icine ti'incec. Ferito legg.:rnH.:nre ncll'arcorr<·r.: a pn:star l'opera ;>ua prc ~so hatterie bombard.all- · no n de!:'i,.te\·a dnlla l' nn opua fin o al completo adempimento del suo do,·ere. Son Lorenzo di ì\Io:;;;a, lnglio·:~go"to 191,3 .

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)54

l'l'll Il. J.IBRO 0'0110 01::1. CORI'() SANITARJO NI LlTM\S

~.35·

() .JSC•J-:Ihzzt·cA l.ui~i . da :\!bi tfrazione S. Giovanni) (Catanza ro). tt:nenle m<:dico :;o re_r::~imculo fanteria. - Ayuto sconvcJito dal tiro nemico il postO d i medi· ça;.ionl· c<m c~<: mpla r~;: knuczza c pr<:\'isa :-lhncga?.inul· 1 ra.pida mente tli><Ci1)1iuava lo s;.:vn,; hro dci tnlmcro,;i f<·riti, iu.fondcndo l'O] suo !~el ..:omegno fid ucia · ed auimo nei supc r~titi. - Cnstngnn'izza, 22 maggio-2 J! Ìuguo 1917. 136. C RF.Sl'I'U.J,Ai'\1 Carlo . da CaKiiari, capitauo m edico 206 rt:g,l!imento fanteria ll\L :Il.). - In co11wru/a::iouc dt:/la med11 g lia di bron:o ro •~ecssa gli co n dec reto Luogo. (r rzr.>J;:;iaJc 2~ dia ,wbrc 191R : - l'el suo posto di medicazione regg imentale ripe-

tut amt ntS: colpilo e dannegg-iato da ll'artig lie ria av,·e r~a ria, anendt:,·a per più gio rni, con g ra nde cal ma ·~ l'Oli geuero:<o ardimento, ad assicurare l 'assistenza t: lo ~gom bew di nuJH en>,;is;:.imi feri ti e, incurante di si:, incita ,·a i combattenti ul compimemo dd lo ro don·re. Incendi atosi per scopJ;io di g ranata .nemica il lllll).('lzziuo e>'plosi,·i pro!'"imc al po:;to d i medicazione, con singolare prontezza c sere no "prezzù dd pericolo, ne orga uìzza,·a ed effettuava lo ~peg nim ento. :;. ?llan;:o di Gorizia, 1S-22 agosto r91 i . . 2Ji· F.~RAG\.IANA cav. Fraltc csco, da Le,·anto (Ge no,·a), maggiore medico comaudant\! ufrìcio sani tà I I di,·isione, - In C01llll1tltazione dell-a med.ag lia di brou::o cOffcessagU co >r decreto lzwgot cu eu:::iale 1.3 giu.t~ n o 191S : - Capo ufficio di san ità di una di,·isionc. di fante ria, neH'e:-ercizio della sua mi ~sione dava continue e ripetute prove di ardimento e fermezza, portando!'i prima delle opt:ra7.ion i sull e linee più avao r_.ate, per predisporre nel mig lior modo il servizio sa nitario, e rim a nendo ·p oi, clurèlntc le az ioni ste,;sc, dove mag-g iori erauo l'a tnuenza dci ftriti ed il pericolo, esse ndo se mpre d i efficace ese mpio a tutti. - Veliki-S:m Gabriele, 19 agost0-20 settembre I 9J 7· 238. FERRAZZI\ Flo riallo, da },imena (Pado,·a), <:apitano medi<.'O 22 r eggimento fante· f'ia. - In comn~uta=io ne della me<Wgtia cfi. bro r1 =o COt~cessagfìi Wll R rgio d.cc r eto 27 maggio 1920: - Animato <.la alto ·s.:n timento di umanità e da spre1..zo del pericolo, accorre\·a prontamente in uu posto battutissimo da mitragliatrici n emiche pt:r portare soccorso ai numerosi ft:riti. Accorto::.i che reparti JJ ostri, in seguito a forte contrattacco, ri piega \·ano, accorse, c, bra ndeoòo un fucile, con le parole ed ancor più con l'esempio, rìnl'aldava lo SJ>Ìrito dei repa rti per una strenua r t:sistenza .- Val JJrocchett e (Grappa ), 2.1 ottobre 1918. 239. GRIPI'O cav. Donatmztonio, da Pietragalla (Potenza) , magg-iore medico direttore ospedale campo 240. - Il~ COIII11~1,ta::iotze dc:ll.a. m eda.g bia. ,ti bro oz::o .:oHccssagli con decr eto /IU)go/.enellzialc 15 sett embre 19 18 : - Durante le num erose incursioni aeree nemiche su .1\Iestre dimostrò alti s:>ÌlUO ><enso del d overe e ...-prezzo del pericolo. Direttore dell'o>;pedale 240, pron:ide con encomiabile sollecitudine al soccorso dì num erosi feriti che aRluivano alle ,·arie sezioni chirurgiche, riuscendo a ruautemere nei suoi dipendellli la più .l!rande calma ed a trarre da es~i il utaggiore reudimt:nto, :Hlche ttuamln l 'o,peda le ,·eni,·a culpno cla boznuc JH~J lli<.:he, r:. JJonos taJJte i-1 pericolo ,gran•, .ìmmiuentt: e coutinuato. - :'lh:sLT<:, :>.6·2i ~t:nna i o r91S. 240. - GVA.OAl.U I'I Roberto, capitano medico reggimento ca\·allegge ri lìdine (29). Direttore del servizio sanitario· di uu regg imento di ca,·alleria distaccato con un g rnppo di ;<quadroui, prese pa rt e <:oi:t e~si a due a rri S{;hia.tc operazioni d i attacco sotto mki dia le fuoco d ' arti-g tieria e mitragliatrici che arrecavano al reparto nuJllero"e p~rdite. l111 piantal0 subito, Ìll l'll lllpo aperto. 111 1 po,to di nn~tlicaz i oue, ,.i a ttese per~oual men te, portand o serenamente l'opera del suo ministero ai feriti , Jl<:r"i~tendo,· i c·on nobile ~:scmpio di .Jo,·cre e d ì ,·alore ~tiKhe qunudo per la ,·iolènta reazione nemica g li squadroni si era uo allontanati. Ritiratosi a <:avallo quando l 'ultimo ferito era stato sgon.Jbrato , \'eHi,·a rovesciato dallo scoppio di );ranata n emica e contu so in più parti. - !lie rn a (Gorizia), 9 agosto 1916. J~L .i\IJI\GIIRI F~ n>E:\To Nicol ò, òa Capizzi (:lle:<sìna), capitano medico 6ì r eggimeuto fanteria. - In c011uu.ula::ionc d eUa ·m.e<Wglia di bron::o co ncessagli co'L d.ecreto luopr)/cuen:ial e 5 ruag.~io. 19 18 : - Colp ito d;~ <ma ~chcgg i:1 di gr:matn i n ·ersa ri a al braccio dest ro mentre si recava al posto d i medicazion e per presta rvi le cure a i feriti , l'OUtinuù il provrio ;<.c n·izio per "ctt<: g iomi Slll'Ce""id, nOl\O>'tan tc fosse t'ousi~liato vivarrjentc ad entrare in luogo di cura , data la g ravità della ferita ri'j)Ortata. - Monte Santo, 2o-26 maggio 1917. 1.p. l'A:-<tl<Jr.n (;rrwaro, .da Po-anoli i:>:apol i), Lene zn<: m<.:<lico 64 n:g~iu.<.:n to fan · teria. - F u splendido ese mpio di .abnegazione e <'oraggio, pre!'tllndo l'opera sua \':tlida (!d iu tellil{eute, con amm ire,·ole !<prezzo del p.:ricolo, sotto l'intenso t: vio-. len to hoan1JardameJ1to nem ico, finchè c:1dde colpito a morte da una g ranata n emica.- )loJJte Coston, 15 magg io 1916. •


l'lilll IL. l.lllRO D'ORO Dtl. CORPO SAI\lTARlO lHI.lTAIU:

155

243· Sr•JCCAD.~ Fabio, da Chioggia {Venezia ), tenente medico 51 sezione <.li sanità, - hr coumwllazione deUa. 11r.<dagUa. di brOIIZI> concessagli! con decreto lru:lgotene u... zìal.c. Z3 11U11·z o 1919 :" - Quantunque ferito ed avvelenato dai ga» di ypri·te, durante

nu intenso bombardamento nemico, per molte ore continuò a medicare feriti, c non .si lasciò trasportare all'ospedale se uon quando le ~ue condizioni divennero ~ r;l\·il:-si me. Va,! l\lelago (Asiago) , 22 dicembre 1917. MEDAGLIA DI B .R ONZO.

Regio decreto 23 grnnaio 1921.

da i\lareno di Piave (Treviso), capitano medico contplemcmo 7 reggimento alpini. - Dirigente ii servizio ~anitario di un gruppo alpino, duraute otto giomi di a$pro combattimento, s ulla linea di fuoco e sotto l'inces~ute tiro di art iglieria e mitragliatrici nemiche, recava pronti ed effi$'aci soccorsi :li rmmerosi feriti, calmo e noncurante del pericolo. A\'anzava poi coi reparti all'inseguimento dell'avversario, dando prova di coraggio e di profonda devozione al dovere.- Monti Solaroli, ì\'Ioute Valderoa (lVIonte Grappa), Feltre, 24-31 ottobre 1918. I• >O j. DI IoNIO Enrico, da Pietrabbondante (Campobasso) tenentto m edko 1 Te,~tgi­ meuto alpini. - Durante a;;pro combattimento segui,·a in tutte le op~rnzioni la propria çornpagnia, afirontaudo per l'adempimento delle s ue mansioni i più gra\'Ì pe.ricoli e continuando a tenere il posto dt medicazione t:<posto al tiro del nemko, nonostante cbe fossero stati f~:riti gra,·emcnte alc uni c!el personale che lo oeoadiuvavano. Si reca\'a inoltre pitì volte in trincea !'-Otto il fuoco delle mi t r~•­ gHatrici per medicare feriti gravi. - Ortigara, 15-16 giugno 1917. JC,.JS. PRuSi"SRI Olivo. da Firem;e, capitano medico complemento <;l> r~g).fim~nto frutteria (.i\f. l\'I.). - Dirigell'le il servizio sanitario di un reggimento, in nu momeutv critico del combattimento assumeva di·rettamente anche il servizio presso un battaglione in nn posto avanzato, cd id, !'-Otto il violento fu<X'o ncmko di artiglieria e bombarde, con grande ferme.z za continuava a prestan: l'opera su;1 altamente umanitaria, portando oai feriti il conforto dell'arte e dtlla parola. - l\Jontc Spinonda (Monte Grappa), 28-30 ottobre 1918. l ()O(J . RAoAHI,l.J Mario, da Venezia, tenente medi co cotnplemento 7 rc·l'(gimento alpini. - Quautunq.ue iu riposo di com·ale$Cenza percht! appena nsd to da un luogo di cura, \'olle seguire jJ battaglione che si portava m prima linea c , durante l'artacc<' di una. forte e ben munita posizione, pur es!lendo febbri<'itante, fu ~empre pr-onto a soc=ere largamente con la sua vpera .uman•ta.na, sotto il \'iol c nto tiro nenlico, le truppe èoml)attenti sulle linee di fuoco, dando bella prov·a cii ~e renità (' di <:maggio. - 1\Ionte Valder<><'l (Monte Grappa), Feltre, ~1-31 o ttobre !CJI~.

1oo6. BIFFIS Pietro ,

R. decreto ·.\I IIIGr;;o 192r. l<HO. •~~lll!li.~~~

. l11drea. rla Fi\'inarw (:'das;:a ~ Ca rrara). a~p irante ufficiale m edico llì regg ime nto f:lnk·ria (:\I. J\1. ). - Addetto ad 1111 1h:Hta~Jione, cou calma ed itr-

<.'nrrulza J el pt:ril'olo, dur:wk otto g-ionti di azioni, pre~tava ai feriti pronte ed emcaci <'ure, attran::r~rJdo all'""IOJ:>O zone forte mente battute dal fuoco nemico di artiglieria e lllitragliatrki : hcll't:,-e mpio di cMaggio e dj profond11 devozione :1! dovere. - :IIoutc Pertica (;\fonte Grappa), 24-3 1 ottobre 191S. w n. D'A:-;To:-;~ Leonardo, da 'l'tramo. sottot cnentc medico ù~ reggimento fallt·teria (:IL M.). - Addetto ad un hattaglione, sotto l'inf11riare del fuoco nnersario cou S<>rena cnlma ed esemplare sprcuo del pericolo prestò le s ne cure nelle trincee <li prima ' lint>a a Jmm erol'i feriti, incurante del \'iolento tiro n emico di artig-lieria e rnitraglhttrki e dando I)CIIa pro\'a di ele vato sentim e nto del do,·e re e di !>ingoIa re fermezza. - S3lgaredo (Pi;"·e) . 30 ottolJre 191S. H>12. 1"'.\1 RAo1T!, (;uido, tenent(• m ed iC'O 15S Teggimettto f;mteria ()f. ::\<!.). - Ardente tli f~:de, an imato di ,·ero 'entimento d'altruismo, · sprezzante del per icolo, tanto ne.IIa guerra sotlerr:mea di <'Ontromiua fJitanto n~:gli a:;pri <'OIIlhllttime nti di rnontagna, diede brillant i pro\'e del s uo \'alore, sia nelle pieto~c prestazioni del suo servizio. ~i a anima ndo coll'e~empio i soldati a lui ··ici n i . Pa"chio-1\Ielette di Ca!lio, settemhrc-dicembre l91i·


156

Pllll Il. LIBRO D'ORO Ot: l. 1'01\1'0 $/.~ITA!IIO .lolll.IT.\Ill':

I01J . i\!Ac;c toR ~; (;iu.lcppe , da Palermo, capita no thedico 8 reggimento bersaglieri. Ancora sofferent.e per disturbi cardiaci, la."ciava ,·olontariamentc l'ospedale da C'alUpo pt:r r:lg!{i ungere il pro prio hattaglioue in uwrci a di ripie~ameuto. Durante un comlmttimeuto, beuchè sfinito da sei giorni di marcia, m.:ù.tenue sulla linea di fuoco il po!<tn di medicazione. Con ele,·ato s pirito di sacrificio e eli abu,•gazione <-ur~n·a :>OttO il dolento tiro nemico i num.,.ro~i mili tari feri ti e da ,·a prova d i non com une coraggio e ~ n!no spre1.w del pe ricolo. Già disl'intosi io precedenti comh:;~ttimenti, ,;ptcie in quello del Fo ra m e, 26-27 uo,·embrc 1915. _.. J.,ou!!aron e !Belluno), 9 non!mbre ll)filtll4- ;\( ERT.t:'\0 l'e ro , da Londra, capita no m edico 2 5 2 regg imento fanteria (ì\!. !\f.) . - Diri).'!t nte il .-.cn ·izio sa nitario di un regg ime nto, a nimato dai ph't n obili sentilll e>tliti di do,·ert: e di abnegru-.ioue, s pontm1eament.: si reca,·a in -p rima linea, O\'e istitui,·a un uuo,·o posto di m edicazione, rimanendo es posto per due giorni a violento {<UOCO d'artiglieria nemica, prodi~;ando le s ue cure ai nume rosi feriti e t.'Qn e dde nte ,;prezzo del pericolo spingcnd()!;li fin sull e lin ce: nctuie he pl'r compi..,n· la s ua ope1·a pieto,-a . -. Roc-colo (Monte Grappa), 6-7 lu~lio 1918. 10 15. PAGl.rL·sn ! ll[ouso, da Altilia (Coscmm) , capitano medico 89 regg ime nto fa nteria. - In .ripetuti t'OIII battimenti, ,;otto \'iol en ~o bombardamento, prodigava sollecite ed a more,·oli cure a i numero~i fe riti in uu po!<tO di medicazioue in prim.a linea. Bel,l 'c;;.cmpio di eleva to spirito di abncgazio nt e di ahrtti!'mo. - Piave, g iu gno 19rS. ro r6. RAIJATTL Pasquale, da Mon te Sant'Angelo ( Fog~ia), aspirante ufficiale medico 2,;2 rl'ggime nto fan te ria (l\1. 1\1.). Sotto il ,-iolen to fuoco ne mico, tione-arante tlel pericolo, ;;i dedicò ,·alidamente al ;.occor,;o ed alla prote zione de.i feriti, in a t· tc;.a che ne <fo"~t: possibile il tTa.-.porto attra,·er,;o il fiume ,..emprp hatbuto da lla a rtiglie r i.a a.n·e rsa ria ; costante, bello el'empio di fe rn1ezza e di coraggio. - Ro· manziol (l\ledio Pia,·e), 30 ottobre 1911'. I Oiì - Tt;G0K t (;;u.scp(>e, da Bibbiano !R eg-gio Emilia) , a,;pirante uffi ciale mcclico 1 ~7 ft'gg ime nto fa nteria (ì\1. l\1.). - Addetto ad un battaglione, !<i mantcne\'a calmo e zelant<- nell'nde mpimt:!nto dell11 sua opera uma nit ari<~ sotto il furi o><o tiro n emi<'() cl-i artiglie ri a c mitrag-liatrici. Per rendere q uanto più' pM~~hi l c pronti ed efficaci i s uoi pre1.iosi sc"ICeorsi, ~degnò ~empre q ualun q ue rico,·ero, c, nel prestare nel ca mpo dell'nzi one ed in critiche circ-o~t<liiZC: la propria <l ~><istenza ai feriti, rimas<' cnlpito gravcmc: Jltc "'"li s te"s<>. - ~!onte Pcrti..-a ( ~!ome Grappa ), 27 ottohrc r Q r ~.

R. dureto 2 giJt..f!llO 1 9~ r.. 1018. ANr.F.t.I.A Giuseppe, capitano mNlico eomph-mcnto 63 n·g-.~ iment o fa nte ria . Sotto ,·iolento fuoco ne mico, s prezzante del pericolo. ,;i ;;lanc-ia,·a con a rdor.., e se ren ità fu ori da un ri tlottino alla tc:,.ta del ~<U<> rc p;~rto e lo condUl't- \·;r 01ll'as!'-alto, conquistando una formidabile trincea ne mic-a c difendendola stro..•nu:~mcntc pa tre ore 6nc hè fu catt ura to. - l'ul azzo (Ca r,;o) , 21 o ttnhre IQI_:;. 1019. BASSO c:1 v . Ernwmcg ildo. da La ~laddalcna (Sas,ari ). magg-iore med ico r_:;:! regg-ime nto fa nteria . - Jn un g-io m o eli a<:.pro comloattimento allo seopt:rto, non esitava ad impia ntare il .posto <li m edicazione ~ulla linea di fu oco, dando mirabile prova di n1truismo um a nitario e di imperturhnbil c <:orag-g-io. Colpi to da g-ranata ne mica nell'esercizio de lla !'na mi~,..ion e, sopportò stoka rut:nt e ta ~rrl\·i,;l'ima ferita che ne -po~e in perkolo l'e~i><tc nza . - llo;:.(>o Cappuccio - Bo~co Lan<-ia, ~;.. lugljo 191 _:;. 102(1. CF.:>TR.ACCHIO Robe rto , do Ce rro al . \ 'oltumo cCa mpolJa ><~CI) , te ne nte IIH!tlic·o reggimento Genova Cll\'alteria (4) . - Con cal m a c se renità. atte~c a <'nra re numero!'i f eri ti a ffluc mi al pu,;ro di medicazion e, a brc,·i,.,!'ima di!<tall7.a rlalla line3 di fnot·o, durame 12 o re di a,.:pro <-omhattim c nt o. R icen1to l'o rdint: di ripi e~.a­ me nt o, di fronte llll'iq·alza re del ncmi<:o, nou ,·ollc ' ahbauùonare i (,·riti che Jl( H\ e rano in g rado di Co<!'c re trasportati, e conti nuò nell'o pe ra ,;ua pieto,;il, rimwe ndo catt ura to. - Pozz uolo del Friuli, :l ottobre 19 17. IO~ r. CrorMRn Rafiaello, da l'aula (Co,.t:nwl , ten<: ntc medico a,lclclto cum~mdo ~4 di •:i ~ione fant e rin. Calm" c l'ert-no, in ri pd tltl' c·irc():'la nze ur-:,1 ni ni'l e dir<'~""' il se rvizio di protezione ('ollt ro i !{a" a~fi!'-;.iami. (.'cm ('nraggiu e !<pr,·zzo dd pt:ri· çolo medicò alcuni ft:riti i n w11:1 <t><~a i b:n tuta <1:11 t im :l\ ,·er-<aril), !òpin ~e ml<>!oi

l


l'AR'PE

t: rncuu:

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fin ~ulle prime linee t: uou ~pendendo ' il suo l a,·oro 11eppure q ua ndo il po:-t.o di medicazione fu c<~lpito in pieno da un colpo dell'aniglieria nc:mka. - Basso Pian•, . lnglio-agosro 191i . • 022 . Dx Y !,T.A Nicola . ,;otwtcnente medi.co 1S re~gimento fant eri a . T e une contegno calmo ·ed intrepido a l po~to di o.1edicazione, O\'e lo SoCOppio di un a granata a,-e,·a ucci ,;i e ~epolti fra le m aceri e due uffi ciali e. vari uo mini di truppa. RimancYa al po5tO !;tes,;o sino al totale sgombro dei feriti. - Ve rmegliaoo, 19 lugl io 19 15. l\ll3· FRA::\CH T:-11 (;iavO IIII i, da Sassari, H·nente medico 11 5ezio ne sanità. In çom.muta::ic ne dcll'cnc()mio sole ,,e ,:onccssogli c.o/. dec r eto lawgol cncll :i.ll c 18 ottobr e 1917: - Costante esempio di .coscit:n7.a, ~erc;;nit;ì e coraggio nel g uida re le :-:quadre di portaferìti fin sulle prime l·i nee, con iutelligcnza t:d altrui :>nJo, di!'impegnò l'opera sua, :<empre pwnta, rapida, efficace. Cditi lamenti provenienti da una ca verna, in località pur e neo <'ontras t:n a, arditamente d entrò e , t rovativi quindici n emki ft:.ri ti , pre~tò loro i primi ~occorsi t: ne curò lo sgombro. -- 1'-eumaG rafemberg-G<>rizia, 6-10 agosto 1916. . 10 24. G IL-LIO:\l PiRiro. da Alaun no~ <America), t enente medico 3-t '!'eggiruento fan· aeria. - Dopo aspro combattime nto, ri ce,·uto ordine di stacca rsi dal proprio reparto p er provvede re all 'a~sisten~a di numerosi e g ravi fe ri ti, a ~soh·en1 il diffi cile compito con instancabile abnegazione ed e nergia . R aggiun to dal nemico 1'(1\' erchi ~tltc, ri uS<.'i \· a, con ri!'chio 1l<:ha propria ,-ita, a ront t:nùergJi l'ac~·bsO ndla località dove erano raccol ti i feriti e dopo avere apprestato loro le cu re più urgenti, otteneva, con la forza della propria autorità morale, cb e i ~uper:-til i fos:'tro traspor tat i in luoghi di cura. -- Orgn:mo del Friuli, 29-30 o ttobre 1917. <Continua).

P ARTE UFFICIALE A) GIOR:\AI..E MJI..l'rA.RE t.:FFI CJAJ,E.

(Estratto dalle dio. pense n. l·G del 1922).

l) C JJli'\H .Aill: n. JH dd l:! ~t'l1 1hiÌO 1922. -

.:1-~~t'!J IIII ~Ì!,II!'

•N all e 11denli 1111h 1/ffìt'illli

ell e tHII~ pt•e.-tm/(1 ·'(' l 'fi:io Jll'('·' "O i CIJ I'J)Ì fbì /rti/)J)<I.

In attE!Nl <·b e vt'll~ll e uaawll'll In amo nt ;b,tru;,ioup J lt'l' l:t t~ll ii'<'-"-"'ÌOUt:! d ('p!li atf<'OdenU. :<i ùNI!rmina <:hE' p••r g ll t·mdal i me<Hd, ~ ad.d <>tti 11! <'O I' JJ i. J.:li nttE'ndent.l ."Ì5llW M<.'-t:'g'l1Hti ciltll'fli'Ulll, l~ll') l\1 () l'll!Jllt'l ò preS.:;<I CUi )lL"l.'::'t~I UO :'.(->I'V Ì%ÌO; ~addetti n di remOJll (Li ,:o;mllù t- l:i>tnbilìru\'llti -,;;.tnlttt·rl, dalln ('OWJnl~nia ùJ .Muìt<'t <tcl <.'Or).Hl

d'aru.tntit; CJIII'lli c h e non s i t•ro,·a no ne lle ::<uddette <.~1ndhivui potmnuo t111rre l'ut1\'llÙE'ntè dnlla f1111terin tli lilu>n. ::!) ('mco r,,\Rf: n. 22 <!e'i 19 gennai o 19:..'2. -

lmpo.~fa, di ri~:r·h c::.:a lllfl/Jilc xJt/lc inllen-

·uifti ('(n·a-·rilif'l'i . l

S i t- .diffusa n na<•zr.v d e ll: t -,.tnmt'l:t uni! pre~un t.r lutt•rprt>tnz:ione dabt ùall'llu taritit g i u d'izia rla alla lt>gge suJl'iru IJOSUl ·d l ri<.'<:h e?-7-!l mobil~ n~! senso d i t·ìteu<'t\: <'~<t'ute da tl'irupo.4n sH•..;&t le j n<lcnuitil eli t'O-viveri di euoi. fruisce àJ pen-~na le dE> Ile pul>hliche nmminb'ta1lzioni. Ad evHfl rc c he tn'lt! notizia del tutto infonilllta. deter mini nE'l ·IX't'l>-orutle al'J.ll:'l.blt,ive. elle andrebb<~t·o ùe luse, \la. rieuper.i. delle somme tl'attenute pel {lll:>...,t.to. o eventw1lwt-ute dia o tigine a e rrati provveù:inlenti da part.e di qualclhe ammhtistru:done d'lv~m<le11te, ()ut·~t<l ;\lillistero r·ich1nma l'llt.rei17A.oue- di l11ttì i <.'ll t'Pi e >'t<thillrue:nt:! mlllt<wì 1n •TINJliJ:::i1o, awertenùo che le v-i'genti <1isJ»- 1 .,iziotu in mu t!i'rla <Li 1wpo; ta òt r:i~.:tlle?.J'.a moiJiJe non consentono l'e.~ill~ione dnl t.r illuto J.ll'r l~· dette Jndennltil, le q uuli J)€!rta nto l'1:',.,1llno !'C>ggelte nJJQ <JOUSll ete rlt~:"n ute Ji.u q ui oJ)('ra te .


l 58

fJIR ~; ztO:"\t•:

(.'J:::"\'l'RALE DEL SER\ ' lZJO

SA='IT.\&10 MILITARE

J) l'lltl·oi .IRI: n. (il:i ù<'l 10 fei>IJrai.o 1:1?.:! (J)h·. Ill · lh:t•. l ). ('ÌIIU/i 111/P i11ft 1'11lf'I'Ìf'

•

Sp,.,li:iullt' 1/i mnh·

dr•i Curt•i.

Risu ltll ~ fJUt':-10 :\lìJti:<tPrv <·hc i buoni di prelt-I·;Hnt•n(•, cl<·i 111<'11ic·iua1i m tH.It-11•• u. :3011 dc>l c·alalo)!'O. c:he i <·orrwj illl'iHWI ;tl \'H l'i ,.talJililtH·uti ><:lllilari J .ipc:-ndNiti Jlt'l' j hisuj!Oi dC:'JI(' [ll'•l]ll'i\! Jllfl'!'W!Il'i('. l"(HIO fl'l"CIIII'Jttc•lll l'ltl(' c·o(llp!lal i IlO Il ('OJUIII'UltDJC'IIte u CJIIlllt10 è pt'e.'<(·rHtl> 1WII1> aYn•rtt•n7.e sc•;...•wttc• :-·ul froutr·,.l·izio d <•l j)r<\di'IIV t't•>:!'i><tro dt:i buoni e IWIIc toorJll•> c· di:;po:-i;donl l'll l· l'C.'i!"lattn il se'l'l'i zio fa l'llla c,•utiC"' u1llltare del mautmk· df'i nwlli<-nuteuli (Niizionc· sc:l..ll'lllhre l!llfi!. (;otl!'<t<l iuolm·c! elle lt> 11idtlC~Te non n•u~-:ono «PIIlfJL'P fui tt· l <'ll!la•sllntmc nlt•, i11 UlOdll ~la dall'e 1('11!11<1 aUC:' fa!'lll:lt'iP Ulilil:ll'i fti :tll~·,..tii'IP l<(•('\IIHI<) l'orcliut• cJi at'l'l\'0, o• CIH' UQTl !'!()llu iituit: tle llile »1''-iJllllll' di ftl'iiO:I 1\P<..:l<sitil t.• ciì )11'ullt<o ,;<o{'('Q1~) e ill ntl!>'Ul'a lal!' tllt !l()ll >'<'fll';l,.."'IJ'(' il hJ ..:m:uo di llllltlt'>'<'. A1l ,.,~ilJtl'\' IK' I't:tlllu il t•ipt•H•tl.'>i <ll')!li ill('oii\'I'HÌI'llt.i ""I''';JI;tlli1'1Jiati. i quuli. olt.re a l't•ntlt•t'E' lll.":>~ti più g-ran>so .il ÙII'(H'O di'li\' f:tl'lllad•~. di n•i i· \l(•n nota iJ1. dP!idl'll7.<l ltltllli' J'ic-:1 di J>f'J':-onail'. pn)dur·"n" l'i lltnli c><l Pt'l'<wi ndht di;;rr·lbmdout" delle so~anilt' , intralc-iauo l'amlam~ noo dd >'~'l'l'iZ"io di eont•Jbilitit !' daHUQ luogo a ><Jlfe(~ di m:lt(>riali. si pn•;:n r·otlcl"t<t Dir<'r.io11e eli \'Olf'J' Jm)l:tl'l.Ì>I''' dis[IO!'izioui in Joroposit<o ln llll:t lo~-:ia alli' tLC>!'III(> ."ott<>l'C:'!!IIatl': 1° ]A ti<·LlÌI'><IA· rh•i uwùicin~tLi dc•bbouo {'H."(•!"<' fa t tto e.'<Chh.~;,·;Jutt•n te l'fJi IJuoui del quaù<~ l'IU> mnd. :;1~1 l' •h>hl!ono <'s~ré <.'OUJpi~•l.•· <·nuJc è J•l'l•seritto ùa Il(' not1HP vi,fwuti e <.:orue è rioot'<.la w òu llu :; a rverti•Jii'..;l 1l!JI11)."u• .SII'l frontl'l'pb:io del flllll· •le 111o st1~sso. :':(>gu<•nilo 111' 11·~"'' tt11 <ll'nom.in:i ~i m H~ tkllt• "'lS1MtZ{•. l •m·d ilw a Ifa· l oe-t.ir~>. la llll.llll'l~JZiiJII(' t'lllP;!<Jt1i<.:a. l' ttllit ù d'i Ut k-111'lt d t> LI n t<\ ri t'l'a rtc i. llll>dicin;l U t• d~"Ji i.'t!;j!CI.I i dJ lUt'tlit:ll tU l'a Ì 1J Y i;!m'E>. • 2<' Il huono •len • W•J·ta !"P J'lntlie:tzione <lP l .-trpoo •·u i >~]1>\T;ì !a n .. i l' ;HidE'IJitn. H !bollo, U l' i!-tO 11<•1 rdai'O r e <'- kt tìJ·nt;t tl('l Ju<'tli('('o dit·ig••n l e l'inft'l1lil•ria: ;{o Le ric-l1 i<•><t<' flelohtHJo li':<l>t• l'l" ill\'in t~ una ntlt;t n l lllP>'e alli' f:tt'llt:H'II' 11lt11~11H <>tto ;dorui ]ll'Lill:l d p ] tk'IUJXI Jtl <:\1 i sj prN<Uill(' 1 " '-'\~ll l.'""'-'l'f' 110\'1':-'&tJ'i:t l 'Jilsi('Ol(' della :torov,•i:<l.lt, per clHre tluo<lo n lflll\"te <li <lllt·:;tirlt· l'!'<·on<l(l l'w·tllllt' fli arri\·,.; 4• l.\' orkhit>>:'fP dehhnntt c·s:<C:'I'l' lllllil:lll• n~lt·• :<n,<l<lliZit di JII'ÌIII:J ll <'ti•!-..1<i t1t t' ' clì pronw >«t<'<lOl'><{>, in:S<.·ritl e 1wUn tnt1fT;t. e 1](· quaulitit (i•·hhono c•sst-r(' lali 11:1 Iton (!(~):(· i hi><~o)!'f\Ì d'i 1111 IIW!'C\ : :,.. f metl,idwtli do•hhono \;'!-::<l'l'l' iu:-;c·ritti lWII<· appl~l..'ite ri)!IH• t' tHIU lnlet•t·:t· lati' fra f'>"'l'. lasc:jnnd o (·OlUJI].,btrtlf'Jilt' 111Wl'O lo «J•L~io di',.IJII:tto nllt- ff\lt\Jit.itil $0U1111itli>'f l'aie (> lll Jll't'ZZO: i.J I(IIU)(> !<fi:17.Ì() è t'i>'l'l'\':11 1~ :tll't>llh' (•hp llt,.iJril.>ui,;<,'\' i Utl"<lidmill: Hv l •~•IHJ1•).."1 i llUl~i,..t rnli, non <·nllll•l'l'::;i nella t;u•i ff:t. dPhhnun ,.,.....,.<'1'1' in:;critti p<•r nlt.bno. riunendo Il' I':H>ie voci. >;l•g-natt> in l'iglw dii'N'."l' ('Oli nua ;.:r·ati•t; 7• 1 t'ef·irieubl \'Iloti. l'lt<• Cl'\'tttnul.uwnw s'illl'iauo <hll <·<>I'JIH. ch·hl)(lllo <>~1·e rom•e11ieut1·nwute puliti. in lHH>IIO >'tlltn ed ntti :lll'u.-o Oli sou .. dt•stlnali t> J.m·t.•ti <.-ntt-lOIJIH':Illi"~HIH!lltt• al huouo t> non qnaud.o ~i l"lfettu•l Jl l'itiro dt•l 'llll.'didnali. fl.·• 11 ('(IJ;.'llllt'. l'<>lixir •li <:h lua, i l vino ma l~tln. (h•hh<mn t!-"'''l't'(' prelt~nt ti. :<:tlvo <::IRi (-'(;('(>zionnli. nt-lla uJti..,'tlrll tua><.o.:iu.ul di un K;::-. :~L !llf':-'1' 1'<'1' "t-:ni in(et'tl\t>ria <li ~.,,rpco; !'!•ll:•lQI tino e deu:tturnt.o l' In ll('Uoi·na del)\><mo l'.~l-'!'l'e rif'hit!:iti per t;~IIO n;:o nwclicln.:JI<•: il ·. .-:tpotw hi~tn<'O JIPiùt qunntitit non ~IIIK'rion· di qnniLn• l:t-v.r.i al me"(>. "·"'"E'Liclo <li ~~ el)(· lus1Y-o li<'l me-<lleo: 110 Gli ;;,tnuu('nti {'d Jlt~~i Jll'•r uso Dll'fli<'<l (' rh !l·u•'J!im (nel ('('('f.'7;ione 1ll'l tel:"morut>trl <:linièi 1. ~li og):.'E'I ti d l gorumn <' 11 rti<.oli '' fti n i no h th-'l>b<\110 ('"""'l'l't' rotnpre,.i n el buoni di prele>ru.ul'>nt o. non esst•nolo 6Jl •lota:r.ionr n Ile f~ll'lllll <·i<•: Hl<> l.\' fnrrutH:i(' m!•lit<H"i dE>hhono· t'P"l'iUJ!t>t'" l huonì r he U(>ll ~'<Ìfltt('l <..'OOJflilati secondo l'et norme SJ.ttl:ù('tU•. meutre clt>l!'1i. en>ntu:tll •·itwt<li. c-lw pn!<i"<mo derivar-e ut prelc>va me.nto di" l ru(>(lid noli M r;Jit.no :t'Illi t i re.-;('.otll~>•l1 h i1Li 1 cii riJ:t•nti <lei O<en·izi , ~uitari. <.'od.e>~ht T>ir'("7.ione di >:>miLà 'pt'OI'I'f'{l!'l'Ìl. 11<.>1· t>c·it:t·l'-' <·hP t11tt'i l .. n·pi invilul) ({I!Ut.('lllJIIWlllllc.>a JlWIIW. :tlù"t f;tl'UlH('Ìtl mllit:l Il~ <ft•Jl:t JH'Oill1:1 {'it'1·•l>-<'1i7.i<>l11' i J hltVUt> d E JH1•lf'rnmPntv n l prim·ltlio di o~trll nw~·(•: :1 ~nulll h•ith· 11i In tt'l' j!t'llllJlÌ. tlund'l)lll'

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l 59

l'ARTE UFFI CIALE

pnrteclpn:dQtl<• a~li t'liti Lnt<'rt:'><M ili. in modo <·h~ <'illS(;W\ gl'llJ)JXl tm>~nwttn In l'i<·hie:>t:t in u n a t!t•h"J1llil~llt~t d('(.'lltl,<- di ogni rue~. {A)(){'>.;ta ))Lrt:>r.iou~ lntitw donit u,...o;i('lli'H rsl c-ou !4:1 ltun rl' \'L.JiÌ(• ali~ llifl.!lnnetTic dt'i corjJi <lt· llu llt'l'ft•ttn mt~·n·uul'.;t tli qunnl o ~~~~~.~ i• 111'<'-'>Critto. \n modo che gll hac·oll\'t'lllelll"l hllllt:'lltati >'iath• lntbi •·lluainuti t' uo11 tit•hha viii oltr(• \'f'rilit•ur!fi SIM.'I'· 1~<'1'0

di ru:lt•••·in •L sp<><·iuhm·ntt> di di;:lnff'ottauti liquidi (solnzitJIIE' Mll(lllOS:t dl ronoolt>, snlur.ionp ~q.ono~• di oli(l ùi C!ttrittllt>-<:n~<usol-, ,;oltt7.loo•• ~ciJlOIIOS:t di t\•· nolo h11JILU1) ~·lffenol - t. d at' s i h•• motivo Iii r·it.•awrx•. d:ato l 'HnormHil• constllll<l, 11011 \'l?ll~JIIO hupil'l;lltl rwllt• lliluir.ioni I<t:thiiit e. :-Il rlmnnt• In :ttlt•;:zt di m~-<lcu rM:ione.

Pet il Mini.1tro F. OF.LLA vALLE f ') BOLLETTINO DE I SERVI ZI

PER L'ASSI STENZA MTLIT t\ltE E ' LE PENSlONI DI GUER RA (l) (E~trnlto dalla dlspc·11su

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/(f'!/ÌIJ Ù!'CI'('/CJ 11-!ffW

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n. 11 clol 1921)

Legge: e decreti. l!J

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fl) tnl.Jct·colo-"i 1(1'11\'i a l vunto dn 11\: t \'l' lltÌUHI'C u n a :t~<)O(JJUUI f' llel'IIJ:Jnent(' Jncapac-lt.à n quab;la$j ~•tt.i\"ltit lì:>it·a. da l'f'!Hi'(>rc nt•<·;~;,..·•n rln ht t•ontinua o qun:oel <Vntlnua <legl'n~L a lNto. l'('r la c.'tllll't'"'-"imH • dcll'llllllii?U lo <Id la ~~~ PCI' lnntlid i tìt, lll'l'Y i st 11 dul I>I'I?,;('U t.• n t·ticolc), l~ fm·Ltc, ll!,.i(lnì od lnf\'rmlHI. cll'\lllwmo ~,,,,"<,re Rtate rlr;ortn w p(lr oQ'(Ise di :ll'UÙ u~nichl' u m•lll.t WDII cl\•l!t• :tzloni d i t>OIIIbattluacnto o per ('11\l!<:t tllrctt.H t-ò 1 UWJf'ùlatu dt•l 1-'<'n-lr.io di ~'Uena . •\rt. 2. - l.'amtwnto di nnuue L. lSf)IJ t't•nc·e,;-«• al t<mnlnl <lt>li'Ht'l. l ' df' l R. dc.•· c·r·eto-lt•J..rg<' 7 ,::lu;,.'llo lll2H, u. 7:ls, \• at·çt"t>::-<·iuf cl ùi nltre L. :!-400 t}ttund.o le fc.>ri!A', lc.>.c:;iorll oJ' iufl-.·mitit ripol't:ttt' d.::Li wilit:ari mutil:ttl où irwalicll di gucrm 1>4.'1' C.'lll~ din•t'>te <la IJUCIIe indi cate u~:•ll'uLthuo <:omuua del 1'1'~\leu tl' nrti<.'Oio raggiun,<rouo la ~l'li \'itia ind,i<•ttbt ul'i <·•l~i <·onteoJHplnti d t d Jll't:'<·NI\•ltt<' u t•lirolo.' A t1. )!, - ~<'l (11'0 in 1:\JI un JJtulii.tt() o im·nlidu tli g~rvrt11 lii'C>;cn t l 1u })CI'(Ut~• llell~ cJ U(• Jll/IIU O di lli!'<'i O UO\'P dlr:t t'ti c>sSE> <lOIU)ln'>'l' j JlllNic.i, llt.'COUlll:lgll/ltll eia ult r a Jofermltit <-<mh•auplatJI iu n l<·tmu dulie• pr·iuar• t1iuqu(• c~lll'g<)J'it• dl'l D. L.

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11 S.'l<)lttl a e Jll 'rnw nun tl•, •tua ndtl \' i s ia ;tltru inft•rntirit aS('rivibi lt• m i uun d(' Il~ primt· d net H<' c·:~ ~~~go rlt· d· i m ·a Ji11i ti1, d!i eu i n l l':d lt•j!:t ' '' :l u l drt·J't'l o LuogoiA>nen;-.iak- :!O 111aggio l!lli, n. ~ili . Art. li. - Alli' ~:onw><><i<mi (·o ut.,nu te Jwg-li H rti<~>Li J'l't'<'t-llt-ntl ~1 :t ppUcn no lt! tli.spo:-<b:ioui 11.-JI'arl . ;; ul'l H. dt'(1'('1AJ j j!lllgtL<I ]!J:!O, Il . j;~'). :\ull.a è Ìll.l\0\'>l lO alJ'I1 1'· l it'Oio 1 del uwù:..•,..luw dtX:rt-'to H4.-!alf•. J wa ;;gio t·i :lN.'~< 'J::lJÌ. dt'--! in ugg;iuota a Ue Jl{>ll sion i l'd llt;li H~l').:lli t'iUIIO\'Uh ili :;o(>llll (1J O(f'l'l t i :Il lllilil lt ri 111111 i In t i l)tl inr;Jilùi tU g'lll'l'l'll , ,"'t.JUO 1'\ '\'(I('Hlti Jl qUali!(> \' oli\• \ '('li)!H l'Ì('OllOl't'iUhl l'iii>!U.S.-.i,.;lt>Jl'Ml O Ùl L'<'H1</I'l. i< m e d t• i tuot i\• ì i11 IJa..e Hl quali aV\'\.\l Utt' 1:\ ~:on<,'l!-t<~iou ... A l't. 7. Lt• Jj'" IIO>IiiliHill ùcl Jll'(':<(>Jit e <lt~tll't'IQ 11011 si H ppliC'llllO ul'lla ll(}lllidit · ;o-;lou(' duUe IRUsi..ni a('t·ordatt(l <<l t lt<~l<> d.i ris:tJ'ci lllt'llto dii <lunni d i g u{'r·ra ai ~nl\1 tl<'l H . <h.·t·t:t-1<1 l!7 llt.:ll'l'.O l!IHI, Jl. 4:.!1'•. A l't. S. - l..t- flis l ~t~::!l'l.io u.i pn•t\••h·u l i hauuo r ig " rt> d:tl :1 no\'t'Juhre 111:.!1 lino .11 tut w 1'.-,.:(•t·ni-.i.<> lin:tnilinrlo 11J~2·l!l:?:.l.

II. -

Giurisprudenza e Quesiti.

li /ill'lllitli ài {1 /lf'I'IU. /u fo'l'llli lti lutulrlli. J.l/1111'il l11 di JIIII.<Ìtollf' t/ i / , , 1SH11 (Ar t. l", h·t to•ra 0 1. IL D .. giugno Hl~l. 11. l: ~~). :\t•l t·u»> di f <ll'lltt' dt'Jtlt'llziali 11<Hl l<Jw>t.lft l 'auuu•n t() di L. lSOIJ, di <'Ui n lltt l~>t.· t·J tll·ll'•tl'T. l dt•l H . D . i ;:!iltgnt) Hl211, n . n ti, (fURntlo nmt ~~~i ;.tono dl>:ttu·hì ulla \ '1tll or~a llll'<t t' ..uei<l l\• " 1:t porlcolò»itù d 1•l ò••nwni•· 11011 l'ìlg"~iung,l un Kriltto t>t l<• thl t·~n<l<•l'<' n<'<·<>.~:<:ll'i o il ri<·O\'t•ro ]1\"I'IJt:tnt•nt.<' t.li <':<.'>':i 111 tllllttìcomio.

tet·:t

2) l u·r ulirli rN IJIIl'l'/'11. ( 'lll .<·•ijit·o ;itlllt' tlt:ll'ill/<'l' l" il ti iu ·'''f/lliltl o l'io1 flu llt1 agrp·o·l'<"' 1ril'lllu. (1\ rl.il·u l! IO d!'l 11. [,, :.!IJ lllHJ.rt-:iu 19l i , · n. Sjl;" 1.0 V , L. ] o 1ll!1~rgio l!Hr., Il . .J!I7) . . Xon dii ltkl).(o 111 1 uu ll •l·tl tJ} ùj J ~llHÌOlltl l':l ~:<t·gnaziMH· :ul una ent +"g~>ri>1 c;.uperiOI'e fol ta 4lllJIP nuturilù :>~lllÌ\:Irlt•, In "*'l:'llto n mwva visi ta il'Jn\"nUdo di gut>n·n, •JU!llldo 'l:t 11110\':t (•bl<o;,;i ti Cil F.ÌOII(' liUll d PI'Ì\' i d~J tllt <•lfett!Y(l U!-~J~l\'ll lll('lliO <II:'JI'infcrruitil J)l'(·l'('ilt>ntenwntc H <:C~rta bt, he n><l tl:1 Ullll illn•t·,.,,, vnhll117.innt• <l<' ll'lllff'nullù ~11'SI!:!I , c·l11· ll'b'l.tlti IIÌLII:l:<t:t lnlu.tul:ll:t .

:l) ltll' n/irli t/i t;ur·na. , J.,.•r,IIII<J JU'I' ('111111/lro rl'i·u fr·on illi. CtJII(o(>,~.•illlw i·11 ?'iO / f'mJ)O· ,·am·fl. iu a!miu.uta Ct PI' IPiivnt; l'itoli :ia. (A r tic<•lo :.! R . D. 7 ginguo Hl20, 11. 73$.1. L'illttnf'lll•) eli (·tlllllll<l ~'<J•t'lllllll <' :1)-:l i !n\·:llltli l"''' !;t ('(.W. .istf'll?H'l ili alti'<' infN'· m!til oltTt' ttllt'lla t'Il<' dia dlrl tttJ nll':h'"'l';!ll:lzioHt• d'i p rilwt Clltegor ia può t'.$.'i(ll't' cou<'<'>'>'O <'ulllt' llli-"'').(no t·iuuovn blh', 11011 oA>~ndo il f:\tl'l> ('lt(• l'invnlido l'i trovi glil 111 gndlm<'UIA) di l k'Llsivn e d t•tinitl \':1 d<'lla ca tt•g,.Jriil I>'U iuili<·ntn .

Direttore: ARTURO CABARI NI, tE-n ente colonnello m edico. (3483) • Ro ma, 192!·22 -Stabilimento 'PoHgrafi.co per l'amministrazione della Guerra.


Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare

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La lotta antitubercolare nell'Esercito. - Un volume di p a.g. 9() con 8 t av ole .

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Rlcerc.he biologiche degH Uffici psh:o-fisiologlcl di aviazione militare. Un volume d i pag. 2:~6 con 45 figure e 2 tuvole.

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111 Conferenza interalleata per l'assistenza agli invaUdi di guerra -(Boma , 19HJ). - Relaz ioni uflìc ia li (' Clllll\IHÌNtzivni. - · Un V•'lnnw di p ag. 9(i

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Giornale di medicina militare Direzione ed Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerra, Via XX Settembre - Roma

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4· Per gli Ufficiali medici del R. Esercito (in serviz.io attivo, iu posizione ausiliaria, oi complemento, della riserva ed a riposo) il prezzo dell'abbonamento è ridono a L. r2, ant icipate. 5· L'abbouamculo uou disdetto prima del 1° dicembre s'intende rinnovato per l'anno successrvo. 6. l signori abbonati militari in effettività di servizio pagheranno l' imporlo dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi cc-mandi di corpo e direzioni. · 7 l'er i soli trtTiciali medici (d ell'~scrcito e della Marina). in qualu nque posizione si trovino, é ammesso un ABBONAMENTO cu:.vlUI,ATlVO a l Giornal~ di medicina militare ed al( li A 11nali dì medicina navale e colottiale al prezzo dr r.. 27 annue , l'er <Jtten<!re tale facilitazrone cutnulativa gli abbonati militari dovrauno far pervenire l'intiero importo all'Amministrazione del perioùico del proprio corpo . 8. Ai librai si fa lo sconto <lei 10 per centc . ma 5oltauto per g li abbon amenti delle persone e deg li enti non militari. che non possono fruire della facilitazione di cui ai nu. 4, 6 e 7·

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(;. l nra uoscritti non s i restitui•cono. (!l-k'~)

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R oma, 11121·22 - >'tal ol i inll·nto (>CI!il!t'a!ico per l'<\urmlnls ~noziono della Go erra


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/// 3 Pubblicaz.ione mensile

GIOR·N A·LE MEDICINA MILIT.ARE DI

P UBBLICA 'JO DAL MINI STERQ D EL LA GUERRA (Direzione centrale del servizio ·~nit.ario militare) t885·18ç5

ANNO LXX - 1922

IV

l Apri/è \

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI: · Testi. - In..egna.me ntj dt• ll" u ltima g·uena nC'I ea.ìopo de lla medic u1n. d e lla pro fi la;;si e d e lla m icr obio'logit• pnn t cd a p plicat.a de lle fe rite Pag. Funaioli. - La m ed icina lcjral.e di ·pre,·c~ione ne llo applicazioni de l ser viz io 1n4.tito re . .... .... .. .. . . .. .. . . .. .'.. .... .. . . . .. .. ... .. .. .... ·.· . . ~

Plttarelll. - Una que<;tione bt·om ,.tologira : ('onkollo ra pid i-;><imo dol!t~ genuini tf-t. d t'l latte ..... . . . ...... .. . . . . . .. .. ..... ..... . ... .. .. . ... . . . RIV.ISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA ... . . .. ..... . .. . CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGÌJ OSPEDALI MILITARI .. . . .... .... ....... . PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE . . .. . . . . .. • . .. ... . NOTIZIE ... . . . .......... . . . ... , ... ... .. . ... : .. . . .. . · · · · · · · · · · ·~· · • • · · · · · · · · · · · · PARTE UffiCIALE .. ... .. ..... .. ....... , . . .... . .... . .... .. .. ..... . ·.. .... . .. .. .

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D{rezlone· ed amministrazione ROMA -

Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -

ROMA

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MEMORI E ORIGI N ALI Insegnamenti dell' ultima guerra nel campo della medicina, delb profilassi e della microbiologia pura ed applicata delle ferite. per il prof. francesco Testi, brigudi(' re gc:noralt· mf'dico.

Come- è noto, durant-e la guerr-a fu istitwi ta un~ Commiss ion~ sanitaria d€i paesi alleati prestcduta dal g-ià diretLore della n o:;tra Sanità pubbl·ic'l r)l'of. Sa.ntoliquido, la quale 1enne le sue sedute periodich~ e plenarie a. Parigi peesso la. sede dell'Ufficio interna:.ionale d'I giene pub blica, ~ rhe , qtHt5i contemporaneamente, ,·en oero tenute pure a Parigi, e presso lrt Scuola di Sanità militare di \~al-d e- Gràoe, d{)He conferenw ch~;u.rgi che in t.ernlleate- solto l<L presidenza del prl()f. Tuffi.er . Per la somma non pic,'ola etei lavori compiuti, pe~ risultati ottenuti, che se ebbero importanza dura ute la guerra })€'r gli eser,·iti ne ebbero altresì e ne hanno a.neor-a m olla fuori del campo mi litare esS{' ndos.i ral·eoJLo un as3ieme di e.ogn iz.ioni utilis::;imo applicabili nel le moli,e contingenze. nelle quaJi per ragioni diverse le umane collett.ività possono trovarsi soggett-e all'azione eli mor b.i inf{\l.tivi o a quell~ dei traumi, ehi scrive ecl ebbe la fortuna. di (>.:-ìSc re inviato quale uno d ei rappresentan ti deL M inistei'O df'lll::l gttH'l'a italiano a far .parte- tanto della Comm.issione sanitaria quanto di quE>lla chi n • r·g i,·a, ritiene non inut.ile raccogli er~ in una r·el aziorw :<inlPiit·a i risuiLa!i piit interes-::>anti per la pr.a.lka med·i t·oc hirurgira r he sta turirono dni moni lavori pre;;Pnta.ti e dalle discussion i fattt-. VerriL J~rt~t nt o d i \·isa la r(l lilzione in tiu€' part.i: la !WinHL r i ftet.tente i· lavori della. C:ommi!3sior.e san i !,ctr.ia, la seconda. ri.ferenLe.si ai lavori della Commi&;iont d1irurgwa, facendo però not.o t•he in questa seconda par·t.e non si lra.tLerh ('he dt'/i(' qtìest ioni relat i vt> alla mict·obiologia pura ed applirala delle ferite es~·ndo l'l'li ~·· riw stato inviat.o alla C:nnf~renza in qual!tiL di batteri()logo e non di ,·llirurgo.

I. -

COMMISSIONE SANITARIA.

Analogamente. a quanto è stato fatto in una relazione !l'enerale che venne pubbli<:al,a. recentemente dal St>gr·elar·ia to d el la Com~ni~ione San itaria d€i Paesi all eat i. que:'itw prima pade YCnù òiYisa in duo g-randi gruppi: ~ 1o Un gruppo com.pn•ndente gli insegnamen~i relativi alla c·l ini,·a e alla cpirl~:miologja: . :!' l'n gruppo rompn•ndl•rrle .~rli insegnamenLi I'elati\·i all'igi("Tll':


A.) IXSEGNAME~'l' l JYOJH>JSE Cl~ I NlCO ED EPIDEMIOLOGWO 1. -:- Affezioni tifoidi.

Nello ;;Ludio di quest.e affezioni parve a chi sc.rive, ·e ne sostennel' idea in 11 11 rapporto sull'.al'g<nnento. r·.he fosse opporluno raggruppa.r·e dal lato clinico tanto l<.· di\'erse e-nt.ilit morbose che hanno per agent-e t:ziologi-1-o il bacillo tilh:o, quanto qu.elle t &usat.e da germ i affini di .questo gnJJJJ)O, sia per sempli fi care e facilitare le ormai troppo t'Orntplr ~.;a t e ricer che dtagnosLir hc, sia v er ,·eni rx1 ad una <·ont"ezione epid emiologica. t· J)!'Ofìlatt.ic.a più rispondente agli in te ndimenti p.mLici. Dr questo J}<trcr·e fu unchc il Cas t ~llani, i.l qual e a11zi propose di r·iunln• lutLe queste affezioni col termine diJlÌI'O g0nerale di febbri enleric lw . I me'mbri d ella Commis--;ionc approva!'ono qu-esto modo di vooer e comprendendole nd gruppo d el le 11{[1•:,io ni tifoir/1'(!. Le affe-t.ion.i tifoidee osservate rwgli escr•·iti all eflli furono (S<ùVO> qualche t' RSO e•·ceZiionalc dovuto a. g<mni. non comuni ) la tiroide c br.r thiana, la ·prtral i f oid e A, la ·l><trat i foide B. D all'esame d t·i dali statistici prese nla~i da·i delega.ti di ver:>i risull.a

la frf:' qu~nza r elati ,·a., inalle&~., d-elle f<Jrme pa.ratifoidi. Questa fr·equenza. a·ndò aumentando 1·ol la durata. della guerra sorpassando poi di mollo qUL•IIa ·d('ll a ti foide •L'bl:'rthinna. l n Quant-o all•a prevalenza dell 'unii O· dt'll'allra forn1a paratifìnt, fu Hotato 1111 vari o corn.portamenlo a seconda d el le di Yc r~ r'l•gioni. Oltrt- a <111e:,te due forme poi se ne u.-;:;er·vò qu alrhe. aJt.ra nuov a, sne•·ial m('nlc nei Balc-ani, sLLidiale dal Casl·<>llani. Risrrlla da Qli CSti faLLi r he per La. tifoidc, come per qua.khc altra malattia •·onl.agio:->a, quale ad CS{)tnpio la dissenteria, è da.nnoso il limitare l<• mi-:;111'e profi laLt it•llr e I'U rat ive a sec·onda dei ri~u ltati di l aboratorio per la i~ l e ntifkazion c <iel tivo classi('o al quale appa.l'tiene il germe <·h P ha. d f~ tc rm~nalo l'infezione, mt• nlre è indi::;pe-rl::;abile una. co llaboraz iorw · str·cUissi mu, in ogni caso, dl'·l l' lini<·o, del batleriologo e d ell'igieni sttt. Risulta arlc'OJ'(l. un fatto ntpiL9..le, la possibilità c ioè di trionf<tre dd leepidemie tiroidi stabilendo una profilassi v erarrn~nte effka,· e, al qual proposito i daLi presenLat.i dai diversi servizi sanitari ful'Ono ver amen te decisi vi. E&'3i furono d i due spe~·.ie: 1° Dati su ll 'importanza profilatLica. delle \'acrinxn ion i ; 2• Dali sulla dul'al.a de-ll' immunilit rlopo la vaceinazi ono e :,;ui l)rOCedirnenti JiverSÌ di Va('C'inaz ione. In quanto al primo m·go m~nt.o, i r isultati d elle osscrvaz·ioni fatt e dur~nt e l a guer•·a fur·on o veramen te dimostrat.ivi. L 'esetTil.o bc~ga, l't- · S<.'l'{']lo fmrwese, le truppe ingl esi in Franl' ia. virler o rapidamPn te di m inuire la m orbosiLù e. la mortalità v er febl)ri tiroidi. Le stulistkhe de-1l 'esen: ilo frawese specialmente -dimostrar ono in modo vemnvente man i festo i va n laggi grandi ott.enuti colla va<·c i nazione ant.itifìra. Astrazione falla• dei 'J)rimi tre mesi del la guena nei quali si ebbero, e le cifrr sono j·er·tamen lf• i 11feriori al Vf\1'0, :.>~,19i ,·a~i cor!J 5075 de1·essi, si <'bbcro du l 1• nov('m])re 1911j al 31. ot.lobr e 1915, 87,9 15 ragi (mor·bili tì1 :19.3 % o) •·on .816·1 dt"e::;:;i (rnortali !lt 3.8R % o) , dal 1" nove.rnbTe 1915 al


31' oLtobre 19Jti, J7,G9ò t.:él:>i (morbilit.ù 1.18 ) c·on una mortalilà de l 0.24 per mille; in Gomple;;,so moriJosilà cinque volte e mezzo meno ~_lev<tt~ nel secondo anno di gue-r r a~> tnorLal.ità l6 volLe meno forte. Nez!t anm c-<mSc<:utivi, ~p().(;ie n el 1918 P L9i9, la morbosità per t.ifoiòe divenne un'a. semplice r.writà episodil·a. Ciò che .si è detlo per l'esercito fran<:ese vale anche per gli a ltri esen·iti. Anche il nost.ro ha pi·ovat.o indubbia.mente i oenefi<:i effetti della vacr·inazione profilalticu, e se gli studi staLislki non an!:Ora condotti a termrine non ci illuminano anoora oompletamente s ul f·enomeno, l'i.mpre::,sione gen~rale, che. ad ogn i sanita.rio che abbia prt>~o parte alla guerra non può mancare, è ':he le inft)Zioni t i'foiòi oono anr1a.te rnoan mano r·iduecndosi di f r·equenza mentre è not.o che in molte n:gioni <Wcupate dalle no:;Lre Lruppe. le infezioni stesse g ravarono fortemente sullo stato sanitario d ella popolazione c:ivile. Abbiamo in tanto un t·ece nl{) lavor o st<:~Lisl-iN del De Berardini::; col quale è dimos l.rato 1'!1e la rnorLulità per febbre. Ltfoide è, n ~i· vacc·ina~i <·omplell.ttruenLe, d.CtJ Ja melil infetiorc a quella dei i1on vaccinaLi o vac·cinaLi inro mplet~~mente. l n· quanto alla durata dell'irnmunnt~L, le st.atisti·c he degli ultimi anni presen tal e alla Gomn~ issione han no concordemente d i mostrato che l'immuniliL per vacdnazione è assoluLwm€nle efficace, salvo rarissime ~cezioni, .pet· lo spazio òi sei mesi ed è ancora efficaC'.e per altri sei, m-enlre si attenua. nel s.pc·ondo anno. La conc·l usione prali ca è rhe bisogna ri vac~" in.arc ogni anno o anrhe ogni sei m esi in drr·ostanze spe.c·iali. In qua•nto ~tlle r:ivac~·i r Htzioni una inondazione unica. e a dose moderata può e~se re suffi-ciente quando la prima. è stala ben faLLa. Circa •a lla qualitit d ei varrini, la Commi~sione si persuase della necessi là di usare il van·ino triplo, e in qualche caso il tetravacdno del Castellani. D a tene1·si i n ~:onsi derazione il l ipo-va.c·cino -che è di impiPgo comodo ed efficace e del quale. ·ba.sta una sola iniezione. La Commissione esprinwndo la s ua fidm:ia completa nell'impiego della. va('c·ina.zione anlitifka, non intese. però "()j diminuin~. menomamente l'irn:porta.nza dcll.e misu re d'igiE:,n.e, eomprpsa la purìfka.zione dello a('flUS da .bet'Si, n1isma rhe quasi sempr·e è su ffi<·H:nle nei c·ampi e nelle cnser·me a gn 1~nl,irc J.a lruppa t<>nt.ro il !'Ontagio eli queste. mal-attie. 2. -

Affezioni dissenteriche.

Un pr imo i·nsegm.unenLo <·hé SC<Llu l'i·st.:e dallo ::;l ud io di queste malatti e è <'he vi è tulta la possibilità di lottare c·on S'Ut{'CSSO, mei'C:è l'applicazione delle uQJ·me igienkhe, ('Ont.ro l e nwdesime. Men tre infatti nelle guerre preced enti Jll dis..,;cntcria era uno dei flagelli degli eserciti· in rampagna, ·nella guerra alLuale. essa è l:ì!.at.a invece relativamente rura. e benigna. Alquanto più grave è s tata n ella front.e orienta,Je, la qual cosa fa nat~ral~·ente pensare all'influenza del clima nel suo sviluppo , nella sua dJffusJOne· e nella sua graviLà.. Un secondo i·nsegnamento int-oressanLe si riferisce alla propoJ'Zione r e.laLiva delle diverse forme. In quanto alla dissenteria bacillare nell'eserc.Ho inglese ebbf:' preval enza l a for.rn•a. rausata da bnci1Jo di Flex.ner· nell'eset•cito fr.anocse, e così in queiìo ita liano, prevalse quella. causat~


dal bac illo di Slliga-Kru:>c. Mcr1ta ar•·entHII'l' u questo proposito la pr~ posta del Cast.l' l lani. non r.OI11(JktéLllH.!nlt! condi,·isa però dat medici inglesi, ùi das~ ifìc<u·e le furnH.· di ùi:;::;ènteria ba.·illare rwl ~g· uenlL' m.odo: 1• Disst'n teria IJat·i Ilare s/rt clo ~;ensu, dovuta al l>adllo d i Shig.a-Kt·use; 2° Parad issenleriu don1lu ul bacillo di Flexner e forme s imili; ::!" Mcl'-ldissent.eri a t'Utlst\l.a dal ha.<· i l lo met.ad is:·;ent-etico. La dissenteria amehrca rari~ illHL in principio della guerra è and ata man manO Ull iil€11t<IIldO di frequt' llZU finO a da.re l"~ vu d ell a totalità dei t·asi. 1 frar:<:C:>i dj l'dero giu sl<.~.HH! II.L-e spiegazione d i eiò colla suc{;essi ,·a i,n,porlazi one c diffusio ne dei parassit.i per parte de lle f.ruppe c.o loniali e s i preo<:ruparonc; and1e d ella t1ossibil ,• d ifft,,;i one. posi bellum, nelta popolazione ('i\'i le lanlo~: h i' ònl Mini :ilPro della Sanila venne -elaborata uua nola SP<'r iale ~u ll a diffu:Oion,•, sulla d iagnosi t: sulla pr-o:tìla~si ddl'am ebttLSi. Con ;e si ::;(L andw MI nost ro e;:;prcito se ne osse.rva.1·ono diwrsi <:<LSi . E' dìffi~·il e pe1·ò polcr an•re nozioni esatte sul num~1·o c la proporzìont• dc.i l'<t..->i dì d i ~:se nleria aml? bit·a a l'HUSu dei cr il.er i assai di ,·ersi usa~i. nei diversi per·iorli c nelle dinrse località, ()€r la d1ag no::: t della malattia e pot· l'identifì,·azione delle am('be e delle ci:; lì. R lt'O l'd i amo però r·ome da noi li C<L-;a0 Titnd i sped al mente si s ia O!'c upalo d~ lla que.~~ione in seno alla C.onJ·JJlis.,ionc sanitaria ispettiva <iella nostra Intendenza Gcne11ale. l ' n le rzo inst>gnamenlo irnrol'lanle (> relalì,.ll alla Jll't':::t•nza dì fm· nu~ fru ste lanlo ddla di:::senlt·ria lmeilltll't' q11a1110 di QIH.'lia 1111H.'Ilit·a, r·apaci anr he t·s.:;e eli conlaf!iO rome arw he ulla pi'L'.:'enza fn•qJtt•n ll· r!j p01·tatori d i c.islì a.mt•bit"he . In qtranto alla. pr·ofiln~si de lla cti ~=-t· nt eria , il' mi~l ii' P più ar"roncie sono l 'igien€' dc:.rli accanlona.menl i l' d <.m·amparne nli, la d islruz.i one d elle mat l'l' Ìl' fLt'idi, la lotta ('01l (r·o lt> mo;;cht: , l 'p,·ar·nazione rapida degli amm<tla.ti e il loro isolaill1(;'nlo , il lrnltit111t::nlo tl'I'H!Jl'trl :t·o immt'diato anche dt>i sospNli di m<tla.tlia. Riguard o al1a t· ura della <di<:..-;entc ria amebir·a, lt" OSSl'I'\'HZioni ripetute dit1110cSlrarono g li ollìnr i effPlti d ell'emctina soJnmini;: lrala ver· iniezioni ad a.lle dosi. oppn1·e per bocni ~otl.o fu rma di ioduro dopp io di b ismu to e di e-melina , (.' t·osi awll e dt•i dist,e r·i di a.rseno-b~.nzolo {RavauL). P<~ r la di:::sènteria bad l lar·e ehhei'O grande u~o i ~ i t~ori :::.pet'ifì,·i ed anche, com~ profìlalti ci, alcuni vacrini >Ta<'l'ino d.i Cas tellani , sic-r.ova.ccino g iappoll c·~·). Tanto nell.a1 disse-nl0r·ia amt>hiea r-Jw in qu~Jia bacillare furono ris<·onlrati ulilissimti il <'~1 1 omelano C' il solfato di t>nda. O l tre alle dis:;<> n l-t-rie prop ri anwn le del te si os-:::('n ·arono an t' h e d E> Il~ en Leri li ooleri forrn i ma senza gmni r·isi ftwm i ne Il~· l\'l' i e se n zn vi IH'ion i cole rici. La lol'O m o l'La l ilù non somassò il 10 '}:, . Pur'ono s ped·a,Jmente o...;servat.e in qu-elle truppe 4·he erano siate so.srgelle a int-ensi str<mazzi e m<:Lie Yett.ovag-liate : alcune f urono d i s t-r etta orig i·ne alime ntare . In q ua.nto ai g<>J•mi produtt.òri di tali forme si M:::NYÒ ge ne-ralmenlè molLo polirmwfì smo. lt Besreòka prrò isolò in a!Punì !'8:-:i un har illo notato di caratt-eri Sf)('t' i fìri . Si agg i t111ga ìrifìn(> (·he pres:;o di no'li in ak1111e formr rliarroiche, SJX't·ialment(' studiate• dal San,g-ior·g-i, l"i rliL' dt> i rnpMl:~nza E>zio\ogira act


alnllli prot.ozoi C<Jllte ti .llt·{Jtt~> lu·ow t:lllt•ricum più o meno a...~SOI'iato uri altri protozoi facili u lro\·arsi n<!ll'intesLino dei topi.

:1. - Inftuenza. A propo;-;ilo di que:>la n1alallia l'he ebbe tanta diff-u::;ione e gravità. gl i :5tudi e le osservazioni furono riYoHi tanto aJle manifestazioni dini,·he, quanto alla. batteriologia, alla profila'>Si e alla terapia: a.) hts,•gnamrnli cli11ici. - l•'u constatato in tutti gli es~m·it i un andamento t·aralLerislwo dell'epide mia a due el evaz-iou i pri111·ipali, l'una nella primavera d el 1918, l'altra nella stagione estivo-autunnale dello stesso anno, ron una lcrza pill leggera e più brevè nel principio del 1919. Nel primo periodo l'epidem ia fu assai estesa , ma brmgna t:On andamento t··linico dassi,·o. nel seco ndo fu ·msno este:5a, mn a~sai• grave, spe··it• pe1· la natura d c ii<: compliruzioni polmouari. L'epidemi-a si m<tnlenne identica nelle sue manifestazioni in tutto i l mondo , nei paesi belligenwli l'Ome ne.i n<:utrali. Il fot·olaio d'origine $uo non polè esser fi ssalo ri.gùt'OSa:men.Le. I l ··a·l'all-ere SPéci fi c() di ques~a epidemia. consisl-t-Hc nell'estrema gravità delle forme polmonari abiluali dell'influenza non solo, ma. n ella frequ~n.za di form~ pneumosel.tich e fulrnr~nanLi. Queste ultime form e venne-ro osserva.t..e in tutti gli C'.'!:.r('ili e in tutte le razze, inùipcndentc rnente da condizioni speciali di fatica c di {·lima, Létnto nel la popolazione mi lilare, quanto in quella eivi le, lari! o nei beli igeranti quant.o n ei neutral i. Furono osservat-e in Spagna. ··on. una frcq11enza. particol.all'e: in Svizze1·a, in Portogallo, e in altt·i pa{'Si d'Euro11a, in Ci·n a e tWII'l ndia, nell'America e nel GiaP'pone . . Qu asi sempr e quest<> f01·me fulminanti I'Olpirono indivi<lui giovani nella piPnezza della loro forza e d ella loro sa lute. Le •·ompli •·azioni dell' inifht<.:nza si rite.11ner·o dov1mque ~·onlagiose; la <·0ntugio:;ità !1er·ò non fu ec·<· f'~s t va. e non si ebbero ohe focolai ristretti. L 'andamento delle forme pneumo-seLLiche fu impressionante. Si o:-:servò : invasione bt·usea, febbre violenta c sidera.zione. istanl.anea, si ntomi di sefli1·emi,a; fulminea 1·on asfissia, espcLlorazionc sanguigna e l'ianosi, qualrlw volta maocltie c· 11lan{'..e di porpora.. Tutti il mezzi d'i difesa. orga11iea sembntvano annit>utaLi . Il cuore si indeboliva e la morte a,·,·e11iva in q11althe ora o in ·meno di tre giorni. La mortalità fu gravi~sirna. alle volle spaventosa.. Il White, comunit' Ò che in alcmni posti di avangu ardia tenuti da indiani i.n Per sia la malattia fece strage : in un pi•···olo posto si ebbero 90 morti sopra una g-uarnigione di 125 uomjni. E' da se-gnalarsi che n<:gli an·hivi della Commissione sanitaria è t'OII&ervalo un note,·ole nmnero di, statistidH.~ speciali riflet.t.cnti gli eser 4'ili e la popolazione c·ivile sull'estensione mondiale di questa t>pidemia; b ) /n.s t•gnrmtr.ttti relaliv·i (tl/'e:.iologia, alla blllleriologia, alla wofìl assi, alla tnapi.a. - J fattori eziologici dell'influenza l'i sul taro no be ne lontani dall'essl're rtH'ssi in r·hiaro; questo purtroppo fu l'insegnamento nt'gal ivo che sca.tu ri dallt• o::-sa.va.z.ioni f.atte. L a pre;;enza dt)l lHwlllo di Pfeiffer non fu determinata in modo costant-e : ~n'ne r·alm enlc quando sP ne eonst~1Lò la presenza, si vide anche


eh~ il ·bacil lo era assoc.ialo ad altri germi, sp ecialmente a pneulìlOCOlThi e a st r eptoc.oc<;hi. L'ipotesi di un virus filtrant-e venne sost~nuta da <liversi speriml(!nt.a.l-or·i. Si noti d'anra parie , -e c iò È' b ene si sappia, giace h è

speda!mente all' insorgenza di gra\r:i c·omplicazioni :settico-polmonari :;i affa(T iarono diversi dubbi, l'he il bacillo p e5Loso non venne mai ri sc·oniraio . La profilassi venne c·oneretal!ét nell e misure genera l i <l'igi ene c. llelJ'isolarnenLo r-elativo dell'ammalaLo; quest'ulti·mo, insiem e alle misure di profilassi indivicluak, s i impone Mlle form e settico-polmonari. ln -quanto .alla t~rapia fu notato c·he qua.lche beMfieo effeU.o s i oLlt>llne- dal sa1asso e dalla .provoc.a,zione di un asres"o di fiSSiiZionE'. Si Lennt: pure in dovuto calcolo la possibililù di ri t'orr ere al tr.attarnen t.o spe('i fit·Q c~n s ie,ri ntraliYi. Jl doli. 'Pelrovikh esp ose alc-nni ri sultH.ti favorevoli oLte nuli <:Oil'ini(:'ZÌOII(' di sitwo antistreptoroccit'o, e il professor Mar·tin espose a ln mi falli r elal·ivi ad urr !>O:'silli)(· polel"l' curativo del SiN'O ò i l'iiVallo affel\o da acJe.nile. 4. - ·· Peste. La peste Lmbboni<·a non fu segnalata ch e a· proposiLo di fo<:olu.i epi::;odi <·i svi luppat.isi nel S enegal e in Cina nella quale ultima, in una n >g ione sp~tial e, sneb!Jcr o dal novembr·e J9t7 u.l m:ar·z.o i9J8 , 1.2,000 morti. IJ Lt-e !'11e trattò quest'argom ento o~se rvò la pre::t' IIZ<t di JlOrt.atori uma·ni di .l>aci iJ: J)(:>Slosi, .e. f<et't' l'important-e di.chiar.a.zione che la pest<' polmonare può m an i fes-Lar::;i <wetle con forme l.>eni.g nc, d1e i gu.ari li di que:-ta malattia possono essere per lungo tempo portatori d el bacillo e t 'O il1(' tali <·arHwi di tras m ettere la malat.li~t . l ·n altro i nsegnamento che si ri ntV<l dallo studio ddla peste in Ci n<~ è ··Ire l'cpid cmiia di pe:::l{> pncumonint no n fu a~ ·cornpagnata d a c·a.<;i di peste bubboni c·a e non venne pre•·edut.a n è at·compagna.la da epizuozi;t

nei rodiLori. Lo scri\;ent.e, che e.tibe. ornl.9ione di trovarsi presente, in Cirena·ir a, ad una gr~:~vt.: e d i ffu su. l'!lidem ia di I >L•sle a forma. bubboni<.:a L· ~d ti ctm i t'a ha mot ivo di so:>tener e l·a l105Sibj lilù che, and1 e per q ueste du e fcJI'Ine , si t1·atti , in d el enninali1 t'asi, di ron lag io tnlenrma no ~nut l'hl'

,.i pr·enda partt> l'epi zoozia dd J'oditori. il. -

Colera.

Tulle l e r el azioni ]ll'eSenLal e alla ConJ•nJissionc', ma s pe·('ialm('nté. quel la r·ifer·e nLesi al no ~ t ro e erc·ito, ha.nno dimo~l r alo ch e il pL·rir·oln ddl'epidern iu. <'Oierica può ~~e r'l' <·ompletam-e nt.e scongiur·alo m e r'f'è lo impi ~·go delle misuN!. profìl aLLi{·he. Tu ili sanno, a tal propos ito , ~·011 qu anl<:t dfk<wia si pote in br·eYt· Rvcr mgione dell'epiclcmia c·oler' il·a f·he r·osi sf>r·iamcn tc r·ominriò a (·.olpir·e le nost.re ll'llP!)e del honle orien title ad immediato eontatio t•oll e ~r·upp<.• ausil'iuc lw, t' r·ome la Muin <t italiana t•·a:'J)OI'lando 23,000 prig-ionier i auslriar·i ('h e l'hhr i'O GOOO morti durante la traversata t' qna:=;i

!


.altrettanti soldati se-l'bi çon cir c·a 1000 morti, vide neghi equipaggi delle sue navi i casi di t:ontagio ridotti a quak he unità sol!Kbnto. L e mis ure profilattiche fu1·ono di (lue sp<.-... ·ie : misure di •pwfil.assi igienica ; va{'ci nazione spe.ci fi ca. Non è i l t:aso di sofferma rc.i s ulle prime essendo a conoscenza di tulti quanto fu fatto da noi . Soltan to ci p.i ace •i'nsislere su di un punto e cioè sul giusto ·conto i n. c•ui furono tenu te· le misure da noi adottale le quali <: i pr01.'llra:rono l'ammir·azione degli eseroiti alleati. ln qua nto alla v<tccinazio!le anticoler ica è da osserva rsi che e:>sa fu usata in lar-g-a S<.:ala e con pieno successo. A qu esto proposito rieord·iamo ancor·a. il tetravac:c ino del Cast.ellani il qual e in detem1inate eve.nienze può semplifka~ assai l e m isure di profil·assi. Crediamo ulà le aggiungere a proposi1o dtoll'epidem iologia che il Kabe.shima espost• alla Cùmmi ~ion e aloune sue ricerche dimostr'ant.i la presenza del vibr ione del colera nell'intestino de i pt>Sc..:i che ha nno abitato an che per pooo in al'qua intru.inata; fatto notevole è c he il germe inlr·odottosi e -:>viluppato;-;i nei pesl'i acquista una note vole r esistenza agi i age n t i ~'.S t c-rn i. ti. -

Malattie nuove o d'apparenza .nuove.

et ) Fr·bbr<· d f'llr· tri11 cce. Questa entitù m.orbosn fu desni~ta dai medid mi lib ri in gl e~ i nei pri·rn.i n JJesi della g uerra; à1l Leishman n e fece Ull a. r·fd azionè dctta.gl ia•ta. e lo Slrong clell'ese.r ci to ameriea.no pubblicò un volum e sulle m edesima nel quale. sono ampiamente espost~ delle espeni errze fatte per· dimostrare la ino<:ulabilità d el virus per m ezzo d e l pìdoct: hio d ello vesti e la nalllra del vù·u:; sl.esso, probabilmente da aseriYersi alla categori,a, dei filtrabili , p·er quanto la fi lt.r.abi l i là non sia semp r e e\·iclenLe . Non è esdusa neppure la possibilità ch e l'agente ezio logico ~.ia da asa i vN·si a sr erial i for·m e d ei rosi delt.i <: lamidozoi. L :t. malalli a fu riHo ntra la anche negli eseJ'i· iti nemici e fu chiamata •·on vari ap~ll ativi , t.ome quello di f r• bbre di Folinia. La si·nlornaLolog iu, di q uesta m alattia è la seguente : l'afft-zione. ossl:rvasi spec,ialmentc \' e t~::o la fin e d t.·ll'nuLunn o ed il p,·incipio dell'in\"érno ; l'i nc ubazione è di Jl.-30 g iomi ; la feb-bre, si presenta con due tipi princ ipali: una febhr·e br-eve. eli dl·,·a un.a se ttimana, seguìla frequent em en te: dopo quaJt-he g rot·no , d a una ri<:aduL&-, od· una febbre hm.ga. <'ar alterJzzala da una se r·ie di ril'ad ul-e a i·ntervalli di r.inq.ue ad otto gio rni; dol ori nevralgi c·i , spec·ial mente prelibi·aLi , qua.Jch e volta accompagnati da }J€riostit€ ; nessun sintomo v iscer ale proprio dell'influenza, non eruzioni •r ulanee, non Lumor·.e di' m.il:ba. b) S pirochetosi ittl:'ro-emorragica. - 'PuW i delegati d ella Commissione sanitaria stabilirono l'importanza delléll s pirochetosi i-tt-ero·emorragka nella paLologia di guef\l·a. Qu.13Sta .-enLità. morbosa già r.onoS<·iuta fin dal La.rrey d H:' l'aveva fedelmente descritta durante la c;arn png na di Eg itt,o , osservata •tllnche · in Franda, in ·Germania (malatti-a del W eil ) e ,in Gi appone prima della guerra, venne poi riconosciuta d a Tnnda. ed I do qual e dì penrlenle dall'azio ne P<tlogena di una sper.iale


~piro, ·hc la,

la spirorhal'la ictt·rohn;wrrogial'. Anche in Ilalia la malattia ' 'enne osservata in molte lOcalità clelia nostra zona di oecupa:t.ioo è lm1lo nei ·milil<Lri •·he nei ci v ili , e stucli·ala da molti. A questo proposi lo lo :;n ti v onte n on mancò cl i ,. i tare fra i divers i stud j, compilllti iu Jtalia que lli d el m aggiore medico prof. Siccardi alla cui memoria, quale villima de l dov.ert: e della sr ie rna pe rc h è lasc·iò la vita in seguito ad i:ll'<'icle,nlal e infezione. durante g li (•,;peri menti, inviò un mesio trihuto di c.ompia nto e dì <unmirazione. La :;ùnlomatologia Tliù frequentemente o::s~rvata fu la seguen !R : inizio bru&:o , brivido e febbre• ele vctta., vomito, prostrazione generale, 1·efa lea , dOlori YÌOle nli all a r egio ne lo mbare e ag li arti, itle ro nel 3° o 4" giorn o, emorragia di din•rso genere. albuminuria. L'e5am~ del sa11g uo dimostrò <tzOLemia marr ata. Costant.i furono i disturbi rneningei. Qnali sinLomi ·a.cc·c•ssori si o:;sc:rvarono : la. congestione t:ongriuntivale, l'erpete labiale , un 'ìpe.rtrofia notevol e ù ei gangli ing uinali, a.soellari , poplitei, e cie l <:olio. li fe.gat.o e l a milza f'.i s~·o ntraronsri poro aumentati di volume. Le Jckali-zz.azi oni epa.tiche e r t>nali (iltero ed albuminu·ria) furono l e più 1·os tanti al pu nto òa far dire all o Ghttuffal'd es.<;cr e quest.a mal att i<L ·un·<'pato-nèfl'it e. La rno rta.l.i tiL fu Vctr:ta!Jilt• . l•'u ronstatal.<.t1 d e l 6 per ..ento circa negl i e~e rr iti all eali , del ~~0- 50 pl:!r n mt.o nell a. popolazion e civile. d el Giappone, d el 14-20 pe r t:enl.o in un 'e pidem ia. osser vata in Portogallo. f?requent! furono le forme atipiche, come \:t:'J'I,i ('asi· se nza t.'mo r rag ia . I n quanLo all'anatomj a patologi('a not.aronsi : ('Onge5Lione (·on effusioni emoJTag ir he e dege ner.ozione a <' uLa del fegato, del 1·ene, della milza e delle 1·apsule surrenali. 1'rovarons i stravasi sang uig ni ne lle c~­ vilù si erose, :; pet·ialmt-nlt' n e l pr ril.oneo. I glob tdJ ro.:·;si niscontral'on ~ distmlli in g ran quant.ità C'd i hlobuli bianch i i·nfa1·r iti di g l obuli r~si alte ra Li. I n quanto alla ezio log ia, v enne nico11osoiuto da tutti essere la nmlatti a prodoU.a dalla spirocheta dir Inaòa ed Tdo . .Le belle ric·.ct r he di Martin e Pe ttit n e sta.b i lirono e.salt.amenle la fol'ma, l e dimensioni , gli aspetti diver si. I rn.edesimi au tori riusc irono a colt.ivar; ; 1 m trassita in me zzo liquido <:oslituito da soluzione fi siologica r on ugg :unta dt si eto di <'Onig lio nel quale c.sso s i sviluppa alla temperatUJ·a eh 2:~ ·. lllli non oltre. Le spiroehete trovansi nel sangue, nell'urina e ne. Jo fcct ùeglì ammnlitti. N€11 'u·rina., nt.-lla. quale possono lrovar:; i :ttì·:'h e llC'r mr.Jte seUi· man~ dopo la g uarig ione , s pesso sono ·!: ffki ·t: a vNi <' l'3 1. 11 Cas tellani suggerì, a t.al proposito, un ffi('Z'lO di a.rrin ·hi •, •:Jr, •U. In qu anto all 'epidellliol ogi a · della spinw hetosi LJrono pOI'l<tLe molt.e nozioni l'On te qut>lla d ella s ieura sua conlag iosilit , quel la della parte che possono avere nella sua diffusion e la nat ura del suolo e la. pr.esenza di ratti , quella re la tiva. al modo d 'introduzione nell'organis mo (forrse pet mezzo del la pe li ~ o ·pe.r contatto o l)('r puntura d'insetti lrasmet.Litori ). A tal proposito il M artin fece O!'.sc rvare 1'11c in un periodo i niziale del suo sv iluppo, la spirol'hela pu ò es.<;e n ·osì pi1Tola da ros~i luire un 'ri1'11S fì Il l'an k . Per la t··ura dt'lla malatti a. furono p r esl'nfati due siL'ri , uno d el\'J:;;t.il ul o Pns l0u r , u no eli pr r parazion e g iappone&:' .

zn,


Aggi 11 ngc·r .•m o c·he ! JJ' ('.'~o di 110i i l Bel fanti si occupò d ella preparazione d~ un vc.wei·nO e di un siero . E aggiungere mo dn cora., i·n quam:to

alla èpide miologia, <' hè non sembra i m:proba.bile eh~ la forma osservata da noi rappr{'senli una forma allen\lata. di quella os:;ervata in Giappone, nell.a. Germ.:.w ia, nelle Fiandre, nc·lla Francia, non però in dipendenza t: pidemi ~·a da foc{}lai s vBuppatisi in quell e regioni, ma piuttosto ~·om& f<tllo primitivo enderno-èpiclemi,·o , es--,endo nolo che nell'alt{} Venet<l, t·onw ad esempi.o a Feltre, si sono avuti, anni ~on o, focolai importa·nti d i n uesta ma lalli.a. - c· ) Hm:cfali.te [l'lrtrgico. - · r primi ca~i \'enuero o..:;senali in l ntrhiii ~: JT& e precbamentc in un sobborgo di Lond.ra; successivamente se nè. os::ervaTono in Fran t·ia. Le esperie nze di 'trasmissione< del la malattia n ell e ::><:i mmie non eb bero ak.un ris lliLat.o positivo. Si amm1se però l'heil virn s spec ifi,·o penolri nC!Il'org anismo umano per la via del nasoiani ng-L': esso cl\' r ebbc, come que Ilo <de li a poi iome l ite, un 'affi n i tit spe1· i al e pel· ::;isl <.: ma• nerr oso, ma con clriv e 1~.sa lol'a.lizzazi one. t\'ella .scsl' ione l ll enaria fi nal e della Cmnmi "sio n€' i rlcl<>ga.Li Buchanan, Iorgl' E' Crù'uzo n affr rmarono l'at dono!llia p la spe. ·itìc- ilil d ell'en1·::- falit c lelaq.rii'a. '. -

Vaiuolo.

Duranl{) l a g uc rm il \'aiuolo no n si è mani ft>slato elle C~'' ' l• zionul­ n1oenl~ c

con ,·as i isolati. Arw he- i ristJ·etti fotolai che s i a,·, ·('::;ero Tl(' l!it popolazion e ,·ivil e i·n a k uue provinci e d 'lwlia no n dicdE·ro luog() a gr<Lv i epide mie . " E: la prima voltu , ha. JìOhr.Lo dit'e il Roux, fatto unit·o JH~ IIa. st oria , l'lw una g uerra. non <è stata <H·,·om pagnula da epidemia di Yaiolo "· Qup;;[o ri$1dla lo fH'O\·a in nwd_o n..<>solulo J'l'ffil'a,· i a cl r l le J·inlC··inazioni. s. -

Tifo esantematico.

flli in.sl'~ nam t>J Jii t.lcl l a g uena non han110 fat.lo ch e• ··o nfc nnart· ciò \'! t(' Sa [.X~ va.si sull 'eziologia •. sulla ,;inlolllatologia., ::;ull<.L di ag11os i e sulla

tH·og nos i di questa ma lattia. · li tufo ,;i t> manifl'Slato priw ipa ln JCfl lt' in Oriente, n E'i Bai ~'<Uii. i n R1r ~ iu , in P olon.: a , in Gr rmania. Presso di noi si è osse rvato nei prig ionieri d i guerra . L'importanza ezi nlog-i,·a d ('[ pid ocr·h io è slala unanimam,..: nt c ammessa. Le rPia7.i oni dei (k lt•gal i la m os.Lrnr·o no a.ssolut.a mente prepond t:rante, se non esdusi va. La profìla::;s.i rlc ll'tnfe.zione si r·ia::;sunH.' quindi qu~si inbieTamente ne llo miSJJr·e d'i gicn.e g en erale e rl 'i g iene i.ndividualc, di pulizia d el cOI'lJO, di dis infezio n e della. bianehèria, delie v esti e dei locali. Tu Ue quest-e m is ur·t• ha nn o r e::;o ne(·es5aria la l' reazione di r·.entri o s tazioni sanitarie lungo le fronti er e la.nto in Fmn i'.i a, quanto in Italia f' nt•l tur·it<wio t-edesc·O tH'<'U!Htlo . Scn ·izi :::p::c-iali di :::m·,·rglianza n elle grandi s-tazi oni ferro\'iarie di fronti era o andw nei grandi treni intern nziona i i t> lll'i porti ri'illl'hHrr·o, la :1!lll<J !J:• rm~·~:::.a ttn'apn li•·az:orr(.• ri go-


rosilJ d~lla profilassi. I n Oriente, don• il peri,•nlo era più grav~, si nearono dell e speoiali orga-nizzazioni s&l1lit.arie <ielle qua li la viu impor lantl\ fu la •Comimissione intemazionale d i Costantinopoli. Per· le misure quarantenarie si ritenne suffk.ientc un pcniodo contuma,·iale di 12-14 giorni. I n quanto al1a diag nosi della malattia., l'importanza d ella r·eazione di W eil F e lix sembrò affer,marsi, sotto il punlo di vista pndir·o, per quanto la ·magg1ior par·te dei delegaLi fossp convinla non t.raltarsi. di una J'eaz ion~:­ spe<·-i fica. PL•r la Lera,pia, il Niroll-f' preparò un s ie-ro che Lt·ovasi ali ' I~Iitutn Paste ur·. li Nkolle si servì della ntvia 111 qual e se viene infettata eon virus prelevRlO da un lifoso presenta della febbre senza alnrn'altra. manifestazione. Ma nei suoi orga.ni mant.ifme il virus (·apa.,·e. di subiJ·e ulteriol'i passaggi . Questo virus iniettato nell'asino rwrmelle rl i oltenert' un sier·o d1e dà risullali c·oslanli (Juando è appli,·alo per tempo . Il. -

Malattie veneree

Le trH:tltLLlie veneree •·isu llMonn eslr ernttmcnle diff11Se cturanh: la. .gnerra; ciò fu constatalo presso tutti g l i esl?rci.ti. I metodi impiegali JJ(;>r la. profì lassi sono stati din~ rsi, qualche volla u.rwlle ron traddittorì , ed è mollo dJiffkile, almeno per ora, giudi<:ame i risu ltati gia(·rhè la riperntss.iunc rlt-llo slaln :-:a-nitar·io delle lmJ)p~ :m i la popolazione 1·ivilc è (Wt'manC'-nte. e que!'ta rit>l'r (·ussione . nel m edesimo tempo sanitaria , morall· e sol'iale, è m ollo <·ompl(:ssa c si sottrae all.e stalislirhe. VNi ia•mo ad ogni moù0 eiò cile si· è fatlo per la lotla antivenerea in c·iascun pat->se e qual i sono i pr-i-ncipa l i dal ! c-onr·ord i ·t hE' ri su l tano dalle osst•r·vazioni P<trli eolar i. a l Italia: Ci soffe rn :e n~ mo appena su <" iò dw si rife-risce al no-'>trn 'JJ!WSe, g"illtThè !ulti :;anno r lte la profilaSSi IJasal,tt SII fWirWi!1Ì pr·eva[enterncn[.c l.ihera.li e r·ht:' itVeYa dalo otlimi fr·utti prima della guerra., do''elte, per ne-tt'$sifù di t'O!'C, mnd i fkar~ alquanto per adall-nre i r egol:t· ·m~nt i alla situaz ione-anormal e: si molti p! icarono i dis!)ensa ri e gli o~pt'­ dali ilrlL:vl'ne-r·t>i, si sorvegliarono minuzio:;arncJJ! c i luogh i di· prostituzione, si doYeltc inteusifi,·uJ·e la sor·vcglianza sani taria dt>lla prosLiLuz ior: ~.­ con ,·i:;ila e nrra ohblig-alorie. Pe r· le· truppe si i:;liLuirono :;per i ali case d i toller·anzu in zona di guerra, pro,·vedut.e di camero per 1U :lisinfezion<•, si stabilir()n o nt•i ,·orpi dei lor·ali appositi doYe g li uomini, dopo il eoi1u, s11bi ntno un'at·t·nr·ata disinf-ezione. Nella M a rina l a profilassi posi roitum fu pi'ù rigorosa mH'ora. Aggiungiamo cl w q nestL• m i:::ure ~:bbern in com plc.:'SO ,jsultalo ~odd i s f<u ·ent,e . b i Fran cia : i'\·e lr e~en·i ! o frar wese i nrezzi di lutla furorto: l e i stru ziuni ag li uom in,j ~ul danno prodotto dalle malattie veneree c sui mezzi dii JH't>;o;l'I'Varsi: l e Yisite san ila1rie bim ensi l i .e le ,·isiLe a coloro che anda.vano in li•·enza o nt> venivano; la. son·cg-Jianza della pro::;tituzione. Sfll'cioalln€·nle di quella clandestina, la. qualt- f11 rigo rosa, •·onsiderandos.i tome prostitute q1relle donne, marilate o non, rin·,·cnli d rH· o tre uomini diver·;;i 11el periodo d,i una Sl' t-limanu , ed l'Stesa ;uwhl' al le donne che n on .itbiht,·ano l a localitit priJII Ct dl' lln. gut:rr·n: le nri :;un• nrcdil'ile r·onBi stenl i


i n dispensari gratuiti, in o::pvdali di rlr·nnlllfl-rt'll r'Ti'Ofoqitt. i n n •pad i s pel'òa.li presso gli O"Jn->dali l' ivi l i. C') Jn{fh.illnrll: Le misul'e adoLtale ful'ono Ì 5J>in+le a quell e us.a t~' per l a popolazione d vil e, e che si riassum,ono nei seguPnti punti nq1it.ali : fornire a tuUi i m ed·ic·i ·i mezzi pet· !Jol et· st-endere una r elazione seientifica.mente esatta ~ u r ia::;Cttn !Welenmcnlo pr·ovenienlt> da un malato sospetto; pt·ep.at·ure e sottoporre ali ' L' ffki u governativo l 01·ale (1-ornl Gull.r• ern t)n u ·nt lJottrdJ un progetto t•elati\'O : 1'' al traltamt>nto dei v<•n.e t·ei negli ospedali o n-egli a!Lr-i st-a.bilitnl'nti; 2" alla di.stribuz.ione ai medi<'·i del cirt 0ndario di arsenobenzolo; in seguito all'appt·ovazione d eli'L'ffkio c·om petente, il ·Consiglio -di ciascuna Contea o Borgo, il pi·ogetto viene irnrnedi<tl<Nn<è nle attuato . Jl Con~ i g lio può accordar:~i ~·ol direttore di un ospeda.le, di uno stac}Jilirnt>rtto, o di una So<"ietù qual sia.si per l'cse<;uziOl1e dell e proposte, può organizzare delle t·onfcrcnze, pullbl-ic-are delle istr:uzioni relative. alle malatbie. vent>rec , en·.. Il Governo in glese è larghissirno n<' lla sornrninistrazione di spet iali aiuti finanziari . 1\t-ì conlingcnli di tr·uppc neo-zelandesi , la profilassi antivenen·a .si indirizzò ad ide-e .as:;.ai diver~:~e , e si eiJbt' ricot·so alht •·oe rr izi onl· , senza trasntrare del resto Ja, profilassi intlividuale . Le misut·e. di \'(){·r·cizionc sono state di d i verso 5encrc. P er 10 t ruppe. neo-zelandesi gli am~ malati di malattia vent>rea ve.nnc ro cons id~·-ra.ti <'Ome d è i oolpt.:\roli ; i l nollle <IE:ìi contagiati Vt<nnc t.r<l.:)messo .a ll e rispetti ve famiglie ('oli' indiC<tzionc della. malattia. P er le trup pe australiane. mcd•'si rna st•ver ili'L; fra le misure figuraJ'Ono la drchiarazione obblig<tLoria, l<t cur-a obbligatoria, le sanzioni penèlli in l'·aso cJJi· trasmi ssio fle della malattia. d ) ArnPTica: La l olla .antivenerea fu basal<L su due grandi prin <· ip i: profila&>i .i·nd·ividuak ; mi :>Ul'èl di •·oer l'izi one . Le mi~ure di coer·riz_iorte c:ont; istdtero nella gut>rra ad oltranza •·on lro la prosLiLu2·ione . .SOI'veg li anz,a l'ioè I'On ::-entin elle d ci luog·hi di JH'o::.liluzionf:', isolami:! rtlu ('0 11 ogni mezzo dell e truppe dalle. pt·os ti tu~e di ogni ge111.we, e nelle mi sure di:>r iplinat·i consi3lcnli nt-l l'invio di maiaLi davanii ad tHla r o rttm arzial e la qual e era lanlo più ~m-era nellL' ptrnizi oni ~l' riscontrava m: l malalo le- pt·o\·c di negligf'nza d elle rnisun· pre:·auzi onuli i ndividu •tl i , nel toglier loro il soldo dur·anle la r·w·a., nel privare dt> ll 'usc ila libc1·a quellf' uniliL nelle quali la media. annuale ebd omadaria tll'i ven erei t•ra SO!'J) <t i;,:<il! a.

.

In l f'si generale, per· c·iò ··he si rifel·i:::r ·f' a ll \l malalt iP venerei(:.' . ;-; i può din' l'Ile gli in se~ nanw nli più imporl<llrli r·h d€t·ivat·ono dalle ossen ·azi oni , dagli studi e dalle inl'hie::;le t•e lativ ~:: , furono i seguenti: 1" l 'importanza. dei di spt•nsari g r·aLuili e segreti ; 2'' l'importanza del la J)l'Ofila s;;i individtritl e- I'OIISisLenle sper·iahneniP r'll~ lla luvulura minuziu::.a con ::a ponp degli ot·gani gcn!tali subito o al J) iù prt•slo dQ!JO il c·oilo, segnìla da un'i:'lill<!zi one tn·etral e d'argirol u, di pen w m g-anato di p otassu o di taurocolato di sod <l \'Castellani) (' da un'appl ic·aziorw di l JO··mat<L al <·-alornelano, per la qual e la s ieurezza è qua::i assoluta; 3~ l'effi ('ilf·ta del trattament o èii'St:'ttin l k• nella sifil irlP.

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Tubercolosi.

La Commis:;ione :;anilaria rilevò purtroppo l'elevato numero di m1i~ !ilar i divenuti o p~ultoslo rkonos!'iuti tubercolosi durante la guerra. Le diver se r e-lazioni dai delegali mostrat·ono quali e quanti furono i prov,.(•dim~ nli pre;;i daJie diverse nazioni alleaLe.eontr o questa infezione. Jn Inghilterra lu dichiarazione obbligatoria della Lubercolosi esi~leva fìn dal 1912, l.u. qual c·osa hrt permesso il rkonosdmento degli ammalati: g ros.-;e somme erano. state destinaLe per la -ct-eazione di ospe<iali t · dispensari ant.iluber-rola;ri. La guer-ra non fer...e che sviluppare ulteritwnw llle i mezzi di lotta.. Le inst.allazioni .per l a c-urct della tubercolosi c·ornprt'S.('l'O un letto j 1Cl 3 113 indi\'Ìclui. Nel 19:15 l 'l;fficio gove.rnativo localt• c• la Commi;:;sio11e di Sani tù pubblir·a assicurarono il tratta:men.to g rattJito di t.utti gli tJOmi·ni dell'esr rf'ilo e dell a marina riformai~ per lubet·,·olosi . . ln l<'r·an('ia l'upt·r·a anlilrd)(~ t·colare compre,-;e tre ordini d ' isliluzioni: g-li ospe<ial i !3anitan, lP ,.,tazioni :5an itari-e, i CorniLati òipartimentali di ~~,.;,;h*'ll'lll ai n:.cTh i militar i luber('olosi. Gl i OS7>Nloli sanitari a.croglievano i militari dtc tronwansi al fronte, o a un rlepo:>iLo, o in u.na sezione di sanilit o in 1111 05pedale gen~ r·aJ e, <ll nmalat.i o sostletti di tubet'··nlosi, a. seconda. c·he que~ti militari venivano r~i1·onosc iut.i non tul:x>rI':Jlosi o leggermt.-nte .;d'fetli (rkupe.r ahili ) , o gravemente affc•tli, o affetti ~i. ma. ru rabili, essi venivano o rimandaLi al corpo, o inviati in oonvalt·sr·cnzct o ai dBpusiti o a servizi ausiliari, o c· tn·aLi fino alla fin:e, o t·e:-lilu ili all a fam iglia con parlkolari pr·c~ ··twzioni, o destinati .alle stazioni sanila.r i.e . Le sla:ir.,ni stlnitorie, a.rnrninistraLivamente e lecnic·arnll:mte dip€-nd-enl i dal Minist-e-ro degli inle.rni ric.:evevano ammalati susC'eitibiJi d i cura, tanto c·.ivili che militari : i•n e:>se l'ammalal o re:->tava in meflia lr<· mesi,~~ oltre. acl essct·e <'UJ'alo ril'evcva lulle' le nozioni uec·essarie per una buona edu<'.azione antituber·c·olare. Il pet-so nale di queste stazioni ~ anita r ii' era specializZèLlo Pd at·curatanu:nte sc·elLo; fra il per.:;ona le fem-· n: in i11o ra~ P J'O utili!'simi servizi le vedove d \ rfficia li . r ('rnnit.ati dipar· tinu•ntft.fi ftH'OHO neahi· allo scopo di im~1ed irc c·l!e i malati usr·iti· dalle stazioni san ilat-iet fossero abband onali a lor-u stes,i. Questi Comitati ave,·ano per nrissione di prendere in nr::;lodia i dl?LLi ammalabi, come anche quelli usr·it i rl agi i o~ped a l i s an i t ari o r~si a Ila v i ta c·i v i>Je in s-eguito alla ri for·rna ed assister! i i n og-ni morlo. La. loro azione ma.n ifestava.si· sot.to {r·e for tnt:: l'assi-stenza .a domi<"ilio. il trattamento rwi sanalol'i , il trattamento all 'o:'pcda le La sola c·ittil di Pari gi volò 5 ruilioni di frarwhi p~· r· l'edifi1·aziu11e rwgli O!'ipedal i 'll!'lmni e. ::;uiJIIrhani di barac·('arnenti ci P,.,Ii nati ai riforma ti tuhH(·olosi . E ' inuti le parlare d i ;•iò c: hl' h~i- fnl1o J'Halia f!L'I'.-Ilè lutti salinO (•QJ'Yle• ' 'èll!W rwalir-ala la profil~;3 i antit.ubC'T·•·olar·e.


ll.

Malaria.

La :;:pedizionè d 'Oric ul è t·o ll',imvorlanza t·.he iJl'I.!SL' t! C'oglri d'felLi,·i d i truppe che dovette usure diede a lla malaria un po:;to )Jurtr·oJJJ}O notevoli::s imo fra le malatt :c degli esen·it.i in ca-mpa,gna. La Commissionu sarn itaria: traLLò qUJindi più d'um, volta ne lle sue scssion i ple-na-riE:' rar·goment.o j.rnlportanLiss imo. ~:;a fet·é de lla profilassi anLimala.rira lo scopo delle sue discuss ioni. Non furono p e rò trascurati altri punt.i n guardanti la clinica e la cura. In quanto alla cbinica:, la Commissione mise prin c ipalm~nle 111 ri lievo il polimorfismo de lla. malaria. negli esercili d'Orie nte, al pun,Lo da raccomandare specialmente ai me dic i del fr.onle orientale l' uso sistèmati-co della ch inina come l)ietra d~ paragone, qua'itmque s ia l'apJ•<~ ­ rente processo ·morboso. I n quanto alla ler·apia, la Connnissione appl'O\'Ò la chinini·zzazione a<.! alte dosi. Cirea la profilassi la Com:missione rkor-dò coslanlt>Hlenle l'hc un a sol a mis ura può e~se t'è ins utfit·ie nle e che è t·onven ie nll\ pe r ryuanto è .p ossibile, asscc iame diver se. Soo;·atutto non si deve trasnrrare l'impiego profi lat.tko della chinina , dando la p t·cferenza alla son:minis lrazione giornaliera ne l momento del pasto e in dosi più o nteno forti in proporzione di.ret~a. della gravità de ll'infezion e in ttna daLa: r egione . .-\. quesLo propos i Lo le noti zie date e le osservazio ni faltt> dai rle leguli ilaliarui furono tenute in al la cons ide r·azione pratic a. In quanto .alla quesliOill! d e l rimpatrio <le i malarir·i, il rimpatrio stesso ,-enne riconosciuto •·ome- una nect:ssitil p el servizio sanilar·io francese, ve nne giudi-calo meno impol'Ln.nte d alla de legazio ne ilalia.na. I nfin-e la Commissione, ba$<\ ndosi s ulle imhi c:>le falle ne lle h·up1:>e del fronte OC<'idont<d e e nella p o polazione. l'ivil~; a pl'o posrlo d el p e ri colo di diffm:iont> dflla malaria i11 region.i sane- J)er O!kra di malarici ri•mpakiati, <"On<.:l use l'h e quest.o modo di diffusione è raro in ntpporlo alla g t a:nde diffus iont> dei s.et·batoi ùi vii'Us, e che il pet'icolo de lla c 1·eazione di forolai malarici nuoYi o d ella rivivisccnza di foeolai an~ichi , pure non neg.andosi la preoccupazion e per parte dei poteri pubblici, non sembra costituir·c un peri colo eosì ser·1o come a pl'irna vi~ t a sem-

b rerebbe . 12. -

Meningite cerebro-spinale -

Difterite.

La prima di queste infezioni fu specialmente sLudia~a eia Ki col le e Dopter. Essi rioonobooro che al princ ipio d-ella guerra i g<:'rmi dd ti·po A e rano più frequenti ne tl'eser cito fran<:-ese, mentre que l l i dèl t.ipo B e rano più ft·equent.i in quello inglese . . ~i~ tardi prcva!.se in e nLrambe il tipo B. Il Lipo C, rarissimo in pnn~tpt-o, ve nne riscontrato niù voHe nel 19J8. In quanto alla diftc r·ite, il prof. Marti n fè<:e una eo rnunit·azione tend ent-e a se.pa.rar·t.• n ettamente i bal' iHi che s i s,· i !llppano in profon -


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I)~.I.I: I · I.TDI.\ c: t •EIIIt.\ .'\f: J. t:.\)1!'0 Dt::J . l •.\

~lt;OlCL'iA, l.'CC.

d.ilil nt.'l!'agar gluco:-;alu da qut·lli che si svil u.ppa.no in superfici('; i p1·i1ni sarebbe.ro vt,ri difteriei, i second i, aerobi s tretLi (baeilli di Hoff11lann) , p~ udo-difle ri c ·i; i pri mi ::;ono tossit~i c urcidono la c·a.via, pos.~ono però ·in quakhe caso esser e avir1,1lenti. Questa dblinzione avrebbe nella ptati ca. grande importanza, ·g iacc.; hè consiùeranùo tutt.i c due i germi, si a \Tebbe da.1 20 al 70 'X, ù i portatori, mentre considerando s olt.r~nlo il primo, se ne avrebbe i l 2-5 ~~ . e si sa.n~ bbe nel vero. Nella pratic-a :-;i può utilizzare un processo semplic<l> per differ enziar(' i d ue germi. Il bac·illo· del la rliflcrile si c·olora vol met.oòo di Gr am , ma si de1·olom facilm ente Sl' :::i IYHUILi en e il c·onlnllo ·COn aJc·ool lli.'l' 10 miuuti·. Il bm·illo non diflcl'il·o res i·sl~· per !JÌÌI di 10 minuti all'al c·ool assoluto e 11 l l 'al rOOl-ac·Plon e. l:l. - Chirurgia di guerra - Flora batterica delle ferite -

Tetano e gangrena gazosa.

(.)ueB-li ar!!,n nl\:nt i 110n inlères.sarono mollo Ja ComnJi.-:;sione. D'altra parlé ~;..-,s i furono ampiamente sv0Hi nelle Confel-t'nze l'hirurgir he inlL· r<J li Pttl <' . :\ propo::~ ito del h·lano fu unani me L.tYvi:;o che lè r·ure ope1·al•)•·ie prer·o,· i hanno una. importanza. altn~ ltanlo grand e qua·nto l'iniezione ant iletnnil'a Jll't.'! ''ertli,·a, dlt' ie rc iniezion i di :siero sono spess iss~mo op· portuné, tlw il f1·eddo ha una gran parte nell 'eziologia dell'infezione. A. pTOIJO!"ilo dl'll c .infezioni dell e ferit.e e della loro fl or a batleril'a, la Com111i:-;sionl' 1ni se in riliEWO la var iabi li tà di questa flora secondo le n.'~'Ìoni, l' la rarilit della g·a ngn· n~L gnzosa in alc·unc di esse • .p. es. nel f ronlt• ba lcanic·o : > ud: ('0llfCr f1lÒ i nolll'e J' a~si orn<t •·hirurgico che U Oèb ferita inft•tta dello slrqJloc·oct·o non deve es::;Pr c sutu rata. B) IN~lJ} (:X.U rE ST l HELA'J' IVI ALL'l(HES K Gli in sL'g namt nl i n •lttliYi all 'igien·e riguardaron o : j o i dati g enerali; ;zo le <wqul' potabili : 3" l'alimentaziOnt>; 4" gli ac.c ·<:u npcunenLi e gli acr·antonamenli ; 5" l e di ~i nfezi on i ; 6" la disinfestazi one e la pulizia corpoJ·ale: 7" le m<Jstll<? e i topi. l . · - Dati generali.

L a Commi ssione iu:::.i::;Letle, fin dalla prima seduta plenaria, sulla. i 111pot1anza, spcr·ia.lmenll' nel COI'So di una g uena lunga e st.azi onaria, della slret.ta c·oJ\al>orazione, nell'applicazione dell'igiene generale, tra l'autoritù milila1·e c Quella civ1le. I nisultati sono sktli dovunque feli<:is~~mi. Per J'l tal ia tutti :-;anno <"Ome qu esta collaboraziOnt' abbia avuto la :<u a m a~s i ma C'ffin tc i a nell a lotta l'ontro la diffusione d eHe malattie ep i-


demit·he (v. un la\ ero dello ;;.·rivt>nle pubbli,·ato nella SuoNI .4 ntologia il 16 gennaio 1917). La. Con:unissionc fe•·e t•iiE'vare J'jmpo,.Lanza r<msiclN·cvole eh<.· hanno nell'applirazione dell"igiene, le organizzazioni incuri,•at.c dt appLie;u·le; ··osi la creazione di elementi ~·nit-i come gli isrx.>Um·i sanril.éHi dell'e:-;(•rc·il.Q ingleòe; <-OSi la creaztOll(; 'delle squadre sanitarie (P.qui)Jf'S sanitairr•s elci fntncesi, squadrt· di disinfezione ttostrce.) i nearicate de.l mantenimento igieni1·o nei ··ampi, negli a1·<·anloname.nt.i, rt·c. Venne •·osi pronlto 1'11e h: applkazioni i~il•nil:hl) non si improvvisano, ma re• ·lamano. ttl rontmr io, un 1~rsonalù i:>lt•uilo e specializzato di rcLlo da ll•rnil'i in<·arirati dell'listru~ione e del <:ùnlrollo di qu~t e a,pplir·azioni. 2. -

Acque pOtabili.

Xella primtt ~(·;-;::ivne p!Pmu·ia i mc-1nbt·i della Commt&>iOtt~ dichiHrarono unanimamente d1c, secondo l'esperienza. arquislat.a, non vt era no per gli eEert·iti che du(:' proc<.·ss.i pratiti ed ec·onomici per l'etlllmzione de ll e acqu(' da bersi: rehullizionc, qu.a!lldo fosse possiiJile, di:tTiL l'i let però in pratinl a far:;i in Jur~a scala, c la dorurazione. I n seguito fu preso in e:;ame il sec·ondo ~olo cii que~ti procedimenti, lit donu·azione. St• si tien ~·ont-o ehe pr· ima ùcll a guctTa l'epunlzionc drll e ;wque ,·ol doro non era impiegala c11e lirnit..al.amcnle, all'infuori rhe lll·gli Slali l'nili d'America, si d{'ve a1nm<'lLere rhe questo proreàinwnt.o rappresenta una. vem conquisl.1 dell'igiene appl kata. alle truppé in t·ampagna. La Comntissione srgu ì at•t·u r.at~menle lo svolgimento di L'utti i perfezionamenti adoltdLi in quesLo modo di epurazione nelle aeque, e fu sem pre al c-or rent-e di quanto si fC<'C nei din•r6i eserl'iti, e speeiaJmcnte della cloruraziOIH' ··oll'an(lla di ! avei usaLa nell'escr·dto frunrese o (:01 metodo delle botti, o ··oll ' ir:npiego dt:lle vetture del« Touring Club n, o ~·all'uso della j a\·e Il izzaz,ione con li n ua. o con quello della javcll izzazione automatica e c·onlinua coi divcr;,i appareerhi relativi, dell'impiego dell'apparec-chio H ovr or ks <-' d i quello del ti oro gazoso coll'a ppru·ecch io ttmerirnno Vallat·e e T icrnan usa.li nell'esercito inglese, dell'impiego rlell'ipodorito di soda usato da noi. I nt.ercssante è il metodo praLico usal{) dagli americ·ani nei loro acenmpamcnti di clorurazione estemporanea dell'acqua entr o spe;-· iali r<'<l'ir>ienti eli tela impermeabile detLi lJ1slnbflg.

X<!ILtPIJI'O\'\'ig-ionamcnlo id r im di una t·ollellivitit l'es:>enziale •·onsisle nt•ll(} sceglitrc e ca1>ta r·e un'a<'qna la migliore possibile e abbonrlai'liE' , nel t·hwriftt·arla se è nct·essario, ne ll 'eput·,arla rin modo (ia ùi stnJggcn• lutti i gel'm i no<'ivi, ,·ornrpreso il eoliba<·illo. l !H'()(·(':osi t·lnssici basati s•Jll 'impiego del caloro solto pre~ionc, l'ozono , i raggi ullravioldli hanno rertamente un'indubit<thile azione ma l' imp it•go del doro (1·loro ·gazoso, ipocloriti) in tultt gli l'::erc-iti i~ •·a:npll!!'na ha dimostrato l'effinwia epunllrire di qu<-'slo elemen to chimwo, lu fut·ililit rl::- 1 <:.un 11::0 ed il suo buon menato.


:$.

Alimentazione.

La qu~·slHlnt' dell"alimentazion~ <!l'Il e truppe in ntll~ pa fma venue :;ollevata dal g:e.netale nDedito Rho allora i ~r>ettort< capo lh!l ·Corpo sanitario nella no:s.lm Marina, :>tdla baso di studi deL l ui. fatti i:t.nte~ior­ mentk alla g uerra c·ompotlanli u.na nidnz ioue not<t•vo lt:: del l:t razrone alim8nl-are tlel soldal.o ,ron \antuggi. ("Orbider evoli dal Ja-to igienico ed econornico. l n segui lo a. dò la Commissione permanentt.• nedetl.e opporLiuro di afft•ontare il problema rol d eliberalo prop~.-:-;ito cti modifkare po::sibilment.e la r azione. alim0nl.(Lre di tutt.i gli eser-c·ili allenti, fac.endo tesoro dei r ecenti PI'Ogre5sr d ella fis i ologia e dell ' igiene, lenendo conto del genere di alimentazione delle Cl a$Si po polar·i, fac·e ndo vt.t.lere l e ragioni d c l\'.~on omia nazionale, e cerr·ando la maggiore unifol'mità po~­ sibil e nell'aliment..azione degli eser t ili stes:;i, pur Lenendo in debito calrolo le rispr ttin! abiludini in fatto d i vitto. Una mi-s~ ionc fran ce-se poi t·Onl[')OS!a di un uffic iale dell'Intende nza e. di du e utlkiali med ici veQDL' irl\·iala in Italia u studiare. da vi 1· in o la questi or.e e rift:ri al suo ritorno . La Commis~ i one in ~Cf!LciLo allo studio <klla r elazi one suddett.a è dopo cii:3L'U ~ ione suli'aJ".gome iJtu e in segui to all 'esame do~ umentat o dell f· divt'rSe razioni alimentari del!c Lruppe .a lleate sul di,rer"SO loro valore energet ico, venne nd la ('.mwlu s ione t:he le razion i s tabi1ite prima d ella guerr a JX!t:f•antno per· ecce.<..so. S tabilì PNÒ an('hf' clr~~ la questione é molLo complessa quando la .si pone sul l eJTèno pratico, specialmente se si lie n cako lo d ell e divr rsc ah ituòini alimen tari <t sceonda delle rau,e e dei paes.i. In <·ompl es:;o i Yoli ·della Commiss ione sull'argorntnLo furono rivolti ~pedalme ntoe allo :;t.abil inw nto g iudizioso della ra:!:iOnt> alimentare. al pe!'fezionamenl-<' nella preparazione d egli alim(!nti, alla l ot~L contro il consumo e la di:::per;;ione, (L un t.errlaliro ùi ridr1ziorre della razione pratin tta da! soldato s t-esso . Como vt>dE'si , la qu estiOtiL'. ne-l -sen:3o voluLo dal Rho, non raggiunS'e forse e:;:.altanwnte qm·i ri~ tdtati che il Rho ste~:;o s i rit>rome tteYa. Bif'og na però c'Onsidt.~ raJ·-e ehe mente-e i francesi ,·olent ie;·i ader·i,·ano alle nos tre vedutE', gli ing lt>si e gli ame)'i r·ani irrn•c·<: chv hanno r azioni· al iment.al'i di valore a~sa.i sup~ r ion• aHE' no~ lrr mal si atlalla\·ano a qrr esta riduzione ali mentare .

•

4. -

Accampamenti ed accantonamenti

Gli ar·gom'énli disr ussi ful'ono nurner·osi;;:"inti. (ili aHo_g-g:iamt•n!i, i dormiLori, il risc-a l cla<t11~mlo, il dn~naggi o òt>liP ac·que clallu Sli Pèl'fic- ie del suolo, l 'all onlanamt•nlo d ei materiali eli rifiuto, lutto fu trattato a fondo. Gli insegnamenti però r h e rimangono per· la lol'o ul.ililà pratic·a t>d importanza sono quelli riftcllcn li il modo di Ln!ltaJ't.' l t' e:;er Pzion i nr ri t>. i re.sidui organi<'i d'ogni sp0<' ie. i letamai.


IN>!t;GX.nlf;~n IJEJ.J.' I 1 L'l'l~l.l (;Uf:llltA XBI. CAltrO llELW

MF.DlCI:-1,\ 1 ECC.

177

L'interramento de-i res idui organi·ci e del letame come anche -de1le può ritener5i come un'operazione conforme all'i-giene. La Commissioue per·ò ha tenut.o ì·n speciale considerazione le pratiche. di incinerarnento <:ome sono state pl'atic.ate s istematkamente negli .accampa,m~mLJ cd accantonamenti dell'esercito inglese• In questo esercito sono stati usati diversi tipi d'incineratori, alcuni dei quali di fortuna. P raticamente t.utti i tipi si Tiferiscono a due sistemi, sistemi aperti consistenti in un doppio strato d:i maltoni o più semplicemente in quattro lamiere di tela ondu lata r iunite con filo dio ferro t sistemi chiusi ai quali appartengono gli .a:ppareochi di S.ialkote e speda.lme nte quelli di· Horsfall. m~terie fer.ali· umane

5. -

Disinféziòlii.

Nessun i.nsegnamc nLo dE:.gno di men~ione è risu ltato dai lavori della Commissione. In genere ~ delegati si so no limit.a.ti <11 descrivere gli apparecchi da disinfezione, specialm ente quelli ·basati sull'impiego del vapor d 'acqua sotto pressione, usati ne i rispet.livi eserciti. 6. -

Disinfestazione e pulizia corporale.

La disinfestaz ione im>ieme alla pulizi{IJ del corpo acquistò durante la. guerra un'importanza così gr-ande da prendere un posto di· prim'ordin e, su·periore a quello r e]ativo alle disinfezioni. Si può dire del resto che in vgrazie ad essa i•l tifo esan tematico potè essere quasi completamente evit.ato nelle truppe d-el fronte orientale. A proposito della pi·ofilassi del tifo esantema! ico, la Comm~ssiono discusse a più ·riprese la questione della dis infestazione studiando as~iem e (·olia biologia d!el pidoc.chio i mi('Z.Zi di lotta contro la s ua pullulazione, mez~i che si riassumono ne i seguenti: disinfestazione del corpo, dis inf{'stazione dei vestimenti. Pe r la prima si sono usat.i su vasta scala, e presso tutti gli eserciti , i bagni a doccia: .come mezzo secondario, m~ non tra.sc1.1rabile, l'uso di sost.anze inseLLicide indiyiduali a. base di essenz-e e di dis.i nJelt.anti diversi. Per la seconda, .i lavor ÌI della Commissione ha:nno preso i•n esame tutti Ì' memi possibili di disinfestaz,ione, dai m~zz~ di fortuna. come la pratica del tra.ttamen:to col ferro da stirare ed il " bari le sc1·bo "• ai prooedi~nti basati• sull'azione antiparassitaria dello zolfo colle camere a vapore di solfo, coll'apparecchio Clayton, sull'i mpi rgo dti stufe a vapore fluente a bassa. pressione, di sture a vapo~o .ad alta pressione, sull'impiego dell'aria calda e secca. Nello stesso ordine di irloo, la Commissione s i O('r;upò anche della questione delle lavature dell P. bian •· hr ri e approvando il principio della lavatura colleltiva. I11fine , ve-nne po r lal{~ l'uttenztono su lla qlle.stione importan te della sndJhia rlell'uomo e d egli an imali prendendo in spe-<:iale esame il t.rat.13 - Giornal<. di mNlicin,a m(li.Jar~ -

FMc .

n·.


178

f);SEG:'iAMENTI DELL' OLTDl\ O 1.a:ruu :-I EC. CAMPO Dt:LL.~

MEDICINA, ECC'.

Lamento della scabbia umana colla pomata polisolfora:ta {in uso nefl'esereito fr&noose) e quello della scabbia d€i cavalli col procedimen.io delle camere a vapori solforosi. 7. -

•osohe. ZIUI.Iare, ntti.

II miglior mezzo di soppressione delle mosche venne riconosciuto nella. a:zione sui luoghi di loro riproduz.ione che sono il letam€ del oa~o. vallo e i rifiuti organici di ogni sPOCie. Nell'esercito inglese ebbero pure suc.cesso le dive.% S'J)€<)ie di trappole usate negl~ accampamenti, negli accantonamenti e negli ospedali del fronte. La lotta contro le zanzare fu sistemati-camente esegu,ita dove esi~ steva il pericolo malarioo. • In quanto ai .ratti la Commissione sta.bilì che tutt.i i mezzi cl'assici sono buoni a condizione dì applicarli tutti e di non fermarsi ad uno solo. Importantissimi, a questo riguardo, s<Yno l'interramento o la combustione dei residui alimentari, come anche la sistemazione a.ccura.ia dei locali diversi, specie dei ~icoveri estemporanei come le trincee·.

II. -

CONFERENZA CmRURGICA. A) GENERALITA'.

Quanto allo svolgim:ento delle questioni più importanti di tecnica. e di pratica chirurgica, fu per la pri.ma voi ta in un Cong-resso chirurgico riservata una parte speci-ale anche a quelle che traggono aiuto ed indirizzo dalla batteriologia. La natura delle ferite di guerra che tanto le espone all'infezione fece rilevare la necessità che in un periodo di conferenze chirurgiche venisse studiato e discusso tutto ciò che si riferisce all'infezione delle ferite dal lato e'Z.iologico e biologrico, alla metodica più appropriala per la sterilizzazione loro, ai risultati pratici che Sti potevano tra:rt'e pel loro trattamento e per la ~oro .profilassi con vaccini e s ieri . , Le relazioni! presentate dai delègabi furono niUmerose. Quelle dlel Sacquepée, del Ve illon per la. Fran<'ia, del Gowaet·ts, del H.~maux per il Belgio, del Wright, del Leishman per l'lnghillerra, del CMtellani· e da chi scrìve per J'Ita)1ia misero in lu c:{'•i progres.:;;i fatti nelle relative nazioni sullo sLudio bat.leriologi co delle ferile sia dal Ialo scientifico che ùa quello pratico. In tutte fu accentuato un fatto di importanza. capitale, la neoossità cioè che in chirurgia di gue-rra. esista J.a cooper-azione la più stretta fra il chirurgo ed il batte riologo. A questo proposito furono anzi redatte dalla speciale Commissione alla q·ua.Je prese parte anche chi scrive, olllloune conclusioni che per la loro importanza &i· ritiene opportuno rife rire per estew: ·


l~SF.G~ .UU::->TI DF.Ll.'UI.THl ,\

CI U t:IIIIA :'\EL CA MPO DELLA

~lEOICINA, ECO.

178

1° A tutte le formazioni chi-rurgiche importanti sarà addetto un b.att.eriologo esperto che abbia degli assistenti suffic.ientomente istruiti e che possa disporre di un laboratorio convenientemente allestito; '2!' Il trattamento delle ferite di guerra reclamerà la stretta collaborazione del batteriologo col chirurgo. Il batteriologo dovrà prendere · conJatto coi feriti, studiare e discut-ere col chirurgo sulle ricerche da farsi e sulla condotta da tenersi: so Le ricerche generali da farsi sono di· tre .specie: batteriologiche, istologiche e 'Umorali; 4° Non è il caso di cir00scrivere il genere di queste rioorche i,n un quadro prestabilito. Nondimeno, a titolo di indicazione, sembra che le principali questioni da studiarsi sieno le seguenti: a) stato batteriologic-o delle ferite ·al loro inizio; b) stato batteriologico delle ferite prima e dopo l'interv-ento chirurg,i·oo, prima e dopo un trasporto a lunga distanza; c) stato batteriologico delle ferite che continuano a suppurare o che presentano qualche complica.zione; d ) controllo batteriologico e biologico delle ferite allo soopo di apprez.zare il grado di efficacia dei diversi metodi di. trattamento; e) controllo batteriolog ico seguito dalla st-erilizzazione delle ferite in vista della loro sutura; f) esame del sangue sotto il punto dii vista dell'emocoltur.a., della numerazione degli elementi figurati, della ooagulabilità, della proprietà difensiva. Indicazione possibile per la trasfusione del sangue; g) ì·nfe.zioni speciali di certe regioni oélinatomiche e di certi umori; sta dio batteriologico, istologico e umorale; h) indicazioni g~ne1·ali e a'PPlicazìone della vaccinot.erapia; 5° Oltre a quesLi laboratori addetti alle formazioni chirurgiche, è desiderabile di vedere EStesa la creazione di laboratori di ricerche scientifiche per lo studio delle questioni generali della chirurgia di guerra, e di adattare ed orientare a tale scopo •più completamente quelli che già esistono. B) PARTE UFFICIALE.

Passiam<> in rivista le principali e più interessanti questioni trattate e cerchi·8Jmo di trarre q:ualche insegnamento d'ordine pratioo atto ad illuminare la patogenesi, la prognosi, i.J modo speciale di evolversi di una ferita di guerra, e di dare qualche norma pel trattamento preventivo e curativo con ITI.(}ZZ·i sterilizzanti e con mezzi tratti dallo studiQ

della. immunità. naturale e a.rtificia.le. I. -

Plora batterica delle ferite - Patogenesi dell' infezione.

Per la maggior parte dei batteriologi l'infe.zione delle fer iw, recente o tardiva che sia, è dovuta alla presen.za e moltiplicazione di· ger-


mi aerobi ed a.nae robi pt'OY{'l1Ìl' nl i dalla i.en ·a , dall o vest.i, dai proic.tLili. I germi più frequ e.nLe rne11Le ri scontrati f'llrono secondo il Sa.cqucpéa fra g li <w rol>i: lo s tafilot:oc.ro , lo s treplOCO!',e.O, l'cnie rococço, il tetrageno colle varietà intermedie , il dipl.oooceo, ii pneumobacillo, il b. p seudo d ift.et·ico, il r oliba('illo. il baei11o anlracoide, il bacillo piocianeo ; fra ~l i nnal,t'o h i : il b . pl'r{riugen <>, il b. sporogen.es, il vibrione se-tLko, il b. b ellonen si.~, il b. d<~l t.eta.no. Anche i battedologi d elle aUre nazioni h·ovarono germi analoghi. Giova notar-c però la speciale importanza <·he i, fra ncc,i tlc'tnno a ll't·nt r ro('O('l'O, germe da noi tneno s t.udiat.o o cliversamenl·C int('qH·ctalo , e ul b. brllon cnsis germe ana.erobio isolato e studiak> in m odo sp ec iale dal S<Lequepée. DaJl'.esam l: r ri lit·o de lle din~rse relazio ni presentat-e ris ulta evidente l'he la na tum delle s pecie os:;erva\.e vari..a secondo le regioni. Questo faLLo fu o sservato anche da noi, esempio -classil-o la ·nwtggiore o minor diffus ione del b. d el tetano a seconda delle r<1gio ni. P er Ja palogenesi del h> infezioni furono in\'O(·ale. due azioni print;ipali ine renti ai ge rmi infell.ivi; la loro moltiplicazione cioè e la l'Onseguente diffusione nd lu massa sanguigna, l'azione dei loro prodotti tossic.i esogeni e.d enclogr ni. Un' im portanza s peciale fu data in .proposito al procedimento di nume razi one dei g Nmi esi:::lenl·i nelle ferite, proc~ ­ dimenlo che chi s ni\'e vide <.Lpplil'alo con ogni .cura e {;On tecnica mi nuziosa nell'os peda le tla campo a Co mpiègn e diretto da.l Carre! pel trattamento de i ferili rol s uo metodo di irriguzione permanente coll ' ipoclorilo , e nel lahonLlot·io bai te ri olo~ i co d ella 3• armata francese a TricoL, diretto dal SaCQII CPée . Un csnme dell'andamento batt.eriologico delle ferite <'i fa Yede.re costaniRmenLe r lle al per·iodo di sem")lice contaminazione nd quale l'esa.me non da a kun ris ultato, s uccede quello della molLLplit:azionc il q ua le 11rescnla un'as('en sione progr essiva del numero dci ger m i c·hc dura in ~n·n ere ':! o 3 g iorni, seguita. dn. un p eriodo s tazionario. Tale evoluzione n um<'l'ica è cos Lank qualunque sia il trattamento impiegato. Qu este riee.rr he praticate allo sc·.opo di sludiue i r-i sultati d e i diversi m etod i s leriliz'lanli , h un no m ol t.a importanza 0 m('ritano di essere ten uti .in gr·an conto. 2. -

Setticemie chirurgiche.

La m oltiplic.az io nt de i germi nell'org anis mo può condmre alla sdli,·emia {:hirurgi(·a ben s tudiata dal lato batte riologico dal Gowaer!s .. he esaminò <llWhl' i! mteoranis mo d t•lle nzion i difcnsiw; cellulari ed umontli , .clul Yci tlon e 'Cia.l Sacqu cpéc i qnal i ammi S('ro ('gser.e, es..c:,a la consegue nza. di una infezione che può cs~c re funzion e di diversi germi aerobi -cd lHléH't'oll i. con prHalcnza p Pr ò \h:llo :::.trcn toeoc.co . Un n otevole c·on ll'ihulo allo s t udio d ell e sclli cemie chirurg iche fu porta to d al Ca:=.t.ell <:mi il qual e ·nE>llr sue osservuzion i ne lla zona ba 1cano-adr·i al icn. nei lro pi,· i ed in parte nell'Eur-opa del . Nord, +,rovò che la. fl ora. h nltr J·i,·a <'l rllr fl•r·itr può cs tende r~ i anC"lte ai l>aci lli in lt>slinali


e iL for me ifoomicetiche. Sec.:onclo qu-es to autore l'i-solamento e lo studio dei germi non hanmo ooltanto importanza scientifi0a, ma. possono averne anche per la. prognosi e per la. cura. Mentre per la magg·ior parte dei batteriologi, moltip1ica.zione, diffusione e azione tossica dei germi rappresentano l'i·nfezione, uno scienziato inglese di gran valore, il WrJght, insistè nel dimostrare che sono speciali p rocessi bio-chimici aventi luogo nei tessuti infetti, la causa principale dell'infezione e che contro quelli deve agire il tra.tt.a.mento a.ntiinfettiv.o. In diversi studi sul traLtamento generico delle ferite di guerra, s'tll trattame nto della. gangrena ga..sosa., sull'·infezione delle ferite, egli dimost.rò -con esperienze minuz.iose e geniali l'importan~a delle difese ce.Uu;lari ed umorali dei tessuti e dell'organismo in genere cont.ro le cause perturbatric·i consistenti essenzialmente im. una alterazione della. linfa. per cui viene dòm.inuito il suo potere antitriptico e in una produz.ione di acidos i <>ausa. prùna dei disoJ·dini nutritivi dei. tessuti e delle nrortificazioni loro; da ciò cons0guirebbe la necessi.tà di aumentare la produ:zione di tripsina a. spese dei fagociti e di neutralizzare l'acidosi. In base alle suo esperienze il Wri ght dimostrò essere critic.abili i mezzi eomuni di· stor·ilizzazione delle fe1·ite, e doversi porre maggior fiducia nei mezz-i fisio-biologici atti ad agevolare il deflusso della linfa quali le applkazioni calde di soluzione di cloruro sodio addizionata con ci trato s.odico. Il modo di vedere del Wright ·basato sopra. una concezione patogenetiea che rappresenta, è vero, una parte della lotta fra l'agente infetr tivo e le. difese organi che, ma forse non rappresenta tutto, fu da lui ill'UStrato <~on una. qua;ntità di esperie nze in vitro con artifici tecnici di cui• egli è maestro. I batteriologi presenti, pur rendendo omaggio alla profonda dottrina del Wr.ight., d i mostrarono però nelle loro relazioni di r ima.ne1·e ancora attaccati alle idee fondamentali finor.ru vigenti nella dottrina dell'infezione delle ferite. Animatissime furono le discussioni sulla. ga.ng1·ena ga.zosa, questa forma gravissima d'infe2ionc dell e ferite che in alcune località cagionò tante vittime. Lo studio patogenetico e batteriologico di questa infezione venne affrontato da diversi batteriologi. Il Sacquepée studiò le cause favoreggianti di ordine generale e .individuale, i caratteri generali, delle ferite g.a.ngrcnose, le lesioni anat.omo-patologiche, ed esaminò la questione importantissima della data d'applicazione del tl'attamento in rapporto all'insorgere della forma .in fettiva. Circa all'agente batterico egli ritenne che il vi·brione. settico (lb. aedemal'is m'llligni o bacillo di Welch) e il b. bellonensis avessero un'·importanza specifica. Il Gow aerts discusse la questione dell'acidosi come causa della distruzione necrotica dei ~ssuti sostenuta dal Wright. Il Ve.illon rilenne come agente specifico il b. perfringens che isolò in tutti i casi di gangren a, gazosa e dimostrò capace di riprodurrre. gl~ accidenti clinici ed anatomici dell'infezione. Chi scrive presentò pure una relaz.ione sull'argoanento basata su11e l'icerche fatte in Italia tende.nti a dimostrare: che l a g.angrena gaz.osa tipica. è quasi sempre prodotta. dallo sviluppo e dall'azione tossica specifica. di du€ ge1·mi ·a naerobi, il b . perfr inge·ns in ge-


nerale e il vibrione selLico più raramente ; che spesso si trovarono infezioni miste dovute all'unione di questi germi patogeni con altri germi aerobi; che in relazione colla presenza di questi g-ermi, soli o ion simbiosÈ, si possono avere diverse forme di gangrena gazosa; che tale reperto batteriologico vario deve essere di guida per l'eventuale preparazione di sieri immunizzanti basati sul principio della polivalenza. Dell'argomento trattarono anche il Makins, il Du.val ed il Wrigbt. Le oonclusionì più import,a.nti ·ful'ono le seguenti : In quanto alla pat,o.. gcn0Si si debbono tenere in considerazione le c.ause favoreggianti, non escluse quelle dipendenti da uno sgombet·o troppo rapido dei feriti e da un t:raLLa mento insufficiente specie coll'impiego di· medicature che permettono l'essiccamento de lla ferit.a, compresi ane.he. alcun i fattori di. intossicazione come l'acidosi di WrighL; in quanto alla batteriologia, i germi più incriminati sono: il vibrione settico, il b. bellonensis (non bene differenziabile dal b. aedematis maligni), il b. pèr/rin(Jens, l'azione dei quali può essere aggravata dall'aggiunta di altri germi, specie dallo streptococco; in quanto al trattamento specifico dell 'infezione occorrerà rivolgersi alla preparazione di sieri attivi contro i germi. indicati; naturalmente il trattamento chirw·gàco ha la massima parte n ell'evitare questa grave fonna d 'infezione essendo essa il più spesso la oonsoguen.z a di un r·itardo o di una insuflkienza del trattamento stesso. 4. -

Sterilizzazione delile ferite.

L a questioue rifteltente la sterilizzazione delle ferit-e fu studiata dai delegati ·inglesi tendenti a dimostrare il poco valore dei mrezzi chimici sterilizzanti ed i buoni effetti di una sutu.ra pr<>coce quando la ferita s ia re~ possibilmente asetlica chirurgicamente, da Tuffier e Sacquepée .i quali partendo dal princi·pio che gli antisetlici sono in generale nocivi per le cellule, mentr.e d'altra parte il loro titolo si abbassa. rapidamente aoontatto delle ferite, fecero le loro 1·iserve sul trattamento steri Iizzante delle fer·ite, riserve che estesero anche al trattamento r.on metodi biologici d.a:ta l'i ncertezza che an<.: ora re-gna sull'efficacia dell'az-ione leucociLaria. Questi autori, dopo aver fatto un o studio profondo sui vari metodi di LraUamento primitivo e secondario, passando in rivista, fra i m ezzi di sterilizzazione chimica, il Jiqu.ido del Mencière, il liquido di Dakin nel metodo Can·el, la didoramina, la fla;vina, e, fra quelli biologic i, la soluzione fi6iologi ca., il siero jverlonico del Wri:ght, la va cc i noterapia, vennC'ro alla oonclt1sione che in armonia colle constatazioni fatte s ull'evoluzione batteriologica òelle ferite di guerra•, la praLi ca chirurgica dimostra che nel loro inizio e nolla maggioranza dei ca.9i, le ferite di guerra possono es..~re liberale da ogni infezione aPprezzabile, e, senza essere necessariamente e oompletamente steri li, trasformarsi in ferit-e s uturabUi, con che si spiega la tenden1.a. generale a co-ndurre al più pr-esto l'operazione alla suu. fine pratic.ando la sutura primitiva; qualora, per 'Una ragione qualsi.asi, la sutura primitiva non fu indica ta. o non venne praticata, bisogna ri1'orrcre, oltre all'intervento


I!\"SEGNAM~TI DF,LL' ULTUtA GUERI!A N &L CAMPO DELLA

'MEDIClNA, ECC.

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chiruxgioo appropriato, a qualche metodo di sterilizzazione rioono.. scendosi· ·Però che ·nessuno dei metodi attuali può garantire in modo infallibile la guarigione di terte !infezioni, specie d i quelle sostenute da streptococchi. 5. -

Sieri immunizzanti e curativi.

L'ultima questione rift.et.tente i metodi di immunizz.aziooe e la cura specifica. df7lle inf<'2ioni. venne trat.tatru in modo speciale dal Sacquepée, dal Veillon, dal Duval, dal 'I'ulffier. Il Saoquepée riferì su1le sue esperienze col siero a.nti-bellonensis che disse incoraggianti. Il Veillon. espose altre .espe1-ienz.e riflettenti un siero polival€Ilte ottenuto dai tre germi suddetti. Il Duval riferì sui risultati pratici: ottEmuti in zona di guerra coi sier i summenz.ionati. Il Tuffi.er espose un riassunto di 005 casi di gangrena gazosa nei quali fot» praticata la sieroterapia pr~ ventiva ,Pelr 680 fe riti e la curativa per 315, impiegando i sieri già nominati e il siero polivoalente di Leclainche e Vallée, con esito abbastanza soddisfacente . Le conclusioni al proposito furono le seguenti: la si~ ~rapia .a.ntigangrenosa ha dato risultati favorevoli; la diversità delle infertioni necessi-t a una sieroterapia polivalente; la sieroter.apioa, preve'lltiva usata nell'esercito francese ha nettamente diminuita la frequenza della gangrena gazosa; la: sierote·rapia deve essere preooce e le dosi debbono essere relativamente forti e ripetute; la sierole rapia non rappresenta che un aiuto all'atto operatorio che resta indispensabile e che essa non m odifica per nulla. • Giova notare che ai dati e:;post~ dai citati autori, chi· scr.ive volle a.ggiunge t·e q·uelli relativi agli studi oompiuti in Ital.ia sull'argomento, e venne quindi accennato al siero PI"eparato da Finzi e Lanfranchi, ai sieri preparati dall'Istituto sieroterapico di Milano, ai prepMati del prof. Centanni usati, in modo speciale, in alcune formazioni sanitarie di prima. linea. rnaggio, 1.92L


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•

SCUOLA Dl APPLICAZIONE DI S ANITÀ MlLITARE

LA MEDICINA LEGALE DI PREVENZIONE NELLE APPUCAZIONI DEL SERVIZIO MILITARE(l) per il pro~essor Gaetano Funaioli, tenente colonnello medico insegnante titolare di medicina legale militare.

Il .prof. Ottole nghi, discutendo in una pubblicazione recente del primo nu.m~ro della rivista Zacchia circa l'aziono della medicina legaleha rilevato il carattere {lrevalcnt.emente anatomopat.ologioo da EISsa ~ sunto in questi ultimi tempi, conLra.riamenoo al ca.Mttere clinri.oo-ant~ popsicologico-rociale, che i g randi M-aestri di medicina legale, dallo Za'CChia al Ramazzini, al Filippi, al Lombroso, avevano a.Ua specialità impresso, ed ha altresì messo in e videnza. come oggi s'imponga alla disciplina il ritorno su larga scala all'indirizzo clinico...antropopsioologioo, affime di poter risolvere problemi essenziali, come, ad esempio, quelLi della pericolosità, della capacità lavorativa, o di prendere posizione valida nel campo dell'ig;iene .morale e della legislazione sociale. La. continuità dell 'orientamento antropopsicologico, cui s i è assiduamente ispirato l'Istituto di medicina legale di Roma, ha esteso il eampo medicolegale, creando la scuola di poi izia scientifica , la quale. utili~ndo il progrooso delle scienze biologiche e chi mico-fisiche, appronta armli potenti nella indefoosa. lotta oontr.o 1i l delitto e, asc~icurando le funzioni di consulenza e di assistenza alla. ;polizia, prepara elem~nti per più moderne a.pplicazionJ legislativo a vantaggio dell'ordine pubblico statale. Quest'orienlamento crnooico-lega.le con larghi •inoondimenti di profilassi morale ha avuto la confer.ma. dell'esperienza e il consenso ed imitazioni di autorità e governi, in Europa e in America. L':indirizzo preventivo, eh~ oggi affermasi vittoriosamente per opera della Scuola romana ct.i medicina legale, ha sempre improntaw la medicina legale •rni.Jit.are, che, per •Ìll campo ove eserciLa. l a~ sua influenza e 'Per le responsabilità derivatene, ha. il ma.ssim~ inieresse a intenti pr~ filattici. La medic.ina legale militare si orienta in senso sociale, inquanto che ha per teatro d.i osservazione individui da. prescegliersi in base a speciali requisiti anat.omo-fisiologici per essere 1.nquadrati ai fini della diiesa nazionale; se la rne<hcina legale dell'anteguerra basava la idoneità al servizio su ·criteri· provalen.temente morfologici, la med.icina legale del dopoguerra. fonda l'idoneità s u cr,i teri preva.lentemen~ funzionali dell'intiero organismo; ma sia l'un& che l'a·lira si• ispi•ra a indiri:z.zo preventivo, avendo per obiettivi di provvedere all'igiene della oollettività, di soddisfare all'incolum~tà personale d ei singoli nel lavoro di corrispondere alla tutela dell'effi~ienza, dell'Esercit{). ' (l ) Prolu~lo~ al C<>rso dJ medJclna legale mllltare per gli utficlall medie! alJlen del Corl'Q prerw1rntorlo alla nomina n tenente medl<'O 1n 8 . a. J>.


18.3

Qu&.>l;i obi<...-ttivi emergono dal ~ontesto delle formule dell'elenco in vigore, di cu i <:iter·ò all'uni articoli, 1ndicanti le linee direttive dell'azione medico-legale. L'·rurtic.olo i o ri fe rir:;cesi al·la debolezza di costituzione; tocoo cioè uno dei quesiti più im:pol'lanLi per il serviz;io militare. Lo stabilire il g rado di sv.iluppo fìsi c.o individuale di fronte al servizio, se è facile quando appruiono i si ntomi de.Jla robustezza, .non è altrettanto facile nelle gr.aòazion.u minori di svil·uppo, aJiorchè l:e leggi dell'euritmia delle parti so'no turbate e il dinamismo funzionale è alteralo. A f01'111'l1lare il gtiudizio di idoneità fis ica ai,uta assai aver pre~enti· i tipi somatici individuaLi di De Giovanni. Il tipo ideale, c he riassumesi nella ugu·a glianza tr·a statu ra~ e gr·ande apertu1·a delle braccia, nell'ampiezza della ciroonfer.enza toraciça uguale alJ.a metà della statura, nell'altezza toracica e nell'altezza x.ifo-ombelicale e omlbeli co-pubùca rispetLiva.mente corrispondenti alla decima parte deù·l a statura e .nello sviluppo della l.inea bisiliaca esteso ai q·uattro quinti dell'altezza. totale del ventre, è il tipo che sìntetiz·za i ca1·atteri d ella massima resisflenZkL alle fatiche miliLarì, ma ef.:.cezionalmonte osservasi nella pr<ttica; il tipo somatk.o secondo, contrassegnato da torace ampio ed eeoodenoo sul venke e da validità muscolare, off.re .garanz.ia di resistenza per ternrpo lungo ed è .militarmente vantaggioso, mentre il tipo somatko te rzo, contrél.ddistinto da prevalenza di sviluppo addominale ris petto al tora.cico, predispone a malattie gastr~nte.rj che ed in genere a malattie del t~icambio: assai più infelice del te rzo è il ti pc somatico primo, in. .eu il i diametri di lunghea:za prevalgono sui traversi e i cui c&ratter.i non da.nno garan:zda alcuna di a:dattamento di un coscritto s ia al servizio attivo sia a quel·lo sussidiario miLitare . E' appunto qu<:JSto pr.imo tipo di conlibina.zione morfologica. quello che riproduce le stigmate della debolezza costi-bu.zionale gMve, dall'elenco indi-ca.ta., tipo di cui ner·essita avero a men t-e i contrassegni per le detemnJnazion~ pral1iche e che l'esperienza vooc.hia e nuova ha dimostrato avere streU.o nesso con affezioni spec.ifiche dell'apparato polmonare e con mala.tl.ie nervose. Qu.indi .Ja disposizione del riferi.to articolo è assai previdente per l'intento di escludere dall'ambiente militare, quanti msc1·itt1 dHettosar moole co:rl.ituiti sono predisposti a i•nquinare la collettività con contagi diffusibili, o cruantil inscritt.i non potrebbero (se arruolati) possecleoo la quota di energia richiesta al c òmpito funzional e particolare. E gi&'r.hè l'art. 1 ha relazione con argome nto cardinale per il servizio moojcofegale mi·litare, mi sia lecito aggiunge1·e che oggi , dopo gliJ studi di Viola e speòe :i! modernissimi d4 Pende, il perito può i<wmarsi 'l1n con(',etto più esatto circa la costituzione generale individuale -su 11t guida del filo -conduttore rappresentato dal giuoco delle ghiandole .a secrezio.ne interna, le qual i hanno il còmpito di apparato morfo-chemioneuroregolatore. Skcome poi la debolezza di costituzione è in dipendenza da distiroidismo o da disfunzione ipofisaria (Pende), il' penito guidato dai dati della clinica endocrinoJogica, terrà conto oltre ai r esu'Itati dell'ispezione metrica e di quelli clini('.i, comuni, anco dei rilievi ci'rca. il corpo tiroide. per il giudizio sul grado di val·idità c.ost iLuzionale.


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LA

Mf'J>JCI~.\

t.EG .H .E DI

l'RF:VE~~.lO:>òE,

ECC.

Vinteresse profilaU.ic.o di non recare pregiudizio alla convi;venza sociale è preso in c.onsiderazione d al1a mediti na legale m il i tare <11nche sotto un altro punto .di vista, dal punto di vista c-ioè dei caratteri morfologici -an tiestetici, la cui visione può, per istintiva r.ipugnanza, ledere le esi~nze discjplinari a scapiw del pres tigio dell'Esercito; è giusta perciò la dispos izione preventiva dell'art. 6 , in for·z.a di cui il criterio dell'inattitudine all'arruolamento in caso di tumori è dato non solo da,ll.a. natura dell'affezione, ma anch e d al volume e dalla sede, capace di indurre deforrmil.à; è giu~ta l& disposizione dell'arL. fO, secondo cui sono tiwlo d 'i ina.bilità al servizio non solo le cicaLr.ici cho per sede ed ad&renze d isturbano la funzionalità di orgi:IJli importanl;ì o si esulcerano facilmente, ma quelle pure che inducono deformazione; onde· il criterjo medico-legale, che basasi sulla valutazione d ei connotat;i pel'sonal~ an·tiestelici, è i,ntcgratiYo del trilerio più lato, relativo ali"ig-iene generale della. collettività. Altri arbi<'Oli, spcf'ialmenLc inl.~ tessanl.i ai fini pr'ICvenlivi·, sono il 61* ed iJI 65, wnccmenti di~posiz-ionj su eventuale i·nfezione specifica polmonare e su aff&ioni c.a.rdiache . Se necessita la conoscenu e il rilievo del tipo sama.ti<"O indiv-iduale, av~nLe rapporti con i rA>n la.gi. gravi , necessita ancor più tener conto d egl.i stadi1i iniziali di infezioni, che, ~~ome la tubert:olosi, si <liffondono subdolamente nell'aggruppamento militare a <la,nno della colleLtivil;ì e de ll'efficienza dinamica del l'Esercito; p ere iò è provv:ido aver~ espi icit.aone nte considerato i n disposizioni regolamentari (art.. &'l) l'in fellione specifi0a così ocoultamente aggressiva e così per·icolosa specie ne lla forma polmon are che è la più comune e d iffusilbile ; onde, l'avere organ illzato n egli ospedali m ilitari reparti d~ acC'tertarnento diagnostTco con pèJ'SOnale idonw, <·un a(',con<:i mez.zl per t-sami clinki, radiologiei , batleriologil'i e per eve r1t.uali inda.g-int biologiche, risponde a criteri di salutare prevenzion e medi<'o-lega le in ordiJne al r.òmp ito dell'i,giene fisica . E riguardo all 'appar.ec-cl1io <'.ardrio-vascolare l'elenco preoccupasi d i dare dispos izioni per eYitat·e l'arruolamento o la permanenza. in senrizio non solo di ·i·ndividui che abbiano affezioni organiehe, ma di individui f>On all{-t·azionri funzionali gravi, allo scopo precipuo di non recare pr&giudizio individuale e rli e vitare mo1·Li i·rnprovvisc, che si producono facilmPnte per le emozioni e i disagi del sct'Vizio é!J1t he in giovani affetti da vizi ~nci'Pi('nti-, sped·e aortic i. La clink<11 possiede mezzi scmiotic~ adeguati· po.r .Ja diagnosi prococ~ dei di!:>turbi r.ardi aci sia nevrotici, sia organici; aggiungend ovi ·i s intomi tolti dal criterio della. fumionalità <'ardiaca. secondo gl r insegnamenti. e le norme del Gall i o del M&rtinet, ·il perito può riconoscere in modo più <·orr·Qtto la natura del disturbo e ci'edun e, rin base specie aJ risultato de lle r<'.azioni caJ-diache rispetto al genere e al l'enti là d t'Ila fatica. e a lle r elazion i tra la frequenza e la pressione a rter iosa, i l grado d i resistenza d'el cuore e la sua capa,('ità al ll:lvoro, l)'di'ticolaNlr€nle se- questi esami sicno integrati dal saggio delremozionabilit.à- individuale ed, eventualmente, da quello delle stimolazioni del vago. Quindi l'M:ee>r-Lamento cardiaco fatto con soll-ecitudine in ambiente adatto, se~on do le PI"E'S(Tizion i dell'art. 65, è misura. di


LA

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saggia prev.enzion€, che conciLia l'interesse <iena salute ind1i.vidluale cogli interessi della collettività e <:!el servizio milit.a.Te. Se norme di prevenzione rispetto .a deviazioni di oCOStituzicme generale e ad affezioni di organii. della vita vegeta.tiva si contengono nello elenco, l'elenco ispirasi .ad analogo ìndirizzo nella sfera degli organ~ della viLa. di relazione, i quali per il còmpito medioo-legale d evono essere assai considerati: -citerò gli articoli 16, 17 e 20 riferent.isi a ma.latllie cerebrali. organiche ed inorganiche. . L'igiooe .morale è necessaria. all'Eserr-it.o al J)ari det.l'igie.ne fisica; se l'igiene fisit:a ha il suo più "POtente nt.'nvico nel virus t.ubereolare, l'igiene morale è altrettanto bersagliaLa dall'elemento psicogeno, s~a che esso assuma la mrascher.w patologica, sta che si rivesta di quella dell'anomalia. Nel grovigl.io della patologia mentale li fattore degenerativo ed il morboso, ora isolala.m~nte, ora il più 5pesso di consm·va, tendooo alla g.mesi di disturbi psichid, che si affacciano ton fol'me o i111 epoche varie rispetto al ciclo di vita individuale: cosicehè, la medicina legale, prospettandosi i dallìni sociali-militari e queJl.i individuali, eventualmente prov.onienti dall'ingresso o dalla permanenza d ei tarati nell'~gmppamento particolare, deve prendere posi:cione, orientandosi sulla natura e l·a frequenz-a. <lei disordinu mentali, specie di q\lelti' comparenti nelle fasi asce.ndenti del c iclo individuale. L'inte-nto preventiYo può essere più o meno facilmente raggiunto secondo i riliev~ del marrh~o patologico o di' quello dell'a:nomalia o d ella sintesi fi sionomica dei <iue elementi pat.ogen etici. Le encefalopatie del periodo fetale o post-fetalo, varie per origine ed intensità, dimno luogo a sconvolgianienti -cerebrali di gradazioni differenti, ma il più spesso seri, da eui derivano non .solo insufficienze gldbal.i delle attitud~Jù psi<:hiche, mta anco reliquati somatici riferibili a focolai encefali ci; segue da. ciò ·che l'.oV'ic;lenza, an.zi in -certi ('as~ la scultorietà deLle forTl'le residuanti, è tale da -poter d'er·ifl·&rsi. ilxaso in una sola visita, all'infuori d ella. teafila dell'Qssoerva.zione ospitalier.a, qu&ndo ·non basti la sezlllplice prova ·legale; quindi le disposizioni del primo .comma dell'.art. 16, per cui i101 rircosta.nze 'Simili di d efioonza Hlleniale si esige o unà sola visita medica presso il Consiglio di leva o la semplice prova legale di '<LCcert.amento, sono <:onsone ai dati dott.rinali e tradiscono la prooccupazion~ profilattica di un giusto arruolamento. Il fattor·e morboso p·uro può per·via indiretta dar luogo a fomrre e& rebrab uguaLmente gravi, aggredendo una o più ghiandole a secreziooe interna~ influe-.nz.a ndo di contracool'PO -psiche e anche .il 1'6Si.o dello organismo; onde anche in qut>sta siluazione il caso medico-legale è facile a r.isolversi, adatt.a.nd'ovisi le rid entiche disposizioru preventive dell'articolo citato, quando l'i·nabililil non• si possa decidere sulla .insufficienza deJ.lo sviluppo somatko. Ma anche lÌ! fattore deganerativo genuino, <U"ret5t.ando più o meno precocemente l'evoluzione psichira, può generare quadri elinici perqualità e per i.ntensi.tà vaeii; in iali condizioni però (mentre nelle forme più gi"avi di aberrazioni psichiche uniie a le.sioru senso-motorie e a distrofismo il per.ito ~i varrà del t rilerio. ·medico-l('.gale. precedent.emente


indicato) di regola, iu vis la delle s fumature inuurmerevoli dei disturbi psich ic i, dò! la man(·anza d i si n Lo m i soma ti ci a focolaio e del disarm(}nko svil uppo di alt;itudini menla.li dì cui; qualc.una. (ad esempio la m.nemon it a.) può (~ss~ re esuber<)Jllo, vione presaitto l'invio del paziente i:n osst-"rVazion€1 per l'accerta.ment.o della situazione psi~hica rispetto alle e-sigenre de l servizio ed n.nche per esdudcre il sospetto di esagerazione: provvida dis pos izione questa, (;he permetto di escludere dall'arruolarnent.o o .dal soggiorn o in ambiente militare individui, <.:. he , sebbene die no l'imprt'ssione di disert'to potere m<Ontalt', si disa.datl.ano ai cime nti un po' più im~gnativi dd servizio, spec ie per l'instabilit-à affettiva e per la s.-arsa rcsi ~tenza dell'a.tt.cnz.ion e, congiunta a difettoso vigo re dell e associazioni . 11 fat.lol'e dcgenera1ivo può far mostra di sè, s ia indurendo l)er legge eTeditaria variazioni spiec.ate n ella sfera sentimentale ·individuale t.on ripercussioni s u le at.titudini idea live e volitive o dev iando il corso de l pensiero personale coll'asservire a passioni predomi.nanti l'aLliv;ità idei.itiva, inadatta ad -elevarsi al rango di <:apa.cità critica o creando •una suggest.ibililà psichica 'Paradossale e riflell.entesi in caratteristici ~-d opposti att<>ggiamenti somatici, oppure irmprimendo alle idee un <·olor ito affet tivo act·entuato in rnodo da fras lorna!'e la. corrente del pensiero e da incepparo lo svolg imento d ella volontà; i.n questi casi prc()(·cupanti la medicina legale milit.are s i attiene al crite.rio del sollecito invio in os.c;ervaZ'ione ; le form e p stconcuroti chc a tipo isterico o ncvrasten.ico, ccc ., ~ntemplatc. nel secondo comma .Uell'urt. 20, r isaltano e prendono consistenza al vaglio dell'osservazione e si isolano da quelle non genuine; per le ps.i~pati e in geucre , <'onsiderate M ll'art. 17, l'elenc.o, tenendo oonto della discontinuità di t.alune fot·mù e della loro faoile reeidiva anco immotivata, cunmette in via eccezionalE: !' inabilità aJ serviz.io, anche se l'affezione è i'n' potenza: e ('iò dieLro prova legale ahe la pazzia s ia stat.a presofferta, derogando ('()SÌ dalla nonn a , c he l'affezi on e, moli\'a.nt.e l'osse.rvazione•, d ebha essere in atto per <·ostiLuire til<>lo di non idoneità. Qu('Sta pres('riziono circa l a pazzia fa Tis al.tare a caratteri somlpre più evidenLi lo spirito pt·eviden tc medi co-lega,lc in vi:>t.u. de llit seria pericolosi là de i d is t.urbi psieopat-ic.: i ne-gli ambienti collèttiv i. Il Jallore anomalo, rinforzato dal morboso, può a.<:;sumet·e la forma di psicosi demenziale più o meno prer:oc.e sol.lo la spinta d el determ inismo ereditar·io; è buona ventura per· il medico milit.are, se l'even!n.lale disordine d emenziale ctrula redulu s i·a aprarso avanti l'epoca d ella co&:Mz ione, dacchè la prova legale d el morbo e vita l'arruolamento, ma è p er· lui motivo s pesso d'imbarazzo r oglicre i ~i nlomi incipienti del prot·.esso che. si :affaec.ia durante la ferma e che modificando iniz.ialmtent.e l'affettività e le volizioni più deU'intC>IIigenza è di difficile riconosdm<lnto, m 0nLre c:;ponc l'individuo a ·mancam,e disciplinari o. a reali, s pecie di irnpuls;vità. Il faU.ore. morboso in. connubio al d egenerativo reca sovente fastid iJ e pre<>rcupazioni al medico legale per causa di affezioni a sindromi mt ti1Jiple e gr·a,ri per l 'antisocia.lilà dell'-a.zione, come l'epilessia,. P er ogni im;c.ritto di 1eva.che a}l(lga epiles:c:ia o è sospctlat.o e'Pilettico, 1


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Yi è l'obbhgo, per il 1° comma d ell'art. 20, dell'invio immed:ili:to in osservamone durante la quale si dov1'anno assl,lmere anche not1z1e anamnestico-fa~ilia.ri su l'akoolismo, ~;ttlle malattie mentaH e su la. crimi nalità, da oui l'epilessia polreboo prendere pl'Opa.ggi.ni. E' noto come l'epilessia si estrinseca più frequenter111ente a forma psicomotoria., ciò che è il minot· male pe,r il paziente· e un vantagS~io p er il diagnostico medico, poichè l'individuo si deteriora int.eHe LLualmente meno che nelle pu11e c risi ps ichiche ed è poi socialmente me no oericoloso per la fulm'Ln-ea. pe r·d il.a di equilibrio, causa d'i caduta improvvisa, mentre il medico dispone eli chiari punti di appoggio per la differenziazione clicnica.. Può avvenire che nel periodo di osservazione ospitaliera (ed è questo il ,c aso frequente) l'accesso motorio esploda o i ripetuti esami clinid diano risultati conr retli. ed autorizzino al provvedime nto di e liminazione; ma può anche avYonire che durante il detto periodo non s i.asi verificato alcun a ccesso convul sivo, che la. condotta individuale sia s tata regolare e negativi s.ia.no stati gli esami somato-psichici. In quest<;> t·aso l'inscrllto, in forz,a. d ell'avve rtenza t6 dell'elenco, sarà dichiarato idoneo al servizio e dimesso con dichiarazione probativa dell'osservazione subHa., dichiarazione che è inoltmta al Comando del reparto ove l'individuo, pur facendo servizio, è tenuto in sorvegl'ianza, annotandosene oon cura l'attitudine al lavoro, la pieghevolezza. alla discipmna, Jo spirito di obbedienza, en è il medico r eggimC'nta.le che ha jl oornrpito di oonsulenza, di assiste nz-a. e di valutazione degli elementi nuovi di oondotta sui quali può e deve proporre l'a.t•ruolato a, ulteriore osservazione. L'invio al reggimento di questi supposti. epilettk i rappresenta un provvoo~mento in {.',Ontrasto con lo spirito d·i prevenzione dominante nelle formule dell'e l,enco, ma è un procedimen1o obbligato i.n vista dci def·orso discontinuo della affezione ; che d'altronde è più s mascher abile sotto la pressione degli s timoli reg.gi,me ntali che nel calmo soggiorno ospita.lier'O, mentre il pericolo potenziale è sventato daJla. particolare vigilanza is t.i,t ui_la attorno alla recluta.. L'epil essia può maniiesta.rsi a sindromi psichiche, ciò che d esta preoc·cupazioni g1·av i p e.r l'ambi ente delle t~me; -vn tal i casi, re;;tando fermo il priniCipio· d ell'osservazione protratta aneo più d el con su e to, {'mterge dri regola dal complesso d egli -esami, il marchio deUa degenerazione individuale , che a(.'.compa.gna p~r lo più le sindromi ps ic:hiche della. nevros i, quando la prova. d el ricovero procedente in man.i(·om•io non r,.oneorra a trarre d 'imbarRzzo il periLo. Il fattore morbosodegenera-tivo tende ad alt ri, atteggiamenti clini ci. altrettanto insidiosi che le forme epi lettiche, con c ui essi ha nno strett.a analogia se no n ide11tità di natura, cioè il fattot·e morboso-degenerativo può assumere la parvenza di predominanti disordini e U('o-volili vi r h~ entrano nel domtinio d e lla ant ropolog ia crim inale . I delinquenti dànno s ovente manifesta-zioni significative avanti l'e.tit rlella coscrizione ; una gra n parte di essi (sono i r ei per attitudine cos tituz ionale) o non e ntra a far part-e. deii'Escr<'ito ner affezione c,onst.at.ata o per l'indole infamante d ell e condanne o per l~ c oincidenza della leva con la segregazione carceraria, ma una esigua partC' di essi, avendo


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commessi pochi reati per lo più db furto o una serie ari.CO non brove d i reati di oltraggio a iJ.e guardie, attraversa il filLro dei vari scaglioni• di reclutamento e riesce a penetrare neH'ambiente militare, perchè poco o nuHa conoscesi all'epoca delle operazioni di selezione del loro passato, mentre la costitU7.ione fisi.é a è sufficiente ai bisogn i del servizio; vi è poi da considerare la categoria di quelli che divengono -criminali durante il periodo d€lla ferma. Di fronte alle forme delinquenziale la medicina legale dà a.nmi al perito per l'eliminazione c-oll'art. 16 (2" -comma), a.doprando la formula " insuffì cienz<tJ d elle funzioni psichi<'.he che faccia tem~re che l'indò.viduo non sia cosciente dei pr·o!)'ri atti ». Tale formula assai vaga sintetizza le disarmonie o i difeLli di sviluppo delte disposizioni mentali dei delinquenti, nei quali la leggerezza mentale, il subpa.re.noidis mo, il S!eflrtirmento di 91·,goglio, la vanità, il perverti mento sessuale, il disordine del sent1rnento morale, l'impulsività, l'abulia, sostituiscono le doti di eqJUilihrio, della s fera ideativo-Sl' ntimentale e modificano le condiz.ioni organiche, <la cui sorge la coscie nza intellettuale-etica che dà. le norme d el1a eondotta rego lare. Quindi, anc h~ da questo punto di vista, l'elenco segue un indirizzo nettamente preventivo ad €Vitare il contagio della collet.ti\rilà, il danno morale degli one~ti, e il pregiudizio alla stessa funzione militare. Ma per I'Onseguire appieno l'intento preventivo ai fini della profilassi psichica occorre spingersi olLre co i !)rocedimenii pratici; sebbene l'i:giene , in tegrata dall'educazione mmtare, attui le norme per il marutenimento nell'ambiente colleUivò del bene.~cre fisi co ~ ùn riguardi particolari c.irca la misura degli esercizi speci tki e c irca la lotta contro infezi oni ed i ni.ossicazion i, pure non si possono s radicare dall'amJbiente tutti g li stimoli di varia indole e influenza, i qualL, fac endo più o meno presa su lle predisposizioni personal~, aocrevolano lo svolgimento di dissesti organici in. relazione alla natura, all'intensità <Ielle caus~ ed al subst.rato dell'mndividualità. E, dal punto di vista patogenelio, sono forse più a t-emere. le alterazioni·, il cui impulso evolutivo tiene a. un terreno pr-evalenteme nte degenerativo che non quelle evolvent€si1 con ~·ntomi a <'arattere decisamente od in prevalenza mor-boso, poichè le prime si •manifestano di preferenza a mo' di imperfe'Lioni o di irregolarità nella e.ondotta a significato clirl:ico indeterminato per u.n periodo di tempo, ladclove le seconde si' €strinsecano con predominanti disor.ctini de!E'intellettualità, p•iù tumultuosi, più faci li a id entificarsi e <t riconnett.ersi con processi organici anche iniziali. Dalle. moda.! ità. d1 affacciarsi d elle aberrazioni ps ic hi~he sott.o la pr·essione ambientale de;iva la necessità di te ner conto, per ogni ind~ ­ vid;uo, del d(}('Orso dE'I la condotta lungo la ferma in maniera più d€.tfagliata di quello che ora suoi farsi oon ~riteri burocr.aLici, integrando la ric-erca (quando s ia bi~ogno) con le notizie anamnestiche, aJ servizio procedenti c at.tinLo a fonte ufficiale; si, c.:-ostituisce rosi una cartella biografica individuale, ria..<;sumcnte t.utti i c-onnotati d1 abitudini, d i contl:'..gno, di f.ondolta, che per.meltono un'analisi più esOO.Sa e più profonda ò'ella personalità.


COXTilOLLO RAPIDISSIMO DE:Ll.A GE::'\tH:SITÀ DEL l.ATTt:

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In tal modo è efficacemente colto l'intento preventivo medico-legale, e la medicina legale-militare, calcando le orme della polizia scientifica, verrebbe a completare una lacuna, che può essere grave agli effetti pratici e la mette al disotto del progresso di una branca scientifica affine, la quale, i•n un campo diverso, ma con intendimenti sotto un determù·nato aspetto •uguali, lotta quotidianamente e strenuamente a prò dell'igiene morale. della collettivilà. ·

LAliORATORIO CHIMICO-"BATTERJOLOGICO D ELL'l NFERI\IE RIA PRESIDIA.BI A DI CBlETI

direttore: ten. col. medico Lumi Rxzx

UNA QUESTIONE BROMATOLOGICAs

Controllo rapidissimo della genuinità del latte per il dott. Emilio Plttarelll.

Il controllo del latte è una delle operazioni più indispensabili de-gli stabilimenti ospcdalieri; ma è pure una di quelle che più raramente J)Ol?SOno praticarsi in maniera a<ieguata, attesa la notoria mancanza di metodi analitici semplioi ed esatti, che <iiano in brevissimo tE>mpo, come bisognere bbe, il loro responso r..onclusivo. Si tratta d i derrata a rapido deperimento; di guisa che quando, dopo un'attesa di 24 ore, i·l perito è i n grado di emettere il suo giudizio, il miglior prodotto è potuto divenire incommestibile. P erciò l'analisi del latte viene, usualmente, limitata alla densità, e forse alla prova delle perossidasi e degli a.ntis€ttici: rare volte si estende a quelle della crema o del burro, e solo in casi eccezionali si eseguono i saggi faticosissimi della. caseina, delle albumine e del lattosio. Ora, .se perfino le analisi .P'iù d ettagliate e più complesse lasciano talvolta in 15ospcso l'animo dell'analista, a fortiori singoli saggi non amtorizzano eonclusioni probanti in riguardo alla genuin:i.tà ·di un dato prodotto. Il b!sogn.o da me quotidianamente avver~ito nelle venticinquemila analis i eseguite in questi fiabin E>-tti dal 1915 in qua, mi ha ind otto aHa ric~rca d1 operazioni, che mentre pote-ssero chiarirci rapidamente suJle caratteristiche ·più eswnziaM d el latte, fossero altresì alla portata di qualsiasi persona i·ntelligent.e. Queste c aratter·istiehe sono, <:om'è noto, la caseina, il burro, le albumine e il lattosio. . Il latte di muc~. il più generalmente usato, contiene .i n mooia i-l 00 %o di caseina, il qQ %o di burro, il 50 %o d i lattosio e il 5 %o di varie albumi.n e. Ma più che di queste cifre - soggette esse medesime, del NlSt.•J, a sbalzi enormi - ciò che importa al perito è di assicura.rs~


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l"llXTUC.>l.IAl n l l'IIJI ">; I )l \l llf:I.I •.\ <;t; ;>; l ' IX ITÀ IJFJ . lXI'TE

della purezza e della g-enuimlà de.! prodotto; le quali, come per ogni altro liquido organi<:o, non po55ono essf:'t'e accet·t.ale, se non con contt·ollo d1 una prova di stalla (i ) . P er risolvere H piccolo ma grave problema, io ho ideato un met.odo d i tale semplicità e fuc ilità, che ho potuto {'. ()O tutta sicurezza a.ffida.me l'esecuzione alla Suora addetta ai Gabinetti. Il principio su cui esso si basa è il seguente: 'l' r attando il latt.e con opportuni reattivi, precipitano la ·c.aseina, le albumine e il b urro , trascinato questo dalla -ca:;E:ina me('can ir·amente; nel liquido r<'sta il latWsio. Il prec.ipitato può valutarsi volumelricamcnte serv€'n dosi della cenlt·ifuga, e il lattosio col pol<u'imetro. •Ciò posto, il volume del precipitato e il g rado pola.rimetrico, ot.Lenuti con le debite c.a.u t.ele in una prova dì stalla, c.ostUuiscono sicuri elementi di controllo per futuri esami del latte òella sl.essa. provenienza . Il met.odo richiede dunque : la {;enlrifnga, il polarimetro e un reagente atto a precipitare tutti gli albuminoidi. I risultati m'igliori li ho ottenut.i coll'acido picrico: H colore di questo non disLu,tba punto la I'lioorca polarimetrica. La noLa for mola di Esbath r ispond€ hene allo scopo (acido picrico i , acido citrico 2, acqua 100). Le comuni cen trifughe ad uso dinieo, clt~ hanno provette d i 15-20 cm3 , non sono adatte per que::>Li saggi, che r.i chiedono recipienti di capacità maggiore. Mi son fatto perc.iò cosll·uire dalla. casa Kaehler di Berlino delle provett~ di circa 70 cm \ e un s upporto adatto per esse. La fi-gura allegata mostra la forma c.lcgantissima d elle une e dell'altro, e mi d ispensa da qualsiasi descrizione. (V. fig. 1). Le provette sono g raduate nel fondo fi no a 5 cm:'l, ed ogni emi' è diviso in quinti. Con questo modes t,issimo istrumentario, ('Om e vedremo in un prossim0 lavoro, è possibile eseguire dosamenti clinicamente utilizzabili di tutti i corpi suscettibili di precipitazione, ov-vero di estrazione con liquidi più pesanti dd l'acqua. a) l'alutazionc del complesso caseinu + albumine+ burro. - I n (·iascuna. delle due prov~tt~ si mettono 5 cm 3 di latte, 5 cm" di reattivo e 50 cm3 .d i acqua : l'acqua ha il solo scopo di dilu ire e facilitare cosi la separazione. Si mescola senza molto .agitare, e si centrifuga a 2 mila giri al mìinuto per 5 minuti esattamente contati . Si ottiene così un coagulo denso: si prende nota del volume di esso, facendo la media de lle due provette. b ) V alutazionc d el lattosio. - Si m escolano 00 cm3 d i latte e 20 cm' di r eattivo, e si ìa.scia, in r ~poso 2-3 minuti , al fine di add~nsare il coagulo. Per guadagnar t~mpo, questa mescolanza si fa p rima ancora d(\1 saggio a). Si filtra, e il filtt·ato si o5.serva al polarimetro; si pre71df' nola dd grado. Operando a questo modo, con un laUe normale di mucca, che fra noi ha il peso speci fi co di 103J, si ottengono questi risultati: Volume

(l) Anche il D enigè;;, nel R\IO recont i~simo trattato di rhim ica analitica, rac!'Olllando. tale pro1·a.

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\:0.'\TUOI.I.O ll.II'II)ISSI~IU IJt. l . l.l <'l:.'\l' ).'\1 '1' \

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dei pretip:tali -= l:llY' 5; grado polarimetrico del filtraLo = 2. Nei campioni success ivi si ripeteranno gli ste:;si sa'ggi , c-on le mHlesime quantità di latte e di L·e-utti\·o. Evidentem{llnle, sl! questi saggi ulteriori concor<lano ··on quelli della prova di s talla, il latte del rispettivo campione deve ritenersi geuuino. Le due operazioni non rit"hiedvno in comt>lesso più di 1.5 minuti; vi è dunque tempo e modo - cosa d'irnportanza capitalissima per uno slrLb ilimento ospedaliero - di vrovveùere alla eventuale sostituzi one di un latte (' hc dia. r·isulLaU discot'(li dalla prova di stalla. COII1f' si vede, il metodo non costituisce una \rera " analisi dE'l

CE:-<TRIF'UGA 1100. l'l'.t"I'ARELLI

(cosll'o:ita druln ca~u, Kacblcr lli .Bcr:lioo).

LaLle,: ·esso perciò non' esclude nè operazioni più minuw quando si <.LI..>bia interesse di <'onoscere le proporzioni dei s ingoli ingredienti, nè la ricel'ca degli anlisetlid, quando si abbia moLivo di sospeLLarne la presenza. Ma vale più di· qualsiasi d-eLLagliata anal.isi a constatare in blocco e sinteticamente l.a genuinità di 1m prodoLto; e se ad esso si ~mggiunge la semplice ricerca delle perossidasi per accertarsi che il laLt,e non fu bollito, la purezza e la freschezza di questo divengono accet·tate perentoriamente. Poichè un l<ttte fresco i fornito1·i non hanno nessun interesse di l'iscaldarlo o traltar·Jo eon a.tiseltiei; e quanto alla composì:.>.ione, Oh·or14 - Giornale dl medicina mmlare. -

Fase. IV.


lUI I,.,T .I Ot:l.l..l :-'LI \Il'.\

~11.11 1 (' 1

J'l'.\ 1.1 IX.\ t: >"fll,\:"lt.IC,\

rerebbe ben troppa fatira e un'abil iUt raffinaLissima, l)('l' poter riprodurre , con sostan ze adulterine, i dali della volumclria e della polnr·i m e~t·i <L l\lht <tllora l'impresa non t·ompenserel.Jbe la S!JPSa; e i sofislicatori non si rwoj)Dngono giù di fare della. Yirluositit r himi t·a. Il r>rezzo odierno dell€' denate C'he potrebbero sc•r·,·irc a scopo cl 'aclulterazione non permette alll'C frodi l'De que ll e della st-rf:' rnatura , della sbun·atura. e d t•l - · l'inaNruamenlo . Ora, le prime dut: operazioni diminuis(·ono il vol ume dei prcc tpitaii. rin<ll'quame.nto diminuis('e a. un tempo il vo lume dei J)l'er-ipitali c i l g rado polarimell'if· o: p cr<'JÒ tali sofi i' ti c t~zioni restano rapidamente e si1·urarncnlP svelate 1·ol rnclodo d t.-s1·ril-lo tn quegla nota. Chi avesse hisogno d i analis1 rornplcte, h a ogf!idì una g uida en:e llf' nl l' nel Lral tato di brom atol og i a ~nill o !}(>t· la Sanità Mil rtare dal ('himi ;·o fa.rma1· i.sta ispetLor e Colli ( t ), il qUale LraLLalo sosLituisre n.m!)')iarnent.e g li !'! milzi, inad eguati, e oramat anLiquati m etodi ufficiali dE•l Minis tero d elL \ gric.ol!.u,ra. E coloro r ui mlcrcssi la r·i c·(:•rca d o.> ll 'al'ido lattico, dall 'al'elolle, dell e aldeidi e dC'll'akool n el laLL<.', !IO,~on o eonsnltare alcune mie memorie oomunicnti:• all'A<·<:adPmia di M edic ina di Par·ig i (2), alla Sol'ièlit Tedesca Lli Fisiolt)g'Ìi1 c Far~maco l og ia Sperimentale ~ 3), e al Policlilticn, aliCI R i(o r111 11 M ('rficrt , ;i lla (;rr:,:,t'l/(1 dt•gli Os7w rlali , a,I J'Arrhùio di Pa1'11111f'Olor;in .C.:.fl'·rilllf' lllnlr· l ' Srir•n :,r· n/fini, l' alla flinista l'rit ira di Clinica :llf·d ita, duranlt> il bi e ntti o 191 9-•W.

RIVISTADELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA GA1t7.n . t .\: Uir ••rl'/w l •lillif·!l c ·' " di 1111 111111 1'0 ?utol o rtu Iii eu m

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(l) .l]a.wua.le <lt•i. meclicnmrnti. Vol. TI , R o111!1, ~1ugnu l!l2U. (2) B uUeti'in d,(! l' Académ iC' dP J\t[édécin r dr Pari-~, 13 ottobr<> 1920. (3) B er ic!tte iib<'r à ic ycsamlc Pyhawlogic u nd expenmentcile Pharm.acolor7i1·, l d i cembt·tt

1920.

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RIVHiTA OI:I.L.\ 1'1',\~1 l'A Mt:OIC,\ ITALlANA F. STR.H(JERA

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PII r!:t> su 19 fewltl M~et·nt U nel 1918 In Frnncln non sottoposti a Ua sleroprofilasid. si ebhe 1mn mortahtà de11'84 TWr cento, nu-ntre 13fì feriti sicroprofìlm;."l dNtt> ro un'l mot·tnlitìt non !'U]1('t•lo re al :tii.1 ·lX'I' r:~ntn. L'A. osserYa eht• la mot·tnlltit è piì1 forte qnantn J•iù la s lf'roprnlìlassi è ~·it:tr· datn. L'lnlezlom> ptx>Yeutlnt prohlllJ-"!1 il periodo di lnc·ttb<t:done <lcl tf'umo: lnfntti più del .tf) JM>l' ceuto (lei· c•H;:; i si mltnifcstarono clo]'o 1G l!'iorni nN tf'tnni7/I'A'\ ti mttOJ)Osti nd ln:J(>%ione pren•ntint. f:i è uotnt·o inoJ.l t·f' <·be l (•;ti>i <li \(>I:Jtno. proporr.lonatl al nnmero tota lf- tlt'l fc·rlt i, sc.no :<tllti l'.f'tn]n·(' viù numf'rosi nel !)f'rl"Odo eli Ol!<'· mzlonl atth·e l'Il<' nPll<' fn:.:i di -"tahìlilit. Così lo l'i>t·IA'li"n'c:nto (lt•ll(' fc•rite <'S{'rdt.1 nn'lntln('n7.;1 fa,·orf'H>lt': in itì Nl"'i tli tl'btnu llhtnift'>·tnti,.i in ft• ritl C'he nnu tl\'f'\'HUO ;.ubito shri~:llamrnt'' Rl C'ùbl:' Il r.4.4 J ~ ·r· <<'llltl. llli'lltl'•' iu :~'{ f'<li'i sr•ttot:o!'tl <Ili int.(>J"Yf'lltO <·hlrur·j!'iC'<) In mortalitit dis•' <"\i' al ii1.2 (1<'1' r·<·ntr>. ('not:zo~: La racc·i11u.~iunr· rmliliJìNr 11('1 ,w,·.~vnllff! 1'(111/(' 1111 ri<' (V'IIIIio

in/f'nllif'fP di'Ila f{alpf:lriì:rc du(<t Uullc•tlu tl<' l'.\N\!l~rllif' tlt> 'féd<•(·inf' ''· 11. 4. 1!\22).

J.".\. riftor·i:<(·P i r·h:tlll:oti tlf'll:t Y;lf'<'innziom• nutllifiC':\ praMratn Rll ii17S jnfi'rrniE"ri delù1 R:1lJ •Ptrii'>rE' <lal 1!111 <~l 1!\21: <li quPsti \'M'Pin.uli t>~:ll ha p<)tUIQ '*'Jrllilf'(' Il de<'Or.· so S(}ltanto in l'i:l!J. f'::;~Pntlo i rinuw&nt.i .:;:t:•tl trasfrritl aù nllri ospedali <li l'nri~tl. XP111lf'ntr·<' ll<'l 1!111 .-:i YC"rin•·:II'<Hlo hr tntt11 il ppr,:;onnlt' 10 <'a>-i <li ft'hùr<' tifolùf'. <lnJ-:<' 1:1 nt<'<'innzi o•ll ani itlfi•·a l' !Wl' tutl<> il ,Jc>~ ·<•uulr• ;:ue;<:('.<:>;i\·o non !>l f> t'i,'l('()nbrnto :::11i ](:lH Y:Wduati dlP uu solo ''""'"· f'ii• <lilllo><trn a11rora 1111:1 volt:1 Il Ynlore pre\'f'ntil·<• tldln YM' dnazion<· Hnt i ti(i<-:1.

DoRn.w: T:fnll'tTr·,Jo /JI't•('rwf' lw!rrtJIJII'IIflir-ile. (tc :\[uuthPul'r :\l••• lizinhdte W o<-lt<'n sehrift "· n. :~o. l!121 ) . VA. riJ)<lrtn unn !'tati,.ticn Ilo! 2-10 ca:;:i 111 nPJif'Udi<'ltf' OS>'(•tratl dnrllnff' un (l<'· <'f'nnio. lll'l t puri! 1 :\i fu muo ;,ul tot'()sl i n d int<~t·H•nto c·h iru n:ic·o. POli trnn mNlla ll101'Ullit1t liudtHt;t :11 i.:l F<'l' (•(•lltll. lll•g ll n]lt•rati. ~(l .~ubirnnn I'OJlPI'aZiiiiW ll('Ì lJI'illll ::iot1ll. In s~>::ulto :tlht ru:\nif('stHzionc· di un unko J:l';l\'(' si n tomo: i' JWt· quNo.tl :;:i t'hllf' 1111 .,.<:>lo c]f'('('sso c·Mt lltln lltnr·taLitil tl••ll'l.~ JX•t· <'<'ul'n: tw::li altri :ii ~~1ttoposN utl Oll(.> nt?.illllt' !11 un JJ<'I'I~ J l•: l pit) tanlin1 .-;i n~rifk:11·ouo 10 morti. <·nn nnn mm-tnlltìt IIPI l~ JWr <·Pnttl. lu ba.:<E' <\ riH<'sti tl11ti. 1'.\. l11si:-tP '""ll'iruport:tn~.n dt>ll'o]l<'riiZiOn<' ti'nq:estl\·11 in 1':1;.:,1 1H npp.-ndkil'<' f' ,.utl:t WWC' >~siti1 eli :«>n<·~:li:rn· ;~ttl'ntanwntf' ;:li inf('rmi tin !l:rll<' ]Willlt.> JUanifPstnz.inni tl!'l t •r•l<·•·s.~() tll<ll·hcr.-lt• fl('l' potf't· ~'<l i'Pr<'nderC" sin t1nllo lni:r.Jo un l'·i ntmna l<>P:tlof' <l 1!4.-'Hèrnlf' <·lt c """'"'' rii••,·•HE' l•t mina<·t·iil <li. una Pl' l'itonih'. Per· l'A. P >.1rt'1kio>ntf' :l ::iu.slift<':ll'~· l'ln'ten·{•nto J)rf><·oeP l'a eompn r"AA <l!'lla far-ic.• lri JIJiucral i ca n ;>......w in ta :1 tlolori :ul<lomlna li. OJ>Jlll re il w•m ilo t·iJlC'tnto. o 1-t Jll'I' >'C'll7.:1 <li .nn polsn pi(·<·olo (' ft'f'Ctllf'llt<'. 1•nn "l'l'f'hezr.n df'lla lingua <' fel>ht·(' alt:t. n rin"nl'!!f'l't> tli spasmo lllll>'<'ol:HI' ;.!E'IlC'l':Jl\' o lot'<lll', o infine LI mnnifE'RtJir;;i di lilla IJ>C•tlR('n:.:ihilit.ìr a lla pr(\"'><i<lllt' ;t<llll•l llirllll(•. Hasta I':HTC'IUltn<'lltn eli lUJ() di qllt>>"li F;C•)!ni lllc'l' non p rnemstiJlll l'<' piìr ollt•f" l'oJ!(W;t7.lOllf' immt>tli;ti:.•J. :1111'11t> sr nll't'f'lllliC• nhhif'ttinl non l'i t·ill'l'i un:t fortt> r<•><i!-tt•nza al punlo 1rl i :\la<> Burney opptl l'(' llll netto :::morznmE>nto. pntc:>ntlo l] llf'sti .,..intoutì c>>~r·re btlnlltll m:'lsclu•mli ()Ila un mc-l<'l•r!-"nt" br·al f' <• da 111111 "' ' " ·"1111) lllll~t ·(lhi'C" . )h:IIKP::x:

T dis/ur1,; Nu·rlio-rfl.w•olari ili 1'11/lfiOI'ItJ alla

rilfl

mi/ilttn· (<r Arl'hiH•!!

m:tlnclles clu ('(){'\Il' ,,, u. fl, 1!'1:?1). L'A. ìl'<t(TO)'(l if' ~-o~ltto il nout<> (11 in>llahilitì• tar·di:wa l u tt.i (JIU'i IIL~Inrhl cat·clinfunziorw li dlf' si t:iS<·ontra no llf'i !'olobt ti <·h•• hnu11o PC'J' :<intnmo pri ndp!lll' In t at·hlc·n rclia f' di <·ui L1 l.!lWIT:t ha Hltllt i plka to ;.:li •"~'IHJli. :'lf<'ntr<' t·om tlllt>n:••nl•• \'lf'llC IU1[111tat() ;Jlill Yihl lltìliUJI'f' J'in~(tl'J:('IW~I tli t;>tl :rltN:17.ÌOnl, l'A. ritit?IIE' l'hl' ''"'-":1 non mppr(ISoC•ntl ln <·au,, n uuir·a ed <'>'duslnl . r<•ic·hè n<'l mng~lot· mtm'E>m <1<'1 <·a "r dette turl>e prcesiste,·nJw all'H tr-uolauwuto. Xon sl d evono Infatti C'Onfon:der e i :.intom1 di quf'sta lnstnbi!Jtit catilinca C'On l~ taehica.rdi_e e 1<' pnlpit.ar._i..,ni dovute nlla nt>frlte croni<'fl o 3 1l'irx>rtenslone orga llt<'n, o NH <ltstur·hl ChE'~~ t't ,O(·ont•·,1uo Jl('j tubf'r('nlosi nff('tti <1:1 nrl<'noptttic hr:wheo-


Rl\"J!i'l'.\ llF:I.I . I :<'l'.l~ll'.\ ~Jt:IJJC.I

l'f.ll.I.\:-\.1 t: S'l'ILI:'\ It:ll.\

l>ronchl.all. o e<>n le turbe d'origine gn.s tro-enterica o Jn.fine c-on gl! necidE'ntl C.'\tù.l.lld che si rile Yano nelle 1nfe7lion! acute e nel bnsedo,rismo frnsto. L'A. ha rhscontrato che tnH dlsturbl &1 espl icnno con una mn~~::lore ('.Dergia delle contrazJonl del mlocmxHo, :J.!;..o;.oclnta o no a Sllffio Ol'gani<'o. c·on un aumento nel1'ample7l'Zl!l dei battiti delle nrterle, che pre'*'n t ano un appn rE'nte rigonfiamento alla bn'S<'. (lei co llo e con un'acc~>ntuazione del t<lllO di chlusum delle ,.alvole nortlche. Tale in st.abllità Cilrdjuca rapJ •I'<'>'P llt.n unA d<'lle mautt'ei<tn:>.ioni ùellr tu rhe del RimpatiC'O . nssociata ad lrrE'~Ohil'itì• tt>nnl(·h<> e ad unn c<>rta in.'ltabilità E'matopoletlc~l che Ql maulfc•sta. co1t lllltl m<'lHOlllWI<'n:<i Yut·labil<>. Gli <'l'l'l'c'lizl glnn:lstlcl. le mnrce. gli ~Rfo r ;-,1, n('('('nltHIHO t:enernlmelltt· i :<ln! om l r!'('ll'inl"Wbillt;ì, r ROJ)Iìlt· lutto ù1 t:H·hicnnlin .

f ,. Dtr.nf:z: l.o f;hOCk tr:ntmllt!<·(• (1-ic'!tr .l!t'di<Vll, 11. Z:l. J1)21). L'A. defini-s<'(> lo shock tranmntiM rome una ·sindrome fl!'>i().)lMolol!'lcfl ost;e rYatJl In varie cirrV!'tnuF.(o' 1\YE!lltl tutte un elemE-nto er;sem:lnle comune: il tt·amtul nel f.'('U...<{() più \':\Sto. L e ('()O<lizioni ('\ittirh(' dl ltlle ~hoc·!; !-'()IlO U117,itntl•l reu tOI'J'Slj!ll\ r·:mlosn ell lmpro,·\·il<.'l. oppure. •Jtllilche Yoltfl, alcun(' f<'t·ite lt>Jt~rrmeute e•uonrnl!'lche, come in CA!':O <li fratture ntnltinle Jtlìl ('Oll~llrlntl'. 1li tnJIIUIJ o frrlt<> d'arma rla fuo<'o nl tot'UCC. d;i acottnture er.;te;:c~. di lM.'rforazionE.' di un \'is<>Nc ~tùdomiT.IJlle. Inoltre può OOPI"a\'TC'.n lr<' :mdte uel periodo ;oroonda.rio di una l'M't'itonite a<'ut,t o di unn l!'llllJ.:;l'I'IHt jl't~·SOSII: {> lll><'f'.<,<:arlo l)('t'<'io'\ ng-g-iungo>re wmpre :d lc·rmin~> f<hOCk. uno degli llg-g,e(.t,iYI I'if<>renti.->i n ll'<>lrmento ('llll)<ale: t.rnum:t! iro. t>1l10t'I'IIJ!irn. lnft"tti\·o. etc-. lnfiJJI' lo !<hork t r:nnna l ko pu ro n>:l-mne qunlc·h e \'oli n. l':n ulmnento di un fenomeno tu~tn Cl:'. com pn rH bile ~H1 Utl.ll M m mo?Jione. I fenom r~li biopntologi<'l di'Ilo >:h()('k (<h•hoh~7'""' 1le l J'l(>1\':o. rntTI-etld;~meHto l!f'· nera le. il r~1llorr. l'i poten~i(\IIE' d eli~> Y<'ne t)('t·Lferiehe) tE-uclono ad orientn t'e l<' e·i<'ercht' Hlll Sl$tE':Intt C'a rù.io-,·:t,!'('()hue. Infatti l'i pOII'n>"ionc- o:.i Pllt'> ~>PiE"I!<tn• <'nlla f<~ISi dt'l Mlll!'lJ(> U<"i ('il]lillttti èlilHt.nt.i: Ol-..'<:(>J"\':tF.iOlll c']tinldlt' e ri<i'l'dH' ~tNillH'Utflhi YentX'hl)('ro n f-.ollfl'rmfll'e tn l<· jl •tfi\"Ì. InoltrA 1':1 t idH~i nppn r t' flllorrhè 111 Jll~'!'ll-"lione ~·llllJnliJ...'IIn \ld-"('euole 111 tti"'t te• dPJ!Ii ~O m m. <li fl:;.: nPI mNle~imo t:Pmpo ~<i Y<'tri1\('.'1 :1 ull! Cnto <lf'll'n7Mio rNddu;1to nel S~tllg-tlt! del C'ol piti da .«hnC'k . • D;~ l punt~> eli ,. i>'hl 11ato~t> netieo. l't>monngl;1 . 11t::•·uflkiet1te 1tf't' .$'i> :-1<·>'><a :1 p•·n· ,.n<·;~re l·o ~ltoc·k. C'OnlrihuiR<'<' all:~ !'> nn mnnifN·t·:udone. Ptl'n]lorrh~ nlhi' (·irf'o."ti1117R l'honno gìio lnl,.;ialo. l'ag-~;~r:wn !<!' ~i:'t "''iste. O•·n lo >:hn<'l' :qtJ)fll'e ~<Jl(!l<"ll in .,,, _ ;.'1tlto 11d un t t'Slllllil !'!<'llz.fl enwwrnl!i8 . 1.<- O!'ll'l<'t'Yaziolli <li Golt:-; e eli " 'iJ!;!\'l'S fll.l:,:ll anlnwll. oltrt> i c-nsi 111 ~;hork lmmetliato m•ll'nomo. lll••i'inno l~mprP~i'iOII<' c·he- ,.l t notti cl•i un dii><mlilll' d11' nltbia H ~mnlo d'<wi):ine d4tl >;i>•tt•nt:1 111'1'\'();•( >. ~'l'flnt l:> Qu('nu. lo l<hol·k pmn>JT('h!)P n1~11 t·ia ;;.<.:o rh i nH •Jit•t d i ~<o,,t 11n,.;<• t "'"'id1f' rlerh ·nnti 1111 fol"<llnlo tn111 111:1 Li\'O. Dllnl l (' nripmlt li."'I'I'Ì\'0110 il fl'l1011l('llt) Jtl'lllli th·o. <'11\1$1 (](•IJ'i!li •"K-<i<'IIZi<lll('. :101 llOO ori:-'l-:ll'<'J.W1.iOII(' iiiii'IIC'-:1 i' I': I]>Ì\1:1 li<~i t\•:o;.<:ut i trntunatizzati: l'!'si !<l hliR:11l o sulla \'arutzittll<' <li I'Ontenntn in ~~'<1:1117.1' :\F.~> Int<• JW!I ftJ'(otrh-ilC•. (•Jt(• sÌ <H'i"('l'\':1 (]a \111:1 l ~ttl(' fl~l il Hltl i<CùlO HI IIO N] i] lllll;.l('()]l<, tr<!lllllll tlz7,:Jto. l" Ù;11l 'alt1'11 llt' l l'<;l ll,!rH<' <li o:"OJ!J!«'tl'i t•OIJ tit•i ' cla .-:Ilor·];(' in ln<lidtl11i 1-'>1111 o lruHniHtir.7..nti non ('ol pili <la >:h.lwl; . DPihet, )< I!JlJ lOnt' iH\'('e•' é'ltc• h· :«>:<!.:1117.\' l ll~'>'idu• )!Pnt'nlh·i<-i tkllol ,..hrx·k lttln •:-Jnuo :libro C'h <· k llll!t>lisi nl" lllll.'<(•f l~~~ rl ri:t .<'Norl>it<' : tl!l(• n pì niune ~ ("<~lllhnttm:• 11111 Y:tll~ c- d :ll HnF.y. 1 qua li. illlt'lt.amlo <'011 mt:t n~psi ri· ;.!'m'O)<II 1':1\ltolbi ilfl fléi mu,.,roli IIPIII' ,·enc- <lrl (•n n' i:.di!> o 111'1 ppt·itonpo d c-l (..-Jlomho. 11011 •·iusch·nno 11 JH'ol·oc:a.rl' nl<-u11 danno. D'nltt·~t pfu-te pni lllllll('l'Ol'<i ~Jl<Winwnt:tlori lnl!' il'-1i <·tl nnwt·ic-anl llf'C'orrl:\111) llll:l im J» I't:l n7.:1 st l':ltlnliu:Hi:t :Ili' /.~lfflllitltl. protlullv eli oli"'!n•·J!:>Y.i<• tlt' <],•1Jp pl'Ofl' int'. l'P!<ithto <lt•ll'>tll:i<lllf:' h:tll<'l'idd;l, (],•i'!(> tlti~<'><t i oni tiii('OIIlPkll•, pr·o'. ln ultinm arwli:-i. >'P('OJ:d O J' O Jl Ì·ll i Oli(' d i ()l h> nn. Rl'lll tll'O (')l" !ll(•llll" !:O>l t :1117.1' t (l~<:ii·IJn !<Ili' i;:!'il •Il 'l Il t i :;l <l:t l f<11'<>l:ti<'~ t•·aumnlir·n . t·ol l"' nPtmwe n r lln <'Ìrf'OinzinrH'. l)()l<.'</lUo olc-t<'rlllill:tt'(> lo s hf)(·l; tn:<...:i<·o. dte rlini<·anwntl' l' l'l'lidi' la f•wm:t (l,i 11110 !'-h O<'k ,_..,.,,ttl:t rio. I A' eoH rlu~i •ìn i <li qnP.I'!Ur oU,....no;.-;i<H\1' tr"<H;I.II porlano n l'i>'ltltal.i lll'ittll'l hnr·o•·tanti: i fnntori d('l t·ial'."orlJimento <lPlle ~o:=:tanr.(' t nRsich<' r>on~•lrkrnnn r·r•rne \Il'· J!E'III'C 111 <> lim innr.i<l llC d<'l fo<'o l:tio trnurnntil-o. !'1'>11 J'•) J'N'ttzion<• immNli: 1t.1 !-'11ll'in<lh·iduo c~ l pito 1!a F<hO<·k. :\hl Ht':o~<rmo ]mo'l nwtlr•re in chthhio 11 •·i.:::d1in <11 un !ntl'rY(>nio in taLi <~1 ndlzi oui: quindi. l'lllt<·ludf' l'A ., è hf'ne trner'l! ,2 :ran C'Onta nell'anaLi~!


llii' J!l'l'.l Dt:J.I •.I

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~IWICA

ITAI.lA:-òA E STRANlP'IIlA

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dl questa :o;_!nd.r ome dell•esr.<>rlenzn din!c·a, nYf'nd<> lH'f':-euti le varie tonue, c-on C<tU ;;i lll.'lnlfesta lo shock ~i a tmmedia to. f'lll(IITllg-ko o tr:111ma tioo, sia St'('Ond~t rio. spesso, ~e non sempre, di nntuwa bnttel1ca.

Rrtt·x e Zot:LT.Eil: Ln I$Jlt'C iiÌCitJi deihl .J'E'.<l:IJione di fls"'t".Jone nE"lln diagnosi della tubercoi•)S'I. - (T.a. Prr~se .lhtfioale. 11. M·SU. 1921). Ln reazione di fis,.;a7.lone. e<>udott<1 ron un anti;.."<'no <"<>UO."(:iuto e con unn te· Mlica rii!'Ol'<l&l. s i può ritènl" r e " l >e<·iti<'n: e.:<!>,~l riw·IÌl nel <'-;f'ro ~>ottoposto n·IJ•esume ln pr~nz.n di illltk'Ol'lll tu'tX'rcoht ri. XM1 è dubbht (')~<.~Hl c·erti slenl; l~ttologlc!, quell{) d~i !lifl!itid e (]Uello d e l mnla1·ld (<'<m emato:;r.ol nel S;IHIWt'): in.o tt.re nou si Jruuùf~t.a ~In mente f·bf' ll€'1 <·n si di iuf(';r,ionf' tnbet·<·olare t l'OPI :Q •l'f(1•nle f' in <·erte rorme di tuberco!o~! r:1pld.o inducente <'~r!ws.«ia. A ;pn m~one d l n !t1·1 nH' todi di rlia!!llMl S'<'hmt!fìra d t> l wl l'liiX•r<'olnsl. la 1·euzlone di fi~sa7.li.oue si prC>'(i'Ut:l mE>no <'lìt<'!<il. <' più >fl~'<'ffi ('fi di (JU!:'llt~ delln tuhercolhw (cuti · int.rndermo . !:' oftn lmor<>m:iorw) : p!ì1 pr~·C'or·<• l" albt·ettn n lo spl"eUie.~t della •·ioercn d el rntc!llo (Ji KO<·h 1'ntla flil'f't·t:lll!Pnt(' () '[ll'l' iOo<'UlniiÌOll.(i'. Gli AA . ~1lHf' prime :iOfl r·kN'l'II.E'. ist.it11i~ hanno otwn ut<• l e .<:e>).(tr<·nl l J'l('rrt•n· tuull di reil:~.!oni 110sitin' : tuher<·oln~i polmom1r-e <·t•nf<'t'lllntn: 97.75 o;,.,: p t'lrltonite tuber-col:u·e GG %: plf•urite ;;;iero.fib rin••»a :.;. %; 1n·<oo:unt.i tubf'I'<.'OIOSi 5::! 'l<. : IIIIE>nop :rtle fll'liC'he<>-IJr·onc·hi~rll .J:i %· In hM'!" n q11 e-.~t1 rt.~trll:lti. ).(11 AA. ~ltlltUN.tono <'h €' lllbl t1'11Zion e po;;itint lntplic·hi l'<'.'{i,.;telll'~l 1ln un or;.."lt nisnlo di mu1 IPsione tubet'.C•1Inre. clw ha UJI rPrto .f!'l'tlllo tll at t.i\'iti1. tlort:ln.<l~, u lln <lia_gnosi ~~J')('ttil di tllill'l'· <:'•losl un nr~:ouwnto rl! .f!'l'llll•H~~inUt proiJabilltit. non ()! <i' t't<'Zl'Jt: 111111 rea11ion<' 11EI!n1th·~ inn>ce in SO).().(f'tt.o . in <·Ili hl not~lone <li Jl""'"llll7.ionf' dJ tuhN·c:olosl non 1· nelhtmf'nt€' <i.idùnmta. <' 11\'.r ~l! :111t~·<·t--<lent1L f' )')('l' i ~intnmi nftunU, aut~)I•Vh7.U ~~· conC'Iudt>re la iuN<istl'nl'~'l (](•ll',iJtfC'zi o rw. fll't' un !'OO,:tJtett<• <·lu.' pl'4?>'f'llli :'i<';m! l'f'<.'(•nti (E'IUOtti>li, tll~:>u rite. cc·<'.) df'l'<' ,.,...,.t'l't> ne<·<"ttntl <·on ri~w,·~t c rifutta !'>llt:~<'("ssilnl· ru~:>nte: lnfiu(' in jll()l\·.t.ln i g-lir JWP«><It• Htl'ml'ntt• e11lpi t i ll.a tnlwrc-oJu,.;i manit1!r>rt:H •lc1·c il U tOI'iZlltl l'E' n I'Ì l'O ll.Oi'<'('J'(' la ~IL: l.f'i j!'JcHlt'. P~r <IUHlllt> tli•g-tl:ll'da ht pat·tp lll'l)lìlatl.k:a •lt'll:t rv:t ;r.iont> <li tis..-.:ll'..ionc;o, S<"<~ tlClo ,:!Il AA. f'>Sit ll•lll JHl t) t'In :<t• >'nln !«Whllirf' In l><t.."C 1IPiln lol\::1 llltfitu ben-n lllre. J)(>khì:' manc.o In 11 )('Imi <':t >li di tui>(•I'Co lo>"i poln1on:ll'€" eon pn>,<' lll'Al tl! b11 cillo di K oell nell" :'1))\1110: S.'\.i'{ 'bbc IJI'I'('i,) ÌIIIPI'tlli i'Jll<• b:tMl~i \\IÙCI11U f' llW ,.;u <li <>S~a Jl<W l'e UUl.illal'JiiOllf' •l<>! tubf't'(·ol o;;:ì dn~tli muhif'nti c·o ii<>Lth-1. f'Oill<' l'Ese r~ito. mentre per il suo \'~1 kl!'l' ùingno;:tlico nE'Ila tul){'rr·ol~lf<i l:rtent<', •'"'--''11 pul> jmpcrHre c·llJ> qu~st.t <U,·enl l tui/CI'C'OIO!'li il('<'rt;t, jl C'Ili• 11011 l• lit>n• Nmfrihnto nlln l•l·ofiln~.,! indi\'llluaiE'. DI\ lllliiiE'I'Osc rkNdiC' f.rtt(• n••ll':tlllhi<>ntt! ruiUtlll't>, ~Il AA. :lfl'e t'lll:llln ebt' n<'lI'B:'ò!-'IWìtn ,.;j f' llfr:l tnlJPn'Ol(>ì' i mottn .pi(t 1>IX'-'";oo <·h<' non Yi '!'.! d1iv~n~a: Il' l'('('itltl' <'utr.rno (~>Il una tui>Prc·ldm:i lnuili7.wbl ('t l~llentf'. t·<>n fn(·ola! g-anjrlì{mllri. YIH'lè'l11ll Od w <.<;<'i ll:tS<·Ost j llt>llf' l'l';:'ÌIHIÌ ilJ.ll{'('f'!'l>'iiJiJ.i, \'()Jl llOtlllli SO!ibtJlÌI '!<lllll'Sl lH~t j)O)Il\OIH' o In lpml.-11<' :tlt m or).:1111n: t.rli Jpsioni <'()rnpat.ibill <·:o11 uu:t >'!IJUI <-n-<titu:~.lon{' JHHt !"ono •·in.. httt> •ba JJ<'i>smt •Li.sturht> fttn7.!on:il<' e i>ftt g~ouo aLI '<'....,-tUH' piÌI ll t'<,l•ntlo. (:J.i :\.\., n••ll~~ 11\lllWI'nsj,_.,.;Ìill\' atti o p,.; i<' ))l'a ti t'Il tl'. lt• IJa li Il cl I~Hl>'lll liti f'. 1\[lllt'llO dii{' \'O~tl' ><11 ii. In mìlilnt·i morti di nwla tth• "'"hl·:tn<'P nlln tulwrt-nl '"si. ~•tto forma <li llll<lull ::;olil'ar.i <h>l polnHmP, <lc>lln plt•m·a. dPI f<'Jmto f' ~l)(•t•htlmentp -"'tto 1':\><J'l<'tto <li gan ~IJ hronc·hiali <' JJJ<:\>If>lt[!•ri <·i tlt•;rPII<'I<tl.i t• m('t.'llllot'liu.al! jn .!(,l':tmll JUH;.Js(' fil)l'<):.l'nseo&•, l<'>"ion i er !dRn t<•lut•nt<> aut l'l' i()l'l ~ti l'n rrnolnlll<'ll to.

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200

CON~' ~REN~E SCIE ~TIFICH g

DEGLI OSPIWALl MILITARI

Sommario degli argomenti trattati (D:li l•roc·f'>-si n>ol"llHii JJer'·"nut>i :11la !Jirt>:donf' <i•Htmle d eL !'wn·l:r.jo s;~nltltrlo mllìtu l'f' d n l 1o g-t?nnn io n l 3t 01N 1·r.o 1 ti:!:!). CA>'t:IH.I. C'apitiluo mt•di(·o <;u·;.t:l'l't: (}EU.\1101: ço,,l,.iuulv alla l<•m pifl delle "'"111/li•· iujc:fli-rc. Prt·m~·:<:<o c·lle llf>lll' inf,.r.ioni iu g~nert'! è ne<·<' >->"<trlo 11011 "ol<> a;.:ir<' <'Ontro ru~e-nt(· to:;sk·o. ;:;onwl.ini,.tr.utdo prt!pnrntl uud~luid. 111<1 am·he <·on1ro l'al!t•ll t<• batt.e lit'(). op;1onendo1·1 l' ar.ion<: ('llf'I'I!'Ìl'll dt•i r:ullt~tll f<•tlili<"i. l'O. I'SJXHI(' ;::li ottimi rl«ult1.1ti ott~:>nut! t~>l /J'ift·uil In ... di ff'bhrt> tlr.,id<• où nuloto>siclt . t:lll'\'illlllmw qa gmn.1X' t>ffi•·ndn. >'l..l'dt> qtwmle\ ri t' 1nHtl h ·Jiit lllll ()mle or;!'llllh-:1.

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ll('lln forma (·otwlnmatn di p.-.:orl:l>'i ntuuuliat·•·. l 'O . illu s tl':l l'<':do(()g:ia. l'amtlomla )l:lt.oiU)!IC-.1 fl bi ('tll'H dfllJll dfll•Jll:t!Ol'li. t•ili.'\'H illlo J!li ll!' tilltl ll'iSII)tf\t l l)tt!'lllll i ('OU la inl?'! .hllll' t.'IHln n•uuNI tli :\'t•oS:tl\':ll·s:nt. In cpwlc• in hn•\'t> lt'IIIJ>O lll'l t·t·mina la :'(·omp>l t'>;l d t•lh· ltl;tni!fp,.;f:a:doul in :tllo.

To. - :\Jn;.:;!i tot'\' 111\'tli•·o YtTTiltU O f;('.\t:uoo;l : , ., r·rr.<tt 11/ r•rnia .'</l'IJ :;alu.- .\ C'r·t•nuat't• nlh' rou•liz.irmi li,.;Jop:l tolo;::i\'hc> tl<'ll'f'rnia ~tro:r.Y.tl\;1, l'O. "'~'•W•Il\' lUI <':1!'<'(1 <Il ~11'07.7..;\lllf'llto t•t·niat1o npentt.o nt>ll'iuf<•rn•,.t·iu. ili •·ni In lliiiii0\'<1'11 (1~1 tnx.J!l. )'('!' (jll:llltcl hl'('\'~• t• fnll;t ('C)JI 111\'te)<]l), :IH'I';I tlf'h•t'IIIÌIIHtO l.1 l'oltlll':l cl!'] 1'111('('0.

'l'nn:sn:. - · l'ruf. Gc<:u~:r.~HI I'.I,..Titll\' le'll: Sulltt lll' l'l'ti.•It' llia. - J1..Jint":ltl j t·o nfini <>linid df'l (·o n c-t•lto eli tWIT:tstt>nln. l'O. di,ting-tu• la tU'\Taslt>uia <·clst ituzioualf' d:tll'tt<·Af!l isJ.Iu. In ;!f'llllina ~·J ull:t siulnntalh-H <-'Il<' PSJ'U IH' la sluli>mal•>lo;.:bt t'Oli pnrfTc'olnn• l'iJrnllw<in ttll'a t'l't'l't~t t m•uto •I<'IIP silltlii:Jzlcmi. EsHtnina iutirt(' t.utri i ff'IIOIH('tti <H )j.(;!'f't lil'i l't] ohhit•ttÌ\'Ì <•IJ( • 1 "'' .~11110 <'>'><'l'l' pn•..:i ili I'NllllP JlC•I' (a tl<i:th"'IH«i •litTt>l'~ll:t.btlt• da altrt' m.al:tltif'. Io. - ~l:tg~:iore IIH'tli<·Q A:--·rnsHa .l.l t'•J<·t: : / ,,,,,..,fia !IÌII//IHtt·n/11 di'l fr·rlaf" . l' t'l'llill' lllll , <l('t~I!'<Ì(lllf' dA tn• \':USi <•'Sl'I'Y:tl i n l'l l'iJifPI'Jl li'I'ÌJI. J'() . ti(>s(·t·in• 111 !'<l lllOIllat!J(cJ):'Ì:t <il'll'at .; ·n tht giallo-a1·ub1 dE'l fpgnlo c• llt• ri:I SSIIIIl<' lt• ':lli.Pr;t:t.inni nnntomo. r;tt<•l o;.:il'lw. IH:l\'I'Ost·OJiil'it(' " lllit·r.,M·npidw. Hil'<ll'lal•• lP l<'nt·i<• piìt l'l't'f'ntl (1('1' s pil';.:a rl' i ,..i ntmui ln·iw •ipnll clt-• ll'afl'p;rJ·>tH·, cruall l'illl'ro . lt• t'IIHJJTa;.:it• r• i 1listm·hi tU•I'I'<><Ì. 1'0. tl':ltt:t ~ 1\:·li~l l•tt())!I'IH '.:<i llPilH lllal:tlfi:t. :lt'l't' llltallclel :1·1 llt'"l'" tl':"l .".iliJld(' l' alrolìn :t<·Hia dt•l fl'J::ti'A). all'illf111('11:t~t t·se•r1·il:11a dal :\'•·a:-<a ll·:t r~·lll <•<l ul la 1 '•~-<sihili lit tli un'origine dt>ll.a 111alal tia tln ):'PI'IHi lnf\•tl i l'i.. T'ots r. (tt•oltu·ico. -

'l'f'tl. ('o lomtf'll<> lll!·ci if'n T>cnn::o.wcl H<JStl: l 11 ' '"-'~>t! i r·ltJI'II8Ì rnlt illrl'l,

L'O. riff•ri"'!"t' ht ;:Jo ri:t dinit·n t •d il t'i>nt l t;~to tt;" .l'<>st·opit,l di un t'a""•

<11 dell'OSi <:on iti!'I'O it(•.t>lut·it-l), l'il<' 111111 l<>IP\':1 <>ntran• llf'l (lllll llllt' (jllllllll'o cl!' llt> :111!'111 i.l' "Jll!'nidtr•. (' PII r li<lYio'fllit),:j IWl' i ·~Ilo i e·ar:t ttt•t·i 1'1;1"'-'<i(k:t rt' Il<' l Y lll<t<l 1,1 tn]'O d<>llii lli;tlntlia clt>l 1\:tnti. Jll'l'>'<'llt;n·:t nun distint:a imlh·itlualitù }11·1· I'C':r.iulo,C'Ia l' l«'l' bt j)i\IO,C'C'llP>-Ì. lo. )llli!,C'Ì<>l'l' llt<·dkn :\sT11o; 1n ('.11'.\UZ•:t!.ISI: l'n c·a.•o rli t' rllia illfflliuo/c r/r.<fo·a d r•(./'(lfiJI('III/it•t•. f.'() . PSJ'Il lll' 1111 l':l>"t> eli t~l'lli:t iii)!'Uitl:t((' tft>( J':tJ)I l<" tHli(•('., (ift lui co pi' t'H[{), .\('IYlllt:l t o ali t• \'III'Ì<'lÌI p() >) Il<' t1••wir sul llWt'<-'11 n i,.:m o eli t' nrntn:r.ione ( l W' l' ~•·il·ohtlliPtlfH H 11(>1' Iii I'HI'Iit·nhH'I' ~l l'lllttll':l :llhilolltit'ot l. I'U. i'ilc•nt la rnrib't <li tali <'t'Il i<' <' In d il'tk .. ltil d <•ll:t cli;~;.r J to"i.


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PER IL LIBRO n• ORO del Corpo Sanitario Militare RIC OMPENSE al val o r m ilit a r e per la c a mpagna di guerra 1915- 1918 (Continuazione - Vedi fasr/co/1 precedenti del 1915-16- 17-18- 19-20-21 e 22)

MEI>ACT.IA 11 '.\RG!i::-iTO.

R. /)ecreio 8 geJiiWiO 192~. ~+l· C\L'ìH:wo (;ì.lctml<' , da l'ortki

('\apoli) , rnpit:tno mediw 1S regg im ento h~r!'nglieri /n commuta::ione della wedaglia di bm11::o COIICt'ssa~li ton decreto luu,~:oleHcu::iclle J~ mar::o 1919: In un <'umbattimc:rno durato due• g iorni <lette pron1 di inst:llll':.hil(' opl rositit, r<·canJosi s ulla linen di Cuoco a ,·isitarc: i posti eli mc:di<•azionc clc: i h;tttflglioni. Fatto s~uo n starkhc· di m itra~liatrid n c:mkhc:, l'Ontinua,·a lll :<na npc:ra. ili null'<tltro pr.:oc:rup:tt<> d tt' olella ' c·ur;t c: eh-Ila ~aln:z:r.a dci kriti. -- :\[ulinv dd la Sc::.;a (i'i:;n· i, JC'l·J;: Ho\·emlm.: '9'i· "·1.'-· F".\~1./J~l /.c'cl, dà Hn:~<'iA, aspir:ìtll c uf!i,·it~lc: Jl~t,liè<> .'- n:g')titllèl\lo :t1piui. /11 t'OHIIIIltfa:;iolle dd/a cracr 11/ m eri/o dì gul'rra conce.<.<agli ro11 dare/o millìsll'rìalc i •lgosto 19 19: In aspro tc:rr~·no d i moHtagnn per l'l'C giorni <'Oli"C<'lltl\·i ((i comlJ:llt intt•nto, spn:zz:tu:lo og n i )X'ri•:l'lo, prc,.:t<) ~ulla prima lin<"a tli fuoco "'w<'Or,;i ai kriti. SHpnto che in alcune bamcche nhbatulmt!lte dal llt.'Jnit·o t'r:lno rimasti nn~tri :<oldati fNiti, "otto il fuoco <'Ont'('lltrato dc:ll'artiglit'rin H\ ,-~·rsnria (che prm'(}('Ò l'iH('(:nòio <klle han'H·•·he stcs~e), 1·i penetrò ardita mcn lt· rin:<l't.'lldu a pori i in ,:ah-o. - Conci! l're,.;unn-~lonti c:dlo, 26·1S tllagl('io 1918. z.j6. CJ,Hr.l .·llgcc•. dr~ \':t rt.i (l'':"·i:t), a •piralil E' nftìdale llll:dico 59 t·c:~gimento fanlC'Ti <L ·- :\.;pi.rnntl! mcd it'o in uno dci più b:ntuti e diffi ci li po.-;ti n\·anz:Jti, ntt:n tre, in giorno ll'a-<pro combattimento, cnn mir:~hilc ahncgazion\! e 1.elo e.;emphtn~. <·ura\':1 i feriti !!iungt·tJti nl po,:to di medka7.ione, <"<•lpito a morte , ~()('ccmtht·\·a ùa prode: sul p<><lo ,:tt·sso. - Col Bricn11 ( 2• t·imnl, 10 lugJio 1917. 2.17· l; I•)J«: 1 J~o'>crlo, d n Stratklla t l'ti\· ia) , :ISl•it aut<: ufti<'ialc medico 39 reg-g i me n t o fnnterin. - In co;nmula::io11c della croce di J;llt'rra COIICI'H.t.~lì co11 dl'Crl'lo mini· stcrialt· 31 mnr:o H.J21 : - :\,;pirant.: mNiit·o di battnglio n(·, già òi~ti n to,.;i iu J~l'l'cc­ d.,uti a;r.ioui, 11011 an· nfb pl"sihilit:ì d'impiaut<trc '" f:tr agire il pu~lo di mcd:<:<~;r.io11e, it11brncci:11'a 1111 ftwil c o:, frn i soldati, J>'I'CIIdC\'<1 nl~i,·rt parte alia dife~n d 'i m porta n t t: pu~izion<' . d:ll tlh hc ll 'e se m pio d 'ahnt':razi, mc, d 'ardi t<> ~lancio t: ti i "prezzo del pericolo. ~li<Tt·s:;il·a nt c:u te, pcr gra ,.~ c ,·it·iun minalTÌ'tt !H.:m il·a ad tut pontt·, t•h c , ~'t riu ~r ita, :tnehhe impedito 11 ripiegamt:nto delle truppe, vortntn.;i anlit:ttnc:ntc sulla località, :-otto doknto fuc...·o di mitragli a trici, ritmi g-li >'hìmdati, ft'n11ò ehi ripieg:ll'n e <'Oli l'e,:empio dc.:lla ~Ila crtltn:t fmti,·a e elci ><tw :-;pirito <1ffc11(:.\1. :\l.}. -

~iro li trascinò :11 c<>tllrattacm, ,·agionat!f!o grari perdite al n~:mim e comribuemlo ,·ali(l<Jmcutc: a rnffor7~1 r la dife"a tklln min ;:u:dat11 po><i?.ionc. l'.:nlelte la 1·itn <'OIIJ-

bmte11ÒO s:tl f'ia,·e, l':ntn0 s u rces!'i,·o. -

R:tgogna, 31 ottobre-1 no,·c m bTe ' 9'i·

:'l'fEOAGLIA DI BR0 :-17.0.

R . docreto z giug•1o 192 t. 1015. Ju'ut,T.A Ciulio, da \'illnl<tg-'1 ! Aqu ila), capitan e. ttl<~dico 19• !'czion e ;.,n uità mi· litare . - l'fficiale medico in:clligc:nte, atti1· i,;~imo ~empre e donmqne, achletto a se ;r. ione di sanità divisionale col capo di e~~a, nelle gra ,.i circostanze <ti due in· t~ n ~i bolmrclnmenti di mrdi e grossi cnlihri, che riclu~~ero in nHH'erit· 111 ~ttk


dc:lla ~c~.innc, ~cppC' ,., ,n ~·-e•uplart• -prrno ,J"I ptrit·•>l<l , .:nn <' ll(·rgi:~ , i'Oil pr.) tllÌ

c·d cflìca~:i pm\ \'(·.Jinu: nti (o,·itnrc t·onfn,ion it· :<hattdamclltÌ , rin,ct:uùo :'olto l'inten ~o fuoco :1 f:n- tt·a :;port:lrc· in :<:th·o h,·n dlH:l'cnto feriti !.:I'S\\·i c tnttu il m:ltt'·

rinlc della ~cziom·. - (<l>'"<'dhnn, .) ' luglio " _;- ; no\'Cinb.rc 1() 1 5 . 11116. LEPORr. /)clllal c>. cl:t Cari n ola (l'a~t·rla) , ll'ncntc 111cdicn Jn grnJ'pO 1,:; ;crti~licria C'arnpagn a. - f're;;t :l\'n l'opna sua eli medico in pMizione 1no lto hauntll, c cln runte 1111 intenso holllbardant t·nto, ~ebbene k~gcrnttnlc f e rito, continnò a mcciicare i ftriti più gral'i di lui, dnndn IHO\'a di al>lll').::lZionc, cii "prezzo dd pt·ricolo e di alto ~c:ntin t t•n t o del don:re. -Col di J.:uw, ,; <li<:<'tnbrc 191.5. ' ":; . ='lASSARt l 'iucrl!:;c>, t enente medico 7<• rcgg-imt·ttto fnntl'rin. - Unr:ullc 1111 ,-intem o cmnl.attintcnto, ferito c fHlt() pri g- ionit· rn c·cm i snpC'r~titi dC'l suo h:'ltt ::glionc, r inscì con rara fcrmeua d'nnimo c àudacin, a ~otlrnr;;i ;al pt-ri!'olo di nt"r •n· bruciato in tlll ll c:werna, alla quale il m:micn nn:,·n appicnlln il fuoco. l't)S<·ia ricntr:t,·a m·IIC' no~trc l im·e, !lonosrantc fo,..,:c ripctmnnu~ tlte fntto ~t·gt t n nl 1i ro di fncilt- ria ,J<:li':J\'\' c:r~nrin . - j:~miano, o-; giugno IQt;. 1.. 21\. :'\ .~kllAIU /)cml<'llic.J. d:t 'l'n•l'isv. l<:nCII \t• lllctlico con tp lcnwntv Ri r<:g_t::imclltO f:t ntcrin. - l'C'r lung hi cci i ninterrotti m ~::<i di trin~:cn, in:<tam·:JIJilc ~: gcniallltt•n\ (· opt·roso, prest:t\'a il ~uo nali< lo aiuto pl'r tc:m-r salda la cotnp:lgni~t tld h:lt tagliullt' nspramente prol':'l!u, t' t•o ro!la\'a la :<nn opern !'Ol !':Jcrilit·io di sè s tt·~~'' · rillt:'ll..'mu·n di l'lt'7.;t. •, lll'llclo ,·ittima dci )!a;; n~nl'tici Rl ~tt.> po~t n di <'<>lllh:Jttim<·lltù. 24 ottobre '9'i· (Cn t li1111:1).

NOTIZIE Per il generale medico prof. E. Trombetta e p~r il brig. genetale medico tHof. S. Santucoi. - · li ;, marzo"''' ~'"''· Ili'-"""" la !Hr,•zio th..: <'t'lltral e tl<'l - ::><·n·i:t.in ~t: : i­ t:~l' io tt!llil:ll't', hu ll\'\llcl luog-o tlll(l u:utlt•st:t llla ~< illt)lalkn C'l'l iuhmln ):l'l' l:t <'l'l· ""::'Ila al );'t'IH·nlle 111'~1-i•·o pmf. 1·:. 'l'mmlx·tt~• \' :1l hrl;:-. ::::<'IH't1tl<' lltt·di..c• 111'01'. :-:. :-::lllllt<·d tli u n':tt't.!:lllt11 ll(>l'!!:lliiii'Jllt \'di una llll•tllt t:li:t d'ort~, \'IH· Il ('urpo :-::lllit:tt'i•• .\lil ltH."'• 1011 llllalli!ll\' c·u n~~·! l~o. ha ndut o oll'rin• i11 t\'.-IÌIIto n i;~nz:t th•ll<· loto l'it·.•Uo::<li lllt• h\'ll(':llf'l'\'111(<' l't' l'SO l:t ll~>><lt':t i><lit'lt%lnnt•. A (tll~"<t:t f<•NI~ t. in:<plr:tl~t ;tll:t t•ì it iullm:t l':llni;.rllltrltil, ìnlt'l'\'1'111\t'l''' 111 111 ;::11 l"flki>tli 11\(•tlld l! flll'llllll'i,::ti di'l :\lilli,.lt>I'CJ \'d Hcit•l'i t'VIlO t'Oli uohili Id ')!I':IIIIIIIÌ l llirl'ltm·i di s~tnltit lllilita.t·p l' d<·lla St•uobt tl'ttp) olic·uzilltlt'. Jl 1-:<'llt'l':t lt: IIH!ll!t" d\•ll:t \":tllt•. nt') o•OI\~'C"lt:ll'U Il l'ic.otcl<). ·:·i l<>' ' tl·II'HIICJ ;;i;::uili<11to flp1J;1 IVl'ÌIIIitlll:t. l'il<' oltr<• Il l':IJ >]II'<'>'('l\(:Hf' llllll lll:JIIIff''-'l:t:dotll• di ;:! :n,l•:tti.t ]II'Ì i:<'m:r:tli IIH·did 'l'l'<llltlH'IIIl l' S: t lltiJI'C•i, (i)f<l ittlil'.l ;ttll·hl' ttll':til'l'l'll l:IZ Ìil llt' di ]'l'ti· l"'" ili l'di ('Otlt.ordi:t ft<'l' tl'll<'l\' :--1'1\l]ll'(! pitl <Jito i l Jll'f':<ti;!'i() dd 11o :;tH1 l'ol') ,o. T l':l l t • 1111 :t Il i 111\ :t Jliii"O\'Il ;t;i'n Il i r Ì -;po:<t •l'O l •, •lllll\OS.''Ì i f N<H'l!Jd l\ t l. ll J!(·ll. 'l'l'lllltl JI•tl:t. c·on :;:'PIIinl•~ i JIIprun·i."'-tZi t•llt· , l'it•I'Ot·i• il ltlll;:!o j l' lind n d'iul<t ·).W:tlltc•llto •1 ll a S t·tJI>l:J tli 1-' irt•nv.o~• 1;> t'Ì\'01>~<! un 111 nt.. l'l' "" :1t1'1 ttun,;o s:tluto :t llll llllllll'l'CI'<lt :<~IIÌ('I':l d i'l .. noi alllt•1·i, •,11 !OI'I'I'Izio Pcl In t'>ll;.: t·1!•1, spn:·,:i l'• ' l' o;:;,i k :t •h o d 'lt:t liH. lA' ft<'l'!.::.tlll<' ll f.", \'\'l':t OJ lPI'>l cl':11 h' cld pt~•f. P:1;.:-nnn. J lll'l:tno lP l-'l':!ll l'llli d<~lic-IH': Al ffl'lli'rulc• mr•I/Ìf·() JII'IJ/. F;tllllflllf/r, 'J'I'CIIIIIJt·/111 -- 11/ t·ullcll·t· il/u.•ll'(· r• fl''lliul•· Ìllkl' f/11011/t • 1/i lwuliNIÌ''II diC' ,.,.,~ rt' /'(1 /('e/e eli 1/fi'J·' ''"'' - rtiJ/IItllnll/ 11 /t• rmliC'/11' ,.,.,,.l,~inui la ,1/f'l/if'iua /r' yale militare _ Cll't'Ù o//'o/1, · : .~(1. eli .w·ic·u : o 1111sillr•c 1/lf/I' N(/'() Ì11,'C'fl111' (/ più (JI'II('f'(I:ÌIIII/. Cii 111l'tfic·i i/ ('11/'JI<l .~111/Ì flt i'ÌI) IIIÌIÌ/(11'1 - /'Ì('II•

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204 du tu ><ccultdo il ~·J!Ut-lll'' onlill<' di 1•rlo1•i.ti•: H>'l'l'll<l<'llll. d i>'< i.'llci t•nt.i. \' t•<l o\'1', frut .. ll i lt' do111:111d<• •·dutin~ <l€<hliouo c><>'<'l'l' lJI'l<:<<:liiH I!' 11\'1 t<WIOJi·uc di ~i lli<.'-o;"i cl alla illttu del d~·cretu di apJJl'I!I'Hl'.Ì!OJle del ]JJ·c:-:cnte rcgolumcuto. l'er le salme che \'PlTn nn o idt'lltilì<·llt(> ùvpo <ll"tta data. iJ tcm:winc tl i sei mc·.-:i de<·Ot'l'eJ'il dalla data della ootu uu i<'a ;~;io nt> dell'l:IYYI'Unta ldentifit'H7.iOHI". Il J·e~ol illlleutx' ti·atta a l tre$i <.ii tutta la organi~r.7..a7.ìvne ùl Qlll'<-<tl t t':I"'JMt'li e !'f'l 'f'Ì :>lNIH'Ut.• d(•J tt':l"(\Ol'ti lhtl ~ÌÌI Wt'litl•!']() di ~UI'l'l'il (' cii 'lliE'Ì lì d:t l I'I' ~ Ullttl• t :• t·l'iiOl'iO ùel r<•;::-t~o; rq~oln i tJ·a~;:p.-n·ti de llE' snlmc J)<'r fel'l'ovja P. )ICI' vln di mare (!iuno e,:t·lul'< i i ùit·d ti l'ti i <li•l·t·t tb><iml <'Ù iD ogHi Cltl'l'O, tUè>'><u :t dixp",;i;~;ione. dona H no t'l.~'>('l'l' pos tr t.utl.<' qul'lh• ~• ll ne ~:he ::.in J.:>sslblle <·:n·i<<ll'l' i) ed acct>nun in:iut· ali·• Collllr:tlllW )'I'Olli<l'-;!--'1;' tlu : t >''-'•WÌ:t7,Ì(l lll ~~ tl:1 :lltl'i ('llU. ~· ""JI'ell~;

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3.00

Un vn . . . . . .

3.50

Per Giovanni Maria Lancisi nel Il Centenario dalla sua morte~ lume di pag. 106 con 28 figure . . .

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· 111 Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra (Roma, ·

1919). - Relazioni ufficiali e comunicazioni. -

Un v o liune di 1~ag. 96

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2.50

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3.00

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6.00

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8.00

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20.00

l V Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra (Bruxelles, 1920). - Relazioni ufficiali. --: Un volume di ·pag. 44 . .

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Congresso internazionale di medicina e farmacia militare (Bruxelles, 1921}. R e lazioni ufficiali cie l Corpo sanitario militare italiano. - Un \'O. . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Iumt1 di pag. 100

A.- L usTIG - A. BusrNco. l << gas di guerra l), Impiego ed effetti - Prov· v~dlmenti e cura. -Un \'Olume di pag. 104 c.on tro ttwole micrografìche a c olori . .

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E . S ANTORO. Ferite addominali di guerra. - Prefazione d ol prof. N. G I AN NETTasro. -

U n volume di pag. 400 con 38 figure . . .

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Giornale di medicina militare. Direzione ed An:uninistraz ione: Palazzo del Minis tero della Guerra, Via XX Settembre - Roma

CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. x. Il Gion111le di m edicina militare si pubblica il primo giorno di ciascun tllt"&e, bt rasc icol i tl i tre io).(l i eli ;;t:uup:~. a. L 'abbonamento è :tuuuo e dE-cor re dal r. gennaiu. 3· Il prezzo dell 'abbonamento e : . Per l' Italia e Colonie L . 24,Per l 'Estero • 1$(),\Ìn Italia - • 4,Un fascicolo separato costa · /all' Est e ro 4-,i>O Il sup pl·e me nto · con tenen'te i Rttolf 1in Itali a . • tn,di a nzi<l11ilà del co rpo sa nl tat·lo mia ll 'i~ste ro . • 1:!, lita re costa

l

4. ['t>r :;:ti ufficiali meùici del R. E~cm:ito (in ser\'i1io attivo, iu posizione a usili a ria, o i complemen to, .!t:lln riserva ed a ri poso) il preuo <.lcll'a bhon nmento è ri<lotto a L . 12, an-

t icipate.

•

5· L':t!Jl.Hm a ment o non ùistletlO prima del 1• dicembre s'intende rinnovato peT l 'anno SIIC'CC~Si \'0,

6. I signori abbonat i militari in c ffc·ttività di servizio p,lghc ranno l'importo d cl1':\bbonnmcnt o per mt"zzo dei rispettivi C<' mandi d i corp=> e direzioni. 7 l'er i "oli utlici.tli ml.'dici (dt:I I'Escrcito e della 1\larinn), in qualunque posizione si t rm inço , è :tllllll<'s~o u n ABHOKA:O.LE:-:·ro <.:U~ I UI.A'J'I \ '0 al GlonF! I~ di w edi, itJa 1!1/W are ed agii rlllll •lli di w .:di<illr. ua;:n/c c: ~olvui.11t• al prcuo eh L. 2; :wnne. Per otten ere tale facili!;l7.i6n<: ctunulati"!l gJ: abbonati militari Ò•>nanno la~ perv,:nire l 'i n tino i m porto a ll 'r\mminist rn -<:<ll!C <kl p<'ri od i<:o del proprio corpo. :;. Ai Jih1:.li ,; fn In sconto del ro per cent.:. 111'1 ~nltu nto p e r g: li ab!H>nauu:n ti de lle persone e dt'gli en ti non militari, che non possono fruire de ll a facilitazione :.li cui ai n n. 4 , 6 e i·

NOHME PER L8 PUBBLICAZION I. 1. la vor i o rig inali, le note , le riviste - datti lografat i o scritti a mano rlevouo .oc·cu pare un solo lato del foglio ed esser e accuratamente ri\•eduti dagli autori. Si fa speciale raccomaud~zione ch e que lli sctitti a m ano sian o ben l egg ibili, per m odo dl evitare ogni du bbio d i inter pretazione. I n caso contra r io , la Di r ezione s i ved rebl'e co5tretta s ~ospenderne la pu bblicazion e. 2. Sa lvo cas i ecce?.iou~lissim i, la corre zio ne delle bozze ~arà fat t a da ll a reda.éion e, nnzichè dagli a ut ori, pe r non vincolare il la voro ti po~:r~tico ag li i nevit a bi li ri t ardi po· r-t ali.

3· l.c spese per g li es tratti e quelle p er le ~vol e litografi ch e, fot ografiche, ecc., che accom pagnasser o le m em orie, son o & carico deg li au tori. 4. Gli c~traui suno d i d ue tipi: - Tipo A . Scm~ coperti na e <'Cll la imp<•~::i natura e nu mera'-iotH• del r~~<:i ro ln. - Tipo B. Con copertina ,-t:~mp;lta, front cs pizio . imp a gina· tu ra e numl'r:•zion~ specialr. 5· Il pr ezzo <le~ l i est ratti , per 1Ùi amori delle n. etn <>rie che li ri ch ieda no, è r egolato dalla seguente t ariffa: l'Til~ZZO D I

C1A SC:t:~

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G LI estratti minori di 1<11 fog lio si co" tan o come f oglio Int ero per le oràfn<IZIOfli M 100 est ratti o m eno .

Per q~te llf ·Ch e s~t pe ratto rw f og lio, l e frat lOttl In più , c/1 e .non superatao Il mez:O· f oglio, si con tan o com e m età, pu re/a~ per e> l ' ordltaazio11 e ttO!I sta inferiore a 50 copie.

6. l m anoscritt i Jl OII s i rcst it u i~co no. (~<•lt>)

- R om11, l02L· 22 -

S talJ ilimout.o P o Ìi graOco per l' Ammlnlstrnz: one delln Ouerrn


11/J Pubblicazione 111ensile

GIORNALE • MEDICINA MILITARE DI

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI: Ciotola. - Sulla emostasi chirurgica .. ... .. .. ... . ............. .. .. .. .. Pag.

205

Maffi. - Contributo allo >'!tudio delle rotture traumatiehCI sot.tocutauee de ll' in testino .... . ............... . ........ ........ . .. . ..... . . . .... . . . .

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Pellegrini. -:- Contributo allo ~tud i o della ;;tornoterapia nelle affezioni gr1ppa lt· . ... ........... ..... . .... ... .. .......... . .... . ... . .......... .

..

CONGRESSI: Herlltzka. -

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......~_.,

1° Congresso intcrnàZiona.le di Juwigazione aerea. ... .. : . .

Il

233

RIVISTA DELLA STAMPA M~DICA ITALIANA E STRANIERA .. .. ........... .

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~39

P ARTE UFFICIALE . . . . ..... ..... .. . .. ........... ......... ........ . . . ......... .

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ROMA -

Direzione ed amministrazione Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -

ROMA

P11r /t Inserzioni di pubblicità rivolgersi DIRETTAMENTE all'Amministrazione dt l O/orna/t di mtdlc lna militare - Palazzo del Ministuo della Guerra - ,Via XX Settembre - Roma.

. P er le nu ove norme cir ca le pubblicazioni del lavo r i vedi copertina (~• pagina).


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205

MEMORI E ORIGI NA LI .

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R. ! STJTt'TO DJ C LINICA C' HTR t;R C:l CA DELL ' lJNIV P.: R S ll' .i,. D EC:LT STUDI DI

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DI:RETTO D A l, T'R O E'. ROB ERTO ALESS.'\~ ORI

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SU L LA E M OST ASl C H l R U RG l Cft::'.<;::/~~~:.:.;;/·-...· '

per il dot t. Alberto Ciotola, capitano m ed ic-o, assi;.te n te rni l it a rE\.

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lin<> 9ci problemi che ha maggiormente preoccupato la mente dei ,

chirurgi fin dall'antichità è s tato quello di provvedere all'en;os tasi negli in l.().rventi operativ i, e-m ostasi che se è facrle ottenere ormai ·cogli spoc.iaii e perfezionati s istemi di legatura nf:\lla les ione dei .grandi e medi vasi , riesce tuttora di grande difficoltà quando tratta!:;i di emorragie dov ute ad organi par·ent himat.osi , di emorragie cavitarie, in c ui è b en difficile per non dire impossibil e, legare tutti i numeros i e piccoli vasi inafferr.abili c he ·sa ng uinano. L'e morragia allora che s i produce , o rkhiede tm provvedime nto chirurg ico secondario pe-r arrestarla od obbliga ad una incompl ~ ta chiusura della ferita per la necessità di un drenaggio , t he apr e spesso la v~a alla infe-zione e s pecialmente nella chirurgia addomi n.ale, si trae seco come triste retaggio le ader E'nze e le ernie postoper'atorie , prolunga e dis t.urba. infine anch e nei ~as i più sempl ici il nor·male processo di ci catr.izzazion~ . Ma in molti altri c·as i d troviamo di fronte ad e morragie in cui ci so'n o ins uffìcienLi gli ordinari mezzi di emostasi. Studi recenti hanno i nfaf,ti d imos trato che non solo negli individui emofiliaci esiste quella. straordinaria pre<Lis posizione al l'emorDag!a, che rende difficile e pericoloso anche il più innocuo e semplice atto operat·ivo , ma in molte altre malatt.ie, di c ui alcun-e di rilevante importanza chirurgica, si riv·elano t<guali condizioni. In varie malattie inf-atb d el rene (v. Bachroch e T·it.tinger), in ~ffez!oni delle vie bi l.iari con me.ro (Keen ), nel gozzo (Kocher , Kostlwy, Mattelli, .Lampè), e nella maggior parte di infiammazioni a decol'SO cronico fu t.rovato esistere un n<>Levole rallentamento della. coag-ulazione del sangue per cui cospicua si manife.sta l'emorragia operator·ia , sì da r ompl'Omettere talora an~he l'esito de ll'intervento. Da.lla necessità di ovviare a questi inconve ni enti e dall'osservazione c he i mezzi emostatici nsati empirjcamente ab antiquo non ris ponde\·an o allo scopo, sorse la. 1-icer ca di speciali sos tanze per arre.sta.r e le e morragie e sì approfond:rono gli studi per osse rvare i fenomeni m essi i n nJ>e l'il dalla nal.t1ra ~ tessa per provocare r emostasi s pontanea. E poichè due meccanis mi s i osse rvano quando la emorrag ia viene. a d arres tarsi spontaneamente, cioè la contrazione dei vasi beanti e la f'O a ~u lazione del sangue per cui viene impedita mecr i} nicamente dal la - Giornale di nwlic-fna mUitarP. -

Fase. V.

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SULLA t:.l.tOSTASJ CHIRURGICA

coagulo l'ulteriore fuoriuscita di sangue, furono rivolti studi alla ricerca di sostanze che agissero o restringendo lo storna sanguinante (vaso costri-ttori) oppure .provocando e accelerando la coagula?,ione del sangue (coagulanti). Empiricamente anche gli antichi chiamavano in opera questi due moccanismi usando il freddo come vaso costrittore ed il calore come coagulante, costituendo anzi quest'ultimo il mezzo emostati-co più potente prima della scoperta della legatura dei vasi. Farmaci vaso costrittori e coagulanti sono stati stud iati ed impiegati fino dai primordi della medicina ed i vecchi ricettari sono ripieni di varie acque emostatiche, ma dall'esperienza quasi nessuna ne viene più adoperata tranne l'acqua di Pagliari e la soluzione d.i percloruro di fer ro, ad azione eminentemente astringente e d i una certa Jll'atica utilità. Le sostanze proposte dalla ~himica moderna quali l'antipirina, la ferripir ina, l'idrogeno peross.idato, tutte usate Mr a.pplicazipni· locali , si sono mostrate alla prova pratica dotate di discutibili proprietà emostatiche e ad azione molto incerta. Queste sostanze in genere coagulano istantaneamente il sangue ma non formano trombo, .il che prolunga di molto l'emorragia, passando il sangue attraverso e sotto .il coagulo. Ma gli studi fatti portarono a sensibili· vantaggi quando, abbandonando la ricerca di mezzi locali, si cercò di intensificare e di produrre arti-ficialmente e rapidament€ quel complesso d i fenom~ni per cui si giunge alla noNnale formazione della trombosi ·per roozzo della vaso costrizione, iniettando in circolo sostanze che agi5set-o su tutto l'organismo e oonseguentemente anche suJ punto sanguinante. Furono ricercate ed adoperate: la stilpticina, la segala cornuta eò il suo pri:noipio attivo: l'ergotina, l'adrenalina, che furono usate anche per app!icazìoni locaLi. Dette sostanze hanno fatto segnare un progresso notevole, essendo di indiscutibile praticità e comodità di uso, ma non rispondono completamente nell'emostasi chirurgica perché la vaso costr.izione che esse determinano è seguita troppo spesso rapidamente da. una contraria vaso paralisi, .rendendo più facile quell'emorragia secondaria che appunw noi vogliamo evitare. · Schreiber ha messo in evi<lenza l'azione emostatica degli zuccheri e le ricerche di Lù Monaco e Sammartino hanno dimostrato che il saccarosio e gli altri saccaridi introdotti in circolo spiegano una azione direttamente sui vasi, determinando fenomeni opposti a seconda che venga.no impiegati a piccole o forti dosi : una vaso dilatazione nel primo caso, una vaso costrizione nel secondo. Ma ognuno vede da ciò quanto l'azione ·ne sia inçeria e irregolare, nonostante che da qualche c hirurgo n e sia staw esperimentato l'uso con utilità, tanto più che il saccarosio iniettato in circolo in soluzione acquosa determina sempre un lieve ritardo del tR.mpo di coagulazione del sangut=;. Con altro indirizzo si è pensato più recentemente d i prestare all'organismo le materie necessarie alla formazione propria del coagulo. E si sono approfonditi gli studi sul processo biochimico della coagu lazione, studi che in poco volger di tempo hanno rapidamente modificato le antiche idee e c.hiarito ·l'importante fenomeno.


SC LL.\ l:MOSnSI CHIRURGI CA

207

Non an<Xn'a tutti ricercat.ori sono d'accordo perfettamente CJrca l'intimo meccanismo della coagulazione del sangue, che è stato uno dei problemi più controversi della. fisiopatologia, ma ricerche recenti hanno portato molta luce e messo bene in evidenza. i fatti fondamen tali. Elementarmente il fenomeno della coagula~ione consiste nella precipitazione in seno d ella massa fluida del sangue di una speciale sostanza biancastra che raccoglie nella sua trama filamentosa gli elementi figurati nel sangue, cioè nell'organizzazione i n trabecole di fibrina delle particelle colloidali di fibrinogeno preesistente. Il plasma in vivo è infatti un me~ colloidale i oui costituenti si mantengono in d elicato equilibrio, non appena questo viene rotto si scatena l'at.lività d el fibrinfermento o trombina. che è il .principale fattore, l'indispensabile agente della coagulazione. Questa s'inizia colla produzione o liberazione del sieroz.jma (Bordet e Delanlge) detto anche trombogeno (Moravitz) o plasmina (Fnld), esistente nel siero, che deve unirsi per dar luogo ·alla trornbina ad un seoondo fattore generatore , ad una sostanza lipoidica, che è stata dai vari autori ricercata nei diversi elem~nti del sangue. Si pensò prima che questa seconda sostanza si liberasse dal disfacimento dei leucotici (Mantegazza), mentre altri ritennero che fosse .prodo~ta dagli elementi cellulari in genere. Ma fu il Bizzozzero che scoprendo ·le piastrine, questo nuovo demento mol'>fologioo del sangue, ne intravide anche la grand e importanza per la produzione di una s peciale sostanza necessaria alla coagulazione del sangue. Si ammetteva allora, e ciò era in acoordo c.on la prima teoria, 1·.he le piastrine fossero una derivazione dei leuoociti di cui av.rebbero rappresentato le masse nucleari, ma le più recenti ricerche hanno d imostrato che le . piastrine sono elementi a sè, che sà. formano e si liberano dalle cellule giganti della milu e del midollo osseo. Le r ioerche accuratissime del Dirinker hanno infàtti m€SSO in evidenza che il liquido di lavaggio di "t.tn osso contiene forti quantità di pretrombina. appunto per i megariociti del midollo osseo che dànno origine alle piastrine. Dunque su questa nuova sostanza, chiamata variamente o citozirna o trombochinasi agisce il sierozima da.ndo luogo alla produzione della trombina, ma. finchè .il sarlgue è contenuto nei vasi e questi sono .integri la coagulazione non avviene, secondo Nolf per effetto 'di· una sostanza anticoagulante prodotta dal fegato (a.ntitrombina). Quando il plasma esce dal lume di Ùn vaso, l'equilibrio tra queste sostanze si rompe per .la disgregazione delle piastrine e la coagulaz.ione incomincia, ma perchè essa sia. completa ocoorre a.nc.ora la ·presenza nel plasma di sali ionizza.bili di calcio, indispensabili perchè la loro mancanza arresterebbe a metà H processo della c.oagul.azione. Dato questo meccanismo della coagulazione logicamente si è pensato di apportare a.ll'organ.ismo se;paratamente ed arti.f icialmen te le sostanze che contribuiscono ad €ssa per ottenere più rapidamente una emostasi spontanea. Furono studiati ed applicati largamente i sali di calcio sotto forma di cloruri solubili . . Denk ed Hellemann hanno studiato il tempo di coagulazjone. del sangue dei diversi individui prima e dopo la somministrazione dei sali di calcio o di Jiqu·idi che, come il


208

SULL.~ d.10ST.ISI CUJfll:f;GJC.I

latte, ne ronl~· rr go n o in grande quant.itù, e ne anebbero visto accellerata n c~Lame nLe la coagulazio ne, s ia t:he questa sia. normale oppure no. Lanc:ereaux e Paul es~.;o fer.ero conoscere l'azione della g-elatina. capace di f.avor· ire ed aume ntare le proprietà coagulanti del sangue. usata sia per via ipodermica, ch e per applicazione local e. Ancora si è incerti su l meccanis mo di azione della gelatina, ma s i ritiene dai più che le proprietà emostatiche sarebbero dovute alla l)resenza di piccole quantità di sali di calcio, poichè infatti la gelatina pm'a. e dializzata perde le .proprielà di favorire la coagulazion e del sangue (Gley e Ri chard) . Più recenLernenle si è c<ercalo di forni1·e .all'organ ismo il sierozima sol.to forma di sieri eurativi ,·ari \autitossina difterica, telanica, ece. ) o come semplice sie ro di caYallo e per il citozima ii credette opportuno somministrare gel<ttine organich e opporLunaménle I.m•pa.t·ate . Bordet s i servi all'uopo di muscoli trituruli ed il Kocker cercò di arrestat~ delle emorrag ie med iante applicazioni di muscolo fresco sul punt-o sangui nante . P e nni si usò il tessuto adiposo, che a preferenza di allri tessuti. è dotato di maggiori proptietà acc-eleranti la coagulazione, e ne vide utile l'applicazione s·pecialmen te n elle ferite ò el fegato, organo poverissimo di trombochinasi , anzi cont.enen l~ un 'antitrombina. 11ee0ndo No!f. Ma quest-e sostanze, già uni versalmente note e variam~mLe apprezzate nella l<>ro applicazione pratica, furono sottoposLe a controlli e modifiche per gli studi fatti soLto la guida del Kocker , che indagando nell;' s ua essenza il problema della coagulazione ed il miglior modo di procurarla, giunsero all'eliminazione di tuUe le sostanze adoperate, fon dandosi sopra ~~sperif:nze rigorosamente condolle e sopt·a ·pratki espe. rimenti. Fu osservato che il calc io come elemento a ccessorio della coagulazione non potre bbe da solo d eterminare un aooeleramento de l prooeaso. · Già, infatt.i, era stat-o dimostrato dal Luciani che l'agg iun ta di calcio agevola la c<>agulazione solo quando il sangue ne contenga in quantità deficiente , mentre in oasi normali -l'aggiunta dti quantità discrete ne d iminuisce la coa:gulahilità (Sabbatani , Regoli ) e ·le dosi elevate la impediscono d el tutto (Horne) . · L'uso de i s ieri può dare qualc-he \'Olta 'buon risultato ma l'esito non è nè costante nè sicuro ed espone inoltre a fatti gravi di anafilassi. L'uso di gelatine e s ieri gelatinati , nonostante i risultati vantati nella cura degli aneurismi , e la pratica Yia di somminis trazione del retto (Racchi) non ~ mezzo sicuro s u cui si possa fare assegnamento. Il Kocker pensò all ora di utilizzare l e piastrine, ricavandone u n emostatico che avesse '\.lna sicu r·a e prorr~a efficacia sia in situ , che per azion e 1generalc a mezzo d el rircolo, second o il bisogno. Gli studi e le ricerche idel Fo nio portarono all'attuazione prati ca colla produzione di un estraUo di pias tt·ine, ottenuto per centrifugazione frazionata d el sangue animale e portato in forma. consen·abilt:: e .solubile in aequa roll 'aggiun ta. di zucchero d' U\·a. Tale prepar·ato, f·ui fu d ato il nome di Coaguleno, presentasi <>ome poln•re amorfa e può essere usato in solu zion~ per ,·ia ipoctH mi nl o endo,·enosa o applira lo l<wal me nte-.


,.: l: J. U

f:)!O>''I"ASI CHIR t:HGJC.\

:209

Data L'i rwe rtezza rosì a nco ra esis te n le c irca g li e ffe tti praLid o Uenuti dai vari 5perime ntato ri coll"ll sO d ell e sostanze propos te a scopo e mostatico, ho voluto, per con:-ig lio del c hia riss imo p 1·ofessore Alessandri, esaminare l'utilit.à d ei Yal'i preparati con inte nti emine ntemente prati ci. Come basf> d(' il e osserva ziOni ci è s lalo necessario sagg iare il f{"n1po di coag ulazio ne d el sang·ue pt·ima e do po l'uso dello sostanze in t'same, J)€r non g iudi•·m·e r·on apprezzame nto s ubieltivo d cll'effi.cac·i.a di ~:·:;se .

DiveJ'Si m etodi :;ono s lnti fino ra a d o perati dai vari auto r·i pe r esa.minare la · ·oa~ ulabililit dd 6ang uE' , alc uni molto · ·ompli··~tl i f> (li non fac ile appl iC<\z:ione SJWr·ia.lmcnt e in nt1me rose espe r'ie nze, allri fo rs" tro ppo sempl ic i e non ri s ponde nti a vero c riterio scienti fico. Vier ordL fa assorbirE' il sang ue da un'estr·e milà. di un tubo capillitre e dall'altra introclLwe un pe lo d i r·avallo. Imme rgendo e traendo il ITine dal la r<•lonna a lem ·p i egua li, s tabilisre il princ ipio d ella r·oag ulazione dal mome nto in w i incominciano a de pos itars i piccoli coa~ruli sul pelo sh·sso. S('hnllz si serve di nn capillare di vetro s uddoiv.iso in 11i•'c.ole per·le in cui Yi ene aspirato il sangue . Le singole palline veng-ono staccate sw·t·essivalnentc ad intervalli r egolari e imrmm;e in u na soluzione fi s io log-i..;a. Jl $Ung ue !lHS3a in questa t.: he viene a ('Olo rars i in rosso. Comt> punto final e s i ~weg li e quello n el quale la cavità della. per la è piena di coag uli in modo che no n passa in soluzione che pochis~ima quantità di s ang ue . Un m e todo dei più st:mplie i consiste nel s aggiare il te mpo di sang uiname nto (Larrabet·) prati(·ando una puntura con lancetta a bis turi (non con un a.go) al lobulo d e ll 'orcrchio e assorbendo delicatamente il sangue og ni tre nta secondi con carta da filtro: in condizioni normali il sanguinamento cessa d o po 1-3 minuti; quando supera gli otto minuti vuoi dire che è aunw nta lo il tempo di coag ulazio ne . Un'altra prova ··onsis te nel saggiare in vitro il Lempo di coagul.a.7.ionc prel.;va ndo 2 C'C . rli sang ue da una ven.a. in una provf' tt.a, previa lavatura di questa in soluzione fis io logica. La provet ta è r ollorat.a dritta !>opt·a un sos tegno, qg-ni minuto la s'inclina le ggerme nte , per vede r e ::e il sangue scorre; quaPdo ·la .prove tt~. J)11Ò essere rovesc!n.ta senza che il sang ue cada., la coagulazione è f•o mplcta. M isurando il tempo in cui •' iò a vviene, s i può ave r e un criterio cirr a la durala necessaria alla coa g nlazi one. Tali me todi sono p erò abbastanza impr·er. is i pe1·r. hè varia ne i di,·c r::J esami la t~· mpf' ratura ambie nLe ed è diffic ile mettersi nelle st esse cond izio 1' i ne ll e div-er!;e esperi enze, po ic: hè i n effetto basta un teg~ti ero <:hhassa m l.' nt0 te rm iro- per d e le m1 i narP. 1111 ri Ulrdo con::id erevole nella ('Oagulaziolle . La •' Ostanza ciunqut:>- clelia. lf'mpe1·a.Lura duranl1' l'esam~ ò una d ell e e.ondiz,io ni indis pensabi li · per otte ner e de i ris ultati esatti e para.gonabili tra di lo ro. Mig li or e è il m e todo de l ·wrig hl col qnalP il sangue è ral'colto pe r punlma di n n dito e d immediatarncn.Le aspirato in una pi•petta ~per.ial e . Quesla p ipetla è fo rmala di un Luho r apil lare lung o una der ina di centi metri e r h e porta due tratti rli rliYi ~ i o n e, di sll'ln ~i l'u no dall'altro


210

8\JLL.\ EMOSTASI CHIRURGICA

5 c m. e limitanti uno spazio d!:'Ha capacità di 0,5 cc. La quantità del sangue raccolto colla pipetta deYe riempire esattamente Io spazio inte rmedio a questi due tratti, in modo che tutti gli esami saranno faLti sopra un.a colonna sanguigna dello stesso volume e della stessa altezza .. Una volta riempita, la pipetta è depositata in un .recipiente oontenenbe dell'acqua a 37°. Ad intervalli r~olari si fa cadere una. goccia di sangue contenuto nella pipett.a sopra. una carta da filtro; finchè il sangue .resta liquido, si ottiene una macchia che si estende sul'a carta; quando incomincia a coagulare, il Wtgulo si deposita i-n mezzo della macchia e vt r esta e quando si allontana la pipetta dalla carla, la fibrina si stira in 1111 filamento. Il momento nel quale appare questo filamento per la prima volta indica l'inizio della coagulazione. Praticamente per ripetuti esami ci siamo set·viti di pipette ordinarie graduate preleYando sempre la stessa quantità di sangue e immergendo immedialamenl<' la pipclla in acqua che abbiamo cercato d i mantenere alla temperatura costante di 37". Però abbiamo Yisto l'impossibilità di poter aspirare da una semplice puntura di un dit-o una colonna sanguigna eli qualche cc. senza che il sangue coaguli sulla PiC'<'ola lesione o richieda per l'espressione un certo tempo e manovre s pe(' iali, da loglif're ogni valore a daLi ('Om1Jnrat.ivi. Ad ovviare a ciò l'i siamo serviti di sangue prelevato da11e vene della. piega. del gomito, innestando direttamPnte la punta della pipetta nel padigliO'Tle de-ll'ago; il :;angu(> sale rapidamentE' per capillarità e la. relativa innocuità del l'atto pe rmette di fare dallo stesso indiYiduo an1'11e quattro prelevamenti successi Yamenl~. La quantità prele\·ata pe1; o~rn i e:;ame è stata rli 2 Cf'. al fin e di eliminar(' o r idurre gli effetlt do,·utì alle sottrazioni stH·f'~ssi,7e d i sangue. PRir.tA Rr.nn: 01 f.!<t•I:Rtf::<(Zt:.

I. - D. :\l. Lurln no. nnn l :li. òe~<>ut!' ~r htniOI" <'t~n•hrl. lo ho frontniP l'In!!'; t m . T empo rll co~srnlnziont> dc•l AAnSnH': mlmtti ::·. Oopo ~<omminl~tra?.lonr )'l('r !!-t nrE> ron!'e('lltlv<> 411 nnn MlnzlonP tll rlornro 11! calcio n l:} per cE>nto (nn C'\t('(•hlnlo o,~ml orn) T . di C'.: :r ::O"'. uopo quattro ln:E>zlonl lpodNmlche di ;; <'<'. oell ~~lntln:t rmnl"tntlcn :1~ \nt€'r~:~1Jn ùl un qunrto d'orn runn clnll"nltrn T. dl C. ::·. Dopo un'IniezionE> IJlOilrrmiC'll di 20 C('. di .<:()lnzio 11r n l :: 1~1· ('('nto <11 con:rull'tlo 1'. <li C. 2' RO'". . 1 r. T . (;(>~::ne. 1111111 -li. F.d('mn llnfntloo hrnl'f'lo 1-lnl«trn cln Pl1';r!'('$l':<> nrm · monP oPILn mnno. T . <11 C 4" :;o··. Dopo !'Oflmminitotrnzlone òl f·lot11ro òl caléln rouw ;;npt·a l'l'l" ih1t> ~iornt. T . dì (', 4" 30''. Dopo trf' lnJezlonl dì ii ('('.eli )!('1ntll1a T. di C. ·1'. Dopo <tue hJie?.lonJ lpod<'rmlrhc rll 2(l re. c-i:n••·nn:t 111 <·n:IJ:!III <'no. (H:omnzlatf' •li mC>zr.'ora J'unn <lall'nltrn T. òl C. ::•. ·

n r. - n. CeM~. 1\11111 r.o. BpiN>lio mn Ò('I\Q .<:tomn!'O. T . dl ('. ::· ::o". Dnpo quattro lni<•zlont òi u t'f'. òl r:elatlnn t>mo." tntlt-n T . di C.~· :lO"'. D~tpo inif':r.ionE> di 20 re. di roa~ttll'no T. di C. 2· . l'. Gìo'l"nnnl. nnnl !il. l"lC'i'r:t pllnt·ì<'>l ron ~<trnol"i. T . di C. :r. DnJl<"l !OQrumlnll<trazloll(' Jl!'l" tre ::inmi ron!'P<'uti\·1 tli rlnt·urn di calcio per tl(l('(·:l t'Ome >oOf'r:J. T . 11i C'. :r.

lV. -


SULU

E:\!OST.~SI

211

CHIRURGICA

Dopo iniezione 1-podermloo di 2v ~.:. di sle!·o di ('avallo T. di C. 2' 30''. Dopo inie?.lione di 20 re. di roaguleno '1'. di c. 2'. n coo.guJeno è $Ulto costantemente a~rato u!!ando la soluzione al 3 per cento In fin lette giù steri ll.z:>.n te e pronte per l'uso. SECO~D.~ SERlE DI ESPERIENZE .

Cane •dl gros..<:a tagli~, kg. 20. T. di C. normale 4'. SI fa cadere su due wtrini dA orologio di cui uno ba la superficie bagnata di coaguleno, alcune goccle di ~ngue. Sl saggia Il tempo di coogullllzione con crine di ca'•allo secondo Vlerordt. Sul vetrino cosparS<> rl·l coagnleno T. di C. 3' ilO". Stù vetrino di coiÌfronto T. di c. 4'. Iniezione d! 20 cc. di gelatina e.tno.<:tatlca T. di C. 3' 30". Iniezione l~ennlca di 20 cc. di coagtùeno T. di C. 3'. Iniezione endovenosn di 10 re. di conguleno; dopo tre ore '1'. Ili C. 2' 30''. Dopo quattro ore T. di C. 4' 30". l. -

H. - Cane di mrola taglia, kg. 6. T. di C. 3' :lO''. E~rime.nto eO'rue :-:oprn su Yett·lni di orologio. T. di C. ~Ili vetrino bagnato d! C. 2' 30". Tniezlone di 10 cc. di gelatina. T. di C. 3'. Iniezione d! COUf:.'llteno 10 cc. dopo mez?..'orn T. di C. 2' 30", dopo un'ora 'f. di C. 2' 30". dol)O due ore T. d! c. 2' 30", dopo tre o1-.e T. di C. 3'. dopo cinque ore T. ·w C. 3' 30" ' III. - Cane di media taglia. kg. 7. T. d! C. 3'. Iniezione endoveno.m di 10 cc. d! coaguieno.Dopo 20' T . di C. 2'. Dopo un'ora T. di C. l' 30". Dopo due ore T. di C. 2'. Dopo tre ore T. di C. 2' 30". l)o.po quattro nre T. di C. 3' 30''. l\'. - C11ne di medl.a taglia, kg. 6. T . <11 C. 3'. Iniezione ipode rmiCtt di 20 cc. <ll <·oagnleno. Dopo 30' T. di O. 2'. D®O un'ora T. ll11 C. 2'. Dopo due 01~ T. dL C. 2' 30". Dùpo quattro ore T. di C. 3'. DolX> sel ore T. dl C. 3' 30".

Le nostre espet·ienze non sono state numerose, perchè difficile è il trovare individui che si prestano ,a ripetute sottrazioni sia pure di pk.cole quantità di sangue, ma i risultati ottenuti sono wbbastanza concordanti per permetterei di trarne esat.te deduzioni. Abbiamo voluto osservare in vivo il oomporta:mento e la efficacia çielle varie sostanze sulla · coagulazione del sangue e da esse possiamo tt·arne le seguenti conclusioni. La somministrazione di sali di calcio dimostrasi <li nessuna efftcooia in indiv.idui a coagul~ione normale anche se somministrati in notevole quantità e per lungo tempo. Il siero di ca,·allo ci ha dato incerti e sca.rsi risultati. La gelatina emostatica ci ha. dato un picrolo arceleramento nel tempo di coagu lazione, mia non costantemente . :\ligliori t'd ind!scutibili vantag-gi abbiamo ottenuto col coarguleno. Abbiamo usato costantemente nell ' uomo l'applicazione a mezz,o di iniezioni ipodermiche che r·isultano indolori e si ri.asso.rbono con facilità. Fonio ha tentato e consigliato l'iniezione endovenosa ed ha ottenuto risultati favorevoli <'On iniezioni nella giugulare dei cani e dei conigli , a cui aveva provocato emorragie artificiali del rene, del fegato e del polmone, riuscendo ad iniett.are fino a 200 cc. della soluzione al 5 per cento, senza avere alcun fenomeno morboso . Ma nell'uomo i risuUaLi furono differenti: una dose di iOO cr. per viç.~ endovenosa prO\rocò acce-

•


212

SULLA

E~l(lS'J'.\S J

Clllll U RGl O.\

lerazione del polso, aumento dell.a ten,1per.atura, veetigine, cefalea i:! CianOSI. Noi avendo aYuto ottimi e costanti ris ullati colle iniezioni ipoder miche senza lamentare alcun inconveniente di n essuna sorta, abbiamo ritenuto inutile ~ per-im e n tare la via endovenosa d i !)iù ditfìt:ile pratica e non scevra di pericoli. E poichè nelle prime applicazioni abbiamo constatato talvolta d elle en1orragie second a eie di una certa gravità, abbia·mo voluto n ella seconda serie ùi esperienze osset·vare dopo quanto tempo si mani festa sse l'az ione del coaguleno e per quanto t.en1po e&:;a durasse. L'amne nto di coagulazione incomincia a renderei mi].ni festo dopo drca un quarto d'ora dall'iniezione per raggittngere il massimo dopo ci rca m~zz'or.a ; deco·r~e cinqtte o sei Orè dall' iniezione il ~mrx> di e<>ag ulazione ritorna al normale, talora leggermente al di sotto d ella_ nol'ma. Di C' iò O<'I'Orre t.en«?r C"onto negl i interventi ope r·ativi in te rri to ri molto irrorati di sangue, perch è attenend osi col coagu leno facilmente un'emostasi perfetta, Ot·r:orre, per evitare emorragie sec·ondarie, somminis trare antora deLta sostanza per un periodo di tempo di (; irca 2!t Ol'e. Noi sperimentalmente abbiamo visto essere sufficien te prati l' al·e ogni ora dopo l'interven to u na iniez.ionP ipodermùca di i ,5 cc .o Espe rimentala così l'efficacia delle varie sostanze propos t-e a sr·opo emostatico', abbiamo voluto vederne ·la pratic·.a attuazione n egli interven li operativi. Abbiamo usalo la g,elalina emoF>taj,ica o il c-oaguleno sia per inie· z.i{)ni pr€vent.ive che per a.ppliea.zione locali, nr ll a. m qggior parte d egli interv-enti oper·ativi eseguiti nell'Rnno 1921 ed in genere· il coa.guleno ci ha risposto in modo supniore ad ogni altro emostatico, rtimin11endo in mani era notevole l'emonagia operatoria e favorendo la rapida cicatrizzazione rlella ferita.. Per esclud ere ogni erronea impressione su bbieltint, citerò solo i C'as i di operazion i n ot.oriamenle an:ompagna.le da nol~vo l e en~o rragia per la speciale ir-rora;~, i one sanguigna del te.rritorio in r·ui si interYiene. lu tu tti i pazi enti è s tata pr·aticala l'iniezi<>ne J')l'ewntiYa di 20 c~·. t>d i n alcuni, rasi d i 40 C'C. della soluzione di I'Oagulcno al 3 per rent..o; in tasi òi oper.azioni s ulle rneningi 6 sul cerve-llo, per arr·est.arne l'elllorragia si è fatto uso di tamponc ini bagnati nella s!Pssa soluzione. J. _ T'. C rbnno. \ IOt·ho ili Thlll ti. 19 uunzo l!l21. Splencctomia. Tnie:dout" )JI'<'H' IIt i va di 20 <'<'. d1 coa~:uleno . Emott'lll;,"'Ìa notevol~ nel di"t.'l(.'('() dt"llr ~td(>rf'n:t.~'. TA.•)!'nture. Dopo rntto o[l('r·nti\'o o;:ni o r a Jni<•r.iouc (Ji 1.:1 cc. cii <·Oa)!'nk>no. l>Pt'Ol'l"() JKl;:t -ope ra l i \'o e(•tttpli('u t<> \1:1 brJtt<'O T)()ltnonite. forte tor;~e. Gua ri ;:iott.- J)(>r JH'illlll m.

n. - )1. Gill\';IIIIIÌ. B p ii(•l<."i!l .l:tt·ksoniana cln tnmor ('(' J'(>bri. " Ei nprile l !l:?l. C t'>t•Oi'> l't'l'O(Y.t.ione tE>mporanen. lnier.ione l li'C\'<'nl i\'a fll 20 ~'C. Emol'l'agi:l me· niu;:E'll not,c,·ole <:he si fr·ena raci\mf'uk C()n :LJII•lk:tr.i<mt' IQr ll le di t'()aguh•nu. l 'hill)o.'lJJ';l f' gttili'Ìg'ÌOllf' j )('l' ]'l'hllHtll. UJ. .'\'r~...,llt:l

)1. :\l i•·ltdl'. ' l'urno t· meclulhte . LnmiuN·tmnia. 7 apriko 1921. in if'r.i OtH' 1HV\'t'll th·a . L · <>nto rr:r )!'iii c·u;;pknn si :HTe.stn con n pplic:1-


213

>'G t,L,\ E MO:'T.\SI CIDR UllGICA

zioni lo~;lli oli t·ongulruo. ('hiusur;l non )o.tnello alla p:nte inferiore <.Iella ferita dlt> :<i ritiru in quartl1 giomat;t. Gn:ll'igione l "-''' primmn. P. i\f~u·io. Epìlf'~~ia .Tack~ou h1 un Ilo trauma r\'g. pari cta le sinislra cn n O!lsea. 10 gennaio 19:..'1. Asport,lzione òella t·i clltri<-e e della scùe~:~orla. J>hstka O!'<~H con brutte e cubu~1. Ostinato gemlzio di sangue dalla diploe e ~ìall:l ci<.-.atdce ossea che ;;;i frt>na <'on IIJ)plicnzioni locali di coaguleno. Chiusura e I V. -

S(:heg~,:in

,_,'\13 r1;::ioat'

)\t'l' Jll'ÌIJlllll.

'

V. - F. Augclo. Ipertro lìil ·Jll'O><tatica. 0pera7.ÌOUI;' iu cluE' tlc>Jupi. U!st.otowi;l sonavnbi<'a il 10 uutrw 19:!1 Jli'E'\'ill iniezione ipoùermicn ùl -!() cc. tU coagnleno. 8curSi;~Sima e.IJlOrra!!'kl H':':('Ìc~lle. 'l'ubo •li Fl'(')'l" l' dle d'l:l' nn <n·inn •i.ui)Jida. Secomlo t<>m po :)1 llHll"l.v 1!):!1. J' J·osta tN·tomia Jll'evia i nitvt.ionc com e :ooprii. S<•:tt·•.,:is:.:=<lma l'lllOIT:Jgia , tautn .:-hc ll<lll t<i ritiene 11e~S$.1 rio proceù-ere ad aktm l:ltmponameuto delm lo~t~lii Jli'O$Ulti(·n ~, s i mett~' se u7.'altro il tubo di Freyt>l'. Dop<, >'<'i ore ù11Il'alto Of.l{'ral.ivo viol~n tn cmo n:1~ia <"Ile tlç·hiede JK't' ~:<~re frenutu il talll· JK•mtwento della ve><ei<·:t <~ di'J l'etto. D e<·o•·so JH>i;t-<YJ~<>ratorlo ll•H'lllale.

VI. -

G. Pie tro. IJII~ Itl'vlì;l Jll'<l,.tath·a c·on ('llk~>lo:;i \ 'l\S('Ìl':llc. Ini*"ZÌOlle J•n·r·,-n-

t.inl eouw :><~pra . 0Jl(-razitn rc· iu clt1 1· telupi. ~ ' ii><t<>tonlia ,..),'l'fl•Jltll.llcn l'(}n ('st razloue dl'i ('~lltOii Il H lll:l~:,:lo 1!1:! 1, SC'Ill'S:l <•11 10 1'l'Ugia dallu Yt'::.<"·i ('lt. ~·o11do tem])(), pru~rate>c·to mia il 21\ ma:.:l-!io 1921 vrevut iuiezi011e di· 40 cc, di coaguleno. :::<·:tr&iot,.irun euwrraf!iu. ,..; mettt> il tubo cii i<'reyer. Si nro:;:eguono le i.nlez,ioni d l <;oa ~;uleuo ogui <Ira. f'C>J r sios:<b.uo ~ ugnc ,·knl:' d>t ll:l \'(•r,:dcn in l> noni <.'Qa~"Uli. Gnari~i•>ne l':l!ll<lissiuw. 11 pal'.i('nte urina tlall'un•tm iu 11~' ;.:iol'lltl~t. in 20& ~12tnat•• 'I'S<'e ;.:uarito coll'nretra Jl<'l'f<'ttamente ft1117.ÌOIWI11<'. Y rf . ·-

H. Santilul. lll<"el'il iuxtu-pilorlca cou st<'Uil>'i.

Hll ,<.('Jll}'re ...,,t)'(•lto di nhhond,tntl c.>mot·t·agit' na sa li e per Ja Jll'Nleute nO'ezione ha avuto emnteme;;l iiUJ>Onentl. 20 n,~:o;;to J!)2l. Gltstroenh'll'Of<toulitt Jll'f>l'ht f.ni(•7.i<>ut>

di SO e<~. di oon,~:ult>n ... Se<ll'J>a <'lllOlTfl;.:in opernt01·ia. ::;i pros(•guono per 2-1 ore iniezioni ipo!l('rmlkhe di co;~Jgulen<L nunl'igione Jl{! l' pl'ilm~tm. )Jai ,·omito l'angnit:HII. ma i melrna.

Le esperienze rlinit."he conrermano tosì ancora la ::upe r·ioritù del nuovo emostat.ieo sugl i altri già ;n uso. Senza v;wta.rne ercessiva.mente l'effic.ac.ia, poichè dal coaguleno non potremmo aspettarci nè una emostasi assoluta nè l'anesto s ubiLaneo di un· ~rnorragia in:·ponente·, pure possiamo affermare che il suo uso rende in generale l'atto operativo .più semp,li<:e, risparm iando la legatura di moll0 p~· <·ol e ar·t.eri·e , rende pjù netto i l eampo oper·ativo liberando! o dal sangue, agevola la guarigione delle ferite diminuendone la sel'rezione . E sper ialm<en l-e nelle regioni molto vasrolarizzale (meningJ , t'el·vello, fe-gat.o) e n ella prosLalecLomi<l • i pogastrica, i n cu i l'err.Qrragi a può assumer·e pwpor·zicn i vera me n le allarma nti sia per l'intensità c.he .per la. durata, tali da mE>I.tere anche in perirolo ·1a vita del pazienLe, il coagu le no c\ ha dJll(l modo eli Ofl{'rare quasi senza emorragia e soprattutto di cviLa r·e ogni Lamponament.o o drenaggio. Ma. come tulLe le sostanze adoperale a sr·opo lerapeulieo anche il couguleno ha i suoi i neon venienti. Coll'esaurì rsi dell'azione ac.cele1·anLe la coagulazione, possiamo avere emorrag ie sec·ondari e che rendono talora n~cessari intetventi ta r·divi e tamponamenti, oppure possono formarsi ematomi· r:he clis~urbano quel processo di gnarigione che noi volevamo facilitar·e. E riò tanto più fa cilmente quanto meglio ha agito il éoagule no, liberando il rampo opel'aLorìo da ogni effusion e sanguigna sì da farr:i ri lene re l'emostasi JJt>rfelt.a e scomparso ogni p er irolo di


214

SUL! •.\ t:l.IOST.\Sl CHIRCRCIC.\

emorragia. Facilmente possiamo ovviare a questo inconveniente, come più sopra abbiamo indicato, proseguendo cioè le iniezioni di piccole dosi per 24 ore successive, ma bisogna· però che tale pos~bilità sia presente alla mente d el chirurgo per non avere a lamentare !sorprese spiacevoli. Praticamente dovremmo usare di quest.e sostanze acceleranti la coagulazione in c11si speciali e ben determinati. R1cerche rec-enti ('Bolognesi} hanno dimostrato che la natura s tessa provvede a d ifend ere l'organismo negl.i interventi operat ivi da un'ec::essi'va perdita di sangue, insieme cogl i altri meccanismi, coll'accelerarne il tempo di coag ulazione . Questo infatti ~opo ogni !ntervento, in qualunque modo sia stato esso praticato, con o senza na rcosi ed indipendPntem-ente dalla gr·avilà operatoria, tro,·nsi diminuito. Noi dovr emmo segu ire l'indirizzo datoci dalla natura stessa e, prima di o-gni operazione di una certa importanza, saggiare il tempo di coagulazione del sangue per· provvedere in caso di a;lt.era.zione d i esso colla somministrazione di sostanze acceleranti la coagulazione o sPmpli remente aiutare l'ol'din·ario fenomeno, quando, per la particolare regione in cui interveniamo, p r evediamo una

notevole emorragia. E poichè uno d ei più grandi progressi ott.enuti dalla chirurgia moderna è appunto quello d.i meglio pn~p.a r a reOl'am­ malato a subire l'atlo op-erativo, eonsistendo nell'opportun a preparazione di esso molt.e volte l'esito dell'atto stesso, non ci deve sembrare inutile la ricerca lo studio di nuove sostanze alle ad ·aiutare uno dei più provvidi mecTan;smi mess! in opera dalla natura per risparmiare la perdita eli n n r·nsi p 1·t>zioso elemen t.o dell'e.ronomia generale, qual'è il sangue .

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Il tmtt:t m E> nto del.l.l · ~•uort·:t)!'ÌI' <~>i sh•rl

"''lli!"UI~nl. J.n

/' l'l'><!lr

.llhl ieolr·,

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(':l~ll' J<: I .W. - - \;Il 11\IOVO €'ll.l!>SUIH C'<J.

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l:'n K<:l.' E. -

Dt:XK ro H Er. U:.UANx . -

Ln detNWhlllzlone d€'1 P\lllto di coagulazione -del Mngue

.. ;.··un hn[)(lrt::tn?o~l l.n chirurgia. JJ-ii/.IJiluu.g('ll 1111 .8 dcn (h'ellzgeMetet~ der .Med·i z·i,/1 11111! Ohi1:u,·gie. Toro. xx, tasc. 2, 1919.

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r,a Oli~ti.c•o

1-'RE\' ~DE:\JBERC. -

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Ll.nnalc.~

de

La ooaguhlzione del sangue nelle nn·Je malntt!e. Boston m ed. and sut·.

.f r, t•ntal. n. ::;. 1920.


216

din•tt o dtll proL E:-:RICO B t' IW!

reotribato allo studio delle rotture traomati[be sono[ofanee dell' intestino p!'t' il d ot t . Giuseppe Maffi, lll>~!<~iuro nt l·di ~:o, ~s...;i:.:tt'lltl' nt ili tA I'l'.

Nei Lr.aum~ ~·ontusiv1 . dell'addomc il ,·is1·c•re pi t1 SO\•t>ntl-e l f'~O e l'i ntestino ; e ciò spiega \·ome sull'argomento della rotLura sollorulmwn dvil' intestino sia t:osì ril'ca la lclteralur(l, degl i studi di truumalologia. La slatist ira. ciel Pdry dù , s u 219 fer·ite del tul>o gastrot•nteri t·o }!t' t' lmumi ,·onLusi vi , contro 21 le.-;ioni del lo ~lmnac·o, I OH dPll'inlP:'t i nt,. ( 172 \'Oite il tenue e 26 volle il <:rasso). Gli agenti m~n:ani('i, agt>ndo snll'actdomC', possM'fl.l !l'rllllliUtizzan• l'intestino in tre modi: JH::r contu:;idnl' dirrlla , per striiJ)JJflllll'llfo. o J)l·nvocando faLli d i sr·oppio del le pureli inlL·:4i•rlélli (Sauerbrul'l1 ) : ..... a } La CO II/11.\lOIL(' riirrlla o st hiar·tif/?IU'TI ((J è la viù freqtH.' Ilk: per l'S.':i<l i l l!·allo inleslimllc \·icn on:;o fra la l.'i.l Usa ,·onlunòt·niP e la ~·olonna. Vt>rlebraiCI o il bacinv, pot-endo-si !)l'l' ta lr ;w•c•t·ani:>IHO un' re lt•:>'tvni tlin·rsissime : clulla pi•T<.>!a -:;ug-_!!ellazionc l.'l'.-llirno tka. delle lH'\.rE'ti intest inali ·;;e,nzrt. si n tornalo l o~·ia. rilt·,·ahik, al Yaslo \'C'I':'Hrn€nlc, elll<)ITaf!'i,·o in lt·r:-;tiz iale 1'11e p uò J}(JI·Lan.> sia all' tll t·(•ra.zione 1lelle lti Ti il'hl' profondt·, ::;i a alla pedoraziont· Sl'l'Onùari a a luUo S!li':::::O J't: !'t'l' ~·a du la dt• ll 'es!'ara; dalla lesione di c·Ot1l inuo parzial-e dd la pa 1·ele inlc:;linale (e ,·ioe deiJ.a. sol a ~i e rosa 1·on t'OilSt'I'ULi,,c udt·rr nze l Hol'iHmcgg-1: dt• lla si erosa e de ll a must'olar·€ I'O n ~rnia della •tn'UI'OSa: o della sola. murO&\ tOn t·o n st·~ue nli ulceri cd c u terorragie) a lla r otturn. più o me no ampia e i l luUo s pl':-'··url" delJ'inlestino, S'i no a quella ,·ompl eta ci rcolare di és:.;o: bì Lo stramumtcn to l r asvrrsal e de ll 'intesl ino è assai rurv . non pole-ndosi avverare ~;he. quanflo l'agente ronlusivo . agiSI'.e co n !!ran:le v:iolenza in senso tangenzial e, e quando il ~ratlo inte-stina le-' t·ol pJ\r; t> fisso fbi·ologinunenle o palnlog·iramcnt.e (Sa uNbrul'lì) . TcLiora è s~ato pure not-ato - per l1·.anrni dw agt:-;1·ono lèll l~t·tlzial­ IIW n lt· dall'alLò al !.>~toSO o .Per 1'-ttcl uta sui pil'd i - lo skappa'll1C'IIlo dell'intestino dal mesenten.•, sia a l suo aU.a<·~·o, sia più in allo vt• J':;(l la rarli n ? l' rplindi eol ll'H'~t·nkr<· sl-t-·s~o (L ohenhoffer); c ) La. rottu ra da stotl'Jiio de lle pare~i, in tesLi nali è pur t·:''-<1 non ft·PqliPn l c, rif'h ie<iC'ndo:-;i ll tHt fot'le d i·~LPnsione per ripienczza dcll'<liJ";t ildf'slinalc è l'impossibiliti\ .cfell'df\u sso JaliG rlue !Jar ti di e;;.su l twl· inginocTh iunw rdo, adercnu· o per ostar·olo rTcalo dul tr.auma ;;[es~o l . li t rauma i·n flllt>:S ii r·a$i "~i~ce r·om<• ro1wausa. della r otLura. c qu indi f• ::;11ffiei-0n l l· una vivJe llzH <~:>sai rnt nOrE:': - la r ottura in fallì é dO\'IIta al pn·,·ul{•r e della r,·..,.~:::ionp i r1lraintesti n.ale :;u quel la ~·hp g r nn-1 da1l'cstcrn0.


!"0\Titllll "l'H \I.Ut :-TI ' I)III ut:l.l.t: t:m-ri"I:E '111\1 ~l \TI<'IIL l r~·

217

Dive1'Si sono anl'lll' gli <t::.tH:Ui tlelle lesioni inh.· slinali nt>i ,·ari 'casi: rnentre neHe l'Ontusioni direttt- per ,·iolenta pressione si tratta di ferilA' in·e~ola ri , ron hm·di )!itt o nwno l't·r·himotic·i l' diVdl'icaLi, e sitl!a~ in punti della parete rorrist1ond cnti all'azione del lra.uma, nelle les1om. d a :-;,·op•pio manca l'e{·rhinmsi, la fL·r·it.a è nelta, quasi linear e, a bordi r egn lari e nLvviein.ati , con ~·mia d~·lla •H'l'mosa che si prosenta l esa su di ttn a \'Slt:•nsiotte tlll{'fiO ampta, rlw non le tu n i che esl.e1·ne (Beck, Moty). Jnollre in que-sLi t·a:;;i la fl·rila r il più spesso a grande asse parallelo a qut>llo int<:stinal r t' ri:;i~>dc• ~ul margint> libero de>ll'int('slino tPererL). :\l;ligrado però i tanl! l'Il-l'i di rottura s.olltwut.anea dell'intestino puhhlit·ali e ~li at·t·ura.ti ~ludi da molli autori su di essi istituiti, perIIHllll' tullora -- of{ni ,·olta l'itt' in pral!i,·a c·i si tr·o'a dinanzi a un caso di trauma ..:ontusivo clc•ll'adctome - - grave ini'<.'I'L<:'Zza cin·a i crit.eri su cui impiantare una dia~tno~i suftìri(!ntem(•ttte fondaL<t di rottu ra sot.to•·ulanea dell'int.e:>t·ino, dw t·i guidi nello slahilire tl'mpeslinLment.e la nen'ssilil d'intervento. E dò JH't'C'hè la sintoma.tologia è in tali casi qLmtt lo,mai incosLunlf', SJWt·ie !Wl' l'iò ('hc si a.tticnc a grav.e.zza e quanLilà de-i sin tam i in rapporh1 alla gra\'ilit del le l<•sioni. : polendos1 aven• ~intomutologia completa t• gn.tVL' in CétSi di ::ola <·ontusione. addomri'n ale, c sintomatologia ::;rlu·:::u l' ingaltnl'YOlnloentc l>eni·gna (in primo t empo nalura.lmenteì dopo un lraun1u l'ile lta k:=-o g.·avcmente la l'Ontinuitù clf'l tubo gastrojnte:>linalt•. E i falti dini•·i ~ono in tal ,·aso con fer111ati Jlit•n<mwnte dall'indagine speril'lWntale, in quanto il Perez ha potuto t·olle SUP esperienze dimostrare 1·he i falli impon<•nti di shock e il ,·omilo insistente e preCOl'l' predominano in t·asi di I'Onlusione estesa addominale senza lesioni vi st·emli; e ciò <'CI'Lélmc ntc in •·apporto alla più fatiJ.c ('(·citazione del si·mpatico addominale rin tali t'USi dr lraumi ad azione più diffusa. E' qu indi di gTandt• importanza stabilire qu.t11e sia. H valore da dare ai si n.gol i sin Lom i i n l'lLiìJ)Or·to alla rlia~nosi. prO!' O!' C d i rottura i n Lestinaie. Il tlolorf' avrehlJl' nLiorc diagno~lic ·o quando, insorto in modor subitaneo e assai forte, p<:rrnane lwn d rC'OSI'ritto ad un punto fisso e cosla.ntc (Rossi, Sehmidl). La f'iolntltr contrn/111ra d('[f,· parf'ti addominnli, quando insorga ~ui>ito dopo il tt·auma. è t·cpulata :>intomo patognomonico di lesione vi SI'L'rale (Trendele-mbttrg, Harlmann , Bobbio, Gay et e Moulin ) . Perez ];ha sempr e nolala nelle sue esperienze. Nei dUl' t'asi illustrati dal Bobhio s' imponeva per la su•a evi-denza. Essa assumerebbe il valore d i uno st.ato 1·iflesso rl•i dif<'sa in quanto, e uni l amcnLe a.llo spasmo delle tìhn: ,·i•···olari de ll 'in t cs~ino (Gayet e Moulin), si opport·ebbe .çLIJa diffu~ion\' rlc l c·onlenulo inLest.inale nel la cavitit pC>t·itoneale. IJa 1·ontratLura conisponrlc all'inc.irea al silo dell'organo ferilo, ma si diffonde a Lutto l'addom(' (all'infuori natmalm~nt~ di peritonik dif-, fu,a) in caso di ferill• nm Ili pie visceraU. Si può es:::.er <' tratti in <'t-ror·e nel caso cl i rontusioni profondt> dei mu~··oli adòomi11ali o di emalomu pt'OpPritonealc: anche le t-morracrie intrarerilonNtli dPierminauo dife:-;a mu:>,·olat'{•. L'ipotesi pet'Ò di u~a


21$

C'(I~TRIUI 'l'O

;\1.1.0 s'l't; OJO IJt l .t.t: I<OI"l'l'UF: 1R.U; ~1.\'I'U ' Ht;, I:C~'.

ferita viscerale guad<ctgna .in verosirniglianz.a. quando la tensione permane an{'.ora dopo scomparso lo shock, oppure regreòisce un po· per riaumen tar·e dopo alcune ore. Pertanto l'iniezione di morfina - in quanbo, attutendo i s int.omi locaH, rende più difficile la diagnosi - sare-bbe- da t>Yitarsi {Lohenhoffer). La valutazione del sintoma può essere facilitata da un bagno caldo (Von- Hofner) : se non esistono l€5ioni vist:erali la d ifesa diminuisce, mentre se permane c'è indicazione per l'intervento. Trendelemburg avrebbe notato anche la con trarz:ione del 1· remastere dal lato dove e:.iste la lesione viscerale.. I fenomeni di shock nelle prime ore abbiamo veduto come possano del tutto ·mancare. ' Il polso, .mentre ha un eomportamento caratteri stico nelle emorragiie intraperitoneali' \,piccolo e frequente fin dalle prime ore e progressivamente sempre meno valido), nelle ferite intestinali invece s i comporta .in modo assai diverso (;aro per caso, specie quando man ca. lo shock. Nei casi in cu!i esistono fatti di. s hock , dapprima è influenzato da questi; ·ffi!igliora in seguito, per aum~entare an!'ora di frequenza all'iniziarsi della .peritonite. La temperatura pure non ci dà alcun d~to si(·uro: essa può mantenersi normale o òinviiJ1uire nei casi di shock, per .poi aumentare più o meno bruscamente coJI'rinsorgere della peritonit€. Un segno che depone per proçessi infiam mat.ol'i ne lla cavità addominale è il rilevare che la temperatura rettale superi sensibilmMte la abitu,ale differenza colla temperatura ascellare ('Lohenhoffer): Il respiro non dà alcun dato d i sufficiente significa.t.o per la d'i agnosi precisa. Il mctcorismo d'alto grado con scompa.rsa dell'ottusità epaJ/.ica, C lli viene da molti autori dato4 grande valore, viene invece da altr i negato, potendo mancare in. casi c:on lesione viscerale e P<>tendo invece ri.scontrarsi1 ma.nifest.o in, casi irn cui una ta:le lesion~ no111 esiste; ad es. .in l'asi di orelusione intestinale (Bobbio). E' pi.ù frequente in casi di lesione d-ello stomac·o (id. ). Ar(~enno appena agli sfregamenli periloneali e alla bolla gassosa spostabile; e allo8J proposta di Flaren(;e e Ducuing di eseguire nei casi dubbi la puntura del cav·o peritonealc d'al retto o dal fo1·n ire vaginale (ed in ogni caso non credo sarebbe mai da scegliersi la via rettale). Il singh-iozzo e il VO'rnito nelle ,prime ore dopo il trauma non sono t'OSlanti, e c.iò è confermato dall'·indagine sperimentale (Perez) . Essi sono pilllttosto legati a fenomeni d·i shock da eventuale commozione addomi naie concomitante. Assumono essi pertanto spori.ale impOrtanza quando permangono o si ripresentano dopo la <·essazione dello shock. Il Bobbio m ette in re lazione. la mancanza, d ii essi colla violenta contrazione persistente d{'lle pareti addomi·nali, di cui si disse. La. chiusura d ell'al?Jo, ~he da taluni è invocata come sintoma d:i lesione viscerale, non è invece affatto <'osta:nte, r.ome lo dimostrano numerosi -casi fra que1 1i pubblicati. Al comparire della peritonitr, che naturalmente dom.ina ne l qua-

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I.Xl:'\TR!JlUTO .\ LLO ;<TlllliO DEl.Lt: llOTTURt: TR.\U !d.nlCW:,

o CC.

219

dro morboso, questo di·venta ancora più oscuro. Si è tentato di trarre mi criterio diagnostico anche dalla. data precoce d'insorgenza dil questa. grave su<"e~io.ne., (sebbene, intervenendo a pe:ritonite dichiarata, le probabilità di successo siano infinitamente mimori). Ma anche questo cri terio diagnosticò è fallace, dato che da oomerosi casi cHnici è comprovat<> <:ome - anche in casi di lesione intestinale - possa la peritonite manifestarsi abbastanza tardiv&mente ('IA-48 ore dopo i1 tra.umoéi!; Cernez.zi,); ciò <:he del resto cl i•nicamente e sperimentalmente è bene spiegato (Trendelemburg, Angerer, Ma.:rchettj, Cernezzi, Perez) dal1a t.empora.nea occlusione spontanea della rottura i•nte-stinale - anche se trasversa. e totale - per iJ crampo delle fibre muscolari intestinali,; e, per le piccole ferite, dalla protrusione di un tampone di mucosa aUraver·so le labbra della ferita t.enute ravvicinate dalla contrazione muscolare. Questi meceanismi di difesa non verrebbero a manoare che in caso di traumi f'he avessero ·fortemente compromesso la vitalità del tratto intestinale (Perez); - e . associati. ad altre cause che hanno attinenza con una minore tossicità del contenuto enterico (progressivamente creseente dallo stomaco a.l crasso) e con una mag. giore resist~nza del peritoneo (va.r ia nei vari individou~. e nello stesso soggetto varia d a· regione a regione), spiegherebbero perch~ talvolta la peritonite in casi di rotture sottocutan~ dell'intestino ra.pprffie.n ti una complica?;ione tardiva. Bisogna però a questo riguardo (come giustamente osserva il Cernez.zi) distinguere da questi c.asi a peritonite ritardata quelli in cui essa si manifesta tardivament.e soltanto p~rchè segue aJ distacco secondario di,.escare della parete intestinale contusa; e la distinzione non può essere fatt.a che a.l flltvolo chirurgico biossistioomente o a quello amtlomioo in base ai caratt.&i anatomopatol~i della lesione. Di una certa jmportana:a sono anche i dmti anamnestici in quanto .possono illum~nn.rci sulle modalità del trauma.: sappiamo infatti che il più spesso le lesioni viscerali si hanno quando l'agente contusivo ag1s;ca eon molta violenza su di una superficie ristretta (stanga di carro, estremo di bastone, calcio di cavallo o dato colla punta di una scarpa, ecr.) e in di1-ezione perpendicolare alla superficie addominale. , . Un caso particolare di· grande ~mportanza si ha quando dall'anamnesi risulti che al trauma pr~sist.eva un'ern-ia. viscerale , e si riconosca che proprio s u di essa ha agito la ('ausa vulnerante: potendosi in tale caso .pensare ad una rottura intestinale ·anche per cause traumatùche d'ilnten.sità assai minore. E ciò è ovvio solo che si pensi che in un sacco e rniario l'intestino è assai più esposto alle violenze esterne, perchè non protetto che da pa.rti molli di soarso spessore (spesso distrofiche per il lungo uso deL cinto), senza lo spesso strato muscolare dell'addome, il quale, oltrechè rappreser1tare U'lla valida d ifesa passiva, SL oppone ,prontamente ad ogn1 violenza esterna con una spontanea, improvvisa contrazione. Inoltre nel sacco erniario l'intestino trovasi il più spesso disteSo da feci e. da gas, e tal.e distensione non nu.ò che aumentare al mome-nto del trauma !per la improvvisa, brusca -contra~ione delle pareLi addominali ; la qu~l e rappresen ta altr€Sì una causa di dif-

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22(1

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u•:t.LJ·: IIII'I'Tt ' llf. Tft \1 ' .11 .\'1'1('111:. I ~'C .

fit-olLaLa riduzione ! Hll ' svuotamento dell'ansa sotto J'azione del tt•aulllC:J.: ~·osiochè questa si trovC:J. improvvi<Samonte costretta i n spazio a.nguslo fra il COI'J)O vulner·anle e la branca d~l .pube: in condizioni CiOÈ' a<;SUÌ peggiori (' be non un'<llOSa l iber a i.n per.rtoneo, la quale può Sfugg ire per qua.nLo è Jnngo il suo •m1'Sènter e all'az i<>ne 1·onlus i,r.a . Dopo c·iò è .logico che ir·aunri am:he molto rilevanti. siano suffiril'nli a dare in tali I'.Onclizioni ro ttunt. dell 'ansa erniata, ~ che il me{"cunismo prevalente ::>ia q·uello di r ottura pe.r S!'OJ)pio; dato ch e- si avver·ino in ial caso enl r a rrlbe l e condizioni amm;es,c;e come n<.•r·t>ssarie dal Sa.uerbru('h: la fort.e ri pi<!nezza dell'ansa, {', la (·hi usura di essa da e.ntramoo Il' parti; sia '·he si !)('llSi tu.le chiusu ra effettuata dall'ot•ifirio in.guinale s ull' ar'l~a di-stesa, !".ia rhe l.a si ammetta do\•uta al rjmaner e i suoi dne cap~ compr ess i fra il <·or.po r.on lu ndente e la br anca pubi<'..a. (Nel caso del Novaro si ebbe per lo stesso me<·canismo anl'lw lo scoppio del sa.too erniario) . L'ansa (·osi lPsa pottìt poi spontaneamtm Le ridursi aggr·av.a ndo naLu ral•rn:ent.e i l quadr·.o morboso. Sebbene cosi agevole sia lo spi e,:sa tli , pur-e. i r·asi di rot.t.ura dell'inte.s ti no da ~ ·ontus ion t' ern~a ria sono assai r ari nella lettera tura; e taJe· \'01,11j)l i<' azione rr.ramenl.e è t'itata fra g li a('cidenti erniari• nei trattati (all'infuori nalur.alme-ntP d.,.i rasi o.-rorsi per lax ts, c· he non rientrano in quesk"t categ-oria.) . Il Thiery c· itando il suo caso dice che il suo mM stro Vemeuil, pur avendola s~o-na lala.~come possibile nel suo Dizionario m ed i.co, non l'aveva per·ò m« i ris•·ont.rala nella ::>ua pratica ~ hi­ rurgi(:a., I>UrLutlav ia ta nto estesa. Il Bobbio - ri•feren do i suoi due casi - passa. irt, rassegna la sta tistica del Sauerbruch e non n~ trova. -che altri tre (.quello di Thiery già. citalo, di Oberst e di Ei:chel ) . Un -caso riferisce il Lohenhoffer , uno il Quwrella, uno il Regoli, uno il Novaro e tred ici n e riunisc-e il Talkre. La. ragione fo rse di q u e~lél sc·al-silà di <:asi la si deve t rovar e nel fa.lt.o (' he le regioni ingninaH vanno soggell·t' all'azione diretta dei· tra'l.l mi, C'On molLo mino~·e frequenza ch e non le altr e r egioni rlell'aòdorn.:: (Novaro) e poi an che perchè le· ernie sono frequentemente mantenute rid.otle . · Stu-diando i casi e.i tali nella letteratura l'attenzione è r k hiamélla dal fla.tto che assa.i pol'h e volte sia stata p osta la diagnosi di· rottura intestinal e prima d{' ]l'atto operativo: essendosi il più spesso i:ntervenu t,i c.on di.:t.gnosi di peritonite <'ircosrritta. o diffusa, talora· oon sin-' drome appttndirolure o pedtiflitina. ta1'altra con se-t,rn i di incarcerazione erniari a. E ciò avven n<.'- oltref·hè J)et· le· r agion1 p iù sopra espost.e a spieg<u·c la difficoltà dell a diagnosi di rottura i.nt.e.st.inale; oltrechè spesso pe1· il dato anamnesLiro Ò(>Jia H•eve entità del Lra:uma che sembnrva ~lude re l'ipulesi eli tii lc rottura - ant' he per· la sra1·sit.it. di rapJ:KWLi l'he l'isu lla sovente in questi <:asi esser v i stata fra la mit.e-zza iiniziale dei sintomi , tali da sim ulare la I'Oolus i on~ .addominale lieve, e la. le-.c;i.one anatomi<"a co~i g ra \'C~ e qua,;i sempre a d P('orso le-tale. Se si pensa r-llf> i l La nenstei n affL' rmava con tutta ce rtezza pot.ersi co;cln der P l i lla ].esio,w intc·;:;t i nal t> .ogni volt,a tht' il fl'r ito rlopo il tN\u-


t'OXTRIBUTO .\1..1,0 $1TDW DEI.L€ HO'!TUilE 'mA Ui\UTICI:fE. F:> :G.

2il

ma abbia potuto soll evarsi e c·amminare, non potrà non rilevarsi che spesso nei casi d tati il Lrauma.~izzato abbia potuto non solo sollevarsi , ma talora camminaro si no alla sua .a.bita.21ioné; e c.he ne·l caso del Thiery l'infermo gi;unges.se a piedi all'ospedale due g iorni dopo il trawna. lJa p'I'Ogrwsi è semp r·e gravissima, a.nzi il più spesso in.faust.a, e tanto pi,ù tal e· quanto più tempo è ~e.ascorso dal trauma. Dei casi ci<t.a.ti cinque sol-i guarironQ, e di questi quattro operati nelle prime 24 ore (da 5 a 20 ore dal trauma) e uno dopo 72 ore. . . . Il convportamP.nto curati-vo pertanto non puo essore eh(;' 11 ra.ptdo intervento operatot·io, wn sutura dell'ansa intestinale lesa, oppure me- · g-fio con resez.ione del tratw leso e N nt.uso, e dr·enaggio d elht. cav:iià

~ddominale. · Descriverò ora due r·asi d~ rottura int-estinale sotlocutanea da. traurna., operati nella nostra. Cliruoa. Nel primo trattasi di rottu'l'a in ansa

erni-ata.. CAsr cLr.,.rcr: 1o S ... r ... , uomo, <ti MUl·i 4a. Ha ernia inguinnle destra <Lt eh-ca dieci antù; ha ~1we portato H dnto; ll.Ul d>t <:!rea l re l:IDni' si è re!';a ditficillmenoo r:ldu(}iùUe e contenibile. · Il 28 ltt) ,;,!mi> re 11)20 ci.t·CJt le 01"0 l!) è .s tato iun1.stito <111 un n bicicletta ve~ndo urtato d.'ll manubrio di questa allll regione soprnpub.lcn: cadde in terra per l'urto im)n·ovvioo, ma JIOtè rilll.zal'$1 .snblto e tornare a ca Stl da S'è. Soltnilltu rlopo una me7.z'or~t del trauma cominciò ad avverth·e forti dolor.l nella 1'egi.one traum~ttilzz.<~.ta: l'ernia perù nou ;n·eva !;ubllo neSSU!lA apparent.e modificar-ione. Il 29 nove111bre ci.re:t U uae-..?.ogior no l20 ore dolX> n trauma) (>JJtra in Clinlon. Put't t"eggersi in piedi da sè e cammlnaf'0 per qu.nnto con qunlche ùiliicoltà: le oond'izloni genera li ~no <li l'OCre t(>. Si rileva dife&a musoola re in tu tt.n la )>arte infe... riot·e dell'addome. SI nota enrin funicolrure destra, dJ modico volnme, <..'Qllo ente e &trllti• sottol<tanti dJ r1vestimento del l;utto normali. L.a pah>llziont>t sull'ernia ron molta prn<len:r.at pra til>ata n on pro,·oca c he modico ùolore. Ac<:u&t inn:~<..-e forti dolori in entnunbe le regioni ili nche e nella soprapubicn. Pol'SO ;egola re. ritmico. Bn avuto nelLt g·i<>I'11J1t.ll una xnln TOlta Yomlto ~1linteotaf'0. 30 novembre. Le rond.izioni penuu ngono immutate; due volte voo:rlto biliare. to dicembre. I dolori ,;i oono nccentuaU .senza speciale loc~lliz7A1Zione, ma più intensi Semprt> nelht regione ooprapnbi<".i. Ha più volt.t> Yomitnto: dapprima liqai.do aequo~ t into dalla bile. in seguito t'()ll rnrnttere f('('lll<ìi<lt>. AUe ore 16: facie~ normale: pol.."' 86, .n 1h:.cl'€'t~• pre,-sioue. rihnko, re~-ol.are; respirazione Ilormale per ritmo, a tipo prent Lentemente t.c)mdco: addome fortemente tumet!ltt-0' in toto, te._"<>, do:lent.Ei alla palpa~ioue su tuttti 1 qundranti; nella regì.ODe oopra pubica p;>ril $) ltfl la .<;lE'U~Zioue (U liDI\ masrgiOI'e •l'e<Si~>tenzu profo~­ ~~ e ivl <&i provoc-a il nUL..'lS.imo dolore. '.rlmpa.ni.smo manife.•;!Jo, e dilfuìlO; lieve ipo.f onest 11'1 1ìanchi e ~nra U pube. :\Ton si percepi-9COno <.'Olla pa!pa?Jilone anse contratte, nè t';OilO vlsibi1ri -all'esterno. SuJI'ernla 11!'>'><\lll fntto 111uovo: perrnanJ:-<ono i sintomi tutti pre<.'OOentemente notati. Si· dectde l'intern•nto operativo che v.lene 811 bi to e'SE'{nl ito. Operaziot~e: anestesia novocall1i<'a .Iombnre. Et-ttioll1J)IH'Oi·omin destra. Si trova il M<.'CO del ,·ohnn~ <H nn um-·o òi tacchino ton fatti tlogif'tiei mnn·it'Pl>ti. t! c-outenenw feci: in vieinanzu deL colletto del sncto pre...._,llZn di ft'Ci e fatti di pedtonioo saocata. dellmit.(tta d-a an~ del tenue adicrenti fm loro: \ma d l Queste present.'l r,ul margine libet'O Ullil soluzione clri ('Ontlnuo di due ('('lltimet-ri (li lungbez'.".a lineat"e. ~~ dh-e?,loule loug1tud1lllll\". con «1: no·p lon debla mu('()sa. ' Sutum il (lupll~ l'-trllto delle ]lareti ·intestinali. Dl'('llag~l.o Cll)'lillare. Riunione dei nw r~ini' delù.1 fNitn t-on )nmtl n C <n tutto SP(':<.'<Ot~·. _Decot·.~o poR/.operativv: P er.o:.:iston<.\ e i>i 11~1·avnoo il \'Omlto e gli llltri sintomi perjt.(meall. Il pOL<;O •"i fa pi<X'Olo, xl~epres8ibile e si nlllnti~ne co!>tsmtementc 00[1111 .i 120. Emette !>Oio ~arsa quanthb"t dJ gas. 4 <licem/J1·e 1920, ~~ ore :1'1, muore.


222

CO:-òTRlBt110 ALLO Sl'UDJO DF:LU; ROTTURE TRAUMATJCIIE. l:.CC:.

Reperto d'a.r~ropsia: In conispondenza della pa1'te anteromediale della fOSSR. iliaca destra si nolla. un ammasso d\ anse del tenue riunite fra loro per un pro~ d!l perH.onite tlbrillo-purulentu <~n ·p us dellSQ cremoso. In unu dl queste unse, che oorri~poooe a vgllc delht metà dell'intestino me...<>enlerlule, Si. nota una sutura ben <.:ontlnente. Nel ~.o (1eJJ.n fo.ssa.. llla.ca, in corrlspondeiWAI. dello spazio pnrieto-<.'<>ilOO <le.<:~tro si notano ~ro:ssl fooolai w peritonlte pmrulenta saccata. e altri consimm occupano tutto il p.iccolo bacino e SI spln~o nell{l po..Tte anteromed.lllle dell.n fossa ilittoo ,91ni..<ott-a. L'omento si presenta adE>rente in oorrl.spondenm dello &PU~O pari(.'to-OOlìco destro. 2<> D ... A ... , UOU10, d i: uunl 27. Il 5 settc'lltb,·e 1913 dt·ca le ore 20 fu ooJpito ili! un <'ltl.c io Klù cnnti!Q a~;.~i \' ·i olenteruente nella parte alta dell'addome. Citdde ·i n terra JX!l' 11 colpo: poi da sè potè rlalzai'S'I, ma non fu in grado dl (lllmmlnare. (X)mparve subito vdolentor do-

lore addominale nella regione co.J.pita, elle non è pjù ~.~c.n.to. Ha YOm1tato rLpetutamente. 6 settembt·e 1913. Entra in C1inica. Xotuf<i t·oilltrattum delle pareti ail:dominali. senza fatti roJJtnsvi di esse: dolenzUI US.'<Ili vlvtt a Ì·l a pr~ione. specie m con1'Spond~a dell'iJ)I'X.'(lmlrio ~;}ni,'ltt·o: ~'OlllJ)Ill~·• dell'ottu~ltù. epatica. PolSI') valido. regQln·r e J'il.i lll m:lnuto). \'omlt<> a!1illH:-lttilre ubbondanle. Alvo cbÌJU,9Q a ff'<'L .- ~.,l~. Operfnione (l.i ;oettembt·e l~Jl3, ore 111). Lap.'llt'lltomia sopraombellCJtle parame-diau.n. A sln:lslt·a .sotto il colon si trovano fn tU d'l peritoolte ju atto con essudato tibrlno-purulento: qulvi un'an...~ del tenue (po1'7.ione superiore) s1. presentil .rotta.; la roluz.ione dii (·ont1nuo dell'ln~no è della lunghezw. di due centimetri. in '1cln.anza. della inserzione n~nterlCJ.l, e <lirettu perpendilooJarmenre all'a.."-.<:e mnggiore dell'l1ttestjn<>. I marg1inl (lelltt ferltn sono abbastanut netti; fra di essi protend<>no 1 due ]{'J)lbi di muoo~1. art'Q.<:!'iflti. :'\el <':wo pcritonE>nle non c'è ver&Jmento di contenuto intestinale. Sutura !'>1!1 tre st,r.ttl. dell'h•tE'i'tino. '.J'ollette •l(' l <·:tYo J"Writot\~al(•. Sutum roml)iella. delle pareti .u.dtlomiruilJ. J)e,·nrso vnsttJfll"ra ti'w : n>J!olnt'(•. B);('(' il 2."-l set.rem bl'E' l !113 g-tut rit(l rompi<' ba mente.

CONCLU'SIONI. - Considerando ora i car.a.Lt.eri cli·nici presentati dal i 0 caso da .me descritto, ;un fatto saliente s'impone, ed· è l'assenza~ l·uta di sintomo addominali in· primo tempo dopo il trauma; la com~ parsa -di essi solo .dopo 'll'Tl oorto intervallo (mezz'ora) ed .i:n forma ass.ai .m ite; e H perdura1·e di questa si.ntomat.ologia attenuata per oltre due giorni. Quindi u·n a -conferma ancora. a quanto dkemrrrm drca Ja estrema difficoltà di una. diagnosi tempestiva in ta~i •c asi. Soprattutto il criterjo d·iagnostico basato 5Ulle m~dificazion·i del p.ol.sÒ ma·ncò assolutamente, persino quando all'atto dell'intervento la ,p eritonite era manifesta. E quest'asst'112a di m odifioa.zioni del polso si ripetè con ancora maggiore evidenza nel nost,ro 2" caso. Dimodochè 11-ni sembra log.k .o concludere che un mantenersi dei caratteri normali del polso non. dmre a.soolutamernte .autorizzare ad escludere la d'iagnoo.i <ii rottura intestinal e. in casi <ii traumi dell'addome; e ciò neppure quando conti·nui: a verifìc.arsi a distanza di molte ore dal trauma. P.er spjegafle poi per·chè l.a.le mitezza di sintomi sia in part~colar modo frequente nei casi in cui l:a. rottura si prod•uce in un'ansa erniata, mi sembra possano invocarsi le particolari. cond·i-zioni che in questo <·aso si avve nano. 'I'raLtasi infatti il più spesso di lt~s ioni da sco:ppio (nn<.'he ne.l nostro caso tale m~ctani smo era manifesto): e già vedemmo come in tali


CON'fRlBUTO AJ.J.O S'f{;UlO DEU.I:: ROTTURE 'fRAU MATICUJ~, ~X.'C.

:?23

casi la -maggiore regolarità della lesione, la contrattura ~ntanea delle fi·bre muscolari dell'intestino, la procidenza, d'un tampone di mucosa oo oc.cludere la fel'ita siano tutte condizioni favorevoli per impedire in primo tempo il versamento del contenuto intesmnale nel cavo peritoneale. . A ciò si aggiunge certamente il fatto d'essere l'ansa. lesa racchi.usa nel sacco, in sede cioè a:bbastamza separata ùal resto del cavo peritoneale; cosicchè si, a.vveraoo le condizion~ -più propie;ie perch.è il processo infì.a mmatorio (!el peritoneo fin da.l suo insorgere si delimiti bene e su porzione ristretta; chè, anche nei casi) in cui l'ansa. lesa fu trovata ridotta nel cavo peritoneale, essa era sempre (cooì nel nostro oonm illl molti altri descritti) fissata (la un -prOC€SSo di peritonite adesiva iill tutta pr'OSsimitàl dell'or.ificio ino"llinale interno ; venendo cosi. ad aven;i u:n focolaio di peritonite saccata nella porzione pelvica; cioè .iJn quella concordemente ;!utlim.essa come meno su:;c.ettibiJe di assorbi're tossine, perché più povera di liniatici (1M uscabello). Nè contraddke a quest.'ultima. opinione la gravità assunta. ~.n secondo tempo dal primo nostro caso, in cui tuttavia l'ruutopsia accertò la pr-.esenza di soli- focolai di .pe.ritonite pelvica; in quanto è pure vero che l'intero piccolo hacino era invaso 'Cial pror.-esso peri•tomtioo a forma grave ,purulenta.; e rhc focolai multipli. di tale stessa natura si trovavano in entrambe le fosse iliache. E' natunale .pertanto che di fronte a una tale diffusione oel processo erni.nentemente settico, pure tr.attan-. dosi di regione peritoneale meno assorbente, j f.a.tti generali dovessero essere assai gravi e il deo<Yl'SO fatalmente mortale. Chè i·nfatt.i finehè il proce..c:.so infiammatorio fu limitato alle immediate vidnanze del sito in cui era r.irmasta fissata l'ansa lesa (e tali erano le condizioni all'atto dell'i;nt.ervento), i sintomi generali: furono assai mi t~. e tali da ingan·nare nel criterio diagnòst.ico; il successi'Vo agg.réwamento deve in gran parte c.onsiderarei come effetto di d:i!ff~one d el processo dovuto all'-Mto operativo. Nel primo cas0 deve pure notarsi un carat~re positi:vo di diagnosi; che, a conferma dr quanto è già stato da altri affermato ('I'rendelembur·g, Hartmann , Bobbio, Gayet e Mouliln), dowebbe pertanto avere notevole valore: la forte difesa musr..olare, più intensa in corrispon~ d enza del la parte c.oJ pi ta. · Nel secondo caso oltre a cruesto sintoma. se n~ mleva un altro, cui pure fu attribuito valore patognomonico (Rossi, Schrrudt): il dolore intenso e improvviso, con acutezza massima al punto colpito, e che si mantenne poi sempre ivi /ben <'ircoscriLto. · In tale caso tSi ma.nrifest.ò pure evident.e l'importanza grandiss1ma. del meccanismo spontaneo d~ difesa più sopra desoritto, che, specialmente nelle o"'t.Lur~ da scoppio, si oppone in primo tempo al versamento in peri·toneo del contenuto i,n testinale : 14 ore dopo il tN..uma non si aveva ancora infatti nessun versam~nto in peritoneo e la ferita or)eratoria potè pertanto ~ssere chiusa completa.~nte a;endosi una guarigione per prirnam. Volendo trarre dallo studio di questo argomento qualche pratico


224

('0 :'\' l'IIJIH}TO ,\ 1.1.0 S'l' C III O DE I, Jj; llO'I"J't;ltE 'rll.\ l ' M,\TlCliE, t:CC.

a/lnrnaest..ramcnto,.rtlli sembra ~: he sopralLulto emerga la necessità di ur\ pt·onto int;erYenlo operat.ivo ili ogni caso in cui i dati an amnestici relat.ivi alle modu.lit.ù d el trauma e qualche s inton-w., di quelli 1P iù frequenLenw nte riconosci•uti come presenti nelle rot.ture sottocutanee dell'intestino, facciano sospettare che questa g rave cornpli<:azione possa esis te re· n e l caso in ispt-cie . Sarà sempre m eglio avere -e-seguito un in te rn~nto t.-..splorativo che non dover op erare a .perito n.il.e dit hiar·ata e r·on esito quasi certamente infaus to. Tanto più tale neoessità emerg.e nei cas i di contus ione ern ia.ria grave; d ato che i.n tali casi traumi anche di lieve entità possono aver prodotto la rot.Luna intestin-ale : nessuna pressione dunque sul sacco, e tanto meno nossuna prova di ridu'71ione del contenuto erniario; e· pronto int.ervento con erniolaparotomia, la più ampia possiJbile. lo- primissimo tempo s i potrà ancora operBJre in campo asettico, o per lo m eno d s_i. troverà dri fronte ad uno spandimento di conten!UW inlt<.-..st.inale non anrorra noU!vol.e e limitato al sacco o a piccol-a porzione del p eritoneo pelvioo; ed ogni modo si sarà sempre nelle migliori· condi-zion-i per· sah·are l'i n fermo. E meno g~ustificata ancora a.p!)a.tre in tal e <'USo la tattìca temporeggiante , in quanto l'inl!ervento ·- anc he solta nto esplorativo - è assai meno grave {'he non n el oasv di sospeLt.at.a rottura d'intestino nel cavo

peritoneale. \. In ogn-i cas o poi. è assai nwglio prat.icare la rese.zione del tratto ìn t.est~nale leso, piuttosto che affidar'Sii ad una semplice s utura della 1&sione, i cui margini s ono i l più spesso ne lt~ peggiori condizion~ per· poterei garant.ire di una perfetta r.iluniono. BIBLIQGRAFTA. A n-Hl: Uu tu écotl i.•m t> (l e U1 r u p/.urr il!fr.~ lillfl/e 1111-t' wulttxiun ol•domi nale ( Uo::eltt• des Hopi.lall-t' . 11. 44. 1895) . .tl.'\'Gt:RER: A·r ch-i uio t/ti L(UigenbeoJ.;, YOl. 61. pag. 970. lWO.

De l'inrerventlon <>llirurgicale da.ru; les lésions de J'.i.utes Ull pa.r 0011· tusi.on de l'abdomen (Thàse lle Pa.,·ùJ, 1895). BroK: D eut sche Z eil sollr. f. Ollìr., -çol. 15, IJ6g. 1, 1881. BRENTA)IO: D ent sclw m.ed. Wooh, pag. lw, 1902 e z e,tt·aZblatt f. OM.t·. }Jllg. tìOO, 1001. BoBBIO: Due caRi di rottur·a. trauUUtl i t'l\ sottocutrulea dell'intestino ln el'nle libere. GiornaJe dell<t ll. A ccademia di mediCina- di 1'm·hto, seduta lQa, febbraio lOOS. BORBI: Trotta to d ''infortutllirtlcn (2.. oo'. Soc. Ed. Uibraria - Milano). CAlo!PBEr.r. : On rupture of intesti.J1e (Amw.l!!s of Surgery, novembre 1005) . CA'JTERINA: Due gravi contusioni addominali oon 1~ttura d'e.Jl'lntestlno (PolidU.nico BALLADUR:

Suppl., 1901, pug. 897). Sulla d Ìll:l gnosi d:! r~trura sott.ocntA nea dell'iniA'stlno. .Mor{JUU?Ii Aroh .. 51-190!). Co:-o-n: : Sur le Juécnn1sme de.<; ru pt ures tra n ma t iq ues de l'Jot(>..':ltl n snus léslon~ des parois ~lbdom1illa les (7'h èse de Pal'is, 1912). Dnrnuu'\' : l?C'rut· cle ollf.ru,·gie, 11. 3, 190-!. D ELORME : He,.,,e •le cllintryic, pag. 3-li, 189;:;. Dn!O~!' : /?('rue •l e cllintrttie, pag. 974, 1897.

C ER!\"EZZI:


COXTIUB\ lTO .11.1.0 SlTOIO DF.l .LA

,

STO ~ron:RAI?L\ XF:l.U: AFF!:ZIONI ClllPPAI.I

225

fliCW:L: Subkutanéeu Zen-eìsnngen <lf's Dar11ws (})l't~/. Jl l'rl. Woc/1, J!)OU). FEDERSC!UUOT; Jiiinch. me(/.. Wodt, n. 12. ]g(}(j. GA~CT et ;\lovu::-; ; Bt,lfc:tin Jf Mic'(J l, n. 11, 1001. Fl&RRl': luguinn·~ Hen1in. Hupture of Jn.t~t.!ue. Lup11rotom~·- Re<:.'Qver~·- T !t e Brit. Jl e(/. Jou.rtr .• n. 1!)12. HETI'F.KI::: l.l€'b<'t :\let('Ol'ism ns H H Cl\ B:ttwlwc.ntn:<iOIIf.ll (.·1 rr·/li1•h1 (/l'L {,(111fJ(!'IIùCOk, \·ot. sa, -t, 1007). KEER: Ac-ci<lentS> 1111d ('<mapllt11tic.m s of Eret1liu < ~Lmer. JtJn1'n. oj. S:ury., XXYII, n. 'i, Hll:JJ. r ...:mu: ::lulle rottm·c.> :iOIIoPntil ne\" òell'inh."."tino (.:ln·lt. l ·n te'''- d<' Cllit· .. vol. lV, pag. ai, 1!111~). r..om:::-.-uofn:n : J-Jiiur/1 . .ll'ed. TVO(·lt., n. ::i, l-"'1!· 1!117, 1914. 1 JA~E'XSTEJ:-<: Centra.lbtatt f. CM-r ., pag. 1431:>, 1908. M~RCRETTI: Un ('>.1100 di rottunt &Oltocut.anea toro le <lf•ll'intestiuo (OMn~1 oloi-ntrgica. 1901). ~l osc.~TELLO: Sulln stx11ttura e flmmonc ùel perìtoneo (A re h i. vi o delle Soieuze mediche, 1895). • ;-.;o,·~no ~-: IWttura inte!<tirmle ~>ttocutane;l da brauma >.lliretto in ernia it1g<1l.uale irriduclbJle (Policl-inico, Sez.. chlr., XXVII 4 e 5, 1920). l>t:llEZ: Sulle contusioni dell'addome (.Jrolt. Intern. de Ohir., vol. ll. p.'lg. 358,

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anno 1905). QoARELL.\: Sulla. 1-ottura lntumat'.ica ~tto<:utanen de11'intestin<~ in ernia libera. (R . .4.cc. di. me<l. di Tod,IIO, seduti! 24 DO\'e.mbre 191G). nt:r:ou: Sopra un Cfh~ <li ;ro!ltura t.mnmatica di un'al1$ll intestLrulle entro un S~~toco emlax:lo (Gazzetta med.. napolctan.a, n. 3, 1919). Ho.~sr

A.: Sulle rotture

traun1atiche "'toocutauee del tubo

gastro-inlest.inale

(Morga.gni, n. ll e 12, 1907).

SAllt:nnnucn: Die Pathogenese !lfur subkut:lllec.:n Rupturen des i\Ia~n Darm-traktus (ilfittei-Mmye1~ aus d. Gren:: dur Jte(l.. un<l Cllir.. pa_g. n::', 1903). STo~>u A.: Rupture of Intestine in Hemi>tl Sac (.l l e4 Pr<·.j~O a1Ul Oìrcwùu·, t. CJ\."J,V, n. H, 2 ott., 1912). '!'Ar.Kt': t'eber <li<· Beziebungen 7-wì,.;l'hl'll l l~?r·niet l ml<l Dam1-rupturen (lfeit.r. Ziit· Kl-èn. Chit·., LII, 2). Tnrr.ny: La perfor.atioo in!Rstin.'lle romme <:oOmpllcatlon \le l:t ('Qntul'lion hernlaire UJu/l. Soc-. Oll.fll. Il e Paris, LXYJI. 18!12). THE:o-:Ot:r.~; MU I'JU ::

(]}cu f.~('/1(' mel/.

n :o(·/t .. Jkl~. (;_;;~. 1$!\!)).

0SI'F:DALr~ M!U'D.'ARE PRINnPAf, J:: DI \'r::no :-<A

}o REPARTO Mt::DI(' IN ,\

[Oatriboto allo studio della stomoterapia nelle. affezioni grippali fl\' 1'

il tlol.t. Francesco Pellegrini, maggiore medico.

La conslaLazione di un brilla.nlf' r-isultato terapeulico ottenuto da un distinto spec ialista in un caso di asces:;o ret1·ot.onsillarc, meòiant.e l'uso clcll.a. slomosina an tistrept.oceica Centanni, mi indusse a provare l'effi(·.n da del mt'todo alll'he nei r:icoverafi del mio r·E>pa.do. Ne limita-i in

l


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CO:\'TIIlll l!TO .~l.l.U sn; DJu DEL).\ STO~IOTF.R.\PIA Su.u; AFFEZIO!\I GRIPPALI

pri,nòpio l'tétpplicazione a due c.asi di asct>SSo del faJ·inge, dei quali ottenni la risoluzione nello spa:àio di poche ore, preceduta da oa<iuta. immediata cr.iLica della febbre, dalla scomparsa del dolore, da diminuzione della tume fazione, e se.guìla - ciò che interessava molto i pazienti - dalla pronta possibilità di de-glutirr·.e. Lusingato dai risulttati ottenuti, poichè nel frattempo (gtmnaio '22) , s i e rano m.anife-stat.i nella guarnigione di Vtwona aJ.cuni casi di influenza, fra cui ne ric-ovet,arono nel mio reparto con gravi i;Omplica.z.ioni del· l'apparecchio t'espiratorio, col eollsens.o del d.iretiort" dell'ospedale, volli estende re. le .r i<'enche all'azione r uflativa d elle stomos 1·ne nelle affezioni g rippali. Riccnosco r ht- lo sc·. arso nume ro dei r a.c;i r he r,i'J)OJ·to non doVl'e bbe autoliz?,a.rmi a dare un giudi.z.i'O sia .in un senso come nell'al· tro: ma la concorde ris ulta.nza dei f&tt..i ha tolto in m e il dubbio, certamente facile a sorgere , rhe i f~lici esiti, attribuiti a rapida efficace azion e immunitaria, t:Oiiw idessero colla naturale c·ris i d ella malattia: l'intr rrm~ione C(ll<i:lS i Ìlllllli::dia~a della fe nomenologia sintomat.i c.'l., &ia obbielliva t: he s ubbi eLtiY·a, avvenuta quas i cos lanLem eJl te dopo poche ore dall~ penelrazione i,n òr<'olo della stomo:-ina, in tnili i <'as i, anche in quelli in (·ni la fase inizial e .de.Jla. malat.t.ia em slula rons t.atat.a contcmpontnea al1'ing l'es:;o d el pazie nte in ospedale, e qui.ndi quando non sare bbe s tato poss ibile ammoLLere <'Ome trascors a una buona parrte del l}el'iodo del fastigio , mi convinse dell'esisLenza indubbia di un'az.ione n€llamente ris.ol vitl'i<'e, taLe da del-e1·minare la Cl'isi. E' ('O n quest.o1. conV>i nzione, nonos tanl~ , ripeto, lo S<'arso numero delle e.sperie n-z.e, non voglio t..ardare più o ltre a segnalare l'-esito oU·E?tl mlo dalla prova, riservando mi di ritornare su-ll'argomento, dove fosse oppMtuno, quando un numero· ma:ggior~ di osservazioni , estese anche ad ;~Jtre forme morbose , mi avrà mutato jn cert-ezza, p er provaLa esperi ew!.a, quanto ot·a è con"incimento personale per conoorda·nza. di fatt.i . A valorizzare però maggi01·menle i ris nllali, (\d <t cons igliarne la se.gni;tlaz.ione s tanno j)re t·.ed~nti osse.rvazioni fatte du altri e già re..-c:e di pubbli('a :rag>ionoe. A pre:;einde rc dall e affermazioni (;' const.a,ta.zioni del Centanni (JJ, di eui è tantù nota .çome indi s('utibile la compe ~nza in materia di studi immuntl.art, recen Leme nt.e il Calder·a (2) asseriva che il trat.tamento con !.e stomosine, raziona.lmentc adoperalo a complemento delle i11dis pen.sabili e ure chirurgic he })OSSa rlare nel ('ampo d ella otorjnolaringologJa d ei g randissimi e reali vanLaggi. Ed il Cecchet.to (3) ha. dimos l.rato i vant.aggi d ella stornoterapia. antigonococrica n e lla t;Ura della oong-iunt.iv·it.e gonococcica. Buoni e d inconiggian~.i ris ultati ve nne r·o pun~ ottenuti da Muggia, Colombini, ,Gilardoni , Bertelotti eoll'impiego delle stomm ine in varie forme a cute e da i·nfertioni grippaLi , st.reploco('ciche, puerperal·i , tifoidi , re umatiche .

(l l E. CE:->'t'.li\'è''l: Trai/alo •lì immtii1<11'J[IiCI. S. E. L .. :\Illnuo, J!l~l. 121 C. C.H .DF.RA : 1dlivi~ta di ·immunol<h~ia e scien ze nffini>l. 11 . 11. lfl::?1. J)ftg. 23 . (:n ( ' t:c·ç m :'lTO: << Ar(·bi\io di oftnlmologin », n . L.J. Hl21J.


CO~TIUBU'l'O ALLO STU DIO OH.LA STO~lOTf:R.\PJA C'lEI_.LE AFf~:ziO:S l GRIPPALI

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~on mi dilungo in .altre ci-tazioni, avendo desiderato solo aceenna.re alle sval'i•at.e applicazioni della stomoterapia, non escluso 1'-impie&"0 t·ome antidtsm-as ica. Le o.<>Se-r'V'a.zion~ da me fatte finora si limitarono alla stomoterapi& antistreptococcica ed antigrippale : le ripouterò sem· pli c:>emente, roll'esposizione sommaria d€i fatli raccolti, senza entrare in merito al meccanismo db azicne della III immunità o immunità stomogena , poichè la classir.a opera sopracitat.ru d-el Cen:tann~ è fonte sufficie>nte e competente di notizie relative, e per non uS<' ir-e da.i limiti im. posti da. una semplit:e nola, o meglio da un reSOi·onlo di poche Osservazioni raccolte. · I casi· di cui seguono gli estratti delle cartelle dinirhe, curat~ colla SloJTlosinot~~ antigrippale, sono scelbi fra quelli' che- pr·esent.avano conclamate conrplica.zioni br-onco-polmonari o pleu.ro-polrnonari ; veri casi di pneu moni te grippale·, talora bilat-erale, con le miJ')erat.ura elevala, con fenome-nolog.ia chiara e pre<-isa, con· s intomatologia grave pe.r intensità dei fatti con.gestizì e flogistici. La mancanza. di mia personale precedente esperienza, unilam(:>.nll& alla gravità dei rasi stessi, non mi· ha permessò na•t uralmente d~ affidarmi alla sola cura stomos inica, di non valermi cioè degli altri sussidi terapeu tici, digitale, ipec.a.quana, stricmna, ossigeno sin d-all 'inizio; come pure di non ricorre re ai l'ìvul sivi e alle sottrazioni .s anguigne. Ma pur ad 5Si sussidi <'O nce<IPndo ogni valore, non pos:-;o ammet.tere che, sia, singolarmente presi, come nella loro complessiva .azione, possa essere attribuito qu ello d·i risolulivi, nel senso di provocare, anti<'.ipando, la crisi: donde i netti vantaggi ottenuti debbono, .:-. mi o parere, es:ser -posti .in rel·az'ione spec.ia1men.te, ti•!'ll massima parte, ~·oll'az.ione risolutri-c.e dell 'im.m.unit.à stomogena. Prem.-etto che, nel1'a.ppli razbone della cura stomosinimt, usai solo il metodo endomuscolare, eseguendo le ini<Yzioni ne l periodo di remissione della febbre, dopo essermi assic.urato della funzionalità car<lio-renale: dalle c.artelle cl in iche, per br·eVii.Là, ho estr·atto solo quell e notizie e'he possono interessare relat.ivamente all'andarnMto· della mrulattia in raJ)porlo all'ar.ione d.,l rimedio. L'.\SO n. l. - V ... B .... sold~tto 1901, 5 artlglieflia pesan te. Entrato il 5-1-22. Diagnosi.: Brom:opolmotùte sinh<tra da dll11 uenza. Da tre giorni accusa febbre, cefu.len. toS&~ e dolot-e puntor lo a l torace sini&iro. Mialgia Iomhnre. T~'. O. : Y olto t-on;.:c....-;lo, dispn tm inteu"S~t. poi:.() d uro. :'K'I)<'Cilnte. fn>(tnente. E;.:c t-ea to <~roceo. Alla bfu..<>e del toru <.-e de.;,.'tro, numento notevoJe del fremito vocale tattile, il~fones-i . manifesto ,-,oftio tnbt~rico. flliUI<.:b e t'fmtolino lu:;pi n •t.orio .

•>·1. - Condizioni 1nvHrlnte.

7-l. - Si pratica u.n.n in.iezione eruJo mnSC<lL'It'C' ldll &tomo&lna untigrippa.le. iU. - Pt•e<.-eduta da un l'In lzo termico di O,a C .. e U<X'Ompagnai:JI da abbondante !!IIIIQre, si h.a <ll.<lcesa <:riti ca della te m pera tUJ·n n aG.5. P.en('..<>!i<ere generale. !J..J. - ?\umerosi rantoli snbcrepitaoti : la respiruzione è ancora soffiante: po.k"() e r espiro t-el!olnrl: s tn t () dì ''etw;.~p t·e J!'PIH>I':t ](.• : ~·onq ~, ,~ og-ni dolore. Api-

I-etico. 1.2-1. -

Si percepiscono pochi runtoH im>J)il'lllorl t'(l N<pimtori: In 1'C'Spira;r.lonr

è nsprn. non più ooffianre. Aplreti('Q. 1ri-!. - L'a. è guarito del processo p!u?ulnot\.i~). C.\SO n. ~. - A ... G ... , mpora le, 1901, dlr:iJ.,-ihilb.<:tl. Entrtlto jJ 12-1-22. Di.a.gnoBi: P ol.monHe destra da influenza. Da t re l'iorui accu,:n feblm~. tosse, prostrazioné di foy·ze e 'dQl o t-e pun torlo al finnro destro. Mialgia l ombo snrJ-:1,1(>.


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CO:\TIUBL..fO M, Ln i'TU010 OEI .J,,\ STO:\I OTER.U'B :'\ELU: :IH' EZliJXl GRIPPAU

E. O.: CougN.tio~re- ùcl viso, di.<;pne.'l, IX)lso frequente celere. Sputo ct~-oo. ::;ullu. enlìa&:dlare ùl;lO:;tra aumen to n<lte,·oJe del freulito voc:ule, ipofoue...,i ma.rcalli, FolOftio tub>tl'tc-o. rantolL i n Joumrutnza a piccole bolle Jnspir.atorl ed espiratot.q_, Temveratm·a ~:: J~vnt:a (41) C.). • J:$·1. - '.fcmJl(•ra tura ~H. U•m'd~i:doni invariate. gra'fl. &J. pratica una in.l:ezlone <li stou.tosìua nntigt•ip~JUle, endoum~S(.'OIII re : la l;era la temperapl!ra sale a 3lJ,K Di=>'PII~H

Ult('ll$11.

.

.

H·l. - La febbt·e »CCildc a ;_;..'\al mattino, a :.:s.2 la ser:•: <.'OndJ~ioui uùglior:rtc; r:unuullato "lilla e ::ti S~?nte ~ lleva to: eondlizloni. loculi invm·iate. J;•·l. - La febbr~ :so?ncle a 36,U (sera). 1J~1. si sente bene, rcspl-t·a regolar. uw 01 t•. :-5t•:u:-.<> ~-""CI'C>I to privo d!l sangue. 1\t-1. - Api ret.ic'O : respira zioue ancora soffiante. HU. - Ap'!retico: respll'a~ioDe aspra, lievemente sof!iaute. :!:!-1. - Apiretico: si )JCrcepist-e .solo qualche rantolo a piC<.'Ol€' bolle. :tti-1. - :'iulla JJiù ~i an-erte t1-eUu loca.Jiw-,7..azione polmoum-e. CASO 11. 3- -

(] ... O... , soldato, 1901, cantllcggel'il Guide. Entrato l 'il-l·:!:!.

])i"ffltOsi. : l'o!nJOnJte doppia dtt io.flucnZil.

12-1. - I>a -1 giorni &Ct'llsa fcubre. tosse, dolori vaglli al torace- e aJla SChiena. B. O.: A.s!X'tto ~tYcreute : di~pnea elevata : polso frequente. Escrearo ruggL no:;o, Slln,"Ulnolenlo. Alla base (lell'eiDiitorace .\ilnlstro lie·ve <tUlllt.>.ntv del f remito n~ea le t:atU!e, qualche nllltolo :,"'ttoc.repltante, 1-espiro softlante: Jpofonesi. TemJWr atum 40,3 O. Esamlo! dell'or.iru:t per l 'albumina : liev{' ina.lbnmento. R<l delirio. 13·1. - Condizioni immutate. '.L'cruperatura 39,8--10. 14-1. - Accusa dolore ~Ila base del torace destro, dove <Si notnno suono timpanico, e runtoli cr epitanti ìnspiratori. A sinistra forte aumento del fremito vocale ratt.ile. ottu..<àtà quasi a!<SO iuta, bron<'Ofonia. Sputo sempre ruggilJoso denS>O. Temfte-1<1tura :l!).!l. Condilr.ionJ gravb"SSme. Dispnea intcn:<:a. Sì pratica Ullil iniezione di st·omoslna ~mtigril>Jmle, cnùomu;,:<:ola re. 15-1. - La febbre -st~:Jld(· 11 3~.7 . L'ind ivhluu ~ :cncura in conctl'l.iOni grovi. E' ri<.-opcrto di .sudore. 1()-1. - Temperatu ra 37,2. condizioni a..c.sni w.i~ lior;ltc: eufo1·1co. Te.ulpel'atnra della :;(!ta 37.S. A sinl,;;tra muue-rosi rantoli d'i ritomo. l 'i-l. - Temperat.u ra 37,5-36,8. C.oudizloni gellcml~ sen..'>'! bilmente an cora mt~,:lionlte: locnJmente a destra, a n cora ooffio bronchiAle. Sputo <tUCOra J'OSCO. J8·1. - T<'illllt'l'a tura 37,4-37,1. I~ ro:s-egne il migliornutento. 1!1-l. - .\pi)'('t i c~': indi •SNUP~ apiretico, ~ ri:'<•luzi,me rap1d:~ dei f:ltt.ì polmoll>lri. ('A~•> n

-l. C ... G... , soldato, JOOl, 31 autoreparto. Entt~•to il ::!11-J-2"2. lJial:'ueumonite p..-<eu~l o loha t'f.' destra d11 lufluen7-R. Du due ~iorn i h n febbrE>. •'!f:l,lt>a, dolori Yagbi :\ tutte le mu."SCU!a ture. E' affetto da blenor,ragia. :w-1. - E. O.: Ylso fortemente congesto: è ICIB'l'<Jmoieo, e•>n to~">S(• f req ut>ntt•. :-1 izr,os:.-1. Polso duro e fN~quente, t.e~'O. Temperatura 39·40,5. .l destra, dal.L.<t spina •il•ll:t ;:oeapoln 111Ja bnse. s nono tlnl>Jl<t.nlco ; all'll.SCOltazi<•ne numerosi ran toli fini a pl,..cole boll~ lnspiratol'i. :lt-1. - Condizioni invariate. T-elllJ)('ra tlltll t l'H :1!1.8 (' :U).!J. ~ i Jll ~t t kn um 1nie7..ione en'd'omu>leolal-e di ~;tomo.<dna a nti~ri ppH,ìe. Di~pnea illtens;l. 1-2. - 'l'emperatura 40,3. ~u tutto U .lobo inferiore tl~t.ro ~~ ode oof.fio brondll:l le: ipofont-si :IJn rorri J:-1XJUdC117.a. ~puto non molto <11?11"0, Nlngn.inolento. Poi:Sn :t.,.:<ni tf':5<). Y:llWo. I'f.'I!Olnre. D i»pnen int<>n!"!!. :.!-2. - TE>m'Pf'ratura. ;>,'<.2 Si J•r.atic·a unn !'N"Oncta Jnlezionf' rl'l stomo~inn . T empe mtu ro 3~ . ::.:.!. - Pre(·Nlu t.a da S1tùor<> l'li 11:1 eli >"C"-"~t <lf•lln t P.IIIJK.•r:J t.ura a 37.:1. Conll~zioni f'<!l=!';!<•tt.h·e rni~rN<>l-ate a~i. ~wto (li completa euforia. :'\on ha ]1tlù dl&pnèll . -l-2. - :-\umerosi nmtr:l i <li ri tor-no. SJlUto non f'Ommi.s.t() a Mngue. Indi spi t•<:-tko ('()n ronti nua J)t'()gr('~iva. rapi~l a risoluZlione dt>-1 p~'e.'>-"'<> pneumoniro . !J'''I-~i.. :

. C'.1!'0 11. :i. )f... p .... ~'M:1to, J!lOl, ;,o miniltori. Entl':Jio il ~'i-2-22. Dingno.9i: f'nlnwnitl' :-<inislrn cln lufht<>nzJJ. Da clnf' g-iorni nC<'usn 1loJori all'{'miltor ncc sin.isbro, ff'hht"<'. toi>>'C. lliffii'Oitit eli rf'~PÌl'O.


t'O:\'TRllll"TO .H.LO STCDJO Df: J.I,..\ .~'1'0-'!0l'l:lt\l>T.\ :\'t: I.I.E .\P'FI:7.IO:q GRIPPAU

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2.~-2. - B ... O .... :Modi<:o stntu tlispnoit'O: J~JISO fre<Juentc, <~IPre, re&,"<>la.re, Jln!!na Spol"Ctt. ~>tt•> la ~apo ln , a sin b<bra. not.!YOie altmen<to d(\1 fl'<'<IDlto '>"(){·Sile t.a ttile, ìJJOfone"l. ooffio tlibtllit'o. <~u alebt> rnntolo n pi('('()lt' holle iuspin1t01io <'d ~pi­ ro~rio. ~'l-ento ruggiutl(S(). df'JLW. 'l'(•mperAtnra 39·39,9 C. 1-:t - Condl~loni Jnvnriate: volto oonj::l>sto ect anmento tH di..<>Plle4!. Si pratica una inlezione endomuscoùtre dd stomoslun antigtiP!Jll le. Temperatura 39,7 C. 2-3. - T emperatura da 38.~ a 38.8..Migliot-amento del fitttl ooggettlvi. Loealment.e soffio bronc.h ìnle. Flscreato ru;;:ginooo. p,,)'J::., f!"('()nE'nt(', r·t>~o lare. ~3. - La tl'UIJWnll 111'•1 è ~M a 37; St>nso <J.i ~llievo e d i benessere. C<>ndiZiioui Joeall come ~rrn . E ' diminuita la dispnea . .J-3. - A ph-et.i<-oo. Si r,-ente bt>nP.. f Al<'tllllH'nte nnme:·o~<i t·nntoll in.splm tori ed •'spi 1·a tnri. Re:<pl!·11 n Pl*nn S>Offiante. :i-:J. - :\li;..:liontto lli:s:aL In'clli ~mpre J:x>ne. C~,so n. tt - b' ... H ... , ~rtl~to 1901, ;:,o artigllerì.it ve:sautt•. Butraw il 28-2-22. Diagnosi: Polmonite 'de»tm <la •Ìiluh•emr.:t . !:!<>lll~ d<l ~a giorul <Li dolnri vaghi al tor aoe. n !la stbH•na e agli nrf i illft·riori. 1•ro~trazionc dì fm-t.R. to~: e fehbre. 1·3. - 1-:. O.: Tempcratum 40 C. Yol to as~li1 con~;,o·è;;to: pol,;o fJ'<'Qnente, rego-

la)·e. Di.. ,pneit in motlieò 1n11cl<>, lìn~wt fortPm(mte imputlnam . ;{..3. - La l'ebbre. c!OJ.JO una fo1·tt' rt-ulis,·ione. ri ~all• 11 :l!),!l. L'a. a•·<·ns;t dol•>l'f' puntot·io, !:UI(~IU<I ub€' ru fili Il(:() ÙC$LI'O. Obbìettlva wente aHIL base ùell'emitornce destro ,jpofonesi. ali 'IIOC'Oltazione tìni~<s1mi rantoli inspira tori, e crcpitlo plelll'iro SUI.K'rlormente. ~puto C'(lu .strie <li &.mgue. Dì~1me.a Intensa. ~~ prati ca un'iuJezione di ~1.omosina :u1tig1•ippale endomn8f·olare. 4-3. - TemJJ<>ratura 'liJ.J.-40.1. Dis).mea iuten!'la : alla bu;;e destra nett<• soffio bronchiale. Sputo croc-eo. 5·3. - C'.iJdUt<l critica de lht tent]~t·atura a 37 C. Sudore 1wnfu~. Euforia. R e!lJllro C}lUISi llOl'lllìl ie. t>-3. - I~llmPnte uun:w1·osl r:mtAJii 5m lwr~pit~m ti con qmllch<> crepitio pleurlco nelle !'!'~Ì(mi superiori: e..«.1"eJtto :tnC'Ql'U lleYemenll' l't.rinto di il:\DJ:'tle. Ooudi~oni

genei·nJ,i a ~al migliorate. Indi >:em twe

~~ piJ'<'tieo. ~.:

i L l 11-:~ nttll:-\ più s i nota del

prore.~> floglsti<:o.

z ...

Co\SO ll. 7. R ... , soldato, 1002, SQo raulel·in. Entrutfl l1 ]0.::-:!:!. /)iii_I/JIIJ/!i: Bronoopolmonite sini>-tm da intluen7.st. Accu>:a febbre, tosse, eefnleR--gru vatlva, e tlblorl vaghi nl tornO('. U-3. - E. O.: ~~ u.pprezr.ano rantoli a mNlie e pl()('<)le bolle e fibili ad: ambo le IISI.Si. meno intensi JSUlJl'riormentl'. Te.mperaturo 33,5. 12-3. - T emperatu ra 30. Dolore puntorlo alla base sln.i.stra. Escreato> coillllllist.o a ~lng~W. Alla bi!.se E>illistra lie,·e lpofone~oi con runto!i a med<ie e pi('('()le bolle: respirazione soffiante. CondJ;r,iooi ~enerall buone: Ue>e d!$l>nea. Si pratica una inie-;Jone endOJltUtSt'Obn·e d1• ~<t<>mosina nntigrippnle. Tetn J'E'I'ì\tura della ~ra 40 C. l:l-3. - Durante la notte ha avuto sudom profuso:· tempe1·atura 37.3. Non ha 'llllH<i più dolMe. Loc·almente come sopra. 14-ll. - A. &i.nl5>tra la resrirnzione è Slll('()ra so-ffiante e accompagnata da pa_ 1-et'Chi •r:ultoH a lliC('()lè e mer1ie bolJe. EOC"ronto ahba~n7.o~t denso e c:>Qn qualche ~>trintura \li sangu.e. Soggettivnmente s i sente benP. AJ1iretieo. Ind·i sempre apil'('tico. RlsoJu;r,ione rnpida. CAso n. R - G ... B .... ~lillltO. 190~. S00 funtet·la. Entrato di 16·3-22. Diagnosi: Bt'<>ncopolmonlt<' doppia da ìnfln<'n7.;"t. DH IJUnl.-lle gior-:.10 f<>bbre e levnnt rou dolore rn:mtorio nl tornce destro. 'l'os;;e (~m abbondn.nle es].X>ttomto, ambascia respiratoria. 17-3. - llJ. o. : Oonge-..«tione del volto. DL~ooa inten....a: alla resplrozione cou<'Ol'l'Ono l mu..."Coll ausLLiarl; polso teso. duro, frequente, rJtmlco; ottusità del een.sorlo. ~otevole aumento del frC>mi-to Y~le tnttìle tu ('()rrispon<len7.o~t della regione sotto..<oenpola<re destr:t.. dove sl ].X>rceplsce $0ffio b1·onehk'\le. Respirazione a<$:pl'll. su tutt<Jo l'itrubito pol.monHI-e.a sinll':--tra : ~ùln .gpinn deU.a scapola un gruppetto di rantoJinl fl.nl Inspira tori. A<.:·cnsa in rorrisponflen7.a dolori.'. Sputo muoo_pnrulento con I}Uitlche "'-tri~ di S<~tngnc. T. ~-8 C. IS-:t - T. 3!1-39,7. C<>ndlzionl n.e-!!'n1vnt<'. notte in.;:Qnne. agltllht: dii<Llllelt au-


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C()STIII6l" f0 ,\I.LO i>lTOIO OU. I .:\ S'l"OMOUJ:AI'l.\ :->t:I.U; ~vn;zr0:->1 GRIPP,\Ll

mt>ut.nta. LocalmE>ut.e a destra .stato titumutato, <Il slnl!.tra oot'fio bronc:biale' 1n alw. :si prutica lm'inlezlone cudomuS<:oùtre di stomoslna autigTippal!·. Hl-::. - La tempemturu è d:isce...::a a :-!8, <limlnulta la dispnea migliorate le <:oml'lzionJ gNt~rall; localmente immutate. · ' :!il-a. - T. :~'.). 3-38, 4; notte agita tu. Dolore vivo puutorio a ~>inlstm; rantoli in.:~plrnt.orl a destm. Si vrutica una $eG.'Ondn inleziore di storuosiua. 21.:1. - .Lil ff'bb're scende a 37,3. Epistasgi; escreato abbondante, sauguinolento. DiUI ittu11ione note,·oUsslma del fatti locali; condiltioni genemH migliorate; nella uott.> fn ubbntnr to e ùepre!;.<o(). . 2"1-:!. - :\on lUI <~UJes.:s<• J)iù sangue;~ oonte bene; pok.o::.o aucot• te:sQ; looalm~n tè uou h11 più dolore t> si uvv{:l'tone robo<, scar-si tntlli bt·oncllia!L 2~-:J. - '1'elui)(>J11 tura 38. A de><t.r;t e a ;<;!1rlstra nE> Ile re;!<iOil i ...wddt>tl e ,.l a n ·t' rfvuv nnmeros! runtoll in;>t)iratol'ù; soggettivamente si sente bene. :2-t-:3. - Diminuzione dei futili ;:;uòdetti. T. 37.8. :!.:i-:}. _,_ L n re&:Pirazione i> quM<i uotW11lf': tJempe rn tura :Ti .l: sta bene. \·.,><o 11 11. - K ... G ... , nllle,·o sottutlìch1le. Entmtu jJ 17-::.:!2. })i(IUitQ.~i: Bronehirt• :rcuta da lnlluew~t. I.'Oll localiz7.a~ioue a destr,1. Du qtwlche .dorno male>-':-e•·e. 11 no ressi.u. pr,,stra zìon\l d l fo t~.r.e, ùo lor~ Ili~~ r~giOIIt> ll1<11111ll illlll't.> d est m, e &t(-crl>ilnte.si nei movimenti re>><tù r·a tori. 18.3. - E. (). : Soggetto oof!er·ente. nbl>atl'uto; llngun SJ1<n·c:1 ; ll.a tosse, e-scrE-'3. tO. illUt:O·[IUru lent<> JXX:O nbbond~tule: in norrispondenza della !'egione mtLmmlll.ur-e deslra e, ]IOSterlorwente, Il cln·a met:'t della s<;apola. st noht aument<> deJJ fremit.Q VOC>llc tnttile: pk'<'O~l rantoli ìJrspirntori il1 disQ\n7.n , temlcnti a riunl~i. A shùstr·a I'('SJ)lrazione lll't]ll'il. ('01\ llllllldlC Sibilo ><U tutt.O ntmhito. 'ff'IU]'lel'ntum 37.2-37,\l. Hl·~l. !!'att i ìmmullt U: •JUllo>l tllJLreti<.'O. :W·:J. - La febbr-e sale <l :{8.!1: ~1unw.nb:1 iJ dolor·e 1'1.tdde.'?<'.rltto: nella zonal suddettn notstsi lievl~>.'>ima •ipofmu•.«i: immutntl gli nl t ri• fatti. 21-3. - 1.'. 3&.!-;_:jS,!). Fatti immut::tti. ::li pnt t lcn unn lnìe~l•me enrtomu~lll t-e dì stomosina nntigrippnle. 2'..!-P.. - J..a tRm pNa t ur>l è ~<t~'"'l a :lfi.8, dof!O 11 bbonda ntf' !?Udore. Non b.a più dolol'e. SI ~n te twue. L<>ClJ IJIH.'llW .~ •:JI'Si fi li tL dj C'li I:!U'rO ~del }.!l'O. .~ i bronc-hi. Imii sempre 1111 progrf's,..il·o mi;.rlio mmf'nt.Q.

\ 'a ril ev.t.l.ta, anzituLlo, nei (\asi dporlati1 la manifesta discesa criLi 1·a della temperatura, .wvvenu t.a qua.<>i semp1·e dopo un' unica iniezli.one di stomosina.: n ei casi segnati ('Oj numeri 4 e 8 furono necessa.rie due ·iniezioni, pratiMie ad un intervallo di circa 36 ore, prima di ottenere la {)aduLa completa della fe bbre, ~ he però scese evidentemente dopo il p rimo inte rvento. In alcuni de1 ra-si, come è fac i~ rilevare dai diari c linki , alla discesa t.crmi·c·a l-enne di€tro rap.idissima la. risoluzione de l proc·e.sso polmonar~, p e>r rr1odo ch e, dopo b1·eve per·iodo di temlpo, ad attestarlo rima.sm·o S(·ar!>i fatti obbi~it iY.i, m entre la s intomatologia subbieLli ,·a e r·a.si così .attenuata da da:r luogo a un vero e proprio stato di euforia, .tt nalogameu te a quanto ha ril<'vato il Bert.elotti (1) . Negli albri , avvenuta la cris i t.et·mic·a, l'evoluzione del processo polmonare si proLrasse più .a. lungo, p11r rile.Yandosi su bilo chiar.a.menle. il deciso avviamento alla risolu.zione . · E ciò, mri pare . ris ponda a l t·on<·etto d ell a p ron l.a azione dis intossi catri ('e, effelluanl<>:'> i 1·olla distruzione de-i v-ele ni fondame ntali e ndotos· sici, prodotti nPII'organi smo, la C' Ili diffus ione è n tusa. della s indrome I l ) fit:nna.tY!TI: .l/t·1u1i ro.•i r·umti (·ou .J'o l'l'li• ·o :i(JIIf' t/f'llf' .</omosi ll <>. '' Ri\'i-.<>ta di lm m\lD<l lu)rill (- ~<(·i~nze 11 ffini ». 1!121. pllg. :1:).


febbrile (C-ent.anni, l. c .) ; men ~re, in set:onùo tempo i· poteri di difesa. organici, aumentati in seguito aUa in'o.Lt,ivazione degli sl€Ssi velen i e d ei prodotti i ntermed.iari d el rJcambio, e per la probabile sufficiontu formazione nell'organismo di propri-e stomosine, e cioè di " attivatori o kinasi pei f-ermenti disi.ntegratori delle seorie intermediarie del ricambio,, (Centa.nni), possono ~volge re tutt;a la loro efficenza di aZiione s ull'e.voluzione del p.rooosso; ar-restandone o favore ndone il decorso verso una più J'apida risoluzione. l'Olia ina.Uivaz.ione anche locale delle sostanze tossiche dell'una e ò€1ll'altnw provenienza. L'azione s ui veleni <:ircolanli, comunque proven ienti dalla pr~nza d egli agenti i.nfeLtivi, è ra.pid~t. .e pronLa; indi la caduta della. feblxe: seg ue l'azion~ sul pro:esso lon tle più len tamente, poichè a ri tardarla. con•·of'l'ono le singole al te razioni parenchima.li , e conseguentemente, l'<ùterala funz.iona(jtà. di tutto l'organo, e pctc hè, com e affer:rna il Cent..anni , g li ag-ent.i infettivi insed iaLi nel forolaio sono !liù l€nta.menle "svelenKilti. », e qui·ndi tanLo pi·ù a lungo resisLon<.> alla difesa che va or·ga.nizzandosi. l n qnalr:he caso la cura s tomoLerapiCA1., pra.ticata pr·oprio al momento di insorgenza. del pTO<·esso fl og is tico, ne d eLerminò l'arres to; ]1e r brev ità, non ho riportato che le storie cliniche di forme polmonari; m i torna però qu~· opportuno ri<-ordare che, an('he ·in uno de i casi da me ossen r.a.ti di ascesso r etro-tons illare, di cui è l.'enno all'inizio della Pl'€&ente nota, si ebbero, in seguito a1l 'iniezione di s to rnosina antis t.repLorocoica, eseguita r.wecocemenLe, ~ mmediato d e-·ongestionamento d ella parte e il riassorbimento spont..aneo, msntre la. febbre e la sporgenza. della t<Jnsilla., il turgore e il dolore, escludendo se.m plic ~ fatti infiammatori , deponev&no decisamente per l'ascesso; nell'altro s i ebb€ la climi· nu,z;ione della. flogosi, la caduta della febbr·e, nonostante cll{>t la racoolt.a fo.sse g iil. formata, tanto <:.he s-i è sponta.ne<t.mente apeJ·ta. poche ore dopo (C il"ca 36 ore) l'iniez.io n<e . Jn t.utti i ('asi. riportati, come negli altri, non ebbi .a lamentare aJ(·un in(·onveniente; l'ìniezivne fu sempre ben tollerak1. (' scgu·iLa quasi sempr·e da li<eve rialzo te~mioo; · la reazione locale li-eve, fugace . Non lame nLai fenomeni di oanaftla.c;si o m eglio di collateralità, tr-anne forse in un caso disgraziato, di f: ui per brevWt non riporto la stot~ia, nel q·uale J'i·nfermo si sui·t idò poche ore dopo l'iniezio ne: non posso di.re se i supposti fatti di tollaLer.a.lità, ad ogni modo di hteve durata. e non preocr upanti, fossero realme nte di We natura o da pors.i i.n rela~ione colla tossie.mia, a cui e ra in preda iJ paziente. Dalla storia del caso n. 8 (bron ~.:opolmoni te doppia) risulta che nella. notte successiva. alla seconda iniezione di stomosina, il pazien.W eboo CJJistassi, ·e che, ooll'~crea.bo, emise una t-ert.a quantità di sangue. Questo fatto , come pure i fenomen~ osset-v~ti nel caso prered~ntementf' cit.aoo, non hanno assunto rertarnen te proporz·ioni tali da richiannare l'attenz.tione oltre i limiti di una semplice opportu nità di ocu lata circospezione nell 'uso del r.imedio ; tanto più perchè, -se nel primo l'inaspettata conclus ione del quadro ·clinico non permi•se un più chiaro appr-ezzamento dei falLi, nel seronclo nulla può orovate una relazione tra lt> non g t'éWi e mormg ie manifest.a.t.esi e l'azione, nell'or·ga.nismo, d ella


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f'O~TH!llt!TO .I LLO $ T l" DIO DET.T.A .'<TO :\I.OTJ;:Il.U'IA l'\ ELLE AFFEZIO:\ l GRtl'PALI

stomos ina. Emorrag ie dal naso sono f:requ enti. e troppo note ne ll e affezioni g r-ippali ; e la pre&mza di sangue n ell'escreato , an(· he in mag-gior eopia di quello c he comunemente s i nota nello sputo caraLtn·isticamente crocoo o rugginoso, può riron o.~•'\(' 1\€> ~uffi c i e nte ('au&.l nella forte con gestione, non rara in individui, come nel pazient.e eli tipo ple torito , e che, per la stessa robus te-zza della loro oombina~ione morfolog ica , reagi&:ono alle forme morbose con più ricchezza di manifesta.zion i e di sintomi. \tla., d·ipe ndano o nwno i falli s uddetti dalla penelnnione i n cinolo della stomosioo, od abbiano essi, con quella , semplil'e relazione di coinc.ide nza o di succession<: n ei· soli riguardi del te.mpo di loro manifestazione, è tutlavi.a pur certo che la reazione ('0nse<'utiva alla iniezione di s t.omosina, nont:hè gl.i skssi fe nomen.i di l' risi s ia londi 1· h~ genNali , dr pongono per un'azione c·h e s i e6Pli•·a in modo ,·iolenlo, dirò <"o::-i , brut.ale . Dalle osservaz ioni del !Vlnggia, {1) che s pe rim entò la slom o_-.;ina in pratica pedi.a.trk'a, s i rileva la nei'leSSilà di provocare lo shock anafìlatr t ico p er olLl}nere bL•nigne: modifìca.zion i e t.alor<l. la rapida guar igionp dpll'iloo-t.ifo ne.i bambini. Sar<e-bbe quindi ne ll 'icflts rm(lfì./nttico il lllQmen t.o della cris i, la. cui rapidità di SYolgi mcnto sta 1·cbbP a ppun lo in relazione rolla. g ravità dell'ictus i'Lesso. In rapporto infatt i alla difL'Sa. de ll'o rgan is mo, seeondo le più re,·enti \"edute, l'ana.fìlassi appare "rome un'arma di loU..1 rivo l ~.a a depurare l'ambiente umorale dall e s• ·orit.· el-er·ogcnre, disinlRitr'anòole e ht·ucian-' dole in prodotti finali, f'd è questo un uflìcio e miT1 cml.c1nenl.f• protdtivo <·on tro l'ete r ogeneità, anzi è della imm·unità l'es.c,enza st~ssa ll; " ne lle ··oncl izion i nat.u•rali l'i n contro d ei reag-c.nti an.a fì latti1·i a ,-yen~n clo graclualm~C-n!.e, la reazione si esauri sce sP.nza pNi•·olo" ( ~ntan ni , 1. c., pag. i42). · L'intensità della r eazione è naturale sit8. varia a s~onrla d(·~J i ot·ganismi, del loro tipo moriologiro, delle ronòizioni dello stal.o gcnPralc e d ell'el<\: e .non sn ril cc•rlo senza im!)orl.a.nza acC€nnare, a t.al~ proposito, al falto c he le mie osservazion1, anr he se esegu 1t.c in cas i g.ravi di affezione polmona re a.cn ta, s i rire riS<:ono tultc a giovani soldati di 20-21 anni, prPt:edent.emell l.e sani ~. più o meno, m'L tn! Li, S'l ffì <"•it•nt.f'mente robust.i. l1 Muggia ritie ne ùi d<,,·er proc-edere con molta prudenza n€i casi di affezioni polmor.ari acu te, allo 500po di ev itare inrreseiosc in~org-enze o eli un edema polmonarc o di bronoonag ie di imporLam..a. E ' ' ct'l·to cho, per la stessa intensità dei fenomen i con rul s i <nH.nifestano la. rE>azione e la. crisi della -malaWa e per 11(1. natnTa d e.lJa reazione !'ks.sa., si rendon o n ecessari ~ circospez ione e oc.u lat.ezza nella applicazione eli Qllfst.o m l'lodo Le-rapeul ico . " Il r r-i !A'rio r lini ro dcvt- S<>rnpre illuminai'{' t-anto

( J ) A. :'IIL'(:ca ' : /, o s/wr!.' qnaji/alli1·o IOf:'ÌH p !«' ÌI'l17.e :t fil n i n. n. J. )!121.

in lt'l'aJtia infautilr. 11 Hi\·i>'tll 111 lmmuno-


C'OXt i Bt:S,SI

il repru"to semeiolico, ch e il metodo curativo da app!icansi in ogni caso"· (Muggia, l. c.) . Per queste considerazioni, ho rit.enuto dov-er l'i·feri.re tutto quanto 4·a-dde sotto la mia osservazione, non escludendo quei pi t~:oli fatti, che, se anche possono non esser€' mt>ssi in nesso causale coll 'azione del rimedio, tnltavia, anche in cons~cler,az:ione dei risultati ottenuti dalle altrui ricerche, devono richiamare l'attenzione sulla gagli a1'<ia effioenz.a dell'interv€nto, che ne fa un valido s!J·umento, da adoperarsi però colle dovute, necessarie r aute le . · Conr.lud<e.ndo, la r.oncor·cta.nz.a de.i · risulLatti ottenuti, -in quanto aUa determ~na.zione di una vel'a e PI'OPI'i-a crisi e al ben<'fico effetto sul decorso d e lle affezioni n ei casi da me studiati·, non nti pare po::;sa essere messa. in dubbio ; essa però coll'appoggio dell'altrui osservamone, non 'PUÒ ehe e5S('re sprone a continuare nella pr-ova, mentre 4·erto infonde speranza di ulteriori conferme relative a questa Ye-ra conquista della terapia. immunitaria.

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CONGRESSI 1" Còngresso internazionale di navigazione aerea Parigi , novembre 1921. R elal.ione del prof. Amedeo Herlibka, dclrg-ato tl(<l

~l inil't e ro

dellt\

~uorra .

Il I Congresso inten:w:dOJillle ùì na,·igaY-ivuE' ae1·e•l. che si inaugun) tl 15 no-

vembre sc-orso, ero di\'1.c;o i.u tre se'l,ioni, dl cul Ul\a d dttic.'lt.a nll<' questioni medicofìsiolo~tiche COUUe."\Se COU )>,ayJ.az.ione. Q·ue~tll I::!O:'ZiOue presiecJUtll d~1 J1'il1U1<tre C,'lrlo Rli(:het, professore d:l fl;;:iologi.a netta facoltit medica di r arigi. tenni' numero>*:'

adun!Ul7,e proprie. oltre u q nelle ge.n('l':liL del Congresso. ~elle numerose visite fat.te .a stabilimenti nerorututici! òurante questa riunione. i congressisti. medici ai lntere~arono ropratutt.(' d(')!l! iroplnntl per glì e~uni rle~li llYin tori ~i,stentf, al Dom·get e ldJi quem f'l~t'rim<>nt.<.tli di Sa int-Cym-e. Ulu;:tm ti d~11 dott. ~ynt>. me1Hro·m110 del centri med1oo-tl.siologici d<:>Jl'a , ,in?Jione milltm-e, dal dott. G.nrs:;.tux, <li rettore del centri· d~ll'!tvi:t?.l()ne ui\'ÌI<': ment~ il dott. Faveau de CoUlmelles, il dott. Cluu~snjng. il dott. 'l'illm:1nt climostmrono tutti. òa Y:tri punti (U yJstn, 1 \·nnt.'lggl ù('ll'appUcnmone dc~li aeroplani a l SC!Thio Sllnitnrio. Xe lla sezione medi('O_fisi.olol!li<::t <lei C'Olll{l'l'S."' furono t m ttati numet-o-«1 u·rgomenti. C'ht> sarebbe troppo lungo esaminare annlitl('stllll"llh' e che ~ m~ppano intorno 11d alcuni punti prln<.'i!\'lli <-ome il r<:'CIU~lm ento e l'esame per.lod1co del Pf'J":;><>nnl<:> uaviguute dt>ll'nrin. ~In ruHit:ue cbt- civ:llt>: i· Yal·i disturbi de.ll'avmtore. ma lt' del m d lsce.~. nllllt> (IellE' Itltitltdlnl ~ !orm~ asteniche. e morlo di rileYarne i l'<egni: In difesa dell'a ,·latore <-ontr'O il ma le d<>lle n lti tud ini: l'nro degli aeroplnni nelle ambuiattze snui~nie. T. - Reolutame11to. -· ~nll'r.<am(• df'!lli ariotori, ,o::in all'atto del !or() ['(>C)UW · mento. sht ~·ulle ,-l~ite [*'riodi cbt>, ,·:ui fnrnn o ;:li OI'nt<ni <·h<> trntt urono l'or::rnniY.·


234 z.al'..ì<.>ue ~Ici "'t'I'\'IZI, lu nt"'.'t'$::.ìtit <li di~·iplinure w wetodl N

i crltei·i nelle ùk-bi:t· mz.lolli d l iuoucitil. l'i ndh;pen:;abllc degli t•~;aml dopo ogni lllterl1!zlone d@l ~rvi· ;r.lo, dopo o~ni m:~ l:~ !l in, dvpo og-nt im·h.lcltt~) e gu domanda de.ll'Jnterc:s&tlo. oltre d te regolm·ment.< t' 1i ' l'lùiU<·:wH?llte OJ..'lù S~:i mesi, ()l)me è richiesto l)}Illa t'OII\'t"ll· l'.J<JUf." Jutt>I'H llea t~ l <Il l'a t'lt:;i dt•l n oltoh!'t• 1 !)] !). ~nll'ttl'f/111ti::·a: iout· r/1'/ ~;t·rrizio pr·1· l'<·xaut(; d<:ll'fl.ttiltUlinc fi.<iC<~ ttlla tWritlrl · ::itm u acn:a •·i.fCl'llt'Ono: Il dvtt. lh·~·n(• llt'l' l'ae ronautica milit.'lre fmnt•et>c. li dut· tor Unr:;atlx per quelln dvUe e lo ~Tin•utt> pe1· I'He.ron.nuti~l. itnliuna. Il dotlot· !;HJ':-<:tux Inoltre b''IJidò l cun~l't>ssi'"tl u~lla Yi:;it~l del Centro wedico-flslolo):.'i<-o d•• l· l'aemnuutica c·hn!Je del l~urgct. fJr{/alli: : ·a:iune lle·i .~r rvi.zi in F-rancia. In Frandn l'org:aulvJ~Uzh:me civiltl <' qtwllu mLliutre .sono lnòipendeut1 b~l di loro e debbo ><ubito osrornue eùe eH•. Jl{'r dkhliii'UZ!oue ù~i C-Api S()rvi,go d'ambo d l'llml, bn por•t.nto IX't' con~b'11el1Za un t't'l'l o duà 11~1110 t m gli organi adùethi• all'uno ed :-~ ll'tdtro. nt.n t-e l'to f:t vor('vole 111-'1' il l:ll-•n·17.1o slpssq. 1 due St!l'Yizi rue<lk·o·fi~iologici :,~mo '<~>llet;,•nti :l'H tli lol'O solo IH..'I' mez'l.o :d'i un <.'OU.<:i.:.:-li•> <·ommiUvo ehe !-Il J'll<lUIUl uu Tl>lio ùi \' Qlte nll ' nnuo. e (;)w è ('()stitnlto da aleuui m<."<ilc! w pitulieri e ùn qual<:bt• ,,rofN·"<:tM' at/!1~'~'!1<1 d~LIH 61 <lOltlì ùl me<licina dJ l'Hri;;i : t'Oil5'iglio però che iu p w t;! ca no11 fmtziQn:1 e d1e i· più derornt.i,·o <"he a lt•·o. a) :.;rw r•i:·io milito•·t·. - Qne»ro rli ~pone di nove << t::t>ntri ''· d·l.stribulti tu tutiP l(• parti <lt>Un Francia. i quali (•orl'ispon.-Jou<> t'Olia DiJ'('?Ji()ue dei !;l'l'VI"'i ste>'>'•i vt·t>:,~o In Di r e?.ione di c.er('nauti<~a al )1tni~tero della guerra. I nove centri so1w l'uno 1n fedele oopln dell'altro e wno moòellnti, con poche varianti. l':l.li centJi ·eo:ù,_ ~<tl"ul i <lumnte la guena e cbe on1 so n o J)llòo~'ltl.i al st~rvizio d \"ile. Quf'!'.t.i <:élltri fun~ionllllO t~into J-:(0•· le Ylsit.e eH flmmì,.~1oue. quj.nto pe.r 1~· Yl>-ite •li I.'Ontrollo eh~ ~<11110: 1° tX'riod1che :-;eme..st·r-aU; :.~<> !Jl ·'*'A'nitc1 nù o~n.i ncciùente; 6° iu se~uito a malattia: .J 0 per riehù1mo al se1·vil<io nttl\·o; 5° per ordine dell'autorltìt mlliitare: lio !>'lt domanda <lell'inter~sato. r;t ; ftlf'!o rom pila per ognl can\H<lutn un modul.o : 1° per !'~me medico ge•w•·al4:': ~ 111'.1" l'e:<:tmt> r:l<IJolog-il'o: ;Jo pt•r i'~-""1111<' del l'Oi><tema neJ'\TOOO: ..to per quel'lo ot.o•1oola.nil1gologl.oo; 5° per quello oftfllmolog-.ico. A Ila fine di ogni vi;:dt.'l di am· mt.s><ione Yleue <'Ompllato per ctuscun ro.rirl1idnto ammes--so. un Hbretto individunJ(> in cui è fatto llll "'st.mtto del s-ingoli morl'uli rioordati :'\f'llil sec.,;,nda parte del li· hrPtto ,-1 ~mo l!))ll7.i l'i~><· rYatì olia reg.istl-azlom.• : Io tleg'li e><lti d ~l le Yisile di colit milo; 2<' deHe mu !atti e intm·con-enti dopo l'ammiSSione in ~n'lizio: 3o degli. !nei· t ll'>n ti a ,·yenu ti dlH~mt·e Ji~ 11.av h.m zlone u et'ell . Il libretto i n bul'Ot:t <'h in.--a Yinne in· vlato nll'nffioiQie medico dt-: C>Or.[)O nl _ q uale np;).'lrtìen('< U mili tare. e C'JU('>.1'o lo inYin nl ('<>ntro ogni Yolta cb~ il milltnre ;.1'~ \'i &i rl'C1 per visita . Pre;.so il Cf'n t.!'~ :<i <·nmrriln ttOl 1111 modulo :op(•dn k• J>t'r OJ!ni v1sitn di oontrollo. Tn &>l!Wito nd ogni 'i~ltu il C.(·ntro luvi::t all'V!'tlclo cent•·nle del '.'ll!nlstero della. j!'lll' l'l'll una f:!('heda in cui sono ln" vlssimnment.e t•in~>::.'l.mti 1 1"Ì.<'.u1tJltl d.ella ,-i~tn. La s('hc-<la Yi~ne me.~ in uno "'<"bedat·io E>. quauòo In '' iJ:<ti tll di amruisR!one o x11i. .. mlr()!Jo abbia dato luog-o a <lichi.artJ)',ion(' <Il inahiUtìt. In i:eh(>(Jn stN':-<:1 è mnuit;~ di un CJJ\'IIIiere meu.IIk'O. la cul po:«izi•m<~ ntr'ia lun;l:o una linea dh-1><>1 in <lie<'l JlliJ1.i. a se<·onda della <·a 111'.'1 <'h"' ha lt.lf't<'L'm hUI tll n n a bili til. In qn('stn manler:l eon uno ~wrdo allo .scbed~lrio si ffl In M~ti'i><tka dellE> cnn>'(' >:te>:..<.<' E> <lei numero fleg-li l n ahi li. h) l~l?n•i;:;i~' t;il'ill' . - Qnc,.1·o din•1·sifkn da quPIIo wilit.sll'e .c:olo Jl(>T qmtlehE> 111< rtiC'olH N>. E~ diJX~nde d n l Solj.OS.:':!'lvta rin to per l 'at>rorum tica e d1'>pone pe1· ()l'n tli lfl'u(• N·ntri. òL <'HÌ l'lJ.no f'sistente nil'H ·( 'I'OÙl'<llllO <1~>1 IlonrA"et pr~ro Pnrlgi. l'filtro a H•>r<lt>Jmx. l'n terzo \.,ntro è i.n JII"Pfll'azlon<> a Montpellle1·. Il <.;entro del Ronr·;.!<'t d i;.ll()lll" ora ùl !<)('llli Jli'IWV i >:<wl. nu1 un ed ifizlo 11 pposltO' è in costn12ion<". Tl Centro <·!.\·ile \clJij:;polW d i qunkhe nw:;r,r.o tli slutlio <' .<:~.alment<' (]j unn Clllllf'l'll fllii"Umiltkll . l nY~'(> i c·t•nlrl m i Iii :t rl n<HI <li'-"J!Oil~)IW d i 111('7.7.i t! i fmlngin<> e J'lel'(·ib >'()11(1 rostretti a (•ri;:.!Jtllizi'..<tr:-i O!l :1 ~·;ru i rt' c'() m pl<>t:l me n w q un n to :;;J fn n (>'l \<>ntri. riYiU. Inolt.l'(> i Cent11 millt111'i. J)(>J' Il lm·o ~··;~ntl<· ntllllf'J'O. non Jl()SS<lll.<> ùl~>)'OI't"(• ,.,-,lll[ll'l" <li !l<'I'SOilll)(> f'l llllf!l'tt•lltt•. !'J t <>tltl1 di IWYÌ:tl'<' U (JIIN<to ini"OilVE'IliE'ntf' l'O) t'(>JHIE'I'<' .l'Ot:t h i li l mNI it·l .,, l)lptt,i n 1 (\>n t t'i >:t.'-"><i. d t<> nn n w·n~ono tlistr:ltt:i dst n l t1; I'('>;J'\'I;r,i: e t ' io) in qu iJnto ,.l tm t:ti fh•;rli ~tmi sw·<·i:Jli. P<'t' gli .->::t mi l!'N!Prll li i f'<•n· t1·i n.Uitnri $i :<~rn>no dPl l ~ 'l':-1mal!' <IPi-=lì O<-<PP•Ialì mllil':ll; ni qu111l rono nnn"'""i.

w.ù


235 Ju ~'Onclusion<! i C~utrl mt't.ii(.'O.tlSi~llogicl i n Francia banno ·il vantaggio, di fronte n noi : 1° di disporre di un'organizzazione .stabili tu; 20 d1 far evitare spot~tamenti eli uomini, perehè numerosi; ~o I:Jli. esser e ln grado dl eseguire renimeute \rk<ite dl ~:outrollo peri<>".idche. Es.">i hnnno d'ult-ra pnrte gli :snllltaggl: 1° di non dhslJ()ITe sen!lJl'e, appunto per l l h>ro gr::111de nume ro, <Li l)ersoMle compewnte; 2<> d1 mancare m lndLrir.w sclentllc fiL'(>, Jlt'r cu•i tlnlrnnno per considerare come detln1tlvo lo stato attuale della sçieuza; ;$ 0 d.i non aver mez.?-l per serv.Iq-e non solo da .katltuti fiscali, ma anche da istituti d1 1·kerca; 4° tl1 èS.'sere troppo dJ&pend.iosl da t o il lot'O grande numero; 5o di <ùlr Juo;,"Q ad n thitJL tra o.<enil'Jo mUltare e civile. Per quello che ·riguarda I•vrg~;~ulwMt· ;r.loue degli a lui P<H•s.l c'è pooo da tlll~. J.lel'Chè gli inglesi ed amerlc.<tni non hanno fatte comuniCilzioni iu <PropoSito e gli altri pae'<l buuno {."'piuto in p:u·~ quauto ~;1 · fa <h1. noi, ln J)lll'te qu11uto o&l fa in l"randll. Il. - I metod·i (legti I!Sami ed i U.miH dcll'i<lou cittì. - Sul rnei<Xli <li e:sami hann~:> interloqulto vati oratori, alcun.! d1scntendo H valore dt vari sintomi e di Yiw·le deterul'i:nar.loni rx>r l'idoneH.à al p1lotaggio; altri ha.uno ~-to J metodi propri, alctmi nnclle con dùuostt·azionl pt-atlche. Non c'è però neSE>'U n pt'Ogre~'SO particolare da .s('gnalare e non è CJui il caso di entraTe in minu?àe tecniche od ln L'Oul:iidè!·azioni. critich<>. E' inveoe lmportunte segna.la.t~ cbe da parte 'di più oon;;l·~si;;ti è ,;tato espresso il p:lt'(>~ <:Il<· si <l E:hba 1\l'riv-Jl'e nd una nui1kn:r.ione <U (•li te.ri <ln se~tire ion t'Il i ti l paesi nella vislt..'l del piloti:. Il Congresso però non si è creùuto autot1r.zato a prendere in proposito nlcun,<t deliberamone-. tanto più Chf' In Conferenza inte t·a.Uentn di R.oma, del febbraio 1919, aveva già deliberata la que;;ti~me e ne a n·n1 rh;e.rva.t<l la dccì;.ione ud 1.mn secondR Confe<~-enza che doveva lkue'-""i all Oxforù nrll!):!O per inlxintiva i.ngleoo, mn che è stata rìnvlnm ad aJt1.~1 e JIOa.L. ~petten\ dunque n quE>st.n C:-<)ltferenz.u o~ll dclibet'llzione In meorlto. n Con):.'1'éS.'iO ha però ·in un ordine del giorno fatto voti perchè gli esnmi a cui 'l"engono MtiOflC)Stl can<lldatl t! pilòti sienc tutti <lella massima severità. E' 1llll>Ortnnte n<>ture che ,..'Il qne:oto punto banno 1n~S.~t1to più che i medici, 1 pìlotil che parteclpnvano con .intere..."Se a questa discussione. Un altro punto dR mettere l<n I'ìlh~\·o ,.:j è dle l' Italia ~ l'uni~ J13f'S() iu cui si sia ~mpllato un t>J(!UC'O ~~Ile infe t·mità ìnC'I)mpatlblli t"'l pilotagg!IO, e deì C.'lratteri fisiologici necessari per l'id o neihì nll'R cron;H·il!a~,!one. 1::· !<Olo ~n rltevat'(' che '!Ue-<>to !"l\'n<·o. nl Qunle l'Ufficio p ..<ùco-lis!ologiro s~ attiene nelle sue dellbernrloni e che fu compilato <ùl una t'o m m i"-~ioue t<'ell'i c-a l10fnill:1 tu d:tl . C'onnn i ;®n iato <le ll'il f'l'(ltUI ut.i<'a nel nOY~'lll· bre J!)t8, no.n ;;la J:<ttt lo anc(Jrn utllC'i:llmente Jmbl>llCitto. 111. _ F:sauribU·iti~ <lei 1liloli.. 1luntta deU•irfont•Uit., visite ]W!'iorli.cfte. - Numerose furono le comunicazioni ~>1.1 questo punto impott:lnte. Giù la Commì<>Sione m.lnisterlnle !tallnn:t nel 1111~ :\\'eva ruAA.so 1n evid<>mm la f11<:il<~ esnm·il>il\til ùeil piloti e le forme n eur:t steni<·hl.' <'llé 11e consf'guono, P<'r cui an>m fatto voti che nel ser~~lo (lella' navlgaziom' a e1·e;, si debbano inte1'Ctllnre numerosi e proiungatl periodi •li t'il>Oi;O <>d nv<>>a al're11mMa la nt>ces.'<it!t dl rot.toporre i piloti n<l mm cosmnoo ><nr;egUJHt?.n me<l!ro D~>l!li ltf'ro<lr'Ollll e nd' Wla vJ,::it:t 1:eriodicn tU eontrollo. ogn~' sct m~ì. Q·uc.:>ti conct>tl i furono ne<.<ettat.i inre~t'l:tlmente c:W lin Co.nierenl'.a med.lca internlleata pet· In n avi:ra~.I<)Jle aeren ehe ;:-i rndunò a R oma nel. f<'bbrnio l!llfl. e l'obbligo della visita perkklicn !;l(>mest:mle fu sancito n €'lla Convenzione sulla navig~n~lone llNNI. alle:rahl al trntwto (1,1 \'ersai llf",:: (Parijt(. 13 ottobre JH19). Sull'argomento è J·i tonwto U C'ougr{'!';$'.0. NumerO!'<i med1ci mllitmi e civili, •tmilehe medic-o che è contNnpm·nnNmwntr pilobl, 1.'0ll1C 1l dott. Fen-y. hanno mec..~ in rilieYo <:be le nW11e1·o~ e fOI'li cmo?.ioni, la continua tensione dt>Uo spirito, i dlkmgl. la fatica, le l>t'I.IO.'I·he rf!pentine e t·e>ntinuate moditicnzioni delhi pres.<;lone. atmosferic-a. alle qm11i 1! pilota. f> i':OttoPo~'<to. dc>terminano in ~so sqnlllbli ner>~. speelalmente nel campo del l"i.'<tema ner>00>-"'0 ~lmpatlco t> paraslmJ)!ItlCO, per cui es...«o perde qnelin ealma e quellit <~"apLd'it.\ 'd'i' d<'C'isione che sono indi,,..pensabili alla ronùn?.lonc <li un at>romob!Je. Dn ciò <lerlva l'Jmpre;;cindibile llt>C<'SSitiL della sorvedillnza med1t'J1 nei camni e della vi..<litn di controllo d1e dovrà fai'Si ol!Irl qun1volt>l, t:!Org:lJlo dubbi sullo .stJ1to d<' l pllota ed· .l n ogni Cll;;l) a Imeno urut voltll ogni F><'i JU(':;:i. A que~<to pre>posito merit.'1 (11 <>l<St>t't> JllPSS>ft in rilievo lH comunietlzl()ne l::lel pilota i1vlntore ;\J. Pe rrin de Dt-ic·ham1>:1nt, che ,.,..mstnt<) in molti piloti l'iil!SOrgel~


23U ùi uru.1 vera f•Jbia Collll'll le •lltituùini. 1u re la.zioue a questo ~ugomento furouo dJtJCUi>l>ì i metodi di :t<:<.~rt<omento <léllo stato òl.i esaurimento che don~bbero essere

l.lasutl speckllu1ente ::;ull'aua.JUìi del ~Si.steilla ne.n·0$0 vegetativo. ln conseguenza di ~~li <'OMUl tmdoni Il Co n~re..o.;so dib<:us&e sull'opportullitil di una •·cgolniUentazion<• del o-e•·,·ir..lo lu \'Qlo dci !J(!rwnale u,d<l••tto }1lle Jillee di lUiviga:c.ione ucl'\'.li. 11 <lntt. 1:;arsuux, capo Idei Centro medi<.'() fisiologico dell'aerodromo del Bourget, <hv<• f;umo capo tutte le linee di nnvi~a.,ione ::wrea <·Ile }'lllrt.ouo dn Pnrlll:i, rlft>ri l "-!111<.' le ~·Jdt·tù non urumettono l ' ingert"'na del Ceulro ::;t<•sso, nello ~t<tl.lilire li! du_ ml:t dei ~ugo li voli c h.: ore ùi ,·ol<•, a cui un pilota vuò essere sottoposto, e mise in ,, ,·id<•nr~'l il fatto <·llt· ::~ull(' linee. llJIJ)Ilrt<~netlti a quelle C<>mpngnie cb.e lrichieùono :~i lc·•·o piloti un Junn·o più <'Ollti ntwto. il mnne•·o ùe~li ludaeuti {"~'>1 più e !E"\·nto. Il (\lllgl~.s.-.o fu perci(, d'an·i.."' •·h<• lo ::-\l••to debba int~I'YI:'uiJ\? n·g<~ln111e.ntanùo la dtmWt ù<:> l S(·r-vi:~.io <l<'i pilo\ti. ~u flnt·cre unanime dei piloti e dei medici, il C<>n_ l'!l"e.."-"<> fec·e voti Jlt' l"d.lè dnscu n t>ll<>ta non tlove>:.o::e E<"SCrc aùil>ito n l serv1.z.1o in volo P<~r plù di c'linque x.>re. nella gioruabt. ni! per più di 50 ore a l mese. Il C<>ngresso t'n poi tl'a,·yiso C'hf' lo' ::;utto> -t!Phha •li""·i1•lin:ttP mwh<:> il Jll.-'l"l(l(IO di riJ)QS() dn: con· <~><lerP N'I:Ol.arment-1:' n i piloti. IV. - Il male de(lli 11 /Juttor~. - ::lu qul"."to ~ugoroeuto pa•·la.l'Ono Il <Lr. Crochet, il dr. l!'ei·J-y etlJ altri. Si ~'(msrati> elle i ·varii aut.orl che si sono occut.lllti dl tale QUP;;tione si sono <SJ')ei:SO .rerviti ~le .sto..._~ es!Jre.<;sioul per intenderE> fflnomeni di Yersi. J...o :';C\I'!vcntA> <'reùef'te di t'i:tK•:nml.'r<~ la qut>St.ione. <lttenendo 11 co~m•o df'l C'.o nsr•'~s">:<> ll<JI morlo S(>Jnteuw: Si ùf'vono rli"'tin~:Uerr• tre fornte di mttle rlevli al'ia/fll'i, indjtl('nd<'llti l'una dal l 'u lt.rll : 1° .lini•· rlf'lln t/i.~r·e.,a: in•.<·n·i('ll\• uPllf' di..,.,...~ rnpidf' p <OipiS<'l• "IX'<'i11lme.nte )14o"I'>'OII(• Hff'Ptt{• ~GJ ill:fu1111111:t7.10 11(' dt:llr• pdlll(' Yi(' IWI'CP d (>) I'OI'\'('(:hlo e dipendi.' rùt 1in:t tlifficil<• equilibra;-;illll<' tn1 ln ~~~·~·~o ne <.'-"'tl'nl;l e qu,'.lln t'S~t(>n!Je nella. caa..«a <1<·1 thu pano. J·j• da Pl'eH'IIÌI'si •'()n 11u a<"t'UI'fit•) ..-~tuJe otolatJ·ico del ."'ggetto, ÒOn l'f'\'itm·(> Il' di~"<- tr'OpJ><• bru!'l<:l\1' <' t'o! ·>"•:<JII'I\dt'J'i.' l ,·oli nelle fon.ne. ll ll<'he tJ-ansi!Odl!. di iniìllttiUW7,imH' n:l;..o- fnrin;.:t'H: 20 .lEale delle allilu!liui: inten·if'nP :1 quo((• e llwate . nnin11t1 Olf'<'On!ilo J dh·<·n<i iJHlivldni. ma Qtlnl't n ·fli inferiori ,1 :3;;00 mett•i. Al<'unl SO)!')!'ett1 l~!llstono fino " •tnom molto f'le,·:~tP. >'()Ju·:-.tutt.o Jl('J' brf•Yi Jit'l'lll:tnl>n:r.t>. ~i puè\ ]lrC\'I>nlre con un ..><a m P (le~ eandldfl ti ~)tto hl ~~~m pn wt ])lli"IIJJllltièll e ;;<'llt-tlmdo ;.d i jndJ'I'idul eh P no11 oopportano un;t <lt-l•l'f'Ss.ione <-otTi::IJ)Ontl<>ute a 4000 rnettìil di alt<>Y.:r.tl. ln ogni morl~ nel Yolo a g-rn nrtl a lt<>7.:r.e pil<ltl e vlal!'.e1atot1 devono 0SSei\? tmmitl di a ppn· J'c<'(:hio rt>.<<pirntorio. r.,u m:1l11tlia ·.~:ipende dn vnri~ <'iln,::c: dimlnu7.lione dell'ossi· g-t>no e dell'lmidride <·•nhonl<·a del !;lln;nte e prol.mbllmente -.da alterazioni nelle S~>­ <'1'<-'z.ic>nl lntN·n<·. l n r<>lm~lone <'(m eiò lo !l('rivf'ntl:' t·ift-ri su rit'\'r<'he fattf' sul mont~> Hu••:t. •h• ('Ili niL'-llltll un Hlllllf'lliQ del J'(IIPI'(' ,·or::of•r,strittor(' de-l :-oan~'lH' in a\t11 moulll).!ll:t: l :1<' Ab/PII'irl rlei. pil•>li: (> d<)vuta o .~111'11"' "{1Jif'. ml f'lll()Zioui ed nlle ·nttre catu-'(• )!ii• f' NI 111 ina l.t• neU'a rt.i~_,,lo )'ll' t ..·<'fl<'n t<". $l puèo J>J'E'\"t'nit-..~ coi tnt'l'>ZJ già acrenna t i òl !'>O pro. :\l{"nl r e le altrP <luE' forme- J)(li"."''n(l rolpi:re <'l!'ll'lll.llf'nte piloti e vì.nggiu to.ri. <)UN't'ultinw fot·mH non i• ll]3i ,<;etnta ron~>tat.ata DI'i vi.ngj!'lator1 e ciò per caTL<oe e,·idt>ntio. \'. {,1/ t'('.~ f)ÌI'fi.Z Ì(III C (lr/ f/}/p quote.. tJ proh!Crua della difeSO dell'aviatol~ r'()nb·o J!li l'ITI'tti • df'll'l.t deprt~><Sione bnromet•·i<'ll. sl. concentra in princlpal mod'o n<-llfl ri<~n·ll ùcgll flltPnrecchi J)('l' lA respimzione di os.<Jigeno e di altri gas. E' da nobll'(> eh•• tale l'lcerca non ha p<-rt:.to ne-ppu re nuovo frutto tini 1918 in poi. Gli :,t<>s"'i l t Plllll't'{'('lll (> l<' ste~s.e dl~<llO><i zio n l eh<> )!i il t'm no !Il o t<> pre.<:rn ta t<> ~' lli!OCU.<o><P alln ronff'r<>n7.n lnt<-rall(>;lta di Hnmn "ono .<:tnt<> rlpr~·ntatf>. con plrN)]f' moùlfìt-.,• · 1.lon i a 1 C<m;n-e.~!<O di Psmig:i. l ' n rin~unto del li• QUestione è contenuto i!n un nrti · <''(Ilo puhhli<·>lt·o dallo s<·rh·<•ni.P ri t'(1l due :mni ffl fT.e I'Ì{' rl' ltali.fl. aruto IV, n. n. giuJmO l!l20) . D"nllom ·In poi nuli11 di nuo,·o è stnto trovnto c he- sia dejroo di eco.<;e ,'f' l'<'gnalnt.(). Solo+! tlll o~~n·al'(' l'h•' i deletmti frnn<'<'f'i hanno rlconosclum Il(') nH'Idt> piiÌ ch!Wtro. dii' la sommlnlst.ra7-iOllf' di Ol'>l'>i).!<>no fino 11d ~000 metri pnò &erYlrt> mntro il mal~ ll<'llf' flllitu'dini. m:1 <'he l' plil eftìrni'P lA ml..scela di ossi~o e <11 nni<llirlt> <'Hrlmn!m lll~>t•lniz?.'ltJl tJ1nti ,mni or ,'>Ono da AUJ!f'lo ?.fl)~~- e che oltJ\? ).!'li sono nwt.ni !<(})() da f(òlt-'>ia llti:-~·t>l;o si oll!'lllr<Jil(l hll<llli t>tTt•tti.

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~e dutl<1Ut! <~i vuole }Joter :trrintre <.tlla navigm~ioue ad altìs.'!iutc quot·e (e tale llll v l&~zion~.> ancllt' n l t:ongres:>o <ti l'lll'igi è .-<t~ t ta cl'ldmt t a \.'QIIle quella cb e da ril il' m:t:osinto t·eudiwenl o ~ri ,;ietuezr.:l) è ue<.~~,:ario rivo lget•e 'ratten?.ioue alla ricerl.:lt dì un ~~ PJ~li:E'C('hl:o< eh e t ~ nuclt a d i .. omm iuit"tnrr€' o,.,.igeno ed n nlthide carbo· llÌCU ÌIL Jll'OfJOr:f.Ìolli I.H I.Htte H l ~~~ •(UIIlll ÌtÙ \' :II'ÌIIOÌJi C.'Oll J'alté'U/Al deii.':1J,Il)are<:<:bìo. YI. - 1/imflieyo <lqJli <ll'l'upltllli nel sc,..vi::i- .'!auitut·i. - un a rgomento d1 nn. tura dìn!t:s<t è ::,t.ato quello liell.'irupit:'go ~~gli aeroplalli nel ::,-en,ìzio tslmitaTìo In guena e nel <:al:'Oo dì di:,gritZiP ft•rrovìnrit-. tnn·ruoti, e<.-c., in JlflC'<', c ,;opmtutto l >et' 11 •!il' l'Vizio C'O.lonhtle. l'J'C"<·ro J~trte <t btlc dl>O<:u~,oìt.me in mvdo parnicolare: dt·. 1-'HH!all ùe L'.ourme·lltl.-<, '1'Ulnu111t. <'ha;o..'<aiug, Vhweut. i (JUHli tutti si emno llumu~t' l:.t guerra occupati ùl:!ll'urg:t:ùzl'.e\l'JÌOne 1ll tltli ><\·n·.izi. 11 primo ~~ teutare tM' ~·n·ir,;i d egli a~roptnni t~'t' il lt·asportiJ dei f\•t·iti. è ~tato il tlr. Clt:t~tlng fin <ht lll/17 e <.'<.111 l>~tvtli l'isu lwti . fJ'Hll<•t'll iu J)t>i la llll'"'timtt' Ì:' ì'l<ttH »tnùi<tt<.1 con un Uoll)tio in<l·il·l:w.o: wt>ntré la utw,.;.-.itna pat'lt· dt>i -:unitM'ì ha t~r·<·,tto di t'('atiz, :r.ure lu L'OSI 1'1lhioue di ~ter<>Jllaui [JCI' il tr:usjlorto dd ferit.i gra1·i, il •l •· . .1-'nl'l')nl de Courmelle..~ etl il Ht·. '.l'illmant t- l'iJtg. J\"emiJ·owsld s i >'ono d~tti :Ii i<> ,:tnliio deìr co~:<ldl"tti «ReJ'O<:hit·,: '' <·itlè lhi :tmbu lanllt' dtlt·u rgl<:he montate ><li Hl'roplanl t• dte hunuo lo scopo <li tr:<t>~IlOrttu·e pre......-.'0 l f er·i-ti Jc amhnlam:tJ Nt~·~· t'll ll i cbirm-ghi, 11 ma terinltJ .,:terilì?.z.a to, gli :tJIJI<Il'I>('Ch i l'Il d lol<JJ;ioi cd il ma tt•rinle o><p•·duliero. Nel ('ongr<'>". SO ,;w""'' si è :H:(·~>.<>t una I'ÌI"Jt dL-<•·n·~·"Ìt>lll· .-nlla prl'l't-rt•llll>l dtt <hll'f' a.ll'uno od nll'Hltro iuùil'iz7.tJ. 'l'ulli N1lll" •l':tt~·•>~'.i" ,.,ui grandi \'lllll:oggi C'bt' si J'lOSSOilO ni<.::tWil'C <1111 tnU,;]HII'f~t llt'l'èo <Ici f<"l·it-j ~1'11\'Ì, l'llllDlJ,!"g'Ì CIJC sì j )().~)ll<J rht><· :-~tlnl\\t'e (o:;.wr·,·:Htdo che : 1° i feriti nmgon'O h':t ><t m'W ti seur.n ,.;co;;,'{' t> <Jujntli rie»'CQno tmspurt.tbill molti cL~ non lo o<(jiiQ (.'()ll i' <-vtuuni •lllt"I.Zi: i feriti ~~ l)().~oono SOM'!!~JiJil't> (]Unlll(l' ìJ tl'U>'plll'to; :!o j,J tt'H»Ii'<~l1.0 'p lo ~()lllÌWI'O :<OliO l flS.~•ihlti :HlCh\' n!:'i t-a:>lln <:u i i(• ret r ovi<' ><inno d 1st rutte <l itupm tit·Hoilh : ::• lo •>'J.!'Oill hero <ll!i feriti non o~-tacola l'a!thtcur~t tiel CHtTiag-;:i l*'t: 1•il:r orcllnaria t> •tuiudì il rìfornimenlo 'ù'elfC tl',ll)IJ)(> Ollel'HJiti in lllllnÌzi<)IIÌ. I'ÌI't'I'Ì, t'<'\' , : ·1° In dunt!:t 11!:'1 l.l':h'>J)Ol'tn :tiiCÙC' ]J(>I' distatw.e gTIItHIL.-<.-<itlll' {• <ti tmt.-:><illw di n n'ora o poho pi ìt. P<' l. l'Ili wo ltl fpril i. IK"r l qunll l' op"r:trt> a t~·lliJl<> i' 'Jlll!,.tì~>nc <lì 1·it:l, '"'""'Ilio ~~ t-e -~alvntì. Dllt.a la brevt' dur:tt:t del tnt>'Jlot·tv !t' tùtilit s.tnitnt'it> Jleo,:.'<Uuo ".,;."ere sitnatt• molto indit>tro in tempo ~l'l guPL'I'II, e.ì iu (·o\oni~t il traS'porl<> i:- t·t•"<) pussibih• attt·~II'Pl'$V li dP-'<' t'tl\ 1hti plet_'Ol! Jlt~'!ti tlistl('rsi n<.>ll'inl(•ruo lino nlll' m~tà ><anitnrie. Vo.rJ,Uwizllazinnt> di quc.:<to st_·n·izio è cnt.rat.<~.t iu Fmnci:t in un 1:e riodlo Ili a))pUcilziotl(> )lmtl<-.t. l ..ii ('a:-::t lll'éJ.."UI't dì l 'uJ·i;:ì lt:t c•ost l'llito un lll' l'())lia uo limou.sinP )l('r n trn:;porto <li (J ue fl'titi su l11trclln }H'l'OLU J~I~nu ti d;t un >;;tniull·io od inft>X· mlere .<:('cinto : ru er<>ll l~tuo i> munit<J dl un pk<~J I<t :tnuamentarìo C'l tirnt1:'it'O. Ln doset·izjone e )(• c·~t l'll ttt.>t:hstklw lJ(•Jl 'nero pia no ~mto <.-<m tt•uute in Il PJI<.>."ì ta pu bblì· c~tzlone <lelkt \<t,"-11. T/H l'Jllti'P<'(·lt io i' usa In ti :ti G<!vt•rltfl fra n cc• se per le tt·upiJI' o)l('rnntl lu Siria e u e l ì\f;Hoc<·o. Per quE».-t'ulUmo :;ono staU couuul...'<." ioru:tti dnl Goverl1() 60 nero)ll;l n l Bré!!l.Wt. :\'t'Iii• pubhl ic·~t llìonl ricorda te sono rl1t<•rt11 t(> Le ('11 rw• tleglL sgòmheJ•i t'l."ò.'l!U1re nei rlnt> tt>ni:tnri J.ll.'r nwu:o <lcll'aeroptono. Un aemplnuo ;ounlt.ari.o flt'{òjnWt ('l'l\ l'I." J M)><tO nel •'<:I ÌOII l' dt-li'IIPI'OI111llliCU nelle> .</ali(/ dt>\ht fllbhrl· c-a BréguN t> nn'altt'<.> in (jll!'llo d <.>ll'al·il:zir•nl' utìlitat~· frllll('l':«>. Pe r qtwllo dte 1-l· srunrda .n crmtorl del Cc·ri t o l'll <'t'OPI<t no H r(op;ut't a ppn re JI('L·fett :tUH'lltl.' rli><ll<l!'lto.

Anche Il

Gon~I'II O j!"i[t JlJ•OllP"'('

1111

Hl'lfUÌ~Stat() III'(>SSII

la C:t)<;l n ..~~uet :t kuni HNO·

r>luni 15Sllllt.nr1. ·• Mentrl' rm ll'utili!IÌ <li questi :t<:'roplaui tutf i i t<)lllfl('teuti »i dimostnll'ODO courot·di, 1St 'tl.i<:<('u,.,.ìone · ::<i Hl'('\'se ,:;u l J:.1 prntom:la <1<'1 rlt·. 'l'i li ma n t t'ÌI-'1l>tl'dan.tl.' l 'i~­ tn:r.ìone <l<'trll nl'roehlt·s. eìo<~ ll(•Lle nn•btt.l~l.IIZe nct·nmohili. S{!(:ondo qul?~bt ten<len7.ll l'impieg-o llell'n~~~·otllnuo uon ;;i <lr•1·<.> limillH\ • al trilsJIOl't.• do~! fpt·lti dnl frontR >1 11<' nnlt1t !'<ltllil~ti'Ìe, mn di'VI' alt.reS<i >'C'l'Vi re: J• alla rit·pn·n dci ft' J'Iti e dci j::t·uppi eli ff•t·ltl n('U.4;· linE>E' av:lll7..ilte o nt-lle C'<) loni e : 2<• ~~ portare il ~111!-;.'<rdriò lt'J':tpeutiro vi - . <'lno al ft>t' itì ìntra S<port.'l.hili : :l~ n l tm,..)'lorlo di uwtprktl<' .;cieutifieo per t·l ~t'CIW cii m·llt.ne il!'IPtvÌ<'O in regìmtJ dif6c·ilme.ute nt):g-iunl!'ibill l:f't' Yla o nlìuaria . T c rltc>t·i '"'P<'omlo l quali gli act·o<·hìt'>< <lt>I'OIIO e"'><t't'l." c~r~nlzzati sono Ull'Lc>~· nt<'n!e t'srostl In Wll'if' J1Hhhlic:tzìtmi del rh·. 'Dìllman t. Qui ,.i :lN·~>n ne t·à ~llnnto nd nlt'tmi punH pt·iatcipnli. J/lttllhulnnzn HN'omobi.l~ t' f'<>."tituJtJt da tula ><(}U:Hldi=ll'' eli ~'l'i nNopiJ\Ilì ·.cTe:::tìmttì 111 t.rH SIJI\rto in l hW1t d el mnterùtle OJ J(> t1tlorio p d'i (Jllf•llo 11('1' ln sh>rill'?.rJt:rJÌOII<'. 111'1 nwteri:'t~l' nulio\O;.!it·<). eli Cillf'llo c'li <·••s<'t·mn;rl!lo tlt>i c·hi· 17 - Oiomale di m'did11a militare. -

Fase. V.


rurg!Jì (.'Ù lufet·wh:l'i, :>ia lX:l' lo .~gowwt·o ti1.1i. f~ril.i iu g'l'allùc llllJllcro \'crso le 1~­ trone dopo cile c:<sJ. »I:Ìuo ù i.v~nuti tru>'portllblli. l'en:tò gli acroplaul devono el:!· :;ere t .aCJJ.Hlt!Ulc l.la~>fOrWablli IlE~! loro CAiWVllgg)illlUClltO. Uli Sto!;~! ael'OWillli O.el' ullO uuclJ.e 1111.$';\.".lt!rc un equlp:.q,,-gw llleUto lJel' '*l'vi re ùll laboru LOl'IO ba tteJ.'iW.ogtco da u·u..")Jut lal'l! ruplwtuu?mc Ju regiQtll ~!Olo.ll.btll lonw,n e e t.lt!Vono \JUilltli poter ~Yl l'C tbi 1'1\.'U\'ClO JICl' il {Jél'S\JUUIC tttltlcttv\'l, l'et· uo n ricllieuere un l.ìt't':,;vnule u.angaute ::lJlc<:i~t l<! che potrd.>llt' tìwane!'e ver tuolto WtO.IJV lnutilizznto, gLJ. aerodtìrs tl\:,·vuo Cl:>"'.!l'c w vuwlt ;,.--u aeJ·oJHani uel ttpo • uorwale lu c:iu.scun eserdto. c verclo lu Cnsu .:>;;cmit·owl:!lii, elle sL oecu1•u di questo nrgowento, ~ tlilJ:'lJO,'>'kt a :st.udtare l'lwpfunto 'C.legli ueryclti:J:s 1111 ogul ul)pa•roc-<.:ilio elle le nmga iudu:nto. :Secoooo 11 ur. Tllll:uaot gll aeroc111r~> l:Killo tlo:.'liiuali otù ~ ~re ut ili:c?..ati, primo liL d-ov~ 1;\!i' lo :sLut:o< delle co:se lllOD è possibUe fare arrivare J)(-!r via ordìu.ar~l wel":t.i tli <:ura alle truppe in priwa lillt!<l o di.SlO<';II.W lontuue dulie uuitù $11lo..l tu rie c du i <.-entti ili rif<>rnil.llt'Jlto; :.,><> lil ùove 1Jeil' eswt-sl il bisogno ùi ~ot.-cor.,;i malllfc~tato iJuprovYi&twe ntio', uv.u ( ,..J:;Iouo w~?.t tlli: eu m itl vicino.tn7..a 1: quiudi pu t·t.i<.'()uu·men te llel' il t:UOO di !S(.'()ntrf ferJ'Ovlari, terremoti, ecc. Co~"i il dr. 'l'illtuauL fa notare che gli a c rvchlr;; -a\Tt' Ul>ero potuto 1~ùere ~gwtlnti servizi ùm·illlte la bn ttaglia. uella fut~sta di ::!. Gvbwiu, don!', ~-scudo lntcrrot.te le retro~1e, l vo:.'ti ili •':<O(;coroo di prilllll linea si sono tl'OI' ù ti a ruuz1oWire :;eD ZII mezrJ e st>uza rit'o>rnimeu ll. 11 Gvvemo fnUlcese ha acquil;tato lllUt ~~uaùrigliu tli acrocllil't>. A. proposl·to <lcll.e arnl>ulaur.e n e romobili e 'l.legll aemphuri de;;linati al Lra.':lporto dei feritb è st11 to argomento ili ùlscui>Sione il t1Uesito oo -que-sti mez2ll possono esser prot.etti tlalln u ·r oce .1-to;;sa, ma fu 'parere ùei più COJUl>ekuti elte ciò uon era po..-:;.':liblle, lJel'· chè uou :s.i 110teva escludere clte gli .stessi aerçmluul JIOtessero ~rp1~ndere i lllOvàweulf ùl truppa t!Ù i prei>Ul'alil'ì dei nemici.

"

Dùll'lnsietue del lavori ùeUa se'bione rnt·tLi:~:o-tìslologicn del C1.>ngreì'!OO lo scri-

,·eute cn.'u.e che s! 110s-s:mo d<."llurre alctwe <·ouclusiOOl!i Jl<Jn priYe ù1 lntet-e."se. 11 Cougt~.sso ha ùlruostrulo <.-ome allo sl'lluppo dell'aeJ'O!Uluticu. <.'()nrurm in wisut·a uot.eYole l'Hpern dei IOt.'tl:ic:i e dei lh:iol•!~·, i I}Wlll alloutaunnclo j nou 1ùonei, a .ssìcur·unt) un·oc-ouorn ia ili vite umane c di OJe?-7.1 linanziarl 11011 i.OOU'I'~t.e. <.'OJK~•rronu ~~

rendl:!t-e la navjgazioue a~rea ,e~npt·e più ;,;lcura e ùnDllo n.! passE•g-

J;t.>tù~ 'elle .-;i lllliùuuo ai ))iloti dell':l<•ron:mtica c·il'ile, lntte le garanzie elle UUJU(J]:t ment e :-;ono possibili, per uu viaggio senl'At inc:iòPnti. Nella mtvlguz'ioue nereu due oouo i <.'Oellil!it'nti \ti ~curwu..a : la bOittà dell'a ppa re<.'élùo e - iu J~trt.lcolure - l n

hontil !lel l)llu!At; e, C'()me l tecnid <.-on lJI'uYe molt;eJ>licl ed in~,~gnose, <.'Ollaudmw l'a}IJ~<Irl.-'(..'t'lli<l, 1.--ol:'ì ! ru.;ù1ci eù j tislologi' devono •':!llttoporre i piloti al collìliHlo

>l(:it•ntUioo.

Il ( '-ongre;.;.'>O ba <liUJo.~tmto d1e iu questo caUlpo esiste uru1 collliborazione molt(l "'tr('tta ft~l ~li xtucli~ •>li <ti tulti i Jlltml.: ma di più s i è potuto coustntun' <-l t(! - e•<.~nt rarittml)nte a quanto :>necedcnL IlO<.'() te'tu p<• fa - i piloti "-te~ hanno <'<>lll pn•"'J Ju tle<-e:;....i.tit <klla ,. i-si 1:<1 n1etl!ie;1- tisit> Io~;lca, w11 to chP- essi stet>1si ne sono dh·enuti i plil fen1l<li' apostoli. l/azione <.Ici fi~iol~o non ;,li IIXre:>t:t però a qu t•st.'OJl('l':l tll ,;el,-;.lo11e, perdll> ('gli nddita atwlle JlCI' qual viu e C'()U <JUIIli aCCOrl!imenti Il r<' ntlltuent•• ùPl pilo w pub ~·re a un n Un lo e com P Q11El$tj possa anda N> ~·mpre pi{t oltre e ~(·mp.re pill alto. N~ è d"l I~H'('l'f• C'Ome le i~l<Licnzioni <lei fie.iolo,::--o ~l' i 1'11<1:1 studi. ~leno d<>:<tillllli n guidnrf' il t.PC'lllco nelle llpplicnzionl pratiche dPlln fisiologi;~ <lt' ll'twmo in Yolo a lkt <·o,;t J'U?;i~me d i.'!{ li arroJUoblll. 1 O m •Ju(;';,;ti t'lu 1 si n t gl-(i nng-ono d n 1111 la t o c·on In ricerca scientifica e dall \'!ltr() · ron J'•H'I!':l nizxay,ioll('. )';..l è d Ili'<' t'e dello >'<'J'ÌH'ltte d'i segnJIIare il fatto che se l' l· t:rlia n•m i· ~·tat:l :l n,,,.-..,,,no s<,.·ondn n<• l lo ,-.lu<lio sdt'nti'tléo della flsl10logia del l'uomo Ht!' Hltt• quol<• - e hn>~l:i <:ihtre 'il nonw di A11gelo )f•>s.<;()- se ne ll'orb'llll17.. 7-<t7.iotH'. tWII:t pr·<•Jt:ll'aY.iou<• tlf'i liiPIOdi eU l',;;rm(' th'i jt.ilull è Stllt.'l UJ'l.it.•ttJJ. punto 1~>1' plllltu d:t IIIIIIWI'O~' n:t;r,i•fl ll i <'SU'J'(', (\.'iAA <l(•Y<' Mllf('~J'(\ ll ~ S00."~11, (')t(> 1'01'• l!'llliÌY,7.:tZit J11P <lÌ !!III'ITH Ì' "I:Jf:t di:<ll'llll:t ('rl i• ,'<l:lb Ìll t')lll'-<lro C'l\nlJ)O SUJ~l'IICI (.Ùl t•l loro "-t~'"~-'Ì du·. il <;i:tpJ HIII<', Còll tf' l:t Hmu:ml:t, l'hanno ropi:\ln (• <'IH' ont <li."l•>lll!"n" eli <·<·nl.ri di PS:IIH" h <'ll<' or;!':lnizznti. nwntr<' th1 noi !'li vi'vt> nlln )!!iorunt>t (' l'••s:trlll· di'i Jtilotl <·il' ili t•xistC> solo ><111111 t·:wl: t. I·~ · ·lll•tdò cht' ~; ù eYC ri dthtUI:Il'(' l'atli'llY.i\tll<' \lt•lle ~ >IUtot•itil "'11 IJUl'St.O g i'UYe <)if<'ltO dE'llit IIQ!'.tl'.'\ :lt'l'Ql.UIU·

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RIVISTA DELLA STAML'A MEDICA ITALIANA E STRANIERA

239

tiCJt, lllfcllo d1e non è cl.!rto l'ult.ima ~tU&'l delle uum~t·ose t·ecent.l cli~g.r:'17.le cbe hamw g-etlitto nel lUI \O la rutvignzlonf' ~t-E'l'eli it~tlìn na, e c he la scredìwno agli uc·dll del pubblico, l(l'if<•tto <:he lllet.te l'lt.:tlin iltHnct•itAttamcnte _ nd tm 'nvello ìutferiore a quello di Nazioni l:lCi t•ntiliC'IIII•Pnle molto meno progredi~. l lavori del Oougre."oo lmmto poi cUu to~trat•l c:he, l9e la m<·d.icluu l!Ot'ta L ,:u<ìi c~)lltrlbuti d-i studi e ili OJK'rc <t.Ll:t twvi~r:tr.ìone :wrt>ll, fJUe:.:t<t può ~e c~m gntmle \'<llll:agghll i mvlegnta nel <·Mnpo ,-;;111itnt·i<•. L ' u:.:o tlc>~M aeroplnnli per il tt1L:<[10 ti.o

dci feriti alle :~mbubtnY.é ('hintr;:it·hp è o t·nwi nn l'alt.~ <-otuplnto: p- f(l ~tmmenlo d1e fu Itri guert'll <' Ili dl;;lt·Hz'lon(' <> r·lw ]'n t 11ì <'>iSl'l'l' :n1<·nra v i_!:il<' J'lCOltn a i C~1nfi n ì ile lla pa t l'In . è d•'.l'.tlnato ul t re dte n l'et'Il l'C lK·t· il mond<) uo•ni Ili. J_H E;~<!<aggi e rlc· t'lte:t..Y.e, ~mdte ~l< L accoglit>t'E' <· t mspm·tmv. <:nn Yolo tmnquillo e sicuro 111~1 r1 dJit·urJ!o <·be lo dovril ~<tth·an! jl l!lnldatn <:ht•, con lo stmv.ìH delle sue cu rlll, Ila dato tangil>lle }11'0\ra della :mn f~ l e c delht sua (l {'Yozivll(.' a.J111 I'atriu.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA t:FFnwuzzr e F M'IAX 1: Oiilc:omiditll 11eorotica 7JIIlrida n clfr. ferite da n-t'lltet da {IlOco. -

(« At·chivio ihtliuno tli ch it1Jrgia >) , fn·:->e. I , 1\1:!'.2) .

G-li AA.. l'iferisoom• ltlcuue lntcn..l."'-'llt n tl ricer<:l!e clinkbe e batt.erlologiehe, e,.,;e. gull·*" in cinque ca~>.i. ili nccrQlfi putJ·Jtùl. <l.,.ll'vsso per ferite da arma da f\10<.'0 v.~<~er­ var.r llurnutc •fu .guerra nell'O:spcd.a ic <:u nttunllclale tlt Ulllne, le quali bllnno Iilevuto J'e:;Lstenza co!luulte d i a);:;ociuzk•ni ~l'i germi HCl'OI.>I ed mwerobi. Fm gli aerobi, \'t-tUlero <.'O l ti va tL 5 :stipiti di Ntt·epto<."OC'<:o, :2 tl'i b. coli, l di b. plo<:i~t [!('() ed l d lplocot·oo non identificato. l>egl.i. l> stipiti i li g<mnl mutQrobi obbli.s;,'nbi. a poter ono oo.o;cre !Sicuramente i<leu:titicati: b. tetan i , b. JICI'friugent>·, 1>. -:nteritic'll$ sporogeu~; gli Hi'trl o u•pp:ll·teugono fi l grup[>O tl.c:i gortul HnueroiJi putrilidtntJi, caratt.erlzZHI.i \Ù;illa comUJle ù.·•rvvt·ictà d:i scil~~t~ re le Hlbumìue flno a.i. J)t'()dotti fetidi. l tigunrdo alln vnlutaz.ioue dell'im)l()Jtt.lll7.n di qne::.te tJ.Iversc S'J)e('ie batterl<:lle nt,lla produzloue dell'o."tt>oml<lHte necrotìt·11, tiene> e.,o:;en• po.«lo in rilievo 11 fatto clte in dascuuo dt'i 5 cn:si V('nne t'(lll:<ta b1 b1 .la Jn·es<Wi".il d t-Il<~ ~trepto<.'()C('O e d1 uno

degli UJJ.Herobi putrllicunti. La t-osl..tttwt di lfUesro .reperto induce n ritenere che u t(Ue,..ti ger mi SJII.!ttl l'a~ioue p rincli.r.Jie : lo strcptoc'()C('o rappresenterebbe l'agente knfett.ivo più tmport:mte l.«l ull'anaerobio pn.tt'ìlìt'>tHte spetterebbe il còmpito <li d.i:;.. soh•ere con putrefnzloHe i tts:sutfi, giìt lesi e (ItLillùi d l cott.ferire 111 pt·O<'es:ro il CAL1tttere della putl'idltit. GLi AA.. hanno osservato intlue <:lw IJ<'inoc·uln?:ione ne~ll llnlmali da e:;JICt'imento ùi mescol!!tnze d l culture pure òel i-:Ptmi isol<tU. in alcuni t:il~l. detemtina talora inft•zioni geueruli a cm·11 tterc :;(:h!(otbimentc putrillo c w !ora lesioni necroti.che

putride kx:a llzzn te. )lwtu : VOti {limi t·ilvil; prr, rom.t e 1'1·ui.rtirn11 t.;. -

( « Giornale ùJ OcuJio:;t. >,, n. l , 1922).

In !!(>! c:tsi di oon~i nntivit~! <'at:lll'l'll le pro\-oeat.'l con polve-re dl i peca<'1uuut o t·o·t t succo fresco e tUlulto fii rDnnnt·dl~trN'. o"*-'Cn~tti n el reparto oftnlntloo d E!l· l'o~,!pedu le di Tt·apnui, l'A. h<'t potuto ~I CC'{>l'tarP che t.'tl'i' uffemonl sono dn naf:tmt

r.o

Jllll'amente chin:ùca. ::;timolo c-llintlco initatL\'() determirut. IStlllll congiuntiva dt-lle l (!MOni prevaleJlteJU~te Il <'!trlco dell'epitelio, Che <li.<;.<:tWi'flto ed alterato nelL'l E:IUI fo.nna e ~truttura -v:t soggPtto più o meno mpidamente a mct:tmO<rfosi regrea&lvn · Nl a rlgon.fuunen t.o torbi<lo P provo<<U Jlmitat•lmeute losìo ni n Mrico del vmrl sau- · guignl, le cui cellule emloteWt lì i"i fauno ipertro!ic:he ('(1. .Lperpla.stiche. Cn\LSII efficiente ~Th·lle freqn<'nti ri.·H•n tir.zazioni dìpmtrlc <lilll'alterur.ione delle celhùe dell'epitelio, le quali J.er l.:t t.urhata Mt.i\·ìt:'t fully,i<:Nl!lle presentano minor N!,<'!m;enza nnclle agli ~timo ll !lormnH. L'A, h;t con.«L'ItJtto <'he dett;e lesioni con-


240

nti'151'A Dt:I.J...\ ST,\!.1 PA :!.U;DJC.\ ITAU.I:-1,1 t; STRANIERA

J.!'Ì lUI ti l'H U I:!C'>Uo •t·a pì<LI W1•nt~

gtWI'i t l' u , ...... ·l<.~ meno seusibilment~ migllomte iliIlio iuiE'zimù !:nlrn ~UN·ola l'i 11-i lll'tt.t.~ frc;;<:o di I'Ulùl. cllc rla tth'ano gU scambi celluluri , ri]luJ1:au<lo i':tlli,·itil biocWwic<l al uorlll:Jlt> g1"11do di tunzlone.

Bm:u,, : .'f u,,,.., JII'O<·t·.v.• " pu· lr~ Clll'll d1iruryico dell'uughin i1t()(ll'tliUt. tl••gli O><l ll'tla li c delle Cllui<:lle "· u . W, 19:!:!).

(« Gazzettn

Hifr•r·•··udu:>i Hll'urì:rinc ed~~~ ruodo 1li ><Y ilU [>JI<l dcll'unghiH. l'A.. tw npplk:nto uu U\111\'ù l llt~tll\10 thi l'lll'a <:Ùil1lll'gi<·a, (•!w imp!i(~l llll:t tt'!lU(> rlUIOZÌOIIC U<'lUI parte di \llll!hì<~

t·r,lpita. l'u""'oluta <knwLizionl' llt•lllt <'OI'I'Ì»I~'"dentt' IX>t-;Jone onl<:ogeua di nwt1·ke e dì lnnula e JK'I'I.IlNLt.' di <·hi udt.'r(> l'l>n sntum tutln o il muggior tnl!tto d t' Ila ft•ritn, ><~'ttl'.a rkoiTE're n lt•mhi a ..·tilklnl i. Con tlll<• pt'<K't'i:.""• l'A. n l>1)()rta lino :tii'H.•\v. • tlllll pat·te ~ I('IJ'uJtgùìa ìn<'lll'llit•t. t'tutta intPI':.t la mnlri<~ e La lnnula per t'IIIIIJ)ÌI~/.7.<1 1'h•l111 Jl:ll'IP di Un'un~hìa HIJOJI~IIIIÙH; ;Jd U)rllflll? pmfondilù I'ÌIJI\lOVe Jllll'l' .il u·:.:,..uto sol tollllJnll;lllie. ln,:c: Jaudoul• una Jisl<>rt.'lla eswudt>nte:<i d~1llu lunula ti l!Q ~•l po IJ~U<t.rello, la qualf' vknr >Jtltllr11t tu èA>l bordo c~ m1m PJI()sto delLa plegn laterali.' i nd~l. · l Fra i nnun•J•tl!;Ì <·:l!.'i Olll.'l':lti. l'A. t'ìt·Hnhr quf"IIO cli un HOidoto del l!enio. l'he potè rf'.~ist~ J·t• JK-'1' quMtro anul al tlh<li!Ì <lt.'II:J ~!Uerm. :<eJl:f.<l ul<.:unn mole..'4tia per parte tlt•ll 'allu<-t' 1.•1~i trnttato ,. :<(' ll%11 n·t'<'i<lil't.'.

1'. Dt: \·~~Y'III: /,rt m(fiJerna. l'ltinu !/Ì<t r• l(• ani/eli(· ttnirr·rsUti ital·lane: :\ew YOl'k. W21.

HoeiJer,

T/A .. eht> da 41 Hllllj vi\·~ in .\Iul'rk:•. H•npnllo nlto il Pl'<'::<ti,::io .detUn J»ttrln lonrmw. , J è proposro in qut'.<oto volume <li f:ll' ('OIIO.'K"'t'l'f' ni Co()Jlt>g:hì mnerlcm.ll Il I'HinJ·E> ddll' llll><tl'(' 1JIIÌ\'(>I'><ilit E' di'i no,..'tni ' dlin11·g:hi r (Ja met.ttor'f' in J::iust~I ev!ùen'.t'Al l'lltlivitù l»l'ÌI'Utiti<'ll t • cliJlÌC'll tlf'i 111HP:I!iOt·i <"l'ntot•i Ltnllnnl di studio. Dopo un bn'n• ('<'Uno su lla 1U.,4r:1 ;4;orin <lefL•ultimo C'in(]UI\nlt'nttio. l'A. ri· porta \111>1 •·<>lu;-.ir.)tW t'<1lllpll'tn fìelht mi,.;;ion(> <]{•IIH Croce rOI';.'<iJ nm<•rlomn in Ibl lill. dlt' IOI'JUI tu t to :ld l'lv~!o clt•lla no,.lrn urgnniz;-."zionP o«Init1J riu d'i gJlE'I'I'<l, In qua·le è nt OS." 'l lllll'ht' iu rUa!!~i()fr l'ìsalto dal Nmfronto c•on l(' ~lllitìl mi!Lt.arJ <li al· tt•c n•lr.ionì p iil rirdw. ~l"..mOno JntPI't.'.'i~Jntl ('lllliloli <'lte iiJu..</trano minutnmente tut-ti i .'('rvll'..i ··•anitntl di 1• 11n(>a. tlnlle lllllblllhtnzr dliruq:drlw P rndiol<>!l'i<'be, nl 'uu·;-.;-.:i .nlpìcli eli t.·:ll-J H>rtn. d:tll(' unìti1 ruobì.li. nll'uni\·er~ì!l:it (')l><trpn~e. lino nJJ':I>'· ,:bt~·ll;r.tl d;•!rl'Ì!JrYnlidi. t'{ l ll J"»ll'tìr'()latiX• ri_~.rllar·do nll.a d1ìnn·gia llrt.<>J)('tlirn. tli <·Ili sttnOt···l'O>'IÌ l!'ll >~pl<•ndìtli rì~ultfltl ntt<:'nnti n Pi \':lnlo ç-entt·i di .\!Pnno. &loj:u.u e Uon <·•m sist('rlli t• met<)!H mOilf'l'nl p Jr<'llillli l '>el' Oli<' l'li :'!(l('<· ili hllE'Dt.(> del Puttl, l:ld anghetl l, <lE-l Gale:t7.7.ì. <l<• l D<•lln Ve<lovn. L'A_ 11ror<la .<nrP<'('"'"ÌI'IllllPilte l no:<tti magglot·i <'hii·ur~hì e ~pecin li.o;;tl dJ ocnlillfien , otoilltrìn, (lt.>IIE> '1-ic uriJ111rlt>. e<'<' .. >l(ltJ'Prmnodo.~i :-mlla nttl'l'itìt clinica ed <>PCl~ìtil ~'<'ientitkn <Il d:n<<'Uil\1: termina •ìrnfinc Jl dill~~ntc studio ron .un elenco t·ompi<>I'<> <Il tutte l e pnhhli<"nzioni più hnq><ll'tJl.Oti di chi rttl'l!.'ìn geneml(> e d'elle >~Jll:'l'i~llitil dlf> >o<1110 \"(' lìlltf' aLin IU<'<' jn qnN•I'ì nltimJ nmti. Qu<>.;;to libro gii1 esnurittl m•ltl 1" f>tli:don.('. oltrf' eh(> fat'(• (lllOI'l' nll'A .. tot'lla nrwht• tli A'l'>llltl<' utllit!t ul buon no ni<> ~·<'if' ntific:o f'd nlln bnonn ('(}l)o,;c·f!nrh'l del no><tro P:wae all'estero.

G. :\I~;NtJES : )lo<lt"l'llì mezzi d'lnJ::nn:<tld dt>ll'illfcziom• tltl~e~ln re. Ll'idJPili.

Bologna. Za·

1!\22.

~j' il JI1'Ìlll0 VO l\11111' th•lla 1< ~Pl'Ì P IHt•tl i<·a d(•Jip :\tttlllUrt:'l ~<"i(>nt.ifìCht' ». c:he. stttto l:t dìn•r.ìttiH' ~l•• l p t n f. L11"1 i)!. Jllthhli (~t la Oa .~• 7-ntti<'lwlli. D <>i l2 'l'olnml 1111· nnn?lìatì più dt'lla lllf'lil IT:tlif•n tmt<t riE>II:t t.n l)('r0olo;:;i . ,,.,,. modo rlw que><to terrlhil<• fhtl!t'llo. il qualv piir <l'o;:-nì nltrn mlna• ·•·ì·•· oltre r h<• J'irHlivifhto. In rnzr.n, a.vrà nno .<n·•)lg-ìmC'nto f"Oill p h•to ('(] inl'>pit·nto •111\' plil lll()(lf'rne Y<'tlut-<'. f'lò dato. era In· J!ÌNl ('!w !-~l +Hi?.i:1l-'>'•' l:t pnhhlì t :tr.in n<• illu ><tr:nJtlo il ~tr:liHlt• <·:1pitoll) ('bf.' mo:'tl'l! C'Oil quali 1111%'-i ~<l I!ÌIIll!!'<· 11 lh1 ~li:t:rno~<i J•apid:J tl<'lla r1111lnllin. :tlla ('OUO!'O<-enr.a Preoo<'e 11<>1 pri11ti flìntmni dl<' Jl('l1lH'tlono <l'illi7.illl'r•. Nm :-<if·Hr\'7-l'.il d·ì viUorL'l. I'IIEfl).rn lottA rontro !:1 prott•lf• ll'lllt' >:fl'•·r.i o ll<'. F,jl Il n•>:'< tl'fl c-.11<•!!':1 prof. ?ll<•nò• ·». <'ll t' tliril!<' il AAr.nl()ri() antitubercolare «Ce-


RIVIST.\ DELLA Sr.\:\11'~ MEDICA ITALIAl"A & STRANU!IIA

2U

sat~ Battl..-.11 », fl'"--«lln• m olto IWnt• tttW:<Io N>mp;to. DnJHi Wl a~nno ì'K!JJJJU:Hio ~tlll\ llltdnttilt. t•;:li illu~hlt le ,.;YHI"ÌIItt• lll<lltif!•stu:donl tU l'ssn In Hlt•·elthtntl eap)I:Jili.

p11rluntlo tlt>lln .J:•·anullit tubert~)ht .-~ c• d t•llt• l<x-<tllzzn;r.loni ;:nngUonn t'E', J>Ohnonnre, pleut•ica. l:trlngt•a, inlt>stinnli•. Jct·ituJw:tll'. n~,.<·lc.lle <' M'Jtlll<·. g(-'nlt~le. menln~, eutmw~.t. o.-:."{'n t><l :J rtJt•olare dPlla luft-zlonf>. L •e,_,,,o,.J;r.iotw l"lthu~t ~· t"(•JJd,a. ludd:1. ri;:um><H llli'UH• ,-<·ientlti('l.t f> modcnut. t• )itu· pi:tlllt. dit u l wrhtnw 1111 ;:r:tlld(' \":dure. )11'1"\"ht• il Jlll•li i<~) Jlratlt,) ,-;~ trov11 \",>lj~):<tP . l"O li 11011 I~Hillllll' t·<>IHJlf>Wtl;tAI. t\tl.t(' )(• ll/W.ÌOII) (")l(' tlt>hboUO guldiiL'l~ C ROrl"(':!"):l'I")O IWlill <:U la th•l tUhl'l"t:liiOti(·H f'lll"!'('(·bh• illusi J";I7.ÌOIIÌ or·I;:JIIali. rndiOATflfi('. f nloj:rHiit•. III!!'ÌllllJ!"Oiln pn•;:i" :lll'oJ11'111. <'hlmll' Il ,.,,l11111e tllL (:<l)lilolo ,.,,Ile rlft'rlw di lnhnt·;tt.JJ,io t- pt'jWt• hioJ,~.ddte (·lw ,.;<)1111 lll'('('.~f:,·at•i<• ad: ltnn rapldn <' !"lcurn dia ):110~1 ' fplrtnft•?.ion<' tuhc.•t'(-<>l:.lt"t-. l' ,.i :-•i f>t :<Jl'C.-'('ÌH li! llll'nzlonE' dellt• inthJJrinl ~<lc.•ro­ lnJ!idtt> (,.1<·•~·-n~~rlntlnnziunl! e tll'Vilt7,itm<' cll.'l eomplclliE'llto), dl quelle tuberc~•­ linlc·IH' ed In is)l<•d<' d<'lle e ull ed IJf~llmo-n.•a;r.loui. <'he souo Jl(J(-t•~'<ibili uncht• nell'èo<t'l'(,izio In <."'o dotti . •\.. lt.n;~..-n:

{ ,(l di/t'.~'' !ll'l/11 xulllft• ,. la """IJTII ~<-ìe11t ltidw Il), RoloJm.'l, i'..tmicbelli. 1!1:?'2.

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llu.n t11. Oltre nl nmt•l'lt·i. nl m~l1c·l. l'<•Jw>ra rltt~:ìrit !'CIIIlHtlllll<'lll{' ÙUI<' nl j!"('n.itorl òei r•kcooli. Rtn•lPnt.i. l 1pmll ,.i tron•rannn il11J IIIrla1111 notb:ie Rull<' nwlnttl<' dtt> l'tltl)(Jo. l:lltwntP tnlll:lllo In l':tlnte l' In ''it:c llt>:::-11 nd·c>lc•"ti'l1ti. m:llattlc inf<'tth·o·C'OIItliJ!"loS(• lu S'<'llel'f'. t> mnhttti<' propri.. tiP;tll ,enlarl. \"l n J•JH"PDdN-nnno <'0111<' !."Vt>ltll'(' n tempo ,...., 11 j!lovlnrttn ,.n ad nmm:ll:\1'«1. t'fl :1 •tiWH r·il~it"i hL-mg-u:1 :tllortl <·Ot11>r(•, l'cl lu lftl~ll manii'J-n ('(lfl\'l'r rÌI nl':..':'i$1lt•rll ~<!• iufc'I1Hl. n ull:t lettura dE'l YOhmw c~ n('(Jni: ,.-tA·•·nm10 ltl('(' n<'l ti' <· ~-<'ientlli,.lw. t•ontr:l•fli('(>llti sJ1(•:<.--o n fJllCII!' <>m piriche clnml· uanH. sull'etllwa;r.h•m' lntE'liPftnai P, morul•·. fi,;f (•fl . i$!11\'llÌc:'ll cln tlnrsl llf:J-:1 :vi nostr i II)!Unoll, eome vNll":ll11111 lli('l-"'1 l1; Jnt'<' i '•lanni d<'i pro~-:ramml ~·:n·o,.<(j e fnnaghtO.."i. tlt•~rll ornt1 lllo~:lr·l. d i'l ripm<i •lll!'llf11 ci<'ntl E' mnl dlf<trihnill. :-\è raut.orf' hn l1td1Ptr<'l!l!"luto tln,-nntl n;:ll nr~olll<'ntl più ront<'~tlttl. rh<' nn?.l :<H 1111 Ili >-i t> ll:tralt<-nnt, oli plì1. nu·lll7.71nllu andw •tnc•,..tin11i ><<"~•ttstn ti. <Jilllh' •tut>ll() ...1.t1J'<>(l\H"zlour <;f's;ott:llt>. Et:ll hn voluto noni' tlovnntl :1 1111 lllPJ1tt• rl cl ll'ttoM' .1 proh lPllll •H più nlto i u tNc·~·:-;p Pl' l" In ~J~ Jiutf' clt>l nO!o'tri tì!.!ll: nrohlE'ntl dlP r l'<'lnmaun il <'l)tK·orMl eli tnttr !t• mcuttl. eli tntt-1-' lt> lnlzinth·e. <11 tutt<• le nttivitlì: e rll dò !!li \Il tllltll nmpi:1 1<1111.'. Dt:R\1!11: f.r: tlìlllfllt!ii

t/t·lla xiufì.qi Jl1111ira lll'i ('ttrnllr{/(lf'ri. rnle n. cn. :l. 1922).

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l


242

P ARTE UFFICIALE il) G IOHX.tH,E :llll,l'.L'ARE CFFJCIAJ.E.

( Eet.ratto dallo diMJl(lnse n. 11·12 del 11122).

/.i•X'11;;c di C!lllntlc.~()(·ll=u t·uuct·8xt• (u/ ( '.C il/.imllcl/.u IJi~JillLii 11 scuso ddlt' oì1·colot·e 455

1) CIIlC'ut.lllt: 11 . Il:! lld JU nwr/..o 1!1:!"2. militcu·i c milil"t'i G. J/., 101!1.

in CU it!}erlu

H.i:-'Jtlm <:Il l• le l k~'ltze d i r·om·n k•:-w.•nr..a pt'<>Jlo"'t E' da l enllt•t.;l meri!ci In ]){tse n 1 11. :!. INtcm /1. llclln dl't•ol:n·t• :!l:! G. 1/. , 1!1:.!1. St>lu mr>~m~ttc n •ngono l'Oil<!eSt'ol.' , Jll'I'Chè l di,.1.rctl i (~IIIIJI(•U•ut .i 11011 l'll l':lllll t"f>ll l'..do l' NCJII('<·II ntlilll' I"E'S}Iie-tamenlo ddlt• Jll'tllkhl' di dJil\'ttlifo'lll'.l l ();Il Sl'l'\'izlo. Il.' IJUUii •~•~titu!N"UO l't>]t,>IDE'llt() inlliSJ~Il""lbill• al1:1 "'''l'llltwle t~••·•·l'"l""'"l•lut' IIPI r t•lat il' l ••~<st'l!lli 1\\'r Ht•·•·lodo <li tl<'e.nz.n ]11'0]>0~1<1. ( 'IÌJ J,:"t'IH' l':t U<tlt' \ 'Oit> II!:IIUUI<II'l' l' r!><t'IIIÌIIII'Ilf<) tJ',1 J~lrù.• tll!)!li llldivJduJ tviiiJ lOl':t 111':1111<'111" i Il\' Ili idi 111 la ' '"""• i opwli, 1'<\'lll'~L ;..:iu>'l ific-:1 t~> moti\·<>, "'i \'cdono lll'J.:li!JI qut•ll":t :<."i>-tt•nr.H. <:ul ~1111111 1U H\'l' l' dit,itto. :;;i riUt'nt• Pl'ltmllo vi'Jl"l'tunH r i<·hiaH•nrt' l'ulh·nziunl' di'l vnrlt~>n&:.tndauu d1 diNtn·tt.o, :II'Vf'l1(•nclo f'lw. tl 'nrn iHn·• n:d, snmnn11 H•nutl JICI',..III.a lmente re;:puusubUJ clt•J.:I•i lnc~mvc•nlt• ntl tll'l g"\'11~1'1.' <li CJIII'Ili fiJ I(IJ'II lnlllE'.lll'nti. Inoltre, ,... ,. e v1t:.ll"t' evf'u· tu:tll clul>hi· dn·n l<' lllltorllil c~IIIIJ c•lc•uti n I~ÌJ.."t't'e l Jli'O('(•s>;i n•t·bllll. 1~1Jl ~1ub1· lilu dw. l'l.'r l millt:1ri ~iit In l'<)I):!Ptlo, t:1fi oloeunwnti \'f'UJ!nno c'Ompflnti ~'llll •l'\' t'In! C<JII>'iA'll cll n111111 in ~11·az<i<>rw dei •lf - u·c•ttl, al qunll 1!11 lnrerE>.S.'intl f!Ono J11 f•W7.[1 e che> quiri•IJ cl<>hhuno 1!>''<'1'\' J.:i i'l hl JIOS."<'""" dc·l reùt th·i do<·um('llU J)('I"SOnnll. Xt•l C'fii'OO In <.'Ili i dl>-tt'\'11 l non fc>~•·o in 1"'·" "'"'"..., · lc•J.:II f'l('lll<'llti. C)('('()l'l'('lltl per ncl!lil·('r\l w faC'I1nwntl• :1lh1 f'c)mpilll'l.Ì<)JW cll'i , .••,.l,ali >'lll ldett.l. tlm'!l'nlllto~ pt~lc·umrfill tuli t•J(>owntl, ('(Ili l:t lllliA'A'lut·l• IKI'<l>Ìhilc ..o llt>Cflutllne. fll'(';..'>'\1 j C'lll·pt IWI CJII:IU gl'fndivlchll Jli'C· t.'t.:.1rollii l'CrdzJo. :!t ('1 111~11.\RI\ 11. 11::. t/d 1H 111111':11 1!1:?'2. - l'i.•ìlt• rìf'iiÌt'.<lr• clal!•upf' l'll rfi. ]JI'C I >idl'IIZ(I a /flrtll'r• tft'f!l'ì"'llif'!fllli ei r·u; tlf'llu N/alo c !lf'i loro .• ,,,wr.<l ì li 11,()11 anmli. dirUt o (l

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"I•J>I'<II'IItu Il l'l'l!:•>latiiPIIto Jn applil': l'l.i .. n<• d(' l H clt•c-rl'ti)-1\'~J::•' :!H f~hhmlo 1920, n. 21!1 c•·il'<~'hll·i 2lii l! :;1:; (; . .Il., I!I:!IIJ. t·l:e f-.;tilni."'l'(' I'OI)(•nl tli Jlt'('Yidenr..~l a fa .

\'<>!'(• dl'!=li l111J>I('.;lH I.i dl'il:i ciP!Ili ~la! Il l' d<>i loro Sll ll<' l''411J IIOil li \'l'Dii d1ritro U IWJJ.<.;Ioll ('. 111 1~•"'-' a tslll d 'i><JliJ><iv.lnni eli h·,ir~..~ lutnll<\ .tlt·itt.o a ><p!'Cilltf prOVli,dem:e, Hil l'l' .:ll'hnpi<'J:Ill i iu~'<·rittl .lii'Op!'r:l. lt· lor11 \'(•clm·t'. i figli 111fnorennl. C«'.. nnrhe que i Jllll'eu ti :<11]1\•t'"l l ti II!Plli to •·i. li zii nm;:~tjorvuni. fl·nlcl li c• ><Ore il<' l. quan'!b eli· .mn;.triuo. rou <·P I·tJii(·lltO ll•l'tli<·o. tli (1.-<f<<' l'<' illlil•lll n l 1:1\' 0Nl. Qun lrwa poi (<n .;..:lu dlziu ti Il' :lllllllilli .. tr:nr.iom· tlt•ll' OJII'I'II tli l" •YiÙ(•Jll'~l . r fnahililfl 11\lll r hmftl Ì!l ntrulo t't'l'lo dal t't' I'LIIÌI'aftl uwlli<·o t•:-iblto. il ri•·hic•<h•mt• tl('l'<' :<Otlo]lorsl .:t vl;.1t.'\ di 1111 lllt•.Lit•o lllilll:.tll'<' in 11111\·iti• tli "<' IT.i;do. nntidpamlom' 14:' "'114.';>(' 11. (Art. 48 del Jl >"t:"UII\IIWil Il\ l.

ln h• l:t'l.lt\111' :1 t]ll:lll(O ~0)11'11 t' lll'll'llltt'll\0 li u llt'lll'l'(' I'IIP l J.,-llldlz.f (l{'J:Ii llftì· <·i: li i n 11•cli<·i l'i"l"\t HIIIII•• I'>Utll:tiJH·IltP ·ti N lllt.PIIII Ynlutn d>• ila IE'A'J:f', ~<i rlt Ìt' ll!' I)J>pw11111<~ ri<-.t·d:t rl' du•. in ha"-~' all':ll·t. 4fi .!t'l ,:ntltll'll n T('~cl1 :11~11' 11l o " la n~:1 d~c> 11 li pnfll'<' "i t'ilt•III!OIIO lnahili 111 1:11"111'1 •. t(II:Jntl o J• ·t· inft••·mlti\ ..:mno lrnpos.-<lhllltntl :-. d l•<llt':l i'.';'Ì a la,·orc• p r oli<'11(1 in t<('la;r.i<Htt• 11 111• norrn:1ll 1oTn <)('('npfl?,lo nl: l figli mng-


l'All'l't.

UHJO!AU:

gi(Jl'cllll·i, l fr<.~tclti e h: ~tell~ :-;i l'ilA·u;;vuo illl!IJhi. t!U:tlluo :shUlo al'(ct:ti ùu iwcrm.lr.it, v Jesioul vrguuictw, v J:uuzwuaJt, lK!l'waueuu c ta li <l.a uererlllll.l.(l!'C 1<1 J.Uca · J..ltlCltà tlù Wl !Jl'OJl<:Uo la \·uu·.u "· l:) i r.lcorua inoltre eu c, a ~Se~J..-<o ùell'urt. -1::1 dello t~téi:I..'>O t"{'golumeuLO, h wctlico milH.oH·c, incaricato di tltlt:!gudre ~ v.Li>ite in ,!>!trota, doYrù rilai>Oi:tl'C un t-ertiti\:u w iJ~ cui, t!OIJO uve t· · lll't:!JU~'l:;(! le genel'Utliit uet ricllte· ueute \'\o:sit~tto, dovrù : lJ d<.'.'S(.11'in:re un tcnuinì <:hllll'i• e vre<:l::;i le ultentzloui orgnu.khc c 1 di:sturiJl fun:ùonttll (ol>bìellln v .:mb\Hett.ìvi) rlu e~ rilevati; 2) dk.I.Nttnu}:: :;e e vc1· qunli wvtivi l'iu..-<tmlte r;iu o fll'O l>ei'IJ~<tueuwmtute iUUL'lJa<:e ad un .lavoro p x-oticuo, o .se ~;ia .soU.<.~nto ·iru~lbiliùt.to a ùediùtr.si uUe normali .sue ot-cuJ.IItzioui, che pure dovruuuo lu<licarsi; :l) il terupu a clll t1i,':!U le l'invuUò1tt\ (~ cioè

sia an~H·iore o posWl'io~ alla dtH.:.t eH L~'><~Zioue dal ~nizio dell'Impiegato). OceQn·endo UWl ulteriore visita (!.i re\·islonu. •Jne,.ta potri1 e.."lSere eseguita ~~ Ull collegio tll lllt!ùlci !tùlituri iu attoil\·.it<\ d1 servizl(•, a ~IJ~ dell'opera ili pre\'i· <lenza.. Hestu pertanto "wbiliw lJlWUto appres.,;o: a) gl' individui, 1 11uali debbono essere ,-~ittt tl da uu solo mcdi<.X> wilib.tre, si Pl'e.;;euwralllio :ù:iretW.mente agli o.s,lJl'<bJII mflit~ul e alle iuft•rmerie pres.hliade, mUII'iti <li qualche documento dl !'icono:.'<.'Jmento e <kll'uvri..w nll'uopo I'il"l'VULO tlall'awruin~tr'.tzione ùelrOpera ili pre,,ideu~..a; b) <:Q!oro, i t.!Uuli deiJbouo essere ~:;ottopo.sU a v1;;ita collegi<tle dii revisione, v~r.ranno invitat:i ùlrettmuente dagli O~lK!duli, itJ ~:~Cguito H J'ichiest:a dell'amminLstnt1.Jone dk<II'Opem di t•t-evidenz.u; CJ <:ol91'<> J quu•ll oompt·overauno ili tt-ovat"Si lu <:on<llzioni <li l>lllute tali, da uon lK.•tcr l'll{;I."ÌUOl:,"el'e l'o:::pe<iJlle, verrauno vll>'itati :1 domicilitJ. lu 11ne.•:t.o t.a:so nel verl>alc il &mit;.trio ùcve l(llichl<t·mre tale hDI~ihlità nellu pet\-.oua vlsitata. · L'u.ftidal~ med.ìco, all'uopo lnca l·icnto, ~tvril diritto, 1 ~<'1' du>:=<:un.a delle vlsiw di cui .sopra, .a.L C'VU•JJCU<i<J. ,,;tabilito dal 20 t~Jwrua del par. il~ del regohtmeuto sul >oe1-vi~o saniturlo terrltol•htlto:, ruoùitlutto d.al R. D. n. HtH dellti ottobre 1921 (clrcoJ.ure fi!.)l, (}. Al., 1tl21) <:omtlell:;o che «;ll'l\ retribtùto direttamente illl.l vio\illtan<lo. A.d. uguul.tl cvrupeu..."'«• :n·rù ùlir.itto cU!.s<:urro dei tre 1Jfficiall cX>mponentl i~ C'Olleglu wedioo, t~t•r le vi::Ut.e <·olleghtli, drr <.'Ui nJI'aJ·t. 411 de i lH-eili.-tt(.) re.~:.rol11meufu; m !al mso però le ;;pése <Iella visita venranno effettuau~ dui'l.'amministm~J<me dell'Opera di prev1den7..a. l u;t~it;euctenteroente po; dal oowpen.so di cui sovrn. nei casi I-elativi alle visite a ck>midllo, le :;pe~ ili vL,t gg:io e eli trm>fert.a, OCL'Orrentl per gU uf:fic:luli nwdùd, ,·erruru•o rimborsate dttl1'1·ntere~tlo , .,, nel ca.so di vi.s'lt.a rollegl.ule, ,d nll'nnlll.l.inl.strazlone :dccll'Opem di pl'c\·ldenr.il, nelùt mi<:>ura fissata dnl par . 827 del o·ego.ù1mento sul servi~.lo ~S~.~Jl:itn ri.n 111I1Jtare tenitorla le. Appena eseguita .li1 risitll. fisc;t•l:e. debbono essen' inviate direttnmente all'Opera dl previden7.a hnple~~:ntl Stato, vhr Uoi~1 . .J. Rom:l: l) il verbltle della vb.slta medica autenticato (W Ila cornpeteute <t utol•l,tit m.ilitnre: 2) la C'Of!Ìil, egua l'llll'nte ~IUI('ntkata: della l)lll'<."ellfl !IJt>lle CC)IfiJ'letenze giù nagate da'LI'!DI.el'C.'l."'lto all'uiftcinle meùico (ne l c·nfiO invetY di vi~it<t <"Ollegì:ule, &~ranno tinv!ute le puN:elle, smtent ic-,1 w. iili'Ope.m {11. weviid.cnZI!, che pt·on-ed~rù n! riln bo l'SO delle t'Om petell7R).

mC"tnCOL.IIIE n. Jl.J del 17 mar~.o JH22. -:- R. d.ecreto 11. 1494. che apporta vat'ianU a' t·euoltt111 Cl~to .~ul 11en ,izio .~((ttitt~tt·i•J militare terrilol'iale.

Srulo 11 pprov:1 te le RegttentJ vnt'hlllti n! regolamenti) s ul servl7.io SRnlmmio mllitm'(> territorJa·l~: ' l) Al [\'lrng-rnfo S:.!il 11~;tgillllgeN> il :'K'guentR itllnea: <<Il) !)11'1' rt<.'C-er!.l•re l' iuntlldil:it permnnente t'(i nssolutn degli opeml ln..<oeritti Ili !n f'~l~<;fl :'>i~t?.iona lf\ <li rreyi;f.lell74\ { Oa·>~-'~ll ).'fLZiOlUlle !Jel: le A<S!<ieurnz!onJ S<l<'JHli)ll. 2) Al ZO C.)mma d e l P<ll'llgrnfo ~2(; l<O,..titulre 1111 seguente: << ).'t>gli n1t1·i (llL-<11 l'nftìC\ittle m ed i co n vr:'l d i ritto Mi un oompenso : di L. c: per oll;ni lnd1vìduo visltnto SP tmt.tm\1 eli viidte collettive ;.nòicM.<' ònlkt lf'ttera 1') : di l,. 20 Pf'l' OJ!Ui ' 'i.f<ltn l~)llltn 111111<-Ma 111"1111. l.ct'lx'l'll f!tC\.~ E' i"f'l' C'iHl'lt'Ullll !d:i quel>!(• !nòj••~tte nf'lle lette~re b). rl. fl .,.d ft): tli r.. 10 J'lE'l' lf' Yh.>it~> 1ndìc<tte u<'11:t l<~ttRm 11) riftett<'ntl gtl nffiei.nbiJ ilPpo rte<ne.ntl fl ('(lrpi fll'HW ti <• l!'li l lliJ'll<'g!l ti n~-;~f.tniln ti ali n en trgot·in <li nftieinll. dipendenti dal :\linJ,-<tt>rl dt<' nn11 '"'!uno quE>III tll'lln :nwrrn e dell'III marina >>.


I'AIIl't;

UFI•'I.Cl .U.E

L:t Chx:o~tt•c u. ;;u1. iu:;erit:.t nella dli~II\:'U:<.~L .3(; d<~l Uioruulc 'tJt.ifitan: del 1921, »'luter\de HIJI'O{.'ll~l e vi(";tle so.-.;tltuita dalla pr·eseJl te.

u

4) CmcOù\RE n . 118, <lei 23 febbraio 1!122. -

H. ficcrctu n. 2Gl. che IIJIJli'OVa r egolam t·uto f)t:l' l'uplllit tt;;,i •oll· rid ia / Pfl!ff' i npril<' Hl:!l. n. 31>7. ritJtWNi(w t e i/, ri.ot·rliwltn l'nlu d o/ pc•t'IIOnalt• e/l'i farmal.:i-~li milila1·i. . Contiene.Jn 19 aJ\Licoti Il t't",.(olamento P<W l'np))lk~tzione dt' IIJt legg<> 7 aprile 1921 n. 3U7 relat.i.vu a l t·lordiiwme ulo del IW'"""uale ·tl('l flll'lllll<:i:stl miltt~ll'k le dlspo:."lzioni l'iguarùaiJo J'awmls.,..'ioue. 1'11 \'H t ll'.:lnl~·ut (), ht IKJSiz-ione <11 ,oet'\izio 11 u!:1ibi~u·in e <li rL..~n·a. la divi~t dt>!!'li uftkilthll ehim iei f:U'Ulll<'i>'<ti. {'<·c. ril t 'mcoL\IIE n. UU dE>I :!.'l f<·l•lml io )!12".!. ~ H. r1r•,.n•tu 11. :!(i::!, (•/u• 11/IJII'II'I'«· i flriJgrlMIMni J)f: r gli t·.<allli .fi '"''mi."iu1w ,. eli rtrrnr :a nlf'nto r/(~(lli tt/Jitill / i c lr imici fa1'11l!/.Ci1Jt i in .r;cr~Jizio ttlliro penna:m•11t e. A. - l'el' il C<~nc-•nv alla I1<1m!w1 a t <>111mte <·hiln i<:<~fnrUJuci.-ta è presel'itta : <~l unn 111'/JI'(I kC.rit fa : J l ~~·u lg-inwnto di un tx•ma di l·hlruic-n farma<.-eutlcn; /1) UIJII m·<,rr~ fWillicu: J) llllttlì;.;i <1Ualit:1th·<t m!~wr•tlt• òi ~ ~m inni , e .J C<ltiOui : c) urul fli'Orn 01·ale : l) ·le~-:l!i e t·egohlmeuti l'ÌI!II:tnlaut.i la ]ll'of<•ssi\)lll! del <·bimi('() e del t'ann~l ­ ci."ta : 2) U'<:ll Ì<.'ll f11 l'llt;I!'<'U Uea. fl. - l'e t· 1'11\'<llll'.:IHHWto llÒ nuz!anitù li C<l)litall(l c himlOO·fUl1nacista è j)reS<:ritta: a) 111111 / ll'li'litt Jlrtlli<·o : l ) •lu.a l i.,; (fUHiitnth·a miner>lle (\j non più drl .J Hnloni <' di .J <~ttloni ; 21••aggio di ru1 m,•did·~:l ll' pe 1· <'(ml<t.ltm·ne la pure:w.a; b) uua {n·ot·u Ot'(I/C: l l l'<o'g'OI:llllt'lltl C d~IOl<izlonl rHl<'itenti i l ~('tTI:rAo dlilltit'O fii·MUU('('Utit>O mi- " 1 liUu-e e <'<mt.ubllitil ,·eh1tiva . :;,.. t·. - r't>r rm-itn:r.:.tii WJJt<) 11 :<<-elt:l a (~lpit:t no dliutit'f)-f>Wltlfi<'h:ta è pre~ri ttn : a ) un..'l 711'01'11 praiÌNJ,: 1) nnali~ f)lllllltlit;.~tint mlu<:>ntl<:' }:Qntl<>r:ll<' e volumetric.o con Rt•pa m"Jone <Ll <'011>1; ~~ :uwlisi \H'Omatologk~ll: /1) 111111 111'01:a oralr: l) e~<nm~ or:tle di dl imi<'}l fanwl<"tmni~·n : 2) I-t•;:::oiJmu'ntl ~' di~<I:O~izloni rill etl <>n tl Il ""'"~'''izio <'ltlmlc"<l f:trmuc•!>ntl<'() militarf' e <'ICmt:lhiliril l'('!ntiva . D. - l'<>r l':~van:r.ameuto 11 >«·Pi tn H m:t_g)!iOJ'<' <·himi<'tJ.f<tl'lllfl<·ist.l\ è Jll'f'~·ritbt: a ) una 111·o·r tl -'<critta: 1) s \·oll!imenoo ~In un t.t>uut ~lto fm :l I<Orte)!ginti: b\ uM pro•·a {lrali<-lf: 1) a nnlisi qualit.:ttlv>t m in<•t'llll> •'Ou nunwro indì'~J'lninllto eli an.ionì e d i <':ltimd : 2) lù.entifi <~tl?ione •li un nwcl i<·ltwJe <10mtw~ Ilt'l Jllllnunle <'lei lltf'<liC'1l-

uu•nti In \'lg"OI'e per rE,-el'<'ltn. Sllj!'gl di purfV.r.:r.n incl!c-ati 1-'rl (>\·eniunle titolo P""' :-oc·t·itt i clal IIJ:tlmalc pn'<let.t o : :n :1nai:L'i hromnt(llo;:::i(';l: l') una tn·ora ·nralP : 1) e.~1111" m·:1le rlli :mniL~I <·h.imi•·n t)tw !i tntiY:t uùn(>J'Il l<' : 2) l>:':.:llltt> <•nt lf' cllnlUIIi s l or;:::nnic-fl e ric~ 1~1 delle fu.ny,lonl; :n uniti! S!lnitnri<' di l!'tll"rl'n. lo ro <>t>."1:i.tu7.1one (> fun?>iJOnn llll'nto: -l l t pc·nic·:~ fal'lllii ('I,'IJtl<'>l: ii) nmrnlni~<ll1l?;ionp,. c·ontnhilità fn t'nliiCt>UtiCil mi. Il t li l'l' .

~

B) MINISTERO DELT.A GUERRA DlRF.;r.JONF. <'1': :<1'll.\T,'P. D l~t . ;;~; HVIZI O SAN IT:\RIO )I II, ITAllF.

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1 \ ( 'tn<~ll-~n~: n. 2(;;{ ~l<·l -t fehhrnlo 1!)22

(!)i\· .

IV · R{>p. JT 1 -

Di-~i11fr:ll>tazione

con

/'flf'idti (•ÌMlil/l'iCo lllltJ SIII /(J [lfi8-SO~O .

.\Ilo ,'t'~1po ò i òj."(',ifJJoinar<> le op~>rnr.l onl <li rli~in (<>i'tn:r.ionr <1<>1 locnll militari D(>r m C'z:r.o d<>ll'lf<·ido ni.m tidrii'O :tlln ~t.atJ1 ;!II •'>'(I~<H. f JIW,..1o :\lini!<IPro di>'<J)()ll;f> d1e Jl(:'r nnìfonniiÌI <l ' im\li•·iz·m e òl e~·miJimw 1\lttl i ('ornan•l<i d i pNHl<>ntl ~1'\/lttl'n~nno J'ICntJl()lo~tnte.ntR d'OJ'l'l 1nnnn1.ì tt lh> >'<'~lwnti nm·m<>: A) ]-.' orme (/i.~CÌfllinrtri 11(' 1' I'IIJIJJliro ~iom• 11/'ft/ioa r1Pl nwtnrTr, rli r/i.qitlfM~ta ­ : imw aWncir/() dnni.r/ricn o/lo .•taio ua .•.•o.<u. - l . T~· ri r hiN•I'R di rlisinfo.c:otnzion<> <l~vono ('.~"l<'T~ rh·oltr ~H t'(>ttn 11!(' 111'~' <1=1 l ( '••r pi. R<'l ~~ rti <' RE>l'\'l7ii r h P n t> h nn n o bl "" l! ll n , a l\;1 Dirt>ZiOil<'< rli ~>1nili1 1\1 ('OJ1Hl d' Arutala. r h <• p ro n·E><iPril lli<'Òinntt> In di JK>nòf'nt<' ~r.lon<> d~ rli;<i n f<'zìon P ,.()tto ,j) f•·mlmllo <lc>ll'nffi <'ÌJI IP mNiiro Jejerril'tJl. 2. l C'fllll:t rt tl ii che l'kh it>clnn" 1>1 cliNi n fp,:t:J:r.io nP tl l"vono J)1'0YY<~lf'r<' n : a) (:11'\> I'<HH'orJ'c•r <' :1111' opcor·azi<HI·i 1111 ltffic·in !P <IPI Cnrpo. r h P ,"Jl rÌI 1111'.!<1':0 Il fl i><l•,.iziunp d<>l c>omnnrl:tnlf' <lPih1 ,:pv,iOllt' ]11'1' ttHt:l In cltw:ltn cl<' ll:t <li~lnff'MHzlonr.


"\ ~ronùolo da (>l,;ni ~litro ~crv izio v iucurico, ed il dirigt>ute il ~<! t'Yizio >'~111it<tr1io ~el Cor po. Qut:>sli due ufficillli ·insieute cou U ("OUlandaute dt:!lla sezione co:,."titulisc-ono .

ht <-ommis...:ione {'.jOCcutira; 111 st:ullHi re l"OU SJ~iale ordiue scritto da I IOl'fm·e a couo><tX'llZ:l degli ufficia MI t'bi tutti i Hepnl"ti intere~'~atJi, doiJo presi m~-cordl ("OD la comml.ssione esectJtlva, le m odalitit ùi>«·iJ)Jiuarl ne<;essnrie alla es<'cuzlone delht d L.<ùnfestazione e alla ass:lcura;,ione del suo llnon esito (.-<goml~<aro di locali, SJJO-'\t:tm~tto di materiali, ruoviuw n t.L interni idella truppa, moùillcnzione di orruri, ecc.); c) ('Ollcedere l'l p~o~rsorntle di truppa OC('Ot'rente a coadhwt1re quello della se' zlone nei lavori (tra:<lporU di Il.Ulter~ld del Corpo, IJaYori di &en·o, adtlttamento di. in.ti:<t-:i f' qu::mt() a ltt~ n on ·si ri feri,.-ca al maneggio <le i mn teriall de lla 9ez1one, che · deve e!:>o"ére' fntto ;:olo d a l persorutle di ~.~ con le dovute cnutel<'); <l) 'dìl l'e le ;;eutinelle ehe debbono 11·'-"icurare ro~-ervanZA del.le pre$<::l"izioru ci rca l'i:;olame nto E.'tl li divieto d'i :t("<.<eS~>o nei localri rotto l 'az.iou~ <l~l ga,:; e) cunH·e. ultltrmtf' 11e opera?àoni, a chE.' 1Si11 ripri &tinato <XJu 11roprJo per\<;Oue.le · uegti nmbicnti trat tut! l'<>rdrine primitivo ed e..<.:eguire la pullzln occorrenOO.. 3. Le OJX;>razioni di cltsin fest~zlone non avrnnno inl?ào SI' primn non ><n t-a uno a ttuate le mi~uo:e precam-.louali ueccss;:Jr!e lo;t:\bibi.t.e dalla Commis.<;ione e:;eeutivn (dirigente 11 ~rT!rAo ,;auit<trio ()el ~~orpo, ufficiale comn ndnto dnl C'-orpo e ('()wan<hrnte · <l'ella ~zioue tU.;::inf(•zione, tutti e tt\'1 in~>ieme n1uuiti) e comunicate pet1 i scritto <t'l Comando del l'(~rpo . .J. E' di i>pettnnut clell'ufflciale del C'oÌ'po comnnd.ato alle opernzioni: .fm· togliere dagli 11111lllent i da d:i!<infe~re l':l.t 'fl\111 e t utti i .gener.i romwe.o:;t ibill <:11e. ''11 90no contenuti (comrtil"('ffi i nve ri di t·lservn). nonchè tutt·e le so.rt./ln7.<~ JJqujde Q · umide che JX>>ISOllOo es~e r portate n contat to con hl suf)E'rficie del corpo (profumà, t<aponi , e<.'C.), e 1é cassette iudJvldUilli; .regolare Il ~t"V17.!o d elle >«>ntinE.>lle a tu tte le "1"1ie attrav~rso le quali è po;::slbile a per1;0ne jleuetrare n<'gli ambit!llti dove si Svd:• luppa Il gas.

5. La ~zlone <11 cliSinfez!one curerà d'attaccare ru1.l'estm·no deJie porte e finestre d e i IOCJI11 nel quall ngiS<.>e dJ! gas, avvertimenU e segnalazioni ben vlsibll4, ct1e facocùnl() <:biarameute edotti nnch"' 1 l;Oldatl nnal!nbetl del ·pericolo elle correreb· l1et·o entrando. 6. Vapertunt de l lOCftll rottoPOStl·nll'nzJone deJ gas a l far.\ dovo tre ore d,O!lo :-1\·lluppo del gus ~te~o, e ~:rà eseguita solamente dal personale tecnim della se-· ·zione roadluvato rempre dal medico del C'.orpo e daM.' ufllc!Jile del Corpo per tubte· le dif:,;po.si zlon.i che oc<'orrerit (!are allo SCOllO di assicurare il buou esito delle o-pe-

I·azionl. 7. Tre ore dopo i'apertt\rn dei IOCi.ldi e l'tni'Zio della aerenzJone Il Comandante de'l'hl se-~ione, 'Il medico e l'ufilctale del Corpo scxrveglleranno insieme alla ventilazione, arrovesolnmento e ~battitura di tutti i materiali letterecCi• e d'equipaggiamento mediante pochi u9m1n1 strettamente nece:;;snri, pretcrlbUmente i pian toni ~ootessl deHe camerate. ri.nterrompealdo ogni dliecl minuti le operazioni per uscire e fenna.1·a1 all'aperto altri d'iecl minuti. S. Almeno .set ore dovo J',Lnfzio della veutlla~ione l'Ufficiale medlco o l'n!tlctal'e <lei Corpo ispe7.ioneranno i locali disiuft>l'lt.ntl, che ~1-nnno dichiarati abitabili Q no .a giud~zlo <le ll'ufficiale medii.'O. ~ dlchlnrntt abitabili vi sarà ammf'ssa ù1 truppa, la quale p r lma d·l allora per nessun motivo dovrù avere nC<leSSO nel detti locali. 9. I magszzinl, l rlpostlgM E: tutti l locali c'Ont.enent.i riserve di mnter.Lale Ietterecclo e d 'equipagg.iaruento oorallillo la.sctatl a ventilare per almeno qnarnntott'ore, non ammettendovi n dotmire Il piantone. che ordinariamente vi nbim, se non d()1XJ l!'lpezlone del COillilndnnte della sezione~ del due ufficiali ùel Corpo. B) 1Bt1·uz io1~ pe1· L'a tluazìone dP-Ila dli8intestazi01Ul di locali militari mediante· Z•acid.Q clan.f.drico allo sta.to gn.~.wso . - Per l'~ dell'acido cla.nl.drioo allo stato J:('as.<:<>so contro i comuni pa r:t.ssltl. d11to n suo altissimo potere .tos.~co, è necessario procedere con la più sc>rupolosa diligenza attenendosi atta seguente tecnica semPli<\-.. e <!lcnra. Occor-re su11.i tntto tener pre~mtR c he la temperatura ambiente bae l' umidità dell'aria, s pe.c.ic se ~ mossa. r<.>nclo no piì'r '!lrlfH<'llf' l'allontsman1ento dell'acido rlanl<kii.'O, ad: operazioni ultimate. ln q1nea di mass•ima quludiì non l'd faranno disl.nfe~tar.!on1 <'OD Qu.e!'>to gas durante l'tLnvf'rno ed In genere n f:.<>mperntu.re dnferlori a 1:>° C, e dn-rnnte le gi'Ornate umide e ad nr la poco lllO~"AA .

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1'.\RTt: CHlCl.\lX

l. l i!JJI'Ziu lt t· !ll"i / u(·uli da dll>iJ•f<'~I<II'C. - L'i:,)Jczioue ùcl I•J<.:Ull dii disluft::;tare lw tUla gnmdc itliJ ..., l"l<IIIZ.Il, :sia l>\'1" t'\"itu re dte l'u c ido danidri<-o f:tt-t<l11 *utl ~ la ~a ul'Jonc· al <Ll fuuri, tn·oroL•tHd•' gr:nl im:ilicnt i, :;l.a IJt'.r !:'frutta re l 'a:r,ione par;1::;.. sitidtll.a m•llu Ulllllier:L più cuulttil'!~t ull'lnteruo. Bl,..>gllto>I'Ìl tJUitldj .-ta bllire all.Zltu.tto In quuli rap]'t>n i ,..;lia la e:l>'twwa (·ou gli uwbient! borglw,.:i: r i<:<'r<:a iwi~Jrt:null,­ >duta .l<J>~'l'l>e nei Y~·,.<"hi f<.~blorieati ni<LI lati, che sl trontuu a ro lt~t iiH.::ll;I.J~tti iu mw..zo n d "bìra:clutli ci dii , IJ!'L' l:l"i! <t re fughe <Ji g-a ::~ .r tt ril ver"'o cuw unk:tz ioni wal c hiu ..v l ' ph:t·olc :IJ,;,·rtut·<· .lgnL>L"att' ttuhi lht cuwi n o, tranH!ZljÌ, 1.1<1\'lml~llti, solli ttl <.-QmWl 1). O te• >tTt•ril pui J•reudcl'<' lu l'"<lllle l: t <Hsl<t n""' m 111 iiJJa <:be 1m S~>:1 fm le a !Jt' l'LUr e ùt'l luealc da di~infpstare c la J>iit l'i<'i llll ablw:r.i•).ne !'K' l' ~<U1l>i'lir'l! ::;<• t':>-"<1 sht »U IIidt-Htt1

ad ~·1·i t:t re intOU\'('II'h•n t i fJUUllliO, ad o]..l't'a zion1 lt•t·ut i llil te, .si lnizk•t•it la Yellti la ZÌ<J Ul' t'LI il ga.s Ni tlli iiuut! t•tit aJI'IIill'rlu. jJIIl' tt>IIE'Ildo )m ':>t'.lltt' t'hl! l!>'SV U\TÙ lJE'I'ÙUto 11llnra htwna ']~II·Lt: ddla :<ll:t ullilme. :::ÌJ>t>t:i:tle atlcn:don.; ~i J><ll'feril al p iuuJ >'O[Jl'H::;tan IJing;.dvt'liWil te C>'l HJSI i t' JK•r l qua li è pnHlt•u te rkll Ìt'1.1t•re lo s~olll l.~t- ro fi uo :ti Ll'l'lll'itll~ th•lb·aereu:r.i~>U<• e Ln dtiusum Llt·;di inris:·;i. .'\d "'<'llOiO orl7.:t.Ontali" [)(1 ,..'1:11 tUu• tiL-<tan:t.:t di ein·a 111 lltl't.l'i tl:tUa :lJl(•rtura ll:tlln qual~ ftl()rit'J:'Cc 11 g11s IJt.~i· evita n• "piut·~· ,·o li eou"<.'~UH •z•• .'\a l u r:t l menU.• n t tenu t v <·outo <1 ..1l> t \'!•locitit e d ell.r tUrezio nt· d•:l \'I.' IIL<J <.:ltt• 1-otrl'IJl~<· ltVnllrt• a (Ji:<l:tm::t, sotto- I'(' H!o, ll g <t :< in uua en ut'\.'ltl.nt:t.iottv 'tll l'OI'a atlint . ln ;,:t•ne rn·lt• l a <l-ill'u.simw d.-l .!;"·"' n eL1'11rht si fa I'H[IiiLIIu<•ttle, I'E'Hdendt>l o JU'I'· S[f) i null't·n,-<i\'0, llll.{'l)l':t \jtlllltdO 1'<)<101'1! l--\10 Clll'lltll•J'i>ltÌt'ò di lll:lltdo l'.le IIIIJ;ll'(' è lffo[ LJ, "1.'11:-li•ililt•. I.~· 111\'Lh•simt• :n·n·rl<•U:t.(! Y:11111o t'"""'l'l":tll' auche qunndo ,;i cld>'ha fH"•J<·•~lt·n· :ti h t il i:<i Hft•,.:t:tzione r ~t rzi;t 1<.• eU una <':t >t·rnl: t a hl h t t;~. butlmldo ali<' f'U""ihillt·oumltit>IZ>i" •nì in a l to. in ba""",. o-11 i tiMtdli l' C:t('\•Jlilu in :uvdo c lrc- tiU•I'IIUI'e JH lH1 1',·li7. ÌIIIll' il )!':l~. ,:fUJ.!}!C'IIrl{) '< lit llt• lljll'l'flll'l'. 11011 :tl'l'l>dli l llh'UIIIIIIIW, :'\('JI'lo;!x;:f.ÌOilC illl .. rJw dd lt~t'll k d:t di;.·illl'{"l:J'n' hi"l •J..'ll ~' l 'iì an:~.itutto lltbU.rarc la eu h: liUI':t tl\'1 •lin·n·i aruh il.'lltl l>t'l' ><tllh'i!ìre tJUU it• quall ti t:tli\'o di <·itiU\11'0 di ~0dio 0\.'t-ont·<'n) :~J~It>li<'l'<tl'l'. H i.;ulla i n fa L .t i 11e lla prn t.ic·:J cbc per <)t kllt'l'<' ti! la q11:1 ntitit iU ,-olu.me tU a<·it!o l'ianidrie., sullit'it•u te :t d ~tn•rl:' 11n':1:r.inu~ ]~ti':J""i 1it•i<la t< •IH!Ill'la ~<tti pedl•·trli. .<nl lo I'Ìlltil-i, !-11llc J:1n·e c ~'1Jlle u ont. bi->>~•J..'lla mlot><'•l':tr<• da dnquc :t .sette J.:'l~lltlllli <li dalltll't• <l i ~od io Jlt'l' ogni 111·' di :IIUllit>nte Ùll di~inf<•sl.arè . IH:;t)g'll\'l"it 1•1i t<•m·r t-<•uto dt•ll.t <lisn·iLu:r.ionl.' tlei locali, "e i.11 un ."Y!ll) pi:1no <• ln <l in•r ::oi. e dPlla :JIII[Jit' U..:J d<·lil.' L'l•lllltllit-a:tìu llì. \iv 1>e r :t "-'ÌJ.'IIt·arc dtt• il ~a.s U i :t t11 tt l CLHI la tlovn tn m p id il it t•tl ellkieuza . Re i Joenli fm·.spro ili cl h·N,..i piii · H L ,] ttfn u.i. e .::ti m iope m"'"!' 1111 lo()!() ;;-e nera t~>~'l' po~tn u.e l pia H•> i 11 f• •l'io rio'. at'l~lllt'(•bh·e

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il t•satlrirP!Jhp in printo telllfl" J ~ lt'lf:' flPII:t ... na a:r.itllll' . I'HI!!,:Ìtlll!!'t'ntlò <:ou tlt'i.JoU CO l'l't'Il ti .•~ '('lntlJI l'il' ,rli lllllhit'llll l1Ìll l ontani <htl ~lo'lll'l',l tore. Da <]\l:lllt O i• detto ~>J fl'u dt•rint qui taLi thC' ronYlt-ne :-;tabiliP• un:t oonH~IIieute ~<IIL'(:t•ssion e tJellc tl Jl<'mz[olli (' Ulollil rl kare il num,•1·o fl.Pi ::,renemtor·i a st'l">llda d<·j t'JJ~i : e ehe è pii'! sl t'lll'o ·"<'l l; l rlll'f• i <i il'(' l'Si p i:t l ti. ehitll lt•lltl<lt H~ òo'UL'CC'.,"l'Ì\'lllll Pllh' )p ('lllll Il Il il.'l1Zi011 i ~11 uwno !rt uwuo ch t> ,.:i ml'tlollo in funzilme i ~C'ncr;-~t<:>ri <.-ollo<1tlì in C'i a!'cuno tll e.-'<:•:1. ì'\t•li 'i:<f'X)ziott(' lilltl'l'n:1 <ll'i lnt:n li bis<ll-.'lHWif inol tl'el ri<·t-r<·:wt• ron 1:1 più l!'ntndc •lili)!C'Il:l.lt ~\'C'nlnali np<' l'lll!'<" di <·nmunic:t:t.i<me <:<'n nmbi('nlì •·he n o n si dt>IJho no 1-l<)I(<>JIII l'l'l' :l <là><Ìilf(•SI.:l7.ÌOII(' f' (•hl' fl<lll'l•h()l'l'O C',_'l<l•l'(' :thitnti. h tlll:l iHlO :11\Chf' allO 1'1flto fl p ll'nrri<'dntum dt•i 11111ri. Bil<n;::llm'it N:amin:t t'C ìl ,.[>'ll·lllll di flll\1fllent.:t7.'imle (' q11dlo di f")"'l'tllra •h·i :-:<•llilll p<•t'<•:<<'ltuk· l'l! dt(' l'i flO""""'' 11''!-'<'1'1' fP:<.'-111'1' ('llll~nti ful!'lll' d t> l ):!:1 "· Pn r tic-ol.n•·p al tpn:t.inn<• ..,.., ri• port:• t;,, Jll'll 'f':-<Jl m~· d ei t(' l ti in eomnne per lH"<•'J'IJ\,1'1." rbe il timpano dd muro diYi,;or io 11rriYi fino n lia <'"Jl('rlnl':l <' Chl' ]a Jin<~t di nl~llf'('() h<• nt• v~111'.-11u u l.trimeHii ~l ~·l'i l ~ls.-<erdlbe n<'ll 'aiOhiC'Ilt<> contiJrtto. f ,> !>1<•!-o~O jl\' 1' le ('<tlllilll'. ~1\'JlllllO inlim• lli'C':<i ili 1':<.."111W ~li lnli S.<:j ('l lC O!Wl'hll'\' <Lt bkwra r <' Jll't' JH'Nli~pone il mail'rialc fX·cor.r <·mc ]>Cl' l:t l<>ro dtiurutl·a. 2. AJIJll'l'><lomt'llln dr•i l<lcrtli tl(l fli.<ill/f',qfrrre P f/cì l'nJipm·P.cf;/lin 11er lfl, prnCI'fl:::iOII t' tlnl/ ' nr·idf) riauil/l'iro. DE>Iimit.Hf i <·nll lf' cnut<'l<> sopra rlett(' ~li amhlentl tlu disinl'<•:<t:ll'('. Mi IH'(>('ì'd<•I-II :di.l t·hitl,.1tra di !\tll(• lt· <lllt'I'IL t rP \-' \lf~lll' f N<.-...111'(' in lllN].h <ln 111111 •n· P !' fil !!111' Ò i ~:1 S. (}IJ('.;f o 1:11' 01'0 RÌ f.'l ('011 fari) it it (' l'i rll)!l!"Ìlllll!I}Jl~ t'illtrll;t 1i '"!c'l! l'i fJ<·I~'hi.• h:1S:l!l uu !l in fl'.-1 Ulllt:l eli m l'l n ('1'1111 1111\' n trn ttNI(ll't:' rnrirJo

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<'i:llli<lrir-o. l'i dtiutl<•nl!Hl<l quindi lulti ~li inli~-i :<IIP]II('Iltlo ron tn'l'niPtt(' t'Il a:;:;.:f


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alla ercutuute Ulltncu uz;t di w·tt·i, e ;;'iucolle-nmno al di ;<()Jlra fogli e un ;:t~· i di carta a .st.>t'Ollù;t dei <:::lsi, blt:ùmlùo u che la ea rt;l abbia sem pr e un appoggio n! ~ot.to, ultriJuen t l te omLate d 'uri.a vrovocnte <htll' upertura e chiusuru <li (Jorte e lille:;u·e la -"fl>Hùet·ebbero a n:r.itCIIJl;(o. De bbouo (•::>sere eli iuse <:on <:.ill't~t tu tre le lìu(>t> ùi <:vlltatt.o <le i bat.tentì <li pot-t.t• e tinestre, te linee di c-ontatto dei vetri e infissi (se già uou >'Ono chiu~"<e <:'On c,:tutco da vetmlo) le !~>."-'>'Ure, i buc hi degli ltlti:':.\'1, d ei t~n·i­

ar

menti e ùe i liOttittl in 'legno, le ~cJ·epohttttre <lei muni·, i bu<·hi eotuunieHnti, ec-c. XPl J>NX"ette.rc a que;:w Juvoro <li l!locco &i /l.n'it c ura <li c hiudere ~lo dal di fuori, on: sia poli-'libile , nlmeuo umt finestra od una porl'a che fuc<·l a rlS<.'O ntJ'O con lo powt<t ùalllt IJUale uscirà Il perM:>nate llPJl4.'Ua ini'lliato lo ;:,-vilu[>J><> del gns e <·b e ilnch 'e.s$t sl chillllc tit <la\ tìi fuo ri. (.'ii• \ 11?1' rt•nll t•r,• piit fa t ile, tet·mimttO< il pe riodo ùl dut·(lt :t ù'ar.1n ne del 1-{ll$. l'a t•rcM•,iollt' nprvlllhJ d>~l · <li fuori, l'n modo <·he tJ\1~111\Iv il (K'J'>;()· ual<> f'lll n•ri1 IH'1 l<><·~t li la cuncen t t·a:r.iu nf\ d<'l g:t,.. sbt gi1t tlituinuitn. SI w lloehcmnnu IJulu<],~ i t.:t>neratot·i n.-1 numero che l'ampJer.M e la molteplldtJì d ei Jocn u i mii<·llN'IlJlllll: tl~twJHlo pt~;;('nte che il g-us s i e~pnn<le piano : prima snle bn tte tHlo stù .-otlittco, lin Ùln·e po i J'idlscende Jun!!O le pareti , eù i n st'<•nndll t empo ..-1i diffonde In tu tto 1'nuthit·nt+>. Vi ~<i Jot?tter it dentm l'acq ua o<·eorrellte e ><i tenìt IJI'ontu l'1lcid.D sol forlc-u PII 11 c:iaun1·o di smlio, JH'.Ila qu a n ti:tit volu ta . sl'(onratnmeute. ::;i fa rlt inoltre >-'(':1\';tr<· una 1'-.•·s:J s utlki e nle :1 c:on t ellt'n' il ll<JU ido c he 11'C::<i..tl'ucr-:.t d:lllo f.."'ihlPllQ del ;;<•s. profonda tan to <l:t pot(•rl:1 topdrt> n hll<'llo con 50 cm. <Li t.t't'l'H. fo"'f:n !>i ta i 11 l n"~" a p pa rt<l t o. L';lp[nHec·rllio IK'l' 'la pro tluzinnp rl<•lr:wi<lo <'i.-'lni<lrico puìl t>;o.'>.t'l'<' ridot1<> ;ttl una gran<l<' >-'t'llJ Pii('i tÌI . ;:t•t'Yt>tl(iusi lll' i lllnt<>rluli C<l lltuui. in ntte:<~t che una larga <·~(>t'· l'il.'n ?~'l f11tta n e:::-11 ambienti militn ri fi'i:t <'Y<'lltunlm<mte ,Jlt'C'Ìil li indi<:nzlou l Jl\.- 1' la ('()stn1lr.iotl(' 111 un congpgno .<'hf' <'<IJJ >'f'nla m:tne;:.::rio sic-uro e faril;tit d i imw el.te t-r• .l.n un :nnbir ntt• Jl J;ll:> l:n·o t·a nd o possih ihll<'llt e ù:1 l d i fuoti. Fratwnt~ ><i Jlllù n<l oIX'l':tt't' u n t·<Hllutw uwo<tfollo di il'J!'IW, <li C'aJI:H·it:'t. Pt'•1pot·z;ion!1t~l 111 bl"<ll: ll O e .-;ulti cientp a <'tllllmll'l'l.' a lt1wno >!d ,-o lte 1:1 quantità di liquido <l<X'<>nentp J){•r ht l'l.';t;,ion e. u l quale• ,.i;~ attat'<·:tto ntP<lianll' lltl>l t'(·J·n ìPra <li c·uoio Ullll qunhmque ·'-'f1liOI:t Ui latbt o li le::no S('IW-<1 f'OJl<' r t-hill e con llllll htcliru1~ione ta le v<'t"'o l'interno d t'l masu•no tl: t con,·enlln-. Il i '\'{'t'"ll n·i <lent1·o Il c·o nt<'nnto quando s ia timtu ùH unn (·()J·· d1et>lla <Hl e!'f<lt :lt.t:H'<.1tln. <:o rdiceJht <l<~ lln lfllllle si. co n t r ollerà bene l a ~o llditil t> In ltm)!'her.Y~t e lll" dt:-n~ t•s;,<•re tale da farla iU'l'i V:t J·n n'Ma JJ{)rta di u ,-oitn. ::. A rrt'l'/1'11~<'. --'- Oi.«posto C'C>~i o;m i co~t ecl allout:mnta la trupp,<t, s-i nwttt•· ranno n Jl< o!-.1o l<• Enti u<'ll e per impNli!·t- a c hiunqu e di ~n·yicinnrsi alle :1J tel1:nt·<· blocc:ttf' {'(\ ai LO<·; li <·h<> <leiJh<ono riman('r~\ "'{Willberi JlGI' In .cJ,\ u·nta dt-llt• Ollt'razioni. si1nnndolr ad npJ 1·t un:1 di-"tan7"t. Si f;tr?t 1111.'1 visibl minuzi•~ ed <><~tlatil>l'i.ma J'lf'r acc'<•rtn rsi cile deutlo l lo<·nli da trnttare non ' i !'ia più n<.'!!'suno e r:he tutte !P fe.<:.•<ttre s iano (·hin"'e. e fl(!t· !itJII)iJit'\' e h<' n on vi siano i'.c),"\'.Hill'R. alimE"nbtri nnù(le (>(] aC'IJ1lil fl~:~>-'tiJJ:ttn lill'all)nent:-.ziom'. Jl<lWildo f'S&" fìss:ll'e l'll ('iflo C'illllidl'i <'O t> <livenlnre ('m,; r~ricolo:<i>'>'illll'. Quindi >;i dan~ ini:f.'i() allo "wiluppo di'l g-a:<. 4. Pro1lu ::io ne dell'acido Ci(lnidl'iC'o. -

P<•r· In pmd1tZii(lJlt' dE>ll':wl:d~· c.ia nit!J·i<·•)

utilizZI\ In r!'nzi()ue eh~> si ottiene :oor'<'Oll!lo qucs tn Conuoht : H 2 ~0 4 + 2:'\~t C:\ = Na2S0 ·' +2H<'X: (ialln l)n<~le lllll':lt'l.:' ch t' Jl<' l' OJ!lli mo!t'('Ol:t tli a<:iòo $0lf()ri (•l IW O<'C01To n o due di <'immll'O <li i"rnllio. E Ni(~ome j( P<'-"0 molec·ol!n'\' <1<>1 (lianuro <li llO<li o i> <li -!!l. ll l t>ll tn· 'fllt'llo <l f'll'aoiclo ~<nl foric·o t! n! !ì~. ne ,;ene ùi ('() tt~gnPn7~l che ·di ()U(>Ste Ù11f' ;:n:4.11 ll7A:' orc·oJ·rono Jlt'!l.i ugunll. l':<>llo !'lbtbilire la quantltit di adclo ;:olforìco d1e ~·l clP\'f.' uòo(Wl'R r e hi>'<)J!'Iht t<·twre con to flt>IL:l ~m1 <l~tL;,itù, cile ~ ll Yrà <'lll'll dl clP-terminart• (l~'r c·im-:c·tmn l'~<11'titol òi :tciclo. mt>tft>ndone t:mto 1n più per quA u to i> I'IH'C'JU:.t <:h<' f'))Jtfil'nE>. P er !'.~enq ;io 11n ne h lo ~>J forico di <k nsltù J .R-1 <'Ont.iene IL nr..:. % d i ad1lo eL1 H -t,r. il i :H'ftUa ·lOt'nzn eon lnr e •inol tr e l)nal<·ht'l impuri t~t . · ni;:()J!ll.a '"UPJ.)llre quin<ll il -l.il di nrh!IO !'lnlfot'iro . :tnche t'<'('('(lt>n<to un ro' IWI'C'bè. ill JinE>ft ~nf.>rlllf.>, è lll>n <' f:tr!' nvn•ttln• In r!'n?:io nt'< ('(lll una m:-tii'C-:1 t.a ('{'N'<lenr~'l di ncido . 111 modo <l' ns.<~i cumrc c·he tntto di C'innu t·o !'.in sf.1·ufbtlo. ~ b• hi li tn l'MI. n !':('{'onfl;'l, rleì ln <·uha t.nt·n tl l' l !()(')111.', la f]unntitjt eli cinn nrr> clll ncloi.K"'r are, tt·nE'tvfo prc·~<· n t<' <"he Il<' OC-<'Ol'l'<mo cùt 5 a i gr. per m~ (n ~f'ronda d<>lln mtnm~ Ill!IJ!"J!ior<• f:IC'illt>t con cu i ;!li Ò;!l!'l'tti r h<:> il lO<'ll lt> c-ontlf'ne J)()~;-ono t>.-<;:;>J'o' t~-i

o

penf'trntll clal :;rns). ~'<! mi~ttrf'rìt tn nto ar-itll')t Hl lfo l,iro d:1 far(> il pe;;o 1ll' l f'inLH tl'<> ron le HvveJ1.t>n'l. e >.npr11 .(lcl'lt> e l :lllt:l :t('f(tHl c·nm nnt> 1111. f:lrt> l'l ~!oppio df'l pt>~ rlel c iMllliVl: fl{'r tm rh il? •li rl:111uro, ai!Jl e><t•mpio. ;:i aclo(l{' l't>rn nno IUl <·hllo c l fiO d i


:!48

J' ~RTE

t: ~·ncuu:

a<:hio o;(J!fori<:o <: due litri di ncqu>t c(.)m:JtU:!. Qu<:sti ra pporti gros.;Qlanl 1:10no sutlicieu ti JJel' l"<lJIItlil"azivne pmticu tJ.i <:uJ ci o<.:cuvlaw o. l'reparatl \jttcsti •Jtutntltutlvi ~~ ruetterù l 'ttcqua nel mastellù, la$oCktndo da pan:te e .set~·rate )(' n l tre oo~t~tllze; il ch.t uuro dl sod'lo ::;n t't't prudente t'be stin in unu cn~ :setta <:hl usa dl cui ali li w la cbut W! l'uttloinle che id'irige le opera:oi<>ni e ùi:!Ye e..~ re sempr·e pre.\lO ('OU uu pinzettone o rut>glio cou le ruaui oopet•te da g w111ti di gomma da all:linfettor,j>. ()mmdo tutt<> sarit pronto, le i:l001linelle u wsto, l'i"'J>er.ioue finaleiutet·nn del locale e~!;,"Uita, si metterà il cianuro eli wdio nelht ~ttola di Latta a.nnes.-;a al ruu:;u!l•lo e sl versei·it n ell'a cqua l'acido ..wlforico. Quludi l'opernlore, che &u-à , r·iJwt:rto ·o o lo, :si a llontu net-à li n <.}uasi }:Jres... "'' la porta di usciut teuen;do i.n wuno H èapo libero ò ella oot"<licelht, <:he tit'erit Ve.I'SilnòQ ili cinuuro di sodJOO. lhlUa .scutola di lu ttil nella wl utione dell'u<::iùo >SOifot'kQ. lwruediatnwente ::;i 1nlzierà Io <:~Vlluppo dell'acido cian.i;1'l·i<.v che ::;i )ibera allo stato gu~"'' e .\,·aie verro l'alto oot.to forl.ilil d1 unu oololllla hinucastnt. JJ'a.<::icto solfot·ioo b is0!,'1.W ver~>~ulo nel1/ ahJUil <>!l'ulti mo llJOUHWtO Pér<:lli!, ~èl•:mJe l'acido èhllùd riro bolle a 26° e, bastA l'ele.,•az1one <li tewpemtura che ,<Ji produce ne lla mi~la acl.do .solforjoo ed aC\jua !Jerdtè esso ~l liberi ~tUo ;,tu to ga~so. Appena fuori, r overa tore clliuderil la porIn; e gl! aiutanti ot.tut·eranno r·u p idamente <:on striscie · dl carta già pronte tutte le fe:<,:twe e le JI JU>e ~ ('ontit tto dei b3 t te.nt!. :.J. llttra.ta d.t a.:ione di'l gas. - l loolli r esteranno cos i <:hiusi e gtU.trdatl a vif'.'t<t J>et· u·e ore. ti. l 'cm fila zioll e clei locoli. - Al termine delle t re ore Sll nJllllO >t{lerti dal ili foori gli ìnfi't'Si predis tJO::!ti, appositttweute d<t un QJJCrnto r-e munito di uppa.ret'Cbio Driiger. S i allontaneril il pe~Wnale t utto clr<:a <liecl metri seguitando a vigilare a ch't> ues:muo si a \'Yi('ini. 'l'mSJt'Or:&t cir<:a ruezz'oru uno o due d egl.i OIJel'lttot1i, entt-errumo nl:!l 100111 trattati muniti dt ma6Chera Drager ed apriranno t utti g'li lnJ:ll:i$ in mocto dn u::;.'!i<.'tlt1ll'e la più larga ventilnzioul:!, uscendo ~ubito ~~opo. Su<XJes.~vn­ mente uomini eH ~l'\o1iozic), muniti doi maschera Driiger e di guantoni da <Jjsinfettori, pr enderanuo l mn.Htelll nei yunli• è n vvenuto IQ .svlluPI)() d:ell'actdo Cianid rico e, ootto la diretta wrvegl1nnza del tecnl('O che dh·Jge le opera~nl, and·ranno a ver~ne Jl contenu to ne'Ila fOS.."<ll prima prepn-ra rn, ))l'OYvedendo quindi nd inte.r'riiQ'Ia . .Hi::;(>:mcrit badure n che durnnte 11 trnk-"'PPI'to non vi slli d'i r<perslone. di· Ill1lter!.nle. ~'rasoorse. lire ore rln ll•'lnlzi(> della vcntllazi.one si fll.ranoo espon-e al sole. battend()ill tutti i. lilllteriali letterecct e di e<Julpaggllimeuto <.'i>ntenutfu ne lle camerate truttate. E le OJ>emziont ld potra nno rlt1mere u ltimate, :salvo. (Juei maggiori ~lcoorg;i­ wentl e ttuelle muggllot·I precautionl che ;~tle<.ìiali coudizloni dt t.empo e di luogo pot.l11nno oonsigllat-e. L'nc<.-esso a lla truppa nelle <."iiruerat.e trattate sar.\ oonsentltodoiJQ sei ot-e dall'inizio del periodo d1 ventilazione e dopo oontroUo deY'ufllcl.nle· medico d(f! cori)(). 7. P·ro1110 soocot·ao. - Qua~tdo il metodo dii d1slnlì!sl:al'iioue all'acido cianidriCJOo è appl1cato C.'OD le ('fiutele $0pru Jndlcate, sicuramente oon s i ha nno a laruentare inc"Onvenlent!. Ln p1udenza vu ole cbe &la prec:ltsposto e tenuto pronto quanto ocoorre per- l ' immedl.'tto soccorso in ca.so di lintosslca zloner da acido cianidrico. Btooguu quindi avere a disposizione: l) uu bidone ·di ossigeno, con racoorpo; 2) un sa (l('() , eon ùo<.-cberuola per la distribuzione dell'oa.c~lgeno; 3) &lette di atl'O!JhUt e òi eccitllnti <:1u"<li.aci (~tffM.na, etet-e, olio canforato, ('CC.); -1) emetici per ùt vuotntum dello stollUioo, preferibilmente soMato di nune (un grammo su 100 d 'acqua, a cuccblal ogni 5 minulll fino ad effetto) ; 5) una soluzione d1 solfato d'f

ft'frro, secondo la seguente formula, la quale dà .origine. ad' un cianuro di ferro non tossico : solfato di ferro gr. 15, mague.~ia nsta gr. 10, acqua gr. 200, (da (!arsi n etJcellùtl ogni qua:rto d 'ora): oppure acqnn d l doro (dllu>lt:n al lO %>, dn. darai a cu<.~hlni ogni 5 minuti. alternando con una l<l)luzione d1 nmmoninca (IO~)() goccehl 100 gr. ùli uu velc'OIO lllUcillnginoso).

P er il. Mini.~fro: F. m:u ..\ V.'lLLE.

D irettore: ARTUltO CASARJNI, ten en te colonnello m edico. (43 5)- Roma, 1921-22 - Stabilimento Poligrafico per l'amministrazi.o1:1e della Guerra.


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Pubblicazioni in vendita .presso l'Amministrazione . . del Giornale di medicina militare

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La lotta antitubercolare nell'Esercito. - Un volume di pag. 96 con 8 tavole . . . .

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Ricerche biologiche degli Uffici psico-flsiologfci di aviazione mUltare; Un volume di pag: 236 con 45 figure e 2 tavole.

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111 Conferenza i~teralleata per l'assistenza agli invaUdf di guerra (Roma, 19 19). - R~lazioni ufficiali e comunicazion i. -

Congresso lntemazfomale di medicina e farmacia mllltare (Bruxelles, 1921). ·

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Giornale di medicina militare Direzione ed Amministrazione: Palazzo dd Ministero della Gue rra , Via XX Settembre - Roma

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11 Giornale di medicina militare si pubblica il primo giomo di ciascun meee, iJt

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4 • rer gl i Ufficiali medic-i del R . E&ercito (in servi1io attivo, in posizione ausiliaria, ai complemento, della riserva ed a riposo) il prezzo dell'abbonamento è •ridotto a L. '2, an-

ticipate. 5· L'abbonamento non disdetto prima del 1o dicembre s'intende rinnovato per l'anno successi,·o. 6. I signori abbonati militari in c:ffettività di servizio pagheranno l'imporlo dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi <:cmandi di corpo e direzioni. 7· l'er i soli ufficiali medici (dell'Esercito e della Matina) , in qualumpoc posi>.ione si trovin o, è ammesso un ABBONA~lEN'fO CUl\<lULATIVO al Giortlal<:: di mcclicilla mìlil'are ed agli Atwoll di medìci11a ua-;;ale e colotliatc nl prezzo •ct, L. '27 annue. l'er ottenere tal~ facilita:tione cnmulaliva gli abbonati militari dovranno far pervenire l 'intil'ro importoall'Amministrazione del periodico del proprio corpo. 8. Ai librai s i fa lo scon to del 10 per ct:nto. mn ~oltanto per g li ahbouameuti delle persone e degli enti non militari, che non possono fruire della facilitazione dì cui at DD. 4, 6 e ].

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sta li.

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Tipo A. Tipo B.

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Stabilimento PollgraOco J)er I'Amml.nletra.z.Jone della Guerra


.. (J, Pubblicazione·

DI

MEDIClNA MILIT AR.E '

P, U BB U C A TO DA.L MIN IS T E R O D ELLA GUER RA

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(Direzione c entrale del servizio aanitario militare)

l

Giornale di medicina mmtare : t85~·1884 · Giornale medico del Regio Esercito e della Reg ia Mar ina : Giornale medico del Regio Esercito : ISQ6·IQ07

ANNO LXX - · 1922

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Fascicolo V l

1 Oiuuno

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI:

Alcune considerazioni sull'igiene de lle caserme ......... .... . Pag. 249 Giarrusso. - Considerazioni su qu attro casi di s imulazione di. pazzia 'in · milita.n ..... ·........... . ... .. ......... ·. .. - . . ..... ~ .. . ........ . .... . . • 254 Consiglio. -' La medicina legale militare in rapporto alla esperie;1za ,, n.euro-psichiatrica eli guena . . ... . ...... . •.... . .............. ... . . .. . 2G4 Casagrandi. - Sul valore clinlco dlo'tl'atrofia primitiva del nervo ottico )) quale sintoma precoce della tabe .. . .. . .. ......................... . 27S Lablt. -

RIVISTA D ELLA STAMPA MEDICA ITALIANA . E ........ : .. •.... . . STRANIERA .

PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE .. .. .... . ...... . . . NOTIZIE .... ............. . .. . ............ . .. .. ....... ...... . ... ........ : . ... . . PARTE UFFICIALE ........... ..... ..... ...... ... . ....... ... ... ·...... ........ . .

ROMA -

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278 28G 289 290

ROMA

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Per le nuove norm e c irca le p ubblicazioni dei lavori vedi coperti n a (4 • pagina).

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249

MEMORIE ORIGINALI

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Alcune considerazioni sull'igiene delle ·caserme )>=-~>:. _.: ~pet· il dott. Enrico Labit, generalo medico ispettore ~f-~. f~ ..>dell'E<;E'rf'ito francc.;e.

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In una rivis ta uiti<>..a, rigu-a rdante la c.lùamala alle wrmi d elle -rec.luLe, il prof. Lernoine \1 ) ha stabilito alcuni requisiLi, & qu8Jli deve rispondere una case111111a irnJJ.rrc.•:nS'ibile, espri·mE>ndo delle .idee che ho già avuto occasione di esporre e sostenere da. lungo tempo. Fi1n dal 19<Y.l, i-rufatti, in un lavoro s ull'8Jcqua potabi:le nn rappod.o alle malaLlie infettive ebbi l'opporturuità di scrivere: ,, MolLe cause -predisponenti si .risr-onLrano n<>ll'esercito, m entt·e non e5istono nello stesso grado fra :l a popolazione civil e: ta.li la demoralizzazione, gli s.t.ratpazzj fisici, l'.i.nsufficie nte riparaz·ione n<> l bi lancio orlg'anico, la. vita in comune in un ambiente ove s-i verifiC-.."1. ò.i frequente una. grande densità di po-pol<LZione. Di conseguenza una c.aserm.a. ris ulta malsana non tanto pei difetti igienici nella su a costruzione, quanto .i1n ragione .della sua popolazione specifica,: t.anLo è ve l'o che le oasenmie più salubri non sono sempre quelle piu rewnte.meule costruile e meglio sistem6te ». Qt.:est.o ooncetto, che io potei affe.t'mare fin da ll'iniq;io d ella mia ca.r-ritira d 1 medico mil·i tare, viene oggi oo essere val-idarrruente confermato dall'autorità d el L emoine, ·per c ui 1•ilBngo non .pri,v o di qualche interesse rae<:ogliere sotto forma di coroU!ari alcuni princ.ipi iig;ienici, che la mia esperienza ha dimostrato inconfutabili. I. - L'insalubrità di un'ab-itazione collclliva è in ragione dd numerr, c rfcl/11 r/cnsità di coloro che vi sr,gyiornano. Da po nrolte ricerche gli e.pid Pmiologis li ha nno ril('onosciuto l'az.ione nociva d ell'agglomeramento s-r:>nza poter st.abi~ ire il meccanismo d'azione, che doveva poi esseJ'e messo in luce rlalle scoperte del P astem·. La collettività. mil:itare, (·om posta (i-i giovani .a.dolf'sc.enti , poco diver•si fra loro per oostituzione fì sica, delln -stessa età., provenienti per la m.a< g gio r pal'te dalla Crampagna., ove n on hanno avu Lo occasione di acquistar e quell'immunità, che pr oviene dal p1-i.mo aLlacco di ce1·te malattie contagiose, sottoposte· a conrlizion i i·nsoli te cti ambif'nlr P di la.voro, viene a ra:ppresenta.re un -organo anormalment-e ri cet:ti vo e vuln e1~abile, una speciP. di brodo fdli coltura, <'n·e l.a \'irulenza. dei germi che vi si sono evenlua.lm en.te deposti .si esalta

a un gr<t:òo tale che non s i verifica in altre -c-ondizioni. I l LPmoi ne ha egr rgia:mente <iedOitto le conseguenze di questa os!"l'T'vazioJJP, 1'8\(·omand aiJ.d o v.i,·:ull en l<> rli non sacrificare m ai l.a capa-

( l ) 'i·. Giornale d i m e<licinu militare. fa;;c. , •. 1921, pag. 216. 18 • Giorn~ d• medicina m il ilare. -

Fase. VT.

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cità relat.iva de.ll~: <:amerale al bisogno di apprestare all:ri locali di miglioramento d elle case1m1e, quali ~ refetlor·i, le sale di l t>U.ura o convegno, ecc., affinchè un metro cubo d'aria pura possa sempre essere assegnato a c-iascun militare e rioavato d ·i preferenza. alla s uperfici e, s ia col disporre i letti alLa massima disLanza fra. loro, sia col ridurre il uumero deg l.i i'I1dividui nei don1ì'ilor:i. Si può quin.di rjtenere che una caserma idoole sarà quella che potrà dispoiTe per c iascun soldat.o di una camera o di una slanzetta p ersonale. II. - La maggior parte delle epidemie ossen•ate nelle caserme sono dovute all''imr)ortaziO?te. Ciò è dimostrato nel modo '})iù eYidente: i porlakxi~ di ger'I1)~ ·infettivi si Lrovano per lo più fra i mi]jtat·i COIIJ)iti durante la libera uscita, gl'infe rmieri , gli aU.endenti d 'ufficiali, gli impiegati civi li i1n servi.zi'O all'amminislraz.ione ed ai magazzini, l e famiglie dei sottuftkiali che hanno mag(g"ior contatto colla popolazione ci,ile e S<lpratutto i soldati che rientra n'O dalla licenZia. Le statistic.he sanitatie infaLLi. ·pt•onlno che le febbri eruttive, la dilifLerite, l'influenza, per non parlare d 'altre infezioni, present<tno annuallment.e .t re reD1ildesc.enze: la pTi!ma ·corris ponde a:1 periodo di arruolamento delle r eclut.e, durante. il quale non è difficile che qualcuna di esse sia colpi ta da una di queste ma•latlie ~n inc-ubazione- o in pet'iodo di s t.at.o; la seconda, moHo più accentuata, coinoide col ritorno dei soldal.i dalla licenza .all'epoca del Natale o Capo d 'anno; la terza, pjù attenuala, col ritorno dei soldati a P asqua. Durant.e tutto il corso deN'anno i soldati che hanno fruito di li.t'enza. sono ad ogni moment.o causa di epidemie accidenta.li·, carne ho ·pot.tlito dimostrare in uno studio ez:iologico pubbl-i cAto nPgli A rrhi? lf's d e mhlt•cine l'l de 7>harmar:ù· militaires dr.l 1920. La conoscenza di quesli fattori morbosi per·mctle cJ.i renderei conto d ei provved imenti pr·ofìlattiri. Se non è assolntamMte possibile sopprimere i'1 contatto diretto fra la popolazione ci,·il e e quella d elle c.aS€Tme, sarà sempre .possitbile eserci1a.re una 1·igorosa sot-ve'glianza sulle categorie di militari sopra i·nd•i'<'.a.l.e. I ntanto la visikt delle giovani r r..c.lute fa.tta subHo al loro arrivo al corpo, stabilita da una recente circo1are minis tel'ialeo, rappresenta un provvedimento ec-cellenle, e forse sarebbe una efficace mrisu ra quella d'i &ffidare agli uffici municipali di igiene, sotto la responsabilità d el Sindaco, almeno .nei Comu ni OYe sono segnalate ma.JaLLie infeLLive, una visil.a !prelimin·a.l·e d:i queste r<'cl.ut.e. I solrdal.i che vanno in licenza sono re!lolarme-n1e sottoposti a visita prima. d ella loro pal'len?..a.. Dal pun.lo di Yista d el'l'igiene milit.are questa. disposivione non ha akun valoTe PI'O·fìlullico. Non sarebbe più opportun.o e pi'ù razionale di ripetet•e la visita a1l loro 1·itorno d alla licenza? JTI. - La Pf'r,çisten:a e la di(fu~"ionr d,•Llc malallir trasmissibili è determinata quasi esclusivamente dal contooio fra in rlit'iduo c indù:irf·uo. La trasmissione dei germi infettivi a m ezzo deg·1i ogg('tti conl.<1min aLi non ha l"he un'azione di sec.ondcu·io \'alore, giust.ificabi.l e dall e comnni disin fPzioni che si prat.i<'ano sollrc.ilam enle nelle ca serme. C)rma.i s i dà minore importanza alla ri,·ivi s-cenza. dei germi •n ei locali anteriorm ente infett i, ma l'at-tenzione è rivolt.a specialmente. al eon tag.io da in-


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di\' id no, ad indi\'iduo. Questo aniene: a) per mezzo di maJaw c<>l.piti da affezion.i tJ·asmissibili durante il periodo di stato, i quali possono essere me.' "i rapidame-nte nell'imPQssibilità di nuocere: b) nei malati in inc·ubaziont>, pei qual i la ma,~rgior parte delle malatt-ie eruttive sono contagio-;e in que::::to periodo ed ostacolano grandemente una profilassi ef fic~·H:e ; t ) nelle f01·m~ frus te, non meno ·COntagiose, le quali sfuggono all'osseJTRziolle e rap·presentano s pesso le fasi successive d'una medesima manifestazione epiderni<·a o ne facilitano l'importa.zione e lo sv~­ Juppo; d ) pe.t· mez.zo dei porLntori di germj, conìValesc~nti o PQI1aiori san t. Da ciò l'utilità di un'·inch iesLa. saniiaria rigorosa, r.ipe luta. su.i repa.rt.i i,nfetti ed in certi casi :la neces.&i tà. della tieerc.a. sistematica dei ,p ort.at.ori di germi. Per molte malattie t.rasmissibi'li il contagio non avv;iene che a breve distanza . Qu est'osse.J"\·a.z~one rgiusLifica. il provvedimento d:i sistemtare i leLt.i alla maggior distanza tra loro, di rinun.zi·are <lli let.t1 gemelli <'he esistono ancora. in alcune 1·ecenti caser-me (ca.mpo della Cotwtine) e di .non far . occupare <delle 'intere c.ame.NLte da giovani redute, ma di int.ercaln.rvi dei solda,ti anziani , per la maggior parte già immlunizza.b, alUoscopo, di interporre una specie d~ barriera fra loro. Una. caus:1 importante della diffusione dei germi è ,i] r·imescolarnento che si o.per·a nei vari reparti di truppa per i continuò f'ambia.menti e passaggi di i'l1dhvid<ii, che corw ien e ridurr'e aJ n~ònimo indis pensabi·le. E non meno azione noc.iv.a. esercita la pl'Omisc.uità c.he si veri,fì r a. in' alcuni loc.a:li, quali le vi.vanderie e le sale di visita medica: non s i .può certamente pensare d'i rinun<>iare alle prime, ma sarà sem.pr·e 'POSsibile di proibire J.'acc.esso ai sol d'a ti che appart.engono a repa.rti infetti. Così la. promiscuità. nel1e sale di \ìÌSit.a esercita non minore azione dannosa: il regolamento sul se1·v·izio s-anitario prescrive r be i reparti si vresentino suc.eessivamente aJ.Ia visita medi:c-a. Tale provvedimento ~ opportu.no, a condizione però che sia applicato rigorosamente, ma. non, f·ome ho riscontrato più ,-olte, ·in m:odo che al.cuni di questi siano assieme ammassat.i in attesa del loro tur.no e per evitare delle perdite di tempo, siano riuniti in un unico locale vicino all'infermeria. Da ciò la n ecessità di sistemare vicino alla camera di v.isita almeno 'Clne stanze d 'aspetto, da una par.te e dall'allra. La. profilassi 1·i·chiede inoltre l'appl icazione, ,.pei reparti o gruppi di militari infetti o sospetti, di misure 1·igorose di isolamento: a ta.l e S<:.opo ronvìene disporre di locali re<.Llmente .s eparati o megl~ o di edifici speciali a.ppositamente c.ostn1iti, come in alcune clélSPl'tne d el tipo 19:13 od anche imp:rovvisati con haracrhe fi sse 0 smontahili, messe a disposiz.ion~ del servizio sa.nitario. Non è il caso qui di parlar·e cl ella disinfezione, SE.'! non p er rilevare che i metodi attualmente .i n uso hanno !''inconveniente di deteriorare gli effeLLi letterecci e di vestiario, in!Conveni~nte r he può ginst.ific.a.re 1a resistenza da parte di a.kuni com:mdanti preoceupati •d ello stato di CMSel"Vazione del COI"redo d e>lla dipendente truppa e ri'C<>rdare ro.pportunità di assegnare 9 ciasruna compagnia un 1oc.a.le per ripost.igl:io di tal.i oggeLLi di tutti gli' indiYìdui ricovt-rat,ì all'infermeria o all'ospedale fino


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alla partecipazione d ella diagnosi definiLi va della m alaili a: del r e3to non vi è misura più effical'e della aereazione e d elJ.a luce solare tan·to per gli ambienli quanto per gli effetti lelterecci e personali. Non dobbiamo i·nfine di·me n.tic.are la I'iceroo. volontaria del contagio da parte degli stessi .individui col miraggio di un r·iJP<)So i·n ospedale o di una ltl'e nza di conva.lesePnza.: al :.:he si potrà subito rimediare con l'1sti tuz io n P di cteJ)osi li d i con ,· ai es~.:enz,a nelle caseJ"'11le dis-ponibili, con f!rande vuniaggio d e!.l.a di:;l' iplina ed anche de11a Sidute d egli. stessi :'-{)lei a l i . IV. - La nwggior 7Xtrll' d~·llc malattie iu{l'llive 11011 sono grav·i che P"r le luro complicanze. All e com r)lica.nze d elle febbr·i eruttive, della difterite, dell'influenza, si rt~ ,·e at~ribuire Iii rnortalitH. eleval-<t. Quest.e f·v mplit .anze, il pi'ù svvenle, ::ono rappresentate dal l'a.ffreddamento e so11o parlicolarme-nte freqt• e nli in in,·e1110. Da ciò il voto espresso, in :-;ég-uiio alla mia proposta, dalla Socielit di medicina c sa11zionato dalI'A,r·{·.adf'rn'ia, di sLabilire alla fine <li a prile La da'la dell'atTuolamento. Tale modificazione non anù, se n7.~a dubbio, l'effetto di diminuire il nu me-ro d e lle febbr.i eruttive e in generale d elle malaLlie infettive, ma ne r u lun·ù però la gnwilù: f'iò c he è desiderabile. I l Lemoi ne ha segnakl Lo c h e la g11avi là delle c.omtpl iPa.-bion.i è dovuta in pal'le nn('hc a l rlifeltoso modo di spedalizza.zi<:m e : una rego la dalla quale non s i d eve mai d erogare è quella di isolare individuamen le , in n:!ni ospedale d·i mala<llie i,nft?ttive, gli ammalali colpi ti da form e complicale eli mala:tlie eruitiYe, dift.crile, influenza, ecc. V. - I l riscaldamento delle caserme è di{flfoso ed insufficiente. E' indubbio che il raffreddam ento ha una grande importanza. uc ll'erridemiologia militare. Se il solclalo dev'essere allenalo a manovrare in qualunque stag ione, poichè rgli reagisce col moyjmen.to .cvnLro la disper sione di calot·e, è indi s pensabi le ch'egli trovi nelle caserme una temperaLura rgradevole, unifonnc, senza sensibili var.iazion.i: purrt.roppo, all'infuori di poe hi €<di lki ove è impiantalo un r.iscaldamento centrale, nella maggior parte si hanno stufe a ·comb11sl ione rapida, di diverso modello, rlle consumano .in breve tem!lo, svil uppando un eccessivo .calore, la s.car'Sa razione di l'at·bone assegnaLa d·al .r egolam ento. Questi apparecchi p rimiLivi , :n cui il liTag~io è spesso difettoso, non fanno a.Hro che riempit'f' di fumo le ramPrale, diffondere la polvere -del combust.ìbile e richirdono una JWI.izia accurata. e freCJuenle. Del resto l'impianto di 1111 .:;isterna a ri sralda.menlo centra1l' impo1'ta una spesa non consenziente <·,o!IP ec:igenze attuali dr.l bilanrio. VI. - J.,a vn1tila-:.ionr delle ca.<;ermr è rsngerata. Non ho alcuna inlt-nziwc di proporre una limitazione del fabbiso~no d'aria pura , condizione jrg·ier.iC<\. la più indispensabile pe r la vita del soldato, <'Ome ha rlimn::.l rato l'11lli!~1a guen·a., ma debbo insic;trre sul m odo di distribuzione. D'all ra parte la truppa Yi\'E~ la mag~ior pal'le del Lempoall'aperlo, e perdò dobbiamo prendere in considerazione soltanto la ventilazione rlell~ ca;::erme. Gli igienisti mi,iitari s i ;;ono g:1 1Slampnle preoccupati d ell'aer·eazione permanente della camer·ale: ciò non os~anle i mel.od.i <1Ciotta.l~ ne.Jla ma.g:riot' parlf' dell e r·aserrn r nfln so n0! 11iù appropriati. I ve nLihtlori R enard


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proposti pPr l'eliminazione dell'aria ,·iziuta non funz.iommo che fino a tanto si ~ia stabil·ito un tir<1ggio ~ IHL"7W di utm sot(ge nte di calor·e. 1 vetri dt d.ifferent,i sistemi \ Vell'i pel'fnmli, Cast.ainlg, Dardig nac, BonneLl.e), le finest.re a rete mel>ewl ic::t, !Jur·chè no.n siano o:>lruite dalla polvere o turate volont<rriamenle, non real izzano clll' urt insigni.ficante .rinnovamento d 'aria. ln reallù, la ,·ent!lazione della 1:arnera.t.a è tributaria det.la larga aper~ur·a delle ftn('s lrè opposte, e qut>slo è ancora il miglior· m etodo in confron t o ad ttllri complic.uli e cltS!H!tHliosi, IIHL a omd·iz.ione che sia impir.gato eoon. giuuizio. Le fin es tre td ebuo.rw essere aperte d u ranle le esercì Lazioni esterne della. tr11ppa, ma. <:·hinsc durante il loro sog!.{·ioruo in ca.merat.a. Io ho potu~o ot.tene-re dai comandarti i ('h e utt sol dato di fatica de::igna.to giorfutlmen~e per la. p11lizia delle t'ame rate pro·:t>des;;e ~1lla chiusura delle fi·nesLre quakhe minuto pr:ima d el t•itorno della truppa . li soldato, che rientra in traspi t"a>!,ione o bagnato d ali <t J)iogg-ia e elle hç, bisogno d i cambiarsi :gJi indumenti, non lo può fare sen~a. danno in un'atrno:)fera fredda: tale p1·escriz.ione è t.assativantemte ri gore~ in ill\·ernu; in cs.tat.e si può tullo .al più la:s~iat·e in perméL!lenz.<.L aperla qualche fhtestra d 'un solo lato. J.,a v-~.• ntilaz i one non deve però degenerare in corrent i d'aria violente. Purt.roppo invece Tl!:> lla mnggior pat·Le ·delle cast> t·me la.li corren.t.i dominano in modo asso luto: n ~llt! c·a.::.Pt'tllie df'l tipo 1886 le- camentle della facciata l1anno un numero esubc:ra tJtP di fin estre e sono !)J'es..."--chè inabitabtli CJilt.tndo sono orienLate ad ove.sl ed esposte alle t·atnch e della pioggia. D'allm pade le l'.asenrte sono o•·dina•·iamen.L<:• c·ostruile alla pe•·ifet·ia della cittù, in zorLe pri·\'e di Yegelazione e lar~amente esposte. L<~ disposizione dt->gl i ed ifif'i, perpf•nd Ì<:J)Ia r1 tra loro e ser}arati da intervalli, favot·i :'<('e lo sviluppo di correnti d 'u.t·ia violente che s'in•gol fano nf'l Yestibolo dt'lle scale ove si trovano due pmte eli rimpP~lo. Si noti ancor-a c.he qul':">li vestJholi dimno acces~o per l·a maggiot· lk'll-le ai lavandini, OTe i .soldat-i s.i r N·ano i n g-<.'ner·e s~mlin ud.i al l'alba per la puJ.izia. pPrsonalc-. Io sono rom·into che nello "'' ' iluppo rlelle ntlll1t• t'0Se mnJallic a {rigore rhe si os~e r·yano nell'eser·t:ito e nt'lle t'Ompl.i(·anze di quelle esantematiche tale wnlilaz.io11e esag-era.ta t':wrcila una. uon lieve irnport.anl'Ja. Poi.chè è impo&:-ibile di mutare lt> diSJ)OSiziorti attuali, sarit intanto oppo•·tuno l'he gli uomi.tlli c.he rientntno dalle e.sercitazioni in i•·a::.pimzione non c:iano t,raltenut.i nei rortili per· e~~c·~ui re maneggi d'armi . rendPre onori o ric.cver'E' ordin.i ed istruzioni, mn che siano subito ronclot!i alle camemtP, in mod() da polpr· tiprendPre s ubito l'equilibrio del la tf•m.peralut'n c ramtbiarsi gli indnmen.Li se bagnati. VII. - La quesl·ione del·l'f'liminrcirme rlrlle vwtnif' frcrtli non è fi nora risolta in modo sodd isfac€'nle . Nell<L magg ior P<ll'te dell e casf'nne s i è anl·o1·a trihHtari al sistema Goux o almeno a. proc·essi ch e pretendono tale nome. Tal e si~<>ma richi ed e l'uso di mastel1i removibil.i forniti di sostanza secca e poh·erulenla. cles.UnaLa a raC'cogliere le ma.te•ic fec.ali

appena cadute.. P erò le impt·ese incaricaLe (](•Ilo spurgo sostituiscono dei cet'c:ini rii !)aglin ('he non hanno a.ltro e ffPitO ~ he di SP<ll'gere le fec i, p et·


modo e lle il m etodo non conser,·a •: hc il ntnlaggio d~lla timozione quotidiana. Questo mrtodo non può es.:;ere me:>so in confront{) c on quello de l /(Jill -ù·l'ég&ut , elle è sperabile :;ia applicalo a lulle le c ase m1~. Ques ti sono in poche par·ole i J•il ied sulgge.~~itim.i dalla lunga es~ ­ ri enza e elle ho r itenuto non ctel l utLo fuor d i Juogo qui ti a.5sume 1·e. Ess i dim05Lrano <.: ile e assai fa •· ile, con l'a pplit:azione di quakhe m ezzo pr e,·en t,i ,·o m ollo semplice, d i mif!'lionu·e nole,·olmente :l'igient.> d elle caser m e e la salut P d t-lle tnlPJH.' , se nza iugolfars i in l'ifonne d is pendiose, c hP no n polnll11l{) es~P r e. m·ll t> cond izion i pn>sent i , fa~ ilm enl e att.uat t> .

LSTrTUT O DI CLINI CA DELLE MAL&TTII!: KER\' OSE E ~IE!'ITAU DELLA R . UNIVERSITÀ DI CATANIA DIR E T T O DA L 'PR O .F .

G. D ' AB UX DO

[ODiiderazioni su quattro casi di slmDlaziane di pauia tn militan rwt· il dott. Gesualdo Giarrusso, m aggiore· m1•rl it·o , R:<"i"t l' n l l' militari'.

La :: imulazio ne è un fe nomeno biolofrito-sol'iale lt•gaw alla lotla per l'esislcnw, c h e s i risconLra giù St>lto forma larn1ta, i1wolontaria ed inc.oscie nle lungo la serie del le spe,· ìe biologiche infe l'io r'i . 1'ell 'ascen d er e la Yasta scala animale, questo fen<J meno ·nat u rale nt <LSsumendt'l for me Yia via più SYiluppate .e co&:ienti in di r etto r apporto con la ,-aria cosLi luz.ione sempre più complessa e più differ enziata dell'organismo indi,·iduale e dt·l l'amhic nte-, in cui esso lotta Ill' l' un migl iore adattamen to cl olla pN.>pria esis tenza. Kella PL'!'ie uma.na, in c ui l'organ is m o è dotato d ell'alli,·ità })Sif'!ùic.a più com ]Jlda, due m ezzi, nella lotta p er l'e.sist.enza, hann{) ayuto t{)stanle attuazivne pr ali1·a : i me zzi Yiolenti, che s i sono sempre più a.t l.c nuati ue ll't.,,·oluzione ,·e r·so la c iYiltà, ed i mezz i fra udolcnl.i , r he s i sono. in,·ece, inl l'll .3i fì ,·ati a:>:ìume ndo <:\Spelli qui e complc•ssi dlt:, dalla St> lllplire lll('ll 7.0gna , <trTi,·ano sino a lla. simulazione d i completi sla!J patol{)g iei , di <'Ui la pazzia è uno dei fin i frequenti . Comt- m ezzo a s lt~l o di lo lta per la Yila, la frode, ha, dunque, ::;egu ìto 11 110 ::Wiluppo pr'Ogr·t:·ssi,·o a.sc~n.i ,; n Le e s i è sempre p iù perfezio· nata ne ll'e,·ol uz.ione d ~>i po poli r i,·ili : r!O\·e la Yit.a è diYe nuta più , .0111'plessa e niù ~voluta , p iù ~-ompli ca Li e più raffinati sono stati i rn t'zz i di d ifesa indi,·idu a lt·; la m e nzogna è d in'nu \a un a finzionE' cons tH~Iu di ­ naria, l'i poni~ ia un a masd t er a al> i tua le co n r·ui s i nasrondono i propri !'-entin H\nl i t' le con~·ezioni de lla propria inlellig<.,nZét. P a lnrlata da quesléL YE.~te a rlifì ziosa, l'umanitit ha &c•mpre dominato !'O$i F"li an-eni-


CJOXS IDF.BAZIOXI SU QU,ITTRO CAS I DI SIM UL.IZIO:<;E DI PAZZIA l X Ml!.IT>RI

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menti ordinari della convi,renza sociale. Le frasi ~omuni: « sapersi comportare, " ave r del tatto», "saper vivere "• implicano tutte "saper simulare\> , e l'uomo, tanto megLio riesce nella si~temazione eg?:" centrica della sua personalità ·nell'ambiente in cui viVe, quanto PlU possiede l'art.e di s imulare. Tra le più generalizzate forme di si·mulazione abituale nella vita ordina.ria non bisogna dimenticare « l'arte di far lo stupido,. Questo atteggiamento psichico <:he 6 capita di assumere spesso, anche n eH: .circostanze ordinarie della nostra vita, è un mezzo profittevole d:ru cm tra.gghialmo vantaggi incomm<e'l1sut·abili', essendo la. nostra vita di rela.z.ione, c.reataci dalla civiltà, infarcita dalla necessit à di continui infingimenti. QussLa atLitudine tradizionale nelle dive rse genera.zioni, già SQtto forma et·e dit.a.t·ia, noi .rtpel!iamo fin dai primi anni della nostra vita psichica cosciente; è notorio, difatti, come anche nel bambino, l'attitudine a s imulare s ia frequente e, non solamente frequente la simulazione di «stati d'animo "• m!a anche quella di «stati patologici "• che nella psicologia infantile, mette, a volte, in serio dubbio L'innocente bontà atti~ibuita a quell'età. LaJ simulazione, è, dunque, da .cons iderare non solo com e un: pro-dotto ~reditario ed indi,·ictuale derivato dalla propria costituzione organica, ma anrhe ~ ~on1.-e una necessità dipendente dall'organizzazione sociale, contro la qual€, l' individuo adopera. le propri-e risorse dell 'astuzia per f.aci lilars i la via che deve p ercorrere. Questo fe nomeno -p.erò è noto che no n è r ecente; ~o è antico quanto la storia stessa. Ovunque nei tempi e nell e associazioni um•a ne il sentin11ento di pietà per il prossimo e que llo della r espons abilità sono stati 1n-esi in considerazione e ~i è trovato s-empre qualche individuo che ne abbia. fatto s.f·ruttamento a proprio vantagg·io. La Bibbia ci nao·a. che Rachele c he si fin se ammalata ;per .non levarsi dla l letto d.inan.zi a. Labano (Genesi, cap. XXXI) e poter sottrarre così alla sua vista gli idoli c he vi teneva na::;costi. Davide simulò la pazzia per non essere riconost;iuto da Archis (&MUELE, libro l dei Re) . Ammone, suo figlio, si finse ammalato per imiurre n el proprio letto la sorella Thamar e compiere su di essa azione incestuosa. U!isse, per non w ender parte all a 'S pedizione degli At.ridi si·m:ulò la pazzia e si tradì per la .tenerezza ve1·so il proprio figliuolo Telemaco minacciato di mtorte in sua pr~€1nz a (0\'lDIO, iHetwnorjosi, I.ibro VIII, cap. 1) . Giunio Bruto, s i finse pazzo per sottrarsi all'ira. di Tarquinio il SJUperbo. Ma la simulazione de lle malattie, è un copioso capitolo della storia. di tutti i t empi, di cui la 1-ettera,tura medica regis tra moltissimi esempi. Galeno, l' illustre medico del r secolo dopo Cristo, scriveva già «sulla maniera di ·Sorpren dere i simul.ator'i >J , dettando degli accorgimenti· errupirici c.: he fino a.d oggi non sono da trascurare nella diagnosi della si~ulazione. A seconda -delle esigenze d~ll'ambiente .in· contrasto cogli mteresst o colle tendenze individuali, l& simulazione appare più o meno frequente, più o ll11E'no l'affinata in tutte le e poche. Nel tempo in cui l'obbl!.g o de~ se-n'i~io militare era di. un lungo periodo (dai' 7 agli ~ ann:t ), la st~1~lazl(;>ne ne~le fil e dell'eser~it{) divenne più frequente ed 1 var,, tent a~ tvt vemvano tncoraggial-i dall'insufficienza dei mezzi dia-


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COXSIDERIZIO:-I S'\; Ql",ITIRO C"A!'l DI SHll"f-IZl OXE Dl PAZZI.\ lX lDLITIRl

gnostici e dalla eonseguenle rclali,·a fu.dlilà dei sut:ce~:>i. In questa ultima guena mondiale, la fro<i(:- nell"cLmbiente militare, assunse, com'era da prevo<ler·e, proporzioni piuttosto estese e In simulazione delle " forme m~nttLli »,si unì alla prc·vocazione delle malattie ed sila mutilazione volontaria costilucndo un fenomeno psico-patologico che fu oggetto di largo studio e servì di notf:'Yole contributo alla diagnosli ;·a clinica e m~ dieo-legale di queste forme di abcnazionc pskhica. Simulare, pl'el.estare, prO\·oca.re, esagerare forme morbose o stati p 3.tologid divenne una srx>cie d'epidemia, che costrinse le émlor ità superiori r csponsabiJ,i alla creazione di speciali i:.liluli di conll·ollo sotto forma di commis.sioni di vario grado, di centri di prima racrolla, di r'il'O\"eti e di reparti specializzati. Ogni e!)OI·a, ogni cen tro di Yila, ogni afr~rupparmmlo di uomini, h a avuto la sna sirnula.zione L·on le relative recrudest:en7.e e rcmittenze, a seconda dell 'int('n si fìcar5i o dèl ntriar·e dt~li avvenimenti. Una leLtera.lura. abbastanza t-stesa ref!"iSlra ·in tutte l t> t•pur·hc la. simulazione nell'ambient-e militart•. L"an·e-r:;ione ad un sen izJO coatto. rhe. toglie dalla propria famiglia e t! alle pr·oprie occupaziom profit-uc, rl giovan(' nell'età più florida. della. sua esistenza, ha fornilo sempre i maggiori esempi rl ella simulazione, ed è naturale c·he que;;ti t::S<'lllPi si fos~ ro sempre pilt monipl.icati quando al dtsagio so1·iale ù hggiunto il perirolo della guerra. Dopo l'es<-rcilo hanno dalo fn' qtrenli ese111p r cJ,i simulazione lo sfrulr l-amen to ddla. b~:n<'fìcenza e dtlla preYidenza SOf'iale, e:d infine, i lentatiYi di sottrarsi alla giu ~l izia l)uniliYa- La simulazioni'. ncJJa delinquenza, è slala, anzi, riguardata. in qu<!sti ultimi l{'mpi sotto un aspeLto speciale, costituendo quel nuovo c:a.pilolo della moderna Seuola PosiLiva1, s1.dla. r esponsa.biiilà P<'nale dci crim in ali-pazzi.

** * D a. quanto s'è venuto aceennanclo, si l}UÒ quindi affermare che l'arte di simulare è una prerogali,·a <'Onnaturata con l'indiYiduo che s'è venuta sempr e più c,·oln•nùo col pror:edcrc ddla l'idltit e coll'in.t{'nsifì<'arsi della lotta. per J"(•;;istcnza. E', 1~rò. nl.'<-e~=-ario distinguere la pit·cola ed nbituale simulazione tendente ari un migliore adattamento quotidiano dcll'indh·iduo all'ambiente. dalla simulazion(' per inciden2a eh<' si propone uno srOl•O hen definito ed ill<·gale. Qll(•lla è quasi una normale fun zione dcll'allh·itit pS~it-hica fondata sull'a,luzia e legata ai rapporti dj relatività !'OCtaJe 1'11e stimolano quel piccolo coeffkiente- di simulazione che ciascuno di noi JX)Ssiede nel proprio <·a•·atlel-e; questa è una forma. episodica di frode che si ac:nlizza. in SO!!~elli t•he lottano per· la. vita in modo anLisocialc ur·la.ndo aptl'lamente e completamente contro l(} istituzioni giu1·idiehe e morali dell"amhi(•nle, in r ui ,-i'\·ono. Sono questi ultimi che- solto la ma3(·herru d<:! la si111u lazione tentano sottrarsi ai doveri sor iali , o cer·cano di rap-giun;tcrP ,·an ta~gi con la frode, o corrono alla conquista di un'irresponsabilit<t che dona esentarli dalla pona. Queste ultime forme di simulazione sono natural mente gli "stati

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COXSIUF.Il,\Zl0:'\1 SG Q!;..I1"TRO C,l:<l DI SDll' L.AZJO:"E DI l?.~ZZJA J:S ~IILITARI

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patolog ici "• quelli {:he vengono Pt'ùSi a, pretesto J)e1' raggiunger e gli scopi ora <H:cennati. Qu cs~i stai i patolog·i ci, a seconda delle varie cause e del fine, i)ll!i la frode è destinala e dcll 'ambient.e, nel quale essa deve svolgersi, assumono aspetLi e caratteristiche sv ociah. Durante l'u!Limo.Lempo del funzionamenLo del centro neu·ropsichiatrioo militare del XII CoqJO d'Armata, annesso alla nostra Clinica, sono occorsi quat.t ro cttsi di simulazione, che qui sotto in succinto riportiamo e ch e possono servire di mod esto contributo per illustrare alcune condizioni individual i, in cu i anicne la si nrulazion<!, l e cause che la d ete~·­ minano e la <:ategoria alla qual e appartengono aleu:ni simulaLori . (' .. . A .. , ~ilhlto d t> l ~!li0 rl'ggiu• e uto a.rtig:ll~·rin. d e lla eLas..<.e l S\JU è ;.ia lo inv iato in o~t·vaziouc aii'O:<Jte\lale mUi l<ll'e di •·i serva <U Cataniu per 'a at~g-ato Cllrdiopalmo >>. lhu·;• nte Il ,ri<'Qn•ro aiJ"I)l"Jiellule J.ll"e.~n ta nn epi~liv di ngit:tr.iOil.() JuaniH<.'nle ]IE'l' cui viE>IIt! t m »i<' rto al 0~111'0 m•ut•ot.,.:idlialri<'O. ::;o~~<'tl<l di htwna co,.,t.illlz.i<me Li:<k•t ""-l Ju buo11u .,;t:ti"O <li nutriz10lll' J-"~:·ll~mle. L'~• d t-e PIII ÌJ>k•J!.i "'• un fmt\·11(1 t•pì lt•tl 1<-o. B:~ulh ino hH :<olft· r•o !:1 ;.c~nblttin:t e più ~1r<li bi"OU(, 1 -pol munitl:. All'<••.,;ÙUJ~ do:li':1J>I>a mto cit·t-olaturio ;.;i rJolcnt UIUt t:tell1i. car<lia fuH;-,ionale con J'Ì fle,,.-o t)(·ll l•K~trdhH'O posiU1·o (~'i ]Jll l :>:lfiiunl al rui uutQ primo) . :\Jolilitil. ,.;t>Jh<ibili tit , integri'. Hill<':>si r o t11l ei. uchillci, eut;ttlt'i e mnt-osi. iu ordine. l' t"\-~JLt>t 1 n ·mure a larg:h.e o::<e~ lla~ioui' :t ile J.U:tHi ùJstl.'w ('()Il l e ~lii ul dil"ll · Os!<EHI'M~IO:SF: L

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riro te. I'HI •ille Uj..'\W ii, bèn t'C:t)!t> ll t i uUn lucE' <'<l :~ll':t('('(lll!odn:l.if>nl!. P s i<'ht' iJlleg.m. A\·entl<• avut" :;cutot-e (li d11hbl IIUJnLf\'"t:•ti a ulla g-en u iJLitit della ronstatllta wchica.nlill. uu l-dorno ..,i alr,.a dri ~~tll.o, ~~ metlx> n J"-t>'-"eg-g:iare &'U e gi(1 pe r h• ~~~~ <'IOu as]..etto e f<tre Juiu.acc·i tl:<o . htJtdH mw ~li" in <•) rtl le e dil·eutst <.>l:Jm~•ro!'O. \'iene tis.-<ltlo <:o l btt.'-<to di <~~ t·dr.ioue. Tntf'rto)!al <U ~l'n l ru(•dil'O. IRntH Ju p riuto tt•u11X) di; trUeg:are mmtN•i~t <l<:i1 fenomeni (]<'li'a<~·s..o...o Ìlli[IUI.'livo. I)()i amru ette di a n•r

Jll"t'JJOtenr.(', J.Ua a lt<'1,!Jt eome ~<'l1lNlnte la « nennt;l:eDìit ». E' suno, poi, ~•t"<:(>rtHI~~ clJe a'""' ' <lf'l.tò llt JW<o><:Pcl c nM ni c~mpagni di ~t la ehe «,;e non veniY~I ri<'01108tii<IO, :ti'I'I.'IJIW fHtt o 11 Jtnzzo ».

t'OillJUC~>~ delle

Oss~:ni"AZt OXE Il. (' ... P .... SQI<la to di ma l-c <l•>lla c·ln>-~ l ~!li. \'elt .n.rino. Pa<Ll·e nlcoolistn. Aulittuliui nel yiYer-e JrrPgohui. ~itilith:o, Hkoolistn . fnnwtore ~1gerato, t~l!ldanmttQ JlllrN ·<·liit• I"Olt<> \)('!" olt r~t g:g.-1• > alle ;.ntanli (• . .\'un è mnì st;llo .l.n (/. Wll.il Ili OJII:'r:tZiOIIi \J : ha futto ,_.,lli]IJ'f' JIQ{• } ~'(>J'Viz.io, t;> C•Jllfl'KO..:,'l d lC (':o.;.-;('III..IU facile ngli ill!J>IIL~ >li!J;L"t'"-"ivi ed n Ile •I'PHZi<~ui ' ' iolt>ute, è ,..-t:tto interna to tr<.' o IJllll ttro volte in m•mi<:omio e dint e::;S() con lit"\' liW eli cnrn·:tleS("enzn. Viene rk"O\"C~ r·a~o d'urgen,...a [X'rdrè iii UIII Pa l'l'è dt•IIa t'ittà av<"n <lato i.n ~n­ deS('('t11X' itmooth·ate rODII K'IUlo pi;ll li "' bi<:chi~·t·i. lincJtè uu .;;tlutare col po di N()(i.ia infertogli cl.a un 11 \"YCllWr~ no n ne (•;tluu) i l wll('l.J ti ~<! ti •·H i. i\])'(':'HIII(' li!<ic'O )ll'e"t'.lltH lllllll('ro:'i <'llJ"alte t•i I(JI(>gpnN:ttiY:i fiii(T'OllO)O~iel. ì\J~Utl ­ mente si ùilllo;..tr;L l ntE'~'l·o. ;lll'infuori di un'a lleg:ti;J nmuooi~l <lelt'avrenimento ctH! deù?orm in l> H s uo r·ko\'C~I"(). Hmnt>!<ia d te è o: l il t>l dimo....t n1111 vololttn•in per i diltl forniti <hll riO e>;.-.(} Jl:<i('()-sfigll li<'() e lXII" l<: nu m <'r'O>'<e con tra( l eli r. iOin i , i n eu.i è C"'<lduto i1 soggetto Jrrn ' "" ri .1-nt~·rrog~t tori. Durante La Ùt>)...'ell:t..u In J'c>Jlllrto mantl'nrt<" l'ont.-•)..'110 cn hno. a:<S('J'<.'nd.o che «egli sta buono (jtl:ll~rl·o è trnttlttO !.lene >l : 111:1 d;l jJifOrJU:17.i<IIU \ll't'<.'i se ri.,..u lta>a cbc uell'ambi('Jll"e n1ilit<tre P)'('*llt<) c"<mdot.bl kr('(Ju iet.n e<m t<>uclt'l.li'.(! ag:g:rl">'~<iYe e fa<"ili e'splosioni !'!inmlnnti episodi r>:-;i<'IOJl;;lti d. dUt'HHW l (jlutl.i dbtrtl~l!t! gli og-gNI.l che lo elrcond:tno, i proprir abiti, c<:(·. Per rrtw;;tn S\lfl con<lot.t:r non è anivato mal a pre. !rtar e durevohueuto un buon JX•ri odo (ti -'leiTiz.Jo eumulnth'(}. Viene t· i n vi n lo n l C'<WJJO per « non <'<>ll st~t t:11ta n eu mpsi<.'O><~ in 111 h">)) e con gtudiz,io <11 « degencrn to p~i<:hioo <·he ,..iJnula iJ furore m:tnhtt"O n -~-:-t t ti >J.

o~st:llVAZIOl"E III. - ! ... G ... , "-<'l<lato tl(•l J:..><> 1"\:'A'I!"Ìill~nto bèn~ngllc r·i , d e lla clst~<.e 1 8~. Panettietre, <'ellbe, qua~i llD}I IfnhetJl. :\eii 'Jl lllJ!ll llC.~i s i i'I.SC"Oìltra \11}() 7lo JIJlt<"rno Ntuctda ; peroonfllmente ba C'Ome )>r i'Ceden t l: L:l .sitìli<l<' curnt.'l suftìctentemente, CJualche blenorragi:l , abuSQ di ' iil.l() e di tabacco. Nel 1914, al ~"tlO primo aJT\1013·


CONSIDEIIAZIO::il SU QUATTRO C.\ !; I DI SHJX L.~ZIO::il:: DI P,IZZIA lli .MILITARI

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meut.o, tu rifo rmato per « v~rtigin'i ed obunbilame nto dell.u vis ta ». Richiamato per la gtte-r•t'a fu rivisi.Ulto ed im-I.Hto. in C:1rula. Prov ieue dalle c:.~rceri ruilitnrl, 61·e em detenuto sotto iruJ>ntn~ione di: dL<+erzione. Eg li tronH·asJln patria quando ftL IH'l'~tato per non aver fatto t1toruo a·l «fronte» Jill>po ~caduta la li<~U7.!1. In earoere ha presentato una C."()m·uh'>'iooe per cu i vie ne ùt,·iato a:V C'entro neuro.JJS.i.Cb1,1 trlco. Qtwlc.be giorno <11)1)() il ;;uo rleo,-e ro ,·ien~:: l)t~:;o (la un ncoe;,-oo convul>-livo, a c'U.i potè a~·,i::;tere 11 medico. Il quadro J}arossistico rii>E>té In stntomatologia claJ;sica ùell'epiles;.i:l 1.notoria : grido iniziale, caduta per tt>na, b.'\ l'a alla bocca. convulsioni toni('O·doukb-e. in c-o:-cie nm, :lnlne:::l~ vost-acc-essunle. Ma all'esu me obletU,·o. le J)uplll€" ~-:i pt·e;oeut.nlo l'guaii e l><'ne n':a~entl alla iu~ (>(l aU'acromodHzlone, i ritle:;.-si 1UUCOSi. cut<tnei e tRuùLuel degU ari i in fru·i OL·i, turri pt-e&>nti e normali bil.ntPralrueutc, ><ellSibllità termica{' dolorifica preSI:mte e noriilllle aucl!'es.'!a. Polso I'()~o4u-e, leggenl ,en te HN'<'ll;' t'<l oo, '' "'-~u.n tli';,-1; nrl)Q yno-:Qruotore ru viso- all'mtu.orl d ii· un leggero nrro--,;snrueuto d e lle guao~ ; .kì bilnl alln bo<."CCl r'isulta <Li semplice

sali m . All'infuorl dell'nttae<:"(). il so~g('tto ~ rwes:<>ntJJ lnd .d o, orientato, Ol'<tinato, tranquillo ron Jntegt'ità de lla memoria e dell'int<'ilìgc rurN'l. Nessuna nota di al terazione d e i ::.entlrnentl niiettll'i. DeLki('llZil dei o:E'nf'im <.• n ti etl ("()-;:odn li. In o nllne :ti re·.ato imputatogli, egli nllegH a 'S'LUI giusrHìc.1zione che, avendo tron1to in c:t~l il t>aùre : tlill n~liato etl :1\·t'utlo tt-e nltnb fratelli rotto lE' :n·mJ, si df:'ci.se a riruane t·e in i"'ltri::l JIC1' a<.·e udire ai j)ropri M'fa ri. Si JlroW·:~;::se pe r alcun tempo H periodo d i O"-<>t>t·vazi<>u€•, wa U\'('IHlo comp1·cso J'imlil·llh1o ('ije il <>oncetoo d e l medico era n f';m t il· o su Ua neiT<"~>'i a llcg:lta, non 1usceni1 n! t r i n t t.'lCcb.i oon-

vullrl•vi. In bll ~ a l ù:lti athl!llllH:~.-,;r i<:i. :tg li e;:ami obi(ltti\·o. nt>lii'()Jo~im. psi<>J tico l'd nlro-~;.crnlzìone ÌU tl'epa rto, fu esdu:;a quul,in,.:i 11\.'Um-p.->i ('(l:<i P d il:h i:ìl'llto 'Ì.llC"()n<li· ziouatmnente re;;p<Hl.~lb ile.

8 ... O .... soL•lbto del -!0 f:wte ri:l , du s."<-> lS!I!l. P .t·o•ìeu e dal s i trov.11·a sotto imputuzii:me di autoit-,;iOIÙ,..lllò. H :t grave eredità neuro"siC.VIllltì<-a e. n<'i s uo i an tewlenti .'ioi trova t ifo <:~o fl'et-to u lS an.ni, \m'ulcera w o llc e qua k lw inft>zione bit'no n-:1gica. L'~ttmo prima era -~t.a to in << O.."-'-N'\'a 'lliouc )) al m:u1Ìc"()mio di P a le rmo, d...'l do re fu di111esso ('f)ll gi ud·i~.io di « non ro·n;.:t.ltJlta pnzzi:l ». E' i ndil·i,d no l'òbu»t~, lu o t t.i w o ~;tu to 11.l:i. nu t ri7.io ne generale. Pt-eSE>utn n lctme ;.:t-.iJ;:mnte a ub·opologkhe d<'ge n Pt'a t.h·e. !--:otft-e di tnchie-JTtlia n<.:<:t.><ssun l<' (J)r<>babll ment.e proe urat.a) <.' fm polso p it·t·o lo e tll chiJ 'neu. Dtu·Hnte la s ua de::euza uel ~·epart.o p.-.·id:ùatt·it-o as.-;,urue Ull nspeti:o depl'E"il-~. si lllllntimle C'f)SUintemetJte eon l o "l!ll:tt·òo Ji :--:.... > '' H ' lTII. m o:::tm coutegno malil:tconi<."(), t'lliiUI.l.Ìilll ~t ..-ssa i Je ntameute, parla di rad<l . S'J><'"-'>f> h Ll;i>l!tl:\ ìm-.iste1v nd alta >ooe r~~::r ot!il.• nN·e una ri~'<J)();;U\ e <..'f'r<:a d'i proit>tt<~l'e \lll'alllll !'><L.'I Ja(·un.are nwit.o grave-. D.ioe di e-.<~Sere st.<~to Ju 7.011..'\ di guerrn. ma :ll'ff'rma di uon ri efll'dnre il tempo, n è il luogo jn c ul fn dislot:llo. Di<:e di uou ril-vr<lnre di (>.'\9<•re :stat o nl l\Innicomio. Asset·i~-e di no n K'l )l('lt-e H uome dei m~i d e ll' HllllO. c he . tsl lml t a. òi<'\•. ;:;ono ve n t i. Su tU t•I'OYellil-e td~1lie carootà. ma !'usti'('ue tl>i il,'11or:ll·e il lliOtil-o per cui Yi fu interunto. ì\'on l'i prei>ta ttd ~gui t'e t-:ll to li e lenumta ri ed rlllt- volte mostm UJtO sbt t o <•on fusi o nn le. in <''ll'l c:1de i1t n ulll!'J'O;;e ('(ln t r·aò•l izloni. Dice di ùor.m.i!I-e Illllle e eH aw•r pnur:1 IJLUIIIc1o si 1;\'l'g-li;l, n u1 uou ,-:;t 1'if<'J'lre di c·hc (•O!>Il nhhin paurn. H n qualc.be F:pun to di tl>itòfob ia, <.:hc t"t'tle f;cl'illut>ut(' nlk' lusi ...1:em1e d l'l 1""""''''11;11<: di n."'Q;;:>mi'.I7.10 XE l\' . -

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Vc.>nne:" noU1to quall'he 1·oltn <·ht>. wn ll!'t';lttlb :1:1 sur~ d<'IH'€1.'-"'ioue npp!wente e pur contiuunmlo a tcne t·e ìl capo rivo lto n ten·:t. IL. (L .. ""'~uh·n ron gli occhi le mo.......,e d e l JUc..•ùi("() clu ra nt.e gli i ut..ern)l!'1l to ri. 11 (Il tto che le ::oH €' funzioni orp1n k he pr<X~·dE'Yl1 110 uonna lmente; che si mostm >a.no rego lari:::slmi il wnuo. J'npp~-!f: i to, l;t F:('t·e : <:lte er~tn<l numero<>e le contmddizioul nei s uoi pre~i sil.ttorul psk·opatic-i. ~· c he uJt'nl tm vol ta t1 sogget to nvea tx>mtato nl mank~Jllio In simnlnzione d l'llH i~lzzia . fi.'<-e ro rorg-e r-e il S'()lg]"'etto elle llUChe qtwsto stato di <.'On fusiun!' uwnt;lle a tipo ll(•Jil'<"::>S il·o f~--e s lwuL::t.t.o. ciò c he l'ult~·r·iur-e 1>-'-'l'('l'\'aziòlie tinì <'O l (;'fJi1fenn:irt-.


('11:\i-ll)t.R.\7.10:-11 SU Ql' .ITTllO C.IH 01

SHlUJ.IZCO:\~; lll I'.~ZZIA 1:\ ~lTLI'I'.Illl

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Ques ti quattro militari., di cui .abbiamo riferito succintamente, s imulavano tutti per uno scopo unico: sottrarsi al servizio e sopraltullo al dovere di r itornare al « fronte "• ove si dovevano esporre al pericolo~ qualcuno era anche sollo imputazione, ma, date le cit·coslanze speciali della~ guerra, una condanna penale non e ra temuta dai militari delinquenti, ma anzi desiderala, inquantochè avrebbe impli.~to la_recl.usioue carceraria e, perciò, l'esdusione temporanea dal serv1z1o " tn hnea. ••. La simulazione della pazzia, quindi, in ques.le contingenze 11011 :tn·,-a lo soopo di solt rarsi ad una pena, ·ma quello di costituirsi come Yant.aggio individuato un'inabil·ilit assoluta al servizio militare e per conseguenza una sicu ra <'Senzione dall'obbligo di Titornare al « fronte"· Lo scopo de-lla simulazione, come si vede, .riveste sernJpre un principio egoist.ico, ma. questo assume aspetti diversi a se<>onda dello val"ie circostanze con cui '<'<>incide; in tempo di par·e , la. simulazione nei militari è cin·oscritta al fin e di sottrarsi all'obbligo del se1·vizio, ma tonde a non t•a.ggiung:ere gli e:;lt·emi per una conda.nna penale, inquanlochè il danno che ne deriverebbe supera il disagio della prestazione del servizio s tesso; in tempo di -guerra, .il pericolo <:he i10clude il servizio militare rt'ndc preferì-bile il danno :minore della condanna. Per· ovviare. di•faLLi , u.Jle C'OnsctuenZ'C d ''i nrlole ·beHi<:a che saroobe:ro de.t·ivate da questa log il'a' util ilaria, intel'vennero, com'è not.o, delle provvidenze speciali emanate dalle autorità competenti, che adatlarono al momento parLit'olar·e la sanzione punitiva della giustizia milila.re. Nei nostr·i militar·i, un alh·o fattore eh.:! si rileYa. costante in tuili quattro, è la pr·e~enza. della. psico-degcnerazione. Sono lutLi quattro soggetti anormali, degenerati psichici, IOeVTopatici. I degenerati offrono tutti una spe<"iale clispo~izione a cer-te modalità morbose che essi adatt.ano facilm enlt' alle esigenze dell'ambiente, in cui agiscono ed allo scopo che si prefiggono. Questa cost ituzione psico-neurotica dei sirnu lalor~ è stata, a volte, causa di errori nel giudizio clin ico e medic-o-legale emesso a loro riguardo; le stigmate di e'ridente eredità neuropatica in cervelli squilibr·ati 1"11e vivono rasentando sempre la patologia mentale, n ei cosidetti "confinanti)), ha faLlo apparire ammalatl nel senso dinico ' sotr... getti che a,·evano la piena coscienza della loro simulazione e che la inscenavano ron l'intervento di tutta la loro volontà. Certo, non è sempre facil e, uè age,·ote accertare in taluni rasi la simulazione in individui veramente psil'opaliei l'he alla simula.vione rirorrono per rosliluir·si una posizione Yantnggiosa. La. psioopatologia dei' simulalori, spec ie nella classe sO<·iale dci ùt>linqueil1 1i, è st.ata oggetto di numer·ose clisr ussion'i ll C'l campo della ps ichiatria, del la medicina legale e de-lla. soc i olo~<ia. e lutlor·a a.ppas.<;iona cullol'i delle st: ien7Je biologiche posit.ive, ma si può dire ormai, che l<' t~o~torna.lie psi(·hkhe che si tt'Ovano di frequente nei s irnula: tori a. comi!Jlemcnt.o e quasi a. dimostrazione dei caratteri deg<'ncrntivi somaliti cor';.;isten li, non bastano da sole per autorizzare n.d una d·ingnosi medico-legale di nmlaltia e di sincerità . Il simu 1.atQre, a volLe, è t.ale per le sue anomal1e psichirhe e nQn indipendentemente da esse. Diffi coltà di diagnosi c·omc quest.e, e forse maggiol'i, s'incont.rano anche dinanzi ad altl·e calegol'ie ùi psicopatici, dinanzi agli isteriri, specinlmenlc, di cui è nota la tendenza. alla simulazione. dinanzi ai psicoleturi, ai mlalati


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CO:"'S!Dt:.R.\:I.JO;>;I ~U Ql" "TTRO CASI DI SHITJ~\ZlO:>E DJ l'AZZH lX ~llJ.IT.\Rl

di l)liico-neurosi riflessa, neurOSI• rivendic.aloria., ncul'osi dei c.ombattenti, ecc. Tutti questi t:asi, che alle volte r endono imbarazzato il m~dioo, si riferiscono, naluralmènte, non acl entità. morbose tipiche, o a quadri clinici ben definiti, ma a simulazione di fenomeni psicopatici isolati od a" sindrQnli mentali, the non Lr·ovano posto n ella nosografiw psichiatrica. E tant.e volt.e, l'imbarazzo viene pil1 acuito dalla mancanza di un oriterio J)T'C('-iso o comunemente riconost:iu lo tale, pr1· l'interpretazione ddl'alienazione m~ntale in quelle foi'Tlte psicopalologic.:he che sono come un ponte tr.w lo stato eh salute psichica e quello iniziale della pazzia. Sono quei casi, in cui si vedono c.:onside1·ati a fianco dell 'uomo normale uomini che posseggono <:aratlcri 11sic·ologici differe.nti (:he vanno dall'uomo di genio al delinquente-artista, allo scie-nziat<H?ccenLrito, al sinistrato ansioso ecc. f'CC . , costituendo oo'inlricala matass.:t neJia qu-ale non si· tiaprebbe stabilire dove finisce la sanilit di mente e dove comin\:ia la pa:zzia, tanto i nfinita. e varia è la. scala delle a.nomalie che riveste lo spi-· rito umano. Ma. queste rliffì l'oWt non sono Lanto fre(tuenl i ne lla pratica della medicina legale onJinaria e possono in:::orgel'e in SPL~· iali anrbient.i ed in pa,rticolari !'ircostanze, d·i ('UI il meùico terrù, naturalmente, conto nell 'orientam ento del suo mandato. Ordinariamente il sirnulaLore ricorre a qu~lle forme di pazzia {'he il volgo suol riwnere come tipiche e çhe l a legge riconosce com~ clinka.menL~ determinate. per 1.'0slil1.1ire- oggetto eli valutazione tolale o pa-r ziale di irresponsabilitù; gli squilibri mentali non sono di alcun. vantaggio al simuJatore e non vengono perdò te>nlaLi, altro c·he in cir costanze eccezionali, ma si ri>Scon tt·ano egualm ente in esso, <·ome si è sop r-a. acr·ennato, per quella tendenza che gli anomali hanno a!Ja simulazioni:.'. L~ forme c-linil'he più comunemente simulate, variano a :>ec-onda dei Yari fa t tori d1e spingono i l soggetto alla simulazione. In· generale l a ~imulazione assume una, veste sintomatica piuttosto che un aspetto nosol ogico bene inquadrato e tante Y{)lLe si lroYano insieme ed anche in contraddizione sintomi diversi di diverse. entità cl iniche. Come abbiamo visto nell e noske. quattro osservazioni, le forme più comunemente simulate si possono divider e in due- grandi categorie: forme agitate e jomu? dr•presse. Meno frequentémente si riscont.ra 1-ru simulazione di :,tali deliranti (deliri paranoici di persecuziont), di gr&nde.zza) , ma an che quest i è raro risconlrarli disgiunti <!all e du e ··aratteristiè he eu l mi n an ti : esage1·azione o depressione d eli 'attività psiròmt)trke col solito disturbo dè.lla memoria e la inçoercnza della condotta. Tra l e forme agital-e (osservazione I , 11, Ili) , oltr e agli accessi di mania furiosa, possiamo inr ludere l'epilessia convulsiva: quest\1ltimru è, più specialmente, simulata nell 'a.rnbicnt.e m ilitare f'cl in quéllo carcerario. Per lo più la sindrome di quest.e forme si aggira intorno ai disturbi r.iferiti délgli int-eressa ti (memoria, percezione, t.urbe ps.ko-senooriali, ecc.) che si pr{\<>tano facilmente alla simul azione, ed intorno ai ft'nomeni psico-motori c::lamoro-:;i (stati di agitazi·one maniaca, manìa ac·ut.a. accessi di furore a scatti , er-e .). Durant-e la simulazione della mania a~uta,


.COXSIO!:Il.IZIO~I i';U QL\TI'RO t'.IS I 01 S I~ UL-~7.IOXt: OL PAZZI.\ JS ~IILlTARl

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il soggetto grida, si st.r.a;ppa gli abiti, tenia di mordere e di rompere ogni co.'a in una Sl:>e-.t·iJe di furore pantoclastico c he qualche volta ha {i()me epilogo l'_aee6sso com·uls ivo. Nelle forme d epressive, l'i·nibizione dii, inYeee , la ca ratteristica al quadro sintonnati co. Il simulaLore (osserv.azione lV) semb ra imrnobil.i ~zaLo dall'oot,essivo funzionrumento d ei· suoi c.entri inibilori; spe.~so assume pose cataton iche o stuporose, in cuit la siLofobia fa capolino, ma si lasc ia v.incere c<m una ('erta faeilità e l'insonnia esula quasi vole;'SSe snHmt ire l'aff·erma.zione in contra,rio dell'esperienza cl in ka. E non solo questi sintomi mancano, ma non si ri-scontra ipotermia, nè raffreddamento dBIIe estremitù, nè diminuzione d€-1 num-et·i delle respiraz ioni, nè modifìr•azion e d ei l'iftessi, ecc. Il soggelito che sembra in un arresl.o psi,·hi1·o, vi guar·da. di sottocchi e valut::~. j: vostri gest.i per rcgola.rv; su la propria condotta. Ma queste forme maEinconidle raramente vengono s intulale c om~ S:~mplici s lati de prc-ssivi, spesso nmgono associale a quadri di confusione -mentale ed a pertUirbélll'nCnti della me-moria, non semb rando suffi ciente a lla psicologia d~l simulatore una. forma limitata per raggiungere l'aspetto necessario di verosimigtianz.a. Ne vengono fuori così dei quadti di' pazzia poli moda, in cui il mediro comin('ia a sospetlar·e anche perchè non saprebbe como inquad ra ro una ditlgnosi. Un'aiLra forma che fa parte del 1rponopolio della simulazione, è, •·ome s'è detto , l'epilessia convu lsi va (osservazione III). Essa viene più frt-quenlemenle- allegala nell'ambiente militare e trova talvolta il suo punto d'inizio nelle prigioni d ella caserma o nel recinto di· 'Un ca.rcere m!ihl.are. Rinchiuso nella cella buJa, con l'animo {ISacerbal.o da false idee di perser ttzione, in un momento d-i abbandono, il militare rompe le assidel pancace-io, grida c·ome un energumeno e si contorce in spasmi tonici e rlisordinali. L'uffirialc di pi('chello che areorre al frastuono invia il ;;;olrlato " in osservazione n all'ospedale militare, e, quivi, gl.i acoessù si r ipeto no quas i· sempre di nolle e terminano quasi sempre appena giunge il ll1{.'diro di guardia. Questa simulazione dell 'epilessia s'incontra così SPt>SSO nei soldati rhe si può quasi dire ch'esista una s pec-i-e di «< 6J)iles..;;ia. d ella r.a.set·ma " · Essa assume aspetti meno clamorosi quan-d o si riscontra nelle reclute aJ)pe.na giunte al "Cor·po » e, d iviene, invece, \-iolenta quando è p!'·escclta da un "anz.iano » a scopo di riforma o per sfuggi re a qualr be g rave pena. Nel primo caso, il coscritl.o appena giu'Tlt.o al reggi<JTI'e nto sYolge il suo piano di resistcm~a, >Con arte, con ofldi·n e, con la ri ptoùuzione m f' tirolosa e pt'et·isa d ella lez.ione appresa in 'preced en za. Gli acre!==si com·ulsi\·i sono allora piuttosto .moderati, si avvicinano al quad1·o (']assiro, con l'aura se-nsi ti va, quasi sempre consistente nell'accusare (·efalea, col gririo iniziale, la fase doni-ca JenLa, la bava alla. bO<'ca, che s i riduce ad una salivaziono spumosa, l'in<'osc ienza completa, il sopore posl-a('cessuale ed il risveglio subitaneo con cefalea. Qual rhe volta ~ i ste anche enuresi durante l'arresso. Questa epilessia a ... mi ti prelc·se viene scodellata di frequente finchè il medifo J•e.ggimt'nlale non s i der ide al presc ritto invio in osservazione all'ospedale m ili lat·~. ma è Q11asi s!!mpre innocua non solo a ... sè, ma anrhe agli altri oo ng-1 i... E·l'feti i d i ras-c rmaggio. Qu.3.ndo è, invece, il sol'Ciato anziano


che ri<.:OITP. allf> con ,· ul~ioni per le r<~g i o lli suaccen nate, il quad ro morboso assume tinte tragiche; l'a.r('esso s'iniz-ia con v iolenze sub itanee ed immoti ,·a.te, irnpulsi pantocl.asLiti , morsi, minacce a. mano armata e si chiude eon- la 1·onvu lsione t<>nico-donica in bntrcio ai militari del CortJ<> di gu<Lrdia ed a ti po prevalenl.emente spaslico, seguita da. completa amnesia dei fenomeni dell'arre&;o e p.ropaross.istici. In. questi casi, però, se l'individuo non è un epilct~ico è, quasi sempre, un dege-nerato che ma.l si è adallato al sel'Vizio militare e che dispone di un patl'limonio rnental e molto degradato. Le osservazioni dei casi stu·riporl.a.ti non possono, naturalmente, comprendere tuiLi gli asP€Lti diversi della simu lazione della pazzia; sono molti e vaTi gli stati sin tomatici tolti a pr.etesto dai simulatori per mppresentare in maniera, più o meno, verosim~le la commedia. del loro allegat.o stato patologico; ma qualunque essi siano, questi stati ha,nno tutti in comune alcuni car atl<'ri diagnostici imporLanti che soglriono imprimere alla pazzia simulata un cachet speciiaJ.e. QuesLi car.atLeti sono: i niz.io quasi sempre brusco o addirittura su bit.anco, esagerazione dei sintomi clinici sino a raggiu.ngere la caricatura, inroer enza e Sp.e<SSO contra.ddi7Jione nei IR.rmini dell'entità no:;ologica. simulata, fal'ile. affaticamento del soggetLo e r elat iva esauri'biliià delle sue for·z.e fi siche e psichiche, goffaggine dei gesti e del contegno che si rivela. niit evidente nei simula.Lori esenti da anomalie psichkhe e da tendenze artistiche, sonno ira11qu il~<>. appetito buono. Ma malgrado quesli cara.Ltefli, malgrado una con\>sce.nza profonda d ella psich iatria e la più la1·ga es'J)ericnza clin k a e medioo-legale, l'accertamento élella simulazione è sempre un còmpiLo non. facile, nè ag~ vole, specie quando il soggetto in esame è dotat.o di parLicoLa.re intelligenza o è v.issu to Ì'Th ambienLe di <:rimlinali e di degenerati , in cui si abitua quasi jncoscienLemente -all'aLrrrosf€ra di minwt.iiSmO che vi aleggia ordinar iamente . Sono noLe le prodisposizioni all'in1Jita.zione che si r-i-scontrano -noi sillTl'ulatori-criminali , i qual·i , talvolta riescono a riprodurre c<>n su fficien te esattezza le modalità più minute di una1 forma corwulsiva. o d'i una fase d•i agitazione, a cui' h~tn prcsenziato nelle carceri, negli. ospedali o nei manicomi. La grande varietà di att.eggiamenti psichi<'i , l e mol teplir i versa~ilità della mente umana e le infinite deviazioni dal ti.po medio, rhe pure rientrano nel concetto dri pazzia come è inteso dalla clinica e dalla legge, rendono spesso il còmpito risei"Vato al periLo irto di non. liev i d.ifficoltà. T-&le còmpiLo ·r irhiede molta pazienza, molta prudenza, costanza, par ecchio tempo e personale di assistenza on esto che coadi uvi con sincerit.•1. e con in Lelligenza l'opera delì'alienista. Il medir o Tion vcrte l'esallTlinando che in oorLi mùmenti dPlla giorna~ che sono previ sti dal reparto-orario e che sono perciò noti agli aJ!TIL malati ; si ·indugia nella visita per un temtpo r elativamente breve, in cui non può sorprendere la stanchezza nell'at.teggiamento simulato. Sono gli infermieri che vivono tuUo il tempo tra. it ric.over ati, r he possono 5eguire con vigile SOJ'YE"glianzn. f.ntte l e .fasi di un quadto sintomatico, sia di giorno, che di notte. Ma anche qui bisogn a guardarsi da rafl.lSe di

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CO.'"SlOf.R.IZI0:'\1 SU Ql: .l T'l'IlO C.l:-1 OI !;'L\Il' L.\Z IO:'\E 01

P.iZZl,~ li\" illi.ITARI

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errore non rare a. verificarsi . Vi sono infermi~ ri disonesti c ho si lasciano corrompere per de naro, ve ne sono degli p.ltri -che anche in lYuona fede si, formano un -conret to pe.r proprio conto sulla sincer;ità di un ricove rato e- lo trascurano persuasi di t.roYarsi dinanzi ad un a. mialattia reale. Negli ospedali militari per esemp io, i soldati-i.nfermieti fa.nno quasi sempre causa comune coi simulatori riroveraLi. Malgraclo tutti questi ost.aooli non i'l1differenti, l'osservazione clinica a;ccurata. e protratta fì nisce pr~::.to o ta1·d i -con l'aver ragione del sìmulatore, ma spesso riCSl'C difficil e dimostrare ai profani la fondatezza del giudizio clinico insistendo ordinariamente il simulatore nel suo atteggiamento di d.ifcsa. E' raro che. il soggetto capitoli volontariamente e di colpo: pe.r lo più le simulaziol11i si -esauriscono per " lisi » . Il s imulatore t he vede vano continuare la finz ione cede hmtamenLe, subdolatamenle e la sua " not·malizzazione >> s i effetLua a poco a poco d&ndo al•processo morboso s-imulato la parvenza di una remissione prima, di una guarigione poi. L'alienista, i.n quesLo caso, non ha che i dati clirud della psichiatria e della criminologia per confortare il proprio giudizio. Con criò non vogli arno escluù~J·e- che nell'accertamento della simulazione non s iano talvolta sufficienti i soli element,i che sì possono desu mere dallo stud•io del soggetto messo i'l1 rapporto -col fi·ne, cui la frode tende; anzi, nn cet·ti casi, il metodo clinico della diagnosi differenziale basta, com~ s i· è a('.cennato, -per raggiungere lo scopo . Ma .aJLre volte la cl in ica deve farsi aiutare dai cosiddetti mezzi di as tuzia. Tralasoia:ndo, s' intende, tutt.ì quei procedimenti coercit-ivi ed inumani oramai defi.nitivamente condannati che, mentre da un ranto arrecavano d anno al paziente, dall'altro non l'li•uscivano quasi mai' a risultati seri , si possono tentare delle volte a.lcuni a-ccorgimenti élldat.t.andoli alle <"·ircost.anze speciali ed ai singoli i'ndividu·i. Tra i procedimenti più usati, sono noti il metodo di suggerir-c indirettamente sintomi paradossali che il simulatore, preso in trappola, ·non tarda a riprodurre; l'azione di• alcun·i medicamenti. somministra-ti all 'insaputa dell'interessato (.morfina., brarnuri, ecc.); •l'applicazione di forLi correnti' faradiche opportunamente graduate ~ di doc.ce fredde per sc.olvolgere gli stati depressivi. Qu-esti ultimi mcwi p erò, non sempre sono s ic uri, porchè potrebbero indurre un vero pazzo a -dissimulare, determi•nando così una grave causa di errore. Il Lombr06o aveva p1·oposto l'uso del plet.ismografo J:>er registrar e in 'Un grafico dimostrativo le reazioni emotive sotto l'influenza di eccitamMti nl'orali· divers i esercitati sull'esami•nando. Esperienze in materia non confermarono l'effi cacia -del metodo. P iù recentemente il Gel ma, si è servito di un alt.ro procedimento tecn ico, la fotografia. Egli è riusci to in un caso di psicosi catatonica, simu.l ata da un soldato, a rivelare le reaziioni emotive del soggelto, fotografan-dolo in varie circostanze, a sua insaputa. La fotografia delle pose ordinarie riprorluceva il quadro mimico e fis ionomico deHo stato depressivo simulato, ma nella foto~afta .esegui-ta durante l'udienza del processo, l'arrusato non appare più t~tonttto, estraneo all'ambiente, jndifferenLe; le pliche della sua fron te nvelano lo sforzç dell'attenzione; lo sgua:r<io aperto, le sopracciglia ar-


26~

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.\lt.I >IC l:\~

L EG.ILE MI LIT.If!E, ECC .

r·uute. Il' labbra run·olte e SOLT iliusc, indicano l'ansietà di approfondire l'appn•zz; uuenl{) del mi1gislrato. 11 Gelma pensa che la l:inema Lografia, elle :;;L'miJra n on sia sLata arll'ora. a.<.loperala nell a diagnosi deHa simulazi one, :;i pre:-li ant·ora rneglto p e.r la eomparazione di imrnagirn più n urm•r'ose (~ p i u d t.:llag l i ate. i\laf...:ntdo lulli gli l'Sa m i, lui Li gli aCL'Orgimenli, tuili i pr01.·ed jm enti, r i•lll<.tngollo pu r· sr·rlqwe i 11 nlalcr·ia di si mulazione dei r·usi difficilti, e si n:•Liono silllulatori d{)lULi d i una k•ntwia e di una. r esist-enza ehe non ~ d ono altro <'fil• ad una ltrnga c• pu zienlt• os-;en ·azione qua:>J p l'r oonfermare <'Ile in 11wzzo ac.l an<•mHtl i e ('J'Ìillinali solo .... il tr·11rpo è gal a:n-

tuumo.

l' . f'n·n: l.;l >•ÌIH lli:J:dn•u• dc-Ila l"'r.;t,i:J .. :\;q-.11, 1!11111. H . \ 'n:-; K11 \HT- 1':111 '<(: : :\l èdt•<·i HP li·;!: t k de~ n li{• w~:<. l'. ('11 .\\JI,:\\': ll~t!!IIH-'-lÌI: tlt•s lltal:~di••" >'ÌIIIIIIG•;.;, 11. ~fi,.-<IJ!I>: l"imui:Jziont• Ili pazzia iu un omit•id:l. (;_ ) :\'lol.(i'\11.1:11:<: r. . wura, Sillttll;u•ion. ,r t'I'ÌIIIÌII:Jiilla ù . <T. .\'<TO\t'<l: S twl i di p~it•.J-)•afolfii!;Ì:I fon•n>'(· . .\ . :\lw:''''': 'I;~JJnnlt· di 1 'khiatr·i;t . ;\l\>'( li ICI: .\h•li<'ill.:l ll nl'l'.\1 '""

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47.

F . S·m,,f:~t'"': :\Ji.,lit·ina lt·~H!I-•,

:\l. l'nattrr: 1.:1 sitllnl:tlin n dc· .. IIJ:tl:trlit•s IIIPill:tl•·s. l'ori:> 1/hlirnl . n . 40 . f>ttnbl't' Ul~l. 1"'!!. ]-.:tt_

La ledlrina le aaie militare in rapporto alla e~perienza neuro-p~i rbiatrica di guerra P•'r il d oli . Placido Consiglto, t <'lwnte !'olorull'llo m l'dico

Cn•clo f'in nlilc ria.-su•mer <' tll pol'he pagin<', j){'r i mit'i c·oll rghi non della .;pt·•·ialtl:'t, cprall' sia il nost r o tWn:'it>ro altualt• sulla 111~dir·ù1a li-gale ntilil;u't!, lll'III'Ol):'.i•·llialrica P critninoln~ti•·H, l' Ì<.:ullantc da ll a no:>lra •·i'J)CI'il'llZ.U di gJil'l'l'a: rfllali z ii an:mn,·~l runt"lll i r-! lt' po.;,;i amo f' dobIJiarno J'i •·u,·arr~t·: ~quali- i nfinp- l<' JH'DJHJ<;Ic Nl i ,·uti l'lw l t>,~ritlima­ llll' Jile io n<'dr) po.:sano rfpri\'ar nt• circa l \Jr~ani~zazi r Hl<' rlrl S<'J'\·izio J){'r 11n a. f!lll' JTa, Jlf.' r quan to dl·precahilt :'ÌlL tule lr isle eve ntu a.litiL.


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Tal1 voti e proposte., fondati sui risultati delle osservazioni praticat.e soprat.utto vel Centro r.europsi<:.hiatriro di Reggio Em~lia da. me diretto, e che io ho riassunti. qui stesso in due pubblica.z·ioni. (1) , sono stati da me e>posti. parte in· un breve sLudio per questo stesso giX>rnale, da:l lato neurologico (2) , ed in un lavoro nella Scuola positiva (3} per l'aspetto -criminologico·sociale del problema wmplesso - e parte in un articolo recente nella Rivista del prof. D'Abundo (4j ed in uno studio in corso d i pubblicazione (5) rappresentante una relazione al Congresso fnen.iatrico di' Genova 1novembre i g'l());- tali idee, da aJt.ri punti di vista, ho pro.s pettate e svolte in Congressi e nella Società d i medicina legale, anche quale .progna:mma di lavoro da svolgersi da parte dei medici dell'Esercito (6) . Tale diffusione, in congressi ed in periodici scientifici, non militari, è stata da me fatta non solo per dimostrare quali contribut~ abb ia

d ato e di più •possa dare la med·icina mHitare in una serie d i problem~ che possiamo ben dire di medic.Lr1a sociale; ma anche per ammaestnne la nuove generazioni mediche r.on la nostra dura esl)erienza. sulla parte OT>S'&nizzativa. e funzionale d i questo servizio specializzato, in guerra. Agitare taLi! problemi e dimostrarvi la nostra attività mi pare sia mo lto utile, al doppio sropo di maggiorrn:ente interessarvi l'ambiente scientifico che d urante la guerra oon ha disdegnato int.endervi ala.cl'emJente, e di1dimostrare e riaff:erma.J'le - di tali prob lemi- la loro grande im)pOrtanza. medko-1-egale e, come dieevo, a.nche sociale, sopratutto in questo periodo di effervl:!scenza mentale collettiva, con~Seguente alla grande guer.ra, e di n uovi orientamenti .psichici, e mentre che si attende alla p reparazione fisioa. e morale della Nazione armata, la qual cosa imporLa: di'l'fusione unive1·:xtle ùel Rervizio miliLare, istituzione dei servizi ausiliari (armati o non:) e quindi della idoneità relativa o parziale, e grande riduzione della fer ma compensata dalla. educazione scolastica e c.ivile premiJ'itare. Infin.e, tali idee è opportuno sintetizzare e concretare intanto che si sta lavorando da una parte a redigere una relazione sul -servizio S'!llnitario neuropsic-hiatrico e criminologko della guerra (che d obbiamo augurarci sia realizzata, ed anche pubblicata, nell'anno), dall'-altra ad elaborare una radicale riforma. del Cod ice e del sistema penale dell'Es'€1r~ito, - e mentre vi è una Commissione m~sta c,he studia

(1) 11 Centi'O Ntnu·o-P.sicb.'lalrk-o ùelùt Zollil di Guerra (di J& rac<.'Oita) In Reg. glo Emilia, Purte I e II. Owrnale cii m edicina. minta,re. f11sci.ooro III, l!ll9 e taaci,<'Oio I X, 1919. (2) l/espeo!lienm neu~·ologlca ùel Ceutro psichl"'trico della 7..0011 dJ guerra in Reggìo Eruilin, Giornrtle <li m erliciua mifil.(u·t·, fi\JSC. V, 1!!20. (3) Utili7D.Ilzlone, da l punto di vlstu mll4tare e da l punto dli. vista socl.ale, degli a normali e degenerati, S cuola positiva, IDA~\'ldO 1920. (4) Ammaestramenti dnlm egperleum neuro-pslchi.utrlca dt guerra, Rivista ila.lian.a (/i. t~elb/"01)(J,tO'louia, ecc. , fase. IJI. 1921. (5) ESlJerle~ neuropalehlatriche d~ guerra In ranJ.)()rlo nllll Med~cina leg.t l~ d e l dopoguerra. (6) Per •H rinnovamento e l'incretOento <legll studi antropologici, ecc., Jn Gio r · t laZe di mcd. mil. .. 1921 e Programm~ compléxe du travatil ponr lo. .Médeclne Mllltatre, JleV'ItC d' Atlfht·opologie, Pnrls, ott. 1921. e Remzlone 1\ll'l.st:ituto I nternazil>nale d '.Antropologla. !n Parigi.


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le ri-forme all'Elenco delle Infermità inabilitanti, e quindi d€gli articoli che rig uardano neurosi psicosi e dege.nerazioni mentali. l. - P remett.o che la oonstatazione fondamentale (che io stesso houont.ribuito ad illus trare, da vari punti di vista, in numerose pubblicazioni ) nell 'opera oosit.ivamente moderna e henefi ea. svo lta. in questo uHimo vcntennio sopralutto, dai medici militari riguardo alla sel&Zion& morale , preventiva ed -eliminativa, dell'Esercito, .nwd~l(l.nt,e una lata valutazione medico-legale delle anomalie della ·personalità neuro-psichica.,. ed una. concezione biologico-soeiale della del inquen2a nell'Esercito, sulle direttive delLa gloriosa Sc.uola italiana di antropologia e sooiolKJgia CI"Ìminale, fondata dal !.ombroso e dal Ferri. Larga ed attiva profilass-i. morale dell'ambiente significa. attenuare le manifestazioni psicopatiche. vere, e scemare s.opratutto la cl'iminalik't militare ne lle sue varje forme, ma s pecialmente nelle più grava e nei .rtmli di violenza; e ciò in un periodo storico in cui la delinque nza aumen~a di molto nella società, e vi. assume sempre più forme gra.vi ed anche banditistiche di violenza i.n quest-a eff~rvescenza degli istinti di loLl.a interumana - l~tagg i.o triste della guerra - e , sopre.tutto, aumenta tper ragioni degenerative bio-psichic h~ nell'età minorile. T.ali premesse sono rnecessarie per fissare i capisaldi del problema complesso della difesa militare e sociale, in tempo di. pace, cont.ro l'anomalo e il degenerat.o, servendo anzi' ·t ali modi di profilassi morale dell'esercito quale fecondo sperimentalismo. posi tivo per la .più grande d ifesa della Società, e d eHa razza stessa, poichè il risanament.o morale degti aggregati umani divi-ene sopratutl.o una vera bio{ìlassi per la r igenerazione del patrimonio organico della. discendenza. Ma tali ;preme..'5se sono ancor .più nec-essarie, io penso, per riaffel"mare la illeggiiti mità scientltico-pratioa, e 1a ingius~izia morale che· acquistuno (e lo abbi·amo purtroppo vist.o, per ope ra di molti diletta.nLi,_ o di psichiatri 110n sociologi) i medesimi provvedimenti di eliminazione. degli anormali i·n tempo di g uerra, quando alla selezione moL·ale dell'eser cito corrisponde un ben più dan·noso inquinamento sociale ed una selez;ione regre&siva della razza; per cui il problcTT1K1 pralrico, durante la guerra, deve risolversi nella util iZZ<1.Zione in lavori m il i Lari, nel fronte od in terril.orio, od in la vo1·i d'indole agrk.olo-m i neraria e d'altro genere, in colonie m etropolitane o d'ol tremare, con che si riescirebbe a. sele.zionare dalla collettività normale e d'a1la 11ormale riprodJJzione della specie la mass ima pa.rte almeno degli anomali psichici e morali, clisn>lali. dal dé7ristage med ico-legale, dei Centri d'osservazione n~uro­ psieh iatri ci. SOJ}r atutto Lali nuove dir<>ltive meòico·legali , per i degenerati speciaJmente e per i nevrot.ici presun ti -convulsivanti, valgono a metter~ un rimedio al grande a.ffolla.mento che essi producono negli ospedali tutti , in pace come, e p.iù, in guerra, ed a porre quindi una efficace remora alle t.endenz.e, cd alle manifestazioni, simula.trici, eui.- essi ricorrono facilmente e frequentement-e, e spe.sso mollo ab-ilmente, sia persfuggire al se rvizio, o per avc.re li cenze od assegni, s ia quali discriminan~i in giudizì p enali militari, av·valendosene poi prr Lrovarne scusanti nelle loro malcfatt.a, nel dopo guena, nell'ambiente civile .


Sint.entkamente, la nostra esperenza di guerra io credo ci permette formulare così il nost-ro pensiero positivo rispetto ane varie forme di anomalie· della _}}€rsonalilà neuropsichica. E cioè, st.abblendo, per tutto l'elenco delle infermità, in via d1 massima la posizione deri: servizi ausiliari c.he permette, in pace, u.ddestraro nel servizio militare, ed in guerra, valersi di tutt-i i validi e sani, e per cui sin dal tempo di pace vi sia una massa di minorati fisici addetla ·preventiva-mente a tali molteplici servizi , noi dovremmo: 1" Riformare, pm· l'art. 16, soUanto i frenastenici gravi (idioti,. cretini, imbecillri. cerebropalki), ed inve.ce arruolare, uti lizzandoli esclusivamente in lavori materiali ed in servizi interni o dr corvées , e mett.endoli in reparti separat-i, norr ar.mati, gli ipofrenastenici, L deboli mentali, gli arrierés, gli eboidi, i fatui puerili, ecc., molti de~ quali edu· cabili, ca.pa<·i di 1-a..voro met.odico a:bitudinario, miti e redditizi se sottratti a fatiche fisi che ed a contrasti morali che superi·no la loro resistenza nervosa (nat-uralmente eliminando, alla prova del servizio, quelli che si rivelino violenti-impulsivi o r efrattari); ZO Valuta:re bene il significato della sindrome menta-le, spesso a& sai diversa da quella di vera psicopa~iao, in cui cioè cause .comuni:, o speciali con<l·izioni organiche o tossiche producono una fenom'enologia m<>rbosa (sulla base di psi.codegenerazione o di predisposizione neuropsico'patica od anche di inte-resse psico-isteroide), che però può in tempo non lungo emendarsi, senza reliLti apparenti; in ta.Ji casi bastano le licenze, e le successive assegnazion i a speciali. servizi (interni, d 'ufficio,. di magazzino, ecc.), senza venrire a radicali provvedimenti, che hanno poi spesso dei riflessi morali e sociali, professionali, ed anche penali, dì import.anza,: sopratutlo tali similforme psicosiche. e tali sindromi che non sono malattia mentale definita, spesscggiano in guerra, nei grandi cataclis mi cosmdci, e<:e., in cui si un-iscono impr.essioTlli morali, disagi fisici con probabili disendocrin ie ed interesse si n.islrorsico o pitiatico; 3° Sopratutto più restriUivi occorre essere nell'art. 20, per le nevrosi: a ) gli epileLtici motor'i debbono, e possono, utilizzars i bene nei servizii non armati (ausiliari o sedentari o in swn ikì., ecc .), dove possono trovarsi meglio ga,rantiti che non in tanti lavori oivili che pure essi esercitano da borghesi; ~Solo i psicoepiJ.ettici debbono essere eU-minati; b) gli isterici 7:ruri , convul sivanti o pretesi tali, o con altri disturbi periferici, debbono ugualment-e essere trattati, an,zi con assegnazione tem poranea a t.ali serviz i, potendo dopo passare in reparti comuni, a giudizio dei medici dei coq)i: in tal modo, .mentre oono granderoonte oslac.olat.e le spiecale tendenze simulatrici ed esageratr.ic.i·, il fa.tw della automat-ica assegnazione a lali servizi dei pretesi o veri convulsivanti sfolla enormemente i l'ep-a.rti ospedali.eri di osservaz.ione; l'a.vv.za 26 deve essere i-ntesa solo nel senso del passaggio dalle compagnie ai reparti ausiliari, m-en tre la mancanzn dì alcun disturbo dopo un certo tempo aulor>izza il trasferimento ai reparti comuni od almeno alle esercitazioni armate, magari dopo osservazione ospedaliera, per provved('J'-e eventualmente a quE>-i neVl·otici. che manifestano un grave fondo degene.r ativo, psiehico o morale, o spiccate tendenze tossicomani; c) la


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AH:D I('JI\ ,1 L t~;.• U : M I IJTARt:, t~ ·c.

s toosa cosa ::>i r i•pele per i lwllrast C'nid l ' psic1Jsf r 11 ù:i , nei qu t~. li molti &intomi od il cacft,,l sindl'Um.i ~.:o, derivano dal dt·sidl'rio ans1oso di liberarsi dal peso de l servizio e d alla abitudine dannosa di ess~re ~.:ompati ti e oontentati (disbulie tgo'istiche); d·i essi, •i de boli , i timidi , i t·redu li suggestionab:ili trag·g ono grande g iovamento dall 'essere cos Ltett.i ad ulli lavoro metod iw cui si crede\·u.no in capac·i , ~ dopo un periodo di tale oura psico-dinamogena possono anche, e vol eubi.eri, pas...;aN:! a reparti comuni , se raziona.lmt•nle allenat.i: si uni:>ee cosi il gettito maggiore della leva ad una feeonda a.2Jio ne ed•urativo-psicul-e rap:..:a , <? ad una sagg ia utilizza.z.ione di e nergie un1ane che ha g ranci r effi ca(' ia profi latt;~ sociale e per la formazi one del <'aratlere! Na.Luralmente s i può e s1 deve a.nz.i essere molto più larghi in ternpo di pace, sopra tutto :per i d~enera Li n'llOrali ed epilettoidi ipomorali e per i nevroti'(:i i mpuls i vi ; anzi, si polrebbt> dis tinguere, opportunamente adottando un concetto con finali !.<\ diverse esis!tente in F rancia, laidoneità re lativa ai servizi armat.i ed a. quell i non arma ti , ed in questo fare diue categorie : sedentari per uffici , e per lavoro. In ta.l modo, in pace, qu€Sti g ruppi di ano mali sarebbero elim~ nati dall'eser<'ito, rna automa.tioa.me nte assunti con la mobili t.aziont:, senza bisogno di affollate osser vazioni , e d assegnati , taluni ai servizi non armat i sede ntari, la maggior parte ai se1·vizi di fati ca , costituendo le va rie compagnie o <'.enturie di lavo1·ant i, al fronte o nelle I'elrovie o in territorio, da.Jle min ioere alle s trade, da i magazzio i ai porti, ~c . E 1'€-.'Sperienza ult:ma dei Cenbri speeializzati, sopratutto di Reggio E., ci in segna quanta remora costituiva la oe~ a di t.a.li impieghi s peciali , e di non farla franca, p er Le inscenature d i convulsionii, di episodi is teroidi, ecc., che nei ].nim.i Lemp i della g uerra hanno for mato l.a piaga maroiosa d ei ·reparti di truppe e d egli osped uli tu ll i e d elle carceri; e ciò c·-on enonn~ sciupìo di tempo e di energi-e da parte d ei medici in cont inua lotta s nervante e spesso ~ nutil e per il d é71istage, cui poi con·veniva , stando a lla lettera delr is petto ai sani, a i. forti , a i nol'mali i quali dànn o sang ue e vita. per la. patria, che quelli danneggiano e t urbano in modi molteplici. Il. - Altro complesso d i probl·emi riguarùa la va lutazione degli esiti di lesioni nervose e mental i, organ.ich e e funzi onali, d ella guerra: valutazione, set:ondo io pen:>O, diffe ren te nelle dircll.ive e nella praxi doon tologic.a a 5e\:onda se. si cons ider i il periodo im mw~ato òi assestamento d e] dopo gue1·ra o il periodo attua le.. L'esperienza dn. me fatta in quest.i tre anni dopo l'armistizio nella sez ione neu•ropsithialric.a, dell'ospedale militare di Roma per la <'Onsulenza nella spe<" ialità , mi ha potuto dare larghi am maestrame n ti, pe-r il g ra nde nu moro rli esam~. sia per gli os..c:.er vandi a dlisposizione dei Coll-e,gi nwc iic i di Roma., Livorno e Pel'lugia, sia pel' queni inviat.i da l Coll egio medi1·o s uper iore, e, prima, dall'Ispettorato d i san ità rnili tare, q uE>sli ult.im i s pecialmente interessan t i, conve rgendo i soggetLi d a tn! La Ilali a, ed avEindosi eosì una forma. d iJ controllo su i g1ud izi di Co ll et,ri moed ic ·i d i l" g rado tod a;nche de i colleg i med ic i degli OSJWdal i mili ta ri p-c•r i g ind iz.i p recede-nti alla istituzione dei Coll egi att uali ), e :>OJil'atullo per que-lla s pecie di revisione


L.l

M t:ll.ll ' l ~.\ J.f:t; .H.E Yli .IT lnt;, l.'CC.

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di giudizi (·he .aul.omati(·anHlnle si va attuando pél' quP.-.Jii ne i quali il oonferimenl.o di assegni dil pe-nsione è Lemporaneo, per un numero n•aggiore o minore di anni. Ta,li ammaeslr8Jmenli, sorgenti appunto da una mia espoeri~nza. clinica," tanto piu pre~iosa e val.ida in quant<> gl~ esami sono falLi e.on uniform~tà di c•riteTi e di direttive sopratulto dal lato medic.o-l egale., riguardan o specialmente i punti seguenti: :1° evidentemente molt1i ::oggel.li n~vrot.ici <Xl emo~i·vi - isteroid:i, o presunti psicopatiei, €'\:C., esagerarono, o si t:omporta.rono .addirittura come doei sinistrati, o pre:::.-eiltarono sindromi di natura psi(·ogena, chP. si accentuavano per LI disagio e.•·onomi<:O e morale del momeOJto, e quindi furono valutati più di quanto non meritassero; in rnrolti di tali casi tale 1arg.a; valutazione ha. agito chiaramten te a guisa di una. coltura al't ificiale di disturbi e di ·$ indromi, doè (·on un effetto edut ati.vo al rovescio, proprio quando dagli s~l'ialisl i più scr.i e rinomati (con a capo il Mol·sellit) e ne:i Congre:>si degli infortuni si inst>gua r he per le fOJ"me neurotraumatiche <><·•·.orre rompertJ g li. !ndugi, venir Sllbilo ad una soluzione definitiva, dando il minimo di ·indennizzo una vona tanto, perchè la speranza e il des ide•·iQ di ul1eriori guadagn i non vengano a costituire c·iò che. i tede.sc.:hi c·h i ama ntno giustamen t,e la n f'vrosi dd desiderio; 3° d'alLra parte- in non pochi <:a&i v•i· fu evidenl·e errore di giudizio, sia. valutando più gravemente una lesione, sia dando importanza gramde e conti.nuatiÌva ad una sind rome attuale che però rol t-empo si attenuò molto, sia valutando per organiche lesioni squisilamenLe funzionali {postumi di ronLusioni cer(•brali c·ommotiY.e- invece che forme isterkhe, c·onvulsioni j & ·kooniane anzicht: isteroepilettoidi, psicosi Ol'gani('he o demenz-iali anzichè sir1dromi emotivo-inibitort~ o da arresto confusionale transitorio, er r-.) ; 4• errori dia.gnost i,c· i od error.i d·i v!lllutazione molto frfquenti si sono avut.i nel campo delle lesioni periferiche di guerra (paralisi o paresi o ··ontr.atture isteJ"otraum.at.iche prese e val utate per forme organi che cent rali· o periferiche, pm· nevrosi organoriftesse e simi li; 5° d'altronde, tranne che nel periotlo immediatamente stisS<~e-nte ·a.ll'armist.izio, dopo un po' di tempo si può dire sia stato eccezionale ritrovare qualcuno di quei numerosi casi di così dette pa1ralisi trof.oriflesse del Babinski, o deHa nevrosi traumatica. organka Lipo Friedmann-Oppenheim, o qualcuna di qucHe frequentissime sindromli d'i arresto psi<'omotorio I'Oilfusionale o di occ.itamento amenziale e.he furono universalmente ritenute appartenere ad uno de.i quadri di cat.atono·ebefrenia, od anche all e p.sicosi ma.niaro-depress.ive; questi casi in quasi tutte 1€ stat.isLiche de.i Centri neuropsichiatriri l<'rritorial.i o delle consulenz·e delle Armate er ano sempre. mollo numerosi, mentre per lo pi.ù trattavasi di semplic.i stat.i depressivi (da esaurimento con aJUtointossicazioni ) o di .episodi di ooc.ita.mento emotivo pseudo-amenziale su di un fondo psicog.eno cioè da. interesse psicologico, così {'Ome molte pret.ese forme di psicosi paranoid'i erano sempl i cem~mte costituite da quadri psicod.egenerativi con spunti paranoidei conseguenti, drui quali pul l ulavano espressioni psicopaLiche diverse, non flu.Ue genuine~ molte volte int.erament,e i•n volontarie, almeno quale mezzo interessato dii difesa psirologica, e non poche volte. su base alcoolica - e così via - ; 6" in non :pochi soggetti era. evidente rbe iJ, permanere di forme mor-

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bose per· iferiche, sopra.Lutto da. lesion i di netv.i, o da inerzia vtzrosa, d etivava. per gran parte da mancan2la di -cure, cui essi si erano mal p restati od anche rifiutati, olLre a quei n umJer·o$i casi d i lesionati che si inv1iavano in lunghe liccnz.e, dw·anle le quali per inler~sse o per neglig-enza si fi SS<l\·a no e si aggravavano, o si associavano reliquati morbosi altrùm·nLi guat·ibili od emend·a,bih, ma che naturalmente non possono addebil<nsi ai soggetti st-essi.

•..

III . - Molte altre osservaz ioni la dellu esperienza dinica e medicolegato per m€ l le fa re, riguardo ad altr i lati di questi problemi. Ad esempio, è verame:nle legillimalo dare -con grand~ larghezza la causa d i ser·vizio a quasi tutte le forme ne urosiche e psk.osiche mu.nifestalesi in z.ona di gu-erra? Compr{'ndo, vi è una rag ione SUJH:'I'iore, di OJ)POrtunilà polilit-a ed ·a n<.:lle morale, dalo il disagio economico e spirituale dell'assestamento nel dopo guura dJC un reliquato mor boso rc-ude pi tì diffh:ile e 1X,noso a l minorato neuropsithico, od una malattia nervosa o ment.al e fa più amaro cd esa:>perantc p or la famiglia che d-e\·e assistere un inabil-e al lavoro proficuo: e vi può essere anche una tagione giu~idica elevaLa, in quanto lo St.alo ha 1.m~so per difendersi dal nemico sog~etti pl'esu mibilmcn l.e sani e redditizi, e come tali ha l'obbligo di reostituirli alla famiglia dw può esilgere di riaverl.i woctutl.i\·i nel lavoro od equamente to mpt'IJ·sa.ti per il d<Lnno conseguent.e in occasione della guerra. D'altra parLe, è <.:<'rl.o che, dal.o che l'uomo è, tuttora, e più o meno, u n prodotto incompleto di C\·oluzione biologica, sopra.Lutlo neuropsichica, sono nulll e-!'osi i deboli, gli anomali , i costituzionali, gli ered iLari che v.ìvono e lavorano in un equi l ibrio instabile, le cui facili rot.lu re d'ord!i·na.rio si esprimono con atti iffi})ul sivi, irosi, passionali, con tetra.ggine, con t.: l'is i emotive, CCt;..: ~vide nl emen te tutLi costoro sono facilm,e nle dt•gradu.ti e pertu rbati nP.I loro pol..enziale dall e V"drie e com pl€S· se caus.f> morbigene della g uerra, anche solla.nto dalla fati ca fisica, o dal patema fami liare, o dall'emozione di un rombaflim~nt.o orl anch t1 dall 'ansia dell'a-Ltesa in una aZ'ione guencsca, come l 'esperienza largamente c·i insegna. l nvero, g li ~sa.mi nwl1t• plici C' i r ivelano srw~seggia re il fa l tor~ bioJ Clgico od a.ntropologiro-tlinito nella causalità. morbigena, (·ome il faUore ereditario e t·ome <Ln,·he la viziositù ed ur·atin1. che aggrant le i,noornpleL(•zze d ella per·sonalità (1): ed allora è chiaro che, scientifkarn('nte, non pu ò add-e.bi Larsi la forma morbosa alla causa di guerra, ma act una maggiore o minore interferenza di motivi pertur ba.t.or i, che si. ril eva anche dalla forma, e dal cachet che assume il turbamento n er voso o me-nt..ale -a seconda delle pecul iari all i tu d~ni abnorm i, congenite od .acquisite, ehe diversa mente orienlano le differenti pe t·sonalità (2 ). (Il :\<•1 ('(•ntr·o <11 P. t';!'):Ì<) E. :thhi:IIIW t·i:-wo n tr:tt< l: IH';!Ii HflieiniJ )'Jl % (•Oli e \·i eredit<ì neHrop>~i<-< ,ratil'a. Il 19 ~~ ron pre<-<'ilentl d L~turbl net<Tosl o m~'nt.n ~ be.ru.-ltè tr:rmiitorli. f'<l il Gu % ('()1\ J<l'l.'<'~dt•Jlli lfr<•ll(~>- 1{'1::->tli <li YIHi.:t H)l\.'l'Ì(': Ùl un grttPT>O di :.111 militari <legt>rmr·<rti ed anot·m:lli J>l'<'" llnli l"'ir•1patlcl il 64 % ave,, u dHti f>llllìli:r r i n<'urop>'>lt'<lJ':llki. t>d i l 71 "~, , .,·ideuti ;rhnnnnihì menllll ll o li~>l cnntt~ r·t~ Jwi ma <1<>11:1 W(lhllit:l~ione: (2) Ved n;. i. in prop<";;;i to. uno st ucli o d<'l \"fl iC'n tt> C'•'IIPp:n E. Rh·o. mio ('o !luboJ·n•.rll<' noi c·r•n trn di H .•gj!iO E m ilia. I'I.::sJ" '"i'·n::a nr1u·opsichiall'i'·a tle{ C'l' lllrt> ti' l " Ua tt·r,/ia i11 H•·r1oiu Nmi/ia. in Rh·. ::;l*' r i m. di F•v ni11triu l~l!l . ÒE.'lltE.'


LA :\fEDlCINA I.ECAU: MIUTAllE. EC..'C.

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-Quindi, è s t.a.lo buon criterio distinguere la dipe11denza. diretta dallo aggravamento per cause di guerra, che però non hanno riperc-ussione su ll'entità degli assegni-di pensione. Se l'hanno, ciò avviene, ad esempio, sfavorevolmente ·agl'i ufficiali -di carriera i:n; quanto allora per essi l'aspettativa riduce lo stipendio ai tre quinti, mentre l'ufficiale richiamato dal congedo può essere tenuto j:n lunga lioen.zSJ di convalescenz·a .con a:&Segni del grado. Su ciò vi è d·a 'J)Orlare delle modifiche, ma ::;~ pratul.to oct:orre, io penso, superato il più dis agevoi>O p eriodo dell'assestamento sociale del dopoguerra, dare anch~ in medicina l~ale militare il giusto valore .a.Ila concausa, in guisa che, dopo du e o tre anni dalla m.alatt.ia, ed a sewnda della forma e gravità di essa, l'assegno sia ridotto ad un contributo non ad 1un compenso, equivalente oioè al danno con{'au<;ale, quando l 'e~111n!e <'linico .ru?l 'lll·rtto dlmos1.ri 1ft labe costituzionale di fronte ai sani normali che riportarono medesime lesioni per g·ravi ci.rcosianoo special•i di serviz.io di guerra e dopo grande e prolungato logorio nervoso: ciò jo ~redo sia ·and1e un saggio criterio òi giusLizia dislribuitiva. . Occorre, aUresì, esse:-e. molto dil'igenLi e guar-dinghi n el rilùvare e quindi ne l valutare i postumi di l<esi.oni cran.io-oorebrali: a volte non si rinvengono più r ei iquatì periferici apprezzabili, n è esistono episorti abnormi (per e5. convulsioni), e si potrebbe essere tratti in errore (l 'ho potu!!() os-servare mDlle volte) se una accurata disamina non facesse dar·e ri lievo a tu rbe funzional i, per gran p!l;rte soggettive, ma che le prove sopratuito con i m.cntal-tests me ttono in evide nza, quali la esatt r'ibilità ne uropsichi ea, la suggestionabilità ps icogena, l''OmotiYilà "racile ed f'~"lagerata, lrt dr.pn~ss i v.ilit dis timka, il senso intimo di sfiducia energeti•ca, le di$mnesie, la ps ichialg ica difficoWt a,s soti<tlivo-ustrattiva, la -distraibililà nell'intendere ad un lavoro approfondito, ecc.; e tutto ciò sopratutt.o ne l lavoratore inl.ellet.tuale, cioè nell'uffic iale di carriera o di congedo (c.ioè profession is~i, impiegati, professori :e ma.estri, scrittori, ec{' .) . A ta'l proposito IÌO credo eh~. un vero democr~tico debba opporsi alla facile corrente de magogira c.he purtroppo inJPerversa, e sostenere esser-e un er.r ore ed nna;iniquilù, per lia1li casi, val utare il danno astratto e non ,in raworto alle abitualii at'litudini lavorative, dando cioè la massima imporLa:nza al fattore psichico, ed al lavoratore int.ellettualce , il quak ha come capitale e come strumento d:i lavOTo il suo cervello, e qu·indi deve esser€< molto più largamente comvensato in una minorazione , per quanto liev{l, di esso; così come è equo dare in qualsiasi fonna -monbosa residuale di guerra. una -pensione diversa al militar·e di truppa ed all'ufficiale, appunt.o per l'importanza che ha il fatt.ore psico-affoet.tivo nella vita mentale e quind·i nel lavoro, per l'uno e per l'altro, rontrasta.n-do vigorosam ente la tendenza opposta che demagoghi vorrebbero imporre. · In molti casi di neurosi, sop1·atutto nelle formJet traumaLich e od emotive, <>ecorre una decision<e ferma ed .espliòita, dopo un congruo ·p edodo di attesa, -con assegnazione di una bassa categoria di pensione, 'Una volta l·anto, troncando poi g li- indugi nelle nuove visit-e, in quanto il desiderio dii ulteriore indennizzo a.l imenta le attitudinj, querule dei soggetti, o ne impedisce ogni interesse 'O prescrizione curativa . Ugual-


272

I.A

Mt:OJ< ' l:-> .~

1.1.11ALt. MIL.ITAilf:, t:<'< '.

mente: ()€r le form e pcri reri<·he funzionali· (psicogene od rsteroemotive),. e per le analoghe (eonvulsioni, eo.ntraliure, ecc .): e eiò a parte l'altro problema. e ..:.senzjale del diritto e dovere d1e ha lo Stato di t urare tali soggetti, i quali sono guaribili.ssimi, come secondo molti (ed io ne conv engo) sono c·urabil~ da parte d ello Sta.to anche molti neurolesi in cui J'.interYPnto può arrecare lanlo bene, dal lato psichko ed edt~cativo oome dal lato d ella produWvità, all'infermo, cosi come ne arreca alla famig ft ia ed alla so<'ielà che in la\ modo ria<'quistano un elemento va.r:iamenl-6 l'edditizio e non un para.s:; ila, dispendioso e<J impr·oduttivo (1) .

I\'. - Tralascio ài ar('ennare ad altri pr·oblemi , come, ad esempio, a queJJo rorrelativo alle rifor me del sislerna pun1iLivo mri liLa.re, che d eveessere ·Sistemato su base stientifka, sia i'l1 tempo di pare ana logamente ai progett i }Je1· il nuovo Cod iee ()€nai e c·omune fondaLi sulle con.quist.e dell'An tropologia criminale, e sia in l<>mpo di guerr a in gursa da farlo rientrar e l ogicam<Jn te n el la organ i!Zzazione neuro· psichiatr ica dell 'eserc.iit.o, ad e:;~ n:1pi o mediRnle le perizie preven tive, l 'intervento dii medici nei tribuna1li, la formazione dlelle centurie di lavoranl~ al fronte, la costituzi one r ;modemal~ d-ello ror11'pagnie d 'istruzione, la colonizzaz.ione oltremare med iante i cri111inali i·nemendabili, N'C E ve-ngo ad un altro gruppo di proposte prati che, r lle riguardano l'organizzazione cn tale servizio in pa.l·c, e ('ioè: o ) impartire lez ioni gen eral i di neuro-psi<'hiatria. e aiminologia ITllilila.rc nell a Scuola d 'applù·azione di sanilù di FUTenze, per gl i utfkiaH mediei di complemenLo ollre.c·hè per quelii di caniera~ b) fare a Roma uno Sl.>el' iale cor<:.JO di int.~grazione per gruppi di uffi('.iali medic-•i che tendano aH<~ sv er· ial izzazione, otLre all'assegnazione alle Clinir lle spec ial i; c) a.sSì-Jgnare degli spec·i.a lbti ad ogni grande ospedale ed al R.erl usorio militme; tl) c·o1w relare un lavoro di ra<'colla d'i dati antr opologici nei milila.r.i (ai Corpi, negli ospedali, nei luoghi di pena, e<'<' .), 1>er hL ('ornpilaz.ionc rli appos.ito l ibrelt.o sanitario, e di c-artella biografico<'lini('il. per •grupJ)Ì di m il itar:i (psicopatici', criminali, er!' .) ; f' ) ottenere <:h-P uno o p:ù sper ialisti, ùld l'e..sercito o delle di.JlJi<·h-e, fac•·ia.no par te della Commissione per la r iforma del Codice penale militare, o ne siano c·on su!Lati , .all o scopo di é"'n<'r-etare: la profilassi d ei ('riminali nell'eser<,ilo, in pace -e in guerra, La perizia psic hiatrica preventiva, lo studio lYiologico dei r·ondannati, l E: sezioni di.s riplinari di emenda e le colonie di lavoro p!W i condannali e rosì via; t) dar-e ogni pos:;ibile incr~m~nto ad una &•zione <'.entrale neurop:;i<·hiatrit'a in H(nna , e(·t .; g) i1nfìne sturl iarr l'attuazione di JllOdifkhe nella entità ecl asse-gnazione di rategorie agl i ex-neuropsieopaLiri di• g uerra , non S<llo m' Ile rivi sit.e periodiche giù

Il} l't'T li ,..,...ll'l' 1] \lt>><l.i ~~~~~~'·lti. ,;,,ordo dt<' l'li l~lì t·Hm<ult a7Ji()IIJ rllt me tnttenel !'\'parto o><J~·rlnli~,n~ 1M Homu. in uOkial! 1:."' S<'lll('IS:(,rf' lfH9), m• tronl\'0 ib :l.,') % oon nw•na lntl o ('(Il\ t~nu i dl~<tnrbi nl'un>tid. il 18% <Ùl ii"'-W)::mii'E' Jn mod~> t.emJ)Qmn e-o o ))I'.J'Illilllf'Ute a S(>n·lzl :,e<IPIIt!lri P •tulncll ulquun to tnlnor:HI nt•lla CftJ)actt~ì hrvontti va. Il :'!;{ % l ti.'oll)j:.'U('voll d i luug-lw lit"<'n7R di con,·nlel'<~ll'l.<l o tl:i oonged~ tentJXmtnoo o d1 nsJll'ttlt t lvt' . ,. r~ ~' :«•ltantn in: tbili a qu n lsia;;i ;:('tTizio ..: quindi nR<:~t l minornti m•; lnn~ro. 111 un _ gm ppo tloi 1:-m naililllli <lettE' pmpo•·~onl 100no trt.ntR: 4!' %·2..'{ o.0 .:10 %·!i 1!1 fr.<lll!(' n R'i ofo-1R.:l:;.(\ o.; df>g-·li utlki~tll.

rx,.


l'! l) l. \ 'Al.Oin: Cl, J);I('O

ll~; J ,J.'.ITIIOFB l'Ili !11 111\',\ Dt:J. ;>;!;11\'0 OTI'ItO, WC.

273

p:red·ispost.e oon gli assegni lempo1·anei, ma sopratutto ooncretwndo una

la.rga revisione per i già. pensiona-ti definitivi, sulla base di questi nuovi cr i>teri medico-legali ehe ormai sono giustificati dal presonte per:iodo slm'.ito di necessità statali, nei quali convengono molti valenti specialisti, grià. nostri com;p~<TTli di l avoro in guerra (Modona, Bos'C hi, Medea, Neri, ece.) . Ciò si può meglio concretare equamenLe aLtuoando delle commissioni miste di esam e. onde siano, AJlthe nella forma, me-glio hulelat.i i legittimi interessi individuali, sicuro r.he una tale revisione generale (che mi auguro estesa ad .allr·e forme morbose) potl'iL e-fficacemente limitare ormai numero, gravità e specie di neurol~i e di minorati psichicii e nervosi, e quùndi alleviare <li moloo l'onet'O dello SLa.oo, che poi si riverbera su tutta la Nazione, g·ià. esausta e cotanto bisognosa di restaurazione non solo morale, ma sopratut.lo economica e socia.le·! = = = = ==

su n lore tllnUo dell'atrofia primitiva del ne no ottico quale siotoma preuu della tabe

por il d ott. Glauco Casagrandi. t euentf> colonnd lo lll( dico.

E' noLo che vi sono due forme di atrofia del nervo ottil'O : la primaria, detk1: anrhe snnphtP, r•ss<m::.iolr·, non infìmn mnloria, e la sccon· darùz, delta anche postrl!"urilìr.a o infimnmatoria . Qu esta ultima, come dll'e Io st•::>SSO suo no·me, è t'·Oil &L'gu~ nza di altre malattie del .nuvo ottit·o ·e della r-etina e di essa non. mi (){·cupo. L'atrofia pr:imania può aversi in val'ie allezioni: sclerosi disseminata, dem~nZia paralitita, tumori cer eht'ali, sifilide, rnalar·ia, diaoe ~e, stat.t di esaurimento, acromegalia, avv·elenamenti. Talvolta è eroditaria e, in altri casi, si manifesta senza t•au se apprezzab.ili. La causa più frequente .di essa però è la tabe. Game s·intoma. di tabe ha. un singolal'e vnlol'e clinico p os il'ivo : ttnzi:tutto essa è wri sintoma pr· ecoci ~imo, perrhè lalora .precorre d~ anni gli altri sintomi propri della Labe cd ha altresì un valore clinico che chiamerei negativo, inquantoc hè ripetute osservazioni hanno dimostrato che, quando esiste la tabc -e manca l'n,lrofia del nervo ottko, si possono trarre da. questa man1·-<HlZa alcuni dati preziosi riguardanti il prognostico e la natura della ia.be stessa. Risulta inf·atti che, quando la tabe dura da oltre trt> anni, senza sinf.omi da parte d•eJ n-ervo ottito,- Sii ha la possibilità. che queslo si manl~nga., anch1:! per l 'avvenire, libero dal processo ta.belico. A questo proposito anzi, la m.agg.ior pa.rie degli aubol'i ha rilevato che è rara l'atrofia del nervo ottico nei tabetici eh& presentano una m arr·ata in1·oorciina.zione dei movimenti. Tale man• (;am;a d i corr-esponsione d i si nt.om i starebbe a d i mostrare ch e l'atrofia e. la incoordinazione dipendono da f-atti lnbeLi ci, la (·tri nat.ura e lof'.alizzazione sono diverse.


• ·.274

SUJ, VALORE CLINICO DELI!ATROFl.~ PRIMITI\'A DEL "ERVO OTTICO, F.CC.

R kord<> a quest<:> punto che l'atrofia ottica va distinta clinicamente i.n bianca o cerebrale e in grigia o spinale, .n<>n già perchè nell'una e ne ll 'altra forma si abbia un diverso <'Olore de lla papilla ottica, ma perchè la bianca o cRrebrale è l'espressì<>ne di un proeesso m<>rboso de lla sostanza bianca cerebt·ale, m'C nlre la spinale rigu·arda affezion~ delle corna grigie s pinali. Quando all'atrofia non col'rispondt31 l'ìnooordinaz.ione dei mo,·imenti, si avrebbe una tabe superiore, ment.t·e quando questa Ì•n eoordinazione esiste, si avrebbe una tab f' i uferiore : Atrofia bian·ca dunque nella t.abe superiol'e (e cioè nelle m e.n,ingi.ti cerebral i, idroce· fal o , tu.mori <.:ere brali e p er cause meccan~ che vari-c, che agiscono compt·imemdo il nervo ot.li co) , ~d at.rofla gr igi.a n el Lw tabe spinale {sclerosi s pinal e, paralisi bulbare progressiva, lesioni s ifi litirhe, malattie infet· Li ve, abusi sessuali, ccc .) , e Lalvoll.a senza ch e sia possibih~ rintracciarne • <·ausru alcuna. Sono stati segnalali d<:i casi in rui' la w mparsa dell'atrofia ottica avrebbe sEignato l'aU,enua r~i degli altri sintom i tabetìr i {Bou chard ). Comunque sia, es..c;a rappn~.se nta, un sinloma dì note1·ole gr•l\'ilà « quoarl vis um• "• ma l1l•C·no grave :inve.re « CfUOad vi l:! m "• !)eTr hè la tabe orulat·e Tis!}<trmìa il resto dE'll'ol."gruni smo: a('Ciera. ma non ucride (Ovio) . Si tisro ntr·a nel 20 per· r<'nlo cir('a d ei e.asi di Labc·. L 'alt·ofìa d el n ervo ollico è 1111 sinloma importantissimi() di tabe. non solo per la pre-rorit à in sè, ma pef'(·hè c·om e. tale richiama p er primo rat!enzionc del malato e quindi del m edi<:.o, per la dimt:tuzione del visus r he .clelenni,n.1.. Dei s i·ntomi pt·omon it.ol' i .di t,abe, l'a.tl'OfìR del nr rYo ott.ic.o non è pc1·ò il solo , pet·chè a.ssor iat.a s pc:;.!:'i ss imo ad altri, pu re pre<:OCI. riguard anti 'l o stnLo pupil!are c-d i•l t·iftesso pal.<· ll a r(~ . Nella lahé, inf,alLi, si ha precocemen te clw !a pupilla, non reagont,e alla luce, reagisce altl'accomoclazione, fenom eno noto sott.o il nome di sinloma di Arg?tlfR ohr:rston e ::.i ha l'aboliz ione del riflesso pa.tell a.re, conosciuto con .nomP. d.i sin tomtl rJi VVt•stpha' , che nnn si ver·ificherebbe però nella l·<Ùle s uper·iON}. P er quan to rignarcla l'alt erazion e elci rifl essi pupillari, €$Sa è anrhe di grande irnporlanza per la p recoriUt ct.ella. sua appa rizione. Vi è spesso mi osi , qualche volta mi driasi, anisoc·oria, deformitit rmpillare. Il riflesso alla lu('e, come ho d-eUo, è quello rheo spa t·i sr.e al 11iù w est-o, o, almeno nei rasi dove l'e.voluzione della malattia è inrom pl t'la, si ha una contrazione pupillaro l enta. e p o(·o arrentuala.. Il rosidctto rifl·esso all'accomodazione e oom·ergenza r·h e, oome f! noto oggidi , non è pitr ritenuto un riflesso, per·chè in {'Sso manc.a la via r-enLripela, mn un se mplice fenomeno eli associazione tra il muscolo sflnl et-e pupillare, il muscolo c•ili are e i musc·oli l'etti i111Lerni, è general men t-e .ro n~ervato, ave ndosi in tal g uisa untL Viera discordanza. n el modo rli comportars i d eHe 11upille alla lw·.e e all'acr·omodaziono. Si çs.::;ervi però che tale ronseqovazione dell'acr.omodazione non è costante. Il terzo l'iftesso pupi llare, cioè quello al d olorE', S!)arisre anche pre.cocem ent(' nel tabelir o. Ollre a quest.ì si ntomi propri dell'appar·er·chi<J musrQiare intemo d ell 'organo Yisivo, nt> esistono altri. &E'll1JWe preror i, che si l'ifer.isrono all'apparerehi o muscolare oest.e.,·.no dt>ll 'occh io e .all'anoarecchio >:ec;·etivo '{da.rrior'l'ect). F ra le le::.ion i dell 'appa t'el'r hio musrolàr:e esterno si lvmno


SUL VALORE OLI:XICO DELL'ATitOt'L\ PRI\lllii'A DEL Nt;RVO OTTICO. ECO.

fre.quent.e.mrente le paralisi d ei muscoli mol.or;i, spr.sso

D()n

275

coniugate,

paroellari, fugac.i ed effimere, talora istantanoo e recidivanti. Sono più f.acili a verificarsi dapprima quelle del muscolo retto esterno, noi cp:t'lie ~'ell ' interno e infi.ne le altre. La ptosi si associa spesso alla 1teviazione oculare ed è anch'essa un sintoma inizial'e Pl'e-coce di tabe e può am~i oompariro isolata. E' per lo più unilateral-e e qual che volta l> i n ~·~ ul. <m' , m'a di grado disuguale nelle due palpebre. Può accaderè eh~>, i.lli'Psarr,e .clinico, non si r iiScontrino parali&i: però i l nicordo di una diploph a.c.cusat.a dal paziente, c i illumina ci.wa l'esist.enza e fu gacit:J. eli <'SSa . E' .noto infatti che il s intoma patognomonico della paralis i d•:i muscoli motori oculari è la di•plopia. Pe r quant.o riguarda le al terazioni fumzionali d.i se.crezion~, nlie quanto si è detto per la diplopia: il ricordo di un periodo di lag-rimazioroo -ed ·epi fora sofferta, vale a metterei su Ila buon.SJ via (Chn r r0tBouchard). Infine g iova .ricordat~e che si possono ave.re anche altr1 ::intomi ocula.ri precoci, nella sfera d '.az:ione d el simpatic.o, e cioè: esofta.lmo, lieve restringime nto della flima pa,lpebrale, ipot.onia del bulbo. Non starò a desc rive r~ m~nuta. mente il quad ro oflalmosropi~o d ~l ­ l'atrofia ottica primitiva, che può riscontt·at'Si in quals ias i tratt-ato di oou1istica. Dirò solo brevemente, iJ)er chi non ha frequ enza in questo genere di osserva-zioni, che essa è caratter~zzala da ;uno sp(~~ 1al e. pallore della pa-pilla otUca, leggicro in primo oompo , specialmente ''Prso la metà temporale di essa, che va. aumentando, sino a che la papi l la. :::tessa divi·ene eompletamen t.e bianca, o bia nco-azzurrogno la, conti·add :st inta da. margini nett.i, marcat.amt'nte deli mitati, avente nel :>uo mezzo i'3 picch·ictta. ture p.iccole, · g rig·iast1·e, della lamina ct·ibrosa, che e.ssum e qut>l colorito p et e.ontra..sLo con l e fibre n ervose akofiche, Il? quali s0no più bianc he . Al pallor-e si asSO(''Ìa una l eggiera csrava:?.ione d e lla papilla, superficial-e, a margi,rlli decli vi, a forma di srode lla, d o.tc~ rminata d a l· l'atrofia tde!Je .fibre del n ervo oltico situate davanti alla lamiJna cribrosa ed! anche quando l'esc.av.arzione è totale, 1'imane scmprr. s uperfkial c: al massimo s i· approfonda sin.o alla lamina. Il s.intoma of ~a lrno:>c>o pi co più importante però è il pallor-e del disco ottico . Questo pallore. è dovuto al l'anemia, e questa, a sua volta., a tre fa.t.Lo.r•i : di <>kw~i()ne d ei r·;J,pilllu·i, neoformazion e -di t>essulo <:onnclLivo che rompt··i•rne i capillari rimasti, d eficiente ci.flco l.azione in un Lessul..o regredito. Quanto ai sintomi subbiettivi orulari s i ha: diminuzione. progres· siva della visLa, che s'..i nizia come un sen so di nebbia. che <n-volge gl i oggetti e che va -progr-essivamente aumentando lentamente, sino alla {)ecità; resLninlgi.mento concentrico del ca.mpo visivo, .progressiYo anche esso, ins.'i·emre all'aLrofia, qualche volta non con<'.e ntriro, ma. irregolare , o a sett.ori, -comii·nc-ianclo dal lato lempora.le; d.iminuzio ne del senso cromatico, dapprima per il verde, poi per il rosso, indi per il giallo ed in. fine per l'azzurr.o. I hmit.i del C. v. per il bian<'.o subiscono anche un Tlestl'i·ng imlento concent.rico, ma sono gli uiLimi a sparire. E il rest-ringimento del C. v. e la discromatopsia. possono tFtlvolla esse.re sintomi pl·ecocissimi, bf'n manifes ti, prima. anrora della rom parsa delle allet'azioni pa;piJari.


27ti

f' t ' L

1',\ l)lt!t: (' !, 1:'( 1{'0 Jlt:J .I .' A'I'UOFI,\

l'ltHJI't 1\'.\ Ot; J. .'it:KI'O O'f"T'ICO, F.CC.

C<.lme è ftt~·il e 1·omprendère, l'atrofia ùel nervo ottico, nella tabe, non è la stessa. di quella che si p resenta in altre malattie. Abbiamo infatti una s<>ri e d 'atrofie da <·au&e oculari e fr.(l) qut!SW, in prima linea, quell a che ~·i al'compagna alla degener a:nione p igment.osa della retina, in n ri la papi VIa è pa.l l idissiJma, i vasi ret~ ni ci estremamente assottigli.at.i su foncto grigiastro-plumbeo, con presen za di d 1iazzette ne.r e caratterist·ir' he d·i pi gm~n to, le quali furono rassomiglia te, n ella forma, ai corpu,.. scoli o,:sei , sitc dapprima r)Qriferin1mente, indi avanzante::~i verso il polo po::;leriore del glo bo Ot'ul.arf: : si lmlla m questo (·aso di una atrofia della papilla, assof'iata a si.ngolare i schernia della r eti na e a dt..>generazione pi gmflnll:tria. Si ha anche at.rofiR da cttuse ocu lari, nell'Pmbolia d ell'art~ia ce ntrale delltt re-tina , nel glaucoma, a<'t Ompa.g nata all'e.c;cavrulione t·ara1.leristi !'a, a forma di r'<.l ldakt•, ('Oi vasi de.ser·i venli un gomito S!.!ll'orl o d ell a 'J)<l·pilla. L 'atrofia. tossica è li mita.La, ,POI'O ai.'Cent.uata e tal·di vu, sp·e.-;so proceduta da falLi ipcrernri\·i, pen·hè <·onseguenza. di un pro<·~'SSO infiammatorio inters'lizialc del nervo oltiro, che d;\ poi luogo ai·· l'atrofia. L 'atrofia SC'r ·ondaria , infine•, è <·a.rat~ rizzaLà da colorito bianco, ,·ornr> nella forma primitiv-a·, l.al voll.a. con u na leggicra tinltt g~iallastra, co.n margi ll'i non netti, talvolta c·onlornati rla d e-posi tti. p,igmentari, o con una d·e pi gm:>·nl;u~ion.e periJXlpillare atr·ofita, re'>iclu ata dall'antif:o prot<'S.."'O infiamrrwlorio, la la.mina cr.ibrosa'llon tra.:;pare così eviden te, i vasi retinic i sono a~sotLigJia li c ridotl>i di numero, tanto nella .f)apilla che nella r eti na e prcsent.ano snL,"SO i se-g ni della perivasnllite . ù> vene ~rò, in r elazio ne all e artc r iE', ,·onserYano un ~·erto ralibro e sono un po' lorl uo<:e. L 'atro fia d el nervo oU i1·o n ~ lla tabe è un . vero e Jì rOpl'liO pro<'.e:>OO de,g(•ner alivo : s'inizia alla pcl'iferia e J)rel'isanrente daglr strati in ternj (cellul e m u}t.ipolari o gangli nnari ) della retina. la qual<> rappresen ta il l'en tro lrofko d ell~ fibre olti r he, indi si a.vtllnza verso il (·ervello. Si' tratta, ,jn ~tanz<.L, della ~!c.:>sa d e~eneraz;ione gri g ia ('ho si ha nei cor· doni post<.• r iori :;pin.a.li. elle rapp resenta il proc-esso tal>ctieo spinale e c he sarebbe un'atrofia grigia. L 'atrofia d el nervo ot.lic.o allaua sempre entrambi gli onhi, m.a non nt~ llo :;tesso tempo. A c•·ennaio rosi a lla sindrom·e 04·ulare LabeLica, in relazione a.!Ja pre('o('it.à dei singoli sin tt>mi e specialmente i.n 1·apport.o al l'atrofia d el nervo ott ic·o, è mio inlr nd imenlo di des1·niver e un raso della malattia :::ws..<xt, d~ natrura tabeti,·a, ven.ufo solto la 1ma osservazione melle vi site t· h~· si rwaLir·ano presso il Co ll t~g io rnodiro SltJ)eri or·e.. Qu·esto l'a~. a 111io giud i Ziio , è meri tevole di esser·c segnalato, perr hè in e!'So vi frr , in primo tempo, una sinlornal ologia così 110v,•ra , pel"' quanto grnnt•, {mi !iia !('C ito 11::;<u'E' qu este due Jì<lrole, !'11e sc.mbrerebbc.ro in r·onl rasl.o), da tenere per èlkuni anni inò er·isi i &rni lari , che lo ebbero in ffi"P.rvazion'(> , c ir1·a l a natura del pro1·esso . • Kn ldat o r· ... .\' .... d•·ll:a J '""l"f"-( ·(l'dt~ n tt_.

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"'"'''*' l S!li , di ,oj n•tr o di Tnq~1nl. - ~011 rifEC>ri!'!Ce nleun

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~l'l IIW>'(• <li ;.!Ì~ t ):ll<> <lt;>l 1!11 ~. Jil''"'tanoln ,...,.,·i;r,in in nn 1'1' 1-"'l!Ìtttl'nto 111 fant.('ri~. nwn t t·t> lf'0\'11\' II>'i •l:t dn·:l t r P JU('$ Ì sullli<>Jitt' Gmpt~t. iHL'<>JUind<'t tltl :lV\"N'tlre una


LìcYI!:'>l.ima ~Ullli llU;-.i<mt! tl:vl ,.l,.w<. :;c)tt•> foJ·uw tli 1111, 1 n~ b()i'oe, I'IIP otTu.'<(·al·a Lt•~;· !;t'I'UIIIDIC g·ti Ogg-etl i. ~ifTut.tu f'~IIIJillt"U<J llUdò gl'ildl.lùlliWJit\~ Ulllllelll.llli!IO, (.'()Jl Ulla <-t·rt>t <Jtutle ravi'ùiitil. 1-:J.:Ii r<~•rb. >'Uile prhue, non vi f<·<·t• gran cn:so, ritt>nenùo tra t· t>~r:;i di fattl p;u..~e)!'l(€'ri, m ;t inlint• t'l<-..11·~ alla vl,.it;J lll€'ill<::l. p<• a· <:ui fu l'Ì<'OV~ntto ~wl 1'€'1):1 rto os:;e t-vull'ivne dell'os(~"tl:ll~ UJ iJitm-e di ~lilu U<J t' lJ(J:<<·Ia t!':l!lff' 1'tcJ nel l't'l ~1 rllo ofbtlm Ici <le Ilo ><t e~<~• O" l ~t'<l:! 111'. i" n snt t<J 1K):,tcJ a ('11l'l' (>1 ~11 r-a rtf• r u l'le. d w non :.;;1 lH't't'i"•re. (.-~·mlll'll dH• t1·a le nlt.re ;thbiu prnti<:ato llnehe unn Clll~l antihw· tiNI), uut c·ott rt,uibtto m~llo. Vemcero (IN"c·Jb lulzi..ri. a ;:uc> rl~o."'tlur<lo. 1€' prnticbe cll rlform~t e <LI IJeU.<oi~me. A Iute IHtJlO. n€'1 febbrnlo 1!):.!1), f11 :sC>ttopost.o ad e~me, che diede ll ':'t'I!Hente •·i>-'~11~110: « l'iulomi NIIIJ/Jil'ltiri: Ac"<'l•"'' >'t'Il."<> •di •JH•:-o ai bullJ.i <K'\Jinl'i, jJt'nriùl delb1 fa{'<>ltil vi.>< il·;~. /:;.<alli(! oc·ularl': P<IJ•Ìlll' ottkhl' piutto:<to bi11m:hl-', J>iil ~1X>e·inhlll'lllt' 1Lil Lato ti:'IIIJK•rnle. 11111 ~• c'Qntorni lll'tli. \' isu.:s llt'C·U&Ito !nferiore ~•d l f5H. biJntRralm-ente. C. Y. C.'Qnwn·atr). :-.ie"f--un Altro .,.!;ntonw 11 enrlt'Q ld'ei mt.>.T-zl diottrk! <' del fondo. Diu.gllOJS1 : A brotia del fnstio macu1:u~ d(• l nervi otttki. (·fin t·ldwd<~lll' dc• l ,·i su,; ad l j .ltl iu O. O. di ignota ,pntoj!.:OIIP:<i. UU n•.nJte uert.nnto lUii>"('!-'llHta Ili 1• c<~tRJ!'orin dj Jlt'IJ.'!ÌOIIE> 1~m· nn tumo. Im·Lato co,:ì in cong~do, ;,i w ttoP">-<.' a ctml pn·~"'o In dlnk;1 ()(:Ulisti<:n di Palt"t'llHI. Sembru elle !!Il ~:<itmu >'tntt> prlltil~tt.e num<'t'flt'<.' iniezi<mi di ~">-trienlnn elle reg-kmi tempQrnli. nut nc>n ~>:1 d~trl' nofli.zie pred,.:e al ri!-'11llTdo. l'nre ehe a!lfntra cum :.:U ,.. i.a ,.;tlltn sull<• prime ~im·eyo:Je. IH()U!lllto<'ltè, tl,l~iJl\SO l'anno di JlE!rL."'ioue ilttrihuitogli n ~NJ.nno. fu sottopt~i<lo >t nuovn Yb•it:e. Il :.! luglio 1921. p~RO U OollE>:rlo medi("' di 1':1 ~~~11110. Qulvi fu <'OII~ntntll: <l l1·<tJIII( uftrtlllw.~CuJlir·o: at.mlìn dot'i nerYI ottici in O. O.• <:~m vi'SUS ctdottQ od l fW. Pall!got>ue.-.1 1)."<'11 r11. Il JXIziettte :t,.,.iMml d l non lWer· runt !:O!l'erto a lenna ruul.attLa. L'Mn·ofl:l otti<'ll non i' :l('('QmpagJult:t ad nlcun altt·o slu toma oeulare. Fl-iE>tema llnfuti(·<>-J:"hialuloltlrt' irult•nnt>. Tlf>j:!'lltlvo l'E'.~;1me •eli tutti s:ll nltri orj!'flnl e<l nppunoc'C'hl. ]Jiayno><i: .-\tl·ofia d;·i nf> tTi ottki <lì uatm·n O>'(:Unt, <·on ,.i,..u,._ In O . O . = 1/ 10 (mod i fl<•tt bi w·n " · V enne ~)()i ,.,otU>I x>l-<1"' a Yblti l 1>1'1'"-" '0 questo c'oli\•J:i<> uH•dko .,,,P<'l'iot·t> il 1!1 J;."E'ntJ.;·Jin 1!1:.!2. dall:t q u n l<' rlim lta <JIIIlllt.o NP~me : « Tndh·iici\J<> <11 f'('!l'<l htrt' rost i tnzi<me. ~n untrltQ e sonnguiflcato. fJEtf/1111' IH•ltlarP: l{(•frnzl(ILI<' {'lllUlt' tl'Ojl!C:l, IIIIIÌ>'O(' Ol'Ul (pupilla tl<'><tra ll.l<IJ!)!'I\>1'(' d ella ;.:;lnlst nt). toq w)1'<' del r·ifh.>."'-"'0 il"id~>t• lumin(l.<>o 11 l'<int"tra. :t'*'<'Jltl' n de~tn1. - fenonl('TW rll A l'l::~·ll- ftnlM' I'!'I o n - m o l'i mi'n l i d t> l bulhi oculn l'i lncom.pl<•ti ven<O ~lnlst.rH. -notevole J':.tllor·e delle papillf' nttielu•. più (l('<·<'n lua tel ndl:1 nwtil tf'mpnral<'. paplll<> t'Oli lllllr)!'IUI llf'ttll>-<11111. ,.;.,ftme 11f't'I'Oiottic o: l(Mltonin cl<- i mol·hu<:>nti del fn('cla l<> infl'ril>n• cll">.t.ro: nulln d i not.~c'I'Oit> n Cfllrioo d~llfl m n t.! li tìt cn•tti.v n .- rm --<-~lvn <l<•l!'li a r t i : :sc•n»lhlll tì• uonlm l<' ritles.'ll muC'Q>.i e cutm~l pt'(' S('nti. J•ifJ·e~'ll t<'ndlnt>l , -!l·n<·i. Yil'n<·iR-<iml i •·ntul<•l t'd arhlll€>i. E.<:~~m<> eli W!Ht'-l"l'lllflllll 11(')!:11 1\'cl. DlafluO.~i: Tall<' ,.:uperior(' <'()!\ atrofia cl~~~- 111"1'\'Ì ottki ••·

~i

tratta., r ome vedesi , di un caso ben singolare, 1Wl ('Jua lE> da.p prirna e per lungo t.empo , non ~1. è avuto che un solo sin toma: l'atrofia. dei nervi ottici e null'altro. I noltr e giova notare come, in seguito ad una cura energica, proba.bilrnente di stricnina, l'individuo ebbe un m~glio­ ramento, per quanto fuga.i:e, tanto che il visus da 1/50 salì ad 1/iO. lli mase po-i i.l quadro r linic·o dell'atrofia ottica ed assenz.a. dJi rrualsiasi altro sintoma Labetic·o, l.>ench ~ la mal attia datasse ormai da tr-e• anni. Tale atrofia fu perciò diagnosticata di natura oscura. Il mig·Jioramento ot!Rnuto dal pazi-ente fu effimero , e non poteva ess('lre alt.rimenbi, data la natura doe ll'affe z;ione, t.an t.orhè nel gennaio 1922, dopo r.irr·a sei m€Si , non sol o il visus si era abbassat.o, ma altri sin1omi di t.a.b~ avtw.two fatto la loro apparizione e r ioè enno Mmparni il fenomeno di At•gyll-Rober- -


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111\ 1"'1".1 OLl.l ••\ "'f.UIJ'.\ )llJHl:A JT,\ L L\ .'\1\ t.: !5TR.\Slt.:ll.\

sl<ln. ra ni:::c•·uria, un a l ie ve i polo n ia del fa cciale i·nferiore d estro. Purt.roppo non fu J)O::;sibile a•:c-ertar·e l'etiolog ia della tabe, nè d ai dati ~Lil amn est·il'i er·edit.ari e personali, nè dall'esame obbiettivo, n è dalla rea· z·ione \:\,'asser·mann e neppure dal crit erio cu ra tivo. Con l'es pos izione dd ('él.SO in parola non ho creduto di di.re nulla d i nuo,·o, rna semplice-mente d i t·ic h iamare l'attenzione s ulla importa nza. de'l'atrofia ottica nel diagnostico precoce della tabe, non soloper···h è ques lo &intoma può pr-ecorrer e. di molto tempo, a.nche di parecchi anni, g li alll'i sintomi , assodato ad altri riferentis i allo stato papil lare, CI'C . , mru perchè essa atrofia può esis te re lungamente da sola a t.esl i fieare l'inizio de lla malatt ia . Molte atrofie de l nervo ottico, da cause· oscnr'e, non sono che la prima avv·isagl ia della taoo e, in ogni caso, quando qualunque a!Lra ca usa ci sfugge, si Lenga presente la possibilità di un proresso t.abcLic.o inc ipiente.. Questo concetto ci indurrà ad un esame più minuzioso, alla ricerca di. tutt.i gli allr·i si nt<>mi pren1011ioor:i, e non è d ifflt·il e <'he si possa di essi svelare la prima insorgenza. C.i riuscjl'à l'OSi più fa cile. s tabil·ire un .diagnostico sicuro della malattia non solo, ma forse anche a ricavarne un prognostico « quoad vi1am >> e « quoad vis um » di g r·ande importanza, in una malattia così g r.avr. Di sgraziatamente, per quanto rigua:rda il cril.errio curativo, siamo i mpotent i a g uarire, o quanto meno a modificare il male, ma p erò un esatto regime, una vita• regolata , m1 giudizioso US() d'ipercine1.ici del si·Fle ma nervoso, ci€11a retina , e del nervo ottico, possono rHardare il tris te· t:::Ho.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA 1'..\1 )1.\,..rO. - Il Iii '• r la tu/JI'I'('(I/I).•i in 'l'•1rino t>rimfl c rluf•'l la [JIII'I'I'(l. (<< :-.Huen·n 111<•d i C• t " . n . S. Hl:.'21.

1:.\ .. i,l•l'ltfll'<' Jl('l' le <lis iuf(>';.iou i presS<l l'ufficio ò'igin1e nnmi<:>ipale di T o rino, :t i•Pr·oriltarHIO d t'l <:ast•llario nel crn'fi•IE' :;ono f:<'l!'ll:lti l!i~'<rn:lhnente t11tti i casi tU UJilll:ttLi:r inf('tlint. lw :>tmli:r to il COlnJ'<..WLiluent o dE:JI'ileotifo i u qut'lla città n egli anni l'il<' r>~-e<.'(>(IC'ttl'l'o In ;::uprra <' In quelli che imJuN.liat..1 mente la .c;eguirono. Dal oon-

fronto <lei CIJ~j eH 1-i.ro Yerifì rnt i,.,i nel tri~nnio 191:l-li1 <-<ln quelli d<>gli anni 1919-20-21, ;. ri:su tt:lto ehe pt·illla ddla ~u~'rra furono ùenu11ciati S:35 cn:,;i. di cu1 4-H:l maschi e -Il«~ Jt·n•ntlnt'. m('utr e. dopo In guerm. s u 107.3 òemmcie, s i t'blx>ro 446 casi di maschi e !127 nelle f<'mmine. COli una J)l'Ol>Ot"l.lone rispettint d!'l 52.5% ~nei maschi e dcl 4i.:i % m •lle fl'mmin<>. IX'r 1l fl<'riodo nntel.x•llieo. t' del 59.:'i % ll<'lle fcmmdne e dle-1 411.5 ~o n6 lllll!'('hi. IX'I' \]11<'110 ~1H'<'f';:,.;jyo. Qtwsti d:ttl CHllfC11lllliOO QU{lUto il Bajla av e• a J;:iir 11il ev~tlo per l ' inf\'Zioue t i fka 11<'113 C'ittà dj l\lil:1no e le o,.><er•azioni di CMI'f:n<l . Aclund. Sergl'Ut, già rif1 !'!<11Dte un Qllt>lltO g-iornn le. L'A. illt11t r·c ha ,·oJu to \'-~t('lltl<'re le ri N t'dJC sul compo r tnmeuto della. tuber\'<•l<~:<i l"'llll'>ll"l"l' Jw ll'•·r:t f' 11<'1 !<t•sso 1w :· lo !':t('s,:,o per1o<lo <li tempo, allo scopo ,Ji ar·<·~>rt:lr\• "'' 4?\"<'llhlal nwnte i l f\"nomeno O)>:<Cil'Yato per il tifo si ripetevn per QUCI'ta infezione. <'d ha c-om:m m to clte la tuhercolo!'i ha eolpi to l du~ ~ssi pressodr t> in <>;:.ru::~l c misura n!'gli n.nni dw precedettero la gtlerru. pur ~Yendosl una pre-


v:JI<>uza dei nlaS~:hi Jwl I'<IJIJHII'h> <lei l % d<~lle tlE"UuJH:i(>, >il~iulmente nei soggetti dn i :..~l a i ~~~ anni: d<>P<.I 1~1 :;th.' llnl le femmÌIH:! hanno dato inYI!:ce- UJUI prentlenut .note,·ole >iui masd1i ili qu:~,.;i tutti i grnPJ•i di f't:ì. t'(Hll 1111a per<.'(>t)tuale ùel 5,80% d(>lle d~Jnmeie. Il {ll'(:'\':tl.,.re delle ft•mmine ne lla <::H:.:i-stica delle lu.t'e-.t..!on1 per tifo o per tub<..•rcolosl n<'J triennio LJO~t -lJdli ç·o è UJUl vurn tOIJlCid.e nza <:ile •tipete le sue cnu~ da fatto1·1 ùive1·"1 ed indipe ndenti tra loro, oppure $i deve. ricercare in specJali ragioni demogrHii<::ile del minor numero di ma$<::hi in confronto delle f emmine, prodotte dulie e nol1ni J>tW<lite •l~:lla g-uel'l'll'l Il fen01neno merita di essere ampinmente · ~tudiato ed' J ri>--ult>~ti drrlll'u lti•mo ceu sillll'llto potranno permettere \.1]](\ più et + int<\l't>~tmdone. P<'r <H':l i- ùn ;.~)!ll;t hne Il fatto <:on·tnh•ta.ntc con quanto acprior:~ti­ <':1 mente s i ~ut>bbe J>otuto prt>,·NlN-e : e cioè <:Ile la t uberc'OlooJ J>OOtrbelli<::a !osse l•iù nu mcrost n~i tunsc·lli. es'*:' mio questi1 stJtti E'~>1X>sti n i mag~ctori disngi ò~lla ;:.'lltrra, che ii>f> n<1u furono ca n>;:l dJ ~r sè d e lle muulf<'$tazioni Sl*'<·ifiche, banno J.ndnhbinmE•nte :1ggnwnto iut't•r.iPrll incipi<•uti o In Leuti o <::<>IJtito individui predisposti 1>01' llbittl o pcr ~·•-eclltaJ•if>tà. b'. LAL' P.t.'.ITJ . - /,'().,{IN/a/'' miiila1·!l di ri.ger ,;a. 11 . l nd <:illf(Ur; a.uu i di .~110 fttu-:iO· tuun en lo . TOI<•ntìno, ]!l:!:!.

B' una dctt:Hgliat.u e l.H'('\'f- l't~lazioue llell'O:;,I)('daie mllitm·e tti \t·iser\-a impiantato tra i JWinti, nel mnr7Al 1!ll·t in RoLD(l n<·lla f;(;llOhl r estalozzi e tmsformato . in ~ione di primo concentrnmento JX•r mutiùlti e storpi dJ guerm appartenenti a l IX C<>rpo d'Armata. In sei qu~Hlri ri:v;snntivl ·s ono ~JX>sti Il HU1llCl"<> d el l etti a ll<:!:;titi, quello dei ricoverati, cbe nei ii anni dj funz.ioruwn.ento rnggiunsero La ctt1m eli 13.720; seJ.,'lJOno i criteri adottati nello sruista mmto dci nmtiblti e storpi, clas;:Jiicati per lesioni, n eJkt loro rie<lnc-nzione profe;;rsionale e mornle, In div('rsa d1"stinazion<' di ognuuo, !t' <:a u!':c di morte, l'nndnmC'nto òcll'eJXiòemla in1hten7,.nle del UilS-19, ecc. Il lnYoro. nnkdtito <li <lnt' tlt\'Oit> planin wt1ieh~ J.kll'ol'>pedH I<'. rappr~.>$('nta tm notp,·oJe ('(>HhJ·ilmto nlln l'Cùlzioue <"lini<.,'O·Shlt.i~ti('a ùellu Ilo$1:ra organlzz.azion~ l':lllitaria <Jm·ante 1n gllt'lT~.

\"r,Rf:cq. -- lnfl11 1' 11;:(1 rtell(( fatic-a ,,u/1(( ·mur·ho~>il<'t. ( « Archives d~ :'llé<lecine t>t de l'h:ll'llllJC'ÌC lllilit<lire.s», \'01. LXXV, 11. 1). )! rntre i.l l:tYom rr~ol<1 1~. nnn E'<'<'E'S8i\·o. COl'>l1tui.s oo \In octimo preYentivo conuwkJ.ttiX" e<l è utile in molti disturbi delln nu t rizione. quello ecce$S;ivo. <:be 1lete 1111inn In f:lti<':l, è nor·iYa. Jl~>khi• tlinJiH\li:<<'E' l11 '"'·"i>'tf'll7Al on::anitn rontro l'lnlhwu:w ùt:llc can:::e t•>:terne, aggraYa l~ nnalattie prE"esistenti e fuvorisce l'insorger·• di altre . L'o:-:t('Olllie!it('. acuta n<>l!li >Hiole"<'ellti, In mloslt'e infett h·a. !:1 pio<:'mia. l'e n<l<r t-a rdi te ncut.a !<l m:mìf.••sutno infatti per lo piil doro 1'\~}lUuJ:WW fatiche. r..a disS<'ntel'in :;:i ~"''ilu.ppa e ;;'<JS!grnnt $JWèia lmente frn i ~-oillntl esausti. <la.idiR1~ i delln guerm; l>t m:l l.u rin, l ' ilE'OUfo, In tubercolosi ri !i""'TJtono de1l'nzione predi:;:pone.nte della fatica : e eiò l! dimostrato non oolo d.llle <l>"~<'lTnzloni cllnicll<>, UH llllChe dnlle rìC<·r<·he di laboratotio. L'A. rn c<-olwln<ln dl IHX''rtare. con .'l<'C'nrntc indnl!.'inl SJ'lPrinlml'Hte nelle colletthitil. !Jilll li r,ono i soggetti. nei (}un li ~i <knmo .mnJ::gionn.unte t<>m!'re le trist i CQn·~"'l!.'n<' nw clQll<J f:<tif'H. :;:la eMmlna ndo J'inl<'gritìl del cuore e dei polmoni e la perfett.u fnnzinnt' <h•;:li o rgan i ;;ecretori. slu nc-c<>rt.uudo la suffici~Jlte capacità di as.'>ì· lllii:LZiflne e In vnlid'itit <l<'l sistemn .n.exvoso. Le forme <li neurronrotritlsmo, d'allm11Jinuria tn.n~><i.to1·in. di inSltfficic!IZ.U e.p.'ltlra <'! surrcnale. dl adenoidismo. In di"IK•r•sia, il dirrwgrimeuto, et'C. d,e;ono porre iu :1lillrme il medico e far e''itare al r,1zìc nte nu e<>ee,.,;:o di Juwn·o: in qucstj ~tsi samnno npplicatt tutti gnei mezzi di:lJ!uo;oti ci C'he S<'lTOllO n dimostmre nou solo l'csi stemn dello stato d1 faticn. ma anl'11e il J!l'lHio dì quN,tn . TttiYolta non O<'<·orrono nemmeno dett i J?Mm i: e d.lll':t-'-I!Ctto esterno. dn l co IMito clelia pelle e\ <lP Ile mnco!'e, dal lin(:'.amcnt.I del volto, <hl lla JIOS:izionc dt• l <'a 110 e <l•·lle ::palle s i pui• giit rilevare. a ptim:l \'i:>t». lo stato df afra ti ca weu t o. 1r<~ l~·


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Dtu~tnt*' Il htl t;.:o pt•riudo Ili >O<>.sta tt~t L\i>:;w. I ' Oi ~,. i' In &Huln~·. dt(' lJOIUt)bili:~.:~.ì• pt•r pììt oli 4 :111111 utilioui 1!1 unmini. •<''impn:-<' IWil"•~·rl'ito ft'llll(~'"" il prvblelrlH d ;> U'H<<(Il:t potahilt> (' In lll'<~'.s>'i tit di .risoln•rlo in IIH>flo l'ltpillu . 1.'.\ .. f:tnlliiCÌ•

:-ta •·n11o di :!' dns:<t•. inclic·n i11 qu<•sto l:l\'o1·o Il• <lirt•ttin.' :tcl•ttt:tt('. Qt.t:tttdo uu ':tt·q ll a 11~>11 ri,.,1l{HJ.Cit• alln do)>ll.i.u t•si~t:JW..:t r-ltimica e h:tHt-t·iologica !-1 itnl•tll(' la sua tlf'['lll':17.ÌIIIU': IIU! 'Xt.t dt•I'P E""'-'''"' <'ftk:tt'{•, rn;•ld;t " di f:H'ide appl!<·H:~.loJIP. Ln "jnl'l·lli:~.r.H:~.iott<t> lt ì: tuto <lei lllt't1~dl più adoltuli Jll"r (Jnt'stn tlepurazjon.,. r:t7.iomll<·, pnr<"hè ;.i l"'Hln:<(~t bt J:im:l:t qunntllit tli doro llt'<'f'"''nril> e ;..·uftici(>nte 1.~1 (>Jllll'lll'':' Ullll data èl('<.J\111 Od 1111:1 l-'(tlttzlo ll(" dUI'lll'l:ttlt d'un 1l:1T0 titOli>. L'A llill!<Jstr,, ('(Jill!' ;.i IIE'I't' t·a l<·ol:tJ'( ' la do>·.<' nt'ilt• 111 tlo"'· Hu IJili tt·oppo indl•terut.inat:l. (> si 1mb dir<' nn('ht• "lll()iri•~•. J<l'l' 111 rh>,'l't~l di uu " lndl<•e <l<'l cloro dE'Ile •l<·qn~· ,,, dte nvn è ultro l'he Lt <·ifrn ~~t l<..~)J:tntl'. Jll'l' l·i:t!'l'tlll'll(·q un, la sua ossido I:IIIU.A (' l'll7.Ì01l<' 1l,t>l t· l n m tis><:ll O eli fronlt• :ti la ll:t tu l'H m.i ll("'tl il' O orgnnica (l!~rml ~ ;oostnnz!' di."<'ioliR). Ln quantitit di c lm·o llt>l'<'s;:;t rl:l JlPr d<•t(>l'lliÌIWl~ la ~·OJil)l."ll'~l tl••i h. Ntli. ('(lJI;:idt• t-:tht <•>:llf' l'indi<'{• d'una dt'jllll'II:I.Ì~>IW bultt'ricu XUftl· ('j('n f{' to i l p i Ìl X.>\'t'lll t• \' it•i 1111 :lll'ì lll!i ('l' \1<'1 <.'loro: 111111 t'S"'t MI'Jlll s.<:a U\ 11? VII)())"{', ciò d1t> J>t'l'lllf't!t• di ""'PI!lil!r<' qtwsta ~·o11w dfr:t nta><>'ÌIIl;t lln 11>:11'1'. T.nJi tw l'A. p:wf:ll in riYJ~ta i differenti <.'OlllJ•Mtl elorur:1tl. inlll('llJ)(lO le sua prefE't'E>nr.a JlPI' I'IJHldorito liQu!<lo. JH't'Jlill':ll<> pN lloppln <·Oil\f•o,.1?.ion(' nelle RE"" gJII'llti prnpcmdoui : do rum di l'li l(!(' 2 Kj:.: ('lll'bon:J to di l'l()() i<, l'('(•('() ~o!Yny 1,500 K)!.: :H'(JIIH: (111:-tlltitì• Sltftìd••ut<> J~'l' !l!\ litri. 'fitolnto >l !!Il ~r. <~h doro JWT litro. U lìquido ntt{•nnt:ù tal~ dtP In <'ifr:t òeU'indice dE'l t·lor<> indil'll il muoE>ro di gQCCie <'t:t ll!!'):'i\1'11;.:'1'1~ 111'1 nn lltn> rl'n<'(JIIll : fJilP:'<to tit~>lo "' r·t11l>'t'1'1':t !'(pn,.lhl linp nt!' uguole

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.• f'lll' l'mìtfl•l·i. 1 ".lollJ' Jt;tl dt•>" Pnt tld(.>ll:-1>1,

u. 10.

Hl2~t.

liì' 111111 m n l:t tlia <·: t.ra ttet·i:~.r~l ~1 dH \Ili <lol<•r t' :t('llto 11 lil·c•llo III."II'I."J>lt'<>ndilo. Che si m·..tnilì:st:t dopo u·no R(OJ"l.O violento o JWOIUJlJZilt.o e 11111'11 ~n('fr~llmente qualche ~ttimn n>t o :mwlu• IIJ•l Ul('si: Il runue~:glo della srada e dt>l lìoww r~ è la OO'IJSil più fi~'<JIINttP. :\l m w" no O>lntoml ~n<.> m li e fn t ti )()('l'Ili obit'ltivi, i n <•nntrnsto COJ1 J'Jntt•nsit:ì 1lf'l tlolore. !1 qtutl•· non è .spuntanO(). lll~l !<i (11'01'0<~1 to:~ In Jli'I'>"Sion é o ooi mo\' illlf'llti. ~;""""' htl Il """ m:tK"illlo <Il intl."n-<ltì• .!-'ull'<'! lit·HIJdJ lo . ., prf'<•is:troct•t.P sulla f :w<'i:t anteriori'. :llqnantu n l tli>'otto df'IL.1 J>\lllta. 1011 ilrr:Hlì<t7-iOI:!t> ;ti tt>rzo !<UJ)(>riOre llt> ll'lll'amhr:H'{·io t> talol"'l 11JI(·h1:' al hra t·r·i(). Ri~11:11·<1o 11lla pato;.:onf',..i. le .più m o-: fl<' l'lle t<'<'>l'ie nttrihuiS('OIIO l'llfl\•zi•>llt' nd un'o::ot{'it<• o :111 nna lt!'\Nl-JI(>rJo~tit~ d eJ. l'<•Pi<'(Htllìlo. hl lJilalP lld <·:ti<i Ìlll'<~tRrnll è modw nuliolo~lt1111lf't1tt' diruostmbll<'. ('ir<'il In (·nm. solt1111tn Il rip•)!'>() prolunj.!at~1 ,~n;ariS<·f' l'l•pk,mdillt <•. 'l"ntti 1-!11 ilnll l · ~e-sif'i <· l t'P\'Ul.sivi fumnn :lppli<'flt! imttilm~ntP: i l nta>*':ll!l!'ln JM'ti Ì' ('Oill·roinl'licnto, ~~<•n f:H'<'tHlo dtt• :tnnwnlflt'{' i l d<))(lr<'.

!l lra.'</IOI'Io 1/r•i mola/i(' fr•riti "'"' (II' I'IIJilotli . t\'. H. 1111 l • ( ÀI»g"J't.:.,,;; iniPI'Ilarinn:ll d~· n:l\·1:::-ati•m :t~l'i(lolll1(' . l':n·ls. l!l211.

)f. Vrl\(' t: :>T. -

:;;€'t:,'OI1<'to l'A .. In qu~tiO!t(• d<·l tr":WJ'I"I'to 111'1' l'l:t at•t'l'll si fotllht sul prin{'ij)io ~li ,..t:tòll!l'" ~· "'-II'Ìt utili' tr:tspot·rnJ't' li f(')'itù al <'idrur~o o Hl r·ontt':IL'il' il chirut"<,.:o tl"nit n '(·,H·si JH't'>'~l Il fprito. S•, mhm. Jl<' l' mnltl•plit'i l'lll!'h•ni. d11' la 1•1·ima formula !'ÌJI l:t pit'r lnJ!ica. !'~ ' su uuc st<• pt·lrwiplo 1'111• n<·l 1!1:!1. un >:<·t'l'ir.io '"~ol:trt• è .sb1t11 :lJIJ, Ji<'tlto neu·Q:;(>rM t<l fl'<lll('(>."P SII i [l'li trl d l OJII'I'li 7. ÌO!tl 11<>1 :\I:U~)('{'() (> di'l (.l' l'Il !t t<'. ('O !l (J.i~])QSÌtl\i e-tl Et)o(':ll, 'l'f'lti >')ll'l'illlf•ll\:tti ('IJII ..:n~·(·(•,..:-"(t, 11('1 1917 (' 1!11~. d::l tloll. ('h;l!'~<aing-. (~iit d11l dic,·w lon· 1!1:..>0 :ti Jll:ll'7.n l!t:!i. In r.A>,'IHllt'. J•it) d i toltnnl:t f•·riti rurono tt';t"!tt•rt:tli 1·n11 t:ll(' nw~:~.o. l'<• rft-:~.ion:tti m•J 1!1:!1. gli :wroplanl s:tni!Jt r i. tipo firt>gnt•l J.l T .. •li.sp•>:<ith·o Clt !t>"S;tin;:. •·ntmNIII<) l!t >'('1'\'Ì?.ln ud :\l:liTOI'I'O, (' iD ~i f)l(•:4 1'{'1111j •i 1'11110 ('iii d i ,:('( 1"1'1'11(11 "~"lllltl'i d! r.·t·it i ti' Jl l:ll:t t i 1!1'.'1\'i ,.:(• nw 111('<)1\V('.

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281

nlcnti <li sorta. Qutl'to wodo ili u·u,.,! )Vrto ut u<witar!o s'lmrJOne dtNJ~1ue r••llid;.ttutmt:.!, sopratutto n('ì 1111<.-si sprovvi!>tl di vie facili di <."QII"IUlliCilzlone terrestre, cotu(• uelle «:-olonle. Dal punt{, dl vistn n_e r<lllùlltit'~. l'•l~·ropLnuo ~·nitflrlo deve e.':ISere co.'Jtrulto sullo stetiSO tipo di quello di guerra, ma ocoorre sln adilttato oper esclusivo uao

sn lÙ'tll rio. I piloti devono essere provetti e speciallz7Atti, ed avere Je nozioni lndiSJ)E'nsabili ~>u.He cure ùJ. primo socwrso da darsi ai !_eritl o 5gli ammalati gravi. Dal punto <là vista sanltaJrlo. le b'tn1zìolli m:luisU>rùtJl pre:s<:rlvono cbe è sempre In gravitil della ferita o dei!J1 maù1ttla, il1 un.t1 I)ltroln, l'lnwesse del llltllat.o, che deve anteporsi al rh:;chi tlt:l \'ulu. &>uo giit ~:~tati <.'Onùotti a termine gli ,studi preliminari e concretati l lll'Oge tti rlguanbwatl I'Of'!,"'Ulizz.nzh;ne dehle squadlrlglie salritarie, ooo ,Per!IOIU!Ie 011\' lgante e Jm.>tlk'O ~lto, Il mlùt(>l'ia!e aeroooutk'O e sanitario, perte. .sionllt.o. il t.erreno ~ù1 a ttenrame11to, i eol!Pgaruentl <ti retti e rupidl tru le coLonne d1 operozlonl e le S(tUadriglle, etc. ~- l'lrrlT. Le ferite acl po~monc it~ rtlf)pOrto olla tttbercululti putm<nlare. ( et Bulletin ~ l'Aetòéllliè de Médedtte ». u. S, 192':!).

L'A., che tu per tre anui <lirrottore di uu reparto spe<.'iui!YH.ato di feriti cavi.t.arl, ha nvuto oc--casione dt1 osservare oltre 2.000 soldntl oon ferite penetranti ~l tora<.~. associate a it>~<ioul t•nltllouuri. di t·n1 d>bt• u.d OJ:<.'l'llMJe. !in- ilitll'itniziv ùell~• guern1, 4t'. Di queFti ltu ~JQtuto seguL1o li òt-'<.'OrBO per un hwgo periOdo di tempo: portator1 o no di proidtlli iutrapolmouurl eù O!*rati con aru,pia tora<.'Otom.ia. o con .1t1 l!elllplioe estrozlone della pallottola, 1:10tto !<1 -schermo, (.'()Il la pinzettn. In tutti .questi (erlti e.g ll ha. rl9COntmto alcun! casi di congestioni acute, altri di IJOlmouitl, qualche raro caso d1 u\Ugrenn ·p olmonare, ma nessua fatto di tubercolosi polmorun~ : anzi ha \'Oluto cous!ntare se Il pl".>iettile ùell'tiJ>ice pN>senltlva un perioolo ·Ill.!lgglore per lo t>-vlluppo ù.E.'1 J)l'QCe&SO <\JlCcifioo pll'l di 1.111dlo locnli?.znto all8 base od! all'ilo; nUl è rl~ult<lto dle l fer!t.i dell'uplee non ~~m brano più degli altri predisposti n !la tubercol<>l>i. Solt<lut~• hu ril.evlllto <:ile i f eJ•iti <.'<>Il ln<~rnl'.icmi g~rovi delle pareti o <.'Ou <.'O ulpllcn l'-i<>ni ~<ui •Jium te all'nltf't.ZI<t d~a·ln p1e nnt IIC>l<:)Ono l)l"ét!entar~ COIDIIII<:.azionl badllnri, che l'autore -p erò •!'lferlsee più aJio stnw genernlt> <lei· l'individuo che nlln localì73..a;r.lon.e dt-1 tnum•uU>WJo. (.l ue>'tl dati ussumo11o gra-nde i.'llportMJ7..a dnl Pll11to di vista medlco·legnle militare e deli'intortunlst.ica, ed l doc'\lm~nti numero5'l.s.'~inti c·he <.'i h<t fornito l'Immane gu.€fl'rn tendono 11d eliu~lnare l u respon.o.;ttbilltù del tmuma •wllo s\·i·Juppo d('lla tuberoolo.«l polnlonm·e. MO tJI.nu:r: Lussaziotle su/Jtottùu d~·l Chrrurgle dt l'uri.,;, u. 2, 192'2).

()(&~'fJO

in. avonti. -

((;. R. de la Sodété ùe

l..'A. rl!erlsce un èll/30 d1 lussazione completa del car).)O in uvsmtl, ad ecce-

• loue del piramidnle e del semilurutre rimasti a posto, osl'en'ato in un aoldato tl!l. artlglierht Jn ~:~eguito allo schlacciamento della mano trn due pe7..zi dell'affusto. Venne praticata la riduzlo11e .sotto narcosi, dopo tre giorni. t'Oli "'sito favot'(·vo~: questo sar(•bbe l'ottavo <'USO regrl.strato nella letteratura.

l..'a(·uit!i w.liti 'lil' e l'attit11din.e al servizio militare. - ((t Ihùletln de I'Acaùéaù<' des :;clences >>, Paris, Séance du 9 janvier 1922). ' L 'A. fl'ile~ che durante la guerra i sordi Yeo.ivano clnss!.fi~tl In base al1'eleJl(.'O delle infermità esimenti <Ial servuzio, St~or.ì<lo li grado di attitudine al.l intende-re la voce alta e la voec afona a una dt<;~tan7.a più o n1eno grunòe. Questo metodo empir ico presenta molteplici incom•enleotl: tra l'altro l'lmpossi!YilltA di potere &'Oprlre 1 slmulatori. L'A., per evitare ciò, ha Ideato un aeumetro a ><>enll '8lllteti f'.he, che per n suo facile funzionamento rmò e>---sere u..c:;ato a.uche nella comune ~a7.Jone ospedallera. I m<iste Infine &1l ll'opportunitù che In .soTdLu\ non sia per l'avvenire ri.oonosciuta causa di rtrormn. ·p otemlo l sordi essere benlssimo utlll7..zntJ . .sta negli u.tfict cbe nel vari swbUlmenti mi'Utitri. li.\R\Gt: :

llO - ~ di

"""'ici'"' mililore. - Fuc. VI.


282

Rt\' !STA Dl, Ll,A :-TAMI'A MLD]('A 11AIIA.\ ,\ E

AnJAUD:

Dn ft>/,t,rr fi,(,.irlc

e

de ~!i'd<'dnE' )), Il. a, ] !12'.t).

la

STIH:->lf.HA

ra'·•·iua:;,,,c fUCI~CIIIil;a (« Hulh•t.iu ,14.' I'A.cadémoie-

VA. riferì~'<' di avt>l'\: e:urato nE'l 19::!1 ueJI'o:>peJale lleuujoD, da lui diretto,. l'Oit.unt.o -l uomiul e H dMlne JX'r in((•z-ione tifoiùea e prur;.llifoidffi: gH uorulni avevano tutti meno di venti anni e deUe donne •'JOlaroente 3 non !>1.lperRvano questa età. A$~itlii~E'ndo l]tre..stl C:1si aHI\ st:Mi><tJca del dO]'IOguerra pr<>SE>ntata da11'A. all'Accatk'utbt J:WI ;:!Pnnaio l!J:!l. ::-i ha un comple::.oo •li 12 C.'l!>l nell'uomo e 31 nella donna: ril-'lJHrùo aU'et.ù, 1 to;-r,.i prillla di Y(>UI,i anni sono G nell:li uomini t50 per cento) e 6 Jl(•r .le <IOtlne (111 per cento). Le JJei'>O<)ne vn<.'l:iunte preventlvnmente ;non rap1)1'el->(>ntano Che H 6,9 per ce n lo dei colpiti Ila ll'infezu1ne o::>eJW.a e.~r.si verificato alcun d(l('<'SSO. ment.re la mortalitit t,oulle è del l ti,~ {)E'l" cento. l/ A. conclude elle l'azione prolilatWca !d'elle vacciUH.,ionl aut.itliliclw e:<('~uite !;Ili sohlati durante la guerra oon.. titlwt alfJ avere l a J::na cllka<:ia nt-lla l•'l ~ >lazi<>ll<' Jnn!'<'hile, che ha superato 1 ventll

anni. Gnw.HJITS: lj u. /tlll~itnu; at~/i.rt:IIÌC(t delle 1)Ìit,,frinr d1·· ~ IJIIII!Jlle. Jl11 tiotw les de l'lJ islologie », n. 2, 1921).

l« Archi ves Inte.r-

Hecenti rìc-cn·he ::.pcrimt•ni<lli ddl'A. harwo porD1lo lllH)\':1 luce s u11a. fUnzione 0-unpo <li'll'immuniz7.11Zlone po .... ·ouo nvere le pia strine del sangue; qtw:,:w si ac~'Ollnno i!lllllet.lifltawente :~i (..'OI'J)i• c::~tJ'!.mei innrodut:ti nelle viE' san l!lri~-:ne. si8 ehf' li~11UlSl di bntt<'ri, sla cl:le trnna,;j ùi glolmli rossi del &ngue o di )Jartic'E'Ue minerali: e ~e masse cosi formate sono tmttffintc Jld c:tpillari. Tali RJW~·iale <"h<' nel

f'Oil><tat;~zioni induronn 11d attribuh'l! Alle pin~t.rin<' uu'n;done generl'lle affine a quf'lla <l<'i lf'nNWitì. dH· 1'.-\ . dJ!ama 1111 /i .rruit·a. o"""iH in<lil·izznt:l ftll'ellmina7.ione ll•·l!'ll <•lcnll•ntJ <'<'lmnl'i. l risuluui delle "-"JJCI'ÌCIIZ~' JMI'l;IIIO ad aU.l·lbuire alle Jtin;;trine una ('larte im~oOrt:mte n l•lla l·mmunit;i: c.s..<:e int'alti aC'('Oihlntlosi a:!. ;;et1lli iufl'ltivi dll' in~loban-o­ l)('JI:t l<>ro IIULS...~ e ti!'..~UIO nel <':l pillnri. si oppf\ngono a Ila l Ol'O ò1l'{lj:!ri<ione settlceruh-H. utentr e il loro inten·ento in r:t)!ione (li•! nHIIH~ro a..~l considerevole, 20 o 3()W•It•· ma~J!iore di quello dei ]('tH:ociti, permette di spl~a re la rapida srompnrsn dei S!<'nni lni<'tt~ti nella clrcolnzlone, J·; rome per ·i > l<•n<·odti l':tc'<·ollHment.o <lei corH estrnnei non è po....sibHe cbe in ilnt.(' eondi;r,i()Jl[ fislco-chimich('. (lifl('mlcn ti dal lll('7.7.0 D<'l quale qtw;:ti (')<'Jl1Pnt.1 son oin i'O"l)('IISione. ('()~i l'A . ba dimostr:1to elle le med~ime lcl!l!i val)!ono nnc·be per le piMI rinc 1l~?l MDI!lH~. St'tondo la natura dcJile condi7.IO!li fisleh<' r caJiz7..at.e alla S'llJo·rtide <1 i <·nn l ;Jt tu r'OI plasm:t. unn pa rti<'elln estranea .sarà stftiJIIe o in!>ta bile : ner pri m n er !'O DI'In ...i n<'rolla n è ~JIIr pia;;t.ri ne n è al lcucocltl ; 11el -.'!<'<'Onòo v lenE> .lngllo-t><t u1 dalle Jtl:tstrin('. precipita l:t n<.>! capilla ri e d h· iene preda della flll!Odtosi. Quest:~ h'S!I!'e J..'"i'nernll' trova un'applielt7,ion(' dlrett..q n<>ll'interpre.t:a.z.iont? <l<'ll'lmmunità nallll'll l <' Nl ac·<')uis it.a e può S(>J>'i i>C dl hn>;e allo ...-tn c1il) ò<'l I'IÌJ!11ifì<"nto <lE'IIe F.~etti­ <'('HIÌe. ,,.,., 0 : 11 trnlfllllll' uto tlf'/ 1'1J111il' 11rfla f' lfl'fl fllllillltrlflrit •n. Il. Il. ]!l2J).

(<, 'l'he P1·nctitioner »,

f/A . ron!>i~lin <11 ~ommi ni ><tr:H<' il C'hinino. in cnoo <li '\'Oroito durante la cum !lntimalarica . per ''la jnirarou>:>OOinre c nei ca si ,~::rnYi e J•ibf•lli per 'ia retta le. Come ternpla complemenhu'r> m('(lif'ltnwnroAA ~u~erl;;coP lii oommlnjgbrazlone d! adreualinn: come di('t.'l tm'allnwntn~ione legj!<>r:l l? fr-(>dlla. HH r.t.~<r P

C.\\11'><: 11 ,.roqtl iu "' I•!I!IC Jlh·fl r d ..w/lo 1'h'OI'C'itltl:io11P oullrni(,/osa obliliynl'''·ia. « Ann:'lles d'hy,~::i~>J1e pnbliqne ~t de ru{>tletinc l<"l!'llle, n. 4. 1921 ».

1~~ diM"'l~~ onc tl•·ll'imJiflrtsmt<> p ro~rNto fli rf'>Yi;dont" ò<"lla l<'l!I!C ::.."1nitarla der J!i f<·hhr.'llo lf>02. sotto))Osto aJJa C'amern fran<'<'-o('. ha <l:1to lnog-o nd un interessante ~-:~wbio 1l; ye<lnl<' trn i prof. f~"{·lèr<' (> C'nmn!' n pro;)f)!<lto liclla rivncctnazione nnt.h·ai•liOAA: questione c·be ]i('l' la sua import.~n7.a ;.on~<'l~ lf' frontiere e non può M ll!l!'lre al m(>(lico militllre, che rwr forZft !'teSM cl<.-lle cose è t1n " ero specia~a:

,

....


jn m<~teria. Il {lrE!C('ol•·nk prug~l L.o mllli~iRria lL· stabilhu la ''areinàzfone obbllgaroria nel ooroo del primo :11100 (Li ~>t.), e:;ig~mlo ùue ri vnc.-rlnnzloni ::rucce~"tiìve: l'una all'ilo e l'altra al 2J o nnno. Il JH'og-ett~ llénud <:bie<le IJW(>OO la Yu<.'(·in.azlone ohbtl· ga tor.ia nel p1·imo nnnn e =~ rìvH<'\:iua7.lioni <.-ou.~ut!Ye ul 7°, 13° e 20<> anno di età .. Il Beclère <.'O OJbntte le nK•·ìunzioni t1 breve di.,..t'lnw: egtl aft'erma cbe 11 lipetersi delle vn cciwtzioni è ìl me2.7.0 più si<.'lll'O per es.--<ere male jmmunimatl oontro· iJ vai o l~ : e ·OOSQl t:lll' Hl<"'-~r'l.ii.one su l'Ì<..'<'r Cbe vmpd(> liPOrirut-nta l1 esegui te dal Iil92 ' aJ 1900, le quali banno ~;ta hilitc. elle ù opo lit vac-cinazione od Jl vaiolo li siero d:i Blmgue at->qulsul dell <• (JNPrietit vl rulic'ide n oontatto ool virus del vacctno. Qu esto peitiodo d i !mmunitit a cq ui s ita ~1 divide in dtJ<l fa~: durante la prima 11 ROJl~'11e (l()llse.rva dJ fronte al vacc-Ino un pot C'J-e virulicida. ('be va diminue ndo 1\n c he la pelle ·resiste· uncora; ::~ CJtW~ta fa<;e d'immunità del .sangue e della cute fa seguito· una. fase d'immuniti1 ('s!"l u >'~iva nwnte cuta nen.. L 'i111m uuità del S!IQ.b'1le resiste tliù a lungo nell' uomo, val-ulllùo tbt individuo a .inùtviùuo per Ull periodo da 25 a 50 11nni: in a lt l'i <,J$<i, e "pceialnw ute ~lopo unn rh·:1colnRzione, non si nota 11el sanguec:ht> Jler quakiH· mese. SCII iiiiHlla o gtio1·uo e qulllche Yu ltil IHIÒ n on scompaJ•i're del tutt().

La versist.t'n7.a della ~::t:ul7.a virulicidn n el snngu e è legi!t<l qui.nùl ad una. eruzione \'llt~;iual(' fnlll\'ll, S\'iluppata::;i <.-ow plcta lllì:llte e p~rfettarueute : plù l'eruzione è nttcnuaw per un:1 v a<•<·iua:r.i(u•e ùntc>riore. JlJeno ·i d dE>ve a&-pettare c·he 1'1 sangue s ia ~,iruhlc'it ln. Le rintuciuazìo lli pnlticate a breve distanza sono S(>h'1llte inV(.'C(! cla l.'ruziolli piì1 o meno ~1 bortlte, e ISOI:liJIE'nt~ delle riva.cdnazloni a luugb1 lnten-alli sono ea paci di 1l:t1-e u n'immunitil ('()mplet:t e dm·atun1. In conseguenza Bedère :;i dichiuua pnrt.igi,lno di due •·i,·ac'éinazioni obllli ~-atol'ie; solo in ClSO di epitll·udn .. eli minaccia tli epidE'mi a po!lJ'ìt or(linn.rsi Ja ri\·nooirutzione generale eli 111 ltE' )(• r~e n.·oue, d1e nn m•'ll•J eli ::. anni JWn <:'inno :<tnte \'11\:dnn te o l'ivaccinate

con esito po:,;iti,·o. Al contrilrio Camm: ri t if'ne l'IlE' l'or)!anì.~mo non riceva a lcuu Wln!:J.tgg!o, CQl ti-.

('lll);' l'lll'(' unn mag-:.:io t·e s<'n,.ibilit:'l al vin1,;, poi<:bè viene a pe rde r<• l 'inununltia jl('l"- '

ID<i!lio rNcva re il pot e1-e immn ni7M(I n te òel suo l!IÌ<'II'O per 1ma JUHn· a vnccina7.ione. A QUPJ=<to propo»lto os~mTn <·nnlf' In pratica :1 h h in già illmostml o <:Ile le Viitl.ime d~>l v:liolo1 n~>i ~1'1 I f>pj d{'i rlvtH·('inati sv\UO t~m lo più rar·e qu:moo più ln r lvacci n.azione è J'reqm~n tp: infatti gli inoliv lclui regolnrmente rivaeein:lti ron nn buon vaccino non ~ no nl!li eolpitl. L 'iè:iene ))ltbblica quindi ba t ut to da guadi!gnare ra~ msn<lan<lo ft~'llllf'llt.i rivRcc·in:•:r.ion i. Inoltl·e l a J'Ì\'H<:dn a1..ion e deiJe ca1lelbiYiil1, qua li l'l:).<:(>J'cit.o, è S('mpre più fnclle a 'r~li:r.;~.arsi e na:no d i f<l'emliosa di qul'll a <'h f' si rmtlcn inllivl<lu~ll•llente nelill popola1,iOne civi l e. E' OJ•))Ol'hmo IWJ'dù di E'Sige~·e >'E'mprc un certJiicato dd, l1i'vac'Clnazionc 1r<'Cen te per tut ti gll a;.pi nm li alle c-omtmità SO<'iali: qum;ta misuro è pi ù efficace LleiiA vnC'Cinazione pre;.c••ithl aù 1ma et11 d <'tì•r miltMa.. Del resto le 0011ettlvir.\ &f:HlO lllll;.!)!iOt'liiC·nte mjuae<·iale dal vaiolo <"Ile non gli individu i i!O()IIlti e le !:ltra~i dc ll'epidt•m.i:l ~uno in e;;se più te rribili. Il Cnruus racoomnn(la In rl\·accina~-1,ne all':uuml·st<iunc <'al liceuzklmt:nto d:11Je scuole )JriUJa ri e e s•w<·bsil·:~"'•nl<! al 2(lo anno di età . Fl:>il<~:r:n;J).'.

Rirer('/le sul, llrnnolifo. ( << Dl'nt ~·hc merlbduische "\\'O<:ll~'SCbrlrt ».

n .J. J!J~2).

L· A. ha a nno occasione di os.-:(' rv~Jre in l'k m nia (·.i rca MI() colpiti <l n derruotifo, Rd hn pohtto ccm~atare che rrr l a '(Ua,!mo:<:i pr<'<.-oce (l<>ll'infczlone sono di grand.e valore il r:tpido abbn~;sa ment.o d ella rempcrntm-a ~tl te r1.o g iorno ili malattia e IH Alteru?-ioni elci toni <lei cuore. che ;:i pr(';:('IIIHno impuri. l"IH><'ittlmeaJ;te a lla punta. I SE•gnì di gu:H·lgione comp.:t i-:> no a l J Qo-12• g ior110 con un m i l!' li omm~to nelle quui.:itl\ d e l polso e nel numero d\'lle pul!>27.ioui, che <b HO nl ~nilll uto dlscenò ono sen.":li:bllmente pressochè alla normale, mentre i toni dèl cuore si perccrJiscono più nettamente. L'A. <l<'ti ni f:CR 11 derm<ltifo nn'infe?.iO'le e;::,::<'n7.inlmente <le i vasi. cile dnnneggiil ::::<•J)mtntto Il cuore, il Ri ~tf'mA nervoso ed 11 1relle. Circa la cu m, egli hn ottenu to bnou i r i l"11 1ta ti ,!n il' infuso ,li fo~lie ò i ctig'ita le lgr. o.G :1~) . a ;:!'>O(·i .:t t o a bromuro 5>0dico (l!r. O,.J) ed a foSfato <li ooàe1M (gr . 0,2).


284 AROLD. -

rùUI

fl tra.ttamt•ntu della IU,tf!f"COlOIJi

fi0/111-QIIOI'C 0011

iuir::ioni di oUo C(J.!'I-{0-

i tt .\1 n eb('uer ntt'<l iuinis<:he Wochenl';(;ilr:tr >> . n. :l.

!!\:.!'.!\.

{,'A. in <'<Jsi di tu1Jer('()l()si pohDOlU\1\' bU.atetal(' .Un'll17~.1t:l <~>IL'Iigli:l. t110 h:• do\'Ute c;1 utele e 001'\'E.-gliliHÙO bè'ne l' lnfenuo. Le lnll"hion l i n tramuNC'Q Ul rl eU ,_.Jit> <~Hl­ foral:4:1 In pk<:ole dosi (l t'l:.) a g.iornl altNu l\1. Alle 11rilll~> i nler.ioul po>N~mo ruan1r~~t:n rsl rea;r.ior.i ~ni>nt U (' locu li eH foc>olaio. simili a quelle J)I'OYOC:il te dalla tubru:'oolillC'I, m:t ìu ~·l{uìt(> si w k"\-;<'l> ;t<l1>tt~nere ur~t dl.miuuzlorw (iellil tt•tll!Jef lltura . 1.(1 lmHii(:(/nlitl. i11 t'ft/IIJOrtv artli t'IWrr-i.::i. fi~ti-f!i.. (<• :\liludwll(>l' medl:-.ini>Seh{' W v<:ht•Jisc: hr·i fl. o., 11. 47, 1921),

HI'!R.U U:lMt:tt

L'A .. a òdctto alùt N.'ltOIH di <'{ht<.~lzione fi><im dì l'\Jl;lllflal. lla nvuLu <~'('ltt.ioee tl i e~;amina r..~ it'i ~>l!l!ettJ. d.<li 2:.! :Il 28 armi, i qu'llli ;::lu d.a Ila pri ltul l{iovim'7..:r.n si ~l/IWO dc<IIC:tti ngll e.'lel'dzi :~port.i\· j ('(t :tlla g"illllnStk ·u. ed lw t•JI1,.1HWtO UIIU H<'ILIIIblte nnt•f/l;r.lont• del p..oli'Q. <1>rrl:;>pond::>nt<- In lll~ -tlla a 1),'1,:-:,j pul:<'. l7.iolù :~1 tn in u.to, ~~ella posizione Ili niposo. l't'Il' ><Plt•gnre QIJA":::t:t brn.ctic:H'dla l'A. ha pen~tto anzi tutt.o alln c~ml·i~lrtedpazloue del ,·ago. ed H rur~ $C'Qf>o b-u sottQpo;~tn :.!$ 1nòiv111u ~ ad lnlczlolli -HOttocutane~ dl llll wllllgnuumo di oolfuto dù tl.t.ropl<nn In soluziol)(• ~equosn . Mn ha potuto accertare e-lle il farmaco agiva in mlsunt molto llmltabl ed In E'~'1l:1l modo In tutti i ~('tti e,;amlnntl. illdi(X•!ldenteuwnte dnli'NI*rvi ., no brudkH rdla e dn ll'e-•ds;tew..a. o Tnt:' li() <li n\gotonlc-1 : ha Nnwlu><O l ><:'r<-jì• d1<• la bradl<.'!l•rdltt U<'gli S[Ktl-tivi non >'t:t in ;l'ieun ntppot·to <'<m il nu:-utono. •·erto e>;i l'tiente in alc un! casi. L'A. u llorn lln ricerca tQ In Cl\ liSI\ d<' l l:• brnrl i<'a n,Ua fuo•·i (}~> l ,;i"l\•!1111 nen·.~c,. '..! MI cu()re J>t('~. ed •~ rlusctto u rloimo!ltl'are d~~ e'l~\ dip<m~rehlle (11't'('isnrnente .fln un probnblle aumento d e lla con.t.m zione crunlin<.1 l e dn una ~m pllr-e OOI\.9P.~en:r.a ddl'.uum.ent:ato scnt-ico del <.'UOre Jpertrotì(.'Q. che snrebùe i11 ~tmdo dl cor••..,rispondere al bisogno di ossigeno con un mlg-linr numero eli .rtvolu;o;i•ml. :-);> que;;te - oon.~i<Leru:-.lon·l 90no t'-"'tltt.l:'. l'i(>ertrotìn <1.~1 (·nvrt:' r:li 1J>IV!OI;'IItt:'rt'bbt• u11 \'lltt01).(~1u e non 1m cl.: m no f'E'r i >X•,t.:!!<'Ui dw ><i ci(•(lic-a no n).(li Pst•rdzi sp()rtivi. Ht;Rxfn:nu:n. - ltt/lllf' ll::a t/('1/'0lCuiJ/ Cht'IIL"C'hrift >l, Il. ii, 1!)!?2) .

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l!>lZion.c.' dell'akool m•lla. fu rl<.:a è stato oggE'tt.o di nniiH'I''-~i">ìll:(• ~·d lil't'llnttl!IlA. hn istitn·ito 1nteres!'..'llltl E"~SperteJJ7..e su HlO <~rri<lorl e !<11 HIO nuotatori, 11tudianilo ;rli ••fietti elle l'alcool d:t>tenn ln.u su lb1, t~·:-~i;:tl'll?.ll ti,;ka h~ QU<'ato gcn!'N' di ·'T"JI'I. Le rir'('rcbe <-<:mdol:t(>. con le J)iìt "'<.' MJ]l<li~>~•· <·:1n!A•IC' hmmo por tato !lJill ('CHH'htsiun c· <·he aneh e (li('(·vk <lo"i di alcool li«·tP rmifulno lllL:l diuùnusk>ne d+'lln ('Il lllleitil cii rl'l' iste n7AI n lk\ <'()l'M ("<i n l nuoto. ln.d~l giul.

St:crn:n. -

(}u<trr ,, ,,,,.,,,,:::u .fì.,;,.,,. lo ~l r~l!r.i ni:<l'iw Klinik " · 11. Hl. 1!1:.'21.

f'(>.r ~t:uùian> nnflu,: •tt7~1 ('he lo strJ.IJ)l17.7.0 determina :<ul (•Uor\' l'A. llll f>itto atfn tka re fi nl' :11-1' t'stl'(•m() ~:!>'>l u rlmento un ('(•rto numero d 'i topL <.'OtLSl;t t1;11l<l.o una dilaul7.iOne dei cu ....rc lu proporzione vnrlablle dal 15 % al 2:.! o;.... lnoilll<". r lr)t>tl>.noo Je ricerch e ;;rii1 escg111lte <lnl ('esn- Hiauc h.i n r lln !'lilli<·;~ •l't'llt• m:tlal'tie prMt>~lonall. di Mll:tno, ha ohblignto i topi n correre per dn·n uun St'l'L'<>Uttina di gionni ;:.-u ~lPJ)()6i­ ~ appa l"('('"'.' hio (tapls rouJnntl: nll'autopo:<ia d<'g li a uimnli U(.'(:i!:Ji d opo l' esperimento ha t-onf.tl tato un uume!WJ d el ·) Je.W <iel eum-..' nn mt>di-a fin 4.2 ~~ fJ.l ), ù.e~­ nùnato d.-'1 1m i~TM''*'iment:.o Òl'll(: UlnR"'C Htu~l:u-i 11\lllli'Tibtte nPihl pr opor7Jooe d-el Gii %·

Sn.n:l'-. -

btfl•u:"'" c· frbbt·i~tla. (o ' l'he Hrit i:~h .\l,•di <·al ,J(>IIMiltl ~ . 111. 31Si. 1922)_

T/,\. <li;.1ingue per c-omodltì.l c linka !11 rhH· <'.'ll<'l!nrit, l<' ll!Ci il\l.tie in1lul"'l7.ialfi.: infe7.ioni l<l<'ll Uz;r.n te ron le.g~M to~~i~>m in (NWi'l.za . c·n Ulr1·i l; lnfe7.ioni <llitrul!é COJl vlol~~ta ws,:;it>miH t> !':t'tti<l€-nlia ittten-sa l rt>bhritf.l ~t. iuftuc·n&). La IITl\VItà della. elntmnn tolol!'ia dj Qu(lSt'ultlmo gn1 Jll ~> t> Jlo\'u t; t uo11 ta nt() u 11::1 su;;oetttibl Utit del J)llZI<'.ntiE', qnant.o a l numero <lcl mi<'l'()l'l'anl!<mi pntng-pnL loro tipo e viMJietlM_


IK~-enua alla vo::~slllilitit tlt!lr~:si:stl'n7A1 ùi germi uJtmwicro$1.:opiei, a1Jt·•.H1l ::~CVn~utl, e •rititlllè che di b. ili l'ì\!lller a.Jou ::Ila OVl)òrturuu.OA!ntc uppro.vrl.uto <..vme ::~~~ili<:<> dell'intlu~~a: unu i.!uututu~ì I.>at"6Wk! e tewvo:<IIWll puv e:,sere co1~

L'A.

guita

oa un atta<.~-o di febllrlt'\Jiu ven.-o t'iutluenza e vi{'J!verlllt.

K<H .nh·u :scll: il lipu

rc.•tJit·c~torio

eht'ner ntetll~irusdJ,e

nt'lla r:vr!Sa di. ,;elocitti <o: . d' rc:sililt,"'tZa

W~X:ll~n:st'l'i ft »,

(« ;\ilin-

u. 47, lV:.U).

L'A., addetto it.IJ<l S<.'l!Ola ~uperlore tedJ:>sca di eù.ucu~ione li:sJcu, direttll. dal prof. Bicr, c.>-"'lJ<.>He alcun<.! MI>('L'icllli.<J sul tipo r<l.~ph·atorlo e bull"ud.ntturm~uto tun:t.ionale ùdl'org~tni::UllO nei t~)l'l'i,<.lor.i.

11 ti)MJ d~J t'Orrl.dore tti vèloeltil è l'a]JlJreseuutto da un ~nùh·Wuo di robusta t'(R'tituY,Ioue, <.vi tornc'(' sviluppato llt 01,:ui diltmetro. Egli ha bi~gno di enorm.l (Ju:t n tJtà d ·i o.."'Sige•u> ucJI'unitù. ili tl'IIIIJO, e<l n t·iò dm·e proYn~d~·t·e <:oot energid mOvimenti del m gubbi.L tont<:k:J , UJNtt'lldo i.n OJx>ru tuLt.-1 In lliU>'('<IIutunt su S!>Idiuria delht re.,qpirm~ione, la quale ;.:Tad:~ wweute-, per lpertrotia da ht l'o m, Ya r iiDJot-t,u n<k•><i, lu modo ehe il wggetw dil·•·n~t C:l(l<H1;! di più gmntle (' llt•J·:.ti:t e vlt>ne u trovnrsi, <.-ome si dice in terrulut• ;;port11·o, •:n migLior formo. Nel COI-rido t'(! <li re~i:;1enza · im•et-e il tlpo è tvstltu.ito dn uu wj!gctto di tll:,"ile aspetto, con a<.'Celltuato S~·llnJlliO del tOrl\{."e iu profondità e t·~>n dil·et'l;l.t fonna e rlLuiQ delln .: respirazione. Egli dt•n > !Jet' lungo tempo a velocJ.tit <Il W kw . ogui mez,:o~'oru Otl ogni tre quurt.l d'ora. prv<.'-'llere con forte <llh'))Cndlo de lla ett JIIl~itil fJOlmOrutr,•, !nt't'udo e<.:onomin omJie. fot·~ dt:!lla mu!';Culntum a-espirnto1~1 e di quella t>'Us~;i,(lfiar.Lu : è obbligato pert'iò ::1 munteuere una re.~plra t.lone c aluw t'<l mLlf<>rme per lunga durnta, evitllndo d_i fare profonde e ft'PIJUentJ escursion i J'.t'ISP1rntor1e, che mncano rapidamente. Pt?r queste modalità llì tecnica della oorsn vieta al oorr1d~ di resi;;:.tt>n7.;t di n•st•irn;·e •·on tutté Je parti del polmoni, r.<>kllè t-gll I)CrC'Ort-e il lungo trngi tto ("ol (~11.•o lt·~l!'erm• ·n te Inc lln.n t o n Il •a vnntl e t'On le brne<'iJt m o.."Se cont.l.nu.a.meute H ~!'1J Ì.<I1 di hil:tllli'!V; 11 t]tmle movimento determina una t·ont.inun m cUna ~iune •inH:ll~i dv lle ~<i»tlk. t:il(' portn nd unn le)!')!'~ra cifosi dellit colonnn vertebmle e nd un albu·gunwnt~) <lt'l-:'11 <Spazi lnterco:stnll. ·ht•scinndo llb('re per lu resplmzlone l! l ~t'Ciii lnwute le pu rti t iOswrlm·i d~llt> (1\.<:te e pJ·m·•><~wdo 'JUI'1bt dw r A. di.-.ting-ue ool nome tli rt"><I1Ì r·a:r,i<mt> don-..tle. /,'orirti1tt• lrittt1nnliNt 'l<•llfl ltllwrrtJitt.< i !'ltir ur{liN t ar1.t i :-;,,.1.. 1\•rsorjuu)!'sw ». n. G, 11121).

F'nA !'Kt; .

(« Z!!i t.'K'lllift

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Unll'e-'llll\C <lt•lle !'tot•ie cliuiche lli ~(JO ('IISÌ 111 tuber<.'Oiu»l ('himrgica <~rnttl in milltM1·, •b'A. ba <.'Oo.;;:.tMato che :;;olblnto Jn H ~>i potent l! tr·11umn Mtene1-e corue 1~11~ e'' identR d 'l'Ilo svllnflJlO ùell'lnfn.Ione. Tnttwrin lu un grnn numero di soldati lnvnlldl +>1!11 bn potuto uccertm'<! che l dif<l'J I!'i de lla ;.ruerm , le lunghe suppumziQni, l~ le;ùoni <ht arnut dn fnO<'O ro,<;tjlnivano La Y e ra {'llU.~ preclk<l)()nente dello svlluJJJlO . del pr<>ce-"~o tubeN·olm·('. Secondo l'A .. I'IPQtt>!'.1 j!enernlnwnte M<'('l t~l tn <·he nel 20·:«1 per <'ento dei etlSì di t.uberoolo!'.-1 AA.<o(>ll e d<> ile a rt.i coh17Joni Ri debbit fn r r iAA·I ire rorlgli1e nlL'ag1?nte truu.. ma tiro, è ))('r lo m eoo esngern t n. Per qnslllto ri;:.'1.ut rdil Il t,rH tiJt mento, egl:l è tau t ore <l('IJa cnrn ronservnliYil: però ril'ouo':ll.~ dtt.' non hi,~rut e~~n> ~mpre unilaterali 1'~1

que.<:ta Unea di rondot t.'l .


:28/i

PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE ·al valor militare per l a. campa gna d i -gue rra. 1915- 1918 (Contitwazìon.t - V<tdi fascicoli precedtllti dtl 1915-16·17-18-19-20-21 t 221

H. . .I.Jarelo l! genuaw J9Z!. 248. J.f~•;cwAt. t.iuscf>f>e, da Palcn\10, capitano m<!dko 8 n:gginu:mo l:>ersaglic.ri. f n cOHIIIIllf<.t~ionc della medaglia di brOIIZO conc.:ssagli ccu l~<'.cio d<'.-rdo 31 llfht·-

zo 1921 : -

Anziano d'anni e \'Olontario di guerra, g ià ritvn::rato in ospedale da per infermità, r-ifiutava di seguire l'ospedale nel ripi("gamcuto ordinato, p er .ri.n1anere col proprio battaglione., destinato a retroguardia ddJe tr11ppe del eorpo d'arm:Ha. So::IJbcne sfinitO ~la St:i gior ni di contiuuc marce, durante aspro combattiment<.>, Jllantenne s ulla linea di combatt~memo e sot to il fuoco ne mico l'tmico posto di meditozione della regione di:;impegnando le >'Ue umanitarie mansioni con molta abnegazioce, spie:gando mirabile coraggio e :<en·nv Sl>rezzo del pericolo n el portarsi ript;otute ,·olte a raccogli<:re feriti gra,·i in l<>calità battute daUe mitragliatrici an·er:>arie. Già dil'tintosi in pr<:cedt-ntc comhattina.:nto. - Forame, 26-27 no,·~mhre 1915; Longarone 9"10 novembre 1917. 249· 1'01\TAl\o Tommaso, da ConAeuti (Cata.tl.Zilro), capitano metiico complemento 1 repano so11 1 ~ggiato, 17 s~zion e :<a ni tà. - Dnrant~· nspri comlmttimentt, non bada ndo a p t' ricoli e a rischi, ritt~d a port'tlre ~O<·cor;;o ~i feriti, sino aJie linee a,·aJ:tz.a!e ed a d irigere lo.: operazioni di ~gombro in modo ,·a l ,•ro;;~ut<: ntc c:<emplarc. - Val Costana-l'altarego, luglio-otLohr.t: 191:;. 250 . REISS (.;iot,Rio, (nome di guerr3 Romoli Giorgio) da Tric,;lc:, tell.<.'nll: 11lt'diq, complemcrllo 1 reggimento granatieri. - Nobilissima figttra di patriota, ~:spon~·ntc nlti:,sim•J ddlc più e ldtc ,·init militari. fu costantemente dottore beuefico, l'ani· malore buono e sollecito dei suoi gra na tieri, con fede t'd entusia~mo purissrmo ùi irredcnto. All'alba del ' 4 maggio, quando giil suo fr:ncllo, comaudante di tma compagnja dello 6tC!'so battaglioue, era rimasto daprm:s;;o a lui gnt,·enwnte ferito, si porta,·a fra i combatte uti pronti per l'assalto, e, con ~rn:sistibile ardore, li incita,·a alla radiosa ,·ia delb vittoria, qunudo fu colp ito a morte, .pon.:ndo l'O:>Ì t'roican.lenll<: .fine ad una ,.;ta spesa tutta ucll'idcalc palpitante del nscatlo d.:-lla terra natia. - Monte Cengio, 2; tnng~io t C)I~·:; giugno 1916, Carso (q uot:~ 2v<:ì s ud), 24 ma~..;io 1911. 251. Tx:-tHJS J<ug<!ero, da Trie:;.te, sottotencntc 111<:Jico ntili7.ia tcrritorial•.: S r~:ggi­ mento alpiui. - Bem·ht: ferito in un pn:cedeute cotuhattimc mo, da,·a, con ~cr~:n a calma, Juraute uu ' iuknto ft•·.r( di ;;l'li )· lie::a mwti,·a, di$ pO,.i7.ioni per attenuare gli effetti. ì\J im bile e~empio di <'Or8g~io e rii ;~ l te v~rtù militMi, <:ade ,·a eroicamente sul pOSto. - Pal Piccolo, 1.1 «ettemhre 191 5. 252. VnALDl Silvio, dn Taggia (fraziont' Amta ) (P'lrto :lfa tH'i7.io), aspiran te lllt:dko 7 :reggimento fanteria. - /11 commula=h"ll' della mcd<~.~lia di bron:.o cot~cessagh co u regio decreto r seftl·mbrc 19zo : - Atteude,·a con ~·alwa c <.'Oragg-io al proprio còmpito di ufii<'i:>lc tne.Ii cl)..Mo.;tt':lt:ts: h ncce!<~ ità, in !:eguito ad un ,·iolt:ttlo contrattacco ·nemico, di ri<ulimare rula rc:-isteuza un reparto rimasto priw1 rlell'ufficiale, :occorrent ~J X>tttatt e;tnll'lttt· -<ul po!'to e alla te~ta del reparto :-tt:~so <·oop ~ rava valitl:tm<'nll' utl infran g-.... r;: l' urt<• n\ \'Cr-'llrio. - :\fori::tgo (Piave l. 2; ottobre 1918. ~mpo


PUC li. IJl<IIO Jl.OICO Dl:I. <;OR('() S.~ .'\lT.\1110 MlllT.\RE

287

~53· ZA.NETTI Carlo.

da Levico (Trt:nlo), t·apit.lllO medico complem.ettto ::!Z sez.iou.: sanità. - Si a.rruolava ,-olouta·rio a 54 ruwì come capitano medico, dando prova costante di profondo spirito rli sacrificio. Im·itato più volte ~ prestare l'opera :-ua nelle retrovie, sprezzante dei ùi;.agi e d<'l pericolo, se mpre rifi utava chiedendo invece ed ottenendo di rimant!'re iat prima linea. In momento as,;ai critico, seppe, cou energia esemp.lare, assicurare l'efficienza ed il fun zionamento dt:l proprio servi7,io. - J sonzo-Trcn t ino, marzo 19t6-dicernbre 1917. ~[W.\GU.-\ DI BRO.'\ZO.

R. d9creto 2 giug~to 1911.

1029.

Ferruccio, da 'irevi:;o, tenente medico 205 reggimento fao tèria Animato da elevato se ntimento dd dovere e con grande sprezzo del pericolo, prestava la s ua opera per due giorni e due notti in un posto di medicazione, senza alcun riposo, solto l'infuriare del bombardalllcnto nemico, rimanendo coutuso alla coscia sinistra e dimostrando coraggio, forza di volontà e di abnegazione a tutta prova. - Costesin, 15-20 maggio 1916. 1 0 30. FRANCH!NI Giovanili, da Sassari tenente medico II sezione sanità . In CO lli-mutazione dell'etzc&mio solemt.e cOtiCessogU col de creto hwgotuze?J:iale xS oltolobre I9Ii: - Costante esempio di coscienza, serenità e coraggio nel g uidare le ~quadre di porta feriti fin sulle prime linee, con intelligenza ed altruismo, disimpegn ò l'opera sua, sem'Pre pronta, rapida, efficace. Uditi lament i provenienti da una ca,·erua, in località pur anco contrastata, arditamente vi e ntrò e, t rovativi quindici nemici feriti, prestò loro i primi soccor~i e ne curò lo sgombro. - PeumaGrafernberg-Gorizia, 6-xo agosto 1916. PALLA\1F.RI

(.M . M. ). -

R.

decreto 19 flgosln

1 9~ 1.

AJM<).'\E ca,·. ~lo,lestl), magg-iore medico S !'ezione sanit il. I>imo;;tra,·a partkolare abilità nell'orgt111izznre posti di soccor:;o ed infnmcrie a1·anr.atc durante un intero periodo d'azioni belliche. Con ardimento e cal ma au1m irevol i percorreva posizioni scoperte incessa nteme nte battute da tiro an·ersario, per provvedere alla miglior<? ricerca dei feriti ed alla rimozione dei cada1·eri. - Vodice, g-iugno 19li. 10.>~- BITTOI.CI Bo:-- Doualo, tenente medico -2 reggimento artiglieria da montagna. l ' fficiale medico addetto al servizio sa nitario di una .batteria da montagna, s1 rct·ò più 1·olte ~u lle linee più avam-ate 'J)Cr apprestare, sotto il fuoco nemico, la sua opera UH:dica. P n di hell'esem pio al personale dipendente ndl 'opera di sgombero di nnmero~i feriti. - \ ' al Fonda - Treutino 3·II ottobre 191 5. l o.n. LAMI'O Fmncesco. dn Tusa ( :l le;;~inal, capitano medico 26.> n:gg-itllento fanteria ()L ;\L). - In C<JIJllllllla:iou~ dd/a crvCI' al merito di. g uerra concessagli co-" decreto miuislerialc 23 mar=o 1919: - Cfficinle medico di:;tin to, .:osciem:ioso, dit- prove di coraggio e;;emplan: e rostante, nei ,·ari combattimenti cui prese parte. Appena occ upata una cou tralitatissi ma trincea nemica sui fianchi di fornlidahile po"izione, quivi trasportò il po~to di medicazione e, duntnle un'il\tera nott<.: , sotto fuoco inte n:>issimo, compì !'-cretto l'opera sua di medico, riuscendo al t n:!'l d'in citam~.::n to efficace alla tenace re~i~tcnza delle truppe. - Car:>o, maggio·~dtembre 1917·Flondar (He nnada). notte 22-23 agosto 1917. l 034- Ur. J)oME:SICO Francesco. da !\[es!'ina; capitano me<lico S6 reggi mento fanteria. - Capitano medico d'un reg.l{imcnto di fanteria opera nte in prima linea, disimpegnò !'empre il !'uo servizio con instancabile t.clo ed intelligenza . Sprezzante del periçolo, si spinse fra i reparti più a1·anzati, attra,·erso zone iutensaute.n te ·battute dal fuoco nemico, per prodigare la sua opera di cure e di assistenza ai feriti e per vigilare il funzionamento del !'ervizio !'anitario, da lui sapientemente org-anizzato. );obile esempio di coraggio, eli calma, d i sereuità, di altisl'imo sentimento del dovere. - San Michele del Car!'O, 21 otto~c-s no,·embre 1915. "~03.5 - GHtSf.l.l.IX I Ciuseppr, da Cento (Ferrara). tenente · medico complemento, 41 reggimen to fanteria. - Con alto spirito di abue)!rozione cura1·a amorevolmente in un !'OI .giorno e co1 solo aiuto di poc'1i portaferiti ci rca 300 feriti, nonostante che il p<>~to di medicazione fo~!"-e ~t<•to colpito ripetutamente dal fuoco di artig lieria nemica di og-ni calibro. - i\fontc z o,·etto (A::iago), 16 giugno r9r6.

1o:;t.


2~8

J't~l Il.

I.IRRO n'ORO Ot; l. CORl'O fl.~l'\ITARIO !.II L JTAIII!:

Francesco. da Gasperina (Catamaro), a~pi rantc ufficiale medico 16 battaglione as~nlto. - l'er tutta 1:~ durata di un combattimento violentissimo, fn ~uJla linea di fuoco pe; appres:are Hi feriti le cu re più pronte. Serrato dappresso da numero:;i nemici, impugnò un mo!'<:hetto e comhHttè eia ,·aloroso. primo tra i primi. - Monte .Meletta di Gallio, ,:, dicembre 1917. l 0:\7· I'.~VO:'\F. .'Hiclre/.c, da Palenno, u:<pirante nfli<.:iale medico 25 reg-gimento .fanteria. - Rimasto prigionit-ro di ~-:nt-rra prestò sen·izio in un ospedale di Udine,. moltiplicandosi per rendere proficua e benefica la sua opera atti,·a ed inteDi1-(Cnte. )\el giorno che prect:dette l'arri>o delle nostre truppe ,·ittoriose, organizzò, con soldati prigionieri, azioni di fuoco contro gli austriaci, aumentandone: il panico, il disordine e facendo molti prigionieri. - Cdi11e, nO\·emhre 1911!.

1030. MJU:'\0

Ro;w dtrrelo 23 ottobre 1921. WJlì. tASAl.l cav. Pietro, da Reggio Emilia, teueute colonnello metlico capo sezione-

sanità 14 divisione fanteria. - ton audacia ed abnegazione, sebbene an<.'Ora soffereutc per precedenti ferite e lesioni ri1portate, accorre,·a a prestar l'opera sua animosa e pietosa, in occasione delltl esplosione di un grande magazzino di munizioni d'artiglieria, che aveva cau;;ato molte ,-ittirne e danni. Bell'esempio di sp.rezl.o del \Pericolo a tutti i militari presenti, durante il couti nuo scoppiare dei p.roicttili. - tonco (Altipiano d'Asiago), 24 ottobre 1918. 10.39· C t;CERE A citi! le, tenente medico 202 ~spedaletto da campo. Colpita in pieno da .aerei nemici la stanza di medll'azione dell'u~peùale da campo cui era addetto, accorreva fra i primi a prestare aiuto agl i ufficiali medici ed agli infermi feriti e <travolti fra le macerie, e non desisteva dall'opera di soccorso, quantunque il nemi co ripete:<se le incursioni e il bombardamento. - Castclfran<'o Veneto, 2 gennaio 1918. t< q o CHI :.nsso Luig i. da tam poruarino (Ca mpoba ~so) , sottoteneute medico 132 reggimento fautcria (:Il. :'IL l. - Accorreva ,·ol()ntariamente presso un pzy.;to di medicazione a\·anzato, molto esposto, di un reggimento impegnato in violenta azione .. ove i feriti aftluivano numerosi. lvi, incurante del pericolo, presta,·a l'opera sua sanitaria, finchè veniva gravemente colpito da scheggia di un grosso proietto. Podgora, n luglio 1915. I<>4J. t'IONI~! (jiuli.o. da Pisa, capitano medico 128 reggimento fanteria (:'II. :\L}. Arditamente esponendosi fuori della trincea, riusd a f.ar ricuperare le salme insepolte d1 tal uni militari, fn cui quella di m1 t:apit:mo del Teg~imento, g-iacenti in luogo molto .pericoloso. - Plava (quota 383), maggio 1916. 1n.p. Coucouam:' Arturo, da Pomaretto (Torino}, aspirante ufiìciale medico 3 reggimento al pini. - Durante un aspro comhattirnento, impiantato a stretto contatto. del suo reparto il posto di medicazione, sotto violento bombardamento, attese calmo, sereno ed impavido all'opera sua di soceorrere i numerosi ferit i affluenti,. sebbene il posto di medicazione stesso ,·enisse ~"'lpito più mite dall':-trtiglieria nemka, e non si ritrasse se non dopo esaurito compktam.:!nte il mnteriale di medicazione e quando il ~uo battaglione, de-cimato da ingenti pt:Tdite, :<i fu ritirato. Selktta Vodice, 18-20 maggio 1917. 104?• DE MARIA w v. Nù;ola, da Costroreale (Messina), tenente colonnello medico, capo ufficio di sanità 33 divisione. - Capo ufficio di sanità di una divisione di' fanteria seriamente impegnata in combattimento, diresse ·p ersonalmente lo sgombero di numerosi feriti e l 'impianto di molti posti di s<><'<'Orso, lun~o una sola molaMiera, in difficile regione montana, battuta intensamente dall'artiglieria nemica. Bell'esempio di capacità professionale, sereno coraggio e grande sprezzo. del pe-ricolo. - Monte ZQvetto-Casera T-unico, giugno 1916. H>44· l·AHllMI Enea, da :\loùigliana (Firenxe) , •·apitano mediro complemento 73 reggimento fanteria. - Sebbene {ebbri<'itante per malaria volle seguire il reggimentoin a!lpre azioni svolte in posizione singolarmente difficile. Sorretto da alto sentimento di amor patrio e del dovere diresse il servizio sanitario del reggimentoin modo lodevole, p ur es~endo in località esp<)sta e cou lavoro g-rave per l'in~te: numero di feriti. - Dosso Faiti, 21-24 agosto 1917.

t


289

NOTIZIE 2<' cono preparatorio per gli ufficiali medici aspiranti alla nomint. a tenente medico in 8. A. P. - :-.i{'Jl'ar•ri l t• S<.'O·r~ hHn•w avu w luogo pres:-o m & uola <li appllm~one di :s.mltìt milit"J)';'I J;li l"~ll!!i fi~lU del ooroo prepnmtorio pe1· gli ut:tict.all medici at«p.irant.i nlkt nominn a t{'ncnte mt><lk"' in :;. a. p. Il corso ebbe la <lurnt.a <li 4 m€Si, e l'ìnseg'name ut•> tu imJmrnito in modo nt-'<'essariam('u.te int.ensiTO, •ma con critE-ri im:pil·~tt.i a ;::>iH::<I:..L Sint~i e<l a san~• praticitìt: oltre lo s,·olgimenl;() · delle m<Lterie fHIIlhll\ll'llt:lli. fu t.enub1 \UUl. S€'rle di lf'zioni <li dini<'a delle malatti-e in!f'ttiv~, <bi eliukn trn uma tologic"11 e <li J~'t\1'11 ~:;itolo~ia medkH. ri::.l~t.tinuH ente <la l prof. Schupf""r , Bun:i ed Alessandrin i. Agli ('s:Jm i $1 vre:>ent~1roo 1o .n <:amlldatl. i C)ua ll ful'ono intl-'nn:,.'"ltti .sull'in tero

pmAJmmmn delle varie mutE>i!'ie. S<' ll7<~1 estra zione d i I~'Si: tutti rii MH"taro no la odoncltìt. Il hE'Illll per lll Pl'O\"ll s<:ritUI fu il S('I!UE'nte : << Il •SE'l'\'izio .,.mit:ll"iO n.•~gl-' ffii'DWIE> ne l l)t>riodn di i·tK'Orpora 7.ione <~<·Ile ret"lut.e )). Al t..rnliue ù(>f{li esami. ~li uftki:lli n1t>tllc·i nlli,ì>,·i. (·nn ~lllh<ito lK~lL<;iero, volit.YrO vn·rirf> un saluto ~l l ;!t'l!Rrale merli<·n rl l-'11'' \"ali<~ ~-.1 nlln <'ommJ:o:,:oi<mf' N;a.. minutrk-e : a lln simpnt ic:t •·inniOll{' int4~1'V('li i1P nnd1P il C"'i ourw llo di :::L :\1. VillasanUJ. addetto al Comun<lo d' Arn!.n m, il q un le :Pr<'~ntò una splendida forogrntia che S. A. R. il Duc-a ~1 · Ao:o:t~. si è 1k>~nnto di o ffrire aJia Sc·uol a, con la seguente dedica nutogrnfn: A lla .~&uola. cl'a.pplicaz.io11e rli .<anità militare - t em•p io saet·o ano .~tucl1o c ;li ~<i tem·JIYfu·ono nn ime e me11ti dr1i ml,>m.<ì 11[jìdali. med ir•~ · che cor $a1!gue .. C()l~ rablll'fJa: iO,Il' .. con lr1 maN!I_l"in - -~'·ri.qsrro /llmill u.~c tm[!ine eli gloria nella gu erra r/.'ltalia: E manu r l e li'i/i.IJerlo (/.i. Sa ,;oia. 11 ~ren<•ntiE> clpJJn \·nllt>. l•n.ft•t· pt<e~U> d.l'i »~.>ntiuwn t i Ullilllilu.i , ('"fil'l'»'$e t>er l'ouorifiro om:•ggio hl .p ilt vlvn J1ìJr-onosrenzn a l vulorow Duce (l{>il:l JII Armata, <;be

lo ogni <K·t-af:ione. In !lftN' r in gut>rra, hn dnto <'ODtinu.e Jli"OYe eli benevo1t>ll7A ver-

RO 11 c.u·po Sil llitnrio lllilitll t'e f'll iuviìl ))111"(' 1111 <lf'\'OtO :<:111100 Il s. A. H . .l:a Du("hf'!t"ll <l' A osta . I>I'lllln fra l !> ionft>rml.ert·<' ~11 ~lf'JTa Jl(•lla mi~,,ione di Cl\rità .

Cono di integrazione in radio!ogia, elettrodiagno3tica

ed elettrot.erapia.

Prt•s!'ln la 8<-uol.a ~1 l 11 ppllcn?.i one di ;:n n i ti'l m Ili t~n~~ ~~ l'ltn n ttun lm!'nte l-'\'olgt>t:<lo un C'OTSC.l stnwrdliTUII'io trinw:strnlc di md.iolog1a, ('iettll'odlngnostlc"11, Nl t'lett~ t.:>rapia. J/i·n~nmuento, {'minE>n t('menw prutiro. OOillifll'etlde le7.1onl c d <M~erelta­ monl di 1"1ldiO]<)I"..r!il lll,j.'lil('~l t' dlin'UI'jl:.i('.fi im JKlrt•ilte <1111 t.>nente C"'IOnnello UJtitliCO pro!. (}. \'ili{'rln e lf'?.lon i ed ('l'('TI·ita?.inni cii Pl{'ttr()(lti:tj!nostic:t ('(] eiE>ttrotern'Pia I!Volt"' dal h·nt-nt.e rolon.n.ello m.c<lioo pr<~f. G. FunnloU. Al detto N r so ~no .!'rtatl oom11n<bt tl lO nffkìnll mpdlcl (] llli vari Corpi <l'nmllltll, ed aJ t:el'lni{!e una Com mi"SHione. <X>Ui postn diti Direttore llella Scuola e dai dne ln~'glllln tli<. ~tnblllrù me· ~f:in:te esnml l'a ttitudine E> In g r"lHlnn to rin tl!'gll nllie\"1.

Corso d'istruzione per lilfftciali medici presso la scuola centrale militare eli educuione fisica. - P!'(>~ Jn sc-uoln centra le di edurnl'fione fi!\ica in Honm (Jhtrill.el'liua) si sta ora svol~rendo un rorso di ftslolo~ilt " di l~l('tlP. 11i:'vlicnbl n~ll e~;er­ <-l?.i fisici. con esereit·m~lonl f)tllt.iebe, d e lla •lm"11 tn di 40 giorni . I A> wzioni s()n o impartite MI ten. colonut>llo m odiro A. l'nollnl, le ei<('reit.'lzioni t-OIIQ ù i!t(>ttc (lal Prof. Tifi. Al de tto cor~) sono >:t:tti ronumd:1tl 10 utflcinli nwdlid ,IUlévl, i'liè 1\itOllo clas..<;itkati prlm1 negli esami tln.nli rlel 2n corw preparato!'io prr In nomino a tenente Jll<(!(lloo In S. A . r., -s-.·olto:o:i pre:-;.'50 ù1 Scl!ola <li ap.pUc:t7Jìone di sauitìt militare.

ltiseione di soccorso del!la C. R. I. in Russia. - T.<~t C roce Rossa Italiana, mossa dal d t>SidE>rlu umanita rio di rontrlbu•i<N' ad Hllcvlnre le pri"l""a;>;i~nl. nelle quAli , per effetto <l.t>llt\ carestia e <lell~ E-pidemie. troYansi alcune regioni della Russln, Il>! o ffer to a l G•>YC'rno di M OiK"ll la ~:un o!)('rn, che si ~>·volgen'l. nell'im,J)Innto.


PMrn;

290

U~' l' lCI .\1 .1(

•e nella gestione di cucine e di diSJ.::>ensari per 111 dlstt·ibur.ione d:i viv~ri e di me· dJi.c.l n.a li . La. mist:ione è ()ltrtita da Napoli 1'11 aprile SCOI'&I a l>On:lo della nave Scrivia diretta a Novorosisk ed a. •rsnritzit~ &"tù Volga: a t'l'l"-) di ~"M è stl1to destinato !l nostro oollc>g-a mag-J!iOt'{• ml'ii~<"J G ~J,·I. Premio franco-italiano della Società dei chirurghi di P arigi - :-\el ('()uoorso bandito <Ùllla Socletil . dei chlq'llrghi di l';lrigi ffontlnr.ione GnrilMldl) lle'r U migliOt: L'l.voro dii· dliJ·ur~tl.a di )::'nerra frnn<-e':'(• <' i~tlinrw è ~;tuto gluùiooto viucitore li dott. R ossi l><.'l' il ,..uo volume Le ferit e de~ torace da arma ifa, fuoco in g·ue,..,.a, edito dalla c:tsa ZUuldtelli. Alù1 ~~~rn flt'('~t'O pnrte non n'lttina tli t:h.il·ut-glti italilln.i e la rommi&:ione ~inceute t·he .il regolamento non ahbiu oon!-Jentlto di dividere il f.H'eDllo ve•· rirompcusare altre memorie dl alto vnlor('. t.iane a citare tra queste: Le fe1·ite di flllerra ctell'a<Uto,ue d.<'l dott. E. Sa ntoro, )riit pnbblic:1ta nel G-iornale !U medi<,>i;nq militare t' le h·.~iOili vx l eo -ortit tJlari t/a anno rli !fllt' I'I'O. del dott. f,. :F.ustuC'Chio.

P ARTE UFFICIALE A 1 (;1011:-\.\Lj,; :'<IILI1'ARE l'FFI('J.\U:.

(;Jtl<.'Ot" \Kt! 11. l:O:i tlt·l ti :IJII·i·l<.· J!l:t.l. - Cun· IJftL;wo-11'1'/llftli. t'wnieue le W>l'llle per le cure oolneo-llermali ndl.a pro~>Simn ::;tagioue estlvo·:luttutlltlle ~li stabili· menti di A<:\JU.i, l!<('hia. Tie<."O:tro e !,;niMmll~'g'iOre, Le mute >S~H'llnno 7, d1 Hi glmmlì. c1aR:urw. tu<' IlO ('}te per l{èt-oat'O, l4 ù <'· lù.t du ratlt di' 20 giomi). l ..a pre(erel17.a per J'ammis.'lioue nlle cut-e è data aj m ilitari nffetti dn Cl;.iti di ferjt.c d1 guerra. Le visite per l'tm1mi~ione lWrnnno luogo <l:li 10 aprile 1tliO DU4;Aio pre.":~.<,l(> apporute Comudssi<mi: oltr·e i terJuini (Jt't~"'~thiliti. Jt<>n nYranno più hw::;o visite per

ammisSione n Cllre l f'l'lllOminerali ed idlropiniehe. [Je mute v~~n,go1to as;;:('_.gnatc tùll Ministero ln base alle IH'(.(.lOSte 13U7.idette: k> ~te~ .\Iiuistero ·si ri,oen·11 Ili d('(: idN'(> >'{' ,;;in il ~1:-:o 11i c·on<'('(l<'l~ il cambiamento d'i Hluta. La rett.'1 \hl pa;;:trsi t- quelli.'! S~tbilitA <lull:l c:lr<'OI:lll"e 119 0-. Jll. 1921: quella per. le c-ure di ~nl;;.1tUil~,:tioJ·e ~trà st:tbili~l C'()n apposit:1 dnolat-e. Sono esentati dnl PiliW mt>ntH cl<> Il<· reti{' .;;ola meJtte colOl'O J\{>1' i quali il ri<'Overo a n·enga per ferite, le· sioni o trllJtntl. dte ~iano st..at:i riport.<tti in N>lllhattlnwnlo o n ~> l-lo ;:.voigim<>JJto <Il vero <' proprie a?.ioni <lì J('UI'l"'':l o lo ;;:('l'\' ir.i d'ordir~ pubbllc·o. o in ~~e rvlzlo In occasione di quai<'IIP.Ili~tstro (\·. c!ir('OUII'(' mlu;su•ri:114:' ~; h1,:tlio 1!.121. n. \Jl:ìi)6). In tutti gli al· tri 1,1Kl . cllldtP qunnflo In tn<tlntt..in <lil)('n<l•• da ean~ <li f'f'rvir.io. il I~SigllmE>nto· della t·nm Rfll'(t fntto 11.-!l:~ mi ,cura ~l:thilit~J 1btl !a f'it:tt<t drP. li!l. L:l I'Ì l'l'. 1r..1 rontiene nltJ'\ISÌ rll)l'llH' ~llt.'<·ia l i JH•J' ~li iuntlidi <li J.('tll'l'l1l. 2. -

C'lllCOL.\ltE Il. l.if)

del (l ~)1ìl'ìJC' ]!~2'.:!. -

.1/i/itnrj 11/ÌIIOI'I'Ill/Ì da .~()tiOflOI'I'C a{]. 0/)f'·

l'O doni Chi I'UI'JJÌChC.

St.abWS<'('. rome principio <li m:tit~int:t. <'hc llt'~"''m ntto opemtivo (JUò pmtioorsl

di un milii:JLre r he non aùhi.;\ I'<'Hltpiuto U :?1 " :tlllh ) . >'('117.'\ l'autori?..7..a7.ion,, ll~i g."; nit01i o di <·hl ne fu le VC'Cì. Si <lfliTÌI d<•t,~at'\' Sùlo nPi ca si in cui l'int:erv('nto ,;ia ;:11


291 indica w come $0<.'COrso d'u~n7.u e non pos.<;a quindi iu al.-.•m modo es.se~ diflierito, IJeil2a evidente danno delrinfeNno. E' J>rescritto ,infine c::h e in tutti i casi di operazioni urgenti le aruroritil sa.nitln·ie, appenu ,.t<lbhlìto l'intN'Yl' nto. d,o bbauo avvet't1re telegrafic-a mente i pllreu ti. 3. -

CmcoL,IRE n. lt.i7 del :W mtt•l·/,o 19:!:!. - R . d Pc•r <'l o u. 411 elce ~>labiiis1·e degli titular-i da. arlibi1 si. alle ·v n1·1c ;sr;uul c militct.l'i..

itbSCQn<Jnli

Per tak- dect·cro SQno 11,;..~~uuti all.!l &:nola d\tpplicazion.e di S<mità militare 5 insegnanti titol.nri di 1° grad~) e 12 ia:><'guanti tioolari di 2° grodo. ~- -

Cmcount: n. 199 del 7 maggio 192'2. - Pruommmi di e~ame per l ' idonfAtà all'ava il-zamento acl an zfcmità e a scelta dei te-nenti ù d!;i capifa11i m edici .

Ai programmi di esame per l'idoneità all'avanzamento ad anz4anità ed a 5celta dei tenenti e capjrani medici, di cui alla circolare n. ~('9 dd gio mal.: n~ilita1·e I9<J9, souo !IOStituiti i seguenti :

PROGRAMMI DI ESAME PER L' IDONEITÀ ALL'AVANZAMENTO AD ANZIANITÀ E A SCELTA DEl TENE NTI MEDICI I. -

A)

Esami per l' idoneit4 a ll' avanzamento ad anzianità o parte prelimiuare per l' idoneità all' avanzamento a scelta del tenen ti medici. t0

PMOI'A 1 3

-

I:'RO\'A ~· -

Traumatologia e sen ·izio ~ani tario 111 )i Ut:rr:t . Igiene militare. 2°

P11ov.~ 1• l'RO\'A

z• -

GR Ul'l'O.

GRUPPO.

Anatomia topografica. Mediciua operatoria . 3" G Rt'PPO.

PRIJVA 1• -

PRrn·~ 2a -

Cliulca. medica e chirur~ i ca. Medkina l eg-al f: milita (t . PROGRAMMI DI ES AME. 1 ~ GRl' PI'O.

f'KII I'~ 1• -

Traum a tolo:~ ia e serviz io sa nitari o in

guerrs

Specie della provn: or':lle. Dureta della prova : 30 miuuti. Modalità: il candidato svolge dne te si el'traltL' a sorte, un a di t~;w mawlo~ t.l e una. di servizio !'anitario, ri~pondenclo anche a tutte le interroga1.ioni che la sottoconttui• si·one crede di fare in argomento. a ) Te si di traunwl ol ogia : t. Anmi da fuoco moòerne e loro prc>iettili fnftuenla ddh: ll l<>tk r n.: armi d a fuoco sul numero dei feriti t: sull a form a e g ra,·ità .!cii .! ft: rite - Da ti ~tati ~ t ic i di <:unfonto fra le varie gUl~ rre .


292

I'.UlTt;

l: t'Fil' IAJ.K

Az.ione dei proiettili delle modem e anni d:~ fuoco , ul corpo umano. 3· Ferite d'arma da fuoco del capo. 4· Ferite d 'arma da fuoco della faccia e del collo. S· F erite d 'anna da fuoco del torace e dei ,· isceri cCJntcnuth·i. 6. Ferite d'arma da fuoco dell'addome c dei ' 'i!'Ceri contcnuti,•i. 7· Ferite d'anna da fuoco del b:~cino e dei visceri contenutivi. 8. F erite d'arma da fuoco della colonn a ,·ertebr:~lc e del midollo. 9· Ferite d'arn1<1 da fuOI'O dq:rli arti. ICl. Lesioni da g:.s tO$Sici c 'irritanti. 11. ::-:orme generali pe r la cnra delle ferite d'arn1a da fuoco nelle \'arie formaJIODI sanitarie di guerra - Con cet to, indicazioni e tecnica dell'a~ep:-i e antise psi. 12 . Ane!>tesia locale e ge nerale in g uerra Emorragie - Emostasia prov•1wna e definiti,·a - Shock . 13. Complicazioni nel dcrorso dt lle ferite per anna da fuoco - Infezioni pi~­ n iche locali (flemmon e, linfo-a ngioite , linfo-adenite, ere.:;ipcla, o~t eomie lite infett~va IICUta). 14. Complicazioni md decorso delle ferite per nnun da fu•'CO - Jnfc?.ioni generali - Tetano - Infezioni ga~so~e. 2.

b) 'J'e!'i di ~enizio sa nit ario in ~ ue rra : 1. Scr\'izio sa nitari o i11 gucr rn Scopo e ordinamelllo - r• oru.:Jzim1e delle uuità •:mit:~rie in per!'onalc e materiale )lobilitazione dei ~crvizii ~nitarii. 2. Sen·izio sa nitario presso i corpi di truppa Posti di medicazione - Sgombero dei feriti sui po-<ti di merlic;l7io:Jc, sui luoghi c!i riunione, sulle set.ioni di sa nità Me;tz.i d! tra.,porto - o,pcdaliua7.iOne in sito dei fe riti uon trasportabili e mezzi ~r effettuarla . .l· Funzionamento del :-ervizio !'anitario negli stabilimenti di prima linea !''<.">ioni di ""nitò. e O!'pedal i d:. campo a;.~egnati ,.; corpi di arm:ua e ali., divis.ioni ~<: ?.ioni

di disinfezione - Ambulanze chirurgiche e speci11iz7.atc. 4· Funzionamento del ,;er\'izio :<anit~ttio nP.gli stabilimenti di s<:conda linea Ospeòah Ja cmnpo e da g uerra as~c~nati alle :mnate e unità ~:lllitarie speciali - Ospednli civili c militari, contum:tciali e di tappa, posti di soe<·orso, nHl_g-nz:r.i ni di materiale sanitario. 5· Scn·izio di !tgorubero di 111alnti e feriti lun~o In linea c.li tappa, per via ordinaria, sulle ferro,·ic, per ,·in acquea - Stazioni Ji ~mi.-tnmentn e ' l<>ro importanza Convogli sa nitari e ambulam_c flnviali. 6. Stabilimenti di rise n ·a - O.,pcdali militari territoriali - 0:-:pedali militari di nno,·o impianto - O!' pedali CÌ\'ili me,.., i a di!.posizione dd l 'nutorità militare - De~ •iti di Coll\·alesccnza. l'Rm''

~· -

Ictene mtUU.re.

Sprcie della pro,·a: orale c prntio:a. a) Prova orale .

DurPt.l della pro,·a : 15 111inuti. Modalità: il candidato svolge una tesi estratta a !'Orte, rispondendo anche al~ interrogM.ioni che la sottocommissione crede di fargli in ar~omento. Tesi. - 1. Reclutamento del soldato - :'\lorbosità, mortalità, malattie specialj dtl wl dato. 2. Allol(giamenti, a..:canton:uu enti, accampamenti, con speciale ri ~•mrdo alle triocee e rico,·eri. 3· Igiene della pelle, \'tst iario, equipaggiamento.


J•.•nn: t:P't'!C.:I.\I.Y.

!93

4· Alimen tazione - Razion e del soldato in pace e in guerra e sua costituzioue per qualità e quantità. 5· Adulterazioni e altt-r:u:ioni .più comuni delle so~ta nzt: alimentJ.ri. 6. Acqua , p(ltabilc. 7· E~rcitazioni e marc e. 8. Infe:r:ioni e inwnunitù - Sieri e vaccini. 9· l'rofìlassi in genere ('Ontro le u1a lattie inftttiv.. 10. Tubercolosi. 11 . Malaria. 12. Tifo addominale l':~ratitl . 13. Difterite. 14. Polmoni te Influenza. 15. Meningite cerebnrspinale epidt:mi.:a . 16. Malattie esantematiche romun1. 17. Vaiuolo. 18. 'rifo pet<:<:ehiale. 19. Peste bui.Jbonica. 20. Colera. 21. Dissenteria. 22. lttero infettivo Fehhroe ri<·nrre ntt-. 23. Malattie infettive oftalrnid1c con speciale nguardo al tratou~ 24 . Malattie veneree. ~5 · Malattie cuta nee para;;sitarie. 26,

Di sinfe~ioni

e

òi~infeFt:• ~ ioa i

b)

111 pa. ce e

111

gu e rra .

Pro-"a pratica.

Durata della provn: è stabilita caso per ca~o dalla sottoconuui~"ione. 1. a) Metodo semplice di colora:r.ione e metodo del Gr.am. b) Prelevamcnto di uo campione di acqua pt>r l 'esa:u .. chiiiiÌC(> • z. a) Esame di microrganisuù in goccia •pendente. b) Determinazione della durezw di un'acqua. 3· a) Esame di uno s puto tubercolare. b) Ricerca dell'anm10niaca e dei nitrit1 in un'acqua. -4· a) Allestimento di un preparato di sangue per esame microscopico. b) Determinazione dell'al<:ool n E' l vino. 5· a ) Esame di preparati malaricL b) Ricerche di l'O!'tan7.e colomnti nel vitto. 6. a) Esame di .pus blenorragico. b) Esame di un cnrnpione di farina ; . a) T ecnica di sie ro-reazione. b) Determinazione dei solfati nel vino (t";e~satur.A). S. a ) Lettura di un preparato di sangue all€6tito per striscillnte nto e colorato col Giemsa. b) Ricerca del piombo nelle stagnature. 9· a) Diagnosi microsropica della •.i gua fa vosa e tc>n s ur" ntt:. l>) Esame microscopico di fibre tessili. :o. a) Esame microscopico di feci con uova di elminti. b) E>'ftme miCTOS<'Opi<:<> di un campione di cafJ~.


.294

r /IRTE Ut"f'I CIALtl

l'~" ' " 1• -

Analomla topoçaftoa.

F.pc:-cie de lla pro\'a : orale e pnn ica. Dnr.~ ta della pr<>va: ;:.arà s-tabi lita , <:aw per ca,;o, da lla .sottocommi"<'ioue . Modalità: qu esta pro,·a ha luogo nella sala an atom ica dell'o;;pedale militare e \'olge sopra u ua t t ~i estratt a a sorte fra. quelle sott oimlica te : Te•i. -

Regio ne della ,·olta del cr.n1io - Tupo.; raJia cr:lllio-cer"brale . 2 . R t~ione pa rotidea. 3· Reg ione ~opra-ioide a . 4. Regione l'Olto-ioidc:a . .c;. Regione t :lrotidea. 6. Regione sopracJa,·icolare. 7· Rt·g ionc s te rno-costak·. S. Regione :mt ero-laterale d<.:l la pan:te addom in.ole. 9· Rq::ic• nc ing uiu craddominale o del can ale inguinalc. 10. Regium: .p cr iueale anteriore . 11. Rt'gioue dell'a !'cella. 1 ~. R egione ddtoidea. 13. Regione dd bnwcio. 14. Rq: iour del la piega del gotuao ed a Ul cro-eskrna dell' al'iun braccio. 15. R<-g ione po~ t criore ùell'a\' ambraccio e dor s-ale del pol~o c della ma no. 16. Re~-:i()II C a m eriore del pol ~o e p alm:t re. 1.

l;. R e_ginn~ g Iute a .

18. Regione i n~u i ncr kn wra h: e c rur;~ le. Il). Regione autt riore della co~<:ia e rotn lea . 20. Regiont posteriore dtlla co~cia e poplitea. z1. Regione ant eriore esterna de lla gamba c dvr-~ le de l piede. 2~. R egic. ue po!'teriore della gamha. 2 '· R t·~.:ione d d la pia m a de l pierle. l ·~o\ 1 .?' -

Medic ina o pe r atoria.

f.pc:.-ie dt·lln prova : or~le e pratica. Durat<l della pro, ·a: ::-in() al compim em o dell'o perazione. 1\lodal ità. - Q ue~ta prova ha luogo nella ;;ala a natotu ica dc ll'o~pt<l a le m ilitare e volge ~opm un a tc;;i estra tta a so rte fra quelle ~ou oimli ca te . Quando nel r~:: m a !'ono comp rese pa rt-cch ie 11perazioni, la sutt()(ommi~sione fissa fin dal principio rlcl l'esa me quella o 'l nelle che il c~<ndi da to deve eseg uire ; il candida to e~ pon e le ind icaz.ioui dell'op erazione e In tecnica che inte nde adottare; la sot· t<'Conuni~!'iflnc fa t utte le inte rrogazioni che crcclc con1·cn icnti . Tc:-~i.

- 1. Lq~atura d<·ll;~ carotide pri miti va , della lin g-na le. 2. Legatura d e lla carotide esterna, della !'uccJa,·ia . 3. Lef:alnra dcll<t a rteria 3$CC1Jare, d eli 'omcralc . 4· I.c~.nnra del l 'arter ia iliaca e!'tem a , della femorale, della poplitea 5· Amp11137ionì nella cominnità degl i ani .


I'.,Rn: rn·wuu;

295 -

6. l>isanicola:t.ione carpo·m<:tacarpica de l P<' llice, della ·mano. 7· Disanicolaz:ioue dell'a,·am braccio, ùel braccio. 8 . Disarticolazione dd piede, della gamba. 9· Re sezione d eli 'articolazione ,;capolo-omeral e , ddl'articolaz ione de l gi nocchio-

lo. Ttapanazione del -cranio, cra niotomia . 11. Tenorrafia, neurorrafia, angiorrafia, o,;teorra ri a. 1 ~. J.;nncleazione od esenterazionto ciel globo oc ula re. 1 3· Tracheotomia, esofagoto mia e~te r na . 14. Torace ntesi, toracotomia. 15. Laparatomia (inci;o.ioni Japa ratom icht ,·a rie ) - Suture inte,.tinali. 16. O.perazione radicale dell'ernia ing uinale e dell'ernia crurale. 17. Cah:teri!'mo, puntura della v-escica, dstotomia.- soprapubica . 1S. Anest e~ia generale e locale: indicazioni e tt>cn ica - Pu ntu ra lomba re.

i'KO\ '

1• -

Esame di cli nic-a medica e di alinlca chiru rgica.

S pecie dtlla pro,·a : pratica. Dur:1ta della pro,·a : i: stabilita, ca:.o per caso, dnlla ~onoconuuissioue esam•-natrice. Modalità. - !Jnt·,;w pro"a ha lnogo nl letto ,)d malato n ell'o~pedal e militare. Da due se rie di malati, corri~pondc: mi l'una a malattit: m ediche (comprese le ,·ene.ree) e l'a ltra a malattie chi rurgiche (com pre;;e le oftalmiche e auricolari) il <"a ndidato estrae a sorte per oguuua 1111 ca!<o, procede all'esame 1lel Jna la t<>, fa la lliagn(lsi e trat ta la pro· gnosi t la cura della malattia, ri ~pon,lc ndo a nche alle e,·entnali int errogazioni de11a sottoconup issione . . Per cura della direzione de ll 'ospedale ~ono tenut i promi tutti i ;;u ~;;idi diagnostici che .si reputano necEc!'sa ri e di cui il C<IIHlidato Aves!'-e bi>'Ogno. (l~lettro-diagnost ica, of talmo~N,pia, otOH'Opia, larin!-(O"l'''pia, chimica e nlicro~t·opia tlinicn). l'un\ '

2 "- -

Esame dl medlclna legale mUltare •

.Specie della pro,·a: pratica. llnrata della prova: è suabilita, <'11"-0 pt:r ca~o. dalla ~otton> nlnli,;~ ioue esa mi natrice. Modalitit: la ,::ottocom missioue prende gli opport uui accordi col di rettore dell'ospe-· dale e ~egl it: un numero di casi, nei quali o per infermità o per imperfezioni occorre dare nn giudizio medico-legale. 11 candidato, alla pre~enza del la !'ottocommissiooe, estratto a sorte un nm11 ero co.rri:;poudeute ad m1o dei casi !'.celti, visita l'individuo, quindi compila il documento medico-legale che il c~so ricl1ied<! nella forma presc-ritta dai \'igenti regolamenti. ~no fornite ai <"andidati : l'elenco delle infermità e imperfezioni esimenti dal servizio militare, la legge, il re~olameuto e l'istmzionc coraplementare del regolamento sn.l reclntam<:n to, il te,.to un ico tlt:llt: le){!.!Ì sulle peu~ioni ci,·ili c militari , la uuova legge· >oulle pe n<;ioni 1<-in·(llare .)i'S !{io male 111i/itarc I 9Ii) e tutti i mezzi di diagno:'tica occor-· re n ti a ciascun caso. B) Parte definitiva dell'esame per l'idoneità all'avanzamento a scelta dei tenenti medici.

I'R"' '

1". -

f'R<rl\ 2•. -

.\ :1atnmil p~•tull•gica . J·:-w·rimc·mo pratico di laboratorio.

•


21Li

P.\ltH.

t; n IC I.\ 1.1.

nl Ana tomia patologica.

Spc.::ic della pro,·a: prati<-a. Durata della prova: è stabilita ca <o per ca:<O dalla commis~ione . :Modalità: la prova ha luogo nella sah anatomica dell'o:;peda l~ milit,m:o. I.e pro" eon ~isterà in un 'autops-ia, in CllÌ il ta ndidato, oltre a dimostrare la n-<:nica, dOYrà fare l <> de."-<'rizion .. tl.-i cara tter i nnatomo-p;tt ologici più imponanti dell" les- ioni r i~trate. bl Esperimento praUco di laboratorio.

Specie dd la pro,·a : prmica. Durata della pro,·a: è ~tahilir.a, l'as-o per ra~o. dalla com mis,.ion<:. Modal ità: la prova avrù h•ogo n.-i ~abinetti dell'o;;pNiale militarl'. P.s...<;a vuterà su uno d<>.i ~eguellti argonwnti : 1. Tecnica delle re:~zioni hiolo)::'iche piì1 comun i. 2. Ricertbe ematologiche varie. 3· 1%<\me à.i liquido <'efalo-rachicli<Jno o di altri liqu idi normali o p atoloei ci. .. . R<;ame chimico c microscopico ddle urine. 5· E~'<'lmi elettro-diagnostici. 6. Diagnosi radioscopica e radiogrnfica (esclus:1 la tectJica rarli<>logica) di lesioni ~hirurgiche .

La scelta dell'argomento in cui donà vertere la provt> è devoluta alla commissione. Il <'nndiclato, a prova ultimata, ne illustrerà i risultati.

l i. - PROGRAMMI O! ESAME PER L' IDONEITÀ ALL'AVANZAMENTO AD ANZIANITÀ E A SCELTA DEl CAPITANI MEDICI

A) Esami per l'Idoneità all'avanzamento ad anzianità o parte preliminare per l'Idoneità all'avanzamento a scelta del capitani medici. t•

P11on UN I CA. - Anunini;::trazionc fa mobilitazione - Igiene militare.

GRUPPO.

Sen·izio sa nitario 1n guerr3 e opera1.ìooi p er

~·G RUPPO .

l'NOli \

l ' ;oiiCA . -

Ana tomia dlinlr)t'ica e mcdkina operatoria. :;• GRUPPO.

PROVA ta l'RH\' \

z' ·

Clinica medica o clinica chirurgic-a Medici na leg-ale militare. PROGRAMMI DI E SA ME. t•

GRUPI'O.

Amminis trazione- Servizio sanUario iD guerra e operazioni per la mobllitazlone - Igie ne mUltare.

l'I<O\' \ ! 1:\ll'A . -

Specie dell a pro,•a : orale. Dur:~ta ddla pro,·:~: ·1.5 minuti compks:<i,·amcnte.


2!)i

a) Amministrazione.

T c;;i. - T. Co111posir.ione d<·i con~ igl i cl'auuuini,;t·r:tzionc degli o;;pcdali milita.ri, loro agenti r .J a•ttrihu zioui - Rc><po ll >-:thilità d e i con sigli e tl<:i loro :tg~:e nti - O pe razivni di

c:: ~.;;!' ;t.

z. Or<.linamc ttlo ùt·i magazzini d c):;li O-"'J>l:d nli milita ri. :). );<)rme !llltlll'iui."l rativc j)(;·J: ~li <:rsped:<t li militari princ ipali, 9\lccur;:.ali e infc r· 1111.:ric p rc·"idiari e, p e i ckpo,;iti eli convalcsce n z~ c 'P"r ,g l i st abilim enti baltteo-tf'r ma li.

b ) Servizio sanitario in guerra e operazioni per la mobilitazione.

T c;;i. - r. Onlinamt"uto del !'~tn· izio san·i t.1.rio iu p:>lltrra (gen<·•al it:\, di pt'nd c nzn d e ll e dire:-:io ui c degli u!fli c- i di sa uit:ì, dipcmkm.a dq:-li <organ i esecutivi del !'en ·i7,io !\anitario). 2. Orgaui clirc tti •:i e loro nttrihm:ioni pt·cs~o l'inknrlem a gen<·rn lc, le <a nnate, i t·orp i li '.1rn1ata c le di\'il'ioni.

~· Or<,.:nni C:>ecuti\'i e loro funzio ni prt'$SO i corpi (per!\Oli<I'IC e llla\ cria lc) : ampiat tlO di un posto di mcdicM.ionc e s uo funziouameuto durautc c dopo il cout battime nto.

·1· Scz ioui (li saJti tà (per!'onale e nt a leri:Lle) : funniomun e nto d i una -sezione rl i m: ll e suc di\·erse ·parti - i\t ub ulrutze thintrg ich~ e .;pecinli: loro fun zio nnlltt:nl o e r a pporti ri;;p ctto agli o!Opeda li di seconda linea (o,pedali base) - & zio11i di òi.:infczio11e. ,:;. O,: ped:1li da ca mpo (p<'r~onal c e n•a tcriole) : fu11 zio nnme nto di un o~JX·cble da cn mpo :l~~egn:llo ad nn corpo di arntat;:t (pt·im a linen) · e d i un osp~dnle da cn mpo di seconda linea. 6. ~Ingnz?.ini ava n zati d i ma teriale sn nitario - StabilintCn.ti s:111ita ri di rriscn·:~ . s~ nit;\

7. '!'rasporto dci feriti c m nlat i in g-uerrn, da ll a pdn ta linea alla zona territoria le s:ltlita ri :~ militari ,· iaggi;:~n ti intlle f e rro\·ie.

&I(:Cor~:i

8. Scn-izio ,·olo nl.ario delle a:<so<:i117.iooi di S<)CCOr:<o - Conven zio ni di G iuena . 9· i\fol>iljwzionc d e lle formaziotù e !;otabilimenti ;;anitari di primn e sceomb Jin<·a e di ri sc n·n: norme prindpali re lati\'e all:l loro eostituziotte in personal e e m ateriul.:. ro. l'mgc t to di m obi lit n iott e - ); omt e ),!t' Hc rali r c lntÌ\'e alla <'<)mp ilaziotte !li e ;>f;o prc·sso le ll ir<·zion i di ~a nità e prci'~o g- li ospedali militari .

c) Igiene mUltare.

t . R ccl nta m<·nto dt:l soldato.

z. 1~ ic11c pcr:;ouale del snidato - Equipa!{giamc:nto tlt l oolùalo. J. Alitnc nt;:~zi ottC del SQ]d<~to. 4· i\ppro n :igionam c nto idrico in pace e in gueua.

s. Alloggiam e n ti, acca nto nam e uti e accampamenti in pace e in g uerra, con ~ pe · ci:tle rig uardcl alle in chi este sanit?.ric d:t c~e~nirc m•J],, ,·,nie r i rco~tanze di pace e di j!'liCfl'a.

6. Profìlas~:i dell(' m a lattie infe tli\·e iu ~en c·r:t lc , co n spc('i:tlc ri~ ua rdo nlle ma l:~ 11i c c·a~t r<' n l'< i

-

\'nccintazioni prolìlattirhc.

, . :'ll:tla lti c infc tti\·c <'o mu11i . S. i\fal,l ltie infco lti\'c

e~oti<"11c

9· :'l!:tl:'lttie \'!."n crce- :'llal:-ttt i<.: infdti\·c ofta lmic lt t•. " '· fli .:.i nf,·7.ion i e ,Ji,.infrs ta7.illni in go:ll\'ra h- - - :'ll t·~7.i n·~ol :t m f·nt:~ r i e itn pro\'· \'isati.


P.HlTF: O IW ICI Ar J: 11. Disinfezioni e disi nfestnioni nelle \'arie circosta.u ?.e di !paCe e di guerra (allogginmcnti n 1rii, ac<:amp1tnH:' nti, tri nc(·C, c:u npo di bnttnglia) - Stazioni di risanamento. 12 . Nozioui gc uerali tli ig iene colo n in le, con speciale rig uardo ali l" tnal:llt il" infeltiu· ,)c:l lc uo:,trc coloui<= : norutt! ~~· nerani d i !';;n ità marittima.

l'tl:l\'.\ l'"

rr ' · - Anatomia chirurgica e m edicina operatoria.

Spct.:Ìc della Il•·o,·a: ornle c pra ti L~t. Durata dt'lb prova: (; ;:tabilita, ca~o -pe r c.aso, dalla sottocommissione esaminatrice. )lo<lnlit:ì : <'JUe!'ta pr<)\':'1 ha luogo nelLa sala a natomica dell'ospedale militn.re. Il <·a ml iclato, estratto a ~orte un num ero dei temi sotto ju<liC!'J ti, descrive minutanH' ntc la regione ~ull a qual<- caclc l'operazione chi Purg ica, accenna alle ma lattie o lesioni per le quali l'opera zione è indicltta, con i-<peciale rig uardo alle lesioni di g uerra , e acl'lCIIJJa pure a i principali proce,;si oper:t-ti\'i, f..'lce nclo risaltare i vantag-g i di quello ohe intende a l'l n are. Pro<'t'<lc quindi !'111 ca d~"· ere a1 l 'ope.r:'t7iòne , comp1etnndo1o fino alla 1 lll't1 ic:~zionc, e parla infine d<-'lla cma post-operatinl. Qn:Hitlo nt-1 tcu w !'<>Ilo comprc ~c JY.lrccch ic operazio11i, l n !l<>l tocn•nmissione sta bi l iSl·(• qnnle il ca ndidato debbo c·st'g-nire. 1.

T,c·gn tura della carotide e :>n.c branche :~ l cl\llo.

2 . J,cg:Hnra

dcii 'arteria sU<:clavia.

3-

l,c~a tura

~-

t\ ng iorrafia -

dc1 l'nrtcria ili:H'a cstema c clelia fc· nHw:.k. Tr:ltt:-tmcn,t o d<'g-li n ueuri~111i .

.:, . .'\,mpntazioui uclla cOtll inn ità degli ar ti. 1\. lJi<n rticol n~iorw fiella spall n, de l gomito, della ma11o, de11t' dira.

ì· l>i-<a rti c:ol:tzionc de lla coscia, del g iuocchio.

S. Ampnta?.ioni ostcopbstiche d el g inocchio c del pi t'cle ck 1 p ic·tlt? (t a r~o-n1 e t<~tarsic:., sot to-a!1tra g::1 lea) .

Disa rticobzioni parziali

'). R e~ez ionc delln s.pnlla e del g inocchio. ro. Trapanazione clt:l cra nio -

Craniotomia.

11.

T rapa nazione dell'apofisi masto ide e antrotomia.

12.

Enucleazione o esenterazione del bulbo oculare .

13. Ricerca del ner vo radinle c dello sciatico, sutum o ncuroplast ica tendini del polso e sutura o teuopln stic~. 14. Tracheotomia -

Esofagotomia esterna.

15. Resezioui costali. 16. J.aparatomia, s.uture e resczioni .imestinali. 17. Gastroenterootomia -

Appendicectomia.

18. Nefroto111ia e nefrectomia. 19. Operazione <r:tdica1e dell'ernia ing uj uale t <h:ll \' n•i a <: nHa lc 20. Cistotomia

-

Orchiectomia.

Ricerca dei


·'" (:R! Jrro. l 'l<<>\'"

t•. -

OUnica medica o c linica ohlrurgloa.

o Specie della pro,·a: pratica. Durat.1. dell:l pront: t! ,:;tabil itn, c:t:'O p~r ca.-:o, dalla ~1tocommi:<sione eS<Illlinah"ir•·. i\fodaJjt:\: quc;:ta prowt h:1 luogo al lt:llo d<'! mnlato all'osped:t.le militare. Da una ;:crie di ma lati, corri"ponòenti a n~:ilnttie medidte (e speci:llitil: neuro-psichiatrica e dermosifilopatica), e a malattie chirurg-iche (e ~pecia l ità: ofta lmoiatria e otorinolaringoiatnia), il c::uulirln lo c ~t me a rortc tlll numero e .procede SUC<'ei':<i \':l mente all'esame del tual·a to, e rispondendo a Ile· analoghe intter·rogazioni ck•lla I'Ottocom m issione, fa la diag no~i, c tr:Hta la prognosi c In cura <Ielle Jtwbttie. Per cura della dire?.ione rlell'ospednle ,;ono te.nuti pronti tu tti i sussirli diagnostici eh~ si reputano necessari e che il candidato intendesse di usare (elettrodiagnosti c-a, o.ftalmoscopia, otoscopia, J:t.ringoscopia, c himica clinic:t, m.icroscopia, esami di\'l·r!'- i del ;:.1ngne, ecc.). N.B. - H' in fat•olt:' del cnll(li•lato tli chieclerc di fare L'l pro,·a in cl inic:~ medica o in elinicn chit,nrgi ca . Tn que,;to cn~o Ja ~ct·ltn del mal:lto è rie,·olut~ all:l ~ottoconnni~­ ~ ione .

Pk>~l' l ~·- -

Med icina l egale mUltare.

Specie della .prm•a: praticn. Dnrata nella pronl : è :<tahilita, C':ISO .per C:l!'O, tl~ll:t sCittoconuni~!'ione esaminatrice. M:odalitil : la snttoconnui!'Rione prende g li opportuni accordi col direttore <lell'ospe(tale e l'Ceg-lie •tm num E'ro di cnsi, nei quali , o per infermità o per imperfe7.ioni, occorre dare nn g iudi?.io JJ:edico-lcg~le. n candidato, nl la prcsen7.a del\:1 sottocom mis!\ionc, c~trlltto a sorte un numero corri· "-pondente ad uno dei <"o~i scelti, vi!<itn l'~ndi\'icluo, quindi compila jl r elati,·o òocnmento medico-legnle nella form a prescrithl per la c·ompilnione dei certificati meclico-leg:ùi dell'art. 49 del rcgolnmento -per la esccu7.ione del tc;:.to unico delle leggi ~ulle pen~ioni civili c mi li tari e dalla tmo,·n legge sulle pensioni (circolare 3SS gionza/e mi/ ilm·c I9tj). Sono fomiti ai canrlidati: l'elenco delle infermità e;:..imeoti dal servi1.io militare, In Jegge, il regolamento e l'istru7.ione comple-mentare ciel r egola.mento sul r eclutamento, il t esto unico delle legg i sulle peu~ioui <:i\·ili e mi litari, e tutti i mezzi dingno;:.tici occorrenti a cinscun caso.

B) Parte definitiva dell'esame

per l'Idoneità all'avanzamento a scelta del capitani medici. PROVA I~. PROVA 2•. -

Clin-ica. Anatomia p:ttologica.

a)

Cllnlca.

Specie rlclla prova: praticn. Durata dc-Ilo prova: è ~tn.hi l ita, cn~o per ca>o, d~lla commi~~ionc csa minnlrice. M odalità: Questa prova hn l-uogo ndl'o!'lpeclnle mi litare.


p,un: t'FttH·I.IJ.f:

300

I.a commission e sceglie non m e n o di due casi fra malaltie mcd:i che e chirurgiche, e li as~egna :ù <.-and idato. Questi scegli erà uno dci dtte rosi, e sotto la son·eglia-n za di tutta la <:omntissionc, o d.i parte di es;;n, procede a lla ,-j~ita dell'j nif..:nno, ne Ted.ige la cartella clinica con la storia, l'esa me obbiet ti vo, la diag nosi e la rprog nosi, serl'endooi di tutte le iml&g ini <Li laboratorio ed Mtc he !>pecia li (oitalmoscopia, oto!'copia , elettrodiagnostica, Tadioscopia, e~dn sa la tecnica nldiologica, ec<·.) . Com pi la inoltre la relazione del pron·edimen lo mcdi<"o-leg-a lc c he fosse n ecessa rio. çjò fa tto, prcsellta :~Ila commis;;ione ia cartella c linil'a e la relazioue meoico -lega.le, c a l le tto do.:! ma laio illu!'tra la diagnos i: !'eg-uin\ la d i scu ~sione ora le. · Se n e l ca;;o clinico nsseg-nato al <'a tHi idato no n ri s nltas;;e n ece~snrio nn e;;am(' di gab inett o, la ('OllllliÌ..;;<ione 11 t ri, ·hiede rà 1111 0 a !'na seelta.

h)

Anatomia patologica.

Spetie della pro vn : pratica. Durata <h:lla pro1·a : è st:tb i11ta, cn;;o per cn;;o, dal la col!nn issionc. Modn lità: q uc~ ta pro ,·a ha lung o n.:l-la :>:ila au:tto!ni<:a dcll 'os~da l e mi lita re. La prova cons i!'terà n t>ll'intc q m : tnziune analOIII<l·patolog-ica ddlo.: l c~ioui rÌ:'COIIIrnte in un cada,·~>n.-, o in pezzi i,-oJali. /t 111i11i.d rn -

P. n t S<" H.l\ \ .

(') BOLLF.T1'IXO DEI RERXI7.I PER J..'ARRIS'l'ENZA ~fii,ITARE E LE PE)I'SIONI DI C:l'El1RA IP.sl ra l l" dalla <li.<Jwtl,.:.,'l 11. 2 oh•l 1!\:!:!l

l l. -

J. -· !/ 111111/ i ÌIIJ'It/itl i t/i !1111' 1'1'11 -

Giurisprudenza e Quesiti. / ·'t•J·i/1' 1 /l'.,itiiiÌ t•t/ in [ crmilti l'ÌfHtl'llll !• ili J!I'Ì(!fOIIÌII D. ]!l fl\)\'\'lllhl'\! )!1:!1. n. J'j:\,<:).

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n.

Le ferit<', lesio nJ ed ltlfo: l'mit:t ri porta te da nn militare oltll~lllt<~ lo !<tato oli )ll' i,!:'i<lnin <' <-<•Ul (>l"<'SC n<'lln f'l:n,..;ifì<•n \f.inn(' t:t~<:at h·n . <li c·ui n g-Ji art . l <' :! 1lel H. U. JfJ novl'm ht'\' 1!l21, n. 11:::-;, cl:'tnno dil'it.to nl l':t ~<·<'J!'H•I eU xu pNilll':tlid itil eli J,. :!-400, ~m zif'hi• di f,. :;0(10, Jl(m P<JI:<'ndo!'li <:Oll ><i•l<.'l':t t-e ripo l'!:ttl\ Jl(• t' otr,•s:, cl i :ll'lll i JWllli dtc n c•lla 7AIIl.'t <lel l<' :1"-Ì<~ IIi <li (•ntuha tti rll<>nto o J"><'l' f'au ><: r <l it·!'li<t (~l lnt ml('di:tta d<•l ~~·viv.io <li I'U<' t·t~r. h<•n!<i ~llt :ntto i.n o<''"·" inn r cii ,.:(•t·vir.io.

::!. - . Omt• rli inva lidi 11i fJII.C<tTa. - ltt[orlulli{) i-11 ; 11na <li (lflllllmflitncll/(r - O<·ca.qio ll r n (J(/1/!i(/ (lircl/a. (/i .~cn•i.:io- A -··~''!JIW t/i .< 1/fii'I'ÌIII'IIIidilà . (A rt. l f.' 2 d e l R . n. 1 ~ rLOVI'lllbl'C 1!1:.!1 , n. 17: ~-.;), Qn:lll!lo l'iufortnnio _..,tbìto <la mt mililnrf' nrlln zo11a <l r ll<' :1zioni di (-()m)Jnt.ti-

"wnt.('l 110n i• dovuto a <'ll tH<:l <lit-.:•l t:t .-11 >i t lltllt~l i:l (:l <1<'1 ~··n· izio <11

"'''"'Il'"

J..,'lti'JT:l, m:t

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f:ttlo pt·oprio d<'l <l:tlliWI!I!'i:tk, <·li <• IIOIL s i t ra tti cii <lolo o <li l·<llp:t ~r:l\"t•. PII<'> !':pNtnn' !'lOit:luto ra ~'<('l-."11<1 <li ~llJI(•r im·:llhli lit <li r,. 2-ton. a n:t.il'ltÌ' <l i L. ::nno.

Direttore : ARTURO CA BARINI, tl'nento colonnello m f'di co.

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(!i1Hi4) ·Roma, t92 t ·'2Z- Stabilim ent o Poli!:rafi<' !l p e r l'arnmini•tra?.i <>ne<l e lla l;uerrn


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NORME PER LE PUBBLI CAZ [QNI. r. l lavori o riginali, le .note, le riviste - dattilografati o scritti a m ano -- rlevon o ot:· cupare un solo lato del foglio ed essere accuratamente riveduti dagli autori. Si fa speciale raccomandazione che quelli scdtti a mano siano ben leggibili , per modo eli evitare ogni dubbio di interpretazione.. In caso contrario, la Direzione si vedrebbe costretta a aospenderne la pubblicazione. 2 . Salvo casi eccezionalissimi, la correzione delle bozze sarà fatta dalla redazione, •mzicbè dagli nutori, per non vincolaTe il l~vor:o tipografico agli inevitabili ritardi po· 11tali . 1

3· Le spese per g li est ratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che accompagnassero le memorie, sono a carico degli autori. 4· Gli estratti sono di due tipi: - Tipo A. Sen za copertina e co il;~ ,imp:tt;inatura e nu mera>.ione del fasckoiCI. - Tipo 8. Con copertina Mampata, frontespi1.io. impagina· tura e numerazioni! s peciale. 5· Il pre~zo degli estmtli, per ~li autori delle n.emo rie c he li richiedano. è r egolato d alla seguente t ari O'a: I'RE7.ZO DI CIASCTJN FOGLIO DI STA~1P~\. NUMERO DELLE C.OPIE TI PI DI ESTRATT I

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6. I m:111oscJitti non s i restituiscono. (5064) -

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Stabilimento Pollgratlco J>(lr l'Amministrazione delle Guet'ra


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GI·ORNALE MEDICINA MILITARE DI

1:>UBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GUER~A (Direzione centrale del aerrizio aa.nitario miUtare)

Giornale di medicina militare : 185I· I884 Giornale medico del Regio Eserçito e della Regia Mar ina : GiorDale medico del Regio Esercito: Ilì96-I907

ANNO LXX - 1922

Fascicolo VII

l Luglio

SOMMARIO •MEMORIE ORIGINALI :

Majocchi. - Di un'epidemia. di acariasi da grano . ............ . .. . . .. . Pag. 301 Pisanò• ...:.... Appunti clinici di tra.wnatologia di guerra ................. . • 303 'CASUISTICA CLINICA:

Scaglione. - Un caso di torsione del funiéello simulante un'ernia strozzata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sinisi. - Di un'epidemia. pastosa in Somalia.... . ........... . .. . . . . .... •CONGRESSI : Vn Conferenza interalloa.t.a per l'assistenza. agli invalidi di guerra . .... RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA ... .' ............ 'CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI . . . .. ..... . ......... PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE . . . . . . . . . . . . . . . . . . :PARTE UFFICIALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Direzione ed amministrazione ROMA -

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<•• pagina).


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MEMORIE ORIGINALI

t.f~~ <..'

01 UN'EPIDEMIA DI ACARIASI DA lìRANO

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.-.·.,ritff:;J;; i . ""4"' '

. _/' ,?/ J'lf· r i l nrof. Domenico Ma.locchì, direttore della clini(·a dermos ifilo1mtica ,.. "}~' i~~ <· r d<> Ila H.. lTniversitit di Bolo_gm1 ( 1). C~~

NPlfesl.ale del 19'21, mentre l'ac.ar.iasi da grano infestava la città di Bologn a ed i paesli limitrofi sotto fonna epid emica, si sv iluppò una malattia pruriginosa entro le carceri di San Giovanni in Monte in molti d etenuti. Di ciò fui subit.Q informato dall'egregio collega dotl. Carlo P ank1.leon i, il qua,Jr nello s pazio di pochi giorni vide contemporaneam ente colpili coloro che erano addetti ad allesti1·e i pag liericci , con pag li a portata neLlo Stabilimento per approntiU'e la gi.acitl1 ra ai detenuti che, in numero esuberante, el'ano i•n qu el momento Nt('roll.i nei ,Jora.H -del !ietto c.ai"Cere. In vitato dalla competente autorità per una visita s ul luogo, 'mi vi ,.ecai insiem e con un& d ogli assis ten ti d el•la Clinioa, dott. Borelti, e proc,edetti il giorno 16 .lulglio 11)21 all 'esame <dei cl e~nnti a ffs tli dalla fol'ma -pmriginosa, as.sistito d al dollo1· P antaleoni ste~so . Dai nisuHati di qu esto e~amf' potei sub ilo rilevar e che, sia per la for.ma erilemaLo~prupu losa è papulo .véS{':Ìè{)>late, ·forW.m entfR ·Prttri·ginosa, sia per iJ s uo modo rapido d i sviluppo e d i diffusione e sopratutto per la sua topografia, la d ermatosi presentava i ca.ra.tt.c1i evidenf.i della acarias i -da grano; .il che fu non soltanto riconosci uto n ei dP.t.enut.i , eolpiti di recente dalLa forma prurilginosa, ma fn •pure agevole r:icono:;cerla anch e su quelli, nei qu<uli la dermwt.osi era già perve nuta n elle s ue fas i i·nvol utive. Patte le neres<>al'ifl iPdagini per ricono:;cere come era ,penetrata 11eltlo stabilim ento carcè ra rio, e, in pari tempo, ~n quale maniéra si era svolta léL de rmatosi , potei sapere che H primo ad es.sere aLt.accato fu un tale Sbi'g ... , pa!rl~onaio (che da tempo attende aH'allestimento dei pag1ierkcri), il qual e narran ch E> il 2 giugno d ell'anno suddE>tto, avendo tolto s ulle spalle una ba.lla. di paglia c.ompressa, fu immediatamente eo1pito da un intenso pruri to accompagnato da un forte senso di bruc iore al collo e alla spalla dello s tesso lato, venuto a cont,a.t.to con la paglia. Dopo lo Stig. furono colpi ti gli addett.i ,1Jl trasporto d ei pagliericci, Z. Piet r-o·, P. Gin o e V. Pi etr-o , e wppresso ·l~'t <l'ern'l~t<>si pruriginQsa. si (1) P er l'importan7.a s:~htle che può avere pe1· l'igien~a militare in rapporto nll'nllog-glmu('Jlt.('l d elle truppe in occasione d1 campi. manovre. (attendRmentJ, acc-alttonn iiJi'nt:i. t>C~.). riteniamo 11 tl le pnbhlicare que>Sta breve Tel.azione d~l1'111ustre dlni<'O <l i Bologna . rortei'lOl'llonte trnsme.'<M rlalln Dir<'7-ione genern le d e ll-e car<>erl. (N. d. R.). 21 - &iornn'e di metNcinn mU i/a re. -

Fa~c. VT!.


302

DI UN't:t• lDEMIA 01 ACARIASI DA GRA!'/0

diffuse in molLi detenuti, raccolti nelle celle, ove furono trasportati i pagtierì-cci allestili con la pa~~li.a intmdott.a nello Stabi.Jimcnto, cosicchè nel mese di giugno si ebbero ad osservare 125 contagiaLi. Di Lutti i colpili però non. potei fare un esame dell.a d ermalosi, gia.cchè alcuni di ,~ssi erano stat.i tradotti ad a:ltl'e carceri peli' diminuire il numero eocessivo dei detenuti, superiore &Ha .normale capacità del lo· St.abilim ento stesso. TuUavolta anche di questi po•tei aver~ l'elenco, c!:'ibitorni gentilmente dal medico delle .èa.rceri . Che si tratta..<iSe veramente d i acariasi da grano nei detenuti di S. Giovanni i.n Monte non solo ci venne dimostrato dai caratteri cLinicomorfologici del·l.a dermatosi pruFig.inosa, ma sopratutto per il dato etiologico, ricavato d al~'esame eseguito s u cam pioni di .pa;glia, prelevati da quella che servì ·per allestire i paglierieci destinati ai detenuti delle carceri. Infatti, avendo praticato par ecchi ·es8Jmi microscopici sulJa polvere, contenuta nella paglia, in questa s i ri·nvennero numerosissimi esemplari del pediculoides venlricosus, in massima parte morti, e soltanto alcuni di €SSi anr..ora viventi. · Come si è detto più sopra, l'acarj&>i da grano infestava jn quell'epoca non solo la città ma ancora i paesi limitrofi, cosicchè è facile pensare che Ja paglia, acquistata per lo Stabilimento carcerar io di San Giovann i in Monte, fosse d.i provenienza da alcune ~ocal ità, nelle quali regnava la delta dermatosi pruriginosa. E qui è d 'uopo ril evare che la detta. acaria.rsi da graho si è estesa. da qualche anno nella prov.i.ncia di Bol<jg'na e in quell e finitime, specie jn R<m~agna : e questa sua. estensione è cettam ente inraJ)J:>Oitoal modo, col quaJe fu conservato il grano, in tempo di guerra, tanto primra della trebbia.tura, quanto dopo che fu racrolt.o entro i g rana i, nei quali non essendo state usate queHe caulele igieniche consistenti in una rigo1·osa di siTVfezìone 'dei locali e in una accurata spalatura del frumento , questo ha subito quel prooesso, che corre sotto i ·l nome di subhollitvra, tanto adatta aHo svi luppo delle numerose t.ignole e d·i ulkì parassi·ti del cereale e quindi del pediculoides vrntricosus, che vive su questi. E' pertanto facile comprendere come il det.to acar'<> possa att~tr.r1ne anche l'uomo, allorchè venga a contatto, sia nel trasportare grRno entro sacchi, sia ancor~ ron le farin e e sia. ancora con la paglia stess-a. In ~e­ t;uito a questi contatti ho poluto constatare lo svilll'ppo dì tale dt:rmat.osi nelle case private de11a rittà e dei dhrtor.ni, come ho fatto rilevare in una mi:1. prima comuni-r.•a.zione puhblir.ata nel 1921, ed in altra letta all'ultimo congresso di De!'matologia, t.enutosi in Roma nel dicem\bre ultimo scorso. Del resto, se l'acari·nsi da grano è una dermatosi fortemente pruriginosa. e a rn,pido sviluppo sul•l a peHe òetll'uomo, essa. però non presenta alcuna gravità, '->.d è anche di breve duraLa, in quanto che l'araro pediculoidPs 1Jl>rll ricosus scorre, .pungendo sulla superficie cutanea oome un epizoo, sonza penetrare nei tessut.i e senza tenervi hmga dimora. 'l'uttavolta sarà nC'ces~<:~rio che vengano impartite <lalle su pet·iori aut.orità disposizioni atte a portare una profi.Jassi effirac·e contro la d iffusione di questa dermatosi contagiOM.


APPUNTI CLlN lNICI DI TRAUMATOLOCIA DT t: UERRA

303

E limi-t.andomi soltan.Lo aNa paglia da usarsi s ia per stabilimenti carcerari, s ia per caserme, ecc., ritengo che il provvedimento più utile per impedire lo sviluppo deLla aoariasi da grano debba riguardare: 1° che la. provvista òellla. paglia venga. fatta in l<>Ca~lità riconosciute immtmi dalla dermatosi suddetta; 2" che, per maggior sicure.zza igienica, la paglia venga preventivamente assoggettata all'azione .del· soUuro di cru·bonio, m~z.z.o assai semplice e riconosciuto molLo effi.cace in questo genere di disinfezione. Ecco quanto mi è daLo riferire sulla epidemia di acari•asi òa grano sviluppatasi nelùo stabilimento c-arcerario d i San Giovanni in Monte. '

0::!PEDALE DI TAPPA DI MONTAGNANA

Appunti clinici di traumatologia di guerra (aprile 1918-marzo 1919)

per il dott. Giuseppe Pisanò, maggiore medico, direttore e capo repart.o <:hir·urgia..

Il pl"€'SCnte lavoro fa segu~lo ad altri due pubblicati in questo giornale (1) e riguardanti la chirurgia di guerra presso ospedaletti• a.vanz.ati, in due periodi diversi dello svolgimento delle azioni, e propmamente: il primo, dal luglio 1915 al f,e bbraio i916, quando l'assistenza dei feriVi non era ancora quale sareboo 6tata. nel desiderio di tutti a causa di un certo disorientamento nelle direttive di cura; il secondo, dal marzo al s-ct.~em bl'e 1917, quando il notevole miglioramento dei servizi permetteva un più effkac..e svolgimento d ell'opera chirurgica con risultati immediati e lontani molf.Q soddis fa-centi. I casi dei quali mi occupo in questa berza nota sono stati osservatJi presso \1111! <OSpedale di tappa situato a note-vole distanza dalla lineBJ di ()()ffibattimento, e che solo ·in rare occasioni (giu~no e ottobre i917j ha ricoverato feriti di primo sgombero. Si trattava in massima pa:rte di feriti già curati, e qualche volta a lungo, presso altri ospedali, che presentavano quindi lesioni in ,[stato di av<LnzaLa cicatrizzazione oppure in preda a proressi infiamrnator~i cronici, a postumi funrion.ali, ad esiti postoperatorii . (l) PrsANò: Appunti ctiu1c.i ()j tr:mma toloJ'-ia d~ guerra ('luglio 1915- febbraio 1916). G-iornale eU medicina militare. faac. IV, 1919. PISA~<) : Appunti clinici di tr:~urmt1ologia di guerra (marzo-settembre 1917). CHonwle d·i m ed·icin<t militare, tasc. IV, 1920.


Ho avuLo c·05i agio <.li studinro i Lrauma.Lismi di guerr a d a un altro punto di vi-sta, anche esso molto istruttivo, dal punto di vista cioè del de<.x>rso lontano con le relative osservazioni oompa.raLive sui divci"Si sìst~mi di cu ra. Ho avuto altresì la opportunità di confermarmi nel concetto già altre volle espresso, sostenuto e ripetuto sino alla sazietà, circa la importanza di un soocorso chirurgico venunenle precoce, quaile è stato da me attuato nd periodo trastor so presso le truppe in linea e oon un successo che ha superato d ì. gran lungil l e prevision i. Sento il bisogn<> qui di richiamarm i a quanto scrissi altra volta in ·proposito (v. Policlm ico a. 1917) non per la vana soddisfn.zione di una autocìl.atl.ione sempre antipatk<t, ma piuttosto per la. <:onstat.azione fatta in tutto il restante periodo di guerra circa la inanità dei miei sforzi direLti a convincere colleghi e superior i d ella nocrssità di dare al primo soccorso •dei fer·iti quella efficacia, della quale del r esto tutti si most rav ano convi,nti. 1 ~ ambulanze di Armata funzionavano egregiaJnenLe per il fine al qual e furono create, .ma avevano un ra__~gio di azione molto limital<> per quanto importantissim o. E quando si co ntinu ò a rile var<' la defk it:!uzn del primo sot·{'orso per quello che r (e-uardava le altre ferite, quelle deg-li arti, e le proposte s'in trecciarono, e si él.C(:umularono d'3 tutte le parti vencndosi alla costituzione di quel soccorso operativo immediato rapprese ntato dai grup'[J'i r.hirurgiC'i, i qual1 in definitiva. non riuscirono che a sgravare l'~suberan tc lavoro degli ospedale W eò ospeJa li eia rampo, lavorarono bene e si prodigar ono ed ottennero risultati lodevolissimi senza dubbio, ma i feriti continuarono nel attender e 11er ore e forso per giorni quell'aiuto che in m<>lt.i rasi avrebbe potu to aver rag!one della gravità d ella lesione. Molti pregiudizt - mi si permetta. <' he li chiami <"OSÌ io che con ,j falli ho potu to dimostrarli ta li ingombravano la mente di tanti che per· l'a.bilith l{'t nica. e per l'audacia del le r ioor'Se avrebbl'ro potuto .molto effica<'Nnen te con<"orret·<· allo scopo di <tssir urare un compiut.o soccorso chi r·urgiro a bre\·e distanza dalle li m>(' di combatli mento, breve distanza <'he non vuoi dire lrincett, rome da Laluno è stato proposto, ma non vuoi dire nepprtre pm·c.·rh t t'hilometri, com<' è sln.lo fnl.t() . L'inlcrcs.::cut tc era di ev il <tre una proltrn~-tat.a perrna.nen za di feriti non medicati o. !X'ggio, mal mNii<'ati nei ltr~hi d i maggior. ingombro, considerando che non è stato mai p05~ihile ovviare in modo veram ente pratico all'in<'onveniente ci ell'ingorg0 di feriti p~::.so l e sezioni di san ità, sperìe durante le azioni di una rerta importanza. Le ronse~uenze d ella defìc-i<>nle cura premn• risall.a•no bene nt.':;tli ospedali di tappa dove è facile J•ilevarc la grav" percentuale di fe1·ite suppuranti, l'c iò anche in periodi inoJt.rati d-el luna-o ronftitto ) rnnando CJ ) l'espN'i<'nza di t.anLi a.vr<:bbe Pm dovulo inS(•gnnre qua lc-<r.;A.. Indubbiam{'nl<· la tradizionp è <'Osa mollo ci iffìcile a \·i nc<'rc·. ed osrl!'i . pal'~ando in r ivista fa tti cd aYv<'nimenLi della grande guerra, è ne<.'PS&ti·io riconosr.-er e 1'11e, !'.l' mpicl<' fur·ono le t.r nsformazioni <' gli ada tt.ament.i della strate~ia e dr lla t.aU ica alle muta t{• ronciizioni cii Jol.la, molto a rilento pnw ·d!'ller o 1<:' non m<>no ure-enti modifìrazioni rl<'l S('rnzio sanitario. C0lp<L di cos<' più clte eli u0mini: <'hi' gli uomini si pr{)(lig<tron0 tutti


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sen-za ercezionc nd l'adempimento scrupoloso d-:lia loro rnt·sstone; colpa in parte di quella rnentahtà che non è riuscita ancora ad assegnare al set·vizio s:'uùtario, pur dopo ~C<"O·li di prove e di fatti, l'in ·pot'tanza e lle gi.ustamente gli com pete. Non io certamente presumerò che la mia critica possa avere efficaeia là dove hanno dovuto curvarsi di.nanzi all 'impossibile spalk ben piu solide delle mJ<!. Ho manifestato apertamente il mio pe n~Si e ro, p err hè sono convinto che anehe il se me isolato !)uò da re frutto soddis face nte quando cada in terreno .propizio. Questa stessa ragione 011 spinge a. pubblicare 1-a p.r esente nola, la. quale non ha la pret€6a di dire cose nuove, ma. solo di· portare un modesto contribuoo alla poderosa mole di lavori · già apparsi sull'argomento, contriJbuto che potrà servire per un fu~uro lavoro ria.ssunLiYo, il quale contemperi J.e varie tendenze, le varie opi:n.ioni, i r isultati ottenuti, e ne tragga le conclusioni più opportune e più utili.

** * Le mie osservazioni v.a.nno dall'aprile i'91~ al marzo 1919: CO!lllprendono una serie piuttosto -numerosa di ferile di gue.r:ra, di trauma:ti:smi' va.rii avvenuti per ca:usa di guerra e di postum~, ak.uni dei quali banno r·ichiesto adatta cura operativa. Ben 2477 lesioni e d i quesle 1800, cioè ·p iù dell9- metà, gravi, sono passate dimanzil a.i miei occhi durante questo periodo di tempo. Ho registratA> in complesso i3 decessi·, dei quali 3 per tetano, 5 per seltioomia, 2 per meningo-.encefalite, 1 per grave emonagia ventricolare da trauma., 2 per seltioomia infiuenzale. La ba~sa pe-rcentual e di mortalità - c iTca 0,4. per cento - s i spiega collo s~: arso numero di casi estre mamente gravi quali ho avuto occas ione di dcscriv~re in precedenti m!e i lavori: casi a mortalità quasi imtll<ediata o in. tutti i modi tali da ·non lasciare Ìl tempo n ecessario per eventuali tentativi di cura. Attraverso i successi:vì passaggi ·per gli ospOOali ·scagl.ionati dalla froute sino alle più lontane retrovte, si esercitava una. sel ez ione di questi <:asi ad alta mortalità, lasciando quegli altni nei quali la cronicità delle sopravvenute complicazi.oni, pur non esente da nolevole grado di gravità, permetteva tufr tavia di porre in atto que i sussid.i t.erapeutici ed operativi più opportuni per aver vtlt.oria del proc-esso morboso. Non ho riscontrato c.osì gran n•u.mero di i'll!fezioni chirul'giche gravi. Nessun caso di gangre11a gassosa, pochi casi di setticemia, la m-aggior parte a decorso ISub-acuto, che richiesero qualche volta la demolizione d~ arti come estremo t-entativo di s alvezza, tentativo che in due casi non riuscl ad imped1re l'esito letale. Le oste01rtieliti si presentarono anche sotto forma cronica, come esiti di precedenti -processi acuti con sequestri e fistole osti•nate. Le suppurazioni invece si riscontravano nella grande maggioranza dei CHSi. più o me no v.aste, più o me no profonde, spesso ribelli ai ripetulti i•n1erventi diretti a trovare una larga e

comoda via d i. d eflusso al pus: qualche volta suppurazioni che erano considerate vinte ·~ome risultava dalle cartelle cliniche) si risveglia,.


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Al ' l •t:NTI CU:\" IC I DI T IIAL\IAlULOO!.\ Ul

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vano in segu it.o ai disagi del ~r.as ferimen~o da un ospedale all'altro pur trasporto effetLuat,o coru tutte le cau l.ele a mezz.o di trend attrezzati o trenà wpedali. Ciò specialmen t.e acçadeva quando, per necess-ità cti sgombt'ro, gli ospedali pi'ù f}rossi mi alla lin en erano costretLi a river sare tumultuariamenle n elle t·etrovie quei feriti la cu i degenza era l ed t.o suppot·ro molto lunga . In due casi di ferit.e da granata delLa gamba con frattura coiTlllllin:utiva d el perone, ho osservato 15 ·giorni dopo iJ trasferimento lo sviluppo tardivo di grav i flemmou:i ga$SOsi che furono circoscriLI..i e dom·inat.i solo con. la metodica dissezione dei gruppi muscolari ed i bagni permanenti con ·ipoclorito. Nei processi suppurativi in t,"enere fu usato come unico disinfettante il ~iquido di Dakin-Gia.nnetlasio. Rare volte mi rono giovato del metodo Car-r el l , i.l qu.rtle del resto mi Ila sempre cor riSIJUSl{) ollimame1 1te, ma in sale troppo affollate di- ft'ri ti e con pei"SQnale scarsamente addestrato non è di prati ca attuamone. Mi son<.> cos: att-enuto a preferenza al m~o vecchio s iste ma di impacchi al!'ipoclorito senze 1'11!'0 di impermeab i li , in modo da non i,m;p ed ire gl i scambi gazo.:-~i, ·m~ nlr-<' i p rodotti di socre.z.ione deLle f eri te v en:ivano neu'Lraliz:ual.i e ·distrut.Li ·da.! l irplido, d el quale il <'Otone era fortemen te imbevuto. Ma l'Qvrattutto il mezzo più acconcio di sterili zzazione r estava sempr e- il bistouri che asportando tutk le parti nC>crol iche, nettando mercan ir ame-nte le feri te ne favoriva co., ada.lf.e in6sioni e rontro incisioni il naturale progresso verso la guarigione : questo mezzo largamen te usato da me nelle f eri te mi ha fatto assi.sLero a. ri parazioni molto rapide di vaste perdite di sostanw. suppur'l.nli e necrotiche. Ben s'intende che tale metodo va applicato ~on discernimen to, in modo da non nuO'Ccre con l.a c i~a asf}Orl.azione d i parti im port.a.rLt.i alla f u nzionali1à di interi organi ed appa rati , da non provocare con la troppo zelante applicazione di disossamenti illogici , t anto g iustamente cri ticata dal Calot, aroorciamenti e r ctr.a.zioni di arti, e posilure viziose e I)S('udoart.rosi. A rn~ è stato possibil-e, appl i-cunei o il metodo del Donati . ottenere la gua.r igione primari a di be-n 46 ferile suppu ra.nti, dalle quali fu a~pO!' ­ taLo il proi eLiile. In altre ch e per la en.t.ità della lesione mi lasciarono esitant.e r irca l'onpot·tunità della chiusura toLale esegt,;i una parzial e sutura, ('he ~n.ne egual mente e p ermise un.a. più l'a)}ida r ipantzione ·della IPs ione. Del r esto una su t.ura secondaria. eseguita su ferìt€ in fette o presunt.e tal i non può presen tare akun p ericolo qt1an<io l'operato non wn~a. perduto el i vista, essendo agevo le. provved ere ron cel€ri tà ad una eventu ale riprEISn della intìaml!llaziom:. I n 7 rasi n('i qu.ali ho dovuto provn.de.re al r isorgere di una suppnrazion.o in ferite suturate non ho avuto altra COH&>gu.enza che un• lieve pr olu ngamento del periodo di cu r a.. R.i.trn?o perciò r he la s utura si !)OSsa t.enl.are in tutti i casi' dopo accurata pulizi·a, a cond izione P!:'rò che si possa seguire cla vir ino il f-erito fino a quando non sia assicu r ata la riuni one primaria: la sterilizzaz.i1>ne alla Carrell va ri~I"Vata per l.e. f<'r'ilc meno arrrssibiJ.i ~tllo ·sgua rdo ed all <L mano dPl chirurgo. es~nd o il


API'li:'\TI CU:'\1!:1

01 TltAli :,IATOL()(l l.\ DI UUU!lRA.

Quanto all'asport.a.zione dei proie~lili m~ sono lasciato guidare dai criteri di .a.ccessibilit.à, d i dolorabiltà, di .menoma.zione di funzione. In tutti i casi si è fatta .preventivamen t.e una esatta. loc.a.lizza.zione ra.dioscopica e si sooo osservut~ le più d.i.lige.nti norme asettiche per ottenere la. riunione per primam: e spesso il proietlile era profond.ament.e innicchiato nello spessore delle ossa (Libia, trocant.ere, osso iliaco) : in un -èaoo .il proietlile era c<J5lituito da un frammento osseo evidentemente appartenente ad alt.ro ferito. In sette casi l'opera d i r kerca de l proietLile fu agevolata dalla ra.dioscopia. essendosi esegui li gli atti operativi sul .trocoocopio. T erminerò queste brevi considerazioni sulle infezioni chirurgiche accennando ad ali:une particolarità risronlr-ale in. sette casi di ootano, dei quali t.re oonsocutiv i a ferite r ecenti. e leggere: ne riporterò i· dati principali. . I. - l~p. P ... C... , Jo ·t~g~:.-troento fanterla, giunge ron treno 0$1)e(.Ùlle la sern <lei 31 ottobre HllS. E' -;otato ~rito da gronabt ul111 om:ciu ..inistra Il 24 .,'1:Cl:'ol:l() me-«e: h n a·Jcevut<) tlllil Iniezione pt'Qfil11ttica d:i sh: ro lllltll~tanlco. Pre!lenta g:rnve agita· zlone e trit;tna. Vlen subito I'Ottoposto ad '(>Uergica c:~u·a sleroterapi~l (50 eme. di Siero) più :!0 ('lll('. <ti ;.x,luzioue al :.! f)E'r cento <ti m:i(lo feuit'O '~)el' \' la »>ttO<:UtMH'll. L'linf<:>zione m~ume r11pirlullleute In fo111m a:,ofltt.lc-..t e ùt morte :.-oJmlggh.Hit:t> 11

2 no ,·embre >.o'li<'('C~ n>. I l. - Svld~;t<.r Jl ... G .... ·13-1• (()lliJRignia mi t ru~l ilttrl<:i . ferito ~tnd1'egll il :!-t ot.. tob1·e l>'UI ONIJIJIIl, entra il 1!1 nel nn,1:r o ' '"l>edale. l'l'l~wni.H alla gumk1 slui<'tra feritn transfo.o;.."..l ~emente llllfl fetido. H:~ r i<"evuto due Iniezioni ]>rofiltltth:he. l..a ferita v l em• .sbrigll11ta . pulita e medicat:o ~Jll'ipodoJ•It.(). Il giorno -1 novelllbl'e oompaiono l pl'iml sintomi <Wl lt>tnuo. SI lntruprende subito In <."ll.Til. !qK'C11lca itli(.• t· ta1}do <.-omple::~Slvnmeute 70 cmc. di .sie ro cumtivo Tizzoni e H eme. dt•tltn ~«>111· zione fenolle.1 ~•l 2 per O:.'llto. Muore l a runttiua del ~ t'On forma nsfittlcn.

z...

Ili. - l:'ol<la to O .... 2-10• rl'ggimento f:llllf'l'ht, lt•1itv il 2-1 <Jti'Obrt- !mi' ~oltt · rolo: IJll!t!}(lo entra all' Ollpellale 11 :.11 ottobre \"iene me.-,;>() fm i· -<:-onval<.......<-entl pet-<:hè 1rre..<:enta pi ct-ole ferite ~'\lperllcinli, qunsi ~uarit.e, n! cuoio capelluto. lltt ricevuto un..n lnlt"toiQJll." t1reventlv:1. I..:t <'t' t':t !lei 1° non•mbre .1111111'0\'' "lSilUH'nh.. N:>IIIP.'l louo i primi swtorol tetanicl che 1\~~UIJIOIIO sublt~ l kl f <ll'lllll tdrofobl<'!L ORI 8 («'~"-<>l sl sn<."<:'e<l<>no ad 1nten·aJ11 brevi.,.simJ. ~ ~ riese,_, :ul inieltun• ::u <:mc. dl sl<'ro e 10 eme. -eU fe<>olo. Muore nel pomerlgglo del due.

:\I tri quattro <.: asi presentarono u.na. m~nore graYità, un d ecorso s ubac-uto, e oedelt.ero alla curd. l. - Soldato .V ... Q ... G ... , H• r-e[\ltrto d'aS.."11lio . f<-rltc, il l(i ~t.t<>mbre 1!118 su l GniJ'llll u l ù1 !!amba sini<Stra dn gnw:1t:1. Ha rit<t•\·uto l'lnlez.ione nntili>tunlca. Glillnjte In t)f;JIE!tln l e i li 2'2. r..n ;;rnmbu è mol tu Ullllt'farln e fl<'lllllJOilO.'*I. In ruu·rosi ~lorofot1llica veugono praticate lnrghe incisioni to ii-l Hl'-portuno brandelll d1 sto.tra e :una gro...i'<lt .~c.he,:;-gJa metallica. La f(•rita mig-liora mpillumentR, la S.tlPJ:IIlruzlnne è domab:t. Qtwndo Jmprovvlf;ante.nte il Zi (·<>liiJIIIIono i primi sintomi dP.I tebwo. La cura. subito jnJzi~lhl, vlene contlnuntu )'\'r l~ )?iol"lli dm·unt<: i I]UaU vpngono lnlett.a.U circa 450 crn<'. ùl t:li(>ro 'J)er vUI entdbrachiòlenH ed endomuscolare e 6 grommi di fenolo 12 J l{~l' <~nt.o). All'ottO\'O giorno si ini:~.i a il ml;::liorameuto. Chl' Ya sino nlln gum1gione ,;enz11 <-onse)ruenze.

II. - Soldato D ... A ... , 1• reggimento f:mtet·ia, e n tra nWoS'J)E'da le il 28 lugllo l!llS. D\le lllt'l.'~l prima ha •l'i.porbtto piC·c'UIIl frrlbl 11 1 dorso del pi.e<le Slni.stro -t'On n.ru1 ·F>J)inn da re tlrolato. I.ent~llllCnte si è fom1:1tu un'aden>ite c 111rale JlnfMl·

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Al'I'U.\TI

308

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DI

Tlt,\U~L\TOLOGI.\

DI

<JU llltR.~.

gio itic:t <"Ile è ~t:utn l11CÌ-"<~ in n ltro os~Jt-t ulle. Il 2 agosro avverte -senso di malesse-.re.. trisma. ugi-tazion(!. Dow :N ore lu ,,lnùrome tetani.<!<1 era <:ompleta. Ln cura viene proseguita per lG ·giorni <.-on 130 <:Hi l'.' ùl siero e c ircu 5 g.r~numl <li fenolo (2 per cento). )1igliot~) glà al se.;;to giorno 1.! guarl·sce sell7Al postumi. rJT. - Sol<lato O... L ... , 39<> funLf'ria, ferito :;;u l l7mppa il ~ oLtobre 1918, ha ri) o•·~, to :1'am put~l Zi'One delUI <.'OScla de::1t r a al :Ju SUIJCt'lOt-e. Ha rkevulo due illie.. z.ioui di si(!ro preventivo. Entra in oopedale il 30 dk...-mbre 1!)18: ll mourone d1 awvut87.ione è a forma w nie:1 <'<>n sporgenza dell'osso e pla:rn t011llda. Il -l genn;l io 1919 si\ nota1w !';kvll:;·e <:lonlcbe a l moncone e tt'isnul. S · ini.zlu In <'1.1 ra spet>i.tlca che vlen <-onUJIUatu per 10 ;,:lvrni (.:on souvni.nl~tra:r.l.one di 11111 cm<;. lli ~ero ea grammi di fenolo ( :! Ilei' <~nt~l). (:i'il al -:1° giorno l [(>UOillenl tPblnlcl tende-vano a ùimilmlt-e : H·onq~u·Yef·~' n l l :1<> giorno.

lV. - l'n ultimo <'U&> ri;.,'liflrùn un 190ldnto, il cui fe l,lmenro J"ìsutiva A G 1ues1 ava nti. En t ra i u OO!Jè(blle pen:hè affetto 4.la Inesplicabile indebolimento de ll'artDtc"·ito. Si rllen1 <·be l'il l't<> ste>s<'<> è ~oggeçto a delle I)IOOs..<:e clouiche, ritmiche, non dolorose. JI f<Mlomeno fu interp~·etatù t'ODI~ formn f1"Ustn tJ1.rdlva <li tet.tu1o; e !'(>!>ilo brlmnntR delll1 eurn Rif't·otN'H(Ii<·a gnosi fnt t".

r t:!0 cmc. di <>it•r o ,i.Jt 10 giorni) con fermò ln dtu-

Ed ora alcune consideraz-ioni; I <:asi si sono verificati in i-ndivid uri r<.;golarmenl.e p1·ofìlassa.ti- e, salvo u-no, eon ferite non nJJOltl(} gravi. Non si tratta di proclamar-e il fallimento della wofilassi antitetanic-a, ma. c'è da. chiedersi w per l'affrettata preparaZlione di grandi quantità di s ieri qual che laboratorio non sia. venruto meno eve•nt.ualmente a quel rigore di controllo bio.logtico, ch e solo può assicurare la. effic.al'ia preventiva e terapeutica del prodotto. Nott;voli ·i due casi molto tardivi (60 giorni d'incubazioo-e) di t etano; b si noti r he in uno dì essi la precedente amputazione d ell'arto avrebbe d-ovu t.o asr>orlare un eventuale focolaio tet.amioo del!.a ferita.

I. - L ESION I DEI.. CAPO. - La maggior p.arte delle lesioni della testa (comprese quelle del viso e de l ·c.ollo) in numero di 248, riguardano ferite superfkiali e traumi lievt, di S<'arso in L~r·csse clinico . Fra questi, spigolo due cas i degni di noLa; t. - Roldil to I.J... /<'.... -Ilo fflnl f'r ia . pre.'K'UÌ-1'1 11 Ila J'i.';:lo•w t~ll'v i cH IP.- ~inistra uru1 t u Joef>t:done m oll'l'·f'la><ti<tl <>be tl·a<S!Jnf'tte lE' pul~1:-;ionl <lei v~t,;;i ,·ottctstanti•, ed è ò~ lln J:'l'll n rlcoY.r.H Ilii tlll uovo ùfi ~~~ Hna. lAI 1-:ltlio:><."OPÌil fil vedere un proiett!Je <11 r lvoltelln. flrrestatosl a livello d e lla biforcazione d e lla cnrotide J>rlmltlva. 81 e~~ru<> l':l~flOt:l~tzlone del )Woàet\ ile dlt' viene t 1-ovato in mew.ò ad uno ci;,tJ. ematl~t H 114IretJ molt•• ~pesse, ,:.t.t-ettn mente Hderentt> ad un in:rro~uuento fuslfoi'Ine delln •'-lt rot.lde. I l nmiet ti!!t> . :~ n i111:1 t o d~ '.';o('Àf l'SII f<H~l v h·n. ;<i e l'Il f e nna to (\re.98() le I•n•reti rtell'n rlt>rin, t~ntund eudoikl e provocnndone <i l rì la.sclam("Dto e quindi un lE'J;"~IeJx> gmdo <li n neu ri;;uw.

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So!(lnro S ... 7' ... , 2" bf'l·;;uglierl. fer.ito ùn due 111 1'~11 nl S<lpi~CC4rllo sinistro da una .c:chf'~in. r,,Jperlicltl l monte. Lantentil forti uen·a lgie soprnot·bit.a.cle rl~lll n quHl.!<i.n<'d t·1nu . :::1 Jntervlene con la 1:'(")-e:done del ne rvo sopn10rblta.rio sinl!'ltro. Il qnnle si trova nY>Ol-to In un tessuto c icatr1zlaJe eh(' vi-e111.' n~pvrtato ID lll~.-cv. O un ri-p:io1ne priuw rl-a, oo immediata <.-essa7.lone dei dolori. II. -

f'!r.a le fcri ~ ~ i Lraumahi5Illi di una t.er!.a entità ricorderò otto c.a si rl i gra.vt ustioni rlel viso, del oollo e d el ruù io r.apelluto, da liquidi '


Al'I'UN1"I C LL 'S!CI DI

TII.\IJ ~!.Il'OLO(;tA

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' ò!JI~!!t\.

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infianllmabili e da getto ciii lanciafiamme. H0 ris!·ontrato guas ti molto estesi ed accompa·gn·a~i. da violente febbri tC5si<'he. P.er la cura ho usat..o gli iom:pac"èhi a permanenza di soluzione di i.porlorito, otLen.endone una ri.Pa.ra-zion e molto rapida e sçarsa r·etrazione cutanea . Mi è mancatl1l. !.a possibil i,(,à di proewrarmi. dei preparati a base di :r>araffi na (ambrì n a) . Rioorderò .ancora alc;ul)i casi di ferite complicate a fratLur.e, 5 delLa. mand ibola, 2 delle msa nasali, una d ello zigoma s1nristro; non hanno presentato soverchia gravità e sono guarite senza ·postumi difettooi. Ne t:e fratture della mandibola n-on ho usato spet;iali me~zi di con tenzione : solo in due casi cor1 notevole s postamento dei fra.mmentoi bo manten uta la oorrezione o~t.en uta coa,r·tando i monconi con un fort-e filo di argento fissato ai denti. La frattura d ello zigo.ma ne l m io çaso ~ra <W<:ompagnala da s pappo1amento del globo oculare: la ferita suppurava. Fu eseguito lo svuotamento d~IJ'orbitru e l'aSportazione d ~ll e numt..?· rose schegge ossee t0l risultato d: vedere S<:vllliparire pJ·ontame.rvte l.a. n~rcsi e la sup purazione. In altri due casi, con lt.>Sionc f'D rne.alt> e .!}rotasso ~ri deo, fu eseguita la iridectomia con soddi!Sfacente esito funzionale. Ebbi .anche ad interveni re d'urgenza in un caoo d1 forte emorragia da fe.rit.a da tagHo della reg1ione crico-l iroidea i1nfe rta a soopo su icida con un ooltello, la cui p u n ta aveva perforato la <:oartilagine lracheale. Sbrigtiata la ferita, si vide ch e era. ,}esa la ti,roidea s uperiore sinist1~a che fu legata. La ferita tra:chea.le fu suturala e oosì pure le partj mollri , a stra.~ì. S,i ebbe la guarigione primaria e nessuna oonseguenu. Terminerò questi brevi <X.~·nr dicendo qualche cosa delle lesioni gravissime, quelle interessanti i {;.éntri nervosi. Ho avuto occasione di osservame 18, d elle quali solo 2 I~ec.enl.i, le altre già trattate in altri luoghi d'i <:ura. Fra i traumatiS!Tlii notai' tre .casi di commoz.io ne c-erebrale da for tli r. o n lusioni àel cral1Jlo. Quando pervennero al nJJio ospedale presentavano solo disLurbi <lisartr.ici, tendenza al sonno, afasia motrice, stNJ.bismo, ri'Stagno, tutLi s intomi che, dato il lungo temJpO trascorso fra il traums. e l'ossen'azion.;.. e le cure già es::>erite alt.rove, stavano <:hiaram>:>nte per alterazion.i profonde e durature de lla cort.erda ce re ~rale . Nei due traumi r-ece.n.ti si in tervenne operativamente. T. - ~ ... n .... ,<oldnto , t.1":1 \'(}l\0 sotto lE> l'UOtE' <H 11110 n u ton10hilt'. 1~·n:"Y11'r& frat· tura avntlla tfl dellll bozza frontale slnistn't e frutt.urn <h•lln \'l.llVicoln dello Rtesso lato. llJ' ln<.'osclente, resph·nzlone stE>rtoroS41, pol!!IO lento, dt•bole. ~l inte rviene ron la cmni(>('torni:l che permf't.te di sollenu·c un f1·ammento o~ d ep r&<>M au!IJI dura o nrora i.Jies.n e tol!lie l« rompre~s:<\'me. DoJlO 2-1 ore .r1to111:1 la (OSCi {•nr.n, si t·I·Ntn. blllsrono le nonn:riJ rum;lr>nl e st•~:ue la g'lHll'lglone )r.>r pr.lm:tllt.

II. - O... · O .... tenent<' <Iella 1'1>'~ 1"YH, mentr'e ('(}t-re n ;rr:m:l:E' velot'itìt su d'l UM mot~wlclett.n. si SC'(lntt'tl eou un:t nutomoblle e vlen Jattcì:l t o IMtitno. I\'t'd1.ta dl ('()S<'ierur..u, poi Fo pieno. len tis.-~nw . re::<rLrnzlone ~;tet1:oros:.t : tiflesl"J rorneali presenti , pupilla mloti.<.'a: rl1nsci.'lnwntu parnlitico dell.n metlt d~trn del rorpo, moVlwt~ ntl <11:--ordimtti a sin.h-tn1. ~ i h1tet·Yienr? d'urgenza con crnni ectom.l](l osteoplnsti('ll. SI pmti<'ll un lembo <·u tJmeo-~rl()!>tco sE>LiJJclr c·oll1re <'1.m ))al':(> !n bn€-"SO, eul p(llietu le ~ln iL<tro. ~c·oll:ltO il IE>mho ~d 11•1'1'0'\'E'!';('iilt<l, ~l (llf''('t'\'U n par:leta le dt>J'Il"eS.'>'O Vf't'»> la ntf'lìt cir l':l E' frnl tu rn t.o : <hl lln f1111 t tura <'entmle J>~Htono lrra. «UUzion! in tutti l ç~n.;;l. ~i pratlrn nnn lnn:a ht'N'<'ill <lf>tl'()))lill'lt.icn: 1JI dum è Yiol;~('('.n, 1t'!m, non pul,.'"l: si !nt'lrle: In sostnn7~t l't>reiJt·niE> fn ('t1lhl M n v.!olenz;l.


310 ~~ iJwiclt> u tult<l "'l·('"'""'rt· ....1no :d \'en Lri t ..•l<l ùt w m le e ~ e~t raggo110 l'l l'Ca 20 <'liiC. .di ,o.;:ln~JP nnjlnn.l<•. Dopo eli <'il> l'erula si t·hlu~. notf'\'Oimente. r,; chf' è JX>ssibile NUttu·an• la <lnru. -rlt'Ollocltl'l' Il diNC'O os.~. C'hiuùe1·e h1 f('ritn cutnnen . L'opt>mto riprende 1 ~n!-'i dopo t)()('O tt>mi,)O, Il JX>l.s<l migliora, TllSI presto rlcade in COilUl e muo1·e (l.OI)Q 2-1 ot·c. J. 'n u U>J"'-iu ha eon f<'t1M t o la grave emor·r:tJ!kl \'Pnt.r•i('Obll'(' ~ ha tn~trato liii.H ~i<tf'~ll rmtturft delln l>u~. E dirf' <:hP 11<)1) ~i l'l'Il Sl\'Utn JI('S.'fi!Da Jrerdit.'l dl ;.a ttgUe <1<111<' ua rict e llu~ll orec{:hj!

Di i'. feriti ron più o meno gravi lesioni cel'ebrali, 10 erano stati ·già sottoposti a craniotomia nelle ambulanze d'Armata. Erano in con-dizioni di grave deperimento: ma le feriLe operatorie, pur con un certo grado di l.orPidità, volgevano verso la guaTigione, mef!O in un caso nel quale si trovò una volumiJnosa ernia cerebrale della regione frontale destra. Giunse fe-bbricil.a.nl.e, 27 giorni dopo l'atto operalivo, e andò sempre aggravando. Fu pratital.a una incisiooo a. tutto spessore della massa erniata per svuotar e una raccolla purulenta che vi si nascondeva, m:a. ciò non riusd ad arre-stare il progresso de-lla meningo~ncefali1e e ad impedit'e l'esito let.ale. I. - 'C no del feriti. ,.-... 1'..., l'Olll:tto 6• fanterut, ft'J'itn ll ~ ot tAlbt't' 191~ 1<11l Gt~ppn. d~• Jl'l'UIIHtn. ì!iunM• Il -t no\'l'lllbt'{> "''C<'<'i"$1\·o al no;..t.ro OSII(>(htlf' C'Qll Ili~· ~<>s•i d l fet·lw suJlf'J·ftda le <·oH l~lt"l.la 1.€' h*'t'e"-"H mento <lE> l J'lll rietst le destro. T-n feritu non ern sbriglintn e su.mmrnvn. :lil ferito N'a CO.';eientl', ma aveYn febl>t'{' e

cefalen E> preS('nttl\~ ~~pll<'f;e.ìu JuJ;~IJllnnn <lelJn mebì !O"i.nh-tm del corpo. Ent chiflra J'lndka?Jione per un lnterW1JtO eh<> fu fatiJl ~ublto. ht nurcosl <'lorofonu4CJt. <'Qn tnglio a crOt-e dei tt-J..'Umenti su lh t rt>;.: ione pnrlotale lie~tra. (•.-ds.'!ÌonP della parte SttppurHntt>. SI trova una rima di f1-:1t.tnra <'i'U IItt hw;;r.:J llfll'it>tnle: ('Oli ·t;{ ~rbl'll ,.i fn un'nperiul~l suftlcl<'nte rrea· riS<'Qntmre, nl:'! punto h•M. I;H-era7.io.ne della durst per ciiUl*t di numerose sebeggle della vlt1~·a ntrondnte. DHHll hl<'t>ntzione ~'!-'<'e oosUil!Zil <.-en•bmle <JJ,;fntta e pus: e:<plorato il fO<·olalo di clit>fll<!hnent.o, n <'irea 3 <lftHituf'trl (!l profonditi•. ·!'11 rL"l'Qntmnn a ltr" 2 ,.,<•lw:n:e o;:.>'f'e nec·I'OtidJe. S1 netm ft('(llJrntllmt>ult>. '"l dre.1ut e R! snturn 111H7.1almente. 1/0P<'J'nzionE> è ..,t>lttt 0en tolr len1ta: lP c·oJJ>UI~'<lool ('('.~;;ano: perit sJ forma subito ('rnùt C?rebralP. A~ ter<~<> ,:rlorno ripN'rn:lono l!E> <>om·ntsioni. al quinto rompnre IJI febhre, ITtdl Il conw c al settimo giorno .sopr:n·v iene la m Glie per m<:nl11go en('{'.fa li t<>.

E' ledto supporre che una più accurata osscr\'azione preeoce, fatta fin dalle prime. medit·ature sbrigliando la ferila, avrebbe messo in evi<lenza la frattura, impedito la suppu razione e. consigliato un .intervento più tempestivo che av1·ebbe evitaLe le gravi conseguenze infeHive. · Conseguenze r h e bisogna se-mp1·e temer-e, :tnf'he in lesioni dall'apparenza assolutam::ntc benign.a., rome ne fanno fede i due casi che st•guono. T. - Ten. ,4 ... -t .... H(~· rel:')!'illl('lllo fantl"ria. Il 10 ,;;<'llt>tlrhl"' l'l '~'" lt>g-g"PI'IIIf'n<te ferito !<UII' A!>.n!Ou<• Wl "dt<'I!I!'E' t l.! I.Jomharrla r·IJ)(Wtmulo 2 pkC'tJh> IN<Ion,J dn t-'tri,..,.·Jo Y('t'SO il H'l·tlt·t>. Il 2~ tlf'llo .~t""'"~' llli'!'Oe 1·..'1Un)!'t' al no~>ta·" O~l'('dnlt• fr·n un ~ruPI"'' 1U c'()ll \'nl<>>'< '<"llli 1t1 at1<1" 1 di <'>'<:-<'rl? im·iato in Ji<-rn;~;:J. .'\('! &ll lln• k S(\flle (l('! ~~ ~rto fu (-otto <111 bri?Y(' ch'liqu.IO> 11ttrihuito n l ~II:<Ug l del \'illl!)!io. T.'e>::11ne delllt fe · rltn f f'o('(' tih,• ,·a 1~· lilla pil-<~>ùt lf'sion•· Il<> l <·Hoio <~q..-ll~tt(). t·i<·m·ertn d;t <·ro!'.t<t n~t· tir·a. h t lolt•nt<·. 11 2~ ll\'l'\'11 <'Pfnh•ll vlnlf•nt.J\ P ft•hbrf': ~~ sommiJlÌ>'t l'll nn pnrJ;:nnh•. df"l l'llln!n<>: l <li..,turhi .-'(" llllf ~ liuno. TI .; clh~•mhrE> lnrpriH'VIl'<!lnJPlll<' rkomf)ar(' lu cf•fah•H. "'~"llllllll!llHlll cl;t hrh·I<JI. f<'hhl'l:' <>lf'nHa, n:lll'.-<'l'. dolori vnj..."hi. Ri !)f'll>-11 n<l un Hlt;~.,·o inth1<'117~tlc• f' <'l ·!'~lllltlllllb'tl·;t dtlnln" J'<'l' ht~c·c·a l' Jl('l' vi:c ll" >tll•rrult'll . )la J sinlolll Ì \'lllll\0 ~'l ' lllJll't' pit) ll)!)..."l':lY:tlldO: .~! 11)!')-:illll)!l' il \'Oill l f <t . 1J ('OIIHI. ,..j Ti>~<'OIII'I':I il Kii rnit:. il l::~hin.~k.'· · il L :H:i-)..'1!1.'.


Al'l't.:Xfi CI.IXICl DI

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· SI ti!Jpllca la vescicu di ~hi~J<•dl) u fJCrlllllHett:r.>l sulù1 testu. Il giorno 8 si _nota dolenzia. della cìoltri~ dte l'i Pl'\!O:' t>Jlta tnu•l\la. &t\YAI por tempo in Ut~.7.<> aL ln<.'lde fino al perlo.<:tif> du! \'lene :;collnto e Lnscln retlere una frattura dell.u lunghezza dL 1 cm. circa oon i'i~""e an'<lli>IUlNlt..o e, co.-.:1 mollto lnte-r('~nte, fra le l'ime di frnttura est-e una piocohr gocc1a dl JtUS. l At dmgno::~l di asce:;.';() cerebrale ;,;i lmpm:evn. e tnle dìHgnosi fu confermala plen:uuente dal <lOl~'Uiente Jteuro-J~idtiJitl'll. d '.1rmn ta (H·of. l'lgl.liui. L'n tto <>]:e.l'a.tm1o pur e..'lSendosl an<.'Ora più agJ,:ran1te l(' ''<>lltll7.ioui, ge-nt>rull. e protlluta la ruh'ut<'cin della meningo-eucefalite, f'u <'~ua lmenle teuf~tto. col c·o~·nl"o 1lei tllH'entl. ila nwttinn del 10. Ln cra ni('ctomin. t>-~e~nitn <'on le ,;olite forme fe~ vedRI'<' una trattnra circo41re della granclt>zr..a di una moneta du 2 centesimi. Sollevato il <lL!;(>o o~-;()(' >"'l diè ~>-li:to u pu:-> cremow : ln dura mndt"(>, non pulQIYH: s1 linctde ed esce tlltro pus. Si 11ull~:e t> l'Il dr't'na. L 'OJJern to a ppn.t~ nlqunnto sollE>\'llto, ha fJOL~o più rnt •ldo, lllll non 111u·eudc- ~~ ('.l'lllO!;('('J17.it (' nmore diJJ)Q rrentn ore. Il e<ll..'-10 è troppo evidente pel'C'llè o<·con<'lUO dei <'Olllment.l. 11. - &>lùntt) !J... T ... , ;lo m·U~o:II{'I'Ìt1 mon~1~'1J.Il, !l 7 luglio l!JlS ,·ie ne fet·ito illla 007ù'.oll fi'OIIIJIIE' slni>:ltrn d>l \ID &1>;."0 Jnncia t.o dttUO .')COPIJÌO d1 llllll b'l'alla tu. Il 111 ngosto :<UC<~'-;.."h·o entn1 twl .m io r~pnrt.o dovo e-l>SE'rf' S~tto ni<."Uiti giorni• in un

reriQ"trto <U L'()tt\'ales<.-enti. Pt·e.~ntn diM:nrbi stJHic1. w•rtìgìni. d~,Jore num l e, febbre l'('lllitt eu·te. L 'eSI'! tUt> rncllo&..'O~ìl.<'O wosl ra .t:n corrisJIOn<lenr.a delln bozm frontale sinistm u lùl Jinra (ti trntturn dt"<'OtTt>nl:.e <L'lll';tito iat oo;;.<;o e vet,~) l'l'f'tt"t"mo. S 1 pOne iliagno.">i di 11~-e.<.ro <-e t·ebrate, e la dktt,"llOl:'òi ;mche qu{,.,1:n voltn ,·ieue ('OJJf<'rmnUl dnl cong~tlenle neuroJ>sidllntrn dell'armatn. ~l lnteniene Il 21 cou urw <!l'anipctmnl:l osteopla.st.lcn. Lembo cut.aneo-r)('do~1('<> .semlcìrcolare con base all'm'<'Rt.'l orbitrnrin sinl.strn· si f;('OI,pl>:ce un k><mbo v>-"SSO, d(>Jia stesSil fonna, con l.a fres:~1 d~l D<)J 4' n e la -»e~"li Gigli: !.n <lurtt mlldre è ronJ;E»<:hl e non pul&1. Si Incide. si svuotn <1el pns tenue: f'Oll1t»1inno .'$1lblto lE> pulsazioni: non l'd f.Uturn lA nteuln~. si l'i.batte iU lembo o~ e su questo il lembo df'lle pa rtl mo!U e si: sut.u ra dre1w uùo Ul' ile 11a rtl p h) d(>(·li vi ron dtte stuelll ili ,gu r:t.:t dtt> JXI'$-<:ano n ttrn ver~ l fori ti t> Ila fl'+'-<.."1. Dt'<'Ol.,..'O pORt<>pern torio ottimo. Jn :.<• "iornat.'l si n.sportano i pnntJ, in J:i• ;::inmnh1 l'O! t•rato. si nl:r..n e non lllmt>Dt.'l pHI aknu di<"turbo. . In quE'I!.i.o <'!ISO l'asce&"W fortuMtamenfe ern rimH~to routenuto C()me In una ni<'(·hia. dò <:hl:' •'viti) il pericolo dE>Iùt €Tlt~fn llte . I\'ot('\'o le l'allt><·chiuwnto )>Prfe.tto ~ della om<rpl.nstl<'JI, In tanto più Interessante in qunnto ern ueenduto c.he dnl'llnte I'OJ>f'l'azlone per wt brust.'Q movimento d€-ll'll ~istent.e :1 cii> illCUlin:lto. 11 dlSC'O ()1'<.-.:('•o si· f'l-:cL <lisht<·cllt.<> tlal ('l('rl~1.1o ed E'N\ <';!<hl~) fra lt> ~:nr;w tll 11t1uto. P'ur tutUn1a non YO!ll rlnunziart- alla plnstkn. <wta ù1 awpiez7.a .df'lill ht't'<X·Jn e ~•dotta! di nu nw> l'M>"'Q dOJ'Q <li HYerl.o lsn;ato In solunlo nt> òi ip()('l~>ri.to <' (')Uini!J ln ~1uz1ooe ti-oiol<>.l:'ien ~tt>t·i l\'. J. ':llt~·chimento a YVPnn P lli{Un hut-n t,{' bi>n P.

IJ. - LERIO':'Jf DEL TORACE. - Acrenner·ò solo di sfuggita alle l-esion i surerfìriali, .interessanti le solc1 parti molli, non pene tranti, osservate in numero di· circa 185, delle quali poco meno della metà presentava una gravità. relativa, pe.r la. estensione. la perdita d'i im~)o rt:mti masse muscolari, la oonoom~tanza di fatti s uppura1.ivi e necrotiei. In genere tali ferite hanno risposto bene al le <·onsuele m€clicazioni. Riferirò solo, per sommi capi, ia storia rlin ira di una, osteo-mi<elit-e eron ira dello st.erno, con seno fistoloso ribelle a . ben du-e a.tbi operat.i'Vi pre,. cedenti:

·

T. - 1'... 0 .... rohlnt.o :."' A"en:o, fE'I'itn il :; dh'<'IIIIH·e 1!117 nll11 t'!'lo.'iOue ,c:tenwle dn &:JlE'~I!'ill di l!'mnat;L F.ntJ':l uf'l miù reJ~tt·to H ;:, l!'ii1,21JII l!ll!-; dopo eli aver flnb!ro . dm• ntti OI>E'mth·i in altri n<t~lali, '*'"7~1 dlf' lit fer·lra ; !In mai gnà1itn. PI'C.'-'~nta un !'f'lll} lì~tolo!<n in ('OITI~pondenm del ::~ l.n,ft'l"iore orl<'llo ·stento, dte ron Ò(>(~)r...o ; m l hn~ ln >ilio. J1()r~1 MI nn fQ("'htio .(ti O!':t-('(1-UJ iE'Ht~. II 2-1 <leUo ;..t.e;:;.~ m(>:<IC


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.\I'J•t::-;1'1 CJ.JSJC'J I)J TIIKL' .\!,'IIILtlOI.\ Il l

•l! L·,m~ .

,·il·u\' llJll'l'HW Jn IUllt·:1·•i dororu t·m k<t c·liu e>'C·h<.-..iunt- H \c >l'I;HI,:n eli un t r.at o cn <'Uie1·1ene est·h:...-.:1 fiuo 1d l'C)>,.-"1<r. Qne~t n vtenent>('Jio n t'Oipl di sgorhi~• 1n.ll.J.:o tutto il tm,;htto ><i-nn 11ù nn cunkolo :<n! qu:\le si riD\·Jen e un f rammento ne<:t'Otko ·Jella cl.imcnsione òi unu lJ<)(~·l olll. ::>i -'>'<'l l<.'<·bla1.a, t>i ribalU' 1111 lt>mtio lllUo-<'(liO·(· n l:< llll't • c·ht• l ' l t'U!' ""~al' : • Ntllla t• tl'itìt cnll•iod•) Ourtlll lP) t' ;-oi ;;u 111 r 11. (;\l l li'i ;.:i un t> primaria <l.f'lln i t il·:l .

OIJW))I't-llill".nt~ lQ sbott'•l ·:J<:'lln fbtnlu. <'.I l~

Dei trauma! ism i osse rvati , r.i l'Ca 16 riguardavano contusioni mrulLiple da pr o:-e!l!l i indireLLi o da seppellimento sotto tri-nooe franate. Non Nan-o n(• graYi, nè ,·om plioa.Li. Numerose relativam.onle le fratt~:~·re della. clavu:ola , in numero di ZT, delle qual i solo 2 r,ompli cale a ferita , 16 già trattate in a.llri· ospedali (e von grande .moravigli<l. ne ·abbiamo visto giungere aln.tne immobilizzate con una semplice fasci:a.tur.a.) , 1'1 J'l'OOnti: rhe furono subito ridotte ed i.mmob.ilizzat.e al la Ca!ot sotto il controllo della radi oscopia . Con questo sistema. ci è riuscito ridun·e al minimo gli spo:;lam<.,nti d~i capi fratturati, mentre ciò si otteneva in modo molto m alagevole in fratl-u re antir:he mal ridotte. lln esempio ti)J'ico di ciò ·si ebb& in un r·aso nel quale esislera in seguito a fraitul'a d el 3• m-edio rh•lla clavir·ola si11islra, rlatan~! da ci-r t:a mesi, un c·allo ddorrrw ad angolo .arut.o cori rnina•·<·ia di u!C()razione della pE>ll e c lim itazione dei movimenti. · l. - l.'inft-1'!! O, lll:tl't'>'dAlPO (' .. . ~ .... :!0° 1'11\'ll llt>I!J!t'li, t'lltl11 Il i :I):'Ost<o 1918' nel mio J'I>Jln l·to H'<'lanwnclo un nt.to oJ .<'l';l tlvo che tvlgu l'iuconve nJente. :::ii interYi€'n e IJ .2S n~w .l.n nnr0t'l5'i <·lo,·oformica <'Qn tagUo cutaneo lon11;itudinale hwgo l'll.~ clt'lùt f·lavi<·ola. 11 perlo."<t:•' l'lf'..ne S0.'11latu e &i <·ndt> sttL Cllilo tihro~u. l'IlE' av,·ol gf' J't•.-<tremo dci dtH? OH)tH~rrl fm l fJUtll~ ·~ ill.('rmE'?tto un tt'I7.0 fnmtJnento molto n~'1JZz.o. :::;i a.,.port.ll il f r mnmento. si U~ritno dal te::.-.uto clt.'l11 rlzu1le l monc'Oni cheH'n~ono 1-t><.'<'ntati t' q~dntt;tti a mu1uo (•oul:<ttto e tenuti fe.nnl dn un ~r(l!'"'' 1110 d i ~>'t!tél (in muu(·au:r.u d.ì filo tli nr~i'nro., (li (·hl<>dll 1.1:1~1tt1 attn11·e1·~o fori pt·:l licntt

r;,ugll estremi ·l'e$C<1Lti. Sutura <1<-1 Jl(' l·ro,'ti{) e d<·lln Clll<'. "ppa recl'l11o l!es."'lto. Dopo S p;l orui ~ R<>P<>rtano i puuti di suhJJ'll. Gunl'lg-loue prlln1111n. DoJ•o :W ,!!'iorn.t -.-t nst o r t;t l'nfiJUJrt•c·c·h io e~ inl:r-!.111:1 i mo,·imen1i pno:.'<il' i. TI <-on lltA:~ol> !Wrf•'1t{l.

Di ferite gravi, c ioè (·on lesioni J.)leu ro-polmon:ar.i ne ho osservate 35,, (· he ·•·isaliYano tut.le ad un periodo fra i 20 gior,ni e i 2 mesi, er ano già:

state eu l'a le n·~l p~ ri o do arulo in ospedaJi pill avanzati ~ .present.avano dei postumi più o meno gravi a seconda del tralt..amc nto al quale oraoo stat-e sottoposte. L a magg1or parte non aveva. avuto allra cura che. queLla soliuL d el l"iposo e rnorfi na. Si notava in quasi tut..ti la. presenza d iJ pleur ite reatli'v<.'l, la. cui c>ri~ine era. chiaramente rivelata dal si ero ematiro. J.n tre rasi persisteva. dopo ci rra 20 g :o rni dal fe-rimen to, un emotorace con f-ebbre a t i.po remitl.e.nt.e. In un s-ob c·a;;o si novett.e i.ntcrvenire con la toraro tomia. r-eS(I..zione della n• c·o~L.:t. a d~o>sl ra., in un cmpiemati co g iunto in c·ondizioni m101to g ravi ·!'er ma1·C'ak'l l'<tchcssia. L 'intervento fu fal.lo con anestesia locale st ovainil'a , -.j ~vuotò del pus emali1·o feti<lo: i lavaggi furono pt-at.ica.ti gior n.n.lm('nt{', attraverso i. grossi tubi di drenaggio, con soluzione di ipìr lor:to . l tubi furono asportati. in or giornata, e in 20"' la f.erita era ('hi\lS<t.

In c·inq11e ~ ·a::: i ern stato in tempo pratif·ato il pneumolorac-e teraPCI111.i•·o (m('lodo !\for C'lli } ed er ano (Jue1li in migl iori oonrliz!oni generali


Al'l't: :-iTI I.'U:-I'lCl Ul 'fll\1,;!.1 .\WLOiòl.\ Ul

OUt..'IUU.

~locali. D.a.J t·ompl·es:::o dei rasi, nei quali ho potuto osservure .gli esiti

lontani delle d:ver sc cure, spce.:ie con fr-èquenti inçiagini radi Qscopiche, mi sono confermato nell<.t convi nzione già. altra vol t.a esposta quando ebbi a trattare della cura delle ferite· pleuro-pol.monari (v. Gazzetta deql·i OSJJedali e delle cliniche, n. 3!1, 1919), c.he il pneumolorace tet·apcul.ico i3 valido presidio nelle mani. del chirurgo come soccor60 di urgenza. nei casi più gravi e minacciosi. Le C'ompi'ica.zioni che seguono sono di gra.n lunga inferiorJ a quelle r.he ·Si hanno \.asciando iJ feriLo -a sè stesso; il dooorso è sensibilmente più favorev.ole, peJ' l'ab<Jl'izione dei mov.imenti respiratori i: emorragie molto gravi po~so no es~e re v in te r·o11 reaati va -semp l it i li.1 . III. - LF.l'ltlNJ DE:t,L'AoDOME. - Fra le lesioni non )Xmelranti, in numerv rli E3, e, a~:llpunto perchè tali, -esenl,i da. g ravità, rh.:ordct·ò solo du ~ lesioni dello st t•olo, l'Ile !le.r wmod i tà di sl<ttistica, ho eompreso in

·questo paragrafo. Si trattava eLi lesioni aJquanto v.asl.e, con eviscerazione de.l testicolo (• incipiente n!'crosi. 11e-rvennte .a.l rn~o re1mrto ci rca 10 giorni dopo il ferimento. La vitalità della ghi~t.ndola. gf.'lnitale appariva forteme.n.te eompromessa: purtuttav.ia volli tenLarne la consetvazione, e, a tale sc·opo, d()po di aver asportato le parti morLifkai.e, ric-ondussJ i Lesticoli nella cavità scrotale, che venne chiusa con l)lastica fatta con un lembo pr•eso <ialla regione inguinalc. L a plastica attecchì in tutti H due i {'asi e rarpidament.e, costituendo un oU.imo esempio <ii riuscita sutura secondari a i:n ferita necrotica. Quant() ai traumat.ismi , 1R, si trutl.ava in genere di ìievi contusioni <iell.c purct.i <trldominali e dei lombi . Tre ~~asi trovo degni· di nota ': I. -

t'; ... () .... .<;erg(•Jltl' :Hfd.(•flo

n<l nna ('Oinllllgnia JU'('!<irlilll·la. l'iport~1 rcmtu-

~1onù dt•Uo !<er ot o ~inir<tJ·o dn prcriettilt• lncl!.t'•tt·o. Entra nel

reparto dopo 4g <•.re e nn (•malonm <Iella g-mndeY.7..a di una testa fetale. r,a Yescica di gbincclo a !X'l'lllllllE>n:~.a non ri<hl('e il '"'''!'-;l mento: dte ~mzi tende ad llum<'nlat'f'. Ilo)>O -l giorni '"l t<'nl<t lo ·S vuot.'lmento (~ 1 11 hl ]luntnra. ma non ri!':>('(' "be in )'lllrte. J,'emntom~ si f;l S('mpre 11iil l)lrand<• e In c1nte roinuccill la necr.o;;i. Allorn con una pie«>Oia lnci;.ione »1 proYoca lo svuoi.umentr, del mtmProsi eongull: appena aYvenutn. B'eroorrngin fli mo>:tra nnoora. Si pratit:a un tnmPQnnmento stipato dall.n caviJtà. e si Ùl$0(·iH 24 ore. All 'fl$<flO!'t.IIZi.onc. "Ri rif)f'tE' l'n!'«'itil <1('1 l"::ng-ue. Allorn dopo accurata di:::inf!'?Jione l'li <lcci<le <li lnt.E'rvcnire ror.li(')l lm t>nt('. si ;,hrig-lia In alto e ~ M"eoùnosce la cauSII <l<·ll't'monag-in JWrsi:::U>ntE> in nn p:~r'C•bf'tl c> di ,·ent> <'<'ta-"'idH' d('] fnniQello. ~i prabi<'1l l'OJIE'I"ll:&lone rndi<•nle del c1J'fi()C(!1C !'~ldendo le vl'ne fr-:1 d11e legatut·t• (·!w Y<'ll!!n Ìlt• r:nYiMmlt<' f' l'i S'lltnt·:l. nunrig-L01w primari;l. pre~ntn

TI ... .<.:.... nnni (i:i, Oflf'rnio milirtnrir.:r.ato del l!'<'nio. vkne trasportta<to r.ll 11(•1 mio rt•r~•rto in Jn'ln·i>'-"lmo :::t.'lto 1~-1· <'omnHYt.lonc :Hli!omiD!llt" riportata f1~1 <h lt• n•.<.'f'i n;:x> n ti d:l \'IIJ!'Oni u 1111 ~t11r-imw feN·o,·in h n. B ' )')rh''' d i F~ensl. VIen M t·ct>rRI'I t·on ('('(·itnnti. n.H) rfìnn . Yt>i«·i•'H •li _ghi;H'do xnl Yf'nlr'f'. P!'r tr<' <li. vomlto, a<'<'(' Il tUa t o rnetMri,->mo, :H;soln t·:1 in toiiN·rtn;,il gastri\'11. nlvo <'hiuoo, polso frt><Jll('llt<'. fu<'ic:>s perìl:oneale. .\1 -1° giol'no llen~ mig'J.:Iornnh~nt.o 111 >"('l!llito : 1 (·IJ ~'<b'r<· •J.i )::1i<'t'rina <'ht" rif'~ a provoNl rf' nn J)O' di e>actlSIT.ivllt'. ~\la m·e>:to 1"1 riJW<"~lll.ìt il q nn dro (lell'!J!'o parn litl~'<'l <·o n (lolorn hllitll molto !lCCE'JliU:ltll n Il n fo~n Hln('n sinif(t.ra . SI· pensa nd int;(>.n·CJllrf'. 11111 l'eb't HT!ln7.at~t e le ~,·i rondir.ionl gen('rali .dell'ammnlato df.c;.. trWidnno 11:1 OJ!'IIÌ tf'lltHtim. J•: ncm .f u nurlc chè g-iit nll'So g!Qrno In g,r11ve ~ntomn· t.ologiH >mrl<''l dll<';::mrt ncln"i <' 30 ~i() mi doro 111 guarigione cm complet-a. Il. -

Ul'g'('D.Zlt


Ili. - .Il ... fi .... ><Jhht u dt•ll<t ;~!' t•JIC)JIIll\ curreggio, iJ 111 geuunio l!U!J ' icneut·tato violeHteweute ùa uu nntoe>Hro allu regioue Jombum Rini:-'trn. ltiportn vai.Lda

c•mtu.,ione. dell'l quuJe si ttroette molto lentam<'n~. Dopo 10 gi.oo'u l cir<:st avverte E-etl...'lO di !H..'-~ al· lombo ~SinJl'tro. febbr~, stanchezza e db:tw·bJ ùelkt dlge.">tione. Entm in l'e'Jllll'to il 3 feblmtlo succ~iYo. E' molto deperito, all'l~pezione ~;."! notn lllll1l <:;)IOI'IWltz.:t dell:t re:.:ione lo.wbare sinistra : alla percussione, :rona di ottusità che si e><tt'tHie ùal lombo .slni.st.ro al quadrttnte I-.tl)lerlore dell 'n1dtlome dello ~esso lato: Il eolon di.s<'endeutE'. ilt:-Hffìllt~') uppa]"(' ulln parte med!{;lle <lell'ottu!'lit..'J. che in alto è limitntlt <hilla .'-'tlllOt·Hi• t·bhtrn eh:! polmone. Lu l'Sdjos<:Opkl uto.<•t.ru la metìt &inl:-;tt·a ciel di.aframum spiJ1W. in n lto e J)()CO mobile. La puntura e..qpJomtivn della reg-Ione. lombul'e' dt\ esito n pus oonguinolento. Il 14 fel.lbnilo oSI intervlE>ne in nn 1"('0~ cloro-etilica. Ineio:ione lombare curva in 11 Yruttl, apertura d1 u1ut nt~t:.l &'.l<'CJI n!>'Céssna le, d n llù l}lUlle si svuotano circa -1 11! l'l di pus; rn mano .introdott.u ilttravellSO l'apertura -vn in baS'-:10 sino al piccolo bn<'ino, ln a vanti l'.L.'.;('Ontru il Jlt>dtolleo Jspesslto, In denllro il 1~ne, J1 cui IJOio 811periol'e è clrcon<lato da aderen:rA> nttrm·<'l"l"' le qunli sl sente tluttunzlone. Per v:J.q ur.tu~ si lil.leruno .M· ntler~.nze e flottu ancora clrca un ll!lro <1JI pus n .dtlretto conta t.to con li <Un:tir·aru.uut. ~i l'>1:n bi'li_.,x·e un drenugb>iO e si 11ratica no lavnggi• con iw<'lorlto. quotidlnnomente. Deeo1~W ottimo. Dopo 10 giorni (:;!. aSJ)(lrtfi.no 1 drenaggi; l'opt>J·a.f..o guadngmt I'Hpld.llnteute ln forze e doJ'(> -10 g1orui vlt>n dimt.'!<OO glUI•tito. N• 1m <'<1.-.;o molto i.«tnll rh·o E' t'a l'Q di a&'èa"<> sotto iliafn trutmttko: raro per lu 10c<llir.:r.tt7.ione ·- >ottup~· •·itone;lle slrlist.rn - e per la etiologia - un t rauuw.

Quanto all e f.et·ite pen€1-rant.i de ll'addome, sulla cui gravità. è peregrino insistere, ne ho osserva.Lt! solo 2 di data recente: altre 14 erano già sta~ operativamente trattate nelle ambulanze di annata. lliguar·davano, come si t•ilevava dall~cartell ~ cl iniche, 7 casi di lesioni del fegato, 2 di lesion i renali, 3 di feriLe del crasso, 2 'di ferite multiple del crasso e dell'ileo. Di queste ultime, t re presentavano una piccola fist.ola. stercora~ea. le altre guarite bene, testimoniavano a sufficienza la grand~ import..1.nza. che ha l'interve'Tlto laparatomico pre('oce in lesioni di tal genere che , abbandonate a sè st-~.'SSe , avrebbero esito sicuramente let.ale. Le due ferite recenti riguardavano:

r. - Prigioniero di guert-a, K ... J ... , 18° Uomed, il quale durauU> una mardn di trn~f~riru<.>nto, tent:,l la l'uga e vicn· oolvito all'addome da un.n fu<·U:1 ta . Trn!IJ)Ort~•ro al l'o>~pedale vi giunge ngQnlmllnte; la pnlln bu n l~t.l'avorsato l'addome da 11n flitii!.'O all'n ltl'O. Muore dopo td!ue 01·e. L'auloJ.tì-iu mostra multiple e ~rnvi lesioni del <·rasso e deL~'Il"' uon fenomE:>uo <l l ~-oppio fl.n pn rte del colon tra ;."·~rso ri pi(•no di fN:l: eli• ehC' dil ra~;iQU<' (JN ra pl<lo 1tece~. Il. - 1/ ... , t..., CII pnmle 11o :t t'ti)!liNin c:t IUJ):l/JI'I.:l. mentre tro,·a vn.si in licenza, riporta, in rissa, un colpo di coltello al quadwnte i11.feriore sinistro <:k•ll'addome Yi<·ne trasport;ito in re1~~r!.o J.l ore 1lopo il ft:riUtl'nto; coudir.ioni generali discrete; pol"Q fr·eqne n!k-. thtlln ferit>l Jlrola.s.">3 romen t11 : vlen sott<>rosto snbl to a laparnLmni:r i 11 n:rr<'(:-."i c· luroforlll ka. :->J a lln l'!!'H il tlt~lio già esistente, si· o~-eseca la por· zioue <Li o tHenlo erniat~ prcvla l f'g::tt ura del r•icdolo inc:wigliat:L: dopo, accurato t>><11 111t> dt·:::li J n t ~·,-t illi'. lu n1 1-moo <'Oli >IA.'<J IIH (),;Si;!l'lla t.a e ::,u tu rn 11 l'tra ti. Gua rlgione J•t·ll ua rb1. L'in•<'t'l'l•nto fu alqu:tnto tartlh·o . m.a 1'€\qito e:..'llalm{•nt•• bu ono pet· l'ns.~nza •li ''"'i•mi iuiN;tinali <' I OCr l' a~(lQrlllr.ione dell•unìca parte (omento), cbe a\·rebbe pvt.nl(> f:tr :-or~<:'rc <klle JX'T'Jil<-,;~<;iti't.

IV. - L ESIONI D~T.Ll ARTI·- CostiLuisrono esoo sole ci t·c.a •i cpuattro quint.i della lola.lilà rlrlll' lesioni osservate, sommando a ben 1'893: comL lfi'Cndono Lntla 1111a Snlla di val'ietà e di gravità, dalla ferita pia.neg-


,\l'l'VXTI CUX!CI Dl Tll.ll' lLITQ!.OGIA DI GUI:'IIII.\.

gian te, ~on ottime granulaziOni, superficilate , alla vasta ferila anfrattuosa, largamente- suppurante, necrotica, minacciosa per la vita del ferito o per la funzionaJiLà dell'arto; dalla contùsione lieve, scarsamente· dolente, alle fretture gravi, oomplkate, pericolose . Sono ci.ra 12/18 ferite e postumi. di ferite, oompre.se 49 le.c;.ion~ miUtHanti, e 122 lesioni di ossa importanti; inoltre 575 trau·matismi. Nelle pagine <:he seguono ne tr-atteggerò le <:arattei-ist.iche pi,ù saHen ti•, dtando. q-ualche caso dte r ivesta parti<:olar e interesse. Comincerò dai trau:matismi. A ) TllAUMAT13MI.- i ) Vussazioni: i5 casi : in genere provocate da cadute: nessuna speciale gravità. Ho rilevato 5 l·ussazioni s{'apolo-omerali, delle quali 3, già ridotte altrove presentavano solo qualche disturbo residuo di poca entità. Due rece nti: wna della vari{'t~t sottocorac.oidea, l'altra della varietà sottoglenoidea. Di · queste ultime, fu otten.uLa prontamente, e senza fatica , la riduzione utilimando il rilasciamento muscolare oonsoc.utivo ad una lieve narcosi con doretile, che permetteva di ricondurr-e suo posto la tesLa omerale con una lieve pressione delle dita della mano sinistra, mentre la destr-a tiene l'a·rto in estensione. Lna lussazione tarsometa.ta.rsica fu .ridotta a.n<'he •in narcosi senza difficoltà. Osservai anche un caso di lu:,sazione stemo-clavkolaré sinistra, mru in questa non fu possibile, élld onta di reiterate prove, mantenere la cor~ zione ottenuta. In genere, neHa cura di tali traumi, non ho mai usato apparecchi mnmobilizzanti: ot.tenuta. la c.orrezione, se dscontnwo fotie versamt'nlo, applicavo per qualche giorno la vescica. di ghiaccio in permanenza, altrimenti iniziavo subito i massaggi e la mobilizzaz.ione dell'rurticolazione. 2) Contusioni 276: molto num€ros·e : i.nteressa.nti specialmente i piedi, ma in genere, pooo gravi. Una valida contusione della regione interna della coscia sinistra aveva prodotto un grosso ematoma, il cu i r.iassorbimenlo non era possibile ottenere ('On i soliti mezzi. Dopo 2 m€Si si incise la grossa r.a,coolta e s i sYuotar'Ono ci rea 3 litri rti si-ero leggernwnte ematico, asettico. Con una fus<'ialura eomolessiva e semm. drenagg-io si ottenne la guarigione in brevissimo tempo. Sono annove rate in questo paragrafo le nun1~rose lesioni autocontusive, da. quelle prodotte col c·atrio del fucile sull'alluce, a quelle più raffinate, con for-mazione odi cetlu:lo..ctermH ti, di edemi indu1.1ativi. L'ctr· fluire più numeroso di. tali lesioni, segnalava quasi sempre l'imminenza di qu.a.lche -gtand~ azione bellica. La storiella era sempre la stessa : il solito sMso, J.ancial..o dalla solita granat-a, che andava a colpi:re, guardate .combinazione, proprio l'alluce, o la mano o il pi ede, quak he volta. un colpo un po' LrorJ.po zelante riusciva anche a produrre delle fratture, e allora, naturalmen te-, il cattivo soldato riusciva nel suo intento per un tempo più lungo. Il più delle volte però si accontentava di ottenere l~allont.anamento dalla linea per una ventina di giorni , nei momenti pit) burl'asoos i, salvo a ripetere la gherminella alla prima. occasione. Del re-6to rornc rimediare? Le denu nzie, provocando l'arresto pre-

al


31.6

' 'entivo che. veniva. prolungato dalle lungag·gini dell'iiSlrultoria, non fat·evano che favorire le catt.ive intenzioni: che ot.teneva.no così e non per brevt> t.empo, lo scopo prefisso . Senza dire che poi tutto finiva nella massima parte dei ras i con. una bella. assoluzione, daLa la tenuità della lesione e l'assenza di postumi p.er·m::m enti e inabilitanti e la d.iffieoltà di un ner en t.orio a<:ce<rta.rnent.o del dolo. Dur·anle il ~rvizio r-e.ggr.menlule, p;or ur·avo di far tog.liere il ruzzo delle marachelle, facendo r.imanere in linea., finchè pot.evo, gli aut-oles ionisti e cu r·andoli ambulatoriam enl.e . In o3pooale, con fasciature segnate 0; addirittura ricorrendo ad apparer·chi ges...c:.ati, sono rmsctl.o ari aver presto r agione di cert.i edem i sospetti. · 3 ) Distorsioni 81: nessuua gravit à. Anche queste, sovente, non enwo altro che delle forme di autolesione : sono st.at.e le sole trattaoo oon la rigorosa immobilizzazione in appa.r ecchi· ge-ssati. 'I'utte le altre ven.ivano asooggettate alla ma.§Oterapia ed alla mobi lizUlzione !)J'e\'Occ . · I casi che erano stati immobilizza t: in altri 03p 2dali, nel nost ro erano l iber.ati dall'apparecchio e sottoposti al massaggio . l n tal modo ! i abbr<>viaxa di molto Ja degenza ùei Lraumatizzali , i f!Hali venivano m essi prest.o in conduzioni di rientrare ai corpi. 4) Fratture: molLo numerose: 120 ca.s1 e parl~colar mente interessanti .per la loro frequenza. anre he n eLl'O'I'dinario ~rcizio pratico. Molti dei r·<l.."ii osservati non erano recenti .ed avevano già ric.evuto un trattam ento più o .m~no opportuno in pr&',.ed·enti luoghi di c·u ra. I n tutti si proc:edeva. ad un oonkollo mediante la radi()SC()pia, e, dove occorreva, si <'Orreggeva la devi.a zione anoora esisteniR asportando l 'apparecchio già fatto (spes..."-0 impi'Ovvisato con slec<'he e fasre .amidat{') e sostituendolo con apparecchi se<·ondo il si stema Cal ol, al quale ho dal-o la. preferenza in tutti 4 casi, avendone pottuto constata re J'aES()lut.a superiorità sugli al t.ri e per La. fn.t· i.li tà di esf'f'uzione e .!)er la miglior e con tenzione d ei monron.i fratturati. Io l'ho applicato an{'he in os.pedaletli .avanzaLi, ft·a la re.c;..c;;a dei fer iti , ron enorme risparmio di t.f':rr.po non di1'giunl.o da 1111 soddù:fac-cnt.e risullalo d 'esattezza. Le slecd1e del Thomas sono <ii far ilis::.ima e rapida appJk.azione, ma non i.mmobilizzano sufficientem ente; io ho vislo giungere al mio repart.o numerosi fratturati, con st.ecch e del Thomas , in prerta a v-iolenti dolori e sofferen z.e <·ausaie dal tra.<;porto, ragione per cui io non ho mai ('Ondiv :.so l'cnlu sia.<;>miO r l1e p r~o -di noi ha suscita(() il det.t.o sist-<>ma di irrrmobilinazron.e . Circa Ja sede cl elle fr.aLlJn·e, ho notato : n. 23 frat.Lu re d el femore, ~~ clella libia P del per one, 6 del !rinocchio, ·4 de>l bRdno, 20 d ell 'om.ero, 20 del rRdio e dell'ul11a. e 20 delle dita: a) rwr il f em.o·r e ho proc.eduto alla imm(·dialJt rid uzione in narcosi sotliJ il .-ontrol lo della racti<><:copia: subito do!)o app]i('azione. di un apparr --r·hio •·o nlenlivo immobiliznnf.p. di [2'<'':-f). alla C:tlot., simo a.l ginor <·hio, a.l qualE' si appl.int la trazion e a p.e:;i . ~i lasc ia la trazione J)t\1" :?0 ,.dorni, indi si a~po r Lano i pes i e si pr olunl{il l ': mmo biliz.zazion.e sino al piede. <·il'l !1Cr allri 20 giorni. d O!}O dPi q\la.li ~ i in iz:a la. mnbilizzazione pa--si,·a N l i ma<::;aggi. Ho ot.tenuto gnarigion i m olto ra.pide; . :,. . l \•..

,

~


.\l'l'l'XTJ t:LIXlCJ 111

' l'lt\ (; ~L\TOLUGlA

IJI

(H,.'IJHIL\.

317

b ) per la Libia ed il perottc la rid uzione, faeile nelJ.è fraUure iso. JaLè, ·e ra molLo più diffiooiLosa nelle fraLt.un~ simullanee (9 casi) , per i vasti ematom i concomit.anti e per i vari di.sturbi d rcolaLorii che in ·qualche caso giu.nge"ano a fu.r per·icol.a.t-c !'.intcgriLù di tutto l'a.rto. Citerò 2 esempi : I. - · Sold. ,s ... A .. .. ~~~o ;:rruwo u:rt. camp. Nel trattenl:"l-e un cavallo 1Uib1zzarrito riman e ron ln ga1ubn ~>inist.ru w tto la ruota Klll Ultu prolunga . L'arto si pre>'entn lh·ido. edem11 toso e cosp:ll':-;o d'i flittene; la rttdioS<'O() La mo&tra una trnttura wnltipl~ tot:tle delle o>~·~t dt>ll<a garuhn con notevol e spo,;tamcnto de i fr:unruentl. l taunoblllzr..o in vJu ]Jt·o n ·isuri:a (..'VU ,-;tet~·h<• ecl uppllt·o la v~!'.<·ica dl gbl.acclo a per ll~<tn.e.Jl7.<1. l'er 1;, giorni 111 ft>llhr.- Pl<•v:nu , i \"'lo lenti rlolori, l'M·vetto minaccioso <:t>Jiu l<.,..,ione fl'< v·•·o ·l >\'nlert> uJ.:ni !< J ~ I·nnM dJ <·o~m:;el'\'Hre l'arto, ma In pnoooote .attesa t'u fe<."OJHin 1H bu.o ni ri>mlt<tti. perchè i sl.atomi grnvl man mano andavano st·emundo dJ inteiL':Iit·i• e al 2.ìo l!iortiO ,.i potè rare un apparecchio gessato oon trazi<lne cJ1e venne ·tolta dopo :,!(1 giorni e so...~tulta oon lnllJJ()bLiizz:l?,ioue selllpllce Pt'!' ultr~ttnnt·o ll' IIIJl(), l.n C'hi•rurgi:t <:-onileJ'Vilt!Yn può nunovemre quel;1 0 roso ec~h!onulnwnle ~ravP fra i MH/l pi1i netti tJ'i()Jl.tj. II. - P ... D ... , sold. trup. SUJ>Jlletive !)a AI'11Uita: ba riporta to frattura della gamba aL 3° infe rlore. du (:ltlci<> <11 <,1\'Hll(). Vien trnttato <'On la imtnobilizr.az.ione aempllce. Dopo ao giorni il callo uon è eoll.9òlkklt,o. Ulteriore rlùuzione sotto r adloscor)ia e unovn i.mmobliizz.ttziol~t'. Xe t:<J•UI't' •lopo 5.; giorni Il milo è r'Onsolidato. AlIOI'<I

si i~ nmo-bili7u.tt in tntZÌIIII(' e dnpu :;oli 20 glomi ;;i po~>;clllo ìniz-i.ure i JUit~ggL

c) per le 6 fralture del r;inof'chio, nelle quali la lesione riguardava specialmente la rotula, ne ollenni la riduzione in nrodo mol to semplice circondando la zona rotula, di li ste di sparadrappo .molLo affondate e disposte in moùo da i mpedire l'aJlontallarnento de i frammenti,· nel mentre Lutto l 'ar to veJtiva immobilizzato in posizione rett.a.; d ) l e fn1l Lu r é d el hacino non er.ano recenti e g iu nsero a. me in fase avanzata di g uarigione : i.n uno di questi casi ril evai una difettosa consolidazion e d:i u na frattura del pube che formava un gradino molto evidenLe tale da disturbare Ja deambul.azione. Proposi la pubiotomia sottoperiostea per (·Orr'egger e l <l deformi t~1, ma l 'in fermo non accettò l'at to ope1·ativo. Non così al tri 2 fratturati, che presentavano calli deformi con disturbi f unziona\ i , ne-i qual i l'aLLo operativo valse a r.istaml ire la normalità delle cose. l. - C ... v .... sol<l. 3o genio. il 2 getmaio 1918 ba rlportat..o fruttum del radl.o metU>re in warcla Jl J.Jl.OtOrt> <li un autoca.rro. F<ntra in reparto il 2 apt1Le; l '.ntto <IN4ro è Ò('Yi:tt() e Ùl fuurJonnlitù della tMno oomp1'0messa . Domanda dl ~-.ere OJtt'l'uto. TI ·l :tJH'i le in uu N.'O::à doro/formica Ri incide lungo Il ma rgine e-ster· llO dell•m·au l bi~H"<10 (l('>:tm si no n l Jlf'>l·im.tio dw \' i ene scollato: oon lo scalpeoJio $l lnc·Ltll' ;,ul <'llllo n forma nng-olan·e nn cnnf'O n base elrterna. che viene a s portato. ln{lL s i J)On{rouo '' wutuo con tatto i mou<:oni cosi 1-e<:entaU, 81 sutura .iJll perlo&tlo lndt le parti moll1 e ~i lmmoblll7.7.il in ~rui pronMl01ie. Dopo 30 giorni bi constata ltt guarigione Nrnplet~t. t~e-1

n. - P ... 11. ... , cap. 9° r~u1t.. il 30 ottobre 1918 ba riportato frattura del 3• suPeriore ne l femore d N Jtro. Elnlrn neL ~~parto nel gennAio 1()19 di ritorno .dalla 11een.za .e pre$ent' l nc<.'Ordn mento di circa 13 C<!ntlmetri e c.A.! lo deforme devàato ad an~Io verso ]'(>."terno. GltiecL e di essere opet-ato. Il 5 gennn i(l , Jn rut roo$i c loroformi<?a .'>! pratiC'a una incisione longltudinale o. l superlOrl" , l'("g'ÌODC ~t.()l'llJI , d(-lla L'O~Cla destra. SI giunge sino al periostio, elle

a•

22 - Oiornale rli mnlicina >nllilare. -

lìll&e. VII.


318 Yit>ue >'<:Oll:1to. Con uno S\:lllpello retto si fr>1tturn il femor t> nel J)lmt~' dl maggiore .\.11C">t'gl!nr.a (1011 ORtA•ot ~nu ia Il n+>a re ( .\l<~ Cf' W{IJJ) . Ciò ottenuto 1':1 ripongono l moncoo.i in giu:::to <-"OD~ItW, ~ :<ntum a .,..tmt.i dal perlo.stlo a lla cute e si immoblll.zzn i) JCre><teusiiHl<'. M'HY.a tnndone <'outimw. A l 40<• giol'liO si> as portu l'a ppnreccbio; 11 cn lln è formato ed in JK>t;l:doue corrett~1. ma un<.'Orll non romple~u1ente ossl.ficat<>e si uoru urul <i'J"til t:enllenr.n alla <lcv im~l.one. Si applicuno nHom pesi con C'Qntroet>t ('ll:<ion€' IK'I' n l t rJ :!."• :ri<lrn i. <IO!~ dj che i!'<b Iniziano 1 uw>:saggl e la glruU1lrt.1m :lttlva e 111'-"""h·a. 'l're rut>~i dOJX> l'otJerato veniva iuv,tato in licenza ùl oonvale-· S(:euzu.

m.

Du e c.as i di osloot.omia che insi~me c<On quello sulla c-lavicola, precedentemente r iport.i:lto, rlim10strano la efficacia di taLi operazion i carrelli \' t' nei caùl i deformi da vizi06a consol idaz,ioue d elle fratture. P) per l'ome1·o, l'appli{·azione d ell 'apparecchio tsempre sistema. Calot) veniva fatta mentre i~ traumaLizzato stava seduto con braaio ad dotto e gomito flesso. Al gomito si applicavano d-ei pesi sino a riduzi{)ne della frà4:tura, controcstensione sotto l'ascella. La. rapid-a presa. dcll'apparet;C)lio permetteva di fissaro bene la riduzione così ottenuta. e conservarla fino cL guarigione. Nat.ural m-e n Le non mancava il controllo 'della. t:adioscopia. In 30" giornata si asportava l'apparecchio periniziare la massoterapi·a ; / } per il radio e l'ulna, che in 7 casi si presentavano fraU.urati insieme, €ora più agevole la riduzion e e la contenzione . L'apparecch~o di regola veniva tolto il 15° giorno. 8) F ERLTE . ...:_ 1) Ferite dè{fli arti. = Ed ora qualche parola circa le j eritf' droli arti . Osservate in numero di circa 1120, h.a.nno presentato~ ~:ome è facile comprendere·, tutta la gamma dP!la grav.itù, d ella varietà è delle eomplic.azioni: a ) ferite sempli<' i, a canale cornrpleto, con interessamento delle sole parli molli, senza l~s~o n.i d t org&ni, rapidamente tendenti alla guar igion.e senza postumi; b) ferite c,on perdita di sostanza m uscolare, vaste piaghe agranulazion i erelis tiche, a guarig ione lenta, ù.alle dcu.tl'ic~ retratte . F~rite con spappolam-ento di lc..'"'Ssut.i, invase da necros i e da SU PI1urazione, fetide, icorose, accompagnate d a seU.icemia; c) ferile w n l e~ ioni dPlle ossa, le piò f(:) dil.i d i <:Omplit>Rzioni seLt.irhe, le più reri colos~ per la inLegr i!à degli arti, le maggiori responsabili t.1 della sterminata serie degli storpi; d l feriLe. mulilnnti , da quelle che wi,rano di qualr he dito a. quelle t·he <;l.SPOrl.ano Lutto un arto: vaste, irnpee.:;sionant.i, concomitanti spffiSO eon mHra.sma, dai monehorini il pilt dell e volLe inegolt.u·i con, sporgenza di framment-i ossei; e) fer il-e multi]Jle. l)Ìt'cole e -grandi, dissem inaLe., poco profonde ma. S<>mpt·e suppuranti , cl iffic ilmenle a~·g re dihil ì, esasperanti. E , in tutLe, il m·mic•o da combal.tere senza tr·ef,"lla, sempre in ag{!uato a.nc ·he ~otto gli a-;rJe tLi più innorcnti: lét in( f"::.ione. ln t.u LLe, scopo ultimo da m~gi 11 ngere con o~n i mezw ed ucc·o.rg ime.nto e- co nt.ro ogni o:::larolo : la co nsl'rva:..ioJU' dr•l/o full:io nnlilà. E l'OSi, contro l'infezione la[.e.nte ma p t·evedibile, la profil assi chi-


Al'!'Ul\Tl CLI::\lCl Dl Tr..!U.hl.l'l'OLUUl:l Dl <: Ut:1lfl.\ .

31~

rur"ica: asportazione eli tutti i detriti necrotici, degli eventuali corpi (;Slt~anei delle pur·li mortificate, det.ersione. aaurala; contro l'infezione 1 n atto:' a.mpii sbriglia.n)e nli, tlrenaggio ac~.:u·raiQ, uso ge.neroso di soluzione d'ipodoriLi. Eù(X> il sistema cw·ativo da me usato. Di più, la quiete dell'ospedale mi ha perm<JSSo di applicare su larga. scala il metodo Donali della sutura preooce. E si badi che m ben 46 casi si trattava di ferite suppuranti ~ nofll ho usa.t.o la sterilizzazione pr&ventiva aUa Carre!!. Eppure la .sutura ha attecchito in tutti i casi, oomplessivamente 68. Si trattava beninteso, di fet·it.e .non ect:.(;\')Sivamentc vaste, alcune a:nche profonde, ma piu~tosto òr005crilte. In altri 17 casi la sutura non tenne per il riapparire detla flogosi: tut.~a,<ia bastò una parziale aS\I)ortazione di essa per rimettere a po~l{) le cose, e la ferita se ne avvantaggiava sempre. Con il rneLodo rli t:ura dianzi esposto, le suppurazioni in g-enere c.edevano entro gli 8-10 giorni . In 12 casi però i fatti settiremici prese110 il sopravvento sì da produrre in 5 ea.si la rruorte più o meno rapida, in 7 la.neressità di domolire l'arto, cosa alla quale mi son riwl to senrp1·e in t:J;ln1mis. Ho eseguito così: 3 amputazioni <lellw ~.: osci a; 3 dell e ga.rnJl.>e ed 1 del bractìo. · Ho d.:.tto st'mpre la pr.eferenza ai metodi a lembo, c.he danno una ckatrite ercentri<:a e asskur.ano un buon cuscinetto carnoso al monco-ne QS;,CQ . Nei 113 casi di oon<:ornilanti LL-sionì ossee, ponevo purticolare cura a pulire dil ig<"ntemenLe il iocolaio di frattura dalle sempre nurn.erose schegge slèw:c aLe e quindi nec.rotiehe, evitando però i disossam~nti. I n tre casi ferita della gamba d E.'slra ton fr attura d-el!(} due ossa, ferita della coscia s i.nis lra con ftaLtura del femore, ferita dell'avambraccio sinistro con frattura delle due ossa) praticai la. scheggiolomia sotl.opel'iostea seguita da su tura.: i·n due rasi con es ito posil!ivo. La immobilizzazione più rigor·osw era di regola, e vi si provvedeva ~:o n apparecchi gessati ad archel!Ii di ferro che J)C'l' mdtevano larga visione dell:a. lesione e 11na esa tta medicatnra.. P er 1~ fraLlure accompalgnal~ da limitate le~ion i cutanee e poco sn~)p ut·anii era s ufficiente una ada~ta. fen estratura degli apparecchi immobilizzanti. CoTl! tali sistemi queste ferite, molto g ravi, hanno avuto un decorso ottimo e rapido. 2} Le f erile delle articola:.ioni prcseutavano indubbiamente una ·m.ruggiore gravità. L tt presenza d ell e anfraLluosit.à at·!.icolarì, dei divertiooli sinoviali, la conS<·gucnte difficoltù dì accumta puiizia, rendevaoo necessariarn~n l e più riscrv.ata la prognosi e più guardingo il chirurgo per le. spiacevoli e, pm·t r·oppo, non rare so t·prese . Ho avuto agio di ossen'are be n 70 ferile arlii·olari e vropri·a rnente : 7 dell'art. scapo lo-omerale, 11 d ell'ad.. d el gom it.o, 37 d el ginocchi o, ·g dell'anca e 7 d ell'art. Li bio-tarsica c t.arso-mclatarsica . Di quest1•, 34 aYe,·uno s ubìlo acrom·io trallnm l'.nlo altrove, sia op&ratonament.e., sia con immobilizzazione. E~ ito in am:hilos.i in Lulti e, nel la magg ior parte, pre.senza d i fi ;;tole ost.N>pa.L.iche. Altre 24 noTl! pr&sentavano S(•g ni di fl r,g():;i . La cnm s i limi tò ulla1 rigorooa immobilizza-


.\l'l'l "X'l'l (.'1.1'\J< ' I IJJ

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C:l'C::m.\ .

ziono e ad una. oculata vigilunza. ln ~·2 r.as.i, data la prewnu di l('Sion i jnfia.mrnatorie, intervenni con l'artrotomia; eseguii 9 artrotomie del ginocchio, 2 .a.rlrotomi e dell'art. tibio-tarsiea e i del gomit.o. In tre di questi casi in verità non. esist.evano lesioni infiammatorie, ma !'i,ntervooto fu p raticato per la persistenza. del proiettile- palletta di shrapnell - nel cavo arti•·olare, •·iò C'he impediva qualsiasi movimento. L'articolazione lesa era. quella del ginocchio. L'artrotomia., previa esatta localizzazione tl'.adio~copka del proie.t.tile, fu e.seguita c.on j } m etodo F asano : tagtio longiludinale della roLula. I risultati: ottimi. Ho pref.e.rit.o questo metodo come quello che meno di tutti disturba l'appar.ato Jiga.mentoso del ginot"chio e m<: ne son trovato conotento. P erò n~ Ile gravi sup.Purazioni del giMn·h io non assicta•a ll'l'l drenaggio sufficiente. Citerò un caso. I. - '/' .. . IJ ... ,.:u ld. ;i•> HI·J~n i. fl-'t·itJ> d~t ~hPggia al g illl)(·(·llio ::oilti.,.t ru. 1-'I!llr:t in reparto U HJ Hpril~ J !)l S. !<-;· febl.lricitante: n.eU 'nrticol:mione uot.1si forte versamento: Jn ~·he~tl!i:t ,·icnv lo('nlizwht (ùtll.a ra<liosc:vpin a tiw,llo del t'Onrlilo t>'-tA·rtlO d~l feJUOI~. il 21! llprile arlrOtOilllll c:On md.oùo F:tsauo, IISJ.>Ortmdone <M!Ila tlebeggla' ranlcchlat:a in una ca vltà uecrotK-a che .si ~<x:hiaia. : sutu.m ·P:Uz.itùe, drcMg~io, hunlol>ili:.wAI-z.ione. Il 2ii ~~ febbre autueo~l. ùl ferld::l è suppurante e 11 pus rt....·w~;n:L L11 <'Oiltro ur~ertnra po.,;ret·iore non bnsta nl dry!uaggto. Per molti giorni si vn dn una n Jternatlva all'altra .. Il 1G maggio Si• svuota un aecesso formatos1 nella bmsa :osottoquadri<:ipit<tle, MI il ri§;tll.Emo pe~iste 3d ontn di altre t'Ontroii]Jerture: si aggiUngé J.n ll<lCro.-•i (~ e il 1.2 giul!no. in<'11lz.a ndo i sintomi !'IE'ttll'('ruloi. eronict Si ps·oceùe aU'amput.:tzione dt,• ~·tlva 1'1nfenno. Hil e.ngo <:be un':tpt>t·turn pl.ù mupla e precoce nv.rebbe evitato tale ~ito.

Vi sono però dei fatlt.i set.tici che sfidano qualsiasi met.odo .di cura. l. - G ... L ..., sold. 7 <!0 fan t .. II 3 m.a~tglo 1918 riporta unn ferita d n grnlli.\l t.a nl giJJ()(:chio :sin.Lstro. Giunge in repa r·to ron una pana rtll'lte ln atto. .&.~~tuo subito l'artrotomin con taglio se.miC'Ir coillre sotl<»·otuleo .ulla Macewen e controapertura al ,popMte. La flogosi non si :HT<•:sbl e JX' r imf*<lire la .min~tcd.'lnlt<' sr~lti,~·uda " ' 'no c~brett:o a praticare l'amput.az.ione della ~~>~in cbe pone

fine nl'hl SC@nn.

II. - JJ ... G.·., soldi. ll9<> fnnt., ferit.o 111 ginoe<·llio sinistJ·u sul Piave 11. 9 giugno H118. viene op<'rnt.o di artrotomln con tngli (·ontmlai~rali (Oll:ler), mn db[)() pochi giorni muore <li settkcmin.

JH. - .4.... .;L., oold '. 3o fant., ferito nl J:illoc'(.·I.Ji.o det<lro id11 gmuata, sul Montenero il 24 ottobre lUJS, viene e::,'1.sallllenle operato come il r~re<~lente e per <li plù tmtt.Jt tl) C<\n ·1~1 irl"ig:1zione con ti nua nlht cesso ])Cl' l'et ti<:~! m i>t.

C~ll'l'<'ll.

~>Pl'l\vvi<"TI<'

lo ~o il <le-

IV. - F ... .il . ·., ~!cl. '!'lll.s~<ist., ferito al pie<le ~nl,.:tro tht :::Jl1l:rulla: viene OJ:lerato ùì art~)tomia Uiléafi•é (Oll!er) clen,, gra.nùe :.wticolazione ùel piE>de. ma dbpo eh-ca 1111 mc'se <\i alt(•mu t ive si deve 1it'O rN>r<' lllllt amr•ut:nionc della gamba.. ·

V. - G ... .1 .... l><Jid. :,.:lflitil, 11-rito al )liNle dE>S1J'Q da Edleggia d'aeroi})lano, vwne OJI(>mto t 'OIIlE' il prE'<:t,'lt•llU' . t', Jl.l.tlimeJlti. dOI\ll l' it·,·n d11e nw."i. nrnput.'l.to al 3• 1:.1.JJ){II'iò t'e .tç,lla l!lllllh.n. l'n :~ltt·o cw.."< > im·<>e<' rhr 11tì lltti111o ~ff<'tto dnlL'l cu ra Carreli. VI. - V ... n ... , so ltl . 3° Jx>rs., rE>rito dn g'l'llnata al gin~lJjo sinlst t'o il 10 luglio JH1 ~. ~<~ti Pi:1vc . ~>lll"rHlo i l Hì del lo i!tA'"-"<> 1Ut'"'4:! ù..i >u·trotomin (met·.. OUier), e hTiga.z.i<HW nllil f 'a l'l'( •li JX'l' S )!i orni. Ot t:J,nni l'an'l'<>.!-t <l n e l to d<>Ll<t suppurnz.ione e un.'l t·n pirla frll:t I'ÌJPÌOO(·' ,


Esit.o spiccata.mente ravorevole ebbero altri 2 c.asi: I. - A ... E .... .,:;olcl. J:!~:l• m mp. witr., f('J'ito rdl;t )!mnabt :l l ~omilo dt~.'4tt'fi il giu.,'ltO 1Hlt-:, :-u l (~rnpp:t: o-pE>rato di. Hrtmton~la (m~>l . Ollitw) iJ !.1 s:uccessivo; gunrito oou ottimo (•sito funzionnll'.

(i

II. -

D .... R .... rold . t·ep. stJtCt11 t.o d~l genio, ferito da tu cile n l glnoccl.l!o ~~­

ni·:4ro Il 9 giu~-orno lfllS. :<u.!, Pi:l\·e. OJ)E'l'< ttn 11 1i'i ~wnte di nrtrotomia (met. 01li\! t'), gunl'i.s<:e rapidllllHWtt:• e be ue.

Quando le lesioni dei capi articolari erano tali da non affidarè soverehiam~nte circa una buona guarigione, ho -esegui io la re.sezion-e, ope--

razione più aggressiva m.a. piò rompleta. Ho eseguit.o così: i re$ezione del gì nOI"chio sinistro, 2 tarso-metarsiche, i dell'anca sinistra ed i del gom~to destro. I. - [, ... F ... G...• ·oolù. 2-i::!<> fan t.. il 26 ottobre 1!ll~. stJl Gt·aprxt. ripotta fruttum oouniltnuttva del ginocchio ain i<rtro da g ran ata . Giun!('e il 4 11ovembre iu re· parto, l)rt' SE'll tn graYe I)ilnartt·i~ necrot.Lca. febbre ~~ett.i<:emlcil, deperlme.nto. L'ln<1kaz1oue. è roer una umpn t4t:r.!mw, .mn voglio prima t entare. un metodo oouoorvath·o e pratlro In· r!'... t-r.io ne avpllcando quindJ' un aJ)Jllll'l:'t'Chlo ad Ht·c•hetto. La euro Sll('(:f':<SiYn pe.1· Yill('el't' h1 tlogol'l! fu molto hmgn, ma in d<•finit!vu In suppurnz.lone fu Yin t~ l ~ hl g1Ull'i'l{i011(' :-1! ('b\>t' in IIDCh!l0>-1 rotta l'<l ll 1111 accorciamento Ù~l Clll"C8 1:1 cm. H. - S ... 0· ... ~viù. lf•lR• t·omp. lui tt·., fet·!to il 20 luglio 1918, sul Grappa, dll f:JI'mtuta ul J)lerlc de.<~tro, viene opem ro <li t"el'l('zlon~ utrao-metnll!.rslca seguita da bitA'Uo 11 1 ~nruwenr-t1 ret· ' ' incero In ATnve flogosi. Rapldu _gunJ"!il!lone &etl7..a po9tuml. P ... P .. ., rold. 2<> ~en!o. Fe J·!to a l p!Mf' .s!ni!':tro da fucile 11 18 luglio 1918 Fr11tturn !':IIJlJ)ttrantf' : t·(':<;~Yr.lolte tn r::;o-mctatnr~i(-a il ?:i luglio, irri~"'l­ zione aiJn Cm11-ell, gun ripone.

III. -

~·ul GrstpJ ~t.

IV. _ M ... E ... , Cl'll>l)l'flle 7o n lp. . -fe-rito d'n granat.t -nll'llll('ll ~ilùst.rn i.B 25 ot;. tx>bre 1918, >i'IJl Gmppn. lll'('.'> f'lttn ft-atturn <.Iella. testn. <1:1''1 f'l:'mor(': 1~1 fe rita è &!tPf\U.rnnte e minarclù ~ettih•ln.l11. Il 12 fioV't:'liibtè. t;lòclti ~IOI'fil òl<lflò Il !!U<> atTIVo rwntlco la resezione d el roDo dll rur~ioo del f~ore <'On tagli() longitudinale alla La.ngen~k e immoh!Uzr..t) in appn re<.'Cb1.o feue.~rnto. Ottenni >'~)lo Heve remt,<:..S'Ione ò!'i ~intomJ sett!CE>ro1c!. ! Qual! rlp1~~~'0 in bt'E've 11 Io m co r;:o e t{>l·mlnnrouo dopo <>h·cu 10 giorni <'01 dece.'ì-':10. V. - D ..., E .... ~ol<l. 7!1? fant .. riportn il 24 ottobre 1!118 una fe-rita da grannm al gomito d.e.~trn. sul Montello. Entwa Jn -repatrto il 4 novembre oou f e rita llllPPUr:mt.e. <'Ile ,·lene lar~-o"ltmeHtè sht-it:"lhtta. J..n .suppnmzlo tw n on CE'~ . La rn <llosc-opin m061:~·a fr::ttUJ•J~l <1el c:tp1 oS!'OE't. Il 211. $1 decide la r.,~zioue del capi Mtioolnrt t<~egulta du mm immoblllzz:Jzione ron Ell'Chet.t!. Dec'Or.•;o deilJa ferita ottimo, ma conòtxloni S{Cller.nl! ~<empre pitì gmvl. ì\'l~tor<' dopo 15 ~orni In ronrnémt!t.

Ri·guaroo <lllle fe rit.e artioolari: suppuranti, molto s i è dibattuta la cru~tione sulla prefe,r enza da dare alle artrol.omìe o alle resezioni, e non

è raggiunto ancoz·a l'accord'o n.è si sono fonnul ate conc lusior11i con c arat.te.ri di assoluta certezza e accettate da tutti. A ,zne la1d itSiC'ussione sembra oziosa.. A parte il maggior trauma rapPresentato dalle rewzioni, non del tutl.o senza. ~mlpOrtanza in feriti s~s­ so in pr-ed·a a settiremia o ~ull'iti -da lunghe suppurazionì, la valutazione della srelta del metodo va fatta <:aso per caso e .non è possibile fissa!l'e linee <H c.ondot.t.a univorhe, cosi come non è possibile stabihrP la supremazia. di un metodo sull'a.Uro.

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Al'l'l'."''l'l t'U X IC'I 1H

Tll.\l!~L\'l'OLOG!A

1>1 Gl'l:1ltH.

Artrotomi e e r esezioni rispondono egualmt!>nte bene se sono usate eo n discernim('nt.o e nei casi appropriati senza preconceLti, mentre purtroppo, fa li iscono egualmente là dove la generalizzazione del processo setti(:o è invint~ibile. Appartengono d el r est.o tutte e due i metodi allo. ('}1irurgia {'On&e-rvat.r i<:e, e debbono quindi avrre la prefere.nza sui m etodi d emolitori, speri-P d O!JO i brillanti risultati ottenuti in questa ultima g uerra, dove le demolizioni, Lolle le inrer tezze d ei primi tempi, sono state forlurw·La.mente in numer o rela.livarnenle esiguo. 3) Passando alle le:slon i v"sali, ri•p orterò 3 casi di emorragie tardive ~ 2 di emorrag ie setondarie. T. - r; ... B .. .. !'01-rll. M • ùtnt.. fli' rlto dn ;.;br~tpltel alla gnmba d l'l.c;tro, presenta MIJIPll m ~h?ut: d w \'leut> <'lUl'a ta c-on 111 rghi t<bri~l i.:tmerltl. Dopo 6 giorni violenta i..w lJfOVY l~l eJ IIOITA ~hl, l:t('(•[o emosla tiC'O, IW.II'CI)osi, pro111 Dg!Ulli.'lltO d ella fet'i ta, glil bli'n ~r:uiulanl li'. rkE> rc:1 e le~nturn i n loro ntitll' t'i-$ dE-l VM<i &anguiMntl tlblnliposteri.ori ; gua rig1one.

JJ. - 0 ... 0 ... , Cl ]lOI'ale 18° t'ejJ. AMI., fl'l'itO dn homba U mano il 16 giugno 11118 a Col dell'Orso. nlu1 gamba sin~tra. fN·itn ><unpurante, già -sbrlgliat,l. Il :!l' J~roflk-.a emo1-rng-i~1 . Hl ình·n·ie•w c~··n hll'f.:'•l 'I JI('t·tunt nel 1111'~7.'\) del polpa ccio, profOD(ÙI sino a i \·asi t i bi :11i Jil)..-<t.\'riorl <"Ile nmg-nno l<'gati; j!"U:ll'll!ione. liT. - P ... (' ... Mlltl. ';!l" fa n t.. fe •-lto u l ~omito si ui.-tro dn bomba 11 mmto: la f<••·ita è n l«' t t itv1. l> i~; g-itH'Il i dopo l '11nh·o. •iln prm·yi;<;J e•norrn~hl. Sbrlgliamento tlè ll:• fel'it:1 <l'E'ntr:Hll ( reg-lf>~ Je in tern a d<'l ~(lHiilo) h').:Utllll-:1 della eublmle; l'tltlll'l.l; j..'"IIHI'ig"iOU(> <li l& Ìllt!'llZÌOlll;'.

x..

J\'. - F ... ~. ('ll ])()r;J]~> H!IO l'llnt., fe r ito e:;nl Grii]")Jl!l ìJ 2f) S<'tl.<'mbre 191g da l)(HllhU ~~ IIHlltO alla (·l)~·iu fli>l<tm. f,n fE>Hili l è UA'tticn e fJ1111i'li Ciet\trlu7..1lt~l. Il 23 ottoh•·c>. ,...-:>n7.JI <·~1 11 x:t "J>IIII r<>nt<•. :.::nn·e emQrra~tut fulmiue:l: il fet1tQ è In collas.w. Si li l'l'li<·>~ un la<·diJI alt.• radit-e rlt·lla ('<.l!'<:ia <!':<i ··brlg-IJa In Pi<'t."<iLa ff:'rita del trlAn.golo •li Scarpa, la qu:ùe po1t11 ~~ di uo, gro ~ ~mntemn <'h<' nn ;:c'(m<le nna J;;;H'(·:l fm!ifll l'lll(' l a ('llli pm~t(> Jl!'l' C'iT('Il a m.m. è IN<O tl :l l lllll l>(•ht'l!'~ttu llll<'<lMI lnfl~l. ~i >1>'1 (>l'tu la ;o. ·h ~g-g-ia. s i <I Jfl"e J'lCr tut:ta 1'l lungh,>z:r.o~l llt \~ J <'<'lt nel c ui Jnte.rno ~oi tr<)\'~1 l'n rt!'ri:• fl'nto rn·J•• n Nt:lnwntf' diYi~• <' In Y f'llll hH'('I':It:L T-<>g»lnm del vasi n lllQDt.t-' e a n1lle. Su t UJ-n a strati. Guar~lone r1rhnnrin .

Y. -

B ... A ... . !!<Oltl. JJ J& com p . prf'.~i1l.. ri)l<lr tn

r~· •·ilu

:•c·t·Jrlt>ntal.i> da fm·llf' n

('IJnHIP <'()lll]d..t•• :11ln n~ HliiN' dPILn <-n;wi.n cll<>.....t.ra Il lO ~fHlll il') rif.J19JH. Ln ferlt~ è a.>:c-ttk: J: il f(•J·ito <'Olllinda :1 eanuni llll l'l'. Il H fe hbrn io. di no t.te ....-! :H"C'Or~e d:l esFI('re lliunei'.-:<> 11<'1 ~•n;.'"lM>. dlitlllJH nl t-'I)('('OTs<> e oaùe j.n deliquJo. Vl<•ue operato i"ublto. ~~ ,.-.hri~!.i.n In <'on·i.·ponrl<'n:r.a del fo 1·o d'eJltt-nta lunmlo 1ufer 1ore del t rlan1-:<, IQ <ii S<>n rpa l e si <'ade s u una snr('a fu .• Mo rnw dte 'P t'esenta un fo ro ~·otoodeg­ .l!h1 111 t.>. lm·i.,..H la ..-n•·<·n si J·inn·n~ouo t11~U li' ••litE' l \'ll si• fPm CH'llli !'(>('il.<>! e l'e't ra tti. ' 'en)!"<>no lE-ga ti <lili~<'llt.f'mt·nte, In ff'rita ~·utnl'lltn: JnlHrlpon<' 1)('1' Ja inh'n~lonl'.

Nei primi 3 r·asi !\i l.ratta'Va di emorragie prodot.te da suppur azione p iù o m eno a(·cenlu ata: negli altri 2 casi si trattava di feri le a.settiche ed è notevol e lo S!Mzio eli tempo int.et ('orso fra il ferim ento e l'emo r ragia. In lutti e due i rasi esistevano g ravi lesioni vasai i , m a la guai na perivasale avrva f atto argine in pri,mo t.empo alla emor r a:gia e solo per ::rualrlw movimt,nto i m·on~ r uo QII('Sla si em improvv isa.m e.nte mostr aLl.. &i not.i .a·n1·or a <·he nulla fa<~e va sospettare la presenza di un aneurism a ar tcro-\·en.f',SO, d el r~sto di pic<'ol e dimensioni; e rhe nessun dis t.urbo ri r ('olat nrio fu c:-:er nrto d ono la lrgatura, !ìer C)uanlo alta: riò anche per r hè triil da t~ mpo er·asi ~'Os liluila a poro a poro la ci rcolazione di compenso.


Al'.PU!'<TI CL! l\ !Cl 01 TRA U)!A1'0LOUJ.A Ol GUL'IIRA,

323

4) Ter.m ilnerò la rassegna delle fer iLe degli arti dicendo qualche COS<L dei postumi. Ne ho osser vate in ·una .certa quantità, 132, specialmente negti ultimi periodi di funzionamento dell 'ospedale. Farò solo un breve .cenno delle ]Jaralisi d·i nervi-periferici (19); delle atrofie m?.tscolari (5); delle anchilosi articolari (17); come lt-.sioni -che venivano dirette ai centri speci,a:li.zza.ti-neuroterapici e kinesiterapici -per un appropriato ka.tt.a.m~nto. . Sorvole·rò su 34 casi. di ritenzioni di proù·thli, non asportati , sia per rifiuto opposto dai feriti, sia per la i·nace.e.ssibilità loro, sia perché ben tollerati: così ad esempio numerose palletle di shrapnel incistate nel polmone. In due infer.mi, ferito l'uno all'avambraccio destro con frat 'tura, l'altro alla gamba destra anc he con frattura, curati. a lungo altrove, ho ·riscontrato all'esarnie ra.dioscopico una osteOpQ7osi rispettivamente della mano .e de l piede destro. Tale lesione è da mettere in conto della prolUingata immobilizzazione e della suppurazione e provocava senso d'intorpidimento, formicolìo e debolezza funzionale. Non mi t.r.a.t·terrò a. lungo su i casi di edemi cronici (6) ~ons.ecu tivi a di-sturbi t~irco­ lat.orii da le..->ioni vascolari; nè sulle vaste piaghe torpide (3) che, simil· mente alle ukerazioni varicose, r-ispondevano b:>ne alla cura con lislt? di sparadrappo embricato; nè sulle tendov(flginiti e si1wvili (20) molto -resistenti alle CUI'e. In un -c:=tso di tendovaginite cronic.a.. nettamen.te ditnitata, dt?i tlt>sson della mano eseguii la asportazione i•n massa della formazione cistica ~on guarigione primaria. Ho avuto 4 casi di retrazione tendinea cicatriziale, ed in due, che a ccettarono l'intervento, eseguii la tenoplastica. I. - M ... A ..., sold. Ho tant., v•-esenta tlessione invincibile dell'I.n<lice destro, ·v·iene opernto il 28 ngostc 1918 In tUl.l'COSI clOJ'Oformica : emosta.\li preventiva. Si ll~rn Il tenùlne diti t.e&>"'ttto cicntn1Ziale, si asporta la parte retrntta e, data la diostanz:a che Intercede fra l cupi recentati, ..\òi fa la plastica col metodo Trnka, arl'Ovesclando cioè ~fue lembi ~.hi.onnti longituùloolmente dagli estremi Il'beri e su-

turand'<>li capo a ~11>0. Sutura c11t~nca, guarigiol•e prinuuiu. 2'.. . FJ .... ool'Cll. 9'> !)arco caneggio: In EIE'b'Uito a feritn del piede slnistro 2o llito flllP. { In hn]ll-. llre lA marelst. gi t.ent.a l:i t.enot>la etiul In aneste:,.;u l~1le; .ailungurucnto dei mo1u.:onl t-e<-enta,tl oon piccoli ta~lii laternli a dliYerro alt.E\7.7..a - n1elo<lo Poncet - sutura, guarigione prin.1.arl.n . II. -

ll1'004'llt.O r etmzione ò(;>l

In tre casi· si trattava di moncherini da amputazione " à co?.tp de sabre >> della coscia, note.vol mente deformlì e con sporgenza. rnarffit.a del moncone osseo. Sono intervenuto riam-putando .più sopra con formazione di grosso lembo del quadri-ci'pite, ottenendo così cicat.rice eccentrica e buon cuscinetto carnoso di appoggio per l'osso. Nu1'lt(lr<>Si i casi di fistole osteopatiche: otto di questi accettarono ~'·i ntervento ('he fu p raticato seoondo il metodo Durante, asport.a?.bne tn •blooco del tramite fistoloso, rase hirumento a.c~urato della lesione ossea ~on evemu.ale allontanamento di sequestri, formazione di un lembo -musoolo~ut.aneo che si ribatte e si fissa nell'osso. . I. - S ... E ..., sold. 215° fllnt .. ferito nell'ottobrn 1918 al ginocchio de-stro de grnnnta con m fr.11ttur11 del femore; tistolu osteol)llt!Cll; si opero 11 13 ma1'7,o 1919;


.\l'l' l";\ 'J'I C"l .l:-111.:1 DJ "fHAt:!>lA'IOLOOlA Dl GUIJI.III.\ .

asportnzioutJ del seno th·tolo"" . ~ \LI uu SetlU<!Stro OS<ileO del condilo interno; pia· sti<:a n :sem-riJ..u.entA> ùalut J.l'-ILte .untcrlor~ dellu OO$CI<l; guwl"iglone primaria.

li. - D ... P ... , ooldato 7° nlplul. nel giugno 11118 ferit.o du gnwata alla natica de.><tm: Q}lt! t·.uto H 13 marzo llllU; ~•·>llJlortaz!one del trngltw fisto·IO.SO in :m.a.9Stl sJ.no. atl una w1t:-1 uecrotlca <full"os.-.o 1lht..-o tleEtro; :;;caJ'{)eUamenw della necrosi, sutura, gun.rigi<Jne primSI rla. !Il. - IJ ... U ... , ca porn le 4° nrtigliel'ia C:lJilll!)qlgmt, l"l}JO.t'ta .ferita <.'On fmttnru della ti Ili>~ de."tm in febbra io Hllt.; .si opera di 13 mnt7.Q 1919; trtunlt~ fu:.1:olQS() doppio che viene isolato dulie due fucc:e, gro.c:.so sequeatn> che .o:;t asportù; plastica 111t.W.'Olo-cu t~tnea; gu111rlgione prìmaria.

u... U ... , :::olilitto ;jS• fnnt:erln, ferito con fratttu1l. della cresta iliaca in giugno 1!.118; ope·r nto Il 20 ttulr~ 1919; oollto metodo; guarigione pri·

IV. de..~rn

mariu. Y. - U.... \'. . .• •.. .• ca pornle mngglore 7° illpini, f.,1~ito ~:v n (l·;t ttlll11 dell'omt-ro ùestt"t") nell"ottotwe UJl~; cu llo ~.,.,ulJenUlte necrotlco. Operato Il :.lO m:.u-zo 1919; . aspot·ta:d•>•~ del m 1h•tola e ili una gro'"'-n scheggia ne<:roW~a; >:OCUC'C:hinlamooto della al\"ltà; lt>nt"11o Jl<>Stl"ri•J re; gmt111igione primaria. \'I. - .'.i ..• '1' .. ., t<~ l>O l-n le 400• <.'O<mp. presid.Jwri.a, ferlw nell'ottobre 1917 con t:ra t.t u ru HYutullnH.:d•> <>ini..btro operato it 20 n:utrzo 1919; sì u·o,·.a un ~:questi-o dellntlt:tt</ toa -.tderentt'l; si ""'1><:l·, 1a; Ieml;lQ .[)O$t~rior~; gu.ariglone prlmuric.

Vll. _

JJ... B ... G ... , ooidJ. j o alp., riporta ferita al giuocchio destro con trot-

tura tlt>l femore in ottobre 1918, opentto il 25 ma.r-.oo 1!H9; grosso sequestro del con. tlìlo ~·;..to•rno. ::ì<:n<:<"ltiniutm:nto ùclla <:.ilvitit: lena!)() qu.udridpitale: gtWrlgione pri· mu rin. /J ..• a ... , l..'lllJOI"al~ 'i(i8• <:OlllP. mltragliutlici, ferito nel giugno 191S operato il 3 aprl~e 1919 - l'asportazione del tragitto fi<rt-oloso porta su dl una zona ossea necrotlca che viene trattnta con la. sgorbia : lem bo musrolo·cutan(.'<> esterno; guarigione prim~u·i8.

Y111. -

con fnttlura dell'omero siotstro -

Il metodo ha r isposto bene in Lutti i casi; ho riveduto di reoen~, dopo più di due .anni, qualche operato ed ho potuU> constatare il perfetto esito a distanza. Condizione predpua. è però la gu<t.rigione per prim.a · intenzione. Pongo termine così alla lunga, per quanU> rapida ra...<;Gegna. O!<ni argomeJJto avrebbe l'i-chiesta una t.rattazione a parte, specie q~.<~.lli che a.tt.ondono an(·ora la par'Oia decis iya, la regola stabile, il principio definito d1e indi.rizzino l'azione del chirurgo nei singoli casi.. Le ~:ondusio ni dei più r~:enl.i congressi hanno ris~~chiak> più the altro le opinioni pe1·sonali dei disserenli, autorevolissime se-nza dubiJio.. ma non tali da pot.ersi annoverare fra i principii indiscussi, e manca ancora oggi l'opera si n tetica e poderosa che r·accolga in sintesi felice t.utt.a r esperi<mza di centinaia di chif'uTghi e la <'.,COrdini e la disciplini. Non io c.ert<LmenLe ho avuto la pretesa di dettare delle ·re.gole; m io còmpito è stato quello di esporre obbiettivamente il lavoro fatk> e.:f. i ri:-ultati ottenut i e sulla linea del fuoco, e negli osp~:.>da.t ctii avanzati, e n(>"gli ospedali· di tappa. Nessuna scoperta e nessuna novità: solo il la.voro mod esto e coscienzioso, il lavoro che t'el't'a di rend ersi utile ai soffcrcnt i.


U;:.< CASO D I TORSIO~E Dt:J. ~· u~ ICELLO SDI UL.H<TR l: ~' IU~NlA n ;<;.

:!25

Molti vi so no che ri tèngono inutili le pubblkazioni quando non consacrino qualche nuova idea o qualche princi1tiu mwvo: in \·erit.à dinrenticano essi che la maggio r J'3.r t.e delle nuove ·idl'c non è che una rifrittura , me=sa solto allra vest-e, di roba già nota spesso da decennii, e non dimostra altro che unn !)(·arsa rono:wenza d ella letteratura medica da parte degli autori . lo pen-so inYe,·e che nulla va p~ rduto , puN:hè s ia fattA:> con cootie.nza e serietà e non consacri degli errori . ,

CASU ISTICA CLI N lCA

Un [8SO ni tonione del fooi[ello simulante un'ernia strozzata p er· il dott. Vittorio Soaglione, nu t ggicw.• nwdi <·l >, fii n< t ·wP. Il !H llllll'-" i'<('()p'(J fu ,rJ C"O\'t•l'll t<l d'nr')::'('ll>'oll n e l l't'I"Jt l'l•<> dd r·,u·~i<-<> tU (J nt'. ,;t'ill· ft'Mnf>rin Il oi'.oldato C. F. con s intomi addomlnall )!nl\' i. A ti ti'/111U' si re 111 o te~ : Jl('j!"a tiYn , A. IHI!nne~i fJt'flsxima. R!fcrl$1.~ che nel ~lon~i ~(lr><l, fll t't'ndo d~·JrU <''iei'( 'Ìl'.i sportivi u l lÀ.ItJlC'' a n·erti dolOli 111 t.N<tìcolo "'inlstro e notò lieYe gonfiore c'l('! n w· <le-simo. Detti siJltomi Jlll(lnrono sempre- più c.re~.ru:lo. FJsa.mr obbiR-It;,r; o. - Tndlvlduo di buona oo.crt:itmr.lone ti~ica. d1 svihrppo sdwl etrieo ~ mn,;cohll-e norlr1Hil• c-on p.mlcolo adiposo scarso. E' llu predn a vlolcnti!':.~i iDi dolot·i. ha avuto voDliito di so;;Wnze bilia ri. ha !aC'Ci !l a n~ol'lelo..'<ìl. polso pl('('()lo e frequ.:!nU>. ~i· n ot:st a <'lHioo dell'emiocroto sinistro unn notevole t umefar.!one ch f> ~<! estf>nde ver~ l'anello IIJ4nfinn le dello l'lt4i\<:.~) lnto: d('tta tl~mefar.lom~ è hTidnc"i b!le. J.n palt>fl7.lone i: qu:usi !mpo~>!iiblle JX'l' In .ren:r.ione dol orifica. lnUn•enlq. - D~ tn la Flntom n toloJ!il1 obblethh·n ~ !\'\1bblettiTil 'J)r't'sentllta du l· l'infenno, rltE>nendù tr:tttm~i d ' un (·H~ <li t>rnl:1 !'ltr<Y/P.n tn. ;.j dt>dtle l'!nwrvento· irumecl!nto. Si J')nltl()it rt.l Mlito tm:dlo Jl.<'t' l'ec-nin e »l m<> t!:<- HJI(l ><t•oJle r tn il funit-~>11<>. Al l 'esame <li que'l':to non l'<! ronl'ta t11 pr eS.'i.'liZil d i !':!Wl'lll t> rnln ri e ~<l ll>~·rnt 1nn'('e . <'he la tumefazi oni' ~~ ~:::trìul':('rn in bll!'SO. ~~ J>i'o lun,L•a J)('rta uto .il tng!lo Yl? l'!'O() lu .regione -serotn le e s! m.<-tt.e nllo ):.'('()pE'l''to ~'intern mn~ tnm('fnthl. RIPsce a llom !LI!e,·oJP. \'ffif>ro.> <·he h1 tnm"fnlllonc> /> n (':l ri c'O degli invo!unl Ò(') testicol o. R'in<:lde anche IJ1 Vlll!:inniP dnnòo (>:::i to n not" ''ol(' qmmtlti'l d'nn liquiclo t enue. di ('()!orlto l:'htllo-dtrino. <'h\' t·lroròn pel'!f(•ttn.m:cnte lE' qunUtit del liquido· dell' ldr()('(')(' oompl!ce. Sil os"f>rva che 11 fun!r•pJio io pros:;:lmltà ò<>ll '<>pid!d1mo è f>E>r <111P ghi. e nel" ~n:::o d4C'Ilf> ~f'N' dPll'orolo~i<>. 11 ttl>t·ci~:lln t o s u !>è ~11:<'><>"0: si d!O<;t tto~I!Jt , , fil'('\' iO esame <P-IIt~ Mnd!r.ionl stnntom'i(·Jw dPI t eflllic-olo: " polehè !;i ron.<ltlltn t'h~ n<ln ~l ­ stono fil.t.tl eli nN'rO!>i. vlf-ne r 1Utt'S80 a J>O-'>to. Anai()IU\mente a qnnnt<l ~'<1 prn t i c11· T~r l'ldtO<"'Cif>, Yl4C'ne p;.·dfl!<.l\ )Y.l1"7,!0n<> òt>llu Y1lJ:i OO IP. Ri ;.•nhll11 n pinnl. I:lnd!Yicltìo ~nn rif<C"' per Jll'ilnn !ntenlliOnl'.


321i

DI t;;-<'t·:l'lflJ.;; ,\ IIA

Pl·:$'f0SA l=' :;0 .\1.\LIA

!IH!<Crro::i•.,,i. l...a tor.,;ione d\."1 c-Qnlonlc' l'l'el'lllatku {• 1111 a<·<·ldi• ul e t';l•l'o •"<'117.:t (ltl })hio, 111.11 l'h<' hiS<I~Il:l !l'IlA'l' fH'<'S('l)tR. fl('l'Cilto ~>'>'() l'iUIUIH N:<.•<Hl '"JII.'S.'\1 lo Sl1'07.1.a • llWIIto ~l'll iar io t>d Ì!H()()lle !'illt\'1'\'~•tlt(l di Ul'gi'JlZ.Il (J..tjlli'SI. I.R ('iHiliC di QUl'-'>til rota;~,.ione ~ono <lu ri.Yr <" r>si n e li{' :u~renl'.t' flog-isti r lw frn ln glu udu lil ell i tesFili li \'ic•iui (('oor>('r). Altri b1 rlf(;'riscono ad Ul4l và7.io~t ln>'<'r7.ione d{'l yuiH·tWJcul.ttm (!,c Dent:u). Se ne sono oss;;en-:lte tlue v11tlètlì: un.'\ for·UI~t lncompi{'Ut e ~~nntnnearu('nte vnriublle cui i sintomi oono liev i, l'accidente rhrrn P<X"': però qu~te crisi p ..'lssegjre're e bf'nigne SO!lQ su;oc'(>ttibiU di reridh·t>. . Valtra forma grave ·si prc.':lenW con dolori inteusi e dm-e,·oli. ron fenomeni ad· ·<lomiua Il, vomito, :u·N'sto <li ~lltlifòbe e di gas, t uwefar.ione tlel veutrt>. QueetE' ultlm<' ~<imulimo l'ern ia .strom.ata, tnnto più ~ ut>ll't>tiologht si tront che l 'inùintduo si ,..in a~g<,.:ellato ~1 movimE'nti YlQJentl (<·ad\th•, >'alti, Jilfor7.i)

·In

l LejarJ:;). ll ;no-.tro <"aSQ t•lltt~IY<t In f(ll<' ,..l'ultima C':ìtE'gorhl. e pertillltO J:;i llll>JI<IIIE'\'.'1 l'in l <'tTI.'Il t o d 'ut·ll:enr..a .

• Di un~epidemia pestosa 1n Somalia (AGOSTO-NOVEMBRE 1921) IJf"r il do t t. Guido Sinisi, maggior,• me rh co, dir~."t. tore d

sPt'\' tZI !'ani 11.1 ri.

I. Dt'()(Jrì<o (/el l'c pit/('m4a. - ~<·i prillhL <li lu~lio d~ Ilo :;("r:-~~1 :tnu" i <":~p i di ·Gululel - villlt~:;:..oio in ca]J.'IUil<' di più di mille abit~mti, SI 12 Km. <1~1 Uulud, fr•l mtldlò e n lt;o. Ucbl. S<oel)(;'li - l'i f(.>ri n1 uo a l rt"Sidente <li Ba l:~ d <'hE' una liE>Ye moria di topi emsi ...-erifk.ata nel l>:lt.•:·'-(>. Ghtntlt nnU7.ia ~• :\l <>!!:tdi>'l·i<•. si :HlOtttH·ono <~tllt' Autorità · snnWu·ie e t>OlitJi<·he ~;oHe<·iU prov\·t"(lir.nE>nti di .profi!nf:;;i nntl:lpestooo. I Cupi <li Gululei e de-i Yillagl!l Yldnimi furonn ,li llida ti. a dt•llund;ll'\' "l!nl (':tso. anebe sospetto, òi mfllltttla, e i <1~><-t'"-'-IÌ. l ~' r la '~i.o.;ita di <·ontro1Jo d:~ pn.rlt> <lei mNlico di Bltlad. <:he rt>cnvu,..i ft'f'quent<•IU('llt<' sul 1UIII!O. \'pn new i~<t i t.uiti ùei posti di vig.ila.tll'JI l<l!nil::lrin m•ll:t 7..otlfl. :;i <"t'l"t-\1 d.i impPtlirc• i't~•ndo d<>),:li abitnuti d el \ilhtggio. ;;euUent> molti. P~>r 1.'1 nec"s.'>iti) d<'i l)ltS<'Oli. si fo~wro tloi giit [J()J'tnti col bestln mE' l n nltn~ t<'JTitorl : >'i Mttopo."'('ro l t·i ma ><t i " · \">H'(·iHnl'.iMlE:- :~ntJ JWsto~<:1 . Fu abbnttuto e brudntn Il tu<::t l. m·~ <•r·ani• st~11l r·inl'f'tltlti tlt(>t'li i tnpi. si urdlui• l'allontn nn mE-nto di tutto i l l)('sthlllltE'. la 11iJ I ~I'l.lou<• 1ldiE' im•uon!l i7.iO?, bl'tH' inn<lo i rifiuti d'ogni ~:e>n<'re. t- dis illft>ti.Iln(}o l<lr>;>llllt' llt+> l'nhit:tt<> t'(lll lnttE' di e<tl(..,. ~~ lntRt~&llkò él<'<'ill ~l•L topi. pron1.:•tU>ndo t uwht• r.<')!:tli(' in clall:HO n <·h i 11\'t'~ oon.<:«•guato vh·i o mm·ti <lt>tti rl)(lilori, uotmt<los<i twrò ~<Ubit<' <'lw. dor•c> ùt moria

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lieve d~>i rwlmi j!'ion\1. si (>'l'H v&itkahl l':tS>lfl111tH >'('Oillllllltl411 1li t>>1~i. :1-Ialgrndo qm•stc u:i;.-ure di Yh:llt• pmfil:t:<sl. l'•'l•illf'nliH si s\'ilttppb n;wnlmNJtt?. e- il l!l 111-(<')...,1'4> f1rrono d<:'lllllWiatl E' a<·C"(•ìt>tt.i. i primi <'>t><i di ]><•~'<t·"'· T.' inf(•:r.ione non <>biX' un \"!'l'O d(;'(·o~, f•pith•IIIÌI'(). rua si ,..·yoJ>W a J>k('Oii fOI.,hti òis."t'Utinnti : J')(•t•oiò la lotht t~r l'tnHlJì<~ll·la fu l•iil htll)!'ll. piit diffil'ih•. e J1iil c''· l:lto,..,l. A Gulult'li durù cl:tl H :1~osto al 27 nttohr<•. (' si wr-i'lh~trOtlO oo cnsì 001.1 35 00-<'f';SÌ. !'\Ott vi fil 1111 \'(' l'O i\('1111:': il lllJlj!')!Ì< ' I' lllllll('T"tl dPi (•O} pii i si t>bJW' llt>~i tn'illll gior•td; ]iOi 111 ('\lf\'11 MHh) J!l':t<Jal:llllt>IIH• <J;!,..'{"('Olll('tl.fln. (' IJII!I](-11(' II' Ì:t (·('(>ll~imte dE'l nwrho (> da mt>ttE>r,..i iu r:1pporto 11 fal to t·i nllll(~,ft•t--' f'i. 11'1' l'umhlitit >'\'!ntlt:l '' -p l ('C'O le pi<•g-g-ie.

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DI liX'EPfDEMfA PEST03A IN SO)JALIA

32i

Oltre il focolaio epidemic-o priuclpule <li Gululel, si ,-eJ·Ui('.;urono dci c-a,.i "P" · rad ic-i eu pci>te in attn·e locallt~\. soprotntto fm pnstoJ'i Thl.ud dte, !*.I' la n t'(-t>ssirù dei pascoli, si erano trnst:hltJ 001 be-stiame. pt'ima eh<~ fo~<se eostituito 1l cm·dont>. samtarlo, nel territort fra B~l btò R Um~-eik, Ba laù t' Mogaùl.sdo, llfl In d e A f!!'•>i. Afg-oi e Gt';,1 t'3. ~n <'Oluple.l'l>o ~i ebb<'m 76 eu::.!_. h>n :->() d<'<:<'.:!l."i ( tuMtnlitìt tki.i 'l'" 1. Non è escluso ehe n~tri c·asi :.i siano ve r ifiCittj nt>lln bo$C.'ngllit. dove l'acce&rtnm<>nto . ma Jgrndo l'attini vlh-IJ.i1nzn. rh1selm Ulol·to ùifllcil.e. e J'le t' In grnnde est,ensi one del terri torio di~bitnto, e J)(;>t· ln fal'ile ~»"tabilitit d~li l.ndigt' W, Che fa.mto vitn uomn<le. II. Provl·crlimcnfi. sa1ti.lari . - ~Yiht ppntasi l'lnft>rJOJLe. Il pri>\'Y(>(limeuto piit -opportnuo t> n•1·n mente m cl:i<•nle, sat·ebbe stnto la distruzione <-ol ftHX'O del \"ll1aglo di Gulrulel. o {)(>r lo meno l'evnC\w~r.ione di esso. sorwponetHio ~odi ••bitanti :1 ri!:oroc;n ron:r.nn~<l C'in, e (llisinfetbmdo poi l a rg-:1m<>nJ.e il ·pne~. )!a l':ll!ioui <>c-ounmiehe, ':! sopratutto d'i com·eni·M'I?.il. illl.Jli"{lit"f)ll() dJ att'tu11·e s ubito t:lll mi·l"lll"t' di proftlll ~i. Nè si l:timò opportuno trasfenLre ~rU arrunalnti in altti ~iti Jlf'l' il Jlf•rlcoln llt'll:l diffusione del morbo, e si ebbe la spernr12a di pot(>r nr)!i.llat·e e -"lli'I!Jtel't> l'illfl'z.lone pr~o. ('()i più s<.r1:e1i e più lar)!lli pt·ovvt><Hmentù. <ID ndott:lN>. Veonne anzitutto CO'll111"~1l il rordone sanltmio. -t Rtmto òu <'t'Jlto u;;c..•ni dt•lla com)>a:-"llia Amhf!m. nttorno a l \il ln~~:"fo. Nella ?A'Ill!il in es>:Q eompr ..!'\<1, e n s ud dell' abltnto, ~ rostn11J·ono cnpmme i n stuoie e in ft·a,l':(·he. Que;.t" poi l'u m no di, ; L".e in tJ't' g~niPJ\i. dte l'l1JliH'N!entnnuw dai veri tvpnrti: l) •b•"Oia111E'1lto Hllllltaloti: 2) C'OOltnm:wi<l obblil!l11:<>rin per l SO$J)t•tti. o per quelli ehe (lODJUII(}IH' "'"~·et.O nn1to eotttitbto con ~l 'i nfermi; :l) contmnnc-1..'1 fnooltatlva T'R l' ~rti •i,ndig-Pni. dtt> <le,itlera:'!'<ero usci re dal vlllag.io . Il servir-io snnit'nrlo, ufildato nl ruetllco dl Bnlntl. ~<.i ~volgew1 con lt> ~<«>l!ut> n tt moò'llllu\: ogni mattina n ('.Dpo <li Gulnl<>i d't"t:unr.i.:lnl g-ll1Ul1'11~ll:lti •lei Yill:ll!')!'io nl .sanitnrlo, clw li vl!'>it~n·n in u11n n.p po.;i·t41 CUJllllllUI. (;lì iuf('l'm i ('fllll1111i tti'IIIHJ ric~vomti l'n un tueul clt.>l paese: l S<~>~ttl LtlJ capannE> 11 j\:tl't.<•. cloH' rinw.nen1110 ~otto 1'1-J:Ot'()~a !'orve;:!'lianr.:1: l Pf.\<ltO!<l <·onclanwti nel IJ:z.ulr~tto . Tutti quelli poi. <·hE> 3V<'Yano nvuto rontatto ron ~rH mmnalati, J>e1 ;..-<;;1YmHl 11e-1 lc'K'nli <l'i!'-.Olnnwntn, !)l-T lu rontumacia obbllgatorht. Ogni r-eparto s \-e\·a - per i set"V:lzi tli fiS.<oi>-'WtlY..a - unn. !qW(·ullc sq undm. ('(>Il un ùtfet·mier-e Indigeno Tll11·tlro e quattl'O Lil)('t"t.i ed e ra fomitA'I eU posti òi d\>;inft-· r. ione (tiuor.7A.' ron 1..<1tte (ti cn Jc-e e s6lu~r.ion.i tli suhllmnto, pompn G:t t t~·;.'<: bi. N·t·.). ·<li ltnn gro~<;a buoo per l'in<'e11E!I'imento (lei m:tt!"r inll di t•l·fìnto, tnt.rine pe r g-li UOill'ini e _per le dont1<>. ! Jl <li !:'tt-!bnzi•~•'P ~iveri poi ()'1':1 futt.<t f;(•fllll'lltamente a g ti i11<Le•n nl e n g-li L<>olMJ. I rontunutchlti rl'obbli~:"o. c-he :1\"P\-~IIo ('(llllpiuto 11 PJ'C>;.'(·r i tto ll<:'l"iorlo QU>Il'!'llltenaJ·i o, primA di <'!'>'!'t'(> mefl!>i l n lìb" rtìt. er:mo :o:ottoj)Ol:ti 1\ un bn~no a ntiset ti N>. e tiive.<;tit:! n mto,·o. l '(,' ,J' i <'<'mtumu('bltl rn colt-:1th·t inn•<·e ·!<i Jt' tenn(> >'ltflki>-tlt~' 'l bn!-'110. e la cli$1l nf•'zio ne <leli11 fu ta <<On Ull>l soluz"il'AW di subiiD.UJto n l 2 °/,..- Gli ·l mmal ati ()uin<li E>rnno !OOttopr).<;'!:i ad un lungo JX•dodo d' lsolmn~nto. u rotitzimw. Dovendosi te-ori c·a m~>n tE' ri te n el'E" l!'l W rito il P'~~tc,:o:o . •solo qua ndo l'~"n mr <l t> l !>fi li· ~nf' e dell<" ~<'l't";;ionl dl.mo..<rtri l'à~f*'nzn deu·o~nte iniettth·<l . e non Jtoteudo :1\',.a lersi dd l~ ri~o rf;(! di ~m blnC'ttn. t h{• n1n ncn.v n.ltO. cl ro n tt~JWYn al !'I'Jl'l!enti et·iterl pratir-1: 1!'11 illlferml. flPf'l{>'11:1 ~<m te le mnnlfc.>stilzion! •J)E'EitoS~.• (S('Omp:ll':-1t d t' i bubboni o rlm,'l r~:tillil tu r-n d c>Ue f~ 1·ite OJX•rn torie). l'III$;Sst ,·nno nelit- ea.11:tnne cou'l":l'l esci'nht. <) ui S1.'suwnno fino al rompimento clel sel'<.<:m1t tesimo giorno di d':'~::en-z:l: quindi, Pt't'Yill disi.nfe7.ione )'IE'r!'!Onnle llC'CUrnti.'l.'>ilfll'tl e '<'.llrutlht <1~11 .j.tuh;menti. enu10 invlnti -sul fiume. <lm·_r> r.imnnt>nlllo nn<:oro llll m~. ('()Il J'oJ·d~ut> di nnn a<:"('()Stn r>.l n Ct>ntrl n bi tnt i. l <-aèht veri, avwllti In lenZttol.;\. lntri-<:ie in 111111 forte >:nln'lllone cl'! -"UblimH t o, ero no i nn ma t1 In fo~SOI:' profoncle, <'0!<11.'\ r :<e d'i ln fte d\ <·alu•. in l()('fllitb lontmut e 11 vnlle del pne~. C'cm i pro,:o.·P<Iim.Pntl ndottnti l'inlt>'; .ione andb l!l'adntmltent.e dimlnue n tlo. f' pnrevn. nlla fin<' (H ~ttembre. eompletuUlE>ntP >!'Oflita. non esl"('ndo;oì per otto g-iorn i n >ri tìcnto fll(·un <'ll.sn 11llll\'O di p~ste. Ma i l primo ottobN> un ultro pi<'<'Olo foc-ol'lio si stC<'e1'<' : E' nl'l•lm, nt•lln ll re Yi SIOJH' c·he (jll <'"bl nlt<>l'lllltirn ri!L lll'dt>nnitìt r di infPzione pott>!'lf;(' lhn'llt'E' t t 111111!:o. e ricmlO;;c"t>tHI<> :1ltr(•:<i c·ht> fntto ri locnll!ltiri spo•c-ial l


•: nJHriln;J\':Ino:• J·::JIIh' IH-'1'(.> ,·iv ' i fo<:<Jhli ;w:>tv:-:i, ru d~·i,:n la completa ev:J•:I:!Ziotl~ d··l villn:.:do. C(>trnill' :1ltn• l~l]l:Hme in frasche, at-tHuto a l l't>J'I:tr<,, couttt.unclntl f:tl'OlUtli~·i. furono mt~·••ln tutti !(li abihlnt.;, dd villag-:;in <' diYi.->1 in piccoli gruppi ~ 1~1r è l'il :11"{' c·lw il n••·ifi<:H r:.-i d l IJU:ùthe <:<t~~ di JWSW doY~>S~e J.>O~~-lll"l! di con~e­ gut>u7.:1 un IHJ0\"11 pnivdo eli lllllj::':l c·ontnHHII'l:t a un J.t~1t n llnllH?I'O f ••J J lt~ri'()Jte. :-;.,1 t·onu•.nl•J'<> l ru t·ul d t· l l~te~·:•, dte ><i •·iu•nexauo imlft>tti, fuJ'OJH) :tbbattutl e. bruciati; ><i vPNit t-<'"1 nn laqw ~eu.trnuH.•nto, ·r~.':'O impo~bile tn1ima clt•lla J*•·mmi.~A d•.·;.::Ji a-bit:1nti. {' ><i di~ittfettù ;.::t>n l:'t'O:s<tmente tutto U \iiUiggio. con tnli ,O:t>\'Pri Jll'l)'\'\'t•t11nwnti. l'infezione ::;1 SJJ;('n,.<:e del tutto ed alla tlne eli JH)\'<'111 h re l'i pt~l è t o;.::l il 'J·e il tonlone :.1\lllta 1·lo : <i t·om·aJel>("(>Uti in buOille oondi:r.lnni di ~tlute - n• u nt>rO tru!:lferitj iu loca litìt \;,.-ula te, ·J)er uu ult~riore periodo ()mtrHntPn:trio, e i e<lntumadatl si portnrono ><ul ti;.tme. per attendere ai lavori ùel cH ntpi. A tutta la J:OJHJI:.tzlone tot•rò ftt i mi hito di l"it>n t nll'e n~ l vll4tg{:'iO ·pli.Iru:l d i ùnc uw ,:!. ritent•tHI•),-<1 t:tle perioll~ bnste,·ole per il JH"tK•: >-'>'~'> di n u tobonifica d<~l­

l';HnbiclHc. 111. .\ult· dinidt•l. - Lilutitanùo J'<)!>-<l.'n·;~;r.i ~me <ltt.i .)ti msi veri1ìcatisi. in Gulult•i. nott>rewo n ttz.i 1111 w elle Ul worb!H tà fu m~ t ~g-ioi'<' n t'g li mini t! c nel se:<''" ff'lllUiiuile, c t•iù frvqueutl le m :utifestil:r;i~mi hubbouklte n.Jin r<>~ione inguiiDJIC. Ciò è in t11PJ)Ot'to al ll1Hb"'6'1tH' 1111ntero di d v nut•, èltt> alJitHv:wo il YiiiUf;,'"l;io, tro· v>tudo:;i gl i uonv~ul lu gr·Mlpnrte f·uori IJCl' ìl l:lVOt'o d t>i t111Ui>l e per il ~IS<.'Oio del be:;ti:une. J/ilhl:ezione 1.1oi si lO<:Hlizzò J)iù freqtJ.ente:nente alla r~:gione in.guiua.Je, l~ ·· il fatto <·he gl'ind·i~:,-em Ytlruto a pieùi llll(li, e :>i proeurano comunerut'nte lesiout dì cuutillno agli arti iltt"t'I'!Ori; di W!J~·gueiJZu è più fac.il~ l'attet-<:ll !.mento d e l virus ne l t)aedtetto ghiandolare vioi.oiore. Il J>eriodo d'iJ1(.'110a:r.ione, vm·iimte geuemhu~ute dn ~n :i ;!'iomi. si ~ protratto in tJU<tkhe ca>'O fin oltre il <I~X·imo gionto. J'er tult> m;.::i<-.11.<' ,;i, •·iu•nnt> opportuno tU pmlu.u~'lll'e il perioùo qtJ,'\11\ntetU~rio fino al qnlnd icesilno gioruo per tutti gli ioolat!L l.a si.ndro1.ue clinica, nella mn!lgior l~<trte (IA;>gii :i.nf~r1ui , cm l:ontr,.,..'i:le'gnam nll'inizio da f(!hllre n l t:1 p d:t u n profondo nbb;lttlm~··nto ùi tu tte le fo 1·zc ti::Jcbt~ e illiPIINW:tli: li,...•tt<HIIÌII altl• rabt, ('()JI Ull:l <.'Ul'HtWt·L<,tka t'<>'(JJ"e::<si<JUe di Lerl'Ore, andntlll'll h:tn~•l lfllltl• cllt nbbt·in<·o, IUlii!IC<:io di'IU.t J13rolu. ><t~•·IAJ ùelimnte o SO))o· J'o'<U. ~i lll:tnift·slant poi Il bubborw, end e~ :;egulvano ,.'ltblto fenoweui tO&'Iienti t i iur:ponHiti, (l(' l' c•ui l'anuu:t lnto d('('tl•l('-\'ll Il<' l 2<> Q 3" gioruo. 111 lll'eÒU Il grnve adirutru~(t .

111 :tlt ri cu!"'-i la w:\ la ttla d<'(:()rt'e\'a l n fonna p i ì) ix'Jt:;.rwl. li buhboue cotu>l)ltrint »uhito, s'in;..:ran.di\·H e tcnùent nlla f'nsione. u si rllhwe>YH st•ontJilll'nm~utc. L'ammalato n<.m· si Jnostnl\:11 molto !l.bb:tttnto: ft•bbr't> IIH >tL:t o:.t. polso I)(){:<J fl>e· tpt~·nlt>. ;:c>n.. nt·io lndtlo. DoJ;Q qnalt·ltt• ~iJ wno il bn!)oont> ,-eni\'ll hwiM, o si ilPI'ÌY:t SIXJII tHn\~lltwnt('. e;.; lu.izi<l\'11 il proct>s>·o lento òi gunriglon<'. :.'\el t·H-"i t11 J.>eS:t(! Il tipo ~ttk-eml(-o (pl'.• li~ Si{/cran.Yl. l<:> m:t uif<:>sùt~oni gbdttn<lnlarl lll>lltt·~J\·;r n 0. O si not~l\'l\ 111\,PNUl ljltlllcll(~ J)Ì('{'Olo bnhlllllll' ; Jll't'l!OllliTUH'ilUO Ìll\'('l•t• i sint111nl <li S(•tti<-t•min ,-i(ll,:m ta (\·omito, >~uffusimtj <'lll<)IT:t~il-he sulla <'1.1te, )lt't('<:dlil'. ('t>ll)!"l'SI~OI\t> ('llllllinllll'e, ('111QI"ti!"'-i. •lial'l'P;t >~JIIg'llillOh>nta. c<'l'.) p l ':lUllltHlato »<><:<-.Huhp\·a iu !!~- ·lS ort>. è\<\n fn <ls"'t•n·H t o akun t'<t S<I 111 J)('Stl-' ~~ tipo PIWUm 1111 iLv . H igun nln n l i:t te m pia. f:"~Jillo:-1 Oto><tra ta l H!l") t>ftk~<lt' <tllt>l ht S])(>('ifictl , tatti! <·OI sil"ro Y~1,.;in, :-ol th-n-ettc.> ri<'(>l'l't>l'(; ttllll f>intmtt~t·tlt'<t e SOJ>I':ltntto al c.nròlod n etici (~tri<'nina. digìt;~lp. s t i'Ofnntol c~ntm l' ntliwnnia . IR atll'nltl vt>nlvuno curate in pr imo t empo <'011 :1J"IJlli<,l:1inni di pomata tt ll'i1tiolo : ap}l<'llìl fuSI'. s1 ht.t~ t·· \'t•uh·a dlll111'1!i<·~l mt> nN•. (·nn ti uua n do poi la m('(li<:a tu.r'll a>·:t•ttì<1t. D'oròl ua no le f, r·i tt- llJIPI'lltor·it• f•l:hPI"II un tlc't·nr,·o rc•:.:-<•l:tl'\', ~ g"tl<ll·irnno s·•n:ro~t }t(Jcren7.e. e con hlll l\lt ( f;"; J tJ·it:i. La priJrut gmvt> <•pldt•mia >l\'llltJt:<i hl t·Ol<>niH - dn IJII>IIHio i> in no~t1·o IXll"Se.'<f;t) - >'l \' PJ·ifit·ò n~>ll'n;.:""io~lk~>nJltre tlt>l J!lJ.a. :-\i cl•bN•' :tHora J72 <·usl. tll c·ul 11m n :\Jo;.:$1di:-~ 1:<> (' :: lfl• ll'inh••n•>. l 'n'altnJ. eli più pi<~·olv J>t'OIK>l*/..Ì<lni. ~1 Yt>rUlro n~>t 1!11R-1!) :t :\lng-:t<li;.x io D :llti<•IIPi l:Hd<' :\l oc·oid<•rc. f t·a lll<'llio " alto Uebi Sc1:.>beli, u R ;tdlt>llo Dt·~:llo ll~l tel't'itot"io <legll ~ddle, con 1:!9 ('H">i. Si ripelk il HJ2Q-21, In foi'Ula w olto più gntve, n<•lla :r..Ott<t l~tlncl Afl!<>i MQJl'atli,<;dO. fA• l< K'Il~::.til mnggiornwnte <-<>l pltP f11rono )IO!-,'"ll(li ~lo t·on 217 ("tl:<i. Billlò <:on 1(~~. llalad <'on lilS. A (;ultt l~>i si <>l>l~ro allnm quJtttJ·n Olì'<l eli (>t•><t<': e CJIIP!<ti tiE>bbt>no· l-'!i>-'I'N' <-ou-


01 HN'I·:PLOE~liA P~:STOSA 1:-; :;Q~!At.IA

:si1lerati c:om1· il f<><.."Ola.i•.> ~euel':ltot•e <l€•1l'nttunle epidemia. I II!fatti, ~ è a.umli$· sl biJ.e cù,e uclle prin•e e f•.11·se ncl1t~ suc<'AC><sin~ epid('mie, 1<1 via cl'lntt'Othl7.iouc tlel morbo in RollUllia sia. stHta la. morìtbima, mediante persone o m.er<:i ·p rovt•nieuti da qu.alcuiUJ. delle 1o~11itù .,n,J ... nJ Ì(':lm<>nte i nlft>ttt~. per 1 cnsi ùi Gu•lu lei de,·esl US.."ù· lutnment.e pen!'llne al ri!-"\'l?g"lio di f1xohti lnteuti, t'<!'Ridul dell1t pitc·ola !nfe?J'~ Hh'. ,,,......<•lt:tsi lo >;~·orro ~ •mw. i'\p.~~un t~l>'O ~i l• nnrto uei vne;;l 1ll:tritllitnl , llH .\ll.'!re~h :t )[o<J~tdi~·io,

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Bt~wa .

E non [ll.IÒ dirsi nenlmeno dH" l'.inf..-/.~-oue :<i:t ><tnut pot1atH :t Guluh·l tla indi· ,· id~li. che provenlnmo da rl·gloni eu!IPutitamente IIC!>tv.'<? . o da JX' t'SOTW :u.ltlette ni lavori ti! t 'llllil lngJ,.'Ì<l nd j)()rti della Coloa'.:l. perchè la J>ot10lu7.JOne di Gtflulei è formnt,a, nella ll'U.l.S>'inw J•-trh>. <hl Javom.tori tiPi c:nmpi -e di JlM<tol'i. -e trilffic·n po<·o col pn~!>i <l('lln COl"t:J. Il yiru>< ):esto;;.>, :Jullidatosi fra gli ;:;tracci, l e i.mmoudir.it•, il let.nue (qui g1l llOilllrui '\ivono in c-.:m.turt to con gtl animali) nelle f'11J)3nne, pri\"e d-'arb1 e di hl<:e, S):)OrclH•. YC•t·i uitl i eli J>t•ste. !>l è ri,..Y,eglinto. appena sono W'ltlltt' n t'l"<•nrsi l e conflir.lonl fm·oPE•\'Oli al ~uo .'1\·ilnppo. DOJ•O le J ~ioggie prlmnn~rlli Ìrl\futtj 11 b•rreno rc.'{t:t In uno ,;tnto <li forte umitlit.ù; 5>\))'}l'ltn·iene per g~inntn il tU<mwtw tl e l Sud. ft~,;c-o, dt<' s<>n·e a mantl'lH)r e umido iq suolo, e allora i.l bncillo trovn il suo optinmru. tl)e J' risveglihrsi. Non è eoscluro, .~'Ondo n.ncbe le v~><l'ute di alcuni <'tlltmi dl p:!tologin e.c:.otlca (11JanROII. '' Mnnullll' <ll'tlf! m.~lattle dei cllml caldi "· ed. Ing-11:"~ d(>) IUl!::t) che .l topi pol'sano tenl'l't' in im>tlbnzi.o.ne. J<t>r J'lHl'e<'Cbio tt'lll· po, il bi.H.'Ì'll.o P<'>•tow. <'hl' riHrqui~Stn rol l:t suH \il'lllt>nzn <1.11 clt'h•rmlnate con<1ir.loui di tempo e di ambienti'. Tacle la gene~! <lt"lla pe.<te" Oulnl<'i. Yeritic,,tl,.,i i primi ra.s~ JX-'11" inocul:t~r.ione del vims n<'ll'uom<>. gli altri, dtt" ~i S\tC<'t-df'tt.ero, ;;(1110 1lu c;<>nsidemr~i come forme ò:1 cont.<tl!'io <Iil'<'tto o in<lit'f'tlo, ;t Til( "lltA> Ili in<lum.-nti. st<)\'iglie. t>ITetlli <l'nso, tl[~J)nl'U"!lCUti agli in.f~I IUÌ. Xou si <' 1'€<1."1 però che nell'attuale epldf'mia ·- i topi "' le pulci abbl:mo avuto tutta quella pnrte imp(lrtnnlt>, ch1• Yit"D<' loro <'<l1nnnf'mt•ntl' a;;.~('~-.'1~\tn, nella dUl'u&ione del m~·bo . T'~r i topi, rome ~~ è dettA> dopo In llt"vt" morln uotlllt,l"'i i prlim.i òt lugU.(). non si J'IÌ,Tt~l in .q('_gu lto. mn ll!"l1Hlo i mPz:t.i nt ri e.~C'ogitn.tl , n trnvaa.ne aJt:t·l. YiYl o morti. An<-ht" l e pulci. :1Jnwn<> quell(• t~1mnni, n fot't<' pot... rf' ::<·d· tatorio, non wno fr:l !!li in,:<•tt.• .Pmitl<>fH!!i più <vnl'mi in Rom:t~ia: e t~tri pure sono i cnni. odinti <hti ~OJUIIIi . >:CCOndo ~~ <lt"ttnmi 11A>lla T-eligiolll' i\lt J.'<l"l tlutllllll. c·ht> potreb~ro ospitare l e pnlai spK1nli, trn~ttitu·icJ del vh"tt!S pe!';toSO. Tutto qn~lo wr .spicgn rP il m ;o~ nc·;1 t o !;(·oppio ej)Jdem !t'O -· n l!' l'H nct.- stìle - tlelt'i ufezi01w . e Il pr~>eedere iHn'N' Ili .,,~n n plC<'Oli f&oW , dt•rivnnti <ht lliJ trni'mi:o:~inne tlir,•thl Il indh-etta del C'Onlngjj)<, nella mnni€'1'11 l':lt e.<:postn. V. Pn.fllt:s,<i - L'l Som~1.Ha è .so-tto tm.n òu~,Jie,. n>inuc<"i:<. ril:'Jl>ll\1(, l'infe7Jione J.\C>ctosa : 1111<1 l'fll•l•l'<'i<f'lltJt ta dii.l f1?rirolo d;'intr<)tltt:t.lonp. 11:"1 morbo ]M'l' v in llUlrittirua. l'nltm dal pns;;ihlle t·i~"\"P.l!lio rli for-olni t>nck·l!li\'Ì. l'Ili' oil'()j!lJH nmnwttenre orma~ come <'~trul>i.lim-!ttii'>l. Jl€'lll1 znttn f1·u m•••llo c alto T'+-hi Rr'l'he-11. Le mi'SUI'e IS8Ditari<> per<'iò ci~I'OTJ() ri~pondere. <1111 pnnl<> tli Ylsta )Wofìltttti <-o, n un duplice piano di di fe;;a . Fl Pl'illlo è nflid:<to ul •mNliei di JW>t·to, ni cp~;tli l"''·ì'> Ol'l"ll'l'e 1-1\nno fornli ti plil lar.glu mez;;.i ·p er :r tt1111 l'lo. A nl\'itn tto. a1on t>~en(]o Jl(:>.<>!'ibi le cilt> <letti sa nitturi. i Qual;i hanno alt:rl <.'ìnnpiti te<'nir·i d:1 t>R('lletnre. J)OJOf<imo fla ~o~i rli&illlf)("lffilll'E' nn J·t · V<ll'O rosl gra1·<lso. ,l )iw!!'na che Ristuo <XY.Jtli\1\~tti da pe-r;;oMle Indigeno scelto, istn1Ho netia c•>r:n~'l·~rl7.ot gros~l:nw d~ll<t formit morl)()Sll. corrente. e sopratutto nelle TH'llti c·h t> tli tll.$infcr.ione. A que&·t.i iuf('l'mi<>ri indj!!end si Pltò nffidnre il <·òluplt.Q <l,ella Yigilanza sanitaria sui snmhtrcbi. co.~ a Mogadii'sc1o CQme a Met-egh. ltnla, Uarsc'(•i B1~1Y.'l c ~l<>r<'H. Ju Vi<'imtU7At poi della fl~arw, in ogni PII"'-~ fleUa costa, si doYrebbe irupinntarc una !'t.a:~.io11e o un posto <li d.i~illfeziou~. fm·nito d•! stufa, pompe. comuni òl~jinfettnntl, ~- N !!l maggio, mese .in cui s'ini~r.la il perloùo ·<'pidemicn uormale <lelLa l>e~e, procffiere alla vnccina.zjone antlp~;;:tosn di tutti gl'imr~e~mti s:td<lett.i ngli nffkl eli Dognn~1 , bianchi e in<li)!eni (nun;mll, rnmn ll. ~rnarrlie. fH';;('Iltor1, ~~c.). I.,..,. lo clif()AA prof.ilattica ne U'lnt.èrno, non e><~udo possibile hlentltlcare 1 fo<.~l.nJi T.le.stosi. cllsseminatl in un territorio Ot>Gì vn~;t.o, può riuscire utile ht vacctrut· zkm~ tmtip(>Sto..qa obbligatotia, per ~li abit.mti del Yillnggi della zona fra medio e


:lllt) \'t•ùi ~<'1;'\)(•li. <·olplti udlc ••pidtllnie t1~1gli nnui t,r{'(~·cl"'nti. l'roY\"<E><lllll<'lll~ 1n·ofìlnttico n t·.at'llttl'r~ t'<Hlt.!.nuntivo <len• el'l~re poi ln c·n<·<·in ai topi, fat.t:11 eon tut_t.l. i IIH>7.7.i 1v i ru:; t o pidd:1. t'a :t.Y.ì:t. 1•Il ><t;\ fo< t'ot.,t tn. ~tra p]'o l<' l. ('Q Il<'(•d<•tl(l<l Jll't'llli •n dannr<• a f'Lii Ili' <·alturi lu llllll!'l!inr l!lllltf'l"O. Hi,..o<.!nR <·nntt·c <Il piìt l'i)!i i!H~· d<•;.rli ul)\t.lltl, ~venLntmlo i qmu·tlf'ri lndi~eni, m >']'{)l'c·l:r.iP. f' ,oilunndo lf' c·np:1nne n dL-•t:lnZH ft'>l l-'">1~1. in mO\IO du~ <l)nltlll:l 1 111 11i dl , •..,,... •lln·uti, i n •·a;:n di Ppi<IPmi:l, un il)(·:ll:t> <l'i;:oh:uwnto . ., rl()~~~ ,.(•nlre nb· l~o'lltnta e h!'ttc·illta. " ' '""·" pt• r i<·olo d'ltu:t•Hdio Jl1:1' tntt~ h· alt t·e.

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l'opiuifl.lll> ("{tn t rnt·ia <li }tkuni. i> climo;:;tmto re lo Nmft~rlJlatto illu><tri HUtOJ'i .: CII· ,;.1 <·11:mi e Cita lmt>t'l', 7'rOJ•ic·a/ Di.sra t<c.q , ed. 1!121) c.:hl? t'&''" {> nn ort.inl<) nW7/t..O di J•t~ lli l assl. Q('C'Om"f' però <·he l \'ll('(:i'nl l'liatlo ft'\~hi, e po~ibllmente al>binno inclu~i 1 cc· ppi tlt:l ,·i rn;~ <~RtHtm> In <JII(•>'t.l J::i ti ; <Il qui l'evitlent~ ne\-esf<ità df>ll'impinnto in C<)fo ni:t di un I.:t.itu to J'('l' ~li nc"<·f'•·tnnlt'ntl tli:1J:.'110,.:tld. <' JlP I' la prolht7-!nue d1 :<ieri e nw<-ini. RiS'X!ua inoltt'E' pl'(•\l.i"'JII•I'l'C HIL'I ltl l<K·a l! d'i~•lam cnt<l e di (~illtlJ· llt:H·la n<'i JllH"f<i d t> ll:t ('l),.ta (~Jo;.:ndisdo. ~l<• r·<'n, llntnt ) <> nei pit'l 1-(1'0"-"Ì vllla~,~:::i di'il:~ wHn fm llll('(Ji() e :1 \to U l•bl S('i'heli. ed a Bab'td lmpinutnre :wche tllla :::til· ;r,io nc 1l1i <ll ~i1tfl•r.i o nEc' . l'ri ma c·ht' ;;'iuizi il pc rio<ln l'piJh>mkn <!dia Jl(";;tc·. si cl<'' '<' intt'll>'ill< art•. Jt:l l'lf' flf•i llll'tlic•i <' d f> i r·N<i deuti. 1:1 \' i)!'i1:1117~1 ~mitari:t m•lle 10\·>t litit >"O>'] t>UC' . J,.:l~· • ltll'lldo ll(l>'ti cii l'<l l'\' t';!'li ll 117.11, "" lll:l<li'P d'inf•~r·ru:ttori. c·\w ~irinn ]l("r t utt.i i vUln)!',!Ì <lt·fhl 7.<111:1 (' )'('l' l:t ltll>'t ':I)!Ji:t lllJ:I l ' i<'(' f(':l Òf'Ì lllldel llOJll:HIJ, (' (•Ì() fiCI' l'>{"(IJWi r<' Ìll 1<'111]"' f' dt'1nt uda n~ fot·olai Jl<'~l<>>'i a t rh· i. Yeriti c·an<lo;.i In 1mn ]O(·~Iilìt th·ILa ('o lnnia una lll"Tia a c•'f>nttwtn di tor•i. tlll anchc un ;«J]o <·:1"o <li pt•st<•. <ll tn:ll,, iiiiJII<'{lillti e >'t'H•ri JII'CI\' YCtl imcn t l p.rofil11ttld: J " j !'li tuzione 11'.'1 C'Q rdonc f'llltitario :ltl·omo nlln wna t'Oip!til; 2<> is<1l:nnento dc~ll ammalati e del sospetti; 3o se tmttu.':!l di piccoli viUa!!!gl in cap:mne. distnJzi<>nE! di ('>{."1 col ft t()('O. Pe-r i pn(',<;i iu muratura. e per i l!'ros:.-1 vilh1l!'I!L evH'lut:Qone <"0111· p iPtn tlt>ll'nhitS\tQ, Mni'\Jmn f"iil e vnecinnzione anUpestnM obbldgntorin per tu tt::!. r·n1...-ia ai topi. J:<'HE'rt•l'C cl.i..<:infezioni. I..n qnnt·:tnte.na pNtrnrln. a dit><'i J!IOJ'lli; ('l'!!Pn•h•re il <liv i~>to di rientrnrre n e lle l0<'31H1t inff>tte. a òue me8i' dallo sgombero.

Tnli le 11iù ~m;plicl, e certnmcnt~ ('ffìf'aM. mism'è dl protllassl nntipestosa. I'oswno sembrare lesive della libertà indiviùtwJe : mn. pet· nna popolAzione - come la ~mnl::t - 1'11 til lil' t i ('ff . n pa tir·n. pt·h· n n :=::"olut.'l~llE'Illt<' d 'unn cos<:ie-n?:a $lini t n rin, l'l'DO più che ~in~<t.ificnt<.'. D'nltm J'lnrte provYecllulent.i. rncticnli siffnt.ti impll<"lHlO d•·lle SJ')(>se i'l•lt( >r.ti. TJOn comp:Jt.ihili <"erto col me7.7..i llliO<l<•.f'.tl, di c uJ dlspollf~ Il bil:mclo delln Colont'l . 1I:l ... Sal11.ç pllll/-iC'fl I!U!)1'f'1>W, 1e:r. ! E intf>}'(':"sc snprf>'ruo ~ il n o.'<tro <li difeuòert• In (l()poln;r,inne- lncliJ::\•nn da qne'lta terrihile mn lnttla. che . non romblltt1ttl\ con ni>P7.7.i t- ne r)!i<'i e ,·t'ram ~n t:a f'ffk~lf'i . potr.>bhe rl ch trre a n <'OI'H più il glì't srn rso C()('f · lìl'i••nk li<'lll<)!!J,, fit·o t[(• lla r:tzzn ~mn la.

CONGRESSI

V' [Onferenza interalleata per l'assjstenza agli invalidi di guerra Parigi, settembre-ottobre 192 1. .\11 11 \'O C'<~lli.. ' l'('U l'~l Ìlll <•n)i ]<>ai:l J)<'l' )() stuc\in cldJC ')t!C>'tion.i Jne t'Cllti agli inW\· liòi <Il ;:nt·cT;I, <\' olt asi :1 l':trki <In ! :.!S :<t•t!t•utl\1'(' al:! <ll·tO hJ'(' <11'110 S(·(>l'$1) 111111u, intpn··· nnt>c·o !(' lklr·~:,zinni di h<'n ct i<'tl X :t zionJ. c cloè: ltnlln. Francia, Bel):!'lo, f'Utt.l l'uiti, t:i :l)•fiUII<'. (}J~~·ia, l'oiOTIÌII, f'<,I'IO!.(:lll<l . l'!"''"·~ll>\':ll~·hia l' .1\I!;O>:I:t\'Ì>I.


:)li ~lùt Delega'l,lone it;tliau.l pr<.:>e ro ~u·t~. '' (JlJC:::t'importnnte trìunioue il Jll"eSilk'utk prof. 11alenzzi. c:ol l't'gr~:>tario prof. Nic-olet.ti, Il sen. prof. Foà, il prof. Medeu, il prof. Bellotti, l'an•. Bar~-:oni, Il C"'ion. L:l~ht>;.:za ~ l mutilati eLi gu{wm tlott. Homano e Del Rio. La n()stra r•IJJI!l\'~1- ntnuul 1\ l.>b;.· p:11te lllolto M.th·a m·lln <IL"<'ll"-'-i une pres.-,.o le vnrie C<>mua•i"-<oinmj e n~llu pre~t· ntniicme di re!.t'l,ionl nfJicilali, fnt C'll.i noteremo quella de1 prof. i''oi1 sul tuht't't·olosi t>x-milit:tt·i. qU,f'Jln •lt>Jl',tvv. Hnt·~-:•1:1i $\llkt. posizione degli innlihU di plélT<l ut•IJ(• ;~ssienn~tz.iMJi soda U. qn('lla <l·i"l )lrof. Bellotti sui wnh'i sanitari sl:'--ci:ilizza t.i Jx:i· llln til..lt.i <l'l' l vi.~, t'<:e. Il Oiflmole tli mellicl11o miUt11re, che nel fa~. XII d~l 1919 e XI del 1920 pubblic-ò le relazioni uftidnli delle pre<'e<l('Uti· riuu1ioni intet'llil?;iOnali d:l Roma .e <li Bmxell!'S. è co,.,tJ'(!tto. per manoow,a <ti spazio, a limitarsi a riprodurre in qu('sto numero i voti (!-JU('S!:Iì' dnHa V C'onfet-eu7,a su·l le vnric iuter('>SS*lllti quc~tioui po>:>tP all'ordine del giQl'llO, le (Jllilli h:lll!lO l.ISSUnto \Ula p:\ rtlCOlal'e ÌlU!)<>l'UhlW.>I, RVellÒ.O 11\' Ut.O il congres.so ca mttèl'f' print to e di ::ottalio, t'O n l ' i.ut('rvento d'~ "'J tf•(·in listi compewnt.l ed nutOl'CYO]i.

I. - 'l'UIIEitCOLOSI. - l ~~ V. Confere11zn intera lleatu J>f'l' lo studio <leIle quel-'Uoui int.e1·esAAJnti gli invalidi di guerra, <.-on.<oidenJu<lo la neee.'<::>'il:t't rlì SYihippare nel .uwggior modo vo.<>sibil~' l'orgauir..'l.-azlone- della l<)tta contro la tubet'('()losi, fa voti: • lo) che le declsiouì prese tlaiLu IV C'onfei'(!Il'l..tt <li llruxelles :;;i·e no approvate dai <11\·erSò ~O\'f'l1ti COli l'ninto JW<'(•S.-<HJ'io :Hl unn iJJ1Rgl':liE' nppUr:~;-.iorw. pmti('Oinr· mente stanzinill.d'o nt•! risp~:>tth·i bih11Ki. le ;,omme ot--ecw~nt.i J!()r dnrt· il n('(.'<'l'>'ari<) sviluJ•]X) alln lott:l contro mut mulflt.tin che t<x,~t le nazjon:i n('tllE' loro .fol'7.1:! vivé: 20) thc i go,·ernl si na t't.tnno iJ1 rapporto Mn•tto <•mt l e <l::<Sc'>C.i:tzionl de:i ntltUlatr c ue ('('l'Chino la collabom;-.ione in;.:i<'nH:> u quella t!Agli isW;uti prh•nti . per Jdunl!«ro n ll'elluca z!QJte &mittlJ'in <l<:>j mJl 1:! ti, e per fm· loro <X>llllWE>ndcre e accett;n·e In n~it:i. di iJK!iJ1:f.7.llrsi ai sauit~ri ed ni dli'l<j~n~u1; 3") c-he non solo si~no mnnteunte le N.>lonJe agticole e le seno!<' &luit:trie dii tieduc':lzioue n! JnYoro, ma che sia ~t·umentato H loro mtlll<!t"' e sviluppata al mas"i mo In loro azione.

TT.- 'f:o>To~:<TI'.\1'1 0 .1 <:.1s. - T.1 ,. ('onft>l'Pll7.:t int<' ntlll'atn. hn .-<nndosi sulla JH>('I'SRitìl dti' <k·t<•nu i llllrto in Jllotlo Jll'<'dso le ](',;ioni 1·he J1os.-;on<) (>s~·rP l'ill!iOII<'Yc)]qH\' Jltf' ('(HJsi<ll'riiiR N)JI1t' l·ort'<(•gltc'n~~ ~ ll'into:-o.~i<;tzi<ln:• (](l l!''" in ('()lllb:ttlinl\>ll~o, e <l1 limiWl'{' lll!'lì iuto~<,.,i<·nl .i <lm·utamen1c• (-<'~lltrolhl1·i il bN1dido c'lelllt nttribn;.:io.nP tll nnl.l pen;.:iout>. fn ;oti: t n) <l>i' YE.'<It·rl' messo n ilo ~ttl!J.io Il prohlflna <lcll(• r('!az.ioni eli <·n n ,..~• ad c•irt•tto c·hf> po;;:;ono esist<•rp tm una lntos;;ic~tzlone ùlt l!a;.: <' l'>lJ1PIU1'l,il'•lle tllrtlint di tur-

bamenti orl!~m ici dh··~r>:i. 2'') d 'i >\'11<'11' (·"'iJtrnll'l.zat::t ln 1lO<'\tlllt'll•ht7.i011e n·t;ltiYa a tnle questione: 3"'• L1 ('onf('1'<'11Zil riti<· ll\' inoltr<' c-Jw, twllo >'tal:.-• di I'Oltc)!=I('('Jl z:t attun l e. l'into><· l!i(·i17.Ì01l~ 1!:1 ~rn.;; non "<t>rnhm <lebbil e;:.~<'l'(' prr~a in ~f'l'Ì;l ('()111'\id(>mziont-. f!Hl jmnto dì Vil'lta rli ol'il!ilue tli im,ali(N.t>ì, ~ non vi è uma intos;dca7.iooe ucuta ~' gmYe. HL - ::'llt' TtL.\TI "T,t.A ~'M'!'rA.- ?\elht C'Ons We l'(l?.ìone che v1 sono pftreechi mlllti -

lati alla :faccl:t <"he avr~nuo bisogno ))el' tutm la vita tL'i. cure chirurgiche ed ortoJK'<Iiche. la V <"'Au.ferem.a 'int.era iiE>Ma fn voll:

l 0 ) che siJI•ll<l m11 nte nnti o cre;a ti 1-<énr~~t i nd11gio Il (>'L <'lCntrl i'<Jle<"in H 41 ch.Lrurgla •• tlli (ll'toJ~Iin. dt'stin.:1ti :t i muUiatl was<>t>llati- fit("(-iali, <X>n proprio servizio ospi t.'lliero; :_>o) <-lae sia soll <><·iblto l'illl('l-..-<>nt•) PftH.th·o flei pubblici pol:(-ri' JWl' rP.'lli;.:'lh<Jre l YOti rwoct-<lenti dn nn tl'ir·lic·e punto <li ,·ist:~ : ~:ur:t ehiJ·urglra, Q~l lf~l(tliz'l.;Jl'-iOJt.e e ortopedia; 3°) <'hc ullil nttiYa prop;Jg-:lrHL'l sù.1 compiuta dal pubblici potC'J1' e dnlle as.<JOeiazloni dPi :mutilMi IX'rPhP <letti c-entri sinno conoSC'htti da tutti 1 mutìlatJ nlla fac-cUt: .Jo) che i p:H·.-.1 :t li :t ti c·ht•. n C'<11J.<-::t cl<·' l ]1ic;'('ol n tllllll f' I'O ciel lom mut.ilat.i mnxillo-fMci:tli 11011 hnnno 1IE'i ('(\ntri l'IJ)(>(;inJJ .:1 loro rli-"f)<1>;izìone. JIO:'l.":lno fli r i):(el'e l l>l'Opri itwatitli <li <'t·ntri tlt·~-:li :1 1l€'; tti vici-n i.


I v. -- lNvt\l.llJt Dt: L Sl>'Tt:ll ,, =--•:uvost• c•;=<"TII.IU:. Con»idenutdo <:Ile le w \'o le su titi ><i b<t':l<l la Y<thttil)!,ione delle im'alJdjtù, l'i)l().'tifW SJ~>''O ,,.~ d<-'i :>e~,.'llì e~~terlbrì iuttip<~n•LL•tntd ti<lj di..-;tlU·bi Cnn:-.kou.ail o <ùtlb.t ill(.;a))Udtìt al bHoro ristùtaute Ùll1le fe-' rit..~: <:ht' •JUe>'tfl \';ilnlHr.i<JIW cl i!fetto.'>!l è ,..apmtutto matùfe::;t..t uei c~t.si t11 t·mumi cmuii·l, lil V l'onfel'PilW iatentll.<-llDt fa \'~ti: l•) <·be il F.~·J~1t!Jito di iuv<tlldJtit sia li,.;.•;ato iu mgiot~ ùit'\:'tta, non ><Oùtmente delbt imJ.ot·tan~.a di'i traunw, um all<.."'t '.t <Id dlsturbl neiTOl:òì <..~.msecuth·l'. della iuntlldHù dtt' t w risulta e dello sviUtn< tl~to sul merl'<t to dA~ l lu \'()l'O: :!") tht' l:'ia ntiOltipUeulu il aUJl.lero cl.t•i t~:ispen;;;,ni per feriti tH:'ITOl>i, e !'Ile ue sia <ll'g-ani~u.ato allueuo uno l'lei' <>gni citti1 im.poM:tnt,• e t-eutro di studf mt..>di<:i; :J•J dte b1 tnli <liiSl>4:'1l.:S:t t·i sin destinMa, )~r ogul f<>t'it-tl n t'll'\'01'1(1 t·be l'i & pre&.-'IIJU, tw•a S('li(!ht elle lJel'lllctta la (.'()lupila:oli<:mc di mw :;tHti~icu <:outq)h:tn e bt>ne

o rd:i nata ; 4°) elle a t.nil cJi<,~peusHi »in aggiunto un org:unismo <Il >'OJ"Yeglinu?..a <:ostituito da ùame \' i.::;H.atrid e h:pet.to.ri. cltc J ~rmetbt dJ l"t>lltlE'.J':,>i oont<J \la l dupllee punto di vil,'l:a: (devozione dJ!sinteJ·el>'1'1tt.1 e i.nt<>lligerw~t) della qtu\Utù ùelle ("u.re che sono presmte ai fl'l'Ltl ~rvosl, dnlle famiglié elle si ~•rarUto a ssunto t:tle incal"ico; 5•) che Jlt'l' l [!•riti nt' l ,..,,.1 Htti a i l:t~·oro t• <l'i un <•Pt'to ~mlim!'nto, 6ieno <:rt•{lti degli aSili <lì ('UillJl<lj:,'lla 1'\'g"ÌoJiali Jlt'l' i ÙI\'Vt<i di fattvriu t: di giH l'(litut~rgio, ju prossimitit di centri di studi mcd1d. C'<Histul<utdo d1e in t.ulcr ì paesi all~1ti, non e:;i:;te attualmente alcuna. orgauiu.;~~.ione twr qudiE: Yittiwt' delln guerm dte ]l!Js,...{mo ilt blot:& tlnssificnrsi sotto la l'tJhrieH di « <leprl's$ dci sistema nervo~"<> )) e per i (ftutll $1 1)1'\:'f;E'nt.a la quE>stiQne del l i\ cura . tlel riposo e <kll'iooktmento, la V ConfPJ"eJW.a lnter<tll.e ata fa voli: 1°J d11• s i;l.no creJtt.i nsill di rrutt~JI:lg\111\ re~:orionali ~)no un11 fl••llt· tre forme segu ...nti ,:.c'(·<m<io l e eondir.loni dei T'<t(•si in\.oi'(.>,<;!'<at.l : ul ert>aziollC• in ogni ll::lilo ili <·antpa~t14t n•,g-iomtl<·. di un~l ,.."<'zione oon ftlll· ziimi di .•allai<wrum ~r cure <'On ri(J<lOO €d i.solacru(:'uto: M <·r·,•;l z ione, pt-r (J u~·:•1' l f1(,pt'E'~'''"i. d i ~llli.l t.ori ><tx><·i:ll i lti stl nt i da gli al>i 1:! regionali in uumero, C'()tnC per ttnesti ult.imJ, di uno JX"l' t't'!gione: Cl an1mJ:>'8ione d J:·i <h:•)l t'l'.SS i Jw r·,·osi. nei ;<;<lnHtOI'l prh·ati. t'()u le Spt-'S;<' a c.ari<"u •l('! lo Sht•to: 2°) doe una ser.i one di'Stllllta, speci nlrncnt e dt'~tinam ai feriti di guerra, sia creata negli n;;itl.i di "Uenati o DI'gli o..-.pir.i d 'h:u-o"t·ublli. · V. - H n:nt·r·Azro:x~: PllOFI;:;;SJ<l=<"A 1.•; . Colt"id <'l'<l rulo d te hl lT'ie<ltH:II zione proft!·S· ><iODllle (• lltJU d P.i ftttt()li piil irn p<.o~·tarJ!i rl<'lln <'lf'nt:t.ìone indh·itluale e delù1 rlvnlul;.tzionc tll'lln ~riPI.it d t>g-li loll\':tlid.i <l'i gu<'I'I':J . f.' <:he ('><~~~ o·(>Jtl<'i<l<• ~~m l'int<'n·s~ e<.'O: nom.i<~) e ;;oda](' di uu 1~11'>'<', ht V ('OJtfercnM inter:tilenta ftt \'Oti: 1 Q) (')l<' la l'iNlm·a ziol!e t•mf('~-;<i<>1Utlc :>'i:t i"n<·ons)!'gi~J tJI nel più lm·go modo po;;.,;i bi l t-: Considerattd\> d.:t uua JìHI'l<' c·l w P<'l' mw proft•:<,..i<lll o· th•t r nui•lU.tlll mm tlurat.'l media dl'lla ric'(htt·Hzionc Jlll•) e ctev'N.:.<Il:!'(' stahllitn tllnto n('ll'inl;(>res.<;e dello Stato che in tJu r>llo d<:>l!'li a.lli e Yi; e t'()Dsi<h' l':tililo d ':tllll<l p:trk dJ<' la citll~tta della rloouCllziolt<' pmfc•sl"ion:t l<! p<:>r un dato culppn·ntis:<;Jg't> )l ì• 1 l'•!:~l iziow~tfl :1 1'SI1'tori multipli: e dH' iu ~'.lll:><'~m·u~..rt di rpa•sti <"'>'n nor, ))llè> c>~""'' l'<' ti..,.·1tt:J 11 p r'iori iu modo t1gi{lo, ma d.,,.e varilll'(' ìm·~ ~condo i c11~i. la V C0nfe'""~"1 .int{·l~llli:'J'Ibt fa voti: 1° ) (·IJ•>, C<>ll l'i "'"t>l'\'11 <li 11!<~11'(' l:t l<' 111E'!:l:Ì>l . la f:H1'1lt>t cti ('(llltJIÌ<' I'(• [(' \'llhtl:;t:t;ÌOll·J IIC<'f'l':S:tl'Ìf! :<i:l ln;.c·i:llll ll)!'li Ol'j:!':tll i:<nti iJH'H I'Ì I':ttj <li l l i>f<Ì!'!lnll't' ]/1 riedl!CMIÌ()D('. (À>H"icl (' J'IIIJ(lo <"h <' JK·'l' clpJl(> 111j!'i1111Ì 1'\l]l('l'iol'i. ind h·i<hl:lli o;J ('('()]lOTllklle. gU J11\':1]ioli di 1-,'11<'1'1"' j'l<) l"!"t'HIO ('R.<.'!'\'(' (•]t i :t 11111 ti il li C•ùl"l'Pl'(' !IJI:l lif~itl(':l ZiO Il(' })l'of(:'~"io­ Wil.e, la V < 'nuf<•n·u~o~l iutl•r:lll<':ll:t fa vot i: 1''.l c·hc· tH'"-~'ltll 1rt'tll i IH' fM'Ill:tlP :<i a ['"•'1 '' Jl<'l' i l t'i'<:f"'i nwntn •h•Jl(> dnnillllde d':t mmi~,..iotu• a ll:1 ri('dlJ t·ar.inH e . ('mt;:oid<•r:lltd•' dii' akyni Stati :1ll!':1ti o n,:.• il ritomo ~ul JII'CtiH'io l <'l'l'i1"m:in d•~li {'>IIIÌ)!'r:lti f•lle \'i ri· ~'<i• '<l<- l·:u•o ;:-iì1 tl<'l 1!111 P d J(• >'(>IlO dh·e> nutì dr•JIO im·nlioli oli ;..'11 !'1'1'11. ù1 \' f'lln,f1'rt?l17~'l i 11•1 l' I'U:I7,Ì 0 11l1 ]<> f tl \'lll.i : 1°1 Pit(" :.:-li <~><l :to·" li o indud ))t'\'\' Ì>"t i da :tlo·lln<• lo ·:.ril'lazi.,ni ]Wl' ddti ritot·ni k i; l IlO ~·n fi 1• rf'~. . . i : Yf -

JlunTFZfllSJ· lNTF:Il.H.u :.l'r,, . -

~•·iltti. llltliW I o~1 <J C'Olato


UIV I STA DELLA STA M PA Mt:DICA

~c:.nv

ITALIA~A

E S TIIAl'iiEIU

333

~) che si deroghi a profitto ùt'gli iiWHlidi di gtwrn.1 dulie misure ehe illl~­ l'~tra·tn in olc uni pncsi dcgH itn-nlid.i d1 gue.t·1·u !n g(:Jle rnlc, a <.-..lllldi~ione

-che mll i.IbYal'ld:i uon si t.l'O\'Iuo Jn (·oru.lizloni Ù.il non pvter::.1 gu~\d:l~~~ttre bn vita col

p ropn o ln\·oro: ;;o) <:he glllnvalidl :llt~ ti rel:\iùPnti nel }JI.I('Sialleati s ia no, cl.ul punto ili Yista -d t>! ù1 \'Oro, III'OtC'ttl <IJII k· l eggi speutnli in Ylf:'cH"e n ei >PI'OJH1 puesl di J"e.'iiden2a, .biJL'Cialrueute· in dò C"hc rigu.lll\la le u~ic'Uruzioui e le altre leggi .sociali, 1n tauto in !JUùflto l'upJ)li<:tudc, ne d! qu~te ml:<ure 11on porti pt~~ iuùizio ugli lni'L'N:..;sl llll.zi o Ili! li ; -tu) d1e ](• lcg-;.: i "1)('<·lnl:i :<ull'im.pi('g"O degli invuliill ùJ J..'Ue rm .nelle impre>:Je prin.lte ili ogni Jli.ICSC I><•"'--;;1J\0 pt·vtitt>trt' u;tli lnval:i<li degli altri .p aesi alleati che ave'V8llO ùt lorv r~"idl'nr..a abltunle lu que,to l.:ìtnto pJ•lma d.eUa gueiT~t, ll('<Jla 11u.lsura in cnl, il di.t1tto ùJ pre.i\'rcu~a ~,:ii• e.~tc·HMO d.ll gll lnvnlldi llllZihn.'lli , uon nbbi<t csaua·i to U beneficio di• quest~· lt;ol.rgi. fl") che il Cou.l.itato lX'l:tUt.tJJcut.c iJYt.u·aJleulo l'o::~titui:s<.-a tlna comm:is::.ione ineHit·ntu <li IJH'J.llll<:Ure ·n el pli1 b~ve terupo dci progetti <H trnttn•U intem lleati relativi in pnrtlcol..u· mocJo alle quE'.<.t ionJ delle <."ure modiche e c hirurgiche, o rt.opecUche ~ di trasporti; <l"l <·be qnf'Sti JH"<~etii >'inno <.'Oil<piuti sullo base della n .'<'iproc-itil pnra e &e.I.U· J>lit-e nei casi in cu1 :i. vantam,'i. elle i paesi si ri pt-omettono a vi<'(>ncl~:~ iliano dello .ste~"' valore o :Pt-e.':lSO a poco. lu c-aso rontrario, che sieno previ ,.te tlell.c indelllnitù ft:-.~te r•m rwqrw et bOI~O .a Ila fin<' di ognl anno, che il paese Jli ù fn\'OI'ito paghe nì a l l'a ltJX>. VII. - VOTO Ot1\rn.u.F;. - La \' l'onferenY->1 in wraUE>at<~. J'i)Jrt•nd~u<Lo ~sprl'<'JSO a Il<111.Xe lle.<J ùa lln I V Coufereu7.a Juteralleata, douutndu:

il voto

1°) che il Comlooto permnneute iut.erulleato rontlnul n eJ!n colhthorazjone effet-

tiva oon i diversi o.rgani.sml delJ.o Società d'C!lle ~nzlonl (' d<•II'Uftil'io JnteJ'111U7.ionale del Llworo )IE'r •ri,o:oJvere le que.«tioni <l'ordi.ne int:Rrnn~i<>Halc concem e.nti gli' invalldl di guerra.

:RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA I sali 1/i bì.•mrtlo nellu sijllìtlf: . (Atti d'e!Ja Soctetà l()mbarda di sciCillze met.llche e blologll'IH', "pl'lle, 1922).

l J ASI:Nl . -

L'A. hA usato il mrtrobismutato ùi potassio e ùi sodio ('l 're!JQI), tanto in SOSJJeUslone oleosa che 1n soltWione a cqu(l..:m, iu 22 sifìlitlct che sì tlX>Va\'rutO i!n dive-n;o .Periodo della i'nfe-hione (alla do;.:.e 1li 20-aO ctg. ogni due o .tr(' giOl'Di per il bl.!mJu.to in sospen.;done e 10-12 ini(•?)loni !>er J le ri~lo: a Ua ùose di 10 ctgr. ogni giorno per il bismutQ in soluzione e 20 Iniezioni per }Ieri odo) E:•d hA osset·vato: l 0 l a zione n.ISiuJfesta distru tUvn verso la spirocheta, che SCOIDI)ltrc dalle mallife.m z ioni <:uHwee e ru neo se do])O la l)ri ma o la seronda. iniezione : 2<>) ctca trtz.. ·znz:ione !>Ollecita, tu superll cie, dci si1ìlom i tl(l n lcer~ct<tl , mn pt>rslsten7..11 lunga del lot'() in.filtra to; 3<>) riJ..t~ razlone epid,enniCit ruolto raJ)Wa delle placche mucoae e delle {):llpule um id<', anche di quelle vegeta nti, ipertro.ficoero!.>hre genitaJJ e perlanali. L-unga pe rsi,teU7..u iliV<"<ll", e qua$i. 1nd ilfe renza, de lle .mon.ìfe."tnzioni ~pu lose e degli infl lhrati d el peri odo 9<.'(.X>ndstrlo, e sopratu tto degli e.~ill.OOml papuJoSi secchi le~tl(;()l.ari ; 4•) rkls.<JOrbimento sollecito degl:i infll trat i e <.'()u.seguent~ rat)lda cicntrJzzazlone delle mo ni fe-stnzionl gom mose chiuse od uJt>em te d e l pe1iodo rerziario; .S•) infiuenz..a molto ~rsa ver!'!O le a.denopatlc SJ)e('ific he; 6°) l'e'aziooe di Wasoor.ma.nn Det·si>l1 • a~i<'m('nte posi t h·ll, Hnelle cloPQ S-10 in iezion·i (ti Tre poi. ·


lll\'I S1'A Dt: I.I .A STA~II',\ .\!t:l>ll'l ' 1'1 .\ I IA .' A t: ~TitA:>It:llA

334

E. l ..t~VJ. - Uil,nc iv umoov dt •llct !l"''''''a unJudia lt ·. -

H'

Ilift·s.t ~n<t·i:al<.~ ,) , 11... :!. JU2':.!•

11!~::!).

l>al punto dl vist~l tlc•mvur:~lko g-li Xta Lì eu•·opPi br llll':<'l'UUU a\'('I'IIDO nel 11)13. nn.a po)>OIIlzione tc)l~lll' di -H~I 111ilioni. <lì llbi\.llntJ f' >'('!:(llll lm ·ll nO i n QllE"VI'<'[>O<'U nn ece('th'IHe IW..><.Iio an11uo ~lì rw:<dte ,::ui tl~"('('"'-'<i eli lU.u )l<:'r VJ-'1li JOOO al>ltanrl: tale ('()elliei<'nt.<' osci l t:n·n ùa un minimo di H,H JIC.' L' la Fr.mc-ia ud 1m m.'l.~imo di 1~.1 llel' ut O<·r·m:llli<J. La ;;.'111'1'111 pur·troppo 1!:1 illl'<•rtit•l \.111(' <·oNtldt•nte e l <J('•<"('l<-"i hmu•o StJlT~I&'>Il to • le ua :-.-cl l~ : a m·he ::11! :;l fo"i.Se potuto c.vnS~::rnt re \lll !*rfetto· \~ 1 ullihrio fra i clue fenomeni ut-i cl nque anni dd la. ·!Qtta. Il mondo belligerante an"('bbe ::Je'lllpr<• uvuto 1111 deticit <li 5 milioni di tw sdte non uvveuute. Infatti uel 1!11!1 l:t J)(I(JOhndol1e <1•-gli 8tJ1ti <>llJ()Ilei l~ l't.l d ·t ~U J:tlitioni. m<>ntrE> SI\Tt>bl)(' <lo1·ut'o elei'<~J·si. in <:"<>Lltll71ionj normaU. a 42-1. 1 m01·ti in ~tue•·•·ll, "*"-"<mdo le uii,i·u~ statistiche utlki:ili. uuunoutmto u n milioni S-30.()(!(), mentre altri riN' t'(!1ltor! più r~s!.•nl>-'t!i h 'llUlO fallo salit"(' a l:! 1111Uoul f' nH"t.7.o il numero dei <:a<l11ti sui campi 11ti baltag llfl l'Il H 7 milioni t> m!';-;w quello d e i ft•ritj e <lc~U lm·a.licti. La grmult' ()11dat:.a pnudf'JHi<·a inlhten7~1lc dt>l l!JUHH. 'J.IUl' noll (':;.<;('OliO ~r<:lu1mente dlrwndente <l;-11la gn<'ITJl. fu c'*'rtJO :td !'K">J rollf'J!':l bt nei tt·ìi;ti effetti, in primo luogo J)er la ~l•im inuH~t r(•;;btc.•u:~,t ù.elle !tOJIOlai\iOni per l'ilt sufficien.te a limen kli\ione. e poi per H vertiginoSt~ a\Unent<> d("J.:li ~:a rubi e cl•·ll<- t·ulllnllil•:t:r.i<mi tìr:1 Jlllf'"(' (' p:H·><e: ~('()JHlo 1111:1 rl'la:r.i nn t• (l~ lla Dlrt•:r.i<)llt' ~eu<·r~tlt> <IE>ll<t ""'1111tio pnt.hli<"o. '" n·lol>t• •·au :<ltl<~ ~~ willo ui tli Yii·Ume. con (l !Jiili<•ni di morti ne lLa. s.ola Indi:t. ,·:tle 11 •Lirt' c·in11 il 13 pr·r m illt• cl.t•ll'llnUJ· nitit. TAl l!lll;'l'l~ l iuolt.n> d hll l'allv >tSsi:->tcl'\' ad ·un nltJ'() fi"HOI11<.'llo <.l eu tO)!I'II !ÌI-1>: nel J>~'riodo pi'C'hl'lli<.'O ><i aYI"Yano in Enrop11 10:.!\i dn1111e <J>-'1\.i 1(}()(1 lH>mini, m<'utre le >~t.'l t'istiche a t. t.u:t li d n n no ](1.';;0 dorme !'U l ono now i n·i. t•m nn·~,~·• '(>il<'lW.:I d t' 1 "''"-"'O temnti11ile sen.<>lbllmente aum<w t.nto. Il valore sociale dclla vita umnllll è stato zy,;g<·tto di infinit4' t><1 intN•<>s.;;•nlissiome ri(.'("l"<'he a.mJlitlclte. ln tempo di JXI('I} il Ynlot-e not1llit 1e <lt>lla oproouzlone,·~niva fissato nd un minimo nnnuo ùi -1000 lil'l' per in<lividuo J>et' l'Tu~l.JIItenn. !il l•'randa ed il ll~l;.rio, d1 2;)00 per I'Au!<tl'ia e I' Ttnlia. dJi, J (l(IO ·J~·r la Rt•~.:;Ja.. SerhirL e Hnl)!Hrill. Ili ~.Il() per 1.<1 '1'11rd1ia: <11'11 il •·:•pport.o fl'a ()nl'stl ('tl('fTI('!ent:l (' l~> f'if1-e de~li ilHiil·idni morti iu J.,'11<'rrn nell<' !<H<IdPtll· uazio11i. c·nkoLmrlo l'he 3 roml~Lrtl'nli anel•l><'t'o :wn to in nll•di!1 l:o ,·itn ]lt'l)' ltlltil'll fli n·nt i anni. fnrc<b])eo amnwnt.'lrc l:t Jl('I'<Prn tqt;llc• a :il(; miliardi: ed 11na JWJ•rli ta l'liTi !<J~>ndent(' S:lJ'<"bl>e :11t~Ol'a ct:tt:l <hll!li oi,nYalicli il t•n i 111110f'ro 11011 è {'('J'Utment~ inf<>•·iort" a quel lo del mori i. l'er<'lò 1!1 fK'J'<l i tJt l!l()hn !(' d i p1'0Ò\lzio111> enononlir-a ~•·1 •fl><"<' rC'hl~ i 1000 m i· lu•r•li. (;Jl e~(>I'IJ'Ii nmeri<·:lni. infine. ,-nJut:llldo eolie per<lil <' di vite umane lP oll~t 1'11 ~.ioni •l i prr1 p •·h •t ì1 fa11 no :t lllllJ<o n l :lt'l' i l rost o ti naur.i:1 t·il) dell;l guerra monrlinl~ a :!fiO miliardi eli clolln1i. 1·~-

D'F. u~ro.

-

l."u .~o dr/ f::lll/tll'flrnll/ ·11r//rr lrmpia

rnllixifi/i/if'a .

T'C'r lnc~11·I<'O d('lk1 T>it-<•:r.·JoltC 1'\'ntm l e <kl sen-iz.io !lllrt ii;Jlrio militJJJ'I". 1'.\ .. •·HflO fi••J I'CJllll1·o cl.-t·m()('('ltlf'o cl('ll'oN]I<'<Iak udlil:1rr di R oma . ha oot1opm:w non~ lll:llntl al tmtt.~nH~Jito (l<>l • lll[rm~r·nril Jll'I'Jl'l l':tto dfll l:thnrnl;r')rio (]i bi<whimil"fl R . Pln<'hon òi Pnt·il!'l. ulbi mo J)J'OÒ.fltto rl••lln ;;(>f'i(' •l(>.gJ i Jll'!<('ll<>bcnz<lll (s.~l<' l"'><lko dr l monometill'-1tlfonato 1lella ba~ d el 606). IR f'><Jl<'ri<>uz<• f11rono {'"''!!11ilol' su mll!t!lri n tTrttl dn l'li fì lide pri mn rla. òn $<itì· lidr ~11 m~wifN<tn:r.inni i"('('()Jlii.~J'ie ecl in un <'MIO dl :::ilìii(I P tl'r71il:tria. -nrntiCIJndo ri r rn 711 l ni\•:~, i<>nl i (l(" l<••·•n i{' h<' ed ('llfl<n'('l10~. :<Nt7,a ll<'plomJ'(' i J bcmchè m in imo i n· •·id.-Jil'(' 11ì• JW/ )YO<·:trP infil llrn:>:il)ll(' eli tN>~nti o d•.._<rt.'li'E' grnn•lP rlolore. Dnllp rlc<'J"<'he fntl<> 1'.\. h:1 Jll)lnt.o l'IN'<'l'tnr-e dt(' il .c:tulfllr.•f'IIOI ])TI'!';(•nt:l tt n:d tutto nn:1 f:w!Utà dJ n~ . potenllnsi sonunini~r:ne anC'Jl<' fK'I' via i pOcl<>rrnlr:~ ~n i nwd<'~imi 1isnltntl tl•r:lJW'11tlt1 r·lu• sl ()tl <'11!!1)11() l'f111 l<' illil"%innl PN' Yi !l ('lllillW'I10:<.'l. r:J('(•nll1111Hlllndosi ~J)('<'Ì:lllll<'Tit<' JWr In fndlilit <lf'l la Y"<'nim. :!Ila port:1t11 •l i tntti. l!! qunlf' ml't!(• i l lnf'<l i<'O nl f<Ì<'111'f) dn tnttl J::"ll il1f'ii]E>11ti. nllf> \'Olt~ j!l-:ti'Ì. dw ~~ Y<'rifì•·aun J')f'r :ll t r!l v ln . li SulftJrs• •••ol è j'\f'rfl"tt:I I'1<>11 1P tl)ll<'l'llhil<' nudw :1 <lo!':i n l t P <' l':H' YÌI'inat<' traIli loro. E' A."ll f'ff<'tli t('r :JpPutid ol t<>nut i. t>W to per via lporll'rmi<'a eb<' 1:e•· da ('J)ÒO-


8$5

I!JVJSTA Ol::l.LA ~1'AM l'A )lt: OIOA ITAl.H:\A !.: Sl ll.\:\ lt:IIA

Y;,1l0:>;1, ~uo siluùli '' <JU{llli lhf:' si haJmo ('Qll l;t ""HUUtinistl'llZioue di :tlt l'i ar:scno)Jcu:r.oli. lll()Jtr~ l'OU l'tL:SO <li d t: Ilo ] HJ'P>ll'<l to ))t' l' YÌU i l oder 111 ÌNl si !IUÙ Ltt.ili:t.7.)1 rf:' il tra ttam~>uto tldla lue L.•>U gli a r·s,•niw Il, la. t'Ili ,•ftil~tda sulle si'tilidi u.ntkhc e

re<:enti non è più ùa wèttcrsi in d uhbio. Per IJUant:o riguarda In ru piùitll llili uzioue ~1\llln s<..'Olll·Jitll'sa LI-t'Ile umulfe.sta -· zioni della sitiU<le, l'A. hn l'Onstutnto d te l·ull 3 o al nta,.,:itno l'<>ll. 4 iuit•:doui, s i;L J.ntnnnusf'Olill'i che emlovcn<>*, :sì () olte.nutu l;l cicntrJzzazione tli ~itilomi e 1:1 scompat·:::a delle altre utaJtife,;tazioni t~•utagiose i.u uu periodo <li tl'lll!XJ nlt'ial>ile da 10 a 12 giorni. · QU<"Sto rappresenta uu enot'llle vantng!-fio dtù ,punto di yJ..<;;ta J)rofilatti<.'O nella ·J )rutic:t O&J~liern militare, l)oit'hè per111ettc di dimettere goli Infermi m olto temi'IO p1•ihu.a elte se fos:~ro :-;t:t ti sottoposti allil (..'IH'a con altri arsenobenzoli, le cui iniezioni si di~'taJlziano per una lSettimanu l'tw:.L ùall'altra, e d1 r~1Um-.are t'O$i uun seusilJile ri lhw.ionc dt-lle giOI'IWW tli d t>g('u.za , <.vn restituzeionc sollecita dei m.ili ta ri ai CorPi.

f'.

1\.)JALOJ. /,'a/WtiliR1110 i?~ Italia in 1'(/f) JIU1'lO (11/f • 1JW1all ie IJI(' IIIfl/i.. (Atti tl el I ('lùltgJJ '\.\~ JlHr.io.rt:l.le <leli'As"'-><'Ìazione italiana 11.e r l'igicllt', :":apoli. m:lt;·

;;io lfn2).

Oa 1m'i.nteJ-;>s~lllu' in<:blcsta ·f atta dall'A., dLrett~>re del nuutic...nnlo di lf ìt·®Y-e, sulùt diffusione \.lell'~tlcooli""'no in Jtulia, m ravvorto alle wawttie lllte.rrt..Jii, r is ulta che i li~tuori, cd in grado minore la birra, <."OStituiscono uu eO<'ftieil•ntR, oo pur u on u·a S<;tU':lltlle. tu rt:l \' in c>omplcmentnrc ed "<·t·N~~o.rio nC'I b eziolop:ia <!~·Ile runlattie Jl~t·ntHli: queste .i nfatti >K>llo l'lll'i ~sime, ~· <'H<·Iu:<'l\'nlllèlltP e primith·am('Ute <1on1tP ni li'fllori. Le p><lni~i ah-"olic>lte inv('t"(•, nc>ll'imrn<'nsn mnggior:mzn dei cwsi o ut'll:l I!PIICmli::it <Le>lle rcl'!ona. it:1U:111e. ><n1Hl <1-lte tini vino. <> In !ono fi'<'OUc>nza qu·ia iu ra.,-ionc• d i 1·etta del suo con s u tuo. :tJ!'f:'l'it n t n dosi o "li E'liti Il il doSi l):lr aUelamentc ull'elevltr!.i o all'abbns.-<:lrsi (leg-Ji !ll(li<:i llel oon~nuo ~a·sl'lt• tw Uc va.rie eJ><>c>he e nelle varie pr01incie ù'ltn~ Per q un nto rlgun r{La k· ,.,ll.i<"tiJ r•lin.idw di'i Il' f•>rn•e m01rbo: e. 1'.\. h:t t'oll,..,.,_ tnto elte oltre la metà rlelle J)S!Co«i alcooliche, osservate annualmente nei ""''• ni<'Ollll, i>

•·os[.]ru·!t~1

clnlle formt• <l!

l;:tossit-~t~iuue

:tt:uln

(t>l.llJt·e:.~r.:t

;.'TIIV(',

epli ~·--­

Sin), o dn. iutossicazìoue <w()n i<·a <·on manife.-.tlt:t.ioni M'lite (forme <:ontusiono li. allucinatot·ic, d~llr:mti, <'Pil<'tti<'he, ecc.), mentre il -IO IX'l' ~nto è mpp r<.>~nl :1to ill\lle formo Il deCOr;.'() <·t'Oai<·o ( fOl111C <ll'lil',tJJti, p;lf·anoifùl'ltl. N 'l',): !':illl!:<)l:t l't' ~ ln 1rn ritìt dei <~'l !':i di <lcl1ri·tt m tn:111cns. (\ir'<:Jl l::t con<)jr.ion(' o-<ll' ifl le. l'A. h:l w 1tu1o d1e In IU<'fll circa tlPi c..'lsl eli psicosl all'ooli<•a è <l :t t~1 da i !:1 \'O l'Il t mi ùell.(• ·industrie c m estieri. la deciJna p.'lr\:.e !> ('()!'ltitu.i~l d:tp;li a<ldNI.i al (1llll!lll'rc:io. 1111 <tllin!<) l'ir'<"fl è r:Jp])I'<'.~Cil\:JJt:1 da·i llwo'l'llitori della tcrm e simili. <'d .linlìne la &'>' tt.im:t 1~1rte è f<mnnta d1 pr()fe;:sioni<>ti, iutpie;::-:1tl. s lutll'nti. ~~~in ti. ec>l'. Da llltimo , Ìll 1':\PI (l l'tt• n Ila r.()j1<J im~ìone l'l'!!i"ll:llf'. lo l'Ì!:-'U i t:l lO dte Il' .\1:11'<'11<' e il Vene to figur::mo ~.:on i più {! [ti es)')Onertti: ;:cg-nono quindi. a non gJrande di~1'~111~'1. In T.i~uria. ln L(lmh:ndla, il l'it-m()nte. 1:1 To;;eana. I' Em!Ji:t. il l.u'lAO ,, l Tmbria; un brusro e notf>Yoli,.,-<>lmo ahhn;.~mento <l<'A'li csponenti relativr delle p;;ieo!li presentano infine l'Ahruz:.~o e :'\!oli~'(>, 111. C'nnmnnia, la Calnhrin . l€' Pup:liP. 1® &mle:ma e soprattutto 1n S!cllla.

Lo. iodorea:ioa11e ro1ne mP::::o clicJfiiiO.•Ii(·t, ddl'ill[f'zifme lifnii!Nr (((:\H· nerva :\Ierl.i<'~1 ,>, n. 6, 1922).

Pn' A:->0. -

E' notn la f!'eaZlion(' uri un l'i a (Jj Pet7,da kis c-ome m e :t.7A.'I tbinguostic'O cn ra tteri.sUco <lellit f.ehbre tifoide e In sua te<'nica nbbastnnza semplicE;. Versando h1 u na provetta 15·20 re. di urlrut filtrntn òrt ('Slllninnre P succes~varuenre 2-3 ,!;'<~Cc<' di llllll 1110luziooe alc.>OOlìCll a l 5 fll'l' cento Ili ilotlio. iu moclo che <.'On q unic he p icf'OlO moYimento il r<"agenU> si 1De.scoli con l'uJ·iru:t fH!ll<t Jò.'l,l'te più alta della colonutl li!'luida, dopo un oor.to H•tiiJIO. !'e l.n renzione è pos.itint. f'Ompru-e in <lU<'-ql·<> Rt.r11to snrll:'r iore una tiull.l g-in llo-cJJ'() tli Y:HiahiiC' ìnl••nsitiJ: F:.e 110.11 aYYi('lW inYeee l1t'<;,1UUl molllticazione, In. J'f'll "-l"n ~ t!PvC' int1·l'fl~''tn r"1 ('<)Jllf' n<>_g:tth·:l. Ne.i C'a»i d11bbi. ill!l!inn~<'nclo n Ilo ;:tr:lto "'1111<'1'fkin l(' tm:t ~<l('<·i:t cl i tlll:t 150hnionc <l1luitil':simu <li i posol fìto


33u <li sod.lo, questa <letermlll.e'l·ù J.a ::~L>umparsa dellit tiut~1 oSO-':IJJetta, :;;e J.a reazione è nega t.i.va. • &tggJ.ando questa rea7.ione urìnaria in 22 i:udividui tifQSi rl<:ovemti lli!li'Ospe<k•l o maggiore ùiJ Torino, e l.!n 10 !!Oggetti U()]:mnH, l 'A. ha <:onstatnto che es:;a può rit i.'J.l('t'Si C()]lle un ottimo uu~r.u"> dtagno:stico, poichè si lllllU.ifet:.ta con.stanwmente l)Q<;Itiva sin dall'lnl:z:lb dell'inft"z.ionl.'. nè è <listurlJata dalla JH'esenza di albwnimt, dti z.uccbero o di altri elem~nti ]Jatologicl ne,ll'wrimL Ricerch c (/eli.' (~ti ti gt•11 o tu!JcrQO/,t:p·e ·nell' C8Jicl t o1·ato a mezzo d t:L· l'a.ut oinlrad crmrll·caziow; (« St:udilnu », n. 3, 1922) .

Dr SuroNl:. -

.Frn i numerosi mt•r.z.t di:1gnosUci finora proi>O:sli J:er .la lllberr'Oiosi• l'A. hn la lntn1tler'mvreuzioue <:on emulsioni d i è~l >t·t.t.vra to òcllo ste.•·<;o !nJermo, ottenendo sempre ri·s ultati neg~1tiv! in lndb,•idul dtt• f:H·t•,·nuo :::-l<."tbntm eute esdudl'rE' l 'i n.ft>r.i~ "1P ,. ~'Ost!ln f·eHwnte J'o;o;ltivl in ,-:o;.:;.:l'lt i afft>tli <la tnbN· colosi po.l.mOlJ<!rt-: ln c:uKi dubbi iuttue ba avuto risult•lt i ><"IH!Jre utili e tfùi da reudet·e fuciJe l'Ht•·<>r1•111Wnto dello ~;t<tto dl attività (li una Ie::;i..nne ,.;pecificn dd poi ruone.

·e.~perimentato

l 11 m r f,,r/n ·'''lllt'l h'<< pc·r la. <limosln!.::iom: mic-ru~cupiw d i b<wil/i tubr•rr·111ori In eiJH~Liura t i a 1'cprrto di,fj1r:i.Jc o 11t: yat h: o. ( PH t hologka . .o. 3:!-l, l!J:.!'JJ. L'c:>JK.•ltul'ot w .SO><J,etw :;i JIVlle in 11n•t ·:>•·;ltola di \'l!tr·o ~1P1·i lt•, v l si ot;.:-;;hwge il quaclnt11l o Yolume <li a<.:fJU<L fisio l<)g'Ì<:a ,;tA·l'ili?.v.-rta e ~i ùt~·l:t alla tewperattml di 37° per ve.utiquattro or~ uell' ill<:ubattiw. fJumJat.l·. quc:-.1..(, temJ» il mtH:O e le cellule v é!JJ;ouo fluiditieati cl.<tgl'i' enl'.lmi )lroteoUr lci JlrodoLti <u1i inicrobi a<'\.'essori, di Ctù ogni ~1lt:!lt.torat<> è più o mono rkt:o. R i(>t;(·<' <tgevolt' in qm...rt;o modo Lft centri-

fubouzlone dci battea-j C l'(l]iluina~,ione uel Ji(JilÌUI) diTO Ili >'l.>.<.;tum~e orgauldJ.e, <'llC JX,t·turbano la. nette'o~~t..a ùci t>t~Jm rati, e <.:osi ::;i ~no svelm'C i bud ll'i t ubercolari e<m meto<t! di colot'l.lzione speciltìca (ottimo il metoùo ;t;ielll-~eelsen). In qual<:hc ,;a;o;o il r.<'Pt,l'to è stato "'"'('hl <;h-:ll11Pmc <li l'fl li ;.:-ruppi d i bn dlli tn lw rco !Hri sh'ettumcnte nutlo.:;;satl (agghttiiDnti). B ANxE. -:Su lla patogcn-esi dl'll'l·piles.•ia. (11 R,cnte m(-<lkaJ•~ ttè J'1<:,1· », u. a, l!J:!:!l.

Su!Ja patogenesl ùell'epi.h•..,;.<oiU :>Otl<J :;tute avaJwat-~: t..'Ol.llC è nul<J, ÙU:\.' t<-oric; que llu delta lesione organ.icH . ~l"<.:OJJ< Io .111 lfllaù: la c ris i <.'Oll\'n l.,.h·a sarebbe Jll'O\·ocata do un'irrlmzloue d~tt-ml'io.ata d:1 una lesloue ru;uti f esta 0<.1 imperL-cttLbile d el cervello o dei suoi iu,·olueri (t.m u,nri, tumo ri). ,.,.,•. <' q u('lùt d Pll'lnt();;.«ic.llzione d c i ron:t t·i nervo!';i, nn·:ùomta ~~~~ t nttl <J UCi e;~,'i iu t·u i unrt \• l"'"'"ihil<· m:t'('rt.are kt !)l'II]C h è llJÌllhllll ;t ltt •l'H 7.ÌIIllt' :111111Olll ica. Il &tbnon, b:ti$!Utdosi su lle nmuet·ose nltemzloni <:h<~ ~i ri&:ontJr·auo uJella C(lmJX>.<:'lzion.l' dt•!!li umnri dPII '<•:-:.:-a ni><llto dP;::li <•pilt·lt:it·i '\':tri:nr.i<ml tlt•lln to;::sil'iuì Ul'l· natia, della ('OJDj)()>dr.ione islologicu e <ielle proprietà biologlcht'l del SS\ngue, della Sllll 11lr·aliuìtù <> t•Oilll •nnto in \'OI'fli :1~Nt.'lt.i. di'l \':tlot'(' nnti tripl.i't•o del l<iero, ett.) e 1i'leY:tndo eh<' quf'.t<te lltodific.:Drion i sono in stretto mp)Xlrto con 1~ v1uie glauòole eu<]()\'I'Ì ll (' \' )OI\1 fllli~ÌII1H'. <1 111111"'111' ] ' lJ tOI<•:<j di 1111 l••r:r.u t i) ~l di f'Jli]e,.;:;.,<:f\1 <li Or'Ì· {:'ÌJJC (•IIÙ<)!'l'ÌJI•I,

'

L 'A. :t.Jl J)()I"J!ia (tu<'! sta. teoJ'hl e l'iLiene (·hQ tktte a ltét~zioni oendOOrine. 1H'OV<>ca ndo rn()(].lfì f·;l ?Joni uuw•·:lli. <lr·tN·m ina.no nella massu ~rebl'H le HIl• l smto a noriltflle di iJ~t•I't't·dlahilil.it la1< ' 111•· . J~ ·r :t1<odo <• ltt• h:1"la ll llfl ! •i~'·nla •·aHs:t Jl('<l' t)('t<'t·minare l'<'~Spl o::nonc dPII'M·c'P!"""· C'on t:t l€' int('rprebt 11ionc s i wn1•h~ ad nniciz7~'1 1'(~ Il oon(·•"Lio p. t l ol!,.lll'ti<·o d t ·ll·•·pi l• •:-.'-'i:l. JH11' l'i 111:\UI'Ttdo il:\' ar i" k a la •·la ><;;<Ì ti<·n zione in ~pil~le org:lln1('hr>. t<•s-.i..tw ~'<l ··~..., H;-i:di. dt•• ~~·n i:<JHHHio nu :1 c·mHi'tti ('!inirj fondaroeutl'lli. lwu <-<>mpt·c•\'lltl.

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log>i<', vol. !.XXXV, p. 473). I.r'A . propone 1m JHICJ\'O mdo;lo Jl<'r il ri<·<mn>:t:im<'nto Ù••i tnmoni pro\·~nti dngll :t.llf,>IJ>~ ioni~j a l111•r.r.o di i rt ic-r.inni rl i <llin fli ,·a~t_·Jin.~. n llo s <·or<> eli clt<>tf\:--


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u 111wt·e :>\! le go<:('iolc di gra>.,.,o <) ùi ll~'l '•~,;ito mlltw.,;o dd.>buoo ea;..,;crc i:n tcq•t·etate \.:<.Hoe so:,;w uU> gru,;,;<.· ùcgli t> l, tut>lltl U:;tologici o wute c·ot1>i ootr::Lllei, l>l'O<iur.tot·i di ùette les loui. ~;gH J•i'(·otTt! all'a()(:e.rtumento <Iella IUtt.ura saponitic~tutc o 11on d , Ile )!O<:d~ •micr•>SC<>Pkllt• d t )!l1tsso t·Uc,·ute in uu taglio n \ twicrotomo a congeùtz.ione, dopo ò.;,;:tziot.le a l f•n•uwl•l, L'(l U~:>."':lel'Yll.li<IO au·,•,:;tmt• JUicl'(l$.'0pko i dìfit.'n ·tttl :tutma,..si aclipo,;i .:he si caratr•·rizl'.<lliO l>t'l' la lOI\1 rdrauge uza. L'.\. quil1ùi lJI'o<.·ede alla loro SIJ\lOUifil'uzionc sulla stessa lamina a uw".rbò dell'alcool ><vlluto ul 111 '}., . <ol.t'Pmlo il t:t;;lio <.•on llll<t htmina di vetro l' walltene.u<lo 11 prcpar:tto Jlel' circa l;) miL.uti u wo, nn:ndv <:um di ~•.,;tlt.uil-e l'ul<.,IOI soùuto, cl.le si eli· mina gradat~lllll.'llt l• COli !'enlJ1011ll',ÌOJ.lC, <.Vtt U\<.'QOJ <.Vll lll l.lg. Con tah: pro<.'t'<IIW<.·nl') l gw;::,;i s.tiJQni.tl<~t biU :JOno (Nst.rutti e <li:;Cillltl, ver eui 1 lobuli a<lipo:,i sl J..ll'\':>~'Ul.~tno vnoti del loro <.:oJ,lt:enuw, 111entre le gOCCioline Lil olio <.11 ..-nselina, d1e sono iltl:'IJI.IOH ili<:11 bili, uon sm bi.\;(.'Ono ller em~tto del tra t t:~ metttò uh:UJtù ult l't·nzioltt! e owclu no la frode. <.ìtLJ.t''l'. L e .scarijica::irmi. crociale u eiltt t couica. (/ elln VO(:CÌiw;iuiJC uuti cuiuluxil (.ruru·nu l des l'ruti<:it;'.llS, 11. J:i, 1922). ::;e<•otHio l'A .. i rh;nltuti della vacclnnzione undnJiviOI'JI dii t·nllono ùt g-r,• n <.lalù• I<•<: JÙ<·a: CA'li hn potum <:on.;tatl:tre th(' <on h• :-'t 'lltpli r· i int·i.~icm~ >'U· IJ\!t'licilli n<m :<i ottit•Jle J•iù del ~,u Jlel' (~•nto di· (';;itl t•oslth·i. lll<'llll'l' tol ><tlo m<.>todo J:U'<lP<>-"IH dt>lk ><~'HI'ific:;tzionl <·rod:ttt> ~i può rag-)!iUil)!<'l'<' il ti'i 1:;•t c·ento. La tt•enh ·;1 è m<>lt o ~'t'lltp li<'l:': :<i :<tl'iseht le.~g••rnt(•ntR il vat,·1uo:<tilv :<lilla t·nte ;>t·ati· catulu tt·e tr:ttli piit o att•tto orìzzonl:tlt t:u:llntl ùn <lltt·l t t·e IIÌÌt (> nl t' IJ() w·rtlt-,tll, 1<\'t'IH<Iv c·nm ùi •ton ·'"I'J ·" "~at'l' In ><trato di ?llaiJtiJ.:hi p •r tc•Yitar~.· ln fuoriusdta di &lllJ.'lH'. d1 e prO\'u<·hcr<'hbe un:t <.lllulziont.• del v:H,·i nv ,, •·onsc:•~;-u ent~ dhnilm~r.louc •.!1•\ln ,.:wt ,·irult•nY~l. ('o u hlle 111Ptodo si hu una l'ltl~ t'fi.C'iE' <H 'S\.~ll'ilkn.,;ione di <'IJ'(~l 72 tntt l .• mE"utre <'<m le s<·nr·itlntzioui non crociHte n o n l'li lw <'hf' unn 7.0110 1tl :111 tu m.; inoitJ·•· og~ù pi<'<'Oio qu:tdt'f'l tv pre,..enta O J•tUltl di int(;'m>zl.,ne, ('IW ··o· snituL.<;(·mw nltt·E'tt~tnti centai di n·nft'or?.amento nllll llf'netmz.-lone d e l \'a< ·<·lno. l~ll'te

HnU)I,\lt.l \C. l/ ~f.'!JIW pre(;Q('f' lmtll'::'<>·f(H'(I.tl i cn n ella difi{J!IO.•i dellct lulwrcol<,81 fltliC'fllc. (<•.To tll'lllt l rle M édN·inc de Borcteuuxll, 11. 1. 1!122).

L'A. fa '$f>rlet-e ' l'ln(t'J'Ulo oon l<· bnlceilt rw nzoloui N l il r ronc'O ,. la tP!'Itn t"1'Ptti, e dopo >ll·er tb::,.,nta l 'el('ttt'Oile inòill'ere nt e eli unn tOI'rl'lllt• fJtl'ù<lit"ct su llo ><t<?nw. , j • J'Oil<' ~•Ile spnlJP 11~1 pn:r.l<'ntP t>d nppli<-:t l'e lettrodt' <>t·dtntore l'lUI punto motnre <H <·ia:«.·Utl JlltJS(•nlo t t'aJ).E"!.iO. <'IH' <'\Jrt·i:::ponde ~tll.n m dà d{'] la c·ur1•a di oinSt·uua o>Jltl Ila, 1111 nnn dist:HW~I uguali? <l:JIJ't-stremitit internn dPlla l'<'l!lone HCromhlle l'ti ll quE'Hn ('stemn <l<'ila t~l!ioue oc-ciplt:tle. Egli det('rminn llll<'he quf'~to punto motm'f>' til'll!Hio 'm:1 liu~>a Jrt•rp<'ncrr,·nl:t r<.'. d•e d~11Ja ~ttimn vt'l'tebra f-t·r·vl<'>ll~ vn a l tubl!rc,,Jo inh•t'll{) !'IJ>Or~ntf' tle\IA spinn d!'IJ'omoplnta: .i.J punto <l'ini·.Pr."<'~lonf' cll qul'>'tn l.ine't ton 1Jt cn r vn ò:("illl ><)'lalbt <.'<H'rh>JIOmle alln 1..ona dn ecdt~tre. Tn sPI!nito Hl f'N-citnziDne fnmdlcn l du<? trnpezi t(':t~:iscHno t'OD unt1 SC'()..-<.«:.t ntil · SCOh1 t'(', la qtu1le Jl('l'Ò è minore nel la ove e..<ti><te In lt•sione specifica n·J )icale. L'A. hn r.i:->eontrato quc5<!(• !>lnt.orna In pa r t.'<!ch.l ca!>i, !:unto in :'o~ettl nl'fetU dn tulH>roolosl apicale ~iù accertata C'OD i~ Itri sintomi, quanto In ln\llviùu<l, nel quilll l'aSI'OI· ta%.10ne e la f~l'(:lll'!"i•>ll(' 11011 a \'t>\'11 110 ~llt<'Ot'a t•ilt'\' 11 lo f l'l t ti illi.JNWt.llltl c\t>JJ 'Jnft'?.Ì OII" , ehe soltanto. in seguito. rlS1Ùtò mnoiCosta. Detto sintoma perelò an~blié per la sua prec'Oc''tl\ un fll!l.rtlroù.toJ.'e Y<t lor(' Tt('li'Hc·<.oertRmento lli• t~IIO>'tÌI'o.

w

\\.

FOtiSE'I' .

-

C'ont1·f1mto alla rUaguo.~i e r·u1·n. della

lutwrc:olo.• i poln«mrll't·.

( « Deut. Archiv. fllr Kllnische Q.>.c11zin 1>. Tid. l:\~. 1!l:!2). Sec'On.do l'A .. l~ dlfficolt.!\ che s' incontrnno, tanto Jlt'lht tlri:tt:ntt~:i qnunto Ji<'l'

L'l cura delln tn~r<xolosl. sono <lovntf' a.lln ~aie ro.«tl tnzior.,;: di'i bncillo di

KO<'h : In 1-esistf"nte <·:lJ)l;nln. li ]lOidR-A c-h~ ri\w<1E' i l b~•·d Ilo lo renòp (\ iffi(.'i lm~tte ~'>m<nll;lion.a bHe e (!UII$:1 lndll'fe'r(>ut.e il \lp <ll!~lntinlne <ùal "Ìero dei, tubt>r·colosi 1'<1

Inadatto alla produzione di un s iero sr ntHI.lbercolnre. · Dalle sue HC'Cut·ntf' ricer'Cl:te l'A. ha potuto A('('Cl't'IJJ'E' <·he <lt>tt:1 c·nJ r.'> Ula Hpoill<>n non è ntl'atto neN•>:!;arin alln Ylt:t tl :'l I>A<'illo. Il q11nl:• pr·h·o cii '" ll"'llln pr<?st>nt:t


tutte l<: pt·t•Pt'ìt•tìt a ntitr... n<' •'<-l i:nnm uti 'l.:t~Jntli. t:h.'~ n .. n si h'v\'1\no nel•'le fm·n1e >~Cìdo­ r<'"istenti. l 'erdò egli li i ~ Jll'Of)o;;to òi rit"t•n ·a t-e un m dodo pt•r pri \'>lt'P i l bn ci ll•J d• Ila ~uoL cupsul!t, >;cn7..a Wlllll<'J!'t:i:u·lo. I'H'(lt'l'l' tldt• :ul 111111 """llt'lltoinnt> eli b:willì tulw.r<·;J l:tJ'Ì lX' l' pa r~·rhlc <m· ;d ,·ar<>ri eli c tt>rt' a -lllo, n l i t-twtulo to"i Ull>t t~mu l> io Ile' di badlll molto stabili. m CJUUIE' ''it'ne aJ,!'~lutiuatn tl<ll ~i et·o del tuber~·olosi an<:lle in d.im.iJlll7.iOtle d i l :iiOO ed oltJ't'. Infatti su 2:>.~ indh·ldui ('(JI,piti da tubercoi<K~i Pl!li h:1 tl<'ll utn ott;(>ncn• la :tJ!J.!'lu tiuaY.ioJw J'O:->itiYa ue-1 ~1:: '"/,, dei tl!Si. T:.\. intit!c tWi't'IIIUJ :tl llll:·'lcxlo •klln df'\'iaz.ione òel t'OUJ(>If>llll'nto sN'tllltlo t:e,;t·t•ùkù e t·it.it>ne d11· i b1wul risult:lti U'111 Jlf'ntid <~tt.I'Jmti ,.,;ano don1t.i Hl fatto dte i hadlli tull('t·<·IJI:IJ'Ì 1'1'\'~<·int i in tt.>n'f>ni nutriti\·!, ;1 llllsP òl unn1. 1~Hrlm1o 1 hll<'l; ti t'IIIUI;,;onahli. nll<•tll ll ll:lll<lnn t- ln ('II Ji"-111:1, f' pirt :<('11.-:ihili quind i >lll'azionf' <l.<>gli :tnti<'OJ'fl!. 11~:.\ut:lt.

/,, cu/t,ra : imll' f/('i lwf'illi lrtlll't'(·ulflri iu HIJ!Jiurlrt alla cliff••n•u::iJ.I::iuir e tlt•i IJIH'rlli .~illlif./ubt•rt·ttlllri. (l)~• ut.-:dw urt>dj;-.iJiisdte \\'odr<'il>'('brift. 11. lS. l!l:?l) .

,.,.,.i.

J,'A .. •lnpn tl'an' l'(• rlp1wt.1t<J (!lllltln> S'Il -t!IIKI (•,-;;mtillt~ti . ili <·ul .la (•oloJ·:r'l.il•nc <~>l metodo :f,j, h 1-:\<,' I>'RJL tUJUC>..'<tl'll ,... la p!V~~~~Y.II <lt>l ba d !lo Lllb<'r<:ola n• . uu;nlr\' hL d ì:tf.,'llll,.,; <·ll~•k>r. nt<l im:c ·opit:a <'1.1 "na tour<>p:t tnloJ!t<·n uon eonff'l'111:1\'l!lll<> t:1 1c ~~·tw rto , ]II'<>'J10nt>. <~)me nwtotlo <li tlia;.,'1IO~<i !lil1't•re nzialc• fm l ,·e ri blt <·ill i di K<>dt <'ti i :<iutil·tllbet'<.·ulnJ1lUI:I t·olo razlOll€' <lì <-nnllm:,to ri~~)J't'(>tl!lo !'Ot'lllpr~ 1!11 ùctto m e-to.lo Zlf'hl·l\~loon. n111 ,·alt'ndo.<.i dell'acido pi<·ri<·o nl<'I)()Jlc '(l. im·e<:f' d.el bleu di u~etUeue: <l01I We m•xlitit'<tl'A()ne !'<)Ilo H('•llvt~rti i badili :.:irnil-ttth.P t'('Ohlli, mE>nt•l'<' rltllllll~ono inalt~:t'llti i vt•t·i h:tdlli t!i ].;o<'!t. l'C'l' lu tl:'<·nic-tt, l'A. r·i <·•wt·c pri•lllfl <lliH <·olor::;r.ion•· l'(l.lt fuc~"ina Cllrllo lit·" .:• >'11<'· ('I·SSÌ\':1 d t'I'OJOl'aZiOil(' <'011 ak< :Ol <-JOI'itlrit·O t1J :1 %: :mi(.O]>O:W (JliÌIUli il a)J'f')l:ll'ato l )(-Il' HJl nti~ruto fllliL ('(llor:lz.ione <"'ll nc-l<lo picri<~> :t k uòLi('(). c)ttE-nuto <'on unn Mlu;don~ :H·qu<>&t :»atunl di :H'hln ri<:ri(·CJ f' <-'011 nl<-oul a>.,.nluto hr~ p:ut.i Ul-.'11111!. L'A. tulrò 0~rv.n eh~· i mat(>ri(tJI proc"<'dent<>m ~:~nte tt~rtb1ti con HtrljforHtiJI<l l' <JIIt' lli eh~ pm,·<'n~;oncr dn st'flinwutr orinar! non ::;i pr~«ta no IX'ne nll:l <.'Olom<~llll!e r.ou l'at'i<lo pict·ioo. e J)(>l'(·j•) sugg-èJ'isce in questi Pnsi di t;<·o!m~1rli <~m 111111 solu:r.imw llt·qno"" tli hl~u tH' JUE'ti l e:n(' (l : 20) . ll llll<.) \'0 JllJI.'to<lO r.:·oposto dall'A. si Pl'l:':<ta "''JI' a tutto ('(llllt lllt'7.7A> tl Ì:l j!'llH"tÌI" rlifft>l'<• tw;inl <:> n~>i <'Il~ so~petli ò.1 tubercolosi int\'stinah• <'ti HI''M!f'UitniP. in qtwlll 11i 1q·.,n··Jr ìr·, J>ntJ•idl' (' lll:'ll' t>l-I:IIIH' d('] c·ontf'nllto <li (·isti t l!'hi:tndol<' ratHIIInllltL

CONirE itWNZE SGIEYri FIGH~ DEGLI OSPEOA LI MILI'l' ARI Sommario degli argomenti trattati {lai pnlttssi nrbali pervenuti alla Dimiont tettlnle del nrvizio sanilaria 11ililart dal 1) aprile al 30 giqao 1!221

\ '\( ' ( 1:'\ .1 . -

:l l;r ;:-;:-'nl'!' lll i'dko Ftc\;\'l't~"l ~l llltl':o>li.

l·:>'p1>11t' il l"!J.<!ic·outo <] Ì IIÌI1 >-SI:tti.;ti(·<> • I\• IJp Hf:C'I';IZintri t•hii'III').!Ìl'ÌII' tla liti S':<t'· g-~titf' n<•ti'O>< i>~.'<lalt• tuiiHHt'(' nt>l bi('unjo 1!1:!11-21. c·cHI 1111 tHt:rl'l" di 11:: iutpJ"H'Hti. ùi (•Ili 40 Jl{;l' I' I'I~ÌJL' im.:llÌ!I>IJÌ. 1JI\t!>1!':lti ht'('\'!'llll'rtt(' j ]tWI't'SSÌ t''\<'J::IIili ll('Ì Jll'iJI<'ip:tJi atti t>l >~ 't'liiÌI!. rift• ri~t'l· <-Il i <·:l,.;i pilì iiiiJI< >t1:frnti o><.-~· I'Yati. fm f'lll un illten·E>nto J~·r :p•t·C's:<n p:ti'IIJ'I'II:tl<. t•. dop11 d'an' r tmtwtn th· lh• l>I'Ìllf'ijlali lc·:<il>ni tl'lllllll~l lil'!w. 1-.•udu•h· <·nn><t:t l':l nd () il •·i,.\'PI!'l i() d e ll'Httid·tÌI fl)t<'t:lth·a IW;!'li o~]lt•tl :tli mllit11l'i, OYe

i l lll:l ll'l'illlt• t•linic•o llllll• lllllll<'ll,


co:-;n;n~:x:a;

SC!t::'\TJI'Iù llt: DEGLI

O>;l't:D.\1.1 !J.JUT.\RI

33V

Capitlmo medie<> 'PASQUALE FIORE~TINI: n /)OlìmorjìMII O deU'inDurante l'epid-emia di influenza verifleatnw in Trieste sulla fin-e del 1919 ed aLl'liniz!o del 1920, l'O. ba potutA.> os.-;ervare numerosi C.'Hn frn di lo.ro- differen-usstml J1el' sin.drome fenomenica, per gravità e 11er esloo, caratterl?:zati <Ùl tinta ciauotìc<l, ùa polso <fubole k"l Jeuw, da rrofonda asteu.la generale. uou propon.iooutn all'entità della si.ndroUle morbo."~!. L'O. è indotto a raggruppare tuttt> le varietà e._qamlnat.e nell.u categoria dt>lle forme Influenzali e ne l'ileva la l'lttetta affinità oon .Jìa menlngite in.fluen.7.nle e COli l'eucefnlite leta.rglca. GORIZIA. -

_ftt~enza. -

CapltHun lltf'iìko A "'l'O.:'\ lO DE·<',,HI. J: 05fserva.~wni <:littiche .sullll ''"ra '''' -- l•}"1IO.«t<l l 'nr.ione rnpidn (-'ti t>ltit>a(<t' del l'\('<l!llllvarsuu. ù1 t:A't'nil·:~ ·delle inle't.1onl e le <'Ontro-i!ndicaziorr~ delln. cu t':l nei soggetti c-on lesioni ·dell'appurato clroolntorio. ret'"'tl.e e nervoso. l'O. rll\ •t'iset' sngli ot.timi risultatb ott('Jl\lti nell'lnf~nmerin . OH' non .si ebbe :1 ve rifica t'e {'h,, 110 solo ou.ISO di ortìenrù1. O;;>!!' t'\' a però eh~ ulla cura di prep:n'l.l ti a rseuicali bi:<n~o-:na ;;:.emvt-e M•soc·ia t'e qu.elln del lll<!l'· curio. di azione lenta. mo. molto I)Hr sieurn: ri t ient- ibLtin.e dJE> l'UI;'O del Hl-l sia <"1111sigliabile nell11 pratica medica militare. J)Crch(•. dato U grande nunwt·o <li luetki. :-;{ po~'f-OOno diroetbi!l"<' lo J)()(']l.i giorni gli illlferru·i dagli ospedali e riln.'l n<lnr·U a l (!<li'(Kl per la contimm~one• della cura, f:lt1Il?'.a Il!erie<>lo <li contagio. Itl. ·_

Jlleo-~al·vn."~an.

Maggior,c malioo UMBERTO MONGUZZI: Presenta un m il it:tre af-

NO\' ARA. -

fe.tto <In dhtb<>tlo' insipido. DiSCUt-;se tutte le mg-ionj IJ('r l e qw.tli fu po!;t:a la dia· guo.;;l di diab<>tc jn~lpido e non di •polturln N;l'O('u?ihtle d:-1 polid:lpsia I>rim:uia, l'O. llh1strn le tf.'<)r.ie .più rt~ooutl ::."'tlla pato~ent>sl .d~ questa sindrome morbosa, soffer · ma ndo"i "l">€'<'la hll.N1te su quella ipofisa'rin : nel C:l$0 1!1 ttua le J)Crò ntnncbereboo

qillllsinsl elemento per poter pt>n~ue aù una alterazione del lobo medio e po:-.1.c. rio r·e <leli '·i110lì si. Hift•t·iS<'e inoltre !l'Il due ammalati dl psk·o-ueucr-osi istRrlca con mani festnzion.i -òl E'stn~uul ~:t_!::~l:!,..-tionttbilità. pe;r cui riesce ~IS.">>t l t'nelle farti cnd~re nello Mato dì

ipno~i. L'O. f'"1lll<ll(, i mollt>rnl <'oll<'<'1ii terliJX' u tic· i du~ S'i llll~I1ÙIIIlO sulln !:<tii!gt•· l"tlone lpnotiC':t nelle sindromi istericlle, fnt~"'lclo S<'l:,'lrire brevi eon<Sid~razioul ane<lleo. Jegali mlliuui. 1~'TIPntc

medi<'o E'ITOrtE: At .llEttTl: /(.t•spirw::i!Jwi. ti11U1WI.al-i eri n.ltl'l'az"iuHl fltlltln!()ll{lrf' tl'i-r1i.:io. J/0 .. espm;te- Il:' dlflic<•ltìt deJiln. di<~gu{);:! <11~lla tuber<:.-olosl polmona••p d'Inizio, rileva rome a torto o~~~ sia 'trn•St'ltra tn 111 ri~r<'n delle r.e!'.'Jli t·a?.looi ml0!1n:aU. Conf11U1 tn In princiP!l le ct·itir~t che <·on;:ist(> nella i-mpi'E"ClfliOJW di de-tte rc>--rirazioul, illustra 1i: vnrl m('7..zl di il)(lt~~··h te Jl!'l' +>Yibll'(' l:.'l'l'ol'i d'lull<'fl'l'l"I"Uizione. duudo im portllll7.il rolotanto n qnf'll<' 'bene CJlrntter·i;w.ate. locttl~i7u.atf' t' IJ('rnmnPnti. C'ouclnòe' riteTtèndo che i m~t.(l(]i -1ltet.onC1lsticl, oon l'lnten'Ogazione del mnh.r to. ref'tnno l'f'111'Pl"e Il ·f )lmto di J)llt'1en7..a per ogni inv~stlrmzlone cllniCil: tali rilì<>VIi•. :t:-.~lllti nlll'esant<' batteriolo~iro d<'ll<> sputo ~l n cpwllo t·Mliologleo, <l'i C'Ui en\llll<:'l'tl i r epe!-1i più t~mportanti, eon<lur-

I d. -

.,·tulioloyiclr P nella.

lllb~,·colosi.

·rnnn•> MI un.<t ~1ttn d i n~o;:! delhi tnbt'rt'Oio>'i pnlnton:tn• in evohtzlone. TRIESTE. - Prof. GuouEr.Mo P M;TilO\' ICH : Sull1t 1/ia!!IIOIIi differenziale d-ella -nevrastenia e torme affini. - 1./0. prende In esame 1 sLntoml 'dafl'ereD?.Jall cbe distJuguono la nev.ro·~<mia e forme aftìnl <lnJ!'ll l':tati lulzi:1ll d.i al<'lme ma!nJttJe mentnli. osf)OOi-nlm{'nte dalla Jlll r:tll.sl progre~iwt Incipiente e dnllA oostitu:o-.Jone echl·wrrenlca eon le tre differenti vnrleb\ òella il~~menw Tlre<:ot•e, e ne lllusto111 l'Importanza nella pratica med.i()()-Jegale rullitare. Id. - I'rof. GuGur.um p ,,<;TaovloH: L'O. prel'f'o.ta un sol1tnto all'etto -da mono-plegin brnchiaole lstetr<lca de<;trn, as.<>oci~tc1 a !'E'f-~duoi di polioJll.i(•llte anteriore flC1lh\ (' rompllcn·t11 nei edenr.a az1.urro ist<>rioo del1n ma'llo. Tt·,•ttu <l'itl'u~m$'nte tutta 111 PQ;;slbllltà (JingnMtil'~l dJtrent'n7.lale delle monop•le~ie cerebrn Tir. .:.r)lnali e perl~rjche ·per nt-rlvan·e n Ila prec-Jsa motivnz!on9 ello' Ila dl~no;;i t le l ea so.

lJ DINE. -

Magg,iore meclieo A!'iTo:-~ro CAV,\RZeRAXI: {;n ca11o di ritenzio~te di

;p'l/1(1/ l ulo rl i .fu ('il(' !Il' / 1'11<11'('.


340

PJ.lll IL Lllli!O 1>'0110 ut: l. COlii'O RA;\tTARlO lol ll.ITAIIE

Iù. - :\lng~iore nJ,e<liL"J A \ TO:-.Ju ( ·,,,·t:n;mtA:\1: Flui àit·e!'f-icolo di Jlekcl. - D<lt'l() flll•l'l:lto dell'orl:rine <1<>1 dirertlwlo. flttto coug-eulto derivnu t? dalbl COIDJùeta chiu,•mra del eaMie onfa l<> ..•nu•t·ko. P dPlla S'tut fl"(>c l twnza e !'<lt~tornatolol!'i:l, l'O. rlter1sce su tr<' casi di oedusinn•• lut.-stinale ùn dlv<'rrlrolo d! .\ll'l,f'l. nel <tunli ebbe a J>ratk:n•· l'•t><portm~lone cvUJph•t.:t •h>l <lin•r·tlrolo od (>!';(>gulre lJ\ ~·mrllce en t rofie><sion<>. a ~vuda dell~ ma~~iori o n:lnor·j rliw<>nsloni di l'S-"<>. tm~r

Id. àel

T<'lll'lltl· ('olonn<'llo Ul('(Li<:o J)o~n;:o~ri.X> lJ();\0. -

,<:.;ui/P t·rwielà

MologiciUJ

f)II(' IIIIIOCOCCO.

~ella dL'<'Orsn st~t;.rioue ·im·enutle l 'O. ha avuto oc'C.'Islon.e di O:>.~rvare cbnque casi dl brouropneumouite. <'he presentavano una ù~vi<tzione dei· quiltlrl clin!d UOU ri!<pOnliCnte alla pnNlntOnite frnnca e potevano far suppol~re delle va r ietà biolo~icht- del get·!Jl(>. cbe Vt>IUl~ <lei resto sempre mlcroscopic.smcnte rtoonosclutocome il pnemnococco del Frlinkel: trolatì i cinque ceppi <l~ll'e!leren to. A1 ebbel'(); in tutti i cnsi l<\ilupp! allo ><tllto dj purew.a assoluta. L'O. hu tr~1ttato cinque Mul~ll oon dosi crescenti di hrodo<vlturn nell!l " <'IUl mnrl!'innle à<'ll'ore<>chio 11('1' ()tt.enere d,t-i sieri e provar(' li 101~ potere lllt~lntin:tnte­ AOJ'Jl'a l c~ppi t·t>-1Jett.hi ed hn ('()1\."t.ntato differen7..e nP..l pott>re llgglutln.o?:eno. 1~ quali d.i·nH>><tl'ltllO l'e."i"t<'w~l d1 una v>lrietà biologica fra <'t'Pl'lO •• (.•or>P< l eli put>uDlQ<'()(:<'n. <·h~> ilitli<·l htll'Ht'flo 1';i ht f'<·ill r~1u1 pren&>.re In l.lll !-OOio ,:rt'llppo.

PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare RIC OMPENSE al valor militare p e r la c ampagna di gue rra 1915- 191.8 (Continuazione·. Vedi fascicolì precedenti del 1915-16-17· 18-19-20-21 t 221

:l54· l)r:r•l,.\;\o Ro l>crt o . da Caglinri. t::tpi tano ntecli{··o cm11ple1ncnt() 1:;3 ~gg-imcutO> fa m t ri:t (:\1. :"-1.). - 'n rowmu/a::ione della wcdng/ia di bron ::o conasso}!li con dar.·I•J Luo~olclll'll:i.iole 16 aAos/o I () IS: Direttore del &:r\'izio !<anitario d e r rcggilllt:Bto, dumnte nn intl·n~<> hm11hardamento nottltmo diretto <'ontro le <:a!<e o1· 'e ra il posto di :ne<licar.iouc. ,;i !'In n dò <'Oli coraggio ed abnegazione. sul terreno Con~:mellte nnH11to, alla ricerca dei feriti, contin ua ndo, nonostante il pericolo, la :>ua opera pic:t~a fìuchè ,·eune egl i stesso colpito da nnl\ !'<'h c~n!ia di granata acf

nn piede. l.o!'l:iò il po~to di mNiic<tt.ioue ~olt:mto p nrt·rl·hie ore dopo, quando oper l 'ng)!ra ,·u r~i cklla fe rila, do ,·ette e~<sere tra ~portat.o al l 'oc:pedale. J..enZ\lolo· Bi:utco !Gorizia), :10 novembre-I dicembre I9I.). 2 55· lN•~ ~.~\'Al.U Alfredo, dil Roma. capitano medico 1~ ret:tgimento bersllglieri. Fu costante esenopio di valore, al1ività e perizia per oltre c!ue anni di g uerra tra<'C'or>'i, pe r sua ~re.<;.o;.a. ,.olontà. coi .r eparti di pri111a linea a E'tretto contatto col nemico. Dur:mte un atta<'Co cffettnat o dal reggimento contro fonnidahili posizioni nemi<'h c, 9liegando mir<lbile ardimento e spre7.7.0 <Id pcricolv, wtto il fuoco mil'idiale lH'\'er~arin , u~d clall<' triul·ee ripctnte volte per ~Ol'<'Orr.:re u11 'Ufficiale j:(:ra,·ememe rolpito e pe r r:w:·•)\.!lien: i IIIIIIJCro<;i ferii i !-,"T:11·i :rim a~ ti" !<ul terreno oltre le no~ t :"t" linee. - V~ ! iki-K riha<•k , 12 ottobre JQI6.


l'Efl IL LIBIIO D'OliO DEL CORPO SANl1'.11110 MlLIT.IRE

341

256. PIA:'i.~ Cesare . da ·:-.rilano, t<:ncutc medico C()lnplemento ~ rcggi melllo alpini. /11 CV IIIIItu.ta:iorte della m cd,:gl ia di bron.: v co>~ccS>agli co 11 decreto l.lwgvtcllellzia/e

29 maggio IQt9: - :::ou ..-aluta e ,;pn:zzo dd peri<:olo appn::<tò l(: pit\ amore 1·oli cure ai feriti sot to il violtutu fuoco uemico. Avuto seutorc cht: alcuni feriti gravi giacevano sulla. prima linea, spon tant:amcntc e cou gra nde nrdimento, ineun111le delle offt:se a\'\'t:rsarie, vi si ren) per prestare loro la •propria opbra. - Stretta di Saga-.M ontc Stol, ~4 ottobre 191i257· To.\1.\IASI t llllrlfv. da Cori (Rm na), teneml' medico di complemento 217 reggimento fautt:ria PL M.~ . - /11 cO mlllltla:iorte della II!Cdagtìa di bron : o concessagli con d ecr eto luogutene11:.i<llr 3 /ugliv 1919: - Diri)!ente il pooto dn medicazione di ttll b:t.ttag-lione durante nu'azioue coun·offensi\·a, •p.restava l'op era sua eott ammi n: \·ole calma ed alti\·itì•.•~ ggirato dal n emico e fatto segno ad intenso fuoco di mi tragl ialrici :11'\'er,;arie, coutinu a \'a ilnperturbabile n elle sue mausioni, da n da'Prova di elevata concezione del dovere e di esem plare spir ito di sacriJkio. -

Sau lliagio di Coii:Jlta - Ponte di Piave, 19 g iugtto 1918. Ur; ru Osvatdo, te nente medico compleweuto 2 n·ggimt·uto :lrtiglieria monwgn>o. - Addetto ad •una batteria da montagna in una inte-nsa, prolungata az inn<: d i fuoco, si 1:1antcn nc 5<'111pre se;eno t! o\l.lmo, soc-:or;;e i feriti della batteria e p rov\'ide al loro trasporto. Durante l'assalto dtl ue mko, uou volle ripiega n · cci abbandonare la posizione accerchiata, 11ouostante ordine ricE-vuto e rimn~e sotto l 'inten~o fuoco d i mitragliatrici nemiche po='tate a bre,·e di~<tama. pe r cc•op~::rarc coi s uperstiti di fanteria all'estrema difesa. - )[onte :\lad le::>St· na (t'dine), 27 ottobre 1917.

2 58.

M~OAGLIA 01 BRONZO.

ReKio d~crelo 23 ottobre 1921.

1045· GRIPI'O cav. Uonalartlouio, da Pietragalla (Potenza), maggiore ruedieo comando 48 àivisione. - lrt co tmn.utazione de!L'en.ccnnio soLenne cortcesso,~;li cor~ dt!crcl1~ !ucgot.enenz iale 2 agosto 1917: - Capo uffiòo di sanità di divisi<>ne, durante un'importante operazione, sebbene iu cattive condizioni di salute e in pericolo continuo per la ,-kinanza delle linee nemic he , con eostante serenità, predsioue e prontezza, organizzava il se rvizio sanituio, fa cendolo funzionare regolarmente in ogni circosta nza e per lungo tempo sotto il fuoco nemico. - Gorizia, agostodicembre 1916. 1046. lNDEI.lCA'fO Giuseppe. da Acireale (Catania), capitano medico 32 reggimento fanteria. - lt1 conm~ul.aio tt e dell'e r~eo rtnio solenne cot~eessog/.i con d.e-creto lU<Jgcten.en::iale 13 seltctnbr·e 1916: ~ei \'ari fatti d'anni del reggimento, impiantò· e dire~se, eon energia, il servizio sa nit ario reggimentale, recandosi spesso nelle prime linee, per assicurarsi del re~ola re s\·olgersi delle sue disposizioni ed infon· dendo, con l'esempio, nell'animo dei suoi dipendenti, serena calma e grande spirito di abnegazione di fronte .al pericolo. - Altipiano Carsico, 18luglio- 23-24 ot· tobre 1915. · ro.p. MAGNI France sco. da San .Marcello Pistoiese (Firenze), a!ipirante utlic.ialc medi<:o 259 regg-im en to fanteria (:\I. M.) . - Durante un periodo di violente operazioni, sotto intenso fuoco nemi<:o di artiglieria, prestava la sua opera costante e amorevole , <'OOpe rando in prima I.Jnea e personalmente all<'~ c ura e allo sg-Oll1· bro dei feriti. - Carso (quote 8:; e 145), 24-31 maggio 1917. ro48. MANGINELLI Luigi, tenente medieu 9 corpo d'armata. - Durante un bombardam ento nemico violento c continuato, in diffidli dr~ostanze, attese con esemplare coraggio, calma e noncuranza del pericolo, alla cura e trasporto dei numerosi feriti, ritirandosi per ultimo dal ricovero ~be si dovette abband<>uare. - Rifugio del Nuvolao Alto, 19 luglio 1915. (Contln114).


PARTE UFFICIALE -~)

GIORNALE MIJATARE UFFI CIALE. (Estratto dalle dLqpense n . 2~-:.!9 del 19ti)

l. -

c rr«x>LAR~' Jl. :l<i.'i dcl l ltiUJ.."ltO 19:!2. .PI't'f/I'U11ttn i 11c r il. oor so preparo/ ol'iu prc:s80 /a .~r.;nrda d' OJI]lfi<Ytzi•JIW di /iollitti militare pet· gbi Oliplnmti ttlla 11ùminu a teue11l e m crJicu i11 /:i ••4. P

Ai programmi d'insegnamento, approvati dal Ministe ro dl'ila G uerra con dispaccio 4 non·m bre 1912 , sono so~tituiti i segue nti :

11. ~1 1 66 del

L -

SERVIZIO SANITARIO IN PACE ED IN GUERRA. a) Servizio sanitario in tempo di pace.

Cenni ge ne rali s ull a costituzione dell 'Esercito. R ecl utam e nto e relati,·e di~posiz.ioni di legge. Con ;;ig li di lt ,·a e lo ro funzione. l\'ozioni generali s ullo stato degli uflìciali; loro \'lHic pos i1.ioui -plina.

Con~igli

di di ~ci­

Ordiname nto generale del sen ·1z1o sa ni tario. Direzione <·en t rale de l sen·1z1o sa nitnrio militare (a ttribuzioni, commissioni m i!lte, ecc.). Direzioni eli sa nità di corpo d'armata (dipendcnz<l, <lttribuzioni, ecc.). L uoghi di c ura lospedali, infl·mnerie pn:-,;idiari.e, inftrmerie di corpo, r eparti pe r coJJ\'alc~co>nti, stabili menti balnC'o-te rmali, infe nnerie speciali, ospedali dvili e cleli a R . )!a riua ). Farmacia ce ntrale. Re parti at'ce rta m c nto eliagnostico. Rezio ni <li clisinfezio ne. Pe r!'Qnalc sanit11rio: Ufficiali meclici (reclutaml.' nto, istrm: ione, a,·anzam cnto, competenze, di,·isa). Ufficia li fa nnncisti (reclutamento, istruzione, a\'auzamento, C'ompetenze, dh·i.;;a). l'e r!'Qnale di as!'i~tetl7:a. Cmnpng ni e di sani t?. (rec-l utMn cu to, i ~truzioni, avan· "'Uime nto). Pe rsonale pel ~ervi1 io d'a!'~istema sa nita ria ai co rp i (ca porali, aiutanti di sanità, portaferiti rep-g ime ntali, reclutamento , istruzione, do,·enil. Persoual e delle !'ezioni ùi d i ~i n fez ione (:l lt rihuzion i, · ist ruzione). Personal e d 'mnmi nistrar.ione degli sta0ilime nti !'a-nitari (a ttribuz io ni ). Pc r!'on;~le cl'ordi ne cl e~li ~tnhilim<>nti !'anitari (attribn:r.ion i). Seni1io pre;;;;o gli t)~pedali (con esercitazioni pratid1e). Ordimunento ge ne ral e (,·ari uffi ci, bibliotc·<·a , gnhinetti scie n tifici, a rmamentario chi rurg ico, ~\"Ìzio dei reparti, con iando e scn•i'l.io di c·ompa'"n ia , !ten·izio di ma).Uiz7.ino, cudna e di !<pe usa, servizio di farmacia , ~t: n·izio di disi nfezio ne . hng-ni , came ra mortuaria). n o,·eri dei comandati in sen·izio ~iom al iero per g li amn11tlati, con !'ò')lecialc riguardo ai doveri dell 'ufficiale di ~narclia . A<X'ctta7.ionc.> Ammalati lr>ro nto wcco~o. ricovero di no n militari, di milit'<lri di PII!'Sllg-)!io, ammalati gr:wi , de te n uti, E'C'C). '('ffi(·iale eli ,-ig-ilamla. F armacista di !l(:ttimanll. S en·i1io nei reparti (va ri n·p~rti. attri hnrinn i de l pe r..:o na k ~an ita rio, del p<"r~onale di 3"l'L"tc rJZa, \'Ì!<ite mc·dkhe, compilazione ctciJ e cartelle d inich c , dci cloonmcnti per il -vitto, per i medi;:inali, de lle riJc,·a?.ioni stati<;tkhe , ecc., pancdpnione alle (<lmig lie pe r (! li aum1<ll:tti gnn· i, ce rti fìcnti di morte, de nunci<> eli nw l11ttie infetti,·e, d i<" hi arazion i p er propo"te a ~a.~~C').:"nn\. Scn·izio tl'r;s-<c n ·:nionc. Sua fun ?. ionc medico-lc·gnle .


1',\ll'n: U FFICB LE

3!3

Servizio di compagnia fdipendenza, attribuzione dei romanclanti in scr\'i..:iu di <·ompag.nia) . Servizi generali di posta, di portineria, ecc. Servizio d1 magazzino. Operazioni e servizi speciali n~ll'ospeda l e. Ingerenza delle varie autorità negli ospedali. Igiene, pulizia ddlo stabilimento. Servizio di maggiorità (personale, attribuzioni, dipenderL7.a). Vi!'ite mediche speciali. Dichiaraziom mediche varie, per provvedimenti medi<-olegali, proposte a cn.re balneari, termali, ecc. Visite richieste da autorit<) militari (t'onsigli di leva, distretti, parenti d'iscritti, riforma, aspettativa, eoc.). Visite richieste da autorità civili. Servizio negli ospedali succursali, infermerie di presidio e speciali, reparti di convalescenza, stabilimenti baloeari, id.ropinici, nt'Uini e chinesiternpici (cenni sull'azione te.rapentj.ca delle varie stazioni termali ed idropiniche), ospedali civili e della R. ~fa­ rina. Farmacia centrale. Servizio pr<.-sso i corpi (con esercitazioni pr;lliche), doveri del personale di ':lssisteuza. Servizio gemerale, visita medica, vigilanza igienico-sanitaria, profilassi, dichiarazioni mediche, vaccina7.iooi, compila1ione e trasmissirme delle rilt>vazioni di statistica sanitaria. Assistenza militare post-bellica. Sottogretariato per l'assistem.a militare e pensioni. Opera nazionale per l'assistenza agli invalidi della guerra. b) Servizio sanitario In guerra.

Cenni generali sulla mob ilitazione del l ·c~ercito. Progetti d i mobilitazione. Organi direttivi del servizio sanitario in guerra. O.rgani e~cubivi. Personale treclntameuto, chiamata alle armi, asS<:gnazione, nomine, organici, ecc.). Materiale sanitario di mobilita?.ione (unità sanitarie, loro formazione, conservazione, mobilitazione, con dimostrazioni pratiche). Stabilimenti !'<ll)it<•ri rli prima linea, di seconda· linea, di riserva. S<:opo rlcl servizio sanitario. Organi S3nitari p!'e~so le Intendenze di armata (allribuzivni. mezzi). Direzioni di sanità d'armata !dipendenza. a1.tribuzioui, meni). Uflicio di sanità di divisione (dipeudenza, attribuzioni, mezzi). Ufficiali medici dei corpi (dipendenze. attribuzioni, mezzi) . Funzinaamento del servizio sanitario. In stazione, in marcia, iu t'ombattimento. Impianto e funzionamen to dei po~ti di medicazione . Impianto e funzionamento delle sezioni di sanità. Ambulanze chirurgiche, radiologichc. Impianto e funzionamento degli ospedali ed ospedaletti rla campo. Servizio !ungo le linee di tappa. Impianto, funzionamento, utilizzazione delle risorse locali. Servizio lungo le linee fer.roviarie. Stazioni .ii disinfezione e campi di risanamento igienico delle truppe. Sez1oni di disinfezione . . Campi di raccolta prigionieri. Accer tamento di morte. Tlllm ulazione. Risanamento del campo di battaglia. Sgomb~ri dei nw lati e feriti. Mt>zzi (via ordina ria, ferroviaria, ecc.). Dipendenza e modalità del servizio di sgombero delle varie onità sanitarie. Associazioni di soccorso (cenni storid, dipendenze, attribuzioni). Convenzioni ,li Ginevra. Stabilimenti d i riserva (predisposizi011i, impianti, dipendenze, funzionamento). IL -

MEDICINA LEGALE MILITARE.

:\lonne e disposizioni che regolano il reclutamento: Delle varie oper!lzioni di re• clutamento. Funziu.1amento dei consig-li di Je,ra. Posizione del medico militare presso di essi. Visite delle reclute presso i distretti ed i <:orpi. Provvedimenti. v-ari. Elent~o delle infermità esiutent i dal se:-rvizi,.


344

I'AJIT!;

ll~' FI C I AL F..

Criteri che lo informano e lo d ifferenziano dall'elenco in vigore prima della guerra _ Rapido commento cie~li art icoli rirlettcnti le principali forme morbose. Idoneità relativa a i ~>e n·izio: inabili tà alle fatiche di guerra. Allegato B dell'elenco; modalità per l'.lssegna7.inne ai servizi sedentari in modo pern1anente . Osservazione o;;pedaliera. Reparti di accertamento diagnostico. Posizione del medicopresso i reparti di truppa -in pace cd in guerra. Istituto èella ra~segna; procedure· rtlative; compilazione dci moduli 41. Concerti informatori del diritto a pensione nella legislazione antibellica. Condizioni n eces~a rie pel ragg iung inH:nto rli tale diritto; dipendenza da causa di servizio ed inabilità al serviGio militaTe; cenni .sulle 3 categorie di pensione. Con,·etti informatori del diritto a pensione nella legislamone vigente. Causa di s~rvi zio vera e propria e presunzione della cau!'a di servizio delle ferite; Je~ioni o malattie riportate o aggravatesi in occasione di servizio di g uerra o di servizi al\inenti alla guerra. Valutilzione dd ,criteri estensivi della cau~a di servizio in rapporto al decreto luogot cnenziale 2 settembre 1917 e dec reto luosotenenziale 20 ottobre 1918. .I-e menomazi11ni fuu ziouali e le cou~c'cutive incapacità lavorative ;:><'rmanenti - asS<dute o relative - rhe sono oggetto delle xo categorie di peusione dcii:! _) tgge vigente. Pensioni vitalizie. Assegni rinnovabili. L'rocedurc pel ricouoscimcnto della causa di serd zio ; processo 11erbale di cui al titolo 2° capitolo I del regolamento delle pensioni del 1895 e dichiarazione di cui all'articolo 12 del decreto luogotcnenziale 1274, circolare Si3 del g i.? male militare 1918. Procedure circa le 1·isite collegiali in genere e pe r quelle tendenti a pensione di cui al ci~ato decreto luogotenenziale 1274 del 191S . Collegi medici di Io grado. Commis::-ioni sanitarie di appello; loro variabil l! costituzione seco-.1do che si tratti, o non, . d i peusioni pri1·ilegia te di g uerra. C<,llegio medico !<upe~io:·e . gnn co<ti:uzio:1c e funzionamento. Tubercolosi nelle sue varie forme ; deperimento organico; oligoemia; scrofola; loro . v:1lntazione medico-legale nei rig uardi dell'arruolamento ed e1·entualmente della incapacità lavorntiva agli effetti delle pensioni. Cardiopatie e ne vro~i cardiache; loro valutazione medico-legale nei riguardi dell'arru olanu:nto e della incapacità lavorativa agli effetti delle pensioni. Valutazione medico-legale nei rig·uardi dell'arruolamento delle menomazioui funzionali prodotte dalle cicatrici, dalle contratture, anchilosi e retrazioni. Diagnosi e valutazione delle claudicazioni. Valutazione delle dette forn1e agli effetti delle pensioni. Valutazi•)ne medico-legale nei rig uardi dell'arruolamento ed agli effetti delle pensioni delle nevral gie e delle paralisi. Valutazione medico-legale nei riguardi dell'arruolamento ed agli dfetti delle pensioni delle nenosi i n genere. Delinque:na nei militari. Valutazione medico-legale delk frenastenie e freuo~tie nei rig uardi de li 'arruolamento. Le malattie mentali in geuc re considerate nei riguardi d~lle pensioni. Influenza esercitata dalla guerra s ulle ne vrosi e sulle frenastenie e frenopatie. Simulazione c dissimulazione. Autole«ionismo in ge nere. Forme di nutolesionismo e di patomimie più t•omuni ml'.Jlifestatesi durante la g uerra. Organi?.:Z{Izione antiautolesiom stica durante la guerra; risu ltati che se ne ricavarono. Acutezza vi;;iva. Ott<Jtipi divet!<i: principii sui quali è basata la loro diversa costruzioue. Ottotipo internazionale. Vamttggi e difetti di esso. Acu tezza visiva neccs.<;.Sna pel so:: rv'ìzio ruilitare. Considerazioni sulla incapacità la,·orativa prodotta dalle dimi11uzioni del vis-us ag li effetti delle pensioni. Visioa:! pe riferica e sua determinazione. Esame funzionale per la visione dei colori. Sen:'o luminoso e sue ~ltc razioni. Considerazion i pratiche agli effetti dell'arnlOlam..-nro e dell'incapacità Jnvorati1·a. Refrazione oculare statica e dinamica. Miopia, ipermetropia. Deil'ampiezza acconto- · dativa e della presbiopia. De ll'astigmatismo nelle sue varie forme; cenni sulla visione degli a stig111atici.


3:!5

PMt'n: 1JFFlCIAt.t:.

Brevi cenni sulla teoria delle lenti. Esame subbietti vo della miopia, ipermetropia ed astigmatismo; metodo Donder!'. L'oftalmoscopio nelle sue varie applicazioni con speciale riguardo allo esame ad •immagine rovesciata ed alla s~:hia:;..-opia. E~~me: obbiettivo mediante la schiascopia della miop~a, ip.ermetropia ed astigmallSIIIO. Valutazione medico-legale delle alter11zioni ddla funzione visiva (articoli 36 e 39 del l 'elenco) con previ cenni s ulla {'Orrezione dei ,·izi refratti\'i. Ambliopia ed amaurosi. lsterotranmatismo oculare. l'rovvedimenti medico-legali relativi, sia nei riguardi dell'arruolamento, sia della incapacità lavorativa agli effetti delle pensioni. Simulazione d elle ambliopie ed amaurosi monoculari e binoculari. Mezzi più atti a svelarle. Valutazione medico-legale delle malattie esterne ocuhm (articoli 26 a 35 dell'elenco). VQ \utazione medico-legale agli effetti dell'arruolamento e delle pensioni delle ma· lattie del fondi) "~ul~re (!1!'!. 4?). Utiti esterne, 111edie ed interne. Loro valutazione medico-legale nei riguardi dell'arruolamento ed agli effetti delle pensioni. Ostruzioni na$ali. V(·getazioni adenoidee. Considecazioni pratiche medko-legal.i sulle dett e infermità nei riguar1i dell'arruo.laruento. Forme più comuni di m ~ latti e laringee; l'afonia e sue cause. Va'lutazione medico·legale delle dette infermità agli effetti ddl'arTuolamento e delle pensioni. Simulazione della sordità : mE'zzi più atti a svelarla. HSERCITAZIONI PRATICHE. lHctodismo delle nstte mcdicl1c , in genere a scopo medico-legale. Visite di arruolamento. Dete rminazione della sta~ura e del perimetJro toracico. Esame generale e -particolare. Visite ai distretti ed ai corpi . CompilazioJ;Je dei mod elli 41. Visite di rassesna. Visite presso i collegi medici. Verbali relativi e loro compilazione . Le esercitazioni in parola verranno eseguite prima -presso il ga binetto della scuola, e poscia presso \'ospedale ed il collegio medico a turno fra i vari allievi offidati >rispettivamente all'aiunnte magg iore dell'ospedale e al presidente del collegio JU edieo. Dette esercitazioni 4ovranno essere frequenti e prolun,g ate. Esame del sistema nervoso. Esame elettrico: reazione degenerativa. Esame oculare esterno. Determinazione del visus. Es rcitozioni reparto osservazione dell'o~pedale.

~<ui

ricon' rati del

Determinazioni della visione periferica, del senso ;-romatico e del senso luminoso. Metodo Donder s. Esercita?.ioni sni ricov erati del rep:trto osservazione dcll'o~pedal e. Schiascopia. Diag nosi obbietti,·a dei vizi refrattivi. Rser<"ita r.ioni dR eseguirsi pnm:t sugli occhi artificiali e poscia ripetute volte sui rico,·ersti del reparto osservazione del l'ospedale e sui militari del presidio ametropi. Esam e .ad immagine rovesciata. Diagnosi delle mal.attie del fondo oculare. Esami .da eseguirs i s u ammalati de'l reparto o~~erva1.ionc. Mezzi più atti a svelare le simula1.ioni di ambliopie ed mnanro~i. Otoscopia; mezzi e tecnicismo. Dill.gnosi delle mala ttie auricola.ri. Esercitllziotù sug li a rmnal ~ti del repart o osse r vazione ed otitici c:len'ospe<iale militare. Esame funzional e del l 'orecchi o, con la parola, con l'orologio e con i di_apason. E !'fr<::itazioni cotue sopra. Rinoscopia anteriore; mezzi e tecnicismo. Laringoscopia; mezzi e te<.'nicis mo. Ese-rcitazioni come sopra.


34U

P .IRH:

l H. -

vFF I C LIU~ .

IGIENE MILITARE.

Cou,;i,lerazioui igieuiche s ulla collettività militare; sua particolare fisionomia e f11ttori che la determinano. Cenni di climatologia, etnologia e geografia medica dell'ltalia. !):!iene del soldato. Visite sanitarie. Igiene della pelle. Nettezro personale, bagni, la1·anderie. V e3tiar io d el soldato.

E~igc n~c fi siolo~ichc

e tattiche alle <Jual i deve r i:o;pondere.

Tipi di 1·cstiario delle varie anni e ~orpi, in pace e in guerra; copricapo; calzature . EqnipaR"ginmento e carico del !><>ldato di fan teria. Limiti di t ollerabilità. Conseguenze dannose sui diversi orga·n.i e apparecchi d-alla catti1·a distribuzione e dall 'eccesso di carico. •1\limentazione del soldato in pace e in guerra. Compo~izione di una ra1:ione alimentare fisiologica e bilancio delle calorie. Bisogno alimentare nelle varie condizioni di J:n·oro e a mbiente. Razione alim0n<tare del soldato italiano; coufronti con quella degli altri ese rciti. Pane da munizione, paste alimentari, carni fresche e cougelate. \'i veri di risen·a , sc:nolctte di carne, galletta. Approvvigionamento idrico delle trupve, :<pe<-ialmente in campagna. Potabilizutzione delle acque. Ricordi di fisiologia del lavoro e di plllolcgia della fatic:a. E:<en·izi mjJitari. Loro effetti benefici, ~omatici e psicbici. Pi ~ iologin del passo, rnarda e corsa, g innastica, S<'herrnn, eqnit azione, nuoto, ciclismo, sky. Allenamento e fat i<·a. Considerazioni cd esigenze igien i<-he per speciali se~vizi (aviazione, aeronautica, artig lieria, 1nnks, lanciafiamme, ecc.) . Accide nti morbosi ~be possono verific'lrsi durante c per effetto degli e~crci7..i militari. Loro profilassi. Colpo di sole, colpo di c;~lorc, ma l di montagna, cuo re fonato, f.rattura dei mctata r~i, ecc. Allo~gi;~m enti del svldato. Considerazioni genc-rali 5111la ubicazione, costruzione, arrE-damenro, ecc. delle ~·ase nne. Norme i~icnkh c alle quah deve corrispondere una ra:<erma. Servizi igieuici da sorvegliare nelle casenne. Allogg iament i tem poranei del soldato. Accantonamenti, accampamenti, trincee. Lu()ghi di c ura pe<r il soldato infem10. T~1fexm erie reggimentali, infermer ie di pre~idin, usped;~li milita ri, CQ!I\·alcsccnziari, stabilimenti bahteo·tcrmali e idropinici. Ospedali da ca mpo sotto tende e !>Otto bara<:-che. Treni o,pcdali. Ambulanze fln,·iali. ' (~ enerali tà ~n lle mal~ttic infett ive diffu~ibil i , $-pe<'ialmente in rapporto alle collerti,·iuì militari. D!'tlnxinni prati<'he tratte dal la gnern1. X<>?.ioni generali di profila!<SI. \ ·a<·<·i nazicni proli lati iche. Epidcm iolo~?ia e profil:t<;si nell'nmbien tc uulitare: vai nolo c JJJ:JI~ttie et:asltenw tiche; polmouitc, intluenza, mcllin){ite cerebro spinale; crc~ipc l a, pamtite epide mica, t ubercolo~i. difterite , teta no : i11fezioni tifka e paratilkhc, di-;senteria b~l'il bre e amebica: cn rlvm <'hio, mor·: a, rabbia ; mai::JTia ; mnhtric \'C!Iercc, tricofiz.ie; tifo eS<I ntemntico, ittero infettivo; pe:<t c, colera. ~ or.ioni di parnss itolog-i::~ . Dis iufe~ioni c disinfestazioni. Sezion i di c.lisinfczion-:. :-\orm e igieniche per le t ruppe combAttenti in trincea e iu g uerra di IIIO\'ÌITiento. rrolila~~ i ant1gns. Risa namento ùt:l campo di battaglia . Seppellimento. Creumzione .

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Cenni di cli:lJatologia e geografia medica della Libia, dell'Eritrea e della Somalia. Xorme igieniche per il ser vizio in d ima caldo tropica le o sub-tropicale t: in cli ma . freddo. Congelamenti e loro profilassi. FSE RCIT:\ZlO~l

l'RATICHR.

Prele,·amento di un cau1pione d'acqua per l'esame chimi co e per l'esame batterio-· logico. Ricerca qnalitativa nell'acqua dt:ll'ammoniaca, dei nitriti, e dei nitrati. Vino. Detem1inazione del g rado alcoolico e della gessamra. Ricerca delle so~tanze . coloranti estranee. Latte. Valutazione del grasso. Ricen:11 delle principali sosm11ze aggiunte a scopo di adu lterazione e di consen ·azione. Farine e loro prodotti. Ricuca delle pi1ì importanti alterazioni e sofisticazioni specialmente per mezzo- dell'esame microscopico. E sa.mc sommario degli animali, pri111<t e dopo la mattnzione , dest inati al l'alim <!ntazione della truppa. Caffè. Esame microscopico. Utensili da cucina. Ricerca del piombo nella :H<~gn atura. Cenno sulla prepa.razione dei terreni di coltura. Dimost razioni pratiche sulla morfologia e sui caratteri biologici dei principali .~cnni p:uogoeni. Fa'elevamento di ·un campione di sa ugu~ p~r l'esame microscopico. l\Ietodi di fis;,azione e di colorazione. E sa mt al n11<.:roscopw. Prele\'<llnento di un ca mp ione di ~angne per un.a siero-reazione. Tecnica ài una si~::rorea7.ione. l'relev;u.tento di U!l campione di feci per esame ba tter iologico. Esame microscopico di feci per la ricerca di uova di elmimi. Appru·ccchi di disinfezione e di srcri liuazioue. f'.unzionamento pratico. Disi nfestazion i. Eserci tazion i pratiche_ Dimostrazione e f·nnzionamemo di una sezione di disinfc1.ione. l'rc:~so l'lstnuto superiore di studi di Firenze saranno tenute alcune conferenze sulle malattie infett ive. Le lezioni d 'igie ue saranno completate con dimo~~razioni e is,pe7.ioni a magazziui \'i,·eri di riserva e di distribuzione di viveri per la bruppa, <!lll'ìmpianto idrico,. allo Stabili lilcnto di èisinfezione, al macello di Firenze, alle principali caserme e al l 'ospeda le militare. Sar:.nno fatte anche esercitazioni pratiche • in ca mpagna (i llustrazioni di t~incec, impianti di latrine, doisinfezion i, analisi di acque, ccc:.). IV. -

CHIRURGIA E MEDICINA DI URGENZA.

Cconi sulle armi da g uerra moderne e pa rticolarmente sulle qua lità balistiche dt:lle ann i da fuoco. Potere ,-uJnerantc dci proiettili moderni in 1'apporlo alle IOfO qualità fisiche c dinami che. Azione dei proiettili delle <1rm i d.:t fuoco sui vari tessu~i del corpo umano, e caratteri stiche esstJU.iali delle lesioni da essi prodotte. Meccanismo dei fenomeni da scoppio. Concetto, iudic:uioni e tecuica della a.<;epsi ed -an tiscpsi. Loro appl i..:azioue in chirurg ia di guerra. l\Iateriale ('bimrgico d'·urgcnza iu guerra. Criteri generali de lla cura delle ferite in guerra. Importanza del la prim a medicazione e dell'intcn-eJtto chiru rg-i<·o ne i ri gn ~rdi del d~corso ed esito di essi. Indicazioni c tecnica delle anestesie generale e locale in guerra. Febb re traum atica. Stupore locale. Shock. Delirio traumatico. Commo~;ione cerebrale, tor:1cica, addominale. Complic;nion i ~t:t·onda ri<! j>iù frequenti delle ferite io g uerra_ Infezioni piogeniche lot"ali (suppuraz ione. ere!'ipeb. osteomielitc acuta, ecc.). Infezione ga,;sosa. Tetauo. Infezioni generali. Diagnosi. Trattamento_ Lesioni violente dei vasi sanguigni. Varie forme di emorrag ia.

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PARTI:: UfFlCHU:.

U:111orragic primari~: e sctoudatie. Emo:;tasi pro,·visoria e definitiva e meni di cui Ri cordi sul proctsso islOpatologico della emo:;ta:;i prov visona e definitiva dei vasi. Tecuica della emostasi. Trattamento ddla anemia acuta. Lesioni dei mu:<coli, dd tendini, dei nervi. Sintomatologia. Diagnosi. Cura. Esiti auatomid e funzionali. Ricordi sul procc~so isto-patologico di gu<N"igione di essi. Lesioni traumatÌl:h~ delle ossa e in parti<;olare lesioni per anni da fuoco. Vari tipi di fratture e loro importanza nella valutazione della gra\'ità ddle ferite di guerra. SintomltttJiv,:;ia delle fratture. Diag110Si. Dtcorso. èomphcanze. Lussazioni più importa.t.lt.i. Sit>tomatologia e diagnosi . . :'lletodi c mezzi di riduzione t:! contenzione delle fratture e lussazioni, improvvisati, pro\'\:isorii, defiuitivi. Trattamento delle feri te fratture per arma da fuoco. Ricordi sul proce.-;so istopatologico di g uarigione delle fratture. · Oura conservativa ed operativa nelle !eStoni violente degli arti, con parti<:olare riguardo alle ferite d'ctrma da fuoco. Sgombero clt>i feriti agli arti. Ferite del cranio. Sintomatol•>gta. Diagno~i. DC>COrso, complicaziòni, esiti, trattamento. Sgombero dei feriti cranici. Ferite della faccia. Sintomatologia. De(;orso, complicazion i, esiti, trattamento. Sgombero dei feriti della faccia. Ferite del rollo. Sintomatologia. Dia)Znosi. Decorso, complicazioni, esiti, trattamento. Sgombero dei feriti del collo. rerite del torace. Sintomntologia. Diagnosi. Decorso, complica7,ioni cd esiti. Sgombero dei feriti del torace. F.: ritc: dell'addome. Sinto1aatologia. Diagnosi. Decorso, complicazioni, esiti, trattamtruo, indintzion i e t•ontroindi.:at.ioui dell'imervento opt:rati\'0 in g uenra. Sgombero dei feriti d eli 'addome. Lesioni della colonna ,·ert..:IJraJo: e del midollo spi nale : Sintomatologia e diagnosi. · De.:orso, complicazioni ed e~iti. Sgombero dei feriti spinali. Corpi estranei: nell'occhio, nell'orecrhio, nelle vie aeree, nell'esofago: Diagnosi e trattamento d'urgeuza. Rotture t:ra.umatichc dell'uretra. Indicazioni e tecnica del cateterismo d'n·rgenza, della puntura ipogastrica e della cistotomia soprapubiea. Ritenzione d'urina. Ferite alla radice degli arti e bacino con h:sioui ravitarie: Sintomatologia, decorse complicanze, esiti, trattamento. èolpo di calore. Asfissia. Convulsioni. Collas~o. Etnorragia. Embolia e trombosi <.~­ rc.:brale. Ernie strozzate. Edema polmonare. Coma •uremico, dial>ctit:o. Epist.a&si. EmatE:noesi. Enterorragia. Emottis!. Ematuria: Sintomatologia, diagnosi, trattamento. Ustioni Accidenti da elettricità. lmiri'l.zimento, assider1n1c.:ntv, congelazione. Mal di montag ua. :\lale degli aerouauti: Sinto!Uatologia e trattamt'llto. Diagnosi. Decorso. Esiti . .-\n elcnaUten ti: Siuto111atologia, diagno:;i e cura. Ga ..; asiis~ ianli e irritanti: Siutomawlogia, diagt1o~i, decorso. Esiti. 'l'rattr.m<'nto. V:~ri tipi di carie deutaria. Odontalg ia. Periostite nh,colarc. Avulsione dei deuti. Cura coo;:er\'at iva. Sussidii diagnostici e tcrape:utici. Raùioscopie. Radiografie. Elettrocalamite. ~odo­ scopi<:. Elettrottr<tpie. hine,;ite~api c , ecc. Il cor~o sa-rà integrato da conf..:rcm.~ di chirurgia di urgt: u7~1 pr<"sso l 'Istituto superiore di Firenze. ~i~pout:!.

ESERCITAZIONI PRATICHE. Incisioni. Slìrig li,ìo;oc.:nti . Cenni geuer;lli di tecnka in relaz ione ;,tllc particolarità ana· to111 i<' he di ciR~Ull:l reg ione. Le~o:ntura d eli 'arteria carutide pri111i ti va. l.e(ptu ra d eli 'a rteri;1 carotide estema. Le· gaturtt dc: l l 'arteria lingua le. 1.-egaturn dtl l'arll:rin ~ucda\'ia. J,c({aturn dt·ll'nrtcri.'l (l"cc llare. l,egatura dell'arteria omern le.


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1' \ICI!; !;f'Fl<:l .I U..

Lcg<thtra dcll'aneria iliaca esterna. T~gatura ddl'artt:Tia femorale. Legatura del!'artt::rìa poplitca. Tecnica delle su ture dei tegumemi, delle aponevrosi, dci tendini, dei muscoli. Tecnica del la sutura dei m:rvi. Tecnica dc:lla sutura delle os!'.a. Tecnica della sutura d ei vasi. Tecnica della sutura dell'intestino. Amputazione dell'a\'alllbraccio. Amputazione del braccio. Amputazione della mano. Amputazione dell:. gamba. :\mptnazione della co~ria. Amputazione del piede. Disarticolazione ciel broccio. Disarticola~.ione della mano. Disa rticolar,ioue del ginocchio. Disarticolazione del piede. Tracheotomia. Esofagotomia estema. Toracentesi. Resezione costale . Salasso. [podermoclisi. Fkooclisi. Ci~totomia soprapubic-a. Catc:t<:rismo d'urgenza. Puntura lombare. Anestesia generale e locale. Re~pirazion<' artili<:iale. Tecnica delle fasciature più importa11ti. Materiali e requis iti delle fasciature. l\l isure da osser\':~re nel l 'esc·guire una fasciatura. . T ecni ca dell':tpplicnt.ione dci principAli tipi tli apparecc·hi inuJJ ohili1.7.::~nti. '[att·riali dtvers i, n·gol:vnentari c improv\·i.~ati. V. -

AMMINISTRAZIONE E CONTABILITÀ MILITARE.

Nozioni gcnt·ral i <ull':~ n n ui n istrazione e coJltP.bilità milit;lre. 'linistero clelia !-(uerra.: organi pr1·acipalt e principali attribuzioni. A111111illl ~ trazimH:: dei corpi e d('gì i 1\t<Jhilin to: nli sanitari. C<•ll ~igl i d'::m nninislrazione: composizione ed attn i•U1.1 0IIi; n.:;,poni'abilità a!Hillinistr~ltÌ\'e . . Amntin;str:lziolle delle CQlllp::g ui e di SR IIità e delle iufen11erie di c<,rpo. :\ssegui fìss1 ect indennità e \·~ntu;~li ~pc ltllllli a~li ultici ali eJ a~l i uomiui di tmppa l . Il Jliuislro -

P. 111 SCAJ.J;A.

LJ) .\11:\J;:.;TEHO DELI"A. Gt.:EHR ..\.

l) \..:JHCULMlt: n. Gol del 11 rua1·zv 1\J:!:! tl'l>iv. 1 V .. Hep. liJ -

Prujllassi antimalarica.

11 VI'OblcWa l><IU.Ì!Hl'iO del.l.:J lUalurkl. uell'E:lldl'Cito deYe atbirurc ill JUOOO partl<.vlare l'a ttcm·.iouc di tutte le Autor·itit dipendenti sia pet· Ju cura dei mlliwt·l <X>Ip.lti, con1e lJel' la c•):stuute ed esatta uùo7Jono:: delle tuisure profilatticlle, tendenll! nd evital'e - o alllleno Uulitare - i <:<l:sl ~li nuova infezione. La gTanùe dLffu~ione della Jll<llm·ia iu It~dia e l'elevato Juthlce cmlt'lllku malal'ico ili al<:uuc regioni iwPougonu una encl't,;i•·~t lotta ucl l 'ae>'(', la !tUille p11ò e deve e."'::>et'e a:ssai pit'l lntt!Il&t ed atth·a uciJ'.I::!,>erCito, dove si llu modo ili meglio attuare i me--zzi di difesa e ' di vigilarne l'al•Plka;;:iuue. Qu:1nl:<> pi(1 lll'Oiit.'ll:t riu s<·irit la Jolta, t:tnlo maggiore sa n\ ll numero dei milita Lli' che verrit c..•Jn ~erntlo a.i luvol'i c\1• alle- Jstnnr,ioui del periodo ùl ferma: d ' :tlt 1,1 r~u·tc kt di llu ~ione uell 'J::;;er cito dei conc-etti e dell:1 tecnka per la dife:<a t'Jntru In rn~tlal'i:t l-"'l rit f:ll·c dei ~<oltlnti <li ng:;i i militi miglioni di una raziona le cnwJ>ngn~l antlm:ll<Irit·a nd l':1e:sl'. lltw,.to .\lini:>tero int:wto, ullo scopo di impriw('l'e 1111 in!liriF.zo nni co (!cl un criterio uniformE> alln lotta antimala r ica, 1'(']1Ut:1 "i'J'OJ1nno rlclluunare e stabHin~ alcune norme profilattiche Ji massima, che 1la::rli ol'gani oompeteuti \'Cl'niJUIO llJIJJiicatc e ~lP,.Ol'tunamente noottnte alle oon<lizioni loca li delle !:lingole I'C~ionl. J. - Prnjlllt8Bi a.utim(llrt-ric(~ nel periorlo pree1)/c/emico. - Nel JX'!l'iod() preepl<le-mko, che romprencle l primi mesi dell'anno, bi-sogna anzitutto sot·l·eg-lJRre attent.<tmente 1 oo::rgetti mu!ur ict esìsteutl nel sìngoll rorpl e repilrtl. L'nfficlule me<li<X> donù l'[u imli pn>f.'e<lere nd 1.111 uccurnto censimento dei malaricl f'$li'<tentl nel

**


J,j()

1'.\IU 1: l H ' I !:L\ ,l,l..

l'Vl'liO o l'l'lxll'lu on: pr~::sl.a ~c niziv, c wttut;ol'li, ool l u la Mi a l.liJ'\!11<1 &otTegli.at~ZU, a I.Jou,i liea dliuiuk:a a:,.,...,t·ìala a lll'l::l'H1'11Ii r it'(lSliLUelltl e ]Jl'efedbillllcll~ tK>.tnll.l.iuistrarc, a •JUt>:<to :s<:u[IO, la wl::;tura .U<H.:l·elli. 1..>1 I.JonLlk~t Ulllllllll è url!Ull ht Yia li.UI~tra ('lJt: tlc1·e ;;uid at·c IH:Ii>1 Jott~t t'VJllro la w.uJarJa c nt c~:~t·gui tll nppuuto n el l ""l'iodu !II'L>(!J>iùclllko, l)li<Jlld<J ln ll.lahnia è lu gran p.u'le lateutc, meuu·c gli ilnof di suuu ~:-<.Al n:~i ed i ut·<~pa d Iii iufetlat·c. l'e t· le l <X:a.litit wa lHricllc, O\'C :<iHllo a<.'<'.~t­ SCl'IJia ti o è l 'l' Il t u:llliJcntt• alTa llllltl ti rc1~•rtl <li truppa , ,·erril cumta ;m modo )~r. ti\.'OhHc 1<.1 jJÌe<."Uht l>vllilim ddle :t.Ollc cln·o:;IHIJ ti alle ca~t1lJc cd a g li a <.."<.:antuua lllt•ll Li . Troppo va::;to è i l t'}l llli.IO ùco; li ~'tuùi e lcldlc oper e tLi J'i:::uruu••euto d el terreno JJO!n;.h è :;i <kl>lla IJUi iu:<i:,Lt-t·e :suJ L'Jlll !IQl'Lau:-.u di t a le argolllenLO. (.;erto è che, men Ct·c l\• ;.:T: tnd i <· t•):<t(J~ l>ùuilidh~ 11v11 I'Ì<·!"<:ono <1 S>·e llere l':mufcli;,lno e la rual:u1a uon SI> Ilo intc;!nll e d :tlle pitT• ole h oHi li eh(', q U\•ste <..'Ullt'L'\Iouo ciò elle le graudl) ll<Jll t11'N'UU•I tla >'Oli· a l':q.!';:iu11g1·n~. L~C pic(.~)l c hllllilil:he JOOS."<>U<J l:'t.a.rc <hl sè; sono dv\'ll llCJII\: :Jtttwhili ,., auc·il~ "'-' liHlilate ad tu l·c ,.tC:'HI:IiOllt' cJi J.'jti\1-:WOU UJctri intol'll.O <Jllt• luc·•ll ilìt ahit:Jie, ~ l:'11nt " lll'i 1·i<uh.:1li a><sa i wddbf;t<•··l ll i. l'ert~IUto questo )J inisiPrv l':leC:(>lllHild:t el i :tllll;tJ·t' ;..u lat';!:t !<t·:li.J i hl\·ori di pit·<·vla bonltie•l. :li <JIMli sa r:.11111u :H Idei l e l" "'('7,inni cl i d i.<iu [c·:t.i<Jill! a ......"(·l.!ll<tlc a t:ÌI.t::.<:llll l,;Ot' l'ù· ù' Armata, qua lt ll':t c·:<><e nnn Ni:tno iiiiJii•·:::tr,. iu :>lln• p m tic·hc prolilattlc·he; :<C il11·~-e dette :<\.':t.i<~tli non fu-><'1'0 d i:-; J'unihi li o :<ullil'i•·l1t i al lo ;<('V!IV. \'(' tT:tnuo <·usl.itui te delle apl~,,..iw .<IJ II<t til't• dJ mi lita ri tratti 'cLti sin;.:·••li <'(/l'l'i " l'C'pa r li . E' m·ne )IBre elle tali hi\'<)I'Ì <iÌ:tiiO <':<l'I.:Ull i d ' illi<'S:l C'<lll Ìt' ;\lll<>J'ÌIÌL (•1\• iJ i, C {ICI'Ci() i. COill:tlldi di CQrpo cL\t'llt:tla prt•Hdt•r:t iiiiO all ' uo po aec·onli Cllll le ;<Ìilf!o lc l'l"<'fettur<!. all e <lllltli j} 1\li-

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nitit militllrE' ttnn >'l~"<'dtìo uou tìn:ttin> d<>i mi li t~tni nwlat·ici identico <t llo "1lE'<:<"hio A. eompiL\to tlall'nllidak Ull'tli<'o in b:t~ ai Ù<lt\ c•ontenutl nel l'<'J!Ì >'t.t·o·,...u(ld t•tto t' \'oist~t tu dal t·ourandn n t P dt•l Corpo e J1(>J'Ifl rto : tn l<" specebio s:n::t trni!'JDe.'!OO nndt(' "<' IH'~:r tivo. L e U i rP:~..i<>ni . 1~ ~anitù riepi lo~hel~l tUlO in 11110 spec·chio numel'il~) IS(:I•<Th iù J/) )!)i >'J '('<'I'( IÌ dei .'< ÌII;..:'Obi <~II'JIÌ O l't'l~ll'[Ì é io tl':t H IIPHI' I':IIIIIO :t quP:<t•> ~liui·.~Pro. Dir·t'zio nt• l 't'lltrtl le dt>l !<(>1"\'izio ~o:a n i t ;t rlo miJitn r f' . GJ,i s1~h i e I'E'I!i>.tl'i "'"''111111(1 tnt< Ti:tli :l u~:;uo. Gli s)~Ct:lli A e B !;(l."titui>'C<•lJO 1~1 ~hMa individualt • 1 l'l' Jllilil:tri tu:thtri<' i. l;r qua l!' vi!'nC ('<>~'>i :1hnl lrn. Il m i nistro : P. DI SCALE.~.

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impi.JntllJ~l

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Dirr>//QI'C: ARTURO ('As \RINT. v •n entl' ('Q]on nollo ffif'ÒÌ('O. ( jj9'}) ·Roma. JQ21- '2 2 - S tahilime ut o

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Giornale di medicina militare Direzione ed Amministrazione: Palazzo dei Ministero della Guerra, Via XX Settembre - Roma

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Roma, 1921·22 - S tabil imento Pollgratlco per l'Ammtntetra.:lone della Oue.r ra


;;,:;J Pubblicazione mensile

GIORNALE MED.ICINA MILITARE DI

PUBBLICATO DAL MINIST I;RO DELLA G UERRA (Direzioae centrale del servizio aanitario militare)

Gior:nale di medicina militare : 1851·1884 Giornale medico del Regio Esercito e .della Reg ia Marina : J885-18g5 Giornale medico del Regio E sercito: 1 ~ 1007 _,....., r '

ANNO LXX - 1922

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r Agosto

Fascicolo VII/

S .OMMARIO MEMORIE ORIGINALI: Ferrari. - P roblemi cellula.ri . . . .. ..... . . .. . ...... .....' .... ... . . .. .... . Pag. 363 Balla. - Di alcune proposte eli modifìcaz:ioni agli articoli dell'elenco de lle infennit à del R. Esercito (ecliz. 1917), r iguardanti l'otorino. 360 laringologia ... . ....... . ....... . ... .. .. . · .. · · · · · · . · · · · · · · · · · · · · · · ,. Angelini. - La disinfest.azion~ della caserma . . . . . . . . . . . . . ...... . .. . . 371 CONGRESSI: IV Congr·esso it.nliano di radiologia medica .... . ... . .. . .. . . .. .... .. . . » 386 RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA .. .. ... . ....... . • 386 391 o PER lÌ. LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE .. . .. . .. ... .... . . . PARTE UFFICIALE ........ .... .. . . .... : .. · · .... · .. · .. · · .. · · .. .. · · .. · .... · · .. .. • 395 U Congresso internazionale di medicina e fannacia m ilitar-e .. . ..... . » 399

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etna militare- Pa/qz;c del Ministero della Guerra - VIa XX Settembre - Roma. Per le nuove norme circa le pubblicazioni del lav ori vedi copertina (-'• pagina).

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MEMORIE ORIGINALI

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tlf'r i.l dott . Enrico Ferrari, direttore dell'Istituto di Putologia. deli'Ospodalt> civi co di Trieste ( l ).

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Dopo che Scheley<len e Schwann ebbero d i.mostrato che la pianta ·e l'orgtLIIP n111ima.le sano costituiti da elementi1 microscopici denominati cel·lule, Vj1·chow, intuendo subito fenorme portata di queste soo:perte, costruì .~n base a quest-e la sua dottrina cellulare. Dato che il corpo nostro è composto di cellule, la vHa non può c&rispondere ad aLL'l'o che .all'insieme delle funzioni di tntti questi elementi. Secondo lui iJ corpo COI"risponderebbe a nno stato socialt" di <"ellu1e, ohe sarebbero indipen·d enti una dal·l'altra, vivente ogmma. di vita. propria., senza pr ed.omint di tma sul·l'altra. Con questa tesi egli rombattè non ;;olo la dottrina solidare d eHo }lal'ler, che rivendicava al sistema nervoso una importanz-a predominante nel~o SYOlgi.men.to .dei processi biologici, ma fece crollare anche il dogma seco1are degli umori inoornato i·n quehl'epoca nella teoria dei 'blastemi e .dellla <"rél3-i del Rokitansky. Liberata cosl la via. dal>le vec-chie vedute <"ristalliz.zate, egli sv.i.Iu.ppò u lf.€.riorr!mnte la sua dottrina, estendP.ndola spec.ialmente al ca11npo patol o~co e gettando ovunque J.e b asi ;per u J.teriori ricerche, oh e perdurano tuttora nell'intento di svel:are per 'lW:tnto possibile i,J mistero, ohe avvolge i COilld)lkati proce.c.si biologici nor.maJi e patologici. E noi vediamo ('OIDK' ranaLomi,a , la fisiologia e la patologia si inrontrano nello studio !'ìempl'P. pi'ù intenso di questo elemento fond amentale ·rappresentato dalla cellula, procurando di a nalizzare con tutti i mezz.i possibili di indagine la sua strnttu·ra, le sue funzioni e le sue alterazioni. Ma quanto più ci addentriamo nello studio, tanto più vediamo, come "la cellula, r itenuta prima un elemento plasmatico semplice, si dimostra invece di struttura straord1'!1ariamente complessa ~or:rislpondente cer tamente a pari compl·icak'l. funzioné, e méntre ci i·lfludevamo un tempo di e.<>sere arrivati a con,oscere l'ultimo gradino deJ.l'org:anizzazione del.

Fase. VIH.

..... ./.~~,

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·wioo.

24 · (1-i.ornal~ di medkin•• mi/it(lre. -

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. :. .\~.;f:j)

La òoiLrin.a cellullare del Virchow segna notoriamente iJ pas:s.aggio . tdeoisivo dalle antiche speculazioni fi!()sofiche all'éra natura1listica nell'.indagine e nell'interpreLa.zione dei fenomeni biologk.i . Egli incaxnò in tnodo sublime lo spirito. del suo tempo già pr€1parato e .mlaturo, 1per i seri la vori dei suoi predecessori, a questa riNol u2ione nel cam;po scien-

(]) Da lltla C<>nfer<>nM tennta pres.qo l'l nf.ermer111 prf'~illlnrla dJ Trle!rte.

~


nostro t:JOrpo, noi ci LroviélJlllO ora, .in riguardo all~ ceJl ula, allo stesso. }JuntQ come pr1ma in riguardo ai tessuti ed organL

La cellula deve venire consider-ata oome un OI·ga.nismo a sè, composto. rli clementi più piccoli, corrispond entri ad altrettanti suoi origani, dalla.. cu.i ·funzione complessiva dipende poi la funz,ione dell.a cellula stessa. 'rulli i progressi della tecnica moùerna. di colorazione, compresa la. coloraz ione vilale, contribui rono ad approfondire le nostre conoscenze mDrfologiche; la chimica e la fisica, e specialmente la nuova fisicochimica-cdlloidale aprirono nuovi, sempr·e Tliù vu..c;ti orizwnt.i per l'inlerpreLazioP.e dei complessi problemi fisiologic i e pat.ologicà . Studiate con questi crtteri le varie pa1·Li componenti le cellule, si. potè constatare che il proloplasma, delimitaLo da una membrana colloidale, ha una slrutLura complicatissima, essend.o suddivisa da un numero straordinario di membra nelle colloìdal i in altrettante piccolissimecelle, riempite del cosidetto citoplasma.. Le celh.1le sono traversate inoltre da un sisloma di filamenti detti mìlocondri, r he forse sono identici al cosi detto apparato reti colare i n terno tJ·o,·ato per prì mo dal Golgi nelle cellule nervose, ma. poi da altri anche in varie aUre cellule del oorpo. Qu esti mitoe<>ndri sono sl..a.Li oggetto di profondi studi, da cui risult~rebbe da. una ·P'<tl'le ehe e-ssi con g:i un ~ono i.! nuèleo con il protopl'asma e la membrana esterna, dall'a.ltra che rappresentano la fonte da cui si sviluppano i cosidelli granuli c he si tr·ovano di vari e forme e di varia· clignitìt n ell e t'ell11 le. DeUi granuli conosci uti già òa molto lempo, ·rnfa ìnterprelat.i prima quali semplici prodoW eli secrezione, conisponderebbero invece, sr.condo ,Je nuove vedute, almeno in grnn parte, a elemcnli e~enz i al i delle cellule, svol~endosi per me1·ito loro nelle eel~ul e i più svariati process.i fr~rnw nt.a l i,.i. Qt•t>:>bi g ranul i - fe1·menlì - pure. di mtlura colloidale, dunque non· diffu ~ibi li, s i troYano dol.ali ùi vario potere frwmenlaLìvo nelle varie cellule e anche in una cellula stessn., rinchiusi nelle piccole suddivisioni cellular i e drl.Prmìnano ri l met.abol ismo pa rLicol are dell e >ee,JlUfle lasciando pen elra •·e in dgn.i cellula o in ogni reparto cellulare soltanto· date sosta.nze dd plasma cui sono legali <Come la chiave alla toppa. Così si sp i C~ga come le -sì ngole reli ul e possono prelevar e dal plasma circolante comune soltanto determinate sosLa nze e come anche in una cellula slesso. possono sYolgcrsi rontcmpor.nneamrntc diversi, talvolta anche di sparati , proc-essi b iolo;:dci. Con ciò la cellnla assmgc a m af!gior dignità di organo specifico a d ifferenza dr ll'opi nione vcc~hia che ved e,·a soltanto nel sangne il faLtore prin cipale di tut.tì i processi. normn.li e patologici. L'importanza dei g i'.nntlli è t.alr, c.hf} All.m:tn n, il f[mde si ò partiwln.rmente occupato di essi, li ele,·a alla dig ni tà di veri organism i elemenl,1.ri capaci di ri'PTOdursi - come lo s:t.ppiamo ora mediante i mi tocondri - indipendentemente, per cui egli nwdifìca al loro riguardo il celebre motto del Virehow: « omnìs csll ula a cellula. , all a.rgandolo con qnello: « om!l1e grllJllllum ex granulo "· R com~ la cellula del corpo metawico ha il sno analogo :1e.lle cellule libere prolozoarie, così egli Y<'Òc l'analogo déi granuli nei micror-


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Ct:t.I. UJ.AIIJ

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ganismi batterici, amrn~tlendo che la cellula si sia formata secondariamente da un'unione di quei granuli primitivi. Ma questa .teoria, che non sarebbe anLi{)eLlulare ma piuttosto uUr~l:lulare, nou si è potuta imporre, perehè da una parte è stato .successivamente dimostrato che anche :i batteri corrispondono ver~mente a delle cellule e daJl'altra parte l'embriologia insegna che l'elemenLo fondamenta le, d:t cui prt~n­ don.o origine lutti gli esseri v.iventi, è la cellula, e non il granulo. P er i granuli la fisioldg.ia è divenuta in questo campo morfolog:ka,. ma essi sono sim)ra soLtan to in minima parte identificati per qua;nto riguarda. la loro funzione: nei conosciarnQ gramtli zimogeni del pancreas, d elle ghiandole sa·livari, conosciamo i granuli delle ossidasi nei leucociti polimorfi, che sopraslanno agli importanti proce...c:si di ossi'dazione, conosciamo i granuli sideroferi, ma ignoriamo ancora la funzione eU tanti a.ltri , la cui presenza e dimostrazione ci serve ancora unicamente quale mezzo diagnostico differenziale spec:ialmente nell'ematologia, ma, non vi è dubbio, che, con il pr01gresso della scienza, adottando altri nuovi metodi di' colorazione, si a rriverà ad identificarne ancora degli altri. Ma è anche ·certo, che questi corpuscoli visibili rappresentano soltanto una piccola parte degl'i elemenLi contenuti nelle cellule, p(',. m1i è molt.o dubbio se noi potremo oon 11 puro studio morfologico penetrare ancora moUo più profondamente nelle conoscenze della funzione delle cellu le. Oltre a quésii elementi che dimostrano già alCI evidenza la complessa r.ostiluzione d el protopla~ina no.i troviamo ancora in ogni ce.J.Jula un elem enLo corpuscorale ben d·istinLo, il cosidetto centrosomo o centriolo, 1. da c.ui p<trtono in tutte le direzion:i de.i p.iccoli raggi formanti insieme la cosidetta centrosfera. Questa formazione corrisf}Onde ad un elemenLo fondamentale di essenziale importanza n el processo di divisione mitoli·o a della ce J.l ula. Pa,·lrnenti complessa come la st.ruttur.a 9el protoplasma si dimostra quella del nuoleo; esso consiste notoriamente di una membrana limitante, di uno scheletro filamenLoso di cromatina, nelle cui maglie è raccolta una massa mucosa - i'! .carioplasma - e d el nucloolo. La membrana sta in nesso tanto eon l'apparato filament,os.o e memhranoso d el protoplasma quanto con il citoplasma st.esso. Mediante quest-e comunicazioni essa .p rende parte attiva 'a lle funzioni d el l JTOtoplasma rappresentando, per modo di dire, H meccanico che dirige il suo lavoro biochimico. A differenza del protoplasma, c he è di r egola acidofilo, il nucleo si tinge ron colori basici, mentre il micleolo s.i comporta in questo riguardo nuovamente come il proLopLasma, essendo anch'esso acidofilo. Data questa struLtu ra d ella cellula , noi non ci meravigliamo più tanto vedendo anche in una cellula sola svolgel"Gi contemporaneamente dei più sva·ri ati processi .di ossidazione e riduZiione, di assimilazione e dissirnilazione, d1i si·ntesi e metatesi, d! accu mulaz.~ooe , oocr Pzione rsterna eù intPrna e possiamo .almeno comprendere, 'PUT restando meravigHati, come, per esempio, la cellula e.paHca possa contenere una maltéLS'i·, un~ glieasi, nn farmento ~roteoliti.co, nno capace di sei!l1dere la


PIIOBLt.~ll

Ct:l.LU l..\Rl

nuoleina., una aldeìda.si, una latt.asì, un fer.mento capace dì sviluppare J'ammomaca. dal nìlrogeno dct~l i amidoacidi, ·un fermento dì fibrina, una lìpasi, un fermento capace di trasform.are il tglucosio in glicogeno, trasformare l'emoglobi·na in bilirubina, produrre l'aci<clo colico e combinarlo con iJ glìcooollo e la !.aurina, combinare dei feuolicon dell'acido solforico, e rendere innocue t.anle sostanze tossiche c.i rcolanti nell'org;.~nismo.

Tutte queste funzioni s.ono possibili uniro111ment.e per 1a costituzione coHoidale e morfolog~ioo. complessa d elle cellule. Le m embrane colloidali, il cui segreto sta nella delimit&ione relativa senza chiusu r·a ermetica, t:omposle come sono di sostanze lipoidi-<t.lbuminoidi cl1e var·iano in o~i gruppo di cellule e anche nelle diverse parLi di olgrù ceHuJa, rendono possibile la specificità nella cernita d elle vrurie sosl<Lnze c.he hanno da bn'Lrare nel,la cellula. EssE: dominano e rcg·olano tut.t.i i processi t•omplìcati di diffusione, assorbiml:'nt.o, c·apillariliL, diali;;:i, oornosi. modificandosi ~on tinuamente sia chimicamente che fisicamente, e do stato colloidal e del contenuto impedisce per rattrito ilnlerno d ella fase dispersa, la form!U',ione di preci.pilati ell e sarebbero inevìtabi'l.i se il melttbolismo del nostro eorpo si svolgesse a mo' di pure reazioni c·himàche. Lo stato colloidale determina anche un enonne aumento della superficie interna rendendo così possibile una slrlllLu.ra 1·0m plicatis.<>i ma i n uno s pazio r.istrettissimo. Noi ci lrovi<Lmo oggi arwora alJ'inizio, si può dire, dell'applicazione della scienztt colloidale aJ,Ja medicina, ma giù ora PS."'-U si è imposta, ed è certo rhe da essa. noi rlobbiamo aspettarci un impul50 straordinario nella conoscenza ed inter.pretaz.ione dei più OS<'u ri problPmi triologici normali e pat.ologk i. Oltre alla struttura normalt> delle cel lule, gli !'>!.urli si son0 rivolti <lnc.he a quel fenomeno mister.ioso della. diYisione del le celJule che si svolge nei processi oomplica.ti ssimi d ella omi«>si. Le si~ole fasi di questo procP,sso che si compendiano nella profasi, metafasi, anafasi e t.elofasi rappresentano altrett.anti problemi Cl\li poarerchi f.ra i migliori ingegni hanno dedi<'ato t.utta l'opera della. loro vita, tentando di spie-garle con una serie d i geniali tror·ie. Partk.ola.rmen!.{> inter essante è il c.oiTllpOrtamcnto, <luran.te- questo processo, d ei cromos.omi, il cui modo di dàv:idersi è oaratteristieo per la specie e dallf' cu i vn.riazion~ e anomaJ.ie vengono fatte diJpend(\rf' le vnrie costitu:mon.i ed abn<rrmità ereditarie. Ed anche la causa. d<>ll 'ins.orgenUt dPi t11mori - altro ea.p itolo .anc·or sempre discusso - è stata ricE>rrata. d al Boveri in un abnormE' c.ompor : lamento dei rromosomi. Tutti Qtlest.i profondi studi Sll'l~a struLtum cellulru·e, <'h e ancor S(;'mpre ront.inua.no, se hanno da una poarll:' c!imoslrato l'alta ditmilil d elle ('allu1e, hanno las<'iato però insoddi!>.fa!to il hisogno rli trm·are quell'unità di organizzazione ciai fi siologi e p~icologi ron ragione rerlamala. La tesi <:lei Vli r<'.how che .il r.onpo si risolve in ullima analisi in miriadi di cellul e in<lipendent.i tma dalll'altr·a. e unite con uguali diritti quasi in uno stat.o MCia.le, non potè soddisfare sarri fìcando t'gli troppo l'unità n ell'indivi duo all'in dividualità della cellula.


l'l:t>UU:~ll

Ct.LI.U L.\111

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Questa unità. dell'àndli·V·iduo r eclamata daJ Lotze in op).)<r.;izione a:l Virchow lìretende un legame più intimo fra tutte le cellule del oorpo e assegna alle <:Pllule singol~ un posto sì i•mportantissimo, ma non assoLuto neHa composillione del cor,po. lmrpreg.i udicata l'enorme im:portanza della cellula che s'impone sempre pf.ù, essa .n on ,può essere l'unica forma assolllt.a di organizzazione del nostro corpo. Questo d eriva bensi in origine da una .cP.llula, .m..a ltt La ,·olta impostato, esso esercita a sua volta una grànde inf·l uenza sullo sviluppo di quest.i elementi fondrunentali. E sono appunto queste influenze reci·proche tra l'intero e le parti che ditnno po i appena al corpo tl'impronLa dell'individuo. L a di\'·i,,ione in cellu l e l'On~iS.!JOnde cer'l..a.mente nèl modo tnigliore a·lla. JH't 'P~,;ilil di aumenl.rtre la sunerflC'ie. l'vla noi vedbmo che crne:-t.a divisione non aHiene, ilfl tu tti i ca5i, completa . Noi ve<liamo in certi individui 'l.ll irn:tli, 1· h e le cellule formatesi per mol ti:plicazione dali 'ovulo r est•ano per mol.to telTllpo unite t.J>a loro fot·tnando 11n cosidetto sinC'iz.io e d 'altnt rarlt> vedi.amo come c·e-1\ule, prima djvise una dall'altra, posF-uno unit1)i posteriormente determinando la formazione delle c<>Sid ette zooglee . Noi vediamo inoltre rlw talvolta i.n una cell 11la si moltiplie.a.no i 11udei, senza ch e da ciò no derivi 11na d iNi-:,'1,me in altreLta.niP l'eJ.lule. Gli sludi rivolti con quesLi critm·i a.LI:t romposi7.iono ·del nostro corpo han no dimo..;;;tralo rhe anehe qui il legame fra le cell'ule è molto più intimo di quanto si rumnt:tteva sinor<t. L e rellule epitrl.ia,Ji d el fogl ietto ecto-ed entodermal e sono in orig'i.n ~ disposte in ::>incizio, dunque <"Oilega:te L11tte tt·a J.oro medin.nw rgt'O!=.'S i n a;;Lri plasmatici, di rui si vedono notoriamente ancora i resi.rlui in forma d'i p:eooli filamenti spcr•i.a,]flnente noti twlle eelluJe dell'epidermidP ma a.ndte in aliri epiteli, e nu·lla. si oppon e all 'ammPLlere e.he quesle comnnicazioni esistano su più vasta scala, se anc he in fol'ma m et.a.visibile, irn Lutti gl i erpiJelì o loro derivati. Ottr·p tL cpJt><>li lPgami fra le sing-ole cellnle Iii ogni foglirtt.o, i due fogli c·tLi sono po·i a lot'<> volla co1J0.gaLi tra loro med'ia.nLe dellP masse pl.asma.tiehe, denomi.na.te pl.a.smodesmi. I n queste masse plasmetlif·he, che formano un rrticolo con d('gli sp<t:r.i liberi riempi ti da sncr.o plasmati r·o, i·n ~milgrano dai fogl.iPLti E'pill'lia li SPcondariament.e delle cellule formnnt.i così .a..~ i eme alle mass~ tn·ot®lasmaliche ttn tess11lo si.nciziale ovnnque co.lle!rato, il cos:lfletl<O mflsenrhim.'L embr:ion.a.le. I l)lasmooP::•mi formano un reli~·olo ininterotto ne.i cui fln nLì d'incrocio si installano le ce·llule mcscnr himali. Le ('ellnle de i fop:liell•i 11nitr tra loro e spo('. ialrne nlo il rnPsenchima, l.'he poi forma il tcr=s11to fondamentale per f.IJtlo il t·orpo e c.he c.orri5ponde a un unico sineizio, rappresentano qt1im.cfi l 'unità de:H'organismo tanto reclillllata. fl m e~rnc.l 11ma :; nhisn~ nt>ll'u.ll t>ri or!' ::<Yi luppo un.u seri e di modi.tìcaz.ioni: cosi la supettì ··ie òP\Ie masse. nrotop.lrl."'tnati<·he, dei .pla..smodP,c;m.i. si nHera nPJ' lP,!!gì !·olloid1li al cont.1Lt0 con i pori acqu i•stanclo per la l egge d'in·V{"t'C hintnPnlo dei ro11o.idi una struttura l.a.mPHare o tìht·ill~re; eooì si forma i.l t.essnto connell.ivo propriamente detto, che ptrò r.Jmanere in quPsto stato pt imiLivo op·pure rmò trasformarsi in sln1ltura pìù solida 'J)er imptegna.zione c.on una sostanza colln.gPna . P f'r impregnazione delle tìhritl·lt> ron r.elasLina si forma. parimenti il trssuto l']n-


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I'UUIH.I::~Il

C"l::t.Lll i..\Ul

stioo. In ambidue questi casi un';l.Ccuraia analisi dimos.tra però ancora sempre la presenza di fibrill e primitive non trasformate. Le sostanze oa.rti laginee si formano pure da.l reticoLo mesenchimale .primi Livo per trasformazione i•n massa amorfa, mentre la precipitazione in essa di sali di calce d etermina poi la formazione del tessuto osse.o. Anche il tessuto muscola re si sviluppa dal detto mesenchima; in questo caso nei por.i d el tessuto spugnoso penetrano d el le ceJ.Iule mesenchimaJ,i che si trasformano poi i·n fibrille m uscolari; noi -comprendiamo co.sì senz'aslt•·o che il sarcolemma, •non tantA> discusso, non P08Sa essere alLro che i.L residuo d ella .rete p1asmatica fibrillare. Al mesenchima s pettano però ancora altri còmpiti molto importanti. Le cellule contenutevi possono ema.ncriparsi dal .plasma mesench1male e tTasformarsi in cellule speciali d el tessuto. Queste cellule possono poi o .r estare nel tessuto o emig rare da esso per vie format.e dal reticolo stesso per confluenza sist.ema.ti.ca <i ei po•·i. Le .cellule dei tessuto .p ossono tappezzare questi canali e assumere il ca•·attere di end oteli, mentre altre entrano nel lume dei c.anaJ,i eosì forr:nati ~ e rappresentano poi d ei veri e propriri elementi leuooc.it.ari. I CMJali così formati corrispondono a vasi sanguigni, la c ui •parete può esset·e costituita semplicementP dalle ce1lu!P endotcli.a li oppure ingros~a.r~, per succes,iva trasfm'ma.zione, con sviluppo di trssulo musçolare fibroso ed elastico p i.ù sopra ac.cennàto e a~ mere l'aspetto di arterie e vene. Queste vedute moderne esposte rece ntemente <lallo Hu eck risolvono così in modo semplic issimo la questione lun~am ente ed accan.iiamente dibattuta s ulla natura is togena e ematogena di certi e>lemen ti celJp,[.ar i trovat.i nei tessu ti specialm ente nei p rocessi .jnfiammn.lo ri. Ser,ondo .il Vir<'.how, i.l quale mercè lP sue lgenial i ricerche e SI'Operte ave'\·a f.a;l.l{) orollare le anti<:.he vedute umorali, il prol'esso infiammatorio si svol garebbe ~se nz.i·almPn t e nd le cdlule dei tessuti , mentre la ·Compar-tecipazi()ne dell'apna.rato vasc.ola1·e av r<'bl5e un 'importanza serondaria. Dopo che però il Cohnhei m ebbe con evide.nza d imostrato che neU',infiamma.zione .avviene un'emig razione di leucociti dai vas i sanguigni con oonsecuti\'a immilgNtz ione nei teg-suti, si riarcese. ],a lot.ta fra queste du e vedut.e: cellula-r e e umo ra le . \'irchow riba.ttè che pu'l" ammessa una paru'<:·ip·a.zion e ematogooa al pl'ocesso infìammat0rio, J<1 parte essPnrziale spel.t erebhe< all e cellule fi RSe, sperialmente per quanto riguarda la neo-formazione di tessuti , mentrP alle cPilu le irnm~ g-ratf' s!)f'lterf'bhe il ('.òmpito d.i rimuovere dei d etri·ti formatis i, dopo di che esse sarebbero destinate u sparire. Con la scoperta d ell e coS'id e.ttE' c~Ht•le migranti d ei tessuti da parte d el Reckli nll!hau;sen si .in iziò pO'i un nuovo periodo òi· studi tend enti a precisare la nalul'a d€'i vari elemen ti cel1lulari trovati nfli tessuti, s pec.ia.lmente per fJl'la nto riguarda. la loro provenienz-a se i.s togena o ematogena. SarPhhe t.roppo l ungo riporta re fJUi tu t!R. le opi n;ioni e disrussioni suJlo. vera natura e provenienza d ei rosidelti plasm.a!O<';iti d e:ll'tlnna, ovvero clei r· lnsmatocHi del Ranvier , e d ~ polihlasti d el Ma.ximow . T ut.ti I'O'nvencgono che questi elementi si svilurppano da forme lini()('ifoidi , ma a lc.un i ],i fanno provenire d al sangue, a!Lr.i li considerano quali


PltllllLt:MI Ct:LLULAR.I

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~lementi .istogeni. P er un altro gruppo di ooHùle trovate nei tessùti e

precisamente per le cosidette -cellule ()Jvventizial:i del Mar~ha.nd è sta.to <lim06'trato .che esse si sviluppano dalla parete v.asalle, dunque dal tessuto, pur Ta.SSOmigliando .in molti .puntù a forffile lJilfl,focitoidi. La cosa si ·è poi ancora oompJ.icata, avendo, dall'altra parte, ·l'Aschoff dimostrato che nel sangue si trovano oltre ai soliti leucociti anche delle cellule che provengono ·certamente dal reti·colo e dall'endotelio va.sale di certi or·gan:i specialmente oome .la. mi!J.za, il fegato e il .mlidollo osseo. Questi elemenli ehe provengono dunque dall'apparato reLioolo-endotel.i.ale somi.gliano a certi gruppi d'i ceLlule più sopra menzionat.e, speciBJl'mente per .ii potere fagocitarjo 1m esse pronunciato. Il Grawitz infine introdusse, allo s-copo di ch iarire le questioni oontroverse, in questo campo il nuovo metodo di ~ulrLura escogitato dal Care1l e potè dimostrare che nei tessuti oonnetti;vi isolati dal .loro nesso organioo e colti<Vati in plasma sterile si può osservare lo sviluq:xpo di ·elementi rx.llulari simili a quelli descritt~ dagl'i autori e ritenuti in parte provenienti dal sangue. Eg1i ritorna quindi alle vedute origina1i d el Virchow, e.on la differenza .però che egli ritiene possibile una ritra-sformaziane in cellule anche del tessuto fibroso, mentre secondo Vi.rchow :quest.o tessuto una volta prodotto dalle cellule non aveva più vita pro-pria. La -spi!:'ga.zione data dal Grawitz, éhe questo tessuto poSSia ridestar-si -dal letargo, è stata attaccaLa vivamente dal Marohand e <ira. altri, i. quali la oonsi:denwo quale ritot'11o 'ilila genena.zione equivo(·.a e l'i tengono piut[.osiJO che nel ·connettivo maturo debbano rimaner e, se an•·he in fOJ·ma non visibile, d ei residui almeno minimi di n.uclei cellulari, dunque di cellule, i quali sotto d~ti st~mo.li si ingrosserebbero e circonderebb ero di protoplas.ma. Da quanto esposto risulta r.he noi ci ri'troV'Ì.almo in proposito in un circolo vizioso, da cu i stiamo peYò ;per uscire rnercè la nuove vedute sul mesPnr:hima. Sostanza connettiva ed BJpparato vasoo1are non hanno soltanto un'orilgine comune, rna anche neJla v.ita. poostembr·iona.le tanto celltrle e te.3-Suto intersti4-iale, quanto E;fementi del sangue e vasi stessi sa:nguigni si oMginano dal mesenc.h ima persistente -ed ub-iquitario. Se poi s ingoli elementi nell'ulteriore svi•l uppo acquistano delle forme ·pe<:uliari pil1 o meno di..stinte, ciò oorrisponde unicamente a varietà di. funzione. Una volta mature, queste cellule possono b ensi es'Sere differenziate in vario .m odo sì da poter stabilire varii tipi che !Provvedano a varie fun2ioni, ma '(',iò non togliE> che l.a loro origi<ne s ia in tutte da ricer~rsi i·n una fonte comune, nel m esenohina. Questo tes-suto a.."<'Surge perciò a dignità 1b en più alta di (]uanto oomunemente si ammette, tanto r he da qualehe autor·e viene a.Qzi consid erat<l quale il 111111lggiore or·/l'<l,no endO<'ri'Tlo d'el nostro rorpo.


360 0-il'J::OAI.l•: MLLITARE PIU:-I(;IYALE DI TORINO

( DIRJ·;TTORI-:: T l;:NENTF. C'OLONNF.LLO MEDI CO

L. FRANCHlì

Di alcune ,proposte di modificazioni agli articoli dell'elenco delle infermità del R. Esercito (ediz. 1917), riguardanti l'otorino-Iaringologia per il dott. Alberto Balla, maggiore medico.

Giusta e logi~a fu, nel UH7, la pubbliet!:tione dell 'attuale ElencO> delle Infermità, che aveva !o scopo di restringere le maglie della rete. medico-ler,al c, per cui fac.i lmenlc passasano, uscendo cosi dall'Eser·cito, militari già axruolati ed inscritti di leva, appena. venuti a contatto della. grande fami glia che combattè vittoriosamente nel nome d 'ltaha. Tutt<nria oono C<unbiati i tempi o, per meglio dirt·e, sono modificate le necessità mi litari di questo periodo post-bellico. A!llora ferveva la guerra ed era dov~m:;o che cigni italiano rtec>e t]a. mt-r r.!e <> il bra cr io, rw~llo' sue c.apa.cità intellettuali e fisiche, pe r il bene e la sa:lvezza del nosLro paese. Or·a, pure riconoscend osi dal·la grande maggiora.n2él d egli italiani la n<>Cessil.ù cii ('Onservare l'Eìse·rcit.o in rondiz·ion i di ·teale efficiemAL, si pensa di ridurlo poggian.dolo su solide basi d'i,nqtHtdramento, con mi-· n(lre ntHn~ro di componenti eff t'L1 ivi, ma perfettamente sani, sia dal lul<l della mente c-he d el·l a coslit.uzione fisiea. OrhPnc>, per llmitn.rsi al lato fisico, il suddetto elenco delle informil.à., mi s! permetta dirlo, mi P,:'Lre restrittivo, da~Lo l'attuale concetto della organ izzazione d e!a'Esercit.o. E' doveroso riconoscere che di già la Dir·ez:orw C'f•.ntra:!e dPI serviz-io sanitario militare ha idr>:lLo di modific.are il sunnominaLo elenco delole inferffililà, e di ciò è preludio la. .pubblir..azione del Decr eto-legge n. 1375 d el 24 lug11io 1921 (ciroola.re 559' G. M. i 92l), con modifkazi.oni deg-li articoli concernenti il tracoma, le ernie, (' c·he nei riguarcii dell'a.lleg-al,o ag 1giunge aoohe l'art. 19, che i 1e tlori Lnlli conoscono e ch e fu ve1·.ament.e provvidenziale, l'alJ('gato n, non pnum rlo evidentemente elencnre tutte le infermitA o, per meglio dire. s t.abilirne ill ~rado che re nde l'inscritto di leva ed il militare idonei in modo pel'rna.nent.e ai soli servizi sedentar.i. Io mi limiterò a presentar-e nkune proposte di mooiflcaz.ioni agili a.rticDli concernenti la spoc·ialiLà otorino-laringologica, che modestamente c.oltivo da J)l'lrocchi anni , s per:ialmentc nelle sue .O.J)plicazioni a~Mt mE'Jiir ina lclgale militare. Già nl'l19!6 nel Com7>r ndio di medicina l rgalc otori·no-laringologica, Ptthbli Ndo dal p1·of. Ciro Cald era e da me, ho trattata ampiamente la mf'di r· ina lPp-nlP m ilitare deliln. RPe<'ial·ik1.. In allora, ·a titt.olo di MnfrontD, ÒP!'II m endoli in gr·a n. parte d~tl l ihro deLl'Hassla11er: Das Gehororgan nud dir nhrrr Ut/fweqr bf'i d Pr nrurlelunq di'l Militiirdienstfdhigkeit (Bt>l'lin. Hll~). riporta i gl.i art icoli dei vari e.lenrhi !'h·anie-ri, riferentisi

n


alle specialità, ariicoli che ometto di q ui tr!l.SC!riovere per non ab usare della ospi t~htà d el gior nale. Ad og-ni modo chi avesse vaghezza di oonsuJta.r<ti, per trarne e lementi di confronto, li h·overà nel citalo Cc·mi~'Joein ­ dio. Ripor terò quind i solo gli articoli d el nostro elenco delle in ferm ità, eoncernenli le speria.lilìt ed a fianco .)p mie proposte d i val'ia.nti però unic.amente per rtuf'gl i a1·Eroli rh e desidt~rerei. modificati . Da ultimo farò 1'-eguire le consi derazioni che mi hanno indotto ad inoltr-are tali proposte, considenlzioni bu!==.:tte sulla m ia modesLa esperi~nr.a arrtuisit.a durante il mio servizio medico milit.wre-, ma specie in f1uesti ultimi nnn i (1919, 1920, 1921 e primo quadrimc-stre del 1922), in cui quasi ininterrottamente ho fatte le visiLe d i oss~rvazion e de-lla S'Peci.alilà !)res.;o l'OspP.d al e miliL<xre princ.ipale d i Torino e la maggior 10arte d elle visite ronsnl Li ve d i ok>ri no-laringolop;ia per ronlo df'i collegi med i.co-lega.l1 d·i Torino, Alessandria e Savilgliano e del la Commissi one sanitar.ia d'appelJlo di Torino. . l ) A T. LEGATO A. Elenco delle infermità (ediz. 1917).

Pl'oposte di moditicazioni. Art. 'll bi.q (tt{/!liunto). l..a lllllll('!hl''UI totali' dp) J);ldiì:"li~>ID<' <l i 11 n

orf'C('bio o 111 m ierozia ('o n;::· ·11 i t~

u•:ilnt1'1'11h> <Id Hlto ~mdo. Art. ·12. L 'otitc:> m :-;Ji:l "'"'l't>tiYII cronl<'ll, nni!atemli> o bilntt>m l~ . S<'lo ~ - ;oosf'<'llllt:l rln f'Vii!Antl> ro1·i.~· d.:> l h· Cl"!'n 11 t111 <~>!<':<tPn tnrnn o !'!' n hhi:1 ti ••· t~MTlill >lto ri~rn tinwnto o tl•i tTusion:• al· l'or'PN' h lo l ntf'rno. o ~ nN·nmpn;:n:l t n •l:~ m:1>:toidl tR l nt<>ntl': :lo(!C('rtnJ·n m11 Ol'l<rrrvnz.i one ìJl o,<:p<-. l n l<' mUi tn t'l' <' Nrsi,t.Pntc- nlt:·p 11 JY.' l'iorlo (!('11:1 rin•tl i bi l ìt:\. 1.1' lfll>irintiti M'<'"l'bltt> ('nn Ol-.,f'I'\'H· zion<' im olq)f'c'lsllf' m ' l itn l'C' P tl<'rsi~1't•n­ ti nlt.n> il P<'t'ln:Jo d<• l In •·J ·y~llhilìtìl .

Art. ·l'~. lJotlte mNila 1•ur u l~nht t·r•m ir·n, n n ila te•-..• Ie o bl\11 tern le. sost.·nu~• Ila <·arie- <l<:>Ut> 0~1 o da f•ole!':t:oat<mPI. n ·~ n hbin dH~rm ina to dill'mdone n ll'or (>C(·hio intRruo o ;;e nccompagnnta dn nw>-'toidite latPnte: n('C('!ft.'\ta <.'<>D <>«>'<'rYar. \n11e in o,:; l ·;'ll:l lP miUtm~. L'otiW. me<lln pu i'U lentn cron)('Jl non

rompliro tn, n('('('rtn t n . <·o n Ol''>'<'l'Y a ?.ion( • in 1)"'1>l'clnlf' m i li tarO:'. e JX'r>~i!<h'>llt~ nl tr<• il J>Pl'iOtll) •!t'ila 'lh't•dibi !itil

.\1•t. .J:! Ili.• -

(11[/!JiiiiiiO).

l f t" ll!llliPTÙ d i lnbl l'i~itismo. m·C'Ptt:ltl in o~Jl\'t l:i l,l" mlli l:lll'<' t• 1 e•·,:i,:t pnrJ o lt r <' il pp.-Jndo dt-lla r iwdiùi l ilit .

.\ ·rt. 1::. - L·1 ~>t·tlitil a,;;,;ohll·l hi l 11· terni<> n<·•,o.•·tn tn ('()11 n>;:<f•rvnzh••w i n O!'<J>Pilnl " .. i li tnre <t? lwt·:o:i:~t.Pntf! oltr!' il JrM•r· h)1Jn ol!"ll:1 t-I H••lih!liti•. sorditi1 :Jl--~>111hl un i lntvr;IIP (1111111· <l•> sin n!<socintn ild llllit clllninHzlt>IIP •'i ~H:IltRZ7.<1 n <l i t h· n nl'\l'nltro O l'P('<· h.' o n grndo t11Je da ridu rre l'udlzione <l<··· VO<~ nfn110t :1 •m·no oli 1111 mPtro. ll<'e>ertntJt <'()11 0>\'<('l'Vfll'IIOilf' In O>'IJ~!lll.lf' m,llit.nre e 'J)erlli::OtPnti' <;ltl't' il P'"Iiod•"l della r l vedibllltà.

r.,,

A1·t. 1~. - L'ii)Oll('ll!'l:i bil~ltl'l':ll(• dl :lltp 1-,'l',ll llO :>J ('])fo Ùl VOI'<" ÒÌ 1'( 111\'( ' I'S.'\· ;r.fone :o:i:t ·••hlott.<J a nwno !li 1 .m(~tro tl:1 umoo i l:1ti: la "nn-lit:i totali' unllllt.t'l'lllf>, ('()n iptlfl('n :'<hl tl:il l'nlt rc1 !:1 to, <'011 udi to Jler hl V()("t' Hfonìl •·'dotta n meno d i 1111 metro : l'un~• <' J';il !n• c:)n O!'<f'('I'VIlZÌUIIC i ll Osfl('<l:IW m!lil-:11'(' C Ò O· (lfl ITll"('OI"'n il l~rlod<) <l~·lln r in•lll· l>llltà .


"362 àrt. ·H.

La mant"llnzn tol.ille dt-1

Art. 44. -

I1H m11fat'' ·

naso

quando producano notevole d<'tormltà ed ost:acol;!no in modo nor evo le Ln fcr nnzlo11e, In respimzlonc c la d{'f:hltl· 1'11one, ncoertnti con O"'-'-:l!rvll?1l(ln" !n O><)IC•:Inle '1ll•lli t:l T('.

A1rt. -l::i. - L..c lmperfe-~ionl o le :ùteruzJmù o 1(11 t,..,ltl di h•sloul del naso, quando produ<'tl n() notf',•ole deformHA od ostncollno In IH()(In notevole la fonu?,lonc o h1 rt':-~Jll rn;r,lone o la deglutlr.Jonr<>. :l('(>('l't.ll t.i c'Oli UH.'Ien<azi.ooo In <>•<il )('(!,al~ mlli t:n ~.

,\,J·t. -16. - L'w~na ~rnve di e.ntmml<' <'avltù n:~roll: le malattie del se· nl t• dt>Ue o~ nasaU, l!niVI, tl('("erta tR (•un os."!'rvnz;!one in O!'Jl<'<lale mlll t nr<' e ~rsl:rtenU oltre Il ~t-l()( lO rlelln rh·N\i bili tà.

Art. •IG. - L'W.NIA nasale grave ac<'ertato Jo o~'J)l'(]~ mWtare. Le malntt1<' <lt>d 1'<'111 e <~le oSS!I M· l'::.lli, ~rnvl, II('('N1~1te ron o!'Servaz;!one in o..<ql(•dale mllitn ~ e Jll'ntistenti olt.n• Il per iodo della rlv('dibllltìl.

Art. -!;). t~ra?.ionl

Le iurperfezionl o le a 1-

o gll eSiti m le:.lonl deJ onso,

b~>

A1·t. 50. - I vlzl o 1!11 <'~Il i di lc.;ionl li W lfl t ti e <Ù"l pn l.nto OS'leO O 111tli1C <.'tm f"!e'1"tlite di ~l:lll7./l o (.'(Hl ai!A>Tu-

Art. :>0. - /m111111•11n.

O

ldonl funzlooolii perru~nwutl

Art. :)3. - 1A~- muto1(•7.za J>CI"111flll(•nt•· l('f:nl m<•nt.p coruprov·1 t'l, q nn ndo sia <li· pendente dn Cl\ use ') <hl m n In ti le t m n!!1torle, f>Olt.wto 84'1 ~ ~·ril•t•mt,! CIIIT(' il )'l('rlO!IO (LClla ri'\""ediblllt:'l <' dopo O~t'r· ,-n z;i une In OSJ -t>(Jnle m .i Il Ì.:ll'{' . Art. r..t. -

T utte le fonn(' di nl'nsill OI"J;:IInita e lt> ~avi forme <U lnlont•vrosl >'l )6.8tnodloo origitUirl:-•. fl{'('('rt••t,. ron <r.<,.;Pn<:t7.ione in o"fl('(hl li> mlllt.:lr<' c JW:'rsh<terttll oltr~ U llE'rll)do <1('11:1 rl V<'·

Art. :'it . -

lA.• )(l'U\"j t'orme di lali)JI('o-

n"Qsi SJlit~odl<'3 orlginall'in , aocertat.e con o.~n·n?.ion~ In ospedn le rullltnre e persi~tc>ntl Oltn" Il 1ierloòo dt>lla riveditJ!IItÌI .

clibllltù. Art. 00. - T"''ipt>rtrofu1 UO(t'\'Ol<' d t•lle tonsUle f.lli In t.iue eon inf'Pzion<' c·ronk~1 delle cri1)t(l tou.,~llhnl. tnll clfl dl~tur­ bnrc JtTSIV4.'!mOOl<' m d<'f!lutlr.lone. Ùl r<'· Pplrnzlone c La fOM?.i one. a cc't'rtnt:1 con o•:...;cn'llzionE' in osr<'<hll<' mllltnre. IWr611<1 Pntc> oltre il rl('ri()(IO c\P11n rh·<'dl b !lità <' dopo ln(n1tttu)~1 <'nrn :IIIC'hl' ])(•r l'ln9eritto <li liE>Iva.

Art. 57. - L'lpertrolln <-on~id(•T('vOI<' d ella tonsi Ila f~l ri UJ!('H (Y€'J.!"<•U17.lc) Jtj Il · dcnoldi), qnnndo Jll()(hl<'fl TIOt ('vnli <li· st.n•·bl reRpirutori; E' l'nd<>nollli-"1110 <11· rH tterlz?..a to, oltre che clJ11111 fliC' IPl'l Il· cl(•nHicl<•:t. n 11d1<' dn liOt<'voll llllomullc• di '-'Viluppo delle ORAA cl<'! emnlo, dt•lla 1ll( 't'Ì11 C del I:O rfi (i' , E' <1:11 (.'(lll~~J('IIli dlo{tnrhl l'lw 7.ionn lii : l'nn.'1 <' J'altm clc1l •• u..:~;~ • n·n zlntw in o;.,, ·da )(• mllltn rt•.

A1't. iiU. -

T/lpertt·otln note,·ole <lt•lle

tonl';illl! pnl:ttl-!1<'. ij()~b"t tt<> a

freqm~nti

rUI<.'1.1 ti7.w;:loul, si dJI <Ustm·bllre gtil· ,·emente hl rc·~plmzlone. n <.'C."Tt.atn con ..s.....·rvnziOlli in OSJ)ed,'1 le mlllblre e persi!<t!"nU> oltr<' Il periodo dl'lin rlve-

diblliti•.

Art. !"ii. - l / l t• rt N l li a {'(lnf:iòerevole ùt-lla ton!':ilul fHI"Ì II~PJl ( VIo'gCt.'lzion.i aÒI.'IlO!dl), qunndAI prodncu nowvoli dJ. ;;turbi rN•plt·nto•·l, U(•<-ertntn con osHf'l'Va'l.iOH(' i n m ..1X'<Inlt• m Ili oo.re e 1>er· Si!'tent(• olbl<' .11 ))('l'lodo t1dln rlvedibl· li bi . L'sulenoidl,..•mo <'ll1'1l tt<'rlzznto. oltre rhE> dnllu f:H' iN! nd<>nold~a . ,anche da not!"vnli a nomnli E> clì ·"' ·llnppo dcliE' OE!· sa dE'Ila faN·ilt. c.-l t ornoe e d.at conse~E'nti oli;.1 urbl funzionali, <lopo O..'"" " ' 'IT:IZÌ illlt' i n n~~·• lnll' mlllbn~.


Dl

Al.CIJ:'\~:

I'ROL'OiS'fll 01 l\fOD.IFJCAZIOKt: AGLf .HCTICOJ.J, F:!X;.

AJrt. l>3. - Le grav1 e rrolli(·Jw nltt·· razioni orguniche c g li esiti tti ll'><ionl della ltrrlnlo(e e delli1 tmrhrn a<"trrtMi

Art. t\3. -

i1U.IIIIIfflt0.

·<'Oll O>'$(;'l"VU7.lOJlC In OSJ)(!(.]!l)(' lliÌ•IitaiN:':

le nltersrr.iOrLi Ol"(:'nnic·ue- e ~li u<itJ di Ie~:i<ml meno gr:l\··i, se pNslsteutJ oltre Il p(>riodo della ·rin•llibilitiJ ed ne.()(!l"tlllti anch'e-s.~i <'Oo o;:.'OI•n·::tzloni Ju O''~r"'tla w ll.llHi»·ar('. ·

R) ALLEGATO B. Art. ti. La diminuzione uot:R<Vok cle-11' udito (loppin, qUMHlo l 'udizio1w -d e lhl voee a.fona sia ri<lott<r iltl mw tdistm.l7.tl in.fel·iore ad un mrtm.

Art. Il. -

l1111111tl 11 f.().

A.rt. (l bi .q . - ( u{/!1 i"" lo! . Ln soJ·tlitil totule unila1eraif', anebe c·cm udito hnono tùlll';tlti·o Ort><-<·h,o.

Art. ~- - La JlUin<:aDY-a del padrigli~ ne di un orcccbl.o, quando vi ~ia atre>'in .rompl('tn del condotto unitivo C'()l'l'Ì · SJlOil<l t.>nte. Art. 8 /J i.•. -

(<t{J!Ii·u1lftJ!.

Gli €-Siti clella (tJICJ';r?.iooe rad icnle· :<U ll'orecx:hlo lltc'òio (~ ..-u Ila ma,..1nLd,~ .

A ) ALLEGATO .4. I. -

Art. 41-bis. -

L'art. 47 (distinto oon asterisco e sLampat.o in

cara.tte~ ma.iusooletto) del vecchio Elenco delle infermità per gli in -scritti residenti in patria prescriveva al Comm~ssario di leva di riformar·e senz'altro l'inscritto oon mancanza .totale del pa.digll ione di un orec.chio. E così pure l'art.. 13 deli"Elenco per gl•i •insoriLti residenti all'estero dava. f<.t<'oltà di pronunziate senz'a~lLro la riforma in base alla sempl·ice d ichia.r·azione delle Autorità diplom<ttOC-he e -oonwlari. {Ed altrettanto dicasi per gli elenchi delle infermH.à in. Bulgaria, Gia:ppo.ne, •O.la,ooa, Spagna, Svezia e Svizzera). . tP •ropongo dunque il ri,torno aH'antivo. Poichè, fatta astrazione dad fa~to che rare sono le persone affette da tale ffiiél!ltformazione e qu.Lndi numerit-amente pochi sarebbero 'gli inscritti esen1ati dal serv.i·zio mrilitare a causa di es,.a, ed indi.pendentemente dai fN?quent.i e ron.oomilanti ·disturbi .dell'udilo, bisogna tenet··e pre.c;ente che tral't.asi di .mal. formazione detu rpante, si <>hè, a parere mio, deve provocare il gi'Udizio di riforma alla stessa gt.•isa c.he lo preSt:rivono i tumori e ·le dermatosi d eturpanti. E ciò giust.amP.nte fu sl.abt1it.o d.a.l legiq1a.tore, perchè .J'indivi•d uo affett-o da notevole deformità, oltre ad essere ta.lvolta. ripugnante, Può cost.ilu:i r·e un fomite di <:lisordi·ne in un ror'PQ di· truppa, per lo zimbello di cui può esser fabLo oggetto per parte dei compagni, t.alvolta 'anche con esiti di tgravi ronseguenrze socia!li (ri~se, omicid'i, ecc .) . .


:364

Ili

\I,(T ;>;t:

I'IIOJ'I)>'TtJ 01

l!ODl~'J(;.~ ZlO:'>t;

AGiLl All'rt(.'()LJ. t:(.'C.

La mi.ttozia è rappresentata d a un.a a.ppendire c.ttrtilagi.nea., diretta.. verticalmen.te d all'al Lo al basso, costituente, a parere mio, una malformazione più o meno det11rpante. P(Yi chè colla. Avvert.enz.a n. 3, al l. A, dell'Elenco delle .jn.fermit..ì., viene lasciato al etriteJ,io dal medlic.:.o-pedto di g.iudicare ctell'entil.à d<.> Waffezione, :J cui g r-ado I'E IL·nt:o stesso non .può contemplare caso ner caso; .nella mictcnia il m edico per ito sarebbe c.hiamaLo a proJtunciarsi stul grado di ina.bilith o menQ d e ll'in!".c~ ·it.t.o, a seconda cie€ d el g rwcio della detu r pazione e quindi su lla base della estetica n e(·essar.ia per la vita in IHWbient.e C'OIIettivo.

li. - Art. 42. - G.iù. nel Gitmwlt• M f•diru dd R . esercito del 1906 e nell'Archivio Italiano di Otologia del 190ì , tJ·a.t.tanJC!o d cHe affezioni deùl'orecc.hi<O incompatib ili col :.;en l)zto militar e, 'l''ora colonnello medico Nieddu faceva notare che l'ot.it.e media pu ru l e ula. cll·onic~t è una. malattia per icolosa., spe(' i é~lm t>nl.t> n eHa vita di nuo,vo gene•·e in ett i VE-ngono a

trovarsi i ~ri'Ontn i soldati , vita dH' d is-pone a1~i l i aggra,·ementi ed alle c.omplic:azioni . N('] perrn<>tlt:nllli d i sol.losc -river·e pi enamente n. queste idee, agg i ung<>rò elle l'olite m ed1a purulenta tToni<'a è infEwmi là di lunga ed i nct•tl.a c.ura, a più forte rag.i<>ne se so=-tenut.a dalle ca use .a.natomo. palol c:lg iche enu n" ial.t' nell 'ar,t . lt2, t·tl i n.icamE'nt.e d iag no.31.icabi,le s ia wl la speoillia~io n e diretta., quando possibile, colla prova del dermatolo, JK•r· la p rP>'enz:t d.i g ranulazi oni o di J)Ql ip i , pe r il ft'l.or e e l'abbond anza della secr rzione pu r vlenla, ecc. E pe r consider·ar e dapprima quest'ullitro li·!10 di oliLe m -elia pnrttle nta N'on ;,ca . pr>r t: ui propor.lf:·o la r i· fol'lìl<t s<>nz'allro, <liro come tuUi sa!}pi•amo che r~ssa, non sìa gnaribi le che <·<,r: intervento OJWralivo, soYente di imporumza e che n ella immensa maggiomnza d<•i r·:•si viene. rifìutttto da ll 'i nlerec:-salo, ct !·rò <Lnzi cl;•.' tvoj)po i•n Lf.' r e~sat o. \'i è di più: sa p·pia.mo c.he molLi inscr.il.Li a!!gi-avano i ndi r ettamenLe la loro infer;n ilà <ol tra fc urarla e, nel c-aso di o f;le m eui a p111 1!enta cronica, nel no n p ntlir·ar e la b cn{' hè m in ima JJ Orma di' pu lizi a de-l con<i<>t.to uditivo esLemo; s i c.hè alla forma media si associa b en srwenle rot.ite e.sleri1<1 colle f':ue l)('~s.ih i·li ;·ompl it·anze. E per la riw.d ibHità ora rwec:ni t t.a, n<>l t·aso di otile tn1'rlia pn r ull:nta c1·oni-ca d a. c.a.r ie ossea, ~ . O<'COrre di r ivrd!?rt' P<H'C'1·c.ì1i e vo ll.t' lo st e~so inscr il to, in O<'c.asi one della chiarnal<t di lrc o quallro lt>ve S.ttcc·pssi·ve. Pr>.r c-onlo mio, mmmenlo di aver·e \' isitaf.:t <tnc hP r·i nquE' volle 1]a stP!".;:;a. per-sona, con. r C'perto aurico!m·f' immut.alo orl anrhe pegg-ior ato . E, 11er citar e esPmpio un caso abbastnnz~:t fr·r ctuertLc. dirò C'Ome in v1ui individui il po lipo d.el condotto si e r·a faLl.o pi'ù vo-lum inmo sì da r·u g-g·i llng.~re o d .a. spo1·gere dal m.Pa!o tu lit i\·o csLr mo! PE'r rt•i rl im innndo qucsli insn·itl i si compie aneht> un'nn<>ra <:-()(' ia le, nrl senso ehP narrrC' hi ind ivirlui riformaLi lìenser anno solo nllont a t urm·si . Mi s i ohbi etlern , a r~t f!ione rhr così si favoris-ce i mali i.nferv,i onaLi noi non fare il pr·nprio d overe. verso la patria, è YC:' r<); ma in cl omamlo che mi s.i il'f.Pg-n i il mPzzo JìE't' costringerveLi 1 E mi c:,i pPrm rt1 a un 'wl t.ra ronsid er·.nzione, senza rltE' io voglia. menomamenl.- manC'nre di sl~m ft ni mi f' i mnt>::-Lri e co.Ueghi i n s.pec.iali~à. P iit M)1ra ho dctl.o <·.he l'olile mr dia punllC'n la r r oni-c.a sostenuta da

.w


01 .HJ'l l .':t:

l 'lllll'fi~TI • [Il

MODlFIC:.\Zin:-;F: :\(ò 1.1. MlTlCUJ.I. f:<:(',

~rie ossea, ere ., non r>uò guari·re senza Lln intervento operativo, soven te

d'importanza. Mi spiego: di solito esso inteJ•venLo consiste nell<~. op:erazione radicale, con cui (col metodo classico) s i ri'llniscono i:n u.na unica cavità. r hi·rurtgi~a i'l <;ondott,o uditivo estemo, la cassa timpani>t:a, l'antro .e le cellu1e mast.oidee, ·cavità r.he, a guarigione ottenuta, d eve essere peJ·ietLamente epitelizzata e ~enza la menoma. traccia di pus. Ora i maestri ed i co.lleghi •rnri insegnano di qll'ale difficile deh:.atezza. operatirva sia ta.Je ·intei'Venio, ma ciò che p~ù importa quanto d;iffi:::.i.le sia. la cura posioperativa, 1persino ·più im:pQ!rtante della. stessa operazione ! Potremo noi dunque qam:ntirt• alrl'i•nsr.ri bto di leva od al mi,l·itare la guarigione? Lungi da me l'affermare rhe noi, med·i(·i mil.itari, non dobbiamo mai pratica.re .]"operazione radiniJ e ! Ma la Jimit.eremo al militare, nei c.asi òi urgenM o nei casi in cui il .paziente stesso ce la richieda, spe.cje quand'o la sua infe.rmHà sia causata od oi;gra.vata da eventi di servizio; e .così, in quest'ultima c:ircostanza, oltre a guar.i·re l'infermo, avremo sa.lvaguarxiati S'li interessi de ll'Er.a;rio, il militare guarito non potendQ più accampare diritti a Ji.quidazione di pensione. Circa ·l 'otite media ipUrulenta cronica semplie.e (cioè: non <'ompl i·cata), farendo a;.;trazione ·c.be talvolta essa può essere definila tale, per<"hè, a:n('.he con es;'l!me: minuto, non si può poorre diagnosi di oomp1 ir a-zione, ra:mrmento che il colonnello medi·co Nieddu per essa propose il provvedimento di rilvedibilità, ed rul suo oon~tto mi associo pm·e io, -proponendo per allr•o rhe. per l'inscrit.to, nello stesso periodo di leva, sia fatto u·n seeondo esame nelle sedute suppleti•ve della sessione di leva medesima e ·che per il mi~itare, prima di r.oncedergli una lunga tl icenza di oonvalescP.nza i·n seguito a ·rassegna, sia lolgi!'O e doveroso fare un tentativo di .•cu ra. Pi'ù sopra ho detto come l'otite media purulenta cronica in genere, e quindi anç he 1\a non oomplicata, <(',<JSLituisca una malattia pericolosa a motivo dc-J.la speciale vita del solldato; ciò che d el resto era già stat<> rioonosciruto {!alle Autor.ità sani·t arie superiorL E infatti già nel 1916 l 'IspettOrato di ~milìt mihtare emanava una r·ir'OOl.a.re " Militari affetti d'l. otiLe "· .si•nte.tizz:at.a da RU@ani (Arch. l!. di 10tologia. Vol. XXXI, 1920, F:tsc. 2°), ed in essa erano •d ettat.e precise norme profìlatt.iche per i militari olopatiei; e l'Ufficio l:'anitario, Sez. I, del Ministero della guerra, im 1data 4 setLembre 1917, credette opportuno emanare ·la ci•roolare n. 181681-2, illu5tmti,va rkg-li articoli 42, 43, 45, 46, 56, 60 e 63 dell'Elenco d elle :iln.lfermità, opportuna per queH'epoça di guerra, ma da r·u.i ora sono in nart.P. dis-senziente. Se t:Iove::;simG applicare al.la lettera l'art. 42 ali. A. El. Inf., dovremmo arruolare tutti 'gli inscritti di .leva affetti da otite media purulenta semplice; quindi non solo noi non selezionerell1JTT10 l' elemento uomo "• ir'.a illJmett.eremmo nell'esercito dei veri e propri infermi. Chi ha pratk.a di servizio ot.oiatrioo sa quante volte un militare affetto da otite med·i.a puru1lenìta cronica venga r'icorverato in osp<>rfale per ryuella unicrz malattia. E ('ioè egl4 viene dimesso apparentemente guariLo, con cessazione temponanea del.la secrezione auricolare, ma dopo poco, .anche solo dopo pochi g iorni, torna nuovam~nte in ~uogo di r.ura. E così '(ii seguito. A meno che ancora egli non trélS('orra (l


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t.u.Lto o quasi Lut.t,o iJ pe riodo d el servizio militare i.n licenze di convalt~enu di 90 giorni r egolarmente rinuovate. ln occ:,;tsione della recente lguerm ~ fiorita una abbondante letleratum spccia:lisli.ca. per cura di vutlenti autori italiani (Gradenigo, Ferrei'i , P t tt.ell i, Bi.I<.Lnt:Jtoni, Br·u netl,i figi io, De Cigna, R~tgani, Torrùgiani. Ga.li~eti, Bruzzone, .H ahn, Mulan, Caldera, Pio l.t.i, Moriondo, ecc.. ), nella quale leLteralu·f"éJ. estesamente viené (I.(;CC!Ina.to ai p erfcoli d ella otite 1111t.'<liu purulenLa. c roni'-a nella viL<"l miltLare, pericoli facili d'altronde a s11 pJ)()t-:=;i e ::;u <:u i sornllo per l : ra!l ni<L d i sp.tzio . .1-'~o,l·hc J'ol1:·logo non deve Jimit.are il s uo esa.me agli orecchi' al ni:J.SO ed alla gola, può darsi ~.:-he egli a.ccerLi t:he r otite med ia punùenta cronica sia legata .ad influ énze geuer aJ i di<LlesiriH~ (scrofoJa., Lubcr·coi\JSi, s ifi lide, d i,abeLe, artritismo, ecc.), nel qual caso i•l suo giudizio, indipendenl..cmenle da.lla owpatia, putrà, o dovrà, ba.-;u.rsi sugl i a.r~icoli che si riferiscono alle -condizioni ~enc.ra li d eltl'i nfermo od alle mu.lattie specifiche che l'olopalia s tessa sostengono, sempre quando del-le iutl uenze ùi<.tlesiche o malattie specifiche richiedu.no di per sè un proVì;ed iment,o mèdico-legalc. P er terminare .Jo s pec i<Lle ar·gom e ulo, rammenterò come buo n numer·o di otit.:i medie purulenti cruniche sentplici sia in rcla~ioue 11d affez1oni t·ino-faringee, f<:wilmenle rimovihi li con inle rve11~i oper ativi di piccola enLilà, ma ... abbi<tn10 le mani lega.le, non polcndosi obbligare l'insnìLLo di leva ed il militare a sotto por si ad inlervenl.i operativi ! III. - Art. 42-bis (aggiun to ). - Nel J)<trlaJ·e di fenomeni di Labirintismo inleudo.accennm·e a. fenomeni vari asso(;iaLi a nisla.gmo, vertigi ne, disl,mbi di equilib rio, e1·c., dipendenti d<1lla mcnomat.a simult.aneilà di

funzione · dci labirinti d ell'eCJnilibrio .dc::>tro e sinistro (otricolo, sa.cculo e u1.nali scmicircolar·i) , f cnornPni ch e pa&sono esistere senza che vi sia una vera e propria labiri dile, :;oslenuta d<L rullerazioni an.at.omo-patologi<:l1e. Al qual proposito anche J'Ufficio sanHario d el l\1ini:;Lcro d ell a g tttnTa nella circolare SUI('r·:it.a.La sc rive: " Solto il nome rli luhirinlit.i d ebI)(Jnn compr enders-i a r1d1e la sindriÌine d el 1\Jeniè r·r ed i distu rbi di equilibrio, in genere, di origine auricolare, sempre che siano rigorosa.mt'nle at·cPrLati )) . I f Pnomeru di labirinlismo possono aversi per m olt.eplici affezioni, alcune anche di minima entilà, altre d'imporl.a.nza e di prognosi riserYata. Le enumr1·o t'<tpidamf'nl.c n~lle· Iom li11Pe f!en('ra li, seguendo la f'la.ssifìcazione di Conrad Slein (Dia{Jnostik und Tlwrapic der Ohrc-nkrrmlchrilf'll . Don n, JO:t~) : 1° tJrJTi t)()nj di cerume e corpti e~ tranci del cond otto uditivo esterno; affpzion i ('alarra li ed infìammatorie dell'orecchio medio: zo sta.ti infì<~mmalOI"i labirinti('i ciJ·coscriUi e diffusi; 3° Lra.um~ cranici; 4° lne; 5o distmbi cirr-()l<t!.o ri; 6° malattie infettive ac11le; 7° neur il.i tossiche del nervo vcslibolare. N'at.nralmr.nLc il giud i;r,io mr.dico-l(•gale di rivedibilità sarà pronunziato solo rpr<rndo i fC'nommi d i labirinti::.mo siano sostenuti da cause pat.ologic.he presnmibilmenle di .Jun{!a durala. Nè va dimenticaLo che l 'el enc..o dell'infHmili't SC'rve anche di b ase per il ~ iudizio di inabilità o meno nl Sfl'Yizi o temporaneo o rwrmnnenl<>, òri militari cti tnrppa e


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d egli uffi.ciah di t:<Wt~i e ra.. Ciò rammento perchè pe~ i recenti s tudi in rela.zione a.lla patologia della g randé guena m ondiale, è noto ch e, nei colliinozionati Jabiri nt.ici .per scoppio di proienili di gros::;o calibro, sono freque nti in primo tempo j dislurbi di equill.ibrio e la ve rtigi·ne ; di~l.urbi per altro-, comE> l'esperienza i n segna, d est.i nali .ad .at.ten ua.rsi sino a &<;omP<Ll'Ì r t:!, Jle t' J'im anCI'e i mmu•tala orl arw he peggiorata, la concomit.anLe ipoa.cusiu, c he può ~iu ng1~ re a lla sordità toLale. Qui.ndi à l provvedimento di rived·ibilità da 1we ndersi nei rig ua rdi dell'in scrit~o di le va con ferwmeni di Jabirintis rno corrisponderà rul J)rovvedlirnento di una 'lu nga Jieenza di convalrscenza per i m itl.ilari di lt'ltppa. eù i so~to uffic iali ed ad un -co.ngi'UO pet·iodo di a~pdlat.iva per gLi uffic iali di ca rriera.

IV. - Art. 43. - L'attuale elenco d e]lle infermità rappresenta un vero prog resso a l oonfronlo d~l preced ente per c.iò <" Ile si rifer·isce a.i rrit.et·i e~posLi circa il fabbi sogno d'i udito per l'idoneità al servizio miliLare (al fJ<ui che pres.so a ltr·e nazi o ni: Bulgar ia., Ol<m~i a; gvezia, Sv.izze nt ) , s pecia.Jnr~ent"-~ perchè integnll.o clalna so~mwit.at.a oir·colare <lell'l lftk.io sani La t i o cl t: l M i nistr.ro d ella guerra. E' dover oso ricorda.re c he già prima d el r ecente conflitto e quindi prima dell;t pttbbl ic.a.ziono d ell'elenc-o in fcwrniliL (ed . 19 17) , il colo n nf'llo m edico Ni odùt r nel pr(l.porre modifica:zioni agli a rti coli 49 ~50 deN'elenco allora vigente, aveva ide3Jlo di m odiA('.ar e l'.:trL. 50 nei :'t'g'llen t.i termini: " Arl. 50. - La g rave d im inuzione doppia d ell'udito e am·he la no n g rave e la uni lalenLl e, sr associala l'un.a P l'al tr·a a g rave d ifetto di OJ·i-~ nLAmc>nl.o lfH.w i suon i o di funzione rl el labirinto non <L<~ Ir ~Lic;o, aecr.rf..at..a in un ospedale mi l itare, p(;lrsistcnte oltre il pe1io d o cl~lltL ri vcdibil'ilà e nel militare dopo infr uttuosa c ura (V edi avverlen.za) "· Nell'a.vverienz.a. i,l . 1i t>ddu r.on,.id er·:wa colll e g rave cl.imi nuzione bilate rale dell\ròito cptella in c-u i l'udito pt·r !.a voce .f!.fona d ebol r. <td <u'ia residuale , ciasçu n orecchio ,e sse ndo e-saminaLo Sf'pn ra.t.a.rn en te, è l'.id o tto a d una di sLa.nza infe r im·e ad t rn oLro da un l a~, qu<tndo d~ t1.l'allro non sia a lmeno d i 3 m ~·Lri. Eg li i11oiLre ri tiene necessaria u n a d istanza uditiva di qual~ro m elri per i <i ue o recchi conlempo ran eamenl~ esa minaLi, per l'idonei tà al spr·vi7.io, quarrdo però si fflccia l'esame pDnendosi sull'asse d e] condotto udi t ivo del lato più sordo. ~ r l fa r e astrazione d <l Ì cl ift' lLi c'li ()l'l ('!ll.amenlo ner i Sl l011i (rli c ui mi occutlrrò tralkt.ndo d ell 'All . 8 , El. Tnf. ) e .]i mi tandomi ai difetti dell 'udit-o, i nsi<:.l<> sulla moò i tkazione dell'art. lt3, qua.le rs!"o è att.ualnlPnl.e deHalo. Tnfnll;i: i rr l(I IC'::<t.i utim i anni n<'•l JH'ali.car e l r vis ile di osservazi<me dt'llfl. spPri :tli!ù mi è occorso rip.>lu lumf' nle di so tfoporre a vis it.a per "a ii Pr:-n t.a ipoarusia, o" allegata 5orcli l;\ unilaterale o bi!A.Ler ale », sia inscritli n: leva r h e militari . Orbene, •·ip.rtute volli" dol'f'nrio a.pp1iC<'lre il rl isposlo dell'ad •. lt3 sono stato rosln'!tlo di giudi care idon ei al servizio militar e in grnere (<:e pnre anc.he coll'ag-giunta eli idonPilit permanente a i s oli servizi ·seci enta.ri , a m ente dell'art. 6 ·AI1. B) individui con ipoa.cusia bilaterél!le di alLo grad o, sì chè l'udito ;per la voce di conversn7.ione rra l' idotto a d 80 o 90 cenLim et.ri, quindi a meno di i m etro. Par·ecchi di <'O~I.or·o furono nuovamente inviat.i i n o-,<;.<;erYMione, pre-


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DI .II.C\:XE l'IIOPIISTt: UJ

~I ODWI CAZlONE

A.G LJ ,\ Jri"JOOIJ, U JC.

via autorizzaZJione del!a Direzione di sa.nità del Cor po d 'Armata, r>erc hè non prestavano, nè potevano effetii'Vamente ,prestare, il benchè menomo servizio, neppure di .piantone al le cmnerate od agli uffici, costituendo in pa ri tempo un vero u incubo n per j medi.ci del Corpo e per gli ufficiali di compagnia e sovente p:.11i.roppo oost.ituendo anche un solg·gel.to ct i zirnbe\l() per i compagni colle giù possibil.i accennate disgustose e gravi conseguenze. Nel fare le mie moòcst.e proposte Ili :J sopra ri.portate, naturalmente ho accennato a•! fabbisogno di udito che rn:i .pare il minimo ìnd ispen~a.b il e per il ser'Vizio neiJ'arm.a di f<~.nteria e nelle compagnie di sanità tJ d.i s nssislenza; l.ral a~iando a bella posta eli trattare d el fabb ',wgno d.i udito pet le altre armi~ d eLla necessità di ottirme condizioni d ell'apparat-o uditivo per i.l servizio in attiglioe-ria, genio fenrovier:i, a viatori, argOmenti entrambi (.'Stdan ti ctull'attuale nostro, ma (·he è b ene sempre avere prese n Li.

V. .~ Art. 45. - Se 50\'ente nelle ·inq>e-d t•zioni od alterazioni o negli t•s iti di le:: ioni del naso sono danneggiate contemporan eamente la fonazione, la respirazione e qa d eglutizione, non è detto che twor.a. alcwna di qu este funzioni non possa essetrè menomata sen-za. coneomitantc aùterazione ·dflll e altre due o d.i una di es.c;e. Ecco il mot.irvo per cui -i o propongo <:li sostitui.re la congi umJione " o » alla c.ongìunz.ione "e,, dell'articolo 45. P e r brevità ripol'lo d ue soli ese-mpi: 1") può esistere una steno&i nasale di alt.o g rado r.on r.id11 zion~ del la pervi etit respi.ratoria, SE·nza pr.rò r·hf; questa si a del tutto abalita. Ed in questo caS(l può b enis~ t mo non avers i rinola.lia chiusa e t.an.t.o meno, nella d eglutizione, il passaggio dei liquidi per i l naso; 2° può a'' ersi an<'ora rinolalia a.peri.a senza avers i diffi coltà d i re!=pì.razione o di~turbi di deglutizione. E d rea le stenosi nasah mi si permetta. rammen tare: ('.h e nei suoi rilguardi i .corpi di Lr·u ppa possono essere divi si in due g randl classi; queUi in cu i è -indispensabile una perfe.tl.a resnir.az;ione nasale e queJil,j in r ui una stenosi re<>piraloria, ~nrhe di g-r-ad o pir rl.t <T~lo acrentaato, .può essere compatibilr col sen'i,zio in ctetf'n nlinate condizioni {compagnie di su.nitit. di sussist enza. E' servizi serle.n lari pormanenti nelle armi oomlbattrnli ). In oltre il g iudizio medi-co-•lrg-ale d<•w cli nicamP.nì.t:' ba&"'lrsi anche, e spP e.i <~lm.ent~. s o-Ile E>ventuali f rt>(Juen~i modi·fi razioni dello stato generai(•, d<>llo & ht>lel.ro e di or·gan i intern.i importanti {c uore, polmoni), rifer endosi cioè alle condizion i organiche r h e si osser vano n ell'a.denoidi~mo , d~ cui si ()('.('trpa l'ar·t. 57 A, d ell'El. Jn.f.

YJ. - Art. 46. - Akun i elenchi -di .inferm tlà esteri , (Bulgaria, Francia, Olanfda, .Spagna, Svezia, SvizzPim.) presc.rilvono .senz'a:ltro Ja riforma d (ll!tli inài'Vidui affetti d a ozena, il che propongo pnr io s ia da introdursi nel nostro. Tratl<tsi di fornw mo1·bosa, a carattere progressivo locale, che, in<iin<mdentt>mentc dai d isturbi s ubiettiv:i, rende il sog~etto inadA tto a vivE::re in ambien ti rollf'ltivi. Nè è m aterialmten.te .possibile al milii.a re praticare quotid iana,m ~nLe l1t lavand a nasale dur ante l'i•ntero p eriodo della sua permanent~a alle armi l Naturalmente

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intendo parla r~~ delle forme certe, concoixiando <:ol colonnello medico _Ni&ddu, il qualE> pu1· egli ammelte .che il ~giudizio medico-legale reUativo alrnze!:a debba essere di .inab.il•iu\ .definitiva n el <~aso di .malattia conohtn.<ll.U., mentre che nello stadio ini-z iale, siru di ipertrofia, che di rinite .cata~rale cronica, è più logico il g·i.udizio sospensivo di lioobilità tempo. nHt·'•t E' , SP c! t:: i caso, ~o lo dcwo un tentatirvo di cura.

\"I L -Art. M.- I disturbi dehla fonaz,ione, dovu.t~ ad alterazioni organic-he Iari:ngee, Yanno giudicati, a mio modo di vedere, swlla. base ·dell'art. 63, che, sebbene conciso, I'Omprende un vasto campo de-l1a patologia spe<'.iàl·istic.a.. Quindi il legislatore, n ell'accennare alla afasia organica, ha i•nteso ceJ·tament.e citare un sintomo apparentemente •looa.le laringe-o dovuto a lesioni .nervose centnali. L'afasia motric-e, infatti, sia cortica.le verà che sottol'ortit·ale (Charcot, Pitres, Dèjerine, ecc.), consiste nelda impedita o diffkoltat.a formazione della parola ed è dovuta rispettivamente, nel primo l'<t<:.o, sia a les•ione del piooe della terza cir(·on:voluzione fron.txle sin istra, ehe di alka zona cerebrale (P. Marie), ne! src.ondo {'.aso a lesioni degenerative di fasci bìta.nchi sottos ~anti alla terza c.ircvnvoluz!one front.a le (Pitr<-'s ) o dE'l se-g·mento po-steriore d ella ·capsula inlel'nrL. A s ua volta l'afasia se nsori.a.Ie (a.mnesica) è dovul.a ad aiknlZiQnP- dc.>lla p.nrle po-steriore della prima e seconda cii'COnvo!Gz.ione tempoJ·ale eli sini stra (Werni<:ke). Per cui l'ora a.r..cennat.a afasia orga.ni·c a, .al pnri d eMa afasia ìster.ica, Ya giud icata, .a mi.o mcdo di vedere, esolusivn.ment.e sulla bas e cicll.:l mn!lo.ttia di cui essa non è -che un sintomo. VIII. - Art. 56. -Considerata al 7Jf•Tiodo di stato l'ipertrofia delle 1onsille palati-ne, anche notevole, non d à .luo·go a pro,rvedimento med.icolegale. Infa ~l i la deglutizÌone è po:=::::ibile anche èon tonsille tali da veniTe a contatto, o quasi, su]l!a linea med·ia.na; ~.a fonazione, pure, non sarà •'Hrt.o armoninS<L. IW I'Ò snffìcienLe PE'r' il mil.i~aT'e in genere, spec.i.:1.Imente se se.mplke soldato o gmduato di truppa. Pint.to~to la tTlostra attenzione clE>ve portarS'i ::ti p(>.ricoli i nerenti alla riacut.izza.zione del processo irpertrofiro ·cronir.o, r.he con ~ port.a nn au mento Vransitorio di vol ume òeHe amig-dale, fatto l'he potrà hensì renrler.e diffì c·ili la {feg.lutizione e 111. fonazione, ma quello che più importa., dis.turbet·à la respirazione, si da polel'e essNe qnesla gravemente compromessa, quando .contem~1ora­ neamenle v: sia una stenosi nasale o t•inofaringea, che può pure es...<::a, sebbe1ie in modo Lt·ans.Hor'io, esagerarsi per fatti infiammatori acuti, simullanei a. q11elli dell'i-stmo delle fauc.i! E pzyichè le tonsille patatine, per i ripetuti fatti .infiammatori, possono rappresentare la ,port,a. di ingresso neLJ'ot·ganismo di moltepl.ici infezjoni, è bene, nel caso di loro ipertrofia, pratic.a.re un mdnuto esame clini<:o gene1'ale e l'esame d elle u rine. Credo inoltre di proporre la soppressione della .frase. "e dopo .i nfruttuosa cura anche per l'i.nscritto di lev.a , per la seguente conside·razione : E' not.o che I'ipertrofia delle amigrlrule palati ne- non può essere 2;- Cinrnt le (l; 11lfllit i tn mililtiTC'. -

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utilmente modri.ficata se non 0011 un intervento operati;vo (spezzettamento• colla pinza d.i Rouault o con strumenti simih), ma è pure nol.o che non è in nostra facol-tà -di imporre l'interv€'nLo al militare e tanLo meno all'inscritLo di leva. IX. - Art. 57. - Le citaz-ioni specificattJ dell'ipertrofia considerevole della tonsilla faringea e dell'([denoidismo furono molto opportunamente i·nt.roòott.e nell'attuale B1enco del.le infermità, su g.iust.o consiglio del prof. Graòenigo. Tuttavia circa ·l 'i pertrofia considerevole -della t.onsi1la. fa:r:ingea (vegetazioni a'Clenmdi ), anche quando produca notevoli disturbi respirarori, riterrei che essa debba motivare la ri•forma solo dopo. trascol"SS i~ periodo della rivedibilit.à. Si obbietterà che di massima l'indiv:iduo con vegetazioni adenoidi presenta delle decise .stigmate di adenoidismo. Oiò è vero; ma d 'allra parte non sono rari, alla età deLla coscrizione, gli individu i, .i quil!li , pure .c.on v&;.;etazioni adenoi<ii, hanno come localizzata nella rinofaringe l'unica alt&razione anatomica, oa.usa dei loro molteplici disturbi funziona.li, desti natii a rapidamente emenciarsi ed an,che scompat1ire dopo l'ad enot.om~a. E quindi alla stessa.. stregua che per l'individuo con ipertrofia notevole delle tonsille '})alatine, si può ritenere che l'adenoideo, ne lle aceennate condizioni, fattosi operare, di·venti ;idoneo al serYizìo rniJitay·e, a.nche se eg·ti fosse da adibirsi ln modo permanente n.i soli servi2i sedentari. B) ALLEGATO B.

I. - Art. 6-bis (aggiunto).- Per il servl2.io attivo non basta che· il militare goda di un certo grado di udito; è bens ì essenzial e che egli possegga la facoltà di determinare ·l a provenienza dei suoni, cioè deve possedere l'orientament.o per i suoni, facoltà a lui indispensabile in servizi di somma importanza, quale quello, per esempio, <ii sentinella. In merito alla sordità uni l.at.e raJlE:, d'i cu.i qui solo mi occupo, dirò che esiste nn diballilo fra gli Autori, se cioè ess<L de-bba costituire o meno, titolo di inabilità, pure l'altro orec{·h.io es::endo normale. Rosati , P ol ilzer soslen~ono r he la sordità unilat.entle debba (·o,-5Lituire titolo di ìnab.i!Hà., m ~ntre il compia nto maggiore med ico Oslino era di pa·rere contrario rul pari (lel c:olon!H>l,lo rnedi<:o Nieddu, il q uale scrive "che s i.a conservato al servizio in genere chi è nelle suddette condizioni di potere acusti co, p~rchè l'orizzonte uditivo resta s ufficiente, a patto però che non esistano grav.i alterazioni nell'orientamenLo pet· i suoni , (del grado indirat.o Porne : parat·w:is loci ), ma che e:::.so sordo un il<tleralc va dest:nato ai lavori ausiliar.i. Ed io oon lui concordo, perché nel sordo unilaterale per l'appunto l'ori entamento per i suoni è pi'Ù o meno com:prome.<;so. Tnoltrc, ammesso che il sordo unilater·ale in tervenga ad esercitazion i a fuoco, non esiste .iù grave peric-olo che dgli possa perdere tol.a.lmente od i n pa.rte l'ndit.o dall'a lt ro 'k1.Lo? La Jelteratu:ra :moderna, sorta rlrull~ g-ran de guerra, riporta numerosissi mi casi di sordità totale dovuta all'azione noc-iva dci colpi d'arma da fuoco di pi·coolo , medio, e grosso. r'alibro.

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II. - .4rt. 8. - · Ritengo ctia esso sia da sopprimersi qualora· \·enga accettata l'aggiunta. d ell'art. 41-bis all. A, concer nente la mancanza lotale del padiglion e di un orecchio o la mi("roziu. {!<Jil1gcnit.a. unilaterale· di alto grado. III . - Art . 8-bis. - Cì'ià nella ciroo1are. dell 'U ffkio sanitar.io òel M i nist~ro òella guen·a, più volte citata, è 80rmo " Oli individui che furono operati di svuolamento dei,J a cassa ti.mpanica e d ella mastoide (émche u.nilalerale) saranno adibiti a servizi sedentari , anch e quando sia cessa.ta la secrezrone "· E fu bene adottare tale misura. Indipendentemente dall' ipoacus ia, ·i·l più sovente di &lto grado, <preesistente o sucC€SSiva alla operazione· radicale, ed ammesso ç.he non vi siano d isturbi delr equilibrio e ç.he, ad operazione pratkat.a col metodo classico di Zaufal -Slat'ke, la gtHlTigione sia avvenuta senza ori-fizio retroauricolare, còme purtroppo sovente a.ccadte, è faci le ronvi11CEWS1 quanto nociva sia per i1 m~.Jila1·e il servizio attivo colle matTie in p:.anura od in montagna per gli agenti aimosferie.i sfavorevoli, sovente associati alla fitta polvere stradale. I nfatti già di per sè, ed anohe oon un tenore di vita tranquilla c riguardata per pal'le del soggf'tLo, la cavità posi-operatoria si riempie di detriti eridennoidal i r he vanno si slemati!'am~nle al lonta nati dal m edic.o, onòe impedì rne la macerazione; è perriò prud enza non aumentare lt~ eausP d·i tale no~os..1. conseguenza. <ii un intervento op~rativo così importan.t.e. A ciò 9i aggiunga <:he eventualmente poLI'ebbe essere nociva fìer il labirin~o a<·ustico •l'azione dei colpi di fu cile e tanto [1iù delle artiglier-ie, P.ssendo venuto a mancare lQt.n.lmente l'appare-c.chio di difesa contro i rumori. SJ">Cc·~al m enle se forti ed improvvisi .

::ICt;OLA D ' APPLICAZIONE D f SAXTTA :mLITAR E LA BORATOlHO Dl J(:n::-:1:: r) HtETTO DAL TE'l . eoL. ~tr::owo Pno~·.

n. GRIXON!

LA DISINFESTAZIONE DELLA CASERMA J)CI' il dott. Antonio Angelini, capitAno lHPdiro. nsr;ishmte.

In passato, prima del le cognizioni oirca la trasmissione all'uomo ùi alctP1P mHialtic in fèltiYe per npt>ra di insclU e<'lopa.r·assil.i, la distruzi onE> di q•t e~ti nelle ca~e rm e (d isi nfcst.azione, disinfezion e) ebbe un escl u ~ ivo s··npo -di pulizia, dec.eniZJ. dei 1ocali e .di propriet.à personale d ei fi~Ìfifa.J•i. :\f lu<t}JTIP!1te, QJlre ;tf rr·ed eLfO \(1{} (•VOIÌS&Ì f00 SCOPO, ha quello assai jmport an le d (•Ji a. profilassi. . Disi n fez ione e disinfestazione debbono completarsi a vicenda nei n ,a-uar'di profilaLlici , dato ehe sono du e prutk:he fra loro distinte. Non


372

1..\ OISIXVEsT.\Z ICIXt: OEJ.J _\

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è passi b-i le i 11 genere r-h e l 'una asso-l va anche i l C<Cl'llliJ)Ì to cieìl 'altra con sufficiente garanzia, ed è infatti not<> che sos-t.a~e di provata efficac.iagermkida (il :;ublimato erl i vapori di aLdeide met;ilica, ad esP.n:tpio) hanno potere disinfesi.a.nle nullo od inJo ornpleto in nq)porlo ai vari -st-arli di sviluppo deg-J,i -insetti da combatte r'~->. La recente grande guerra det-ll' ttlla dlisinfestazionf· impulso ùi ricerche numerooe e la vera prova .d.el fuoco circ-a la sua importanza ed efficacia: ·basli .ricorxlare !'he mer,·è 1o spidoechiamento rigoroso ed intensivo ci alle truppe., si potè combalt{'re una immane guf!rra senza diffusioni epidem4che impo1'ta.nti del dennotifo , di lristi§i-ma fama nella storia d ell e e]J'idemi~ castrensi di una volta. E' noto che ne.l nostro paese gli i n-'3ethi che debbono essere bersaglio dei mezz-i disiJnfestanti sono: ~l pidocchio delle vestimenf.a ( JJerliculu.~ vestimenti), la cimice (cime.r ll"rtularius ), la pulce (pul er irritans ) , le zanzare del genere anofele, .il phlebotornus pa ppttlasìi, e ].a mosca ('O m une (musca dornesfica ) . Saranno pure og!!etto d.i di s1ruzione i topi ed i J'O.Lti., e qut>st.a. distnJzi.one, se watir.ata r..-on -:11-c uni dei m rzz,i ilsfl::--->!anti, a-!-:'-Olve &n.c.he un còmpito disi nfestante, nel se nso che per-iscono nel contempo anche lP. loro pulci. Il pidor-chio- d elle vesti me nta, dopo gli studi dj N.ico-lle, è ritenuto ragente trasmetti tore del clermoti fo all'uomo: l'i nclag:i·ne .:-;peni-menta[{' ha dimostrato che può Lrasmelt.erlo dall'uomo alla scimmi.:t ed alla c-avia. Dacchè ·iJ pidocc.hio- ha succ-hiato sang-ue di un d ermolif~ i,n stato _di piressia , a·n·ebbe 1-ft r.apac ità d 'infettar(' <·on la puntur-a. o, wmP. CJnalcuno vuole, con la s0stRnza fecale, soltanto dopo 7- lO f{iorni e questa sua infeziositA la perderebb€ trascorsi 10-12 giorni. ll pidocchio è anche cap~ della trasmi~ione -<Iella febbre I'Ì'r orrentP., in seguito a schiaeeiamento del parassita sulla cute; nel 1918 fu m essa in r.illievo inoltre la parte che e>sso ha nella diffusione della rosì detta febbre di trin1·ea. La c-imi('e rtiffonde l.a fPbhre ricm·r·e nte, e può essere al_r:- ente vettore dei bacilli peslosi. La. puke ha irwonteslabil~ parte n ella. propagaziont" rteUa peste bubbonica (sebbent" non po&<~a es~e r·e f!l'cu !<dr prOJ'l>!lga.trice di una epidemia), f!uando .abbia suc-c.hialo il S<tngue> di un pf>Sloso i'T! periodo ~r>lti~'erni~'O. E' pm·~,> dimo~lral-o c he lt pwki d e.i ra.tti ( pult•.r. rhcopis, pttlP.:r fasciatus ) po::.sonn onai:'!ionalmenle punrre re l'uomo e tr'oS'l'l !'ttergli la. <prste. Il bacillo di Yn.~in ha la propri età d-i vivere per alcun i giorni e riprodursi 1_1e ll'i'ntrsti no dell.-1. pulce; l<1 ron!';t'-guente el i m in-a.zio-ne di germi virulenti ron le feci de!IOSte dall'in-setto sul·l a r.ute dell'uo mo, lo i nfPtwmo, o attravP!'~o pree:;is ienti lesioni di rontinuo, opnure attra\'erso f!Uel!P tg enera.le dal grat.t.amento che segue alle:punture. Queste pos::ono r·i1rsr.ire eli per s.è infel-l.anli per rif0rrgito di germ-i dal-l'e~o­ fa.go d t1lla. !1Hlce . La moS<'...-1., insett.o osp ite eli ogni mat€ ri<lle immo-nd o, è l'alleata d-i vari germi nalogeni che, aderenti alle 7.ampe ed al corpo, o rontenuti nel tuho infes finale., tr.a<>.porla sulla cute e mucose acce!'sibili·, o-ppure sull e ~oslan7-<' a lirnrntari. e stoviglie, l'he, a loro volta, wno frequente v P.icolo d'infezioni all'uomo. CH1.o è che ne11a diffu sione delle in fezioni enterirhe (t-i fo e -para.t.ifl,


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colera, dissenteria bacillare ed amebica) la parte. della mosca può essere considerevole od addirittura preponderante; e .pensando che nella popolazione di t aserma, come in aJtre collellivilà, la pJ'esenza di qualche portatore di germi inte-stinali paWgeni è' tutt'altro che d 'i ffkile, l'importanza igienka della lotta alla mosca a.ppaui.sce a priOl'i. Spil/mann e HaJt.~h/lt•r hanno richiamata l'at.lf'O'l.:one su l fatto che la mosca pcx:s:t essere d issf'mi natri<'E: del bac iIlo lubercol are, (:h e e~i r·i'l.mvarono i·TL abhorudanza , e pet quattro giorni ccrL<>or·.utivi, nel contenuto i·ntesti·Mle e nella feci di mosc.he nutrik con espettorati tubercolari. I hadUi tubercolari si mostrarono virulenti per la cav~a dopo cinque giomi dall.a el iminazione. Anl:he il traooma può essere t rasmesso dalle mosche; le quaLi possono tr·a.sporl:u·e anr.he il bacillo pestoso e del carbonchio ematiooEsper·i enze di .Vuthall ~embra.no provm·e che il bac i.Jlo difterico può resister·e per un lf)io.mo nel oontenulo enterico delle mos·:- he; (li .meno su J.l a superfic-ie del loro corpo. La zanzara anofel•i na, ospi;f.e necessario per il ciclo di svi luppo sessuale del parassita maJarico, è un.o d egli anelli delLa .catena " soggettomala.rico e più specialmente recidivo, zanzara, so'ggetto predisposto, ~ Al phlrbotom.us pa7JJlCttrtsii. fu, non molto te.Jnlpo ra, attribuita la trasmissione (con la puntura) del virus filtl'<'lbil e c.a:usa. delJa febbre· d etta d~i t re g iorni, di c ui non mancarono easi fra le truppe. Del ratto e del topo, animali sqnisitamente se-nsibiJ.i all'infezione· pestosa., è nota da tempo remot.o l'importanza epidemiologica a l riguardo. E' :tcceri.<}Jto ch e essi importano, t:>er v ia eLi mare, l a peste da. paesi infetti i•n zonf.' indenn·i, ··!le k'1 ctiffo.ndono pure da C41Sa a <!asa e d a rione a r-ione: l'infezione può decornwe in loro allo stato cronico e s trlx:lolo ffiéL con g-errn1i di intatta vir1.11enza, per cui essi p(}ssono l/Ontagiare .]'uomo con .le deiezioni, con le pulci, con le k>ro carogne. Non è r.~Juso , sebhene ~uwora no n s i ~tbbi.ano prove in p roposito,. che g li inse tti anzi• lelti a.bbinno valore epidemio!ogi•·o nei riguardi dell'itter·o infelt.ivo ( spiro<' he~ir0 ) , c·ho an.rhe di r'e(·e11te ha faLlo fugace apparizione in qualc.he pres idio. Semwe. in materia di ittero, anche i topi sono oggetto di l"i>cerche, qual i· pro bah i l i porta.Lori d;i spir oe h e !.e. M ar· 1111, F ·r ommt>, e Pr•ttit rinvennE-ro !Xlrta!Lore un ratto proveniente da un lu ogo m·e si era ve rifìcaLo un c·as'J di ilte r·o nell'uOIJTio, e la inoculazi.o.ne· alla ra\'in <ici te:ssuto rena.le d i qu el rallo ft'Vrebb e< riprodotta kt m.alat:tia. Cna dis infestazione effirnre e raziomLle deve di necessHà avere un suo fonrla.mento nel l0 r·ogni?.ioni c.he s i hn.nno cil'ra proprietà biologicheed ahitudin.i di vi'L<t degli insetl:i. Il pidocchio d elle vestimenrt~ p redillige (negli i.nterva·ll'i in cu i non compie le funz ioni emalofaghe) le costnre e le p ieghe degli abiti, spec;ie se d'i lana o poco lisci ; inolt.re, in casi da grave in.festione. lo si ~)UÒ l'invenir·e n~l p;wimenlo e nelle ~rr·epoLaLu r·e dei muri. Le lendini . che sj po,ssono trovare an('he nei c.ap0ll i e peJ.i delle regioni a.c;rellare e pu~ira, hanno, P ciò d eve esser tenuto in eonsideJ-azio.ne, una maggiore l'eSIStenza della forma adulta, a tutti gli agenti esterni. . La cimice, c·he si nnnida con pre.dilezionP nelle fessur·e di pav im~nti , di mobili, sui mu!'i, offre nPlle s ue forme d~ uovo c di lan·a lUW r esi-


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stenz.u non indifferen te. La 1pul c.e depone. di prefere nza le uQI\'a nei punli polver osi e ne l!(' fessure dei pavimenti. La mosca ha il ricett.acolo de lle sue uova e larve s ni mucchi di letame (di ca-vallo in p<trti.colar mbdo) e sugli ·immondezza,i i n genere. La Mnz.ara. anofele CQffiJpie •i suoi tre primi stadi di svi luppo in raccolte di acqua, anche se .piceole ed apparentem ente tras ,·ura})ili, pu 1·c hè siano st.a!gnanti o poc·o m osse, non. siano sporche nè L1·oppo sal se. Il phle botornus ha la larva e la ninfa che tra5('-0r-rono .il proprio c iclo vitale in locaJi umi-di ed oscuri. Gh inset.ti più t emuti e più facili a risrontl'arsi in •'aserma, s-ono la c imice ed il pidocc hi o; i due ectopar.assi!Ji per i quali esclus ivamente , si pnò dJire, è richiE>sta l'opera d ell ' uffic ialE- m edico de i Corpi d a parte d ei rom.andan.t.i di r epar!Jo. La presenza dj tclJii insetti è legata alla vita in comun e, sopratutto in eNte pm·ti d el qua rti er e, rom e il r.orpo di guardia; al\'algglomerament.o nei d ormitori; all 'imporla?Jione <l ei parassita, s ott,o forma di lendine in p1·evalenza, da parte d f)lle l'erl ute provenienLi da famigl-ie n on curanti d ell'igienE>, e .ctei milital"i c he f-requ e ntano case di t.oll e ranz.a ed osLet'ie di infimo onli nf', ec·c. I loc.a.li di c.aserma mag-giormen te infe~ta.ti dagli insetti sucrhiatori di s.a.ug ue sono: il do rmito rio, l'infermeria, i locali d1i .punizione e di ri.trovo, i•l ·loewle dei ba.gn·i .fd .il {'orpo di guard ia, 'sul quale- ha richiamala. l'attenzione il Gri.ron;i come luogo epidemiolog:icamente assai peri c·oloso. Nella lotta contro le mosche devono essere sorvegliati e m olto curati il r e fetL01·io , la. <·u:~'ina coi ri·postigli a nnessi , l·a \' ivanderia, le latl'i ne e le scud e l'ie. • •• La disinfestazione di una -case rma d eve rispo nder e, senza nulla

::.r·a pi tare di effìNtcia, a.l requis il.o di non J' ich ied er e complicate e diffì cili operazio ni ed a (Juello di e;::sere al.Jba:c:ta.nzu rapida., per·c hè di r e golci i loral1i bonifkal~ debbono essere r estituiti in giomat.a al loro uso normale: c iò vale sopraLutto p er i d ormitori ch e sono sempre scarsi, se pure non de l .t,ut!Jo :.ns ufficienti e s pmporzionati al. nume r·o d eg,Ji abitatori. La di sin fesla2io ne fi ;:ica fc:tiMt' secco ed umido) p uò render e e ffi raci s.e rvig i appli(·ata a capi di bian{'h('J'i.a o s toffe in genere, ma non è fa•·ile 11~ pral·ico t·onseguire (·<Jn es.<:.a la l'adil'ale bonifk.a di u'l'l ambi ente. InfaW, liberare da p.:rrassiti il pavimenlo, le pareti, eventualmente i mobili, con ht fiamma di una lampada da saldatori (che se mai s arebbE> l'unico m ezzo fi si!·O adoperabil13) è operazione lunga e peri!'olosa per ch è t·npa-ce di ~usc ila r·e in1·er.rl i. Co n questo metodo inoltre, specie in am·_; b iHnti ..:tmpi, no11 può ;n·ersi la certezza di a:rgr edire propr·io tul.te le fes'SU J'e o ~ne!)olature, ni di d 'insetti, fru s t rando cosi l'e ffkacia d'ell'ope ra profì l aIl irn . r.· s tat o dello ed è oar.i<fioo che il ca.1o r e set·eo sia più .a ltivo sugli edopara:;siti del t·a l(Jr e urntirlo; è stato i n vece <JI,z gelto di d iscordi pareri ille mpo di loro nione. Dev<c' lenP.rsi come regola che la permanenu deg.li ogg"f'lLi neìla :-lr rfa a secco pe r- un'ora .a•l la tem pe ratu ra di 80", ed arH'h e d'i 70° scc0ndo E'5p('ri enze di Swt•lfr·ngrf'bel , liù la ~iv u1·czza della dis infe-


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()JS,JXFF:ST.IZ!O:->E: DF:I.LA

C.IS~:J!~L\

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·stazione, qu-ando però LaJe t.emperalul'il sia stat.a in effelto raggiunta in dgni -parte del carico. GLi oggetti, anch e se d:i c.uoio o colorati, non sono per nulla allerati da tale trattamen to. E' facill.mente .improvvisa.bile, come lo fu spesso durante la guerra, una stufa a secco oonsisl en t.e in una camera Lulla dii mattoi1Ji, compreso i.l pavimento c.l te sov rasta ad un fornello. Al piarno del pavimento è sov'l'apposta una lamiera di ferro. La stufa deve essere a chiusura ermetica e deve avere i l termom etro per il co11trollo d ella temperatul·a. RiJer en'dosi al materiale protHatti<:<> di facile lr-asporiabilillt ovunqu e, trova. impiego disinf~s t. anle il \"apore acqueo. o soUo pres.:ùme nella stufa Giannolli, o fluente nell a. slu fa T hursfiela. Il materi.a le da bon.j fi . ·Cai·e, esl'lusi cuoio e divise sozze di fan go o marchiate di grassi o di sostanze albuminoidi in, genere siano anche di pl'Oven.ienza non p.atologi<'a, deve soggi 01·nare nelg1li apparec.chi da 4.0' a 60', se a v.apore flu ente per 30', se soLto p1·e.s...-:.ion e, dal momento, ben s' intende. r h e sar il stata 1·aggiunt.u la temperatura voluta (1.00° per la -stufa Thurs{i1•ld, 115° per la Gi:muolli) in ogni parte del materia le stesso da trattare, c.he òi conseguenza .dov rà esser e disposto in maniera da assicurarvi la liber:-ssima ri-rco~ttz i one del v<l.!){)l'e. Con tali mezzi si olt.iene con sicurezza la morte ·del pidoc.chio, della ci mice, deHa pulce e delle rispettive uova, nonchè di eventuali algenti infettivi oontenut.i n e.n e loro e.<:.crez.ioni. L'uni t·o inconveniente da lamentare può esser queLlo d:i disseminare altrove pal·assili, se iJ trasporto di cib c.he deve disi,nfeslarsi col calore, n:on è fallo C.()n le cautele dovute (in sacc-hi. casse, ere.) . Altre due pratich e di disinfestaz ione fi sic-a (l'acqua boll~nle pet· 20' od i.l ferro da st.il·arc cald o) per inrlume·nti , coperte od n.llro , non mi ~embra Jt O di waLic-a applicazion(' i n r·asr.r m.a. La di:>infesLazione rh imi :·a ru lnnrrtmente €'Splora!,a, r·on spe<:i-a.l€' riguardo al pidocl'itio, in tutt o il periodo bellico, r he ha, mercè l' e~pe­ rienza, selezionato !t> molti~s·imr. sosta nze adopemt.e: rdall'anti<'o pt>lr olio e zolfo agli olii essenzia.l i. L e sostanze riveLa.tesi di a.zio.ne parass.iticida. cer La e r elat.i va mente pronta, qu-el.le eh e c'i ntcr€'s~ano .assai chn·: vicinn. sono in numel'O limitato. Sono numeJ·o.se invece quelle t·he ledono la vitalità dei parassiti oon. lungo tempo di oontatto, ccm acl-atta concP.ntra:zion e e temperat-ura. A .propo5Ho di liqu.idi .parassiLicidi sono intere~santi le ricerche di Hailr che prov<tndo su ,pi:clor.chi e lendin i molte di ec ine rl.i sol uzio111i, ha concluso che l'acido carbO!Lico, il CJ'esolo, l'anili.na sono ener gici pediculi<'i-di a~gendo pure Sl!ll ~ uova. Consilgli a. qu.ind:i il l avaggio <ie.i pavimenti d·i· st.anze in>festate con S<ll.nziont> al ~ % dti acido fenico o con s01luzione all'i % d1i cresolo grezzo f~tle ~1 1\i rP nPr dne or e. Con le medesi me soluzioni si spruzzano, ron una p0ffil!)il. polverizzatrioe.e, l e pareti con all.enzione specia-l e ad ogni lOI'o &: ~'ep nlatu ra. Per nPSSllll snec.:ial e {)!!'!!Pll.o ~- con ll·oindil'<llo il lor o uso: p otr emo qni·ndi impiegarle per mohili, srht>letri eH branda, oggct.ti di ru0.in, er.r. P~>-•· qu esti Ja.vagigi e per .i p avi menti è effkaee anche il pe. ·tt·olio. !"eb])Pne infìammahile . L'arqua di Javel, l e soluzioni di ipoclorit() -di c:1.l cio e. di soòio. il liso formio al 5 ~, ~ono rme raoc-o mandati per


3i6

1•.1 Il l l'l \"n; :-T .IZIO:S~: Ot:J.W C.l:<t:Hl,JA

i muri, pavimenti, La,·ol<wci di C'Orpi di guardia e delle png1oni, ecc. Co~ t.r·attamenLo anzidetto per~iscono, oltre il pidocchio, Ja cimice e la: puke , per la CJuale g0d C' fnma eli ,;piccat.a <lzionc insettieida. l'acqua formolata aJ 2 % ed iJ c resilr al 5 "\.. l'rlallruu'llt sostiene che spargendo al ta.t.ac-co su l !)a,·imcnlo, rti stru g~e tuUe lp pulci ed ha azione continuati-va su quelle <: he vi penel mno d•wo. li sistema rappresenterebbe una utile profì!.a.ssi \:Onlro la peste: in una slessa casa nelle stanze prolette c·on i'l tabaoco llOn si ebbero casi di peste, mentre in· aJtri ambienti non prot,etti Lutt.a una famiglia ammalò di peste. E' prO·YaLo, con nume rose esperienze eseguite a Lahore, ch e con 28 gramtm i d i cresolo fatto eY<lPOrare in una stanza. di ordinarie ciimensioni, è possi b~le uCC'idere l e pulci che v·i si t.ro,•ano, pu r·•·hè il (' t'l'Solo evapori al calOI'e senza però bruciare . poid1è, se b t'll('·i·cL, emelle un d er:so fumo inoffensi,·o per la pu.ke. Le stesse esperienze di f.lnill·r , prima rioor·ciaLe, atlribuiscono alle soluzioni ft>ni c.he propriet.ù di sri doc~~hiament.o di abiti, su i quali hanno poter e di penet.ra.zione SLLper·ior e a quella del subl ima.t.o, non eerto ra.coomanclabile eia solo come di ~i nfesLant.e, e di altri sali inorgan :•·i. L e conCf.,\n.Lrazioni sovra.ricordale di fenolo e di cr esolo, come pure I·<L cresilin.;L al 2 ~ , sono pt>rlanto adatt.ali~.o:; ime r1er· irnm erger\'i l<' IJianc.h eri e,. r er cosparg~ r·ne \'Operte, mater·Rssi, l raversini, zai.n i , ecc. .SerYe bene egua.lmente il cr C<Solo sruponat.o, ·di rui fe<>e lar·go uso con a~s.ai effirac-,ia l'Rrmata in__~l ese su.! fronte franeese. A b a...c;e d·i m·esolo è pure la St>l!uente mi::;cela che nelle ar-mate be.llig<>rant.i, e specie nelle !.ruppe a.meri :·ane, <'bbe molta diffusione : r rc.~olo 'J)<trLi 35, sapo ne lli na.fla par1i 65; si u~a in soluzione al10 %. Il Gri:r.oni, per esperienza fattane nur.ante la guerra,. raccomanda le nebu.l izza.zioni! di formalina al iO %, ron unR. pompa jrrorn.Lrioo, sulle bianrherie, divise, ere., tenute ciislese su '('OI'Òt> all'altrzul. di d11e m etri dn.l S110Io e fatte selgui re, dopo 10', da spazzoJament.o d<>gl i effetLi per l'asportazione dei cadaveri dei pidocchi. s·~nlende rhe rhi e~egue quesLe nf'bulizzazioni d ebba pr~munir·~i con apposiLa mas('hera rontro gli irrit ant~ cffdti, snl!e mur ()se, dt\lla forrnalin.fl. L ' immersione di ~> fft'lti d ' uso in prl.r·01~.io o brnzina, lifJuidi c·he llan dato buona pro,·a da para-ssilicidi, non è ~cevra dE'l perirolo d'in<"l'ndio che ~ arehhe r:vitabil e usn.ndo spoci<.tli bagni ove è pn~sibil e il r ecr q wro di g r.!ln parte della: sosl.anza (:;i no al 90 %). W. M rwrr ha sLu<Liatn ~<' le varie ]11'ali·r ht> di i m- · hianratu ra drgli indumenti siano sufficienti a disLnrggl~ re pidorrhi e lrndini eri ha <:()(:)ì conduro: ~l sern pJ.iee lavagig io in acqua sa!ponosa è rlel t.utLo senr.a. effrLt.o; st> però C'fuesLo lavag-g-io è f<tUo a R2" per 15'-20• od a <'18" per 30', i pic!o<'r hi adulti sono uc<'isi. Sono PglJalmente uc<'.i si, add izionando la rni &<'t>la di a.ccpm e sapone d el 2 o/., di tricrc~()]n. P er · nver·p and1e la cl'i:;l.rozione clellf' lendini, "onsiglill il prO<'ed im ento segHPnlr: lava,g-gio in ar qua<- sapo•ne per 15' a 4R,s• (mor·tR de-lle formeaduli!>) ; i ndi d issec<'amenLo per 10'-15' a ();:)0 ./W (morte dPlle lpndini). D ei cii si nfl'stanti gRS~osi, qurlli lenut.i in malg-giort> crmsider·azione ~ono: l 'anidrid e solfo~a. il gélS Clayton, l'ammoniaca, e l'a('ido ciaTJirlri co. Tl rloro, !'<)s..c;i do di ra.r-hon.io, l'aeido carbon·i,..o non sono ormai più u saLi; P.gualmenle senza diffusione da noi sono il fosgene e la rloropi-


crina, al'la quale W. M oore attribuisce elevato potere ped.iculic·ida a qualunqll e profondità dei tessuti, spec.ialmente elevando la temperatura del locale. La benzina, il solfuro e tetrac.lon.u·o di carbonio ·P'0&:50no essere con v~nlaggio 9fruttati, purché si abbiano da porre gli Ciggetti jn rec.ipienti a c·hiusura ermetica. Per il lratt.:1menlo di di.vise od altri effetti d 'uso cospartgendov:i alnme goc,ce di cl oroformio, effÌt'aeissimo ~.:on­ t.ro i pidoc.chi, b asta farn e un involto per impedire la diffusione dei vapori (Grixon:i). L'anidride solfol'osa è uH!Ya e r·orTisponde bene, purchè non si derog hi dal.l'otlenere la sua dif1'11sione in ogni punto dell'ambiente, nel tasso ritenuto necessa.r~io>d ell '8 '':, ed il dontlo sLalo di umidità in ' cui e~sa deve agire. Colla. sempl i<'e combustione d ello z.<Mo in un qualsiasi recipiente, come spesso si fa enoneamente, neppure si an·iva .ad avere il 5 % d i gas nel locale; lo zolfo, anzic hè ardere, fond e e forma una crosta compaLf.a ove la. combustione è compromessa: ('{)SÌ la. disinfestazione c.he si cr ede fare è semJ)Iicemente illusoria. Del·la diffus·ione del g.as solfor·oso e d ella !'Ombustione r·ç.mp iPla dello zolfo, è i ndi sp~nS::tblJe funzi one la ventilazione sullo zc,~fo ::.te::so che brucia. In man-.:anza di ap).}arccd1i solforafori ad energ-ir.a \'2nf ila:t.ione :;u l gen€1·atm·e del lga.s (apparecchio Gullino , solfo-ozonatore }farot, ec-r. .), si può 1·icorrere ad u11a mal"'lllÌLta con tubolalure sul coperchin IJer' l'emissione del ~as e c.on a;ltre t.aterali per· un a .attiva circol-azione d i aria, nella quale si m ette a bruciare lo zolfo (gr. 50-RO per m 2 di ambiente) bagnato con alcool. E ' roccomandabi•l e la sf 11fa ::o.Jfor.af.r·k·e prorosla nel 1916 dalla Direzione 'generale cl.i sani tù ]Jll bbl ic.a, per(' hè la eombn!"Lione dello- zoJ.fo. può esser e diversamente r P.golata, a ser·onda che si vo,g-~tia oltene·re un'alta. o una bassa percentuale di ga.s nell' ambiente. P uò pur·e servire un bruciatore del tipo di quello ·in uso alle ferrovi e P l? l' la disinfestazione dell e vett-ure, nel quale l'aria TJPneka d'al di.s.~tto e ad e.~~o è &OvT<tppo.nibile una cappa slar•gata inferiormente ad imbuto. I n I n~hilterra è in uso un solfo·ralore roslituito da tubi r iJi.odJ'ici , di::.!)osli a guisa eli c.anne d'organo, nell'i.nterno dei qn1h sono i ntr od otl ì h<HI OI!tini .di zoHo ptw l.a r.ornhLlSI~ionr. QnE>sli tubi funZJionano rome ucc.chi BunsPn, petchè port ·1 110 nella loro rpa.rf.l:' in feriore òoll e ,anertnre per l'ar·.ia. Il l ocale d eve esser·e Jll'Ptliu·ato prima rr~l c.onkrigli un certo gra<l o di umid i fit . mf'r··è evapnr;lz.inne eli al'qua: coll'olLlJra.re con r·urlél rrssure di porte e finestr·e, pres? dì nria, buchi di &>J·réllur e; col log-li e1·e l'iò c.he l 'an id1•:·de sol foms.a. deteriora o da11n eg·gia (stoffe colo.rate, a·r·mi, sostanze alimenf'Hi. vasi con l.iqu:rcl i) : t·ol disporre distesi su c01·de e-d a pora alt.ezza. dal pavimento, matf'riali lellerecci , biaJH·he1·ia, ecc. 11 1gas si fa agi•re ·p er 5 ore almen o: auindi il !orale è vc ntHato. Si 11·11ò rare uso anche di anid ride solfoJ-r}sa lirJuida con l l'nuta in bornbol~>·, l'he, al momento di adonerar\e, si m cllorNJ in bagnomaria a 30"-6()' C. 0<'1'Mrono Kg. 5 di ani<lride per 100 mc. d.i si)Jazio. ll ~n" Clavton. 12'erw r ato da appare<'(' h i <LP POsi ti, di eu i il pir<'olo morle!Jo (M ) k onven i!:!nle ne1· loc.aJi eli n'IPcl•i r f!imensb11·i' è di <J"Siti facil e t.r a.sporto dovuncrue, ·è sem pre ureferibile al sempl.ire ~ns solforoso. D i questo dh ga ranzi e ma,zgiot·i di C'ffic.nc.in per i·l Lasso di anidt'ide


so l fot·i<eu du:~ c.vnt.i ene e pe1· l-et maggio1·e d<iffusihilit.ù e fiP.llP.trazionP. a causa d ella forte pressione cùlla quale è imm_sso ùal ventilatore centrifugo d elJ'<.~ppart'(· <··hio nella ~.:ame •·::t di solforazion t.• , da cui è contem-

porwneamenle aspirala l'aria. La c:on~E::nl razi on e del gas Clayl.on deve essere del :3-4 %; deve dgi re !Jer 5 ore; la preparazionf' d el locale è .idcnti>c.a ;t (Jtie lla per l'anidride solforos.:l. l vapc1t'tÌ J1 arnmoni.a ca si sor.o di mcG~raLi adatti per lo spidOt:c hiam enlo di lo,:al i , previa loro chiusu ra, come per ogni altro disinfestante gossosn. L'ammoni.a.ca al .25 'lo è faLta evapor•are (quest i vapori debbono agi·r e ~r 2 orP) ne.l lo Slf':5..'YO .appar·ecchio col qutde si suol e eliminare l''irri la ~tle odor·P delltl fo r ma l de:d~. dopo che questa ha esploi..::at..a l a su a . azione g·er-mic.;da. r;ariùo ci.:tnidr i~ ·o, elle tiene oggi il pt·imato f•·a i d isi·nfeslant.i ~ n uso, malg-rado i seti tWrir·oli d ella sua 'llta t.os.-;icità, da o·ltre un anno è p·ure apnrezzato pa•·a.ssilicidn liell(' no.:;tn• ose1 :11~, ·d.c.po che numerose e;perienzf pr atiche e di.lahoral..o•·i o fatte ~seg uire dalla D i r ezi one generale di Sanità Pubblica ne assicurav<mo l'effieada e ne auLorizza.vano l'uso subo r·dinato a norme La...<:sati-ve. Potere disinfettante l'ac ido cia.nidrko non ne possiedP, ed il fatto che qt,akhe germe esposl.o per var·ie o r e alla sua azione, su bi.s ca poi n n r·itardo di svilu!Jpo nel mezz.o c ulturale, •prova come e<;so sia .solt.a.n to dotato d·i un sempli ce pot-ere batteriostatico. Le muffe d ell'aria rest.ano d·:stru tLe <dono r·ontatto ool . lungo ' gas medesimo. N on può l'ufficiale medico ct i Cor po fare d.!l sè una ~ ·i anidr.i fi cazion e di lo('aLi, <'he spetta in ognj ca~o a!.l.:t Sezione di .disinfezione, c.ol comandante della qwtle esso ha le r es.ponsabi1ità t~-nic.he dell'operazi one. Delle varie sostanze che Sii potrebbero US!ll'C oer lo sv iluppo dell'acido <·.ianid.r·i<'O, sonò p r·eft.wibili l'acido ~cMonir o ed 11 c~anu ro sodico , i l qual€, in confronto del pot.ar-;s·itX>, costa men o e.d è r>iù ri cco 'in acido r>er il minor peso <l<!!ll'alomo t;Li sodio. Sic<·ome il buon ~sito d ella. disi·n fp_..stazione dipende dal titolo e pu rezz.a d el cia n.ur·o (d eve avel'e u n titol-o t·.ommerci.ale su perior e al i 20 r:;, e non pi ù del 2% <li cl o•·uri ) e dell'ac.ido sol forico (deve avere 66" B e,unnè .di ·densità ed a:l meno H 93 % d i ·purezz:~ ) , c hi ese.~uirh la riani·dr·i.fkn.zio ne chJ<\'Til pn•sseder·e le d ovute ~.n.ranzie (ti ri gua:nlo. L'ac<'er·t<tmen to del Li !o·' o del <'·ianu ro, che faci-1ment(' varia, ~peci-t> se non è otLempPr'al o a.11a prf"''crizione di tener e ben chiuso j.J prodollo in ~NJlol<t m et.:ll l i(' él, è as:::a i a~revolt?. Si sr.io lgono gr· . IO di rianttro in Ol'l'}\'<1 in ~c. HYX) d<i a•·' pHl d;"ti'IH''L A 25 f ' ' . di rruest.::~. s0luziu•w si aggiun~<e , 1·on burella g r·adu::t!a., tanta soluz.ione

-~

di nitrato d'argento si rro a permanente ink:.rb:damenln. Qua·le i·ndi -

c.atore si impi ega. un ,-ristallino di c.lo nrm di !!>Odio . Il rmmet·o d~i centimetri <' ubi ci di soluzione di a t't-en!o impi egati, mn ltipr c<tlo JWr la rosl.anlr 5.2, dil il tilr.•:o d e r ianmo riferito al cianuro rl.i not a~s i o, mentre moltiplkato per 3,8'26 dit il ti IDio in c-i:1 nuro d i se-di o. QtJt'~l o è p rcfel'ibile. averlo in La\·oletle {da. gr. 4òò) cod. ir. ovoidi (da ~·· · 25), anzichè in polve•·e od in pezz i, perc ·h€> 1·iò dispensa dal·le pesate,

ch e> non !"ono ::.cevre di pNico ln e rhe, se rn.•1i, vanno fal1e wn g-uanti


T. l

DISIXFf.ST,\ZlOSt: [lt:I.L.I

(,'.\st:H~I .I

.di t:auooiù. La dose di cianuro varia d:a 5 a 7 gr . .per mc di ambiente, a seconda d ell 'addensamento d tll materiale da dis.i nf~'.ot· tl'e. 11 cianuro e l'acido solfori.co debbono mescolar-si i.n volumi egu.a.li: occorre a!lt·esi .acqua in volume .doppio di quello del c:ianuro. La teoria, corliforLala dalla pratica, insegna che è bene ecced€-re un po' su lla predetta qu.anlitit di acido solfori(:o; questo eccesso sarà PI'OPOJ'z.i ona.le aJ grado noto d i idra~a.z.ione dell'acido stesso . II mastel1o tenui o dentro il l.O!'ale e nel1quale è Lraball.abile una sca tola m etall ica portante il cianmo, è i,J ::;i st~ma. (·he sembra dare migliori r.isultati degli apparecchi ·dJskibutori d el !;as, t.enuli al di fttori dei locali. L'apprestamento del IQ(·rule, il st:o trattamento ronsec.u tivo all '.azion e de.! gas ci;.widril·o, ~Ort() di eu p i tale importanzà. Con "arta si ottUJ~a con r:gore massimo ogni più pi·r co la c.omun ìc.az,ione del locale con l'estcemo e con quelli attigui, br n gua.rda.ndo a.nc.he all e fessu·r e comunicanti del soffitto e del pavimento. Il loc.a.le deve d:islar·e almeno 10 met.ri da.Jl'antista.nie c.~seggial n, deve · avere u.na temperatura non i nferior·e a iO gr·adi .e- da esso si aS!ìMleran no vive-ri d•i -riser•va, l iqu id i, sost.a.nze alimentari, sapone, profumi , ca!;sette individuali. E riò per un ef.'resso di •precauzione, gia.c.chè il Piras d't1rant.e oia.nidri fi ca.zion'Ì ha. tenuto nell'ambiente recipienti stapp.3ti co-n vino. a-rqua, olio e o non r itrovò affatto acido cianidrico i·n questi liquidi o ve ne rinvenne tracce neppm dMnhHi. Pronto c hf\ sia il localf' e dopo .aver fatti ev.a.cuarr ria~l i abi tanti c· dagli anima•l i domestir·i gli a.rnbienti att.igui ""superior·i, s i versa a<·qua nPl n' a~tPilo, quindi l'acido soHorioCO· e LiNtndo una ftJ. ni :·ella ·clal '€'St{~·rno yi !=i f,!t t.r·aba·!i.:J:·e immerliat.'Jm.ente dopo. i.! c.ianuro della ~r.atr.1.a, pcr·chè .Ja elevazione tel'm~r·a della misr.eJa :'dro~so lfori ra è f<~.vorcYoli ssi ma eondizion(' a eh(> s i liberi l'acido c ian.idJ·ico gassoso ùal ci?.nuro. ProvvPduto a so-!IJet ita 0hiusura di ogni fessura della por ta d.i l'o&eila drl personale. il gas rimarTit blorcalo nel ]O('a:\e, •guardato da sen·tinel•le, per 3 ore, al liermine delle quaLi alcuni operatori muniti di J'espir·.atMe Driiger (di controlLala f unz.:onal:it~•ì apriranno i locali per· una attiiVa ventilazione e ne asporteranno .il maslello, p r evia aggiunta alba misc·ela res idua di una s0stanza alr·alina (latte di -calc·e ad esempio) per re nderla inoffens iva. Dopo 3 or e di venti<laz..ione, eventua.l.i materiali letlf' recrJ o eli equipw:rgia.menlo cont~nuti nell' amlbi ente di9infPs tato , sara n n'l" b<>n ba~tu ti (>,d es!1'0SLi all'ada. L'u ffi r iale rned ico del C'.orpo, re.sponsa.bil e direlb rtt!lla riamm.issione della truppa neq IOI'alì, o!Lr~~ al precetto di las6ar pas;;are 6 ore cdmeno ducrhè la vent.ilaz.io ne è iniziata, ~.i uniformeri1 al •·esponso delle c.a1·tine reaLI;ir\re d~ SchOnbl"in, poste in punti dispa1·atì dei lgca.Ji, che in pre s~nz:t di acido ri-anidrico (sino ad 1 :3.000.000) si colorano in azzurro. QuPste cartin.~ si preparano inzup!ì<:HI<io. in ~o l uzione alcoo,Jica (3-5 %) rlì guaia('o, striscie di ca1·La bibu·la. <'he s11r.cessivamente sa.ra.nno immer se. n.J momento d<>ll 'uso, i.o soluzione (1 %) di soHato ·di ram e. I nr·e~i drl1'arido ciani clr·i oo li enumerò il L'ut1ario, in una oomu ni-c.aY.·ione n! Comitato deli'Uffi,.ìo Intr.mazionale d' Igiene pubblic-a. col dire f• he per l.a sua pr'Orluzione non oc.conono spec.ia·li e roslo~·i apna·r ocr•hi, <'he esso ha un poler·e rli penetrazione e di diffusione <Jssai s.upe 1


:~so

riore a qt oP.II i d ell'<uti-dride soLforo!'a, ch e non lgua.sta t.essuLi i pi ù d elicati.~ le !'>IJ,;lttnze aJim enlarj, che non comrwomelle il poter·e germinaLi.vo d ei cereal i, non aUacca i m etalli, non è éS!J'~o:;ivo nè infiammabile, e o·he la spl}.<xt di una cianid r i fic.azione ,·<Jol.a meno di una fumigazione ron <tn.idride solforo.sa. Emer·ge ogni giomo di pi·€.1 ch e i pericoli, esagerati all'inizio d el suo .impiego .dopo ,·ar·i g 1·avi .inCli denLi verifkali si speri;dm en l.e i·n Germania, po:;s0 no e~se-1·e evitati quando si osse r vino con discipl ina ri gor osa le OP!.'I'SSari e norme, andw di r t'(:ente emanaLe in modo a&;ai deLLagli.ailo d<L!la D.i n •z i one \.'Clltral e de~' servi-z,io san itario militare, e quando la opor nzi.one si·a e:e).<u ila d a pet·sonale bene istruiLo P

ben ~ruida.lo. Nel nostro amhi enle t11ilitare que:->La distiplina ni)n può

far dif-;,lto, t·onl>e n-on puv venir meno la competenza .ctegli ufficiali m edici { l ei Corpi e <dei co m;~mhwli l e st>zioni di disinfezione, ai flll<th noTll mandwt•à tn.O{l:l <l i ~·~·~>ar!ji t•n pt>tSù·naJP L'.he dia le volute ga ra.n~ie. TutLo quindi •:<::ltribui s:: e a <·he l'appli ~:azione dcll'<tcido cianidr :t·o pre-nrla piede e ~i diffnnoa n~II ' Eser·•·il(). Le n usenne nuove, i solate da ogni. ,·ascggia.Lo, sono adaltit::;s:me per l'uso ddl'a<'ido c· i anid1~il'.o; m enlre ad esso si dovrà rinunc ia re p e t· aLc une delle veeC'I1ie ca:-ermP con ;·ortioJi <: hiusi, ove l'mi a l'isLag-na, ed add ossale ad abilitzinni civili o da. quot'SLe s~paruLe da uno spazio -che non rag'&·iunge i JO m et ri. Di r·ecente i,l d oLL. Marlilll': Rul'a Ila present.a.l<l al Comitato del\'uffi,:io Internazional o d'Igiene ·Pubblic-a u na n ola r·igurorrlanle la IlE' ulralizzazione d e l! 'al'ido r ian idrico, che offt·i n·bhe <'•;;.;i le maggi o1"i ~a r a.nzi e di sirurezza. Eg- li , dopo l'azionf' dl' ll'a·: i.do {'Ìanidrico, fttnl':ga i l locale !'O-n \'apori di alde:dte m f'Lilic.a ed w~q11a . In un lotale ·<'ianidritìr·<Llo con 2'1'. 5 di c.ianurù rw r mc., e nPl qua·~e mnrì una r·nyia in 3 rninnl.i. pose, dop::> 5 minut.i d:tfl'immissio ne dpi r;1p01 i 11entralizzanti, un'a lti <1 cavi.a die non 1·iporlo ùi.=:Ltlrbi di sol'l<l. T :tli ri snlLali hanno a \·utu r e.cente cofl!ferma. per p;u1l' cL Souto /] l'ftt·is. Dtn·n tll c una di sin f<>slazione •·:.:•1 •...:·t-; ci an idri co, può capita re di rtuvt>r S'1r·f'()!Tel'e un i r:.~~~sint ln. lnnnedialarnPltle lo si l.r a.,po l·Let·à l ungi E:' d in lnogo venli l alo , gti si r:ral H' he>ril ltt r f' spi t·n z.ioll(' arliftnal e -a.n,·l!e se, per l'azione in primo lt-111 1)() anr.>-"\.(-'1 iz.zant.e de-l gas tossico, l'individuo J')O!S6a sembrare m o tto: in oltre in!ezion.i di aLrop•ina, di ('.a,rdiorinetici, d:i ·iposol.tìlo s.oc1ic-o nll'8% e gcrwr·o&· i nalazioni di ossi,~rPnO . La. .cJi."·ÌIIfP!'Ia.z.inne gas.-;c;:'a, qn.ctl unqur> ~·::;sa sia, d<· n~ e.:;S('t't' ceJ·tamr>n(C' rpH''Ia rli f;<.·ella nf'r 1:~. <'a;-;!' 1'111it. Es..;;rL è rapida; dist ruggE' conl<' m p oranr~tn lenle i ·va:! !n<:.f'lti, rwn PS"ItlSI.-' le zattZJHI'é e le mo.sc,hc; l!<t hi ~rJt;l1'1 rli ftOco per:"ona iP: non è di e~lò eiP\'alo c può f'~se re ese!.wilrt in p ill l or:ali al lPmpo sl.(l.;;.c;o. nc~·fln'<' len('l' JW!~::O€ nle, p ::r(·hè ulilizzahi le Pt'r m<t!!:l7.Zini r·on divise o cap i di sottcn·p::.lilo infesl.at.i di pirl• l: C'Ili, la brw ifka flltiOnlnl Ì('él .rlei lo<'ali, <' Ile ha l<L sua base nella dulltl<t di \'i (a ci t•l p iclnrt·hio prin:il.o cii alin11P.nto, e delle- suE' )(•ndini. ll1't •ni•J rtlif'lll' immune daj , ,ant::-~il i un ambiente dopo se.i SL•llimnne da,..('hè è :"lato 1'11iuso. tustiq r tH'r·oma•lda di ln~<' iar passa re Ùil(' mesi petclirllinrarlo immune, in l t'mp.i di e-pidemia dermol.ifo5n.


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J)I:-IXI t .,.;T.IZIOSt; l)t:l.l •.l

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La lotta t·onlro la wnza.ra maltu·;gena, più spt?sso che nel i a r·Ase r· .. ma, rtlpit?.rù di <:lovel'la inlr~pren'<l~re nei fm·ti. D ei not.i mezzi di que-sta lotta. (protezione m er<'an ica, distruzione dell'insetlo adulto e delle la.rYe), i! primo è quello ce rllhflleni.P più fec.ondo di risultati ne-ll'ambiente militare. L' e~per i enza a ·riguardo fatta nei ricoveri rr.:.Jitari di zone palus tri, <iimoslra c.he ra protezione mecc.anica d~ uo.min.i B di. ape.rt.me, -deve esser·c ,Ja più rigor·o&'ì. Possono bastare semplici fessure lasciate indifP.SC per veder· com r<u·ire la malaria, e crò vaJe SJ)e('ialmerrte per il dormitorio i n <'Onl"irleraz ione della -n ota irnporl.oa.nza r. he .su !l'incremento d ella malaria ha l1a dimora nello stesso lO<'aJe di· più persone. Si u~ano ret.icel le di fìlo di ferr·o zinc.otn, possibilmente vemicialo ton veroh-i re~ isl l'nLi al potere corr·osivo <iell'ar.ia mlarina, ne-n dim ent:~.11Jndo difender e con esse anche quaJun(lue r·icovcro di quadr·uped.i, siLi pr~di l e t ti degli anofeli anthe p~r il l o·ro ibern.ament.o, e n t~i quali ne è fa.eile l'int.roduzione oon i foraggi, c ool fìeno in .ispecie . P er la distruzione delle forme· alale, 1·itenuta da taluni ma.lar·iologi i -1 ·cardine deUa. difesa antimalarica, non può rinsd re molto praUr-a la cattura <~On provelt.a, aspir11-zanzare , imbuto con .;~.kool, r etine ecc., nè lo spt·uzzo di spe(·i-<di so':>'l-anze (sol uzi()n.i di acidi , di a.k.ali o saponose a·le•~ li·nP) e ri tn,(l ngo no i m•' zzi gassosi i p~~~ alLi allo scopo. L'.a~·.ido cianidric·o fn us·alo con sutcessC\ da Grassi tt Fiun1li<'i1IO, ed egli è del parere che ::m desti nato a r\-'ndere grandi servif!i nella profilassi della malaria. L 'anidride solforosa, che ucc-ide l'anofele in 1', è rac~·oma.nd.ata anche in una rocenle .c·.ir·<'ohrre della Direz.ione cenlrale d el servizio san ita.rio m i l i !K11·e. Gr{IS;,i l'a<"eornanda lP 1·andele di zolfo (zolfo p. 100, ·n:itrato di sodio p. 25, ~.iliciu ro di t'.a.lcio Jl. 25) pe·,· l'ahbond·ante sv.il.uppo di anid:ride solforosa e per· le forLi tracce d-i anidride solforica., da qua:le su.re•bbe molto efficace z.an7.aticiò1t. A proposito di fumi (di fìeno, pa_glia imrmjdita, f oglie d.i ew.:.alipLus f\('r.) SJWr ia.lmente usahili per ambienti rusLici, sono state adopcr·ate a Fiumic.ino le bombe fumogene della gue-rra. E' pure effi\'ar.e bruciare il larvic.id , t..a.nLo!JÌù che 1J suo fumo non. dà noia affu.tio al1'11omo. 'l'ali mèzz.i frass.osi òì distruz.ione saranno coa.diu;vati ed i n tegrati dalle t rappole, di r,ui il l~po che ha reso buoni servigi a Sergenl in Algeria, è una sc-<tlola ron fondo a ptu·eti dipinte in st:uro e t..on cLpet·tura anteriore s.corr·evol e, .da collocaTSi neg14 angol-i più oscu ri delle si>Rnze ; le zanzare caUlll·ate si uccidono !'On qualche gocria di etere o clol'l)formio. La distruzione d el.le larve è di spettanza dell'autorità sanitaria ci-vile; rmnunquf' può e..apil.flr~ di doYer· <:SC'f!uire nell.a stag-ione preepld0mica t:)i(,:cole bon.i.fìchP ron <'Opertu ra di pozz?lli, di abbPver·ato.i ed el.irninc~zione d.i acquitrini in vi-cinanza. immediata della r,ascrma. Se que.sta eliminazione non fosse possibile, s'i-m~Jone la. petrolizzaz.ione, ogni 15 tQ:i<.wni , r·on irrnaffìaluio a mano, co.n la romune pompa irroratri(·p da scdfato di raTllf..' o r·oll'r..ppa.recehio di facile improvvisflziom·, rac-


o·!l malldflt0 da · Sella e Gra~s1 , ~.un::;isle nle br una ln.tLa da .petrolio, con cuscino e i'ing·hi e p:! r poters i por·lare a sp<~H<a, for nita di ro})i.netto al qual e è ra··.coJ'Clalo un t.ubo di gomma. terminante con una peretta con cLis1·hetto traforaw. Ln d o..qe di petrolio s uggerita da Fl'rmi è di 15-20 cm' .per mq. w·. Normon Leak ha o;;sen ·ato in P :t 1e::linu c he l'ag!liun.La dell ' i ~~ di olio d.i ri.cino al petrolio, lo r ende di pi1ù si<:ura azione larvicida. Ai vecchi ed efficaci liquidi antilarvali (la rvicid, altri colori cli aruiliha, clorurn .:;odico) si sono aggiunti: · i l sa pro lo, i.l .cresolo (l'h e Delmogr ha. trovato effica ce nel tasro di 1 : 100.000 per Acque stagna.nti e di 1: .1000 per acque leggermenw fluenti ), i~ pa.radicJorobenzene e la. canfora. Ques te ulbime due sostanze furono adoperate al Pan.ama con successo per pireole vasche, o .associate (nel qual caso il miscuglio è atLivo p P.r 7-10 f::· iorni ) o E>e pa.ratamente. \ 'olt>ndo sei'Virsi di pes~.i divoratori di la.rve, rece n~i 03S~ nrazion i di f/f) w arrL arlrtitano (·.ome a dattissima Ja spec.ie Gambusia, da immettersi solo all 'inizio d ella s~rugion e, 11sata pure da Sella ne11a caml)figna antimalarica. in Spagna. Di p iu nte {lloquatj·Ji, ricopr~nti l'intera s uperficie deU-a 1·accolla per impedirf' la r e:;pirazione a ll e •larve, la c-ol!ivaz.ione della lemua è la •più di ffu sn., osseJ'Vando però che con •l a sua presenza non è compatibi le la petrolizzazione e che inoltre non è di faci•l e uLleec himento. Règrwult, pe r esperie nza faLta ad Ajaccio nel 1917, consi·gl ia c.om e sic.uro nwzzo d·i attec.chi.mento della lemJna, àl g ettare nell'acquitrino dello sLeroo di ('avallo . Cont.ro il phlcbntomus pap7J(ltasù, tutto quello che si può frure di utile è rappresentaJ.o dahle flllmsigazioni, e dal non rpermettere il ciolo vitale d e Ha larva e ninfa, rammentando che esse abbondano nei sotterranei, luoghi umidi, muri a .sec.co sgretolati, canne di ventilazione di latri n P, feci di erhivor1, d etriti vegetali. La protezione me<·canica ron le relirP llr è priva ·di ri ~111Lati, per la estrema picciolezza rl cll'insetto.

** * La lotta alle mo;:c he in: un an11pio edific.io com'è una caserma, d eve più elte tt: l Lo basarsi nell'i.mped·ir loro di riprod~Jrsi ed . .alle larve di ~r hiude rs i , sopratutto nelle scuderie, alle quali in troppe nostre caserme · sovrasta il dormitori o. Lo scopo si consegue eon le notissime pratiche di huona giornaJ ier;l ma nuLenZiione d ell e latri ne, cosparse di di si nfetta.nti s pf.'!Oialmente a ba.se di fenolo, deiJ.a. opportuna proprietà delle scuderie, d ella rimm ione so ll e{~ ita d ei rifiuti, d e i mucchi di l e~am e, d el loro inaffi:unent.o :·on latte di calcé f t h>C0, o ~o luz ione di ipoclorilo di calcio, d,i sol fato di fc n·o al 20 %. GzL?;ot e Royé rai'<'OmmHJano ro m e efficac.i .per la d i:'l rt~ z!one d c·~lle lan·e, le ~oluz.ioni cti S{)Sk'lnze aJcaline, le soluzioni M·i de e la ~o luzi()n e di ITe-si,lolo sod i.<'o . Nella f1'0nt.ient d el Messico dette buoni n' :>llllat.i il C'Q51J)'at'!1.'rre i l le tame co n borac~> in pohere o J'inaffia.tlo con 1111a misc-<'1<1 di an<;e niat.o sodir:o ed a.(·qua ~li C('he rala (sc ioglievano lllléL libbra di .1 r~rnia lo i n at<lUa bollente cd .a~rg-i un g-evar.o lt5 lilri d1 a1·quu <JCidizi<)JtaLa ct i IO li bbré rti wc.chero grez-zo). Sullo sle~so fronLe


fu pu.re adottato ~,;o n sut:.eesso i•l s.istema ~:osidetto di " t;rappola alla larva>>, ~,;he cùnsistc nel deporre i·l lt:tame in una piattaforma ~:-he ricC;pre un bacino i1n cemento ~:.onter1ente acqua ed ·un sottile strato <J:i, ol~o. Siccome le larve, sul p un ~o di t rasforma.rsi ir1 .pupa, emi·grano dal lelame umido, ·oosi esse cadono neU'acqua del barcino e vi periscono. La distruzione deJ.le mosche 1per un periodo d~ mesi nei molteplici locali di un quttrtiere, wn l~ so lite .carte mosc.htcide, oon le e.araffe con soluz.ione saponosa, con la poJ.ver·e di piretro, oon la mescolanza di formolo e latte zuccherato, con olio di ric.ino addi~Z-ionato -di qualche goocia di olio di erolo n, ecc., urta ~.ontro difficoltà di sistematica atLuazione, nchiedendo non ,poca manutenzione e non poca spesa; essa ·Può essere invece molto adatta per 'il r·i stretto. locale deH'·infermeri;a. Per latriJne, stalle, corridoi, ecc., ove spesso pullulano ,Je mosche, sono raccomandabi.Ji le furruigazioni di e:~·&solo (gr. 5 per mc.), fatto evaporare in un qualunque vaso metallicù a bordi rr;ialzati, i cuoi vapori si fanno ag;ire ver 4-6 ore. Sebbe·n e non rientri nella disi•nfestazione neLlo stretto senso della paro1a, non .può dimenticarsi la utile ap;pLic.azrione di un ostacolo alI'Jngresw del·l e mos.èhe nei l ooaJ~ abitati. Mentre le reti teHe met.al'lic.he contro la. zanzar.a. debbono avere le maglie can diametro di 2 millimett·.i, le reticf:!.lc contro la mosca possono avere larghe maglie . Sarà rgià molto mun.irre di osbacolo le aperture del J'efettorio, della cu.cina, delLa vi- · vande11·.ia; è infatti noto <:he i.l !do, se.condo .inchieste frutte in F.rancia, è assai più raro nei soldati t.he ·hanno id refettorio protetto con tela metal'l ica, che in quelli con refettorio indifeso. •

*** La deraLLizza.zione è ritenuta da alcuni anr;or pi·ù difficile d ella lotta co n Ll'O la z.an zara.. L'acido cianid ri·co, i·l d eratlivzante per eccellenza delJe navi, no•n potrà costantemente Lrovm·e <'llpplicazione nelLa caserma, dovendosi in gene1·e aggred.ire i•l topo in sotterranei, cantine, fog·ne, dove 1a. ermet'ioa chiusura e la consecutiva veulilazione sono od impossibiJi od assai difficili. Certo è cllf' l'aericlo c·ianidrtco è t.oocol'demente ritenuto ottimo e supeJ10're al gas Clayton, perchè· i·l topo m'Uore, senza che possa scappare, nel luogo stesso in. cui il gas cia.nid·r ko lo investe e •non va poi soggetto a puirefazione . La dose di cianuro per derattizzazione è di almeno gr. 2,75 per mc. Il gas Clayt,on, preferibilissimo all'anidride solforosa ed anche all'ossido di cal'bonio ed anidride carbonica che non uccidono •la .p ulce d el topo, ò pure cons.iderevole strumento di Jotta e può agire in ambi enti nun d~l t.utto stagni. n ' ratto, anche appena investito dal gas O.laylon cii\rien1: ·cieco e, se pure ha il tempo di scappare, cet~amentr. mnore in trn lasso Iii t~mpo Yariabile da qualche ora a quaklw ~iot'Tl O, per· l<:> lesioni po!JrJ()JtlHi ri po·rtat.e (Bo n jean ). Nella evcnt.ualilù che aJ.cuni lopi possano t1ntanarsi, sfuggendo al ~as asfissiante, Loir P Lrgnngueux consigli•ano mettere nei buchi di r,i-


f ugio un pezzPUo d.i carburo di calcio che Yen·à poi inaffiat.o; si forma

così acetilene che ucckle rariJarn enLe l'ailimale. Il Cavr<'l, -che durante la guerra ebbe per molti m esi i·l còmpit.o derallizMnl e i n un Gurpo d i armata, sconsigl i.a le pa;;te a base d i fosforo, a.rseni<·o, stricl11ina, carbonato di ba.rio, P·~rchè poco ma.neggevoli e .per :('olose. Delle suddette sostanze chimiehe, spiegherebbe più effìc~e auione H t·arbonaw di bario, secondo esp erienze fatte ill1 Ind ia da Kun hardt, chtl raçc.nmanrda di Ut1i_;ere t·on ut1a tr·ac·cia di bleu di m etilene la miscPl-'l t opi·cid.a, prep.arat.a con p:-1st.a di farina fresca, da.lla quale d ébbono escludersi condimenti o sostanze alimentari che la r end erebbero meno acreLta. L 'espet·ienza bel li ra raCt'Omanda ·la sci lla o la sf'il'litina. -che alla dose di 1/10- 1/ 20 di millig ramw.o U('·r ide il to.pn ed è iuoffensiva per l 'uomo. l i mod r~ mig liol'e di usal'la è di sc.toglierla in <tcqu.a Z\lt'(: het'rtta impregn.n.ndcwi piç.c.o!.t" fette di p<ln e. op!-}ure si può l'icorrere alla m es('olanza 5(->guente : pol vere di s,·illa gr. 5, hrin a g t. 20, polver·e di fir tO~: c hio gr. 20, e~senzadi ar. :ce g<X'CI? t, g rasso q. b. per far pasta che si distribu ì:;<:~ in tavolettf' di cp 1alclle g rammo cias .. una. Due o tre di quPsl.c t.avo·lette !)D::sc·.Jo S€J"vire per lH·c.idere più di trPnl<l ·r.a!:t.i (Loir e Legtm~fìll' lt.1' ) .

E. a::;:>< l h i L:unc•n l e da baud irsi r u::;o d ~l v: I'!I S l) a n.vsz . perc.h (: il bac-illo lfi7Jhi murium non è inoffensi vo per l'uomn, i c·ui alimenti p o~sono CoOTL fac.i·lilà esser e imbrattati con urina b acilli.fera d ei r·a.tLi malati. La r.act i a in'Cl i:viduale a·l Lopo ·e le t ra,ppole sono buon i coadiuvanti d el mezzo d era ttizzant e adoperato. trwlo J>i··:t c he la pratica di distruz io ne dei wpi dell e trin cee Ila dimostra to l'cdor.ato e l a diffiòettztt eccezinllali d el lO!lO e (· he è buona t·e.g-ola ricorre·re< .a mezzi va ri di JotLu. E' raeoom<md.ata la d istruz ione, pt•eferibilrnente con .l'incenerim ento, d ei topi urcisi; è stata infatti richi 9. mala l'attenzione, ed anche as:..ai di r ecente da 11arth/>lhn.IJ dopo d erattizzaz ione d~ una naYe infetta d i pes1e in 'J'un:sia, circ.a il t·inven irnPn !o ci el b acill o di l't>rsin v ivo e viru lento nei t'adaver:i -dei r att.i llC<'is i ,·nn i ~·omrmi d el'.::t tlizzanti. BIBLIOGRAFIA. Ar.M,I>'tO. - l?il'i., la ri'I"!W!!IIf'!'io Sanilfii'ÌII . . ( Xnnwrl l~·H. 1!121). HF:rrnnt:J.r.r. - Hiri.<to d'lnft~'ffllrr·ill f.lrtuitn·r l ,. (:o<'nrnl'lri 1G. 1921 e 7. 1917) . R IRTrr t .t.htY. - Oi,fil'f' Tul rn•alioll ol rl'h!l{tihrr pu'hliqur•. (':-> . 1. Hl22). HKII'IS. Ofjir·e l nl r•rnationfll d'h!I(IÌÌ'IIr fllllll·ì qur'. ( :-\ . ~. l!\2'2). n ox.J E.-1.!\'. - R rntr rl'lq•rtihle. ( :-\ . :J. l!l21) . Rntr~\II'T. R r•t'tte rl'hJJ!tihw. (:\nlllf'ri 2-!1. 1!120). ('~ r.u. J,o .lfrtla ria . (('~1-"ll Ellitri<'(> 'forillf!s.>. l!llll). ('oHSI S J . l di.,1nfel!anl i {ta~~o.q·i. (100!)). f'Ar.lllr.rTE. - Rf'rme d'h!J{Jièn e. ( l'\nmer·l 9-10. ]!\20). ('DDII:"O . ('01/lf)('lllliO rli JyiC'111' . {{'fl~l )lJ{l.ii 'I'Ì('(' l<l f.>l~lll . l!l!!Ol . ('rnnor. -· Jlallrlllle rli 1l1'0f/Ta.o,q j (' rf.i.<iufr•:: ione 1>1'1' il R. 1':.•1'1'('/to . (Hoepll, 1917). DF. O rAXA. - Jfanttllle tl'lflil'llf'. ((':r!';:l l~o litrir-e \'nlla rcli). F TT, lPI'l:\'1. A IIIIOli d'l !lif'IH! . (X. 7. 1fr21 ). ClR.ISSI e Sm.r.A. - Loll11 •lll tim.alorì<'" · 11 Pimnlritw. GniX0.'1'r. - fglr nr morlen111. (N. R. 1!!10). Grnxoxr. - l?i1'ÌIIIa d'Tngegneria Srwitarla. (Numeri 11-l2-13-14, 1910).


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Fnec. VIU.


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RIVISTA DEl.L.A STAMPA Mt:DlCA ITAU,\:->A E STRANIERA

D~t:Jtrono iattercss•me-mo $l r,~ulll' le comuuk~tzioui del )1rof. Snracenl ><u « r..a ùl11guusi J,ldJol ogi(·u nella <:<~i<:o.losi l'J>:Iti<11 » : d e l d~tt. blontnunrl t>'ll « l.it t&:lùca per lo <-<tud,i o (i(:'! <:olou d 1!,1:L-o >>; del dott. ~i~hlnolti su « H·i~1.1ltati r òutgentem,r>icl lléi tumori nt<tl itml )) ; d(•l d ott. naciallil ...1.1 u l ri:,.1Jltnti rtldinm e ròutgc>ut('ra picl nci runrori uUII'itù >> : dl'l pruf. l k>rto lotti ·s u « I reJl<'rti €UHuto logici nel lll·oft:;s;on.isti r:Hlivl<>gi »; <1.<>1 dolA:. PnL8 rru « L~1 1-i>ut;..-euwrnpi~ delhi maiJnia » : dell'in!!. lten. su l « .IJlufnunruH P otter Tiucl1y ·J)(.'l' l 'eliminnz.ioue dei t·aggi St.'<.'On<hl rl n. Al (-crngresso em atUtt'""" uo.u ·!oten•s,;,tntitlsÌùllil m ostru di >ll)ll!ltrt'Cchi radlol og"il'i e di tl>)·n pitl Jjsi<:tt. <tlla qua le 1Xlrte('iparono .numerose case co:-1'111ttri<:l itali:tue e !'lt!'<ll~iE>re. Fu llllttuimti>~Simu la JH'•XIIIziott:e di llPI><·woochi rndiologid tle lle ditte llu lz.'lrlnj, Gorla, Bobbio e Curdo Ile, lt> quali ebbero lus inghieri ~lo~! per l'accuratez7..a dell'<) loro <:O:,-truzionl. 1'\(~u ·a!'.~mbl(!ll gen<>m ll' ùei S()(:l d l:'lla Xociettì ltali~uu:t di r~t<liolo~i" nw\lic'tl ,. v~uh"a e.let.to a Ila I•~'<id('n7.n il pr o f. Htntolotti di 'l'o l'i no: l<' n .'O('('I t:t l'a lermo a:

w le d el V Cùugrtil:iiO. clw ~l terrà nel JH·os::;i•mo ruUJo, Sl diOCUI'."i:' a rwhe sH llll tmb-

bllc.·w.ione di u n 'I'ratt::1to it<t!i.'lno dJ rn<llologla, che l'i .spera pot11ì n>di?r e ln luce· quanto prirua e (~l lmat~ eo;;i Ull3 lacuna della no.<;;tl'lt letteratum aliL'lli<"n.

-RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA. • MASSAllOTI'l. -

ciali. -

Le p.~ icosi det periodo bcllioo nei loro 1'''"'11/ni nwrlil'll ·il'f!'tli e so-

(«Atti della Società lombarda di• scìenZk< metlkhe e biologk-he », a p l'ile

1022) . L 'A . •·lf<'ris<.-e le sue os:>en·az:iouì fatte su 3:3:! ~·;l><i di tu:t lnttit• m~ n t:·lli in atto

in militari che ha1mo preso .parte ulla gue.na tratti da ll!l l'i <·<'() Hlate rhl le m;servuto. ù.<l o1t.t'e 6000 sitùstt-ati ùel .sL<ot.ema n eiYOSO nellu lotta lll<>H<liale. E;;ll conf<~t'Hla eli.~

la guetll'a non ha c reato alcuna forma cliuica m ·ont. n<'o ~•l<.:uu si u toma uuovo e <"be l t:o fo1·me C'QU maggior trequ~n7..a r •scontrat1?1' npp:t l'l('llgo no u lllalntt.i(' 1m•ntnll acute (umenza, $tltti mn.niacnll, devres!':.ivi, ecc.) raJ•vre::;e~JLati ft·n l >~uoi CliSi ùal ~!).-ts%. Le forme acute mentali' di gnèl'ra hanno tl imo,.lr;tto llltll fm:ìit' "'(' uon <"Onlplet~ gnu r lbili tà, pr~n tando L'Ome si11toruo conn r11e tMlH tt•tHkn7..;t n Ila depr<>;<..,;ione dell ' u more. Le forme mootali commrl a riscoutt'llrsì u~ l tt•ntJ)() di JllH'e (dem.tl()llZH precoce, pwrallsi ))l'Qgressiva, .'lmornUtil costitui'.i~Hwlt:. "'<·c.) llOJJ hanuo IIHJ><frat<) ~1 1cun aumento <l(•gno <li notn in h'11erra. Le p :<i<'<.l:<i nkonli.<'! Je ,.,on.o st:1te minori, nl.(>xa· vigliooo ìnd:i~ di equ.ilibrio d e-l nostl'Q popolo. l'l p uò d i l'l' t ile la f:'\IPI'I''I h:l me."-"o· in ~wld.cll7Al tutta ln patoloj!ia delle ('JJiot.i\'irh.

I J' A. dimo.:~tra che molti IJlOStlLml tli ~twmt ~<ono tmuti in Yil<~ d11lla pr~"'OC(1l ­ PI1~ion.e di P<'J'llcre l ' inde.ttnir.7,o i n >:<tg-;:!l'tll uon :IJll'Ol'a riu;witl a tmvar<• il proJll'lo JtO~to nella societi1. ond<:' è nodm la ri\'1 .-<ita tll14'11k~1 nd <'i'o(·a tìss;1 in tali so~getti, oome lo è per la fissazloote d~j sin turni ti\' Ile •w u rop;:.if•os.i tm1 tma tìd1c.

L'A. rile,·a infine lu ll.e<:c~it;~ (li l:;tit.uri Hd:ttti. (·ht• no:1 ~~~11o i com uni tnao1· cornl per la cura ed i1 ricovero di qu('>;ti !:inistr:1ti di gJl<'l'l~t elci F;ÌF;temn DE'l'YO.'!Or per una loro più r apida guarlgiout•, e J-<·1· un pi(r r~tpido rkupt•r•> <la l JHin<t.o dì vistA

socinle. LlOTI'A.- Ua~ione d·C{!Ii aTQ{ftWi fll/ r, .~lflll) {f(l .~.~'l·•() .~rtlft• f• •rilf' iu[t' llf'. (cc Archi ,· iodi Fnrmacologia speriment:ll<' e f';ciel17.e affin i >l, J..'in;::no Hl22.

Il cloro ed 11 bromo allo sotnlo JibcJ"(), ~l'bh<•nr. ~'<i dimostrin() pot<>.nti antisettici,. non $00.0 mati durn.ttte l:> :::ttPrra l' sino lHl n:::!!i :tflope ratl llt'll a m~Ji(:H'l.i on<> dE'lle fel'itli' infette .IX'l' la loro :17.i<llw f< •rll:'m(·n lt' C'i\111'.1:i('a e t >el' il pericolo di i nn ln me Il

vapori.


IU\IST.\ DELJ•.~ 1>fAMI'A Mt:DlCA rf.ILlA~A t: STI!,\:\lt:RA

387

L'A .. nell'J:stituto 1li <:him icn tisiolo<.;i<.11 dell'l:nil·et.,..i'tà da Homo, lm fatto tutt'I'e$-"'!nti ricer che lnte..«e a {).!IJw-.1.mt'è l'u{ili-to't dell'illltli<'go W:!l cloro sulle lesio ni· di rontlnuo !nft.>ttR, rowe rmre ,_,t l~a possl bilitit di usarlo .i n qn ed rosi, ne i quali sono eontrolndìcate le medicazioni çon l.uvaggi antisettici. . Yai.I!Julmli ~si un 1-AÌ<."<."CCIlo <tf ~<l lltt't.'<."Chl.o n,ppr~ttmt.,utl:'r <-~truitp •lei' la ~mxlu. 7.Jone d e l <:loro g<l o'l.'><>.."<>. l'A. hl! (•!'<~·~ulto uua prima &>J·ie ùi e.s!.lérie tw.e ::.u cani di grossa tnglU:t, ctl ba <•OJJ>St<t t;a,1o clw t- Jlos..'<ibile fù uti le adopet·arl! il <:lot·<• 'O.elln w.e<li<'flZi•me di f<~rit.(' inl't'!t:tr eia i <:olll~llti ~··pt·mt d<.'lla ,.,t.JifHII'llziou.e. Però .la ùumta •Id bt·attanw nto gHi<Svso ,1lél' ogni siugQln :lfmll<:llzione deve (>1:\.<Jer e ,..-mn(JI'f' bl'evis.'>illtH <' nnn• <)ltt·.~·l,;t~ll'è i :~A m'': !'e l'[! p plic-azim ae ,.;l proluug-[1 oltre 1 limiti suddetti, fk)Ssono prodursi sui tf'-'i.•mti gas><ilicati d)•i· l~tttl di \'<l ustlca:d.<>ne più o meno Qlotcvolì, a serond:L della dU1'11 ta del tra thnuent(). L'A. ha notato inlint> dt(• il dor·o !!a;<,~oso. oltt·e dte euergi<:n llltti:'>e ttico, si dimostra lll]('he a ttivo ,.,umolnut<' flei tf'!'<.<<ntr. SI.'JUIJ)l"e dae Yt'D~a lmpi<•!-rtt to nella do.<:e t' !l'e'l tempo mìnl.mo ,·o fn t<•. ::;rmo 1'-<ta t<' 1\<;('l-'1.1ì te nnu lo~lle ricen:he su- :lleunl ma la t1 <lell'ooped~tle <li S. Gin<"omo, al't'<'tti d:1 !(:\:;ioni dj <.'Ontittu o &'l.tppm·:mti, <"Ile luumo IH>rblto ~•d .identici ri ...·u l tutj. L 'A. p11ò qu~ ndl <'On<:llHlerc di nver Teali7.7.nto (•m queomo metodo un note,·olc PW>!!rcsso nelln tl'r:a,pin d<>lle m>;;;ioni di <-outlnuo infl"tt!', " l >eeit> neUa <:1.1 ~n11·gia <l'il guerra. E. J ,EVI. -

n /)iJfTII ('ÌI) 11111(111 () tlella UIW</'/'(/o italirma. (<< Di.fesn SOCI.'lle )), n. a, 1922).

Dop'> al'et· CSi'<>-;,.to i l bi•l:tn<'io nmnno <lclla guen-a ruondl11le, giù l'iaSStm.to nel fn .'lC. V U d<' l ll<'),'ltro Gio t·n:tlli', l'A. :rip•>rt:l i (lati ·UQD m{'no in tk.re~:.:•u.ll>ti sulle ·]>l.'l'· dite <le ll.a no,<.i·t'll J!llf'rra. La nJortitJi.tù ht l t-'l l.ia. ~otiìt rn·i.J.Uil th·U'(•ntrnt."' In (':1111dl:t)!na , >:(-'g-nava 1u1 manif PSto Jll<JV i>lltl'Jt>to d<i d ì~c'<·~~ dt•terru i.Jl"t t<J~ S~~Jir<l tutto dopo il 1::;.~. e.I)O<'n i u c ui furono nrtuute le ru·oYI'itl(> disposizio~l•i' ùellb if'A'I-ti fond.·uncntnli della .snnitù. Jn.fll,tt1 I!'Jf S20.000 m o l'ti n nmtì f!(•l perì()(lo imme<l'iat:~mentc Pret'e<kntf' a l J.&<;.<l ru·:IJl() d iOC'e!oi ne l -periodo 1111 tf'bell !(-o a ('>50.000. per c nl ·i J tasso della mortalità dal 8-t si 4>1'3 nbbQ.'l.<lftto n! l S J'l{'r m i ll~, con 1m t•il<;fl:lJ'Oldo medio di vite umAne fl:lli n 360.000 nll'a'lllno: la 1•i tn m ('<ti a, <'h e tli(> l l S..<:;:! <'t'n di Il.) mmi e 3 .nlesi, era salim nel 1911 n<l [lnllÌ 44.!13. L't f.."l.ll'lt•rn . frn ("()lllb>attt>ut.i •lll<'ll1'i sul e:a mpo o n l"gli o.<qlNiilli pe r fe-rite e sollb1tl mcwtl ln prig-ionia. r~r) :1l1'1taMn 111111 JX'I'dilt.'l d.l ('~!10.()()() liOmln! , oon olt!"e 300.000 orfun1i ed un m1tm1'.r o di inwatidi ch.t~ oscilla fm i e 600.000. Si [l~inn)!:l <"h l:' In popoln7.ion(' eh·!J e m•~-tli muli rli ,1!11Nna hn nn1to :'il'\lì.93!1 morti. o l tt·e In •med ia :lhltw1le. ~<·1 c·[lk'Qio d ('lle f)('l'tlifleo il.e ve inol tre trov[lr posto l'nuln<' n to dc ll:-1 naot·hilìt:'t, In 1111 ;-npporto <'1tkol:l to l<('('{>tlllo il TA"v:I F:.<:('\11' di 10 mn lnti ogni <lK:<:'~ <' <ti 20 ~iornt <li nx t bl W« o~ LI 11 mmnl:t fr~. Si \('J't-eblX'm ~--1 a d SIY<"N 5.f'.ll9.370 !nfPl'llli. Nlll 11 !!.::t~7 ..JIICI ~int11lllt.<' tli dt'J-''1'11:-:;1' PJ'I)('\tl'llt'.i r~er ('lHI!'fl dJPill;t l!llerr':l 11ll'l p opol:azion:e 1'.1\'ile . in piò <1<>1 soliti). n·~rtrn J'):tt1'(' ùt .-Jiminuzì<>n<" tl<·ll(> n'1scltc e ffetti><' e pr<';;.·u n tl.!. c an to ne l 11' riodo belliro ('he post-beJ.I i('O. rng;riun~e la ril<"vllntf' cifro dj 1.~12.1 86 .1 1on !W ti, l'he n <S<?<:OJHla cl<'ll:e> tavo)(." di mortnli t:\. l":n :<'hllAro ri<l otti a 1,30-L77-I v rnJt <'II1Ù. ln etì1. cltiDQll<' pr()(h l t:t.Ì\'1\, Vf'ntenn l (·h e llVI'<'hll<'l'Q :n··n ti) Cùt !:'C11Tl0 llll";l P l'Ob.'\ bili ti\ eli vìt.a llftllllle a 3:i anr1i-. D()ncle L'l 1mpr<>s.<.;()m1nt(." con.qe;rn<"nM di un r~et·ìodo di <"tà prodnttivn <"nmpi N.'!'<Ì\'Ml WIIt.(." prrr<ht to dnll'f:tnlin. che rn;r;:duo~ 1.'1 enorme cifra fli 45.6G7.0!l0 nnni: ('OmJlll t !lnll O 111 t:t!<>:(l attunlf' <l f'll:t li.rn il vn lort' rli • o~ m1to Italiano in 2.'i.OOO lire. i tlatl ~~ ~'Il i v e rrebb+'ro a rnppJ'('<SCJll:are eronomicnm('nte

:.oo

u•w rerflit'[l <li l><'n 4;J.::O-I.<'~'io.ooo Jh·<". Rfltlf)01' fi mcd:ioo-Tegali t-l'n l!i/ìlide c tra.umn. (« Glornnle italinuo del~e malattie veneree e della pelle», fase. 11, 1921).

P .\SINT. -

Secomdo l'A. , il tr':lHmn, ~· è roudizioue fnvor<'vole. u oo ~ f)('rò u.nn <..'Qlld1zlone sulllclente a provocare ne! &"ifilitici .La eom;parM <1:11 unn m.'ln.if(."J=;f:a ?.lf•n.e !<fK'· cifìcn. E' noto che 1 trnnmnti~n1 dùt.('.rmJnsmo ww <'Lì:'l0rg-.ul17..:r.azionc anatomi<'1l e fisiolol!lca ru11l:t r cl!'i one col rita. con dìl';truzione <li' elementi aMtomlci pree-«1steJ:rti re !>Q.<;l;ltu7.ione <]j el{'m<:-nU if'l:olol!'i<'l nuoV'I. L'A. ritiene che que-sti <"leTn<'nti cehlu-lnn'i di .r(!('('<D:bl> f(m:n azlone non ,possono O.<SSere '(].~ ttntto s pro,•y.i\stl d~ ogni


3i 8

lU I l S'fA DELLA

S'I'A~ll ',\

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1'1.\l, IA SA t: S Tit.IS l EIt.\

iuunnnìlit e l'--4-i<tt dre Il sttbSh"11hlln a<lat!,, l><'t·d.tÈ" lu ."') r:n >dt.' t:o g lil e"i><h"ùJ I.t.:" ud u;,;snt,i \'kinlorì. <> tnwautN;i pe r l'.;l;;(> iu dl'<:o lo a l UJom. nto d e ll' infot1tllnio. 1.Wn''''1 11t.te<.~:ltil'\' t! :--·viJupp~H·(' l<X·Hhllt'll l\{' Ullll IIHill lfeo:l":ll'.ÌOllC sl!ilit.ic-n. <'i<'> spiq:a, a flll r ere dell' A ., pe re h è tlll tm nm.a n,ei sifi1itici •riman;..:a indill'<·· l'l'll.te qJ.(']ba !ll:l{..''gÌOl' ~111l!li thfi l?t:;i., (' l'Ili<> .ili llkUlLi JlOdli JH}<>S:I JH'O\'Hl'Oilt' 1111" le" ione ~111 dfit·;t. A detet1lli 11:u·e la lllm11.1\•><t<Jr.luue s l1i l i !".i(~l Jlll'U bast.J;a u w a <·. rll . i · l'.iot}.(• ;;ol>t : t><.,••nx• .<li .~Hl'l!ln<i.tto (' 1'11r.iont> lll'I<lurbu.ttr:i("C dt•l tJ~IIuun, e lt> moditi1 :~ zin ui ;n~>~f<1nli<·b~> tl (·•Jla n>gione eoLpit:1. ~' l:1 prounllil.<, diminu~i ou <' o sc·<mJp:u~t d<•lla lmmuniti1 loc.;ale. L'A. infilll:' t• < l'n ,·vi~..,> dw la e.«i;:;tpuz:l .'<1111:1 l't>giorw •·ol.pibt dul t.t,JUII Ia dt>lla spirol'lll:'hl ,.;i~t rPsid 110 ti i ti! t: l IO<·u lbw.:1 l'.·~ l'lll' lll't•~·<'<len t(>. tn q1w le •JII'm·en ~~~ da u na d i ll'll,, inll(' t'lllillt);_( . lllll \' P l'i li!'lltltSi Hl lltllllt(•!lf( > >~:(>..'<l'O~~~~ IJI~II1111cttiS:1Jl(l . G .\:--"lss l:\'1. -

Stdl'iuf'lllllfiOiiiJili/ti d,.; .<a li eli r'/ti u i'"' · (<~· Allri tl<•Ha :-;,~eieth

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J/dw/!1 .~r mplir"' JlC r l'l'.,lm :;itoll' 1/t •i CUI'fl i r.,JI'tlllf'i tlal/' orr!Y"ilio

( «R~nll' cl<> l .:lrinzoln~i<'. d 'Olohl~i<' et <l<' Tihinol oJ!'iP n. 11. 4. 1!!:!2).

L'A. propone un IIWZ~O l'<'JJI)III<-c .t'<l imHwno Jli'r I'N;t.r:~7.i OIII' di <'<ti'T'i <'.'<tr-:tnel (!SI ) ('()Jll!ol to tlllitiYO 1'><11'1'1111 : ="Ì intn~lll<i' con r·m Jh>l n in " ·" "" tliJ<> o 1lu<> pi<'N> li stn<>111 di J!:ll'l'~'l . in Jlll)dn tl:t non orc·upn1·r• i ll1 1)) il lu me e !la far· fu~>n1seirc ;!Il el'>tremi da l JJH·:tt<l p<•l' :H 1·1lt. e ,.,'twt•t>>'>'i l':llill' llil' s i 11 n<.'l 1101 t'C)tHiotto dt•IJ' amhrlun f ll ::O.\.


389 Con qu , ,~to prn<·Pdi ut t" u lo s i <~tlk•w un'imju·otll<~ delli:t <~Hitit <k'l condòt1o udith·o, ehe v iene u<L ;hu~loiJ.:tn• ~li snwlli f'<l il <.'Ot11Q l'ò<t.mneo: dopo ttllllkhe minu to, appe-na l':tmbt·inn t• !'Qii•l ili•·al.;t. 11 tu.:•:r.w cl\',gli ..<~tue-J li :::i> ri ti.J<t H l>lo<·oo, nd qnfllc è C<illlPl"C.'N il t"I'IKJ t•st.t·:Ut<'J. L'A. <•Ht><i,:!'!i:t di "l •i'tk:me qllt'>'to mt>:r.:r.o t.mpe.st i ntnw.nu•. l.ll'illln ('h(' 11 ('nH· dotto llditiY O t•st(•I"JI() >:ÌH _,•t. tt{l ><Htl<>I>O~AI :1 lll<lJI<"' l'e t l'llllll.Hll iZ;r• tll Ù, lt> (fiiHli dt>· t e t"'lJLII.;lnd<l 1111:1 tlllll<·fa,;·,~~~,t> c'll•J •I'H>'l;t nt(' il <.'(tt')Jo ;<~.-.:tt~~ll.t•J, t t·""'1.{Jnll;t'IIO ji l <~•Il· dlltto in \l ll:t »J>t•:·itl di c·h·:-."<idnt, dtp illlj)('tlil't'bi>e l'cstmzio tw d el b!Qt'('{). / ,t' r·tnllplìr·rl.o::r· f·a r!li<lf·Jw t •ri 'l'ulbLUI.tt::urs 1· ('.11' 1<.\IW . mfl i rii'ÌI 'tt 1cr Ht•l'llt' i li' ~l <·d~><·im' 11, u. 3, 1!)2'.2).

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Gli .t\ A . h>tlllllt :t ,·u to <X·<':t;tlo nP c'Il ogo.:.erynrc dumnte la ):ntE-111'!1, ;.u circa un mlgliuio <lì F•n!d:1 t! <'f)lpiti d." i•tLihdonc maln1<ic:1. 42 <~t>'i <!.i <lb.'lur·hi <·:trdio-va~·o­ lnl'J. <'lle f11rouo "'lttopostl ali<' più <1<'f't1Ml t e iudag-inì. Di (JIIP>ti. i-i ri~u:ll'<lal'ano ind i~· I rlui ntl'...tt! lu prr•<.'('<l(•!lz.a (]a !('!'.i<HJi t ·artlJJH'ÌIIc'. rwi 'JII:tiì la lll:t inr·i.\ non a><•l ';l d.-t:~ nuJ.t't1lto t hc> 11•11 :r;.:-g-r:n·nll tl'llto : mn ~!·l rimartt11111i :;4 c-:t:<i ~l t rntt:l\'lt di ·"~Il!· gf>t:ti oomq) l<·tftnwn tt~ >~t nl. <'h l! Hn! \'HUO n'i:i'i >'tit() :l tuttA' le fntidH· tli l':l••' tì'l t e d tt> al'(!\'(1!1() P !'t•,..':('!!l.;lt<l (jj,, ( lli'bÌ I~H'tli:t {··i t ì"t•l:t nt() (IOJ)O d':l.Y<' I1' (•lolt,(l':t tlll J' ili~Y.it) ll t' .rrut l6r·im in ì\In<1l~lonht. In 17 ~wm si l'i:<eontr:li'Mill dte ht~·hr fnn:r.ionnll ldolnt'!!, pal.pi tnzio ni. l:ll ehi<-.ll'di a), (·h•' s ì m:ntift'SÌ>11':Jno l!'<'lll:'r:tlnt~•ntt• drtora.nt'J;' ùr l'ÌJ}:•tlz; <>!W <tC'I l':t <-<'t':<>'O •m:t In ri l'l~: !) ]l rt•$:1•!1 t:t l ':ù110 <l t• Ile ]f':'lilllll lliWt i (:h e l i Ili' !l ftì<'i(' ll7..:l aOL·UNl. !\Otiite) rilt"vn.ntisil <'()lfl f:l•ll!"' dì aH;.:-o;;eìa l ' <li C'O<lttl'i:r. i..n<' t1•t·ro:.:tf'm:tl<> e f'Oi n oti ~;: ni tì"'i•i: i'C';>:Hll(' r:~~Jio.~J>i (•O c:l.imo;:;tr i'> Ìl'('>t·trnfln d<'i l'<'lltt•iro lo s inli>tl'() ll('i ·ra!--11 di in ,.,1tfli<-'t'117~1 :P dilatar,ionC' {l<' ll'nm1~ lWII'•HWLi le. Jnfìn<' in R <>:t;;1 tra tt.n,•n.si <li l<·>~io rti · l'l> l'C l' proJ Jl"iir' d (' l m [()('!!t'!! i•':-. Pe t· quanto t ll!'lll\ re In j l 11li)JnC'nto d,l' Ila ror:n 1r.lt'~t . i>!! 1O <·;t s i i d i.•<t l!t·hi <-:lt'Òi:t <'i si ~111110 !lt:tni f(•,."t.'t t i <low• il rwimo Il<'('(""~ n w la r·it'<l. i n 12 t"~~l no <·o m p..~ t'l'i d( >JIO ,'<'i nH'><i f' rw~l! :tlt.t·i 12 lnfin<> flopo un amto. Gli .\A. t·ih•ll;t"ll') dt<' il p;tr•:t f:.«lt:t mn lari<'<.> Jlg-1~<7-1 (Lin•tt;~ mf'nt<' ><H IJ;(> ter lll:innziomi llf' I'I.O!<P <'>l l'd ial'il(' 'Jil'()YOI'HIHJO ~11;>(1 <N !lOlOI'I' (' !l'illli!O~.(·l:t, d i~nrhl 11('1] r:tmo e ~Pi<'I':H lld•J nn'nziOn<' iJl\'tft'n~iwl sni va«l. (".ir<-:t Il l.ratt~t nHmto t'()m<i~li~1no eli pr:\ti<':lr<' In <'lll'll <(llllllllf' <11'1~·· <'Jl!~liop:1tlc• : In $:111111lllnb4r:l?JimH' <lf'l c·hin i no non Pllò :lW· r·p inflttt'017.11 f'h<' nll' ltt i7.lrl cll'i i<' lN•io nl jllfi:HnmH torl f' . llftll :1 ,rn{llnttin g;>, <llf'h.ir.m 1:>1. t.t: r·11ra r!d/f' mo/nl/it• rrtll' rPP lll'flli NPt·rili inrJIP.~P ,, fmllf'('.~l' !fumnle 111 our'l'rlt (<• H f' l'll<' l nt<•nt::ttion :ri P <l'Hy::i('nt> Puhli i)IH' >1 . 11. :.. Hl:!l).

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lll!'f.1'0. (~li lllim<>nli tlN·ompnn<'JIIII'l;;i clnnno lnC>~n 11 pt·ncl o ttì rliYPrsi. ('Olll<' l'nMtlo (·:11'· ho nlt1>. l':H·idn l:< tt'i(~ >. <'<'<' .. •·lw rl<>vono C?f:.S<'l'<' <'l imimn tl rl nl l'or~lnil'l!no . .J)('rl'hi\o Il l•wo atv·l•mr.Jtlo Pl'"tlun'f'hl)(> di '«ll'llini pihì" m!'no gr~n-:i l:lllto·intn;;>oil'azlonl') . In m·Hrgo i•>r mis um quantn t•i ìt J'org:llli"'lllO ~ l'>Otti'Pf'•4l"o 11 fHtiNI. !'\(> rb<nllll f•h(' J'n,l lm<' n t:l'l.in11 r . Jll'i >.og-t!"!t ti f'11C' !>i tl<"ii:i•'ftno n Ilo ;opo:rt. <l!'VI' Hc'<si...-,11':1 rt' 1\x ..-·r>;!<() <l'c~n<·r~n I'Ull~'<~ltl ln ta e<m l'<•!"('rdr.lo <' tnll' <1~1 T'iflnr.·<' al minimo l1 J)(>.T"i<·olo cl~'>IJ'anto-lnt().<:,..j . '("'\ nion~). LnSI'i:liHII> 1111 pnrt<' l't>lhtc>nr.lon!' fi~l'n. In (1111\ lP Jlf\11 tlt>t<'nninn prrtlitc> t'ISI!Jr"r :ltc•. 1':\ . >oml <l il\"i• !. · g-li !>port·· In tlll<" <·llti".!Y)rif': !ò>JI<)rts <"hl' ridlh"tlnno nn lirvoro 1':1 pidn. <nm rli b1'<•v<' <lnmlta (:-:alto. l'l:tlil:l n Ila fun<'. !'<·h<'T11111. h<IX<'" lott:l). E' sports di ll1114!'11 •hn·at;l. ehr lll<'ttono in movinwnto tutto l 'ol'!!llll i '-1110 (IVllll<' In llll~r<'ln. Il mroto. ln hi<•inl<'ttn. N"<'.). I pri•mi mC> n pmwH"nl1o u.n gm n d<> fl i~wuclio d i !'n('rJrll'. r• l' A. riport!l Jl<'l' Mn!'lC'I tn - '1'<·Yt.itl rJPlll> f'if1·p ~ni'tifit~ tt h·r . P <'!' 1111 snlto. ;1d (>.~io. d!i 1m nv•tro. ('st•:...'ltito tln 1111 >'('>!:~.:<'tto rJt>l Jl<'Sil eli r.o Kì! .. il ln,·oro f. J·n tt>Oria fl! r;u k i )nl!'rllmnwt t·i : ~,IJIJ)()llPil< lu ~~ 1 s ·tlti l."...'lllt l i , «n<'l·<·~.,.il· i. Ol~o(lt'J'l'J'it mt ln v oro tlì 1~00 Jdl no:r:llllll t<'fri. nl qn rr ll n~lìHIJ!<'Ilflo il hl \'O!'<) di PN'flll l':lZi•'nf'. vnlntnt<l :1 ·H1(1 k i loc-rwllMIII' t t· i c·i r <·ll. .«i 11 n:'t un 111 v oro t•)tn Il' <l i l f.OO Id to::r:lmmt>t.J-1, equi\'ll Jtont! np;>t'~~·~ ilmlt h· n nwutP a -1 calori<>. :0:Ì('('(>)l1i"' t1 f'lJ' •)J'j!:l ni <:mo 1111111110 ll1'1"nd4mento 111'1 l:tYP;-<) Ol<' U i· (·h r· In (JIIÌnt.l pnrt.(' ckii'P'll ... l'>.:in a.tc~p('r:lta. YO!TÌI <liN' dte r~r fot·· ,.tir(' lJ hl\'01'0 <li l'lll !'IIJll'll . <H'~•)IT<'I'l~l 1111 n11111 !'1'(1 <li ('rt)ori(' 1i \'Oit<' lll'IIJ!~ÌQI'E', (' C'i<'t' 1111 tni:Jl" Ili :!(1 <~llnri <'. 01·n In no."lt,1 m~ion(> lll•'<li:'l j:loruuli<'t11 i> d! :111(10 c·nlnriP; un11 ra?.lo114> ~>uppiP-


391 mentare qulmli d.i 20 calorie, rorri~)Ondeute ad1 un pl<:colo p e-u lO eU i.ucchc t'Q ùl 5 .() \ì gnunutl, IJastt>rÌI p.oJ· ripar:tt·e le pe-rdite prodotte dal salto (i<! vnlore <:nlorifico <ii un g~t·ammo di ;~,ucd~To è infatti di 4 ca lot·ie J. <:ome Ri ve1l.e, si tnttt.t ,li una J~r,Ji.t:lllS&ll minima e aS:;Ohtt:tmentl" tritS<"um.bil~ dnl punto òl vls~t dell'alimlmtn:zione. Uis ult-..ttl l>rt''iOO<:hè ugu:tli ~l ban.n o e,;;ntlilùtndo !!'li nJ:t~1 e.-;erci~i di bt-c,·e dun\ta. e JK'rciò non è D~"»'<ll'IO ntoùilkare il rcl!'ill.tte llLlu~crJb.tre per gll svouts di ta l genere. Per gli sports di luup;a durata, che IDl'ttono in mo,·imento tutto l'orgilni$Uto, le JlCrditc lnvere non sono più ti1lSCl!lrabili. Per In lll.'ucln, In blcLclettn. ecc.. si è c~rl-stto di stnbilire la J"~erdita per ogni unirà (ti lm·oro fkllogrnmmetro, o!'l'ia Il lnvnro QC<'Qn't~I1TR t>er ~a1-c nn kllo:grnnuno di ]N~ dèl c-<>t-po per un lì.('r<•oJ'SQ oriz?Alnl:ille <H tm nwtro), la per<lìut in o~si;::ow. 111 pt'()llu;~,ione ~l a<:i<l.o e>n-bonioo, oc'·· Si sono ('(lstntiU <lei!'H appar(>C(·bi, dei tapi11 roulanls, <: ll(' ~lmndo ln $eJtNO !.o-ver,:o al so~I!Ptt() da controllare, JX' rmettono c·h~:> quC'. 'Iti Jl<»"-"<1 rirmorwre !'>•mpr~ nel mt~ll+.•!'imo 1•'>--to, ·~>er· el'.~re as...;;o~~rettato al dh·~:>r-;;il e.~uuj. Il tJtl'IWio CI)JTe con un:ì 'VP.I()<:itit uui f()t1nt<! d~t tre o quattro k!Jometri a ll'orll. Pt>r Dl1'770 <ii unn ElM«: Ilem Tl~~nt. miX!ttiC:t'Jl, 11pp li t~Htn al soggetto, può mi..;~urm·toi 111 •:• o:1 11titio di òs:< ig• •nu n:eplmto e ln qu11.ntltà di ftcido ~~~·bolllioo eJllNlSO; cou altri nppsuecchi si pru) registrart• la tl"mJ~trntura, In pre;;o.<~lone artl"rioM, e<'('. I ri:::nll.Jll otU>Jluti hnnn() f.tnhilito rhe un:t Ill:ll'da, IIIE'tli<t giornnliern, di 20 km. impo1·tn Il consumo di 3000 t'a lol'Ìe. (>(JuJntl<'nti JH"<'~'tllOC<l oLia r:o;~,ione nlintèJitnre ti;pQ 1HH1 lla le. ('<ome 10! vede i> nrl'il d l'm N'<'<'I''<IY:t, c c·Jtp lmporr,e.bbe n n lavOl'Q troP!lO intPn>'<l llCJ' l'n JIJ~nt:1 to ò.ii"N~ute.; In qne:<tl <:asi è n(l(·es."fl rio ro ~'g-na N-1 n -vivt't~ I"Ulle ti;><;'t'Vle' <leiJ'organJ!;IJlo. f/A. Pi'"'-\:a infìn<' a trattare del •regime nllm<>ntare più oonfn.<:'ent<i a i cli\'l't'Sl tipi di ~rt."' . conrh t<l enrlo che per gli !'lpot·t.<: f1l brc>ve <lnrntJI ('() 11nche J'I!'T tlll('lli '(li me:r.?.Q ft>ndo (ror...:a di .!()() m~tTi, nnoto. f<\()t-h:tll, t.C'nni,.,l è inlli<'llto Il r C'g-ime "11 llmentf!JI'(> v('ltl't.'l riano ('011 l'n~j!"iuntn di qua lc-hf' :ti in.n ento dJ ori~ine !Utlmale: per l!li i"JI(Wb dl fonilo. al C'ontrnrlo. Jl)('! qwlli il pel'iMio dell'mtto-lntoAA!cSl;çi<mt> pretlomlnn. è iudic,"lto il t'<'~,tirne iut('o·:wt Pnte- Y~tnt·i:IIHì o t ntto al più oon l'ng~innta (l~ hnno, llltte. o U0\"!1 .

PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE eJ. valor militare per la campa gna di gue rra 1915-1918 (Co•tinuazione - Vedi fascicoli precedenti del 1915-16-17-18- 19-20-21 e 22}

MEDAGLIA D'ORO AL MERITO DELLA SAYUTA PUBBLICA ALLA " SA'ffiTA Mll.ITARE ... S. E. li :"Ili nl:<tm dC'll 'nt.••rno, ron In nubi l i..-.<;i ma l etten\ (•h c- r·lpnxlnciamo. bn oomnnicnto a S. E . 11 ì\ltnistru Ù\'lln ~uerra c·ltt> c-on R. D. In <l1•ta ll ginguc) l'<l",)l'l'O èsta.ta.(:onferit:l :llltt !':anitìt militHrv 1n m~:>d:ll!'lll\ •l'oro n l nwrito d ell11 smtltrt IHlb-

blica:


392

l'l'li IL. L.JBIIO D' OliO Dt:L. CORPO S.\ NJT.IRlO MILIT.•Rt..

/luttra, acldì 19 giugno Hl:?'.!.

:'\. :Nli:!-lS. :!-11 .

Cou H. D. in <lat:t 11 C">n'€nte è stntu conf~ riUl la meùaglia d'oro ::11 merit~ òellu s:mitit 11\Jhhlio::a a lffi. «Sanità ·rnil'it!we ». I./:l lt<t ri c·vmJ >~>.n~a onoriJil•a è "'~no ::.~tlerHl~ di ri.t<OUOS<:irneuto del pt'eZiosi oorv izi l'('::) i d u nnllc 111 )..'"IH~rra. "'1'1CCìal1• t eu te ud c-ampo d ella p roti la s.sl ù.<•Ile w.a lu tt.le inCetti1·<·. tl:il ('<wpo ~tnit:Hìo milit: tJ·e e rlello vo~eJtterosa oo effica<.-e colùtl.»r.lzionec!U> f'>'>'O ha pn:><t~tto e p~sl;t alla Anuninlstr:tzioll'' d~llu Sanitit pubblica, ~mpre ebe lo riehi<'da l'inH·r-,·s~-e tl••lla dif1•sa sanib.tri~t del Pa(>~. All;t. .notizia <lt•lbt ~01-rana dNI'I'! IJiJutrJo.n e n;..."'!iUni!O la P;;pre>'sione d el pitl vivom io t •>JLt(J iiH:i 11wu w. fl .1/illiSiro:

r•. F .I("LI.

A ;-.;tut J-)t·l'·ellen ~a Il Jl i11i;;lro !Id/a !JIIt'l'l' lt.

Il C-or)'o san i tM'Ì<) milit:ne, c·he fu rempre pwnto, e in JlUre e In guNl':l, a por l<lJ'e il suo t1"J II trilmto alla 1Hf<•sa Sllnitat·ia del kl Kazione, si onot\1 d('ll':11 U1 ono. rifi ('l'll'l.u C'<!lll'\'S~t. l'fil• ri-n...1tlda seutplX' p i ù l vinC'Oii di C:J-merali:,:Juo con la Sanità.. c.h'ì!e. :I[JiO,\Gf,lA DI B.RO~ZO.

R egio decrelo 23 ottobre 1921. W-J\1· 1\loROSI:-<I Giu;e(•(>e, ùa .MazzullllO (Brescia), aspirante uflì ciale medico Z44 reparto someggi:no 59 sezione sanità. - In COIIwvutazi<me deUa cl'oce al m)erlto d.l guerra collct:ssa)!li co rt decreto millisl-eriale 7 set.l emb re 1919: - Uffici~le inca--

ricato del collegamento fra la sezione di sanità e le aliquote dislocate in linea, lo manteneva inintl'rrott311H:nte in tre giorni di combattimento, quantunque le vie fossero soggette ad intenso fuoco, radunando e riportando a posto le squadredi portnferiti che, per le o;:.cillf1zioni della linea, erano -temporaneamente costrettea ripiegare, dimostrando sempre çoraggio esemplare e spreno del pericolo. S. llingio di Collalta, Ii· 20 giugno 1918. I O;'•>. O«SI~I (;al'lalla, dn G e lHh'a, tc n~nte medico 39 sezione sanità 3 divisione. ! 11 com•Hruta=icme dctl'ellco-tllio solcr111c couccssogli con dect·eto lu.ogotenet~ziale 22 novemiJrc 1917: Sebbene pcr ragioni di età appartenesse al la milizia ter-

ritoriale, chic~e ed ollt:tm e, appcna rlichia.rnta 1:~ guerra , di ;~ndnre in prima line~ con un battnglione di fauteri11. t:flìt·iale medico fattivo, zelante, di elevati sentimcHti, fu di v:~lirlo ai uto al chirurg-o col quale esegui operazioni numerose e difficili pur sotto bombardamento nemi co. -Pia va, 12- 31 maggio 1917. 1051. PEZZOT1'I IArt•rt::o, da Lonigo l \' icema ), tenente medico 81 reggimento fanter ia. - t'flici:.lc mctlico di hntln giÌ(•nc, sebbene con vale~centc , raggi unge va volontariamente il proprio .repa rto inrpl' gnato in il!<pro combatl~men to. Con cnlma, serenità e ~prezzo del pc·ricolo ammirevoli , prodigava attivamente la preziosa opera :ma e conlribui\·a a tener !'altla la cmnpa~ine di reparti in circostanze estremamente c.ritiche, meltetl(lo h~llnnwnt e in luce le sue clt'ttc qnalità di sanitario e di valoroso combattente. - Volkovniak (Ca rso) , 26-27 ottobre 1917. 105J. Prec r:q Alessandro. t:apita no m.·d ico addetto ca111po ~' iaYione l4rnna. - l'fficillle sanitario pre!'~O un campo d'aviazione, durante una incursione aerea nemica sul C"ampo, sotto il fuoco dci vdi\·oli che, scesi a bassa quota, mitragliavano il per~onnle dt' lle !'(]nndriglie, Mn calma e spreno del pericolo apvrestò sul campo stesso le prime cure ai ftriti, dnndo ese mpio di fermezza e di alto sentim en to del dm·ere. - !!'trana, 26 diC"cmbre 1917.


IO.S3· R.,ccu<.:LIA A ntoni11o, se rge nte 26 sezione sanità 3 reggimento alpini. - Comandato alla direzione di uu piccolo posto di prima m edicazione, dimostrava spiccate qualità di coraggio ed abnegazione, as;;olve ndo il suo còmpito, nonostante il vivo fuoco nemico di artig lieria, e contribuendo al regolare andamento del se rvizio. - l'al l'iccolo, 1 settembre 1916. I054· RHGC IERI Vi11cen::o . tE" ne nte •medico 2 11 reparto somegg iato, II sezione sanità. - Sempre se re no , infati<:abilc . sp rezza nte dei pericoli, .prestava l'opera sua a :<ollie1·o dei fe ri ti a nche sotto l 'infuriare del fuoco nemico. In moment i crilici, con nobile ~lancio, si offri,·a ;;ponlaueamente p"r accorrere con squadre di portafe riti nei punti più a1·auzati. G ià di~tinlo;<i in precede nti azioni. - Calcano-S. Gabriel~ ~ 2n ag-o;;to-1j sette mbre 1917.

R. D J: reto 8 geu11a !o xgu. l l'i)

111:8

:

l, -

I055· Al'lt'hi.L.,I (:adano. ùa :'lfai(Jri (Sl!Je rno), sottotenente med ico 9 b~ttllg l ionc assalto. - In CO IIllllltla:io •! .: dd/a eroe.= aL merito di K lterra COHcessagli co11 d ec r et.o lllillisl l' riale 23 warzc> HJl9: - t:flici:tJe m edico di tllt repa rto d'as,;aJto la~ciato a protez:ione dt:l ripiega n~t: uto di altri repa r ti, ri111aneva ira ;sii ultimi per H~si ~·u­ rarsi di pe.rsona c he tutti i fc·ri ti foso;e ro ~occe>r!>i e pt:r curare lo sg-ombro di quelli in gnl\·i <:oudizioui. Cominna\'a poi a presta re l'ope ra ~u.a pietosn dnr>~nt<· il ripiegam<: nto del reparto, ,;otto l'inteuso fuoco di f11cile ria, di mitrngl ia trici e di artiglieria a,·,·e rsltrill. - :'llnute i\Jiclll, 5 dicembre 1917. w.:;<>. H t~u r )la rio (;i!< Scppe, d a Siena, ~ottott:IWIIle mc.<l ico ~02 o;.ped{tl t:tlO da caJilpo. - Durmtte un forte e contimwto bomhard:.rnento aereo ne mi co, accorre,·a a pre:;tare lo propria ope-ra 11i nutucro!;i feriti che a111ui,·aao all'ospedllle, iìno a che bombe avversarie, col peildo i·u pieno la sta nza d i medi<'azione. lo tn:n·oh<ero fra le mace rie, procurandogli gravi contusio ni ad un piede . l,i'beiTllto dallt: ro,·i11e, ·rifiutava og ni ul teriore ;;<>ccorso c in citav11 i presenti al sa h·a t:tg-gio di allri <"0:11 pagni. - Ca:>telfrauco Veneto, 1-2 g<> nnaio 1918. xo;.i. CoSTA='Til'I /JI' IICd<'llt> . da Ri d i (Roma) , sot tot<'nente med ico ~o2 ospedaletto d:t c.1mpo. - Durante un forte e (~ontin.uato bo:nbarda mcn to ae.rco, at'('OI-re,·a prontam e nte a prc..,tnre l'opera sua ai numcro:;i fe rit i c he <tlìhn n mo al l 'o->pedale . Colpita iu pi(•no la swnza di medir:tz io ue, prestava la propria opera fra le macerit: -p~.r ,.al,·arc i travolti ed auimarc ic:r;resenti, rtt<'ntre altcora perdnra,·a il bombardam c uto. - Ca:<tclfra neo Veucto, 1-2 g..: nnaio 1918. 1058. FkAlO:a~l / _t'O, da llrc:<cia, :<nllott·tH,. ute utcrl jco :, rcggimcuto alpiui. - G i<ì di stiutosi pel calmo, se-reno, efficace \lisimpcg-uo ùe l propr io :<en ·izio in primi,;sima linea dur:tute prcccdeute azione . Tuuora con ,·ale<'(.'CUle di polmon ite eù a ripn~<o , saputo d'i tntnj ne u te aJ:iOJtc offe-nsiva, di propria inizia ti,·a rag-giuu ge·\·a JW 110~ll­ mt:nlc la li·u ea dq:rli a\·a utpos ti e con e nLu!-oiastno e compete nza l'l>rt'~l<l\'3 l'opera S U?. <ii v>~ l oro::<O e di medico dnraute t utta l'azione e sempre ~otto il !tH.>eo 111.: m ico. 'l'• lllal e-'.\l on t i<'elli, 13 gi ug u o-13 ago~to 19 18 .

1059.

(~HlSEr.r.r:-< 1

(;ittSt:f>P <' . da Cr·n to (Ferram), tencntt: med ico di complemento

41 I'C.~~imeuto fa nt eria. - La mo/.it•a::i atl e delltl me<taglia di br011.:o ccu cessaxli ro11 dccrl'fo ! u o·~olel!<'ll::iale 13 '"·l.!!J? ÌO 1917 è sostituita dalla scgue~tle: Durante c rne n te g i<>tn~ te, t'O n molta abnc~azione, ('()adi n va to da poco person:t le, cnr:~ l'a c: on instHn<"~hi le ~e.re nità

i t>10lt i feriti tr:lsportali al l'U O posto di mcòi<·azione, <: , ~d)­ bene i.! po!<to !'lesso fo,.,><e s t:tto ripctn tamt:ll!C colpito dal f·uoco a,·,·crs.ru·io: produ cente ·perdite ~1e l personale, incurante di sè, nttendcnt allo !'gomhro dei feriti gravi. - )fo nte Zovetto, i O·I8 giugno 1916. xo6o. ;\1 \KTIR\~1 l 'iurew"'· da J)a~it (Cat;m zarc ), capita no m e:d iC<l 218 rrggim ~ n to {antnia {:'1 1. :\L ~ . -- In fO•IWJttla::iMic d. Ila rr<•C•' al m eri/ o d i guerra cO Hccssagli cO ll' d ecreto mi11ist c ria/.e 7 sette mbre 1910: - Si d i~ tinse pl-r t"<>nt,KJ(io cd ;~hnegnzi one uel disi m.pegno delle sne lllll•ll ~<i oni in combattimento, sotto il fu•><·o talvolt.:1 furi<•so d <:llc artiglierie ue mic he. - C. l'astori-Ca ndc.:l ù (Piave), 17-24 giugno 1911'. 1061. I'\R<It)l Felice, eia Torino, a"pi rante utlìdalt- medko 2 rc·ggi m e uto _granatie ri. In CO iltmula::io He d cll'eltcomio sole ltl! l' tribtaatoglì co 11 decrl'lo l ttogol t ll ell::iale 13 se tt embre 1917:- l:tlkiaJe tu ctli <·o di un ban nglioJt c, COl~ cal ma ed almt:ga~iou e

pre!'tò, a llo scoperto, le Sllle cu·rE" ai fedti, sotto '1111 viole nto e prolungato bomhardameJtto nemico. - l'lllikikS<'i.: (C'arso\ , 6 dicembre 19 16.


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l'l .•t Il. I.IHIIO o'otto ll~: L t'tiiii'O ,;.1:-iJT.Iltlll ~IILIT.\IU:

ro62. l'oL.CE:->H~O Piero, da Campolongo, capitano medko comple:11ento ospedQletto da campo n. 86. :...... Du ra n te il bomb11rdamento del l'edifl·:io do,·'era imp iantato, in Gorizia, 1\)speda letto d i cui fa<:e,·a pane, benchè da parecchi giorni febbricitante, mentre più jntensa dura,·a l'aztonc dell'artigliena che causa \'a danni anche ru per~onale, trasponn,·u in ::ah·o gl i infermi ric-ovtrati e porge,·a ai fe riti le sue preziose cure di chirurgo, con f~rmo e :<i<-uro t·ontegno. - Corizia, ~~ agosto 1916. I0'> 3· Ptmcr.ot~:R i 'ittorc, (uome di guerra Bianchi Vit torio) da Ri,·a (Trento), te nente medico 4 reggimento alpini. - Con caht ta e coraggio, appre,;tlt\·a le pr ime cure ai feriti del ~~~t::•~lt<'tW , non preoccupandosi dw .i l po"to di medicazione fosse fatto :;egn<J al tiro rlelle artigl ie-rie n.,.,·t:r.>aric, c ·110 11 se ne aJ.lon t.anavo c h e dopo e>;ser e ~tato ferilo ed assolutrut~en tc impo,.,.sibili tato a continuare il servizio. - .Monte VoJicc, 18-19 lll{lg"gio 19Ii. 106~ . sn~~o;r.J.,, t lnuiba/.e, da San R cut o (Geno\'a), teuf"nte m edico IX nucleo T. O. I. F. - .' n cv mmuta::io11e della crnce al nu?rito di gue rra cor,ressaft li con durel o ministnialc 13 luglio 1919: - !'\onostante il gra\'e pericolo cui andava incontro, dove ndo attra\' (\r~are una zona iute11..<amcnt<: bomùard:na dal ne mico con gas asfis~ianti, volle raggiungere il pr(lprio reparto, gran:ment~ e~posto alle offese del n emico, e con esso nella Jlotte ripi l"ga ,·a in rondi.-:ioni difficili, dando bell'esempio di serena calma e di alta abn~:gazione. VolontariOJIII€"1llC accor~e a prestare l'opera sua a num erosi feriti iute<ral kati r imasti privi di as:<i!'tenza in località soggetta al liro an-er;;ario. - :llontigny sur \'es te (Fra.ttc ia), 2i maggio 1918. R t'fJÌrl Dt'I'T i'lll

2 ap1 i/(' 1!1:.!:!.

1065 . Ot; Por Pi('lrn, t<•n e nt.(> m.:..,Jieo, 2 bnt tn;:rlìone lihko. - Ad<INto n! S(•rvi~lo san i l:.'l rio di'l JH'P:-idio. b<•ndtt> lì..:i t·fllllt•nte l'-"lt>tmHt'l d~tll'opprimt•ntt• t<:lli)X'nl<tnra . dU IJII S(•·I.T.<;itil d'li<'I'JIIH (' tlitl\11 (.'Oiltillllll tl>!iSÌoll.<' Il!'ITO~l, ~]~;>()]~ d nramte il lnnl(o as~•dio iJ suo còtn.\'lito e<>n t'fi lmo e e<>ra~~io. Jli\t'blndo!'<i prout~tmente n~l­ le tri nr-t~ a !'f>N'ot·•·~·rè l milit••rl c·h<>. fe riti gTa \·(•u:{'lltP, a hbis•>l!ll!l\'Uno dell'of)(>ra suu. - B<'ni F litl. Il mag~do-S lu!:liò 191:i. Regio dec ret o n

maggio 19n.

ro66.CnR'' I:->r Filomena , dottorc~~a. o"pcd:tletto ~ome.t!g-iilto n . 3.:;, a~::;imilata al gradc d i tenente medico. - Cou ele,·ato !>pi!Tito di patriotti smo e ammire \·ole !'.t'nso di di altrui,-mo e ci i ahne!!azion~. portc<'ipò \'()ltmtar i<'lmcnte al la guerra, quale dottor<"!'..~a a~simi lata al gr:tdo eli tenente m<'di<'o. l n tnl e qu alitft, oltre che dimostr are capacit:l ternkn, ~PÌ<'<'ate attitud ini profe~'>ional i cd ele,·ate qua lità di carattere . d iede rosta n ti pro,·e di ~pre 7.7.0 del peri<Xllo e di ,·alorc.- S i rli~ti n ~e ~pccialmente nel dirig-ere , con ~<:r<>na cal ma c cora~gio, lo ~~om l.éro di un o~')X'daletto da campo, ~otto l'infuriare <1el fuoco n<:mic<'. c conti'n•uando imperterrita tm a operazione chi n11·g-ica , nH' ntre !'roppia,·a una gmnat.J d1c fe<'e mto,·i fe riti nella !'al a eli 1u<•.lirazione. - Drczenca, 25 magg io-21 g iu r: no t')ti. r o67. l't •CC! [)onnlo, da \ oltnrino (l'og-t:ia), te nen t" :ne<lico 14 reggimento f<1>11t('ria. '" COIII'IIIIIa=imll? dcll'l'ncomio so/e•wr trihutalnJ!/i ct>11 dureto luo,çotetzen=-ia/. c 1 frbbrnio I9 li: - Arl<lelto :t! !'en·izio l'a nita ri<> d i uu h;~tt;,g-J i one , in a~<pro erl

at·t':lltito comhnltimr nto, rc•n entu,;ia~mo e ,·alon:, seppe ac•coppiare la p iù encominhile a hnegnzio ne all'atti,·itil imel lige nt e ed all o !'p.reno e:<t mplare de l pericolo. - \' ad-Loghem, 1.'·16 ago~to 1916. to58. T t,JJF.St'Hr ca,·. A/t'$<nnd ro, nHI_!!I.(iore 111edico dirt-ttore Rmhulanza chimrgica di an nata n. i· - !)u,~i çi u qn<~nten n e , ,·.. Io nt ariamt- nte rie ntr<I\'R <l:Jll'America per pre,.inre i ,; uo ><<:nizi in guerra c he furono as,.a i pr..:1.im;i nel c~mpo c-hirurg-ko OJ)('rati,·o n• t•ntrE' ,;(·ppe più ,·olte rli-t iug-ut' rsi per il ~ uo cor:~g-gio e~empl are duranl<' i hmnhanla n~~;ttti che eolpimno le formazioni !'anitarie più anm:mte da lui clirdte . All';,ppro,;$il1l:n~ i del nemko, c-011 calm a e ~t.>rcnità, pnr rrmtinuando le m t•di c·:nu n•, ft:ce "!!omhr~ re ordi nahunen te: i ri t·o,·crati. ed pr~ez i o.~i m Ateria l i a lni aflirlati. - :\letlio l ~onw, ottol>rc 19t;-er~p'pfl 1 91 ~.

ICrmtinl«<l.


3!)5

p AR TE UFFICIALE 1

.4) GIOR~ALE MILITARE UFFICIALE.

(Estratto dalle dispense n. 29·32 del 192'1)

1. -

C1nrot.ARE n. 2::\0 flpJ (; ~in)!uo 19::!".?. -

i'!Jt!lmiui.o;lrt, : irou• di mcflic i'llali a paya .

m<:nto agli ufficiali ed n/1,.; w· r.~o11<Ili.

Per la sonnninistrazione dei medicinali e degli oggetti di meditatura a pllgamento agli !lfficiali ed altri personali sono approvaJte le disposizioni che seguouo: 1. E' fattla facoltà di prele vare medicinali ed oggetti di medicat'Ura a pagamento dalle farmacie militari : a) agli uffidali del R. El'ercito, della R . .Mmina, della R. guardia di finanza e della R. guardia per la pubblica sicurezza in ser vizio attivo penuanente e delle categorie • in congedo • che si tro\'ino temporaneamente in servizio con assegni; in questo caso limitatamente alla durata del servizio; b) agli uffici al i di cui alla lettl'ra a) in posizione di servizio a,u si liario, in disponibilità ed in >as pettativa, purcbè provvisti di assegni; c) agli impiegati di ruolo delle amministrazioni della guerra e della marina in senizio; d ) agli impiegati di C'tli alla lettera c) in aspettativa ed in disponibilità purchè provvisti di assegni ; e) ai sottufficiali ammogliati del R. Esercito, della R. Marina, della R. guardia di finam~a e della R. guardia pe r la pubblica sicureZ?..a;

n

ai sottufficiali del R. E!<ercito, anche se non ammogliati che si trovino in località isolatt· con impieghi speciali (guarda forte, guarda batteria, guarda magazzino, guarda colombaia, ecc.); g ) ai caporali e soldati ammogliati con ferma permanente. J"a facoltà d el prelevamento t! limitata ai bisogni delle persone c-omponenti la famiglia e dei domestici conviventi con essa, come pure, per gli ufficiali a ciò che occorre per la cura dei cavalli propri. 2. I militari cd impiegati richiedenti sono respOnsabi li che i medicinali richiesti servono realmente soltanto pe r essi e per le altre per5oue che vi hann<> diritto a nonna · del numero precedente. 3· I medicinali e gli oggetti di medicatura, che possono essere prelevati dalle farmacie militari sono so.ltanto quelli compresi nella tariffa dei medici-nali, ecc. m vigore e che le farmacie hanno in <:arico per i bisogni dello stabilimento proprio, escluse le sostanze acces..«orie (tranue i termometri), i reagenti e naturalmente le sostanze di uso · esclusivo della farmacia centrale militare. Sono pure esdusi dalla somministrazione : Aceto, acque minerali, alcool, amido, benzina, cannella, carbonato di sodio anidro, cera bianca, cera gialla, cetina, cl<>tUro d'oammonio, cloruro di sodio, colla d'ossa, -colofonia, gras!'O, mandorle dolci, miele comune e depurato, olio di lino, olio di olive, orzo mondo, o!<sigeno, potassa carustica alla calce, sapone bianco, sapone di potassa, S<'iroppo semplice, soda caustica commerciale, the nero, trementina veneta, vino marsala, zucchero, tranne che qualcuna delle suddette sostanze sia prescritta da l medico -curante commista ad altre, come veri e propri medicinali, in quelle formole e dosi usate · in terapia. ·


l' AR.1.'1:: tJ Ff'lCfAL E

Il cognac nou potrà essere ri chiesto nemmeno commisto a quantità minime di ahre sostanz:e. l/elixir di cbiua non potrà essere prelevato <:he nella sola formula inscritta nel manuale dèi m edicamenti e nella quantità tn assinla di I chilogramma ul mese per famig lia. La richi esta dovrà essere presentata alla farmacia, senza comprcnden·i altre sosta nze, ne i primi cinque g iorni di ogni mese. Le sommiuistrazioni sono fatte ai prezzi stabiliti dalla tariffa dei medicinali, coll'a um ento d el 25 %, oltrt il ntl ore dei r ecipienti sn tutte le sostn nze prele\·abili allo stato naturAle e non frazionate, nonchè su tut te le prepar11zioni offi<:inali inS<:ritte nella tariffa , gli <>g~.:ett i di meùicatnra. le ~olu zioni pe r iniezioni ipodenniche. L'aumento irH'ece sa rà del so % su ltttte le pres1· rizioni che richiedono speciali manipolilzioni (ca ndele tte , cartine, decozioni, emul;:.ioni, elettuari, infu ~ioni, mescolanze di due o pill porn ·ri oppure di du e o più lil')uidi, rnucill:aggini, '!>illol-:!, pomllte, soluzioni, suppositori, vescica o ti pll'eparati e~te mporane1 m ente , ecc.). 4· Le fa rmacie tenu te a fare le somministrazioni a pag amento sono quelle degli o!' pedali mil ùtari princ ip11li e ~uccursali, e quelle dell'infermerie di presidio e speciali che sono ret.te da un chimico-fannacista militare.

5· Per la rkhi esta dci medi cinali e degli ogg-etti di medicatura dovranno essere vrese ntate all e f::u•macie militari le relative .-icette del medico <:nrante o, qualora debbano sen ·ire per ca\·alli, dd vete rinario. Le ricette siano r ilasc iate da uffi ciali medici o \'Cterina ri o da mediti o veterinari civili, dovra nno portare il vis to (munito del bollo d'uflì cio) del capo di <:orpo od ufficio al quale 11ppa.rt iene il militare o l 'impi cg~ to ri chiedente. t\ elle ric-ette il medico o vete.-inario do vrà inoltre indic~~re per con t o di chi de vono esse re spedi te c se ha nno da servire per pe r"Qna di fa miglia o per cavalli, vi aggiun~ gerà tale indicazione. Alla finna de l meci k o o veterinario de \·e seguire la dichinrazione del ri chiedenbe : Si r lclr l cde alla f armacia dell'ospedale m ilrl are (o infe rm eria ) di ..

di spt• di re la ·presente ricetta, il c1d importo sarà pagato dalla cassa del .. . . . . . . . _ l:'orpo o nlìi<'io da l q u,ole il richie<lt-nte riceve g 1i asseg u i).

:\ .. . . . . . . ;;ddl . . . . . . . 19 Il . . . . . . . .

(g rado e fi r ma, cog nome e nome, in d icati co11 chiare:za del ri chiedente). Pe r la compil nzione delle ri<"et tc si farà uso, appo.,.it i stam pati (m od. 7i4l .

o~ ni

quah ·olla si:a possihile, degli

6. J,a qua nti tà dei medicinali de ve seru pre dai sanitari presc riventi essere combi!'ogno, e q ua ndo t ra ttasi di .medicina li da prcscri\·ersi cper lunghe cure, di oltre un mese, le prescri zioni debbono e;;sère riru1ovate almeno og ni mese. Le ri<"ette debbono e~s<:re scritte iu ling ua ita liana e le dos i ~e)!·nate col s istema metrico decimale. T,e ricette pe r le -sostam,e velenose do\'ranno esse re reda tt e su foglio se parato, e mai cvmp rcsc su q uello per altre sosta ll7-C uon velenose c he occorres;:.c d i ordinare anche nell e> stc;;so tempo; dovra nn o ess<:re in du plic~ copia, in nna delle rpsali do vrà es;;e re ~·:r itto ~ Du pl ica to •· mi ~uratn allo stretto

i· l co manda nt i rli corpo ed i c:tpi uJlì<.:io. d Jc de \·ono muni re del loro vis to le ri<'C:lle, do\'ranno e~e.-e g uarding hi e ri fi uta rlo quando le dosi eccessive di medi cinn .! ric hieste non <'iano ral!ionevoh nente g iu stificate e parimem i quando della spedizione <h·lle ricette consti loro non e;;l'ervi bisogno.

S. Gli ufficiali pngatori ed i cas;;icri, ai quali sono rim esse le ri<:ett e spedite per

il r imhorso del loro impon o, <!onanno, quando ne sia il enso, sc~mtl are ai comandnlll i di corpo o ai c11 pi dj uffkio i ,;chi ed~ n ti pei qu ali la for te corris j>ondente ritenuta sullo sti]x:udio riveli la possi!Jili tà d i eccessivi prele\'amenti di med icinali.


9· I direttori degli ospedali militari cureranno che dal .)'ersonale delle dipendenti farm acie siano osservate tutte le disposizioni in vi~ore e n on si dia corso a r .n·t •e. k <JU-ali non portino data reccn· e. 10.

La distribuzione dPi medicinali si eff-::ttua con l'orario stabilito dal di'l'ettore

-dell'ospedale o de!Ja infenucria, possibilmente in due turni, antimeridiano e pomeri· ·diano. L'orario è affisso all'ingresso della farmaci a. Non si effettua distribuzione nei .giorni fest ivi -riconosciuti dalle Stato.

u . L'amm ontare dei mtd icinali ed oggetti di medicatura, somministrati a pagamen to in ciasc un mese, verrà dalle amm inist razioni degli ospedali mili tari dato in nota ai <:orpi od nffici, dai quali i richiedenti ri cevono gli as~egni affiuchè possano provvedere per le corrispondenti ritenute sugli averi degli interessa ti. Ai cor pi ed uffit i saranno pertanto rinviate le ri<:e tte spedite, le quali verranno iudi restitui te ai milit~tri od impiegati all'ntto in c ui ne viene loro ritenuto l'importo. Per le sosta nze \·elenose <pe-rò si t rasmetterà soltanto il duplicato delle ricette, dovendo le farmacie conservare gl i originali, in conformità del prescritto dell'art. 31 della l egge s ulla tutela dell'igiene e della sanità pubblica. 11. G li ufficinli delle categorie in congedo, che si trovino temporaneament" in servi/.iO con a.s;;t-gn i saranno dalle amministrazioni dei corpi presso i quali essi si tro\·"no, prima òella liquidazione dell'<ttltima rata degli assegni loro spettanti, invi<ati a rticnìarare se abuiano ~U:qui:;tnto medicinali òalla farmacia m ilitare. In caro ~tffermati \·o sarà chi~st:l d'urgenza alla direzione dell'ospedale militare, od infermeria interessata, la nota d<:-i medicinali loro provveduti onde poter etlettuare la ri ten uta della somma do vu ta. r3. Coloro che risiedono in pr.;sidi ove n0n esistono fanuacie mihtari autorizzate alla son t uli n i.o.t~nz ione esterna dei medicinali, bamw facoltà di richied erli ad altre farmacte militar i, !'otto l'osserva nUI delle stesse norme preccdeute m~nte date, ma con le prescnzioni che seguono: t ;nedicinali cte,•ono essere ri chiesti alla farmacia del pin ,·kino ospedale, o ,1ella pit\ ,· i ~:nl': inferm eria di presidio, se vi è uu dJi mico fannacisba mil itare, inviando le ricette rer liWZZO dèl Comando d,•: proprio l'Orpo o reparto, o per :nezzo ddl:t o ire· zioue od t'tlìcio : le spedtzioni sono fatte per pacco pPstale, qt:alt:ra il richiedente non indkhi altro mPzzo pi li fari le cd econ(Jmico . le src~e d'itnballal!'gio e di tra sporto, 11 ta~iffa ordinaria, sono a carico d ei ridoiedenti, i qua li non potranno ripete re nulla in caso di fortuite avarie nel trasporto. 14. Le d i"po.;izìoni . precedenti relative all'acq ui sto a pagan1ento di medicinali e cii oggetti di medif'atnra dal le fa-rmacie militari, sono applicabili anche : ' a ) ai mart!;dnlli d'allog):io dei car::tbinieli r eali. celibi . limi tatamente pe.rò pei casi di malattia in cui i detti sottufficiali, \·::tlcndosi della fllcoltà loro COtJ ces.<;a dal paragrafo .18i del R egolamento d'istruzione e di servizio per l'anTta, si facciano curare in caserma. T.c ricette mtd ichc rel ati ve dovranno portare l 'indic:tzione : AmJ11alato e curato in ca!'erma ; b ) agli opera i civili degl i stabili mc:nti mili tf!ri inscritti a matricola ed a ruolo liJ\titatamentc p~rò a i casi dj accertata mal a,ttia degli oper~ stessi oo alle sedi degli stabilim ~nti ove si trov i un ospedale militare principale o 91lccur&ùe. I direttori deg-li stabilimen ti non potrnnrt(J \·idimn re le ri('ette degli operai rispetti\' amente dipendenti, se non dopo es~ersi as.~intrati che i richiedenti siano stati rego1?-mJente riconO'<Ciut i am malat i. T/importo delle somministrazioui mensilmente fatte c date in nota dal le famtacie sorà dall':11nministrnione de-gli stabilimen ti pre..c.so cui g li operai prcst3no servi zio, t rattcmtto !;UIIc paghe loro ~pcttnnti o t utto in una volta se !'Ì tratta di piccole somme, <> ratealmeute ad ogn i scadenza quindici nale, o decadale in cui le pag-he vengono cor· 1isposte, per guisa che il debito rimanga, in ogni caso, estinto nel corso del mese s uccessivo a quello in cui i medicinali venuçro distribuiti. La preseute circolare ;;osti tui!'ce dal ro luglio p. v. le dispo.<>izioni n. 14, IS e r6 dd la • Rll<'<'olta di di!>posizion i p ermanenti in vigore per il R . F..sercito • fa.c:,c. n . 15-I. &n·i1.io sanitario mi litare ed ogni altra disposizione emanata in proposito.

Il MilliStro -

P . DI Sc.~T.EA.


398

PARTE UfFfCLALE

O ) B OLLETTI~ O DEI SER\"IZI

PER L'ASSISTENZA l\liLITAR E E LE P EN::>IONI D I GL'E RRA

(Estratto dalle di spense n. 2-3 del 11122).

l!. l) lnralidi. di !IIR' t'l'a. /'(' 1/ ;;tt dal ('01/Ut~fo e

G·iurisprudenza e QuesiU.

Dumtn complessivf~ ri~:ll'aJ<Seyno riiiiWt'fl.liite. Decot·· ([alf'tt('{'f'l'liti/I.CII(O sa./li(U1'i0. (Articoli ::; e l) D.

II(Jit

r.-.

20 ruagg;io 1917, n. Si 6).

:\cl c·n oo che Il milìl:tr(• abbi:1 o>nbìt() Yisita ;;unltmiil per l'nC'Certru.nento dellll s ua inntliditil dopo l 'invi o in congetlo, la ùurata dell'n$Segno rinuovabile, even· tunlut c-nte couces..·•ogll, non può ccccdore il petiodo di otto nnnl prescritto dagli a r tic'Oii 8 e 9 del IJ. L . 20 ruag-)!'io l!l17, n. SiG. n decorrere il~tiLu .ditta del conge•do ~> non da queTia del primo llc-cezt.a rn eu to sanitario. .·l.<.w/. u ~ ìon e per non provata n >.ifà. Col· JJa nral'l?. CArtioolo 1 D . 1.-. 2 setl ewbre 191 i , u. l 3.~'i: n t1.. 1 O. L . Z7 ottobre

:!) ln rfll'itfi. f/i guen·ft. - Alltt,/(':liOIIC' . -

11118, 11. Ji26). Quan!l tl il fatto dn c-ui fu dl't.ermitllzt<l l':iJn·nlicUtà dt'l utilitJII'<'. :>ia ~lS<:rl "ibile ~r·:wP. di lui, u on può fnrsi Juo)!'o 11 liquldazioue di pen:-.ione od asw.lrllO, pur essetulo stato 'l'i nvnliùo n;o,"(JJtO per non pro,·ata l.'('ità <l:t l l'n c-cu,<:Ja d i autolesio· ni:<mo pel f11 tto in qu4?stione : ~ nnlùl lim)K'cli~e anzi <l i desmnere la prova della c·o lpn gmve <lnllit sles><a ~n tenut di nR-;;) Juzioue, tn·endo qu~1:.a l'cft'etto dii esctu·, dore SQitanto l'el>tremo del dolo. a c-olpa

a) l11n11itli t/i !JII('I'I'O·. -

Visita p e·r ltflfii'O Vfl11tento SIIIJitct !la militcwi. già pro•IJV'i.sto tli a ~:~."'!JII O rimwrahi/f<. - Durata (/('//.'fl 88egno. (Articoltl 8, 9 e 10 del D. L. 20 rnag;goio 1917, n. S'i6).

Quando 1m milit~Hf'. dnr:mte il godimento di un tlii:.<;egno rinnonlbile, veuw1 propo:.:t.,, 'in ~ ·g-uito nd ng-grn,rnmcuto dcll'lnf<~ nuìtit IJet· un Lniglio1·e assegno, si può nnc·he tororog-arP la dnrntn dPI Ia pre{'Ccle.noo h!qnidazi•')lle. fl('r cli!'>J)Orre poi, atla s('ach•m,a dj csc-st, In rinnonrzit)n e 1Cl.ell'assegno, semprecbè ('Olllpi eSl>ivnm ente non ~<i SUI>t'L'i il !J('r ioclo mu:o:.'<imo [)l'e!l<:ritto di otto anni. 4) ['111'ft lidi t/i yru•rm . infenn i tti.

.llililore yifi 1·ijormato e poi rirouo.«oi ttlo esente da O(JIIi

A l milii>U't'. eon~?wlato in ~I!U ito o rif~>rmu. che ::tbbln inunedintamente r .i,presol'Pi'<'l'f'i:r.io d<·llit ;.111t pt·ofp;::;;..ioJl e e <:b <' :lll'ntto df'l l':tc-c.>erl:JlUW n to san ita rio d efini· ti\'Oo Yen:::-:1 lro\':lto. iz.P nlnne dn <>~ i illfet·mitir , non può S'J)t"tt11re )1('osl.one od· as.se· )!no n Pm.me n o J}('t' il J•l' rio d c. iutc r c'NlPnt.e tl~l l.lt riform:l e l'a c-cer1:ntnento snnltario(J eJìniUvo, dovendosi ilttribuire la riforma stes.~ a fl>io ~nosi non esatta.

fii !J IWI'I'II. - Jlilitore p enido'lloto rwr ine rmi/il n rl 1111 m'to Lnfel'iore - l'i.<ritn rwt· oggrtU'(IIII ('Ul<J l'fl i111>al idi t rì rli mnl1o (Ili. (tt·fi ·i 11fcriori. - A 11mento di p e n.9ione . - A sse{ltiO tli C1t11wlo. (AlJt!coti l e 2 R . D . 7 ~riugno 1920, n . 738).

:0) Jn eali.di

A l milif:'ll'e, ~iA fornito òi pC>n~one òi ~· categorin l'X'!' inv:tlidì!tà ad un nrto infl'rioN>. ('hf! In S1'!!"Uito a vi;::i t.n di HA').!'I'.'IYII!llento viE-ne ricono!:ch1to nfl'etto dst ~mn' :llro fì:l mu~olll rl' rrosrt·l'~liYa di arub(>(IUP gli nrt l inferiori e metiitevol e della tx' n-ion<> d i P c-ntc::OJiist (•on l'n mnf'nto di lin> 1~00, pcJ·chè incnpnce a qnaJslasi n tt.ivit>• fi :::ic-;1. nou può ;.JX'ttare :tsS<'~o dJ cumulo per la prccE.'<Iente assegnaZiione t li (·a t f'!!'Ot·in, e!'.-;endo que~tt ns.~rhita da lln nuova clll&."-iflc-azlone compJe..qg\vn d(>JJ'inferm!tà.


l'ARTI.; UU'li' I ALF (;) 1111'1llirli di gu e rra. 4 11111 1'11 /o di JICII8Ì·OIII' ai f/1'1/llfli inr<tlidi. - G/a .~:siflcazùmc III N8flti·m d 'ill/t' nllilli. (H. J). 'i j!'iuguo l!ì2U, Jl. 'j;:S e U. V . l{) llQ\'CDlbre 1921,

n. l'i:JS). Qua lora un milltat't' iu n tlid.o :-:i~ an·etto d:t pitì iilferruit.à, ne:s;,u na d e lle- outtll è ('<>IUJJt'(~,;;) frn quelle ù1dh::tle n~;>ll'art . l tlt'l n. D. 7 g~i u1-rno 1!120. n. i 38 e<L l del R. D. 19 nove rubre 1!1:.!1, n . 17;;$, uon spett:cuo ~Il :l utuentl stubilltl Ùilgli artico H :,>l.f'~.• qunlunque :<in il ~r:ul o ~lriuvallclità <le t·enui.tJ.:tto dnlle infermi tà vaijutnte · n el loro COIUitll-".i;;:o, t.r:ttl;uHI' '"Ì di unu E>nun wmz iont>: llcc~satjVìt e don>ndo::;i llqul· clu~·e uuutt•n t i dl\·~•·:;i 111:'1 (·:cso di (·umulv d'infennitìt ><l>t'QtHlo le Sl~~>dn li dl~J>Osi· zlon.i che t•ig'tw rdn no 11 eu mulo ~~ e><so.

7) C itltU/i11i il(tlilllli. ffltll11l'!lf!ÌO/i di (/11(' 1'1'(1, .lht.J/1/.titt rJ!itlcmii.JII i li ;·on.a. di 07Je· razi ou i IJr' fl i cii ~'. - M 1111/'ltll~a d d tiC'·•-~o .~w·ciu le rl i rou .~o/i tli t·i.oh iesto dalla lrgg(' fWI' lrt f)Ctt .,irJIIt' li i !Jtt(•rm . (A r1 it'JlO -1, T<',;to t:nko 2i m..'l rr.o 1919, n. 426). \

Non può nttrilncir>~i H CJlll>'~t vi(>lentn. direttn cd iiHm t>,liatìJ òf'lla guerril. In morte rll 1111 eitbtlllno it:llia11o :tn•enutn JJel' mnlatllln epidemica (colc r:l), s in pure· tu Iocnlltit d ovo e rano 1\mm:u~ te truppe )Jet' OIJernl':i<mi belliche. ~) Gmmli inralidi 1f1 !JIIfiTrt D em eu;:(l di 1 ~00- ll.~SI'ffi'V Ili supC1'itl t:a.lidìlti.

r,.

Ricot·cro i11 ma.nicomiu ll.um('llln (A rt. 1° R. D. 7 g-iugno HJ:!O. n. 7il-'l :

e R. D. lcg-:re l!! novembre 1921. n. 1738). Al mWt:l.t"l'. ri t~IY<'rilto in mankomio od in i>-iitut.l nF>-limilnti. !'Cl'Chè llfl'l-"ttO Ila nlt<'J'MiioJH.' delle fii('Qltìt ment:~ li. <~Hl pl·ofmJ.LH pcrt.urbamt>n ti nellu \1ta (H'J!:I· nkn e "<)d:t le . g-iil pro n-h·:to <l<>ll'i\unwnlo <li L. l ~tlll ili 1'Cn>'i d<'ll'm-tic·nlo l cl <>l R. n. 7 ~in,::-no 1!l:!U. il. il'$ , spetta nlt r't'f<ì l':t•"~e~-.rno d•i supe.r!O\·a Udirit, tll cu i n l R. D. Hl novf'mht·e 1921, n. 1738. H) Granr1i inralidi (/i f/ II I'ITO - · l casi rl-i 8Upf>riuntNrliltì sono trt .9sali'l'i e 11011 .~pm.

pUftcat:iri. (A rt. l

e 2 doorcto-l<•~tge Hl nO\'embre 19Zt. n. 1738).

I (·:1"'i tM SIIJX'I'im:clitliL) dcS<:rittl ali'IJI'ticol.o l del R. IClcoreto· l<'gl!'<' 19 n ovembt<e H)2l, n . 172.~. 11<'.1' llt (._)JK~ilmoO cl.e i r chLth ri ns....~.ftnl oon.o ttLY:'l!t t i vi. Non può quindi fnr si hlOJ!'O al la <·On<'(>~iouc <lcgli as1'Cgn.i srossi !)el' a ltri casi. a n che. <Se trattasi d 'infermità equi'):l<>llentl. 10) lltr·olilli di YII<'IT(I, -

Mil i la 1·o iiH'tJli(/o per

ernia non drterminata r/11 .•fnr;;o

Xon M lll!JI'te as,1•;!ll() () )lE'll><iOllf' privi l<>;!Ìilbl di 1!'\lCITII llC'i CM:,j <l•i e l'llÌ/\, n\'lhl fom1n {'<~sì <l ei tS\ di d<•J>~)kz;r,., o (' rnin ma lnttln. <lipen<lcnte da costitu ;r. ione or~tn oicn lnd l\'lclunle. verd1l' (>s.-.1 non ~ono in nl<:n-n •mf>do dn considernJ·!;:l pr()(lotti nè ttgl!'ravntl ln occasione di $Crvlzlo.

11) Granrli i:uvolidi (li !fU etTI/ - Tlt1wrco1ntici affetti Ifa. n.l/ro infP.nn il(t !/ IlO (/i cum ulo. (Art. 2 dooret<1- le:rge 7 J!'iugno 1920. 11. 7:lS).

11 .,-<e·

j!'UeJ·m a tretto d n tnh(•rrolo...'li, ron dhrit to n J')E' n!'ione od n!<><e· di 1a <'ntl'J!<)I1i.;1 . pub !<pettm'f' l'ill>$('lrtlo dJ cmn ulo . ni -s<'n.s.i d'ell'artirolo 2 del R. OE'crc-to 7 g iu gno 1920, 11. 7::!8, per la CCI'Sisten7..a di altre infermità che non sinno mnnife!'St-'1Zionl della malattia prlncipale.

All'iuntlido d.i

l'tllO

Il Congresso internazionale di medicina e farmacia militare. T >n l 2S 1111:;.:l!io :1 l 2 ~l u go nn 1!12..~ f<i terrì1 in Roma Il II Con_t::t't'.SSO lnt<>rM7iiouale !lì ) l (.>(li l'ìn:t f' f:c rlll:c c·ia nc.ilit;crE>. - Il ·Pl'imo. rome glìt fu a s uo tempo nununciato, >< i 1·in nii a n r·ux<·lll'!': m·l 111!!110 df'llo $C<It'SO an n o e H Corpo ~S~nùta rio rnili t:n-e itulrnno Yi fu \l('gn:~uu'll W ncppJ'~&ntilt.o da 11n !"u o ò('l~gltto c·he ptx>S{'n tò pregl'voll


4(11

<·c>muuit-azf,ml prvprie t• d'ultJ·i utlitiuli m t'ùid in ,;(•t"\' t;r,:o atth·o t• in coug~..•do. ~ '.ì tt kl' :t llont , !li IlO ISC' h,.,'\lkr&l (:•d c o ngTes:,t~J. <·ltti ~J'llll.O t'O n \'\'.11 u ti J~tQ.q:u"CSl'ntmt ti di IXhll l!l Jutzic)oi, ~.i atrcrmv 11 voto ~.: h e ù e:>lgn.ant li1 capitai~ d'Jta Ila n sede delll\ ><tt<'('!":<siYa t·im'Lion e, e title imlì<:az.ione fu umu~iuu.'IIHoent.e t·oufenu:lt.lt dal C..)JUJIUito .IX·l'lll.lUIIt'tt W l;;tituito JX"t' l:t o t-g:tn lzwzlott(' f> il •li:<< irllmt!ll'!'nto di qu~ periotlidll' IIIÌIIIL;IIlZI' Ìlli'I"I 'IL;Il\'Ì IIII:t ti. l ri:;ultati dt·l t'< Ili\'< ;.:w, di l ~·tt t X P ii~~ furo no pari a fJtte lli dt+> e nt leci to utkadersi. ~~ twlt:11·onu JHt>hlymi d \ tl•to itt li'll"--<::IC ;tndH' Jti'J' la sa uitit pu!)b!ica rosi Stt·t'tt:tllll'IIIA' CUIIIIt'"'' ':l ai 1'\'l-ri lllt' il!'i<'lll..c O.:<;tll'Ìt: ll'i<~ <lt•llf' collelth·itit !Uilit:lrl, In t·ui ><i aY\'i<-t•llthllH> di «•u l imto l(· uuovt> i!Ì<>ntll.i ;:-em· r a ;r,i vttì. ~~si p<l~·ro l<e1 bll><i d.! tHJ pn >;.:t.ltlllll:t d11· cl<•\' tù :t\'1'1'\' llll\1 >Yol):'im••t!lo c·n n linno (Wt' llt:tnte ne r e seJupre c llic1tt'1.' l:t ~:nnt·clin'n~: otll' ,:•. llt" \':t rie JII'O \' \' itl;•nzl' d i J.l>tlata ;.:t>tL! :·a l~ ll(>ile div<:>r>ie (.'ol')J(II'lt·z.inni ,...t ni tarif' milir::ri. lt• IJtta li. )'t•t· k c·oHven:t.ioni ir.t~rna~onn ll in vigotp \:' Jl( •l' i fini t.tllanll:tt·i dtt' t -t·• t·:-;t·~uc HH>. dPbbt>ll<) ('.-,tpli CIN'~ in ·JXt(·(> l' In ~Ht-·JTil uu'azin lw in e11i o;.,"lti di>tfou. t: ità o co nt r a;;to. 111H'he fm Sbl.ti Jlt>Tlli01 e bellige ranti n on pot tvl>ht> t·i~•h'l'l >< i (·h· ·• H c o·nmm• d nnno . ~l~t"t·i~tluwntt- iat qu:t nto con<-erlJA;.' lu la 1ti'f~:<~t t!;,•l!t• ntahtt tip •.litYu-ihi li t'd i :-'(Wt o t'l;i ai .-.m,b:tttl•ttti in t·JtlllJ~l l',"lll.l . :'\on :-l:ttit da lllt' IHI il J.·l'l<"'itllll ll l'nll~l"'">'<'. \'!Ii ).:iit c·••llh• t·i,;I·P p. Irtkohue <lil!'ltitìt il t~I:<J .!l tto m t;:w><to di Ho111:1 e ('ht• ><i o> tol~t ril•ll':t lto l':t tt·nu :t to di S. :.\l. i l H P d'lt:t li:t. SI ì' lu utnt<~ iuiz intu J'<) Jl(' t~t cl'i <•t·;::nn i7.z:tz i<>n,. prt'limimtn• <' dJ;..1·inti Jlo41'i \'Ofit•;! hi h:ltUI<J :1\'Utu l'irt q ii'Ìf'fl ckllo W\O ]).:Ìill\'1110 ciP! :'~')!lll'llti t ('lllÌ :1:;.- :('~ll;tli dal l'vlllilato ill lPIWtzlouctl~· (' cl.pj q llali >lt n •h!o:• "'\l~'.dluo ·i lht~·l t':t l'<' l'altll ~!!. IICII't:tllZ:I:

l " TDt.\. -· .~n'l'i: io rli .<!/ lllhlwm . - J . l'ri1u· ipii J!l'lll'l':tli ><n! >-:· n ·i'l.io d i sgcYntlx.. l'O ~~~·p~..:o J,!l i E :-.i' f'(·il i in t 1Hil1J ':l,L..'11.:t. ~ Ot·)!:l nizz:t;r.ion~> dt•g-li ~~~Jtl h<·ri, tt':Hmtlv <·o ntl! ll;·ll t> l''ig·. u;r.<• iniduc·ibili cklle IH'<'<'"-"it it tcr:I J~~c'Hl Ì\'111' . :{o .\tl:itt~nll c•nlcl d<·lla tl' l':lf'll'lltic-,t llll'<lk~t {' <•l ti t·Hrg:it·:t :ti~ · d ·: n· rs<• <~mtlh'.ioni t·i,.."lt l t:tn ti <btlht n~·c·P!'-"irit di Jfl'l•<·c•d<·n· :tllo "'l!"ll tl. m. Hl'/al•ll'i: l tu lì:t t' l'l~t JWi. t . li " 'I'E)t ' · -

.( '<>ll:tb<lra;r,ioH<' tic•ll<•

lltltc>ritit <·iy·iU t• lllililJII·i 1'>111] 1ot'1c n t i in di )l t oli l:t s~i ( sla l i"'ti1~t IÌ\'IllP!(r:tlii~l d elle nt. t lalt il• "'wi: tH: tu l•<•t·,. oJosì. Jt':tlai'l !<' \'\'11! ' 1'1'('. ah""'li:<IIIO. t~ t>'t' J'-><ÌI·hic·lw ric-erc-a di' i :-illÌIIIIIÌ ii1Ìì'.l:: [ l. :t:-:iult\' J>l'lllÌI:t ti Ìl'<l t'fliW'\'1'(:1 ):t , \':tt·<·illllZÌ<)Il'Ì ). J(,/ulori: ll:tli'l l' c·ol l:tli••J';t;r,ic)IIP : tni! l <>·llllii'I'ÌC~I IIll .

mn '-''da d' i;!i· 11\'. cl i ..dtW.tì',inllt' ti..-il':t

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[JJ u Tf \L\ , - - l"ttlll ir. <·i·it i<·o dc•i pn>l'l'.-,-.; t! i tli,.:iuf<•ziolt;.· ,. cli:<i nf<·><t.lz inll c Ìll tt'lll)HI cJj jl;l('(' (' Ìll 1<110(10 di gtll'l'l'll. ((f'i'tU,ri : ll: t lia. ~1~\l!ll:t t> ::;dz7.<'1'11.

l \ ' n TE~I.\ .

'l'mtt;tllh'lllo tk•llf' J'Pritl" l011l <'O· )'HhiiOIUIJ'Ì P d<•i 1111'<1 ""it.i.

f.'t' /ltlol'i: J l:t li:t <· :-;,•r hia. y o 'f~. )!.\. - T<'ttol'/1/(ll't' Uii<''' · -

l .:t l.xll':tt•ll'i di ('ltinlk:t f'l"'""'" le• :\rllu\1<•. - Lvt'() L\>l'll lll l'lfH')i. Uf'/alori: ll:1 1ia c \ '<"l·o- l"loY:lt'l'·l tia _

~'O)IIJ. -

11 (; i!!l'llltl•· ·li ull 'f/ il'illll militrn·•·· t'Il<' t•hll• ' l'c>tllll'l' 1li rat·c·n!!lit·t l' <' puùhlil'll l'C tl'!:tziolll llllii'Ì:tli il:tll:\I H' d~· l ('ll!H.!TI·"'"' ' d i 1\ t'll~l'l l f•,:, l'Ili' . cli ,:l t·iiJuite Ju ])l't."<'t>(1\·t:z:t, /'1,-<(i tuiJoltct llll': ttrl't'lll:l'l.ie>IH• >WÌ<'IItil'ic-:t tl•>l 1111:<1 1'1> l 'or) "' :O::tJtit;H'ÌO, è <'WIO <•m ll t ~<i;.:ualo nq.::t no ulli•·i:tll• dc• l ( '•Ht;.:n•.;,... , 1l i H•>111a. I>Hl'l'lll" i11 ""~Hito Jtlld'Ì<Irl ditru~t· lt<Jtizit• di'i 1:1\'oll'i pr. J>:tl':Jlol'i di (]Jtf\o..'ta '~lll~H'>I' i:tllll b-,._iHI' ll :Jtflll~lli;(Jil Ì~ltt'l'll:l Ì>~ll:l !(• l'l'H' ll<lll l lll:tli..J J\•l'it <ii ~IJII >IIl1SJ•re 111101\'0 ln:<ll'<• :t i l'<>r po ,;;tJtil:tt'i<> milil:tl'(' it:diano l' di ""l'i!l;.:'•'l'l' a nc'<'W pii1 co.n i eot·pi cll'llc• ultn• .':t7.i•JI1i i prolit-ui \'itll~•l i lll'''"•"""Wi i l <~·t· prcr:·t•th ·n" c·n n t~ll'<li, O('JIC lumiDO:'" ('oiHJi tisl<· lil'll:l pi<'lii l' cl<• lht :<c·i<'tWxt. <'ltt· C'i :tddillt l':tl t':t Jl(l:<trn mi!'--:ione . )P

Direttore: ARTURO CASARI N!, t!'n t>nt,(l <'Olon n ('Jio m , di('o,

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(5().!0) - Roma, 192 r-22 - Stabilimento Polig-rafìco p.-1 """"'"l"''r"w•llc· •lc· lla ~; nerra .


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Pubblica~ioni. in vendita presso l'Amministrazione '

ROMA -

del Giornale d/ medicina militare

Via XX Settem bre - Palazzo del Minis tero d ella Gue rra -

ROMA

La lotta antitubercolare nell'Esercito. - Un volume di pag. 96 con 8 t&· vole .

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Ricen:he biologiche degli Uffici pslco-fisiologiei di aviazione militare; Un volume d i pag. 236 con 45 figurE! e 2 tavole.

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Per Leo'nardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un volume di pag. l 00 co n 37 figure . . . . . . . . . . . . . . . . •

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Per Giovanni Maria Lanclsl nel II Centenario dalla sua morte. - Un volume di pflg. 106 con 28 figure. . . . . . . . . . . . . . .

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· 111 Conferenza interaUeata per l'assistenza agli invalidi di guerra (Roma; l 9HI). - R elazioni ufficiali f' comuni cazioni. -

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.Congresso internazionale di medicina e farmacia miUtare (Bruxe llPs, 1921). R~ lazioni

nffir•it"\li d PI Gorpo sani ta.r·io milit.arf' italiano. -

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A. L USTIG • A. B USINOO. . l << gas di guerra >>. Impiego ed effetti - Provvedimenti e cura. - Un \'OiumP di png. 104 con tre tavole micrografiche . a. colori .

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E. S ANTORO. Ferite addominali di guerra. -l're.fazion e del prof. N. GraN· NETT:\ii'IO. -

U n ~·olume di pag. 400 crm 38 fìgnr·e

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Giornale di medicina militare Direzione ed Amministrazione: Palazzo del

~\inistero

della Guerra, Via XX Settembre - Roma

CUNDIZLONI DI ABBON AMENTO. x. Il Giornale di medicina mllitore si pubblica il primo giorno di ciascuJJ m ese, i& rascicoli di tre fog li di s tampa. a. L'abbonamento è annuo e decorre dal 1. l!tDOAÌO J . If prez.zo dell'abbonamento è : Per l'Italia e Colonie . L. 24,Per l'Estero • 86,1in Italia •. 4,Un fascicolo sepa~ato costa . /all'Estero 4;50 Il supplem ento contenente i Ruoli di anzianitll del corpo sanitar io mi. litare costa

l

in Italia . à ii 'Estero .

. 10,• 12, -

4· Per gl i Ufficiali medici del R . Esercito (in servi?io attivo. in poRizione ansiUaria. di complemento, della riserva ed a riposo) il prezzo dell'abbonamento è ridotto a L. 12, an-

ticipate. 5· L'abbonamento non disdetto prima del ro dicembre s'intende rinnovato per l'anno successi vo.

6. I signori abbonati militari in effettività di servizio pagheranno l'importo dell'abbonamento per mezw dei rispettivi ccmandi di corp:> e direzioni. 7. Per i soli ufficiali medici (dell'Esercito e della Marina); in qualunque posizione si trovino, è ammesso un ABBONA~IENTO CUMULATIVO al Giomal~ di m edlci11a militareed agli An'nali di m edic ina navale e coloniale a l prezzo di L. 27 annue. Per ottener e tale facilitazione cumulativa gli abbonati militari dovranno far pervenire l'inliero importo· all'Amministrazione del periodico del proprio corpo. 8 . Ai librai si fa lo sconto del 10 per cemc. ma soltnuto per gli abbonamenti delle persone e degli enti n on militari, che non possono fruire della facilitazione :li cui ai UJJ. 4, 6 e 7·

NORME PER LE PUBBLICAZIONI. 1. l lavori originali, le note, le rivrste dattilografati o scritti a mano - tlevono oc cupare un solo lato del foglio ed essere acctttatamente riveduti dagli autori. Si fa &peciale r accomandazione cbe quelli scJitti a mano siano ben leggibili, per m odo d1 evitart ogni dubbio di inter pretazion e. In caso contrario, la Direzione si vedrebbe costrena P •ospenderne la pubblicazione. 2. Salvo casi eccezionalissimi, la correzione delle bozze sarà fatta dalla r~dazione , •nrich~ dagli autori, per non vincolare il lavoro tipogr afico agli inevitabili ri tard i po •tali. 3· Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che• ccompagnassero le memorie, sono a carico degli autori. 4· Gli estratti sono di due tipi: - Tipo A. Senza copertina e colla imp~giuatura e numerazione del fascicolo. - Tipo T3. Con copertina ~tampata, frontespizio. impaginatura e numerazione speciale. S· Il -prezzo degli estratti, per gli autori delle n.emorie che li richiedano , è regolatodalla seguente tariffa:

PRE7,ZO DI CIASCUN FOGUO DJ STAMPA.

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TIPI DI ESTRATTI

Tipo A. Tipo 8.

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NUMERO DELLE COPIE 5()

100

200

L.

50

70 80

100

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60

ogni Per centinalo olt re 200

50

110

90 . GU estratti mino ri di un foglio si contano come foglio Inter o p er l e ordinazioni df

roo escrattl o men~. Per qttelll che superano un f oglio, le Jraztonl In più, cl1e non st~perano Il mezzo fogLio , si contano com e t11ell!, pnrcll~ però l'ordJnazione non sia Inferiore a ~o «>f>le.

6. l manoscritti non si restituiscono. (5920) - Rom&, 1921-22 -

Sta.bU!mento Pollgraftoo per l'Amministrazione della Guerra,


!!fJ Pubblicazione mensile

GIORNALE ·M EDICINA ·MILITARE DI

l

PU eB LJ CAT O DAL MIN ISTERO DE L LA GU E R RA (Direzione centra le d el servizio aanita'rio milita re)

Giornale di medicina militare : 1851·1814 del Regio . E sercito e della Regia Marina: r88s-r89s Ginrnale medico del Regio E sercito: 1SQ6·1~fi7'\

t ~· · •rnal .. medi co

ANNO LXX ~ 1922 ~~J_

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Fascicolo l X

1 Settembre

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI : · Cavina. - L'impiego 1hl "bip p ,. in chirurgia. e d in particolare nella cura delle fistole ossee croniche . . .... . . ... ~. ..... ... ......... . . . Pag. •ot ) '406 llllorini e Alfonso - ·Rencliconto clinico-stati•tico del reparto dermoceltico CASUISTICA CLINICA: Cavarzerani. - Un caf!o di ~·itt-nzi onu di pallottola eli rucile nel cuort> . • 430 CONGRESSI: V Congresso nazionale di medicina del lavoro ........... . .... ·. . ..... . • •ss RIVISTfl DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA .............. .. • 434 PER IL UBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE ............... . .. • 441 NOTIZIE ................. . .. . . .. .... ...... . ......... . . . ................... . . . . • 442 p ARTE UFFICIALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . : ...... .... ........ .. ..... . 444 ,•. 448 n Congresso internazionale di medicina· e farmaci a militare... . .... .

Direzione ed amministrazione RO MA -

Pal azzo del M inistero della Guerra - Vi a XX Settembre -

ROMA

Per ~e inserzioni di pub/1/lc/tò rivolge;.s/ DIRETTAMENTE all'Amministrazione del O/orna/A. d/ medr

cina m tlllore • Pa/auo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre - Roma. Per l e n uove norme circa le pu bblicazio n i del lavori vedi copertina

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t•• pagina).


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401

MEMORIE ORIGI N ALI L'impiego del H bipp, in chirurgia ed in particolare nella cura delle fistole ossee croniche per il dott. Giovannì Cavina, capitano medico di complcnwnto, chirmgo comprimario degli O ~ pcdali di B o logtl >l.

n "bipp" è una past.a cosLituit.a da bismut.o, jodofu nnio e pu.raffina. che durante la •g uerra passata fu usata su larga. sca.la e con bt·illanti risultati nell'E-set·c iLo inglese nella cura delle ferile infette suppurate. Il Morison (i), professore di ch iwrgia aH'Universilà di Durham, che l'ha proposta. e che l'ha indicata con ques to nome dalla letter-a iniziale dei suoi tre componenti, ne dà questa formu.la · jodo{orrnio 011cc 10, sotfo nitralo di bismu(o once 8, parafina liquida once g, il che equi \·a le a dire che il iodoform.io vi è conLennLo n~>lle propoJ'zioni del 50 %, il bismuto e 1a parafina rispdlivam\'nte del 25%. , Lo stesso Moriso n così descrive la preparazione della sua pasta: i ~l sottonitrato di bismuw e la paraffina sono sleri.lizzali se.paratamentc a c.a.lore secco (fino a 120°) per mezz'ora. Qui nd i i l bis m u.Lo dopo J·affi·cd · damento vi ene mescolato C,Q.n i-1 jodoformio. i:u un mMtaio preceden temente sterilizzato mediante lava\ggio con acqua calda e formalina. La. Jlaraffina è aggiunt.a alla miscela suddetta alla tempe11atnra di ooo e co n questa accuratamente incorpon\la, .poocia il tutto viene versato entro tuhi d i vetro, nei qual i p11ò a lu ngo c,o,r1servarsi senza deçompor:>.i. La pasL<t così ottenuta è di co nsi stem~a quasi solida, perfettamente sterile como r.isulta da esami ba tteriologici all'uopo praticati . Il Morison avverte inolh·e c.he la paraffina nec(>SSania. per la confe~one di questa pa::.la deve essere purissima oon punto di fus ione a 45°; così pure i·! jod oformio ()('CQrl'e sia esente da Qlgni impur-ilt\. Quant.o al

sottonit.rato r!i bismuto cteve essere chimicamente puro e sopr.atutto Libero da ogni lt·accia di arsenioo: duTante la sterilizzazione si avrà cura d·i non portarlo a temperature troppo elevate, ciò che potrebbe determinare lo sviluppo di vapori DliLrosi. Il ,, bipp n va spalmato sulla superficie d elle piaghe in: tenue strato e in modica quantità, ond-e evi·t..a..re ogni pericolo di assorbimento da paTte del jodoforrm.io e del bismuto •i n esso contenuti. Fe-nomeni di i.ntossica.zione possono mani.fest.arsi con stomati.te, diarrea, a~~eramento d el polso, febbre, delirio, ec.o., ma secondo l'esperientza del Morison que-

(l) R'L'TJTER~·ono MORISON.

Id. Iò.

-- T TIC T,f!ncct, 1916, Vol. II. p. 26..'>. - B ·ritish med. Journal, 1917, Vol. Il, p . 503. Bipp T'rca.tment

Primcra, 1918.

ot War lVounds. Oa;forà.

lVar


402

t.'l.\il'JtlGO DEL u CUPI' il IX l;llllll)IC(.; H, ECC.

s ti etccideuli sarel>Lero ecC€zionali e impuJ.abjH .più che altro ad errori di t.ec.nioa o all'uso .di una pasta male confezionata. Dall'appli caz-ion e d el " bj.pp » il prot.X--sso di guarigione delle ferite sembra assai a~elerat.o, come r isullta dalle ricerche di Anderson, Chaml,ers e Gold s mith (j ) , i quali con qu esta pomata antisettica, hanno compiut.o uno s tudio complc.lo dal .pu.nlv di vista clinico, batteriologico e ch imico. Couvinlo <dell'efficacia <lei « bipp " nella medicatura S'ia primaria, s ia seco.ndru~i a delle fer ite d a arma da fuoco s i è dichiarato Mayo Robson (2), m e ntre poco sodd isfatto n e è rimasto il Besley (3) avendo oon:::t.aLalo in al c uni dei suoi fer LLi fenomeni g ravi da asSorbimento d~l bismut.o, eiò che sembra, c()Jn~ s i è d eLLo sopra, e vitabi.Je qualora-il " bjpp n sia impiegato con prude nza, i.n quantità non eccessiva. Reo;erntemente, un altt·o chirur·go ~nglese , lo S.t.oney (4.) ha <llpplk.ato il " bipp " con r.isulk1li a.._c:sai soddisfacenti nel trattamento d elle fisto-le ossee cronk h e. QuesLo chirurgo con.sìg:lia i·l s(jguente procedimento: esci..nùere anzi tutto iii tramite ,fistoloso, praticar e un 'accurata .toeletta. d elSocolaio osleiLi00, detergere q.a, cavità residlt.ta oon .alcool od etere; riempi:rla infine oon '' b ipp "• s uturando al disopra le pa.rti rr.oll-1 a più strati. Qualora queste 11011 siano suf·fic.ientemente spesse, lo s ,t oney tannlpona la ca.v ità ossea eon ga.rz.a jodoformi·ca ri.ntr isa oon ,, bip p " c he rimuove d opo 48 ore: ind'i ptocede, per c.osì d i re, al " b>i1ppage ,, della cavità e ad una mooicatura a piatt.o da rinnovarsi ogn i 4-5 giorni. E ' d 'uoi)O avvertire- che lo SLoney usa ·id '' bipp" secondo la formula seguente : jpdoformio parti 2, sotlonitrato di bismuto parti 1, vaselina pcn·ti 12, nel.la quale ta.nto il jodoformiio, quanto. H bismuto sono contenuti in una proporzione di g ran lunlga inferiore c he n el91(l. 1past.a ori· g.i.naria. -ctel Morison . Quanto ai r isultati ottenuti d allo Stoney oon il suo metodo, in 2'l ·casi su 25, s i sarebbe verificata la guarigione perfettam.~nle en~ro un pe riOOo medio di 32 }Siomi , e in 8 casi p erfino di sol'i 15 g iorni. Tali .t is ultati favorevo-li che sarebbero d a attflib uire alle pec.uliari qualità anli·set.tiche del '' bi,pp "• non che a un'azione eccitante di esso s ulla osteogenesi, sono stati confermalii da aJLri autori inglesi, tra i q tiaLi Marschall (5) e A. K. Henr y e Milne Henry (6). P er ·Ja verità. b isogna alggiunger e Gh e una Pt~sta anLisettica analoga al " bipp » eralgiàstatapreeon izzata in Ital ia fin dal 1008 dal nostro Cn.la.ndra (7) , che la impiegò con su<A"esso nella oura d elle cavità os.-;ee òi origine pal.ologica. Mi limit.o a riportare qa formula. d e.J,Ia pasta usata dall Ca.landM quale è do. Jni riferita in una r ecente nota pubb>Hcal.a n el Policlinico, (l } A.Nm:n!iON, CHA :M BEns , Gor.n!!MITJJ. - 'J.'he JJa11 0Ct, 1917. Vol. I . p. 331-3.~. (2) MAYO Itom<oN. - Brili$h. /ti P.d. Jounwl, l!HS, Vol. I . p. l. ( :{) H EsJ .F:L .'!u·r f!. O!'"· cmrl. Ob.~t. G~ mwio 1918. {4) ~ro:\e\'. - B l'i/Ì!Ih M r ri. Jounl.(11. 1!>19, \'ol. I , p. 700. (5} :\JM:~c f\AI.L . - Bl'itish .Mcd. J ounw1. J!ll!l, Vol. I, p. 759. (6) A. K. BENRY a.nd MHSE H KXRY. - B r-i l i.~h M ed.. Jottrtl41, 1919, Vol. I. p. 762. (7) CAV.:>DRA. - Tl Poli(,'/i uico, Se?:. ·p ratiea . 1!!18, p . 752.


t.'DII'TOOO Df:( , (C fiH'P » IX Cllllll'fl~,J.\ 1 ~:CC.

403

neHa quale egli a bLHJO dirillo r iYCIH1inl u sè .il m'erito di .avere p~r primo J'Mcomandalo .l'uso del jodofot·n1io e del bismuLo nella cura di • tali lesioni: sollon'itrato di bisuw.to gr. 10, paraffina o cera bianca gr. W, jodoform:io gr. lt, olio di oliva pmf) gr. J5. Ma.nifestamente questa pomata non differisce da qut>lla degli AA.. i-nglt>.si che per la proporzione

diversa dei s uoi compon('<nbi, quelli costituenti i•l ., bipp " ·

qnali sono sost.a.nzi<Ll mente gli stessi di

Essendo a cono:>eenza dei favorewJJi ris uHali oitenu t.i dallo Ston.ey e dag li aJtri chiru1·ghi inglesi .sop•racit..a ti con l'app1ica.zione del " bipp » nel traltamenio di quei postumi del .le lesioni in.fiammaLorie dello scheletro spesSQ ostinatamente ribelli ~~li interventi ohirurgici meglio con... dotti, che sono appu.nto le fistole· ossee post- traumatiche, così volli io pure far ne esperien2a in alcuni casi osservati in fer.iti antichi di guerra, c.he furono recenLemente -affida! i alle mJLe cu re. I.nfatti, nell'inverno 19201921 a:vendo presk1t.o servi.uio civile quale Capo-r-eparto di chirurgia. nell'Ospedale mi1ilare di Bologna (Sezi-one Gozzachrni), ebbi campo di operare .parecl'hi m ilit..arì affetti da seni fistolosi consec,uLivi a ferite ossee d'arma da. fuoco di vet<)hia d.al.a, nei quali stimai utiJe d.i ricarrere rull'impiego-del "bi·pp '' secondo i'l processo j)recedentemen:te descritto dallo SLoney pet· a.ccet·tarmi de'l s uo re<~le valore terapeutico. Debbo anrzilutlo promettere che n ei casi da me opcr.alr ho ttsato il " b i;pp" secondo una for·mula che si avvicina a quella dello Stoney, ma con qnPsta diffe1·en.za: che la qua.nLità <:Jj bismuto è stata raddoppiata ed uguagliat.a a quel!a del jodoformio. Ecco la composizione della pasta da me impi egata: jodoformio parti 2; sortoni t7alo di bismuto parti 2; t:aselina ?Jarli 12. In· questa formu•la •la quR.ntità sia · di jodoformio, sia di bismuto cordsponde al 15 %, m~.nb·e in quel.la orig.i.naJe d el Morison il jodoformio è conten uto HcilJa proporzione d el 50 % e i<l bismuto d el 25 %, dose a parer mio eccessiva e che credo non possa consider.a:rsi del tutto scevra di pericoli. La mia esperie.nza n.i he. dimostt·ato che i·l "bipp >> va conservato in vasetti cii vetro scu ro a tappo smerigliato, g ia.cchè a'l.la luce e all'aria la miscela si a·ltera .acquistanòo un ooloriLo rosso- maltone do\'1lio, se non eNo, al1la formaz ione di joduro ·di bis muto. Circa la preparazione e la sterili.z;zazione d'V questa pasta non vi è nttNa di speciale d a o:3Servare: occorre solo vigi\cu·e che il jodoformio e i•l bi.s muto siano privi di ogni impurità. Ciò posto, · passo senz'aJLro a riferire suc·ci>nt..a.mente Ja stor.ia clinica di alcuni c.asi di oswomielite cron-i<'a fisl.ollizzat.a. tratt..a.ti con i.J me'todo d elto Stoney, scelti fra queJ1i più imtpOr:tanti e probativi da m e operaLi. Os_:;ERV. 1. - D ..MJ(!I.mo, roldnto del r.4o rem,"'mento 1\lmterhl. - A<X'Olto n.<>Jia Se?.ioue ~t.Utcllnl nel settembre l!ll!i pe:· seno fi..<;toloso del calcagno destro con~ C11tivo a ferita <Ùl arma <la fu()('() rLpormta In 7-ona di guerra due anni prima. Spedllnndo In pingo, dSI enl g('[lle abbondnnt(' !>CerezlOlle pumlentn, nttrnverso un


L'UlPIEQO Ot:L « UIPP » IN OIDI\UIIO IA, roe.

404

..

tramite tor.tuo.so 8i penetra in una cavità slhtatil Il(!} centro dell'os...<>o, co~ netta.· mente è ùimostra to dall'esame radil)gmtic.v . Inler-vP.t~to.opet·a.tivu (~10-1919): Narcosi mortio-eterea. Eectsse le parti moUl cìrrost.antl lo sl>o<X.V ti!itol<k-"0, <.~u -"<·nlJJello t- llll) r tello si mette allo scoperto Il focolaio o steìtico del calcagno e si pro<.'Cde ad una accurata toeletta di esso. Z9.ffa·rucuto delllt ca Yi tit lv.-;idua, gmndt' o..'<>me una llOO!ll, <.'O n gan•,a spalmata con « bip)> )). Trasco1~i due giomi si ~it.-<t a piatto do)lo avt"re fTiOOl!J.>ito tutta la oo.v1tà con « bipv ». Hupldameute la ca\·iti\ si va coiJ.uando d1 grauulaz.loni rigogUo~, slcchè nello spazio d1 un mese la I•inga è pcrfett.'Uilente cl.c1ttr'1;r..znta. O'ssEnv. II. - M. bavid,c, solthlio del :U• reggimento fanteria. - IHrovera to nella St?zione Go1.1.:1(lilli il ~"l n<H.•'IJibre 1919 con fistola ossea a livello del malleolo t'Sreruo siJlistro. Tale lesione r hsulta se<.'Onclaria ad una ferita da SCheggia d1 gram11:tt r ipo r rota a l fronte ci ren due anni avnnti f'! im·ano curata con vari metodi In \ '<H i <>-"IleÒ:l li. La •~ld logmfln

ùiowstra l'P~i,..ienr.a di un fOC"()Iaio dl ostelte esteso a tutto U ·IDH IIcolo con alc·uni piccoli <'~!CJnt'stri ossei. Jntcr-vet~lo.opera t ivo (2·12-I!Jl!l): N.a ,J·cosi morfio-eterea.. Escissione del tram1te. Toel1~ttn d<>lla cnvltit os~itkn. Dl11ll)(')lla m~nt•) con garza « bippntn n. Dopo dne giMni si to::rlie il tall)pooe di gnrr.a e si colnna 111 cavità con <Jblpp :t ; ('()~! nelle <lll.('(iic-n;-.iotli !'<UC<'~"-"i"P. 11 10 gcruu1io 19!!0 la \llin~:,'ll è completamente c:lcat d r.v,a tn . • OssF;RI'. 3. -

V. l\In t·i n Ili). >:o lcln to del 15° n rt. da ca lllJlilJ;-nn. Acocolto Il 25

n~

vembre 19111 nf?lla Sezioue Go-.-;7.lt<l in i per ost.eonlielite OI'<>ni~l del IIUl.lieolo tiblale si nl::tm Sl"(·onrhwio nel nn tl'fltlllln n c·dd<'ll~ll<•. J nter vrmtc; OJWro.ti vo: (7-J2-I!)l0): identico nJ. prCC('(]ente. (}narigionc : 20 ge.nllll io 192U. G. Giovaw1i. soldato d-e-l 36° R{'~g. FllnÌ.(:J'i<L - Ri<X~Y~rato ll lS IJozr.ndinl ~r fistola o..q__«ea della tibia sinistra abbondaillteuwnte seccr nente, so..-condarla. ad antica fer·ita d'arma da fuoco. La radi~ g1111ia dlmo~trn rc•si i'-1Nl 7~t dl u n focoln io a.ssnj esteso· di osteomiellte dn corrlspond~nza del terzo medio d<·lla tlhin ~>!~!'>t'l<. · fn ltn·e ntCJ OIIUntli110 (22.12-l !ll!l) : identico al pro«>deute. Gua rigione: 18 geu. ll!lÌO l\J19.

Ossuw. .t. -

di<>e111br~ 1010 ne lla Se?.ione

ossr.1n·. 5. - B . Lazzn ro, soldato del Zio regg. fillltcria. Ri<.'Ovcrato il 2 genrulio 1920 nella ~ione G<w.zndini J)er tì!:ltola ossea <lelln tibia sinistra. Radiograf.i~~ men.te si os;::erva una vnsta zona di oste! te ìn corrispondell7.a del terzo superiore •lella tibia con ~<:qu estrnzion.e evidente. I nterr<:lltO 01)eraliL'O (fì.l-l!l~)) : 2\'ar(.'(lf'l morfio-.eteren. s~q uestrectomia. Toelettn d1~ ila ~n- ità ~"sea . che si colma con « biJ)P ». Gunt·iglone: 80 gennaio 1920. O!<S€RV. 6. - S. Gnspnrc, soldato del 48 regg. fan~.t-ùl. Ricoverato 11 4 n~ vOillbr-e 191!1 n~lla Sezione Go?.zadlnl, prec·<:dontemente operato di ma.stoideetom.ia nell'O..<~[)(!(lale militm·e di Tri\'"te. Jh-esenta una vasta rovità ossea abbondanteW\' ute StiJ>PIII':J.Ute che lntRrc-~s:t tutta U1 lX'gione mastoidea . Do1>0 detersione della phlp.~ , si coùua la ewità <:on « bi pp » e ~<i ns.«! l'te nel ''olgere d i appena tre settinUJue a Ila ci<:a t l'lz7.azione com,pleta della lesione.

Dall'esame dei ·poch i casi riportat,i l'isulta chiaJ·amente c he l'esito fu i.n tuLLi ottimo e la guar-ilgione assai sotllecit.a. Senza. dubbio, capitale impo rtanza n ei sMCessi ottenuti va .riconwoiuta a.ll'attQ o{)€rativo e cioè alla LoelctLa del focolaio osteitico che in ogni caso fu condotta metodicam ente e con la massima. cura. TuLlavi>.t. non si può negare che il processo di guari gione s1a stato favorevolmente influenzato ed accele-


L'lMPli.'GO DEL Q BJPP1> IN Oli iRURGIA, t:CC.

405

rato dall'aZ~ione sia de'd iodoformio, s ia de1 bismuto 100nte.nuto tnella pasta " bipp 11 da me impi-egata dUJ·«nte ·il trattament.o IJ)Ost-opera.torio.

Socondo la. mria. impreseione, tale azione si esplicò sop1'a.tutto •n.el senso -di rendere più attiva la produZlione di rigogliose granulazioni dal fondo da1la cavità ossea e di stimolare i prooessi di ostedgene~i, determinando così la rapida e de!in~.tiva cicatri.z.z.azione deUa ferita operatoria. Con: tale .àff~I'lnazione non intendo in nassun modo d·i re cose nuove. ·lnfatti, nella cura dei processi infiammatm1 ero n iC'i delle 'OSSa è nota da lungo tempo l'effic.ac.ia terapeutica dei due eomponenti p1·incipali del "birp p "• il jocloforrnio e ll bismuto. La prima ·d1i queste soot.anze, sia sotto forma di <polve,re, sia .sotto .fo1·ma di pomak1., come •consigliò Mosetig-Moroof, fu già us-ata da molti chill'urghi in .pa::sn.to c.on g·ra.nde vantaggio e an('.o1·a oglg·idì si trova raocomanA:lata in mo:lli trattati e da motti Autori nel t.mUamento deU.a osLeomielit.e crcmic.a. AJtr-clta.nto si può affermare .per H bismuto, il cui valore terapeutico fu sopraLutto messo i,n rilievo dai f.rateldi Be.ck dii Chicago, i quali ne hanno vanlato l'impiego spedalmente nella cura dell'empiema oronico. Al Morison, come del resto aveva lgià da noi precedentemente fatto i~ Calandra, speLLa ind-ubbiamente j~ merjto d'ii a,vere \associato nelQa. stessa .pasta i·l jodoformio e i:l bismuto, e di avere così I~itrniti ~pregi spettanti all'una e al'l'alti,a d.i queste due so5lanze medicamentose. E mi pare Ghe dà questa idea d ebbi~. esser loro tributata g-i usta lode. Prima. cti chiuder9 questa breve 11110ta, voglio ~giungere ohe, seguendo i'est:Jmpio dd M01·!son, ho esperimentato la -pasta. da lui raooom.a;ndoata anche in a.ltre affezioni, oltre nhe nAi casj di ostoomiélite cronica sopra. mentovati. Così è che l'ho applicata in ferite suppurate, "in piaghe torpide di varia natura ribel·l·i ai · oomu.ni trattamenti ed anche in ulc.etazi()ni tubercolari, scrofuloderm i, e1'C. Ana-lolg<~mente, a scopo profilattico per evitare cioè eventuali complira.z.ioni infettive, vi ho rioorso i.n alcuni casi di Ct>.rite recenti e speciallmente nelle ustioni. Senza ~endere in dettagl~. rinunciando oo ogni semplific.az.ione che sarebbe superflua, dirò solo che -.n.€lfia maggim prurte . dei r..asi in cui ébbi arl applic-are il " b<ipp », ho ·potuto constatare effetti assai favorevoli sul.l'andamento d'f!Jle lesioni trat,tate. Nei casi sui·ndicati, e in rpa.rtirollare .nelle uncerezion·i c:ronriche, l'efficacia del "bipp" 5i maniJfestn ('_.oru il modificarsi deH'aspet.to esterno della ,Piaga che si ri('opt•e t.osto .di gran.ulaziooi rosee, rigog11iose, faci-lmente oongutoonti, mentire dai bordi di essa si i.n:i~i.a. un processo d'i epite1izza.zione rhe eondur.e ad una rapida cicat.rizzazione della supel'ficie cn1enta. Non del' tutto .fa.cdle è stahi·l ire .i,n lfniOdo netto liù me.ccanwmo di azione di tale pasta. ·Ee per il jodofotmio si può ammettere un'azione antisettica riferibile alJo svolgersi lento di va.'])OJ':i di jodi.o a. contatto clei tessuti, per il bismuto .noi sappiamo solo che appa.rti~>...ne alla ola~ dei fa.rmaci cosi de.tti astri-n genti, i qua l.i _g-()donò appunto della proprietà "di ·r endere più consistenti e ]Yiù asciutl.e le parti del corpo suiLle , qua.li sano applie.a.ti >l ·(Truppeiner) . 8i !prOd'llre pe:rtant.o llll1 ·i&pef)Si -


41)fi

ltt: -:OIQO;I;"I'O CU :'il(.'(l.S'I'.I1' 1STIOO llt:J.. RF.l'MITO Ot.IIMO<:t: I.T ICO

mento alla superfic ie <lei tessuti, t;h e s i oppone direLlamen.te -alla voaacolarizza.z.ionr, ipersecre:ui~ne e tum efazion e d .e<l tessuto sLesgo provocate da.lll.a. ft ogo~i ; i n kd ~ u i5èL s i ~·nllped!sce .l·èl di ffus.iou e del •processo infìa mmatorio e si fomisce a,l l<' ssul o ùu condizione indjspensabile ·per gual'li•re: il riporo. I nfine, quanto alla paraffina o vase!Lna, te-rzo oomponente d el " bipp "• indubbi.umen.te va ad essa att.ribuita. un'azione protettiva non lruscurabile contro i traumi sempre dannosi apportati alle pia•ghe daìlle tomuni· medic.allll·e. . . Gonc.ludendo a.àunqu<=, per le ragioni' sruesp06te ritengo. .ch e :i:l ~ bipp >> senza volerne fare una 1>anacea -per lutti i malti - si-a una r..a.st.a d a l'<lNOtn!R ildarsi per Ull più largo USO, in quanto che in casi oppor.tun.i ;può riusc.ire al ch iru•·go di vantaggioso sussidio. MoU.ando la fonnula da m e '])l'~ edent.eme nle i.ndic.;'lta, neMa qua.le ili bis muto P~~ jodoformio sono incorporati alla va.selilfla in ~igu e propornioni (t5 %), crf'<io che sarà faoi1e ev itare quei fenomeni tossici da assorbim ento, per <'lli alcuni chi·r ur·ghi oono stati indotti a pro& river~ daMa pratica l'impietgo di t.ali meò kwment.i . = =:==-===-=- = == J ~FERl\lf': l{.lA PRr.:S IDIARIA

DI )JQDEKA

REftOIOIKTO [LJIIJ[O-STITISTICO DEL REPIRTO DERIO[flllal (novembre 1920-febbralo 1922)

per i clott. Lorenzo Morini, c.:apn ro pa rt.o e Luigi Alfonso, maggio1·a medicn, dire ttore. ;~.;,.. i -:(C" nti

p r e!'HO la Cliniet~ D C. num;ifìlopatica cl!.. l la H.. Uni Yei·,.it!t di )fodt•m• (pr nf. P. C'OJ.O)rBU\L).

H Reparbo dennocellico dell'OspedaJ <> mil.it.<1r·e di Bologna venne trasferito af!J'Infermeria presi.ùiarin. di Modena in seguito ad ordine d ella Direzione di sa.ni t..à di Bologna, allo scopo di sgombrare la Sezione Bar accato dove esso tJ'Ovavasi ~tllogato. Il movimento, Ì•TIJiziatooi il 10 ottobre 1920, ,·enne compiuto errk o quP.l mese sbesso, cosicchè sin da:i pri mi di novembre il Reparto '<ii Modena potè comi·nC'iare a funziooo.re a l mm plelo, ac..c.ogliendo nM solament(~ i militaTi di ku.ppa, ma anche gli Ufficiali. Detto R eparto .anebhe dovulo a ccogliere i mill ita.ri della Di\·isionr di Bologna, ma tant<) in pri nc ipio quanto an{'he in seguito fi ni.rono p er essen ·i acc.olti i d t>rmo-Yenernopalici di tul.lo H Cor:po d'a r m ata, sia pe.rc hè trasferilivi dagli. stabilimenti dC~:lle altl'e Div.isioni, per esami o c ure s pf?c iali, s ia pt>r nPce;:;:-:ilit di s fn.Jlamenlo, come è avvenuto, in modo pa rlic·olrLre, duranl(' il PL'- •·iodo in nri er ano a.rwrti i consigli di

venso


q UA DRO BIA.I!JI!JUNTI"VO . TOTA.L E I>E:I MALATl R l OOVE:R,\Tl •

. • • .

85 125 155,~?09 184 134187 93 1107 97 !!4 119 ll1 105 106 ll::J 78 Tor AL& MALATI: 1992

l .,.. f · ,E. o e,... f f f o o e _g .., o o., .SI o 1 1 ~~ "".8c: .s., ..,E Eo .,"'g) §.., ;;; J:J "' ~ ~ ... ~ ...... ~o> ~ o§~ !?o ...... ,., ~ > -~ ~ o ~ o , o .z a ... s o z o & '

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408

Rt~;>;DIOO~TO CI.J;>;lOO-STA'flSTICO

Df;l- lli. I'ARTO DER:\IOOELTIOO

Leva. Il Hepa.1'to dermoc.elt.ico continuò a fnnzionare presso l'Infermeria Presid1aria di Modena complessivam enle pet· ci,roa. 16 rn&Si, e cioè sino a m età fehbTaio 19'22, quando, in seguHo ad ordine d elll'Autorità Superiore e, d ata la ne<:essità di sgomberare la Caser·ma C~ro Menotti da:H'Inferme.ria occupata, esso venne nuovamente trasferito a Bologna presso quell'Ospedale mil itar·e, rimanendo a Modena solomente gli ammalati venerei del p1·esidio e dei pr~>ssi della provincia. Come d esumesi d&l quadro riassuntivo che precede, rileva:ntissimo è stato i1l movimento di: ammalati, i quali, m eno pochissimi casi, venivano trat.lenuti sempre fino a guarigione completa e dimessi pereiò solo que-ndo era scom parso completamente il pericolo del contagio. Metodi di cm·a ecoellE'nti, assistenza alteruta ed assidua da part.e di tutto id pers0nale accuratamente guidato e SOI'Veg1iato, hanno fatto ot· tenere ri sultati soddisfacen1,issimi, ·con relativa dami:nuzione lllOtevole òel numero delle g-iomat.C' d"m:pedalinazione per ogni infermo. l. -

SIFiLIDE.

Su 188 in.fermi r·ieovt-rati con diagnosi, poi accertata, d'i silfiloma iniziale, furono riswntrati solo 8 sifilornri extragenitali: dei quali in un e-a.<;o •la !oca l izz.azione era a!J'addome, in tre aJ. labbro inferiore, in 4 al ìabbro superiore. Nel soggetto che presentava sifiloma mu1ti!plo all'addome, concomitava identica lesione al pene: e da,U'anamnesi fu potuto ac<"erta.re ila jnooulazione si.m!Ultant>.a. delle ·lesi<mi insort.e contemporaneamente c.irca25 giorn9 dopo ili CQito. I n generale non si ebbe occasione di constatare un d ecQI-so particolarmente grave della infezione, per sintomat.ologia clinica, nei soggetti ron looaJlizzazione primaria luetica extra~enitale: solo in un caso si ebbe, alr:uni mesi dopo di essa, una grave localizut.Zione oculare (neurore!Jinite), malgrado le cure ~otlliziaJ.i intense condott.e appena il mi1lita.re entrò in osservazione, ed il tratt.amrento sufficient.fl al quale il malato si era pai' sottoposto ambulato:riamente al p~ prio Ccwpo. Anche la 'localizzazione retinka cedette &lle oure specifléhe di poi T)rat:~te. Furono osservati n. J67 individui affetti da ma.niifP"<:>t&zioni secondarie sifi!it,iche cutanee dei soliti tipi: siftloderm.i roseolici e roseolioo-papulosi, a.cneiformi, rupiO'idi, ecc. f'd un r...aso dii psoriasi si,ffi.it..ica palmare e piantare. Alcuni pochi casi furono pa;rlicQlarmente interessanti: in un malato si oss'e rvò, a~Ha sua entrata in Infermeri<l , una lesione primaria ai geni,tali di nat.nra indubbiamente luetica per i caratteri e per l'esame m icrosror>ico po~ilh·o per la spi l'ochete. Al tronco od all'addome nota.vasi nna forma eritemaLo·sCiuamosa a chiazze rotond egg;ianti: l'eritema era f)iù accen.Lual.o a.ll~t pf'rifer·ia, ment.re al centro d c'>lle efflor,escenze predominavano falli di lievf' dC'.C:.flll<tmazione gial lastra. La d ermatosi, Lievemente pruriginosa, era ·ini?-iata pochi gio1·ni dopo la comparsa d el siflloma, cominciando con una larga chiazut allu regione pettorale di sinistra, chiazza sri[J;Hila poi dal.le altre in forma eru.ttiYa. P er il docorso ed i f· nrallf'r! rlinic.i lo derm:llol'i era rliM.!no~t.irahile cyuale una semplice

•


RENDICONTO CL!N lCO-STATI!:i'fiCO DEL KE~tARTO DERMOCELTICO

409•

pitiriasi rosea d el Gibert, e non quale sifilodernw. pitiriasi.forme, svecialmente per il tempo troppo breve deoorso d al momento di comparsa della lesione primnria al giorno <iella in.fezlione. Infatti alcuni giorni dopo comparvero fra Je chi.a.zz.e critemato-squa.mose d elle 'l)itir:iasi altri elemenbi semplicemente eritema tosi, piccCI!i e non .prurigrinosi (si filoderma rosoolico) che non sco.rrmarvero oolle frizioni d i pomata solfo-sa:J.ici.Lica, ma reagi rono prontamente alla terapia endovenosa di Novarsenobenzo.lo Altro caso di qualche jnteresse fu quello .di un soldato d eLla c:;l:a.sse 1QOO ~he presentava, alla sua entrata in Infermeria un sifiloderma roseolico-papuloso al trQneo, addome e radice degJii arti {infezione due mesi prima. oon lesione primaria al pene), ed elementi eritemato-papulosi di un co.lor·ito rosso vivo, elRstici, otl!lc;uni sor·montati da vescioolu, localizzati alla regrione dorsale dell e mani, d ei piedi ed alla nuca, dol enti alla. pressione. La forma aveule i caratteri di un comune eritema polimodo era ~n­ sorta, al d ir del paziente, parecchi giot ni dopo !la comlparsa delle efflorescenze .I.uet~che al tronco, preceduta da fatti febbrili (?). Essa non reagì che .scarsamente a1la terapia arsenicale endovenosa ed alle ~niez.ioni mereuriali , risolvendosi poi len tamente senza. lasciare traccia. E' noto· che molti AA. non ammett~no, fra le form e luetiche, un eritema polimorro sifilitico, non r i,tenendolo, una forma. speci fic·a. anr·he quando avvenga di osserv.ar'lo, in ;individui in istato di seco ndarismo (i ); ed jtl nostro oaso per i ca:ratteri non 'PQteva essere riWnuto di natura prettamente luetica. ma forse. ~ndirettamente era ad essa legato. Disgraziatamente non ci fu possibHe praticare una biopsia, che avrebbe forse portato a.rgomer...to più valido in favor·e dell'una o dell'altra tes.i. Un terzo caso• degno di particolare menzione fu dato da un ·robusto giovanotto d i, vent'anni, iQ quale tre mesi prima d 'i venire al,Ja nostra oss€'.rva.zione, aveva contratta infezione luetica. Alla sua entrata in In:fermeria presentava 'POstumi di sifiloma itni:Z'iale al soloo b!l!lanico, grossi gangli Satelliti ingliinalr, .pleiadi \gangliari aille regioni cervricali ed ascellari·, ed alla cute numerose .macchie di e..olorito brunastro. Intenrogato i'l ;paziente rispose che per .caso s'era accorto <la ,p ochi giorni (?) d ella presenz.'l: di esse, che giammai g.U avevano dato un sintomo qualsiasi del·la loro comp.a.rsa. La foMna era costituita d a chia:zze bnmastre, rotontdeggianti qi varia lgra:nd ezza, taluneconfluenti in superfiici più larghe, dissemin111te al tronco, all'ad~ome, alh radice d eg1h .arti ed al callo posteriormente, l'd infrnmezzate da .str.iscie di cute di oolori·to normale. Trattavasi forse d:i un sifilodeMna pi~entario pt•ilfltitivo o secondario ad una eruzione r<lseolica ~ fuggita al pazient'€? Gaucher distiing11e per questa varietà dtu sifilodermi·, che d'ordi.nario si llocal)zzano al collo e nel•le sue immediate vicinanze, due tipi : i ) il s ifiloderÌna pigmentario propriamente d etto che sarebbe secondal'io ad una eruzione roseolica; 2) la leuco-melanode:mria 1)6ri e poet-p~osa che segue ad elem€nti prupu1losi e c.he è oostituita danna depigmentazione residn1ata all'elomento morfologico e da una i.perpigmenta.zione peoriferica. (l ) MORI '<T. -

"Ji'olltt )fPrliNI". 1!l2l , l1 . 3·~.


410

IU. '1 11Jrt);\ 'l'H 1' 1.1 :-; lt'().!'T \TI '>TJCn DEL KEP.IR'fO DERMOOEI.TIOO

Come si vede, il Gaucher .ritiene l'una che l'altra di quc~ste d·ue va,t'ietà seconda1·ie ad elementi di aliro tipo che le p~ettero: ed anche reeenteme nle il Ducre.v (i ) ha rich.iama.l.<> l'attenzione dei dermatologi sui fatti eritemal.<>s i che precederebbero sempre le pigmentazioni, e c.he bene spesso s fu g1gono al paz-ient.e od alla indagine cliuioa. E' d a rioorùare anche il fwt.to ossel 'Vftl.o da Pinkus (2) di un· sifi~loderm.a. pigmentario are01lare esteso a tutto il oorpo, nel quale vide formarsi un piccolo &lone iperemico altorno a ciascuna chiazza do-po una !iniezione endovenosa di Neo; oil fenomeno si .ripetè alla seconda iniezione fatta circa tre settirmllne dopo la prima. Ciò slar~bbe a roMermare l'opinione d·i Ducrey ohe preesist.ano, sia pu•·e ,poco a~.centuati o transitori, falli vascolari di na.tu.ra luelica che reagiscono al trattamento -speciflco da.ndo la ben .nota fenomell(). logia della reazione di Herxheimer; e le ricerc.he d el De Majeff e di aJlctai hanno potuto mettere in evidenza Lesioni profonde dei vasi che appaiono is pessiLi ed ancheoblite rali (Ba:lzCJ·). L'opinione di Gauc~her e Ducrey, già ::::ost.en.uta da EhrmaÌ111, Ba1zer, Haìlopeau, Thibierge e da altri, che ilsifiloderma sia secondario ad alt.ra ma.nifestn.z.ione luetica cutanea, per lo . più roseolica, ò stata anche r·et•.ent.emen t.e contradetta d<lil Majooohi che afferma di avere osservato sviluppa:rni •ii siftloderma pigmental'lio (leu(\Qdenna sifi liti('o) primiti vamente nella maggioranza <lei casi, senzaohe <:'SSO sia stato pr·ecerlulo da efflorescenze roseOtlich e o pa.pu~ose (3). 11'1 tal guisa il concetto di l"ournier che itl si filoder:ma pigm.entario sia primitivo e non secondario verr0bbe a ri{'evere una nuova r.oruferrna. Bisogna. •però tenere presenti tutti quei casi nei quali la man;lfestazioneToseolàca è t&lmente fug.ar:e o ter..uc d a non essere avvertita d.al paz.i e nbo : e. ques ti viene alla vis ita quand'o la manifès tazionP .leucomelanodenniea è già i.nJ?)iata ed in via di nocrescimenlo od è già al periodo di stato_ H Maj()('chi stesso arrnnette poo;sa averosi IUlChe qut:>sta origine, !per quanto in ca..c:.i più rari. Nel nostro malato enl i·nLeres.•:..-wte la qoan:t,ità grande delle chiazze b't•tmastre, di for-ma per lo 'Più r·otondeglgiante, taloM confluenti in chiazze m.~gi or-i , sì da dare ,jn br·uno le <'Al ~atteristiche morfologich e tanto comuni d'P-l ~i.ftlod f' r·ma t·ooPolieo. Fra le chiazze sc0rgevansi striscie d i J1P\Ie rli asr<>tto norm<1IP, cioè non òepig:ment.at.a. Non tr aMavasi ·peroiò di un lt>uc·O<ler·ma propria mente de U.o, per l'as..~ nza di zone <ti cute oon pigment.azione dirn inu.ita o m anc-.ante: nè le ohia.z.ze avevano alla perift>lia flU P.ll'ac.cHmulo di pigm ento ch e caratte l'izza •i l€1ucodermi , oosl· da. farE> r·itE'nE>re più appropriat-a pe1· rpreste formP la d<efi nizione di " Jeur·omell.anoo er~mi "· Le m ll:ll.'.('.hie di sifìlo.dr rma Pi1Xln P.nt.a.r:io oopi.avwno la forma di nn vero s i·fì lodPrma I'OSPol ic·o: t>r·a q n !"Sto preesistil.o? L'ìnfet~mo te ,lo h a nP!!n.t.o; m a non po~~iamo tuLIK~v i a eS<';luder·e eh e inizia·ìm.ente (1) Dt'r ln:r . -

l i• P. i nn iotl.<' <lt>llll :-;0(', I tn l. cllllf'l'IU. l' 8ilf. - JJol{)flllfl, 1.920. J,n I'C' II ' ione t/i H rw.rl1r.imrr ndln .•i.JIIidr. ~Folla Me<Ji-

(2) ::\JMl'l'l\'0.-rl 1.. r-m•, A nn. lfl l!l.

(3l Jhc:\Ofl. - C!)n/ri/, . ('lil• ir·o Staf. •ull rJw()l /t' I'JIICI xijl lìtir·o <·fl nlc mri cnM ifi IP.Ye,q,qatl l i eli r.<,qo. cc r ;in mn le Ttnlin no <l c•lh· mal. w•n. (' d(> l!:• tl('llc> ll . fnsc-. 2<>. l !l~. Mn<Hto. r:rm t ri/1. C li11 . ,t:l/al ..~<ul lr' llf'Odt•rma. Rif/lilir' o 111'/ F1'i11H. « GlorllfllP l t:llhcnv tl c•!l(' 111 !1 1. \'PII. (' olc•ll:1 p<'l h• " · fa~·. ~" . 1!l:!-.:!.

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RENDICO:'\'l'O CLUil()().;;T.\TISTIOO tlt:L ltf: P.\IITO DER:\IOCU.'t'lCO

4 11

esoo siasi vèl.'iificalo. Meno probabile ci sembrava l'ipoteSli che il si.fil: pig1fll.rentario fosse iJwec.e .i.nsol'lo pnimitivamente. Sono sta.te descritte osservazioni di macchie consecutive ad altre eruziom, sopratutto a sifilodermi J}apulosi o papulo-crostosi; ma .allora, secondo Majocchi, la fol'ma. " ooll.SiisLe in macchie irsol.ate .rotonde o lenticola.ri dis.semin.a.te che cdlp~cono ora le une ed ora le aUre regioni del collo e talvolta fr.rurnanezzo a queste ma non su queste, e che .non l})resentano mrui ·la configurazione lentiool&re propria della sifilide pigmentari·a ". (Murero -l. c.) . S'iarn<' dunque, per :il nostro ooso, ben lonta!li eia queste for·me, sia per la localizz-azione che per l'aspetto complessivo, che lo fanno de- . finire << un sifUoderma pigmel11f.ario vero iJn forma dti macchie (Hardy e Four.nier) nella rar·a evenienza <l'una. larga .ctissernJina.zione .8!1 collo, tronco, addome e ·t~adice degli arti ". Non possiamo affermare se fosse primitivo o secondario, ts-sendoci maneala f<>-..."S<'rvazione òei •primissimi stati di insorgenza. La terapia endovenosa (5 Novarsenobenzolo Bi.llon ().i5 .... 0.75). mista alle comuni imiezioni mercuriati (iO CaJlom .) portò 'ad una pr.ogressiva. a.ttenua1iione d ella tonalità brunastra del'le macchie, od alla oro ev.a:nesoenza, tanto che wlla. fioodeUa cura il paziente rron ne pn~c;;entava quasi più tra·oeia. l<'atti ool1.5imiUi di reazion~ al trattamento furono ni.feriti da De Fissau e da. Bagnoli. O. c.). Ai noski malati non è marncato il sussidio ditagn.ostico deHa R eazivne d i W assermann, sul siero deL sangue. Gli esrumi furono tutti pra.ticat.i nel Laboratorio del~.a R . Cli.nica dermosii{blopatica di Modena. Il metodo ivi a.dottat.o è que'lllo origi.nale di Wasserman, usand o come antigeno e.<>ll·atto alcoolico di feg.ato si-filitico opportu.n&n~nte d'OSato , e nel sistema emoliti-co globuli rossi, di bue .più stahi·li e .più faci•li ad aversi di ·q ueJIIi di montone. La Wassermann fu prabicata non solo i·n individu!i IiCOVEH~ctt.i in Infermerìa J}er altr-e foniie e sospetti d'i lue specri·a lmente per sintomato.logia Jinfogla-ndola.re, ma anche in pazienti ohe entrati quali sospetti d~ forme luf)Uiche primarie (spesso si vide trattarsi di ukeri miste) (1) non ebbero in seguito ed a breve ~d enza sintomj tali da permettere oon assoluta sicur ezza di porre la di~nosi di sifì·Hde. In C'fnesti malati al 35°-45° giorno aLl'in~irca da.l momento del contagio si praticò l:a Wassenna;nn .pet: potere, nf'llila evenienza <ii un esame 'PQSiiivo, iniziare la ·cUl'a weooee senza. attendere i fenomeni del secondatiGmo. E' noto che alcu no tentò la Wassermann sulla sierosità che si 1)UÒ ottenere d8Jl~a le-. ·sione sospetta oolla aspirazione a m ezzo di adatta. oop.pelta. Fu fa.tto però notare che il siero che geme dalla .}~ione l)en diffici.lmente si presenta. Hbet'O da comuni germi, e che la. presenza. d.i questi può irndnTre ta:li mo·difica7.ioni nel sier-o in ooame d'a ren<ler-e i~ risultato del la Wassermann

(l) Dana t-~tntìstics non ri-sulta Il mmwro -C'()Il),ple>!SiYo di uleeri mi,-..t.e o&."*'rvate, f!soondo stat.e ~lenca~ ns.<:iA.ml.e a1 aifllomi: JX\1' ~·sse J)()R.<:inmn Ili t·(' (YIF.'titui~t~l Cìt'C-:1 il 3Cl % d'e l nuroero toblle di q1H!~i. ' ·

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412

posit!va .anche in assenza di infezione luelica. La prova è .perciò infida e non fu da noi adottata.. Le sierod iagnosi complessivamente praticate sommarono a 135.

T erapia della lue. - Quasi tulti i miLitari ricoverati per .i nfezione luetira furono soltoposLi a Lrattame.nto misto : c.i oè alla cu·ra m ediante ambedue i preparati specifici, i•l mercurio e l'a.rseruico. I sifili.tici avuti com ples~ivam ente in o::;.-;orvaz:ione sommano a 515, dei qua.l~, come già. si diS-'-f', i~~ con s ifiloma in iziale in atto, e 325 con manifestaziooi luetiche di tipo secorndaJ·io (sifiloò ermi , pla.c.che !Tillt<'.ooe, e<>..c.); più due oon forme terziarie nervose. Si ebbe cura, prima di iniziare il trattam~nto,. di proced ere in ogn i indiviòuo a.d un esame gen~rale degl!Ì o]'1gani i,n terni toraco-addomi.nali, ad un esame rlei!le urine, d ei mezzi visivi e d ella r etina ond e arcerlars:i ch e mtlla c.ontroindi<'a.'Pt' l a terapia endovenosa. E' noto da.l~e Thumerosis"ime pubhhoazioni eom.parse in questi ult.imi ann.i e rlai! la pratir a corrt?nte r·he i.1 numero delle le.<>ioni orga.nif'he che rontroindieano la terapia endovenos.'t med!iante gli arsenooonzobi s i è andato molto reslt'i ngend o, C(}ISi<'..Chè modernamente non la. &i usa in m alati vecchi , in cachcWci, d eperiti . nei car.diaci 3n istato di sro.mnenso,' nell e si•fìlidi nervose e pa,r asifi llidi all'ultimo s tadio; negll>i emofilici, nt>i soggetti colpit.J prima ch e avesse1·o contratta la i·nfezione luetica da lesioni d ell'orecchio interno o che non avessero il fondo ocula re in stato di assoluta i'ntegrilà; infine in coloro che presentino idàonsincrasia per l'arsenico. In pratka però si è visto che anche per queste forme non è:> wn:troindic'at.Q 1'1159 prudente d e~li arsenobenzoli , quando esse stBsse siano dip.,nderJ!ti dRl la infe?,ion e Iuet.ica: ed in numerosi casi , ad es. di a ffezioni d egenerative del sistema. nervoso (tabe, p<tralisi progTessiva). <ili stati cachettic.i d erivanl!i d a lla lue, di lesioni va.1volari cardiache (in assenza di,lesion.i miocat'diche), di lesioni vascola.ri , .renati, ecc., si PQterono c.onstatare real i benefic.i coll'uso prudente di questi' PJ'eparati. TI nzyva.rsenobenz<~1 o w:.ato fu rlli tre d ifferenti ma.r.c.he: il NeosaJvArsan orig•inale d•i M<>istPr Lucin~ , il NovaJ-senobenwlo Bi.llon . ed B Neoj ac{)l1 d 6ll'Jstit11l0 SieroiPt·aoico MilRnese. Di qu esl' u.Uimo ci furono for.Ri te so1o n. 'JOO fiale. :P<'II' esp e.dmentb: H r est.o delile in·i:eziorui fu fatto pP.r un t erzo ci rc·a col prodotto fnm<'ese e per du e teni con quello OJ·iginale !Prlt'c:r·o. Pos~iamo nrl'mf'ltere che ne.r CJ!lanto .riguard a Ja emc.aoia terapeutica, a pari tà di dose, H p rodotto italiano non si òimostrò p er nulla ri nfet·iore a 'lll~llo ot'igin:tle ted~o e superiore , come questo. 11 quello fl·a nr·f>"-f' espl ic.anflo un a met·avigl i<>"-a effic.Mi.a su tutt.e le manifP!'tazioni .<:.i fì liLicl1e. Nn oltirna loll eranza rla pn.d.e dei m alati. Il m f'lndo rin noi usalo pf',t pror.edE>re alla iniffionf' end ovenosa f·u qnfìllo rl E>l RnYaut, sr iMiiendo il Neo in alcuni· rmc. di liquido (aequa d1sl.illala slt:rilizz.a.l.a). Non abbiamo riLenuto OP'rortuno lidu·rre troppo la qmmf.il:\ rl el .menslm o. ch e rl a .:tlcnni, snguendo il Ravaut stesso, fu p.orl.at.a. a !'dli du e eme.. di liquirlo 1)!"'1" una d ~ a.nc.he forte (r.gr. 00 di Nrol; anzi abhi111 mo sPmprr pmcnrat.() òi numf'nt."\re il num ero dei eme .


IU..SDlOO:-iTO CLl~lOO.S'TATI STIGO DI:.L REl'ARTO D!:RMOCEl .T l(.'O

4 ll

<ii . acqua onde evit.a.re, per qu.a.nt.o fosse poss.ibile, una troppo rapida immissione del mediccvm-ento nella vena e con ciò una deUe cause della cosi:dett.a crisi nitritoicte. In media furono usatri 12-15 eme. d iL acqu.a per ogn.i iniez-ione . IL numero d elle iniezàoni pratit:ale acl og11i malato fu varial.J:iJe a seconda de!Je esigenze ciel c.aso clinico, della rapidità di scomparsa d elle lesiorui oonf45iose, della tdHeranza individua le e di d ati sper"imentali , d ei qu-ali ·P.iù innan2i sarà. faLLo cenno. ln media a molti maiali fu.rono fatte tre iniezionri, fino ad arrivare a .cinque-sei in casi n ei quali il bisogno del malato esi'geva la'e dose lcr<lpeut.it a rornples;:;i \'ét. Si iniziò i! teattamento con dosi piccole (15-30 cgr.),aumtmtando progrE:ssivRmenle i.a dose nelle iniezioi1Ji sucr~ssi ve fino a quella eli 60 cigr·. chè non venne quasi méi!Ì sorpassata. Le iniezioni furono tin m edia praticate ad otto giorni di disLanz<L -l'una d all'altra. 1 malati nel giom{; d ella in ipzione, che veniva p1·alicala al mattino, fu rono tenuti a dti giuno fino al po-m,e r iggio, pemtetlcndo solo sul tardi l'assunz~one di qualche alimento di facile digestione. Le iniPzioni furouo in genemle ben1i:"$imo. sop port.ale: solo in poc.hi maiaLi aver1Li una SO\Tabbondante sÌintom.a.tologia dmica specifica si osservò alla wima in iez :.one, <:~nwmiLcuile alla reaz·iQne di Herxeime r , un r·ialzo termi.co va.ria.bilc dai 37. ,5 ai 3~ 0 • d el Lutto transitorio. Nella maggior ua.lie dei malati invéce, nei quali si ebbe Cl ii'U di iniziare il traUamenlo con preparat-i mf'rc!uria·ti, si polc.t·ono quasi semr pre evi !.are quesle reazioni febbrili. Non si osser·varono mai l'&tzioni flogi stich e venose (flebiti ), neppure usando il trattamento endoYenoso. misto n eosalvarsanico-mereuriale, di cui fra p oco diremo . Oirca la alt.ivil.à esplicaLa ~ai novarsenobenzoli s ulle manifesl.a.zioni sifili.t iche fu quel.! a costantemente provata da rhiu nque us i questi preparati nella terapia della s ifilidE> e non slal'€'lllo a nipelere oiò -ch e universallmente è ·noto. Ri cordf)remo soltanto che i•l Neojacol dell'I. S. M. non ci è sembmto per nul.la ·inferi.ot>e al pr·epa1·ato tedesco, e superiore rer effetti eu rativi a cruello franc ese, come potPmmo si n cerarci in molli <:.asi, specialmente dii lesion.i paJl)ulose local izzate. La soluzione di Neojacol avviene piuttosto lentam ente in confronto di quella. d egl i altri preparati or ora ·.aecennahi: ciò tuttavia non è un inconveniente tale da ·dovere tenerne cont.o nella ,pratica. Il numer-o dei pazienti sottoposti a trattamento endovenoso fu com · plessi.vamente di 5i0 .per LLn num(:)l'O tot.al e di 1370 :iniezioni. Come già si disse, di quesbi malati 188 presentavano s ifiloma iniziale in atto, 320 ,erano a!Jo s~ato {li infez.ione luetica seeondaria, due p1·esentavan.o lesioni norvwe (fatUi a carico dell'uditi'VO e d el facciale .Ìin un caso, e nel. l'altro una paraplegia spinal e spastica; nel .p rimo fJ trattamento nM raggiu-nse lo scopo di guar.ire l'infermo d alle gravi lesioni che prc-..sentava; H secondo invece, sottoposto a tre periodi .di iniezioni endovenose, ebbe un prctgresstivo e notevolissimo miglioranlliento con vi:presa 1parziale -del poter·e di d eambulazione d.npprima del 'tutto abolito). Pe1· 121 luetici pnimari e 220 secondari. (oon man!festazion~ in atto ·o latenti) il ltaltamento anlilueiko misto fu c.osì condotto : S.i cominciò ~dapprima con un .paio di inie2lioni di C'A.lomelano (0.05 la prima, O.iO

..


414

la seco11d<tJ; iudli iniezaoai ~! ltdovenose ad ol.Lo g.iorni ùi d>isléLIIZ.'l l'una dall 'allira, in!Rrralandole eolie iniezior~i me!'curiaU (calomel. 0 .05 d terzo o qua.1·lo giorno) . Il trattamento così condott.o potrà a t,aluno'J)a.rere Lroppo debilitante per l'organismo e non scevro di per:it·oli per gli emunt.ori (l't.' ne, fegato, ·intestino) . Orbene i11 nessuno d ei noski pazienta avHmmo mai ad osservar e un fatto quaJ::.ias.i r·he ci a1J1dicasse la .presenza eli fPnomeui 1ossi<-,i a,nclle appena evid ent i. Di più, cosi proced endo abbianno ;p ot.uto ev'iLétre> in rnod!O •USSO'l uto lè\ stnmlatit i mercuriali che ognun sa quanto siano frequent-i n ella somm~nistll'azio•ne d i solo jdr argi Jio. Il fatto, come è noto, è 1inti.mannente lega1.o .ad una azione del Neo Sll ll e assoc i<J.Zioni bat.l,e 1·iche (fuso-spiri Ilari ) oral1i, alle qual.i sono per buona par:te dovut.i i fenomeni .infiammatori orati. Il nùmer o d elle il1liezi(mi di Neo in questi malati fu , per- lo più, di tre e sol o in pochissimi si OOI'})&.c:.sò questa cifra. In ta.luni pe.r l'MfeLLo curativo partic.olarmenLe pronto e per la rapidiss:.ma scomparsa del le manifestazioni cont.agiose rhe r e ndevano mmilitare dimissibiij,, dal la I nfermeria {daNa quale ven·iva, invia.Lo al Corpo con indic,azion i per il lpt·oseguimento del'lacur a) , i l numero d e-lle iniezioni fu anche minore. I n al t.r·i i67 lueLici, dei quati 67 affetti da sifiloma. i ni.ziale, e i a:est..anti in isLato di secondari&J110 latente o oon manifestazioni in atto, fu applic.ato il metodo ot.timo d ella cura combinata n eosalvarsa.nica-mercu,riale seoondo L inser. La tecrnica di quesLo Autore consiste essen:zlialmervte nell'unwe nella stessa siringa della iniezione el1idovenosa. il Neosalvarsa.n con pi<;.CO.le d osi dÌ subhmato con-osivo. Si usa una soluzione d 'i subl~­ rhalio all' i '}[, fatta senza l'a.ggiunta dii cloruro sodtico e ,p reparata i.n fia let le da. i eme. chi·use aUa lampada. Fatta. la sOJLu:z.ione di Neo (in questo met.odo abbiamo sempre usato il .preparato otigiùale di M. Luci.us), Bella soNt..a quan~ilà di acqua disLtllata sterile, si aspi.ra in ei>Sa 'La soluzione d i sublimato nella. proporzione di 1 eme. (soltrz.. all'i%) per la dose di 0,30 Neo; cc. i e 112 J)er quella di 415 egr.; e di due e me . p er 'la dose di 00 egr. di Neo. M escolando con sublimato si ha nella solu.zjone gialla del · prepru·ato arsenicalt> la fortmiazione dii una nube di tintorbid am ento, dapprima bianca s~ra e poi r<.WÌDtUTlente bt'U'TICHH:l'asLra c.he .rende op.aco il liquido. Vari aulor.i (Egyedi, Biilow, RoLilman.n ed altri) hanno st.udiat.a la comp<J6izione cJ1imie.a d:i questo prec.i!pit.at.o, che m.icroSCOJ>i<eamenle si <lfimostra co:;t.it.uito <la particelle ulbra. mncroscop iche; han~10 trovato che è cosliLu it.o da mercurio m etallico allo Stato colloida le e da una c.ombin.azione di metc.uri o e Neo, nE:'i'l:a. quale J'Hg enrtra n elle pToporz<ioni dal 60 al 00-97 %. I nfine, secondo •l e ricerche .più rect»nti di Btnz e Banr s i formerebbero non uno solo ma pél!Tecchi prod oLili d'i re<tzione,tuLti però in quanLità mi.111ima e tale d a non aumentar e l u lo!:'sici Ut dr l prodotto i nieL!.al;o. Gli ooperim enti s ull'animale hanno p oi dimostrato <:he a nche g J'U JH.li quant.i tà <lri questo composto .non sono d annose, po:d1è non si h a una ossidazione qu<.ùc Cjnella che si vel"lifica l<1S6ando, ad es., ver lung-o Le:rnpo il N eosa.lval'!:'<Ul al'l'aria. L'aumen to del potere t(~rape.utiro di quesLo rr.ì:-.ouglio i.n. confronto a quello df'l semplice Neosalvrursan Séu·ebbe for,e dOVlJto ad ·una comiposizione chimic.a ancora poco ~_;onosciu ta i n cui verrebbe a trovarsi Ìll

.~


41.) .

Neo-sublim.ato ad una azione risol utiva legaLa. allo s l<J.to coiJ()idale de.l mercurio al momenLo dell'ildeziolle. Uno di noi (i ) anzi condusse esperimenti su va'l'i malu.ti st.udiandone la forma leucoci,i,ariu. prirma e d opo la iniezione mista di Neo-SubumaLo, e kovò un aumenLo notevohs.simo dei globu li bian<'hi ( spe~ialrm.·nle leucoci·ti polinucleari ) a poctw ore di di-stanza dal momento della iniezione-, e •in numero mollo su1periore a quello trovato da a ltri, ('he, esegu iro no l'iniezione di puro Neo. (DORN: Archiv. f. Derm. ii. Syph .. , 1912; P AS JNI : ((GiornalE- lla:liano delle mala.LLie vener·ee e dellla .pellt<», 1920: 11 Neoia.col n ellae.ul'a d ella sifi lide; ed altri ). • L'aum.:nto in cin;olo dei leucocit.i poJinudear'i e dei lo.to fer·menti porta con sè un aumento del potere r:isolutivo sugli irufiltraLi specifici; e ciò, del resto, era già stato ot.Lenuto sia coJ,Ja. semplice sier·o-terapia (irbi.ezioni di siero di r.a.ne, agnello, capra, cavallo, bue, coniglio, ecc., praticato da 'fommasolri, Richet., Fournier, Foulard, Kollmann, Mazza, ecc., che colla. proteinoter.apia TrerotoJ,j (2), e con. meta.! li colloid ali (v. Notthaft). Il mercurio collnidale che è presente nella. soluz;ione aJ momen to della iniezione god.rebbe Lli una. d oppia azione e cioè u·na LI~ carattere che diremo aspecifko dovuta .allo st.ato oolloidale del mercurio, ed u rr.a specifioa del m ercu1·io sLesso c.ontro la ·i·nie2lione luetica; e non è chi non veda i1 vantaggio tera.peu.tioo che si può avere introducendo questo medirament.o per via endovenosa in tl'na oorta quanti·t à specialmente i•n ·Juet.icri rBcen.Li o meglio ancora in periodo primario quando la sifìliode è tuttora u-n.a semplice spi1"illooi e •l a spirochete non è -a.ncol'-a fi ssata nei tessuti. Furono, come già si <lr cennò, cur-ali r·on quest.o metod o N. 167 luet.ic.i per 1111 numero <'Ompl~'ssivl) di 539 iniezioni endovenose: Di essi 67 avevano sifi loma 'Ìniziale. Dei tOO rest.ant•i 35 non pr·esent..a.vano fenorrumi di s ifilide ser,ondal'ia in atto: affetti dal la mal·atl.ia in media d a pochi mesi fino ad uno-due anni, non presen.tavano manif(35La.zioni esterne cuta.nee o mucose, nè sintomi di IPsioni nervoso o vis(',eral i. Le iniezioni miste fnrono praticate 1in questi .individ ui al.lo scopo di mr~glio sinrerarsi della innoouiUt. de.l tl'att&mlenLo e rli vedere ·le· vari~zion4 che la WassermaniJl opotesse Sllbire pet effetto nella rura. Dei rimanenti 65 infermi, 20 presentil.vano sitìJoma imziale ai genilali e sifilodel"lTTa in atto, 8 solo fenomeni di secondarismo cutaneo ( ~'fi l odermi rooeoliei, pa.pulosi, acneiformi, ps.oriasi pa:lmare e plantc'tre sif\l<itica); uno presontava lesioni reliniche (neuro-reti.nite secondaria); un secondo faf.ti di endoa.rteri1e cerebrale; un altro e!1atite secondaria luetka con ittero. Infine 33 er ano affetti da plac~h e mucose la.bi.a•l i ed orru]j, o da lesioni :papulosr:> lcondiJiomi vA.gel.tlil·i) alla regione anale e perit~nale. I risultati terapeubici furono , in ogni oaso, superiori a quell.i che si hanno col trat.tamento mediante sPmplice Neo. Spes..<;o c'è avvenuto di c(

(l) M ont KI. -

La curn della sifilicle COit Jo:ei)S.-sa.bl. «Polia Medica>>, 1922. - (ln-

roroo di .stampa). (2) o B oi!. Soc. :Med. tU Modena "• 1921.


416

~'iDlOO~'I'O OLI~lCO-S'ìATlSTlC.'O

DEl. llU'.\RTO DEKMOOELTIOO

08Servare sifìlol111i. giganti genit.a.l'i ed extra-genitali ridursi per ampiezr.a ad una buona mP-là g ià dopo Ila prima. infezione, e ·non pochi aventi i comuni cat·atteri di.nJici guat,ire già dopo .di essa. Le ma.rrifestaz.ioni seoond<uie cutanee (si·filodermlli) han no put·e reag>i.to in modo straoroinariamenLe r&IJÌ.dO alle iniez,ioni con scarsa frequenza delle oosidette rea· zioni .d1 Herxhe.i mer. Ma doYe l'effkacia del meLodo uppat·\·e veram~nte meravigliosa fu in soggetti affellii <la placche luetiche oral·i nelle loro comuni varietà, ed anali (condilomi veget,anti). Come -;tdJ a~t.ri' (1) è già avven.uto di nok<tre, rapidissima fu in !genera le la sconfparsa delle lesioni papulose d et cav·o orale; ed anche di condi'lomi anali i l t brevis.:; im~ giomi si ebbe òiminuzione d ella essud azione ed apt:>iattimento prog ress.ivo .con. soomparsa in un tempo molLo più breve ci i quello d 'ot·dinario ampi egato sotto l'azione d el comuta~'> Lratt.am ento Neosalvarsanico. L'azione s ul·la vVassermann, che secondo r-icerche di altri chi! praticarono questo m eto.do sat·ebbe p i u i Lesto i nl-ensa, fu d a noi p oi nta. si u' di are solame11Le in :30 lu(lt.ici secondari, nei quali la. Wassennann prima d ella iniezione era .positi va. Orbene, in 18 di essi alla fin e d el lratt.ar m ent.o (3 gr. in m edia di Neo -combinato ool sublimat.o) la.W assermann era di ven uta negativa. B isogna p erò noLare che per quasi Lutlii i pa.zient.i mancò un p ct<iodo di osservazione sufficiente per poter giudic •tr ~ doll'etTetto d eJ'la cura. E ' noto che durante il trattamento e sotto l'azione della s tessa cura nel siero di sangue abbondano anlicorpi o sostanze &pecifi<' ho JWOdotlesi dalla distruzione de1la spirochete pallida e d et s uoi pr·odol.li patologici (P asini); e ciò si ha specialmente durante la cura <:on Novarsenobenzolo c he tanto attivi si dimostrano contro l'agente d ella infezione luetica. Ness·una merav.igJ,ia dunque se entro u.n certo per.iodo di tempo, in ogni caso in.fer'ljore ai tre mesi, la W assermann per taluni malati s ia reslat.a. anc.ora positiva, avend osi la trasformazione negativa molto lentamente ed in un ·J)efli<>.<:lo di giorni spesso più lungo. Il metodo .di Linser, -come già si disse, fu ui'ato COTh molto successo d a numer-osi aulot'i ted eschi, s pecialmente da Bruns, Brpck e Becker , Zieler , Zirn , Holzhai.iser, Gutmann, Bu•low e Schmidt, Hagitte, ed aJii.ri. Si tentò rtu. tulcuni di rnodificat'lo unendo il Neosalval'3a:l1•con -a.ltri composti mercu ria.li: così l'Herbock (D. m. W. 1920/48) ha esperimentatA> iniezioni miste con. É'mbari,na; Bmck e Becker (M. m . W. 1920131) e Schmalz (D. m . w. 1921/25) il Novasurolo. H Novasurolo, che è un oom.p osto doppi o di ossim~rCtllr:iciiOt'o- fe nossila.cetato di sod~o ed etilma.lonilurea, ha •la propriet à di produrre scarso in.torbidamento nella soluzione di Neo, rosicchè si viene quasi ad elimina re uno degli inconv&nienti della 4niezione ·d i Linser , cioè l'opacità del liquido che esi ge u na. padronanza assoluta dj tecnica. nelle iniezioni endov.enose per non recare d anno e doloraiYi li tà al paziPnte s pandendo il liquido fuori del vaso senguign.o. Anc.he il Novas urolo sa rebbe stalo perfet.ta.mente tollerato

(l) N<~Rr>HLJ -

« Gioru.'lle It.al. delle 11Ul i. ven. e della pelle~>, 1921..


411

KEXDICOX'fO CLI:"JCO-IiTA'fl liTlCO lll:L llEl'AIITO Dt~ IO{(lCELTICO

ooi pazienti, senza a'lcun in.~onveniente esercHando una r<i!pidissirna influenza sulle manifest.az·ioni specifiche. · Recentemente l'Oelze (M. m. W. 1921/9) ha condotto vat~ie ricet'Cht: .&lo scopo di ritrovat·e un preparato mereuriale che godes-se ·delle proprietà d:i essere ·molto attivo e, mescolato al Neosalvarsan, non cam - biasse di stato c himico che in grado mi.nimo al p ossibile, Lasciando la soluzione limpida del suo soliL<> oolor-ito gia.llo-pagL;erino, e pennellesse a -chiunque di praticare f.acilmen.te l'iii1 ie21ione endoYenosa senza l'rinoonveniente dell'opacarnent,o del liquido. Unitamente al Boedeeker ha esperimentato un nnovo <'Orrnposto, sa le potassito di un nuc-l-eo mel'~ uriùss.i ­ benzoico oontenente c.il·~a il 4.6 % di Hlg, al qurule ha dato iJ nome di CyarsaL Il nuovo composto fu esperimentato an.zituLLo e r·on buoni t'isultat.i per vioa endomuscolaro. Unit-o al Neosalvarsao non dà intorbidamcnto della soluzione, che n}Sla del tutto a~m!pida e come ta.le facilmente it11iet~abile. Quale dose wmples;;iYa di Neo per un pe.l'iodo di cma I'Oelze basandosi anche sui lavori di Zirne (M. m. W., 1920/35) e eli W eigeld t (D. m. W., 1920/43) consiglia di raggiungere La dose di 6 g. più 25 egr. di Hg. sotto forma di Cyarsal, pmticando in media due ini e7,ioni aHa seLt imana. di cgl'. 45 di Neo piit due oc. di Cyars::tl ogn nna. A 14 dei nostri pazienti abbiamo pralic.nlo quest.o melodo di cu ra; iniziando al solito oon d® minori del la 45 ('gr., affine di saggiru·e la tolleranza individuale a.1 medicamento e ragghmgendo <in media la quantit-à di Neo di gr. 2.50-3. La sparizione rapidissima del'le manifesLazioni per vari pazienti, oome già si d isse, ha esCJluso un allungamento del periorlo di degenza. Abbiamo riunito nel seguente speç,chietto i risultati '()oUe nootre esperienze: 00110 T. -

Go. Dc-.

Data

Siflloma. del pre-rou7.iO-Wa l'S. f.mtem<>n te J)o!>ltiv{J. !LX 7-X 12-X 17-X 21-X 26-~

NN> C{; l".

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·15

Cyars.

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-!5

2

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2

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2

..

lli8ultoti. - Rapida S<'Ompnrsa della l~sione iniziai~. !Al WAsserm.ann prnti<'nt.a dopo la <:urn ba avnto ancora esito positivo.

Oa.vo 2. - So. Au. - Sifiloma ùel ft~D\!I<>-Wa!>Sèrmall1n uegativa. 3.X 7-X 12-X 17-X ~-X 26-X Data Neo egr. ~o 45 45 45 45 45 Cyars. cc. l li 2 2 2 :!

Risultati. -

Sl.flloma regredlto alla seconda i.uiezlone. IAl Was~. pratlcnta

-dopo la eura ha avuto f'lSito negativo. oa .~o 3.

- Ga. Gi. -

Data Neo egr. ('~·nrs. cc.

Sifiloma f.agedenico del solco e del glande. 3-X 7-X 12-X 17-X al-X 26-X 30

45 _

l

1t

45

2

45

45

45

2

2

2

Risultati. - R.a.pldlssima modificazione del carattlerl del $tllloma e pronta -gua:rlgione. Wass. negativa. 28 - Giornal~ m ?Mdiclna n~ilUarc. -

FR.'IB. IX.


418

III:"OI< 't);\"Tfl ù i.l."lCO••~ fA'l'l:-'! l l'O IJE). H~: t· \tiTO Ot:R~LOOl:J.'l'ICO

Gaso 4. - 1);1. .\L'L - ~ifiloll.l$1. f:tgé<lrmi.t..'O <lt>J. gtwde che è in parte distrutto; il paziente ha l!'ià nntto tre ini<>r.loni endoveno!:'e di Noo, le quaJi hanno portato mlgl!ornmento qua::>l nullo nE>lle conùlzioni della pnr~ llllnùtta. Il soggetto è anem~co .

e deperlt~. Wa1<SI. fortemen~ ')Jos.itivn. DJt t a 3.X 7-X ?\(~O l'l!: l'

Cpt-s. cc.

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17-X -!il 2

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26-X

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2

2

lti.~ullrtli. Miglioramento rapido della lesione inizinle al glande; S<.'OID!Pilrsa del f:tgt.'tleni$1IDO delln fot·mll e .tntsfot11nnzi<me h• o'('tm.plice .p iaga quasi chlu$8 alla lìne llrlla Sèrie clelle lnit'zionl.

Cas•, :"i. -Si. Gtt. D:ll n :\leo egr. Cy:n~. cc.

Slfilomit lnlz.lalc del prepu;r,io. Wn~nn.ttmt posttiva fort.e. 7-X 12-X 17-X 21.-X 26-X 30 45 45 45 ·45 45

I!.X

l

l~

2

2

2

2

Ri.s1dlrtti. - Hn plda swmparsu delln lesione h1lzlale. !Al Wasft. ri~tnta dox» la cura ha avuto ~lto nega tivo. Casu O. -

Ar. Gi. -

SWioma in.izinle•òel J)repuz!o. Wassermaam positiva forte

Data

3.X

7-X

12-X

17-X

Zl·X

26-X.

Neo egr.

:30 l

45

45 2

45 2

45

45

Cyars. c.-c. Risultati. gativa.

Oaso i . torte.

l~

2

.,

Guarigione tlel slftloma al:la seconda inlezlone-Wa!;OOI'IWlnn ne-

Che. Gu. -

Sltlloma iniziale del prepuzio. Wa~rlliiUJn x»sttiv&

Data. Neo egr.

a.x

7-';\ -15

12-X

26-X

45

17-X 45

:n-x

30

45

Cyur.s. cc.

l

H

2

2

2

·Jii 2

Risultati·. -

Sifiloma chiuso alla prima .Ln.iezlone. Alla fine della cura Was.

senmann nega ti va. Oaso S. -M. A. Datn Neo egr.

Crars. cc. ltisulta.li. -

Sifiloma iniziale òel prepuzio; Wa.ss. Positiva. 3.X 7-X 12-X 17-X 21.-X

ao l

-m

l~

45

-t5

45

2

2

2

Sifiloma .;Arito <lopo In prima iniezione. La Wass. ripetuta doi»

la fine della CU.Irti è riul\Oeita negatlva. Gaso !l. - - l\fa. SR. - Si.filoma iniziale del prepuzio. Wnss. negativa. 17-X 3-X 7-X 12-X :n-x 26-X Data Nt") egr. 30 45 -IG 45 45 45

Cyat-s. cc.

l

l~

2

2

2

2

Ri.~ultn.ti. Rnpida ri~lu:6ione del fimosi s itfililtico e dei gangli sab!JIItl lnguluali. Wnss. n<•!ffiti'l"a.

:!\In. Le - S!llJi,Je S(>COntl:uiD. lat('J1h~. ,~·ass. positiva. Data 3-X 7-X 1:!-X 17-X 21.-X 26-X Nt!O <-gt·. 30 ·15 45 45 45 45 2 2 2 Cynrli. ec. l là 2

Ca110 Hl. -


Rf.XIlJCIJ:"TO Cl lX ll'O-l:>"f.\TJ STJ(.'() 0~:1 . IC~: J'. \HJ'O Ut:JOJ()CI~ LTICO

41 9

Rist~ltah. )ligHoraruento ('vidrnte ll!!lle condi~loni generali. La W11ss. ripetuta alla ti ne della eu ra è .-iu!'Cit.a uru.>orn positiva.

Caso ll. -

C-o. al. -

Slfìioma {lei prepuzio.

Data

3-X

7-X

12-X

Noo egr.

3H

.j:)

-ti;

l

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Cyar~.

cc.

..

17-X 45

:!L-X

26-X

J5

~

~

-15 2

Risultati. - llil]J idi::::sima guarigione del sUl.l omn lnieiale. P.ratlcat.a la Wass. dopo la cura, è rJuscita negativa. Oaso . l2.- Vu. C:io. - Sifilooenmn roscoli<.'<>-Pilr•uloso. Placche om.u. !);lUI . 3.X 7-X 12-X 17-X 21-X 26-X Noo egr. 30 45 -l:J 45 45 45 Cyars. cc. l l ! 2 2 2 2

.

Ri11urtati. - Le manHestnzioni' orali sono scomp6rse alla pt1ma tnl.ezlone; ll sitllod('rmn dopo la seconda. La Wa.ss. ripetuta alla fine della cura è rill8c1ta AD<.'Ora posit h'a. OasfJ 13. - Tra. Lui. - Sifilide se<.'Onùarire. Placche orali. Data 3-X 7-X lZ.X 11-x ~-x .ji) -15 30 45 -15 Neo egr.

Cyars. cc.

1

q

2

2

2

26--X

40 2

Ri.~ultati.. Le manifest.a?Joni orali sono scom~1.rse alla set"'nda iniezione. La Wasscrmaon prnticnta alla fine della cura è riuscita ancora positiva.

Oaso H

-

Plil. l<' ra . -

Slfiloma. del <padiglione auricolare sinlst.ro-slfiloderma

roseollco. ~l'orme erosive al pene. Data Noo cgr.

Cyars. ce.

3-X .. l

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26-X

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2

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Ris11lta ti. - n $ifll()(lerma è rapldamenllet .scom.parro, cosi le torm.e erosive al pene. Il slfìlonJ<l luhinle al pad iglione ::ntrk'Olare è guarito dopo •la -t• hllczioD,e Wass. ancora POI'litlva alla t:ùne d~lla cnm.

-

R i.as:;umendo le 06Servaz:ioni cliniche ed i rjsultati delle ·inieziorui miste <.li Neooalvarsa.n-Cyarsal, possiamo venJir·e alle seguenti conclusioni : i. Di sei ,pazienti che avevano W assermunn posil.iva prima dell'i nizio della cura, alla fine di essa quattro ebbero l'isulta.to negativo e due anCQra positivo. I n altri tre casi nei quali la W assermann non fu praticata, tra.Ltandosi di paZJienti con manifestaz-ione primaria o primari,a e secondarie in att.o, al termine del traLtamf nto la siero-rea.ztlone fu positiva. In altri tre casi di sifiloma iniziale nei '1uali la Wassermann era negativa, si mantenne tale dopo la. fine della cu ra.. P arLioolarmente interessante il caso 4" ne l quale un si.fìloma fagedenico trattato con esito scarso col Neo (tre .iniez.), ebbe a risenLi·re pronto e benefico effetto dalle i ndezioni miste di Neo e Cyarsal . - 2. Sia le manifestaZ-ioni primarie che le secondarie sparirono con g rande rap.iòità nel corso del trattamento e sempre in un tempo più breve che coll 'uso del solo Neosa.lva.rsan. 3.. Le ·iniezioni miste di Neo e Cy.arsal furono ottimamente soppor-


JU::'\DJCOXTO Cl.l XI(~J-l>'TA"J' ISTlC'O DI:: l. RE L'MITO DERMOCt: LTlCO

420

t.uLe da ~uLli gli iuf~rm ·i senza un sìntoma qualsiasi di intolleranza, sia

prec<X;e che tar d iva. Come si ·vede, koppo breve è sL<tt~ per pMetchi malati . il periodo dì dè.genza, c:osì.cchè nvn si pot.eJ'Ono a vere dai rìsu ltati della W ~r­ munn praticata dopo la cura di ctite1·i c he potessero megiio iLluminarci sulla efficu.ci.a de'l Lrattamcnl.o. I n vgni modo accanto al risultato favorevole avulo in alcuni t:usì, di ~:aml>ia.mento deHa. Wasse1-man<n da posit,iva in negativa dopo le por.he init>zioni praticate e Ja meravigliosa azi.one su lle manifeslazùoni luetiche E-lan)Iìo c hiaramente ad indicarci che an<· lle questo ntlOYO cotnposlo merita ~utta oJ'attenzione del pratico, essendo sceno di inronYenientri e di pericoli ndla sua a.pplieazione e rerchè può rea.l izzare comodamente la terapia mis la Neo- mercut·ia:le , che dalla m«ggio l' parte degli AA. vie-ne rit.enula la milgl iore nel trat1.a.mento dE'Ila luE: e da. prefer-irsi in og-ni caso alila cur·a di Noosalva.rsa.n pura e St-1mplic·e. Ci1·ca g li irH·on,·eni(•nLi var·ifìe-aLisi nel wrso d ella <lunga serie d i i nieziorui endovenose prahc.alc, già avemmo ad accennat·e che nessuna n'azione di <Carattere graYe s.i verifìcò ~n alcun paziente-. In uno di questi si ebbe u nn. !e-rg gera cri.::;i di tipo nitri loi(! e, mpidamen'l€ vinta con l'uso eli adrenaLina (i mmgr. per os e i / 2 mmgT. per via endomuscolare}. Si polel'ono inn•ce vPòere .in queLìl'i c.u~aLi col calom<>J.ano e 3-4 in iezioni di Neo a d ose crescente (fin o a 60 cig r.) 6 c.asi di iLtf'J'O manifeslaLisi in media, J)CJ' lutti i p az-ienti, a ciJ'CH t.re n1e~i di distanza da.l te1·mine d el periodo di cura. L'ittero si ,·~ r ifìrò in paziE>.nti che avovano iniz.iata la cura CJtHtnclo c>rano g-ià n ffPili da fm·me sec.onò.arie luet.khe ed ebbe per tuLU un d ecorso moll<> benigno E' coi sintomi comuni di quesl.a malattia: fegato Jie,·em:ente ingt·os:;ato, fec.i acoliche, orine conLenenl i p igmenti bilim'i, Of:lorit() gi a·llo <lei tegumenti, piccoli rialzi termici. S<mo ntrie le opi n ioni d egli AA. su.Jla essem..a d ell'ittero dei· sifiMic'i s('Condari ~ tll·ali con Noo o con traLtamento misto, bas ate sulla diversità dei reper-ti clinici ed anatomo-patologici in quei pochi casi che vennero a mor·te; tanio che alcun i pensano si trat!Ji pe r lo p iù d i semplici recidive lueLiche, m entre a:ltri le ri.tengono dovute quasi esc1usivamente alla t.ossi-cil.à sul fegat.o della c ura urse-nic~.le. Cosi Ravaut , Meirowki, Foulerton , Niraud , Tn1ffi, Freund ed <:~Itri per var i casi propri P quelli riuniti dana letteratura anteriore pensano ad una esclusiv~ <~7lione tossit.:J. arsenicale; altri p er vari c,asi propri e quelli r iuniti d alla ;J€'fterat.ura anteriore .pensano ed .invece ritengono che l' ittero sia dovuto a recidive epatiche per ilflsuffiCJi ente trattamento oppure (a no- s tro ]'}are re, con maggiore probabHi.tà) ad una azione toss'ica da N.oosalvars..'tn sulla <'ellula epatic,a già 1lesa nella sua costituzione e fu.n~iona­ Iiu\ dalla infez-i one lueLica. (Pasi ni , Di Favento (1), ed altri). SN'ondo Majocch~ si d ovrebbero ammetie·r e -due forme d·i ittero, uno

(l) DI FAI'E:'\1'0. W lCOIO 2<>.

\

cc Giorrutle TtaL <h.>dl~ nu1!. v('lnere(' e della pellE> ll, 1922, fa-


ru::->DIOO!ITO C U!''IGO-ST.\T I S'f!CO Ot:I. llt;PA!l'rO Df.R:UOCt:J .TICn

421

di natura. sifìli.tica. ed uno d'i natura .arsenobenzOtlica.: " oc~orre perciò - e~li scrive- segnare bene i c.amttel'i cl"iffereuziali fra ·le due forme di ittero ·p1"ill1Ul. di stabiJàe in modo i.ndiscuLiiJi:le l'esistenza d elle medes~me; come pu1·e sarebbe da vedere quando l'ittero secondario si venga a modificare sotto l'azione d'ei novéllrsenobenzoli "· In condusione odiernamente s i possono ammettere nei luetici sowrldari due spec·ie d·i it.tero: itteri puramente di or•itgine luetica ed itter.i da arsenicali dovuti, per ~o più, .ad un'az:ione tossica d ei novarsenobenzoli sui fegato già invaso ed a1teT<ato dalla in fezione 11uetica. Fra l'una. e l'aUra di queste due class.i sarebbero da elencare tutti quei casi n~i qua.l.i intervPrttgono ambedue queste circostanze in grado tale che non è possibile rlire quale d~l e. due agisca pnooi.pu.amen,te. Sa.rcrnrro indotti a porre i nostri casi fra quelili dovuti principalmente .alla. infezione luebi.c.a, non escludendo che il novaTSenooonzolo usato varie settimane prima. abbia potu·to esercitare un'aziOne tossica sul fegato grià leso daLla si1l1ide.' Essi si sono avuti tùtbi ·in i-ndividui in. pieno iperiodo seconda.rio, in un peràodo cioè nel quale è abbondante Ja di:&seminazione delle spiroohete nell'organismo e con tutta probabilità, anche nei fegato. Devesi notare inoltre che questi indlivi>CI1ui non proseguirono relgola·rmenie aa Corpo La oura rnere.uri.a.le i.ni:ziata all'infeJ'lYLeria, qua1e era stata loro oonsigLiata., cosi<'~hè iJ tratta.men1o resta.to insufficiente aveva permesso all'infezione di meg11io estni.nsecarsi in un organo qua-le il fegato già leso, sia pure lievemente, dal· novarseoobenzolo. Che fossero .poi reci-dive luetiche ce lo d il'TlOSLrò iJ tratt.a.mento mercuriale che abbiamo 1stituito oon prudenza i.n tuiti j 6 q'Jl!alati : la cura fu benissimo sopportata e porlò E9ra.datamente ed in. breve tempo <lilla scomparsa di ogn4 s i·ntomo di ittero. Le iniezioni en.dovenose d'i Neo furono usate anche in individu·i non sifi:1ittici : fra gli altri rioorderemo due casi con tgravi u1cerazioni fageden~he dell'asta. seguite a semplici nk eri m.oJ.l.i. Il tempo decorso dall'inizio deUa -i.Olfezione, l'e&lme g.enera.le dei pa.zienhi•, la Wassermann {'.i escludevano la c.oncomit.anu..a. d'Ulla ·infezione luetica. Orbene in eostoro le ini-ezioni' endovenooe di Neos&tvarsan (0,15-0,30 in un. ca.,<;O; 0,15-0,45 -0,45 nell'altro fatte ai soHti interv.a.lli ) condussero alla guéllr·igione perfetta e rapida d~hle leS'i on.i ulceT'Ose . In un altro militare n•n'Vece, cerio D. A. M., cl. 1001, 1luetico ed affetto d-a profonde ·lesi0111i dell'asta d~ carattere fagedenioo, ·l e mnezioni endovenose rìpetutamente praticate, pur rooa.ll'dlo aJl:la IJ)arte me!1<1ta. un grand-is.simo giovamento, non poterono poort.arvi una perlett.a. lguariglione. Bisogna però notare che !'·individuo era profond8llllen<te oligoeinlico e deperi.to: i'iò forse ci spi·egli la persistenza delle forme alla. intensa cura prat.icata (10 Neo a dose <'·rescente fioo ai 60 r.gr.). Il militllre fu poi lrasl ocat<> ad altro Ot>peda.le militQ.r<' e fu perduto d·i vista . ·

Il. -

ULCERT MOLLT E Cm1PLICAZIONI.

Furono osserv.a.Li N. 836 casi di ulcera molle con looaJlizzaz.ione a~le region.i genitali (glande, prepuzio e guaina d el pene). Nu l! a. di notevole abbiamo da se-gnalare a ~oro rilguardo sia per l'aspetto clinico c·he per il

,


' 422

i oro d ecorw, se t.olgonsi i casi. or or~ ricordati e compi icati da fagedeIusmo wrati con buon ri-sulLat(J .eolie i rtiezioni endovenose di Neo. Degli ~36 casi, be n 346 han no present.ato compHoazioni a carico rlelle linfoglan.dolle ingui:na.J.i: oiò che corrisponde all'incirca al 40 % delle ulceri molli. Rari i casi di .inter essamento delle linloglandole crurali: · e più rar~ ancora le osservaz·ioni di bubonuli <IeLle vie li.rtfaLiche dorsali del pem~ oo al loro i ncrociamento alLa base di quest.o: tutLe forme che, dovute esse stesse aMo strepLobacillo (1), non presentano speciale inteN?SSe sia per · i caralLeri cdinici che per nntervento terapeutico. Di maggiore interesse pratico fu i1nvece la ossel'vazione <li alc.uni bubonuhl del1a regione bwlan<FprepUZJtale con localizzazi\lrte al solto. Ques.Le forme, ben descrit;te da Radlae.J.i, sono in rapporto con ulceri mdllì, e si presentano sotto l'aspetto di noduLo solLomuooso c he, .duro ed infiltrato in un primo tempo, in seguito su})isce la fluidificazione purulenta. Chi voglia scorrere la letteratura dti questi utltimi decenni sul trattamento deUa periadenite da ulcera ve1wrea, vi trovet'à co,nsigJi.ati una infinità <ii metodi che vanno daH'.i.nLervento chi,I"urgico oon s})rigli&menti ed ampie i ncjsioni alla semplice 1pu.nt.ura della cavità. ascessu&le, lavaggi della stessa con d.iqui<li .antiset.tici, iJùielt.ioni di .sostanze caustiche o ·cornunque modq·fic.atrici; e poi, aspiraz.ion,i alJ.a Rier coLla cam;pa.na modificat.a.da Klapp, ra.dioterapia, .f.aradizzazioni, alta frequenza, ecc. eoo. (i ) Un metodo che ci ha datA'> sempre ott.imi ·risultati e che abbiamo adottato in tuiti ~ cas.i nei quali e'è stato dato <li pot,.er1o usare, è quello consigliato da.! nostro Maestro, prof. Colombin.i. Avvenuta l.a. fl.uidi.fìcazione ,purulenta .del gan~l~o o dei g.angh linfatici lesi, ed a pel~le sovrasLante ancora integra., per quanto arrossata ed .a.dere-nle. s i procede oolla punta di un bistu·ri a.1l'a.pertura d ella sacca ascessuale procuroo<lo di f.are un'j·ncisione molto picoo-la, ru>n superiore al mezzo centime~ro <al.J'inc:,Ìlrca. Si preme allora gradat.a.mente e progressivamente sulle paref,i d~t buhone proourando di fare uscire -tutto o quasi tutto il pus fol'!ffiJiltosi. Si iniettano SIH'<:essivamente .nel·la cav·it:à., a mezzo d~ 1m comune sohitZZeLto ( quel1~ per iniez~oni u.retra~i sel"Vono ·benissimo) alcnni oo. del seguente miscuglio: Gliceri-na •purissima gr. 80; aloool a 95°. gr. 20: joooformio gr. 10. La quanti.t.à da iniettarsi varia da ~oo a. caso in rapporto colla ampiezza.. della cav;tà; essa deve, 'in ·og.ni modo, ben .dis tendere le pa1·eti as<'essu<tli pene.trando in tutte le anfrattuosità. Si medica pront.llm~nte con doppia compressa d·i !garza a.soiutta, c.otone e si fasria piuttosto sLretlamt>nte. La. mE'(!icazio.ne va ri.pe'tuta a gi.o rni alterni, e, come abbiamo potuto .con·tf>ollare dalle nostre aspe· rienze , non. è r<u'O iO c<~so {!·h e 1a peri.aden.ite s.ia gllaot·ita a.J.la quarta o qujnta. medicazione. La. ravità va gr<adua.l mente r€'.slningendosi fino a ,.e,ndel'si: nll'l'la. E' pregio di quest.o mr.tooo olln~r.hè r end Pr<' molto breve i.l. decorso dP>Jla mal<ttlin. la mancanza d ell e cirat!"ici più o meno ampie che resi(l) ('or.o\luJNT. -

~lurlin 1;ql!rt•iu1r•(lif'n [<!Il/n lill{(lll{l ff (' da ttloe•·a, t>etlerea.. T i-

JlO:.trnfìn ~m'<lomutl. $:iPrl:t. J!l07. (l l MnRno -

<1 Riforma

Jt'(>(ll<"n n. Hl2Q. 11. -19.


423

duano a:He larghe incis ioni; ancora in onore jn par~·hi ospedali ed i 'l l· feNnerie. Col •metodo delle ampie aperture il tempo di spéda:lizza.zione per ogni malato non è quasi mai ~nferiore alle tre o quaHro sct.t;imane, m entre con quehlo da noi d eso1·i U.o viene t'idollo all'incirca della metà. Nei buboni a-pertisi sponta.nr,ann~nte, p er i.ncuria e ritardo del malato a ricorrere a11'opera del medico, e trasfonnatisi quasi tota.tmente in buboni ulcerosi, giova ricorrere alla apertura. della cavità, con succes-· ~ive cauterizzazioni e zaffature: i•Jl qualche caso la iniezione di SO"SJ.X"nsiooe jodofonnka second o l a tecnica g ià d P.scritta può fornire buoni · risultati. Recentem~mte · a.lc.u n.i (Fon !,an, Vti•l'gruHi la) pensarono di sosta tu i re al.Ja sospensione jodofonnica in gliceri-na 'La. va.se1ina iodoformica. neLla stessa percentuale od in una poc.o di·ve~. Malg-r-ado i buoni. risultati descritti da questi AA., non ci è sembrato uti·l e procedere a tale var.ia:nione d el mensfruo; la va~eli:na. ini etta:ta può resta1·e in parte nella cavità e non viene talora a..."Sorbi·la, come Ja glicerina., dal'l<t medic.aturn esterna att.raverso la piecola apertura operatoria. La c.avità ascessuale resta aperta e bisogna poi S'J)'l'emerne fuori la vaselina ad ~,i successiva medic~ione . Non è ·ra.ro poi assistere alla eveni enza, déSI'riLta da: Pa·sini, che la V(l.Se'lina resti ,nelola cavit-à del bubone per un tempo variabilie e fuoriesca poi len~unente per l'ape1·tu ra operato1•ia lras formatasi i·n un -seno fistoloso 'Ìnl comuni<~ione c.on un voro vaselinoma. Il risul!<lto i n. ogni modo è iTl.'feriore e tale da oon fra roi sembraJ-e utiole la sosti tuzione di questo sec.ondo met.octo a quello del Colombi.ni. IIJ. - tJRETRITE BLENORRAGTCA E SUE CO MPLICAZlONT. Ben 323 fu·rono i mili:tar i venuti in osserv.a.z.ione per ureif'lite blenorragic-a anteriore acnla cci soliti s intomi più o meno accentuati. La cura per una grande parte d i essi fn la soli ta -a mezzo d~ proteinato di a:rgen to (protargolol a.l 0.30-0.40-0.50% in periodo acuto, e di lavature nretn..vesecondo il metodo cii soicaH d~ perman!5anato 'J)OtHss)oo 811l'i pel' Guyon .nel11eriodo d~ dedin~zione .DesidM,i.amo qui ric.QJ'Cia~re, ~~· qna.nto succi.ntam.ente, le espet'ien2e condotte da uno d~ noi {1 ) nella ·c1Iradell'tlretriie coll'uso di un nuovo preparato di argento: e vog11~amo ·d.il·e del Cholev.al. Il CholevBJl, già. larg,rumen':te espeJ"i.mentato ed usa.to in Ge:rmania oda numerosi cwtori con ott.imo esito nella cu ra òellà b)lenorragia, ed .in I.fal ia d a Li Virghi e d a Sorrent.i.no, r-Qnsta di una nuova combinazionE> organi<'a di arg€'nto rolloidrule con glicocolato oodi<'o ·nel.la proporzione del 10 %. Viene i.n commetoio .sotto fol"l11a di scag;liette brune '-PiéndenLi od in I'Ompr(>:'.~e di 25-50 egr. l'nna . E' faci·lmenle solubile in a.cqlla colla quale d à soluzioni sf.abiiJi ohe .non precipita.no le albu mine ciai liquidi O'l'gan.ici soU.o fonna di llllbumi.n ati d'argento. Il Mor i.ni ha voluto .c.ondu'lì'e f>.Sperimenti anche in uretre di an.im:aJli (cani) ond~ meglio studiare il comportamento .d el CholevaP a -conta tto dell'epitelio ed il grado di causticità. Dall'osserva:donP istologica .<iel.le l€'Sioni in-

'•000

(l ) MoRINI, Soc. H .. D erm., Romn, d icemb1·(:> 1921. « Giom. It. d . M. V. e d. P . 11 1922, fase. 20.


424

H~ ..'WJI '(l~ ·ro

Cl. l.\ H"ll.Sl'AT I >-TTCO 01:1. llt: PAR'TO m :RMOet:I.t"lCO

doiie ndl"uret.ra. a nimxtle da :soluzioni a Liwlo <lì-verso, si è potuto con~ l.a.t.are che il preparato a ndlè in soluzioni deboli (0.25-0.50%) è dotato di un forte potere diffusivo an{:he neLla soUomucosa e nel CQI"po spongioso 1.rret.ra.le, senza indurre negl.i s truLi epiteliali superficieJ·i Uesioni purtìco·la'l·menle 1g ravi : e ciò itn rapporto aMa mancata fonnazione di un'escara c<>me a v-viene quando si usino altri preparati d 'argento, eecara che ne limi ta l'az.ion e in I>rofondità. A'iila ('.Oncentraziooe ad un titolo s uJpei'Ì(JI'P (0.75 %) ·l'azione del CholevaJ è •rnolto più accentuaLa, fino a r endet·si caustic.a lXX!:l a solnzione &111'1 %. Per J'uso terapeutioo neUie fonn e an1le sembravano così essere indicate •le soluzioni più deho:Ji., serbando qu eJ.Je di ron.centrazione più forte per instilla:zioni nelle forme ·poste1oriori. Le espe ri enze fu.1·ono condotte su alcune decine di maLati con uretrile b!P.nonagir-a a sta.dio e Jocaliz?.a.Zione var.iabiJli. Nelle fonn e acute (\ subac.ule il lit,olo d ella soluzione fu ;per i J)l'imi sette-dieci-quind ioi g.iomi d el 0.25 %, oon li t!''i var.i azioni inciilviduali, ed in seguito d el 0.50 %. Nelle forme croniche .itl titolo d ella soluzione fu spesso inizirulmente del mezzo per crnto. ln tut t.i i ma.lati furono praticate giornalmente tre iniezioni u•re.t.raJ.i, fa.('endo trattener~ il fiquildo .progressivamente da 5 n1in:uti ad un quarto d'ora. NeHe forme posteriori, oltre i massaggi pt'OSLatici, furono pratk.ate insti1lazion.i oon Cho1eval fino a.l 2 %. Nelle uretriti an.t eriori cron'iche furono anche usate e con successo le d ilatazioni secondo i metodi di Ki.ittn-er , adoperando soluzioni di Choleval al mezro per cento : è g.rande l'effica.c.ia che si ha nel portare sotto pressione a oonta.tto della mucosa uretl'alle con looa.liz-Mz.ioni go. n~i che profonde un medkame.n.to oosì fa.('.ilmen.te diffusibile. La secrezione pui'U'Ienta delle forme acute e subacute dimi-nuisce per .lo p iù rapid(!Jinenw; in qualche c.a.<;o inveee non dà segn:i evidenti di remissione . L'esame microscopi-co ripetuto dimostra à11ora la trasformazione progressiva d ella m·eLrite eia gonococdca iiTl ch:imica, mentre scompare il germe da·i prepa~rati: e si spiega così la persist.encr.a. dd una secrezione purulenta .ricca in material e mo1,fologko. I n tali c.asi un successivo trattamend.o a mezzo di lavand e astri nrgP.nti riesce a faTe sc&mparire anche questi fenomeni. H Jìeriodo di tempo noc.f-.ssario per oLt.enere la guarigione, oontrol ~ l>at() c.oi soli ti m et.ooli mef'canie·i, C·himici ed i·n molti casi1, anche col tentativo della reaz,io ne a foe()laio med'iante l'~nie:zrione endomuscolare di vacc·i no gonONX'c.ico (Vol1pi.oo, Bruschett.ini) fu molto d iverso. Nelle forme acute e s ubacute da un m~.nimo di 15 ad un massimo di 60 giorni ; i-n qu ell~ mtero-posteriori o croniche o oomplkate d·a epidiò1mite il tempo, f u più lungo. L'ampia ooctilla:zione d ei periodi di cu ra è m rappori.() c.olle particolarità individ uali di reazione v·ariabile p er ogni m.a.lato e d'i localizzazione gonoooccìCA. e per rirH.el've nt.o moc..ca.ni<"..o n(:)(' essa rio net!e pl"'Statiti , vesc icolit i, foll icolitn, lacuniti ed infì ltr11~ioni uret.ralri d elle fonne croniche. Buon nume-ro dell e epididimi ti hl r.nomt~i c h e. di cui avemmo a.d osservare- HR oasi , fn soLtopi)SlO ali w lif () f.rat.tamento loraJ.e con pomate risolventi a base. di itliolo, unl!n 1~n to mPT'('ttri ale roo eslra.t.to di bella.


llt.~DH;()~TO i;IJ~lCO-S'fATISTICO Dt~ J.

llEJ'ARTO llt:R~lOCELTlCO

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donna; come trattamento 1generale si sottopooem i malat.i ad hlliez.ioni endomu500lari .di siero .a.nCigonococcico (due-tre di 5-10 cc. ognuna a gior:ni alterni ) con buon risuHato. I n una ve-ntina di malati abbi-a mo invece potuto esp&rimentare H vaccino gonococcioo atA:>ssko di Volpino (Pangon). Si procedette, in generale, ad inie?JiMi a giorni altemi usan ~ do, anche per la prima iniezione, tutto il contenuto della fialetta. Il numero delle iniezioni p11alic.ate per vja endomuscoltcre fu d·i 4-5 per ogni malato. Qualle gjudizio Ti«ssunLivo sug•l i effetJ,i esercit..a.ti in queslc- complicazioni blenorragiche possiamo confermal'e i buoni risuJtati ottenuti da vari A/\. con questo vacclno oonce.ntralo: si ha una rapilda cessaz,ione del dolore, talora d opo una breve riacutiz.z>az.ione, caduta. d ell'elevazione termica quando essa esiste, ed una sollecita. ·riiSOluzione dei fatti infiammatori i:nfi1-t.:rati v i. Si ebbe occ-asione anche di tratt..a.re con questo v<Weino un. caso di pros:tatite acuta, con fenomenologia piuttosto imponente : ed i ris~tati anche Ìln questa rlocalizzazit>ne furono molto buoni, per la c-essazione sol'l ecita dei si.ntomi obbiettivi e subbiet.Livi. Nei casi di balanopos.t-ite erosiva che potemmo osse-rvare, -n ei quali non ooil!COmitava una fimosi ·iinfiamrnaotoria, abbiamo usato come cura il metodo raccomandato name sue levioni daJ .prof. {ìo1ornbini. Esso si prati:ca essenzialmente ~osì: Detersa la .parte con solu7Jione borica, ed asciugata, si pennel·la con tintu-ra di iodio ·al 5 % -il glande ed ri.l foglietto Sntetno òel. prepuzio, indi subito sì applica un leggero jmpa.cco con soluzione borica. Non è raro veder guarire molt~ ind-i vidui dopo wna. sola medicazione; e ciò generalmente non. si ottiene mediante l'arpplioa.zione di una qualsiasi d elle numero.,<;e polveri ;più o meoo astringenti o d isinfettanti con~igl}iate. " In quattro casi di condilomi acum~nati <iel solco ooronarjo e del ,prepu~io ·abbiamo voluto esperimentare la. radiotera:pia che da taluoo recentemente è stata richiamata. Jn onore .nel trattamento di taJ. genere di papillomi. Le applicazioni furono fatte neLl'Istituto d~ radiologia. dei-lo Spedal-e !civide ann~ alle Cllintich;e medlilohe ·universitarie, e d1reloo dal prof. R. Bal'Li. I.n un solo caso s'ebbe a constatare .la Slla:rizione d i oondi,lom'i acumina.!Ji: per· gli altm tre, come per .tuttt i restanti, si dovette-rioorrere alla solita escieione. lV. -

MALATTIE CUTANEE.

Le forme cutanee oSservate in 16 m€si all'Infermeria -presidiaria , rient-mno fra quelle ohe più frequ entemente s:.i.noontrano ne!Ua pratica mMiea e pO<'o sarebbe da. dire sia rilguardo élllla entità morlolog-ica dei oasi quanto alla loro cura, Quali degni di nota vogliamo ri-c ordare alcuni casi di fol'l ioolite atrofiz2.ante della barba, fra cui ne1 quadro riassuJ1tivo è stato per b1·evìtà incluso an~he u.n. oaso di pseudoarea. di Brocq . Non è raro vedere nella 'PJ'1at.ica del'\111atologic..-t casi di folliootitc pu~tòlosa atrofizzante della barba: costirtu'Ìti , come indica chiaramente la definizione stessa, da ~>.suzioni. di pustole a sede fo\1•1icolare profond a.

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llt:l(OJ!..'0 .\'1'0 CU.\"1CO.:S'l'A'fiS1'100 DEL Rl:l'4 11TO Dt:IL\IOCET.TJCO

loca;lizzate a:lle guau~ie, al mento, meno frequentemente a.l labbro su-periore, al sopracciglio ed al capillizio. La eruzione delle :pustole avvien e a. gittate success-ive, d'i un numero variabile di elementi, che hanno la. solita evoluzione deHe efflores-cenze pust.olose. Alla risoluzione segue la c.aduta del pelo colle annesse guaine follicolari ed esito in D.'lopecìa permanente crirco?CriLta con cute lievemente atrofica, sottile ed arrossata.. Questa forma, ben 'Ciescrilta da Lailler e Quinquaud, ha talora un carattere di magg iore ac-centuazione, con esit.o in superfici depresse, retratte, cicatriziali, che possono assomigliare a quelle che residua;no a forme lupose {Sicosi lupoide di Brocq). Al oapilhz·io infine, più raramente deJla forma. di Laillér e Quinquaud , si possono osservare casi di alopecria a chiazze di numero var-iabile, di lgr,a-ndezza lentic<>laTe o maggiore preva;Jentemente situate al vertice, ad andamento centrifugo, serpiginoso e conseguente conft-gura.z·ione policiclic.a dei contorni; di coJorito roseo, nelle forme più giovani e bianco madrepedaceo in quelle ·già stabi'lite. La. cute è 'fisoia, di a.spett.o all·ofico. L'atrofia è .anoora pi'ù senS'i·bile .alla paJl paziorre, da.lla quale si rileva una depressione ondulata in corrispondenza di ogni singola chiazza. Qua-l che forma conosciuta sott.o H nome di pseudoat:ea d i Brocq si distingue dalla follicolit e decàlvant.e per la mancanza di fatti sPborJ'oici e folli<:ol i.ti jn questa presenti; dahla area Cclsi .-perchè mancano i si·nt.omi premon~tori d:i questa, l'aspetto liscio a pa.Ua di bigliardo delle chiazze a.lopooiche, 'lo stato atrofico dei t.egumenti, l'interessamento frequente dei limitli del <:apillizio {che vengono rispett.ati dalla pseud018rrea), la frequente dilatazione dei foNicoli éon ipersteatidrosi, i oo.pellf a ·punto esclamativo, ecc.: fatti che caratteriiZ7JB.no 1a alopecia à.reata. La a·loJ?ooia aroolare sifilitioa. i nrfi·ne se ne diffen.zia per la tra.nsitOTietà e la concomitanza con alh·i fenomeni d'i seoonda'l"ismo l'uetico. Le tre forme che ora .abbiamo .nioordato oostitn isoono i1 .gruppo delle ~osi dette ~OJ">OOie pe.ladoidi. (Cfr. M orini " Giornale Italiano d elle n11alati.ie veneree e della pelle "• i9t8, fase. 2"). Di P.s:se, come già dicemmo, abbiamo avuto oooasione di osservare alOLi!l!i casi nella varietà di T;ailler - Quinquaud, {Fo~licolitf' pustolosa atrofìzza.n.t.e d ella barba.) ed nn Nl..'>O di pseudoar·ea di Br<X~q. · · · E' n.oto come qì1este forme, r.he vedono ·il .J}roprio agente eLìologi~ nei comuni J)iogen.i (meno la forma. di Brocq che ha una etiologi.a ane.Ora oscura), si·ano rosistenti al tra.Ltamenrto curalivo. Oltre ad una quantità. grrmd e di liqnidi di~inrfeLLanti od astringenti, vengono consig.liati numerosi unguenti di diversi\ costiLuzjone, i.l cui numero è la mìgiliore di mostrazione .della loro ineffi cacia. In alcuni ~i abbiamo potuto sperimentare la radioterapia, eh€: 1tbhi.1mo trovata deS<'ritt.a in letteratura c z·ae~omanòat.a nel trattamento d i fJUeste forme. L'effetto di essa sarebbe ess~nzialment.e dovuto alla raduf a dei peli che permeU.e di a.boili•re, per qnnnto transit.oriamente, la presenz.a. de.i f()llicoli nella loro entità morfolog-ka, non anatomica, persistendo la f)al'lé l)<:l!pìfllare che darà . poi luogo al Puovo pelo. Un ri~uHa.to irllla.le sa.re-bbe qne-llo di ot.t.t>nPrP la abo.lizione defi·nit.i,·a dei peli della harha, ro~n !X' l'Ò o1Lrrm0do fliffi<'ile , sin per lo stato


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illfì<unni.;;L!ori o che 1·end e la c ut~ .fa~; ilmeute itritahile,

cosiu:hè si po6sooo in'Cturre d ermi.t.i prù o meno gravi e tali Wvolta da giungere <t:He fo1·me ulcer'Ose, sia per g li esiti ciC<:~.Lrizia li consooutivai, spesso an~iestetìci. Jn. ogni modo <L qu:aLLro malati .aff-e.Lt.i da Ltmtpo da foUiool~te pus t.olosa d ella barba fu applicata la. ra.diotera;pia nell'IsLiluoo di radiolog!a, di.retl.o dal prof. Balli (che qui ·ringraziamo per l'opera svolta e le indicazioni che volle ge.niHmente favorti.rd in ngua(dO). Divisa la parte affetta (guancie-menl.o-regioni sopraioidee e cervic&li ) in quattr·o zone, ad oguuna fu applicata la dose di dj eci X. l~ cad uta d ei peli si ebbe in media dopo circa quindici giorni soma aumento d ello stato infiammatorio locale. Nei giorni successivi a queLlo d ella radlioterapia furono fatt.i i•mp.1cchi freddi ed astningenti onde a.gil'e contro una dlven.tuale irri Lazione prodotta dai r aggi. C<Ui uti j JX~l i, f:On a p pl.kazioni s uccessive di poma-Le .a base di c.omposti dì zolfo (it.tiolo) e mercuriaJì (precipitnto bian~_o)· si ('Ondussero lentamente i malati ad uno stato di guru-ig.ione abbastanza soddisf<U'EHlte. Es.:;.i furono poi dimessi e nulla più si è saputo d~ lot'O: non. escludiamo per·ò che possa essersi verificata qualche rediciva. · Ricorderemo a.n.cora elle <J.ku n i AA . hanno ,·onsi~1l iato. 1la c'm a con Yaccino autogeno, con stock-vacci ni poNJVa.lenti o la proleino-terapia speci·fk'<l.. I I'isult.ati ot.tenuti specialmente col pr.imo metodo ~.arebbero stati abbas taJlU sodd is facenti e tali da i111ooraggia re l'uso di questi mezzi , che noi non potemmo appliea.re nei nostri casi per varie rngioni. · Ll raso di pseudoarea. di Brocq · fu v·isto in un sold ato dal<l.a classe 1001, Ct'r·Lo R. F: T.a forma era insorta i10sidiosamente da tempo senza s intomi subbi eU.i\ri. Era loca.ll zz-ni<t in chi<.LZ:'lktte .più o meno grandi biancas ke, lievemento de presse rul vettice d el capHllizio e nelle ·parti più <LI ~e detne .regi.<mi parima·li. Per d t·isHltato nu1lo che si sarebbe ottenuoo con trattamento .anche prolungati>, e non essendo la fonna rontagiosa, s i ritenne opportuno rirnv,ia•re il militaTe in serV>iZ:io al rproprio Corpo. · ·· Di m~gn ot· intel'·esse fu l'osservazione di sei casi di> favo atipico dala~l1~ d.alla età infanti.le. H fa-vo j.tipico è sta.oo oggetto cii studio acourato· s i.a alil'estero da Aubert, A.l.aT\00, Roll et, Hebra, Kapek , Saint-Cyr, Dnpreuilh , Derv•ille e P etrini, Sabournud ed allir'i , che in Italia, specialmente dn Mibelli , Maria.nelli, Trnffi e Maiocchi. (cfr. MORlNT , Sul fa" o atipico " Giornale It. dcl~e mal. ven. e d eBa. pelle))' 191R, fase. 5°). Il Maj<X·chi fa not.are (' he non S(>lrnpre l' Achorion SchiJnùiuii si moltiplica tosi ri.gogl iosamen.Le da d are I uogo a llo svi·luppo d eUo scuLu lo favi co, ma o per :Yper iail i Slle proprietà o per condizi01ni pa.r-tiooJa.ri del terreno rimane allo stato filamentoso dando un micelio retioolat.o sott.o ·l'epi'<iermide come-a . Provoc.a.nd o UI)a desquamazione secca della. cute può con-. d11 nre, colla caduta d ei -capelli, a forme pitiriasiche (favus sine {avis 7lÌtiriasiformis), essudative e crostose (/a1ru~ sine /avis imqJc tiginoidrJs) od alla forma.~ion e di chiazze alopooiche a. sviauppo centrifugo con esau~~i ment0 eicab·i.z.iale al cent.ro (favus sin e {aiJis alopeciczts). Non è possibill.e dire !'.e in queste form e Io scu.Lu.lo manchi sempre- come v<r ~li ono tal uni, o s ia esistito in primo t.empo . e poi sia scomparso come pPn.•:;erebooro . a ltri. fita di fatto c.he scutl111i d 'otdinario non sono v.isibil i


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llt:XDl(.'O:-òTO CU:-òlCO.ST;\TlSTJCO Dt:L llEPAilTO Of:RMOCEr.TlCt>

neppure çon l'aiuto di lente in persone giovani od adulte che vengono in osservazione perchè affette da una di queste s pecie di favo abipioo. Qu e~Le forme d evono essere distilflie d a!He tigne tlricofitiche (i111 ind i vid uri molto g iovani), d allupus et·iiemat.oso (squame sebor-roiche e pitiri.asiche, cheratooi fdl ltcol.ari, élt'rofi e) , dal g ra.n·uloma. fa.vico (TBUFFI, Giornale Il., ecc. 190'.2) cos1iluito d'a rileYa.1ezze .rotondegg.irunti riooperte da croste; i folth:oli sono dilatati e s~ notano gt·ayi ed estese ·infiltrazi on i dermiche ed a.scac;si sott<xuta.nej; e d illi gJ·anUtlom a tricofitico Majocchi (grossi nodi di varia grandezza, di color !Iivido, sollevanti i rrègollarrnente la superficie cuW,nea e i.n.dolenti, sotto pelle normale, non desquamanl.i del volume fino ad una mezza noce: rerperto istologico granulomatoso tipi<:o). Oltre a queste form e di javus sine tavis, il Mò.jocohi ·ne d istingue un sewndo gruppo che d enomina. favus sine scutiNs, nel qua:! e lo scutulo non s i forma pet' varie cause: processi inerenti al folticolo pi.l ifero, disposizione, grossezza o m1mero dei ca.peUi , ec~. In tali evenluaJHà la sostanza favica s i a.ceumula .in a.mmass.i. più o meno grossi ed assumenti svari<t.Li .a:spet.f.i , oosì da giusti.fioa.r~ .la et!imol·o gia che l()ITO dà i·l Majow hi: Favus squarrosus, f. ·qumulatus, f. subcrinus, f . acathinus · od acm,thinus, f. spongiform·is e f . Lurriforrnis. ( V., Majo-cchi, Mem . Ace Se. Bolog.na , Sez. Med. Chim·. 1917-18, Tomo 5", Serie VII) . Di tutte queste form e quella ch e più avvici nlll.'Vasi nella marfoldgjaai nosLri casi erano la p1··ima ed un pò anche la seeonda: cioè Je forme d i tavus squarrosus e di fmms granulalus. Nei ·n.osh'i mal>ati irutiaUi vedevasi la massa fuvica di colorito g i:~J.Iastt"' sporco disporsi •i.n gtQSSe guaine attorno .ai capelli facendoli adel'ire fra loro in « fuscelLi o cordoni » (Majocchi ) d i varie gr05Sezze. Come afferma i'J Majocohi , anche nei .nostri maJati non riuscilmmo a l'iuve-nire traccia di scutuli: levando 1e m asse fayjche si arrivava ad una e nte Iisoia, arl'OS5'ata, a chiazze atroficlle oriCQJ>erte da sq uame aderenti. Fra queste squame e sotto di esse come .neHe masse faviche potemmo fa.c.ilrnente ri.n~Venire, colol'esame mie.J'05COJ)ioo. l'Achwion Schi.inleinrii. Q\Jattro dei nostri p«zien.Li presentavano i:1 quadro Li.pioo d el fa'ltu s si11e scu.tu)is squvros-us; nei due alltri le masse fa.viche parzialmentP si vedevavo i.n fomta. di granuh aderenti ai capelli ( fat;tts sine srutulis (Jranulatus) . Altro c·aso t'aro tp er la localizza:z.ione e l'età ·del paziente fu qu~~o d i un cherion tricofiLico all.a. regione occipi tale ed altl.a nuc:a, visto in un soldato d ella classe 1001, <'erto M. G. ·Sono molto ra:re in letteratura queste forme (cfr. BoRELLI " Giornale H. d elle mal. ven . e d ella pelle», 1922, fa9C. 2°), tratl.alfldosi più spesso, d i granuloma favi ci o tr·ioCofltici. Nel nostro paziente, da una larga r.hiazz;a. di e.rpete circirmato trk..ofitico estesasf . nelUa reg·ione occi.pitnle del capiJlizio, si era aV1.1ta. gradatamente una accentuazione dd prqcesso con intet·essa.m ento dei foJ.l i.coli pidilferi e d el sottocutanoo. Alla sua ent.rata in I nferme1<ia i'l pa2iente .presentava aHa .re· gione oocipit.a;Je una chiazza ri•levata. della ·grandezza dti uno scudo all'incir ca profondamente in filtrata P dolem.te alla pa.l'pazione; da-molti foHiooli sprovvisti d i c.a.pelRi e dilatati fuoru&' iYano alla pressione goccie dd pus g ialla..<;tro, r·hP s i t.rovava anrhe rlis.<>ec.cat.o i.n ct·oste aderenti ai capelli s1PS.'"·Ì. I ral)f'lli estratti sia a.lla neri.feria che nella regione ceA·tra.Ie della


REXD1COXTO CLI :oò IC'O. ST.\ TI S'l'l CO DEL Hr: I'ARTI> Ol:R~JIIt'F:LTI CO

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<:.hiazza erano resisl.f>nLi alla tr~ione- eserciLata ool'la pinza e mostra· vano la parte folil icoh.Lr'e i ngrossi:l.ta e ricoperta di materiale puTulenoo. All'eiXI.me mioroscopioo, tricofìton ectotrix. Non ci fu possibile procedere al·la cultura per differenziarne l a varie-tà . La forma guarì lentame11te coi soliti medìcament.i in uso per la siwsi de!Aa. barba (Pasta canforata Beau, uppHe.azioni di tintura dri iodo, di .pomata solfo-salir il,i<:.a, impac;('.hi di .acqua d 'AHbour al iO%, ecc.). Il caso è degno di nota, poir·hè nell'a.dull.o il\ cherion è tanto rat'O quanto è invece frequente nel bambi.no. AmbulatoJ'.iam(!nte e i t\bbe 1infin e oc.oé!Bione d·i vedel'e una fomta lieve di prul'igi ne di Hebra nella sua comttne morfologi~L, un lupus vul· ga.ris erithema.tosus alla lguancia e regione pal pebt,ale <H sinisb·a, eu· raLo colla radiotera.pia oon S{'arsi risulllat:i, ed un ('aso d i tuberrulide Pa· pulo-necmtica agli arti inferiori in un m!hta.re di \•r.nl'<mni, che guarì sot.leoil.ament.e dopo •I><x·.he iniezioni di siero-vaccino n.ntilubM·colare Bruschetti n i. Ci restano a dire due parole sulla eu m alla quale vennero soltorosLi i numercn:; i r·i eov~rali per scabbia e. ftiriasi. Que-lli affetti da ftiriasi dei vestimenti venivano tratla.h semplicem ente rlm bagno caldo ed una fr.izione con olio di vaselina e cloroformio, (ol io di vaselina 300 ,clorof01·mio GO); i p..1.nni intanto venivano sterilizzati in arJ>posi.t.a stufa assiem.e a qu0ll i detrli scabbiosi. Costoro, previo bagno generale sa,ponalo, vennet·o t.rnf.t.ati tutti co-lle solite frizioni di pomata solfo·alcalina <ii Helmerirh modifirat.a da Ha:rdy coll'agg-iu nta del 5 % di es~ nza di trementina quan.clo fu pns~~bile . L'essenza di trementina, oon:::*lia.La. dal prof . Colombin.i, aumenta i·l ·rot-ore para.ssiLicida del medicamento. Sono noti i met.odi nnovi di ru,·a. d P\la sc.abbia.: con ...-apor;i solfol'OSi in a.pparer,chi s pedal i, applicazione di soluzione di iposol fìtodi soda e successivamente di arido cloridrico diluito, trattamento con po.\isolf.uri, ooc. Non e i fu po:::sibile, pe1· varie r:-1g'ion.i, ·es))f'l'Ìmentare a:lcuno di questi m eLod i che pure si sar ebbero dimostrat-i nf,ili cnntro la aoar.iasi umana.. Anche col vec..('hio metodo, ri'l t.empo di d e{!enza per o~ni malato fu bl'eve., non superando i quattro ~inrni ip media nelle forme semplici; tn quelle oomplicate da eczemi. piodermi·lti, ecc., i~ tempo oc-e.orrente al1a guari-gione fu certo p.i ù hmlW, v.ar'iiabi1\mente coll'entità tòelle efflorcsrenze po!imorfe SE'C.ondari.amen.te insorte.

'


CASUISTICA CLINICA · OSJ'EOALI·: )I!LlTALl.E

l'Rl~CIJ'ALè:

DI VDJ::-o; E

Un caso di ritenzione di pallottola di fucile nel cuore f>l'l' il pt·of. Antonio Cavarzerani. mAggiore medico.

In questa breve uota ml ~w l>ra degno di q\Utlcl.le inte resse ~><>t•t-e un caso di r itenziouc di pallottola di fucile nel cuoro, o.r.erato da ~ felicemente nel luglio. d<> l 1921, .e che può a•ere una speciale impot1:a!Jlza, sia per la rnJ:ità di sLmllllooioni, ,.;-ia per la negativltà del disturbL che l'accompagxmrono. Ed ecco succintamente la sto11a clinica :. A na11mesi. - k'. Dnn te, di 'l'omru~tso, d dia classe 1896, sold.a to ucllu 557" CQIU11Xtguia mitragliatrici, aggJ;<>gata al 4° gruppo a lpilnJ.. Riferisce di es~re stato .t:elito da uu )ll'olélli le di fucile alla dist:mz.a approsslnJatlva di 170o-I800 metri•, ~;ul monte· t:r:~ppa, il 19 dicembre 191·7. Fu rlcovernt.o da.pprlrua IJ)<'r 10 giorni all'ospedaletto. da cumpo 100 n Cre<.'J)!UlO, poi In un altro ospedaletto a Cittadella ~infine all'ospedale C. R di Cremona, ove rinmii>e per circa due illlesi tino all'S \lllar:r.o, &Otto la •cui dttta fu trasfcrjto al C'Onv'!'lJ~ziaJ·Io di St><>torno (Genova) , essendogli stati OOD~s.'!lh tre mesi (li l:iccD7Al di <.'OnYa l<'.scen7.u . Rirorda cb.~ mou a vverti grandi disturbi l'mbito dopo la feriht, ma solo man<<lltz:t dJ rellpiro; ìi!t seguito. dopo dieci giorni, Pbbe sputi sanguigni. che gli ùu11::1rono •J.lel' W giorni CQnse<:utivi e ch e cessarono. quando fu trasfcrit.o al Convalescc:m:l:t rio. Do t><> 52 giorni d:l degen7.a a Spotorno. 1wntendosi nul>astiwUt bene, chiese di ritornare n l Co1;po. F\1 a!!se~nato al Deposito mitl-aglit'ri in Crema c 1>01 al Dt'.poslto 8° alpilll a )fondovì. Ricoverò una p1·inm voiU\ in o!"servazion.e all'ospe<lu le mllitaJ-e dJ Savl):diano. o•e. ])('r qwwto asserisce l'infenmo, ·non gli fu rlscontrnm. ritenzlou.e di pro. iettllf' e fu fatto ·idont'o al sen·Jzlo . Tornò .o:;ur<·<'-<lSivumente .in r,oua Ili guerra in Valtellina con .PSo a}J>in!; t·ipa.;;;sò qllindi per vt~rl ospe~lall e final.rnen tf' a (.r<'llo,·a, ~>ttoposto n<l a<.-certamenti srun1tari, otl,enne un nnno di l1cen1.a di ronvnlt>scen1.a. Sca(luto 1':1nno. ncW'ottob•·e 1!119. e riC' utr:~to al DeJ><>Sito, fu invlat.o in osservazione presso questo ospe<la le ed in SCI.rult.o a provvedimenti ·meòico-legnll to r lfor IDl:::tto. Dnl Coll<'~io medico eli l'ntlo,-n .e:li 'l'f:tnf' !I !<~..::O.'lta l:t O" cate.goria d1 pensione. Nel luglio 1!121, in !>!'~1ito a distnrl>l canliaci, l'lnfenno ,·iene nuovamente rlcoY<'r!lto nll'o!;pedale per essere OJ~r:lto. Da oltre 10 gloml Cl!li av1·erle do.lore l ocaliz7A'lto ::ti 5° ·''ì'H7Ao inter00stale slni~~tJ·o, a Ci 1'C11 2 CRJlt. c 111<'7..7..0 <lJlll~l lljargiMle del lo .ste rno: il dolore s.i irmdla. in alto nrlln ptll'E'k tornci('-.1. Rsome olibiet t i ro. - AIl'~ me ohhiPtti\-o si OR~~rva una <'i entri~ molto piccola, rotoncl<'t.'\!'innte. d<>l dinnwtro <li 4 mm .. all'e>.-tmmitl\ st.E"nM I<' del 3o !;TXlzio lntercostn le n s inistra . eh!' corril';J'lOJHlc n l foro <l'('Iltratn del p•·olettile. Nulla <11 apprez7.ablle all'l'$all1e del cuore. e <lf-r;ll nltri Org':m1 o sistemi. L'<'same rncli olngiro dà ll .<>PJ!ll<'nte l'C))E'11:0: <c PrP~n7.a eU una p..'lllottola di fnclle nl l'emitnrnr'<' si n·istro. in ('Orri!';pondcn:r..a del ;,o l'l)lnzio int('r('()stnl <' antenore, a l'irro cm. 2, 1/ 2 <l:JJia .m~J ·rf:'ina le slnif.ira dello sterno e n circa <'m. 2 d~tlln superficie intcrnn d<' Iln pn rete tor:tf'ic·n l). Il J)T'OÌt'tt.ile ru ~st.n o!'<Ì l1('1'()11fllll(l lltA' NlllP JWI!'l>lzion.i t:t l~lln<'he. 11()11 è llhel~ In etviUI ~rirordi<'ll. Liquido .P<'ri<':l r <lic'O l<';!J!CnnPnte llUDH'ntnto. /t~fCI'I:CIIiU . - I i )tÌOl'DO 24 htl!'liO 1!121, ('<)ll \'CilÌCilll'rllt'llte )trepnrato nei due' giorni di ù<>~(·ll7..'1 . vi<'JH~ l"'ltlnJ'lOstn :111 <'t<'l'()u!l rL~i J'<'r ('>'"'<.·~ QJ)(>Tato: Incisione arcuRtn:


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I·TC I u; .'\EL e\JOICE

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a lembo cou concavi HL sui:.>eriore: ;;i oolleva il le.rulJ<> L'U tau c<> e ~i 1-escca la carti. lllgi.ne della fl" ro::;~\ , Il d)rolettil~ è pror:oudo : lo si 11 vverte uppena pa lpu,n.Uo i 1 cuore : si taglia la c~ntiklgiue <lell.n G• co:;rta alù1 sua in,;erzione collo sterno e si wlleYa la caifti illgine seuzu rt'Cidet·Ja, Si inci'\le i:l ùNl'il~l·r<tio: <:un~lene liquido in pi1ì <k>l nor.ma le, rossigno. Alht punta elci <'Horc (faccia a.nterion~) si :\\·v~·rte In pallottola ili fueile e sulla par~~te eplcardic-a cotTÌSJJQUÙ('llte nlla J.~;tllottola si vede una 7.0ua dl epicardio bia.nQLstro . .Ma alla prima presa il cuore si arrestn: si riabbandona; dopo qualche ~ondo il cuore torna a lxi ttere, e si può rìa ff;erm.nre. SI prende allora In punta del' cuore, si incid~, si estrae la pallottola e sl appllçauo due punti di suu•nt ·in catgut. Si fa la sutura· del perìcardio an catgut e si t:ttturn: quludi la Yl eontak1ginc (:os~Jle a l ~riostio <lcll() stemo. SucC\JI:iNivament.e ~>i abbatte il l<'mbo cputneo .cd i11finc s i sutura , applicando un piccolo drenaggio di ga r7.a : m ed i<-n tura. . Supera to ciro t un mc><e e 111ezzo di d~f.>nr..a, nessun d·isturbo sii verifica ncl-

I'OJ)(ll'ato: egli desi•lf'ra uscire. I...a. f_erit~l è ctcat.ri7.r.~tta. complet.alUlente e l'ln~'n.no riprende le sue attività nonn.almente, cvme pri:ma, ~.nz.a che si verJfinssero pii• disturbi accusati all'atto d-i entrata aJ1'0Si)C(Ùlle. 0-•11en;az ion i. - La oo se del pt·oiettilc corri!<;pon<leva alla punta<o(lel cuore, m<'ntre obbiettlV>Imentt' si e"l'll l'ltablllto il foro di entrata del proiettile in corrispondenza dell'e~I'e'Jllill't r.terrk'l l~> <~01 3° fli.Joll zio lntercostale siui.stl"'. P roba bilm,cnte, in SE>gltito all'urto pt'OYocato dall":ntic'Oiazlune coudro:::ternale e per il movimento rol<ttorlo'del proiettile ste-.-;so si d ov,<>t.te stabilire un gioco ù1 for-.r,e tali che orizzont:nrooo 11 proiettile <.'Olla snrt base ,·erso Il b.<tSSO e pl'e('isnme!Ilte verso la punta cnrdlaCil. Non si pot;è stnbilit-e la profondità ù.(~l proiettile nel miocardlo, e cioè se questoem an•lnto a Jimlmre o!l oltrepas..<;Ut·e l"<>ndocnrdio. Il fa tto è che appena estrntto il .proiettile. ::~i ,.<>t·lti<'fll'OIIO due fiotti s;:JJ~gllignl conshl(>r;<'Yoll. prontamente am-eli't:tti colla su t u rn. In qmmto ngli sputi S.'l ngui~o:ni \'('l"Ì·fkntisl dopo pochi gl<H'ni d:tl trauma, ru ('vidcnte unn lt>Sion.e •lei lembo Mlt1•rìorc poblll(HJurc, e l'e nei prirol _glomi 11 sang1.1~ non ehl>c ~>:-:ito rtttnn-erso i bNnchi <' la bo('("u. si ù.~v~ lH"<•sumere C:lle esso abbia· n vuto m i.;:diol'<! sfog-o a ttrn ve1·so la ferit"t fino n .:hC'! i ra·oc'<!Rsi di t1par:a:r.lone non ne (}Starolrtrono li <!<'flusso. Riguardo poi n i fatti d! ]Wricarclite che J>O.';.<o(:m o ln~d!all'f:i: in sLrniH casi, i l fenomc>n<~ inJìnmmatoL"io cl viene spiegato olllre che dalla preren?.a d! un c-orpo 6f:1'mneo. come nel w so, ancbe clalle pnlS.'l?.ioni cardiache st~. Prima dell'attuale guerra consigliavasi l'intervento diretto sul cuore. ·poichè la maggior part.c del feriti presentam lesioni d'arma da t.'lgllo co.n grande mortalità. Il Jìi'Of. Spnng:uo di Vcro:rw rinni Cil'('.il 40 casi fl'lnterveuto Stù cuore, ma uon per estrn:r.lonc di p roiettili, bcnsl per fe rite. L'Anzellottl ha al suo attivo 2 casi di f<-rite d el <.'ltm·e con presNl:r.n di scheggia di gr11nntn nel c·uorc. P t'lt' uno ha tnmto esito felf('(>. Ad o,.,ou.l miXlo, ~bhet:e la mort~tliUt sia grande in slmill casi, e possa stabilirsi che I'lnteT-v<mto sul C'nore h.'l In sè estrema grnvità, pul'(" è da ritenere che sul cuore ;.i possa b.eni!'ll>imo Oll(!mll'e come su <}lutl5oi.asl altro Ylscere. Nella confert'UUI scif'.ntWca ùf'l febbrnlo scorso twes~ l'ospednle rollltare di Udine ebbi o<.·(•ttif'lone di illu!<trare questo caso e prC'ronrtare l'ammalato. Il quale stn bene, lavora. ~.-onc in bid<-l<"tta, /;> eU ottrimo :~~~tto ed è In (.'(lnòizionl Oslche da potersi proc-acciat't' da Yiw.•rc.

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CONGRESSI l

vo Congresso nazionale di medicina del lavoro

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(Firenze, giugno 1922). R<'lazinne del prof. Gaet ano Fu naioli, tenentE> col uurlE'liO medico.

Il vo (A)n.(:'res:;o uazil).n:rlc ùi medidll)\ del la,·oro fu Inaugurato in Pal:a~ \'P("<'hio a :b'ircw.e I'U giugno ~:<.>r!:-'0, :~JJa ptx'c"(>JI7~t del MJnistro del lavoro, d1 autorità e di gnnHlc foll:r <li in\'itati. Le ""'d11te si teu.uero suc-<.'E'J::Sivame.nte nel· l'ilulll .or~r gna <'!el R . Istituto <li studi SUl){>riori. •.rema d{·lla primn :tduu:m7.a J.'n « Lu PI'{WC.nzion.c <.h'llc i~tvaliòltil d\ indole m e.. dica>>. •relatore il wof. Devoto. L'O. ril<'m .l'l l,.'Tnude in1po1·oonza della pre>enzlone ri s:J;ei:U> aHa salute d.clle das~ -lllvoratlici. in cui J,e aff<!'/Joni tendono sovente a <:t'<>ni<·i:r.z.'lr~i; ou~ la ncoeOOità di visite scru,polose all'atto <11..'\l'armui:-l.-' i , l' cle ll 'op{'ra io a l lovoro [\('r In >~gn:r lnzi<>ne <U htd·ivitlui cbe sono a ll'ctti eventual~llCHte dn nmlaltie latenti e la IJ~~itìt di runpli.Jlmento di o.•;peclnll ~r i pa:de nt i dl mnlnttie a c ute 11lfwe <lì pott•rli soti:<IJ)()JTe ad ull trattnmento adeguata- • m<'nte lung-Q: (JU<'l'lto tratt:1mento dovn' hl>e ,~«sere continuato in adatti convaleSl'(>liZia!'i. per poter curare SP<.>eialrncn~ n l cune mtf.'gorie di malati più c-omuni, (·c,!tiè l iwfl·itit•i. ~-:li all'~'t-li da N•umati:>llil JX>Iill!'tif•ol:tl·i, rwi quali ultimi la fibra mu sool!lrf' Cill'<liaca \'lcm<> :1~1 fH <·ilmente sfiol'flt:t 1• ll{ITI ,.;i t'iJJ<11'U !;C non con coogrml :tlimPnt!l?.ion"e e •·ip<,so n!':."lli lungo. In t.'ll UH>fiO si pos!"'no t>rcv~rùre lnvnli· <lit:\ ·nwrli<:lll' a Ciltaltt>r<: permanente elle Je<louo la ~Iute <ll'll'oper:tlo c ln for7.Jl economi<:'ft cl!'.lle nn?.loni. Quindi la prenmzione <lf'llel ph) ('Omu ni af:l'ezionl medl.che ri c hiNl<', <>ltN-' 8 vil'tite ]it'ri<)(li<"he ~<.'lnitarie, un·org:tnizro7.lone Circ-a In preven?jon,e 1lrlla f•mniril:ì mtit..llm<'ntc• MI (>pf'rc di n"-siC'Irrnr.ione sociale, d'hrif•ne generai~ e di Nlu ('li z i o Il!(' or><' m 1n . K<•ll':1mp k1 <11sc-ussion.e ~uitane s1 è insistito sullA neoe.ssltt\ di dnTe ai m{'()i1·i c·i\'111 un.u istru7.ione )Wl''""Jltivn ~emt•re pi1ì ~"t<·Sil e d;l ITJIJ(!'ttPrli In g-r:Jdo di con·i:=:pond.ere a l le f'>'igel17-<' 1li mc:>òJ<-1 oor-i:tli. Si è a !tres! mc~Jl Ì"O rlli<>vo l'opportunità d~ll 'lstitn?.iorlt(' rli r·om·nl<'~ren;r,i:n·l p<'r op~>r·a t. di c·ui J::'Ì~I Ili st1win mf'dica f\f)J'<;!Dttna avcvn indic:1to l'~t l tn utitit:ì soc·ia lc : ~i fa vntl cbc in lltiX's.'\ <l ~lla l<'!r!!E' !~ull'assicu­ r a7.iOllC di m:tlntti<' sia dnta In più nrrnpia interprl"mzi one .'lll'art. 3 df'l <lC<"reto-leggc ~nlln lnv:1li<litil e Ve<'chinin e si <lomawl~ che nf'l r('J::'olnm('nto sismo Introdotte Il' di!<po!=>l7.iOTJi IIC('<'s;:nrl<'. 1>;::::;! mnnmnti. l><'t ln più effi('f)C\P pr<>nmzione <" <'ttrn d ell'Jrn-n liò1ti1. :\t"lln ~-<·<HHl:1 >'C'fhlbr fu sYoll'o d>~ l 1lott. 1\fnRi il t<>m'l <1 Sull'or~nizznzlone òE'<i turni <li l:t \'OI'<l ». l'rem<'~ ~U>!'C> no~r.ionl l'"n lln fislo!Oglin del h~>oro c ::>nlle CO'IldL zlonl <'h<' •r'<';::-owno il miglior<' !<HO t'('Ddimento, l'O. sottnpone all'nn::tllsi minuta Il nw(·C'stnlsm<> df'lln fatica !"'tto il riJruardo fisico e m<>nt.nl,e, si d!lfQnde sull'allr. nmn<'nto e ~1i suoi ~>ll'ett.i ctrcn l'eduCilzlonRo <leg-1! OIWlni di movlmPnto e del C('rvello: applim QlJind.i i dflti l'<Cientifìci ni fini d<>ll1l ml.(:'liore o~anlz7l!lzlone del turni ò('l Sf'rTlzlo fNrovìnrio. on<lf' evit.nr<> fnti<'a ed avel'€11111 lavom llrmoni<'<>. pr<>dut1ivo. b<'ll!?firo pe-r lo spirito. e per fJl'().';pettare Dl<'!rllo l'Indole del lavoro nelle ter:rovie fn nn t>ffimw ·Parnllelo ri."))(>tto n qne-Jio dei contadini e del brnC<'inntl. go.«t!enf' 11 principio ù<'lle 4S ore di lnvoro I<E'ttlmn nn Il. l!.'il\ per leJ:·tre npnllrn t o In Ingbllt<.'rra. fi.n dnll!ll7, an&r~ll'llll<lo <·lle Il r<'!!ime <ll R or(:' <li lavoro g-loi'Unliero. vigente in !U"llla PE't' clr('f) .t milioni di o~1'1ll, ~n <'0111'>0li<lnto con <llsnosir.ione lE'f!islntl'l'a. <' fll()('n<lo voti che nelle ore libere l'o)Wrnio trovi In i~JCCinli 11mbif'ntl m('7-z\ ad11ttl di <>levazi oneo <'lllturn le f' morn )(>: vuoi<' inoltre evit.n to. per quanto è pos.c;lblle. n la"'·mo l'ltrao•·tlin!lril). e assai caut;e;.W t.o il lavoro .n ot tur-no. P er il personale operaio


CO:'i(;ll~$Sl

~non tumo l: qut:llo <~i , ore, <liviso j;u due periodi, con due ore d'intérntll o: p t>r i t

JK' ~wtl!!. tll

i':<>\'V('g!i)~ll%~1 (guardi<•ni. t~•rt>...:ri. ;;uuHii<t·Dt'\ln:i, gmnùia~stallio-­ le IS ore dJ lanwo votrel>b<.>n• ~'">'('n' pvtt·Httt>; il htnwo <l!el persv11:.1 le di · DlllrcbiuHI e di :<t.vl"~\ :ti tr(•.nj limT;\ <'-""l rt' di•'<·iplinat.• in mori<> da Ìtll•Ji i<-"6~"'"<' 8 or~ n~. e<;('.)

..

-<!OJne la l" oro dft>ttil'll <'(>11 turui i;..ri: ·u i•·:r.•r·<!'.utr· tlistx>sti >1K~·lp nel 14::! ore uortuwe; i l hnoro { l i ll<!tte iurltH• dont•bbè I:'S,.I'l't• :t:-<:<l'l!"lllltu sulo al l>t'I'S<>U;tle uws('hile <.'011 int,Pk.ogo di .J <•rt>. sia •l"~"r i l l.lfl'>'<>l'L:!tlt• di tU<•,·in•NHo. :-;in )J('I" que llo dì qtw l uillQlte .alt nl C t t<>goria :t tl\'rulentl' n <i OJJCr-e gra vo.-<<•. Al termiuc dt>ll:l rlal.x>rJta •r da'l:ivne il ('on;.:t·e:<-<<> t'nWttP. duJ>o aui•lll<ltn tlit;(""WjSÌ<>ne, il S(·~u('nt(' onlin~ del giorno: « Ritemtto che il pr,Juciplo dlelle 8 or-e eJiettlve dl luvoro d(·n~ t'irUHIIt' re inlm~gihilt', che l'ot~.tr·iu <i i Llvot·o l'ff-E> ttivo d4!ve es. sere inte.rmtto d:t tong1t·ui JK!r iqdi di, riP<>l:I'J Ynrinhlli »eeonclo l\~ >~l(;'\·iali c-vtu iizioni dei laborutorio e <lfl i<tV\)1'0; 1·itemtto t·he tutti i J:ml>l<·tllli l"i)!u:ll·tlauti l'vrg:wb~­ zaz;ione dci htl"lli di l ul"oro non pos~lJ\<) ~"''lurientemwl t,c. ri~lver~i che c:ollo studio -EI))eri.nlf'llltn Il.' eLi retto 1l !'1L'l !H ti<'Jl n!l'i di n't'l'li lllfl.<;ti~'ri e nellf• <i i\·p r~ c·rmdizioni .Qillblù~lt:IJi () Ìlltl i''id ll:llÌ. !J ('O!Ijl'\'1'.-l:<tl f>l \'o ti dlé j::ll l'liti. l\l"{•))<)!'<ti 11Jli1 <Ji>'I"Ì'!tlinn ~ tut>€ 1ft del 1:\Y('I'<l, i~tit.ui><C"i!IIO ...d iH<·•H';l.l:").:ino il ,.,,r;:!'l"<' 1•: <'N>'<> k- gru w i i i ndu.-.1:rie stJtl:illi f' l)I"ÌYat<> <li lahot'l'ttorl .~)(· ri·nwutHII per lo stud.JO <li tutte le quf·~ioni, ron·fY'm(>Jlli J'vt·ga n i;~,:t.<l :ò'lllf' se: i l'Il t i lì m dp l l:l\"01'0 >>. :'\E't •II>Jtttino del tet~ll'> l!'iot·ll<l rl.d la •riunimw il Jll"Of. Biondi ri.f('I"Ì \lo>ltanlt'ttte St tl tt~ma: «Nuove e ve«·h ic n'<illte ;.u~ll:l\"\"elrnJllllénti da J)i()Ulho ». T/0. 1'-~l'"lle 11 nzi tutto l <' n ttun li conosc~n7R <·i rea In lllil~iore atSOOt·bibilitit del Nombo r~r la via ~-Jlt~d\"'it o t'l-'><]lira'torin (quN:ti<>tH' d•c· non è !'tnt~• :lll<'Ora mmpiPt:tnllc·nh• riMl t.a), si !llhm!!n ;:,rll't" prol~'lhi l i t·a~lon i ch>lln tol.if'rn·h iUtù :tl piolltl)<) if><'r PHI"h>. di alcune cat<>g-ori(' <H op<'l"lli : l"i<•Jt<' poi :ai l'ritet·i di <lin~no~i eli m·v<>lt•m•nwnto >'lttnrnino i))re· c•~. nffPillll~t ndo <~hl! ~ i i elf'.IIJ~·IIti tndit alqi"Ì dc>ll'nss<>rhinwnto rlPI IIIC't~lllo l'i ronf on{luno c-oi ~intomi cl C'l plrcolo &~tl1l'IJ.i,<.1Ho. •li (·H'i l' ~&liiW el dk u•·in<:-. r ;H·C'ol tc in -sd..lt.t.l n•r·ipi,..llti <' n pil't riprc~. dit >1(\l!.l l:llnzimH'. Rmto ;:intmnl pr~:oc.l eli Mt:umill"'m<> l'ori<> ,::-en~il·al<•. d;t r•rinw <\ c-o lol'itQ ro,;sov iolflc•('n ,, pni hlHnstJ'(). l;t dimiHuziOIH' el i t•tw rgin lllJI.S(·olllre 1l0;di e-<:tcnStH"i r/Hlin.Ji (n 11' i n fmwi rl0l t. t·id pit.€' hr:wh if•lr c• d t'l >-·upi n:\ tiJOre lungo). l'E>ma to-srlobimH·!~. che pt•t·ò n<>n è !<JWd fka: le <'uwzie l.lal':()fih· hat1no vlllore di ;;inlo:uj c•oll:ttet'Jt l i. <'OlllC Jn mononll('l<><>!';j, mn l)()ll ,<:Ouo •P::tlA);!"HOIIIoni<'hc in modo a;:sùl nto di ìnt<>!".'<il'nzione fC'Itu r •l ln:t. Il f'()mpl~<o,::<> sint<'llll1:1tolo~iN' <·oll'c>><nmf' delle orine f' ln (ì'HlO~Il'l.il pro. f l\.'-""ion;.tl(' C;()nc ~Jffki('ttti :n fn t· rile\:·an• l'n s,.;c~rbimE>.ntQ dE'l meta li<~" llo;;i a:<""'\ l !'le~ vRtf'. !'<'nzn dt(' ;:1 a~')f'ttino nltri ;:intl)nt•i (rome lpcrtonsiorl>E' :nt('J"ios:t. 11lhtllni.mt. ri:t), on<lt- pr•'Yt•uiwt• ~li ('fft"'li •ll'l ~r·anclt' ~nturni;:mo. Xel P<~m('ri:;:-~io tlf->lln -·-tr·><~:l ,l!i~a·nabt fu ~·l'>po;:t<> dal •J)rof. )fonti ·In formn l"ll<'·cint.ll. rnn i n c· i;;h·a clizi<)ll<' ~ <"'ll indiriz:oo,o <'mill \'lltem('nte JWiltÌ('O, i l tt~lll:t : « IsriNle a ,l!rnl"in ilE-l rlnpo-;:nt<>n'l'l <'on l'<!W<'in l ~ ri;mn•J'do n11i1 mnl11ria >) .L' O. n.lhtòe nll(' <'Oil· f'('l!"llrnY.f' hll<)lle (' :l ((ll f> llf- (•flttil·e l:l!'K'Ìn t(' dal h\, l!"llf'l'l":l lll().Jlrlia )(': trii. i <' ])J"illle !H' •CE'nllJl a l mitrllo•·:l111<' nto ('t'"OJH)IIIÌCO fl()t<'I'O]i' tl.!'i t·onrn•l,ini (non JH·e·-on t.flll,l!llnto lfK'rll dn irrohn~ i ttl I'MC'i('llf<J i~i • nir'n), frn lr S(>('()P.tk nrrNma alln lliffusiont> in t'l'l'>! cl'elln e:;iOli~ll(>. (l(•lr:t.lK;olisuro. <\<>llofl tjJni<J(• (tli c·ni !<Imo, !;lj)OC'i;llnw.nt.e Yitt.ime i b nrnl>ini). fl,;•lln {li,"'-"<'nt~rin. J•r i ntn c~<·lto ;:.'l1erm poco M-m•m". del tifo N >ilDtematlro ~ ·in tiloltc- io,.:llith tl>!'l l:l htbcr'<'olo~i. Oltre n l')nPSI:e ,1!1\(ltYi mnllltti<:- post-belliche v i è dn N>ll,.,ill,·m rf' (qnak ('I"N l itaJ''i<>tlt <lf'IJ:l 21tf'l'l'n) il )!1":1\·b~irno proòl<:-nl>l rlella rin('('('n;;iotw m:t hrkn. <'hP ,::11 ::ofot'Zi \1<>1 t l"f1ltf>nniù ])l'(··bl"l l i(·o ~1\"l''"l'lllO a!>Sai a t-

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Non ha;;11\. l>E'1' far·e ;:<'<lln]ln•rit•(> ùt nwlnria. la c:u l tum lnt;('n,<=ivn. <'òmpito che. se fo;;!'(' <>n t'fi.<-i <>nt <>. "a r t>hlw rl"lll t i nllnC'nt~ fn<'i i!'. ma occor·re v(J:n In l"<' ~li uomiul J>Ot·t.Jt·o•·i c·t·otdl'i •l~ll'·iqtf<"l.i()n<>. ò :t <·tri deril"ll 1\l.<:l)l osione di Jtnov i lll'<"<'"'"i. Dalle osl'><'t'"l"::t'l.i<>ni J)(li.:t·l'li'IIJ<'h~ ri \('Y:l:,;i l'h<' Mlclnti lmpmtet.t~mcnte ~mrlti hmmo p~ vor·:lto l"inf!"'t.iOn<· :'l Jnf'Zl'.O d('Ila pnlitura uuwun di :t~tu'l.arc nt..J la r i;:e""'· Yinmt.i in d~t<'J~'l •·i "'' ti r•Ji m i <> d i n·nse :t n<·hC' In \(){'!l l i tà OY<' v<'nti an n l irtnlt.n7.1 non ~l erano n 1ai Ol''l(>rvn t~. 'PMt•ntlo ronto dt'l ~tln u1. <1<'114.' sJ)eMe 111 7.Ml7..n re ~ deU'uomò inietto, si r>OSmno mg:• n 1n JH<' l e <l i f<>~ cont ro llll<'<:to contagio. f'i<X~ la b<>n.ifica dell'uomo e la b onifica llell'ambil:'rtt<'. La honlfil'n fl.<-ll'u~m<> 81 etr<:>ttlttt d:n pntolo~i e da f'linicl .e<.l è <>J')I>t·a Il!!!'<.'! i l un~a; la l)(lnitìm fl<>ll'nmbientc è più romtrlE'!'<AA .anC'Qrn. non '00-

zs• - Oi{)m.tzle di medicina mflilar e. -

Faec. VII.


~taUllv la ~mnolt> l.Jvnìtk~t.. la lJil;tlt.-' Jl\.'l'd.J d~\·e l':,.'Wt\' lutkgnlta dal~t ple<:o.l.u bonL ficn. poiehè t- notv <.'>me le ""'n"~•~~ :<i ~,·ihli •J"li.H > put·t· in f}:(:t·oli><!<inJ(·' fl('l7,7-e. ::;e la gran•le l••uilkn è <~gnit:n ù.u ÌIIA'._ogneri, 1:1 ))k,·ula b<>Jii.tka dl>\'l't'bi>e t's>"et· ftttta da C'Oili:IIIÌ IIÌ (' ;;p•:dC <lA Cvllt;J(Ji.ne <.'OJI)!'l 'li!IJIH·UtA• i:<tii"UÌTl': IJt'l'd(), !),l'l' S\'iht j~(l:l f(' la b'111Hdt• t• la 'l•i<,'(JI:I oouìtica <lt'l IA•rrt•uo. th'(:t'>~ it<t ltl: piauo di hn·ori da pro~l'ttarsi dal <'ou><ìl!l iu >'ll ):eri ore di saniUt e un'ot·g;IIIÌZ7..:tziont• di ~'{ ·ut.ori <la educarsi igieukatn•J tt\' Jlt.'l' OJWI'!l •H t<>t·niti, :tllil qunl•.• O!~·rn ÙO\'I'{'l}bero t'Ullabont t·e i mae:>tt·i,. !(• or;:::auizzn:r.iulll <h·i <'<lltl<tdini, <l<.'(;. lAl >'<1tola della nuo,·:1 Ita lht dev~ pnestare ef-

ficace azione a questo serio )Jr oblema rli t·e<.kw:tione um:tna e c-ontribuire ad eleva:rel'lt.<tHa a qtwll{' t"CIIHii:r.ioui Yittoriose e<mtro la mul arkt, cui-si <.'>l'a giunti lll'lma tlelll\ gncrm. Il t'<mg t'\"-$(! proi>One, dop<~ {'''''YJJt~'l dì~ussione sul tNtW , il segueot(• ordint· deL giornv: << Pl<nukndo a 11.~ r<'l:tzit>tH~ del prof. }o!ontl ~nlle -malattie degli agri<.'()!tori SJX'Cie !'>ulltt ma In ria. <'<l a•'(·ogli<·n<lo le <>-'''"""I'Y:1:r,ioni ·pr<·zios..• d('! prof. &lavo sulla n~ssitil ùl in<lir·i:r.7A1or-e ton crit<'t'l igJenid I'Nlllizia <Ielle t'll !>e rolOJtiehe. il COingre~ •im·o<.-a coll:t ('!<lt>W<ion<' df'lll' Pl"OI' \'ièl<'n7.(' nssi cm-ative alle classi liiYOralli<:i d el <':tJupi, l'~ltivn propag:IIHla tl'igie-n;:> ropolare e In ti~~e.iODf' di l!lOI'IIlte dE'finitiveJ'lCl' J'igi<!ll~ il<'lll' ahiltt:doui a~t·i<.-ol f• >>. Finalnlf'llh' lh'lla ~h t t:l di dtiui:nt·n ftt cli,:<·us~ ur.a t·f'!aziol:,(' :1 !':tllmP.,'l cler prof. P.<H'l'i. in eui trnc<.:iasi un pi11 1111 di t·if(Jt'lllC d.l'll:t IN!';!<' <li pro tPZ.ì•>ll<" dt•i JaY<>r:tt<~ri ('()n!t·" i dn unl dì Nt•ratt<'l'(' inforh!lli~li<·o: "<'gnirvuo Of<!<(··rni;r.i ou ì e rom;n . ltÌ(':tzioni. tra (11i int<-t·es:::.'ll't.P 'llll'li:l di'l p rof. HrO"'!)(' J'i. il Qll!l !e. l•l,>[)lCSsi i ca. rntte1·i delle mnl:lttie profe!>s·iona li ri"p<•tto n ll'infot1unio ~'>n l lllvo1·o, e \()('(';~te Ienrincip,l li q\le.Mioui (~)JJ('<'l'IJ('IIIi il •]IJ'Obi('Jn:l <l<·ll'll~lt111'11%Ì011<'> (](,'IJe nt~tJntt)(' pro(('.~f': ÌOII/IJi. <·•>JH"Iud<> a iTPI''II!>Ill:lo il pritwipi<) Hl<' !--inno imlenJti:r.l'-atP 1:- l<C>Jll'lldE>tte mnlnttil'. il <·Hl ri:::drio i> simi l:we a l rì."C'h i o-infortnni. L0 st~"x"" IW•)f. Tk>rri Jess<• tlltH elaoomta rel:lZ'ione: « r.inee <li nn'<•tl<"<t mNUCOSO<:i:t l<' <la l<(•ry!J·<' <11 hni'<' :1llìt <'<)l<litLt<'THl:t Mr>ì<>!.J) òi llJ<'•Iicinn pnbblkll '>, •nl-1'(1ic!m.t CbE' Y:lllltl f'III!JIIll('nt(' i mnlt<>plif-1 )lmhl<>mi Òi'JI:l tntcln i~i.i'llif'll <k] hl\'01'0. ff'll,!!ll conto d<'.i prohle.mì <lcll'<'ll!!<'lliNI . .mig-lio;·i gli i stituti giuridici eli <lirltto pubblicoe prl\·nto. nm:llti:r.:r.i il J~:;rilll~ c·!lr<·<•rn rio. ('(·P .. inten~!fi(·hi cinto ~~ mas,.Lmo la molt<'pli<-<' ('(.)()jWr:t:r.i•>ll(' ln<~li<~ t!Jl:t pnlilir>:t !<:IIIÌI.lll'ifl. JIJ'pl'\}fi[tll•!ICIO <IellE> ('<}DOS(·t\1)7,(!' dell'iJ-"i f'lt<'. <le• l! n J)Pd i :t trin <' d <'I l:~ m<'li i<•i 11;1 l<>c:~ l<'. A l'PIHI('l'C piit )ll'•,li<·n i l t·i,.nlt:ttl tiPI C'Oil;!l'('.'-~0. il C'OIIIÌf:ltO <mlin:ttOI'<' llVCVll collor·:ttl). i11 NJ!<' :t ttil!ltE' 11 'fiiPII<' •l r ll<' ~òllti'. unn mo:::tr:t <li nJlp:~ rN·r·lti ])('l' ln pr<'· Y('n:r.in:Jr• •l ••llt> l>l:ll:tlti<• <'11 lnf<~rtuui Jll'<)f('~c:innftli. ll11ll I"'llt'7.IOI\<' <li Jl('Z7..Ì in C('Til n:;~Ji dimnst t':I IÌ\' 1 <lt>lla p:ttoln!!ia Jll'()ft'!-~iOIWI€ fm:ttrdtll<' fl>rnit.o dAlllt dinil'8 deT pt·of. D evoto) , 111111 ""ri<> ò i fot0g-t-afif' int~ a rll~~-lll'<' qnnnto si è fatto In Itnlln <llt ll'or;rnnizi'..lll'.imw f<'T'l'OYinrin. 1\:tlln C't'()f'l' R m•s..1. ò:~llc a>l;;;(wi;nionl tln<lustl·i.n li, e<'C.• )Wl' In tnt<'ln <l<'i 111 \'Mlltot·l T'Ì"J)('Ito 111 rl.'>f'hlo <1<'11<' ran~ vloiE'nt<'. ltrut r:l('('O )ta lltl!llWro;.;;t Ili put.lllir·azioul ri;!tt:tl'd:tnti l':t~i,t<•nr~t d<•llP f'las."i lnvc•rntl'i•·i lm!ltet'inlc d<'ll'l..,.titnto it:tli>Jn<> fl'ìeil'n<' " PT'<'Yiclt'117-'1 !<()•·i:tl<• d<•l pt·of. T.c·vil. e<'<'. : ('()SÌ('<-! tè lHlÒ :1 Il\' l'Ili :t 1'$1 (·be Il Y ('IHI/!I'<'S"O 11:1 zion:tll• d i IW<li('illa d1'l ]:l \ '{)J'O è '!'!uscito ('{>mph·tmJII'Ilt<'. n0n t<tnto ] 1('1' il ll1111tl•ro rl<' i pt'(•;.f'nfi e tl<',:!ll :~clcJ'<'Utl , quanto nnf'h" I >PI' la profk1lit:'l <lf'll<• di"f·ll~i<'ni c }W r Il ntat<>ri:1 1e dimo!'trntivCl' ('9J)()sto. <'Ò hn d.'! IO co~! nuovo impHls<' 111l:t ripr<'sn •h'Ilo studio <h' li~· infctmlltll profcs~lona IL c·hE' 111 lnng-a l:lll'lTk1 n """Il fot7.st tn llH'llt<' i'OS['I('so.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA GORlA. - Le simulaz-ione cldle tMicopalic Tmrli•~olllnnente 811tdiat.a uf'll'e,•rrcif()o il11rallle lfl guerra. (t< Note e rivi.o::te di psi<"lti<tlri:l l>. n. J. 1!12:!1. T/A .• con la ;ocortn, ol hre (·he dell' iuùn~in<' bibliogrnfica, di mm notevol~ E'.speri<'nz:t f:lttll flllt'lllll<' lit ;!ll"''rn. c::in in pri.n J.'l lin<•n e rr<·l!li Of<J)(••la li cln <'llùllpo, ch.e nei reJm rtl P."lchi~tr!cl d<'lla 35• diYiSi()uC, d~•lht 7• ArmatA, del cor)}O di Rpedizlon.e-


IUHST,\ Df. t.l.A >'' 1.\~11' .\ ~ll.l>ll'.\ IT.\1.1.\:-.\ f: :;Ht\:-ll.lt.\

in ~~~~.:~douia e tleli\J:,1J<:da le mHit.are di Torinv, ha t'atto \WO :studio t'<Jll1,_VIeto su lla sin.mlazioJie d<'i disturbi lll<'ntnl i! nell'ese.n:ito belllger:mte . Rlle11'i!to <:.h.\.\ In siruul.nzlone neì militari .si svela, da w• lato ill)r l'l maucanziL di verità òl ogn.i singola mauiJc;,:t;,ziQu(' studi~1ta a sè, e d~)IJ'altro .p er l' incooJ~ del loro <--om.plcsso, ha ùi:stinto i temi ~iulODlut:.i.d <.vutunewente sim\Jlati c-ome ~e: 1°- ISimulaturì di l11ròc d(;!lu c:onc/otta, lllli1Ùf$~SI<uttiS'i, :<ia <·ou uu aumento cbe c-on una diminuz..lone dell'attività ~iéOUIOtorut, che può anivare in t}uest'u1t1mo cn.so aù un anesto dt!l tutto 1111nlo::o Hllo ~tupol'l· . •-<ia L'OH lJI IeiJe de\'iav.ioni qualitatlve che si: i<lf'rttifìt'flno con i VO<'.nboli di sto11<1ltù, stravaganza, assurdità, Jatui~ì, itH.'<Ae'tenz.u degli utt.i e ùelkt condotta in genere. 20 • l:!imttla.tot·i di /·urbe 11elle mami.jestaziotti ·i.d~;:u. v~;rbal-i, che si rin~lano in partlrolar modo sotto forma di rl.spo::;te assurde ;(;' (i incoerenti o di lJCl'>i•..:vt'raniouc di 1in1si o dL parole, OJ.'lJ\II'E' di fi.uzionl di turbe S<.'llSOL'inll O <li idl>e delirnntL - 30 - S'ilnu7a10ri. tU lll!'bè riti/a 11!1~1llO!'·i(l .. 4o _ Simulatori eli crisi p.sic·)·111<•turie impulsive. 5o - Simulai01'Ì d.ì ol'i..ti cowvulsivc. P or og.uuno di questi tipi elassitirotl l'A. iliiL.<otra specìficatamente e <.-ou gm ode <.'Ompet~ll7.a l una tteri .()!t'l'!' re1tzi:1 li c· il<' .pennt'ttouo <lil sw bill re la diagnosi ùi sinmlit7-!0ne e !lllette succe.ssiv1uuente in rilievo {llcune caratteristiche di Indole glt"uerale elle sono C'OIIIIIIl ì a!Ja massima parte df•i• !<i.Ululato·rL L'A. c"Oncl u<lc annn cttcnllo elle- la pii1 gran pa rtc dei ~>'OIda ti che simulano oono degli nuowuli e non d• gli amm11lati: Jtet· por~r siultllare feuomeul l~"icopntici occorre che Findiviòuo sia ben IWCst>Jlte a sè ste.."-."'0 00. abbi~l netta la rosdenza di quello che v1101 fare ed ba lnt(·llZ.i one di otteJlere, e.ntra.rtdo cos i in gi uoco forti elementi fii volontà . .Analognmente sono anche limitati i c:•f;U Il.('i qua li si verifica l'esagerar.ioof'. J'n,<:\;1-'nhw..ione del <1 i$tnrhi J~ich!ci o la Jl,Cn;evèl'tl:t.ione di questi, dopo an-<'nU~I 13 J;IIUJ'ì~iont'. D 'nlrrn ]la1tc. E'<:t'Cttunte certe forme di psiconevrosi traumatiche sostenute da pteoc<:upnzionl Yo lontarif: e •hl "'<'•>pl utì.Jl~ni, l quali :~gisc'0IIO come fattori suggestivi €'<1 ossessionauti, nelle altt·(' fotrue gli stessi feuomeni oono ùa considE'l'at'Si come selllt>ttnm<' nt<• sinl\llati. Lo ...;tudio ;li 'lll<'f.lti iudi\'irlni h:1 <limw.ti':H•> udla· lllfll!l!ior ])flrte ltt pre~ll7.a di note somnt·o-p~;ichi<'he d egenerative ed in t.'\lnni d~ essi c: m\ ttere d i NimiJwlltù evi<lente. JW!' qua.nto molto di l'.ado raggiun!-(a grndl àro·n7Atti. 1-Jolt.l militari sl!Jnulntorl sono puramente dei gracili morali, altri scmpllcem<'nh> dPI t•·:tviati dnl eattivo e..< :empio: rnluni rono asluti, n l tl'i sono abb<t:-tau7.a Jn~<'m•l. pnm·n~ e- !'<'n-ili: In rompte,:;~ quindi element.i f:Odnlmente poco pr(>Z!osi. SJ>e<·ie in t"on fronto <lei mJgliori che sis Sit<:rif:i('lluo ltcllc trill<.'€e. 11 non ad<>ttare rp<>l.' Q\J('I;t;i ·siu'm la<tòri !l}i·ov;vèdlmt'nti energiM hl M~ al~ llllomn lie clelia loro ('O :::l ìtuzione &rreb\:1(:', in tempo di Jruet'l-a, sent.i.mentuli,-mo IHI!>11 rtlo èd nnch<' flCT'IN>l o~o per l '<'!':e.rnplo t-he ne <lerl\·a: ocoo.rre con ogni mez1.o i II IJX'CHt·c c· h e c ;:;.<:. i 1·i (o(•Yllll O iJ p rt>llt'Ì() l'<Wi:t le d i non .m~•u•l<li'U n lla guC'rra, F:CI!llHlfiiHlo ln loro qnnlltil di simnlatorl pres.~o tutti i r<!'TlO·rt.l ove migrano, per evitare <'he 1 trHt!ltivl l>inno rinnova t.i. 'l 'n1uw. - .·1111111/a.~ioni sn1>ro !) ('tl.~i r/i t:l'il•' sxia IJ'(Irtl•liltiNI JH'f '('f!N' in c-ranif'i r/i uuc rrrr. ( << Ard•iYio it:tli!'lno di cbint,r;:ia )), fnS<:. 4°. Hl22l.

J)r.J.t . \

frt·iti

Su ,.,n ('('n ti nn io d i l';OI<In ti f<'rì ti nanil'i. rl covN-a ti fltmmt<- l: t J!U<("I'J'll !Il.'l re)lnrto rh ilnll':rìm <l<'l l 'o.~l:ll<' fli r i'*'l"nl <1i Tr<'Yiglio, l'A. ha )''•lllf<) !':Orpren<lC're !l casi di (>p;I<':<Sìtt traumati cn rw<'rr>ee, L quali f1nono accnr:ti~1m<'nt.c !<tu<liati e$<'l!'lllti d<>po l'int~r•ento operath·o fWI' 1111 ])('riodo tli t.E'tlnpo ;:.1Jilit·i <"Ol<'nwnt.e lungo. lu tntti i fNiti, In ('1.1.1 111 IN<imu• <·J'Illli<(l ('(l ('n<'l'f llllC'a nvc:>Y fl sl'!ll" il lh·:<>llo de lle cir<'<mvoJu,;ionl centrali od In zone non as~lutnmente lonwnc da esse, l'A. sì è nttrnuto al nh·to<lt' opf'mlh·o pi ù !<(illll•li<>e e più ,Mzl oml l<'. vnle n <lire alh <'T':llli('('lolllia t~.mr•iil N'l tJli<l ,.;1JtM,ìo ne i l più po.<:.<:lbilnl<'nte Mmplf'tn f' nello 1':1:·~~ f1>m po m~no l (!.« h·n di tu t te quelle cause c he poL<'YflllO f'SS<'T-e gimlir·:l te come fn ttori 1mmnnenti d <'J la epl leR<:Ifl (~<c·h<'.!r!::i<' OR~. :J!';('I'.~i. €1mn tmn i. .(.'<WJli f'!'l.r:ln<'i , ecc.). J)opo <"irea 5 :1nnJ rl:tll'in tCI'vento l'A. hn ]>Ol\J to a c• ·PJ't;ll'<' <-lle dei !l r>JK•J': lt.i. IIC'n 'i <'t'ano ;!!nariti <·f•nJpl t·t~IJt l<'n t<'. mPntrl· in 2 la ~f'f• IIIJlil,t'!<JJ <lf'llc turl)e e.pllé ttiche l'n niT:1tto t.rnn;.itorin e la ma lntlill Jli'T'Illllii<' 1·11ttom in fm'1116 di epllesf'i/l ~f'nernllz7A~tll, c·h<" 1•e11n et1 e t11ttnvln di lltt('nd<'re alle onl1n.qr'ié O<"C'nf'tàziò!l·i. C'onchH1<! !ltlllldi <'01 rit<'nf're lfl Jll'N;e.nt(' Cfl :<nìs t it·a ottim:1 S<llt<l o;:ni l'flJ'l'fl rto :(><1 a:<<·J·in>ntlo l l huon

. .


Rll' l:;'f.\ DEI, l.,\ :ST.I~II' fl M t:DIC.\

lT,\11,\;\ ,\

1: STII.\ :< 11':1!.\

rU;ulLato al f:tllu dt<1 l'Pt'l.imt:ill di una vpcrar.ione to:u~JIC.-<UY:t s i è ;J(AUIIW<li.u con il vant.ul!~rl o tti :tl't•r a,·uto ll <:he f:tre <:on iud;iJvJdui ghH'HJI.i <> JHJII tu1·uti neul'C'}Jflticnm{!ole. nd quali J\·pib ~'<.-<i:t. 1'>':-il'll-llll ilbSOI'L:l a l'fatto 1'1'\l(·ti<'(>Jll('llt<' t> iot'l' I.'QlU't'l,'UeDZa cvn turta pn1hahilitit !:'<l lt;~nt() p<•r IH ll'~innl l'IVHI't' dl•rPttll'llli!HLe ual trawoo, 11011 Ila tronnv le .-.ue r:JI!imd di J!<'rsi,.:t<•rt• l.l,\'<'t•s.-.:tri;~ Hlr·•niL• d<>Jotl l'a t t<> I)J!~l':t t<>rìu: quel'-:t\l n •r1.in1 a r~>l!h<•l't' di 111<~/.7.0 l'ì.nfltWill'.H d<'ll 'al!t'll i l' jll1t,.]I>J!Ì!'Q g'l'l•,.:<~>lu uo in .uutldu> profmhl<· t'l-<lo'.'V l' lltinuv• :tlh•m..:ionl >1IJ· tton1i.l'lJ :•, Il' q1111li 1:1\'il~tlll!'llh' \'Hnll<l prt>t~11':11Hio llt'l k ;J,dl\.1 <Jllt•l tcnt•uo \'tH I\'til Ni hìlt', d1t> <li1n•o..<;tra poi nulie.i <·•~l tt•unci e t·o:<l diflidlr.1 :t• ntt• art.ae e·abl li. l '<~111'11Hh•n< lo, opPl:tziom• [!l •.,ot·t·. 1<11 ('l'l'l'l'Ili uon b'lrHij

e )H't."t'lf.H"(•UH..Jolll-tl 4'l ~i)(,lli\.·Ì 1-('1' ll':ltllll:l: ~ qup;o..LI l:l f._~<lHlUIH t!t..!,; !i ttl'(..' ... 1~ 1i Cff<'t-

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J\JPdie ·t~ tll HelllJ:I " · 11. ;;, 1!1:.!"21.

l /A. ho1 pot u to e.-<:JUIIill: iJ'e dnmnt.l' la J.."'H'l'l~l . nl'! l'i).!'1WI'cli tlt•l \'Jllll)Jt1 vl~ivo. numeJ•l:<i milit:•rl tl~lllllllltir.r~'lti al <·r>~ nio nwdillnte 1111 ~,10 nu•t<Xlo SJH' ci:lle. l'he consiste Iwll'illl'it.a1'(' il J>:lzio ·nu: 11 <lividt•re ~ ~·r tJit•t:'t. ll1(•di:lnte !:1 ,·ì~·i.,rw 411(1no<·nlure, UH!l ltstA't"(•l l:~ •lì l'll'l:t. I:II'J..'":t <·n1. l <' lnn.:..-:1 <•m. n. 1/A. ì> riu.~e (·to ad :~~~~·•·U1r<: che. q n a ndo er:t l"i 1\•sionc eh•!la sf<'J'H \'l,.:iv;1. '"t\ft•l"lllll t: t du l <·h il·tll"l!"" oJ>l'l~t torc. tUvid.<'H<lO ln li"tt·re lla t' lr rnt•ttcll•la n1·ir,,.,.mta lmf•ntt•. IWlr.ìe•nt<E' <'Olllln<•tlt>nt l'et'J'()ro di fat'\' piìt pi<,••la b 11tv1i1 •ll'l·""'la Hl <fll:ltlr:tnle 1"\'lini•. v . 1"111•. d:~t:~ ù1 It-sloue <-et1· trnl<•. dtl\'t'l'll <'"-"<'t~· ill,.,.'l!>'ihllt• ai 1':1'-'l!i lulltino>~i. L'A. ha <'01Jtl'ollato 1)11<'.-<ti t·~tllll <lr''l t~l•llll;() vi>th'o tSilllH t'Il t'Ollllllll' e:tt llbJU· metro quauto <• Il pt•t·inwtl'«> tld Fil n<t<'r. <"<1 ·i ri~llilJti fiiJ"olll> Jl<·rf<•li>IIIH'\ti.IR (·on.C<mlì. oltA'n('ncli~\ ,.,c•ntpi"P rithtzion~ in <JIWI qu.n<lt·:mt1 l'e>tlnoid . g-iì• iu•llt·at·t t•idutti C'O! metodo pn>JK•..:to.

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43 7 L'A., in ba1'(' nlla JHil!lt·:au;r.-t <li qu~ll ;;;in!;li ~·gno d'iut'c•ziuaw ••<Ì aLI'c&lJJH.• butterioS<:opl<-v Jll'(•s...;Q dh' 11\.,r:al h '(). viene ~) Ila {·ondu:;iv ut> e lle la hu-;• :agiS(.'(' din•t.tam t>nte sui pnt(•: >'•" i t·l' llllllll"i. a cu i i:! tlonttu la ril~tra:duHe d•·ll'" J•..•t·tli\..t' di sn....,tHnv.-t d<•i t ('l:>:SU t i. c·n nu11 r o silllomtt J}er lct d ia{ltto:~i della. ln/J<JrriJiu., i int·i ,,icute aJ• ÌNJit' . ( cc L n Hifo J·tna .\l!·dka >l , n. :!:i. IH:!:!).

h <:o.'io. -

In uunH·rusi i Hft·IIU I•i l"!h>HI":tli 11Lt:ll ' is1 i t uw di patolc)0 Ì;I nwùit-a rli ~:II K>Ii. in }Jill"W:hl ma rln:ai Ùl'!:'t:llti l:ell'(~t;~Ja le m iltt.:1 n : •llll<) l'ittlwo c s u d i H"l -:>e ct•uU ua in di g ivvanl, che ftn•ouo sollupo.. ti a \'l,;it~a <har:tul~! lt' Vl""~":t'-Ìlllli \LL 1-e,·a, L ·\ . lui avuto o<X:m•io ne di fl("t't' t-tm-e eh(' i sinlowd pitì .t·ost: mti •!•N In fl it1~nosi pn~.-oce d e lla tubel'I.'(JI•>:>i :~pl<iiiC ."'liO l'l.IPt>i·c.8<..'1Wlti dn·i due. ;:rii1 d t·l"<:ritti da l Uoorl: una ·~•• l nmbilitia .1\augkl il b•>n lv del <'lK'ltlla l'C. quald1e n"<) lt;a •l"tlo IS\<'>'"<1 J,t to ~lei b.! lt•:<ionc a pit-ale. quaklle ,·vlt: t <.liti l<tlo Ollil<'->lo <·d tua·at.t·u Ji a ru att.,<·u lart• de l bordo (~l (:1.-WU il:.t l'l', ('])(• Lll alt· UIIÌ t;:! >'i è III Oit.O ,J!J(Il'C:.tt:l lllld.le ljWIIHlu 111:111<'11 11() fi:'llO· JU('ll.i. fi)o'l.' ol t:tl•H·i ~· t•l,·s.'<id d<·~-:ni di uot~t: 11011 di mdo l<i o,.;.--.·.-va iJ H• rtrv ti a d ;al hlto aiTt•tto t-.1 :Il rviÌa d a l lat o vpp<>sto, VJ II>II I'e vieen•r~<>t. L'A. i nnltn • laa jl(>tu to <.•.>~t~ttiii'E! un lltlVnl :<t~ll<J, dJ\' si ,,,....,..~"1·\·ll (·o n r .-la th"a (J·eqm'n"~' t~ si .at'('<..lli!J ~IIrml ' tl:l >oi .SC:• IIIJ.>l'e :ai <lue sjututui. <le i B<~t' l'i "'Il dt•st·r itti: unu dHI<:UY.ia <:lo~ di'i p ri 111i ~Jia ~i intl' r<·osta li , JWti\"O(·at:I ( '\111 In pr<'-"·" 'ion(' <lif!'italt' ) >1'<'~0 il <.~lH) :l,;t'l'll:tl'<'. t't•n qtw ,:ta v;.a l p:t7.i<~tW, oltori.' dw tk,..tare la dtJI<>I'abi litia llHJ~·o­ hn·e, s i .po ;.;."ollo rih·:nu"' nncl te g-nLI)Pi g LuJHiu ln ri v qualdw ):<la u<lnkt li11fatJ L-u kgget'll li.'nt~ iu)!'rantl it.u, rhe alla IH'I'!'>'iv ll<' si dilllo.~tna Jllll'l:' dvlt>utc. ~.( '<·•mel o l'A., 1111dte qu<.•,;to n :ll<'I'IAJ. <[m1ndo pos it h·o •~ 11011 r i fl' l ihil t• :111 :al t r e lt~ i<on'i acut~· ·iu t.•r. (~>n'éuW <l<'lla !~HP. st:~ •·ont<' t-..:pn·:<.'<Ìtllll" di uu'atr,·:t-ì<~u<· jndph·nt~ :tpi.<·aJ<; t.llht•n·•>)Hl'\:. L' .-l. ì nt <'rpn•t<~ <JIIt·>rti :,:inrtom,i •~•l t';Jdt.• l 'i .~t·ntirtJ w nt•• Jolt••ll"i"'' in ru PIIVI'lil a lln <l<•lnrabìlitit ( ! ('011 rori~iue 111'111'\ ltmlh-:.1 t·irl,•s><:t ] ){'l' \l llHillll ri~u:ard:1 l~· distrofie c hi' "''110 :t na 1111-(h<.• H lJ II P II(' !:111' si \'!'Ti ti11111<1 ul'IIJ• a O",v.r,inn i artknkt l·i e ne lle fm LI t l l 'P. / ,11 J> rupl•t.•si t/t '/1(1 .-<I'III'IIIII ÌII II t ' ti!'/ fllllt'/lil/u l'li/ nwdidna itali:rn:t"· n . ;:;, l!Jti).

J1Hfi'.\HU . Ll. H• 1~1

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l lfliiii <IIJIIf'. dd . .s•·rd.~:io cmtr·opoluyico IJiovrajir·Q nelle oa~·ce1'i milita ri rli t.\tt.i d t:! la ~Qcietà di ~u~dieil.Ul. l~;:gule di ltom.a, apri~e. 1»2'.!).

Ruwa. -

::\\• 1 suo iiet'viz.i.o oome lll,edioo nelle carceri militari d1 Rom:1. L\. lta in~ . iwi ,., Uttohwghi, ul.Ul. cari:P.Ila biogra.tica per ctnscun mUltare ca r('\!1-alo , lu quale 0011,:i;:te iu tt·e t>arti: la prilllil oom,pr(:nde l'esame antropologico

1~·r consì~l io del J>l't'>f.

IJiogntlico. In ~.'l:nntlH re~uuc clini<.'() e- storico, la tel"b<l l'e.<;ru.U(! dlretto. Yl sono ~\ggiu n t.e le itn1wunte di~ir,ali e k1. fotografia di fronte e di profilo del so~~tto. Come dhW<)~<tw ('t>lt t.':>l'II I!JÌ l'<•m·iawnti, l'A. ba )Jotuto per wezw dJ tale servizio porbue un e flì c·:wc <'()nlr1hut<) alk1 t'u n <>.,<'<'lli'~'l aJJtropÒI()gic·a. cllnica e blogt~lfiCJ-1 del lll.tHitHr~

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Questo volume fa SE'!-'11itu nll~ nor.ioni di atmtomda t> <li- tl.siol<>gi!l uU.' Ulllit per gli c:'tilu·nt.> rl tisit i )!'i:ì <lilig,·utroJw ute <'Ompilatc U.<tllo ste-,'lSO .d. T..: t m oll•>gra ti a è c.li r i :>~1 In ~: pnt·tl : !\~lla l ' svnc• ~J>n:<tc daiamlllt•ntc a lcuu~ J;l.'ll<' t~a lit:'t :-<ulle vn•··ie fonne e su l ,·ari :;rmd1 di ln Y• >rn mu>;c,)la rt' e Yif'nl' tmtt:1to dC'Il o ;,frH·; ,o, rlelranl':llme-n to, della f:~ tir·a e d C'IlO ;;t m pazzo. l'<·lo!'U<: q uiml i lo o:;tlHI1o 1lell(> varie ;,peele d i e.<.:erclzl fisici l' clei Jc•ro ::r:Hli r.•ltt 111t:1 c·l"""ilk:tziouf• tL<:iologi<-:1, ilt g>ran 1J)atte ori g i.na le, e che ~ la p ii1 t·••lll•]'lcta di quelll- Jiu<H11 pubb li<~ltt!. ~el!:1 :?• p:tl'tl" vic•n(' lllu>-1 ra t o IL JU('.(.'C::tl\l "C.Uo (lpgJI (•l<('t'f;izl fisici. ('ioè l e DIO-

Il:! lit:'l d i ~·St•<·m.innP: i um ~ oli e !('v~ cl..~(' du: l'ntl'llno in ginoro i 11 eiascuuo, ed il l.awwo llt'<.•C';,:_~, ,t·io l•ro.Jntto.•\nc·he l:l t·l>H<sitìe:t7.ione llfff"S.<l<ll'ia c'M l 'A. fa degli ~>;oercbli lì.~iri è ori~ina le C' li r·omprl'tHl e tutti. p;· ]lt'('$!1 in c~-;am~· rmticnmente il 111<"<-<':ln i ;.:lllo ;l!'llt• pritwip:1li :tll itndinl 0 posiz,!onì rk•l 1·ùrpo umau.c;1, (!,egli eset·élzi r·ll'll1ùlll':lt1 n (;Wpo 'li\lo•ro <' <·11 11 tlir'l·uli H lt l'fV/.ZÌ. o!('lla 11U11'd:1. ti<• Ila ('1)1'!'\11, ò e i Vl1l'i "'lllt.i, dt•).;li P~r't'(·Ì'l.i :a:::l.i :1ttr!'ZZÌ. C \WlJ,1 lll:l;!;!iOl' ]llHlt~ dC'!!li .~JIOI'/.~,. COlU{ll'I'$Ì l)li Clli Ìll\'1' 1'11:1 li. l'i'<>lln 3 • pn r~e :'lflno (:'.-;posti ln<·illfl na(' n te ;::-li <!ffettl degli cserc.lzl fi sici sugli ua·;::-anl ,, :<1111." fun zi.,ni tll'i l'ari ll•l p:ar:lli tl!• ll'ot';!fllli sn •:• 1111111110. li Jl:<'tlo ('()ffi(> i \ ':ll'i ..~PI'f•i z i ~··no !\!!:).!I'IIJ•I '"'ti )IPl' rarf• Ì'l11(' ~tud.io è i.n,:::-1',!(11();.() (' r-hinm (> nt('tle In ••v icll·nza p~ r la prìua:l \'Oll.:l i dh·er;;l pll'et('.i che Pf:.«ì pro<h t<'()UO 11 ~n<l<l <'he i'OUf•: blrwdi . m()rtrTffli. ill l l'll .~i (di forza. 11i Y!'looitù. Ili ('(luilibrio, di èRstrw..7~'l, dl pron. t<''l,z:ll. TH'Oillllfffi(Ì (O di 1'1'-<~istt• IW..:I). li!l'<'r .<.,ipi, 1'\•"t:li ultimi <'1\ pitoli 1kl ,·olmn<' l ' A . fn 11111> ,<.:t.udio <·•JI11fl: tl~1th:<l <lx>llc cnt·nt.IRrL<:tlc·lle li:<inlo).!i!'lat· d f'::-li l'>'N<"iz i ;::-i au111 ;.oti<"i. <l<' i p;\tt<J.(·h i e tl!'g-li .~po rt.~ . 1le llll gh1lln><fi(':t !l lt:llil"it·IJ. a1Wl<t~ l ioo;a 1t> d.i IIIIPi la npp!)ie:tt·h·ll-"''"ll'tl\11: llc•l v:ari si;:t4?m i di Pd tll';a zi nll!' tìsi<:1 ì.n U!'<) J'l t•:<st) Il' \':11'il"' X:a7.ioni. ( '<Jtl1!' t'ùtW lll:<iOJW vi<•ll•' trae<'iat;<) IIH Jll'O~I'!lll lll\1\ ('('lnl]'h'tO di <'dll<'l17.i011(> fiSl<'a milit:ue. )m·ml lit:ll'C' <' pn ..:t·-mìJit.:r r<'. Hi :a:<,..unr~·n<lo t r ntt:1si 1ii un!l mon•)~n·afin comp Id: •. E' la t·l'l tu:l cl<'! ~t'lll'l'" r·lil' Yil'lll' puhhli\·ut:a in Tt:tli:t. <• ri><p<'tto 11 (]UI'll~ ~i:'l useitr ali'Pstc·t·o hn i l ma;:;::ior fii'~'I!ÌO •Li l'.'<;:('rl' phì ('nmp lt>t·:t « l Ol'fll n n tn: iUlerH.a l"'l'<'i<'l di c-~<< ·r~> 1:11-;Ditlll'llU• <liffn;;..'t fm :;rll ulli<'i:lli m<'tlid. nl çoullli >-~x·t~ unn )o:ll'tl' (\~i'OC'n:r.i:ll!' rrdl't'll uenzio11e ft~·iea tlt•l S<JIIl<a t o.

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. 4:l9

Aft·iCDna: ue l l!l09 l •'irrth ldeù il J•rlwo labonllorio tl\tttcriologil'Q e ué l 1912 Cumius .<:i.stcmò tutto il •t u: tll't'ù!IC :<Lt un'HBtomob'Ue. IJBnlllte la ~ruerm nt-"'>0-~i:lppone,o<• i russi d i spo~~ro d i lal)()rnlori lxtlteriologki iml i t•cude utl L'd i gutpj:ont·-~i =<i .senil'Ono <ti (Jttt! lli in <·a t·i<·;~ J u~· nto n gli os)J<.•tl;\ll da euJU ]lO. Sc<:oudo Ll. - i l latx~ratorio batt.t>riologi<·o <Ut e<lfli J)(> iug lf'se ~ tt'OIIPO iugo uab raulte, ~l è da prf.'f<'t'iJ'!<l il t i po <.vloniule tldl't>St'rl.'ito frau.c.~·~·. id(·uto <l:t l d<Jtth r Tilnloot, il qrut le l>ttò N:ml<·re .";~t•gtmlati setTi.d n udtl> alle atttvrll it dvlli in tl.'lllllO di ));t(,'C JX' l' lu ·'>11ll S4'lllp lit ilit di lll!lte rialc \' di fum:i oua.meBto . Il tra.comct e sue CXIIìlfJiir·•t.ziuui.- tUn \'0 1. <li pag. 3~, (.l()U :..'0 nel t.<•sto e ::! l:l\'Ole m· t·e-.! colm·ate. ::;odelit e<liLriC<• H~111 rl:~

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iidc tl e1 b1 pubbll~l.

Ma se è n•ro ehe i l>wori s u l tnwomn .'11111(• lnnnH t\' L'!'Y<>Ii. è u ltr('t t, tnto \'Cl'O eh~ non esi~te- almtn<> In 1 1:.~1 1:1 - utLil monor~:~1 fia uella qu;de r~u·~mlllentl) s ia tr:ll' ia to tle ton•/ rn comble, <·ome rlirouo i Frnn ~"i . e cl dia rli qu<:>;,.ta m:s1:ttli:l oeu l u rc un qu:Hlro l'<'t·an•~·nt<' <·.,mplelo, >l t·ullliiH'i:vrt> <l:t l hl !;'ttfl ~tnria nttr ll \'1'1'90 l l'lPcoli! per finire all'lnsi('me dell e molt(·pHd toc·~·nir.ioul ci r rn l 'f'zio1ogia . la l>t'Oril:;ts.;i e In <:nm. Orbt'll<'. qne.<:t<'l IHC'IIlUl è ><t~atn rec,•nt<'nwnt<' N>lmatn f1!l! prof. l!n par<'<'>lll' roJ Slll) \ ' Ohll11() /l fl'fl ('() lllfl (' ·•llll r'(IIIIJdÌf'u :i tlllÌ, Ìll \'ll'i <-i:tl't'I IIW I'Ci l'tl' ()•• l 'I'; ISlO (' lmport:tntt' nr)!'omcnto è ~~·oll:::t in mod o (~•~ì :H·tt :<>nkn <· <'O mplr•to. <i:t f()rm:ll'(' un tutto (ml.OJ!r•n<"Q. dt~' . i'll tinc <11 )(~ thll':t. l:ts•"i:l tl('lla lllt'll i<' la ;.:a·:HII'1·ni<' illlf't'C·'''~i(lllt' ò'nu III YOI"'l 111 11\.!~llll l'llt.- 1"' '11'-'·tto. l11 ll!!b<tm lnao•nt.- •·n1H I11Ito .- Hlirahilom<•u.<' rin:wit•': <Iella fltl:l l cn~ no n potrit Ul<?-l'll\'ig:li:11-.~ i l'Il i cono..:r·n i JH'<'tl~d<'nti l:H•l l'i •1<>1 1\ t paroon.e. lo ~<r·ru p.-. l o <'O."<'iNlziO!;:O di'Ile ~ ~e riN"·t·dtP e la lim 1>itla eh in r<"aJ:t Jteii 'C'!'liOrne ì t·l>'ll il lati. Qn('~'l. bella ,nt10tto:::1·n flla

(Il C'l t l fa -"<'~uito un'cstf>.<;i,:;simn blblio~rnfìa. di Qi.'r to 1ft <'>-TI 1':1 <· i H' >'Ì:1 "l:ltll liiH>l'lt J':JI•(•()Jt~l int or·no 111 tr:t(•f)Jl!Jt) h'OYE' l'ÌI fVlsto JWIL'l 11 brerlit <li tntt;i, i ll t!'<Jkl, t:1nto C' IYill c·ltc m ilil:ni. t n ~Jl('('ie o::r~ i <'h" ll Gn\'l'l·no Intensifica ln l olt:t ('l>ntro In temibll(> mal::tttla <wnl aN', nn('(lra C'o~,>i Jnrg::tnwnt<? difi'll!'..'l. l n Ha !i:1. • 1'><·1 h H,i u:,:hio• i'<l ,..um's.<:() l'i p<')rt:l t·o <lnl ))l'of. Pap:ll'l">ne ('01 ~10 vohl llll'. noi uflkia 1i nw oli <·i ('i n\ ll<'l!'ri:~n• o i11 modo pn rt.i~lm~. per eh è l'a ulore eh 'è mn~!ore m(>l'lÌ<.'O nf'll~l ri l>t•na nnv:tle. lll>Prt l·ti<>n(> :t lla n<>><IT:t famielin, <low· )!Vd(• <11 g"l-:t iHié <>~tiua>~ ;~,ion~" <li simpatie YiYissime dn pnrt•• dl t11ttl 1 roll(>p:hi. Uu:t ~'l •'<'·bile p;nola di d •\P:io meoritlt P"l !,t :::;,><·let:a ('<lih;•'(• liht'llrlll. la qu~tl<> ha Clll':tl l) <:••><i f<Ìj:."l10ri1m<>nt.(' 111 !<tnmpa <1<>1 lih1-o. rtn t':u·d fJUII><i rlim!'ntir·nr<." r·h~ l'industt·i11 tiJ I()~r;1 fìro stn nt.tt·aver.<~nlt<1o unn <.>ri si dolorosi H.-i ma. di <'ll il I n N>ltu.m ~t'lll't'll1<> :oi ri~·iltl' e ~i r isentirà purtroppo nnrorn per pn.·O?r·cJJi nunl P llOP. E. TRil~I IH:T'TA . l'Ì IÌ

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t·i.;ti<:i all,• tH'.•><.l i.~ll<.h;izi<mi ill{lh·i<hudi. congenite <xl ;tcquiSite. L'lpertimia acuta ù1·1irantl' Jl<·i <'()tn l ~ltlt>Jlll qualt-hc n•lta b..'l de<-'01~ luL ~ilto fnYorevole, ma s1 (.VWI'lka NJM.'S-"<> I'Uil nt•Yn>;'li u }~'ii<-Of'i I'!'OUidte. . HI<:ha; e .) .11;1e. /Ji 1111 mt•l ot/v ,;('uiJiiiee p c 1· fu to/r,t·a:iollc rl el sanyuc . ( (1. WienerK li ll i."<.·lJl· Wo<:ht>ll>•du·ift ». n . 11. J!l:!2). c;Ji ·A.\. 1~1· lu t-.o lorar.ion~· dd l!-:1Uj..'1te si ,.,l lg-ono ùt-J bleu di tolu!dlna, che j n. !-<:•]II~June

n l l'Lj % iJt tat'(}u:o, disqillatll 1>1! puù <.'()J.t!<E'rvtn re 'J)èl' •J.~<troo.;bio tlt'UJ:IS)O. Cit1·a la te<:ni•·a, ùiluis<.'OIIO qu e~tn :svlu~i<HW l'<>ll a<-'<IUU <li;,1.i llatn ut-llu t~ropor~ione di l : JU <· dn1~• ~!)'('!' l:~•wial.o a ll':tri:t. I.Jel' llll J,:iol'l\t>, i l'l'tl'inil ti>Jil'Ì-<~"1.:-PIIi. ~ll <.-u.i SÌ >'Oli<) f:t t,ti g-li :oll'i:-c·ì, li ]1111\;.:UUO 'l ~tJ\,,•;f;!Ì:I'l'~ >'U IUU! ~(X('i;\ della OOJtlZ.i<me per tircn il-:1 ruin10t.i. l:t :<l·iandoli l~J i !1:-ociU;!:tre, :s<!llM i'l.t (·t~s.-<iYo !:n-aggio. <·,>n q tu ·•<t( l Hl<' t o do "'•w.pl i<:e. t'< l :1 oeh(• .,..•wont! ('O, si Ii o.~.,. a d·iJ:<t.i nguerr~ ill.-1int:llll<'lll c i \'<• nt•n·ui tl<.· i ;!lobuU 1·os.,i; i nul'lei tlei ~·~lH.•-M.ù ti, dt>i li nfocitl e ùei 111;1'111\'ili ilS.~IIIIlHIIO Ull:l tÌIIIJ! UICU: le gr:lllllim:.iouj IX>.'iÌIIol ile ;;oj l]i!)ti:ll,'ll0111) ),..r la lu(O :·ifntll.>!• m·~'l c gt'V"*':t.-:r.<~. nae11tr<> qm·llt> b:a;:.~,fi le •1\J'('SCJ)t;:,u••> th\ <:•>lor.t '' bL~~ piit i·n t• · u~o. Il ]JI'OluJ•la!:llU.fl de! lt•twtwiti ì•l'<·IHI<• in,·•·•·e 1111 <.vlorc ll:t.zuro chJaro, qn••lln tld lllì<'l•.,.ili tlll 1~>' pjiJ ;:.~·ut·n . quPilu d •·\ •tll i<'lohi:L:-;ti n.11n thHn bl eu intC'n.E<a. l Hli H·~ son<1 c·.. ltmd i JIU!1' :11 hl C'n 1 lllldl'i clt·gli , .ritmbhu<li, e <.·osi \l~'llll !mente lepiw....""tl-ul(" \." i p la ~111\x J i \klltt Jll:tl,, t in .

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J>umn1f' l'ultima g-uf'1'11l l'A .. <lirl'\torc d l"l ('('lìtm ps-i<-h.iatrko m1lit<~re. IU\ a vum•lle tntp)'P C•!ll th:ltt.t•Jl l i lllllll<"'l'().<oj c-:1 ·i d i st\<ttl (!()nfu•"ionull etl nn;;.iosi pt:'>'('nt.antd• si lltlr·o nH' c·nr·a tt-<'rLo;ti~, che ha potuto segui-re futo. alln gururi l:'i<)ne. C: c•·nl'ntlnwllh• lP lut·l ~- ut .. nt:!li si m:ullfN•tct.n o per lo più allorchè i a·opnrt:l S<)IW fl I'ÌJ •O"" <> nnn !11 tl'ill<'(•rt l'>fltt.o Il t.il'n DPIIli<'O: l 'Iniz io è t"'lpido ed i 1 Wl!;!t•tt,) t" t rle l'I'~Jl ri·nmtuo:m te in ti no i't:l.t o d i n u to 111n t..isnro ron nmn<'siil (!()DI'eCUl ÌYI1 . A ~"'<·i:t ti ~ CJ tlf'!'tl !':t:J ti Nl1lf!ll<inll:t li l'>! po!';:nn o l l (>iR t'ln! 11:11"' a n rh<' d~li s;ta tl :111 ;:i o ..'>i. ~"f'IH' m l nH'IM<' <li bri'Y<' cl n r:lta. !"l ti q n !Ili n Ile Yn l t<' ~ i nll<"Nhlll<l ~t!lfi di ]l l'l'ile~ ·upmd <>Ile• ('<l i<]('(> d<' li r:lll ti (-<>Il o tSE>n:r,a f<>nonwn i 11lln<'i llll tol'i N>nf'Oitù tnntl. to ()('<·!l~Ì<)JIC' t! i c·nn:-:t:lllln'

)f.II.U'T H 11 '' " ""· 1-'ll{lf/ ,.• r/f'/il'i11. rou/t' i/11110 olio Rlur/iu 1/t·i 1/i.• llll'/li tHrichict /lrt!tlttlli do/la !1111'1'/'ft.. - ( ".\ >lllutlt"' lliPÒi<'>) p>:~·<,.logi(}uv.'< ». t. YIIT. ~nn . f13)_

L'A. f'i·t•ll1>a nn:t l':t >:istì\'11 eli :-·Ptk <,tsl di flt)!llf' l'eli tld i t·io O~"'<'IT:tti iu m iiL t:ni. \n <'Ili ptnl l 'l '"~i~~i·me •Jl i'!I'Olllll ic·n llf'l' ln lll:ll:'I!ÌOI' p:wtt> uon ~ <'1'11 stneora manifl'slal;t duralllt• llti)]Li tlllf>l'li rli c:n<•nfl <' Ml•l'll\'Y("llllt.i illtPJ'O\\i!'.'lmenl;(> ntvlle l"tt>~t> t'(}ntlir.ioni. In ljll<'!'>l i !'1<>1-.'l!Y'l'ti fmnt <' (IC•lirin si mnllil.f<>.~tflt'<lllO CQ!lt<:' lu dupli<·(' ~ "111'('>',1Ìnlll' di 11110 :<l ' ""'' l-'bilo tl i ""'lllllihl'ilo pskh i ro f'11J~ t tteri zr..l\to "'1H'<'UliI11<'111C' thll:r f<'lld i• ll:t.:t :t JI'p,_~ l!.!'l'1':1r.i n lll' d <•Ì f<' ll llllH'lli ol'!llJI•Hllfl.tÌ~JIIO, 1\lll'l\~OUJihllC 8 (Jlii'Jin t·h .. si ri ,.-c·•mtl·:t. in J.!l':lll•• riil·t• r :-:n. in <'t'l'ti <':l'<i Ili c..-mflt!"ion<.' nwnt:1lc:>. Otre,.,,, ··•ruililll'io pui• ' 'l'i ' ~'"'t • :lll<'l•l':l l:t f.r ' ''llll'fl:t.'l •lt·l '-'tl1111:tlll huli ~111H 111'1 <.-<>n•l.lnt.tente o· !1111'1' '""l;l lli <<" l 1:1 h:t:<<• d: 1111 :.-r:tll 11111111'1'" clt•i tl l,·tu rhi jl;.ir·hit'i ("flr:tltl'ri"'tlcl <l••ll:t J.!ll• l'l'li.


Hl

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PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE a.1 va.lor militare per la. campagna. di guerra. 1915-1918 (Co,.tinuuzz'orre - Vedi f asci co li prer~denll del 1915- 16-17-18- 19-20-21 e 22)

:\lEDAGLtA 0',\RCE:-;'fO.

I< cgio dccrct<J 3 l 11glio 1<)~2-

259· Bo:-<t'ZZJ . liti/io. da lll n~ i (V.,-rona), te ne nte m~·cli<·o 1 n:g)!im..,nto fnn t~rin. ht rommuta ::hme del/,! m cda:;ti:t di bnm::o concessagli cv11 decrJiv /u ogo/.c n c n::iul e 3 mar::o 19 1-'l : - In 1110111\'llli di g rave dittÌ<.'< >llà per la ,·iolcnta az ione del ~~e­ mico e <per la ' JHantità dci feriti , dimo~trò in ,-a ri comhattim cnti sere11iti\ , e nergia e no ncu r.uv.1 dd pcriçolo , non o~ trlJl tc che fo:<.-;e battute> più volte il ricm·ero del posto eli uJedicn~ion e e ne t•roJl n,;se una parte. l•;spli cò .;:uwhe la m a>'si ma opero,ità uello ,-gomhero !<ollecito dci feriti e dt·i morti. - San )fnrc<• di Gori.t.ia , 2:) m ng-g io 1917. !\f~OACI.IA O!

J~egio

d ecreto n

IIROSZO.

ull<lggio 1<)1:.

~o.r'<).

\ 'At: r.lfl Ru .~gero , d:l S..1n (Jio rgi<l a C r,• n~tln<l t::\apoli l. ~utt<>tt'll'-' lllt: muliec cumpkml·lllO 3" rc·L().!ilnenlo b nteria. - Rccil\'il~ i l'ulon t:tria lll<'lllt: C'Oli un dmpl>t llo di milita ,;, pn raet··">(("lie>r.., e nwdi•·are i ieriti di un comha t11111 e nto cht: a1·cva Ili 11t0 luo~o s ull'nltra ~ponda <lei fiu111e c l'lu~ il! ;;~::~nito al ripicgamc nto. <lc·i JJ<I:>tri er:1no ri,na>'t i nbbando!lati S i era di stinto in ,·arie alt re· ci rcostanze per val ore cri abne~nzi o ne - Ba s~o J,-onw, :; g iug no-26 lug lio I9 I SI 070 -. %tiCC HI (;ui.io, d.< Fire nn:, Cllpi tano medico 2,,s reparto someggiato. /11

coHwwlazioue della croce al m erit o di f! lll'rY<l emceSS<Igli co11 decret o ministeria/c 26 xirtgllc> 1919 : - - :Saputo c he nn atla(·ço di nrinn nemica era ~lato effe-ttuato

contro lt nostre opere .li cont-romina, nccorre1·a volonta,rianJcnte e pron tam t> r~te sul post(l, c s pr<'z7.nnt<: <ii ogni p<.>ricolo, con nobile slancio penetn11·a a1ella ga ll<: ri:l aurora irl\':J,;<J ,Jai _:.!n;; ch:ll'esp lo5io ne, per por1are ;;on:orso ai prodi che vi l'i trtll'~l-:1110. - :\l ont~ I'a,;nhio, .:q d it-e mbrc J <) l i. l?c:'p.io d,·i·rrto 14 Hh.tg).!iv

19?Z.

1072 . l\{ACHr Sel>th/iauo . c.apitnno tlll·d ico !/" :c:zio ue ~~ ni ti.t. Coma nda nte t li un reparto ~Olll C~).(Ì ,cto di ~ezione <li ~a ni tù, pe r una --tmdn int ~n~nlllt'llt C h;n tuta clal-

l'artig li•Tia ne mi".:t, si re<::l\·a .;ol proprio 1'(-pnrto rapidnmcntc s ul posto di combattim <:: nto, <::, noncurnnte del perit·olo, ordinant c: diril:(e\·:t lo ><goml>ro dei ft:riti 1-!ral'i caduti lun e::" una mu latt ie ra, battuta dal fuoco n emico, :wl'iandone m1 a g ran qnanlit:\ Jll·ll e rctro•:ie c: vrg:n1 iZt.:tJ1 do i1n tempo uti l<: il perfetto ft>l17.ion:unellto (lei re parto. - Col del Gallo, I ,> g iul:(n0 J9rS. 107I. GIOJ!C:r Gil.'r.~ io , dn Reca n<l ti t:l fat·entta). tt-II Cilte 111~dic<> ~(:'z i one ~a ni tà , 1S divisione - Bcnch•:O con nn n SIMIIa lu ,-~a ta e con 1111 bracrìo inn11obilizzato dall'appa recch io ~~~~~:l t o, avendo fe~III<~ml'ntc rifì m ato di entrare in luogo di cura, :pre,;tò inin terroHrmwm e !<eri'Ìt7.io alla ~ezion<: di ~an ità per tutta In durata de l combat tim e ni <>. - L'ol di Lana , ;;-6 lug lio r9r5. Regio decreto

z taglio 1 922 .

1072. t\J'fil.l.l ca l'. T' ilt OI'io. te ncm e cololln t- llo medico. cl'lpo ufficio <l:tnità ·l dil"isione fa nt e ri a. - l'ure di a>"~f>ln!t·e i !'nOi ('(lmpi ti di cap<> dt•l :<ervizio sanitar io, s prezzante del pcr}colo, ~i portò Q\·unqu e ri te un c ut ile la >'lta opem person<llc. I n J,: ior-


:442

J>r.ll IL L IBRO o'ORO OF;L COR!'O !l.~ :'> JT.I RIO ~ll l.JT.I RE

nate fra le più• sa nguinose, si spinse nel punto più avanzato delle nostre linee, portl\ndO\·i il C'rmtributo della su~ opera di ntlente m edico. - Selletta di Oslavia, nov"m bre 19rS· I073·Cui.A:->cr.r.o G uido . da Schiad d i Abru;-.w (Ch ieti ), a~pirante ufficiale mcdi<:o 2 reg~ irnento bomba rdieri. 111 rommutazic111!: della eme~ di guc·rra co11cessagtt con d ecrdo milli >lniate 28 o~l'l l c mbrc 1919 : - Otte m pcrato , con medkar.ioui improV\· i~'lte , al C'Om pito di as~i ;;terc i fe r iti fra le macerie eli una casa compre~a ndl n ~f,!ra d'a1.io nc del ne mico. e pron·i:::to al loro s~omhero, si porta1·a in linea pre..<;~o un a ~~.i one pistole mitra,l!'liatrki, <'urando. C'oi S<" rve nti, il m igliore impiego delle ann i. -Caposa ldo Croce IPiave), 15 ~ i ug-no 191g. H 74 • C~l~ f'M.1I Cnlo . 1/btiiO , cnpilano m cdi.-o rompltme nto 1° reparto somc~giato ­ sc1.io ne :-anilà T. S . l X corpo annata. -Solto 1·iolc nto homhnròa mcn to c he produce\·;:~ )>"nlitc ,lj pcr~onale , di C]Uadr npedi e ro1·iu c di m<'l tc ri ale ,<'on am1n irevole pronten.:1, ;;c.: rellit:'l, intrcp iò<·zz<'l ed t· nerg ia, pron·cde,·a allo ><!!01111.l'TO e alli\ ~, h·c;..7.a dei 111111terosi [.?riti. deg-l'n t i nei p0sti d i m cd icazione, cd c~<eg-ni ,." q uindi peri<-olo:-c ri ;:-o{!'ni7ioni, ptr ce rcnrc l<'<'lllità nò ~tta a sistc:narv i il proprio re parto, 1·he pront:'l111<.:1'lc e ~otto il fuO<'o n<: mi C'o tnsfcriva, in m odo da mcltc rlo subito in g rad n di funzio nare nuO\·ament<-. - Col di J.a n!l, 8 agosto 19 15. t 075 · :\lAZZO~! (;ioz:t71111i, da Ravegno (Pavia), <-apitnno mcùiC'o comple!llcnto 126 regg im f' ntn f::ln kri:t pr. ~1. ). - r\ ~<·n1 pio co~ tan tc di ft•rlc e di dcvo?.ione al dovere, dimen tico di ;.è s te;;so, ~otto l'infuriare d<:l fnoco distruttore, prest ava sereno l'ope ra :=:un, in prò dei fe riti. Ric en1to ordine d i ripieg-are , nell'attardarsi a cuTan• i f•' rit i 11<.! frattempo ~opm).!f( i tt iJ ti. \'cniva catturato clttl 11(·mico. - R occioni eli C i ~i n i - )!ontt:: Te1a, 21·25 otl<•ln·e 191 ; . JOi6 . :-o:JCOT. \TO Il ugclo . da ~Ii In no, lenent e n1c<liC'o contplcmcnto 5 rc~gimcnlo a l pini. - C'om:lnclalo ari un pc,<to d i llll:clil':t?.ionc· di primn liut·;:t, ,·o)onlnriametlte . :-:ott<1 violento fuoco di a rli ~.; lit ria c n1i l rilgl intrki ncmid1<: , si rt-cn va n prodiga re 13 "ll:t opt·m umanitaria sull <'l li ma di fn'Xo, d;,llt!n lx·lle prn1·c di ll lto scnso dél d nvc rt: c rl i g-r:uak :<p~<·M.tl <Ì<· l pericolo. Giù di~;intn«i in prCC'<·rknti :~z ioni . Vede tta d i Hnres (Ad amd lo), 16 ~iugno 1917. . 1077 . :-o:tcor. t!' .\'11/tlo, d a :-o:ognrolc di Rrx·, a (\'nona) . a~pirank uffic iale nwdico 69 _ l'l')!)!illlcnto fn ntt·ria. - /11 ,:v ll/11111/tl~itl llC dCI/'C II CO HIÌO SO/I'IIIIC tribu/af.OJ:If CO tl d ecrrl o /UO)!nlt·nell:i<lle 3 uwrzt' 191S : Du r:lllt<' prolun)!at.· eli intc1 1 ~(· azion i e sotto il hnmh:wlamt'nt•' ne mi•·o l'h<· <·olpinl attd11: il pv~to di lll l'' li<'a7.ÌOnc, coadiu,.a,·a <·11icaccu1entc il cii1 ig-l'nte il ~c n i%iO s:lnitnrio, pH)\'\'t·clc- udo, co tt abnega?.Ìottc, "èfcna calma e C0111pl:!c n7~'1 prof,.,;.... io ulllc . <'l lla muiÌ<'a? ione ed allo sj:rombcro dei ttunu•rol'i feri ti. a nc he di altri e<>rpi, nou allottla.nauclosi che quando il r<·)::•"inwntn <·l,hc !1\' ttto il ca1nl•io e tutti i rico\'\•rati furono sgombrati, d:UJdo esempio di a llo ~en t imcnto del d ol'<~ rc . - F loncla r, 4-6 );: i11 g-11o JQli· ' 1078. l'~ I G !Ol'F. Paot". da :\le!'.snndria , c:tpitano mt•dil'n 11 rt;:g-in t<·tt to ht: r~az licri. / rz cnm.muta:;il:mc dl'l/<1 eroe~ rli ;!l!C I'fa Cl' JI Ussn.el·i cmz d rcrelo mirrisl<"riate zz di cembre 11)18 : In situat.ione pcrit<>lù!;.1 p errh l: ~og~l·lta <'l i ti w di n rti.~ l icria , prco;ta\·a l<• cure :ti 1111111Crosi fe riti eh i' a ill ui nm•) :11 P "~to di uwtl int7 inne. t\cC'orrc,·a poi s ullo linea d i fU<)('O, att rnn·r:':JIIrlo una zon:. fo:·t em~.:ntc h:ttluta dal t iro, (X'l' 'J)rO<.l ig:Jrc l'ope ra :nw ;1) <'OIIl~tHbnk eli n:g,t:imentn <::ttlnto fe rito, rimanendo • c•,.po~l'l alle offe~e IWI!Ii <' ht•. - F l<m<Ìn r (qnol:t t M ) , r'S-2,'\ a~osto rm 7. (Cont.if~ua).

NOTIZIE Nel Ga binetto di S. E. il sottosegretario di Stato per la Guerra . -

Il t~uoote

(•ololllt<'llo Il lt' d i(-() pn1f. A. l'o n (JltUJ~l J·i.a. c·;rpo d h· l si ~>IU' 1'''t'-'i'"'<> la D i rt?7.lone centra 1':' d<•l !.'(•I'\'Ì7.ÌU !<:llli llli'ÌO tni lii:M'IP', è >·tatll llULIIÌII:Jl•) <!:1 l'. J.:. i'Oil. i\l lllT<lCinO, Sottol'lf'4!l'PI':1 t' ò d i ~1::1 t• l )l(' l' li\ _trll<'lTil. ~l•' (~1 p<) <lì (;a h i llNtil . Qu<'><i'o ono1·ili<~l l)(•:< iJ:Il:l ?.ir)HC' '"''lll\ dì g-raudt• •lt·<iii'Q nun ::-'Qio al no.->t.ro col· IPl!ll. ma :1 tnttn ìl <'orf)l) .-.nnìwrio mi l it:n·•··

Colonie marine militari. - n.it~nio IIIÌiilan• "'1111 1 i<l:tl!'

l'l'l' illi7.lath··1 ddln l) i,l-..;d• •nl• ,.,._tttm le (lei S<'n ·izio oo J,11tnil ·· 1"''' l:r ]ll'lll:l \·nlta IJ!I r ~1':111110 Jl!'l' o1j!lll Corpo


:IOTIZ1E. u'Ar~tta .sulle

VUI'i~ S!Ji<t ggic tl 'lt:ll~l

-! 43

deUi> <:o lonic t\CrO·ellou~rapictte 1-\: t l SOldati

.a.nemlci, deooli, llnJ'utid ~(-<:. Dette t"\llouie woo st~ttc itoph.uttate atl Anzio, ~lu.s,;a ~rittimu, l•'inal.marin:t , Altx•,·oui IV€'rw:r.ia). Va ldoltll: a (Tt·ieste), Rim ;ni. An•Jri,J.e <lella TAUH\ (ilari), l svln tlellc F c•ntrrlitte ~1\tJ.erruo), ,\Jac-;..,;a lniJN.•u~ ( ~wpoli ) ~· ~(Jiag~,·ia dk•l I'oetto (Ca~;lia ri.L l tollltnt·i vivo11o all'aria aperta, c sono as.-so>!gol? ttat i all'elioten.al>Ì>l C.'QO rigo . . rol<i cri teri scientilici : ogni C'Q Jooin è dir€'lta ùtt un lttli<:iu le metlic"<>, cotH!iuvato tl:t 1Ul uiJiela le diplomato iu Nlu<·~1:r.ll)ne fìsit"' · Qll<>..':.ti utlicinU hanno fveq•t.enbtto rec.oe u t~"ll~nt.e UJt bt\!n 'l c~>r::;Q ùl <H·ro-t:liotet~q>ia iJup.'u1:ito dal u witstno n:etlico Th>c· ch etti, dire ttore del 51\0ntorio mf.lit•tre di An7.io ed un ciclo di oout~r.(>J)rR di igiene geuer~1 le svoltA! dal Pl'Of. A. Sciavo. A qu ~sto pt'OJ:<)sito RP.;::turtinmo elle il tlott. B•x:dtetw è ;;-t'iltH ll<>Jlli1111tu r.e<.-en teml•nte Utemhro 1lcll:1 Com'llth:.;;iollC 11\.H' Il <.'<JUC'ot';,10 :l dirett-Ore dE'l "\11:\tùt•lf') pmvinc!:t le <1 i L Ilt'(:a.

Onoranze ai professori Marchlafava, Maragliano e Dionisi. - T-t t o<-cas:one d e l ghrbll,e<) cloiHn tti co l>Ono >~bi~ re-se In. H.om .a ttltt>tt.uose e oolenJll <)Uur:UW.<! n.l ;>rof. "'-·na to te ' K ;\lat·ehinfuva , <'he p~r -18 anni bn t enuto U\ cnttednt dì nnatomia pntoh~­ ~i<-a , i·lln:::t t·;l ndoln ('(l) suo (erondo l~tv·oro di sc·ienziato e <li ma<.'.~tt"'.). A U r u o ,·a. J11€'l ht ri c-t'\n'CilM d<:-1 qnn ,·:tnh.'•~<imo t\11110 tl'~n&-g tutmt>nto. !';<>'IlO s~1Le tribnt~tte al prof. *n. 1•:. Mn rnj:!Jinuo ).:r:rudi onoranze cou lu COI~~n;t dt~ll(' tavo!~ di fondazione della 1Jihliolle<·11 llìt'<l iNl. intit<lhttll a l >-•no nonw f' cuti l'inangum7.ione tlelhl lapide ;l g li a!'>Sk<;teuU della <·linica medi<'a en dnti. J?t-:·1· la Patrh1 . A P:t Jerrno, i n ot,·:t;<ion<o <le i trasfer i lllt•uto d1~ l J1l~}f. A. ])ioni s i. c·ltimna t o ('<'>Il -volo tnumiome tktlln l•'>H:o ltà m('{lic·:l d i Honm n ,.uec:ed~ a lla <:>a t:l<><lrn d i a mltoUli:t patol•>J::i<."<l. ('(llh.,::-lt l é <li&·epoli, flilllrmit·;ttori ~ stnd<nt i hnuno r t-;;o publ• lico r.mng~i Q ~Ji Sim p;1tht (;(l i li U1 11l ii~I F.iOIIC . [><)l'g'i'IU]I) lll l Hli<liO a) YPII Pr:ltO ) Jae:::tro. 11 Oionwlc' •li nwclidno mi/ilfl rr·. cltl! n <'li'Alho d'ol'O 1ld >'IIOÌ' ('O ll:ll>orHtorl ha avuto l'ownP ~ li :<l'!!'ll:lol"(' il ur•nw eli 'llll'-"ti ilhwt rl ~i.<> n;r. hlti , ~ ;'!R'<OP!a Yi'\·amcnte " Il'<' nw rit:r l(• ono rnn:~..('. lwn ric·uJvl;~u<l•) l<' n Il<' l>c'Jielllt' l\' lll'A' p:tl rl otti <·hc e l 'opcm ;:api'r •nlt· t"<l ln..;;t:lll<-;rhilc· da lo ro "ll;,.g-at:t thlr;tnlt• In ~UPl'l~ :1 \'Hn t:l !!l!i<> <le i uostl'i ,·n lur<J,.«i L~m :oha l t e nti .

Elar!(itione del prof. C. Agostiui. - Il prnf. ('.(•;;:ne A::o.-.t i n i. tr rJ\'Lntt> <-o lon1lcl lo m~·dico <li .<·omp l?m~nto e direll'o 1·c del mnnicomln proYiJH<'ia le di Pe]1tg i:l , lra TO!uto cou e tto nobili;;.':>imo eroga re tin dalla p r i11ril ,- i~it~t c-oll<'l!i nk- ra~scg1.o <'011 <'P,<'!!'\<)I!Ji l><'r le!:lone riportaut In ~c r-vlldo a bmwtic io· rlv·,!'lì orf:t ni P cklle y('(love t't1 ::!'111'1'1<1 . ~"< 'l!lrn Il amo M n vivo rom r~L<t c'i nH:n t o rtnN;to I!J"«tl'l nnrnilìr"<> 11<:-Il ' illus tre )l:': ic lriatra. tlC'f!n<> Mmpinwnto dell'opera prez!O..<:a, assidua ed i ndf'd'el'l&l da Jnl pr·t•~ilt.a 1lumute la cnrnJ ~lJ!llU n ,·anl;;.tJ!~Io del nootrl mn l :~ti e feriti. Conferenza sulla profilassi sociale della tubercolosi. - 11 1'11 p itml•l ui('f1i<'O 1; . •1 r:::-entina , clpl et"ntro antit u berroiM·e d;:o.J ('<>11><, <l':nnuatn <li H vr na, ha tt~rlllto l't'· ·e<·ntenwnt.o nna C.'Qilfe~ne..a r·on proiezioni SUlla pro:fil:as~ SO<'tale cl«?lltl tllb<•r<'O lo.si r~o'l t<'ntro <'Oil1~1n:ll(' ·li O les (Tl·Pntino) ri!'><'uotc>nt'lo le l!<'nNall approva:doni· del nnmero"'' n <l•i,t o do ~r la <:--<>po;: i 7. ione• c h l n•t"n (t bt•i l km t<' <' p•wt:utd~> co sì un n"tevol <> Mntl'ihuto :11ln •Pl'Qllil:::-anrl:! a n t ltul Wri'Oia re n~ll f' nn.,ve JWovin<:1e r ed ent.e. Corso d' integrazione in radiologia, elettrodiagnostica ed elettr oterapia. -

Al

NH·so trinll'•~>l·rnl\' Ili int••g-m7.ion e in t·;I(Ji ()IO;!iu, <•lett rollia:rno~ti<'.l N l t>l('ltroterapi:t , ~·volto;_;i re<-en t<'lll<'Jtle J>l'(\<1:'0 Ut Scuola di nprlica;r,iouc 11i r;;an:itir ~rtiJ : tJ tre E'. di cui

d emmo not!;r,ia nel pt'('('('d<•utc fal'c. vr, h nnoo ll:ll't<'cip:tto bf'n 2.'l unk,i:1ll m<:'l.l:ICL Le prow~ liun li h:tnllo da ln hrill:tnti ti ~ultati. l ll>idti'! ~i è <'<lll"t:l ll:ttt• :n lutt i gli l'S.'\ 111 i IU\ 1111 i 11 11>1 J1!'(-J •:ll':l7, i <HW r:1t l i f)]()l!i :'Il llOff'" l) l(', i1 Y('Jlo(]O t n ttl •ti'(' Il i t ':l Il '(•Jl fA ' ()l'P · ~:uitn <'<ln <'l'l t ttl'zZlll l'i~ld~t).!i lle l oro 41:-r.:e~tllta . t n lora compl<'~'l e non fllM ie, llim()l'trau<lo così •l'i, .r>O~Nt'l'C . ol tre 11<1 un'ott im-.1 tC<'nicn, una ht!O'lil {'(h lC<lZi on e hlter. pref.<tth·,, <~· i N>.pcrtì M ntùl(lt>;::"llatn :tW tud.lnE' ai.Ut ()')mp!l.n;t;lr.m e (]<'i ).:'itulizi racl·!h: dhtgno~ti c·i Tnf)Jt rc t u tti hanno ,llnno;;t·rnto llllil huonn .Pt't'Pill"tlzione a lle l'iror<·Jr,• Plt>ttr·o-iJ,'{t ~no!'tic-ll e. ~l :1 l l'i nt<'rPr<'tHx inne di nl<'t.t deJI(> O?lt r.ionl e lettriche'. D i 'IHI'~tì ult.iroli t·i,mlt: d:i \':1 (Jata l od <> <~.!:'li inn•gnat.t i. t<>ll. M lonnelli medici pmf. Y;~lerlo e Fmt4•i oli ~ l al pl'lt:-c.>nu le HS:,: istJ ·'Ji tt'. dH· \'011 H]l\' 1'11 Hi!:'lid1tH <'d afli c·:l<'(>. i11 f'l•f,~ tre meo.;i, "lt:nnn(l >'>l•l •llto j)l't'J o:l l'llN> Cì!I'e)!'Ìlllll'(' llh• nf1kblli m.-rlil'i, Jll'f!':."llt'hi> jnt•;,:JI()rt,ì. nl <l i >'illtJ ~'J!T' " r·a pido t- !'i•·m ·o tl<'ll:l l~<l"llÌ<11 tl i bt·n ndH• f'<· i<' ll liti<'h•• ,.,..,~ì >;!)<' · ·(·ja llr.;r,n t-e.


4H

P ARTE UFFICIALE La celebrazione dell'umc·ae med.co caduto in gnel'ra. Dopo q ual~ro <Utni dal·la \ 'i tlor ia, nell e c.iltù , nei borg hi , nelle rivien: c\'ll.alia , ll\'Ull(jUC, in u n ::;lrprem o impet.o d'eSpéLliSione, è stato innalzato 11 11 nt UllllllWIILO, u na lapi·d f' ai f·adu t.i n e.lla 'guerra; nelle Caserme, negli t 'ffìt,i . no:le f'r li vet·silù , i nomi tlei r aùuli sono st.al.i incisi nel bronzo dP il a Eter nilit, nel \Jr·avèrlino d L•liil Storia. T n t.te le crl f.\brazi oni sono

sla.le fatte f·nn ~:i l o .d'amore; al iVl n.gi::ln!l o, al P ostelegrafonico, al F erro' iere, l'n. :'ll <l.IINt qr1r>lla d : · II Tffi c i t~le Yl edi r·o. E di c.a.dut.i ne abbiamo una lr-giO.IlE' . P od 1 ~ r·ornmt'mo raz ioni, POI.' ht eeleb t·az i oni , p ossono essere J)ÌÙ alt.e C' p ure, P sig nifìt'<Ll i ,·e chi q uesta . La tìg uru d c i i' Ufficial~ M edi t·o C'h e, t.ra !'ttffk hc· d1 mo.rle r inccPnd e la vita, c he per• rirOm.J10 t'r·e nuove trame di PsisLt-nza, ,.a ii :L·onl r o 11.! sacrifi cio e <LI m ar t i r io p iù pur·i, nel'La sua ' rilgor r}:;:a e J.l'r·ofnnda nmnnilir sarir scol j lil-<t rH·I bronzo nern ko d a arti slsa i·n!"i!.\nt (' h P, asr.o! La ndo il C1 10 r e, lavon?rù . Ra rà qu rsta O)ler·a di or·igirnaJe bl·lle>z:r; t, con sl ill' 1ruov-o, -senza Sf · no~ e e senza re\o.rica. I l mn llumenlo, p i .. col o eli m ol ~·, mi:l ri cco ·rli ~'l.!L·O 4·onlenuLo morale, ~or~n· r~t i,rr F'iren:r.f', n el l'<~lt1o lu rnirroso dE'Ha Sc uola. di Appli ca.z.iooe di ~ anilh !VI i li tare, p er ehè <:l a qut>ll.a Sc rrol<r usciro no a migli <ti a i g iovami l'ffìc:<tli effetti vi e di ro m'}l~em en lo, ttrdor e d i gente i l nl ir .a diversa, :perf' llè irr qrrt>!la Sc uola il monum tJnl.o ~ta mela di d u m t uro culto ci vile aJ·l e giontn i ge:rl?r a?.ioni <'hc si UYVil'Eind eru.nn o . Sam'l.nn i 11risi i nomi g l<wiosi erl o~N 1ri d~ LuLLi 'g'li Uficiali Medici l'ild LI Li : di queJrJi C' IH> « tìt l i nl.:'ll'im o sino .a.l'l'a.lrf.'llin:l ia, t r a m <L!.eri e e st occ·.aia, tr a g li smo r ti \'oli i clt>.i v i v i st•n za sonno tm n trono l a mort.e in un {!·io n fo ftarwu igno ,·. : dj q11 e.lJ i ( g"ÌOYÌ llt'Z'l. P Ci\Òlll l' Sl\ IIZ-11 lH ITil'l1 l i) d H? in LerJ'a di esiJiO e rwi g·i r.n.ia m or·irono di fame, ùi ti fo e di lu berrolos'i n ei vari campi di mi~t:- r i: t é rti dolore; d i qllf:'ll·i c ll r, :::.enza mP(è l? senza l nt!'\a~s i , d al~ R v ita civil e andanmo nt,:le formazion i ::.anilu rir cam pal i , e q ui l ro,·arono la mod-e senza c.;llJl i e St' 11 7. n i rmi. li loro vn lo re, il l or o s.ac.ri.fì r·io . pu r fecn-nclo di er oism i . ·riman e ancora o~< · u ro. ~ a c·om e In p.iant.a sa•n a ch e a ffond a n<>ll a terra oscura in ten<tc i gTO\' igl i 'le sue r·arl'ir i p Pt llt linfger e l i nfe 1·igene1•atJ·ici e per poo·t~u·e p iìr i n a.Jto l a sua ultima gioYinezza, cosi noi lu lli M ec1ir i , mìlil,ru; <' civili. fMg- iammo n~>l silenzifl la NlSC Ìl-'117-<:1 t> la fm-za, n lime>ntammo, irr f t• ITME' eli umill il. !r> ir>~nn r1 i, 'll'rl r>n ti f' I1 Prg-ie c~cl i nlenrlemmo che le


44.)

I'.\IC1'E t:FFICI.\l.f..

necessità della Palria c· hi edortn, sìlenz.:osa nw.nl,e, ::m:.rifìzio e rnarbr1o,

Fa,cciamo c.he qu esta ct'lt:brazione aS5urga all'a.tlezza di una apoteosi civile l i l Segretario [fe.ìwrale Capitano medico F. Boe<' HET'J'I

LA PRE SlDENZ.-\ l>f:L CO.\l!T.\TU OROJ :'\,\TUR E

.·t) GlORXAI. E ~ITT.I'rARE 'GFF1CU.LE. (~:stralto dulle dispense

n. 29·30 del 1922)

l) Clftcot.u:r: 11. ::u:; tle l ;!:: glu;;no 1!1:!~. - 'l'nri[ja dei. mnii<:inoli. dr 11f.i '1!1{/C'tli dt mcc/icatltm, ddl, ·'<riiiOn::e ,c·c·t·.~.'<urit·, c'c:t ·. (l' ubbli<:nr.ion(• 11. )::il. 1~· !ltll bt pubbli cata lu num·t~ tariO'a de!l. lll\.'lli:Hul1lì, d<'l!'li <1/.!trc·tti eli lll·'·dk;Jturn, d P.II.e :':0>11'Mtr,c llL'<'t.''>l:iO tit·. è(·e.. l :1 quule andrit ln vigvt'lo' il 1° lugl'l o 1!12:.! iu >·o~ tltn­ zione ddla t:uifl'a edir.io nc• l " luglio 1!)1!). Xt>lla lltto,-a t;~or:o·a >«>uo t• l..uc•ari i Juc••Ji•,in:tli N>tl t·ritrTI plt) rmr.i o n:1U c• C!~>ITi­ !:<lx>JHI<'uti u ll'uoo COllliiH'I'('Ì;IIt'. JWc'J.IOI1l'Jill0 doè la bu>*' 111 l't•,l;a t i\·o a ddo. ;a ne·ll t> per f iiCJI'ibJI',(l la compila;r,ione rlf'i lmu11i eh JILX'I••YallH·IItu da J~<ll'tt' d c·llf' lnft-l'IU<' l'h• di (l(}rtlO. Cosi ))UI'<' sono st.nt"' ;tggiuntP J ••~· pant:d nni oUìr·in~ali <H·u,..o !liti comunf'. qnali : l o?.loni jlt:)t' C':tf)('lll, llOivct't' e. J'lll~<bt <lcntifril:la, <le utlflcicio llttllido. sc-irvppi glirt>. rofo;.1f'ati H l ·i]1ofo;,iiti C.~11lf('r.ioH:ati ul b<.Kx·t~!U>. l:wol<'th,o rvmpr,·s~~ 11<'1 Hbud. >'llltiJlll<'i €' <~)Jnpo!':t('. l1<1li eli gont1llla a 11:1 ('<l'tleinn r• n ll'<~UCIIIiJ)tolo ('(lll meutolo. jo1lo !n mmbinnr.i u n~' OJ·;mHkll . .i'l(' tt iJ>Ii<'<' e con 11nidrl~lt· n•·senio:o<n. Df'i l'L'f>rl<•tt i in ·pnrola nou pnh·:~nno J-'!<::«'1'<' tHf'tl·ihniti JII'Otlotti !"imll.slri anc:lte ili<>tm prr•>ot'n tn ztouf' <li riN>tt(' ':1Jf'<lit·Ja<'. L'Eiil'<it· cl! chbllt. M11Ì prelf'Yllto dft!!li !'>t:l· bilimr•nti R'lnit:a •·i ef'rlHf-~Yn ttH• tttP dalln f:tl'lnM·iu ccntmlf' milit.'lrP o l>f'l' f'S:'\.'1 <lal ('('ntl'(l f:ll"lllM'<'llt;co di ~r:tu?~'l no. rome Pnn· IIC' Jll'l'JY.Il':lzioni l'lf)JH'fl rl{'(lr<lf:tl'. J C'a m himn<'lltl di qòr<."'IU.O l:l.iJ)~JHlentl d~ llr.t. •Jlll hblic·lt:r.ione d.e ll111. lt11()V~l• t n riffa a'' l'flnnn c-l'f"tto 11:tl 1° ltl!!llo l!?~. g-in>rtn l':ll't. 4-Hl t'lp! l~')rolfiiUR>nto d'nmm~nistr:t­ zionc f' ('Ontl11lil itit. Jfi11i.• lror. P. Dr ~('.H.r~\.

n

2) ('JRI"OI.ARf., n. :~2:i d,.. l lì ln;.:l i•1 1!\2:!. -

. t r·c-·rlamt•uli oq1i. e[f' 'lli r/i JWII ·•ionr..

:, ridtiN<ht <le.! ~lini :<INYI cl t• l t l".-'<>1'0- ~ot.to~~·~l'<'t':ll'i<lto rwr l'a!<>:i:':! ('ltr.a milit:1re e Je f~lli<ÌODI Ili l('ll(>(l' r.>l - .-<i cJC'tPI'Itlill:l fiU:tlltO ll p)l)'(•;lM: 1'\'-r ml' l'('>:tan(lo lt> tli>l)tn;;i?.i<Hti 11i r·ni al n. 11 Ò<'llfl Cil..--ol:tt'c> 4riii rl.<;l (ìinnwTn miUiorr 1!ll!l, ]X'r l!ii e x militari. i qunli si tl'c.\'ino nelle f'()nùir.i oni òl cui nlf,t\ J ~·t. te re a) c b) <le l prli!Jlo C'lt flO\·~rso di rlPt.ta C'it·ro ln.re. l e JH'Il.tlclw riflc>tt.>ntl ~:U l'X militari non l'i fot'lllll ti. eli MI i n lln l ct!Y• m c) tl<?lln c· i r·('<•l:Hc> ~·t.•;o:><n . n :orrnnno 1l:a i eo l!('.C:i m N'li C'i P 1l:t 11(' rom m i ;:~iOlt i 1<.'1 n it:tt;f' d i 11 PJW Ilo cl' m-:1 l un..'ln~i tJ';l stll<'i'<:C' : a ) :11 C'<llnnucl<> rl E'l J't•lativo lli ~t rt>tto mil i !J1 r<' lli' i c·11!"1 in cni ·"1:1 >:tMa ri~~~n­ trstt.n. •nl':rl'i +'X militul'i di C'Ui alln ~1lfltl<'ttn• JettNn r.). 1'M<isll!>n7~l <li nn::~ iuff'l'11Jltà nsc•riv'hil•• :Hl nnn rl <'llE' ent<'J!OI'it' flf'l dcC'ret() liw~?otc>nenr.inl<> 2() all~tl !!l!i<> l!l17 n. RiC\C\. Jn I ii r·:1;;;i i l d il•t t'<'ttl). ri('('vo t.i ~:Il :Jtf i ~ nit:nl, J)l'()VY(>{lC't~ì. dJ'I''ttn nt E'nte a ila · C'On1 n i b17,i <>nf' c! C'l prON>~!"' Yl •rlmle d C' l rou!'>ÌJ!I io eli lllll m in i •oot.J·nr.i<>n<.>. i'n b:1-"<' .'\li a .JlrtY't>ri\I I'H !"ttl h'ilil.'t rkt l titol o :!<> di'l t'<'I!Oinmf'Jltl) ::; s<•tt•·nt lwr ll'!l:) stilli' i>l'lli<'loni <'lvill E' 1nilitn l'i . qn,i ncl•i tr:~;:m<•ttf'n't '' ol':n!l voltft ln f\l':ltl<':1 n! pr<'f>~to sott();o(>,!!ll'('tarlato. ll li<'llriO\ri. i1~ t"llpia attt<'ntl<'lt. tntti i <lO("ttmcnf·i. c·lle lliNiet·o IUO,!!O 1!1 11:1 dc>libr-r:J7.i<l nf clr 11 con;:i,!rllo di n.mmlni s;tmr.icln('. N.•i r•:t~i r.r:t il'<li<'lttl il Nm~il!lio di flntrnhti~>trnr.ion<' clon·:t ~·lltirt> Il diN?ttnrc tli ~ro1 it:ì . rp11t 1Ulo non t l'Il ttb<i •li formf' morlxwt- C':tgl()nntf' d n v lole n7~1 C!<tem~, -conu.> p1m> rwi <'ltl'i rd~1 tivl :Hl <'!'Il!<'<' t:mt<> n<>l p.'ll'<'l'E' tN'nlro ilc>l i!ir<>ltllit'!E! eli ~-

w


I'MfiJ:: l'FFICI .\U..

llilil.

lJlW utu 11t>l prO<·•·>':<O Y• ' l'hal~ tlvnu t'>."ei'C t h iaJalll\'utc iJHlh:;Ho ::;e lru t.t<Jtii ili

ltl.'> iOlll.! o iJlf.l 'l1lli til •kll•t't.uil~t t. t 11<1 ·r.: N·<~ e Jn·o fil i a w 11 SQ., d i se,··v iz iu o n· e ro t'iporI·Jia. 'J "Y'Jnrrf//a in <JC('<'Iiimw <li s< r·ri;io 1/i !flltn·a o lin.nlmente in /ien;i::i attitumti ai/,, vw•n1~ l d<·tT<'ti lu();.ro!t•n enzi:tli t ~tkJU!>re HIJI, n•. n85 E' 27 otto!>!~ l!J17, nuIJitTo 1/:!\.i}. l 'et· qun11to l'igtwrdil g li ~x ru i lit.ari, d1c cl'1 i to llq,:i w ec.lid o com:ruissioml sanitarie <Il "l•l •l'l lo \'t·n;:mw rk~mosci uti nlrt'Lti \1:1 fvrmt' tuhercolfll'i, l~ pmti<'he 1li pem;ione st·:;ui l1lllUO i,le11.1 ic-a pJ'UCI?t!Unl; ll(• r (• i •·o waudi 1H ò i ,;tr~·l to lii'V\'Yt"<ilt'ranuo :llla tVl'l'('"'l~·nsi•mC ~~~·g li ""'i''l.mi >~JJechll i (<:in'Ohtre ~00 Giur11alc ?nilitflrP Hll9. ci rcol a re ;J:l;J 0/om(t['ç mi/ilare JH:W. c <-ircolare J\l(i Uiornfllc militare 1921) indiJlenÙ<'ll. èem•'HL<· dalle 1•11111.id•e tll •lilJC·niJem.<l <l:l·l :>eJT i zio tkll' bof.o•nultà t'Il nuche qu:.nùiJ es.'ll..: :1 bi)!;u to ri:-<llla tu >O l'a ,·o r<!vo le, SJWlt<~ndo tm ica mente Hl &lt t.<.•segrctariato di Stato por I'H~:<istl·!l7..;1 m ili ta lX' ~ le txouslon i di l!"lli.'ITH la ddìuit.i\•a ùt><:i:si o ne s ul diritto d i )l( 'Jl><iOIII>: lJ) tli n·lt:tiiJCJitc al ~ott~l·;::rd.ari:tto di ~ t.ato Jlt'l' r u..,·tst<!JIZ<'l Jt.!litoue e le Jl<'lls iou i tli J.,'1H'I'I'II . in tutW i (11"'i iu ('Ili uon ~ia st<1ta ri ;;c'On trnbt alcuna 'iufe rm.it<ì , Jn \'CI'O qu a ndo J'ini'NmitJ~ non ~'• 'l!"~iunJ;:t g-li è:-li',(lllli JJOI' l'n~::nmione ati nnn delle lilt<..'ì!:Orie }'l'i.'\'h:J·(' d:•l d t-<·t'\·1~ luo~ol•"IH~ltz i:~ le 2U lll:tJ!J!in l!lll , 11. 876. Tu tnli casi inf;•tti non ~i pw'1 I'Yi! lf'ull•lllt> lll l' prP~<d tulf're ~ ~~~ qltnl.--i:P·i trnE>»tionc fl i dipe-nd enza <ln l ::>en'i7.io 1ld J><•:<l'lllll•i :lllt·J.::t U •l:tll'int<-J'I"S:<~Ito. 111>11 (•:'ì<t•nrlo,·i luogo n llqnl<lnzio lW (}j f)('ll!'IÌO!l(' f HÌ :1>'>'<').:110 lll'l' lll:t ll \~llll\H di Ì!l\~ Jiditi\. Con 1\M~·a-.ion~ :<i fn noto f'IH' g li uflì<'i provill(·lnli J'l(:"r le 1*1lsionl di guer ra .-.onn autm·izmti atl i~1J·uir(• \p clrllllnnò<' ]X'I' l "'''L~ìon i fli gnena e qni.ndi a ri chlerlere {lirctt;;l lnente nr·re r ta.menti !':anit:nl. oYvt>ro ve,rbnli (Ìì dlpcndt'n7H'l da cau &'l tli $Crvizlo ~Ili\' <'Nlll ><•tenti nuloritl'l l.lJilit:II'Ì. l e (tuali. ]'X'rUllltO. sono tA>nu te a corri. "1l0111l é re cl il'l't1·nml.'n t e n I l(' ri r·l d f ,..,.~. dJ fll'tt i u ffl ci . t.rn ~mcttf·ndo, nel ca. so, (UN.' tUtlll{:l1te Il<) N•"-Ì ! l't'l:t ti \'1 dO('IlJIIPll ti.

n Jfinislro : P. DJ Sc.~ r.r.A.

~·1 CJRC'Ol...~R~> n . ~2ti (l e i 6 lu:.dil' 1922. - Oonoef<s-ir""' agU ufjìr·w/i JW II~ic:nolr tli pre· 7r'''"H' ,,,,, /if'i rt n li ,, tl(lfJQm ento <lirctlo rlalle f orm111·ìr• militari. p,·e]e11(1m ento

di .~a POli t· bi a1100 • .\ r·hi:niuH'nl i eli 'lll''"i tl 1'1\'I>Ji i n l :llini~<·ro ~ !lVY<"rk che. quantw1que non ne si1t !<Ultn fattn llll' llz io ne nl'lta I'Ìl'<'<ll:ll't> n. ~o Gì()nwlt: militare c. a., l'a~evola­ ;o;ione rH prei <'Ynt'l' mr·di,..!nnli cl.'lll<> fnrmnrh• rrn ili tM·i co n«·;.'!;,<J ag-li ufficJa li J)e.T.Il>ionnti C'<'Jil rl i>:J ~>1«·i<1 11. ::!12 in dnta 2il !lllll-'1!io 1!121 rinW.ll<! tnttora in vigore. La ce.~. !':lrml' "'''"("''l'il l•r(·,·i:t l'l'C',..'(>nlnz io nP di'IlE' pl·f'~f'r'I He tif'<'tt.<> me<lif'he dehlwrnente vl !':ta U> cl n l C'omn n el o cJ,q f\J'('..'id io cl <'l la Jor n l i t?! ove l'n Nìf'ifl l<' ]ìe ns i(tnato ba la sua tJbitnt~le l'I"Ricl('lnZ!l, o cl:t a ltn1 nut<J l'it't fle:-oi!:m:r~l~l <ln l Cnma ndo ~t i":"RO. OPP<lt'e. in !:K'J.:Hifo Ml nut()!'i7.z:lzi(\nc <lt•i romnmli di NWfiO il'n nn~ttn, clnlln JWPsidenz:n delle :n!'lMcial'.loni co;;t it nil<> f1·n J!ll 11flkin li Jl(>u ;;iowl ~i. h<'nintero li mi tnbllllltm te n .! tll uf-

fi<'lali ·rn ('('nti pnrtP •lcll<' n"-sorlnzioill I':!N<~~. " Mnh<> lmml'<l!:lto p.'lgnm<>ntl'l In 0011t.~ nt l cla cfi'cttunrsi tlll'n ftìPio f'ns.~a d i Ol!'•d l'lt.Jl hilimc·nto ~'lni~ll· io. ~l n,·,·rot<' i11ol:tt'<' <·lw rinwnl' tnttot·a ln \'i!!"orp h1 tl l;;tJ·ihn zi r>nc del AAflOlli' bian· ('0, I•Jc•\':liHl O lH 111i"1Jl'll <li ?, f\('?.ZÌ :l ] llH'"f' l'tnhil il.<l tl:ll di,...1ìfi('('Ì(I ('Ì(('()l :ll'E' 11. 1010 Òt' l 21 f, ·hhr!ti o 1!1:!1 . n :i P<'~' O!.!'ll i 11 ffid :ll<• o imph·.::nt('l. ll .~!i 11ì.•11·n: P. Dr So.u .r,,,.

3) cuwor.Allf n . :'.71 11~1 27 ht,gllo l !l22.- A.~.<>i.•lf'nti rtll, rlinlrlt" un/ ~:P.r.ç itorlr.. "!fa J:<lìt,ti ,,,.;,.,lifrPi <lrl R f'f/!1 () rr/ " ofH·.q i rli ·n~'·rfPdniiiiiii~'II I O nri 8r•1'l'i: l igiP·n ir{J. fìl'tl.fi/o/( lf'i 111'(' ,'·"11 '" nirf!~ir,Hc [Jf'll('r f//C d ella Srlllilri pu/lldic·o.

Aur·hr 1~r il 1"'•>:-.~JIIln ;~ n nl) lW~':Hkmko .!<:tra11no inYillti ltlll<:i:t ll mNlici in ~ A. P. nllc ,..Jlnir·h.<> nnll·~'•·,.:it:nic. ngli Jl'llit nt i l'IC'ientifki <k l HCI!llO N l a <'Orsi di ]"·t·ft•;t,iou:JIIh·ut .. lll'i s n ir.i l;tit·lli<·O. lll'fl!ilallì<·i ]ll'C~ la ll irC'lllone g<'H(·rnlt> òclla


l' \H n; UTJC'IAU:

447

sunltìt JIUbl>lìca: tale us,;egnm:io.ue ><~tri1 flHta i "· r· 1111 a uno, s:llrv <ll :1\llni:::tet'O la fncoltit di <:'Ouft-rrotn·la p;<.u· uu se<.'Ouùo e :>~H·ì1 Ji1U1it~Ha ~-ome sogne: l. 1llarwìori metlif·i ·i11 "· a. p.: r11 *i l'osti dj ~ts=-istt'nte mlllt<U'(> n C'O l'si<di per. feziooamcnto nei se-rvizi il!' L•' n k'O-protìla tt.i(·i : b 1 thJ<.· JlO><t i d i ns:4stelt te mi li t.'\ t 't' presf'<) l!;ltitnti di llnntomia p:ltt>IPJ:Ì<:~1 tkllc }{ .t : niv~· r!d t:'t; 2 . . llayyiOI'i medici o COJ•il.ani mcrlwi iu .~. "· p.: 111 ~i pu--.1·1 di a,osi«knte militare pres.-<o cl1nl<-h<' chLnJrg-i<·hc d e llt• H. l;ail·ct'l';itil: /1\ &i posti di n:-:si:<t<>nte milita re pre&"() clini('l~c llJt~liche <Ielle H . \'nl\1\"r:-iitit : !') du(' posti <li assh•h'tltC m il L . ture pre.:;.w Istituti d'igiene tl!· llc H. l.'niYN:<itìt. Le doa1:1ndc, ('();d'l eYe.ntu$\U titoli c dOC'I.tul.<.':llli, do,·mnno t ....n ·enhx• al )Jini· 'tero. lH1~r.ione C'<.'Ut1·ule de l set•vizi() s.'lrtitudo milìtat·e, per Il tramite W.~lle DiJ~­ :doni W S811ità d i ('OI'JIO \1':111lliltil!. 111) 0 Olt.l'(' il 1(1 ottObllE'f l).\.

8) :\lf:\IS'l'BRO DELf,.A GuERRA. I>IU~:ZJO:>F.

('~;'IT!t~LE

llf'l. $EIIVIZJO SA:'i'lTARIO :UlLlTAkE

1 . 1 - r •rmr-or.•o o/ prc111iu Ni/,ct'i p<T y/1 ujfidali medici flel R. EsPrr-ito c t/ ella R. ;1fctrÌ1l·O swrlulo il 3l luglio J!)22.

l't•r il l'(>iu-or·so 111 prrmio Hil..CI'Ì. indci,t,, ~"<>ll dt·(·ola l'e n. 3-ti. cli;q~·n"n 2tì•, del

Giol'llole mililrue 10~1 c ,<;< ·:~<luto il :u h1;rli•l !'<·o•~. "<>IlO Jl(>n·enut(' in t~> lllfiO utile

:tlln l>ln•zit'lll' ('('!ltmle d~·J ~.-rl'i·zlo :>.'lnitJtrio mililnre le auNnorie contmssE'guate d~1 i motti S{')!IJ('nti :

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lr) II T c·ru;t -

71f, r/o 11/I'C,<f1''1' if'n:fl ddl'ullimu guerra.

2}. ( ' JR' 'tl f. .\HE

N.

46fi0 rll'l 27 ht,C!:Iio 1!122 (Div. Ili. R t'p. TI).- Onorari pPr

le 1'i"~il" mNiito·fi~t·ali.

A modifi c·nzione <l<1lla ci rcoi<LI'e n. 1020 rk ·ll' 8 mfl.rzo c. a. questo ì\Iini~>tero rloterminfl. ehe. fermo J'<'sta.n<lo In clj:<pO!'izione contenuta 11alla swltl()tta. cirro· la.ro pe1· qunnto ri,:rua.rdfl. le vi~ite medico.fì:<C·~>l i e!'Cp;uite dagli uffìcil\li medif'i per conto di prin1.ti, la di~po ~izione stc~~o. si ~t abro?n.ta pPl' dò eh<' rigtmrdn. in vec:CI la ,-is it o f'!N>>'O l'it•hi<'"'lO da a.mmini;;trazioni pubblil' ht". Siccome p()l'Ò a.n.c·hc pct· quel:lto vi:-;ite d o,·o rimanore fe1·m o il tlincfo eli prclc,·are rll\1 fondo '><'Orta qun l!'iasi POn,mo. p er il pa)!omonlo di o norari, r·o'<Ì gli ufficiali mcdid rir·o•cranno il pagamento c!Pgli onorn.l'i e delle eventuali inde n· ui!!\ rli viap:gio l'O iranto doro <'ha le au tol'ità ri ol1ierlen t i a\Tanno <li ,:po~lo in


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C'O:M l'l'ATO f>'O:'\ORE. AJlOO P ATRONATO DI S. M. II.- R E D ' l'l'Af.JA. l't'f'!<i rll·lt lf• : ::-. E. il l'n•:<i clt•ntl' eh·! <; ln:::iJ,!'liO rlt· i minist ri. :.; K !l ~linl !'tl'O <'l t>llll ~11\'1'1·:•. :-; 1·:. Il .') i n-i••t t'o 1il'll<1 ·!11<1 riÌm . Jl r•tnl,·i: ~- E. il G<>sH~l·,tJp cl'E>X·rc·it () :\ . lli;11u,. DIJ(·II cklla Vittol'i11 : K E. ì1 l' n<>-'"i<lc•ut~• <l!'l ~<'U:I to : ~ - R il PrM i<l!'nt*' d<'lln Cauwra •l c•i D<'nu t: Jti: R E . Il ;\li'n'istm clq.d i P:l<t<'l'i : ~ - E . il ~li nif.1:ro 11<'11~<• ('()Jonì<• : f'. E . il ;\linistro cl!'lla l'•JhhllC1\

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('0:\fiTATO ORCA Nl ZZXI'OHf.:.

t:n·. d ott. F r:1n<'CSCO g-c•Jll'l'HIE:', c~l ll() fh-1!:1 ~:lnil ìl sni HIIltll!·. l' if•('· f> J'f'.•ir/('11 / f' : 11 l'iJ;!:IO li l' l'l • ).!.l'llf'l':ll<' llll'<lic'<l ~~Il tJWC'Ì ('IYIIllll. IWOf. ~tPf:l ll(). J/ r•w fll'i: ('()lonnf"IIO lll t" li"> ~lanri f"()111nJ. <lntr. Lui:!'i: 'f<'ll<'llti <'01 ~"> 111J'f"·'U medici: ~I Numo eomon . .PI'nf. <:in\·a un i.: C'M"<'ia (':lY. prof. 1-' ilipJl<J: \a><::wlnl (':l v. òot. 1or ,\J1m·n; ~:tnl:trnctri:v l'ltllliJI. l>I'Of. :\ll•<'r to : ' r !'f1f"ll t.f' l~)l rmnc-· ll o mNliro rll'lln R . :\f:1rinn \I ;Hnntoni l'Il\'. dott. Hohf'r to : ('oi<Y.ll11'lln c·himiro f~H"ln :wi :·:t:1 ~nz~i c·:tv. 111T rl o tt Fili PI•": ('af\111111" <'h imi•'l) f:n·m·l <h<tn ( ':lJll 'l'lli c·;l \'. d<'~tt. (';il111<'f"ll('. -"'',IJI'f'/ tlri: :\l:t!!';.!ion• 111t• li1·o ! ). • H••rn anl ini:< l 'li\'. do>l t. \'js·~i nin : Cnpit:lllo ;sn<>cl it·n F<•ni c•:t\'. <1<11 1. nui•l<). f'rr.<idf'll t r· : :'1 1:1)!;.:-ior J!f'hc·l :t lf" tll<••li<·o l1c·l l:i \':1llf' r.mn .

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6. I signori abbonati militari in effettività di servizio pagheranno l'importo del· l'abbonamento per meno dei rispettivi ccmandi di corpo e direzioni. 7. Per i soli ufficiali mo!dici (ddl ' l!sercito e della 1\•l arina), in qualunque posizione s i trovino, è ammesso un ABBONA}IEN'J'O CU!IIUI.A'I'IVO al Glomale di meàicl11a militare ed agli An11all di m edici11a fiD'ò'ale e colot~iok ~l prez1.0 d1 L. 27 annue. l'er ottenere t ale fac ilitazione cumulativa gli abbonati militari dovranno far pervenire l 'intiero importo all'Amministrn?.ioue del periodico del proprio corpo. 8. Ai librni si fa lo sconto del 10 per cento. mn ~oltanto per gli abbonamenti delle persone e degli enti non militari, che non possono fruire della facilitazione ;li cui ai nn. 4, 6 e 7·

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Agli

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po.

ttali. 3· Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che accompagnassero le memorie, sono a carico degli autori. 4· Gli estratti sono d i due tipi: - Ti po A . St-nzn copertina e colla imp:1€'inatura e numt-razione del fascicolo. - Tipo 11. Con copertina ~tampat~, frl!nlc.>spi:do, impagina· tura e numerazion~ speciale. s. 11 pre>.zo degli estratti, ·per gli autori del le n.em orie che li richiedano. è regolato dalla seguente tariffa:

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. (6881

- Rorna. 11)21·22- StabUitn~~nto PoUgmfteo per I'Ammlnietnulone ill'lla Onerra

~


Pubblicazione

GIORNALE MEDICINA .MlLIT ARE DI

.

\

PUB BLICAT O DAL MINI ST ERO D ELL A GUERRA (Direzione centrale d el aervizio sanitario militare)

Giornale di medicina mìlitare : 1851·1884 Giornale medico del Regio Esercito e della Re)!ia Marina: r88s-r8Qs Giornale medico del Regio E!'ercito: r8Q6-1907

ANNO LXX' - 192.2

Fascicolo X

l Ottobre

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI: R omby. -

P aolini. Casella . -

o li:itu d i :sull u. aw d u ri.- .. ... . . . . .. . .... . . . .... . . . .... . .. .. . .. . All cnaam•nl o (' d ed aaca.z i(111f' fi;;i<:>t-. . , . .. . ....... . .. . ... . . . . Con t l'i bu.to a lla IE'gu t ur·~ lnteralf' de ll ~t ve na (·~• va infe riore.

RJVISTA DELL.A STAMPA MEDICA l ~ALIA NA E STRANIERA ... . . . . .... . . .. . CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI . .... . ... . . . . . .. . PARTE Uf FICIALE ... . . . .... .... . ... ... .... . . . . ....... . . ... . ... ... . . .. ........ . II Congres~1>

ROMA -

i ntcr nozioualu di mmli dna (' ff:l.rmnc-in milit are .. .... .. •

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460

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476

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Direz ione ed amministrazione Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre - ROMA

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P er le n'tove nor m e circa le pubb li cazioni dei la,·ori , ·edi copertina (4a pagina).


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MEMORIE ORIGINALI

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- - -- ·- - -- - - -- - - - -- - - - - - -- - - - -- SCUOL A DI APPLICAZIONE-DI SA:.'fl T..\. MILITARE

STUDI SULLA MALARIA

't;: '\"./:i \ Ì·'/

;~

per il dott. Paolo Romby, maggiore medico.

Molte osservazioni epidemiologiche ed emat.ologiche compiute in

Sm'Clegna, in Lilbia., nel FJ•iuli, -in lstria e. su u.n numero notevole di individui malarJt:-i ·provenienti dall'Albania, dalla Macedonia, dalla Dalmazia, dall'Asia Minore, mi hanno permesso di rilevare su lla b-iologia dei pa:rassit'i malarici, e ne~le infezioni l)rimitive e nelle rooidive, alcuni fatti che credo opportuno soltopo~re alla critica dei mll!lariologi. Già si n dal 1907, parteci•pando al'la campagna antimalari<·a nell 'agro della colonia penw1e di Casliadas e negli anni successivi in diverse a..l·tre locaHtà del·la Sard~gna, avevo noLat.o come fosse c.onvin.c.imento di quelle popolazLoni di attribu·ire aJ.Ia maJar-ia, durant.e la stagi-one epidemica, le ,pi:ù diiVerse forme morbose. Ed in questa <'~nsi<leraz i one e1·ano tenute infatti al'tera.z.ioni di v.aria entità della sanguificazione, dell'apparato d'i·g erente, manifestazioni c.utanee che per· la morfologia· ·richiamavano i Q.ua.dri degl~ erit~mi PSSudativi, delle ponpore, delle ortir.arie, cefa.lee, nevralgie e mialgie, ed a.nche indisposizioni valghe, caratterizzate da senso di <lebolez.za, ·di stanrhs!zza, da oppressione r espirat.or·ia, <la sttdori facili e profusi, da inappetenza, da fenomeni di esaurimento del ~istema nervoso. La cura prescritta daH' espel'ien-za de3Je ·popolazion.i medesime, in tutti questi casi, con-sisteva ne].)a. sommi·n'istra.zione de.l chinino. P er control-lare la sohdith d i un Late sistema terapeutico risolsi di verificare se negL'i 'i.ndivìdu i colti cl.al'le òescritte sofferenze, la temperatura non subisse elevazion.i su•tla norma e nel easo affermali·vo odi conoscerne •l'a.ndarn.ento: d~sponendo i.noltre dei mezzi :necessar.i., vol.li avvalorare ta.li ricerohe -con l'esame del sar.lgue . Venni 'c-osi act: a,c.ce.mre che per un buon numero di c.asi riJ termometro non rivelava temperature febbrili; per altni invece riu.sci~ a sorprendt:n·e elevazioni termiche lievi, fugaci, spesso ino~servate perohè si verificavano duMnte la notte., con ca.ratt~re <ii' iiÌ-l·termittenza irregol.are; le indagini ematoi1ogiche mi condussero ad iòent1ifiC'are, i-n mollii, [a p rewnq_.,a d1 paraS€1iti ma~arici (plasmlOdium vivax, plasmod iwn irnrrutcuJ.atum).

Tali osservaZJioni mi fu dato di ripetere in seguito duranle il serv~­ zio .prestato pr·esso l'Ospedale ·rrti.Iit.a.re di Cagliari, negli anni 1908·909~H0-9l1. Esam i del sangue di solda.t.i appartenenti ai presidi dislocaLi nsll'intemo deLl'isola e di giovani reclute .in a:ppal'enti buone. rond izion,i d i salute o soggetti a disturrbi oon sintom atolo!!ia i_,ndetlnita e talvolta ~9 -

Giornale di vu.dicina militar e. -

Fa!K'. X.


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STt' Dl :SU LL.\

~1.\L:IIlL\

t:on r~azi o ni febbrili non eleYale ed irrego!uri , mi confermarono il valor,e del rl:'pPrto giù notato, e cioè la presenza di parassiti ma.Jarici in indi,. id LI i cl w nu n mo:;lnn·arto ak LI no dei c.<u-atleri tipici <leHa malattia. Pre:;so i Cons igl i di le \·a c i di sLl'eW non poche volte mi ocoorse anro ra. di osservare deg li .ind i\'idui, provenienti da. r·egioni notoriamente mal<triche, con un co lorite caratteristioo t' d un ragguardevole tl.hJil()re d i m :lza, non o:;;ta.nte che i Jll'f'cedentri anamnestici riusc•issero wmplet.a mente lle[!alivi per· una preg-re:::.sa infezione ma.hLrica. · Nel 1912 in Libia , coli Corpo di occu'l)azione di Misurata, appena se ne pre;:;rntò l'orrporlunitit ri·pt;esi Je osservazion i su ll'importante argomento, non tra l<~scian(I O ak.un m ezzo per alime ntarne il numero. Dopo la cond us:o ne dt>Ha p·ace con In Tu rt llia , ne\.l'ottobre, potei esaminare il ::a n,g ue di numerosi indigeni , i•nv i.ali mi pei vari a.ccertame n.ti dai m ed.ic· i addelli all'ambu·latorio .is tituito per la cura de i civitli. Tratta:vasi ~1wsso di <trabi provenienti dalle borgate del<la bellissima oasi e da li· cosl,;t Sirlica (Taorga), ~: be s i lagnavano di andare solggetti ogn i t.a.nto ad accessi fe-bbrili; J,' esamt' d el sangue di qualche cen.titn&io di talii individui mi palesò il medesimo reperto, doè ~-ran ·numero di pa1·assiti della te1·zana primave-rile con qualche gamete della estivo-a utun nal e . Le indagi·n i ap idemiologiche 1nlli 1perrm isero dii. st&bilitre che almeno nt"i due te rzi dP.i casi J'inff'zioM doveva considerarsi come recidi va. P t'l r d eside.1·io espreR<>O ottenni di esamrina.re un altro buon numero di l nd1gf' ni provenienti dalle località sud dette, presenta.tis i all''.ambulatorio per lesioni di natm.a. varia. Daltl e noti zie desunte inter.1·ogando i 11a.zi e nti ,p otei s irn('erarmi come non pochi dj e...c:.si ave-ssero sofferto in preced enza deg1i aceessi febbrili; per· altri i'nNece l'anamnesi risultava assoh~tamen.te n egativa. L'esam e t"matologico, in d'iversi dei primi e d ei ·se<·ondi , dette il medesi mo reperto sopra accennato: acca.nto a frequenti parassiti d ella terzana primaveri1e qualche semiluna. Anal~~amente potei ,osservarve, d.u~ante gl i a;nni del! con.fliitw· oon l'Austria, nel sangue di militari d eHe truppe oper.a nti nel basso Isonzo i' di civi·li di quel-l e località, pu re in. condizioni di apparente. b enesser e o con ind'isposi zio'tli poco raratt e ri,slkhe, dei pa.ras~iti prevalen.t.emente terzanari. Così al1l.'ora in Ist-ria, in Dalmaz ia, ed infin e d a l Hl20 ad oggi i n u n numero assa:i rilevante d i w ldat.i r edùoi da.J.J'All'bania, dal,la Macedonia, daWAsi.a :Vlinore, molt.i dei quali -c.on infezioni maJ.ariche di d iversa gr;nritit , recidivi a breYe ed a lntn ga scaòenza., ma ,per il momento in sodd is facenLi condizioni di salute o soggetti a transitori malesseri: l'e!',.'lille del sang-11e mi fece spe~~ identificare dei para.....;;sit.i terzan ari a.crompHI,!!nat i da Qttalc he sem i.l una . •••

Dallo st.udio di que.%0 notevol issim o materiale, mi è s tato agevole fi s:=;nre i quadri emoparassit.ari :più frequ t-nt.i delle infezioni primitive e l'e-<:idive di lt•rz;ma rwimaverile e di estivo-.auLunnale> R rpl' rti e111 0p11rtl.~'it arì 1wUe t er::.a11 <' primaverili. - L' inJ~ione d<t LPrzana primH\'f'T'i le può det.erm i,nru·s i in individ ui i'll tuppar·en~e benes-


' III !\l' ll.A

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sere o eon quelle man ; f,~,;t.azioni morbos€ :>ull~ quali mi sono trattenuto. I parassiti in questi <!asi si osservano in discreto numeeo, s.pesso in diverse fasi di s-viluppo; i gamel i e particolat•mente i macrogameti sO-no abbast,a,nza frequenti. _, Nelle forme primilive, con sintomatologia classica, l'esame del sangue d'ordinario f.a rileva re abbondcwti p.a.rassili nelle medesime fasi evolutive. l gameti si rendono visibili, al opiù Lard·i, dopo '.1-5 ·accessi febbri1li. Nelle recidive. i reperti osservabt~i vanno considet'a~i in due gruppi principali: quelli che si accertano negli individui in preda arl accessi tipici d i febbre; q.ueill·i' che si accertano in individui cori temoerature febbrHi, poco marcate ed irregolari o j,n completa apiressia. I ,:wimi fanno rilevare un numero qllasi sempre notevole di par-assiti in differenti stadi eli. sviluppo. Fra ·le forme asessuali se ne notano ancune con ruwaren~ evident-emente diverse da quelle solit.e : hanno dimensionn esigue per la loro età, urn oitoplasma d enso e regolare ed un grosso nucleo .fortemente colorabile i.n rosso viola. Durante i processi di sch~wgonia la maggior parte dei pat'a.SSiti si presenta con i <'onsueti caratteri nfurfologici e con i8-20 segmenti: accanto a qut-sti .capita di osservar ne qua.leuno di dimensioni eospicue e con una trenbina di segmenti ed alki notevolmente pilù pkcoli con un numero limitato di seJgmenti, d;a, 6 a iO. I n questi ultimi parassiti si notano ancora dei particolari di strutt'Jra molto interessanti: essi S'i .presentano ('On• un iCitopLasn1;a onw•geneo senza cenno dii forJl'k'l.l,ione dei segmenti e con !Ja melanina disposta irregolarmente e non ammassata al ('e>ntro, a•nche quando la cromatina ha già maruifestamente subìta la divisine in òirversi blocchetti.. FrequPnti sono i ~Jtmeti, più numerosi sempre i macrogameti e fra questi mm pooh1 presentano delle anomatlie inorfologiche e cromatiche a c.a.rioo d€11 citoplasma e dei nucleo (ra.refazione', sc<rursa affinità ttiltle tinte) e insolita disposizione deltla melanina. Sono pure faci'lmente identificabili de! ~ovani gameti, ohe già 'llelle dimensioni di un IJ)iccolo schizonte mostrano le cara.lteristkhe strutturali proprie del citoplasma e dehla cromatù·na; mruncano invece di melani na o ne hanno :poca, illl mi nntissi m i gra nulli. • Non eccessivamente rare possono osservarsi delle emazie. contenenti due parassiti ben disti n Li e nei quali una distin!Z.:ione non è :più possibHe o solo in parte. Su queste emazie mi rìservo di tornare in seguito. Nelle infez.ioni recidive con temperatura poco elevata ed: ir.regolare o che decorrono in completa rupiressia, g<li esami del sangue-, di solito, mettono in evidenza scarsi parassiti• iTh forma di anelli .pic.c<Jili e medi. Le fasi di schizogon·ia, l.'.ii.fficilmente osservahili, si wmpiono COTh la ri suJtan.za di nn numero l'imitato da nuovi elementi. Talvolta possono notarsi delle forme asessuali simili a. ()ueHe d escrit.te in pre<'edenza , che poss·iedono un citoplasmn più deMo ed omogeneo ed u-n grosso nucJeo crom~a~tinico. · I gameti so no meno frequenti: parlko-larmente sc.arsi ~i dimost.rano


STUDI SG LL.l

~f .U.AKlA

ne-i lunghi periodi di apii·essia.. Nei ma.crogameti, I})Jù fac.iLi a vedersi, non di rado si 1ril evano le a:noma.lie morfologiche e cromatiche, di cui feci cenno. Sono pure idenrti.fica.bili dei giovani gameti e dei.Je ema.ztie eontenenti due parassiti identici e semp·re ben distintri. Le lesioni d ei globuli rossi infes~ati sono evid enti: consistono in ·u umento ronsiderevole nelle tlo!'O dlimensioni ad in manif~to 'SC()lor.im ènto. Quando però i parassiti invasori non rag'giungono proporzioni t:ospicue, mi riferisco particolarmente a quelli desoritti con aspetti ,i.nsoliti ne11 e r ecidive, il globulo rosso si, mostra poco modificato nei suoi diam:elri, ma sempre notevolmente pal'lido. Fra g li eritrociti immuni si osservano di fl·equente dei policroll"OO.· lofìli e qnalche basofilo. I leucodti sono in aumento ·:ra.grgu.a.rdevole dumnte J'attarr·o febbri le; .J'aum~nto r.iguarda i mononudeati ed i Hnfociti. Pure le piastrine appaiOJlO abbondanti. Reperti cmo parassita·ri nelle estivo-aulunnali. - L'irufezione estivoautunnale può d ecorrer e senza manifestazioni morbose o determinando !(lei di~turb·i transitori poco caratteristici e r.on piiù frequenza alterazioni 10ella emopoiesi . In questi casi un esame del sangue fa osservare s.pesso d e i .parassi ti asessuali i·n discreto numero e non ectessivamente rare d e lle semilune. . Nedle infezioni primitive, con a<:cessi ft:bl>rili classici, il repert{) è nella norma 1-icco d'i .parassi bi . Sono visib.i li (Spesso delle em.aiZiie con (J ne Q pi'Ù parassiti Q eon l~n 90lo pa.rassiW. provv ~to di diUe nuolei croma.L.inic i. Le serni•Ju.ne compaiono nel t'ircolo periferi.co dai 10 ai 15 giorni da:ll'ìnizio d eJ,Ja temperatura. Nt>i recidivi di d a ta recente, soglgeUi pure ad accessi febbrili , il reperto è molto s imil-e ; viene dato di ni•leva.t·e inonre liilouni parassiti di dimensioni più grandi e c he spiegano magg iore affinità alle ti-nte. r.A' semihl'Jle sono frequenti. Aoc.a.nto a questi gameli dalJe a.P'J)ar enze tipi r he, possono ùcc<>r1.arsene altri di forma ovoida.lE\ o .ancora più t.ozza, ne i (JuaJi la melanina non è raccolta verso il .centro, ma ·più o !l'leno sparsa irregolarment-e e la cromatina è diftkilmente tingibile. Non ti i r.acto i nfì ne s i .riesce ad osserva-re d ei parassi-ti con ·aspetti partiooilari : sono (Jnesti ·COStituiti da un picc.olo e compatto ammasso di citoplasma., ti ng~i bil e fortern!(:\r.te, nel c.tli mezzo è si.t.uato un 'grosso bloc,oo di Cl'Omatina. Jn analogia a quanto è s tato veduto nel sangue di tenanari, queste ·form e d ebbono ritenersi proprie di gam~ti nello stato iniziale dt sviluppo. NPi r eci·d ivi d a lu ngo tempo, we~so in rompleU'L api.r·essi.a, . non è infrequ enle ossetvar·e il re.perto de.sc6tlo da Dion•isi e Rigl'!ami nella mwlaria nonica: la presenza c.i oè di sole semilnne . In un certo numero d ei med ~i mi infermi possono vede rsi an.c.ora degli sohizonti. Gli er itroc.iti infest.ati eia par·assi hi in genere colllServano le ·loro dimensioni, talvolia appaiono impiccioliti e r&g~rinzati ed acquistano una. t.inla lNrgrrment.P. sbi ad ita. al centro. Negli eritrociti immuni si nof.&no d iversi basofìl i. I leuroc ili sono in c.onsid erevoleaumento, specie i mononuclca.t i ed i linfociti. Pure numeros<> si presentano )e pi·astTi.n e . .4 :ion1' dt•l rhinino sui parassiti . - La sommi.nist.razione del chinino


!HU Dl Sl'l.l.A .M.H. IHU

provoca nei parassiti. asessua.li della terzana primaverile nwide alterazioni ntorJooogi((he, vacuolizzazio.ne e sper.azetlamento dj citoplasma. e rid'Uzione e scompa.rsa della croma.t.ina.. Nf. consegue che talvolta si rendono visibili -libet; nel plasma dei ka.mmenti .di sosut.n~. con svarsa affln.ità cromatica, -c.osparsi di granudi di melanina.. Dopo qualche gi()rno ed anche dopo un solo giornn di uso del rimedio, nel sa.nlg~ue é:irwlan.te non è più .possibile scoprire dei parassiti. Nei casi di reeidive, pa.rtioolanneu~l.e se inveterate e con ricco reperto emopara.ssitario, contimtano a. permanere nel circolo, per un tempo sell5ibilrnente più lungo, d'egli schizonti simili a queiJi descritti in precede~ con apparenze insolite, formati da un ci.t<)!llilasma omogeneo e regolare e con un grosso biOC<"O di oromatina intensamente C<Olorata.. S11i gameF la chin<ina esplica u·n 'azione meno effie<1ce; la sua sommini:;tra~one oonoorre a rend~re .più manifesti i fenomeni di rarefa.zione di lisj de! citoplasma e del nutleo dei macrogameLi. Dopo circa iO giorni, come ruppunto sta·bi.lisce Grassi, i !gameti scompaiono dal tircolo per.i.ierito. Nelle !nfezioni estivo-autunnali l·a. chirunizz.a.zione provoca .pure la rapida scompa1·~a dea parassiti asessuali; tnelle recidive continuano a perrrutlllere per un periodo 'di tempo lrimitaL.o, pochi ;w hi.zonti di dimensioTlli un pò pi•ù grandi. A ca,niw della morfologia d ei parassit i non s i 1ileva.no alterazioni spe!'·iaiJ. Le semi lune resis tono ben pi:ù lungamente çhe i 1g-ameti terza.nari; il chinino le rende progress.i vamen~ rare, ma solo dopo un periodo di t.en~po, (' h~ osr1ill.a. d&i 20 ai 30 giorni, ci assic ura della loro SCòiJl.pa.rsa dal cirt olo. La. chini·n!zza.zione toglie raJ)idamente la possibi1ilà di o.sserval'e delfe emazie con due parassiti osviti. Tt:utp('Tature t' u~z;crti eJaoparassitari. - N on esiste costant.e parailei ismo fra l'elevazione termica e-d il numero de i pa.rassili ciroolanti, e ciò ind ipende111temenl.oe dail'impiego del ch·inino. Si hanrno pert<wto d ei c:.asi d1i malaria, con ~i·pi ci a.ccess'i febbri•li o con temperatu re leggiere, nei qual.i l'esame del sangue fa rilevare un ~Lboonda.n.te numero di parassiti ; d ei •·asi, clinicamente simili, nei quali i .parassiti. si scop1·ono in nU!Dlero SCaJI'SO o addiritbu ra ··on gran diffkolt.:\. Un'analis i riassu111tiva delle mie osservazionJ porta alle seguenti affermazioni. Portatori Wimitivi. - I portatori primiLiv~ di parassiLi mialaric i sono fn·<;~uenti !Jiù di quanto non si r ilenga .e.omunemente. Possono es~ sere tali individui che l)rima di amnnalare con S.Ì·llt.omatologia pal ese, attJ·aversano un per·iodo di tempo più o meno lungo, in buone .condiz.i<Oni di salute o con marni festa.zion.i di .nl~~,tlèSsere legg iere e transitorie ed i 11~ d1vidvi chP. pe11na:ngono in questi stati senq.a ammalare affat.to. Sin dal 1915 i! Bass a'.·eva ri!'.hia mttto l'attenzione degli osservat<Ori s u questj faLti. P ontano e Garin i11 Macedolllia ri~obbe.to port.atori di parasGiti dei mili.tari mai malati eli rnélllari.a. Garin ne ae~rtò ;persino 1'80 %. Analoga m~nte Ghiron, nella base navale di ValJona vide por-tatori ci_rra ,il 50. % degli individui esaminati, senza che per f.'.SSi iUermometro segnasse temperat.m·e febbril-i. T ayl0r dutante una ispezione nelJn


Oarolina <!el Nord ebb<' a mettere in e, ·idenza di versi port.at.orj di parass iti in p ersone apparentemente sane. H. Vet·ner rjtiene ,possibile ancora

che degLi indi \· i'Ciui infelt.u.ti permangano in islato di laterwa per U!Il lungo period o di tempo, J)e rs ino eLi molti mesi. I ~.asi da me esaminaLi sommano ad UTli numero molt.o ragguardev<r le , oltJ·c 40ù0 : c.iò nonve rla11to non m i sento autorimato a segnare una per centu ale me.dia s nlla frequenza d e~ port.aLori primitivi, ri-guardando le mrie os..<>et·vaz.io ni individui a p parte11enti a ten ·1t.ori di diversa ~nten­ sità .rnala.rica. A Mis 11ra.ta, ove a tal fine potei stabilire un 1·~goroso con:troJ.lo, su 140 per~on t: irn <ll!)J)arente benes.-sere e p er le quali doveva esclud ersi una infwione tpTeceden~, 318 mi si rivel~arono ;r;fJrtat.ori dli parassiti e di g>ameti terz<mari e st~sso anche di semillune. 'fale numero di r eperti .positi'Vi appRre ·inferiore a~·l e c.i fre d egli .al t ti autori ~ se si t'ien e.onto p er ò r-he esso Vt l t·i ferito ad indiYid tti di IOI·alità divet-se e distanti l'una da,!- . l'altra anehe qualch e di ec.ina òri c hilometri, allora ritmlterà ben consider evole. I port<liori primitivi sono più fl'equE'nli nelle r egion i di malaria grave. Dut'CLnte la stagione epiderr!lka rappresentano eV)identemente ·Ì•l ·peri~ol o ma.ggiote e conti nuo pt>r 1~1 diiffitt&ione d elU'iTllfezfiooE>., costituendo un setbatoio ignorato di fonne sessual i. Per l e 1·onsegllenze profilaHirhe è d.i lgnto(h.ssima importam.a adunque i1l loro pwnto ticonoscimento . L'esame d el sangue for10isce in proposito d ei dati veramente 'PTe:.>;iosi, se praticato su larga sca.:la, ciò c h e di solito non è t}}OSSihile. Maggiore a fd'ldamen !-o va quindi serbato aJl.a sorvegi1ianza sani.taria òeg<li individui rirnast.i immuni, a.pparLPnenli a colleLLività nell e quali s i sooo veri fi cati diversi c.:1si d ella malatt.ia; oor veg.l:ianza sanitaria, ese<rcitata in modo veram ente attivo, che p erme tta di sorpren-<iere e di apprezzare nella ginst.a misura quei fenomen i di mal essere indefiniti, polimorfi , tra.nsitod , sui quali mi sono tntttenuto e che la:pratic.a. mi ha dimostrato frequenli. Essi cm-rispondono, sebbene in minore ent.Hh, alle sintomatolog~i e d esr.r:itte .nei trattati -pei casi di m a la ria atipk.a . Compinta. q.uesta prima CA?rnita, l'esam e del sangue potJ·à chi arirci con certezza l'esistenza ni eventuali portatori. Portatori cronici. - Sono que~ti ra.p·presen·tati per la map;giM parte da r ecict!v.i in s ta to di a,piressi.a e particolannente da q11elli rhe di rere ntP soffr·irono acressi febbrili o che vanno s~g-etti a quei fenomeni morbosi or ora a,ccen n~ti , ed ancorA. da un certo numero di individui ch e rie..."Co no a s n fl€'ra1-e l a. stag:ione malal'il('a in istalo di lal.enza . Evi :'l:.>niE:Plente fJi te:=;t i ul t imi sono d•i più difficile ric o .Joscim~nto , ntan<"anclo qnalsia.c.i d aLo anamnP-~lico alto .ad ori enLa i'e ie r,ostre in rl ~g-in i . l port.nLori r r on ici , allo ~lato altnalP d ~l le nostre oon oscet;ze, m a nlen;~onn inluU.a tu tta. la IMo impor Lanza, rome o.genti accertat.i per l'in ft>sLìone d rlle anMel ine, dì1rante il periooo p t·ee.rid emko, E ciò 'l'ron solo p er il fatt o, orma.i ar.qwisito, cl el ](t notevo](>.l'{•~islom.a e permanenza n~l ri r rnlo prr·if<"rico d<>p;li elPmenl i ~t,::c.n-:'lli f<' t'fili , ma e sopratut,t.o p eN>hè


S'rl' OI SULLA '!IL\L.IRL\

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nuove generazioni di gameli, di 0011li nuo, si e\·ot vono per tagg1iungere la ma.tura,zione. Le a.ltere.zioni morfoldgiche e <.Tomalic.he d es<:rill.e a c.ar:ico dei macrogameti terzanari e di aLcune sem.Llune rilevabili co.n eert.a frequenz.a e c he debbono int.erpret.,u·s i, .con mol·la attendibil·it.à, q u<ll!li iEmomeni d egenerati v.i, non a.utoriz.za no afflatto q Uli nd:i a menomare l'ht!IJ)Ot'Lan.z.a dei rooidiv i nel eampo e pid emio1ogico. NeHa medesima considerazione ancora van no tenul·i i r ecidivi sottoposti a cufa chininic.a, almeno s ino a quando essi t) resenLano g.wmeti cirrol.anti. Così dimostrano gli sLudi di B . M ayne, cl1e è riuscito ad infettare deJ.Ie anofelin e face ndole pu.ngere dai malarici sottoposti a ~: ura appropriata e c he non avevèl.Ilo tralascia to d 'i nget·ire ehin•ino, nemm eno durante .j_l pet'iodo sperime ntale. La presenza dei pat·assiti n~l sangue .pe-ri·ferioo può subire d e1 1e i·nterrnitl.enze talora notevolmente dist.anz.iate l' una dall'altra: i gameti, sia terzanal'i, come q·uelli del la est ivo-aututlr nale, s i osservano in tutt.i i mesi dell'an no. Pleomorfismo del plasrnodium viva.-r . - Le varietà morfolO'gi che notate nei pa;rassi.Li d ella terzana primave rile sono eon t.ulta P'J'Obabilità dovut.e a spec.iali modificazioni eli am].}ienie, .p oichè con p iù frequenza si oss~.rvano in indiv idui r ec-i di vi in condizioni di nutrizione e d i sa.ng u.ìiicazione .compromessa ed assoggettati a' cura r hinilìli~a r..on d osi irregol1ari ed insu>ffìcienti. La loro diagnosi non presenta diftì.coltà: solo in qualc,he c.aso possono sol'lgere dei dubbi, <:.he ben p t·esto si dil tlgu ano, con un.a gi.u s ta valutazione d elle c.aratteris·tiche lesioni sempre ben m an ifeste a carico degli eriLroci.ti. Nella morfoldgia del 7Jla smudium 1•'iva:r è pure in{eressantè consid ~rare un altro fa tto, la 1possibililà che esso con~et:v i la forma d i trofo.zoite .più lunganren1.e d·i quanto gli sia consentito nel normale ciclo di s vi'lu,l}).)O. Risulta non eocessiva.mente raro infatti l'osser-vare dei casi di r ecidiva e.d .a nc.h e di primitiva, co n r eperti .costi,Luit.i rolo da piccoli anelli terza.n.ari pe l' un tempo J,imiLato, ma dul'ante il quale dovremmo vedere d ei parassiti co11 jmagini di svi luppo successivo. A quest.e forme con biolo~ia ritardata vanno ascritte le d.iverse generaziom di parassiti osservabili nelle r ec:idive fl oride, con. ricr...o r eperto. Pluralità del~c specie di pmassiti nw.larici. - La costanza nei r eper ti emopat·a~si Lal"i 'ril evata in moltissimi rasi segu.iti in per•iodi diveJ'Si, anche dopo lu ngo tempo, con ferma la p lutal ik1 d e lle specie di 'Par assiti malarici. Solo in un g:uppo piuttosto notHol e di r ec.idi,·i indigE>n i d ell'oas i d i ?v1isurata., milita ri provenie nti da]] a Macedonia, dall'Asia Minore, ebbi ad osservare .come sul termin-e della. si.mgione .mlalar-ic.a, il l'eperto emopar assitario amda.sse mutandosi: al plasmorlium. t'Ìl'fl.c veniva a sostituirsi il plasmodiwn immaC'ltlatu:m. Da to r h e questi r eperti non s i di mostrava no ecc.eZiional·i, non parve inverosimile prospeLLm·s i 'la possibilità di assis tel'e a ve1i e. propri fenom eni di lrasfm-mazione di un.a specie di parassiti nell'altra. R'iv\\dencto però con m aggior .cur a diverst dei preparati degli s tessi ·indi\·i d!ui erl esamin8Jndo altri infermi , infettat.isi n~lle mPdesime località .. r.liniramente


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j)'fODI SULLA MAl..\RU

simili ai precedenti, ottenni una spiegaz.ione esauriente, poichè molte volle scoprii dei 1·ari trofozoiti in forma d·i aneà•li pioooli e regolari, che mostravano chial'amente la loro sede epiglobulare e delle semHwne pure esse molto rare . Trattavasi di infezioni mala.r iohe miste con un reperto emoparassilal'io simile i:l quello descritto da Laveran e di recente da MonLi. Queste ric.herchE' furono confermate dal ~onnello medico professore AJLobelli, che in Misurata ebbe ad osservrere diversi dei preparati desol"itti.

Un altro fatto di notevole importanza parla an<'o ra per la pluralità delle specie di }Xtrassiti, l'ioè il mod'O ben diverso con cui le forme sessuate si comportano dinanzi alla chinana. Genesi delle recidive. - La genesi delle recidive quale è sostenuta da Schaudin n, Karewii, Ponltmo e qualche altro autore, non alJ)p8J'e dimost.ra.ta. In tutLi i casi ne i quali fu dato di vede1·e dei reperti simili a q'uElli ~gnalati dai predel.ti autori, è stato facile sta:bilitre come si trattasse di Pn '}Xlrassita i·n S<'.hizogonia. con un ·m:acrogamete. · Conducono i.nvece le mie osservazion~, come d'el resto sostiene Dionisi, a ritenere che ~ e recidive siano determinate da forme asessuali parti<·o!armenie resistenti. Infatti esami ripetuti del sangu-3 di diversi rec'~ ­ ctivi, sottoposti a l'lira, non solo mi· fecero aecertare oer alcuni 2'iorni la pr.rman·Juza d'i se hizonti , ma assistere a:noora al ritorno d·i o uesti nel ci rcolo .periferico, d a po un certo tempo dalla cessata somministrazione del , timedio. Le s urcessive indagini praticate nei medesimi ind iv:idui, in lungo periodo di rupiressia, mi dimostrarono s-pesso rarissime forme anula-ri, pircole e medie, '110.n. sempre éli'compagnate da qualche gametooita. Emazie con due parass·iti . - Nella desc.rizione dei quadri ernoparassitari delle infezioni da Lerzana pni.m.averile e da estivo-autuniTJ'Ille, ebùi ad ac~·ennare la non ra'ra eventualità rii osservare delle emazie con due E' con più t:>aJ·assiti. Sulla invasione plurima di g-iovan i schiwnLi in al~mne emazie, partieolal"mente nei c.asi di febbri estivo-autunn:ùi, diversi autori rifer.irono, pronunzi&ndo&i anche per interrretarne il s ilgnifkato. Si.n ctal 1885 Ma l'rhiafava e Cel11 i1nfatti avevano not~1to tali reperti E:'d in es.si ravvi sarono un oaratt.ore di simigli am:a d ei parassiti maloarici con la 7Jla ~modiophora 1Jrrrssirru•. La.v er·1w, RiUPt. Ziemann confenrnarono le meòesime osservazioni, rhe inte1,preLarono òovute ad nna divisione diretta d egli se.hizonti. Pure P ezopou lo P Oardamati~ le attribuirono a djv.isione, preroce doi parassiti; rilennf'To anzi la d u rata dPgli a.0Cf'Ssi febbri]j, in qualrJ1e rnso d-i l.t>r21ana pri mavPJ'ile, d OVlJ t.a a.ll'inlervento di tale anomala rnolfiplicazi<>n e d ei plasmod; . 'l'rincas dE'tle una spiP.gaz:ione simile al fenomf'nn rla lui o~~r rvato nPlle inff>a.ioni e~hivo-n nlunnali ed anche nellt> IE>rune .primave!T'<i·li. A~la davi~one preNx·.e lleg-li schjwnti .asc.rive< il fRt.lO , che Q!'i l'n~ i di [PI'Zilflil priiTI<IY(>ril e p ~~SC1110 H"l'1HT1f>l'P J'anfi.:J'ffiE'ntD ò i q nolirl i-a ne. CastPlli, in una l'erPnte pnbblrir.az ion(', ill11stra un easo di t.erz.ann pri ma.verilP, ·in un bambino nel cn~ "an.twe Prano numer0se lt> emazi e ron più p:ioYani :::chizonti api~r m f'ntat i.


STUDI SU LLA

MAURL~

Spiega tali reperti ammettendo l'int.ervento1 di una s<:ls&IOne pre-·

r.oce dei .parassiti. Ad avvalorare questa ipotesi fa rilevare di aver otteeut.o i medesimi rt>pet'li in su«-essivi esami praticati entro dodici oredal primo, mentre nello stesso tempo è risapuw ohe i parassiti della t&zana primaverile acquist-Hno forme più evo'lute e pilgmentate; d'altro canto egl·i ag!giunge che parrebbe irnverosimi1le r.i~re ·i faLti osservati a fenomeni di sempliee oommot'\nsa.lismo, mentre gran numero di eritro~ citi nel oontempo si ~.>Strano integri. Non pochi autori, invece, vedono nella invasione plut1ima delle emaz.ie un proces...~ di coni.ugazione d.i giovani schironti, col risultato' di elementi più resistenti. Così MannE'ber-g, Ewirig, Graig, Darling, James,. He-..ason, Ascoli. Monti nella magistrale relavione " La m.alari-'1 dopo la guerra. , ritiene innegabi·le. la .precoce coniugazione di giovani parassiti ne1le infezi<Mli estivo-autunnali ed anche in qual·che caso di f.erzllna primaver.ille; ammet.te però ohe molte volte, quando H nume·ro dei pa.rassi•ti è 'grende, la oontiugazione non avviene affatto e i due ospiti continu&no·i1 ·loro sviiuppo rimanendo separati. Nei .preparati d~ sangue di recidivi da terzana primaveri•le ho avuto oecasione doi osservare, con certa frequenza, d el.le emazie non solo con due o più g.iov<:Lni formeanul.ari, talu•ne d elle quali eon apparenze molto vicine a quelle descritte da Castelli, ma con d·ue pa.r·assiti adulti. In alcu.flli casi ·i due ospiti simili nelle dirin~nsiorii e negl~ as·peUi o affatto diffeJ-enti, oome due sohizonti della medesima o di diverse gener.a.zioni', o uno schironte ed un ma.orogamete, si mantengono in tutte le fasi evolutive ben. disbint:i, mia non senza talvolta inftuenzarsi reciproeamentc. Mi occorse così di vedere i due pa.rassiti anche .i·n <schizogonia perfettamente normali e per i caratteri morfolog.id e per i'l numero dei seg.ment.r. l ina figura piuttosto rara femnò la mia attentzione: ·quella determiHata da uiil ,parassita asessuale, ·in proc.into d~ moltirpÙcar·si per schizogonia P da un macrogamete ad ulto, H .par.a..'>Sita i111 schizog;>nin. si differenziava da quelli comunemente osservabil·i per ,J'assen.za di quell'ammasso di melani111a, disposto nella parte r entrale , Ghe è così Mratteristico; il gamete, per quan~o di dimensioni modeste e si trovasse sprnto in una seZJione periferira del globulo rosso, conservava tutti i suoi .parLtcolari di struttura. Ma ancora negli stessi :preparati mi si resero visibili dei1e emazie con due parassiti r.he mostravano d ei fatti molto più complessi ed i•n.teressanti: i .parassiti si presentavano .con i citopl-asmi in così intimo contatto e c.ompe netrati in modo d•a far pensare ad una vera fusione di e.c;si e non ad a9petti consegnenti alla J'iodllzione di spazio nell'emazia. In quei pa.J·.assiti nei · quali queste appareme erano pi·ù manifeste, le d·t le masse eromatirniohP ri sultavano tanto avvicinate da foggiare una ci.fra adRo due formazioni aHunlgate irregolarj, l'una disposta dA.ppresso all'.ali ra, di frequente situate in unO' spazio chiaro, entro l'ammasso citoplasmico. Non mi è stato 'POSSibile d 'osservare l'ult-eriore evoluzione rli questi parassiti. i quali t~.lora ocmpann tutto un globulo rosso di dimension,i assai vistose, sino a <h1e e tre volte qnelle normali.


:òTU:>I S l' L t.<\ MAL\niA

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'fal i reperti not.ai con rel.aliva frequenz.a. nel sangue di individui recidivi 1~icco d 1i parassiti; :nei r ecidivi invece in istato di 8Jl)iressia e che da b1·en tempo avevano sospeso l'uso d el chinioo, con scarso reperto emoparass iLa.rio, ho potuto vedere solo delle emazie con d ue pa..rassiti, sempt•t.• ben dislinli e perfettamente snnili. L'interpretazione di Qltesti fatti è veramente difficile: Il1li limiterò (X'rl<mLo ad aJ.cune cn:nsider:azionj , ·m:m desiderando d'altro canto d.i pronunziarmi su di ~'>i, che conlin11ano a formare oggetto di mie pa.rLicolari osservazioni . Mi sembra per ò che non in ogni caso si poss.a.no i•nvorare fenomen i di semplice com.mensalis:rno .per spiegarci la presenza di due para~siti in alcune emazie. E ciò: 1•) ·Perchè mentre è abbas tanza f<tcile osserv:ar e j dué par ass iti sempre ben distinti , dal le forme anulari i:ni~iali fino a quelle in sc hiwgo~1,ia, non è possibile invece acce t-ta r e le fast ultime d·i sviluppo di quei parass ili e he acquis tano apparE'nze taU da f are am!mettere l'int-ervento di speciali modifioazioni a ca:ric.o d ei citoplasmi e dei nuclei;. 2°) perc.hè negli stessi r epentì nei qua.i si osservano queste emazie volurnilnosP. -ron due IJ)al'assiti, non 1più ·inc1ividualli.ztzlabi1i, ISOTIO non di rado presMti altre emazie con un grosso parassita in schizog()nia., con 30 e più merozoiti; 3°} perohè ·le emazie con due parassiti perfettamente irlentici e Jji~tinti si osservano !bnche in reperti emopa:rassita.ri poveri. M Ptodi di colorazionr sruuili pt>r l'esame del sangue. -Molte d elle mie ricerrhe ematologiche furono compiute usando 1e miscele coloranti de.ri vate dflll R om.atnowsky, quelle d~l Giernsa, del May-Grunwalct, del Leishmann. Dura;nte la permanenza in Libia, non òiisponendo ohs d elle sostan:ze rolor anti pi1ù comuni, ho dovuto rioorrere a.Ue colorazioni su<~c essive <'On Solm ioni diluite di bleu di metilene e di eosina. In seguito al1a valutazione <li alc uni fatti ri•leva.ti suU.a funzione di queste d ue li·JJ.lR , Yid·i l'opportunità dri sostituire l'eosina ron la fncsin.a ba.sicCI, i! c ui ilTIIJ)iego mJi si era òimostrat.o di più facil e .controllo. T e nll.ti i·n prosiP;.!.tiO di ottenere una miscela oon quantità ben proporzionate d elle due sostanze colOI'anti q:>er r end e!'ne pi'ù so11ecito fuso Ciò non m.i fu diff!c.ile coll'seguire.. Aoquistat.a una certa esper·ienza., potei conv.inrP.rm i però r he non sempre nei pr epar ati colorati s i riusciva a m ett.(>ore in evicienz.a i 11ar assit i e particolarmente queni nelle forme inizi<! li . RiLt•nencio necessaria un'azione disponente <;ui parassiti per assiour·ar·ne la colora7,io ne, presi in is Ludio i.1 modo d i r ompol'tarsi d'i molli C'l e i Jiq11idi fì ssnl o r~i e mOl'den! i r ons ig liati pe r l'esame ematologioo; in h t'• ·vt~ m1 ì' ·n s!'i a. prPpa l'<Hne uno che pei risntta• i 0tlennt i mi si di · mo::l :·o idon<'o allo S<"0PO C li ~tm;(' i di s nngu€ fi~~a t1 con qu esto liquirl ·. e p·l~ rolorati con la tn is•·el a di hl E>n di m E'lil f'n ~ e di fucs ina b as ica, in determtinat.e diluizioni al r aline mi m ostravano il r ito-plasma dE'i parassiti intensamente nzznrro e la c romatina in un b el r osw-viol a. I ris ultati ottenuti oon qu~ s Lo m Ptodo ii i roloraz ion€', comun Ì{'.alo in u na mi.a precE'dente nota, mi a pJ)(l n-e ro a~ a i socid is fa.c Ant i. LP s nrcessiYP MSPJ'\"il.Zioni mi fr1·ero appl'E'zza r E' per ò nuovi fatti


STUDI SULLA MALARIA

459

:mlla funzione c-romatica del bleu di 1netilene, tali da autorizzarmi a sostituiJ'e u.lla misoola delle due tinte basiche una soluzione idro-alcoolica di qucsl{) oolorc. Ct"<Xio opportuno di dare brevern.ente noLiz,ia d eUa modificazione apportata, che conferisce al mio metodo maggiore si1Cl1rezza n ei risultati e serruplicità d~ tecnica. P er il procedimento occorrono: 1° Il liquido fissatore picroacetico secondo 'la formula: 30 oè. di a lcool fine; 4' gocce di soluuone aJcool ioo all'i % di -p.eido picrioo; 1 ~goccia d i acido acetico glaciale. Le goceie d ebhono cadere da una bacchetta di vetro del diametro di 3 millimetri. 2• Il liquido colorante, che visulta costituito da: 60 centig . di bleu d i metilene; ~ cc.. di ru<~L fi.ne; 100 oc. di sol'uzione all'uno per diecimila di potassa caustica. , 3" U 111a soluzione costante di sali alcalino-ferrosi, nella quale diluire il liquido colorante al momento d ell 'uso. La soluzione deve essere di recente prépaol'a2ione, rinnovata ogni 3 o 4 giorni. Corrisponde molto bene quella bi<:arbonata calcica ottenuta dJi!luendo in 100 c-c. di acqua d istmata 4-5 cc . di una soluzione ma.dre eontenente per 100 ce. di acqua distillata: bi<:.arbonato di soda clef'igrrn. j ; caroonato di calce ctedgrm. 2. , . ·' Si prestano •Pure bene le COITJlpl'esse di sali per la preparazione dell'aequa di \Ti('.!ly · cu-ti.ficiale; una compressa. viene sciolta in 100 l'C . di acqua. disiilfata. e volta .per volLa si dil uiscono 4 o 5 cc. di questa sol LIzione con ac.qua distillata sino a 100 cc . I pr epal'at i di Sélll1gue fi ssati, ricoprendo!i del ·liquido pi.oroacetico pet· iO minul..i primi, senza asciugare, si imme1'gooo nella dilu•izione del l·olorante ottenuta con 20 goccie della soluzione di blei1 di metilene in 40 cc. del liquido sa.lri111o. Queste di1uia;ioni d'el colore debbono pri;ma dell'uso esser e agitate molto bene. Dopo uno ò due mri'T1uti di permanenza, i prepat·ati rapid amente vengono passati ~n una leggerissima soluzione acetica, una goccia in 100 cc. di a(·qua, poscia si lavano, si -asoi ugano e si osservano. Le rolorazioni che da t,ale procedimento s i ottengono sono le medesime di quelle 'glià desoritte nel mio precedente la;voro : gli et·itro<"ili èl' paiono d'una tinta gilll~a .più o meno ilnt.ensa; ri péllrassiti ben differenziati con citoplasma azz.urro e la cromatina in rosso, rosso-viola, i leuoociti: oon .i nuclei v~olacei ed '.i -oitopla-;m i -azzmrri, e le ~piastrilne ri1n rosso. P ossono oss.ervarsi ancora delle particolari g-rosse granu,laztioni in akun i lenco-c.iti di colore azzurro intenso o y·ossa.stro. BIBLIOGRAFIA. G. Gor.m. : ,-;,,lf·'ì"frJ~ioll!' m(t'lark:<t. « Arch. I!CI('1}?.C mediche» l i'.~. A. D IO.'<! SI, A nrr.~.Hu.: r,e ane-mie 7J08t7nala1·fc11 e, Roma 1895. G ttiSSI e FF:LI..L'Tl'I: Sni. pwra ssiti ll ella mnla.ria, - « RM'<mna Medic·a ». 1920. H . GRASSI: .'lrronda ·1·ela.zione ri.ella l otlft· antimfllll-rlco a p;,,.; i c-iur, - Ron~:t. 1!120. <( RII S!'I?I!Ilil scien7~ biQloglcbe 11 . n . 9·10. 1920. •


41il)

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TRDICAS: « Ln D\!>tHC11W

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::>cuor.A Cr:::-:l'ltALE :\lCLtTARE or EoUCAZ!O:)Ir·: FISICA (RO)IA ·FARNESL~ ..\)

ALLENAMENTO ED EDUCAZIONE FISICA p er il uott. Adolfo ·Paolini, tenente colonnello medico.

Ogni individuo, come sente l 'i-nftu ~nz.a dell'ambient-e in eu! vive, dell'aria che respira e del dbo di cu.i si nutre, cosi sente potentemente J'ì.nfluenza del lavoro ll'lluscolare e menta1e al quale si dedica. E la sua salute viene radic.;almenl.e mod ificaLa -da quest.o fatt.ore di viLa e di morte, di pot.enza e di ricchezza, che è il lavoro. Parafrasando un .antico adagio, si può dire: dimmi come laYori ed in quao1e cosa lavori c. ti dirò chi sei. Ciò che più si usa, pi'ù facilmente si consuma; come ciò che non si usa s'infiacchisce e -deperisce. Ili troppo lavoro ed il troppo poco lavoro di un organo apr<>no la '' ia. al ::;uo fall<ime nt.o nel bilancio d el,l.a fisiologia umana. CeFI,i lavoti eser(;i t.ano llll.iHftuenza fun esl.a. su det..erminati organ1,i d el corpo e fanno et:cessivam en.te fun:motutre aloune pa,rti dell'orgaJ1is mo, ]ascia ndone allre nell'iinet"lia; inducendo com e conseguenza una debol~zza orgunica od una d e terminata fragilità di allcune ·p arti, e determinando wsì l' insorgere ùi una nwlallia. Le m.oalaLlie che sono conseguenza d ir etta d<~l )avoro sono slate c.lliama te. malattie del lavoro. La -medici11a sorittle si occupa s p er.ialmPn.te di esse, indicandone anche la cura ed il modo di IJt·even irle (profìlas$i socia/.e) .

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ALLE~.n.H:."'"TO ED

EDl:O.IZIO:<C FISlC.,

4lil

H lavoro, oltre che causa direLta. di malatLie, .può, qu~ndo aJTiva alla fatica erl a.llo slr<Lp.a.zw, pre<lisporre ad esse, specie a que1le infettive.

Infine può essere causa di lesioni traumatiche per i ·pericoli e rischi cui espone. Anche \gli esercizi fisici, che sono Io !'Ime di Jlavoro muscolare, possono essere causa di rn.a lattie o di info·r luni, speci.e quelli in.teru;i, prolungai i ed ecces9ivi, la maggior parte dei quali i Olfatti sono dn.nnosi e pel'icolosi. Le ma:lattie e le lesioni che pos-sono essere tagionale da essi sono indicato da.Ha Fisiologia degli c.~cr cizi fìsic·i in quella parte the ne studia gli effetti sull'uomo. Lo studio '(}elle ca.user ,pe.r cui esse s i producono spetta all'Igie11e degli esercizi fisici, che è una br-{1-nca di quella 7JUbblica speciale. Tali cause sono alcune inerent.i all'esercizio, altre estrinseche ad -esso. Le prime sono rappresentate.: a) d al meccanìsTM dell'esercizio, che molle volte mette in .g:i uoco solo pochi muscoli, oppure mol.ti non pr-oporzionatamente akla loro potenza fun2ionale; altre volt.e impl-ica movimenti incompleti oppure di ampiezza suporiore a quelJa consen.tlita òa.i llinritu fisiologici del~'arti. colari.tà; b) daWihtensità dell'esercizio, che quando è troppa si rivela coll'i-nsorgere dell'affanno e dello stor:;o; c) da•lla durata, che quando sorpa~sa un cert.o fimite, produce la fatica e }Q strapazzo; d ) di(Llla diffìr.ollà, della quale sono conseguenza l'esaurimento 11ervo~o ed i pe-ricoli cui esso espone. Le secoooe sono ·rappresentat-e da: a ) cause ·individuali: ~t.à, sesso, razz,a, costituzione, LemperamentoJ stato d'aruimo, stato di salute, occupazioni, aggitllnta di pesi. b ) cause di tempo c di luogo: umidità, temperatura, pressione atmosferi-ca (altitrudine) luoe, sole, pioggia, vento, ore deHa giornata, 'Staigione, clima: . c) cause dt ambieute: luoghi chiusi e luoghi aperti. J ." Le cause di danno inerenti all'esercizio possono essere eYitat-e od

attenuate: coll'impiego annoni·co di tutti i muscoli del corpo; col curare ·l'ampiezza dei movimenti ; col mooo di respi,rare; col dosaggio deN'esercizio; col:la graduazione di esso; coll'esercì tazione; coll'automatismo e col ritmo; col piacer·e, coll~interesse e colla ,-arietà dell'esercizio ; ool riposo; . col.t'osserva'Zione. di a.lcune pr·atiche dopo l'eserciz-io (oalgni e massaggio): con norme rigu•ardnnLi ·l'a·limentazione;


ALLEX.UdE:YfO W

t::O UO ~:UOXV FISICA

con norme rigua.rdanti il vestiario; coll'allenam ento. 2. Le ": ause di da nnu i ntl ividuali si evitano facendo eseguire ad ogni iudividuo solo queg1li esercizi com'J)atihi.li col.l.a. sua e.tà, col sesso, coLla razza, cdllo stato d'animo e di salute, col temperamento, colla costituz.ione o grado di robustezza, colle aJtre ooou.(}a.z.ioni cui egli attende. 3. Le cause. di dm111o rli /(:mpo e di luogo possono essere eliminate col fare g l'i esercizi in determi-nate ore .piuttosto che in altre, c.oll'atteners~ a spec iali norme nell'eseroitarsi in climi molto ca.ldi o freddi , netle grandi altezze, d' est a.t~ o d'·inverno, ecc. 4) Le cause di danno dell'ambiente si evitano costruendo palestre coperta e scoperte, st.a.òi e <:am.(}i sportivi secondo detorm.i.na.te norme, ed attenenìdosi a speciali regole nell'eserc;irtarsi su strade, ~n aperta campagna, sul ghia-ccio, su'l la neve, sui monti, nell'aria, nell'acqua. L'igiene degli .~sru-c izi fisici dà ie norme .per combattere LuLte .00 cause s()pru. rife rite, ma di esse solo alcune interessano chi deve compiere esercizi blandi moderati e di media intonsità, chi c.i()è si dedica allla cosidelltt ginnastica educativa; ma chi fa ginnastica di applìeazione e sportiva, che ·comprende esercizi dli grande e massima intensità e di fondo, spesso eccessivi, e che è quel>la. che o~i si f.a .(}raticare ai nostri soldati, deve conoscerle tutte. Fra esse quelqe riiguardanti l'alle7<.ttrnento sono fra .le più interessanti. · L'alleMmento è il complesso di queBe .pratiche con le q1Uili uno o pi·ù i.ndivid ui si preparano all'esecuzione di un eserci7tiO o di un gruppo di eserci:lii d'i grande e massima intensità (per lo più violenti) o di fondo (resistenza). Allenare signi•fica dare forza., lena; mettere cioè in grado un indivi·d'uo di compiere una funzione più energica o duratura, adatta.ndo al maggior lavoro 11'organo o gli or1gani ad essa ·deputati. Distinguiamo : un allenamento ']Yl'Ofessionale o atletico o sportivo ed. uno igienico o fisiologico. l,J pri mo è :praticato d•a soggetti scelti, già pratici di un dato etercizio, cbe cercano di arrivar€ ad un massimo di capacità funzionale superando il :J.iveHo medio della forza, <Iella destrezza, dell'agilità e delia resistenza umana. L'allenamento sportivo non è perciò .(}ratricabile da tutlii an<;he perchè per €<:CeHere in certi eserciZ'i., specie in quel.Ji '<ii forza· e di velocità, occorrono muscoh e scheletro conformali in un· determinato modo ed una cosli.tuzione &datLa. Dif6ttj il cava;llo da corsa ha una conformazione diver.3a d.a qu ella del cavallo da traino. Le macchine che devono eseguire un qavoro pesante, fa notare il De Meny , hanno le ruote e :le ma novelli e fatLe di ve1-samente da quelle delle .matchine destinate · a lwvori di veiocità. . D St}Condv ·mir(;L a conferire non qualità su-periori, ma medie, a:llla. portat.a d i tllu.i, c fra e~se sopratuLto la res-is tenza aJila fatica, perchè· questa ptlò essere più facilmente aequi::.t.a.t.a da,lla quasi totalità degli uomini , ment re la forza, la destrezza , .J'agi lità al ~;rado elevalo sono, come abbiam detlo, patrimonio d·i pochi, ed i più .devono contentarsi di posseder·le in misura. minore. L'islruzit>nc gi n.nast.ica dei nosLri soldati è lln continuo progressivo

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ALL.t:KHU:.' \10 ffi ~:DUCA ZIO.Xfl FlSICA

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al.lenàment.o fisiologiw, ~h e ser ve :;opratutt.o a .render h resi-stenti alla fati-ca, e ad Ewitare loro i danni .ctdl'affanno e dello sforzo. ln essi qualche volta in occasione di gare o campionati si ricorre ad un allenamento speciatè, che non è però m.c~:i quello sportivo, e che. consiste in un-a .i:ntensifica.z.i;one di quello fis!ologico. Le pratiche d en•attenamento sono : l'esercita.z.ione muscolare, il r i,poso; l'osservanza d:i. alcune norme igieniche i.ndividuali; i. purganti; le sud ate a:rLificia;l.i; i medicamenti; i bagnj.;

il massaggio; il vestiario e-d un adatto regime alimentare. I. EsercitaziO'ne muscolare. - E' la pratica ,più importante del!'alleuamen:to, consistente nella ripetizione g•iorruali~ra di uno o pi·ù esercizi, che deve essere gradualmente progressiva iu modo da sommi-nistrare all'organismo una dose sempre crescenl.è d·i lavoro muscolare. Con. essa i vari orga:n·i .IJlligliorano ae loro ·proprietà fisiche e fisiologiche, si trasformano nella loro struttura, diven~ndo oosi più adatti all'esecuzione dell'atto ri·p etuto di frequente. I muscoli eseguono pi'ù agevolmen.Le Jo stesso ·lavoro, anche se più intenso, senza stancarsi , aumentano di volume, di forza, di ela...ticità, e di contrattilità, onde ris-pondono più vigorosame-nte e prontamente agli ordini della volontà e ·l a loi·o .consistenza si aee:resce. La carne degli anim al i selva/ggi e da cac.cia che sono sempre in moto ed i·n lotta. fra loro. e cogli uomini è i·.I1Jfatti dura-coriacea. I tendini d egli an4ma.li ca.rnivori, che sooo sempre sui piedi a. spiare ed i·nseguire la preda, sono duri come legno. La lepre invece, qa pernice o la quà.glia ha[}lno musOOJ.i molli. Le art·icolazioni petùOIIO la loro rotondità per una parziaJ.e scomparsa della sinovia.. Esse l~worano col min.imo di lubrificante. Le ossa aumentano in· spessore e res.istenza; i punLi d 'inserzione dei muscol-i diventano piu sporgenti. La pelle diventa più du-ra, liscia, più asciutta., aderisce megHo ai: museo-H sottostanti; •il nev1ilemma dei nervi d i essa si fa più resisten-Le Ugualmente importll:n~i oono i cambiamenti degli organi i·nterni.. La. e volta. che si fa. una eo:rsa il respiro è affannoso; ma ripetendola t.utti i giorni -l'affanno cessa., il turbamento cioè della funzione respiratoria invece di aggravarsi si attenua e spa·r-isce, e il numero dei movi· menti respiratori diventa quas i uguale a queltlo normale: si ha cioè la stabil'izzazione del ritmo re~p'iratorio. Il grasso che avvolge i 'J)Olmoni scompare. L'aria espirata dall'uomo esercitaLo contiene meno acido carbonico. I battiti r.Lr!l c·uore, che a.l principio dell'esercitazione erano frequenti e deboN, dopo un po' di tempo diventa.no di frequenza quasi normale, e più energici: si ha. cioè a.nche qui la sta bilizzazione ciel pclso . Il cuore si S'I)Oglla dell gra..<:SO, si irrobust.isce e, se l'esei·e.i·!.azione si prot.rae p~ t· pan~c.chi mesi, si ipertfofizza. Ciò contribuisce aJ.la sta.biliz-


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ALLESAMENTO fll U>UCAZIOND HSlOA

zazione del respiro per·chè è una deLle cause che fa. diminuire l'affanno: di più porta una diminuzione del numero dehle pu:l sazioni al minuto primo allo stato di I'ÌIJOSO. Queste, che m-lla posi21ione eretta nella generatlit.à degli uom~ni arrivano a 74-W, negli ci.n!dividui dediti allo sport nélla st.esstL posizione sono 69 (bradicardia sportiva). Il sudore che si produc-e nei pr:imi giorni di esercizio è assai abbondante, denso, schiumoso; ma dopo un po' di tempo l'uomo può fare lo stesso •lavoro sudando meno, ed il sudore è 'i:>ilù limpi<io, acquoso, meno tosS'Ìco Nei primi giorrti che si esegue uql,-,lavoro muscolare ·iJ sistema nervoso vi~ne sov,recdtato aJ massimo, ma dopo un po' di tempo esso reagisce in misura più modeTaba.. La ragione di questi effetti che l'esercitazione produce risiP-d c nell'azione <'he essa s piega •sul ricambio mateIiaùe e sui centri nerv06i. Causa 1a nvaggiore introduzione d ·i ossigeno che l'esercizio muscolare de-termina, mentr~ da un lat.o s i reru:hHlo pi.ù att.ivi i processi di disassi mila.zione dei tessuti, <ia1l'alt-r o vien stimolato H potere di assimilazione d elle ceHule, che possono così trarre :pi'ù abboru:la.nte nutrimento da,J sangue, che in maggior quranti.tà affluisce ag~li organi che più lavorano. I .tessuti che sono consumati sono divers i da quelli che profittano del<l'awrn.enktto proceiSSO <ii ,nutrizione. Sono sopra."utto i grassi che vengono distnrtLi. lA scomparsa delle mnsse adipose che infiiltrano gli organi alle-ggerisce il corpo e facilita. H moV'iment.o ed il funzionamento degli organi interni; di più fa sì che si elevi meno la t~mperatura del corpo dur.artte i·l 'l avoro. e che si pro·dnca meno abido carbonico ed acqua, onde dimi•n.u?Jione deN'affanoo e della 'Produrzione di sudore. Ua pprilfM., scompare il gresso delbe parti che lavorano di più e poi qu,ello òeJqe a.JI;re. Ol:tre i grassi vengono distrutti anche i depositi d'id'ra.ti di carbonrio e 1e riserve e scorie azota.te che ingomùr·ano i .tessuti, cosiechè, ma.n mano che l'orga.nismo procode nell'esercitaz:o11e, ~i ha una minore produzione d1 aci.òo lattico, acido urico, ed allre sost-anze lossite.he azotate o n<m; e perC'iò l'individuo risente meno e più tardi la fati(·a. Oltre la distruzioM rle-1 ti'Ssuti ili riserva, ·l'eseroi.i azione Gletermina anchE> un riassorbimento d ei ,]j,quidi che imbevono i var.i organi; e ciò -perchè, causa •la ffilag-gior pel'dit.a di aC(!na ~he avviene per effetto def' sudore e la m.agigior evaporaz ione che si determina, i•l sangue si r.ifornisre di liquido riussorbendo (JIIt»llo ch e si trova negli spaz1 interoolOu- · 'lari (di sì d mtazione). . I tRssuti che profittano dell'aumentato processo di assimilazione sono 'l e fìhrP muscolari e le <'e.llule dei tessuti. In un. primo tempo, rausa -la · o.bbondanl() dì~truzione che a:vviene >dei tes.<~uti di r iserva ed .il rias..~r­ hi me n lo dc~i J iqn :di i nLel'SliZ'i<bl i, i processi di dis:lssimHazione prevalgono su quem di as~im i lazìone, e l'individuo perde di peso. Ma in un secondo te.rnpo, rsauJ•itisi ed attenualtisi i primi, i secondi, rontinuando a -svolgersi più attivamente, fanno ri~quist.a.re .:il!'i.ndi"'iduo i.! peso per"Ò irlo. Con l'e."Prrik'lZione s ie<'-hè ha l.uog-o un rinnovam L'nto dei compon enti de>~ Vflri or•gani, che, m~nt.re cla. 7ma parl<' s'i s pog lianQ di hrtli i


ALLEN.Hif.N'fO t:D EDUCAZIO~D nSIC.I

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.tessuti esuberanti, dall'a:llra pel'fezìonano quelli destin<lLi all'e~ecuzione -del lavoro (fibre •muscolari, elastiche, oeonnett.ivaJli). I centri nervooi, moLori:, sens1tivi , orgamci e J)Sichici coll'esercita.zjone vengono maglio edrucat.i. Infatti l'individuo impara ad eliminare i movimenti inutili ed eccessivi .non à.ppro;priali c.he s i associano ai movimenti .adeguati, indrispewa.bili, e che spesso l'intraaciano. Gli est•.,cizi difficili vengono appresi bene e la maggior .p arte diventano facili; queJ,ti 7Jt'ricolosi dànno luogo ad U'fl. minor numero d'a.cci.ctcmti traumatici, perchè eseguiti con maggior pre-cisione. La. oresciuta .abilità dell'individuo lo fa andare meno s~ge.Lto a cadute. Le ~esioni traumati-che che sono freq11enti nel·le 1·eclule diventano più ra1·e nei sold~t Li ·wnz i a O<i . I centri organici risentono meno le ecci L..'l.Zioni .periferiche .provenienti d ai muscoH scheletric.i e quindj formano impuls i più ordinati e misurati peri C€ntri resp iratori e cat•dia.<'i. Le facolkì. psichiche interven,gono meno attivamente man mano che il lavoro ripetendosi diviene abituale, quasi aut.omatiro. La. volontà aumenta per un a r cu.mnlo di enet-gia ohe sì verifica in seguito al risparmio di lavCll'o. Ciò"SI)i ~ga l'aumen:lodi forza sorpre,ndenle che si ha nei soggetti allenati e che non è giu~tificato da:IJ'aumento di volume d elle rotasse muscolari. AUri aLttibuiscono t<l!1e fat.to a:lJ.'au meJlto ~eHa facollà di t•ir JrfOJ"ZO clegl'imp.uil si formavi dai cr.nt1i. .m oLori da parte <dei nervi conclultori (lew ia della valanga di Pfti.iger). L'interve-nto di un minor numero rti musco·li scheletrici, il minor lavoro che dévono compier·e i rentri nervosi, •lt> fac.ollà psir.hiche, il cuore, i polmoru, la .p elle e i reni frmno diminuire sem.p1·e più la fo~nl!azione dei prodotti di ri-f iuto ·e qu·i ndi ri tarda il sowa.ggiuna:ere clelia fatica. Sicchè la r esis lf'nz.a chP "'i acqttisla coH'esorcita.zione non. è la consPguenza, rome moH.ì ('.redono, drP>ll '<Lb itu-d<ine che glj organi. fanno all'azione dei pt·od otti to<;sìri del lavoro mnscoilare, ma. clelia mi no re formazione di tali pr-odotti per l'avvenuta distruZJione dci t.essurt i di ris erva da una par.te e pel perfezionl(tmento dell'educ.a.z.ione dei centri nerYosi da.ld'dltra. · Nell'ollrnamPnto S7Jortivo l'c>Sercitazione rlcve essere fatta non solo nell'esercizio in cui l'individuo vuoi eccellere, ma anche in qr1el1i che mirano a perfezionare n.a respir.azione., a-d irrobustire akuni determinati gruppi muscolari ed a sviluppare lE' qnalilà O<'.C.Ot'1·enti per superare una determ irna ta provçt: a) le eser·citazioni .che mirano a r e ndere sempre .più perfetta la funzione r/i'spiratoria sono que11e che irrobustiscono i muscoli della respi r azione (esercizi respiraLori, ~oSJpensioni, ere.) e que-l.Ji che cerc.-a.no di aumentare il volnm e dei pa1mJon·i e l'ampiezza della cavità toracica (P-seroizi di c.orsa. di salto, er.c.); · b) g li rserrìxi ch e mirano a rinforzare deter·minati gru·ppi muscolari sono quel!.i rivolti ad ir.robuslire spe.cialmEmte. \l;1i rucldominali; i muf'-"oli del clnr:oo, clep;li arti "li'Jìf'I'Ì Ori eri inferiori (element;:ui a corpo linero, appoggi, saltelli, wlpi di pugno, di lotta, eser c.i·zi d.i mlarci.a, di rr~rsa, ecc). 30 - OitYr'nale di medicina m.ililart. -

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L'irrobu::;timenLo dei muscol i addominali fa sì che essi d iventino pi(t capaoi di agire sui liquidi d egli o.rgani dell 'addome, che in conseguenz<L diven.~aoo più 'leg~ i e.ri e funz ionano m€-gl io. Il chi·lo progredisce più celermente nell 'intestino, il sangue e la linfa vengono dagli organi d elo!'au dome spi nl.i vetso le vene en.doLoraC'iche; sopra~utlo v:i.ene facilit..ata la c~rcola.zione della vena porta., che si c.ompie più lent.amenw, perchè la spinLa cardiaca non a..r1·iva fino ad essa., es..«endosi esaurita nella rete capili<Lre dell'intesti no, dello slomaco, del pa.ncreas e della milza, che co~litu~sccmo le radici della vena porta stessa; c) gli esercLzi che mirano .a conferire all'i.nclividuo le qua.liLà net'essarie per superare la proYa sono svariatissimi e si può d i·re che esistono per ogn.i sport esercizi affini att.i a sviJuppade. Così per allenarsi. al volo giovano le aseens!oni in monta,g na (al.r:>in is mo), il •nuoto, 'l a vela,. l'automobi·lis.mo, l'equitazione, iù polo; d) l'eserdtazione nel.lo sport i n c ui si vuoi ec-eellere va fatt.a. metod ic.amente. L'allenamento fisiologico J"ÌCOJ're ad un m~ggior Il'ltmet·o di e...c:ercizi c.he sor1o anche più variati . Ne sono un esem pio il 1• o 2• per-iodo d el'l'alLn<tle istruzione di g-innaslica militare. L'allenamento spr·rinle ri<:.orr-e, comi:' qlll·llo s p,wli,·o, a poch~ esercizi . Con esso si allenano i soldati a cor-sp di vp!Ofilù (100-200 metr·i in · pian-o) facPndo far loro: escrdzi element.a.ri del tronco; pieg;a.mento lento e di scatto d egl1i arti inferiori; a fcmlflo; p a-rtenze rapide all'amenicana; esercizi di snJlo in lnngo: 50-100 metri di corsa veloce una o duf' volte; lO minlll.i di .corsa cildenzn.ta. Det.ti osert.izj vanno ri.petuti giornalmenteper un'ora, un'ora e m ezza; opportllname11Le e disposti secondo il piano di lezione st.ubi.l ito cla.l Ung. Come s i vede, il .lavoro c.he s i eompie nelle varie specie di allenarnent.o non è grande. TI volere preparare un organismo in poco tempo clan-dogli foMe dose di lavoro è errato , e riesre delctetio. Invece un la\"01'0 lP?:g iPro rc!rolat e (metodico), con~inuo, dà migliMi risultati; mette il S<>F:·getto in fr,rma s..:lnza scosse nè faLiCil. 1.1 n allenamento intelligente deYe mirare sopral.ut.lo a tonic ir.zare i muS<.'.o li, a rendere funz.ionalmoe.nLe più pot.cnli i vari organi, a.Jlef!"g-erire i 1es::-nt•i sen7.n. alterare lo stato genera le ò ell'lndi,·iduo. Que.!'Li dl lranlc l'a.ll l'!na.m cnt.o non deve risentir ema.J esse.re generale, spo3sat.ezza ed alt.ri disturbi . Se H r isente silgnifica che il metodo è erraLo e s.propOI'zionalo al soggett-o. IJ . Riposo. - Come la fi siologia insegna., esso è la fase d i ·i nattività funzi onale clw deve seguire ad ogni lavoro org<~~nico e specialmente a ctuello dei muscoli: · t7) p er dar tempo ai proùfltfi del la\·oro funzionale (scOl'ie), quasi tul.ti t.ossic·i, e c·ansa dei dist,,, rbi della fa tic a, d i r·sscre a1lon ta-n.ali daill"o.rgano e dall'oT'g anismo; perchè se non venissero di volta in volta. rimossi d eletiorerebbero questo e ctuel.li; · b) per permettere agli organi che hanno lavorato di rifonn.irsi dal sangue dci com ronenLi che essi durante la loro atliY.ità funzionale hanno. consnmalo per ~r·a rne l'energ ia necessaria a.J lavoro; c) per dar t.empo agli clementi muscola!'i e nervosi di far nuova. provvista di contrattilità ed i JTitabil·ità;


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d ) per far ces-:;<u·e cede ::;ensavioni dolo1·ose. dovute alllo sLirarnento dei filamen-Li 11ervosi . NeH'allenumenLo pen:iò le n~·oJe J"iguar.dant.i. il l'i poso vanno osservate sc1·upolosament..}. GH esercizi ehe farmo ansare (vizyJ enLi) richiedono ogni 3-10 miruuti un brev·issi mo riposo per da.r tempo sopratutto ai polmoni <li eliminare !'anidride carbonk.a che si forma in essi in -gTélJn quant.Hà e quindi si accu-mula facilmente provocando l'affanno. NegLi esercizi non violenti i brevi riposi durante l'esercizio possono es.se·re <listanzia~i. ogni mez~'ora, 4.0 minuti; più -c he alLr o servono a fat· fa.re nuova provvista di contrattilità ed irPit.abilità ai muscoli ed elementi nerv()Si. Dopo ciascuna escJ•citazione occorre un periodo <li riposo di una certa durata., che non. deve essere mai infe,I1ore ;.~,Il e 3 ore e che per certi eser.cizi (quelli di resist.en~) può essere anche di 12-30 ore. Ciò allo sc.opo di perm ettere all'organismo di elimJnar€ i veleni d ella fat.ica e di ri·fornirsi <li ener·gia coll'alimentazi.one. Chi si anen.a. nei mesi C<JJld.i è oppot·tuno ch e do•'ma 2 ore nel pomeriggio. Mal·ti eMrcizi (quelli vjolen Li e mod!~ntl i ) possono essere l"ipetuti due volle nella giornata ed allora !.a 1" eser·c.ita~ione va f.at.t.a nelle ore mattutine due o1·e dopo la levata. del sole; e la 2" ne.! pomeri.g-gio Òl.H~ ore prima)a calata d i t>~so. Altri eseroizi non po.:;.sono essere fa t,ti che una volta al giorno (quellJ di resistenza), e qun,Jcuno (la m<u·cia) solo ogni 2-3 giorni. Il <~"i poso che riesce più c fficaee J)et' ·l iberare gli. organi d ei prodotti do! ·lavoro e pct·mellere .loro di rimontars i, è quel~o nollurno. Nell'a.llenameJ1to esso deve essere di 8-9 ore; an-dando a 1eLto presto per alzarsi appena giorno. Quindi chi si allena J)On deve frequentare l&'l.tri, ritrovi notlut'ni, ecc. Chi s i allena deve o~se r·vare andw il r·i poso Sf•l/imrcn rtle r.he è utile alla completa r e.stau raz.ione dei mnseoli e sop.rat.utto d~l sistema ner·voso c giova ad imterromper-e J.a monotonia d ell'esercitazio.ne. III. Pratiche igieniche individuali. - Esse riguardano: l'uso del fumo; l'astinenza dai piaceri sl"ssua.l i; la f'Ìnuncia a divertimenti, ecc.; le emozioni·, ecc. : a) ii! tabacco è nocivo all'org<tnjsmo 'i n pa.rLe .per l'azione della nicotina, in parte pe.r le bMi piJ'iclinicllP, per· la coll.idina, l'acido cianidrico e 'Pe:· le alLre sostanze che si formano nella combus tione dQi silgari e sigm·et.f.e . Inol.tr<' il tabacco ha a.zione locale irrit.:1.nte e congesfliva. sulle mucose della bocca e retrobocca, sulle trombe di Eustacchio e sino su11e cavità timpaniche: Di più ha azione d epr.ime;nte sul si·s tema nervoso centrale e su.i nervi sp~cifici, specie su quelli ottici. P e>rciò il fumo deve proibiTSi ne.Jl'a.ll enamento spotLivo e speciale; può essere permesso moderatamente in quello fisiologiro; b) gli PCcessi venrrei sono seguìt-i olLrer.hè da staonchezza musco·J are, anc-h e <la. quel·l a psichica (si perde la p rontp,zza di p<'rcezione, lo spi.rito di in:iz1ativa, la volontà), pe1· la stret.lx1. relazione che passa fr:t funzione seSS1Jale e fnnzion i intelle.LhHltl ì. Si st che i testicoli sec.e•rnono ormoni che sovraintendono al tono <lelJe funzion.i più elevate d el sistema ue1·voso. La castità. non è dannosa., essa an~i dà. for:r,a al carattere e tende materialmente e moralmente superiori. Nell'allenamento sportivo e spe-

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ALLENH1E:S'f0 ED EDUCAZIO:SEJ FISICA

ciaJe b isogna perciò astenersi dai piaceri sessuali; in quello fisiologico se ne può fare un uso moderato. 11 lavoro muscolare del resto fa risentire .meno gli sbimoli del senso genetiro; c) i d·i vcrt·i menti che imp.licano s<:iupio di energia nervosa e m.u&..olare (ballo, ecc.) e quelli sopratutto che fanno perdere il s·onno (teatri, ecc.) vanno evitati nell'aMt\namento sia sportivo che speciale; in que11o fis iolog.ico si può &sser e più condiscendenti; d) le emo::.ioni, le preoccupazioni fi.at cano la resi~tenza nervosa, e turbando la quiete del sistrma nervoso to1lgono a.ll'i·ndividuo la libertà di spiriLo, che n on può attend ere convenientemente al lavoro quando il sllo pensiero è altrove . Nell'all ennmenLo s portivo e spooi al ~ bisog.na per.ciò tenersi lontani da tutt<> ciè) che può tul'1~re la ser.·enità d'animo; pe!' esempio dal giuoco, che con le f()r1i emozionj r ende il cuore ed il !'istem.1. nervoso .m<>no resistenti. Cos ì i frutti di un allenamento sportivo ben oondotLo posso.n o essere all'impt'OV\"ÌSO comrn·omes s i dai dis:>apori e daUe agitazioru di cui sono fonte le il1ecite relazioni amorooe. IV. Sudate artificiali. - Venivano praticate un tempo per disid ratare mag'lgiormente J'orgH.nismo, aUo sc~mo di t e nder e più agevole il la\·oro <'..lrrl.iac.o e più legge r"O l'·individuo. D i più seniv.ano a liberarlo . dalle ~co l'ie Motate e da altri protlotti dannos i. Ma l'esperienza ha dimostraLo rhe a tale !'C.opo bast.1no le sudate nulural.i c-h e si fanno ese.rcitandosi dura.nte l'alle na.mentn. P ei'Ciò <'f!'~i Jp sudate arli.fkia.li non Yengo.no in quesLo caso più usate. Lesndale natu r·ali oatlive sono anzi più efficaci. 11 L~ranga ne.l SitO libro: L'esrrci:.io nr•gli adulti narra di quel chirurgo che aven<lo doYuto restan?· a lungo in un anfìteatro, wna.tomico pe r· un'autopf:.ia s i Lrovò tailmente im:p.rdf!'nato di rm1ma.zioni cadave.riche che non nins0iv:a 1o~liP:rsj di · d osso d'odore carattm~stko, mCllg·rado r.amb\itasse vesLi ~i e b innrh eria e facesse parecc.hi bagni di pnhvia. P ensò allora. di fare 3 b ag:n i a Ya.:p ore, ma nonosta.nt.e la quantità di ' sudore P.liminato rodol'e per~isle,·a. A11ora s i recò in 11n a sa.l<l. eli Sf' h e rma e fece un assalt.o violentiss imo di lunga durata, '5lldando profusam0nle; dopo d i che il puzzo Sf'om ra rve. Le sud Rte artifi-ci wli ed i bagni 1iber~tno l a pela e da:ll a sosLanze eliminate rimaste alla sn;r}Crrficie, ma n()n di que'lle esistent.i negli strati profondi. Le pe l"~one ch e f<l.n no vita sed ent a ria, m ulgrado f' h e pratichino tutti i 1giomi hl bagno di puliz•i...'l. han.no se.rnpre quelf odore caratteristico dov11t<> alle <'rnanazion~ 'della pelle. Esso non si ha in chi sud a. spes~o nal:ura·lmPnte, e fa an{'h e bag-ni. L'im:portanz.a delle sudate ri.pciute naturali è dimostrata dalla rliffPt·enza. fra i•l sudore ch e. segue a11e prime esercitn.zi{)fi1Ì e Ciuelle che s i fanno rlopo ch r queste s i ripetono d a parer.chio t c>mpo . Il primo è d<'nso, rarieo di resirlui so·lidi, schiumoso: l'a ltro è chial'o, qn:asi 1imp1do. Ciò prova ch e i prodotti organici, · d'i cui è saturo il st1Cl01·e- d elle prime estwcit~1.zioni, nell'i ndi,·iduo a.llenato non esistono, p Rrr h?\ P. li mj nati i n gnulJ par.! e d alle su date precede nti . V. Purganti e clis teri. - VeniYano amch'essi usati. un tt'mpo per favorire la disidrat.a?:ionc dell'or~anismo, e per oliminare attraverso I'Jnt.estino le sostn.nze t.oss.ichc con tenu te nP.ll st~ngue . Si ricorreva preferibilm ente ai purganti salini {solfato di sod io). Ma essi se da una parte diS'i-


.~LLE..''(,U,1ENTO ED

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dro.ia.nlO, da:WaJLr.a rlebilti'k11no, in.debo,lijscono Fo.rgan,isrrlQ; in quafie 1al contrario nell'&IJenarsi ai vari esercizi violenti, spe<.:'ie di forza, destrezza, prontezza, vei<JCità ha bisogno invece di aumentare le prcprie energie. Perciò i purganti ed i clisteri oggi .non sono usati; solo ai fantini vengono somministrati qualche ~giorno prima della corsa 'Per diminuire i·! l~ro peso. VI. Medicmnenti. - L'uso dì essi, sia eccit,a,nti che calmanti, è da E:vitarsi. ~·n qualsiasi specie di allenamento. Fra i p rùmi rammenteremo la coca ed il caffè: a) da tempi remobi .si coltiva nella Bolivi..a e nel P erù l'arbusto dell'eritro.xilon coca, le cru foglie secehe, se maS'Lica~, ha:nno p•rop~·ielà afrodisiache ed ec'Ciitanvi, rendono insensib:il e al'la fame ed <ùla sete; permettono di resistere al sonno; conferiscono un senso di benes.<;ere spec.iale, di iso~amento dal mondo esterno; ma sopratutto accrescono la forza muscolare indipendentemente dai nervi, dàm1o una vivacilà maggiore, ond~ si ha un aumento di lavoro meccanico di ei1·c.a. un terzo del normale. Tale .azione si rend e ·più p&]ese nei muscoli affaticati. Dop() ·una lunga marcia essa ha un efieLto considerevole per ristabilire le con1razioni normali volonta.lìie. E ' un rimedio quindi ristoratore della fatica e serve anche .a rik'U'd.arla. Gli Jncas tenevano perciò per· sac ro l'wrbusto. Anche oggi ~gl.i I nd i&n'Ì portal.ori d i .pesi e nomadi non manrano mai prima di mettetsi al .lavQl'O o nei viaggi di aver sospeso alla cint1.1ra il loro sacchetto ripieno di foglie di cooa, <Xi una pasta faLLa di foglie di coca e c.a:lce o cene.rc, c.he fuc.ilita. la fuor:iuscita da esse dei s uoohi speeiali. m consumo delle fog1;i~ di cooa in 'lm giorno varia da iO fino a 45 gr. In Eur·opa S'i adopera l'a,JcrulO'ide contenuto nelle foglie di coca, la cocainrz, che viene pl'eparata anche p er sintesi. e che può essere so.mmin•i strata. per boc-ea, per iniezioni, ed anche .p el naso, fiutan<lo1a, c.ome ·d'a molti oggi si pratica. ~· L'uso prolungato per·ò de<lllél; coc8Jina e l'abuso d i a;lte dosi provocano effetti paralizzanti e di indebolimìe nto muscolare e dànno f~:n.omeni anche 1Jiù grav:i che vanno solto i.J nome di cocainismo; dimagramento, trell'IDI'i, .convulsioni, disturbi sensorì, allU<:jnaziooi, confusione d ella memoria, delril'ii, ,access-i furiosi . Pereiò è da proi.birsi du;ranie a:.81llemmento l'uso del.la cocaina, tanto pi:ù che U'Tla volla abituati si fini sce col non poteme più fare a :meno; b) il rrzflè a11menta l'er.citabi·liHL muscolare e l'energia nervosa per J'a.zio.ne eccitante che spiega sul sistema nervoso e su i museolj. Diminuisoe l'ac.celeramento dei ba.ttiti cardiax:.i prodotti àaJla fatiea. Tale azione è dovuta rull'akaloi<le in esso oonrtenu.to,. la caf!C'ina. E' perciò anch'esso un rimed~o ristoratore della fatica e serve a ritardaJ'lla. Ma l'uso prolungato e di forti d o~ pl'oduce an<'h(>l qui effetti paralizzanti sui centri nervosi e deprime . P erciò non va usato nell'aUenamerJto; c) l'uso di sostanze calmanti come il piramidone, l'as'Pirina, la iena.ceti·n:a, l'antipirina, ecc., r.he molt'i oglgi sogl.jono prendere ·i ndifferentemente, anche senza presci•izione d e'l medko, per ca.lmtal"e dolori d~ testa, ecc., può. riuscire fatale i.n chi si ail:lena o si accinge solo ad ese- . guke un esercizio i'Tltenso o di fondo. Essi h anno U·'?'azione d eprimente


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ALU:S.I~IE!XTO

E1J EOUCAZIO:<!D FISICA

sul si-stema nervoso e stù cuor·e; masehetano i sintomi d el'la fatica epossono pore.iò dare tristi con~guenze, diminuiscono ad ogni- modo i'1 rendimento d ell'-i nd~viduo. VII. Hagni. - Sono indicati ~ncll'allenamenlo a scopo di Pl.llizia e per la lo1-o azione conoboranle. Gli effeLli da essi prodoUJ sono divers-i :1 SPA'ond<t. d~lla lemperaLura d ell 'acqua (rredda, temperata, tiepida, calda), e dPl modo come va applk.ata (ad immersione, a doooia) . Il brtgrw frrddo (10°·15") d et.e1·minn in un p r imo tempo restrin gi.~n­ to del lume de! nt.<:.i sanguif.,rni della peh1e, che perr~ò divione pallida, ma dapo 1-3 secondi essi si d ilatano (rea:.ione), ed allora maggior qua.nti.t à di sa.ns-ue affl! li ~·e .ap ess.i, riversa.ndtwisi anche da..a-li organi i.n terni. In q11Csti. in ·ch i escg11e esercizi int-e nsi o p rolungati, il sanoo-ue c<irrola in mag·gior quantità e cariro riPi wodotli t.ossici del lavoro muscolare; ·l a pressione sanguigna, specie al't.e1·iosa è aumentata. La reazione cut-anea dolerminata d~l'l bagno fredclo, r ichi-a mando il santg·ue d agli organi inter ni alla J)f'1'ife ri a, serve a deoo11gest.ional'!i e !Ciisinlossicarli, permette a nuovo Sèt:ngue più puro di aT'l'iYare ad <>s~i e di ristorarli; inoltre abbas.% la pre~sione sanguigna e dim im1isce il lavoro del cuore. Coll'afflus~ so di m.n•g gior qu~ntith d·i &mguc alla pelle l'organismo si libera più celmmente dei prodotti l.os;;ici in esso con!Pnuli, specie di queflli volatili. Se il hag-no freddo si pJ·ot.rae, aJl.a dj·J<ttazione dei v.asi -cutanei sucC'Pde nn lliTO\'O rrst.J'in gimenlo, cu i non segt1e per soli!{) subi1.o la reazione e l'indiYid uo .r()m incia a p rovare bJli~di di freddo, m aJessere, de-b olPZZ<t gPner<~1e . P rrriò ~ l ha~no freddo deve essere di breve dul'ata e va inl-erroi[o appena avvcnuLa la p1~ima: reaz·ione. IJ bag71o freddo di breve dnrnt.n. oltre rhe S1Tll a c.nl!~ a{!isce su i musc<>>li sc-heletrici, di] cui aumenta iJI tonn e 1·iesre ercitante rwl sistema nervo~o, pel cuore, per l·a -r espira7Jionl'. Q11 cllo JWOl ungalo abbassa la lemper.aLu T'a d al c.ol'"'p()o e finisce roJ. dept·i mr•re. Nei vecrl1i ln rfl<t~ione S JY.'Sso non. avviene o rttard a causa. la pMa elasticità de·l leparC'li d ei lorovas.i S>a.nguigni ; eperciò i1nessi è controi·n ò~<'·ato, pot.endo dar l uogo a fm1omeni di cong-estione cerebr.al e. Nei g ioYo.n i imprPssion.nbili, em0tivi, nelle don.n e e n ei bambini può ·invece dar luo~o n n·a:irme trnmm r<lpida e fa1· inso 1·gere fenomeni di anemia <;ere.brale. n hrrgrto t rinprrato (18"-27") produce una reaz ione meno aocentua.ta e più 'l Pnla e viPne p e~i ò lolleT·ato dai gionuni emotiv i, d a.He donne e bambini. J.1 bngllO tirpido (28°-32•) non wodtu;e tlJlrun E-ffetto sull'organismo r :perciò può e~se re fatto d a t.ntti ed è quello che comunem ente si usa· a scopo di '))1Jlizia . Tl bnf)no r:oldo (32"-38°! prodnce va.."o-di,Jalazione -cutanea, che non è wocednta da \·asorostrizione, o se lo è, e::sa è assai fugace. P rolungan:. dosi il b.ag-rto la .ctilaLazione Y~sale dh-enta passiva e si ha J)roduzione di sud orr . L'azione snl sistema nervoso è raRmante-deprimente, il polso c H re!'pÌJ·o ven!l'ono ac.<·ell?.rati . NPi boqni a dor.rio l'urto merc.an ico dC'H'acqua rende più i-nte.nsa e p itl ra:picla la reazione; e fa si che essa abbia luogo anche nei b a.gni t.em~­ n erali , e rhe i b a1_g-ni caldi non pr-oducano effetLi rleprim enti.


AJ..LE~A.MENTO ED

EDUC.\ZIO:'ll'l n SI OA

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Neill'allenamento fisiolooicn basta f:u· uso d egl i onli.nat·i oogni ti epidi di pUJHzia in v.a..."'Ca, Sè trattasi di una p ersona sola, oppure a d occi·a mobile o getto, se trattasi di molte persone. P ossono essere ripet u~i 1-2 v<Jlte la settimana. Nell'allenamento speciale e sportivo occorre la dO«,ia. fissa (a pioggia) che può essere fredda o temperata. La t• avrà la d urala di 5-6 secondi·, cioè il tempo necessario per determ~nare ·la reazione . La 2' va i ath fare a·~le p errone emotive impressionabili e d urerà i minuto primo. Dopo la doccia oçcorre, appena asciugati, fa1·e del massaggio o n1uoversi. Hisogna astenersi dlli prendere bagn i freddi se ·la traspi:razione d el. sudor e è cessaLa, e il corpo- si è raffreddato. VIII. Massaggio . - Serv-e ad attivare la circolazjone linfat.ica e venosa della cute e d ei muscoli faeilita.ndo c<JSì l'<lJilontanamento da essi d ei veleni della fati ca che sono accum ll'labi. Inoltt e accresce la tonidtà dei muscoli e ridà ad essi ·li!. diminuita cootratf.il.ilà. . Ne!J'allenamento fisiologico quindi H ma.s.saggi{) non è necess&rio, in cruello sp eciale e S1Jot·liv0 è uti le; ma anche in esso bisogna. abituarsi a f nrn e uso quando è necessario. P er sol<ito va faLto alla fin e d ell'esercizi{) d opo ili b agno; nu può esw•·e praticato anch e prima per d!tr tono ai muscoli. o negl'intervalli fra una. J' i JWe~1. e l'all t·a per ridare forz a contrattile ai muscoli ma'ggiormente stanchi. IX. - Vestiario, torsonu.do. - Nell'allenam entosportivoed ·anchein qu eHo fi siologico è b ene es~Tc.i(.a.rsi a tor.5o 11udo; o ioè SCJ17,a vesti, coprendo solo il bacino ed il terzo su periore -delle e.oscie con un paio di m uta ndi ne rorte come qu&Jle da bagno. n torso muto: p ermette maggim· libertà dei movimenti; abiLua la p~lle <:tl le va.~i-azionJ di lemperatu.ra ed a?"l•i urtì m oc.canici; la rende più eJasLica. e resistente; t'i runuova inolt re continuamente l'aria intorno aJla cLtte stessa. asportandone le Psa.lazi<Jni det•iva.nti dall'attivit..1. muscolare e da:I-Ie gla.ndole cutanee; aumenta l'irt·adiaz ion e e l'evaporazione d eNa :pelle e fa sentire perciò mc-no iJl cal do; facili~a la funzione respiratoria. -cutanea; aumenta la produz!one e l'evaporazione del sudore , e quindi p ermette a;ìl'orga.nismo di liberarsi d a una maggior copia di prodotti tossici ; ~n.flne fa beneficiare m a;ggiOI'mente l'ind·ividuo dell'az:ione della luce, perchè: a) la vaso-dilatazione cutanea che essa produce, è maggiore che .quando si è vesli.ti, e ciò evita durante gli ese'l'C izi intensi e di fondo la eon:gestione d egl i origani interni (nei quali verso la fine dell'esercizio ·specialmente il sangue tende a circolare meno ·Celerm ente ed a soffermarsi causa anche l'.indebolì.mento del cuore) , ai.tirandl} da essi pi'ù sangue verso la ']Jellle, liberandoH dalle srorie d el lavoro, ed al1onta:na'l1do . C()S i l'.i.nsorge.re della fatica: b) l'azion e eccitante e tonica che la luce es.eroita sui muscoLi si esplica su un ma.ggi{)r numPro di essi e ne rend e più facile ·la contr azione; r.) l'az,ione emop!l ie~i ca. della Juce è massima; d) i! rira mbi o rnateri·ale V'iene a.Wvato magg iorm ente, e sp ecial· mente se ne avvanta?·giano i processi -d'assimilazione e la fi ssa.zio.ne del1'azoto;

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ALLF.N.UU:N'TO ED l-:DUCAZIOND FISIC~

e) l'azione tonico-stimo1ante della luce sul sistema nervoso si

esp!j{Al. con maggiore effi cienza ; f) maggiore quantità di energia solare viene assorbita attraverso la pelle; g) la pre~s.ione sang-uigna periferica viéne abbassata, il che controbilancia l'aumento d•i essa prodotto dalla:voro muscoLare; L'uso delle vesti annulla o ren<le meno benefici molLi di questi effetti, perchè impe.disce .ad una parte dei raggi soJar i di arrivare fi n() alla pell e, e fa penetrare la rimanente parte meno profondamente nei t-e ssuti. Il sole, come ·la fisica insegna, :n via al~ terra numerose radiazioni,. alcune delle quali sono lumi11&:Je, cioè vengono percepite dalla Viisla; altre oscure, cioè no.n visibili. Le prime sono di d~verso colore, vanno d rul rosso al violetto (spettro solare), e fondendQSi formano la ,l uce bianca, le altre si trova:no situate,. 1Jarte al di là del rosso ed banno .proprietà solamente calorifiche (raggi uLlrarossi) ;· parte al di quà del violet!A>, ed hanno ptl-opl,j_età solamente chimiche (raggi ultravioletti) . l raggi colorali •l uminosi hrurmo anch'essi proprietà calorifiche e chimic he; però le prime sono più accentuate nei raggi rossi ed arancio; •le SE-'Conde 'in quelli bleu e violettli. Questli rperciòinsieme ai raggi ulteaviolet.ti sono sLa.ti d.ettì attinici. I dli,v ersi Taggi solari hanno il potere d i peneLI'are a.tt.raverso ,l a pedle fino ad una cer ta profondità del •nosLro oorpo; che non è la stessa per tutLi. I raggi u1LMvioletti si arrestano all'epidetmide, quelili violetti e bleu arrivano fino al derma; gli altri fino a,l sottocutanoo, ai muscoli, aJJe ossa ed' agH organi {Al.vitari: ne sono sta.ti tr<JValii fino a 4-5 centimetri di profondità; i ratggi rossi sono i più penetranti . Ciò post.o, si comprende come l'bnlerpmiZJione tra 'la pel~e e l a lure dello vesti impedisce .ai raggi ultravioletti d·i an·i-vare a:ll'epid er.inide, e fa sì che queNi violetti e rossi arriiVa~no a minore profondità. ll mancato arrivo dei raggi ultrav•ioletti a:lla pelle viene a f.ar ma ncare l'azione tonico-stimolante della luce sul sistema nervoso; che è -do-

\'ula abl'anta.go11ismo che esist.c fra le due estremità dello spettro, di cui i ragg.i .chimici han:no az•ione cal mante, quelli calorifici eccitante. Elim~nata una parLe dei ra.g!gi chimici prevale l'azione dei raggi rossi, che è so·lo eccit.ante. Il mancato arrivo dE'li raggi ultra-violetti e l'arresto all'epidermide di quell'i violetti fa sì che rrùnore sia 1la vasodilatazione CHk"l.nea che si produce e che è ad essi ctovuta; quitndri minore sarà anch ei'abba..c:samenJo della pressione sanguig na periferica. Così pure viene a man{Al.re l'azione emopoietica della luce, dovut-a ai raggi attinici, m e1~Lre J rag1gi rossi ne esercitano una distruggitrice sulle emazie. Non arrivando più i ragg i -calorifici fino -ai muscoli profondi, q uesti non risentono l'azione tonico-stimoJ.a:nte della luce. n t.orso nudo però d 'inTerno in ohi è al::Fituato a cop-rit'Si con vesti d i lana ed in ch i, nato in cl imi cruldi, viene trasportato in clim~ fredd1, espone J'or·gani.s mo all'azione d eleteria del f1·eddo . Questo produce da una parte restrht~i-mento dei vasi della cu.te,.


ALU;NAMEt>TO ED t:DUC.IZIO!\.El nSlCA

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delle muoose, dei musooli ed ossa superficiali, delle articolazio.n i, favorendo lo svolgersi i.n es$ di processi infiammatori (corizze, miositi, periostiti, artriti) ; dall'altra cong-estione degLi organi interni por il sangue ehe vi affluisce dwi vasi ristretti della pelle, delle mucose ecc., congestione che favorisce l'insorgere di PQimoniti, pleuriti, nefriLi ecc. P 9rc:iò d 'inverno e nei cl:imi freddi è opportuno far indossare a chi non è a.bitua.Lo all lor'So nudo un m.aglione di l ana. Ad o·gnl intervallo durante J'eset'(;ilaz!one è bene coprirsi, specie se si è sudati, con un accappatoio, un rnanteMo, un cappotto, che r,ipari dall'aria e che va tolto appena ricol111i;nciato il movimenLo. Lo stesso si far·à alla fine d ell'esercitazione, se non ·Si può t'imanere al sole e si è costretl!i a ri tirarsi jn un •luogo chiuso od aH'ombr·a. X. R egime aliuumtare. -· Nell'allenamento sportivo, a causa del maggior consumo di energi•a che si fa, bisogna introdurre un maggior numero di ca:lorie, ed au.rnentare perciò i'l quanti-tativo degli alimenti, o .per moglio di.re di alcune d al·le sostanze alimentari fondamentah di cui essi si <;orp.pongono : grassi, tidrati dii .ca.rbon~o , sostanze azotate, acqt1a e sali . Ne-lla razione alimentare giornaliera fisiologica stabilita dal Voit, per un uomo adulto dei nost.l'i climi in moderato lavoro muscolru:e esse si trovano nelle seguenti proporzioni: sostanze azotate gr. 118; idrati di carbonio gr. 500 ; grassi g r, 50; acqua tgr. 3000; sali gr. 25; e ·oroducono 3000 calorie . ' Nell'allenamento s porLivo occorrono 3500-l.tOOO -c alorie, che si ottengono aumentand<> il qu<.wtiLativo degli idrati eli carbon;io e delle sostanzeazotate. , I grassi (burro, olio) non vanno anmenLati per non ripristinare i !Rssut.i di riserva che 'l'esercitazione distrugge. Alcuni vorrebbero abolirli, ma è un errore, perchè essi più facilmente degli idrati di C'.ùTbonio e delle sostanze .azotale forniscono calore al corpo. Nei climi freddi anzi è bene che siano p6ù abbondanti di quelli della razione alimentare del Voi t. Glli idrati di carbonio (pane, pasta., riso, ·Iegumù, ecc.) saranno portati a 600 grammi per fornire all'·indiv~duo ·la ma-ggior quantità di energia d'i cui ha bisolgno pel lavoro muscolare. Anche le sostanze azotatr: devono essere aumentate, si·a per riparare .le maggiori perdite che negli esercizi violent.i e di fondo subis-ce il protopla.sma de l·le callule, i•l quala viene tinlt.acca.t.o anch'esso, sia per la speci&le energi-a che le proteine sviluppano. Molti preferiscono le uova, il latte, perchè 'Più assim ilab ili ~ ma negli esercizi d,i prontezza e negl-i sports in genere bisdgna aumentare Ua carne, che svi'luppa energia es7Jlos·iva, a scallo, t&nto necessaria in d eLLi esereizi . I cibi da pre ferire nell'allenamento sono sicehè: Ì'l riso, la pasta (che contengono mollo amido), i legum i (che <:Altre che am~do contengono a:lbu.rnina), la came, leuova, iJ pesce. l/lLCQ?J.a va diminuita da 3000 grammi a 1500 nel·!è 24 Ol'e per f.avorire la disidratazione dei tessuti. P er lo ste....;;so motivo sa-rà lim~­ tato l'uso dei C'i bi che ne contengono .in: tropp.a qu&n.tità: verdure, frutta fr€8Che, ecc. l sali vrun.no J.asti.aLi invariati. Bisogna oon sorpassa.re tnJa.i il quanrt~tnt. ivo sopra.r'iporta.lo; aste.neTSi dal pa.rtecipa.re -a pTanz.i e a ba.ucheLLi, tdall'a.ùuS<lre d~ dolci , elle possono produrre d'is.Lurbi intestina~li. La sobrietà~ la base princi.pa.le per star bene.


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ALU.:'\A:lJL:.'\'fO W

EUuCAZJO.).EJ Fll;lCA

l ·pasti non vanno presi mai prima d ell'esercizio; che va fatto 3 ore dopo di e..~i. P r·ima. dell'eserc.il.m~ione t.lel ma.ltino si può prend ere una ùevanda caJda (t;affè, ecc.) . Da alnln'i sono stati indicati nell'a'ltena.mento speci-ale sostanze al iment..ari a.t.te a fç>mi1·e maggiore quantità di ener gia e a d accrescer<! quel~a muscol.tw-e. Yennew anche chin.mati alimenti di rispannio; perchè essendo più fu.c.ilmenLe e più ra.pidamente ossidabili sono bruciati prùna. e complcl.amenLe e quindi vengono a rispamù·a .rè il consumo delle soslanz.f! organkhe alimentari fondamenlali. Così il cacao è ciLa.to eome un al imento completo di fac,ile assorbimento e difaLl.i ess.o contitme la l('obrmoina, che è eoc.itante, e le tre sostanze alimentari Ol'ganiche in proporzioni piuttosto rilevanti: 20 % di sosLan.ze azoktle; 50 % di grassi, 16 ~~ di idrabi di carbonio e poca acqua; e quindi I>tio fornire gran quaulitù. di energia in picoolo volwne; ma a causa d ella pre tJonderan~a d1~i grnssi e dell'u.ggiunl..cl d i zucche ro che r ichie-de [l(l!l può e:;sero? •·onsum:tLo in grand e qu<:tnLilà (non più di 200 gr. ) ed a lungo ; !H'l"t: hè dù l uogo <L uisltn·bi illtP~Linali . Lo zucchero è un altro alirnenlo del gener e <:onsi<g liato da molti. Esso provoca infaLLi un uumonto di fon~.a mu:;t:ol are , ÙO!.>O pochi minuti, come lo ha tlimosLralo ii Mosso. Tale auml'nlo pérò ces..:.a dc,po 40 minuti ; di più lo zuccher0 preso in g r :111de qLL;tnlitù dù bogo a fermentaz ioni intestinali. Non se ne dcYo prenderE:: più di 60 gt·. al giomo, compreso i~ d olce. L'alcool, il caffè '50110 b e,·ande d te proùu<:Ono effelli eccitanti; ~l peimo è ~nche un .alime nto d i t•i:marmio; ma il loro uso va sconsigli<:1to perchè ripetul.o finisce col produrre effelLi d eJ.Jrimenli . N'e.U'allcnamcnto f!siolog·ico bast.a. .léi. raZJione alimentare d el Vbit, cioè quel la per l'uomo in morlt' ralo ll<L\'Oro. La. razione d el nosLro soldato che si acco.;la alle 3000C<l.lorje è quindi buona; taut.o più che si deve tener conLo d el fatto t:he ~~ peso del oorpo di esso è inferiore a quello ded1\romo ad~tllo, che, come s i sa, è di 65 kg. NeH'allenamento speciale basta aunwntare gli idr<1.!.i di carbon io, (.pane); per podare le ca·lorie a 3150; in qualche eserx:iz1o conYer·rà C!'rscer e ant:be il quantit..a.tivo d ella carne. • XT. T.i1ni/(' ddttt.'llc71rr:mf'n to. - 0 f5nuno h a un Limite Jndiviclualc di allenamento c he sta ad indiC<:Lre ·il massimo d ella forza, d ell'agilità, de1la r esistenza che cgHi può raggiunge re; e qt1esto lim ite v.aria a seconda ·d~ll'elà dei soggetti, dei lk>mpera.menti, ecc. I giovani non hanno hl slessa <·ar).(tCi lù di <lllenam ento d egli uomini già falLi. Gli individui atlorno ai 20 armi a parità di forza muscolare non r agg-iungono mai coll'esercizio quol grat.lo di forza e r esisLenza all a ft~tioa, iUdcessibile rui J} ÌÙ nwturi. C.llli ~1011 libh'l a ocllmeno tsu perato i l iR0 anno di età non. deve esser(' sot.loposl.o ad allenameulo atletico o sport-ivo, perchè per eseg-ui re esen.:izi di lgr<lndP e massima intensiLà. e d i fondo occorr·e possedere organi completamente sv-iluppaLi ; che si hanno solo nei g io vani P..d wduHi . P e r essi l)Ct·ò bisog-na t ener presente che lo adaUamPnlo dogli organi ad una fnnzione più energica che si cerca ottenet e coli 'Rllenamento ha un limite; r ag·giunto .il quwle non si prdgr edisce più. L'eser r,izi.o, l'<t!li.menlazione e le praLit"!1e più razionai-i non fann o più anmenlare nè la fona, nè lr~ J"e&isLen.z.a.


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EQUCAZIOND FISICA

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Si suol dire allora che l'uomo è al massim.o dello sviluppo . T.a.le stato di massimo sviluppo per solilo non dura a lungo e si può perdere pel' ogni mi·nimo cambiamento di :regi.n're e di abi~ud~·ne. Basta un'internuz.ione di un mese per far tornare J'i,ndi'\ni.tduo .ctlJo sta.t.o pr;milivo Non tutti inolt re an·i vano al massimo dello 5·vilappo, sia perc.;llè non m sono capaci, sia perchè senza accorgersene, d·u ra.nte la préparazione si strapazzano; sia perchè non han sa.puto oUeuere tutto quello che .l'or«ganismo poteva dare. Su 100 cavaJli da corsa, dicono gl'i·nt-enditori, uno solo riesc:e a spiegare nella prova fina:le tuLt.a. l'ener~gia compatilYile col proprio organismo, colla preparazione perfeLta. L'uomo, rendendosi conlo .delle propl'ire ilmpressioni , può conservar~ pi'ù a lungo il massimo dell'a.llenamento; ma d eve poi inelluttabi-1mente scenù{\r E', e nou r iuscirà, passaLo quel per iodo, a r.ipctere la medesima p rova; il r'jcord che rBsl.a ad esempi9 . XIl. Durala dell'alltnamtmlo. - Essa. è subordi nata alla qualilù dell'esercizio. 'fuLLav1a si può rite-nere che nell'allé•1Wmento sportivo una .durata di sei ad otto seLti mane sia sufficiente a. mettere .in forma un soggetto; cioè· •i·n condizioni di produrre un lavoro eccezionale, un eccesso di lavoro. Ne1I'allcnamento speciale basta un periodo minore che può essere di 7-15 g'iorni . Quello fisiolog-ico, daLo Uo scopo cui mira di indurr e mo·di,fi cazioni possibilmente st.abiJi nell'organismo e fargli acquistare quali tà medie du\rat.ure, .de \·e e.sse.re p11ollungato :~nao~ormente , c~n-a un anno, ma. dOrpo d·i esso oc.corre Cl()n~iruuar·e .a.d esercitars i periodicamente . Di qui Ja necessitit d.el'l'educazione fisica post-mi·li tare da impaTt.il-si dopo ili congr.damento. XIII. Controllo d ell'allenamento. - Per constatare se l'aMenamente ha raggiunto il suo limite crt i s uoi scopi o1 s i suole &ei-vire di parecchi dati che sono stati chiamali indici. Essi sono: rt ) la stabiliz:.azione della respirazione e d el polso nell'uomo a:llenato dura.nf.e e subito dopo l'eser r.;itazione, ~. respiri non .d evono Stlperare il num ero di 20 al .minuto primo e le pulsazioni quello di 80; b) ·la conservaz101te del peso del corpo . Esso alLa fi ne dell'allenament-o non deve esse1·e nè dim~nu iLo, nè aumenLato; c) lrt mancanza di intorbldamento delle urine emesse 3 or·e dopo l'esercizio; d) sonno tranquillo per l·a durata di 8 ore; e) aumento di volume dei .mruscoli; t ) aumento delila forza rrwsco,l are {dinamomeLria); g) rapporto fra peso del cor•po e capaci.là respiratoria (indice del De 1'\lleny ). Neg·Ji allenati .tale vapporto è 0,063. Capacità respiratoria: litri 4,2. Peso K g. 65,5. Nl.'i non al·JP.mtt!i esso è d.i 0,047. Capar.ilà res7Jiratoria: litri 3. Peso kg . 63,5. ' XIV. Conclusioni. - Di tutte le pratiche .che l'allenamento adopera, -come si vede, le più importanti, le essenziarl•i s ono: l'esercitazione, i•l Mposo ed un'adrrutta a limentaz:ione. La prima speoialmente è l'agente ·nro•di:ftcatore pr.inciP<'llle cu i l'a·llenamen.to fa appello.


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<.'0:\Tiltn t:TO .\ I. L.\ Lt;C,\T l'll~ L.~Tt:ll~ u : DELLA l 'li::\ A C.~ l'A I NF'EIUORF:

Nell'allenament o fi siologico si ricolTe solo alle tre pratiche sopra· C'ita.te. Così ;pure -r~ell'allennmento speciale; ma u1 questo occorre aumentare il quanti!.ati vo d~ a limenti , e le re-gole del riposo vanno osservate rigorosamen te . Nell'a llenamento SJJOrtivo l'esercitazione è più intensa; l'a!l imentazione più abbondante; il riposo più riSoroso e si ricorr e an<:-he aJ-l'uso metodico d ei bng ni a d oocàa, ded massaggio, aJl.l'abol.izione del vest,iario {Lorso nudo) ed alla rinu ncia ad alcune abitudìn~ e · piaceri . P er<:iò i l' isul t.at.i sono più ra.pidi e certe voLte sor·pre\-tdenti. Quindi l'idea che J'aJ,Jenamento sportivo imp01·ti prirvaZ:ioni e pratiche s piacevoli è errata. Esso invece ha tma base fisi Ologica. igi enica. L'educazione fisica p erò preferisce l'allenamento fisiologico; perchè gli effetti ollenuii con quello sportivo non sono duraturi, mentre essa mira a conferire qualità stabil i non passeggiare, n ecessarie s pecialment~ al soldato, onde metterlo in posse::so di quel grado dl forza, dì agilità, di resistenza, di cui ha bisogno per SUJ)erare il lavoro fis ico cui è destinato. BIBLIOGRAFIA. BAGUONI. - L'ed1~cazione fisica e la fisiolo(Jia, a Giornale di medi<'ina militare • fase. VI, 1920. BELLI. Saggio d'igiene indivi.cluale degli aviatori. Ministero della Marina., Ispettorato di Sanità. militMe, 1921. BolGE\". - Physiologie génèrale de l' Eduwtion physique. Paris, Dayot, 1920. LAORANC:E . L'exercice chez les ad~dtes. Po.ris, F elix Alcan, Editeur. 1907. LA CRANOE. - Phyaiologie des Exercices cl·u corps. Po.ris, F elix Alcan, Editeur, 1908. Mosso. - L'ttomo sulle Alpi . Milano, Treves, 1899.

('r,I:-<ICA CHlRURCICA OPERATIVA DELLA R. UNIVERSITÀ DI PADOVA DIRETTA D Jl'L PROF.

)!. DONATI

Contributo alla legatura laterale della vena cava inferiore per il dott,. Dante Casella, maggiore medico, as><istente militare.

Dalilno da più di un secolo g-li i'nler\'enti chil'l!'·gici sui grossi vasi lacera!iol<•si n ella lorocoatinuilà,siaper LrtLu mi diretti {amnìa.dafuoco, da Laglio, contundenti }, sia ta•lvo!la per opera. dessa dei chirurghi o per inavvertenza o pe1· incllttLLabile neeessità, nel dover asportaTe orga,ni o · lessut.i mal.ati che avevano <.:<mkaLt.o intime aderenze co~ l e pareti vasa.li stessi?. La l ~ga~u ra sopra e sotto il punto leso era ~'.onsiderata un ·t empo il met.odo di th..i us uJ·a. d el vaso; le flebiti, le awteri.ti, la -cancrena della r egione dell'organo irrordto dal vaso, rhe terminavano tc1llvolta oon esito·


COXTRrDUTO ALLA U;G,\ TUIIA

J~\1'EI!ALE DtLL.~

VE:'IA CA\'A

l~FERIORE

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Jetaole, dis·animarono ben presto anche i plù audaci, gli insuocess.i essendo attribuiti .al gravissimo <list;urbo di circolo, specie quando la legatu.ra veni v.a esegui.f.a bru?oorn:ente su vasi oh e pt•ima d~ essere lesi erano .fisiO- , logicamente funzionanti. E non solo dei vasi arteriosi, ma anche forse più dei venosi era un tempo temuta la legatura, tant.oclle non si esit.a:va ad a!Uacciare il tronco al'leriooo corrisponòente .per 8Jl're&Lare ·l'eiil()n~agiia. Ma nell'èra ~mtisettica ed .asettica potè esser dimostrato· che solo in eccezionUJli <:asi la legatu•ra dei gl'Ossi vasi (ad es. legatu;ra della vena cava inferiore al disopra dello sb()CC() delile vene renali) determina di pe'r sè esito letaJle e ~anoren<l., e.cc.; se questi accid·3nti·, nonostante le oon..diz.ioni di c.ompenso collaterale s i avver.ano, sono da imputarsi generalmente a processi in1fettivi determina.tlisi per infezione diretta aH'atlo del trauma o dell'atto operativo; oppure al fatto che la lp,si,one t.raumatica hn, d eterminaLo ,l)€r la sua estensione e gravezza la obJiterazione o insuffi· c.ienG::a funzionale delle vie collatera:li. Per ciò che rilguarda le l<>gal~1re delle grosse vene, audaci chii'U'rgbi, esperimentatoli provati, su pera ndo le pr·even.zioni, aprirono a:lLa chirurgia crue\1o che può ritener•si 111n nuovo campo .di intervento, ed i risultam furono olt-remodo !usi11;ghier i; la s~at.is LiNl., per quanto ancora n.on numerosiss·ima d-i casi, .r,iJ·ca un centinaio, ci dimostra che si contano ormai inteéventi su quas.i tuLt1 i lgr ossi vasi venosi, tanto .che quasi nessuno, sia dj rettamente, per necessità terapeutica su N'uomo, sia per esperimenti sull'an imal e, fu ri spa rmi aLo (vene femorale, ascellare, gi.u.gulcm·e interna, Lronco brachio-cpfalico, se.no la.tPrale, vena porta, vena cava i nferiore, ecc.). S'inten'de che i metodi d 'in tervento per ferite dei gr•ossi vasi venosi, rispondono alle diverse entità della lesione stessa.; la legatura c.irrcolare <JJl-di sopra e al dil solto deHa fc;rita, ·l a lega.tura lateral e, il pinzett.amento laterale i'Tl s ito, la s uLu.ra, la plastica venos·a, l'innesto veno-venooo furono a volta a volta spe1·imentati. Volendomi occupare in pad.icolar mocio d ella vena cava inferiore r'Lleverò che le sue ferite in al liri tempi venivano dichi.antLe mort.alli, tanto .(la non pensare nemmeno ad all3.cciare 1·1 vaso fer ito (Lidelì : laOegatura era considey·at.a incompét!Libil e ron la vi:k1. (Koni.g), e non1si crcdetLe a Bottimi, quando riferì di una. r esezione e legatura totale della vena cava inferiOJ·e per neopln:.:ma proveniente rlalle glandole linfati-che prevertebrali e che l'avvolgeva per 11r1 tratto, così da coskimgere ad asportare col tumore un Lrn.tto deLla vena, leg·atura che non aveva impedito l·a guarigione de.H'opera.ta.. Fu solo CJUando avvenne dopo tre anni il decesro dell'inferma, che si .potè constatare da tnUi la verità di qnanto il Bot.tini aveva riferito. Gl'i·nterventi sul.Ja vena cava i n.feriore sono sempre secondari, per 'Lacerazioni acci<ientali nel oorso di. e.stir.pa.z'iond rena.l'i (per tumori, pionefrosi, tubetcolos·i), o di voluminosi linfosarcom.i prevertebt·ali della regione renale; però in questi utltimi tempi, spe<:ie nel corso dcl,Ja.guerra, si ebbero i·ntervent-i per feri-le d.il'etle della vena oava infetiore ('TaylorSchmaeden-Fet·retti-Turretta, ecc.). Il loto numero fra legature e suture arriva appena a qua.rantatrè, compreso il caso che io rHerirò; ma la notevolissima percentuale di gua-


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rigioni, e il faLl.o che in <:.OI'SO di <>perazioni sui rcn~ è più facile di quello. ('ile uon s i creda, cile s i producano ùelle lesioni del'la. vena cava inferi<>re, . sono elemeut.i che devon<> indurn-Jil'ope.ru.lore, da un lato ad essere semlH'e pront.o ~d-lo sba.ra\gtio e dall'altro a l,rovM· coruforto nel pensare che I'O]Jerazion(.' è faJI i bile e con pieno s ur,cesso è sta.La eseguita. J.Ja vena caYa infer.iore è un vero e .proprio ca.nale, poieh~ il diametro alla sua m·ih>i ne è di 20-2:.! mm. di 24-26 mm. al!la s ua parte media, e di 30-32 mm. al suo tenninr. Essa riceve il S<tnguo d éùle due vene iliache printiLi\'e, che per mL·zzo drlle iliache es-tel'lle ed int-erne 1e recano il ~angne Yenoso degli arti inferiori e d l'lla· cavità pelvica; .riceve i·noltre, i ungo il dec<>rso, k vE'ne dt>ll'ad dome e le gPniltùi . Il suo diameliro ed il gran numero di vene c·IJe vi affluiscono dimosLmno la eno rm~ massa di ,s.mgnr che \ ii St.'Ort'e pPr ."lrrinlt'e al cuore, e fJIIÌnd i il grave I.>eliurba11H'Itlo <"hc si deve produrre nell'orga.nismo qm1lora il suo calibro ,·en~a obl ileralo o diminttilo, e comprende faci.lm en le come, -per quanto i·J ~ ·i rrolo c.ollaLer<lle comp!"nsalore s.i sl-abjli&'a con le Yene azs.igos, le 1omLari ascen<ien.! i, il l.rone<> reno-azigos, Je ep igastrich e e le mammarie i n leme. P::-:~1-mdo f(ur:;[p vene di vo! n me notl•vohnente i nfet-lore, la ~e­ ~al ura debha porlare non. po('hi dtslmbi, SJX><'ie nc.lle ch{usure brusche, 'aie 11 dire in CJUPIIe in cui il vaso non si si<l a poco a pocQ s lenosa.to per r·om]lre';:.:ioni rli OI'!;Hni chr avevano cnnlrallo çon esse a<ierenze o per eli fft JsiO!J{' dr· l h:t ma \alli-L. Nl'l ~uo rlt'-tor"o nctdominale, infine, t· ipc~aHdo suJ lato rlest-ro d elJH cnlonnn w·rl<>brale ect (',~sendo laLeralmenlc in. rapport.o col muscolo psoas d esl ro ~· in a\'anli colla J•adil'-e del mesenLerio e con .p orzione d el dnn<h'n<>, "'i !roYa. r-ome l<'ggermcnlr. appintLita , poggiando su piani resi :=.lcnfi ad Pssi addossal-i dal rnesentcrio e duodeno. Questo sp.ioga come la vena ravn in fr·riore pt·esf\n ti anche, pi·ù d el~e .11Lre vene de l corpo, difficoltà d'interYcnto su cti essa. Si può dire \' anlo della. noslra chir11 rgia l'aver a.pe1·Jo questo campo chirurgico é rli avNvi apportato t.ntto i1l frut.lo di vazienti esperimenti e di nucJ.arie oprmlorie, e i n_omi di Bollini, Dtmmte, Tur-rella, Punìu l'a : Pa~al e . Lf'f'tl.n, ecc., vanno giustamPnte ricordali. · P t>r Cfuant o ri ,~rtwrda lfl ltlgal-nra ciP! vn!'O, vi sono alcuni (D el aunay) i qnuli so~t!'n!t<mn c·hc la lf\galura L.oL<llle è· più facile, più rapida., più sicu ra ch-'Ila lnlcrn.IP; c.:rmpre quando essa .pzy,:;.sa esset·e pratieala al d i snllo d r~lo sbf'-i·ro d tdlc vene rE'n.:1l~, non ]XlL('>nòo -consrid&arsi come [ll'fJlliSilè alla c 'tinica le espm·ienze di R At>rirrk, SE'COndo le (Jll·1.li l'alla.c('i<tllll'tl ht·u~Nt nn<'he al di sopru delL' remth pnò esse1·e compatibile con la ,-ila" Cfuandn si sr.el!mno animalli giov.:~ni )) _ Tult.aYia sr> è Yero chr l<t lt•gat.ura, sopral,ul-Lo p er pareLi vaswli d enutrite e far ilm Pntc lacerabili o perchè tes!"uti vic:iruori <:.he contrassero arlerenze con il vaso sono in rn·cda ad i·nfC'zione, e qt,est.a potrebbe essere farilmente tra:;porlata nE'l lume -.nsale sl~so. si può considerare, oltre dw più c.:irura 0 pit't rapirla, nnelw in certi casi una pnH·Jent<>. nec.essi,tà; St' an~llc si può a'lmwllrre che la lP,~t<'lftml ci rcolare, fatl.a specialmente in pazienti in c11i lP lf'c.:ioni Orf,ranichc Yicin iori al vaso già avevano d eh'l·minal<l un rirf·o~o collntcrale compensat<>re della totale .o parziale-

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C.\1',\ 1.'\Ff'.HIORE

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steno-;i dei la vena, non determini cha lievi disturbi (edemi), non è meno vero che il sottrarre un. cosi rgrosso vaw ru1l 'organismo, per una ferita lalemie ob!i.qua o per piero!~ lacerazioni specie di natura t raumatic-a sia conseguenza superiore alle cause, e la ilegatura laterale pertanto può non eccezionalmente -aveTe la prefe1·enza sugl-i .altri metodi, contrariamente a quanto parrebbe dimost rare la r&t·issima casistica.. Ed irn vero con essa il lume vasale san\ -dimi11uito, ma la vena. ma.nLerrà. la 9ua. funzionE' importantissima., SÌ<t •pure ddotl.a, e que-Sta s.tessa .xiduzione scompat·irù in breve C'O I -c i r·colo coNa.terale c.he si sLabilirà e che sarà sempre più pronto, più fa.~:ilc , più s ic ttro ch e con. la legatura tota.le. ScCopo della presente not.a o['i.njc.a è di aggiungere al-la esigua statistica dc(S'li intervent-i sulla. vena cava inferiore, uno praticato da' professore Mario Don.at.i, a.llora dit·ett.ore .d el,la Clin!ca chirurgir.a di Modena, su una mn.lata di jdrovionefrosi destra. Rife r isco b!'evemenle: Anna R. , di anni 27, coniugata. mm;snia. Entra in Clinica l'8 maggio 192 1. Jr!adre e padre vin~ nt,i e $ani, non sofTer:;o nmlnttie drgne di nota. Dei cinque fTatelli uno mnd in tanE'no età pe r· s<'ottaturf', duo a ltri Rt> mbra. s if'no l'tati am · malati por pcritonite S[X'cifìl'a. con verSi~mento ; ora pf'l'Ò clinicamente sono guat·iti. La paziente tÌ naht d~~ parto eniocico: ebbo all•1ttamento ma.temo, uon soffet'SO lo comuni malat-tie ~;>Rant.emat ic he; nwi<truata a 12 anni. i cot·si furono S('Jn· pre regc)lari. Sposata a 26 anni, 12 giorni or ;:ono rlit·de alla lnee un bimbo sa1w. Affermo. che !';in d all'dà di 6-7 anni soff('rse eli dolori al fhmco de»tro, tA.lora a,-;. sai forti, irra.rliantisi V€'r;;o la rnclice del l'ado n !';pecialrnento alla regiono vescicale. QuPsti dolori nnmo coRÌ fo1·ti da costrinw:-r la a ge.tttwsi. a terra -e <Luru.vano con alternatiYe eli n'! lativo llfln('ssero d1\ 15 a 30 giorni ; aveva vomito, mai febbre ; non ricorda di a.vt·r·e soffcwto eli ctist urbi nella minzione. Tali cl'isi rloloroso ~i ~ipetennw una-due volte ogni a.nno, sino al trediccsimo anno. Jn tale periodo in uno d••gli accr>s><i dolorosi ai qnali era ormai abituata osset·,·ò \IIU1 tmnefa?:iono al la n•gione del fianco dcf<trc•, che andò progre~<l'ivamcnt.f' aumentan<lo f'f<tentlen · dos i al qumlntnt a inferiori' d~;>stru. Lt~ p. o~inuva :;ca•·samente,aveva frPqueuti vv· miti, non fPbbt·e, ah·o libero; dopo sd o :;<f'tto giorni la hunefazionf\ scomparve rapidamonto e la p. comùwiò ad ot·inaro liberamente. C'olia pubcrttt gli acf'oss! dinùnnirono per frequenza etl in tc•Jll:iità ; ~rò il dolore s'ìtTarlitwa. alltt radice dell'arto, con Wllontìi. di ming<'t·e, ma l'<n·ina. emes11a. era. scarsa, intf'nsamento p tt· glierina e ricca di flNlimeHt(l. C'c>:-:::;a.ti i dolori, la minzione ,·it0rnava nMmalo. Neg li interva lli fra jtli a.cct'lssi, le r('gioni del fianco e lomba re d('stra erano sede di dolen7.ia diffusn.; da t.re anni l'a. si è accorta. che durnnt.e gli aeccssi l'orina sempre scarsa. prc,;enttwa tm :;edimento bianco lattiginoso, mentr·e dopo gli accessi rit-ornava normale. Al sesto m~so di gr·avidnnza., dopo tm accflsso s i acco rse di avere una tumcfaziono a ll t'b regione lombare dostra, montre a sinist.r·a. non aveva nuJJa: dopo il parto, es.->enclo rcsidn:ata. UJ1t\ voluminosto tunwfazione, per consiglio del medico fu fatta ricoverat·t> in questa Clinica. Esame obiettivo.- DormA> di tobusta cofltituzionl', d'aspettosofferonte,decombe sul fianco destro ; la colonna vertebmlo presenta scoliosi si.nist!'a. oonvef!sa, la base dell'omitor·aco dcstl'o è più espnnsa c he a sinist.J·a. Addome. -La cute p 1·er;enta. vaste e recenti smagliature, lievi marezzat.uro venosa all'ipocol\(lrio tkstr·o. Colpi::ct:l nna note,·olis"ima tumefazinnf' che occupa tutt6 la metà clcst!'a dell'addomo; qm•sta non :;egue i movimenti l'('!<piratorl, e la tmnefaziono è pnro immobile; la. pa.lpazione a cle~;tra., sede della tumefazione, è a!<:<:a.i dolorosa e qt.la!"i impossibile. Il rene deRtro non si palpa.. Al suo poRt-o esista 1ma tumefazione a forma ovoidale, allungato. a cli•·ezione vertiC6le che occupa tutta la meti~ def!tra d ell'addome o.rrivaudo in alto a confonde rsi colla ottusità epatica. o in basso arrivando a un dito tra.r,,·erso al eli sotto delln s. i. a . s. Tale tumd11ziono, inunobile durante i movimenti r espiratori, nllo. palpazione si pres~·uta non uniformemente liscia. !Il basso, verso il margine mediale,


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f'O:->TIIIIll'TO AU.A l.EG.ITlJR.\ 1.,\TER.\LE Dr:LL.\ I'E;>;A 01\V,\ IX~'ERIORE

a dur dita t ra.,,·f• r'llf' sot t.o la. linf'a (lmbelicale tr·as,·er·;~a, presenta come delle tubrrosità che al tatto so no ùi con:>i.'!tenza notevole; tut.to il tumore, d~::l resto, è nettanwnte teso, ela;;tico, flutt uanlk•. Durante la comp r·essione la p. twverte dolore i n tPrL<~O eh t> ;;i propaga ,·rr·»o la v('sciPa ; a Ila por!'us.<;ion€1 i l !:!uono f> o t.t u.'!o ; sti. rnolo frequentE' di urintU't'. br·u!'iore lungv l' tu·c lt>r·e. All 'e;~a m e col divisore delle orint> !l<i no t n d1e dal solo nrr f('rp l'iuist ro ~ono sPrrPtt> oL·ine; le rninziorù si :-;ucced1ono n<pide , abbondanti, con o rine abbn.-;tan7a <'hiare. a d estra non fuoriesce nemml'nO urm go<'cia eli or·iun. AII 'Psa ul (' c isto~copi <'o la. mucosa del collo si prrs<' nta fm·t<•mt>rne <'Ollg<'><ht t> twtwfatta : qua c là si notan<> gnnni di muco. E:<tulle c himico d elle oriue nc_g;~ti ,·o. E sa ml' micro~copi c:o de l S<'dimcnto : a,b bondanti cri>'tnlli di u•·nti, globu li biant·hi, ct>llul•• \'f'><dcali s faldate , non gcnui. Al terzo giorno di deg1• m:u. YE'l':K• Il' c>r·t> l !l : dopo un )')l'i\· irio in t('nso, la tE'lmpcra.tnra, che si nu\nt<•nf' nl ~ui :37<>.8, J<f\le n :l!)O.K Polso 120; n ,spi1·o !l (i. La p. è in istato di grave sofft·r'Citza. , · [,;n p otllido . JWIIt> a r·ida. rc·;:;pir·o a tipo pl'(' \'tli<'nte mente toraci co. Il ginr·no li vi•' IW o pc•mta. Xtncosi nl orfio-cterc•a l!l'nc to iiC'rata ; decubito lat <' nt le ; intis inne lit•,•erHont e a,rc wnu e ohliquu in a ,·.ant i l' in bas.~o dall 'angolo costo-vt·rkhru l•' d l':'lt ro a un •lito 0irca al davanti dP!Ia s. i. a. ;;;, Ineisa la cute, il so t t ocutUH('o P lo str·ato rnu•wolal'l', s i !trr·i,·a al h~ cup>~ula a eli posa del rene, a <;J<ui :so t ti lP. >~P II Q la quuk· si pt•r<.:P pisr.(:' una <'IIOI'rnt' :<a eca . <'l r!' ,·iene punta col trP(]ttadi, d11rHln t•;:ito a eire>~ ti'<' litri di liquido ;:i f'nl;;o - to rbidc.~., eli colo re bruno. lnci:;u lar·g,,nw nte la S<~i.'C·a, si pulisce hell(• la ca,·ità c i:;t i<"a con tamponi di gar7-a nullHMÌ s u lunglu: pinv.<· : t· non l'ii L'nPrulo opportuno p er Il.> condizioni gra"-i della pazit•rtt e o pr l gmdo di s(lp><i dPI <>ontl'nuto d(•lht !<UC'ca trffrontnro subito la ntfrl·cl o lllin, r1•~a dillil'i lis:>iul!l. t!a ll t• s tJ·,•ttt' udPr·e nzP cl1t' 1mi:>t'ono ht sncctt ai tesfluli ('ÌI'•'OHtan ti ·~ spc-r·hdnw nto a l pP!'it nlll'n. !<i rirmn zia prll\' l'i;;oriamente alla ('s tirpuzinm· c• ><i 1nn r·,;npi al izza la sa('c·n i<li'Opio n<'fror iea a ffr·ontandone i margini a quelli de ll t~ i1wi,;io ne dello s trato 11111scolo-aponourot ico m cdi<1nt o punti in catgut. Drenaggio : l'l'ti<' gio rni dopo ~i prntica 1m <'M<'t Pri,.;nHl lll'<'tCI'ttle; il catetere JWnc>ll'a dul lati) auun11lnto pl'r <'irca. cm. 12 o poi ;;i Ul't'<'8t a bru,;camente per tm ostn<'olo. lf fl 17 J!iugno, cioè' a :w gior'tti rlnl prin1o inl!'I'\'E'ntu. ('><sendo miglior ate lentamcll te lo t'OtHiizi,mi gt>nerati, se<'ondo ut t o oprn·>ni,·o. ~fodìo-eteJ·o-na.rcosi IJ<'fl" tull er nta. l 'nn ill(·i>< io u•· pal'!llll'la a i bm·rli rlt•llt~ h•·eec·ia o ch1~ iu basso si proltmg•l a l'JIIH.IIIO ,·t·r;:;o lu f<>ssn iliu<•n ~i p••rw lriLa l't<l•l>'l$0 tlt>lla sacc-a, rido! t a. a.d wu\ lnmi ll tL rnolt •> ,.:nttile e fRl'il nwntt' lttt:ernhil t•. L(' uderen7.t· n·ndono difficile h• scolhtiiV'IIIO rli l c>,;sHiÌ ('Ìr('ostnllti f) !li dl'tl' l'mina tma t•st r;;a. h\Ct'l'l\?.ione ddla ;;i•·msn. JWr·i.t onet\lo d11.l di.tframrn.n allt\ fo"st\ ilhwa. ma protegg~udo la ('tLvil t\ p<• r·it111u•al ~· . e di ut<trHI in .mtmo s ulnmnrtn la sicl'tl:it\. nl'S.'HHl inconYi·nirutc· n~' •l•·1·in\. 'f,•ruteis:<inw StlllO lt> ad<'r<'nZt' dd r·E>ne n.ll'apnn <>nrosi a.ddolHÌnrll<· po.~tl·rÌ•H'('. elw \'ienn qun·d cornpletlllll!'llte asp lt' h ttiL con tlenndttziono anPhc• ddlu p~•>>\.-; , e <.:osì JH i l't' le ttdP I't·n~<: alla \'C 'la. Ct~\·a infe riore . che vie ne m essa dc•l tutto a nudo. St•nr>~l<'h<'· tll r p oPo al di >'Ott o •1<·11•> >~hocco d t>llu. r·Ana.lc e in <'Orri xpnndt·nza. 1l<-lh1 JhU'I'll' late rale dc·:H ra d,·Jia vena s.i delE>rminn. tuln.lacornzione di n un. 4 ·5 in rlti r.. zinne lnn~ii llllinrLI<' ; I'<>IW rntO t'l' ri pA ra. imn wdiatamente ch.iud cnd!l hL hn•c·Pia enn clu<' ld(·1nnwr, In <'UÌ punl,a afl't>r'l'l\ ,.:nlo i bonli di essa , f ' che formano insi<'lllC como l•• bra.uchc di un Y : quindi tlll r obus to laccio eli seta è p oHto ed al hwr·it\. l<tt f'l'ltl Lll<'flll' In lm•ccitt. Il p~"riunc'o l o vnR<·oltue -rena.lo "-ion e lio·ziono.lo !it rt t umwnt.1) a t•idn~so dd la RI\C!'tt. L 'ttf·c•t•·rc odN·isco >"t rettamente a quPsh\ <'d è o blito•ruto pf'r lun)!n tl'tlt!O; YiC' IW r eciso n ciret\ <lirci centimot.ri chLIIu ,:;boc·co ,·.-,sc·ic·ale e lq!>IIO c·o11 C'l\l gttt. Jl giorno 25. eio& o t t n giur·ni dopo l'int t• f'\'f•n lo, la p. IV'CWlt\ cJqlo re n lla. mdicc clr•ll'arto inf,•,·iMe d Pstrn. eh<> ohiett.iva.n wnt o wm pres,•nl<\ nnlilt di ril ... vuntc·. 11 ~iorno d clp tl appHr'(' modico edl'm a della ga1nha d P.-.;t.rn. r r;i ò nnc hl' fi<'<.:Pn!lltLIO il ~h~l~~~·!" niiR ,-,~di t'~ tl1'11.· a t·~o . l'on imp>~.echi cal<.lt "' hn. In ~c·~mpnr:;'" dt•t fttll l fkbtlu ·r 1n tre g1 n11l1. Aprrct1~a e conval,·,.:('('l1tf', \'I<' IW clmH's>'l\ tl .10 do·llo s tt•sso IH<'>'I"'. Hl\'lilltL d op o otto mes1, la p. era. 1n ottime cPud i~ioni <li salute l'IL incinta. I\ L'~ (·:t:.o cl inico illuslrulo, J.a l<tcc nw.ione d el la \·c na: caYa inferiore si pl'Odrr ,.:s... cluu.qlle al eli solto dullo sbocco della Vf'na re nal e. Era una le-

sione long·iltr din<Ll c, pre:;.c;OI·IJè ma.rgiua1e e f' he in nessun modo avreb'


GQ:X'fU!I!liTO ALLA U:(IA'l'lii!A I.~n:tt\ LI!; I)J:':.LLA \'!!:.'\.~ ÙAI".~ li\"l•t:RIOIU:

48\

be legi~timaLo una legatura toléilè. Léi lecruiea d edJa for·oi,pres.:;ura, eseguita con due pìuJze a morsi sLreLLi e post.e .:t V, l'una accant.o ali 'alLra., hanno favoriLo indubbi.u.menle la successiva legatura laterale. Ot·ben ~. daliLa bibliog•mtia c.he ho l''ii.C{:OUo risuJt.a. -che, compreso questo nostro C<JSO, la legatura ltLlerale è stata e:::e.:,crtlita solamente cinque volle, con un uuko insuccesso, e cioè il caso di Helferich (ci tat.o nel lavoro" di Busse) . Sì lr-att.ava di una donna di 57 anni, operata jil 3 noYernl)l'e 1~90 di nefrectomi·a destra pl)r fHH-omioma d eHa capsuLa renal0 . Durante l'operazione fu laccraL:'l la. vena eava ascendente e il foro fu chi:uso con legatunt. La pa.zienle emise doJPO l'opera.z·ione solo pochi ce.ntirnelri cubic i d i orina e mori dopo due gior ni . All'autopsia non si troval'ono met.a.stasi in altri 01~ani; il r ene sinistro era sano. E' dubbio pert.anlo elle la morte sia. <ia. aLLribuirsì alla leg:at.ura. dclil a vena cava. Li.i<·ko rjusci a guarire 11 suo ammalato, e cosi l'Oderfeid, Lesniowski e Donat:ì nel caso da me ci,tato. D alo dò, non sì oomll)rende veramente come questo inte!"vento non si<1 stato effettuato un maggior num ero di volt-e. E' evidente che ·in un ~~aso cvme quel Lo a no~ occorso, più che la le.galura l..oLale, dovrebbe esser posta ~n -discussione in confronto collla legatura laterale la subt1ra venosa. Senonchè questo genere d 'inter·venl..o, che risulterebbe e ffettualo finora in ventiLrè t.;8.SÌ, esige, a mio modo di vedere, che non vi sia i l minimo dubbio di sepsi, mentre nel nos tro caso, l'i n:tervento ve n i va effettuato pe1· pìoneh'Osi. E' evidente e.he in <'.asi dì questo g:ener e la. sulnra porta con sè d•ue risrh i fond<tmenl n.l.i cl i grande i m portnn~a. c·ioè l'ernorr.ag;i-a secondaria., l a ti"Om boflebi.lc even.tu alme n ~e obl i Leran te e P'I'OJXtgantesi a d ìstantza. Inoltre la sutura esige d'averlO\ sottomano materiaJe ada.t.Lo in (Juanto ad - <tp:hi e filo, e &tc r'ìfira indubbiamente, più c he la legatura lwte rA.l.e, :ili lnrn:0 ,·asa.le. Solo una notevole estensione deUa larere.zione in senso lon~it.ndinale potrebbe giusliflcarf:l la sutura nei confronti de lla legatura r he non è .penetrant-e, è più semplke, pì~:l rapida. Un altro inronveniente ma~'giore per la sntul'a, che -par 1a leg.at11ra, è quello di necess il.awe r.on magg-io1' facilità. una. l~gatnra tot.'tl~l in Casò d'l.nsuccesso. S'intend~ rhe la legatura laLewalle 'va applicala ct>n dt-t,,rmiuate ca.u1-el~: nna è rptell.a. già ar.rennata, <ii appli<Ca.re i kle.mmcr , quand o uno solo n on basti 11 V; debbono esser presi solLa.nto i bordi deUa lacerazione senza sacri.fì<'"io i·nutìle di pareti va.sa.li; -l a l egatura dev'essere applicata oon filo di seta. <li giust.o cal-ibro, s.tretto 1ent.ftl11(mte ed (\'nnooa.t.o in modo defìn.ì·tivo J)'rim.a di tog-liere de pinze. Io non so condividere l'apprensione del Costa su:lUa legatura late•·ale, così da far mettete una generica preferenza pe r ~a tol.ale. Ba!>l'a infatti osservare che CJUesl.lt, anche nei -casi seguilì da success<', ha d etermìna.Lo in(·orwenienli di tma cerba importanz-a e gravità. L'ostacolo al c~ir<·.olo s i compensa i n f.aiti bene spesso con g r ande lentezza, mentre dopo la •legatura l~lerale CJuPsto ostac.olo manr.a completamente, nè nel caso

ohe io ho osservato potrei m.eltere J,a lieve e ll·ansi~.ol'ia flebite in ra.ppo-rto' con la logatura d'ella vena, poichè le manovre necessarie che sono slale c-on-r.piute nella fos~a. iliaca pe-t liberare 1-a saCi~a. sono m<1111ovre più che sufficienti per s piegare la. oompliran~a. Co.sìcchè dovr~i conchiudere che, 31 - Giornale di ~ic1na militare. -

Paso. X.


482

RIVISTA DEU.A STAlH'A Mt:UlCA lTALfANA t: STRAl\lERA

l.a IegaLura lat.eraJe eseguita nel caso nostro è riuscita. p erefeltamenLe in:different.e, e la lieve diminuzione di oallibro della vena a questo livello del tutLo insign.J.,fk.ante. Questo modo di riparare delle. .det.ermi-nate feri te d ella vena cava inferiore deve essere tenuto .p resente ed applicaLo in circootane:e analoghe. NOTE BIBLIOGRAFICHE. Deut~tclw Zeitscl11'ifl fil1· Oldrttrgie, >01. XXII I , png. 481l. , .A I, BABRAN. Bttl·l.ef:i,ns et mémoir(>.;.~ rJe la .Socièté de Ohintrg-W de Pal'is, T.

LiiOKE. -

XXVII I , 1002, ,P.'lg. 1268. R ELf' EilfCH in fil.I SSE. Virc/IO'I(l'.~ A.t'Ohit; ., 1899, .p:lg. 3ii3. Co~TA. Oumril>Uto al/.o st1tdio de<Zle fPrit p. della t:OII(1, C(U'a ·interiore. J ,-clt·Wio Italiano di Ollimrgia., .fase. 4, vol. lV, pag. 339, nov~bre 1:021.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA GnAS!>l. ·- .dnimldi rlomesHci e ma./rwia. ri()(L. («Annali d'ig~ne », n. 6, 1922).

Nuovo or·iz::on t e nella l.otla atllimala--

L'A. esp<me Jn que.qtQ luvoro lo stato attuale delle nost~ c:ouosc-enze sul benefici effetti del b&'>tiome nella difesa dell'uomo <fulln nutlaria, te·nendo ben distinto ciò che ~ dl1nostrato (la ciò che viene .soltanto presunto oon xru1ggiore o minore attendibilità: dopo di Hve~ richiamato le sue prime l'icm·che e Jc OSSQrva:doni di ()('lli, Rossi, Bonservlzi•, Ri71t-l, Fa!Jeron·i, Piras. H \lUbaud, W~berg-LUlld, I...egendrer e Oliveau, ecc., faoendone una mumta oritlca. riferisce le lmport:tntl (~!>€'- . .:rtenze JX'I'SOnali lntta prese neglh orti dl SchJ,to (Agro del S.·u-no) e quell,e li8 tte nellA zona di nnofelis.mo ,e, pnludi~no senzn maliiiiu delln Toscnua, In Lombnrdia, n S. Giomnnl in Cnriro e a. Fiumicino. L'im;poo1lante problem.a è uppe:na po,~to c la. solnz-i~ne è anroru lO'D'I:aD1L L'A. ha pot:ltto acc.ert:::lt'e eh<' Re ln una località vi sono :1nofeU, uon1lnì e animali dome.'Stlcl, gli anofeU che si ·r iversano su Qlle.<rti risparmiano gl1 uomini. Le sUllle c i porcili ~no i rlroveri pre<lilc:>tti delle 7~quMJ'e, S'IX'CiaJn1ente se sono cblusl e poco .:1erentl: qtùvi ~li anofeli che bnnno punto l 'uoltlo trov11no l'aanbl~nte caldo per la ma tu razione <le l ,pa rossi ti ma lm·ict a nche in paem te m pera t.i e f t'C1.illi. La quantità {)i ~mofell che si r lscontmno w una re1·tn localib\ è ;..11boroinobt ni forola! nnofellgeni cor-rispondenti: eSSi ~rò possono !lf)l).-.t.'lr$1 per chilometri attrntt:<lagli :uùmali <lomeJ>1:icil Nel f~noru(!JlO <lE'll'nJlofe li»n10 1*'117,/'t mahu1n , oltre <'lw In mlAAntropla degli anofeU., .c·•ml'Qnono 11ltrl coE>fliciE>nti. tm cui t'>))ecinlruente la bn,qsa temJX>rnturn durante la notte; anche nei luoghi gravemente malArlc:l lA zoofilia <lE>-4!11 nnofeli ~~ mnnlff'St.a lu modo S])i('(·ntif>~mo. L'A. conchJ(le nffenuando che In pt·oteuione anilnnle. per(·hè rn g~l ungn lo f'~Cllpo, <lew• e~re gen.e>rale E' non llmlUibt a ~ngole fnmiglle. e ron~ll!lla. frn l'nltrQ, <li tf'nt.'lre l'n!ITlrolturn lnten:&ivn jn llll:l zorm gnrvt-mente :rNJlarlx'a, ln!OCI:tndo snl po.«to gli a~thnali dentro le swlle e port.'lndo vin tuttn la popolazione ogni .-.rrn per rlp:lr:t•rln 1n 1m l11ogo. oono.

f'lor' n. ·- J !infediJnr, mn1M·ica nf'i t·oppOI'Ii (t(l!t l'infM·hmi.•tico e con 1a. dd-rm-yia (<t Archivio It;tli:lno ili <·hit"'H'gin », fn~f'. !'i. l!l!2~). L'A., m('(]if'n ca;po <'I e lle F E'I'rovie d e llo Stato, 1111 por-tato ~t l l'inte~'Silnte QUE'· stione un not€"\·ole rontrlb11to critlro. Vnmblente d1Javoro fe!TO'vlnrlo è tr11 quelli


lll V lSl'.\ DELLA

;,'l'A M l'A MEOlOA l 'fA LlANA !: S'l'IlA N n: 11.~

483

ove magguwmente v.<'lngono ad es}Jlicarsi più fa.cihnente Jn&ieme cause di 11.3.tura anala.rvica e <-oll)jplk.--wze tntllillllltlcbe, e non è 1-aro quindi <ti Oti.'>el"V<tre nel per::lOuale un tl-auru.atlZl'Alito malilriW o tUl malarìco traumatlw.a.to. L'A. ha voluto .se-guil'.e 272 t~.J.:,>-enti fen-ovirui, <:be h:uUlo ~.!l'erto rtUn lariJ.l in que!:lti ultillll anHi, del quali lw non avevano lll~li riportat.1 ju;fortuni e degli altli, -H avevano contrntt~ l'infe~ione in epoca poster.iore nll'ultù!llo sinistro subito, mentre in GO gli i:utortuni s1 era:oo verificati su.CCEis.~IVRmente all'!i!nfezlo~ prillui. tJva Il.la1airica o qu~ s1 era prodotta fra un infort\Ulio o l'altro, alle volte a breYe, 11lle YOit.A >1 I•lù lnnt;Sl S(',qd('n7.a . {,',:\. JHt eonstHO\to che appare b ene evidente J1 rapporto, già da tempo amme.~ e da qual1i tutti riconosciuto, fra traU!lllil sulla Juilz.a o sulle ossa e risveglio di Ullalarla Jat.ent.e. Però tl(>n si hanno snffieientl ele· menti ·per gLudicare se llll trau.ma, anche dl lU1Il oorta1 inteusità ed estensione sulle altre t"C>gi<mi o ~11U del cor.J)O. possa provoca1~ una Teeidclxa dl malm·la. l piccoli 1ll"ilUlllllt•ismi, spceic se nou iutere.'lS!lno le OSl':a, DQJ\ catiS!wo, di regola, nuovi accessi malarlcl, quaml'anche l'infezloue !>OSOO dirsi non <lllC'I}l'a <-1xmta c tnle, am:i, da redd1•vare JaJ .aJ.tn1 l)rossi:m~ ~slon~. Infine è tutt'altro cbe dimo.<:trato che ~li iiltei-ventl operativi, ,purticolnnuente se prnticatl lontani dalle os..~ o dnlta milza ))ossano rilSveglim~ le< lateu1.e epidemkbe, ln quanto che nella 'maggior parte <~~ casi l'atto chirurgic-o t> stat.o acco:nJJJ.'lguato dn n:Hco.~i clorm'ormi<".l cd occorrerà ancora studiare qu~le P,'lrte spetti a quootu più che all'intervento cWrm·gico nel ùeteorm'imi!!mo delle recidive.

Ount1ibuto alla cr~ra cruenta delle ft·attt~t·c rtella rotufll. (l..a Rlfotuna Medica, n. 32, 1922).

UARISI. -

L'A., ass.istente cllirurgo nell'infe11llel'ia presidlaria dl 'l'l·hiso, riportu tre cnsi di fratture d.lrette ùella rotl1J.a, di eui d11e tml:;·,·erooll per urto viole.uto del glnoc-cllio eJ m1.a comminutivu cbiu"''l per scoppio lH.."Cid<?utale 1ll un }Jroi~.ttile. 11 metodo cumth·o pre~X:(·lto fu U cerchiagglo, previo tngllo curvo inferlol~ estendentesi al livello del cupite.llo Liblale. Ln modo <lu mettere bene allo scopt>rto il <:a.mpo d'az!one. Pmcedu to a lln totlette del focok.tio ~d all'emo>ot,'lf.iin f>1Cura, l'A, ha pratic.'lto H <.~r<:hì:t):!'gio dei frn mmm.llti mediante un r obusto -ago con filo d 'argento e la costrizion<! HS-."Qlut..'1 dei ca.pl meta.llci; quindi lLa f~tto la ::m tura in catgut tibroJIE'rlostea e f'O~ttivn le e succe$lva.mente la . sutura in seta a pu.nti s taccati di.>lla <:ute : <1.-'l ultimo bn a.piJlicato una fnsciutma nmidnta in h' ggìera fles.~one <le!J'}trto. U1t ttiWt:o m.etodo di colomzione del bacillo ài Koch. (AnMli dl Igiene, n. 5, 1922).

J.Jtflst . -

L'A. as.'listeotc nell'Istituto d'Igiene della R. Unlversità di l\lodcna, propone un nuovo metodo dl colorazione del bacillo tnbereolur~, elle merita di essere OO· gnaù:lto per lll sua il'&pidità e oomplictù't e per il fatto che le soluz.ionti da adopemr&i si conservano n lungo ed i prepa·r atl S\.>no dllraturl. L'A. tratta u.n:dtutto 11 prepnrato con una soluzione acquosa satura di crlsta lvloletto per J5" :1. caldo ed nl m(lllwnto ù.ell'u.<:o ng~l unge 3-4 goccie di acido l'en.tro al 5 %; poi decolora 'J)oE.'(r tlD solo istaJlte CO!l acido nitrico al 4.0% e quiudi per la colorazioue di rontrasto immerge il ,preparato per 30'' ln t'un wln~one acquosa sa. tura <Jj orange-G. I bacUli tubercola.r~ sl colorano i:n viola int.Cr!.<:Q ~ t'imitano chiaramen~ !>tù fondo giallo aranciato, senl'Al che siano resi visibili gli altri germt

.,.

2\:L\'I'TEJ.

Un metodo .wmtiUCC e scnsi,bile per la, 1'icet·ca detl'1trobilit1(t 1tClle llt'itr.e.

(L'Osi•edale 1\:LaggioTe, n . 7, 1922). L'A., assistente uell'Ospedule Maggiore di Mllano, pro-pone una nuova reazione per la r.&Jea-ca dell'urob1Jill!l nelle u nine. dK> Jlre~nta Il vantaggio di una maggiore rapidità nell-a tecnica ed In spec~t1 modo del minlm:o co&1:o dci reaLtivl, 1n confronto nUe altre, non valendosi del cloroformio per l'estraz.lone dell'u.robllina, nè di aolnzionl a JcooHche per la sua identificgzlone chimica.

L


48-1

RIVISTA Df.LJ, A 1:11'.\::0H'A .\lEDICA

ITAUA~A

t: S't!!A~l~RA

1/tl.., aCi!litìca 10 c. c., tli udna (.'OU tma· gOCci3 di ac.iùo accUco ~ quiui:U ng~,;lun­ g~ 3 c . c:. tl~l l;e)!nente rcuttiYo: :or.lur-ìone Ht!JUOM. ùi <H:etato b..'L'!ii<.'O di piombo al 5%: c. c . 10; nnl:llloui~f"tl liquidn: go<"cie 10. J:;l a.::::ita e si tlltrn: nel filtrato. se la rea.uiou~ è positivn, sì ha 1:1 tlt'bt lluoi"<l.'S<.."Cur.a v~'>rùe, ruolto sensibile se si esamina il t ubo tli a~,;:;;tg;;io flOj)l'il 1111 fondo nero. ·

P11us. - Sulla modalità n el/"etu prorluttit>a i11 llalia. n. 4, 19:!2).

..

{cc T/igie11e moderna l).

L".A. consid<'r:l tJtullc et.i1 Pt'O!luttint, rifèt'(•nùvsi natwnlmcnte alle clru;sl la.vorntricl <:hc C<>Stituiscvno le t:;Tnruli ma,;se, quelùt ùui :.IQ ai UO anni, j)OìChè priwa dei :tQ llt -.J•totltt7Jon.(' è illferiore nlill me·dia e ùopo i GO anni ~SCCuùc di nuoYo nl òisottv. eomc può t·ilcv:us-1 da Ile tabelle dei ~ll<ll"i. J.:,,Jlllì:n..lllllu i dati rclatiYl ~~~ mo,iille.nto \l{!ll11 popol,'lzioue secondo gli atti <l1•llo ::itnto civile dal 1KG2, auoo uel qu.aLe fu lnl:7.1atn la loro raceolta, al 11)14, trascumntlo C!:;]Jr (','S;IUtt>ute gli mmi ::H.IC!.:~;;.;;i\~i. causa l'innuenzu 4?::;.crdtuta sul fenoDW.ltO <la Il:t lt•·~wde ~'11erra, l'A. ha ri l"'va to <:h c la mori.Jt l iti1 ~o:enNa l è !I.-l nostro Re. gno è din•imtlta del .J2 %• ~~,ot>.J.<lo S(.'t'sa ilitl 31,00 (anno 1Sèi2) al 17,!H (anno 19Hl }Je!" ogni 1001) abitanti. 'l'aie dlmim•ziolllC però lu1 ><Uhito osclllnzioui si no al 1886, Efi"lt"("ialnwute 1wl 1 ~(16 E> JJ('l J:-:li7 per l'e])i<.lomtia eolcri!"a 1:' nel 1R75 e 1~-<o, :Jnni <li graYi crisi e<"Onomi<·h!'. :n:t•ntrc <ùtl lR<\6 è statu, si pnò dire, c~tant<'. Si1·L-v we poi IJt m0rtalitt\ gen<>rnlc i• <liminuil.'l da l 27.99 TJer o:r:nl 1000 l!lbit<tnti nel lS.\)7 n ! 17,94 nel I.!:IH, in quN:t"nltimo Jo(>rio•ln In dimìn117.ione è st.'l.ta quìnòi <le i ~1 %· '.falè abb:l&><:.IIIJ(lllto è dOYuto In gr:tn pnrt!' nlla flimiuuzi~ 1lell1.1 ntot·tl,tlità Infantil e <:-<l i! per un ce11o grado npp:u·t>nte, llat:t in di..«c't'Sa nello stes.'!O J>eriodo dell:l U.'lUllitiL T..n <limimn:r,ione <lclla mQrtalitil infnnt.ile è in g-1·an pnrtA> a beueticlo d'C.i SU~;!Ptti <m:r~~nkmll<'lltc SfiDI ('(! Ìll g"l'lll! partE' a \'1lnt.:ll!"l!'i0 di (]11"11i OL"g3D1Cà· mc•nte deboli . ma nell'etù preprodutth·n que."tl ultimi ~c"Omp:l.iono quM•ì tQtaimeute. L'nhh.l""<tmento dcll:1 mot·ttllità nell'et:\ pi'OdnttiV'll è perci() rt>lntlvnmen:e pierol a. n()n Jll'l·<·hè in !'(':ruii<> nlln clir<Ci;'i<tl òella morm litit nell'lnfanrr,i:J si.'lno ('Cru::ervat1 n Ut l!' etil òl'i (Jeholi, mn, j>eJ·r·bè In (>:::,~ rono numentate le mortt riferì bill alla stiilide <· nll':tk()()lhsnw e Sì ~no rl<lott<' d.i poco QU<'Ile dovute alln tu~rrolo.'~i. In ha:':(• n CJ1Ie.<.1:i ril-·ultnti l'A. rile,ra In ni'N'~itù di inJm~r~are 11ua lottil ~mpre più in<'<:'~»:lnte contro que!"te t1·e m11L1'ttie !'OeinU, dell~ qnall le prime due i~I~­ >J~tno. oltre che l'iuòh-idllo. OOJll'ntutto, bt .specie, e <-iò allo l'lOOJ)O òi :nunent.or~ Alla Naz!o-"le 1m ('11. pit.ale pt;!>;do~. <]11n l~ è ru.~no D('Ha età ·P rodlltt1>n . cnp!t.nle tllnto pil1 Ul'('('~rio •lor10 In ~!'rm. che oltre n cleootminare u.n fllllll<'nto n.:J d<><:Pssi ]"X'J' c·au~ r>(llllHJOI. ha ~rrnYnto !'1111 bilnJ)c io clella mortalit:ì l)('J' oltre GOO.OOO uomln.i, ~JW..<t eontnre il mi lione <'irca òi i1Jvnli111 rimn!'lti inr>npnr>i :11111 proòmdoue. B • J.A~rto:-n

e fo't')l.lllOJ..I. -

•'>u alr·m1r· rar" mrrlli/f\•ta ::-io,.; . " f•>l"mll lmlbOI'P (l.nt·ill··

!1111' c rP.~piratnri,). r7e71a « r•nN,tJ!IIIIilis rht·,,,;cn '' 7Jir/rmim >l. (Atti clellt~ C'linlr:1 Mfl·l"ino-l:w1n~oln1•·i~ rl('lln R. Unh'<'r>-'it.'t di. R oma. 1!12'2). fili AA. h3nno aYuOO O('(ot>~ir•nlf.' di oS.>«'t'\·are alcuni C:l~i <li E'l}('(•f<liit.e .(Ulidemìca con !!i utoml lll ri n .~te i e •l'('spim tori , i CJU.<"lll .portnn<> mt n<~teYole cootri buto a romJih>tnre l' n c·billri•·c il 11 n:Hlro >:intom:ltiro e com pl\':->..:0 !lt'llil m~lnttia. Tratb1~ di JO inf\>t·mi Ci lHli11Ì11i <' =~ clomw) <~Hl (!;i,;tnrbi del rih110 t·<'~1)irntorio corupnm, in c1t1e "t.-ri <hlJ'(I qu:llc'h<' "''ì.tim:wn . U.P.!!"li altri <"011 ULI in tcn·n Ilo <li tempo da! ta-e ai tT<-(1ici 'Ili <'i'' l. Ilt tlt t ti In s!urlrom(' t'iYf'!!l inl l L'n ra tt;('ri <lt>iln foruJ{t pa rkìuAA. noide; il d<'<'OJ"AA è ~t:1tl) in r·cni <,1:'10 cr•mir>O e la siutomntologia inntrlata: la cura (pl'1'pnrnti nr>lrnli(':\li. ~odicì f' hrmnicl) t'n ~mpl'(• lncfflca~. T..c a Il C'l'M I! o n i <l" l ritmo re~;pi ra toJ·i() con!!i>>tonn "1'<>t·in tn~!'nt.e jn 'lllodlfico zimu (h •lla forntfl E' <l~>lhl PtNpWu'l~'l eH esso e t.'tlorn !Wl 1111Yi<lo tt'tll)l.l ~<IO <ln uno a ll'a ltro ti])<>. 'N'l' il pn·~uu1r"'i di un ,1tf·:)('N) phì o m<'no vinll'1ltO e più o meno .prohm~~to fli 1'"1'<!'ii'O mpido O eli lnfC'JJ~l di~J'II(\.1: r>:Jrlltt-J>rh--ti<'i l"<>TIO gli nttn()('W brm•chl. in M.ti d'un lr~tttn IH l'C'"1• i•·:n-.illll<' <liYi(•ll<' pmf(}ll<ln <' rapitln ~ In ,.;n ò(l'llt> fo!'~ na»:1U non è ntlliu..:tl:t. ,.;,.,i,.t(• inoltn• mlfl l••u<l<'ll7.11 ~ ~ pl.,..,h tnl!'!lt·~i (l d lll fnl-'l"' (>S,pirntorìn . r•.,-:ief"i•i• JL ril mo Il P l r<"<J>l t~> :wqn L...;tn inflo le• n<'t1; t m.l'lllt• ;::n"'))i 1·~ : t:J i orn i-li no t .n


' 1111' 1:-;T,I

Ot: Ll.• ST,\~11'.1 MI:Dlù.l 11'.1 1,1.\:'\ \ 1': $T1l,\.'; I EII.'

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Ul\01 Pl\llS<'l fina](' ]IÌÌI O Jli('IIO bi'CI'C f>l~l te dllf' fH;;i ò~l l'iiOIIO. ()11111110 all:'t llll'Ìlll,l'f'. s i os.'lernl qua<.i : -<lllllPl~ una C:(.!r f1t diminu:i'lione dl «mif'lti1 <Ielle rorrt.e voe:lll t:Ù 1ma ipoe>~te;;ia tnt.J;IIe t> dolorifica a carioo d e l vestibolo la riDI!CO. Ch'C:l hl spl(·._:anÌOill:' p:IIO.C\'ll<'tiC':l di (j U<'.SU <li:>turbi, gl! AA., SCil7.il pen."(( l'(> ad un:t vera e l'l'OJWia l\•sio 111:> anat~>nlit•a dt>l oentl'Q ll.'eSI•i•·atorlo, non con cili: lbl.W <X•r tanwnte <--on lu 1w r-:o<1iritÌ\ del fN IO.'Il'Icuo. ritE>ngollo fiO;;.~no ootrare in giuoc'Q los::in<> dn'Olanli n<'l S:Hlglt<'. mp.:tci dJ di;;tnrl7:1t'e, piìt o meno ft'f'IJII<' Hlc•nwut(' ,. piil O U1.Cl10 lnt('ll NIJJll• fiÌ,('. Il l'llllZÌ<lUliJlJt'lltO (l(• J ('t'Ilt l'() 'rNopi m tO'I'iH !oo"it>SS().

JcnoK. -

T.a ....;rwot/iayut,.~.;. drTifl

lu brrr:t)/u.,; a

·mc~.:n

dv//'(lnti [!CIIe rH Besrcrllr.a

(cc rnl'is .\I ,~tli('IJl "· n.~. 1!!22). L ' .·\. l'i1iC'uP. l'~nti~·!l': all'll0\'0 di nt''-'l"!'<lka \IliO di'i llii' ZZÌ più >'lc1111 J)<'l' ]:t di~tgno.<:l 11(•11:1 tnh"l'<'(ll osi. polchè tì ~t l':ri€<"SiM In JH'('l<:(,1W~I tli anti~cni t nl>€'1'0<>lnri ed lnll'tt.'lto Ht •._:lì 'luim~li dà luogtJ al1:1 prothlzi•lll<' eU antlrorp:i !<Jl<'Ci fiei. Si ?> tuf,1.tt i p.;t:uoo a<X'<'rtare in t ntti i (?l~i Ili tnh<'IY'<>lo..<ù JIQlm<)n:tJ'('. ~o{>('('iP nono Fìtncllo iniz.ln l<•. 111111 J'()..'lZi<>n<' netbuHc·nte pn~itiw1. JJeg-atl\':1 im·"'"(' lll'i oog-:gr•tti non t\lb<'r· rolN:i: Uf'll(' Pl<'nri ti -.1<'!'(}-tihrino:<~• i11 pit'!Hl t-vnhtzion(' ::ri !':QI1() avuti ri~u lt.'ltl J'I<')Sitict llél (ì4 % e nf'll<' n<"k'uopa t ie t r aC'h jXI-bronr h l!!ll n.c-l 45.8 %. T ~ lesioni tull<'1~··•1ari (•ste111e In evolnziQ.Ut• di11111n 110:1 nerc<'ntunl<> di d ::;ultatl poslt-h·i più alt" d <'tlle ntl't•'7.Joni t n'hel,.-o lnrl In vln tli J'i:o;ohvt:lom•. ·m•·utn• la J"l('l'C\:Utua le è <lebok w•J port:tt('l>I1Ì di l e><loni fl.<.tolo.'*' C'< •U nntrizionp ~t<'n<>nilì" !':<~lò<>n t!'. VA. i nfìn<•. o.«..'let'nt che l:t n~a;,ion<' di H<>!"l~'lllk n . pu•'> i'IYer e mw·h<' un si:rnlficato prouostit ...... >II'Yt>J'fl lltlosl ~Io h1 qtli"l <':1Si !11 .-·ul. .p nr<' (>,~lt(lo l'in l'<ozione >1C'ntil. le oondlzion•i t l,(' l J' Ol'l!lllli,<.•ulo i':OnO nt li d$1 pM.<'l' l'e<lg'Ìl'l.' E' 11:1 IM;d:l l '! f JII in'ltl ifli'I'S1 1mere un mlg-Jì(llr:tlll<'Tll<>: Il non manlft"«tnr,<>i • <11'11}1 r N17-inn<' In l'il::ri f)(\,<:itivm1l(>Jttf'

U.<'CertJI ti, SP('OU<l<'l l'.\. , (,' ~'l.'g'l10 d i f)I'Cti!JlOf<i ~f:l VO !'f'VO]<~}l'r.TI)L. ("Ì('

.<;u l/a (!i.~infesla::illll(' d d i r• r·o,qt•rtu f' . ( 11 ArCll Ì\'("!; (]~ m(lr]('('Ìltf' t't 1le plllli~UJI­ 1nililnirc•«. n. 4, Hl22) ...

L'A .. ffiT'nlH<'i <:tn <':IJ)() milit:ll'<'. llln~b·a l v nrl rue-tod i adottati m•lla I!Jtll l'Hi~t!Oll<' <li P :ui .! !i 1~'1' la d1i<i.l1f<"-1'azl011<> <l<'lle f'li!'«'J'IIl1~. An~ituttl 1t> prove oon llli in,q,.tficldi rTl!/. comm.r,·cio. e pt-ecisMneot<> l'uso rlt>l · l'llnE',F;Ill o 6')11 l'lohnr.l<m<' :~ lroo11 <':1 d:i .<$1flOH<'. di'l Pt1Nldti~loro'bl>li7A'ne in solur.1 on<" eU Jx-uY.i nn. d.f.'llll ~h1 z.ione di >n1blimMo oort'Oo~v<> ()().Il l'ag-g-hmtn d•i· ~'·"-"f'nM dl n·<>m<>nt.lml o di hNIZilllll, (lf'l fM·molo ·]1111'1'1 o ("(~Il J'nj:!'jrlnn ta rl'i ~nr.ina. 6on h llllll() pormto R ri<:ult:1tJ 9()(1 \lisfM<>nt.i. poil'h è d<'tt.i lifJ Uirli non J'i(';;rono con lil poh'('riz7.a?.inne 11 J)"m<>tt'I'IX:<' In t utti ~li intt' l'!'lt.lz.l ri<'ll<• ~llPfl<'ll\•ttill. br:md,;o, mntt-t~t f<­ t:l. ee<'. P er qunnto r!~tnrtia In clfJ r o{'irrinrt . t- !':tnt:. MlopPr:tro illl:t do.~ di 4 fl 10 l-'1'. per m <'. fl('l' una rl111rnt.'l di 2-1 O!'(>: <h iP llJmli r:w.k~ul ron lo <lOS<' di 10 1!1'.. con l'iu t~rvn lw di l :i ~oruJ l'nllJL cln ll'n ltrn,' !urtm~. nrovoont.o la oomplt>t:t d l!'>trnzlone cte::ll ini<e'.ttl. non t'iMmpnrl"' ilnC<It':l n 1~ m•'~ Ili dl~hln7.fl. J..n nT-oro,J·icri~ta ~ 11l(llto volntile e lli'U a lt<>r 3 i met11Il. 18 hlll!l<'h<>t·ln t>cll (1olori : fu adnpcrntn <htmnt<> la:rnerra <'<')m if': !!:15< :'! >:Ji.-,;:,tnnt.:- t> ln ~tti mo~<'llO. ~i MloJ)I•rÌl d1 ind<'n<'lo e nnetiC'nme:n te le a_pcr· lll r e d.t> l 10<'11 li òn d t.<tnfe>rrn re OOll l'ti' i!-:('(' ò l t>ll rta <' ~ polv<'rlz7.<1 ·Il l!IJll'ldo ron 1mil po1mpn k'flri17HA'Itri c~. !l>E'n<lo <'lll'>L (Lil non \"E"1'>~'11·lo d'f!Ù lll1111:e.rnsi<i e ('Ol 'tli'rf'<' rhe ' "" 1'1'\'ltt>rebhPI'O lmpr"'4!nnt<·. lmf)EIIiendo l a. rnpìda f.'Ynp.;mzlmte. 1 JomU, ~ t<'n;::-ono <'hln!<i per 2-1 oJ'<' '-" <hu'llntt• le Ol"*'l':l?.ìnni bi-"fig"WI munir;; i. eli n.ppare<"Ch lo ~'('.<:]111'11 · toT'itl « Tt.c::oot 11. T/ A. illustrn q uiqlJCli il <"'()~] flt>tt.o nl('torlo n l cct<X'<'iònnt ll . T/npnor('('('hi() 11 t()('l'iclnnt 11 è 1111 hr.H'ii"N> Jl<'l' ;~;otfo. ('().-<titui.t o cln 11n forno di J.'l,mit-rn di om. 50 d·i nlt.r·ti\7.1 . n!',Il'lnt("J"IlO Ò{'l IJlllllt' sono clll'lf)()!<t\ vm1\ pin nl <l'N •t!niltl .R riC('W'N' lo wlfo: _ tr'(' flln d i fori n s.o.;irur:lno l':WN'11 7.lOnt>. <"'on un huon tl!'ltll~io e ron l':. ~lunta di nna fllll-vt>te sj'l(l('b1 le . detta tncriarw t , ~~ J'ln<-'llOno hl,lf'ln rp ~ra nti·i ((li n n1i~ <l! mlfo l n ùrf'v~ tt>mpo n1t<>nf'ndo un:1 l'ollf'•>nt rn7.i one fo1'ti~inm <li ,~!a;; solforo!"() e .solforlro: l ril"lllt:ttl l'ltt<"nnti ;;ono st.,ti e<flicaci.

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481~

Oilrca la dl:sltlfcst.'\7.ione I..'OU l'l.t!H.~<l retthlo (1/ayton, l'A, ha constatato che tali :11)\J<Il'CL'<.'h i <'<.IUO:;t·iuti.-ss1nù, adoperati <:<>ruuneme.n~ 1.1e>r le operazioni d1 dlsinfw.loue e per la di~iu(t!stazione a bordo <ielle uavi sono stati provat:!J con ottilllo suooesso aJJclle Pt>r la <.lis:i rlf&~:t.ioue d e gli ambienti delle u1serme. ln rapporto iunll..<e alla sulfltra::ione l'A . ha riJe wlto cile il .wetodo di <Lishlfe· sl:1\7.ione coi YilJ\()rl ù\ :wlf'-• s i é tlirnosum ti.• in,-:ullicwute, pel'Chè oot'Ol'l'Qr.o grandi quantit.ù ùi z.olfo, ed è noto che bruciando JJiù ili 24 a 25 gJ'n1lllllJ.~ ,per IIIlC. in Wl am. bier1te la cowbustione 6i m'l'es1a. e l o zolfo }n et'OOSSO lo si ritro\'a ~~ recipl.t'!uti.

Oc::corre ,perciò ag~;iunger<.-, per a.!utare la COlllbustione, una g>mnde quant!tlt dì akool dennturoto o sosmt1.7-l! crllXI.Ci di Ct!tl.e1·e o.~ig;c\11(), come IJ clorato e · il nitrato <li pot:.1~<;io o il nit rato di soda. T/uoo invoc-c del lo zolfo nitr-ato ha dato rjsultatl so<J.(li.:;facentl, producend o oon la combn.stione il dO J)pio dJ adtlo solforooo detenni· nato con In combustione m'<linu'l'iA dello 'IOifo: oc~orre bruciare una dose di 40 gr. per mc. •. non bi.sogu.a SOIJI.'lS.<<>: t rlft. JlL' l'Chè l t&."'illti e la bl:~ncileria potrebbe<I"O deterio rarsi. E' bene O,!!gtung<'r~ a l 40 g··. di y.olfo uJtrato il 5 pe1· cento d1 ultrato <li pot.'lS!'<io ~~ un po' d,l nlro()J dcn:t.tunlto. Gli Rmbientl da cll~iufe-<;ta.re van~o la. sci•t,t i r-.et· ·l·:"i or<' e:>otto t'n;~,ioue del v~·r>orl. LIA. <:'Qrtcht(lt~ ~'<Jtll.'<il!'liu.udo tra tutti l metodi sopra d escritti queW· con la. do,·oviori.llft e Mn lo zolfo nitratr,. Gl'ln::oettié'i d l liquidi dAnno risultati incompleti; i nrc·todi (' / rntlotl e nl toroidant sono costosis.<>iru!. mentre il tnf'todo della combust iortc ò<'lk 7.t>lfo nlt;r)it.o è <li fn<'ile applleazlonc e d à r:is ul tati completi sotto og:n1 ri;::u :1 r lo. T.rt rumltilitti dfl/11 l~t brroolosi !aringea. ( << .Journnl des l'cle u('eS J\Ié<li· fo;llcs l]{• Lill<'». !t. 12, 1!'22).

Dmn:11. -

T.' :\ ., in nati~ nll'opin10Jle gener :tlm.cnte t'iconosrh rtn de lln Dnguaribllità de.JJ:a tuoot·('olo"'! laringNr, propon(' <'l i teot.n rc In <'ltra In tu tti l ~tti' .p resentanti lesion i potnwn.JHi J)()('O avl1n7.:tte. nei et!<! di !C!'Iioni li ev i c he non provochino dJ~gln e rotti'{•ntano n ll'infl't1llf> un:t N>g-olare nlimP.ntn:r.ionc P<l infine lll'lle flltexlon.l all' IL ni7.i •~ . ;:f!t nf'l C11"i (li mon oco1'<.'1ite o di ve~f'tl'l?.ionl in tnuu·itenoldee che In quelli di pl('('<()]f' nl<'f."l"fiZI()nl d 011e c-otYlo V()('ll lì: le romli;~,onl <!l'l "P<•Imnne rappr~nrernnno ~·m p re \ 111 cri't••ri.o l117.ÌOT111. te. per la prOiffio.<d.

J ..\I "Rt::-;r•t;. -

n t ra ttam('.n to cura l it·n 111'1/r mnr.~i()(tl /1"'" rH Sf'I'Jltt>/f (a .To n l'i1n l des

prnt.iCi('n.<=: >l, n. 2~, HI22J. l'cr

w <'llrn <l~lle nrorsi carnre Ila .ser ])('.rttl l'A. propo11e unn !Jrtropia non ~fica

(~ 1 nm1 SJ'tet:'itlr:l. Ln pri.mn <-.onNiNte nrlrnlll'nta t"''' l'a~r·bim<'ul'i> nel veleno mediante

l'nppU cnr.lol\e pe1.· h1tto H t~mpo dE'l trattmnlt'nto locnlc d'l nn lo.cclo c lnetli'<:'O tra l a f'<>rll:ll e H <'ltffi'(O. n. 5.10 rm . i<Ollrll la IJll()rslcaturn : (Jualf'<rll. :non si diSJ)Onga di \171.'1 l~ntlu~t ('lasti<"l1 , il !arMo no n s.•nfl m:HitE>ml to oltre \111 'orn e sn rìr spo..crtato in :tito o;::ni 111 minuti:. In ~·~tito Ri iU;:tnrJ!trPrù Il v('lf'no in !<ito, 9brlgllnndo In f<>J·it.:l IIH11i:'lntr 1111 t .'l>j!'l lo M ill';ntntr i dttE> fnrl tlPJla mo.rRica.tnm e penetrnnoo sùto alln pr()fnntlit;'t. alla qnnle :\•rrh·nt-ono l den ti. elle f){'r le noi'ltre \'i:J'('re è di cil'Cft 7Jt mm. r fl('r le ~ro~ l'pecie t'>I';Otlche pnò ~thtn~Pre fino a 2 cm. Tn m olti casi può bn!lt.'ll'C nncht" il sempliCI' ~1t~hinmE>nto. Pl'r In dl~ruzionP ~kl ~el('fl<l sl rleorre ge. nernlln<'nt.e n 1 permnn~ruoo to tli not:t>.><;io In soluzione re<l('n te all'] o;, chf' viene lnlet.t:tto nE'l t~ti <'Ì'f:'COI'ltnnt:i :tll~ f<>rltn: ~no lJI';:Jtl nnC'he iJ e lonn'(\ d'oro all'l o/ il C'lonu -o flJ (·nlcto n !l' 1 prr r.n <' ~tli ipoclot·iti :1Lre lini . P~r I']Hant<- r i:!Hfll•ln IR trr~wln i'lfl!'<"jJica ffil ll!J)plkn in ~'COndo tempo la s!erowrnplo. nel C'.ll."'i più grl1vi 1~1· Yia !'ndonmoro, u~>l rosi oonmnl ('On iniezioni sottoC'nti'lnl'r lnlettnnflo una rmrt<' d<•i siero nnc·he 111"i tN<>-11ti limitr()tl: bt do.<>e meflla è di 20 cc. <> si pnò nnlvnr~> 1111 1111 m~1~i.mo di S0·40 ('('. VT!'1tit11to Pnsteur met~ in ('()llltn!'r(•Jo i .<=:l!'ri s::neci.ftcl per i pin conmnl !'lt'rpent:r veleno.c:l. eln no!'ltr:tnl che 1>!0(1( Ì('Ì.

Rinnr/te .~u l lm lln mt' nln Jll'fr<' lllin> rlrll'ittjlllf>n~o. (At'Chiv~ de m~ rle<·inP et de phnt~ntw ir m i litnl rf's. n. 4, 1!l~) .

HMI.\R\ . -

I/A. e.-q)() n~ Il ri ~nltn t o ot.tPnuto ron v~r~t·rl en7.e fl('I~11l ll !!Al d.!l Ul'. metodo di trnt.t.uuento ptf'V(•ntivo t1PIJ'inftlwn7M'l . m<'tndo ('h'cgli ritiene sempll cé, pnltiCO, po.


RIVISTA DELLÀ STAMPA MEDIOA 11'AUANA E STRANIEIL-\

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{!0 costoso e ben accetto alla tl'UJ)pa e ai Comandi. Tra.ttasi dell'assorblm.ento di arseu !co orgnuic<> con dOsi m<>derute d;una soluzione <li metilarsenì.ato d1 soctio o a.rrhéna~, terad)Ia applicata anche nel trattamento prewntivo della maJaria e nella sl.fiilde. Espe.rlmentato una prima volta dall'A. dUTa:o.te l'epldeuniD. (}.l• influenza, u.?J lGlS, q11esto nuovo metodo tu <.."Oronato da suC<.>esso: tutte le persone il<>lle famiglie, pr~l$00 lt> quali N.~ erano verifica ti casi d'influenz.a, sottoposte a tJUestc. tratta. mento, non furono in alcun modo colte dall'lntezlone. Più estese esperienze furono ~cguite dur:l!lte l'epidemia dell'aprlle-runggìo 1921: i primi ca~i (11) si verìfìca:rQno presso il 501° reggimento carri d'tlSSalto, all'arrivo delle reclute. L'ap,plicazlone del Dletodo fu eseguita ~ giorni dopo, escludendo quulsiasi altro trattamento profil:attico (antiseppi nasale e specie farln,"ea). Nonostante le condizioni ..Uletereologiche sfavorevoli, il nun1ero di nuovi casi d'.lnilue:uza dimiuu1 rnpìdnmente: da un IlUI..<;gimo d l 3'i Il giorno 15 aprlle, inizio del trotta= mento :vreventivo, sl discese a 24 H giorno 16, a 13 11 17, a 10 Jl 18, ad un so.J.o c:100 11 19, a zero casi. Sttcces.~vamente, malgrodo l'estensione della epidemia fuori del quartiere. In raru><>rto :alla forza effettiva del Tegglmento, la morbllLtà fu del 0,41% tra 1 roldatl anziwnl, del 17,99% tra le reclute; la mortalità del 0,59% tra le •reclute, del 0% tra gli anziaw. Vat·rllèna~ tu .somministrato in soluzione acquosa all'l :300 (un cu<J<'lli\.'\io da tavola di 15 cc. circa contiene una dose di 5 egr. - dose giornaliera), prima del rancio seraJ.e.. La sommlnlstrazione fu eseguita dAlpprlma per 4 giorni conse<:utivi, poscia a giorni• altemi. 11 llrnttamento fu continuato ancllc ad epidemia ultili':OOta fino ai ·P rimi giorni dil maggio. La spesà totale fu Inferiore alle 40 lire. Dopo i· primi risultati ottenuti'. tale OOratJ)la fu estesa. anche agli nlltri ~rtl della guarnigione e del Corpo d'armata. I;e ·v-::•cclMzloni antitifiche ed antivaiolose furono, come di [.)1-esttizione, eseguilte regolnrmt>nte ~ nessuna ·influew..a si ebbe dalla somaniwstral"ione dell' « arrhènal )). L'A. Infine non si .pronunzia .circa U me<'C!lnJsmo di azione preventivo dell'a.t·rhèn.a.~: se è dovuto ad una azione specL . fica sull virru.s o per moltLpllcazìone del leucocltl o semplicemente come tonico dell'organJsmo. La durata di azione rrev('ntivn, secondo le osservazioni dell'A., è di 2.-l a 3(} _giornl dopo nver pr~ U fwr.ruaco per tre settimane. il tmttaaner~to è controin.<licato nelle lesioni epatiche, nella <liatest emorragica e Jll'lll'emott.lsi; è bene tollt>rnto òn i bambini, da Ue donne lnctnte, ed anche. nel periodo <li allattamento. DF:m~T. WlllAUX e DARDEJ•. -

lnft1lenza. deglti. 1ttet18'ili da. tt.tv?la n.ella diff1.l!lirme àeUe

malnttie infettive: loro (l.i$infcztone. ( « Revue d'HygJiene )). n. 5, 1922).

La maggio:r parte <lE>Jrli e~rlmenti ha dl!mostmto la ,p~D7-a dl microrganis:mi (genf'tnùn;:onte bacilli delln rh.tbercolosl) sugli utensili da :tavoln :Imbrattati', di en.Jture, sia d1 sputi, ma dl saliva ddl tubercolotlci . noepke e Huhs hanno inoltre sp;e.rimentato la trns!lldssl<me d1 genrni <l~lla tubet'f'olosl coll'uso di un mfdesiruo oollce pieno òl vino fra d ivers:l individui'. Von 'Elsmarcb ha accertato la rpossi bill tà d1 trn.sru ~.sibne della di.tterl te a mezzo òtel ~rlmE'ntnlmcnte. ~ia

eue<'llial.

Altre esverJ..e.nze oon ·e~to ·po9it.i>vo furono f.otte da Mnljean L'OD la saliva raccolbt dalla trmnoo .arlQPeratn ~r pa.reccbi me..<;l da nn i:n(liwlduo tisico. Lyncb e Oummln,e infine hanno ~>1mòlato la .'{lr€'Se117AI <11 gerrul Mlle acque dJ lavagg.i~ dei ~ranti e dtl'llle coumnltà in genere. Essi hnnno mc""o;o l:nJ eYidemm l'lnflne.n1.a \lei ,~nrt metodi di lavaggio degli utensili 1hmmte un?epldernla eli Influenza·. U> ~l':('rvazlonl furono fa tU· In nn necantonnmen.to di lOOO soldati, del quali 6.')9 aYevat'l(() pulito le lot·o gnv.ette ('O.Dte ~~ usa in f.amlglia, oloè lavate i:n cucina da persona le apposito, 401 invece a'Vl!'v:ano la'Wito l!' propt'ic gav<>tte a turno, in un ree!· pi~llltP ('Qmlune ; tra l primi vi fu UDA lllJ()rbllltà d'lnfluel17..a ~ ll-1 '])el" mllle, nei seoon<l~ <Wil 476 ;per mille, <·loè .PN>!ISnJ)()co 5 volte plù elevata... Tutti i ooUùitf vivevnno uP.ll<' ro('dffiinte oondizlonJ d1 nlloggimm~>nto. alinnentazlone e lnvoro. Secondo p:l! o.s-~rvntorl perciò L'\ rwe.serva:r.lone dall'infer.lone fu dovuta al metodo d1 Iav~lo d el!li uteooili'. O~rvn:r.lonl analoghe fnrono tutte ln {l]tri campi mnitarl con ugual1 rlmJlmt!.


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RIVISTA OF.Ll.A 1-\TAM I'A M.t:!llC,\

l 'l'.~LlA:'<A

t: ti'fl!Ai\'l!:ICA

L.vnd1 -e GUlllllllÌ\ng inct·illl:Ìilwrto svecb!llt1ente 1<: lll:tJÙ come '11genti dJ contagio <lell'tlequ.a di wvnggio, pvlchè le muni ~uo tuaggiOLllDente ~poste aù cl"Sere imbrattate tl>tl nui<:rol•ì c!IA:l l•t'OYu:u.~ llell.t saliva, nel ruu<:o nasa.te e furin~. nelle materie f~'­

•·:di. l'e1· quanto rigu aròn la t~L::·!.t•nz.a dci gcnui ai diver si metod·i di pullzW., gli .A.A., passano ili 111ssegua l vud processi' m('("<'llDicJ dsil'i t: dtìnnid, segn~Liundo l ))uòlli risultati del sapone per il suo potere fort~ment.e detersivo c del lttntgglo Olt:!;Ccun iro, che ò il più ellietwe, potf'ndo ~l.LIJiiruu·e a nelle l'll.OO <Ielle mani n<>ll.a pulizia òegli utensili da tavola. . Gli AA. ll.allllo .e~SeguLto ln1i ne d~>gli (~'>ilC'l'im~n ti llC'l' pull re 11 t.eooi~ i, iLr.nbra tt<Hi <·(m cult11re di mi.•:robl, si a a mezzo di unn con-c>oU, d 'acqu a sterile, nc'COlllP3f.'ll.il tn c lllleuo da sftvga;meuto e scgult."' o uo thL :lreiugmueuto, sia <:on sol unione <il OOJ)<)ue di l\J.ar:;Jglla al 2 o,(., proc-edendo c-ome n,l"li)rimo ~tso. Ilnuno conferl.llilto la poea èflirocia dt>l lav11ggio con acqtm. nnch~ ~ acrompsg!l..'l.to d.:t sfr<>gnmcnto od una dllcnda di poco ru:r ggiore <'OU la l1wat11rs con acqua se~rim ù~ asciugameuto, in()ltre l'assol ut<t emenda del lnv11ggio con ooluzione eli SIIJ)()UO 8lCg'llito dall'a;:<:lugnlllento , ~.w.a che l't>ll'lt't'l1"07-:t ubbia potuto detc:>rmlu:nè ~><:: (Jut',:lto VHHta;:~io sia do,·uto all'azione del sapone o a quella dell'nsclu.gam-e-nto. (;o<>srr e ('nAnRtF.H. - Ris~tltuti .,~:moti tei tm,p'imlf.i 71tl!'rosi nella oliinu·gia dr:lle ferite (/ei ner·vi. ( Journal de C hiìntrgie u. l, J922) .

Oorue è noto, sono inùicati tre .pt·ooossi per lnl:el'])()rre t ra dtt.e monroni nervosi dlval'iettti nn te:<."luto che TalJ,."ll :t colruan~ ltt di:;tan~a: l) l'au to:um:.'lo, cb~ cunsi ste Jlel pn·I('Y:ll'C il pezzo (Ùt · tNt pinnt.a t'<l dal sogg-etto st:Rosso; 2) l 'omoi11111:~·to <'be !':i pmtica coltrutndo il vuoto <'OD uu fnmuu ento (Li nervo prchwato ~tmurporanea. mente t!oa un Jn.d'ividuo dO? Ila F~teSl;a specie; 3) 1'c t cr·o-imt('$1o, •COl quale sl ri corre ad un J)èi'..zo di o<:rvo p!VICYato {Ù:Li rom.ttn i nnimnli <li l<li>Ol·at.orio o \ÙIIlo ~int1co <li ff't.o dl btw ·C<>lli!'-'Ct'"Va t<> in a l ('Q() l. Gli àA. 1ru feriti ù l geerra lllrUl'llo avuto occaairone di e~gui r e 3iJ c:~~i tU t ra . t•iauti uerro-;i. •mi nl"r"'i c-ubita le. r ntli:1le, m ediru1o e scintico, dei qnnll. 32 auto. inne,:;tl c 3 etero-lnnestl. Dall'es:nne di a ltri 99 rasi o-peroti In Fmncla l11mmte la g<Hm'1l. ~ JXI ragoi•1mdo t ra loro i tre J>.I"O<.'edimeuti hanno rilevato elle 31 l.m:le&l · hanno dato 10 r·i~'<llltatl buoni, 13 m etlioc:rl. ed 8 nn !li: In 10 omo.inuestl si ebbero 2 risultati bttoni, ~~ nu~Nocrl e 5 nn Ili: e 58 eterolnne;;tl <tie<lE>ro 40 risultati buonl, 5 ml.'tliocri e 18 nulli. Conch rdono d1.e, (Jmlnùo il trapianto è l'u·ntoa ~rsa ch.inH'l!i<:il possibilt', debba sempre lll'~ft-t'ii-si l'autoiu.ll(>1"to e forse nuche l'eteroi nn~st.o . BARTIIEU:::IH. i\Ic~(li('ll l.

Un 111Ullt10 fl,po tl:i cnl.::alut·a mi/il(tre M !(llomn.f18iOIO[lf.cn.. (I'aris, 11 . 23, .Ann. Xl).

T/A. lta J)I'OJ)(l<:to un n~101·o li•I'O di cal;-.atur·a JX•r le tntr>!X>. ))nsnto .non !':Ol tanto S'Ili dati :~notomiC'i (1<•1 plNl.,.. nur .<;>Opratutto Sllllfl fiflio!Oj!ia d~li organi d l movimento. I p rio dp;tli requl~ti di que!'lto ntt()vo tipo 1-i f'O"<;Ono rla~"UUlle re nell'esatte. ripr·oduzioue òeJJa fonmc del .pl~le. n<'l f:wol'l·l 't' Il ~1.10 eQllllibTO. sin n<>lla ~tn?:!on~ eretta C'he <iurn.n tP la mnrcìa ve~ il tn)!lio dl'Jla .<nlol:t e l e ;:rinste propornloni del talloJW: nel br Nmil'Pzione delln tomnjn è !'lt·nt.o inott're tAtntto ne.l dovuto conto l'nnl!vio <li ril"<"ll 2:)o :~rW?rto in :1Vnntt f' In fuori rn.pJli'('St>llt-lloo 1lru <})i'nni vertiçall che r·n~~mo pc>r 11 C'Cnh·o (li )!ntvit:ì dc•l(•orpo e 1)€-1' r m .'l';C d<'l piro~: 1nfl.ne per" In speciale )!innh~rn d<•lln snoln vif'ne fncmt.aro. !.'l tli>l'-::oionc tlt•B'nrtlcotazion.e metn&r sofn l:lll;:t<>n, rh.,. ha U1l'Miiont' lm~10rt.:m t.e d.ttrnnN> ln m n l't'W. T'A<'n;T (' fiO~HO~L\If:. -

(('. R. <l<' 111

})Il(' cn.<~-f di {lfll/1"(1 inpillri lt i/!l tllll'fl.ftt(' i1 C01nbrrt.f.i111l'll/(), -

~·it~l:t; m0<·11<'0-ps~'N>Io;.."iCJu<': ~ll<'e fl11

2fl mnrs 1911l.

1/:A. <'SJIOIW <hl<' <':~>d di fU.I!he C'O." d<·nti in <1'1>)1<\a ti, <l~boll soggetti. la. Nì i "l'< ·l<•lltù a mnln pena !'UflìCi<'ntP n<>ll.'l. ,·itn orclin:nhl qnoli•llsmn oon avevu potuto I t:"i'd:<ter~ :~g-l i sforv.i JH'Ovocnt i 11111111 guena. ;IL<,>ntre i~ r <·(mr!JaWmcnto aperto l'eccitn?.lone a~ vu. elimlun to In qu<:>!>tl in(lidtJuj le cmlcw.Joni inihitri<'i, in trill.('('a invece avevano avn. tfl a;!iO m C'OO<""!'utrnt'l' hl ten..<~ione sui ]lf'rit~>lì <li ~nerrn. (~"l.<lti h1~n<lo tm fondo di E'lll•ltll·itiì . C'h(' .!'<Ì tl'nthi!':Sù brl1 SC'Il>UWHW i :o "<'I'U\t() con la fuga.


RlVtSTA DELLA Sl'Aa!PA MEDICA ITALIANA :E STRANIElU

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C'um. dci ct·isturbi nry<lll'ìc:i di origiu(l fu.u;:imw."le in militari oum·mo.::i.(mati. (C. R , lle la Soc.lété mec:Uoo.psycologique: Séancc du 60 juillet

BRJANT o LAl l DAU

1917). Gli .A.A.. su uu.mer-.):;i soùlati tralm.wU:r.7Attl du shock ewotil\·o in seguito a. scoppio di !P'il·uate hanno ~lll1' 1ìéilto qmt li u.rc.vhu terapcutici l'elettricitù~·olwica o !"Uttioo, il rll~t!;&q~gio, l'lsoktlli<'Jtto p.-;i<:llitx>, Lt JWk'(lt(;'rapia <;ou I*rstrasione bruscà o

progrc::iliiva, ottentllldo St'm;ibiU urigl ioram.euti.

•

L·:JiilMf!i,l. /(rrvula da t~auma,tiswo ài uruwra, COtiiiiiiJ.Zione (C. R. de la Société meòJco-psycologtque : r,t\all(:e du 21. m:~j. HlliJ.

l t:Qt:I::Ll.l1t Q tll't:.Lcn;;\'. -

cerebralf:l. -

UA. rifcrioc-e 'rn cnl:K> di epilcssiu Larv:.tln da tJ·aumati>UUo di guerra in un soldato elle L!Oll pt-e:;eut~tm alcun ante<.'edRnte I:>et'OOm.lle dCb"TJo di nota e che an~va riportato ulll.l ~1-ave C01ll1Do;-;ione per acci<leat~ ùi ;..:ut>rnl setw.-<1 f~rite N>terJie, ma con reliquaro organico; qt;esto aveva 1n St•guito oribr!uato epilessia '(}sichi<~. GrLLE:> A;\'DH~. -

L'iMerismo e la (Jll<'t'1'lb. -

Di.~tur/.Ji. ftmzùmaU

da commo~i011e.

1'rattnmcnlu col « tnrpiloge •> (<< A1males anedi <::o - psycologiqnes », t. VIII, ann. (;3\.

Sono note le d'iscu~ioni soll,c\·nte ù:a quel compl~:w ili provvt>diJnenti terapeutiei J)ropogtl da l Vltn(:ent <:'On H uome- di to1·pìJl(l.yc ed n p])li<:a ti quando non riescon0 i com1Jni men~i psicote r ,q ! ci itt <'ll3.i 1 li nfonut. n·utismo. sor<lonmti,;nro, contmtture e p:11·alis1 JWi trmliffiSJti:t.,...ati dSJ shock en1otivo, ecc. L'A. ha avuto OJ)l')()rt\wit;r di >o]lt'r·ime.nl::uc fJll<"i<W nuon• u'rnpin in casi di paraJisi e contratture ~n Mldati t.r·m•m.ati:t.z,i!M' rln !"IHX:k emntiYn i:JJ .S('gu.ito a .c:>COpplo d i gmam te. proiettili t'<'<'. ed lm l'ilHa to f·he, q u:mdo lJ1 cura è enorgioo <: pr~coce, si pos;;:ono c<mseg-ulr<> ri>.1rllnti soddi><faC<'Jlti :arche con una so!Jl seduta : in0ltr~. seconth l'A., qu<'slo mE:'t<xlo nou Rir rebbe doloroso nè pt>riroJoso.

n trattr111W!llo mo(!'•mn dr11a malo?·ia. a mezzo 1lelle itticziOII•i int•rQIVeunse di olti11i:no («Ùl. Presse Médicnle», n. 40, 1922).

Ut: :l'~:' nr<.1t. -

T..ti l' ili pitl sicura per L'l solll.Ul1ni.-;trazioue del clllnino nella cnm· della malaria, seoo:n.d<> l'A., è l'intravcnosa: infatti qn~lln <lfige.~va presenta non pochi }Il<Jml,v~­ nientl di toller:Jbil:itù e di -sc,r.n •a 'f'apidjb\ dJi as."''rbin!"lellto, mentre l'intramusco!Jl.re e la sottocutan-eft espongono facilmente alla p!-.)(luzlonc di ascc~i e éU noù'lùi doloro.s:i. L'ini('zione en.doveno,<;a nl oont:ro.rlo. sempre che praticata c-on le <lebite cautele, è di a7Jon~ pronta ed efilca('(', non d~termJnu n!"f'Ucfamo-ne nè chinino-re&stcnvA'l, ed è IÌcrtotl'aJ-.<>iVSJ . L'A.. propone fli assoclare queste inie7.loui endovenose con la som•ministm:!:ione di chi.nl..n o per la via o·wle, in modo d'asslcm·11re l 'irmJin'eg-nazione chini. n1ro dell'ot·ganismo 1).\';r molto tempo: c•mtempomn~ente ritiene ·uti·le di ,praticat-e IJ11A>'1.1oni ricostituenti di cacodHnto di SOdi<>.

13oun:rLJ.m. - La ont·a tlella parotit(' epi:Icmlca cot~ La. .9/(J'I·oterapia anti,litterù'a. ( « Arcllives ò1~ ~Iédeci.ue et Pha rm.1cie Nnvnles », n 4, 19"'').

VA. neH'o,c;peònJe marittimo ùl Clwrbou r)::'. ha nvuto occasione? di o~sel"UJ'<', òur:t.ntc In S<lOrsa prin1av!'rn, ·15 casi di orecchioni Jn gjovanl reclute. In cui 1ut protlcmto il SE>.gue.Dtte trHttJt.m('lnto: u:rra Iniezione !'Ottorut.'lnen dl 20 cc. <111 siero 8.11tidJfU>rl('() fatta poco d~P<> il rlcov.m-o 1'11 nm~X'omio, mtitaan.eJlte alle eu~ ab! tu:• li • (ripo.."<> in letto. di€'ta la ttea,' unzlonl con pomata al .sallci!Jlto <li :metUe e òJstntezlone del rlnofar~e). In t11ttl 1 casi l'A. hSJ <'On~tatnto dopo le !nle-zloni tma lfftplfut 8COIIlii)ft rsn del t umore Jlllroti.(I<'O e la OOS.';l<lz!one clelia fPbbre nel giorno .<!ll(l('ef.ISÌVo: inoltre ~1l ·1.5 lid.tf(~nni cosl t>rattatl. ~9 non hanno Pl'C$'M1I:!It:Q nlcu.n.'l oomJ)llcru:rvAl. tel'ltlcolal'e, 6 soltlanto h.ann.o avuto .'!llntom! <l'orehlte ron d'ooorso, del resto m olto benigno, se.Il7At grn.nde elevnm(>tlto 1li tempera tu m ·. e manltfestnzlou.l. tutte nnllaterall, scomparse dopo tpoch1 gior-ni. non la~lnudo nlcun rellquat.Q. 1\!enùre nei' tmaiJltl non sottoposti alla cura di siero antW'lft~rico si è nvnto una percentnnlc. del 37,50%


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lUVlSTA DELLA STAMPA :.lEOl CA ITALIANA .E STRANIERA

di com•pllcunze orc·Wticlle, m quelli oosì tn1.tt.ati e&.Sn. è soosa al W,33 %: anche in 4 ma.rlnai ch..e .erano ·s tati ri<.'Over!.lti con La manl.fe,.o;,'t.'lZione già in atto ili un'orcllite llililatet·llle, sottoiX>SÌ'Ì• a ll'iuiezioue, ·s i è rL.."CCntraro il g.ioroo segues:lite UIUt !iì!>l(lCattl d.ilnlii:niiZionc de.llù tellS.ione dolorosa del .oost!.colo, cou rapida scomparsa della feb. bre; inol t're in q untt:ro o clnq ne g;iornl la gJ.audola ha 'l'ipreao w <:ousis1:.f!llllia edJ il volume nor1:tfU le. Tali ri::ml tatJil inooragg~no a -spe>.rimentare le 1nlezioni dJ siero antidlfter1oo uel tratt.nmento della parolite epì<leulica, L.mto pi ù ch'e nou si sono verificati inCO.llvell.Jenti nn:tfilattici, nè Immediati, nè remobk L u :>.uEnE e Cnr.vtlOTIF.ll. f ,a. 1XI.CCÌII4ziot~e aulitifl<;(t media•nte scariflcuz.iolle. (C . H. rtc l' Aca<lénu.ie <l es Scicnces <k Paris, avril, 1922).

Da t·i.c:crche sJx:!r iroenta li oon<lotte sulle cavie gli .AA. hanno flll()SSO ln evldemu.a lSI J)OS!>1bil itil di ·r~lìzz.a re IO.c<lutn tc sctrilicazìone l'imm unitil contro le infezioni eberthiane e Jl3nttitidte ed hauoo iniziato nuove rieercbe per stabll1re con esatte-1.o..a l e wnùl?.ioui In c:ui l!.1 c-ompie 1 <JilCSta lmmuni~w.zione, 1a s ua d unwbi, le dooi da nsnrsl, come 'Pure ~e vari<Hltl cbe s i J)OS.SOJl() wml.ft>m.<tre nella rooistcnza degli in. d ividui ::1 ll 'in.f<'Y..iQI~, qua o lo più cl ::;i allout:nu1 dnll'~pooa della VIICClnazione. Secondo gU A.A., 11 gr~1nde vnntaggio delnumlonl.z?.azione, ane<Hante scaritlcazionc !'lfu•ebbe non solo quello d.~ UJPpUcarla a soggetti 1 qooH non vogllovo SC·l· tnp.>r!'i n l 'e itril·'l.ion i. ma <:<YJll'll t·utto di re·l l't'h• 11!'!11 re n egli i od ivltlui Il IT•~ltl •la lesioni C1lrdiaclle o renali , per le q uali è oontroi.nd!cato l'uso d.el oomunl procedimenti di immUlliz~:&iOlle . ERm:RXF.JMrn . -

J)q:ìtJIII' tlf'i/'olooo/ 11er1li rsr-r('i~i ·"W••·fiv i. ( <• :lluncheuer

medl:t,i ni-

sclle Woch<'lliìehrift », n. 5, 1922). L'A., noto lX'fl' le sue int.erf'S!::ntttl rtcercl1e fis iologiche pre.~<>O la ScuolA di educazione fisica di Spnudst u . ha studiato rerontem(>'I)te l'n11ione dell'alcool .l:.<ùla atti. la forz.11 di,'IJlOnibil.c• e l'nhilitì1 dc>ll'lndN!duo. Ora è •·is:ultato che 1 soggelli che aveva:no ~rià SliJl<"l~to tlo molto tx>mpo l o stJHHo inll'-iule d 'a llennm~:>nto e dnvano perciò lavori 008t:1nti. fut·uno Mttopo.c;ti ad UJla co rsa di 100 metri. Ad U'llil meti1 di .f'$:!>1 fu r ono i n fH~-dE'llZJ:l ~ornm i nistrati 7 gll'fllfl.lillll di ·alcool a 96° In roluzione IH'fJIIO!'ll.J, r<>sl fllqun nto arom.atiei: lfllnntità cl'alcool corrispondente J)ref:-."0 u tw·n a llli(!IIH C'OntE>nutst in un bi<'ChiNino 1ll liquore eli medta capneltA. Uilll.el"\'!'lllo frn la ::or.mnli.nl;.;trn~IO!l(> dell':tl('()()l t> l'es('lrt•i7,io fu molto bTeve. lnizlandosi In cor~t dopo amxmn 4-(l rui.nutl dall'in~estl one del!~ roh1zione nloool!cn. Agli altri 6 ~·.e:J:c•tti jn e.c.1)CriJm,.,nto fu l'll'>mmlnlstrata nna be.va·n dn, chi cuJ·. per Istruzioni orali pt·N'e<l~mti. ~>l ntt('nflfwmo 111 stessn fl?,ioneo oorue dnll'alrool, cioè u.n'eocitazionf': JX•rdò un'enmh1a le ~utosn~rg-e!<Uone (loveva agi re unifo.nncme;nte !:1.1 tutti gli J111d ivi(lll i .Come eserclzlc) sportivo fu R<'<'ltn l~ ~NO:ll di l oo metri. e~ndo Q11esto eserctzio òl n•J()('it:ì òi hr<'vi.<:!:lmn <l llrnt::l <' rkh i C'dE'nclo nnR raplrla roncentrn?:lone di tntt.•t la for1.a <lb'fl(lnit.il<' t> l'anililì1 ò<•ll'loriiYklno O r:~ è ri!'-,tlt~ll:n d1e i ~srgettl cbt> nveV11ll() IX'YlJto l'n i<~X>I ~:1 h·ovnmno In oon(]Jzioni d'infer iorità ri~>etto a.J:ll altri. pr~tR nòo in genere t:E'mpl in me<iì:t i'lllfX-'ri()ri eli rh1e decimi di ~:nilo In ron. f'ron·tt) :1.i f:<}!.:'J!<?tti <:he non n \·• n mo irl.l:'<>rito n le~)() l , l1 che oorri!'.JlQnde ~u l r~rrorso alla di>•t.'ln~a notp,·ole <'Il rlr<':l 2 met'rl. Conm~l hll'-lo ni a mt)()~he- si f'bh<'ro In ~J'im<>ntl !li contmllo ool m1oto !m J)('rcoroo dJ 100 mPtl"IJ, che rorl'i~ncl<'VSl :rpnrO!l~mntimmentP nrl lll!lL'I oorsn dl 400 UJf't.rJ: IIIH'h<' [n ftltr;:to I'S!'T'!'I?.IO l ~,!r~l c>he llT('Y/1110 ln,g-erlto l'al(.'()<)} MJla gt('!'..,~ 1]11:111 titi• d uuostr:l rono u tUt il i m lmt?,iorw <ll•llol f()J"I.'l m n l'('() la re. Rrcontlo l'A., flll~ti rJ;:nJt~t' In Mntt'lli"tt) c'()n qnt'.lli degl~ e~perl·nw..utl aU'e r go~rrllfO '10uo inkr;>l'PUI ti Ila l fatto <'h e n('l l:woro n l l'el',!rog.rafo sono in !Ooco "<>1tnnto poc•h l J.:'nlf'\Jll lmt....-.oi:IJ•·I. nwntre n<."li':Jtt htitft l'>))(lrtiva vi parteci pa tutto l'ap]l:\re!'rhio m n ;.:(''()l.'llX' e lP innu<>mw ~ntmli da pnrt.<' dPI !':lsterna nervo;.:() hanno nn..'l influPn:t~l mni!!!'IOrf'. ni> ;.1 po:•~ono !"t~l'llln1l'f' it'l lln J)(X'R attiv ità mnS<'Olnre. D'nltm jt:trtP 11 l!l\'111'0 lljl()l't!Yo Oflll si pnò clO'Wll'<' i11 (]\HlJltltà r>OSI plfl('{))e ('Orni' $l J)lli'l f 11re ron ;:rli i~ITlllllf'llti Ili lnhnmtorio: E'~> i m; one i'PmprP ('SÌ!!'NWJE> mfl~lorl n!Jn


CO.'H" t:Rt;;~;u;

SClK!\lTFIORE OEGI.I OSPW.\LI MIUT.\IU

491

c:npacitù di eo<>rdlna~one dei mu&.'Oil cd è anche quantitatlvametltc maggiore. In e"'so pt'Obabi)mente lo .st:.<tùJo Jnìzt.<tle dell'aun.Eurto della ca,pacib\ fun?Jol!ale è IlA· scosto dalle azioni dell'ak'OOl l·n iblttìci di questa cnpa.cità . Uonclud<mòo, quei;t(! riCE'J'Che dllmo!'ltrano quanto sia inesatta l'opi.n.ton:e molto diffusa dell'utlliti.l d1 piccole quantitit d'nlcool negli eooreizi sportivi.

Le pertlite clell'esen:ito tnrco dut"OAtte la g1l<erra. mondiale. ( << Mllit:n·· Wochenblatt », Il. :?::!, 192"2) . Da 111ta statistica pubblicata dalla dm7Jibne del servizio -sanitario mllitat~ della Turchin sulle .Ptròlte subite dall'~N'ctto e d..<tU~ marintt durante la guerra, risulta che l morti e disrtersi furono 001.091; l feriti e uu11a ti 1UXi9.205; l (tim~i guariti 2.167.841 e i dichiflratl inabili permanentemente al setv•i7.io militai·e 891.364. In questi dati non 90110 comprese le tmp:p.e irregolari. KttECKE. -La. rigidità delle dita nelle lesimti clell'arlo superiot·e. dir.ini~che

( (( "Miiochener me -

Wocheoocrift 11, n. 40, 1921).

E<lotto dall'esperienza dclta guerra, cb::! ha d'ÌJJllost.rato qu~li gravi ed inX'\l)arubili anchilosi delle dita _possano svih.LpJXIr:>i ìn segnito <alle più svru-inte fertte degli arti snper-iorl, l'A. vichiaroa l'attem.ione -!>1llle ewse ~"enz.lali (~em.a d~ dito colpito, beltdn~gl ed apr~ a lun!,"<> a.ru>liel.t i) e mette ìn evldell.Zil i fatOOri che possono pr ev.(<Ilire l'ln.."'rgere dd tali' rigjdi tà. Egli COJlsiglia i!ll tutte le lesioni dell'avambr:IC'clo, del carpo o del metacnTpo, di lasc.uu-e le dita COJn,plet::twente libere da ogni fnsciatnm, la quale non deve an-lvare oltre le articol.a~l.onl tmetacarpo.fal.ang~. ln modo da. permettere la l<ìbe>rn eSC'lwslone :11JR di.ta stes.-;;e. 'l 'aie regola è sopra tutto da oo.-;;el-va•rsi nelle affe-ìlio.nl tubercolari <lel rnr;po o del roeblcar:p<), 'llelle qnaU la lu~tga. ed tiJmw101bllè immobill7HA<t7.Jo~e detemnil.rul senz'altJ.'O !"anchilosi delle dita. L" A. inoltre su+:"s:-et1-o;><.-e òl-im,itare il paziente ~a muovere sl.stematlcru:nentc le ditA, collliPiJ:.n<lo mo''lmentl dJì tl~lone ed ~sten~ione intercalati da una breve ·~US.'L RJtCCOutnrHlu am.lOra elle gli .ap1:>nr~u <1l contenmone dcll'avambreccio siano numtenntl per 11 tem.J)O snrettaunoote nece.•:.:'<il rio: I)UR>sto nelle .se:ml[)llcl di.<rtorsion.i varia èla 3 n 4 giorni; le fratture del radio rlehiedono invece llll'Ul tnlm~bllizr;azione .al massimo C'li otto giorni e quelle deU'avnmbra('elo tnecesslbtno \ltll periodo di 3-4 settltuaoo. Firu~lmente in tutte le le-sioni o tlrocessl lnfl.nmrnatori delle ditn l'A. eoru!lglia dl llmlt~He Il bendaggio al ~0lo dito colpito, estendendo tutt'al più la fnsciattlra alle (J.i.ta v!Mne solo nei pl'iml g iornf, quando anc-o1·a pemnangooo l dolot"i. C<ln questi semplici mezzi si potrà facHruente e co;;bmt~u:ente evitare la 1-lgidità delle dita, cbe, una volta d(•1t'-e'J."!Uinatasi, è di dMiiclle e lnn~a rimoziouc.

CONF~ RENZR SCIENTIFICHE DEGLI O SPEDALI

MILITARI

SomD\ario degli argo-menti trattati (la i prolissi nrball 1meaati alla Direzione tenlllle del aervizie taailario militm dal l o aprile al 30 nttemb~t 192Zl

Capitano medico VlKCEKZO Dr. CESARI:. - Th~ caso di eritem(J poZimor[o. VO. J)l'('senta. u.n caso di erltf'ma J)OlìruJorfo in ·piena fuse evolutivn, lllnstran· do ne le peC"nlla r1 nooo serrriblog4ehe, •[)roprìe di una d'orme acuta dii infezione. Jllus.tra i .P8rtk'OJa.Ti clinici; li dceorso. il trattamento terapeutico, la ra.pida oo. lu~oo e della malattia e, dopo avere ìl<.'Cell nato alla rara frequen:r.a ed allu facile

A:-<CON.\ . -


492 c·nllt'wsll)ue <~JJI d<' l'lllfitosi similari, t'S.1J<me L<" n1rièt.ù eruttive ùell'airezioue, pt"ecl· :;;1mlo1w lt· ullcrm!.inni t~untmm)-putologi<:l.lè. 'J'rott.'l infiDE.> delle riOOI'<:he d'i laboratorio JAA·o C'(lndu:;iYe ::1\1 LL'ehlologia ùell 'Nitt•uw ed ll ne:;so oosogmnoo con 1l poi L ruorli!:l'.t.o sil1t;om" tJ<-o della scp.->i l'<'llnw tll:a. <"OlllJ.;leDdia.udo la J.l!l tcJgenesi di eubllllltbek alrt•ldOu.i. ciii' è l UttaYia ÌUC'<!l'ta CL[ O:SCUI'il . Gw!IZIA. uicu.

Cnpit:auo mt.>dico GUSTAI'O DE CARI.J. -Di aJcuui ('(l~i. rfi. tJer~tnnitc l'1'0•

L'O. espvn1.' le stot·ie cliniche di J ::;oldabi rk-<n·erati ncll'infermerin por PETit(lnitc cronica, di natuta tubercol<iole, del quali in 3 1'1ni'e7..ione erasi pr·opag-..1ta dulia plt•tll'll e ll{' ll '<~ltro dal polmone. Gli infcnui furono sottoposti a trattamento iodico !:Ut.en><Q. o tllr.t• elle t\ C"ure siutomatiC'he ed as.soggettnti a ll'elloterap.ia • .genz..q però o t teue1·c M'ttsihili rL<m lta ti. l'aplbluo mcùi t'(l GuSTAVO DE C.\llLI.- La ~icosi rtelta bat'ba.. L'O. tratta dcll'edf'lla :::icosi e delle vie plò frequenti tli tra.')tnissio.nc. DeSc.:rittn l'evoluzione ("() U(.'t-elllL:t to àlla proguo.;i, 1'0. parbl Ùe.)Ja CUJ'11, elle Si 1j)UÒ IiHSStÙllere DCII.:\ <le)Jil11hÌ0UC e nf'lla li.t>aturn dcll!l ente cou alC'OOl c sapone. CQme mezzo più rapido <'l'llsi::;-lìa l<' pPil ne Ila zio n i di subli wa to a l'l% c l'a ppliu1zione d ella polfultu Wllc:bi0$00, oltre le solmdoni akooliche dl ilt:iùo fenico. aeido sullcilico e zolfo. L'irultl. -

tlolo~ia

J')()rtnnre è fl.<oSIMn·:ìr><i <Iella guarigione compl eta eU tutti i focola.i, perchè sono mol-

w fac·ìli le ~Wl<live.

T1m:sn; . - :\lai!'J!Ì'>l'l' Jll(•<lil'o J::)JJJ .IO SOllii<~RA. - Essudato siero-fibri110SO di Ol"iyftte Jll'l'i l i jli l Ì(•(f. L'O. rif('ri,:ec ~1.t un Cl\ l:'!) di •trlflLte fecillol{l(', <'OH YQDiito. pol;;o .piN.-olo e frequt>.n.

te. rlolor:~bilil.il e tume.fazlone al qundrantR inferiore destro ò<'ll'addome, rL<10ltos!. noJ·malnJII'JJt·c ron r-li><l<'rl. All'ottant ~iorn:lt-'1 >-'i 1.tl(tnif<.>mò una tnmefM<:Ione a l busso Vt>ntr<' ~ulla liuNt nw<liaua, con estensioni:' al quadrante in.feJ•iore stn.Lstro. dolJ:>nte e con decorso apirl'ttieo.

· fu cscltL..~ l'ipotesi di una ra C<.-olta SitcCitt:l (!·i orig-ine JWMton<':lle, di un t111nwwe di qnalsial'til IUltura. d~ un femlolll11 da pn rte <l l'l ~:•olon <li~·ncJ;ont.(' o d!'l <"<i;rrnà rolon o di un proc-esso a Ctniro della vesci<-a, l'O. è ,·enuto a forruuture la dia4;:no~i <.li un· %"Sudato siero-fibrinoso. dE>ter:mln:tto cl rt nn 1>11K'<'--) di J)<'ril.itlitc <'0JlS('l'Ht.ìnJ alla pJi'gln'!'-:.~'1 tiflit:e fet·aloide: la tmn{l!fnzione, rimnstn $1Ìll7,ionarl!l per circa tma ~tt1u:uau;1, l"l'gl"t.'Òì lentrunente in ci n·a 20 giorni. ·E>~pootf> le vm-ie consid,ern7...iòn l l lt'l' <'\li

Iil. - T4'nent<' Ulf'(lico At.Fo:-.so SA\' 1.\'f.'l'TI.- V1~ r:o8o eli a.qcesso 1JOI'I'/.tl(',frilico ll (l.o/1'•).

VO. ill11:<tnt un ca::o c)j '1-"<'('i':SO par>~ttefrit i<"o òP..«tro. os~rvato in una R. Gun.rdl..'l, rif'Ovcratn llll'lnf.crme1a oon <llnl-'ltOSi. di tun.Jo~ alla t'('gione Jpooondria.ca E!<po~tn la storia dinica e l'esame obhlll'ttlvo. l'O. e.JlUJllera le >arie ron~1rlE>rnzioo1 TJCr <·ll i fu esl'ln>':t u1 (Jin_l!'nO~ di idronefrosi, di a S«\SS'> Oi>.<;i tln<'ntf> d.'l ID(>rho <li Pott, d1 tnbf'r<'OIORi <lell!:' J!'hlnnJdole r!'ti'OJ~ritoneall e 81 vem~ a q nella di' UIU\ euppuraz:lone. th'I~Wt'\•ntt· iu forma ,..·ubacutn. dellil cansu lD ndip<>AA eh(' incvolge il tl'lll'. il cu i p11~ illYP<'I! di f:l l'>' i stmda poste.riomii('nte. s:l ~ra proll.'l~to lungo l'n,.,.,e dello J).,_"<':IS, fli'~·u•l eitòll t!!'l

lm t·lno.

Jd. _ T enC'I!tE> r·nlmln<>llo wc"<lli"l ~r\r.Rim·r•o 0 .1oF:Dou - Ooll .~it!Prazioni, 81/l. r·oll lillf1('nte dr-17a claRSr 1!102 ( t • .w·m<·Rf·r e) rle71a. 1()4 Divi.~i<me. Pr<'fll<'f;S(' flknnc COn!"ider'll::r.ioni clren lE> v~J"le prove-nl~J17.C de-lle reclute cleliR cl:~ sse •1 !){12. l'O. :'li intrnttlcne a parlttre <liiJlJS:lJOente ~llt' <'811$'1' <.'he 1111.nno por tn t o n 1 <.'ontiH;:••nbe fì.s i<'aJJl('n te SC':l rso a n1to rla l ID. &1M ('!~mi~. Acrenn~t :1 Ile <.'anse g!'nf>rflli c·he J'l<ll't;lrono :1 qn..,..tn inferlm·itll fl.<:l<"n <l<'lln c>lns;;e 1002 )1<'1" lo Snrde!,'1la: n Il n lh' tìt·il'nt<> t mi ri7,ion<'. :l liH >"C~Hi'<'7.7..:t (11 (·h i n i n(). n l t'n tto che non- €"1'11 ::tn.to :tnrom m loti-n t o i l pro\~d i m•·nto eh<' i l1111lllJ'Ì!'i della :r. ona d l ~n erro non '('f'ni~<>ero lnvill ti i n liN!Il7.fl c1i ('()11'('11 1\•!;(>en'l..n e !'>llJlT'!l t n tto 1111:1 ciroosbln'l..a che ll'n'mero.~ pr:bl!"loui('l'Ì. SJ~cJ·si J)(:'l' t.ntf~, l"lmln In )(l('!tlitit m-nL'IJ'iC'h<'. <l<'tcrmlnarono lo ;n~iJ.uppo di Y('rt' rpid<•mle nei <"E>JJI:ti ·nwg:gionnentf> inf<>tti dn n nofel<': nl!"gilmgeo InfinE> la


CONFERENZE SCIENTlf"ICRE DJ::OL1 OSPEDALI )tlJ,l'fAl'!.l

4.93

st11gioue inclerue.ute nella Venezia Giuli:a a ll'univ-o delle reclu te, che ·l lggra,·ò la salutc Ò(!llc t ru iJI)ù, p:utiMhlrtHen te Ul'i pJ'e:>idi dl.J~ntaui ed ht modo e<.'<·czionale 1n q tw Ilo d l l'ost:u:wd~l.

Gli ele.UJentl l'be hanno t-esistito oooo 1ù pre::;e.ut.e otti.ruL Uo1 ~"'· - l\.lnggiore Dll:lelioo A~·roN IO CA\'EilZfl!lA\'il. - l.i n. caso di cisti tla ech ruococoo r/~l pol1nm•e. l'renlel<S<' uu cenno storico Slll:'l'ln~·t-venti c.birurgi applicati ali\~ IJ'alattie polmomni, l'O. illustt-a un ca so eli ci~ti da ech luoooeoco del polmone, da lui opel"allo. E~po:::to In. frequ enza, la sintmnut<Jlogla ed 1 Yari dati per differenziarla diagnostiCIIllh•n t c da tumori, iuJn rti e <l <•:,:s1KI~1U plt•urici, l'O. <~ndu de t:he $Ol tuJttH l'<•>•n UJe r:Hl io logico e la pnutura <~JJ iora th·a J>O,,'SOuo •hu·e un ris nlutto t~ rto. ~ggio:re Jru;.."<li('() AN'Ì'OXIO c ,II'ARZERANI . D·ue 008i <U a.ppenaicecltm~ia. rrendendo Ot'('llSionc dra due operaru li di a.ppen<i.i<:it e. l' O . tratta d~:ll<J lesioni deU'appendìce, dei modi diversi di m::tn if~.starsi dell'attacco :tpJl('ndicolare e delle v arie a lt\·rnuiorui che si ri;;c'Ont111uo nell'intervento d1irm~o. 'I'rai1Rudo de!W. t:ecn ka . pa.r la delle inMsiO'lli multlr>le che si pos...c;ono f:~re Jl('r Slg~lhe l' appe,Jwlioo ec1 <SJJ(lne i v;1 11tap:~i <1~1 ta.!!llo In pro~.;,imìtit d e lln spina ilia c-a :mtt•rio re StJcperiore, col qunle, in<·l&\ l'll!JOD~v·ro.si, !;l cl ivrll·lcano tmsrverSt'llmeole l<: ti l>r·~ dei muscoli obliquo e~L.e mo e lrasve rso, ~1w..a inc idere le fì bre umsco lsri. Espone i nfi•ne i vari nwt<Hii <l i ll~ll()l'tazion<' d <•ll'n,proe n~l i<.oe . ba.';lltl tutti s nl p rincipio <leli'Hf'(ond:nneuto d.<'l!Jl ll1U00.'m e <l~!l'a trronta ll1ll"l1 tO della me.rOS:I.

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Itl. -

:lfag-g io re medico AN1'0:-Iro ('Avt:1l7.Eli.HJ. - Q(lnyl·cua dr;ll'o m cnlo 1JO-'<l.uperfl.l•ll'i(l: 71ori/ rmilfl (<'II.QU r li11 itu M rn>fLIOIIIO-Jlfi/OIO[!ÌOO) . L'O. ri fe ri:«-e un e~tso di <'.J·n iH ingttinO-S('I·omle ·i>ittil'-1 ru t••JI;.!'I'uit:t . olll<'JI\1:1le, tHk'"'l'<'llt<'. >;(>:!~rito -<la mor·te per pN;tonit~ puru!(•utn <li fl'u,t;:1 ~('nera li;r,:tAt ta. con f<r <'O blio di ini7.IO ~11 <J Ua<h11 n l'e l n fNlorf> ckstm {l~•ll':1ddome. 1 / iufCJ:~mo Y<'Dal~ nn ll 'O . OJ'It'rato <li ('Ul'il mdic-.Jit· a llH 1\:J !<si ni e di r<-S(•:;o.i<>1te tll•ll'omento: in >~P-;.,'1lit<l si m11nift>l'tamno l ~<intom i <li periHmi t<' <' l' inl<' rmo cll'<.'('(ll'\':1 dopo 19 g-iom i dall'lnterY<·llt•>. :\II'Sl111<)1k"ia· ~;; <-on,~t:ltò l'f':-:i:>tenM ni 1111:1 J)l'riton il e puruleP-t.'l g<•m·rall:t.?.:lt/1. o ri,gi11:1 nt0si cl n 11n f ocol:!.io ]0<,1liu7.<1 t o n Il' i1•nrou<l l'io ò<'stm, ovo fu riscontrn ta 1111a &H·<~l ll.l~trCIO.<;a, · a !XIretJ ben di f-1tin tE-, (](•Jiil g>rOl;!"€'7.7-"1 tli Ull j)ll.f-'11 0 : !:1 JK>l"ZiOne (11 · ont<•ntn c he trova;nsl vi<'inll a {l.Ptl'n <-a,·lt;i :lS('<'SSlWle era dl colorito scm·o-necroti('0 ; l"il rog'onc> ernlnria In vere rb11 l tb compiC'tameut.t! g~u1rit.'l ; Sn MTr,n !)()() ('>Ji!l QJH;!· ra tl daii:O .. 1J11CI'.1:o è il primo \1('('('~1>0 Y<'rifì cntosi: un·e.~1me mn<·ro.~-o11loo non fn J')l)~c;i bile r invenire il pnnto di ~ntnm In cnt~11 t cl:ell'omcn to. lDsclt1&'l In po!lSìhlli tit di trnttn rffi di 1m lrwcio setti w, l'O. rlt.lt>ne che la necr osn (]fell'epiploon, nvve1.mt~ per tr'Olu!)osi dei Vil.<:i 01111'll'tll ]i. ~1 ùhla tl<n·ut.o vi'm~->i1r11LION1tf' <'Tùill't' 1111:1 !:lt.'l::.i v~no,~ clelù1 )"1;11-<'te intf',;tlnalf'. la qu al~ (l'ftNmi nl'l nn'i nJi ltrnzioue lt>11COCiU!rùt ed una tra ~'Ut if!rn r.!one òel bacterium <'•~li. <'On !'!IJ C('<'I'll'iv~ 1llil nif<?-" t.'lzJone cli )')('rltonite pnl't1kn tAL :\'e è dn penl':are :~ò 1111 fa tJp <li Jlf•t·itiflirr o dii fiJlll<.' lllli<'it<' , i1> quanto W. porzione tleocecnle e l'amrenòdce non risulmron<o ~·l tavolo nn.'ltomiCQ in<"lnse nel P•'oce;l':.c;o sett\<'0. r.· A. io ;;(•):.'llito n>'l><llll' !Z I H'~ì<' •·imentl fntti: <-<>n nn .te<'enle p t·epflntto onestN<ico p..•1· inle zi.<ml: il M. A. S. Zambelletti. Ri<'Orò.ato bl'(',·eme nte tntte le vari e ~)E'<'ie <1 i :tll<'>:i:l'~in gc·nlf'm l <-. lo clo1-of.o t'm ilr':a, 1'\é'tc>r en. l 'etere.n r (•ttnJf•, 11,<;:1ta l'IJ)('Mal me-nt.e ll:1~li inp:Jp,.;\. la rncb i~ml'sWsia e l'H. M. O. òel!li nm çri'c ani, rife risce Sn,!rll otttmi T'l !';'lllt:tt.il otte rmtl (VI] prep..·unto 7.amhe lletti. c•he i• co~;ti hllto da 'S('OIXllrunhlll, mortìn.'l. ••ex•. RnstJ\ tLn 'ini!•?:IOone d i ) f. A. S. p ra t ira t.n !! (J tuu·tl cl 'ora prinw !"uU '<•IX'1111'! <10. percbè q11esli ~i t rt•vi in breYe tRtm1po In uno stìlto di n;ssopimento tn'le <la rlcìli<•drfè stl <'C'<'!'I.!>ivnmente pochlssiJnc) cloroformio (l-5 eme. secondo l -'Q~g-ettl 1 p('r ottenet·e una nm·c'(l::: i ('Omlfll<>tll. C iò t>v1<l·o.n t<'nwnte f'('("!J un grande Yant.'IWO a)!li iuferm i. qu:u](lO ~~ Jl<'IH>i }lgli ctr~>tti t.<t l"tliYi JH)('iYi <"Ile l' nzione dE'l <'I Or ()form.'(' JH1il !'P i f'l:!":l t'(' nlle volte O<ull'orw mii'mo ~' l'lrnpieA'O qn ln.di minimo che di CSo')() l"l fn. Il fl!'~"t"•srnto Z ncrll!lx>ll<'tti s i :ld~rst lu ,!renere per tutti ~li -ntti operativi !'>U qh:lhmque ol'g-n no <' ln::.'(·in l'QJWrnto ht n no st:1 t o •H 1'<'1ntil·o bl'ne!ISI.' "'· N'on >l'l'n (' u~ t~ 1w r I bmn1bìnì: è tollcr-:~to Jm·ece òn i W<'rlll e ;.i nrlop<mt In l!?nc-r f' (!:li 1-1 n nn! ;n !->ÌL


494

P ARTE UFFICIALE La celebrazione dell'umciale medico caduto in guerra.

6

Roma, 15 settembre 1922.

MINISTERO DELLA GUERRA DIREZIONE CENTRALE

DEL SE RVIZIO SANITARI O MI LII ARE Il DIRETTORE GENERAL'E

Egregio Collega,

•Presso altre ì\azioni, in l ng ltillc rra, in Germania, ed ultimamente in Francia, a \'al de Gràce, la .Sanità militare ha onorato in modo solenne i suoi morti ca.dnti per la ·Patria Cosl n oi italiani ci prepariamo a compiere questo sacro rito. E' stato stabilito di f ar segu ire al II ·Congresso internazionale di medicina e farmacia militar·e, che si terrà in Roma alla fine di maggio dell'anno ven. turo, l'in au~nrnziont• del monmn €'nto a l .\1edico caduto in guerra, in Firenze, nella Scuola d"appli cn zione di sanità mi li tare. Il monumento sarà opera ma. ter iata di fede e di passione dell 'insigne ;:trtista A.lmrGO MINl:RBI. il noto autore della "Vitto ria ,, e del " Tritlico di Battisti )). L ' iscrizione sarà dettata da GA JJHI ELE o' ANr-; t ir>ZJO. Mentre si va costituendo una Presidenza ed un Comitato d'onore, di cui fanno palie spiccate personalit à politicbe e militari e rappresentanti il· lustri della sc ienza medica itutinno., si ·è già riunito il Comitato ordinatore, presieduto dal 1Dìrettore della Scuola di applicazione di sanità militare, coadiuvato da l f:if'grPtario della Direziont• di sa.nità del Corpo d'armata di Napoli, quale vicr-prcsidente, e dal Din~ ttOJ'l' del S<Lnat•H'io militare di Anzio, segre· tal'io generale. ~Icrnbri di questo Comitato ordi nato re sono i direttori di sanità delle Colonie, tutti i segretari delle Dir,.zioni di s.anit.à militare di Corp o d 'nrma.ta, una ln.rg~t. rapp1·esent.an~a di ufficiali medie~ d ella R. Marina, della C. R. I. e del Sovrano Qrdinc di Mnlta e lì\lmcr-osi altri ufficiali m edici di complem ento, dccornti al ntlnr milit.a.re : ad essi spetta di esplicare la più intensa atti\'Ìtà e la più effica.ce propaganda. AlleJlli1<'HIIenze eli detto Comitato vi sn rà inoltre un Sottocomitato per le onoranze, di cui fanno parte Ufficiali medici del Presidio di Firenze, con lat·gu rapprcf.lentanza del pet·~onale della .Scuola di _a pplicazione di sanità. militare e dell e Dame della C. R. I. di quel Comitato regionale. Affi nch(l la celeb J'a.zione del Medico caduto in guena possa assurger e ad nna solennitù supcl'ba e severa, (! stato t"hiesto l'Alto patronato delle LL. AA. RR . il Duca e la Duel1 es~ a. d 'Aosta. 1Pe1· far ft·onte alle sp~se, che saram1o cerlameute ri levanti, parrebbe che la forma più conveltiente fo~se il ve1·sa mento di due g iornate di assegni da


P.WTE UFFJCHLE

495

parte di ogni medico in servizio militare, lasciando a tutti gli altri medici la facoltà di c<>ntribuire come credono. Il resoconto e i 11omi degli oblatori saranno pubblicati nel Giornate di medilcina milita1·e e nell'Italia sani.taria. Sa1·anno inoltre richiest-e riduzioni ferroviarie per tutti i medici che vorranno partecipare alla cerimonia, ed il viaggio gratuito per le famiglie dei gloriosi caduti. Nel portare quanto sopra a conoscenza della S. V., faccio sicuro assegnamento che sul suo maggiore contributo di -fervore e di attività., affinchè la celebrazione ·cile si farà in Firenze, sia degna dell'Eroe cadnt.o per la Patria. e per l'Umanità. Il Dirett01·e .Generale F. DEU.A VALLE. A i /)>rr·/luri 11i srwil'i di COI'fJO d'armn,ta .

•t ) GIORNAJ,lil MILITARE> UFFICIALE>. (Estrotto dalle dispenso n. 40·45 del 1922)

CIRCOLARE N . 401

del 17 agosto rgzz. - Ammissione alla scuola di applfcatione di sanità militare di aspiranti alla nomina a tenente medico in S. A. P. 1. Col r o di<·ernbre p. v. nvrà inizio alla scuola di applicazione di sanità m ilitare un corso di mesi 6 per aspiranti alla 11omina a tenente medico in S. A. P.

2. Il

numero dci posti è di 25. Potranno concorrere all'ammissione gli ufficiali medici

di complemento e eli milizia territoriale, che facciano domanda di passaggio nel ruolo degli utnciali di complemento, che alla data del 10 J.uglio 19~3 non abbiano superato l'età di 32 anni. Potranno concorrere anche gli aspiranti medici laJureati ed i medici CÌ\·ili che ·non abbiano superato l'età di 28 anni al 1° dicembre 1922, e domandino di cs;sere nominat i, all'atto dell'ammissione alla scuola, sottott-neoti medici eli complemento. _, 3· Le domande di ammissione dovranno essere presentate alle autorità militari competenti (p~r g li 11fliciali ed aspiranti medici ancora in servizio ai comandanti di corpo da cui dipendono, ·per quelli i.n congedo, e per i medici civili al comando del distretto cui appartengouo o nella cui giuris<lizione risiedono) non più tardi del 1° ottobre 1922 e corredate da un certiticato di ·,un uffiçiale medico in S. A. P. di grado non inferiore a capitano, comprovante che il concorrente, per le sue condizioni fisiche, è idoneo a servizio incondizionato, in territorio e nelle colonie, sia in pace, sia iu guerra. 4- Alla domanda dovrà unirsi un ·certificato della R. università, presso la quale il conconeute consegui la laurea, con la indicazione del punto di laurea e dei punti riportati nelle singole materie, ed eventualmente anche i titoli posseduti (memorie scientifiche, certificati di autorità accademiche, eoc.). 5· Qua1ora il concorrente sia già ufficiale di complemento, allegherà alla domanda una dichiarazione indicante in modo particolare i servizi .prestati durante la guerra, ed il corpo o distretto al quale appartenga; copia deii.:> stato di servizio e un rapporto informativo, redatto dai normali compilatori delle note caratteristiche. n concorrente, che non sia già ufficiale medico di complemento o di mil izia territoriale, dovrà allegare inoltre alla domanda documenti legalizzati: . .i seguenti ~ r0 Atto d1 nascna ; 2° Certificato del casellario gindiziario; 3° Certificato di buona condotta i 4° Certificato di cittadinanza italiana i

so Copia del fcglio matricolare.

I certificati di cui ai nnmeri 2 e 3 dona0110 essere di data non anteriore ai 3 mesi.


496

PARTE UFl'ICIAIJt

6. I documenti di cui sopra, dai corpi o distretti sa ra nno trasme.ssi senza indugio alla dirczicme di sauità del corpo ù'armara nella cui giuris dizione il concorrente presta servizio, od ha la propria residenza. La direzione di ~::111ità, non più tardi del 20 ottobre p. v., li trasmetterà al Ministero (Direzione.: centr::ile ,Jd serdzio s:wi tario militare), unendovi per i soli concorrenti d i cui ba conosccHzd, una brc: ve nota informativa. 7· J.a graduator ia per l'annnis!"ione alla sc•tola predet~a sa rà fatta in seguito ad una prova prdiminare con:>isteote: n) nell'e"<tme clinico di <n11 malato; b) nello s volg ime nto d i un tema sc ritto di 1g1enc generale. In base oll'e,ito di tali e~ami a lla ,·alurazione dei titoli presentati, la ~& commis-sione mista, istituita a i sensi dell'art. 6 del R. decreto n. 1597 d el .5 novembre 1920 sceglienl i caudi~lati da iuviare ·alla scuola. 8. Gli esami avranno luogo nella p rim a quiudicina di novembre, in giomo che 'sarà fatto noto con a ltra circolare. 9· I concorrenti riconoi'ciuti meritevoli di ammissione, sa• anno richiamati in serl'i7.io, se ulìiciali di compll' meuto g ià con gcd~tti, o nominati soitoumente medici di compleme nto, :;e aspiranti medici <> medici ci1·il i e fr('q uc mera.nno un corso pratico di sei mesi presso In S<'nola di applic:v.ione rli san it<\ militare. • La nomina a tt·ne ntc IJiedico in S. A. P. con la graduatoria di anzianità sarà fatta in ba~e al :i!'nltato degli Cl':lmi finali ;:;•tiÌ.progrannni d'insegnamento. A parità di m<'rito, a\'Ta nno la precedeo1.a i più ant.iaui in età. 11 ll'lllpo t.Tascorso pres.s o la >'CUOia di appli<'a J.ione di sanità militare per coloro che e,·entualmente rinnnzias~ero alla uomina e non supcro$5ero g li es<~m i fiuali sarà co nsiderato come servizio d'obbligo di prima nomina. La nomina de!{l i nllìciali m ed ici rt!.clntati ne l serv i;>;io atti1·o, ai sensi aella pre;:;eute circolare , s'intc ud crà ...:fkttuata solto la data del 1° luglio 19~3. 10 . Oltre a tutti g li altri re<]llt ~i ti presc ritti, ~li aspiranti, pe-r poter C'vnseguire la IlOtllina ad e ffettivi, debbono, se ammogliati, aver ~uperato il 25o rumo di età alla data del 1° luglio 1923. Il Miuislro -

SoLiiRI.

Il Congresso internazionale di medicina e farmacia militare. • \ l'l'J.wito d t· Ile unti:de pnhlJlirate uei ptt'C('(Ie,ntl fll~it-ooli riguarda n ti ll 2<> itll<'l'ltaziOJulle <'U mcdiC'illl.t e f~> rnmcia milit:11·e. t'lte si terr:-ì lu Roma nel ma~~io ]!)::!:~. c·vmnnklti:~:JIO i nomi <l<'i m•.~t r i (.'Olli·::hi dll' !'<()UO st~tti iucaricn.ti dello ~Y<l l:;ìtnt'nto dei 1Jru1 i ~<'llcrnli :tsst·:rc;~ti tini L'-omit.nto int·\"l'nauion;t le: J,o '1'<'1111:1 - S(•/'l:i:io tli ·~!Jùml,,,·o: Hrig:1dh:rc gcn't' ralc wedkQ 1,1·o.f. Stefano Cnu~r<.'l<:O:O

~an:uc·f'i

e c·olonnl'l lc• IIIC'tl i,·o prof. ('n rlo l;m,~li.

:!-' '1\•1nn - Co/1(1/Jom~· illll(' tlr•lle art/odlri C'il'i/i e mi/ti/ll.ri C01ll flelc•!IH in mat.erin d'ifJÌ('rH'. rfi PrlurnziM•f' fisir·n P. 1/i Tll'rljì!M<.•i: pr·of. Arclllgelo lln~nto. delegato (]<'Ila Dir••zionc gi'JlC'l'!lh' tlf<lla ~tnlt:\ puhhl i(·l1 , tcn. colonnello mediCO prof. Gicn.nni (71'i xnni {' rna):g-iorc IIINii<'O •lott. Luigi 1>1' Th•n1rdinis. ::o TCIIH\ _ S/uilio t'l'i lìc·o rlei pmc'f's ....; 1{i di.,iuff'::iot~e ,. rli.•f.nfcxto::-ione in f f'!llpo tli J•l(f'•' " ; , tr•mt•o •li !"''·n·n: T<>n. rolonn<.'lli mNli<'i ~lott. Feroinnudo Mllrtogllo e Gin.--<'Pl)t' Rizzntl. .j<> 'rema - 1'rntlcllnr·u to lfr·7lt>. fr•ntr to•·or·o-:ml•m•owr; e (/ci. 1o1·o esiti : 'l'en. colonlu•lli medici prof. Filippo C:1er ia e Se1·afino Rif'f'Ì. ;;• T <.'lllll - / ,ol•orr, lm-i rli •·hillllf'CI J•r·r·~.<~J lt· Arm o/P: Iom scopo, lm·o mel fJtli: •r,•n. <'O inmwlln c· li i mic·o fa mtac·i,.f a p•·.. r. .\l fr('r!o P:lguicllo e mAggiore chlmiro fa r·m :wi.SUl dtott. ( ;j ll!«'Jlil"' \:1 ppPlli. •

Din•ttore : A R.TURO C'.<\S •\RTNl. knflnt<.' <'olonnello m f'rli co. (1055) -Ho ma •gz·z·'23 - Smbilimen to l'oli~n•fi<'Ct pe r l'ammini~trazione della (';n e rra


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CONDlZIONl DI ABBONAMENTO . t. Il Giornale d i m edicina mililare sL pubblica il primo giorno di ciascun meae, tascicoli di tre fo_g-li di stampa. ~ . L 'abbonamento è annuo e decorre dal t. ~~:ennaiu 3· Il prezzo dell'abl>onamento ~ ; Per l'Italia e Colonie L. 24.Per l 'Estero 1in Italia 4.Un fascicolo separato co,.ta · ,all'Estero • -!~00 Il supplemento contenente R~<ol i 1in Italia . 10,di a nzia nittì d el corpo sanitario ,,.;. all' Estero • 12, l lta re costa

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f>tlr 1'.\wmlnlst.ru?.iooe doli~ Ouerro


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l Pubblicazione mensi e

GIORNALE MEDICINA. MILITARE DI

PUBBLICATO DAL MINISTERO DELLA GU ERRA (Direzione centrale del aervizio aanitario militare)

Giornale di medicina militare : 1851-1&~ Giornale medico del Regio Esercito e della Regia Marina : Giornale medico del Regio R!<ercit·o : tSQI't· tQ07

ANNO LXX - 1922

Fascicolo Xl

l Novembre

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI: Urbino.,.- C<mtributo a lla ca-;ist ica dd le localizzazioni pos t-tra.mnaticho t ube,·cola ri ........ . . .......... . ... . . . . . .. . ..... ... .... . .. ... ... . Pag. Ri~olla. Contribu to allo studio d t-l:n. p .1togenesi e d olla. t,e ra.pia. d el ,, n1al d i 1nart-. . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Bocchetti. - Le colonie sanitarie m ari nE.' militari .... .. . . .. .. ........ . • De Leo. - S ulla. frequen za d ellf' ulcPt'Ì s ifìlit iche extragefl itali. . ...... . » o RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA .. .. ...... : .. ... , - LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GU ERRA ..... . ............ . Il l• 11° CONGRESSO INTERNAZIONALE 01 MEDICINA E FARMACIA MILITARE.

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ROMA

Per /t Inserzioni di pub/JI{tltà rivolgers i DIRETTAMEN TE ai/'A mministra.z ione del Giornale di medi· cina militare - Palazzo del Ministero della Guerrn - Vla XX Settèmbre - Roma .

Per le nuove norme circa le pubblicazioni dei l:worl ve di copertina (4• pagin a).


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MEMORIE ORIGINALI OSPEDALE M!LIT ARE PRll<l'TP ALE DI FIRENZ

r;:;;~~~iJf? ~.'~~

. tontrlbnto alla [asistita delle fotalizzaziooi post-tranmatitbe tubercolari ~ [:>er· il pcof. Giulio Urbino, maggiore medico,

dirt-ttore del Sanatorio l\Iilltnre « Villn Rusciano "·

La questione dei r,'l:pporti chf' inte rcfldono fm i lraumatismi e le manifest.a.zioni t-ubercolari di· 5Pf,LL:t.n.lìa c hirUI·gica, accenri.ala da lungo Lel1N10 nei classici tra.Lt.c~ti di pat.o!ogia c!Lit·urg-i-ca e più fat•di studiata anr (·he nel campo sperimentale con r·i:-<ultati non sempre coll'Cordanli, è stata ripr·esa in quest.i uUimi ann i, dopo che per effeU.o della guer-ra moncl.i~tle mrmerooissimi casi di tuberc·04l.osi jn coJpit,i da tr atHTLi C.:"lddero sot.lo l'o<=ser·vazione d-i vçdent.i chir·u~·ghi, impornendo.si per lo loto grande impod .an.z.a med ico-letgale nel C<"lmpo della medi('ina fiscale, allorchè si è t.rattato dj drte rminare qual-e valore patogenelico si debba attribUJire all-e cause traumatiche nella insorgenza e nella fv-oluzione di un proces<;<> tubercolare, .per val ntar·e qual(~ parte spetti al trauma •i n rapporto al la !~ione elle da ess0 s i VOJTehbe far dipend e re. In uno rl'"i pnimi nume.ri di rruest'anno del "Pari.s Médical "• J. Ma· dif:\r, in un lungo ed &c.cnralo slu·rlio d elfla CJUes!Jion.e ha eer·c.:tto, basa.ndos i s1r dali st.a.Listici, d i acidi ve n i re a delle con<"l·usioni d'ordi-ne generale, t-endenti a sLa.bi·lir·e quale sia Ym·am Pnte 11 va.lore da attribuire al trauma nPlla eYol11zione di un pr·oCE>sso Luberwlare. La tE'oria. pntogf'netic.<'! cieU1'otio;i ne d'i u·na lesione tubercolare chirnrgica- specialment-e della ost(:o-artrite, in seguito ad un traumatismo - è moHo spP,sso basata pltlt.tosto che su da.l.i òi fat.to ben controllabili, snl1r. affermazioni fomite dagli ammalati medesimi. Il traum-a m 0lto spe::so è liev(l, e se il paziente invoca la diretta dipendenza tra esso e lr. malatt.ia sviluoppat.asi, lo fa, più che Allt1·o, per trovare una spieu:azione, una causa -RJl suo male ed anche per sr.agionall'si delle tare ered ita rie . Nor1 eli rado, os~erva il Madi E'r , il l.rauma che il soldato de· nunzia è uno di. quei lievi, p icroli a.ccident.i, cui ognuno è frequentementP espo.slo, e che per la !o1·o scarsa enlità. non sembrerebbero capac.i di Jì(lter di per sè soli provorare una les ione di tale importanza e di tale g-ravith, quale hanno i -processi Lub~>rcolari localizzati alle ossa ed alle articolaz ion i . LI trauma può indiscutibilmente ess-ere causa. er(:ezion.ale di Ulna 1e5'ione tubercolare, quan:do e6SO, alterando .I a continuità dei tessut.i, poss a favorire l'impianto di rer.m~ spe-cifici aHraver-so la soluzione di continuo, co;;ì come avv·iene nella tubercolosi a.na.tomira o quando per secondaria infrzìone eli una ferita i bacil.li tuberwlari penetrano in seno ai tessuli. ~2

- r.;ornn l~ d i 'ltluf.idnn milifnre. -

Fasr. xr.


498

C'II:"TRJ Ct:TO ,\LL.,

C.l"hT IC.\ Ot:I. U : LUL.\LIU; ,\ Zl0.'\1 POti'f TR.HJA!ATlCHE, ECC.

Ma bene SJ.Jesso, irwece, il trauma denune.iat.o nOJ1 è <Lccompa.gnato da una soluzione di cont.inuo, ma è un fol'olaio lramualico chiuso, d e l quale naturalmente n essun vestigio rimane allorchè il paziente ricorre al med ico, tanto ch e il Broca, ul quale su 500 bambini visitati per traumi e r i\·eduLi dopo molto tempo, •rlQn ha m<.Li ,riSiOOnLrato nessuna lesione osh:o-a rt.ritica tube rcolare, asseriS<'e c-he g e nerator·i di lesioni tubercolari sono sol amente quei tr·aumi e he non. sono stati osservati èla:l medico! D'a.lt.ra parte Rem!J· su 2500 feriLi esam inaLi ha risc.ontrulo solo 3 casi di frallure seguite da osteiti tuben:alal'i, mt•nlr e non ha mai Yeduto insorgt'!re fatti tu b ercolari i n st1gu i to a fJ'étlLure o lussa.zion i in individui siwnunenLe tubercolot.ici. · Nel campo sperimenLa.le, lo Sc.hnPil er , dopo aYOJ' Luber'coJ.izz.a.ti g li a nimali e prodotto loro d ei traumi, potè osser\'a1·e l'i nso t~genz.a di lesioni s pec-ifiche, m entre Lannelo11g tte e A.c llard <:on .analogo procedimento ebbero ris u·l Lati negaLiYi. Kl'ause, Fribllric.h, Ho nsd l, P echow, H.ilwm.y San ha>11110 con fermato quest i ultimi r epet·ti : solo R ibera ha osset•ntto che, se prima di praticare m·gli animu.li una in i ez~ ortt:: enc..Jq veno:-a di prod otli Lub e rcol ari , si traumat.izza un'ar ~ico lazion e, s i può, in reTti casi oUene!'e un'adrosinovite tu be t'<'Olart:: :\1 ayer A. , che, a d onta el i num eros i con trj buti c a.sislic i, non l'iti en e personal m ente affatto dimoslrCL\;Q ·il ra.p pork> fra lr·auma e tuberoolosiy in base ad accu r ate esper ien.ze non è .potut.o .a.d divenrire ad alcuna. c<m(~lusi on e; solo ha rj !eYalo che il trauma diminuisee la rf'si stc·n2la loc.al e e permette negl i esper imenti la fì ssaziune d Pi gen n i nella sf'.de cti es::.o. l\1a , se i r isnllat.i sper imen tali sono an<:ora inre.r-Li e L;l.lnra anche contraddi llnri, le osser vazioni cliniche di Q\ IE':"li tl!lt imi a nni , specie qu e lle fond.a.tl:' su un largo n u m ero eli c,;1:;i, ha.nno rWCPS:'-;u·ia.me.nte mocJi,f k.ate le icll:'e r lte i ch ir u ri{i a\·e,·ano s ui rapporti fr<l trauma c- t.llbetcolosi. L'ossen·a zione di Gandolph e : " di non a.\·e.r ma.i n0l<tlo netlHmf>ni.e il tmuma nP.lle c ircosLa.nzn che avt·ehbC'I'O polut.o prod ll n 'P la. loc.a liz.z azionP bacilla r e>> , com·(·gli d iceva nel 'T'r<'ltLnl o di chirmgra. rlel Le DenLu Del be! nel !008 a peoposito d elle " artriti tubE' t'<'ola.ri "• non sembrer ebbe 0gu-i più tnnlo fnr:ilmmrte St.IStenib ile, d opo i molt~ss imi c.asi os:::ervati ditrante h !'Llerra . Il W olff-Eisner nello sludio di molti~:::imi Lnbc~rcolot.ici di ~uérra, osserva com e la possibilità di s<>g-u ire accurak1.m e nl e infPrmi di guerra P nlhtlru·e i rapporti f ra lr·auma ed e::.plosione di lf'Si()n i tnhercolarj, abbia fatto molto modi fì care le id er ch e JWima S'i ase\·ano s u t:d e a1•gom e nto. Innanz.i tutto il P!:'r·iodo d i 1<'111!)0 cht> in le-r c('d c fra i.l trauma e la lesionP sprci fì c.a si è d imostrato \'ctl'iahil e JWI' clm·ata e non m ai. taJe da !!'iuslificare l'Mfer·mnzionc ch r p:;so cl ebbu r~<:.ere in ogni modo molto lnngo, in srconclo luogo po i è st.nt.o confrnnato f'he una fo m1a tubercoùtre p rMorat...'l da un tré\Ull111 può eYoiYeJ·e in modn acu to alt.amente febbri·le. Oal!'e:;a m P dei (~n...:::.i dinici ossPt'Yafi, il W olff-Eis.ner· ha potuto <·onrlud er e rhe in se<,!<uito ad un trauma r d esdu:;iqunente per quet>-to f'.i possa s vi·l upra re un p!·ucE>SSo tubp.r·c·olare, <:f•nza pfraltro pr,IN d P!.Prmina r e com eavveng-a u na lo•,alizzazione tub r>reol<ne dopo un lie\·e lrnnma. Si tra.LI~"l.


CO:'\l'RlllUTO -~LL~ CAS lSTICA DEI.:U: LOCALlZZAZlO:>l l'O;,T·TII\L' M.\'Jil:llt. , L<:C.

41:19

forse di una improvvisa. c.adu ta d t!~l potere irnmuni ta:rio Jn seg-uito al trauma? O piutt-osto il [.rauma. può [ar rivelare, pE>r un dolu•re .inSOtlito e per l'aspetto esterno, una lesione preesistente p-assata. inosservata:? Certamente ~l Lrauma .aggrava una le$ione an(;he lieve e la prova p iù earalteri's tica si ha nebte d isLorsioni e !te 00lpiscono un'.artioolazione r igid a per una tube rcolosi in e,·oluzione, come si ha anche nel fallo che i semplici ·tniO\'imenti esercitano un'azione sfavorevole, dannosa soPra i proc.essi ost eo-artri t~ c.i. L e ri·~e rch f: a:natomo-putolotgiche ri·velano ~.:ome anohe in individui ch e i,n lulLa la loro v.ita. non hanno mai presentati faLlii c1inrici di affez io n~ Lnbereolari , si troYano con grande frequenza fooolai tubercolar i spent.i, localizzati di pre ferenza agli api.ci polrnon.ari, a:lle plbure, aHe' ghianùale linfatiche I,e r·ibronchiali. Si è qu indi pensato c he un trauma P"'SSél richiamare ~ germli :StJeCiftci nellla regione colp ita, mobiliizz.a.nd'Ui i da qualche .p-iccolo f<x:ola.io nou ancora ~pe-nto, ma IClinioornente non rilevatile, ed in tal caso si è tratti ad ammettere elle il trauma agiSC<l. solo come localizzalore. Si verifi c hen:~bbe ad un dipresso in t.<ùi cn,;i quello che seco11do molli au'tori (Bo H, H <wsa, Go ugeral., R ie.c-ke;. An.t.ongio,·anni) si rili<'ne avvenire nelle c.i~ti I.Pno-sino,..ial i, la cui ·n atura si vuo.ls ogtgi con-:;id erare com e un proC'esso Luber·oolar·e seeond<wio

ad altee loc.aliz.zazionj sper.ifì che in al.to o p regre~se, ma di sì scarsa entità da sfugg-i r e ad una ind agine clinica meno c he accuratissima. Comunque, la questione d ei rtlp por·Li che i n tE"'·cedono fr a trauma e tube rcolosi rimane anrora oggi insoluta: se un passo a'~r nl.i è s tat.o fallo in questi u~Limi anni, è do,·uto solo alla. impOl'l.anr~a medico-1'egal e di questo grave )}l'()blema ed tlJ.l'·inleres::;e sociale !gr·andissimo che assume tuUo quello che si rife risce al~a .tuber·colosi in genere . \'alendomi del largo m aterin.Ie di ammaJa~i di affezioni tubercolari chinrr,2·ir h e che è stato raccolt-o in cp resti u.U.imi tre anni ne.l Sannt-or·io

mi litar <' di Villa Rus-ciano (Ospedale mil itare principale d:i Firenze), ho cr0dn!o interessante riuni re tuUi quei casi nei. qua.li, per deposizione degli infermi, la manifrstazione tubercolare osteo-articolare fu si.c:nrntnl'll te nrereduta da un ttauma, allo S<'-OPO di p o-rlarP un c.onkilmto

a:1!o ~lu dio della interessantE> qm~stione . f\orn·a un totale d i circa 600 C.\Si cl~niri, ne Ilo J10Luli riS<·ont.r·(u·e 60 in c.ni. figura un l.rauma pr0gresso : di qu e~ t i, pari.(' ho potuto osservare pe>rsonalme:nte, parte ho desnnti dalle storie clinir.he ronscr-v.a.\P. in a l'(' hi\'io ed' a.cruralamente raccolte eod al!?:gior·nate dai colleghi clte mi hanno preced lt l.o nella ditezion e del San<~tMi o. P r·emetto che ho temtto conto di quei soLi casi, nei quali il .tranm:t prégTesso mi è ri c;1 vltato assolutam ente si curo, sia perchè riferito in tutte le stor ie ra.c.colte nei vari ospedali, pei quali l'ammalato ebbe a passare in nanzi di giunlgere al mio, sia perchè mc;lle ,-olte suffra~ato d n1la testimonianza di coloto rlle c.1."11almente pre~enziarono l'accidente e ne fecf•t'O rapporto aùle a ntrwità m~I.i t.a1-i. Un altro p un to sul quale- ho cer rato di rnrcog-lier·e i d.ati piu esatti è sf<lto quello concernente l'eredit.arietà. Le storie cliniche che ho esé»rn i nate sono state rac-colte con la m assima accuratezza : essendo il no-


600

l'UXTt:U:t ..l'O Al, l . l

t'.hl">'rtt.:.l l>t. l.l.t; l.lk ! \LIZZ.IZII>Xl l U!Sl'-'l ll.ll ! ~l.I'II(; JU•• tX:C.

sLro 0!3pedale specialivzato per· l.a l' ura de.He ma.la.ll1e Luberoola.ri chirurgi che, si suole porre la più grande d·iligenzu nell'i ndag ine ana m nestica, s apeHdo quale importanza ed essa spelLi nella ez:iolQlgia del<la tuber·oolosi , nè è d.a te mere che nei n ostri ·in.fer·mi si sia potuto veri.ficare quel·lo .che il Mad~er ha LanLe volle risc.onl r·a.to, (' he cioè gii ammalali per nascondere lare ered itari<• ta-c.cia.no i lor·o pn~cedenti f.a.rnuliar:i di natura .speoi fka: ehè anrzi nell'an1lbienle mill itare l'infermo ha itl più grande int..ere-sse d'i su ftiraga.re la .natura t nberco.lare delikt lesion e di cui soffre, ·col ma.glgior corrl'!do di dat.i, r he nel'l a va.lut.azio ne rlefìnitiva del <!an no possono esser e a lui .p iù favorevoli. Di rò arw he ohe in tutti i casi cliln.i.CJi p(• rson.a l menle osserva.ti , h o oont.!'Oila to ac-curalamenle i dati a.namnest.ic i, ind i.lwncl en lemrnle d al la sLoria clinica r·a.<X'olrta da altri. RTORm ( 'LIXI C'II E

J. Va. Ottu.,·io. - JlrPcf>dtnli t"rrxlitari e 7'e1·.•onali. - Fna !'or4?11ti è affPtta da un>~. IE>,;ionl' po l muna•·~:> di nat un~ sospt,>t t i\. Dala e sed~ del tmmna.. - X<•ll'ott11bt·P Wl !( neii'P~~·~uit'P il tnnvin •~:>ntQ di zaino in spt\lla. d url:'lntt> una mal'<:ia . avvct·tì un rumore cii s<·ro!'c-io al gomito de· stro sl'guìto da grnndo dolorE' e d a int·apac-i tiì funziona le. I nizio e decm·so delle lesioni lubucolcui. - 1\1'1 genn uio 19 19 i l gomito inc·o· minciò a tmul'farsi : poco <lopo la tunwìazione ,..j ul cet·ò <' dm11s<> fist olizzn.ta. Dùi{JitO.-ti.. Oiiwo · art1·it<- tubercolare gomito d e str(>.

2. Vi. l"<:>deri<'o. - Preadenti m·"ditm·i e pe1·.sonali. - N<'gatid. Data P sl'de del tra.uma.. - ~el lnglill Hl l il. in l5<·f(uito a ('tHiuta, co ntusione del gou1it•l siniRt•·o. I nizio e dt•corso d(•lft• h:.~ioni l •rl>crrt){m·i. - Si fm·mò (f iiM!i ;.ubito nn a,<;C·t'sso m corrispondt>nza di'l gom.ito. Tal<· tt.><<·P:.;sr• è rima.'lto fist olizzato p<>r un anno. Dùi{JilO.•i. - Siaovit<' tube rco la ri" fungosa gornito ;.inistro . 3. Va. Pi(•b·o. - Precedent i Preditari e personali. · - Nt•gttlivi. DatCb e se<ie del trau.nw.. - ?\l'l IIH>nta•·<' in bicidt>tta. rimnst' col tf'sti<'olo rle · stro a contmsto tra il puht• f'Ò il >"f'llirtr•. In izio e d~·corso delle lesioni tu.bercoturi. - 11 t t'st icolo si t um4?ff'c-E' s ubit.o e ben presto rnggim1se una durezza lip:n<'a. Si fonrun·uno poi sp on tmwmnente d ue seni fì,:;tolol'lì alla r <'gione .«<'r·otal<'. Dirlgn'l,çi. - Or<' hi<:>pi<lidirnite luh<'r<'olnrt• d f'st m.

4. Vn.. Francesco. - Preced~~oli credaari e p erso1wli. - Kt •gativi . Data e sede del tmuma. - Nel fE>b hl'll.io 191 9, in ~<'gllito u c·ndut a ùa tma scala,

si pt·oclusse una dis tors ione a.l piedP df•stm. Jnizi.o e decorso delle lesioni tubcrcola.ri. - V~•·:.;o la me tà del marzo fu ac coltc.> al l 'ospl"dale p<'r t um<O>fuzioHt:> doloro:>!\ dPl pi<'ch~. :-\i fol'mar ono sm<se.guen· temente dut1 seni fìst.olosi. D iagnos·i. - O::;teo -IU't rite tubercohwe dd p it·dc dPstr·o.

5. Vo. ;\lichc-le. - P1·ecedent i ereditari e ]>ersollflli. - 1\egati,·i. DQ.ta. e sede del /.ra:mn.a.. - ~PII 'aprile 19 l 8 tlistorsiour al pie>d<:> de>stro. I nizio e clewrso delle le..~ioni tubercoln.ri. - 1\P.) maggio compar ve alla faccia d orsale d<' l pi t>rl<' ur\ asct"sso dia.gnost icato di nn t un~ t ubel'cola re. N d c-ontempo tutto il piedi.' ll!ldò grndatnmentt" ttuncfac~nrlosi. • D iagnosi. - Ost.eo · artrite tu be rcola re t11.r;;o · metatarsica clt'st •·a. Il Ta. Ft·anel'seo. -

Prercdt'llti ert>ditari c pasonali. - Kegati\"i. l\" n! go•tmni o Hl l 5 distorsione pit'd<' s inist-r o.

Dala e sede del tmwn.<~. -


1'(1:-;'111 1111'1'0 A LL.,\ r' .I :'I:'Til'.l llt.I . LI; l OC.I 1,144.\ZIIl:-; l PO:-'f·"llt.l l ' ~l ,\11l' llt:. •:ec.

501

I nizio e cù·r?rso cklle lesioni tuberc.olari. - 'Non è precisabile l'epo<·a in cui compan:A un a><rr>~so u.l lato' Pstt>ruo del pit>de, che »i fistolizzò ; un altro !<eno fistolo,:;o ~i formò quindi al lnto intf'J'no·. Diaynosi. - Artm&inovite tubercolare pie1la sini»tt·o.

7. Se. Giovanni. - Prececù•nli ert>d itari e personali. - X egativi. DaJa e se.d.e del trawm,a. - Camminando in trincea ri.pot·tò una <lh;torsione al piede :<irtist•·o, nel :<e.t.tembm 1918. 1 nizio P. decorso delle lesioni tnber(·Ol(tl·i. - ~on è preci:iA.bilo l'l'poca dell'inizio dei f.a.tti tube•·colari, ~f'rnb•·a. p erò C'he migliorò della distor.-ione p<>r poco t~'mpo, poiché il piede incominciò a tumefm·si nuovamente. Si formò un a»<·l''lSO della. n•gione rAicaneat·e ed tm ~'<l'no fistoloso. Diagll osi. - O;;teite tnhet·cohue fi;;tolizza.ta. de l cakugno :;inist.ro.

8. l::ia Antonio. - Precedenti: eredi.tari e personali. - .Xegativi. Soffrì di una bn>Jwltite ne l l!:) 17. DaJ.a e sede del trauma. - Rima....;to sotto un cumulo di rn>tcf' rie in seguito ad uno scoppio di granata, •·iportò gra\'i contusioni alla coscia sù1ist1:a e<l al t<.1· rA CC. Un anno dopo (luglio 1\H 7) cadendo da un ctu·rctto ripoltò m1a contu;;ion•• alln regione troc:Anterica. i<inistra.. Inizio e decorso delle lesioni t?tbereolar·i. - N el n ovembre 19 17 ~i rnanifest.ò un a.'<Cf'S>.'IO frP.ddo alla r·egioue tJ'O(:antet'ica. sini;;tnl>. DiarJno.qi. - A-·r.:',.:~o frt>ddo cnscia ~ in i,:t n1. !). ::)~. Uiu,;E'ppt•. J>readenti credilrtri e pNsona.li. - Negativi. Uata e corso rlt·lle lesioni /.llbercolm··i. - Nel mHI'ZO 1918, cadendo iu malo modo. ha.t tè fol'tt)rlJt1ntl' 111 tetT!l il polli N• sini,:tro riportando una g•·ave co ntu siom~ Inizio t• deco1·so clrUe lt\qioni tubercolari. - L'inizio ed il decorso di una let~iont' t ulx·n·olu.rc de lla prim!L falange <lf'l pollice e d el }o mntac>tl po si co'legano !>ll'<'tlfM ttPn w col trauma. ,:;nbìto. DiaJIIO.si. - Q,;teite tubercolat·e di'l pollice e de l 1° rnetacaqJo si.Jùstro.

IO. Schi. Antonio. J>rrade-nti el'edit<~ri e per.9onali. - Negativi. Data e 8ecle d.:l trwo11a. - Xe l maggio l 919, durante una marcia, si pn>duSS(l una di»tw'>:ion!' al pit.'dt> sinist•·u. I nizio e decorso delle lef!ioni tubercolctri. - Poco tempo dopo· comparve un 3-'l<'f':<so fr<"ddo ttl pi t'de t<inistro. In ;;eguit.o compa.t'Yt'I'O altri due nsces;;i al <lorsu Dirtrpw.si. - Asces,;i fr~ ddi multipli.

11. tìe. Prin JO. - Pr,.,cedcnli en!d ita.ri e persoJtall:. .Krgatid. Da.la e sede dkl tr<wrna. - X<•l lugli<• 1915 fu ;;bo.lzat.o da llllt\ Cil.IT.:tta ed una ruoti:\ d el n •icolo g li pa....,sò s ul pit:<le s itùstro pr(lduC'eudog li \1111:1. ~n;we contusione. 1n i::. io e decorso delle lesioni tubercolw·i. - Alla fine del g,,tmaw 1916 comparve un asces:<o a!lt\ faccia don;ale d t·l piN ie ,;ini><tro ; altri se no formarono in sPguito u lcemn.do;;i e dando luogo a seni nstolo,;i. Dirt{JIW8i. - 0-:s too · art.rite tubt'lrcola•·<l piede SÌilisti'O. 12. Sa. Giusep]X'. - Precedenti ereclil<tri e personali. - )ipg•ttid. Data e sede del t1·a·wna. - l\ c l maggio l 918 ca.ddo b1\ttendo [or temente il gou1ito l>in.istro. l lli::io e decorso d.dte lesioni tubercolari. - Ai pri1rù di novemb re, in corrispoadenza del gom.ito si formò un a.<>cesso frerl<lo che in seguito si ulcerò. Diagnosi. - Ù"lt~o · pnl'io,;tite tubercolare de l gJ rnito sinistro fL~tol izzata. 13. Ra. Luigi. PrecNl enti I!I'Fclitm·i e personali. - Neg~ttivi. Data e S€(le cklt:rwuna.. - I l 2 maggio 11:117 riportò lu.\·orando una <:ont.usione a l ginocchio destro. I nizio e decorso de/l p lesioni tubercolc~ri. - In seguito al tratunat i.-n\O si svi luppò un'art•·os.inovite tube•·colare del ginocchio, per la quale il 9 s!'ttrrnlll'e 1918 d ovè s uhire l'at nputazinne dl'll>t co:;cia d estra. Di''lo{JIWSi. - :\rtm,;inr wi te t.nbertolare gi n o<·chio dt>i>t ro.


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C'0:'\1' 1!11:! TO Al.! ..\ C'.\;<!:<TIC'.\ !lt: U .r. t.t•C'.\LI ZZ,\ZIO~! l'l),'f· TR.\t'M .\T!C'Hf., f,('C'.

14. Ro. (Jill<·OIHI>. - Prl'l·ed,nti ereditari P. w ·rsonali.- Eredi t ari!"tà negativa Data e sed e dd tmuma. - ~d jretutaio 19 17. scenùN1do pt'l' sentiero scosceso, ri p· •l't ò una gr.we di»t•>t':-Uone al pif'rk· sini><tr"(l. . inizio e c[,•cnrl!o dr•lle lesioni tuber colari. - La l'PI!io n e tihio · tars i(·a. d o po il truuma !;Ì è tw1wfatta e la tume fazione n on ò più scomparsa. C'ompatTero sucOI"H!'!ÌVA!ll(' nte rh'gli a:-:(·(';;.c;i por·i ul'l iroJ.wi eh!' f;j ulcc· r·ar·on!.l rlanclo luo!!o a sE-ni fi stolos i. Fu ttmpu tnto c!PIIa gnmba sinistra. TJiag11osi. - OstPo- artrire t-ube rco lar!' pil?d f' s inis ii'O. 15. R rL Anto ni o . PrerP(l flllti eredi/(~ri e J)Prflonn./i. Er·E!rliturirtù rwgati\'a. Soffrì rli plo.>w·itP f':<."tldati\'R n e ll'ngn:<to 191i. · Do./a e sede dr•l trauma. - 'Kt' l luglio Hl19 bnltÈ' fortenll'nle il ginocchio l'i-

nistro c·nntro unt~ <·a,.~tl. l nizio P dl'f'OI'-<0 rfl•l/P f Mioni /lliJPrrn[!lri. D1~ SllOI'!l. 111111 hn piì1 plltU(O t'Oli\· pit•r<• il lllO\' ÌlllP I!IO di p:-;tem<i'HW rl•' ll'nrtic·olnziol!!' in modo rwr·male. l.l:l t·f'gi(lnf' si è pmgrp,;:<Ì\'lllll<'n tE' tumPftlttR f' cl è 'l'tllnptll':<o (dn po t· Ìr<'H 5nw><i) un H><C'<'"-"0 fr'E'd clo ch·llu rPgiom· o iPtT!\nira. D ict~fll'>fti. Ar·t ml'li ltei\'Ìtc• tllll<" rc·nhll·o.> p:iuorchio sini'-'t ro. Ili. P tt. X <·llo. - l'I'Pcrrleii/Ì nrditari r• ])r•r&onali. - K \'jZfl ti,·i. /JaJa e. sl'dP del lraunu,. N <'ll'ot t o bl'(' 19HI. mt•ntl't' ,;olleva,·a un 02:fZPtto p;•sn ntf· (pi 11tt 11forma di IIIIU bombarda ). nvn•r·tì un dnlor(' lacerant e al rÌo1·so. :r-ìf·lln ;;tc::;so g iumo cbbr I.IIUl ~-ontuf'irme ul t omre da una ~'<l'lwggia <li granata d i

rirn lml'l.<L f11 i:io e d-ecorso d,.lle lc•sioni t ul1e1'1'olmi. - Ri ('n \ ·('r>ttrJ su bi to i11 os pc•chd P. si and r\ IPntamente evoh-f'ndo nna forma di s pondi 'ilt" tulJ(•t•c·olnr·p clor·sult>. Pit:t ta1·di. n l t oraN' nt'l pt~nto che f~1 sed e cldln c·nntusitHlP si è- \"ihrppntn una c·arie c·nsftdl". l !iagllosi. -

'?lfnrbo rli Poti. do rM I<'. <'or· it' CO!<tt~lt•.

li. Pe. J\loHt'. Pre<·<'dl't!li nrd i/1tri c pr•rsmwli . - X Pgali \'i. JJota. e sedr dd tramwt. - TI l.i cli•·t'lllbi'C• 191 5. in >lP~11ito ud im.· t>st iuwntc •. ri t mLIIf'\':1 ('l'Hl lt· gttmhe so tto un t'alTO (non :'li ril~>va rll\lln s toda se> ,-i fu fmtt ura ). J ., '::io c i!N·orso cklle lBSioni tuberN/m·i. - Si è munifPstutu \.tn'tu·t ro sinu \·itEd PI ~il •<'r-hi<• dt>.-<tl'o. t na. n on si può s t a hiiÌI'E' qunnto lt'mpo d opo il i>IJfft•rt o ti'Hillllll. (•r•uq•n r::<.~E' l a lt•,;,Ìnne nt·ti('o lnrr. l JillflHO~ti. Art rus inodtt· r.uhorc{llu rP ~intH.'<'hio rkst ro . l S. P c. C: ius<'PP". -

Prec,.dt•llti nwlitm·i r 7Jer~;otwl i. -

K cgatii, ·i.

/)aJa e flt•dt• dr•l trrwma. ~d IHaggio IHIU. in "''f!uito tL c·atluttt r·ipnt·tò 1ma frll'lt> t·11n t usi n n t> Hl pr~l ><o ,:;ini;;f J'r) , l11 idn l' d1•t•or:w d~ ·llr lc•-<ioni llrur·r<·n{ru-i. Jn i:l'~tuit o fti tnw mn è iniziill (> una (l" t ('(• - j)f'I'Ìn:<i Ì ~(' rari ÌO·('>H 'pn ·Ili!' l IIN\l'j)ii·H (a l1l put HZÌUIIt' di A\ '11111 bni<'CÌO ). J)i ii(/HO.Yi. Ostt't\-)ll't'ioslitl' illbf'l't-OIIl r t> rlt• l polso P dc•lln mano f<inist rn .

I!J. L'n. C: iuSI'J'IW- - J>rprrd<•ioli r·rf>Clitari e 7)1' 1'80/Wii. - 1\t>gati,·i. /)ala r ,ç1•ch· dd frau ma. :'\f'll 'ot t<lbr·r~ 1!):?11 ttrt ò fM IL'Illt •n li" l11 pri: nn

falang•' dr·l rlitù nwclio c·nnii'O il t'l'l' l'n di mw hrantln. ' [ 11i::in e dl't'fl'-.~" d~ ·/IP le.•irmi t ubPrCI){ori. 11 <li to si ttmw fc•ce progrr·~<:-; h·a.111C ilt<'. dÌ\'t' lllH' clolt•nt P. i mm·inwnti di fl,•,.;.~i<HH' n on furono piìt p os.-<ihili t> allt\. ftH'C'ÌtL int(I I'IU\ si fnn oliÌ un ' ll lt·!'rMo;Ìnllt' ,.,.,.,•nwnlt• )Hl><. !Jiu!JIW.iÌ. ~ pitm n :1 nto,.;n 111 fulang<> dito nwdi,, d est1·o. ::!0. Pn. ('l'""''"· - p,.,.,., ,f~ ,.fi rrcditnl'i P ]JI!I'Iil}ltrtli. - '!\<·,JZnl id. / )(1/(1 e se'l<· dd /ratmw. X c-l n•n·c111bn• 11117 cnddt.• in wl C'!illltnÌIII.\.ment.o bali t•nrln i' gr)l ll i t•1 dt•;.tro. J nizio è d 1•mrs·• d PI{p / r-iiÌOIIi t11brrcolari. - Il gron1ito si tmue rt·c·e subito e !\Ilo fine• dd l! liR \ i c·•llliJHIL'\'•' •m osl'f•s.<;O ft'('(ldo. );cl mnggw 1H20 si lllnnift>stò un ""''''"-"<l frt·ddo ullv fm:>'>r i linnt d<>:<t ra dt~ lt•:-;iOJW rh·ll•· Yt'l'tt•bre l um b>~l'Ì. !J ifl~/1/f,.'Ji. - (),.;t•·••·IWtl'Ìit' wlwn·ol.u·t• gnnti t o dl'St n>. ì\lo1·bo <li P ot t lornha.r'' C'o n ns t'-''N' o .. -iflllt\ntt·.


CQ;>;1'RIBt"TO ALT •.\

C.I>' IS TIC.\ DE I.T.E I.OI",ILIZZ.IZJO;>;i roSl'·lll.I!; :\1.\TICHi:, !.CC.

503

21. Pa. Angelo. -

Pt·c·ced•·nli ereditari e'pe-rsonali. - Kegatid. Nel gennaio 1920, caricando una cassa, si produsse una forte contw::ione a lla coscia d estra. Xel marzo t·iportò nn altt·o tmuma alla Da~a e secle dPl trauma. -

stessa regione. I nizio e decorso d.el'lt> lesioni tnbtrrolari. - Si è forml\t o \111 a,<;('(>SSo fn•ddo nel pun to che fu Bedf' del trauma. Diagnosi. - A.o::cesso fredd o coseia de!!tm.

22. Pi. Luigi. - Precedenti erdite~ri e personali. - Kega.tid. Da./a e sede. del t~·anma. - Kell'ottohn• 1917 ebbt• tUl calcio da u11 cavallo al ginocchio dr;;tro. I nizio e clN:orM dA.•/f.l.' lesion·i tnbercl)[rwi. - l'l('( periodo di due anni. con alt<"t'· n ative di ~otl'er·enze t' miglic1r·ament i. si è formn.t.a tm 'art rosino\'ite clt• l ginorchio •destro. r·itenuta rli no t-u t't\ t ubetcola•·<'. D iagnosi - Artrosinovite t ub<' rcolan) ginoechio d e;.;t ro. 2:1. Ni. Zelindo. - Pt·t>rPdenti erPditari e J)(!.rsrmali. - Kegath·i. Data e sÌ!de c/.e.[ tra1~ma. - Nell'e:;tate l918 eipottò u na cont.usione a lla mano ·d c-stt·a. l nizio e dRA'Ol'SO cleUe l~>.sioni t11berNlar-i. - Si formò un asres;;o frt>ddo al1'oskemità inft•riore dell'a.nunbt·aclt·io c- fatti di ostvo-artr·ite sp E'<.·ific·a carpo-me· tacarpiea tìstolizzata. · Dia·{/IWtil:. - O:<teo ·artri t co t nl.Jereolare ll lltn o de:;t t'a. Ascessi fre-ddi multipli. 24. Xu. Uivaccltinu. - Prerr.riR11ti err-clitari e 7>er8onal i. - K eg:at.id. Data. e sede d-el tramru~. - Nel nnYemhw 1919 cadù<' da un nlbel'O. di;;to t'· -cendusi il piede destro. i nizio e clecorso df•lle le.sioni tu.bercolari. - N!' l gen nn,io, essendo il pietle tumefatto, si do,·ett<' immobilizzare. :\'ell'>lprile si ma1ùfestarono dd seni fist.olosi intorno a l malleolo esterno. Altro a;;t·('~'"O freddo fistoJi zznto è compnt·:;o nl fìan·<'0 clc·stro. lJiagno.si. - Osteo-ar tr·ite tubercolare tibio -tarsica dcst.r-a. 25. ~i. Adolfo. -

J>Tecedenti ereditari e person<rl.i. - NegatiYi. Dal<' t! Mele del trmarw. - Nel)'agost.o 19 17 bat.tè col torace contro la tuota -di llll CalTO. l11izio e decorso delle lesioni tubercola1i. - P och i g iorni dopo compan·e una tumefazione a l rli sotto tlf'l capezzolo sinistro, tumefazione che a nelò g radatamente .a11me:<ntnncln. l'res to s i fOI'IliÒ un tramite fistoloso e fu ttOhtto la <•:;istenza di tma <'ariP c,,,..tnl.·. In >'t'f(UÌtu ;;i f01·mò un tompiema pJeu1·ico siu i~<t ro. Dia{/nosi. - A>'rP:-<:':<1 frerldo n l wmce sinistro da carie costn!e. Empiema tuI.Je r·co IMe. · 26. :\Ia.. Dino. - Preccdeuti ereditari e per8o1wli. - Negati1·i. Data e sede del trauma. - Nell'ot to bre 1917 in segt1i to ad lUlO sforzo. s i manifostò ul\ gttnglio »iuoviale alla mano d~'stra.. Fu p t·aticata. la escLsione. Nel 191!:! il gang' io si I'Ìp rodus:;e e fn nuonunente asportnto. Inizio e decor.so delle lesioni t r1bercolari. - All'atto della seconda oper·azione fu ri:;con t•·Mo eh<> il con ten u to deliA. cist.i >'ino, ·ia.le Mpo rtata uven~ aspetb di ptod otto tubercola.rf'. La t~.>•·ita opet·atoria si è fi.«tolizzata• ~' sono comparsi fatti d i ostt•o·pm·iostite a carico di'l 1°. 2o metacn.rpo e della 3° full;lnge dell'anulare rlt'stro. D iagnosi. - O,.;teite tubc·•·colare dei mct ac~u:pi. 27. Ma. ~Pietr·o. Precedenti ereditari e personali . Pt·ecedenti ereditari n E·j:w.tivi. X€'1 1901i f'bbe lUla p1e tu·it t• Pssudativa. N e l 1912 ebbe un asrl:'sso in co r•· isp<m\knzn cle ll>L l" vertebra lombare. Tale asce;;so fu ritenuto di natw·a tu·h r r colure. Data e sed-e- c/.el trauma. - Kt>ll'ottobre 1917 cadde clall'alte7.za di circa m. 8, battendo fortemente il dorso. Inizio e dacorso dPlle le.sioni tuben:olc~ri. - Da quel rnomento accu,.;ò contimù dolori a lla n'gion{' lombat·e, fuwhè nf'l settembt·e 19 18, a l di'lotto dell'antica -éic:-atricé, t·c)n'll><ll'\'<' un a;;ce...,;:;o. Diw,;nosi. - A.<;c-t•Rso ft·<·tldo da morbo di Pott.


50!

ClJ~TI!IIlCTO AJ.LA C,\$1STIC.~ OE!,l.E LOC1Ll7!7_1Zl0:\'1 l'OS'f-Tit.HaiATICHE, ECC,

28. )la. Pilwle. - Precedenti e-reditari e per,ço11ali. - Neg11tivi. Data e Sfde del traum.a. - ~el novembre 1918 si produ.s:;e una dist<msioneal pieuc destt-.J. I nizio-e decorso delle Ze.si0111i .tubercolari. - Da allora. la regione tibio-askagalica ò :;empm stata dolente e tumefatta, con remil>Sioni e riacutizzazioni. Si & infine constatato nn pr·ocesso artrosinovitico specifico. Diagno.~i, AJ'trosinovite tibio-ast.ragalica deMra tubercolare. 29. )Ja. Ren.tto, - Precedenti ereditari e personali. - Negativi. Data e sede dd tmum~, - Cadde nell'ottobre 1918 riportando una contusionealla .faccia anteriore dell'ernitorrtce dest•·o, lnizi.o e decorso Mll•• lesioni tubercolari, - ~ella sede della contusiono comparve 1ento.:nente una tmnefazione che Hi •tlcerò ciancio esito a pus e l"imn,nendofistolizzata. • JJictJIWSi. - C.trio rontlro.~t('ma~c tnben'o:i\l"l\ (le:;tra. 30 )h. Gino. - Precedenti ereditari e personcJli. - Negt~-tivL Data e sede del traum.a. - ~t'l giugno d el 1918 cadde producendosi una contnsiorw all' tmca. destJ·t~-. l nizio e decorso rlrlle lesioni tnbcrcolari. - D a allora la partt1 contusa fu cont in u>lmellte s.:d e di dolori pi(.t o m eno int e n:<i. Nel marzo 1919 compa•·ve in de tta region n una in luntE-sreuzn clw n ' r>;O ii novomb:·e s i ulcerò rimanendo fistol izuu ~~,. Dicl(JII08i. - ( '0xito d t'stt•a con fistole alla rngione tmcR.nterica. 3 1. ::lh~. Elio. - Precedenti ereditari e personaJ.i. - N<'gativi. Data e sede del trawna. - N<' li'aprile 1019 si r•'odw;.'-'f' una contuF<ione a l gomito s ini,.;tr'o, inizio e d.ccor8o tÙ·lfe lesioni tttbercolat·i, - In sc>guito a l t rt\lltnl\ si è costituitl) llll pnwe><so eli art r·oaino\""Ìte d el go111iLo COli fc•rrnt\7.Ìonc (li un a..,;cc-;;so f•·eddonel 111>1ggio l!) 19. • l)iagllosi. - At·t.rosinovite tutx>rcolam gvrnito sinistm.

:l2. ) [ i, 131\tlista. - Precedenti e1·editari e pusoua!L - .:\t>gl\t.lvi. /Jat-r, e sa/,e del trauma. - Nel fe bbn1io 191 8 riportò lillà iortis.;ima con t u sivm' al gomi to d "slro. inizio t! c!Rcor.••J dP.lle lesion·i tubercolat·i. - Si è lontameut~ costituito un pròCE>,;so di ostco·pNio;;tite che si è poi fistolizzato. Dìagno.si. - Osttm-pel'io~tite tubercolare •l··L gomit,o d eiltro. 3:3. Li. Adamo. - PrP.r.edenti crl'(litari l' persot«<li. - ::Xegativi. Plew·ite essuduti\"11- nel 1919. Data e secle d"l trat~ma, - li 17 ottobt·e Hl l 8 cadde batte ndo fortemente il g•Jmito siui><lro. l ni:;io e <lecor.~o delle lesioni tu'.Jerr·olari. - !:iemhn\ c he l 't~ffezione tnberCùhlr<' u<•IJ'a.rtico\r~Zi'llW del gvmito Si :;ja ><viluppR.ta ne l maJ"7.<HLprife 19) 9, m entre na am•nalat(l rli plo>u•·ite essndnt iva ><ie•·o:<a. La l<'si•>ne tubcrcola.re si è fistol izzata. Di(l,f!ri?Si O:;t ao -i\rtr·it~ tubercolare g,)mito siuistm. 34. La. Uuido. - Precedenti erediwri e pcr~JonaH. - Nf'gativi. .JJn.ta e s~>de ctel tran11ut. - N<>l clicembre 1917. in trincea, cadde pt·oduct>nùnsi una fo r• te contnsimw ali" an•~a s i ni:<t ra'. Jnr:zio e cler.orso delle lesioni tubPrcolari. Ft~lto pl'igioniero, poco dopo :<offersf' p,•r tutto il t~·mpo della prigionia <li (lolori al l \inca ; era claudicante. Rimpatriato. ri<'OY<'J'Ò in (1Rpcdalt> m·\ dicE>mbn• 1918 <' fu riscontrata l'o<;Ìstenzn, di un 'artru><ino\·itt• tufwL"colare fnng.~~a d ell'anca s ini;;l.ra. J)ifl!lnosi. - Ar·t.•·ite Nmgo.~~~ anea ;;ini;;trot.

P mcedf'nti •?rt•d:tari l' p · r.~ona!i. - N<'g,\tivi. Data e .çr',{/e di'l trmww. - Il l~~ di<·••ml>n· l !ll7 r·t~rldn prodn<:t•ndos i nn a dil!tor~imw ttl gomito sini;;tro. :l!>. Lo. )[ar·io. -


505

CO;>;Trtl lll"TO .II. L,A l".l:-' 1:-iTH.:.\ Ot!U.t. Uli'.\l.lZZ,\ZIO:"I 1'0:-iT ·Til\ \" ~1.\TJ(..H I':, t;n ·.

I nizio e decon;o dell~ le-sioni tuhcrcolat·i. - Da alkwa <>i iniziò lentamente il prOCt;'>'<io o:<tt:'O·t\rtritico del gomito, p tw ìl l)uale fu coa tinua.mente d egente in ospedali fino a!l 'aprile 1919. Diagnot<i. - Ostoo-adxite tubercolat·e ukeratl\ d el gomito s inistro. Uiust'ppt~. P rec< >tU>nti t!reditari e pei'SOHali. - ~e~ath·i. e sede di'l tranma. - 11 Hl marzo 1920, JWII 'alzarH nn sa.r<'o, 11.vve rtl Wl d olo1·e m olto violoato alla rE-gione lombttrO tli ù cstra.

31t l :e. Dc~ta

I nizio e decorso ddle lesioni tuhercolari . - Rico,·ct·a.to in O:<pedt\le dopo <luH giMni, »i formò nn asce:<so in COJ"t"ispondenza d e l ptwto dolnnt e , po i in :;Pguito altr· i du o a...;cessi , l'nno alla cr e:<ta iliauu., J'altrQ alltt region e sacntlf'. Dia-~;nosi. Tul:><'rco los i tls,'l(•a ri.Pl saero e d ell'il<'o di rlestra. 37. Ua. c:iova.n ni. l:'le w·itfl nel J917.

PrecedeHti crr:ditari e ptli"Stmali. -

(:nntilizio m•gat ivo.

Datct e sede del tr·wmut. - )\<>1 ntat·zo 1919, nello ><c·at·ic>tre . um~ balla, Ctulrlt>. av\·c rte nclo un ftw le clolor<• t\ll 'anl'a d;,:-;tt·a E>d alla t·t>gione ing uirmlc. I nizio e decor.~o delle le~<io11i tubercolari. - Rico venl.tO in o:-;pedale pt>rc·ht'> <·hut· fu t·i,;contntlt) w·l giugno 1919 ' "" t>;;isf.PnZa di una co xit E". Diagnosi. - ('oxite tubPrcoJ..u·a dt!str~:~..

dican t~>.

38. Jo. ( 'ele:-~tino. - Prct:r·del!t i e,·erlitari e pcrsonn.~t:. - ).1 ~" 1!<tti\·i . Dc~la e sede dd trauma. );el 191 X cadde dal tettn di una h•u·act·a, hat1••ntlo

a t('JT!l. il gitwec-!Jio ,;ini,;tro. I nizio e decor~o clellc ll'sioni tubercolari. - Da >"l.il <>ra si iniziò l e111 u.mc·nt~> un prO('(•,.::;o di sinovitc d<•f ginocchio . Di<tgnosi. - Binovit<~ tuhet·colare gi ru)(•ehio siru:>i.~o . l

1

39..Jo • Leone. Ple urit t> nd 1!)17.

Pre[;cdente !lreditari e p<•rsonali.

Uentili.zio intu\ll lll:'.

Dr1Ja e .~er/R. dd lr(tW!IfL. - 1\el giugno 1919 catlde batt.(>ndo tortE>menttl la natica " inistra e la rcgiont• ><aera! <:-. l ~ri=io e d.ecurso delle l(!!i ioni tubr1·colari. - La rE>gione d orsa,le s i LliJH<~t"t·cc d o po pochi g ior·ni. Indi la ttuue fnziont> :-;compa.t·,·p pl•r riappm·irP dopo q111" Id H• t<•utpo. Xt·l ft·bbroio 1920· ;,i fomut,·n un Rl~C·f's.;o c-Ire fu ape •·to o <'ho si è fi>:t olizz>llO. Dia{!rw.~i. Osteito ;;1wr-ale fi:>tolizzt\4\. 40. l<'i. Tito. - Pr!X"etle111i ereditari. e pcrso/l(ÙÌ - Xeg<Ltivi. Data e 8Ulc del trannw. - ("a<l<lo ne l t nv;portare una <"Il><""· di mtlllil'.inni, nel 1918, btLttendo fol"!emenlo il ginocchio. l n.iziu e decurso delle lesioni tubcrcol1~ri. - Si ;;\·olse le nta nt<>nte un proo.:t•,:;so ostf'o-artritieo tkll"a.•·ticolazione d e l ginocc.hio, c h e n e l 1920 l'ichi~>se tm a.tt o demolitivo. Dirt.fJIIOBi. -

Tu l:>ercolosi gin oc,chio d t>:>tro.

41. ?Ila. <;iova.nni. -

Prececlc11ti errditari e perdOIUtli. -

PrC'oedent i ' '"<'eli·

tar i llf'~1tt i \ "Ì . Soffrì 11i m e n in gite cerebro-:>pinoJe e pidemica nd l!) 18.

Druct e sede del h·attma. - Il 26 ap1·ilA 1921. nel solltware una g •·os;;a pif't m, riviolento doloro all'in~uino dt>~tr·o, cui seguì tumE>fazinne rlt> l t t>stico lo . i nizio e d,•corsi clellr> leaioni tubcrcolar·i. - Si è grada'tamt:'nte nHtnifP:<h\ln una orchil'pirli(linùtfl d e-stra. DùuJIWsi. Orc-hi<·pidirlimite tubercol&re dt·st,ra. .

St'JltÌ un

.

42. A. Ang0lo. - Prcccrlf!nti cn•ditari e pcrsrmah. - Neg.tt ivi. Date' e sede del trawnn.. - Xt' l rwv<>m bre 11)20. Sidtando a t~>n·a da una <'ar· r ot.t H., gr·avò con tutt o jf p~>><o dPI corpo s ull a garnha., t" J·i,;Pntl irnrnediat a mentA d o lo re al ginoec·hio. Inizio e derorso clelle lesioni tubercolari. - D opo 25 giorn i il ginocchio no mm· ciò a tmn eiarsi e s i :-;tn,bi lì un processo di artrosinovitf'. D i(t{JHOsi. - At·tr·osinovito tuber rolare ginocch io (lPstnl.


5()6

t;O "Tilllll" l (l ALI . \ C.\$1:<'1'1('.\ OF: t.LF: J.•W.II.if7.Z.IZlO:'il PùST·ntt\l' l lo\TICHf., f:.CC.

4~t Mo. \ '1th>ntino. Prr' ced<'llli er erlito.ri e 7Je.rsonali. Erf><.litli.l'ietà n ega· tint. Pl!'uritt' d<·stn• e::;,;udativs 1u' l Hl l i. Xd febbrai<) 1919. a:;ce,:so frertdo alla r egio ne lo mburf' s inistra (>'\'1\Za lt>><ione l'!'t't e brAit>). Da~c' e sede del trauma. - NP I febhrniu l!H!J. in st>!!uito ad m·to eli treni, .ri· pMtÒ una lu::;saz.io nc· int Nll!\ d e l pie de s inis tr·o. ~ i nizio e cl~·(·orso deUe le.)'ioni tube1·colori. - Dopu 2 mt>><i il pie dt> inrominciò a t UIIH'far:<i. Xd luglio si fo rmò >'po ntaneam l."nte una ul ee•·M:ione ,;('(·ernente pus , al disotto rl\'1 •mdlcolo inte rno. , · ' Oiagnosi . - O::;teite tube r co lare fìstolizzata mallt:" >l o interno tibh\ ~;in ist ra.

4+.' Al. Ettore. - Pre.cNli'II/Ì etedita.r-i e 711'1'$0110./i. - Er·etlitarif'tà n r.>gutiva. f'l1"11rit e ll<'l 19l4. Data e .Yt>de del trawn.(~. !\t•l 19 16 . e!ld<•ndn. ripu t·t ò una eont u:;i..,llll a l gill u<·ch iu d Pstro. lid:z io e dPciJI'l'O (/{•lle lesi011 Ì /'U{)('rrolnri. - X e llu)41io HIIH ;;i iniziò 111111 p E'I' iostite dt·IIH. t.il.>ia 1•d Llll '!lrti·Osirwvite dd g inoc1·hio <lest l'O con a,!:<cex,;i frectdi multipli Hll'ar·tc ) inf•·•·iorE". Tn st·gLùto ,;i <•bbcr·o tl.rt•·osiltO\' it.i dd po lso t:' dl' l ~omito. l Jiaynosi. - Os t eo ·artrite tuber<"olal'€' ginocchio dl':i>tro, poJso c gmnito rl<';;t ro. ~:1.

Be. A l..s,.;!wldro. - Precedrnt i e-reditari e p er sonali. - N'<·g•ltivi. TJaJa e sl'((e .del t1·aum.a. Nel l 9l!J rip, trtò un trimma. al piede dn><t ro. l ni:.io e decorsq clclle les ioni tllberc()[(lri. - D opo 2 mesi si inizittl'l)IHI i pt·inù (ttlt i di uno IPsimw oxtoo-a.rt ri tica de l piPd€' con sus.-«.•gut•nte fist,olizzazionf". IJirtfl'WJ-'i. O><t••o-artrit<> t nbe r<:o lal'l• piPrle d t•str(?. 4G. Bt·u. Aramlrln. -

Prrceden.ti rreditctri

P

7JersonaJi. -

K<·gat i1·i.

} Jn.la e srrlP dd trmmitl>. C:ade nrlo rit>Ortò una cont us ione a l t uracf'. in izio e d1•c'(II'SO dd/e l esion1: lttht•rco(u.ri. - Dumnt c l>\ prigi<>rria. n •·l 1917 s i ini ~.iat•ono i ;..,~, i di un ll><!'P><"'o fi'Nl<lo u <">\l'i<' ro;;tu.lf' n l' lltl !':f'd<' dt•lln p t'••gr r·!>::<a <'nn t u,:io rw. L ·.. ~<·<'s:<t> H i tllce rò fìstol izzt~ nll•>"'i . }) i{[!fltOJii. -

( ';trie

<'OS iui P tnhC'r(•(litlre.

4 i. lk. Ti t(>. - PnK'Cd<'ld i t'rcditari e ]>~riJOitali. - ~t·gat i1·i. Dntu r .~Pch• rl,·f l rmmw. - K e l luglio l 9Hi tl'lllttlHt a l gi n nc-ehio d hH , ..,. l11i::. irJ e di'mr.•o delle lesioni /llbl'l·çolar i. Si ,-, ·il u ppò lt>nhuHt·nt t• 1111 tum ·J r l•i nu('u clc· l !lillo<Thio, per il qunk• m·ll '•~go><tv 1!)17 du1·<'· ,; ubir·e l'ttlllputuzi unP d ••lla c·os<•in rl•·su ·n . D io~/llut>i. Al'tro;.;ino\·it c tuht' l'<:olore ginui'C' hio d<>><tro.

4H B n. P anln. -

Preced e111i f'reditnri e prnwnali.

-

Nrgt\t ivi .

lJn/11· t· .• ,.(/,, (fl•l tramm;.. N<•l maggio Hl l !S. in " ")!Il i t o a ('adtlttl, si prudns:<et·o t·on t usiuni nl l11 I'I'J.!ÌO II€' lombn r<" ,;iui'<t ra e al poJ:.;o ><iui:<tro. l ni::.io e dt'C fJr.ço delle le,~iolli t ubl'rco!ari . - (~u n.-< i immediata in"o t'g<'nzn. di

tl'llll·Sill•JI' LI<' tulw reola•·e dd p olso e quinrli morbO" tli P ott lombnl'f' con a.-.;eessi os:-iA•wnt i. }J i" !flt osi.- 'l'l."no.;:;ino\·ih' tuh•'t'<·o lnrP pol:<o ~;i n i>'l i'O . :\l~> t ·bo di P n tt lo mbtll'e. 4!1. Ba . J!idi'<J. Prr crcl<•ttli erecli/a.ri e ]J(' r::<onali. ~ f')!H ti vi. f.Jala e sPdl' ~!rl tra ttmn.- Kc·l :wtte mb•·<> l!ll$ c•utl<l•' h nttl" ndo il fi n t11m sini>' tro. 1 ~tizio r cft·nm;o dd/P [t'.~ÌOit i tubi'1'Cf!74ri. - )\c· l j!i ugno 191!1 co u ìp!t<'l'l' un '""''''!':<n fn·ddn ~t.lla l'c·g iollf' gtnl•' a.. i\t'll'ttgt>x to ~;j n11111ifc•stò tiiUJ r-oxite a ~ini,.:tra e Jtu>rbo di Pntt lom har<> eou ll>it·(•f:so ingninall" fì><tolizzllto. J) iftttJtn.~i. ( 'oxit<' t ull<' t'l·ohu·<' :-<Ìni,.:tt·a. Mo rb o di P utt lombMP eon a,.:c·<>S>'o o;;sifi llt' u·l <'. 50 llu. Aug•· lo . -

Prcct•<l(•nti err·rlitrui e ]Jt·r;:~cmoli. -

~qmtid.

X 1'l f<' hhrttÌO 1!1 1!1 ('l)lltiiXillll•' alla sp11llu. l 11i: io l' dtror.~o delle lrt<ioni tub<'1'rolari. l nu 11• d itlla adt•nit<' C'<'I' I'Ìca ll' s iu i;..t ra s uppu mtu f' li.<tc >li?:zntn t' wk·nite ll.'<C'Pihn> sini,.;t m l JiruJIItt.Qi. Ad,·nit!-' C't't'\'iC'lllt• t' f\'IC't·llt\1'1' tui'H:'t'C·•>Itll'•'· lJata P i'JN{i• tft•/ /ra•lflllrt.. -


~;0:-'Tr.lllt 'TO -~ 1.1.\

CM-.J><Tl(" \ Ili l . Lf. [.()(' l I. !Z7.. 17.1();\' l PO.' -T·TII.\ t' ~1.\TJ<:HI:. E<:('.

!i07

51 Di J,u. Antonio. - Prrcr-denli e,·rditati e personali. - Xt·~alil'i. Data e scdl· dd tm·uma. - l'rt:"l tlicernbt•e 1!)20 rip11r•tò un gmn• tl'llllllll\ti:-;~no al.l'anca. ed allu n'~ione glutea rkst rn.

I nizio e drcorso delle lesioni tubercolari. - Si forzuò una gran· c on t w;i,>n<• o dùpO 5 nwsi si r iiP1·ò l't>sistenza rU una. o><toito dE'l l'ilt'O rl<•st ro. Di(ljJWMi. - O,.;t<'Ìte tuhP.rcolar·e dell'ileo dcst1·o e rlel gran tJ·ocant('J'tl<. · 52. ì\lt>. Giovanni. - Preccd~nli ereditar-i e pc·1wonali. - . ì:\egativi. Da-l a e Sl'rfè di'l trauma. - ?\d 1919 CAcld <' rla una ,.:c·ula battendo fo t·tt·Inente

la rq~i<•ne ~•H·ral•·. ]l!izio e d,•rnrso df!ft. l<'sioni tubercolari. - N el die<'mbre d4:'1lo ste~so anuo adrnite C•H·,·i<·al\· fi;-;l<'lizz>~ta e ai pt·imi drl 1920 com par1·rro i sinttuni di u11 mMbo di Pott rlor..:nl•• . .Dicl~fii'J&i. -

Adt•nit<• c!'n·italc dorsale. ì\torbo di Pott dorl'Oa l<'.

5:~ :\'lil. PiNrn. Prl!.cedenti ereditari e 1Jersonali. Nega.ti,·i. nata e. sede d~l tramna. - Ha •·iportoto rli,·er:si truumi al pi ede sinist•·o E:"d

una graY('I di><tm·sionr.

Inizio e decm·.·w ddlt• lesùm·i. t·ubercolarì,. - Xt>l H)20 (C. nwsi t·ir<·a tlopo l'ul timo trauma) compt11'\'PI'O i sintomi di un'ostt'O·IH'ti·it<' tuhen·olnrf' del pÌ('d... Diaynosi. - Q-,;teo-art•·it<> tuber<'olare tat"!!O·tH~'tat.o·si('a :-<in i>'trll, Precedntti ereditari e p<nonali. - Xegtttil·i. lJa.Jf1, e 8ede. del .traunw. - I n S<"guih> a caduta da un ln'uo in moto r·iportò gra\'E' <>ont n;; ione lkll'anc;n sinistra. I nizi" e cle<'orso dRllr le.sioui l~tbrrcolari. - Trt' anni dopo compmTe un ustTsso fre-ddo fìstolizzato l'LI l,, r·<>gimr<' inguina.le siu.i:<tnt. .Diaanosi. - Ax<·<'sso freddo l'(:)gion~· ingtLinalt> si ni;;t rn. :H. X >\. nionuuu. -

55. Oc. Fro,nc·P:<c·o. - Pr<'trrft·ldi acditarr e prrt;our:.ti. - X c•j!!ltil'i. Da-ta Il sed~ del tnmma. - ì:\ell'agosto HJ2l tr·m •ma alla rpt:!ion<' tr.want<•l'ica. si nist.ra..

Jnù::io e decorso dellt• lesio·n i. t.ubercolari. - !\t' l ff'blwaio Jn22 COIHfHU'\'f' un fl:<(·f>s;so frt>dclo n l'Ila l'f'gione troC'antE'J'Ìea. sini~! ra. Diagnosi. - O:..;tf!t)-pedostite d el gran trocantt>t'l• con ascesso frP.clclo.

56 P<'. \'inten:r,o. - Precedentt ererfi(,(l;r·i e 1J<mwno.li. - Keg,ttivi. Data e sedf. drl tmwna. - N'C'l 1920, nello S<·f'nd<>re da tm camitm. gi·a,·anùo

fortemente sulla muno ::;ini;;tra col polso in ipe-re;;tensiour forzat.a. i nizio e decorso del/l'. ft•sioni tubercolari. - Dnpu :3 nw~i si iniziM·ono i primi fA~ t i

rli art ritc tubet·<'ola.re cl~> l cnt·po f' dopo altri trf' mf'si un osc·l's.«o fistoliz7.ato Al·trosino,·ite tllbercolarf' caq)o- mPtacarpico ,;ini:..tra.

])ia(JI<OBi. -

57 Ptt.

Et 1ore•. - Prccr·rlc• ,fi errditcwi e pnsonali. - 'Kf'gnii,·i. /)ala t' Sl'dr e/t l fnomm. - ;:-;,.] ma).!gio 192:0 di~tor~iont· al pil'd e d<'stro. l nizio l! dPCM80 di'l/t• [1-,,irm i tube1·colw·i. D<>po 8 me~<i s i i niziamno i st·gni di

lll,·t\L· r•·o~inn\·Ìt(' [);,~yno.qi.

-

tibicH·ar-,.;it·a. Al·trnsino,·itf' t ubt•rcolare -tilbio-tar:-:ica destra.

!i8. Ri. F:mili11. - Prec·t>de~< t i t•rPrlitari e 1Jf1·sonali. - 1\t>gtlti,·i. Data c• sede df'l trmnna. - Xrl giugno 1918 cadtlt> eia 1111 ponte bnttE:'ndo il gi1111t'C ilio d~><t ro. l n i zio e dtw,rso dt /1e lesioni t u l)ercolari. - ì:\ell'upril<> !!} Hl, dopo la pdgic.nia, <·Pt•lpurvnro i ~t-~m.i <li un 'art ro><inOYite del ginoc:cliio. /) irt.fJnnsi. - An·t•·o;:;in<II'Ìt<' tuhPrrolare del ginorc· hio drstro. 1

i)!J. Si. Rinnld(l. Precc:denti ereditari e pf'rscmali. - 1\(•gatil·i (Pietn·ite in prigiPn.ia). Da.tn e ISCdt> dd lra.wna. - x('ll'ottolwf' 1918. t'>'"f'nc1o prij!ioniero, fu per('()i<RO eon <:okio <li fucilf' n.l gino('(·hio ><ini><tro. ]l,izio e dt.c(frso dC'llC lesioHi tub<--ri'O/cwi. Nt>l marzo HlH; romparvc·ro i sqpli di nn tumor bianco d t'l ginoc..Itio. J)itutnosi. - Artros-;innl·itc• t ulk>l'f•l•llll'{' <h·l ).!illol'<·hio >'ÌilÌ:<tn·.


no. :\fa. (~ ÌJH'. -

rrccedl'lili u·edilat·i e /)(Y8()/tflli. -

Xl•gativi.

/)ala C 8Pdl' d({ !t"OU/110. :\I la fill t' dd llU:ll'ZO i!l:l2 lll<'lltnl f':<<•gu,iva tlt•gli cs.•J·c izi giJUlaRtici. emi de ha t tNttlo a t1·rr·a la mano d t>Htra chilL-<>t a pugno.

I nizio r d((·or110 d1llc /tsi<JIIi lttf>l ,·colari . ( 'ompAl'Ye un modico gonfiore d d ltt mano l ' d•' l poJ,o. A i primi d i n 1>1ggio ltl <lo!o ro bi i it à a la tumefazione n umf·ntal ono . talchè l'ammnlato e ntrò in O>< )wtlaln. :\'et ntaggio si formò spont ant·<unc Jlle un ' u lct>raziont'. che j)CI'!<ÌS t~· t.uttoJ·a. D ia~lto.<i. Ost eo·peri·,sti t<'l fbt<Jiizza tR estremo inle riort· cu bito destrQ. T e n o,itu1vite tubercolare dorso piede dtlst ro.

Colt sid,:ra:.io'lli clinicht•.- Allo ::cor>o di adùivenire a qualc he oonolusione prat ica eil'ca i mpporti <·he p~ts::<t·nO fl·a i lnwmi e le lesioni tuber co.lar i, ho credu to oppor4uno vuluLat'cl sepa r-<:t.lamente i singoli elementi che possono <LVere una parte prepondenm Le neila evoluzione di un. p rocE-.sso sp~r.ifico, elementi c he da Utt l c~to SQ IIO intrins~i, .aH<t natura del tmuma, d r!.l l'allro ai c.a.t·at.terì personali d eg-li i.nd•i\·,id tti colvìt,i , e più specialmente a rig·ua1·ùo dei ICJro precedenti e.redila.r·i f' personali , ce1~ •·.ando di lumeg'llia1·e tutte CJtt t• llt• c.ause eh.:, i.ndebolcndo l.a. resist enza d ci sog~e lti, p<~tevano f.a.vorirf: l '<lt\.ecc llimento d ei germi spe, ·ifit i. L 'et·edila.r-i·elù tubercolare non tìg-ttra in a.lc,un caso. Nei r>rPt•ed ,n [.j pet'SOnali fi ~tt l'<t.nÒ: jn 1 caso una preg r ~::ssa hronl'ilile, i11 7 pleì tri ti, in 2 a$rf>S'i i f.1w ld i, in 1 una ganglio-sinoYi a.le del pol:òo. La cow ·omilunza di <tllre manifestazioni tubet·c<>la.ri fi g ura in sei casi . Qu attro Jlll?-ienli furono J}tr ltrngo tempo in prigion~a, :;off1·endo d el clima. rizi do, cleli a. caltint alinwnl azione, d ella. ma.ncanza.llSSOlut.a d 'i gi ene, di ma li lraltmnenli cl1e ne i ndeboLirono grand em en te la resi slenu fisit-a, sì c h C> a l loro ri lorn<> i n palrùl o rrano già a.mmlaJa.t.i, o appa.r ivano in N>nd :zion i gfmerali scadentissime. · Per J'H·PP•'Irlo al tipo del tra lima sofferl<> ho potuto nol.are : in 13 casi ~ernplici d islol'sioni artiwlari pi'ìl o m eno jntense, ·in 29 casi contusioni st>.n11plici, in Jlt ,·on tusion i g ra \' i , in 1 cR-:::o una, lussazione, in i r..aso 1.ma dis!raziont> musc.olar e, in 1 i l t.l'a uma, c·o·nfusion e, si 1·ipetè per due vo lte ncl1!.a sfes;::a St>d e a <i isLallZ<l di l vm po. P e.r ciò c.he l'onçeJ'lH' il tempo deco,·:;o fra il tra uma e l'esplosione d eil le m«nift>slazi o·ni l1rht>r,·o·lari Ilo ril evato i "Pg'tt en ti dati: rla pnl'i1Ì 'friOl'lli arl lll1 ll1P"P " du e mesi. " lJ·e m esi . , ,· i·n q t1 e m l'si " se i nwsi . " ntt{) mt~::i . " d i PC i ffiPSi " un anno .

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A ri!!uardo d tt1 genrr e d ~~ le manifPs!az ioni l1•bercolnri (' c) p,Jl,1 lo ro SM" e<'.ro CJU<tn l.o h0 clPsnnlo dalle stol'ie rlinirhe:


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Questo specchio riassuntivo vale a confermare che le J)iù fl'equenti lesioni tubercolari posf.-tra.urna.tich e sono quelle che si lor.;;\'1 izz.a,no al piede, al g.inoochio ed allgomito, e c.he i:l t.ipoprimci:pa.le della mani feslazione è rappresentato da quella. c he si localizza nelle artioola.ziryni . · Un fatto che oolpll:ce sovratutto è il carattere del itr.auma. Di sol.ito nel magg,ior nnm'ero dei casi ·da me r~lli esso è stato lieve, t.&nto lieve ~he in .prim~ tempo, a;ll'infttOli.'Ì di_un c.ert.o grado di dolore ed' un po' di imJPa.ccio nella funzione d ella regione colpita, i pazienti non rilevavano noosurn altro disturbo che/li s:pi ngesse a ricoverare in ospedale, il che è .assai silgnHìcaLlvo quando si oonsideti che si tratta di militari e che i m ili ta.ri in genere oog.liono « marcar vis ita » a:nche per disturbi di pooa entità, tanto più ·c he, quando, come ·nel caso nostro questi soldati riportavano iJ trauma in temrpo di guerra l Ce:rto si è che·la spropo~ione fra i.l traumatismo e la g l'avi là d el processo t.ubercdlare successi'Vamente o rgani.zza.tosi impressiona assai specie allorquando si riftetLa. c he di solito ja trauma è stato rappresentato d a uno di qu-egl•i ·i·ncidenhl, che dal .pilù al meno cwpitano a. tutti (distor- ·

sioni e contusioni).


6 10

('O;\ l'Rlllt::J'O

ALL~ CASJ STIC.I DU.LE LOC.I L1Z2AZIOX1 l'O ::il' 'IRA t: .\HTICJH:, 1\I.'C. _,.,

l'è s i può Jire J 'alt.ra JJ<trle elle nel m<Ugg·ior numeto deà C<tSi i l trauma si sia pre;,eutaLo in indiYJdui d enu.triLi, viventi in coudizioni poco igienkhe, ind eboli~i rla a.ltr~ m11la.Lt ie, o con ei'ecbt.a.rie tà tarakt. ::>e si facc ia asLl·azio1 •e d<ti po\:.hi ,j udiYidui t:·he furono in prigionia, e ùi q uPlli', anoot· meno, che ebbero qualt:he m.u:Jattia di :50spetl.a natura sp...-ei fix:u, o che conLauo n olla familglia , ammalati di tuber colosi ben conchuna~<L, non possi.amo a 1111eno di rilevare come i nostri pazienti presentas:;ero uno s~aLo generale buono e conducessem una ,·iti.l.. &La pure s traIHtzzosa, ma in cond~zioni igieniche e d i nutrizione buone : èhi ha segui lo da ,. i<: ino la guerra ed ha veduto i militari, :;u. in quwli condiZJioni t•s:- i furono lenu t i. In qualc he caso il p<Lzien te ha riferiLo costanteme.nt.e d i aver ùOVl.tlo continuare nel proprio fat.i coso lavoro, nonostante iii tJranma subito e le soffcreJJze da esso detenni·nale; in l..a1i c ir costanze s i po trebbe invocare una sommazione di s timoli lesivi su di un terreno •già colpiLo da trauma, e pensare eh t alterazioni an atomo- fvllzionali dappt·ima ,J ievj, possqno, perdurando cause sempre pitt iraumatiu.a.nli, cietermin<t.l"e l'aitecCllimento di gerJJ.ni specifici e dar luogo all'impianto di marrifestazion i tll-

bercoùa,·i g-ra,·i. Ma ciò c he, a parer mio, r est.a di ben più dirfic ile intel'pt·et.a.zione, è lè1 non scarsa per Cf• flLuale di quei casi n ei quali f1·a il tt-auma e l'esplosione de.i si nlomi morbosi spc.. ific.i int e n 'en ne un t.em.po brt ,·issimo- dipcwhP setli manc- con lu formazione di un f'!U adro m o r])oSQ graYe ad andamen to quasi acuto. Le forme tubercolari - astrazione falla di que>lle a seòe polmonare o delle s ie ro-toraciche e add ominali - hanno come caeatteristica un i nizio Sllbdolo, un decorso lento, falalmente PI'dgr P.ssiYo , u na evo>111zione con tara ttNe di cr oni c; tà, e di soliLo tra le cause C·he iil paziente invoca ' come d ptenn~nant.i la lesione e -l'iniz,io di ques1a, inte r·eede un periodo d i lt·mpo a~!".ai l·llng-o, rhe le m olte ,·ol.te fa escludere al SO!!gelto medesimo la possihi l i tà di un raprort.o di 1·etto trra k'l 11r·e.o.11 nla <'<Lusa e l'effplto. In l<tluni dei rasi da me r acco!l.i il period o iniziale rl f'lla man:f<·s l.azione pa rr colleg-arsi al trauma in modo assolnfamf'n,l-e d11·t-llo; i P<:.ziC'nli fnrono sempr e sani fino al11'epoca del trauma; subilo dopo questo in(:ominriar·ont' i :::t•!!ni di un pt·oresso mor·b0w ch e si rivelò ben prest.o per i sintom i come clelerm inat6 da bacilli t1rbercolaJ·i. P iù c.hiaro potrebbe ~ e mbrare il rappor·fo se 11rr e>ffl"lto d el t.rauma s i ave>s.<;e>ro .avute ferite anche lie,·i delle padi moll i o fniti suppurali\i chr penne.tl.erebbero d i .invoca.,·e una diretta penel r'azione di germi in seno ai tessuti profond i: ma qnesta eventualità non si è m a i presenk'lta. nei casi che ho studiati, sì che il trnumr. fu SPrnPI'€' dovnlo nsrriv0~·e a ll a ratrgor;a clPi tr:wmi chiusi . :--Jr-e-an• al tr·aiJma una !!'rande impor tanza ~ella dete r minazione di un proces:::.o t.ttbenolare, sa rebbe u:=:sttrdo, e se in passato non poch i autori , e t.J-a i più SC'ri, nnn '\·oll el'0 r irnnnsc€'rgli un valnrt> positivo, og-gi di fronte alla e,·i cl t:-n za cl ei fal.ti e din~mz.i alle statist.iche ir r efutabili d el! d opo-guerra, moJl.j ~i sono ranE'odnt i, €' molli altri hanno insistito sull'importanza. rhf.', rta.l Plllllo d i Yi~ta med iri')·1 Pfrnl~, ~i cl eYe attribuire al traum a in rapp1wt0 aìln <:l rlen nirtazione eli un proce"so Ll1hrrcola1·e. M a assa~ più


1.:0.'\TICWl"'lO .\l. LA C.\:,l::Of!CA Dl:l,.U;

l,.()l;.ll..IZZAZlO~l

I!OST·l'LLIL! .\L\TI CJ'I t:, U:C.

5J l

diflk.ite riesce lo stabilJre se al kauma. spetti solo un valo1·e predispo.. ne n te wr ù'atl.ecchim;ent.v dei gerrni tuben:olar i, oppure un va·lur-e dcter· minanLe. Le espet'Ìt;nze hanno <limostraLo che lm Lnllllll<L p1nmdle la fi:;&~r zione dei micr obi nella rt:gione colpi.ta, quand o si pi'Oduca una ooci.Jlemia lt 1bercolare.a rnf'zzo d i iniezioni endovenose{li <'u lt.u re, ma non hisogna dimEml icare, come giustamente os.<serYa il Madier , che in clinie<:L e nei , c.asi finora. osserYati I<L bacillemia. non si è mai riS<'Onlrata . Quir1di J.a d!mi·n•Jita ,·esislenut dei tessuLi, t.:he i'l kauma deter mina, :può avere s.olo un ''<~loee predisponente .a l rich iamo ed ctlla fi ssazione di ~e1·m i , che inn:ct.:hiati, nascosti in un qualche org:tno, vengono per co...:;ì dire mobil•izz.ali e si fissano nel punto traumatizz..a.to, appunto ·peJ·chè i n rs..<:.o la mino r·e resistenza rdei less.ut i ne rende più fucjJe e più wopizio l'impianto c .lo sviluppo. E ciò è chiaro ed e,·iùente per quei c.c.1si in c.:ui, sia per i precedenti p"r:;ona!i del paziente, sia pe-~· la esi-sLenlc C.Oll<'Ornilanza di all re manifesl~lzioni tub~rcnl.ari, si puòdelf'rminarE- i·l focolaio dal quaùe han.no tra.Uo or:f2'ine i. f('erm i ; ·Ink't in qu<•i Casi nei qu.aJi J'e.reclitariclù e l'a.nfltnllf':-i "'OnO nN:·ati,·e, in cui La più UI'Curata i nd<1~ine et.inica non JWr·nwjle di riscontrare il minimo focolaio Luberc.olare, in eui le abitudini di , ·it.a, le ~-on­ clizioni gener<ili, sf'mbrano essere le meno faYort' \·oli per lo s,·iJuppo d'un processo specjfico, qua·le può essere ola p1•oven.ienza df' i ge.r mi tubercolari? Si donà invocare, come .accenna Wolff-Eisner, una im~WOYYi!'-a cadilla del poi t're imrnuni l.atio per da~o e fallo do! trauma- il che ,·alE' d i Sttli fo solo per gravi. les io11i e per i.nfczion'i - e pensare che mol1i più indiYidui di que.l che non si supponga abbiano dei pirroli focolai tubPrro~ lari quiescenti cJO\·e i germi rimangono indt>fìnjt.amf'nte attivi e >dai quaJi essi erompono per effetto d'un tra11ma in unu sed e qualsir.::;i, riacquislanclo d'emblé tutta la l oro .p otenz.ialità mcl'rbilgC>J1.1. aLti r ati dal t rauma in s~>no a te,:snt.i non più ìntegt' Ì e meno rosistenti? Ed nna tale ipolc;;:i notn\ anche Yalere }'ler quei rasi nei quali il t r auma. fu c.osì lieve da p~IS:"are prf'<:.sor hè i nosserva.to, ::rnz.a determinare spPcin.li disturbi funzionnli nè alter azioni anntomic.he c.omunquf' apprezzahi.li'l · ALlo stato allua.le non è certamente facile rispondere a tali quesi ti; qn~:~llo chf' si !)uò affermare con sicul'ezza è: 1° che in seguito acl un t.n!llma, ed apparentemente come diret.ta consE>~uenzu di esso, si wg-gono localizzarsi delle lesioni t.11bercolmi in quella r ef.!'ione che fu sede del trauma; " 2° Sf1t'5-W il tempo che intercede fra ifi trauma e la comparsa d ei s-intomi di llllll affeziont' S!H'Cifìca è ass.c:1.i breve, talora anche di poch i giMni, c<>me risuna dal·le slatisLiche finora pubblicate, ed ancltt: d aNe mie os<:.et'\'DZÌ0ni pPrsonali; 3• non ;:.pmbra Psisfpr·c un ra!'YJ)orto proporzionale fra la ìnter1sità del lrnuma e la ~n:n.v i là cl0lla lesione t.ub ercolare; ·

4" il clt'rnr;.:n in l<1.luni c.<lsi è qu~lo di una manifes!azionr ad andamento 8Ct1to ehp portn a gravi lesioni- spec-ie nelle forme <1rticolariin brHe pel'i()(!O di lPmpo;


512

( ' ()I'TKllH11'() &L.Lù !STUDIO

L•~;L.LA

.1' .\Tl!GES~;st,

E Ct'.

f.t più frl'quen lemen Le I'Ol t>ile sono le artkol,~z ioni ('.~gli Hr'ti, massi,ow d t>gli inferiori , come queMi c he, a. paritìt tdi condizioni, soglion o es-sere più fa•·i\.n J€nte esposte ai ti·aumatismi; 6° J<:tla la rar.a concomitamza d1 a.ltre lotnl:zzazioni Lllbe,·cù lari, l'':'•'l'di.La.riHit n!:'gaLiva, e l'assenza d~ pre.cedenti morbosi spocifici, bisogna r·i Le neri' che 1 germi prove ngano da quale.h e piccolo fo('vla.io nascosto. clin in unenle non r'ile\'aJ)ile, e Lale da non a.ver mai d eterminato aJlc. url ft>nnmP.no SO!!IZ'C.tlivo ca11ac·.e di attira re l'allE>nzione dei pazi er;ti.

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Contributo allo stud.io della patogenesi

e della terapia del mal di mare llùr il dott. Romolo RiboUa, capitano mc-dico di cnroplempntl}, medico lliplomato .Iella ,Z\Ial'ina tnel'cnnt ile. • Orig·, mr·dicinru: et qttidquùl sol i -

• dioris eiclem ù.e:;t experùmtia "7m1i.<.<imu.m. 1>rovenit ».

Il mal di marl' ll'ae le sue ol'igiu i sloJ'i<' IH' dall'epoca ::;tessa della ll:t\'igazionc. E' raro c: Ile Lra coloro che ppr ht prima \'Oi l;,t intra.prendo-no un \'in ~gio di man· ci si a r.lli rron P<tg hi il suo lribul>O u.i disturbi d ella nat~palia; in gene re però ba.::.t.a J'abittrdine Iwt·cllè al male t il10 ~i' assuefac:r.ia. Es istono tuU.ctv ia spec iali condizioni d i m o Yimen to della nave, per" i f'juali anc·hc i più egpe.rti e vl?cclli naYi!!aloti VtLnrto sogg~lt.i a qualche sofferenza : a lcuni poi, mulgmdo l'abilttrlitH', non rinsrono a vincere una loro spt'ciah· pr·..d ispogizione, tant-o l'hE' non sono rnan<:a li g li esempi dei grandi a.rnmi rag:li c·omt' r\C'lsnn, 'l'l?f!'Cllloff c> itll r i, i qua.l i continuavano a soffr·irc i r!istu rbi naupalici al più pir,·ol.o mOYi m t>nlo della


1'0:-<TrUBUTO ALt-O S'rUOlO lHlt.LA

l'AT OGIUI~!'tl ,

I':IX'.

lil3

nave. Dbl mal d i m:trc si tl'Ovano pochi cenni negl·i antichi libt; di medicina. \ 'erso la metà dell'eYo moderno, allorchè la navig·aziooe cominciò a prendere vaste proporzioni, alcuni .autori si occu:pa.rono della malattia: oggi esìst.ono non merto di trecento riviste sinteti-che sul mal di mare, ma delle teDrie emesse. per spiegarne la patogenesi quasi nessuna ha resistito al rigore della critica: perciò a-nche la. tera:pia: è t"itin.ab-ta. fino a oggi qu.asi in~u fficiente.

I. - Ezror.oGlA. - La ca-usa. prjncipale per la quale si manifestano i .:;istu rbi della nawpatia è dat.a. dai movirmenti d el•la ·nave, mO'Vimenti che t..a:nto più aggravano la si ndrome per quanto maggiormente sono violenti e in.c.omposli. E' ben noto r he i mov~m enli pri,ncitpali che le onde imprimono a:lla nave !'nno du~: 1) rollìo (mo\·imento sull'asse longitudina.le); 2) be<Nh~­

gio (movimento sull'asse trasversale). H beccheggio ca.us..1. sofferenze maggiori rhe non il rollìo; esistono poi i movimenti dirordi·nati, quelli cioè che imprimono alla nave •le oscillazioni •più svariate, i quali, come poco fa ho acc.ennato, non permettono un completo benessere neppure a~ loro che hanno lunga abitudine all.a nav:i,g-azione, ad eccezione di queUi che siano dotati d i una assoluta r efratta.rietà. Più c he una malattia, ìl mal rl.i mare è un disordine funz.iona.le, il qua le pera ltro riveste spe~so un carattere <ti vera gravità, porchè dalla semplice oppressione o dalla leggera nausea, gin01ge fino al vomito violento e m coer-c.il:>iJe, che è ac<:ompagnalo da fenomeni di sofferen~ gener.a:li così imponenti , da produrre un quadro sintom.atologjco davvero penoso. [.e donne sono in generale più degli uomini sogget.te al ma.l dt mare : ciò si spiega f&eilmente tenuto conto che le persone sensibili, eccitabi li o di gracile costituzione sono le maggiormente prediposte. Riguardo alla età, è ~erLato ehe i bambini e i vecchi ne van-no pilù raramentP sd~g~tt.i : da questa osservazionQ nacque forse l'antichissima. opinione, prima da PJularco e poi in tempi non lontan·i da Guepratte espressa~ sostenuta, che j\ ffi(Ll di mare fosse jn massi·m a parte dovuto all'impressione o alla paura; GuepratLe anzi suffragava tale i.potesi coll'avere egli osservato ché i bambini, come gli animali, ne alfldavano completamente i·mmuni. Si può però affer mare c he egli non era stato u·n osservatore molto preciso, giacchè a lui purtroppo era sfug'gito ciò che in seguito fu vedut.o da. parecohi altri,_e cioè che anche i bambini, sebbene più ral'la.mente degli adulti, e per ragioni che più appresso accennerò , sono speSGO affetti da!l mal di mare, e che nemmeno i cani, le srirnmie e i cavalli sono esenti del tutto dai disturbi gravissimi che causano 1 movimenti della nave. II. - CAUSE PREDlSPONENTr. - Le cattive digestioni, la soverchia · riiJ)i enezz.a. di stoma:eo, come il digiuno assol·uto, sono cause predisponenti a,i disturbi del mare. Sono altresì predisponenti le sensazioni diS!.J'USlO:;t>, filia li il puzzo .penetrant~, l'aria viziata, il tanfo di cuci·n a, la. vi.sta di pe rsone pr·ese dal vomito, eoo.

rrr. -

&lNTOMATOT.OGIA, -

Il mu..l di ma.re s'inizia con un senso di

gener·a le malessere, pesantezza alla testa, stato d i abulia, accenno a ver3:1 - 0i01"1\6Ù di mMi<'(na militare. -

Fal'f'. XI,


COSTRIBL' TO III. LO :>1 l'IHU UU.I. A l 'A10t;(;\lSl, i.('(.'.

t i.giui. A que:;Li p•rimi clislut·bi segue Léùvoli.<t in .modo precipitoso un forte senso di nausea, <WlA..HnpagnaLa da salienti fenmn<....ni vaso-motori~ il volto di,·iene pallidissimo, le estremità cianotiche, fredde, il respiro affannoso. Tu tli questi feuomeni mggiungono il punto culminante ool vomito, ane11uto i·l qua.le, i vazieul.t vror<lllo un leggi~ro e fit.tizio soll ievo alle loro sofferenze: ma uu alLeo brusco movimeut.o dclla nave basta pen:ltè queste sviferenze t~i>tomp.éltiano e in forma anche più v.iolenta; è allora r lt e i p<.tzieuLi pretientano una $Ìnd.rome che appare nel oomples...<:.O vera.meole g rave. 11 mal di mare cessa quasi immediatamente col ~.;essare delle cause che lo proùus..:;ero: rarum 0n~ esso la.seia conseguenze, anche quando i dislurLi si siano prolraLLt per alcuni giorni, éc.cellualu in questo Cé.ISO, un lieve deperi meni() organico che in breve tempo Yietw rìparat.o da un appropriato ri tXJ.SO. A un disturbo, <.:he uon pnò d dì n i rsi nemmeno rnalatLia, non si è mai imput.a.l.o akun caso let..tle. IV. - PATOCEN~:s t. - Sul·la palogetwsi df'l nwl d,i. ma.re mol Lo, anche troppo, è st.alo scrill.o e le t eorie enunciaLe e sosten ute sono tante <.:Ile S{' dove:"$ì clisculere su lnlle mi ;:;,u·ebl>t! rlf'Cf'S~!u·io dilungarmi trop,.>0 e inuLilme11tf'. S~ nza quirtdi r-ifar·e 1,1 sloria delle nurnet·ose ipotesi pmspettale e r iferire la uili1·a fatlct. ad e!'se , mi limile rò a faine la semplice enunciazione: i ) T eori a. ba;:ala sul l'wflurn;:;,z d (•/la prnaa sulla ps-iche. Fu sostenuta nC'.gli anlkltissimi tempi da Plularco, e i n rpoc.a non moJto lontana da Gtwrr<tl.le. Tale Lroria non ha ak11n serio fondamento. ~) T(l()ria che amrm·Llent c.om c l'ausa i fot/r,ri mia >mntici o microbici (Sèmu.n<ls) . Non fu arcettala da nkuno. 3) 'T'eorin della dimin11ita jor;:;a ascendente d el sanoue nrl/1' arterir (P ellPrin, Fi~ch ~1·) , soslPnula in s0nso perfC'ltamen tP op~slo da W ollastone e che non ha resistito alla critica più sempli ce. 4) T eoria d ella congcstiont' di sp('riali scgmrn ti dci crntri· nervosi e d t'l mir!ollo .minate (C ha,pinen.u ). Neppu re l'autore giust.ifirò seriamen te tale i.r>Otesi. 5) T Poria delle ri7>f'l utc co?ttnw::.ioni crrcòrnl i, afiacdata per primo da Fons.agri vers e quindi da La.rrry e Ja.now hj : t.eorin. an eh 'essa facilmente d1stniitta. 6) Teoria degli sposlamf'TI.ti del liquido crfalo-rachidirwo, sostenuta da Aulrie nella sua «Theorie phisiol01gk1Ue du mal de mer,,. A'flr che quest-a vedtd.a. unilaterale fu C()mbaHuta oon argom enti validissimi. 7) Tr?Oria della. vertigine ottic7. C'nPnr.iata da Erasmo Darwin e svilupp!!l.a d.<t A.rrons~ehne, Ossian, Bo nnet , Hewi tl e \V iloon Fox ; teoria che ebbe dapprima un certo seJguit,o, m.<I che fu poi abbandonata. · 8) Teoria dello .s{or;:;o mruscolare 7H'r il mantenimento dell'eqn.ilihrio (v . de Rochas), che fu fac ilm-ente <:ombattut.a«la:l fatto che ool perfef.Lo abbandono di tutti i m:usooli neUa posizione orizzon.l ale i distuTbi non sc.ompaiono. 9) Teorin. d ei pr:rturbarnf>nti d el centro statico (canali sem icircolari , cervel•Jetto). Nei tempi <più vicini sono state principalmente prese


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in consid erazione Je c.ond~zioni del c.i·n~olo in generale e quello dì vari organi in p.arlicolare. Bed.art, uscendo dn l.ale campo, fu il primo che pose il mal di mare in rapporto con una Yaria.zionr d.i direzione nella gravità. Se.condo l'A ., sono quest.e variazioni che producendosi nel ba~t.imento in moto oono · r·.apaci per la loro azione st•l sen6o del tatto di provocare la vert.igine .marina, la qua,! e non <n·1·ebbe alcun r a.pporto eon la vertigine visJva. Le Yarin.zioni dl··lla ve.dic.ale appal'en!e, interpretate ma:le dal senso d ella v.ista, il quale è a.b ituato a riferire tutto alla verticale vera, ne sarebbero quindi !a causa. Questa ipotesi che fu riconosciuta non d€'1 tutto priYa di una certa irnpol't.arza., non spief!'aYa però come le Yariazioni di direzione di g ravi tà. pot.essero agire sull'a1111polla e s ui canali S€'mi.cil'rolnri, il Clti contenuto s€'-tondo R Pynold, DarnaJ.l, Masini, BMnelt, PC-C. avrebbe la parte sah ente ne:la paLogen est della malutlia, tanto elle BPrlart affPrmò essere i sordomnli immnni eia! mal di m<tre. iO) Teoria della cinetosi, ossia disturbo della gestione c attività 11sico-somatirrt. Tale leor>ia fn .pi'Ofondnmente stu(liata e sostenuta da Roo(\mbach . Ef(li rite n·n e che lo stato patologjco d e i naupalici si mani.fe~ stassc con una anomalia locale del la.Yoro funzi o11alf:' deg'l i Ol'gani che sono più sensibili a.l lo scuot.irnento, senza l'!1e iJilC'rYenga il sistema nP rvoso, la cui azione sarebbe secondaria. H ) Teoria d€'11e rip,·tute dl{{t·rcu :..e di pre.ssiMtC fra t•fem enfi li· quidi c solidi r!rfi'Or(!anismo ('W etlener e F ischi) . 12) Tro1-ia dt>t 1limimt ili scambi respiratori (Dubr.is). 13) T eo·ria della I'Rauribilitò nrr!'osa c muscolare e rlrl!a iperl'c citabilità di'/ t~'ntro dell'equilibrio (SchwHdL). H') Trori.1 dE>11e modifica:..iorli circolatorie dP//'enrr>f.?/n (Bim.). 15\ Teoria ri(l~>ssa (Hagen-Torn ). 16i Teoria della f/gita::.ioJtt' dt•i 1•i.~rrri addfJ1ninali e d,•lla tpcrr:mia .<~plt·l,ira (D11Irc·mhlay, T\t>randrcn, Calliano, Rotondi ). Tra tanta discordanza di opinioni era in rea.lt.à cosa a...c:__<:.a.i ardlJa a:vere un concetto bBn definito sul.Ja genrsi del mal di mare: così è accaduto ch e sfuggendo d<11 fermarsi all'una o all'altr 3. delle t.eorie, molti hwnno ac,cet.tato la. via d ell'eclettismo come quella che nel c:tso speciale era l'unkq d a seglli re. E' fnori dubbio c h e oltre ai movimenti d Blla :1ave, i quali evidentem ente costituis:cono la causa prima d elle na.upa.tie, si d evono teneq- presenti anche .le eause capaci di favorirle e aumentarle, e cioè: le condizioni atmos feriche, la direzione del .vento, la. temperatura ambiente, l'odore di <'alra.me, di cucina, di f.um'J, gli errO'J'i dietetrid, lo stato delle funzioni intestinali , i patemi d'ani mo, la e-ccitabilità nervosa abnorme, ecc. Tutta"Via, elimi·nale Je c~w<:e concomitanti e prediÌsponent.i, veniamo a qualch e considera.z;ione prPrisa intorno <!!Ha ipatogenesi del m~le, cercando fra tante teorie d i venire a quelJa che, in armonia coi d ati sperimentali, coi sintomi che ogni malato su per giù presenta., e col criterio ex juvantibus, possa essere accettata come la. pilù ldgica c risponde nte alle ric.erohe di controllo . P er non ripetere t.u tt.e le critiche già abbondanteme.nte fatte alle


516

CO:o.'TI!In liTO &LLO S1'U D1ù Dt; [. L.A 1'.11\lnF.:'IES!, F'.CC.

v:mè teone,

mi ferm erò a qw:lle Lra esse ch e mi sembrarono meno astruse, r.he mi parvero ris pondeot.i aJ.l'osservazione minuta d el quadro .3intornalologiw e che fur·ono confortaLe da rilievi s pe-riment.a.li Lerapt:utici. i. T eoria di Darnul•l, Masirti, BarneLt.; cioè perturbamento del centro stahl'O. 2. Teoria d·i Dutremlay , Calliano. Rotondi, cioè agita:::ione dei vil cf:ri adtl rminali. 3. Teol'ia di Nolf; (swtenuta. l)Oi anche da aliri), cioè vertigine da eccitazione del urrvo vestibotnrr per i.peremia dei canali semicircola.ri: conseguenLe irrilazione del vago. La prima è senza d ubbio molto seria.~ -poiohè nella naupatia i disturbi a carico d ella cireola.zione sono non soltanto ben noti ma. a dirittura indiscutibili. Manca tuttavia l.a spiegazione che determini 1a natura. e .il g.rado deNa modificazione che avviene nella circolazione encefalica e nei suoì rapporti come causa e come effetto con l'a.lterata funrzionalità. di altri organi. La sec'A>nda, cioè concussione degli ol'ga.ni addominali e consecutiva irritazione dei rgrungli e plessi ad essa corrispondenti (Kerandren, Dutr.emblay, Ca:lliano) fu tenuta in grande considerazione, tanto più che il criterio ex juvantibu,s, sia mec.canica,menLe che t.erapeuticamente esperimentato, parve desse disc.reti risultati. Secondo me U vantag-gio dei Iisult.at.i ottenuti era dovuto a un'azione che si svolgeva lievemente su qualche sintoma., ma non sul la causa; è contro di questo che invece devono con.vergere le nostre forze; soltan~ allora potranno atLenuarsi o soofl'lii)a.rire tuW quei fenomeni, j quali. non ne sono che la wnseguenza. Del resto, anche j e1·it.eri Lera.peuti<~ suespr~i applicali nel campo pra.lico, cioè portati al cimento dell'esperienza:

dimostrarono ch e tanto i v-aso-dilatatori (nit.rito d'am~·le) che i m ezz! meccanici (cinLu ra compressiva sttl p\esso celiaco rti Calliano), dà n no risultati di poco o nessun conto. L'unrico e pa.sst>ggero sollievo ohe finora ha un .pò diminn it.o le oofferenze dei nau:rxtLioi è dovuto a qufl1l'i nsierne rli blromuri , i qu~·l i. come in ogni caso di sofferer.w.a. o di dolore, hanno a ne.he in quf'ste contingenze un'azione calman te su tu.Lto l'organi smo. Recent.eme nte fu ernt>::.sa anche una teoria gastro-surrenale, che secondo me non h a importanza nè serietà. Appariv.a r:lunCTue nt-'ressario studiare diligent.emer.te il m~can-ismo d 'azione del.lo svollg-imento sintomatologico ab orig·irze, n, nna YOita trovatolo, era. ~lo i'l caso di cercare il sistema ter·apeutioo !)r€(•iso che <~en­ do in contrapposto all e ra use genonLrici d ei di s~u rbi coskiPgesse l.a. na.tura a ri spet.tare u.n pèl pilu l'orga.n.i:;mo u:mano.


UONTitlllll'l'O ,\J ,l.O HTUDJO ' DfLl.A

Y'A'ro<I I:NF.~J ,

tt:c.

5 17

La teoria d:i Nolf è senza dubbio la più geniale, la più logica, la IJ)i'Ìl sie-no state fì no ad Ol'la emesse . Ho <:.redt1to opportu no di prenderla oome punto <li part.en u e, i·n base a essa, venire a espe1·im~nti probativi, che dessero una conferma ool eriterio ex juvantibu.s . compl e~a di. quante

V. - RJCEP.CH E PERSOl\ALl. - Debbo a.Jla{!O'rtesia del~'ìllustre p rof€SSOre Ernesto Bertarelli il suggerimento di compiere le esperienze che ooporrrò e devo alla sua benevolen.z.a. la fortu na di averlo a.v uto ~wida. e oonsigl·iere in questo mio lavoro. Ho compiuto i primi esperimenti in un virtggio di andata e ritorno da Genova .a Rio de J a.nei·ro: i111 segu ito ho completato i dati sperimentali r.accolti in successiv.i viaggi di tr·aversata tra .il continent.e e l~t Sardeg.na, via~gi che ho potuto fare metcè l'autorevole ·int.eressamenlo di S. E. iJ Ministro dei lavori pubbli ci e d ella Direz.ione generale delle ferrovie dello f:tato, essendomi st.1.to <'oncesso il libero pf'.rcorso sulla linea Civitavecchia-Terranova-Maddal ena, per un congruo ·periodo di tem!J)O. Il rimedio compl€SSO da me usato, e ohe i.n suc-cessive ·preparaz-ioni ed esperienze ho modificato denominandolo intlne " z.oè ,, (vita), è un wmposto che <'llglisce da i schem~z.z.a,n.te nel'l'orecch io, da .calmante eJet.tiv.a.mente sullo pnenmogastrioo. Esso si C.()mpone di uru pr.imo liquido che va applicato col mezzo d i tamponi ·in esso bagnAti nel ron dotto uditivo esterno, e di un secondo ·liquido d a. prendere .a. goccie, cii effetto quasi immediato, la cui dnrat..a arriva fi no a sette ore. Non è il caso che enumeri partitamente l'esito delle egperienze: riferirò inNece particolarment.e qualc.nno d ei cas.i più probativi e i'l1tE>..re.c;_. srunti. Anzitutto posso con sicura C{)S('ienza affel'mare che tutti i casi, nei cruali più che di naupatia si riscontrava qualche leggero disturbo del movimento, i soli tamponi sulle orecchie hanno <~~gito fa cc·ndo scomparire quello stato pr~monioorrio di maJe-ssere e di, (I"J:auS€a che prelud'ono a.l vero e proprio mal di mare . Su moltissimi a.ltri casi le goc.cie del pre- . parato han.no avuto un'azione crelmante quasi immediata.. C.ito per aJtro due casi che mi s-ono sembrati di •partioolare inter esse. . 1) Sul .piroscafo " T<:>i' ra >> tra Civitavecchia e •rerrunova iJ viaggiatore R. prima di imbar·carsi ingerì cinquanta goocie d el preparato. Il mare er.a gMsso, la partenza del pir()S('afo ritardat.a a oausa àel•Je difficol~à di uscita daJ .porto. Il paziente m 'aveva esplioitmmente affermato di essere sensi bi l issim o .l\ l mal d i mare, de in l n i compariva violento al menomo movimf'nto. Usciti dal porto, il pa.zientR potè passeg.gi are, fumare, mamriare; infin e verso l-e undir.i si re-cò nell a pmpri.a tabina per donnjTe. . :=ìvP~liatosi la mattina in buone condizioni , c.om~nciò a sollevarsi per fare la toE>letta abituale: ma non ruppena si trovò in posizione eretta, fu colt.o d a fort ! rli,'ìl.nrbi Vf'rti!!inosi e da w nati di vomi1o. Lo invitai arimettersi sdraiato sulla .ru.ccetta e a i~er i re a.<ltre 25 gocci e òel m edicam~nto: d<m<> ott.o mirJii.Jti e~rl•i poteva alzarsi e ritornare sulla passeggi,ata di coperta, dove rimase, camm inando, <'.r:m;ve~an do fi no all'arrivo del pi rosrafo.


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t;c)'<TIWWTtJ Al.l.ll S'C l/DIO 0 7.U , A

PATOt.~; .n:., l,

t:CC.

· 21 Signora M. C. Soggetto sensibilissimo al mal di mare; mi ra.(!r contò c.: he in viaggio di nozze pwhi g iorni prima, avendo voluto tentaxe una ~iLa a Capri fidando sulla calma pialla del golfo partenopèo, era dovuta sce.ndere a Sorrento in .preda a g t·av issimi disturbi; e che anche i•l St!O s poso, per (jllanlo più re5isten le, aveva sofferto immensamente. La invitai u. ripPLere il viagg io col pl'oprìo marito dopo avere loro fornito il mtJdi c·amcnto: la gita fu COffil)Ìula da entrambi benissimo e senza alcun d isturbo, nonostante che le condizioni del mare fossero ben divet-se da quelle del viaggio precedente. Non credo necessatio enumer·are particolarmenle altri numerosissirni casi di eSipe t'ienze esegui te e sempre oon esito favorevole. l·n tutti ho riseontralo durante ·la naup.atia una eccitazione tonica d el nt~o. •••

T r>oria di l\'olf. - Il dott. P. Nolf, pr·ofesS<we a ll'Univers itù di Liegi, n ella Rcvue Gl>nèrale d PS Scienct•<; del gennaio 1921 pubblicò una memoria originu.le 5ul mal di. ma.re. L'opinione git't Ye<:.chi.a.che i·I mal di mare fosse una vertigine si tro\'ava confermata, sec,ondo l'A. , dalle nuove conoscenze a.<'Qttist-ate negli ultimi le.mpi sulle vertigi.ni labirintic.h e. L'orga.no essenziale dell'equi.librio è co&t.itllito da un minu:::.colo apparec-chio , sito nell'orecc.hio intemo, ronsistente in tre cana.li semici rcolar.i disposti in tre piani e che contengono una linfa r h e si sposta in oc-ca,s,ione dei .rn.o\iment i d ella te:;ta. l movim enti della linfa sono petcepiti d alla estremità d el nervo vestibolare: è appunt.o in grazià a questo apparecchio ehe, qualunque sia il luosw in cui ci t roviamo, nell'a1'ia, nell 'acqua, sotto t-erTa, noi c-ono:"c.iamo an clle nella più complet.a. o-..<:eurìtà qual' è la posizione del·la nostra testa. Nelle condiz.ioni d ella vita normale l'rupparecchio vestibolare è dunqu e rol'gano prill1<:·i·Pale del senso dell'equilibrio. Un'ec-citazione d el n ervo vestibo!are neH 'uomo provoca dei movim enti oscilLatori dei g lobi ()(:.ulari c.he s i d esignftno col nome di nista'gmo, nel mentre s i ha un senso di perdita d'equilibrio e di ve.rtigine. Ora, secondo Nolf, questa impressione. vertiginosa esiste nel mal di mare, ma essa non ne costttui5ee il carattere essenziale. Le vertigilflj si aer compagnano C(lt·and o sono sufficientemente intense c-on una sensazione doi malesser·e, con sud~re f1·eddo, sal ivazione, palpitazione cardiaca, pa.llote della facC-ia, senso di proRtrazione , nausea, vomito e diarrèa. Questa è 'PI'e<'.isam ent.e la sindrome che si osserva nei soggetti sensibili a seguito di un'ecc.itazione d el nervo vestiboJare, sia con una semplice iniezione d'acqua fredda o calda neJ condotto uditivo esterno, sia con una tenue corrente voltaica, o dopo il semplice g iro in una poltrona girante, o n el giuoco del carosello odell'aHa.lena. Queste reazioni si spiegélino facilmente, se si pensa ohe il nervo vesli<bolare ha pe.r vie-ini immediati nel ncvnasse i nuclei d 'origine dei nerv.i salivari e il pi'Ù importante dei nervi della vita ve.,~etativa , il decimo paio (pneumogastl'ico o vago). Ugualmente per le ·l e~gi deH'irradia.zione ne rvosa, ogni irritazione del n r.rvo VE'Stibolare d eve diffondet-si verso questi nuclei e creare uno stat-o di ipereooitabilik\ degli elementi nervosi che •l o compon~ono.


519

All'eccitazione d ei nervi sa.livati eorrisponde la salivazione esagerata.: all'oc-eita7.ione d elto pnE>umOt.~a:3~rieo un insieme di sint-.m i da parte del euore e del tubo digestivo. Qu esto nervo fomisce a:l musrolo cardiaco dell e fibr e moderat rici, t'ecc-itazion e d elle quali -prov<X'a, quando è forti ssima, l'arresto del cuore, qttRndo è leggera, una diminuzion e nella frequenza e nell' intensità d elle contrazioni. Si comr" ·ende pet·ciò ch e l'iperecc itazione del nervo Yago, chiamata ROche vagoionia, tende a diminuire il la,·oro del cuore, -e per c.onseguenza la ,·eloc itù rlel sangue cil'Colante. Così an1'he si spieJ!a lo stato di malessere, di d epressione più o meno profonda d elle forze r·on tendenze alla ,:;i'ncope. All'in' er-so delle fibre cardiache di"!! lo pneumogas trico i fìlarr• enti di qllesto nerYo che ,·anno al tubo digerente sono ec-eitatori dell.a muoiliià. di quest.o organo, di modo che l'ipt' t·lonia ·d ~l vago ha pt.>r effet.t.o di creare uno stato di <:pasmo generaliw;lto o delle rontrazioni d éll'appa.rato digesth·o. Esso si Qppone al pa..<>.;;aggio d el oontenuto dello stomaco verso l' intesLino tenue !1t'r lo stabilirsi di un os t.aoolo a livello del piloro· (spa:,mo d el pi loro). Onde risu lta presto o t.ardi una spede di urto dell'organo ehe s i es!)lica per m ezzo del \·omito, conseg-uenza inevitabile d ello spasmo pilori<:o. Il mal di ffil(l.re, an-:-.h P tra le persone moJt.o sensib ili , non è affatto istantaneo: è dO\·uto alla e•·cit.azione anormale òelJ'ap.pat·ec.chio vest.ibolare pel c-a mbia mento incessante e insolito della posizione de.l corpo sul [iiroscafo in movimento· è aumenLa.to dalla vi«la dei movimenti d el pir06Cafo, del suo co ntenuto E: d el•le onde e prob-abilmente a,nche per la di sarmonica tra le reaz ioni mo~rici che risultano dall'eocitazione vest.ibolare e gli sfoni più o meno scomposti d'e.quilibl'io che deve fare urut persona non abituata a muoversi sopra un pavimento che si muove. lnsomrrna nei suoi elementi essenzi.aJi il mal di mare sarebbe secondo Nolf un riflesso, e come i•n ogni riflesso, s'i <leve ammettere un.a vi.a nerVORL afferente verso il sistema nervoso centrale o via centripeta, un centro e una via afferente, o e.ent.rifu~·a. La via centr~fuga è .il nervo ve·stibolarc, il centro è co.<;tituito dalle fibre d'origine dei net·vi cranici che presiedono alle funzioni d el cuore e del tubo digestivo con i suoi annessi. Le vie centrifughe sono distribuite nei nervi cranici e par ticolarmente dal·lo pn€u moga.<;triro. Di modo che il r·isultato finale d el ri fle..'lOO è ur ta esagerazione dell'attività del nervo pneumogastricc. che si qua lifica ab i'tualm:ente c.ome stato vrr.(Jotonico . Già prima ohe la teoria d i Nolf fosse esposta, le nuove conoscenze sulla fisiopatologia vestiholare e gli stud·i sull'eccitazione Labirrintica avevano -portato una nuova l uce s ulla d iscussa etiologia del mal di mare. E' orm ai nol.o c-he una sindrome perfettamente simile a quella d el mal di mare si ha nei ·labir int.ic.i"' 11rigl.i individu i seduti '>Li d( ur.a sedi a girante, ai quali,, il gil'ame.nlo n't!')ido, pt'Oduce un movimento della enriol in fa entro i canal i semid l'colat'i. Un.a riprova sta anche nel fa.l.to rh e la doccia frred da o calda nel1'orer..chio, provoci!Jndo un movimento abnorme della endolinfa Pei canali, d et ermi n a un vet·o e propl'io mal d i mare.


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CO~ TRIP. vTO

.11.1.0 STUDIO DEI.I.A

1"11'0/òt: Nr~<;J,

fXJC,

Rutti n fece su di sè stesso un espenim<'>nto cc;sai logioo : nel momento in cui era sorpr~so dai distu rbi d el mare, si praticò una docria calda bilateral E:': il mal di mare sromparve immediatamente fi nc.hè continuò l'azione d ella noccia. Dragotti richiamò l'attenzione sui lavori di Baranj , Jones ed altri , j quali avevano dimoP.kato la certezza della. causa etiologica sopraddetta i n~i s tendo nella osservazione già nota, ch e ~ioè nei sordomuti non si verifica il mal di mare, come non s i osserva nei lattanti, app1mto perchè essi non hanno completamente svilu ppato il meccanismo veslibolare.

Prima di entrare nel v1vo della questione, c redo opportuno fare a.lcmn brevissimi l'ichiami anatomo-fisJOI<Jigi<'i sui canali semic.ircolnri. Nella parte centi'Uie dell'orecchio interno è una cavità ossea dt forma ovoidale, scavata nella rocca immediatamente all'interno deHa finestra ovale, ch e si chiama vestibolo: è una specie di quadrivio che comuni(' a all'infuori colla cassa del timpano, all'interno col condotto uditivo interno, in ava-nti e i n basso oon la chiocciola, in d ietro €' in alto coi canali ~micircolari . J canali semìcircola ri oosei SOMo in numero di tre e::.: d ist inguono in su periore, posteriore ed esterno. Si .presen l.ano sotto forma di h1bi curvali ad arco di eel'ehio e si a:!}rono nel vestibolo. Una <:Ielle estremità è a f or ma ampollare. I cana1i sem.ic·ircola;ri mi"2'mbranosi occupano l'interno d egli ossei e benc hè non li riem!}iano cht> inc.omp le~tment e, ha nno la stessa r,on figurazione . I can-ali semici.roolari sono ripienj di ' endolinfa e perili·nfa; liquidi ohiari, inoolori, fluidi: nelle loro ampolle sono altresì dei cristalli di carbonalo di cake (d etti anche polvere uditiva o otocomia) . Questi c ri stalli in alt.uni pesci costitui&cono d elle vert> pietre (otoliti), ti(>'! peso <:la lre fino a sei centigrammi. Verosimilmente negli animali s urldeLti gli otoliti rapprt>senlano anche l'organo uditivo (v. Nuvoli , Fi ~ifJlo.'}ia drl!'organo uditivo, Looscher, 1907). I grossi otoliti dei .pesci stan no evidentemente in rapporto all'amb iente ncquoso in cui vivono, per rui perdono tanto del lrvro JX'>SO quanto è presso a poco il volume d ell'arqua spostata.. E perciò si può ritenere· che . come gli otolili, cosi la sabbia ud:Lirva (ot«.om ia) d l:'i vertebrati supt\riori stando a r,ontatto diretto t imme<:liat~) delle tel'lmina~ion i nervose sieno sn ffì denti a ecc itarne la sensibi'lità, d ella Clli mera vigliosa squisitezza si hanno prove non òuhbie. Nè anzi è da e~ludere , come afferma Nuvoli, (·hP i mieroscopici crisLallini costituenti l'otocomia , essendo più· mobili cht> un solo e gr os-so otoliie, possano t>ocitare le '''rmina:.ioni nnvoM d'•llr rruzculP. in modo più particfJltlreg~iato eorri&ponòenie ai 17fini·

mi STIO<;tamrnti rlPl corpo e r hf' quindi e.c;si rappresentino un prf)qresso in para(!Ont· d,,zz•otolite unico. In chf' consister€\bbf\ dunque il periez ionamen.t o apportalo all'an!.icootoc.isti dai canali ci ,·rolari d i 1>ill rec.en1e formazione?


5!!1

Lascio in proposito la parola a;ll 'esi.mio prof. Giuseppe Nuvoli, c.he ha sv iscerato tutta la fisio--patologia vesti.bolare i n una reeen te pubblicazion~. AnzHu.Uo egli n~ga in modo a...<;Snlut.o, e i·n qu esto è .perfettamente cl'a.ooordo oon Cion, l'ipotesi di Go1lz, ser...ondo la quale gli s)X)St.anlènti Ò(:l l'endo!-i.nfa contenuta entro i canali semicircolari c.he di pend erebbero dai movimenti della testa costituiscano il modo d~ ec.ci t.amento adeguato e fì siologieo d elle t.erminarLioni nervose ampollarf. Da un lato la capillarità d ei canali membranosi, d all'a.l:tro la densit.à d el liquido endoli·n fa tri· co, che rassomiglia piuttosto ad un mtl('.(), non permettono gli spçstamenti i n parola. E' poi da <:<msiderar e- che ,j cana1i <JSSei, i quali nei vertebrati s uperiori racchiudono per i nt.ero i canaJi nwmbranosi, nei .pesci si riducono il più delle volLe a sem plic-i ganci, che allacc-iano solamente Uln piccolo tratto del canale membran~o, che c.osì rimane quasi de1 tutto Hbero entro .la -oa.psula ossea o c-artilaginea lwirintic.a, mentre che il gancio serve esclusivamente a -fissare. la dire:z:ione d el -c-anale. Nei pesci .pel'C.iò gli spostamenti del cor.po pot-ran no be.nsì fl ettere in t,.oto o cu rvan-e maggiorm ente i .canali , ma non pot.rrunno mai .prod urre lo spostamento dell'endol.infa., i-l quale nichile-derebbe la fi ssazione di t1.1tt.o iJ canale me mbranooo. Se dunqu e nei pesci. lo spostamento suddetto non pu ò essere l'oc.citarrnento adeguato rlelle a;mpolle, è natu ral e che esso non ·lo sia nemmeno nei verteb1·ati su·periori . L'endolinfa rappre~enta solamente J'am~o biente natnral e e necessario di vita d elle termrinazion-i del nervo vestibolare, na.t.o nell'1wqua r per vi vere solamente :neU'arqua. L'ipotesi di Oollz per t.:mto, a.ç("~tla La in manca-n~ òi me-glio e ripetuta in tutti i traUa.ti di fis iologi a , è rlel tutto insos1enibile. Secondo l'avviso di Nuvoli , •le lel'mi·nazioni nervooe ampollari vengono oocit.ale nel st>gnente mooo, del tutto di•v erso d a quello sostenuw da Goltz. l ra11alt semicircolflr·i adagiati sopra t.re pi·a.n.i, due verticali e. perpendi·colaM , tra loro, il ten..o orizzontale e perpend i<'olare al primi , e perciò corrispondenti all e tre d i•re~ioni dello spazio, sono ruppl icati a lla vescicol-a otoliti<'.a <:ome tre m.enichi molli e fl essuosi ad un oest.ello sospes..') e mobil e, a guisa di un pmdolo, nr.lla peri'ùifl fa. Nei m ovimenti d i tra.slazione del r.orpo e in quelli della testa, la pressione esercitata dall'otolite, che per inerzia è l'ulti mo a seguin~ il movimento, non avverrà più escl usivamente e direttamenfe dall'alto al basso, !Wrchè non è •pPÙ cam:;ata d alla sola forza di gravità, m a si esplicherà lateralmente su p unti diversi della superlìc.ie -i nterna della. vesc.ico1•a, a seconda de.Jla diversa 'd!.ire:z.i(Jile d ei movim enti stes~i. La vesoicola, sospesa ai snoi tre manichi e prem'llta nel nuovo modo, si !>.posterà nella dire-zione della pressione, cioè a dire i·n direzione r o.n.traria ai movimenti del corpo e d ell a testa., e trarrà più o m eno òascuno dei t re ma·ni.chi a seconda d elJa direzion e dei piani, nei quali è situato; JX>! chè quanto .più la direa.ione d el pi.a.no combinerà con quella d ella t.razi(Jile vescioolare, tanto più il <'..anal€ membranoso in esso compreso sarà stirato. In a'ltri termin i, tal e tra zione verrà ri!i'lrti ta d ivrrsa.menie dai tre, oanal·i semicitrcolari , seçondo un rapporto r.he dipende al contern.p o d.a.lla d~ reZJione d ei loro pi-ani e da quella d el movimemto.


52:?

C0.' \1'R!U\!TO ALI.O f;'fl'DlO DCl.I.A

['.~TOGt:NF:SI,

ECO.

La trazione dei canali s~?>mic.ircolari, che ha luogo nel modo ~ndde­ sr.ri Ilo rappresenta lo s~imolo adeguato e fisiologico delle tcrmi naz:olll nen ·ose ampol1ari. In ogni movimento di Lraslazioné del corpo e in ogni mo,·imeut~) di ft e.::sione o di rotazione della testa., qui.ndi, sorgono in ciascun Yest,ibolo tre :>ensazioni ampollari d·i in!Rnsità diversa. in ta.pporto alla din>t·sa trazione ùi ciascun canale; dalLa. percezione- di questo rapporto l'animale può"determi nare le. direzione dei movimenti s~tddet ti. Questa detel'minazinne dunCJUP ctipende da due falli e::senziali, e ci<'è in r·t·imo luO'go dalla spec·ié:tle disposizione anatomica dei tr·e piani, in seconrl'J lm,go dalla diversa. intensità d elle sensazioni ampollari. Am ... messo, ~.ome noi ammcltiamo, che venga percepito il rapporto tra l'intensità rlelle tre sensazioni, la determi.nazione d ella direzione d ,"!l movimento rli,·enta lma conseguenza ne<..'·€'~:3-'l ria , perrhè quel rapporto è prodotl o e t·isulta appunto daJl.a direzione ~te:;sa, la quale rimane deftn:t.~t. I lre ranali ossei non hanno altro sco!)() c.he quello di mantenere i canali m embr.a.nosi nei piani loro nssc.gnali, poichè senza i primi, i Rt:'t'•:mdi si affto~c.e.rebber·o e radrebbE'ro disordinatamen te entro la {·apsula e tutto il mE>raviglioso g iuo·=-o fi siolog.ico non sarebbe verific.abile. R imanendo pertanto la veuhia otori.;;li l'ele.menlo es~enz iale di tutto l'apparato VE'slibolare, rerrhè da sola può soddisfare a.i bisoa-ni dell'Pquilibrio e della direzione d ci moYimenti, i canali semirirc.olat~i int ~:>gran o e perfezionano meraYigliosamenie l a funzione di essa. \'ed iamo ora i legami anatomi·c.i Lr·.a il YE'slibolo e lo pneumdgastrico. Il decimo paio di netTi cranici, c.ioè lo pneumogustrico o vago. è il più importante e il più •lungo di Lutti gli .alLri. Esso nasce nel solco .latera:le del bulbo mediante otto filam enti radicalari, cotm .:r.rrenti in br~ ,·e n el Lronc.o nervoso, e aniva fin sotto il diaframm«: lungo il tragitto forni&;e rami a lutLi •gli organi tot·ac.o-addominali. L'anastomosi che e..."SS fa col fat:ial e costituisce precisamente i'l ramo auri~ola rt: del ner·vo vago di Amold, r:1mo l'Ile e11trando nel piccolo canale masl.oideo si porta alla base d el cranio t.ra l'apofisi mastoidea e il condotto udiliYO eslRrno, ove si diviùe in due rami: uno che s'anastomizza col ner·vo auricola!·e posleriot·e e l'altro ~he si distribuiS~.:e ahla f.ac<:ia posteriore del t:><ldigl ione e alla parete postero-i n feMore del c.ondot.to uditivo esterno. OT'a. ammeLl.endo un'eccitazione e iperemia dell'armaralo ve;;~ibolare viene conseguentemente ad esse1·e eccitalo anche il fascio vest.ibolare che COli es;;o si artiC'ola. Qu esto fascio vestibolare, oltrerhè essere azionato dirett.ament.e dalla sensibilità per-iferi<:.a spec ifica <provenjente dall'app.arat.o ,.t>sl ibolare, è azionato anc.he indirell&menle dalle sensibilità genera!i d el cOt'po rper m>t·7.zo d1~lle fibre cerebel'lo-vestibolal'i, le quaE ter minano nei nuclei di DeiLers e di Bechterew. L'esperi mento conferma la elinica, in qw~ontochè il fascio vestibcr lare può venire fa cilm cntP sottopost.o a stim{)li meccan ici , t.ermici, elelr trioi ina.cleg-uati e lesivi: si può così constatare che la lesione di esso porta immediatamente un tnrba.mento ~ra,·e ò ella fu.nzione oculomotrioe ed una >COnsecutiva disorient.azione, che dura quanto dura l'eccitamento anormale del fa..,<:<:io vestibolare.


CO:\Til! Bil'l'O ALIA) S1'1JU IO llt;[. l.\ P.\TOr;J:::\F.Sl, E;C; c.

523

Uno di quesLi stimoli -i nadeguati è la rotazione prolu.ngaLa d el corpo sull'asse vertica:le. Noi sappiamo ~già che la rotazione del oorpo e della testa, contenuta entro giusti limiti. rappresenta uno stimolo normale d elle vescico1e otolitiche e d ei canali semicircolari, i quali reagiscono con sensazioni corri spondenti anc.h'esse no rmali; ma quando la durata e la ,·elocità della rotazione sono er~cessiv e, come appunto accade adoperando le sedie e i piani !gi ran ti , i' eletti stimoli , diventando inadeguati, r ecano un ttH·bamento dell'apparato ,-eslibolare, e conseguentemente anche del fascio vesti bo!are, ~ he con esso si articola: s-i hanno immediakunente di sturbi dell'equ ilibrio fin o a cadere, imposs ibilità de.lla deambu1lazione, Yerti:rine, rui:;tagmo, nausea e vomito. Gli slt:>ssi fenome.ni hanno luogo quando per m ezzo di una corrente d 'wria o d 'acqua tl'Oppo c<Clcla o troppo fr edda entro i condotti uditi,·i si r eca alle terminaziorui Ye..c;tibolal'i Uil' riscal damento o un raffreddamento ecces.'>ivi, o quando ponendo i pol·i di una co rrente 1galva:nic.a dinanzi ai tt·ag hi au·r icolari od all e apofis i m astoidi, s i ecci tano inadeguatamente le lenninazioni suddl'tl-e. GoNC LtTSTONI. -Da quanto ho esposto , io credo che, a 1)arziale m<>-

,

di.fìcaz.ione d~~ ll e wdute espre.sse dal prof. NoJr, si possa affet'mru·e che il mal di mare è un disturbo funzi onaJe -do-vu~o ad eccitazione ed iperemia dell'apparato vestibolare: eccitazione èd iperemia dovute a.l cambiamento 'inces...:;anle della posizione d 0l corpo su'! piroscafo in movimento (movimenti che hanno direzione opposta sia nel beccheggio che nel rollio) per cui in primo tempo, i canali semriciroolari ed il liquido endolinfatico seguono simultaneamen.Le il movimento del conpo; in un second o t empo, quando cioè avviene ~l mo-vimento in senso oontrario al primo, i'l liquido endol·infatico continua a portarsi nella direzione da.ta dal pr~­ mo impulso e va quindi in senw inverso del movimento dei canali semioircolari che seguono tutti i moYimenti del corPO. In questo modo il liquido endolinfaLico viene ad urt are contro le ampolle dei canal-i semici~.olari provocando la vertigine. Secondo i movimenti d ella nave si avrà l'eccitazione dei diversi canali semicireolari e specialmente del canale semiciTcolare superiore e del posteriore (rollìo e beccheglgio). L'ecci.taz,ione e l'iJperemi·a d ell'apparato vestibolare generano una verti\sine riflessa con esager·azione della attività del ne·rvo pneumogastrico (stato v~otonico ) . In tale condizione i·l mi\gliore rimedio è dato da:lla somministrazione di medicamenti che agiscano come cll.!manti sul vago e dalla applicazione di tamponi ischemi~zzanti introdotti nel condotto ud!tivo esterno .. Le numerose esperienze da me fatte mi hanno condotto a risultati soridisfa~e nti, i qual i hanno confermato per mezzo del criterio ex juvan· tibus la e~atter..:za della teoria etiologica_ L'assuefazione al'la straordinaria eccitazione dell'apparato vestibolare porta, in generale, alla scompar·sa del•le sofferenze naupatiche. Si·coome per ottenere detta assuefazione non è solt.anto ·necessario navigare, m:1. è suffic.i~nle la sedia girevole, la quale offre il vantagg.io che !'.intensità d elle sue oscillazioni PìJÒ esseJ·e graduata dal medico, eredo che


1 . ~;

C'OI_.flNIE ISAKJTAKH: MAIUI<P.; M IL.ITA RI

ne.gl i istit.uLi nautici si potrebbe procurare agli alliev.i, una specie di immunità contro il m al di mare, istituendo, w m e per gli esercizi vari di ginnnstica, anc he uru:~. graduale assuefazione d elra-ppai'ato vestibolare, ai movi men ti che ne p.rovooét.M la eeciiazione, per mezzo della voltrona. girantt>. BJBLIOGRAFIA. ilASToc; J. - PatOtJr'nc:IJ·i ~ t'11nt tlrl 'fllfll di m<~t·r. «Rivista critica di clinic.n medi~ 1>. 1905, anno VI, n. 30-33, S.WiiiO:-IJ. nel tnM Ili mwre. « Rh•ista ID(·•dica )1, D(lvembre, 1921. N vvou. - Fi~riopatologia vcsti boiare . 1921. C ALT.H:>o. - « Giornàle della R . Accn<l<!Illia <'11 nwdl<-iruJ rl! T o r ino 11, 181l8. R()SR MR~(,'H ,- Die Sec lìnmklleit . (-a Nolhang~l's 8]')('Zielle ratbol. uud Ter'np. )) ). 1800, XIL B.IRllE"M'. The JJ riti,•ll ,\frolical ./(NII'11fll, ~t.U'mhrP, ]{)()]. N01.1, , - Ut ··ue G•'"{' >·alc cl(•,q -~1'-iCtH>es, ~.em:na i•>. UlZI. M.~ l'l:-11. - · .4/li <t<,/1',}<-carii·>)• ÙI 11tt .dù·q th (t(llllt' lt, ft>hbraio, 1!1iHI. D'ltTIIB! RI.U.- <<Al:. d e ~Jèd . df' I'aris >), 17 april(> lfJ(IO. D ARNALL. « .1ourn. <>f Amt>r . .1\J('{l. A~<>OC. 11 . mnrl.o J f;99. DILIOO'I'll Il m a.l Ili 11/ rt.rr . "PoliC'Ilni<'O >1. (!'Ot'Z. pro.t.l. nnno 19:Ml. fm•r . i.

.

Le colonie sanitarie marine militari per i l dott. Federico• Bocchetti, capitano medico, dirt~t. tore del Sanatorio militare di Anzio.

Al le Lunt.e. nete~sit..à d c~lla vi t a presente . eoonomi~.he , pol.i tic he, sooial i , biso~na uni re, data la ~uaogrand i05i·t.ù e natu ra, 'la lo LI.a contro la tuberoolosi. E' un problf'ma questo di co;;i ddloranle attwllità, pe r c ui è b tn~

parlarne con sin{~rità ed i nsi~tenza. E' fu<wi di moda oramai gridare oontro lo Stato a...:.sente, contum aee, contr o lo Stato che non ooordina le iniziative pri;vale, contro l' utilili1 della lotta, perch è non ancora si cono-sce lo speci-fico; fì n tro'f'J)() se ne son0 deLle insolenze <'Ontro le va.rie AEr soc;.iazion.i anti tubei'CO'lari, che fi nora hanno fatto qnello che hanno potuto. La c ritica; Ira polemica, l'attrito delle idee sono indubbiamente utili a l progresso, ma nel r-aso urgeni.e occorre comind are a portare cia.souno il proprio oontribut(), an<:he Sf> mi ni mo, di lavoro, di iniziativa, di organizw.zione. r.J monito c.hf' è 11SC1lo fuori d&l':'ultimo <'OIIgresso d elle Associazion i antitub€:rc.olari termtosi in Roma il 12 apri le di quest'anno è stato qu e.sLo: .. N<m più r·ontgres.<>i, ma f erYore d i O!Wl'E' "· E fì nc hè la <'hi m iC·U. ('(\ fl le sue virt.u<l>SIIù ,g alf·nich c. E.' lél teori a rlell'immuui tà r·on i suoi sier i ed i ~1.1oi vae.rini non avranno dato la scalata u] bacill<J di Kcch, bisognerà parlar e m•Jla lolta con tro la tubercolosi di fattori i!!iE>niei, sociali, economiei, di ed uç.ctzione popol are, i·nfìne d i t.ut la u na ('fr'<Wial n fl SCQPO largamente prevent!, ,. P erciò la lot.t.aè~ra ndiosa.


1 u: COLONIE SASlT,\R!IO: MMlfNtl :O.HLlTARl

525

E Lutt.o q~H>o&Lo deve essere opera bene orga.nizza.La da,l ciltadi.no .e dallo Stat.o. D<L! Ia \'Oiontù cici singo.li den• der;·\"iìre E' ad ess::t risali re ·:a forz.a. d Plio Stat.o. Il mov i men.I.Q deve es::;ere nazional e, 0011 coesione e conti-

Fig. 1. -

Colo!lia tipo dl A.w:io • L'uniforme.

nuità. Tutti devono ~re pe1·vasi da questo senso di alta -responsa.bili·tà. Ma sapratutt.o oocon·e operare, con fede e con tenacia. Ed il :risveglio di questa coscienza nazionale, di questo senso di .responsabilità, di questa necessità di lotta preventiva lo si vede nelle opere

Fig. 2. -

Colonia tipo dl A.otlo - l/aiU!7ul<w~enlo.

g:ià iniziate di d ifesa della malemil.à, dell'i-rufamia, del lavoro, della casa; nell'inon;mento che s; dà a:ll'educazione fisica ed igienica, allo sport, alle istruzioni premi-litari; lo si vede nell'importanza che si dà aJ consol~damento razional e del'l'or.ganismo l.LI11ano, alla rige.nera.zione organica universale che tende a produrre giovan-i sani e forti, preparati a

l

l


526

U ; COLO~H;

SA~JT.\RU: MARJ~f) AllUTARI

lotLare ed a vincere l€ aspre-LZe ed i veleni, che sempre più accumula. la. moder na civiltà. L'esercito che.aecoglie la prima\'en sempre rinascente del•la vita tra le fiJe dei suoi gJ·egari, non poteva. non portare il suo potente contributo .a questa opera di bonifica umama, a quest'opera d i ricostruzione della. raz-za duramente colpita. da. t.ante eroiche sventu re . E così, per in iziativa del gener•ale medi e() F. della \ 'alle, direttore generale crupo d el servizio sanitario milita re, si è istitu:ta qne~t'anno per ogni Corpo d'ai"'Tlata. una. Colonia aer·o-e>lioterapica sulle Yarie marine d'Italia. Le giovani classi tutt'ora solto le armi sono formal e di quei giovani , ,che pur non avendo

Fig. 3. -

Colonia tipo di Anzio • Ginnast ici! reSJ>;rl!lor!l! .

fatta la guerra ne ri&-ntirono i danni di essa con privaa:ioni ed emozion~. -che sicur amente ·lasciarono nel loro organismo tracce di minorata a-esistenza. E questi minorati organici, sia ereditari• che acquisiti, questi soldati, che pur essencto'sani sooo a fondo linfatico, pallidi , con tendenza artritica, ec.c., invece di andare alle eserc.itaa:ioni c.aiDJpa]i , ai Liri , invece di stare inoperosi nei corLi-li dei palazzi e del'le caserme, in servizio di pubbJica sicurezza, sono andati nella scorsa. estate, per due o tr e mesi al sole. · Viaggiando per le spiaggie nordiche, della Sv~ia, della Francia; della Danirnla.rca, de'l Belgio, della Germania, ove i,) cielo è quasi sempre perd utamente grigio, ove il sole rassomiglia un ·pò a.na Luna., ovunque si vedono colonie elioterapiohe, ed in moltissÌJ111i paesi ·della Germania


LE CQLO:'<U SA!"ITARJ.E JIURI!'OE :MILITARI

52 T

ove iJJ sole fa capolino poche volte all'anno, hanno cr~ato il sole artificiale oon la lampada. di quarzo a vapori di mercurio. In l sviz.zera del sole ne hanno fatt{) una vera indust.ria e wno sorte grandi società clil'l'laliche ed ovunque sono sorte scuole al l'apert.o, ed al sole, colonie nl sole, stazioni a:l sole, ecc. Le colonie sanitarie marine militari sono già sorte a Finaolmar'ina, a Massa-Marittima, a Massalu.brense di Napoli, alla P un1.a grossa e Punta sottile d i Trani, all'Isola d elle Femm1,ne di Palerm~. a Torre Pedrera, a Val d 'Otra di Trieste e spntggia degl i Alberoni .di Venezia. In Anzio, a1la d ipende.nz,a del Sanatorio militare, è stata organizzata la Colonia tipo. e qui sono affiuit.i i vari uffici ali medici comanòanti dell e aUre colonie per vederne il funzionamento e per segui r·e un brevissimo corso·

l"'g. • · -

Colonia. livo ;Ji Anzio · 1t pro/. Sciavo pcula d'igiene ai sold4H.

di conferenze sull'importanza delle em e elioterapiche, sulla necessità della bon i•fica d el corpo umano tenuto dal prof. A. Sciavo. Le colonie sono tutte attendate sulle spiag1gie ove sono stati costruiti sufficienti ripari per avere ombra e freseo. I soldati, Jasciata l'uniforme grigio-verde, vestono C:On le sole mutandi.ne da bagno ed un copricapo di paglia. A tutti, con vigile crite.rio individuali2lUI.to e oon rigoroso cr i.t er.io· scientifico, viene applicata l'aero-elioternpia e ·l'educiWi.one fisica con ;preva lenza della giTIDastica respiratoria. Inoltre a tutti si prendono, p rim a e dopo il peso, il 'Perimetro toracico, in .ispirazione ed esp irazione, si praticano la spironmtria, la dinamometria e l'esrume del sangue (emoglobina, globul·i rossi, for·mU'la ematologica). I risultati, ohe saranno presto pubblicati, si annunzjano veramente lusi.nghieri. Ques-te colonie sa.nita;rie marine militari costituiscono un sicuro v·antaggio ai fini mi litttri e r r:.ppresentano ai fi ni sociali una vera scuola di igiene e di civiltà ed oltre a tutto ciò, è bene non pa.ssarlo sotto-. ::;i.l enzio, n0n costano nuHa ano Stato. l


P or- la glor ia dPi ntx;Lri m:-~.r·i a.<iunq ue, per l e no.stre s.pi~gie v a rie é

tornr t> nt.ate, per lo sfolgorio d el nootl'o div i,no sole ardente circa ci nqu a mila militari quesl'a rtno hanno ri t.empralo le loto forze e tornando alle loro f8Jmig lie diffonder·anno con personale esperienza cure per quanw semplie ì t.a.nlo uLili o fonda le solt.a.nto su elème nt.a.ri naturali: aria e sole, che costituiscono la più g rande mat..cr·ia .prì.ma della noslradivina e dolomole Hal ia, mat,e,ria pTima che purtroppo non possiamo espor-tare .

Sulla frequenza delle ulceri sifilitiche extragenitali (l ) per il don. Antonio De Leo.

l. NoTIZIE STORICHE . - La. conoscenz-a delle ulcer:i sifiUtiche ext.rageniLa.J<i 1-isale a tem•pr remotissimi, come si ;può ·rì,levare d~He opere di

Plinio e di altri autori. Anche nel Medio Evo, del resto, si amme tteva la tt·asmissione d ella lue ooll'allattamen·to, coi bac i e con .i dilversi oggetti di uso (l:>i.c.chieri, fazzol etti, etX:.) . Solo H u:nter (1786}, ohe negava la contagiosità delle m3inifesta.z!oni seconda rie, ·riteneva ~ he Je ulceri extra-genitali fossero Mrissin re. Qua.ndo però WalLa\:e ( 1835) riuscì a produrre l'inoeulaziOM degli aocidenti secondari , la teoria Hunt.eriana venne distrutt.a. e si aror mise senz'altro la contagiosità d elLa sifiLide secondaria. Fou.rnie r fi nalmente ha stabilito che le placche mucose sono capaci rti determirnare sifilomi iniziaLi, talvolt.a. virulentissirna. Così eg1i nella sua cLientela privata è ospectaliera ha potuto racwgliere 1123 casi di ulceri· extra.gen.italti , le quali , secondo •l'A. , cosW.ttiscono i'l.m&ggior peri colo d•i diffusi orte d ella sifil id e, qua nd o ne viene ig·norata la loro natura.

II . LoCALIZZAZIONr PlÙ FREQ U ENTI - STATlSTIC.o\. IN TEMPO DI PACE W IN TEMPO DI GU ERRA. - Se('ondo i casi . ossea-vaLi d wl Fournier , le regioni d el corpo più frequenLeCMnte colp·ite sono le seguenti : a ) regione ce.fa:l ioo. (caGi 849); b) eeg ione cervicale ( 14) ; c) tronco (32); d ) seno (59) ;

P) ano e :pel'it.oneo-l77};

/) arti (92} . Rig uardo a11a .percen tuale del le .ulceri extragenit.ali, 75 % awartengow alla reg ione cefati(:a , 64 % alla boc~ a, con loc-alizzazione più frequente all e labbra, e su~cssiva:me nte alle tonsille ed alla lingua.

{1 ) Da una conforenza te nu ta p resso l'infer meria presidiaria rli Gorizia.


!SULLo\ PREQUENZa Dl::l.LE ULCER! S!FILITICHE EXTI<AO~:t-JITALI

52!:1

lin'altra. sta.tisti.c.a falta nell'ospedale di S. Luigi a Pat~gi durante la guerra, pe.r la dut·ata d~ 30 m esi , su H2 c.;asi di ulceri ex~ragen itaLi, ha duJo le seguenti lor alizzu.zioni: a ) regione tefaLica: casi n . 123, di cui 78 alle labbra, 1 ~ alle t.onsille, 14 &L mento e 13 alle alt,r·e regioni d el•la fru·.c ia; b ) region e cervicale: ca::;i n. 2; t') tronco: casi n. 8 , di cu i 1 al seno e 7 all'ano. d ) arti: casi n. 9; Da questa st..1:tistica si rileva che l'ulcera d elle Labbra è la più frequente; St-lf:'U€ quella delle tonsille, fatto d el resto nota.Lo anche d al .f'oorni er. Per quanto rigua1x:Ia Ila pc-'II'CenLwtle di questa sec-onda statistica, su 100 c.asi di ukeri extr·o.g·en it.ali, R6 apparteùgono alla regione eefa.J.i.ca, di t·ui T2 brxc::tl i e tra queste 5lt alle labbra e 12 alle amigd811e. Dru! parallelo di queste d ue statistiche si <ie&ume r he itl numero deHe ulr.eri boccali, durante la guerra, ha su bito un aumento di circ.a il iO %. menLre secondo Gaucher La si.fìlide in lgeuerale si è a.ooresdut.a di p iù della metà : il che è spiegato dal!.a. rilas1·iatez.za d ei costumi, che .~ne­ "it.abilmente si veri!fica durante lo stato 'd i guerra, a cau,sa deltl'aumento delle m erl'edi, della c,orsa s frenata ai divertimenti ed al piacere, del mutamento del!le abitudini, ecc. La sifihd e del seno, ciurante la guerra, ha raggiu.nto la mrinima peroontua!le per effeLto d alla diminuzione d elle n.asoi Le, essendo l'alilatta.mento la .princi;pa.!e c.ausa di tale conta.~o. L'età giovani~e j,o fine è quella più pr·edisposta alle ulceri ext.ragenital.i, giacc.hè il massimo d ei casi si è riscontrato dai 20 iLi 30 anni. Nei soldati, però, secondo le statistiche fra.n<'esi, le ulceri e.xJratgen:italoi sono più rare che nei civiH. III. ETIOLOGIA. - Ser.ondo il prof. Jeanse.lme, le oause delle ulceri sifilibiche exLragenit.ali sono. le une veneree e le altre acc.ideo,t.ali. Vediamo. secondo le ra..~ioni, quali sono Lali cause. i. - Ulccri bocrali: Sono tre le m.anàere di oontami.naz;ione: a) oonta!gio genito-boecale (cunnil·i·nguo); b) cont<~io bucco-boc.cale (baci);. c) contagio mediato (ogget.ti vari). Tra le ul-ce.ri boccali 'sono più frefluent.i le ulceri labiali , specie queMe del labh1-o infe1·iore, do\'e per lo prù i sifìlomi si ;present.ano ri coperti di una ~-1·os la ne-r.astra. L'adenopaiia sottoma.scellare è voluminosi!'.sima; il che de-l rest0 è comune nf'lle ulc.eri extragen:itali . Le ulcer·i dcl!la lingua si l01' alizzano verso ·la punta (fa.r.cia dorsale) ed hanno forma nrrotondita od OY.a.le . ri roper~a di falsa membmna gTigiastra: la adenopaha è all'angolo della ma.:;cella o aMa regione sopraiO'i.dea. Le u·l.ceri tonsill.ari ~ono c.aratlerizzale da un mal di gdla sordo, per'Sist.ente, unilaterale, c-he si acc-ompagna ad a.denopaLia re-komasreUare molt.o voluminosa; hanno spe..sso aspeno rlifleroicie e .po-ssono essere erosì vP., ulcer-ose, cancrenose ecc. Temlono inoltre a tras.formélJl'Si in sit.u in pla.cr

che mucose. Finalmente le ulceri ge.n'gì ,·.a.J,i hanno form a semilunare intorno all'inc.astonatur·a di uno o più denti, e sono qualche volta ricoperte d a falsa mPmbrana tg rigiaslra: sono i•n genere p()('o d olorose, ma diventano d oloro&issime al é.ontatt.o di bevande calde o frood'e. 3t - G-iornaU di 17U!dicina militare. -

Fase. X I.


530

SULLA ~· ltE:QUt;:NZA PEI.LE ULCER I S I F!LII'I CHJ:: EXTRAGEN ITà Ll

2. - Ulceri facciali . - Anche q ui si hanno Lrfl mani ere d i contaminazi one : a) per c.onLag-io diretto (baci, morsi, sputi, ecc.); b ) per contagio i ndire~to 1:dita impregnate di spii'Or hele); t ) .per conta.gio mediat,o (fa.zrolet.li, rasoio, pietra di allume, ecc.). •rra ·le ukeri d ella fat<:ia le più irnporiant.i sono le. ule,eri de,J mento, che né.i bambini seno prodo~t.e per Jo Illiù dai bac:ì, e negli adulL'i dal raS(}iO <.l ei barbiere. Sono molto voluminose (ulceri-Lumk>ri ), e spesso sono c:r·o:;tose, e1·ooive, l )( I,PUIOSI.': l'adenOip<llt.i•a si ha nei gangJj ts.ottoJn asr el l ari. Le ulceli d ell'occ.hio wno più freq uenLi n&ll'uomo e sono d ovute SJ)(:'~SO a proiezione d:i sa.l i va di so~getti c..on plaoohe musoce bocc.a:li. Le ule.e1i de.! naso sono causate dalla contaminazione col.Je diL:'L, e qurund o risiedono alle c.oane a cateterismo della Lromba d'Eustac-chio: i gangli ingt ossati in genere sono uniJaterali ed indolenti e so1no l)a:rotidei , sottoma.::c.ellari e preanricolari. Le nlceri sifìJit.ic.he d~l padi·g lione dell'or{'>C("h.io sono r a 1·issimJe, quattro cas.i vennero osservat.i dal Fournier , e recen:tRmente un caso d al pro f. Mo1·hni, r:i ft>rito n t> l dicembre i921 alla riunione della Società di d ermatologia e silftlogpa.fìa in. Roma. 3. - C:lceri del seno.- Sono d eter.minnle da morsirature, da suzioni amorose, ma pHt spesso d al l'allattarne.nto di bamfbirui con placc.he mu(:ose a 1la boera. Sono le pi!l1 frequenti d el'le ulreri c.utanee e si riscontrano nelaa donna abiLual ment.e sul c.apezzolo, verso la base, dove si i·nizia.no i nsidioS<lmente senza dolore sotto una forma di una rilevat.ezza rossast ra erosiva , c.on indurimento car atteristico. Suole r t>sriduare una ·m ac('hia rosso-scu ra jndurila per .p i ù m esi, il che permette d:i fare la diagn.osi r etrospettiva: l'adenopatia è all'ascellla e residua ·!)Br molto tempo. 4. - Ulceri rfel tronco, d el collo e delle membra . - Sono dovute : a) a contagio colla boeca e coi genitali ammalati ; b ) a contagio illldiretto per m ezzo della di ta; sali'Va, tatllaggi, ec.c.; c) a coiJltatgio mediato (biancheria, latrine, strumenti chirurgici, e<X'). Sono ulct>ri molio r<Lre a forma ulc.erosa, erosiva, cr ostosa, ecc., carat.t.erizzate w incipalmente dall' ind urim ento dell'aòenopatia. La più import.ant.e d elle uJrc.eri delle estremità è quella d elle dita., che s i ha SJreSso pe r r a-gioni ,professionnl.i nelle levaLri·r.i, n ei medici, i!Tl.fennierj, e,cx•. Ser.ondo Fournier assume tre asr>etti diversi: a) l\1lcera periunguea.le a forma di semiluna; b) l'ukera palerecc.io; c) l'ulcera fungosa. L'adenopatia si ha all'epitrocl ea o aJl'a.scel1a. 5. - Ufceri dell'ano e d el retto. - Sono !1rodotte: a ) da contatgio diretto (coito contronaturn ); b) contagio indiretto (portato daglri sco'Li d'e Na va_~ina e dalle dita; c) eia contagio m ediato (cart.e igi eniche per latrine, (\ltnlnule, ecc.). Si presentano ge.ne~almente allungate n el Sf'ITlSO d eNe pliche d ell'ano, sono indolent.i, ma .possono prov·ocare dolore d urante l-a defecazione : l'adenopatia è all 'inguine. Quanto soi!)ra ho brevemente qu•i riferito, è stato da me con:f ~rmato òa numero::.i ca.s.i clin ici in parte o~<:R rvati, e ne.] ltbero esf'r('izio prcfessionf11e. e durant e la mia p erm anenea ai J'o::.ped ale di S . Luigi a P arigi, ed in !)nrl(· illu::.t.rat·i rla altri, P da m ~' riportati . per dimoslntre 1'1mport.anza. rlf:lle ulteri s ifìliliche extragPn itali. Circa la ~ed e, posso affermare


><Uf,.l.A .t·n r•:QUENZA DE.L.l.~~ UL<:~:JU SlFILITICHE EXTitACE:-llTAI, I

531

ohe la regione cefalica è quella Il.iù ooggetta alle nlceri e:.xtrage-nitali, sia perchè la faccia è la regione su e.u:i si po1·tano i bac.i di conveni<>nza o di amore, sia perchè essa offre tre muoose, lu()\ghi di lllJÌoore resistenza per la penelruzione del virus, sia infine per.c.hè è esposta a contaminazionri J)rofessionali. R-iguardo poi alle c.ause che determina no la propagazione ò e11la sifilid e, exl.rageniiale, sono da annover·a.t"Si in primo hJOgo j baci e l'a.l].attamento. eò i:n ser.onrlo luogo il rasoio del barbi <:1re, la '}'l'i etrn d'allume, ecc. Perciò nel p1·imo f:aso sarebbe opportuno, a mezzo di 1- ubbli che conferenze, f&re conoscere H <!anno ed -il periwlo ')be presentano le placche mucose che dalle persone ignoranti vengono considerate come lesioni insignificanti. Per quanto poi riguarda l'allaLta.mento, sarebbe indispensabile visit.ar·e, prima <ii a:tLac<'.are al seno il bambino, sia la n.ukiee ohe il poppante, e qualora cyuesLi si trovasse affetto da eredolue, farlo anat.:are dal·!a. p1·opria. mad:re o dn u·na nu trice già si filili ca o nutrirlo artifkialmente. P er rrua.nto si riferisce infine ai ras01 e!i alle pietre d'allume, sarebbe necessar·i.a per ogni avventore h loro comrJela s tf'ril izzaz.:one. o

o

IV. P ROCNOSL - Contro ;·op'inione di m olti medi ci le ulceri E>xtragrnitali non hanno un andamento più grave d:i quE'l·l e genitali, ma la loro evoluziMe è la stessa, qualunque s ia •la sede. Infatti Hutc.h.inòon afferma che la s}filide, una volta manifestatasi, r esta sempre una, e l-a medo•siorn~t ma.lat.tia può o.ver·e un'int€nsit~t v-ariabile secondo 1'indiYid uo, ma le regioni di localizzazione d el s ilfiloma iniziale r.on hanno alcuna import.nnza S~ondo Fourn ier, la progn.osi della sifil·ide extrageniLale è la m edesima di que!Oa del·la sifilide ~n generale, qualunque e dovnnque sia ·l'acr ident.e originale. Jea.nselme ammette che la si.filide extra.genitale solo qual!rhe vo!t.a è segui:t.a da mani•festaz.ioni secondarie cutanee di una certa importanza (al luogo della roseola, si,filidi, papulose, prupulo-tuberoo: l arr, f:c.e ., . Bn1kl ej ritiene c.he le si·filidri tonsi.Uari sono graV'i per la generalizzaz.ione pi•ù r api<ia che si ha del virus sifilitico .a causa della ricchezza dei ]iinfa.tici e ded vasi tonsil'lari . Seconrlo Fournier, le m1mifestazioni secondarie s i hanno nella set·t,i.ma settim·a.na dbpo l'inizio d ell'ulcera; ma Gaucher e Milian hrunno dimomrato che in oert€' ul('eri extra,genita.li (ad es. nelle ulceri labiali) la S"A:àem:a del periodo secondario può essere protratt.a.. l n genere l'intervallo di t.empc) ch e i·ntercede tra ·l a compal'$<'l. delJ'ukera e l'er uQliione delOa roseola varia a seconda. d ella localizzazione dell'ulcera stessa. Così , ad es., peo" le ulce1"i cefal iche tale periodb è di 25 giorni in media, ·~ntre IJ)er le uiceri d al tronco e d'egli arti è di 45\g,iomi . Nelle ulceri cefalich e la roseola. si .limita alla parte superiore del tronco e al collo, raramente i.n;v;ade gli arti inferiori: nelle uOceri l.a.bi'a li, tonsillari e l~nguali S'i ha .]a tend enza alla trasformazione in sitv in placche mucose, c.osa del resto ('.he si può osservare anche alla verga. I n genere dal· modo comE: si inizia una s.ifiU•id e non s.i può tra!'!re una o

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R!Vli!TA Dt:I:.I.A. STA.~ll'A. M EDICA.

lT.\LlA~A

E .'>TRANIERA

const:g11en.za [)f'r la sua evoluzione sue..: essi va, sia che s.i t ratti d i un 'u lcera genitale o di un'uln~rn extra.gt'nil.a.le, pcrchè qualche volta d egl i accidenti terziari 1gra,·i hanno avuto per puuto di partenza un'ulcera beni•gna e dell e eruzioni legger e. Le complicazioni nervost! si sogliono aver·e spesso i n quel le pet'SOne nelle. quali la sifilid e è rimasta j.gn.orata o an~.:he pen:llè non hanno fatto un traLt<tmento specicfico sufficiente; perciò i n tali oasi l'andamento gra\'l~ della sifi !id e non può essere att.r:ibu iLo alla locaLizzaziont:> del si·fil oma, se effeltinuncnte si è tr attato di un' ul-

cera P.xtragenitale. - - = == = = =

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA SmmEXTJ:-.-o.- /,a t '!l r(l molil?l"llfl dP/1•• jrailu•·tJ. (Atti d ellit R . At'I.:Jl llemiu medlt'O-ctliru rgica di :'\:IJ~IIi. lt~glìo W2:!1. La cura delle fratture è uniformata a due p t;ll(.'ipi: al ri::;tabilLmento ddla fol'lll!l ed al ritorno dit>lla ,prlmltlva fun?,ione, la quale non può nir•ri.,'tinan>.i s~>ll.Ul che la IE>vn O$~ll riacquistl la :.ua noJ•m.ale lunghe7.v.a e dir<.'.zio~. A l èUlli inl!llObili7'7.a.llO l 'O."-"<> fmtturato ad oltrnnza.; altri, lllle()()Clll"'ltl dl•lla fti'D7Jone, rtrorrono !..uveoc al IlUI~Mggio ed ai movimenti precoci. Più re<~ntcmente. per merito dlt'.ll'aseop,.<Q. e dell'rurti~~l~.~i. sl è adott.ata 1:1 cura cruent.'l. :'\(!Ile fratture ron >opostmnento del monC<>ni l'A . Mn,..-igli:l di rlCQrN.>N.> a tre-..c:t.ensione con 1 pesi rl€'r ridurre i• frnnunentl in tmo11a ~ìaionl' : il ma:;.-.;;1::-l!i<> r-a.nt>resentn lilla ~r·apL1 l~)m,pl <'mE>nta!'E' 1.."(1 è ut.il~> ntollt> fmttnr't" in<•dmplt>te N! In que-lle In cui i frammenti sono fr-a loro comt~llil~tmti. r.._, eu.r·a nmbulntori>1 non è c'One-:lgli.ablle in prillllo tempo. ma soltanto q un ndo l'ossific:r~.iOtl4> è a IQUI.Utto ava m ..n ta. TAl ('Ura <:me.nra n t>lle fmttnre dl:lli<:.<trle chit!S(' è irttlif-,IUl qunndo vi t> irriducihilità per l'interpo-<i7.ivne di fibre ruul'(.'QI:.tri o di r~nto fibi')S(). o fl('l' resì6tew'A di 111) friiiDIDf'nto tntermroì.ario Q.i..;jorJenmto o fi""l' In ~11!:('117.-t 'li uno che minaoo l'ulCE>raz;lone di'Ila ].~Ile, o nel caso di lesioni di va~ o Ili nervi. od lnfin~> Dl'lle fratture in vic:ina n:rA~ delle articolnr.ioni. ove non è po~il>lle praticare la ridnr.ione. T/A. oondude aiTennil.n.do <·be li <'h ii1H~o URII.:l cura delle frnttu,l'(' non deve 61!l;>E'N.' n:;;..'!Olutista, nr.1 otmortnni..-;ta . e prima dl rlcol'rere ad un abto operativo. dk'Vle prima e&perlmt>nta.re tutti 1 mE>r.zl in('rueuti. lutt-rn•neudo $<1lt:lnto qunndn QUe:ilti non :l bbi<mo d~1 to nlCUJl utile rll'ult<l t o. CHDtrl',:;o. - 'l' llmR/fl ziMie tlllilatP.mle dt~llfl tiroif/P, dPTTa mfl,m•mella e rle.l tetltiC<Jlo in 11n fl(,/f/atn ('()Il >• P1Wfi.~i tran111flliCa ili !J•I(·n·a. ( Foli:J !\IE>~lit~. n. 11\. 1!12'21.

r; A. ha avuto ()('('(l ~·w.:<> 1li o~~rY:ll'l" a l C'(>n t") nf'H,rlllog-it'O ci el X C'Qrpo o :1 rm:; tn un lntl':'t'AA:Wt(> t':l!'O c Unk'O In un oolwlt.o dell':;:l fnnte1·ia eh(' fl('r l'E-.<;plo,:;,r,n..- di nn pr,>iE>tti le òn bombnrda n l fronte <>m l'im:lsto In sr.nto ài stupore 1»1· QtUllehe giorno. L'os..«er..-n7.i<m-e è tuwort'llnt<> Jlf'!l' h1 si n d rome f<>nomenic:l ma.n i festn tn;;,i. MstltuJf::t ~nzinlm<>nt..- 1hl pam liili ò i,.,..x·i·ll t~1 :t l l'art<> ~llf\t'rior~ destro oon n.ne.-<t~•;:ia cnm tteristlt'a coucorultnntf' a moj!'g-iore n mpi('z1.a òcll:J. ri rua pn lpehm le. a ll'!vE' esoft:tlmo, n midt1n.::-1 nel !aro tl<",..'tro ed iutinl' a tumefnzione om.olalt•Ntl(' dellu til'Oil\(', de-lli.l. mHmm<'ll:t (li del r..>"l if•olo. PE>-r l'ori~ne 1h1 J·ifN·ire :Hl un..'l enh'7.inm• òi !!ll«'rra, per l'impron·i,-<o lill>"''r gere di qua.si t11tti ; di><turbi. l"~r la c·ar.'Ht<• r·i ,.,ti<·n W.li b1t~rulìtit d<'Ì fNu>mt\ll!i. l!laooolnrl. rA. m~>tte in "''itlt'u7.-l u·n nu)m;>utn r>~·iuwrio rh·tt:J mf'ntP n;>n·o~. <'lli> fa <>:~T'lO a 111~!1 neYro!>l traumnti.•n . ro;ol detta di !nl<'rt'JI. [n t~lltl\l)rto ;Jila turuefnziorw. unlblte·raJe d ella tir·•>ide. 11('1\a mammella(' <l'l'l t<>!tti<'Oio. E'lrli roU(\I!a i l OJQmento oervo.<>r> nd 111~ ('('('ita7.1one ùel :>irur•lti('l>. ,.u.l qu:ll~· clen~ t'"-"<'r;:i rl\·,·rl.lt> mt.o il fenomeno dell't'illozlou.e.


IUVJSn Dr.J..LA STA~PA MEDICA ITALIANA l: ~TliANli:R.A.

Questo fatto trova srufficleo~ ·~Pl~lone nella teorl.a di Bt>t!bt:e.rew e per quanto si r.ilf<erùoc-e JtartieoJar.mentE> ~.:II11 sindrome Flahmi-&sedow il •IJre<lomhùo d i· un mo.. ~to nervooo ,può In qUieiSto cnso c-cmrordare con la ·teoria nevrogena s.o~te.uuta da O.Swald, e giù da Cru1~-ot e da Car<I.are.Jli. I/A. Infine roleva !'llll!fJ()rtitll741 dt>l caso anclle per la ru.l\lli!fest~l origine nerH•~• d~·lla gine<.'Qml1!'1tin. k1 QlU!le g~I)(.·J·nl.Ju~l~ è lega oo 8Jd un.u gwleSi endoorlma. Pnr.ou.Rl . - TH:tn.ila. operazioni per la cura. radica-le !ielle ernie. 1Bol1~ttino della S<t<:iet:\ UJedico~.IJJrnrgk:a di Pavia, n. 3, 1922).

L'A., clliM.I.l'go pJ·imario d ell'O.Sfl(.'<la le di S. Matt.eo di !'avia, porta un interessante co ntributo !:'tatistiro, iìrntto <l<>ll'<~!'lJX'i'!eilZi!l di un treutenn.ìo di iniocerrotl-a carriera cl'i::·i<:":ci-OSI..ed<lliera. durante il quale ha avuto occasione di OJ)"rnre ben 3021 ernie vio-'<''('r:lli: ò~ que:ste. le ing.ui nall fi~·nNillO nelln propor:-;;ione dell'&i,8 % e le crurali dd 2.9 %; il J,nimìssiiJllo posto tra le erul.e lnguinal'i l>1Jetta aJie l)ùllque esterre. acqu:site E> coogmite, che ent.rHno lll rapporto de l 7S.15 %· Circa la profe."~ione, l'A. ha <:'on st:ntnto c·he i contadi ni offrono 1m coutri·b n to iiUJ•l~lonante del 50,R.'j % in con.fJ·onto a t.u w gli a Itri me&tie.ri prE"gj insieane. L'opera:.~ione ,praticat.'\·.per la cura rodicaie delle erni~ ingnin.'lll. llbere e stroz. zate, fu I}Uella del B aS$1u i, ><utunu:do però alrarootn di FnlloJJi<> i ooll -strati •UlJU. S('(llari d e l pl<lCOio obl\CJUO e del t r a>Tveroo, lM,ci.:mdo Pl'f\SS.OChè >'istem<rticamente intt>grn In fr,~in tra><wm;a lis d~l COO!Jt'r . La degen7..a <legU. oper:ati fu in media di giornl l4. Le I'e(."ictiw furono in lH'OJJQl'zione dell'l.iiO %· Le e rnie li't rozzate che subirono le <>]:€razioni radicali furono :lfi.J, di <.'UI• l'iS lngulno li e 2fi cruy;all. con una mortalità del 9.8 %: ...,; dew tene r Pl'E>~ute lWI'ò cbe molti iuierw.i furono operati dopo 3-4 e .tin:.~nchl" (i 1-'i<>mi da Ilo strozuuue.n t.o, nelle J)E'ggiori condizio ni l<'CJili e ge-nio' m li . I t'A . iufìn<' ha fnt.to un ac"<·nrnto ,..rnd.io shtt.l>-"ti<·o 1>-ul.la fJ'E'<JilE'llUI <kll..: •:rnie in Itn lin, <"11lcohmdv in ba<!'le ai ùat.i dE-lla sa·nità civile e milimre il numero di crniooi 'l.ll{lsc.hi che poU>vnno ~~ nel 1851 E'd .'\ questi ~ggilmgendo quelll cbe tali divennero RIU.:<.'E'l'1'inltn~;>ute, anno Jt(•r anno. di quahmque etìr ~ ò(''i due S>l:'s"l. ]Jer l ~<.'­ tlt'!O,.h'i 70 anillJ. senM <.-ontnrc i rnoni e l'li opel'1lt.i <> ,-en.-nclo così a stabilir.: pm· il 1921 \tn;l citra di ii.224.453 enùo..;;i. ln<>ltre h n <·nk'()l:t t~• ('he i morti ertrio$1 In que->rto n eriodo <li 70 :~nn i. sarebbero eomplt-.«sivamen te tra ·maschi e femmJn<' e di tutte le e~ì . :!.:U0.473. C irrst .~r.hi intt>rvt"ntl, ri!<nltH•n(lo cbe o~nl anno ne~li OI"J)('(lal i t militari Yengono <>J~rati 753 <'I'TiioS'i ~ cbe tra i borglws:i ~ n!E> oJ)E'rRno .in me•i:lt circa 400 ul l':lll110 ]Wr ogni 50(1.111'1() nhi't:lTiti. fatt<' lE' <lRhiU> J.lr~JtUI':t.iooi. ;:i avrebbero 2.fi!Jfi.71Cl e rn!o >-i operati. ,\ ò\li:t.ionnndo i111Ìne l <'>~~ 111 IIDOJ'te C<lD quelli O[lf:'t3ti e S<•ttrn<•n'i01]~· In S<J~rnlmn <1:11 num~N <.-oo~rJl~!<ivo di ern iosi 1'Ìò>1lltanti di 5.2:M.453, l'A. riduce il qnAnt1itati.,·o di et71i<~i vh·f'nti nel 700 anno. c <·iot> n!o'l 1921, a 817,270, il cb~ <:Qni>n l·p nlla pelWntuale dE'l 2,21 %·

.T. MAIIIF.R. - T-c1 tn1.rrrol.çi rhintrfJiCa ;.,, ra.pporlo ai tr·aumati.ç mi diCl'.ll n, n. 2. HJ22).

(11 Pari;:

'!\té-

~l'<'()n<lo l'.A .• ('('(1'7.ÌOIW h t t~ ]IE'r i tr11 Ullln tisml t'fiO •]lill).!:J )<2~tJjt,j ò.a iiiOCU 111.zion(' di rettn. l'imrl()rt:lil.l7~'\ d(' l t m limi\ ti !>ID<• n('llll gE>uE-lti <lE> lln t n b<'r<'O losi chi!nlr,lti('a n M €- sempre Oc>«i (>viò~nU> ('OTil<' gt>n<'rn lmente t•l!:Ai f'i Jit.i en~. In <'ircostnn?,e E'<'("';rio nsrli. praticamente t raMuomhil i. i l trauma pu(, E'S.."('re b(>n!'i rivelatore di 1tn.'1 ·1~oue [.)1'€'<'-'li ~tP. fino a qn~l m,~mE>nto rima'~~~ ~1.Jio st.:1to ò i 1:-~tenza: può es.<;e!'IE' l'adl'itat.o dn Q)IIE'.<:t.<l ;~tMo nn te•~ior.('l e p uò e~'<l'e N('~ruito d11 un dolore inooltto o da IMlli.fE':!"t.nzionl. lll Mri grnvl!tìt 1100 Ri pnò nwttie're iln !'i'IPJlOt'tO con 1.8 sua vl('•:\>PJJ7.11: OCC101'l'E' ihlottJ'(' <li,<:tinl!nAN> i.l if>rnu nmtJ,soml\ da l ~ llbitu:tlt> d:i lavQJ'O e IDE"t.tere a ('<ltl.>t'nmto H J')(• l"iodo di! tlo?:111p0 lhJ~1f;('()I'>'O do,po J'jalif'Ortuuio MII'Sil'qletto eliniro e rnd110gl'11flro òt'lle !•·~ioni. Ad ogni m<Kio. qmtl!mqu€ sia lll l'Ua nH>ò'Sili'tà (n•cwimenti. ·<ll stors.ìoni gran o l€g~ere). il trnl.lll11:t tJ,'UIJo M<:titni !'<>e ~rpre un aggn-a vnmento d ellE> l E'ISioui tuoorrolari ed in certi ca!-1. spinto oon uno ~po ternpeutlro 11 un W'il'f~ ~.Jmutle <lfr violenza. t>-~ pu ò d'eterminal"E' ln ('()mpa r.s..'l di m ani!(I..<>Ul?Jonl $ pecifiche per llntoi noeu l1l zio ne.


1-h:nrr.

J.'aut•Jra.,·(·illo e l'twlotllll!llll iuu n P/IIl ll:.•rliUt'r K!in i>'<:ht> \\'c.l(·lwn,-.•·llrl t't . 11. J7. 1!1:!11.

c·omplica:ioJti. ymwcoreiche

L'A., a ;;<·ot~) dJ. aut•>tn·owiuc,wr:n•bl. ha pmpo::tn ti! utiliz~..:tre .: ~onot·•>('('hi n••l lnr•1 aml>ierJtè nntur:th•. ri•·oa•t-..uù•> ull'urina ùel tunblt•> t>tl :1J.dl .st4?sxi len<'O<:it i orlrtttri. P.g-li fu lll .hl~\·1'1:' l 'inl'emro uell.- prime VI\' dt>l gio..rtlO in Wl bicchfi>r'l.! a ~lli•~·. >'IC'a·ìlc•. t> """''!"•Ile l'urin:J all~l c~·uh·ifu;razioue. l~tvalltlo Jlt'Jr tlne \'Oite sue· ~~~h';llllt'Jitl:! (-1)1 ~ >olu7,i• IIW ti,.;in k>;;it·:t :-:1 <'t'i li'l.:<Jtt<l e IiJ l:l':H\<1<1 : d i lu ~-e quindi il Cvlltrifu;.:ato ( •nn "''luzi.,tte fe llit-H al ll.~i P<'l' IVlltO lillo nll <>ltenel'(' 4 voite il voltnuP ., di,:triloui"n' il ru.rtc) •in ri:lle cl:c <-<:. l. 2. :i. [/A. ha pn1ti('oto inie7.io ni intr:tlllll>'l'lburi CJ)!lli •ln•· ;.:icH·ni ;tUC' clcN'i di {X'. O.:i: :!: 3: C. è rif~risce tli 3 \'E'l'E! ~JJJH't' •>ttt·ll tll:•• hU<>IIi r i,:ultati. ,..J.J tWlle f•>I111t' di !ll'•statitli. .e dJ epicUdimit:i, elle Ut>Ll';trtrlll' \-" tH>II;t pi• lilt' lolenorn\J.:ka l>L'FOUR, THI~:ns .

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l n sei casi fl! g•>IUll'tl'i t{' !,."'lloc'<x~:i<lU rou. \'l'll':":t nwnt•>. gli AA. hnnuo pra ti('ato };). puntura al lato ~>'tt•rnc) <l~ lla ar·t i<~l.n?.it)ne t'Oli :1;rv t la punlllm lomhnre fll<:t>ll<l,>l.:l S(>gtùt"e dAlla t"t>liÌJJe-oi<>ue dii ltl-~t) C<'. dt"l ll•wi<Lo. iìta unn sol v(}ita. DR>~. la reJ:intl\-1 >'Vtt<X:U 1);1111':1 d BI kt f;rt·<:i;l (.•$tPI 'IIIl l] t'l h t ('l..;o·ia. l l'L'li h a ti ,;ono ,-:t;l ti l~ l p id l e fnvot'e\'O li. pnkhi; iu 'l<' li quattro l!'lorni si è <)ttl'nut.<t la gn:nigione, senza alcun t•,.tumo <" ~nza la ('<)UlJrJ r><~:r d i n>n z.ioni l{eue.r:rli o l ve·:t! i. St:ll(it.;\'T. - - /,1' ('11101/i.~i

di rwiyine ft't/ll/llll.fi('(l (.JO\Lrna l de~ Pr:t.ticien.s, Il. 1:1. 1922).

I nuUJ<'l'<'r.<i:<.«i mi CJ>'I ,u fflrite d<>l t<)r:r•'e <),.,~l·vnt-1 dumnte h ~terra banno portato 11u uotev••le oontr·ihut.o .allo :otudi() delle bronoorrngi.e t~rd1ve, le quaU possono UJHnlft>.-:t.a rs:i e rw·idinii'E' t.'l h· o l t a <l<~po molti mei'i e w lor.a anche qtvtl<'be anno 'tlulln lt>,:;ione. L'A. di.«r.in:rn~> lfò' ~lltotti:-•i h '::tUll1:1til'lw \n duE' (·:1tegoJ'i(': ftllelle <'he ,.<;l manlfe.<.t:Juo in f;('JI!,L'Nii hther<'Ololl.d e quelle <'hfò' oompalono all'infuori dell'Infezione. Nelle Jll'ime u u:t f<'ribt <lei toro r-e può rridPst.a re f<'X'Ollll l.:t t<'nti. di tubercolosi, prowlt':llulo ron;r<>,:;tioni l' >!H(·t·AA><h·:~mente ~m.Mtt.-..;: queste forme snrn.nno factlmente tii:tgmo,'ti NI.t~. d.'li t'\'f.Jerti C'llllk."i e rnùk•graficl dH tor.nce, oonf~rmat! dnlln Jlr<'-""'11~.:1 d t> l h; w i Ilo •~i Koeh twll f>:'>(-rt':1 t o. T.R emott.i..'<i hm uma ti che f'ht> si Vf'rilìcnno 11 W infuori dt>ll:t tnllf'r!'<'lLos1 ro"-«•>nO f>r,..."'' l'f' dPt.Pt"1HÌilll t.t> fln lntA·•"*';'J· ;>;ioni <111 j!H,_., l!;l J!'I'!\IICJi (~>lltll ,:;ionj clc,>l to rar-e t> fl.ll fl'lrit.(' Jl''ll('tnmtf tlel ]'1('1t(). l.,;l Ui:IJ,:IH>Si non l> "'<'lllJII't' f:tdlt'. ,<:pN- i<> qii;HU]<) Il )JfOÌ(>llti Je ll~U ;.:i tl'OVU più nel t.o1':1('\': ,OO,() Jfl In r'<):<tnnt~> a;.::-~'117.:1 ·,JJi h:11·illl tuher<'Ql:t ri :H'N!rtllt:t dopo riJ'<'tnti ~mi e H lung() periodo d!iJ l t'm i o inlt>r<'>r>'~> tm il tr:tnru;l e l't>nl•)tti~ì potr:tnno 11:11'1' un !!'iuclì?.io att!'nd.ibllt'. Nt•IT. -

,.,. (·fi.~O di IT'Mitlrn lif' / ' ""'linP fl ' irLQe•·ziolle del l1icipitP fle.~8ore del cwbUo Aml'a·l...,,n :\I,..UN~l A;:~<'iatioon. ,·nL. !):IJ.t. lRl.

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L'A., dopo d':t Vt"l' r ir'<)a"lnto r•h4' Ul'lln let~rnhll'l\ SÌ tr<lVI.ltlO regif':tl1ltl 65 ca~ <li mtt11•ro1 11•~1 blf'lt•itt>. 17 11••1 tl'nd i ue. 4-1 d~l mtt."<·<>lo e solo () <:asi eli lll~Nil!>ione m> l punto d i in;;ert,inu~ n l m n..;(~>lo, ri ft•rL'l<'P tli 11 \'t'Il'\> •>>'-'<!'rnt4·o in t l'Il ~I0\'3 n,t'. in ~~1lto ad E'-'-'e.a'C'i'ZI ~~~M~tir•i :lJ.tli ant'lli. la rottura !1..,.1 t:.•n<t'ine d'ln;;ernione ti.el bi cipit.l' f!('s..""H't> <l•• l cuhit.> dt'~tm. E~:li pratil'ò iu corri.spou.den7.::t dt'J Tmnto l•>g· l!'f"llllM··ntt• d olr•l~'>'(> rll'l l'"lllt•r-• 1tn'.i·w·k'<lmw. e rorJ.«t:ntò Ja La<'<'l::lzlone dE'l ~ndine in V'lf'imr.w~'l <!('Ila tlth.•r";:itil. ron l'E'>'treUJO ·Pro.<>.~ima le l'l'tratto n'l'SO il tx>n.o SUJV6rloN' d!' l hi~1N'i0 (' r,.,_tl\,111<) <fi>'t"i b,.. IU itJ:"O Hl'l:l!\ lUl ('1}1. A,;l.nttò ;lliOl'll Ùl f\3 rte lj')iÌl sot· ti'l;> rlel t.<>ucline all't>:-br-eoJO ])I'O~im~l le. ;:utura ri{!ola c•>a att.;:ut t>(l imm()billz7.ò con MlJl:ll'~'t"C'hio 1!'1'"'-"'tt•• il hnt<'l!'io in tll'.'l.<:ione. ri•mnv<•nde~l<> d•)J >f• S!'i >'{'ttinlnno. Potè oo~l C'On•..;t:,~tn' una <Vmtntzion" vnl<lnt:tri:l d<'l bicipite OPI ,<;uo ntt~tceo al radio 00 In ~)!Ui'tl> arl nn':tpplif117.ionl" eli llll:t :':W!'>l Ml :111l?ùlo t"'t:to. dopo tre m<>si daU'Inter" .,nto. ~1otù <·h e Il tentlLn<> t'l-:1 ri t•wn:l to ili d i tueu,.ionl nonrut li e C'O'n t'ttnzloni re· g<)lari.


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535

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Prl•wn tt .-11:1 1,'11\."JTà. il tr:HIIII:l u1~ n1rJJllQ.I'to alla tul>èl't'Oiusi nLppre,.;t"nt;n·:l la ~lU~l OC'Cllsi.Ouale, ag.gra \·a.t i nt '' rivela t. l'i t-e tl i Ulùl illf~t.io ue lute n te :;e117..a u~~ni CcAazi•mi : l a ·SI::'dlo! dow•va e"'-.«ere ut"llo stè:>so J)()lwone <:olplto e qwturo Più i s int•Jilli t u!)j•ij·<'<>Lari et·auo t•r~·vd rL."Jl;>tto al truurua tallto .J tlù era .fad le di sfablli!'f' Il J» .:;.-;o (•t.iologlt'O. Lt> tic"' r che t~lll"L'i nu~ tttali ll:tlllllQ <lim•>,trato ullil ·re u1zione ro·u t m u w:J e tnhen:1>losi nt'l punto l.,.s,) in aniuuill iunc:uu1ti <,>n l.lltc i ll•> di K9CLI. qiJJ:l l'!lll]ll)rtau· .7.<1 del rmumath-;LIJO n<•u è t• l:<t:lutt;> ._.le infe~iulli i-l\:'Ou.ùa.rie ham1o nou l"•ca iu.flue ul'-1.1. IJ'aln·a l•<ll'tR . otolla pato;..:toll<?>'i ><i P•"""''no fare due ipote;,i : o il hadllo !'ra gi;1 :Hloltiri:J tn tt(·lla l 't';!'Ìtlllt! ti>lltu:«l il tmuma uon è .-:~ttO eh~ il •·in> l<ltor~. o J'illfo• tu uiv lw deteru•iuato una h • >'iUUt' haaah.•. cb<:! è \Un•nt:tUL luogo ùi ilÙUUL"C l'E>l'l:<ti"U)Ilt 1• ·r l i ba c· i Ilo :-:pel'i lko 1~ •rt a to da l Nllt.'-'1 LI'. n!' l rJua l <:11 :;o de•e <.'>'i :<te1-e. un r<)(•)hliO ('()!l<I:O:I.'ÌUf.O e Ò~V€' t'-':IÌStt'l't' JHU'e l.llldllemin: ìuiett:HlÙO lufatCi• IJ(•gli ani· tuali i llllf·iili di KO<'h. que.-.ti ><i ritru\-~1110 puri' DI'Ile artlt'Ola~ioni non ('()!vite. U\ g-mnd~ l!nenn. <·ùl llllllll't·o illl',;ente di t'~·riti d{'! l•)Jllloue, ha llimo,.,1u'ato .ancf>r più la mritù •l t· !la tulw:rl'vlos: t rauuJ;I rh a su un <H~:I ll o c·he è la s..·d!' più fl~Jut· nt~ dell'iuf~·:~,in rw l: t t.. ute. ed è diminuito [1\' rtaot<) Il \":..k>re c·he sJ dava nl tr:ti.JlllJ:l ti>~:l!ò JlW' la ~euesi ù.t:lla tuberroll.)..-;i. Sotto J'asJièttu lll~li<"o.leglile militare .Ut QU(">;ti •>n e i~ piì1 iiJu.p ort:tllt.e: la lo.>>' i(Joe vuù aY('t~ agg!~l\'ltto urut ttLI><' r·c•>losi pree"if>t~nte o può a\·ere I'Ì\'I'làto ur\'infezione latl"ll~ (e 1111i )o;(l('t•i)ITe l'llllliiJ I!l~<.i ) o può ave1·e <·l'eato una tube n ·Oh1,;1 in :;o~.r~l:'tt•1 prl'<·ed~uwuwute sano (~iollle dt>l tl':.11llll:l, (:Ì ('ìlti'ÌA:f>, Ìll,-.'1';!\• llZ<l dt'l l 'infPZi<>né f]<)l lll LJUI\Jdte tll ~>"<e) : ,;t> iii (Jll<>>;t' UIO.ffiO <.'<.!.«:• \'l è <.'(OUC'Qt'\l:ll::r.a di tutti l clari :tH<IOIII<','ti<-i l'Cl r>hhl~tti\'i, si d1•n• ;~umwttl:'•"e 9E'IY.r.a dise u,.;;i,HW l 'ort;;-Jnt: t1·aun.:1tk:t d~ !In t ullt'r<"o lo.-;i.

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RocK e Dr.~zu:a. Il. 9. ]!)~:.!).

l N''!llli tl••ll, .~r·iatlca (Revue M.;c.Jic.!tl e de 1.11 Sni~se Romande.

(;Il AA. f:ltllh> Il ~'I!UPnte lil':ltiL-o l'u~rt:Pr~:tmento dei Stogni della ~cbtlca, molto utile n~>).rli H<'t'l'l'tamt>nti nwdiC'Q·Ie~lli: 1o dnlori .~f)OIIIou('i lungo il trnglttu <.Wl cervo, fftualcb~ VQ! ta lungo lf> apofi~i trasve~ d.;olle verh:' l>!Y. lombari. tJtl'nlt.m irr:1dln7.Jone pe-r il nervo ~atico oppoi<to allo scmtQ ed n l r~eo.t") : ::!<> dlllm·; prorocati (pmtt.i cn Lu~ue.Vii Ueix. l'legno di ~nbra~s. ~1!111) d'i Rom:.os~·. L.'lsègue c·rr><.·i,<to. s.;•;roo di Bonoet. sel-."110 di Car· rière. ecc.); ~· 1>fJffi::ione e mot>ilnt"·nti 11!11/iulfJi.ci onotlo dl C!lllll'llllnnr-e. posi?l-iooe :se· dutn, umn!~r11 di l'it:ll'i' ('Odcnto, ecc.); 4o all<'ra;;i()lli r/Pllfl RI'IISihililt} (iJ)OE'I>te»ia n el In t (l e.«te1·nn titoLI a ~a m ha ('([ nll::t ·plsmta tle l pie{!~. t:1 lor::t dis<:O<:ia~ioue 9('("()ndo Sì~nrd.

slllelrnzinu P pall<':-t<>><!<':l): ;,., ril/e!l.q'i

te11dit~t>-i

ed osf('o.pcrill!1!ei (nl ternrooni de.i.

rifle..:.sl a chi! Le(>, DK>d in.phlll t a re. retro-ma llook! re. predorsole, ecc.).: 6o ri fie.~ si Cttta-


536

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nei (a bOii:t..ioDIE.' <le! rifl.ò..~ delLa fasc:·ia lata por ~!Jet.ioo piantare): 7° rea.:ioni idiomuHCXil(l1'i (e::~~~ger...azlvru.>): f:io fill.:llmente 1putonw cd atrofia m ·uswla.re (<Segno di ll.:w·re, <Li Sic~.~rd, eoc·J. Bo;-;.m~N.

ct('u/i

-

:S:til 'u-so deU'addro oumidri.ro per /.a di.~tnt:itJne dei ltJpi, d<:i pora .~.~iti e ((( R evue d'Hygiène », n. 8. 1922).

itJ~jC?tfi.

L'A .. nellil sua qoolità c.Ji Capo del L8bm~torio e d1 memur<.> del Con«>iglio superiOre dJ h:i!.• ne I•U bblica b J.'m n C'la. ha €'><:1 m iual<> la <.'Onven i\"JIZII del pro ti<•) impi(>go <l\•ll':lchlo cianidrico <.vwe disinf{•;o:tn n te. Furono {'!<l:'j:lli t.i a tale S<:'OJ)() t':-1o<'rhnent! :l :\1ars.i!!liu. sulJ.'l n~1ve K.~rcturu." 1>, oott.o In direzivnE> e con 1!'11 operntot·i italiani ùelbt Soci'(>U) «V •>, e su l W. IDil\-e cc C'trC:Il:'l.'oie », in Jll'~lll'.:l dd J'3·ppN•,~mt>tntl ddla D:!tro << L''· Con amJ>t,due i rnvc-ediuwntj ;:o:-"t;llll'Ao' eli [J:tt·t.t>D7-l1 furono il f•i~wuro tli ,<o()(]io l' l':li'IÙO $1}1.forico di nota oon('t:lltl'a l.iOnt'. DUI'IIJl.te le e;.pc..·ie.nze. '"1 nwtodo << L '' si VE>riti<:ò lm'aC('idente m ortale ,,.. r nvv~J,·nMnt•uto d<a add(l r'i<lnid rko. Si notò dlt> Il pone, la furiua. il tllè. le frut. ta e ~Jir:ttutto 1(:> UQ\'Il, P\'t•ntu:tlme-nt<• JoN-:<enti Hfl!li ;,whll'nti ~)tt<>JoO!'W al!'il?.lone dt>l ~:l;:, lllt' ll.!Olo'<JI'ù<•no qu;antitit t.:oa1to tliil t>ll"Y:It<' tJIIIillU• viù alro è ln Iom Jlel'<'eD· Lll<ll(' i n :l <'<l ml. In l»ls.> :t i ri su lt.:Ho di t.:lil ~i\!lt'I'Ì<'H7A' . il Con~IJ,:"Iio :-."'IJIEII'iore d'IgiE-ne pubbllea d•·ll~l Frn u<·i:~ . <·he a.veva già rigettato l'uso dell'o.'IR!do di carbonio come di-:inJ<>· rtl1ntR J:• n·hf> \'d'E'llO.<x>. h-3 t'i<'<';no:;l(·into <·h<• llll<'b(' la disiuft~ll7.ione a Ule7/I.O d'E'Ilr~ld<lo t·i:aol idrk,..>. •·he è nn<·lw più tn>>ti('O. è ('.-:tr<'maJJWn~ peri<-ol o!<:l (' pilt nodya ~~~ .. nt.il<' :tll11 C:lll.'<ll d~lln (lif('.."!l ~l Hit.:•rin. golo in <:'f'rti t-alti molto ll.'lrtiC'Olari, quando .-•i po~M t'">'<'l'!: ,..,,"'•lutalll<'t1tP ~· <.v,rt.MUt'llte J'~<Hlronl ùi tuttR le.> cir(.'O!"tanz.e, puù \"-.'-.~1·e- utili~znt.o. :-:;lMH' J -

T.'"m(;/t t'Opir1 d' ll'it~f/IU'II;:o" ll: C.:-::o !ld/1• init•:i/Jni .WJI/ OI·utrn:r(• di .•flll(lrle

t•ololr· t/i conrall•.,u·rlli. ( Pnri"' 1\lt•lliC~ll. n•. ;:!2. 1!1:!:.!1. L'A .. ll<~Nmte <li l~Jtol<';:!';~J m(>(] i('.'! H llTnh·\'l'Sitlr tlì HuC'lH'(·:.:t. .., . :!4 infermi colpiti du inthu.>n~.<r ('(lll fn11tl<:! ;:!'1:1\'Ì eli s<•tti<·•·min e (.'()tri.Pli<·:tm-" )~r~rlionari. hH tl'ntato l<• illlt>~r.!onl <li s:rJI',.:'IH! irt totv. ~»tnrtt.o d~r ('()llV!IlC«'t'nti. t<fJ.- hbruti <1.'1 4 o ii giorni. alla ~]<'<'(• tli 1«1.:!11 l:mc: . ~•l i.ni<'tf:tto lmrnt'<liatluoente ·l••·r Yil! ,:.ottrK11t:tnt>:l nll endoInllst•(lllll'<'. L· imi e zio n(' €'1':1 >li'g'11 i t:r I!Pllto'l':l lnJ<'llH• <lil un bl'iYitln, tlt•ll;l dura t:r media d i u.n 411:1 rt.t• d· ora. e lo :.:h<..:·.k J'l'<><l<•tto..'\i, chE> !ti ;ruò ~1·11l~on:H"<' 11 q n l' llt~ ch e ;,:i o t. t i t•n<> l'OD l t' in i(>:r.i<lll i t>llll<l\·eno:o(' d i r,.,pr.one, !<ti IO<•la va tu tt.i i n u·zzi <li d !t'<~t ~l eli·or· ~~~ ni.o(l.lt(l c• ontro l 'infPziune ftW<'l111{> I'Ìl."<"UtÌl'f> o nzit1lt.t<• l<t Stili 11 ~ion<' "HlJSJ t.Pm J)(>r!l!llr$1. dH• <li'I11Jilll\JÌV:l ll<>tl' VoiJH... lll~ dl>fl() UD llUIJ'll~I'O ÒÌ ÌllÌf';t;iOUÌ V:ll'i.'lbi)(' <i:t :.! Il S. n<'l fl(•t'iO<Io 1Ji uun l':JI>ttimAnn. t• <ktf'nninando in()JtJ'f' mi~liornm ....ntn tiPIIo ~t.'lto geGI<·r<il<• <•<l 11\lUI(•Ilf() tkli'l tHUrf>_<<i. ~(f 1'/tirtll fli(f ili (/IIC'rl'(l e/al pun.lr, di :;iM a Ili'/ la 1"1'\111 ki, L\l'C'h i\'eS de oiJJt''fl<'<·iut> <'t d t> l•h:trm:.t<·it· militni1es, n. ~. J!\:!:!1.

('OLLAr · n. -

L'A., :rtltlE>It<~ al C.(:>ntro militM't' eli J•rotf·~i eli. S.

~l :rut·izio

ll':lrlgi), h:l t••tuto

o~rvare ben 3;Urllll mutilnti di ~nc•JT:l. <·lr<' ~no ::t~1t.i rifor niti ,li II·PI•3r<'<'<'hio, ed

è venuto nllt.> !OE'J.:'Ue-nti lntt.>re~ti <'•ndu!"ioni: Per (JU:l nto riJ..''Itlll'dil 1'!11'1.<) ~•·l•t'l'i•lr<" . .,~li ha

('(l·ne:t~' t~ t.o

d1e IlE:'li<' il•l lJI'font:l :l.i•mi

è OPJ>M'liiUO <''m!<~IT:ll'E' In n ·~J I!)!'ior lnnJ"dwn-:1 ,,.,,.;:.ihile clel mtmN>Iw: l'alll1putnzlone del h l'M'('io t- •Jlrl'f<•ri'hi l E:' nlllt d 'i M l'ti('(ll;ndnnt' 1'(~1 polo-om<'nll<'. li monroo€: del bl'llC'do. tlE:'IIn ln n~h~7.fl •li i-R «m .• può rw>J111Pt!<'l'l> l'adntt:lnl('lltO <li nn ll<J)parec. C'.hio di prot~>,.:i. Nel t.er7.o inf<•1·ioN' del bm('('i<l 1:1 migfoinn' nm]•Ht.:l?.il•lle pl.'r l~ protesi è (JU(>lla !':OprM•oJl11i l oi~l.-r• . :1 ti <'m. ~f>r:J J'int<•rl!nPa :nt.iC'nlnrt- df'l gomito, dl(> è il Jnmto (Jj t>lf'zion!' ~'l' l'mnnnt.n~,ione d,,, hr.w<'io: t:lle intRrYento è da pref<'rir$;i a ll n (]ir-:.'1 rtiC'OI:J;o;iont> d<•! gomltQ. · • P t>J' l'a\':Jnlbl"il<:<·io :::l' C'Ort:"il!'li:1 l':tnrpnt.nziono• :l l t.'l, fino a (\cm. In luogo della diAArtlwl:t7AonE> di'l I!Omito. An<·ht' In di~rrtl<'(•l:t7.i'>Hf' dt>l pol::;o ili Jli'('l'lt.'l. per la protA·~i n:<'no oont> <l<•ll'mupnt:l't-lnue l'l.'l!<.~ òPII'a\'ambrnO:.'iO, n -1 <'1TI1. f'O])rll J'lnfl:rlin~a l'.nr)l(l.nl~Utc·anpl<-n. l'<•r il •·nrro e J)('r !:t Ha:tno <W<'Orl\.' conl'(>·rvar<> qunnto li Jta


IITV!ST,\ n.rt.L\ STIIM l'A Mt:IJI('A IT.•I.lANA (l "TRANIJ;RA

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Tlìù pm:sì hi1t'. l n <-ondu.sion<> 1' :\. 11('1' l'SI rt.o l-<JI!(>riore, agli E>tTt>f.tf df'lla prot<>Ri, non ì:> fnutoN' d~lle <N""trti<'<•lubi(tnì. Circ:l l'arto ilt1't·~iore. E'gli ()Onsi,cJiH aol'.itutto lil di;~artirolazlone <lt>ll'<mca, lA yuale 1:11-'<'1/1 in gent're 1111 huon s.;ppo~s;d~ a 1111 protf'.si ed è da J)!'('ft>rir!<l alle am-

pulmdoui intra('ODtlì loldt'\' o iuxr<H'OIHlì!tlidt><• del femore. I mon<.'Oni di am,.uta:-;ioue d~>llll <'O·.."C·ia. romindnno ad e""~'n> utilizv..at.i <m 6-8 cm. di· Iunghe?.?.a in poi: il punto di t>lezione pe-r l'am.vntllzione è a G <::JlJ. ooprn l'artioola.z1one del gitlOCdllo. L'op<>raziont> <Li G1-ìtti non lui ò11to. !"(>('()Ddo t'A .. nella mstggiora-n?..a de-l casi huonl ril-'Tilt.Hti. I..n òiMrti('(llnziorl<> d.,.! ::lnocehio è poco adatta per la J)rote..c;J. rof'ntre le Hnl;ptll :~7.i(ln i a !te dellit J;.'1Hnb:•. <-<>n 1m !lllo.neone di 8 cm. sotto l'lnterlln<>.H n rtloola·re <lei ~ìn<XX'bio. <.vmSE>n-tou() il cnmD"uino in fle..c;;.«ione libera dt>l ginocehlo. 11 punto d'elf..zione ):N'l' l 'itmrmtt~?lione della gnmba. In rn,pporto alla protesi f\n ~no. ;~i tr<•Yn n l l'unlon{> •lei t~l'7,1l m<'<llo rol tE'l'W !nf{>riore. l..n òLMrtlcolazione . til>l~tm·si<·<J <<On •;;>C'7.ione- d€'1 ml\ll('()lf. !;I!'('()D<lo il pr~"<> f·En;,-siro d·i ~ym<>. a l€illlibo df\1 tn Jll)nf' (> nn ()!timo intervNl>to. C.hE' J)(>nmettR in .gene-re l'atp~o sull't>!>t~mo del monc-òri1" . Tutt<> 1<- ~raziòni J~r7.kt.li !>Ili f)i(>()~ di11lllo dei rlsultHtl molto ln. rerti : le <l isSI rti<'nl..'1 7-i(>lli !'!Ott.oa !':t.r:t ~"'llil"he <' i$J)('(·in lmentR l~ oJ)('rnzloni ostN>-pla i'tlche- intr!IC;11r~tnee nou :'.()llO <'ODSiJ!li:1bili : m~ntrf- la C'hop.a.rt noa è ndottntn òslla .rnng-;!; (1l'l!TI7.!1 de-i chiru r ghi, la Li:<fi<H'If' irtVE'l('(> ~' stata 6('11('1':1111H'Dte ~ppll<>at:l ro hn dn\.4• bu<"ni r i!'<llltnti. Le di"'lrticoln?.i<•ni dd due etl nnche <li tl'E' ml'tnt-at;>i e- li<'liE" rii'IJI(>ttiv<> <lit.'1 del J>iM<>. l'le t m ttJu::i' òi QU('Jll' E'St.f'rne. <'<m "''n t•>no 11 na flE'Il'lll hu111 zio n(' · nonnttl<'. pnr _ eh(' l'nppoggio jnterno del piede (~mp<>-<:to dd ò11P rwiml mNaWH!<i !':in ron!':f'J·vnto, rome anche la fnccia pùml:.slre: le <li>'~'t:rticùlnzicmi al1(•hE' ò i tnttf' lf• tlibl ò<'l piede non d i!<tll rhn no r.ht> liJnJdt:ttnment.- 11l mrt r<·ia. Fr11 le rE'!>(Ybi()n J.. 1':-u::tr::ti!JliE"f·tomin dà in ~(·m·re ottimi ri!<niU1ti: n l ('(lntrario la ~~~l'.i<>ne )Xlrzinlt- o romr,J<"t:1 del (·,tJca_gno rende 1-'fl!!'-!<""' nE'('(>S~'l rin. l'amput.<J ziom' t a rdiYa <lei piede . L'A. 1·i l " Y:t ~rli ottimi: risnlt ~t ti • •t tf·uut i r~1n 111 dm•m$! tl7..z.ll?.ione d<'l t11flli('Onl fl' nmpu t.'lzi()n(' òl'Il'n \·nmlbm <"C'il) ;.'('('()nd(> il m(>t OO() <]{'l Ho;..1.r() V n nS!'hetti. L e ron<lizio'li 11ttnnli d(>llfl protE'~i e,.i:.:-•)11(' t)]l('l'l!ZÌI)Ill ;;(•mplir·i <' non prOf'l'!<si ('l):npliNJtj, rome- si prntim n('gli nnfit<>atri. UA. oonclnò(• afft>t111nndo In ,prnticitit ò('lle am· rut.azloni nE";;!Ii' illtl't-v(>ntl OT\E"r:<l t lvi in rS~,pport.o a !'1<1 PJVlt~sl. J)('rrhè lP J-.!onl rrrtìcoktrl portttno a ri;.'IJ!tttti !;(l(ld!!'lfAClt>nti ool() (JHtltHio verl,!rono pratlcMe in anodo ~rf(>f.tO. (' i.'> c·1w nnn l> !':f'mpr~> f:wil<• (•lll~nin'. •In t() il nume-ro ('DOJ'Till' ò! O!''''l~ln­ di in ~E'M<l e lA sc.nN"it.à di chin1rghi. HOT<:EY. - T.fl mi.•um. 1/f'/ l.fli'Orf! 1111'-"'r,lorc 'l m<'~:(, d<'lffl, rfelrnni'llff:tirme de1l'ffcidiJ ('ffrb'I»Ì<'(I e.~pimlo. IJA<J Pt~!OF>e )l ~clirnl(-, n. 39. 1922). L'inte-m:it>ì d<'IJC' · c·omhn~tionl ìut(>rnt> cht' 11<'('()Jnqlllfrl1.'1 no il lfi\'OI'O muscolare e r.lw !<vilup]'l:mo in ultima analisi ac-ido carboni<-<> i'.ollO ><tntl' fl,lii'A. stnllinte- pe-r l'a<·('('ti$tmentc• del e<>nlmmo orgll o i<-<> fio: lo lo~ri co. :\ nzitlttti> E>gll h:l t·i1N'Il t o !:1 h<>nc!ica. influ(>l17..a d<>ll'alll'n:Jmento in TI!J•p<>rto al1'<>1lminnziouf': Òt' li'nriflO CRrhmli('(): qu~'!"t.o è E':ntof'o.".~ in q un m it11 m<•lto pii1 noteY<)II' qu:~n<lo il ~~etto non è pr(>Jl<'lrato a Ilo sfOI'7.o. D l'tr·rmi nnm1o D<'ll'nn.i't.IJ di t.E"tLI,I<> lo dift'E'rfTl7~'l (~h~ )"!t ~ trn 1!1 (Jnnntità di ~t<'ido C.'lrb()JiiC'() elimimttn da nn individuo n ri·(l()~ e qnf'llA f'm<"s~ <lnllo !"te!<!>O duranti'. li l:n-()ro muS'f'Oiare. l 'A .. hn fat.t() Hnn (·ln~»ifiC:J7.ion.- <le~tll ;-:port.!' in r.'!J'porto 11 1 m!l,!!~lon> o minor ron.••nmo d! enP~i'll l"hl' richiedono. nei limiti fli 1m esf'rcizio <'Ompiuto in tre qnArti d'orn. ed h:l roli()CSlto nl v('TfiN:' dE>IIn I!'NI<hJatoria 1ft lott''. Il ml()t.Q. lrt rorM Yf'i()(<(>. <> !'IIH'<''~"iv:1 n!<" n te- In boxe. il termis. 111 bici. <'lPtt.'l. il (O<)t. boli. fino nd arrlvnrt> .11111 ginnn;:;ti(·n ~\·f'CJ,~<o~c·. che rnppre;oent:l il termine min!nw. Qu•...,'-1'<> rl('('rch<'. pnr non S('(>Vn> •In 1':1 U.<:(' <l i f't'JY)r{>. rf'Cfl no 1\D not.f'vole ron · t.ri.Ont~) :t(l nn 1n<liriz7,1) ;.y·i(•ntifi<'o <l('ll:J ..,lH<'nzii•llfl fisi<·1t, <·h.- <>g:gi hn :1:-..""nnto tnntA inq>OI'I:lll7.:1 I•<•11J'l Pl~1<11~1zil)ll(' df>i !•nld:tt{>, J,a, mPdÙ'azimrr- i.pnlrnllir·a tlf''R'I'piJe,q,qi(r jaCk!Jfmiana. (I.a MPdical('. n. 40. 1920.

LERJr.m: e WF.RTHElliiEil. PT'<'~

Gli. AA. rift>ri!><'on() 1:1 l>toriR ciinica di un fe-rito di J!ll<'rra jit!'k;o()ninno. ilqnllll', pr('!;le'ntamlo ncc~:>R':ti epill'ttiM. l~l~ !>ttlto ri<'<werato in o>:pedml~· ]'ll'l' l'intN\'P<Dto cltl-


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Houl:-."n \\'!Trii·Kt. ~II' .'H.R.

B esn:tl ka. -

( Deu.t~he

:-iull•l .•irrt,,lill flll'•·•i " ''1111 tu/iri·<·!J/I).~i <·' m rueù izlnl.l:1l"lle W od1;.·ui'd1rift. n. H. 102:!) .

1'11/itratto

l'i n da l l!JH il fwsne<lka . tter Olten t> rt' ht l'l.'a &ione ùi fis><:1ùout• n.t>lla tt!IX'l '· C">losi. é t1ÌL'H1'>10 ~1 ll'.,,st ;nttv ùi h:~dlli <.,ILIY:~t.i >'li 1t·rr••11l <-vstltuitl' da uovo, couf:o:'l.:'lH:' lldO ~mpt-e r ì.suil:n.l llQ:<ith'!i nt>l pr1.JIJ<J e "'"'""' ;, , :;t;Hliò. L-e r ic"t'l'<lllt• · fat.te ci1ll ' A . <'Otl fc>ruw nn I.J1 $ipN:ilidr~'! d i •ttu•;;to IIIPI "cl" : l;t ''' ll"-Ì<lll(' posi uivn depo ne l"><ll' una tul.X'rl'()lo:.: i 11ttint. tnt"ntl·e la n~·;::lli \':1 <limo.-tnl la JH~~11 7.a di uu fOCO· J:tio guwri to uù ~ llt.'ul~l k t teutc. L'A., CllUSi \ lt>I'HIId O gli' !llt 'OlL\'(>lliCliU dc>lla •I'W ZillllP f..'1'3l('l'tll.e e l OCale, Che !n]VOl ta si ,·er i th~•~•.o in i't'gnito all"in<X:u lazione llèl \'<ll~·ino. propone di r l....vne1-e aJk\ vaccinuzie)Tl..: ('l!r \'la o1ul€'. ror.u~ ;;li) llil t'atto 1q ~--retl.ka col f;UO vacci no :LIIa b ile. U qnaiP ha cinto •·isulta t i UJolro Sòlldi:-<f:H:ellli. Tnfatt.i il V::~Hinnd ;;op.ra 21.)1)() nbi· t1.1uti ila potulv vun:iuan.> bc-11 l:t:ti ~u<l ividui. Ilei q n:dl :>ol lt.antn 5 furono colpiti da tifo, .La<.ldon o> lll'i fi\)n uon '\'3t.·du: Jti h:l>n 21 c-ou t raS<.-.ero l'intf<.'?.i•u le: si a~hmg:l che dd 5 C:1::>i :.ntY.idl."tt.l , ~ ..i lll:llll ft•st•H"uo uel t.~)t'l'<l d ,_.lln Vll{'<·i rt.q zivne ed Wl<) U giorno :'lt->gi!PIItJ:.>. lll(' lltre è noto •·ile l'immunitil c.•m p lt•t.'l <11"11 :o~i pni> a«}u bt:~re se n•>n \'t'l'l'Cl il quìnc lil~><ilU<> ;:iìo J'll<J (L11la init:ZÌ<llll'. ~TII\C'Kt.l~l

- l.tt ~.<fl: itnt i r·rmr<tttlifllll/i 11 l f'.<Ì<JilÌ rlrt ar ma '/(1 fuo,·rt . ( u DPtt t."t 'IH' Zt> ìL ,;('hrift fi'tr •.' hiJ·tlf'I!"Ì\- >1, l ld . 7. n . :O-li. l!l~1 1.

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da t 1~1:r.ioni (' i('ntri ;~,i.nl!. Tra )(' ('ompi!Nlrtl'R l]'i (l ll M.:te' !<'~!ion i l' A. dt:l lp StloppHrM~ioni. a -:<."111 fl'l?'(]lle Dti. <'he sono ('::t.Us:t di anc:hl·lo xl. L e rorma?.ioni d 'Eli ("ltll•> llnti t:t lh) OMI'\'olnwnt.e hl fun~~oiO· ni del l'arti<·oiJlziont• e ">n u n <)!)l)or tuuo tmtt:lmeut•) t\' rapf'u t ic'i> ~i rit':'«'t' ad aumentarne Wl m()tiJHà. (.Ju~Ut t> \mpN:tmte- ;qwci!lhn,..,nte )lt>r :;:-tì1a tti SHJ,.>ri•l r i. ruent:re in QllC:'Ill inJ'c:•ril>l'i .<:i Jll"ù\"V..,.le ('JS."oell>'-i. t lan<>nk· :111:1 t'>l'Tt>zi"t\'.' di po~i;-.:oni ,·i;-.l~1W.. rome routl':t r.t ura tlt>ll'11nm P d!.•l g'Ì1lO<'I·hi•>. pi'" ''~ :ll~·u:t ri. ,.,., Ir: 111olti ("11;;i Lnfine non è Ì•ll<li(11 [() llll :l' ltv t '1*1':1 tH I'il), ll ( ':lll:<:l d i> i l'ili rt•7.ÌI I.I11' J:t l t'lltt>. GRt: •.IIRL -

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tutto n e l ro~tbro dPIIn lint'll d w

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53!)

c-e l' iufm·uJo a<·c u " t d olol'<lbilit:t :tn<:he uelln l'l·~i•>ue ~pra JJUI>ica . f /A. ritiene c.he (.vlt :-<U(-<:essi\'t i nd<lgini ~ i.>Q:oj$.U :lrrivllre a ':l~t bìlin• il Yalore dell:-ill lonm iu rapl~>t·to n lla <liaL:no,;i tlilr<>r'<' nzì:tle CiHI le :"ll~re UUlklttie (Nielitiasi. ul<'era -;;ast.l'ica e du ... lena le. ,lllne:<:-;i t i. ~-<:. 1. 1\: (11"/.U: . - ,1/;'(:(:(1/li.'IIIV 1/Ì /l i'U tfi/ : Ì<ll/1' ('1/ IIJI/1/'f' :::Ul/lf'/)/IJ /11!' (/Ìl'f.J•fl'{f(l/l' (/l' l/l' ('1'/I Ì I ' lf(t.

yru.' l'l'/1. Ploll~lt!;(:h!'ift rilr CuJ'ullhE> ilkund't' uud Versicberung:"medizi!o , n . :>. lH::!:!).

:St>con•lo le stati:<ii'.'ll~ d! Liniger e Ka ufm<~ nu, iu \Jt· ru~t llia . ur,•ut re le ~:~mie inù eu uiZ'l..llte -'*'tvu<.lo i <:J'ittc>l'i d <:' ll'l,otittt to IOIJ>i:• t·iak di ,.,._..,icura;r.ioH•• hanno t~lggillu to il -li o1c . lJUe lle deli'J•:!;:('rdto s b :-;uuu tc>lel·a te al I.J %· Il Kvuig Ila t·on,:wwto tlurante l'ul t~:u~ 1 g-ut•rra uu m~m~uw gt>Jteralì.> di <"I·Jrit- YL">< 'I'l'<l li ne ll:t 1"'1~<> l:lziu n.- ('i\·He ed alH.:lw ne lle li'UJIJ!(' UJ!t!I':IU~i: l'ili>'Uflidcnt.tl untrlzìoue e gll aU.U.Lt.>li~Hi ùi<&~gl ùumute ìl J>t>l'itJ<I!> lx'lliro l'i 1" '""'"111! rit·,,ne t-e CVLtt-e m orueuri c;1u:sali . t'in:a il UJO;.'I;I. ~Illi..;lu•> di pmùuzione ddle etn,Le. l'A.., in i:xl ll'e a lla ::oua lnnghis:-;ima prat it·a chirurgil-n . >'Wbtli,;,::.,- la st'glll!lltt' t•la;;~ll<-azicl!e: l" e n.tìt elle >'Ì ,.,..,·ilUi•l~<IUO gn1 tla ~~ uL• utt- in st'J"Ui to a t.o~t~Ultt: la d i lll i n a 1m.i ul~l'l'<t t·beitl <:"d ;tu tnt>nto d e lla pre.'!si one :hl dvm i uale ; 20 a Y.Ues to >'lK.'<::i;l le ~~v oro ':'i .t)!-giuuge m11.1 v i olt:nz;l ""'t.t:-L'llll c he di' t t• rrn i n:r 1111:1 i tll J>l'O,. ,. i.'<a mruwn 1:1 t :1 h ·n ,_-;o n~· olt> Ila Jll'!' >sin n t• lH.Irlnur i rw ~e- e 1•mtlm~ ht IH'ima volta la fuoriuscita di un vb.:c "~:•re e Stll!<'e.~sh·:H.u.ent e la fotutlillzlone d él l'e rni:t: :;·• il prO<·es"'. dì c ui 111 ·Il>. :!. an·i<' ll<' iu N·')ntitu ati un inf.,rtuni•> e <'On sintomi tumlt ltuat·i ,,.lll("<)Woitantl (l~ t•t11it• di t·ui :t! n . l e 2 Pl\'-''HIJ>i"lllg<HII! 1111 :<:'1('(.'0 ern:.trio od uua porta t,Jngeni~t (!{1 a('tJili>~it.l l : -1° 111wlme nte t>l'llle tl:t ~~~·•·mziti!.le, tt':tlltllati<:ht:. in c ui ll ::<J.I<"t:o t:' l:t JlO•"tit ,;i funnnuo in >'E'l-'<l ito a le.-<i nni YiolentO!. l'd ' tJllll lltl> rigunt·lhl l sintomi diuiC;.Lutt>.llt•' rih~v-:.tl.>ili di un'enria da iufortuuio, l' A.. ;tmtut'tte <-l!e ~o~i d !ctgJlO>-<tic-are il modo di pr'fXI•Uf.ione >'Oio in <::1!-0\) dl w!'<:'l'tl i~l tm unwtìca. i:lu lla questione s iamo u utol'i'l.?.ati a t"n"'i'lf~m re cvnr<:" le. siouc eùl. sen-I zio le ernie LUtlJ,ìfe-st:l t, ;;i fu "''~··r.li lll'llt• ..:pedali {.'Ondizioni d el ~ ··· "l zio m i lì t:~ n·, l'A . <)>O.-<etTa C'h e !<i t r:t tta !:11 te-"'"'' d i i ndh·t<dut :1 llZU n i. <"h e non l\;tnno tuai 1'1'1'-"tato in p.n'(...,II ·Uz<l :llt·tlll wr ,·i7,ìo t: dw ~no st<.tti arruola t i ;.;olwnto pel t etnpo <li )!nena. nt'l qnal.f' il c·nwbhtllt t' nto dt:>l t ~gi:ne di vita e >'Opratutt<> l!li !<tl':1i'>"tz;r.i lisiei Jll't>iU-"!>Ot~oiiO ad l'$\' l'Ci tu l't' i m <•<lt>>'i m l effetti <le-l r ipdu ti e du n1 tu rl sf1H'f. l ùt>IIH JH't·~si()ue adduminnl<·: :tndtl.' il llim:t)!ntutento [1111) :ti·.~ n· la sua )).<t l't» f.'ffk ìe n tE.>. :\t•IIP l'l'ni f' ri,..·ontrate in J>l'ìJ;!i•>ltieri •li ,~ruert•a Lt dipt>ud nza <l:t mu s.l dj ser,·izio IlO!! può 11 1·e·re <lu lJbi u di >oOI'ta . L'A. N.>n~lude ;q; JI'ot >l"' t-tunitit• dt'l rt,••llf>.<wlmento ('()tue l""sio ru' d:t ~ nT;>,lO nnclt<' di quelle e1·uit> !':~ te sotro l'lnflu<:'ll7.:r <1,,1 ~r·Y!7.io s~~ xl :'!ono lll:mif~>'Utt.e lt•nt:nuente o ;<i »~ >Ilo ngl1.'r:'l\'lltl": (JIW>'W puutll òi l'i sta non ~ ant•)l~t sdentitì<·alllt'lt te Psatto . m ..'l le JliÌI t'e<~11 t.i n>1(writ' llZt> l'!lttt> n l t;wvlo <>J>Natorio ])3rlnno in suo fa.. Yorf'. r...o~i f·:t•lllPII tl• t(lll'>'t':ll •l•t<"f.Z:tnwtitn mE'(li('(HP;.!:tle \li"I'E! ~~';tendeJ'i"i 11nC'he n Ile eruie Jl roù.otte nelle ,..,-l{'('ialì <•>nò iz!oni dt•l SOI"n·izi•> lllilit.u-e. 8vtt.n l':l!'!Jll:'ttn tu;.:tllt•l·le. gale. lE" ernie inte r·sti7.h.tli ù ehbono i n ti ne coll,.,idt• t·a t-.->i <"nme e rtli .- c•m'l ·Jet<>.

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D l?l 'f)Of!'re i.•,fellnnll? elci/e (JQ('f)iOI Ii proiJ'/fa/(· nl'/ pa.!'lfJ.rP. IZf'lito::<·lll'itt fiir Hy~ì~>ne. n . 00. 19:!21.

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Da alcun(· J'i<'i\1'('1\e \'C!i•utf'mentc e~guite ooll'l;:tihltl> d'igiene d i Rerliuo ril:'ulta <'hf' !1Hn1Dte il -pnrl.art• veugono proiettilti epiteli! e J!()(~·lole ('Ontenenti bat~rl !Id unn dist11nz:1 HW<li:t <·hf' uon ;:u per:~ i :1n t'm. i:n linea re~.t;1 " f;<>ltilutQ .i 20 CIU. obliljuame nt"?. L."'l p1·nii!zio 1w dì QUef'te go~.,:lole vari.'l a ~m,ln. d<•ll'inten;.;i t.) e de-lla for'l..lt d ellR V<'X'e. dt>l routenuto ;;alivnre dE'l t'JI\'n-oralt>. dell11 illintf' rr<>tt<t du,mta d e l .parlarf' (' del fll()d0 <li IJI'OUIIU('i:JI'(' lt' ·))ll l'<lit>. J\<'1111"11•~ <lt>Jill p rt->Wn'lA'l. di Hl10 malie <lt>i deuti f' d e lle- lnbbra. SI è con~ta t a to c·h.e d Pl't~ ~<)('(·io le ,-;i form~Hto nf' l 1:1 rtR p l i'1 n nte 1·1orp ùella ÙOC~I. ~!>€'<! le llf'llil fHY>UIIUCill (]Pl\e ('1)11-"<>lllllltÌ, p lH>!'!'OtlO r:lpp!'€':-ot'lltHre llll lllllg'glQr f*'ri<'o lo d'i 11 fc.zio•te. !<]'lf'('ia lme-n t (' ne Ile ma la ttiP lo c· a li z7;a t l' 11lle gPitgh·e- Inft•riori od alle l.abbr,l. oppure i.u tutte qu':'lle affezioni. in 1' ui .1 gy11n i p:ttog\>ui rl:tlla t:m c'OAA ora lE> ò daiiP v:1rti po!'lteriori <lt>il;l cm'ità f:H'ito~en Yl'ltl.mno ~M'<'!Iti e- me~o latì in quantiti1 piil o mt"no notevole C.'On la &llva. com<' ne lle angine, •1elle faringiti. eec.

vn


540 L'A. <'<>nd nd<• di:-1.ingu~ndo t r<> tipi dì >1 1J(>:t. ion:i <·hP JK:O.'<!;()DO ~~re cauoote da g<>(>ei<>l<• l•f•)itott.ate nE'l r\:H"lare: a J d t: liE' pnrtl bo<·<~lli anwriori (stoiDIItlte ulcerosa e piorr<.oa alv('()iar~>l: lll •k•lll' tc>u..qilJe (angine <lifterich€') ; O) del faringe, ~nz.a romJ><nt<--<·id•azione t<'>Jtl'inart•, lt~tt.ano faringeo 9f'.rnplice). Lr 1)('1'rlitr• f/dl"ns(·y·('if(l tr·dr·.•rv durunt f' la f}ltflrra. 11 . ~- J!l:?".!L ~r-ondo

•J11t~tSI lV< v n w

~'<I:J ti!<l i<'<l .

le

(Wirt.<dlaft und !Statlstlk,

ji('Jo(Jit<> .o<nbile ònJI"El'lE·f('i:to

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dn.r:ultl' la ~ut>rra. r"(>U~Jtr··n<IPntl<> tm1tO i cmh1tl :-'t! l C'ampo di bat:tllglia quanto quelli rnorti in !>(•J:.'11ito a f<>ril~ ••l .'1 l!llal.<ttt.ie. !>I'Qnmano n 1.1>}11.1\41. ~ndo nltre notizie uffid()!>e. tat~ J.)(>rdire ~~bbero più el(:VIIIR: 1 .~8.55:i d i morti E' 4.2..Jtì.i79 di. feriti. !\f'g-l i anni JH15 e J!llS lP. Jl<\Nlit€' 11<-..'0?rtliU> dnll'eser ci to tedesc-o OOD,o ~'<tate rl· S]K'ttivnrtH:>ntt• <lì ..J30.7UI €' 379.777: menti"€' IWI l!JJ(i .-.ono àii-'Ce!i>E' :1 ~:n.~; e nel 191 i 'tl :!90.7l!l: nf'l primo anno d l !;llf->ITa noil 'li <·blJE'ro che 238. 72:; morti. PRn 11.. T,·,,/;, Il. :-:. 1!\:!:!1.

r·'t 11frll'fl t o /if'r iu il : ir/11 i r·tlt/rn·fll "·~<'

CK linistb(:' \\'()('h€'11/ilehr.i.ft.

L'A . . ;1\'PJHI<l doYnto intf'rvr-u l re (li urJ!<'I17.'1 in f<·riti <li J!ll(>l'rll aJW.mi7.7,ati da ..m .. n:t~~ J"'r ('."1;~ J('O,. i«nj de lrmto i nft•ri<>re. ha usato le iniezioni enll•"·pno,.v• ol1 ul io <·:ln f~tJ·a t.. i n lungo <li q1Jt•ll1' <·oJllll'll fiò<•Lt(l('UtlmE>e di ca tl'ein~ ed adr<•nn li na. a g-g-iung-t•n<io l'n i io ~-a nforMo HUa SOllJzion~ tì s: iologiC':\ iniet~tta Dt'lla V<' t Ili f;·mnnllt•. 1>:1 1 1 Lma tJ (• lii.mit:J t o ~Hl nn'ini<'zio n " ùl JIO{'h<' g()('('ie ed !n J':(>guito, llVE'IIdH ('OSt~li:.lltO J"i!IU()(:Uit:l. è $lolTÌ\'iltO fino lllJil do;.:(' di !i J!l". !O(•D:t.ll the Si Y(>rifi .. <~'""'"' :11<-nn <·:1so di E"mho lhl: J~'r (o( tntr n il p<>l~> >'i llulllh-'llf•va ,·alido t' hl ('O..."C"i enza ti tornnvn ra p idll'UH.'nl:('. nnrh<' <lorKJ forti f' JU·•rra;:.:i<'. <"On g:mndf' J:.'11ll<la;:.:no di t <>mpo ia1 t~•nfrout<t agli :lltl"i l'ÌIIl<·•li. iJopon~··11 i

(ll. \l "niTT - l ,"alt·o,fi-" 1110 in J<u .<!lio in raJI]•,rl•, a1/P malullrc mnllflli, primn, dll· ranl<· r ""/IO la yl/c·t't'a . \ \" o l;.:w ohlfahrt, n. ::!\1. Hl22).

l l"i.'"<>\"1'1':1 t .i pl"r alft-;,ion l m.- llt.'1li da al<'<'Ol bmo in T'r•Msia du rn n t<> In guerrn e 11('1 Jl(>ri<Nl<l "n<·Cf'f>><iYo :nmnont.nno nd 191i n l~l2. a 111:0 n€'1 1!\lS. a 136() nel 1!\19 <'(l .'t 1!1in nl{'l 1!\!!0: il mi1rimo ,·criliNtt<l~i nté'l H\18 non r:~.ppl"f'"('nm che 1113,4 % deJ!'li iut.>rnati in m:miromio durante l"~1nno 191 3. prec-e.loo tc :1ll11 lottn mondialt-. Dal )!11 ~ n l Hl:!\). J•t-r i l rileYnnte num(-uto u(-1 oon~mno (1€1!:11 ll l ('()OU<:-i, l'l è :wut.o una !mPl"-'""i"un n t E' nwggi<H-e fre<Jll<'n7At <U Ula :n t ti C' nK-<ntn U <'Il l'l-! i'fY.m<l••nU> 111 !lJ .4 I.e c·ifl'O? del 1!1:.!1' rnppresentilno Jl>tHtropJlO H 2-5.7 dE'l <IMi a('('(>rtnU nf'l 1913 e se. gnano un !O<·nl'iiJile e pro~I~«ivo auu11'11to n<>ll~ ~tff'(>!l,ioni menhlli. hl le da richiedere l'JI~·rc:ici (>d urg€'nti pl'("•YYI!<limentl PN In lotta :mri-n i('0(11i ea .

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10 n;~ di forOJ:llin:l. :llllllf'.:!T:tnd<•ll<' ~ll<'<~.,.;sh-:lllll'!l!.<· !:1 ;m>JK11'7,inne Il l 20, 30. 40 e IÌI).Q al !10 :l·PPii<'.'lll\l() <li 11<>tll' Il· l"•h·c,ri ~<~Hl dt·•ttt> In r:JJ<() eli irritmdone U1':.'1 una eohlzio u<' dl f <wuwliiDI't gr. 2 in 11111 l-<'. <l i :11-.,IWl ti i :'l t i 11:11.'1. gr. 2,5 d i caroona t o dì

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M!x!'m.. -

-,..·uori ,q,~mi fJ'' I' lr1 rlifi/111<J!ìi flf·lln -~rnl'lfttlit•fl . ( )!~timi Record. n . 4. 1922).

ln 111111 (·omultic:ninne itll'.'\<'('ftdf"llda di qlll-<li<'iml di ~<'W York l'A. ha rlehlnmnto l"a tr·rl:t.Ì"IIf' ;..11 (i ·tii >'l·"j.!'ll i tli:l ;:n <>:-'ti.-1 .J..Jl :l >'(·Hl'lattinfl . fìn(•re j'\()('l"> noti. quoll l'e»tr('nm ~·JI>·ibililù d~lh1 cute J>tr il freddo l· J!(>t Il <·aldo, l'n unw:nU) <li conpu9L'Oli


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541

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_ .'itc-rilkza ;i,(Jnc 1/IWiitfiuua d••ll'e~ormtu d<'i nt("tiizlnisehe \Tochen:>!(;hrift, o. 17, l!t:!"2J.

tub•:rol!lu~<ì .

t:\lii'll<.·lteuer

l'l:'r la gr;Jufit• n-:>istenzu del bacillo, aumt!Ut.lla òaJI.a c-o11:sisteuzu dd eatarro Cile lo) 'ÌUI; IOba, la S~tili'l..zuziulle lit'll't>:«.:reatu òd tu~n,>losi intvntra !IOU l>vdle dlflic-oltl'l. L'A. lut proposto un lllt'todo oruolto:> pratì.<.:o t'd <'<;-ouowk...,, r i<;orreuòv a va;,;i 111 vetro a èhiusunl. ~rf~tta euu gmd'llUZiooi eorrispondentl a lùU, a lW, oo a 300 cruc.: per una qu>lntità d1 "'scu~·:tw tino a 50 <.1Ull(;. U&t llltl <;W<:. tli lpoclvrit<> <li eoilit: per tUllt quanLità <kl ;.15 u ltJU ue aù<>l.ll:'l'ù 150; da 10<1 a 2t.lll, n~ u::w. 300. \ :er. saw 11 ùi.siuletmuk fino al segno eh~' iudlca la quantit1t ()C(.'Qrrenoe per 1~1 sterlli7,rAI· zione dell'eiSl't-e.uro di ::!~ ore, vi i11troùuee il llltHe l'iale in.feLt<:> è chiude iJ Y<l<>O. la· ociuutlovelo llt!l' 12 ore-. lndi lo :<vuot;l ed ilb"!riuoge ~l.cido cloridrk'<.) grt."7..7A:> i..'Oru.l• misurato in volume alltt quauLit.'t de.llit ooluzione d'ipodoritv: Ilei' 1011 t·ntc. ne <l<:· corrouo t5 eme., a>er 150 inve<.'t' :Ju (lLuc. e J>er 300. 1)4) eme.: a1wht~ qui L•>uvieue disporre d1 l>ottiglle graduatA:>. Fatto questo, si chiude, si l;ll!UOte e ùe>fK.t DH.".t.7..a gi<;roota. ,i apre clnntnt.i acl uru1 fute.st.ra (perchè sl sviluppa <·loro) e ;.'i n?I'>'ll nella LatriM. L 'az;ol'lle' battt>ridd<t è dontta al c loro che. \ '011 que~t() nwrotlo. €- c·vmpletotmente mou.:ll7n..ato. L'A. t)ret>ltnl la l'*>luzione tli ipoclorit.A> :K:ioglit'uòo (a p~u·oe) gr. :l:ili dl c lo rur<) Iii eulcio cotrulll'r<.:i:tle <> 21;) !!'11lmwi ùi <;od~l (carbouat<>) del C<)l]l· merdo ' in 2 litri ò! Jt<."qua e rue$l'lll:tmlo J>Oi le :-•olu.,;loui. Il tirolo i:n t'loro ;.:i cor~~:~erva per 6 mesi, ~ la soluzione è cous.•n·a ta all·o,'(:ur-o in bottiglie gialle :.'llllerigliate e ben tappate c-on gomlllJ.a. <'<>llo ><tes,.,.., llqui<lo si :-'l•'l'ilbn..:cno andw lt> :<putllt'<.·hit•J-e, inunerge.odOlè e tra t~1ndole C'Olio StA."'"-"'> pl'()(..,..!iult'HtA}. ,E il.STEIX. -

/,'<·mit'l'(tnia fanllilinre , <• ~Hl!ldw~l\·r m._...t.ì7,ini~he \\"(x·IH ll)l(:hrift "· U\1·

.mero 6, 1922). Se<.·<mdo l'A.. l'l'micraui.a ti~· w~ <' •tl.<id{'t'nr..,.,i <.•>llle un>J ul.a ht tti>J fn miliare e•~­ dituria: si ;pos.<Ono J)l'rò :were crisi di <.-e.falee in -::10ggetti ti! ruooia età con all8.1Jln~ negativn degli a.t:l<:endeoti, le QU>ili t)(>-~ouo invt>Ce t>~~ rrovoca~ d.a 11n:1 dìspol->'1ziooe artritiA:.:a e oompa•rire già fi.n ditii'IDfanzia tu S'Oggetti b cui getllit<:>ri Mf'frono d 1i gotta: a.md l'·A. r·i tiene r he l'emicrania .P<>"-"l:\ r:lJìiH1>R>nwre per molto tA.\lupo l'unico sintotn•) !bi quesw ot'l.'ezioll>l:'. L'eruicrau.i:a inol tre C0111J:1:1n~ SJ>e>~:;<> a.<:s'h~me nll't>dNu.'l di Qtùnk~>. all'orticaria, all'aSUla brOllChla !P. e<.-c.. E'il nvendo e<:mwne 111. eo.-:l.oof!Lia. è stAtA collOClita m stretto nlPJ>Orto <.'!>Il •Ju<>st<· atl'l':r.ioni: ('i['("<t l:t (liagJtf):oi• difft>l'('llZi>rle, Ixtsta Atabi· lire la •Pre.<:t•nr.:l <ldl '('l'txlit~lt'IN.ù. unir:tm··ntE' alla mau.ifestn7.iorle U<'L'(>~-:uale del

dolori fin àall'in!anziJ.l. ScHFn:-.r.,CnEI!. - Circa la ,Qr,mmillì-~lra::ionP- rlel cal omela no P"'' l'ia <lrfllr' . (<c !\ledi7.lni9Cbe Klin!l' •>. tù. -19. 1921). L'A.. lu ;;.egttito 11d ae<:tH"'.lte ricerche. rut l"ltuto tl('('(>rt;;.r re che t<tnto In M l uzioue !i:siologi<.~l di dl)llll'O òi sodlo. qu:mto le ;:oluJJioni dilu~te di aeklo clnridrjco, t:on ~·HIV .i~l grado <li tr·a .-<f<>l'HJ;lt'e. a fl'IU pentruttt •wd irutt·ì:l. il t':llonwbtlll) iJt f'Qntpo;,tì au('tlCm·iall :;olubili; <Xi'<.:>lTe t'iSC'a ld-111'1:' fin:> all'cl>o!Jizionf> .p.>r ottP.nf>re Ln cornl:l;ll..,.:t del >-'\tblluwto. fli cui. ~~l re."'to. :<i rìlt>\·:uto "">IU.\ut" mltliiJJ~ quantitit. CÀHie ~')('rc:iò l'o )'In ione ;:t>ne.ra lmeut(' d i f'fl.t::.l che il clh.>mt•lauo IntrodottA~ pe-r viu Ol"lllt- \';Hht !ll~t•tto >ld un~t pat"'tiale scomJ.>O:oizlone ]11:'1' :tziQoc dell'nd<lo clotidrico clt•llo !<t<)llllii'O, iu rondn d.a v('nir t·ias.-;ooJ•bito dt•l 11Uet't'1H·Lo da l ~ubllmato ('he sl forma i n tal modo. , L'A. luv(('e hn <'rm:<t~ttato che lE' l'Qiuzimù di ca rbun.ati al<'Uiini alln temJlent- ' turn nrdi:l.flrl.<t, arwhe n<'lla clilniziont> rho-11'1 ~~ - provocano una I~ctpitln ."'~)lllt>•'):'liz.ione del ca Ion•~ln uo in O<>lllJ>Ol'Otl .<lOIUbi l i. O;;~l"V'!l tpt>r·i, <'li e ~llo storo..q C<l l :t Pl'4?';:.>n7.Jl fl i ca.rl>onati al(,\ lini non può essere che t>.('('ezlonale: perctò un'alterazione chiwl~l del


LA

CELI::BRAZION~

DEL MEDlCO CAD UTO IN t;UERRA

t1tl• •a:dnuo 11ou 1•11ì1 111:111 if~>:<t.:n·:-:1 d1e .oelrintt?stino. dove a] t punto si tron1no QUI:'.::;ti •·u t·houati. l nl'atri ~ JJuto diti un fOlli:' ;:tiJn•do l'ull.a lliUt'l.lllSt iUti"'>Liu.a l~ :;:1 ùetkrUl.illA ::::<:Ull>l't- iu M'gnitv ;l llu l:'Vtutuini,.ll':tz.iotw ~u c:t iOilll:'hwo. J;A . t'Qlldltdl:' t·JH,IIt'lldO !,1U~lltìc-alll 111 }'l'I'I"('I'ÌZÌ<Jl W WT1 1}J€'tllk:1 di :<QUUJJilll"trare il <:a IOIUI:'Ia uo <o!t :w t o in qut•i ca;;i in eu i :,:i )"~' )>l'I:'"UUtl:'re uno ;:vuotJ]Ul~1to a IJha!<la ~~~Al ra p l cio d,t ' Il' i n t{'-'> ti UQ. l'KI~TZl~\:. -

li !lt.;c;urso d.<Ytu. lrtv!' r(·ul<nd i11 l'fiJI/>'11'/o alla yrtn·ra.

\\'o~t:hl•wwhrift n .

ll.

(« KllnJ~be

:1, J!J:!:! I.

L'A. hn l'llt t<~ ri«'t• ·he t.'Còntl '<ll':l•tjn• ,..·ul d<<~rS(i d•·ll: t tltlx'n ..v lvsi d lll.'IIJ tl.t• la i n U••rnt;tJl ict, Ol;tnd:l, ~,·iz.Y.t>nt. D:tllillt< l t'c;t, ;:.:,·t•z.ia ~>il )nj:IJiltt·rT<t. <.>;.) lln (X>u.stat.ato C'lte. ml' n t.rl:' priuu1 twlkt gtwJ·t·>~ ;;i et·a VNilknto iJJ qut·.- u- ::\~1zionJ 1ma pt'1)<,.!1'e><"ÌI"'I tlillt'imtr.IOilt' lh•Jla ntnrT•IIit~ì l"'r tu!)(>n'Olo...i . u (lartirt' tl:t l lUH ~ ll("gli anni sth~-e.,~hi, !:'Ojìt')Jturto nd 1!117 r~.r l(' g1~tnù i t~tri;r,i~mi :il ill l(·nllu·i, :;i ~bb(' Ìl1\'f("e U IJJI Sll"BSibiJe l'<"<' I'UI]('SC:-:E'lll'.:l. l'i l t' !<i m:IJltl:\llll+' li Ilo H l l!lll', J_.,l' J'iJII<.'tl<lt'l~ !.~<>i Ju IJIW!<ti ul timi HllnJ una ril pi<la .J j,..t·o""''· :\('Ila nJI!g-ginr· 1~tt·tp dJ (!Uf'l"f i 1'111·!<1 i 1:»1 Il t hini n l ,J L..otto ~u un lttUH) .non hnnm.> pn'*lltato ;~h-una (']eYaZillll• ' Ut·ll:t l.UOI'UtlirSt ,,..,. n t l'l('r<"<)I•I':<Ì. il dt(' il d()nJto f<>l'""' alla nt:l~J.!'Ìor diffn:<iol'l' <IPII'llll:ltt>llltf'n.to lll:tl!'l'll•>: lo• ft>lliJrtill u ÌP.\'('(i' h:111110 •l:ttl> n n m~t;zl!im· f"()[JU'IIIgPntt> "ll'i nfPzimJe J.lf"r U t': t tto <li e~"f"l~ .>.1:~1 !l>• in l:ugn m i:-·urn Q\'('1lfll\te 'IWi Janw~ fnlit'<>>'i di'Ile i ndu"'triE' d! J-'<t(>r.rn. L'A. iutìnf' ha <•Ht:<tllt:ttù dt<· IH'I )!t'flndi l'l•ntr\ ( \ ' te nn:l. Hodt>t'1Ùtlll, A,lil. <'<'<'.) 1':1 IIIO!'f:tlitil jl\'1' tubt·r<.:nlosi. ha SE'~'"Illtto <hll-:lrlH• l:t j:m~>n·a nn num('nto nwno !;('11~ihil(• n<• l c.-!<i •l<> t t i op t: l rt i!'ri OJ'l(lr:t l <'ht> nf'i fl11fl rti<>ri !'l hit:tti <In lJ(> <'I..<J.'>."i' eiE'YiltW; iJ d1e è j!IJ.ne.j!nbilm.e nte ·d ovuto a.1 notevolf mlglloramentl delle ron<Yzloru <11 vlt.o• <l<·lt.•l'!:t.-.;-.:i l:t\'ot·;ttriH. d<'rinlt~> dlll!li aunwuti di ,.:,;thtrlo t'da lla 1 i<luzion(' dell~:- ( H't" <ti l:n·oro. gunr 1~1

l

LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUE~RA. La quadruplice C+>nturia ero.ica di l.Jfficia·li medic i morti in guerra avrà adun(Jue, finalm en te, la sua glorificazione e sarù (Jttl?sla una nobile ecl alta mnnifestazione d egna del più umano delgli eroi d ella nostra Yittoria. I tre riti, umano, riYile, e militare f:i fonderanno in una sola celebrazione nazionale t'he assu rgen't al'l'allezza d i una vera apoteosi. Il .H 07t?tmf'71ln. - Lo scullo r'E' Arrigo Minenb.i i.l i8 settembre u. s. ha most rato, nella Scuola eli ApJ)lic.a.zione di Sanità Militare, il bozozetto del ·m·onume nlo. Erano presenti il gem~ra1e m edioo della Valle, numerosi medie,i del Presidio di Firenze, rappresentanti d ei .medici civi.li e della cr itica d'arte. L'opera è su-perba! l i monumPnto avrà le dimension i di m. 4 x 4; in bronzo e pietra òi Ye.rona. E' formalo di una stele ma..c:sicria su cui è appesa una lampada t.rasforrnata in fontP. I ntorno ad essa vi ·sono tre s tatue .in bronzo su .di un basamento composto di 16 pietre tomba l i. L'artista ('OS1 commenta l'opera: " Il rncdiro rhe t ra T(t/fichr. di uwrte riaccPnde la vita »così di ce i'! pro1·lama d el Cnmitato 0l'<iinat.o~ ... ... " Ed ecco, io rac-colgo l'umile, er·oica. s ilenziosa lampada del m e. òi-<'o cndllto l? l'appen.rfo ~penta ad nn.a stele. " l'n g-orgoglio, un 1.swcc·iolio. e i.] bP<·ruc,.io che portr\\·a la lampada fl(, r·l.a Of'a un rivo d'ar qua perenne: La vita" ·


LA CELEBRAZIONE DEr, M ED I<;O CA DUTO lN GUERRA

543 '

Int.orno al.la vasca, -semplice, primitiv a., nuda di modanature e rilievi, i.l pavimenLo a grandi lustre m~si cce è diviso in 16 pietrt- ~ombali. Ogn i re.gione d'Italia di1C-e i suoi morrtJi. Una ;Jegione adunqu e che ritoma inquadrata per regioni, dall e triJ1Cee, dagli ospedali, d&ll'esilio, e· dalla pr-igionia. Sull a stele la parola<:he i·l P oeta Yole\·a,sol_a, su lla tomba del M11iie Ignoto: R esurgo . Kd alla for1te che parla di sacnficio e di rnart1rio, osn..:ro e purissinX> convengono i ,, risort1 "• i co mral~::.<:enLi, reduci dalle t-rincee e dai campi di r·oncentramento, wloro che vid ero coi loro orchi mortaLi, e lllai dimeoticlleranno, ril :'vled ico, lo Scienziato, l'Uomo, aJ diuturno. assil lante lav-o ro: colorò che. hanno se.nti t•) nella carne martor·iat.a il l enimento t~rl il eonforto, e JH:Ile venP e~11Si e ri Lornare la vita. Ed er·co nei du e, avvolti nel lenzuolo com e i n un sudal"io, la rievo· cazi()ne de'la bolgia infernale ·e de-lla tn~geditl sublime. Parla l'uno, e le gambe 'gli ~ i }}iegano solLo, asco!La impietrito l'altro. La tra,ged•ia è tra questi d ue che ardono in tumrult.o, t.ra questi due che hanno vissuto il fango e Ja gloria, e l'altro, il terzo, si·lenzios(), aocasciato, inerte, colle palrJe>bre serrate, intento a.l c,hiocciolio della f.ont.e ed al ritmico pulsare del suo sangue nuovo. Il medico morto non c'è in effi~e ma è presente, è qui tutto, anima ed azione, vita e s;r.c.ri·fi r io. · Sacrifìc,io e martirio che non si potevano com!Jendiare in un gest.o · unico Lraducibi le in fol'ma. plastica, se-nza me11omarne la in.finil.a bel- lezut. Gesto che s.o·:o è possib il e invece riass~1 m e rt ton una paro,la: .4mor('. Azione OSl'llnt, w.crifiC'io (~toiro, consumalo in si lenzio, nella trincea fangosa, <SOtto la Lenna r 1·ociala, neJ sE>polcNY ùei c.a.mpi di concentramento o nell'ospedale bombar·dat.o d'al la ferocia nem ica, sacrificio consumal.o solo rer rum!Ore. lnU'rvisLa con Gabriele D 'A n:nu,n::.io. -- Il xx set.felll1bre il Poeta, per i·nlèrees.;;ione 1del chiarissimo <'Ollega dott. Duse, membro d el Com i taio é..'>er-ul-i vo e medi r,o cu rante del P oet.a, ha ricevuto il segretario gener-aJe r..&piLano medico dott. Bocc-hef.l.i, il dolt. DeHa Seta e lo scultore Mi n-e.rbi. Gabriele D'Anll1unzio ha esaminato oon c.ommooione il bozzetto e lo ha giudicato « opera vera.m ent.e ita·lica d i alta e nobi:l issima concezione

in ·cui l'autore ha saputo dare all'eroismo la luc-e della pietà ,, _ Egli ha dato nume1·osi e sapienti avYeMiment.i che rivela-no l-a tSUa anima rl i ·.grande ·a rtista, e d etterà l'iscrizione. Inoltre ha promesso u•n messa,g'g io au tografo con i:l suo pensiero sul ·• mechco caduoo in guer.ra , e scriverà ·J a prefazione all'albo d 'oro dei medici caduti in guerra., che il ComHato pub-blicherà d 'accordo con la Federazione 'd egli Ordini d ei Medi.ci. Jo r.lenco f/1 Mlto.~crittot'i. - Gen. d~Jiu Vnll(' L. 500; prof. Si mout•tta L. GOO; prof. A~~ udl'i r... 5(1(1; ~(~. N!ntucd 1~. !!Oli: UJH~- r. Rinaldi r~. ]1\(1: Jll'of. ll()tUIn~d r,. liiO: ten. C'OI. P'.IOiini L . ][,(1 ; ctljl. B<')(•('hetti L. 100; t('n. l'ultmne L.lOQ; dottor Cardar(>llJ J,. lUO: pmf. ('oi:Jng('l.i L. lUO; ma~. O. l't>liE'I!t·irù L. 1110: c-ol. ~lltVt'Q· r..~. 120; ~·mf. Cil'i .n('Ì<m~ L. ltlll; dott. ('iu('(·i() h 50; dott. Dwla ~et~1 L . lO{I: .Jott. Pa z.l'-<lA'llit L. 10\1: iUt~1;:g. Fotij L. 11)(1: <lotr. Forti L. "1(10: dott. Lozv..i L. 3(1; prof. Ca M·


544

11 CON GRESSO rNT ER!-òA Z IOSA.LE DI MEDIC I N A E

Jo•AR~lA CIA

MILITARE

gran•li L. Jl~\: pmf. }1€-Thk-s L. 110: t e.o. l:'ot'"'l17.o<l L . 11K); t,\·'1. C"iòl. F e rro-Luzzi L. 130; ten. H uwo hl >e L. 70 : <<Ol. Recdti<mf' b . v;u; •l•1tt. ll ~17.l'krt.l 1~. 1110: ct.p. D 'Amico L . 100: ti<Jt.t . Guerri L. :à.>: dott. )1nrtdli L. 21!: dott. 8rer·biui f,. 90: d•Jl.t. &lrbieri

L. 7o; pruf. t 'u rrut-ci•> L. 150; ù•>t:l.. F:tld •>ni L. &O. Towle L . .ti"~J. l C•Jttli.II!HI l.

Ilo Congresso internazionale di medicina e farmacia militare. f>u C."() t·tR:::i inJonna:d<.rli del Mi ui,..ro ~li Estf'l; >tbbi.ulllQ :1p}lre80 cb~ - in 1';:.-guit<, ad u11a log-.J. t'tcllic:..:t:t della I>it-e-Lif'u~ l't>nVrul~ ùe l ::;.-r\'i7.io 8:tnit.u;o Militare - 1.' 0n 1:! dat:1 del lU luglio c. a. fu d.intJtl<lta In :;t>guente <:ir00l.nre ai nootri Aml);t;.:<:iutori c Ministri In Fran<:ìu , Be lgio. 8 pagna, l:'onw.;a llo. Romania, Grecia. l~hilterrn ~ Domini. Da nlmar~~ . Sv~itt . C..'-kt)slov~cchla. lW,"<'~Slavùt. S~t.ti Uniti,

GiU(IJ'Hm(>. Bra ~il~· . l'iua. l:)vi7.7~ra, !1\twv~già. l.'i le. )lf>~it·o. ('<)....ut rtc.a. Argentina, Polvuùt, Perù. Vt>nezueln. C()lorubia. Pax-Jgu;~y, ( ' r:tgu a y. Egirtv. I't>.rsia. Marocoo, C'uva:

" I.n c'Onf<:>mJitit d~.>l ~·•>lo t?::il>l"':'-'k"'() d..'ll wwJt<tto r)('rtllitnente-, riunitOsi a Bru· ~.-eJle.~ uello <:K!Vr~ febbrn lo, il Il Co~~"<i lltternazionalc dj Medicln:t e Fa rma. eia MiLitare a\-.r. l luogo ìn R•>Uitl d: tl 28 Ut<t~rglo al 2 ~rin~"l.lo 1!)~. e ~ 11:.1 ì\l11està. H Re. ac.'00glie ndo il voto ùel C'mUlO :Sanit;t rio milita.Tt>, s i è degnato 00n c't'dere il Suo Alto Patron.tto. « ~olu perta utt• di im·ita n~ c'O\k'!Sto G•JV~ J·n•) a O•>mi u.;lre i flt"<'pri delegati ueti<~ a tale riunione . « E poit·hi• ·TICr <l<•lil>N'.lZ.ione ch' l gu<ldettll Cùmi~ltl> :llC'tmi ~tati hanno a vttto inca rico <11 pt•t\:'.e<Jlta re t·eLazloni sui ntrl wmi. e t·i•>i> 1:1 l·'r:Hrda pN ìl 1>!1imo wma. l'lngbiltert...J. e gli Stntl l'niti ~r il serontio. 41 8Jntt,.'"ll<l e La ~\'iu.era per !l terzo, lo Stato Serl><>·Cro.:~;to-Slo\·eno per il quwrw. 4t C~koslm·ac.dtia per .ili quillito. OC· corre cilE.' l detti GovP-rul Pl'IK'<"liano a l!a llQOJin :l d~i N:'la ti) t'i u.ffic i;tli. t'()lll.'Unica.n · done i u<mtl rlireU:.:tru~at.e al .\lini:4(·ro dt>lla (;u('rr:t in R oma (Di n'Zioue CE>utrale del Scrvj~io Sunitnrlo .\olllitare) a l più p~~t() J)().<Nibil('. " Gotìtlllr·ò u.n <'E'uno d i· a&:<kuruzione a l ri1:'U:l!'do ». <t ::\.B. SI prt?ga vol.-rosi compìa<Y.re far 00no.~re n Ile :'\azioni intere;JSate clw 1<' r+'l:t.~ioui uflku.Jli dovrnuno pervend re al Mini~t....: r·o della Guerra - DlreziorH' l'P.ut.mle <lei ~rvizìo :-5<tn l~ll1o )illlt.nre - non ollt'!' Il 1° u.:tr7.0 Hl2.'>. ::;umte che il \ 'on)rl'<'S>lt> di R.moo è fi,.;.~tto •IJ\'t' In ti ne- d i magg-io d<>l1•> ste;oo an.oo.

Giìt S<'mo giun te dalle R egi e RO.Pl>t·~-.ent:aor~ più vidn~ e m:.1n rumw :trriY8J)I) d tl qu!.•lle plir loollmt> lettere che 3$-~Ì'l'lii'Uno l'av n'uut<l !~<IJ'tt>I'Ì]>itz.ione ni diYers.l l::> bi ti. L!lt:tnto T*'l' l'li nnu nzio d t> l \ '<m~n:A-.o <t i monù•> lllOt 1i(•o- [<tl'JUM•t'Uti('() n:tzi•>rutle e strallit' ro ::.' è d i mm.a t o uu :tp]~'"iW r:onuu uic:tt<> pe r i ])1>-rivdici wcnl ci ital'i:wl e tUl : ll lro ne ~l tit subito tt·:t,.lllt'"'-'W <.ti Jua;:-,.:-iori J!ÌIH'U'd i JH'ù ft>.-<"i'm~tli dt> ll \~t<'rc>.

Direttore : ARTURO CAS ARUH, tRn entc colonnello medico. ( 1 836) - Roma.

192Z·23 -

Stabili meu ro Poligrafico pe r l 'amministra zio ne della Guerr<>


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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del . Giornale di medicina militare

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4· Per g li l'fficiali medici del l{_ Esert'i to !in ~crvi>io alti,•o, in pCISi<ion e ~ u siliaria. oi complemetltO, tlt:llll risen·a ecl a ri poso) il prel>.O <lell'ahhonam ento è ri1lotto a L. 12, a n-

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5· L'abbon amento n o n dislletto prima dd , o dicemhr~ s 'inte ude rin~o ,·a~o per l'anno sue<:essi v o. 6. I signori abbonati militari in effettività dj servizio pagheranno l'importo del· l'abbonamento per mezzo dei rispettivi c('ruaudi di corpa e direzioni. 7· Per i so li uffici!~ l i medici (do:! l'Esercito c della :Marina)., in qualunque posizione si trovino, è Rmmes~o un AllBONA:IIHKTO CU:IIlJLA'L'lVO ~l Giof"nal ~ di medicitra tn ilila re ed agli A11110li di mediclni: IID<'tlle e colonia/t> al prezzo di L. 27 aunue, Per 'ottenere tal~ facilitazÌ<)ne .::nm nl:tti,- ~ gli abbonati militari ,Jovrauno iar pervenire l'inteto importo all'Am1niurstraz rone del periodico del proprio corpo. S. Ai li bw i si fa lo .'conto cld ,., p er tf.'lll•:. ma ~olt:lli\CJ per ,:l i llhbttnamcnti delle p~rsooe e degli enti non mi li tari, che non possono fruire della facilitazione :li cui ai nn . 4, 6 e i· ._

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I lavori originali, le note. le rivist~ - dattilografati o scritti a mano - - 1\r>vooo occu pare un solo lato del foglio ed essere accu ratamente riveduti dagli autori. Si fa spe. ciale T<I<'C'Omandazioue che quelli ~critti a man o si:m o b~n leggibili, per moùo ti• evitare o~:ni duhbio di interpreta1.ione. In ca~o tontrario, la Direzione s i vedrçbl-e C<>~tretta P •ospenclerue la pubblicazione. 1.

~ . Salvo casi ecceziou&lissimi, la correzione delle bozze sarà fatta dalla rt'dazione , llnzkhÈ' dagl i antori, per non viocf,lare il la voro tipog rafico agli ine,·itabili rit a rdi po· uali

3· I,e spe~e pt:>r !:'li estratti e quelle per le t avole litografiche, fotografiche. ee<:., che 'ICCOI;tJP31!U a-sero le memorie, sono " carit.:u J"~:li· autori. 4· Gli e~tratti sono di due tipi: - Tipo A. Senz::r copenina e colla impaginatura 't num era?.ione del fascicolo. - 'L'ipo 8. Con copertina ~tam pata. frontespizio, impagina tura e numer:tzione speciale. 5· Il preno dell'li estratt i. p<:>r gli autori delle n. enwrie c h e li richied:~no , è regolato dalla seguente tariffa:

l'RI·;zzo DI l' I.\SC r·:--: FQ(;f.IQ D1 S'l'A;\IrA. TIPI DI ESTRATTI

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1\UAIÌ:Ro DELLE COPIE

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GLI es~rattl mluort di un f oglio si contano come fofl/10 intero per le ordinazioni di estratti o tn ctJ o. Per quelli ciJr superano un f ofll lo, le trazto1tl tn p h). che non superano Il m.e:zo. foglio , si C0>1Ia11o come m etl>, fmrdaè f>rrl> l'ordlna=iotlc " "'' sia Inferiore o 50 copie.

100

6. T mauo~critti non ~i rcstitui-conn (ll\.~1\)

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Roma. 192~·23 - Sta.hlllmcoto Pollrzranco per I'AmmlnH!traztone della Qoerro


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llf · ~

Pubblicazione mensil

GIO'RNALE MEDICINA MILITARE DI

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PUBBLICATO DAL MI .NISTERO DELLA GUERRA (Direzione centrale del aervizio aanitario militaJ'e)

Giorna[e di medicina militare ; t8st-I&.j Giorna)e medico del Regio Esercito e della R egia Marina: Giornale medico de1 Regio Esercito : I8g6-I007

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ANNO LXX - 1922

l Dicembre . .

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Fascicolo XII

SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI: Rosati. - N o te cliniche su 54 interventi p er ferite cr~nio·cerebro.l i .... Pag. '545 Bernucci. - I st-rviz.i di pro filassi e eli igiene d ell'Esercito nf'l d op o guerra 562 COI'j6RESSI : \l XX VIII Coflgresso no.ziot~o.le di m edicina in tel'nn .. ...... . . .... .... . . 575 RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA ............... . 578 CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI . .... .. . . . . .' . ... . • 579 PER IL LIBRO D'ORO .DEL CORPO SANITARIO MILIT.ARE .... •• ........ . . . . • 580 LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN GUERRA ...... . .. . .. . •.. , .. 582 11° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA E FARMACIA MILITARE. • 582 ))

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IN~ICE GENERALE DELLE MATERIE Pf;R L'ANNO

t92Z.. . . , ..... , ... , ....

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Direzione ed amministrazione ROMA -

Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -

ROMA

Per le Inserzioni di pubMicltà ri~olgersl DIRETTA/tfENTE all'Amministrazione del O/orna/e d/ medicina militare - Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre - Roma.

P er le nuove ·n orme circa' le pubblicazioni dei lavori vedi copertina <•a pagina).


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MEMORIE ORIGINALI

note cliniche su 5( interventi per ferite cranio-cerebrali per· 'il <lott. Beniamino Rosati, ca.pitauo medico <l.i coruplèm erHo o libero d oct·lll·ù.

Le lesioni aanio-cerebrai'i po&;ono classi fic-ars i Sl't:<~mdo i l ~ivo anatomico delll.a ferita, o m eglio lt)pog rafko, oppure suco ndo il tipo clinico. Tal e ok1.SSifica è c onv eniente didaLt.icamente Bell a lra.l t.az.iom~ casistica d e lla c hirurgia civi•le, ma le lesioni c r·a.nio -t:cr ebral i di gu.er:ra, sa:lvo e<..a:t:zioni, sono rappresenLiLle da lr..sioni esposte 11iil o m eno gTavi intere~su.nt1 la teca o:;s ea so lumt.o 6 . anche l' encefalo ~:; che per il loro tipo minacciano oompliwnz.e che nella pratica civil e I'appresentano invece una evenie nza più rara, ::;c non l'eccez.io nc . Ora da ljueslo punt.o di vista la classifica anatomo-olinica, rimaneado pur se1npre la base d i ogni :>l:l•Jio, nel caso speciale passa in seconda linea di fronk alla convenienza d'i ·prospettare la casisli t.a come accade di affrontarla i n guerra. Per di più, mentre nella c tùrUJ'gia civile, a P<LrLe an<:lle la minore entità d elle ferite, si Ila se rn1pre o quas i sempre l.n o pportunità di s lud1iare il caso in rnocto completo e col su2sidio di ogni m ezzo di UJ3'nostko, in guerra., maagrado la migliore o rganizzazione, ·la c hirurgia è fon<.lata più suJJle risorse personal·i d e l chirurgo, che sui me-zzi di indagine, non fosse altro che per la necessità d'i fro nleggia·re un oneroso e tumultuoso lavoro con la urge nza i,mp05t.a dalla ressa dei feriti durante le azioni . E' chi\lro quindi c hf', secondo la d!isloca.zione d elle unità in cui il chirurgo lavora, gl·i interver~ti sono regolati da una più o meno compl eta osservazione rliagnostk.a secondo che maggiore o minor·e è i lt.empo disponibile •proporzionatame nte a l nume ro d ci reri,ti da. c urare en~ro il periodo ut.ile . Riteniamo perc.i ò p iù c.onven·ie nte cla.ssific.arc le ferite in due g mppi, seoonrlo eh ~ es~~ si-<l.no s L;1le tra.Ltate s ollecitam e nte , cioè in u n L!à chirurgica di prima 'linea (ambulanze , ospedale lli s pecial izzati, o repart.o d'i sezioni ) oppure più Lanli seoonclo i·l t empo interposto tra il trauma e l'inten·enLo (in os ped rul i di lappa) . Qnesta. suddivisione appar e nece~saria per le considerazioni d o~ rare sui ris ull.ati e sull e conclusioni da t.r·arne compatativamente a t'iò ch e alll·i ·t hirur•ghi hanno g iit rileYa Lo : sembrand0 invero un !~' ' i ilgPn ii O Yoler co rnparare ris1Il l nli secon do la entità a nato mica e clinic a d e lle ferile , quando que:sle , m.a!lg rado il tipo o la sindrome affini, decor·rono in morlo così wn!o e cornplr.sso, da ren<lere arnschiaf...o qualunqu e giutdizjo. Prc rn eLti amo qu esta cons idE.wa:z,i o ne .per giust ifìJc.a re i l cr·i te rio Lenii lo nella espos izione dei ca s i, crite rio che c·i semura convenie nte , in qua.nlo t· he per esso è ronse nti~o JWos peU..are a ch1 le:t gc lo svolg i·me nto d ella !Watica chirurg ira in g uena, cos ì com e è accaduto lraltarla a!ll'ope rato re, c ioè co·n la .m assima fed e ltà che rip radu<'e i \'anla•g~i c gli i nconvenie n ti di s·isl emi e d i mr tod 1 ed i pef'ft·zi ona nwn t i consr•gu i ti 35 - r;i()rnole di m ed icirta mUilare. -

r fiS(). X II.


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."OTt: CL! .l\ !CII t: SU ;;..! I XTUlVENTI l'EH l'l-JUTE CIIA~JO-CEREBRt\U.

con. la. esperienza e gli ammaestramenti che dai r is ult.at.i possono esser tratti. N~lla esposiz.ione c.1! nica, dunque, ci occupiamo solo dei casi d i feri te c.tanio-cerebra~l i, Lrattaie con intervento chirurgico, omettendo tutti gli alki, che per ragioni di necessità non hanno potuto r appresentare che pure osservazioni, le qu&l i sa-rebbero senza dubbio anch'esse utilissime sopratuao dal punto di vis ta fisi opatolog ico e stati ~tico, se fossero state ra.ccolle in modo completo: purtroppo però dobbiamo confessare che molle sono sfuggite o pen:hè i·l giudizio prdgnostico r endeva inutile a prio1·i ogni minuta jndagine, quando si era a oot1o di tempo anche per provvedere ali~ cur e più sommarie, o pe rchè non ~i è s tato possibile r ecup~ rarl e d a i libri nosologici, sma rl"ili in gran parte a Capot·etto. ·Le segurn ti note l"i gua r-dano perciò i sodi casi in c ui si è praticato un intervento e sono l!·atLe d afgli a,ppHnii che su ogni operato si trascn veva, ,·olta a voHa, in rl:'gistro per-sonale. Le unità sanitarie presso le quali &i è svolt.o tale lavoro sono in ordi'lle cronologico le seguenti: per Il p1·imo g tuppo di fel"iti il reparto som eggiato della 7• S•lzione, !'oopedaletto 115 e l'ospedale Toppo d i Udin-e: per il secondo gruppo gli ospectul<'lti 107 e 45. Le radiografie sono sLa.te es<'guile còn l'apparecchio portatile militare, tipo FerrHo di Cavallt:rloone.

Le osserYazionJ, cui si riferiscono le presenti nott::, comprendoni)

tulle ferite d eterminale da p roiettil i Vél ri , chP. per la sedt: e la entità hanno p·resentalo olemenli s ufficien ti di indicazione per un intervento a prognosi p1ù o meno tg1·ave, ma non <•;;sol~ ntament e infausta. N-el'la chit·ur~ia di guerra, spec.ie irt quel'la p rl'liirat.a in nHità chiru rgiche avanzate, il criterio prognosti1·o sommario si impon eva s pesso a preferenza rii : ;IlO rlli.l !7,' '10SlÌCO sottil e, data Ja :1ecnr.:::::iti1 di S(•lezionare prontamente i feriti sen.za p erd~La. di tempo: vo~hamo dire che, premuto dal continuo arrivo di feriti, il chirurlgo durant(;' un'azione ha solo il tempo di :ìSSI·rv:nc s0n::-nariamente i casi, pe:- disti n ~ue rli w me operabili, con qua;lch e spcra.nza di successo, oppu re eome irrimediabilmente perdul.i, dando la prefereM,a a quei fer itli che più potevano g iovarsi d ell'imrneò iato intervento. Ora è certo ch e t ra. i C<lvitari i cranicà mostravano più tolleranza di fronte ad U'n ri1.ardo di intervento, ritando relativo, si c.omprend<', Yalutabile ad ore o a qnnkhe giorno, s~'~'Onrl o i c.asi; per fJua,nlo sia pm·(• conosr iuLa l a opinione di fJUak he c-hirurgo (pe1· es. il De Ma rtel ), ch e sostien e ·la posl'ìihililì:l o m eiglio la utili là di ope:rare non jmm~­ diatamente, nè presto, ma in un perioclo ~u$,~Pg\J e·nte aùla feril<t tra i due o t.re giorni. A noi non sembra fa('.i.lf' emettNe tll1 giudizio preciso in proposito, d ato c.he gl~ elem ienl.i d i raffronto son o molteplici e le- sta.tistriche comparative circa i risul tati hanno sca1·so valore, essendo assai varia la casistica anc.he se numerosa e comprendendo mDlti fattori imponderabi,li : la distanza dalla linea d el fu oco delle unità sanHal"ie. H terreno del


:"OW: l'UX lCHE SU ;)J l :>:Tt:R\'J':XTl l'EI1 I'ERln; CI1,\Xl0-CF.RF.Illl.\ 1.1.

547

combattime11to, la riabi.litil più o m eno accide nlala, la faciHln ed il mezzo di trasporto, tutto concvrre più o meno s ensibi,lmente a deLe.rmina.re differenze di r-isultato, anche ad ammeLtere pari gli anr-i elemenLi intrinseci a l li•IJO ed alléi. sede della fl!rila ed a lle cond izi oni fisiche d el combatt.ente al momento -del trauma, Qwslk. br·evti .con;sidcrazioni, appena accenn.ale, sono sufficient:ì a giustificare il criterio ('he intend.iamo seguire nel r aggruppamento d ei diversi casi, se.·ondo d ue (1lementi: Lipo anaLomo-clinico -della ferita,

con r iguardo cioè aiJ'.ag;ente vulneranle, cdla lesione anatomica, ai disturbi funzionaJ•i, ecc e trattamento ;pronto o ril-arda.to subordinal.amenle al luogo O\· e la cura è stata prat.i·cata.

*** Sotto il punto di vista anatomo-paLO<Iogico d istingu iamo le feri le cr-anio-encefaliche in sempli ci e comp!oicat.e, suddiv i-den-do questo secondo gruppo i·n taugenziaJi, ka.s-fosse e pe netrant.i CDn ri lenz;ion~ del p rciettile. T ra le prime sono r.orn.prese Lu t.le quelle !~ioni cr aniche non accorn.pagn.ale da f eril.e me.ninge(:} : -dal lipo più semplice di frattura, in cui vi è d!s locaz ione di fra·mmenli oss~i e compressione, fino élll <.'.aso più tgt·ave d i lesione cerebrale a men~ngi in tP..gre (emO'I-ragie puntifor mi, cont.usione cerebrtLie con (•maLoma soLLo-dur.ru1e looalizza.Lo o diffuso, oppure con focolaio dti emnrra.gia soLtocortic.ale ed inond.azione ve.n.tri-

colare). La seconda classr ro.m~wen r!E' tm primo ti.po di fer.i!a determinata quas i esclusivamente rla. pallot.td~a -di fucil.f>, r lw apJ').(LJ'e come u n solco dal cuoio ('apelluto o con due orifiz: puntiform \ pocD discosti -l'uno daJI'allr o, fer·ite. che sui cartellin i d.ia!l,'noslici di prima li 11ea portano spesso il nome di fer ile de l C1 10io r.wE~lluto. La. e~Iìl orazione fa riconosce•re qua. si sempre una lesione o~sea. che nel· t.avulaw eslerno appilre come fessura e come nelt.n. f r·attura ed in qufi'No interno come frattura oom1111inuta con frammen ti pmiet.tali nel cervello. La gr.av.ità di ta.Ji fetile è in rapporto con •le lesioni cerebmli e con la estension e de~tla linea di frattura irradiata Léi.lvo!La fino .;.llla base. Un se-condo tipo di fetilfi' nu re. da paJloUola comprend e le tr asfosse., la cu i g ravità è tanto più evidente in quan lo il chirurtgo è nel.la impossibili ti\. ùi seguire il t.r<~gHto della ferita lungo il qua·le sono proiettati i frammenti ossei dal forame di eiTll-r·ata. Il l erw t.ipo comprende le fe<rite pene.t.rant.i 1'0'n les ioni c.erebral i loralizzale e eincoscriHc i n torno al forarne di entrata e quelle altre più gravi, nelle quali ìl proiet.Lile è penetrato profon-damente nella massa

rerebt<.tle. Tn rapporLo alle lC'sioni del'le OS!X't c.ntniche, al chirurgo occorre tener presente la costante maggiore esle nsionr. -delle lesioni delJa vitrea in rappotto a quel'le del t.n.volato esterno, la fr·equenz.a. delle fenditw·e irradiate, la proiez.ion.e di schegge nelLa m assa cerebr ale sot-to .rorHizio di entndlét ed eccezionalmente a J.ivP.Ilo d el forarne dì use it.a e-d infine la frequen~a e l'a gravilà dei fenomeni da scoppio nelle feti te trasfosse.


Le lesionti ml!nilJget" sono generaJimente locaJizzale: olt-re gli orifìzi rli enlruLa e di usciLa. non si ris('onLrano altre lacerazioni m eningee. P e rò a ·qnest.a r egol a generale f<LI1J1.0 ec·.c~?zione alcuni casi di frattura della base I'On lacerazion·i meningee, <ut.le qu<tli non corrisponde H foro deLenHinato dal pr'Oiettile: la stretta aderenza tra la dura e -la base cranica mpprest•nL.a 1a condiz ione d etermi nante la IHcerazi one meninlgea quando a,rvenga una fenciiiJJ.n·a i-n tal·e sooe. E' fac.lle intendere qui-ndt ~a gravilh est.rerna <:Ielle lesioni basaJi anche -minime, gravità di1)endente d alla comu nicazione che ne risu•I.La tra gli spazi subaracnoidali ron l e t:a,·ità rwl-tn·clli ri<:l'l1f' di get·mi e con un focOIIèliO i nquinato d<ù twoirtlile. l Yasi rneningei sono f1'1.'q uen-Lemenle k'!Si, ma, a differenza di quanto G.ctad e nelle frall11re ch iuse del crllniO, <:1~111·llO luogo poco frequentem~:>nle .ad emato rni extr<tdural i, òer la fuc ile fuoriusc.ita del sangue . Le Jacer·azion i dei seni ,·enosi sono inYetl' più ini'E!ressanti per una r elati va fr·equenza e per alcune particolaritir che ci induc.ono a modifìcaee qualche com·incimenlo che su di esse si em formato. Sta di fatto C'lre l a roLl.ur·a parziale e anche compl eta di 1111 seno importante, sia pun~ d el seno longitudinale, non dà luogo in genere ad emorragia fulminante, com e sarebbe da aspettarsi. E ' rorrnizione classica la disposizione anatom ica dP!Ie pareti dei seni ehe non ron~nte 'la chiusu ra spontanea d ella borc.a venosa pe r c.olJ.abimento, ma in chi rurgia d.i guerra ci è oe<:orso talvolta constn ta re la interru:uione complet-a di nn seno senza g ravp emorrag ia e tal'<rlLr a, più spesso, d etermi narsi ·l a emorragia appe·l!a rimossa qualch e sch eggia ossea e mel<lllica. E' JHH vero però che t-ali lesion i hanno ·J)iù cara tteri di vere hwera l'Jioni t·he non d i sezioni nell.e, mentr·c <:l 'altra. par!R frammenl.i ossei o m elalli~i determinano per compressione la relati\'n fl rnost.asi . Abbinmo dPlto che tgli emél!Lomi extradumli sono pinLt.osto rari: sono i n V~'>ce fr·equenLi .zii ematomi soU.odu ra li localizzati, e, peggio anrora, d ifiu,:; i mentre la. dura. può essere inl.a.tla o lesa . Si hanno casi di oompr essioue massima dell 'en~·efa,J o p er emor·r·Hgi<t a nappo che investe e rif'mpi e di sangue le cir•'onvoluzioni e l a inc:isu ra i·nieremisfer1Cil, che r:ott po~-:ono chirur g ir·<wwnte essere liber·ate d el lutlo dai l'oagu.Ji. Sulle lesjoni clelia mas:-a cet'c>brale soLto il punto di vista anatomopatol~"~~~ieo non è il r.rso di in~islere qll'lnrlo si è dello che esse vari~1no dalla. semplice ··onitJSio tte cir'<'oscri lf-tt al lP più co mpi e~"'<' ferite, fino allo spappola.ment.o €'d a•lta perrlila di inferi lobi. 0<'00rTe invece qualche nota su ll~ :;.in t onlliloln~i<r .,; p<"~so a~~a.i romplessa. Il rhi nngo in gn erra ha h:sogno d ! fan• t•na dia!!' no;;i e~atta. e sop.ral11llo TW0nia per dec-idere <IPII'i nferrcnto. Sulle frrilt' P\·id enli dPI •Tanio 11011 o•·cor·t· e sof.Ulizzare: t·s-;e rléhbnno CR."Pr e t ra t.t.al(• S(;·nz'a!Lro in modo I'OnYeniente appena è pos;:i!)ilt>; m.a ()('('OITP in\'ere f!Tillt{lt> oc-u lale&za in qnei CA~i e he sembrano Jp_ g!!'icri (' ·clw fa,·ilrrwnll-' «ft1g1gono (pi<:role fPri1e del <'uoio capelluto c h e non dilnno ct istm·ho al pazienl.e, il quwle può recar-si senza aiuto alla rn erlir.azione) . l~' o•·-rnr;;o a Lult.i fnrsJ> di lroYal'P un proiettil e intrarerebral e, !'i<t pmr mi•nirno, s<·nza an'J' ri ~·onLrato alcun sPgnn nello st.at.o gener~le <'iiPilCfl di svf'la rlo.


N!·•l]e fl-'ri lt.' Lill l ~t'llziu:i spt•s:;o t-a l ~s i ont> vranica è evidente u colpo d'(){~t hi o ; ma tahol tu app:!i·l•ndo puntifN·mi i due forami di en t rala e d i 1•scil<t , ot·ror-r-P palparE' lnngo la li.n e·.~ d i congiunzione per ri1·on~>:::c.ere

la gravilìt di e::sP . L P f,,rite trasfosse, a parte il carattere di maggiore g ravità, swsso si n.tt'otnpagnano a fenom en i di sc-oppio, dando luogo alla sensazion P l.alli1!e ~pet~i al e d i rude e.repilìo. La emorTaigia estemu, spe~so minima, tal\·o lla è considerevole quando vi sia una ,-a~ta bn~cri~liTttni ra. Occorre ::tnr e <!.ltenti a non confondere 1a fuOI'illsc· ita di sa nguP dal cnndo!Lo auricolare (segno di fr attura dt>l condolt.() o per l'Ottu ra ch•l timpano) •·on la presenza nell'OI'l'(Chio d i ~'1n ­ g-ue pron•ni :·nte cln. H•ltra feriLa. Non è fn' q1 1enle vedrre lo scolo. di li·q u: do cef:llo-n w IJ id i<ulO, ma lah·oJta s:.wrwendo l':tbbondanza con la quale tluisc·e dal l'OIJrlotlo ndili \'O . Nr lle ferile di llll<l l'erta. e n~ilit si ri ~o nt.ra quasi nbi luaJ.nw lltl' lct flt O I·iu ~c it.a di mal<>r in t'NE'hr:tle.

Tral!rour•nto i117Himn t rmpo . - Le ragioni che autor·i zzano in p1·imo lE'mpo ;Hi inlE'nen ire nrJ.lf· ferite cranio-cPn'br<1 li sono prinl·i flil:1.menle dHe: il per icolo òt"II E' in.f('zioni ed i rischi prPror.i o tardivi òcr·ivanii da lIn per·mnnenzn d1 r orpi t~lxan(•i n el cervPllo. I...asc iarE' a sè :-tE':;sa una f er i ta c'f'rebral \·, in •'ui pf'nnan![ano & ht",!!!!e rn€.lal,lil'1tt:>, f ram~n e nli ~ l i co-pr i(·apo, ~·:I Pf lli , terric0io , er·c., vnol di r e laS<"IÌa:r P u na po r t~ aprrl~ a lt ttl.e le comj)':ic·an?:e selt;•che. Perfino nei casi dovr. no n E's-i:::te c li P una. sempli ce fendil-ll l'a i l perieolo è !! t·anrie se si ron~ide1·i qualt> f<tvMf' I'O ie tPJ'I'e'IIQ di •·1dl 11ra r·a.ppresenti il sa-ng11e stra\'asalo e la facilità con la qna.le i ger mi pn:-:sono mig1·a.r e atkaverso una min im a s•·on.~ inuilit riel lf\ m~>ni t·<:!:i . Dondr il r ispetto nl p r in<'ipio genernl e d·i rh i1,1rg-ia, .a.rn rlia re una fp 1·ita inrp1inata e ndtarla per ev.itar e o Ji.mi t.a l'P i !H'ricol i d,>ll c i nfE>zion i. A.lt.I'Pll:m t.o d irn:;.i dei periwli derintnt.i cta.l l.a permanenza di corpi estranei , a prel"-t'ind ere dalle po:;sibiJi infezioni nella. ma~ cereb rale. periooli ch e si manifestano oon n.rcid~nti primari, serondari e ta rdivi. L a f . . . ~' nÌc' n opPralor-ia si è alqu anlfl' rtll}rlifìrah cl all'i ni7.•io cl ell n r,arn.pngna aJil.a fine e, mPn trt> sin dai pr i.m~ lt>mp: e~su è st.ata i nd ir izzat.1 SE'COndo t r e punti !'"SSPnzia!i: n.mp hamenl.o d ella f<'ri t.a, c.r a.niectomia e pu lizia ri<'-1 fo!'nln io. in St'i2'11iln i d t>Ltng-l i ~ono :::.tali J1PI'fezionilti e l ll. iniziativa o ltre i l lf'rzo tempo :::.i f> spi nta fino al la rirRrc.a ed a.l r ac-!riu'flg-imf.nto di risn~ t.abi fi no allorn i-nsperabil i . P renwt.Liamo c.hP non :::i insist.erìt rn·t i nhhnst.!ln.za !'>l l~la ~mpflil(y,:it?t che hiS02.'1l.a j)<)rre nf'l!<1 puli?.ia prepa1·.aknìa d el C&TTlpo o perativo f' r iteniamo r·hP 110i l im~ li d el possib ile i1l r h in1 ~o stoss() o un aiu.to nrl h.()c rlebb11 proc·Pd~>r r alla pu l izia clt'l'la testa SPnza abb and onare il paziente alfle inron'ìultr somma rie o esager<lle prati-che del poe1~onal eo a.p pr o!'-simati vamen le PS!)Prto, !)rat.irhE' le quali aggrav;mo i pe1·i.rol i rlle si v()l~liono evi tnrr. · Pn nunto fut.!O!'a a~s:1 i C'Onl rove ~ è rrnollo r igunr danle ·la narrosi: il D P :\1arH (• frn i piì1 <'OO\'inti f\ C'Onvir.<.:en.t.i pr opugnatori della am>ste-


sia locale e molli anche in Ilalia la sostengono con eskema .preferenza su ogni allra anestesia. Le ragioni addotte sono le segu!:'nli: la possibi.Jità dì operare tenendo il puzit-nl~ seduto e\·itando quindi le variazioni di voI urne dal cervello e quindi le emorragie moleste, specie quella venosa, maiggiorì nc·lla posizione orizwnlah~. I colpi di tosse o di YOmiLo che favori&·ono l'en-tiarsi dE'l cerveNo ed il ,·omito persisten te spesso aRC1.l.fli giorni, e<: t: . Lo suddette ragioni s0no giLJsle in Lè&i generai~> e l'ileniamo che in alruni casi c;i possa e si rlc·bba pr'<X'ede re all'intervenLo previa anestesia local e, ma noi siamo ri.rn•as.li ugualmente convinti che l'anestesia generale è nec1~$ar.ia nel·la ma., s ima parte d ei casi di una ce rta gravità operatoria. A noi non P. sembrulo P<JSSib! le mell.('te <L cava'lcioni su di una ~ed•ia, rome suzgerisce i l De Mar'lel !.t1lti o quasi tutti i cranici, consid erato che .alenni di essi venivano operati in stato soporoso o eomat.oso, (questi senza aneslt>.sia) ed altri 'in stato (li er~i.t.(l)m~nto che voniva solo dom;inat.o dall.a anes!Rsia 'generale. E' cl 1iaro <' he in tut.ti questi casi la collaborazirme 5Pf!J'IIlta e n!r:hiest.a .a,l pazi ente svefl(.lio, lfes!erebbe rpio desidPrio quando pur·e non v!:'n iiSSe prestata sotto forma di moviment.i in{:onsu·lti, più dannosi che ut.iJi. O'allronde iniÌziando u.na cran,i ectomia non si sa la enti là del·la feril<i. nè la BStensione da dare alla d emolizione n<tnka, nè ogni altra mano • ra da compier e per €'Spletare l'atto operati,·o ocl in l.ale incertezza vad :nC'glio tenere il paziente narootizza.Lo anzic-h:! sveglio. Ad (•.sprimere una impressione si ntetira derivante dalla nostra r-s>:;t~ rr . ·r.z1 pof.!'enr mo dire che rh.lla narcosi cloroformioo·eterea i pazienl•i traggono un benefki.0 anche dopo operati, r estand0 Lr.&nqu i !li senza. mai mostr·are intolleranza o distu rbi tali da. persuaderr i , che ad e~si si sia procurato un danno o 11;1 ,.lr~rrnvltntPnlo d elle ron.Jizioni .ge:;e>r.r!· Riten :.amo quiTirli <'.()nver,iente riser·vare l'anest-esia lo<'<tle, come abbi,a mo faLlo, per i feriti di eviden te minN·e entità, usa11,òo la nareosi per tutti gli allri casi, meno r.he .per quelli assai gravi, i quali possono e debbono essere traU.ati senza anes!Psia.. Dobbiamo aggiungere infine che l'uso di H. M. C. Abbot (casi quatt.ordici) ci ha roosent1lo di operare senz'alliro anP~tetir·o dQpO aver i'niettalo a.ppen.a una comlj)ressa numero uno, o poco più. P erò ad esso abbiamo rinunr.iat.o per'Chè deteNnina vasodi.l ataz1one periferica, la quale, speciP-nPlla farcia e nel cuoio capeHuto, provoca emorragia oopillar E' asS<li molesla. Come> p09izione, tenendo presente gli innegabili vantaggi derivanti rlulln sop r<.H~levaz ionP- del capo sul t1·onco, abbiamo sempre pr<X'lrrato di dar e; al tavolo una d.iscreLa i nc·l inazione e mantenendo, compatibilmenle col decorso d ella narcosi, alquanto elevata la testa ron un cuscinetto di ~'1 bbia,. Non abbiamo avuto .ag-io di :::.pe:riment.are i·l snpporto a rre.magliel'a del dott. Pi·!lrt. in uso nell'armata helga, rwe~o •la quale i chirurgi se ne dich iaravano as,...ai sorldisfaW . La posizione ventra.le deve essere v~gilata durante l e operazioni c,.ull'or.('i!1iLe, ma <ti di lit di qua.lrhe a:llarme pe.r rtiffìcoltà respin1t0ria, non ahhiamo avuto a ]al!'narcene. Cirr.a la incisione rln [)l'(;'fE>rirE>, noi fin da,' l'ini;r,io' si.amo stati partigiani f' lo c::iamo Lllllora dPlla inc ision<' ·linear·e, anzi or·a lo siamo con


Xon· C' l.I:>OJCH E S L'

54 l 1\'H:Ill"f:.'\Tl f't:n n :mn: CH,I:"i IO·Cf:llf:RII.I r.t.

551

mwggiore c·onvinzione, <:t\'endo visto i risultati pr06-simi e remoti, otLenuli da altri chir•u rgi che si sono serv·iti quasi abitualmente della incisione a croce. Qu e5La di.t senza dubbio maggior lttc.e nel c.ampo operativo, ma dà luogo a retrazione noLeWlle dei •le.mtbi, qu.undo la ferila gu<~.risce per gmnulazioni. In l.u·l caso inoltre la cicatrke residuale è d•i notevole volume e spt>sso viziosa. La incisione a lembo, a ferro di ca\'allo, conveniente in chirurgia clini0a, oon ci è sembrata opportuna in chirurgia di guena, quando è impossibile deter,mi nare a priori •l'en·t ità delle lesioni: si corre così 11 r·i schio di far ti'Oppo o troppo poco senza conlar·e la 1mpassibililù di tntll<lre, se OC~'O t·rc-!', H foro! aio a c.ielo sroperto. Solo i n c.asi di intervento ampio sulla regione te m pora le ba..•::.sa si i.m.pone tale i n<:isionc, speei<tle, sopr·ntnt.to quando oc.corra •'isoll t>vare la squama !empor&le. P et· tutti ~gli altri oasi la incisione lineare un pò cu rvi·linea r isponde ottimament-e a patto di farla sufficientemente ampia. Essa <"Onsenle di seguire ·la l e~ione anche più imprevista: nello ferite t;tngP.nz.iali conviene riunirP. senz'aHro i due orifizi di enll·ala. e di uscita. Rimane precetto a.ssolut.o per una buona o.pera.z.ione escidere inizialmen.t.e i bordi contusi d ella ferita e i tratti di tessuti atlraverso i quali ~ passato il proiettile. L'emostasi del ruoio <'a.peJlouto è far-ilmente pratirat.a con le pinze a T utili in tutti i r.asi, ma quando non oc~o.r·r-ono incisioni a lembo assai ampie in cui e-sse sostlit,uis rono •J.a su.tura e.mostatica preventiva., le c.om ttni Kocher bastano. Inc isi ·i tessnt:i fino all'osso e scollato ii p.eriostio, quasi sempre si riscon.lrn la rima d·i frntt.url\, ir·r'P.golare o no, abbastanza ampia. perchè si possa a-pplir.a r·e i.l morso di una p"ircola. o med.ia Liier e procedeTe aHa crani rc.wm ia senza uso cl-i !.rapano, st.rumento che in chirurgia di guer·ra serve solo er..A::ezionalmenle. Rimossi tutt.i ·i frammenti ossei liberi, ocoorre delicatamente esplorare lo spazio epidurale r iroosLanLe, dove spesso si i nnicch~ano pezzi cletlla diploP. Se la tlura (> intaLia e la pulsaz•vne è netta, !'i t·assa alla ricoshtuzione : se la dura è intatta e manca la pulsaz;iooe, è bene pungere per vuotare l'ematoma soUodurale. Circa la d emollizione c'.ran·ira si è sostenuto rhe convenga la brec('ia. ampia, in Olg:ni raso, perchè così possono e\itarsi le emie, sutHa cui patogenPsi si è a;nohe un tantino sotti-l i zza~o. J criteri rhe Ci hanno guidato nelle cra.niectomie sono stati quesli: fare un a brer.cia tanto ampia. da dominare siru ram€n te il focolaio di frat.Lura, ...1.~portare ogni fr·ammento pircolo ed ar-che grande, pu re se aderente parzialmente al pel'ioslio, quando Oa dura era lesa. E' itl SOtlo mezzo per non correl'f! il ris.r hio di una infezione m-P.tningo-encefalie.a seconda. ria, o più 0 meno tardiva in segu ito a nE'Cros: siA pure tnarginale del frammento: rispPU.o dt>i fl'a.mmenLi sufficientement,e. aderenti al periostio, se la d'Ura era in.t.eg-r·a, non avendo in tal caso una preoccupazione mag'!!iore cii una qualsiasi compl'kanza infettiva sottoou"ta!nea o sottor.eriOSota.le: arrt>sl.are la cranioctomia neLle fratture complicate i·n torno ai limiti della fer·ita durale per tutta La sua estensione ed un pO<'o oltre. TermirMlo qut>sl.o tempo operatorio, O<'('OI'Te provveder·e aJia emo!'!.asi, poichè spPsso alla r.imozione di framm enti o;:;sei o met,a,lliei segue 1


5:)2

:'inTf: t'LI "H'ItE "L' ;jJ 1:-;·t ERVEX'rl

l't:ll Ft;lll'JE CR.\'N10·<::ERE31LU.I

un'emorn~g;a:

se lJttrsta p roviene da vas i m~n.ingei, è facile domi\llarla col pinze tlantent.o e ·la le~at.ura, ma se proviene da un seno occorre esser p1-onti a tamponare la ferita, facendo in modo che venga immessa J:x.JS;;ibi J.Jn{'nte u n.a sLr·i'!'cia di garza nella. bocca sanguinante de l seno , se non è rollo completamen te ed uno zaffo ven~a stipato tra la dura ed il c ranio. E' !'OSi che in un caso si è potuto aver ragione -di una ferita del seno long iludinal e s uperio•·e. NaH e piccole 'le-sioni potn\ tentarsi la. legatura per Lr<tsfis..<>ione a monte ed a v<~lle: le pinze a. permaoonz.a non lasciano t r anqu !Il i nel periodo posL-oreratorio. Non a.bb~amo esperienza diretta sulla rslrazione de i proiett.ili con ·l a eJe~tro-calamtta. 1. -

STORfEl CLINICHE.

I. - C. Oiu .<f'/1/Je . ~ fanteria. Ferito l'l 27·6-1915 <hl pallottola dum.dum alla regione fnlntale dc:::tra. OpHnto dopo cinque ore. La c::tJt1lcia vuota del proiettile tS])ar:tto da podti mE>tli !n mt n.;snlto C'Ont.ro uno. trin<'~1l) si trovò lnfo~s:tta nel cranio. ron la bnl'e ~P011!'t>Jtte dalln &rlt.a cutan.ca. Un framm(>nto di piombo proieL tato <·ou decorro obliq no <hl ll 'ru to in OOI'ISO trnvel'OO il pa lnto. Perdi t.'\ dell'orehio des.1.ro. T t'lli.!E'rito dopo 2 ~tiorni in buone <.v.mdizioni. Del <-aso si <'St~se n1inut.'l re· J:t(l;lone invia t n n l C'a ttO uftlc!o deliA 7a Divisione.

li. - M. / , lfit;i, 2H f:lllt,( 'ria. F erito il 2S-I'.-1!H5 du fucile. Operato doPO sei ore. FNim tr'fti'f0><:<:1 fronto-{)~t·iplt.'ll<'. ~tato conwtoso. Mol'to durante Il tl'llttnmento III. - D. 1'. Aniello, 26 fanteria. Ferito Il 2!J·G.1915 dn shrnpnel al vertice d,d rnpo. Opcmto dopo S<>i ore . Ferita S!>.mplicc d('J cn"nnio SE'lli7A'l lesione durnle. Rimozione \1('141 pa netta e <li frammenti os."('i. Znffo. Decorso regolare. lV. -P. Oiu.~e,.,Je . ~o a lpini. Ferito Il 12-7-l!lli.i aliA ~one pariet.11e destra: ll111W<i nrto inft•t·i Me (' "'liiWTiOI'f> !'<ini~tJ·o. Op<'J·ato il 1;;: .si rin111ovono alcuni frnmmenti o"'<>('i l'il 111ln p i 1ì g;·anflt• in r~),.,'l!t to nel t"ei'Vf'llo. Si S('<)pre un foeola io n «ceS· midl{>, che Yi(;IW ckterso e l~:x~·nn<'nte ZII ffn to. Decoroo regola re oon u.~vc mlgllorln lll 'llll .motilitù <kgli arti pn n •tic!.

V. - G. Et torr:. to nlpi11i. F er·ito il 15-7·1!!15: ft•rlta n lembo nlln t-e~!oue purietnlc <kstm. sht to !OOJlOI'<l$0, M lUI ti <li vomito. All'tnte.n·ento si riscontre nvvallallll'nto not<'vole di QJUI"'1 t11tta In potte sn~riore ùella Sl]uamo temporale con frnttnl'il r11;rgiHta <h•I p:niE>tlllf'. ~\1tot~1to un ematoma oepldumlE', si scop.re mm lesione tll• lla dnt·n stt1TilVt>I'!'O ln qunlf' fn ~'l'Il in il ('('rveJio cù~ appare forte.ruent.e it~remlco: fnot•i)ISCitn di nbbond:mtc liqnlilo ('<'fn lo-rnchl<ltano. M<Jrte J)('r rnell!ÌJ!tgo~u~folite al tJII:lltO ~ÌOJ'JIO.

VI.- R. Bollist.a, 4° a lpini. Ft>t'ito il 23-7-1!)1.5 al prtJ' IE-tnle <1.€>->tro. I n uM. se-zione gli è stato el<trntto il proietlile sott.o Il cuoio (11JX•lluto. Sintomi <11 oou •.pn-s"'i<m.e, pn r('><i nt·to in f('riot,~ l!'lnistro. "'<m no lenza . ~.perwrmin, lie-vi e rsn; ft•nomcui l'"ll\"llh>l \'1. f\1 int:Rrv!('n(' Il :?!i e l'i rim·iP.'!Je un di~ di ft:>ltr'O e :;otto m f'!'t~> aiCltni frmnmf'nt.i o;:>'('l. Mi,nima }('!done della durll. da Clli fnori(>f:l("e qualche picrolo cuagnlo m•m~tro: mnnwllll7..fl (Ji pul;:!t7,lon~. Si in«dP. per bi'OYe tratto lA dura. si &-vuot.'l un E'll)ll torua In >.'<·htrtd<• un- Jeggt>ro 7..11 fl'o. l)(>rorso N'!rOl11re.

VU. - G. Viltrr•nro. -1° :.Jplni. F<•rito Il 2.3-i-HI15 all'occipite: stato SO]loroso . vonJi lo l'Aro. di>Ofut·hl vi,< i\'Ì. ~ int(>rvi<"ll(' il :!i\ t> si ri1nuove una palletta lncnstra -

oo n,el t.n·olllto <":>"tc·ruo ('d nn 1-wa.o di fl'ltro . Fr:unm<;>nti tlelln vlt:-ea in.foSN~tl n•n. J:nno rimossi i.no!ti<'>IIW Il <'0>1J:llli òi AA U~14:': Ò(')JC)le pniAA~ione. Con unn l'< irlngn ~~ p1~1 t ira un a puntura 11 "Pi ni!Hlo <<I•r<'ll 2 <·enti rn('trl (•uhlci ò i liquido E'ma t!('(), d ~>JlO <li Cll.(> 1:1 ])Hl><:l7.iotw r!:-tPf•'lr(' n or111ale. D<-rorl•O rcgolnre.


:xun: t.:r.J.'i iCllF. i>L' i'i4 txn:HI' t::.\ Tl P~:n n.tun: L'IC.I.'ilo-f't.ln: mtl l.J .

VIU . - L. .Anlvnio, 4• nlT>ÌJ!Ì.

l •'N·it•>

553

il 2.:>-i-lt)J.') tl ll'<>l·•·i·pit,•' · l.i~,·i (._:>l.lODl(>ni

ronvulslvl, 80ll.Dolcm'~l, polso piuttosto r:tl'O. l'i ln t(•t·,· i\:..111" ll :!i l'J>'<;<)lllran(io ferita tangenziale a breYe ùecol'80 con ùl.-olocazion~ <li f'Nl1Jilllenti rlJultipli dt-lht ,·ltr~. rimossi! quali si ri001.10SC:e la durn illtf>;:!t .t. lJetor!'<> n;.:-ui.tlt' . . L~. - F. Enni11io, S• alpini. F e ri to il ~-1-7 -Jtll:i :111<1 n•;.:-i<.me f·mnt~r le siui>rtra. Si intervi~ne il 2S •tiruuoYemlo 111!-:1 s<·h··;.:-;..:in mdalli<-a e fmlltlltL·ut i O:-:'t-i: <lunt Integra, pul&l7.lon~ evidente. Detorso rPgolnre. X.- M. f.nti{li, $0 nlpi11i. Fl'ri1o al pnrie t:~l.e tl est:·o il 2-1-i-1!)1;,, <•JlP:·aro il :hl. Si rinviene una feritn irre:ro.l.rtrt'! ('Ql\ infns,..;ttll<'lll•> tli una ;;w:-sa scht'g;;ia <Id la Yltrcn: foorluscitn di nbbond•wte l itllli<i() C't'<fnlo-ntd1iclinno. J)opo 2 giorni rimo«"<~ lo 7.aft'o,

n <!ei'Ve llo fottt"'lente jmojet~1 to t('JI(!e ad t•rnhM'SI : PIC\'M:i011e h·rmi<:H. I>OIS<> frequentJe e delirio, morte in quart;L giomata.

Xl.- IJ. Guei'1'IIIO, 27 fHnlcrkl. F<>l'ito li 21-lfl-1!!1~•. l'n·>'t•nt;l Llll:l ff'!'ita t:1u-

geuzil\ le n Ila re-..gione fronto-)Xrriet.,Je tiP!<tra. l'tn to :-'Qporo>'o <·<>u t'!lri e bt·e,·i a ttnc. ch.i co.nvulxivi. Ù)Jel'iltO il 27 X . .-\mplinta In bn•c·t1:1 :llqnantl • 1nn rolat·e a fòl'l1lll di solro obliquo dnll'lalto in bfl~. si ~·:stra;,N.;ono aknni ;..:r";:xi frammenti d<'IIA vitr<>Jt iutì~l nelL1 dura hH·.~·mt~l in tre pnnti. Fuot·im:dt:r oli ;uat.>:· i:~ purbi:uile. In· cisione deiiJt illll'll, d<>liciltn <':<)'l<>m:t.ioth~. lìl'\'t' :rx1ffo. DP<·<•r~u n ~nl :1l'<' <·un tlebolì attacdti !:Onvol.-.ivi nei !H'ltni (! ue l:(iorni e l:lt'OJ.I\p:1 r!<IL ntlricla d!'lla lieY<' il>t>l'tPJ'tnia.

Xll. - 15. Ft-1 i<·e. 33 fil nteria . !·'<'rito i l :t::. I0-1!1.1:; :11In t't•;:iou e tempot·o-ft·ontn le destn1. At11pin ffri ta irregoin·re dn (•Ili fn<Wit•?t·t• nult!'ria f'l"I'PhmiP. ~trablsnto com·erg~ente oc<'hio cle;;tro. st~tto WIXH'O.<:<.•. t~'!IJIJIL· ratllm ::~.1. OpPrato il :!.l. ~el fondo della ferlt<t innicchintn nella .mi!~ <'<"1'<'1)1'!1lt' :<i rinvienf> c >;l 1·irnno\'l' una ;.,'To~a sch<·~­ gla dì grnna-t a ilt~l pe,;o <'Il ~~-; ~r:nnmi. Toih!tle dd focol oio e ll:",..'f!Pro zalrn del l:t enorme (':)Vità risnltsmt.e dali<) NJ>:-IJ1J10innwuto <' fuoriu!-;(-itn di l)n""'' t utto li lobo frontale. Deror!<O fttYorevOI(': il r:rvo leutatn<~n t"' ::rrnnul:1nt~ ~i rientpì e la ckatriz7.nzlot\P fnvorl t;1 dtUI ri:wv i<·;nnniE'nto 1le i kmbi t·ut;nu'i in St'!<·t.m<lo t<>.mpo av. ve.nne in cirm 2 nw:::i. Il f~rito •tll:J1HIO fu traFfl'rito non. pn>S('nht\"..-1 clist\1rbi :1ppre27.abili, se si ect'ettu i un lie ve ~rado <li stntbi.<."'ltt>. :'~Jt•tuot·ia intt·J.!t·rt. Dopo G mesi di conval0;c·em~a scrl:::se <li Hver ripr~~o s.•t'l'ìzlo qll:ll t' ,.:oltl-lt» eli s:~nit!J ln nn O~f)e(lnle territorln le. (V. fiJ..<g. l" e Z..). XIII.- fi. Leonanln, 34 fM1t<'r·ia. l·'t·t·ito li 2 -J!I-1\11:-i :tlln r'('::rimw ()(·f'ipitnle ~­ nistrn. Ot>~'•·ato n r.. ~~ ri111nove unn ><dH•;:;.:in di J!Tllijt:Hn e <Ju:l lch~ ::::t·o~;;o fnnnmento o.o;;;(\() libero. l'Of:•n7~'l ri i'>C~.ml'l-nrP lesione dfllll dura. Df'COrso J~l!olnrf>.

xrv.- c. Pi<•lrtJ, 3:i fnntNia. Ff•rito da j!;l"lllHibl l'l'):ione j);tl'Ì~to.Q{'{'Ì pltalc .<oinistra il 2-10-1915. 0)11-'t'l\to il tì-10: .« i ril'<'Qntm frnttut·n d~l p.·Hi('tal<' <'<)Il \nfo:-"11. IDlento di f•t81110l~1ttl della vitren ut>lh1 ntns~t ~J"''br11le: fnoritt:"'f'itn dJ poltlgll:l purtrormo:• c scolo 111 liquido <-efalv• rH('Ilitli:s tu t. 7.!t n·n d•c Yil"lW rllllm·" "' 11opo ~ giorni.

Decorso t·,f>golare, c-o.n lit' Ye ii >~> Jt('rmiR :::('o.mpRr><~t <lofkl molti giorni.

XV. -

R. FiliJIJJO, M fnnt<'r·ia. Ft>1'ito il 2-11-1!11:-i Hll:t rP,:ion... pnrietale .-:iuistr:l.

Dl~llll'bi dPlll\ l)o'li'Oin. Ml!Ì~>fll'(>~ :11-to f:llpoi"I'ÌOI'f' (]f>>'tro. 0[1('1':ltn il n-11 : si ri~ntra

spa.ppola m<~n-to (':f>rebmlf' )'l('r pc•nntmzion<' <li n u m<" J'o!<i p! N ·()l! t'r:unmt>nti della vitrea, S<'Ok> nbbOt ...llmtc• di Jiqnlclo <·f>fn lo-rn c-h i<lillll(). :\ll' nin~o"<'ll<"èfalH:e e mQrte

dopo 3 glor-n L XVI. - 11. Co 111 illo. 34 fnntt>ri.'l. Ft•rito hnu-:t fr0n b1l<' t!P.<:tr·a Il ?,0-11.1fll:i. Opel'llto dopo 4f\ ore: l'i rlnviPIW pi<'r~•ln l<>><ione d('lln thn~ . TihtiiJzione di frnnunentl

oSS(>i. DProroo re;.:-olare. XVIT. - O. A!JOI<filltJ, ?,R f:lllt<'l'Ì:1. F <>rito il ~-11 -Hl l :i :-rl Y<'l'ti('(> tlf>l c·np0. OJX'. rato il 2-12. ~l ri•>'< ·ont ra emat0m:1 <'pidm·a le IX'I' l<'simw Il Pl !'0('110 lon~:itudin:-r le oo-n. pres,:;o eò occlnoo da nn ~:rosso frnmnrt>nto n..-...~'0, la C1li rinwzione dì'l lnogo ad emm·ragla che si tlomimr <·oH la <loppin lt·~ntura [l('r tra sft ;:;;:ion.- e con Jn inh-oduzlone <ti fnS<"ettl rli ;;:ottilt> c·nt.tmt mantf>nnti ln >:lto rln uno :tAtlfl) c·he ''lf'n<? •riJ'DOI"-<:Q <lOJ'lO

4 giorni. D E'ror;;:o I'<'~OIIIr<'.


rut

XYHJ. - R . .·1 11/liiiiO. :~il faute t·iu. Ferito il ~-10-1915 scheggiu di grn.natn alla regione temrlot·:lle tl<';.;tm . Ope rato il 2-11: si ri:'<"'nt.ra frattura CODliDlnuta sen 7.Jt lesioni meulngo-eut-c-f<tliche. Decor so regolat·e.

oo

XIX.- G. Romi!O, ;;;_; f:ml:<ltia. F erito 11 2S-10-l!l1G i!lCh(•ggia <li bomba alla re)!ioue Jl.'lriet<tle dr•stra. OJ•t.'rHto il 2-11. ~i t·il'('(ontm fmttum ~pli<..>e òel cra nlo. ])\)(:Ot'!<O regola r e. XX. - .Il. J,ui!J i, 34 fnutt'l·ia. F (·t·ito 11 ?.1-ll-1915 alla regione .[)!Ìrietale sinistra, (lperato i l ~-11: fenomeni <'()Utpres...,iYi , t>~\'Yn:r.i •>•te termica : otu~pn~i arto .inferio re oppost.v. t::i ri:<~·ont:rn me•-'<>lt:1 p pidurnle. ;;.cbe)!)!e ossee libere. Svuotnmento, rlmo:t.itme delle &:hlo,gg"t' e :r.ufl'o 1<"1!'::'<' 1'1.1. V.t'(:<w~v ·~·;.:vlare.

xxr.- .di. fJa (• /o. ::a f;Htrtl't·in. l·'t>•·•to :Jil:t r<'gione mn~tolùea der,tra il 29-11-1915. OJ)(\l'<tlo il 4.12: ><i I'Ì\'<(·outm fr:ttlura :tlln !)Il ~ •i ella tlta stoide, J>etmunelll'.n di u na J~dlclta di ~H~l ptwl. rimo:<:<:t IJ1 ctn:d(• ><i ha ~~Htonag;l>t venosa per rotturn d el seno: w f[o elle si tlmlO\"H <~l -t• J:!'Ìt>tuo >"~'ll:r~ • <•nwrr·agi:J. D e('Onso r egolare. XXlT. - Di R. . .4mliro{liO, l~ f:~ n t<>l'i<r. l·'pr lto Il :30-11-l!Hfl da ~hmpnel. SI ri:«·ou t ra ft·:,ttnrn OOlllm~mrtn <h· l ft•nHJr'(' : f<?.rii <l ~tJia l'l)Jalln, f (\l'lta a fondo cieoo .al la n ·):'iOtH>. frottta1e d <'Stra, !'~oftn hH(l, Iii:'\'~ t'l l lO I'I~tl:'la Yert<>-~1 d:r 1111 ferit.a fronblle e fuorhr:;t• it.a <11 n Hl h •ria ('Cr c·IJntiC'. l~~ l'Il d io:;!r:tfia f a rilc•va re la J>l'e:;enz:.'l di una J.:dlett:n n e.hl'aJttt·o di ll!lnoro. Si intl'l'\'iPue s n tohl ndo l'ori)ilt.'l., nel cu.J fondo 'sl t·invien e JJ p.•dnnrolo lmll.lare rotto : si a l btr~ta !<t bt~'<·ln-1fel pnf!imento orb lt.nrlo, ~i riuvl~>.nc e si t·imtwYe la 11a11er.tu dnl .' ('no lll>tl'<'f'llnre : ta l.DJ'lOUMDt>onto òel cavo. Qnln di si pr·oc~ ~1e n l trattnmento d el fnramE> <H entmtn , •rimovendo fra.mmenti ossei e ma teri<l c-er·;>hr:lle sp:IJ)IJ<>ln !1;1 rwll:1 f os;:11 fr·onUt1e e llriDpollrt odo la vasta ca"lt.it r<'~idnn ta . 'l'l'ti thmtento della ft·a tt nt·n <l t' l f PIIIOre e r lmw.ion,e d1 tre pallette. Il d<'CO~'O cl:tpprima irn·g0 1art' t"'r (·mupli (·an:~.e ~uppu n1t.!ve .uel foc'Oiuio di fmtturn rl!> ll 'nno. mnn 1Uta no auclò l'l' )!'olnri:r.:t.ancl<lsi tino a <:h1' il J"lllziente dopo ciorca 2 m,esi pntè e.asf're t m !l'ferito qua n~ lo le f~' t·i te t·r» nidte er a no qu11<1>l ' completnmente c i cat l'Ì7.7A'l tf' o

XXIII. - 7) . .4 . .l/orlino. 217 fant<•r ia . F~l'ito il 30.11-Hll{i alh'l r<'glo ne tE>JD· ; xn·opan·J<'tal<: ~ln i"tt':l: t'<>twm <·ni di <''llllfll'<'><siont•. stato soporooo. Orl('rttto il 3-12: si rlm uo\'<10<) ft'<HlJ lll l' lltl o:<:spl P '<'·h<•A";::<' nwtntli<'hl'. »il \'ltota 1m ematotru1 e(lidur:t le e si ri<~1no:«~' la <1nnt lut<'I!I':J. :\lanc-a ndo lìt pu l~l zione. si pmtlcn U'll(l. puntura lt!<pira t iYa ri~ m<·nclon<' l iquido <>tl1atic-o purulf'nto: in<:i !':ione dell:t duro con fuorlu~eit:t di nltro liquido. :--= .. tt.'lta la fl'l'ita. >'! rinvilen.-1' ~si e.•;trne HM sottilissima s<·beggia metn 11 i{o:t. D<x·.. r,..-o r<';.:olat:<'. XXIY. - M. (JonYidO . 2:> fllltt<·ri<l. 1.-t•ri to Il 29-11-l!llii nllii h<n.7Al fmntnle matil'<t t·n: ~t:tto roporoso d:t r"ui il pa:d<'llt.f> :<i <lN:t a solo rlE'r insl~<tPnte richiamo. Moti. Jità dt•!:ll :rr t i not'llllll e. :-<i ia tlr•r\'i!'nP il :l-12 <' si riJlllt0\'0110 ft-amm~utl os~l (><) una .>o<·h!'l-n!ia <li ;.:t'fln.<Jt'(l, (·h<' hauno c1<>t<'rm in:no ttrut piC<'ola !~ione dl.'1l:t duro <> clE'lla s;q)('t·fì c· ie cort icn 1<'. D~N1rro !'<'gola n '.

XX::V. - P. Frflllrrw·o, :ti fant·N il r. F t?t·it o Il 2!'1-11 -Hllil nll'O<"('iplte: f enomf'..nJ M nvn1slvi. df'lit'io. iJWI'I<'rttlia. Op('l'atn il :J·J2 !>i rlnvi\>11!> Y:t$:tn bt'<'<~'ia C\}!P proie/.ÌO!lt' eli {l'llll11ll.l•nti m·ll:t mnt<'rla <'<'l'~·br:tlt>. l:t. <]IHl l t? fuoriNIC·P <l:t1bt f<'IJ1ta. SI rlnuwve qwllCh<' fl1lnHuo;>n t o ri 11\'l'n 11 t o (''OD In <'><pio mzion<' tli:;ri t n l<". Mot·to entl'ò

k 48 ot·e .

Tn que<;t.o primo g nr·ppo sono ri un-ili ven Li<"i nq u e casi, d i rui l r e operati d o pc porlte ore e ~li allri da un lC'IPipo ntriabile tr·a i due ed i cinrpre ·.>dorll'i . Di ess i cinque sono morti di m en inp:o-encefalite, m eno uno m0rto durante l'inl l'l"'Pn to p r ali('alo rlopo <;.ei ore. Sla.lislicament.e sa-

r ebbe consola n lP con slnt.lt'e 111. bassa mo rl&l i là, se non dovessimo ril evare s ubito cile su i 25 casi otto non pri:'"Cnla\'ano d1e semplici l es-ioni deHa IPCa o::<>ea P trr <l\'P\'ano r·i pn rl itlo min.i nw l e<;ion i rturali (·on o senza


."U'fl;: Cl.l~lClU: SU

;H HHEIIVI::STI PW n;RlTE CUM~IO-cEI!llUUU.

565

ematomi sollcdurali, ma che indubbiamente rappresentavano ferite di lieve entità. Così che solo quattord~c'Ì casi e.rano oompJes$i e più o meno sens !bìlmenle gmvl . Cit·ca. il lralt.amenLo in LuLLi questi casi capitati in wra all'inizio rlt:lla camp,,tgna in ospedali da campo e di tappa, meno i primi tre operati in reparto somegg ìato di sezion€, ci si.a mo reg()!ati secondo pxocetti, dle tul Lt o quus i tulli i chirurgi i·n quell'epoca t•ispetta.va:no; cioè laSL"ì~nd0 la fc riLu ampiamente esposta e zaffata. Le pl'eoccupazioni sulde probabili wm plicanze setLiche del focolaio imponevano tale regola e noi la ri;;pellnmmo. D'allr·onde non S<Lpremmo dire neppur'8 adesso se t.ra.Ltando poco sollecitamente una fe riLa cranio-cerebrale, .da, ritenersi logicamente g\à mfelLa e non s o.ltauto inqu•i nata, abbandoneremmo trule metodo. Che nei fe r·iti oper<tli dopo qualcJ1e giorno s i possa avere 1l vantagtgio di troYare <LC('ollal i i labbri della ferita durale sul bordo deLla ferita cerebrale che \·errebbe cosi esLe1iorizz.ata t'i::>pet.Lo allo spazio meningeo, come sos ti e ne i i De Mark~l, non s i può sconvenire; ma che la permanenza di L"orpi t:l::>lranei cacichi di gt•rmi per un tempo non breve possa !asciarci wulquilli dopo il trat.lamento chiuso mediante sutura non c1 sentiamo poter ac,·et.Lare come regola rin ogni caso. His pt>tto ul corpo vuJuerante rileviamo che la massima parte delle ferit e r i::;uiLavano prodolle da frammenti di granata o dl bombe (13 casi) , s eLle da pal1 elle di sllrupnel, e t.re soltanto da fucile, mentre in due casi la lesione non ave\·a c.a.ratte ri cosi netlii da poterla attribuire ad un deLe rmirwlo proir' LLile. Tra i cas i, i·l XII, r iguardante t.a.l B . Felice, presentava un~ J,~sione <Issai ùnporlante pe r· la pe r•diladi quasi tutto il lobo frontale de:;t.ro per feri l<' da granata, di cui un g1·o::so fra:mmento del peso di 38 gr. è !':to.to eslrat.l<> insieme a ma.Le·r·ia. cerebra.le dopo oltre d·ue !giorni, oon esito favo revole e con dis turbi re;:.iduali ·minirrr11i, tali da consentire al paziente di 1·iprt>n.rlere surviz.io s ede ntario dopo 5o 6 mes i. (V. figg. 1" e 2") . Sono s tale risr·onl.mle due les ioni de\ seni: nel pti.mo caso (XVII) il ~· no lon,giludirn<LlP era ·leso ma compresso da un grosso framment<> ossèrJ. la cui r·i mozione Ila <hrto luogo ad imponente emorra(gia. Si riuscì a prnlioare la ·Jpgat.u ra per lra;;fi ssio11e essendo denudata la dura per ampia zona; nel t'i:I SO XXI 11na palletta di shrapnel ave;..ra provocat.o la rottura rt e,J s e no Lra:w erso, lc:-sione per la quale è st.at.o suffirienle i•! semplice t.nmponaggio. In la n lo, edot.t.i d wl la espE'.rienza collettiva per quel che J·isull.lava dalla pntlic.n di J)ar·eel' hi o.:;se.rv.ntori e sowo.tutt.o avendo avut.o la possibirl ità di Cl trni'P nuovi ferili .sol·le-,.( 'it.amenle dopo l'avvenuta lesione, tenemmo <'Ome rr~rola In ritJillione con sutura dPJ~.a ferita r.ran~ca, come risulta dal rlt>tl.at;·lio c·.1~isfioo di Cl''~'::<t<> seco nd o gruppo. II.- STORIE CLINICHE. U. l'ietrf}. 3 s:t•nio. P •1'ito ill!Hì-191i n l verti<'f•: fuoJ·itJS(•ihl di materia lf'-tnne rlPl !'('no l on)!'i hHliu.ale. vaJoto eccblmoma Jl!tlj>f'hrale f>inh;tro, pol"') rarv. tl.c.•lirio. lnt<'l'\'f'lllo ,]oJ~• li ore. l<'J!:ll'-111~1 J"lt'l' tra:<tìQ;riont>. l o<' <:o.ntli7.lonl del p;ndt' llt<' non t'OllN<'ntono lntla.c:ini per In ·I'ÌCX'rca Ilei prolf'ttile: mm·to ne-J le 24 ore. l. -

f"'>l'<'hrnl~.


556

!\OTE CLl:-:tr.IIF. SU :">4 INn;nn: :O."Tl Plm F!JUTE C:II.\NIO·Ct:llt-:lllt.\1.1.

IL - •'~· l·'t·a111~.sco, 74 fm1terla. I<"t!rito il 2().t;.l!l17 alùl 1-<'~0u~ parietl\le rl<•~tr·11, fuorin~>CitJI di m:1t~·t:lit cet·ebm~. e.tlii)Jl('gia :;iuistm. stnto SOJ;>Or-o-.-<o, <·om·ul:;ioot Jak<SOninue. Jnterveuto ùopo 5 ore, rlmo~iorw cl•w unu pallett.a a due centimetri di vrofonclit•'• nell<l n1as~ <:~lrtic·J• lc : t·iutlion~ della fel'ibt CQD ~:-·uturn e sottile dr<>nag. gi<> all'ung-olo inft•r·io•·e della ferita. Deeorso ~·gol.:ll"t>.

lll. - P. Domr:uk·o, ;)77 C:Vmp. ltlit.t""tlgl. Fet·ito ll 20_(\.J!Jl7 ali:.~ regione pa·r·icwle sinistra: c:'111iJ•l<•.!!ia vupcst~• • .;.tnto sot<H"O~, polso nno. lrll t>t'"l'e.nto dopo~ ore, C.'\tra;r,ione di pi<."l"·ol n ~<:heg~lu metallica infì:>sa ali un <:-entlilnetro D,('lln ma&..'la corti<'Hle: ritmioue tot~lle cl<•llll f,er·it..'l. DEl('Ol"SO regola.re: li delirio rlsconrtroto nel ruomPnto dell<~ ric'(•zione ,.;j t! nttenunto J>I'Ol;J'.1'&1h'•)·ll1~·nte dopo l'intcrycnto od è SCOlllJl>ll"~o ùel tutto i·n tet·:r..a giorMta. ·

IV.- O. PnJIICI~f<fXI, ~3 fiHltt>rht. Ferito il 21.-G-1917 alla •t-c~:orioue )lllriet<1le clc.c:tm con or~.

fornm~

òl Ul;('Ìt.'l :lll<t n·glone ()("(·ipitale; stato comatoso. Jnt<>f"V<'Jtto do)l<.l !l Morte ;:.e lle 24 ore.

V. - E'. A11gelo, sergt•nte 73 f.an1teri.H. Fetito il 21-G-1\lli alla regione p:lrletllle c<.m fuot·iu>l('Jtn òl nuttet•if! <.~r>"l>rul(': pnl:>o •mro. 1'1:ato SOJ>Ol'OOO elle )ì('l1Dilne lino al qu:nto giorno dopo l"iutl't'"l"l>Tito prl\ti<·:ltO 7 ore dopo. Himo~ionc di !<tll(>J:j!C• metJ\IJl<·lle ~ fmrnm<•nt.i d<'lhl \"iti"Pn info><.<at<' n('llit I;'OSt:an:r~'l «>rti<-:11<·; riunione ('() n s utura . Decot"l>'() t"\'go1lure. de~tt"<t

VT. ·- O. Ui,.ran.ni, 7 fHnt(>riH . Ft'i'it;O a l verti~ del C'tipo il 2-I·C-191i: fullriuseita <li mal<'ti~t OE't'tbN\le . <IIUÌ)I*IiN?'-'11 '-'"inlstra . OJ)("11lto dopo 10 ore. ):;stmzione <li una J>:lll<'tt:~ <H shnl pnel e di .nn mE-rosi fnlntJJJenti della vltre:1 proi.,..ltn U profond.'l· meni:R fqu:tttt·o o cinque c-entimetri ) . Hlnnlone (.'QIDpletn previo tla.d io J~ll·nllelo t> f';l(."()l'l'illll'IIIO di 1111 IHmbo n ponte. J)(~·ot"S() l'(~~olnre, gunr!gio)<llC )l<'l' /II"ÌIIIOIII della f~J"'it.a. ~Utlll~bl C per gl'nUUI:~?.iOni d'Cibi J'Ì:lgfl O)lel"lltOrla. ( \ ". fi~ l!• e 4•).

VII. - U. (/U[Jiidmu, 7 fnni(' T'ia. !';('oppio d~.>l globo cx•nlare colpito a btv\·e di· l'<lnn:r..a rl<t nn rnzm il 2.1·6.1!115, fruttunl deiJil \"Oltu orhit;uin. i"l'uot.amcnto del <'tiYO o rbltllrio. riJnO't.ione di un frammento oSS<'o Infossato nelln \·olta; si rieono:<t·e una lesi one !In m le <la t· n i geme lirtniclo l'l'fnlo-1 :te h idwno e >'~lll~ue venooo. 7.AI ffo. <le<>or~<> J'E'.golu re. Y[JT. - '1'. Pr:rtlill f/11'/(), 74 fnnll"l"iJJ. Fter~·ito 11 2J.f..Jl)17 nlln ll"('j!ione pm·l~tni<' d('.'<tr;s ; em.i Pii ~l OJ)]l0$tl1. ln t<>l'YNtlo dopo ci nque or~. t'Strazlon~ d"nnn pn llettn J:"lbrn:•nel )H"Ofmtdn 2 t.entitHf!tti n~·llll msu•."ll C'\rt·t.knle: 1i11nione <·nn ,;:uiu r:~ . l)c>(•()t,;•) N"gHbl re.

.,u

lX. - M. ,'{a/r·ntor·c. 2.:! fl1q>.teri:l. F<>t·ito il 2(:.11-1917 nlùtl'egione ot'('ÌpitHle. Intervento flOJl<' V ore. N< l•l'l> zi<>tH' d i 1m.!! f:f"lll";::'l!itl •li ~:orrn nata penetrn to :SUJ);<'rlìcin l mente nellll na:1sM ('('l'l~bmlE', ri1111ione t'Qn 1>11tnm. Decorso r~olnre. X. R. An{lrea, lllf\ fliTtteri:l. Ferito 11 27-lì-1917 nl1:1 res:i()Il(' tomiJ)Oro-fmnt;llt> rlestrn. Jn t<>rven.to dopo 7 cwe: si ri;.:(·ontra frritn t.ln)!f'm:inl(' t'On <'IÌ8lot'lllliont> 1li frM11m.cmrJ o~l e ](';,ioni mult.i·p ll' <h·ll·a flum <' <it-1 IHOO frontltle: r-.e r.;olnriz:rJa~ion•· delln f<•rita e rluuione ron

:>~ttum. D1•<·or~

r(•l::olare.

XT. - 8. Pirlro. 7 f':tutJ<>rla. FNito il :.!1}.("..191i 11 1 vl'rfi<'e c](') c~1po: "tnto M)1<>· roso. poi!<O ·raro. Int<'I"I"I'IIIO ()opo 7 I)J'C;> : !-1i ri~ntra f<'tiDl n fondo c·lt'(·o ron va l'<to c'r.l:lt:OIIl41 e:xtr:t.(lum lf>.' pic~•Jla lnr'€'J"il~ione llto llit dnnl: r·iunioll<' rl l'll:l feJ·it:\ con !'utura. Deco•·so r~;:ol n rc.

Xli. -V. Filippo, 7~: funtl'ri:l. Fl'rilo Il 2!1-f.-1917: ~! t·i,..Y>ntnl fl'ritn t rn ,.fO'-"i<.'l fr<mto. p.'lrli>tnl<' ~<inisttil, (>111Ìtpl<·~in '' dc>.<;tm. ><bolo ~<>J t>roo!'<). llll.l' l'"l"<'lllo d1)po ~ orE', l"('J!'obrb-:~ll~ionr rldlC' f"" ritc· <>:•midl<>. rimnzior1c• di IJII:lh'hf• fr:llnliH' nto infos,:;ato twl lobo fNnt,ll<> R t1unio11C <·ou sutnr!l. De<>ol~ r~gobN>. XlTT. - J,. (Ìttl'lruw. ; :; f:~llliTiH. l·'t•rito il ~fHi·l !l't7: si ri>« •outc:t ft,rlt~l nlb1 S011111litÌI flc>l]l:lr!PI:1 11' c](';.tro: f•i<tnl7.lul1(' (li 1111:1 p:lllc•tl:tl òi .;;hrnpnf'l, f1111·a inte~rfl, Piff"(111) ('IJI:J!IIIl111 etrirlur:lle. Hiunione C'Otl ;,nlur:t. ])eo·u r:<o r<'g-ohrf'.


XIV. - Z. :itttoMo, 74 funteria. Fel'lto il 30.6-1917 alla r._>gi()ne ocelq)Jtale sinistru, fuoriuscitn d1 sost.w~ t"ei-.?'brale, sht to t>onut t<>so, polso nuro. I ntervento dO!IO 7 orl.!: uoa si t'i~tvleu.e il proiettile: riunione cou sutunt C'Qn pk-...-o lo <1t-elmggio iu

un ang<>lo della feri ta. lttert<~twUI tnlllsitori.a. !)~corso regolare. X\-.- lJ'A. LilltOttio . ~~O f."lnt.e<rù:l. Ferito il 30-G-1917 alla regione frout.11le senza llo'sioue cerebrallo'. Intervento dopo lG ore, riwoione con ::mtura. Det ors() r('goùu:t>.

'

XVL -

,IL. Jlichcle, 57 f!tuteri.n_. !?<' rito il :n-i-1917 allu re;:;lon.e J'<ll·ictale dlo'stm.

Intt'IT<.>uto dO!JO ll ore: sl riscontra frattura de! cJ·artìo .seuz.a Jooic•~~e cerebrale; si t·iwuo,·e una vic-<:()la scb.eggia di grarutta e si riuoisoe con sutum. VL•(:orso regomre. XVIL -

1'. Cc~a,rc, ·W fuutedu. Ferito il 22-7-1917 alùr r t?g1one oc:<:Lplt.ale. I nter-

vento dor.-o J;: m·<·: .si ris<.-ontra pict-ola le:::~ìoue durale. ltlunioae <.'On sutura. I>ecorso l'{'g'Ol.,l t\!.

XVIll. - O . Fra>•t.-'<-SCCJ, Ul6 fut1teria. Ft•rito il 2:t-7-H11i in corri:,pom!cnr.u ùella Hnea lntert.~<t rietale con f<f.·ame d'uscita alla regione oc-cipit.ale, Shl to c:oma toso; interH'lltO <h11><' U ore: cstnt~ione di frammenti o&el JW! forame di ~·l:traat e l'iuniOJJe de li~;: ferì re <.'O n sutum. Motte ùentro 48 ore. XIX. - 1'. l•'l<rrlimrntlo, 120 ta11U..rln. l!'erlto il 2S-7.1!H7 n·l la ~ione pnrictul~ l:'inislr:.J : ellliJ•:Il't'si sLuistra, stato .-lelira.nte polso fl'ei}U~a1te. Intervento doriO 10 orc, sì J'ÌHJUOI'e gros:;n sc:hc),-gia d.l gr:.~Wlt:.t <:!te avendo kt<:<!l'flta la dura 4J.p pariva infossntu snperfidaluL('Ilte ne lla uut.<>Sa oerebrale: si svuot.a un m>tcvollf! em(ltomn e)•i(hmtle ; riu<ni(.tne <.~ill su tu ra .e sottile dreHH)!~ic all'angolo inferiore della fer~ta. Decvrso rcgoùr re: l'emi))ntl'CSi attenuata nel giorni i>'tWCX"SSivi penwauem quando ll vozieute dOJIO 20 giorni fn trasferito (v. figg. 5• e 6•). XX. - B . . ·f'1Ht~<tiaM, 1J9 fitut.er!a. Ferito H 2-S-1917 da schegge multiple nel capo e n l tt·onco. Iu ten·emto d()J)(l 12 ore: :c>i ril;<.-outra frattum lineare sulla bozut del pariet:ìlè destro uou intereSSII.llte ùr 1lnm. ltlunioue <.'011 sutura. De<!(n·so regvlu re.

XXT. -

Jf. Domenico, H9 fantk ria. Ferito 1•1 3..8-1917 alla b<Yr.r.n frontale de.strn

con fomme d ' u~ita n lla region.e J)!lrieuJ!e slnistr:1: shtto :::IO)J<>roso: re.'ij)iro e polso

rat·L lutl!n-!:'nto dopo 11 ore, regol.':tt~i~r.:-t;-.ioue -delle feri'OO, rimor.lone dl .n lc:uuj frnnHnE>nti pn)icttntl nel lobo froutnle e t·ìnnione llc lle ferite c:on sutu ra. Nel giorni sus~ucmti :<i ·ha wigllornnllo'nto dE'Ilo stnto gC!ter~tle, ma sl rend'l:' manifesto thDO ~>btlo p:u-etit:o dell'urto infe riore. '.rrasf<•t·ito <lopo circa U'll mese-:. (V. fig. 7&). X~II. - P. Praucescfl, S fautel'la. F <• t·ito il 2·1-1)-1918. Or<>rato dopo cinque ore. Fet·l ta tn1 Sfossa ,pn rleto-O<'ci plta le ,sill it-tt1il da fucile. St.:.• to SOJK>ro-"0; regola d;ru.:lziooe d!'lle flo'rlte ed :J.bliizlone <li n )(:uni frn.mmontl os.'*l'. ;\!orto dopo U ore.

XXIII. - n. Duiyi, S fant<'ria. Ft>rito Il 2-'> -G-1918. O~ruto -d()J)O sette ore Jl<'r frattura dd l~trietale destro da ~e h ~gin òl gt·:1n:1ta. R lmO'.r.ione di un gro::>."' fmm. mento m..r:~ l lit·o confitto uelln c:orte<·cin: nbJa~ lone ùi framu lle'nti o~l, e sutnm c:ompl('t:t. D t>en1·so r e:.rolare.

X..\:1\'. - L. Cado, i!Spìrante 7 fantNla. F••ritn trosfOSS.'l da fuc:ile, 1~gione occipit:tlf'. scolo ablxm<lante ùi liqu!do <·efal-r nchi.dianò, regolar.iz7.:.udone dei f orami, pu!il:Ìil ~ ;;nturn rompleta dOJ)O ~'l !Wl• <lalla feritJt. Iperpt•t'('ssi:l .noten)Je dnmt:.t nll.:nuì )!iorni con tPf;t l l'n !n.ten,.,.'l. De<:'<)l'>'<> re.golare.

X.\:V. - JJ. •"el>a-~tiruw, 8 fanteria. Fe<rito il 26-G-1918 fla sc:heggia di granata alla reghnl<' tt'JJ1ji()I'O-pnriNnle ~l(•:<! m. Emipnrt>si. opposta. Op~rnto dvp<'1 nove ore: sì rill\'ÌE'JJ<' nYY:tl lnu,ento della !lqn~nna tE'IllJ>orn l lo! con 11mttura oouuulnuta d1'llll vitr{'.a. 1-'i ribntle ~.<l ;.uturn uu l<'mbo o~tropllH<t.ìco dovo av~r ri01o>;si l franun€1n.U o!<:'(!! i 1Hissi !l e lla d ura e sutwrfic-in lme nte 11ella ('()rteccia D ecvroo regoln·re. M i)!liOl·anwutfl nc lla motilit.lt.


XXV I. - IS. Haffue/e, artiglieria da C3lll1Xlh'll<l. l•et·ito il 7-~-lOlS ùa l.~<llld ta ùl :-llr·apuel lllla r~gione ~ll'I~Uile ~iu ~tra. Opemto dopo otto ore: 1\0ll 6'i riu\·i~e il vruidtile. :11orto .nelle 24 ore. XXVU . - V. Biagio, !'l(>rgeute Corup. urltragl. Fe1•ito il lii·S·l\JlS. F<'rita t<.~ng~n­ z.i.ule fronto-varietale ll.lnlstra. Yusta leskJue t-'Qrtitale ed elllorragl.a 11otevole J)('r lt'sione d~lla llleuìug~:a mediu che vi<>ue legata ..Morto nelle 24 ore. X..\:Vlll. - O. Oron~.r,, ber-sagliere cldl~ta. F<•rito da bomba. aerea il lo.S·191S. l 'erlte multiple da scheggia. E'ratturu se.tll!Jli<--e dci cnt'l)~o : operato dopo due ore. lUuuione dt-lla ftoritu >~r sutura. D~o 1-so reg.Jkll..,.

XXTX. - IJ. l'a .~q u.ale, :-;oldato sus:s i~ten ;-~'1. 1-'erlto da bomba aerea. :F erita n lkt bozz.a frontule de:,"tna e grave ferltn alla fa('da. :::ìt(tto soporo."ù. )lorto dua·nnte l'inten·ento.

Da questo second o gnrppo risult,ano oventLi ventinove feriti con sei mo r ti (poco più ò el 200/oJ ; tra essi dmque con sémpl'ici .lesioni craniche e òue oon pic-cole lesion'i .du1·al i. I r isultati post-operativi immedia.Li in ~e· n ere sono stati assai soddis fac.entì se sì Lien ~onto che la morte <lei cinque feriti e avvenuta tre volte durante o subi.to dopo l'atto opern.tìvo; cio che tltmos lra le condìvioni disperate nelle qu.a.l.i :;i è tenluto l'inte rvento e due volte nelle 241-48 ore . Di parti~olare in qu esto seoonò o g ruppo dì casi c·è da r ilevar e il d ecorso a.c:.sai favorevole in seguito a riunio ne della fe1·i ta con s utura completa, quasi sempre, o appena drenata in un angolo, eccez.ionalmente. Non è il caso dì r ipetere i vanta,glg i immediati e consecut.i \'i òe,~ivanli d a t.ale L1·attame nto ormai J•iconosc iutì ed accettaLi con~ordemente: rileviamo solo oom.e ò etta.glio, riguardo alla tecnica operativa, c.h e si impone il rm~.:,-simo scrupolo nella pulizia del fooola:io e la escissio ne <lei bo rdi contu si con u.n.a certa larghezza per garantirsi da :Spia.c.evoli compli c~anze .

Dalla esperi enza derivaLa dwlla osser vazione comples:siva òi ta.l i c-asi eme t1ge il c-on\'int· i.mtento sil'uro <:.Ile molle lesioni, se non t.rattale so1lecìt.amen le ton lo. c hiu;;ura (·omplelit, avrebbero :;u bilo N)mp lit'amP ~ra \·i o mortali : tra quest i ricordi amo il c·a.so VI. (II gruppo) che presentaYaoltrc che tJrl3 nolrvolc PN'dila di tessu ti rnoll i e sostnnza ossea, anche una llmga fe nditura, come risulta dalla r ad iQgra.fia (fig. 3"). Inoltre nei gior n i segncnli apparvè s si pronunziò ttn'crnia CC'l'Phrale ricoperta •3 c0rrh•nu t.a d:.tl cuoio capelluto ~ulura.to e da.lla fa st' iulur·a . E' indubitalo ch e la cura m(:'diante z.a.ffQ a\'l'f'bbe esposto ili Jlazit>nl (' a sicura e non lonla na. mo rir. E per qnanl.o nulla possa C$SCre dPlto ~u lla. sorte defini tin. d el ferit.o, certo il r i ~ u l t.a lo post-operativo immed iato è stato soddi sfacen te. Nell o sle:;so easo per riparare ·Ja pt·Nl itn di sost.1 nza e poler riunire la ft>r il.a fu prat ica to un Laglio pa.rallt•lo clte consL•ntì lo srorrime nto d i un ponte dì Cltle alLo al riavvirinamento (v. fig . 4") .


XO'l't:: el.l X !C'Ili~ Sl"

J.J l X'H. IC\'t:XTJ

l't:! l ~ f.IUTt: Cll<I.SIO·( ' I·:tlt:llll.\ l.I.

Fig. 1.

I GROPPO. - Ossuv<U. X Il: h'erita temporo-trontale con perdita eli quasi tutto Il lobo frontale.

Fig. 2. Idem : Due mesi dopo.

559


560

11 GRl"PI'"· -

Fig. S. ().«rr,·a=. l ' l: Ferita d.a ~hrapucl con fenditura del parletale.

Ra.dJograOa..

FiJt. l.

l dem : ~n tora della ferito olll.'clhntc 'l'Orr:m<>oto di no lembo o ponte. F otog:rutla.


NOTE CLINlCRE S U

54 INTI>RVENTl PER FER!T"E C HAN JO- CEREBR.\LT

Fig. 6. ll GRUPPO.- Osserro.z. XIX: Ferita da granata al pe.r!el;ale sinistro • Radiografia.

Fig. 6.

I dem: Riunione delta ferita eon sutura. 3G - ~le di medicina militare. -

Fase. XIL

561


562

I SER \"IZI DI l'ROFILASSI ~~ O l WIE!' E DF.LL ' ESERClTO NEL DOPO GUERRA

Fl~. 7.

Il GRUPPO. - OsBer~KU. XXI: Ferita tangenziale fronto·parieto.Je • Radiografia.

I servizi di profilassi e di igiene dell'Esercito nel dopo guerra per il dott. Giovanni Bernucci, bdgaclisre genera.le medico, ispettore.

Incari<'at.o dalla Direzione cent.ra.le del servizio sanitrario militare d i ispezionare i servizi di profì'La.ssi e di igiene nei vari corpi d'armata, ho rivolto in special modo la m~ a att.E'nzione, per indioazioni della Direzione stessa, al'le seguenti organizzazioni : 1o agli impianti ed al funllionamento delle Sezio.n~ ospedal-iere specia1i:z:z.ate e dei ropari.i per mal ari ci; zo al servizio di disinfezione e di disinfestazione nei vari st.a.b.ilimenti oonitari mi'lilari, ed <ill'impiego eventuale dello Sezioni di disinf€0ione, nonchè alla compilazione del Bollettino deHe malattie infettive e dei docum ~nti statistici: 3" al fu nzionamento dei reparti infettivi, avendo anche riguardo aJla compilazione del'le cartelle cliniche, aUe denuncie ed all'asr;istenza d ei malati; 4° all'attuazione dalle vaccinazioni profìlattiche antivaiolooe_ ed antitifiche; 5° al funzionamento dei repa·rti a ltici ed all'organizzazione d ella profilassi arutivenerea.


I SERVlZl DI PROFILASSI E DI IGIENE DELT(ESERClTO NEL D'OPO (~lfERRA

563

l. - IMPIANTI E FUNZIONAMENTO DELLE SEZI ONi OSPITALIERE SPECIA· LIZZATE E DEI REPARTI MALAR101. - E' noto come durante l'ultima nostra vittoriosa guerra gli sforzi belliei m~iori dehl'Esel'Ciito n8tl1Ìona.le ebbero

a compiersi in zone malariche. Le nostre truppe, tsnto sul Basso Isonzo, oome sul Bas..."' P iave, òovettero oog:gio11nare per del•le jntere annate in regioni prec-edentemente ma.JariehE>, dove però erano in genere rare (Basso Ioonzo), o sconosciute (Basso Piave), ·le fQMTJe dli malar-ia grave, e dove i•ntensi Javori di bonifica a.grari·:l., sovratutto nel Basso Piave, avevano ili pari :passo grandemente migliorate le con{!izjonJ dii salubrità deiJa regione, incamminandola verso una razionale boni·fioa igienica.. La trascurata puli~a di cavi e di cJn.n,a.1.i, la .distruzione degli impianti iiCITaul ici, la c reazione 'Cii lliuovi .numerosissimi pi.cooli s~oni, doV'llti alle esoava.zioni del terreno spesso argilloso, provocate da grossi pro... iettili, oon l'aanm<•.ssamento ìn sito di numerosi soldati , pregressi maLar ici di tutte ·le forme, aumentrurono straordinariamen1e il ~mb-strato princiiPe delle infezioni, la fonte dell'ematozoario tanto pernicioso, oa.usa:rono !grande estensiOJle d e.Ua maJaria fra i soldati e nella residua scarsa rpopolazione lcivi;le, determinarono ma.gg.iore gravilà ed esten sione delle forme morbose, larga diffusione dell'i·ntfezione paJ}ustre in località ove mancava od era eC<'ezionale o rappresentata al •p iù da qualche c.aso sporadico ed importato. Ad onta dell'intensa lotta antimn.larica, condotta con larghezza di mezzi, guidata dai mi(gl.iori nostri special·isti, lod•ata. da insignì competenti alleati e neutri, fra le truppe combattenti, dopo l'armistizio, trovavasi un nUiffiero i•ngente di malarici, tanto sul fronte sud-<>rientale italo-aust.rui.co, come su que!l.i d'Albania e di Macedonia, fu nestati da fol'me di maloaa'ia tpiù gravi e più diff.u.se. Ad u·n problema tanto gmve, fin doalil'.iniz,io del'la guerra, Ja Direzione centrale del servizio sanitario mli,litar.e oppose, come si sa, urua serie di val!d e misure i.gienic()-I{}I'Ofilo.tt.iche e curative oon l'.istituz.ion~ di sezioni specializzate per ma:larioi e di depositi per ma.larici, i10tegrate i.n seguito da una serie di provvidenze economico-socia:li iper la cura e tutel•a dei malar.id congedati, in per.fetto accordo oon la Dir€:r&ione delila sanH.à pubblica e con i mod-ici provimci~li a.llc dipeooemre d ella stessa. S€rzioni specializ7--ate e reparti per malaric i si mantennero numerosi e popolatissimi fino alla fin e del 1919, cioè fino al congedo di numerose CLassi d i ex co m.bafitenti (1) . Questi, se segnalati come ma larici, rientrando alJe loro case, VIi trovawno tutto predisposto per continmwe jn famigli.a. la bonifica chininica : e ciò mE-diante ambulatori antimalarici istituiti presso i vari stabilimenti militari (ospedali militari ed in·fermerie di presidio), e!.p'l'essogli uffic.iaJ.i sanitari dei Comuni di loro residen~a, ai quali erano stati antrcedentemente segna.1ruti, d,a ult.imo me:rcè ricovero e cura delle forme nvalar-iche in atto neg'li ospedali militari ed in queUi civili .

{l) II J30lo Covpo d'arnu1 ta di VeroM il 1° 9l"ttembre 1919, divisi nel vari re~rt.l

per malar.id, contava ben 1352 ri<.>overati.


564

l 8KRHZI 01 I!HOFII...\S!;J fJ DI

I(;U;;\'t;: O.E :LI't:St:HC!TO .'\t:L 001'0 (lUt:nU.\

All' inizio delle mie isr>ezioni, vale a dire nella prima metà dello scorso anno, ebbi oc.casione di constatare che ovunque, in tutti gli stabi l.imenti s~tnil:tri rll ilik·u·i, funzionavano seZJioni specia.liz.zate per malarici, spesso per· numet·o di l'icoverati not.evolmente ridotle. Fu perl.anlo mia cu ra di provvedere mano mano ana. c-hiusura del·le meno frequentale, riunendole nella sola che venne stalbili to dovesse ordinariamPnte funz.ion.are pres..so l'ospedale milil.are principale di ciascun C01~po d'ar-maLa. Oggirlì t.utti gLi skt.hi limenli s..1.nil.ari mi litari. hanno 'l 'obbligo di ocoottar·e quanti soldati si ~)t-esentano eon diag nosi di· mada-ria, ma appena slabilil.a cl inkamenLe e batteriologicamenU> l'infezione, debbonosenz'altro provvedere al loro rkovet·o nelle Sezioni specializzate di Corpo di arme:t.La . Altret.tanto si è praticato per i reparti mal.anci. Ogni Corpo d 'am11ata era da pdma provvtisto di uno e t.a.lora di pm reparti speciali· per m.aJl<u·ic.i, spesso aJfida.ti a sa:n it.a::r-i estranei all'Eserc.iLo, Lalvo!ta soggetti a sc.arsa vi.g.ilanza igien.ico-sanit.a.ria e disciplinare. Col pt·og-ressi ,·o congedo delle classi, i·n un primo Lempo si . proced ette a-lla d1ius11ra di tal uno di essi ed alla fusione in u n unico sta.bilime:nto d el genere che set visse per pa1·ecchi conpi d'armata, e da ult.imo, nel tgenrnaio scor~, si venne a.lla tol.ale loro soppressione, col ritorno al.lo sLato di ante-guerra, provvedendo cioè, secondo i casi, oon la conce~ione di licenze di convalescenza, con accertamenti meddco-legali, con l'invio nei deposili di convalet3cenza (ritornati alle loro anLicl1e mansioni) dei ma.larici privi di m ezzi di suss.islenza. Le sezioni specializz.ale per malarici, <X>Sì rj(}otte di numero, funzionano oggidì tutte in ad<~~t.ti sepal'ati locali e sono affidaLe a;l'le ·c ure di provetti ufficiali medid competenti i10 m.a,Leria, che ha,n.no a loro disposizione q t tanto può occorrere per una. diagnosi scientific.amente esatta. Da pat'r<:('l1io tempo è segnalata una costante diminuzione di casi di con.!:!edat.i mruarici che entrano negl,i Ospedali m!ilitari per esservi cur.ati. [ ricover("tli ne-l lo S!'Orso a.nno furono proporzionaLamente più numerosi nPlle regioni dell'Alta Ttalia, o,·e è numeroso'i'elementooperaio, minore invece in l'(.'gioni pura.m(::nte agri cole, anche se intens amente malarù ·he, quali la S irilia e la Sardegna ( f ). n i tengo che LHI fn.Lto debha:-i allt-:ibuire: 1° alla mison PisLìca rilult.;Lnza delle ola.<osi rurali in genere (in i::ru:e del mPzzn~iomo e delle isoll·} a. t'iwverare in luoghi di c.ura; 2" a!•!e migliorate wndizio11ti economiche d elle popolazioni rm·&li; 3° a•ll'istiluzì(l.ne di ambul<tlOI'i rer mala.rki funzion<lnti pr·esso gli nffirìnli S«nilMi tiPi vari comuni, rhc in ~enere funzionano b ene (in qunlche wovirt(·in. c:n egiamente), e porgono agli infel'lmi tuU.e le comodilit ch·llu cura. <'L domic.i.Jio. (ll Durnnt<' l'urm() J~r:!l rwgli !->l~lhilill1('11tl "-'lJlH.:.tri militari del Regno. 11·ieove.

r:~

r011o In tut to 11. 1:-::; ~"<lll;!''<lati malarid, mentre :nt>ll'anno in coroo !<l è notato una

uiiPriore dlmim1r.ionc.


1 Sf.IW!Zl Dl Plli)HLISSl L' DI TC:If::>;t: LJt:LL 't:;;t:tt<'ITCl Xt:l. l)()r•) OU t.RRA

5(j5

Dispens1ri antimal arici vennero impiantati in tutti gli stabilimenti sanitari .miJ ituri, come da. circolare 53384 del 20 aprile 1919 della Direzione centrale del serv~io san itario mi•!itare. Da principio molt.o frequentati, videro ridursi rapidamoote il numero degli accorre.nli col sorgere e flLne..ionare degli ambtùat.ori, già r:cordati, instituiti presso i vari ufficiali sanitari. Il censimento dei congedati mala rici del Regno, base e punto di partenza per la lom cm·a e bonilfica, malaugu:ratamente al.la fine de'll'anno i92i non era ancora r;()Iflpleta.Lo. Mancavano i dati di ta.lune provincie intensamente malar.ioh e della Sicilia, Calabria e P uglia. I r;i-sullali cumtivi del censimento dei malarici di guerra di 55 provinde dettero 'l e -seguenti peroontua.Ji: curati gu3Jf·i ti: 4i %; curati migliorati: 28 %; curati st-azionari: i 5 %; non presentati si alla cura: 12 %; emigrati : 4 %. Mi è •g1·ato r ilevare rome gli uffic·iali medic-i designati a far parte <lei Comitati esecutivi pri.ncipali ant.imalar ici di c.iascun capoluogo di proYi,ncia, procedano ovunque in perfet;to ac.c.ordo con. le Autorità c ivili inte,·essa te, di cui godono piena fidue;i.a. e stima. In molti C.:16i essi spiegarono azione <ii vero apostolato con pubb1i.cazioni ed artiooli su giornali politici, tecnici ed ac,"Tico1i locali , con. con,f erenze, ec.c.. (i) . Oggirtì, congedate le classi (',he prese1·o parte al'l a 'guerra in Italia e nelle cam!::agne di oltre~Inare, i l'iooverati 'J)er mala:ria nelle varie sezioni spedaliz·z.abe sono in 'buona pa.rte rappresentati d~1 giovani delle ultim e leve giun ti malu.rici aJUe armi, e .per il ri~TliB.nente da catabj~1i-eri reali e gmwdi e della R. fin anza, che per esigenze del ]QirO speciale -servizio, volto a tutel1a dell a sinrrezza. pubblica e d elle finanze dello S1ato, sono spP-sso esposti a contra:n-e J'in•fezicme durante appostamenti notturni in Lalun.a. deLle tante località mala1·iche che .purtroppo abbondano nel nostro Paese. 1n propor·zioni molto limitate sono i soldati di leva !gi unti al'le am~i immuni ed infetlati~i durante il servizio. Oggidì de'Ile grandi città del Regno, naturalmente sedi di grosse guarnigioni, nessuna è malarica.. Però la malaria si risrontra spesso endPmi<'a alle pode ste~se anche di tal uno dei grand i centri del mezzogiorno (P alermo, Catania, Siracusa), limitata a ristretti focolai, rappresentati , dalle for i rti fiumi e torrent.i c.he SCOITOno nell e vicinanz e, quali fOreto, il Simeto, l'Anapo. Malariche invece sono le sedi di numerosi pir,coli pres id i del,!e isole e della parte meridional e della penisola, presid i oolà distac.cati per ragioni eli 'Sicurezza pubbl.ica, ma .,he og~i<iì tenrles i ,provvisoriamente a sopprimere. P arimenti rnalarici sono ta1une loclllità prescelte qtiali sedi di r.am·po di tiro, come Nettuno, dove, ·~ntre la città rappre~enta un'appl'ElZza-ta salubre stazione balneare, ogni aTl!no si veri·fieano casi di nuova infez,ionc maJanie.a nel1e barae.rhe miJita.ri del non lontano -c.ampo di t~'l'O. Ugualmente sono inten&1.mente ~la1·iri taluni pioooli pn>sidi e guardie

v.

(1) Sono neto :tl I'Ì~Irlll'ÙO di Tioor<lare il ma~iOJ:f' m e<lico Mon~:nzzl. deiI 'O~pt;<ilale miUt:ne ;:ntccm·snle dJ Novara. reso.~i· nmtmentE' bf'nemeri to Jl('r l'attiva propng:mùa. nntlmn l:trlca, come tale segn.<tlntomi dalln Pt'f'fettura di :'\ovnr11.


5(HI

x srnvrzr or PllOFI 1. \SS! 1~ or tou::-;r: on"l.'t:sr;ncrro :-..:L OOL'O nomi!A

di .antiche e nuove forWkazioni dell'estuario Veneto, che sovratutto nella sua parte nord-{)rientale, du rante la guerra, ebbe a diventare intensamente rnalarico con forme •gravi di pe.r·niciose, mai veriflcatesi nel periodo ante-bellico, ed in parecchi casi seguiLi da morte. Venne proposta la 'l oro sop))ressione come quella degli avan~i di una st.az~oJie idro-aerea anr.or.a esistente a Catania fuori porl.a Gadbaldi (con un presidio <li una trentina di uomini, qu<:~si Lutti ma.lari.ci) e <li bonificare piocoli OO<'.asional i focolai di ma.larici d ovuti a cave di prestito in località antecedentemente Ìlmmuni (campo di avia21ione di TaiLiedo), con diff'se Jn'CC['aniche e colmate. Tn taluni casi oome ad Oristano d.aJle stesse autorità. militani ](}('ali s.i ot.Lenne. l'applicazione di difese meccaniche ai locali d el nuovo O.islretLo militare, c urando in pari tempo preYenfjwunent.e il personal e a.ddet.Lovi . Concludendo: i 0 la malaria. nelle Lmppe di le-va at.lua.lmente aJ'le armi si può 1'onsid erare ridotta alle proporzioni d e.JJ'ante-guerra. 2° i malariroi d el R. Esercito vengono dovunque curati sc.ientiticamente in setplhl'ati ambienLi bene. aere-ati ed ·i.lluminati, adatLi allo scop o cui vennero destinati, da uJficiali medir i, taJu•ni dotati di buona pratka, altri specializml.isi in materia . In tutti i casi vi ene :praticato accurato esame clini·co e batteriologico, nè m.ai viene tr~.urata l'ernooulttu'a; 3" nei congedati •mialnrici i! percento dei guariti va d,j anno in anno aumentando, in modo da far supporre e.he fra non molto sali superstiti tra i mal.arici di ~guerra ~anno gJ,i affetti da form e croniche in soggetti che .praLir..<1rono cure irregolari o che 'Per lungo tempo non si curarono affatto. J.I. -

SERVTZlO Dl l)l9LNF!::ZIONE E OT DlSlNF.E STAZIONE NE1 VARI STABILI• MENTI SANITARI E IMPIEGO EVENTU.\LE DE.L LE SEZIONI DI OISINFEZTONE- COMPILAZIONE UEL BOLLETil NO DELLE MALATTIE INFETTIVE E DEI OOCUMENTI STA' 1'1STICT. IJ serviz.io di disinfezione nei var·i sta!Jil·imenti samitari militari proct>de regolarm ente. Ebbi occasione però di rilevare come Ìllt t.a-

luno mancasse b ene cOGLiluit.a ed istruita una vera squadra i.n t.erna di diSi11Jfezione, falto sovra.L.ult.o dovuto a SCélJ"8ità di 'person(/lle ed alle molteplici sva.ri;d e m&nsioni tLlJo stesso affìda.le. Vf:'.nnero perciò prese disposizioni e d!tli o1·dini lassn.ti'vi per ovviare a twle i·nconvenjente, che oggidì si può con::,idemre come superato. D'altronde per la recente riforma deli e Sezioni di di.sin.fezione in ogni 06ped~le divisionale trovasìi una squaclra bene a.dd eslnt.ta. deiJ.a S('z ione i.n pa.rola, la di cu i opera svolgesi con la massima effkur ia anche nell'ambiente ospilaliero ove risiede. Tn tli tgl i st.a.bilitnf'nii Sibnit.ui millt.aJ·i sono provvisti di &Lufa di disi.nfezione. Per la. ma.ggiot' w1r le Lratl.asi del noto modelJo GenesLe-Hersc,het·, che funziona reg<:1!n:rm0nle .da cil'('a un ven.Lennio, ciò cl1e costiLui~ce la miglior prova d ell11 sua bonlù. In lnlunri sLa.bilimenti san itari minMi, funz io n nno slu fe di d i ff·~ renti rnoclE'll i 8d i n qualche infermeri.a pre;;if!iaria serve al1'1wpo , e si è dimostrato sufficien te ai bisogni, una comnne stufa, t.ipo Oia.nnolli, resa fi ssn.


I e>ERI'IZI 01 PRO~"ILA:;:<J Fl 01 H~lt;st. DELI;t:~t:ICCI:TO ;.;t:L OOJ:'O UCf;RRA

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Rilevai però come in lahJ.11i impianti non asista<>se di'Visione di repa.,·~i per g li oggetti infeU.i e per i d isilvfett.ati, nel qua.~ ca.soverunero da ti ol'dini e presi a\XXll'di per ovviare all'inconven iente. Tal uni ospE>da.l i •mi! ilari, oltre a.Jla stufa fissa. modello Ge nesl.e-Hers(·her, .posse'ggono dell e stu fe looomobili sistema GiannoHi. I noltre parecchi degli Ospedali prinripalì sono provvisti di appositQ locale ver disinfezioni con va.pl)ri di forrr:wlina, svi luppalj da a.pp~hi di vario modello (Breslavia, Esoula.pius, ecc.). Le disinfestazioni con vapori d 1 acido cianidrico, •per moltep li<'.i cause, m a sovt·a.tutloperman<'..anzad i me~i e di personale pmt.i-co, ebbero ad estendersi ed a prabc.arsi ron relativa lent.e~a.. Prima ad applirarùe, nel rispettivo Corrm d 'a:mnat.a, fu la. o.irezione di sani !~t miJitare di Roma, confortata dall'unan ime plaus o e da.l pel.'sona.le interessamento d el Sovrano. Segu ì il Corpo d'armata di N apoli, c ui tennei'O diebl'O tutti .g li alth Corpi. Con .la n11ova .costituzione orgarùca delle se~orui d i d isinfezione, pyovv isle degl i OOOOJ'Tenti mezzi e di personale iskuito, oggidì le disi•n f.estazioni vengono p raticate dovunque su vasta scala. Superate le solite miooneistiche. prevenzioni , si è potutQ constaku-e rome .sia facile ev.it.are qualsiasi peT"ioolo quando detto serviz.io sia bene OT"ganiz.z.ato, affi<ta.to alla d irez.ione di .pei'Sona rompetente ed eseguito da .personale pratico. Io stesso e bbi ad assistere in numerosi presidi ad esperimenti del geneJ·e, diretti sempre da ll'ufficial e mediro !Wdetto alla swione di; disimfpzi one, senza che mai si veri fi cassero in<"onvenienti di sorta. P er·ò dovetti consLa.ta.r·e all'atto pratico C.()<ITle ta le metodo i.n t.alune circostanze non possa essere appLica.to. Si trovano in Italia purtroppo a.ncora. numc r•osc le vc-c(:h ie Mserme, di sO'l ito ex <:()nven.t i, addossate a.d altri edifici, costnriti in mezzo a popolosi quartieri, separati dagli stessi da stret.ti vicoli di poc.hi metri di Jal'ighezza, mentre per ì.a lom vetustà riesce impossibile tu rare ermetic~mente le innumerevoli fessUI'e e foni, impedendo r..on s icurezza la fuor·uscit.a del midicialissimo gas t.ossiro. CO$-ì è opin ione dello scrivente che d-isirnfestazioni Sii possono oprahk.are nel m.a.ggt<H' numero d {'gli edifici militari, ma che talvolta ort:OlTa rimeU.ersi al l"etto cri terio dell'ulffic.ia.le medico addetto, soprassedendo, se del caso, allo svi•luppo d el pericoloso disinfestamte e ri(:on·endo ad altri mezzi meno peti colosi, per quanto di minore effi>c.c'lcia. Del re.sto d·isi nfezi one e di.si.nfesta.z·ione, rur essendo due p!'atìc he fra loro distinte, nei rigu ardi pi'Ofìltat.tir i debbono completarsi a vi·c enda. Le sezioni cl-i disinfezion e, a mio avviso, rappresentano f orse la migliore eredità sanitaria l.flseiaLad dall'ullima. guerra.. Qu este, Qltre a.d eS<.ere uno dei '))rù validi mezzi di difesa igienica de!J'esercito, rappresentano anche i•l soc-corso di profil assi e di igiene meg.l io organizzato, sempre pronto ad ac.(·o•·rere ovunque se ne .presenti il bisogno. Ciò si è infatti verificato nel rerente terremoto di Lun igiana e nel lungo difficile l<rvoro rH sistemazione di salme e cimiteri dei nootri !gloriosi c-aduLi . Trattandosi d i formazione sanitaria di p •·onto soccorso, proposi che ogni r·epartQ fosse dotato di sper.ia.le cof&no con tenerne medicinaJ.i ed og~et t.i di medicazione per pot..er rispond ere ad ogni evenienza. Nelle relazioni da me inviate a,lla D ireziom~ !'P.ntrale dc.! servizio s anitario mili-


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I SEitHZI 01 l'llOFII .\ >;Sl C Dl lGlE:-It. t>t:LL' t::st: tcCJTO X~:L. DOPO CUt:RRA

tare, prima che venisse pubbJi.ccta la circ.olare n. 515 d el 6 otlobre 19"21, ebbi perciò occasione di fare pwpos!e di modificazioni al materia:le, proposte che furono poi accettate con la predetta circolare. Le attua~; sezioni di disinfezioni perfettamente org·anizzaw, resP. più snelle delle precedenti belliche, suddivise in reparti assegnati a ciascuna Divi sione m il it.are, compi.ono dappertutto opera efficace di disinfezione , disinfestazione, di periodiche melodi,r.he bonifiche di caserme e di edifici militat·i in genere nel loro comp.lésso e nei loro più impor· tanti igienici p artioolari (·latri•ne, ecc.). La compilazione del Bollellino delle malrtttie Ùl{t'llive e dci doc.'Umenti statistici, che per il passato spesso da parte di qualche Direzione di Sanità Militare man('oava di esattezza, ogtgidì è tale da dar luogo so.). tanto a rar·e osser·vazioni, mentre il lamentato ritardo della trasmissione di ta.l4 documer1Li, d evesi attribuire a f'ircostanze s pesso assolutamente i:nrliperrdenti daJll.a bu01na volontà dei eoom.pilatori. Perciò non indarno nelle mie vi.sile ho espli calo opera cost.a.nte di pers t1asione diretta a. dlimoot.Tare l'interesse scientifico ed amminis trativo delle notizie di statistica militare, _e c.ome le stesse sPt·vono ad indicare con su ffìc ie n t-e ehiar<>zza l'andamento di molli importanti fenomenj.

III. -

FUNZIONAMF.NTO DEl REPARTI INFETTIVI - COMPILAZIONE DELLE CARTELLE CLlNlCHE - DENUNCIE - ASS ISTENZA DDJ 1\•!ALATI. - Tutti gli sta.bil.~menti sanitari •militari del Regno (os.ped.a.li .militari principali, succurS<~~ti, i.n,fermerie di ~)residio}, sono oggidì provvisti di reparti oper ~'ac­

cdglimento di infermi eolpiti da forme infettive. In taluni ospedali, e sovratutto in queJii di costruzione più recente, detti reparti sono r81p:presenlali da pa.di~·Jioni a.ppooitamente eretbi, !~dora ffilodel11 del genere, come a Roma, To1·in c , Livorno, P iace-rJtZa, e<><'., in aHri da adattamenti che pi'ù o meno oonispondo no alla condjzione essen·z iale d~l perfet.t.o isola,nrento degJ,i infermi ivi r•ic<'Over·ati . In LaJu.ni quesLo sostnn.z;iale requisit.o manca affat.l.o, essenrlo clesl.inat.e ad uso r epa1·to inf("'tli vo lalune stanze per nuJla isolate, nè essendovi modo di ovvia1·e pratie.amente al gmve inconveniente. Esistono in proposito numerosi €J~ aborat.i progetbi di nui:.c!(lli adattamenti e di nuoYe costruzioni , alla cui eser.uzione 0g-~idì si oppongo no le {'Ondirzioni fin-éllnzi.arie d eHo SlaLo. Mal<wgu r·atarn ente dutTante J'unirna ig uerra si f!Jl'.Ofuse•·o losol"i PE't' a~ lal..l <un enl.o ad espedale di edifìd civilli ·pubblici e privati, che da ultimo r-ic hiesero nuove ingenti somme per r•ilo111arli allo stato primitivo, rn ent.re vennero s pesso tra.,curati mi.gliot·ament.i, adH.t,iamP.nt i e co:::.t.r·u7.ion i ~·x novo, trùom indi s pf'nsahi li, nei veoc.hi st...<tbi.l imenli sani·l.ari milita ri , che si s rupevR snrebbrro sopravi~suli a!la f! UPt'ra. Ne·1le .pr·ati.catc is pezioni non mancai d i rilevat·e i 1am{mtali in1·onveni-enti alla Direzione r.pntral e d ell servizio sanit.ru1io miLitare, appog~danrto pro poste e Pl'Og"Ptti delle locali dir~ioni del Genio Mi·litare ritenu li d i pratica attu<t.Zion e. I miJit<ll'i e.he s i pr~sPn l <tno ammala li eli forme rontagiose vengono ordin m·iam enl e ri cove ra ti n<' i l:v:.zamlli mun!ci !1ali, <eoi quali esistono


l st;RI'Izt Dl l.'ROFILASSf ~) 1.11 l(;H; .'a: l.ltèLL't::;t.ll('ll'O :Xt:L 001'~ t.;\'fJU!A

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speciali convenzioni, ta·lvolla fi.nanziara.mente onerose all'Erario. E pur non creandomi delle illusioni in propos.i.to, ebbl occasione di in.vitare le varie Direzioni di sanità. militare a rivedere t.a.luni di detti contratti, cel"Cando di ottenere delle riduzioni. ll funzionamento dei ,·eparti infettivi risulrlò genero.lrneJ11te buono. Venne ordinato di curare per quanto possibile, che al servizio di taJi reparti foss-e designato apposito porJsonale fisso, orpartuname-nte istruito, ed una suor·a pu r E:-Ssa edotta sul Jllodo di soccorrere questi speciali i·nfel'll1li e sulle- precauzioni i:gieni.che cui deve attenersi tutto il personale che vi è adi.bito. La compilazione delle relative cartelle cliniche è generalmente ben curata. Se pel passato al loro esame vennero ri.ltwati degli inconvenienti, questi accaddero quasi esc.Jusivam€Jnt.e in ospedali militari second:.ui, dove per mancanza di personale sono purtropppo frequ enti gli a.vviC3ndarnenti dei capo-reparti. Perciò non manc.ai di rac-comandare ai vari Direttori di sanità militare, ai Direttori dei singoli ospedali di evitare in tutti. i modi un iPconveniente tanto grave che crrta.menle non ridonda a vantaggio del servizo e d ell'inJermo. C:osì da quakhe tempo presso la Direzi011a centrale del servizio sanitario militare ebbesi a constatare <:ome .le cartelle -cli·niche in parola sieno generalmente ben compilate, in modo da fornir-e un esatto eonr:l'tto su11a ez.iologia, dialgnosi, prognosi e cura dei vari infermi, nè vengono tras.cura.t.e le segnal.azioni de!le subìLe vaccinazioni .profilattiche ed il riSl\.ILato degli t..<;.<t,m i chÙnico-clinici di gabinetto. Le denunc ie <dell e malattie in.fet.tive r.ompionsi da .parte delle Dir<:ziorui d'ospedale a.i corpi ed a·lle autorifà sanitarie civili, dappertutto reg0htrtne-nt.e. Di ogni caso d·i malattii8J infettiva viene tosto data. comu.nicazione telE>fonica al corpo per le necessa:rie misure proftlgltiche. I medici dei corpi deuuncia.no, corr.'è 'prescTitto, alle rispettive Direzioni di &a.nità i casi di malattie infettive che vi si verific:tSSero t>d alla •l or volt.a le Direz.ion.i di SEI!T~i.tà comltmicarno i casi di maln.tLic infettiv,! più importanti al rispettivo me.dic,o provin(}il81e erl alla Dir·ezione centrali' del servizlio sani'Lario militare. •rratt.a.ndosi di tubercolotici i.n.viati in licenza, da parte deUe Direzioni degli osped.al·i milJitar:i v·iene data costantemente parlecipazi0ne a;ll'ufficiale san ita.rio del Comume dove l'.ifllfermc ha sc-elto il suo domiciHo. Merlici provinciali ed uffi.c iali s·w iLari ebbero costantemente a loda:-si rollo sorivente della solerzia ed esattezza spie.<;~ata in proposito da tutti gli ufficiali medici militari, con i quali ebbero ed hanno rapport.: di ufficio. Ho ritenuto infine oppor·tuno di autorizzare gli ufficiali .medici igienisti .presso le direzioni di sanità di rorvo d'arma.ta, qu«ndo lo cred css~ro conveniente, di visitare personalmente i reparti i n retti vi. Detta atttorii.z-azicme, usata soltanto in rari casi e con molto tatto, non diede finora luogo nè a recrimjnazioni nè a dualismi d'i sorta. Parim enti ho potnto ottenere c he .i Comandi dei vari corp.i d'a.rmata ITll\ln.tssero gli ufficiali medici i.gi e!1isli di speciale autorizzazione per avere in qualun:}ue

-


5i0

l ~l:lt\' IZI DI 1'1101•' 1LM>i;I D DI IGIE..''1E Dt:r.r.'tè:<:f; ROI1'0 :'1EI. DOPO GUf:llll,\

momento libero a<X:esso presso i corpi, reparti e s~rvizi, allo scopo di eseguir·e ispezioni per quanto aves..c:e attineruz.a. coU 'i'giene e col·la salute dell.~ truppe. Il bollettino decadale deJ,le malattie 1infettive, dopo le mie personali vive raccomandazioni, viene oggidì generalment,e compi.lato in modo esatto. ·

IV. VACClNAZTONI PROFILATTICHE ANTITIFICA E AN'NVACCINICA. L e v (l cci nazioni an ti tiftche m ed ia.nte li pov·a.oci no, nonostante le tassa.th·e d isposizioni contenute nell'apposita. ci·roolare della Direzione centrale del servizio san.it.anio mi l ilMe cir,·a le modalità e la tecni<.'.a da impiegarsi nella loro pratica, da principio dettero lllogo a compliean.ze talora J•elativamen te gravi, {!-arnt.terizznt.e sopra tutto d.a forti reazioni focali e g-t'nerali. Dal·le eseguite indagini potei rilevare come questi inconvenienti l•rar>o duvuti Ili faLlo r·he datLe ~niezioni venivano praticate- intramuscola.ri am..ithè sot tonltanee, none.hè dalla mancata prevenLiva per·fetta emulsioue del l i povareino iniettaw. Risullò pure che, inrotpati di simili negligenze, er··ano nella maggior pan·te uffici.ali medici ri'C hiamati in tempor aneo servizio presso .i vari f'Orpi . Oggidì , .gl'azie a categor ici prer.isi ordini dati dai vari diret.tori di sa.ruità. di corpo d'a rmala rer mezw dei- rispettJivi Comandi di corpo d'armata e di divisione, soltanto pochi anrora sfug·gono alle prest:rit.t.e iniezioni profilalliche ~tntttifi c h e e quasi •pri~ll nessuno aUe antiva!olose, menlrP i ri sultat,i di entrambe VP.nt~·ono aooura;t.amente ra.cco!Li. Le Va(:.cinu.zioni nn;livaiolose, da molti ssimi anni u•niversul meuLe ditffll se ed entrate n ella coscienza pubbli~.• -prut,il'ate con ottimi prodotti fMnili cta! migliori isl·i tut.i vaccinogeni de.! Reg·no, oglgidì solt.anto in r..1. ris<>imi casi diedero ·luogo a corntpl ic.:1.nz€' senza gl'avi .conseguenze. Y. -

F UNZTONAMENTO DEI REPARTT r.ELTIC!I ED ORGANIZZAZIONE DELLA PROFJ L<\SS / · ANTIVl:NEREA. E' noto come nel periodo tmmooiatamente

r os!-br! li co, n ella p0pr>!.azione civile e militare si sia. generalmente vet·ifìcal.o un forte aumP.n to nr!ll•i amm<~lati d:i fot·mf' venet·ee. A tu.J fatt.o non furono certamente estrwnei fattori eronomid e mOJ·ali, quali la Plftmera ric.ohezza di molti e la gioia del vivere di. tutti , selgu ìta al'l'incubo ctella gnerra. Qua.n.do lo sc.rivent.e, ne11a prima. .m:ek\ d e.l.lo scorso anno, ebbe ad in·izi1ll'e l e. ~ ue li$>fl<'zi oni, in tutt.i ~'l i stnbi!im e11 (.i sanilt.ari milit.arì del Regno funzionavano r epnl"li venerei , l<lluni p ()('O popolati, avanzo delle numrrose ~ffoll<tlc sezioni <C!Aì periodi belli('O e pr·imritivo posl~bellico. Oi;ì ftn da:ll'inizio d e~llo ~r·orso anno, tant-o n ella popolazione militare ronw Mila civil e dell'Ital~a SE'LLE'nll·iona,le e'Tn'edia, notavasi un principio di salu tare provvida òimin11zione nel numer'O negli in'fermi di si mili f01'111" mor·booe, dovuta foJ":*' per 'la popolazione c.i,r.ile aJ fallo d ella si:::h>ma ·,.i ~.r.e legal1- di numP.rose nuovp f amiglie. 'l'r~l e ienom-3no anchè N.nrid ì arcenna a volpr·e l enl,amente c-ontinuare, e nelle r·ecJutP. 'lt'1l e ~1l· lime ,·lassi di Jpva, wnne s~gn?.lal o un nu.mel'o rli ammalati di fo1·me


t

St:llVIZI DI I.'ROHLA~!>J [) Dl 1 GIEXf: DE!,L'!t.&t.RCITO x•;r. 001'0 Cl:t:llfU

ve~1eree minore del·le prec~denti.

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Fanno invece eccezione le guarnigioni del mezzogiorno ove la percentuale di. venerei conservasi sempre elevata. P er ovvie r~ioni danno ovunque una pet~centuale molto superiore allla media delle altre armi, i cot·pi volontari dei CC. RR., della R. Gua.rdia di Finanza e sopra.Lutto della R. Gu.ar.cli.a. Fu .pertanto cura dello sct·ivente dii .procedere gradatamente alla. rhia::;ura dei meno numerosi di detti reparti, concentt·ando gli infermi nei t•epal'ti maJggiori, là dove potevano trovare t.utte le garanzie di aàa.Lte cure condotte scient.ifkamente e modemamente da speci·ali·sti in materia. Si è genet•almente <'Onstatato come l'ooio prolu.ng.aio un infermi oom e i venerei cosft·elli a lwnghe degenze, quando la loTo altit.udine al Lavoro è spesso menomata in minimo gt·aclo, iJnduc.a in molti di essi uno stato d'irreq nietezza c.he spesso esplil~asi con a.Lli di indisd.plina e con danni arrer.ati alla proprietà dello Stato. Fu mia. .cura 1perciò di i-mpartire op.poJ'l.une disposizioni .pe.r ridurre, per qu&nto po6Sibil e, il periodo di per· manenza negli ospedali ùi sÌlmlili infermi, consilgli.ando di dimettere tuttli ~ luetit:i quando fosse se.ompa.rsa qualsiasi manjfestazione contagiosa, curandoli ambula.tori.amente l))resso il reparto venerei ospttuliero in g iorlli ~·d or·e stabil ite. Gli ufficiali medici <iei corpi, ('the sono al corren te di ted i d'i.sposizioni e c.he d ebbono t~ne l'l:' e5atla not.a dei soldati venerei dei rispettivi reparti. sono resi dire t~~\Jmt>, n~e respons <Lbili dell'esecuzione di tale ordì· ne. T gregari dei Gotpi armat,i, fra i quali , come ebbesi a notare più frequenti ma.nifE>'lt.ami i casi di infezione celtiea, sono quelli che senza al· «·nntt riluttanza puntualmente e scrupolosamente si sottopongono .a cure. di ~· ui t·i conoscono la meravitg:liosa effiNi{'.ia. Dei locali adibili a reparti per venerei ben si può dire: akuni sqno buoni, mediocri J,çt maggior parte. Spesso cin parte fu.nzionano in locali di riniq;o, e di taluni di essi lo scrivente ordinò lo sgombet·o. Del resto <li 1·eLto funzionamento di simi.l1i sezioni <X:'"pitaliere sopra.t.u!.to ron.trribuiscono l'er>erg-ia e l'autore-volezza d el capo-rP.pa.rto, coadiuvato· da personale stabil e reso prabic<.l del servizio speci.ale, per-sonale ehe pos~ti.bil­ me:1tc non dovrebbe <'SSere mai cambiato; <leU.o pt·im~ipio venne in parti(·olar· modo ra1·comanòRl<.l a tutti i direttori di osped-ale, NeLle visite a numerosi qu.at·bieri dalle molteplici guatl'loi·g ioni del Regno ebbi cura di 1'a1c<::omandare a·! vari ufficiaJli medie.~ dei .c.orpi la J)I'O•fìlassi in genere dellE' forme v.e:neree ed in speoi1a.l modo la prati('..a, di rure profì1aLtiche individuwli dei sol>ctati di ·ritorno daJla ·libera uscita, d.a èseg·uir"i .i n .lo1~ale vicin(l <llll'ingre.:.;;o deHa ease1·ma, alla poriala d~ tutti, serrup!i r·emente atTed•ato <'.(lln un ·Catiil1o d 'acqua 1·on S\lJpone, con pomata di Melchnikoff, soluzione di !)tol.af1Solo e siringhe uretrali prendendo contempot·aneament.e noia di quanti adempiono .a tale misu ra i1g.ien ica onde wnLroHare -se, ulteriormente pr€1SenLa111dosi delle ma.nifeslazfoni cellirhe, fossero stati antecedentemente eseguite ·le prescritte ilisinfezion i. P er ottenere sim il e intento ebbi a con f eri 1·e i'n proposito con tuUi i rlit·ettori di sa n iti\ dei Yari Corpi cl'amn ala e con molti comandanti


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l St:llr!Y.J Dl l'llOFli..\SSJ P. DJ ]I; J ~: xt: l.lt:J.t.'E~léllC'lTO Xt: r, 1101'0 G l 'ElCI!.\

rt! ]) i\·i:::o,,c, e di riunire gli uffidali medid dei vari prestò!, inll't'lllt!nendoli sull'argomento e dando loro tassative, precise istruzioni in pwposilo. Già i-n molLe guarnigioni eransi aLLuate le dispooizioni suaccennate, (juando l·a circolare n. 5l0/ 1V d ella Direziotle centrale del ·serv;izio sanit.rtrio militare in data 25 mano 1922, regobava in modo defìniti,·o e rende\'a obbligatoria detta isti tuzione st.a.bi.lenrlo esattamente l e modalità p er id suo funzionamento. Con pit•na <·ognizione di causa posso quindi affcr~are che il terreno era. ben fJl'eparato per l'attuazione gPJWrale di un provvedimento che, entrando nell 'ondinaria pratica e divPntando consuetudinario, non mancherà di dare ollirni risultati. Quale necessario complemento venne infine ra.rcomandato a Lutt-i i comandanti di eor.po, coi quali si ebbero personali rapport.i, di indudere nelle iskuzioni di mowle impartite dagli ufficiali agli uomini di truppa alcuni cenni sui gra vi .pericoli che presentano le fo,,me celti che per sè, per i conl,giunti e per la prole na.c;eitura. D 'altra parte molti medici d ei C0rpi , pm· part,e loro , tennero ·in proposi lo eonfl'renze a~li ufticiali dei rispetlivi roparti. Anzi ebbi oc,·asione di as... isteJ'e a La.lune d·i esse e di pr·endere visione di altl'e ed in genere ri levai come fossero improntate a chiarezza ed a sano Sl'IISO pratico, in modo da riusci,·e \'er amen te utili all'uditorio cui erano destinale .

... TraLLandosi di i-spezi•ltJi di profilas~i e di igiene, avente ca.mttere generale, fu mio <·ompito infine di rivolge,·e, nei vari luoghi di cura visitati, Sped.ale allenzione al funzionamento dei bagni, d elle cucine, d elle latrine e clel·le lavanderi e. Quanti entrano in CII J'U. prPsso stabi-limenti san itari milita1·i vengono Sottoposti alla lavanda dei piedi . Là dove ebbi a rilevare che <per l X>chezza. di mAzzi l'i ndispe11sab i le pratica v erri va ~eg·u iLa. i:n modo alquanto sommario, ric hiitma.i in proposito sevet·a.mente J'uttenziòne d el direl.lor·e dello st.abilimento, P segnala.i J'inconYeniente a·lla. Direzione loe.ale di sa nHit mi·l ilare. T31lgni. - Tutti gL! sl.ab iJimenLi sa.nilari militari sono dotati di bagni in vasc·hc Nl a do(;('.ia . Ol~n i r eparto infettivo è p rovvi::.to di apposite \'<tselle, in Laluni casi mobi li e tì:>se, ed in a.llri soltanto mobili :llgurtlm ente Luf.t.i sono provveduti di apposite vas(·he da bAgno per nta: ati di lorm e cutanee. Nrl loro impianto e fttnzioname nlo , nolasi una grande vanielà , ch e dai t.ipi di lusso, modell:o dPl gene re d1i queUi degli ospedaJi m1J.ital'i di Milano, Torino, Verona., ef·c. sn>nd ono aJla più semplice espressione di due o tre \·asch e rla ba;~no, spes"o J'ir<tva.w da un bloc:co di marmo. ()Ilpure f0rmate di semplice lamiPra di zùwo. \'ere sal~ da bagno con dOI'C iP circDiari, a gt>Llo, al lerrtate, ecc. flmzionu.no ben lenule in diversi ospedali, mentre in altri d etti impianti spesso vennero purtroppo l <L!'l' iati d e]1EH'iJ·e, o Sf'r·vono soltaJlt.o parzialmente. Traltasi f.li a.ppa l'<'!'C.hi delic.ali, l<t di cui ma.nutene: ione rkhierle r..oslanli l'll l'f' da partC' eli ppr>;omlle fì sso, intelligente e pratico.


l !i€RV1ZI Dl PHOFII..I S!>l E: 1>1 lGlt:NE DF:LL't:St:IICl'fO Nf:L DOPO GUERRA

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Cucine. - In genere sono del tipo cosi deLto economico, di grandezza. vroporzionata ai bisogni del relat.ivo stabilirment.o. Le più moderne, come queLle degli ospedali militari dì Roma, Torino, ecc . usufruì5eono dì riscalldament.o <:ent.rale. Dirette e sorvegliate da perwnale relngioso femminide fisso, oooo sempre ben tenute, e se per c.a.so presentano qualche ìnronvenìen:te questo è dovuto a difetti di ocstruzione, wpratutto delle oappe fumarie, ed a ma.ncanza di aria e di luce di taluni ùei locali annessi adibiti a dispensa.. Latrin e. - Rappresentano rmrLroppo il tallone d'Achille di tutti gli stabilii menLi 5anitari militari. Dato che o'ggidì non vi è stabilimento sanitario militare privo d 'acqua, sembra a.Uo.scrivente che la Direzione generale del genio, potrebbe adotk'lre un ti·po unico di latrina, pratico, sem· plice, faci le a ripulirsi, provvisto d 'acqua abbondante. 'l'ali requisiti possiede l'ordinaria latri!Tla. del tipo detto alla turca, in fm;ro smaJL,~to, munita. di pedali, quale oggidì viene generalmente adottata nelle scuole, oonv.iLti, wmu.nilà della maggior pa:rte del Regno. Per salva!guardare la decenza e il decoro venne p.ro.posto e vivamente fu raocoma:ndato che oiasc.una I.atritna fosse dt'Visa dalla vicina, mediante kamezzi faoili a ripulirsi, quindi smalLati, fissati al pavimento, ma sollevati i·n modo da permetter·e il completo .lav~a-gi.o del'Ie stesse ed impedire j1 raccogliersi d'im;mondizìe. Così !pure venne proposto che l'ul.tirna l't-.:izia ddJe lat.rine, ordinariamente fat.ta con ,sol.uzioni di deodoramti, ,·cnisse praticata con soluzione bol'lente di soda, più uti,le amche eoonomicam~nte .

Da per tutto affidate e dirette da suore ospitalierè, funzionano più o meno bene a seconda degli impianti modernissimi, moderni e primitivi, di oui usufru.iscono. Vennero raccolti i reclami delle d irezioni di Laluni stabihimen.ti sanitari, e presi accordi con le rèlativ~:: sezioni d el genio. per la sistemazione di pavimenti, di vasch~ e per ·l'emis.<>ione di va,pori d'acqua spesso ostacolata. da i·nsufficienle tiraggio. Non ma nonno progetti di costosi impianti di lavanderie e di essicatoi ultra IOOde·r nt. Per ovvie ragioni di economia oggidì si ritiene inopportuno insistere per l'attua7.ione di progeLti, per ora ineseguibili. Lm1rmd1Jrie. -

... In sPJruito a su!Hterimento della Direzione centrale del servizio sa· nitar!o mllilarr., lo scTivente nelle varie città dci Ragno dove ebbe a d estendl'l'e la sua ·is pez·ione, non rmmcò d.i visitare anche alcuni quartieri milit:tr·i, portando soprat.utto la sua attenzione su di queHi noti ver le loro infelici co ndizioni d i costruzione e con.sc t·vazione, non trascurando inoltre di'rivolgere sl)ecia.le v·igilan?-aalle infermerie dei cor,pi. Le casel'me visitc1.te furono i.n :numero di 125, di cui iO nel Corpo d'~trmata di l'orino, 13 nel Corpo d'armata di Miilano, 21 in quello di Verona., 1.0 nel Corpo d'armata di Tt·ieste, J3 nel Corpo d'a1·mata di Bo~

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SE:I!\"lZI Ol PllOf lL.\S$1 Il D! H:U:.'\t.; OELL't::!EilCll'O :<il:L DON O'UERRA

log.na, JO uel Corpo <l'armata di Firer1ze, 9 in quello di Roma, 13 in quello di Bari, 7 i'll quello di Napoli e 19 nel C01·po d 'a.runata di PaJ enno. TuLti ::;anno come le condizioni ig ieniche di rn.olte delde casenne del R egno s iano LuLt'allro che id eal·.i. Anche neltl e regioni un di rette a regime prevalen temente militare, quali i•l Pi emonLe, la Lombardia, ed il V~nelo, sono numeJ'C:Se le caserme di ripiego, quasi sempre dale da SO.PPress.i oouventi. Queste spe_<;SO ub1 cate neJ l-€ntro di La! una d elle nostre grandi città, se ceduLe alla speculazione priv.al.a, rappresen terebbero per l'era.·io un ottimo affare, ch e a sua volta col ricavato, potr·ebbe nelle località ,piu a.daLLe ed eccenh·ic.he erigere dei nuovi mod erni quartieri. Venne ro fatte in ta.J. senso numerose p1·oposte, rimaste tin'ora al·l o stato di progetto. Alle poco felici condizioni edwiz.ie s upplioce, per quanto lo permettano 1 limiLati mezzi, la buona volontà e l'ingegnosità dei vari comandanti, cui si unùscono le fortunale vondizioni climatiche, di cui tgode buona .p arte d'H aJ ia. In taluni casi, d 'accordo con i vari oomaud<li!lti di Corpo e di Divis ione, ve nne ro suggeriti modifìcaz.ioni e t:ambi che con piccolo dispendio e c.on vanta.gtgio igi ei1Jico immediato permisero sfoNam.ento di truppe ed abband~ d-i t.a.luni locali .poco saJubri. Fortunat-am.en.te oggidi le epidem~e, c he la! volta manifestavans i in tal une caserme, da mo!ti armi s<:no ridotte a poc.hi casi d'importazione, nè mai ebbero grandemente ad estendersi perohè tosto soffocate fi n dal loro insorgere. Ave ndo riscontrato come tparetohie infermerie di OOflpo fossero prive d ahl' indispensabile locale di .isolamento, venne provveduto con accordi pre5i s ul posto, dando tasiloa.tivi ordini d'i.mpianto, là dove richit.3dev ·~nsi speciuli adaLLamenLi, e ciò soLto la din·etta responsabHità de i vari di.r ettori di sanità. Le infermerie di corpo a sede fi ssa, dirette tn genere da ufficiali m edici {:he contano .pa.recchi anni di servizio, s i pre:>e11t.ano gcner·a.lmente in condizioni ben migliori delle tante altre dove per man<·anza <iel titolare i cambi sono, s peci.almente in questo momento, tanto frequ enti. Talune di esse, dirette per luntghi anni dallo stesso uffieia·l e .m edico, hanno l aspetlo di vero e proprio stabilimento di cura, talora provvist.e p el"fL.o di bagno proprio, con water e latrine b en cost.n1tte . Al contrario, nell a mag~~or parte dei ·c.asi, le i.nf ermPrie n ggimentali ridu cons.i a:lla .p~il semplice <ieJ,Je a p p! i('::tzioni di qua nto !)fescr.ive i·n •p roposito i·l .regolamento su l se.rv ii'JiO sanitario militare. Qaasi sempre però ebbi a ri.IE:var·e come, pur tanto povere nella l or vesle m od ~sta, raram e nte ma.ncac:.sero di una ce.t·l~l ))I'Oprietà e •Pulizia, estesa, oltre che aU e infe rme ri e, anc he ai magazzini ed alle latrine. Qooste, al vari di qu ellll d etg-~i os-pedali , dovrebbero esser e del lipo (llla t?.trca, provvis te d 'acqua a.bbo.ndan.le e di pareti div isorie. Da ulltimo fu mia cura di raccomandare a~gli ·uffioialu medici d ei Corpi di eserciLi11"e speciale sorveglianza sul·Je canti ne e cooperative di s pacc.io di viveri, s ull e sale conv e~no per sotluffi.r.i.ali e soldati, su i ei rcoli uffìcial.i e me nse ufficiali, quale venne prescritta dalla Direz ione cent rale del sel"vizio san !l.:II'IÌO militare, c.on circolare n. 2030-IV del 2'* febbraio 1920. Concluden<io, la grande guena , d al punto di vista igienico~profilaL-


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CONGRESSI .

tioo, fu di proficuo ins0gnamento a tutti indistintamente gli ufficiali m edici. Da questo fallo e da·! la ret.ta. coscienza iìdenic.a t'ile ebbe a derinu·ne, la complt>ssa organizz<l.Zione igienico-profìlaLLica del·l'Esercito risenlì notevol e vantaggio ed oggiùl p0ssiamo con giusta co mpiare n~a affermare che tali servizi i n confronto all'ante-guerra, rappresen La no un vero, real e progrf'Sso.

CONGRESSI XXViii Congresso n~zionale di medicina interna (Firenze, ottobre 1922). Il 21 nttobre !'<-orso. 111·1ln ~tla d~i Dllt'(·~· nto in l ':tl:t~.;r....> \'ecdtio, ha H\'UiO ltto~o )a sae<lut11 inuugumle ùd :!8° CoJJ;.:t'l{\~· di •LJJA'i~idna Lli!'Rl'lllt, ali<t Pt<'~lt2.'1 ~~llt- autot•ibì <:i \' i~ i e milita rl : Il C<IIJIQ >lt li i tarlo e w '"'l 'I'I'C>l('Utu to d~ t l (.l() follJit'ilo m~'<lic-o Altoh<·lli. (•oll ' iatt.('jn·ento <l i IHIItwt·osi ulht·i~t·li uw~ l~d . P ronunziarono elevutl d1!i<.'Ol'SÌ il tJilld:t e<> Goll'b:tsso , il "'''Il. ~l:tl'<1gl!tlllO. il .st>U. l"u.•:«mle, il pt·of. IJun:i eù il ~)l'of. Glgliol i, pt···~ititi!H~ oldi'Ot·tli n~ d~i lll.;o.lici <U Fit·eU7.e. :o--.. IJ:t 1• ;..:int·n:'ta <1\·lla riuuìou(> H JH'o·f . Frug<>ni ha ,,..to nlt·uni ro.-u di a$1Da nnatihttl il·;t, tmc·c·i:wdo IH p:tto;:c ll cSi di detta 1011JUI UlOJ'OO~l. Il <ll.ltt. AUCOIUI ha l~lrl;•to ·I~·Uc umuifc·stazionl QI~UJutiche, è utltnt_>e, e &">tl>'t!'O itt~"'tÌJùlll dft iperNeos!bilitù tf:t "~'l'l · !.' t-d 11:1 <lt>s('l'itw nn ~~•-"<J 11! a..-nut et>id~ulm da \'entJ·it·ulosu~. Il profe~<ovr t·~·tt'al,'11:tnl. rlell'l~itnto d'Igw ne tl:i Firenr..e, lu1 l.'ift>rlto :rulle ,;ne riOC'rcbe ~pei'illlflltn ti dcil'J1~n ta mwt:llnttiir·a i!imostracrl.(IO oome In t'Osi detta :11;111:1 mut1iU!tt:l.t·:t. tton t•:-:i:-<t<>. I l pruf. t':t , 1'{' liÌ'llO hn ric·hianwto Lt nt <:t>..->li.tit di non IÌHl~ t' <;<.-e:;.-<iva l m pot'\':liiZ;t <t !lo 'iJteri n 11'11 tnlil"UIO. w .a ben:;i n Un eHnl<:a. Au<:ht> ~U oostlene e lle la <'Osi th•t,t;t :1 ,..11111 :llutlila tt.it·a è tutt 'nltrn <·Ol"::t elle l'usllJ.n ,-~·m :è ~·lltflLi(''lll>f'IJt.c un ('pi."<.tdi~» ll >llubtti<''· LI dott. 1-'r:tn<-o tw rifeniro snl l'otttl'."itil Jllll'tll't•rtcbtal.e "')r.tti(7t eli Gr•H·l'O. J l Jlt'(lf. Devoto ba t.l':1thlto cl<•i reperti plt,..,..l<·i <hl 11 tti rt'>-1•iratol·i foJ•t..:tti Ueì l'iii it•l' i Sol.'lllt'Ì I}t ì<:i d~ i ji()IJUOU i R degli 0 1'f,."}illÌ yj(:[nl. 11 dot.t. Trt-uti ha l-.JUlUJÙCa to l rb'ttl l:.;tti ot!t•mtti IIH, <IiHIIk ii lltl'l t:<IH )ltll't'!lì IWll<t ('UJ':I cldh• J1l('lll'i1 ì 1\>'><tlli<ltiV~ In n• n t i '""In t;j df'lù1 eli" kit lll!'<.tit<t di R oma . l l':lntit~l :sono J"q•Jn·~utfl U dnlln Jt<)l>.><i !JiJ.itil ci<·llc• ,.,·uoi;1111PillO completo lleJkt pleura , :>eJIY.lt c-Iw l'itLh•t'lln<> abbia n. t:!Offrlrc que i <lishll'bi (dolori. nl'fnnno, tosse), dte "l}~-.c> illltorolt~<>no la SIJSJI('ru,;one 1kll<t ('l>mum· tot'<!<'l"nte;;i. Ino\ltoe <·on b:1le nteztM) è pitì dillìl'ile .In fo11111n~jooo delLe n.dE't·en:r.é c he oshtoolano la ~~~~~~·l.j!i:rne <·<Jlll!Jlleht fuJlz.iol'l>lllt'l <l t> l !t- pk"'u·Lti. l>a nl.tiruo 111 <•ti >it<tno Dlt'<li<.-ò f'nrdm-elli ha illt~'tl~11.<> Il \'J110 re prognost.it-.J <lt>ll.tt formula eullltoloi!Ìl'H stud Ìlt t a !<i stt'IUII ti<Jmnu~nte Ln 7U t·i<'<l\'.<'111 ti per tulJel'<'tllo:<i pvl.lltOJUlt'e n e l ~:,;~nat•u;o 111 Anzi" c ,;un mpportl 1lm llnfodl<l»i e c:ntirP~l7.10ulef. Nell:t :!·' ;:;lontata il •PI'<>f. /.oi11. •li r('tt.ot'P d ~lh1 ("llnim medi<'ll. (Jol l 'twia. lw preSE>ntn to la "'"n dott~1 relaz;imJ(' ,:!('n.t•m !(' ;..'Ili: li lt.U>Ii "'''<>l~~·n<lo il t('l!l:t <.'<ID b1l'A'ltC".tUt e t•rofonditit Ili ~l!ognmt•nt:l:t-iout'. · Jl dntt. l!~ t~ITI<'O llll I»~J·b1to <l•" ll'lttero U('lùl siln. drome l'lliot·roi<l:t·l'in d(•J Jll'(tf. ( 'a><U'W'lt.o. li d·•~t.. L e·one 1111 •;fl'rit•• dp ll'itlt>n) nt>lla perni<'io..o.:::1 •mnl:ll'ic·a <' lii'J.!'Ii :<bi ti eu•k•c r·i 11 id . li prof. De K uuno. I'I('J' rloolvere la que.-<tion-<' tl(•ll'urìJ,.'illt- I •Pali<':t od :.tn.t•p:ttl•~l tkll:t hi·lf', h.H {'.'lJ!<~I'.<.> I111Ell'('>-'l<IIUtj ~~­ cerchf' !'11111:1 <·il·<·olazi<Hllt'l :t·tt·itkia il' n<• l f~'J.!'" t n t' rwll11 mll:r.n f·not·i d(•ll'Ol')::n·u,[smo, ('>([ è gin n t o :t li P c-ondu slvui c· lw ftH-t'n<lo ('i n~•ln r e >Wl l-'l lP <kfi ht·in>lto m'l fegato, sì Ott!,·11;:wno pi~llll'll ti hilbll•i , nwutt·<· non,.,.-~ ue p1·n<h1<·•mo iuil•t.1~1ml o nd l'orgMl<l solo Il-

t,..,, ...


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CON G n r.:;~ 1

qu i do eli Hlu;;~>t·. l sobmdo wilz:1 e f,'l.'gato 1(!- rii~t<,n(!o la ciJ'I:.vlanhme, :si hu quasi lll,'11Ul<;! proù Ul'-ÌOllC {Li 'iJL!,,''lll<:llU \)ilia l'Ì ; f<IL't!IUlo ciJ."I.lOU\l'e SllJJgue uclla OlO!Ja. ll.lllilz.'l. ~•uu ;;i riscol1t rano n el ::<angue elle ha circohl to nemmeno tra cce <Ili bllirllbiua; 1nliue s a tut·:~ 11ùo H c::O<>i\letto sLstema retlcolo-endotelì:ale cou col.hlttl-golo, pr:lmn d i t>r<~ oed.ere :aJIA ci r<.,,wzionc, si hH !H'OÙllr.ione di JJlglllentv billiui in JUìsura 'llon inferior~ a quella rh;ooolr:~ rta n elle pn~t.'<lenti r icerdt€>. L'O. t'Onclude yullt>.li che pre<:ìSilmentc albi ~llula cpuLicn è ùevut..1U1 h.t fot·illllL.Jque dei IJigwentl billiari. 11 prof. Carrer-.u;, ha rLfLrito l'llll<t luu~.iOJt<tlitit <·J ~ ttl<:a ncH'itM•ro ~T itl'J,elltl!le. l nfiue i•l prof. CastelUno, dopo di a\'& ricordato t!OD nobiJL .parole il compianto prof. l 'tiva antesignano {legU studi ~ulla :funzionalità €'1R\ti<'ll, ll:t pl·Qpost:O un vivo ri~'"l:aZi.aUIIC'O.to al profesoor Zoia, t-elat-ore, per il gmooe c'Ont riuuto da lul 3JI~rtato ~una QW'>Stione degli itool·i t-vll ltQ ogni sr~eriJucJt-l<liiS1no fn111t..~ e tedessco. ~d la ;J• ~loru~rt:n ha a \' Uto luogo la st>tl.uta ml$t:H delle due Società di medlcln.a e chhrur)!'iu sull'ult:era <lucùetmle, :;edutn di &'1'ande e partlrolare illlteresse acientlfieo. Come r eln tore ha riferito J>e r pri11no il prof. Ascoli, <.liret tore d,ella clinica me-

dka di R()Lt:<1, o~rnwdo clt~ l'ulcem l}uodeuale è maù1tt la frequente, oopratwtto 11d ~:,n.:el ti g-ionuu, ed è <.-vJntu:te in al<:uoe fumlglbe <love dontd·n ano temperllllllentl netvo.~l; mn altre volt(> S'l Tnanifc,.:ra in !';l;'gtllto udi avvelemuuenti cronk1 (p1omho, ~tk'OOI.J, ati Lnfe-donl Ct'Ot~lelte (.;:jtl<:il!to<'OC\!bl), a tubercolosi, a processi d'Infiammazione di oqmnl (Jerito.ueall , RJ(X. E' per lo pltì malattia sooondaria: ha sede udlot l):tt'h' inlzln le dell'bo!esti~•o elle $!:'guc allo stoma<.v , Thtlora profondn, più comunemente .liUJJCdi cut le . L'O . .wet.te In gt·:t.ru le' r.ìliev-o <:ome l .mggl X !l)er!Uett.·mo di rit'OIIOI>Wrilt lx> ne hl ,·tta e <.-ome si S\~li il -~XlttOO di essa <In R dolori dl stolilllro e lle in:::orgouo JJCl' lo 1P iù ad 01'1.1 lliss.'l e lon>t:ana. ùal pnst:Q e du l J>l~tars1 a periodi d -i tempo. Può decorrer-e oon acc:essl .reci.llivauti ~r molti' atml sen2a determinare gr;tvi ùurwl, ma .p nò riu.~'ire pericolo."l!l J)er le oemorr.1gie .e ver le perfora?.iOJ1i <cui può tla t'C ot·igìne. L 'O. in 111111 rapida ~tesi descrive il modo <il formar.ion.e <h•ll'uk~t·n rlu<>d<>ufl le e dimo&tra l:t moltepLicltà e ('01U!Piess ivitìl del mecc:nn.l~nlJ..>. :"t•Wt tel-.'lpht ùell ' uleent duodel.lltle l.l.lt grande importanza la prt.~:v~ntiva deterlllli 11(.1 zio m' <l\':l,\ li ~• g~n.ti ea u..'«tl i, e la blTO.IUl rouoo<.ociD.a dd fattori dijreStJ vi. l•;gn ti;;~1 infiu e u I•J'IIX'Qtti delL~ <'lll'l.t mt'(~ien e ~IOCClllUl alle i·ndloazloni per l'inten·ento dt ht•nrgJ t,J, <.'Qi ll'ludeudo che la <:ut'l.L e ra.~h\itenza n.tedilca dev<>no .precedere e apeeia hn~uw. <lt•\·ono <'{•guhoe 1\)JlCI'll?.io ue; {'<>Si , mentre la tempia medica bt1sta nel (•<tsi ~~·t::)."<' t·I, dJtlla <.'OOJJemzione dd medico e del chirurgo può attendersi un miglio re e più (!JU'P\·o~ tx>nctido au<"he Llt!i casi grAvi e n elle complicazioni. Il pmf. A J4.>,...,1ndTi, ùirottoré d.ella c lini<..a cbdTw'gioa <li Roiua, altro relatore J.>U l ult·cl , .;int'J 11 r,:<•mt•nt<l. dopo <.t \'C'r •·iient t<> HIC'lmi tla ti di gNBlde lnlport:lD7.a Jl('r J'(>.&lJne di;lg-nosTi(."', l.ul 8Whilito l;t lill('fi di <·oudotta che ('IA.>vono ~;~egulre 1 rucd.id e l <:hin tl-g-i dl ft~>nte n.i t'ltsi ili ukN'Il d uod('l~le; si è int mtteuuto quindi a ~)>lr­ lnre ~m i nJt,kliot· lllt'todo da lrl':.l ti<·; t t'\! ll<'ll'i·llh~•...,.._,.nto dth'Urg-ko, affennando elle J:('i ftto><i 1li n l··,·•~• •Il uon ~~~t \'t' <.>Ji ti til ba st~t limltao~ alla {,'llStl'()(>nt.erostomla e nel (';t;;i gl'flYi ;tll:t 1'(':-ot'ZiQIIP.. Il pt·or. l'asm le . è IK'J1\'t!Alll.l":'n te <l'acror<lo <'Oil l ndatt>l1i. ~;;;:;:-li wm dil ~ ~-~"',.,;ha i m}IOt·l:lll~.a a1J:1 ~'O;;t;i·tu7.ione <~l ammet~ J'lmporta.l.l2a <t~lla dJn . g n osi r:tt U oh•l!h~• : m~t. ,;oc-;.:iunge, la •tia;:u<x~i d(',-e ~'lSere rntta da1 c l1ntro. So:-tit·nt• riuljNJrt;~nl'.:a d•t•lla lil\'<'ot·itù {'01: <·ui \'Il J. J~lllcl.otto il mnbH o al <:lllt·ur1:'''· .senza H'<Pdt.;tn' h.' ;!tt wì <~ttoiT:t;!i~·. ri<~Jilv~:<•tHI•> dt~> S<•lo fil ehiru1·;::o ~:~petta la 1'<'<'11:0 tlt•l Jl l'l)(·t-'."!<<1 n pt•rnti\·o. 11 J>l'of. Y iolil h:t l'i!( ~·lltl) PilllJlOrtm17~1 gNWti<."<>·<.'OI<IItul'-i<r nal<· lantt• nl'lrui-<·Pra duod. ·tw le <-<.>111<~ JH•ll:l tuiK'rcoi<Y.-Ji: sono d11e m atl:ttti<' cltt> !J: I'Imo in tunw•w i l 1·,·n:·'ll<) <••·:.!a n it'O d t•nutJ·it<J. ('~n·ne uelln tùc, n prO<'esoo dì lo· <-. lii.,l'.md 1 lll<' i· :lll'api\-t•, J ~t•n· lli· è q nelle> il vu nto i!ll cui t.'llhll iJUt la tk•.nut r izloue. •·<>~i lt• IIIIH'"'-'~' di;.:<',..1in~ si u l<.,••·anlo twlln NtOlll>~CO e 111'1 <ht()()(>UQ, J1€'.r chè a questo l Ì\'Pi lt) •Il :~·ta Ili<·r i<-<.1 dC' l J'or)w n i ><l no :1 \'\' ii'Jt(' i n Il n<>: l ti lvg<·m}tien n Jlli rid u r.i.o11e dC'l ~<'l!l ll t' nto lor:l<'il'f> <'011 :11 rvt i11 ('()>,f;tl <>. c ri<ltt llio u<> tl~j vi~ri a quel livello, oomprovllt:t dal t·l'~t• ·jn.g\' r;:l i li ~~~~~~~~~> ~r:td n d pl lw<'!n<··) ili tt\l•'l'<to punto. ('n org~tuo jp YiH di t·itlllZint lt' /i)l~..:c• n ('[it•JI ~~ (•olpilo ÌJim:t iiZi 1111 t<:> JWI suo :<i:-1c JH~I Y:t:<>t}, • : " J4 •n:ii• il ,pruf. ,\ :;.:• Jii t:im;t;1m~·ntc c•i m ·n•I1P C'Ile il <lllodl'ltO, .stretto coonw in lll t:l pt·idont•. ma l ."'• n ·i to •l> LI la t n \':l'-'(•>la 1·c·. tron1 i11 ljll<'l fai to !:1 111;.:-i<IIH' <h•Ila ><lla vu ltu•r:thi litit. li pmr. l •ouoti. <k' U:t diuiea d .1 imr;:i<'fl <l i Padova , ba Hlt'-'*"' J11 t·\· ioi<·l'~!l la LH·<'I'S."ilil di 1111;1 N<•H' IrJ Cllnt lll<'>l.~i('a i~'t-OJ><•l'll t<)d:l . TJ ptof. Quei· rnlo ~tolitl,t ' h:t ri lì ·1·H<• tli nou 11\'\' r c'Ousl:t!Jtlo ut>l suoi uwl:tll di ulc<>m duOilt'-


CONGRESSI

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naie la 1~>0 o an:tClvri'Jria, salvo che <:ond:i7.ioDi ::;ecomlnric di aru:uù~l grave, cachessi.t, alterazioni <llll'u >l\' dell:{t tuu<o<>&t dello .-;t<~u~t<:o "iauo SO!H'aVYPilllt<·: :;ulU! •i1>tt'Ciorhll'lìl, coutr:t'l'ì:tnnent.e H t[IWIIW il prvf. A.'KlOli Ila osservato nei :moi ammnlaU, e-gli ha fa•tt.o s<•mpre largo H~.;uruu~mto per la d iagno.."'i dilict·en~in le.. Alla

il)()tesi della aJtera:t.io•~c tLcl fP!!~ltO quale Cii u&J. dP.U'u k"era duodenale e gast,rica ~ che lcli forma anche uell'e.,;l><'ritllento ili Frk><lreich coll'ull::l~-c:iQilt:U.t:.t !)Ut"Zlale dellll vcM porta deve rout.r~qrl~l'l'(> i ri~1Jlbatl neg:ttivi dte ebbe con la C'Qill[.)leta <:hi u»UI'a d i detm v,etr>~l ne.i uutut'rvsi e-li ~r·imeuti t·oo la i m tui:<.<:ioue ùdiA vena ca va uel1:1 Yena pot1n per lo studio ili' Ila fuH:~.iQIIt! :1111 il" :.-<it·'' d t•l l'q ; a t<> <t> llcllll JJ:l l'C te Lnt<.•:st!+tlale. Cllic~ luo lt re n l pro f. Alc$.-san<Lri qu:tli vsntaggl la ga.')tro-ent.er<>i>-tollllliu Il bbìa su Ila pratica tlt•ll:t $()i >l H't'- ""!One (..'QIILI M.l; l d.e u·~-ti.nH:nt~l ~1\HlC l >e·l" \'i a ;;a;,tric"l.l, che ogll applh.11 c•m t.ant•• >:n~·w,....<so, som tninì.<Jn·ando <.-ouu~nporan(;~une.ote akalini per bocca e l<•;.."'!<'ri J.a~""•tivi. · A tutti bri.llnntetncnr• · t-cl l-.;;tut·icJ!tl•u~t·Hte riNpOud~mo i <In<> t·elatori. l·'m le i·nlN't"'""-'lnbì t'Olllllnit"a:t.ioni S\'OI·t e nell'ulliul:l gion~tta tlel C<lng rt''*'<>, segtutli:J.Ul u CJ !Wl la del <.~ pltH IlO UH;'(UC~> Ilo t·t. F. RO('(;IH'ttl, di rNtorc del l:;nna tori!O di Anzi<>, il qu~tl<' ba rL(<' t'ìto ,;uii'Qrg-n:H,izzn:~.iont> delle l'oloui<• .~tnit:n;c mnrine milit:u·i. alla pre:st' W-<1 dEi '"'tWlori vrof. Qtwirulo, ~la r:1gllano, 1-'o<Ì, dc·! l} rQf(•s.->Ori Scla\'o. ~chupfvr. Ahbu. { ':t:>ll'llìno e cl+i molt i.:"'imi llo~enti •h•il~> varie {juiver,;iUt del lt<-)!'110.

l.'<>r:atore l w rihwat~} am•,ltutto lzt IWcc-,~itit cht• In lott:a antitu.lx·n·olnr'() d<>.boo i1111 11 111 iarsi in pr!roo htogo ~,, dì Ult'lt:~oinne n S!'<>TlO lnrgaruente pre,·c ut.ivo. •Jit('<linnt(• In ri~··ue rflziouc <>rl'ani<.·:t u u.ivél SO~ e in IJ<Nl11i c-:l del C"<>q>O wn:wo. J/1-;..-;..·t-c:ito, clw

,,., ..,~li(~ .U1 ;.:-ion•nu't <'><'ltLPl-e ri.uas<.-enle tWIIa ,·ita tt-a te ....·ue fila, Jtou .p oteva ~~­ >'t: l l \ iut>rte dii fr<mte n Que-st'ope ra di ti<'<».'tna:~.ione dE"lln l'l,tZ7.a, wnrament.e rolpi l:a da t n ut<• (' roi<·hc sven tm·e. B q li('>'L'a nn o .per la priUJa voi tJa, la Dh·e-.-~ionc <.~n­ rt·al<· del >*'n·i:do ,<:.anitnrìo mlli rowe ha istituito pet· o;rui 0H1l0 <l 'nrnwut, fmile val'it• m••rilre tl'lt11li:1, <llt'<'l eolon ie H<' r"<H'Jiott-J·api<-he. Hen :'11~>1) soldati hanno goduto <-osi i i v:ull:tg-):!io d<> l kl Clll'll mari nn. Le C'ulnn i e :;ono ~b• te i n i7.b t P n )Jnrirtima. Fin:llm.:trina, 'l'ri<>St.e, l'ping-~ia d<•.trli Alberonrl a Yetw7,:n. l\lussu l,u. IJt,'ll-""· YiRn<·~:.:io, Auzio, Tt·:al i, c L'ah•t•.u1n , L'O. <'~l()llè l'oq.,..,rnìz7-ll7.ione semplic-e e p<• t·ff•tt~l (!j d<•tte eoloni(', <llirett(> <1.:1 nffi<:iali mNiì<"i com]Wtr·nt.i ì.n i:d<>ne t'fl eliot er:.pia. Vit.-1. co.mp](>t:t•nH.' nte mudi. nU'nria -ap<>1·ta ed n l ripm"<> del rolt.•. esel'('i:~.i l'f>-<Jii m tori. t~tl.."lti d 'i lllHJ"<'. lt<'rCH>Iiot<>rapia g-J"aduaie e .I!'('Jw~·nte n.pplic-nt,l con rt. got·u,.,~ c·t·it<•t· io ::;d<'ntili<-o, <~H':«> eli i )!ien~· el<'nat>ut:ll'e : que!'<ti oooo i capi f<!ildi d >.' llit ('111':1. Hif<•riX('(> (llliiHJi >llli ri:<ultati ott:ennti, <: llt' >:ono \'e mmente brilLanti. sulle ri<:Nehc n 11 Lr<>JIOtneta·i<-ht' (':--ll•gn :te (J.te.«O, cirt-oJJfer~n:l.:t tomdca, cn pn('i t:>ì vita le, polmonar<', fot7o~t mu~'Ol,. .r.. ), nouc·hè su quelli' <'miltùlo~<:h(' lli ('t-l'rnltim:lzione del (·<•ut.' nutv Pmo:.d•>lduk-o. c·ont•'~;..-io di ~Ji)lmli ro~; e forruuJn cuwleucocitnrla). li prof.. l'f'I:I I'O (' t'!>ilt• d<•n roi<o lnt.< •n·4 uir<:> ll<•lln di""'l.tAA"ione mettendo In evld()Jt7.J1 l'impm·t.t 11:1~1 dd lP i:-:1il uui 'llll <li llf'tte <"Qionic:>. ~uno ben :;()()() So(>ld>tti, egli os~rvn. eh<· o~ni ll·ll+ lln tra~:o.:• ' "" il(' llt'li('io d.a <lll<·~t<> <111'(' ('Il il b;·~:.('tieio non è so!tnutll th<i<-o . 111:1 atwhiC' lll:kWill('> e :-«K·iflh>. L'O., dtt> ll:t ·v i >-'Lttto ai<'unc dJ tnU co. lonie. ne fl i<"<' un g-r:l n b<>ne: nota t'l<'rò d t>!> l<' hK·a liti• })l'.:';:;('('l te non fu.rono tW"m-

"1<,,-:;n

ro.

J•re le p!'i1 :tdcl1h'. pt•n·hè c,>ntro Ili p s,, .., >-i ft'<'F>I'O ,·a lf'l"e OJ.qlosl:l:iool !llc<'ite. fllle <nwli birog-t·<•t· ·hhe Of\Jt<>J;<i. X o n f> p<>l·llll'><:•n, P;! li ~·on t i nu:t, s fru tbliX! in tutte le cit·c~>"~:t ii 7A• l'opN 'H tl<•i tto<.1.ri :--ll •ld..:at.i ~· tw ;.:-arc• 110i loro ((H<'IIo c·!Jp eli <llrit.to viene MI Ol!ll i oitt.. d inr<~. 1~-<tr.l t lnaruln i ~ldati i l 'l 'lle ('oloul~' . l'O. <'ili ~ convi nto <·Ili' è n.ecesS:I rio ( ss('r<> •]'ÌIÌ ;:(•\'l•t·i n+>llo~ vi,.:it~1 <lei ;;oldntit 111-'1' t•llmlirutrc subi to dal servizio nl!Ì1it :Il'\' , ..,l• >ro c·ltf' llnll ~l.bhinllo ~~ ffi<'<'ntR (,llkl • ·irt:) ti,<>ka. 'l'rihnt:1 iuline a m pia lo<! c " Ila Ili t·e:t.iOII(' ('('Ili rnl<> d>P I >'lf' T'\"Ir.!n ~~ nit:11-io 111i lit:II'E' ]\('l' In 11110\'a ist.it!l:~oion<> elle \': t ]JH•OI'flg"g"iatn C ;:(>JTPtt:a (> locl Q Jllii'C il (~lpihlnCJ lll('(!i(. ' () iloc'(·lu•lti, f'bC SI è tantO J ll'<~~lig-:1 1'0 in

f:t\'ol'(> <l~·ll'i~-otituzi<~ne ),>t€'S!<:L

Il "'' n. IJI'Of. ~\1.:1 r:lJ:I i:lllll. si :l l'."<'>(· la Jli<>unrnent<· a tutto qw111to il pwf. ~('lavo ha P,.,l)()..<;to e riti('lll(' <>]'JI< •t tllncl ri C'h ;~ na:t l'<' .in mode) fltlu'tir•ol:nv> J'att<•n:~.intH' df'l rol -

lli'~hi roprn l 'impot·t;tll:l~l di q11:1nto h:\ t'lft'l"ito Il d<>tt. ltoc~:h<'tti !la! punto rli ,.i ,.,ta s<·i•·ntili<'O. p('n·hi• l'istituuiOll<' •li qtH•,.jf• <'l >lonit' nlili~11·i hH p<'ntt<>&-<0 cii p<>h' t~' pt·fltlr'fll'e una ~t·i.e t!i c'li"~'r"nr.ioni mot>todi C'h". (IJ>;<o.f't'\·a:t.i(>ni ehc rw,.·~<nn<~ ~1\'T<'hbe potuto. >:en:+:a di i's"\', in~.J-;ll ' rc•ml<:>)'(;'l. l•: ' i ii:Jli hnnno m<?;.:;!"() i n ev ic1('n7.;1 tnntl fatti l'l<'ll•' a• -<-eortu·ti, <:lu· J)()'>'l'Ollo .P dt'hbono <'-""'('re utilizutti per In dife!'a ddla società 37 - Givrnale di medici?•a miliJ.11re . - Fa!!O. XII.


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RIVISTA DELLA STA;'\IPA MEDICA JTAT.IAN.-\ E STRAJ-."IERA

contro le malattie. ;:\ol, oontlnna Il pro!. ~fu:r~1.g i11Jno ò<>bbiallllo r:l:J.e,·are rou l:,"lande ~'()rop'Uc:illl(>Uto lie ('ll r<! ('()Th t'Ui L<t Dit-e:zlonP! centrale d'e l servizio s:tnltnrlo militare dimost.m di S>II))ere e vo)(>1-e u Lilizr.<~are Le conquiste dAilla sciell7.a a bem!tldo del nosbi So".>l<lnti, rome lm di.mostrnto In molti altri provvedimenti. UO .. ne-l SCj!mt lm~ qu(>>:l.e ben('Jllel"e'll7R. <liu;QS'tm quanto sin utile e nec'l08..."8rio ave1:.• tm Corpo ~1nit:uio utlht,,.rc, ùestirmto ad OC.'CUP!Jrsi <lella salute dei soldati, ai quali non ~i provvt><le sotronto con :rue7..zi ou:rat!vi in dllti momenti, lilla con misure pre>cnti\·e: .monito a coloro ehe Lucon.<Jidt>l'l1 tamt-me vt>rrebbero tllbolita qu~ta ·istituzione e <:rede di farsi si<·•tro Luwt•PI~Ix> clel l)('llli'Ò-<>ro d-i t\Ltti 1 oongre,.<;!;isti nell ' ill\·j:u·f' tbo plau~ alla Dir•,zioue c·entrnle del -at!rviUJo sanitario mUltare per la proYYidn or~m sua e J>:er il ;..'tJo glu:,.'to indnq·J;ru.o. li S('ll. prof. ~1rngllano conclude iutlne proponenòo tkn Yoto tU plnuso o:1l C'orpo l'<llniror·io nhllit.are. a otbi l'a!i'Selllhlea .-.i nl'- oocia ml.'lulme ealorosllmenta Il dott. Bocchettl l'lngrazin a nome drlla Sa nitll. militare e si 11t1ene orgoglioso eh~· lu sua eo>pc~sizione nblli:l tro,·.ato l'n.]lpogg1o e l'~l~lprovnzione di co:;i illu!ltrù oru to.-i. Il ron. i)) I'Of. 1\IaraJ!I iano 1)Iimn di r.h ludere H C\'>Dgl't'""'O p!'OUUilcUl un eleYoto diK~H'OO ri<'YO<~n},(!o La gmnòe fig1n'!1. di Gni<lo Tht('(."eHi: ri~1~1 ln gl'nUle città <li l:'LI'Qil7A:• e rwopone un ordine dH giorno. t 'O l quale si 1h votll' n ttin<:hè il GO\'erno t'ietHIOSC<I i· di1itt1 e provv<ld.'l 111 legittimi bi·" --gni !l<•llo studio fl<>I'I>nt!no. \'iene apIH'O n•to all'un11nimìtìJ. E' stat:l <le><lg-n:tt."l sede d<'l Pl~),..~imo COngre-."90 Roma. <'On In tmttaziOlle dei ~-.,.11."ntl ~mi ,;eneralil : L-l ntk•ol<"'j ''J>I1:tkn e l.n cbirurgln d~lll:!

vie bili.ad.

RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA Hull'u.~o 1/r·g/i (llltilt!l'tllici n(l/./c ÌJJerpirc.9Rie tuòc,·co!ari. Mt'{)i<·n , n. 13. Hl22).

.MUSANn.. -

tl-'l Liguria

Nell'ipen•il'""-~1(' d<>J ttJ l)('tX~)IHsi a,·utl sotto la sua o;;se-L'\'ilr.ione nella clinica medica ili Genova, e ne lle •Ju:tll •·ili'Jllle oppMtuno lnte.r\'euire, sla con g:lJ antipiretici, che oon gli antitC J11lid, l 'A. hn ott.euut.o l migliori risultati eon l'uso dl cll~rl di

sallcikli\A> di sodio tli 4 g1·. in 1fl(l /!1'. di <l<.'(J ua tif'pld<:1: la tMnq*raturn sulJito dOl'<> la sommimh;ll-:-t;r.ioue c.-otnindt~\'ll m i ahll:l>'">lll'"i m;:J!iUJ\l!Cndo il 1uassimo di dlmmu. zione dopo el r ea 3 or(>. l f<'n<>m<'nl so•c-;\Jl(l:ui . d i!;' ;..'X•Hcroluwnte si hanno quando V('llgono oomanini st.rn te forti ti osi di nntlpi J'('ticl . nel <.'<100 delJ ·nctdo sali('i li('O 1;11 sono rlimv:ttratl p<)('() evid~ ntl: tutti ).!l i inf<'T1Jli hanno l':<IJlJ>Ot-toro molto bene U clistlo!re, &ell?.>t fa tU liTi tn th·i 11 c-.u·k-o ,lf•l la lllll C~>-'-111 n·llal c.> . nè nuloruzlonl u bbomlnntl. nè disturbi <'fl r<li:H·i. ~oltn nto ,o;: i tle,·e !'Oemprc sot·v<·~li:ne l'eliminazione dell'at'id() sn.llcillro nelle urine f'Ou lll notu renzion<: del perclonno d'l fel'l'O. L'A. c-onclu<l~: che 1':1cido suli<•ilieo n~rl('in mollo bene le due nzlonl dello l)(!rtlitlt e d<'IL"l lnihi;~,ioJJ>? <~ Ila rwodn?.i~>n<- del <'lllm'(', e IlM'Cii), OOilliDlnh:.t.ruto per vl:l rdt:lle rotto form:l <li .<;, Jlkii:Jto di SO<Iio, a lla doSè sn lndk.--:Ltn, è un ottimo ~mti­ tenni<'() ltt' llc lJ'Iei'JiÌl'l':<sic ;..1)("dfichc.

HL-xru. -

P~>icn.,i t/i tliii'U(I di tullf!a rl111ola.

Jll(•l)l;\k ••;

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R. d<' ùt Soclété de Médectne

L'A. rUf<:·r ì~ In .f<tol'ln <'linlf'll eli un :::old:~to con grave lesione, che f<>rito nel I9l(ì Cll<lò<! in uno stnto di 11Jtl1in p,..irhìl'll, ron tk ·I'N'PimtOI1o. <'he dnrò. I'O<'.llil.'.a <'he l'i V<'l·iti<:a .~;,. alt-t~ll mig-li<)I'Hlll~nto. p,. ,. lwn tr'(> tllllti: fu d~1 prìmtt ritt>JJuto per nn ~;im ulnto~ )Yii iu ~g-uit<> a pii'! nceurntt' ind!tginl fu rifoimato eol m~ssimo della pcnl'i<>nc. L'A. COU('!ude 1ic·h iwm:1-ndo 1':"! tt('nr.i<lnt' >.1.1 l lnn;::-o cleror.;o di queste p.gi-

OU$1 d l _gu(•rra., le q n a Il ha 1111(l n•m d 1 rll do un l'::.i ro m t> no f!lvoJ~vole eli qua n w ,; vossn prt;>ve<l<'re a primo e.."!! me.


CONFERENZE SCIENTIFICHE DEOLI OSPEDALI .I.ULITARI

579

uu:ux. - l canliaci ne/Z'es~roito àunm.té la yuerra e nel (/opo f!llena. (ArcWv~ de Médecin() et dle l'harma.cle Mllìb1h~. u. G, 1922).

Dopo avere, in u1DJ ll}dmo capitolo, aeceunato tu prOj)():;;to lll{'Jie le>-wtlli ar~1tomi~ elle del <.'Uore) 111 vM<l « rummli1» <:lu·d:lacl, ed in P<lnUc-oli.l re a ì « nunorl di l:lOllio >> ,e d alle va~ tèQrie e questi<ml clw vi si rlcoun(}litoao, l'A. J.>&"-''11 a trattare dei dil:>turbi « f\Ul7..ionall » ro rdiaci, cos i tlistJntl: J• Il « slmpa,Urotoni.smo » (sintoma fondamentale: 1a bl<:hlt'tfllrdla ,permiUiente); 2<> I dieturDi. del « cronotropismo »; 3• I di>~turbl della C('(.1tablllt:\ o del << blldnl.Otr-opi~t:UQ » (sintomo. fondamentale: l 'extra,~ istole) ; 4° I dl~-turbi della <:onduclbilltù o del 11 d~·omotroplsruo » (morbo dl Aditms-Stolres, bloooo del cuore); 5° I d1~turbi d<'•Uu <:ontrattillt:), o d~ll'·i!lloti"OJ11Mno (poJ.oso altel.'Dlll,nte di '1"\raltbe); 6• I disturbi d(.>rivantl da <1ìù1 tazione del cuore. Sempre a proposito <lei disturbi funziona h del cuore, l'A. trattla, come <!orollnrio, l'itltporta.ote stuclio della ~9ione arte riosa. In uu te rr.o c:tJpitolo l'A. <:><po.n e i.! ntodo eli i!Jp;prezwm(lolto òella ea))f1citù turr~:iQnare del cuo1-e per poternè nei vari casi d\\(lurue laJ e,·entuale « incapacità alt·d.ifl<:,\ l> al oorvi.-.io militnre. J·;.2:l tr dh;tiu~uc per~mto: a.) la ;pt-ova del CltOl'e allo sfor7..0: b) 111 mb·ura, d.ella pre.-,.•llone ill'tetiosa ln rivoso e ~lopo lo <>'fow..o; C) lo stuù'i o dell'iml·i.~~ o~illom••triro. L 'A. conclud(> ìln.flne che In materia di car<li()l<>ltift ·llld.litone è ne<:~;.>;.<;;sal1io Jn ogn.l caso r>roet'<ll'l'é ud un es;: n~>: completo del soggetto, C'O!ll!Dl'endoote: l'esame clinico, l'ortoùingmtkt e l<t misur<t d e lln pressiom: nrt.e l1osa.

CONFERENZE SCIE~TIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Sommario degli argomenti trattati (Dei p1018SSi nrbali pmeaati alla Dlm:ione ttntrale ùl aemlio sanitario 18ililan) dal t 0 oHob11 al 30 nonmb11 1922 GoarzrA. -

Dott. A:-.-rn~~o DF; J ,~:;o : La .,u·ve oar/J&nioa ?W/o/a. r:ura ctcllc malattie

cutanee. - Esposti i: ca.rott.N·u n~ici t'<l ll modo <li Jll-odu:r.:ione l' 1ll lt11Piicazione delln JWYC ca rbonka, l'O. 11fcri!'l<X' i br!UI\n t.i ri.<;~n\tntl txmt[)('ut i'Oi ottru1uti In lllc tmi <'llm tJ,J htpus eritcmntooo e tul.x!l'('t>l:.t re, di n~n-uc·he, clw.loitU, ~>iteUo,m!i cntnnei e d n l tre dP'.I·mn tosi . M.:1g;tio1'e medico AosTuNlO J At?OCt: : Ascesso iliaco àestt·o t1t!JercrJiare L'O. J)l'j;).~Jlta \JD inf<'t'lllO t•j<-ove-r:t to nt'J repa.rto d t iru1-gico con tumefn7jone nella .ret ro-~rvit>) peritorllOOle <li d el"t.rn ('(] .,,,t t·:t:i''('<'llzione tH.'lla t~ione i!~)(.«-a le. P:rese in esame tu too le fon11e worbu:oe d1e p<>tn·bl""'ro a,·ere origine da J·npJ•OJti e<m l a t~ion<> p 1-erlettn, Sl)('K:i!ll lmenb.> i t\Wmt·i, l e oì.-ti aiero~, e ma-

'l'tm:sn ;. -

wi origiue 08bCa. -

tiche e da ech ii)()('()C(_'O, non<:11è Ja tuber<:'Oio.<d in to.'>t.ima~e «< escluse tutte qu~te a.f-

fe zion1 non conispolt.df>_tlti <.'On 1:1 slutolJl:J tol~l.n, l'O. rifcii~«."C il r bmltato d i• alcune puoture {.-spJorative. <:Ile hanno <lMQ esito a pus )!.'i~1llnst1-o. B~htM ù1 rpos$ibiti tà di un asoosro .pe r i!Ufl itk-o e J):ll'tlDCft·itl<.'O, vle.r.t.e ~ lln diagno:>i dj nsce<>.-<>o lli.a<.'O de!<tro da t~n·ie Yet1ebm!('. illlu~tt'lmdo inlinc il Dll?lt.odo chlntrg.i<.-o cru·ath·o. liot>.E. - 'J~n. colonuello medl<'o J)o)rt:Nrco Ho:"o: l~· n caRo eU le u.rPmia li nfatica acuta oon t·epcrto neorosoopico <li mt 'l~lldot eUosi spl.enica.. - !iO. riferisce un c-.80 <li lf>H<~utia Uttf;tti{·-a a <.1tta con Psito k\ta~ ttl l~•· )!!orno dii ;nal41ttia. A ll ':mtop!<ia .<d r1.~c·Qntt·èJ w1 grand(' pacco linfntico peritmcbeale i.n <:aseo<>1 ed hpe-r1:.r o(ia d e-l ft.>gnto e cWla mil7.a: all'esame ì.stologi<'O ques~l! pres~ntò i~Jerpl~H;ia d~~>3 folUt-oH con trrnullc rete di \.ellule omli ·Plu.rinnde:lte <.-on protopl;1Stn~t va<."l!Ollz7A'l to. Ques to tU>Coiale reperto lnduet• l'O. n~ l.a .'JUd)J>OSizione che la llWii.ltt.ia a.bb1a avuto una pato;.:en~L di t>rima fot'Jl.tamon<!. ~ulm quale, .p er utouwnti dj eziologia non nota, si sia ~vilup­ pata una llnfo-ndenosi.


580

PER J.L LIBRO D, ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE al va.lor militare per 1a. c a mpagna. di guerra 1.915-1918

(Co•tlnuaziont - V~di fas cicoli precedenti del 1915-16-17-18- 19-20-21 ~ 22)

R. De:relo z ot!ob ·e 1922. 26o. CA~Of. I.IIIU

Giz111i0, da Terni (Perug ia) , capitano medico 4 grup po cannoni autowobili da l uZ . - ltz cmmllltl,z.:ivne d.cl/.a croce ttl m erito di gue rra co t~cessa.gli ccm decreto milliSierialr 26 gi"P'O 1919: - Sntto violento tiro n-emico, impiantò, fra i pezzi dd proprio gr uppo, il posto di medicazione : fu sempre q>rimo, ove il do,·ere di JJH.'Òit.'O -.: di sold:no lo chianwsse. e cooperò ener)!icame nte al ripiegamento elci pez1.i, a!'!'umcndo il coma11clo di reparti rimasti .senza ufficiale e c he - !illlperando gravi dilticohit - r iuscì a riconRiuugere al grosso del g ruppo. K>lmmo (Cn porctto) - Ci,·idale, 2.1-26 ottobre 191 i. 261. C .\SSI='I Giuscf>f'e, tenent e 111C1lico 7 reggimemo alpini. In azione dnrata più giorn i, col posto di medi-cnzione sempr.: iu prima linea, con perizia ed altn1ismo mirabili, pn:~tò l'opera :>llll di sanitnriò al :pn)prio reparto e sotto l'inten so fn<>co di hl<'tltria, di mi tragliatrici e d ' ~r· iglicria, con fiero sp rc?.zo del pericolo, attiv is~i mo e s.:mpre sen:no, riu:>eì o prt:stare l'opera sua auebe a reparti laterali. T'n òi es.:mpio e d' incitamento p~:r tutti. - Bainsizza, 19-25 agosto 1917. 262. :\!oRJ~() cat•. Fra11ccsco, <.la Torino, colonnello medico direttore di :<aJJità 11 cor po arnwta. - Direttore di sanità di un conpo d 'arm:.u..a , impegnato per qnaran ta _giorni cousecutivi in a~pri cmnbatt imc ltti, di ede esempio a tu tti i suoi dipendenti ncll'affrontnre, sulle più battute posizion i, og- ni pericolo, allo scopo di portare immedi11ti soccorsi ni feriti , altCIH\anòo cosl le gnw i p erdite che le truppe subirono in qnt:llc gl orio~e gioruatc. - Knk-Vodice-.Monte Santo- Altipiano Bainsiu.a, mnggio-s<!ttt:m br e 1917. 263. PH ..\TO Adolfo, da :\f eHi (l'ott-n7.a), capitano medico 2 r~:ggirnento fanteria. 111 collwzula=io"c d ella m c cla :: li,l di bro m:o rfl>Jcessa:;li c011 d ecreto luogottmetJ =ialc 30 aprile 1916 : - ln asp ro comba tt imento per la couq uistat di forti e diffi-

cili posizioni strenuam en te contrastate dal 11K' mico, si porta\'a spontaneamente nei luog-hi più ri~cbiosi, pe r prodigare ln pietosa o pera sua, e con ferm ezza ed en<· rgia esemplnri, riuni,·a nucl ei d i lllilitari cl'it<~nti, che riconduOI!va in pri.ma line:. sotto l'infuriare dd fu oco nv,·e rsario. - Podgora, 19 lugl io 1915. 264. f-C H J ,\\'0:-;~; Jl l(r cd <> . ~o\tott·ncnte medico 59 reggi·rnento fauH·ria. In cruente a1.i0 ni per la conquista di a~prc c ben difese posizioni su terreno d iffidle e sotto il \' i,·o fn<l<'O nt·mico. COll profonda co~de m:a c molta perizia q>Tofessionale, con cuergb ~<:rcna e fniti\·a, disiJnJX:f!: JI U\'3 in mOllo singolaruumte etncace il servizio ~nni:Mio sulla linea di cmnhattiutctlto, rin;;cendo rl'cst- mpio, ai combattenti, <li !;prezzo d el j): ri colo. di valm·c e tl'abncga,ionc. - Col di I.ann, 7 luglio-28 ago!'lo 191 _;.


Pli:R IL J,T h RO D ' Qf{O 1H: L CORPO SANITARIO )f!LJTARE

5Sl

MF.DAGLI,\ 01 BROl-'7.0.

R . Decreto 3 ottobre 1 9:z z, I<>79· C"TTA~f.o C iu~ eppe, da Vog hera, sottotcucnte medico complemento sezione sa nità 32 di,·isi ouc. - ]lt commut,1:::io 11 e dell' enc o mio solenne amccs.~ogli con decreto lu<Jgote.~u• •t.:itlle 13 febbraio 19 16 : D icdt: pro,·e con tinue di calma, c<r ra~;gio e ,;iugolare sprezzo del .pericolo, coltliunando a prodigare le sue cure ai feriti, sotto imeuso fuoco ucmico, che fece vi ttime nel suo stesso reparto. Contuso in sl'gnito allo scoppio di una granata , accor reva pront:uuente ove questa aveva prodotti m<tggiod da nui, per prestare la ~ua opera, rianimando coll'esempio i portafL"riti alquanto illllp ressionat i dalla violen1.-a e dalle gravi <:<>nscgt1euzc di detto sc<•ppio. - Pla\·a, z.)-27 giugno 19 15. w::io. Cu NCAH~:J.T.I Fnm cesco, da Rieti (Pe rugia) , ca pitauo medi<:o con tple.mento 37 reggimento arl i.!dicria ca mpagna (:\L M. ). - Sotto il tiro de ll'artiglieria a\·vcr:::aria che di><trng")::en\ un posto òi medicazione , st·ppallenòo sotto le macerie l' uffi ciale tntdico CU i militari riCO\"Crati, :u:corrC\';1 3 prestar<: il SUO aiuto, quantunque comi nuas~·· viol<:tlta l'azione del tiro nemico. l'rov\·edeva quindi al sal,·ataggio e al lo sgombero di t utti i feri ti, c si ritirant <per ulti-mo, trasportando seco il corpo dd collega rimasto ucciso. - Monte Fort in d i Farra, 20 ottobre 1915. 1<J8 I. C t ~!I~ ,\T.\ Anl<mi11o <·apitano medico 112 reg){imcJilo fante ria. - Sebbene direttore del sen·i7.i<> sani tario regg imen ta le, con ab negazione e tranquillità anunirevoli, sot to l'im perver sare clel ti ro n emico, preo't:l\·a ,-olontarimnente l'opera sua al le truppe di prima linea. J)uraut c l'a,·a n7.,tm de lla twsl r:t gr~mcle offensi va, <:<>n glancio ed ese mplare attività, im piantava ~uc~·e,.:s ivi posti dt soccorso, prodigandosi in I<X'alità esposte al tiro . per le cure <t num cro~i feriti nost ri e del nemico. - Vittorio Veneto, 24-."l" ottobre- r9 rS. 1 ,,g2 . Cono~ 1;1 ca,. . T o111mas<', d ::t I' :lJ)(lli, nwggiore medico addetto 57 di visione. -

111 co llllllllla=ioll~ <it'lla croa a/. 111 crito di )!u c rra conc cssaglt co 11 de cret.o millistc r ialc 1 sellc llllir<' 1.9~" : - Capo uffi cio ~<a n i tit della di,·isione in zona fortemente

battuta cln artigli<'rie ucmiche , con g-rande :<prcno del pericolo, predisponeva c coutrolla,·a g l'i1111pianti più avam.ati del !'ervizio sa nitario, e duraute l'offensiva, bt:nchè am111a la to, .l;n·a bt· ll"e~~' m p io •li c:tlma, cnraggio ed energia. - Piave S. Boldo, 27 ottobre-I novembre 1918. H•83. Dr VrRGt i,IO L11gf, da Pcrauo (Chieti) , agpirnnte uffieiale medico i O reggimento fanteria. '-- /11 C<l ii/Jirmta::iorle di'Ila croce di .~:ue rra co ncessagli con d ec reto 111Ìnist er ialc 26 o/t al! re 19 19 : - Medico di battagl ione, compl con co~<"ienza ed amore i l suo dovere mwh c sotto violento fuoço di artiglit> ria c di mitrag liatrici nemiche, consen ·ando ,.;cmpre ammirevole calma e dando c~em pio a tutti di fennezz.a e cor<o)~g io. èon e nergia rinviò in lim:a i militari leggenn ente feriti e, trattenendo nlcuni !'ba ndati, li riordinò e li fc:c-c ricondu rre in combattimento. Col nemico \'Ìl'i no nllc spalle. avendo ricevuto l'ordiue di ripiega re, uon la!'ciò il posto ·di medicazione se non quando ebbe messo in salvo tutti i feriti e i materiali. - Fos:<Q Palnmbo (Piave), 18-r9 g iugno 1918. w84 . ~1.\RF.:>:t:o cav. Lorenzo . da Ca rm agnola (Tor ino) , maggiore medico ufficio sanità 25 di,-i J<ionc . - In cmnmuta:ioue d e lla crClce di g u erra CO II Ct:ssa.gU c011 d ecreto m-iuisl c rialc 2.\ oltobrc 1921: Preposto al coordi namento ed alla direzione del servizio ~an itari o di due divisioni in g iornate di azioni molto im.portanti, si recò r ipetnt:uu<o>nte in zone in le:-~~a m cnte battute dal fuoco nemico, allo scopo di assicurarsi che il servizio eli sgombe ro dei !..:riti, orga niz1.ato con la più scrupolosa cura, procedt!lse regola rm ente, dando belle q>rove di coraggio e di sprezzo del pericolo. - Altipiano di Asiago, 10-19 g iugno 191 i. 10Ss. ODOERA cav. Lui_!! i. tenl'llle colou uello medi~·o direttore sanità z6 corpo armata. - Direttore di sanitn mi litare in un corpo d'arrnat::t, .per non distogliere in m<r menti critici del combattimento uftì ciali m edici tlai reparti, sprezzante del pericolo, s i rc<"ava in un t·eparto di Jlrima li11ea a >:ostituire il subalterno ucciso, q uindi in altro r epa rto dove mancava l'uJlidalc :medi<"o, pur d i nou lasciare senza ass i;;tema i numerosi feriti. - Re;; Bac iova- Poia ni (Albania), 9-10 lug lio 1918. 1()86. RAn·o Fra11cesco·, tenente medico 39 reggimento fanteria. - Ufficiale medico di un battaglione s ituato in posizione particolarmente battuta, SYolgeva il suo


582

LA CELEIJ&AZIONE DEL MED ICO CAD UTO

l~

G UERRA

ser\"izio con attività e zelo, recandosi più volte '9p0Utaneamente e con sprezzo del pericolo ~ullc trincee aYanzate, durante una ,-ioleuta az;ioue oche çostò gravi sacrifici, dimostrando così belle qualità di medico e di valoroso soldato. - Castelnuovo (Carso), 21-23 ottobre 191.5. 10S7. VESCO I g nazio, da Alcamo (Trapani), tenente m edico <:<>n1plemento 15 reggimento fanteria. - Durante una intensa azione che cau$() gravi perdite al reggilllento al quale era addetto, pre>'tò la sua opera in posto di medicazione presso la linea di. 'l.'ombattimento, dimostrando attività e sprezzo del pericolo. - Cuci (Albania ), 27-28 lug lio 1918 . (Cotdlt~tu~) .

LA CELEBRAZIONE DEL MEDICO CADUTO IN fiUERRA. :::>inulo lie-ti di COUlUJlicm-e elle Gabri.el~ d'Annw.l7.io, ian· LU.tto dul ~nen1Ie une. dico F. dell.n V~lle, h:a n<:cett.ato di~ I'or~.tore ufticin~ delln oori.Jnoni11. Ricordiamo i·nvltre <·be Il Ul~t.ssal!:gio, <•ol qunle il Poeta (';OJJOile U suo pt>nslero sul « ill€'cH•I.'<l c.'lduto In gllé JTll ». f.n rà )llllrtc deiJ '~!·Pilend.ioe de l libro« I/ltnliù agll l talfuni » d:l1-etto <l ngli uonù.ll!i: dii perul » 4b imminente pubblioozione. 2'> fo: /(•11('(1 a·~ 801/QISCri.ttori. - (A rl,portn\'C L. 4540).

co-.·po (l'AI'I>I(lta

di Roma:

u-.n. rol.

~lnrtogtio

L. ll(); CO.[).

P~rretU

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ClP. Fel'l'tìl'l L. 100; ("S>J>. l"<I~Wili L. 1011: Cii). lllag!.n n L. 100; ca,p. Be~ltl L. 100; CSI(I>. <.':1ssiui~ L. J!K); Ullj). C.i1100rl J,. 10(): eap. Apollon1 T.-. JOO; cap. Montechlari L. liKI; <1lJ •. i\l('J·iioo J,. 100; cnp. Pnst.1:~<' L. 100: ca.v. Allne y L. 100; ten. col. Rkct L . J:!\1: t·u,p. Zipoli L. 100: c·:-~.p. Gim~-:1 L. ](l(); {'8Jl. Gt\1\rAnl L. 100. C"r/)u d 'A nnoto <1-i Bari: mag-g. Caldlll'ola. h 107.50; dott. Angiolunl J.~. :ili: dott. l'llll:l lett.l tAnc'OJUI} [,. 50; ò ott. C'-ara~ru:1no ('l'l.lrnnto) L. lOH; dott. Oln·noon1 (Fabriall<>) J•. 50: d<•tt.. Corbl (AW•1zzano) L. ltl; tlott. JN..ntieo IP.nrl) L. 50: <lott. GJI•mpore<l rv (l\IOl•<>l•vll) L :!ti: dott. :\lt'Jl-J!(>lwi' (Aneona) L. 50; dott. i\lercau:te tFe-rJl)J(•I L. lX : dott. i\111<'11<1 (llarl) L. tifi: pro!. i\'l ocl.<.'lna ( Anmna) h 100; dott. ìS'utale · (Alte·<ma J l,. ~ili: llotl:. l'Miucd (&>Jli·A "Jglia) L. 50; dott. Pugliese (Cerignola) L. f.O; rt.ol•t. Hl:l>~,"'ni ( Bn :-il L . :1(),!>0: dvt.t. Ro~-;i (S. Severo) L. 10; d•ltt. Spuziallte (Altumum) L. 21: dott. Sinll<i (An ti l'in ) L. 2.'5. r,-,,n rl'Armatrt rli '/'rir·.1l• : prof. RnYeJlnn J.,. 100; dott. M11rlnaz L. 50; cl<Xtt. Grnn<li T,~. 50; l))t'Of. Th> );IC'<)lll TJ. 'iO: dott. Frennd L. 50: dot.t. Gnnr;;.,.,~lall L. 00; d f•t t. H:li<•il'l t L. !ilt: (lot.t. H!mini L . :>U; )nvf. De Cllstll!'lloni L. 30; dott. Boro\\-incka L. :!:i: tlott. B:1 f'fcrn·i ( 1 ':11 ~11"-l'tnl L. l((;; <h>tt. l){> MA w..ollni T.. :;o; dot.t. Oli:ant: L . r.o : dott. :\l it.;t » L. :j(): dott. 1\a ff•ml L. ijO; dot.t . TUlll'leMI to L. 30; Ordine òei ttl('!~Ucl di l'dilli' L. :!UU. 'l'ot>lle f,. H.H5 (<X,tltinua.) .

Ilo Congresso internazionale di medicina e farmacia militare. n n in fonmltr.loni uflk in ll Jl<' l"\'t'llutR :1i b1 Dir'('zione cent111l<' del S!'M>izlo ~"811Jta . rio m.illt:ll'l' c·l ri;utltn <'h(" ~110 l:ii• ,..'tntt> <'(l~t i lult<• le ~IIE'nti cJ(•J('~?.1onl oestere : 1. /lr·l•·!lfl;imw /n!Ji r~r. - C'nl< llll lt' llo Han·l'r: Ul..'lggio.re Duwoon.

2. ])rlr·yr,::iMir F•'llll t>('.~r. - M <'<iÌ<'(I prindpille D.:>pt.t,r: rrof. S<'Uoln d1 Snnltà mllit:n~ :1 Y :•l·df'· G nk<'' ; llll('(lt('o pri n• ·i1-.:1 l<• D•1;.:11et. : rmf. ::::eu o ln di ~ nlt.à militare a \'nl-{1, -<lrìtw : m(>(!li('() J)Tin<'i.pfll<• llza<' : Dil'(':>,ioue Stubitì\-1\llnlf-tero <lelln Gu€!I'l"'.ll; fnrnl' td..-tn prill<'il•a lv Bllt-'t<'HII: .pr(l f . ::;f'HoJol di ~nnJ<tÌI mi'J it.are n Vsi-{]~GrA<'l". 11 ~lin i;.:tJ·•• dPII:1 l!"l<'t'l'll >'i r' ~'''"'ll in•) lt.l? . m~ll.'l ml!'ltJ'!I ron;;o("nt it.a <hùlc ~~­ slt.'l di ~11'1 '\'ÌZÌO, Ili :lll lm·i~>:7AI 1'(' utlit·inl i di'l C'm 'IlO m nlt:uio j,n ~- A. r. nd fl~stere ul ( '< 111 ~1'""'-'• r <11 lnY illlll'\' i ll ltdlf' lll(~lki <' fa1·m:l<'il'tl d i <'Olllp!l('mfntll. ~-~ - n l'i<'!lfl': ir)/1(' l'l'i:;rm. - C<>l•lllliPlln fl:tll."''' l': ('!IJ')() d c-i >:('rvizi sanltn.rl. Cflpo

d<•lln f>•' h •::::o:dOJJI': t••n . <'Oimm ' l'hnlll' lllll : (•,qoo {](•\ ~~'tYizl l'lll'.lllOC'I('Illtid : ('(liOUTl<'llo ll! f'~·c•r: 1<'!1•. <'C>Ionn. \'i'rJll.'t : J11:1)::dOJ'1" F on io.


583

INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L ' ANNO 1922

Pag.

AGLI ABBONATI E AI LETTORI . . . . .

Memorie originali. ANOELUH ANTONIO, capitano meòico. -

La dlsinfesta?..ione della

casermR. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

BAI..LA ALBERTO, ma~tgiore medico. - Di alctme proposte di modi· ficazioni agli articoli dell'elenco delle infermità del R. Esercito (edizione 1917) riguardant i l'otorino-ladngologia. . . . . . . . BERNUCCI Grov~r, brigadiere generale medico. - I servizi di profilassi e di igiene dell'Esercito nel dopo·guena. . . . . . . . . BocCHETTI FEDERICO, capitano medico. - La cura. della tubt;rcolosi a Berck (Francia) ed a Leysin (Svizzera) . . . . . . . . . BoccHETTI FEDERICO, capitano medico.- Le colonie sanitarie marine militari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . CASAORANDI GLAUCO, tenente colonnello medico. - Sul valore clinico dell'~ttrofia primitiva del nervo ottico quale sintoma precoce della tabe . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . CAilELLA DANTE, maggiore medico. - Contributo alla legatura la· terale della vena cava inferiore . . . . . . . . . . . . . . . CAVINA GIOVA..'INI, dott. - L'impiego del • bipp " in chirurgia ed in particolare nella cura delle fi;;tole os.c;ee croniche . . . . . . ÙAZZA..'IIGA ANTONIO, capitano medico. - Sulla valutazione della distanza di sparo nei colpi a mitmglia. . . . . . . . . . . . CIOTOLA ALBERTO, capitano medico. - Sulla emostasi chirurgica. . CoNSIGLIO PLACIDO, t~nent~ colonnello medico. - La medicina legale militare in rapporto alla esperienza neuro-psichiatrica di &'\terra • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . DE LEO SALVATORE, dot.t. Sulla frequenza d elle ulcere sifilitiche oxtragenitali. . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . F.>\NTOZZI GIUSEPPE, dott. - Emormgie secondarie nella pratica di guerra . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . FERRARI E NRICO, dott. - Problemi cellulari . . . . . . . . . . . F UNAIOLI GAETANO, tenente colonnello medico. - La pericolosità dell'anomalo dal punto di vista medico-legale militare. . . . . F UNAIOLI GAl~TANO, tenente colonnello medico. - Le cicatrici sotto il rispet.to mecl.ico-legale militar-e . . . . . . . . . . . . . . . FuNAIOLI GA.ETA."<O, tenente colonnello medico. - La medicina le· gale di prevenzione n elle applicazioni del servizio militare . . . GIARRUSSO GESUALDO, maggw.re medico. - Considerazioni su quat· tr·o casi di simtùazione di pazzia in militari . . . . . . . . . LADtT ENRICO, generale m ed ièo ispettore tlell'csercito francese. Alcune considerazioni sull'igiene delle caserme . . . . . . . . MAFFI GIUSEPPE, mag&riore medico. Contributo allo st.udio delle rotture tnnunat.iche sottocutanee dell'intestino . . . . • . . . MAJOCCHI DoMENICO, prof. - Di uua epidemia di acariasi da grano h'lAlltELI EFJS IO, prof. - Il laboratorio chimico della 38 annata . . MATTA B ERNARDINO, sott.otenente medico. L'autolesionismo in rlermosifilopati<:a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . .

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IXDICE DELLE

~!ATEIUE

MORUH LORENZO, dott.., e ALFONSO LUTOI, maggior~ · modico. R endiconto c linico-st.nt.istJco del reparto dermocelt1co (novem· bre 1920-febbraio 1922). . • . . . . . . . . • . . . . . P AOLINr ADOLFO, tenente colonnello modico. Allenamento od educazione fisica. . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . PELLEC·RINI FnA~ce:sco, magg •o•·e medico. - Cont·I ·ibuto allo studio della stornotera.pia nelle affezioni grippali. . . . . . . . . . . PtSAl'I Ù GIUSEPPE, maggiore m edico. - Appunti clinici di traumatologia. eli guerm (aprile 19 18-marzo 191 9) . . . . . . . . . . PITTARELLI EMILIO, do t t. - Una. questione bromatologica : controllo rupidi,;simo della, genuinità d el Ja.t.t.e . . . . . . . POLESE ~ELLO, capitano m edico. - Sulle disinfestazioni a ml'ZZO dc ll'uddo cia.nidl'ico . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . RmOLLA RO)IOLO, capitano medico. - Contributo allo studio della pntogonesi e della. terapia. d el mal di mare . . . . . . . . . . Ro~rny PAOLO, maggiore medico. -. - St.udi sulln malaria . . . . . . RosATI BENIAMINO, prof. - Not.e cliniche su 54 interventi por fe· rito <'ranio-cerebrali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Scm.ASSI FRANCESCO, capitano modico. Sull'orgarùvA!zion e del servizio eli profilassi contro la malaria nell'esercito mobilitato dw·ante la. campagna di guena. 1915- 18 . . . . . . . . . . . TESTI FRANCEsco, brigadie re generale moclico . - Insegn a m enti del· l'ultima gucrm nel campo della medicina, d ella profìlal'ISi o d ella mici·ohiologia. pura ed applicata. delle forite . . . . . . . . URBINO CCULio, maggiore modico. - La chemioterapia d f)lla tu· berco los1 chirurgica con i preparati cuprici . . . . . . . . . . UR BINO Gmuo, m aggiore m edico. - Contributo alla ca.sist.ica delle localiz.za~ioni post-traumatiche tubercolari. . . . . . . . . . .

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Casuistica clinica. CAVARZERANI A.'<TONIO, maggiore medico. - Un caso eli ritenziono di pullottolo. di fucile nel cuore . . . . . . . . . RODJNÒ NICOLA, t en ente m€"dico. - Un'epidemia di febbre ricorr ente ad It.ala n ella Somalia Italiana . . . . . . Ronrnò Nicola, t.en ente meelico. - I fagf'denismi t ropicali nella. Somo,lia. Itali~1-na . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . . ScaGLIO:-<E VITTORIO, maggiore m edi()o. - Un coso d i tol'Sione d el fun.icello s imulante un'ernia stl'Ozzat.a. . . . . . . . . . . . . SIN!SI GUIDo, moggiore m edico. - Di una epidemit\ pastosa in Somalia (ago;;to-novombre 1921}. • . . . . . . . .

Rivista generate. SAcco RoSARIO, capitano m edteo. ginocchio . . . . • . . . .

Anchtlos1 ed art.r-oplast-1ca d el . . . . . . . . . .

Congressi. CoNSIGLIO PLACIDO, tenente colonnello modico. - J o Congressi:' int.ernaziona.le per le scienze ant-ropologiche (Lit>gi. l 92 1) . . . . . . FUN:UOU GAETANO, tenente colonnello mf'dico. V° Congresso nnzionale di medicina d el hwor·o (Firt•nzo, giugno 1922) . . . . HERI.ITZKA AME DEO, prof. Jn Congr·e;;,c;o iurerno;r.ionale di na\"ignzJOne oorea . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .


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INDICE DELLE MATI:llllE

P AUUERI RAJ.'FAELE, tenen te colonnello medico. - Congresso interna-zionale nùoliziooista . . . . . . . . . . . . . . . . . . . PALMIE.RI R AFFAELE, t.enente colonnello medico. - XVlli0 Congresso della società it~:~,liana di ciN·matologia e sifilografia . . . . rvo Congresso italiano di radiologia medica (Bologna, maggio 1922). V° Conferenza interallea.ta per l'as.<>istenza agli invalicli di guerra (Parigi, settembre-ottobre J 921) . . . . . . . . . . . . . . . XXVIII Congre"so tutùonale di nledlcion Lute.rna (l<'irenze, ottobre 1922)

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Rivista della stampa medica italiana e straniera. Acido cianidrico (Sull'uso de ll') p or la distntziono d(o: i topi, de-i parnssìti e d ng li inSl'tt.i. - BoN.JF.AN . . . . . . o • , • • • • , Acque potabili (Della depurazione delle) a mezzo del cloro.- PECKER. Acuità visiva (L') e l'at.t.itudine al servizio militare. - MARAGE . Alcool (L1fluonza doli') negli sporta. - HERXRElM.F:R . . . . . Alcool negli o!>o rcizi sportivi (L'azione dcii'). - ERXHEillrER . . Alcoolismo (L') in I talia in rupporto a.llo malattie mentali. &1A.L.O I , • . . •

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Alcooli>;JTH> (L') in Russia in ropport o 11 llo miduttiEI monhtli, prima, dW'ante e d iJp o la. gnerr·a. - Gl,MJBTT1' . . . . . . . . . . . Alìrne ntuziono (L') negli sport..;;. - LANOLOIS. . . . . . . . . . . Alogoni (Azione degli) allo stnto gassoso sulle ferite infette. LIOT'l'A . . . . . . . . . . . . o • • • • • • • • • : • • • Auirnali domestici e tnalaria. Nuovo orizzonto nella lotta o.niirna· lariC',.a, - ÙRM:'SC . • . . • . . . . . • • • . • • . . • AntigC:'nO tubl'rcoll.li'O (Ricerche stùl') nell'espettorato a mezzo dell'autoint.ra~J ormoroazioue. DJ...: SIMONE . . Antìtennici (Sull'uso degli) nelle iperpiressio tubercolari.- M uSA'NTE. Appendicite (L'int~rvento precoce noli'). - D oRFLER . . . . • . . Artri te bl<' nOITngica (L ' iniC'ZtOnt' sott.ocutan"l\ di liquido a.rticolnre n e lla cm·a ddl'). - Du~'OlJR, THJ.ERS, ALESCEWSKI • . . . . . Autopsia (L') di Napoleone I . - NEtr&EITER . . . . . . . . . . Autovaccino (L') e l't.~.utoalbmnina. nelle complict~ztoni gonococciche. o

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H1::c wr . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Avw.tore (Stillo stMo attuale dello nostre cono:sconze sulla. fisiologia doll'). - BEYNE. • • • . • . • . . • . . . . . . . . . . . Aviatori (L'osamo dogli): la resiste nza alla. vertigine. - :MAUB:LANO e RATLÈ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . B ttci lli tuberco lari (La storiliZ7.1.tzione d ei) nello sputo. - HULE'N· HOTH e !LuLER . • . . . . . . . . . . . • . . . . • . • . . Bacilli tuborcobri (La colorazione dr i) in rappo•·to alla clifferenziazione d e i bacilli simil·tubercolo.d. - BE.l''DE'l!. . . . . . • . Bacillo di Koch (Un nuovo metodo tli colorazione del). - Lursx. Bihmcio della guorra moncliale . - L EVI . . . . . . . . . . . . Bilancio umtmo (Il) dolla guet·•·a i taliana. - LEVI. . . • • . • . Bradicardia (Lt\) in mpporto agli osercizi fisici. - HERXHEDIER . Calzatura militace nnatomo-fisiologica (Un nuovo t.ipo tli). BAR· THELEli1Y . . . . . . . . . . . . . o • • • • • • • • • • • Cangrona gassosa. (ltice1·che batteriologiche sulla). - FASIANI .. • . t:a•·diaci (l) ne ll'esercito durante la guerra e ne l d opo !(ttel'l'B. - RrEux. Carpo (Lu,.sazione sub-totale del) in avanti. - MouOHET . • • . . <.ihirtltgia di gue rra (La) dn.l punto di vtsta cle lia prutesi. - CoLLAUD

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INDICE DELLE .!HTIJRIE

Colorazione del sangue (di un metodo semplice per la). - HmcBE e lAoro . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Complicanze canlia.che ed aortiche (Le) nell'infezione malarica. TREMOLIERES e C.AUSADE. • • . . .

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Congiuntiviti provocate recidivant.i. - MrCELI • . . . . . . . Corpi estranei (Metodo per l'estrazione dei) dall'orecchio. - DE KERANOAL . . . . . . . . . . . . . ' . . . . . . . . Cuore e strapazzo Mico. - SECKER . . . . . . . . . . . . . Cura. antimalarica (TI trattamento del vomito nella). - Woon • Decorso della tubercolosi (Il) in rapporto alla guerra. - PRINTZING Demenza precoce (La) in rapporto alla grande guerra. HEN· DERSON . • . . . . . . . . . . .. . . . . . Dermotifo (Ricerche sul). - FINKELTEIN • . . . . . . . . Difesa della salute (La) e la scuola. - Ir.VENTO. . . . . . Diffusione delle malattie infettive (Influenza degli u tensili nella). - DEIUST, WIBAUX, DA.RDEL . . • . . . . . . D i<>infestazione delle caserme (Sulla). - FETEL. . . . . . . . Disinfezioni e disinfestazioni in campagna.. - BEVERIDGE . . . Disturbi cardio-vascolari (l) in rapporto alla vita militare. l\'[ERKLEN . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Disturbi organici di origine ftmzionale (Cura dei) in militari commozione.ti. - BruANT e LAUDAU. . . . . . . . . . . . Emicrania familiare (L'). - E:SSTElN . . . . . . • . . . • . . • Emorragie (Le) nelle ferite d'a.rma da fuoco. - FANTOZZI . . . . . Emotern.pia dell'influenza (L') a mezzo d t> lle inif>zioni sottocutnnee di Sl.l-ngue totale di convalesctJnti. - Srmcr . . • . . . . . . . Emottisi (L e ) di origine traumatica. - SERGENT . • , . . . . , • « Encephalitis chronica epidemica" (Su alcune rare manifest.azioni e. forma btùbare (laringee e respiratorie dell'). - BILANCIONI e FUMAROLA • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Epicondilite (L') negli schermitori. - LAURENCE . . . . . . . . . Epilessia larvata da. traumatismo di guerra, commozione cerebrale. JUQUELIER e QUELUNIEN . • •

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Epilessie. traumatica precoce (Annotazioni sopra 9 casi di) in feriti di glterra. - DELLA TORRE. . . . . . . . . . . . . . . . . Ernie (Le) da causa di servizio dei militari e le ernie infortunio. DE P.o.OLI. . . . . . . . . . . . . . . • . . . E<>ercizt fisici (Fisiologia degli). - PAOLINI. . . . . . . Fatica (L'i.n.fiuenza clella) sulla morbo!<it.à . - VrSBECQ.• Febbre quint.ana, volinica., di t.ri.ncea (Ln). - SALVIOLl . F e bbre tifoirle (La) e la vaccinazione p1·eventiva. - ACilARD . F ebbre t ifoide (Le Jocali.zzA.zioni rionnli de lla) in Milano. - BAJLA. F erite d 'a.rma da. fuoco (Os te omielit.e necrotica put.rida nelle). UFFREDUZZI e FASIANI . . . . . . . . . . . , . . . . . . . F erito clel mirlo llo e do lh'l coda f'quina (l di~turbi deHa funzione veRcicale per) - Dr~ LtSI e GoLOMBINl . . . . . . . . . . . . . F erito di guerra (Contributo allo studio batt-eriologico delle). VENTURELLI . . . . . , . . . . . . . . . . . . . . . Ferme ntazione LA. t ti ca (I proclot.ti d ella) nella cura delle ferite set.ti· che di guorrn. - VENTURF:LLt. . . . . . . . . . . . Frattuffl (L~ Clll'tl> IUOcl!}rna d Ldlr·). - SORRENTlNO . . . . , . . • . Fratture de lla rotula. (Contributo a lla cum cmenta d e lle ). - CA.RISI.

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INDICE DF:T.LF. M.!Tt:Rif:

Fuga e delirio. Cont ributo a!Jo s tudio dei disturbi psichlci prodotti dalJa. guerra. - MULLET RAYMOND .. , . . . . . . . •. . . Geografia medica. - M u zro. . . . • . • . . . . • . • . . . . . . I nfezione malal'ica Mi rapp:lrti con l ' inEor·tunistica e con la chirurgia. - CroFFI . . • . . • . . . . • . . . • • . . . . . . . Infezione tifoid ea (L') n el Corpo di spedizione britannico durantE> la guerra mondiale . - W. B L EISHMANN . • • • . . I n fl uenza (Il trc\ttamento pre ventivo de ll'). - RoMAR\' • . . . • • Influenza e febbricola. - SIMEY. . • . . . . • . . • . . . . . . • I nsegnamenti (Gli) d eUa. guerra in rappo rto alla tub..~rcolosi p olmon a re traumatica. - GAUSSEL. . . . . • . . • . . . . . . . . Invalidi di guerra (Statistica degli) . . • ,. . . . . . . . . . . •. I odorearione ( La) come mezzo diagnostico d all'infezione tifoidea. -

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Ipertimie acute d eliranti (Le) prodotte dalla guerra . -· BENON. . • Inadiaz.i.one solare (L 'influenza sul prvcesS~o della guarigione delle ferite studiata in alt~ m ontagna). - T oRRACA • . • • . I sted !imo e la. guerra.. - ÙILLET . . • . . . . . . . . . . . Laboratori batteriologici (l ) da campo. - CRAY. . . . . . . L avoro muscolare (Il) in ra-pporto agli scambi respirator i. - ~lAC:NE L ·woro muscolare (La mis ura d el) a m ezzo d ella d e- termmazion e d ell'acido carbonico esp irato. - B m oEY. . . . . . . . . . • • • I.ussazioni concomitanti a lesioni da arma d a fuoco. - STRACKERI Malaria d i T 1·initapoli (La) e l'importanza d egli animali domestici ne lla difesa antimalarica. - l<~ALLERONI. . • . . . . . . • • . Mala ria (Il trattamento moderno d ella) a mezzo delle iniezioni intrav enose di chinino. - GENEVltrER . . . . . . . . . Malati e feriti (D trasporto dei) con aeroplani. - VINCENT . . l\falattio infettive (Le) in Italia dal 1888 al 1920 . . . . . . . Malattie veneree (Le) n egli esercit-i inglesi e francesi durante la guerra. - RICHTIE. Meccanis mo di produzion s e d apprezz~tmonto medico-legale d e lle ernie dfl. guerra. - KoTOLE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Me dicuziono ip otRnsivn (L a) n'3ll'epilessia. jackson iona.- L ERICHE e YVERTHEI.MER. Mcning ite cerebro-spinale (Nuovo s intoma nella. ò.iagno!:li della). L AFORA Metodo semplice (Un) p er la dlmost1·a.zione micrQI!copica di bacilli tubercolari in espettorati a. reperto difficile o n e ga.t.ivo. -DE Sr-

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Moderna chirurgia (La) e le antiche Università. italia11e. - DE VECCHI Morbosità. e mortalità. o sulle condizioni di nut.rizione (L'influenza della guerra. sull>~o) n ella città. d i Ambw·go. - FAER . . . . . . Morsica.t.ure di serpenti (ll t-rattamento curativo delle). - LAURENCE. Mortalità (La.) oell'osercito germanico durante la. guerra ew·opea. Mortalità (Sulla) cHl'età produt tiva in Italia. - P!ltA!:I . . . . . . Olio ca nforato (L') p 3t' initozioni endoven ose. -- URTEIL . . . . . . Op3r a zioni (Tremila) p 3r la cura. r a dicale d e lle ernie. - PREDIERI . Ospedale milita.1·e di rise rva n. l (L') ne i cinque anni di suo ftmillionament-o. - L AU'REATI. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Paralisi e la guerra. (La). - BENON . . . . . . . . . . . . . . . P aro ti te epidemica. (Cura e profilasi'Ji della.). - MALLIÉ D' ANOULME

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INDlCE DELLE MATE'IliE

Parot.it~ epidemica (La cm-a della) con la s ierote rttpia. antidifterica. BOUTEILT.ER. • . • • . • • • . . . . . . • . . . . . . .

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P ercezione de i colori (Sulla) dopo la fat i ca in olt.tl. montagna . - ROLANDI P erdite d<' li'C~<" rC itl' tcd~sco ( Ù') durante la ~IIPJ'J'H . . . . . . . . P er<li te dell 'P~crc it o t urco ( Le) durtm t-e la gu etTa mondiale . . . . . P eso (Le varit~zi oni d el) n~ i vat·i org:ani m rnpporto alla gue rra. -

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Pat.ogon esi c'l ell'epilessia (Slùla). - HA NNE . . . . . . . . . . . . Pmt.ra invincibile (Due cas i di) duvante il combat timen t o. - PACTET e BONBOJIU1E •

\IVE I.H;R. .

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P eso m edio dèl co •'!X> (li). - GRAY e .MAYALL . . . . . ... Piastrine d el san gue (La. fwlZione an t ixenica d<llle ). - GowAERTS . Poma ta ant.ivonerea (N u ova ). - GAUDUClil!JAU. . • . . . . . • Post.i di m edicazion e ( l ). -- L E DOUX. . . . . . . . . . . . • . P osto di m ellicazione regg iment a le (ll pc r1;onalc- e<i il J1111I C'riale de l). B INET. . • . • . .

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.....•• .. . . . . . . . . . . .

P ot ere infettan te (De l) de lle gocci(Ile pro iett ute nel parlare . - SntAUSS Pro filassi a nt.ima la ri ca (Ltt) neg li esN· citi bollig<'runti . - FVRST • . • Psicopatie (Lt\ silmùnziono rll'!le) ptlr t k ola.rmc·ntt' studia ta n<>ll'l;'sercit.o du.ra n te l1t guerra. - G oRLA • . . . . • . . . . . . . . . • P s ieosi del pN·iodo bellico (La ) nei loro p os tumi m~·dico· legn li e sociali. -

l\L\SSA.ROTTI. • •

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P :-;icnJO Ì di gue rra. di lunga durata.. - H E .'\1!1 . . . • • • . . . . . • Ri gidi t à de lle dita nelle le10ioni d ell'arto snpe l'loro (ù.t). - KRE CKE . . Riva ccinazion<' nn t iva iolosa obbligat oria (ll proge tto di legge B~rard SLÙla). - B ECI, È REJ e C,\ ;\fUS . • • • . . • • . . . • • • . . . R ottura d 1> l tt·ndin o d'inse rzione d e l bicipit n AI•$,.:OJ·o de l c ubito (Un Cti>JO di). - N U'l'T . . . . . . • . . . . . . . • . . Sali di chinim~ (Sull a incompatibilità d ei). - G AN A!'!S r NI . Sa.Iivu (R icerche sulla re azione c himica d ella). - D' A.Lrse: Scabbia (llfetodo pmtico n ella cura d e lla.). - Kovo . . . Sca.bbia (Proces"o ra pido rw lla Cllra d ella.). - EHL E RS . • Scabbia (Ricor·c·ho e;linic ho SLL di un nuovo m etod o di cura •·apida clolla). - GARZELLA . . . . . • . . . . . . . . . . . . . Scambi respiratn l'i (Influenza d ella marcia s ugli ) n ell'uom o sano r maluto. - A C HARD , B LX ET e LA ~w.,; • . . • • . . . . . . . • Scal'lat tina. e mor uillo (Ln profilt~ssi d eJin.) colmC'lodo di }\{ilnt:. - BER· TA R EI, l.l.

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S<'gni cl,·ll tL s<:mticn (1). - R.Ol' K e D F.NZLE R. . . . . . . . . . St>gn o diHgnnsLico ( Di un nu ovo) d" ll' n pp ~ndici w. -· G RIWO R.Y. Se t·vil.io a n t ropo logico biogrnfico (Is tituzion e del ) n elle carceri milit ari ùi H om n . - ALB ORE • . • • . • . . . . . . . . . Sor,·izio sn nitnrio in cn mpn~na (L'or ganizzn zicm•' d l'l) dal pltn(O di .. vi.->ta dd l'igiPJLe secondo 1\,><pe rieuza d <'ll' ultimu guerra. - Vlmm Shock lrt~un u~lico (Lo). - D E I...&F; z • • • • • • • • • • • • • • • Sif' l'"d i<t~n nsi d ,•Jln t ubt' J'colo~i (L n.) con l 'estmtto B ....,r.. clkA. Ro· RINOV I 'rt: H · K K'lPNI::l~

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Sifj lido (l sali di bi::imuto n ella. cura. d <•lla). - F ou RNIJm o Gu~NOl' • ::ìifilide (I sali d i b iH J'I't u to ne lla c ura. ù l'lla). - P MilN t. . . . Sililiùe e tra.u llli (H appor t i rneùiC'O·lPgali ). · - PASIN1. . . . Sinfìsi p u hica. (IAI. d iastas i dolla) ne i c~wu llf'ggeri. - H tmARD

388

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538 liH 333 387 241


5S

lNDICt: DET. LE MATE'RlJ';

Somminish·••ziono rlel calom!:'hmo (Circ'>l ht) p :lr viti or·ale. -- SC'HUHMACHER. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . · · · · · · · · · Pag. Stati confusionali Prl an,.; iosi n<>i solctati combaU~nti. - 'MALLET R.n:)tO~ . . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » Ste rilizz'lzione quotidism!t dt'IJ'P:-;cr·o>atn d Pi t.ub~· rcolof!i. - L OREl'\TZ. .. Sulfat·>;enol (L'uso del ) nella terapia o.ntisifìlitica. --- D ' ERMO . . . . u )l T ernpia dell'i p •ridrosi (L!\). - IoSEPH . . . • . . . . . . . . . . T etano (Il) noll'esi:'J'Cito ingl.-.se dut•nn te l<t gue rra out·opct~. - Cur.nrrns " » Tifo (11) e la tubercolo><i in T orino pr·ima e dopo la gut•rr·a. - Ar,:M.ASIO Tipo t•espirat<li'ÌO (TI ) nella corsa di \'elocit-à e di resistenza. - KoLRAUSCH . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ~ p Tmcoma e sne complicazioni (Il). - P.u>ARCONE . . . . . . . . . Trapianti nervosi nella chirurgia d elle ferite d e i n et'vi (R.isulta.ti l'e mot-i dci). - GosSET e CHaJ,tRIER. . . . . . . . . . . . . . li )) Tramnatiz7-aU al cranio (Studio p sicopatico su alcmù ). - ì\fAESTRrNI. Tubl:'rcolosi ap icale (Il !<egno pr<'coco trapezo-faradico ne lla clin.gnoili clellt1.). - RotnraiLr.Ac . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " Tube rcolos.i (La diffw:;ione della) in Ge rmania dmante la guetTU e :mo <'tuu;e . - K .mcBNER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . u Tube1·colosi (La mortalità. pt-~·) a Vienna durfl;nte gli anni di guerra. l'HEINISSE . • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • T uber<'olosi (La. sp<'()ificit-à. della t'eaziono di fLS.~11zione nellll diagnosi d ella). - Ru:ux o Zo~:t.LEU . . . . . . . . . . . . . . . • Tubercolosi (l\Ioderni m ezzi diagnostici d oll~ ). - ì'lfENDES . . . . . Tubercolosi a m ezzo de ll'ani igene di B esreclka (La. sierodiagnosi d eJlfL). - !CHOK . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . n Tulx1·colosi chirurgi(:a (L'or·igine tra.trmfLtica delht). - FRANKE . • . » Tub::- rco lo:-~i chirurg ica ( L tt) in r·nppor· to ai traumt~ tiomi. MADU!:n. "» Tuhcwcolosi polmonare (Le for·ito d el p olmone in r·apport.o alla). - PETIT Tube rcolosi polmorull'e (Il trat.tarnonto della) con iniezioni di olio cnn· forato . - AROLD . . . . . . . . . , . . . . . . . . . . . Il Tubercolosi jpolmonaro (Contributo alla diagnosi e cma rlella). FORNET. . . . . . . . . . . . . . . . . . - . . . . . . . • Tubercolosi incipiente ap.i cale (Un nuovo sin tomo per la diagnosi della). - lACONO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 'l'uborcolosi lat·ingE>a (La. cur11.bilitil. d olla). - Dmmn. . . . . . . . • Tume fazione uni lu.tcra le cb Ila. ti1·oidu, d 9lla mtt.mme lla, d !:'l l t<'stic•>lo .. 111 un floldato con nevt·osi tmumaticn di guena. CurMlSSE . Tumori provoeati mediante iniezioni di olio di vasolina (Sul ricono» scimento istochlmico dei). - PoLICAD e MrCHON . . . . . . . .. Unghia incarnittt (Nuovo procc~so p er la cura chirurgica d oll').-BREDA Urobi lin n nPHe urine (Un m etodo Rcmplice e sensibile p er ln, ricerca » d e ll' ). - ì\IATT I!:I . . • . . . . . . . • . . . • • . • Yaccinazion c n.ntit.ifica (La) nella. popolazione civile. - Lom e LEGA·

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ClNEUX . . . . . . . . . . • . . . .

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Vt\Ccin nziont: antitifica (La) negli eserciti bellig<>.ranti.- GARCJA BAI><"VS V !wcir)aziono antitifìca (Ristùt.ati delltl.) negli eserciti alleati. RussELL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Vaccinazione an tit ifica (La) nP I pPrsoru;~le infe rmierP. della Salpetrièr·o dumnte 'tm d ecennio. - CRouzoN . . . . . . . . . . . . . . Vaccinazione antitifica (La) m t:dinnte scarificazione . - LUMIERE e CHE· VROTIER . . . . . . . ..... . .... .... . . Vaccinazione antivaioloila (Le scarifioaz.ioni crociate nolla tecnica cleUa). GILLET . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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5

I!'lfllCE DJ:LUl MATllliE

Necrologio. D E MARoms FRA..."'<OESCO, prof. me.ggiore medico di complement.o DE SIMONE GrusEPl'E, dott. maggiore medico in S. A. P . . CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MlLITA:RI.

Pag. •

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67,

200, 338, 491, 579 PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE

Pag. 108,

153, 201, 286, 39 1; 340, 441, 580

Notizie. Albo d'oro dei medici caduti in guerrA-. - Corso prepal'atorio presso la Scuola di applicazione di Sanità militare per la nomina a tenente medico in servizio attivo permnnente. . . . . ., . . . Pag. A'l.'iistenti militari alle cliniche. - Esame per m~dici di bordo. A proposito di un'agitazione dei m edici condotti di Casale Monferrato. - Per i l nostro numero su " I gas di guerra •• . . . . . • La. nostra organizzazione sruùta.ria di guerra giudicata all'estero . . . » Medaglia d'ru·gcnt,o all'infermeria pr-e!lidiaria di Parma. Museo d'igiene presso la Scuola di applicazione di Sanit.à militare. Albero di Natale al Campo sano.toria.le militare di Anzio. - Au guri di Capodanno. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Onorificenze concesse acl ufficiali m edici in posizione ausiliaria speciale. - Nuovi abbonati. . . . . . . . . . . . . . . . . . , Per il generale m edico prof. E. Trombetta e per il brig. generale medico prof. S. Santucci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . •• Inaugurazione dell'Ist·ituto pro-fer·iti çerebra!i. - V° Congresso nazionl\le dì medicina del lavoro. - Ufficiali medici nell~ commissioni per concorsi ci ,·ili. . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 2° corso preparatorio per gli ufficiali medici aspirant.i alla nomina a tenente medico in S. A. P. - C01·so di integrazione in radiologia, elottrodiop;nostica ed elet.trot.era.pia. - Corso d'ist.ruzione per uflìc iali mE>dici pros.-so la scuola. cent.rale militare di educazione fi<~ica . - Missione di soccorso della C. R. I. in R.u ssia. • Premio fr>~.nco-italiano della Società dei clùrurg• d• Parigi. . • . . . n Nel Gabinetto di S. E. il sottosogretario di Stato per la gue rra. Colonie sanital'ie marine militari . . . . . . . . . . . . . . " Onoranze ai prof. M.archiafava., l\iarap;liano e Dionisi. - E largizione del prof. C. Agostini. - (.;onferonza. sulla pro·filassi sociale della tubercolosi . -Corso di intcwnzionc in radiologia . .Jettrodiaguostica ed elottroH'r·apia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag.

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443

Parte ufficiale. A) GIORNALE MJLITA.RE trFFICIALE.

l. Circolare n. 55!1 -

R. dect'('to-legge n. 1375 del 24 agos t.o 1921

che modifica. l'elollCO dello imperfezioni ed infermità che sono causa di inabilità assoluta o temporanea al servizio milit.a.re. . . 2. Circolare n. !576. - Numero degli ufficiali superiori ed inferiori che possono essere collocati in P. A. S. per la 6" applicazione d el R. decrcto n. 710 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3. Circolare n. 501. - R. d ecreto n. 1494 dd 16 ottobre 1921 che apporta vtu·iunt-i 1\l reg<>lamcnto sul ser\'izio St\nit.ario mjlit-t'l.t'e t{)rritoriale. . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . .

Pag.

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70

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INDICE DELLE M.HDRJE

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• - Ca.mpagne di guerra del • · Circolare n. 601 del Jo dicembre 1921. Pag. l'Albania 1919-1920 . . . . . . . . . . . . . . . . . 5. Circolare n . 602 del }o dicembre 1921. - Nuove norme per il ser· vizio della concessione delle croci al merito di guerra. . . . . . "n 6. Circolare n. 642 del 23 dicembre 1921. - Cure balneo-termali . . 7. Circolare n. 19 del 12 gennaio 1922. - Assegnazione di attendenti n agli ufficiali che non prestano servizio presso i Corpi di truppa. 8. Circolare n. 22 del 19 gennaio 1922 - Imposta di ricchezza mobile sulle indennità caro-viveri . . . . . . . . . . . . . . . • 9. Circolare n. 55 del 19 gennaio 1922. - R. decreto n. 30 che approy~ il regolamento per il trasporto gratuito delle salme dei caduti m guerra. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • l O. Circolare n. 66 del 1° febbraio 1922. - Fregi -drappi e guarnizioni dei lahari del Corpo sanitario militare, rlell' Associazione italiana della C. R. e dell'Associazione del Sovrano ì\1iJit,ai·e Ordine di Malta • 11. Circolare n. 112 del 10 marzo 1922. - Licenze di convalescenza concesse ad ex militari in congedo illimitato visitati a senso della circolare 455 G. M. 1919 . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12. Circolare n. 113 del I O marzo 1922. - Visite richieste dall'Opera d1 preVidenza a. favore degh 1mp1egati civili dello Stato e dei loro superstiti non avent.i diritto a pensione. . . . . . . . . 13. Circolare n. 114 del 17 marzo 1922. - R. decr~to n. 1494, che apporta. l varianti al regolamento sul servizio sanitario militare territoriale 14. Circolare n. 118 del 23 febbraio 1922. - R. dec1·eto n. 261 che approva il regolamento per l'applicazione della legge 17 aprile 1921, n. 367 riguardante il riordinamento del personale dei farmacisti militari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15. Circolare n. 119 del 23 febbraio 1922. - R. decreto n. 262 che approva i programmi per gli esami di ammisr:;ione e di avanzamento degli ufficiali chimici farmaci~ti in servizio at.t-ivo permanente. . . . ·. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . l J 6. Circolare n. 155 del 6 aprile 1922. - Cure balneo-termali . . 17. Ci·rcolare n. 156 del 6 aprile 1922. - 1\lilit.a.ri minorenni da sot, toporre ad operazioni chirurgiche . . . . . . . . . . . . 18. Circolrire n. 167 del 23 ma.rLo 1922- R. decreto n. 417 che sta~ilis~ degli insegnanti titolari da. adibirsi alle varie scuole mi» htat·t . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19. Circolare n. 199 del 23 marzo 1922. - Programmi di esame per l'idoneità all'avanzamento acl anzianità e a. scelta dei tonenf.i e dei capitani medici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 20. Circolare n. 265 del 1° giugno 1922. - Programmi per il corso preparatorio pre~o la Scuola di applicazione di Sanità milita1·e per » gli a..'lpit·a.nti alla nomina a tenente medico in S. A. P. 21. Oi·rcolare n . 280 del 6 giugno 1922. - Somministrazione dei me· » dicinali a pagamonto agli ufficiali ed altro personale . . . . 22. Circolare n. 303 del 23 giugno 1922. - Tariffa dei medicinali, degli oggetti di medicatura, delle sosLanxe accessorie, ecc. . . . • 23. Circolare n. 325 del 6 luglio 1922. - Accertamenti agli effetti di )) pensione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . · 24. Circolare n. 326 del 6 lugho 1922. - Concessione agli ufficiali pensionati dt prelevare medicinali a pagamento diretto dalle farmacie militari. - Preleve.mento di sapone bianco . . . . . • 25. Circolare n. 37 1 del 27 luglio 1922. - Assistenti alle cliniche universitarie, agli l <>tituti scientifici del Regno ed ai corsi di perfe-

115 115 115

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... 592

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•

INDICE DELLE 'MATF.IUE

••

zionamenlo nei servizi igienico-pro6Latfici presso la. Direzione generale della. Sanità. pubblica . . . . . . . . . . . . . . . . 26. Circolare n. 401 d "'J 17 flJZOsto 1922. - Ammi;;.-;ione alla Scuola eli applicnzione di i-iunità. m iLi tare ili aspir ant i alla nomina a tenentE< medico in S. A. P. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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204

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244

B) 1\frNISTERO DRLLA GUERRA DffiEZfONE CEXTRALJ-: DEI, SERVIZIO SAJ.'HTARIO 1\:llLITARE.

l. Circolare n. 16262-49 dol 3 ot.tobt·e 1921 (div. II, t·ep. I). - Ex-milit ari tubercolosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2. Circolme n. 100 14-IV del 14 ottohr(l 192 1 (di,•. IV, J'ej); li). - So!'<(l!•usione delle licenze per malattie infettive. . . . . . . . . . 3. Circolnre-n. 1759G-4Hdel 28n~)Ycmbre 192 1 (di\·. U.rep. 1). - Assl'glù spettanti a militari tubercolosi in attesa. della liquidazione della p ensione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4. Circolnre n. 10484-IV del 6 dicembre 1921 (diY. IV, rep. II). - It.tero infettivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5. Cirro/are n. 645 dr-l I O fPbbrnio 1922 (div. n'p. I ). - Sped izione d(•i merlicinuli a Ile infe rrnl'rio dei corpi . . . . . . . . . . . . 6. Oircolare n . 1020 rl<-ll'S marzo 1922 (div. III, rep. lJ). - Onorari per lo v isite medico-fiscali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7. Circolare n . 21i!l del 4 febbra io 1922 (div. I V. rcp. II). - D isinfestazioni cou l'acido c ianidrico allo stato gus:;oso . . . . . . . . S. ConC•>I'SO al pn·mi o H.ihr-ri scnduto il 31 lujZlio 1922. . . . . . . -9. Circolnre n. 4(){;0 rl<'l 27 luglio 1922 (div. Jll, r·f-p. II). -- Ononui p Jr lo viRitù mcdico-fiscnli . . . . . . . . . . . • . . . . .

m

I. -

"

448

Pag.

159

J,eggi e decreti.

l. N. !182. - R. d t-cr<:'t o lc~g<' c)(') 19 novem b1'e 1921, n . 1738, che reca. provvE-dimenti a fu ,·or~ dei gra ncli invali1.li di guerra.

II. -

448

(i iurisprudcnu.t

•

e ques·i ti.

l. Invalidi. di gu<'ITa .

Pag.

2. <:rancli i1n-alidi di j!ttt'lTtL • • . 3, Cittadini rtnlio.ni danneggia t i da gucrr·a

•

160398-309

• 300-399

LA (' J•:r.r:;llltAZ!0::\1~ DI':L )JlWICO CADUTO IN C:tllmllA

IIo ( 'ON(;ltF:SSO IXTEltXA7.10=-'ALF: DI 1\lP.DlC!NA E FAl~:-.IACIA MILITARE

• •

399 444-

4!14-582

399-448·

496-5 14-582

-

Direttore: ARTURO ( 'II SARnn. tl·nentc colonnello m edico. (n35) ·Roma, 1922-23 -Stabi limento Poli~rafico per l'amministrazione ,]l,lJa '


. Ife

Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione ~

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L. 24,• 36,-

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1in Itali a · 1a ll'Bstero • Il supplemento conte nente i Ru o /.1 ÌII Ita lia di a 11zlatlita d el cor po sanitario miall 'Estero lllare costa Un fascicolo separat o costa

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4· l'<·r )!li ·l l lli,·i.l!i >ne<lki e •·himi··i f'lnn:wisti <lcl R. E~erci t<> {iu sl'rv izio atth•o , in pn,il.i.. nc: :m~ili.n ;,, , <li clm lJolcn H.nl •'• •k ll.t ri,.,n·:\ cd :\ 1 ipu~o ) il prezzo <l ell'abbonam<.:nto è ri•loll" a L. 1 ~. an tlcipate. 5· L'abboumnento non disdetto ptima del tO d icembre s 'i nt en de rinnovato per l'anno SU CCt'SSi \'0.

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l la,·ori origi nali, le not e, le ri vi&te -

· l'RE7.7.0 l)I ClASGT'N FOGL IO DI STAMPA..

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N UME!W DELLE COPI E

T I PI 01 ESTRATTI

Tìpo A. Ti po 8. 100

oo L.

50

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60

100

200

70

100 110

80

l Per

ogni centinaio ol.Jre 200

50 90

Gli estratti minori di rm f oglio si cot1ton o come f oglio Intero per le ordlnazl~nl di e5 trattl o m e tto ,

Per qu elli c lr<' supaatto 1111 f oglio, l e f r u::~<m i. In più , che non sr•fJerano 11 lll e Z;!o fOglio , si colliano come metà , (mrcl•~ però l'ordinazione non sta Inferior e a ~o c~ple. 6 . l mr-no,critti non s i r~stilui<cnn<o.

{22%) - Roma, 1922· 23- StabUimonto Pollrcrafloo per I'Ammlnllltro.zclone della Guerra·


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