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Pubblicazione mensile /
GIORNALE
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.·MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare
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Giornale di mediciua mili tare: 1851-1884 Giornale medico del Regio Esercrto e della Regia Marina : x88s-1895 G iornale medico del Reg-io E se rcito: I&.l6- tQ07 ,. ~
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ANNO LXVIII - 1920
l Gennaio
Fascicolo l
SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI : Remedi. - Resoconto d oi fer·id rli gue rm uvuti in c ura nella cl in icu chirm·:tiC'a di Siena . l ' '1{/. fellegrìni. - Con t.r·ibuto a lla cono..;cen7.a dulia pnto l ogit~ d ul prigioniero di GU\' t'l'a .
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F agiuolì. - Dati :<tatistici desun t i d1\ un n' p (wto di stico . . . · · · · Dati ,;tntistici s u :30770 in validi di gtol'ITU
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CONGRESSI:
XXV congresso della Società italia na ùi rm ·d icina in terna
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Direzione ed amministrazione. RO M A -
Pa lazzo del Mi nistero de lla Guerra - Via XX Settembre
R OMA
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\ l RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA :
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La lotta contro la t ubercolosi B1~lletin de l".'l cmll'miP de M éckci ne, n. 311 · Paris, 1919 . Pag. ll9 Blnningham. - Discorso pt·ohunciato nella 27" riunione dei medici militari in St. Louìs. The M.ilit<try Bur(lecm, Vol. XLV, n. 4 - \Va.shingt.on. 1919 . ",, IOI H i vista. generale sull 'influen?.a. M edical ,qcience, n. l, 1919 . . . 102 Miiller Bergalonne. - Un ca.so di poliencefa.lìto acuta. - Correspondenz Bfalt .. 104 fur Schtveizer Ae1·zte · BMel, n. 45, 19Hl . Calmette. -
PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE NOTIZIE .
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PICCOLA POSTA
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MEMORIE ORIGINALI J
RESOCONTO DEI FERITI Dr GUERRA AVUTI IN CURA NELLA CLINICA CHIRURGICA Df SIENA per il prof. VIttori o Remedi, dirctt,u,·c clulla C'Jinica e Con:;ult,nto chinii'J!Ìro d e gli Ospedali milita.l'i e della 01'0ce R o:;~a p('r le provineie di Siena e Gto~sl' to
lnviLato dallrt Atrtorilit militare a fare un resoconto cl,~i rcr·iLi avttli i n cu r a nella Clinica chirurgica du rante tnllo il J1Priodo di guerra, h o cr ed uto opportuno di aggiung<:rvi una ,·apida ri,· isla !:> ll quanto eli impottante e di nuovo lrovasi non solo nella le tlet·atw·a rc<·.en te sulla c hiru rgia di gt1en·a, ma anche nel campo affine delta bi ;)!og-i a.. Lo sllld io della evoluz ione delle ferile di g ue rra. se ha pli'rnwsso di precisar,. d ei laiLi nuo,·i, ha messo anche in evid<'nzu. le lac·une l'ile anl'ora aiJb iamo nelle nostre conoscenze, e, se ct>rli fatti ocl id t'e ('Ile io ri reristo possono ùS.Sere in segnilo dimoslmlj incomple ti E' inpsalti. spero che non saranno riferiti inulilmcnlc se riusf' iranHo a. l)l'OYocarc nuoYe rirc.'r r he e nuovi s tudi . La cma delle ferit e~ di g liel'l'a ba arricchito la. kLll'ratura c llirul'g i ca di numerosi l avori, ci el! ~ nuove di1·cltive sono state successivam ente proposte, ma l'idl'étle d ·1 ra~giun gersi è stato dimoslrat.o essere s empre qoes lo: acc,·e,;ce:J'C la n'~istenza dell'org-anis mo, oncto poten· i mpedire .ai microt-ga1Jisrni di S\'il uppnrsi, e, se sviluppati, r cnde1·li al più presto inoltcnsivi . \ 'erso quc!:>lo it,dil'izzo, clu.: è il pi1.1 razionai ~:.·, a bbiamo, n ei ferili avuti in cura n'3 lla Clinica, ori entata la terapia. L'Amministrazione del P oliclinico ridtt!;Re ad Ospedale di 300 l cllt i locali di S. M . M addaleua (l:\. Scuola nor male e Convitto annesso , e q uesta Sezione Chirurgi ca, ciipcndPnza della Clinica, io affidai al m io aiuto pt·of. Bolog-nesi, <:Ilo mi fu valido collaboraloro nel la. cma dei feriLi che vi furono ricoverati. Dl'l)bo rar not are dw, quando erano n ecessari inten ·enti chirur·gici gravi, i feriti veni,·dnO trasportati nelln
clinica. Il quadro rias.sunlivo che segue rlimostl'a il numero dei feriti avu ti io cur a ed i loro esiti : Riroq•r:;t i 3R4 - Cuariii ~-l1 · 1'rn:<ft:riti acl altri ospt:ùali 3R - ?.!orti :!. 1916. - Riroi'C•rati !)<)l - t:uarit i 89(1 · 'l'ra:<(~:riti ad alt ri ospe,!ali 9.> - Morti 2. !917. - Ricovcr:~ti ~"·l - t iunriti S.~t'> - 'l'r1sfcriti ad nitrì ospedali 9-1 - Morti 4· rgrS. - Ricoverati 374 - Guariti .ìt•l - Trasft: riti ad a ltri ospedali 6~ - .Mor ti 2. TOT ALE : R icoYerati Z7:)J. Gna,riti 24.36. Trasferiti ad altri ospedali 2!';. Morti 10.
A NNO 1915. -
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:r. - Gio-r nale di mcdicilttl milif.tll'e . -
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F.tsc. I.
RE~OCONTO
DEI FERITI DI Gt'ERRA AVl.:Ti IN CUR.A. , ECC.
l 10 morti possono così essere diYis i : a) pt:r ~etticemia <ltllta ,:; ; l>) ptr !'uppurnione tronil'a e dt:gencrnzionc :~mil,>ide d<:gli org:m i intemi t; c) p (· r tubc rcolo;;i 1 ; d ) per polmonite dn inl11tl:ll'l.<l 1; r ) per tl'tallo I ; f) pt·r l~e ~ione dt:li<J col(•JIIia \T rlchralc c dd mitlnll o 1.
Co r11e si può rilcYare d ai qnadri JWCI'edenli, i fl'l'ili r-ho sono stat i im·iali alla Clin ica da me dire tta, ndle n.tric s wdizit>ni falle, sono (.!'innli scmnre in JX:riorl i d iversi di tempo d alla dala della ft• t·i La, in min ima parlo dal ~·> alr~o giorno dopo la ferita, e per lo 11iù con in fezivni g-iit in ccrsc~: la muggior parlt' JH' r'ò a niva r o no pit't ta rdiYa m en le (la fèrita datava da oltre 8 giom1 o da l);Hecchie scllim<tnl') c q uasi ln tti con strppurazion i più o mer: o estese. Bisogna qu indi p er ciò che rig-uarda 1<t cma fa re una distinzione f ra. ferile infette r ecent i e fNit e infeLte da. tempo con suppurazione cronica . In du e con ferenze len ule all'Ospedale Milil.;;1r e di riserYa T olomei eh qurst.a ri!liL, rhe ho pubblicato I l) esposi quali d ovevano es~ere il mio modo di vedere i criter i cliretlh·i della cura. delle ferite di g uerra. 'l'ali criteri r iconfer·mai al CongTcsso di chirmgia di Bologna dell'anTro tn17 . cl n\·p f1•t:i l'i i!'Yan• rp ra1rlo fos<:t• n cn•S<:;iJ r!o pt>r u na cu r·a razionato dell e ferile iu gener e, conoscere esattam ente tulli i mezzi di difc~a dcll'm·ganisrno nella lol'o varia potenzialità, e c-o rnc sal'(~bhe erron ro r ilene1·e che Yi siano due chirur~ie cliYcrse. l'una di g ueiTa. e l'altra d i pa•'e, mentre non vi sono che d elle r egole gener a li comuni, su lle applicazioni delle quali in of;!'ni s ir.golo caso l'influenza d el mezzo e d el teJ'r E-no, ossia delle partico tarit.it pt·escntale dai tessuti tra umatizzati s i fa sent i1·c più in -guerra che in 1111ce, e che l'unira differenza fo r·.;;e sta in questo , <·he bisogn a poJ' l'e com E' assioma che ogni f&~.i la rli g-uerra d eve esser e consid erata più g r ave di quello ch e sembri a p rima vista,, per c ui il .principio d ell'intervento c h irurgico, il più p1·ecoc·e che :; ia possibil e, tnwa la s ua base nella g r a\·ità della ferita, e n ella facjlitù ddl<t medesima a lla infezione consecutiva . .Ma tale principio sar ebbe erron eo applicarlo ed estenùel'lo a tulLe le fe ri i.(:', sar ebbe un grossolano error e proporre la escision e o p ulizia m erca nica di ogni ferila, per poi applicare la sutura cost.a.nte e sislem atir a. uppur e proporre iu tutti i casi il dre naggio. Og-ni d C'cis ione in pro posi1o d ev e esser e subordin ata agli inseg·uamenli formli d all'esam e cli nico specialmente p er ciò che riguarda le contlizio!1i d e i tessuti l esi, ossia il terreno d ella ferita, che è il fati.ore principale che d omina e regola la evoluzione di tutte le f<'rite, e di cui è Ol'rnai nota. compleLament.c la importanza capitale n ella loUa c.ontro la infezione. La esci· sione larg a d ei ~u ti contusi, C)uando è indicata, ha soprattutto per scopo di modificare questo terreno , sost ituendo a tessuti morti e di (I) V. REMEOI: Criteri direttivi della terapia moderna d elle ferite da g uerra. Due ctonfe re uze Lc nute nell'ospedale militare d i ri~rva di S icua. ·r:;ta sanit.m·ia, anno J:\., Il. IJ-14, 1917.
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HE.SOCONTO DEl FEH ITJ DJ Gt:ERRA A\'l;TI IN Ct" BA, ECG.
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scarsa vitalitit, r ll e sono incapat:i di dift•ndeesi, c che fornis1·ono inoltre
un eerollente mezzo di cn llut·a ai minorgan i ~mi, la IJanie ra vivenle d t>J lessuli :.<<wli. ?II<L questa cura profilattica o c.uralin.t iniziv.le non
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fu potuta mai applica re nella no:Slm Clinic-a, percl1è le complicazioni sE-ttiche e rano giit S\"iluppate e le ferite in Yia di suppurazionc pi.ù o meno esksa. Ho g ià sopra fallo notare come por ciò che rigua rd a la eura sia nt·t.'t:ssurio fa1·e una d isliuzione fra fer ite infeU~ recenli e fe ri te infette d a lt'mpo con suppn razione cr·onicn .. Om in ogni intervento chirurgico la :5<.'el la dol m eloùo operuti,·o non è che un alto rifl t'sso prodotto dalla conoscenza <'salta acqui~ita èl elle lesioni mot·bosc, riflesso che d e\'e e::::-èrE' aulomaLicamenle n:tto e guidato dal pe nsiero della ronsN·yaz ionc d dla vita del malato o ferilo, e d e ll'organo nel qua le si inlen ·iene e della funzion e di questo; ma per ciò che riguarda le fer·ite di guerra. è necessario anche precisare il momento n ~l quale s i opera, essendovi ur~r.L differenza fonfl amc nlalt> di graviUt fra le ferile cl1e s i osservano ne-lle prime ore s ulla linea del fuoco, e quelle che :.< i vedono in una ambulanza divi sionaria, ed a più fo r le ragione con quelle che s i ved on o in un ospedale.lt~ nitoriale. dopo qllalche g iorno e trasbordi successi vi. Si comprende c he le cor.dizioni non essendo le stesse, qut>l m etodo di cu ra che è ind icato nelle prime ore e che consiste nella ext·rcsi lar.~u il più clw sia possibile d ei lessu~i contusi o privi di vitalilù fino a ragg·iungere i tessuti sani, non può sempre at)plicarsi senza p e ricoli negl i ospedali lerriloriali quando la fcrit.a data da qualche giorr.o, la infezione è in via di evoluzione, e la suppurazione si è già iniziata. Partendo da qucslo concelto io debbo dividere i ferili recen ti in d ue grandi cu.tegorie, in quelli nei quali si eT3.no già iniziate cornpli~-azion i set.li clle, senza c he queste si fossero loc.almenle anestate, ed in quelli r.e i qttali tali com}ìlicazioni :::ettJche s i e rano localmente arre sta!R, e si aveva abbondante SltPPLuazione. Nei primi la e xeres i dei tesstJti mOJ'Iificati non e ra slala, falta o fatta. imperfettamente: era quindi indispensabile come primo alto la soppressione dei tessuti che avevano perduto la loro vitalitù, che erano por questo ir;.capaci di difen d e rs i, e costituivano invoc,(' un eecellenLe mezzo di cullura d e i mict'organism i. Le ferite in questi si trovavano in quella pnma fase d ella loro evoluzionE, C'h iamata di dett·rsione o di proLeolis i che h o ampiamente iluslrata. nelle mie conferenze, che si inizia nei k :::.::>uti pri\"i di circolazione, dove appunto il polt're antitriptico d el sangue non si manifesta p i ù e che dipende d a un gran numero di !allori, d ei quali il pit't ii11JlOri<~ nLe è il leucoc ita polinucleare neut:rofi lo. I n qucst.o periodo ahbian1o ri nterve n lo dei ferm enti provenienti d a a origini divt"rst}, ~tu lulilici , microbici, leucocitari. Gli " autolitici" provengono dal tessuto mortificato, specialmente dai wssuti muscolari t'd epiLelia.li, e non inte ressano che tardivamente il t e5sulo cor.nettivo. 1 " microbici " proven~tono dai batteri che ger·mogliano nella feriLa e botnno SOJWatutlo quelli Jli'Ovcnit-n ti dn,gli anaerobi una grande attività.
RES0CONTO DF.I FERITI DI GUERRA AVUTI IN CURA, ECC.
Queste due variclit di ·fermC'nLi elaborati a livello della f'l' r·itu r:on scc!IO fP-r'TI1<e•nti di dil"l·sa: al contrario es:::i aggraxano te con<iizi(ll1 i della ft•rita, trasformando i tessuti in un C'rcc\lenfe mezzo di cultUl'a, ed l
prodotti prot.col itici da essi derivanli essendo andlt' facillnf·r. te difi,;sibi li, si diffondono latera)mE'nlc c sono gl i ag•:nl! princi11ali rlPil<t estensione dci fenomeni r.ecmtiri. Le conosccnz\~ aC'qui,;la!e s ulla fì:-. hllogia d ci lcucocJti fa ammellue l'inlern~nlo di una 3'' catP~ol'ia cfi fermenti che sono appunto i l cuc(X'itari, veri fe rm pnti di dife:,;a, l r.t i quali C(tH:IIi chr sembrano a \·cr·e una rnngg·iortJ irnporlan?.a sonu l~ ossi das i e le prot.casi. Le o~s•dasi J•rr il loro pol·' rc di o<;sidaziorJe :-'1'!11bra che ahbiano una influen:-.a oslaeolanle lo S\"iluppo degli anarmhi uclla. feriLa, ed inoU.rc sic.c":>tnP è d i mo:ìt ntlo cl H' in 11 n mt•zzo os~i .!H~ r.a.t.o l'autolis i degli alhununoidi J)I'Oduce meno so,: lanw lossicl 1c tlt •• in un mcz7.o pr·ivo eli os~igeno, si può at!ribuil'C' IOJ'o anche una azione <t11lito~siea, aiutando l'ossidnz ion e cl1'i p:·odolli di S\·i::;sinrll' clvgli albuminoidi. P er riò fhr ri!!'lllll'Òa l e prol<-n~i la lnro azinn(· puù ~<:(•re nol'inl •·• l ulilc a seconda delle condiiiÌOIIi Jll'\'St·nlalc dalla fvritn . ~e e;;i,;ll' 11!'trYolc quanlifit di tC':;suto mnrtifkalo c i pi'Odulli woteo lili•·i ri~ l;t p:llano m•llc anfrattuos ità clelia fl'rita, ogni azior1v prulc·olitir·a an··irt• JCIIC.OCÌ faria è danllO::ill. IJCI'I'Il è !ll'll JHII'a il l l' ITI'IIO alla diffu..:ifllll' dci n lit~roorgan1smL P qui11di ~tl lJtanif(·:;li\!'st dl'llt' l'tllllplieazioui locali è generali . Al contrario se la fNiln è s llt·ig-l iul.a. pulila il più che :-.l·\ pos:::ibile, al periodo elle '5\').(llé Hllo shrigliatnt·nlo, al periodo cioè cis · rkiC'rsione, la proleolls i leucO<'i t.arHl.. di\·i,' nc utile.' In cp~e.-;to slMlio la fPT" ita di gnerrn. dnYenla 1111A IArll·a ~11pedkie mortifìra la in Yin di ìufc.:zionc , e 1'organisn1o s i dift>rHh· r·on la scpamzione cld les5ulo mortstìrato, che ancora rinrane, dal tc·;;::.ulo 'j,·<·nlc . ~~·,mraz.ione t<•mpi11! ·\ dal l'fllllil1r>1 lim cnto e cl f'~i ntr t!I'ClZltHI<' rlf' j j(•s;;uti JIIOI' Iititali ~11\lCt l:t azione dei fermenti anlolitiri . mit:roiJici e lcur·nl'ituri; co1n]1are la Slii'J>trntzione che più che è abbondante p1ù Ja ck·ll'r,;ioue é.l\"Yi\~ne ntl.JH.lamenle, fallo gi:'L riiPYalo dagli an tich i clinici che sapt·\·ano che u11 :t e,;cam che non suppu ra cade più l<:nlnnwnle thc un'r;-;cara c.he su1,. Jlura, vecchio concctfo che prro eonsidc>rarsi e:>atlo anclw per le feri~c di ~uerra Non condrne Clninrli in f(tH'-:Io prirr·o pc·riodo abha1!donare tofatmC>nl c la l'!iminazrone dtll v purti morlifit·nt~ allr ~r·lr r(>azioni d rll .• •rg.anislllo: è urg·pnte invece diminuirè alpi(t presto la inlensilit di (jllt''lù reazioni. Jn qurs!a pri111a r'uil'lrot'ia di frrili avuti in cura è slaf0 SPmpn· "qu esto scopo sistemai ican1en Le appl icii (o l'i 11tern~11lo cl li ru rgit-n c, t'<•llll" si nola dai qnnrlt·i l'inssunlivì, (> nt:'i fl'rilt andi in rul'a in que:;la pritn' fnse di e\·oluzione dtlla fer·iln, thc S l è vct·ifìc:alo il maggior numpr,'l .di morli, l'intcrn>11lo JocaJ ~ n0n c·sstnòo sla!11 suffic iente a durllill:u•t• le complicazion i g\~ncrali p;1it f·si:,!c·oli . L'intcrvenlo è slalo quasi sempre pmt.~ralo sollo la am•:::icsia gt'llt'rule eterea, facendo in ogni caso una opèrazionc metodica, inlerossanth cioè largamculc la pelle in JWJdo eia sorpassare nella in<:isione di qut}-
RESOCONTO Ol:l E'EIUTl DI Gli ERUA AV UTI IN Cl' P.A, t U: .
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~i.a i limiti della zo na di distruzi one m11scolare onde do minat·e la prof<m dità della fe rila , escide re i tessuti già mortificati (muscoli e d a.pon r nrosi) 1' tra ~ formando l'oritìc io di entr-ala o i rlu e orific i di e ntrala e d i usc.;ita , o l'orifìr io di e ntrala e <li ('Onlroape rtur-a qua ndo questa t"l'<l necessaria. i11 UtJ g rande imbuto a hasc sup crfìc iàle. Una pt·cc.:anztotw impo rtan lt~ rl h~ si è a,·uLa se mnre in ogni singolo ('a:-:() in rtn rsti inter ve nt i, è q uella di non uprire altre p or te al diffonfit" rs i de lla in fc~zio n c, i11 cicle ndo .an ch e profondamente i tessu t i sani. A diffe re nza eli q11cllo l'Ile an-i ene n ello prime ore in questi in~er ' l'nli più ta rdt,·i, s i d r ,·e t·worclut·e che :;·inte rvie ne in una fe rila r he ('lllll.ir ne i gl'rrni c he ]'Jla nno priml l iva.m entè contamillala in Yia. ùi t:vo luzion c, ins ie m e ad una g-nm rtttantitil di prodotti loss ici; una inciswnl' ampia pratinlta ne i tes~u ti &ani fa vorire bbe la inoculazione di <JHelli , e la di ffusionQ t a n lo locale eh& gene rale de l processo infetti vo, d iffns ion e c he è qm·ll a in ulti ma a nn.li si c ile col n ostro interve nto si v wJ!c impedtrc. L'a l lo o pe r·ath·o deve css·c r e anche il m eno tl'Uumatizza nt e po~s ibil e per cllè i tessuti so no facJ!me nle infeilabili, e d ogni tr·a.u matis m o sopt·aggjunlo in questi casi costituirà 1.ma p ossibilità di più alla infezion e. Ba~ta p r 1· r o n vincer~ i di r·iò la rons lalazione d el fatto ch e i marg ini d elle itH'is io ni pralic·a lc do po pot:hc ore diventano g r irdas t.ri e nL·rns lri. P e r questo motivo in Lutti i nostr! inLc t·venti abb ia mo us ato solo gli is lt·umenti , incidendo e divaric-ando per vede re IJt'nP t i a~c un piano a11a tornico cd abbiamo ce rcaLo di evitar·e di intro• d uno n ella fe rila il dito anc he ing uanta lo per riconoscere il lragitto e lP anfralLu ositit e l'esis tenza di corpi esLrane·i o di pt·oie tlili. Niente ~ pi ù dannoso alla vita dc i te,;suti nell e ferite co ntuse, che la manovra <'it-t·a de l n>oncone del diLo rlle provoca contus ioni e lacerazioni de i m ~·d L'~i m i. . Con qu esto interve nto secondario fa LLo con i crite ri sopra.espos li q uando la fe('ita e ra g ià in via rli d ete rs ione s pontan ea (prima fase df'll a sua e voluzio ne) non s i poteva pensare a praticare la sutur>a, nè q11esla è stata mai pr·aticala: esso aveva soltanto per iscopo di metl<-r'\' la ferila il più ehe' fosse possibile al riparo d elle azioni nocive contrarianti ,c reandole delle condizioni anatomo-patolog1che tali c he la s ua te ndenza na.tuml e ve!'sO la g ua rigione non venisse u lter iorme nte <1 i~! ur bata. Lo studio d ci ff' nome ni bi ologic i conne;;.:>i alla guarigione della ferita. ha dimostralo quPst.o primo fatto, che una ferita che non rontiene n è rorpi strani eri , n è tessuti m ortificati , tende a dis truggere i microrga n i:-;mi (che l'hanno inctuinala ), con i soli rnczzi di difesa naturali d e l rotgfl.n ismo. Yal m eglio quindi f<J.vor'ire questi m ezzi di difesa e n o11 rlis Lurharl i pr_·rThè essi ::;ono in gene r·al<· as.:{ai poknli pe r trionfai'·~ <lei microrganismi c he so no s fu ggiti alla pulizia m ecc:anica. Per quello ,-he riguarda i mi ctorganis rni un carattere mollo importante di ques ti dal punto di vis ta pratico è la capacitil che essi hanno di germogliare o no nel plasma vivente, che è dimos traLo essel'e un cattivo mezzo di ..-ultLII'a PN la maFgior parte dei germi che inquinano la ferita, in <·nusa - come già dissi - d el suo potere antifermentativo o anti-
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RESOCONTO DEl FERITI DI Gt:ERRA AVUTI IN Cl'RA, J::CC . 'l
triptico, il quale im11edisce la dislr11zionc d elle sue g rosse mokcole proLeiche, distruzione che è indispensabile pc-r !a u·er mog liazione dt'i germi . Soltanto i microrganism i del gruppo degli slafihwOt"cll i c de2"li slr eplococcbi possono vegda1·e· nel sie1·o o n ~·l plas ma v ivente, e ,-0n q uesta differenza sostanziale c he m e nLr•; l'org~nismo si vat:cina u~sa i presLo contro lo slafilococco e solo quando la Yirulenza de l ge rm ~:: è notevolmente aumenlaia o di minuita !a re~istenza orr.anica, si può assiste re a.d infezion i acuie, lo stn:ptoco(·co invece prftducc fat:ilnwnt~ le setticoemie. perchè dimora lungo tempo nelle ferilt' e pen;llè l'Mganismo non si vaccina quasi mai. P er quanto rig-uarda i pole;·i di d ift•sa. naturali dell'organ ismo la d olLrina corrente, come già indi cai ndle mie confl'renze, allribuiY<t ai lc·ueociLi polinncleari nN1troAii l<1 fur:z ione eli di s lru ~r~rc J'I· ì g"\'l'llti l'l' l' fagocitosi; quelli che era11o verilì nella loll.a con i mit.:rorganismi formavano il pus, quindi la c ìtofìla!3si più l'ig-o,·osa sì imJ10neYa. Le O~>i(' JTuzi o ni fatte duranti:' la ~- ~ll·J·ra hanno polulo dunoslra t'(' e lle pro babilmente questa opinione t.:Orrenle non è inlCJ'aiiH.' nle t·salla: C[ttìnrli si impone \tna r evisione. T1·alascian d o il m eccan ismo clelia fag-oc itos i, la quale Sl..'mbru non dìpl"nda - come s i rt'L'dl'\'a - cla una funzinne alli,·a dd lvucn: ikt polinuclear e nculrofilo, ma esse re solo in mppnl'lo ron moditì cazioni fisico-chimiche della s up~ rfì cie di C]ll t5 lv l len:;ion(: supe r fìciul~>, Yi ;;<·():::ilit), è dimost ralo che fagocitosi non è sinonimo di di s ln•zio tw batlt'rÌca : i leucociti possono invece di uccidere i germ 1 woteggerli wnl ro il' azit,ni esterne. P. R oux e J ones hann0 appunto con le loro J' iCél'C'he d imostralo che i le ucoc iti sono capaci di proleFger e g li or~an ism i che ha11110 fagooitato, contro le sostanze ba!Lcricir:!e ambic nli, e ('he s pc::;;:;o i l leucocila mum·e in l os~icato <;a .ì prod(olli di src 1·ezio nc clri g-vrmi f'!u~ contiene o ucciso d<-lgli agenti estemi, ed i mi('rorganismi che l'abitano trovano allora un m ezzo di cultu ra. a dutlo e vi vegetano. Il Pt•s quindi non deve piì1 conside rarsi come •ma ,-ol ta com ~> 11 campo di battagl ia leucocilaTio: esso invece può diYe ntare un eccelll..'nte mezzo d i cultura per il pullulare dei ger·mi, .~:ssen do un mezzo r icco in ferm enti ed in matr J·ie proteiche in via d i di~lntzio n e, che sono un a li men-to ecc:<'llenle pt> J' i mirr·orgunism i elle c·c.mlii' JH•: p1·e ndencln infatti il pus o ponendolo a 37<> si assiste ad un antopullulamenlo dei germi, il quale pc.rò in alcuni C<l.'5 t p_uò mancare, malgrado che lec nlLu r e fatte siano posit ive e dimostrino 1111.1. buona vil alitiL degli t>lemertli batterici. Tu le mancanza c h e s i oss~: n·a t1l'i nci1 •al me n !e pc·r 11 g ruppo degli sLafìloc:occhi dipende dalla vnecinazione del mezzo. E' nolo c he i ge rmi woducono so::;tanze elle ne distllt'bnnn l'al'cn·scimt-nl•l, e finiscono per anesLare lo SYiluppo: ciò cile dimostra. la probahtlifit di questa sricgazione è che d e i pus in camu:i di lasciare ~·e rmogltare alla sLufa i germi c he contengono, possono ess.~ t·c cc·cldknt.i m ezzi rli cultura per altri gel'mi che vi wngor.o msemcnzal i. Un'altro m ezzo di rliftsa n'l.turale al quale OP:?;i- JWI' nt~nvc r·irC:J'I·he fall e - sembra debba attribuirsi un valote mRg-g: irwe <'lte in passat u è la essudazione d i liquidi organid e h·~ si nrifìca nelle ft.:ril e (siero d el sangue e li nfa ) . La osservazione clinica a·:e\'a già ratto rileYare da lt·mpo-
RESOCONTO DEI FERITI DI G l: ERR:\ AV C Tl I N CC R·\ , ECC.
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come nelle ferite che guariscono per prima intenzi one si ha solo un a es-
sudazione sierosa, e che nelle fe riLe c.:he presentano c.omplic u~i o ni :::eltich e, si ha, in un primo pe riod o, c ile yi'c ne chia m alo pn'-in fE'z ioso, u na. essudazione s ier osa con sear s iliL n o tevole di g lob uli p urule1 1ti. r·llc questa diviene poi d ecisam ente purul e nt~1 , (Wr ri torna r e po i sic1·osa qua 11d o la ferita è in via di r icatrizzazione . Da ç iò s i ~:o n cl udcY a che il fl us~o di linfa c he invade a ssai presto una fe rila rel·cnle pu ò esser e capace ron i suo i prop ri mezzi di dis lruggère i germi in fe tlivi e di impedi m e il gcrmogliamen to. · Dobbiamo a g li s tudii di Si ro A lmroth Wrig ht di conoscere la impo rtanza che può a ve re ne lla di fesa questa essudazio ne di s it.TO o d i li n fa : essa pr ima di tutto av r ebbe una az ion e prerJarante c he il Wrig ht a t triibuisc-e a d ell e so~tanze solubili contenuf ~ nel s ie ro c he c hi a ma "opsonine ", e la c ui azione sarebbe que lla di prepanu·~. a ltivare e re nd~ t·e più efficacé la atliviLà fo.gociLa.ri a d c i le ucociti polinurlcari. Queste o psonine sarebbe ro contenute n el siero norma le e d a ume n terebbe ro - ::econdo i lavori di Levad iti - in St'.rwi to a ll a iniezione di va ec ini: anzi se ne avrebbero a1lo1·a due t'aleg ori o di stinte, a seco nda cleli a lo r o resistenza <tl calo re, e s:n el··IJ(TO Le rmo fa bili quelle d el s iNo di in di,·ict :li normali , termosLabili invrcc q ue lle d el s ie ro ùi individui vacci nati. Secondariamente, e questa sarebbe la azio ne più imp0r!a ntc, il sit• ro r eagirebbe contro le azioni fermenta tiv:3 che si svolgono m'Ile fe ri le per il suo potere antitrip tico, che entre rebbe in g iuoco per m o d erare la azione d e JJa. tl'ips ina o protu.tSi lPt iCOc ila ri a . Questo po te r e u 1Ji itriptico de l s iero inte n e rrebbe n elle rn·i.11e ore d e lla f.;ri la qua.ndo da. questa si h a. secr ezion t s ierosa , lott&ndo CGntrfl la prot.colis i d e lla ferita, ed ostacolando hL pullulazion e m icr obica {W rig llt i n fa lli an ehbe sperimentalmen te dimostrato che t germ1 non possono J)a ssa re nel sa ngue e ne lla linfa c he qmwdo è scompa r so il pote re an Litript ic.o normale di questi , e che ciò c he n.nes ta o impedisce i'accrescirne n lo dei g ermi nei liquidi org ani c i o nei tessuti è il poter e an ti l 1·iot ico di qursli). Piu tardi al pe riod o d ella s up p un1zio •1e d e lla ferita 1L pote re a ntiLriptico d el s iero !'<arcbbe un m e~zo di d1fesa co!1lro c iò c he a \'\'ien e nella ferila , c.ontr·o appunto : feno m en i proteolitt(:i r he q ui ;;i p rodu cono; e l'abbondante vasrolari7.zazione che s i vcl"ifìr·a attom o -a lla fenLa, p e rmette rebbe una maggiore atl:viLn a q uesto fl1 C7.7.0 el i di rc~a . Nella ferita il pote re an ti triplico del siero i ntc r\'e n e bbe su bi lo pt>r o stacolare o diminuìl'e la proteolis i d e i t(•ssuti; Ofl lle fe rite su ppu rant i per limit.are l'azione d elle tripsìne leucoeilarie : nel p rilJlO l' USO si l'::;e rc ìt erebbe neHe fe l'iLe , nel secondo at:.o rno a ll<1 fe rila. Delrez in un lavo ro pn.,sent ato a ll'Accademia di ìVled ic ina d e l ·BL' lgio (1914) dimostro che l'oosudalo sieroso infinmma.f,prio ha iL potere di fi ssar e il compl em en to, potere c: he esso c hituna al exicn, e c liP lall' potere è generalmen te elevalo come quello d e l sie ro çl pl sang-11 t·, c ,. a pe rd uto quando il sier o s i è coagul<ll o nelle fe ri le e q uindi no n <:flilf!t d a più in vitro. Studiando le cause c he po rta no ll:l rot ture di eC]uìlibrio in qu~· l complesso colloidale che è !·'essudalo sie roso. r ott ura di equilibrio c h t' t' r appresentata dalla coag ulazione, esso osservò c he appunto la c oa g ula-
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RESOCONTO DEl FUllTf m GUERRA AV'l" TI IN CU RA, ECC .
zinno coincide roll'au me n lo dei leu('uci Li ]'loli nucleari , e l'essudato cii q llt ti O j)ll f' llh'IJtO pordf' la prnprit: lit di fi s.<;<trl' il COillplement.o: aHt.i ~Pr"~O h<l ac·q JJi slnlo PI'OlWì elà anli,·ompleme ll!a ri. L'E'<>sudalo quindi 11iù fann·eYolP ver una fe rita sm·eh\w il sìt•ruso, quando esso P<'rò non roatru li. difl' IHk rtdola ml'g·lio, e (· <))' i~pol rd rndo al minimo di infezion e; ::;0 si ron::idPra il potere dì fis:;;~zione d el co rnpkmen lo tomc la C!-;pressione dl'l poter e di ùifpsa d l::.di l'"-StHl.nli, si dm·erellbe r·onrlwlcre c.he il punllt·n\(\ lll'll(' ili• Pl'tln· i ~ ln piìr al>llnlldanl<·nH:nle di lt'lH·odl i, è fi~io
lugil.'anHmle nt ~ no dlirace dw il ~~~· t·o.;;o . D e b!Jo a queslo proposito farE' nota re, comf' CltJando ve-nne dimostrato
ello le s inoYial i a rlicul Mi non 110Levano cons idera rsi come cavità sierose sim ili alle cavilit w riLnneuk o plctll'ale, e che non avevuno cioè un ri· n~;:;l irn en lo con li nuo d i cell ule endot.cl ia li com9 quesl.e. se ne dedusse clte la manranza di fll lt'Slo rìY<''3 limenlo costit uisse 11er le raviLà at'Licolar1 una min or rosi~ lt·nza d<·gll a~ent i in fettanti. Qu e:sla opin ione non
andan1 però t roppo d'P ccm·tlo CGn f]un nlo giù din1o~Lmva la osscrvaziolle clinic·a, e k c•:::~e n·azwn i in propo:-i lo f,tl\.e durante l'ultima guerra hanno dimosLrato C'Ile la evoluziottt> dl'll e affezioni at'u l.e ìnfì.ammalurie delle arlir.0laz ioni Yaria secondo che l' es~uda l o resta sieroso O· diven ta purult:nlo; e c !te in modo gt· ner a lc si 11nò dire ch e fin chè l'essudato resta. s iet·o:;o la rl'slilllzionc fu nzìonalè è q ua.si comp leta, m enL:re al contnu·io l'<'s:-:udalo pnruknto indi('a una ma~·g i0re g-raYilit Lnnlo d al lato funzìollak c lh' vi!al(' . L ~t ~ ·ompa1~a rap id a eli un es~ nd a t o abbo ndanlt' in un.;t arlìt·nl<lzinn<.-, den :o rit e nc·r~i rome l'espressione di una azion e di difesa lo•·alt• contro i mi•·t·organismì pcnetrati\' i a mezzo dl'II'agenle vu lneranlc, e se qtJC';:;Lo c:-;;;udalo nwt'nlto ed e;;amina\o si coagula in vitro, Jll'l'::Cn ta a l lllit:rosropìo lcnro• ·iti polinuei Nui in ntoderala quanti tà, (·d i: fornilo di 11otcrc eler alo di fìs;;;nzionc del romplemcnto, si può fare u11a prog nosi buona Hnehc dal la l.o funz inrw lr d l'l la articolazione , mcnlt·t· ,;c· ~·,;so i• p111 lli l'nLtl, si diffpn•r:zia rlal pri111v pvrl'l1è Ila ppr·clulo la s ua coagu labililit in rill·o, il potere di fì s;:;a zionc d<'l compl emento, cd è as:-:ai ritTO d i lewori li polimw lcari. Es:;èJHiu r es:;uclalo vunrlenlo più r icco di c:h•menl ì cell ulari , si potrl'hiJl' riLent• t·r elle i globuli purulenti inalli\·ino la li nfa essudata, e ~·in Lamhotte r Stionon ne l Hl06. in espe ci(•nze falle s ul fenome no d i P fl' iffcr , a\'entno dimostrato ch-e i lcucoc iti fi ssano il co mplemento. 1•. Del r~> z 11:, ri ft• ri,;c·l• eSJH' I'It'117.L' dim osl rati\'1.'! :-;u questo atf!omenLo, rhl'l fanno ril t·\·are t·o me i glob uli pmul enti sia no gli agcnli dì ìnattiyaziorH' del s ier o per ciò che rigu arda la fi ssaz ione del complemento, ma elle an,·llc i leu,·ocit i normali ,·iyc•tJi i J>nssiellono in pi ccol a pa r l~ questo polt•re i na tliYan h.'. Da l utL·~ qu~:"slt: osse n ·azioni si deduce c.lle il complesso colloid ale rtcll't>s::>udato quando questo s i coagula ne i tessuti o divi c·ne purulento, ~ i modlifì.ca in l<Li modo che perd r~ inti eramcnte il suo polere complem en ta r-e, e che di\·enulo puruh•nto i differ enti clem0nLì elle costituiI l ) 1Jf.J .H1'7.: ContrilHlti on a l'ét nde tk~ propric.:tcs phis io-pntnlo).!iqut·:< !lt>,:; e~!'U Jat:< ~po:cia ll:'liH.: n t dc~ cs~ udat s dcs phlit',. .. lm hula11rc de I 'Orta11 , l.a 1'0 11111'. t01no
2u, (a~t- i(:o}o 2°.
RESOCONTO Dt:.l FERITI IDI Gt:EllllA .~V GTl TN CL' l:U, ECC.
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&-~mo al1or;.t l'l'~sudato, sono al contmrio dotali di proprietà che si pos.. sono considerare come an li com plcmenlari.
n coagularsi d e l sit•ro porta anche la: perdi La d el potere opsonico e Htllilriplico , potere che come sopra ho esposto è importante perchè ini bis~:e i processi proleol i liri !'!utieelli bi l i d i con ver Li re le a lbumine d e l :;iero in m ezzo di c ultura per i mic rorfmnism i. Scbhei!C il woblc·ma as..'ìai colli p l icatu de)k di fl!st:> natura l i dell'orgalli~mo a Ji,·ello de!lr· fL•rile non possa dirs i oggi c-omJ.)lC'la.mente risr,lto, l' siano necessarif' ttllC'J'ÌtJJ'i r icl'rellc pN valorizzare nella loro !!Ìu!:ìla enl ilìt i varii nwzzi di difesa o rga:1i~:a, sitnno però autorizzati a ('Ulltludt>f'C elle J'orp-ant s mo di:<pon e per difè nde r~i di due mezzi: la es!"\ltlazion c c la infìltrazione leucocila ria, e c he talè difesa è polente e faYo rev(}lf' quando la zona dei tes:suLi m orli fì cut.i è mi Il ima, sfavorevole Prl impotente se la zona dei trssuli morlifi c<~.Li è spessa. ed abbondante, r (' ht sarebhr Jìt:l' il mnrnrnlo cn nneo nUrib1lire alla faa-ocitos i la importnnza esseJJziale della (lifcsa organica, non riconoscendo quella. della l'~~tll l<tzion e ~Jè i'O'-'H, o Yicevt•J-:-;a, ('(•nsidc t·éu·~:: la fagocitosi ('Ome un fat,to !'Cc·onclab·io cd allt·ibllirC' inH'~'{' tutta l'importanza a1la azion e micro))ic·irla della es~uda~ione siero:-a.. Ho l!iit PI'('L'l'dt nh-ml· nk CH'I"t•J:nalo allt· <'OIIdizioni nelle quali venivano i ferili n<'lla t'l in int. Ora l'i ntervenlo chirurgico, per quanto in qJJP~t.a prin1a S<· ri e fo;;~e a•Ttn·ato, e per quanto fosse ('Urata. la emosla.o,i, onde illlpeclire il formarsi con~t·,·utivo rli -ematoma, non poteva darc·i la illusione di arrintrP t' O li quc:;to a una s terilizzazione meccanica c·om plf'lH: solo !:ii len taYa di an·irinarvisi t·on questo mezzo il più che e ra possibile, dimirllll'l!do uol(•volmt•nt<' con ciò le I"Onòizioni f«vore,·oli alla infezione anaerolJica (nhlazionc dci lcss uti morlifkali ); ma ]Jl'r·rnane.ndo i nvete . se m p1·e ~·ond izion i pi LI o meno fu ,·or·evoli alla i n fez ione aerobira (slafìlocor·c·hi e slrl'piO!'OCclli ). Le fei'ÌIP r·Mì trattate inVf're d i evo! ver e w·rso lP t·ompl i1·azioni tossiÌl fL'zlose, pu r non essendo nell e 1:ondizioni 11 cr·c~~ari e ]ter pralinll'e la loro l'lu11iom·, si trovavano in .. ond izioni mollo piì1 f<tYnrcYoli alla loro evoluzione verso la ripamzionc, ma lalt• <·volt tz il)n(' doYeva verifìe.ar!'!i aUraverso più tappe, la cui r apiclilà di suct·P~:;ione e ra nN·essaJ·ia.me nlc in rapporto con la mag-giore o 111inore pulizia nterranil'a rhe in ogui singolo caso si era potuto fm·c, tappe che erano quelle di d etersione C'Omplcta, di suppurazicmc, di riempimento, di ep iclerrn izzazione . ll cò-mpito del chirurgn è in rptest.o periodo quello di non disturb <li\) ma ùi fa\'lì t'ire qtH·Sla tcnd<'n?.a !>JlOilt.anea c- ho hanno l e ferite alla g u;u•igione, r endendo JliÌI bred il succeder-si dall'una all'altra di queste tappe. Tenendo con to d t !le ricen· l! c fisio-patologiche sopra esposte ed anche degli insegnamenti dl•lla osservaz ione e lin i ca. ne vengono a questo tll'opo~ilo delle indicaz.ioni di ordino? pratico che in linea generale si possono, riassume1·o c co ncretare in queste: 1" manlenetT nclll' feri~t; l'c:5sudaio allo sLalo sieroso, impedirne la eoagrulazione, f<~.vOJ·endo la deiRrsione completa; 2" favorire immigrazione leucocilaria, ma impedite per quanto è possibile la mot·tificazione d-ei leucociLi e degli elementi cellulari dei 1-t-s..">uli sani. onde limitare la proLeolisi;
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RESOCONTO DEI FERITI DI GI;ERRA AVuTI IN Ct:R..t. , ECC.
3° ripol'lare l' e~s udalo divenuto pmulrnl·) allo stato di f'S~lHlitln sieroso, riattivandone specialmente il pote re anlitriptico e qttt•lln dt fi ssazione d el comp lemento. Rispetto alla pl'ima indicazione liNI diltko ltà a lla s ua com}'lt l a upplica.zione prali ca sta n e lla facilità con la qua le J'e~sudato sicro,:o lru\'iL sulla superfiric d ella ferila le cond izi oni lliù fan)remli alla s ua ro<t2tt· !azione, la cpwle lHJ. inoltr e, come conseguenza, que llo di ridurt·~: 11 fl usso linforrei co, impedendo così ancha a qw·slo la sua azione Jm·ccanica di cletnsiona. Il Wrìght a questo scopo propo:::e il s uo nt etoùo , <:hc consbLe IJdl'usare una soluzione sterile iperlOJHCa di cloruru di soclio {5 ~..1 con la aggiunta di una sostanza anticoag ululll•.J qual e .il .;itralo di soolio al 0,50 %. [..'uso di qnesta soluzione, prrcon izzala dal \\'l'ight :t\Tt·hhe questi risultati: pro,·ochercbbe, init.ando la s up<'rfkie d<·lla ferila , uHa essudazione si erosa al.Jbondan te, producendo corren ti ca p i Ilari d te vanno dalla l)I'Ofondità dei tr>ssttlr verso la fe ri la, per cui si avr(:bl.H.~ in questa come una irrigazione dul di dentro al di fuo ri che potrebb e avere anche vantaggi mecc.anici: venondo a contatto c•1i lrucoc iti immigraLi, ne favorirebbe la di&truzionc e qu i :-~di la mrssn i11 libPrlù dd ferm enti p r·otC'ol i tici . fncililuncl o con l'anloò igeslion e d ei rna( <' t'iali Jll(•r!i o in via di morti fì1•azion e csi sten ti nel l a ferì la. ed avenclo ··onlt•mpt •raneam ente nna. 11zione chem iotall ir a n P;ntliqt, ridurTf' ÌIIW P l imilen·!JI• ~ l'afflusso leucocitarìo alla superficie d èlla ferila e t"(lll t·iò la proleo l is i. Si avr·ebbero qu111di , in questo modo, SC'COndo il 'v\'t'iglll le miJrllori con dizioni e le più adatte ad asviure rapidamente la ferita Yc r :;o la ~tta: sterilizzazione tompleta e quind i Vf'rso la cicatrizzazione . L'unico inconveniente d el m etodo sarebb<: cp tello clw trattandos i di snluzi ()tttl ipertonica, ap].Jlicata su ll'a f eriLa, r;rovoca dolort>, d1e ces~a l>t·rò r a pidamente, come ho poluto. consta ta re nei mi ei ft riti, l'istabilenctosi a ppunto l'equi librio osmolico rapidamt:nle lr-:-t. la scoit tzione \' i liqtli di interst.izial i dei tc&su ti. La appl icazione del m etodo d e l Wrip:hl non coni ::; prnH'l~· P!'cttlamenLe nella pratica a qut•sli dati teo1'id: l'0st<v·o lo l)rinc ipalr all a c· ~ m plcla riu scila dd m etodo si Lrova n e lla cong ttlaziune ddl 'p;-;.,udatn ~ie r oso a lla su r erfici e della ferrta. P f rche tale to(l.glllazion c non s i v t· rifica.sse nè si avesse quindi conscguent emr nlc ri;;tagno di prodot ti prnteolitici. sarebbe necef:!~ar· i o, cht• nna mr ciicazionc compl<' l amenlt· H:'sorbente mantenessi'. sc•·OtHio i corwc tti g:ih rs r n·c·:::.~i da kr tl pn da P t·nbrajenshi, una ··orrenle L:Onlinuu capillare dallt' parti prufo11dc dt·ll a ferita verso le superfìciu li , e co ndizron'.: di qnl'~ln man l f'nim"nlo :;;u·l'lJlw che la garza. t he s i adoper-a p!~r la meclicallt t'u f ossr r llitni•:amc·11te J IUl·a e assorbi sse corn})l etamen te. come i li<plidi atqt to::; i. an c h e· i li rp ticli l"Olloidi, cosa imposs1bile ati olle nersi oggi <"On le garzt• clw :;i hann<1 in commercio. Il \iVright propone di adope rare o la i r rig:;lziotH: cnnl inua della ferila con la soluzione ipcr'lonic-<1, oppu t\~ la irri~orazi 0 tl e in lt·rmittente, in modo cln m<wt enPr·c la mt'cli ca lura :>L·Illpre ha!!na la di ::.oluzione ipcrtonica; ma. anch e cOli questo m e todo che r ic hied e un a aecnrala insta ll azion e, se si Lratt.a di ferile prvfondo e anfraltuo:'e, rwr1 ~ i
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BESOCONTO DEl FERITI Df GCEHR:\ AVt:l'J IN Cl'RA, ECC.
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riesce ad impedì re la coa.gulazione d ell'rs3uclato . L'a pplie.azione d ell a soluzione ipe rtor1ica, pE5r c iò che ri guarda i ferili da me eu rati, l'ho trovat_a utilissima n elle ferite poco p1·ofonde, s8nza anfl·attuositit, e quando la quantità d ei tessuti in via di mortificazione era minima, avendo però la pr·ecauzione di sostituire quando non vi e ran o più tessuti mortificati a dett.a soluzione, la soluzione fisiolo~i ca d!r clomro di sodio o isot.onica, che risveLLando i lencociti li aUint \' P I':'O la s upe rficie della ferila d ove possono eserrilare la lor o azione fagoc itari<t sopr a i comuni pioge ui che ::i]latili gl i at•rolJi un l'Ora rimangono a inquinare la rer·ita. La terapeutica -delle feri te di guerra, mentre ha realizzato un g rande progresso l'on la r esezione ;pr·ecoce e compl eta pil! che s ia po:-;sibi le dei tessuti contusi, che ha segu: to alla as t.~ns ion e s i;-;temalica consig-liata in principio, ha avu to secondo mo una fase, che può a nc l1 e :>otto cerli aspetti essere considerata com e r etr ogra da, e che è ca ra.tletizzata dal ritorno in vigore dell'uso degli antisettici che e rano ,stati complcta.rncnte abbandonati. perchè era stato eqaurienle me nte rlimos lrato r-h e un agen lt! chimico non può csser·e atLivo contr·o un elemento, com e il mic r obo, senza ledere gli elementi ce llulari coi qua li vie ne a conlallo, e che l'a ntisettieo microbicicla e non cito!iLico e1·a tar ideale ancom nlop i ~tiro. Gli anlisettici appartengono a diversi gruppi: a lc uni fissano i le ucaciti e gli elementi -ce llulari coi quali vengono a cont,atto senza provocare subito lesione leuc.ocilaria; altri producono subito leucol isi e dis truzione celi u !are . Gli &nt.isettici • fi~satori (i od lO, subii malo, a c ido fe nico) coagulano le aìbumine, ton le quali ve ngono a centallo s ia dct s ie t·o che d egli eleme nti cellulari e sono quindi per le rag ioni sopra esooste fortemente nocivi sia alla dife-sa umorale che alla cellulare: i secondi dissolventi , (ipoclorili ) essendo agenLi di proteolisi en<•rg·ica pos:;ono avere anche un effetto utile, favorendo la liqw~ fuzionc d ~!g li es~ udati e la detersione d el tessuto morLificato, ma sono anche pvr questo un osLacolo al prvcesso di difesa, sebbene la. fagocitosi non sia l'unieo meccanismo di ques ta. Si ritorn ò ad u<>are il l)iù vecchi9 di tuUi gli ant isettici, il liquore di Labaraque, che Da kin çon act:oncia rreparazionè cercò di r·endere meno irTitanle e di cui Can·r~l pedez.ionò il metodo di applicazione, metodo c h e in ultima an. tli s i non ha allt·o di m.tO\'O che l'idea di mantenere costante du r·11.nle la sua applicazione. il g rado di concentl'azion e dell 'antisettico; e s i ebbe così la illus ione di aYer trovato il m ezzo di 5lerilizzare chirnintmente le fe rile . ( L'espe rie nza aveva dimostrato che pe r ·otte ne1·e la s tet·i lizzazion~ di una fcl'ita uccorre stabilire un contatto intimo tra la sostanza germicid<.t e i mi crorganismi, che è necessaria una certa durata di contatto pe r la conser·\·azione della concentrazione. condizioni , per r e<tl iz.zar·.} h! q t tal i, occone una preparazione conven ie n te della fe1•ila, e la adduzione d el l iqu irto germicida in tut,tc le anfrat-tuos ità dolle ferite) . Senza soffermarmi ad esaminare it valore della o biczion<' sollevata, che si ha solo il dirillo di variare di un antisettico ~om e ve1·a.mente efficace, quando una sostanza adoperata. 10 una ferila in fetta, abb ia sen'l'altl'o pl'ocesso tempeutico anestato i p r<Y've.;si i n fez iosi , e c Il e la
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RESOCO.NfO DJ,;I FERIT I DI GUERR.<\ A\"l ' Tl IN Cl"HA, ECC .
tl(;'lers ionc meccanica del la fe riLa r.n ccomandata pure da Cancl come Jh'ee.ssariamente prt>ccdenle alla applicazione del s uo me t.odo, d istrugge in parte la fvdc <'iw s! può avc1·e snlla eliìcac·ia assoluta ctella soluzione eli ipoC'Inl'lllt su llt• ìnfPzioni, io mi tWrmello eli rif"lli nman• piuttosto al1·nnc o:-;l·t·,·azioni f<tll<' a quc:-lo pt·opn~ilo. DC:'IIwl e Nocl Fiessinger <''~Il nntn crost~ 1 icl'rrlu~ s ullu azione germidda degli ipoclorili hanno ci11nostJ·ato che il pu:> traltato C'Ort degli anlisetti;;i di ssolvcnLi, qual i a d espmpio g-li ìpoc·lol'ili. rliwn ta 1111 buon mezzo di c·ttlLl~r<L per i mìc: r t,r~anismi elle P::.:'o t'!ll1lirnl', prr<'hò di:-;:-o,·ia11do la mole,·ola ùi albumina, i ptorloll i di que;o;la diSS(){'iaz•om• suno piil fariltncnlc ulilizZtLhili, come sub:-Lrato ts 11lrilivo, dai mierorganis rui. Se s i ha ris tagno d ·l senE:'IO nt-l la ft•r·ila ~i arrtYa a rr uest.a conclltSi0ne in appar('nza fl<l•·adn;-;~tle ma Pt•riJ basala sui •·iS111lali rlc·lle e;;pcrienzc : ,·he l'azione dl'.t.di lputloril 1 nel J111 S può uven• per c.fkllo di non dirninuin:: il numero cll'i flJ icwrgani«mi ma rlì aHnwnLaJ·li; quindi la necess ilù di nna irri!-tnzionc a!JlJOillliifiiU, lWI TIJ(• la elim inazione dei prodotti nociv i &arà l atll~· più terla, quanlu !Jiù Ja lt!I'O ùis:-;uluziun e sarù compleLa . Uno dci \'anla:<gt del Jiq11irlo eli Dakin è se nza dubbio quello di es~e re fortrnwnt.c antH.:oaglllante (' modifica, JWr questa prowiet.à, profondamente l'essudalo purule nlo, r endcnd()gli uno ùtli cara.Ueri essenziali dl'll'l;'S::Olidalo sietoso eioè la coagulabiiJlà spontaT!E'a in vìtl'o, fatto rlcd pu n lo d i "i si a. fi:>io-11alolo~· it'O d i grande in ~eresse. St>condo le in d iC-<tzion i fon1ilc dallo :>tudio degli ess11datt, Sal'e bbe as~a i vantaggioso per l<.1 tenti•t·ulica. dPl le ferite, pos.sodere un agente capace di tra...<;format•e l'cssudnlo l)lll'lll C'IliO in Sil·rosn, c·onservanctogli oltre la sua coagt;Ja!Jililil il pnh•rc atslilripli(·o c il potr re di fi:s::.arè il cc}mp lemenlo; il Jiq11ido di D;ddn rispoJJdere}Jbt' sollu nlo al primo pos lulalo, quello cioè._ d i consen ·are la coaf!'ulabi li là. Possiat no ora fan' il qw.':-;i lo, !=.C nelle ferile i11fl'llt• e insuffkicntemetlle dt'Ler:-;L• il ml'locl o di Carre•! pOI'liL 11na sterilizzazione sicura o per lo 111eno p i LI rapid<1? Tl'ori,·a nwntc que;;to s i pntrebbe pensare, la potenza prolL'()li lic·a rlt'll'ìpoelorito, attivundo la eliminazione dei tessuti aHc•rali c·he r0:'lilllis,·ono il g:rati(Ìe o~laeolo alla aut.osLerilizzazione. Sir·,·onJ<• PNò Cfll('::l a fas(• d i pro leo t isi, è inl:'vi labile c si ])roduce spontalleanll'nle so lto l'inAucllZ<l d{·]l'llutolisi e dci ferment i Jeut·ocitarii , ed f\ssenclo inoltre llolo eh!:! la fe t' ila d i gucl't'a può essere non st•lo ::;o r· gmtc di infezioni ma anche d i inl<Jssìcazion e (intossicazione a forma cvmpl essa r:e:l'(· h è dm· ula a ]]'associazione d i so~t.an ze tossiche proveni ent,i da due divc rsr origini: microbica c tH·okolilica, e d alla quale dipenòono o.na<:.i (·erlamenLe !tli acc.idenl! Jrravi chr. pos~ono ver ificarsi nl'l r·or~ cklla evoluzione della ferila), si polreblJt' c·oncluclere ehe questa fa,;e di Jd'Oleo li~i v::se'ldo iiiC\ ilabile s i ha inlt>rPsse ad aiutal'la con le irrigazioni di ip0t'iot·ito . Quest-a ronr.lus ione sembrerebbe a prima yj;;f.a legittima se si r:onsidera che gli ipoclori ti hanno anche un potere dìstmllor(' dè Ji e lossine, dovuto al !OJ'I) f)O[cre fort0mente OSSidante (vedi conferenza dell'.-\.) per cui l<t azione genuraJe e anche loca le di CJtcl•sle venebhc diminuita dnll' uso degli l!Wclorit,i; ma manca per afrt..'rman• la leg-illimitit d i la.l e conclusione, a11eora la conoscenza se i pro-
RESOCONTO DEl FERITI Dl G U ERH:\ AV U TI IN Ct'RA, ECC.
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cessi proteolit.ici dovuli all'autolisi e ai fermenti lè ucocitari[ sono identici a q ttel l i nr·oclolti cta~di i portoriti. Lcgrand (t ), studiando la s let•iJi zzazione delle fe rile ha cons lal<tlo ehe questa si prod u•·c più Pl'Cslo ne lle fe rile tmt t al e a se tlintrneJLt;.• C'ho in quel le irtigaic con ipoclo rilo secundo il m eLodo di Ca rrl' l. i! quale d issolvendo le albumjne por~a queste a uno stat.o c himico , p pr il quale cti. ventano un h uon mo.zo di collut·a per g li a e ro bi s pecialm e nte per gl i st.afilococchi e g li s lrq.tococcln. La utilità q11ind i d e l m e todo eli Carn~ l ter minerebbe non apJWna la. fe riLa fosse stata libe rata dai tes:;uti in vi u, di mortificazione. P arlando più sopra d elle indicazioni tenl pt3ttLiche, oltre 1:1.lla ncC'·'S· sità di rnanlen ero il r•ù c he fosse possibile l'cs..;udato d e lle l't' rile ut lo stato sieroso e di Jim !Lare la proleolis-i, accenna i anche a una. te rza ind icazione che sarebbe quella eli ria tti va!·e n el s ie ro essudante dalla fl.'rit.a il pote re antilriptico e quello di fi ssazione d el compl emen to, qua11do questi due pote ri sono andati p erduti, pcrch è Lras fo rmalosi in purlllento; mu putroppo fino ad oggi n o n possediamo un m r zzo ac!at.to a riattivare un sie ro nel quale il pol-et·e di fi s:;azione de:l complemen to sia stato distrutto. S ono s lal.i fall! tentativi di s ierotcrapia locale, a llu scopo di influenzare iocalmcnte l e infezioni e senza prendere in esamP quello c he è s ta to futlo all 'cslc•ro, dirò a questo proposito che anche il prof. Lanfrant:hi di Bologna studiò e propose un sie ro per la cura locale delle ferite, d el quale m e n e favori gentilmen te una cli s.· r eia qua n-
tità. Le applicazioni llwali di que,;lo nella cura d elle fe rile illfd(e. m i hanno d a lo, dl'hlJO l'rm l', :::..:;,trl o, 1H risultati con tradditot·ii, anrlle a d P· perato n elle fe t·ilo d el le parti ·mo lli Sì'llZ<t lt' sioni ossl•e. do,·u in genet·ale portano diminuzio n e tH1 lC'YO!e clellu suppnrazioH<'. L 'id ea o ti g in al e l'd inte rossanle di queslu nwlorlo . su r cblJu (['teiJa d i !lOdar~ d e lle sem;i · bilizzatt·ic i clireLLamt:·nle nelle fe rile e lle ostacolin o la evolttzinnc nt ict·obiC(L, o la pullttlazi on e d ci mic.:t·org-ani:'m i. lo ri lcng·o e lle l 'effetto buono rli ques ta sierol<'ra pi a lc:,•ale n el per iodo inizia le clelia evolnzione d t'lle fe t·itc , si n. dontlo piuttosto a una a zione letwogena c anlitriptiC<L. La pri m a fa ,·orirel.JIJu l 'arriYO ù e i le ucocili polinuc.leari, h seconda n e utraliz:~.c rdl be l'azio ne d ella tripsina l ct H'or ital'i a cl irninuc!l· do così j fe nomen i consec utivi a questa; pet'ò il s ie ro essendo un mcz:z.o albumi nu:;u, se; non è ussai p oll'nL(: p èr di ~l n• g·g-e rt> ltdti gl i ugen ti d t infezione , e pe r neutra lizzare tutta la trips ina Jeu co\!ilaria, può costituire un buon mezzo di cultu ra per i Il!ir rorganismi d<'lle ferite. E ' quindi un 'anna a d oppio ta~·l io, p olencto n e lla fe rilf' a n fra llnose fo rnire un m ezzo albumin oso fav or evole a l man ten ersi o al sorgere eli una infezione d e lla quale la so t'gen tc n on 11uò essere r aggi u n ta. Da quanto sopra sono v e nu lo e::;p on cndc s i può ::.onc lurkre c h e la difesa contro le infezioni d elle fer ite, e s pec.ia lmento in que lle eli gur r ra, è quasi esc lusivam ente fun z io no d r lle pareti d ella. fe rita e quindi (1) LP.GRAND: Autosterili,-ation dcs plaies dc g uerre . Bu/lelin et memoires dc In Soci'eté de Chi·r~~rgic, t. XLII, u. 2 .!.
RE:::\OCONTO DEl PERITI DI GUEH RA i\ H ! Tl IN Cl"RA, ECC.
localr, di fe!"-a londe ch e si organizza rapidamente in modo l"IH' non si ha a!'sorbinwnlo di proloplasma mirrobiro, cioè a dire di antigene, per c11i man<:tt la condìziuoc v rìma per prodnn·e la r~ aziu n e che pruduce la sensibilizznl rice e non si t'aggiunge la immnnilà generale . Che infatti n f' ll'nomo l'in fez ione cl cll c ferile, non porl t la vaccina:,:ìone gene.rale, lo dimoslnt la os~r r ntzion e cl inica in maiali elle hanno lrionfaLo di una inft>zione loca le : basla t,alvoiLa, come ved remo più solto, una causa qual unque JWl' fare compa1·irc ctcc ident i generali assai gravi. Qnesta m <t ncanza cl i Yacci uaz ione an li m icrobica generale sì s piegh erebbe a ppu n lo Jlè t' l'assenza dell 'assorbi men lo d i an t igt•no. Sc·mbra. p erò che manch i frequentemente anche la. vaccinazione anli los,;ica, m entre i f L'ttnmen i cl i l'<' HZ ione gc-nera le Jll'O\'C'rC'h bero c hc le tos:::i n e pi'Odott.e dai mi,' r organi:;m i nelle fe t·ite sono riassot·bite. Se qu este SOIJO nramcnte ria:S:òoriJile SJ put r!:'biJu dom ut uia re se qut"::lc nun agi Sl'UIJO ncutralizzanuo il sangne dell e sostanze pt·ot.ettri ci, o rendendo l'organis mo inca)'ace a forflla rl c : oppure se l'a,;::.o rbimen t.o n on si fa solo SO]Jra i prod <,tli seconda rii J)l'O\·enienli dalla lWOleolisi d e d~ materie p roleiche, pt:r cu i s i p rodur·t·ebbe una Yaccinazione con tro qut•sli prudot lì secondarii e n on con tro le tossine. Ho d-ello che la n tccinazione antitossica ma.ndwr('bbc ft·eq uentemcllle ma non CO:'! a n temente }Jercllò la Cl in ica. mostra rh e in se~tu i to a L aci Il cm i e s i r,rodu e<>no va cc i naz ion i an t i tossich e, e si osse rva allora c-ht: i mic<~·org·ani~rni conti nu ano ::t r-ircolare n el sang-ue fìn ch è si lìrOdncono n11merosi asr<'ssi m ctastaf.iei . r\on s i ilHeiJbe in questi casi nu:c inazi o11e <ullimil'l'obica, ma i mi r rorgani:::1ni nun p rudunebbero in questi casi, che Fiessingr r chiama pioep1ie si mbi ot ich e, nè roazione g eneral e (fì neh è non si produ ce l'ascesso melas tatiro) n è alf·u n altro fenomeno i nfezioso : ~i a vrcbbc la \"atTi nazione an! i lossiui.
La tcrapculka del le fer ile de,·c r·om porta re duc- modi di azione : gli u11 i elle ag iscano s ullo s tato gene t·ale, g li a ltri s ttllo s t.alo l()('a.l e, quinòi Lerapeutic:L generale e localo; la t,crél.peutica generale comprende duo 111(' lodi: tmo che s i p1·opone di fare produrre al ferito la propria im mun ità ; l'nJ tro che gli conferisce la immu nità J)I'Odotta. i n un animale, vaccinazione la prima, sierolerap ia la seconda. TI vant.a.r;g in dell a sicroLeru.p ia è (]IJCllo di avere un'azione più rapida.: il suo in <;onvcn ienle è la. rorla durata eli ques ta azione; la. \·accinazir..~m· inv0<:k! ha. urt'azinnt> più lt~n la e una c>tti::ar ia p iù dun•,·ole . P er quanto rig ua rda. l'una e l'aHra. io rimando ai l a.nH·i pubbli cati sull'a rgomento, e special mente a q uelli d el prof. Ccnlanni , non avendo avuto oc•·asionc c·he cl i ri rorrcre rare YOltC' a qut'sla tcn:qJL'ulil'a genera le, pcrchè, c·ome sop t•a lto cl!·l lo. lu lli i fe riti mi sono pcr·,·enuti quando già l'infezione si era manifestata. L'unica cura in questi pra.ticata non è stata allro t'lw l'appli l'azione prati ca della cloll ri na biologica. sulle fer ite :>O(II'al'Si!OSla.
RESOCONTO DEl FERITI Dl Cli t:RRi\ AVUTI TN CCn.\, ECG.
Hi
In q uesta gucnct s i è poluto precisar·e la impodnnza capitale dci tcs~ll!i cont.usi e dei ro r·pi strani e ri sulla infezione d elle ferite, i fenomeni d t'i qual i esse sono sedC' e il meccanesimo col qua le si sviluppa ed è fa\''H'ila la loro infezione. l corpi s tmnie ri possono essere divis i in d ue calt' gorie: quell i nei quali i mic.!'organismi possono s ,·iluppar·s i al r ipa ro delle clift·Se dell'organismo (frammenti di Yesti), e quelli che sono imJ•e rmeabi li, ma agiscono mecrankamc·nle sui tessuti sani r endendoli m..:no a lli a difendersi, qu31i i 11roidlili e i dn~n aggi falLi con tubi di f!'l•m ma. Anche i tess11ti contusi g iù m{.ldifìcati o in via. eli mortificc~. '7.iOrle, possono ronsidHarsi come corpi stmnier-i di orig in e autogena, che favori seono J)er la loro composizione chimica Jo svilul'PO d ella inft-zi,•ne. La prima indirazi()[W è qninrli flll<'lla eli sopp rimere , il })ili preco-cemente che s ia possib ile, que:>-li rorpi stranieri, ind i1·azionc alla. qua le nC'Ila Clini(·u. abbiamo :>èlllp re obbed ito; ma l~r\tLlandusi di fe r·i le Hclle quali e r·a già in corso una infezione, non abbiamo mai polulo far sef!lllre la :sutura immediata, pt'rl'llè mai C)Ucsta pulizia meccanica d ella ft·ri ta si è potuta fare comnlela, in modo cioè da raggiungere i tessuti sani. Ho giù fatto notare so1wa, come nrlle ferile nelle quali si è già mauifeslata l'infezione per· il pullulamento dei germ i che l'hunno contanr irw~a, quu::;ti abbiano gia acquistalo una nuL-:!\-ole v iru lenza, per <* st:-r·~i giit a d aLlati alle nuove condizioni d 'ambiente, per cui la difesa arH: he de i te::;,.c;u li sani è impo.'3s ibilc, ecl essi ;mmcdialumf'nt-e s i sviluppano. ALLenenctosi suupolosamc11LC a questi cr ilcrii coi nostri inkrventi, di cui sopra ho espor-ta la tccni~~.a, abb ian10 sempre evitato iu tntLi i cas i il diffond t' rsi loca!m enLc della. i nf('zione e le corn ])lic:tziC>ni generali, m entre col diminuire la quunlilh d e i corpi estran ei a b biamo r imed iato all e ca.use locali eli ins ufficienza deJla d i re~a. ed imJ1(·dito il manifestar~i d e lle azioni tossiemiche dei visceri. La dete1·sione comp lf'la d e lla fer ita, quando questa era necessaria, n~cessi là che si è vel'ificata nella maggior pat'L<.! dei fe ri Li , abbiamo Jll'OCtuato di otlenerla col facilitare la e liminazione dei tessuti in via rlr nocrosi, sia coll'uso d egli ip('rlunici (metodo di \Vrìghl ) sia coll'uso ckgli ipocloriti (metodo di Can·el), prnlicando invec~e della irrigazione (·o nt inua. quellu discontinua, cercando cioè di manten e re bagnata l a m~d i catu ra d ella soluz iont' aclo perala, fino al t•inmrova mento di quesla, rinnuovamenlo che in ques to primo tempo che s usseguiva alla pnlizin. meccanica ve niva praticato Lrtlti i giorni anche se non si avev;1no aumenti termic i. Se la ferita non aveva anfralluosilà, si è dala la l'rdcrenza. cd metodo di 'vV righl, a P!> li cando senz~ d renaggi di gomiiHl una m edicatu ra assorbente; se invece la ferita conservava a.nfrattuosi tit, oppure se vi era lesione anche d ell e ossa ( fmtture comm inulive), hv pre ferito l'applicaz ione d egli ipoclm·iti C(:l'l'ando con oppOt'tuni drcnnggi, eon tubi d i gomma che veni vano lasciati in s ito al massimo cinqllc o sei giorni , o con conlr·oapNlu l'e, di impC'ri i l'f) possibi lmente ogr1i T'l!-!lagno di un secrC'to carico di prodotti prolcolitici. Non appena le fen !e. erano de!E:t'Se si a.bbandonu,-a il metodo d i Wright e quello d d .Carrel, non r estava allora elle combattere la infezione aerobica pro-
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RESOCONTO DE l FERITI DI GUERRA A\ t;Tt IN CU RA, ECC.
d otta dai comun i pin~c·ni, ]ìCI" la qual r bnstanuro pe r lo piil lé di l t•.-.~: naturali che 11011 ven ivuno in r re~sun modo di slu ri.Htlc- , c~ -;i os;:;(' rTant f't t' lo più, se non timanevano l t>:-::;r rli !WcJ·osali nl'!lc parli pr<,fondc lh•ll>· fcr·i t.e, (t0,;a fac1le a ver·ificar,;i n('i rasi ,li f r·att ttr e .:ornmillltl<•) tll•<i. evoluzione normale e rapida v erso la guari~ ion·:. La ferila si J'ietn}lJ\ :t di tessulo di granula:l.ione di bti!Hltt nnlum e l<i eical rizzazi one, rln• occorreva per ò so rYP~Iim·c a l.tt>nlamPnlt•, s i ntt.en<'Yiì rwr ~r·rorHii L i n· lcnzione. I n r a rissim i ca:'\i ho lrontlo t·ondizioni adalll.l a pwlrcarc• i11 questo pcnodo di g ranulazioni' dl'lle krilc•, lu suLura dei margini d t>lla ferita, sulum ehe v iene distin ta col nomt1 di sutura p rimitiva rìlltr data, per distingur-rla da lla primili\'tt, illlrncdiala che sarebbe auclla che s i IH'atica dopo subito la pulizia mE>ceaniea. Fm·Sù se a \'C's.:;i J>Q· tuto avere per le nw di('azioni th•ll.; f~·r·ite nn materiale di garza. chiu ticament.e puro w ntod\) Ila poll'r vlll'ner·e u n compl<'lo a:;:-nrbirnénlo dt secr clo, la evoluzioue v er so la gr1arigione sarebbe stata più rapida, e più numt'r osi i casi nei quali il\'l't>i potuto <tpplk<u·e la sulnnt pt·i mLtiva ritardata. Ad op;n i nroclo Ctll nteloclo eia m<• aclopl· r alo ho <'C realo ollbl'din· a d ue d elle tre indi,·azioni sopratttllllillnle: di tnanlt•fl(•re l'essudato il più (:hc fosse possillill' sicroso c di impeclinte l;t t·oal. ntlazion(', di liruil<rl'• la protcolisi a que l ta11lo IIL't·es:;ario Jlt•r l<l pnlizia della ferila. H igu;1rdo alla l<' rza elle sarCIJhe pure imporlanle , eli rralll\'iii'l' fl(•\re::suélaln ~H· roso il potere di fi,.: ,;azinnc dd t·on tpiPnwtlln. c C(lll'llu a lllitripti ,·o, lto g ià soprat·s po:'lo cprnli e quante siano le ditticnltiL in PI'Opo::ito . !Jual i siano sl.ali i ri su ltati nllt'nu li io posso t·ia:;su rll(.•rli ctit-cnrlo r· lre ho pultJI » evitare così lutto le r·ompli<·azion i gt·ncrnli, ··llr l a guar :gio11e è stata rapida e elle anc·hc il di ::l urho nt!lla fu11zionalilit de lla parte, dopo la. ,·tcal ri:r;?>aziune (· :-l.ato nol!·,·n Jnwnl•• dimintrito, a\'(•Jido potuto C\'ilar..·. col metodo st·tnt ito, il diffondcr~i lo,:alc d ella in fezione e llii!IVL' lli~ln r zioni di tessuti, s<•nza tt\'ere la Jlece:;sitit di Tis\'('!!l iat·c i pror·(·~;;; i di difesa con la t:ieroterapia c la \'llt'Cinazione: solanwntc in lutti p;li inlt' rvent.i pratirali ho rill'nulo come regola ro:;tante il ripderc, nnl'lle ::-. fatte da poco tempo, iniPzioni antilt:>lallit•he . i\clla s,eoncla cnll'g-oria di fvrili <l\ uti nella dinica, io ho poslo luU1 qu elli nei quali la ferila era. in Yia di c.ompl ·:.-t•t Sllppurazionc, la cui sect·Pzionf' aYe\ <t tullc le carnlterisliche dt·l vus '"illlli/1, et lawlnbih. quali l o drsniYeYano gÙ anliclti chirurghi . Jn lutti qLH'i>li il fondo c l e pareti cll'll n. ferita, rrano r·ivc>::litc> compll•laPlent...: o qua::i da ! <'~";" di granulazione; si cr·a (Juincli gih !'\.al>iliill più o meno r·apidamrnl•·· secondo elle la cli! ni nazwnc ddlt.; 11u rti utorLtlkalu L·t·a a\'Vellula sultanto per prol.rolis i, o coadiuvala ed acc ~ìc rata (Jlll'!ila rla intervrnl n chirurg ico, quella l.mniera tra ft>rita e lt'ssuti sani soltoposli, che ìmp·~· disec l a diffu ,.:ionc l ocale e l e ('Otnplieazinni gt•~t e ra li. E' n olo c•cHJl (' qu ando in s{'guilo a una. infezione locale si stab ilisce la supp11 rnzionr• e l'asces:;o, que~lo è segno manifl's lo che l'organismo con i suoi nwzz i di d tfe"'a. md.uralt è ri ust;rlo ad arreslar·e il dii'funde rs i del l)r<X·.esso in· f eLLivo. li còm pito d <'l chimrgo in questi casi è quello di fac ilitare la slcriliz.zazio!le della fcr·ita, il suo l'iempimenlo da lessu lo di g ranula-
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SCHEDA INDIVIDUALE AIIIW
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A MUTILATO
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Registro
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PatHrnità Co:.tnorue e nome Col(nome ·~ norne della madre na..:ci . la Cornu rt e di na:-<ti la Comune di ull i rna re~id e n za ( f->I'(JC. Pro fes~i o IH'. a r l. e n nH•s ti t·rr (Pro r. N. di matricola IJi>:lrello (i rad o Arma Hegg.
Dala di
... CJualilil Dala delle !'P.ri le o le;;ioni delle ferile o lesion i r·isu lta dipèndenle da ~:a usa di serdziv ·~ La ferila o risulta non dipendente da 1·ausa d i ~ervìzio~ ~ l esione >:i presumr dipendente da t·awm di sen·izio t si presume no n d i pcnden t e da ~:a m;a d i serdzio ·~ Luoghi di t'ttra in cui l' itt\·alido 1'11 ,.;ucct':-<siqunenlt· ri1·overatr, Luogo ovc si trova dopo la dinri:-<siout· Operazioni subite Trattamenti cui fu sottoposto Il:alura della lesione r esiduale A l tre l esioni ( \Tecli scltllrfa N . (;rado d' i:;tr·uzioue .. Costituzione fisica ~lato di famiglia
Annotazioni.
.'egnalato l' in,·alido al H. Prl'l'ell o della Pr·o\'itll:itt di pcl lramil e dell" Din•zionc tli Sanità ~lililarc
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A \'V l!:R'l'E:o.IZA. .t svnsi ddh• circ<>laN "· liU l dd l 7 febbt·ain 191 i. ' '' sehctlu de:th 1tondi d i devotH• t:SS<:·re 1rastnl'ss,, mell~ilmenh•, iu d,, plko oupin, iuslonw ool m<>delln l do Ila
"'U•tistlca :;anltnr it\ eli Guc·t'l'.t. o.ll~~o Dire<iuuc di "'""i Là ,\ filiLRro da ~ul il luul{u dl CU I'G di PUfltk. L o DiJ·'t~Zi•JH i di !':\tLIIih\ ~lililnre torril or ;uli , d npo nn-~r. o~Hnpilcuu uu tnodcllo [ riassunlivu Pel' t u tti i luo;:hi di O\lr<L divunduu t i. tr.ttilnuttet·<"nuu 1urte le schedo e i modelli par-t.iali ul . ,lfi~til!tero della Gueri'O, Dire:;ione Oe,.erale di .'i<mità Militare - Divisione l'V, Sczi<me l/, Slalistica .
(l) Lu<>s!o di cura daJ '!Ualo l 'iuvo~tli,hl vi~rtu diwl..!t:;Su, c Pel~ d imessi. s'iutA.m dcHlO, "'flui de lla O•J IUpil;...Y,ÌtHH~ l'h·lla sc:hed.a, ;\ncho ~;l 'iuvnlì<li l~av lnl l ad Istituti di rieduc.~ìone pro(Cd-iuuulo o 11 luuf{hi di ourtt ll"ll dipcudeu!i dullu ::<aui t i\ ~!ili· tar u o dalle ASSociazioni di soccor:Jro ' ·
T RESOCONfO DEl FEHITI DI Gl:ERR!\ AVl:Tl l N C t: H,\, ECC.
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zione, la sua cicatrizzazione, e quindi evi La re qualunque causa che rompa o distrugga la barriera formatasi. E' noto e dimostrato che in questa fase di suppurazione si trovano soltanto gli aerobi, cioè i corr:uni piogeni slafilococco e streptococco, la cui scompur·sa, se la evoluzione d ela ferita pr·ocede normalmen te. avviene per i poteti di difesa di cui dispone l'organismo e che non vanno disturbati. Occorrerebbe quindi in questo p eriodo favorire la fagocitosi e la essudazione sierosa e impedit·e la proleolis i, qu indi abolizione degli anliset.tici e delle soluzioni ipertoniche, pulizia accurata della pelle, vicino alla ferita ehe si d eterge ad ogni medicalu ra con alcool o con etere, applieazione di medicatura assorbente, sterile, e - n el caso ch e occor':"a -- una d etersione meccanica del la ferita, per asportare i se<:rcti non assorb:ti dalla garza, lavande con soluzione isotonica stt1rilt:> di ,'lorut·o òi sodio eh <} atttra. verso la superficie della fe·tla i l ~uco(~i ~i, non clisturban<:lone la loro vitalità e favorendon e così l'azione fagocilaria . •Sono noti gli studi fatti sopra il tessuto di granulazione che è diviso da alcuni in tre zone: zona di infiltt·azione, zona di organizzazione, zona organizzata , divisione già conosciuta prima della guerra; mentr~· le osservazioni fatte sopra il tessuto di gr~nuìazione delle ferile di guerra, tra le quali debbo citare anche quelle fatte dal mio ajuto professar Bolognesi (1), hanno richiamato l'attenzione sopra i vari tipi cellulari che entrano a far parte dei bottoni carnosi, e sul valore da dars i alla presenza nei medesimi, di cellule eosinofile, plasmatiche, giganti. Delbet e Noel Fiessinger hanno creduto opportuno di ridurre a due !e zone nelle quali si poteva dividere il bottone carnoso, cioè in una zona superficiale proteolitica e in una zona profonda neoformatrice e antitosska. Si è osservato appunto che nella fase di a.utoswrilizzazione si ha una intensa polinucleosi locale. e che il bottone ca.rnoso ben costituito è rivestito come da un mantello di leucociti polinucleari e in questo strato superficiale le fagocitosi sono abbondanti. Però sarebbe erroneo ritenere che vi sia parallelismo tra fagocitosi e autosterilizzazione; l'osservazione ha dimostrato che in certi casi nei quali tutti i microrganismi vengono fagocitati dai polinucleari l'aut~te rilizzazione procede lentamente, mentre può essere rapida in altri casi n ei quali i microrga.nismi restano liberi Lra i leucociti: c.onstat.azione eh~ non sorprende, perchè come ho già fatto osservare la fagoc.itosi non implica necessariamente come conseguenza la dis truzione d ei microrganismi, mentre si può oservare invece il fatto inYerso, la dis truzione del leucocita fagudtutore. Una nozione pure importante a sapersi è che l'autosterilizzazione della ferita è in rapporto anche per la sua rapidità con la differente resistenza d ei microrganisrni alle difese naturali, e che mentre tutti gli anaerobi vengono distrutti da questi con estrema rapidità se s i trovano in condizioni favorevoli, non si "·erifica lo s tesso p er i c.omuni piogeni, nei quali la dis truzione aH iene più len lamente, specialm en lIO ( 1) But.tK::-.:r.sl: C J :~ uul:n iou e:o houues et 111 a nvai~c~ . .·1rriJit•es dc .'IJdcci11e c:xf><'rim eutale et d'Auatv111ic paiiJologiquc, 1917, tome z7. 2 . - Givl'llale di
111 rdiri11a militare. -
F:~ ~c.
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RESOCONTO DEL FEBITl DJ GL'ERRA ... n ; n
JN CCRA, ECC.
per il gruppo degli streplococchi, che è il più ribelle contro le difese orgHniche e la cni pr·esenza. nelle f<:'l'ite in Yia di ge~m llaz! o:11: p r1ò fa 1e sempre temere l'inso1 b'ere di complicazioni g ravi. Nel periodo quindi di s uppurazione delle ferile, due sono ~li eltmenti di difesa naturali, l'afflusso l<'urocitario, e la essudazione s terosa, ai quali esclusivamen te è devoluta la distrLJzi one dei microrgnnis mi aerobi (piogeni) che ancora 1·imangono nella ferita . Anche qui lo studio dei fenome ni fisio-patolog-ici che si svolgono nel la ft>rila non può for· nire che indic·azioni utili nella rice rca dei mezzi capaci di sostenet'<:, di migliorare, di fortificare il lè.t,·oro di protezione nalurain dt.ll'org&n is mo. La istologia ha dimostralo che il processo d i guarigione di una ferita è la espt·essione di un fenomeno quasi es lcusivam enle con n ettivo-v a3~l) lare. Da tutti i tessut.i connettivi elle formano il fondo di una ferita, par·Lono con grande rap idi tà vasi capill ari g iovani contornati d a un'atmosfera d i lessulo embrionario, e questo <LCCrescim ~nto vascolare è tanto più attivo quanto più il tessuto formante il fondo della ferila ha una Ya~olarizzazione più abbondante . La part.e più importantE> da considerare del tessuto di gt·anulazione è l a sua superficie, costituita da abbondant.i poli nuclcar·i che forman o come sopra ho d etto, u na specie di rivestimento a mantello. La costanza di Clli('St i elementi istolog-ici nelle fer ite e la loro abbondanza è la p rova della loro impo r:;mM; però mentre g li esamì ist olog ici lvwno dimo;:;trato che, nelle parti più profonde d el tessuto di granula7.ione, sono completamente normali, e si mili a quell i che circolano nel sangue, sono invece negli strati pw :superficiali più o meno estesamente degenerali, e trasformati in g lobuli pur ulenti. Tale degenerazione e trasfor mazione dipende in parte dal fatto che nelle fer· ite granuleggianti in buono stato, la infezione che vi riman e è solt.a n t.o superficia le, e solo quando sono arrivati all a su p~rficie, si trovano sottoposti a Ila azione d elle secrez ioni micwbiche. Se l'afflusso dei leucociti è limitato e quinrli anche la loro distruzi.one. la. ferit.a p rende un buon aspetto : i bottoni carnos i sono corti, rosst, appiatti li e la fer·ita cam mina !'apida mente verso la cicatrizzazione compl eta; non ci avviene quando si ha afflusso e d tstruzione a b bond ante dei polinucleari. Allora per· la loTo azione digestiva sono dannosi por tando con la proteolisi la produzione di un mezzo d1 cultura che nuoce e fa cadere la difesa organica; la cicatrizzazione si arresta, il tessuto di granul azione divien copl'wto. pill o m eno estesam ente, da una patina bianc<ìgiall astra, i bottoni eli g r·annl azione sono molh ed ed ematosi e la ferih continua a suppurare, mentre è arrestata la cicatrizzazinne . Sarebbe dunque importan te i n questo pe1·iodo trovare un mezzo che arrcstas.-;c o diminuisse notevolmente l'afflusso d ei leucociti. E' con q uesto intendimento ch e feci esperimentar e nella Clini!"a nei primi ir>n li che q~ n n ei'O invtati alla medesima l'uso de lle sol uztoni di bicloridralo di chinino, il più solubil<" dci sali d i chinino, 1 quali rome è noto hanno un 'azione an! icbemiotallica. Nelle mie confere:nzc aHvo spiegato le ragioni pee le qual i era necessal·io (\he le soluz ioni che Yeni,·ano adoperate pe r inigazione nelle
RESOCONTO OF:I f'ERIT1 DJ Gl' ERRA AVUTI IN CCRA, ECC.
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fl:·t·ite do-vessero avere un indice crioscopico di-40 o che poco da que5to differisse, perchè appunto tale era l'indice crioscopico del siero del pus delle ferite c.he volgevano verso la cicatrizzazione. Esami fatti a questo proposito dal mio collega prof. Mariano Betti (professore di chimica farmaoeutic11. in questa Università) e che qui ringrazio, mi indicarono che perchè avesse un tale indice crioscopico la soluzione di bicloridrato di chinina do,·eva essere nella proporz10ne del 3,~0 per /~ . Debbo fare rilevare subito che non potei continuare molto in questa applicazione per il costo della soluzione : essa ve!liva adopet'at~t nelle ferite suppuranti coperte da tessuto di granulazione di caLtiva natura, ma che non contenevano Nmci di tessuto necrotico, bagnando la medicalura sterilizzata che vi si applicava. Nei casi nei quali fu usata , si notò subito il modificarsi del tessuto di granuìazione e la sua trasformazione. Abbandonando allora questo metodo, fu usata nei casi di granula.zione torpida e secrezione purulenla abbondante la soluzione ipertonica del Wright e in alcuni casi la el ioterapia. La soluzione ipertonica di cloruro di sodio e citrato di sodio, fu ado· p.erata allo scopo di aumentare la essudazione sierosa. impedirne la ç.oagulazione, e diminuire l'afflusso dei leucociti. L'azione benefica del sole sulle ferite può sptegarsi per un meccanesimo quasi di aspit·azione dalla profondità verso la superficie. prodotta dalla vasodìlatazionc attiva deHa regione della ferita. Questa va~odilatazione produce l'aumento del·la essudazione sierosa che ii·riga dall'interno verso l'estemo una ferita in stato di fermentazione patologica di ongine cellulare e microbica. con un liquido a potere antitriplico elevaLo, mentre simultaneam~nte diminuisce la vitalità dei germi patogeni, d'onde la rapida sterilizzazione e cicatrizzazione. Questa azione pe>rò è meno rapida con l'uso della soluzione ipertonica, ma una condizione assolutamente necessaria è quella di evitare qualunque ristagno, per impedire l'azion e tossica della linfa inters.tiziale, stagnante, carica dei prodotti di nrot~olisi degli elementi cellulari. La applicazione d~lla soluzione ipertonica del W right \·eniva abbandonata non appena il tessuto di granulazione si era modificato, e aveva preso l'aspetto di un buon tessuto di granulazione e veniva ri}-}(:>tuta, non appena l'aspetto dt questo faceva supporre un aumento dei f~nomeni proteoliLici e l'an·esto delia cicatrizza7..ione. In base ai risul.Lati ottenuti nelle ferite di guerra, tale metodo si continua ad applicar~ anche nella clinica, tutte le volte che ci troviamo ·di ft·onte a fer·it~ granuleggianli con tessuli di granulazione inadatti alla cicatrizzazione, tanto che posso concludere in proposito che sec.ondo l'esperienza fattane non vi è dubbio che l'applicazione della cura ipeTtonica a questo scopo speciale, è c.mioentemente efficace. Anche in questa fase di evoluzione delle ferite. può in certi casi r-endersi neeessario un intervento chirurgico che può aYere due scopi: quello di rimediare al ristagno del secrelo che mantiene la suppurazione e ritarda la cicatrizzazione, e l'altro di accelerat·e la guarigione mediante la sutura secondana. 11 ritaTdo alla cicatrizzazione può anche dipendere dalla presenza <li corpi estranei piccoli (frammenti di Yesli o piccole scheggie mela!-
RE SOCONTO DEl FERITI DI GUERRA AVUTI IN Cl%\, ECC.
liche) che possono trovarsi in mezzo al tessuto di granulazione nell e par li profonde della ferita. Negli interventi sccondarii praticati a questo scopo, oltre a praticare costantementa la iniezione preventiva antitetanica, abbiamo tenuto come regoh assoluta quella di non rompere mai la barriera formatasi tra i focolai suppuranti , ancora infeziosi e l'organis mo. Un intervento mal fatto che rompa questa barriera, me'tte di nuovo in comunicazione la ferita con i tessuti sani , favorendo in quest.i la dif1usione dei comuni piogeni specialmente dello streptococco. Occorre appunto anche ricordare a quesLo proposito come n elle infezioni da s trepLococco non si abbia una vaccinazione dell'organismo, ma sembra p rodursi invece piuttosto una vera sensibilizzazione di que:-;lo. Finchè la infezione è isolata, mantenuta cioè dentro la barriera form ata dal tessuto d i granulazione, pure essendovi suppurazione ed anche ristagno, non si osservano fenomeni generali o forti elevazioni termiche, ma al minimo sbrigliamento, alla minima causa che rompa questa bà rriera che ponga i secreti della feriLa a e0ntatto dei tessuti sani, i fenomeni di selticoemia, di eresipela o di linfangite si mostrano subito con una tale intensità, che si ha appunto il diritto di pensare ad una ,·era sensibilizzazione dell'organismo. Chi ha cu rato ferite da guerra ricorderà con quale facilità in seguito anc.he a sbrigliamento limitato, e non sorpassante la barriera del tessuto di granulazione, si osservino linfiangiti ed eresipele, se la nocessità di creare una controapertura obbliga ad incidere i tegumenti mettendo così a contatto i piogeni germogliati nella ferita. (streptococchi) con tessuti sani. Attenendosi alle regole sopraesposte, ·queste sono le uniche complicazioni inevitabili e che facilmente vengono vinte dalle forze stesse dell'organismo, a meno che queste non siano completamente paralizzate cd insufficienti. Queste regole io credo che debbano esattamente osservarsi in ogni intervento, sapendosi che un microrganismo non è piogeno che quando ·esiste una difesa locale attiva, e che tutte le volte che questa viene distru.tta. il microrganismo può diventare di nuovo settieoemico. ' L'altro intervento chirurgico è quello che ha per scopo i'app.Jicazione della sutura secondaria. Giù. ho esposto ampiamente nelle mie c.onferenze quali siano le condizioni necessarie, perchè si abbia la indicazione alla applicazione della sutura secondaria, quali siano gli esami da praticarsi allo scopo di assicurarsi se queste condizioni siano presenti nella ferita, e la tecnica da usar-si, insistendo sulla. necessità di togliere il tessuto di granulazione il più estesamente che sia poss ibile, allo scopo di diminuire il tessuto di cicatrice che si former·à. P erò la nece->sitù di questa cruentaz ione, che può anche limita.rsi a seconda delle condizioni preser late dalla ferita, alla sola ablazione dello st.rato superficiale di questa, formato in massima parte da leucociti polinucleari e distinto per quéslo col nome di -:.ona proleolitica, sta nel fatto che è stato osser vato da tutti i chirmg hi, che se si sutu rano i margini di una ferita granuleggiante senza cruenlare i margi ni stessi togliendo il tessuto superficiale, o se si praticano innes1i dermo-epidermic1, tanto le suture che grinnest.i fulliscono completame nte. E' evidente che se esisteYano
RESOCONTO DEl FERITI DI GUERR.\ A\' UTI IN CUil,\, ECC.
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le inrlica.zioni date dallo stato d ell a fer·ila per praticare o la su tur a o g l"innesti, non si può incrimi na t"e d ell'ins ucceso la infezione microbica de l tessuto di granulazione che era minima. o non esisteva, mentre !a causa risiede n ell'avere conservato la zona proteolitica; per· la quale si h a. una specie di digestione dei marg ini uxvic inat.i ed il rilasciar-si d ella sutura. Bisogna quindi in questi inte rventi secondari togliere per lo meno la paTte superficia.le del tessuto di g ranulazione con il coltello o con il cucchiaio, fare l'&mostasi media nte compressione dirella ed anche può esser·e utile in quesl.i casi la irrigazione con il liquido di Dakin , che co mpleta q uella azione dcler'SÌ\'U del graltamento colla sua azione liquefa cC' nle. La ablazione della zona prolcolit.ica è il rn in imum necessari o pe r ottf:nere una riunione secondaria, mentre si Sa. che per l'avvenire del la cicatrice val meglio resecare Lutti i tessuti patologici, quando ciò siiL possibile se nza pericoli di lesione di organi importanti . E' noto a que· sto proposito che nelle feri te che hanno arnpiamente suppurato , e che ctcatrizzano per seconda intenzione si manifestano due processi: uno, l'e.:;lerno, fot·mazione di tessuto di granulazione, l'altro ancot·a non del tutlo conosciuto verso l'interno : è questo un processo di sclerosi profonda che sfugge ad un esame superficiale , ma che per le sue manifestazioni tardive ha una certa importanza nella patologia lontana delle ciGalrici. Tutti questi processi di sclerosi profonda che invadono i muscoli in forma di miosite inlersliziale sclerosante, portano a lla formazione di un blocco di tessuto fibroso che in via d elle espansioni nel muscolo, p er cui, avvenuta la cicatrizzazione, si ha oltt·e la cicatricB cu tanea una cicatrice muscolare pilt noiosa. Uno dei caratteri prin cipali della evoluzion e ulteriore d ella cicatrice è la sua relruzione che si manifesta specialment-e quando il derma è stato disLrutto, mentre le ferit.e che non sopprimono la continuità d el derma Non si relraggor.o. Quest.a. retrazione si inizia non appena incoJUincia nel tessuto di cicatrice la riduzione della sua vascolarizzazione ; non ne è però ancora ben noto il m eccanis mo, e si ritiene che si tratti di un fenomeno di ord ine colloidale. . Una d elle condizioni che favoriscono la retrazione sembra ris ieder·o n ella impregnazione delle formazioni connettivali da prodotti di desintegrazione dei tessuti, per cui ta le ret,r:tzione sarebbe più accentuata, qu anto più i fenomeni infiammatori sono stati più intensi e più lunga è stata la cicatrizzazione. Siccome in tutti i feriti lo scopo pl'incipale dello cure che si praticano, è quello di ottenere il maggior ric-upero funzionale possibile , si comprende quanto sia necessario non solo abbreviare il p eriodo di cicatrizzazione, otten endo questd. in un'epoca il più che sia possibile vicina all'inizio della infezione, ma riducendo al m inimum possibile il blocco di .tessuto fibmso da essa derivante. Con questi criteri fondamentali si è proceduto nella Clinica, in ogni singolo caso, alla cura delle ferite pervenute nella fase di suppurazionc acutn., ma a causa della esten sione d ella medesima, in poche, relativa.-
RE~OCONTO
DEI FERITI DI Gt"ERR.>\ A\' f 'TI IN Cl' RA, ECC.
ment-e al numero delle prime, abb:amo potuto avere le indicazioni a pr·at.icare la sutura pnmitiva ritardata . R ari sono stati pure i casi nei quali ~i è potuta praticare la sutura secondaria p r·evia escisione completa del tessuto di g ranulazione: però attenendosi alle regole sopra enunci ;\te mai è fallita la. sutura o l'innesto. Da questo resu llato, d ebbo conc ludere che un certo eccletlismo è necessario nella cura delle ft'l'ite settiche, e che è bene non eternizzarsi in una sola ed unica. form ule. di rr.Jedicaturrl. necessità che era già nota agli antichi chrr·urghi , i qual i avenmo notato che basta talvolta. in certe ferite alone, cambiare m etodo di med ica· tn ra per ottenere un miglioramento ddle med esime , ed anche la cicatrizzazione, la cui mancanza era dai m rd csi mi aUribuita al fatto che la ie riL<~ si era abituaLa al m edicamento fino a llora. usato. Una notevole quantità di {enti inviati in cura a lla Clinica pron,n ivano da sgombero di altri osped ali , le ferite datavano d a un tempo più o meno ln ngo e si trovavano in 5l<tLo di suppu raz ion2 c.ronica . E' notn ~.:he tutte le su ppurazioni sono mantenute da cause localr che sono co:>tiluile o da corpi stranieri o da tessuti necrosati o da diverticoli , nei quali si ha ritcnzione di secteti , che si possono quindi sempre altacGar e chi rurgicamente, ma che sono petò tanto più tecn icamente dilfi· ciii a raggiungersi, quanto più la lesion e è antica e l3 suppurazione e passata allo stato cronico . Tali condiz ioni locali favot·iscono pullulazioni bctlLetiche ed il compilo d el chi r urgo in qu~sti casi è quello di 1'imuovcrc possibilm0nte queste azioni nocive contrarianti la cica.triz z a.zion ~, situandole in condizioni tali che la loro tendenza naturale ver·so la g uarigione non sia ulteriormente d isturbala: qu indi estrazione di corpi stran ieri, resezioni di te.>.ssuti necrosati, contro apertura, dt·enaggi. Nei feriti a.nrti solto cu ra e che si trovavano in queste condizioni, in alcuni (una minima parte) la suppurazione era m an tenuta d:ti tubi di drenaggio ed è b astata qu indi la remozione d el tubo, l)er ottenere una guarigione rapida. In altri invece (ed era il maggior numeroì si trattava di frattu re comminute degli arti con p rocessi settici sviluppalisi nei focolai di frattu ra e pa.ssat.i allo stalo di suppurazione croni ca. L'esame dei '-e· c.: rl:li di queste ferile d ava come risultato costante la presenza dello streptococco, il quale come è stato dimostrato oltre essere uno dei micr·organis mi principali de lle in fez ioni acute, per la s ua resistenza alle difese naturali, è anche il microrgan ismo delle suppurazioni ribelli, specialmente d elle suppurazioni ossee di origine traumatica , dove semb ra crearsi una specie di rifugio contro le difese dell'organismo, e lo si t rova appunto quasi costantemente nei tragitti fistolosi delle vecc hie fistole ossee. E' evidente che nei casi di suppurazione cronica la s terili zzazione della ferita e la sua guarig ione non può otte nersi che con inten ·enli chirurgici che ne rimuovano le cause. e tali inter venti sono anche ne<'èSSari p erchè la cical!izzazione di queste ferite non segna Sl)e:>so la fi ne d el la infezione. micTorganismi restanrto inclusi nel tessuto cica· t riziale e costituendo que llo ch e si chiama mi crobismo latente . E' stato
RE::.OCONTll DEl FERITI DI Gl"}:RRA A\' LTI IN Ct"RA, _ ECC.
dimosLl'aL.) che c01·pi strani eri minoscopici sono slali trovati in ferile
completamente cicatrizzale anche dopo accurata pulizia chit·urp:ica: essi sono stati trovati per lo più nella zona profonda dello str·ato di tessuto fibroso giovane che serve di base al tessuto di gran ulazione. Sono questi corpi stranieri microscopici g li agenti del microbisnw latente, ed il risveglio di questi si ammelw oggi chB sia collegalo ad una modificazione del tPssulo che li circonda, modificazione che potrebbe avveu i r•e o per l'aniv0 di hmcoci Li polinucleari provocati da fenomeni di co ugPstione locale dando così luogo ad una pr-oteolisi favol'evole al lot·o sviluppo, oppure ad una modifieazione drllo stato gc· nt'rale che abbassi il potere anlitriptico del sangue e const!guentemenle a quello d ei liquidi i11terstiziali, o ad ambedue le cause insieme unite . Però in questi int-erventi non bi-sogna dimenticare che la infezion e è puramente locale, perchè una barriera di separazione si è stabilita. ft·a i focolai inrczio~i e l'organismo. Occor'l'e come giù ho insistito ancn(' nelle mie con-ferenze non meUere in comunicazione la fel"ita con i lt:s5uti sani e non rompere queste barriere, protettive naturali, raPIJrt:!sentate da tessuto connettivo scleroso facilmente percepibile per la sua estensione alla palpazione che ne rivela la maggior consbt.enza cti fronte al tessuto sano. Con questi criteri, negli interventi praticati, abbiamo sempre limitato le ir. cisioni e tutte le manovre chi rurgiche entro ai timili di q ueste barr·iere, riuscendo ad evitare complicazion i grav i, se si eccelltnlno della linfangiti o delle ere:sipde, vcrificatesi per neces&ui sbrigliamenti del!tt pelle attorno n s~n i fistolos i, o per contro aperture praticate per drenare diverticoli profondi nei quali si aveva ristagno dci secreli e che erano l'esponenle della virulenza degli stmptococchi che costant-emente abbiamo trovato in questi vecchi focolai di suppurazione. A tutti questi interventi abbiamo s~;npre fatto precedere la iniezione di siero antitetanico.
... I rf'suttali oltt::lttli c!alla applicazionE' esutla d Q! prin ~ ipì snp..ra t.•sposti nella cu ra dei feriti vengono riassunti nel seguente quadro: A) -
p,•rite. rcti' JI/i
Con infezione in corso e senza che questa foSJ:;f' ancora be n limitata. Jocalmente:
Casi 778: Cua1·iti 773 - )fo1·ti 5. Con suppurazione acuta e quindi con infezione già limitata localmente: (;,v;; 1380. Guariti J380 -
B) -
:\lorti O.
Ferite crnt SU7Jrr:ura::.ione cronica
(;asi 571: Guariti aiO - Morti l , per dt•generazione amiloide tlegli organi n terni.
llE!:'OCONTO DEI !FERITI DI GUERRA AVTj Tl IN CL'RA, ECC.
I (;inque casi di mol'!e riguardavano feril.i nei quali era gii\ in corso una setticem ia acuta, sv!luf,)patasi in quattro, in seguito a fraLtura com m in uliva deg li arti (uno, arto superior'e, tre. arto inferiore) . con estese lacerazioni musco lari, ed in un caso in seguito a c.ongelaziona d egl i arti inferiori. L'amputazione pt·alicata a di stanza d ei limiti apparenti del focolai o in fezioso non valse a sa lvare la ,·ita d ci feril.i. Un solo caso di mort-e ::i ebbe a lamer.tare tr·a i feriti affE'iti da suppurazione cronica. Come si può vedere dal primo quadro d assu nLivo gli altri quattro morti riguardano un caso di teta no che fu ammesso in clinica con le· tano già generalizzalo. Si trattava di un ferito della coscia d estra con frattura comminuta del femore al terzo medio, lacerazione estesa d elle parti m o!l i e ri tenziolle di corpi estra nei. n el quale il tela.no s i e ra sviluppato durante il viaggio. In un altro ca...'3o la morte fu oonsecu· tiva a pielonefrit.e purulenla SYiluppalasi in un fc1·ilo paraplegiro pe r ferita da pallottola di fu cile d ella colonna vericbrale: la ferita era gih cicatrizzala. In un ter·zo caso la morte . fu dovuta a tubercolosi generalizzala ed in un quarto a polmonite da influenza. A seconda poi d elle regioni ferite, io mi permello per bred k1. di raggruppare i ferili avuti in cura nel modo segucn!,o: A) -
Ferite del cranio e della (artia, 209.
Di queste int eressavano solo le rart.i molli 189. Quest€ guariron o rapidamente con medie<.t.Lura asettica. In un caso si era avuto roltura incompleta del dulto di Stenone d estro i n corrispondenza del massetere. La lacerazion e interessava soltanto la m età d eUa parete: si ebbe la guarigione completa. In un caso per lesione d ell'arteria sopraorbitarin destra si era sviluppato sec.ondariamente un aneu risma che venne esti rpato. Il ferito ve nn~ inviato in Clinica quando già la ferita era cicatl'izzala e si era sviluppato l'aneurisma. Con frattura comrnin:uto della volta del cranio 15. In tutti si a,·eqt suppurazione e si dovè intervenire .chimrgicamenle sbrigliand o ed asportando frammenti d i osso necrosato. Con frattura comminuta del mascellare superiore 2. In un ferilo da proiettile di fucile entraLo in bocca ed uscito dalla regione geniana destra: furono tolLi i frammen li e la scheggia per via buèèale . Con f'rallura delle ossa nrrsali 3. In due si era avuto perfo-razione da un lato all'altro, in un caso il proiettile (mitragliatrice) ave,,a fratturato l'~o nasale sinisl t·o, e s i era arrestato nella fossa pterigomascellare desL1·a. da doYe venne estrallo. B) -
Fnite del coi/o , 68 .
Di queste due prodotte da scheggie avevano d ato Ol'lgme ad un flemmon e sellico che venne aperto. I feriLi \'ennero in Clinica quattro giorni dopo la ferita. In un caso pme di data recente, H proiettil e (mitr~Wliatrice) awva traversato da un Ialo all'altro il collo in conispon , •
RESOCONTO DEI FERITI Dl GtiEflR:\ AV UTI IN CCRr\, ECC.
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denza delle 1·egioni sopraioidee ; un ematoma vasto, non· pulsante, esisteva a destra in corrispondenza del foro di ent!·aia. Nessun intervent.o: guarigione completa. In due casi si aveva ritenzione del pi'Oiettile, in corrispondenza della colonna vertebrale, al di dietro del iascio n erYeo \·ascolare. I n ambeduf' i casi si tratt.ava di proiettili d1 mit rag liatrice, situato uno a d estra l'allro a sinistra al 3° superiore d el coll o. Estrc\· zione . C) -
Ferite del turace, 162.
1° Jnt e1·essm/.Lz solo la par e t ~ sen:a l esione ossea, 123. - In 15 casi intervento per tog liere con1i estrane i (vesti) che man tenevano la suppurazion e . In un caso 95 g iorni dopo la ferita si manifestò un let.ano ta1·di\·o, localizzato all'arto superiore d estro, caratterizzato da crisi dolorose ~ contrazioni che si manifes tavano in !:egmlo a stimoli es Lerni. Si trattava di una ferita a setone traversante le parti molli della parete de· s tr·a d el torace, con foro d 'ingresso al margine ascellare del pettora le e foro di uscita medialmente al capezzolo. La fe!·ita datava, al s uo ing re~so in Clinica, da 72 giorni, aveva ampiamente s uppm·ato ed il foro di uscita era già. cicatrizzato, ristl'elto e con scarsa secrezioue quello di entrata. Ambedue erano stati ampliati negli Ospedali don "l <>ra stato prima ricoverato. Sbrigliata la fedt,a., si trovò sotto il gran pettorale un piccolo fntmm ento di tessuto grigio verde. Il ferilo guarì completamente: furono praticate altr·e tre iniezioni antitetaniche oltre quelle avut.e subito dopo la ferita. · 2° Jnteres~ anti l'.uticola::ione sterno-clav icolare 1. - Ferita da scheggia. di grunu.ta con permanenza del proiettile nella ar·Licolazione suddet.ta (sinistra). Estrazione. 3" Interessanti le ossa non penlranti, 6. - Due avevano fratlu· ra to lo s temo, 4 le .coste. Intervent.o per Logliere i frammenti. /1'' Penetranti n ella cavitrì toracica, 31. a) S enza com1Jlicazioni traversanti la cavità, 5. b ) Con empie-m a consecutivo, 26. In otto casi si ebbe la guarigione della fistola toracica colla semplice remozione del drenaggio. Negli altri si praticò una seconda apertura determinando col dito introdotto p er la fisl.ola il punto più declive e praticando una nuova incisione con resezione costale a questo li vello : s i eboe la guarigione rapida.
· D) -
Ferite dell'addome, 216.
1° Int eressanti soltanto le pareti , 190. - l n un caso s'intervenne per togli ere il proietti!(' incuneato nella sinfis i pubica (pallottola di fu· cile). zo Trave1'santi la cavità senza le sioni di organi, 3. 3° Pen etranti con lesioni vist.erali, 23.
RESOCONTO DEI FER!Tl DJ GCERRA AVt:Tl IN Ct:RA, ECC. Tutti erano stati OJ.H:! rali: in 19 si aveva ancora suppurazione d ella feriLa opera loria. In un caso vi era una fi<>tola alla parte postero-inferiore d el torace destro, a livello della decima costa, in rapporto con una racco lta purttlenta subfren.ica m al drenaLa; in 2 casi esisteva una fistola nella regione lombare destra, che dava èsito a secr3zione purulenta ed in rapporto col foro di uscita del proiettile. Jn ur. caso si aYeYa una fis tola a lìYello della regione glutea sinistra, èhe perforava l'osso iliaco corrispondente e com uni cava col colon discend ente. Tutti fnrono opHali: solo nell'ultimo caso quando la fer·ita operatoria era in Yia di cic:alr·izzazione avanzala si verificò la morte pPr in fluenza. El -
F'Nitf dt•/ ]Ji'rineo r: gr·nilali I'Sit!?ni, 2 t.
Di queste, 10 interessavano il p el'inco; in un solo caso \·i era lesione dell'ur-clra. Il fer-ito Ycnne colla ferita granuleggianle e si ebbe gnarig ionc rapida. Otto inle r·c~santno i testicoli: in un caso essendovi spap polamento del testicolo sinistro e n ~ rosi del tessuto fu falla l'or·ehiectomia . Trf' erano limitate al pe11e senza lesione dell'uretra. F) -
Ferite rler;li arti ,q q;eriori, 85X.
Di queste inleres~vano sob le parti molli 699, delle quali 102 g-uarirono con semplice medica tura e 595 richiesero in Ler·ven l i secon dar i. Furono osservate 9 lesioni delle arLicolazioni: 6 delR'articolazione scapolo omerale e 3 del gomito che furono trattate iult.e con artrotomia, estirpazione dei framm enti ossei' e regolarizzazione d.ei C<tpi articolari. Le lesioni delle ossa furono 150; in quattro casi si lralla\·a di frattura semplice dell'ome r·o, in i4tì di fraltme commi nuli ve aperte all'es terno e tutte con proces:~i settici. Di queste 146, 81 inlPressaYano J'omero, 47 le ossa dell'avambraccio e 18 le ossa della mano. Sull'omero fu rono praticate 74 sequestrotomìe, 5 estrazioni di proiettili. e 2 osteosi ntesi metalliche, dopo aver·e tolto i sequestti. In uno di questi casi t'isullò pseudoartrosi. L'osteosintesi fu praticata perchè vi et·a perdita di sostanza ossea, e i due frammenti superiore ed inferiore non pote\·ano con una semplice fasciatura immobilizzante o con un apparecc·hio a ponte essere mantenuti in contatto. Sulle ossa dell'avambraccio, lt.1 scquestrolomie, 5 estrazioni di pt·oiettili. Ln un caso s.i dovè praticare l'amputazione al 3° superior-e del braccio, in seguito ad E-steso fl emmone settico comecutivo a frattura com minuta dell e ossa dell'avambraccio con spappolament<> esteso delle parti molli. Essendovi già falLi di setticemia, l'amputazione non Ya.lse a salvare la vita al ferito e si ebbe la morte in s.econda g iornata. Le lesioni delle ossa della mano richi esero 8 volte la disarticolazione eli uno o più dita, ed in un caso, in seguito a scoppio di bomba a m ano, fu dovuta prali ca re la disarticolazione raòio-carpìca.
RESOCONTO DEI FERITI DI GuERRA AVuTI IN CU\A, EtC.
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Un solo caso di lesione del n ervo radiale, capitò nella Clinica. Si trattava di una ferita già guarita, prodotta da pallottola di fucile, che aveva leso il nervo radiale sinistre al 3° superiore del braccio. Fu fatta la escisione del blocco di cicatl'ice, l'isolamento e la sutura dei 2 monconi, previa cruentazione. La fe1·ita guarì per prima. Ignoriamo l'esito definitivo. G) -
Lesioni degli arti in{t•riori.
1° Congcla:.ioni, 1 H. - Dl primo gt•ado 96. Di secondo grado 12. Di terzo grado con necrosi più o meno estese 6. In un solo caso si ebbe setti cernia e morte nonostante che venisse praticata l'amputazione della coscia al 3° infPriore . Esisl~va nefrHe come dimoslrò la necroscopia; negli altri 5 fu fatta la cura conservativa: le escare furono eli minate in un caso insi-eme alle falan g i di tutte le dita, nè vi fu bisogno di alcun intervento. 2• V•sioni tmumatiche, 1033 . - Di qu~ta 865 interessavano solo le pa1·ti molli, e di queste senza alcun interven to con semplicE' m edicatura ne gua l'i rono 158; i n 77 bastò la semplice ,·emozione del drenagg io per ottenere la guarigione, in 617 si dovè intervenire. In 16 casi quando la ferita era gra.P.uleggianle furono pralìcati g li innesti dermo-epidermici alla Thiet·sch. F.ra queste lesioni si ebbero a osservare 3 aneurismi: uno art.eriovenoso, all'origine della femorale sinistra, è staLo oggetto di una pubblicazione speciale pe1· parte del mio aiuto prof. Bolognesi. Un secondo aneurisma era sulla tibiale anteriore al 3° superiore clelia gamba destra, l'altro arterio-venoso sulla Ubiale posteriore al 3° inferiore d ella gamba sinistra. Fu praticata la estirpazione de.l sac.co aneurismatico. Le lesioni delle articolazioni furono 24, delle quali 17 interessavano l'articolazione del ginocchio, H 7 l'articolazione tibio-as tragal i ca: in tutte furono praticati interventi destinati a togliere le scheggie ossee, e il ristagno dei secret.i ; in un sol caso, nel quale si aveva flemmone gangrenoso periarticolare al ginocchio con frattura comminutiva delle estremità articolari della tibia e del femore, e setticemla, si verificò lu. morte nonostante venisse praticata l'amputazione al 3° superiore della coscia. Le lesioni delle ossa furono Hl4. Si trattava in tutte di fratture aperte. I n 31 la lesione era stata prodotta da proie-tlile di fucile o mitragliatrice con foro di entrata e di uscita., senza lesioni esLt:Se delle parti molli. Di queste 20 interessavano il femore, 15 le ossa della gamba: tutte guarirono rapidamente. In quelle del femore fu applicato l'apparecchio di estemion~ a pesi. In 163 si trattava di fratture comminutive delle ossa con estese Jacerazioni delle part.i molli e complicate da processi settici in corso, o da pr ocessi suppurativi acuti, o da osteomielite cronica. Di queste 86
RE::'liCIINTtl OE:l fER ITi 01 Gt: E:HRA AVI;TI IN CCRA, !::CC.
in leres::;aYano i l femore ; 6:3 le ossa della gamba 14 le o::>sa del pied e. In luLLi i casi s i dovè in Wrvenire. Fur·ono praticate 4 amputazioni di coscia, con 3 morti. In questi la causa clelia morte fu la setticemia g ià esistente. Nel caso di amputazione d ella coscia g uarita, l'indicazione ad amputare fu data dalla esistenza di una. fratLUI'a comminuta delle ossa dell a gamba con esportazione estesa d1 2/3 della diafisi tibiale e di 1t3 dell a peron eal e. Negli altri casi si intervenne ripelutamente allo scopo di tog li ere le cause che mant,ene,·a no la suppur·azione {sequestri. corpi est ranei , ecc.) c si riuscì sempre n conservare l'arto. In due casi d ei quali si ave\'a una perdita d i sostanza abbastanza ri levante d ella tibia e non d el r1eronc, venne praticato l'autoixmt·slo togliendo l'innesto osseo dal mon c.:o1w superi ore della tibia, e si ehbe buon resulla to. In un caso, che non ri enlm fm questi, fu praticala l'amputazione della coscia in seguito a l11bercolosi fi slolizzata. d el g inocchio sinislro, s,·iluppal asi dopo una eonlusione d ell a étr~icolazion e : l'ammalato giù zato. a li vel lo della 2• lombare. Venne nella Cliui ca in ca ttive conùi l'operaziono con ferit a g iù cicatrizzata. ln un allro caso c he fu trasportato in Clini ca da altro osped ale in scguilo a sgombro di questo, s i ebbe la morte pe r ncfri le, dipendente da s uppurazione cronica . Si trattava di un ferilo da eirca un anno e mezzo, che ave,·a r iportato una fra ttura comminuta d el femore d estro con estesa lacerazione delle parli molli, le condizioni gravi nelle qual i ver·sava il ferilo , non permisero di soltoporlo ad un atlo operath·o g ra \·e che non pot.eva esse re che la d 1sa.rl icolazione della coscia. H) -
Fcn tr• dd dorso, 2.
lnteressanli entrambe li midollo spinale : in un caso la ferita da pallollola di fu cile era all'allczza della 5' verLebra dorsale. La vertebra el'a semplicemente p erforata. P araplegia. completa. Fu trasportato d ai parenti in allro ospedale vicino a casa. Credo che sia morto poco dopo. Il zo caso presentava una ferita da pal lottola di fu cile già cicat rizzata a livello d ella 2" lombare. V~? nn e nella Clinica in cattive condizioni, parapl eg ia, con piaghe estese per decubito e cisti le purulenta: morì dopo circa due m esi. Dalla divisione fa lla dei feriti a seconda delle region i ferile risu lta che il m aggior contingente è slatC> dalo da lle ferile degli arti. La cura conservativa è stata applicata s u larga sca.la. e quantunque si trattasse di fer iti g ravi si ebbero buonissimi resultati. Le amputazioni sono s tate in numero di 7, una d el braccio e 6 della coscia. Furono tutl.e praticate durante il periodo di infezion,~ ctella ferita, prima che questa fosse limitata ed essen do presenti fatti di SPiticemia . P er·è d ebbo fa t· notare, che se si è av11La. nella maggior partù la con servazione anatomica, è mancata la conservazion e funzi onale, la quale p er le frattut·e diafisarie esige che i framm enti unili da un collo sano, siano saldati sE·condo l'asse normale dciJ a dia.fisi, p erchè le forze applicate su l braccio di leva possano agire normalmente, condizione n ece5·
RESOCONTO DEl Ft:RlTI DI GUERRA AVUTI IN Ct'RA, ECC.
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saria perchè non venga turbata la fisiologia dell"arto. Ora: le fratture per proiettili di guerra oltre la presenza di corpi estranei venuti dall'esterno presentano un gran numero di frammenti di t.utte le forme, dimensioni, e direzioni, lacerazioni muscolari, tutte condizioni che favoriscono l'infezione non solo, ma anche le lunghe suppurazioni e la difficoltà di Yincerlè. La suppurazione che dura lungo tempo oltre aumentare la impotenza funzionale creata dalla sclerosi e dalla atrofia muscolare, disturba grandemPnte la evoluzione normale verso la consolidazione -ed è una causa abituale di calli patologici. La consolidazione perciò è anatomicamf'nte viziosa e non si può parlare di guarigione nel vero senso della parola. mancando la consenazione funzionale. Queste fratture comminute hanno in generale uno spostamento dei frammenti poco considerevole, perchè i muscoli lacerati agiscono meno fortemente sopra i frammenti. Nella clinica si è fatto larghissimo uso di apparecchi a ponte per potere ottener·e la immobilizzazione: però la infezione persistente, la lunga suppurazione dei focolai di frattura contribuiscono molto alla formazione del callo patologico, sia perchè l'edema e la tumefazione che circonda il focolaio di frattura non permettono una facile contenzione, sia anche perchè per le medicature frequenti che occorrvno è difficile mantenere la sorvegliar1za costante di una perfetta immobilizzazione. N,umerosi pure sono stati i casi inviatici di fratture consolidate co'l osteomielite •Prolungata, caratterizzata dalla presenza di tragitti fistolosi ora unici, ora doppt, ora multipli, persistenti dopo la consolidazione della frattura o comparsi talvolta dopo che era già avvenuta la completa cicatrizzazione della ferita. Queste fistole che davano una secrezione purulenta più o meno abbondante, conducevano ora su di un callo regolare fusiforme assai voluminoso, ora su di un callo vizioso che era in questi casi doppiamente patologico perchè vizioso ed osteitico. Dal punto di vista anatomo-patologico sono caratterizzate da una cavità ossea fistolizzata che contiene tessuto osseo molle con piccolissimi frammenti ossei in via di necro!'i, ed alla periferia una zona di osteite rarefacente, limitata da uno strato osseo concentrico spesso, per osteite condensante, che costituisce un vero blocco osseo di difesa che limita l'infezione secondochè l'osso interessato è consolidato in buona posizione o con un callo osseo vizioso, la lesione suddetta o è inclusa nell'osso stesso o risiede nel callo irregolare interframmentario, vi si trovano frequ entemente sequestri di dimensioni minime che non sono altro che schegge primitive rimaste inglobate nel callo. In tutti questi casi l'intervento chirurgico è il solo che può portare la guarigione. Quando si tratta di osteomielite prolungata delle epifisi delle ossa lunghe, l'atto chirurgico è facile: coi cucchiaio si toglie facilmente Lutto il tessuto spongioso che è attaccato da osteite, fino a raggiungere lo strato compatto, e si ha facilmenté la guarigione. I focolai di osteomielite prolungata delle ossa lunghe presentano al contrario maggiori difficoltà operatorie, e più difficile pure ne è la guarigione, tantochè sono spesso necessari ritocchi a distanza, pii\ o meno
RESOCONTO DEI FERITI DI Gt"ERRA A\.UT! IN Ct:RA, ECC.
g randi. Anche in quesLi casi occorre svuotare largamente il tessuto ra refatLo fino a raggiungere la barriera fonnata dalla osteite condensan te, barriera che non d eve rompersi, per non espors.i al pericolo di tut Le quel le complicazioni che seguono ordinariamente alle operazioni fatte in mezzo sett ico . N ell ~ fistolE che aLtraversano lo stratu osseo com patto e che portano a focolai osteomiel itiei inlraossei, ritengo necessario ricorrere all'uso della fresia o del trapano per ampliare il trag ilto, p iultosto che allo sc:J.lpello o alla sgorbi a. che contun<lendo l'osso, facilita la infezione di questo. Per quanto riguarda le pseudoartro.;1 consecu tive a fraLLure prodotte da ferite di guerra, esse sono ben diYerse da quelle che si verifi cano nelle fratt.ure comuni chiuse, dove dipendono cscìusivameme da int,e rposizione museo la r·e_ Le cause che l e producono sono in e-enera.le multiple : perdite di sostanza del rosso e d el periostio, per la f•?rit.a. o per scheggiotomia, infez ione e suppura.ziono, disturbi circolatori e nulritiYi del frammento, sclerosi del periostio vicino ai focolai. Non s i deve ritenere pE.r ciò che riguarda. la cura che si possa adottare una operazione unica per tuLLi i tipi di pseudoarLrosi: sono state inve~ s tabilite <ielle regole generali por i differenti segmenti di un arto nou d imenticando però che vi sono sempre casi speciali. Come regola generale si deve fare l'innesto nelle pseudoartrosi delle ossa dell'a,-ambra.ccio e della gamba, e l'o.'>leosint&si alla clavicola, all'omero, al femo re. Con qucsLi crilori ci siamo regolati nelle pseudoartrosi capitate nella Clinica, dove abbiamo appunto praticato !:innesto. Il fr·ammento osseo che servì per l'innesto fu preso dal moncone superiore della tibia: vi fu suppurazione postoper·atoria, fatto che dimostr·a c.ome un innesto osseo può, in un mezzo leggermente infetto, por. tare la guarigione della rs·eudoartrosi come in un mezzo asettico_ L'inn esto si mortificò nei primi giorni, prendendo l'a::1petto caratteristico rlell'osso morto, wn ti nta più o meno simile a quella dell'avorio, ma è noto ormai che un innesto di osso morto provoca l'osteogenesi di riparazione in condizioni quasi identiche a quelle di un innesto di osso vi.-ent.e, e che è nozione cel'ta ed tmportante di patologia generale che dei protop la.c;mi di les,:;uli mortL po.:::sono consen-are cerli catat.Leri d ella sostanza vivente. Ho creduto opportuno accennare a queste due osservazioni, senza ePtrare nella questione ancora in discussione, se presso l'adulto è il' lessuto osseo sLesso che crea l'osso nuovo di riparazione e non il periostio, e se J ' inn ~sto prende wr·amente parte al la edificazione d el callo, oppure si li111ita a fare, eli fronte al le e:;tremità ossee, l'ufficio di eecitant.e.
.. . ~cll'anno
1917, essend osi potuto apr•ir·e il reparto dì meccanoteraJ}Ja
11 cu i funzi oramento fu affidato al capit:.~.no mt~dico doU. Andtcini, vi ce ispeUore sanilatio del Policlinico, ed il cui arredHmento fu fallo, senza parsimonia. dal b enrmPrilo Comitato pm\-inciaiE· senese per i mutilati, alcuni de! feriti d1 le:;iorll rl egli adi. sub ito dopo cicatrizzata la fe-
RE::)OCONTO DEI FERITI DI Gl:I::RRA A\TTI IN Cl"RA, ECC.
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ri la, fmono inYiati, prima d i essere dimessi, al repa rto di m eccanoIE-rapia.
E' nota l''i mportar:za della mobilizzazione precoce p~r impedire o ridnrre al minimo l'atrofia muscolare, risl<".bi\en do l'efJuilibrio dei mu-· scol i a m ezzo di movimenti \·olontari precoci, prima che la fuuziun e muscolare possa essere maggim·mentf' lesa dal p1·ocesso di retrazione cical riziale . 1 ferili sottoposti a cure meccanolerapiche furono 109, dei qual i ~6 con lesioni d ell'arto s uperiore, 23 dell'arto inferiore. Di queste, 63 gua rirono col rilo rr~o dell a completa funz ionalità dell'art.:>. in 20 si ebbe mi~lioramento. nullo· fu il resu ltato ir: 17 c·a~i. X è de v(: m era ,·igliare questo n umerc· ~s i guo d i ferii i :::.olloposlo a cu re mcccun iche, di fronte al notc:vo te numel'O di ferili degli arti, se si pensa che alla cicatrizzazione di una ferita infetta e che ha suppunto lungamente, non segue sempre la fin e della. infezione, essendo dirnost rnto che m icrorgan ismi ancoi'a vi rulen li ]J%Sono t·unanèt·e i nel usi nd te~suto eli c1catrice (microbismo la tenteì e che è stato ossE:'rnlto come :;C'mplici tc•ntativi di mobilizzazior. e in C'.I.Si simili possono dat·e luogo a!Ja com parsa di nuovi processi seti-ici. Debbo qui appunto ricordare che un caso si mil e fu dato osservare nella C l ini ~a : si lrallava di un militare ·con frattma. comminuti va d ell'epifisi supe riore del! 'omero, con in fezione del focolaio di fratlma e della arlicoluzione: torrispondellle . AvventttR la guarigione con rigidi là articolare, il soldato era stato pro· posto per· una licenza di convaiC'Scenza. quand0 in una visita dt> lla Commissione sanitaria di ispezione, furono da uno df'i componenti di fJUesta fatLi d ei movimenti aiJa articolazione. 11 r esultal.o fu la compa.t·sa di un nuovo processo settico con rottura delle cicatl'ici e con una suppm·azione che si p roLniSse ancora per du e mesi circa. Fu appunto per evitare questi inconven ienti che nei feriti n ei quali si erano avute lunghe suppurazioni, si tenne come regola di rimand are ogni cura me~ca nica, proponendoli invece 11er un•l l ic.enza di conYalescenza.
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I STIT UTO DI ).f ED I CI~A LEGALE DELLA R. UNIVERSITÀ DI PARlltA d ìrc-tto dttl rrvr. A. C>:,· m \LLr. r·en. col<onnd lo mnlico <lì com pkmeut(O
Contributo alla conoscenza della patologia del. prigioniero di guerra . - - -::::: -- -
NOTA Il.
Reperti cadaverici nei prigionieri di guerra e loro importanza medico-legale <t) p er il prof. Rinaldo Pellegrini, capitano m Pdico di complem ento ass iste nte e librro doc<'nt!: in Anatomia patologica e Medicina legalt .
E' dubbio .se esi::;la una paLologia di guerra come forma a sè; prol..Htbilmenle (e lo accennava il Cevidalli in una seduta della Società Medica d i Parma.) le numerose malattie che passano sotto la dizione di malattie di g uerra, non sono nella quasi totalità che forme morbose già conosciute in pace, le quali hanno assunto una maggiore estensione geografica e si sono ripetute con molta maggiore frequenza; così pure si può dire della patologia ·d el prigioniero; ma non è possrbile n egare che, tanto alla fronte come nei campi d i concentramento, vi siano condizioni di a.mbiente -inerenti al vitto. all'umidità. al freddo, alla fatica, alle emozioni etc . - che imprimono n ote parti colan ai processi morbosi , non solo nei rig uardi clini ci, ma anche nei riguardi anatomo-palologici; tali nole hanno importanza medico-legale; e l'A schoff l'affermava recentem ente, in un lavoro riassuntivo sulle autopsie da lui eseguite alla front e, giustificando con una serie di esempi le ragioni del suo asserto. ~e si ammette implicitamente coll'A. tedesco una anatomia patologica forense del soldato, è giustificato ammettere, accanto ad essa, una anat.omia patologica forense d el prigioniero di guerra. Nel prigioniero. rispetto al soldato, si osserva un quadro anatomo-patologico, di nol eYole importanza medi co-legale, che gli è quasi esci usi vq: quello che direttamente o indirettamente si ricollega alla alimentazione insufficenle od inadatta: b en di raro si ri scontra in pace ; e quand'anche in pace si trovi , riguarda o bambini , in cui vi è una patologia ed una d ebilità tutta speciale, o vecchi, n ei quali non risu lta chiaro quali lesioni debbano altriiJui r~ i all'arlerosclerosi ed ai processi int.ersliziali propri d ell'età e qual i all'inanizione, o individui affelli da m alatti e a tipo cachetizzante, ( r } J'edi: Cnntri lont o al1:1 co no<.<:t:J17.a dt:l la p:1 tl olo g ia del prij!ionit' r o di )!11\:rra: 1\'ota I: S u di un n particohtrc forma d i ed<·m i. Alli R. l sl. J'e11 . 5.-ien=c, L cf l., cd Art i, 1919.
C!IN1'1U HI..J'O :\LL:\ CIJ.'I/O::it:t:.'i7. ·\ OEI.L.\
PATOLOGI.\ 1 t::CC:.
i11 cui la d ~ nul rìzione, Il:' al Lcruziun i an a tumiclle con comi la n Li e conseIHu1nv 111 1 :;ignifìculo pro fu nrltunentt: difù ·renlc . lnollre , lo s tudio <HHtlomo-pa lnlog ìeo d el prìg ioniE> r·o di g uen·a , l)e rmelle di Yerifica re qual i sian o le malallie che pi ù faci lm c nt~ a Uecdtiscono nell'orga nis mo d ebililatv dalla prig ionia ; permette dì d(:durre sJ le allcrazìoni di alcuni organi siano sn.-;cellibili di pt•t·sisleré s ubdolam ente anche a prigionia <· ~;·:;:::uta k ìil tile JH:' r la lune in ril t>ngo ,·e ru) in :nod o da. c renre un su b :,l ralo dt>bilit a r1le per l ' a,·.\' ~.; nirc• : ne può d t: rivare di consegut-nza la n e('L·:;~i la <.lell 'int en ·(: nto meclico-lt•ga le, onde clelt> rmitJUI'ù la cupacilù a l S('J'\·izi o militare, il diritto a ri ~a rc iml'nli, r ension i, eu re os p l'dali e n~ ~ mt u itt~ l'le . lnfi11e, polendos i e.scgu it·c: le :.llltop:;ie lra i wig ioni eri atr c h ~;: III'(!Yl::sirno tempo dopo tu morLL·, non è indift ert'nle il cont ributo ehe IlE' ,.i!'ne all0 :-:tt.dio dci prOr E'ssi carlrtvNiei, q ua le ad es . la ri giclit it dl'l (' uv l'~ . ~ul l o qm·:;t i aspl'l li è ~i tr s liflc.tlo - i11 li!INL u•,;rit a- parlare di tma mmto mia pat u ln~ i c a forense dt•! prig ioniero : mct in fall o, è solu med ian le la casis ti ca d ll? la s ua indiviclualitit può es:WI'è dirnostraln. A que:::lo :"(·npo, non per alle,;lìr<' tt n doc umento slatis Li co, o per illustrare ca::i di particolare valore a natornu-tH lologìco, riferisco i ris uJiati di circa un <'t•n l ina io dt a utopsie praticai€' a C t· ll e lagt~ r ( H ann o n~ r: durant e la mi a pri gionia. Crut.~l' d i lflli r l e più {tl'(fli'' nti. L'analomia patolu;riea d el pngt(Jrtit· ru eli gucna è monotona e po,·era; nel campo di Ct·/f r•, le ottime con<l ullu re d i acqua t·d il pe-rl'ell o si:;lema di fognatura, impediruno il , . ~~ nr pu rir e rll•lk pil.t g raxi forme in l'ell in~ t' pirlemiche ; cosi non vicli mai t'a >'i di tifo pl'lc·cc ilial t:• , di eo lvra l'le. . Il 11110 materiale è p t> t' oltre li ti l~· rzrì di Lu bercnlol ici; ussai frL'lJlllllli le brnnco- pn eumonili e le pnt'll · mnniti fìbrin o:-t' ; ra ri i C'asi di di ~::;c nle ria; si aggiunp:ano d11 ~ casi di n\·npla;o: nli mu ligni , du (· nw ning ili lulw rrol<tri, un morbo di P utl d(·l .:-:at r'1ì . l / edema dt'i prigiunipt·i , sebbene assai diffu so , non fu mai , da ;-:oh <'a ttsa cl i morte; cus·,, nor~ ost n n le le pessi mc ronrlizioni cl i ,.i t lo, non o .-:;t.' n ·ai ma i. forme seorbuti<'lll' o pse urlo-scor bu liche : ciò, forse. p uò èl\' t' r e qu a lche impnr'lanza n ei rapporti della genesi dello scorbul o. -'·lntn di nutri::.iiJIIt' . - An che p~' t· nurn c ros~ os<>et·,·azi uni condotte twi Yi\·i, oltrec hè s ul cctdélYere, 11l' i sani ollrccllè negli ammalati , a parit i'l. eli processo morboso. di lavoro fornilo, di 1emt)Cnttu ra ambien te, eli <' iiJU, Jtos:;o dit·c clw dopo qua lch e mese lo slalo di r.ulrizione era. hfn ctiffe rente da indidduo ad ind i\'idr to. In primo luogo, ciò dipende J'li'CJ· lluhilmente dall e differenti condizioni del lttbo digerente, come in Sl·· .!Z'Iti lo :'erlremo; non sempt·c, infalli, ad ugual quanl.iti-1 di cibo in lrod ulto, co tTis pnnde ug uale quantità cii ciho assimi lato. Ln seeondo ltt o~o l':'appiamo c.lle ,.i è una u costituzion e magra, (St:ll 'l tlirlt ) la q11 a le mol le Yolle tro\·a la s ua·r agione nell o sLalo funzi onale del sis tema endoc rine ( mag rezza ipofìsat"ia, epifìsaria , Li roidea, pancrealira\. r Ili t' t' Rnlloc ula n f'O. - MoIlo s pesso usse rv ai ne l c ad a vere e n t• l ,.i,.o m alallie d ella pelle, s pL•cie forunco losi ed eczemi, in particola re al <:ol io ed agli a rti; esse erar.o pure mollo feequenli tra i sol dati t cde~('h i ; <'nn tl'ibui ,·ano incluhbiam cnt ~ a dc·lermin a rlo lo :::trofì nio òirc·tlo dt·gl i gu ~n t j,
.'\· . (; io ma/c di JJI I'diri lta JJi ililal'r. -
f'n;:c. I.
L<J ?\TRIBl ' Til ALI ..<\ Co NOSCEN ZA IJI:I.I.A PATOLCI(j i A, ECC .
in dumenti snl la JJ~! IIe , la nHuh:anzu di biand1cria, la .scanwzza di :;aponl', il dormire sni famigerati male ras~ i di slèrpo di pin o; ma mi ~ono falla !"opinione che una inftut~ nzu nott.:vo lè dove,·a anche essere eser· r ilata da l tipo di cibo somm inistrato. 1\on \'idi mai e mor-r a~:r i t> sottocutanee ; l! ravi sovente una l t>gg('ra oc rod t> nnia, aHche ind ipell(!er. lcm enle da proce~s i tuberco lar·i, nei cor:-;o t!-'J quali è nol o e h ~: essH fa llo non raro. p,g·mcntazioni brune all rt cu te e delle muco:-:t' lllrll1 C<t· . \·<tno in tuili i cada ve'l'i, anche se in \'ila \'i ent slala astèni a ; la cutl' appat·iya (Juasi. sempre di s:wccala e d t>sqt t<Hnala in piccole scag lie; ,·ari e Yoltt', rwi pn t>umoni ci, av ent colon- gia llog nolo p er itlero t>nw litil'n; 1.''1 11 molla fr~q1u.mza trc,,·ui (;'c\em ! sottocu lnn ei , tncl ipt•ntlcnk m ;:nle eta tH'nt·cssi cardiaci o renuli. Ho visto nel[(. nlr11111111' l11• ò l'l lc mod iA r aziuni , in rapporto alla rleJII: l rir.ium•, cl1 c mi ::;e mbrano eli qual r hP inler ~'"S~' . Prl•mt'lto d w in qllesL'o r~rano si riseon tran u c'lt•lle cliffPrenze di rana ed individuali , le qua l i (a !ll't'Scin d e n~ dall'in stabile ma~g i u re o minore ::w i luppo loro, rvluliw,. ullt- varie cpwn tilit di g ra"~o i , po:-:.seg~ro n o una certa coslanzu; e fnr:-:e bt'ne si- potrebbero presta r(; u. cril cri eli ricono:·wimenlo pt> rsonal t•. Giit dopo confronti falli ,,cr poche di erinè dt individui , <' i ~ i ··on,·inec ciL·lla e,;i. sl<:·nza. di taluni tipi prin cipali ; predominav<.L pure fnt i prigi on!ct·i nt ~:::i . un tipo di mammella con areola nt::li:::sima, piana, di tinta t·o::;L•a. prog-n•ssin:lmente più pallida wr:ìn la ]lNJferia elle :ìfumu nella etllt~ cnn nwrgini non bene delinea li ; tra i prig tonif'ri italiani t- ra cliffusi~~ im o un alt ro tipo in cui l 'a reo la possi ede un colorito man·one cd è alq tlUJllo ril t>,·ata ai bordi. In ogn i tipo si di s lin ~· u ono poi numcr o:'t' Yarit·lil, pri nt'i palmenl.e n·laliw~ alle dilll('rlSJOni d ell'arcola, al la lunghezza ed alla forma del ca pezzolo tu cono, pianlalo sn !n r~a base, di clim e n ~ i 0n i unifo rmi , ~ronca lo od appunti lo all'aJ1i ce etc . l. Ora mi senio g itt!"tiA ca to acl afferrna1'e che , an c he t(:ncndo ronlo di tutte l t' po~sibili va ri etit, il colorito d cll 'ar tola mammari a è rnollo più inl ~'nsa m e nl e bruna;;tro nell ~ pt>rsone in wmmo ~rado <'a.l'!H' ilirlle c d(•ntllril c elw non nell e all1·e; ,.i o~=-(• n·ai due g mda7.i oni di. ti n la: JTlarront' piit intenso al cenlru t'cl nl
c
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cawzzolo, leggNmenl e nw no inl r n::o nt' l lrnllo int ernlt'dio. t1 i tralln pro· haiJilmen le di un fatto n ca 1·ico drll e CE'llnle nomalofore analogo a quello per e11i rw~li incli\'irltli Ò\'J1lllrili il ;nai'So apparisec più inlt·n..:amc nlc _giallof!nolo, per un <HIIn ento r·" lali,·o di lipocromo; d i una 111 èl nifesl~tzionc pig-mt•ntaria, local izzata. el i eaellp~::;ia; ~a rehbe in J:riuslifìralo il g-indira rla un fpnnnw n o di ad di sso nian i ~ rno fl'llslro, (J na nlun qu ., si riscontrasse qu<tsi st'm pre in persone t·lle in vita erano d eholi . ad i-" munid1c, quan !nnq t1e all'autopsia si ron:"'lala;;sc laholla <t;:;f.!.;iliglia- · lllL'nto d t>i parag:ang li e qua n l nnquc talun A. cle<;nixa fenonwni addis· sOI Iiani d erl a c11le nel le J W r~n nc colpile da pd ema d l'l priai oni ero (1/ ttt /.-' ; !<dr i~tlcr prl' tazionc dc> Ycsi rs(·lnclr r·c a mio ,!.tlt lrlizi o, [Wl' la mantnnza di HrlHlng llt' pigmenla7. ioni cl rl l(• ITIII CCl'}l' erl i lalltiiE' Hl l r e rpg-ioni rutnnee Il tP;;stl ln mammario fu co~tanlcmenlP Psamin;llo in l u i1tl il s11~ :-;p~':'~on' ; n(•JIJ)tl r l' nl'J.:li indi \ icl ni pi ù rl enulrili si l'irl\'en ne mai ::ensi bilnlL'nlc l'irl•llln di Ynlurnc, !)resr indcndC1 nal tl rulnwnlc d al g ras~o. r·ispctto a CJwlnlo si o::si'I'Ya nnrmalnwnle nri m asrlli eli ng·ual rlù .
I'ONTR I Bl' TO /1 L I.!\
Cl!No~· t:t:N/..~ n ~; J.J .:\
P \TUI.!l(òlA , ~:cc : .
:vi i tu ~vn ce:-so porll0 Yo!te di a11r ire la nt\'ilit l'e fal o-ntchid t~a. Sil·C' hè le indil:azi111li e h· io pMso da r ·~ in proposito non gono <;erto r omp i d <: ; uwri lano SJll' Cial e m t> nziun e <i tre casi di meni ng itc lulJ ~rco lare, nei qual i f uron o riscon trai i , con rip ~· t u ti esami, nel liqu idu cereb ro-sp inale oiLre a lltlm ~ rns i linfociti e cl ~rars i polinudeati , anclw il rnicroeocr o catarrale c llt> si pot è rl i mo:::tr·an· :;ia cun l'esame direlto l' Il e rc)n m ezzi cu l t urali 1l ai>M a!or io ch-·1 X C. di .-\. d i Hac1 nun·r 1. !:'ìi c c 0 1l1 ~> l ro\·ai qu e~ to ,;[cs,;o ger llll' Yari t• \'•JI Il' nel le ,,·ie a e r~·e ~u p(' r i o r i d i indi \'idui dCl'eSsi per S PH~111111 I a, 111i domand o Sè in k iltpi di e pidt' Jll ia t•,;:in no n possa ,·in· n~ nei L1•ssuli t- nei liquidi dell·ecnnt>m ia, al lo stat o lal t'n le. Con qur:sto natmalll t<.!nle io non in i0ndo d i porre in <lisnr::;:-; i one, nè u n sno t-n •nllwle \'!'lln r<' pul 0g"t' 11(\ nei ca~ i i n parola. ni> i ::;uoi rat>Jlort i e zi n~e n e l i c i colla rect·nl e Ppidt·m i a di inlltn•nz<t. .·1 p!Jftmto r"rclio-rt, ~ro/tJn· . - lo ltn tr·r)Yalo il m iucat·rl i o con g; nu1cle fr·,.>rplenza in Lra:::fol'lnnzione b r una; tali' fallo, <'ome con:: lal ai ili un a no i <~ pr eceden Jf' , ha im]10rl anza non <' Lll11 t lrll' nel favor i re lé mor'li impron·ise L'd i n Cùlllpt'nlli o tnt 1 pr i ~·i o ni e r i. Le autopsie dell'an te g uerra. r i ll anno ullit uuti a eonee pi rc la Lrasfo r rnazi,m e bruna dd cnore IL~OIIl è 1111 fl'n0mt nn che St accompngna ::;c mpre ad IIIH l nule,·•llt· r idtrzionc cl<'l Yr>lu m e di esso; ci ò, per cl tè si lraltava per lo p iù d i i nd ividui in preda a malalti e l unghe, to::;siche, cachetti zza.nti e di \'l',·,·h i arlero-scl eroli eL, nei quu l i rocsi:;tono al terazi on i rtl'Jic co ronari l', t lll' si r i per cnul.ono nell a nut r izi one del mnsr olo; or a. n·~ i prig- ioni eri d c ~W <' I Tèl , q uc::;te lesioni dei Ya si nutrizi non si Lronm o o solo i n misura mndici ssima; l'Mgan o di cnnseg11 enza ha n•si., t.en za magg-iore e pu ò no11 l'ader e i n al rofia; si d i sting tton o e M i: u no stato bn1no non ar~~o mpag·nalo u nnle,·01 t dimin tl zinne <ii \'Oiutnl', un o stato br11no in miuearCiiQ i pop lasico. l'n at rofia b r una elle si d i ffet·en:z iu , tra l'all!'O, per i l r:-rado d r anrpi PZU\ d éll"a rco ao rlico, e per le tor luosi lil delle al'lerie e d <> ll e \'è Jlt' ~:o runu r ie . L'inan i<:.iunP t:roniNt nt'i (Jio11a n ' indwidu·i r/t'/l'nninrt in un pri1111J ' ' ' III]Jù -' l' ul/11 in• stato bnmiJ, in wr tr·m ,,n ul ft•rir" ·'· tlll t h <• o t ro(irt. Cnncorclem en le u ci ò l ' ff ir.~c h afferma dH.: nei pn mi ::;lud i d(•l l'inallizi ont·, il volume del cu0re si mantiene noLr·nllmcnlL' l c11aee . M a non v i è ~e mprc un rappo rto costant e tra i l g r·nclo di d ctllllr izi onc è stato bru no del cuore; i o n. ~ - non l'ho Yisto in tal11n i l11bercol ol il'i r i do tti adcl il'il l lll'a sc ll<'ld r iri, m entre era co,tanle negli indiY!dui affl•tli da edemi del pr igioni1·ro P rno rli poi per malalti P i ntc, rcorrc•cl li ; qt t e~ t u fa :::o:-pl' llat·l' dw 11 011 la so~a den utri zinnP abbia illlporlan zu nP! ddrr rninurlo. ma d i pn: fL·n ·nza ta l nne d ell e cause per cu i alla rlenllll'izion<> s i a rl'i n t: no n :;ul o la srct rse?.za, ma anthe il lipo d t>l cibo. S i è sempre sostenu to che l'al f'Ofìa b r un a d el t:IIO rt> cr0a una g-nul <if> f acililà alla formazi one di un idt'Operi ca rd to t' X ,·ac 11o; io ho Lt·on llo spes:-;o an m<~ nlo di liqu icto nl'l sa1'I'O peri <'a l'(l ir·o, fi no a :WO t·nw . . ma non in t uili i casi in <.' tti i l m ior:arrtio era c·arl11 l1• in at rofì:t ; lo :::i t·i n n.·n i ,·a in gen er al e q uando all 'aul o nsia ::.i lr·o,·aya tl così d etto r· rlr•uw in tt• n to o qu ando <'oe::; i ~t e \' ano \'<•r sanw n l i pi it o m en' ' ('(Jspi cu i rl (' l r a,·o addominale; se di idropcr icu rd io ex Yacno si J'M!=;e l ml latn, nl ntl'no i n taltl ll i indiv id n i l'aumen to d i li CJ IIiclo an ehb(' du\'trlo <':"Sl' re li mi ta to al . ·,st ema w·r voso . -
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CliNHliiH'Til .\1.1..\ CoNo:::•.Er'\Z.\ PU.I..\
1.'.\TIJI.<tG lA, ECC.
e d 'allru lçtlu J'idrupt rrntr-clJU si anl'biJl' do rulo lru,·arc co::sl;tnlcmcnlé nei casi ron cuor e atrofico . .\ tdup::;ie l'Se~uile anclle a hrt·,·issi rna di:;;lunza dalla morte, hanno IIUtJ\'a rnt·nle dirno:>Lntlu che il co:::;dt·llo slalo d :aslo li co o sblo lico d el t'ttun· nt•leada,·en~ è su lanwnlt: t>:'pres,..ione , conte· t'l'ct:nlem enle insislera andtt' il Cr•r illal/i. d~.·lla ct•s,-at•t o della ,,ersislenle ti~irlilil cadave ricii rlt·ll'mpunn. rwn di unu pari il'olnn· concEzione ft tnzionak, fì:;satasi al ntnm,•rtlu til•lla rnurlt-. In lalur,i ca:'ì il ttHH't' (pu r t·~srmdosi falla l'aulu· p.-;i a IJ!t)ltu pr<·stu a\'t'\ a l'asp<'lto cltt· flllo a poclt lt'lllp<t fa s i ri lem''·a prupr-iu rlt·lla parali:>i n u·diacu; ma si lrallH\·a di incli,·idui as~ai denutriti. in <·ui anl'llt' rn altri ~.:: ru ppi rli muscu li l:ra st·<tr:-u la r igidilù c·ada,.t' rÌt'a. lo mi suno fcltlR l'npiniuPC' clw. in rpl .tziunc a !'Htt'W elle in pal'lc t'i 'ìfttggono, ,.i :;ia solto qtt,•stn rapporlu un tnlo grado di indipendl·nza li l' l cornpurlamt·nlo (.lì•l miocu rdio. l Ira !i~ rigirtitil di 1·sso n~s:;a, pnr ~'""~·n du Il' lllH""l' ntu:wo l<-tri dl'g-li urli f,,rt,•nwnk· t'(1Jl[ t·alle t•d e:o;:;o può pn·:-:enlursi anl'hl' sfìantalo; <Jt'a è ii ra:;o in \'t't'SO cile s i Yl·t·ifìca, Spt•tie ,;,• t'~tiO è cadtllo in alr<tfi<t bl'tlllH. La pril11ill'\'l'lllualilit , ~ particolar·mt•n te fn•qttt•n lt• nei tnbl:'rrololici (' non t' uz:t.. trdalo so;;pellure l'ile a ciò t:OI1 · lril>tiÌ:<t·a qnello sl .:-s~o stato to~,;iro ckll e fibrille musc·nl ari, per cni nonnst ante 1"li ostacuti dd pi<"rnlo ri rcnlo, ><ulo ruranwnlc si dt•lt·rmina unn, t'l'aziont• ipl:' rlmfira d t>l n •ntricult) d e~l ro . 8' nol0 cii~.• si risco ntnt in ,·arie nHtlctlltl', ma SJJL'e ie m·i tubercol0lici ,.:,•ziLtnali nei limiti .di tempo h-gali, una r!olt',·oJe fla~eidità dell'organo. fiiLe;ngo cile ramme>n lE· t·s~ a J)r<'l':'b tesse in vita, p(• rocellè se in si falli in;Ji ,·idui l'autops ia n•ni' a pral :rata t•n·-;tis,..t mn, lu tonsislenzo. t•ra nnrrnalt•; ln\lla:;i di Ctt o ri pttt r;qtìrlanh·nl e rila:-:,.,ahilì post-mol'lcm, jtl'l' C'PII dizioni int'renli a Lalttni prOI'(·:'~ i rnnrho:- i. in cui la diagnosi anal•; tnint di ~111/o (!t"""''• di 1' /tr)l, . ~~ /u,rsa di /(lhttr·t·f,, rigtwrcla uniC<l· nwnlt• 1111 fallo lanaJ nlo!!ìt·o c· non i· J'(•<: prt•:-::-;tonc di un CfJI't'iSponrlenle l't•Jlnnwno C'linirn. 1\lerilt• n·llhl' di inda,1.nm• pPr<"hè ,-j sia un com porl<.t· ll lt'!1lCI rlifft•rt·nlf- da ra<:o a caso rwlla ri.!.rirlili't dl'l c11or e t' iStkllo a qnelli:L rll-.gli arti e cptali siano lt- ra1"iuni dt•lla stn più !1recoce rìiassabililù; "e. l't'l' analogia, P!'i:'tl ad l!S . debba all ri ))u irs i a qm' i pro('t':'Si de_g-c·nentliri t'tti il ('('l'ti/o/li rift'ris('(• in l'l't'li rasi la minnre inlens ilit d t>lla rigìdil il t·arht\'Prica nr i mn:::coli d1·! Lronro. E' probabile ( e ptrrtro ppo a rnC' lìl élll· c<~rnno i Tltl·zzi Jh' r lP induztni oppo rtnn :) clw alla più faci le rila~:=: a l1i lilù coni:::ponrlano lc·~ìnni i:; lolltgiellr P morlifìrnzìnni minocllimid h~ . .\lu pe r tal11nc (p. es. YiH'uolizzuzinM, slttlu p-r anu lare cil'lle fìhrillc , loro omng-t•i nizzazione, tec. \ . rw n è ~tlllpt·c fat' ile e~clttde re cllt' s i <:iarw formate posl- nwrll·m; lti:-;nJ,rnvr vltllo. di t'fHt:::rgttt•nza J11'ttlirare sul ruon •, sulJilo rtopn il rtvcC':'SO !'d in lprnpi cti\'!: r·si, una S('l'if' di esami agli sropi ind icul i. OssC'r\'i:iÌ in un Jtl't'C'L!Cl!·rtll' l,n·or·o, che, Sj)L'C ie nei numerosissimi indi,·ictui arfvl\i rla ,, rch ·ma ci1·l prif!,in~til'l'O "• il sungue non o;oto era pun; ri:=:<;imo cii g- loh11li rn:::si, ma anche r; \·e,·a grancle dì ffic·o!Ut a coaf(tti<H:'i; l'innono;;tan(C'. r w~rli indìvid11i dt·Cf'SSi prr process-i infìammatori m·uli Òl'l polmonr r ilrnn1111mn s(•mprc il cuore dl•-;trn dislp;;o da abhondanli l'uilg"trli fìhrinosi: dunqtlP, l'ipC'rinosi cio'! pn ett mrmici n nn Yiene impt·-
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dita od o;:;tacolala da quella se rie di CtltHiiziuni orgur~iche così diffuse nel prigìonif' J'O di g11erra cliP. lli'CE:;islono all'insorgere della forma ar.:ula. Ricordo più che altro per il suo intriseco i11tcresse unatomo-palologico, di a\·ere trovato in un caso, nel ,-cntricolo sinisLro del cuOL'C, immediatamente solto J'epicarctio, nello spessore del mu:::colo, a. circa 1 cent. dalla coronaria descendcns un pic<.::olo nodulci tuber·co lare, in cui I ~L diagnosi potè essere micr·oscopicamcnl~ confPrmata: si trattava di una fort.uita Ul-ridentaliliL di alllopsia, st•nza importanza clinicu, in un individuo rJecesso pu miliare. Il fatto è raro. li cuore, come gl i altri muscoli, gode una notew>le irnmunrlit ri;-;pctlo a1 proce~~si tubercolari, don1la soprallullu siu alla ,·ptocilit della r.:orre11Lc sung·uigna cd <dia ~1 1a alti,·a funzion e che n<;t;H:olano l'a tTl•Sto dèi badili. ~i.a all'!.1ziorw ballt:-ricida dt•ll'a<'ido lall1 co l'lw s i forn1u ùur1111le il suo la,·oro; tra i YCit'l o r~ani sog-freLti alln tubt·rcolnsi, t>S'>o sta al tredicesimo po:;to, setondn i .aPIInN•, <il qualtuJ·dict>f>imo t-cl ultimo, S('eondu il 1/olliny,•r. DC'IIe altre alterazioni cardiai'!Jt• lnn-att• nwritano mt·nziorw ur.\•nducardile ulc:t·rosa delll." sigmo1di aorlirlrc in ir rdi,·idlln rnol'lo tH·r f~:hbre S l m~·rwnla . una endnc<lt'ditr fìbrinor;H in tlll prtJIJl1()J1Ì\'(), una :'infì::;i lulall' dl'l c1mr·,~ in un Luberrololic(). Con(!i:J()ni r/t•fl'rll)}'/((. - !\l'Ila rpw ~ i Lolalili1 dl'i ca~i. i'inlima rlt•ll'ar('O aortico mnstrant cl\'11(· (')riazze giallognolu lis<'it•, q1raklit' Yulla lt·ggL• rmcnte spor~enti; si moslnt,·nno come mnllt•plici pit·crdi punti l'il\·,·ici nati , <'onH· isolnlli a n1ar~ini ~fumati t'd itT0)!olari, in lul1111 eu:;u !òOllo forllla di str ie lnt:-Yersalrn('nlt' di:-po:;k; !ll't' lu t•iù ~i trnq1Yann immccl iutanwnte sopra delle :~i!rrno idi , piì1 o nwr10 ran·icinalt' aii'M ificin dl'll e co1onar·ie eli cui !inrilaHtno lalmlla a s0milr1n11 il bortlu !-5\ IJWri orc, senza mai co nlirwarsi dirl'llamcntt- :>1dle parl'll [JJro; simil i cbi.tz:.r.dlt· B'ia llO,!!IIOie :;i .:il'Ul',! !L' \él!l\1 )lt'l' ll'll:-i]ldl'l'IIZ<l ;:,11 1 \l' li!llll'lllll Lkllt • ~ i :O moidi aortiche. ci r<'a. in 1111 lc1·zu dci easi, st·nza cl tL' il n•lumC11to slt'~so ne r·isullasse ispe::;silo; frequenlf' menlc notai che r:-:se prderinrnu ln<'alizzarsi in quelle tra !<: vahole. elle mostrantno fC'nt'!'lratun' ·rong·a nile .:v1 enlr e l'imbocco delle cnronaril' e ra q1ra:-i se rnpr:! in1munc•, come !'ii disse, siffatta morlifìenzio ne, s i an·erLiYano analo~dw chiazze nell;t <'Oronar·ia sinistra, in alcuni lral~i i:-:olati, pre~socl1è all'inizio del suo rkco rso l11ngn il 111<Lr::rine sinist r·o del l'llOre; aq)vano nna lunghezza eli 2-Ltmm. vi si accompag·nantno ispessim(·nli dt• lla pardl'; rllllla eli !llllt·\·nlt• l11ngo il ramo di scL•II dc•n te antPriol'<'. Tali isnloll i gia lli cnstan\l'llll'llle si ripetevano nell'aol'la lor·aeirtt di ::ePn d Pnte; e m no mollo pic.coli, a%ai isolati. Cfllasi f:'C'h13i\·a mente rlispo::Hi :n r·ros:;illlitit di puuli eli ramlfìeazionr. ~ell'aMLa, r. on scorsi 11 1ai lcswni dr fOSPl'lla o:·;gine I1H:> ti<'a; in <'irca la melit dei CHSi, esisteV-'l!l') dell0 clnaa·; a"sa: più pnll ic!P eli quelle f• ra descr·ill c, !\l!!l'i nlim.:t d ~ ll e ;ta. JJOlmun<:r·i, nella i!nnlt'cllata ,·icinanza dell'ilo; comprendevano trn terzo, lil meli! , dL•l Imnc Ynsa le e sf umuHLn'> co·, margim ir-rt~~o1n;·i nt>l tr·atf.o d'intima rro:;simal<:> ; lì:-c ic a1 tatto e so>rza ispt!~S l n: e nli rlell~ pareti. Mi sono diffuso m·lla descrizione, tratlando!'>i di 1rn fatto mollo rl ihallu{IJ recen temen te, che, ocr le ra~· ioni che esporrò, ha spiccfllo interesse mt?dico-lPgale; si <11-fgiunga ch0 il ma· tl'riale che io ho racc0llo tra i solditli E:d nffki,tli è mollo più sc<'lto, ~e
da
C"llNTRifll'Tfl ,\1 , 1.\ tOi\OSLENi:A IJI·: LI •.\ l'ATOLIILOI.\ 1 Et:C .
unrltL' più sett r::;v eli quL·llo di ttllrj A. A. Al carnvo, infulli, non si b<J· g·uisnm(• dtl' le aulvpsi~ dei soldati; nclk g randi citlit r.on si sezionano eltt' i ntdan;ri fklle Ill:rsClne povt:! rC; s i la, in una !JM'Oia, dell'unilaterale anat•tmia pat ologica di clas~e : ora in nesSt!ft Lerro!no, come in ()tteslo Òl•lit· lc:->iOilÌ arll'rÌO:->f', lWilllO tmporlar.za il tipo del CibO, l'alcooJiStnO, I<L Jalita. l~ inlossi(:azinni proft·ssional; , t'Cc.; conrtizioni tulle che r arianu il S(•cunda d l'lk c-lassi soc iali. Il 1\'o h/hrlf(.S, ril-lliamundo rallln:t.iorw Sttll<> prt'C'IJI'i alter azioni arlt~ rtfl:'t' da l11i ri:--ron tralc a l n wtpo, dimostnt,·a la llL'('t•ssilit di fare atlenzicnw ncllt• attlopsi•· dl'i snidati aii<J s tato dt•ll'arc-o aortico e rl ell'aorta di:-;<'t' ll\knle in modo speciale, come a c-osa di g r·an de in ll' rt•sse S('il.'nlifko. D11rante la g ue rra d sor.o state rwm ~ r~t' o:-;scn·azioni u CJII( ·~lo JlrntH•:<ito. il l'tti t·ipl'lt•t·:-.i tt•m s<Jln a!-r~iun~e ilii]HJI'tanza alle ~car~e stilliglirlli• l' non solo St' f'\'L' di r ec iprlll'lì runl rullo. tna nt!'lil' anrhl' in e,·i· rll•nza dilfL'I'L'ItZl' l'\'enlua li di raz:w.. Il Fnuu· ,·ltt:· ltH t·s<·gttilo l'Ìr<'a l .!H• alllop:'oÌL' di sulclali a S. Uiurgiu <,l i :\t H!arot, afTnnlu di a\·t· r t·aratnl' r. k St•zi •lnali l'ttcln\'l' t'i rli incli,·idui In• i ::211 t: di :r.;, a nni, in c11i non Yi fo:-:~v iltiziale <.Lt'lt·ro:::c-lt•r·u:;i aorti l'a, :-:p,·,·~t • d t·! la prima Pur7.Ìtl!tl' dl'll"a•To. :-;nlln f11rnta di ri lt- ,·att·zze a .!rranu di migli•) L' di plac·('lwtk bia rt l'U-~iallii:-il re illl't'n ti. li .ll iiw·l•f'!wrg in :.>i l a ul op:-: it: eli :'nlrlali lroù> 1:1~-{ vollt' (cioè rtl' l 53 ,2 ~.. dc·i ntsi • ('l\iazzc (lt-li!t'IH'I'ctli\ ,. il pitt SJll':':'O l•walizz.<tlt' sul ramo rli :Ol'Pr.clenle clelia <·oroIla ia :-'irti:>lt·a. <' ··irc·u in c'glia l pr(ll1Mziom' l" rirwennr in indi,·iclui non t·omllalknli. tra i 7 t'd i 15 a ttni StitlJ'a(lrta P st li r. rl. d t' lla cororwria sini:=:lru . .lla{!ll/1 ., f.n,·r rJ, parla di una urlcr•Jselerusi eli gllt' rTa, tnns(;•cttli,·a H ,.:l t'Hf Htzzi c•trpn ral i e aci innalzal:t pt·esSilHll' ci e l sangu<', l.nbrtrsth e Jl ;;,,,,. fanno !lltn• 'tnalo;:.:-lte ron::;l<tlazio!1 i; A ...:r·/il)fl, nel ht,·oro so pra ,·ilut•). affl·t·nta l':'\:'L'I't.: uramni indubbio elle l'arterosclt' rosi c-olininda mollo prim tL eli 1prl'lln \'lll• ithiltHdlllcn tc IIU!l si n eda , rinè c: irca nel :-:vt·onr!o di'C'l'llnio di Yii<J ,. C'i tl' sull'insot·gel·•~ d t>ll'arlt>ro -stle rusi è r e rta lllL'Illt' da atnntvllt·rL 1111a influenza dl•lla g·11e rra. Pi~rht'1' l:l't':'rle che \'i :--iii ttll'rtri P rio~l' l ••rn~ i prt':'rOt · i~s:m<L cl ellr co ronarit·· Ri!JI)I•rt rinvenne mnll•l di f r NJlll'f1 1(·. anr-ltt• nei ban tbi ni delle rhiazze grassose clie ll'i nl ima anrlint; ric-orcla C'ile r.ulwr,rh }(.'Ila descritte in lallan ti di Q'll<ltlro !';u l timane di <'lìl; ritiene che f'SSP noc manchino mai, a parli re dal primo rlv•'L•nnio tli Yita: andt't-bhet·u rapidurn1·nLe cslPrHlendosi dal 20" a.l :30• annn. pur t'SSL'n dm·i nol•:,·oli difi<'r c nzc indiYiduali r. clla loro atn)Jiezza . ..Ciiit IJilt':--ln hreno ria:;snnto mo:stra l'OmH \'i siano numPt·o:;e in certezze e cli :::pa rilit eli n•dute. Se· ;!li A. 1\. ~on ennr-ordi nel riiE•nere che si ll·all a. di llfl fcnnnwno il f!ltalc• s i ,·cri fìca tn·ccorr> m ~nle, nun altrcLlunLo al·eaòe qu.ando s i l rallu di :;labilirne la r~·(•qu enza (' òi cle lt>rminarr il periodo <i··llu ,·ila in C'Ili es.-;o si fa s icnramenlc PYirll'nte e com nn<' : s iccom e non tllt.:l arnrnc·lll'l':;i C'he :-i traiti di òi f'fcrPnzr tlo\'ttle a g-rossolani pn·ori eH of:i't'tTazion e. \'1101 ciin· clw alc·unc t·crsOnl• a rlifferC'nza <ii allrt> sono sr,g. !.!'Pilt• a l'lllldizioni le quali fa,·orisenno l'insnr!rl' t't:' della lc·sion c ciC'sr riUa l' eli<' si n·t·ifìrano !=:.olo in dcl<' rntinnlr lcwalilit <'d in cll'lenninale elassi ;;oC'iali. An<·ora. Sf' PliÒ cs:-;v r in\'cK<t la l'azione co('ffìric-nt(' del la fati cn.
CUNTRJHl ' fO ALLA (;11:\f(J~CI::NZ.\ OELLA P .\TOI.O(.;IA, ECC.
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rklk emozioni nt'l soldato, del lavoro nell'operaio, dell'inanizione nel p rig·ionier-o e Lrarnè e,·enluali dednzioni medico-legali. qualora tl fe nomèno ·Sia comune solo dopo i ve n ~·a nn i,· non è più possib ile far-l o, se ri111ane indubbiamente :-;tabilito che esso è generalizzaLo g iit nel primo decennio. Qu este incertezze si l'iJJL'lTuolono, come s i vede, anche nd taiTIJIO pratico. Il medico legale ha inlen::::;se a veder sopralutlo dillll:irl<tte lt> seguenti qu e::;Lioni: Come e,·oh·ono queste inizialissime degeneJ·aziun'i-! E' fuor di dubbio che f'S!"e rar~p rcsenln no il primo passo \'(;;l'SO l'arkt·ost:iei'Osi, come a:nmC'Ili.· lu lJLii.lSi lolu lilit degli A. A.? Es istono earat k ri <tnulomici diffl•renzial i r ll e facciano sospd larc non traltar:-;i :-enl)we di un fatLo irlenlit'o, ad evnluzionP identica e ad id enliw esitu? E' giit (la tempo cii(:' /(J rrs alll·ibuisl·c n.lla degt•nerazionc gras:;a ~~ lir•c,iclea un'importanza nutevo ll· ndla ~en e~i clell'arlero-sderosi; cd anelle /Jio ni. ; eit. F omi ). so;.,tivnc che tossici di ,·aria natma pos::;ano JW0 \ '0care, fino clallu giontne elit, lt>s ioni dcg·enE·raLivc ctell' inlima c!C'i Yasi cui t-t·gnnntJ poi ]!;' altre mndifi!·azinni stnll tu rali proprie clell'artero-scle· r·osi; Fi.~cfu· r ha asstti rt·<·l·lll!;'rrH'nle rioadilo Qttc:sto conc·etto. Ri!J!J ,·rt irn·er-t• ritiene, ch0 du l monHmto elle la ti stralifìcaz ioni gmssose si rist·untranu sinu cla ll'eLiL infanliiP, dt>\·e l r>itlu rsi di un fl-nonwno fisiPloj.:'iC'o: nè la ,·ur'la t·Stt>n, ionc clu· e:;sr ass11mono da caso a caso cnnlra:=:tc rl'hbt:' p~· r ltti a qrtL':;Ia intt-rpr·cl>tziom•, puic ilè, analogamente, il le:::snto ad i po~o :::otlnnrlanc'O è piìr o nwnt· abbnncl<tnle a seconda degl i indi \'Ìdlli. :'\on siamo di f1·onl(•, affl·nna il ll i!Jf,,•rt, ad una rlegeneruziune gras~a. ma arl un'infìllrazi nne lipoiclea dell'intima, affulto indipendente dall'arll-rosc iPl'OS i, qualt' s i !JIIÒ fucilnlenle otlt• nerc neg!i animali somm ini..:trando loro cibi d: tipo parlit.:olare. Le ~ po rgenze eli lalunC' eiliazzL: PTU!'>!"•"~::t> son donrte arl aèt.:IHllttlo di mas:-;e di lipoidi , non ad i:;pessilllenti di lt-ssutcJ. E vero che tali ispt·:;simenli si r·i:-;con lnJno lah·otla rlt'i bambini. ma si devono con:sidentre un fallo congen ito , l'espressione di t'll cli.;;l.nrbo di ~n- ilupp o; a loro li\"Cilo le c<>ll ttle s i vanno caricando di gras::,, , iorsc tJt'rr llè qni si v<'l'ifica un rallen tnm en to dd la corrente finfatica che ne favorisce il deposi tar::;i. Queste it1crplas ie del l' intima, per· unii elida r·icca di colPsterina, o per condizioni che aumentino la pres,;ione sang uigna o per cause infettive e tossiche, possono lrasfonnarsi in connetli,·o sclerotico; per pro'2C''-'Si degenerativi e pel s ucct•ssi ,·o deposila r::;i di lipoid i, . i può g-iu ngere all'ateroma. Tali l f.~ rece nti idee dift',;e <tal R i illJt•rf . .-\ m e non pare cl1e le rleduzioni del palologo lt::desc·L, sia no mollo fundalt:; il fallo che le c·lliazze grassose del l'intima aortica s i t.l'O\·ino nella maggioranza d egl i individui, anche se giovanissimi. non dimostra che si traUi di infi ltmzior.e più che di degenerazione e più ancora 11 0n climç}slra che si tratti di un fallo fisiologico; è possibile che g-li anatomo-pa tolog·i dello scorso secolo 11011 abbiano osservate le chiazze in · r·arc_i~,r? Non potrebbe inYec<:· es::t•n: che da ,·enl'anni a questa parlt: le mttlute condizioni di vila soc iale (intossicazioni professionali. akoolismo, indnst riali:;mo, uccenlramen lo nell e grandi ci tlil. emi~Tazion t:J , lnr.gu. d iffusione anche nelle c.ampagne della tu e e dell'ercdo-lue, eec .) <!:
al>IJiano portaiL <li ri fk~:;o le alte razion i d t'sc rillc nt•gli adulli t ' - [J~ t· c r~:dtlariL•tiL n\'1 l.HtmLJ ini'? Il st mnr·c più freq uen te infanlili:::mù dei g,·nilali f~rnminili nelle g randi ciWt (v. S ù•gt•l} d o H cb be nllora ùCJmani r •llldll r·c i iLd a rnm t•lte r ~ elle è fi siolog ico ttn u te ro ipo plasico? Si noti J.ui che la d l'Snizione analomo- patolo~ica cl~:.•lla lc:::ionc non ri:-ulla SL'Il1pn• ugnult· :;l•Condo i ,·ari A. :\ .. Cibi p. l'S. fliiJIII'rl negli indi ,·iclui tra i 15 e ltO ann i, la lotulizza di preferenza nell"aorla lor•a,·ica, in fii'OS· :-i m ilit cll'llc r<un iOcaz ioni Y<billi; il )!Ta~so, L'gli ::;l·~nc. putl stral~ licarsi illlrllc nel l'ao rta u.ddolllinaiL', ma non c·tm al ln·tl a nla rl'g·ola ril ù; nd !\cl "o d l'i bambini , :;u ll'inlirnu cll·lle corm1a ri e si tti ~ lt'é. Da p pl'in c ipio IHL as tlt·llo di piCl'L'k C'lll'IZZl' . dt ;,:l ri u luncitllrlinuli; t! al YL·nksirno anno, L'!-~ li ug-!!iung-t!, si formano di'li P s i ri e :'VIllpl'l' ptit rrequcnt i, ltlllgllL' o ro rl (', <:ltt' clrnn-rcHHJ p<u·niiL·Ianwn h·, elle SJ'L":-.0 si anastom izzano c rhc si all\>g·uia nu a reli('o)u ; a pa rli re dal ((ll ill"all lc>~itn0 an no, le f'i ngoiL• elllaZZ(' apparisl·onn al quanto pi ìt g r an r\ i '-' lr l'l f"ll' si t!ll ar~ano irregul arnll·nll•. (Ira l<tnlo i n·tH·rti ,["' l·'()rni t·onlc i llll l'Ì, Jllln CCII'IÌS]IOn d (Jll() !'Olli]IÌl'l<tlllt'lll(• U •JI Il':-(a fk:"'tTizir•IH: dl'l lf i 11(i,•rt ; a])!)iamc: lrnntln l'all<•raziorw ull"inizin <kll .a rr-•' ; lung·u l"alll'(a dÌ:'('l'll f\l'llk [llrili"Ìrit t'l'H I'O ~Il ll)tP nlH IJ1 Il !\OI'(l dil"fu~a; lllai la \"irll lll·l l'aurla (lddOilli nale. f HH"Il rn•q tll'lllt• 11 H'Illt' 111.'111' ('(jl'OI1H I'l •': m ai il:"~lllll L'\ il l<t furma el i ::;tri (.! puro l wt~ilndinali anastn nt izzaiL'; quasi mai :-("'rge,·ann l'Oillè ri le\ alt•zze; infi ne p reSL'Illantno as::ai S il l':-,~o una nt• lt· \ nk esll'r siunt>, qtralt il 11i/JI"·' I inùka pu· p-li in'r!iY id ui \"l'r::;o r ftll anni . noIW:-:Innl€' molte \' tdll' <>i l. ra t ta~"ie di JWI'"nn,· p:iq,·ani..;:oi llll'. Di fronlL· et IJllt':-:t,, ddft•ren zl' m n r in]ug-ic·ltp e di l<ll'ii ltzzazion(', 10 111 1 prnstwlto lln't ipol('si: primo, che (•<:st ndosi valso il llildu·rl p\'1" il <>uo ~lu di o eli nwt.-riah• lt.'dL·::;w, \' i abbiano inflnitu t>l nd izinni rti r<~ ZZél è di ab itudini; ~i· ::u eh~· in (; t·rmania ,;i c·on:-;ttma,·a pr·ima cl elia )Illl' ITil :'l'll.e ndle pi i t r·arrH' chl' d a noi {H OM'II/I'Irl) cd \' l'èl piit diffliSO r alcotlli,mo. In ::ii'('OI)d<) lunp-o, che k cl•mzzc g ras:-;o:-:.l·, Sl' in lill a fol'lna c con tmH pariH·l•lan• lol'alizzazinnc pos::ono C:"S!·rP fis inlog-it'11e, nl'l sen:::.o Clll' in 1111 !"(•rln periodo d l.'lla Yi la. si pre:-t•n lano in lulli l p. 1'S . p r'e!'so le diranwzitl ll i val'ali. J)L' I' 1\lSt ll'é\. ronl in t1ala l'IW clf'le rmi na l a c'OITL'nl.: sanfl·ui .~.ma · in ultra furma ed in altr'cl posizione a1Jbi:lf10 signifìl'ato patologi,.\, e siuno d è ::linale acl cn)l\"\: rt' nllcr iormu1le a ll 'arltoro-sclt' r nsi . . \ voli(' , p()lrl'hbero qtt!•st,'ullirne cs''L'I'C sco1npap-nate c!ali1' nrirn e, in quanto le prirnt· fle t· ra~· ione di r·azza, cii ctbo, ere., s i pn•!'t· ntnno mnllo J'il! la rcli\alll!· nlL' in fa l u ni indiYid tti in confronto di a ltri ; a vollu potrl'lllh•t·o 0n lmmhi L'i'· SI'I'L' associa[p, ti\"L'nclo Pt·rù :.wmp rl' un sig-ni fi<'ato profnnchtmvnl\' cli flvn•nle : eli infillrazion ~ in un c·aso, di dq~'t• n(·razione ncll'all ro. 13i so~ner;\ forse prl"frziona re i nostri rn~:zzi IC'C'n ici, la noslr·a ossl'n '<t:ìdnne, pt•r d istinguere con certezza le di fù·renzE' che sosrwtto c hi~ogm•rù art·u nHtla re l(• osserYazion i, per siabilin' il n dnre di lnli diffl're nze nvi t'iguardi della genesi d ell'art ero-srl ~?rosi. \la ~iiL fin d'ora [HJ\·o n na r<Lf.tu:te i nrtirL'Ll<L a sosll'g-no çh•lla mia ipull'~i nel tOillJ)o r·Lunll'n to d <'lle l:tr!l·lte cll ii!Z7.e htarrr o-giallo~mnle <lc>i ntmi rlelln poi rnonan-' elle si ri:o:conlrano ron rl? lnti,·p frt:IJl ll' llZL' ma l'Il' '
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C(J NTRIBL'TO 1\I ,L.\ CtiNCJ:-:CEJ\Z.\ Jlf: r.r.,\ P.\TOI.OIO JA,
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non t!Yu lvo11o quasi mai n :r so rurler(J·~d t.l ros i e l'ateroma. Amml·:;so che la modificazion e dell'aorta da me d escriLla nt!)l1resenli un fallo patologico, bisogna ind<tg<~ rn e le cause e verlcre se per avYenlura, quakltedtrna di queste non sia co ll egal a alla ,-ila di guer ra e di JH·igionia. Per M iinck cnbt·rg l'art.e ro-srle ro::i p t·ecoce è a: tmental.u durant e la g uerr·a, ma non la spi egano nè il mestiere nè g li st,r apuz:ti del catn!Jo; la rilit•Jle tma conseguenza del g J·aùuale peggi oramento del materi al e umano, d t-lle inft:!zioni cr on iche CIHlSl'guent: allt' fc ri h', t!t-lle malattie da l'onsun zione ; e infat,li rieorc\a c he m •lle inft'zion i actrle sono dimostra!Jil i danneggiamenti ne ll e pureli va:;ali, ::;pt'c ie delle coron a•·ie, elle nel ranalnlll':'i degl i artCl'O-SCIPl'O[ici precoc i SÌ ricordano ~pe~SV malatti e in fdti\·e, rhe neg li individui d eces:-;i p er forllle tos:-;ic lle e di ronStlllz ione la pe rc·en tu a le dep; li arlt·rosckrolici sale al ():~,2 % . L'/1()!'11 pt.>n:'a a fenontt' llÌ di li SU ra, il cu i :;\·il ttppo è faYor ilo eia rn ncliziuni lm fo -tu..:sic-lle infeLi ivc, tra l e qual i nna parte ;mporLanle spetta alla inspi raz iune dei gaz tossici . I l F i -l'ht•J in colpa sopmlullo il ::; utwll awa·o dvi va:'i , k alimentazioni inadatte , la iponulriziorw . .l!rt '}n lfs V·r!l erede ,-l!l' " l'arler iosck ro:;i dr ~wl:' rr-a. " sia con:-;ep;ucnza dt> lle gTa\·i falirlrt. Da \ ' iìi'Ìl' parli :;i è ancora sostenrt to r lte di s tL11·bi \'asali e t'étrdi oneno:-;i dr lung·a durala (il cosidclto •• Clt0rC di s;ue:·ra " 1 ~Ile l.'muz ioni el i qwd:-;w,:;i specie (n •p;gasi acl <'~empio /)!'{ Rio ) po:-:sano fH\'ut·ir,· lo ,_,·ilrtppo fi ,•Jl'arlerosclerosi; ma la cosa è cnnlradddla da altri r,Finf.-,·1/i,•nJ ! . l o cr edo che le chiazze d <·~t'l'i tl e nei miei ca~i. siano, alnwno i11 ]•arte, espressione di un proces:-;o det!-enerati,·o, s,·ollosi a. <"arirn dvil'intima ao l'li <·a ed c.l11<<1op;n ar pnwc•«si dt·f!t•nt•rali,·i ritrnntli ne'd i 111'gani pan'nell imato:>i: consegnPnza l' un o e !rli altri dt•ll' idt·lwmia, dc·lla fali~:a. t' d~lla dcn tllrizione; l'aYerlt• lro,·ate nl'!l'li nllk iali oltrecllè rw1 sni dati , rni fa sospettare elle nl'l rlell• r min<Lr'le pura influPnza ahbiarl!J uv LJlc· cond izi oni sv olll'~ i m·l l'ani~'P:m• J -ra, dala la profond.a dif fl'r'eJtza llt'lle moda li là di vi la soc iale def! l i !t n i e d e~-1 i altr i; ma è troppo di l'Acile porlarne le rnon•, pvn·hè In :::i pos~a :-t•nz'ull t·o affPrHHt n'. Non posso negare anche rm'infl11enza dellt-' forme morh051' rlw IHtnrto eon dolto a motte i :-;oggl'lti t'sami nali; ma nH·ntre <·ssa è intuili,·n p•·r le malal.lie a lun ~·o d eco rso- spe('ie la lubt'r Cd lnsi , apparisce nll:no l'\'ilknte per l f' ma l attie a ch'corso rapidi,.;"'illlO l'CJ1l1<' acl ~·ii. la pnC1rmonile o l a broncopnenrnonitf' in flttCil7.ale. \'edr!:'mu in seguito, che \·ennvr·11
t rontli frcqucnlenwn te protl'SSi n·~·n•:-:- i \' i 11 CIHÌ<'O della t i roirle. :'\on voglio tnuTe rla cp rcs l o declu zi on.' alc·una, nt•mnwn o in ,-ia di 1put~c•s i; ma r·icord o cllf· l'ah•r·onttt c la s•: lPr osi aorl ira fu r ono ;;p~·ri llh'nla lmente d t?te r·m inati COlla LÌI'COirl edomia in r é('O I'{-' l' CH jll'e di fc·nera eln (Eìsd/)l'r(l, Pirk c Pin, ·!t·~ ) c c-he eo;si rrcquentl' rncntr si o~~t-r Yano neg li individui con aplasia lir·oidea. Da. quanto abbiamo esposto J'iS111la rhe: a) è rliffnsis1>.ima nei prig ioni eri di ll'Uena, più forsE' ('h c l r a i :-:nldati al campo (v. sl:.a li sti ca di .lf ii nr l;r>l! h,·rtt) un'iniziale e pJ·ecn,·e ar!l.'J'()· Scll'l'06 Ì ;
-·
h) parte df'lle chiazze lrrussose dell'arra aortico l'l H:' :'i riscr,nLrano in essi, hanno una Jondizv17ionc Pl'I?Ynl ente, una forma. pr-oha-
k~
t:o;>;TRIP.I ' TO ALLA CONO~Ct;:-. z. , I>CLL.\ 1>.\TOLOG IA , !::CC.
bilmenlL· 1111 ~ignificato dil'fl>rente , di ()lll'llo d ell e dcpos 1ziuni lipoidte cll~· si u:-i:'l·JTanu in ept)l'IH.! prercrl t·nti ddlu ,·ila ; ,. , d<:d mormnlo !'111:' rll.!•lla n o~l nt mtziont>, a diff-.' rC'rlza C'l11.: nella trdl•::ra, ~ono sra rsi i l c·onsumo •l i ca rn e, l'al coo l i:-;1110, t'i nlo~S i t' azwn e p:._.!L:5.5ÌUilll il:', etC.• è !)I'OlJabiJe tiJe l'a rk l'ùSf' JerOSi iniziale de:1nitla Sia f'III1Sl'!-!' H:>nza in gran jlal'le dcii <· fat iche p dell e e.mozioni d i guf' rra come ·I el la i11anizione so fferta in pl'ig i onia. Dato questo, poid1 è la legge vi~l'lllt• parla di nwlalliéL t'llnlnt lla in srn ·izio e nun t'\'o luta rn se n ·izi u, pnò c·ssL· re SU!"I'l'tl ibile di pron'f'di tn ent i m edito-legali l'artero:-;cleros; 1 iH· "'' :;\' llUPJI<~ nt•!l .t:s Jtl'l !'- lllillv ru ~mobi lita to'? E a giu:-;Lifiea re Lall . pro\'\'l•ditnenli sonu :>u fl irr enl i la probuhilili1 (elll' d ai nostri reperti si fk !"llllle ' c- I•L' l'inizio drlla malallia :;i si a ,·erifil'a to ne l campo di con. ·~ ntrarn enlo, J'csf'l usi orw di altre ·cause (<tkool ismQ. sifilide. ecc ·.) , llta!.!itri il !alto cile si tratti di incti ,·irilli in gio)\'i-tiH: et:t e l'lì<' l'a r l<.:ld5''1 l'n t~ i ald1ia antln rapino s,-iluppo'? () si \'O ITÙ ;·irhiedt.•re lrL dimost ra· zt, nl!· ;;iru ra dvi mppurlo tra p r i~ion ia. t'malattia, cliffi<"ilissima od !rn · '" ' ~-'i lt ile e tht· finilt'lt ilt a J'lsuh't•r.;i a lu tt o danno rlt"ll ' incli\·iflnu'1 In ,.;v('nn cl o lno.~n rirorcfo l'ltt• i'Hrl L• riu~ei P t'•)S i p:~ò sqn1i rc ad Llll infor. lt1nio s1d la,·o r,) : {SI'ilian: ianH:nltt rkl torace, sfor zi ,·ioll:'n li con impro\'· ,·i:::u innu lzanwn lo dt.•lla pt"t•s,;iolll' SHil!!'ll igna, iJ h.'risrnl dameiiiO, dure\'lllt.• ip~>l'fali ra funzi onal e etc ) (/Iom) . M'l il Rorri nola giuslamf'nle 1 l'Il\' n r·i t:' pr·npr·i Jli'O('<•ssi Hl't<'l't )H'il' J 'Oli el in:-;orti tnon 11ggrantlil dopo tnu11ni t.' Jlt.' l' lrallllll- Ih' i !!-ros;.;i lJ'011C hi a rl ,•rosi centrali , .... la Jt'llt>raf1 Jra non n "· rPfrislra " · Sp d11 nqne il lnt~~rn.t nq1presenta sol o l'n~!X I'U \'a lltl'll lo di u na t·oncliz ion l' pret.·,istt·n le bisog"n<'ril p~ r si falli cas i , m' l rrit ldizio medif'o-lq~al e . lt'lll' r conto della grande freq uenza, solo di r eren te · lrmco:-;lral(l, rlell e d('genera zion i rl(' l l'in l imn aorlira nella g i ovine etil, nd11lala nt• ll a sua gt.: nt':" i f' lll'Ì suoi rétp porli ro lla ,·ila di g uen ·a e eli p ri !:io n i a. 'Ef'l·o l'abbozzo tli rl11 e que~!ti inl t• rr~:::anti di Medi ,· ina L egale : però l.'~ :-: i nn11 poi ra nn() essere affron tali in pralint che a patto venga pri111a. r<wc·olln il . tll'C'('Ssa•·i o matt·rialc analorn o-patol ogi.·o. e dimostrata qtw le ;:ia 1\•,·oluziom· del le r lliazze grassose pret'or·i del l'intima aorti1·a, delle pri m e l t>si on i n ti J)O arteJ'Q-s,·I<'I'Olico. l'a.,i ' '('1/o.~i. - Ho 0S::ie r va lo du e c:a~ i di trombosi muranliche in inrli \·irllli "ffelli da edema del prig-ioniero, m ol'li per pneumonite l obare. X ell'uno , era trombizzala l.a omerale dell'arto sinistro. il quale si era fallo enorm E•menle gonfio 0d ede matoso; n -~ ll'allr·o, la fem ontlf' di d estnt, le rlue iliache. l a rava inferi ore per una lungh ezza di qnattro o c·inqu e •'en limelr·i. L 'H'ii,lst"'OPina che la trom bosi rnaraniica si riscontra nel 10 J•t.· r t'l'll ln d r i va"'i eli l'd t'ma dl'l pr·igion it.:rO. A rnt· im·<'Ce ri ~u lta che (~s:::a Ì' 11 n a 1:'\'t'n l11al itù mollo •·a nt. P()/1,1oni. - L a quasi toL<tlitìt d el le af'fC'zi oni polmonari era di natunL :' pl'rifìea (la l.ubt>l'l'Oiosi mppresen tava circa !l lt O o;, d l'Ì d rccssi ). SeglliYano pr r ordin e di freq uenza le b ·on copneumonili influenzali a tipo ,•ntorTa§rico; i nfine la lwoncopncumonile calan alr, quasi semp re a~so ,·iala a prwurnon itc l oharC'. P er· q11a nto rip;ua1·da la I111Jercolosi. noterem o ('he: a) essa er a a s~ociala eire-n in 2'3 ciPi f'rtsi a prore~si spe(' i fìei
t "llNTH ll:ll"Tl) Al.!..\ CllNO::;CEi'>ZA OELl.A 1'.\TilLOCiL\, ECC.
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::.tt·onda ri del l'i ntt·sLi no; /1} spesso avt·nt uec.:orso esteemani<:Jlle rapido, Hùnv::;tanlu fo:;::;ero ran· le forme miliari; \'idi lll'r:)OJH.: v~:nin:· 11 JJ1url..: i o~ poto 1•iù di tre settimane dP.IIO inizio (:::emciolicarnenle constatalo ) d r;·l la malattia; c\ lal\'olla i gangli linf.tlicl. com presi i r l'giona li, non erann inntsi dal processo specifko; nè al trove ,.i cm traccia di antichi prOCL'S"i luberrolari; rl) conlrariumenle a qJ lan to an-i ene in tempo di pace, SL'l'<:~o g-l i individui tubet·rolotiri, non avevano abito tislco ed ipopla::;ia arlt:riosa: 1•) pre,·aJcvano le brontOPJletlmoniti raeooe ron focolai a. Lrifo~rli() l"•lnfluenli: p,.,:-;i innld ~, ,· ano qua:;i l1tllo i l parenchirna senza a\"\·r esito in cavei'Ilul e; erano separati da sottili strie di tessuto, col t ipi t·o awctto della pneumonite gelatinosa . :5t'guiva pel' orrline di rr·equertza ,l pulm•1Jle li si<-o . ctìl t gTandi l'il\'itil, tah·olln fonnalt•:;i us;:;ai rapictamrnll'. \h' ritu pal'licolar(' atlt'nzion1· il fatto nolalu nvl ptJnlo r: in ri len~o rli rlc J\'i'l'lu inlnprelan' come l't;prL',;..-'iOIJ t' 1h'II<L g rande' r.1 piditit del dt'· co r:>u clt·lléL liHtlallia, tWr etti, lmc·i lli i so lati, anrlle se giuuli ltii11.W le \·ie linfal iche all'i lo, 1ron poleY.auo, J)(~r la. brevititi del lcmpo= delermin<Ln·i 11 n lJI'(JCe:o.so :;peri fic·o llHI\'I'OSci"'Pitamc•n le C\' id t· n t·~ ; polrl'bi>c a m· Ile C':-:t>r:;i avvHala la possiiJilit;'t, rlimo~ltata clu~ r(llll,l'l/1' e Ulfl•ri!l c·lle bat·illi cleglutili fossero risaliti all'ilo per i linfati ci e da qui, in via r etrograda. :; i fossero i nsediati nel polmone ::;enza lascim· tracc ia del l oro passaggio· l\la si a•·celli l'nna o l'altra spiegazione, in og·ni mollo resl;t cl1111ud rut o non sn lo cill' l e l'Ondizioni di cldJililil in cui versano i pri ~rionit'ri
l)ossono ddcnninare i ! ri:-:oJ·~·e JT t'd i l rtiffonckrsi della malul· ha da Yecdli rocolai lall'n\i. mu anche clrt· it~ pri.rrioniu !:'i \'l'J'ifintno in -
ft·zinn i (':;ogcnc a decorso rapidamt·nte mortale. t: ll ,·rr!frlml afferrnH che tali iniez ion i hanno assunto ner effetto della gueJTa nna estensione as:-.ai più g rande; egli Vammdlt: nt: l 3~ .., dei tuher cololi ci : IL' ritieni:' di · rnostnllf' dalla mnnl'ilm;n rli nreredenLi l'rcdilat·i. di abito tisiro. di falli ohbi elti\'i eli dubbia natura ~pecifinL prima della malattia; dall'i nizio tH'IIIu; dal d l:'cor·sn pt·ngTE'Ssi,·ament0 maligno di essa, che si può con ..;i . cteru rt? ~c'ff0tto cl i m;m<·ala immuni t il, consef!lll'nle ull'as:;cnza delle con sudt•, limilalE· infezioni specifìl'IH· durante l'infanzia. Anc lw lo Zodl'/r con:-latò cl~tranle la f!!ICI'I'a ehe la tuber rolo:>i dt·i snlctali con apparato re:-; p i r(tlorio pre<·eclen lt:mL·nlt> sano ha sp<·s;:;o dL·ror:;o maligno C'd esi to in fn11;:lo . f..;()IJI 'llldur/1'1", i n un sun l avoro "sulle malattie interne alla fl'onlt', afferma rhe nella nwtit dei morti 11er ~IJ!wr('olosi dai lui stu· diali . la forma l!Yt'\'èl CYolulo in modo adiritlura fulmin eo . \.la eli ciò f' della geniale t.coria del Sanorelli su questo arf!oment o, riparlt· rL·Jno più uvanli. La fol'lnazione di pneumolorare pur·o. uni -e bilaterale eh{' io \' idi in tre casi. t> un altro esponen t e anatomo-pato logko del rapidissimo deco1·so della malallia. PC'r effolto d el quale (·onseguì in due i ncli,·idui la morte in compend i o. è intuitivo r lw il l>ncumol 0 1'aCt> e l a quasi compiC'la atelcllasia del polmone, poterono formari"i solo ]'t' rei 1è IJ1ancò i l t.empo a l l'aderi re dci rlue fo~ li e lti l'leurici su larga estensione. f.o hronro-JmPumoniiP. t/a frbbrr -~7Jfi(J'1Wola, ave,·a un a;;pe\lo raral.terisli•'O, che voglio r iroròal'e. sowatutlo pet·rhè possa <''·enlualmente Yt>nir stabilito, se il quadro anatomo-palolugiro d ~>llu malattia negli i n-
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r o :--m rHI T11 \LI.:\
OJ:\tJ'Li':ì\Z:\ 111:1. 1..\
I'ATl! l.ul ;a~.
r::r:c.
di\ idui di'fili ! ri ti, ubbia una l(ll<dclrc.• cliffl·r~·nza cun CJLit•llo os::;en ·ulo m·l . l'tdlinw e pid emia i11fllll'IIWh: in Italia. T~' da notar !:: r·lle non :5t'll1 1' 1't' la .l lm•nr·1)-pneurnonilc :::i poll·,·a r il\'rll:re un<.L eom)Jlituzione ; dalo il del'nr::;o di'Ila malattia. Il l· Ila !llat:p-iu rn rrza r:lei ca~i. ~ ra. on·io cltt! la n,,gosi, d"''t•\'il e:>~èrsi set·onda riullll'llle propagata al pol mone dalle ,·ic <tl' rt!e su p~ ri uri; ma in altri casi i pazil' nl i 11 011 aw,·ano Jm::;l•nlato che ve r u n ~iu r no o cllll' , rnHieSsl' rv, n:faka. k hiJn•, un !lO' di t ns..:e dc .• t> :illbilo dtJ!HI t'rano :-;tali rico\'\'l'al i aii'O;-;pl·clalt· con ft•nurnt'n i ~iit in alto di hrnncnpnl't llllOnilE' ; io rilt•nf!\1 si Lnllli di !ue:tlizz;tzioni :<~·llirol'mirlre ",.,·,•mtll' t'<•lllt·lllJHirélrW<lltlt'nlt• o w ra..:i ll"Ì ,·a ri tntlli clt · ll ';~p t'itt ·aln re~pi ral u ri o tlrac lwo-bront'o-polnwn a r i) cnn punto di parll'nza da rllillint~ lt·s iuni ch·l la fl1li('O..:a na::-.a l!', dll ia ton:-tll l• l'de l faring·l' . ltl molli ca,;i fU I.!St'}!'I IÌIO l'v..:allk hallt• r itl,;rO jllCO le i lllillt·t·iule jJl';•lt; \·:do aJI':tiiiOp..:w; in llll lilll ila lo 111 1111(' 1'() di l'~:;i, tH'IIt• \'1 1.! III'(Hldtiali, ru ri:::,·on lral•l il h . di J>tl·i(Jr·r in 1' trllura ()llél:>i p111'a ; <; i t-l,lw n·p~·rto pw-ili,·o . .tncitl' in un tn .li,·t dllo dl't't·:-so in nonu g rorno r~i lllalallia: alt re \'ollc il mi c rorm·co r alarrah• : dl'll<l sua !H'r,;t,;h•l!k prl'~l'ni'.<t rwl liq11id0 C(·faln-rat hi ch·o di ditl' ltiiJL' rc·nloli r i, abbiarn0 f:rlln n·nno piìr so)Jra . Per ln piì1 , rlt•i hrunrlt i t· nt:l pan•rli'ltinHL jll'(·rlnmina ,·a una flora S\'HI'i;tla, in ma,::).!.iurallza di :-t l't' p l O-SI a fì lo-{! i p l o- J1 il l'li l llllt'Ol'l'll i . f1 Hj))ll'l'~t· Il t an() llll r a l'él tlt• l't' il il il l 0 lllO-)lal~>ln)2'ÌI't) Jll'll]>ri o <h'l la lllalallia, lt• l<!l').!llt' tlriaz't.l' t.:lltorragi<"lw ch• l pnll!Hilll'· Il' l'('rhimu,;i pllltli fo r mi ~ollo-l'pirardic! H • C' ::-ollcl-plt'llrirllt' t: ho rtl l' twn fn·qnl'ill i <•t'•·ltimo,; i :-ul1n-rnrl•w;r rcli ('itl': s ulla supt.>dkil' dì l.t~liCJ d t•l pnlntnrw, lnr;..dw Z<;rll: ap tnl i'Ì \';lll<l s pk·n tzzalr: 1 focnla i IH·on.·opil<'llf1 ton ir·i :\nn Pl'itno nè> rrJ,,,·ali. n e~ ~tri.!!iH:;Iri. nè limilali, ronH' av\' H•n!' nt'll·· fornH · <·alarnrl: t'0f ll llni, m n ro,;,.:i!!'n i , n;:;::;ai larghi , a marp:ini ='l!IIIO~i; :;u C(tll ·slu fondo qll<t~i d i cp alizzaziunc, s pi rra\·ann le hr•rr11r•·il' cl.·i h f'llnrll i, zeppe rli lll<dt•rialc h :a nrO·fll'ip:iaslro P ronlornale rla tm· al1111l!, piano . .~ri.1.no, ai(Juanl11 C!lll:-i::l! nlt'· di ;l:>prllu H::;n·~·"liHlL·. rt•~li lllilu peri> in ]\1'1'\·alenza non \la !-!10})!11i eli [lltS, ma da clt·l rilu t'pilv lia ll•; (• nnll'\'OI<' rltl' la!::'liandn d•·liratanwnk ill Htlmnnc.' l' diqu·icanrl n h•nlalll<"n lP r sc•nza ltH't'irrlc lp dtte Si l]ll'll'h·iv di tagl io. ,;i fori lf<lV<U10 in rs~e una s~.· ri e rli anf raiiiiO~ i lù, si mili rt min11L0 cavl! rn tdt'; Jll' l' qtiCSl(•· Ira i mNiit·i r!•·l Lanarrlln s i parlant eli ti.~i SJ•nqnttt'Jltt . nal tll'nl nwnh' :'t·nza t·llt• si ,·n lt•;-;,;e Pl·nsa r,• a ltiun r appol'lo t·nlla l ubrn ·olnsi. \[i (• Sli•T<·clnln di pralic<trc 1'~ 11 lopsin in un rn::;o c l1 e su<;cilò \111 t·cr lo f1·rmenlo 111'1 rr~ tnpo e r·hr in nl lr c r·ond izi nni a n cl•he polnto a\·rre ill\pn rlartza nwdic·n-l <·p:al<'. Un lunedì , alle Ol'l' Il . ,.iL'IIt: r·it•m·r rato al l.azwrl'llo nn p ri g ion it:rn italiano, prr nl<>ur·it(• l'..:sudalira s illist r·R, a rlt·r·o r::>n <tpirvllien. ,\l i<L Sl'r a, il m edi co teclesr'O pra.licò la pun lma e:-;pJorati ,·a ton nn In• IJllill'li lll11l dis infl'llaln. l'Slnwnrlonc 50 rml.3 di liquido sier n:'O, citrino. fallosi ematico n· rso la fì ne cl<•lla Jllllllllra: !òUbito dopo, nl'l l ratto 1H'<' qt1C'Sla. <'l'a slala rwali,•ala, si manifi.."::;lnl'ono rJ,iJrwi llt'tl li:"sinti. falli~i Ìi~lPlh' rillli l i d ltl'lllll e la no i Ì(', il'f'a(liHlllt·Si in r w~· i nll(' ~ IJ il·IJÌCa t· p !' r~i slenli co 11 ctua lc he J'Clll issionc fino al giomo della mol'le. avn•m1Ln il g·io\·l·di: nerd11rò sempre apin•ssia. :\l'Ila Yi..:ila dl' l mrtl'lèdì m attina si ,·.. rhlalili'IHW a s., 1 ch'ma pn l mcman• P l•fl t'llllll'llnt·;H·t·. Il f;tllo, r t:-apulosi al ra mpo. dl'l<'rminù ptnlesle n~ r·so il mrrlico l edr~o:;co . Pralir-ai l'au-
CONTRII3l'TO AJ.LA C:ll:-.10:-'CEI\'Z.\ P E LI.:\ P .\Tlli.UUL\,
Et :C.
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lup~iu circa 11llu ot·e dopo la nwrle, ('011 qul·slo ·e::;ilo: Tes,.:u li molli del la r.~ar v lt: h•rac ica s inislr·u inlen,<.l fnt.:nle e dumalo:-:i, unbi biti di abbon-
dunll' liquido 1·11iaro; nessuna Ll'<lceia di peocessi r::dlit· i all'8° spa~io inlen:c>::;tale, ov~:: era ~lata pralitala la puntura: lll'l ca,·n aclduminal .: , m ezzo litro di liq uido lorhido; ::;u lal11ne un:w tìluzzi di fibrina c ft,rt~.:: lllil' Ziune dt:llc ::;tt·rosc•. Diaframma , a •1. al se::;tu spaz io, a s. al ncmu. r.;el l'<n·o pleurico s .. l•neurnoloracb (eia ~n: nn i gasozc•ni 1 abbondante I'IIC't'ulla fibrino -purult>nla, c·ompl ela n~ l razione ed alrl e lla~ia cte l polm nrn•; questo ent lil>l'rO, Ll rivl.lslilo da tii1H S!H';'s,;a coll'tHH\. fibrino-pur ull'nla; nE'Ila ntl'li• ,;trperic,re dél le bo <>uperiore. l!ll1g"u il margine' esternn, pre::;~:nt.ava LUI focolaiu di gungn•na, gr andL· tulllL' un'an~lla11a, non <:0ll llt nicanle col C<t\·o pll'urico , a~!:'ai fetido. Base del polnwnc dc;-;tro ;n istalo di in~·orgo. iXull'allro di notevole ag-li allri \'i,;c.c ri. ì'\unuslanll' la sc ri l' di fenomeni c l1e seguiruno a lla punlun~, m i sembrò <'il(' non s i p!•· l t'c-':'P impula.1·e la mode nd unu inkzion e dn c;;sa I 'Hlli\nla: il pl'O!' l·".;,, inclubiJiarnente più grave, la. gangrena polmonan· , era localizznlo in sito elle l'agu non ave,·a potuto t·agg it•nf!, e rc; si anl'IJbè potuto bensi inlL'I'· J•l't'lare la gan~ncna conw cons/2cuLI\·a ad una sl'lticoemia prodoltH;-;i p-: r infezione del ravo pl e urko: ma in Lal caso si aHcbbcro dovulo tm' an• picco l i e muli i p l i focolai gangrenosi (' m alL' ;;i a v t·t•bhe capi lo p(·r· c ll è :::i fosse ro localizzati ;Id un polmone solo; appariva d'altro Ialo dub· bia una trasmi:;~inue di germi dal cavo pleurico a l polmone, per ,-i a li n fati ca retrog rada; giudicai pct·ciò più logico pen:;are ad unrt fortuita c.oinc idl•nza, tra l'axvcnuta punltll'Cl e l'e,·ol\'crs i d e lla gang-rcn11; r il~:•nni ch e il pneu rnolorace, la pl()urile, la conscc.uliva infezion e del pe ri lone0 per via Jin f;tlica. trunscliaframrna lica fossero conseguenza ckl ]Ja ~· sag~io atlt'aVL' I'SO la pleura vi:;rcrale dei ~e r mi anal•rnbì 1'1 1e di :,;nlilo d dt' rminano lu g'<lllt.?.Ttona plJ!nJUnart: . Apparato linj(l/ito . - t:as pe lln dei gangli Jinfal ic:i, ,-a valutato ri-
=-'J•\'Ilo alla t'OBli luzionc indi,· tduule (a ) rispello al modo di reagi re l'l· giona le neJic form e infell i,·c (h l rispetto ad eventtwli pro<·t•::;si lubl'rCO· lari laten ti cd in allo le). Rilrc,,·ai ntric· volic, antlw in indi\'idui profonclamen le denulri li. un a i pe rplas ia cosi iluzionHle di ffu:-:a d l• i g-an~li linlatici. ta h·oJtu. urcompgnata ad ip.: n•las ia de i foll ieuli inll·=>linali, esofagei, del le,su lo adenoideo drlla r·adire d(JIIa lingtH\; se ne cl ed tiC,' t lw la cachessia, od almeno IJift' l tiJJo di raclJessia che si os,::>t'\.H\'a J•c·l c:amJ)O, non determina nei gang-li una p rofnnda involuzH.liW: ia corr~lu· tazione deve Pssere falla pc~ t'Ò .con ep talt Ile 1·isr:·n ·a. r. :)n pul('il•bsi e,;: Hl· tam~nle ntlula r·e l'influenza, su di essi, riC'i JWOC'l'ssi infiammato ri terminali. Si è dalo molto J)CSO, sp ec ie dai m edici legal i, alla difft! rcnza tra stato linfntiro e stalo limo-linfaliro: solo CJllrsl'ullimo, nell'arlu llo. anc·he pu·chè si acrompa~ne t•ebbe ari ipoplasia dt~l sislc:na cromaffinp C' t'E'H un a pn:disponihilitù all e morti irnprovvi:-:.c (Aschfi{/) . E' da t·itencrs i clte lo stato linfalico, come lo s lalo limit·o-linfalil'o si n,conlt'i tra i ;;ol dali con nna rrrla frèqnenza ; il Fomi nrlla prirn<t se rie delle sue osservazioni (2-45 pcr:;oncl lo lrMò cinque \'Olte : quattro V01tt.' .:;i lntlla\·a di per:;one tnt i ?0-30 anni; nl'l la sc•cundH ~t' ri e :?tll)
l 'll:\'lfll f!l ' 10
\1 ,1.:\ 1:1 >.'\11:-:C:F:\/..\ ltt: I.I .A 1' '\TI)I.IIlò l.~ , ED:.
ra:"i J ri~c·uadro li tin to ~l'i \'OIIe di roJtJllll' as:-<ai su periur t• al nurmalt>; in d ne el i ' l lll'~ti Cfii'::St::-IL \'a slalo linfnlieu; prohah ilnH'n lc i o non hn rn ai \'t:<ln 1111 t i rrlo pen;islt>nlc ath:IIL' in llHldint mis11ra , PL'rt:llè a Cvlll· ho :-:;·ziuna li qtca:;i :'t'lllPn indi ,·idll i prufondanH:nk d,•nutri t i ; ed è nntu cllt• il l llllO si ridun' a:->::-ai r api damL•nto n('llct inanizione sperinH:'nlale e d1e rw i bim bi alrepsH·i esso Ila dimensioni t'slr emam'llntc lintiliJ!e. l ira è da d (Jrllan dat si : g-li incli\'id11i dt•ll tl l rili di cu i osscrYai <d lH\u l• l a11alorni c·o la rliffu~a i pt•rpl a"ia linfalira, pr~o·scnl<tY ano am·he prima Ji ··aclt'l't' in t· arht·:::~ia l e noll' di tiiHt Sl'lll p!ire t'o.~ liln~i o n e lin falit·a. nò •' l'illiri dei ~ug!H'Ili l i lllO·I infalit:i, c·t>n Limu pato lo~iea n wn l t> i m ·ululo'! .-\ m. messa. questa. ipotesi , quale sar ebbe stato il ~:o mpo rl.utn ento della glanr!;da, qua lora pssi fo::-~ero \'if'snti'! I\d dc•rorsn dl' l pntl'l':-'Sn ri~ent • rati \cJ ·· h~ ~i inizia ,·o lia ria Jin tPnlazione Ful f'i , l onso n11 ) si s.u·ehbe ft·r malu al ,·n lume mn-rnalc, o san•I>IJe rirl ivt> rnt la it~n > l nsira'! ì\'on è ozioso por::i IJ II l'!"lu prolliL' Illa, t:hl' i lllÌ L'Ì t't' JH' I ti di autopsia sug-g-e riSl'Oilt •. dali\ l'i mporl ,tnza !Hatint ell1• )JIIÒ U \ 'Ll 'L' in nll'dic-imt h ·~ale rllililarC' il ct iff~· l't' l tZia r e lo sl alo Limico Jinf<tl i •·o dalla ro:-:lilnzione linfatint, nc·lle Yil'ÌlL' di n fnrma, nl'llo <:Ct'!!:lit•n· i :=:ol d.tli da adi l llr~J a la\'ut·i fntkn:-;i, , li'. l'le. l g-Hnf!l i lirt l';rlil'i n:!!'iona li , anche SI" :'i lr,tlla\·a dt indi,·i ci u i ['nd\ltldanh•niL' Òt'rtlilrili, St' lllJH'I' rwi prnl'c•:.:::-: i inl'l'llin n·a,!ti ,·ano con ÌI'L'l't'nria t• lumdazion e ìltidollart'. ~ i lrallu;;,:p u no eli for11 1e adinumithe; nr1ira (l('t't'z:ionP. tallllli rari ca~ i .ti brorll'O·llll t'tllllunitt• I'US(!nsa a rl t•rcw~o rapidissirnn. i'Jpl ?'>0 "', d ei c-aclave1·i sezio nati , (t·oml)l'CSi in que:-:li i luIJt• r c'tJiol i<'i ) si ri:-:con lranH lO nei !!'<W.!.d i clr·l l'i l o t r an'it .ii prun·:::.::i i'fll'rifki, sotto fonna di nodttli t:a1ciflc:at i, pi ù spc:-:so di nnclu li raseosi . O l'a 1111ici e p!TUSSi, ura piìt pi l'l'Ol i e mullipli , qttai'i fiiSSe i'O ,.:[Hli di n ·n•nle formuli: rH'i rasi i11 t·ui anl'he rwl par<·twhinla !l<)lmonare Yi erano tract' ie di tuber col osi S})l' nta o l alente, si moslravan() pure lll'l·si i gan g-li dt•ll'il0; non vi e ra no altrove gan ~li l infatil:i con fnC'olai spcr ifki latenti; ri cord o solo llll ca-,o <Ji broncO-p llell mOnite t·<tsi.·O::;a a rap id issi:nu dl•cu r:-:o, la qu11 lc mullu prnhaiJi lmvntc· a \'\' \ ' H presa la :';l HL t• ri,rrint• in un gang-lio (-!'rll::so c·ume una non•iolu, purk cn;;eo:-a e pa rh• c·nlt'ifìrulo. innid .t l o 11<'1 tn<':'<·nll'l'C' ch'l tl'nttl', l.' irnL Hd l l 2 nl\•tro dul duodeno, il qu al e• r app rl',.;l•nlanl ·e,·i<il nl\':n cn(t> il rl•:-iduo di un proc·t'SSn ltiiJt' l't'ularP in lanlile S<l pilo : l' lo dinw:-t nl\·a. anrhl' 1<1 sua po:--izintll.'; dif:tlli :-:i sa r iH• tali n odi. lll'~r li a"lulli. a di ffc n •nza cllr nei l 1at r1lr!ni. si innidanu nel cord one ilcn-rt:••·ale l ('onu'l} . Se-• Ol'a dalla cift·a indicata dl'l r<ti<tlllO i mol'li !Wl' tul wn·nlo:'i, c.:nlttp r vncl<-nrlc)\'i i po('hi:s:·dmi lll hvtTOioti ci Sl' l17.iL localizz.azioni Sl W<"i fkllt• rwi t-rarli.di e rwi qual i l'inft·?.ionc era si!'lll'Hmenle eli orig-ine e11do_g-cna. lll'Cfllisila a Celle· . ~i do\'f'L•IJIJc anin1n• al l a c·mwlw"-io ne spnvrnlo~a . clw solo il l ?) Jll' l' el-'n!o olt•!!li in<li,·idui ,·o n manift•~lazi on i JnaLomiciH' ltll>t>rc·o l ar i l alc>nli. nnn .-tHIU :'O/-!.!.!Ìit('i ltti al wvn·~~ o ~ I H'c·ifiro. :\ nn è !'t'lllJil't• cl tinro se• i ft1cntai ··a"''o:> i clt·i g-1111.!!'li l'l'l- ÌOilitli lll'i mm l i tH·r tub!'rr(Jicr~L l'~l:>lt ·:-;"t' ro prima d\•llcJ :5roppio rh·lln malnllia o fossl'J'o I''>Prc:::sioJH' d i nna inl'eziolll' c~o >.!'t·lla ln<'ali;.o:z<tlw.:i qui\ 1 d11po aYu· in,·a"'l' il l hJillHlllt' : rtort '~ "'":-;:anw t't •~ì d i rP quanta n·r i lit ahll ia - appli\·atn ai prirric,niNi di c:uc•rrn - l'a:"-
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ser-to del Stllltm·/li ,, che non t: la lulJerr vlosi lalL•nle, sf u g~ i l<L ai cofiSI~.!'I i di lt> \'U, rllù e~ pl ode solto le a1nei , tH· r eff•~ llo di prestutli sl r apaz.zi fi:;iti, ma che è il :;o!Z~·ello ntH) \ o, s~;. n ::; i))ll e t·d indifeso ti l l' ..:Hcle farilmenll' \' iltima dell 'amiJieuk ..:ul lel l i\·u inquinato "· Le rifr~' l'I le nui abbiamo datt•. si !)I'L':ilanu u ,·alorizzarc l'impurtunza lllPclicn- ll'31dc cil'l l<t l'(.'< tzi one all a t.uben·o lina, rll·II<L cerni ta dei :;ol dati piil alli allt:" falil'IIL' di f!'ll e!Ta.. m·.~ li incti,·idui a ra,·or e dLi quali si debhanu c·on lr<tlT<' <t~~ i n ll·azion i d i malattia, ell'. t•Lc .. l nl.anto si Ln1lla di cifre assa i basse, r i >'IH-'llo tt lJ !Itl l e espo:>te !W II t• slal i st ir lle dt•ll'nn tP-guerra. \' a l ~·a nu alt'\.11 1 l':iempi: Hruunynrtrn l!'O\'<L la l !lherculo:>i lall'nl c u 12'1HHila nd 15 per n· nlu de ll e UlllopSi•~ . Hurclrhl/rt{/ 11<·1 !H ";; . .\'iiyf'{i nel o:~ ", <k~d i arlulti, .'f' hrw:. t.n:L i _giovanoll i di :.>n ann i nl• l 04 "{. , ;.:.,.,,.,., nel 7~ ".,, llolf rtlt •/ 116 volte su 135 autopsie, cll:., el<'.· Si d('d !ICC da queste•, t'hl', se nc•g-l1 ambil'nli di ei tl it l;! ,~?: r :tn('k d Jil ll:,;ione dell a tubt·rc'n lo:;i lalenlt• illlp ('disn· di dare qtJor C' fll•gli adu lt i adi ,-si ti dl'l l a t uli -n:uzione, hen cld'f~ J Cf! lt· è la eusa nt·gl i alllbil'nli militari. 0 \'0 si Lronuw sug~f' t l i giuqtni, prOH ·ni l' nl i in buon n nnlt-ro d alll• • call1llag ne, ~d in l'U i è mu l to pitl ba:;sa (e lo dirnn ~t ran u anrllt> le Jnit• ns~en· azioni ì la pl.'rCl'nlua le di l il bV I <'olo::,! lall·nlv ; in l':':'i c'è pil1 marg ine p e r ,-,tlorizwre e q~nlua l i l't• pc•rti Ill'~?;a li\· i , spec i e sl' otlt-n uti al l'iniz io clell'arrunlanw nlo. Jll'l <'asu. nw cl ico-l<·gnlmenlt' i mpo rtanlt·. l H:'I1sioni , indennizzi, etc .) che durante il scrYizio si svil uppi una form a flor icht. Le statistiche del Fraw::. , tn1 lt' altr·~ . cnnf1! 1'Plano qnesla mi a opi nione : tra i soldati ungheresi eblJe sol o 38,7 ":, di reazioni posiliYe. Q ual~:: differenza coll'8~ % di r eazio11i I)Ositive a ll 'intr odermoreazione che Mffft)Jtr e f,,out in· Lro,·ar ono in cillù, tra incli,·idui d:ti 7- J5 un ni di elù! .ll il:.a . ._ :\! ai io Ilo trontlo alrnfì<t cl el ia milz:t, antlH' :::Ol' In stalu eli den11trizion e e ra m·ccnl11alissimn ; t·ssa a\·e ,·a Sl• mpre r ea!.?:i to, N)n più 11 meno spDccala ipcrplasia d ella polpa , puri.' nei !Jl'Ot'l'='Si i11 h-lli vi a dl·· cor so rapid o ed a tipo adinamic·o; forse, la manc·anza ne1 mio mat~ rial e di casi di morte per pnra inclnizion e. di\ ragione del mio r epel'lo affatto c.o n Lrari o a q Ilel lo di altri .-\ . .--\. , rhe ri ft• rirò pit) aYanli, a prn· po~ i to d i-'I la ill•<tl omia t·alu lopira cHI'l'cl , ma dt• i pri~imli l· ri. \-lai ,·idi . anehe n egli indiYid11i di cusli l!IZÌlllll' li nfalita, il co:=:ì rl t'lto state) limi n • della mi l za : ipe rp l a~ia folli~·oiul'l• /. La mi lza t•IJhe <·nn!port alnL·n to ~p-: c·iale in al cuni casi ; ri eordo una arrenluala perisplcnile call osa in un giovine p.neumon i co, non mu la rico; un infarto scLLi co, i.:;d lCmiro-necrobiotico in pneu m on i <:o, eontl•mpora;"Jeo ad inrarto nE'c r0hioti <·o della SI IJ'renul e sini stra; tre casi con enonne- tumore di milza l a. qua le oltn· pa:::"a ' ·H ccr·tamenle i r>OO-'ì()() g 1·.; lrattm·asi in uno di tal e, prima cclemaloso. in ··ui si sv iluppò sut·ces:;i nmJentc una pleu1·i tc essudaliYa St'~11 ila da tuIH· r·col osi pnlmcmarc cci inl1·sl inak, nel Sf.'t'ondo, tli un incli,·idno p rl)fnn damcnle an em i1' 0, morto i n c·omtwnd io per t'tnMrag-ie c' t'i ptngen <?l i l'i H· dello stomaco (l'rM ion i dc·l la mwosa·?) : 1H'I lt' rzo, rli 1111 ~ i o\'illP 11fArialc· ron l'an,·r o !:'!'i rru rl e>lla pt~rlfl fl,•,wtis, pun' !H'ohnclanu•nl(• alll'IHÌCo l' pure deres:;o con ripet!Jiè l' IIIOJ'l'I\!ZÌ<' !!aslrii'! Jc d a l'I'O:"ioni dt•lla n!llc· o~;, : in q uesti cl qe ultimi C'<lsi. J'oqmno era d 11rn. a :>llfll'I' A•·ie di t.ag·lio rni'•' ll ,. con sist('nt e, •lll'!!(llh·a la J'Ìf' (•r •·a dl·ll'anliloi dl') : Il'.'! S(ll 'l)lldn. midnlln ft··
1'0!\l'lliHI 'Tll .\1.1..\ CU'\tbt:E:-.Z.\ IIU. I.A 1'\TIH .o(;l ·\, ECC. llliii'Uk g<'latil!oso; i11 e!ILran iiJi kgalo IJI'UIIO dt\gC·nct·azi ottt:: gras"a del t'LHll't , t·et·llinto~i lllllllitde dt>ll o slonwro E' del 1uodeno: 11011 vi er·auo i atti ::woriJulir i. A }JJJflllllo t/i(lt•rt'l//1', - !\t-Ila q11a~i to l alili1 tk•IIL· <lltlop..;il' f·urono Lm· \'ali nell'intesli11o deg li HSI'ar idi, sl'IJIJene in numeJ·o scarso, nonosta11te ildbo ( Jt<lllL' e:::du~o ) \'(·ni~~e so mn ! i ni~lrato !:'otto for ma di zuppa; for~e tJIIe,;to cllpl'ncle dal fallo l'ill' non puclli indi,·ictui , ,;pinti di:d la fume, IIIUII!l:iH\'cUHJ radil'i (' r e:-1d1 1i d i c·arnte l'I'IJ<Ji': fur;:e lt· llli\'èl \ C0ll1L' Strp· Jlii!Jgono [11•r un gruppu di easi I(IJO Urtrt/nf'h:.i P Uarabrt ~ ! potn,hbt-ro anrlH~ P::::::L·rL· "taLL' portalv COli l'acqua c <'(tgli esc'J'l' IÌ di mosl'lw, altra· \'l'l':'l) i l t'Ili inte:::tino Jlli=':'Hilo irnn,oclificalL·. La granfie P<'I'Ct' n l.tHilt· eli indi\·irtui l'OJI l'llllillll, nou è una t·ondiz ione prop1·in dl'lla pr igionia; utl t·~t· lllpiu Sf!lllf ;OI(J Ì ~ ~~ :!t1:!.t r lll<liali rienn·rali nt> ll '(l,.;pedul,• milita re eli \'etwzi<L n e trorò HIUO r·on uovH di el minti rwllc f~ c i. il Co!t nrcich, in !!lJ<ll'lli).:'ÌOil(' (•cl al I'HillpO. l ISpt· t[i\·amt•llLt' il ()li t>fi il 1\(1 ·;o . Jl ('flri ...:lli//1'/' ,.:t•n in DaniJIIal·c·a n ~l 1\l! ·;., lricocdali, Uarr/(l::,kì (' /lara/Jih, t ra i sol · • cluli , l r it·oec·fali lll'l n,D ··~, asca r idi nl:l :?~.x % . oxitrt'l nl'i 2.9 ~~ . !\nn È' I.'Sciii:;O Pl'l' i rnil'i eu~i. chL· la l<,ro p n·~v nza :-:ia ,;(ala una delle lanle nltt5e clt·l dimag ranwnLo ccJme dt•llo slalo to;;s i1·.<J e .cl~·l l t- lh'tii'OSi osSL'r· \'at~· in laltn1i tnalali e chollt• !(-.~ ioni n lipo ernntTa~iro, q11a!'i <'l"l,;lanti, I'Ìll\'l'llUll' IH·I tubo gnslm-i nll•slinal<•. i"\t·llll s{(nnaco eli (]tta;:;i Lutti i ('Hdaveri. infalli , li'OY<J i le consuete manift'slazio rti d i'l calaiTU rTonil"O. nlolkpli,·i pi,·cole !'iliazze brumtSII'e a<·compagnatc Lnholla cln mi ninw t•t·nsioni; in pl'(Js~ inlllu del fondo. t·mur r a,gie rt'Cl·nli , ]htnlifo r mi. multi plt., rH\·,·ic·inak, pl'l' li' Cjllilli non os<'r('i rlr·r·idl·n· :;,• :-i fo,;;;t•ro produttr· primo rlC'II'<:tgOllia . o sp fos;:;crn clovutc a contrn7.io11i agonirlte. 11 /1'11111' aYt \'ét parr·Li ll',E!'!.!'!'I'Ilkllle assolli!-!·liatl·; ora lt1ngu l\ltla li! ~11a L·slensione. ora limitatamvntr- ad ttlrlltll: ansr nd all'appell dire, or.t in l ll'o:;;~i rlliliL rl,•] rl iiUdi·no <· rwl lltl<lrkno sLr•:;,.;n l'lw si Jll'l'S<'nla,·a [11nwntoso, si \'C'clC'\'ano fol l iroli solitari 1wrasLri e plnr·c he del Payer a harl•a l'él~a. P ure lll'l ro/on, t'Oli ~l'illtcll' frcquenz:L si Lront,·ano tra(·(·ie di I"'<'!H'!':":W <• mntTa~il:' c ,;pps:-;r•. in akt1ni lralli . una fine, acccntnata in il'· zillllL' \'a."ak . :\ l i ~c> rnl>ra di tln ('(•rlo i n t p r·es'>~·. eh\' l.a l i alterazioni non !'tbSl·ro mai !5la l f' Jll'l'('l'Ciult> in ,.i t.a cl a diinTeu. rli st tlrl)i intPst inat i etc., l' 1'11e, Hm·hl• dop(l \'Hrio lL'mpo tlH' l•· concl iziorìi di ,·itlo erano mulall·, 'l'ni,.;"t·rn al la,·nlo anaturni1·o ind.iYirllli C'On la mtiCOS!t inll-slinale n c lln ,;[;llo cll•,;rritln. l11 un a li r o mio la \'O l'O ,· ho ricl11amala l 'attenzione srd · l'i1nporlanza rnedi{'O l cs·alt· di qtlé:'lo fatto. a p r opo:;il.o di alcuni casi di lllorl<' impro '·"i ~a t· rli morll' in <.:•tnlPC'IICiio an·L·nuti nel mio campo di l'onn·ntmnlcnltt. u d t•snitli rla altri !\ .:\. ,rasi nei (!llttli la l'nlcrill' cruni l'a ntpJll'l':"enta,·a. nll'a1rlop~ia (Jllnsi l' t1nica l esione anuton1icH el i qltillt•llc \'1\lnre ftl'r "l'iL'f.<U't2 la mortt•. E' lop-itantL•nlL' supponibile che un l.'cln~ i m i IL• sta lo ::i t r CJ \·a:-:;:e nella gran m azfrìnranza dei prig·ion ieri r1 i (',·1/t·, e rll0 sia in t•s;;i PL'I':-:i:-;tito piit o llll'llO antlH' dopo il r impat ri o: ?> arll'lll:' possi bili• d1e m• cll·ri,·i 1111<t minort> n~s i,!enzu; si lrattl• r t!bbe eli llllit malaltin anu ::.ta llt la!Pn[(•, itC'(JIIÌ!'ila •n JWigionia, e (']l(' SCCOndo le no,;lrP èlisposizinn1 militar i dnHL'hhe e::::::.'rc c:nn..:irfentla dipend!:'nle d a n1zinni di :::c·n·i7.in; nC' \'i<'lll' l'iltaziont' elle bisogna por:;i il qut'~ito se
(;(!NTRli:WTO .\LI.~ CLJNOSCt:N ZA uELLA PATVLOG !A, l:CC.
4!)
unu eventuale tmmifesluzion.e della forma in parola dopo il congedo del. l'ex-prigioniet•o, non dia dint.to a provvedimenti medico legali. Quali le cause di qtwste alterazìoni croniche dell'intestino? Innanzi tutto, l'alimentazione <;ol -pane di guerra (pane K, Kriegsbrot) di qualilil peggiorata pei prig ionieri, composto di crusca, di tutti gli invohtCt'i (Klemper ), di ghiande, ed in cui, come constatai io stesso, era contenuta della paglia maltritata. Fra i prigionieri di Celle dava eruttazioni acide; quando l'intestino, per essere sopravvenuti i viveri dall'Italia, non era più abituato ad esso, il mangiarne qualche felta servi va di ottimo lassativo ed in talunì anche di purgante. L'Hucppe Plll' constatando che nella crusca. sono cont0nute notevoli quanlitiL di albumina, vi· tamin e, utilissimi sali organici. riconosce che pel modo di confezionat·e il pane di guen·a in Germania, esso diveniva spesso cattivo, assai acido, sì da dare diarree e violenti dolori gaslro-inteslinalì . Anche secondo Schwalbe il ' pane di guerra provoca spesso me'eorismo e disturbi intestinali; egli ha osservato che in es"ìo si svi luppano muffe molto rapidamente: Theilhaber lo accusa dì dare gravezza all'apparato digerente, di causare un forte dimagramento anche negli individui abbondaotemente .alimentati, .come ha potuto constatare su numerosi pazienti e su sè stesso; ritiene che ciò debba attribuirsi a processi fermenta tiYi determinati dalla <:ellulosa. Valkof afferma che il pane K diviene rapidamente acido; a tale al:iditù (in quanto sc iogli ~ la calce ed indirettamente favorisce lo sviluppo di bacteri) attribu isce una notevole impot·lanza anche nel proctmsi de lla catie dentari«. Si comprend~ come dal· l'u so di un pane s iffatto, si sviluppino nell'apparato digestivo eros ioni . e morragie, ulcerì gastriche, con ben ma-ggiore frequenza che in pace (secondo lo Zu nt::, l'aument.o dei cnsi di ulceri gastriche è doYuto allt! erosioni provocate dal cibo di guen·a), aumento della acidiht dello stomaco, specie nei mesi in cui predomina il cibo a base di carote e di <:avoli. ' Senza voler qui discutere la genesi della bradicardia, frequ ente nei prigionieri di guerra, specie in quelli affetti da edemi, faccio presente la possibilità che a determinarla abbiano potuto contribuire le descritte alterazioni del l'intcslino. Lo Schradcr descrisse tra le complicazioni consecu tive alla dissente ria una bradicardia che si manifesta nel 50 % dei casi, tra giovani di 14-20 anni; vi è contemporanea mente deficenza di ac ido cloridrico nel succo gaslr.ico; l'A. ritiene trattat·si di veleni bacillari che si accumulano duran te la convalescenza, rleterminando dislmbi nella seerczionJ dello stomaco ed eccitamenti ~ ul vago . Signorclli e Buscaino, che indipendentemente dagli A.A. tedesc hi hanno fatta la medesima cong;t.ataZJione, :rtitengom) che Ra bradicat·dia sia espressione di insoliti stimoli sul plesso di Meissner, stimoli determinatisi solo in rapporto alla sofferta dissenteria ma che possono esser€' provocati da qualsiasi lesio:ne anatomica dell'intestino in genere. Se cosi fosse, le alterazioni intestinali da noi frequ entemente trovate, contribuirebbero a spiegare -perchè sovente negli « edemi di guerra ,, la bradicardia persista anche allorquando gli edemi sono scompar·si , senza v·olet·e con questo, ripeto, attribuire a tale bradicardia un'unica -l· - Giomale di medici11a t~~i/.itarc. -
Fase. I .
~.
CIIN TRIBI "T() .t\ l. LA CONOSCENZA Cl ELI. :\
PATOLOGIA, t:CC.
o rigin e. Ha impo rtanZ<J per J"infortunis tica. il cono3cere che i rapid1 dimagramenti favori scono il forma_rs i ùi e rnie; a tale condizione gl i AA. tedeschi hanno fatto risallre la principale ~ol }Ht del notevole moltipli cm·si dei cas i di ernia durante la guerra. lo non ne ho mai vi!"tO un c<:rso, nè nel cadavere nè nel v i,·o; ciò, forse, pe rc bè nel nostro esercito vengono riformati luLlr g li e rniosi anche iniziali , od inviati a servizi sed entari; in s econdo luog9 perchè, tt·aUandosi di g iovani, doveva essers i conse rYala una certa ton ici tà d e i tessuti.
p,•grllu. - Per lo più le alterazioni del fe15aLo consistevano in drge·
,
n e razioni torbido-g rasse ; poche Yolt e riscontrai una n otev0le diminu · zione d el s uo ,·o lume ed uno s tato bruno di esso ; bi lcl st-rnpre pallida c f luida; in due casi, una pe rian g iccol ile tuberco lare . In un individuo morto per febbre spagnuola , s i ebbe il re perto accidentale di nume rosi nodi primitivi can cerigni del frg at.o , senza m ela slas i altrove; in un al tro (un trflìciale di 22 anni! ) trovai un cancro scirro t•he ocCllpava il l"istico ed il confluente c raYVOI~c\·a le vie biliari (di cui r estringeva di mollissimo il lume ) in un mani cnlto res is ltmte, senza impedire. pe rò c•o mple tamenle il passag-gio d t>li <L bil e . Sono ben lungi dal tr·arre da questi due ca s i deduz,ioni s talis tic·he, c iò che sarebbe assolutamente ing iu s tificato. Essi mi danno p erò l 'oc~ asion e di ricordare che il f(irr hncr aveva affermalo esservi s lata rwg-li ul.limi anni in Ge r·mania (forse per effrtt o b en efico del cibo Iii p-uen a ) una diminuzione n ella mortali tà per cancm: ma ciò poi non ri su llò vero. Il Snolman ad es .. trov0 nel sno spedale di Bì·eslavia, t·he la percc n~ual e d i n eoplast.ic i rispetto a~li altri maiali , e ra d'ull'-1 ,t "'o (n e l l\)1:3i, salita a 2 .55 ~lo n e l 19L6; clu: i n coplastiri di etù inft. riore ai 50 anni r<q: prosentavano I"H,6 ..,~ nel 19 15, il -21 ",; nel 191 6; ancora , che la p erc-entuale d ei masc hi colpiti da cancro, rispe tto all e ctonne affl·lfe dalla med esima malattia e m sa lita, duran te la guerra, dal 18 "{, (1 911 ) a l /1<6 o;, ( 19JI3l ! E" ÒllfHltH:' una ;;E,mpli cc coincidenza, c he in un ris trE'ltO nume ro di antopsie di individui giovan i io abbia rons talato due casi di lu•11ori malign i e piteliali? Non oser ei nè affermarlo n è negarlo. A p parato uro-gcnitalt·. - Con fton l.ando l"cs<Lrne d elle urin e prali calo in vita e l'a s petto rle i n·ni, n <>[!li rndividui sezionati breve Lempo dopo la mor·tc, mi sono Ponfermato nell'opinione che orcorre grand e prudenza nf' lla diagnos i mac roscopit' a .eli n e frite ar uta, essendo :spesso ingannevoli i caratteri è l1e vanno nella pratica eome fondamentali; infa l-li non semp1·e corris pondono ad un l't'<:tl e processo acuto dell'organo la s ua m oll ezza, l'aspetto torbido, la variegatum d ella corti1'ale. la eon ~es li oni de lle piramidi etc. , com e d"allnt parte, in casi sezionati prontamt> nle di ;;iru ra n e frit e acula , la mollezza d ell'organo (indipende ntemente d<tlla prese nza di p roce-ss i inLeslin a li ) può essere poco atc.cen t uata. Dewsi però ricordare, che non bas l<L a d esr.l trdere una n e frite al t a volo anatomico; il fatto ch e c;i an mancati in vita albuminuria e ei l i n()l·uria; eonosriamo che una sede di ne friti di guerra , mostrano appunto questo ca r-allNe (His). l"r·sci r rt. - rn un caso fu tr-o\·ata una c is ti le pseudomembranosa: :;i tr·atléwa. di 11n incli\·irl11o con car-i e d el sac r-o, mor-lo pnrapar etico, n e l
t:ONTRJBCTO ALLA CONOSO:.NZA DELLA f>ATULOliiA, EC(;.
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quale s i e ra a ndata fo rmando len lame nlt.>' attorno al t·dlo una grossa ganga connettiva le dello s pessore di un pollice, si c he il lume del retto ne appariva ridotlo e elle il rello s te::so t•is ult;l\·a fissamente adcso dél un Lato alla ve::;cica,, dall 'allro al S<tcro. Prostal a. - Anche in individui senza tra~Lie anulomiehe lungo ruretra di pregreSSl\ bl enorrag ie, trova i con un a ce rt<L fr·equenza nella prostata, un modico grado di ipcrlrofta e nodi selerotil:i s ulla s uperfici t: di taglio; vidi anche in cinque t.ube rcoloti t i, dei piccoli nod i <·ascosi . J'cscic h,,ll<' s,•,oinal, . - R ir.ver1ni in un Luber-colol iro, nelltt n'sei· chelta di destt·a, p iccolbsimi no d 111 i cascosi s porge n li dal fondo dell e concamerazioni, me ntre non partenpavano al processo, nè g·li ei aculçltori, nè i deferenti, nè la proslata. Si lraLlant molto probabilment-e di una infezione avvenuLa per via ematogena· Ho e~aminato in tempi divers i e r·i petutame nt.e, g li snermatozoidi di una ventina di individui, a co min c ian~ da 20 dopo la mort~·; in nessun caso azoospetmia, spesso {tubercolosi!) olig-ospermia. Potei riscontrare con not.evole freq ue nza degli spe rmatozoidi ben couser vaf i, an ch e in vescichetle c he aveYano ;;ubil.o un avanzato p roce~so di putrefazione. Ghia11dole a secre-;ir11w ùtterna. - Asch off afferma che le surr-enal i d ei cadaHll't da lut 5CZ t<.mali al frontt•, e rano m o li~) frequentemente atrofi che, ciò che Benecl.: crede effe tto delle alterazi oni d el t·kambio cui s pe;>So il soldato è :;oggetto. lo non posso confermare ta le neperto per i prig ionieri; taholta io lE' rin venni piccole, ma più in ra ppo rto a lla costituzione che uon per processi S\·· oll isi in vita ; in g:cncrale, anrhe lenendo conto del diffe rente svi luppo della IJt'rsona, il ,·olumc delle su rrena lì non appari\"(l notevolmente moctifkato, n epp ure negli indiv idui più denutriti. In armonia con ciò sta il fatto eia me sperimentalmente d ete r·minato anni fa. elle nel dig iuno è relatì vameute piccola la diminuzicne di p eso dell e s urrena li , L·ispello a CJuella del <:or po, coml' su ccech~ dì tutti g li organi più imporla n li dell 'economia.. lo ho irwece trovato mollo spesso assotligliali i paragangli nella loro parte centra le, eiò che s i potrebbe accordare c.oll'esaurimento rapict o c he essi s ubiscono du· mnte il cligiuno (Pr•tlryrini, r t>rmou.!N ); ma sarebb e erroneo dedurre; anche in via appt·ossìmativa, dal loro sviluppo macroscopico, il grado della Iom funzione; è not.o ad es. qttanto spesso a.mpì s iano i paragangli dei vecchi , menLn~ im·eee istologicamen te la loro funziona l i Ut vuò a.ppar·iJ·e assai scar:;a (pseu doipe r trofia midollare). Tiroid<'. - Qttesta g hiand ola pt·csenLava frequentemente (quasi costantemente, negli indi,·idui colpili da edemi di una ce l'la. enliUt ) dei processi im·olutivi tal i per eu i si poteYa s icu ra men te dcctune che essa e ra stata ipofunzionante; o vi erano cist i (a contC'nuto c mal ico e collotdeo) che <n·eyano sostituito larghi lt·alli cti purencllima, o questo e ra ea rnoso, asciulto , ro~sign o, pet·co rso cla bene ev ide nti lrahecol(• con· ncltivali. Tal e scler o:;i, ch8 venne sludiala sepat·atamente negli indi vidui tube rcolotici, è reper to a'3Sai slra.no, tr·attandosi di per::;one gio· vani. Non ho èlementi per rleterminare se essa sia efft:tlo del cibo di pr·ìg ionia, drlle sosta nze tossic he rl'ori~ine intestinale, la cui presenza
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L.vNTBIIH TO :\LL:\ CONù-:;CJ::NZA DI::.LLA P .\TOLlJGIA , ECC.
è lug ictlmen le su pponibile, dala lè.t frequent e entE.' rite cronica, o se non f llSSe piutt.osto prèceden le alla prig ionia. Certo s i è, che a parte la sua imporl-élllUl intrin:,eta, essa rapJII·t-scnla nno d ei t'alti più notevoli Ht!ll'analomia patologi m della " nwlallia l/('g/i Nlnni" di cui or·a farò te n no. · Edrmti del priyivnit·ro. - l o non ebbi l'l'hti occasione di vedere casi di morte unica mente dovuti a questa malatti a, senza l'intervento di forme inlel'cOrre nti , spec ie pneurnonili, bt·ontopneumoniti, etc.; nè mai U:3SCI'Vèli que li' atrofia. lJI'OfOIIdi.l del CUOI'3, della milza, d ello Stomaco, deil'intestino, che laluni .\A. descr i\·ono : (vedi in proposito la m ia p l'ima nola su !J a patologia d el prig ionie ro). Io c redo eh C' gli edemi dei prig ioni er·i si d ebbuno dist inguere nel modo seguente : a ) NiNni locali; sono dovuti a lrombo:;i maranliche d el dist.retto ,·cnoso eli tr n arto; ne h o in p recede nza ri cordati due casi , osser vati a Celle; li ritengo rari, contrariam ente aiJ'Fhi.lse che li tl'ovò nel 10 % <h·gl i ed ematos i; b ) t·d,•nti l'str·mi; s i troYa una forte t.umescenza d t>gl i arti e delle palpebre; non esi::.lono pt- rò wrsamen ti d elle s ie rose, o solo in scar~tss ima mi s ttr<l ed il lc:s;;uto cl'llu l o-<~diposo interno non è mai molto i mbibilo; c) edt''lni intcnri; esternamente manc<:tno ede mi; oppure sono lievissimi e limitati a i malleoli; aperto il cadavere, <;i vedono enormemente irnbibit.i di Ji q uido e quasi s pug nos i, i t esidui del ti mo , il tessuto celltt lo-ad iposo d el m ediastino, il tessuto cell ulo ad iposo sottoep icardico, l'e piploon, il m esenlere, i gangli lin fatici del mesentere, le pareti della cis tifellea, le anse intestinali, etc.; il poco g ra.;,so residuo ha aspetto gtdatinoso. Fra le cavi lit s ierose , quelle ple uric be m eno s pesso delle altre m ostrano ,-ersamenti di qualche entità, fors'anche per le ft•equ enti adesioni d ei polmon i che ostacolano il loro formarsi; l' idt·opericardio si ,.et·ifìca assai più s pesso, ma sempre in misum scars a, tantochè non oltJ•e passa quasi ma.i i 150-200 cmt.3. Non posso escludere in .questo una qua lche influenza dell 'agonia. Assai freq uenti invece i versamenti addom inali che mai pei·ò supeJ'C;lYano il litro, il litro e m ezzo. Naturalmente fu se mpl'e acc uratamente esaminato lo s tato della porta.. Contral'iamente dunqu e all'opinione espressa da taluni AA. (rimando anche per questo alla mia n ota preced <:mte) i versamenti n ell1.
cavità sierose sono assai meno spiccati che non l e imbibi:.ioni. talvolta l'normi. rli taluni lt>,~.w t i enrlot oracici ed endoaddorninali. Negli ed ematosi ho trovato per· lo più s tato brnno ed atrofia bruna d el cuore, an e m ia , degenerazione torbido g rassa del fegato. g-astro-enterite croni ca. Il Prym sosti ene che quest'ultima alterazione debba considerars i secondaria all'edema; io sono di contraria opinione, poichè la ho riscontrata anche nell e form e frustre; ma non posso in firmare in via assoluta l'affermazione d el Prym, in quanto riesce diffìr ile l'escludere ch e essa enterite s ia una consegue nza deii'Pctema dei prigionieti dal momento che ne hanno soffer to (Juasi lutti g li individui d~t me sez ionati. a maggiore o m inore dista nza di tempo dalla lOI'O morle . Abbiamo accennato pr\ma
CONTR IBI.:TO ALLA C:UNO:';CENZA DELLA PATOLOGIA, ECC.
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alla scl erosi tiroidea ed ai s uoi t-apporti coll'edema dei p1·igionie ri ; la impo1·tanza della simn ltancili.t de i due repel'ti r:he nessuno, credo, ha rilevata prima di me è valorizzata s ia dai rapporti tra mixedema, sdeJ"èma e malatti e della tiroidi', s ia anche da varie indagini rece(lti. Lichwilz in un lavoro intitolato u tiroide, edema e d iuresi " dta una sei"Ìe di casi in c ui 111ediante la tiroiciina gli edemi scomparvero, rcstandon e in dm'lltame n te dimostrata l'origine loro. Analog hi effelli ri feriscono EJJpingn e St'''Jler , i quali ritengono che i casi in c ui vi sia una speciale tendenza all'accumulo di edemi ed in c ui agisca fav orevolmente la medicazione liroidea, s i debbano consi derare complicati con una forma fru sta di mixed(' ma; gli s te!3si . AA. dimostntrono poi che l'eli minazion e dell'acqua e d el clor·uro di sodio, somminist.rati preeedentemente per oso in iellati sottocute, è rall entata in seguito a ti1·eoidectomia , ltffreltata da somminis trazione di estratti di ti roide; anche l'edema locale da ini ezione sottocutanea di soluzione fis iologica, s compare più lentamente negli animali tireoiJrivi; gli AA. coneludono, in p rimo luogo, che il tessuto intercellulare (che essi considetano un organo ben e individuato, chiamalo pitloresc.amente "Ol'gano spugna ») ha molta magg ior importanza nd fo1·marsi d ell'edema di qu ella finora alll·ibuilagl i; l'oligmia dcgl i ed ematosi , a ffetma il ,11 ollwrd spesso, non è la causa, ma solo la conseguenza dell'edema; in secondo luogo essi opinano ch e su tale te:-:suto, agis ca mollo sens ibilmente il sec ret.o della tit•oide e for·se di all1'e ghiandole a scer·ezione intel'na. Si vede dunque , come qu esti esperimenti appoggino le vedut-e che ho espresso. Sono bene lung i tullavia dall'affermare che la scleros i tiroidea, da sola, sia. sufficiente <t determinare g li edemi d ei prig ioni eri; ma penso che essa ne faciliti l'insorge re, s pecie quando e fin chè concomiti una ipofunzior.ali tà delle l•.ltre ghi;,ndole a ~ecrezione interna, che llann() con c;;sa interferenza di funzion e e che ]ì Ì LI particola1·menle sono J·i s11etlo ad essa virarianti. . E' concesso ora. ritomure ai pmb lemi postici nel pr·i ncipio di questo lavoro; ripetiamo: E" g iustificato r:tene1·e che l'anatomia pa tologica del prigioniero di g LWlTa, abbia una impronta s ua propri a, che in qualrhe capitolo la contraddis ting ue dalla anatomia 11alologica del soldato? E come vi è - s ia pure entro limiti molto ri5tretti - un'anatomia patolog ica fo r·ense del soldato, vi è anche un 'anatbm ia patologica fo1· ense del prigioniero? A rispondere occorrerebbe b en allro materi aie di quello di cui ho rlispost.o, e occorrcrehbe ro t e perli sistematici. rom]ìiE'li. num e rosissimi di autops ie di solda.ti per l'opportuno confl'o nto. l o non conosro che lo s tudio del Forr1i in Italia cond' llo .:;otto la il.l uminatn. guida del Diouis·i che ris ponda ai neressari requisiti. Ora , con frontalldo i 1·is ultati avuti dal Forni, con quelli ottenuti da me, s i può conclude1·e, naturalmente con ogni circospezione, che: a ) tra i prigionieri mancano spesso molte malattie infettive. potendds:i os.~e rva1•e tra di ('!>!:j, m ~g l io e: hc al campo, l e opportune no1·me pt·ofil attich e; h ) lo stato bruno e l'alro fì~1 bruna d el cuOJ't" è fr·equ entc tra i prigionieri; s i veri fi ca molt0 raramente tra i soldati alla fron te e solo in
\.:( INTRIBL'TO 1\CL:\ C!INOSCENZI\ UELJ.A PATOL()(;J.\, ECC. conseg·uenza di lu ng-lle rnalattiL: f'Su mienti. li fallo in verso si osserva per le ipe rtrotie del Cl~t~ l·e; c) tra i soldati a l fronte sono più fn•quenti gli stati timici e timolin fali ci, perel1è i 11 pri ~ion ia, per efft:lto c..t..:!lltt denutrizione, il Li m o persistente si involve, tome avviene nei bimbi <.tlrepsici; rl) uei gan gl i dell'ilo dt>l poln 10ne d çi t •Jbercolotici Lalvolla manca ogni proeesso spet ifico; dò è dovuto p(·intil)almenle alla maggiore fa.cililit eli infezioni esoge ne ed alla grande rapidilil eli d ecorso dellu tubercolosi poi monare t.ra i wigioniNi; 1' ) nel p1 igioniero ,.i sono molto più fr\.!quenlemenle c h e nel soldalo, calan o ed erosioni gastriche, ente rite cronica, sclerosi tiroidea, forse riduzione del p<.~rug·angl i; /J il qmLdro anatomo-patologacu ùella mnlallièl du edemi, si può eonsidenu·e pru)n'IO d~· l prigioniero di guerra; non ::;i uss(•n·a quasi mai nt.::l sol dato ; fJ ) infine nui <.~bbuuno consLalatc.. nel prigioniero d elle gastro-enLerili rroniclle cllL· r)ussurto persistere a lungo senza dare sintomato l ogi a~ abbiamo dc'3t·riLto delle lesioni prero(·i d<'ll'inlima aorLiea: abbiamo vblo una sclerosi della tiroHle, indit..endente dalla tubercvlosi , sr rseettibil e di clan· indirette nHtnifestazioni morbose; ne abbiamo d edotto (;he pos~o no pL•rrcaner·t• nl'll·ex-JJrigioni<'ro come effcllo della vila di prigio nia. d e l IL' h:siuni or~anit:he, di per :;è non g raYi, ma c hi.' non è esc luso possano co::ti tuire p~·r l'aYveni r c un lol'us 'tllinMi,· n·sistt·ntim·. Qu esta labilitit lat(>n le a<·quis ila in se n ·!:zio, come cle n > consrderarsi nt•i ri.;ruardi mediro-lt•guli dL:IIo smobi litato'? Pt• ò qu p:-;!0 giuslifitare non dirò il JJnnriJJÌo , ma la di,ntS:siollt' rf,.f Jirinci?•io, e lle lo ~t<tlu è res po~1sabile in hlorm, d(>l tfopo gu!! rnr ~anil<nio cl e i st •oi :-:olda li quando si siano avvcr<tle particolari tondizioni di ~.C'mpo e di lungo. Jl. e. la prigionia, :;enza che, caso per caso, debl.>a esser richiesta la prova del rapporto din .: tlu tnt Yita mil ilure, prigioni<• , L' mcdallia del so lrlèllO ritornato borgheSI."!
.\ c('ennammu the in prig-ioni<t su no da 1 ilrners i più ra1·e che al cam po lt· morti irnpron·ise per stati timo-linfatici; di('t•rnmo d el quadro <Lnatnmu-pulologico de lia inaniziorw noniea (' Il (' il prig-io11i e ro offr e. Ecco un complesso di falli c lic sembn!llO gi usfifirhi l'esi stenza di un'anatomia patolog-ica fnrcn5e d L• I snlda lù; ma in,·eJ'O, t•nlramh i. hanno una indivicillalilit bl'n poco s pirrala. l'is p t'llo alla rom11 1W analomi~ patologi('a.
HIBIJIOG HA P LA. Asc HoFF. - t ·t·hc r tlit: llcdt>utun~ th:r K~·it·~:-JXH ho l ogic. l!fltl . ,\/ililtiriirl=l. Zcilsch ..• lldl 5·6;H) IS. f.CHI;\IIIT. l'nl \' miihruug, J\ l:l).!t:rkt·il tmd krankh:tftc Alnna~c ruug. V. _,·/ . W., Il.
l ,j , ! Ql ;.
rho:. - Zur Fr:t!!t· tln Erniihruug~:-!'hii lligtln).; mhl d c 1· Ilungt·rkr:mk hc·it. - /l ..\/. 11 . . n. :v•. ~~~~ )-; . CFI.IIHI.I.I. \,'nmpt: tldit• di ;\lcdi1 im1 Lc~;ok. - ~<>1·. Ed . Lihr., 19 I lJ. l't:ht:r dit: lnft·C'tina~wc·).!c dt·r Tuhnkuli),_<:n Giftv,o. - .\/iiuc/1 . .\led. HII I.I.I'I:CEI< . Il'c)f il. . l ~<l" .
l:ONTRIBl .. l'O :\I.L·\ CONOSO:N ZA OE:LLI\ PATOLOGIA, E:CC.
.\1A<:.:q·s Lu~n· . - Cit. in Tar: cios J.:rit·g.~llcr::.- Veut. }l nf. W uclt., n. z:; 191;. l\!O~c"~~llli«c:. l'~l ;(' r A thcrosk l ero~L bei kric)!,:teilneluncru (n:ldt ubduk tiuu ,:h~ fulldt·n ) . t;mercl,ii%i>'chcr A~:rl~~·n·rcin, Stra,;..;b urg- 2~-w t ~.'·JI , 19 16. RIHIIF.MT. Dic Arteriosklcro,:c. - Vcu/. .\ l ed . ll'atil .. n. 35 , 191S. HUr.s~. - Path. a n at. li ntt'r!'nchunge n iibtr die t·r,:nc he n der ()~:<ltmkrank('Ìl. W.
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1.:. 19 n . 1. SA~\Kf.l.l.r. Tubcrculv,:i nl e1·olu.zionc >:ociah:. - Tn:n:s. :\lilnno I<JI} . ~IEL:f.J .. Gcwollte und Ull!;t"Wolltc Sd,wankung(·n der w eih lichcn Fnrdrtb:trk,·it.
llerli1t, Springer, 191Ì· I'ICH c P t:->Er.F.S. - l'e!Jt.:r ,li c Beziellllll~en der Sd1i ldrii,:<: zum Gefii,:!'y!'tem. VrY<IIIdt . dcs Ccmgr. f. i1111 • •\ltd . , ' 9' ~<; . Hn~r 1:\;>;. TnlJ~.:rkulo,:c Expo:<i t iun und cxo).!"t: ll l: tultcrkuli)<<.: ln fcktion unter dcm k,:ond~o:rc n V<:'rhii lttt i:<,:('n d.,,; K rit·g,:. Il. 1\ . W .. 11 . 1 "~. 1\) t;. ;.: IIJEK.- Ent,:t h cung und \ 'crla u{ der l..ttll).!'t:lllltl,crkuli\~c i t n Krio.:g<:. ;\1. .\1. Il'., tt. ·' '· 191 6. \'.u .Kon·. - l"u~~·r Brot <> ls wichti~~ :c t'r~adt~: d e r Zah nk(lrit:g, - :IJ . .U. 1.1'., 11. ;; 1 191 i. ~n11n1.nf.. /.ur g~gcnwiirt i g('ll Vcrureitung der U<trm!,rankhcitetu. - /1 . .\1. Il"., l Q ii, 11
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Ci t. in A .<smamt · Di t: militiiriirtzlit'he t:ute rsnchung und B~:urtcilung Tu-
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Trattato d i Infortuui,;ticn. - .')(!<'. F:d. Li br . . 191 S. :\rt <: rio,:kkn,,e un.! l'nfnll. ..trr/: 1. Sac'll't•crst. li.~ .. n . 1~. n . I Q, 19tu. Ko.H I.HA~S. - \'orz,·it i).:e A rtl·rienn:rii n cl<.:rungf:n beir Pdclhce r . .\'1. Jl. Il' .. n. 37 BttKKI. -
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Snl l'artcrio"rlcro,:i, Pollwlo.:.:ica. r" gi ugno 1919. l"d>n Trauntrt une! Artcr·i o~klerose. :-\i<:d('rn: iui~ch e
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Dati stansti[i desunti da un reparto di auertamento diagnosti[O NEL BIENNIO 191?-1919 p e1· nl prof. Antonio Fagiuoli, tl.• nP.n t.(' c-olonno:-llo m f'dico, dir<'ttol·t·.
Nel gennaio 1917 t~bbi l'incarico dalla Direzione di Sanilù d ella 3' Ar,.mata di organizzar:} e dirigere i l re par·to di accertamento diag n os ti co per militari sospetti od a.ffe LLi da lesioni tube rcolari. Il reparto funzionò rt!gol c:u·mente d al febbr·aio 1017 fino a l dicernbr<• 1918, ed in quas i due anni di intenso e pr·utìc uo la,•oro , intea oU.o soltanto nel no,·embre-dic embre 1917 a cau sa del r·rpiegamento, venn e ro atte ntamerutf' E'saminati e studiati oltre cinquemila individui. Gli importanti r·ilie \oi cli ni ci desunti d a l ri cco materiale ossen ·ato in questo non breve periodo, formeranno ogge lt.o d i uml pr ossima dettagliata relazione; mi limito ora. a rifel'ire. ed illus Lr!:u·e brevemente i dati statis tici raccol li nel nostro re parto, non so!l a n lo pet· l'in te n•sse gen erale che essi nvE>slo no, ma pC'rchè ;;opr a tutLo dimos trano l'uti lità. e i benefi ci che questi cen i!'i diagr.os tici specializzati han!lo porta to all' in. rlividno e alla collt'ltività rnililare duranlo la g uerra. Nelle taYole i" e 2" espongo le cifre ch e s i rife riscon o ris peUi n1meote ag li anni 1917-1918, e n ella tavola 2' 1·iuniseo i dati complessivi. Ho di ,·i:;o gli e ntrati in os~ervazion e a l re parto in tre g rupp i dist inti in base a l risultato d egli accertamenti di ngr1 0slici: militari ri cono:;ciuti affe.lt1 da tubercol osi polmonare (con presenza o meno di 'bacilli di Koch neU!o t)Screato); militari g iudicaLi immuni da lesioni polmonari spec ifich e (sani o affetti da. altre malattie); militari fondatam enle s0s petti di tubercolosi polmonar·e . TI giudizio diagnos tico si basava principnJmen te s ull e indagini eli· niche, batle rioscopiche, radiol ogiche; l'esame laringo:;copico, il conte gno della temperatura i n riposo e dopo d~ lc rminati la\'ori, le proYe lubercoliniclle, le rice rche biologiche veni vano SlJeci a lmen le esf'g uite e ripetute quando g li esami fondamentali non forni vano clementi chiari e probativi. Ciò nonos tante in a lc uni casi, nei quali prolungaYo anche il periodo di osse1·vazione, i dati' raccolti da i molteplici esami , perchè ::;c a rs i, ine erli , i ncosla n ti , non mi tJennjsero un a decis ione s ie u ra. P el' stabilire la diagnosi di tuber·colosi polmona r·e quando m anchi il bacillo di Koch nello escreato, è indispe nsabile che t utti o }a maggior· parte
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degli tiltri segni dei quali possiamo av,·alerc.i , siano presenti , giacchè nessuno di questi , singolarmente preso, ha valore decisivo; in caso diverso val megli o confessare la nostra impotenza clinica, dichiarando sos petto l'infermo , anzichè azzardare un giudizio ch e non ha solide basi di appoggio e che può nuocer·e in ogni modo al paziente. Chi ha larga esperienza di malattie tuber colar·i sa ~: h e non sempre è possibile ris pon dt're tassativamente al qu esito se un malato è o non è tubercoloso; in simili casi esistono e si possono m ccog liere fondati elementi di presunzione, m a non è lecito conclude r·!:' in un senso o nt!ll'altro. I numerosi mezzi di indagin e che la scienza oggi fornisce, riducono a pochi questi c·asi dubbiosi, ed infatti anche ne-lla nos tra statis tica, il loro numero non è mollo elevato poicllè rappresenta circa il 3 % sul totale degli entJ·ati. A q11esti soggetti venivano concessi, dietro nostra proposta , tre mesi di licenza di conval escenza , con l'obbligo di ripresentarsi allo sca· rlPre della mecl e!'tma, in un reparto di areerlam ent.o in zona territ.ol'iale. T A VOLA
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Le- cirre e.spus te mctilano qualrhe parola di comme nto. Il numL"w degli en trati nel 1917 ITav. l"ì è andalo prog ressivamente auml'nl"-n clo e da un minimo di 166 ne l m ese di febb1·aio s i sa le a 30 l nel m-ese di ottob re. Le cifro piullo;; to basse che ossen ·iamo a ll 'in1zio d e l J91 ~ (TaYola 2" ) coincidono col lJeriocto di sistemazi one l ' rlorganizzazionl' de l se rvizio· anliLtJbcrco lare, che, per ì'appop-gio e g li aiuti conces$imi dal Oireblore di Saniti\, venne rinn ovato comiJlCtame nle ed in modo che garanli s..;<: di fallo la m·otìlussi nella zona e ri s!)o nd ess~' ai nuov i e cn~ sc iuti bi.~ogni de lla nost ra. armala ( l ). Da.! l'aprile a ll'agosto rle l Hl18 , notiamo il massimo numer o di entrali, con una m erlia g io rnaliera di e irea. 12,5: c iò in rapporto al fa.Lto e lle la S[era di a ccettazione ,-L'n ne ampliaLa, ne l senso c he al r eparto dove,·ano affllli re non sollanto le fo rme tu be reo lari poi monari, ma a r1 c ho le form e <~:<s tra poi m onari accer tale o so:-;pette. P rovvida mis ura c he, applicata rigorosame nte, ha po rlato b enefici conside re voli, diminuendo fra l'altr o il pe ri colo de l contag io. S ucr.ede,·a infatti prima con una certa frequenza c he infL· r·mi con lesioni s pec ifìc!l(• ossee, g hiandolnri, s ie rose rimanes.'lero d egenti pe r lungo te mpo in ospedali da cam po o di tappa., p u1· a\·endo thiar·e manifestazioni poJmonari con baci!li di K och nèllo :;pulo, e non rantm en te ttccad e va che. migliorati o guMiti de lle le~ioni exlntpolmnnari . ,-en issc ,·o st:m z'alt ro rimandati ai lo ro corpi. Nel :::eLtembre ed ottobre del 19 1X la diminuzi o rw d egli l'nlrati ~ta in 1·elazione coi diffonde rs i de lla g raxe epidemia infltrenzal c, puic hè in que l periodo quasi lut.li i proc<·~si morbos i, :;pccie se contra!ìst>gnati da febbre e d a disturbi d ell 'appuralo respiratori o, dopo esame som mar io ed affrcllaio, Yeniva no diag nosticali pe r influe nza e rom e lo ti ~g·o m brali. La r apida avanzata de ll e nO:'lre lniP I'C, lo spostamento ::>LtC'C(•:'\,i\'o delle varie u nità e qu indi il dilfìcoltalo in,·io d egli infr rmi ,. J)CI' la dis tanza d el re parto d ai nuovi ceni ri ospedal ieri e dai cor·pi, prest>nta nole cause d el minimo num ero di rko" eraLi nei m esi di novernbn.' l' dicembre de l 1918; verso la fine de l dict mbre, pPr' Il' ragioni dianzi l'SPO· sle, il reparto ' 'enn e infatti Lrasferilo a. C(• J·vignano. Un rilievo d i un certo inter esse 'ci è offe rto dal rappOI'lo elle co::>tantem e nte abbia m o notato fra azioni beli ic he e affluenza de i ma la t i a l re parto . Ne i gio rni che p rcccde\'ano un cornhattimento la rned ia g io r naliera d egli entrali raddo ppiava o tripl ica.vtt e q uas i lutti questi soggelti ven ivano poi r ir.ono:::eiuLi immuni çla manifl':ilazioni sp ecifì che: ciò s i deve attrib uire al faLlo che a lcu ni soldati cer ca ,·ano pre testi, a l· legavano o csagerantno o J)l'O\'Oca\'ano sofrt're nzr pe r ollcner e comunIJII C un tem1)0raneo ri co,·cro oncle srunsa•·e l'immincnlè ,w ricolo ; d 'altro canto gli ospeda li da ca mpo , downdo tener ,;i v uo ti e !)ronti per accogliere gli eventuali feri ti , sgombl'ravano qt1anto piil e ra nnssi b ile ~ in (!ualunqu e m odo, e sotto f! llalsiasi forma, e sca ri ca,·ano a nc lw S ld re pa r to di acce J'lamen lo mc-dali di tutto so ff e r~nti tr·annc> e lle pe r IL'sioni lnbe!'Colari. N0 lla settimana c he Sllcred e,·a. all'azione, l'affluenza al 1·e(l)
A. I'A<:tl ' lll . l . -
11 ~en· izi o nnt ituhe n:ola re n e::lln 3n Arlllnl:l . · l.iM'Ihl /c di mc-
didHII m i/ilari'. Fn~c. I V, H)l 'J.
fiATI STATl::ìTLCI DESL'NTI DA l ' N REPMlTU, ECC.
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parto em scarsissima poit.:hè il lavoro nei vari OSliCcluli era totalmente assol'bilo 1>er cu rare e sgomb1·are i ferili . . La cifr·a. co mplessiva dei militari riconosciuti tubercolosi (tav . 3•) è rappresentata ne lla nos tra sLalisLica dal 32 •;., s ul totale degli entrati. Ho dis tinto i tubercolosi con bat.:illi n ello snuto dai non bacillari· il numero di questi ultimi non raggiu nge il 10 •)G, c m entre alcuni presentavano all'apparato r·espiratorio lesioni spente antiche o recenti, cirra la metà aveva in atto un processo polmonare, iniziale, limitato, in fase t'VOluti va. In tali infer·mi con forme s pecifi che in eYoluzione, io credo . che l'assenza del bacillo c:li Koch dallo sputo s ia soltanto apparente nel ~e n so che i ger·mi esiston o ma in numero così scarso da. s fuggir·e alle indagi ni pit:• accurate; chè se la mancanza de1 ge t·mi è rea le, non può t:' ssere che transitoria . Seguendo batter iologicamente per· un c.e rto tempo l'espettorato di qua lcuno di questi infermi ho avL1lo più volte l'occas ione di documen tar·e la ver·itit del cor.celto daanzi esposto. La negati vità dunque del reper·to battel'iologico, non è in anlitPsi con la diagnosi di tubercolosi polmonar·e evol utrva, quando p er altr·i segni rilevab ili specie all'esame fisico, il gi udizic ci sia consenti to co r. sufficient.e chiarezza ; poichè, se teoricamente e anatomicarnente è da ammeltrr::;i che la forma tubercolar·e attiva non possa andar disgiu nta da espettorazione bacillar·e, in pr·atica la r·icerca microscopica nell o sputo può fallir·e o perchè i bacilli compaiono a periodi, con falsi intercalari di a~onza completa, o per la penlll'ia d ei genn~ stessi che rende infruttuose le nostre ricerche . Ho crr<luto di doYcr· insistere su questo ar·gomento per·chè laluno oggi ritien e che si debba par·lare di processo tubercolare attivo solo quando sieno dimostrati i bacilli di Koch nell'esc reato. Queste forme polmonar·i evolutive con espetto mzionc non bacillare o !1er· lo meno tale non dimostrabil e, e che vanno classifìcat e a mio modo d i ''edere fra le for·m e aperte, non possono esser frequenti qualora l'esame d ello sputo (dalle modalità di raccolta alla accu rata e protrat.ta osservazione microscopica) venga compiuto con diligenza scrupolosa e ripetuto più volte. E nella nostra s tatis tica il lor·o, numero è relativamente scarso, poichè non aniva al 5 ·~o ; l'altra metà de i militari riconosciuti tubercolosi senza bacilli nello sputo, preS(:nta.va· invece vere e proprie forme tuber·colari .chiuse con lesioni polmonari spente antiche o recenti. l!no dei principali vantaggi del reparto di osservazione consisteva per l'appunto nel solle:cito riconosci mento e n ell'allontanamen to dalla zona di ~uerra di tutti questi sogge~~i tubercolosi non bacillari, in altre condizioni difficilmente diag nosticabili: soUraendoli ad una vita di disagi e di strapazzi e ricoverandoli in ambienti speciali , si evitava il probabile risveglio di focolai polmonari sopiti o il diffondersi e l'aggraYarsi di processi evolutivi iniziali, e si limitava di conseguenza il pericolo del conlagio per le diminl:'ile sorgenti d'inrezione. Le forme tubercolari polmonari , batteriologicamente acceL·tate, sommano complessivamente a 1158. Divise in rapporto allo s tadio della
malattia, secondo la classificazione di Turban-Gerhardl, che se non risponde alla prt·cisa graduazione di un pr·ocesso morboso così proteiforme e complesso, dit però un'ideà approssimativa sulla diffusione e
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gravitù dcii i.' Jt-,.;tnni, si hanno i S!'~tH' rtli dali : l" stadio 67.lt "~; :?" sta dio 23 .5 ·•.. ; 3" :-!adio l). l "<- . La maggio1· tlal·te degli infermi lWt>senlava d11nque l l:'siQni inizialt e limitate ad un apice po lmonare, mentre bassa appa re la tJel·ce ntual e dei maiaLi con lesioni diffuse bilat.eralnwnte e cavilarie. Abbiamo o,.;servato in alcuni infe rmi form e Luberrolar i floride a rapida e \· olt~ziont' t'd in n·Jvt' ,·asi fon nc- di tui.Jcrcolosi mil iare. Nt• l gTuppo d ei mi litari g indica ti non lubt•rcolusi, ho dist into i sani dag- li affetti da allrL' mala l lie. l mili ta ri im·ia.ti al reparto con sospelto ' d i lesioni SPt-'Ci fi clte e rkonosciuli in,·t·<·c :-;ani rompletamente, sono in numero discreto nl'l la nostra ::;latislica: la. maggior parte aveYa sofferto di rf'cE>nLl' o presC'nta' a in alto li ev i fo rme brnnrhiali rotnuni che· g-nari,·ano durante il breve periodo eli degenza; altri appartenevano alla calegor·ia dei ve1·i e pt'OJil'i sirrllrl <tluri: accampavano tare eredilarir o precedenti morbosi SJWcifk i , allegaYano ipokt i('i disturbi all'apparato r espiratorio , facevano lr·ovare i l loro escnato con tracce di san g ue di orig ine grngivale e talrrno arrivava a noi Pt r:;inù con repe ti.o ba.tLeriolog ico positivo perchè era riusc ilo a l'ambiare il suo sputo con quello di un tuberco loso . Con quesli cd altri arlifizi , chti (Jua li forse sperHvano l'allontanamen to temporaneo o defìniti\·o dalla zona d i guerra, riusci vano però a far::;i mandare al r eparto di <H'e<.:rlarn~-'nto doYe la fr·ode ven iva s11bito scot)er La e SJ1esso co nfe:3satn . I pazient,i diag·nosticati immnni da manlft·slaz ioni pulmonari lubcr· . coluri , ma riconosciuti affetti eia al tn proct'"Si morbosi rappre)"en tano circa. il 50 % su l numero compl essivo degl i entnlli. Nel~nngo e inter essanlc elenco di queste fomw morbose, dell e qrtali mi occuf)t' rò fra br eve per esteso, tro,·iarno rappre-;t·nta le le malattie pi 1:1 diverse: lesioni dell e vie aercr! superi ori , affezioni cardiache, pleuriti, per i toniti, bronch iti acuLe e croni che, polmon iti f' hrom:opneumoniLi, asma, m eningite, rnalari ét, ascesso polmonare. risli da ecllinococco, etc. Esclusa la diag-nosi di tubercolosi pol monare, quest i infermi ,-eni va.no appoggiati :m ospr dali di m edicina. (~Ornu n e, m entre i militari con l e:>ioni polrnonari specifiche si sgombera.vano prriodieamente con vettura ferroviaria specia le sul centro di smistamento per i t uberc.olosi prm·cni enli dalla zona di guerra , .;ilt lHlO I>rirna a Gareggi , ullimamente a Bologna. · In questi due anni si \'Pri fkarono nel r·eparl0 72 decessi ; Jl) n el 1917 (~53 m' l 19 t H. Quasi lt tl l i gli infer·mi vennc>ro a morte, dopo pochi giorni di d egenza e già all'atto dell'ing resso versavano in condizioni di S!Wcial e g t·avi tit e presenla\'ano lesion i polmonari hi lalenll i gravi ~ difftt" e.
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DELLA
GUERRA
0 l RE Z l O N E G E N ERA L E D l SA N l T À Div. 4a -
Sez. 2a -
M l LI TAR E
Statistica San ilaria
Dati statistici su 30770 invalidi di guerra Le r·i lcvuzioni ~tuli st ie h e circa g li invalidi d el la gu0rra sono s tate oggetto di parti colare ullenzione da parte della D irezione generai<' di sanità militare. ond 'è eia riten e re che la ela borazio ne comp leta dei dali raccolti !'ll'escnl e rìt un notevol e inte resse . La risposta ad alc un i ques iti che le sono stati rivolti ha dalo occasione a fare spogli par·ziali dello schedario, m en tr·t• si ordinant il materiale slali=-lico riguardante g li in\'alidi di guerra . J ris u !lati di tali s pogli rig uar·danti solo una p<l~le, e 11011 g rand'C, degli in,·alidi di g tte l'l'a, ~ono C:)post; ne lle unite ta vole. cu i precede una bre \·e r·e lazionc illu:->tra lh•a. Oue:=:la 0SJlOsizione è limitata nrl n um ero delle schede e.-;amin a te c nei caratteri presi in rsam e. Si rilienù tullu,·ia opportuno pubblicarla , mentre si uffrèltano i la,·o r·i pe r la e labo razione de i dati raecolli, al fin e di ren dere noto, pre,·cnti,·amente, il metodo di raccolta c di e laborazione,· e pr rrhè alcun i caratte1·i. quali ad CSt' tn · pio la pen·entua le dclk ,·ar·i"' cali ~ori e di invalidi , poco potranno vat·iare. Ciò potr·it SCI'\'ire di o r ientamento . anche per la opportunità de lla continu azione d e lla assi~lcnza r)l'epurata dalla autorità militare 11er al cuni:! calet-ro ric di invalidi , quali ad ese mpio: 1 me n omati n ella funz ione degli arti, i nen otlatìci. ecc. Le prime rilevazion i statis t ich 0 s ugli il'\ val idi d i guerra furono p re· scrit te dull'ls pclloralo di s unitìt militare a m ezzo di ele nchi nominativi che doveano c:-:scl'e compi lati dag li os pedali c he ri covct'a\·ano questi infermi. 1'ali elenchi nominativi furon o sostituiti, in seguito, da St' hcdc o da s pecchi numerici, re lativi allo stato degli invalid i al 1• de l m ese ed al movime nto degli i nvalidi ste~si, ricovHati durante il mese . ll n om e de ll 'invulido c la natura d el la lesio ne d e te rminante la iovaliditit, i ns icmc ud a ltr·e notizie, r ru conte n ltto ne ile schede indi \·idunli che gli ospedal i in\'iavano alle auto rità sanitarie centrali all'allo de lla dimissione de ll 'infe rmo. F'ac-simili de llo specchio nunw r it'o re lativo
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30770 IN\'AI, IOl DI Gt.:ERR1\
allo s tato e movimento clegli im·alidi di g llcrra per ferile od infermità n ei lu oghi di c ura c d (·ila sc heda indi,·idualc , s ono rappresentati neg li a ll egati n. 1 e 2. Fra le not izie che p ossono tra rs i dall a scheda indn·iduale, in ques ta pubblicazione, sono ut i lizzate ~ !tanto q uelle riguardanti la provin cia di nascita, la profe5sione , la clusse di leva '-' la invalidilù. I lavori in corso , per la cluborazi onc dell e :;c hede, pe r·mclterunno di avere molte a ltre notizie. J. -
RA CCO LTA E CUNT ROI, LO DELI.F: SC m : DE DEGLI IN\"ALIDI.
Il ronlroll o numctico, (•d in parte qualilalivo, d.:•lle schede d egli inva lidi che per veng-ono a ll'u ffi cio centrale, è fallo conft•ontando il nu · mer·o ed il gen<.• rc delle sc hede, ..:on i dati n um e rici con tenuti nello Spct· chio dello stato r rt/ OI' Ì 7il t'nfo mrnsile d1•gli invalidi. Le schede così con · ltollate ,·engono dis poste cd in5erite pet ordin e alfabel.ico nello Schl'fl.ario allo scopo di evitare i dupl: cati, mollo frequenti pe r gli invalidi r ientrati in luoghi di cura , ad esempio, in att esa di nuovi accertamenti s anitari , o pe r ripetere cu re fbichc. ecc . ~ono invece conservale e riunite ins ieme le schede d ello s le:-.so indiYiduo che pre:-enti più lesioni, o c he, rientrato in IUOf!"hi di cura , p er aggrava mento d ella pmpria infermità, ne sia uscito con una invalidità diversa d s lla pl'ima. · Lo schedario è distinto in due parli: l'una contiene le schedo dpi militari la c11i lt•sione è presunta o l egalm ~n te ammessa dipendente da causa di servizio; l'altra contie ne in\·ece le sch ede r·cl alive a lesioni presunte non dipendenti d a causa di ::.crvizio. Le sched e prese in esame per le ricerche , d elle quali sono es!)CJsti 1 ris ul tali. riguardano solo les ioni od jnfermità pres unte od ammesse dipendenti da. causa di servizio. Ciò porta alla pte,·ale nza delle; invalidilù dovute a lesioni traumatiche, p er le ragioni che sal'anno est1o:.le nell e con s ide razio ni s ulle invalidità, e s ulle q ua li s i richiama fin d 'ot a l'atte nzione d el let tore. li. -
PRF:PARAZIONE l"lEI.LA SCHEDA P~R LA ELABORAZIONE.
Per facilitare il la ,-oro di s pog lio e di aggruppamento d elle notizie contenute nella scheda , ciascuna notizia è contrass!!gnata con numero convenzionale . Ciò, pe r akuni elementi , quali ad esempio, le provincie di nascita o di I'Csidenza, l'agente vulnerantc , ecc., è s tato fatto ancM per facilitare la trascrizionP d egli elementi s tessi s u schede, che potessero poi servire per s pog li meccanici. P e r rendere possibile lo spoglio dei dati r iguardanti la invalidità, è s tato invece assolutam ente necc·ssario contrassegnarle con un numero. data la grandi s~ irntt varieti1 d elle lesioni. In fat.ti s i è voluto tener conto, non solo delle invalidità semplici, derivanti cioè dalla mancanza anatomica o d a abolizioni o menomazioni della funzionalità di un organo,
DATI STATISTI CI SL< 20770 I!'IVALIDI DI GUERRA
ma anche delle invalidità multiple, in cui, cioè, le mancanze anatomi -che o funzionali fossero molte p! ici o fra loro combinate . · Nella quasi impos:;ibililà di specificare tutte le alterazioni anatomiche o della funzion e dei vari organi, questo sis.tema è stato adottato anche perchè sembra offrire il vantaggio di facilitare le ricerche speciaii su qualche gruppo di invalidi, limito.ndole alle schede che portano quel dat.o nume ro. Così, ad esempio: le schede degli invalidi per· lesioni d el sistema nervoso sono s tate contrassegnate da un solo numero, il 570. Se si vorrà conoscC're poi quanti degli invalidi per lesioni del s istema nervoso lo s iano per lesioni del cervello, o di una data zona di esso, per lesione del midollo spinale o di un dato segmento di esso, pe r lesione d ei nervi periferiéi o di alcu ni di essi, non resterà che prendere in esame le schede con !rassegnate col N. 570 e raccoglierne le notizie desiderale . Il quadro idf'a to PH lfl. numemzione delle in validità è il seguente..:
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11Yfl :5T.\TI STIC I ~ 1: 207ì() !N \ ':\Lllll DI li t"ERRA
l'Ielle indicazioni dE:IIe invalidità s i è tenuLo conto della clussifiéazione già s tabilita nel model lo Io (\· . allegato 2) e concordata fra il Mini stero d ella Gu r:rra e l'Ope ra Naziona le di assistenzd d egli invalidi. Nella p rima riga orizzontale e n ella p rim a colon n a ,-erti ca le sono indicate le invaliditù: a cia:;cu na di esse coni~ponde. r·ts pellivamente, una serie di numeri progr·e~sivamente cresct!n!i daJl'alto in basso e da sinistra a d es tra, ed un<t lettera. Le lc•ltere !'Gno maiuscole pùr le invalidità inscrilte
nella riga ori zzontale, min us(·ole per qm•lle i11srritle nella colon na verticale. L'uso d e l quadro è mollo se mplice, p01chè a c iascuna invalidità semplice corrispond e un nume ro. Ad esempio: a lla mutilazione d e Jla cvscia sini~tra co t·rispon d e il numero i , a quella d ella coscia d estra il numero 30. La disposizione d el quadro permette poi di annotare con un numero anrhe le in,·alid ità mulliple. Così , acl esempio: al!.a coesistente mutilazion e d ella coscia d estra<.: sinistra con isponde il numero 3J, a quella d e lla. coscia dt·~t ra e gam ba s inis tra il n. 32, il numero c ioè che si trova al l' inc.roci<> d e ll e righe o rizzontali c Yerticali delle col'ri spondenti im·alidità se mplic i. P er ò, poic hè non in tutLi i casi cii invaliclit:l multipl e sarebbe stato possibi le nun tel'a t·e la sch ed a con il numero, ehe s i LJ·ova all'incrocio degli spazi, racchiusi dalle ri g he or·izzonla li e dalle verli('ali, si sono aggiunte le l ettere maiuscole o minu scole. Ad ese mpio: è possibile in dicare con il numero 47 la invalidità risultante dalla am!1utazione d ella coscia d estra e dalla cetilà d ell'occhio sinis tro, ma non si potrebbe in di car e, usando i soli numeri del quadro, la invalidità dovuta alla mutilazion e d el la coscia d estra ed a lla cecilù d ell'occhio d est ro. Ciò invcee si può ollcr1CJ't.:, usando il numero p er una d ell0 invalidità. e la lettera per l'altra; quindi, ad esempio: uua scheda che porli l'indicazione 30 r., significa che appartiene ad un inva lido per mutilazione d e lla coscia d f;;Sira e pe r ceciUt de ll 'occ hio d estr·o. Così disposte e preparate le schede, lo spoglio ed aggruppamenlo d ei dali segue gli ordinari metodi.
Ili. -
!J!\Tl STATIST!Cl flF.GLI IN '\ALIO I.
I daLi raccolti sono contenuti nelle s~guenli tavole: Tavola T - I nvalidi distinti pe!· invaliditit e proYinc!a Iii nascita; , Il - Quadro riassuntivo d egli inYalidi (c· ifre assolute) ; i\lul ilazirmi dcglt arli in fe rio ri; , l iI , l\' . Mutilazioni d egli arti superiori; , V - Cecilit diminuzion e d el visus; , \'l - Mnlilazioni dcll!\ faccia e lesioni dcll'Cipparalo boreale; , \'li - Nenopatie organiche; , V III - Quarlro riassunltvo ò e~li im·aìi di (cifr e proporzionali per· mille) ; , lX - I nvalidi clislrnl.i per classe di IC',·a e provincia di nasci La; X - l m ·alidi dis!inti pe!' Iir ofessione o m estier e c proYinc ia. di nasciLa.
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0.-\TI STATlSTICI SU
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TA\'OLA 1. -
In validi
30770 ·lNVALJDJ DI GCERRA di.~tin.ti
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per ùuxtlidità f! JJrOvincia rli
nascita. Le invalidità in qutsta tavola seno contrassegnate da un nume ro c he si riferisce al " quadro di classificazione delle in val idità >• riportato pt·eced entemente. Bas terà quindi cons ultare questo quadro per conoscere qtial e s ia la invalidità corrispondente al nume ro o alla let'.era, situati nella prima colonna a sinistra. Cit·ca la distinzione degli invalidi pu provincia di nascita si t'ichiama l'attenzione del lettore sul fatto che questi dati sono stati tolti da una pat·te d elle schede e prec isamente da quelle appatien enti ad invalidi, il cui cognome cominciava colle prime lettere dell'alfabeto (dall a lettera A alla lettera F j . Quindi si ritien e che sa rebbe errato il voler generalizzare a tutti gli invalidi. i dati t·elativi alla provincia di nascita , ris ultanti su questa tavola. Infatti , s i riti e ne c·he il numero degli inYalidi di qualche provincia possa, in qu esto spO"gl io parziale, predominare, solo perchè sono capitate sotto l'osservazione le iniziali di cognomi fre· quenti in quella provincia. B) TAVOLE: Il, III, IV, V, VI e \"Il. Allo scopo di facilitare al lettor(' la conoscenza del numero totale d egli invalidi, di c ui sono state esaminate le schede, si espongono, riassuntivamentc, nella tavola 11 , i dali circa le cause di invalidità, l'ag g ruppale secondo i vari titoli della tavola stessa e nelle taYolc III, l\", V, VI e VII i dati relat.ivt ad aJcune speciali categorie di invalidi. Nella tavola 11 , la 5pecificazione delle invalidità è limitata a que ll e invalidità, che sono indkate nei vari tìloli, quindi css:1 non è comp leta come nella tavola l, poichè le invalidità contrassegnate con una lettera maiuscola o minuscola, non sono tenute dis tinte dalle ~tllre. Ad esempio: i ciec hi bilate rali, 3.24, figurano solo come tali, mentre ve ne sono 34 con altre lesioni, come risulta dalla tavola l. La minor copia di not.izie circa il genere d i in\·alidili:t. contenuta in questa tavola, s i ritiene compensala dal vantaggio di ol'frire, in forma s intetica, il numero degli invalidi ù1 molle cat.~go ri e . C) TAVOLI::: III, IV, \',\"l e VII.
Sono slate ideale allo scopo di dare al lettot·e il numero preciso d~:gli in validi di alcune categorie, senza c he si dùve::;set·o ricel'care ed aggruppare i singoli dati della lavola I. P er i mutilaLi deg li arti infel'iori non si è tenuto conto delle mutilazioni dell e dita dei pi edi; per quelli degli a rti superiori si sono comprese an che le mutilazioni di tutte le dita, ma si sono esclusi i mutilati del pollice, con o senza. altre d ita, e quel li d elie altre dita, escluso il polli ce . Cna osservazione che sarà senza dubbio fatta nel confronta1·e i num e ri di queste tavole con qu elli della t<1vola II , è che, in I'JUCste, il num e ro degli invalidi di una data categoria , eumun e alle due tavole, è superiore a quello che risulterebbe, per la stessa categoria, dalla lavola II. Ciò appunto dipende da quanto si è già. detto a proposito dell a tavola Il, che cioè in questa, per manten ere il tracciato in proporzioni
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UATI ~TATI STI C1 ::il> 'JOT7(J IN\"ALIIH 1>1 G U I::RR.\
mod e;; le, la specificazione d elle inYalidità semplici e molteplici è l imitala: ed alcune invalidilit multiple fig urano come semp!ici. Così ad esempio: un amputalo della gamba destra e del braccio destro, n ella tavola II , fi g ura come mutilato di un solo arto, non essend o possibile nel tracc iato che si è adottalo, ~egnalarlo in una apposita casella, come i nvece accade per il mutilato della gamba destra e del braccio sinis tro. Poiché le tavole III, IV, \·, YT e \'Il conside rano l'i1n-alido solo per un datu gc ner~ di les ivne, è inev iiabile la ripetizione di c.oloro che sono affetti da due o !)iù delle inferm1til eu! sono intestate 1e singolE! tavole; ad ese mpio: i mut.ilati conlempo1aneamente d egli art.i inferiori e di quelli s uperiori, fìg·u reranno nella tavola III, e saranno anche nella ta\'Oia I\'. Di ciò s i è c rrduto far cenn<• per ev il~u·e che illellm·e, sommando i singoli dati , ad C::>empio: dei mutilati d egl i arti inferiori e s uperiori, credesse di avere il totale dei mutilati in genere, e cadesse nello errore di scambiare il numero dei mutilati con quello che rappr·esenta invece il numero delle mutilazioni. · D ) TAVOLA \'III.
La tavola \ ' Ili dà l e cifre proporzionali d egli invalidi di ciascuna categoria, riferite al totale di 1000 invalidi. r.e cifre da cui sono state ottenu te sono quelle d ella tavola II. Poi chè nel raggruppare i dati d ella tavola II , si è avuto cura di far figurare l'invalido solto la denominazione de1la invalidità più grave, si può ritenere che non ost.ante le omissioni sulle quali si è già richiamata la attenzione del lettore, le cifre proporzionali d ella tavola \ ' II I, r·appresentino. in modo molto approssimati vo, la percentual t> delle varie categorie t:legli im·alidi di g uerTa. Dall 'esame delle cifre contenute in que.:;ta tavola si wde chiaramente la forte prepondel'anza degli invalidi p et· lesioni traumatiche. Infatti se sì escludono i tubercolosi {28.8 p er 1000) , i psicopatici (10.6 per 1000) , t' forse una par'le deg li inYalidi non chiaramente s pecificati e di quelli per altre lesioni, si può ritenere ch e L.tttlo il resto rig uardi invalidi in seguito a lesioni traumatiche. Ciò, come si è d etto a principio,. dipen d e dal fallo che le sehede che furono prese in esam e, riguardano invalidità, la cui lesion e od infermità era stata g ià legalmente ammessa come dipendente da causa di servizio od , almeno, pn~su nt.a come tale. 'l'aie presu nzion ~ o certezza è · naturale che fosse più facil e ammettere per le lesioni tr·aumaticile, e n e der·iva il predominio di rui si è fatto cenn o. Gli ullcriori a(·eel't.amenti medico-legali , compiuti cioè dopo d1c l'infermo era s tato dimesso dall 'ospedale e quindi dopo la compilazion e d ella. scheda indiYi.dual e; la magg.·ior larg he7.Za d ei crit.er·i cu i lo Stato si è sempre Ycnu to ispirando nello ammettere come dipendenti da cause di !'PI'Yi zi0 nk11nc m alattie conlrallc: o ~e m!1 li ce m enf e a .({~ f' P.\'fllt> !1PÌ rl i· sagi dPila vita di gLJerra ; il ritorno in patria di molti tubercolosi già prig ionieri ca mbieranno sensib ilmente il rapporto , ch e oggi risulta fra glì in validi in seguito a lesion i lraumali<·he e quelli in seguito ad infermità. Os:->en ·ando le cifre di qneslo quad1·o si può constatare quanto appresso:
0.\Tl STATI~TICI Sl'
1. -
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.l!utila:;ioni.
In genere le mutilazioni e le mcnomazioni funzionali negli arti in· feriori sono pressochè identich•3 tanto a destra che a s inistra. Anche 1 singoli segmenti dell'arto offrono all'incirca lo stesso numero di mutilazioni sia a destra sia a smist1·a (vedi anche tav. lll ). Le cifre <ielle mutilazioni doppie degli arti inferiori sono troppo esigue pe1· offrire campo a speciali considerazioni. Solo si può osservare eh.; il numE:ro delle coesistenti mutilazioni di segmenti omonimi dei due arti è sempre superiore a quello dell e mutilazioni d i segmenti eteronimi, e che il numero delle mutilazioni dei segmenti omonimi aumenta per i segmenti distali in confronto dei p1·ossimali. (coscia 0,3: gamba 5.2; piede 6.5). La frequenza maggior ~ di mutilazioni simmetriche, a confronto di quelle asimnwtriche, nei due arti infetiori, si ritiene possu es . se1·e in dipendenza della relativa facilità con la quale un <1gente tra•l· matico può contemporaneamente colpire gli ar·ti inferiol'i alla stessa altezza, ed ant he per le frequenti simmetriche congelazioni degli estremi distali degli arti inferiori. Anche le mutilazioni de~Ji arti superiori sono pressochè identiche a destra ed a sinistra, per il braccio , l'avambraccio e mano ; anzi, risulterebbe un ce1'to predominio per detti segmenti nel lato destro; mentre le mutilazioni di tutte le dita, del pollic.e con o senza alh·e di ta, e delle altt·e dita, sono maggiori a sinistra che a destra. Così pure le menomazioni gravi della funzion e dell'arto superiore destro. (4.5,5 per 1000). sono alquanto superiori a quelle dell'arto superiore sinistro (42,1 per mille), mentre il contrario, ed in modo molto più sensi bile, che per le mutilazioni, avviene per le menomazioni leggere (58,9 a destra, 79,7 a sinistra). Le ragioni di tali differenze non possono dedmsi dalle notizie contenute nella scheda, ma potrebbero inveee dedursi, con certezza, riferendosi all'agente vulnerante, ai cat·atteri anatomici e clinici presentati dalla ferita ed anche da un accurato esame della lesione residuale. Le mutilazioni degli arti inftriori sono maggiori di quelle degli at·ti superiori, sia se si consid eri il totale, sia se si sonsiderino i segmen li omologhi (numero delle mutilazioni del braccio a confronto di quelle della coscia, dell'avambraccio a confronto di quelle gamba, della mano a confronto di quelle del piede). Dipende eiò dalle congelazioni degli arti inferiori più numerose di quelle degli ar~i superiori? oppure da una prevalente sopravvivenza ùei feriti degli arti inferiori?. Le ricet·che che si faranno sulle invalidità in relazione alle cause c he l'hanno determinata, alla data in cui è slala riportata la lesione,
alle regioni colpite · nei feriti sopravvissttti, potranno da1·e una sicura risposta a tali domande. Anche per gli arti superiori, benchè in misura minore, si ripete il fallo che le mutilazioni simmetriche dei due arti sono maggiori di quelle asimmet.riche, e che le mutilazioni dei segmenti distali sono in numero maggiore di quelle dei segmenti prossimali. Ciò può dipendere dal fatto che difficilmente l'agente vulnerante può ledere in modo
DATI STAT ISTICI S~ 30710 INVALIDI DI GCERRA
grave i segmen ti prossimali degl i arti superitlri 'ienza ledrre contempor·aneamente il torace, il collo ed anche il capo e determinar·e pe r ciò la morte del fe rito. Le muti laziOni d egh arti superiori s i accompagnano frequentemente colla cecità sia uni lale,·ale che bilaterale, il ch e si spiega colla contempor·an f'a. azione ctena causa vulneran te sulla faccia e sul le mani , pt> J' scoppio acrident.a le, nel maneggio di ordi·gni o materie esplodenti (vedi anche lav. IV e Y) . 2. -
M cnorna:,ionc nl'lla fun:.ione t/f'!Jli arti.
Solto questa denominazione sono ~·omprese tutte le invalidità d eri-
n wti da lesioni ossee od a1·ticolari c he hanno avuto pe r consegue nza deviazioni od accorcianwnti f.ieHe ossa lunghe, rigidilll articola,•i, calli fìlJ J'Osi ecc. La distinzione tn gravi o Jeggt-ri si è di massima basata sm l"a r·atteri descrìlti nd la scheda individuale sotto la dicituru : " Natura della lesione resid uale" e s i sono considerati come invalidi gravi i lesi ne lle grandi articol azioni, con rrsidue g ravi rigidità articolari, con p:'eud oartrosi. con a nc hilos i in cattiva posizione; oppure i lesi nella diatì;;i delle ossa lunghe con calli notevolment~ d ~fo r· mi, con gravi accorciamen ti, con frattur·e consolidate in posizioni viziose; gli affet.ti da rel raz ion i cicatriziali grav i. Si sono considerati come m enomati legger·i nella funzione degli arti, i lesi nelle piccole articolazioni e coloro le cui lesion·i residuali limita,·ano in modo molto minore delle precedenti, l'uso d ell'arto. Anche per le menomazioni nella funzion e degli art! inferiori non si notano grandi ~iffere nze fra il lato destro e s inistro. P e r gli arti superiori invece tale differenza esiste e se n e è già pa rlato a proposito d elle muti !azioni. Si è notato come le mutilazioni degli arti pelvici fossero in numer·é superiore a quelle d egli arti toracici. P er le menomazioni della funzione aceade invere l'in verso (gravi: arti superiori· 87,7 per 1000; inferiori 61,2 l)er 1000; leggeri: arti superiori 139,0; arti inferiori 99}. Lo studio più particolareggiato di tale genere di invalidità s ia nei rig uardi d elle regioni anatomiche colpite e dei tessut.i lesi, s ia d elle cause vulneranti, s ia d ella natura della lesione residuale 11otrà d a re le mgioni della preponderanza di esse negli a r ti supe1·iori.
Ad ogni modo, si può forse attribuire fin d'ora tale preponderànza ttl fatto che, come si è accennato, P<lrlando d elle mutilaziOni, può C'S~ere più facile che una lesione grave cit.gli arLi i nferiori sia compatibile con la sopravvivenza del ferito, di quel c.he non lo sia una lesione gr a ve degli arti superiori, , mentre le lesioni leggere di questi possono d eterminare più frequenti alterazioni nell a funzion e, r er la più facile coneomilanza di lesioni ossee, e nervose, dato il minore volume d ell'e masse muscolari, e per la funzi one propria, più d elicata e complessa, clpgJ i arti su peri o,· i. Il totale cJ i tutti gli invalidi per menornazioni della funzione (12.299) si avvici na molto alla metà degli in validi per lesioni traumatiche (t' ft. ta-
DATI STATJS'flCI ::) I l
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INVALIDI 01 GU:RR.\
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vola Il), e questa osser·vazione si r·itiene di grande importanza, perchè induce a pensa•·e che una gr·an parte di questi invalidi, sottoposti a cure ortopediche e chinesiterapiche potrebbe di molto migliorare e forse completamente guarit·e, con vantaggi morali pe1· gli infermi e fin anziari per la società. ~ 3. -
Cecità.
Questa grave invalidità raggiunge pm·troppo cifre alte (comp lessi vamente il 10,7 per 1000 degli invalidi ) ed una forte percentuale (il 10,5 per 1000) è data dai ciechi bilaterali. Fra questi vi sono pul'lt•opno. come appare dalla. tavola l , invalidi cui l'agente vulnerante ha anche apportato mutilazioni gravi degli arti superiori. Quantunque da questa esposizione non risulti, p me per ricerche fatte, si può affermare che in genere la cecità bilaterale, accompagnata da mutilazioni deg li arti superiori, è dovuta in genere a scoppi accidentali o anticipati di proiettili o so!'tanze esplodenti, mentre la cecità bilaterale, non accompagnala da altre lesion i, fu in gran parte dovùta a sr:.heggie di proi elllli di artiglieria ed an<J.he pt·oielwli di armi podatih attraversanti le rcg·ioni orbitaric o langenzwl i ad esse . 4. -
Mutilati della frz,·cia e ll'Si dt•ll'rtmJarato borrrtlf'.
Rappresentano il 26,7 per mille degli invalidi contemplali in questo studio. La cecità è la lesione chf' più fre.quentemente si accompagna con questo genere di invalidità. Sono fra gli invalidi di guerra d egni di maggiore considerazione perchè alle gravi lesioni di organi molto importanti per la vita vegetativa si aggtUngono deformità nella cosmesi del volto, che dolgono più di qualunque altra ir.fermità, onde uno specialista di gran cuore e di p-t·ande intelligenza faceva notare che J'Polti dei suoi infermi , i quali avevano già _subito lunghissime cur-e e molte operazioni delicate f' dolorose, ed avevano a poco a poco visto i tratlt del lol'O ·viso riavvirinarsi à quelli che et·ano prima della ferita, non si stancM·ano di ritornare a lui per chiedere ancora ur,a piccola operazione che togliesse una cicatrice troppo visibile o deforme, che rendesse meno manifesta una assi mel ria della faccia, che ricostruisse una pa lpebra, un labbro ecc. L'autorik1. sanitaria militare, disponendo che questi infermi trovassero fin ..dalle unità sanitarte più avanzate una assistenza chirurgica specializzata, la quale era poi proseguita nella zor1a territoriale, faceva opera altam ente pietosa. 5. -
Nevropatie organich1'.
Sono comprese so Ho questa dic-i tura tutle le in va l id ità derivanti da lesioni d el sistema nervoso centrale e periferico Nel classificare questi in val idi si è avùto cura di consirlerar·ne la lesione indi pC'ndentemente
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UATI STATISTIC I SU
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dagli effelLi di minorazione ed ~1bolizione d ella funzion e ch e css~ aveva determinalo, e ciò per tenerli distinti dagli invalidi la cui minorazione od abolizione della funzione di un organo fosse dipendente, ad esempio, da una anc hilosi, da un callo d eform e, da una 1·etrazione cicatriziale ec<: . ~ lJ cr·it.erio che ha guidato a stabilire ciò, è stato puramente volto ad un concetto pratico, quello cioè di ten ere di stinte dalle altr·e le schede dei fl L'vropatici e facililame, in avvenire, uno studio più dettagliato. Ne deriva. che il numero delle invaliditit associatB alle nevropatic organiche, nelle tavole annesse, appare molto scarso, effet.Livamente, specie per i menomati della funzione, che dovrebbe esser0 grandissimo. Le inva!idilìt, che, in q ueste tavole, ri::;ullano accompagnare le nevropatie ·organ iche sono dovute a lesioni indipendenti da quelle del sistema nervoso. L'alta pel'ccnluale di queste invalidilit (96,1 per 1000), induce a considerazioni analoghe n quelle fatte per i menomati nella funzione degli m·LL poichè si conoscono quanti vantaggi possa recare ad un leso del sis tema nervoso, specie periferico, la. continuità di una cura chirurgica e fisica. Anche per questi feriti l'autorità sanilat·i a militare dispose, precocemente, una specializzazione dei servizi sia nella zona di guerra. sia in quella territoriale, e sarebbe di g rande vantaggio sociale che la assistenza. a questi infermi potesse continuare a lungo, poichè i vantaggi curativi sono mollo lenti ad oltener·si ed il ripristino d elle Cflrrenti attraverso la rete nervosa avviene con una lentezza eh~ sembra esser·e il contrasto più perfetto della is tantaneità colla qnale esse si interTompono quando un agente traumatic-o ne spezzi le vie di conduzione.
Rappresentano una minima pf:rcer..tuale d egli invalidi , e tenendo conto della natura di tali infermità e consi d erando che la .scheda individuale è compilata all'allo della dimissione dell'infermo dall'ospedale, la· cosa è facilmente spi~?gabile. Le ulteriori cure che la! i infermi possono avere avule e le conseguenti guarigioni è da ri tenere che abbiano ancora ridotta lalè percentuale. 7. ·- Psiropatici e tubercolosi.
l'\on raprw!'senlano nna percentuale molio fort.(' s ul totale degli invalidi. Per cÙi ci rimettiamo a quanto è stato già detto, parag·onando il numero degli invalidi per lesioni traumatic he con quello degli _invali_di per malattie e facendo constatare la enorme prevalen~a di qu~llt, la dt fftcoltà , cioè, di s tabilirne la dipendenza da causa di servizio. Onde è da ritenere ch e, allargali i criteri cin· a t.ale dipendenza, la percentuale s ubir·it un aumento.
DATI STATISTICi Sll ::'077(1 INVAL!OI lJI OGEOR.\
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8. ·-Sordità e r/illa nu::-ionc di u.dito.
Questa invalidità è stata c.)n ~ ;derata solo se ha colpito bilateralmente i'organo uditivo. Ciò ne spiega la bas:;rt pe•·centuale.
Oltre le invuliditit non spetificate nel q uadt·o di classificazione, ripo•·tato precedentemente sono comprese, sotto questa voce, le invalidità derivanti dtl lesione di organ i interni endoloracic.i ed endoaddominali, appa.•·alo genital e ecc. Nell'aggruppare sot to q uesta dicitura tali voci si è seguito it cri terio, giù accenn ato per le nev roratie OTganiche, di formare cioè una categoria che ne consen t.isse, suecessivamente , uno studio più particolareggiato, prenden do in esame il g ruppo di schede classificato con il numero 660 . iO. -
Lc~i della
colonf>a verlt'! brall:.
Tale voce, essendo rompresa nel quadro 1•, è stata mantenuta nel quadro di cla~s ifì cazion P., quantunque possa sembrate che almeno in parte, debba rientrare in quella più comprensiva delle nevropatie organiche. E' ben·~ però avvertire t~he da essa sono state escluse tutte le lesioni del sistema nervoso, onde rappt e.3onta solo il numero degli in val.idi l'et· lbsioni della colonna vertebrale, 5enza part.;c.ip.azione del midollo spinale, c dei nerv1 ~pina]i . 11. -
Pi ccole au?]:ru/a::-ioni t: rlisarlicola:.ion-i ed in v al ùWà non specifica/t' chiararnl'nt c.
~on offrono motivo di speciali
considerazioni.
E ) TAVOLA IX.
I NVALtDT DISTI NTI PER PROVINCIA DI NASCITA
E CLASSE DI LE\' A.
II numcr·o degli invalidi va gradatamente aumentando dalle classi più anziane alle meno anziane, e ciò , come è facile immaginare, dipende dall 'essere state quelle prevalentemente adibite a servizi territoriali. Se si tracciasse una curva, indicante tale progressivo aumento, si v edrebbe un abbassamento di e~sa in corrispondenza della classe i892. Le r agioni di ciò, prescindendo dalle vanazioni che vi possono avvenire
7ti
DATI STATI:-5T!Cl SU
20Tì0 INVA LID I Dl GUERRA
col pr·endere in esame le sc hed€' di tutti gli invalidi, O· da alt.r·i m otivi che potessero anche influirvi, s i ritien e possano ricercarsi nel fatto che, nel 1015 e 1916, le truppe dislocate nelle colonie e quindi meno esposte ai traumi della guerra, appartenevano, in gran numero , a tale classe di leva. Il massimo contributo risulta essere dalo dalla classe 1895. Si osserva anche lo scarso contributo che, da questa tavola, ri su lterebbe a car·ico delle classi 1897 (' più giovani. E' necessal'io per eiò, far notare che le ricer che, di c ui si espongono i ris ultati , furon o compiute in diverse circoc;lé'.nze ed a dislaP.za dt tempo da fJUcsla pubblicazione e c h e, perciò, la massima parte di dette ossernzioni deve riferirsi ad invalidi per lesioni riportate nei pt·imi anni di guerra, non e~sendo ancora slale inserite, nello schedario, le scli.ede degli invalidi per lesioni rirortate in comballimenti più recenti. Dall'esame di tutte le s.-!1ede, il numero degli invalidi, apparlt'nenti alle ultime clAssi chiamate alle armi, sa rà di certo maggiore di quello che appa r·e da CJtteslo spoglio par·ziale. F ) TAVOLA X.
INL\LIDI DISTINTI PER PROYlNCIA DI NA.SCJT.-\ E PROFESSl ONE O :'vtESTIERE.
11 massimo con tributo alle invalidità è dato dai coltivatori della terra. In ordine decrescente vengono successi ,·arnente i minatori, scalpelli n i ecc., i cocchieri, stallieri, carre t t ieri ecc., i braccianti. manovali ecc., i fabbri, meccanici, elcttrici5ti ecc., poi i lavoratori del legno. Un notevole contributo è dato anche dagli studenti, dagli impiegati pubblic i e printli, dai rag ioniet·i, dagli ç1vvocati, procuratori ecc .
CONORESSl
Sl
40 .Anatom·icumente >~carso t>fiei.to pmtìco: hi\nn o con ,:;~·g ui to i tolltt\tivi di diffe re nziare il tifo dai :> uoi pam. "' 5o Clinicamente, la. p ersonalità s into ntati cn rhc taiHno ha cercato di eonfe· rire ai paratifi in conf•·onto d E>l tifo. so può convPn irc pt•r la. ma><sa globale u e i casi, ma.nca troppo spesso di un reale Ynl two p1·at ico di fronte ai singoU individui. Il t o•·n•ino di " parat.ifo n a prescindere da og·n i signif:ìcuzione mi crobi ca, che comun qui" volta a volta stH·ebbo da accerta1-si pM con c re tan.: la formala diagnosti ca . don·ebbe, in contn1pposto a quello di « t ifo" riS<'rvarsi :solo pe r quelle infczioHi eh<' l't hiane od eberthosimili che rlalln. ciR~~i cn :.;i rl i ;:.<•o~:to no per uno. evoluzimw anom~tla , rapida e eli particolare be nignittt. 11 '' tifo n e i vaccinati » i n li uea gc- Jioral e si pt1Ò a nu1w ttt"re ehe col'l'il'p<.lllda ad tmn. forma attem1ata.. Ca:si gnwi <•d •mc h <' ad f'Si fo infa11st o si <' hbe ro pei·ò nl l · che ha i Yaccinati, s p ec·ie per c iò cho J·ig\uH·d t~ il tifo. L 'inn<·gaùilCJ pa rziale refnlt· tnrie tà de i vaccina t i. piìt c he da. una vitto 1·i•~ ns:<olut a. s1111'infPzion <', dt·J·i\'cl·cbhe <la una :;c>mpl iro !iO><tituzio n e batte r iologica e clini<"a de i parntili a l tifo. S i è di m olto d iffu><t•· la con o>:el'IWU. ri <' llu lcJCA)izZt17.ioni protopatiche rk•i g<'rmi tifosi() p<watifo><i in Rt>rli Cj'lti a tortQ ri t c>n ut e il iJOilltlle, :SOYI'àÌll t !o r o,..,:;eu e In netu·oce>n t mie, All f1 assoc ia.zi o ni it<olmcillari ed ctt"ro bat tm·ich e dianzi m:c·r•nnatt', s i è <'<'reato, anche con buo n h·utt o. di c·mlfPrirP di'termina r!' q unlitìt r·lin.iC' h<' : fm·mc nuove f' n on sempre ;;E'f nza, un rp mlr lw artificio xono stll.to in troci nt t e nP I n osogrufi><mo c linico : le fo rnw 11d iniY.i<• c· ire<>~<r·ritt o, la cokl'ic>>, la. bl><so·od inw n it·a . la. n•ening<•a, In. pscuclo-tu bt•n::ol>~rc·. In c roHi<·u. Anchn a ciusctmo. di CJl.lv,;!c· ;:i ù ec·n·u to di imprirne1·o un camtt('re di imlh·iduolitìt ditTt>J'Cnziale e lo si tt·as>'c·, o d~tllu com·tc d egl i st.es>"i 1<intomi. o d t\ s peci nli rpferti eJ1imici (ip~·rnzot<JI'ad • iu), O \ 'Vt'ro i11fìue da analogie cou >lltrr· info:r.ioni lp>:c•tJcl\•-tnht•t·rolosi mu.h•rica). Luce nuova luut11 o W'' tnt o ~J nc he nC'Il'unll.>i1!'> d el tifo lo n'<'t' nt.i !l('(JU isizioni endocl'ino-:;illlpat ieh<·. RiSOl'Sf' din~lltlRt i r·hf' flliO \ ' C' o 1·innm·~•lo snn•1 : l11 cu til'<'ttzion(l di <•flirnciu molto dubbia; la prc,,·u, 1\tr opinic·u n<m meno co ntt•><t>Hn: lo spl<' II OI'Nw.ione, che .i n\'ece paro C(J!Tispo11da a;;:>ui lx·nu, pur chè e;;cg11ita con particolari aN·orginwnt.i o cl.'.rt o lH'Ot'<•nzio ni: lo j odoreazi o ni di K ronbl:'rger c di I'etzeta.ld !i, la l Oa· zion fl di \\'uiss, qut•ll •~ di Hubin e qu t"llA a ncora di ~il vestri a l pe rc lo ruro di fPrro. (jo Proiilrllliram!'IILC Stll'<'bbe vano negat e e llo dei l'C'ali vantaggi si so110 ottenuti d n liti. \'!l('(·inazionl' ><Jlf'Ci fi e>l.. Non sn no lt·citi p e rò ~O\'(•rchi ent u;:iul>llti ; perc hè, tntdlt• dopo l'!l d <>Zione di vaec in i triYnlen ti, l'eRito ottt•nut o è infe rior <• a CJUC'Uo pro\'i,.;t o ; }WW· Ii è la pt·ui ica va<:cinnlv non è scevra di perict~li (:<e n e è c r<'uta pel'fìno una s ind nm1o). e non i•liminA i C'u:-;i gt.avi><><imi ; pt·rch è da. 11lt imo ~~~ ><ua. t•flicienza è rdat i\'a. P •·t• lntivanu·nu· h rPV<'. l lipontcrini pnion op r• ·,..,rnl·, ·i"i lll~'gli o .
E ' a.llo ;;tudio In. \•acdnnzionc· p~1· vitt Ol'tl.lè . 7o 'l 'e>npetllÌrYmt eHl<' i progrc>,<;,:;i ottcmut.i >'i n!Tidano Ai pr·n<·t•diJn enti mol t o dissimi li gli uni pe r· ri:opett.o agl i a lt.ri. con r-ui è prO\·oeatll quc· lla cl1t' di r eecntt• fu definita. <· t flrmo te ntpia » : una viole nta n•azionn t ermiet\ e viscerale cioè, con CIIi l'organismo St'n7.a attog~:,>iarsi affatto od llPF<"na in n 10do abort ivo a qtl()Jle rnndifi cuzioni d E' l mt"zzo biologico con cu i si anm1 rtt e poss>t d o minarP. l'infezio ne, rapi dat nente J'ÌPSCe a clisirnpegrttl i'Sf'11<" invece t> ptt:.;;;are >L g ua.rigione. Furono adoPf"ra.t.i a. q\1csto !>Copo la. co ll ohitl."~'· di l'tn.gno P SJ;ecia ll nento qt ><'lla d'oro. la vaccinoten~.pin, la proteina e In pc pto t e rlLpia. L 'adozione, e part• con e><ito soddil<fttce ntC', d e i vaccini ct e r ologhi semhra t ogli<•re ngn i (·arattl' l'P di "Jlf'c·.ili<·itit t\ qu est o metodo d i cura il cu i obbietto. come d el l'(•;:to qw:-Jlo dc>gli u ltri pro('cdimi.'Hti di pari flffì c ie nza biologica. devo t('ndNo a fì::;..,;a t·c, in limiti almeno rc>ln.tivmnente p ossihili, In po><ol ogia e il dosuggio di' Il (• !'<()stAnZ<' lNttr·. a. s<'gnal'f' 111 v in rli introchT zion<' piìt couft\Cf'Jt te, a toglie re infine od u. ridmTO ad nn wininw t.oll('rabil e la somma <.h' i llt'I' Ì<"ol i t o:<sici, c he tutt on\ ne rt"ndo n o iufìdn, imma tura C' s p<•:;so poco pmt ica l'app u cazim lP. Un'in terpretazione biologiNt sic11ra. no n è nnc·orH l'Rj!gitJH tn: n 1aggiorc n t t end i bi li tà. pa io no ri\'('R( ire lo l'l'<:ent i,.;simc> YE'< htto Ullll· I'Ìh>IIO "'"Il' iltfht<'I1Z{~ p~1· t ol!f'lW cd nntipatogenn f':<Cr'citltl>t dagli rcp tilil)l'ii irltn\OI'f!Hlli l' i d t> i n o rmali kr · nt c n( i r('J' T'iRpef tO ni l't•fn.t i\·i Il Ili iri'I'Jl1Pilti.
6. - Giornale di m cdici'lla. ·militare . -
Fnsc. L
COKO RESS I
l Y. -
Quello che ci ha insegnato la gruerra nel campo della dissenteria amebica , ...,. il pr~ r. Gu ido Lo r c n za ni
(J>''"""''·
LP Plll ÌIIIJlUI'lllllti m•q•li... il.ÌOIIÌ rnt l p dlll':lllll' la gul•J·i·u. . Jll'l CUIIltJU dul ln J)j ~. A111l' l1Ì<'ll t•u;o;svn Ll ri ll'Jit•r,.; i le :<('gli l' lil i :
St•llltii'ÌI~
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V. - Quello che ci ha insegnato la guerra nel camp o della dissenteria bacillare pl'r
Dr~ llll' nll:\lis i •·Ìa-<-<11111
Il llrM. Fra n cesco Giu g ni ( l'~t·m•l.
j,-,. d P1.di ,.111di 11 d r• ll<' num.••·o~A t'ÌPPmho :-'til ln /)i.~.<e'Jt·
u•ria bru·il/(lN! . ç·ompi11ti dun~11i ,. lu grto•J'I'H. :<i J)IH'<O ii t> l t'li l'l'l' lfl SI>Q;ttf'n( i cmrl'!rt.sioni.: Jo C lw d11mnt e hL l!"' ·•·•·a 1111a J.!l'i\11. p M i" ''· i piìt P-<lc'<i 1.' tipici t ra i focol n.i epidt'lnici di di.--<t•ntcwi>t h ,u•illar.•. ri"'ull a r·ono dt~\' ltti r\1 b. di Shiga-Krw<O : o clw fjlll'sto w·•·nw, c·u l di,.wiplina•·si d PihL ll'lliiÌt:>l h,Lt .tt ·•·iolo>gir~n n.•i l t~honLt·•WÌ .eli grtc r r a, f n I'Ìscunt rat o n r)!l i P·mm i •h ·il n f<·ri c-nn llll>l gm• l u;LI<' rn •l.ggim'l' f rN pann7.a . f ì n o ad e ><s('!'l) t·ic·<HillS<·irrLn 1wl ln piì1 r t·n• ·au i l'ÌI'l• J't: lt< · l'aJ,:t' lll•' P''''""oc·hè Cl:<d u "Ì \ '0 <l i !!1'11 11 P>Ll'l o d l'li(• <·pidt'II\Ìf'.
CON( ,P.f.::i::il
S:J
20 Ln tw•·<·•·Httlal•·· t• lt •\ '> ll11. di tnlt• rt'Jll'l'tt> 1.• l'Ì>'tllt<lt<~ i rl i~f><'I.:Ìt\ C:Oll'I<'J.!III·nza di ~lcnnn nwclili1:azi on i n c·lln tv•·u iea de)!li t•snrni, un·t.itut t o dulln ::!<'lltinn iulltwdiatn rwi t<·rn·ni eulttu·ali ddl<' il·uì <lpp<· rta f'IIIP<sc o fH'<'I••'·urn tlirNtauwntc· dul r t·lto o ch~l l<i!(llll\ coli<·IJ, 1• ;Jo [n b ft.-"" a tt~lfl (II'C\'>1(1·1\7.11 di r<'("'ni. Hlla spo<·iak· unpronta cp id••ntiol"$-!iCn. ai dai i clinici e aw~tnm•)p>Ht>I<•).!Ìr·i <·a•·Mt<·t'Ì:<t i1·i a qnf•:;t(l g<'I'Hlf',!tJlpar'l' gill-;tilir·•~Lo ris• •t'\'111'(' al tonni no d i-~!ie1111 ria i l ;;igu i l'inttl) <:ott\'l'l\7,ionnlt• d i una ontiUt r r \o t·b<•~<:t d1•l in it"'. uonttn ad 111 1 ttJ.z:<>ltl e Sflt·t·ifir·n. ili>. KhiL::u·KI'll:<t'. rlistingnendola UIWI1C' rhlila utnf'bir·u d1<' hu t•ft.rat t C'l't• t'I\<IPIHit·u. A u eu i ><i 1.uldu·u lrll')..: lto, >i<lcondo u.Lcuni attLtH'Ì . la t kll<l lllÌil>LZiii iiP rli (.'llil.'J'(I(•()ftitl U.tlH'b it:a. 40 All1·i JUtd<'i <'p idc·rni<·i i><m piìt lirrtit~\i i P i11 J!•' IH'I'A irnprontati a ln>\)!t:::ior bc·IÙRnitiL, c-on ;dCUIW Ct\1'1\itPristir·l"• c·lirtil'ltL• l'd •'t•idl'n•il>lo~idlo di O'Prt'nzi<l·li, fiii'OUCI ri,•·onl mt i dnntl i n tri i alt a·i gNtlli di-.;sr·n!c·t ir·i piìtrtoti. <'in lìuNt di l'n••tta·rtzt~ al b. F i<'XIIt'l', >1-1 Y. Ll bs-Hus:<d o allo 1'51 rurrl!. t:t.i tdtri g<'nn i llWIHI fr~·qw·nti o di n ,pnrto ntlll\'1 >. p iì1 cht· in \'ern ••pidt·mi<•. s i risr·nntnuono in pic·coli nudei o i11 c·a.•<Ì Ì'lol <:r.ti collttlli,ti allnwillo di ;-;Jtiw~ (l ltgli aiii'Ì gnrm i rieordati. 5~ l'c'l' q~tc•sto c:anttl!-rist idtt- d itì't·n•nzi1oli d'o1·dino dini<·o ed q>idt•lnio J.,Qic•• l'iw cnllf•·l'llt:t.no lu diff< 'J'!'ILI i proprit•l;\ hiolo~ìdtn 6 ~:ttltuntli eli di'l t i W'l'lllÌ. t·i ... ttlLU <lp( o()J'illiiU. <t ,.,('()('il di (·h~-;.-..i( it'I~ZÌOU(' ntzioru~{!\, JNL' <(IIHill() !Ull'<ll'll r.oi1\'1'11Zifll\lllt•, procod"n' alh~ ~I·'""'L <{n•gfi;L di qu,·!la adolt>H<~ JWi l!•'l'rlli tifì•·i: ('llthid•·nw•· cic~t'· il b. di :-)ltii!:.-Kr·nsc c·onw l!<'l'llt<' di.,~rull'fÌt·o eapo.~t i l'ilo•, c• gli >llt ri 1'01<11' prnarlissc•ntcrici, con l'idt:nl i<·n ,.[J.!uilìc·uto ultl·il.Juito 1\i ptll'<tllfi<-i. (jO ,'\d h~ ;<<•l'i<• d·· i g<'I'IIIÌ dis,:t·nt<·rigc•ni c·llt• JWI' il lnrn 11111lt iplic·ttr"<Ì ('Il ti IL> pr•1· dotto di'Ile• ri•·<'J'd tv di g'lll' ITII lm1trl0 gl'liti! o l'!dlal'ttlf· lli'Ì C'liniei c• IH'/.di .~ll ·s~i B.ll· tt•I'Ì(l((o~i, cln\'l'li t'>',..!'l'•' C\OIII]llllla llll>l l'l)!oro.~n 1'1\'1'< 11~ c·hp ll<'<'l'l'tl 1\IIZÌ tll iln "'' ;;o1111 id.·nti ii<·>Lbili i 11 lll~ .!.!Pt'lll<' (<'"'" Irto l to p l'lilla h il!' ,. ~iit \'c ·1·ifient n..;i i 11 u lnrn Clt-..i) clw• o più f.!1'1'11ti i qunli 111111 hurtnll d t din·r,.. .. dt•• il I.H<IIH' di un UII\<H'<' o llllll rlifr1· · rento l<' tl <'l'il d <•ll'n lf,d,t'l ll. 70 De' i gc·nni . clt~ c·c•rl!tlll•'llh• \ ' I 'L'I'rtltr1<> c·nsì ridotti di 1\ltrn<·rn. <>II'Ìl opportu no CCJHtrvllum ,.,,. \'PI'a.lnt'nlu si LI'ILtlÌ di ttg!>nLi di un \'<'I'IJ IJIIa.l•·o di:<-;PIIi l 'l'ic·c) a.l andlLIIl("lllo t•pirh·luico P r;o rr c·•HTio;ponrlc•lti i lc•:-:ioni !l.ll;J.lt>lltil·lu•, '' pi11ttnstt1 di di..,LUJ·hi ('JIIf'I'O<·<>Iic·i tn lot·a sOnlplict·ll\<'rth'-1 fllllZio lJhloli, c·ioò st·nza dc•c·isc• \1 ('ltl'lltlt>ri;,tichc· ](',; io n i awtiornkho o 1m Vl'l'o andtMIIPillo t•pi.I I•IIIÌI'O. so ~tn,hilit<l f'o;;ì uno. ti i.~ti nziOIW c· li rtic·a t t'a rl is,;c•tHc•ritl \'l'l'il, p:u·arl i,.,..;crrl l'l'ill ed ent.•>I'O\:oliti di$.'>l'llt<·rifot'llli. sai'ÌL c·nmpitn d<'li<l hntl<·l·i·•lngi,\ di-;c•it•lituu·c· IH sc•rie onw_1.i t1·oppo nurnorosH. di l(III'S(i !!<•t·mi. t·idttel'ndoli, in t·apporto HIIP ltH'u propriPtÙ IJinlo.~ic,Jto o u qtwllo p<<logc· nu , o 11.1 gruppo di:<s<·nicl·i,·u n n l h. uoli.
n. -
Quello che ci ha in>egnato la guerra nel campo delle vaccinazioni per il t'll'>f. Antonio Gasbarrini ( l 'uvic.).
Allu si n lo n.tt111tlt· "OliO ])(l:<sibili le• .st·J..''lll'lll i cunc:lt rsiorti
A. l ' OI'I'Ìiloprnj i/assi. }~ J \ '1\.('\'ll ti r11igliori f><•l' lu. prnt Ìt·H l'ILJII~f"Ì di :-< ÌC'tll'(l )"• Il t'l'{' ÌlltllltlllÌU.!\1111' sono qul'ili c·lw si pl·c·:;ttuw •<< l t rrta far:ik· <'tl e.~ut l u poso l<•gi tt. IH>Iwhè m i llltfl lunga con:;erv.~zi ont•. 2" l~>t nu~.-~:.;irna !~tti,· i tà dt·i c:tllltrtlli \'>Wcini ..-i c·splieu 1wi primi Ht<'SÌ di n.lt•·· sti 1ncnto: nl eeontr1wio. i ntcd ni c·.~sic·<·,tti ll(•l , ·nnt o (tipo l.iitllc·r). lnuntE'Ilf-"') 110 ,~ lturgo im·ariMe LP INo propt·idà imnHmizz,mti. :3<> l\on è d i mo~t l'llta l'c•ITkn('ia do•i VIIN·i11i c·nsì di't ti <tiOMil·i (s<·nsibilia.ttl i. jodati, <'r;e.) dw unz i Hd 1·ssi ;.;i nppoll(' . niiiH'rtl• po ·r il tif1,, il priut'ipio dC'IIa inclis so lu bi liUt dc· Ila fuuziont• •<nt Ì!J'""' dalla t c>,.;..-ie•t. 1 li pcNn('dni IIU' r·itmw d i ••s,:;nn• ulterionnc nt e stud in. t i.
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CUNCRE.::;S!
4u :'\t·lla pratin\ dt·llt\ , .,l.ecintlpt·tJfil>l:;>"i di nlrune inkzioni spt•t tH 111 pn·f<:'renza ai vnecini poliYalemi. ijO Lu. reazione d<>ll'orgtlnismo nl vaccino, ptwticolarmPntl· .~r introdotto nelis Vt' ne, è canttl.<'rizzat-a do. monife..,taziuni c linidte, (febbl'e, accclc ru.mcnto del pol:;o P dE'i rcspiro, ipot.ensione, splenonwgalia, iposunenalismo, t'CC.), da maHifP"'t azioni t' tn atologiche (colTi!<ponclrnti pet· il n:tecino tifit:o a qu(\lle propri<' dPll' infczio11e tif0sa) e sierologiche (prodm.iono di agglntiniJ1e, bntteriolisin<:', op~oti.Ìn<:' ). li0 La prova Sil'roagglutimmtu pet· la diagno><i di tifo nei \'aC'cinat.i consct·va tuttll la sun illlpot·tauz,\, pw·c:hè ~i teuga <·<mto di ,·alori pii.t ttlti di quelli <m.lil\a· rinuwntC> stn.hiliti per i non Yaç·citu;~.t.i. 1° l,P Ul!i!lttt ittin<> non co>'titui:;cotw un dt·ll tt• tt\o di g-iudi zio siC'IIrO t' f•nstaute pe r il , ·n.lore tLiltÌj:!t'tll' di un nH·c:inv: po:-;...;,•diuJ1lO i m eco IWI1' >1nticorpo banc•·io· litieo il <iat() piì1 itnpm·ta ltt e pPt' stttbilirc e ntisur>trt:> lo >;\~\to inmnmo di tul indi· \'i duo. go Jl gtud<l di ÌtnlllllllÌZZ>IZÌOilO ttltÌ\'fl di jiPltdf' 11()11 s olo dull(• CJUttiit à cfpj \'!\.(·· c in o. tlla in put·ti<·cJ!m· wodo d ttll>l quantità (• duli>1 ,·in tl'introduziotlu di vs:<o tw[. l ' organi,.:;mo. !)o Ln. pra-tica <klln \'a<·c·innzitJt\!1 prc·,·<' ntÌ\'a tlunntt e lu /!Ufwt'll· è ><lnta lint itlth\ alla , ·in >;•H t u('nt tllll't~. T 111.1 t~,· i,~. in h,t,;(• u Ile· twt·ut·u tt· ric·C'rclw <l e i JJ ortwch i, .i\l idtdi. Quan•lli. c•<l alt•·i, si JHHÌ ritent>t·e d 1o il IIJc t·odn c•Jldon·•H>so <liT.-a i piì1 h u<inghieri e co..,t unti t·is t~IHlli. t'osi prt· lt·1 \'O.t·C'inuzi t>llt' unt itilìnl , ulttic·nlct·ira.. t' nti>itfl una !'ola iiiÌt' ZÌUII\' di 1111 btttJII \'lt•·dnn twlh• n·llt', ti •l t>><<' t•,.igm~. può, :;ocond o qut•>iti AA., illdlltTI' twll'nr_!!>Hiismn llttn si tito tl'inlll1111lÌLà piì1 rupido o forAA 1't1jH:'rinre n qtl(•l!<' o t tc·nn tv j>ll l' \'ÌU ><•H t<•t·tJlut tea du 111 Hl dO!<l' n tolto piit fo•·l<' ÙPiln >;t<•s,.;o n.I CC'Ìnu •·ipNutam<·lll<' inOt·ulatu. La via t·lldo\·cm•;;u., ttllt:ho p r-t·chè inn<wua. 1110rita dunquP umt piì1 lur![>l tlpplir·u.zi~me. )()o (.; li in eoti\'('IIÌPIIL i lP!!H t i a.lln vaN·illt~zinne ,.;n no nm, p orttlno C'Yitnbili, rispet htndo le no r11 e J;(<'llPntl i 1>C' t' la '' <\<:CilltJ)H'ufiln:'.~i. l l " La dut·a.h~ ci PI I'i uurtttntlà <'•lltf•·t·itn da un \'ltr<·iuo csst·tHlt• di solito tempo· J'tln f.'ll., \) IH'C(':,:sarià h~ I'Ì\ 'It('t.:Ì lttlZÌI>II t'. 12o n ricco mul'e rialo di OSSl'l'vazioJw nwcolto dunmtc jJ t·unniltu europeo ,;i rifrrisc1• in r•wticolnr mutlo sUa YaCt,inazio nC' antitifìca tw lJP tJ·uppo combatt.onti. l ris ultati ott-enuti padano p<'r \lllt~o riduzicme ciC'IJu morbilità e mortalità per tifo doi YU!;einM.i ris]Wtlo ai uon ,.fl<·citta.ti c per Ju n<'<' <>><sità di una , ·nccinoprofìlassi mis ta (dirNta cioè contemporaneamente o.nl'lte contro lo formo parat.ifiche). Per alcune Rltre infczion.i occot'!le in g\tl'tTn, in a.·;Henza di rili c Yi statiJ>t.ici si· c uri e cornpl<·t i, non è <.lato c•()nc·ludcr!• al JitomC'nto: è tut.ta\'ia JWP;;umihil P sulla guido. <ll•llo doc·umentazioni fino ~:~.d oggi pos>:Pdutc·, cht• l;~ \'a.ccinnzi o ne preYentinl.. Ùonvouit·ntetlltlnte migliorutn , po~o.;a nn<d1o cpti r·iuscire uti lt>.
B.
VaccinotP.rapia.
JO La YHf:(:ÌnOl<'l'fl]lill può I'ÌII~Wil'tl ,-~mtnggio.~;t. 2° Il vae<· ino Wllt\.o por , · in endon'IIO>'<a pro nwa 1111 quncll'll rl'ntti,·o più ma· nift·s to che ]Wl' via ;;ottocnhua<>n., e d ' nltt'tL put·t<> g li dktli 1<-mpeutici :;ono o r·<liuaria.mcn!O piìt fn'qtwnti, p iil pronl i C' piìt dC'ei:-;i. 30 L'<JI'~rani><mo. colpito d n l prore><;;,, i11fPt t j,·!,, rt'agisco di fwnt.e a l \·accino con maniiC's tttzioni f·linil'l1<'l. C'nat\o o s it•rol0p:i;·hf' so:-;ta.nzia.lnwntf' identiehC' n qur.lle d C'I la \'ll(:PÌII>IZÌOll O j>l't'\'1'11\ i va. 40 La ntt·<" inoterupiu OIIWloga Pd Ht·rologu :;i oq11intlgono: J'idPntit.à di azione tc.rapoutica :>i t·;;LendE• non solo ai nmteriaJi prott'ÌI'i C' t!'J'ugen(•i di origine bottericl'l., ma anche (~cbbone in grado minore ) alh> proft' in<· (11at j,·o o di;;int•·~:p·ate) ox tTe.bat· t~richo, cd n i l'olloidi . 5° In ge tl\'1'(1 lo alte dos i <.li YntTillo 1wr \'Ìu <'tt<l''''<'tll•sa cond11 cono a ri:-;ttltati t('fU(llllltiCÌ lJÌÙ brillant.i, ltllt Pi"p011~111111 (;OJ) II IUggiOI'!• fn•(jll('ll)'.>\ Il pericoli JWI' )a salut o del ma.lato. Occ:mTO dm1CJIIt~ \'"""!'(' pnuiC' nti m ·lla po.-;ulogia dci \'1.\Ccini c urati,·i. D'altra pnt'te il li1nite di tollC'I':mzt\ d dl'org:1 11 Ì:-<mo n~rso 1111 ,·nc<<ino è anche indi\'idualo, oltrr nei t•s><!' l'l' lt ·~ato nll't•ntità tll'ii'Hil'<'zimw, P p~,n·iò Yariahil!' da cnso a CB.i"O.
CON(iRE!;;::il
no ;\ella q~t'cinolon•piu c:·ndovonost~ rl(~l l ~> infe;r,ioni tifoid'i, e fo t·s'lltH"he di altri proc<•s:.;i inff'Ltivi. è prdi't·ibi lf.' l' nso di un n~ccino HI"''<Jiogo (afl e~<'ttopio quPilo cole•·ic~o . tipo Lonìcr pt~t· il t.ifo e le ionno paratifiche) perchè di solito riesce tnf'IIO to""ico di quello spc:witic:o, è pt'O\' Vi><t<' di azioue co»tan te, fauilmenr,e closabilo, <' con'5ente un certo nu\1-gÌH<' fn~ la dos<' t<-n~p.. ut i c"' e lt~ t.n:;:; ica. i
70 I !<llCC:t•;.;."i de llt\ vaccinoterap in sono in genero tant.o piìt frequenti e manife,;1 i, quanto piìt precocetn.mte s i int.et·vienc·. so La vac<:inotorapia non pnwicuo le complieAzioni nè le recidivo. E' l'c·on::<il!liabile nelle nffl,zioni t\ deoOt',<O ecc:essivamento gru.ve fin dal l'inizio e complicate. J;};eguita con le opportune cautele, non ric,:;co peraltro ùanno,;a all' informo. 9° Dalle $tatistiche compilate durante la guena. s ull1\ vaccinotentpia r~ntit.ifìca endovenoSt\ si desume che e~;St\ talora det,cn niuu. wm gwu·if(ione rapida e dt'finitiva ( u PI 30-35 ofo uirr·a dni casi con qu·cino 0111<>11)/!0· nel 40 " 0 c·on vacui no Ptrrologo) od attc•nua. il do<:ot·so doll' infPziono (:30 -:li) 0 ~,); t•idHC<' lt\ lllOt'h~lilà per tifo (dal30 1\11' Il % s. Is/u:ka~;a dal 12 nl 5 '1 0 " · Ho/l<'l'. <h~l 9, 7 1tl 2.9 n;, s. O"ll· dal l 2.8 e n l 2,9 °/0 ,q, P etro1:ich, dal 22 al 2 "·;1 s . .':;:;f'cS,IJ) ~ ••lt•·<' vt~lt.t' in\'1-l('t' 11011 111odifi<·u affatto l'andalllOnto d<•ll t\ mt\ laLtia. I ()O I n •~l<: n no u.lt n~ infezioni la \'ù<:eim>t.•t•apÌt\ fa "'Jll·mn· pos~m essp re utilmt•nt.e impi0gatt\. J 1° E' ~~....,.,ai os<all·n In f11nzionn d i'l vaccino nPila CIH'I\. d• ·li n malati i11 i ttfr'tt i ve. N'e lla. orno Ad eterOYI<cCi ttotet-apia s i p1tÒ, fra le d i\ 'Ewsc i p<•IP:-;i, i 11\'0Cat·o uno ~ti molo di tutti que i t11nzz i specifici eli cui I'<.H·gani,.;mu si \'ah· ne lla lott•tcont•·o le infezioni :\la C()ll quf'xto non cr0di!uno s ia in qualc lw mocln <·h itl.t·ito il tnl'ccani;;mo intimo clc·l prohiPtll>l. \·o.c·c·ino1 !'rapi<·o.
H L. -
Quello che ci ha insegnato la gue rra nel campo delle nefropatiè l'"t i1 l't·n f.
Domenico Cesa-Bian chi. t) l i! :tt « •l
1° ::'Ife! C1\111p0 d t> lla rmto logia l't\H>I-1<• prexsoe h,; SOlO il C11.pit.Oif) ddlt' ll<>frit,j
i: Rtato o~gotto. dnmnt.p i l pt>riudo 'lt•llo o:< t i lilit. di ric:Meho e d i di:>cussioni. chu hA.nno <>uhninato ne l torzo anno di /tlll"t't ·•~ con la !"eptu·azione di lliUl nuova sinr!t·nmo morboso.. hl cosidt~tt 1\ nofri te d i gn<'tTa. La d i,.:cw;sion0 \'NTÙ prwttHLto li mitata a. que,;ta s indnnnn m od>ost\ e pitt in g-enf'rl~le >\Ilo condizioni cre1.\ tfl tl.l r eno d<· i C< •1nbat.tt~nti dal compll:lsso t'attui'<.' guf•t·t·••· !<o lo ttggi ung<'ndo. pet• oppv::<tl• •·o.gioui. rpndche cons iderazione ,;ul mudo di comporlttJ·si de l rnnn in duo fm le epidemie ;;vctltesi durant e h\ guerra che lll>tggiom·Jou l" han no rich it~m>l.tfl. .l'atte nzione degli !'ltnd iosi: quell1\ di itt<'l'O inh·Mivo o la pii• rnconLe pu.udotnio. influem:ale . 2) Dallf' os,.:l'rvn,zioni n\oeolte prC'~;;o tut ti gli e.~orc.it.i combattenti •·i:mlta in tnodo cone<>rck·. cl10 il soggiunw prolt~ngato >tlh-t. fron1 t', pm· i<' peculia ri condizioni .in cui ebbt• a vorifìca•·si clum,nte gmu Jl"''t<· dt'l ptJl'Ì<Jdo bellico, ngì di per s& ,::t.e,;:;so in modo rh~nnos.:o ,::ul renn df.ll ;;olrlnt.n, <'t'l'attdn n. pof'o n. poN> 11110 ;,tnt·o rl.i inforiot·ità ronale , cli11icmnente mo.nifestlltltt•si :-;ut t o forma di 111 ta nlbuminurio. pt"enofritica, che antlò sempre p iit e><te nd•·ndu:-;i dagl i indi\·idui pt·Pdispo~<ti, per· mgioni congenito od a.cqui:<i te, o. lnbili til d1·l lìltl'l) r<•nnk. A.l{li indi\'icltd JlHlsontanti unA. quA.lsi\\si inforiot·it.ù organica. È in. quflsto mo.tor·iale umano a rc•sistc·nza org-anil'tt lou1\lu e gen<·t·ale co tupt·om e;;.sa, c he la ncfr·it.e così d cUt\ di gu(>t'm "bbo a !lcegl if• r·e In ,..,w ,· ittim<' in se mpt·n mu.(!giot· 11111111'1'0. E s><>\ diit~t.ti . \'t:cez ionale . o qua..<;i nc>l pl'imo A.nnt• di f(t i('JTI\ p~c·;;so t11tti )Ili c·sN·c:·iti, \'l' tlll<' ••~suuwndo unn diffu,.:itmo Sf'llll)f(' maggiw·f'. tu lor•t andte a carat lf•r•• t' pid.·tlli('(J, tll'l ""''t'(lltd<J e p i(t llllCOnl ne l t<•rzo fu Lli<> d t• Il e· ust ilittt. lu altre pn.mlt• gli f<tmpr\7.zi lisi<'i o momli, lf' i·n(<'II\JX't'i l', hl nlinwnt,t•ziollo impropria. la pt•OI!ln.(!l\tà •tzion<' '-'Opt·MIItlo di Cfll('!<te c· di ~lltre 1'>\IIS<' dnnnnst', htJ.Jtlln condott o ~Il o stahil it~ i di 1111a vuhH·t·,~hi l itiÌ t'<' tmle q .(!t·uérulc> in untt setnpr<' piìt laq:m ~N·io di in.di\·i<hti, pt·,~di,.;posti jl(' t' t'tl.{.:iPIIi rongen it A od a<•CJuisit(•. i q11nli appunto fun>ttu fa(;i lt• Jll'l'olì\ di t.ntto CJlll• IJo• >'\'<lriufp ('ILll>'(l d>tllHOS(' JWI' il 1'!'11(' . t-ht• la j:!lllH'I'!I <'f>H<htl'<' i ll<'\' itaiJthne ttto con ,.,,·..
~o Xou t•,.::i.-lt' da un pnnto di \' i>'hl dottrinah• ttJIII 11t•fril!' di J:!lii' ITtl in "'en so ,..trt~ltu : non t•:-Ì>-LC t:iuè una forma :;jwei:llc di llt'fl·it~ • Il c·tU'IIih·ri aH>ttll111ic·i e clinici h C'!1 d t·nnit i. l' lnnto mc'IIO nd Ptillln~Ji a 1111ic·u. dipc' rui<-JIIt' cl alle C'o11di/.ioni di guC'JTa;
t•,Ì><lOll(' in\·c•r·C' dt>lle> nc·f1·iti n n i tnil itari in j::lH' ITn. J n pral Ìt'H· (ll'l'Ò ÌH g1'11111lo nul~!! Ì"l'llllZll dd l'll><Ì eli m·fritt· \ 'eri lini t 1>-Ì 1wi ;..oldati appitl'tt'lh'llli I~Ì tfÌ\'('I ~i t'."'l'l'l'il i t•\Jfl(• Il j)ri'SP IIIHJ',, j 1'>1Jl C'IH'iltlC'I'Ì nnatomici 0 di11ici ahbastti!IZ<\ c:ostA.nti : cpwllo d i lillA !!l<l llll'l'llfu·lll'fl·itl' a<·ntu diffu:-;a . a tipo pre valc·ntf'mc•ntt• Prnu1 r·a~ic·o. lu. (jlllllt• 1nu· c·nrri,.pniHI<'JHio nPi ;.;uo i c>trn.ttC'ri l'sseuziali uii'Ml>ll"J!Il ft~ri!IH di pac·p l' piì1 l<Jll'<'inlnwnlt· nllt\ ~lomrn d o-npfril(• post:<c·a rlatiÌII•J:-<H. tutla\·iu pt:c>:,t·ni ù quu,..i clnnmqut•. llt 'J!li opjlth(i p;;c.•n·i li, uk·111HJ ]J•' Ctdinritù t!lntv a llnll)) ll ic·l w c· h·· l'linklw. t•,·id••ntl'tllc'nl<' C'OIIll'l'iiPj.!li dull(' "Jl"<:iHli co ndizioni da. c·ui h\ f<onrru '""..lwsa t•hlw a !'\'olgo·r·:-.i. l'n· qtu•sta t·o n ,id l'l'117.ionn Pd·nnf'ho ptwl'l1•'· Jwllu '""'· <'llit-<ll·t• bn·,·itit In d <'ll<>llliliii7.;0 II I' di ndl'Ìlt' di g'JH'JT>l JJU il mf't·ito d i rid littlll>lll' l'n t t <•nzi <>lll' s 11lln c·o 11d iziu •w I·-..-.C'n7.in l<' d i umhil'llt l' t hl' g11icl ù lo . " ' ·ulgi1w•Jti" dc·lln fonm\ 111\>riJv,..u, ritvn go dH• in p•·llfit·tt p1N~II t'>',..Pl'l' c·m~scrYn \a. -ì0 L '1 ·1 in lt •gia dc· lla ndrit <> d1•i c•o~tdmt tl'nti t' Nll1 1JII• ·""H : non <•,.isto cioè 111111 t'flll<"ll unii'>L •· t un i •> ll ll'llO ,.,.. i,H• un g•·•·n•<' s p e<·ilit·n cl c·lln 111nlu1 t ix. Jl tt·mpn hn fat\11 nopida giust i'l.in di llllt i i ~P I'Illi l'i\ Pill lt i fi j)<'CÌiic·i. dal diploc·opc•o minlltis >-LJ IIO n t•ll l<·ll<·ll" di Tluu·lll• •.' '• t\l IHti\ <'J'Ìu Jhtl ill1o o·fu di TO<' J>f,.,., dall'i.LntOIO virus li l tnLh ilt• di :\lnl" lwnzif' f' \\'nllis. 11lln r-:pil'lll'hr·tn. di Hal011101l P :\c· \'<'11: n(· lli HI!I!i<ll·o itnp<~l'iu.Hz.a paJ•t; si <ll·ùha nttrihuirf' a lJ IIint)l'III'CU fillmhilf' di Hrwlfo rd. Bn..sh ford l' \\' i 1:-.ull. La u t>frii f' dJ ):ll<'JTa cf,.,." ill\'o••·•• en~tsidt·nll'si ec•IIH' il p•·odotto di un in,.;it·nle di C'illiS C' . nc.•c·(•:-;su.ric: nlr·u1w . alt•·•· n o. ;..l'hlH'III' t·><~H p urc> di t·apitulc• importan~>l. L u c•o nclizinno 1wc•·~""''ÌH ,; I'IIJ! f "'''~l'lli>du )Z<' IH'I'U.III ll'll l< l du un'inf<ozi o Ht•, f11H ,J.e rnncl<·,:lfl, c·dultPIIH:Iin. dw l"llrÌI \ 'HI'ial't' du """o n c·u~n . 11111 c: l rl' fn1·sc· di PI'Pf('l'<'ll'l.n. è eli nu1t ll'l1 r-tn'plt•t·• JI'f"Ìell . l 'l·n·IH'- <'>-:<tl p•·c·ò P""'"ll 11_::ic·c· ><upm un 11111111'1'0 smnpr11 piÌl gral!cil' di i11cli\ icJui. (lf'I'IIITt' ..Jw i lll t•)'\"I' IIJ.!llllll l11 nJII't' l'Hl l"" ll()Jl lll 'l'l':<i">Wit • il\ ,..c•n,o »L I'Pllo, ""' h ·g:\lo' ulll' t'<~ll di J..i<~n i in e ui :-i s\·nJ,_,, !:1 , · ita cl t· l Ct>mbat\l·nto fn~ lt· quali ))l'iJJto·gginn•J lu iull·u:-itù ,. dura(u ,J,•I .~.·n·iy,io ,.,J i l fn·ddt• 11111ido . 'I n t\1!1'1' p arfllc•. la 111·t'•·il<' di ).!llt'1T:1 l· rii'I•·I'JIIillalu dnl Jl"""ll!.!l..rt" in 1111 n •n o . I J('l' <·osi dirt •, Sl' ll-.if>iliU:\lll cJuJio• I'IIJiciit.illiiÌ tfi \ i111 lloÌftiJIJ'I', di lf!'l'llli O 111"-'ill<' Jlt•Jl('(l':!t Ì i n 0i r·c·ol11. •; <> .\ lwtontieoH•t•llL<' la u d1 itu di gw·nu )1l't·:-;t•JIIl1 in llllld u qua ... i eo,.;ttJU\l' i c·Hrllll<•ri eli ""'' J.!l"nwrlllo IJ t•fl·it<• fl<"tHa lli()'q"'"· L<\ l<'><imw ini:riu lt• ~<i vt•1·itk» u ii"·llo drllt• !Wi l' l'iul (l fl, tlt' Ì t'ltJIÌlln ri jZlf\llll'lllluri (ghuJH•l'Uiite ptu·u.). c:on pl·ucc·,..;:i hlfÌ!llllllllltor·j dtlJlJ)I' Ìilla. l' 1!01!-.<'(!li('Jlj p fii1'111>17ÌiliW di P;<sncJAtO, Cl {Til>-Ud>IZÌ OJW fl i o•ll'JJI<'Jol i lll<~rfolrr~IC·i dc ·l snn~1 11·, l'Oli lc ·>-ion i cJ ,.).!Ii l'n dcoll'li i c·upilkt.ri in sc•guito tl t'<tll:<<'f-'11('Jllu iJn'I'Jllll-:ill dc·gli :4t•,..;;i. In un :'lt·c·olJdo i<·lllpo 1,• lt•sÌtmi ;;i t' H l' lldo no all<t C<l)l><ll la dt·i ).!lon•<' r ll li, t'l•ll Jll'n lifo•J·azic•n•· ddi'Ppitl'lin c·np,HlHJ'('. int t·n :-~o edc•ntA dd ks,_IIIO inic·t~l i~ialt•, in fil tnw. i•Jiw pur·,·it·Pllnla J't' t' lf'sinni .~<·c ·uJHiarit• a. tipo dt' · J.!t•Jh•J'at i,·o dr· lropitdio tiP i tubnli c·ontm·t i. :\c->i en::.i iniÌ!It' a dt• coc•so knto s i pnò tmdiP m-riwtl'l' nlla s t:lt·J·osi !!l•Jtlll'n lhn• c>d ulht llo!!n"i dHI l<'i<~nt• > intt't'X tiz.in\('. I)O l ft• nm nl'n i snl i<'nti t u· Ila ,.;illtnm>Jt<,logia dt·lla n l'fri tl' eli I!UPI'I'lt. ,;nn() •·ost i t !I ii i: dal SUO i ~tizio b i'II SCt>, 81'C 'IIlii]Jt11!11~<(0 d11 IIH> \"ill u'lllll f, .l,))rilt•, }Wl' ll fll·o (jWL:>i ~Clll )'l't• di bn·n· dm·n.l!t c di nwdiht int•••,.. it >l. chllill l'<llnpm·sa IH'(•('ONI di r-dc·mi, p er lo pitt 111o d r·><ti c lin.ilati al Yi:>o <'d ugl i u.rt i. Jnt'HLn· il fl'IIUllli'IIO <'tll!l!l'ltiYo doJnin antl'· t:hè q\l ttsi nmi numcu., è d ttto dall:t. di><]•llc'<l. t• la n uw ift·:-t<Jzi u llll ul'innria più imporwnl<< o pPr:"istt•nt e f. ruppre>'<'n tnta dnll\•nulllll'Ìn . L'nlbuminnda ò pu1·o t·u:<ttmtf>, ma. di ,·ariu i nten~<it ù.. 1\1'1 ,_,•diJJII'Il to lll'illlll'io prt'dtol ttÌIItt ul l" ini?.io il c~unt \W'<' t•JrlOJTugi~·ù; i11 :;qp1it o compaiollt). "l'JliJl< u p ii1 llliii ii'I'OSÌ. c·h •Jt lt' lll i l'l' l lllli e cilindri !!'t·un•tlo:<i C'cl c·p il dial i ; pi1'1 t o rdi fini,..l'< •no <·nl lll"Prin n 1inan· i lc' IICOOit.i. Si tra!tn (Jllill(l i n o n so ltanto di una ru•frli<' (• ll uJJ'I'H~ ·~·•l. 111a >1111'111' dc•l'fJll;llnn!ÌnL. L>'ul>itu.J i uo~-< i 0""''1'\"a ip<·l l<ms ion<·. ln cputlc> ptu (•s,;••wh• lllt>cl<·,..t u è JU•d> pr•·eL>(•c•. Lllo funziona lit:ì r f'n a lt'l è rc·huinl.lll<'lllt· JH•<·o <'OiliJH'nniC'""'" : il ·p ot pn• di ,•limi IH~ziullll d t ·ll'>tC'< t l i t\ profunclulllf-11 1 o ;J)( •·l 'Hw 1111" iuizi., d<· l la. nudA t l itL m Ì!!Ji,wa J•apifl U.llWII((' pnr tOl"JlHI'I' IJl'l•s( o u Jfa IIIII'III!L: il Jllll!'l'l' di ('()Jl('l'l\lrJJ~.illiH' Ìll\'t•Cf', poeo alt t•rato fill chllriuiziu, llltllll ic •JH' J>t·rb n ltu.gcl l1~ c·mrlpr·mHi,.;.~<ionP s11bìtn. La l'l iminn/.i nn<· dl'i dmuri ,-i t•n n •pm·ta ull'i 11i7i n nnno qt~o·JJ,, dc-J I":wqu» . l'i hn c·io è
H7 J'itcnziono ini1.iu le di <·liH' IH'i, , ..._,, ,,. vi itH t'ilt•llzintl<' d'!lt'(Jlltl. ; c•onu' fllh 'sta pt:rò a ~tchc In JH'ima < ; piutto:-lcJ l'<·spout·ntt• di 1111<1 ttltt•rula 1'1mzion o ~:apillllrt', eh,; no n di altPn>ta. ftulzio ue l'(: llale. j o L a t•Onlpromi;;,..imll.l rl'nhilndiut· li P\ '(' c• t ru nsitP rin 1h·IIH f1111Zionnl itlt rem d <' JH' IIn lltH./!,I:!'ior pnrt•· <lPi <'nsi di rwfritf' di J!11P l'l!l, (' i ;;piqm il de't'orso rt'lat ivu mcntl' IH•nigno e lo propnusi inmwdiulu l1l'1' lo piì1 fuvw·c·,·n iP dPII>t ntuhutitt, n u11 ostnntf' la i111pcml'nza rlc>i f<'nrmwui inizitdi P l» Jl<'I'St>'i<' ll7.H df'l n·pc·rto urinni'ÌI>. clw a;;><ai "'P"i'"O andH• H cJi,..l>tn?.!l di sd timunt • di lllt'>"Ì dall'inizio ddht malaUi11, dill HIS!I'Il jJI'l',.:\'l1 Ztl d i I' IIUt'l.i(• in ltt>l)!git>l' O ll ti tt(ll' 11ltrii('I'U f' di a lhtllllÌ II a ili tl'lì('~ j>iÌI O 111('110 JIHI It,i f<•st(• . :::ie l>t pt·otnlo;;i in tnwdiuln però è qun.<i ''''IIIJJI'<: r,"·orr•,·cJI<•, t• In l> tot·tuiÌ!tÌ, nu •li o lì mitura, c·io è p<•r lo piì• ciHt~Ltrihllit·c· o il t'<>111p li•·.. zioJti iniPl't·•IITr-nli ,,d u riu<;u( izzn7.i<ml' di p t·oc·f'ssi l'Pil a li >111 1ichi, "111'111 i o htiç·nr i; """'n i 1111'1111 fa\·o1 ·~c•vul t· è la. prognosi lontuna. :)11 qu.-sto ~•rwmwnto han tHJ p(>l'lnlo 1noltu hto·<· i 1\lllll('t'OSii";;in ù ('SI1ll1i di nJiJÌl!ll'i PX 1\!'ft•Ì Jif• t P:<<'gllÌiÌ d"J>" la ('('.~l'HZI IIII<' d<·IJi• c>sl ilit;\. p<·l' \'lSii•> eli n\l,l'<'Ail>\ '' p<•!'[WO\' \'o•dint<•nt i utl'dil·<t·lqvoli . IJa fJll"'"li risulta dJt·la J ll't>gl.H>~<i lunllliiH d o•lla w •fr·i t<· dt•i ç·u11tlntttt:ut i dc•, P 1'~,_,.,.,. i11 ogn i l'""" ri'I' I'Y:t\n. 11 011 sollnlltO pC'r h1. fac:i litit dt'I!P t'N·idiw• o 1wr lu ,..whilirsi dì 1111>1 n lh11ll>i11 u1·w l'<':-id11alo·. d i scur"a intp(lrhm:Ut p1·ugnost.kn. lì•'l>bi'JH· a,;s>ti fn••tiiPJito•, \'(•t·itinuulo,;ì i11 ultr··· llll (JIItll'tc> dci <:t\si, llltl >'II [Wil t lll IO IH'l' il lt'lllll\() pu~,.U !!j.!'iO Ili In forlllt\ Cl'<llti(•>t. !l$:Slll mf'TJO t'Ul'!l, d i qHf>tttn ~<i IWtrt'hhl· ('n•dl•r·f' ><•' l<· >-tlltisrieltc· piì t rc' co·nt i l'd :t<·(·Ht'UH' lo fì,;,;:ulO 1111' im •it'C·a 11el l !l 0 0 d l'i o·ttsi. D 'nltronde tlnC'Ill' llt'Ì rn~< i fort'lllltJti no•i qwdi è po~;..ibih· eoiiC'Illdt•n• per Ju guarig:iotw c li11icn. """l<l int>vihtl>i lutc·tuo uau ft·••!!iil til t'<·wtlc' 1wr·ieo ln:<H pet· J'avn~ n irf' intlltf'dinto o k•llltlltu th· l J>HYÌt·nl!·. ~ ?in <pu•:.:t i r·a"i il gi11dizi., do·I I'U\'\t'l111tu ~tutrigi<•mt,• puù ç•:<~<PI'<' hu,..nttJ. eun1<• t> i ll~>t lt'llJ>Jl" ,.;p(',;;,n, "" "''ll lj~lit:\' l',.aUtt• dd]•• lll'illC', "•'lliJIIt' Il>HI >;ÌC1JI'(> , quando soH m1ln htr•.- plornzi<•tH' fuuz.iutHill' do·l r<' llt']lllÙ f(lll1in• 1111 indi<·c· >dn tt·lll• p•ohul>ile d i g~wriginllL'. A questo ;wopo in pratieo l l!l! IIJO I:Ol'l'i~J'""to uhba"lflnza b<'lH' le COI"Ì dNtt• j)l'O\'t' d!'Jla COrH;('Il{J'az.iuO(~ C 1h·l h~ f'll itllifl!l)\iOtiC' ddf'IICijl iH, C11fl!1 C[IIUJt.J l~<'rhurd t lw di rf'CPnt1• dnentnentn rn l>t 1':-<i:<l<' ll'l.a di una vr•ra lo-$:intll' (' l'niiÌN!. dc>l r•·nt·. o nwglio di un a altC'nu.io rtt • c t·ouien d..J in, fnnzinnulitìt t·<·Jtalc•. , ,·i luppatasi :<111 I()J'J'('I)t> di IJIII\ J)l '('j::l'(•,.;;.;u l l<'fl'll(' !H'Ultl di i!11('1Ttl. !'t•JW.U d!(• i J.)IIZÌl'lll Ì 11<'!'\l~tl:<· H•rrl cl i;:tul'l•i ~~~~gr·tti\'i di UIIU. qnnio:lte C'u li tìt e ~··n?it du• t.•:.:i:;t<'"""''m IP;,ìnni or·gtLnicho o m rm i f<.s t uvionj urinarÌ<' npprt''l.zubil i. fìo Kr ll't•picJ,n.iu di itt<·ru infc·tt i,·o \l'1'ifintlw•i in ttllfi gl i c:;r·r<·iti r·nnt lJnt tc-n ti , lu f'l11npt11'1<•c·ipflzic>Jw dd J'<'llf' al prol:f'::.:-to mnl'iloi!u si(~ in gc:rwntlc· Juttntt•nutn cnt t'O li mi l i fll(ldC'!<t i l'\1Ul o \\'itlabic:k. •·ol nwl(ldo itll'aq:!c·lltu, U\Tt·bloc>ro l rontlo ;:pirol'itelC' di fi p(} di\'Pr»l• in (Jllll"i la 111<'ti't dl·i r<'ni "tudiuti, prm·•·nic mi dn /lnlnl'"'ic> o da in [f'I'YC'Ill i eltir'ttr[.!il·i, "' '117.11 t1h-uu nq>Jll>l l o <·t•ll la ll >u luf t in l" cnn l• · lc•,.;inni n· mdi ('V(•J1 1UU 1 11 1('11 t l' c•;;i;.;1 (•Il l i. A fJ11<'Stil :.:piroehPI o:> i ~aprofilien d C'li<' viE> m·i nt~ri(' o for:·<' mwl"' d ••l r<·ne "olio ec•r·tmu1•nte da ntt l'ibuin' i l'<'PCJ·tj d i :.:piro(·hde, \'<olta ~~ vc.lra, di'Ila nd'ril<• di !!m·JTa., dPlln. febbre di trin<·~o•n.. dc· lla fPillm· cruinttllh\. df'lla :..;pirnl'ltd< •si eli Lo r'ic·w c· piìr
in gPneral<" dello rosidt•l!0 ,, pirc•f\)'ic> di igno!~t ori!!Ìill' » dc•J!li Aulori in.rrh·~i. 9° Kelh~ rl'l'<··n te P•1miL·mia inl"llli'llz>ll('\ la. I:Ul iiJlUI'tceipllzioJw dd l't'Ilo' tl l proC'<'"-"0 m o rboso fu n on soltontu ~'""'" i frc·qt~<•nll', I11u, !<[l''""" Yt'llllt' ud uggnt\·an' ~;ingolarrn<'nt•• il tlP!'Ot',.;o d l'l lt~ Jllalutt ia. A part.e In ft·C>qttPnt i;:~<i n ta a llnm.inuria fC'bbril<·. eh<' quo,;i rou i nn•Hcù lfallt la nM m·.a, tl vllu muluttiu. rtt•lln n·c<·nte epid1·tttia. :.:i ,·c•rifio·aroiiO dw• lipi di\''<:n'>i di k:.:icon i l'f'nnli: il l)l'iirtn o·a t·!lft()ri ... tico dei ca:;i JlÌll f-"1'1\\'i, quasi sc·n•prc• n wt'fit.li, il sc~:onrlo inY<·<·e tipico dPIIC' fOJ'nw " dN•orso pwln11gnto; enh·nn.l)i '>i ini\•JHio J>I'PS.o;C>('h è (•sd u,..i vi dPJic fre<pH' l1 t if<l'i mC' o l'Cmpro gnn- i c:cllt>piÌI:tl 'l.inu i da. Jlll 1'1 <· dr• l· l'itp pAnt l o t'l'!<pit'itt.IJI'io. li primo tipo presenl<t i caJ-attl·ri di uuu f!lumvt·1tln·nl'f,·ii\' nc·ula tl il'llr~a. cou nlhumi rn u·ia. scarsa od tmdtc m n.nr·o r1! (·. t·ntitturitt, cilindr1u·ia. cJ,.,.cl' tamazione rc•na iC'. m<·ntl·o da l punto di \' is.ta !lllHtomico dc•minano l<' IPsioui t~ i ipo infinmmnturio d o•i pio·coli \ 'fli'Ì o cl<>i c:upilh11·i g lonwru la ri.
Il secondo 1 ipo di l0sioni r·enali dt~ i n fluenza Jll'l'Sl:rlta ÌJ\\'l•t·c· i c.:amtt~ r· i ~mì nontement.c ctP~et~cr·t\t•ivi d<·llo 11\'fro..;i. E::;so si prt•slmta. con ,tJhumirn u·ia i ntensa, talo r a \'emrnt'nte rna;;siva.. clw i rv;nrgo in rnodo mpido e cdtc> SJk"-'-'O altrl.'ttl\tlto r·apid>ttru•nlt• si attontta t~ talora andl!l scomptli'C:'. »PilZa Clll>ltnria. ;;euza d li n drur·in.. ron l'ltall'>'>l. drsrpt>tmuzinnn ep itdin iP. tlltl ('()Jl prf.'st·nzu quasi co;;taute d i t nussC' jaliuC' hiri fmr•,a:t·nii riPI :<C·t l itllt•uto u r·i ruu·in. (~uo.sto tipo d i lc"-'ò iOtÙ .«i tiscontt·n ;;ol tunto nel!(• formo i rtflw·mm li ~~ dN·ot·,;q pr·n lutrgn~" nd è appannuggio f r·!•ftlll'ttte ùei CMÌ con pn)(a'ssi di:-tt·ntt iYi <h•l pat·l'llf'ltirnn. pnlrnonare, con plNu·i ti 6b r·inos~. SQ.ll 0lllpit•m i, f'CC. Tnutik· <~gginn!.{l>~'O che frH. qucsli due tipi fomlnmentali di lé·'<ioni renali du influenza, di necessità. yui >llqw~r\to ,;<.;hc· rm\ tizzati, ;;j us:>c r·vatlfJ tutte lt> fot· me d i passaggio. Lt\ r·itr>rt7.iom· <l'azol<• i11finc non n~ggitutgo tnl\i rifr·c· 1111<'; 1' it.ll7.i qrm:<i "''"'Pl'E' fhMi mocksttt. pur· perduran do a lungo~· non mnnet\llÙo 'lllu«i nuti ; il c:ltt' )!in~tifir·n lt\ r·ar·t~ corup!Lts>\ <li Jl1f\llif0.-<tazioni urc•miclw t ipichE' dw·antt' il dt•ttll'so dPIItt tna· lattin, o In pot'fl. <'Ili i t ti d p l](• Jt•-;ioni oc-ulari quando (•;;ist nrw.
\ ' III. -
Quei:o che ci ha ins :gnat o la guerra nel campo della malaria ,,..,.il pror. Tomma;;o Pontan o cHurual.
l" l 'l Nral i/1i rldlf' sJII't'ÌP. dd paw.<xita molarir'fJ. i'o,.;s,•d i ali Hl da l cr npo f>llti ><Jl<'t'ÌIIIc>llt>•·l i c~ dr\li hir,loj!Ìt·i eltn ba;;lfm<• Rd tlfft•r·nmr·ol't•sisl <'lllmdi Ire. 8pecir> di para.<,,iti. nudorici, llOII ren: l'.<ihili: a) l'infeziont• sperirm•nhtl<• at tranw.-<o la ZHilZI\1'>\ : h) l~;~o ri pro d uzionc• "'IWl'Ì 111< •Jlllllt• tiPIla rnu[H t 1 i a t· o n i nil•ZÌOI1 i d i SUll)l:\IU 1111\hLril·o : o) In. produziotw di fi>I'IIW "'''""rr>rtr•, tl iH'•·r·t-nii. por ln t l'l' "-pt•ciedi ptuns·"it i. Tut t i i fni (,j "<l:><,., i i n ,., ·jd,·rtZtL d t ll'ttlli" lu gw•rT& (d i l)'u,;ion(' dd l'rmtalozot•rio, t~tlllt~tlll'lllO opi<IPmÌn0. t.:Uilrhiattll'tli.o 1l i ti110 di'I la tnll l t~ttÌ<~ tlt' lln :-;I('SSO SOj.rg!'tto. st'nzn n•t<>l'(• inff•ZÌI IIti ) l rnYt\.nn ..;pir•!!>IZÌnrw ,:;uflit-it>t\1<' nt•llo uornuni <.;ono:><:<m:r.t', :;rd ln. inf<·zinrw <• sull\•pid<'llliult•gia dr-Ila lll~thnia: l'ipote:; i d<·llu uni<·itiÌ. del par·>t..'<>'i1t~ 11\ILI>wieo, <.;on n u ·iPt>t r·in•r·..;ibili. d t •\'f' t)>;!<Pt'O rifiutata. :!" {,tt (f•urict :anzarll-IN'dctrica, h t\ trnntto Pn11f<'I'I\HI nr·ll't •;oirlr•ntioln:.:itt d,,[[u nt ,du.l'in dunutln la guernlc. ln e:;sa l•unuo l t'lll't~l•• spi••ga/.ÌO ilt' i l'm•ola i f~l1\<)t·t uni d i rn1d tl r Ì••· , ·nrifie11tis i rwll"' varie 11f\ZÌ!lni. L'a.11nphl'!o;., di <·ui l<' "lw<:it• c:nn•.,>C'ÌtJt<" si so riO 11\<)11 ipli<"utc, è l' uni c·o o~pitt• inh•t'llH·dio tirwr·rt. nuto. L'rwrno mulari\'o t: i l solo pn1·tntortl irwr>rnttl o d e l [lfl.t'a.-;;;ita rnnh•ri•·u. :~o Datenza primit im r/;•1/a m<tlaria. :-\nn llll ti (a.oln•·o. i (JtJI\Ii ll >rt tmtl nwllll' snoo i!lfc t,t,H.ti co111 pla.s ooco(l i dt•lla malar·ia, din•nt:tollo mahH.i, dopo nn t'111..-;~icn
p p f'iodo di i nt·ulJIIZÌilllLI: lt• OSH'l'\'[LZioJIÌ d i )!liOITl\ hanno dillw:;l•l'Htu J'('.~i,;1un7.1\dÌ 1111 llllrtlt"rn so 1-!:l'ltppn d i IHH'su rw çhc hanno nbi tato luof!hi ptlltJ-;tri. lo quali pps,;ono n lungu allwrgun.: p>tt'>Hsiti dt·lla 11\ltltll'ia. S<'ttzn t>s:<nr~\ stt\ti . nè 1':-;,.,t·r·u mcwije.,lfl· mrll/1' rnnln.ti. Lt~ fi"urn di IJH P.-•t i sog~t~1 t-i è· 111ol(o <'Omph•ssn : •·><s i non >'11110 por·tnt.ori :,;ntri, non .sono llt:t!.trir·i (ll' illtiti\'Ì eon l ungo pt·ritJ~In d i im·ubctzinnt'. non sono recidivi in pt·ri<><lu d i ltLl\·n7.<t . lltll· dt·vono <'S'-'I't'o cun..;idcnll i CDII/l' lll(r/orù:i con laU'n:w prùil'itiva.
40 l/ uuiriltÌ r·linir·r1 "'"'' !IUJirU'ia. - :'l[al(lril' t·on ('amttl'r i p n r tir·ul<wi dt?S!)ritt<· dur·anto ltL gtH·tTH. in n11llll si rlifi'l't'l•ll'l.ÌtiiH• d ulia nwlaritt t'lllllllltl>. Al la mR.It\riu $\Il lO 8l>tLC• >~l triii\IÌ((\ ,;Ìllril"l)llli lrHll'hllsn , d t<' si tll'\'( lltn ('l>ltSÌdì•l'l~l'l' (;UI IW HSi!OCÌI\· ziuni o ll<Ht !'111111' d\'lt•l'lni:rut.l\' dttl p n r·n·"'"ila rntdttric·•J. 11 poliiWJrfi,- ;nro, sii ('\lÌ qu.dl'lt• · lt.lttnr·<· •·ir·lti:tltUL l'trtl\·n/.Ì <IIH·. non t'• gir rstilient.o da fatti rig-ot'\1>\>ti\IC'Ilt<• (lS"'I.' I'\'H{ j l~ dil1111Sli'>U Ì\'Ì. (io Tl proiJir•mn tlrl111 n·,·i•liritri. a) In s<' rif' dt•gli :wto,,;i fl'l,lu·il i. tt<·i nutlaJ'it:i nnn I'<H'>t.li. s i ano•-.;1>• ll\'1' il ll tl\ lH'aiC' •·,utu·irsi ch·lh• fr\J'IIl\' ""''>'>'tlf~t<' dPll'ornt\ tozuario), li' qnuli ('<H\ In divi-:inrw nnn si rinn<J\'11110. 111!\ ,;ono cl< ·.-.tinr~IP a mor·i r·o : /J) ( 't'IJrr [l' ><P](•7.illiH4!<•. lt• t'dltrlo .~1'1'\S ltali O gatliPti, I'ÌI111U\'I\Il0 [(' ~('1\l'I'H'l.Ì()IIi ft •bIJrig<'lll l t' 111' tllllltll'rt!.{OJII<J In \'Ì1alit!r ,. In ''"l""·ir:ì r·iprnd1111 int o JWI ' JtWiiZO dr•l
• CONI;RcSS I
<:i<"lo St'S'ill<\tn JWI nuPvo o<;pito, 1\>n up lH·lo:<, o ptu· mezzo d e lla part.c.mogcm·><i: c) Alla pat·tenOf!C>no::<i d o i gameti femminili ò dovuto il ciclo della ~;eci<.liva, s iu. di 4uulla a breve ehe a lunga Rcaclenza; cl) Ai parass iti asessuati sfuggiti all'azion<-' del rimedio, è dO\·uta lt\ ricaduta; d Le forme vegetative d o! protozoario della malaria non sono re;; i:; t enti alla oll inina; resi stf•nti sono per sè i gamet i ; f) ]'o;.. sono però divE>nit·e t'esi"tt~nt.i lo. gN10l'azioni ase:<sunto ,;p os;;;e ntlscono n c ll'tmthi<·nlt· ch.ini.tùco. Le recidive che so1·gono t\ rnalgn•do rl!•lla cum <: lùuinica pro,·entinl. trovano ragione i.n questo f•Ltto !'pet·imonta.le rive lato 60 La (ltti(Jito,si di n.alnn'a latcltlr. - L tt nmlari>~ latPnlt• p11ò C'>'>'er·o l'i>ltt.in~ta. p iù f•·equentemente i pam;.sit.i po:-:sono es:;ct·o m o l>ilizzati, (W l' lll1'7. ZO di sost.anz<· e di pnotiche chiamate P''"''oca.trir·i. L':s,.;p agi><rono dl'to.> l·mi nan<ln p!<rt ui'IJt\ziuni d ella ciJ·colaziono e fe nonlf' ni \'Hsnmo t•H·i. La p r·u,·<.•C>\Zilln<· è m e zzo utile diognost.ieo, non ha l'i mpnrtnnz•• Mlribrritalo p~>r la c nm df'lln. maln.ri>l.. 70 Circa la cw·a In chinina n'>:ta. il rimed io sov•·ano, non >'O>:it.il rrihilu r.on alt1·i rimedi. Può fJ:oi;<twe, in dt·t•·n11Ìrmte o<·<m.-<ioni. sn,;t it·rriltt dHI •'tl.lnu·s>\11 o,> mru:li,. dalla. Cinconina (omogloh.inlll'ia da C'l1iuina in ntalari ci). La. C\l l'à dt'\'1' <'Sse•·c Sf'n;pt·P fa.t.ta a cloo;;i alte (cumt ivt·). cutcfu· llt•i i:ii.~tl'mi per 7JI'I! I'<' t1Ìre la l'l'tùlira. Qut•><t•• scopo. ]A. prrwe nzi o nH dt•llo n•eidivP. d fl\'<' (;',;sere il punto d i rniriL d e l medico Cll· ra.nte, s ia pN· il btiiW iucli,·ichmlf', ('(!l' J11'r' la f}l'<>fih.J,-<.-;i ~<Mialt•. La. ehini1u~. som~r• i · nis lr>~h~ ai p1·imi a.<;C('>'"'i. per buN:u., l\ d o" i nurativc. inlt'nnittenti, finch~ l 'o:s:snrvazi ono clinic>\ dichiu.m il mala1·ico guarito, d e \'€• es><ur·o il motocto di t• lezione . go Sulla profila..,,<i chininù·a. lfl :4<Lt.i.-ti<'lw cl i .!!lll'l'l'ù :i<HIO deci:>tl111llntC' c·on. trM·ie. Il m<-•zzo d eve pt•rò tmcora e>:sere d e lucida.to s pc r·i ml'nttll m.ent.c. ~el lbl·n<· la profìiMsi chi n i niC<L pn•,.;1• nr i d .. i \'1\lll·>lf!:!! Ì i nnof!a bili (d i 111 iurrzi our eli'Il t' for·n·1r· di mal~Lria. pernir.iostl n dr·ll>'l- mOI'II\1i t il) m>so U<',-H o.-<':101'1' r• >11-<i denloto, allo Slìll •> a.t! uale <l e lle co~e. W t m e/(}t/0 d i I!IWI'Ziom•. <> non 11 n ;;i,.;to•ma n<' IIO pnpnlu zio n i cl I l' ahita.no lnoj!h i pn.lu:-;t.r·i.
r :'\ . - Quello che ci ha insegnato la guerra nel campo delle cardi opatie l>Gr il
r••·M. 1\icol a P ende ( l 'olt-r1uo~.
(o Di tut.ti gli fH·qlfi"li fatli. lll'J!Ii ultimi <'ÌrHjUP ttnni. d a lla cunl it•lo;tiu. il pitt irnpo•·ttmto è -;enza du l)bio rp rPIIo da• <·<lll C'<:I'IlO la fi,.;iologia. h1. ><P nw io logia ,. ltL 6,-;iopatuluj:rin c lin ictl d C'I tono ch•l (:uore, pt·vrH·iNìt CJlll',.;ttl. t\ssni ;;upt•l·li•·ia.llu<:nll• ,:tl,udi>l.ta. fin(l >Lrl om. lini lì,.; iologi, !'d tLII(;OI' 11111110 da i pato log i; e r:ho si è dim ost rata di w1n gt't\.nde impo1'tnnzt\ nelll\ gPnosi dt •lle "indromi c·ardit>\'ascolari co;;ì d eLte dinarniclw e nt· tu·og,•tw. sup1·u.t 11 tto nl'll tt gt·JH·si d<·gli :<tari di dila~a:.io~t~· transitori<~ clt, llo eavitit cardi>H· h n o dt•p-li osti nth·olnr·i d' o •·i g in<' n en1·opsirow••m o 1h1 o:;t J't\()HZ%.0 nJrr:<('.n lure: n PIIn. pr• ·rH-.~ i dt•i di:<tllrni f'>HIIiad d egli l'I.Yiatori, n<•ll r~ w ·nes i di una gnm p<~ltt' rlt· i rumori earrli>l.Ci ac<'Ìdl'nlnli <l d ei p it• fr<:'quPnti di:slurbi SHbbietti ,·i d ei ca.r•d i0par.i1•nti llr>\-rn,.;if·i. r·n11Lt' i l 1·ard i npalm~' ('(j i l :;f'n:<o rl i t; O· s tt·izione preco rdi>ll e . 2<> 11. tono d e l cuore può dcfinir•si com<' l'atlitudino i~rmutr ••··ntP dt'l IIHI;o;C'olo cardia(·O •t con;::r•·vm·o unn. certa pn:<izimw intl' l'llll'rl in d i •H·t i\· iti~ Ira la ,;isi o l<> ro la diu....,tr•IC'. proprietà quostit di "C'Illic•mlnlzimw p r•nnan Pnk. pr•1· t'IIÌ l>~ f·Axit.ù dol c uore s i adt\t.ltL. ad ogni mowC'nto. al ,-ultr lllf' rlt·l s rro <:llltt~·niii <J. <·ti il vo lu111e enrdiaco ru~ •~n>n l'ntn oltrc un C<'t'to <:<'g-nn dtu·n.ntl' liL di>N1o ln n i• si •·irnpi<:nin liS<'.f' oltre un fl<•rto "''.!..,'l.ln dmant.O la. s istolt• : dal tono dr·l errOI'H dipr•nde quindi il caric:o f' scar ieo n wd io l'cl il \'Ol ume medio d rl \' isr·r•n•, \'oln1ne nwdiu che prr r'• ntr·ian-· li:'<Ìnlogir·~•lllf'llll' di UH11po in tumpn. , ..,,.,,... r·is •df n d ttll<:' <>""'"'""nz iorr i lisiologir·ll<' d r·ll o :-;tpfani. Il 1o no d<'l c11or·e, pur <.'>;:<<•m io, COlli(\ l'att id t h r·it m ien., prnpril'l à tUit.oct o rm dd h~ fibnL rnus.,ol:11·n cn1·di•ll'l\. t\ nt•gli an im >\li supt>••inri. e ,.;l)p rnt utlo Jl<' ll'u o m o, di ori(Jillt' <'8·•• llcirtllttellll' Jlt' I/I'OIIIÌ{}(ff' IW, è cinr~ ''""'('IIZÌILIIII('trto srrb':_l'dinnto a ll'oqu ilibrio fum.ir>na lt· l l'l\ i llt' l'\'i t·;wdinc·i sixtuliti t'd i di>\sto(i,·i: p <'l' (·Ili cl•·t t.o tono può 0scillar<• in ><Pil-<O ><i:< l n liC'o ro ro.~triltot·ir'J. O\'\'(' l'l! in !'PIISO diu,.;toli•·o ori e.spwt-~OI'ifJ, n :<t'r:nndtL r[,• J prt~ JH•nd •·n•r<' rl<·:.d i i1npul><i ll t\J'\ 'O:<Ì ;:imp;tti<·IJio>llif'i o di qrrl'lli Y<\got o nici .
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Jtlt'd•·><i rna. ;)" J C:l•ll<'<•lti >'ti l'>'flii·' IÌ (nl\HIIO Ìll11lll'fiÌH11l ll j>pltl'llZi<>llf' alla \'<l ht\Hziolle Sl' lllt'Ìn]og-ic·a ,. fisi"pntuln!!i<·a do·l inno <·Hnli:H·o. twlln •pntl•• YHitltuzrnn o•. durante !!ii anni di !.!"''l'l'Il ,.: j ,; c·rl'do1o di 11·m·n1'<' 1111 111\ imo nwtnd~> C'-<plontiÌ\'11 d<'ila capttl'itil f1111Zic nalo· dt•l C'll< ll'l' : 1111'1odo ,. ,,.., iu hr•,..•· Hlil' I'HgioHi :l('('c'111Htlt•. è i'"''ibile di IW>lt•· I'Ì>'I' I\'<' r-d nhJ,io·'I.Ì<•l>Ì. Ln ri<·<·n·n dr·llc• t·c·uzinni di l•mÌ<" IIÌI 111ioc·nnli<-n. fnttn :-n ""I!J-'•·1 t i d i \'Itri >l co <.:tÌtiiZÌilll•'. ì' 1'111 llh ' todo tf-<,,.::<1'1'\'ll ZilliJI' piia :-.<'llljlfll'll l' ,.:Ìl'III'U tpltli'o~ lf<H•IJo radiP· "''"P"'"· dilllf!"li'H l'ili' i11 r·1•1·tc· indi,·idrrnl irir (>tciPIP'-I'<·tHi Yllgoto11ir·il. il c'll"I'CI pr<'"''lllll ,,.,<·iii<I'I.Ì<IIIi " '"'"i lllllf'i<· l l'H lu ;.i, tuk l' i>l di;1-<iolt• t·d tifi \·n}u mt• ('ll:·dirH·O iu><IHbill'; in ultr~· illtfi,·iduai ÌIÌt · (>'O!!J.!I'IIi ml uiJit" na·tol it·o l'cl lb\l'lli<·o). iJ Clllll'l' i<i !!lilll')!ll fii('ÌlttH'JIIt•. Jll'l' ddtlliiZÌOIH.' j)l'l'\ :tlo•IJ (I• cl1•IJ}1 ~•'710111! dt•;<;ti'H. 111'1 d1•CHbito nt·iz'l.nll\;rlt•. lllo'llll'l' Jlll:'"lllldo 11iln -..lul' ÌnJH• •··:·1'1 tu. ti c·uoru :-i r·f',..trillj!!' tls>'ni e ,.:j ;tlhm~•l \ •·•·t ic•uhrH'Ilk. H,.,,.,ll llll'lllln lu fi_ L'lii'H n l!"<·c·in A qut·stn \'U I'Ìul'ioni :;i ~wc.:om fliii!IIH 111111 ~t'tlltdc· :-.uhi(lllli'ÌIÙ 11 n •lqr·1ti1 .Id l'd t{l c•ardi>\1'11, cir.ì· i hnltiti non ,;c•no, fiC'I' l'liSi tfin', Slfllll'ZH ti . llH'IIttl• il (' IHII'I' 11 1<'110 11111'1111111· :-Ì ll jlf'<lllt'. IJH'H'(~ JO !>ÌUÌO oli:<< tllil'llllll'llZi(lllt• 11111Ì1·11 " ' ' "'' SII(• J'ifcn•, llllll "l•lo 11d 1111 l i!H"I'Ì(IliWIIÌO <.fiii,..(Qiii'O 1'"111[11\'1 O cll•lic• fnt•d( •,..illll'. IW1 aJI(')tl'llcl 1111 1 l "l•fli> iJJ'liH('() l•d l'l'('f'>',.i\'0 Hf'I'III'C·illfiii.)Jl\1) ,_j,.\<liii:O, Cl/1111' [HII'e IIOU til htst•Ì:t faeÌIJilt'IJ(( • rJj,_\l'lllic•t·<• dtti lllllj!~ÌIJI'I'dlht:>l<ll fi:;tn· l"gi('o di ~<Ull/...'1.1(' \ 'l'ltnso ll('l dt·1·11l>iio oriz;~.<.mtal<', (' n1• riclucp !'>'R~·••ral>ll1ll'11tc il ,.uo \'OltJUill' tll'lllti:..dwr ,dllw-NJ di ,..:111~11<' tklla ,.:tnziniW \c·rtindl· : dilnt .. zion1• •·liuos tnt ic·•• c· l'<'l"trill~illh·IIIO llt'too..tatic·o. I'IH· ""no minimi in I'Oncli7iuni di 1(•110 llli<•t·nrdi<·u fi,.,iolngi<·o. ><1•110 noi P\ o li i11 c·11nri n 1nno lahill' , . d..tic·it•JIIP. ( 'ft,. qut'· ,_tn hd1ili1 Ì1 l'llstit u;~.lonah- dr•l tnt10 i'""~" p:--.•·ro• lt-guta n.ntullt'IIIIZII di o'<j ll i lil•rm l t't\ i d11C' si><fì'JIIi 111'1'\'0"i l'itl'filiH'i Ulllll!!"llisii. ,. clin ro~1 ndol du l fatto c·lt•• l:t >"II ITtferita al>lltJl'HII· uarrpic·zzn ol i o:-.r·i lh11.ion i ~ i ;o t nli<·ll d in><tolic·u <1< ·1 \' n h m w curd itl!'fl si o,.:-('JTa ill :<ll_g!!<•11 i \'tl,!!' •IU itiei. P lt• >III'I'Ìin·ill· \ nrin'lioni l'iilll1><1111 i!'iw r·cl llrl<oSI IIi ic·lor ,..; >ll'('CJIJI]I!IJ.! IIIlllrt )1· prinw ad altri Ì• 11<1111<·ni cl1 , ·ugot .,niu <"nrdiuc·n (hrndir~~rdi~t. ipt·r· d iHl-'1.,1Ja. ipott·ll>~ÌIIIIP). t' lt· "''<'111111<' nel n itri fr-JtOlllPHi rl i !iinqmiÌ('(Jtonin !'nn li tt<·Jl. ( 11<'<'< ·lt•I'H z i •\Ilo· i 111 •r.·<~:.l o l i a. i 1''' 1'1 l' ll><i 10111 · ). Altro M'J.!"" oli luhilil:ì d,.J 1ono JlliOI'>ll'dlt·o, •' (Jlll'llu '-tllc!iafC) rht Z t'l lh••. ciu\1' \'('1'\'i':-!Ì \ O \ ;tri:ll'l' dt ·JI' >iii)!Ofll d'i Jll•fllla~ i1•ll~ ofl'f l'tHJI'U ( UIJo ,.:!'il<'l'll'ltl) diJ Ji'ÌllSp i· nt 'l. i" 11 C' u Il'f'>'l' i r:a zi n t w . l ui!' l'c·s:<a n t " l' o~sr·t·\ ""i o n C' d u • c·uo ri :-.i t' trl'lllllC·n t e i p o t nn i c- i, <:!11111' :<ono r;ll!·lli dc ·J.!I'i ndrndui ud 11 l>ito u,..t•·rait:ll <·d orlolico. :-:i •.,,_, trill,! !"n" 11111<', ... Jrt,..nt•· l' 'i\HI't 111<'1111· 111111 '" 'l" nd i'~'"">l,t!(;io dnlln pn;.;iziolw l>rÌZ7.ontnlc· ulla , .,., tic•H ir•. 1110 :llll'hc· l'l'l' 111\>l :-timol!t7Ì'II11' nw<·Panir•ll dc·llu J1111'1'11' ]11'1 r·nnlinlt·. 11
.:oNt aU::ss t j>l'l' 1111 Atllltt>n(o llllt'ht' llltlllll<o dPI la\'o J'o uhitun!t•. T al .. l'I·IJ·a,.Ìoit" lott<II.:<'JJif·>L pt'tl11i :·l c·d t:'llt·t·giea sp<·<:i<' di )<pu-;n•ofiliu. l'nnliuca (·ut 111 •·i-c·ont J'o 111111 ><Jm:-.t iiV· filht \ 'Hstt le ;:i <1>-:'t(' t'\ 'tl sOJII'tll utt o in ~t•!!gdt i :;imputil·otnnir·i. lll\'1'1'\'. ill sng!!<'IIÌ \'Hgntoni<·i. 111 1ò 111111\C'III'f' 11rl Ps>'I'J minima qu••lla 1'\'tl'rtZ i<JilC tOIW/!1'1\H dd l'\101'{.' ,.:qtto p c>s t o a -;ti111 o li 111<·<·<·nnic·i d<•llu j Hll'dC' [ll'c·Nwdi•tln o Hli 11110 .-.. lcli'ZO: f? p tu! Utll'lh· vs,.;er<· -<<l:<tituiiH d a Ili Hl cl ilulll/.itiiH' touogeutt d (•l!c: euv itit C1 u ·diudw. (;o Essf'ndo il to n o d<~l c•ntWt' dunqut• Ps•wnzinl t~wnte frtt llOrrlinnto Hl tono d1•J s ill lpntien ~· <h•l ntf!O. nnn Ri può p<11'1:tro di lnnc) (·ardiut·O H·lllrlPII(uto <l climiuuitc•, ~ùttzu tent'r c·unl o d~·Jriuftw·nzu d<· l "ish'llt<t IH't'\'<J~<J dd "'"!!g•·ltu : lillà r•t·tt·aziillm tonogt'tHl. C!sagctnllt dPI <·wwf• non nutori7.7-"l >l p;Hitll'l:' di 1111 twto nll intn d;·l c11nrf', mu f'<' ll t p l i!:l't n eu l\> d i tt n tono costr i l/orio C8afiCJ'fliu, <·o nt<' cl' n l t ru. pu rt<- una d i In t nzi1111"' IOIIV~<'l\>t ud una lltt111Cttla I'Cil'HZiuiW non autorizzano .~t·nz'ultl'(> o p11du re di (ouo r{,·jicieltle llt<l·, >«•mpliet•mC'nt<· d i e.qayl'l'al o tono r-v]mn.<m ;,, o rlìa.<l•>lit·o. il Cf'tHit- 1111Ò be~t t i:;simo t'><:<Pt'(' in rnpporto t't>n llll>.l. \ ttgo!•>nia cto>ititnziunale. dt•l sog!.!t•llo. Tantt> mc·nu t'• fal'il•· vnl<·r dt·dUI'I'I' dallt· n·uzioni di ton it:itìt iu .•en8o crJIISirillorio uri c·'/'"11· .•odo il un1do di r·nput·itil t·<)ttlnHtilP dd tllirwat•dio. J <:twri pt·rfdttttll<'lllt• t·otnjlt'n;:àfi ~ottoqtu·lli >lltllln piìt-;(n.biiP. L'd il1·ui \'lll ttlttt• \llt 'i tt llWttl> fa c· i IHwnl<' ]Wl' s t·i t11<Jl i fi;:inlul!i<·i : 11ll'lllt'l' ('Illiri '' l'l'l rnzin11 i tono,!!l' tH· vintC' i P"""')I]O di111n:-<li'HI'n sr·>li'R!I <•nt•rgia c·uJI(I'Il.ftilt'. l' d 'alt m p11t'l<· c· ltoi'Ì t'Oli clilatar.ioni touugf'IIL' \'fi!!•.Hnniclu· pus,.uno <:tllo>J>O I'(!\l'Si IIOI'II H.t itrWll t t· dul hun d;-lln l'llrtu·artilitit. l ' n tono l~tl>ilt• p11ò ùwtn·i l'l' l' pr•·l"lt'>H<· lu. dt ·lrolc•zzu tttnlroritt d(\1 l'llttt·o :<OJO :'t) l llu]IIJ g'l'lt\'t• ('l'l' t li llt\(111'0. ('"·"'t il li~.ÌIIIUtiC' () JII'I'IIIU ill!ll(< •; !)\'\'l'l'V so i11:<1 l'lll. l'ipoltmia Jlt'l' l'>ll lSI' JlflÌdtidH'. t •,.,.;a dni'Ì troppo >1 lnn gn. 70 );,•JI,, C•tl l'di"patiE· di gut·!'l'a, n <•J• ~vl1 • i1 1 qut•IJp dinH ttli t·ltc <' lh'lll'"Jl"Ì(·ng•· ll< ', mo Hnti~<' in qt~dlt• or.!!>lltic·ltto:, i di.-,t.urb i ll<·l tono eardin.<'o. ed HIIC'IH' piì1 d('-1 l o t to va~uiP . nsslllnllllO un'iulpo t·t<tiiZa co.sì dontiJutntt·, da i1npt iml·t'l' una Ttlll>lClH•t·u. ><lll'riult• ai qumln duti1·i. Esi:<tono fon1H' di atonin gravo ''at·di;w,l c• , ·n..:c·.,Jarl' (·lte dillit:ihtll'lltr' si distiup;unnn dnll<' lt•sioni dl').!t'IW J'>ttint tir-I nJ iOc•trditl o dnl lc fOI'IlH'l di ~t>111dwzzu llltl-.,l'll lun· j.!nt\' <' d c• l ('lt\11'1' (-. tt·np>tzzo L'>ll'di,wo). l...<• dihuuzioni tvno15<'111' n llPlll'lll!f' IH' dt ·l 1'11111'1' po>;:;Onn pa s .... ll l\' i 11 thlata::im•idrt Mo.<i n mir"l' 111• (1101111'11C'la\ lll'U d P I I' l l•·l'lllj!), tplatldu lt· l'llliS<'. H n..! te< :;e IJLII'l\1111'1111' )1>-iehil'ltl', :..editi LI'<•!' l'V [JIIII·Ill i (' Jll'nl tlll)!lllf', ili lllt\I IO d11 ri>'ttltttl'IH' UIIO S ) lC'l'jll'l'O tl't•lt('l'f!ifl eli l'l:-<•'1'\'1\ . 11113 irr< •€!ohuità tli funz.iow• !k•l cuo1·o, P ('nn<i' t•tl\•tlo di qut·;;ta irrt•g<Jirlrità . 1111 c·s,\JII'i· mt·n!o d ~ ·llu. fcJI'ztl cuntm.Lti lt'. Lo "tudiu dd Cllo1·1· b tJ..'ieJu\'Lilno, Il!! i ~:<uoi 'uri ,;tucli , fatto coll'el P t t ro <•ttrd io~l'>\ fo e con lf' O><-"<'H'>tzi o n i isto p ill ologic·l H>, iH,.,t'J!Im t:lllll<· uno stato <'!lrdift('O (':<st•nziultiWlllt- th'ltr'ugt"'tHI pos-;i~ trpsfOI'IItHI'Hi nl'lla t'tndiopat ia Ol'l:(!llli<·>t pÌÌt f:I'U\'t'. L'ipoto11ia ('prr/i.,. lo myo.<tlllllitt co,.,/is . la 111!fodt' !fl'lll' l'alio t'ordis pn,.:suno o~-~•·t·e t-re- fu,;i s tlc·<·f':::!;Ì\'1:1 di un pn"·~·s,.;o ean l in<·o originnriu.ltH' nl e ti!'III'OJ1'dcogl·no. Oltre allo studio dl'i cuon• IJ>t:-:edo, ·i•IIH). •• c·ui talllu ::o111igltn tw pt·r allinit!Ì cl iu i(>ft~• e forse 11111'1 11• putogPnt:'1 idw, nwlli~<:-:inlt' siiiCit·"m i llt't ll·oc·in·olntu rit· di gtwna andw lo Studi o dd CUili'U ltl'llO ><(Hl O lilltÌI'll, C'UII la SUH l'H.t'>ll tl-t•i,:1 ittL t.t'IHit•J JZ>I• fiiJa r<ill· <:OjlP Cri !tJia IIIOI'll' Ìllljll'(l\' \ ' i>'rt., di l' IIÌ qliHI(•fw l'Il:<" è j)lll'l' ><t'(!llll laiO l l'Il i l'll tl1hllt· tf•l)( i. P<'l' ptnhabiit· (>l'<'jll'ltci(•J'>IIl'/>1 eli lli'IIHIIIÌ \ 'llgO(Illli•·i l' l'nt·tlindi Jatatot·i, f•t•tll flÌ · I<Hl>l (•()JI dl'lieit•lc<:l.l. di OI'JilUliÌ .-:ÌIIIjillti('lllllllir·i (' <'H1'1 fiu~Ì..;(o)il·i. p11Ò ltiul>ti'<'Ì a Clllll· pn·UdC'r(• (·Olltt' dr~j C\1\IIÌ \''f"(•t•.._;-.j\· ;lJI!('I t h• l i lTUIIi\'HIIIf ' l ltt• diJ.s.tluf i fHT ip0111r1 ' a !!l'lt\'C• t' dun·,·ol<' d'origi tH' ltc·ttl'fH>I'IIHJIIÌt·n, Jl'""n uo 1111rluro in<·ontro ;~ntiHJ n ll~t pnruli o.; i !'nnliai'H fun:t.=IJnnlt>: lllPlllre quando l'at onia r·n1·diM'R è d'ot·igtllt' pum· llll'ttll· p.-:it•t>j!<'IH1 (i:-;l •'t'il·ll), sl'liZil int<•t'\'l' lltl\ eli Ul10Jilal't' OJ'llH• Itif'ill• gnl\ i l' p•·•·~i· ;-.t•·ali. , ...,...,1 ri .-;,oh'c fiH·i ltu<·nt t• ,. t·apilhtlllf'lllt·•.
8" J l c·oJl('(•llo •nndc·nll> , st•enndt:o <·ui i lrawui p o.: ithit·i pv><,;r,tw a~it'(' COJIH' i \'<'lt•ni. iltttJ:<><ic:ttJtdco l:<npnri Ili t o i l .;i:<ll'tnll llt't'\'O,.;I,, l' rptdlo Ptlrdio,·mwolur!' <·nl l'1WI'('Illlismo dPgl i "f(ttililwi Ol'lliOIIÌl' Ì. dt•llp 1ilt ••nw.inui IIWiaholidtc• da t'f'CI·~~o o dif\'lttl di Ol'llllllli C'in·nlan!i (di Ol'llHHti 11t'u idt•i 1':-.lll'l't'llnlì xopmlnltn),l'l'tHit • r·outo e df'l caral/t•re (r,.<,,ir·;niN!,I'ÌSC<>JL(.I'tt.to twllt• Hl'\ rosi r·a1·dinnt:<t:olnri di f!lll't'I'IL o do •lll\ fi,0110tniil. illti•J'IIII'ciÌU C'h(' (J IW,.(I:' :<p t•,.,._() 1\s!\llllH•IIIl trn, i IJIIH<lt•i lliOJ'iJtl,<i ftii17.ÌI>JHIJi t' ll<·ttJ·ugt·ni rd i (JIJ<tdri Juorlto..;i ·~~·~;lltiei: ··d in fin<· di'ila po-;,..ihibtù c-hl' lo ..: tr:lpaz:r,o <'tnOtÌ YO, HltdH • pt'r >'l' :'ltlo t'd iudipt·ntlc IIIP111l'lltt· dallo :<lnrp<l'l..Zn ti-..i<·< • ,. dull1~ l·ol labontZÌOll('l di ultt i fuft·ot·i P:<t<lus.o.:ic·i o tos.-;inC. ·t t i,·i, s ia <·upllt'•' di illl·hn n• profnudunu•t~l<' Ju ITH>-i lllll'llHill' dc·~Ji llllllll'i l'd illllJit'l'(' j)!'l' (JII<'';il) Jll('l'l'JIIIÌSIIIO••I><' I' {jtt<'llo
CUNURESSI
cl.PII" bnrsc lta e r' ipdntt' ostillt~~:(,ÌOni di pn•ssionc c ndoqu,c:olttt·c, u ltt-r·al(ioni tronc h e d t'llo p;I.I'NÌ lllii>'C'Oiar·i dt•.l CliO!'() C~ dcllt> a r' t<'I' Ìù llOil Pi<CIU>'(' lA C01'111Hll'i(', E ' in ~Jll('sta dirc>ziww c h e oet·rJ t'r<• ri<.:orcEU'I:' lu g<' rw>; i d e llu. fre qnt>nt.e !ut erios C'I c·ro>;i precoct' o d(•lh\ c:o t·cHull'ite cow;lu.tata nl'i cvrnbntkuti, e probabilmentt· arwlw di tn.luni casi di insuflitif'llZ~I vo.lvohll't• . e di tnltu'li casi d i ins ufli cienza orj.!••nic·u. d c·l la u1ilrnll' . comp~l •·si durarli<• la gnt>ITtl. in sogg-Ptti non si filitiui, e non at · tHl'C'>Lii cl!t end l>car·dit€1 : nonl·ll ò comt· si C(Hllpn•ndf', la J!OlWsi di stnti d ege nerativi rnioc·Hrdit-i pr<'cor- i o ttwd i,·i. i nt PI'IWf'htti CO !Il~' u•i oc:11n l i t i da :<tnopaz;w. e che l'an· g iuol i" t ro litl del cuore bt~.::>~a. a spiega t't•. !lv Co111e <lt·l p11nto di ,·i.-l t\ 1-'t io piHogone t i<·o e nvsografico n on (>SÌ><tono limiti tll'tt.i rm le: c nrdiop>ll ic· diHàmil·lil' l' lJIU· IIo org•ntidw, v,.,...,,.,.àtf• dun\nte la gut>t'l'a. <·nsì d ,tl lato d{'llu. setnl'in!ogis fuu?.iorut ll• è csti'(·JIIt\IDl' llte dillieile sl'gn&n1 criteri di -;tinl i,·j sicu r·i lm s i11drwni tlim>rnil'111· l'd o rguuiC'hf'. 11 er ii t:•·iu costituzion;d o, <'lltl prl"nd<' di 111irn 11111\ sulv la c;o::;tituzio n~ o la capadtà d<•ll'.~pp>Lratu c irc·o lut<wic>, nm c,u c>IJ.• eli tutto l' or~ranismo e sopra.tutto lo st;1to d o llc> C<••Tc>lazioni dt' l c·i r f'olo col si><lPma llt't'\"oso e nouromuscolaro clel soggollo, è \11\0 cki crilt> l'i piil pr{"ziosi rwt· In. l'>'totta \'ldtttaz i(Jn0 c.lifl~lO.stieu. e prOjZ'IIO· s tit'a d e lk- ,.;indrollli c• ireo i>~LOI"Ì {> così cl\'ttf-' dinHmic·lt~'. Esso prr·moLt.e j..,riìt. una fonclA.tl\t.>n(,,,Jt, di,.,tin ziolt" di Cpii' >'IO s illdl'nllli i11 (.JI I Pill~ k g att· >\cl LUI f>~tlOl'El pt·e , ·a)t'mtt• l nrnte tllll>'(:(llun:• o 111 ÌOffl' IH' o w ircste" i<:h c• (eu PrO i popiH·" 'Ìco, tle b c•l c·zza ca.rd i aGa cnst it.uzior.~<Lk ) . l' qudJc, IP!!HLt> >W Ull fa t torc c:o>< t.ilnziom~lo provnlt•nt.c·nwnte uc·rvo:;,o ( neura.~thc•n Ìfl e 11 1'1/I'IIÌ pcrstc•n in cord is) cd in qn Pst,o SC'eo ndo gruppo. a p>11'tt' le-> fot•rne ist.. rit·lu·, )Jl'l'lllt'lt<• tli di s ting-w•rp le fot' ""' di tiro pre Yale nt e nwnt e siutpn.liicot.onico, '"c-n i H-IJfl>ll'l ic•u p il nttL-;simo numnro d e lla C:>•-< Ì>'t.ic:>t di cwwe 0rNi,.tic-n di g'IIOT'I'I~, t' lt• fnl'llll' dj tipO pn•va.l>•lll<' lll(IIII C \"'I)!OtO I1Ìt•() : d110 tipi Ctl Hll' IÌ c·Jit'. p(· t· s u bs trt\W pnt ogl' Jlt't ic·o. pt. t' ;;i n t OJIIatologiK o• JWI' prognos i pr·,•s(llll >ttW di ITL'l'l'IIZ<-' n on li<wi, o qiiHilto.nl lo ro ~W \"!'nirl' l o r ll~~ono, ~ono ~u:-;r·l'l·tihili di pth'i:-:>arc' 11• nf'vro-;i e:in·oluto•·io " Ìili)J>ll icotonidll' in c:an liop>tti (• c.Ji tipn lll'tt•rio;;o con t <>ndenza '"ll'ins llilit·iNlzn. d d c·non·e s iuistro. lt• IH'\' t·tJs i t• in·o lat o ric· \'Hgotnnidu· in c·,u·diupatit• di t lflll \ 't' IIO>'O !'011 lll('ÌtJJ)I 't\j:! il\ <J('{ CUOI'!' d t>:<l t'O. Il)~ Di frnnlt' ull'illlporl <\117.11. s r nwnlinu.ri>~ n,..;>'wlla d HI sislt>llU~ llCI'VOSO o d n i t•c> ntt·i p><idd ci udl tl po.tt• l..g iu rli flli!'ITH. la c·linit·l'l d.-l t'tll!l'(' h1.1. :;enti to sompt·r· pif1 il iJi><O/!Iltl di l'llllSÌdl'rn.J'(' l'utli\'iltl cardinc·11 l'OIIItl IIIIH nl/.Ù'i/IÌ rtll W'OIIl'iO[Jf'IW, <·outt· In •·is ulh1ute di dut• fPI'I(O ag('Jtti >WII II>ni c·am onte , l'a.t ti,·itìt. autoctona rle l mu><<· o lo c·nnl iu.c·o <' dc·llu t·tmit'lw ncosr·olu·Piusti<'ht• riPi \'IJ..-.i ,.;unguign.i, e l'afflusso t'CJ IIi liln·,r.to . la g iu"tll l'H rif'll dj :-:tiuwli n <'n ·nsi a l c u o •·r t·c•n intlo t·d nl onore pt't' ifPric·" l'apprt>sl'nhl to d n llo nr'l <•rit', clt~i ('llj'illu•·i. f' dalln \'<' Il•' · j)I'O\'\'Ì!"tc d €11 lcwc ) l l•llo o tlo•lla loro cunt•·•~ttilit à , l!:d il llÌ udizio ;:1 1il •~ ><lllli<• Ìf'nza r•d in,; uf)it;je nza. dd Lq>par·u.lù t·irc·ollllt'l'io s nprat ut to nPIIP condizioni s p ec i,lli di !"tntp~•zzo, emotiw> <'d i ;.;quilibriv n c urops ieh it·n <·hH t·fin\ltr·•·i'l.ZHIIO lu \' it n di ,l!llt'l'I'U, non può es:;t't'l' fondat o soltanLo t-; n Ila Yal fll!l;>.innc sP i ll i u·o· H'<-<ai d i flit·i Jt,, ch·l la forza d i I'ÌS!'ITH cl!') ntu:<c·olo P>~rdiot·o : p o tc•nd o qu e:s t>\ (>,..;:<c· •·p Hn<-1•<' noun·nln, 111a n.ppn t·ir·P imnrfli ci<·ntl', Jh' rel•ò 111111 :<OdLo:lllltn rlt~. l lllt\ .-ullìl'i c• ntt· l'l':-,i><ll·H7." JI>'Ìrhit·•• dd >'•>g~wt t l).
X.- SUlL' INFLUENZA A) Sintomatol ogia • Anatomia patolog ica - Epidemiologia
p•·•· il l'l'>f. Giuseppe Satta ( f•11·in"'· fo l u •·••PJ>O I'to n ll'<•ti olon~ia tr'C' tl11li fwultlltll'llluli dohhitllll<• t <..:nt:J' pr•e:scnti. n o n p t'C'IIIi.wi alla ultit ntl p n ndc•rn ia. rnn C:(lllllllli ullt• p•·<·t•t·d.. nt i : a) li C>\t·att c r·o di l,t·lli.! !uitit, in C(tltd <· hc• ln('alit>t si può di•~ · tl.'<st>httll , e il quadro c·linico unil'cor·mo t' tll0llt>lo n o clt·llu. ])l'irwt owiHIH. b) il c·amtt<·rt' di walil.fnilÌil' il quadrn e lini•·" ,. rlluUoJm>-p!lto lo~dco PSt!'ell ll\lltùnlt' polimorfo ddlt\ SIH·<-,·~,i\'a ondarn. f'
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CONGRJ::SSJ
<') !'iJl><cditu·si nel mt~f!gio• · rtllJiwJ·o doi casi d P.lle manifc •<.;t•1~ioni morbo:<c che imprimono il caratte re di gravità alln. malattia qua.l<:he giorno dopo la remissione del primo attac<·o. P ossiamo noi ora <.lnn·i s picp:azion e di questi tre fatti amu w ttendo l'aziono di un 111rico ngent.e n"boi'IJu:-:o ? Evidt"ntemente no. Lu pl'ina> que!;;tiono che allora s i pr·e:;;enta è questa: si tratta d i una simhiosi co;;;t a ntf' di \' inJ~. a nu.IOf!ttlllente a quant-o avvien e in vs1·ie inil.'zioni. freq ue nti S()fJI'fl.t lltt o n<' l campo Yet eJ·innrio, oppure fra il virw:: d obbiamo dis t iugu erno 11no p1·illltli'ÌO, fondanwntol e ed uno o più di a,<;socia?.iOllf' ? Y t'l'lt o:> costa.nto simhiosi no, p r r chè (•j trontm•no quas i It~>lle stes:::e difficolt.it colle quali ci troYiamo di u·ont (• ;;o :-:i vuole ~unmctt.ere l' azimw di nn unico virus. ~e iRvece noi indaghi ttmo minutarn<·H t <>, ne l quadro clinico , anche nei c.aot;;i nei quali <'>;So è piìt ric c.:o d i si nto n ti. si •·if';;c.:e quasi sempre a svela r e lUl a.s:-ieroe di manif('St a:~.ioni d el tutto si mili fl, quc·llo e h<" così facilme nte ;;i rilt•va ne i casi S<·mplici non complicut i. B piLt cho nn l nra lt• ull ora ch· cluno che l'agento provocatore d i qurRto co mplttRso ~int-oml\t i ct> fl, mlamen tal e e connmo si dc.>hba considemre come jJ virus fondarnt-ntale e primi l i\'o. L 'altro o gli a ltri virus dovrebbero C!'Se re d e i ge1nù c.u tt-.,;>:oc iaz ione. dovrebb(•n.> aYf'ro il còmpit.o di compliea.ro, asso<: iando la loro a.!Ja azionr di qur llo p1·iuti li\'O. il quadeo morbo:-o. 20 D ell'enorme num ero d i' i colpiti. dnll!a pandemia po:-<:<Ìnm <> fa.re t.r r g'l't\JH!i gruppi. uno cle i Vf'ri influenzati. un second o di rpwlli 1w i quali son o O!:ì;;ocia.tc d .. lln manifestozioni d ell(• Jtl'o>::-:e , .jç, >H'I't'•' · e un t-erzo eli q1 rl' lli n e i quuli s i han no a.twho delle Jorn li 1;zazion i pollllClllH ri. H?no IlO t<'. inolt r<' c~ c· Il e.· pit•co!c epi d f'm i(• fn nt ig! inri od osp~dah o•·<' u cara ttN·o q liH" t mono,;nHJromatteo, noa. cl1 ,·erso da t•PJdenun n t- pi<lemin. :\t'I le ct11'a.ltori:-:tiel l!' clin i<'il <'. ne lla evolu~ioné e p.robnbil m t•nte m1ehe ru·l q ua dro a nat omo pat.oJ.ogieo d e llo c.:o mpli (•anzt• polmona.ri pare c;;istano d('lll' dil~'e · t'6JlZA tali da. ftH ritc·nnro clw dei g-ruppi d1 ('Sse possan o <':-::<ere provocttte d>\ gen11i d il-c rs i. D 'a.ltro cauto st• uoi d0IJbì11•r•o d Ht'C' importo.n za come virus di aQBocìuzìone n.lme11o ad un gl'l'Hl(; c ht· :::i rit':-<C·t• !'ld i ~l' lnre st• non t·ostont .. mN tte , 11lmcno c·o n !!l'and e fr('quenza dall 'o.q:r ani sm o di llll itHiivid uo colp ito lht innuc> n:~.a eompl iNtta, non , -j è al<:llll moti\·o per non at·tr.ibuin• !;'f!Ualt·· s i,an ificato ad uno o ad a lu ·i gN·tni clifft·renti do. qut'llo e che :<iiHW St>.\t i i;;olat i du llo ::JI(•,;:\O o da 1111 ah •·o indiYiduo, :>opratu t t o qua.ndo ::JÌ l'i<'Rc·t~ a eoltinwli cl a l i'll ll!-{lH.'. da <-ti.\' iti\ c·h iu;;o o da 01·guni intt'nti. È \·erosimilt~ quindi la :mpposizionn dc·lla C(tlliJl<ll't <.'t'i pa:~.io nc d i \'a t·i gt n ni. ~ou è da. <'sc:luclel'e al lora che in al cnni <·a"i s i ,;tabilio;ca una ::;imbiosi fnt- i d tversi Yirus, che p ossnno ,..osì es>:ere a.n che trusmP~Si da indi vi duo a. incli\'iduo . mentr e che in a ltri casi il virus priuùt.iYo o di A>':<ociazione pn;.:;f!. stimo lm·c·. fa,·orill'. rinfnrznrr lo sviluppo r l'azionr patop-<>na di Cj\lnlrhe germo Rnprofitn doll'or ga ni:>lllO.
B) E z i o l o g i a , p a t o g e n e s i e c u r a l'l''' il lWùf. Ferdinando Miche li ( Fio·onze ).
10 ;\la.lgt·atlo tnntn co pi u e tunt o fPITOrf' di ricf'•·e h<> il prohlf•ll1!.1 cziolto!!i<·o ddl'i nfluenza,. a ltn anno r mezzo di di,;tanzn.. d a ll o :'<COppi o d e ll ' ull ima pandrmi>l, è )ungi Ancora dall' cssor e <:01\éhiuso. ~Sono t 01 nati i Contt·u.'< ti, i dubbi e !f." ince t'tt·zze <·h<' si riAer.tono no n l'>OlC> s ui prohlemi fonchm•f•nt a li <Iella. pro massi e d<•lla cu ra, ma su lla >:te:ss;a <lc ftJ1iz ionr e ;;;n t.ut.ta In. pa tologin clt>ll'atTezion<•. Le osservazioni t?pidPmiologidl<' eliniellc, f'd anat omo-pa.t ologi<:ho, c·o me ri· ,;nlta dalla relt~-zione cOPI collega prnf. ~atta. >;c•gnano la via alle ricerchr ezi o logic·lte P p ongono nettamen te:> il p•·ohiPm!l. c he è sul tappc~t.o da oltro 25 Mti, di un vil'll:'l primi (.i v o, iniziale e d i un o o p il) virus Rf'C(lnrla•·ia mPnt e H:-::-:or ia t i. C'o n n•nà dunqw,· st~tbi lire anzitu tto la nat.um del virus pt·i mi t i,·o. 20 Tra gli agen t i m iCJ•obici, , -oc·o hj o nu ovi. p orto.ti in campo, il ibacil ln di Pfc il-Ter ~ an cora al centro d ella disc ns,;;io n.) mn al f'(>llcetto ch o il bacillo di JJfC' ilTPr mppresf'nti il protovirus influenznlc• contrn.«lfUJO una SC' rie di considerazi oni e di olt~ menti di fa tt.o :
'
!H.
n) L 'l·:;lr<·tfl>l. Pnntauiosit it v dinusil>ilill\ dPI ,·in'" innut·llzale. di umn hm!!'ll ;;up••riori: a qunnto :-<i osst't"V>Ì th·llt· inf,.zi•>ni so,.,t('n uLP da sdli7.nntic<-ti. la p u:<to po i1110IIlll<'
(:111
"l"''''"·
b) 11 nu\n!·ttl o o twt.-,·nlnwn!C' l'lll'n r• •twtto do •l barilln rli l' f~' iHt' r (cul tm·e
1•
.sl t·is,·i) nvllt> tllliCo'lilà na:<o·larÌIII-!1'\' dnrant<J l t~ pt'illta oHdu.tu e pi:dt•JIIÌ('H ( primu. \'t'l'il!l). r) L'inc·o:;tanza rl t• l rq>f>rl <t d i llllt'illi di l'it'i iTul' 11111'111• nl'll t• fttrlltt• <·l:ltarndi l' ltl'\lllt'U•)JILI'liiiH IIlÌ..JHJ clo•llt• fusi t>pitlt• f11Ì Cill' ('>'tÌ \'(HI IIlllllllUl<.l ('cl iii\'(IJ'I\Id(•. J)l<J' <'Il i Il\ p•···~<·II'MI rli f(IIP>'t.n l!('rlllf' è d l'llllllt'i<oln dtl <'ifro JWIT<'ntuali rfi ,pat·ntt•. di•' va11n0 d u l !):{ V 0 t!.•i c•a-;i fiiH> 11 <~ifa·e tni ni tn<l o qua~i null ro. (~lll\-; tn co.~ì :;pi<:CII I>l '111 ia ltil ilìt di ri>'u ltnli ll ll ll i: a·i ìo· t·ihih·. o po•l' lo meno non In,~ 111 prima lint·u., allu diili ci ln ('tlltind•ilit:'t 1h·l ln~· illu di l'ft•iffo•r o t'l. d ofi"ÌI'IlZl' d'01·dinc l t•t·nio:-o. lll'J'(•Jar:O dt' llllll<'iulll n ne:ho dn. lmt tc ,1·inlogi in-i g ni. d) li mmwatu ri :<<·onl ro dd lnll'illo <li Pf<•itf<·•· n• ·l san~uP, con<·•lrdc·mPIII.t• riafic>nn nl o d a tu t ti gli A11 tod clw ~i !<OliO O«'l'llP>~lÌ dt•ll '•t•·g<mwnto. n rm ::;qlo nf'll c· ffii'IIW Sl'll l(llio·i, lllH HIH'ht· llt'llt• ftìl'llll' J-!1'11\·i. <' ) ];,1\.111 d11110sl1'ato la (li'<'"''"'-'' di l>:•eilli '''"ofìli . rl c,.;;i o:n>~ti ('t> m u hadlli d i l'fl'iftl'l' dura11t o l'ulti111>1 paHd<••uia. m•l o·uYO Hasu-fa1ill).!l'O di IHh lll llllllll'I'O <J, lllfli,·idui :<H IIi (l di tnlwr,.,,)..,j o di 111a luti di ahn· flii'IIH ' •no tbust•. ed in fncoh~i f' pid<'lllil' i 1'!·gir11111fi () loc·nli di ('CI>'Ìdt•l!ll illflll!'llZII. lì llb di 111\ÌI II'Ib i nflllt' lll.t~[f' U.:<SH i dlilobt.~. Il di,t<lllZII f' fll' l',iiJO diii'Uill<• ~.:Ji ultilllÌ 111111i fH'(•t;t<dt•ll( Ì allt~ p»lldl'll lit\ <lt· l Itri:-; ( l!ll-i-J.i-lli· l o) : •• infiw· 11 1 p<· r·i,d i llrt " l'l'"·'lfiPmi('i. w·l ett\·u na..-;<>-fttt·ing\'" <· llf'lill \ i•· l'•""l'irutori<• di Hll llllalall rlt tuh<w•·olo:-:i. di tlllll'billo, di dift<·l il t• . di pl'rtosso·, dt \'UI'i<·•·lll\, di -t·utlallÌIIH. <•l'l'. ,Ì) l.'!".;itn ('ll.'lallt<'llll'llll.' 11"\!ati\·o d• •llt t•Ìt'\'1'1'111' inlt'-.:t1 lJ l'i(ll'lldUIT(' ~fll 'l'i• n ,••Jit tdllwull• Jwll'uo ii!O o JH •IIa s <'i111111i>l il q11adru d r·ll ·inflw·nzn Jr lcnct• l'iH:-<lllllu7.iuw 1J l'lllt\l'll ili7.Ì(>JH' lJt•llr• \ lt' l't''f'ÌI'IHtH'Ìt• dJ "'''PI' Il"-itJil i di hnr·inli rfi J'fpjlfr•l' di frc•sc:o j,olati sin r)mi, sia ll.'"il ll' iul Ì n l'<)('<· IJÌ di dÌ\•t•I'.-<H Sflf'l:(e. :lo L'in:-;Ìo'tiJ<' tlo·i fatti ,;lfl•spo:::ti è s ullir·i <'l lt«' 1\ Rt! UOÌI'I'Il 1!1 ft·d,• flPiht dottrina l'fo•Ìilt'l'illiiU do •ll'tllfilu•:IY.Il: 111>1 11111'111' , dt •:<tiltJit• l. t'rlll II!!'IIÌ \'t'I'O:<-illli!.(]Ì!~II7.>1, d ttl l'll<rln di A!!<'nto prin1it i,·u d cJ I' iufirH'IJY.tt il htwillo di l' ft>i tTPr non d ;,,-c twndtm l'il!1111nlt~r"l r·un11 • 111 1 , -o l:.raro sa pJ·olitu.. 'li'IIZ>t Ìnt(HJdttn:tu palni•J.!!Ìl'a. Ln frÀ<JU>•nzo. <'oll la Cjllllk f11 cli lllt>-llrat o in pi€'no p<'riodo L'pitlc• tlli t.:o in t•I-Ht (' l<Jc;~lit:ì nel r·two uuslr-faringoo. no•ll•· Rf'C'I'I'7.imli ht<>tH·hial i <' :wi fncflh~i hlllll('tl·IJIH'WlllllliCi, 111lor1~ in r·11ltnn\ ptii '<L o qwl :.:i pw·a, il l'IlO ulto l'•li <' I'O Olldotos,;i t·o, ri;al)·,.,.mu.to ùull•· ri é\'t'i'll!l di {:osio. In. tlflll mm prc ':il'lt ilt\ di aggltu i11itw spt·r·ifidlu 111'1 :'\Ì<' ro dr i rom·ah;,;l'r· nti. ntt<~>'tt\lln t'l rt• n l ba!'illo di J.'!'!' rfl't'r ,;ia solo. sia in >'imhio:;i con n ltt·i l!•••·•ui, s pdl t\ nnu partt· 11011 indif'f··•·"lltl· n••lla fll'ndii?.Ìt> llt' di'"''""" lnnnifn,.t.l7.Ìoni 111<~1'· bo>'c• ( <:11 t ru·t·».li. lm" H'il. ptv•wraon i d w) 1l.- Il ' in l l111 ·11 z~ . .~o L<> :<l't':-<sn , ... ll .. lll«inni n• 'L!:Iti,·•• \'111111" :rppli•·•ll•· ·~ lll l l<' l<' n ltt·•· "I"'"Ìn h!llt •·ri<:llH ri;.<·on l rnl e Jll'i prudnt ti tnorbo;;i ch·!!li i1tfl111' 117.nti l' qu iudi ll<>l l .-:ulo a qw•llt• (pnc·a iiiiO(·u ~t·lo i, sh~filocot·l'lli, ll lll'I'\H'IIt'l'IIS catarrlutl i,;. t1t;c), i[,,ui ,.ignifi(-,~co d i fl!!I'Hti dÌ iltf("t.iOD i >'I'I'OIIf l!'l.l'if' O Ul'( '!t lt•lltH IÌ Ò IIIIÌ\'\>I'"H!Jll('!l((' f'it:OIII),.;(•iu\1) , 11\!l. 1\llf•ht• nd alt r~· l<fl(1 1:il' l) \'U I'ÌNtl baltt'l'il•ht• llflpHI'lt'IH'IliÌ >t lh fHIII ÌJ!Iilt dt•!!l i ><ll't•pfu· l'CH'Citi ("i l'<'f' l<l('II<:CO pleumol'fO di \\'ù·~I IICI', diplo,:t l'l ' (ll flt:OCCO c•pi.dt11llit:O di l:kl'· IJi u~t·r lt , dipl o:<tr<'pt m·oao ~ramlwgniÌ\'" di L<' ilt wr, :<I1'P}lt0<'0t'('O p tmdPmit'o di s,·galo, diplo...;trol'tiiCOCGO \'Ìridll-118 d i Ho...;('fiiiW). p iìl o llll ' llO (•s plir·Ìtll lll<•llk d iC'I II fll'ft.tll o lfllttnlo nwno so:-:pl' llatn dn i risp<> lt~j,· i ontnri eon11• pn-.:-<iiH ii Pll'lltl'nt.i t:'7.iolt•g ic-i pritr~it. id. L tt. r<·c·o'lltc• .,.pidt·1n ia hn di111no.;r mi<J in Jll>lll ic· •·u prt'"""chr· Ct> ll t'n t·d l' la g rande pruvnle1111• itupurt•w zu dr •gli sll't•pllwnc·c lai no· l rll.'lt•J'IIlini slll\1 d"l h· pi~1 g.·a,·i e rno rt!l li c(lrllplii'Hzinn i. lltfl· 11 d ,.,.~i i n gc·t rPrn, 1" '""'"no t•ppor...;i. cpmli H):!<' tlli inizi>l li d i inf,•zinn<•, h· xlt· ..sc· ohl~~t·zio ni ~iit ft>l'lllll la te a pt·u posito
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11 \ 'i t•us pri111iti,·o d..IJ'iuOu<•llzt~ n\ quindi I'Ìt·<·r<·nto in ull rf' dir<·%i•ttì i. La nt ril\bilit;\ rlo i rL· twrti baHurio lugic:i . l'iurp\ls:<i h ilitì.l dj .- pit·l!al'l' <·ul ;.;u111pliuc vil'll· lf'llf{I.I''IÌ di l!l'I'IDÌ Jl()jj l'osplo~i Oil(l di tlll'<·pirlnJIIÌI> f'O" Ì dit'fl~:<tl., !'A.n;llO!.!itl Clill Ìt'll C'l l Ppid<•lr1if)l o)!iea ddl' inflll('llZI\ C•111 nlc:unt· ma ltal t i<• infd t i"'' -~U"l<' lllll•· c ~~~ , .j rux lilt ml>ili, lamu w .-<lH!![t:rito . :-<l illa ~uidn di 1\:ru-;c·. h1 <·onl·<·z itllll' rh(· il vi m s influ<· n· %>~lo ap ptLrtt: n!.!a n lla eall•gn ria d 0 i lillrahili .
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( ·on i n·t·n. ,.;inllttli>JttZ>I . ,.;t ollnnl<> lc• fui'lll~' st·rt~plit·i. •·~-<c>nzinlnwntr f<'hlwili d•·ll>t pritua undlltn •'pid•-•wi<·a sono 1\•..:pt·<'~"'i"nc · ddl'ini't·zintttJ , ..,J ptlt·<• \"irt i>' inflllc'll/.;l.lt•. (),..,l'I'\'Hz i,ni <>pid('H<Ì<> I<•!.!:ir·lu>. •·lini <· l 11·. >t·ll >t.lont•• ·putolt>!.(i<·ltv. la ..:tt•s-<a , ·nri>thi lilìt , lc·lh• in•ln~ini batt ;• rioi·•~Ì<·IH· •• tllllllO'I'n-; i <; rilt'I'Ì di n tutl•1gia dimn-;lt'HIIII l'inil't'\•Pnto n••llt• f,n,w ~ Jl•'"-"'0 no-<<>l"!.;Ìt'~tll>'·llltl piì1 eolllpl<•.<,.;o tlt·llt· otHlut.• suet·L·,.;~Ì\"o d i n ltt·i IIJ<t·nli di iuf, ·zilll\1', r•ltP, ..:11J H'ITI'II" Jll'< ·p:t- t'lltO dt •l Vil'll;< inll ti(•11Z>tl<•. Sllllc\ lttlltH. pt\l'l!' df'l tlt.lt<>l"IHitti:-.tll<• <1•·11•· ll ulttift•staz ioni lw.. ndliHii. <'hiH tT:lli o p•n·ttlt·n(c•. tl• •llo ('Oll tf'IÌcaz.ioni bronc·t•·J'I11'111111l!ti tdtc•, th·gli <'lllpi•·: tti . dc•gli ><lati sdt itTillici 11 dc·lh> <tlt.n· Jri0J1U (;Oillllll i ('()llll,olÌ('IIZiOJti. /0 _i\, •!1' i IIH•rprd ,t.ziuiH · t ·zi•j· Jl.~t(l,l!•'ll"t it•tJ. l h ·Il' Ì l d l U>' llZ.a, d~Jbhi : lll tll rJi ~r Ìll!:(llr•rc• qui urli 1\\/..innt' ili tnt ':i•·us pri r lliti,~u ini.zi~d11. · ~ui .-;nno J•if.:t i bili le.• r•wnif, ...,.[uzi,.ttt <:osi t:arattr·t·io;tir·IJtt rlt•l l)l'illlo ]Wt·iodrl rlc•lln llt >tlalr ia n t uHt n piìt \ it•tt>' ><P•·<>tlll>tt•in· lllt"II L•' llllt 111111 ohi>ligatorintnenw n~-;,wiati. 1:; •tnt~ \"Hnl ,.;n\'1'1\Jl l"''"'il,inrw tli pt'U · Ct•>;si , t•ht · si ,.;hdJIÌ..:Nt eull \111 11\t'('Ct\IIÌ-;1110 li<Hl HIH"Ill'<l ]'I'Pt' Ì-<ILI n, >1 li\ t'ilo d<•lfp viti J't·;.:piritlorif> n ;.:••nc•t'H ii (lPIIt:Opnn iu) dt'tt'l'tninnlt· •l>tll'mfltwnzu. p pr· r:ni \'lll'ic· "P"''i(' bn ll r' l'i•·ltu pt·c·-.•·111 i o il<"<:i dc •nlallllc'lll<> IH'I"\'t"llllt<· Ili' l l'tl\'tt f:t~"Ìlll-(t•o dt·!{li illlltll'll· 7.~ti S•tllO (•,.•dt·tft• n • ·llt~ ltlt·o tttli,·ititript·ndnttt·i•·" l' nd loro pou•n• pull•)!t'llll. Olti'P dtP d>tl b>lcill•> d i i>fciiTI'r, h• piìt frr·rptelll i •·ti i tnpnrtunti H>->'<H"Ì><l,ioni battcrir·IH: snn•• rupp t·est•nl!ll\1 dn. ntri i ceppi d n lg'n tppo pnt'"'""t'O<TÌ<·n ('in " I"Tit.d modo · ch~ (JIH 'JI i riJ >Jl>U'l<'ltt •n t i. >if'l'lliH J,, J,~ o•la<«if i•·tt.r.ir>ll<' flioltlgic·n lllrH'I'it·lltllt, a l ( Ìl"' J V, ""rliti niJiltHtli dt•IIH h c•l'Ct\ .[ .. lJ'nrHno, f' da lll ttn<'I'Chl' spt•C·Ìt' t• \ '>ll"it•l it tl.ppart.,nt:nti a.lla fnt > IÌ~Ii>~ dt•,!.!li ,(t"t'Jlltw<H·(:III <• ""JII"ntuttn n l gntppo rl<'gli stn• p! 0('0CChi I'IIIOIÌt,Ì('Ì. K" );,,n P~i;;t<' 11111'1. t'lira. :<p<>t:ilic·a dt> ll"inflllf'ltl.lt. Lt• \"uri<' nppli•·nzioui dH'tll•>· te1n-p idw Ì,;titu ito t:vntl'O il \·iru,; inl1ll<·nt.t~IP o t·nn{t·o lo ini\•7.ioni " """'"iatt• (~al· varsan, Xeo:<a.lnlr·:<au , l-lftl \'f!.t·san tlt'l!•·ntico. arido fpnit'!o . s 11 blitnt~l<l t'Ol"t'IJ...:i,·n. hlt•tl di mt•t ilt>lHl, •n·nt mpinn , din•r-.i :d•·aloidi dC't ·in~ti dtdlt~ ch i ni tut tJ, :\l o t·g(·JII't>th. qnal i l'optoell ill>h h~ n tzina. l' t•td.:upriHt t. P<·<·.), si :illlll) dir nn..:t t'tt!<' d <J,.~i tuitc di Ve'n~ Hzionn "Jl"<'ili<·a e in parte i"nt•sc• l·tt tl't~ltro C'lw i nnnt• tl(>, l buoni ri,.; nl · tfl.ti t•i ferit.i dH vnrit• p:wl i cotriniez iono :;ot toeutruwu. o iut.m \·Pno::;a t! i sit• t·n u.ntipn,• m nonic·l• •> a.ntist.I"I'J11•Jt:tH:r- ic: o C:OtTi><ptmdcmo ''"~ai d>> \"Ì<"Ì Htt n q n ..l l i ott•'IHI t i co n nltri siC' ri (anti d ifrc·1·iNt. I'Pt·tin rt nmir•'"'lo-<c•) r• r·olln Mt'!':"O :<ic'rn n•wm>~!t' d i CIW>d lo. ,. sfllllt lll'rc·iò (''l'-'t'II Zi>t.l tn<'nto t·ic•ùttd tiC' i l;i li <1 q ud l t~ for111a d i kru pia :<p<'· c i ii(:•~ t·i:;o l ut i ,·t~. c l11·. co n llll l tH•c·t ·•~ni,;ll "' t·utt"ora ignnr ato. fo•·~<e f'sH itaw lo i 111C'7.zi n on i:p• ·c ific i tli diff'i<tl d<' ll' ot·gn.ni><mr, si i- rw1.«l •·at'' utile• in aiC'llll <' inù·zioni" i11 ,;n~ riat.i p ro<:eo.;«i ll tO r b<)si. A qtw-ln fqrttu> dJ t<·rapia H"f>l•(·ifit:a appartengottt> tu i t "tml~ sr1·i t· di t11<'7.zi lC'n~pPut i (, i >lpp li•·a.t-i con mag~io r•' o mino r \'111\tngg-io iuwhn rwll>l ' '"''n cldl ' in (luc•~tza : n wtu ll i collo idtt li. nwcin i o tnnlnghi 0d <'tf>l·ologlti . i nit'zioni di alhH mi n os i., di p cpt o n e , i n i<'zion i di l t~l. fl'. d i s it·I'O di <•nn vH.IP:;c:c:ltl i, mtl""it·t·n.t•' r-Hp in . Bl t top lll.~mt>tempia, er.t\ , P<'l' l' i n.fl ttt• n zn, la p iì1 inn<wtm ITtO< h d itìt di nppl i ct~zion<' di <JI '""t·a flln rm d i terapia a..:p<wi'ì(;a, eouw q t !t'I la f'lw è (·n.p.~co di d et.N·m ill!H'e u n"azio ne po t·t tu:b>k t rice o pir<>g<~na :< l!liic it• n t •' rno. n on (J(;t·O><i'i\·arnente Yiolnn tn. è •·opprc'<'<>nlatn. dnll ' ini ezio n f' :<otto<:u tan<'>\ o €\lld ovt•no:;a pn'N>f:<' ta llc-· p ri.ml' J nanift·~ l ilzivn i bro n co pnemnnni c lt ~· o p ri tun . n ei C•~« i dN·orTenti l i n da pl"i n cip io co n wm p nntt 111"1' r•ll·,·•tk)
"l!"
CuNGR~SS l
di 80-1110 r•J tt<·. (in 2 \'OitCI) di s if•J'O rli <·•n-n Ilo nommk• o, qunndn ~~ pos:sibiiP. di siero di cuntl li itnmunizzati coi Ct"ppi di pl t eum o~occo e di str-ep tncocco ricavati dai lnc·ali Jna.t <'rialì m1wbo:si dP II' e pidPmia . PClr il rPs t o, il trattame nto i! essenzialmente >< int.mnatico (p t·olungato riposo a letto, ere.) e df' \'A mirare so pratutto con un' att\lnttt 11"-~i:o;t<>nza clAj!u amJltil.li\ti a cmnbl\ltere fin dalla loro prima comparsa le u\'Plli(·uzP piìt P•' ri<-olosC'. fJ' ''1Ii la <'ong<'stioup d Pl l' appill'~to n';;pit·ato rio (n"-'<igen o. salm;;;i . uoppetto, pcc.) t• l'instll'licit•nza cm·diacl'l. e <'Jli'Cialnwnt o , ·ascohnC' (d i~titak, :-;tn •funto. can f<wa. caffPi ua. stri cnina, fJ.cfJ·enalin a).
X I. -
Reazion' i nt muni tari e nella tubercolosi ,,..,. Il t••·.,r. L uigi Si v ori (t :,•u•l'' " ).
Ju L 'organismo tunto <h-j!l i a.n imali in c>"p<'l'imcnt o f't>IH<' ()('Jruomo di fronte a i 11111h:-1'ia li tuber<:nltll'i <li quu.lsi tt,.;i Hat ura (bacilli vivi . h>tcilli m u11 i. veiPni tulwr(•IJiari) e t·Oill\111<)111' i11 <'s~o p<' n l'l ra t· i. p1·or!ncP m n t c-ri a li di f('n:>i \'i <'Jl<'Cific-i, corpi im unmi . ril c, ·ahili con lt:eniC'lJc div<'J'SC. 2o Questi prinl'ipi im111uni, wmnrlo la tPJ111Ìnologin adottata da-i , ·uri Aut<Jri, ' "t'ltll<'I'O vari a 11H' n l P cumpn·si e d Pnom in ati. l'urono ÙPtt i <·un d t·numinazione comprPrlsi ,·a. i nizi.1 h ne n t e t• H t it.o>;>;inc. posc~iil, a m ir·o rpi. \ 'al ni and oli a.ualiticament e s i <.Ji,;tin><cro iu ÙUP. gruppi : {t iiCili c· lw SOJ10 tl'..;timon i d<·lla. uvn·n\lta infezi one e CJIII"Ili ch e son o fl<·<ì(• lti ('ll llH' I'N11H PsprN<."ione cklht di fi'SU o rga ni ca. N e i p 1·imi vengono comproS<' le prct·ipitinc <" le Agglutinine: nd Sf'('OJHii !!on o comprese le npMJ IIÌHt'. lo antito;;;;iuo e g li ~:~ntiempi proprinml'ntP dr•tti ril en1bili col met odo d,·Jia d <w in.'l.ionr· del cnmplr11W11t0. 3o La rPa lP propri<'tà dif<· n;;iya di qtH•;;fi n m t•' l'iA-Ii ò stata vn1·ialn<'JH<· dinto,.;t n l tfl. fl chdhl. llJilggior purte dqdi o:;:;l'I'Vtòtori r il'on oscillll:l. 4<> L a nn t ma in tima dPi fenomen i immn11itnri i! st n,t a o~getto di moltcpli<·i t• sp !'l.;so cont t·add it.m·i€• ricE>rche . l€' rpatl i uiTatil'lii'Oilu la mC'ntc d ci Yari spPrimenta· 1 Mi e died!'ro o riginf' a ;;piPgazioni din•r><f· f'd al l' tt<'quir::to di coj!llizioni f,·a.mm e n tn.rie, utili JW I' ;;è :.tes:>l'. d tdJ,. quali. pur con~; id Pnmdone il n~lore :>Ci(·Jltifico, no n è p oF:si bii<J tl'll 1Te deduzioni dcliniliYo ~ma l'hc u.ù o~Tni modo non Ìllfìrmano la r<'.alo esil>ton~>1. di r;..;i. !)o Dnllo studio d(llla fPnOnlf'nolof!ia imm u nit a l'ia in mpporto nll'awiAnwnto df'lln inff'zionP tuben·olnrc n<'lrorgnnismo, r·isu lta in modo f'\·ide nl l' \ 1111> stfU <> lH' n nnnento eli lotta fra. g li a.ntig(>rti li' gli Anticorp i, fra. m o.tf'rin li otl'Pn><iv:i e clifc-·n~i\'i , che rego la. lo manifestazion i d<•i fn!ti mo rbosi e l<' lm·o o;;cillu ziorù, l<' qwd i .~o no seu1pr e in rapport o colle conclizioni d <'lla rcntt i,·if à <>rgani ca.. 6o La ricorca. o In valut azio nc• d<'g ll uni igeni e d Pgli an t iem·pi nel me:c'.Zo o r ganico iniPt taro di tubon:olosi fo rnisce elemen t i pr<'ziosi di giud izio prr· la diagno;:i " p e r la. proj!nosi dclle malatt-ie tube r colari. 70 Dal pnnto di Yii>ta di'Ila dingn osi la conl'tatata. pr·P~<'nZtl. di 1111tigeni ne l mezzo organico dimostra J'Psistenza df'l l'inkziom•. Anch<"' la lii'E'!!Pnza. dì a.nticorpi no fa la s pia, poi e h è a nticorpi non si producono c hi." in pr<'SPnza d i a.ntigc nj, so Da l p1111to di , ·i;;ta d ella prognosi i r·uppurti fr·a antigeni cd a nticorpi chiariscono lo stato dclla o lk~n e df'll a d ifesa dPII'Mgan il>mo inft>tto e pPrm ettono di POnoscere ;;e I.'Sistt• 1111 ,-cro) ('q uilibri o <' sr.- il SOJ!J!C'tto mala.to si trOYa in fa.-<c d i t·eazione utile o mono n l.'l mùmento in c ui :<i a ttin g<' il sa ng u e per l'<'samr. Con q\ICl'to si vien e a conoscere il coellicit•nte di l'<·azio n e u 1·g:nni c1\. 90 L'applicnzion e d clle conosceuzc immunit.uil:' nlla tt"rapia d egli o rgani:>mi i nfctt-i e •l al la compl·<'nsion<' eh C!"SA. \'a considf' rtd o in 0 1'( l in o : o) a.i mezzi h' I>J JW11 t ici d10 }tanno r•·r ogg(•tto eli e le ,·are la rl'sistenza. Ol'· l!tuu ca gl' nem lo (!tli mcnt nzicm<', cnra climuticn, 1·ipo~o, ccc.), in quant o ch o rnigliol't>ncl<• il tc•nt'n o org:un il'o si eleva la potenziali t>'\ eli e::;~<> e quind i ><i Hgi'\'Ola la p rodu;done eli CJliPi. matPriuli rlifenRivi cht· si produrono innanzi agli nn t i[!Pni specifici, patogf'net i<'i d,,llo ;;tato mMhoso; ·
CONGRESSI b) a i nwzzi t c rupe ut.i<'i F.l pecifi C' i che hanno pe r· oggetto di n e utmli zzol'e rli rl'ttamP n tci materia li ofl'ens ivi ><pecific i e d ete rmi nare indirf>ttamen te un$ elevazion e (Iella resistenzE~ s pecifica (tf'rapia specifictL l>n.sf;iva). · c) a que i mezzi dir-ett.i u dE't.t• rmina rc col concmf:lo d e lla rf\a.tt h ·it.à. organica. la p t'oòuziml!" di rnntE'riali d ifPnsi,·i specifici nwrl ia nte l' in trod uzione per quah;ia..c:i via di antige ni t ul->f'I'<;Olari, (tubC'r·coline clive r.~P, c orpi di b~1c illi morti. ere. ) : (tt>· rupitt. s pecifica. attinl). L ' aziont'l di q uC',.;ti princ ip i a ntig<' ni e l'o pp01·tuni tà d el loro impiego è F.iuhor dinara a.lla coHoscenztl d el nra l'g iw.> di rrsistcnzn cn"'o p er· cuso, per·chè l'le qw.o•;;tc) n on è s uftìcient e inveco di es>"C'I'O utili pos:<ono riu;;cir·c dannosi. P er rntl r·gi ne eli rf'~i><te nza s' intende la cap~cità d ell 'o rga nismo di rragire attivamente di frontf> agli unt i~eni t ubercola ri in es:;o introrlntti. Se quest o mal'ginr fof'Se in.«ufficie rtte, i nmt ~ riali nnti l'!ftni in t r-odotti f'i sommer·rbh<•ro n<•lln loro az ione offen~<in~ a q udii pr·rr;;i-;tt•nt i p ('t' l'infezio nE' tuber colari" in at t o. D m E>zzo miglio l'e per· mi,:ura re il marg inH eli rel'istf'nza. con..-<i::<te n C'Ila. , -ahr t azion.-. de l r·icambio intPrmcclio e d el con tegno d f'l peso del sogf!ett·o in esamf' di fronte ad una intos«icu· 7ÌOrlf: bone gradm\b ile, quale è quella ù et cr•minatn dalle t.os.sinc de lla fatira. 10° Le con oscenze d ella. immunità dimostrano la pos.-:ibilità di una azioni) JW<>fìl~t,ttic-a pf' r· ml'zzn el i una vnccinR zinne pl'c ,·rntin\ d oi Rngg('tti ::<aui e n r c·o;;ti lr ri "<'On o la ba.-;e i'eien t ifir·u.
XJI. -
l riflessi della clinica nei riguardi della lotta antitubercolare per il pmf. Etto re Cioffì ( l•'ir•·n zc).
l" La. rfi'IW I•zia ubbli(tarm·;a , Ul '!'Cl<"Cillazirm f'. e lu etna 8J,rci(ìcn c·ol<tituìs<:ono h1 !< Ìilt•'!<Ì d E- l gn~ond,, JWO.(!i't\l'nll'lii. d i lot t a antit nl;wr(·O liml. P r t• la d NIIm7.ÌA obhli ~n toria l'ambient e è g iù ftwor e,·olP; lo f-itELto de ,·e ;;np er·e d ove• l'O no gl i :ammuluti . il pubbli co <l en1 !'apcro d ove sono le pe rson e eh(' pos:<ono contu:!inrlo. ;.>o I'!"t· la vaccinazion e .anti tub!" r·colm·e no n po,:;so no P~istere ormai pi(t con t C'· ;.;tllzioni. Se è n •ro che la tuberro lo.;i d Pgli u<lrrl ti n on È' altro c ht> quC'I Ia d i'Ila llt· ft~n zitl. r·is,·t>gliata per tula ettusa qualsia><i: e so è dir nostmto citi' quelli c he ,::i trnnuto in un ~:unbie nte infE"tto finiscono pPr· non e;;>:er·,• a t tnccut i da ll'infeziom: perdtf. gi!\ tub1m:~ olizza ti o per lo llìt'IIO con una fo rma to rpido.: quando per· contnll'io si ,;a c lrfl gl ' individui ·wuo ,·ì. ilc1 un a.mbi•' lllr ·puro. Jr unno la fonna pi(r grave e mortale in h r·pve o~ n on può es;;oryi um\ dinto,.tl'llzionf' pitr br·illa nte pe r la t e.si d<'lla \ ' O.Ct'iuazione."f'<'r la cura !>pecifìca t'O. int <'rHI I-' p a l'l at·C' d l•lla t ubt• r(·olinotNapiu.
XIII. -
SULL' URICEMIA
A) Fisiopatologia del ricamb io purini co per il N'O t Guido Izar ( l 'otn11i11 ) .
1° ~ .nucleoi'id i sono compo<~ti di idrnto di cal'l>onio eon una ba.~e pur·inìc:a : i nnrll•otrdr di un lllll·leosido crm trii!• rnoiPcoln di ~~citlo fos forico. L'union e di \'At'iH "~":.lc·o,; idi fonna !!li ne idi nncl<'ini r i e in c·ompo~ì7 iOnP con uno. rnnlecolt\ el i p r·r>tr int' ~~~t nucle-oprote idi o ltJ nut:l(l illtl. L'acido lu·ico si fornH\ dallt· mwldne per az it> n~o~ dr k rment1 pe1· via endogl'lul. daii C' nuC'I e irre pern·n<·r.t i d al'li f' IPmf'nt i rPlhrlur·i. per \'ltt f'SOg<•na. dn. rnateria li azotat i cloll'alimonta.zic•n<•. Pa1:e che il J·cnc Hia lo. sPd o di flW tni:\zinrw di acido lll'i<·o cl;rl k purinc: ane lrt• tC''i><U_tl XIU'ebbPJ'O éapac i di fOt'IIIILf'ii. L o.rrdo urico r!tppr·P~Nat~ un pr·od ntto finn iC' clt·l dcnmhin p11riniru. ì - - C i onJa/c d i medicina m ilitare. -
I'n-<c. I.
ns 20 Patologia dPlt·icambio JW ri nico. -
Ll' lll'i<'<'mie po>':;ono E.">;H' rl" funzio nali ~
a) Uricemi o a limen tt\l'i in rapporto colla quant.ità <ie lle purine inge rito; b ) Ul'ice mie d ovute a c un:'< um o ùolle nude i n e n e ll 'orgtulis mo : c ) e, ÌC'e mie da ipt mttivitù fermentnt.in~; e) Uricemie da rite nzi ono quando il J'Pne di,·enta meno pe rm eo.bile p er cause funzionali o lesioni anatomiche : j) Uricemia saturnint\-,d uvuta
ad altorazione da P b. d e l ricambio e d ell' t>mnnt<H·io n~ nale. P ossono essere costituzionali : s<>no d' origine end ogena d o,·ut c a modifica · zioni e in ct:~ppamenti d el ricamb io. Te 01·ie pa t oc;enetiche: a ) l'uricf'mÌ!l. ~at'f'bbo d ovuta nd eccessiva produzione di aeid o tll'ico ; b ) ud insuflicien t t> dis tnt7.i one d i ac ido urico; c) ad insufficiente eliminazione d i ucid o urico . pet·chè In molecola nucleosiuica non viene scissa f!PC<llldO la norma; d ) tt.d in>' ulticiont.e eliminaziou<' dell'acido m·ico pel' diminuita solubilità di t':;~o : r) ad uno s quilibrio nt>lla (uJl· zion e d ello ghia nd ole a. :Socr·ezione iutema. che regolano il ri cambio ptwinico . :~o Le con cezioni unitarie n on danno lllttl. !>piega.zioue s uAiciente d e ll'uricemia. Paro più probabile cho la <lia tes i tn·ica ;;ia orig inata da un fatt or·o n on ·o:<o. da uu fattore f01·me n tat ivo, da un f>Ht ore fisico clrill\ico. da uno rena.Je .
B) P a t o l o g i a e c l i nic a de Il ' uri c e mi a poo· il pro!. Sante L afranca ( XuJJol i 1. )o Le m rt>,·e indag ini hanno t·o nft:>rn oaro l' impor tnnzn dell'ncido uri cu in tutte le fonne uricomic ho \"t'rf.l. La cur\'a cle lrelimiml:t.ione dt' ll'acido uri co end ogen o ed esogen o e il comport a nw nt o d oll'uri.<:.Nnia no n ci :<ono i.JPn r:on osciutEI. Questo s pioga la difficoltà di climo:;trare !"orig ine mi ct>miea di uua dnta a fl'pzion e. 2o Le uricemi P s i di,·i<lon o iu fuuzi on!lli e in co;;tit uziomdi. l earatteri l'Ielle uri comie costituzion a li ;;ono •·a ppl'f':<en t ati da un ' m·i<·e mia I'!{Ì ~teu t.(' nne he all'in fu ori di t utte lo cause <'"Ogf'ne e d a uno :>qn ilibr·io de l s istemi! n !"n ·oso d ,•tla \'Ìta v eget.a tiva, una v agot onia costituzi onale. que!'t O camtte re I' Ìporta la ques tione nl capitolo d fllle ghiandole a :Secrezione intf" rn a . L o st a t o cof-'tituzionalf' è d ov·uto ad abit udini f!lr·edi tate. Co ncor ro no a pr<•pt~mre )tl. dia t f'si il t en ore di Yita a c ui è ;.ottopost o l'o rganis mo. N ell\ u·i cemia è .~t' tnprc• a ltf't'ilttl la ftmzi one re na l(•: fllt t o importante , t a n to pilr ch e ptwo s ia aJi id a t o 11 1 t'Eme un pot~'rl" di trasfOJnoazionl" d cii<' ~I'ÌJ\6.
u
:Jo L'uricenua. va di;;tin t o <hlllt~ got hl oltt'(' c:hc pC't' i namt\('J'i clinic:i a ucht> pe1· il cornpo,·tanv lllto tlella Ctll'\'tt di eliminaz ione ddl' tl<'ido 111 i<~O c rwr la diffc t'Pnte manie rn di rea g i1·e alla ~ommirùstt'a'l.iOtw eli purine. 40 L' uri cemia può d a re ma nift>>'tazi onfl in gun-« i tu t ti g li ol'ga ui. X<,ll'urit·<'lllia si p uò a.vero ; a) la po li >"arc ia.: b) la glicoilnria . ( Il \'et•o d i1tbPt>e s'incont.ra a lte m ati nt· me nt.o .a,ll a gotto,. Cii.~tellino s uppon e di<' l'uno s i e!< plichi ne l campo d el !{itnpa t.ieo e l'altra in q uello d ol s is te ma a uton om o, hr nchè ambedue d'01·ig ine artt'it il-a) ; c) J'of<;.;a.Juda di cui è dubbia a n co t·a la diflerC'n za. d a ll' uri('cmitt. E r<'lat iv!llll!'nt e frc•qucn te nell' uri cemia la nc n osi celiaca. 50 In qu a n t o al fo!!at o è da ri<Jord a.t·f> la ft"("(Juento ipPt'mcgali n, :'<f'j:!:llO d ' iperfun~i one. Castellino pen~a che ne ll'uricemia il fegato conte rTchbe noteYo li qua ntit.fl Lli SO:'<tanze p1u-alizzanti lt> rea zi o ni e n zima t. i<:h e ùt'll 'org anis m o, co l ri sultt~ t o di
limi tar-o i processi di s integrat iYi. t)o Merita no :specia le co nsideruzionP lo palpitazioni card iache risulta n t i cla.Jit\ coesistenza d i un di>;turbo in otropo e da un ctis h .u·ho batmotr op o con :Sti moli f,·oquen t i di nat ur·a rifl e»sa o .;or·gonti ne l cuoro s t E'Sso. 11 p olso lento. fn,que ntt> nf'll"uriecmi co, è in relazione ad eccit.azione del vago e a diminuzi one d ol potere dro mot J·o)p O proprio d d fa;;cio a t ri o\'en t.ricolaJ·e. 7o L'azione de ll 'a cido uri co sul fascio st es;:o, nella got ta può provocare d elle intt>r·ruzio ni fino a ll>t dis.«ocia ziono at r·io · wmtt·i colare e allll fol'ma di Adam ;. Stoc k~. F1·equente ò la nl'\'rt~.;:h:nia u•·ic<'mica.
CQNGRESSl
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8<> La ctu·a dell ' uJ·icemia comprende In profilassi e la t erapia. La. p•·ima è è la più impo•·tante . S pecialme nte all 'epoca. dellt~. pube •·tà è n e(·f'"'<m•·io ~o•·vegliare i di:=:c~>nclenti di artritici. La te rapia compre nde : a) la dieta oppMt,uuo. non solo per la qualità, ma anche por la quan t ità (anc he da una d i eta apm·inica può a\'(>rsi formazione di acido ul'ico); b) agenti fisic i : c) agenti chimici. Por quan to questi s ieno nuroerosif's irni. una ver·a te rapia medicamen tosa de ll' uricemia manca. Uli 1~lcalini sembra s ieno dei pr·ecipitanti e non d e i soh-enti deii 'Mido urico. l i c:itrat.o di >!Oda e l'acido citrico sono abbandonati. Anche i così detti di s.·;oh ·enti d elle pu· rino (pipcrazina, licctolo, liRidiua., w ·ea, urotJ'opina,) hanno ptwdu to ormai di ,.a . !ore. :-iolo pare che cle•·ivat i d ell'ttc ido chimico o tetraossibenzo ico possfl.no clarfl qualche r is ult.at.o. Uno di questi, che .ha dimost rato un' importanza notevole. anche como mezzo di indagine, è l'acido a·fe nil cinco ninico (al?phan) c he ptlre a b bia un 'aziono mobilizzatrice dell'acido uri co in riserva. sp~cialmente dd fE-gato faym·enclone così l'eliminazion e. Non de1·e e::<f;ere Uf;atO qua.ndo il ren e è compr·o· mes;;o e così anche nella coesi~teut.e ca.Jcolo;;i re nfl.l o, d ovfl posxono dm· luogo n coli<:he pe•· la precipita.7.ione di ac ido urico in grosS<• ar·enu le o cristalli pPr la forte a cidità <.Ie lle urine; inco n\'e ni ente che in parte può esxere rimo:::so dll.ll'nso di &lcaliui. Seco ndo l'ant.ico precet-to. l'at.tacco tlCuto di gotta " a ri sp e ttato, u meno che condizioni sp eciali non irupongano un inte r'Yf'·nto abot•t ivo. Anche l'acido timinico prodotto di ~<composizione d e i corp.i purinici avrebbe azione favore,·ole, in quanto fis;;ere bbe l'jono Ltric.o in un prod otto solubile faoil· ment-e eliminabile. L ' iodio e joduri mantengono sempre Il\ loro importanza, sopra · tutto nelle neo-prodLtzion.i cartilaginee fìbro,:;e e osse.e e nell 'art~'>riosc lf>r·osi. L 'a · zione del col.cluco e d ei s uoi pre parat i, sempr·e u!lata e ut ile nell'at.ta.cco acuto got · toso, n on è ben conosl'iuta.: molto pl'obabilment.o ha a.l6 one colagoga.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA Al domani eh· Il n gran guerm, ch o c' impcl:<o:> il ~ttc ri fic·io di t.antP \'i te umano il (.'AI.ME.Tn: a ii'Accad nmia. di merlicina. di J>a riJ!i n('lla &'dnt a. del· l' Il Ho ,·r. mbre l9Hl - la Fr·an<'ia. pit1 chE' ogfli alt r·~t nazi one d'Er11·opa . .: motivo dPIIa. :-:<un >;cHJ·.~a ll<ttalità. clt~ ,·e ri:<olutamente organizzarsi pPr la. lottll. con tro la t.ubercolo:-< i. S" pri11rtt dt> lla guerra :;i \' nluttl.Ya a treu lalm'fa ìm.11chi il ralon medio del capitale sociale~ che rappresPI!/al'(l la t'Ìl<~ d'un adulto dn ve11 1i a quaraHf<t an11i . oggi non é P~<a~?t> rato a mmette re che q ue;;to valore· è talmE>ntt' ncc:s·o;;cin to da d over essere portato !\lrnr n o •" f'i11qurwla mila frane/n:. Se ls tllbc rcolosi ;;opprim.- ogni anno in .Francifl. cento mila in diriclui di I'Jlll'· sta catogoria - il chn è infe•·ioi'C t\lla real ~à - bisogna. concludere chC' ~i pt>•·do no a.tun1almentc, pes· il fatt o d'una ins uflicicntf' o •·ganizzu.zion o sn.n itnJ·ia , una somma appro;;simutinl di cinque miliardi. Hi può fo •·se dubitotrl' c·he un credito annuale di duecento milioni ben Jlt.ilizzati n on bnsterflbbe a far ,r;parir·e iu alcune d ecadi la t.ubercolor;i, cor;t ituendo, p l'r con::.~>gnenza, il pitl profic uo dE:> p0~<it o di •·isp1•~rmi ? :\fa per ftH' sì e h~' questo ;;forzo s it\ fecondo, bisogna che l'tl.zioue d e i goYern l'lntl s'appoggi costantemente sulle nuove conq\li:=:t(' della . ;;cienza. . O ra, da qualche a nno. le r ice•·che dE' i biologi e d e-i medici hanno mo lto arr rc(;h ito lP. n o;;tre cognizioni ~u l l'.infe1.i one bacillar i' : e. no i dolrbiamo t <'llt> J'ne conto, tanto pet· l'elabOJ·azion e d t-~ i n ostri piani di ;;fratPgia profilattiCt\. quanto per l'Lo:;truzi one t!:'cnica d elle gionmi generazioni mediche. lt' quali form eranno ' quadTi d e lle n ostre t.ruppe di com batt.i ment o. L i'P!);He>nti fa.tti. :<t a biliti rt>(·E'ntem ente dovrarmo dirige re d 'ora irmanzi i nost•·i s forzi di lotta antitubc~ rcol l\ l't'. 1° L 'in fezione bacillare, d-i(fnsQ, 1Je.t' mezzo delle condizioni c{,: cit'ilizza.zione altraver8o il m ondo, è, nell'·immen.~a magqioranza degli ùuiil;irlt~ i t11bercol izzabili (t.wm-ini e borini. pm·ticolarml'ltl<'), compa.tibile colle apparenze' della. salute. Il bc'ctllo ciel Koch nsta 1Jer lo più un parassita indifferente pa ?l /oro oryani.smo. rif~· ··iH·e
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RI V I STt\ DEL. LA STD I PA \ lF:OI CA IT.\I . IA N.-\ E STRAN lt:fU
2o Sr,/tan to Il· i11ft>:ioni bnf'il/ori mn.<sir r . rltr .•i 1)rr.tlt!t'OIIO in Ì •trlil'idui {IÌO· l'all i o (l(iulti illlllllltli do OfJ HÌ inf<:imH• rwfl'rh11r . dttN mÌIIWW di colpo lt llfT m a latt ia flt'JWI'ali::.(l/n o /or(l{i:wtn ri<f .~i;;tt:nw li~<Ìitt>1·o. a) La. I /JIJI'I'f()(l)si miliari' (1('11/(1, qnn,.:i S('lltpre ··apidlllll<'llf(' ll'l\ll'I HIP. h ) &t o:<Nlir·nnin bnf'ilh•rt•, la r· ui ~'''"' i t •\ f. in "" I'J><•l'lo di t·C't h> ('<)Il <\ pro I'CIIÌP/lut . cul la '!'irulmza P co l t!l/1/1{' 1'0 dt·!!li t•h •tllf'ltiÌ 111icro!Jiri Ìl•/ellnnl i . Quosta sl'ttkt·m i>l h a<·i llun' pn ...sa :-<nn•n t•' i nos,;l'tTtltO., t>•n t n r-s,.;a, i.· hc ni!-'1111., ><opnHut to w·gl'i n di , ·iol ui ,:riu, ·mti. J:~.;.-;tl fH C>IJI<> n ll u ra n ll 'inf(' Zi(IIIL' bnei ll un· OC'('U h >~ (.w•nza full i 1·ol i tu!Jrrco/(lri ). ''Pflll l'l' n llu luh•· r~·vl iz:r.>tziorw lalf'lt(l' d 'u n o o d i p ii• ga n g li linfn.' il'i. O a •wo ru . dopo di {',.:,.:,w,.: i Hllllliff'>'llltl\ con una Jnalut t iu i n fìfl n Hnuto •·ia H dt•co J"'<> t ifoi d e (tifo- lmei ll o,.:i ). <'>'><H si l(lnllizza in 1111 f!l'llppn jlllll~lionA r'l' ('l yj prnd tJC·t• c h• ll~· lesion i t u ht• JTn lur·i t• ,·olll t Ì\'l'. dw n 111 no >td i n\'!H INe po i a lt r i or g ;wi . p iì1 sprcia ln1t'nle i po lmnn i. Ed è <·n,.,ì <>lw un 'inf!'zio JJP lm<'i llarl', ron t r nlta in g io , ·a n c età, p ucì cnndu•-r<•, piì1 o mc·no ta rdi\'>l ll ll'lll l' il ""f!gl'tto ( (Wl' \.11\a ><Pr il' d i autO· t·<· iHfc·zinni o di ""]ll'llinfezio n i JI ''''' '<'IIÌ<•nti dall't•slt•rno) ullt' d i \'(•r·sc> f()l'll Je cron idtl· dt•lla tub•· •·colo~i t' fdln t iRi. 30 L I! i11jeziuni bnf'illari l>l' I!Ìf!llf' , che r<>,;l rniO 7>Pr molti mwi occulte o l atr•n l i , prodw·v110 11110 stato 7>nrticolarr di. t·csi.~te>•za o/le 111/fll'e i11jczioui. Quando quM te .~; -~òl'rriJifllllt{ft'/110, ?>ml'(ll'ftnO 1tn fr·nomi'IIO ;;pr('irtff' 11· intolll'mll~n p er ?'a1>porlo al
cii jl'ltOmcno d<•l 1\.och ). L 'o rgan i,.; Jn<• infc>tto H•mk ullon\ ud r.~pdlt•rr ull'e:<tPI'I IO i xttoi hat'i ll i. forman do d t>!!li a.~cc•.;.«i . lu. c·u i t'll"l'iti(·nzin tw ><'I'ITPt t un piì1 rapi d n P i nH•n,.;n. p r•o, ·occnndo C<J>-Ì l.u fu>< illltl' p urult' IIH\ do·· i tp,.:,.;n(i (<:11\'{'1'111'). l.t' fl)r·mp d i tub.- J'I'•> IO><Ì. l'hE' llf'l I'Ì ><tt llttllO. de<'OIT<llll) d i St>li tO ll'lllllllli>J1tf' (• >;i I'Ì ('I'l'(' HO(Oil(l ili mocl (> H><.'<fl i Vf\· •·i,t b ilt· :-ill llo ;;tn to I!< 'IWt'l\1(• flpgJ'i n d i,·id n i. prc:<r-ntt~ndo tu ttav ia . tht l p unt o di \'i..; ta d PIIa d ilTu,:im••· dt·t.di t'lt••n•·nt i i nf~· tl j, ·i ud l'tll nhi(·ntl:' ~'<; ( t' rno. i piu gravi
bacillo 111b• rcohtrc (coi1<JIII'Ì1IIO ·'li''''Ùtlllll' l•i<' 1WIIO il nvmc
wricoli.
40 I follori ''•'·" '"::.iali di tOII((/[fiO 80110 i ..r•m :I,OI'Jri rli w•nn i J:in,/f•nti. Ma <JIIP><li 11 (11\ ROilO l'"t• lu><Ì\'Ili JIC'Illt', t·omt' si è <'l't'dutn pt·•· t lll p E'zzo. i ti.~ir-i r h e ~PII· . ta>•O t: i purf<tlori di luUt' I'CtJI!Isi Cl fJI' r/1' : lo ,.;ono Ulll' ht• i tu&errt,!tmi oct:tdli o /.(1/Pnti . chr·. in unn ,.:tnto rl i 1Lppt1n·nte lwnr:-;~PI'f' f' ignnranrlo qun,; i -"t'lll iH'<' 1ft lo r o a t ti tttdi n P 1\ rt:>ng ir·t• ulln t u bt' l'l't>liun, \'ltlc• u du·<'. no n ><uppmwnd(J nt>ppl ll'f' lu nt.an>tllt1'11l<' il lll!tlt· di t•u i sono In fontc-, t:limill(tllo a Ùllt>rl/litlem;o rll'i bacilli collt /tn·t) (',,ITI':iOIJi (tfmu/n/ori C ('()f/ (' /orn r/i>ÌI'ZÌIJIIÌ . Q111 ~lÌ I:<<'II' Ì tW/t)I'Ì r/i f/(' 1'111Ì, (' i (/l'l'lì/i c/11• r.•,• i 8P111ÌIIr/lln, ,:follO (•O..;Ì lllltn(•J'OSÌ. c·lt" JH> n c 'ò d u. •nnm\·i:..diur,: i "" l' t'Il(' c itU• - c·n J< or> lo n tlt',..tano 1·· pro, ·(' tuber c-nli n idll' mPtndit·nnwntr· p,.:<·guitc• - i bt\Juh i ni d<' ll'etii di t inqu(' anni :<iu.n già C<IJl l UI II ÌI1>tl i l H'Ilt~ lli'<>f)O I'ZiP il(' d(· l !)ij JX' I ' ) ()t), ( • H(' U ( di là d e l qu ind ico:>Ì III O ll.ll• lVI . appl'l\1\ il fl J><' J' 10 1) d t- lla pt~po lt~7.ionc· t ott> lt' ne ;.j~ r i•nn,;tu in t en,ment E' im Jtn ll H...
,-,o J':' (H'IIIHÌ ll ll!l \'l'l'ili\ {' \' idf' lll(' d11· !'illfC;;Ù>I/1' (llbl·l'f'nlm·(' è pn11f111/CI da/. .~r,/o bacillo. e cltt• In
gm>·ità d i qtfl'81a i11fcz iu11e ;. ·'"hurr(ÌIJ(t/a (t/ 1>r•m"'·o. alla gua litrì P a l/'orÌffine drali clc·m~:nti in.Jf•/lanti, 110111'ilè alle r iP tlll' 1f11<' !1li fll'l'.•c••lttm•l> ·pc1· 1"'1/f'/rarr llrlf'ur(lrllli.~lrt<J. 1\ot• ,;i p11 ò tut tu., ·i,, c·•>nl(·,.;ttu•e r· lw lt· n>t\z in ui d i di ft'lSa •Jppo,;t<1 d a qut':<r'nrguni,.:nH> nnn siAn<> rlin·(·rf'nt i ;;N-nwlo g l'indi ,·idu i. L' e tA. J'inlt'g•·it i\ dc·gli Mguni linf>Jtit i. lo ~tnto ::;ano o p>Hflln;Iit·•• dd cuor(', d c- i n1.o;i, dt• i p o l1110ll i. dt•l 1\·~>tto. dt•i n·n i. do• llt~ pdl <' t•t·c· .. lP mud,dità dc•frl i >"eumhi n u tJ·i tizi l' rt•,.;p i•·utoJ i, intt·' I'\'Pllg-n no . in ogni >"Ì ngn lo <'a~•> <' in c·ondizioni p m-t iooht•·i, a ostacol(ln n a far orirP C[llf'Stf' renzioni <li difeRa. Ci11St'III10 lotta ront1·o l'inj c::.irmr. :tv/h• Slt<: armi IWfumli. chr sono i .<;11oi ft ·> tl'orit i. i .~IWÌ qanr!li l ill./<tli.ci, i .~uoi jamrn ti ft'lf11hrri. l r ~w jorolt!l ered itarie o acqu is ilt' di ?'esil;ll'll::a o d'illlolltrallw l'N'so il IJIIc:l/o. E fJII<':<IP nnni nulnruli 11'11 1 ,.:1)110 lll1~i idPnt ir-amr•n.tP. Mt<' flllf' stf·:.:::;c• ft ii iZiloui dift·Jts i, ·c- in <i 11E' indi,·idn i P<p(t,.:li ull o ~tei':-\1) <'Ontagin. E' t•o,.;i d1" bi,.;ognH· <'omp rt·ndt• •·t· h\ parlt· d11• n1ppn·~~ ·n111 il f·o:.:ì ciNto l1·rrnw tolwrcoli:~(lbilc d t•i t·l in iì:Ì. '' l\t·ll,, tnhl•rcu lo,..i - d in· , ·n il l ' id on x a p ropo,.;ito d i'i IH \'III'i di'l , •.illo min il tf'l' l'I'IIO ··he i? t.\11 t <l. 11 0 11 già il gi' J'JI)e "· A l<· nn i I'TIIi twut i pntolo•g i ha nno ingt·gno.~nmt•ntt> c<~m i i' J t.'-'llto in poc he formule. dt ·stinatf' piir ul puhiJli(·lo c·lu• ni nH•dil'i. qndl<' nto~inni r-111' c>><><i h nnno ro n ,.;idl'rut•l l'mnl' pnl'iir·ohn·llwnt ~> ll l<' ritP\'O ii di (·~~<'r(· dil'lu:;e . l't·•· (',.,~·mp io: L'al coolii!IIIO co.~tilu i.~r·l' i l httv r/,l!tt fiii.J<"r<·o[o.• i ( Lnnd o uzy ); fu tu&r rcolv11i 11i pr1'11de
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RIV I ~T!\
nELLA ST11• •\IPA ~II:01 CA ITALIA NA E STRAN I ERA
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n ello spacl"io dri liqu01·i ( H a~·cm) : la lt1/x>nolosi è wm malall ia rll'lla mi.,rria ,. dl'lt'i QWHC/.HZa (LfLitd o uzy), f><:C. occ. :\fa è fo n ;(' m(\~tli o - os;;c,.,.,t il C'a lrnett e -
no n ript'l r •·e t•·o ppo sovt>nt(' rMie,;te f~mnulo n Ile folle . po idt ò <•s.-:o non fnnno nltm che distoglie ro l'att (>nzi o no dallo ,:;c:opo t':':'!E' nziu. lo ~' ha noi d 0 bbiamo e votzliamo t'ilf!f!iungr re : ,·al(' ,, dirl.' di.;lrugune o a lme no 1"<' 11der e inotfeo.•in>. le sorg('ltli <f inji'ZÌfJne. L 'al coo li;;nw, la misi.'J'in. r a liHw ntazi o nc difettosa . g li a lloggi JnAI:<nHi no n t'f'ltd ono t nh('t·cnlusQ l'umnt> ili dflre IWII c.~iste il hat.·illo. :-ìono solt.ant o (('d f. gi>'t abbu.-<l>tnZA.) ch•i f!ltt.<H·i di d (•t;udin•~· nl o organico <.:ht', {Jlltl nd o l' infl'zio ne ha po· tut o f'fi'(• ttttnJ-,.;i, pn•·•tliz.za no od o><taeolano le anni 1111.tun\ii eli dif(':<tt. D n l punto di , -ista s ln•t l!UllE:'ntE' m edi co, lt~ quf'st ione d(• l t e rre no lllhf• t'I·O· liz.z.abi iEt è 1imu:<ta a lqunnto ;;em·a : in quanto eha c·<·rt i c lini c i cOH:<icl('ntll(> nn<!o J'!\ ogg i c·o m e randirlali all n tubercolv.~i qu('l!l'ind i,·idui c· h<' p t·f',;t>ntAno n ii'Psamc c linic;o k1 eos ì d<'lto "sti nll nt1.te" nt.ratt ('t·istic lu.: (' t·nditnrir o tU'(J nis it•• : cr('uo -rli:;tro fì e, ddcmnità tnl'll <: ichn, t.utnC:'fnzioni f!H.Ilj.diomt.~·i CJ'onielw, df'tllillf'· ralizzu.zion f' . ;:f')!IICl ri t-I Omnclwr. ·~cc. Ora, cod c:-st i " cmnd id >tt i n ll n 1 u h <'t'<'t>· losi " sono i11 nmiU1. d f' i lm<·illizzati. 'l'ullt' ~'l'a(Jisc:mw alla tubertuli~to. Quell i fnt di E'ilSÌ c he n•m :.;cmo Pspos ti alle rf'inff''l.inni fre qut·nti o mu ssi\'C~ a('quist~no 1. . ~:~lato cl' immuni til. n' latint pmpria cki ponatori di IC>:;ioni ltttenti. G li u.ltri. oh· bligati troppo spf':<so A. c'n;tl,itan• piì1 o n w no iutim>lnH'tltc· c·ni " ~cntÌ nllt (IJ'i di gNmi "· h>\IUlo tanto mnggior tc• tHi e nzn. a di\·eni•· ti>"ici p tw qnunt•> le- lo ro anni di difesa l'i Ono afficwoli!t:. Com e d istntfl!/1'11' lr• fonti dl'll'injt•;ùme tub f'/'cl'/lore ? - ~ i d o m Anda il ( 'o lnu>ttl·. 1\o i soppinmo o •·a, c he ~tl'ind i Yi ( h•i i qw1l i rPnJ.{Ì ~C'O ll l> po>' iti,·anwnhl all•1 tu lwr· co li nn, bcn r hè pc·rf<'tttt.tt l<'lll <' sa11i i11 uppat'l'IIZu. E>li mi tlltiiO iL Ùl /l'l't'alli l' d i:-:-•·· tuiuano eo lio loro t•serPz.ioni i g•••·m i Yinllt•nti d e lla tulwrl'o losi. (~ue;;te AO I'I!<'IIti el c- I \ ' il' LI:'! ,o n no tu n t o p i ì1 pe rico lo:<e i n quant o ~:ho resta no q tU~>" i semp rr- i" ""· sputt.ato. E' da. <'>'s•·• dt(' ;;i sptll'l<le lt\ tuhf'rc·oln;;i bovina n t> llo stnllc. è d>1 ~'"-~•· dHl la. t·ube •·colos i uma.nu s 'infìltnt. n•~ lle regioni d e l J!lo ho c hn s i pot•·Pbh••ro (. ,., •. d t•t·•> le m eg lio p •·otNto d td loro isolamt'nto. E il pq.rg i(> »i è c hr . a mot i,·o d Pila loa·o intermit.tenz.l, sa rà st>rnp1·e 111olto diflicilo ::Wn]wi l'i <• Jlf'l' qu11nt o ;;iun p o>•·· ft•tt i i nostri rnc•zzi l<<~ientific-i d ' inYrstigaz ion o. Nl'lltJ .~ !filo a/luale dt•lle "'•J>Irr: CJifJitizioui, noi dobbiamo coll.sid<'rarc come .~<Mp••llo oani i11dirirltw, i11 apparcn:a .,allo, che 'l'<?ay i&ce in modo po.>itim olia tubercvlino. E' po><,;ibilt- dt<' <JtH!><to soc;·
g('tto - uo mo o bo,·ino - non Pli111in i itlcun bac ili<> n <"ho ;;in inoffC'11sivo Jl"' ' settimAne. per Jnes i '' IIIH'htl pE>r unn i : lll>L tu t ro a llll tmt t{o (l >'<·nzn <·hc> nkuu !WgllO prf>ntonitorC> ;;itl pm·cottibilf'. l<· s ufl d l:'if'zioni e .-tlruno clt'il(' ~Ile :<f'c r···~. ioni g la nd o lt•·ri (sopmt.utto il latte•) p•)s.<:onc> cnnt4'u r re ha.ci lli. . Bis<>gllu dunque JHcm·wtire co ntinua m ent e contro qut>>ilo p C>ri t·olo i h tt ll\· hini e i gio,·uni a n itnali d o m C>;o;ti c i 111'!1/i ambi<'nli non ciiH·ura i11/1!II Ì : <' p <"r far ciò è intliRpe n:;abilc· d i E'\'itì\re l' inj!C'stion(\ di latte soJo:pl'th> c• Il\. contnminll · zinue po;:sibile d t'!;(li uliu t<' llti da parte doi bacill i fU'O\'l'lli t>nti dtlllo cl t-j<>7.iu ni. th-n:, la co ntaminaziono è purtroppo froqH('tltis.simn. g iacehf' ~i effe-t tua n o n ì'OI· ta11to por lll OZZO d E>IIé mani s ndi e ie, d elln bitHtche t·in. d t' i kgumi t• cll'i f rntti inctuinat i. ma ldt rf'>'Ì p e r il tmmit e dc.J ie nl01'dtc· , d••llt~. H'tT>t, o df'll}~ po h-c•n> provenientA da llo strach~. Non bisogna nasco ml('t Si c:lta è, e sal'h ancora. p e r m o lt o tc·mpo, n;;-<tti dillici le eli di !-~t r ngg<we i "-«C>rhtt.to i di Yirm: " rapp t·escntat.i dn coloro c hC' (' limi nan o i h111cilli co lln ~puto (1'rod1eur.~ de ba.citl~s). l prodolli di'II'P.,JH'Ifuro zio"l' dei lf'ltlilll i. l' quello dei bovitli portaltJri di lc~Sioni. 1JOlmona,..i o mcu1111Wrie. (tptrl e >"ono "' ''~' · ><t••ntnno lo ;;orgAnt i le piì1 pcwiC'oln,:;() d t> l Cl>ntal!io, non ;;oltnnto p C'l' i bambini o pe r i giora11i wt imali, ma n ltn>sì pe r g li adtdt·i , giac·chè ,;ono appunto fJllf'"l i ultimi ciHl vanno sogge tti ubitunlmente n que lli' nonttlminnzioni mns;;ivc c f•·•·· qwmti, di c ui è nota l'inAucnza ne f>t.<:t a nc•lln f!E>ne:-;i ch'Ila. ti>'i. OrcotTe p t' t·f'iò organ.izZ!It:e, intorno a cod <>st i ind i,·idu i, tut t o un si;.:tC'tHtt d ' inv(',.,t ip:nzio nr' (•lt'1Jistoge) bMato tanto s uii '('Sfl.ll l<:' dini <:o e bnttN·i olo~i co quunto s ull'u:<o giw li· zi or;o d e llo reazion i tube r colini<"he .
***
B e lle parole di affl't,tnmm colleganza ht\ ri,·olto il colo nne llo H. P . 13rR· MIN(ll!Mi del corpo "'anitario m ili tam d Pgli Rt~!ti U niti d ' Arue ri<"<t a i cn lll'l!lti Civili nella 2i" t·iunione d c•i tne dit·i 11\ilitari u St. Lo ui s : pa•·IIIP l'i l(> il 'l'h" .Ili/i .
10"2
RIVI~T.\
IlEI. l .•\ ST·\:\1 P ·\
:\IEOlf.A IT\LIANA E :-'TRANIER,\
tary Surgeu11 rli WH.<; hinghton riproduce n el u11mcro di'l n on•mbre sco•·:o~c>. (1'/~.e 1·elation of the <"i.1·it 7Jmctitioner lo t/te mrdical corp.~ ol tlw army). Anche in Am"rica. come in tutti gli altri Stati alleati. la fratellanza fra medici civili !' militari fu vt>rament.e rw•·fetta e l' unione d egli ;;for:r.i co mtmi produ;;se qufli risultati. che daranno l'irnprt>s.<liOJW d'tlll ope ra pmrligio:<a, Quando ~<i !<criverà là stor·ia di que;:;ta ~llOITO. - dice il colonnello Binningham - non s i potrà far a meno di com:tntarc c he le pagine piì1 lumino;:;e ;:;on qut>lle rlodicate al co•·po l'!anitario militai"P, clw ruppre,;e ntò una part{' eli JWim'orrline nel t.itanic-o cortflitt o. C<iustissi111 o ! :\fa me nt.ro si :;ctive la storia rlellà ~nerra. c h e cosa fanno i go,·e•·ni drllo Jta:r.i oni ~iii he llige ranti in p•·o d !'l Co1·po f.:anitario, ch(l diede tutte le SII<' E"llergie per un fine <>sclu;:;i,·ament(' altl'lli:<ti<·o ? St-l\1'<'1110 1t ,·<·d<•re .
•••
Xrllo J<H·:<.~o numero <lf'l 'flu.> mililary .,ur(fi'On. leggiamo: Un' int,f'rN<~<ante e coraggioso, ro•nunic-azione del tP-nent e colonn!"llo mf'di cu BLF:t'H sull'auton omia d e l SPI'\'i?:io sanitario milita.l'lc' (1'ht> milil<try a.9pN:I o/ IJase h(Jspital.~) che non si è otten uto tlll(·On~ completamente fuorf'hP. in Fr111\C'ia: Un'a•·t·icolo del c'•"tpitano m !"dir·o T<tRRLE sull'import~tnr.a d ello ,.i>::itc> minuziose d e lla tJ·nppa dal punto di vista dellE' mulattie Vt" nerPe (0b81'rmtiol!s an.d derlwtimts j1·om the sland - poi1tl oj the 11rologist in the clrmobilization Wurk ) e sulla n ('C'l'>~sità di una p1·eci>la dittgnosi delle ma.nifes tnzioni <'c' ltiche pf'r la tt-mp e,.;t in:! sPWH"tlt~zionl" allt> nuto•·itil sanitari~· ci,·ili: l'n tlrt-icolo ,.;ulle formo i"te ri cho do,·ctt-e allo guerra (Thc ma11a(!emml of hysteria. in War ) dd dotto•· WtLLIA !IlS, in. cui l'argnnwnto, rwr quanto t•·attat.o eli sc01·cio. dà modo all'autore di fari'\ alcune consid erazioni. prAtiche, spPcialm en t e nei riguardi dell' istc ri.«mo nei ff'riti e dellE' p,.;c•udoptH Ìf' d1e co>~ t it ui;:;c·ono un intf'rflssantf' capitolc) di medi cina IE>gale milihuF· (n lgia iHtNica. false· g>~ stropnt.iP. ttt c hipnf'a. iJH'ontin<•IJZ.fl. d ' urina ).
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Xf'l primo numf'ro d~;>l nu cl\·o giomalo Jl!r:dìcal .~cil'ltt·e . eh<', tnt. pare nte~ i, S(•gna un lode\'!Jle indirizzo prat ieo e nn bon int!"so t>c lettismo, t roYinrno una complNa m onografia sull' ·• InAue nut •, che meritere bbe non nn st>mplice ritL'<sunto. ma un'inte,:rra.l<' tr(l.(luziont>, i:P non <:t> lo imp<•diss('J'O rag-ioni di s pa?:io. LimitiHmoci a J•ift,rire quf'l che vi :si rli<:•' inwmo !\Ila profdl\-."" i e a lla cura. PrQ/ila.ssi. Il \'A.Iore profllat.tico del chin ino ne ll'inAnonza. fu r<'Cf' ntumont.o m e;.;:;u i11 rilievo da alc•1mi m edici italitmi, in »pt•c ial modo dt\l Carn('rR.no. il quale t1·o,·ò cht> in un ospedale rnilitllrt' iu cui ornno :<t a ti ricoYerati 612 soldati m>~IMi c i dal .«(•ltemhrc• ~ti 110\'f'lllbre 1918, al cuni d4o'i quali in un \'Pro stat.o di caciH•s,;ia, non si e hb!' a \'4o'J 'ifìcare al cun ca"o d'inAuon7.fl. quantunque n"lla lo· calitt't dO\·!' c;ra. ;:f!l.to impiantato l'ospP.d>tle l'epidc,mia fo""'' di e;;t,·e ma YiOI('n:r.a con mortAlità Ple\·at.a. L'immnnit.à fu attJ·ihuitR nllfl> 1'111'11 rol chi nino, a cui gli ammalali e •·ano :<ot topo~: t i. Ancht> :<!'(·o nel" i l \' ico, non si VPJ·ificò a)<, l Ili ca.-<o d ' influcenza in 4{1() f"a.si "ottr•pnsti fl.lla. c·ura c-himwea JWII'uspt'da l!' militt\l'f' rli Alba. CJ II~tntunq llf' la maluttia infìt·t·i:.;so nella popoluzion<' <•i,·ile . f l D11ckworth, il f)tlllle mn;: tra mn.gc:ior fichu: itt ncll ' az.imw pr·ofilnttit•J\ dc:l chinino che in qua.ls ia:<i v ltro med iC'inalc.>. rll.('comanda anc-he la di:<inft•zil)ne df'i canm.zoni fc r•·o \ 'ÌttJ·i. delle Yetture puhblic·he e d ellE' Cl\111el't' <·c•n nf'huli:r.zazinni di fm·malina. Cur(l. - Il Thomsou seonf<iglia le in'!nffiuziuni f' lf' lnzioni m1.>:ali durante il pc•riodo 1\CII tO . so:.;!<·ne ndo giu:;lllnH' nte cf1t• us.'<o po><sono propagai'<:' l'infezi one al l'o rc·cch io. Egli ract•oma.nda 1<1 ina.lttzinni O/o(lli t1·e <•n• di m<•ntolo e l'li tintur·a eli Pucaliptn:<, f'. qllttndo è finito il pc •riod•• nentn, 1111a ><t' mplin• lozione a)c,tliina delit' ctwit.À. nusFdi. );e l CII!'O di n11o:<mia. è nppcmuno su:<pPnde r·e ogni a.pplit·nzione loeaiP. Il BtHidrf'J\ll mccomanda l' u"o tldlo iodio. il cui \'ttlore è d o \'11t0 in primo luogo ttl la »ua azi•mP :.;ul tc:<.~11to ~J: I ttwloh.\re in gene ralt> e Spt>dn lmont e a lla >'timolo~'l.ione da PJ<!<O r·:;!' l't·itnt•~ sullP ghmrlole endocritw; secondtwiarnentc. ad un'nzimw annlogt\ ><Il i tt·:<~uto linfo ide: in to•·z.o luogo t\ lla !<ttl\ co n;;id PJ·c;wole azione ton ica >:ul miocni'Ciio. l\"IJn :<i d evr. tacere clw lo iodio m:c'I'(' Ìtt.l pmn nn' nzion(' bo.ttc·r·ir-idtL, an t ito;;;~ica , linfago~a e diuret iea. Ne i ca.~i gravi co n C(l mplicazioni po lmo llil.l'i, il Bo udrPau 1-"'<':<C I'i\·c la t.intur<J. di jodio ne l pt·imo ' pc•·iodo di :!4 o•···· all t\ do.-<l' di IO g<Jn:c ud lnttt>, o nel vino ann>~.c-
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RIVISTA DELLA STA:\<LPA MF.DIU ITALIANA E STRANlì~flo\
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quato, l'ipotuta ti-IO volte nPl detto periodo di tempo so non a v\· ione un miglioramPnto. Qnef;t.a cw·a dov1·à es.-;ere contimmta nei giorni successivi, a\'vertendo <>he non bisogna associar\'Ì la somministr·azione degli antipiretici. Lo iodio fu pure u,.;ato con buon ,.;uccesso p1'1' via endovenpsa nella bronco-polmonite dt' influenza, eia l Bailli<>. il qual<> p1·e:scriYe 20 - 30 gocce di tintura. in 9 c.c. rl'1ma soluzione al 0,85 pe1' 100 di doruro di sodio in acqua distillata pe1· due o tr·c1 f(iorni consecnt.ivi. l l Bhun cmò oltro 250 ca.<>i col bleu di m etilene : o per bocca, alla clos11 di Cj!m. 20 pE'I' gl i tl.dlllti e di cgm. 10 -pei bambini, qnat.tr·o-cinque volte il giomo, in cl\rhets, in pillole o in rllp:mle gr-lat-inoso: oppure in inie~ioni intramut>colari coll'a-~giunt.a. di l!t· Y2 di cloridrato di chinino sciolto in una piccola quautiti1 di acq ua e eli g•·. \'4 eli metano, utilE' per le sue proprietà. anestet-iche : o finahnPnte per Yia ~>ndoveno,.;fl. (cc. 1-2 cr una soluzione al 5 per 100 nelle 24 ore). Se fatte nelle primf' 24 o re . lo init,zioni riescono ><ovente a far r~bort-ire la malattia f' ad 1\IT-E'>'tal'f' il PI'OCf>,;,.;o in ·alcuni casi di oomplicazione polmonare, dett'rminando nna 1·apidn dPft'I'\'('-"Cenzn.. Pnre a:<!iod~tto che, dopo la cura col bleu di met.ilene, le r·icadute t' le <>omplicazioni sono rari;;sime. Jl Looper e il Gro><didier pre!'<Cris.-;t>I'O anc h 't'ssi il bleu di metilene, alla do;;p di cgm. 20·30 in cachet.'< ogni ,-olta. che la Clll'a coll'ur·otropina, non IWf'va dato buoni ri!lultati, ed ott.t'nne1·o la guarigione in 13 su 20 ca.'!i di bronco-polmonitR. In qua-ttro casi, gli a-utori rieor»cro alle iniezioni endovenose (cc. 4 di
una soluzione al 2 per 100), mu i J•isultnti non COJ'I'i~po!-!ero alle speranze. Il bleu
di metilent• esercita un'azionP. sedati\'a, antipir't't-ica e ant-isett-ica nella. bt·onco· polmonite : ma In sua A.zionl' è molto lenta. Il F1·an~;: e · il Br·uhl, ehe t •·attat'ono 38 casi gravi d'influenza col novarsenobem.nl, ebhf'r·o soltanto 8 cn>;i d i morte, ossia una mortalità del 21 per l 00. Pre><r·•·i><i'EII'O in un primo pe1·iodo dt>i ta.hloicli. c ia-\:<cuno dei quo.lii. conteneva. gr. 0,10 della ,:;o,.;t.a.nza medicinale, t1·e o C)ua.t.tro volte il giorno; e in alcune forme a lunJZO de(•Or><o. la somministrazionl'l fu eontinua.ta per oltr-e due set.t irna.ne fino n 1111<~ do:-;e comple,.;,sint. d i f!l'. i> senza alcun offetto nocivo. Nei ca.'li più gravi, pratirarono ]p iniezioni endm·eno><e in do><e di gr. 0,30 ripetute, se era giudicato net(•s,:ario, ad interntlli d i due o t-rr giorni. Di regola, il decorso della malattia ,;ubisce unfl rapida tra...,formazione : caduta. - non i mprovvi~ - della tempemtura. C i<COmpar-sn dalla <'Ìanosi. Jl )J a..<;.«iùl'<, pe1·ò, il quale ebbe a Clll'are einquo ca,:;i gl'fl\'is,imi d 'influenza rnedionte le iniezioni endovenoso di nova.rsenobenzol <:ol ri,.:ulta.to im·ero poeo incora.ggiant.f' dr 1111 solo easo di guar·igione e quattro morti, condude col diro che, data l'incert-a natur·a. dell'agente specifico dell'inRu~>nza, la cum coll'arsenohenzolo non i:- tra le piìr indicate. La cura (lella bmnco·polmonite da. influenl'.a coi bngni caldi è consigliata dal Kohle•·· il qnale intJ'odn;>.~e qunst-o metodo in Rmopa dal (:ia.ppone. dove è uMto in 1111 ~ra n numero di mal~ttt-ir--. Il pnzientP f. posto in nn bagno della. tempt>raturl\ di <lOO ~-l:!O C pt>r 5-7 minuti, dupo di cllf' ,·ien fatt-o coricare in letto. Subito dopo il bng:uo :;i verifica un lt>ggiero aunwnto di temperatura; ma non tarda. a. rendersi e\'ident<' un abba.".-;ament o la ~E- ra stc·s,..a o il m>lttino seguente. SP si a.vesse nn alt-t·o 1\ullwntu ttwmieo. bi;;ognflrrhbo preìicri\'t'l'<' un Rc<·ondo bagno. li Kohler rlice cti n on 8\'f'l' mai conl'!tat>ìto ttlcun inconYPniPn.tf' dall'appli~azione di questo motoclo di Nln•, e aggiunge che i suo i buoni ef'r(etti :<on dO\'llti all'aumentata espettorazione colla (luale :>ono ('spulsi i mi.croq~anismi colle loro to;:;;;inc : s~'nl';a taeere che il bagno produce un g ran muh\mento nella distrihuzione del sangue. producendo un'ipen'lmia cutt'nea. rhe va a b!"nefìcio degli organi int.et·ni. Questa cura è cont.t·o indieata nella mi.ocardit.e, nel (:non• gras;.;o, nell'arteriosclerosi. nelle malat.tie or!!!lnichc• de.! ::;istema nm·,·o;o;o. nt>ll'iste1·i,.;mo e nella. nevra.<>tenia. Il C: luE'"-Snt'l' e urò un ce1·to nume•·o ùi casi gravi di polmonite da influenza coi b>1gni P con gl'impacchi ::<ena.pati (d n<> \'olto il giomo) con r-isult~tt i soddisfacenti. La tf'mperatma ciel ba~o e1·a. di 37ò C. ci t·cn. Si<'rO/P.rCt7JÙI. TI l\1aw·ia.c pntticò le iniezioni intrapolrnona.r-i eli s iero a.n-
t.ipiiPliiiiOCOccico in ca.c;i gr1wi~simi d'influenza con complicazioni polmonari, e con,.;tatò un ntpido miglioramento rnnnife;;tant.esi con un improvviso a.bbi\Ssaroento di t<>mperatma. Di 16 ca.<>i così trattati. 13 guarirono e 3 ebbero esito letale. Ineora!!gia.to dai buoni risultati ottenuti dal RieSE\ I'Hosenberg t:urò 32 ca..<;i, t-utti molt-o g:ra.d, colle iniPzioni di siero antistreptoeoccico con soli 3 morti, uno dei
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RIVI S'lA DEl. l.~ ST.DJ PA !\lEDIC.<\ ITALIANA t; STR.\NIEni\
quali C'l'l\ entrato alro:-;pt>dall? in stato pnm~onico. ~oi rimanf'nti 27 ca,o;;i il ri.~lll tuto fu :snpt>·riorc ad ogni a...;pettazione, s ia colle iniezioni sot.toeutanee che con qm>ll fl endon'no:;e. Il ~Iac G11ir0 e il Redden I'IU!'tuono 151 C'a.."li di bronco-polmonite da intluC"nztt tolle iniezi()ni intraYenose di siero di conval<:scenti, con un totale di 6 morti, vt\h· a dire. C'Oli una. mortalità d el -l per· 100. Facci1Wl~rapia. li Vynn Jo;Ostiene eh•~ il pr·onto intf'rY\'nto col ,·M·r·in .. poche ore clnpo l' in:;org<'nza d~>l la. rnulatUu, rie!>C'8 a far ab1wti rl' 1\\H>W<·o d'influenza. Il ntecino usato dal Vynn contRlll'\'rl. parecchi<• colonie di pneumococ<'hi. di st.rqH ococdli e di B. in.flue11zcw . .Per gli adulti ma;<chi . raccomnuda l<1 du:c-t· di 80-JUO mi lioni di ogni orgnnis1n0: per le d onne ()().S(I milioni; J>t>r i hl'lmbiBÌ di 10-12 t>nni. 30-50 mi lio ni. e pcw i b!\mbini di 2-3 anni, 10-:'!() rnilioni. Dopo l'iniP7.iont>, .l'ahba.-;.-;amE'nto di temperatur't\ fu co>'tanl t>. Il Tr~molii>r·cs e il R.ftflinpsqne c umrono panwchi ca;;i ùi lwonC'o·polmoniH· dH nAIIP!l'!.a col n1.ccino (J. prepnr·ato cl a ll' l>:titut.o Pa,;teur, cost ituito da pneurnrwl)<·t:hi , da :str·cpt(rcocehi da B. i11[luenuw e da .l!ù·rot'OIXWJ CIW't•u.~. eh€< !<Oli O lt\ l'tìtt,..ta piìt com un e d<• lle complicazioni polmonari. Fu r·ono j)l'utica.to iniezioni sottocutu ru·, l 2 4 giomnli<'re :in d o~i progr('s,.;iye di cc. . To, ·foeTO; ossia, 600 r ~i lir)II Ì , I.:WO mi 10 lioni, 2.400 mi lioni e 3.(Hl0 )l) i lioni di microrganisrni. Jn un cer·to mmlC.I'O di ht:"i . il trattnm l:lnto fu ;;eguito da. un pi rr o m<'no r·apidn abbassanwnto eli tC'mpN>Itul'>t. Fa\'O.r:evoli •·i:;ultati uttcnrrero pme con qnt>l'ite inirl.ioni il J oltrain r i l Btluth>.
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Xci Corre.~7J011d1'1lZ·Blatt fiir Scha·,,izer Aerz/(1 d(') nnw·mbt·e :s<·o rs<l, l<:g![iunro un importunt<~ art icolo del dottor )fih.LE H BEHilALON~E sop r·a. il primo C'lll-'0 rnnnif,•stat0si in Svizz<'m di polir•t•refalitl! acut.a., dPila ,.,,cejalitc letaraira. i'pidl' ll>iro .. d1e è impm·t1.111te da pilt punti di x-iJ-;\.U: l " Qw·sto del Àiiillor· è. eom() .-i è >lCCPnnu.lo or· ora. il primo c~tso di t'lll't·falile letnrgica segnalato in s ,·izzera d.opo lo pubblicn.zion.i di \'Un E conomo, del Xotll'r. del ~tti ntl't.ll e di altri. · 2o Jl quati i'O clinico si pres~o\Jlt.Ù comC' qud lo d'unrt. m eningitt· tub<>r·<·ohrre . snlvo che nel cor;;o d o li~· ultimll orP che prt'cedot.toro la morte. :lo L 'autopsia d imo,.:trò eh~ si t mtt.o.nJ. cl'trna. policncefalite acuta, d t'l t~l Hn<.:f'foJito Jetu.rgica epidemica n. fo rma a.cutu. Il ca.':lo :;i riferi::;ce a una donna d i 28 an.o i !<enza antecPdE'nt i pen;ontrli d1-gni ùi nota Re s i eccettuano .dei periodi d i dintA gn~meut•> 1\l'Cor np>~~plati da tl•"-~t:, .i quali pot{:lvano far suppon·0 delle pou.~sél>s rl i tu b<'r'<·olo:;i polmonfu·e : non er·au u però accompagn a t i da le,.: ioni apprez-abi li u.ll' u><co lt uziune ed e mn :;eguit i d n rapido migliorament-o colr·ipo;;o c colla. vitu. in montll{lllR . .:\el nove mbre 1918. l'ammal.tta. avvertì una diminuzione eli ucutezza visiva, benchè l'e>'arno dei mezzi tlintu·ici ,, d e l fondo oculare fos,.;e negativo. Nel dicernbr·e 19 18 e nel genno.io 19 19. nuo,·n per·iodo di dimagramento nccompagnllto da altPr·azioni di can~ttcr•e , da t:'m•>tività ecce»su,·a, da gmncle t·r·ist ezza, dt~ deprc»sione p,:;ichica e da ,·iolf'ntc (•cfnlalgia loca.Jiz;r..atn alla fr·ont(' <' fl.lla. J't1gione tf\mptwale tlt'!oil ra. L'e!<ame dt•ll'orN·chi< • o dei seni della faccia. t•isult.Q rwgat ivo. ll 29 gcrmaio. l'A . vide l' ammalala in C'Onsulto e non co nstatò nul la d i obiettivo : aAAcnzn cl i febbre : brottclti, pvlr noni ~~ cuore in buono stato: l'iflessi pupillari o pat-ollari normali. Per r·apporto .11 ,.;i,.tt>m& net·voso, nes><un s in tomo obiNtivo apprezzabile. Kon v'C't'a i l ><t' gno di Aq.!,,·IIHobeJ l so n. L'A . ponsò trattar;;i d'u no i>t-!1 to morboso puranu•nt<' p s ichico. li to fobbrtrÌtl insor·sf.> p<:tt· la pr·ima volta la febbre (:lso, J): e d;\ quC'I ~i~>r110 i 11 p0 i la tomptWatnra aument.ò rogolarment.e c p1 ogre:;,;i,·anwnte fino Alla "''l'Il\ del u, d ata. della morte. 11 2 fobbroio l'int.e nsitù deliA cufal u l gi>.~. a.umt'ntò. eolla C'ompl i1·aziol tC' d'un d olor<1 acuto noll'orl'(·c:hio ck."tro, il cui ' '"a.me fu p<"r·ò negat iY(' . Pure rw~!\t i\ 'O l'<·sanre doll 'appa r·ccch io re~pirutorio. P t ima comparsa. di fotofobin: C•Jst ipuzione 1nunifC'sta. Jl a fob bra.iu, sint.omi d' imbar·azzo ga:-t,r·ieo. Culso n~pid o ( 100-120) pan:tll,•lanwn te a.IIR t <'m p(n·a.tura. Sommi n i:>t n.\zion<· d i caiOIIH'Itmo : applin1ziono del gl tirl<'··io sul c:ap0.
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RIVJSTA DELLA STA\t PA \ll:.DJ\.:1. lTAILIANA E STRANIERA
11 4 febbraio la febbre aumenta (:Jso.O il mn,t.tino, :J!Jo,9 la sc>rH). 11 polso è i rrcp:olare : da 120, scendo i u cer·ti mnmPnti 11. 8()_ Ln stit.ichezza è ribe llo a ogni mezzo, l'amma.la.ta ht' il volto rigido o stirato: .-;i lagna sempre d ella cefalea e sfugge la luce. V'è sonnoleoza che però non giunge al letl·\rgo. Addome reb-i1tto : rigidezza. dt>lla nucn: diplopia a destra : as,.;enza di su·abisrno. 11 ii febbraio, il qul\dro m e ningeo è ~.>ncora pil1 t.ipiro: \"ampe di rus,:;ol·t al Yiso: :>E gno del K emig manifc,.;to ; bradicardia. inter-m ittent{), d iplopi11, riflessi pupil· IMi len ti, nddoule ret1·atto. Lt\ punturalomhar·e di\. un liquiùo cafa.lo-r.a t'hidiano Jimpicl o, che per·ò scola scnztL JWes..;ionc e~ugt'•·ftt a. L' e.~amc fatto dal dottor M uster, dà al .Nageotte 42 tinjoc·i ti p er mm•., as..e nza di polinuclenti ; discreta.rawntE> nume rosi i globuli r·os~ i : ness un microrga.nismo. L'inizio ins idioso, l'e,·oluzione d e i s intomi e l't~.nal isi d el liquido cefalo-rachidiano fanno suppone t.ra.ttMsi d'una meningite tubercolare. Il 6 febbraio la s indrome meningea s·a.c cent ua. L'ammalata. non ò ;;ollenltl~ affatto dalla. ptmtura lomb~tre; ha so;;piri e pianti 1·ipetuti; re~pirazione lenta: polso irregola•·e e tardo. Segno del .Kernig evidenti><><imo. Pa.resi poco a.-<'centuatn d egli elent.tot·i delle palpe bre, attribuita alla por~ istcnte fotofobia.. Riflf•:-~;;i patellari a.lqunnto a.ument.at"i. M un ca. il segno dr l Bnlbinsky. Verso Stli'Q., J'amm~llata vien presa da vomito e cade irnprovvi;;tl>lllellt.e nel corn~t.. Il cnpo è immobile in (>pistot.ono; le pupille punt.iformi : ,·'ha nistagmo. Il polso Hcomle a 4-l:>: tipo re· spiratorio Cho~·ne-Stockes. L ·ammalata muore senza u,:;cire cl a llo ~tato comato:;o. Quest'esito impreveduto iufir·mn. ht. diagnosi e re nde di massimi\ urgenza la nE'ero:;copia.. La diagnos i a/latomica r.. la sejw ente : ('onge.;;tiom~ ac;uta df' l èC'I'\"Oilo e delle meningi : qualche ecchimcJ><i cerebrn.le; ip<' re mitl inteno;a degli 01·gani · intemi : ipewn1ia cloi bronchi. L'esame microscopico fece r·ilentro 11111\ pol il'lncefalit<) acuta interei>'-A nt<' le r egion.i d el me~encefalo e del metencefalo fino al taglio d el midollo cet·vicu.le; ma ;;oprntu tto accentuata a livollo delln su/J.slwttia uigra, d ella ci•·conferenza. dell'n<·qned otto e nel midollo a ll ungato presso l'origine d e i nuc le i El, 7. H. l piccoli focolai dis~;em inati nella sostanza ne1·vosa, non sorpa.-;sanclo le dime ns ioni da
l
l
3 a :rdi mm.
o raramente ecchimoMt i, non si rna nife,:;tavano a occhio nudo : come n<>n :=;i m<~.
nifesta.vano neppure le numc.wose e caratter·i:-;t.iche infiltri~zioni <I E>lle pnre'!i ,·usco· lari e d elle guaine perivascolati . Tutti que:;ti procf:':<Si infi>1m mat01·i :si di1-:tinguevano per la presenza. eli unimrcleati d 'origine linfoide o lte\Toglica. Non s i tronuono microrganis mi nè col metodo del Giemsa, nè con qm•llo d el Len1.dit.i. Si t1·atta d'wJCI.
poliencejalite acuta 1JI'imiti·va. E' ora inter e;;sa.nte fermars i sulla diuaoo.s·i d i fjerellziale. Qwll'è la. natura di
quest'aft"ezione? Si possono eliminare subito t~1tt i i gruppi cle ll'e neefalit<' acuta non purulenta. secondaria carattt'rizzato, secondo l' A : a) dall'esistenza dolla. malat-tia. primitiva. m•idente : b) rla.ll'infia.mma.zione a. polinuclea.t i a. carattere emorragico, che si ,-ede i n generale, a. occhio nudo ; c) da. una. localizzazione variabile, senza p rcdilt>zionu per lo 1ogioni nl<'HO· aruetencefa.licho. Inoltre il ca--so del :\Hiller s i può distinguere :se nza difYico lti\ dtd le è tìCl> faliti croniche, come la parala::;i goner·ale a la malattia dc•! .;onno, che p•·odu co no dei rivest.iment i Pf. •·ivascola.ri linfocitari, d i prrft'rcnza o O:'!ChL'>Ì\"a.mente n egli omisfe•·i. Non rimane rlunq u e che fare la. diag nosi differenziale fra !'-enc-e falite letargica e la poliencef1tlite di Heine-)lédin, accompagnata da poliomil:'lite acuta, che p-uò eccezionalment-e adombral-;;i nel quadro anatorno-<:linico . ln q1wste due formo morbose, la sostanza grigia ti in particola.r modo invasa dal p•·oce::~..;o infiammatorio, e i tubuli p e ri,·nscol.twi ;;i distinguono ;;pet·ialmcnte pet· gli elo· menti linfoicli e pe r focolai nella. steS<;n. sostanza. cerebrale; senza dire. poi. che la base d el cervello, part.icolarment.e il bul bo, è m.odifìcata dall' o.fl"ezionf:'. L'Hm·bitz e lo Scheel, i quali <.letlicll.J"Ono uno Rtnclio monogra.fico a lla poliome lite, ins istono sulla. lesione microscopica costante d e l midollo allungato e della p~·otuberanza in tale malattia ; aggiungendo c he la forma morbosa. allora. prù grave, può dominare la scena e prese ntarsi come una poliem·pfalite . D'altra
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Rl VISTA DELLA S"JA~H'A t\JI.:OlCA !TALI AN.\ E STRANit; RA
parto l'Econotn o. c ht- de:-;cris.~c· JWt· il primo r e ncf'frtl ite letargi<'a. e che le ha dato questo nome, fece già menziono del fatto. ehE' pOs!<ono esiste r<' dei piccoli focolai d'infìltt·azione ,·ascolare nello <·orna postet·iori del midollo cervicalt• e lombare. Nel CallO de l :\Hiller ,so ne O!!!'ervò l' ini7.io solt>~.tlt o ne l t;ratto d e l mi· dolio cu rvi cale t.olto in~; iem<' col MIT f• llo. giacchè n on >:< i potè fare l'autop:<ia c-ornplet11 d<1l midollo. S i può dunque con cludere co n grande probabilit.ft. ('}w qu<'sto ca<So è un tipo di e ncefa lite ll'tàrgica, non t•:-;,;c•ndoYi a llora alcun opide· mia di poliomielite n<'l territorio, (' pe r(' hè la lf'i< io ne pat o logica occup1wa la r·egione cla:;:<ica d e ll 'en<-Pfalit <' INargica. Finalrncnt<' bi!<ogmL Ìnl<ist('t'e su ll'a."-"C•nza d'infiltmziont• anieros<·opica li.n· focitat·ia nel caso d•·l i\Iiillcr.
PER IL LIBRO D' 01\.0 del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE al valor militare per la. campagna. di guerra. 1915- 1918 (Continuazione - Vedi fasr.lroli preredenlì del 1916·17-18 e 19)
i\[~. I>ACI.IA o'AKGKS1'U.
/Jur<'io lut)golweu::.ialt 3 lu glio 1919.
.'/urio, da ;:\apoli. aspirante ufficiale medico 2 rcpartu assaltu. Sprezz:tn te cii'! pericolo. dando fuhrirlo esempio a tutti i s uoi colleghi, durante un iuto:uso l.Jombardamento d'artiglieria n emi <"a, cura,·a i feriti in posizioni ~co· pen e hcr:-;:~gliate da tiri di mitragliatrici <ll'l't·r:<;'crit: :'ell'l.a penlcrt! tllt i~tante l:t su<• nllma c-Il il suo abituale sanJZue freddo. incitando con l>elle pa role i ~ol~i che amla1·auu ava nti. Splendido c~empio di coraggio c di abnel!az ione. - Bosco di Blig-ny (<~ uot a 2.tu), ~3 luglio IQI S. I.)J . :>.iolll\1.1.1 Euge~~io, da Teglio (Sondrio), maggiore medico corpo s<t uitario mili· rore. - l'llkiale n;e(lic() eli <·omph:nl t:lllo, durante la camp;~g11 a '9 ' .~· 1918, come fu mat·..;tro iusuperaùilc ili ~cic nza, org:.ntiuatore iufatic;~bile, perletto di servi~i d' s11 ui~i• . <"oo;ì fu \'Aiorn..;p :<oldato c fen·ido patriot i;~, Tra i !'<•lclnti !'\'l>l!"e voloJtta· riamt ntc cftil'ace. nohi\i,..,..ima opera di rnopaga nda , cott :<creno sprezzo ciel per icoln. re<"<JtlC!o!'i . Qua,.i o,l.!ni f.(iortt o. nell e trincee di prima linea, anche itt momemi eli vivi .... si me aziotti di art it.di eri a ncm kn. P ai ;.oldati. tra i pericoli P i !":l· r ritic•i dcii;~ triucea, portando la ~ua pnrol;~ eli conforto, di fede. di cntusial' mo. - 'l.ona medio l'i!ll'e , no\·emhrc H)I7·0ttol>re 1918. 1.'-1· PI': "TDtAT.l.l 1-'rallcc.<cn. da Pa lmi !Rc_!!gio C:nlabrial. c·apiuum mcclico complemc uw ncl.let to comando 6 cMpo armata. - Offertosi per due \'Olte di orE-star ,;erl'izio in utt r c-,ggimcuto di fnnterin . dimnstrù cnlm a p sprezzo del pericolo. :ls<;o). ,·cnùo il ~uo compito in posti ll\'attzllti C'(mtinuamente bombardati dall'artiglieria nem it•n: hell \·sempio di fermt-zzn e eli alto ;:entitnento del dO\·cre. - Gnri zi;~. 9·13 ngo,:to tot6-)fontc:: Snn Gnhr ic·le I7· 'S llg'Osto IQT7. r .;2. C' IWNAI'ETTA
PER IL LlBttO D'ORO DEL CORPO SANITARIO :\'1ILITARE
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!\lEtHCT.lA 01 BKo:-:zo. Dare/o luo);of ellt'll=ia/,•
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dicembre 1918.
~~6.
R.ll,\"\l>llkl /)iuo. tla lln:~l'Ìa, ~<>lt()lt:JI(•JI\t: lllt:dico ~l rt"g!!illtt:fll(l uer:'aglieri ( ~L :\I.) - Schht"ne il suo po~to di ntedkaz iuuc (o~"" "lato colpito pe r ben due ,·olte da ){ranate nemidtt::, cal111o c ,;<"rt:uo coutiuuant uc l ~uo pieto;;o c·r',m pito a pC><' a distauza cbll'~i\' \'"t~atio. Si rel'ili'U anche spe,.,.o ,.ul lt: prime 1iueo:. per ineorart' i ~oldati ed ineit>trli alla lu tta. :\lo11to.- S e min er, t<) ago,;to 19 17. 7~i· S<.'\.1.1'1 .Uirllclc, da Albairatt: 1:\lihuw), ,.ouotc:llclltt: Htc:di•·o 2"~ reggimento fanto::ria t :\1. :\f. ) . - In succc,.~iq· gi<•ntate di a:'pro l'<Huhattimt.'nto, dando pro1·a di ele,·ato "t:ntimt:n to dd 1lm'<Tt l' ~Jlrczzo <kl pericol(l, per rt:-nderc piìt pronta ed d~ìca l'e ht ,_Ila OJ't'rll di llledÌ<:o, trasferil"ìt~i di pmpria illi?.iatil'l'l COl pOStO di lliOOÌcazione nt:llt' in11nediat~:: ltdiaee nzc· di una trinceH. l' ,;otto il l"iolc nto fuoco an·er,;ario, risolutatn(·ntc accorn·,·a , doH· più urgt·llte appa•·i,·a il ~uo intern:nto.- :'llonte San :\•l nrro d i (>ori7.ta, ~9 agosto 191;. 71!'. St'f..~IA .'iall•a/Mc' . da Bau11ari t li {' ,;~;:\lu,; l(;tgliaril. tcm:11te llll' dico milizia territoriale 2.)4 rq:-ginteuto fa11teria t:>-f. :\l.J. - .-\ttil'tJ, iufaticahilo.-, e11ergico duraute tutt:t l'azione, medicò c ,;~omhrò i fenti, cla11do prm·a , :lnch(.', iu IIIOIIH::IIli difficili di co· ra gg-io c ,;erenitìt :-:i11golari. - Altipia11o Car~ico. 19·2•1 ago>'to 1917. 7Z9· ~~,.·~xnHl:-:'J !111/cmio, da B<trbata t Berg;~mol, ten e nte tòte<lico 38 reggimento fanteri:t. - J>irigcllle il po,;to di m"'dicazi<>ti C reggim e ntale, in tllt lu e>g"o espn~to al tiro intcn,.;o di artklierie nemidte, o.ìur:tnlt' ,.ci giomi rli azionÈ t'Oli pt::rizin, nt1i1·ità e co· r:'lg'-!io t·,..cmpla r i prnl·,·eden'l alla lllt.'dit'nzioll\" ed allo ,;gomhero tli IIIIIIICro!<i feriti. D:t11do h<::ll'e,.empi o di alh: l'irtt't m il itari. - Altipia11o di Bai11ì'izza, 25·.'.\0 ago~to 19 1;. /;\C•. S1Ho:-:1 E11rico, da :\[iJauo. t .. n eute llt<:rlicu co11opk1llt:llto .~1)· :<c:r.iont: sa nità. - Durame il l)(>lllhardallle lltO IIC'IIIÌCO ,;uJl'<l:<]Wdak 0\'t' egli fnceno ,;cn·i?.iO, dietle tutta l~ "u'' energia per ca l m;~re l' n mfon:uc i ferit i, tra,;port:tndone pnrecchi in l uog-(l l-'i<·tu·o, n Onl'urante del pericolo. - Gorizia, 21 ag-o,;to 1917. 7:;1. \' INI>H' c<11·. Efisio. da Orosei (SHssari). t~ neBlt: rolunBcllo mcdiro nddetto coman· do,.. d il'i,;i on c.- Durante due offcn~il'e, in cui la rli,-i,.i<me si tron) fortemente impegnata e ~uhì ri le nlnti perdi te, C'Oli s preuo del pericolo ed e;.;emplare coraggio pre~tò l'opera ,;na fin !'ulle primt: lim.>c, tlando contrihuto etlknce òi competeuz:t. di t:sperienz~t <: <li incitmm.:nto. :\lerna \'cnojh:~, m agg- io-agosto 1917. 732. \V.H:Bx OddoHl', d:t \'enc:zia, ,;ottotcnente medico 61> rC:g!{inH:nto fanteria.- l\Ieclic:tnl mtm e ro:<e l·entinaia di feriti anche di a ltri corpi alllneuti di continuo a l ,.u,, posto eli medicaziuut·, e climostraq1 calt na. perizill e i'prezzo del per icolo ,.:otto il fn<>co an·ers:trio. - Selo, n·ZJ :~go~to 1917.
7;,; . t'u<."•I.O <'il\', Ora:.io, .tn ;\k s~it:a (frllzimo,.. C::t>lll!ICa ,}elle Furit:) , maggtorc me-
dico 1_; sez ione ~anità. - In re parti di pJ·ima linea fin rlnll'inizio della campa· gm•• tlur:mtc un ,-iol l·nti~~imo btmthardatnento tH: mico per tiri di sbarramento, si offri 1·a spon tanea mentc: ed accompagna ,.a per p i lÌ ore, i n ~t rade forte me n te IJatlllle e !'con,·oltt:, ut \ :;uo snperiore in !{iro per i l'ari posti di soccorso, dando hdia pr<ll':l <li ardite?:~.<~, :<c:rcnitil d'an im o e sprezzo del p<:ricolo. - Monte Grappa , 15 ~~iugno 1918 7.'14· :\{~zz.~<;J.J.I c:n·. C.io,,a,wi. <1.1 :-\icolo,;i (Catania ), tenente <·olonnello medico O>(Jedale mi litare Cat<tnia, l,'; <li1·isio ne. - Capo uflkio di sanità ò i una dil'i!\inne di fnuteria, dìtra!He un \'iolemo bombardnnH!Iltù dt>l nemico accorreva presso i rep<trti di san ità iu prima lin en, percorrendo più I'Olte strade fortemente battute P"r ponare ~orcorso ni feriti e prnnede re al loro immeè iato sgombro. - Monte Gt'<J•pa, 1:;-16 g iugno H)I8 .
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PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARlO MILITARE
7.35. ALZo:\.\ CM/o . da Torino . capitnno cu ... ~l im 1u re~gime mo her,:;~g-lieri (:11. ;\L) . Addetto ad nn r.:g-gintento d i C'O Jk t·tur:t a rolo n tH.: in ri piegam ... uto, non c uran te d.el pt:r ifolo sott o il fuocv n em ic·o, c;.p lin"a la :-un ope ra umanitaria con cal m a, fcrtn et.7.<1 ed abnq.;nziollt'. - Lui r~1-Torre, 25 ottohn:: Tagli<l llt l·nto, 2ò ottobre ; Li n-nll.o , C>-7 n on :mhre ; P ia n 7.a nu , 9 n O\'CIIl hre 11;)1/ . 736. ll t:-=M: Ht . 1/l>t:rlu . da {;all:mHe (;\lilauol. cap itano cu etlico 163 n :ggicu..- uto fanteri ;c 1;\1. :\1.). - Culpitv iu :pit:n<> cl;:. 1111:1 ~ranat ;"t ne cnit':l il c·om;o!lllo dd r t:g"illtl'tl to. rima ~tn ferito il c::onHttHl:lnte, l'ai m ant<.: 11 Ht!;>: iore in t• <: l'u llic·iaiL atidetto, motti<.: f..-riti alt ri m ilitari <Id cnmantlo, t:IJ II fl'rtllt:z>.a c coraggio :< ing., la;·i, :<<•tto il pcr~i:<tcnte hcmtktrdaua: nto :~ ,· ve1·~nrio al'<'nrr;.: q nti p unti più b at tuti pe r prc~tarc "OC'<·or,;o ::~ i fer iti, nl ~etlicandoli " ul p n:<tq :<1<>'~0 e provn:demlll :tl IMo :--g'()nlbt•ro. !")i i n lt·rt'~~ava poi p<._-r ri orva 11 i'l.Z~ln:: il çonw ndo tk•l n ..·!;.!'gi n 1t"UlO. ] ~o tonda B ida:<io L\rc:•dt'\, ~ d i\e111ltre 1<)l::-. 7:lì · l locc ni~t (,iulio, da Ct~eua l l'o rlì l , ten e n ti; mcd ko 154 rc:!:;'~i lllento fameria DI. :'11.). - Com plt: ta nl t'llle rrol la t:J la r;tsa m·l la q uaiP o.or,l il pr)~to di mnlì ,;n~:ionc in ~e~uito a li <• ;;coppi o d i un proiett i!<.- ne:ll it•o Ili llh:.lio cn libro, ~l'pnlti <: ,_:rlln:lll <' nle ~·ulpiti l'aiuta nt e di ~anit:! c:tl i port::cft:ri ti. ~·<m gT:IIlde ra h m1 <: ft·rmczr.a r iorgnn izra ,·a il ser\'iz io, e per tutta la )!iomatn , in n•nt1 izion i ditlkili , prc:<t:n·a 1<.: >'Ile n:r..: a i feriti d1 c at~' ui,·<~ no num t·rolsi. - l'ngarè di l'iave, ' " 11<1l'cllll•n· 1<;1 177:;s. Hut·:-: o ,\lario . cla Trie"lc, t<·n vlltt Jm·clieo 6 n :;:gi111<:11lo nlpini. In obtlici ~iorni ,li a-<p ri n•lnltattilllt:lll i ><C).!Ili\':1 ><C111pr c.: !a propr i,, c•>lll p a)!nia, dando cv,<ta ntc pnwa di fc·rt11C7Zil <.: corni.!:;.: in. :\l'Ili<> in('t:ndiato il po~w di Jn<:.-li,·az ione 1la una )jra n ::lta ant~ rsa riil , ('1111 :<11 0 g:nll'c ri"'·hin :~tte mk,·a n lllt' ttt'rc in ,<:1 1\ o i k ·riti . - Al t ipiano d i na in:<izza. 19 -1o ago:;to1 191 ;. 73\J· llt"l"rAZ7.0.'\ t .-li do, da Roma, l<:ll<:l!lc IJH.:oii!'<> tTon· ro,...,a :; n ·;.:-)!imc n to lot•nag li c ri, 2<1 h;o tta.~lione.- J.n uu'inte r<o g iormna d i tT ncnta loua prt·,..tò le ~~~" l'li re a !llllllero!<i feriti intllll'<liata nl (' Jite;: a \(.• rgo llcll a p rima lin ea, a llo ;.r•>p<:rto o: !'otto il 1·io lc n to fuoco di nrt ig lie r ill ll<'IIIÌ<'a. J·:~~t: ncl<1 alcune gm n:ltc a\·\·t-r~:1 ric ;<eoppia te d;l\·a nti .c l po;.:to ùi mcd icazicmc. t'nn la rw rol:1 c t'otl l 'c:,;,·utpio mantctt<: \'a la ca l ma tra i ric••,·era ti, cnntinn :s n ch a pn.::<tan· dlÌ<':H·c:mt:ntc la sua <•pera picto~a. ~fon te ) loufcncra, 1~ non·mlore 191ì. 7-l''· CA U1.\R<ll..\ Ftallccsco, <la Rnn> rli l'ug-li a (Hnri l . •'apitan o lm·dic'o .Hll rt:!.:;!it u,·a to fatlle ri<t ( ;\l. :\!.) . - :"t·i contll:!l t imcnt i ,;,·.,lti pn la C'flltr)n i:<tl.'l el i 1111;1 forte p o-<izicme e n c ll" marce d i :tl':tn ?nta :-ull 'nltip ia 11o, clin:-<:<l' t'Oli :<i ng-.,!;lr,· pt·rizia e gra nde: a r(l i n •u1to il scn·i:t.io :<<111 it;ti' Ì·, n .:g:gi nH:nta k. lu:-t;llll'Hhi lc ljcll'a ppn.:>'t.u·e ;.<•lk<'ite e:-d :liiiCJrCI'Oii l'un· ai nu Jnt-ru:<i !t-riti, aìfroml, t·on t':tlllla e cnrngc::io i più g ra,·i peri coli pnr di a:<~il'ur:tru c l'int ln.:diato ;.gwnhro. - ll:<"cd rik (.\ ltipi:t n o di JJnin:<izza} , 21-26 ago~lo J Qi i. 741. c.~{1T 11\ko ( ;iaCMilt>, d <1 Port ici t:'\apc•l il. capi tHno tnt"c!i.-n 1 ~ rt')!C::i mcnt•1 lw r ,ag lieri o r. :\l.). - · In 1111 C'OIIIh:ut inl\' llto ciurato du e giortti d<-t le p r m·a eli in ~t.l\1 (':lhilc opc-ro>'tlù, rcc:ll!d<>;<i s ulla li nta di fno<·o a ,-i~i ta re i P":<t i di llt<:tl icaz ion e elci haU:oglion i. T-'atto ~eg-n<> a .-cariche di nJ itr:~gliau·ici n~·mid w, cnll timl;'ll'<t la s u a opera , di null ';~ lt ro pn:on •upato d1<: ddla t'Ur.l t dc:ll~ ,;;"t l\·czw dc i ft.:riti. :\!o li no della Sq::a Cl'ia,·c) . 10- 17 11o n :;n hrc I <)li· 742 . Cm.o;\IHA I J: II<I~io. tla Trapa ni, !'.<Htntcll c:ntc 1m·.lico q rcggÌ IIIPII( o fankria. in C< IIIWZII/O:!Ìf!ll(' ri c i/'CII('CIIIIi(l .S<liCIIIIl' C•lltc'CSSOg/i Cii( oftcrl'/ol lu.lgi'/CII<' IIC:Ìcl/t' 2 <1_:.!1).< /o 191i . - l n ::.ricato del111 -<gon1hrv clt:! po~to <li Tlll'<li,·a~:inll\.! reg-gimcnt:dt: fi nn all a Sl'Zion c eli ~aJJJtÙ delia Dh·!:-.innc per ttll pt·rror!'o eli q ualtrr) ch ilOJnctri, in un te rre no cliftit·ile, ~otto l 'i ntc n ~o fuo<'<> di arti!.; lit· ria ll t'lllie:-t, tra'~" in ..,:tJ,-,,, durante due .~i <'nti, num ero,:i fer iti . i n(·it:mdo t' diri;::t> ndo ('on ,·a lnn, , fccrtllt'ZZ:1 , i:lizi:ltii'R c pc:r iri~ tecnica, una centuria <li tcrrito ri;1 li II P11 mtti ·•i pc r icoli di ).!Lh'~r:-t c 11011 prntic i <1<:1 :<c1T i7io . - Oppac.:dli:t>'l'lla, u c 1."\ ag-o..;to ;c116. 74.'\· CoKR.~ DO /~11.!!1 11 io. da R e,!!)(Ìn Cnlahr i:J , rapi ta no 111t'rlko 2~ ~crinm· ,:;anitìl , •~' reg:parlo som e).!giato. - Coma n dnn te eli un rt:p<trto ;<olll eg"g-i:.to di una sezit•ll t.: di ~n 11ità di~locat o in una zon a continnl\1111.-ntc ed inl c n!'runent ::- hattnt:J cla l func'o ttcmit'O, :t><,;o!:<e in 111otlo (',;cmpl arc il <'llllt)lito ;:~flidato.Jd i, prol'\'t"tluHln :~ 1 r ko-
PER lL LIBRO D' ORO OEL CORPO SA NlT:\RlO MI LITAR E n: ro . a ll n medi..:llziom:, ed Allo ~,l.!l>Ht hc t·o di nutn crosi f.:riti, tla ndo conti11ua pro,·a d i alte> :<em inl<'lttO lllllat litario c di ottim~ quali tà militari e pmfcssìon a li. - \':tln;pra, 1" uo\<n: lJre·,=; dicembre 1yt;. 7-IJ . J)t; r,ITA1,A f'a/mcrio, da Bolo tana (f'ns;;ar i). n;;p irame utlìciale 1ued ico 8ç rcgJ,!'i· nu.:nto' fa nte ria. - !Jua le uni l'o tn<!tl ico di un ·baltaj:(li<me, in un mo1ucn to dilli l'ile, dimostr:m.!o coral!gio, :<prer.t.o del pe rico lo ed abw~g-a :t.ioue, appresta,·a le proprio: ('ll rt· n nnn1 cro;;i fttriti, :<otto l'intc1bC• t1ro ncmi~·v e con In s ua ca ld..t parola era di co,.t<•tnt· inçorag_l! ialn.:nto alla truppn. - Car~o, 4 set te1nbn: 19t7. 7-15· Fw~r.r F cd('/1', da l'isa, tcn<!lltt· m ecl ico 14 reggimento bt:rS<tgli t:ri (;\1. .:\!.). J\ddctto ad un b:.unglinne di retroguardia, no n curmltc dt· l p t:r ico lo e d i unil 'alno preoccupato cht: di c urar<; c f<tr p orta re i11 ~al n:> i ft::riti, e;;plìc:\\'a la s ua op~.:ra uuwnita ria con calma, f<·ru1<:zza e ~t:rcno ~pir ito di abnt>gazionc. -:: Lu ico'J'orrc-Tng-lia: Ht' lllO·Li,·cm <1-l'ianz<nw. 2.1 - ~S ottob re 6-9 no,·embre ••,Ili· ;.J6. l't·:KK J C :uido . <In Hihl>iena (.\ rezzo), c•apita n o meclil'o 45 rc.:~t:ia1ento fa nte r ia. lli rigen tc il !<<:rd1io >'anitar io di un n·~gimcnto durante furiosi combattim e nti, si porta,·a rbolult.mo:nte in prinlll lint:a ed orga Pi zzrl\·a il ~c::rvizio ù~ :\occor!'o cki feriti, ~otto le cfft:~t: del n emico, dando pro\'n di ,;prc::zzn del pericolo, dì ca lma e d i f e rntt:%ZU. - Col dell'Agnclla. :'\lontl· Va ldcroa, 17 dicembre 1917. i-li· FtnRI:-'1 .1/u: io Fcrruccic>, da Gaht.ioncta (C re11101ta), c·apit,lno medico 6~ sezione ~:111itit . Co n oa nda nte di una ~t:zion e di ;;an ità, ,·iolt:nte m e nte hartnta dall'art~ g litria n emica, sq.: uit ò a prbtare p t·r n1 <>1te Prt· l 'opera :-ua di 111<:d ico e d i comn nÙAilte di repar to. c,..:<~ndo di """mpio ui dipc111knti. (;i < ì cli,tin to~i n t:llc azioni ddl 'agosto !Ql i· - Kanino, 24 ottobre 1917. 748. GL\\'t11TO (;iu.,cf·f'l' . da Sirnn1"a, Lt:m:nle mt:dico 3 rt·ggimcnto artiglieria nlont o gno. Spr<·v.zatttc del peri<·o lo . ,:ot tt> il vÌ<>l'-'lllO fuoco ùi rnit rog liotri ci o,.,...,... ~a rie nm ç:~ hna e frtdder.7.a pron·c,Je,·a a mcrlicarc i ft:riti del repar to. Più tardi, ,·i;;to l'urgente hi::ogno , n,-~ni11C:o\'ll ,·olo nta•·iam,·nte il COJJ1antlo di tlll a :<quadra <: rmn ta di JJHI'<'hctto, contribuendo ad arg i11are un attan·o a ,·,·c·lg-ente del Il l'mico. - l 'orte •li f'<tlton, 4 dicembre 19 17. i -19· GwTA Ecit><lrdc>. da )l<h·g nanv t:\lilnm.:. a~l) ir:JJtte n!lieìnle tJJèdit·o ; rc~gimc n to J,.,r>'ag lic ri. - l'c r tre g iorni e ùnt n o tti infnticllbil mcmc pr.,stan1 l'opera >'11<1. Rinw~to ferito dallo ~coppio d i u no ><hrapncll, rint:t n e ,·a al po~to di lllt.'dkazioJJc ~e guita ndo ilrl iJJ~cf!narc ngli aint:lll ti di ,..,lllitil il tnorlo di c-urare i ((·riti che a n cora ::.uprag~iun~c ,·:i th >.
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C:.\r~o. 1')'·2.t 3g'()~to
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750. J;o.;c .I~I~I<J Cado. da 'l'<•rino, ('apitano 111<:<lico 2 n •ggimt:n to a lpini. -- \'olom:triamente !'egui··a un n· parto in cnmha1ti1nento sotto il ,.i,·o Iuol'O t1 <·mico. dimostra ndo ;;prezzo del pericl)lO e ft·nnezza :<ingc)lari. Rinnli natì dci militari di!ipt:r:'i, li ricun duce,·a ,.,ulla linea di fucJc:o - Requ:1l::. (l'di u e) , .; no\'emhre 1917. ;_:;1. I~t 'CHF.IH:-'T T c·IIIIIHtS<•. 1la Ti,oli !,Roma), ><oitotencn te med ico t'0111pl(' mento 29 rcgg imcnto fanttria Beu ('hè fehl,ridta n te e gnH'cmt:n~c colpito dall'n'io ne \'Cnelìca dci ~~~. rimase presso il po>'to di mttdi,·azionc::, <'Ili a a nddetto, ed i,·i, >Ot tc> il per!>Ì!'tCille t iro neut ico, p~c!'tÒ ,·alid:1 op1·ra tli !'r•c:cor:<o n i numerosi ;;of. fercllli, 1·ir.orlrcnd:>, tla ll a lunga fatica, g rfl\'i con,;t·_..:ut:11Z(' per la ;<ua !'alu tt-. ·G rO\· i~lio, 29 )::ingno 1916 75~ . :\I.H.ICF. t ll ('$.<alldro. d3 S:~n SnTr•• ( Fo~g-i:t.) , c:1pitaiH> nu:dico 95 reg-gime nto fnnteria (:'11. :'11. ). Dura nte u11 a ttnct·o ne111ico l'Oli gas lacrimogen i ed <l,. ti:<· ~in nti, sprtzzatlle de l f>"ri colo rli•ponn·:• con Cil lmn e f•·r mt:7.za pe;r la dife~a dci milita ri r ico,·crati iu un a can: rna i11\·:;~a rh-t i gns. pro n ·cck ndo m·llo stcs~o tempn n !'oc<·orrere ed a mettere in ~ah·o !\<>l<iati d i a ltri reparti g ra ' '"111t·nk ferit i. In prctia a fen<mH.'h Ì tos~ici, n on allvntan a ,·a~i d;,l p o,<tn di lll<·dim;iome "" n o n tlopo :1\'er prf·statc a tutti le !'ne cure, c non ancora cou tplc·ta111en tc ristal>i lito raggiut1 ge\'a eli nuo1·o d opo podti giorni il reggimen to in line:1. dando a nc:or:1 una ,·alt a lll'lh prO\'<J d i fernwzza ed e le ,·ato !'Clllilllcnto del do,·erc. - Zagoric, 2.1 •>tlu· bre I91i. 7~3· ;\IASVTTI Piero. da Roma, cnpitrt no ntedico •·olnple111cnto addèt to ('<>nHtnùo w ' di. \'Ìs ion c. - Direttore di un o~pecl:t lt·, in cr itiche circo"t'lnze pron·iJ~ con cal111a ed energia al tc>t <t lc ~g-omhe;:1·o cl~:1d i o~pednli :<te.-~i !'>ltto il tiro d i nniglieria it\·\'Crsnr ia e HOJto«tautc il p an i<'O diffn!-f'si n ellt- ret rm·it pt.:r l ':l•;(tuzRr~i dci reparti nemici. - San \'i to nl 'fs)! li amct'to. 31 ottobre I9Tj. 754· :'>lF.SSIKA I .Hi•~i. da è\oto (Siraçu~a ) . tcntntc 111cdic::o ~ rego:-imcnto alpini. Dopo a\·cr compinto, in C'Oudizioni dillicil i c t'Oll iu~tnuca bilc att i,·ìtà e zC'Io, i ,:uoi
l !(l
PEli IL L IBRo u ·oHO OEL COHPO :j:\ NIT . . RIO MJLITARE
tlon:ri di lllnlÌ<"ol, "'ll(l l'infuri:trc;: <l< 1 hontl>:>rclnu.o.:nto no:-tllit"o \'(>aùiu,·ant c-ffi,·an·tltc· nl<: n trntl<: nc· r.- e ri<>rùi n:n·c· ntilitHri •bandati di tut t e h: anni cd a r imandarli in liuc<t. ·- \!utltc· .\lonlcnc·ra, 1::>-~o no\"clllhrc 1917. is .:.. . .\111.1'1.>.1 . J .~a: l i11c>. da !-'i.:na, .-apit:tnt> tuc:dit"O addetto dir~:r.ionc: :<~ nità \'11 con>o· nr111ata . - T>in~llo rt dd :-o:n·iz io ~an i<Mio di nu rag):rnppat!l<:t:to ,l'a:<sc;!cliu, root)erìo a rionlnwrc nJi<>ll tll: in u tar,·ia, durante la rit it :lla òcd la (r(llllt! t;iulia . In •11'<':t:-iollc· di nn '••mhan!funemo :l<:rc•> m·lllit:t>, <'011 :<p rc:l.ZO dt!l pericolo ;tn•nro;c: don.· ll•a):".l.!'iorc: c:r:o il bi$og11o ddlc ><n•· c nn·, damlcl l>dlo c,;t-lltpio eli al trui,.ll lll " di ~randc t"or:tJ,:).!'io. - Car,.:o-l.:oti:<nna. !ì-3 ' ottohrc· 191 i · ; 56. .\ll "fl'<f. l.l.l S il;·io . da \ 'c:nma. c:tpiwno ntc·dico '\.'\g-ruppo nrti.l(li.:ria H>'sedic>. -.\l,·lltre, clur:u tt l· l:t r i1ir"ta \'e llilallt> c:"n~uiti i traini eli 1111 g ruppo di hatt<::tc d'a•-Nlio, •i nifri' a :<pnllt<tne:llllt:llto.: pt·r rkuperare tlo<' Ulll t tlli itupnrtanti e prezio,.:o tt.3ll ri~h: .!i i ' rc:t·i:-ion~·. riu,.cc:tHiv m·ll'illll'llt<> tl<liH>~tant(! lt: molteplici diflic·.,lto't clipendc:llti d;tllt: ' '"ndizinui di 'Ì;chilitit, dai bollli>;lrd:uHeHlÌ ac·rei c.: ''"' rapido li\ \ic·iuar-<i dd llt:lllico. - l'>iltllanm·a-Latis:t na, ~~-:W ottobre 19li. i.' i· :-:IcCoi. H l .ic>t!t'l/11, da Tinana t Fir<' lll.t: l. tl'tH~tltC' tm·d ko 7 n·gg-i m e nto ber~a g lit:ri . - \ ' i::.to il proprio t'Oion twllv gr:l\·c:ntclll" ferito da uua grauata m·mic·a in ~crio pt· ril'(>lo l~ ' r l'itll'l'lldiu di 1111:1 ~ <• l lt:ri~t O\'e .. rauo <kpo~ital·i petnrdi e mnnil.ioui, lo tra::.porta1·a al -<icuro t::<pull <'llclo 1::~ propria ,·ita ~~ lllllltifc;:;to pt:ricolo. ·C:~r~o 1 ~ ngosto 1917. ;,:..:\. l'ASTOHI' . l/bilie> . d~ Ccnol\·a , c;·t ptt:tllo tm·clic•n ,·nmpleml'uto t ~o reg~illtCIItO {autet·ia 1.\l. :\1. ). - Ili n·::.:-<· pe r:-<>tt:tltllcllll' il ri --:ma lltc·lltO !IL'! nt tu pu dt:l l 'nziont: ..:d il -<l'ppt' llillt tt tll<l dci c:u\;1\·c·ri. dintn:-tl':tlldo ~rnude :ttti,·it~ . t·ora~<gio c: ço,;tanfe "pr<:uu del p<·t i.. oto, rinqH:nutdo anche :'<tllu<: in luoghi al\~ai pt-ricolo!"i. - Gra.:iJin n t--l :-=.t: tlcnthn.: JC)If.
1.' 9· l'F: t•E l'il/Mio. eia L'ai,·auo 1:-::tpt>li l. t•apit:l tW Jllc'!li,·o milizi a tcrritorink 16 ~f:: ziouc 1'-.a n itit , ~;6 tt:tHt rt•> S()Jno:;.:!! ia to. - L'ntnantl<t ll l<' di nn reparto :'Onlc:)!~iato di ,;auitil i11 n11a po:-iT.inn<- :l\·aut.:'l\:1 , pn piìt J,'!iorn i ><otto il fnot'O di arti)!lieria neIIIH':t, ehe n•l pll·a pn ben due ,·nlt c il lo,·all- oc·•· npnto dal repano. so.:bhene egli :'t<:~~o c lllolti \lt"i :<twi uo111ini fo-;,;<:r<, C"olt i da g>ra1·i fellomuti to:<sici dovuti ni pt·oiett i a liqui,li ::.pedali, ri1int ~11·a d i abbandonare il proprio po:'tO, c C~>ntinnava pt' r pit't g-i<>r ni a C•1tupit·rc il proprio clrwc:rc di medic-o e eli !'Oid:lto. da ndo bcll'o:sc·m pi•J ili ('llf<ll')!io, ft·nlle?7.<l c::d , llttti!'lllO. - o~t~· ··i:l Fnntanclla ( :\,;ia~·>l , .J·" tlicc:lllhn:· tt:)'i · ; 6o. J'ICI.'.II.t"< : \ Frau t' t>, da Crc:~<'l'IIY.3J.:o t .\fil;onnl. ~ot l olt·nente ntedko <.:roe.: Ro~sa, atl<kllo ;. re)!)!i tuc mo alpini , t.:ntag-lio lte )Jorh.:gno. - Avuto colpi to il proprioP.O~lo tli l!llllic·:Jrinnc: d;1 una ).!l'<lllilta tWIItira di gro!\1:0 cal ib ro, co ntitlll:tl'a r is..llutnna•nte a t!tc.:die:trc ed iut·orrt,t! t!'Ìnre 1111111~ro~i ft·rlti, pro,·,·t:th:ndo poi al loro ~g-omhcro. 111 !-<:trnito. e ,;t>lt:mto dietro ordine. ritira,·a il po!'to di ntc:tli<·;t?.iollf::, ptr('hè qn:J"i dt~trutto tlnll'artig-l ieria :wv<:r~aria. 1-:raù<Jni (Alto 1!'<>117.0\ , 2-l~~~ o t w lo re 19 11. j6 t . PlS\:"l·:scH I Ennau•to, <la Siena. tl·ncnt<: tll~<l ic•1 3S g ruppo obici pe><<tllti cam pa l i 119· - l'r:. i primi acl HlTorn·rc: llt'i JJI"<'!'!'i di una ea:-.a dm·e un a g rl'l ll (lta OE'ttli<·:•. sn>ppinnclo ~,-c,·a ~epnlt" uoutini e t':l\·1!\i, pre<t:l\'11 opl'r:l !'Ol('rt". <Jhi le c ,·nl":lgg-it\~:l di "~·lv:ll!'l,:J.do l" tli '")r,·or~o :lleut,·c thJ o\·i t.•o1pi a,·vt:r~a r i h:ntevano }(l loc·alilìl. - .-\rl'a.lt•, 11 d it·c·mhrc tyt/. 76~ . l'o>.T\ /)c;lllclli,·o. tl:t Troina cC:ltania) . a,.pirnute utlìcialc tll <:tl i<·o .)S rt>g-g-imento fmt! e ria. - Du ra m e il l'ot nloatlimcnt•l d:l\'a pro1·a di t·a llll a, m edic:mdo diecine eli fer iti in mta pt~:<izioiH: illtètl>'amtnk b att uta dal fuoc-o a,·,·en;ario. C::tdutogl i aet·~tl\0 l'altm ntcclict• , ~t:gnil ;l\'a illlpertt·tTito nel a,;~ol n·rc la ~ua nti <s.ione. Ritmi\'3 pni cl..-gli uontiui lt·ggentK' tllc flTìti o e"ntu:-i, e li an·ia,·a :~Ila liuea tli fnt'>CO, d :111do pront d t l'llt:rtrin e tlt >~l w >'l'Ili illl<' llto dd tlc>n·re. - Cortoue .\.fonte \·alcleroll, l4•li ,JÌl'('IIIOre 1917· ;fo3. SDto:o;t:"l E111iw. tla Ba~nnue {fraztf·nt· Gahhiana l ( ;\fa~~"' c Carrara) , (·apitano medico ,.; 1 n :gl{ÌIItCilto nrti),:'lieria c:nn.pagua (.\L ;\[.) . - Addetto ad 1111 g ruppo di llrtiglicria da ,·nmpagua, dur;mtt:: il ,·nmh:HtÌlll<' tllO, pron·edent ::1 l'tahilire un po~to di ~~~~·<lil'azionc, proùi).:rtndo le !>ne c ure ai uumt:t·o~i feriti di tutte le ilrnti dte vi aOlui,·nuo. Cou f<.:nnn ro utcg ne> e c-ou !<pt·ez7.0 del pericolo. solto il vh·o fm)('o d i mitral(li:nrici c fn<"ileri:~ u e mie:~. e~creita,·a l a ~ua mi>',.ionc in tuodoloclt::\·olc-, incor:J.m lr• i ((' riti c prO\'\'f::dt·ndo al l oro ~gotnbro, s ul vicino po~to clelle amhnlnuY.<:. - F;.gart, ( l're,·iso) , 16 110\'Cllli>r e tgr;.
Ll1
PER IL L IBRO o 'oRO Dt: L CORPO tiANJTAR IO ~llLlTARf. 764 . SoTH:\J;; ' Luf.!t i. da Ccuo,·a, ~ottotene nte m edico, 8 regg illlellto alpini.
Coinvolto m·lla tni:'(hi a più cruenta per il ripi eg:unento d<! lla n o~tra linea, continuava con g-rande calm a li'clla :;u a opera pietosn. All'intin wzioue di a rre mkrsi risponde ,·a <:<>li la ri \'Oltt·lla, c dopo a \'t:T t·e n·a t·1 di sa l n:m~ i (eri ti ri em rtl\'a nell e no:'tre lince . -- :\lontc Roncone . 1,:; no,·e mbre 191 7. 76,:;. Sro<:<".~Hil.~ Fabio , da Chioggia (\ 'enezial, te nente ntedico ,:; t ><ezione ~:mità. -rcrito ed of!e!'o da g-a>' ve nefici durante un inten~c bombardamento ne m ico, pe rs istt: pc::r n:olte ore nel meèica rt:: i feriti, a nch e qu:mdo dopo una te mporanea ~o ~pensi on e dc i bon tha rda me nto ,..t c,.~o . q uesto fu poi riprt':-O con getto o><tinato d i gas. :-.:o n :-i lasciò tr~ !<portare :~ll'uspHiale, >'t non quaudo h: s ue coudizio ni di ~a Iu te si furono a~gra,·atc. - Val :'-l ela~o (A~iago) , 2~ dice111 bre 1917. 766. l'Rf.KTIS •.Jt'ns~u tiro. d:~ T orino , t<mcnt e tue-ùico ;:.o n·g-~imento art iglic ria ca tnpagna (:\I. :'Il.). - I ncura utc dd ' perkolo, sotto l 'intt:n><o nmcentrat1tcnto di fuoco ne m ico d i t utti i calihri, ac<·orre,·a pmnt nmeute a ,;occnrn:n : i. fe r it i c pron·cd:...: a a pres ta r loro !(· prime cure. ùando b<:ll'e,;cmpio di a lto :<ent itn e nto del do,·o:re e :<prezzc. del pcti colo a nchc in mo t:te nt i as~ai cliffici li. - (),;,;edrik, 2.5 ottobre 1917. 767. \'AJ ,I>U IH Rl ,--;;ovtwai. d a Calci n:ttt:: (B e rgamo) , sottOt<! th"nte medico ug re~gi me nt\> fante ri a L\1. !\I.) . - Ferito d urante il combattimento , r imaueva al proprio posto a disimpegnAre co n ~e reuitè le s ue pietose mansioni, e sopportando po;;,· ia fatic he e di,:.agi. :<eguint il proprio b~ttagl ione in su cce~!'i,·i ~postame uti per quattro giorni con~ccuti,· i, :<fu g~:"c ndo C"o,;l a c·erta pr ig iotti a e re ndendo utili sen ·izi. - Tkrtiolo (t:di uel, 3v -31 ottobre 19 17 , 708. z.~ )IEJ.I.A l 'il'lro. da l ' nion (Puntare tta:<) (re puhhlica di Co;:ta Rica - .\m cric:~l . capitano medico u.: . repa rto ;;ontc·ggiatc> di sanità - /11 comllw/a::iollc dcll'eucomio sol t•une CCIICI'HO[!. li col li<•c r cio lu ugolr u l'll:ia lt' 1.> st'/lr mhrt 191/· - <.:onw ndant e di un re parto di ,oa nitil in <'l lta mont ag-n~. gu idando in conlata un dr:1ppello di s uoi dipeudeuti per rcca r ::oct·or!'o a tre militari pericolanti, \'t:tti,·n t ra,·olto da nna va la nga per lun)(o e ripido pc ud io, r ipo rtando la lc>'ioue d 'unn co,:.tola, ma pro,·,·e~le ndo al ,;nh ·ataggoio di ttnti g-li nitrì m il it:1ri. Dne ~iorni .topo. a,·enJo 1111 ,·iolo: nto eirlone di ttt:\·c di,otrulti i bar:'ll'('31l1e nti licl re parto, ,:.o ntme rg-~:udo tmto il pcr::.ouale in <;,;Foi ri.-t1\'Cr:no, u"c.:ito dalle ro\·ine dtl l'IlO allogl-{io, nffront:mdo 1:1 bufe ra , recan1si alla rice r<·a di soccor~i , ne g-uid:wa c dirige,·a le squadre, perdurando uel lavon> g ran parte de ll fl n otte e tutto il gio rno s uccessivo, slllva ndo numerosi uomi ni rim:t!'ti in ,·i ta c rknpt·ra nrio l-e !<alme delle ,·itt intt> elci g ra ,·c di"astro. - Cimon H:l\'a, 11·1 3 dit•em bre 19~6. 169. Z rl'r•ARJ .·1ri .<lidc. da Fo,I:(gia, sottotenc m e m edico. 3 reg-gimento alpiui . - Dopo aver r:ompimo, in co nd iz iou i diflkili e con in ~tn ncahilc attidtlt c zc.lo, i s uoi dO\·eri <li m edico . F-Otto l'infnriart> del homhard:t numto ne mico comliu,·a,·A effi cacemente a tratte ne re c rio rdin:Jro:: 111ilit:ui !-<ltantlati di t utte le a rmi c :J rinHi ndarli in li11t:a. - ) !om e )lonftll cra, t8·1(> 110\'<' tnbn.: 19 Ti'· (Continua).
NOTIZIE ALBO
D'ONORE
DEI MORTI IN GUERRA DELLA FAMIGLIA SANITARIA ITALIANA
Si è r·ceE-ntemente riunit.-. in Pado\·a, l'd h:t qual>i ultimato il suo lungo e a r d tt? lavo ro, la Commissione per l'Albo d 'Onore dei morti in gnPrTn della ~a_m1glia sanitaria italiana, che fu eletta dall'Assemblea genrrale dell' Ordine e ~ Medici di Padova il 9 febbraio dello scorso anno, comp•Jsta d ei dott. Adel}t1 ~ambler (Presidente), prof. Alessandro Borgherini, dott. AJe:,sandro and1, ~ott. Girolamo Pavari, dott. Edgardo Morpurgo (relatore). _ Pey 11 benevolo intet'PSS<\mento dell ' Ispettorato e della D11·ezwne gen e· rj1.l_e (;d1 !\a.nit-à militare, del Ministero della M <trina, delle Direzioni di sanità <el 'ompa rtimenti marittimi di Venezia, Knpoli f' La .M acldnl~> n a, delle Di-
KOTIZIE
n':tion i di sanità. mil itare dei Corpi d'armata tt•tTitorinli , drlla' Presidenza del Consiglio centra!r della ùroce ro~;m italia na, d~l. Magi~te.ro. del S .. M: Ordine di Malta di S. E. il V esco v o Castrense. degli ,llustn ssum R etton d t tutte lt> l~ niver::.il.à dd R~?gtl Q e delle Presirienze di molti Ordini di medici. 111. Commissione h a potuto raccogliere i d;tti rclati,·i a, 2847 morti io sen ·izi:, durant-e la guerra, appartenenti alle classi Sani tarie. Quando saranno rnccolti a nche g li ultimi ~ati, la , cift a. arri~·e rà in~r!lO a~ 3~10. . .. L'rle nco nommatl\·o e raccolto m II:]JPOSiti r eg1stn e schedan e dtv1so nelle s!'gllt' nt i catf'gorie : Medici·Chintrghi, .F armncisti. Veterinari, Cappe Jl a.ni d eli ,. rnità Sanltntie, Studenti in .Medicina, in F armacia, in VeterinMia. D ame del S. 11 . OrdinP di Mnlt.a . Infe rmie re volontarie dclln Croce rossa italiana, I nfe rmie re \'Oiont.arie di altre I stituzio ni (fiam;tritane, ccc. ), S uore della carità, Porta-fe t·iti t·eggime ntn.li, soldati di Sanità, Infe rmieri della R. Marina e mj. liti della Croce rossa e del S. M. Ot·dine di Malta. Per molti numi è accennato alla causa di morte: fe rite per scoppio di p roiettili al posto di medicazione, ferite in combattimento o per incursioni a e reE' o per alt.rt> cause dur:llite un· azione, annegamPnto per s ilura me nto di navi. cause accide ntali o m;tlnttifo' contt·a.tte in 5('1'\'izio. stenti in prigionia, ecc.- E' n.cc·en nato inoltre per molti a Ilo stato di sen ·izio f' alle ono rificenze al valore const>gui te. A lavoro completo. che è F>pe rabil P sia prossimo ad effettuarsi. verrà fatta la pul::- bliea.zionP dt>ll 'opC'l'l.t, la qualE' rit>scirà certam ente d(>l massimo inte rP:;se e :<;a n\ un do \·eroso tributo di omaggio a i generosi caduti pe r la causa d 'Italin..
Per il nost ro numero Vinciano. TI fn><c. XI dfll fliornolr. di nll'(lirillft rnilila rf'. 19 19. d!•d icato A> Leonardo da Yinci. che. secondo le nostrE' piì1 che modt•Rte intenzioni. doveva li mit~t·si ad nna RHmplice cnmmf'mrwazione in f11miglià del n · C'flnt.t•nario della mol'l:e dt>l grand<' I taliano. ha 1\\'uto l'in;.;pet·a t.a fortuna d i !'><><('l't' accolto favore>volmcnte a nehe fnot•i della ristt·otta no::>t l'n Cl't'c·h iit .><ani tnria. Fra. Il' tante lu~ ing'h icre atte>~tnzioni pt>rvenutc<'i. ricord!'remo quelli" eli S. E. il ;\linistro dell 'h t ru zion<', dd Dirett.ore gener·n.le cit>lle antichità e bel lo art.i, del Rindaco di Vinci. dello. Pre>sidenzn della Societil Yinciann di Firenze, di ~- E. il gl>ncralc mc·d i<'o Rho, rki Rf'nl\tori Apolloni, Reltmm i. Colombo, Mazzoui. Pigorini, dci prof. Alber·tot t i. Du<' he>sne, Fanwo. ;\fieli . :\fn.ncini, P ctrlla. l-gh0tti, rtc.
PICCOLA POSTA Xl'll' impos:;ihilità di •·ir>\lllb ian· n tutti i (;,,lkgh i ed nrnici gli auglll·i di buon a nn0, mllndo un ><aiuto <' un u ugurio collc·tt h·o ofk·t t nosissimo. dallo colonne di questo g iornal c>. Eo~w:-~ no TROMBETT .\.
AVVISO . -
Si pregano i signori a bbonati, di vole re inviare con cor· tese sollecitudine la quota d'abbonamento per il 19 20, che ri m ane invariata in lire 12. L' AMM I N IS T ~A ZIONE.
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4· L'abbonaruclllo non disdetto prima de l 1. d icembre s 'inte nde rinno1•ato per l'aono !'nccessi v o. 5· l signori abbonati militari in effettività ùi servildo possono pagare l'importo del· 1•a )) hun .1HltllbJ pl'r 111t' ì':I.O cl.;1 t!--pt•t t i \' Ì l.'« manti:
tli l""~ l " -l c ,1iuli PHi.
6. l'er i soli u fficiali me.dic' tde'I ' Eserci to e della ) farina\ è ammesso un ABBONA· .\l ENTO CU)f U l, A'flVO a l (;il>mole di mediciuu ulilila r e ed ag li A mtall di m ediritW nava l e e coloniale al pre zzo <li L. ~~ annu e. Per ottene re tale abbonamento gli abbonati del Glomalc di medicina >u ilitarc devono far per\'cuire direttamente L. 6 atl'ammirustra· zion e degli A uu all (press i') il )1iuisrero della ìlfariua) 7· Ai li brai si fa lo scuu to del tJ per cento, uta soh amo per gli abbonamenti ~cll~ persone e d egU enti non militari, cbe n on possono fraire della facilitazi one d ' cw at nn . 5 e 6.
NORME PER LE PUBBLICAZIONI. 1. L lavori originali, le n ote, le riviste dattilog rafati o scritti a mano - tlevono OC· cupare un solo lnto del foglio ed ~ssere acc uratamente ri"cJuli dagli autori. Si fa .spe· ci al e r accomandazione chl' quelli sc titti a mano siau o ben leggibili, per modo di e'•ttar~ ogni dubbio di interpretazione. In caso contrario, la Direzione si vedrebt•e costretta 3 aospendeme la pnhhlic-a~.ione . ' 2. Salvo casi cccezioual iss imj, la correzione delle bo<Oze sarà fatta dalla rrdazi()pe , anxichè dagli autori, per non vincolare il la,·oro tipografico agli i nevitab ili ritardi po· atali . 3· Le spese per gli est ratti e quei :e per le ta,·ole litografiche, fotografiche. ecc., eh<' acc-ompagnassero le mem orie , sono '' carico degli autori. ( · · - ·r·t po A . cou coperuna · w· h'taneo , senza. rollte· 4· GlJ. estratt ·r sc1no d't <1uc up1: nn stam· s pizio, e colla irupal( i natura e numerazione de l fasc:icolo. - Tipo B. Con cope ru pata, front~spi1.iO, im pn~inatura e num erazione speciale. . . A , senza Ag li autori delle memorie sa ra nno concessi gratuitamente so estratu. Hpo copertina. to dalla. se· Per coloro che ne desiderassero un nunoerQ ma;:~iore, il prezzo è rego 1a g uente tariffa :
PR EZ:W 0 1 CIASCUN FOGLIO DI STAMPA. T IPI DI ESTI(ATTI
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I---N_U_A_·I_E_R_0_07E7L_L_E~C_O_P-;:I:;:;E~-1 ogni ~~~tlnalo
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ordlnaziO" l di
estratti o meno. lL mezzo. Pe r qucllì elle superano '"' foglio, le fra~ioul ltt più , e/te ttott ~ .. p era no copie . f oKlio, si co niano com e utdà. pu.r cltè però 'o rdlttazioue tt o n sia infertor e a s o
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"Ja1JO SC1Itll 11011 Si r t: s tituiSCOIIO .
C:1117il -
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Suù>ilimento Poli1nafico ner l 'am ministrazione della Gu erra.
Pubblicazione mensile
GIORNALE MEDICINA .MILITARE DI
Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di medicina mi litar e : 1851·1884 Giornale medico del Regio E ser c-1to e della Regia Marina : 1885-1895 Giornale medico del Regio Esercito: J8ç6-I907
ANNO LXVIII- 1920
'J Febbra io
Fascicolo Il
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{) r •
SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI : D'Abundo.
t ' llPI'Ìt>l'i O!'>wn·uziu tt i eli u id1•· -;ui tra1111ti di ::tr•'l'l'"' d··t•·rlllti JMH Ì idltn·azi<mi l'llido ll a •·i <' I'A d iN> Iari i' pinali . . . . . . . . ....... . .. . .. . . .... .. . .. .
P(1y. 113
( 'onf-ri b•tto 1~ llu Svlll • · 1·IO 1l o Il t· ~uu · gt1 l t;~,·.-; J· \ 1111· • • •• . ••.. •••• • • • • .••.•• .. '
Conforti.
13:? J;.l9
Cosci. - Hifievi cl illi(·i t ' terupcut.i('i snll'r pidt' mia inflneuzn.lu . .. .... . ... ... . . Casoli no. He,:;uco11tu sllLt i><l j,., , do•l n : parto nfta lmiN> .! .. Il' "~l wrln l<" d n
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C~l11 f't> IJ l 0 . .. .. .. . .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. ........ ........ · .... ..
C!lliCeti.
~ ~CJl.U ~111 ~~l'Vizio ullli'Ìnul.u·ing-oiati'Ìco d elltt Ili .-\rnut~ :.1 dal IHJ·
vemhn· !!I li ~ti dìt~P.ntbnr 191 i-. .. ........ .. ... ..................... ...... .
Santoro.
16:?
- F'•'1·ito nddoll!inu.li di ~· ••''TH (('" '"i"ua=i'IIH ) . . .... . .. .. ... ... : . ···
CASUISTICA CLI NICA: Castigliota. . ~ ~ . . . . Jn c ttao t 11 strappatr•u uLo dt· l t:lllll'f' dal J)t•dun colo , ·asale e :;ua rll'(ti6ZIIIIIt' >l I..Ji>!tii,Jl:f,ll . . . •
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ROMA Per l~ inserzl
l$tlfuto Naziona7;'
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Direzione ed amministrazione. Palazzo de l Ministero d e lla Guerra - Via XX Settembre 1-
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df'pPbbbbl !l~·fta rivolgersi D IRETTAMf.'N TE all'Ufficio delega tv a tale servizio - Roma,
_ u tCtln e Informazioni, Via Poli, 43-47 - Telefono 77-66. Per le nuove norme - - ----circa l e ub · · · v r' n !43
...
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA: Thibierge. - t:iulla epidermofiti»si inguinul\· {t-c;zenm mo.Tginato di H e bt•a ). ./0111'1WI r1e. mr'd<•611r f>/ dr r·/l iroryi1• f11'(1f i qurx, 211 \lttobre I!IIH .. .. .. .. .. . ·Pay . 191 Acuna. Orgu.ui7,z ttzionc sanit.uri ... tnilit àre n e llu H(lpllbblic~ Argentinu. R P1'ÙJ/rl rle la SuHitlarl mi(i tar. n. :1, IHHJ .. ........................... , .... .. 192 Mazza. \'aloro pratic0 d f' llu rPazi.,w· dd ltt. tifoidina. R Pn',çff'l rU' l(l Sm,idad milito r. n. 3. 19 Hl .. ....... . ......... . .............. . .............. ..... . . )\ 193 Capitan. :::itùlu. f'ut ·n sp•·•>i fi<-u d ell'angin!l. d PI \ ' inccn t . Hu/lr'.lin de l' Ac·(ldémir d.e mérleriu1·. 11. 411 · l'tll·i;; .......................................... .. • 193 Rlchard. · ::> ull tt c· m 'H d i ttl c m w mu lallÌ\' \' t'Oniche con ltt bu t tc·t·io t.1.'r»pia. Jtitt rJ.rll del JJ,,;dr··i, .. · rl dc· rhiJIII'!fll' f ll'ali!jlll'.s. 25 o t.tobr·f' l!ll!l ........ . . • 194 Frisco. - L e a lit m'tli uzio ni im·ornplo•!t · in l'llpp nd" ul lt• 1-,>'i•ne:;i di :'>pl'ciali diRtnrhi p sir: ltic i. Il .1/r,.,,;<',Oiu, 11. l. a nni :'\XX li -XXX Ili ........... : .. 195 " Frisco. L <· a limc•ntuzi(tni iHt·omplell· do •i gl'llit ur i in ntpport<> CoH lo. )1!\to_g•·lwsi dollc• ct.-p:l'nt·mzioni h d <•lh· IIC' IIl't>·p:-:ict>pttt.io dei diRePndE>nti . Il .lln · ,ù·•m•iJ,, n. l. anni .'\.X .Xll.'\::\.'\ 111 ........... ......... . ................ . 196 fabler. Sullu c-nrn < h•ll'inA~t mnt• c·ollt· iniflziuni di chinin (l. T esi di llu rd <'nll x . l !ll !t ............................. ................................ . 196
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l.u pt'OI'" di J.!IH\1'1!.!11111<' d•·llu t llh~•rcPit >:- i puh11CillfH'~'· IJ•tfl,·ti, c/1· l' .l,·tult;.,n ll' dc· ,\[ ,'dri''"''· 11 4 1 · l'ari>< .... . ...... ....................... ..
Rènon.
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Villemeyre. Sull" , :ur>~ cl l'llt· ""'lli11giti 111•r 111(''/,:r.u d l'l hwngp.iy spi n u-v~·n tric·ula.l''"· T<•o.:i di l!onl<•>tll:>.. 1!1 1!1 .... ....................... .... ........ .. Vogeler. - l.'<':<p <·ri<·n:r.>l di 1!111'1'1'>1 ·<~~l 1<'11111"· 7.co lm/h 1rtl/ ,llit ('hintryie. 11. 50, l !i Hl . .. .. ..•••.. . . . .............. ... ................. .. . ... . .......... . .... Weawer. -- ,..;ull'w::u d •· l ··i tt'>tto di ,.;,,.Ji,, III'I IH \'l ln• dPih1 polt t~ u ll il<:. -"••tt·· )',.,-/; .1/ r·r/i,·,{ ./ wu·tl,( . l lln\f'lllhn·. 1!) 1!1 ........ ....................... .
Beaumont.
Rull"t ·'l.in l<•)!lll tlt •il' iufltii'I1Z>t. 'f'ht· Lont·r;/ . \ "J Il. I!II !J ..... .... ..
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RIVISTA BIBLIOGRAFICA : Lust ig, Mueller, Pepeu, Pulgher. - Il dPnnut.if<l u tifo. pou•cchiul<• - :\fila.110 , Soc ietà f.>ùit •·icf' libraria, l!lltl .......... . ....................... .. ........... .
Mendes. -- Ln d iAgn osi d olio locnliz:r.azion i (JO)mo nari d'inizio dfllla t.ube rcolosi; con SJWCiale I"Ìj!uardu a llo· I'Ìt·•' I'Clu• mdiologiche - Roma, Stab. Poligrafico, 1920 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
PER IL UBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE .. . ............... •. NOTIZIE
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M EMO RI E O RI G IN ALI '
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ULTERIORl OSSERVAZIONI CLINICHE
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··/,.·····. 'i li traumi di guerra determinanti alterazioni midollari e radi[Oiari spinali ·...~ ·-.:ti;~~ lJ Nota clinica del prof. Giuseppe D'Abundo, direttore dell'I stituto di clinica delle malattie ner:vose e mentali della R. Università di Catania - (Centr.o Neurologico del XII Corpo d 'Armata).
ln una precedente pubbl ieazione (i ), nel riporlare alcune osservaz, oni cliniche riguardanti alterazioni del midollo spinale d?. traumi di g uerra, feci rilevare: come la ripercussione più o meno intensa e limi tata d 'un proiettile su d'un punto tangenziale della colonna vertebralc. in special modo poi senza lesione ossea, potea provocare sia sindromi segmentali ben determinate. sia complesse sintomatologie nervose rappresentanti forme cliniche, in cui si rilevavano ins ieme conglobati i caratteri fondamentali di neuropatie diverse. · I casi clinici allora riportati contribuivano secondo me ad affermare semprp più la dottrina segmentaria nella patologia nervosa spinale, alla q uale per lo passato ho apportato un ricco contributo sperimentale (2). Nell'osser vare ulteriormente numerosi altri casi di traumi di guer ra alla colonna vertebrale ho creduto utile ritornare sull'argomento, non solamente per dare una più sicura r.onferma clinica ai fatti già da mE· precedentemente illustrati, ma eziandio per mettere in evidenza. alterazioni scgmentali più limitatamente localizzate in qualche gruppetto di cellule nervose d 'un corno anteriore spinale, o in un fascio motore emilaterale, o in fasci nervosi radicolari, in modo da assumere addirittura una vera importan~a sperimentale; tanto più poi che si trattava d ì militari giovani ·e sani, in cui il si stema nervoso si presentava nel piPno vigore della sua vitalità . In questi casi clinici in cui si hanno sintomatologie dovute a lesioni ben localizzate, che riconoscono una sola causa indiscutibilc cioè quelln , (r} G. D'AllUXI>O - Sui tramni di guerra a lla colonna vertebra!<!. Ri-v ista Italiana d i Neuwpato/ogia, Psichiatria. ccc . Catania 191S, (;r•lllaio. (2) G. D'Anu:->oo - Patologia spinale ~penme o tale. A lilla/i di n evrologia, r9Q6,
pn•vc nti;•a, e volume in Omaggio al Prof. 1\'Ior~e lli 1907, con nna tavola. G. D'An1·:-mo - La dottri na "egmcntaria iu patolog ia ucn·osa. R i<•is ta Ttolhma di N eu ropat,,logia cc.:. Catania, 1919. G. D'Am·;-;oo - Dottriua mctame ri ca c rigeuerazionc con~ccnt iva allo strappr• contemporaH(·o del proluns:amcnto midollare di molteplici gangli intcr\'Crtcbrali nei primi tempi <!ella vita cxt ra-utcrina. R h ·isla Jla!ia11a di Ncwropatologia . ccc., Cata nia. I9Q<'->. G. D' i\IW:-:Do - Di nu ovo !'Ul potere rigenerativo del prolungamento midoll:-tn. c'Ici g-.n1 g'li in tern·rtchrali ll<' i prin1i tempi della vita extr a-utc rina . Ri-vista 1talia1w <li Nc 1~ropal ologio ccc .. Catania, I C)09 . G. D'ARU l'OO - tnteri ori os~erva z ioni ;;ulla rigeucra:o:ione d(·] tratto midollan: de i gangli intcn ·ertcbrali. Ri....,isfa Italiana di Ncuropato/ogitt ccr.. , Catani:l, 19rr. R- (;i()YIIIIÌC di m cdici11a militare. - Fai:c. n. 110ta
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U LTEHlORl OGSf.RV:\:1.10!'1 1 CLIN l(li E SC I TR :\ U ~tl UJ UU:RRA, t:l.(.;:
lraumatka, se da. una parte r ie::;ce eli grande interesse il constalart: delle nevrnpatie così precise, lendt•nti a rimanere limil.,tte non solamente per l'azione t1·au uJ ulica, m a ezianrlio PN In Ya\i da r e a~ io n e del rf·sltt del sistema 11eryoso centrale ùi soggetti san i, dall'altra parte sorge il quesito: se ulteriormente a sradenza p iù o men o lontana l' interYen lo d1 comuni i ufezio11i non trovi uu terreno predisvo::;to c perfino f.:oondo nell'alterazione segm ent.ale spinale, in uJodo d a dar J uo~o ad irradiazioni morbose, che precedentemente non s i Yeri fìr-um nu, <IIJl)ttnto 11erchè il trauma espl i ~.: a,·a la sua azione sù d'un org;uto sano. Tale quesito è importante, e d ev'essere tenuto in adeguala l\msi del'azione p erch è, com e potrò in :seguito climostJ·are in 'lll l a s uet·cssiva p ubblicazione (1) , l'i nterYento ulteriore eli c-ause infdtivc ben ùelerminate, almeno in soggelLi in precedenza graYcmcn le traumalizzati al r.r·a.n iu, può provocare loealizzazioni e complicanze tal i da ..:ompromd lt rne la rita; cosa del resto appena .nccenn<Jla (!a .altri. E !'c ciò dal 1•unto di " i::;la etio logi,·o ri<'s•·f> degno d ' in tcrPsse, verché afferma nJa.!!gio rm erM 11 c.oncetto Svi~uLifico già accetta Lo delle lo•·al izzu.zioni muruose fa\'t.>rilc dalla dimin uita resistenza d 'u n organo, fu !)r.:Yed..:rc d'allr~ 1-•<11 ~e nell'avvenire l'in::;orgere di question i m ed ico-legnli nelle conclusioni delle pensioni d ei mutilati di guerra. Certamente sarà di grande illtc rcsse scientifico il poter ri,-ederc e seguire in avvenire i traumatizzati di g uerra del sistema n en·";;o <:entrale e periferico per correggere alcune deduzionù, le quali in generale sono rilevate in un momento b en determinato d eU'osservazione clinica, e quando sono possibili solamente prevision i relative, non essendo no i ammaestrati da prcgressc indagini su d 'un materiale eli n ico t·usl t>normC'. com~ quello fornito dalla rel.:eute gncr rtt mondiale. Tra' numerosi casi cli nici da mc o~sl· n·a ti riporto sPmpli ··emcnft' cd in man iera riassuntiva quelli più importanti p er la limitata localizzazione morbosa.. USSJ:.; RV.\ZHl~B
I.
1'ra ltm4 di guerra alle parte sinistra della 4a vertcbta dorsale -- Elllicmatomicll<l sinistra; paresi spasmo/de arlo inferiore siuistro con emlauestesia destra dal capezzolo mammario itl giù. : llb_ :lrma11 dO, ùi anni 33· 11 1 ltovembre 191 6 fu ferito da pallottola di .shra.pn.cll due centimetri ìn fuori a siuìstra dell'apofisi spinosa deHa 4" vertebra dorsale (Figu ra x.a., E) ; egli sì trovava bocconi mentre fu ferito. L'esame radioscopico avendo fatto rìl e,·are che la pallottola si trovava po~ter iormen te a~ 4° spazio intercostale, ed il pn>icttile essendo extrn-cavitario, non fu creduto necessario asportarlo negli ospedali in cui venne ricove rato. J)esame radiografico escl use qualsiasi patente lesione \'Crtebrale. Appt:ua colpito rim ase nell'impossibilità di muovere g li arti inferiori; però dopo pochi m in uti cominciò a poter muovere alqnlluto l'arto ìu:fcr iore dest ro. I mmediarameme si manifestò ritcnzione dd le urù1e (· del le feci. Per ci rca 3 giorni fu pratic<!l<> (1) U. D'AnU:\1>0 - Consid~r:11.ioui cliniche ;:u d' u na cen turin <li fratt ur at i al crauio per tr::mmi di g ue rra. Ri11ista /tali(IIIQ rli N curopatolof,:Ìil, f'~i.- . U f , l':t w nia, 1<11 Q.
t; LTERlORI OSSERVAZIONI CLlN'l CHEtSUI TRt\U~U DI GUERRA, ECC .
li :J
...
il cateterismo, c poi cominciò con grandè :-fon o ad t.:rìnare ; tnle tli ~turb<> r imase ulteriormente stabile. Dopo qualche mese da che fu ferito si accorse pe-r caso, che mettendo i piedi nell'acqua caldn o fredd a mentre sensibilissimo era il piede sinistro, al contrario col òestro non potea affermare s-e l'acqua era calda o fredda. Inoltre toccar1dosi l 'aJdome e gli arti, si accorse che la sensibili tà gcn.::rale era diminuita a destra. Dopo circa 3 mesi comiuciò poco a poco .a muoYere l 'arto inferiore sinistro sino a pote r ca m· minare aiutandosi con le g rucce .
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l~l Clinica Yenne il 25 ottobre 1\J IS .
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. .St notò che la deambul azione era claudicante do porte del piede sinistro, in cui ~ nl~vava uno stato spasmoide, potc1;1do essere flesso in maniera limitati!':sima; cgh 1115 Clv_a a poter fare :~ meno del bastone. Nel salire le scale si poggiava s<:mpre s ul· arto 1 nf.eriore sinistro. sollevapdo e facendo il massimo sforzo col destro. t Un~unuita era ll'l f orzo muscolo re nel l 'arto inferiore sinij;tro, nel quale risul· ckva evidente l'ipotrofismo muscolare. La ;;cn sibilità generale era diminuita nel lat<J d"1 8 ~0• come viene dim_ostrato dalla fig . I" o, a partire da nu paio di centimentri al t ~0.: 0 dci capezzolo delfn mammella fino a tutto l'arto inferiore; tale diminuzion e.: ,: ti e ,l··: · ) , dolorifica (- -) e tennica (oo) , andava gradatamente aumentando 1 re estremità dell'arto. Era maggiorme nte turbata la sensibilità termica. l\el 5 ~ c e~ corpo la sensibilità era conservata. pied 1 _riflesso rotule<> j;inistro era vivacissimo, con Babiu:;ki positivo e clono del nn e ~~a _Provocato che spontaneo; c~ngera to il riflesso Achilleo. A destra si rile,·a,·a VI l"ace solamente il riflesso rotuleo. Riflessi addominali c crcma!'teri ci rc.n;;cr· 1.at"P~. 1 1 ' atcrnlmentE>. Asse ntE> il r i fl c~~o piantare destro. 5
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(.it;rERIORl OS:;J::RVAZIONI <.:LJNlCHE t;U I TRAU.\II DI GUE.RR.\, ECC.
In questo caso si aYeva u11a forma nevropatica incrociata sensomotri~.:e ,
la quale indicava una lesione emilalerale sinistra del midollo sp1 naie. ::;enza che alcuna frattwra vertebrale si fosse ,·eritìcata. E' 1la ritenere che il proietlile abbia determinato un urto violento alla colonna. vertebrale, provocando una emiematomielia. segmentale ben localizzata. E l'interesse del caso sta precisamente nella precisa c limitata. lo~;alizzazione della lesione, che assurge all'importanza di nn esperimento umano. E' degno anche di rilievo il fatto, che la metà destra del midollo spinale non ebbe a soffrire alcun risentimento. Inratti la parai is i nell'arto inferiore destro ebbe durata brevissima, essendo giù cominciata a ritornare la motilità. dopo' pochi minuti; la qual c:osa inrlira che si trattava di effetti di semplice schok. OSSERVA:t:lONE Il'. 'l'r<~r<~>l<r .-~ ;•rrlcbm fiuo cl risulltlrlle
cervicale. E111ipl.:g ia spiJrale sillistra, attewltllasi rt!terior!lul>!tc rwa lieve emipau ; i cvii l!leluijesla:;iolli in·ita/ive.
l:'ap. ~all·a k)rt' , Ji anni 20. Il 5 gi ugno 1018 fu f<:rito da pallottola di mitragliau-ice con foro di entrata nella regione posteriore del collo a livello della s~ vertebr-r n·rvicalc (fig . 2• E). Il proiettile vellcne estmtto dalla regione anteriore si:llstra del ..:<~Ilo, a due centimetri della linea mediana (D!:. 2• U) . L'esame radiografico esclus~.: <f naluuqnc patente lesione \'erte bra le. lromcdintamente dopo ferito si manifestò pnralisi degli arti di sinistra, con p..:rdita dc:ll::l sensibilità sul dorso dd la mano, e violenti dolori alla spalla sinistra. Cominciò dopo 8 giorni a migli•>rare nei movimenti dell'arto superiore, e più tardi in quello inferi:>rc. ~on vi fnrono disturbi della fonazione, però il P. a\·vcrti\·a dolore n ella dcglul.izionc. . In clinica venne il 4 :~gosto 1918. Presentava una paresi degli arti di sinistra, !Jiù limita la uell'iufc.tiore ron ipotrofismo muscolare (fig. 2a, + + ). Esagerati i tiflessi tendinei e periostei di sinistra, con clono del piede sia spontaueo che provocato, c Babinski positivo e marcat?. Nessun disturbo della sensibilità ~enerale e specifica. Fece l:~ cura elettrica e migliorò disctctr~mente. Dopo quattro mesi persisteva una deficienza muscolare nell':trto superiore sinistro. Nell'inferiore si n otava SCfllpre l'esagerazione notevole dci ri flessi tendinci, il clono del piede ed il Babiuski; l'anJ.atura era abbastama buona, però si stanc:~va molto facilmente coll'arto inferiori! :,inistro. Il riflesso periosteo radiale s-ini~tro era diven ulo più esag-erato. Sfintt:ri iutcgri.
La si nlomatologia in questo caso si affermò dapprincipio con una emipleg ia spi11ale sinislt·a, la quale si attenuò ulleriormenle dando luogo .a manifestazioni irrilalive delle vie motrici del cordone laterale sinistro , ~en za disturbare in maniera f'Vidente l'integrità rlclla sostanza grigia ,t>nrrisponden te. E' interessante il faLLo, che il pruidlile riuscì a lor.alizzare con tanta precisione Ia· sua azione esclusi v amen te sul lato sinistro d el midollo spillale, risultandone alla fine una sintomalologia così limitata e net.tamente irritativa motri ce. I violenti dolori alla spalla sini s b·a dimostrano n n risen timento radicolare transitorio. E' a ritenere , che la pallottola urlò scivolando sull'arco nrt chrale a sinistra, rimanendo ing-l0hala nella r·!'·gi0ne anteriore del collo di sinistra, di dove fu estratta . E dall'urto violento del proi ettile clnvctlero probabilmente risentirsi i ,·a:,J
ULTERIORI O~SSERVAZIONI CLTN'lCHE ~U I TRA U .\!1 01 GU<ERRA, ECC .
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capillari, risultandone una limitata congestione e qualche emorragia puntiforme del cordone laterale spinale. In questo caso adunqu e si verificò per ripercussione una sintomatologia eselusivamente mot rire ed emi laterale.
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OSSER Y AZIO); E III•. /
T ra11tna dl z uerra alla colonna t~ertebl'ale ce rc)icalc -
Co mmozio11e spiual·· -
Ri:;eu -
timetlto segmentale distrofico delle ce!ttlle n eroose della m età des tra ce rvicale spimtlt dtterminatlle ipotrofismo dcll't1 rto Sltj>Cr ior e destro ed al roji a 11r/ mu sclll o
sopra spinoso e della po rzi o 11 c cen1i cal e del l raPc=io d est ro .
. Clieu ... Antonio, di auui '2 1. Il .W ottobre 10 1 i fu ferito da pallottola di fu.:ilt: alln destra del collo (Ta vola I , fig . 6, E l ; il proiettile f uoriusci dal la ca~ttà dell'ascella sinistra (T avola I, fig . 6, U) . Appena ferito il C. cadde paralizzato llt:J. 1 arti. Non potè parlare per xo minuti. Dopo circa un'ora poten~ muove re g li nrtt tnferiori; nessun disturbo degli sfinteri. . . Fatto pri~ioniero, per eire..-. 4 mesi rimase stabile la paralisi degli .ar ti s uperiori, ~~r~candosi 11 ritorno d ei movimenti dapprima nei muscoli della radice dell'arto 'i!llSt~o, e poi a poco n poco anche n ella mnuo. Dopo circa 6 mesi si iuiziarono de a PlCCOh movimenti nella m ano destra. Mnnifest:lz ioni rl olorifì c-he non ebbe mai ;o o;, )(reg~oue laterale
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I" I.Tt:fllURI 03SERVAZ10Nl CLJN1CliE.';L'l TR.\ U)ll Ul liUt::RRA, F.CC.
frirn" nd l'anv ~npcr iore_ destro; ~tlllplin:tu.:nte an·eni,·a li111it:oti dolori ai fori di entrata " tli u:;cita ùd proiettile. Durautc i mesi iu cui bislc\a la paralisi si mani fe~ t arono piccole chiane di decubito a li1·ello della parte interna dd gomito destro, <~ Ila regione esterna suprascapolare sinistra, ed a liH·llo dell'apofisi trasversa destra clellll 3" 1·ertebra dor~alc, ed alla regiouc n~rt.:bral.: ('l'avola I, lig. 6, D. D. D. 0 ). 1'raticò ma s~11~gio tJcll'ar to superiore d"stro, cd autlò migliorando g.radatau1ente. Rimttsc pri~ion icro 13 mesi, e dopo ri111patriò nel tli!'t'llll,rt 1918, rimanendo u c:.~a in licenza per 2!1 g- iorni. Entrò in dinica il 2 gen naio 1919. E~i~tC\'l
atmtìa molto marcata dei mnsroli ~opra :-pinoso e della porzione ccr·
,.;cale <Id tr:~pez io a dcstr:t ; l'atteggia mento del t'apo è rappre&enta to ndla Ta1•ola l ,\alla ti.;:. l'i, uclln quale risulta chiara l'atrofia ora menzionata. Vi era ipotrofi:; niO in tu~li i muscoli dell'arto supt riorc:: di destra. Abolita a destra In com w li i1itn d<:ttrica a Il a corre n te f:mulica e gall·an ica nel muscolo sopraspinoo" ., ndll parte Ct'rvicale del trapezio. Tutti i movimenti nell'arto superiore destro po· !c'1·auo essere ,·oloutariam cnt e eseguiti: p<:rò meutr~: l'a n o polr:va essere abdotto, non poteva essere portato in alto. Evidente e1·a la deficienza della forza muscolare tll.:ll'a vambrac;:io e uella mano destra. I muscoli si presentavano flaccidi. Reazion~ <:lcttrica faradica conserva ta c propor1.ionata al ,-olumc dei muscoli. Ncss1m disturbo della sensibilità g~·n:::ralc. ~egli arti inferiori ni ente di a normale. E same ra . ,]iugrafico uega t i1·o. ·
In queslo •·aso il Lm·agiLto per·l'(l l'SO dcd proiettile (Tavola I, Fi~. G, EL) . la sintoma.tologia consc<·uliva, ed i daLi obietti,·i rile vali dopo ben i4 nw:-;i dal trauma , fanno rile ncrc che la pallottola col suo urlo obliquo nella colonna. vertebrale cervicale dovette determinare non solantf!P. II." una commozione spinale, ma turbare la nutrizione di parlkolari elementi cellulari delle corna ante rinri. E d infatti puramente transitoria fu la parapl(·gia; ma negli arti sul>('riori la paral isi andò gradatame nte s rarenòo dopo c irca~~ mes i in quello s inis tro, e diminuendo n el destro p i u Lardi in maniera lenta c progressinl. ll decubit.o in punti diversi d el tronco posteriormente (Tavola. l , Fig . G, D, D, D, D) costituiscono una indicazione dell'abbassamento del potenziule trofìco s pinale, però non tale da. impedire la ulteriore reintegrazinne degli elemen t i nctTo:::i, rli t·ui una piv·ola parte ebbe orga11i· r.ame nle a soffrirn e. E' bene notare t: om e il trauma vcrtehrale cu·yicale CS!Jlicò la sua aziOJh! prin cipal e scn tp l'C sulla parlo <.losll'a d el midollo ed in un segmento limitalo. Una origino radicolare nourolica p er l'atrofia del so wa.spinoso e del trapezio non avrebbe una sufficiente base d'inteTpetr·azinnc, 1'onside1·ata la sintoma tologia genera h' ~ l 'evo! uzione della si ndJ·nnh: posl-traurnal ka. OSSER, . _\Zlul\E 1 \ "a. Trauma di guara all" ro/,mua 'Vcrl c bral c cer-vicale. - Co ii/III O:iv ll tl sf>illalc, cou r i· ,,· u/imc·uta f><l rzialt• dislrofic•l detcrmilllllllc la paresi residua/e dcll'ctrto supe-
rio re d!'.~/ ro .
Tutt ... Santo, di anni 23. Fu ferit o il 23 aprik 1918 da pallottola di fucile con foro <l i cnt rnta in corrispondcu?.a tlclln regione la tero-posteriore destra del collo (fig-..) ' , E ) a li,·ello dcl\~1 •18 ,·.,rt('brn ce rvicale, e foro di uscita udla regione lateropo~t.:-riore sinistra del collo (tìg . 3a, U) sù per giù allo ste~~o livello del foro di entrata. Appena ferito cadde per terra paraliz:>:ato nei 4 r~rti, e per circa un quarto d'oril 11nn potette parlare. Vi fu ~itcnzionc degli l'ofi nteri : p~.:n) non fu necessario il <-ate·
l - LTE:HlORI OSSERV.\ZIONl C LINI CHE SUI TRA U.\11 DI GUERR.\ , ECC .
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teri,.,mt>, ~h:rchè sfòrzandosi il T. potC\"a urin:~rc :1 poco :1 pocn. Dopo circa 20 giorni com mcìò a mno,·ere lentamente l'arto inferiore !'iuistro, e dopo pochi altri giorni l'inferiore destro. l':ts~n!i 40 giorni !''iniziarono i movimenti n ell'arto superiore sinistro, e dopo 3 mo.:si qnelli <id Ù<:>'tro, verifìcando!'i la moti lità prima di ogni altro nei muscoli della radice dell'arto. Per qu::~nto poi i movimenti si fu~scro manifestati negli arti inferiori, pure il 1'. cominciò a poter camminare soi:tnH:ntc dopo 4 mesi colle g rucce. J\,·,·crti,·a fin dal pri ncipio dolori molteplici negli art i, alle \'Oite cO!'Ì intensi da non farlo dormire. Tali dolori poco a poco diminuirono (l:lpprima n egli arti inferiori , e poi io quelli superiori ; ultimi a spar!rr furono q m•!li che an·erti,·a m·lln spalla d<:~tra. l n cliuic:t venne il i febbraio I9IQ. Si n otò nell'arto superior<' destro, eh~ tutti i mo,·imenti erano po~sibili però limitatamen te; il T . pote:t abdurre l':uto, ma limitata era l'esten,:ionc in alto. P l<:tten beuc l'a.-:lmbraccio, però l'e~tensionc era iucompl<:ttt per la teu~ioue che si consta-
t:lv" nel bicipote brachiale quando si \'Oiea completare l'csteusiouc. E,·idente risultava la parcsi delle rlita della rt~ano, cù in particolare del pollice e dell'indice (tig nra 3•, -l-+). , I potrofismo muscolare si t·onstntn,·a in tutto l'arto, ed in particolare nei mu1;Coli sopraspiuoso, nell'eminenza tenare e negli interossei. La contrattilità faradica era couserrnta, ma era quanti'iativamentc diminuita nei muscoli mn)::giormente ipo~ trofici. r~a sensibili tà generale era conservata, salvo nella mano dO\·e la sen:;ibilità presenta"·asi diminuita, in ~pecial mooo nei polpaslrclli. Negli arti inferiori il T. a\'\'etlim forte stanchez1.a, per quanto l'andatur:1 fcJsse abb:tstanza òi~involta; però, se in 5iste\·a a ,·oler camminare, si detem1inavan" cr>u la c,tanch<·na tremori transitori m•llc gambe. F.samc radiografico negati,·o.
Dalla sinlomat.ologia H'rilìcal.asi in seguito al trauma di ·guerra, si PUò affermare, che il proi ettile nel suo percorso tra entrata ed us,. it~l
dovett.e sll·isciat·e vioiC'nlem<'nlc cont.ro la colon na verlebrale cervi cale. ('l'ond,, dapprima fatti di commozione spinale generale, associaLi a di:'; LUrbl eli lrofìsmo nt' !l.' l i clcmcnt.i nerYosi motori delle r·orna allter·iori ; per cui se nella 'nwssimu. parte di essi ebbe a verifìearsi ulteriorrnent~ la reintogTazione anatomica. e quindi funzi onale, in tm ]imitalo numero la rr.stitutio ad integntm fu inr,ompleta o d elki t>n te. ri:<;tlllalldone permanenti i disturbi della molilità e rli trofismo ron::ta tati nPtl'<'tri.o ~upcriorc destro.
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L"l:fE.RIORl OSSERVAZIONL CLIN·lCHE8Ul TRAU.\p DI GUERRA, ECC.
In questo caso si nota come il proiettile offese la parte destra del midollo cerv.icale, e precisamente nel lato corrispondente all'entrala del proiettile. E la sostanza grigia fu quella .che risenti esclusivamente i dist.urbi del trauma.
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OSSER \'.\7.10:--;H \'• .
Trauma di g1tcrra alla colomra ì ·crtel>ralc dorsale -
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Pampare si spastica
Maj .. Vincenzo, di anni 33· Fu ferito il 16 giugno 1918 da scheggia di g ranata con solo foro di entrata posteriormente a livello del 4° spazio iutercostale dest ro sulla linea marginale della scapola (fig. 4a E). Si man ifestò subito emo!toe con enfisem a sottocntaneo, paraplegia completa cou lieve ritenzioue degli sliuteri. Nel lui!! io" co· minciarono a manifestarsi dei n1ovimenti liu1itati negli ani paralizzati. La r.1d.io · scopia fece r ilevare che il proiettile, e xtra~rachideo, era rimasto in !'Ìto a livetlo della 53 costola destra. In clinica venne il 22 agosto rgz8, notandosi ciò che segue : stazione allo tlll· piedi impossibile senza l'aiuto di un sostegno. La deambulazione con l'aiuto di un infermiere e di un bastone {'ra paralitico-spastica (fig. 4" + +) . Il trofismo wu· scolare era conservato negli arti inferiori. Non evidenti disturbi della sensibilità generale. Rifl essi rotnlci c~:~ger;~li, cou nnhiu~ki pol>itÌ\'O hilatemlmentc; l'tìnteri i)ttcgri.
n.TERIORI ()38ER\'AZ10NI CLIN•lCHE.SUl TRAUMI DI GUERR.\ , ECC.
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Ulteriormente migliClrò tanto da camminare anche senza bastone, ma con audatu m chiaramente paralitico-spastica. Si stancava molto facilmente, ed in special modo nel ~ire l~ scale. In segui.t~ comparve in clinica il clono del ginocchio e quello del p1ede bilateralmente ed m man1era marcata e duratura (1) .
In questo caso il proieUile esauri tutta !a sua potenza traiettoria contro una vertebra, rimanendo in sito. Non vi fu frattuM -della vertebra : però della violenza dell'urto risentirono chiaramente i cordoni latera l i spinali; ed è a.supporre, che colla massima probabilità si. sieno verifkaiL' manifestazioni congestiYe nel midollo spinale con emorragie limitate alle vie motrici.
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OSSERVAZTO~E
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Trauma di g11erra alla co~011na -vertebra~e ~ombare - Frattura dr/l'apofisi tras-vef'sa s'nlstra della 3• -vertebf'a lombare C0111pressio11e 1"adicolare, dettrmina~'te paresi SCtl so-motrice dell'M'l o infe?iore destr o.
Morg. Francesco, di anni 27. Il 18 giugno 19 18 fu ferito da scheggia di bomba a mano al dorso, a li vello della 3a vertebra lombare (fig~ s", E) . La radi ografia di· IU~tTò la presenza di schegge metalliche di diversa grandezza nelle masse muscolari a ltvello della 3• e 4a vertebra lombare. Vi fu frattura dell'apofisi trasversa sinistra della 3• vertebra lombare, dove esisteva anche una scheggia metallica della gra n· dez:za. ~ circa un cece, a margini irregolari. Immediatamente dopo ferito presentò paralist dell'arto inferiore sinistro con ~rdita della ~cnsibilità gen erale. Per :? g ior/
. (x) Si è riportata in q uesta os~crvazioue clinica :-:t·mplice mcnte la parte po!.u:~tore del corpo (fig. 4•) anche per dimostrare l'ubicazione dell'cmrata ùel proietti!.: m B.; ~i è soppressa la figura riproducente i distu rbi della motilità nella parre ~ ntenore degli ~trti inferiori.
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t:J.TERlOHI os;-;EJl\'.\llONI CLINICHE ,SUl TRAU .\ll DJ lìUEllRA, ECC .
n i ,·i fu ritcnzionc delle urine, p<:r cui f u n ecessa rio il cateterismo ; indi pott:tte uri· nare dapprima con lie~e difficoltà, e poi bene. Rimanendo immutata la par:ùisi del· l'arto inferiore sinistro, \'eauc operato il 19 a)!'O~to 1918 di lautinectomia parziak della ;;• ,·crtebra lombare, con asportaz ione della scheggia metallica. Dopo l'atto op<>rat ivo r<tpidame nte !:l sera stessa principiò n poter flettere l« gamba sinistra, e a mi){liorare del di sturbo della sensibili tà )!'Cuèrale. Verso In met:ì dell'ottobre del 19 1S cominciò a poter camminare appoggiandosi ad un ba~tonc. In cliuica vrnne il r• gi ugno 19Hj uotaudo;;i ciò che sq:nc : Andatura clandicante da parte ddl 'arto iufniore ~inistro, m·l quale esisteva un e,·idcntc ipot~ot:ismo delle masse muì'cola.ri, ed una dt·holezza in lnlti i movimenti (fig. s• + + ). ì't.n esisteva alcuna maJtifestaz1one spa5mvide. La sensibilità gener:Jle era dimiuuitA nel <letto arto iuferior c sinistro (fi~r. 54 .•• ), dove il riflesso rotuleo era abol ito. Il riflc:sso pl::tntarc era consen·nto, c cosi a nch e il crcmnsterico e ·l'addominale sini~tro. L'esame elettrico òimo5tra,·a conservata l'cccit:lbilitÌI f:Jradica in proporzione òcllo sviluppo n1n ~col::trc dell'arto infer iore sinistro. Sfintrri integri.
In questo ruso clinico la frat tura ddl'apotìsi tra..-;,·ersa sinistra della Ja verlt'h r a lombare doYcllt' ùelermin·ar~ complessione di parte dei tronchi nen·osi d el p lesso lon1ho-sacralP rli si nist.ra. P er quant.o ratto operativo sia intervenuto d opo 70 giorni dal t.rauma. pme g li effetti benefici furono immedinli, r ipristinanclosi la funzione sen so-moti'ice con abLastanza rapidità. I disturbi sensiLivi di licr e entità., rimasti nell'arto inferiore sinislr·o, co ll'ipol r·oft~n l u e l'abolizione del r•iflesso rolul eo indicano, ch e le fibre nervose maggiormente 1'ompr e:;sc provenivano rlalle J'adici del 2\ ao e 4° lomhare .
Tmuma di ~ucrra allll colom~<r vet·tebral•· dm·sal1· - ComprcssioJJe s[>imrle - Em ipoliomielite trau11!at.ica si11 isl1·a cot~sauli<•a C•'ll riscutimcrrto radirolarc rorri. Sf OIIdCIItt' .
Jns. Filade tlio, di anni 2~ . Fu ferito il 20 gi1tgno 1918 da pallottolA di fucile, In quale penetrata a li n:llo della 12• co;;tola si ni!"tr::t tra l 'a~cc-ll :1 rc po~teriore e l'nngolare della scapola (T::wola I, lìg. s• El . fuoriu~d dal 9r' $pario intcrcos tale destro a livello dell'ascellare poste-riore (T:H·ola I, fig. s• U) . Appena ferito, trm·andosi a f:lr fuoco in ginocchio, cadde sul fi:ti)<"O d~stro rim:1nemlo parnpkt::ico, cd emctteudo le feci e le urine in,·olontari:nncntc. Dcopv un'ora f11 trasportato all'ospcdnh· da campo. Sah·ochè uc: i punti rle!la fe rita ;1el re!'to del corpo non senti,·a dolori. Rammentava che necli arti inferiori non an·ertiva ~e lo toccaqmn o lo pu ngevano. Dop•> :.. 6 g iorni cominciò a poter trattenere un vo' le urine t le fe-ci : però appena assalito rlallo stimolo dovea subito soddiRfarlo. Si nlatlifeiitò pin!!a 1la ùc:cul>ito alla rr.g ionc glutca drstra verso il 25 giugno n·m·ola I, lìg. 5\ D). · Il 1~ ]n)!'lio fu opu-ato di l:lmi nrctomia con asrJorta7.ione di scheggia ò::tll'arcn <lella n• ,·crtcbra comprimente il midollo. Il .S lu )!'lio cominciò a poter muovere· un po' l'arto inferiore dc~tro, migliora ndo gnd:~tamentc, e così anche nella !\cn~ibilità g·~nerak. li i luglio furono notati piccoli :no,·imenti n eli 'arto inferiore !'i u i~tro. Del decubito cominciò a migliorare fino n g-tt:trire, in ~cgnito, nel !'etlembr c. li 1ri luglio comparvero delle chiazze di orticAria Jocalizt.ate specialmente lung-o i n cn·i òc-gli a,·alllbracci e delle cosce, e che sparirnno rapi< lamente. >:ell'arto inferiore !'Ì· ni,tro fn notato per tempo uu c,·iòeute ipotrofìsmo per cui fu pratic:tto il ma~sa,e:g-io In clin icn \'C'nne rico,·crato il 18 òicembre lQ!S e si ri,·elò ciò che sc~ne: Dcam· hnlazionc molt-o difficoltosa da parte dell'artn i11fcriorc "ini:<tro, nd quale esiste,·.~ nntevolc atrofi:t. del quatlricìpite estcn~ore c dei movimenti deile dita del picd(', il ((naie rimanent in c~tCI1$i on c nella po~izione indieat:t dalla fig. 3~ e :;"(Tavola l). L n :"(·nc;ihi!it:\ r-r:t molto òiminuita in netto ;:~rto, e prCci:<3111CrttC• nl'lia reg-ione Ìnclicala
ULTERLORl OSSERVAZIONI Cl.lN•ICHE SUL TRAUMI DI GU.ERRA, ECC.
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dalla !l;:. fi• ( ... ) . J.'e~<ame elettrico dimostrò R D nei muscoli della re)<ione antero· esterna dt>lla ];:amba sinistra e nel quadricipit~·Cslensore (fig. 6", + + ). A sinistr,11 abolito il riflesso rotnleo e piantare; debole il cremastcrico, conser· ,·atv l'addominale. Sfinteri integri. Sensibilità genitale abolita per un mese dopo la ferita; indi cominciò n ve!'ificarsi l'erezione. ::\el marzo 1919 ricompan·c debolmente la contrattilità farndica a rocchetto ~:hiuS~• solamente nel q11adricipite estensore della Ramba sinistra. I.~a diminuzione, dell a •.::nsibilità nell'arto inferiore sinistro r imase stabile (fìJZ. 6, ... ).
In questo caso il proiettile determinò una frattura dell'arco sinistro ctella 12a ve1·tebra dorsal e, di cui una scheggia provocò dapprima la compressione del midollo spinale in loto, venendo subito · in campo i disturbi senso-motori , tr<>fici e degli sfinteri ; però l'atto operativo pra-
.. . ·
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J't~ IH'a
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tic:ato a tempo riuscì a poco a vo~.;o a far reintegrare la funzione sensomQLtice nell'arto iufer iore d e~tro; ma in quello sinistro risultò chiara ment.e. che si erano \'('J'ifi•·.ate delle alterazioni lnlramidollari emilatera li a sin istra. L. an estesi a radicolare rilevata nel! 'arto inferiore sinist:ro corri spondeYa al territorio cutaneo delle radici posteriori sini~ st re 1e,;c. Eu da ritenersi, chL: ::;i fosse determinata una emipoliomielite traumatic a. sinistra da fo colaio emorragico ben limitato nella porzione infE'ri0re del rigonfiamento lombare. 0S.~ERVAZI 0l"E
VT1 1'.
T•n·uma di zuernt in co rrispondeuza della ~~ vertebra sacra/e a si11istm. Tnrbe .St:ll ~omotrici. lpotrofia di origi11 e mdiwf.a1·e 11el distrtUo di f>nrfc del plesso /llml•o-
. cUra/ e sitlis tro.
. 1'ug l. Carmelo, di anni 20. 11 r.; giugno 19 18 mentre era sdraiato n terra fu fernu dn pallottola di fucile. che penetrata a livello della 1• vertebta sacrale siuistrn (fi J?. 7", E l fu estratta n li ,·ello della i~ costola sinistra lungo l'ascellare anteriore (fì~. ;-•, U ).
1:14
ULTt:RIORl OSSERVAZIONI CJ.I N ICHE SU I TRAUMI DI GU.EIUt\, ECC.
Iuunediatamente dopo ferito rimase para lizzato nell'arto inferiore sinistro ~r~· sentando qualche giorno dopo dolori intensi lunJ.rO il decorso del n ervo crurale S1DI3tro, i quali si provocavano in seJ.ruito a qualsiasi stimolo, anche p. es. al suono delle can1pane. · Fino all'8 luglio dolori furono marcati, c !<i constatò abolizione del riflesso
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7.
rotuleo sinistro. U llerior mcnte il dolore d.iminul nella regione anteriore dd! a coscia sinistra, verificandosi però altre manifestazioni dolorifiche luni'O. lo sciatico dello stesso lato. Verso la fine di luglio cominciò a poter muovere a poto a poco l'arto inferiore sinistro . Non vi fnrono distnrbi della min7;ione e della defecazione.
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Fi n dapprincipio vi era notcvolt Ji111inut.ioue dello !'cnsibilità generale nell:t r.:gionc anteriore della coscia destra, e preci~tunente nel distretto di dist ribuzione <ensitiva ddla z•, 36 e 4a radice lom bare sinistra. n m iglioramento si verificò dap· prima nel movimento (dopo circa 15, 20 giorni dal trauma) ed indi nella dolemia, che andò poco a p oco rliminuendo seu1.11 .sparire alme no fino al dicembre, quando aiTertiva dopo pochi pa!;si l'insorgere dd dolore sempre nella stessa sed~:: di diJ;tri· huzionc radicolarc. P.bhl' :t not:Jr~i uun c \·identc d i,trofia in pnrticolar modo n l:! qua-
ULTERIORI OSSERVAZIONI CLlN•I C.HE SU I TRAUMI DI GUERRA, ECC.
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<lricipite estensore, e nei muscoli della regione nntero-esteroa della gamba sinistra ln clinica venne il 16 ottobre 1918 . L'andatura era claudicante da parte dell'arto inferiore sinistro, ch'er a paretico (fig. 83 , + + ), con ipotrofismo rilevn nte dei muscoli della regione anteriore delln coscia, e di quelli della regione antero-ester.oa della gamba, iu cui era diminuita la con trattilità faradica. n P . camminava mantenendo alquanto sollec.:ato il tallone si. nìstro. Esisteva diminuzione della sensibilità generale nella regione dell'arto inferiore sinistro indicata nella fig. 8 (....) . Riflessi rotttleo e piantare sinistro abolito. Dopo circa 45 giorni colla cura elettrica migliorò notevolmente. L'ipotrofism" rimase stabile : però i disturbi della sensihilità sparirono ad eccezione della reg ione: antero-esternn della coscia sinist-rn. Gli sfinteri sempre integri.
Figura 9.
ln quesLo caso l"ubicazione del trauma, del percorso tlel proiettile , e la manifestazione clinica consecutiva fanno ritenere, che si sia trattato d'una forma radicolare, nella quale le radici lombari e parte di quelle sacrali di sinistra ebbero a risentirne. OSSERVAZIONE IX•. Tra:wuz di guerra alla regione cstcnza sacrale destra -
Sindr:otne radicolarr par:::ialc
deLla ca1tda equina.
13. Giuseppt:, di anni :28. ~Fu ferito il 19 gi ug no 1918 da pallottola di mitragliatrice cou solo foro di entrata in corrispondenza della regione esterna sacrale destra (fi· gura ga, E). Egli si trovava accoccolato per terra mentre medicava. Erano circa l<! ore 16. Perdette im10ediatamente la co~ciel17.a, che riprese dopo pochi minuti, tro· v:1r.dosi paraparetico, con riteuzioue delle urine e delle feci. Po subito rilevato anestesia dello scroto, della \·ergn e del periueo, ed una lieve diminuzione della sensibilità n ella faccia anteriore dell a coscia destra. La radiogrn· fìa dimostrò l'esistenza del proiettile in corrispondenza della grande inclsnra ischia· tica sinistra. (Fig. 4", ta>ola I ). Nei primi g iorni di lnglio cominciò a camminare leatamente. In diuica venne il 3I luglio 1918. Posteriormente nella regione sacro-glutea destra superiormente (fig. 9", E) !'t ril~...-a \·a una cicatrice ovl\lare del diall'Ctro di 3 centimetri infossnta cd aderente.
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l.i l.n:HIORl 06SERVAZ10Nl CLIN'LCIIE .SU l TRA UM I DI GUERRA, ECC •
.\ vvcrl iva tlulorc gra ,·ati l u ndla rt·giunc ~a nu-':".;'·i;.:t·a. :-ii twtli ÌJliJ\';,tL,t.t a ll'asta , allo scroto ed al perineo (fig. 9•, ...). l ptrestesia nclh: zone degli arti i u. :ic:ll ~.: òalla J'ig. 93 negli arti i11feriori. De::unbuiMione un poco k111a . R itcnzione Jegli ~fi n· teri. Impotenza sessuale. Il 26 dicembre 19IS rigua rdo a lla s<:n,:.ibilità si notò la s.:om par~a dd la iperestesia nell'arto inferi ore destro. l pot!>tcsia tul torv pcrsisu::nte nei ge nitali ; f.compa r~a nella regione periana le. Riflessi rotu lei vivaci, non uali i cn:ma:'l<:rtci cd i planl ari. J:l.:a.mbul:lzione in condi zioni soddisfacent i. ;\l.igliorata d i molto la fnn1.ion<: sc~<u<~ le. Ritcuzionc degli !'-fin teri t!im itntita d ' int<'n~itiL
In questo caso il d ecorso dell a sinlolllalologia depone a favo r e d'una lesione parzi ale d ell a cauda-equi n a riguardante il ler rilodo del p lo·l'.:;l) sacrale. •
l cas i cl iJJio·i o r <J rìpor tati rì cscono esaurientem ente d imostrativi. pcrch è giusto ,·ome l'ilcvai all 'inizio di questa nota essi m etton o in eddenza la precisa lorali zzazio ne, che può ver ifì ca t·si dall 'urto Yiolt:nto di un proiettil e su d i un p unto della colo nna vet·tebrale, anl'ilC st-nza lesione ossea, tanto da a vers i isolala m cnte lesion i di g ru p])i eli ··ellule, o di fasci ne n ·osi s pina li o racli colari. P erò il fatto certamente rlC'gno di g ra nde eo n=-iclcr azionc é la n ·sislcnza non indiffere nte df'l s is tema n er vfJSO in immedia ta Yicirmnza della lesione Lraum é'lti,~ a . e la energ ica at tivit à r Ndlint dl'llc stesse par ti lc•se, come s i può rilevare in alcune osser vuzinn i da mc riporta lc. T ale· r esistenza è dimos lt·ata in cas i be n de termi nati da lla r e lativa far:ilitil. con la qual e s i ha l a g uarigione di chiazze d i decu b ito (Osserv. 3a). e ciò anche quando s i verifi cavano profonde clcnulrizioni d i a rli inter i, ron vaste piaghe di rl<'cubilo, lo q na li o ri usc.irano u rim a llt:H'L! ;,Up\·:·fì ci ali senza approfo ndirs i d i molto, ovver o a nr l1e quan cio ciò an-Pni ,·a si avea in cas i ben -determinati la g-ua rig io ne com p ll'frl . Ne lla mia preced e nte nota clin ica (j) non ma n rai eli m ettere in rilievo tale p articolare, basalo sopra osse n ·azio ni cliniche, che po~slì conft>rmare con altri casi da m e studiati. c rl i cu i nt i limito a riportar ne uno solamente appunto per la gra,·is;::i rna d enutrizione degli a r ti infe riori (T avola I Fig . 7) . t lSSER VA?-10 ::\E
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FraiiiH'rl dc!lltl I ' 'll<'l'lcl>ra/.v m bal!' tla trauma. di guena. -
.U iclil ,; /l'<lltlllali.-.l ç,.L ri-
f!Onlia -m r ll iO l nmL•ore e deL co no midolla re.
Al. Letterio, d i anni 1.!. rerilo il !i lllrll,!.(!Ì o 1917 da p:ill•ll tola rli fu('il t . l;; quale penetrata a livello della 1° verlebr:1 lombare da lla parte_;;i nisn;~ t fìg' . Iv', E 1 fuorwsd :t! IV spazio in tcrcostale anteriormente, 1 /2 C'entimct ro circa all'in fuori dc:lla mammlllare destra (fig. ro', U) . Immediatamente !'enza pl'rdcr la coscienza cadde prese n· tando parapl<:gia coH:plcta c ritcnr.ioue degli !ifi ntcri. Non 1·i fu cmoftoe. Si accori'<: che t occandosi dall'ombcllico in ,triì• non an·er t.i,·a gli stiruoli tntt ili, nè quelli cln(1) G. D'Anu:-.-oo -
Rui traumi di g-uerra :tlla colonna 1·erlehrale (l. c, r91S
ULTERIORI OSSERVAZIONI CLINLCHE13Ul TRAUMI DI GUERRA, J::CC .
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lorifici e term ici. Nessuno in tervento operativo fu creduto opportnno negli o:>p~:dal i dove venne ricoverato. ·Dopo 2 me!ii cominciò a muovere un po' la gamba sinistra, riuscendo a fletterla leggermente e ad es tenderla alquanto; però il piede rimase 'sta. bilmente paralizzato. 1\cll'arto inferiore destro non si manifestò alcun movin1enti). L'A. assicurava cb e avea a\·uto sempre per lo passato forte sviluppo muscolare negli arti inferiori : pe;:ò rlopo la ferita a poco a poco si determinò un ipotrofismo rapido e progressivo. Dopo 2 mesi dal trauma si manifestarono intensi accessi di dolore nella reg ione postcrio~e della co~cia destra, dolori che si arrestavano all'ar· tirola.zione del ginocchio. Dopo 6 nH:~i cominciò a potere urinare senza catetere : però nou avvertiva il passaggio dell'uri na attraverso l'uretra. Erezioni non ne ha più a v n te dopo la ferita.
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Figura 10.
In clinica fu ricm·erato il 14 marzo 1919, rilevandosi ciò elle segue: Paralisi completa dell'arto inferiore destro; coll'inferiore sinistro l'A. polca eseguire limitatissimi movimenti di estensione e flessione della gamba. Esisteva abolizione della sensibilità generale nell'arto inferiore destro compreso i genitali, il pcrineo, e la regione anale e perianale: nell'arto inferiore sinistro la sensibilità era diminuita nella regione anteriore della co~cia, però abolita nel n:~to (fig. 10, . . . ) . Vi era atrofia completa dei muscoli delle gambe, ed iu quelli della regione anteriore della coscia destra; notevolissimo ipotrofismo dei muscoli della r egione posteriore della coscia destra, e di quelli della regione aut<:riore e posteriore della coscia sinistra. Riflessi rotulei e plantari aboliti; debolissimo il cremasterico a sinistra, abolito a destra. Vivaci i riflessi cutanei addominali. La contrattilità faradica era abolita nei m u scoli della toscia e della gamba destra ed in quelli della gamba sinistra. A rocchetto chiuso si constatava contrazione fibrillare dei muscoli della coscia sinistra. Vi era incontinenza delle urine e delle feci. Presentava decubito pronunziat.> :l! sacro cd alla region.e trocanterica di sinistra. L~ radioRra.fia d imostrò la frattura tk·l la x"' n·rtcbra lombore. Dnrante il tern·po in cui rima!'e in clinica (fino nl ::;o luglin
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t;LTERIORI USSERV t\ZIONI (.;LJN!CHE SU l TRAt;~Ll DI Gl'ER RA, ECC.
i11 cui morì) si ma11if-:,tarouo dolori inteusissiu1i lungo il distretto dello ~eia· ti co di de~tra , l'Otto forma di accessi di fitte laceranti, che st rappa,·ano all'A. arli <.li amhasci:t. Fu necessario l'intervento di iniez1oni di morfina ripetute fino a rag. g i u l1f:"\:ro.: ~" a 2.5 centig. f'rtJ di c, on<le moderarue l 'intensità. L'A. potea rimanere ~.,l ,uucutc in posizione supina, perchè in tal guisa i dol ori erano relativament~meno a troci. ' 11 decubito :wea preso abbastanza diffusione, e continuò per circa 3 mesi, e memre g li acces!'i dolorifici continuavano inesorabilmente e l'ipotrofismo diveniva sempre più marcato; al contrario con le solite medicazioni il decubito guarl perfet· tameute ('favola l, fig. 7", D. D.) . La fotografia riporta ta (Tavola I , fig . 7•) dimostra quale profondo stato di de· nntrizic:me si rilevava nelle n atiche e neg li arti inferiori dell'A. E' a notare, che l'A. in tutto il tempo in cui fu in cliJJÌcn, c fino a pochi g iorni prima d i morire. prese ntò le fum ioni dclla vita vegctativn perfetwmente coust: n ·ate, infatti mQII· j::i ~L\·a con appetito e le funzioni gastro-enteriche era no normali. I~'in conteueoza degli ~!inter i l'i mantenne costante. Verso la fine del luglio 1919 si manifestarono i sintomi rapidi di una cistite pn rnl c·n ta, per rui il 30 morl. senza alcuna ulteriore manifestazione di decubito. L'autopsia dimostrò per rig uardo al midollo spinale, che il cono midollare e la parte a nteriore del rigonfiame nto lombare erano stati di!'trutti. I t ngli eseguiti al disopra .h:Ua lesione spinale facenuo rilevare microscopicamente, che un focolaio di r am· mol limen lo interes~a ,·a !:t metà d estra del rigonfi amento lombare (1). H jHJ
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I n questo caso il proiettile col determ mare la frattura della f• verlclJra lombare inter essò gravemente il cono ed il l'igonfiamento midol· !are lombare, d 'onde tutta la sindrome di sopra ·accennata. La pro· fonda denutrizione degli arti inferiori, che si rileva n ella F ig. 7• (Tavola I), e le p iagh e di decubito guarite costituiscono la più chiara dil!lostrazione di ciò ch'ebbi a rile\'ar-e fin dalla. mia noi.a. precedente (2 :. e che si alloitlana da ciò che ordinariamente si constala nelle comuni rnieliti non traumatiche, e nelle psicosi paralitiche (3) . E' molto p ro· babile che alla interpolrazione d ella guarigionr del d ecubito nelle particolari condizioni d ell'A . debbano contribuire le soddisfacenti condizioni d el gr.ansimpatico . Le manifestazioni dolorifiche intense ril e r a~e nell'A. doveano ritenersi dovute a falli irritativi radicolari. c0me r isultò dalle cicatr ici J"i ~,·o ntrate all'aulop~ia tra· fa.;•·i rlella rrwda equina , ~: h e lo studio ist(). logico potrà in seg-uito nrcgl io precisare. Anche in altri casi di gra,·i traumi di g uerra alln colonna vertebralc con p1·ofonde lesioni rlel m i doJlo spin ale ehlJcro a rilcYarsi le sle"'se notr ~.linichc ora accennatl' ]Wr il decubito. Ed in una caso rli t•araplegia romplet.acon i ntensa contraLLura, dovuto a mielile t.raum alica. con pallot.lola rimasta in sito (Tavola I Fig . 9''. Pr), e per c·ui i.l soggetto trascinava:si per terra serv'€ndosi delle mani twotctto da. Luvolctto per la locomozione, n o n "-Ì ebbe n m a nifestare llè,;s uJta manifestazione di decul;li lo. sebb0TH' h· parti fo::.:!'e ro sottopost e n fo rt i alt t'ili . Prima di finire questa nola clini ca CTL'd O riL-!!nO di int~resse rip or(l ) Lo st n<.lio istologi.:o sarà praticato iu appn.:,..-o. (2l D'AilU="DO: Sui traumi di guerra della colonna vc n ehmlc Ri v ista /la~iana d i -:-,·,·urrrpat olog ia, l'siclliatria ccc. , 191~ , C:~tani a !.11 G. D'.\n11KDO : Sul clecuhitn nei f,>lli l.a T'.<itllit!l·r ia, !\'a p<'li 1S89, fase. 1° e z~.
UIJTf.RIORI OSSERVAZIONl CL INI CHE•'!IJ I TR .~ U.\1.1 DI GTlERRA , ECC.
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tare il seguenl e caso clinico, nel quale in seguilo a tr·auma di guerra ebbe . a verifiuarsi una parai isi con distrofia muscolat·e tipo Aran-Duchenne, a decorso rapido in n na mano, ed in cui non potea farsi a meno di ammettere un 'alterazione spinale. · \
OSSFR \" AZIO);E Xl•. Trauma di gurrl"a al cu.l lcllcl siu i slro. siuistm.
Poliomielit e pcuziale em.i/a/era/e
ccr~·icale
Cav. l'r;mcesco, di anui 31. E n:dit:\ ne\Topatica ncg:niva. );on t.: ~ ifili tico nè alcoolista. Fu ferito il 2 gi ug no 1916 da pallottola di (ucile con . foro di entrata a livello dell'8" costola sinistra lungo la li m·a ascdl:J.r~: p<lstt·riore (Ta,·nla l, fig. 2a, E.). Il proiettile rima se in _cavit:'t, c la radiog-rafia dimostrò che il proiettile (Ta,·ola l figura 8•, Pr) si proietta,·a tra la Jo" e l 'l t' costola sinistra lungo la linea <IUS"Oiare della scapola. La fig. 2" (Tavola l ) di mostra. cou precisione l'entrata del protettile E, ed il punto preciso in cui esso si rile\"ava stazionario, Pr. Il C. si trO\"ava per te n·~t s nl fianco clestm a terreno scoperto òidro un Sà!<SO che g li riparava alla meglio )a testa. Affermàva dt'cgli in~icme ai suoi compagni ;;i trovava in ttu punto <.,·anzato, per cui il n ~m i ce"l facca fuoco anche di fi:mco. Appena ferito ebbe e n10ftoe, e prcsent0 im m(·.Jiatatm:utc paralis i c<mtpleta dell'arto s uperior e sinistro. A livello della ferita e nm diffu;>ioue vtr'<O la colon na vert<·brale ~i formò uua tumefazione di sangu., trantMIIo, che ulteJrionueute si ri assorbì. Anche !'. nbi to dopo ferito si manifestò dolore non in te u ~o lun go il distretto del cubital e sinistro . che ebbe hrc,·t durata. Dopo alcuue settimane cominc-iaronc> a ,-erificars i movimenti limitati solamt'lllc nei muscoli della radice dell'arto sini~tro; il miglioramento fu graduale , 1 imancndo stabile la parali!<i nella mano. Nessuna cartella clinica ac<·ontpa,:rnò l'entrata in Cli"ÌJica del C. il 4 Dicembre 1918, cioè ben 30 mcl'i dopo il trauma; uè {n possibile an::rla. I/esame obiettivo dimostrò c-he I:J. mano sinistra l'i pre~c ntn,·a ad art iglio (Tavola I. fig. 1•) con atrofia completa degl'intcrossei e dci muscoli dell'emincl17a tt-na re cd ipotenare; ip"trofi l'lllO !'i rile,·ava anche nei mn~coli dell':n·ambraaio. La ~ensihilità generale t-ra fort c· nt <'lllc aJlicvolita ' nella mano s ini!'tra nel distretto d'innen-m:ione del cubitale; d iminuita nel t·csto della mano e nella r egione interna dell'a vam bracdo sinistro. L'esame elettri co dimostrò a sinistra abolita la contrattilità ga lvan ica e fa radica negl ' intcrossei e Il!.' 11 'eminenza tenare ed ipotenare. Conservata la contrattilità faradica nei muscoli dell'annnbraccio si nistro proporzionatamente all'i~otrofismo esi~tente in essi. \
Questo caso clini co presen ta difficoltà nell'interpretazione. La mancanza d'una ca rtella rlinic..1. fece sì che si dovette tenere conto esclusivamente della narrazione del C. per tutto ciò che ri guar.da~ra L'inizio e l'evoluzione della s indrome lleuropa.tica. Tutto fa cea ritenere esatte le asserzioni del C.; tanto più ch'egli era un ferito di guerra, ed il proiettile era rirnasLo infisso nel suo torat·e, e nessu no avea rnai messo rn dubbi o ch e la malattia non provenisse da causa di servizio. E' un fatto che il C. quando fu ferito si trovava in linea sul posto di combattimento, il che dimostra, ch'egli era in buone condizioni fisiche. altrimenti data l'imminenza del pericolo non avrebbe mancato di far valere le sue ragioni, qualora in precedenza si fosse già iniziata una defi ciénza di mot.ilità per distrofi a nella s:ua mano sinistra. Inoltre la narrazione dei particolari era così precisa, e sempre con ìninuti particolari, da non fare dubitare della verità dei fatti. q - (;Ìilr>tnlt• di ur nliciua ur illarc. -
Fa ~c .
Il.
1311
lTfERI ORl 0 5SERVA7.LUNI C LIN'If.HE :3l'l TQA iò .\tl 01 Gt1 ERRA, CCC .
Ci ò che prima di ogni tLltnt cosa atLira l'aLLenzio11e di questo c.aso è la paralis i imm edialt~ , t·he ebbe a vérificarsi in Lutto . rarto superiore s ini stro a ppe na fe rito, ~ la motilità comirw iata a r eintegmrsi nel mul-rnli ch•lla rad ice ddl 'artn st c~,-,.o. rirn a nt' ndo s tabile la para lisi cle lia m a no. E' b e ne noLare che il C. si trovava a te rra m e ntre fu fe rito, per cui è· da escluder e il fa llo della caduta ne ll'interp retazio ne della sua forma ne uropalic-a (1) . Sicchè la paralisi precedette l'atrofia.; la quale ultima dovette ve l'ificars i con d ecorso rapi d o dal momento che all'osservazio ne clinica del Dicembre 1918 erano comple tamente scomparsi i 11lttsf·ol i int c rossc i e q ue lli delrE> nlinen za tc nare ed ipolc naro, e g iù l'a trofia era evide nte nei muscoli dell'ava mbraccio. Naturalmente la causa traumatica era indiscutibile; ma in qual nm11 ier a polea il tr a uma in fluire dntR l'uhi cazio ne della fe rita'? :F'u gia nota to che fe J'ite della mano poteano rappresenta re la causa d'un prOCl'sso dis trofico ulterior e; ma n el caso in disc ussione nessuna lesione si e 1·a \·eri fica la ne lla mano . Ammette re c he il proie tti le pe netrando nel torace in E (Tavola l Fig. 2&) abbia dapp1·imn urta to nplla l'Olonna vertebrale, d'onde di rimbalzo per mig razio11e sia rimas to nella posizione ra pprt>se ntata in Pr d (' t\a Ta vola l Fig. ~. ,·nstiluisrc una ipotesi possibile a verificarsi, ma che a prima. vista potrebbe non spiegare abbastanza il rise ntime nto e milatentle s inis tro d ella sostanza grigia. midollare cervicale; salvo (· he non s i p ens i a que lle manifestazioni che si sono osservate da parecchio tempo nei traumi al cranio, e per cui una lesione alla fronte polett.e provocare ·grandi risentimenti anche a distanza in un lobo occipitale. Ed ammettendo tale ipotesi, in mancanza di altra, è da c reder e forse c he una emo:rragia si s ia verificata. nella rappresentazione cellulare motri ce spinale d ei muscoli della mano, con risentim ent o di " schok " in tutt.a la ~ ·olon na cellnlare della metà sinistra del rigo nfiame nto cei'vi cale, d'onde la para lisi immediata di tutto l'arto, e che ulteriormen te rimase s tabile ne lla mano? V i è il fatto d el dis tmbo d e lla sens ibilità ne ll a m a no atrofica, e che non apporLa certamente un contributo ad una più conve niente interpetrazio ne. De l resLo Duchenn e ed altri rilevarono diminuizione della sens ibilità g PJt E:' rale de lla m ano ( ' (Hl a trofia muscol a r e pl;'ogr essiv.a.. P er quanto in C. la mano sinistra atrofk a rassomiglia perfettame nte a quella che si rile va n ell'atrofia muscolare tipo Aran-Duchenn e, pure l'evoluzion e della neuropatia fu ass0lu tam en te differ ente, g iacchè la paralisi precedette l'atrofia , la qua le s i a ffe rmò con precisi one nei muscoli de lla mano. Una origine traumatir a nevritica non può nel caso de l C. soste ne rsi, appunto per l'insieme dello svolgimento della sindro m e. Sicchè una origine mielopatica costituisce l'ipot esi pitt pro babile. No n riporto numerosi a ltri casi di tra u mi di guerra. alla colonna vertebrale con a ltera zio ni mìdollari , per ch è queste ultime erano dif( 1) Tn cli n kn ~ i ~ O!'~c:rn1to il ca~o 1li llll ~vlcla to fo.:rito in numicra non g r;l\·e, ma dH: cade1Hio pr~<· i pitt• in llll fo~;;nto <!il q n akh c 111etro d 'n l tezz:~ , di ve nendo imm.,d intnul., ll lC p nraplegit·o. In d iu il:n pn:sentò ttll te le 111a ni ft::-tazioni de ll :~ mie lite t m nmat it·n tr:~ o<n·r;;a con .~ra ndt> i p< >t r()jÌ~nlO ll lll :'Co larç.
D'ABU:\:DO
TAVOLA L
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ULTERIO RI OSSERVAZIONI CT.lN'!C:HE t3Ul TRA U:\ll DI GUERRA, ECC.
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fuse. e quindi non apportavano alcun conLributo allo studio delle tnalattie nervose spinali. Quello che posso a ffermare è : che non so lamente nelle osservazioni dioiche da me rias~unte in questa 2 nota elinka, ma eziandio ln tutte le altre studiate in questo Centro Neurologico, non ebbi mai a rilevare associazion i di turbe funzionali istcroidi. giusto come ebbi a ricordare in due altre note da me innanzi pubblicate sui traumi di guerra al capo ed alla colonna vertebrn.le (1). Del resto anche le rnie ulteriori osservazioni cliniche su d'una cent.uria di fratture craniensi (2), dimosLrarono lo stesso rilievo, sul quale tw insistito fin dal 1917 (3), vioè: 1"11e uua lesio ne ben delerminctla lt f;! cervello e nel midollo spinale non costituisce l'ambiente clini co più opportuno per un'associazione funzional e nevrotica. Naturalmente i soggetti delle os5ìervazioni cliniche riguardanti malattie nervose, che si svolsero in seguito a traumi di guerra alla colonna vertebrale con alterazioni centrali o radicola.ri cons{)cutive. costituiscono un materiale clinico d'indiscutibile imporianza, c he il tempo metterà sempre ·più in maggiore valore, qual ora riu s~isse agevole poterli in parte seguiTe per l'avven ire; per c:1o1i alcune deduzioni potranno essere cort·etle o meglio affermate per ciò che l'iguarda in special modo la particolare resistenza, che presentano soggetti colpiti nel pieno vigore dell a nevropatica. vila, e non per predisposizione ereditaria . 3
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(I) G. D'ABU;o;oo: Sui tr:JUmi di g u.-rra aiJa colonna ~·<·rlcbr:~le (R i'l! isla Jta/iaua di neuropato/og ia ecc., 1918, Fa,;c, 1 ° Catania). (2) G. D'AP.UNDO: Considerazioni cliniche s u d' una centuria di fratturati al cranir, per traumi di gm·rra. Rh:ist.a Jl.ali.r11a di Xt•urll palo /ogia ••cc.. 19 19, Cat!Ulia. (J) G. D'AB~:;o;oo : Contrihmo cli nico :-ui tr:mmi di .t.:ne rr~ ;~l capo. (R ivista Itali<llla di V europ.. ecc .. 1917, Cm:~ n i:~ ) .
tH O .<Pf:llALE DA ÙHlPO
N. 213 (I AIUt ATA )
Contributo allo studio delle congelazioni per i l pr·of. Giuseppe Conforti, lU:\J.! !.{Ìt> r'e rnerlico, capo- repa rto eli c lrirurgia.
A diffclre nza di q uanto av vieue p er i co ngelamenti sperimentali , nelle ('Cl nlllni conl!elazio ni , così de lle da trin t·ea , il m ezzo fì sit.:o (il freddo anche non m olLo inlt· n ~o. m a unito a pal·ti<·o lari condizioni di umidità) agi:;ce in m a niera indire lt<t , pr ovocando e fae ilitando l'inte rve nto di un qualch e <tge nl<· no n a rlt'Ol'a hc11 l'hi nrilo nt~ lla sua inlirna esse nza. al quale effettivament-e si de bbono le alterazio ni ne lla nutriziouc e la gangre na dei tessuti. R aym ond e Parisot soste nner o ch e la malattia è di origine infe lliva e dovut..'l. a s pec ia li fun ghi patogcn i ; ma la loro affermazione non trovò :>t•guilo pe rr hè in t·,..,n lra!-iiO alla s int.o malologia clinica ed ai c.araUeri a.nn to mo-patologi(·i de lla J esio11 e~ D'a l-tra parte riuscirono comple tarTlente negative le rker ch e batteriologich e di eonlrollo eseguii,(' da Hu ghes. Secondo Tizzo ni e De A.ngelis la r·o ngelazio ne starebbe in rapporto corr dis turbi d i ci n·olo, d i pende n t. i cl a lesio ni organiche primitive de lle pa1·eti a rte riose, per le qu~tl i s i s t.abilir·e bbe, in primo tempo, vasorostr·izio n<'. poi va:so-{lilatazione, un r·alle nla me nlo de l l'irrolo, s t.as r, ' bron chiti, da cui i faLli degencraliYi seron dari dei tes:::.nti. I due autori cit.ali ebbe ro occasio ne di eseguire d elle ricet'{~ he istopatologir he in tre casi di congelazi one ve nuti a morte pe r complicanze ' settich e, quan do però le parti necroliche s i erano g ià distaccate ed e limiuate. I l ris ullato de lle ri c;cr che fu , in s ucc into, il segue nte: I nervi , (alme no i gross i lronc·hi c he acr.ompa.gnano i vas i) sono integri , onde g li autor-i escl udo no ch e il freddo umido determini a.l te razioni primit-ive nel s istema nervoso perife r·ico e che a queste si debbano principalme nte ·gli e ffe l l i d el La flNfr igerazione, senza peraltro negare (·h e alterazioni primitive possano v erificar::\i n elle terminazioni ne rvose; no n possono invece affermare <:he fosse ro ugualme nte normali le fibre del s impati co, ma a loro sembra c h e ciò sarebbe in contrasto colla durata. d e i disturbi di circolo e colle alterazioni delle pareti vasai i. Le arte rie. anche a distanza de l focolaio gangre noso, mostrano ne ll'apparato e las Lir o lesio ni di \·ario grado, che dalla se mplire fragmentazione vanno alla di s truzione: il ' proc~sso degenerativo guadag na s uccessivame nte anche la l.unica muscolat·e e di h·onte a tali alterazioni l'intima non rima ne indiffe re nle, ma s i comporta in modo identico a quello che :;i verifica nc ll'artcJ•ioscle ros i, dopo avvenuta la lesione d ell'apparato e las lico. L'avve ntizia si mantiene normale : nelle vene s i s tabiliscono lesioni importa11li , ma secondari e al ralle ntame nto della corr ente sang uig na, e c ioè infiltrazion e sier o-sanguinole nta e tumefazione d ella p ar ete con diminu zio ne del Jurn P vasale .
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CONTR r3UTO ALLO. STuDIO O'ELLF. CONGEL.~Z I ONI
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Da siffatte constata~ioni il prof. Tizzoni e il dott. De Angelb sono t ratti a concludere che il freddo umido agisce primitivamente s ulle pareti delle arterie, provocando un'.arterite di origine probabilmente tossica, che inizia con l'alterazione e la distr uzione dell'apparecc hio elastico e finisce col dar luogo ad una neofonnazione compen::,-ativa dell' intima sotto la for ma di endo-arterite defo·r manle: da r·iò l'abbassamento permanente della pressione locale, la dilatazione dei vasi ed il rallentamen to della cir colazione sanguigna fino alla stasi ed alla gangrena, per la quale non è affatto necessar·io invocare, com e fanno alcuni, l'i ntervento della t r ombosi, che, quando si riscontra, ha. ~l signifil·aLo di un fatto secondario, sussegu·ente alla. stasi. P resso a poco alle m edesime conclusioni giunge il ùot.!. ·Cavina.: egli però dà notevole importanza alla tron1bosi arteriosa come elemento etiologico nel d et.enninislllo della gangrena. ave ndola riscontrata quasi constantemente nei casi di tongelamenlo di 3" grado, da lui potuti stu· diare istologicamenle. Egli inoltre r·iferisce di aver trovato non di rado focoliù assai estesi di net ro:;i <:o n incipiente cal<:ifi cazione n e lla tunica muscolare delle arterie di grosso ca libro (tibiale posL:). Secondo Roussy e Lerond , ciLaii da Tizzoni , ar11:he le lesioni nervose e tronche che i congelati presentano pure a distanza dal congelamento sono ugualmente d eterminate da lesi o n i vaseolari. Sec·ondo questi A. A. la topografia, l'evoluzione dei dolori e degli crlemi fanno pensare più ad arterite t he a. lesione d ei nervi peri fec ici . Il prof. Bonomo dopo aver confermato nell'insie m e i già not i risultati dall'esame isto-patologico, sostiene che la causa del congelamento è vascol'are e déve riportarsi o all'influenza di1·etta del freddo umido sui vasi a mezzo dei vasa vasorum o all'azione diretta fisi ca o bioc himica del freddo stesso sui tessuti che compongono la parete vasale onde, vero· similmente, quando avviene il congelame nto si stabiliscono dei fatti di ristringirnento , di contrazione, di spasmo d elle arterie, c..: ui segue la dilatazione, la stasi ed infine la necrosi. Fino a quesLo punto sembra dunque che anche Bonomo, d'accordo con Tizzoni e gli atb·i citati , riponga la ·causa della congelazione in le~ioni primitive delle pàreti arteriose; ma sucvessi va mente aggiunge ~.:he, per s piegare i Ie no111e ni del congelamento, è nercssario ammettere anc~he l'influenza di 11ervi va.somotori, quasi volesse cerear·e di conc il iare- e fond err ins iem e le due ipotesi, quella di cui ho fin qui parlato e l'altra alla q tral e debbo ttricora accenuare. Ma ho rifer ito su questa pubblicazione del Bonomo non tanto per te sue conclusioni quanto e s pecialmente pe r la s ua teor·ia della topografia vascolare scgmentaria. della congelazione. Seeondo l'autore esisterebbe una sLrPt.ta relazione fra il modo òi propagars i del rongelarnento per zone e il modo di distJ·ibuziorre detta re te arte riosa d e l piede, e, partendo da questo concetto anatornko, di:;;l ingue tre ZOill' d'invasione, ~-osi limitat e : ./ 1a -:.ona - zona fa langea o de i vas i più pitTOli del pit•ùe, limitata ìn alt.o dalla linea metatarso. falan.~ea, ;·o:rri sponden lc• ai Jllrnti di cJrigine delle arterie dip-itali.
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C:ONTIW:li "J'O .\I . J.IJ ::;T t; OIO OEL J.E ·c oNGF.LA2I ONI
2" :ona - zorm met,atarsc·a o dt·i Yasi 111edii del piede. limitata in alto dalla linea tarso-mt>lalars ir:a . corri:;pondente ai punti delle a.rteri e interossee. 3• :ona - zon a larsea o dei vasi più grandi del piede limitata 1n alt.o dulia ~:os id e lla lir H'a bimHilenli.lre, corris pondente alla lin ea arti~o l are .
Uollaler·aJ nwn te all'ipol('si che fa consistere la causa della congelazione in lesioni primitive organiche delle pareti at·Ler·iose, si formò l'opinion e che nel meccanismo palo-genetico della malattia si dovessero invece più spec-ialment e invorare disturbi funzi onali vasomotori, alm eno come coeffi ce nli di pred isposizione. Il dott. Neri, che sembra sia stato uno dei primi a sostenere qu esta ipotesi, cercò anche di suffragarla con prove sperimenlnli , che c-gli <"hiama d ella pcrfri(JPT(t:.ionl' e ch e consistono nel determinare la reazione va.somo(,oria individuale , misurando il tempo nc.correntc perchè tornino ad a,·ere la temperatura iniziale le dita della mano immersa per c:inqu e minuti nell'acqua a 4°. Hann o reazione vasomototia normale i soggeUi nei quali la temperatura normale si ripristina uopo 15-25 minul i ; han no reazione vusomotoria debole quelli per i quali occorre un tempo mollo più lungo. Il dott. Neri avrebbe trovato che su 63 congelati di 1° e zo grado, oramai g uariti, 31 avevano reazione vasomotoria debole, me11t:re nei soggetti sani questa si ha soltanto n el 10 %. Da t:iò è indotto a supporre che v'è una predisposizione al l' OD· gelamento, che co11sis le in una debolezza .at,q uisita o congenita de1 n. vaso-motori , ch e, abnormcmente sensibili al freddo, indttcono nelle arterie capaci per l'intensità e la durata di provocare i fenomeni clinici ed anatomo-patologici della congelazione . A tale supposizione ricorre anche Ìll dotL Tassone, senza però portare alcuna documentazione nè clinica nè sperimentale. Altri autori , come Gabig nat, CoLlcs, Longridge, fondandosi sull' insieme delle turbe nervose prO!}rie dei congelati, sostengono c he alterazioni dei tessuti sono di origine neurotrofica da neurite periferica. Il Dr . Torraca, invece , in una. pubblicazione alquanto recente distingue nel quadro morboso della congelazione le alterazioni anatomopatologk he dei tessuti dal complesso dei fenomeni nervo&i e mentre riporta le prime a di sturbi di cir·colo , p robabilmente indipendenti da lesioni !}lirnìtive del s istema nervoso ( n.vaso-motori ) e piuttosto in rapporto oon cause mecçani che, cons idera invece i fenomeni nervosi come fatti riflessi (sindrome di Bahinski e Froment) per lesione d ell e terminazioni n ervose sensitive. Dell a stessa opin ione è anche il dott. Vid oni. Queste, in succinto, le ipotesi formulate e sostenute JX•r s piegar e la patogenesi d ella congelazione.
Nello studio e nc•lla rice rca dei sintomi tutti hanno, in generale, rivolta la loro attenzione all'es<lrne del r omplesso semeiologico presentato dai con-gelati a malattia in atto e da po~.:o iniziata. soffer mandosi ·special-
CONTRfal ;TO .\J.I.JJ 81TOIO [)ELU: CONt;EL.\ZlONI
m ente sui dis turbi della sensibilità e sull e apparenze ester ne della les ione; mentre nessuno o q uasi nessuno si è, per esempio, in teressato di indagare se, per caso, non es istessero lu rbe nervose anche a grande distanza di tempo e a lesioni estetne co mpletamente ripa t·ate. Cna maggiore accuratezza d 'osservazione nell'esame obiettivo mi parve sin da prima interessante, non solo ~r rendere più completo il quadro dinico della mala.ttia, ma an('he e sopra.tllttto p er lo s tudio della su a paf.ògenesi , che non può essere risolta sulla sola base delle ricen;he anaiomo-palologiche, r·ompiu te esdw;ivamentc in cas i g ra.v issimi e sempre ad una certa distanza di tempo dall 'inizio del male . Dagli esami c·linici da me eseguili s u eli un nurTt(•ro ri levantissimo di congelati (4H c·asi) sono ris ultati alcuni d ati di fallo rhe fin ora sfuggirono quasi c.ompletatnen te a 1·hi in p re.,;edenza si oct·u pò d ell'argomento e che ritengo abbiano notevole impor·lanza. Essi si riferiscono a l modo d'insorgere d ella malattia - alla simnt(' t,J·ia clelia lesio ne - a.lle t urbe nervose. ·
I. Jn sorrp ·u za df'/ m(llfL - Da iuten og-alori accurati c: ripetuti ri sult.a l'hc nella g rande maggioranza dei cas i la conge lazione non si s tabilisce_, di colpo, per un accesso unico, più o meno prolungato, di perfrigE.·razione. ma, in gcne 1·ale, per a u·es~ i ripel.uti e s pesso in più giorni. Il. .~immetrio dt'llc legioni. - Ut simmetria rlclle lesion i non è ugualmente bene rilevabile in ogni sorta di congelazione. E' poco ehiara nelle form e molto estese, che interessano, per t-'~emp i o luUo il piede; per quanto anche in questa avvenga, di sovente, che la lesione è a destra e a sinistra limitata da una linea demar._:ante p erfettamente t'OJTispond ente. Invece una certa simmetria inrornincia già a rilevarsi. uon dis creta precisione, nelle forme di media estensione ed è ch iara e uetta nelle lesioni veramente circoscritte; tantochè a.ct una ukerazione situata., per es., sulla faccia interna del polpastrello d ell'alluce dest1·o corrisponde quasi sempre s ull 'alluce sin istro un a se<"onda ulr.erazione si mi !are per sede ed ampiezza. Non toglie valore al sintoma che la prerisiotte e la ch iarezza della simmetria siano in ordine inverso dell'estensione delle lesioni, perché·, quando lo slim olo !>HLogcno supera per la sua inte nsità certi ·determinati limiti è presum ibile ('he le reazioni tia esso provor.ate siano anche tali da rendere difficile il mantenersi di quella rolleganza e corri spondenza funzio nale nen·osa che è fo ndamentale per lo stabilirsi di lesioni simmetr it:he. Cott(•l avrebbe ri s~.:o nfrato anche una iperestesia simmetrica persistente . Ili. Turbt' nervose. - Quesl(:' va.l'iano notevolmente a seconda r:he si esamina il congelato nei primi g iorn i o a dislanz.a. di tempo dall'inizi o del male (dai 20 giorni ai 2 mesi e più ). a) Tarb t• nervose ini:.iali. - Ai disturbi della sensibilità, s ui q uali non mi ·soffermo perchè des(·.ritli g ià. minutKHflente da altri, s i aggiungono - d iminuzione d ei riflessi· tendinei , di cui è piutt osto rara la completa abolizione - diminuzione ed abolizione quasi ros:la nle dei ri-
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fles!ìi ntlanei - presenza. Qttalc lle volta, di dermografia va"5o-paraliti ca soprattutto provoc.abile a dis tanza della lesione, per es., sulla cute della co~.-ia o df'll 'addorne. b ) Turbe nr>ri'OSt' tardiv e. - Dopo un periodo di Lempo, ch e può ost'i llarc fra i 25 ed i 30 giorni, l'esame obiettivo d el çongelato s vela questo nuovo cornpl e:;so eli dis l u1·bi rrervosi, eh e talora è ben rileva bi le anc he dopo più di du e ntesi dall'inizio rle l male ed a lesioni esle r·ne rompl etamenle riparate . IV. TliriJf• rll'lla sr·nsìbililà. - Quesle o sono t·o m.ple lame nl<' s•·omparse o quando pe rmangono ris ull.ano mollo atte nuale e interessano in gen er·ale la sola sens i bi !il<:\ termi(;a. l n ques ti c.asi s i trova di solito ipot'~lesia. S JWSSO anrhe notevo le ritardo n e ll 'apprezzam ento degli stimoli· termiri; più raramente inve r·sione m• Ila sensibili là te rm ica. V. /pt·rn·flr·llibilità lendi111:a. - 1 riflessi tcnd in c i sono se tnpr·e (>;;ag-cr.ati c :; i ll·<wa con grandissima frequ e nza. il rfono dd piede r• dr'll« routla. \'l. l fl''"l'/lt·llihilità Clllat!M . - - Il rifi(.>SSO piantare, quas i <·ostantem e nle scomparso n ei }Jrimi giorni di malattia, è, in qu esto secondo PtJriodo, vivamente esagero.to e s i (tcr·ompagna spesso a contr·azioni donic he d e i mus~:o li ùella cosda (quaclricipite, adduttori ) . \'I l. /polonia : è frequente n e i mu s<·o li d egli arti ,·nlpili . VIII .4 m iotrofi.a : è coslantc. lX. Contrai/ Lbrt' o parlllisi o p (m 'si: t'aris:; ime nei ,·.usi da me osst:~· vali s areb bero s tate con disne la frequenza •·itrovaLe dal dott.. Vidoni e qualche vo lta a11c he da 1'orrar·a (conformazione ad artiglio dell e dita del pit•d e, pi edE· equi no) . X. 1/ ipl'fl'tritahilità meC'eanica d e i rnusl'oli P. la l1~11lf'::.:.a della SI'Oss a 111 ust·olare no n m i apparvero freque nti. n è mollo evidenti. l Xl. Trt'nwre. - Non è cost.ant.e e, quando esiste, lo si può mettere· in evi denza fac e ndo alzare e mantene ndo alzalo il J)iede c La gamba. Xli . Turb1~ t.'ClSO IIIO!orit•,. /l'rlll it ht·. -~ Non !'>Orro nè mo llo frequ e nti n è molLo manifeste. La r ut~ del piede c h e fu serle eli congelamento di r·ado ha eelorito t·ianoti t·n o rnarworizzalo e pure di rado s i mostra t~pe~,: ila o t·o lpil o. d.a ecien1a duro . Si ha t,alora d el'lnografia a tipo \ a sncost.rittivo e più fac ile a provorarsi a distanza d elle parti lese. Indipen d entemente da (Juesle S!'arsf' ~' r·are lurbe vasomotorie o ad esse asso· t·iata s i ha invece un g rand e frequ e nte ipolermia nettamente per tepibil e al tor·,·anl L·nto e l.alora notevol e. Il congelato ino ltre, s ero ndo le r·il'c rc he d el dott. Ne ri , s ubisce in mani era anormal e l'influenza della t.e111peratura at11biente. ciò !'Ile indir·a un perturbamenlo grave n e l meccan ismo d e lla regolarizzazior1c v.ason toloria e tr nnka. XIII. T urbe srcretiv e e l'ro(i.('hf,'. - Ne i congelai i la s udo razione fa,· i!(> d e lla parte I'Oipit.a è un fcno llleno HS..'ia i frequt·n t<' a rjsvontrarsi; m e ntre. piit raramen te s i troY.a la ipe rlri· ·nsi. Già il pro f. Si,·ilia n o in un a s ua publi··azio ne su ll e lrofo-ne u1·nsi trattmalklw ar!'enna breveme nte di RVl're nsS!'I'\'nlo fatti di atrofia d ('ll e ossa in r a~ i di ,:nngelamcnto . Per·
...
I;ONTR l 3l ..rtJ Af.I.U STl "IJJO
Ll~Lf.E
CIINGEU;!;loN!
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mi o conl.o ho voluto riprendere lo :;ludio cl cll"argomen Lo ed 110 a qucslQ proposito sottoposto a prove radiografiche 36 congelati di ·gr·ado val'io e a periodi d iversi della malattia. I resultati, da me ottenuti, sono, in riassunto, questi che riporto. Nel tessuLo sp(lngioso delle epifisi delle falangi e dei met.atar:>i si osserva •:ostantement.e una traspa1·enza maggiore ed una maggiore evidenza della. tntbecolatura. ossea, le cui maglie appariscono non di rado come allargate, mentr e nella di.afisi si ha a.ssottigliamÉmto della cortic-a l e. Tali modifi r:azioni, già evidenti verso la qu indi('esima giornata, non sono di solito proporzionali all'entilà ~ Il e lesioni esterne, che spesso superano in estensione, arrivando ad inte ressare anche le ossa d el ta.rso in casi di congelamento loca.Iiz:t.a Lo alle dita ed a parte della regione d ei metatarsi. I n questi casi, nelle ossa del tarso oltre ai segni di decalcificazione si osserva talora indeterminatezza del contorno, la quale può essere di grild<? Lalo da oscura)'(' la inter1in ea articolare. . Esami elettric·i, e::;ami s ul tono vasale ed altre indagini di laboratorio non p otei compiere per l'ins uffic ienza dei m ezzi a mia di s pos izione. • • •
Le ricerche di Tizzoni e De Angelis, confermate da altri, anc•bbe1·o messo in evidenza alterazioni profonde e gravi delle pareti arteriose che gli A. A. considerano primitive ed in rapporto con fatti di una presunta arterite tossica. Questa d ell e arteri e colpisce soltanto d eterminati tessuti , dando luogo ad una lesione . a tipo degcne1·ativo, in tutto corris pondente a quella prodotta sperimentalmente coll'iniezione di adrenalina ; tanto corrispondente che il dott. Gavina avrebbe riscontrato anche delle vere e Proprie calcificazioni d elle pareti arteriose . Data questa s tretla corrispondenza fra le due lesioni perchè non dovrebbe essere permesso pensare ad una medesima patogenesi? Che una iperfunzione della sos tanza cr·omaffine si abbia anehe al di fuori del periodo del congelamento sembra dimostrato dalle ricerche del rlolt. Mont er, che n ei soldati della prirna linea avrebbe costantemente ritrovato ipertensione d ella radia le indipendentemente dall'età, dalla costituzione e dall'alime ntazione del soggetto. Ora se si considerano le strette connessioni genetiche e funzionali fra s istema nervoso vegetativo e sos tanza nomaffine è logico il supporre ch e a. questo simpatko- lono corrisponde uno stato d 'iperfunzione surrenale con ipereccitabilità dei nervi vaso-mot.ori, i q.uali , ri,~e ntendo i n manier·a abnorme gli s timoli v.as~-costri ttivi, reagirebbero a.l freddo provor.ando dei veri s pètSOii arterwst. A r endere più facile e più grave una siffatta perturbazione fu n zionale d ei n. vaso-motori è -probabile che contribuisea!IO anch e condizioni mecraniche di os tacolato cirl'olo reflu o . Comunqu e s 1a, n el determinis mo patogen etico della cong elazione a. me semb1·a che si debba dare massima Importanza a fatti di nevrosi vaso-motoria, dimoslr·ata anche dalla frequen~ di les ioni simrne tr·ir he : le alterazioni di c arattere d egenerativo, descr1l~e nelle pal'eti arteriose ed i n tutto rorris po nden ti a quell t> s pc;·lme ntalr da adrenalina , sarebhei'O pienamente in a rcordo con Lali fa tti e ~.on un conl'o rnitante stato d 'iperfunzione s urrenale . /
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COJ:~;Til'JfH.!TO
.\I.LO :::>T CDIO Dr:LLF. CONC.EJ.AZIONI
Sarebbe sta.t.o opportuno procedere a ricerche speciali capaci di portare un ~·ontribulo di prova per il tono ntsale e la Funzio.ne della c:t· psula ;;urrenale (ri <·erchc sfigmomelriche, t' icerche ernat.ologiche e di chimica clinica per l'adrenalina etc.); ma tali rieerche non era possibile compiere in un ospedale da campo ed avrebbero avuto sicuro valore soltant.o se eseguite poco prima e pooo dopo il oongelament.o. Ma un alttro segno dinico contribui sce a dar v.alor·e all'ipot-esi da me sostenuta., Ld è la s immetria delle lesioni d ella quale ho già. pret:edcnlemente parlato e che t:ende sempre più tra loro vi ciJ(e lo congelazioni ad aUre form e trofoneuroti che, d 'origine vasomot.oria, quale il morbo di Reynaud e l'eritromelalgia. L'insieme delle lurùe nervose che seguono a.lle prime manifestazioni d ella congelazione e che ho sute i ntamente riferito, come risultarono dall'esame d inko de i casi osservati, sembrano essere l'esponente di quella speciale sindrome nervosa che CharooL, prima, e Babinski e Froment, dopo, d efinirono 1·omc di origine reflr:sScl.
A proposito della eura, accenno soltanto che nelle form e d.i 3" grado mi pt·eoc<·upai sopratulto di fissare alla gangrena un decof."so asettico, riuscendo sempre allo scopo ron impacchi di alcool a 60", leggermente iodato. Risultati meno buoni ott.enni dall'uso dei fermenti lattici e risultati veramente S1'adenti dall'imm ersione continua in acqua calda. Su 4Vt congelati , in grandissima preval enza di 2° e 3" grado, non ebbi a d eplorare nessun morto: dovei quindici volle ri correre a demolizioni, e precisamente eseguii 5 amputazioni di gamba, 4 ampula7.ioni osteo· pl.ast iche del pi edt-. secondo Pirogoff, e 6 Ljsfr·a ne-. '
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OSPEDALE MILITARE DI RISERVA DI SIENA T enente t:-.olonucllo medi ci)
IH'Of.
L U tG l
}{o nA:<I,
d i•·•·ttor·u
Rilievi clinici e terapeutici sull'epidemia influenzale pe l' il dott.. Cesare Cosci, ca pit a no ructlico ass imilato. capo re pad o.
[,a Sezione S. T e n •sa alle di pendenze de lla Direzion e de ll 'osyledale militare di riserva di Si ena venne destinala jJer accog li e re i mililan e prigion ie ri di g uc na colpiti da influ enza; rico\·eraron si 95ft infermi dal 24 settembre HW3 a l 15 dicPmbre dett.o, di c ui 831 militari de ll' Esercì to i tal iano e J.23 prigio nieri di g uerra Au ~t ro-l' ngari ci. L'infezione ragg iunse il s uo acm e tra. il i 2 ottobre ed il 14 novembre ; il che s i verifi cò a nc he n ella popolazione bo rg hese . I d ecessi fnro no compl ess iva m ente 9ti, di cui 18 pr;ig·io nieri di guena e 76 d ell'Esercit.o italia no . Di qu esti, 6 pt·ovenienti dal fro nte ed in litenza ordinaria, g iunsNo già in g r·ave s tato ; tutti gli altri apparLenevano al presidio; la m ortali lù fu quindi df'l 10 %. La grande maggior anza di qu esti in fermi presenth la s intomatologia de lla g rippe legge ra o b enig na b en nota, facil e a confon d e r-si coll a febbre r eumatica o s inoca, ·ed a nche colla febbr·c da pappataci . Circa 150 furon o ricovcr rtli o s i ammalarono in segui to , di bronco-polmonite; e cir·ca H'> poi di ple ur ite essudativa, sempre corpuscolat.a, o oon ascesso m e ta-pneumonioo. I n cel't,i casi s i ebbe una s intomatologia tifosa; febbre elevala continua r e mittenLe con s tupo re, fac~ i a e cong iun tive inictt.ale, ling ua socca con - patina e.maliea . dian<>a. ente ro!Tag ie, mentr·e l'esame b acterjologioo ris ultò sempre negativo anc he per le forme affini. Molti presentarono epistassi ripetute. g r·avi , infre nahili ; a l tri ipote rmia , cianosi , asfissia. Tra le polmoniti osservate, alc un e a corso rapidame nte letale, ve ne furono di quell e puramente e m orr-ag ich e da s imulare una ve.ra e propria emottisi ; altre con gr avi fenQm e ni di de lil'io acuto e t-endenze impulsive . Esito infausto cbbe r·o quasi tutli i maiali in cui furono potuti accertare pr€'eedenti alcoolici e presenza d'albumina nell e OJ•ine. Si può dire che i malati avuti sotto la nosti·a oc;se rvazione possono sc hematicamente esscr·t: rappt~sentali in ~gruppi dis tinti : 1° GR U PPO: (mw;giorauza) Forma lievf' l febbre, corizza, scars a
tosse, mialgie ) (3-q_ g iomi ); Pleuro-7JOl moni l r; ad an rln mcnto comu ne:
.4.) Emorrag ica; R) Ascesso m ela-pn,!umonico; C) P leu ritt> (con ('Ssudati corp11scolati , recid i vanti, empiemi;
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RIT., HN I CI.INICJ E TEr:APEL"TlCI Sl'LL'EPIDD11A TNFLn: NZ.o\Lf.
3" GRUPPO: Forma p~c urfo.fi/osa (febbre con slu!l)ore, splenomegalia, ente rorTag ir); ))
Forma atiptctt (a lgid1 s mo, epis tassi , cianosi, as fissia).
Tale fu l'aspetto r linko dei colpiti , sulla c ui sintomatologia. crediamo S11pe r Hu o s<>ffe nnal'ci. Rt·w·rto ,,,,rrto"'"'·JXtLologico . - Tra le va rie autopsie eseguite ve ne fu una d'importanza.: Sol Jato G. A.: ~ sett e mbre 1918. « Infezione
in/luen:.ale. Notf'vole la sproporzione tra la robuslezzfl fis-ica del soggelto, di costitw:.ion e quasi at/r>Lita, r> l' enf:ltà d ella lesion e polmonare, ridotla nrl un {11rolaio /ìlll'nmonil () non 11iù rrrosso di ~ma noce''·
Nei d ecr duLi ùi nolmonile alln s tato d 'epatizzazione si sono t rovati piccoli focolai lobulari in par!R. disseminati, in parte con flu enti, con essudaLo preval entemenle catar·r·ale . In altri , piccole emorragie parenchirnali e sotto pi Pu rali con o :>enza iperemia renale e splenica. Nei casi gravissi mi f'SOJ'Ò i li c.on Ppis t;;ssi . cianosi ed asfissia, il reperto an atomo-patologico fu negativo. Circa !'Ptiolooia, la nostra esperienza personale dopo varie indagini e matura ri ft c=-sion c ci avrebbe resi propensi a CI'Ode re trattarsi di un virus filtrabile. Senza diffonderci , il che sarebbe inopportuno, su tutte le t agioni c he ci hanno spinto <.1 rite nere tale opinione come la più probabile, c itere mo il fatto di avere osservat.o più volte l'invadenza dell'epidemia in paesi e borgaLe isolate in campagna e fra i monti, ov~ in un'ora o due i lre qu in ti d ella popolazione venivano colpili passando istantan eament e dal più completo benesse re allo s.lato di malattia, il più d elle volte grave, senza appar~nte pe riodo d'incubazione e senza quella. diffusione graduale da individuo acl individuo o da famiglia. a. famiglia, wme s nole \'ertficars i n ella più f)<u'le delle comuni malattie i n fettiv (' . Inol tre le ricerche bacLeriologic hc eseguite s ul sangue di ammalati · di forme diverse ed a varì stadi d ella malattia rit1scirono se mpre m·gatil;e . La convalescenza dei ~Tavement-e colpiti riuscì sempre stentata con fenomeni fre(Jue nti d'in~uffi c i enza. miocardic.a, con reliquatì polmonari bas ilari, cons1slenli in finissim i e nume rosi tantoli c repitanti insp iraLori e ratti gene·ral i d 'iposotenia <X'rtamente toss ica. Nella f'Ura, oltre ai comuni 11im ~di propri a combatter·e le complican7.e d ell 'appar·ato rc~ piratori c, e cardiai'O pe r via orale Pcl ipodermica, ci sembra c he abbian0 s picgala sp eo·ia le azione benefica i tonici e vasocostrittori, se te mpest ivamente usati (e rgotina, adrenalina). i quali, oltre all'azione anli e rnornt[.tic'a, hanno son ;> nte rialzato il tono vasale, mante nC'ndo cosi la normv l i Lit de l c· ir•·olo s anguigno e li nfaLico, opponendos i quinrli pmballiìmentc a·i riasi:orbimenli tossici. Tutto questo complesso indirizzo le r<lf ll'Uii•·o È' :-;Ialo a\'v<Lionllo col se nso di pra.lit•a. opportunità <Lall ' uso del {~>nolo, del salasso, dell ' ipodcrmoclisi, dei reVId si,·i, d ~:- 1 p hiacc io, f'CC . • l\<'i l'HSi f!.'l'Uvis:-;ìmi. a::;ll'nil'i. con cìano.;;i ed asfissia imminent e, abbiamo usalo Jl(·r ,·ia iporlermira ~c ini ezioni di un sie1·o sprcifko, preP<cl'alo dal Jlrof. Lond ini nel l' lslilll!o s i E' l'O i er<~p i co senesr. c!ireltu dal
IHLIE\"1 C LIN ICI E TER:IPI::I ·TICI S I' LI.'E PIDE.\11.\ INF f.t;I.:NZ.ALE
141
prof. Sciavo, otLen()ndone in qu r i po<:lli casi in cui iu possibile usarnc, d ei res ultati ins peral i. Del'e<>i per 0 avver tire l·hc in La! periodo l't! pid emia. tend eva. già. a d e-crescere nal t1ralm enl~~ - Dali ~ no::tre osser vazioni resu!Lert> bbe altresì cht.l le forme g ravi brouco-polrnonar-i (s pecie SI.! emorragiche) spie-gavano una contagios1tit assai maggiol'e , for·sc anche diretta, precipuamf' nLe tra i convalescenti di p resunta influenz11.; ll che fa r~bbe rit en er e c·omt> (JtH··st i fo:-;sero s tati r·i coYer·ati , b e nchè colpiti da febbre non influenzale o che n ella forma bronco-polmonare emormgica entrasse- in aziont> no ag-enlt: infettivo dive r·so. In molti casi gravi ci sembrò poi che il Virus i nfluenzale fosse un vero s timolalore. esaltandc in ntllida ::;imbios i i comuni g.:~ ·mi palogeni dell'alber·o r·espi ralo rio. Non s iamo stati enLusia.-;li d ell'uso del fenolo, da altri vantato come eccellente mezzo curativo, poic hè, come <r bbiamo detto, nei <:asi gl'avi i f.enomeni allal'manq pr~c ur·sori dell'esito infausto, erano l'ipotermia, l'al_buminuria, l a tossiemia, fenomeni qui n di che non pote vano che aggnn·a rs i c0Jl'uso del ft•7wlr,_ Dove i tlYèce c i è sembrato clw crueslo far'lnaf' o riu scisse p rez ioso fu nella cul'a preventiva, quando fu possibile, e come dis infettante l9cale dell e narici e delle mani in adatta soluzione alcoolica si dimostrò superior·e a. qualunqu,. al tro rnPttJd o . l"o 1·sc d ata la sua diffuS~ibilità potè più facilmeute e::>st:r·c neutralizzato !'effello di un J'irus c~:rlumente volatile; perciò il pe rsonal e adibilo ulla cura di questi inft!r·mi (infer miere samaritane, sHore, medici , infermie ri ). il quale fece buon uso di tali precauzioni, non contrasse l'infezion e, a m e no c he non si debba tener conto eomc la più pa,r te di esso , essendo di e tit aYanzata, for-se erasi già resa immune in prel'cdf'nti epidemie : c iò che sarebbe s la.to osservato anclw nella popol<tzionc borg hf'se.
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142
RESOCONTO STATISTICO . •
del Reparto Oftalmico dell' Ospedale da Campo 010 Il .,-. l l Cl' . per il dnt l . Leonardo .easolino, tenenl l' nwdi ~:o, cnr? •·epa•~o, e:ntto (~l a 1rue& uculist-ic:a. presso il J{. Isti t uto eh stud 1 supen on prat 1c1 e rh p~t·fezJOnameuto,
in Firf'IJZ(·.
Quantunque fosse a lutti noto come nella guerra di trincea il capo e quindi i globi oculari fo:;sero le parli del corpo più vulnerabili, pure non poch ~ difticolt.ù ~i dovdt.ero s urJerare prima che l'autorità sanitari~ mililare di q ualche scLto['<-', venisse n ella d<.> terminazione di crear e de1 reparti oflalmici presso i cenlri chirurgie: . Bast i dire che negli anm 1915-1916 e molto probabilmente anche nel 1917, in tutti g li ospedali c ospcdç~.lt:lli sparsi nella Val Su.gana, nc,lla Val Cismon e nel Feltrin o, non v'era un reparto oftalmico, do•1e i militari ferit1 agli occhi pote:-:se ro avere le cur·e nl!cessarie. Erano molle brigale elle 0!1tlt·avano su le montagne a nord della•Val Sugana, e alla sinistra ddla Val Cismon, ma i ferili oculari rimanevano senza cure adat.le a S. Martino di Ca:;Lr·oz.za e a Fi era di Primiero, a Canal S. Bovo, I mer , Fonzaso ~ a Ft•l lrc. Ne \·enint di cottseguenza che i-feriti oculat·i trasportabili , da Feltr·e dovevano o risalire fino a Belluno deve vi era. un reparto oftalmico, opJHtre con i treni sanitari dovevano essere sgombrati nella zona di retl'O\·ia. In La! morlo le cure \·eramente adatte ai feriti oculari. venivano apprestate dopo una seLU ma.na ecl ILJH.:Iw più. l militari intrasportabili per altre fe rile concowilanli poi , ricevevano quelle cure che il chirurgo e il medico gen erico potevano loro apportare e che consistevano n el semp lice lavaggio de] sacco c.ongiuntivale. Nel maggio 1916 presso l'ospedale da campo 010 che dagli ospcdalel.ti raccoglieva i frriti ci cll u zonn cl1 e \'é:t. dallo Stelvio al Garda, si coslit.uì un reparto oftalm ico, affidalo per circa tre m esi al capit.ano medico Orsi dott. Luigi. Dall 'agoslo iOin al marzo 1917. ne ebbe la direzione il capitano medi co Monta.lcini prof. Alessandro al quale successe riman cndovi fino al gi11gno 1918 il capitano medico Viterbi prof. Achille, coadiuvalo eia! tPnt-nte mf:dico P erey ra d0lt. Giorgio. Io ebbi la direzione del repa d o nella mel.ù eli g1ug no 1918 e vi rimasi fino al 12 febbraio 1919 passando con lo stesso repar-to alle dipendenze d 'e l· l'ospedale di ta.ppa di Bresc ia il /1 nov emhr~ 1918. Il resoconto s taLi stico completo venne richi esto dall'Intendenza G&neralc dell'Esercito. Tutto il mo\·imen to per ciascun anno sarà rappresentat-o con uno specchio su l quale il rmmero dei militari 'ricoverati è ripartito nei di\·et·si m esi a SC('Onr:la della forma clini ca. e d ella dat-a di entrala in ospedale.
RE>tJCONTO STATI ::>Tl C:O DEL REPARTO UFTAI.MlCO, t::CC.
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Le lesioni Lrauma~idH3 della cornE-a, le con~usi oni dirette del globo oculare e le lE·sioni da co11 Lract;Oipo riportate sia in combattimento che per causa accidenta le sono segnate m e.s~ per me:;e in cifr:a tol-ale. Le ferite perforauti dì uno o e ntrambi i globi oculari riportate in combattime n~ sono distinte da quelle riportate per causa accidenlale. Le autolesioni sono state distinte in affezioni cer'lam ent e provocate e in affeziòni sospetlP eli provocazione. Nella statistica non si è tenuto calcolo d ei simulatot·i nè delle forme dì cheralo-congi unlidii precsisi.enti E' agg ravaLe ad art~. Nel 1916 i militari ricove rati ne l t·eparto furono relativamente pochi. forse perchè si conllnuava. a sgombmre in zona territoriale sia i malati che i feriti. Nel 1017 e 19!8 i ricover·ali anda rono man mano aumentando sia perchè il serv izio fu meglio organizzato, sia perchè prima di essere sgombrati in zona territoriale, i militari oftalmici feriti o ma· lati appartenenti all a zona dall o Stelvio al Garda, quasi tuLti facevano sosta. a l reparto che disponC'va di 1.70 letli , dci quali 7 per ufficiali. l militari di Lmppa e gli uffi ciali visitati ambulatoriamente sono segnati in cifra totale anno per anno. In tutti e tre-gli am1i co me s i può rilevare dagli specchi , il numero maggiore di militari è stato ricover ato per le comum malatlle della congi untiva. Il secondo posto per ordi11e d i frequenza, è tenuto dai militari affetti da congiuntiYile tracomalosa , non solo dopo l'arruolamento dei.1 tracomatosi, ma anche prima ch·C costoro fossero inviati in zona di guerra. Da ciò si deduce che d u rante la mobilitazione molti tracoma· tosi_ non furono riconosci H lì e :n primo tempo d ovett€ro seguire la sorte degli alLri mil itari idonei incondizionatamente. E' da rilevare inoltre che un numero rilevant e di C()storo er·a a ffetto dag li esiti del Gracoma e cioè da entropion , t.richiasi ~ cheratite cronica. Seguono i militari atleUi dallo comun i malattie della cornea e in special modQ d alla cheratite lin fatica . . Il quarto posto è lentrlo d a militari ricoverati in osservazione e riconosciuti a!fietti da vizii di r·e ft·azion e, p revalentemente da miopia. Seguono quei militari che fnwno ricoveraLi p er ferite perforanti in un~ od ambo g li occhi, riportate sia in combattimento che per causa. aeCidentale . . L~ alt r·e forme cli niche per ordin e di frequenza, si possono ril evare dar s rngoli SPf•cchi ~fn ti!'lic i. clas;':'t: B. - Rkhia m o l'attt:nzionc del lettore che con la parola F.mrnetro 11ia si ~~ tcarono CJUC • T · h · · ·· · medico di r e a 1 nn ltil_n _c e_ nusc 1 ~an.o ad allontAnarsi dalla linea . Accusando a l me ~ ubi ·t . . P ~to un a ~nmnnz10lle d1 nsta che :tll 'e!<ame della re fr11 zione e all'esae t n o n s ultò pm normale
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RBI~OCONTO ST.\TI !'TJC:O DEL REPARTO llFTALMlCO,
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Anno 1916 - Reparto oftalmico dell'Ospedale da Campo 010 Resoconto Statistico
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Il numt•ro d e militan feriti in combalLJmcnto ·non è stato mollo ~lt'valo per il fa.LLo elle la wna dallo Stelvio ~ti Gurda ron è mai. stat~ teatro di gr·a ndi operazioni. Ris ulta invece mollo allo il numero dt militari ri~o\·erali per lraumì uccidentali in uno o in entrambi i globi oculari. dovuti nella maggior parte dei <.:asr a scoppio prematuro di mine o di bombe a mano. Conlempon.uteameQl2 alle lesioni oculari questi militari prest'nlavano lesioni mullipl ~ nelle diverse parli del corpo e specialmente deg li ar·ti superiori, per cui non pochi di essi finirono col perde r·e fatalmC>nlc e la \isla e lt> mani. Contusio1ti rlirt'tle dd globo orularr•. - Complessivamente fu osservata s u ~7 mi.litaJ·i. Le cause più comuni furono: un semplice urto c·uJllro corpi contu ndenti 11er c;adula C' pt>r sche~gie di sa::;so proieUat.e di lontano in seguito allo scoppio di g r·u.nate o infine tJer scoppio di mine ed allt·c cau:;;c atcideiJlali. Le lesioni risc,ontrat~ furono: la.cemzioni dell'ir·ide con ipoema, sub-lussa.z ionc del c.rbt.allino, caitH'alta completa in breve spazio di l(•mpo, mollo frequC>ntemente diminuziune del l'a<'ut.ezza visiva !<enza un J'eperto oftalmoscopico positivo, comunissrmo l'intorbidamento del \·it r·eo con fiocchi emorragici più o me llO abbondanti. Fra Je alterazioni dellt• membrane profonde fu osservato: Commoziorte della region e macu lare e della retina, laceraz10ni di questa meml.nana con stra vas i emorragici p re e s ub-reli n ici, distacchi di retina, rollure più o m eno vasLe d ella coroide, ·neurile otlica. L f'sioni da ron /rflrrolpu. Furono osservate su 70 militari. Qual e agente nrlr.eruntc si ebbe: pal lollola di fu cile, schegge di granata o di bomba a ma11o, palle tta di ~hrapncll, schegge di ::;as,:;i. l n due casi s i ebbe trn'111tensa commozione del la regione maculare e della r·etina in segu ito allo scoppio di tma granata a breve distanza e senza c he i militari avessero · riportato les ioni di a lc una parte del corpo . Nelle le:-:ioni da contrac<'olpo, la regione C{.)lpila fu a preferenza il terzo esterno del bOJ·do orbitçtrio superiore, indi la r egione zigomatica e il bor·do or. bitario infenore al suo terzo (::Sterno, raramente l'angolo orbitario i n terno . ~ella maggior parte dei casi si ebbero gravissime lesioni specialmente a carico de lle membrane profonde d el globo oculare. Infatti di rado s i ebbe a notare se mplice iridite o laccrazioni di questa membrana con ipoema. Anclw pochi furono 1 casi di intorbidamento del cri:;tallino. Di frequl'nle invece si riscontrarono: emorragie abbondanti m·l ,·itreo, nt'ttr'iLe ottica, commozione d e lla. r egione ma.culare complicata spessissimo co n emorragie capillar-i disposte irregolarmente oppure di forma perfeLLamenle ro.londa, assumendo un particolare colorito feccia di n no; commozione di tutta la r etina, lacerazioni vaste di Cftt<:sta membrana con rottura dei vasi, distacco· di retina , rotture limi tale od estese della coroide, co1·ioret.inili con esi to in atrofia in brcn-' Yol~crc di le rnpo.
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l<:sioni e il mecoani:>mo d'aziurt e dei dive1·si agen ti vulneranti, rlovenctn qui riferire ·soltanto in succinto qualcuna. delle. tante les ioni riscontrate. Molte volte ho potuto constulare che prmelLili eli piccole ctimension i ,
mentre . PJ'0ducevano lievi ferile su la regione orbitaria ~o lpila·: contemporaneamente da \·ano l uotro a lesioni gra vi ed i J'I'Pflitr'«bi 1i d PIIl• membnine profonde del globo ocu lan:.
1. - t:n 111ilitare çli tr u ppa tn e ntr<: eru in trin<·ea, fu colpitn eia una ~chct::g in di ~ra nata ne mica tra la n :gione zigomatica c il hordo o riJit a rio inferiore di :<inistra. ::'\.:i pri111i g iorni fu lr:llh:l!lltu nel n~ pnno oftolmico ùi un ospcelalctto t' ùupo dodici gionti \'enne trasferito al repn rto oftalmico dt:ll'o;;pedalc ,.,o. Ln ferita s u la rc·ginnc zigo!ll.t · ttca e s ul bordo <>rl1i1ario in((.'riore t·ra conapktanao:n tc: rip;trata. :\!l'esa me <lbiettivo esterno del g lobo o<'nhtrc non .-i n<>Hl \':1 tlllllo di imp<>~·taattc. La t'Orn t:a era tr:t!'parente, 1::. cmnt·ra nnt(.'rio rC' IWI'IIIalc, ln r<:at.ione pnpillar~ prorna alla luce " all'aC'Co· moda1.ione. F.~ame oftahn<•!'Cupico: lntc•rbidnam:nto dd \·itreo c<>rl- rari fiocch i <:JJtOrrag il'i. l':apilla a margini nnti ..- lienmaente ipcremica . Sulla n·g-ionc nwcnlare ~i llf>ta ,·a una chiazt.n centrale, p.:rf..-tlanlentc rot()nda, del diametro tli tre millimetri e di colore ro$0-5<:uro feccia tli \' Ìnu. Alla J><:rif~ria di ddt~t chi.1zza la ret ima p<:r dr<.:<l cinqne millimetri an·\·a pcrclmo il ,.;un colorito nornaale e ~i pn:::>entant ('(i\:m:ato~a. lio::nclllèlll« st riat:l. 1/acutct.za vi~i,·a ccul.rale ..-ra com plt:t ~mente abolith . II. - In altrn mi li tnrc che t:ra ,;tato colpito non gra \'CIIlt'llle da una pallcttn di sltm('tlt'l/ ~ul te rzo <'sterno de l ho rdo orh itflr i<> satpcrior..- eli si nil'tm c che \"CIIlle ric<)\'crato nel reparto dop<, :. )!iona i, in pr imo ten1 pu nu n si è p()tuto fare 1'..-sa me oftalmo~copH'O per la presenza di emorrngie nel vitreo, s nc<:es:<i\·:uncnte pero ~i è notato: R ottura de;) r:mto s ur><:riore dell'artet;a ce ntrai•· <!l'I la re~i na a circa s.:tte millimetn dal anarf:int· p~pillnn:. Sulla n:J<i'>nc nt~u·ult!rt= , ~i not:n ·a tllla chiazz:a enanrragira di "po$!a arrt~olarnw ntc, dc:l diametro ma!<simo di tre ntillimdri circa. di colore rossoscuro e attr~t\·ersata in scn:<o orizzontale ncila !'un porzione centrale da una stri!'ria li. near~ di retinite di colore binltl'a-gri.~iastr~. Ln ret ina cin•ostant<: non presenta,·a alteraJ.IOn<' alcmHt. ' Ili. -Un uffkiale di ltlllt comp;•~n i:t di ;;rditi fn fcrit,> <la nu1nc:rosc ,;cheg~e di grann•.a s ul hordo o rhitario ::uperio rt' l! a ll'aug-o lo orhitario es terno di dc~tra. 11 bulbo oculare rimase npparentenumte i Il e>'(). J.:bhi <H.'<':t>' Ì<>Tl e di '-"'~ervarlo d opo t•irca tre m c,<i dalla <lata della ferita pachè torna\'!\ dall o lil'euza di <·om·ole:;:ccnz;~ ~~li preseuta\'a all't>samt: oftnlau()~copico: accentu ato pallore del h p:1pill~. \·a;;i artenost. note\·olmente ridotti d i ('lt li hro. Su h macnln, larga e per!'i"tellte chi az7.a e auor~agtca disposta irregol:~ rm eute e circ<•nclntn da d<:po;;i ti di pig mento. In basso e all'auterno (ad immagine ro\·escintul. tra la regioue equatoriale t: In papilla si not~\·a un estesissimo focol:tio di corioretiuitt: atrofica ri.enpcrta in parte da essudati e Circondato da estesi accumuli di piJ.,•mento. L'acutezza visiva era ridotta alla pe rce1.io nc del nJc)to dt!ll:t naauù alla distanza di d ate metri circa. • · 1Y· -Un altro uf!ìrira le di artiglieria che c~;.nnlmente fu ft·rito in 1111 poligo no di , ~stntzlo~te' <la ura a scheggi;a di homba n mano , fu tna >'purtmo s u bito ol reparto oftalttaie·o llt. t<•ran . a. . l ,ungo il perc•>r>«> a,-... ,·:t in fatti perduto una noto:voli",;maa . . . cond'tzton quant tta rh ~a nguc. dtl ~~!l 'esame obietti~·o prtse nla\·a UJta picx'Oia ferita hcero-contu~~ !'ttl lt:rz~ interno ordo. orhatano llt(.,rio r..- di destra con fr:ntura dd hortlo stesso, "le>'tOne del saccu lagnmale c frattnr_. dcll'unguis L'e~:a n t<.- oftalant•~copico praticato in 1•rinao ~tm~. 11011 ha permt-s;<o ,n percepire i particol;~ri dl'l fmttlo per la presenza eli aLbunanu >tra_\·a_si emorragic i nel l'itreo. Il fe rito In tt• nut(l in rÌJ>N<O a~:'oluto e gli furono J~rat~ca t_c m_aezioni sottoc.1ngiuntivali di cloruro di Sl>< lio a l 2 °~ e a l 4 %· Dopo circa '~n ti "t'>rnl ali 'e . . . . . l' . . . ." . •• same o f !altno>'<cOpH:o st nota\'(t: m :alt<> e <l Ila da,;wnza t 1 carca set 11 11 · ·1 r h c a g•u~a · · cJ'1 un c::•pc: Il n !'OVr8!" • ·ta ,.att tnaetn d•tll~ '. --~ p·<1p'1l la, tstt~J· focn1:u· en1orragH· l'ir~o.a 11 a P~Pa.lla stessa, raggiungt•ndo all'interno la rtcgi ott c ntf<t'ulare. Jn hfl~>'<> e alavet~,~~ ~~!<l _not:wa un cstc_so ' forohaio ~i corior.~tinite che i_n hre.n : sp:-a1.io di temp~ pi"me ~ assu~Jto. nn partacola re colonto 11trolaco <·on prnlaft·r:az;on c ahbott<lotttc· eh " lltO a 11 :a perafena.
fi fl :u cu .'HO ~T.\TI:'TII :O DEL IH>PAHTO OF.ni.MILO , Et :C. V . - Jn!l n,· 1lt:\"O ri,·.. nlarc llll ca:-o di ;1 \~otìa .li~<'t:"llÙclltt: cl<:! ttcn·o ottico \"criricat<>'i in un uftit:i:tle dw. c·adcmlo ca:-u;iltucn u: dalla mOtU('Ìd <.:ita, uallè con l 'vrhita silti>-l ra coulro un cnn11tlo di snl'Si . .\ll'"~~llllt:" obicttiYo no11 ;;i notav:1 uulla di importante all'infuori di una leggera c•Thilllu:'i trn l'nngolo orh:tario esterno e il bordo orbitario inferiore do,·e alla p<J ipazivtH: ,.j pronx:m·a scarso dolore. !,a rt·(tr.ione pupillare alla lu ce c all'ac..:onto,l:t?.ione era :tbolita. All'esame oftal· nto<ropiro si rile,·ò w ltanto un piccolo foç-olaio di ('Orioretiu itc in alto presso 13 n:· gionc equatoriale. L'acutezza \'i"iva era conq>ktatnellle abolita. ' 1/esunc radiogrntico ha rileYato f r~ t t ura liucare del p:wiuh.:ulo ùdJ'orbita " ..!cl loro orl .i t~: rio che; na lur:~ltu E- n tc avc,·a leso Il • fibre: rld ll <' f\'0 ottico. nopo quarnnta giorni infatti , a ll 'esa me oft a lm o~.:opico, la papilla si pre~e lll3\'a alqnauto pallida per incipieme a tro fia tli~ce nd~:m c <Ielle fi bre del ncn ·o ottico.
La rollwa ,,,,Ifa I'IJroid e ~i è no tata ma. non mollo frCfFt ente m e nlt~ . Tale lesion e s i è avvLWala co·n m aggiore l requenza nelle con t us ioni d irette d e l bulbo anziccltè nl' llc lesioni da contraccolpo . r\L'II'un o e nd J'altro caso pe rò i a r o r:tura e ra · q ua.s! se mpre COHcentrica alla JJapilb. Spesso a.ssu m e,·a la. fo rma d i 1m a fa !te- esLenrlcndosi o l l re la re~ io ne eq uatoriale . l t;as i riferiti sono s tati lu Lf.i o::;:~c r v ali nel periodo in cui il re parto er a alfi da Lo a m e . Fra i militari d egenti per m<da tti e oc ulari , ebbi urcasio ne di notare u r: ca so di vano flal mite mt'la~ tatica verifìca k'ls i i n un soldato <·!Tetto da bronco poln;onile . La m elas tasi s i ebbe anc he in diver se a!Lre parti del cor-po soHo fonna tli ascessi rrnrllipli. All'esame batle ,·ioscop1co e batteriologico de llo Sl) Ulo, d el contenuto asoessuale e d el conle n1rlo oculare si è apvunl.o notato la presenza esclusiva dello pne umocco. Di d etto cas o si è occ upato il le nente colonne llo m edico prof. Samperi, allora cons ule n te oftalmico d t lla 7n armala (1). In up giovine militare che si è p r e.;;cnta.to all'os pedale con eso ftalmo ,imponente, lenta e progr essiva ambliopia all'occhio sinis tro, dopo pazi enti ed accu1'al~: ricerc he fu fatta diag nosi clinica ed is tologica .Ji :.arcoma parvi-globo cell ulare d e l pavimento d e ll'orbita. Previa anestesia clo ro formi ca si eseguì pr·ima la canloplastia , indi, St'gtte ndo il uordo o rP.itano inft>riore e a due millime ki più i:1 haoso el i esso, si praticò una inci sione interess ante i tess uti fino all 'osso. In tal modo la palpebra inferiore potè csset·e sollevata e rovesciata su l P.aso. 11 lumorr m esso allo scc.pert.o, fu enucleato W1 totalità e il globo oc ulare fu lasciato in s ito. Dopo quindic i g iomi pe r rRgioni assolute di sgombero rinfermo fu ltas fcrito a Milano dove d o po qualche m ese, esse ndosi ri pr·odot.to il tumore , venne sottopos to a un s econdo inte rve nto •..>JWI'al.orio per cui f}l necessario l'~;."Tlu c l eazion e de l gl obo octtlare . L' infe rmo dopo cinque m esi , f~ (·rfe ttam ente guarilo, s i è ripresenlato all'ospedale esprime ndo il d eside rio di vole rs i soltopo rre ad un n uovo allo operati v<' pC'·r ampliare la rima palp2brale e ricos t.mire il 10m ice c:ongiuntiva le · infe rio re . Coslilue nrlo la lesione p1·egt·cssa L'l1 uoli rn e trmgr>rr•, f(•ci r ompr·ende rP a ll'infe t·mo l'in o pporttmilit d e l nuo,·o interYl·nlo o pentl o ri o. La prognos i naLtu·a lnwnle rimase sempre rise r·Yata. ( l l (;. :-;, ~tPf.HI. - O f t:t lllli:t llt <: t a <t l\ t ÌC~t d a p th.: lllll <><'lll'<"l • i11 un ,-og-g-etto colpito itdlncnw duranlt.: l'attuale gra ,·e l.'piùemin. (;iu nwlc d i 1/l l'dicilltl w i/ila rr, fa ;:,cicolo \' , 19HJ. rl:t
AFrt:%111.'\1 liC:I ' L\HI
PH!I\'OC.\TE.
Di esse m i O<:CU l>c rù brP\'t•JJH·nt~. ì'\cl resoconto slatisli<·o furono di stinte in a fTezioni cerlamL·nlt· prn· rocalP e in affezioni sospdle di pro,·orazi{me. Qm·sle ultime furono chiamate su:-;pette pl' rchè sì tratltn·a di form t: p:uUo=>to lieYi e i militari elle ne erun o affl'lt.i non fq,·ono 'ln,,·ati i n possesso <ii nessuna d(·l\<: soli te sost-anze c:himi<'he alle a. produ1'1'e 1(1. affezione oculal'e. Vanno ann(Jverale fra le forme ,;o;;pt-llt• principal nJcr.te la congitllilivi[(. irrjtatinL, li JJlilata Rl fnrnin• tnn.~i11Jlliqtle in · fer iore c l.a rong-iunli\'ite pa.pillurc, produlta d i solitu con l'introùuJTt! nl'i forniei~ l·i pl:lutumrllle !a poln•rp d i ipt'cac u>llHL. A(fe:.ioni Cl'rf(f'll / 1' /11 (' wotur·(/fl' . -· Si rle\·ono di :-;L111P:ttt•re dn e for· me: lu. congiunli\'i.tl e, comun tSSl rllu. e la <:orncalc menn fn•qlH' nle. Le affezioni congi11ntivali a sua volta si di stin~n10110 in: LQaffezion i
provocate da semplice azione me<'<: un ic<t; zo afrt•ztnni provoealt' da agenti <:h i miei; 3'' aft't·zioni prm·ocale eia n.icror~mni ~ rni. . La prima forma c:ra donda a YiOI(·nlc slmfinazinni cklle palpl'hre e della congitmliYa della palpebra in fPriMe pralicat;t con le dila oppme mcrcè l'introduzione nel fornic'f' con)!i unti,·ale in feriorc di corpi inerti, quale SttbfJia, tcrric·cio o framm enti di intonaco ~\Jt.l ilme n te pol,·eriualo . l\<() risullaYa rossOr(' e lié\'C ed ema. rh •l le pal pl'hn• con i pvrernic1 congi unli\'al e limilala al fornice infer·iore e al spgmenlo ir1fe· rio•·e tiP I globo otularc. A CJt ll',..L<t funnu si era solit:> dar·e il nome ;li ccmgiunt,ivìlt· irTilalint e si cla:::sitica\'il per lo più frn Il' forrnt' sospett ·~ . I erapia. - Sempliec l<wap-gio do! forn ic.e inle riorl' !W l' asporta,·t· meccanirétmente la sostanzu irritante; bendt~ .g·giCi al c:ollociJ(Hl. l rnilìt.ar·i di solito prt'feri,·ano procttrarsi le lcsic,ni oculari con :;ostanze chimiche, delle quali a.lctrne f11rnno ~~~ate -di frl'qtH!nle, altru di rado. Fra le ultime è da notare: sulllinw to corro,;i,·o in pol,·e rc, bitrnmalo di pola:::sio, solfato di ram ·.:: e n1lrato d'ar~~·nt.o in sostanza, tintma .di jodio, sapone , sa lr, pC' pe, poh·ere da s paro. Ricordo inolh·e di aver ,·isto in rp•aklle C<1SO la pn·:'C!nza di una r-austicazione nel fornicE' inferiore e su la ronl!iunti,·a ta rsea st~r>erion: , d?Yuta., a ccnfe;ssione d el milllare, ('ile nC' era affl' Ltn. all'nzivrw dd la srgarella ac<·csa e PO!::'giula :' ti la cnnzi11nt ,,.a ctc>l fnr·ni ce e ch•lla palp ebra superiore.
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Nel prime anno di g ucrm 1-:T<-m parLc d elle aff('zi•mi rnnp:iuntiqtli Provocate furbno dovnte all'azi ona del tabacco d a fumo e all'ipe cacuana.
La con5iuntivile da tabacco non ~i prc·:;('ntant lllai i n forma gTa,·e : ~. ave,·a ~ulla di carnt!e1·isl iro. Si nnl;l\·a lagr·imazionc. fotofobi a d un '.ntensa 1peremin a l fomice conp·iuntival<· inferiore do\'e YPniYa n~EOSllala la sostanza. Se la manona nni\·a t•ipr!tlla più YOl~. si m nva un . 1 sr~essimento d ella r OIIf innli,·a <il'! f,.rnit:C' i u fC' ri or C' con foraztone rlr Pl<'roli f()ll icoli. 110
..
l uS
IU~:'lll~ lNTO STATI~TI CO DEL Rt:L' ,\RTll OJ:' TA f.)ti CU, EC:C .
La conb'iunti\·ile da ipcc·aC JJanu , s pecialmente se , come di :;olito a n-e niva. g li <lmmalali si prc:;~:: nl o \· ano dopo ave r introdo tto pill volte la so.=:.lanza n e l forni ce e in divt·rs i periodi di L.e mpo, aSSUIIH' I' a d••lle · ea ra lte ri s tic he pt!r c ui la dittg nos i no n t·iusciva diHìcile. Si notava: rossor e de i b o rdi e d egli angoli palpeiJrali , inte nsa ipe1·emia di tu Lla lu cong iuntiva pa lpebrale e bulbat·e, più accentuata al forniL:c infer iUJ'e, d o ve la eong iunliva s i presenta,·a scabra pe r la pre~Pnza di picI'O ic· papill r ipertrofì chc, is pessìla, di color3 cam e Ja,·ata e facilmente solleva bile in pi eghe. Non rnan ca,·ar.o qu asi mai pi cco ! ~ emonagie sclltocong iunlintli. ~u la congiunli,·a larsea s uperiore e s pesso a nche su i fOJ'ni r i, s i no tavano gros~t· papille sessili, di colOr:! t'OSSO sbiadito, fa cjlm en t,e sa nguinanti. Quest<L forma , dai m edici di r~ parlo s pesso e ra eon fu sa con rl lracoma papillare. Subic lli v amen le i tmlitari accuscn ·ano la frrima zio né e fo tofobia: la secr·(·zione per lo più e l'a SC<tt'Sa, quak lw vol tu pe rò s i eL be :::ec r t>zion e pnrulcn ta abbondante . Tf'rapio. ·- S(·mpli ci lavaggi d e l sat:co congiunlil'alc c fasci a tura a l colloclion. La cong :n n th·itc da ri cino infìne s i è noLa la s u Jarghi ~sim a scala e dal sec.<lrtdo a 11n o di g uC'rra in poi fu la fo rm a pre fe rita dai militari c he, rierrtranrlo in zo na di g uerra d opo le lic:)nze invernali ed esti\·e , torna,·ano b t> ll prn,·\·is tl rtella sostanza. Ad un militarP. rico rdo di a\'lòl' trovato un sacc llello contEne nte 106 g rossi semi , gelosame nte cus toditi n e lla fodera d ella g iubba. E' ·no to in qual modo i militari s i pt·o voca n l no la cong iunth·ite. Dopo avei' s bucciato il sem e, un framm ento d c· lla. polpu. veniva. introdollo nel fo rni ce congiun iiva le infe riore c lasciato in sito pe r un l('mpo ,·a rio. La forma. p1Li o m eno g rave di congiunti vite c.he ne de rivava e ra naturalmente in r a pporto dire tto aila quantità de lla sostanza introdotta. e al te mpo !asciaLa in s ito. La diagr.osi di solito e ra m ollo semplice . I militari s i presenlan1no a tesla bassa . a cc us ando fotofobi a , lag rima zio ne e doluri in ~n s i. Ob iellivament.e si nota v:~.: no t0vole cd Pma delle pa lpebre, che mosi Lle lla congiuntiva oculo-pa lpebral e, escare SUl l& rfiri ali o profonde di col ore g ialluslto, localizzalte quas i sempre r.el fo rllice infe rio re. S l'c rezio ne pmult>nlR abl1cmda nte . Ing rossame nto d elle g h iandole preauricolari. La cot·neH parlecipant al proc~;;~sso solla nto n ell e f0 rme m olto g ravi. La cor.g iJtnliva ~arsea s upe rio re di solito non presentava. aiLe r·nzioni di sorta . La Le rapia cons is te va nella ~w mpl i cc ins li llazi one di un collirio di cocaina al 3 ·::. e applicazi one di po mata eli a cido pi c rico a ll'i %. Dopo qua lche g iorno l'esrara s i s tacc ava e la con fliuntiva dis trutta. ,·eniva sostituita da tessuto cor.n eltìvo ci catrizia le c he ~w ll e forme g ra,·i da va luogo s iste mali camen te a s imblc faron. Tra le congiuntiviti mi r robi che proco,·ate è da a nn O\'erare la form a. f!OMcoc ci(·a. :\ ella zona del la \'al Ca m on i<"t c d(' lla \'a l Giudic.arie p e r fortuna, a diffe renza di allri sellori, s i ebbe t·o pochi ca :>i. l militari tra sporta ti s ubito g uarirono compll'laml• rle svnza esiti co rn r ali. Alla cnt·a. c lassica si è accoppi a ta SC:' IllJ l r e ltt. cura col ,·acc ino an tigonococci co d c ll'l s lilulo S i<:r·ote nJ[Jico :'vli lanese .
RF,SoC'.)NTO ST ATI STl CO DEl. RI::P ARTO OFTAL~I! Ctl , r.:cc.
Prima di porre termine devo ricorda t·e che alcuni mililari d egenti nel r·epu.rto, n~··n g uarivc no mai q11ani•rnq ue fossero a ffr! Lli dall'-! comun i
malattie della congiuntiva. Così una congiuntiv ite eczematosa o da Koch-Weeks t: specialmente (J\lel!a da M o! <L'<-:\xenfeld, veniva munte· r. uta sempre allo stesso stadio pe1· mesi e mesi. Per lo più questi militari, con semplici mezzi meccani ci, (strofinazi oni con le rlila o con d ell e pezzuole più o meno sudicie), riuscivano a mantene1·e perennem ente uno stato catarrale della congiuntiva sulfi c1ente per non fal"li dimellet·e dall'ospedale. · Fra gli altri. ricordo ch e uno di cost01·o w esentava un' ul cera astenica marginale della cornea c nmase lungamente in clll'a qu a::;i sempre nelle stesse condizioni. Soltanto q uar.do mi decisi d i dimette rl o non
F i~ura
l.
guarito, seppi da altri soldati che il militare dimesso, sistematicamente· ogni cinque o sei giorni, con l'ung hia appuntita riusciva a scalfire l'epitelio corneale in modo da impedir<:; la riparazior. e d ell'ulcera. Cheratiti provocate . - I primi casi ricordo di averli visti nel gennaio 1917. Nel reparto oftalmi co dell 'ospedale 010, dal giug no 191 8 ho a·vut.o occasione di vedere alLri sei casi. Quelli osservati nel gennaio 1917 e successivamente nei mesi estiv i del!o stesso anr.o a Udine. presenta va no t utti gli stessi caratteri. Al centro d ella cornea di destra per lo più , si notava un leucoma che interessava gli strati superfici aH della sostanza propria della comea , perr~ttamente rotondi , del diametro •ii due o tre millimetri , di colore bla!lco-porcellana, lievemente striato e con un a incrostazione cent rale facilm ente asportabile. . . Il leucoma centrale a limiti molto n etti, p er lo spazio di mezzo milh~etro era circondato da tessuto corneale Lrasparente, al quale seguiva un ~lt~a opacità corneale a forma di anello, larga mPzzo millimetro, ~/.1 mtti netti, di colore biar.co-grigiastro e interessante soltanto l'epicon la Rowmann. Nei casi o..:;servati nel 1918 inVP.ce , in alcuni sì i'nr:~a un esteso leucoma corneale semplice centrale e paracentral•; nore, com~ nell a fi g . i , d1 colore bianco-por·cell ana, con slhatur<t
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HE:'Ot!:>NTO STATI::>TlCO l)t:L REPARTO OFTALM l CO, ECC .
g ro~so lana e notemle in crostazione cenLr(de. In altri casi era rispettato il centr·o clt>lla cornea e i leucorni corneali semplici 0rano localizzati s u-le re)?·ioni paracentrali (fig. 2) . Queste lesioni venivar.o provocate con la lesta dei fiammiferi conlent:nte g rande quantilà .di piombo e acid•) nitrico. Esse bagnate con ucqua o sali,·a ven ivano poggiate su la corn ea per un tempo vario a second f~ del la lesione più o meno profonda che si voleva provocare. L'analisi chi m ica dell'incroslazione ('Orneale usportat:J. in un militare ha; appunto 1·ivelato la pres<:nza di nilratò di pio;nbo. Cataratta 11rovocata. - Ebbì occasione di vederne due easi su due militari della stessa provincia e proYcnier.ti entt·ambi dali~:~. licenza estiva. ' Il prjm() cii es,;i as:;ef'iva che dur·ante il viaggio di ritorno , un f.!·am·
f.'hnara 2.
mento di carbone gli t ra penetntlo nell'occhio sinistro. Giunto al proprio r eparto, l'acutezza visiva era andata man mar.o diminuendo fino al punto da non percepire più neppure la luce.
Il secondo affermava di ~sere caduto su un ammasso di fieno e di a\·er battuto con l'occhio sinistro contro il filo metallico che set'viva per la l egatura dell'ammasso stesso. Tutto ciò era avvenuto durar.te il viaggio di ritorno, prima di raggiungere il proprio reparto. Questo militare aveva percezione e proiezione buona in lutti i quadranti del campo visivo. AIJ'esam~ obieWvo, entrambi presentavano una piccolissima opacità presso il limbus estemo dell'occhio sir.istro, lungo il meridiano ot·izzon tale; reaz ione p_upillare pronta alla luce, cataratta corticale completa. Nessun dubbio poteva nascere cir·ca la provocazione della lesione. Si è doYuto ammettere però che i duE> militari appartenenti alla stessa pro,·incia , abbiano avuto entrambi lo stesso complice in pe1·sona di un sa nitario indegno che, a scopo di lucro, si è prestato ad esaudire il loro Yile desiderio. Data la g ravità del fatto si diede subito comunicazione alla dil'ezione di sani tà per gli eventuali a~~rlamenl i e n ello stesso tempo i due militari fur·on0 denun7.iati al 'fl'ibunale di guerra.
HE=-'tW )N l'l i ::;T;\TISTICO ~~~~ 1. REPARTO IIFTA I.~!JCO ,
•:cr:.
t t)J
Da l giup:uu 191 ~ al gt'rnw iu 1919, senz.u tener conto delle nttmcrosis5une e<ol razior.i di s~Jwgge dalla cornea, furono rla m e pntliculi o~~ alli opu·atorii. Di l'SSÌ, lltli.l parte furono pral ku~i per necessitò, quaUi rexenLeralio ht!lbi , r enucleazione, l'escissione di wolas::;i iridei, f>las lica ('(.h1giun li\'dle; <.tllri furor.o pralit:J.ti per ric hiestu d ~ i t'it·ovt>rali, e rioè. e:; l i rpazione d el sacc-o lag rimate, pleri;!ion, calazion , t•nlmpiott, iric'kdnllìi<.t o. scopo ull.ieo, plaslidte pr!l pebrali. L 'cxentcralio bulbt si è pralintla nei ca~i di punnH<tlmile lraumalint e nei casi in c ui vi r r a un'ampia rollura del glnbo oculare· cnr. fuoriuscita quasi tota le d el conll't1lllu oc·tdar·e.
ltUerventi tJ/)f:ratorii . .-
L'enuédcazione inn'èl' si è pt·c.ti('alu ed a mgione molto di nuin. Quando si è poltrlo qucsl'attf' 0JWralivo ;:;i è sus~il.trilo all'exl·ntentlio bulbi nei casi di ampia rullura nor. int'ctll.t dl'l globo or. ,dare e con fuoriu:;1·ila p;u·ziale dd ronil.!lllll(l oe11lare ~tr:-:so . Tutti i militari cun ft:rilL' pPrfontnli dd ~·lobo oculare ,·c·ni,·ano ,.;ott,oposLi all 'esame r·a.diografico. tJuandL s i rileYaYa la. presenza di srllt•gg'l' melttlliclle <.'rtrlnbulba ri , an•nclo ~t·u ,·ata insuflìeit·nh• per l'estrazioni' la calamita di Hirschbl.':rg ed e,.;:;en rio il rvparlo sfor·nil.o di rt!Ht. ell'llrocalamita giga nte, i mili l:u·i fc·rili vcniYan,1 ill\'iali d 'urgenza a Ì\'l ilHnu. l militari con feril~· l1t'rftJrallli della cornt'H o dt' lla :;r lna l' dul corpo t'ilia re con c:,nmt· r·adiu)trarico lll'!!<tlh·P, \'l'l1i,·an(t lrallennli in PSservazione per un ]Jl'I'ÌOdu di (p t in d i t: i. t re n la t:iorn i, pro n l i ad i r.ll.!n'enire se ,.i fd>':'>v :-:tula la mirta'·eia dpJJ'ottalmia sinrpalira. clw non ,·i cli mai sv il upr;an~ . !\tenn i di cptt'Sii militari elle an•vano l'iporl<llu ~Ta\· i fl' r\lt: pt• rfora11li tl i un globo ocul.ure. ('hbi orcasione eli riveùerli d o po diversi 11lCSi pe re hl.' solloposli a pt·oyn;dirtteuti rncc!i<'o-IPgali e dovt'l li cn11:il.ala re rhe le le:;ioni rsLeme en11tO pedt>llanr e li(C ci<·atri zzale, le aller<~~ioni delle ll)('nlhralle profonde enlllo irreparabili . ll lll gli infenni non :;i l;ulh.: nklvano di nulla all'infttori tlcllu uole volr rliminuziom' d ell'acutezza visiva. [n tutte le g ra,·i l't:: rile perfurar.li ciel globo oculare con pr·ola::-so eli Lessuto uvealc e fu orinsc-ita di ,· i l r~o. <.lupo resame m~lint:Taf i co nega-
ti\'CJ, fu w alicuta sisktn:ttitanwnle, pi·t·,·ia tlSris:sionc dl'l LPs,:uto prolassato, la plastica crm.2iunl.inde, allo scopo di imJWdiee sia J'nlt criore fuoriuscita dt· l con ll'n trlo O('ttlar'..', sin un'i11ftlzinne :'<'Conrla ria. l r. seguito a ric.lti(•:31u ch'i militari degenti h tron1) da nlt' pmlit'Ult; n. :?t) estirpazi oni del sacco latrrimalr ; n. 1:l operazioni eli ent.r opion e lrichiasi eol metodo di auesh>sia locale e opèratorio .del prof. De Li elu \ :oltaro e "· ~ iridrctomir a scopo t)l,lico. Pmt icai i•wllr·<' una operazrorw di strabismo (tenolomia rJel l't'Ilo intorno e aYar.za.mento capsldOmuscolare del rrllo ('Sterrno) in un tnililat·e con :;L.rabismo cnnYerg-cnte monoculare di 30" e con ucult'zza vis int rr luti ,·amentc ben conset·Yala. Ncll'u!Limo periodo infìnp h o nratiral o tre plas ti ch e palnehrali su militari in atLesa di riform a c L~ff<'lt i da g t ct \· e cr.lt'OJrion cicalrizinle d el la palpebra i n fm·iMe. Zona di guc rr·a, fl'bbnuo lùl9. t 1 •
!.iamalr rli mcdi, i11a lllililarc. -
Fa~,· .
11 .
10:!
NOTESUL SERVIZIO OTORINOLARINGOIATRICODELLA 3aARMATA dal novembre 1917 al dicembre ·J918 <:apitmw m•·di co, f!Ìà tlir·o•ttorP d ..J r·•·pt~rto ohrriuolai'Ì.IIgointrico cldl'm•podalo du <·a.nrpq :?04 (' c .. n,ulettle d'•u'lll<tt.a, oiuto della Cliniot~ otor·iuolruingologicu ttdl.~ H. Uni\'t'I':"Ìtà di Ca wnm.
lJèl' il Jutt. Pietro Caliceti,
p;eJl'olttJbre lfllì. drlpt> la purlenza dalla zona di g11crra dl'L mio mal'st.ro prof. Cilell1, per ripn·n dcrc l'insc!!namenlù nlli\'t'!rsilario, venne atticlala a m e la d1rezione del !'('parto olt n·in.Ji aJ·ing-oialrico dell'ospl:idale da campo 204.. e la r r)nsulpnz.c-t d ell'annal.<l. l o 11ort inlt'JHito dar(• 1111 dt>llag-iialo r·et td i<.:onl o de l servizio esegu ilo e d i lulli i nlililari ferili o anunalali, l'llè fut:nno da rr1c ossc rYe:tli , poi<:llè en·do rhL· questo riusr·i r t•ld)C di I' Ot:il ulililit seil'nlifi,·a e pr aLil'a~ solo ll11 li m ilerò n re nell'l'e note lt• prirwi J><rlt Os!"t:rvm:ioni fHllt!, i criteri clinici e LL•t'<q:>eulil'i da me seg 11ili, e i r·asi cli tti•·i rl!e p1·uscn\.arono maggior i 1t ll' rl'S:.ie. HJ g-tta rdo all'or,gantt.zazilJJH' ch·l M'n·iziO \' Ì aetwuterò solo hrC\'emenll'. Dopo il ripi eganwnlo d l'l nostro l'!>t>rrilo sul P ian.l, n~ nneru i~li· t.ui~i per la lll u.rllHlli.l clllt' gran cii rt•parlt d i :;pet..:ialilit: l'uno a ~lira (Pado:va) d ell a. c;aiJ<ll.:ilà di circ.a 100 !L'Ili, l'altro a H.llvi g-o (rrazi ont· l:anl.onclzzo) della cn.pacilà di !WO. Nel reparto el i ~ l i ra che ser viva come reparto avanzato, \·nnh·ano irl\'iali in tJJI Jlrimo lem pu , COlllC e ra slalo disposto da ordini l'alti òit'éllllili'C a lulii 1 corpi di lin t!a, lutt.i i ft•rili e gli amntalatt della SJ'('l'la lt lù . C..Jti(·;:;lu n ·pu rto a\'l' \ ' H il com pi lo di :-;cleziorHU'C! g li atn'malati, tra~tcnendo in cum quelli l'lll' pole\·ano gual'irl! in por.hi ~ i ol'lli, ill\'tand o, .inw<'e, m·l grnnc!r· rL'Jlarlu di Rovigo quelli aJJIJiso~·nL·\·oli di lltllghc t:ttn· medic lrc c ehiru rg-iehc e di provvedi menti mcdit:o-legali. Da que:;lo n•par lo di Ho\'igo Vt>lll\'élllO poi inviaLi, negli ospedali di s rwc i<tlilù di Bologna g-J'in fe r·mi elle ricltit·devano Cll l'oC superiori ai ltO g iorni c:i rca. e <:Ile aveqLno Sl il)ì\ u a LLi operativi, la cui ){uarig-ione si protraeva,. pvb· lungo l0n1p0 . I l nostro scn ·izio comprendc \·a inullre: 1° \ 'i:;ile am l.ntlalorie; 2" Esame di idoneità fi sica per l'udito e primt" Yte rrspiratMie per J'ammissilnte alla scnP ia d 'aviazionf'; :~" P(•rizir· rwr g li a ttlulcsioni sli.
*** Corrw si nula ossE>rntn clo l'(·lenro d(•lll' lllal<tlliP . il rHill1L' r O ntaggiore I. , rifl t?llt: quelli di lcsicmi ::;trpJHtraliYe aurirolari . [ wocrssi s11ppmatiYi acu ii a ('al'ico dt.>ll'on•cchio medio si sono risconlriili nrlla ntatqrionmza elci l'nsi nei mililari delle classi più giodt·~·li
~ OTI:; :5L"L SE R\'1~10 ùTOU !SOl..\RI;'\GOL\THILO. E~ L
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nt11i, Jllll f<H:ili, in f!\'rlera lv, <.L ri::;utli re ): li l'lh·lU Ùcl d1sugi th:lla \' ila da t rincea e d ell e influenze cl ima1idll'. La 111 ag·gior parte di questi in fl'nlli, in seguilo a l'lll't' continue t'd a<lq.runll' fla,·ap:!!·i aurit:olar i ripclu11 vari e volt e a l g io m o, impac•·ll i · céllrlu-t tmidi , uso eli mpelicam0nli au1iflogis tici gener.ali) hanti O pulu tu guarire se nza com plicanze. in un perio<lo n : lalivame n lt' brev e (dai lU-15 g-iorni ), e l'ipn:n d t>r c quindi. [Jreslo il lo ro ::;er\'lzio. ln tutti i casi di <tiJbu r; d uHtL' su ppurazion c io Ilo ott eu ulo Sl}lllpre olt.imi risultati dall'u so d L•i lnva!!d, l'nn liqu idi skrili e tepidi indiffere nti , o con soluzio ni leggernJCn te antisettiche. In una. p11bblicazione UJ n o i aubiamo insi:-lilo su lla pmlicib (~ St ill't·fliraria eli queslo m etodo, dimost rando anco ra, ~:un rìn~rd113 bucterin:-:copiclle. il ,·antag-gio ehe esso prest·nta su l m etodo eli eu ra a sn·co. \'anln({;.no dH: s i dimo::;Lra., sia dal lato pral ico, essend o tlll 111ezzo a ll a porlala di tu tti che n on richiùdc tecniche s p eciali, s i<t p e rc llè ron es::>o r;<JI d eterminiamo una forlc dilu izion 0 clL•I pus rvsiduo eon illlpm·erimento di germi. :'>.tol lo rilevante è slalo il ll ltll! e ro d t:ì tn il ilari riscontrati at'ft·lli d a suppllt'azionc t.impanica cronica . _LI g randt: nllmc ro di qnesti otu ri'Oiti cronici è s piegato dal fallo , che per le d isposizi o ni vi~cnti d u ranle la gu~.; rra. Prano s la1 i a:"::.lln li in serYizio 111ilil a ro s;ran parte d ei ri forma Li per q uesta mal<tllia. Dopo più di due anni di ~(· r vizio nei r eparti di s peeia lit.il presso L'ese rtilo, noi pn:;sinmo rm.t afft.>r mar(' ehe nou è ''rro, co1ne l' redono alcLmi, r: h e Qllc::;ti l ., s iano d ei n(Jn 1:alori e elle p er r·iò d t: blmno essere senz'allro climmali dal spn ·izio militare. Nelli:L grande maggioranza. <$;i lmnno p ot.ulo vl'nire util izzali nei dive rs i servi:t i d ella zona di guc rTa, e prestare com e g li altri 0llirno serYizio . Cer ~o nwlli di q~tesli, s p ec ie durunlc la stagion e umida e fredda, hanno avuto bisogno di tanto in tanto di un tWriodo di Ctrm; llla queslo non s ignifi ca pct·ò, ch e non s iano stati ugualmente! profkui all 'esercito, llt' r cpmnto abbiano ril'llit:•sto un'assistenza m ed ica maggion•. Ho scmprt! ritenuto ehe il peggio re dei pro v,·eclim cn ti fo:-;.-;(' quello el i concedere· p er le forme s upp"rali,·e_croni c h e d e lle brPvi licenzP: qtiE'Sle non fanno alb·o ch e incitare i militari a ll'c:;age r·azionc c a col li v: u·t- il proprio male trascurandolo, o ricorrendo t H~ rfinn a soslnnze irl'll nnli o <H id i t~iJI ura caustiche. Cii inr:onvenìenti che m o lli h anno c·onslalalo, che cìoè questi ototToiui cronici non fanno t'lte passa re cb. un ospedal e all'a ltro S•~ nza ,·en ire mai u!.ilizzati, noo si verifkano se non qu<-tndu essi capitano sotto le Cltl'C di medici non s pecializzati, i quali sen za E:seg uire cur e r·a zionali :>t• li rim andano dall 'uno nll'alt.ro, fino a e ll e non Yi cn preso un provvedimen lo quals iasi. !\ell a nostr·a annata lulti g li annnalal.i di s pecialità. ùovevano essere in viali , !W l' di s po~i :r.ioni faLLe diramare a tut!.i i medi ci det corpi e degli O:>lk-<iali, solo n (li rt'pa rli apposiLamènle s la bilil.i. Ciò da un Ialo ha valso certamente acl ill1J1Cdirf' gli inconve nienti sopra accennati, dall 'altro ha forsP. molle volLe lratl enuti !!li s tessi m ilitari dall<ì si mu lazion e o esager·azione e dal te ntare scn?.a ;e nlirM ak,un bisogno, di farsi ricoverar e in ospcclah' p er ottenere· qnalche vantaggioso ( !) C\UCETJ . - Snl v:~l<m: <ki laq1ggi ndla ('urn ciellc $nppu ra7.ion i timpauichc . •-lrt11. l. d1 olo/()J.!Ìtl. 1-'o/.. :\:\\'111. F(I .<C. : . I \J ij.
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i'\liTI:: :5\..iL :5t:llYIZI(l llTIIHINOJ... \HI!'\ GtH.\TRICll, EU: .
pr·un'(•cil lllt'fllo. l mil'i ! olitici non rimanenmo un.:linariamenlc in l't'· parlo pi tl .di 11na cp rindicina di giof'ni, g iaechè era fal'ile in quc·slo fral· tempo oll l•nere un f!t'nnck migliommenlo o addirittura la Ct•s;,azion~: d('lla suppumzionc, O\ \'t'l'O di stabilire in quale categoria pnLesSt'rO ri('ntrare ci rca cn?n luali pmvvedimenti medico-h·gali. Q11t~.gli olorroici in CIIi non si os-;t•n·avnno lesioni cario,.;e P lll'i q11a l i il proces.<;o sup plll'idiYo si manl<'nt•Ya moilo ~arso ed an~va lt•n,fL>n;:a ad arn•slarsi, dopo nn certo JWriodo di n rra, Vt~niYHllO in,·iali ai propri C(>rpi eli lirwa; qul·1>!1i con carie nnilall'ra!..; lil'Obahii iiH:'Ille lintilala Hgli ossiC'ini o a pie<'oli lralli dPila pardt' labirinlka, in cu i la. sup purazinrH' an·'·" llltlllo [(·nctenza a pvr·si-.lt•n·. ma l'hl' ract:\'H lt'llll'r poco ) l{ t' la ,·ila degli infl'rrni, vconinlllo !:'ollnposti al ~iud izio della _giunta !';aniLaria d'armata ed ass\'gnnli a st•tTizi rJi :2' liTWcl. Solo quelli con carie manifp..;f;~
tmi -o hilalt>rUil• pt·~·)! i n ~e eon siPtomi di lallirinlil<!, si pro-
JìOOP\'itllO pt·r In. r·ifcll'ma. Ccn1lpnrl;m dnc i in la! mud,1 noi abbi<tmn ptt· t11ln 1rtilizznr(• nn gTan ntJIIH'J'O di q11rsli infermi, ritenuti d'in!-!·oml~t·n negl i nsp~?dali e nell'e~preito. Sl·t·,·,·rtdnrni dl' Ì numer( JSi easi di :HIJ>Jllll'azi oni tirnpaniche, anrti in rura nei llcr.ìtri n'l'<t J·ti. hn rerrnlo, in una lt111ga sc•ric di estwrit·nzt·. di sl al,il ire ton JJL1rnernsi csa111i hadl'l'iMt·0piri e r·i rPJ'c·llc· ltadc·riolo!!'il'ltP, se nelle su ppuJ•azinni li 111 pHnichP la f]()l'a mi.'rolli,·a va1·ia .a Rt:"c•onrh dc.•llt• divc·rsP fas1 dt>l Jìi'OI't~;;so illfÌ<tllllnatn r·io. e ~e può esi;;lt•N1 nna rcrta c·orn·lazione tra lo stato dcallu snppnrazione e il n~ perlo baderico e inoiLrl', se rwiJe ~llfll'Ura:t. io lli quasi c·omplel+trm•nle guar·it e, nt>lle quali r esiclua solo tll ta .a..;sa! :'l'•trsa !'i L•rn~ila. si I' ÌII\'Pt\)!Pi'CI Hlll'nra !.rt·r·nrt. e qualisia la speriE• c Ja patog-1·nir·itit di essi. Dtì queslc r·i,·Prl' hc 11 noi pnlc'mmn t. r~t.l'l'l' i St'!!'llenti risultati: m·lle :::.uppurazion i limpartrchr acult• si ri -
scon lrill'tliiO q11asi r:nstantt•Joenle il diplncoci'O di Fri\11ket, e lo s1reptnl'Ot·co, u gli sta(ilocnc<'lli pi og·eni (allìO-atll'<::ol, ora in cultura p 11ra, ur a assoc iati f ra !oro . Più facilE· a risc·onl.r';trsi È' il rliplocoç(·o, S<'!UtC in orcline rli fn·q11Pnza lo :::lr<'ph>corro. inrli lo slafilt~t·ncco <um·n t' albo. ln qnesta fase aruta ch•ll'otilt· o 11011 si rinven~rono forme bn1·illar i. o queslr. ;;ono a:::~ai rarl'. I\l'llp :-<ttppura7.iuni tinrpaniclw t'I'Onidl L', iTWc·('(· , <H'C'anlu ai din·r-si rnierorJwnismi ricorctali )Wl' le forme aC'IIIL-, si risrnnlrano n11mernsp for·111e baeillari. D'allro cantu, t'samin<tnrlo nllm~ro:-;t· suppllrazioni ltlll· p aniche arulc c nonicltc ·<' ser.rnrnrlCJ anrhc haltt·ril>s<·opit·amt•nlt• l't•\·oluzione dPI pweesso infiammatorio. !10 pol11lo constatare· c·he il runl('nllln hallt't·i<·o, va lentanw11t.e mnrlifi(·anrlo;;i èL mano a rn anv elle la supl)llrazimw lt·ncl1' n. g-uari~ior!C'. 1 òiplococ:rhi ~ t<li sl repln('oC'i'hì. rl1e in gC'nr ru le clo111inano il cnmpo nel l)(•riodn iiC'III.o cll'li'inA;1n tmazione. \'itllrtO fWmflrP pit't dimitttll'tlllo: llll·lllrc sia 1tf'IIC' fornw IH'llll·, rna sopratutto in fJ.nelle c r onil'he si osse rva un rn·:-.tl'lllt• s1·iluppo dl'ilP forme baci Il <n·i. I n \'ari cal"i in cui il JII'OCC's.:;o suppu rali,·o f'ra rtttnsi sp(·nto (' solo t'Cl"iduant 111Hl S>·<crsa ;;iprn.::.ilù a t'Olllallo della mnros11 lirnpHuirn. ('nn. (rl c~r. r<·t~'rr.- Co•l(t·il•lltfl :tllti "IIHlÌo ddb llr.r:t m it·rnhira eh Ile ~llppnrnti<>ni tilllpamrh <'. (/'atltole>gic.,r n. n C. , ,id 15 IH>\'t"lll i>r t · t<p; l. .
NUTE :SUL :;ERVIZJO OTURINOL!\HINGu!ATRJCO, ECC.
Lli:'l
slalui la pr·l·:s~n za di bacilli, cill' , allo Stlldi o hacleriulogico si dilllostrarono appartenere al gr·uppo dei prutei. Jn Yari nlsi 11ei quali il processo suppun.l1vo seml)t'ava cl inicamtmle spl·nlo. e rwi qtt;di nmstalui tlctderiologi·~amente la yres~nza di questi b.ar illi dd g ruppo Prc>leu:>, vidi riuccendersi di nmwo il prut:L':-':"0 intiunttnal.urio l' rilurnart.: ullbondunte la suppuraziom•. Da ciò ~i pol reiJIJè petJsun· dll' i n:leni pmclot.Li ùu LJLtesti baclt•ri (n·leni dté Cctrl.H>th! \.' llau::;e r rnbero bl'llC 111- evidenza ne.i sub::;tnùì uve vegetano) agiscono da inilanti su ll e rnuçOSt) giù 'ti.lleru.Le. !acilil<tndo in Lal modo lv rittt·tdizzazinni. Ebbi campo, infine di ril èvan>, e lle nelle rilu·t~ l i;'.zazioni cl l'lll.! (orme t-ronicltt', p rendono di nu ovo il sn pru\-Yl'lllo i dipltH:urcili, n gl i ::-;Lreptococchi o g_li stafilo('.ocl'IJi (gli stafìlnriKehi r u.nultelllL' :;i tro,·anu in cultura. pum, il più delle \ olle :;unn associali ai di pio u agli sln· pln~.:o•~c hi ); 11kntre i ba~illi di CIIÌ !'Opra , t11 e Cl'<lflO lltnU8lÌ (lllél~Ì tç[i IIIIÌCÌ OSflÌli dtllo scar-so essu dalo limpanico , si riducono a.-;.::mi di n11mero H al le \'Olte s~o mpaiono. Fra. le numerosi:;:-;i m e utili medie purulcnte ::;i ebbe so\'t• nt.c un risentimento pi(J o nll'no a!'rcnl11a lo delli.l mnsloicle, chc mulll) Yolte, ::ì1;omparve con l'uso degl i ant.iflogislici gcrH:ntli , d egli imparchi l'aldoumidi t'ipeluLi vurir \'Olle al ~iurno, dl'i taxaggi a11ri<:olari e con il buon d renaggio del condntLo. La magg ior p u rle d ~ll e complieanzc ma:;toidee furono consecutive ad olili medie purulenlc acute. Esaminando in numerosi casi di mastoi dili oper·ate, il ronlènulo batl<•rico della cassa timpaniça e quello del la ma sloide, hu potuto eonst.alare che i.L\'\'iene una vera selezione lr·a la flora mirrobi ca delhJ. ca.')s<.t, poicllè fìllra solo q li ella spec ie cile per maggiore virulenza 1l l't'n dc i l sopmn·cnlo su Ile
altre. Il compianto mio collega Basile, (J·) che mi coadiuvava, ave\'a con una serif:' di r·icerche non <lOCOra tenLaLc da allri, d11nost ralu cho i germi i quali wu<iii('Or10 h' ma:-:loidili at·ute SOIJO c-apaci di prnvocare nel siero degli ammalati formazioni di agglutinine speci fiche. I n 16 I. di masloidile in r.ui aveva isolato n el pus n1a:;toideo uno str·c ploc<X'CO, l rovo l 'csislr11za ne l lnrn sie ro rl1 ag·~lntin in l' spcc-ifìche P~r· il ceppo di streplococrn i:;olalo. t> 11011 p l! r cepp i di :;t replo<'O<:Co di a ltri inrèrmi . Ho fatt.o presente in una mia pubblicazione (:'! \ la frrqucnza con cui riscontrai nella parlr- Jlostcr~r-sup<>riore ci Pl lit ma;;toidc la eell ula nwssa in tn·idenza per primo dal Citel li . Ho in:;.i:-;tito sulla nccl'ssilil di non tralasciare ma.i la ricerc·a di quesla çellula, dala la freqlll'IIZa con cui ri srontrasi (circa il 15 ·;,, d l:'i ca;-;i sec·ondo lt! mie ossPr-Yazi1mi ) c la. costanza con la quale, quando esiste, parl<~1·ipa al iH'OCt'SSo tHrntlcnto d ei i<L rnasloide. La riccrcn di qupslrt. cc·llula dl•,·c essere si::>Lt- mali ca. P€'1·chè, essendo pssa :-;eparulij, dall'antro da uno slnlln ossf'O più o m~no SJws.; o \3-5 mm. fino a J cm. ). pnò henbsimn sfll2'~in· all'allo . fs l f.!ISJT.E. - Sulla {nrlllalinuc di a!:!g h nininc ~p<:cilkhe ut·l ~ic:ro ch:f:IÌ alllmalati dt lJI<tl'toi,lir~ :l(' tttfo. - l'alii <>/,Jgka. 11. 2 Ji <lc:J , o din·nthre J•ll(. l2_l ~-\I. ICF.Tl St!l l:l fn:qut·nza ddl;t cellula Citelli t' ;:nll:t ,;ua Ì11tporl:1 ttza uelle maHotdnt.- c;a:.:<ila degli ()sp,•da/i e d e'Ile .-lillicliC. n. ;t>. .-:umu "'' " .
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O}:erali ,·u e re;:;tan.: ehiusu v piena d i pus (wrr :;-ra,·i::;sinH• fJL· r icolo d ella nla dell' l. ) nncllo dopo uu ·uperuzJOne bbn fatta di 5l' lllfllll:t• masloiùut.omia o di radieale . Lti torclerò a conferma di lJuanlo sopra hu deltu dle io dJui occa~itme di riut•crare d Lte ammaJati i qu<~.li anYano gia S1lbìlo una ma:-;lordoLwnia, ma che pn:scnla,·ano urtcora sintomi dt m.astoidile. ,\ lJ'allo upèrHli\o rbt1111lrai m quL·sti L. l'(>si:;t,cnza d ella ('t•llll ra poslPro-:>llpcriure , chiusa f' pi t:na dr pus ; t'L l lu la. che cerlaDll'nl.e \ùSSt'lldO rima:'La clliw>a dOJJO il primo inlt>l'\'t>nloì , du,·ent ~5SL·re stata la t:arr:;a. d elle lllHJ \ 't' compticanr-c. Il o fallo nulare pure nello slt.:S:>O la\'111'0, la t•resenza di liJra celi!Jla occ ipilu-tlla;;:loidl'a infer iore, cltè OSSPr vai su 101 alli 0ptn·aLi\'i in tre ca-:;1. Questa n·l l11la silr1alét al di dietro dell' inc i ~ura diga:-lrica cd c~it"sa alla st rl trra occipiLo-rna~lnidl'tt, era se parala dn.llé cel l ule d ella punta, mediante un lranu.·zzOJ)~:;,,o più o rJH•no spe"-sO (5-6 mm. ) e da lilla ::.emplice lamina ,·itn•a dall'nllirna por zione d t• l seno signwide, inderrlro, e d;dla fossa cerebellare• indil.'lro. ,\ nc-hc pc·r e&sa s' intpone qttindi la rice rca nei ca;:;i di masltìidtl e per non BS!)Or ci a periroli di complicanze, qualora ri1nun csse chiusa e piena eli p11s. · ;\on Stli10 uwncali tasì eh lrontlJulkl,ilt• clt·i s~·ni <!t·lla d11ra rnadre , di cotnpJi;·;rnzc vnùocraniche e eli sellicocmia gPneralc in sc·gui to a suppnmzioni uuricolari acute o croniche. !\el mal!gior null\ero dei ca:>i, la t.romboflcbi!l' SI s\'iluppò a carico d1•l seno sigmoide !W l' p ropa~a zione dirella rkl processo dalla masLoide alla rlura cnnhr mazione o no di ctscesso c·sl r ad 11 ralc peris in11sale. l n qnesli casi di lromboflebiLe S('ttica elci se rto, 110i abbiamo sempn; as~orialo ::tll'inl (·rvenlo sulla maslo irtc.:, qrtello su l S(·no (ampta aperttn·a. n~pMiaziMl· di lrombi selli('i ) <.· C\'L'n l llaltn\' lllf', pure, quello sulla .g-i11gulare (allacc ial rtra l . Moll e vnl te O)SÌ facendo abbiamo pot11lo impNiirt> lu JH·opag-<tzione del pr-nCI'~so in ft'l.l i,.o con com p l itanzc seltitut"miehc g·t·neral i. Ho M:-;ervato pure I. con ascessi niem i ti l i p i ci di ori.l.!i ne o l i 1ira, ne: i qual i all 'allo o p~:> rali\'1), che si rese Dt'<'l'S:'ario J)er il JH'U<'l'SSO di masl oidit e anti·H, non si risconlrù alC'una lrsion<' a raricc1 dt>l srno . Pt1re in 1111 allro ca~o. r·lre fu op-gc tlo di l111hhli 1·nzi0rte ( l ) peJ' la t'arità del la nwtastasi ascessuale alla. Liroid(' in set.!uil0 a Sllpputazinne timpanica, risconl.r:.ti all'allo opl'ralivo l'irtiC'!Uilù rlr-Jia p~tn:l.e sinu~·ale . Clte Qlll '"'~'~ p!l'mia oLitira senza r.omparlec.ipazionc sinusale, abbastanza facile a riSI:OnLra rsi, sia una ronsl'~trenza dell a fl1·hile delle venule inlraosse1•, come t·iliPne e ROP.lit:nr ìl 1\{ìrne r, o s ia ctm·uta al pn ssag-~io diret.to dd germi infettivi o d elle· IMo lns;.;ine nc>l sanp: t•e attraverso i capillari osf"t>i nan.stoid{'i, o cl r•lla :-lc·"'"a mrH·o<:a lintpnnrra comr \' O•Trhht'ro ìl Briep:•·•· e l' He.,·mann. non_ho pol11lo sfalJi lin· in (JIIl'~li ca,;i in cui si ehhP c.ome e~ilo In ~11arigione . /\d o~ni modo cn'rln rhc l<mto !'ipot.esi cii Kiirnr·r che lf!IC•IIa cft·l D r· it ·~e r· pn;-;,;nn o (':'\:'ere in,·nculv Pl'l' spit•friì i'C' il nwcranis mo paltl.::!l!IWiiC'o di (JtJ('<;!r pi C'mi.P olo,!.!C'Il<' '\('!lZR ;:;in11t rornbosi, e numer·os i rt"pnll cl'atrlnp ... ia hanno pi<'nanknl(' confermato s in l'u na dw (r) C'll.l('f'Tl. - Su 1111 r :lr<> 1·:, ... , 1lì nq•,.,.._,, tl•·ll :~ tirnifl, . t·o n-('(·nti\'C> 11 !'<'lti<·o·pitmia otili~·:t ~~· n za tromiJe>-i tld !<e n o tr:t:werso. - l'olidi •li<'c>, 1919.
Non. ~l'L :'5Eii\'1ZIIl l)'fiJIHNili..\RI.\<Iilll \TI!ILil. ~:r .t ..
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l'altra !Joss ibilil<L Il fallu, peri!, che nd ca:5Ll t:un <t.."ice:;.su dcllu. tiroide, le manifestazioni pi emi clw si s\'i lupparonn dupu l'tlperazionc :>u lla mastoide, fa supp0rre o (:he cnn l'allo operati,·() rwn ::;i riuscì ad el iminare il pi CCOlO vasO lromhizzal o I'IIC pOt(•HL lrO\ arsi in una parle qualunque dell'osso tempural1•. o che qtH?Sla piemia a\'!:;va un ::>u iJst rul c> <malomo-patologiro diYerso eia CJI IOilo umnwss<• dal K orrH•t· e dal Briq;er, simil e, inVP(' (', a quC'Jio idl'it!O dal LeulcrL per spiegar(' la co:;ì eietta ~i n drome del Kornel'. Il Ltulc l'k so:-;tìt>ne che non vi puù e~Ren' piemitL ulilica ..;enza fl ebilt' di ur:o de:i S\'U t pui'4·rnpo_·al i, t' (']le· IH rn!ìì dl•lla fot·ma d el I<.orncr sar ebbe dovuLu ad 11na irombosi paril'lnle. Ora amm ell<'n do in questo n ostro caso ente :>J sia f11rrnuto llll l l'Olllbo l'arietal e (sia r.hE' qursto :=:i fossC' loralizzato nl'l sl'no lnll•ralt·. o nel bulbo della • giug-11larc, o in uno dei Sl'lli cranici minon), si puh·l·bht~ !Jl'li:><:Ll'C elle la febbre e le ma n i [C'stazioni pie m i che s! :;i a no &peniP ~ raclaLam cn te con il progre~::.ivo or~ranizzar·si d el tromhn-parietale. :\cl ogni modo fJ1 1i'llunque sia l'intcrprct.az;in lll' palogenelica che si vuoi d a t·c, l JI11':-ila si ndro m p di K orner JH' r il c:liw•r.:;u anrlamPnto rlinic:o l' il difkrPnlP trall<tmcnto lerapeut i<·o (·he ri chi ede. va inrl11hhiamenlc rliffl' r' C'nzial<~ dulia classica pi<lmia oLogcna elle <t•·c·ontpagna lal,·nniiHl-fl~>lli ll' di qualunqu<> ctei gt·ossi seni per ilPnlp(ll'ali. ru~o rdcrò pure cile in [l'l' ta.."-i di Sll jlllll!'(iZÌO!l (• Li rn]lllllit'tL aCtlta. si C'!Jbero rapidamente co niplit·<t!lZf' ma.."t.oicll't' L ' clL·ndoc:raniche che conctns.ero gl'I. in br'f'Yissimo tempo alla morft' . ln tpwsli L chr furonn oggelt.o dal l ato pnt.ogcnf'li('o di ;:;pN·ialc st!ldi o da parlt~ mia c ctel dottor Vaglio ( f ) noi potemmo isolano, sia dai forolai purulcnti che dal liquido C('fal 0-rachi cli ano. 11no speciale microorgunisrno rlw, nwnlre n<'l pus e n el liqnido ll.PJWna èSlrallo presenllt,.<LSi :;olio forma di diplococco n ettam ente alll'cc.lalo, assumc,·a :sia n<'l Jiq11irlo ste:-:.so, cinpn u rricchimenLo di 12 Ot'<' in tnmo~lato, sia nelle cu ltme in brocto, l ' a~p<'lln di streptocorco. L'inoCLdazione fWn·J, sia drl liquidn cefalo-rachi d ian•l che delle brodo ru1l111'L' nel top0, da,·a ll111~W acl una ndta sctti\'E'mia diplococcic·a. In b~e allo ~t.udio rk1 rarat.lcri C'111l11 rali E' bi ologici del gerrC'1·e, siamo d 'a,·,·isn t'il<', come dt· l rcslo da a11lori frann·si è stato ril cnuto pE' r ('(lliilllo ri ~11arda ln st reptoc·u\:rO eli Honome, esso pussa scnz'altro rd entifica rsi con J'(•nlNomc·t·o, et, snillo fin dal J8t'\9 da ThicrCC'Iin. l' C'IH' giù lo :;lt·ss.n Tll ie rct'!Ht (' Ro-('n lll<ll H\'t'Yano J)(lf.nto i;:;olarc in alcuni casi di rneningìte suprHar'ata Risulter ebbe qt1incli. t:liil lc r r0~l rt• ns"t·rYaz.ioni che, ac('anlo ai co· m.un i agenti palog-eni, nolttriarnPntc capac: i di dare sn pp11razion i ti mpaTl.H' h e. è nt>('Cssario pn·nd erL' i r~ r'onsid~·razione la possibili là che un cc· r·to l111l11<To di csBe :-:.u ppur·azi1Jl1i siano ci C'Irnninale d all'C'nlNn<'occo. Ignç!riamo con quanta frequ enza ~in in !!Ìuoco m•lle s11 pf"lllr<tzioni fimpanr ch e, e S(\ le IC's1oni da c>:-;so proc:l0tt r «hhiann, rnnw sernbra risul l cr ehbc dai no~lri easi, una ~prrinlt' lencl<•nzn a. c:lnt·P ('n rnplicaz ioni di lrna certa entitit.
~OTI:: ::i CL S DlV I ZW ll'l'lJH INlll..\H INGO JAT(UCO,
!::CC.
Allo rqu a ndo le complkuziuni masl<•i dl'e u l romhofld>i lil'he susseguinulo a fon11f' !'5 tJP!lU t alJvc < roHkhc ddla ca.s-;a timpanÌl:a , sl è ~c m
prc unito
alr111ll'rn~ ntu
sul la ma:;toi dP
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èvenlmtlmt·nle su l
s~;.• no,
quelJO ::;u lli t t·a ,.;sa l'Seguendo rexentcraliO limpUII Ìl:0-111ltS!Oidéa {Ofl'el'f\7. iurw r adll:ll k ).
*** :-\.bbil s la11zu frt:C(tlt:llli a. r·iswnlra r:;i :;oao ::,[ali l>lll\~ i ~:as i d i slenosi tnbarit'<1 e ùi ol ili mcd1 v talarrali . Jn lulti qtH.•sli c;tsi noi abbi amo semrm:: tt' rTalu l>il rc clttl di 1nod ifìcM e lè condi zion i di uPrnbili !ù della cassa e di pe n J H.· uhiiJL ~I dl'lla tromba , eli allvnlunare lttll e quelle l esioni nasali e farin ~'l'C elle son(l c·at t:->èl pc•rmuncnlc d ~ l calano lul.Jurieo . l nfa.lii , crue:;lto fornw ealarmli dl'l l"o recc.l! io :;ono in gcucre le concom i tanti abilnal i di l l'~ioni <unttom k iH· t• tl of! i-:( i('he dd n<L:';O (' dl'lht gula (deYia~ioni del ~c· L lo, riniLL' ipt· droft~.:u, polipi nasali, v egdazio ui adenoi di ,
ipt· r t rofia dt·lk tmts tll c palaline, wf-orro rmsa-fa rt ngeo L't'C . • ) ci1e induC011 0 steno~ i
l11barica c con sHc uLi\'nlllente ol ifi catarrali.
Qu este ksi•>lli <'alUJ' Ial i d cll'oh.·cdli o presc~la nu pu re 1111 g rande int.erl~Sst: d a l Ptl lllO dt \'i,:ta m euko- lcgalc militare. Esse Se t'V0110 spessi:ssi lll O, in falL1. d1 :;n h::lralo p~:r· sim11lare :sordità più o me no accen f.u ale, d ei dis turb1 labi rin tin \Sttdo VL·t·tigini)SO ronl11t 110 o access i di vert ig ine), d ci ronzi i in:::He nli ed inloiiL·n•hlii, dt•ll e t:dalee ecc. ; do nd e . la nt•t'es::-.ità eli uno s ltl dtt) dili:-:\·nt.e fll' J' nun im·otrLTe in e r rori d iagnust ic i. P er farci un gi ttd i ~io il più possibilmente esatto dt:ll a lo~alizza zionc d el procfsso calan·ale e dell(• lrsioni a cui i!SSO da\·a luogo, noi Siamo sernnre ricorsi oltre Cl iC aJl'csum~ obbieLti\·0, ag lt eSa llli funzionali della Lttba, dell 'orecchio acusl.ico e di qu ello non n.e us lico. Di 50iito noi dopo un breve periodo dt eme abbiamo 1·im·~ alo al cor po i m i l i tari <l l'foLli da. q ueslc flll'me calal'l'a l i. Solo si è cr edulo oppor tuno allo ntanare dai servizi disagiati delle prime lin ee CJIIt·lli in cui si era Stab ilito llll !)I"Ot e~SO CI"Oilit:O con rigi-dità più O 1lll'1110 al'Cèlllllata delta cale n a cleg l i ossi<' i n i e c~ m d i:-w rdo !!Ta d o eli ~orci i lit.
.lti. Lt! fllll fn·qm:nl1 fto!:i tOn i l ra llllWt iclll• d l'l l 'or~cdlio t•:-:::;c rvate sono slal<· ;-,t'll%i.L duLbio qu l' lle d<t sn)j)ptq: t•ssu son o IWI' lo lliit limitate alla lllt 'llllJnuw. Limpanica, piÌl ra ra)))e nt e: s i t'Sten dono all'nn'rth i o inte r no. ()11e::;tc lesioni da ::.coppi o !aiOJ'a s i ~rudwono 111 fl> sioni ~ bidLive ben valutabili. talora a;:r~ravam• o rwc•di7.zano ltosiun i pi' C(·~ i sle nli , talora ~ i manifes tano unicamente l'on cli ~md i ni fttnzionnli sia a rar ico dl'l lalli 1·infi t'O (parli! at:us!Jra t' non acustira) ;-;ia dl'i ~ i ~ l l' mil :tar voso t.:t:• nt ral t·. L P ~t-~inni
t• lw wd inarin tt l!'rtll' S I o~S(' J\'ilf1 •l il ~:nrirn cl t•lla JlH'nl· l trana f impanka :-i.llltJ ntppl"l'St•nlalc• n da inkll:''' ipt' t'l'lltla tl ifft tsa o l i· nt il ala allé1 porzioJtt' flacr·ida e ln JJ!.!'o il llHlllit ·n ch' l ll Htl'! el lo . o da pi t·r·olelal'ì'rllz inni l itH·a J·i a JlHtJ',!!Ì tJÌ i n ·t·po lari t' t'ltllftJ~ i . o pitl rarnnlt'llll' da
ì\On: SUL SEH\'IZ IO OTOil iNIII.:\RINl;tJI,\fRICU, !::CC.
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n-:n• perforazio11i a slarnpo (il pil1 delle volle rJllf.'~le,lcr•;e rHzioni si osscrrano n·l 'lla parte inft:>riore c poSll•riorc della membr·rura) . ln due ea~i in ru eui in seguito u scoppio di granala iu vicinanza si em prodotta una uolevol e perforazione a sl<r mpo della memlmrna, 11M ai tnrre ..tw lu parte eli par·ele lahirinli··a ,·i sibi le e ra S•·o tHn·La di lllii('OSa, ~i!'I'IIÈ' era lugi<.:o pcnsat"t:~ l'Ire pt>r l'intenso sposlanwnlo di aria fosse an1'11e a\·vHnuta l'a:-;porlazioue di q11e!la parte di mui·osa . In g('ncrale queste perfo.ruzioni cicatrizza uu con grande fucìJ i l<ì., se non i nll'rvengano piu~\'11 i a p l'od urr·e otiti nwclil1 punrlenl\'. ln qrrc:-;li f'<lSi di lesione della nterllhmna la •:tu·a (• ::;t- rnprc stata il piir 1 )0:-'~iiJilrnenle aslen::;ioni::it<\: rnedicatura a seren, drenaggio alla garza . · Già il prof. Cilell i, quando fu dircltorè ·Jel servizio oLoialrit:o d'ar·mala, fe~:e diramCLrc circolari ai ntcdi{'i dci corpi d·i linea, Pl'l',~ llè si a:>tPm•ssr r·o assolutamenLr dall'u ...:o d('i l avèl.g:gi o dr in slil luzìoni di liquidi nei casi di le-sioni lraumaticllc dt'll\m:cclriu. ~o no insi:-:lito su I'JUr·sla diRposizionc, r·accomanclando ;;t'lllll l'l' la lll\'dicaLu m a set,·o. Pill rare ad osserntrsi sono state le les ioni dPll'orct:l'IJio interno per trauma indiretto. I s intomi d 1 commozio Jt <' labi r·i nlka hanno \'arialo a st-conda l'intl·n::;itit clt> l la comprc:;sione d'aria, ,. anche a secunda la :'usr.etlibi li lit df'l sog~H'tto. Nri casi 1\'g-~Ni i <ii..:turbi <i<-'tl'tHiito e anrlle qurlli dl!ll'eqr1i librio SUllO s•·r>mpa 1·si i n Lrc\'e senza lètsc·iare tran: ia; anelre in flllt'lli più gra,·i vi è gmnde lenrknZ<L ;d nngliontlll('lltn cmr il tentpo, e solo in r.asi rari s~imi ho notato la pcr:-;isl.f•nza di una forte sordità specie per i Loni at:uti. ~l'('Ondo quanto mi risulta dalle mie osser\'azioni e dalla lungCL L':'peril·nza, pus"-<) affpr·mare eh(; i casi di ~nwi sMdità pe r scoppio di pro1cltile sono molln J'ari t· più di quello t iÌe orrlinariamcnle si creda, t' che 11 na gran parLe dl·lle cosi dt:llt! sordi Là di guerra o hanno una patogencs1 di,·e rsa, o suno solo erroneaml'nLe considerate tali. In seguite. a fort e emozione l H' r' scoppir, di pr·oirttile in arrivo, ho pnt•e con~tatuli due casi di sordilit psichira . Fui in dotto a pensare alla probabile naLuta psichica della sordità dal l(•rnperamcnto netu·opatico dell 'I. , dalla complvla mancanza di h':1ioni obiettive e dal fatto che la so!'diliL .~ra completa. In CJue~ti c~si riu scii ad ottenere la guarigione con l'clew-na.rcosi. Abbastanza frequenti sono l'late Je ferite ,i·arma da fuoco d ell'o recch io esterno. Le ferite l:he int eressano il IHrli.ù.'liotlt> non Prt'St.'n\.ano nttlla d'interPs.c;ante; solo·è n ec:t>s~a ri o in C'JIICSti rasi per l'cstetira fac(·ierk, di C<' r~.:oa r·c di ottenere con la g-uarigione u ne~ dl'formazi on<' minore che sia pn~sibi l(' della parte lesa. ~e ll e ferit.e d ('] r'ondolfo uòit ivo ho s••ntprc avnLo rli mira d'impeclif'e c h c an·enis~t· con la gua rigionl' un re~l.ri ngi mento del lum e <i el r·ond ott.?, ·d ala la g-rande frNtUC'n7.u con rui ~110IP H\'H'ra •·~i ('Jih'~l•) esito, ~è S I abbandonano ques te ferile a sè stPSsP. Nei t:asi in cui vi era una grande tendenza alla strnosi, o in qrrelli elle Lar·ctivamer1lc sono c•npiLati soLto la mia osservaziOJH', e in cui si era giil stabilita una steno:;i nofr·,·oJe o a.ddirilluf'a un'utre,;ia rll'l cnndotln io Ilo rsrg-11it.o una plastica l'droauricnlarc. Eono ri<·or~o ;lll e rlaslil'h~ r•·lronnri(•,)lill'i dopo !t\'('J'e :onstatalo l'inulililil di qualunque mezzo terap:'nlit:>n, elle re rra..-;sc di Hliargn ,-f' il condollo a llr<n·l·r~u la ,·ia natura!(• .
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i\IITE :'l" l. ~EI!\' IZI(lllrtll!l:\"111. \lli;\"(;IJI.\ 11111.11. f.r !..
li mL·lodo di pla-:lint rc:lroaurirolare ~· l te noi a bbt <trno adottato anl:lu: ~ . nei n11murosi cusi in cui la st~·ttosi del ronclnllo t· ra l'IIHSt'tullnl a tau slirm:irJttt' ,·o!llnlarianH:·rrl-€ pm\'PI·ala, nwtnclf; eltt• è ~Ialo o~gtlto d1 una ptlld>licazionc (1 J, nnn è <tl lro che una rttodifkazinne del melod<, proposto da Delsaux ndk opt·nlzinni mdieali per la. ptu:;tica del trHtdollo. Delsanx asporl<J rompll•lanH'nl<: lulla la pa1·ete posleriorf' del cunrloll<> Jnt>llli.H'ctnoso; io t·<!llSeJ·,·o dt Lflll·Slu pun•le una pil:tola lJOrZil>nu ir.l ,·irinanza del meato e con c:;su. m edlHnte LJn'incistone sn lla linea ml·rlian<t parallela all'asse d ~;: l cnndollu, <.; due vieeole mcisioni ,·erlicali uii'Psln•milù. d ella prin 1a, ra~enli alla conea, faccio due lembi triangolari, rhc dintriro e snlurn a cli slanlél a l llHl t'!-!'i TH' anteriori' nella fl·rila r\'lroauricolare: nnn alla parte alla della ferila, l'altro in basso. I noltre d11rantP l 'al[,() operati\'0 asporlo il tessuto cica triziale che d etermina la slcrHJf'i () l'occltt!'iont·, msenlando la periferia di quella pal'ltdel condotto su cui LroYaFi impia11lalu, Cun qur;slo pmc:edim~nto "cngo a forman• un·alllpia. Sllluzìorw rh c<JJtl inuu nel condotto nWrllhrano~o. senza las<· i<tt'l' lt·nt!Jì JiiJL·ri. i quali p()Jr·uhl;t>r() ac.c·cu·l<kriar~i e dar· luog-n a cical t'Ì<"Ì :'[l'trol'anl i. lnl'ltr<·· di,·a rintndo <' sulura,ndo a di=>lanzn i duo piccoli l<·tnll>i tr·ian,!nolari, nwntengo piìr elle s ia pos::;ibile allontamtte fra rli IL·ru le parl'li su pl'riore cd utferinre d el condo tto in Yi cinanza drl nH:nto, zona in cui (pt't' la costituzione s t es~ a df'l cnndoltn in qnest.o tratlu. d o ,·u la par<'ll' i:: pt;r Lr·e fJllitt'Li l·.arlilaginca ), vi è len d rnza mag~o<i rrr<' a formar:-:i la stcnosi. Ouesi,o nwtorlo mi è semhrato prdetiiJile a qtwllo di Pan~e. o a qualunque altro in cui si formano a Spl'se d l'lla part•le po~tl'rion• IL-n tbi lilwt·i, i qtta li pos:;anu ::;puslarsi ~ accar.toceiarsi. impéd( •n òo una buona CÌl'llll'izzaziune . l ris ultati da me olLenuli in r.inqu-e casi in cui ho esep·uilo questa pla~tica sono stati coslantc·mente I.HtOrli , a,·enctn pt,!nlo ridare al rond•>llr) un'arn pi er.za pressorhè ng·ual!:' al n ormale. Con molla nl!nnrc frP.fJttcnza s i sono os:-.l·rnLli ferili cl'ill'lnH da fum·o rl ell'Mecrhio 111l'cl io cd 10Lcrnu. T ale SCdr,.;ilà trova faeile spiel!'azionè nel fallo che la rnug,aior parte eli què:-:-li traunwlizz,_tti muoinno sn l can~ po di tattaglia, o at po::;t i di medicazione n •ggimonlalr , a l'ausa l'cntiliL delle l 1·sioni enctncraniche, che conlemporaneamun l<' sì ride rminano : soltanto quelli con lesioni meno gmvi a rri\'ano n1' Ì lnoghi d i Ct li'(L Qllf·st.c fe ri le cnn g-rand e freqttcnza di,·eng'uno sede dì proC<'~s i pnniiL·ntì. fiLcili a diffondc r;;i lnngo il lrop-illo del protet.t.ilt' . e quindi a d are conrplicanze. r\on di rado, i n questi c.a:;i, niutati d alla radiop-t·afìa, s i ittl..e rvl.! r rà, p e r CH<'Urc di irnJwdire la di Ffu:-.ione del p roC<'S.."O supp111 ati,·o. I dislurhi a cui danno luugo quL':-il~-" ferilE· non sono affat!o dissimili da qut;lli d1c si osscrYano per !(·:;ioni di nllm natum. !\ci rasi in rui sono iniPnenute complr ~·anze ma:;toiclee or\ rndcl'ranic lw, noi abbiamo S<"mpn·, rome è fa<·ilc: comprl•nd\·t·si, adat!c.t!•) ltJio operati,·o al ca:;o singolr1 e alle parlicolarilà cl('li P !1·:--:inlli po~;l-il'H't :na lirlH •. ~l l'rilano in parltcrJiare di c.:::::ere ri eun lati due ca:::i eli i(' r ill' dl'll'orl't'· chi0, nri fJIIétli :'-i E'l'il cldl' l'l1linala ronll'll)!ronlllPilmt •nlt• I!·~Ì()fl\' dr ·] ;;P.nn ( t l l' ll.t~· r:n. !'t\' llohi
•·ì,·:rtrizilllc. -
Su ~~~~ lllÌ\> ut~·to<lu ,Jj pla• t:çn ,kl r <>nd, •tt n uditi,·o lll'Ì c:t:<i r\1 (.·11'(11. 1/nliallo di o/ ,>lu~io . t OH)I.
.. NuTE ::'l; L SeRVIZ IO OTOil i NO I.-\tliN\.0 1.\.1 IW :o . t::u:.
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sigmoide. Qn esli due e.asi che fnrono oggl'llo di puublicazion e l'uno da parte del Basile (1), l'altro Ju parle mia (2) . rapp1·esèntano due r are ed islrutti ve allcrazion i eli l ralllllU.lOiogia di guena . . Nel caso di B asile il proiellil0 di fucile aveYa del(·rminala una ferila a canale compi do, con fo1·o d1 entrala i n corrispon denza dell'areala zigomatica d esLm, e foro cl'usClla al111 regione occipiLale. Tn :-eguilo a lale ferita, il P. eh be per l re giorni cnnscr ulivi abbondanw emcrragia dal condotto n di !.iv o, emorragia cl h~ s1 arrestò in segu ito \OiltplcLa.menle. Clinieamcnte mancarano sinlmni che indw.:.e::>sNo ad ammelle1·e una !e:;ione d el seno. e fu solo all'allu opcnll i\.<,, elle s i rl'SP n.:cessa rio pPril proces::>o suppuralivo malli fl'S.Ialosi ;H'i'<mclariamt'ntc, cile si pnlè constare la g-ra ~-e lP~iom· ::<i n usa le. Puru .nel mio Ca.$u, se SI eccettua I"<LiJbondalllt' t·mOtT<t~ia dal condotto che perdurò per 5·6 orE- dopo il il'<tUnia. non si erano presentati altri sintomi che potessero atlcstarc quella grav·) lesivO!' d e l Sl'riO laterale, che si riscontrò all'at.to operativo. In arnbooue i c.as i Jloclli f.!inmi ~ dopo il t rauma insor:-;.;) supp11razione de l l 'orecchio e l unp:o il l rng illo della fel'ita, d elenninandmi pPre, è logico suppon·e, nn'i ufeziom-: purul enta dell0 m<L~se trom})oliclw che d(wrvano oèdnde.r e i mouc-oni del seno. Non ::;i ebber o pcru , ll t!gl i I. di:;l urbi gl! nerali apprezza l1i li , n è insors~:ro :;in tomi di pi emiu o se LI itoL'flit"nia. ' ()ueslo faLlo inrluce a pensa1·e che il procusso di or;::anizzazione <ielle mas!"e lrombotiche sia precoce ed inLcnso, c elle il trcnnho si dcvt' c:.1nsidemre 11na· \·ali di:.:sima. am1a di difesa al propét;nnsi dvll'i 11f0ziont' . Già l' H ~tml~tn n c il Brun cU.i hanno spE'rimentalmPnle con statato negli animali, rlw i proC't'~~ i organizzatori delle masse lromhoLirhe si svolgono in maniera allivissiltl<t, e che i Lrombi acqui:-;lano in bre\ e 1111 nolcvolr gra.do di rv:;i;;tenza alle cause in fetLiYe. Ora quçsle n osi re o~,:;l'I'Yazioni ,:;c n ·i t-ebbero, rome iu • un esperimento, a din10slrnre elle aurhe l'uomo come g li .animali , è dotato di forti poteri organir. i, c rhe i processi tr·omboliri tendono ad organizzar~i rapiclamenl e, e non v engono ostarol<tti dai processi infl'l· tivi. Dall·o studio di Cfltt:::;li casi, si può, l!llincti aiTermarc che: 1" una emorragia piuttosLo abbonclanLc nei C'<t<:l eli fe riLe in coni:-<pondenza della ,.egaonc ma.stoidecì. (ì1 1ò considcrar·si come un sintomo d i una. Je. sionc del seno sif.!moidl'; 29 l'emorragia d el seno sigmoide consecutint a ferita d 'arma cla fttoeo si può arrcst.ore spontaneamente; 3" lu lesione dt-1 seno non è· di per . è ~l e-ssa rnorlalt·. e l'asp~J rtazionL1 eli esso puo resta1:e :>enza e.Tavi cun~Pg-11enz(' : 't" il proc-e:-;so di o rganizzazion0 rlel \e mas:;e lromho\ili r'hr si cffc,Uua in rn aniera attivissima, e il t r·omho iWqui ~la in brt>n' un nol<\\'0lt• g1·nclo di rel>i~lPIIZa rontro le cause infl'llivc.
J..~e
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allha;;lanza frrquenli H ri ~con ti·arsi ne~ primo rwriodo rlella. g1 rcrra. SCHIO andali' noleYolmcnle dillli· nu endo nell'ultimo tempo. lesioni
,,roc u r<~lt· d\!ll'orecchin
( rl G . TII~li.E. - Su 111111 ft:rit:t tl:·ll 'orn·çhit> lll tdio 1'1111 1<:!'-i••ll<' dd ~~·n o l alc:r:~h: e del ncrn> f:wciale:. -
(;a :::c/111 dc.~ li o.<f't:d,rli ,. tldfc Cli11idtc. 11. ·i.~ . nn1ru 1o 1R.
(~) CI I.IC'I·.'rl.- Su 1!1111 ferita d'arr111 •l:i fur><'<l ,1<-1 !'cnn l:1t e r<~ le e (k li'orccchi,
llll:'tlio. -
A rc/1. Italia Il o di o /o/,•gi<l
llJH).
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c\nil t.:t:rlallrurle in fl uito a purre fre11~1 :t qu e~ la lllt> r·bosa tcndt, nza, :-ia la ctrrtn:>ce nz;a rtel gran• ! H~I'I('O io anc!J0 per la vita t'be potevano inl'U I'I't' n ' t'On J'aulole:;inrre, :'ra il rullo di sn per e clre do\·t:vano subire la ,·i sita di Sf'l't:i aJi s li, i quali li a\'l'l.'i)iler·o facillltl'nte ~llld8<:1w rali. Tulli i ra:-.i di morte \ 'P J'lfl ('alL'" ' P l' l' nrr loksium· \'0 11 iHH10, ntedianli circolari, resi di piii>IJ(i ('.il ('\)flO:<t'l'JIZa ll lul.tP l e tnrjlp(~ . E' {JII\'~lo, come aubiamo di'Ilo, anà sr· n ·iln <la 11tlimo frl'nu P l'l' lulLi i propt•n si d ell'a rrtol e:-ione illll' tro lare. :\ur abll ia r11o tl:>:'t·r·Yalo, ]Jllr' lroppu. 7 d0ce:;;;i pc1· !.!'l'ave t:austicazin nc dL•l l'U ildOII O e rlr•Jlu Ci.l"iSil lilllpanir·a e Cunse;·U i i \'i.l IIIVIlingile purukrrta. In una breYti ··onrtrrrit:azione .1) , noi aiJbiarno fin dalla metà d el Hl l 'ì n •si 11nli i lipr prilwrpali p111 canr l.t e r islici di rjUt':'lt~ autolesioni
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aul'iculari, rlw ora dvsn ivPro :;uccintanrP;l l.:! . ll primo liJJ<> è ca t·a.t le r iz~alo du. un eczema at:ulo a forma erisìpelalo"'a di l11lLo o parll' d d padrg-liorw itll l'l t:t d;u·~.• . tiPI nwalo l' !:iovente and1e rle lla r eg io11e p r ea u r itolar e. E sso sorge rapidatne1rlc (i n qualche ~1nrnn l t•d è dnn rto rli ~n lit o u: lullin• dt:lll' E rrfor!)iat:t:L'. 11 t.:al'iLt.lere e:;!:iL'liZinle di questa fu mla di l esione provocata è dato dall'aspetto C'risipld atostl \l('lta r11Le infiitl111l1 Hla, la <p ral(• si tH'PSt·nla nnlv\·olmente tumef<tlla \ Jlt' l' tu i il pad i;.r lr om~ è a blm:)l<mza. arrnlelll ato di volume) , arrossala con pi cl'olt: s• pwnn· o t ro;:-;tt·, ~~ so \'l'llle Ct)ll qualche g r·uppo dì VPSt'Ìt'ill'llt' . D e l l'Pslo su qut•slo c:.à rall e re c r i::. ipelafnso d e lle de t·rnutiti procurate di ~:ui <·i uccupi<ttllu, ltalllltl l:triclle i n:-;i:;tito r..;n•nle rn...:ntc dei dl•rmatulog-i. E,;"o è adunque, il :>i nl oma d rt• csseni ialm<>nle c.i assicur·u trattarsi di les ione ·pron rra.la dell'orecchio e:;!t:J·no. DiJalli l'eczema a~.;uto del f!i.Lcl ig lione anelle rtt:llé su<• furn1 e pi u int:.lnse, nor: pn:Sl' llla mai una L<Llo violCil zu e u na gnllrrll' ::;o nri~.dian za co11 l'cn~ipda. <.JuesLa for r11a di ll•.::;itli H' tH·<•,·IIrata non la;:-;ri<L rli sulJio :'ll'rHBi t•icat riziali e tanto m eno de ll e oc.clusicmi: irr vece, l'O rne abbiamo accCIIII<lLO sopra, "g-rrat·i:'t.:C in p6é.l1 1 g iorni ::'l' IIZtL la::-ria re l ratl:iC. Il s<·ronrl o li pu di les~OJI C atrrit·••lan· P''ti\'Ocata lta ..:;cde, ir, vecc, n e l condotto: c·d è carallct·izz~kJ 11: primo Lr·rnpo da lla Jtl'l'>'t'nzu rli una es('nra più o meno lll'Ofunda e piu o mcn1> t'::i ll'::-oa, biancastra u bianco g r igiastra, l a quale tl<.;Cll l nt parl.e o lrrllo il contorno d <' l n'll'alo U(litivo, e si puù p;-;l~·n<i e rt', a ll'esll' rrl o, ,-c rsP la cnnnr l' alla. fttt·tia pos te rior e rle l tr·ago, e all 'iu!.e t·no a parte o luLio il ,·ondnlto lllCmbranoso. Al le volle l'escara è ne ra o tJer·as tra e p i ull osi o as1·i u tt.a, essendo sla ta prodolL<l per L'applin rzi o r1 e dirella di torpi roventi, o, l·onwnque, eccc&:<i nlllrl·nLc caldi . Uuc:sl<-t ll'sione Psca rotitu è l'<1:-:i t' \·i<icnle e banale • cht:, sol cl1e ci si fH'n:'oi, fa far subilo a cl op:ni san ita rio la diagnosi di canslirnzionr prcwrwala : rlopo che s i ~11 ril a ~l'Ì IIgata. S{• c.'è, Iii. sect·c ~ir.>ne s iero-tHil'ulenla clrl' la rico pre, c s i :<ai'it finrlo Ìll dil'l ro ed in alto il padigl ione, per usst: n· an~ Sl·nza alcun n.ppar·L·cchio il meato. r\ess una lt':;i<,nt: s porrta n('a (!i ratli , prr ù dar lru>g-o ad un '<.>s('a ra cosi rll'Lta. e cosi esl;:s;l. ì\ai rrra lrnr·nlc all'l'Sca•·a (q uando essa si su r ;·r cli:"!m·rala a laq:~he 11 1 C\l , lt rrr t.._!n:d i ~nuo tinora J,. t•iiÌ ,·:trullc-ri,t id•c ,. k· pllÌ f l',' (jtH.' IIti prù\'Onllc clell'orc<Thio. lh>llt'lli r~o del pmj. r;r.1::i. fa ~<·. :"-<;, auuo XXXV .
k !"io ni
NOTE :;n, :;ir;UYIZill liTOBINCli..\Ril'lliiii.\TRICil, Et.t..
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pseudonwubn.nc, o u piccoli pv~zi, in llH:~:t.O alla sccn ·zionc si er:1 pu rulenla che pr·oduce' spgue la lonnazione di una zona curri:;pondvnlu di granulazioni rlarcid ... , :,ect· r·ncnLi e fucili a sang11illan•; a ru i sègut.', infine, dalla pcl"ifer·ia Yer·::;o il ct•JJiro, la. fornmzionc di un tessl]l o eli ci cairicc g i o\'ane, il cpntl<' appunto in un ttllirno stadio, da luogo a slrnusi cical .-iziale ctc·l condotto, t> a ndw all'orcht:>iw~t-• . Questo secondo tipo di l esionl' · provorala ron aeioli o con akali (,;t·t·onclo che i'l'Srara sia piutto~lo f:t'cca e di a:-pdlo :·;aponan!O,, dìt l11og-o l'ìtl1 una rerlil frertuenza (S f)N:it· quando conw spps:;o succede· prt>esisLt•va una J)l'rfll· r·nzione tirnpanic·a \l:'('i lllla l a inf~·,.ioni litnl•an iclll' lH'IIIt:, lt• Cftlitli p11:-:· sono pr\1\'nrè:lre delle c·o rnpl icanzl' r11 ast0id0e ed 1:.11durrrllll id te, n ~Clll! ral i g-mvissi rrw e alle volte mortali (noi al>btctmo tw rd ulo 0u::;ì ben 7 a.mmalali , e vat'l fi ltri abhitLJno polulo salvarli in sc•guiLo a g-ra,·i interven li). Però l a le dcror:;o in aktrrt i t:n::-i gra n-' dPI h su ppurazione timpanica consecu ti wt a le~io11c Jll'OVCwnla. non era donrtn (alnwno in massima P<ll'k ) alla nw:;lintzione, rtra alla r elali,·a lc>ndenza •·ile an·vano le suppumzioni tirnpanirhl• al fronl!• a dan?, quar.dn nH•rtu si aspettava, l<.tl! compl rc.<ui7.E'. T<>rtcl!<·nz<L r l te è :-:piL'!!ala <htlla diminll zione di r esislC:'nza delle lru ppt· combatl.er. ti per i d t:>a~i d!• l la ccunpa~na, e dali H t•sallaziont' di vir·lti Pnza ~·lw su l 1i'COIHl i gt·rrni 1Lra eu i q11a 1L:uno speciale da ntt e da \ 'n~lio m esso in rilic!Hl) pas~nùo <h1 un ir.dividtto ud un'allr o. lno lln• l"infeziune lilliJIHnien cons<'enlint alla causticazione del con dotto non è dO\·uta JWl' In p i1:t alla Pl'rwlrazione d~l cau:-;lie.o Ano al l a cussa Lilltpaniru, uw alla St'<'!'I'Ziunt• ,;it·ro-pttruler,ta che proctuce l 'escara, sent>zinne cl t<: va ad inft>tlan.' la cas~a ti m panica. Un t<?l'ZO tipo di autolesione auricolare t'lit.: ~i è rnn:;talalo ahl•aslttnza rar·ament.e e rprasi solo d1:ranle o-fi m0si (dal marzo all'ac·u:-:to 1917) f> caratterizzato da un ' intensa caustil'azr'me (con acicli o c·11n akali l della rrembrana <' della puri'!<' lnhirinti('a dPII a cassa . Essu è caratterizzalo per lo più: J" dal manico dt' l marHio curupldanwnlc denudato d i lt'"'-'"Hrli rn•11li ,co rnprc;;o il pcnu::>lio: ;r c!alla pan·lc os:-r·a visibi l t· df' li<L <·a:-sa anr 11·(•::.sél r!Pn 11d 11111 rom p lr t a me n le· , o rfl ra~ i, . l·i tessuti mol li . Tn tali r·asi allunlwwla la sel·r'f'ziunE> sipJ·o-punth' nl.a poco n niente puzzolPillt· (spet·i e fìwlti• non r'~ c·o~tlplil'-anza ma;;lniclea) clte accomraf!na l'a11Lol e:-:ione, rolpisre l'o:-;:-<cr valore Ja Jll'<'fiL'nza del manie<> del mar tello, libt•m, bianeo c a sq pvrficie un ph· r11gn;;u, e, in fondo al l a cassa, I'csislL·nza di un a 7.f!ll<L l•ianeasl ra. ·cile può S<'tllbrare essudato, ma che rim ane sempre talE> per quanto s'insista ne l l'asciugare con cotone m onlal.o sn rm·lattllonP. To<·ca ndo allo r a cnn lo t;pP• cillo questa. zona, si ha subilo net1a la sPn<;az ione che si t.J'atl a d i o",;o complclarnentc a nncto. l..1a nH•bmna in qttesti casi i> qtmsi compll'lam enle o in gran parle clistrut.la. :Koi abbiamo troqlo l'Ile ver lo pii1 quesio tipo d i autol esione non si uccompa!!na alta causticazionc rlel con dotto, di cui abbiamo pat· lnlo nel 2Q lipn; ciò indi ca che il raustil'o viene portato ,nei condolli che si prestano, rlirei.Lamenle a contatto drlla m embrana o pe_r mezzo di asl icciuule, o in si illdndo atl .-awr:::o ad imbutini_. P er fo t'tuna il suo qttadr o è co~ì rarattcrislico, che anclw senza la l esiOne del c:ondollo, si può far·e sicuramenle la dia~no<:i. Difal.li:
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NltTE ::.UL ::iEil\' IZI(I OTUHINUL.\1'\Ii\(oO l \TR ICU. El.C.
l " IIL·:<suna n·wlallia :-q~t ; nlartt'a ~ivlla t~a~;-;a ,·i la \'vdc·re il lllani~u dd liHLI'lt·llo (intrro o quH:::i ) <il-l lttllc'> scopert o di lt·sstrli molli; 2° la t.:<tpsula l<tbu·itllic.:a <·on rpll•lamt•Jtll' scopPrla ùi Le:-,;t1li molli in corrispnndeuza ddla parete profonda della cassa, può uvu1·si (piulLoslo di rudo) 11t·lle suppu razi o11i lirnpanit'hc CI'Oniche a carattere lll·çroLico (p er lo più cla Lubcn·olosi tl da srarl<Llli nu) . In questo ullimo c:aso però, la lesione d11ra da parecchi anni, lllt' nl.re uL·ll'inlern>gillOrio gl i ammalati ci dicono spesso che la loro mafallia ciala da poche ::;dlinmne. Que:;lo liptt di JèSiOIIC ~j liCC.:UIIl)JagnaLO lll qualche CUSU : l " a paralisi fa('c..:iall' ; ~" ad irritazioni! lahll'llllica l rli:-ol.t!-!'1110, Yt • rll~illl ) ; 3'' a conlplicaJ1Zt.) ma::;Loidee, endocrani che e generali che mollP YO!le 1·on i nft• rventi gra\'l si111110 r·iu,;~ili a dtttllinan•, q11alclH· volla in\'C~ce no. Nei casi in cui in St·guit.o alla c:ausl icazione pt·ovocala :;i era delerrnittaLa slcnosi nole\·ole od atresia del r-ondolto, e tmi quali s'imponeva r endere libero il cnnd<>llo dala la prese nza ùi suppurazi one tiu1J)anica, noi abbiamo arlullalo il metodo cL pla:::Lica n•lroaltt·icola t·c :;otn·aò~ scrillo. Ollre poi ai sudùelL1 !.re tipi elle p e r il loro caratLerc umetlivo Cl fanno con si<..;u r czza. slahilil'f:.' la dtaguosi di lesione provocata, e oltre a qualc.:he ca~o d i escoriazione del w r~ doLl o che m<tnifl'sla con sicu r ezza il caraltu r·c di aulole::;i<IILC, :;i sono os.<>el'vale varie altre lesioni che, però, a ri gore ci hanno la:>L'ialo in dubbio. Tali sarcl.J I)cro lJer éS .: 1" d egli CL'Zt:llli U1·lla ('(}IH'a P d i parlt• del ('ondot.lo Pl' t· t.:tti lu cute affetta :;i presenta di colo rito ro:;so vinoso, ri1:upcrla ùi pil'cole sq uam ette e di quaklle crosta; de~· li eczemi umidi del condotlo t·un molta secr t:! ziuu c ( puzzolt•nle quando ri:;tagna·, e anclw C'•m zone erose u ri cope r le di un sottile strato biancastro, ehe pu() essere dalo dalla l"Ktrf'te corpu:-;(·ola rP del la Sl'crcz ioru.: , da epickrm id l' tllittl.! raLa e anche da un po' di essudalo; 3" tunrefazioni dolent i d el condotto eon megma bianl'a:::tro, che potrebbero essei'(~ dale da flm.tncul<n>i diffuse spontanee; 4." d ell~ zone _g"ranuleggianti, discrete~mente estese, dl'lla. pai'Cie in feriore c virinanze d el cond0tlo, coperte in pad.t: o no da un sotti le ::;lralo di essudalu biancastro ,c.on ::;cuezione piuUosto abbondan le che ' ' iene dalla cassa o anche dal condotto. Tutti i mi litari i n cui la autolesione era pnlt' Se veninmo da noi denu nciati al lribllnale ; per quelli, in\'ece, in e11 i la ]e,<:iorw era ~en 1pli ceme n le sosprUa, ci siamo limitati a inforlllar'P il comand o d el eOrylo a cui il mililare apparteneva, del carattere snspl'llo della malattia .NPi nnslri ropadi lu Jh:'rc.entuale clelté lesioni sicuraml'nle provocate non ha superalo il 3-!J. %, e negli ullir11i m<!Si di ~uerra non ha supe ra to il 0.5< 1 " ·
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*** Il numero dei ~imul at.ori o Psager ato ri di malattie Ftnricolari, e specialmen te di sordilù uni o bilalemle, è sempre stato molto rileva.nte. Mt'01 r·e raramente il siuiU latore rrea ex nihilo la sua prc:=;unlu malalliu, egli trae buon prelesLo anche da lesio11i ~li n i me. I n generale egli cer ca di sfmllare la sua lesione atr ricolare lJ(·r accusare cefalee continue distu rbi lah irintici, sordità J)iù o meno Hccentuala; ma i l più dcll~
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•'WTI!: SUL ::,t:l\\ lZlù UTOiìl.NtlLARlN_liUIA'Jillt.u, EL.C.
,-olh· t> :'tllla ::;.. rdttil <:IH' l'l!lt i!tsi,k, .;apcndn fur:ie chL· altri d1sturbi, olJl!CIC lal>irinlici, non SOIIIJ difikili a '>\l;larsi. La. guerra altualE', Hll•'lll' pi ù ctellu. \'il<~. lllllilure d1 •l lelllpu eli p.tce, Ila dilll0.51raln l'import anza e lu "Tavilit di sapere eonust:ere :;ic·1 1rall1t.mlu un indi\'iduu so rclo, da un altro che .simula una cofosi compll:!la, o esage•·a una lit·ve ip,,a,·u::.m. 11 giudizio d Jaguu,.,Lii'O diH·nla allL" ,·ol lc JIL'r il nwcl Jru-pcnlo, 1111 tormentoso caso di coscienza, s pe('lullllcr.L.e allor·quandu lllancunn lesioni ohieLLivalll cnlc ctimo::.lra !Ji l! d t· ll ' o r~unu dl·ll 'udilo .Il mi liliire kae profillu, per simiJlaro u eSttl,;l'l'..lrc crwrH11.:lllenlu la pru1Jrio ivo<H.:u::.i(l., o da una suppuraz1one Limpanica ,(1 c LJlk'SL,, SIICtede piu di fn·qLH:nlu) da 1tntt lie"e forma calarralc luburira o d el!'on•cchio lllL·ùio, oppure da lievi lesioni anatomithù, o senJt1liceml'nlc funzionali, con~cculi\'O a. ~op pio. E ' di tticile elle il militare :;i limiti ad esag,·rare la :-;ordilil. solo da quell'orecchio in cui t$1::-le una quuklle lesiOIIL'; qua:;i :::l·m pre cerca d1 a:->~ociare c simulurl: la Sll rdi til. da ambo i lati , ben ..:upt·llclO cl1c la so1·d i tù unilaferalll non dit òirilto, sceondo l'l~l<·nco dell ' infennilà, a t•iforma o a j)arziale e::;er1zione dai S<'rvizio. 111 molti di quesli mililan 11111 nu11 a bhiamo polnto trarre Jlrolfi\lq dal laln dia!!nu.:liro, dall'u:;n di n1clodi sottili d'indagine, basati q11a:;J unintnllmt(' s u lle risposte e sulle rt•azioni offerte da l soggetto iu e::;umc. lr J\ l't'C 111dira:~. i oni vt·mnrt"r.le pratiçhc abbiamo ali L• volte polulu trarre dai dali ananln L•:;t ici. dal contegno del malato, d,d tono d cii<L ,·oc~ . e ùatl'csanw run la \'tll'è d1 con,·crsazione. Quesl'ullimo e~amc mollo :-pt•<::-;o ::.en u a dJsn:larc la :-;11nulazione, quando es;.o non Yit•ne praliealo con la co11::;ueta tecnica, ma a ll'insapu ta del mutato; tJUUndu l;Ìoè, questi volg-e lulta l a 8Utt uttenzion e nel t·ispondt' re al le ntrÌ(! wnve ,·he si cscgui ~rono coi diapason, o con l'oroloc-io. T.n .;16~~' ammalalo clw prima non rispondc,·a nt"ppurc alla \'Ot:t.: gridata, dirno~tra di pen·cpil'!' le clornande r·i\'lllle w n voce debole, conre nll•nle altri t•,.;arni funzionali. t\on sono s lali rari i casi di militar·i Cill' aecuBa\'a nc1 ::;orditiL quasi co11lplcla, sordi la, donrla. a di r loro, a malutlie d 'inlnn1.ia o a fenomeni d;L f;Coppio. Dumnle il perioòo di us,.;cnazionc {'JliL':-,tJ mdi\ rcl11i, il ptit delle \'Olte ignumnli o semi d t·fìc i ~n lr , :-:i clliudL·\·tmo in un mutismo impenetrabile, in uno stato d1 rr egativiSIIJO ptts:;i,·o, di indiff(•J·,•nza compie-la a lu tto l'ambien te che li c ir~.:o11du va, t:he ri usl'i ,.a_ assai difficile smasl'!lerarli anche con un a continua sont•gllanza. Con ttue:--li l. in cui . ._l'mbra spento ollro.! la funzione dell'appar alo udiLi\'o, ogni alli,·itit cert>hral e, non è possibile trarre alcun d alo diagnostico uagli esami runzionu.li. ì\oi ab.biamo d ov uto pet· E'RSi basar'(' il nostro giudizio su un eornp lt·Scio dl da li fornitici dalla sorveglianza nei repa rli , dalle in f n rrnaziou i dei carabinieri, d ei compagni, de1 loro comanddnti, dai risulluti d('i 'ari mezzi di sorpre:.a. In alcuni casi dopo avt•re inutilmente sp erim entali tutti i metodi offerti dall'arte, sono rico•·so all'elero-nar·cosi . QtJeslo mt>zzo solo qua lche volla, è valso ad in l!:lTOmpere lo ~lato di iniiJizionl' volontaria in c~tì. si irrigidì va il soggetto, ed ha offetio a noi un C'lcmen lo di gi 11dtzto assai valido.
171) AMBULA ~ZA DIRETTA DAL PROP.
CHIRURGICA D'ARMATA N. 4
NICCOLA GI ANNETTAS!O
T!'=NENTe
COLONNELLO MEDICO
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Ferite addominali di guerra pt!r il dott. J<.:ma nuele S:tntor·o, l·apilano l,llètlico assis teu te nella l Cl i n ica Chirurgica della R. Un i versi là di N a poli
Ctmtinuazio~
- V. Laac. X l r Giomo.l.e di medicina mi/ilare, l :l l !l
... B). LAP ..\ROTOMIE l ~ FERITE P ENETRANTI CON LEI:)JOKI VISOE-
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Ff.HITI Dt:t.l.'J::P JPLOON E 0~11 1\•( F.SO.
I ferili dell'epipluon e dr i meso ossen ·ati , se nza lesioni:' di <tllri n steri addominali, sono lre. D ue guarirono, uno mori )l l~r soprag;ginnlil polmonite, avendo anch e fe riLo il polmone. Dei dm• guariti uno - oss. 381 - g:iunse in gra,·i~"i m e condizioni di au <:nua per i11 atto. La lapa rotomia 1i\·elò un nOI Cn Jlc <;"mopcriloneo ç la imegritll dcl l'ult.-~tino. Fu allacci:Hn nn 'ancria sa ug nilllllllè dell'epiploon . ~e ll'al tro invo:ce • Ms. 390 • le condizioni geuerol i eran o buo ne: rik n1hi le solta n to nn legg-ero stato ~~~~o~ra g-ia
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118
FJ::HITE AOI)U.\LU'iAJ-1 Ol GCEllRA
di ~!Juc.k. I n ..:avità {u trovata graude cptautilit di sangue e un g rosso coag ulo sulla faccia ameriore dcll'epiploou, Ja cui rimozione determinò uua nuova emorragia da un 'arteria rotta che venue allacciala. ln questo caso se non si fosse intervenuto chirurgicamcute sarebbe sopraggiuma m olto probabilm ente un 'emorragia secou·
daria, la quale arrebbe: potuto e,serc causa di morle per il ferito. )lell'vss. 398 - le cui coudizioni gc:ueraii c:rnno buone al m omento dell'arrivo atl'Ambulanza, si tro vò uu notc\•ole emoperitoneo c nua grossa scheggia, lunga circa ro cm., iufissa nel mesocolou trasverso. )1a qm::;to iufe ruto era anche uu toracico con lesione pollnonare, poichè il proiettile era penetrato al settimo spazio iutcrcostale sinistro sulla ascellare media, e l 'esame fisico del torace aveva notata un'ottusità mobile alla base toracica destra. Ciò ~io.:uramente, insieme col trauma ope ratorio, agevolò il sop raggi ungere della polmonite, che ne d etcr111inò la morw. La diagnosi di emorragia interna fu su bito posta, e non offrl nlcuna difficoh à, od caso cui si r iferisce l'oss. 38r. Nella oss. 390 la p resenza di u otevole quantità di s~tngue fu ri levata dalla constatazione dell'ottusità 111obile ai fì.ancb i; cosi anche ncll'oss. 393· In tutti i tre feriti vi erano insomma degli elementi s ufficienti per ntfermare che <::l>Ìsteva un c mopc:ritoneo, ma uou ern possibile iu ucs~uno di loro g-i udicare esattamente se l 'iutestiuo o altri visceri fo,.;sfi'ro feriti. Nell'oss. :;8r - anzi per il decorso avuto dnl proiettile, che era penetrato sulla mamillare sinistra al . marg ine costale e si palpava sotto cu te sull'ascellan:: posteriore dello stesso lato, si pensò elle almeno il colon fo~se ferito; ma la diagnosi era ~bilgli:~ta.
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.Ft:RITI DEL FEGATO
Le laparoLomie . eseguile sui feri li del solo fegalo sono 13 con 8 g11 a· rHi e 5 rnorli, e cioè con una. percc nluule di guarigione del 61 ?{.. . La sinlonwtolog1a che questi ferit.i presen~ano è ord inariamente quella d ci fe rili in preda ad emcm·agia interna. Le condizioni generali spesso sono buune, i fenomeni dello t:hoek non sono molto accentuati. I dolori addn111inali spon tan ei e alla palpazione sono presl?nti , ma meno violenti che Quando è f<•rito J'inLPstino. L'addome si pre--;enta un po' tumido, le pareti poco ronlrat.te. alquan to depressibili r.on la pressione; un reperto. quasi costante, è la ottusità mobile , s pt·rialment.e spiccata al fianco destro e alla fossa iliaca dello sl~sso lato. L'es.ame d ella ferita non sempre consen te la escl usione della ferita d i altri Yisceri, anzi succede spesso che in qucstl feriLi si in ter-viena perchè lo studio del cammino percorso dal proietLile farf.bbe pcnsa.re a ferite di altri visceri addominali , oltre che del fep:ato. Così per esempio nella oss. 383 nella quale il proiettile, penetral<J nell'epigastri o, fu Yi slo coll'esame radiologico mobile nel cavo addominale: e nella osse rvazione 38~ in cui il proiettile, pen ctr<1to pt·esso l'angolo inferiOrl' della scapola d estra, s i p a.lpaYa sotto cute alla metà sinistt·a dcl l'epig-asLrio. Quando poi ,·i è il solo foro d 'ingresso e manca l'esame radiologico, in modo che n on è possibile stabilire quale via il proieU.ile ha seguito, come nelle oss. 382386-392-399-'!0 L, un giudtZlO esallo non può essere poslo so non mediante l'operazione. Lo lesioni anatomiche risconLralc su questo o l'gano sono svariate . In qualche caso si t ratlè di una feri ta a solco, osg. 382, in alcuni molto . profonda, oss. 385-39·1.; in allri casi di una fer il<t del margine anteriore più o meno p1·ofonda c diretla norm almente al margine stesso, oss . 383393-395. In altri casi di r>rofondi seloni trapassanti da parte a parLe; in allri eli ferile del mal'gi ne, parallele al medesimo e con la form az i on~
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FERiTE .\f>Dll.\IINALL DI G n;HR:\
179
eli le mbi plU o m eno gr andi di parenc.hima epatico, aLiact:ali all'organo per peduncolì di var ie dimensioni, o:>:;. 387. A!Lre voiLL' si nolurono vaste ferite stellate, oss. 386. A seconda della natu ra & della t)fllilà d ella lesione anatom ica si praticò la sutura o il tampomummt.o della lesione. La sutura fu prcLticala 5 volle, oss. ~3-387-39::' -393-395, con tre guar igioni ~~ due morti. 11 tarnponamento in vece fu praticato 7 volle con 2 morti e 5 guan ti. >lell'oss. 3b3 il margiut: l'patico pr<::st:ntal·a nua fcriw pn•fvncla ctrca 3 cm.; t margini ùella Jcsiotn: furono riuniti con ùc:i punti staccati iu o.:atgut . .::\elht ossl!r,·azioue 38; il margiue epa tico era st:tccato per uu lu ugo kml>o, largo circa due dita e lungo 8 CUI. e aderente al resto ùdl'organo per un piccolo tratto interno. ll lembo fu asportato; furuuo praticati dt:i punti ad rutsa, a tutto spl!ssore, parallcli al margine epatico in modo da frenare l'ettJOrragi3 che er11 in atto. Quindi con lllt ri puuti staccati in catgut per pendi<.:nlari ai primi furono unitt· le due sup<Tii<.:it:. \léll'organo in morl<1 da rico~ti tu irc il 111argi u~.: dd fegato. L'inft!nuo guad. Nella oss. 392 la ferita iutero::~:<av::~ verticalu a~·ute il lobo sinistro del f~::galO per un va~to tratto. Furono praticati dci puuti a lntlo spessore. Que!'tO infermo cube llll det:Or!'o po;;t-opcrat ivo cotuplic:-ato da fistola biliare. • .::\elle oss. 393, 393 le f.:rite erano vt! r·tic:ali auc:h'ess<:: e fu praticata anche qui la sutura in <.:atgn t a pu nti staccati, ma gl'infermi ntorirouo uno dopo 1 ~ ore e· l'altro dopo 28 ore da ll'atto operativo. Entrambi i feriti prcscuta~etrto al mom l!ttlO Jcll'inten-emo utta c<Jraltt:ril't ica siotomatologia di emorragia in atto. Nelle oss. 382, 384, 383, 386, 39-1, 399, ·IOI la ferita più o meno profouda udl'organo, fu semplicenrcrJl(.; Y.affata <.:011 garza. I n tuto di e,..;:a - oss. 40 1 - il tlecorso post-operativo fn complicato da tetano " da p<•lmouite. Trattato cmt h: inieY.ioni curative aut itetawche; Tizzoni l 'iufen11o tn igliorò della si 11tomatologia tettmica, 111a ~occombctte al la sopra~gi uu ta polmouite. ::>i noti che l 'ano op~::rat il'o si er a limit<no 'al tamponauteuto c.! d fegato ed alla estcrior izzaziouc: , dc:Ua ferita, S(.;ur.a ric..:rcare il proiettile, poichè nulncava ]'esame radiolog-icv. Ne ll'oss. 389 il pmi<:ttilc, pe11t'1Tata u"l d..:cimo ~p:nio inlc:-rco>tale, sull'ascellare posteriore di destra, fu loc<tli Y.?.alo da!l't::snme radivscopico udlv spc,-sore della glandola epati,·a. L'atto operativo qui non fece cbe seguire la f.:rita trmamatica gi nngtndo, attraverso la parete toracica, la pknra cd il cli,lframura, su nua ferita del 1egato, dal cui spessore ,-enne estratto il proiettile. l-'nturato il diafnuuma all.:t pa rci~ toracica e zaffata la ferita , l 'inf:ermo si avl'iò rapidom(.;ntt: a gn:-trigionc. ~elle oss. 396 e 397, oltre che la fni ta cpatira esiste1·a uua gran· ksionc renate: che richiese la nefrectom i~. Xella prima si trovò una larga laccrat.imte del peritoneo parictalc posteriore,. subito all'esterno del o.:olon a;;ceudente. Altravcrso qnesta si p11lpò nn rene spappolato e si decise per l'asportazioue di <!SSO. l'ello oss. ·'97 iu,·ec<· il peritoneo parietnlc era integro e fu inciso per la csp lor:n.iun~ dd rette ; que<;ti era spaccato in d ue metà e richiese ancb'es!'o la nefrectomi11. n p rimo di questi due feriti morl POChe ore dopo l'atto operati1·o : il s..:cuudo sopra\'l·i:;se cittquc giorni e in seconda c ttrza gioma ta le sue C<•udit:iou i g.- nerali erano assai tttigli• ll':ltc. li det'orso postopemtil'o . uou mostrò nessun risentimento pcritmt<:alc, e la morte !'i attrihul alla ~rande quatttità eli sang-ue perduta.
LH. -
FJ::RIT ! DELLA CI :'TtH:LLI-:A.
I casi di fer·itc <Iella soJa <"i;;! i fl'll<'n open1ti :::ono clt1" con 1111 m orlo crl un guarito. ln uno· oss. ,3SS - la cistifellea presentant ùne ftrite in ,-icitH:t tt7~'1 dt·l suo collo : furono entrambe suturare e l 'iufenuo guarl. Ultre. la ferita dd la ci<;t if<-11.-a vi era ~cl~e una lLtnga ferita da !'tri ~cio dd ten ue che richiei'c un soprag-itro siero-sieroso. · eli altro • oss. 400 - la cist ift:ll<:"a pn:s<:ntanl una lnn!:'a ferita prodotta el'iden te-
180
FERI"n; AOI)() ;\JlN ALI DI Cl'EIUl.\
111cntc d:~ tlll él pic<·ola l-Chcgg ia tagli<·ntc al ~uo fondo. Era noto:\·ole uuo !'pandi· mcu to di bik che d:wa un colorito g ialletto vndastro :1! ,auguc cont... nu to nella Cal' Ìtà p~:ritoll t:nk. J.'iukrmo mori in l'C!<l~ giorunta. Ln nccrosropin no n rin:lb .,)cuna Jc,..iuno: UIUHOIIIn-putologica di u:nurn inlinmnHHo•·ia d<>l peri toneo o dt:gli organi athlr>minali; la sutur:'l della cistifcllt>:l e ra a perfetta tenuta. Però si tro,·a· rouo g-r:l\'i le!'inui tubercola ri ai .In.- poltnnn i, io r:~pporto con le quali ,.a m cs:<o l '(·sito infausto dell'atto opc·ra ti,·o.
l\' . -
FEHIT J [H;J.J..\ ;\IILZA
I ca~ i di fe ril(• d ella snla milza osscn ·ttli sono sei, con c inq ue morti t'd n n gua rilo, cioè con nna prr·centuale di guarigione d el 16, 6 ~;, . In c inq1W d c i easi le lC'sion i d C'll 'organo erano tali che si d ovette praticare la splPnec.tom ia e si ebbe 11na gnarigio ne e quattr o mo rti. In un altr o ir s\'N'e s i nraLitò la s ntum, ma l'infermo mori. Tutti qut>sti fer iti c•r:lnt• iu condi r. ioni m o llo g rti\'Ì pe rchè ctmtcmporam:amem e del torace c dell'addome. In tre di essi - nss . 4n2 , 4":1, 4"·1 -l'atto operati,·o fu una toraco-lap!lrotomia. :"\d primo il d iafr<1mma e ra lace rato per circa l·l cm. e l'cpiplonn ~era eru ifl to tw l torace. 111il za !'p:~ppolala tra pn•citlc·ull' attra,·erso la fC'rita l>1rflcira :;ull 'a:;ccllnre po:<tariun· . ~cl secondo, :;utumta la fe rita dell a milza. le gt·avi cu11diziun i non consentirott O di pro~~:guire l 'upera?ione. :"t•l terzo vi era unn \'t' r:t e\·i~c(·rnzinm: . con fuorn,dta del tenue, élrl colon. d<>ll'omcnto, dello stomaco e della mil za anch'l·sso:t sp:1ppolata: tut ti i visc<>ri erano s po rchi di tcrriccio. f~· riti
1,a
Fm quC'stì feri li fu la laparolomia sernrll·e indicata? Nell e fe rite dc•IJ'rpiploon e d e i m c.~. nelle ferii <' rl<'lla d~lifellca, n e ll C' fC'I'ile d !'lla milza l' incli razinne all'in tr rvf'n f0 non Ya m essa in d ubbio. Yi ce\·C'rsa n ellr fc• rile d el fega to l'atto oprrativo ftt ::.r<'sso s uperfluo ; per lo più di falLi le lesion i epatiche si trovano in emostasi spontanea. ()nand o la fer ita è sangu inante può nn appropl'i nlo l.ampo numcnlo- 3Xfl - o n n a snhrra in calgnl a 1-nt.Lo spr::-son·, ~s. ~83-392, e~se rC' util<>. L'i n terr r nl n è anc.hC' indi cato pe r la e~ l raziotw dei cor pi est l'a nei, come M ila OS-'. 3R0. Tn r t><tlfà d un(JttE' queste laparnlomi.t' hanno, piìr che altt·o, sropo espl oraliv-o: e anzi ::;e s i pensa che lE' feri le d rl fl'!!alo gnariscono in gTan Olim er o spontan PamC'nte. rir n fatlo cii doma.nclal's i se per i. fe ri li d CC'<"dnt i l'atto -operal i\·o non si<t stato granct 0mcnte danno~n
STORim OLL."\"I OHE. 381. Oss. di
1/.'.:Ì(tt:
Gt•llua/ilò: :>:ne. Gi., caporale gr;mano.:rt. -
Dala di e11lral.a e d ata
I.J-9-10 2(>-g-ltl.
T cmf>o lra.<rnrso dtll trauma all'iu/t'l'1'elll.o: ore: 3· Nal11ra drllll l.-$icme: Fo:rita di .:mrata tln p:~llottoln di fucile $nll:~ ma uJJuillare
!'Ìnistra, !'uhiio sotto l 'A rcata ço~tale . Jl p roienilt:: ;<i pa lpa sotto e nte al fia n co si n i!'t m. !'ull ';1 ~ee l! are postcr ior<·. Shtli>mi ,.,.;,,.;pali: C ttlc c tllu co~c palli•lc. l'ob o 12.-1 picc<•l<;>. Re:;pi ro nff:~n no~o ; stntO d i a m·u tia g ra,·e. T·:st r..:tnità fredde. Agit~zionc. Sndor;1zione prnfu;;a. Addome cnmrntto, o uu,.itit mobile. Yotnito. Tratta•nclll••: T.nparotoJJti:~ pnn1rettale siui,.tra. l'otn·olo: cmopt·ri toneo. Intestino iut ~gTo. :\ llllC'<'i:~tura di una artc:r ia s.~nguinante dell'o:piploon . Dreun~org-io. Sutum n str ati.
FERiTE ADOOl\llN:\Ll 01 u l I>RRA
181
esito : Trasfcrito dopo 13 giorni. Gnarito. :'\un: Qualche linea di lt:lltpera tnra i pri111i giomi. Si toglie il drenaggio 111
,;• g iuruatn. Condizioni locali c g-.;·m:r<J ii ottim~:• 381. O.u . - c;t: ul'mtilt\ : l~ i :o~ . A 1. , solclato lkrsagli;:,ri Ont,.z !li tllll mia e d•llfl di IISCitc.l: 19-'S-lì U -9-1/. 1't:mpo l•:ascorsv d<1L trau111a aU'iJtlc•"<'l'lllo: ore .5· Satura della lcsioul': l',·rita rototllkggiamc ,\a sltraprh:ll sull'asc~: llarc poslc-
rion: de!<l ra , 1 di1n !>Opra l'a.n;ata co~talc . .:-ion '''è foro d i uscita. :\lam:a il n:perto radiulu).! iCo · Siulomi priuci[>ali: l'olso \1" ,·alido. T. 3i+ ,\ ,-pdto buono. Addome duknl<' , ~llecic a lla palpa~ionc. S!Jicca ta difesa . Ottusità· mobi le a i fianchi. Area cpalica dilllinuita Tralltwtruto: I.ap:n·otomia r.:•ran·l!ak clc"tra, ('Oil c~lrcmità arcuata all'<·slernt). ~arso emopcriliJiteo pc:r f•·rit :1 a solco dd iq{nto d1e ~i ?.affa . .\ s!',cnza d i le ~ inni intestinali. Sutura. Esito: Trasf ... rito dopo .31 gior ni. Gunriw . .\'uTJ; : Decorso po!>t-opcr;lti,·o cou1plioHo da •·motorncc dt:~tro. Tvraco.:ntcsi \'nl na:wdo :\lorclli. Oper«IO al Ui,..tncl.'alllt:lllo ann1zato : trasfl:rito nlla ~cdc iu 2" gioruata. 3~3 . Oss. Ct·ucmtilà: l;;at... Arù., soldato g rauati cri. - J>a/a di culrala c dllltl di ltSciltl; Jl>-g- 16 l9-<J· IO, Tempo trascorso dal lrt~Jtllla a/l'ililen:<' lllo: ore S. l'\atu.ra àt'/la t.:sìo11c: Ferita d'ingrb~u. da pallotto la di fucile, all 'o.:pigmstn••· rJ proiettile vicuc localizz:ow dall'cSalliC raùiologico nell'atltl•>me, mobile coi 111()\'i-
~ Siutomi priucipali : Polso So valid<). Colorito nor male. Aspetto buono. :t\ou ha
mcnti rtspiratori.
vomito. Lievt: dolore alla p:llpazionc dl•ll'epigastrio. Assenza di mc.:teorisuto. J'areli nddomina li leg-germente tese. T1uttamcuto: Lapnrolo111ia 111edia na ,;opra Olnbdicalc. Sutura di una fl.'rita sanguiuautl;' dql margine dc) f~:gato, profoutla :) cn1. 1l pmi~..ttilt: t: itnpi;;liatu m: li \:piploon - re sezione - dretwJ,rgiu. Su t nra a SI rati. Esittl : Trasferito dop 14 giomi. Gua rito. l'\nn: Si toglie il dn·n<~ggio in 6" giomata. Condizioui general i e locali ottime. 3S4. Oss. -· (;,·,cmlilcì: :\Iai. Cos. , soldato f:l.lltcrio. - Dala di rntrafa e da l a di uscita : s-10-16 24-r o-r6. Tempo trascorso Jal lra.11111 a a/t ' i~tlervCirto: ore: 12. Satura d,•/ta Lcsi<1>1t:: Fe,rita d'iugrc.~so, ùa pallottola d i fu<·ik. alla melà de$! ra dello sp:t?.io inl<:r~•·:tp<,larc, presso l'angolo iufc.:riore della scapola. li pmiettile si palpa sotto cute, all'epigastrio (m età sinistra). Siulomi prillcipati: Polso 120 piccolo. Cute e mucose pallide. ibpctto sofferente. Estremità fredde. Emoploc . .\.dJome doleJHe c cnntratlo. Ottusità mobile ai fianchi. Vomito. 1'ratlameuto : Laparotomia xifÒ-olllhclicale. Hmuperitouco. Profonda krita del la CUPQ\a dP. l fe~;alo che viene 7:tfiM>\. Bn1 n r:~ parziale ~ strnti rlelle pa reti. Esito: Trasferito dopo 20 g ìorui io ottime condizion i. . ~•)TE: Dccor,;o post-operativo complicato da polrnouite destra. Tolti gli Zllffi 1U lo" g iorn ata. Temperatura febbrile iino alla 11" giornMa. :-pire::;sìa iu seguito.
38,;;. Oss. -
Co!Cralilà: 1':1::.. Faust., soldato fanLeria. -
Dala di entrala c data
di usci/a : S-1o-16 8-n-16. 'l'ernpo /rasc.:llrS<J dal lrauuw all'illl<!t"VI'Ill••: ore 6. . t\atura deLla Lesione : Ferita lacera da schegg-ia d i granata :'1 1\ '(·pigastrio. ll protettile ,·iene localizza to dall'esame radiologico nt:l ca\'O a~ecllare destro, sotto
cute. Si11tomi prilzcipali: :Polso 104 piccolo. Re1<piro afiann•>so. Aspetto sofferente. Palhdo. Addome contratto e dolLmte. Ottusità ai finn ch i m<>bi le. Enfìsc111a sottocutaneo all'emitorace destro.
n:nrn; AllllO.\ILN.\ LI 01 ti n ; RRA 1'rattam et~lo: Laparotomia xifo-ombelicale. Emoperitoneo. Larga ferita sanguinante del fegato che:: si zaffa. S utura a strati delle pareti. Esito: Trasferito dopo 34 giorn i. Guarito. NoTE : Decorso po~t-ope,·ati,·o co111plicato da polmonite.
386. Oss. - Gcn~ralita. Par. Iìu., soldato fanteria. Data di c11tra/a c dala di USCita : 21-6-17 2 1-6-17. Tempo tros wrsl' dal lrtlltllt<l all'iltlcr.•tlll<•: ore 4· JYatura dd/a /csio11e: Ferita lacera da scheggia di granata sull'So spazio in· tcrcostale destro, ascellare meòia, senza foro di uscita. ;'11anca il n:.per to radiolo. SÌitl<mli pri1tcif.'ali : Aspetto soffe rcule. Polso r14 piccolo. T. 3S,z. Respirazione dispnoica. Agitato. Pallido. Ventre contratto e dolente. Ottusità mobile ai fianchi. Vomito. T ·r al/ame11fO: Laparotomia pararcttale dt.'Stra obliquame all'e~terno. Zaffo di una larga ferita stellata ùclla cupola epatica che si approfonda nell'organo. Sutura delle pareti. Rsit() : Trasferito tlopo 12 giorni in d i$crete mndizioni. !'cJ'n: : Al mom<:uto del la pnrtenza tempt·ratura oscillante tra '7·2 e 38. Addome trnttabile; dolente la regione epatica. g ico. (Altra ferita alla coscia destra}.
38;. Oss. - Gl'lteralila: Man. Seraf., ~oldato fameri.a. - Data di tt1trata e data di TISCita: 22-8-Ii 22-9-1 7. , Ttmf>•J lras co r.~o dal trauma aWiftl.rn•c lltO: ore 2. Natura della i,rsiouc : Ferita rotoudeggiante da pallottola di fudle all'epigastr io sulla parasternale destra, con egrcsso all'ipoco11drio destro stùl'cmiclaveare, . subito sotto l'arcata costale. Siflt.omi pr ìncì pali : Aspetto abbattuto. Polso 135 piccolo. Respirazione toracica. T. 36,3. Anemiz;r.ato. Pallido. Ventre poco dolente alla pressione, con pareti discretamente tese. Ottusità ai fianchi. Assenza di meteorismo. Trattamento: Laparotomia xifo-<>mbelicale. Emoperitoneo liOte\·ole. Gro~so COllgulo fra il fegato e lo stomaco. n lobo sini!;tro tlel feg-ato è spaccato nel suo margine anteriore in senso trasversale, in modo da costi tuire un lembo largo z dita e lungo 8 cm. at taccato al resto dell 'organo p er un tratto interno. Asportazione di detto lemho e !'utnra della ferita con anse staccate di catg-ut. 7.affo. S utura parziale. Esito: Tra!'ferito dopo .3" giorni. Guarito. NoTI\: Decorso po~t-ope rativo complicato da polmonite e da fiHola hili&rc. Ope· rato al Distaccam<:nto a,·nrp:nto; trasferito alla ~ede in il• gi orn~tR. 3&1. Oss. - General ità: r.on. Ald., sottoteneote fante~·ia. - Data di enl.rat.a c dala di uscita : Jl·JO-r6 22-11 ·16. Tempo trascorso dal tran111a all'i·l ll•l'n·euto: ore 1\. [l.alura d lllla Lnsiur'! fi<:cc.b feri:a d, pnllnttola .li (ndle all'ipocoudrio dcl\tm,
con egresso alla regione renale sinistra. Sit~tomJ pri11cipaii: C'olot ito pallidQ. Polso 190 piccolo. Aspetto sofferente. Vomito. Modica tensione delle pareti addominali Dolore alla palpazione profonda llrina7.tonc spontanea con urine limpide . Trattamento: Laparotomia mediana, con aggiunta di un taglio trasversale a destra. Emoperitoneo Sutura di una feritn d.a striscio del tenue, interessante la sola sierosa, e di due perfor~r.ion.i della vescichetta biliare, in vicin am:a dell'apice . Drenaggio. Sutura a strati. Esito : Trasferito dopo ,p giorni. Guarito. Non: Poche linee di tf'mprratura i primi 10 giornti. Tolto il drenaggio in ga J:tiornata e i punti in 14a giornata.
38<). o .~s. - Grnemlità: La P:~. Gac.: .. <"aporale fanteria. Data di er1trata. e data d·i 11scita: ~<>-8-t6 3n-8-r6. Ternf>o trascorso dal t.ramna al/'illlervrllto : ore 1.1· Nat.ura di'Ila loioue: F erita lacera. da scheggia di .~~:ranata sul'ascellare posteriore de!'tra , nel 9° spa1io intercostale. lngico, nello ~pel'-!'Ore del fegato.
n proiettile è l ocalizzato, dall'esame radio-
' FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
183
Siutvmi pri11cipati: PÒlso i6 valido. Colorito normale. Lingua umida. Respiro caJJUo. Addo.rue leggermente tese, e poco dolente. Nou ha vomito nè singhiozzo. ,\~!'enza di meteorismo. Tra.ttame11to: lncisione sulla sede della ferita; seguendo man mano il tragitto percorso dal proiettile, si giunge, attraverso la parete toracica, la plenra t il diaframma, su una ferita del fegato dal cui spessore si estrae il proiettile, approfondito nella· gianduia per ci(ca 6 cm. Sutura del diaframma alla parete torac.ica e dr.enaggio. Esito : Trasferito dopo I O giorni in ottime condizioni. Non;: Toral·o-laparotom ia. T olto lo zaffo in s• gi?mata. Te mperaturll afebbrile. Deeorso favorevole della ferita. 390· Oss . - Gwerautà: Piz. Ces.; soldato fanteria. - Data di e11trata e ctata di uscita : n-6-IS, I2·i·QI8.
Tempo trascorso dal tmuma al/'iul•e·ro~e uto : ore n.
l
Natura della lesione : Presenta una ferita da scheggia di granata, sulla ascel-
lare anteriore destra subito sotto l'arcata cost.ale, l'enza corrispondente di eg-resso. _, Manca il reperto radioscopico. Sintomi prit~cipa!.i: Aspetto alquanto l'offen : nte: coloritn pallido, naso ed estremità freddi. Polso 84 piccolo, dcpressil.>ile. Addome leggermente. tutuefatto. Dolente alla pressione profondn. Ott usità mobile spiccata. Tratta.me11to: J,aparotomia paran: ltal t: dE-:<tra. In c:wit:\ g rand €" quantità di s~ngue. Grosso coagulo !'ulla faccia an teriore dell'epiploon del quale è rotto un w•~o che l'i allaccia. lntestino ed altri ,·i ~ceri illesi. Suturi! del c pareti addominali, a strati. E.~ito : Trasferito dopo 22 giorni. 'Guarito. 391. Oss. - Ge11eraLità: Stef. Erm., sold;11to f:mteria. - Data di entrata e di uscita: ~o-6-1918 8-7-1918. Tempo trascorso daL trauma alL'inte1"VtHito : Ore 14. Natura d11Ua Tesione: F.erita da pallottola di fucile sull'ascellare anteriore sinistra, al 6° spazio intercostale, con cgresso sulla eJl ziscapolare dello stesso lato, all'altezza della 12• costola. Sintomi pritlcipali: Aspetto buono. P . 1 00 ,·alido, ritmico. Forte <li fesa :Jddomin:~e, con dolori spontanei vivaci. Palpazione tollerata. Non ha vomito. Nori può unnare spontaneamente. Non ha emesso feci nè gas. Trattamento : Laparotomia con taglio parallelo all'Arcata costale di sinistra. Ez_uoperitoneo. Larga ferita della milza, cl1iusa da un coagulo di sangue. Splenectom1a. Non v'è lesione intestinale. Sutura delle ·pareti addominali a ~tr:~ti. Esftv : Tra~ferito dopo IO giorni guarito. ,39 2. On . - Generalità: Daga Giov., soldato fanteria. - Data di entral-a e di uscita: 20-6·1-91~ 22-7-1918. Trmpo trascorso dat ft'alllllll aWinten•euf (> : Ore 8. . Natura det!.a Lesione: Ferita da pallottola dj fucile all'epigastrio, sulla linea medzana, due dita sotto l'appendice en~iforme, ~enza corri~pondente di CR:rCsl'o. Mancn l'e~ame radioscopico. 'l Slntcmi principali: P . xoo valido. Aspetto buono. Lingua umida. Respirazione calma tipo costo diaframmatico. Addome indolente spontaneamente, leggem:~ente ~olen~e alla palparione profonda nella metà gnperiore destra. Non h& vomito. Non a unnato. Non ba eme!lso feci n~ ga!':. Ottu~it~\ mobile ai fianchi. J.-cggero cr epitio sottocutaneo attorno alla ferita. . Trattatuento: J.aparotomia pararettale destra. Notevole emoperitoneo. Larga fenta verticale !'ang-uinante sulla f11ccia con,·essa del lobo sinistro del fi.'I!'Ato. Sutnrs a t ntto sp~sore con punti staccati in catgut. Drenag-gio. Sutura part.iale a !':trnti d e11e paret1. Esitc: Trasferito dopo .~3 giorni guarito. NOTE: Decorso post-operativo complicRto da fistola biliare. ' . 393· Oss. - Generalità. : D . Gio. Fil., ~oldato fanteri a. Data di eutrata e eU "scrta : 14-<)-1916 IIH}-1916. Ttm-,pa trascorso dal tra.nma all'inlervcllto : Ore 5·
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F Eill rE .\IJPti.\11.:\ .\U Ili IJL' ERRA .\'alu•tl •1.'1/u 11' .\ iclllt': L~:·p1 fc·rita eia ~\'hcggi:t di g ra na th ~nll 'as..:d la rc a nteriore
dc~tra ,
•l cli t a J;op ra l 'arc:ua C~>:>t ::ile, CCIII furo d'u~cita l>n lb pa r te più ba,;~a de lla regwne 1cnflle do:!'tra. Siulclllli ('riu<ipali: J>oJso 110 di ~creu:uue tHe \'aliùn. Re,;p irazione alfan no,;a. Pallido. .\ ~itnto. ::.uùoralio ne profn ,;a. E ~trcmità frc.·cl <lc. \ 'c ntrc tlolt:me in tllfc~a con <>ll n~it:ì n• obilc ai fiand1i . A ~~er1za di 111Ctc0ri..; mo :-\nn ha eme~~" feci nè ga!'. 'J'ralt am<'llf t> : L:tparc.l\omia pa rarto llale dl'~tra. Enwpt ritom:o. 11 mn rg ine anteriore del lobo destro del fc~atu è spaccato in ,en;..o verti cale pe r un <J profondità di ; cm. e !'llnguina. Sutura dd la ferita a Lutto spess<Jn: roB punti ~tnrcat i di catg ut. Drenaggio. :Sutura in tun~!'a d<:lle pnrt·ti. Esito: ::-.rnorc dnpn ~~ ore .. .'~1 · ! l o~~ - (;,.,,,a/ilù: \ ' ir. 'f mu., /c .< tr/a: 1-l ci-IVIO .3-W-l\)16.
~~~l ·l:lto
fm n vri a .
/1111<1 di nllmla
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Ore i· di ~ra na ta, s.ulla Jll ammi llar~ ,Jt.-.tra , -<nili Lv sotto l'nrc:na co~tak . La raclio!'cnptn rh·cla una p1ccnla ~chc~gia nella n·tn.K.':.t\·ità tpiploica. SiHiomi priHfi{'nli: t'ni~<J 11 5 pict'olr>. R c:<piro frt.·qul·nce su pt:rlicialc , pre\'ltkulCt11 c: nte t(Jr.flcico. Cute c Jma·o~e p:dlidc. A~peuo ~uflcn: mc, agita t Cl. A\Jdomc contratto e ùolt-ute. Ottusità mobile ni tiauchi. Trallomrll l o: J,aparotomia pn rartllak ck~ t rn. Em op,·ritOJI<'t) abhuJHI:IllLC. Squ:n·<'io profonclo dd ln c upola del fegato. Z alfu . Sutura in ma,;,:n delle pa rt.:t i. Esilll: :>.!no n; dopo 36 ore. :-\orr:: Ln necro~cop i n molo'tra: c:nnr11u.: qur•ntit:ì di sa ug-ue Ileli 'ad dome . n lobo de,.trn dd f<·.!.;<tto è q nu~i t'(.J111pletllnll' lllC ~quarciato in ~<: tl ~<l f=ll ltl"nl-po..;tt·rir>re . N t"ss una tr~u·cia. di pe rit0n ite. 1'<'111{>0 /Jc1 S(Iii'$V d<!t tl<llllllcl a/l'iiii<'J;•nrlc>:
,\'utura •tl'lla ltsitlll<' : Fe r ita lacera ola
~ C'\J l·ggin
:>9~ · Oss. Gocrralilà: \!nr. C:iu., ~ol d:llv fa nt<·ria . -· li$Ctlo: 20iS·.• )I i 2' -S-191i T e mpo ittl>t:ilrso tf,J / /lalllll<l ul/'irllt'ri.'<'HI": t Ire 2<). Xclllll/1 d ella lt'si<ml': Ferita <la pailottnla ,li fucile al q 0
/J<ll/1 di t'lllftllcl c di
$)!.tt.i<> iutt.n·o~wle <kst ro , lu ngo l'a~cella rc P•>~to.:ril•n·, l'Oli foro d' n:<dta a :-ini!'tra, al i'' :<pn~io inter col'tale su\l 'n><ccllnr~ media, con pruciù,·u7.<t th: ll o t·pliploo u. Silllt>mi f'YÌIICÌ('<IIi: l 'ol~cJ h~> piccolo. R. J..\. T . :Ci,:!· Sudo rat.iOJu.: profn~n . :\.:<pt.:tto Sl>lfcr<.:ntc:. \'o n•iw c ::-iughiono. .\tld<•tnc a n ·<tllato, pvco comra llo , dolente ali :~ pre;,siou c. Vispnca. DtC'nbiw obiJI iga to :;u l Ji:mco ;;iui!'-tro. .\s~nz.a di metc:ori s u1o c di ottu!lit?t ~ i fia nchi. l\on ha Cllll''so feci . Ri fcr i ~ce d'ave r vomitato appena fe rit<>. T ·mt.lcllllciiiO: Lapnrotc>mia xif•H>mbt:lica lt.:. E• ut~pt.:ritoneo abl>ondautc. L'nla ,;iui-<trn de l feg-ato è Sp:!C'C:llil pt.: r nua profonditit di 8 cm. ~\\tra fed ta in pro!'~imil ù del ro11o dc:lln cistiftlle<~. qnc~tc dn t: il-ritt: cola Nlllgnc. SuturA de l fc!-(:tto con an,.<: staccal <:: . Zatfo ia Ca\'Ì(à. Esil.t' : ~ruore dnpn r ~ ore.
na
3yo. Oss. <:cll<'lulilà: D ' .-\111 . l'a:-., >-<>lù:no fautc ria. J)at.r di eutr.till e di II.<Cilcl: 1 3 -JI ·JYii l oi· IJ-H.) Ii. Tnii('V tm;.co r ;.o t1<1l l.ltlllllltl tlll'illlc' l ;•cHic> : (In: ·l· So lura ddlu ksic>IH': l't.:rita lanra, da ~d11.:ggia di g ra urna, s nll'ascc llnre mt·tlia destr~, s ubito sopra il 111arg ine co:;tal~. [!alla fe rita :-porge n on. fra ngia dell'e piploon. ::\on v't! Coro d'u~cita. :\!a nca il repc:rt<J nJc.liulog ic:o. Si11I Orni prillclf'a/i ; l '<Jlso 12<1 piccolo. Respiro s np•·rliciale tipo torncico s upl' rion.•, .JO; cstn: mìtà fr<·cldc, suùorat.ionc pn,f nsa. I·:,.,tn.:mnmeute a ncamnato. :-:on ha ,·onlito. \ 'cutre cuntrallo dolente spontam·anlt·ntc e alla pa lpa7iOnt.:. Crinazio ne s pouta nea non p os:;ibih:. Col cntctcrisuto si <.:,t r:J);:I{vnu ""' c. c. di urine fortCIIh.' ute <:Jllatich<:. Tratlamclll<>: Lapar<>tom iA parn r<:ttalc dc:~tra. F <"g-a tn pt:rf<n·aw ucl lobo sini-<tro. L ~ r!{:t Jact'l'llzione llt> l peritonc:o par·i.:talc )I<J!'te rior<: snl>tto all'esterno del colo n lll'<'encle nt<: . .\ llnl\·cr~o questa si troYa il n ·11c che è sptlC'cato nd la :<ua po rr.inne lllt:dia nn. ::\efrt::<'lOIIJÌ:-1. ~i 1:\~('ialln lE' pi111.c in ><itt>. Za(lo. Esito: Muor~ dopt• lJ o n· .
.<9i· 0.<:>, - · (;rllt'ralil<ì: )! nn . \'in ., ~~~ld<cto fnnlnin. -
uscita: 2~-S- t t,~ J ; ~ti-"-1< 1 17.
Ptl /11 di c 11/1ala e di
185
FEIUTJ:; ADUU~I INAL I 01 G n : HR:\ 1'e111po trascorso du~ trauma tlil 'iulno.•ful,,: Uro i ·
.\'al11ra d ell a ksioue: F e rita la.:era da scltq~gia di grau<Jta sulla c•Hiclan:arc dc-
stra, s ub ito sotto l'<tr<'ala co,; talt:, <.:ou cgn:~!.o a lla rcg•uu.t:: renalc dello stesso lato cou larga fl·rita ch e sauguin n . .Siul,ouli princi}'<~li: l'ubo J ~·l piccolo. T. 36,z. :\spcllo soffercu te. R c,;piro affanno"<>. l 'allidi:;,;im o. Ha ,;cte intcn:;:J. \'cu tre contratto, dolc11 tt:, <.:oli ottus it:-. mobile ai ùanchi. ~ou puù u riuan;. C<llcte rismo. Ematuria . 'rra/lamcul t!: J,aparutwuia l'Oli tagliu <.;i:ulllclta~io. lnti:l'till o iutegro. 11 margine anteriore t.ld fcgalo nel ~no.>" med1o ì: t;ogli::Ho. ;)ut ura ad an,.c.. :)çoprimento rlt;l r ene, iuddcndo il !)l•ritnllt:O p:.rictalc postcrÌr>rC SUUÌt<.> a ll'c,leruo dd Colo n a~cc n dente. n rene è spaccoto in Jue m l;'tà. ::-\drectc•Jllia. Zaffo cile s i fa usci re dallr\ ferita posteriore. S utura d e l peritouc<i pnrictalc po,. tcriore . Un:nuggio. Sut ura. E.silo: Muore d<Jpo .5 g io rni. ");orF.: Accenno a mj~J i,>nu• H·JllO in l • e 3a giornata con l'. 111>-12u ai.JI..>astanza valid~J. T.'infnmo p t'ggiora in ~t'guito, graclatl'11ncJHC, >'<· nza !'Ìntmn i d i ris.., ntimento ptritom:a lo: . .J~ .
uscil<l:
Oss. -· (;c,!aa/ilà: l'ri. Vit., :;ohlnto butcria. -
na/<1 di ,·ulrcJia.. e di
1.'\·11·1910 2u·li - I\JW.
Tl'mpo lra s.-.•rsv déll 11aumu •• ll'iu/,· r~·<' HI<•: tlrc h'· Satura delle lcsivuc : Ferita da l'chegg ia d i );ranata al 7° s pnzìo ìn krcOt<talc si-
nistro s ull 'asccllurc m~:dia. li proiettile ,·iene locnlit.~ato dnll'~:sanic rndiologico da''ant i all a mil ~a. Si1~1.om.i priucipa/i: l'nlso g6 valido. A~pctto buouo, cc,lorito n ormale. Vomito. T.cggt·ra difesa atldomi nalo;: ·<·on dolore ali:. palpazione profonda. 0tt us ità mobile ai fìru •chi. :\~~e nza ùi 111cteorbmo. Uttu~itil a lla base t'>rllc:ica ,l..,,;tr;J. 1•:111opto<:. Traltamc!lto: Taglio nhliqun al lìanco siui~tro . Emop~;ritoueo. Cua lun '{:t schegg ia, I d l:IH . , si tro\'n i n ti~..;,a nl'l 111 C::40ntlou t J~a~v~r~t,. E...:tr;l %itJtll', 'Stnura. J>n,·na ;.!),: au. Sutu ra a strati. r;.,ilo: :vruore d11po 6 )!iorni per polmonite. ::-\11n:: Dc<·orso post-opcrnti,·o compl icato da polnJoun~·. 3W· O.~s. -
c;c,;,m/ilà: Cat. l'ica., se r gt'11t<: 11111gg•on· fault' ri a . -
l),, l., di Ol·
t~t~i<l !'di IIHila: 13•11·1\JI/ 2u-ll· l ~)l/. /raS<'tlr~o ,tal /11111111c1 al/'illlcn•t'lllcl: Ore :.J. Natur,l del/n lcsio!l!': l'<.:rita lac<·ra, a uHu:gini irrc);olari, da sdwJ,:gia di g ranata, !'ull'n~ccllarc uu.:dia dc~tra, a .J eli w ~"pr<• l 'an·ata <:os talc; 11011 'i è fon• ll'usc.ita. ~lnnca il reperto r:~diol,)gico. Si11tom i f>rillrip,rli: l'ol"o S.J nllido. Rt·spiro c;d111o. Colorito u•>nnak. Aspelto hnon o. \'omito. \ 'cmr.: dc>knlc o cuJllJ·:J tt Q. A<~cuza di ottusiuì mobile. La pal paz•oue dt•ll a n:·giont· rcrwlc tk>-tra prol'('l':t dolore. L'riuc chiare. Trul/a/llclllo: Lap:Jrn;olllia p:crarcttnk dc,.;tr;r. Sangue in ,.n, itù pn ferita del fct;;~'to. Xon l'i tro,·a JH> {~;ritt· intcst in:lli. ~alfe,. :-;lllura a stmti d..-llc pan~ t i . Esito: ~Iuore dopo .5 giomi p<!r polinoni tc . .Xun:: Decots<J po:.:t-opcrati,·o complit·ato d a polmonite.
Tempo
4<>0. O.ss. -
Gl'Heralillì: Rose. Fr<J., soldato fn n teria. -
JJata di Cl/l.rata e di
~rscita: 14-6- 1917 11)-6 ·1917. J'cmpv trascor~o dal lwumcl t~ll'iotl<'rt'OIIo ~ <ìn: g . •Vatura della lcsio llC: Ferita Incera a mar~in i irrcg<>lari, ùa ~dwggia ,Ji bomba
a mano, all'ipocoutlrio dest ro , s ulla euJit·la ,·ul-n ' , 2 dita sotto l'ar<"ata ('O,.,t:Ji<-, ùnlla <;ua_lc s porge upa fn~ngia d'epiploon. l'<•ll c'è fvro d'u~cita . ~[anca il reperto rlldiolog-.co. Sintomi />rillrif'llli: t•olso gz, piC<"t>lco. Rc.>~piral.i"l l<! torncic:r. Colorito pa lli do. A.s petto ~offerente. Ventre contratto e dok n lc, ottusitù ai ti11uchi Jllohiit'. Assenza (li ~~~~teorismo. ::-\on ha cnses~o feci uè gas. . 1 raltan1t:11to: Lapamtom ia pnrarettak dc,.,t·ra. lu ctll ità liquide> ro~so, ,·cròastro, ~<'hnm1oso. Il polo am,·rior.., ù<: ll a ei!' tifdlt-a t: apnto per una fnlta eli circa 2 cm. • lltura .. ::-\on esistono >~ltrc l<·sion i. Drcna~:gio c s n tur:t dell e pareti a ~trati. E.>lio : ?lluQre dopo 6 g iorni. (' ~OH: Necroscopia . 1-'t•rit<mco integro. Rutura della cistifellea a tenuta perfetta. ~r:w 1 l~:~•oui luiJ<·rcol<'lri <lei dne pulmoni. Ca usa della morte : bmncoalvcolite speClika.
186
J~ER l TE AIJDO:IIINALI
DI G UERBA
40r. Oss. - Generalità : Tre. Gae., soldato fauteria. - Dala di entrata e di us cita: 16-5-1917 s-6-1917. Natura ctena tesioue : Piccola ferita da scheggia di granata sulla mammillare deTempo trascorso dal trauma all'i11terveut o: Ore 8. stra, 2 dita al disopra dell'Arcata costale, se n1.a foro di egresso. Manca il reperto radiologico. Sintomi pri11cipali: Polso 86 valido. Colorito normale. Respirazione calma. Aspetto buono. Ventre av1·al1ato, dolente al la palpazione dei quadranti superiori. Traltametrto: Laparolomia parnrettale destra . Zaffo ed estenorlzzazione di una ferita del fegato. Sutura parziale d(· lla parete. Esito : Muore dopo 20 giorni. Norr.: Decorso post-operativo complicato da tetano e da polmonite. Comparsa del trisma e di contrattura cerea degli arti superiori dopo 12 giorni. Migliorato della sintomatolog-ia tctan ica mercè la cura llpccifica Tizzoni. Operato a Devetaki. Trasferito alla ~cde in 4" giornata. ,102 . Oss. -
Cene ,·alità: Pin. "B:rn., soldato fanteria. -
Dala di e1~trat,a e di
ust'ita: I D-I 0-1916 I4·Io-19t 6.
·rnupo trascorso eta/ /.rauwa aJI'illlc'rt-enlo: on: J. della lesione: Larga ferita, da scheggia di b<'>mba a mano, sull'asce!· larc po~teriore !<inistra, 2 dita sopra l 'arcata costale, da cui sporge la milza spapNatr~ra
polata. SiattHIIi priucipali: P. to6 piccolo. Colorito pallido. Estremità fredde, Respiro frequente. Agitato. Sudorazione profusa. 1'\on ba sputAto sangue. Dolori e contrattura addominale, più spiccati alla metà sinistra. Tn:ntamenw: Toraco-lapnrotomia, partendo dalla ferita acc:identale, con r e· ::t·zione di una costola. Il diaframma \: lacerato per H' cm.; la milza è spappolata. Spleneclomia. Riduzione dcii 'cpiploon erniato. Suturn del diaframma. Drenaggio. Pnuti di riav,·icinamento. Esi/o: l\Tnore dopo 5 giorni. NOT!i: Toraco-lapamtomin. Decnr50 post-operr.HÌ\'0: Temp. febbrile. \'i vi dolori Mi d m n inali. :\f etcori~na>. .1\' co 0$<'1lf>ia. J'eritouite gem:raliaata. Adt' r{·JI7.C m n l ti p l t tra iute~tino cd t:piploon.
403. Oss. - Geucralità: Gre. Art., soldato fanteria. - Data di entrata c di uscita: 1.'·5·191 i I6-5-1917. Tt'tnpo trascorse> da! tra uma all'i utcri-'C llf<>: ore ro. Natura d ella lcsic>nl' : Ferita lacera, da scheggia di g-ranata, in corrispondenza del 7° spazio intercostale sini!'.tro, tra emiscapolare ed ascellare posteriore lunga 3 cm. Non vi è foro d'uscito. ;\fanca il rept>rtO radiolog-ico. Sintomi p·r incipa/.i: P. I J~ piccolo, appena percettibile. R. 40. Colorito pallidis· simo. Arlrlome dolente specie a destra e te~o in forte difei<a. Ottusità all11 hase del· l 'cmitorace ;<ini:"tro, con >"<·ompnr~a del murumre vescicolare. Tra.f/amcnlo: Pleurotomia previ:1 rcsezione dell'R4 co~tol a fratturata. Emotorace. Piccola fe.rita del diaframma da cui sporge un grumo di sangue. Allargata questa si ri~coulra una larga feritn della mil1.a, non ~a n guinante, che si sutnra . Stomaco integro. ì'\on ~i tro,·a il proiettile. Le gravi condizioni del paziente n on con~eutono la lnpamtomia. Drenagg io e ,;mura pnrziale. Esito : Muore dopo -:~o ore. Non: Toraco-laparotomia . Dec:orso po!'ot-(Jp<·rati ,·o. 1'\es,:.uu miglior·amento. T. 36,:;·37,2. Polso sempre piccolo, appena percettibile. 404. Oss. - <;eneralità: Pars. Gin ., cnporale fnlllcria. - Data d.i et1trat,a e di u scita: I4·1D-1916 15·to-r916. Tempo t·rascorso d.al trauma all'inten:e111o: Ore 2· Nat11ra. della /rsio11c: Largo ~quarcio al i 'ipc><"ondrio ~tmstro, con frattura della I<>3 costola, da scheggia di granata. Lacerazione della pleura e fuoru!':cita del tenne,, del colon con l'omento, dello ~tomaco, e della milza spappolata. Visceri tutti spor chi d i terriccio. Sintomi p1·h~eipali: Pol!'-o 128 piccolo. Cute pallida. Labbra cianotiche. Aspetto abbattuto. F.strcmità fredde . &ari';'! dolorabilit à nli 'addome le cui pareti sono leggf:'rUJcnte tc~e. ~on ha \'Omito, n è singhio?.?.O. ,
'
'·
FER l H
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ADDO .\1LNi ALI 01 GL' F.l!ll:\
Trattamento : Amplificazione e rcgolarizzazione della brtccia. Detersione, riscaldamento e introduzione dei visceri. S plenectomia. S utura ùi una ferila del diaframma lunga ro cm. Drena~<.gio dd le cavitil pl<·nrica e p<::ritom·;olc. S t1tura parziale, in mas!«l, de lle pareti. Esito : Muore dopo 1 0 ore. KnTf.: Toraco-laparot<>m ia . I/inkrnoo !<i u ~;u ni e nc 5<'1tl pre 111 colll!i:t.i(>lli ~ra ns sim~ e non accenna a n essun migl ioramc nto. Temp. 38.
405. Oss. - Ceueralil ìi : Pal. F.doar ., sold:~ lo fallteria . Dala di eu l rata e di uscita: 22-6-1918 22-6-1918 . Ttmr.po lm.çwrs(J dal /.muma a/l'ìutn<TIIIO: Ore 4· Natt~ra 'etc./la /.esione : Due ferite da scheggia di gra nata un a s<>p ra la cre sta
iliaca, qualche ce nt imetro dietro la spina anteriore superiore !'iuistra. l'~l tra nel 9° spazio intercos tnl e dello ~ t e:<so ):Ho, sul\'ascella:·e posteriore. Sil1tomi prill ci(laU. : A;.peu o sofferente. Culurito p:~llido. l'ol!<o t .p . Respirazione .dispnoica. Addome dolente e comratto. Sn ouo tiu1pnnico nll'emitoracc sinistro. Kon ~n di aver !<:putato sang ue. Dalla 2a ferita fa ern ia la milza. Trattam etl'to: Laparolomia c011 taglio trasvcr~a l c !'ul fianco siui!'tro. Stirando sull'omento e~so ~i disimpegna con lo !<tomaco e la mil zn che a •·ev:nw fatto ernia nella cavità to racica. La milza pre!<euta dnc Rmpie ferite in senso lougitudinalc c a tutto spessore. S(llcllcclcmria. Si allarg-:~ la ferita tora cica attraverso la qual e si s utura iJ diaframma. E~trazione del proietti le i m pigliato ncll 'ernia dliafrtlmmatica. Contusione d e lla hase <Ici polmoné . f'utura <·ompk la delle cavitil toraci ca e addo~~Esito: Mnore dopo poche ore.
l
4o6. Os{; - Generalità: Scr. Au t., solda to fanteria . Dala di c11/rata e di 20-6·191S 22-6-Tg18 . T empo tra .<wrs(J dal trauma a/l' hrtn-.:cllla: Ore ~ ~Natura della Lesione : T,arga ferita da scheggia di hom!Ja a m:'lno suii'Mte llare posteriore sinistra, in corrispondenza del ·;o spa;do inter<:-ostale, òa cui fa ernia un pezzo di milza. !\!anca l 'esame radioscopieo. Shrtomi prillcì.fJali: Aspetto sofferente. Colorito pallido. Polso n fi nbbastil nza •·alido. Yentre avvallllto ma dolrnte alla prc~~iou e . Kon ha avuto vnmito. Trattamcmlo: Taglio pararettale sin islro . obliquo in alto c àfl'estemo. Scopriu~ento della mib:a spac-cata uel !'UO lobo inferi ore. T:~le ferita è chiu~a da nn grumo dt sangue. Sp lenectomia . Rcchim o><i atto:rn<> all 'a ng-())o !'plettico del colon . Sutura delle pareti addominali a strati. E sito: Muore dopo 2 giorni . NOTF.: Ke croscopia. Peritoneo leg-g-e rm ente torbido . !<curo. In cavità scarso liquido torbido fetido e g-a~ in modica quautith. La e-splora7.ione del t enne mostra 2 ferite da striscio, sfuggite durnnte l'opemzione. Scar~e aderenze tra 1'ansa ferita e le vicine. I(.SCÌta:
(C0111i 1111a).
IRE<
CASUISTICA CLINICA O"I 'IWALE )ftLITARE PRJ~CIPALE 1>1 BE~GAST
Un [aso di strappamento del [Uore dal pedumolo vasale esua proiezione adistanza '
per i l dvt;t. Orlando Castigliola, t e u eu t<' cflloHHt>llc> m<'d ico, eli rert ••l'l'l.
L 'autopsia timane St.:llltJrc una fonte iuesaurihile di soq)rese, non solo per gli insus peltali capovolgiu1enli di diag-11osi dini~:he, ma. anche per le frequent i anomalie .arwlomiche e 'l ~pugrafìc h e e le var·ieLà. patologkhe c lraumaloh~i c he, spt•:;so di allo inl crC's~e scienlifìco. Se la pietà. dei pare nti nei nostri paesi ci ostacola molto spesso l'ìmportantis:;imo <'Clnlrollo anatomo-palologico, in Colonia vigL' il divieto d'ordi11e religioso e polilico di pralit·are ne<·r·oscopie nt>gli a:-,;t·ari erilrci o libici e negli ind igeni in genere, rimaul:lndo cosi avvolte nel mistero alcune cause di morle per rnalallit• o lesioni inLcrHe , in c ui le indagini cliniche non avevano porlaLo, se non ad una diagnosi di PI'Obabilitit. I l reperto necros..:opico g iudiziario, che illu~trcrò a brevi tr·atti riguarda u11a ral'ità lraumalologica, eec:ezionale nelle modalità delle lesioni estcme e interne, e cl1e c redo non abbia risconlt·o nella letteratura. ntedica. P er un accidente aviatorio il gt·aduato pilota T. Giuseppe, nel mattino d el 5 aprile 1'919, precipil..wa •·on la macchina da ba~:::a quota (40-50 m .) nei pn•s:;i dC'l eantpo di alterrartl CIItO della Ber·ka. At t·OJ'Si prontamente i lllilitari dal viri no calllpO aviato1·io, egl i spi rava J>Ot·o dopo; l'intervallo di tempo trascorso t1·a la. sua caduta e la mori\• fu dagli astanti cakolat.o approssimalivamenlt> di 10 m'. TrasporLato il ~.:adavcre in questo Ospedale se ne praticò la sezione dopo 20 ore, in pre~cnza <kl g iudice is truttore del 'fribunale militare e di molli rn iiC'ghi. Si constatò il cadavere in buono stato d i ~~onsen-azione di inùi v i duo eccczinnalmcnle mbusto, di :?5 <lllll i d'età appaJ'C'nte. li re]Jerto. c h e tosto rolpì aJI'ispezioue eslema, fu un ematoma. solloculaneo, ~he sporgeva dall 'ap<'Y'ltt ra su]Jeriort' del toraee, abllrac, •i<tndo a forma di collana. la base del collo. Oltre erthimosi varie alla r·ègione antel'iore d el tMace, si rilevarono fratlure non esposte del le II, lll , IV, V •·oslt> di ambo i lati , quasi simmetricam ente dispoRle lungo due linrr curvr concave medialmente e in basso, diparlenti si dall 'emirlan~ are in basso e congiungentisi in allo fra il primo ~ speoncto pezzo dello sterno, ove pur ri levavasi frattu r a sott.oculunt:a lras \·•' rsale. L'a perlur·a del tm·a··v, pra li!;ala lalerahnente alle
l 'N C.\ ::i(! lll
:'TR .\l'PA~lfo:NTO
1)':1. r: t ·oRE. F:I:C.
suddette linee di frattura. c i ri,•e lò u11a impo ne nte r a(Tolt.a di s an1-n1e nelle cavitù. m edias linali e ]Jieu l'ich e, la quale n ascondr va in part e ~rl i organi i n esse cont e nuti. Intanto si poteva s ubito act·erlare cile le p leur e paric tali, in ~.:o rri spondenza d elle due li n ce di fra ttu J'C tost a l i, erano lar·erate i rrcgolarm ente e in parte drs lan·ate dal piano oslt'O-fìbroso sot.lostanlc, fra la IV e lall cosla in ambo i lati , segu endo un arco conravo in basso e mediaim ente fi.no ai seni plcuric i anteriori. Luttgo i margini aniC'I'iori d ci lo bi polmonari s uperio ri , la pl ema visccr·alé c g-li s tr·ati supertkial i del par en chima sottos tant<' apparivano lesi da strapp i irregolari . Ma i l r ep e rto, c: hc profonclame n le m i ('01pì, fu la r·onsl<l tazi·one del vuoto nella sal'Ca pc rica rcl ica. ampi;un e ntt~ lacerata in avanti a s inis tra ed in aUo , sopra l'orig iHe çle i g r·ossi vas i, r·he ~11 cuore g-i ungono e da esso em a nano e elle ri su llarono pur essi rt>c is i e in part.e r·et ralli n el t.~'s su to areolo-adiposo for lcmenlP infillralo eli san g-ue e l'Ou tinuantes.i in alto n el tessuto analog-o d ella basE> d el ro llo c d l'l mcd i asti no poslcl'iu re . Lo sLrappamento de l t·uo re d al suo s a cco fibro-sicroso appar·ivR veTanwnte purad0ssale e si comun i r'ò tnslo ilgl i astanti co l lcgh i 1'<1nsia ~'lt! r la ri('en·a d e l vi::r·t·rP p1·oielf..,.llo àl di fuori d e lla sua log-gcLla. L'esplorazi one completa d el m edias tino ante riore e p osteriore e d e l ravo pleuri('u d t·slro, ri cnl mo d(<>angue. ris ultò rwgat in l. lrnrne rsa infìne la m a no ne lla raccolta. ematica, rhe r·ipmpi,·a -il cavo pleuri c·o sinistro, avvertii , a r·id osso d e lla 1·.olo nnu _ci lincltoi.d E! roslilui ta dai corpi v &rtebrali , un corpo IIIobiiP scn liclu ro, c lr<l:::si fuori all'aperto il t·uore c;()tlJ plclamen te s lit<Tat.o dul s uo pcc! unt·olo vascnlar r, coi vcnt ri r·ol i e J'aL1·i o sinistro i ntatti. Alla sua bast· rilt·,·ai uno SPcli'Co a. lullo spes::orc c!cl l'll tdo d est.to nella sua parlo anlcri on· e tli P<lf'l c ù l'i la sua au ri rola: 5JIUlTo diretto obliquamente ili sC'nso lll C'dìo la trrale e dall 'a ll o al ha~so , <' lun gu circa 1t c m.: tale lE>sinne atr iale ci apra t· ve i solal~l , Renza col'l'élazione con le lesioni va~ali e sen za lesioni d'iwalog ia d ell'atrio si nist ro. La ,·cna cava s upe rio re app ariY~l r ecisa. .i n Y!c ina ttza d ella s ua origin e dalla pa r1 e su periore dell'atrio: htcid O\'e la r:a\'tt illfCI·iot·c Pl'llZOiava in basso r e··isa a brandelli per cir<.:a 2 Cl'n lim cLri . L'ao rta era s tata r ecisa. r.on Llll tag-lio abbastanza 11Cllo, quas i p erp endkolare a ll'asse vasal c. uella s ua porzi o n e m;ccn d e nte poro pri111a d ell'inflcs:;ione orizzontale d el suo arco . L 'ar·teria p ol m onare 1nfine risultava lar·erak't, quas i allo stesso livell o d ell'aorta, ed in vicinanza imm ediaLa d ella bifor caz.ionc : acl essa , i11 g t an pa rte, aderivano brand ell i d ell'apice d e l cono p eri c·ardico, str appaio sotto la sua linea di riflession e anteriore e posteriore. Confe::;so ch e non mi inùugi.ai sull e ricer ch e d elle particolarità a natomo-palologic h e nel piano sup eriore del m ediastino anteriore o nell a cavità mcdiastinale p osleriore ; sola rn c nl e mi limil<li a constatare l'imolumità d el condotto trach eo-bronch ialc, d ell 'esofago foraciro, della porzione o-rizzontale e discend ente d ell 'atTO aortic:o , e d c i g r ossi vasi c h e da quello originano, e d el diaframma. Avevanto p er ò tutti gl i elem e nti per s tabilire con ce l'lezza il mecca nis mo di azione d el viole nto traun1a e d ellE:: consegu e nti lesioni interne, c hC' in s ul le prime <:i 11pparivano paradossali.
l !IO
L a caduta a ··apo.tilt o da un'allezza di 4.0-50 m e tri d e ll'appurct·chio, la .:u i prora s i infis:-;e 1w r ~ irca un m ett·o nel te rrenu argilloso, provocò
tm urlo Yioleulo d ella r eg-ione ant eriore d el to race de l pilota contro il volan te d el m ol\lre, prodtt t;l' lld O la frattura quasi simme trica d elle Il , l n, lV e V r·oste d 'ambo i la ti sec·onrlo una g rande littea çut·va a con cav ità infL· t·im·c, co mpl e tala in alto dalla fra llura o rizzon tale d ella piastra sternale tra il StiO pt·itno e seco ndo pezzo. Si ve nne cosi a fo rmare. llll g t·a nde s poriello, compre nde111e tutt.o lo
spe:1sore della piastra ostco-condJ'o-:.:lernale c a base i11fcriorc, e che riballuto indietro nel <..:avo loradco dalla viol enza dell' urlo, rel'ìse ne ttam ente il ç uor e d a l s uo ped u ncolo vascolare , proieLLandolo, altra\'e rso uno spacco <ll tletior e d e l s uo sacco fibro-sie r oso, ne lla cavità pl eurica s inis tra. ove lo ll·o vann n o n ~· ll'<m go l o poslcro infe ri or e a rid o~s,, rl ~J I<.t co· lo nna verl cbral e. · Tale di slocazion e, certame nte seco ndaria, fu dovuta alla posizione :;upina, con cui ru c-ompos to il co rpo dopo la m o r te . ed allo SIJOStamenlo ::>ucccssivo , per l cg~rc di g m\·i là.. de l cuor e stesso ne lla pa rLe più d eel i ve d el cavo ple uri co. dis teso <la! versam ento emorragico. _ Non .st arò (( Il i a ricorùar0 l utl a la rn mpk:;sa lopo)<rafìa lurat·o-•· ardic•vascolare coi r apporti prese n tn. l i a ll o . sl<1l o norma le dalla faccia ante- . riore del cuMe e da i g rancli va:;i s u lla la111ina ste r11o-costale. Dirò solo ~: h e i gross i vasi, ch e s i parto no da l cuor e e éhe vi gi ung ono, s i trovano nella sezio ne superi or e del rm•din::.lino ante rio r e e proiettati sulla lamina t·ondrn-ster·n a le orTufla iiO tntla la por nio rw di tale lamina, ch e sta sopra i l p ia 110 orizz.n t~lale passantr· 11er il terz.o s pa zio i f) tor costale (T e:-,lu t}. Ciù l' i s ri ega per d lè lo spo rte llo steri iO- rondro-coslale , già d esc·rilto, for tem ente ri bal lu to in dietro nell a su a p orzione più alta, corrispo ndente all'auti<HI rosi stcrmle Sll JlC'I'io r e. e (·o n base e movimento di cern ie n:t. in fe rio re, abbia po tuto recid('r e tutto il pedun t'olo del cuore e rig et tare questo fu or i d el s uo s acco fibro-sier oso. I na ttendibili (' Ì pa r·vcro pe rl anto le afferuwzion i d e i militari che, pronta m e n te a•·rors i, .assis tetter o all a m or te d el povero aviator·e. Essi di dli ara r ouo c he t.ra il mom en to clella carl ula ed il s no decesso trascorsero ~· irra 10 m' e ell e sen tiro no p ur rìpele r·e da l m or e nle dell e grida di d olore_ Il lasso di te m po d a l t rau ma al d t>tes:=;o appa rt> troppo esagm·ato in r npporto alle gravis::il rne lesioni inter ne coll'aut opsi a accertale, e solalll('nte J'Rnsia e l'a ngosria p rofon ri a deg-li acrorsi p uò spiegar e l'inesa lta Yalut<~z i on<' dC'l tem po e rl t~lle ;tlfrc c ircostan ze da IMo ammesse.
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA Sulla epidernt·~fìt·iasi inguind e :eczema marginato di llebra.). - La f! llerra. ht' modificato - ~<>rive il dott ot· G:t:ORGl~ TBllllKIWE n e l Jounw! de médecine et de chù-ut·gie pratiqtUUJ dd :b ottol>1·e scorso- la frcqu enzu d'nn ~ran mune 1·o d i malattie : e, per quanto a riferisce alle de1·mat.osi. essa ha aumentttto in proporzioni considore\·oli la fre quenza della scabbia, non soltanto fra. le truppe , ma anche nella popolazione civile. D opo la. scabbia, vien subito in ordine di fre queuza quella del·· matosi che Hebra d escrisse col nomi." di eczema marginato, che fu cla~<sificata dai suoi successori fra. le tricofitiasi, e c he vien d etti\ epidermofit ia.-;i inguina.le dacchè il Sabonra.ud dimostrò che il fun go a. cui N:sa è d ovuta. non ~ un tl'ichophyton. Quest'a.ffezioae ha per sede di prccliloziono lt\ rf'gion e inguinA.le: ma. (ed è quest-a una nr>zione ch e la s ua. fr-equ enza durunte la. g ue rra ha pe1·mé."so di m eglio precisaro) essa non si limita allo pieghe inguinali o .im·ade :;oY<'nt E> 1.mc:h <' c1uelle ascellari, la regione ombellicale, il tronco e gli Mti. pdndpalrnc nte g l'inferiot·i. A livello della piega inguina.le, l' aiì"ezio1w s "inizit1. in gcuerale sull o. co,.;cia, nello. vicinanza. immediata d ella piega., con una macchia l'Ossa, secca, regolarmente 1 rotonda.. Come Mrviene per tutte le micosi epidermiche, questa. macchia r ossa s'allarga come una macchia d 'olio conservando In s ua fonm~ circolare. L 'epicle rmofitiasi è accompagnata da nn s intomo funzi onale, clro gli nutori segnala uo nelle loro osservazioni, ma a. cui n essuno t\ttribui:;ce su:fticif·nte importanza: o questo s intomo è il prurito. Particolarmente accentuato a livello d e lle localizzazioni inguinali, esso è sovente di una considerevole intens ità anche m·gli individui moderatamente ne r·vosi. F prevalente m en te nothu·no (• giunge n o n di md o a d i· sturba.re il sonno. Questo sintomo si manifesta. talvolta n e i primi giorni tlf'llt\ malattia e persis to irequl!lltemente).n che quand o questa è in via di g uarigione fl allorchè t\ttti gli olomenti parassitari SOltO s tati stE~ecati dn i togtunen.ti. Ri chiE1cle quindi \ma cura s;istematica. locale all'infuori di quella diretta contro l'atTozioue. . Nelle sue localizzazioni inguinali l'epicl<•rmofitias i è di diagnosi facile : tanto facile, che ci s i può giungei'<' sulla scor ta dei soli sintomi clinic i, senza. ri ce1·ca1·0 il para.."Sita mediante il micro,;copio o le coltlll"e. Circa la diagnosi differem.iule occorre ritenere quanto segu e : l'intert·rir;o provocata dall a. tn~-.c;pi mzione occ11pa bensl le pieghe inguinnli ; ma le lesioni, f'h 'ci<su produce, Rn<nno um.1. forma m•·no regolino, decorrono rapidamente e sono ac:c:ompagnnf(• cl>l una manifl'llta. e contrnua trasudnzione. Lo ~tesoso si di cf\ d cii 'eczema d elle piegho i uguinali, la cui iorn ''~ & del resr.o sempre iJTegohwP. Talvolta la. psoria.si si Jocùli:r.za n dh~ rofriOII<: inguinulo f<u-rnAndu;:i dp lll' chiu zzo t'?tonde e a limit,i molt-o netti. olw poq·ehb~ ro far pcnsa.rt> o.ll'epidermofi tiasi. l\ln ~l tl'•H·a a.Uora su tutt~~ r esten...;in ne dell>.!. c hiazza una. desquamazione r esa più m~nifP;:tu dal gratt.amehto : p••r,.;ist.<'ndo noi qnn.la, 11i fanno O.fJpariro IC' gncei<Jii n e ~nngnigne, ch!:l caratterizzano la psorÙ18i. S i aggiunp;a ch e lt~ psor ia~--i presenl>~. l suoi elem onti ca.rattE'Iristici anche in a ltJ·o rf,gioni del corpo . AnC'he illic/tetl circv· · 8Cr-~llo del la faccia in torna. et e llo coscia può r icurdm·e !'opid-et•mofi t iasi pt>r lt\ li m itauone Psat ta delle chiazzti rot.onde : nut la loro colorazione è più palliua e la supt>rlìf'io ha m'i >ls pettn brillnnto. La fnccia intPrm"t d<' lft, co~cie è tah·olta l'c-de d eJI' erythnJ.•ma (dernta.tos i pn.>· d~·tt~ dal -m·icrosporon miuw"l,~8i-mum) : ma la l unga durata clell'ufì"ozionc, il co lm·•' I!U\lJJCr io rlollt~ eh iazze, In. loro fnr mn i n <' go l.:t.re . i loro margini fincmt>n to in s u h11·i o l'a.'lsen7.a d'ogn i sporgenza rendo no irnpo,.;,..;ibik• un e-rrore di diagHoSi . . Pf'r _l'a7.ione d e i gn..c: vescica.tod. '!i vide rn d11rante la guena p1·od m " i df'lh: lt--<totU <~ntenru.tose eli fon'l!a ><imi lo a iJ H chiazze Ji Ppidl."nnofiti a~i in t 11ltf' le l'egion• do! corJlo, a superficie natumLnt:n t~ o aceident<llmentt; 111nirla e quindi:anche n ellt• (lleghe l_a~ inali. Le ~onrl iziou i di sYi lnppo dello lesioni s\ e>::;;~, lt~ roint·idcnza. cou dr-lle chta7.zo " imi! i in nltrt> t·<>~i oni. la lllH il(·o.nza d'estensione dl\l ln c'hiazz(: !"tes..:;e ht• u
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R l \'lSTA DELL.\ ST.\ ì\1P.\ :\J:EUJCA lT!\l.l ,\NA J:; STHANl f. H.\
d i Il il' ilnwnte porrnet t o u o un t·n o ro rl ingnosti eo. )ft~ S(' persist el';;e q u~~lehe dubi •io. )'I'>'A fiH· rfl i(·t'n ..;eopico Jr, far·<·hl-x· immediatarnonte dil q ,ruare. B~ta infatti rast:hittt't' '"'l''' r·fkia lrm' nl<> l't' pid<·r·tuid!• in ,·icinnuza rlt'i margini ri PIJa lesione, pOtT<' il pi'Ocltotto tlt-·1 nL~t·liiauwnlo ..:o pm lli1H IM t t·ina di V<'Lro . lH~-<oin.I'Yi cadere quald tE· )!<>C!·ia. d ' una so luziouc d i J>ot tl.»-'<tl. al 4.0 ~-~ . St>\'l·apporvi \m 'n.ltro. sottil e la.'< t n• di v('[r(} o r· i,.maldnn• l<•gge r·tttent·e alla firumHa d e l gas, p e r p ot.. r· ricono~cert" ol mi c r<'><C·o p io dPi filanwnti rli tniceliv fut·nntti _du ce llul o qul\drWJgolari 1\ doppio coHt<H·no. Quf'..:t i ~·h•ml'llti, co.ratte ri l'tiC' i d e ll'epùf.cnnoph iton. so rto b e n vi.-. ibi li in nh':t.zv nllt• c<> llult• e pidonnichf', n otando che os.si mancnno d e l tutto n e lle' part i <'t>n · tntli th•ll•· r hi rt?.w. C'ir·C'u i m t>z7.i di trns1nissionl.'l di quPSl >\ d o rnm.t o,..i, l' A. di cfl che s i può O><clud<•re In. mA tH·nrtzn di pu lizitt c• di pt·opr·it>ti't p er:;o nu lo . giacC'hÒ (•gli la <JSSOJ'VÒ )Jflr lv piì1 in ind i,·idui l' h<' l'l'li ILO n;;cit,i dr~ poco d a ~ta.bilirrtPrt ti san itari milii.at·i in cui l' ig iPne p <·r-;oJLul e e ra rigortls>t. A !-(gitmgu ('"lit•t'G probabH" 1'1111 la mn.lattin s i tra..<>mettn per ml'z:t.o dt•lla bian<' lwrin non s ut)icie n ktnonto a..-;c iut ta: il c h u ~pi oglwrebbo la sua gr1mdv .lilì'nsion~ dum-!lt<' la. guon-a, in cui em così diflidle> l'ot.t.t'll<'re un ron tp!<·IO a..... ein~ulltt·nt o d e l l>u c>tto. :-;i tn\t t " n ·l>he dunqu e d'un fungo nbiquit:wio, clh> Yive Allo "t>ll•tl s apro fitif·O tìno ul montPnt-o in tui r·s.<>o in co nt1·a, s u cer·tfl r E-gioni di'Ila pdlu nn urr u~. h· <'ondizinni fti\'OI'I'\'nli al ~ u o ~vi l uppu. Lu c nm d t.JII'o pid<'l'lrlofitin:;i CtJIL-;i,-t•· twllu p•·tmr·llnture di tintur·a di iocli o di· luitn a 1/J o Hlln nll'tl\. '" qnt~ l i dovn'I.HrW (>s><or· fn tt<' cor1 un pnmwllo di coton P fi~ · R>t(n ~npm tlll'u;;tiN·iola. di lt•gt to , proe~ ·dt,nd o r\d un a fori o frizitme sulla SUJWditiH ch·l le> chi>t7.Z\' , '>Jlf'Citthnt•nw s ui n ut.r·g ini. DNl<' Pl'lliH·IInf Il t'l' ,·anrw r ipf'!Ul•' "1-!lli 48 tll'tl p t'r died o d od i<' i g io rni. 11 prurito . che è int l'ni'i>'~im o alla. I'Pgio n l) ing ninAio. ril'hÌ!'<1<' un tr·attanwnLO C'On<~i,t •·Ht.<· in JozirHti di n iN>o l eli nwnta allt nt l!ato eon fH'(j tm, di H('(jll>t ft1nif'n&l )i tUo, o m<"~lio t'oll'èlpp licfizi(l ll•• tll'l ~~·guenle t1aguunto : ,Acido fl• ni co 1l >tllfl 0 gr·. -1<1 ·' 1\'lll ù 1l)
Os:< id o di zint'o 1 Arnido l uoa 21\ gr.
\ ·nsolina 50 gr
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Qunnd u si " "''di 'JIH·s1t• 1111gm·ntt1, hiso!.!tt>l nn·r· c um - JWÌtnn. òi p on nc·llrLt'tctln la tin tu r!l di iodio - di pulin' lwn<• In n •gu,lli· JH'r' II H':t.Z<> di <'tcn-<•· t
***
Il dottor Pro 1;:,,< '1'0 r\ t;L' XA, cf,irurgo di di,·i;;inn<' c1 pt·,, f,)>':=;oro n o ll11 scuo la di -;nnit{L tnilit>lr•• d o·lla l<c·pttbl,Ji eJl Argo>nt.inn, p ul,hl if•H ><tùl~ He1·ista. d e la Sani,Jurl militar (u. 3 <h-·1 I!J Il! ) un lun l-(o flrti<:o lo · }11 .~/r •11·cif>n .1f cul miniM raCw ll ~>n11itaria m i l itar .. d a l qu all• l'i r·ih•vn in C)wrl•· t~lta considc•n\zioHP ;,ia t<·rwto il <'o rpo sanitari0 n ti lituro JL<'lltL R ep nhhli ca Argt·ntina, o qutrle vHion· " i tLCl'f· ibui,..:ca, nlln su~ azionv pr·.,(ila.t ti ca, modiNl· h z:n iP., di~wi plimtt·o t' odnct~t i,·n ndi 'C'serc:i ro . E cco, p <-r e:;(' rnpio. il J~lti"it• ro dd dimt t orf-' g••Hf'r·>~l<' tli Mnità mi lilnre Mgeutiun. d ot.tor N. An H• lo c·lll' I'A<·rnH\ l' Ìpro ducl' ne l llllfl ;wti colo : " f<'u n o:.:t.ro t·ò mpit o l'lpeci!lle di ddi n ir e. a lnw no m •lle sue ~r:andi linee. Il\ eli· ' 't' t'"'·' funzi o n i cito d eh bo11o <•s><t' r'<' <'>'er·t•itulo d>~ll a su nit>J 111ilihtl'U, n w t!<>nd o l<· in n,u~~Ìnt' •·i ]i (' v t') di <pu-lnt<• ~j fu.c-eia Hhi1· ualn1t! nl (· d,.t. t·Jti k l'f~l-'trinJ.!O tt-ll~t. ~e n1p l i c.·< · c·11rH. d ni r11ililuri. ;;.;oi :=;iHnt<l C'O il\·inti c·ho f'>< Ìs lllfiO f11uzit1 Hi " ""'"i pii1 intpo t·tanti. c eh<• td'fl'rlrlti!Hl In pn~izio nt' d nl co•·po sanitario n e ll' m;f.'rcito: 1111n consi€tC rwl pr·f'venirP In mtt.lnt tio, in s pl'<:ial modo quel l«' infel l i \'l~ : l'nlim, n e l pt'<'parare i l pc·r·srmul(· ~~ i l mMf'rinle in rnodo <'11o p os>'<ano sml.l i><faro a tutte le l':;igNtZ<' d e ll'igit.' l.W n PII' a.".'!i.st l•J.lZot d ogl'infttr•mi t.J n ollu c un1. dt•i f(!l'iti di I!Ul' r·m. " La mi~;:;imt.(l dt•lht s.A.nitil m ilitar<' <tppn rn co><l in tntt ft la. s uA. impo1·tunzu c· con tntto il Cfl.r·nttQro tl'una , ·er·fl. H propri~J. spet'inlit.à.. a cui d e vo p•·ccedt•ro una pn:p~u-azion<' l' igoro,.:nnwlitl: rn r>tod icn clurant<' il tempo di pu-C<'> . u.llin<:h ò l'impro \ · · vi stlzioHo d t'i sen ·izi nou abbia a far sentire i suoi fune<~ti eH'e t-t.i ''· TI d ott or Anh·lo dice be ni!lsiro o . Xon n oghiamo c iro m\c he l'unpro, ·v isazione. irnJIO><ra da c in:o!it a nze s p eciali, pos,;a rlt~l''" bnoni ris ultati. soprattutto se vi contl·ibni~cono il s0ntinw nto d a l d o vo rP e lo sp i1·ito eli ~<olidar·ieth di t.utta la cl~-;e s a.niti\I'ÌIL; ma è cosa troppo nota cho i s<'l'v izi intpl'O\' \·i:-;ati lascian o die tro a sè, a br'C\'l'> o a lunlla .~cndcmza. uno sti·ascico d'iHCOtH'Pni e n t.j gr·avissinù, i quali debbont• rnppr('Suntnrlo' un ~;a l utiH'<' ammonime nto j)~>t' l'av \·enire.
Rl\' LSTA Ot;Ll..\ STA:\1l'A .\IE:lllCr\ LT:\Lli\1'\i\ E STRANn;R.\
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:\t>llo s t c•:;so numcm dulll\ RI' I'I:Sl(~ de lct Sanidacl mifitw·, il prrJf. ~AT,\'A1'0RE ~l.UZ.>~, direttore dei laborato ri scil'ntilici della san ità mi litare. publ>lir·~t una lll'l've J lll'll t"t·i t~ sul Valur pnictico de la ,·eat·cit'm a la tijoidi11fl, chE-' ,.n INta rnolt·o at.tcntl\· l uPnl\·. g iacchè essa m.et.te in guardia cont ro cerlt> il lu:<ioni. l'o1n'è not.o, C:a..v e Fol'Ce cvm·entran\no al det'ill to dl·l lc· c·ultu rc di IO p:inmi di lmri lli eli Ebort.h in l•rodo !!licerinato ~' l e inicttlwP.no per \'Ìa Pndm·c·nosu nell'uomo. Jollo·ll"ndo la formazione d'1m a pnpu t.~ l i pie· a circ:ondtt ta d1~ un 11lom· t•I'Ìh'HtHt> )>;(>, lu fJUale persisteva nPI punto rl'inoc:u ln,.iuJH' w·~!'iwli,·idui 1'011 antel'('rll·nlj tiliei l'i· >uiPnti anclre aparecd1i a01d.o nH~cim1 1 i ro111 •·o il til'•l addtltninttl<'. qll<'~<lu sC•'itanz.~. d•c iu chiamata lifoidina oriqillalt•, ''t•nrw poi mndilic:l11n dt~ C:u,\ ' <' ('ln,\·pul~ uti· lit.'l.>;~ndo :::olianto la pol\'ere ottPnubt (·<•l di:<;;<?eenmnntn ciel pnwipital'o prodott.t• dall'ttzionl' clell',>lcou l sul In. t.ifoidina Ol'igiuu le. La qualt• p<lh'l'n' -;j tl)iplit'n\'1~ ~<O· ~pt><u. in una soluzione fi><iologi<·u ft•J•il·u.ttt. "\l cun.i au tori , C(Hll"' l{ilgore, ]{olnu·r·, Bt•!'j::l'. u tk'r nltir"o lu ::;lC\ 'JJlls, conft'l'· uuut•> l<' concluaion i dt>i »Op n\ n o rIl imtl i ><p1·ri n tellf.flt CII'i, pr·N:h;u n do mt>glio le condi· zi•1ni •li appl icnziottH e j!Ìlllll!<'ll(l o lino n dtlrt':' mi!;lll't· hl'H d<'fi t ùh• d o i diamotn cl\'11(: III'•'Jit'. che son l'offet tu tlellt~ reazione. Della Stf',;.<;a. op i uiont'> fn ,.,We\-(JIO :-;ono puro .Kichols, Bloomfidd, l\lcll•er Nl ulu·i. i qun.li aggiungo no ch11 non SOJt 11\'CCR&H'i i cnntrvlli. bn-;tnndo la pcrsi.stenz>.l d··ll·· papule per 48 Ol'<' a c·on;;idi'J'arl' hl rettziono come po,:.it.i,·a. Lo couclusioni ddi'A. ~<'nsibilmAutc-1 cli,·Pr"f' d>\ queUe della mnggiu1· pnrt-o d('gli spPrimentaltwi J•I'N·t•denti. sono le :;t•gttt'llti : Jo Ja t'l1t1.Ziono ullu t i t n id i nn nr1n (· ~ r'--~cifica.. t... le· snC" H\O.n i fcF;t n7.iot....i non vu.t_goH~> iu alc·un modo a. st>;bil il'l' il gt'mlo d'imnHru.ità tll'gl'inùh·idui in cui ltl. t't'llZÌu!fl• sw'''~ è posi t i ,-1\ ; . 20 l'o.':l:;cnza dnlla l'f'!tzione non con><ist(l iu 1ma spN·iull' nna.fi iHI<.« i hK·ttft· dei t ..~snt.i, bensì in una ipt't'Sensibi li 1ft specifica gem>Pa.le della. pell e ver.«c• lt• N>~tanze prot.eiche com uni a tutti i b».th: ri: 3o la. sua. produzionf: non è >~ll'ntto in rnppo1'to col contPnuto d(') sit'ro in tllllir·Mpi specifici e spccittlnwnto in IH!):(lutin.itv•: 4_o i brodi ><tori li concentJ·uti. di eu i ><i sc·tTi l'A. come controlli. non dànno h: I'• '»L.i()n i dt,Jia tifoid im1. C' neppu1•e risultati cmnptwRbili.
**•* Xelltt RNlnta del l) dif't'nthre 11. s. ddi'Accudt·llt tll di rurdìc·iiJ>t di I'>H'iui il dt>tl. < :~l'l'r.AN fece;; nn'int\"r(':<><ftnt.e cQn •uniea;r.ione f't tlla <·m·a ,,peeijica ddl'u;,~JÌIW clr·l l uwe11t, che tncrita un lurg-o rius.~unto . . . Com'è noto, l'angina dd \' ine~·nt è una fon1uL rn lll'l)(lsu qunsi (':<(:lush·Hulelllt·
1n!lunre, la quale è pe1·ò a.-<;.ni run1 : rna appunto Pf't'
l(IIC'-<llt mgioth',
nou ,lll'll
c·•mo~l'iuta. e coruwr:ucnt<'l11•·· nlo nnu J,~·n eurata. l .'A. el•<· fu inc·••·rÌ(·uto. du i'H ill•· In_ UltNTa, del SI'I'Vizio dei comt~giosi >lll'o:;pPdal<' r11i li!>II'P lkgin. c·bbe oc·r>t...;it•ll•• tily;_~en·are e cura l'O nn grtlll n n tn('J'n • ti t a.li angi H". gi llll)!I'JHio ulln <'t'l'lt:zza d iH!!llO· ".ta·a pct·mo<~.zo dell't'><an tg> bil.tto rioJc,)!iC'o pratic·uto ill lutti i ta..~i HriiHhonth•l'Ìo d e l· 1 n"p~llalo : f';;a.rno il<'117.t• il qunlt• - da t o il polilllOrfi,.,mo iii' li<• arll!ine - I>L dia{!no:-i
P<>--ltwa sarebbe impos.'!ibil<·. Pet• quanto, nci i\Lngirw. ri,•J Yincc·nl. l'ttl(:(' razinn~< sia rnl'>lt lcri><t it·n. tut· tf~,·in l.u _'ll~l_att.ia assume g li aspet ti piìt sntriuti : mn. t;Utll(' al'l'ermn il \ 'i ru·enl ,:ti',_,...,, " ~~~·•li;;s.imo stabili i'(~ la diugnosi in ogni cwso ct>IJ'u(;<;trllll'C• ltl pn•sc·Hza dt:i b<Jc·ilii fthi~•H1Tllerl!!gli spirilli, sE>rnprr· a.bhoudanti,;.<:imi, e tnh-o lttt t•..;c·l~t~<h·i n('II\·A-~nda i v dt•lly lc~wz ione tipi~" · Kon di mdo c-;si sono 11•f':;(·nlati a <lt•i c·ut'dli o a ,.,·nri•lli haH·tl b : e si tratta allora d i fc>r111c m i,:H•. ) Dal 2 agofltO 1914 f\1 1° gi ui[IIO HIHI, l'A. stndiò IJa!h'riolo!!.iennwnl<• c <·ll!'rl :.l:? oa.si d'angina del \'ineenl. distrihuiti (;Olll(' l't'gttt·: · 1914:- · 19lfi- J91G ..... .... ................ 7(l (•u..;i 1917 .... .... .... . :t:t ('<ll-'1 o
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19 18 ........ .. ................... • .... . 44 ('tt"i 1919 ... . . .. ' ... ... .... .. .. ' ... ' ....... ,:'\!1 (•JI,-<i
13 · GiMllo/,• cii mcclici"" 111ililcii'C.- Fa~t'. Il.
RIVISTA DELLA :3T.\:\ll' :\ .\ lEIHCA l TALlr\ì\A E :'TRAN!ERA
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" ''!!IIÌ c·Jinic·i dpJI'mogina do ' l \ 'itJ('t·nt :.ono Jno lto SE'tri plic-i. In genen'llt- t -t~h·o tH·i c·usi noi-<tÌ) ,.; ha 1\pÌrf'R.'IÌil n><'<oltua, qu«ll'he f!Ìntcorno drpn·,.,si,·o, ordim•ria tn('nt>• '"'~""" cltol1u·•• '' tlJl iH ·m~ uno. ll'ggi<•m lll0ll'!;tìa m•lla dl'j.!;lutizione. Xella reaion~ .:o t t o · ll l>IS<'I'IIarc·. d>d lato dell't iJ.,;. t•azione e JH'I'Sso l'angolo d t'IlA. 1 nand i bo),;. ,. ·.'• 1'-'"'"P'·~· 1111 WHtJ.! Iio 1h•l vohnnl} d ' um~ tnundl>l'ltl. molto duro. poc:o F<On.sibil e e !.!L'Hl'· r~>lllof'lnll• uuir·l). Qusnclo il 11oulut•J apn.· l>t bocc-tt, si seuto qum;i l<Cnopt·c, un IJtl<•l'<' l••i!J!•·rnwnlt· fpt id o, f'lw ,.l'tu H· d Pt.to or/ore di can.c porchè t·iC<Jrda l'odore c ltv 1wwcln l11 11or·•·•t di IJlH·'It 'auirnulo. L'nlt·<>razioto<·. itoPnvata e profollda. ri~i"d~· P'·~net'lll n\~·IIH• in u11n. tnn,..ill>t: i ::.11oi tllt.l.r.l!i ni !illltO fJW<tagiinti. •·o:,.::.i. cclc·tuatu:;i, o qua ldu:. \'c•lta l>dmnnt" in c:oniat,to, Cht> rit•sro rlillì••ill' rentlf·rsi conto doll'nlcera.zionfl; quest.'ttl· tit ota, <·ltP nun di rado è bon ,·isibile . è ilCmpro ricoperta d'un e:;,;uùuto ~rip:1<1 J!iullio·<·ÌIJ f.,l'lllllto dai tt•ssutì in ~;facelo . elle ne 1·icoprono il fondu an frati uo ..:o. l n N~t·ti ('ll"'i In dingno'li difl!'renzinl<• tJ'iL qu('::<l'nngin~:t a CJUI'IIII difterica è impo,.,ihil u "'''IIZ>I l'l·><l\111•• buli'Ht'iiJioj!iCO. :'\nn ,;ot.(npo~ll~ n curo, l'm1gint> dd VinC<'Ilt IÙ>ppmfowla nel la t~n...,illol, itl\·adH i piln><tri 1• 1oon ~tnn t·i ... c·c Jnui ~<pontnnealllPnt(', d.ando luogo. inYecc, a (pwlle tc•rrihi li ulcc·razinni dw ~1rnn tutl'1dt.1·u che t'U·•·e per il pus>lt\tO. J:" iuo ad ora tuni i 111ntndi di c·o Jn'\ non <:ondu('ouo ello molto lentamente a guarigione. La. cm·a Jll'll· pu:o~tu dall'A. è •'f"'ci(ica, nun fallisce• in ah:un C•t:'<o, sk ril.i.o;za J'ulcera.zione in J.~ oro• f' la guat·i"l'l' <'lmlpJc,tu.mento in quulclio giorno. };,;!;a consiste noll'm·st'l•i''IJ tiJlloidolc P~""lHl t'Ili" dul .b'on11rd Sflcomlo nn suo mE-t odo pn rt.icolare. l"iolJiJitu hu tlt'l'ioJogiro.mcniE' la diaf(110Si, Si fa aJl'infot'lll<> tm'iniezione ÌllU'II· mw"'•Jilll't' rwlht nnric·a di 6 Ci!Jlt. cub. di arsC'nico colloidali' dol l<'omtrd, sen711 rÌC'IIITI'rt> nd al1·un t mltamonto loralo. sah ·o a qut•lch~ la,·H>ttu·a o gargarismo (·viJ'a(''ftlll l.>uri(;a o <J><,;igunutu., b<mcJtè c iò non sia punt,o indispc•nsabilt>. VentH')U>tt· tJ•'(lrfi dopo J'ini~·zit•llC, si consta.tano i "•·guanti fatti, che 11011 mancano mai : l'ttl· ro:wtt;o:ione ha tuut'tl-LO n~pntto por In di,·twicazione de' suoi utargirù; l'essud1H•• !'nt11inciu 1.~ ,.Jiutinursi ; i bm·illi fusifonni e gli spirilli sono grandemente thminuiti. o nddiritlllt'll scomparsi . Vcntiqunttr'or·e più tardi e !'enza ripetere l' inie· ziorro. 1'11l<·~·rttzio•w :;i tlete1·ge per 1\· limi rmzione continuo dolle parti mortifkt\t<' dali•' >ili t' rM<'t i. o rwn vi si tro,·an p iù c ito dei microbi senza. caratteri tipici. 1l molato l'i ùidtinrli egli :lte~so guarito n on risentendo più alcun disturbo, e in tr-' o quut.t.t·o gicmri J'ul cNI1Ziono è completamente gua1·ita. Eccezionalmen te, se ,.i hl\ r•'1'1'1Ì>;tE>n?:O. di ((lllllf'llO bacillO fusifonno O dì qualche spù·illo, Si puÒ fart- llll<L :-.n1·11 rula ini.c·zione -!8 Or<' dopo ht pt·imt\. Tule 6 il 11110,·o metodo di cu •·t~ pro[.)osto dal (.'apiU.m e l'iconosciuto eflkt~•'• ' in nltrf' 200 f'tlsi. :::ii può bc·n di1·c che è questo un e:<empio molto strano di !Pi<•n•· ><pC'<' i fit•i\ . •
••• XPIIn tc·~i d,.l dnt tnt· .-.\ L.Fio-:no RwH ,\lln I'ÌH><"Itntll nC>l numf'rO di oti•J hl'•' t h·I•.Jnrwtla/ dc mt!dl'ci,te. t'l•lt· i·hintrrtie pratiqtte~:~ è trattl:lto l'urgomento della r.:w·,, ,fi ult·tplf' mnl.atl i r.. l'l'Oli id11' r~,lfrl bflltl'riuterapia. ::ie si !'On,.idt•nmo cNI •' ntì't•zioni cronid1e ùol tul•o tligf'ronte, dell'appara.tn I'P,..pil'll.t•n·i" e drcultll orio. del 1'1istl!llllt liOJ'\'OSo e dolla pelle (d isttrrbi gastrO·t'lltt>· l' i<·i. tl.'~lllll, onfi:-lt'mll. at·lt-rios<-l~· •'o:;i. a"h~nia, dt'rl111\tosi. ecc.), s i giunge a cou,-,i.J ..... n11·u com< l mtLni 1\·st>~zioll i i n\•' rforont i d i una st~·ssa. maltl.ttia, le cui cartJ.t ll·r·i~~ irhn aono lu lont<•:t.:r..-~ ch·ll·~ Sllf~ ovoluzionn e la sua incnrabìlitò., t'11o nP fanno nppunto 11110 f~•r·m1\ rnorbos11 cronictt Ron ;;i vedo forse so\'ento ttna poussée d'or· ti•·:u ia. !<U:<:;<•guirn a unn c·risi l'<JIUlltttica: uno !;tato asmat.ico o.l~marsì con unn l'"m·ill."<i: tmn stuto rli Jl(' t'\'osi:<mo piìt n meno acN'!ttunto coincidere con 1111 rli· -1nl'l1u inh•,.tinnJ,, ? L'i ut•'r(:on·pnzu fra t·odt>!te di,•c tse a.t'f.,zioni cwniche S€'tllht·<\ iudi<·•u·1· ht pn''H'tlZtt d'lult1•·nt itìt cnu»nlt' id,•ntica in tutti i Ctt-'<i, la qttale 11i t l'In·,.. ,.IJ'nri!!illt' d PI I!l. •·t·onil'irà !'<>m<' il mi{'t'!'ho all' oril!i ne ciPll'infezionf'. A r he çosa •·ntTÌ'~f>l •rHI<• ~JIH'><tl\ t•J'•lltirilà <h\1 punto di \'i~<ta umm·o.!e? ES-'~8 depol'l't>bbe f)t'l' tlllll ><l u 1o d ' ipt•r.'<' ll:<iiJil i là C/11(1/ilall i ca ero n ira. i:\ i ~'<a Phe un'infezione acuta. d.-l •'t'tni tm nt,ll'oq~~t~tismo tllli\ ,-,·uzione a doppia mRnif<·::~tazione: uno !;lato di resit<te n.za lll'!'l't'M'iut•\, u itnmuttità: '' uno stato di resistenza dim imrita, o di sen.sibìlizZt'\· zi1•1H' l\lllllontnto . rhP :::'intlic·a ro l ne>nw di a.nRfila.«si (R irhl't). 01'1\, le lesioni ron "lutnt e twll 'nutop,;io dl•gli >lrtimnli inu1nmiz.zt\ti cont-ro le tos.o:;ine, fanno rilt'\'a.t·~ llll fun;(.iormrn<"nto illt<'nSo d •·gli ut•guni (iporplt\Sia aunrentata degli or·ga11i emo lin-
Rl VISTA m;l.l •.\ l:iT:\Ml'.\ :\l ED/CA lT.\I.IANA ~; STRA N l EBA
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fauci - rnilza e ,_nidollo delle I'"St} : seJ!no manifesto d'ipo··•·s<'crezion<" dello g l\mdolo endocrine); La qua.! cosa indicllo un'ipcrattività fnn~r.ionnlo clC'lle cellule . il cui tinC' ~arobbe precisamente la produzione cl i anticorpi. È la RO JW!lJ)l'{Hhl7.ÌO!W ùi qnP::<l i anticorpi, che a""Tebbo per conseguenza un s!trménCige dt>lle ce-llule. Nell'uomo, succede evidentemente la ste:>-s•\ c:osa.. con qHc·s la dif1'on' nza tur tov ia, che la produzione dogli ~;~.nt.icot-pi non si farebbe che a poc:o pet· \'Olta, p>~nd IPlament-o alla pcnetnt7,ione degli antirteni netro,·ga.ni:;mo: i quali antigeni :::i trunmo costantemente a lla porta d'ontra.ta sot tu In. forma di mic1·obi, o.<~pili auiluali o accidentali del tubo di{lerente, e di jram.nt('Hi i albwninoidi ?·ncomplelalll t llte lm ·~fonnati. Se un disturbo anche minjmo d6ll'intt>gritt\ fisiologica di'Ila lnl lC'U><tl. in · t•·"tinale sopravviene in w1 Ù.t\t.o momento, e><.~i inonduno l'or·gani><mo in quumi1ù n1riabile. Al primo urto, i t ossu ti rosi!>tono. o ,.·h~ Cl.llonL inHHtmità alti\·a : poi N>Tniuoia il periodo d 'incubazione a <~ Ili ~egue le, stato ò ' tu•ufilasf'i, c·hc dura un H••npo variabile A Ull secondo at.tacco. iu:>orgea·ù. più o meno violcuterrtonae la crisi anafilattica. :\In. queste manifes tazioni non ,;ono ;;ubito Rcop<>rtC" elinicmnentf' ; anzi, lo stato morboso, <"11t> e.><>le p•·oducono, può pa."sore inoi';;erval>O a ll'indi\·idno c: lw ne è vittima: gitJ.c<:hè tutto twvicne in primo tenrpo nPlle pa.rti pmfonde ddl'o •·~anismo, dove il dist\ll'bo cellulare s\tcca'C"sco a pocn a )hJt'o, P<'~' divent-a•"<' pii• ta.nli numife5to. Le manilestazioni c lini('he S>tmnno in princ:ipio k•g:gi01'(• pongcstioni transitorie, pnu·ito senza causa nppnrmne - mn s'nggravano in s<· · .l!nito presentandosi sotto fo rma <li chwmatosi, asma, di;;turbi gastro·e nteric i, <' rif'i re\unatiche, ecc.; irnpiogano 1lcgli am1i a svi lupparsi. Ìll\' (•ee che pochi giol'lli. È dunquo n Cit'~~ssa.ri o stabilire l'ori~rinn e la naLlu'l\ d0gli a.ntigPni capaC'i eli vroYocare quast'annfilassi. Poichè la pt:>llo non si lascia faC"ihncntP ottra,·ci'Sal'"• non sembra che i microbi dei tegumenti t\bbiano. per questo mppo•·to. mu1 gmHd <' i•nportanza.: .è invece di prim'ordine l'importanza doi microbi. cho pullnln uo n e l tubo digerente. :i\Ia bisogna l'Ìt(•Jwro cho gli antigeni contenuti dall'intc:;tiltcJ so no mult ipli, e che si l)l'escntano non soltanto sotto forma di microbi, nra altre:'IÌ sotto forma di secrezioni microbiche, o eli soshmze albuminoidi d 'origine alimentare incompletamente tra1;f01·mate (polipeptidi, albumol"i o p~>ptoni). d( 1"ro1tte a.i q unii l'organismo è ug~•alrrumt<> in stato cl'annfilassi l<~tente. Qualo st~ri~ la cura di quC"sti d i,;tru·bi ? Occorrerà anzitutto rinvigoriro la pote11za d iw"'t in\. o 1.\.-<si mi IHLfi(:<' d1·l IUbO digerente colla diet.a e con un'igie ne alimentnn' com·eni<'llte. llla il trattame11to l'urativo si dirigerà alla causa reale, e sarà un tralla·n wnto antia.nafìlattico; vale a dire, cho si 'cE;Ircherà, di neutralizz~re gli e1tctt.i nocivi collt~ somminist.nninne di «ntigeni appropt:iat.i, a piccole dosi. Si riro rrN·à perciò ai g~rmi della Aorn intt'· ·'~'i nala ricavati dalle deiezioni del mu.Jat.o, isolati, coltivati e poi sterili7.zn.ti per n•ezzo clel calore a 600, il qual genere di \'accino sn.t·à sonuninistrato sia per bocca ( ~ - :! milligrammi di corpi microbici), sia in iniezioni ipodermichft (em11l;;ione P•·•· ~l ore, contenente 1-2 cent-esimi di milligrarnmo dei corpi mictobici ). Questa batteriot-erapia, cl1e può essPr<' autogcn.n. o ate•·ogona. voi e a dire <·o· "'' it\Jit.a. da germi provenienti dtl. o.lh·i indi\'idui, dcv'cf'sere con:<iderala da un plmt" eli Yist.a. tutt'affatto speciale : e!-lsa cioè n on può ritenersi come tula ,-accinaziontl c·ht'l produce un'immunità specifica, gi••cchè non v'ha alcun af._>'()nte :<pecifìco df•lll· nffezioni suaccennate. D suo morto d'azione s 'av\'icina p iuttosto ai tentativi rli pc·oteo!lotera.pia., di linfoterapia. e di autosieroterapia. Com'è dimostrato dai lfl· \'nt•i di 'Vidal, Abrami, e Brissa.ud, utilizza.ndo l'a.nto-siero cont.ro l'n..<;ma o reml)· globinw·ia parossist ica, non s i fa \ma ,·ora o propria azione antimicrobica specificu. 10 1a si evita soltanto l'insorgenza d'una cr·isi aMfìlattica, la quale, in primo temptJ. è •·appresentata di\ un urto ematico e da. uno squilib1·io fi:>i<'o-chimico. Il m etodo, che ha già dato buon risultato in a lc·\mi pochi casi, è forse desti· nuto a portare modificazioni profonde in tcrapcntica; mo. c:i sembra che esso l'i· dtieda ancol'a ultedori studi e contl'olli.
*** U prof.-Frisco, direttor-e del manicomio rli G il'i falco e rli fJ uni r.entro p~i· chiatrico militare. dapprima in uno studio negli Annali clell\Ian.io., fuse. T del 1916. e poi in una nuova pubblicazione. - B. FRISCO. Le alimr11tationi incom · plcte in ratpporto all.a qen.esi di speciali di.9turbi p.~ichici - Il J!a11icomio, N. l. annata mista XXXTI· XXXIII - , c·on la !"POrtA. eli ca.•i c linici. e con i ris11i-
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lati c>lli rni ddl~t nli rnc>nht1.io nC' \'Ìh u ni 11iea (carno frt~sca, \'E'nhrro c t·ud e o poco cottC'. lirnoni, fr·11t tA, pnl Htf', l••grtllli irltl'l'i Pec. ), dimo><tr·n c he, come l' u:<o prc•\'II INitt• d i c·ibi Cl:ll'lll'Ì s<:nlt•l nt i pr·oduce l<> !IC'orbuto e l'u;;o d e i fn t ina.cei e legumi d o•r:ol'\ic·>\ti pr·<•tlrtr(' la politwuritf• hC"r·i- h~ rira cosi t a li 1\\'Ìtmnin o;:.i spp::;;:.o Cl1· gion~t 110 ><inrll'nrnr nm·rilsknit·he-. od anc· he p>'ii'Hstcn iC'Iw, sino tt. quadri di confu · ~it)llt• IIH' IIt<dt:. di ~lllll' l t:trt t\lhu•inutvr·ia, di drpr'C'"'siviiO n u.' ll:lllColico a.nsi os~t, di ..:ind r·• Hni p>;ico,:il'l rn N>l1 not(1 Jlltl'l'tl\trid i nce .. tnlom >t.<;,;(H·int(' a p olinon r!ti od 11 1" •li rui11ll!io•. nd H 1 '-'ndr·11~0 ipo<·•H Hlr·in!'n an«io<:c•, o t·o l t ipn d <'l'n p<~ico;.;i d i K 01·· :<>1 1,,1)· (IH•fi tH'I II'ÌW CO li 1\llllll'sÌ(l di fatti l't'l't'Il\ i (\ c:Oil><t"C' llti\'0 rl i;;o ri en ti\TIWII ICI nt ·ll?r n·ult.\ pn·., rnt('). . \ tal<• lt\' itnrnillo'i (<·ioc; nrttlll'~lll'l..a d i (Jll<'"'t i ..;p0cin li cn7.imi che porm~t..tor ~<• 111 "·""'idll'l.iou<' ecl 1ll ilizztnio"" rH·II'•\r·g.u risn lo d t•llc> sn:::tnn7.(> alirnen hui enenz•·· t ic· lu· ) ~""" utwilc d•~ adciPbit.rr(• r·c·rtt' s tHI i di imrni><t>l'inwnto fisio logico (o ligvt·· 11riu. "'' lh' I'Ì rn•'Htu, di<liPsi snofu l.~rt>, lc.rde rw.:r tnbt•rc<, lo., igèl\1\. èdemi da li ll· fniÌ,IIlf\. lll>IIIIÌP:'I>IZLOIIÌ 01')>1'\icJw, (l<'.(·.), ('()Jt lia<·clu 7,Zé~ vo) ÌIÌ\'1\ \" ;<<Jfll"SO r€'ndi· nu·11to l.t\ ul'itti\ o . in r·l"1 c·<•n"i"!<:>, olt r·c n l l!l'nudt• in!<'l'l'S"(.\ militnl'c, In gl'1Hldt' ir•lJ"II'il~llZU. ù<· l prohlt·rwt cl>~l l>tto cldlu ~lr·di<·ina socitlll.. Ed i- in tel'o:o;,;o.Ìllf' ,.., •. !!111'',... l! fi nlnmnl,ti . c·ontw<i nel i11 .u·•·t,~l<l p><i('(Hilnt<u·in. od >tnlE'IIZinli, con le noa· l'\'Ìdl'lll i di un r• inrr>:s,..ic-HzinuP vr!.(onit;u p r·r·,·alc:n tt·Jw•nlé ;.?.ll><hn t> nkrica. (~o11w llllr·lu• tl <'llll "< to r·ip elini!'llfl r:l1e il Fn~•·o 1·iporta 1, r·inwttci'>'Ì rll pitlnmon t.e c·on lu pitr rn·~;ionalo nlillwnlrllinn•' . qmrlt• prl't'i JHIU 1111'~-'o cnraii ,·n. "cc~ n r·i.•ulla.ti IJr·i· llttul i. onth• occ·ol't'<' clur·gli il g•·umlt• 111Crito di rl\'t'l'l" co;,Ì lnr·gnrnt•ntt· illtl>:tl'lllfl 'l'"'"'" gr'lllldt• c•>1pÌ1 olu di :'lkdi"i ' ' '' p..;i!'O- !'<tH·ial\•. e di f\\'<'1 fornito a n oi mecii<"i lnilit>II'Ì lt1 r·l1illn' JlPI' JH'I' \'(•IIÌ I'I' t n li l'lllrv•r·rhi Cll.."i <li llllll;!l •.i< p~ico · di><crasicl1t>. 1\1011 "'''o p<'r 111\H PF'Ittllulit ir d i-;!!ri\l\i>ltn di nhn• trttnl'l'<' na1 nrwh•· po~ r· la buona "'>rlfll"l ' IÌ.,Ìt'l\ l' IIWIIIHit' do•l ,;pi<J:!lt) riP I ll"IIIJlll tli )l:ll•f',
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ln un .~cf'<•ndo nr·lit·olo - Ftns<:O. - ~'' alilm·ltlo:;itnti ili''""' l'h 11· d, i yruiu,·i i1t 1'(/JI/"'rto c"o lct prtiO'Jr'wsi (/t-/le drru·nn·ftziol!i '' rli•llc nr/lr0 -7tsicopatie dei dt· 8Cf'lld''ltl i - i l1idnn. - 1'. \. l'i porta )(, su(• t•it·•·r·clw spt·r·iuJ••ntali chn con t iu wm<> l' indir·i'lZ'l di ((IH ·II·· giÌi svol tr· da l ( 'C'ni, Jll'l son"o di ini<:trfu·e ad uovi focond>tli pic·•·t~ l r• (JIIHntiiÌi di s iPro di Ftwgu" di ><ojtgr•ui (polli). u lirnC' n tat i in mt•d o IH'ilttlllilli<·o (<·an·•t ;;<~ alint~ttltu·t ). l'lll'frontm i cw1 t~ ltrH I HI\' U. ìntn,..,.,i,·A•e con alcm•l t• con ,.:i<·ro di sunJ?IIA di !!l'llÌturi <l lrnnlizznti, N·c. Lo imc·n'><:<>tnl l-"-" irne POJI!'Iusiou i c·hn no t i'A.<', suffnrgntc da n:>sc r,·a.;;o:ioni cliui<:IH•. ,;tm•l <Jllt·st•·: l'ot'.t.:>mis tlì<l ll t>rt ll lrt•·ito >1 ><ullici<;nza od in rnodo incom p ll'to, è lillf't'O ••ti ont•rnic·n. cJi,·if'll<' rlu l•Jfl'\1):0. pt'<'"fllll tt indw~inno otl abolizioni' do·ll1• f'<l.pac·itit s<"<,:u<tlo•, fr('fJm•llti l•·sioni j:{•·nnillflli twfl<• o \·o.ir· o noi t esticoli t·nnrfl Hlli'IH' in aliTo trhinndoh•, m••d ifif'azioni abnnrmi d P Ilo fmnioni oYogonf>ri<•,t <· n•·uJ'""l'''l'lllHl!<'tl<'l i<·<~ : >'O JII'HIIIllt> pui . poidrè I'NNlit<l è 1111 rttlrilmto drlla ('llfll fct *8-"flt/o', I(III'SlH t'llho ' l'!llll l l(•)nH)lllt ' ll[() ddlu SI IH ito1'11ltl7.Ì011\' O <f(' l )l\l f> <-\'1· f11ppo o rwiJ.~ >'111~ mnt\ll'ilt\. i11 g11i><>t cl>~. rirn•tlttr r'<' w' i di.;f·Pnd<·nti <'tTOt·i o d o\'Ìtl · zr•>11i di s\'il11ppP. o inft•rrllit•\ ,.ArÌ•'· "i rw nll11 nntitlllll'lulitil od ullt• 1110st ruos iiù <'n1hriun>l lt . .)\o•JI'uomo. <JUfllHlo il prodolt<1 df'l conc·npinwnt •' ginngt' t\ t.ermi nt·. i· fflc:il<' ri,.,C·f\nlnll't• n• •l lt1 p r·olt~ ti•'Ì rni,:rr·i li,;ioloJ.;if'i o dl'!!li int,.,s.-"\r-ati (>ln.dw d a ;;•·mplit·t• ~~,· ihU t lino;:.il linfnlis1 111>, rnrl ritid• •, IIIÌxed<'IIIU, ,..pa,:mofilitt, di:<jl<l~izit•ni psir-opa t i!' lrr• \'lll'i o f'< ·t'. Dundo IR gnmd(> irnporlH117.n socinl". 'ollrfl cho d ot rr·i11nr·i>t. di ta li ,.; tudi. cl w "'l'irga11o lll"lt i punti dt·fl·• !'\ ÌIJI<>gia dd lo > tltldttl t iP rH,lii'OP'i•·hielJo. o dello cau "'~' dt'lltt dt •J?c• rwrnt.i<mo >'otnato p~ieh r e<t d< •ll'unmo.
*** Kulla ,.,,.,, rlr/l' ill{fur ll::l/ <'olfr• it~ir:: ir,IIÌ di cftiuinn . t11n·i,~n1 " n<'ll>~ tP~ i
dt •l clotlnt· Ftm, _\:'\PO lo'.\lllt-:H (H.,nleanx J!ll !!) ddJ,, o,.:~P I'\'!I'l,ioni molro irnportnnr i. l'rl'llH'""" t-li\' · l<' inir'l.ioni iutt'llllHl,...l•lul'i udl:,t l't·)!iout· gl11tPII sono ><t'I1Zl~ <·unft·nnto p r·<'it•r·ihi li al in i ni••zioni !<n l t nc·utn.ru•t·. l':\ . :<1'<\hi lì:-:c·<> l<· in d it'IIZÌPni l) lP contro i n. dit·H7.ioni tlr·l rn<' l"tiiJ. dt•' rill~"'"'"'t 't'lll" hn•l'o' lt ll'Jll('. (~wnrdu 1111 ltl>lfatt> d'i••-
RIVI::;T!\ OEL.L.\ ::)TA:\'11':\ .\IEOI(:A IT!\1.1.\N ,\ E ::iTRAN I EH.\
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Auenza pre:sonta all'aseoltazioue df'i rantoli di bronchite in gran mmH•ro c·. 1• maggior ragiont', dd t·antoli crepitanti o sot·tucropitanti con o sflnza solliu, bi:,n· gnerà in iettare noi mu!'coh gr. 0,50 di cloridrato di chinino o l'ipet~t·e l'inÌ('7.Ì(Jttll ne i ca.si di media grnvità (da l gr. a l gr. 20 il giomo). :Nei ca:;i gmvi con bt·onc<)· polmonite, oèootTùt'Ò. f>n<> tJ·"' inio~~.ioHi n~;>lle 24 OJ'C : e nolle f o o·on e gJ'ù\'Ì<:iSÌme <:No ff'nomen1 asfittici, associ uri? le iniezioni i al rntnuscolari (l g r. ne li t' 24 Ol'o) xli\• iniezioni endovenose (0. gr. 50 ne lle Z4 OI'O). L'A. as:;icnra che non vi >Jono contrco· indicazioni a.ll'applicaziono di ClllO:'Ito 11wtodo. Al!giungf'ndo (li non iL\'lll'lo tr\1>~· sdat.o nt'ppmo quando v 'eta albuminuria o :sta tu puco soddi.-fa.conto dd cut>l (• : r.utt'al più s i è limit.aJo a dimim.ùre lt\ d ose. I risultat.i ottenuti cta.li'A. sono dan·oro ~up~riori ad ogni t'l-<pettnzinlt t·. ~u 33 malati non n e pe rdott e cho uno, o traltAY>~oHi d'ùna donna in gn1Yidnnzn. anllt· z~\ta, affet,t.a da bronco-polmonite d oppi1" e entn1.ta tiJI'(lintmt'nt.o al l'"l<po•d alt·. Ebbe, in generale, guarigioni piì.1 o m t• no rupi de, dC'ff'I'\'I':;Cl'llZII rl<'lht t t'lllJll'l'll· tura e miglioramento not<'\'Olo sotto ogni rig11ardo, t>l t l'I'ZO o t~.l qwtrto g ì,H·no. C'ome agi;;co, i l c:hinino in quu:st.i ea.,;i? Si tratta for:sì' cl'un'azi0ne q11a,.;i "l'''f'Ì· fica sull'agente iufetti\·o? Pe r quanto la quc·st io)le si<~ ben )ungi dull'cs);C'n' ri~ull •t, l'A. cita duo 0"-~61Tazioni importanti, in c11i l>\ mn ln.rt i:\ ~ubi lliHL l't'<•J'J t d<'~(TI\)\t\ ntoho m!\n.ifN<ta non appena il c hinin o n ' nn e s<n.;pm•o, lllt'•HITO k· <"Oiulizil>tti l'itornarono normali 1\llfl, ri Pl'(::>a dello iu iozion.i.
*** TI dottcw RÈ:-;oN ha riferito nii'Accade1nit\ di rnediC'ina di l'n1·igi ,;:~11.1 fii'W<I di guariqione della lubercolo.~i ?>Olmmt(u·e; prO\'tl.. ebn i> st>mpre molto• ètifl ic·i lt• a d11.rsi, p<'t'Chò ;:ono i;ettt[We da t<·m•·rsi lf' 'f'OU-~>iÙ-< h~•·div<:> ddlù muln.t i i a. ~•·n.m tl'(ISCurare que i casi in cui qucst•~ ha <h·i lunghi pe1·iodi di ln' gfla. Può il tub<·l·· t·nloso apparcnttlmente guarito riprond ere lt• sut• OC('IIJlHzioni ·1 l'11ò PJ.!li. Hll<'llrH rapprese nhwe Lma parto uti l(' nt'll>t so(·if'là? N€- l' t'.~tlllJI' batt.u·inlo~i<:" futtn~i nrgat.i,·o. n è tu radiosco p ia. nè la lunga !is:<itiì. de lla \ em;it>nH twto> r io:<t~ o tl'uu poi"'' uhhastanza. clen.\ta, nè l'o,;..:;enza di ft• bbrt' dopo 1111 rsr~ ,·cizio museolo.re tnt 1"'. fnticoso, nè il rhmltato nt'gati,·n ddl'ascoltaziono n•>n dilnno uua fa·rtc•zza as><<• · Iuta, i>enza tuttavia neg•\re il \'ulot·o di tali i<PI!ni qunndo :<i pres(•ntino l'ÌtHliti. Quando que::;to ~lnto soddi-.fHcente s'è 11\1\lltennlo da LiJ a 15 llll'><i, si può tulta\·in •pcrt1re nell'attitudine a lltt rin.t.tivitil. socixll'. Per controllare questa spon.\ot.n, il Hi·non ('(>nsicdi>l di l'it:OlT<'t'O a \liti\ Jll'O\'U. «peciale . oho consiste in un ndathllnP-nf.o JWtJJ,!I'I:ssi\'O Hll'nttidiù: J"I'O\'i\ t·lt·e~li in da diciassette anni con fa\·m·tn·oltr risultl'ltu. Ln. m·n\'tt del 1{(\no n ò clt· ll>t. du mm di tre mesi, ch'è il minJmo i ndiitpt~n:::abile por unn Ì>e.ri.t conclu;;ione' J:.:""t' c:on-;i.,rr> nt':l far lavorare l'infermo, prima S<•lnnwnto ogni duo giol'!1i, nel 111attino o nl'l pomeriggio dumnte poche ore; poi Jw il'flumNHHm il n tunc1·o di qm·-;t~ nro fino nrl c~=;lenclere il ltwO I'O per tutta h>- gio t'll>\.lt1. Xt>i pri111i <111€' IIIP><i, il l!n·oro "llrà R~ ternato con dei gio1·ni di riposo, di cui si climinni!>c'l' gntdtt.htm!•llt<' l t~- f1W( ll('l1i\i\ . .l\ell'ultimo me~e. il lnvoro S&l'À. c·untpl<•to. La fatica produce una leggem perdita di pe:;:.o, ùhc p<'rÒ d<·, ·e fnr:s.i s11hi to stazionaria, e nn corto grado d 'abba'lsamon to della tensione arteriosa Hltl.S-<illltr. l\la non si d<>vù t0lkmre nè elevu.zinni di tr•lupCimttn't\, nè to;;,;('. n<' nn0\'>\ !'~p .. t· tvrazione, nè la presonza del minimo ru.nt olo in::< p iratol'io, in ;;pPCie All'xstt.>ll!17.iune stetosoopica del ea,·o sotto-clavicolnre. quando quest-a prova di tre mesi è SllpE>rnta con b11on SII CC'f?s,;o, Yi :::.••no J<, ma~10r! probabilità che la situazione s i 111u.ntc•ngo. buono ~tndK· in sf,gnitco. :-ii puo - d~ee mo lto p1·ude ntomen t e il R énon - erodm·e all01a. ttllu gwwiginnC' de'l t' li· bercoloso ; ma a una. gual'igiono relal ira. : s~·nzn tacere che ;::ono ind i,;penf<abi li ·~lcuni riguardi. L'epoc:r~ rl<" ll 'a.nno piì1 faYon>\'OIH a questa pr0\'1\ d 'udflti an1enrn c l'aut.u1mo meteorologico : set.tem bre, ottobre o no\'t>lll bre. ln t o.l modo, l'in· fot:mo è nlleoat.o 6 amiuerrito quando giunge l'npoca critic·a dt•JI' ill\'CI'IlO C dt'lll~ prunavera. ~egl'innumerevoli giudizi cho i nostri collegi mf'dici so n oggi ehifllnuti a pm · nunuare snlla tubercolosi di guena, sarà bene t emn· pt·p..;enli le t·un.-id<•razioni · dell'autore.
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••• Lt' 11"-<i ch-I dntloc· H El\'lt \' \ ' 11.1.1·: .\ II·:YJH: io dt•dÌ('I\ll\ ttllt~ r·ttm dd/e mellill'titi fiN mtzzo dr·l fttl'fi11!1Ì'' spinO-t't'll/ritQ/ore. ed è '"'" :;tuclio ~<Ott 'o~tni •·iguardo mfJho int.-n·-.sal\1('. -''"',..H fwJI'i t'tlltsc~ la •nrningitc;- tnhc•rc·olurc. sencb m th<' il IM·aggio s ia indi· t·ttt·o u••ll" ·~il n· c lh'nin~tit i. tilo lu c lin ic:a o la IH~tttlc·io logia indiCAno cocne fatAl i: r>tli sono lc· n\(\niugcti l.rt\tunutic·ht> suppu rato (in c ui il h.c.,·u.g!!io è tnnt-o piìt fuc·ilt· in qc ttmto r·hv .. ttc·l lllH)!gior nu1ll1'l'O ÙL·i ca.;i. ;;i è giìi prl\tic·attt. una trapanaziouc· ) : ]c• meni ngit i n t i ti l'l H• »Hpp tu·u h•. m· Ile quali In tra pctllll zi<IIIC llJtl..><tc)idoel\. le iniezioJ ti t'Hl'ilidiHIW di lllt'tnlli <·olloidn li e di siero sono pt>l' l•• piic iuc·tfi(·>wi: le meningiti t'n"IH·v·spithdi rcl>t·lli nlla sit·c·utfii'H[)ÌH; e l A lltt•ningiti purult•ntt' (da -;treptocoCt'tJ, pnPccmoCtJI'CII, h>t<·illo eli l•:htll't il, Ace.), cht> cornp li c·HIIt> lt• alfc•zioni gemwali o lo· ,.,eli. Lu t<Jcniea di ttll('sto lnntggio dt·v'c•ssl' l't-' lll't•C't•cllltu du. du•• te>mpi ': In pml · t11n1 \'1'111.-it·nlnrn {l l>~ pr•nlllrU. lnmbnrE'. 1\d Ili'"''"'''· In Jlllllt Il l't~ \'t•ntrico ltu·e è r.-In t inllll<'ltl\' fut•i l": s'intr(l(lm·p l'tlgo a lin·llo clt·ll'nngolo c•sti'J'IIo dt•lla font an!'! In- tllllt'l'lfll'f' (lt'l' 11\' J\111'11 il :'PII() (•ho 1\ llH•cliHIItl. li lo si SjJill).!l'l'tl obliqtll\11\('ll!t: dall'ullu in hH ""'" C• du flltlri iu dPnt.J'O. :S:c•ll'aclcdto. In lll lllllii'H dc•\' 't>sst>re p1·ec···duta clallu li'UJltlllH:ti .. rw; l.\ (JIIuil• pnln\ \'t•llic'(• st•rnpl ri Ìt·>llll . t'Oillt' pnlpono il Sit·n.rd. dnll'•rsn !1'1111 rwdcH'III-<trt' lipu Luruwltlll!!lll': •~ nti llll n·rc·hi•·tlo d'tu·r·osto ,,,·irto il p•·•·ic-.. lu cl'11na ]'t'lll'll'lt7.Ì•liH' r·c·n·hrHit•. ()Uf':-'la ti'HJltiiH'·JIIIIIllll'>l pruì c•,.,,..:pr intln in tlcu· lru·ttlitiÌ: o al punto eli Sil'arcl. H")!•·r, l )urrrlwin . ~~~~•n 11 :1 c·m. <:in·a ttl d i'lti Jll'll ddhc rrwtit d'nn>t lirwc~ <:ho 1111i,,.,. l'ird.. n ulla """" dc·ll'rq~trli-.i 11111'-'lt>idr·n. I'II,(!!{ÌIIII)!t•mlw<i <·n:-;Ì, il ""'no octipitalt• dc·l n•niJ·I(·olo: "al l"'llto eli llc·lluc, Alo in, \'~·r·twt .. 11 :3 l'Ili. ul di,.:opr"" dol contlutto 111 liti \'ti (''\t '1'1111, !l ftnnclu.ntl11 l' 1\).!ll I"' ''P''t•d iN• tu l'Il cl'lllc' ulln >'Il pnl'fir·iP ' '"-l l' l'li>\ (\pf Ct·l'n• JI., t• 1'11!-(l!illlll!t'lldtl (;USÌ if \'f•lltr'ÌC·ulco 1-1 ;j ('111. di J'l'llfonditÌl , l~ Jivc•Jiv del (:(II'IIU t {'(l\ p o l'H l··. La Jlllllt 111'11 lt•JIIhttl'(l ~an). Jll'lll ic·uttt ><t't:nudo la tr•t·11ie11 >'•> li t a : du\'I'Ù ()t't'('(·· d,.,.,. In )11111\llr'n \t•Jttric·•JIHrt', o snr·ù p•·l'·iù i:nta dopo ltt U'>lJllllllli'.i•HW,t\llost·t>po di ,.,·itrll'c• 1111·,,,.11111 r···rpfcral,. ÌIIIJII'O\'VÌstl. 1-'iruclcn••lttl' lt< (lllltllll'il \TJl(.c·ir:oltll'\' \'<tl'l'•\ fHtlll utli'IJ,\l'J'-.ol'•>rili•·itt cii tl'upallaziont·. uiTonrlnutlo l'ago (ltiJlf!t• 10-1 5 c:n1.) cJ'1111 ~~~ ~ l'tl ljlll fino Il -1 l'Ili., IIIIIIIÌlli dtJ) >'llt• lllnlltll'itlll. =-'i t'uri\ 'JIIIIIclì il lnncl!gio eon 111111 si ri11ga di :?o r•rnt:. ;;pi rt~(Pn ltlo l'iniuzinnl) r• tllll'<l\'c•J"'' ' l'Ili!" locuhurc· n Hllnl\'t•r,.:o CJIH·Ii•l \'t•lllt'il'lrh•r<· (lu,·<~ggio a .-<t·enclr·ntc • <' di-.c·••lld•·llti' ). P(ll• que<>ll\ oporazioiH' :-i utilizzll il ><it·ro ,.:u ltl t u tìsiologit:u, OJlJI""" .J,•I -<i•·rq >'IH'c·rlìc·n, rw llu rJ,.,-,. d r l\111 -4110 1!1': u :-<i J'il•l'lt'I'ÌI il la\'H)!gio, !'In st\rì\ ri· tc·nuto nc·t·t·,.~>~c·iu. t ·w, dc• llt~ p•·i Il i' i pn-1i l'< •nd ifin11i d i lHJt>ll l'" Ilo i· lu l<'llti'ZZa (·nn c·11i dO\'I'ÌI ""'"'''''' spintu . l' init·zi•nw. ~i pì·t'fc•c·irit illtt.\'llj.!L!iO ""C'\'IHic•nrt< nelle meningi ti H pn·dtttninio l't'l't'bruil>, pt•r 0\'ilHI'(~ la dii)'II><Ìolll' dt•i W'l'llll 1 C' lll\'f't'S{1111('11l t:'. l J'Ì,;IIlluti """" piutto,.,lo inct>l'lli!J.!Ìilnti :-it' si lic' ll t.:ontu, du ttlltl. pur·tt•, dL•IIu gnJ., ·it•\ d(·llc· Ìt>l'lll" di rll•~ninl!itf' in t"l i Ì fu uppli!·nto linnn~ qnP.-<to nwtoclo di cun~. h tJ,.J lllil!lilrl'lllllllll\11 ,_IH't'C'>'., I\'11: cln iJ'ttlt l'il . cJ,•I lll'l'fP:t.iOilHIIIt'lllll J>< IS."-l i>ilc• ci<'J Ja t(;ll'Jllt'l\,
••• In t <l l'IlO nl l''8fll'l'ii'II.::Cl l/i fllll'l'l'(l -~ Il l / f' lftiiO ( l\:riPg>K•t·fuhntngon uher d0n T,•. \ 'oc: t·: t.J•: R lm s<..-itto un bdl'nnic..lu. chn è I'Ìprotlot.t·o i.u punf' n.-1 :\ . .·,o ( J:I dil'f•mhrn J!Jl!J ) tlc· l Z cn /ralbla/1 fiir Oh imrgi<~. l-'ili da J )ll'illl'i[lit) dt•IJa )!llt:l'l'll . )a 11\1\j!)!iOI' ptll'tO cl t·i ft•I'Ìti - 0 j)ÌÌI tat·tli IH (Il· tulit>) fn ,.:nl t o]\"'\ t~ ullt • init·z io ni rli 1111tiro~!'ina rc' fnuil·n. n il ri.-mlta.to fn c-lctt -.n :;x:W fe-riti "'~•·•·nei i cl" li' :\. otto ,.:n[ttlllltt itllllllldHrnn<• di t<Jtano . .\[a in !tlli c·11~i ,·. lll'•n·nlll c-lw l'cnsm·f!c•IJzn dc·l tPinno si dtl\'1' ntu·ilHtic·c• a un tra.mllll ult.('rion:. t'llllll' 1111 liti'o <'fl•'I'H\ Ì\'11. 1111 t l'll><pt>rtl) i Il f(•rnwi~l. 111111 P"ic111111ill', <'CC- :--;,. si ('"Ili· putu dullu •lc1111 dt•l 1111\l\'O t t'n11111n. il pc•riodo tl'in('tthclZÌono 1i"ult-a di 7 giorni : lllt' lltt'IJ c·oc.clrtlltlllcl" chdl11 dntn cftolllt prinririn~ ft·ntu. qth·,.to pt·t·iull\\ ~~r... hl,.. ni••ntt• nwn•• t'iu•, di ~~ I!Ìorni. Olll'<• uii'Luu-Ì-inll(' prol il.util'll di :W l ' . .-\., pc·irnll o dt~pn ~~~ni traumn \'I'IH\1' itti< •ltllll~ l11 '-lt'"~" d <•><t·; h1 qwclc• fu, di n •gt•ln. ript'lllt» Jl•·r :J ..; giorni, 1\ll<'hf' Jlt •i 1>~1111-l), h: .HU,
RIVI STA DELLA STA :\lP.-\' .\11-:DI (;A ITALIANA E 5TRANI1::R A
1!111
casi c·td erano richiesti complicr~t.i rinnO\·nmen t i di fascla.tun\. All"in~orgore d el t etano f~1rono sbrigliate e llfe1:~ lo llnfrott-uos~tà delle ferit e, questfl twcuratal nento ch smfettate e allontanati 1 cor·p1 e:::t ranet. :ì\fa nono,;h.m t<l oglll <:un>, non ~>i deve ritene re l'organismo come libe r<' da bacil li : e son ~;(•gnalo~.ti dei ca..<;i, in cui questi si diffusm·o per ltt via sanguigna o linfntica : perciò. anche dopo il tratta· mtmto curativo delle fori te, bisogna rico rTen· a l siero, e fare un 'iniezion f:' di 20 U. A. alla c·omparsa. dei pt·imi sintomi, r ipete.n dola. ogni 5 giorni. Si ricono inoltre al solfato di magnesio in iniezioni int,nullll"colari n e i casi ca·onici {nelle J 2 ore. 3UO <:mc. cl' una soluzione al 20 %) e, ne i Cll"i ~nwissimi, in inio?.ioni 't>ndovPnose (,oluz ione a l 3 %). L'A. dice molto bPill' di qtwsto metodo cmativo, di cui n on <·on~ta.tcì alcun effetto nuovo sulla r ospimzione. "
*** Xe l :Vew rork _lft{lical Joumal del 1° IIOVt'lTlbre \1, s., il d ottor w. H. \Yr:AVER pubblica un a.ccw·ato studio ~<uJJ'ttRo del citra.to d-i <Jodio 11ellcL wra delta polmon.i te (::;mli um citrato in the trea.t.mf-nt of pn<>wnonia), in t; ui t-rovia1110 citati e oonfwntllt i tuM..i i risultati finora ottenu t i, c<.> u 1111 ric~'O correrlo di ricorcl1e di labora t t> 1·lo.
1 primi t<mta.ti,·i ri!«rrlgono al 1912 od ebbt>t·o l>lHm ;;tu•c·e;;><<' : alto dosi di r;i. tra to di soclio cla.t.o n t•I IP prime 24--48 01'(', e tn.h- oltn aJH·hfl uel quarto giomo, prndu:;,;ot·o la crisi, o \llh~ rnpida li:<i lll' ll>t polmonite. Da allora ad oggi, i risul· tRti •:onferma rono piename nte quC',.;h\ s ingolam n.zio1w de l cir1·a.to di ><odio, la quale- s i..io.nda sul f>\tlo già llll'"::;o in rilio\'o dul ::'llt•tehniknJT; ~c· eioò eire J'ale:;::;in t> (il eu i principio atti,·o è 1m fe rnl\'lll'O si111ile nllH ll'ip,;iull ) non ttl{i,.;ce c ht• in proS<"H'l.tl d'un AA.Ie a.lca.lino . o clw qnnnrln il s iC'rO f. iiiiJ)O\'t'l'ito di :<ith• per mezzo t!I'IIH diali-<i perdo il suo p ot.-r·c (•mo liti r.:u. il qrmlo l' it·IW illrmL·dirrtauw nto rinvigorii<• d fl ll'ugginn ht d ' uu ;:;alt". P er· con::C'gnf'l\?:tt. colJ 'nrcn•:;r:iuta nlctLlinitù dd sang ue <ieYr' a tUne ntart> il ;:;uo potere nntil ossi<.;o (lc:nC'nr·itm;i ~<lfti \·H ); pH-rallc·lt~m('nto ali•• '-Wl ~rtas.~im>r fluidit(\: il clrf' co::t ittti:::t•e un' indic·a7.iCiltl' pll.tt>g<·~r..tir·ft. tH:IIa po i· nlnttÌ1l\.
L'.-\. r·ons igliu. di ~OIIllllini:<tntl'l' il eitmto di sodi o allot d o,;u d i O, 'ili gr. ogni l.r·tt, " di 2 gr.. e an<:lll' pi\r. o~ni du<• oro nl'gli l\lhtlti, COHtinliiH1d<>m' l' uso rtn<:\r<; <IPpn la cris i pt'l' M Sieuraro tma ri ;:;olnzi,mo ('Ontple ta. È da nota1·e chf\ le piccole du"i non esor·citano a lctm t•fì'ello Rul d1•cor'.~O dt'i lr\ malr>tlin. )iella polmonite lo baro da. i nfi tH'IlZa, ch'è un· infezione Jnis t<\ dm·uW, a l b>tC'illo d C'II'influcnzu. e al pnenmoeocco. l'A. elice eli tWf'r' ottenuto ir1 qualc; h o <•a..'-'o buoni efù·tri dalla sontmi nistrazione d el citrat o di sodin , il quAle riusd sC'mpre ad abbtt~-11 1'" la tr1npen\.tu ra quando g li l'tltri m ozzi trrapNttici s i mostravano ine fli<·1wi .
....
A pt·oposito dell'influenw., leggiamo nel 'l'"<' Lm•<:l'i ( \'11T - l!) l O)T unn. not ••
del thttor IlEAU)tONT sull'eziologia tli q llt'st' aff,·zicoHE' n ro r l" •su (l~'tioliJI/!1 of b •fl~u J >::rt) . che egli s t.udi ò in un ablJvHd ant e Jntrt•·•·iu lu colla coiiH,h<•rnzione d e l caj)Jtan~ n~eJico Fry . D opo aver c itato i prim·ipali IHI'Or·i pubhlin~ti sull'àl'gOlllt'lllll,
da. ~~~ ~ I'IS~t l ta che pt\rccdli micror)ttmi,;mi fw·••IHJ l'itl'uuti cume cau::;a. drllrt mu· lnt t 1?· egh ?Onclude c he n c•ssu no di o:<si può fil!lll'lli'O con <:t~rtezza qualC' dt•lnPnt u
spccJ ~(·o. N elle sue Hunwrosi;-;sime I'Ì<:t•rclre, il Henllrn0!1t. ha. isoln.to so, ·c·nt C' tllt ~rg<11~ 1 ~;':'o micot ico dflllo ::<puto, d ali l• feti. dali 'ori n A. <h d ""Ili!li t> t•. i n un <·rbO, a 1 11<tntdo pl<:~nrico : il qualo orf(nni,.mo si Jll't>;o;<•nta so tto mnltr' piid fonnE' t~:~.nt " 1 ,_,puto quanto ndl e culture. L'A. 1\cc-ampo l'ipot<' :<i <·lw l'infiu c"nzll sia un" m·.l() m ~" 11 '1 · alcune ,-olt u b1·onch iaie P •rlc·unt> n. lt t't> i n tt•:<\ i na),.,
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RIVISTA BIBLIOGRAFICA lx;;·ru:, ~It · •·: u.r-:n. ' l' " t'l•: t · , l' l'v:un-:n . - Il t/('rllloli/o o I Ì/ IJ Jlr /l'l'<'hialt•. )lif,w••, ..::od,.tà l·:ditrÌ<'<' Lthrarin - J!ll!) - l~ un libro d,•] qll>lk htt "<'ntit o ~l'f\\'C'ttu·uto In Hì>tllC:HilZ:t ehiunqut>. dtli'Nll\•1 la gu<'ITII, e '" 'Jll'ntut t o ndl'unnu d':JI'It'li-t iz.nn lu~ doVI Il Il l>l\'lll'tu·e. n J>l'o'\1'1\ÌI'(I o con1l>nt tt'L'C' q1u•st' i nftoz.in1W 1\0lll solt1 di nulli~ td l>\ mnl-(gil"h·n•tzH rl"i mrdi<' i n<•stri. l'urtn>ppo l(• lllllll('l'fl:<C' i:;t rnzioni ulliC'iuli od \Lffic·io~P d inunnto pE•r '''JII I· l>atlf't'O il tifo Jl<'I Pcc:hinll' <• o·nno tutt'altro <:ha chiare. co1npll'it• t' Jll'C'CiSf' in ••uni parh:. q,u•,;t o \'t~hun<> ilt\·c·e·r è :<C'ritto du pGr;:nn•• r·he del rknlll>tif" hanno a<·qni· st>tlo CliiiO:<<·r•tt'lH <'~>LtiH t>d ampia nl lt•ti•J ùull'inf,·rm•>, o ll"l dtP ut•i lab<HHI UJ'Ì l' :-;qi lilu·i. l' flt' IT iÒ P P111ÌIII'Illt 01J1('1ll(• Jlnllito. P f'<>>-titui,;t•(o llll \'l'l'O 'l'((tii'Uifl' lln~ (lC'I lllt'<iÌ<"O d tl' tL\'C"-~0 >t. lothtl'C' r•on(J'O l)lll'Sta. l<'ITihil<• P dif)'u;-;ihili:<:-illlll llotdul\ÌA. irnpol'tntn frn noi dui prtgitollÌ•·•·i di ~lll·t'l'li. Htl'<ll im·i . In. <1Lu·tlP ••SN·r·iru In' :<tiU pi ìa lliOrtif••l'tl uzi•me n..Jiu s tu)!ÌOll<' tl'l·ddu., tulon\ dnpo 111 1 luugo JH' IiP·II• di >-O,lU. Ìllj.!lilllllll ! '!Cl'. Il pr~>f. L·u.~tiy, ('olt IItH~ ,..illtt'>'i I1H·idn IJILHI >Ill c·tol otpldu. 1 in:-stmo<• iu ott<l •·spitoli : ),, no i i:t.it• sl•wi1·1t,• " ltt dist rihlli'.Ìtllll' gt'O)li'Hfit·n : l11 l'lind i'OiliC. r·linit·>l .. In diltg:ttts i <!iJT,·r•·n:t.iu l• : l'tllt ttLULiti:l l'lllt1lo~ir·a: l'r•zi.,J.,).!iH . la (J>It {lg.. n•·-i n l'<•pitl(·miol•l!!in: l>\ biolo>gia tl•·l pid1wdtiO dc-i Yt·,t iti: I'Ìinll ottnitù ; lu ,..i,·r.,dÌ•I· gn< ~ ; In !'llnt l' In pn)lill~~,i. f1 t>rnf. .llu• /lr r. un ndot't>so »CÌ<'II:t.in t o t I'Ì<':<litH•, d w l w "t noi in t0 LUJH!!llllt'Ot e Hl in ;11todn <·omp ll'ttl <I'II'SI 'i n"'•'t l<.l f'W>tlt>f>I).(O in n·lt~ziunt • ttl tifo p<'t .. •·<·hiul~'. JlllfllJIÌ<'tUIIIO, fili d1.1 )!ll :i . la :-illll'ilt lllbllll'llfll dì (llll',~ IO l't'IIJ[lll.l'>l,....;i lll,. (' Clor> olnpl) ;·:<~1·1'0 :<t>LIO int<'t'ltato tu ( :alt'l.lll. (>\'<" eotHtl>i><• d>t. , ·i•·i no la tllltlattit~, n e fu t·~tl· pito <:nwpÌ<'IHI<• indnttini di ) , l ~t > l'!tlorio, f11 111111 IIIHJ!Ilific·n. t·ltinrn, E'581li'Ìl'lllfl l'")JO>!i'l.iollf' .JpJ(a lllOt'f< tlOj.[Ìtl {' d('] l>t 1Jinlt1)!i>1 di'( pitioN·hio d..Jio \T><tÌ liii' IITll. olo ·l(a trt'\.'lll li.o;.'<Ìt>tlC' "Jli'l'illll' l lll~lo• llt•gli >llli11111li dt•l \'i t'l l:i d\'1 d<•I'IIHltifn, <h·ll'in· flt~c ·IIZ!\ <lqdi >~g•·nti c·,;tt·rni .-:tt l llltnt"-"itn , olt•llu J.,IIH Col\11'1> di ,.,.,.,,., l'orta tUIIIH'I'""i t•<l illt lh>t'lllltti t•tmtrilou(i ::wÌt·Htiliei I~~'' "'Wttdi , " t'tll'l'l·•la J,~ d f.S(• t'Ìii•>tte con Jntoltt•pli<:i til[lll't' 111 il!itlllli ,. t·qn tn,. .,,,, ilft t,tru t Ì\'"· Il dlJtl. J>, /11' /1, do·l l't' l1it·i<• d' l ).!io•lh' llllll t it·ip~IP di 'l'l'it•Sll' , t·l·~' fu addl·ll tJ 1\d ospNiuli di th• t'lltntifo><i dnl l\114 11l 1 !1 1 ~>. c·it~i· fH' I' t llll>t lu dtll'lltll clr> lln 1!11<'1'1'>1. in 1-'l>lonia Ptl in HPilliiiiÌ>I , ,. <·ho in qttdh· t·t·l!ioni fc·t·<' p•u·t•• >ttH'ho di'i ''·' t' i~ì ps·otìl<•!til'Ì. por\ t\. ><•1tto il Htnth·slo \.i t t~lo di u,.,:-;(>1'\'H:t,ion i Jl""''"wtl i. un nrot ,· \·nl~ ('<)Il t ri hut o !IliH I'OHO.-:('I•tt'l.>l riP I dc>NH'l<Q <:li nit·1 • dd l•• rnnh\ll in. ali t\ tN'!l.Jli>l. n Ila pr<Wt•nz.i</11<'. ltllnPf!!!Ì>\1\tlu ptllot i ntwo•··~ n:<C'Ili'Ì o ric·loi>tnt:tnd ll l'n t t<'tl7.Ìllm' :-<ttl lo ('<IXG c· lw td IH(•dic·n Jl l'll(i;•o fnt •i lit tlllll il CÒnqtÌIO dÌtil!ll<l.~tit•ol 1° I'I II'UIÌ \'!1, 1 1 ch>tt. J>u[fflll•r, Jl'"'" ta·io·,tinr) . r·lto• durnnll· l·~ j!lll'l't'H hn <'~Pg-uito f'"''d·· ltin C'C'ntinuia di rc•uZilllli di \\';·i l 1-'•·lt~. in 1:11-.siu t•d in .\ lhunin. tmttn, ll·tnf'H\II H'll tn il c·>tpitolo di'Ila «Ì<·•·u - din(!IID><Ì dt•l tifo JWit•c·t·hinlt•. JlPI' lll!ldll c-hn il b>ttlt:tt"l"l!') ,.i (ron\ I'Ì>l~snnl<' (1 i'loltt•pnstP u t ·i~OJ't'"'" 1·1·itir·H le 1101'111<' to •enil•htl <'d i l'<')"'l'tÌ di qut•st'l~ induLtint·. t·d il llll'tlit·o pru.tic·o dul l'•'sHntt' dt•i ril'>ttltu!i tnw la C't>lt\ i n · 1:iono l'inloti~.ZIIII\ da J,!l.•lig n• •l pn·c·<'t tu · U!if/Ì '"' l'l' jor.<i la ,<ir•rorlirrrf''''·'li i, ''fflti t•aso lontmuuw n/P .~oJ~p(/10 di rl••rm<J/iio : il risld/f!lo di t·.•sn ha 'J'alum dt•r·i.<ÌI'fJ rlltt.:hl' se i ,,iul•mli clinici 8111t<J i /111'1!0 lltlii. l l p t·,•zio:.;t) lllllllttah• ò rir·c·o di 2~ fil-(tti'O nit id i,.,..iuw :<p>li'St· n..t l••:>to '' d i • h lo) ho·llo t<wc,l<' ton nltw 17 fì,U'ttrc·.
*** l:. ~1 ~::-: D:·:s . T.o rli<~qoosi t/rlle loNtlir::nzioni [Jolnwnm·i d'·ini:io dr/la tuiJt'T· ··o[olli r·o11 lt[lCCÌit/o· riqun tdo a/lP ri··erclu ratliolugi;:l~a. - Honta , Stt>IJilinH:' III l> l 'Pii · gru lic:o, I!J:!o. t; A .. in I]Ht:''it!\ !'>111~ po·,·gc·,·oli":o:illt~\ t(\>'Ì di libom d<lc<•llzt~ in potologiH "'l·"'· ~'it>h• nu•dic•u, ha \'Ol uto fllll'lHl'C' 1111 1'0111 rihuto ol ia c•mtt·o ,·~t'"ll CJliCStÌ llllt• olo· l
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u1i noro o maggiore valo•·e che vn ntt•·ib11ito aU<> ricerche radiologid10 ll(·ll'nc<•t>r· t11mento della dia.~nosi della t uberco lo>'<i p olmonare ine ipient o. Nella sua qu'\lità. di dirE~ttore d(>( Contro nutitubmcolMe milit.aru di P01·ta Furba in R oma, egli ha pot uto cstE•nclea-o le ,;110 OSi<t'l'\·azion.i a nume •·o8i casi: di tubercolosi in tutti gli stadi, ed ha potuto sejrni•·e nlclllù di fJtiE'>;t i inf!'rmi 1\ttra.verso i lunghi periodi di licenza., che venp:ono <"oncessi a i milit111'i ~J.I1';·tti da forlJ1e tubercolari non accertate, ma solkmto sospette. Su altri infermi, ammalati plll'e di fo•·me polmonari in cipi!o'nti. mo. a.fì(•tti da grosi lesioni tub!'rcolari di altri 'l>rga ni, l' A. fu in gnHio. a brcn:l :scaden:ta di tempo, di contl·ol!fl-re i rflport i clinici e ~·~iqlo~ici d(·l tomce, con lfl olil:>t'l'\'tl · zioni a.natomo- pat.ologiche, e dal con1pl!'1:sso di tutto questo o;;~en·azioni, l'gli ha. ricavato la convinzione dellt~ gmndc importanza cll!' in molti cttsi di tubur· co !osi incipiente si d eve dare ai sintomi, comunque ril(n.:abiJj >l cu•·i!·o ddl'ilo pc.olmonare. Un capitolo del libt•o è poi dedic>lto ~ uno :.;p ccia k• cmnpll,•:;so si nt ontt\t ico ch ..e avrebbe. Hocondo l'A. , la ma-"'t~i ·ma importanza anche d n l punto di ,·ista medico lega le tni litnre . comple:sso s intomatico c he t•gli Ù(•si~lllt rol nome di si,ldrom" ilctr" f' r-ltP illust ra pu•·e Nm vm·il'l O:<:<<'l'\'nzioni ;•lin i(·ltf4 o I'IHiiolngil'ho. :'\i tra-tterebbe di tmtt :IJIL'ciul() a ltl·•·azi.on<' n1orbo:<u eu i '"H l•·••blwro sogg l'l t i q ue· gli individui chE> fin dall'infanzitt fu wnv :;o lt'op!•~>l i, ttn~iehù ulla lievo tube•·co· lizzaziono immunizzuntf• d1e tutt-i o qunsi tutti inr·nntt·i.uno, nd una infe7.ione tnb!!'rcuhue alquanto pitt gm,·p, nm itntnm ablm•tunztt ntrrnuHTH. tanto da non genfl•·are lo ,..co ppio irmnl'•diato deliA. rubon~olo:~i !!<'ll<'rn l i~.zata tll(• produce la morto di tanti bnwbini. t 'ontcHutH. ncdln hmTiero !infili iC'h<· E' p l'l't·isaml'tltr m·lle ~tlnndvk: iiHri e peri· lari del polmont•. l'infPziono J'i nuuTeh be latt•ntf' p111' luu~l•i anni . C'd in ~~tolti ('>\si non C'lluserehbn unA tnl>('t'('OI•Ji<i polmnnare e\'l>lu tint, limitnnd,>,;i n pl'<ldlll't'fl Ìll· ,·ece mt COIII(lil'><:>O >WJneiologil·o elle l'A. d<':S<TÌ\'O molto lltiii Htun•ente.
PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE al valor milita re per l a c a mpa gna di guerra 1915- 1918. : (Continuazione - Vedi fasrico/1 preadenti del 1915-16·17·18- 19 e 20)
Regio dccrdo 20 luglio 191\1· 1
5~ · llu::o.nu ( .iusrpf>c. da Chig-uolo l'u tl'a,·jn\, n>-pira!lll.! unì,·io l.: mcJico 7 n·gg i-
111<:1\lo alpini. Sprezzante ùel p<·rÌ<' <>lo, l'lllt infat •<·abil.: cnng:in prestava la propna opera fra l'iufuriarc del cv•nhattilllcllln, im;uorau.to i soldati c riu!;ccnd•> at i organi7.zarc eri a far funziona re , in lllodo nmnJirc\·nt..:, un illlportant<· !<erl'izio _ at~latogli . - ~I ome Tomati<', q nQvcmhrc 1\IJ /. 1 6 ~ · \ 1SA!.Il Alfredo, da Cnmpagua (~alcnao) , tcJu:nl c mçùico ~6i rq.:!{imcuto f<tn· t<:na (M.. :.\1.) . - Colpito dn g r<ttHlla il p!J~to di mcclicn7:ione, n~•· iut allo ~co p~· rto, e! Incurante del pericolo, sul la strada int<:n~am~nlt' hntlnta dalle ::trtiKiiel'tc nenuchl'. prodigava le ~u<:> r ut·,. ,, ; nunH' ro;<i fc:rit i. l"pll'nllido e:'<:lllpio di ~o.: rcno coraggio .. di alto ~e ntillll'lllo <h-l r!on:rc. - C;tttddù t l'in n• ) , 1 ,~ ~iu.:.::no 19 1S.
l'EH IL LlBI:!U O UI:!U OI::L CORPO SAN ITARIO MILIT.'.RE
1 ;;. Cm ..ICE l 'll>tJrlll le, <In l'izzo (Ca ta u;w ro), teneute medico 76 reggimento fanteria. · - Durante un violento bombardamento, sebbene febbricitante, prestava la su a ,,pera co 11 :Hilore e d abnegaziom:, dimostrando grande sangue freddo e s prezzo del p.:ri,·olo . Gra,·emente comuso al g inocchio sinistro da una ~cheggia di gra nata, 11011 irn,)r-rouopC\.':1 il la,·<•ro. G ià di:-tintosi in altre CÌH:ostanze, per cvrag · )(io ~:d ulm<'gat.i<m<: ~:sernplari. - Scl7., 2 1 llO\'trubre 1915. 1 ;$ Cotw;I.JA:\11 Eurico, da Cos.:nza, capitano mtcdi co 1 29 reggimento fanteria ().I. • ) L) . - Es~:wp la re e generoso ndl'e~plicare l'optra di · dirigente il sen·izio sani· tario del reggimento. Durame il combattime nto , visto cader e il comandante t itolare del reggimento, accorse a prote).(gerlo col s uo corpo ed attraversando lilla 1.011a nriddiale lo tra~s" a l posw d i mcùic;JzioJJt', !'<:11za c urarsi di ~è stcs.~o, prodig-audosi per gli altri. Nou lasciò il comanda nte che quando ritenne di a\·er comp iuta tuttn intera l'opera su:o. Tkllissi mo e~t::mp io el i a ltruismo, di sprezzo del pericolo e di alte Yirtù. - Argine ùi S. Antln~a di Barbarano (Piave), 17 giug no H)I:-,. I59· PIS.I:\0 (;iuscf'pc. d a Ca g-lia ri, tenente m edico 8 n.:g:g:ilnt·nto hersaglicri. - R i· ma:<to unico 1n ctlico pr<:~)'O la li11t:a eli fuoco , sotto formidabile tiro ùi sbarr;l· m e mo an·ersa rio, cnJJti JJn ava a m etlka re fe riti d i ogni re p a rto c he numero~i afHui ,·ano al s uo po:;to tli JJu:tlica'l.ione; con <'vragg-io ed em: rgi,;~, n ei momenti di "O"la riuni,·a dr:~ ppclli di cli"per:=-i c li ricnJJd uceva s ul luogo dd com hat timc n to. - Fngarè (Rasso Pi11 n :i, 16 giugno H)JS.
Regio dareto 7 11gosto 1919. 100. C\ 1. 1 ~li TA O Il a-.·iu. J a Rom:•, t·a pìtnno 111\'Ùico complt:: mcnw ""J!t'tblc:tto campo 119. - Vi;;tu un ,;olùatO che cvrrc,·a r ischio d i a nnegare iu nn c::tnal~:: profondo e pericoloso, vi si ,.)ancia\'a q na:< i del tu tto n·:;tito per s alva rlo. l'<•ichÈ: il ~oldatu stc,;so g li s i av,·in ghim·:, in moclo da p:n~olizzargli la li be n :'r tl~: i 111o\·irne111i, corre,·a c.'-! li pure il ri -.(')rio di unm·g'llrc, c ,;an·bhl' t't' rt:tJJ1t'ntc perit~, se n on fosse: sopr:H'\'l'IIUIO n u :d t ro gcnl·n•~o a porg~:r;!li aiu to. :'llirauu, 28 ).!i ng n o lg~S. 16i. }>RrJ~I'~kl Oli'f!O, da 1-in·u/<:, l<:nente nh:dico 7u regg im ento farllerin . - Addettv ad nn ball(ll<liont· , ~otto l'intl' ll..,o bonr l.lardamcnto u .... rnico, riur:t~c: ,.,·11rpre in linea p~:r ran·ngli.:rc i fu·iti, porge re nd essi più irnJJo<·d iato ai uto t:d an·iarli nl p osto di meclic:ll.inue. Aggirata. òall'av,·c:rsario, la po~il.iOJlt:, e battuto n krgo il posto di comamlo da fuoco di fucile ria c mitragliatnci, trm·anùosi ru: lla i11rpos,;ihili\il mat tri11 lc- di pr,!'cg-uin~ nella :-un opem d i Jllec lieo. si tol!'c il lm•ccialc dell :~ n<·utralit:'o <·. f<lll• •si curubalte nt e, concor>-r.: , c0i pochi s upe rstiti e con tiri prec isi, a prr.l ull l!:l re In difc~~ . Cnhuo , se reno c !')l re~7.1l l1tc del pcriçolo. ~i dimostrò sernpr<' ,· :oluro~c). - Cinr:l Campiln zzi, yli-1S m ag-g io J<)r6. Rc;:icl dC<rc/oJ l 4 agMlll 1919.
/. :ti..! i. <In Co"!:1 :'lla<.n:J.t:::O fl'onH•l, ten~:: n te nocd i1·o compkrneuto uftìl'io sanità 2,<; tli vi~ioue. - C011 ~pir·ito di :tlmcgAzionc e sanificio per ben cinque giorn i, •lnra111\' a,;p r:l nl'f(·n!'i\·p ll l'lllil'a, prndi).!;, tu tto ~~\ ~tc,;!<o, "~ponen dos i a continuo pericolo, perl'hè J'<'rfl·tto, in og-ni mo mcutn riu~ci!'~t· il funziouamento d e l ~Cr\'i/.io a lui ~ffi,lnto. - n""!<O Pian:, 15-2n g in Rnt> 11)1*:' 1n3. :'I IIHI''( <:o 1'~ \' . l.nrlll::<>. rla t':lrllr:lg n oiA (Tori JJ o) , tuh·n t.., C\>lo nndlo lll l·di C'o n fticiro !'llnitil ~.' divi ~ iun<· . - Capo uffi<'i<) d e ll:1 ~,:. tJi,·i,-in n e durant<' i cornb<J!t imenti dal 15 al Z•• gi n!;!tW 19 1 ~ ~nl Pian: hn dir!'tl(), in modn t::!\elllpla re e col co::-tante !'n o iutern>nto pc:r~onalc, il sc n ·izio "a ni tario nt>Ir ~oln <h- Ila pro pria cli,·i,;itme, n1a an c-he cldk· 11C111H:ros:-imc tru ppe c·oml,>:H tc nti nd ~ 11 •1 ~l"lt ore. Si d eve· alla s na. \' n ergia. al i :~ illumin:na 11zicm c e compde11z:r, a ll <J fona m orale in"<pimla m·i d ipe nd~·nti dal s uo contegn o c-almo e sc r~JJO, a11clre l'ntto ,.i.,J c nti rafri r'lr e 11l'111idw. il perfl·tto fun zi on :~ n rento d~l ri<'li c::tto !'én·izio di ~ua t'C>mpdl'nza. H;~,.,.o Pia\'<' , r,:.-~n gin t6!. <;,. 1:\.l'f.l
,PIIO H)li' .
lJe<tt•/o luor:olt•llen;lalt• 25 :nt;•>SI" r 9 11) .
t6.f. CA:--I T AI.A\I ESSA l. n•~ro. ò11 "!\laccratn, Cilpitano m c·dicn ce>mph·mento 2; 4 rcgg- inwn to Dil'i gt>ntc ckl ~trvizio i<anitarin rkl T<',:(girncnto. con impa n;•gc:i;•· fanh•ria (:\1. \ L). bill' ~rr• ·?.J.o del pcricnlo c mrrahil" coraggi n si pnrt·;wa 0\'t· pi ì1 fcn·<',·a la lnt ta ""\t n
PER IL LlB!lO D'ORO UEL CORP O SANIT..O.RlO l\liLIT!,RE ri:Ht!n ~o tiro ne mico di artiglieria e mitragliatrici, per compiere le proprie man~ìoni.
Ferito alla testa. e medicato. restava al s uo posto di combattimento, continuando ad a,solverc con fermezza e con amore il suo compito. - ~lesnak Tcsc hcn (Baìns izza), .!~·.2 9 agnsto tQT 7. 165. FARAGGIAl'A Z:ra11cesco, da Levan t o (Gen ova). capitano medico I 1 sezione sa nità. - Comandante della sezione di sanità di unn di,;sione di fanteria, durartte un lung-o periodo di aspre e cruenti azioni, assicura,·a con energia e fermezza ins uperabili il pronto cd attivissimo funz ionamento dei reparti dipcnd~nti , abilmen te dis locandoli ;lll' u<Jpù, in fabbdcati e località m olto avanzate e soggette al tiro di artiglierie nemic he. l·~~~~ elevato senti mento d e l d overe c vivo s pirito frla n t ropico, n on solo in v ig ilava, ma ~;uidava. altresì personalme nte, nei mo me nti piir g ra vi, l'upera dci portaferiti fmo alle hnN: di combattimento, e. con cost;wte esempio dt-1 suo sereno coraggio, attra.vcrsv rnfin itc difficoltà, provvede\'il al p ro n.l.o soccorso ed allo s~-;ombro di migliai a d i feriti :.rihl('nti dalle prime linee, du rant e aspre e sanguino:;e azion i. - Gorizia (Sober), ::: a!?OSt O· IO Ottobre 19 r 6. 16•,. G.\ DAl' l A lll{tlo, da. Bologna, a~pirante ufficia ll' m.:dicu r.p rl·ggimento fanteria o ~l. :\!.). Addetto ad un battaglio ne. chiamalo per medi care il comandante della l·riga.ta che era rimasto ferito , solto l'intenso fuoco <1 1 artt~lrèria nemica, atlra,·ersando un terrCJlo in tensamente sconvo lto, accor~e a prc~targli la su;~ opera. Caduto prigio· nrt"ro, salvò lo stes~o generale, a.ITronla ndo pattuglie nemiche, le quali lancia,·ano nu· merose bombe a mano. Eludend o poi la vigilanza. <w,·cr~ana, mediante un colomlJO \'la~r:iatore, che C'ra rimasto prc~so il comando d e lla brigala, fo rni utilr notizie al C\J · mando d el cMpo d'armata. R iconquistata. la po~i7.iOnc da una nfls tra contrn!Ic nsl\·a ,. J:herato egli ~tessi), dispr.~e pt:'l trasp()nn d el ,;uo gcncr<tlc·. - Hcrmada-S. Giovanni .li Duinn. rS a~usto l<.) l ì· 1 ((,~. <;.\L\'A <; :-<0 c;Ht,~ppe, da Adt.:rnù (Ca tania), luncnle medico 276 reggimento fantena \1. :\1.) . lj nrco uffi ci;rle medic:o di due hattag lt oni impf'Rnati in combattimento, , r,ttn il [uriuso bombardamento nem ico prestò, con calma c coragg-io singolari, ]:, pr<•p ria npera a numerosi feriti in cund1zioni eccezionalmen te dirticili. Colpito c~h ~t''''" da uua scheggta Ji granata ad una spa lla, no n volle abhantlonare il pmpn•• pu-t<> c. dopo medicato, continui> ndl'op.:ra sua, dando così mirabile pro,·a di clcttt· ,.i rtù milrtari. - :\l cn~ia k-Teschcu, ?. 7 ag11~to 19 l 7· t6S Gr \:'Oa:LLr cav. Alesuwdro, da Xoccra Inferiore (Salc•nu1), maggiore medico ul1i.c i•• -:mità ., (, d1vi:;ionc. - Capo uthcio dr sanitil, presso un a divis ione di fanteria, sotto rl \'l•>lcuto fuoco ne mico ad c·mpi con a tli\'Ìi i\. fe rmezza c co ragg io mirabi li le proprie alalhi•Jni. In una ~pecia le circos tanza non abbandonò mai, nc::.ppt) rC per un istante. J,. pri me lince, C(m tinuando imperterrito a preotare l'opera propria tra l'in(uriarc dd 1'\Jlll lt~tti ntcrttCJ. E piit tardi, cl\1 ran tc la ritirata del Pi<we, moltiplicò le sue forze c<.n 1 imp.a~-;il.tilc lena, mostrandosi eroi co soldato come s i era già appale~<~to attl·nto, l'<>· '~cnwl~O c corag~·ivsv medico. :\li7.li-Sienc-f'iavc, 19 agosto-novembre 1917. :\lEI> 1r. r.r A l> [ l!R0.\1.0.
7i•J. H~;sn:~l! /l lllt>llilrcJ, da Catania, c.rpitano nu.:1lico 47 rcg~i mcn lo artiglit r ia ca m· ra~:ua {i\!. :\L) . Addetto ad nn ~,; ruppo dì batter ie d urante fon i concenlraulcll·
~t dt fuoco nem ic·o con g ra na te a ~a~. cou l'ope ra ~H<\ r<·se piìr salda la re!'ist e m a , llltondendo fìclucia ne i dipendc11ti. ì\'(' ll ll ritinu·n :;crnpre in mezzo alle truppe , fra g-ra,·i rlitEcohà d i o)! n i :<pN·ie c<mt ril11ri t·tt: \·act·nH' IIlc a pon e in sah·ò le b:ll· __ t~r~" ·- :\[c:rna-Cotici·Flamhro-l'ontc tlclla Delizia, 2.1-31 ottobre I9 Ii . .,1. _C il.LrG.\kl c;i!>;·a•wi. da Bou assol :;~ (Gt·n" ' ·a] , aspi ra n te uftìciale medi co S rcg· ~llllcn~o alpini. - ì\'tl IHCJnl t: llto dcll'atLacco, la~ci:wa il posto d i mcdicazirme si· ll_Lato m un lnogo detìl~to Ql tir0 ne mi co, port:md<>!<i ('On e ntl:!'ia!'mo in trincea , r nh'u r.r~n<lo i S\•lclat i ('o n la ;:ua pr·eH·n 7.n c prt·~uouclo l'o p<:"ra "u:1 inmrcdiata là (1 .... ,.e J>1ll' occorn·va - Hocch ct.tc di :'\l erw, 2.' nn,·cmhre rq r7. __ ,,,. c ,~n., lJino, c1a R ecoaro (\'iceuza ) . ltll~Ulc lll t:clico cornplo:mt·nto l i reg.;:illll!Jl() f<ì llt~ria. -- Tra volto e se polto cou a ltr i sei militari sono le macerie c1el P~"! 0 lòi. medica>.ioue eh<· era ~lato ('OIJ>ito ola un a .g-rnrwl~ r H.·mic~r . frl\ .1-:lì nlti ~l'· 1111\ .. 1 <et f ent1 , hend1~· <'()ntu~n. c011 gn1u<lc :-fort.<> s i Jibe rì> e n ntiOFhlnte il con·
PER IL LIBIW o ' oRù UJ::L CORPO :5ANJTARIO MILITARE
tinuo ti n, a' n:r~ar io, uuucur::nte dt :-.(· da :--n1u :--i ,1pprt::--lll al :'a ] vatag~rt.t Jt.:i Jj.. !Jt'IHknt i. ~>pruggimni s•~<Tor~• . <:<JIIliii\IÙ u<:ll't>pent ~na t'Oli s.: n :ua c.;;ol111a. Jaudo bl'lla pru< a di tc na.: ra 1: t•nnlgJ.:Itl, - \I1Hilc· Hn~ll>,ollu 1\ ' t.:Cul(aJ, !S g<:mlaHJ 191-:i. .) L' f.I<TII / · l'llll(fSftJ, Ja \lc"·~ina, -,uttotc n t n tc 111t:chl'O c••tnp lt:mcuto 7 r<:g'),'1111~nt0 11 a lpin i. - '>i;• a l P"~'" di n t·dinor~<• •••· , ""' "ltll H lim·a 1!.-l fu oro. a n eht· 111:i !Il\>-llll"llli p iìt tTi t ic:i, tnantc!H:nd u cnutq:n o c·~t·utplarc l!lt·di<·;t\'U 11\11111:-ro~i f~riti dirig<: llclu il ;.c'n·itiu ~<tn it:tno i n nto<ltJ ""~ltl lcxh.-<"k. - :'llotllc Fmnaad (\'al Cal.:ino) , lt · t .~ d ictmhrc '9'1· /7~· l'll'II I, I,J'1'TI .111/ollfi<l, eh ,\ \'t:llin'l, l c l! l'l!l(' ('Ul! l )litel llt'\l\0 ,'J $o:zin11.: ,;IJJIUI !q r,·p.trt o :,umcg-gia to. - Comanli<llllt: ùi uu rt:p:lrLoJ ~·>lllcg;<iato di sa!litil . tlio:ùe ;;cu•prc pnwa di iJI ;.Ia tH'al·ik att i \ itit, cm·rg:in, ,.e.•rilgg'IO eJ alto sentllll<·llto del do\·crc, o nd1c i11 l!lt•tlll·IJti difli•·ili, nHHinmllHio la ~na op<.·ra pietosa di a~"bten· La imperte rrito ~ollu l'a11ollc dd fu<•<'" ll<'lll it:u c tki g~~ w:;,ic i, tla i q ttali fn iun·:-liw ~r;l\'<.' llll:lltt·. .\hi pi:ute~ oli .\~i:o\.:1~. lkni;.:u, T nn: io, \' al ~lcl<t_..:v, 1\0\'~IIl· hre-elicc111hn: 1 ~11;. 7i5· CtJIU<h.\1.~ .llll1'd<•. da Sakruo, "''ttul<.'IICil k llh:di,'O qq rq:git11cntu fan r.:na 1 ~1. .\L I. /11 ,.,.,,,,,/u: i,.,,.. dl'l/'cllt'r>lll/1> so/0111<' ftlllt'e'.~:SII;.!Ii COli den·tlo lw•gt)leii<'H::ielle• z agosto liJl;": Co11 c:ohna t· ~III'<'ZI" tlt-1 J>l'r irolo, !>Ot to il tiro clt'll'3rtig li ('rin :1\'\'t:r:-~tria cht" lo <.'olltlt~l, t'<•ll ill(au,·:thik· a rdo re , per I n : _!!iorni rvn· ~cl'nli,·i, prl',.t<~<':t afl<-ltll<N' c11rt- ;1 i (,·riti, dando hcll\:~cmp io Ji a l to st·lltimt:lll•) tld dvn:n:.- Car,.o, llrl3 ottohrc 1916. T;n. F l ' 111.'1 l~llltlllll clf. da Ton""· ('IIJ>II :IliO 111\:dio·t) o'OIIl pkllll'lllll l ; ) "''l.Ì(IIl\: ~anità. - _\ dlll'tto f.lcl \llt:t f"t•/iu Jh: ll i :-.nn itù .... ogg-elta ~' \ •uk1nn 1• ("ntn iuuo fuoC''\ Jh! tniCt), :111dtc JJt·i llllllllt'llti ptù olttìì,·ili dit·dt·~·h,·llo 1 .:,·ntpio di t';tl111a, f<.·rJJit'l/.11 ed nl· trui ,;1no. lln rnnlc l:l ritir:nn <'I•Pill'n'. \'a l i11:1111< ' 11(~ a d i-.t·ìplim1rc truppe eli van rcp:1rti . ~ii;, di ,..ti ll tn~i i11 prn·t•eknti ayion i. - R a111111> , 11 flll11hre HjTi· ii7· U\SI'\IU.'\1 C,fu!io, d:t ~ l tn1du: ll" L.,_~., )l ;u.~~lore t<:nJuo\. ç:1pit:1no nh·,li,~(' 1 ;•' rc·t.:gimt· nt o (:JJJtt·t·ia (.\J . ~J.J. - So!ll• tl nt1h-111n Cn(ICO ol r nrt ìt.:lic r ia c mitra· l'l iarrici 11<'11ll<' ht·, 1'1•11 t·llllllil c: fn·ohll''.NI pr<>\'\'t•tlc-<·a, n rorl<'ll r ~nlc d i !'è. alla 1110:· dit•nt.i•JIIt! t•<l :tlltt ~g•JIIII•.-••• eli 11UIIh'ro>:-i fn·iti. Cnntril>lli \·n poti a racc<>g li~.:re milita ri di,-pt:r~i. <: 111111 ,-i ritir:l\'11 ~l· n o 11 d"po dw i ''ll' i n·p:trti <.:hl'>t' r o rip ictZ3tO. :'lkktta l lanuni. 1·i tlict·rllhrc· HJI;.· ;;8. CHA." ·\TA s,n·crio . da Ca.t.: l i:tri, cnpit:111n llttclicco .J.' n ·ggintell to frtll tl·r ia . - TJiri· !!<'llk il !<t·nitio> -.:lltit:trio di 1111 l'<'l:l.:i lll<'lllll. tit ''"' itllti·tti<a. fl:111!lo h"lla pro,·a •li .1 nlim(•Jit<>, ft-mtt•na ,. -pn·nn tkl pt·t'icolo, n:-t·i ,·a d:tl la t rinct•a ~ntt0 il •·if)ll\nlo (u<•<.:o :-t\·\·\.·r:,:•rÌu~ JH.· r Jh>r'Utn: il nl·,'t''"'Hl lo :-.l.x"<.:or:--c• ai Jlllll1Ct"o~i (-.·ri t i di nn:1 cotup:1~nia , c-ht. :-.p 111 tn~i ~otio lwu 1uunitt• pn$Ìi'i,,n i ne-mic he . ~.·rn ~tat;l n -
r:H't'intn . la~ci~nòn tli "~UIIiJJati ><nl t<'rrtno i ft·riti ~tC':<"i. - I'iccnlo L :\ga7ltoi. 11 lnglio TC)I _:; . · . ì/'1· l \lll t·: J.T,oX ! [dilli/lo. cb Fo!!t:"ia , lcm·mc· ttJt·di,·" •·on !ph'm~.:mo 11 rc_..:)!im C'nto f:lll JI•ria. - :'olt<> l'infuri:~n· di mit ragliatr ici lh: nt irll<:, ch" hmtc\'(111 <> l :1 zona t1"<'l' t·ra situntn il po,-to tli nl! ·tiil'<lriont elci -<llu l mtt:~:,: li llJ1(·, ri llt:JilC\''1 impa,· i,l o a c-onlpic·re il pn opri1> olll\'('rt-. tino a dll· non t·lolw ll h:dic·aw l'ulti1110 fcritn, hc·nch•• il :'liti hatlit~lioJl\' :l\'l'!o~(' gi:\ :t\'ll ltl J'.,rdine eli ri t irnr:'i. f>i bt>IIO <"<C111pio a tntti J'l'l' Il· -<11 e n ltt ..-inìt milil:lri. - <:amp ofronuido, 29 lJltohr c !Otj. ;~... J,o \' FC'Citi O r;ioouclriHn. tl:l r.n 11 g1 t P :l h·m lt •) , tt·IJt'lllt? m edito :; regg:imentn ::. lpini. - l)()po <l i nn·r t'i llllll<'iatn per ht·n dnE· \'Oltc· all'n \·\·ice n d:\1Jl(: ntn . "C)!IIÌ,·a <'olontari:-tniC: IIIC la N>lllp:tgni:t ali ':llt:l('('o ol i 1111~ ff!l'tc Jl'•~i~innc, c C'nn alt0 s 1·n t iJJ tCnto cl <·l tlnn·n• c spn·no rl<·l Jl<'ric0lo pmtlir::•vn le «ne r nr<· ni feriti «nlla lim·a ch·l flmco, ela l1 :1 qnnlc ><i ritil':l\':t pC'r ultimo. tlopn r ipctutt· C'!-'nrta7i<mi. ;\ l nn te -'' "'•lnm·, 20 ciir<· tnhre TCJI;. ~S1. :0.1\H I< Carlo. d:~ Do11t~da ( 1{0\·igoJ, ,:;_-:pir:tlllt· nlìiri:~l<' Ul('flÌ<'•' 9 1 n·\!~1111<:111•1 f:11neri.1. - Acl<lt·it •' atl 11n hall:tglion <· impegnntn i!1 n~pn• <"~>tn loatt n liC' I!t O. nn•nd n il rirl'\'ero di 11 1L·.ti~·aYitillt' pi,·ntt oli ft·riri l'hl' 111111 <i pcotc<·n110 >'.~•>llthrn re i n c~u "~ tld vi,knto fnnco ll•.·miro tli intt:rdi~i011<· , cnutinn:wa l'np!'r:l !'llll ~ll ' aperto " •ttn tl IJC'I ~hl\' llk l •nrh.'l t olaont·n l<' :1\' \'Cr>-<orio. - ~l 0n tc ~Tnnf<-tWr::t. 1 :'- I11WC'lll· hrr TQii. ;~!. :'1111,\:o;o C1'S<ll't', tln T,-,.r~• 1.\\T IIinol . IC'II<'III<' 111\'diço ;R rc·g-g-i lllt' lll<'> fa 11 tl'ria.~""" il •·inl('lll() fnot·n tli nrlil[lio.:ria lll:lllÌl'.'l, per t u tto un tZiorno n n·tlit· 1', con •·"<' 111 Jil nr•' r:~ltnn 1111111\'rfl'-i f,·rit i, t' .:pr oz:mlt> olel pcrkolo l'Ontin u ò n t•ll a pidr"a ttpt·ra anc-l11· olopo rlu.: il po,:.tn 1li 111 ~<1Ìt':t/. i <•ll<" t:rn ~lnto col pito, fìn <'hl- \'<'lltlc !'!?li "''·~~~~ ft·tit<>. C•>l ,l'J•:•·hl'l<·. ~-' òicemhre T'li;.
PER IL LiHRO lfURU IJI::L CURPU S\~I'L\RIU .\ li LIT.\ RI~ ~~~- .\111.·\:"\t• l nwc.-.;co, da Ga~periua tC atanzarv). a~pi ra m..:
ulli('iak 111edico t6 hat· td;.. liom : <t:-~ulto.- IJumntc tutto il <ulnbr<tlinllllln runa,.c "ulla hncn dd fuoco , ,,n·orr.:m.l" du,·,· più i.:: c:u-:1 tr'l la l .. tta, p .. r ftl< ·<liJ.:arc 1111111<::diatamen tc <'llrt~ Hl l triti. ~.:i stKG:!'~ ivi g-iorni "01W il bnu.bl•nlnmepto lll:llli<'O corniuuò a dare pr<>· 'a di ,·alore. - Gllllu,, t•.• rwn·rnl·n.: tg t i. ì"4· ~O'f..IHL (;i oo:<llòllÌ, da \ 'cmimiglia ' f, l'vno ~lannzi,,J , cap1ta11•1 111etlico 1.27 reg)!i· lllt:lllO fanter.ia (~1- .è\1.). - Dingcmc il !'t::rdziO ::;aJlltllrlo rcg).;ÌliH:ntalt:, disin1· pet:nò 1.: :; ne mau~ ioni con i<JI.It:\'olc pei'i/.m cd attl\'ttà. :\n itu<•tu da al to sctlll· muno' dd d(Jvcre, d iede ... ,.clllpiu co,.tflltlc di cut·rgia ~ ,·;Jinrc udi'<Jrgnuizta7.ivnt dd! e ultime n::~i;;tt"ll7.C, Cùll(;orrtndo aù incitare ttl a di,.porrc i n ·pn rti . - 'f<>rrc-'fa· <:liani<'IIIO, ot_toltre-no,·o::lllbre I~I/. 7~~· l'H:\A Ct'Stlrt', Ù;t ;l fih11111, lctlelltC 111(!diCO C0111plt:llll'lllO 2 re),:).;llllt'lllO <l lp ini. Con calma e spn·zzo òd p,·ril.'olo <~pprc!'u) h: piìt nlll<>l't:\'ttlt cnn.: ai I~nti ~oli« il ,·iolento fttocu n~tmico. :\nn,, ,.~,:ut••rt dtc dci (c-riti gr;"·i )';Ì<It't·\·;ono ~ulla pri· ma linea, sponwucamenté c cou gra ude anJimcnto, mcur:oute cklk ,ffo:~c a\'\' <.:1'· ~arie, vi si cecò per presta re lor o la propria opcr<l. Strl'lta olo S:o).!a-~lotllt' Stvl, ~-l ottobre 1917• ; S<J. Rf.ZZ.IG!fl : 11!><111}', ola !Jui,it'll,, i'laulO\'a) , t<.-m n lc 111tthL'II 1 I'<').:J.!ÌI11<:11tO genio. - ::ic·gnl llllt<: h: op~.:rat.ivni lltili<ll'i ,)j d11t.: b:Jl\,J~Iictlli l"llltleri .tal llt>\'c lnl•rc I <Jl;\ in poi, dimt>,..lnmtlo and1<· nt·i molnt·nti piìt di!'tirili ~l .-\ alo :-eulut1l'nlo dd J.,. \'ere c a lto spirito tuiliuo~·e. l>urante il ripiq:('amo.:oio "i 11dopcrò C<•n moll\:plice :mirit:'l come IIICdico ,. r nme snld:tto. Ra t:r11be ~banda ti clei prupno t: tli altri rl'· pani, por~ò c••dini sotl<> il tirn m :mio·c• 11 contprot:uie Jl<>1tti<.:ri llt:llll•\'ra llli -<nl l'i;o \'c ...\ledict> [€'riti che :,i traociua\'tlll O clalla lint·a iu n:n;:o rli po:'ti di 111Cclicazium:, <: prov,·ide al loro tra~portu cvu lltt:ni imprny,·i,..nti. ~ro~trù '"umane bello.: d~>l< di mcme e di ~ninl(l, ele,·at<: ,·inù ltlilitari <:•l ~1110r di pntna, dtt· :<•·ppc lras (nn · dere u r i dipcndcnl i. - l !'on'zo>·Tag l i atn~ nw-l'ta\·t·, 27 t>ltohn:·t.' 111!\'(.' 1111,rc 19 1~. ; ':>( . S<";l".ZZI ''"'"· l'ill t> rit>. da R•ll ~t·o·o•<, t\ '1 lgl1o tCn: nH >IW J, tt·m·nto.: t•nlunndlo 1111?'· 1li\.·v ~~ sezione sauilA. - ltt necn~ioau.: di no gnH:c att:tcc<' ttt.•uuco ('on gas a~li~· -i;o nti, ('h•: <'l1)!io nò f<Jrti ÌJ~· nlitc n e i ttn:'ta·i r epnni, •·ontril ·nì g ran•k111t:lllc all'O!'<'· m di pronto ~oc<·or~<>. •Ìallll<• l•t:l la JWO\':t di anitno g,·net't•~•· c •lt "P''"~t.o Jd J>l:'· ri t:olo . - Sagraùo, 29 gi ugno l 9 Jò. '~ :' .. \'lTAT.T Ccsarl', rln ~1 :111\ (>Wt . c11piwnn llh·di··" •li c·ontpkn1ctttn ,; T ~e~.i•>ne ~11 illlà 151 rep:: r to ~Oill(',::)!iato.- Cu1nnml:Hll <: di n·partn ;.on1t'\.!.!.!Ìatt> ,Ji ':t11it:~t . .11\1"1 P.ro va di coraggio c fem1C:ua ~in;;olari, <-':'!>1.'11du oli c:-t·1ltpio ai olipo.:ndcnt i in ('"n· un~enze par ticolamentcr diftici l i, e prm·\'(·clendo a mrdi (':ln: r ~W1111hrArc feriti, ·•nl'he dopo <.>!'sere Mato egli l:'l(!~So Cùlpito g r;1\'emenic d::t)!li c:ffetti tn-<!'ici. - Altipiano di Asiago-Ron<" li i-St r•n·n n ·d<i•l-\'a l ~Il- hogn, ti' •\'emi ·n·-<lin•1nl•rc I ~ll7·
J
i'~ C lkl,ll~l : llionso, da l ' r;1l0 in To,..c;on<l t r-in•n/.d, lo.:J1C:111l' uo,·din>; r~·pnriu '"'"alto.
- Diri).!'tltlC il pv-to <l i 111<·dicaziuuc <IL 1111 n .:p:ono di a~-;llto. durame un'<l/i<mc ~~~
te~e con grande ca h un rllla cu r11 d i num l·ro;;i fe ri ti !'otto l 'iollt·u«> l•(>tuhard:J III<' IIto
JH·micf\. fu m1 ripiegHIIIC'11 tO cldle t r uppe in po!'izin n i rctro-L:mt i, unn !'i ritir<'> :'t' l\••11 dopo il\'t:J 111\:thl'ato l'ulti1110 fe riW, al ll'<l ~porto dd quale pron·idt: egli !<\O:~,.U. _ . ~1011(<· Fonl<lllll S,·('t'fl iT r ... ,· i~r,J . 25 uonnuhrc r~t;. ,y• l.<.lk'\1".1 Ct>lc>mb,>, d;o l 'it:)!:o ro !l't·n1gin1. a..;p irau\l' uftid ;ll~ mtliico r c>gg i1t1 (' tll o alp ini . - S.·111prt' l'a l m<• e ,;,·r<.-no. uonu:'t:O tll<: il fl""l<' tli mec1icH7.\1'111C da lui dir<·tw 1l,, ...... e. fattf\ :o-t:~no a1 tt1·q di anigl i(_·ri:'l ;t\ ,·,·r~a ri;t. da,·<• nl:t('rt: t:d :lnton>~tl np~nl p ..:r 1 ;1;-,...,tem.o e h1 (·urn dl:i 111111l<'ro:'i fe riti di di,·c t·,i n ·pani, inkre,;sn ud,.~i cou Oo,:'lll dll< ·..:t:nt.a nl l<,ro !'J.:<•nthC~•) , r· ·r-0 dillìcilc dnlk ""ll' riti! n a lur.,li tltl l<-l'l'l'll<• c d.ol _ fu,~co -~ ~<:mi~o. -· ...\fonte Cornouc-Sa~!'O R<'""· ~:'-.w g<'Jittnio 19 11'> . -· '·0 1· 1 R.\:>~Af. \~C I .I l m.:cll;;(l, •la ~lnc•·rnta, !':()ltfllt'IH' IIl t' \lll:dt<·n cnntpknwntn ;-,n l'l'l!t:tnwl1to f'antnia. - Durautc: \';oric. atioui. l''>>'t'tlllo il po><H• di mcditnzioue fatt " '~J.!'~".' nl Yiolc.:nto homh;ml<~mt· mn nl."tllico. fra l'iifrlnin· tki fc:rit i, t:hl.' pnrlal'flllP 11''11 zH: allaronaut i, d i mo:<tr<l\':1 c;~lnt:t, t'lt<: rgia eol ar<lire . e, nH'lltrt· :'ldcmpi,·a r~lh ~ 11 " ~~'~ 1 ><~ionc, incorng-?"i:n·a i feriti lt-,~:w· ri ,. i conw ... i a ripn·nolo.:re il l<•m po"t<'J"'<I i 1 ' ° ,11 h11 ll1mt·ni<,, onde ri<'OIHJtti~trtr•• In trince;o C'h~· •IÌ<:l'\'a;:i po.:nlllla. - :\ltipi<lnn di 11lftt1 ·~tz·.za, 22 c:c.:llCIIII ' !l~l' tçn;.
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Flolll tc.''"' Ila l'H\'Ìa, ca pitauo 111<=dicu 'l" n·g:;:i1ll<=lllo f~11111:nn t:IL -'LI.- !11 un;t JJ•IllC tlJ 111Li.' JJ"> l>11!11l•ilr<h111li'JJIU JJCI11Ìi.'o, riutt"lO Ìllt'lllttlllt: :.ut111tl crollu dd P"'-to di tm·di~·nzllJIIC n ·gginH· nt a k, du: , colpito i11 p~t:no da una grdllitlll a <·,·c: r ... ari;t, :;t· p]H: llil a nun11.:ro, i gradu,t lÌ i.' sc·ldati, noncura1nc ucl pcrknln pn 11 ~~a·c·ctlcr ...i di uuo\'c frane c pc:t· l':ct.lllllt: Jt ).:'il .._ a:.li ...... lanli. prc·'-llii"H l'upt·ra sua di ~<>n'tJr'-0 rou Jnll.d ligt: nta, ... t·rcnitil ,. évrag:giu , d<111tln lJl'lla prt> \'3 Ji alto >t:Jtll1Ut:11:0 tfl'i Ù<JI(.'Jl'. - :ll o nlc: .\ ...tJlon t:, 15· 11> gc·JJIIaÌo H)J ,'>. ;y,\. :ILIG<; JO (;III.H'/'('f, .Ja :l!rtr~ala I'J'rap <tllÌ I, lt:n c mc 11ll·.iicu ,;o r<:t!):!Ì il1CII\ll arllgh~ r in ca tnpagna. - .\tlnt,·c·r....o :ttl nua zona an tt.:JI;o..it111t.' JHt: lJannta <lal fu<X'o ne:nh·P, ,.,,l•llll:J riaJuculc an:orrc1·a dal )l< >:<to di lll<'<licaziunc aù 1111 o>o ...cn·a toriò 111 a nt.tt<> pt·r lllt:tlinor\'1 uu nflici;olc fe rilo, dinJCJ:--lranÙ<J :,!llgolon: cor<~gl-:Ìo «tl allo M:n tianc:atu ùcl ÙOH·rc c eli CHI!Icr:tlÌ:--li!Q. - :lloutc Tundo, ~~ gc nuaio 1y 1S. iV·l· .\lto,TJ vi<l1'1111H i, tht ~lilnno, <t>-pi r :t nlc ufti cìa lc 111<:d i~·o l.i3 n :ggimc.:nto ia nll:na_ -· Trm·a ml o,i C<>l p<>;.to di m e,ltc:lli<,nc a,~ni ~.-~l)l>sto ;ol Un• de ll'artig lie ria a,·,··r:;aria, scl >b<: uc <:nurmi ;.ass i '>lilC<.'ali, per 1:\ ,-inll-nYa Jdlu >'cnppio ddlt' gnoua tc , •lnlla rot'C'tfl ,..,prn~WIIll' a1·c.~"<:ru f:nk pn:ra pit" n.: il t<'tlo della baracc:ho:!la in cui '-'l; li altl'J!del'3 a u~.·mi;1rc i feriti, rl·,ta\ a iutrtpi,lu al ><no po~lu, fnfnntkndo Ìll tutti cal111a c f<ll't.lt tl'anim .,, c. n on :--i tra,..fL•ri,·a altro1·e che <Jn autlo tulli i feriti furono anctl in ui <.: '-iZ"111l.mtli. - :llomt· Cornom:, ~b-31 gennnio 1918. i'>'· R~S I.\ IJ.\1 . I'Ol,<> 1<<'11111 , t!a \ 'alclagno t \'iccnza). l<'Jié!llc mcclico 6 rc):l:Ìillcllto ~1pnti. D•·pn avtr dat11, c:oll'••t><·nt !'na costa nte , t'Sciiii•Ìo dì ,,·n : n•, ct'raggl(>, <>· ,..,·udo tli,,· uulo l<'lliJ H>r:t lll'.tlllt'lllt: inlp•>:--,.il.ilo.: il t ra>'pnrto tki ft:riti pvr il in" ''' 11< mit'n, dh· ,-,Jpila fnno,·• m•·ntc un l" '"""gg-io obhlignt o , r011 alto s<·J!l iuot·l!lo •i• l tln\'ert..· c g- ranflt: ft.· t nu:1 1a , s i ~l :l nria\·~\ nttr:l\·pr~o i l p:1~~aggi6 'l~~~o c porta,·a....t in trin n·a, llH' IIIl'C piìt. ft•J'\'t•l'a il comhatti ntt:lllll, pu· pre"lare a d ow ft-riti, che r,l ,t ,t! i:-tc(· V:tllo, IL- Jll'1111l' lll'!<t:llti cnn:. k ~:,;t :l\·ro ~inn :oll'nltim<• al !'-U O po:<tO, c u on '-t ritinwa elle: per onlillt', d opo al't: r pl'r~ouulm c nte prn,·,·cd ntu <:t! as~ i "lÌto nll•> ...gntuhro <li·Ì fniti . - ;\lonl~ h·la, ~4 Ollol.re 19 1;. ;<)1>. Ro:;~ l l ; ;u,t'rfll. da Città di l '<1!<ll'l lo (T'<·rngia) , cap itan o mnlit·o M r <'g)!Ì il tc·Jtlv fautcria. - Saputo rllc un ~(>ltl:oto g inren1 ferito in 1111 ln o~-:o forteu1.-ntc battnt:• d:-tll'n n ig lit· rìn u cmica, 1·i !'i farl"\'fl :tccompngn;:tre c g li prcs l;tYa le prin1 c cnn·. •h llH>>'lramlu c:olnoa e ~pn·zro del p ericolr>. Lo tms port;11·a poi, Ìn !<Ìt: n H' a<l un nhr_<> ~qldnto, 11 11ran· r~o a r.nn" fl-<~ni lkricolt>~t· , tino al p osto di mcdica?ion e . - Alupi:lllfJ di HaiJht Yia , 1 ~ !<t·ttc JIIIJrt 1917. ;c1;. Sll' \' HI .·lul ollill, da L'orn·nola ( l'~dontl, sottotl·J1 <'1ltC 111c: dico 1;;6 r egf:i!llelltO fanteria (;\l . ':11 .). Dnrmne tre ).(iomi di iulf; II ~O hrnnhardanH:ntn !ll'IIIÌc'O,. cnn ....,-~,r~l'/./ il tli tlll't.7.i l' a Jlo ~CtJp~ ·rto , altt.:~C t."(l11 ft·dc e cornggio, n1l:1 ~na n1i~~~'<"'~c:: pi<:tO!'rJ , !'Ot'\'llrn· ndo i Jlllln.-r•hi feriti dd h<Jita;::lìon~· ,. fH'U\'I'c rle ndo . coli e ner!!lf'l c fcrom:zz11, a l lm·0 '-1-!"llllll·r, in ,·irco"J<IIIYC particolnm1t·me tliflit-i li . Col d<:l· l'Or<o, 11 clil.'c·m hrc 19 17.
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])c.-rc/(1/tto,{:ofriiCit.:ia/e Jl .Cill,l!llcl 19 10·
Ht-J<TI •U'<I ( ùa \ 'it·o;nYII, tt-nc11tc 111 <:'o li t·o 9~ n:gg in~<: nln fanl<:ria . - D u~ 1 rantc i l C"onobattillH· nto, in 1111 po,.;tn t! i 1Hnlic.1 ziun~ s ull a linea a 1·a nt.nta , e~po't<> ' tiro •h·ll'n,·,-t·r ,.;nrio. l'llr:tlll i ft•riti ('ou ('('('(·zinnal\- !'olll ).!'ll(' fretlrlo, dtutd0 prO\·n , awi t.:iorni ~liC<'l's:--il'i. eli 7t lo t·rl ntti1·ità t:~l' 111 pl;tri 11 t:l tli~impt:gno tkllc !'IIC SJ'<'· .;·1a1i lll~tu .... iort i. - :'\Jotlll.· .\ ~oloue, 2S":" d],~~: rnhrc- JQ l ì. . .. ;•.o COI ..II'HCl'lll , J,du·a , tl ll l'i g li•> d~oma l . n~pirnnlc> nf lic·in ll' mcdi<•o 24 ;:.c710 II C _,n . · ' . - "' · '. l 'uttn~'t · · 11<.'1111l'hc · lllt:t ,--,c•tto 1' l uro cl l' Il t· lllltr:~g t' l te• hatll'I':HJI> 1·1 po>' t o o'i lll . •c·lh <':\. tll>lll', cuntilln<'t, ìmpcrturl mhJ!c, a nar:on: i fe riti. Riçt· \·ntu l'nnline di r!l!l'<ll'l"_t· ' l'n 11 I ''' J1lh: J1ll' t' " llO •I ( l 'tpc."JH l l'11lt' altra\·t:r ...o un a. 7niH\ ~ '\ >~ ()'ltlll'!'IC ~ ~~H ~~~ ' 11tfc ..;tntn ""' <_
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PE ~IL LIIJRll o'llRO llf:l. t:URI'll :;.\.'iiTAiliU .\I I LIT\IH:
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spuntancalltt·lltC accorrf!,·a ;;n l luog-o ù..-1 dì;,a::-tr~> " · •k•pO luug(J c pcno~o l:l\'Onl ~ot to il fuoco nemico, riu ~c:i,·a nù tstrarne i militari rima.:.t i scp<•lti .:ù a :;alntr<: la vita ad uno di e:;si . Fu mi rahik c,..cmpi(J d i c;llnw, di corag~io e di abm·gati(mo.:. -
Ci uta ~chiart:r . 15 g-iu~Jh' 191S. l\'a:;: an·llu, da l'alina tli :\loll(C Chiaro rnirgtllti ), !'apitano llH:uko q~ n ·;r-
SL•l. \ ' A\'I)f,,l
gimc n to fam.:ria. - Duranl<: a,;prc giornate di <'olltkntitm•Hto or$f:UJizzava tg-regiamente il scn·izio sanitario dd n:g~itll<'llto c della 7<Jtta. :-;prezzante dd p<·ric.,lo, arcnrrc,·a, ~otto imen,..o fu••<'o, a pre:-tnre niuto c: r<•n,.iglio pn:>:l'O i ,·:•ri pn-.ti di lllc<lil':!1.ione, c urando num.:ro:<i fc:riti.- .\h>ntc- .bolPIH:, t l'>-lu •lkcntbn: 191;. Uurt'lo l.uogolc' lll'll:iale 2<> ,;!ÌIIJ.:IIO 1919.
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So3. Dr l>r-;:-.rWti'fTA \' enamio, da Francfllise (Ca,;erw\, a~pirantc urlkiale llll.'llko 9 reggiml·Hto fanteria. - Sprczza11k dd peric<,lo, bt'llo c,empio ,]i ra lmn l ' c:oragt;io, raccolse e n tdicò allo sc0pe:to, ~Otl'> il funco n emic-o, nu.nerosi ferili del proprio e di nltri corpi. :-\•mo:-tallll! il loca le tlun· cra!'i p<>Ì tra><portato, fosse piì1 volte colpito da gr:~nntc nvv(· r,.arie, con f ... nll<:z~a cd alto se ntimt"Hto del do1·ere rima~" saldo a l proprio po~to, malgrn\lr> il ripi e)!:uncnto dci repa rti. fino a quando mm ebbe sgor11l>rati ttllti i feriti i\·i ricu1·erati. - Sasso, 211 dicembre I9Ii. 8<>:. GuCCtOI'F. Ci uSI' f'pc, <In ,\l ia l Pal ... nno), tc11<:n tc metlico cnmplemc:nro <)i reg · g ime nto fanteria (.\L :\!.). - t\'l:letto ad u11 batln;::lic, nc, dur:~ n tc un ,·inkni'J <. tt.1cco !temico, pur attendc:ndo con Cil lmn c fcrmtzzn l.'>'<·mplari ni !'uoi tlo,·eri professionali, nei mom<·nti più critiri coaòiu1·avn il comando dél batta)!li one <te~so col riunire e riportare a1·anti dei militnri ~handati e <le i feriti legg~:ri e col far gimtgere muuizion i s ull a lim·a, e>'semìo di bello esempio di atti1·ità e çr,raggio. - Ba!'!'O Coo.;\on<' Yr .. ic t:lfnnt<.' :-\erol . 24 o1tobre 1917. So.:. Lon:Rt:IO GiO'iiOIIJli, da Pal111i (ReJ.!gio C:tlal.Jnal, tenente meclico 9 reggimento fant~:ria . - Sprenante dd pt'rir.olo, bel lo esempio di calma e coraggio, r;~ccolse e medicò allo ' scoperto, ;;otto il fuoco n emico, nnmero;;i ferili del proprio e di a ltri corpi. Nonostnute il !orale dove erosi poi trasportato. ro;;~c p iù volte colpito da granate a1·ver~arie, cort fermezza ecl a lto sentimento del do1·ere rimase ~a ldo al proprio posto, nonosta11te il ri pie~?amcnto dei rep::~rti, fi11r, a qu:mdo n on ebhE: :<g-ombrati tutti i feriti ivi riCili'Crati. - Sasso, :?Il cl icC'mbre 1917. &.6. :\f.~flll'r N i cola , cb Rnccahas<:t"rann ( :\ ,·ellino), capitano medi c<• 2S ~ezion e sa nitit, r:S reparto someggiato. - Jncnricato Jcl cnm!lnclo ùi un n·pnt'to somc)!gioto •l.t !;nnità. di!;impt'g-nò !'(:mprt' le s nc attr ihu?.ioni ron ~tti,·it?t e 7(:10. In una spec u\le cirl'ostam:a, trm·andosi in nna zona molto al':tnrnta, accorse l'pontaucam..-nte 111 localitlt haanta dall'ar tig-lieria Hemica, pe r prl'~tilr ~occ·or•o a militari rin Ht!'ti Rrnvemente feriti, e sebbene 1·eui~'\e ferito h-g-!.(<TIII<'Il\e egli stC!'SO, continn?, n_nllallJeno n e lla sun opera umauit11ria, di111 ostrando roraggi1), sprezzo del pencolo eò al to sentimento del 1lon~ re. - Re)!Ì<>ne C:unpotìlom·, 22 g-iugno TOT 7. &>7. Sl'Al\CAMP I A:"O Rosario. dn Sant'Angelo di Rrolo Dles~ina) , l'npitano llll.'<li,·!'l co~plemento t .;g r~:ggimento f:mt<:rill (:\L :\!.l. Direttore ciel ~en·izio ~ani tano reggimentale, a~~nmc,·a il conHll tdo eli nn gruppo di !'hnnò:tti, li rinrrlinnvn e li tenevn riuniti e saldi !'.U di un a po:-izion<:' rino all'arril'o cl i uftkiali crmlbattenti ?\[onte Pa!>solan, 16 11on•n•hn· 1917.
Ourrln lu nJ[tl /c•ll cll:ia/,. ; lu cl in Hll<'l.
&,sj A;o.;~l.r.nt Coare . òn Lucca. tenen te med ico 8 divi!'ione. -
Di~taccato a Fl~:un·
~· ~": 1<-re ron u n canora! mng-g-inre e (]nattro uomini ùi !'<anità ,. ('fiJI due cani1~.•et per raccogliere i feriti dispersi, rimase s ul posto sino a qumtdo tal<- ln-
~n.n d•~e,; n ~ ~ri111a lin ea, nonosta nte il più 1·h·o bombn rdam e nto, in cui un o ~~~ ~?rabm~en _mnase ucciso da scheggia di g ranata proprio sulln !'Oglia ck l po0 1 med•caz1one e benchè tutti i rc::parti san itari france!'i si fnssero ritirati a R lao;~~.':,' T,asciò il !>o~to solo dopo 0rdin.: e dopo sgombmti tutti i feriti . - T'l,;urv ""re, ,, luJ?l•n torS.
I Co •rlillllO).
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NOTIZIE Proposte pei minorati neuropsichici della guerra. J..~ >;t't i<llle 111·1 :rop~ir· hiat •·i rH ·l<• l h~ Il l l'<HI fen>n7a i nt e ra llrntu pe r l'a.ssi:;l·<>nl.a n~li in,·nlicli di ~~~<·tT>t . ~~~ po'OJlltSitt df'l prof. ?llinj.!Aztini. ~tAitlò t1.l ten. co l. mC'dico dott. P. ('on.::iglio J'iw·nrieo di c:oncrctlu·c \lll ord inl:l d(') giorno. ctie fìs . su."·W il progrumma di ltworo o.,·, ·cnire ed i voti rel o.~i,·i ni \'ari pt·oblemi che ne do•t·i \"<l·llO p ()l' lt.L ì\lodi<·ina f;tw inlc. Cn·d inmo molto utile riport.an• int egralme nte tultJ tll'din<' d(') giorno : • Tl h·nw ( 'ougrN<.«o Tnt c· rn.llc>ato por l'u.s->il'ltcnza agli invalidi. ncrvosi e mE-n· tu li, di gu,•rra. ullo scopo di m<.'glio provvf>Ut' 1'E' a tale alto còmpi to. e sopratutto ))('1" il piit ltlo')!<> e razionato rocupero pt-t' il ltworo, famialiare C' sociale, e p e r ls t•ispnt.t.o tLi minor:~ ti namopsic hici C'IP\·nzionc· 01 ico -Pdttc>tl i n'l. <·hc n A e;onsqwe. <h·llfl gu<:>rm. tant o funzionali che Ol'gttni<:i - . fa voti p erc hè i gowrrti della. lntosu. r.-pprc,.;t.mi>•ti an.in•a.Jtl<'ulo rwl C'vn:zm,;,;o steto~u, vogliano con fe rvo 1·e: 1° dttre >ti nt>uroJ, ,!l'i ...rJ n!!li p!<ir>lai>lll'i i qun.li dnr>~.nte la gnena ::;i sono dt•clit-ati a.llo studio ed Alla (·urn di tali iuf.. nni. attivamente collabomn do n ella OI')!Hilizzozion!' dd Hcn·iz io lll'\11'0 p'-Ìdliuti'Ì<'O d i gn<'IT<I - t.ntti i mozzi e gli ai1ni ne<·os-;o.r i ptwchè sia rnc<·lllto f'"n gnmd~:> <"lll"a, l' convenie nt.em ent~ ut.iJiz. Z!l.\11 ih'f la foriT1!\ZÌOI1f' dÌ \111 C'O l ro dultrinariO, tuttO i l materia le SCientifiCO che (. ri:<talrfl,t<J dnll<• os~en·nzioni c: linidto e rlalle pron·idenz<· cur ative attuate d u· r·n nlt· il dct t o pt•rioclo, tRnto nl'lla zont~ eli gw.)r'l'n c he ne l territorio n a zio nale , ouclc• nna ('>;aul'it·ntE~rolazinno ><n tali servizi dimo:>IT'i il lavoro compiuto, e metta a <"<lllt>5l:('I1ZI1 d t·i risultati dt-> lle e:<perieuzc diniche c mm~t ive realizza to; ;!o pt'Occdere qnalt> cont ributo f<o'condo alla sistemazione sociale d<•l dopo gnc·na - ulln rovi:sion<1 di t<lli mi n nmci ncnrop!<iClt ici di guen·a. giù rifor•owiLi o t<'lllpor·•ttH"anwntCI c:on!(<~dati pnn·ht' l'< iano - sempre çha sia utile Cllll n·ninutonwrlt ,, cuml i i n uppo:<it i ist ilut i v sezi o ni ospedali e re specializzate (n•n r11AZ7,i chinll·g:ici. fi,;iu e p~iùt>ter•apici, ri<"dueo.ti\'i, ecc. ) e con annesse co· I oni•~ d i lnsuro la,!!rir>olo <'d ~:~o i ipo i udustr·inl<' ). onde migl iorarne i pos tumi o r·ga· ni<·i l' gnu.rirne l(> fm·n1C1 frm7.Ì(IUnJi, o riatt.ivswe in tutti un co ngr·no allevamento p::;i,·l oir·o, V>"tlcndo <·iò ad d('\'lii'JH' il HHlO d<:'lla pC>rc;onalità mentale e morale. <o'd >.\ l't·r·upcnu·Ji htr)!rr.nwnte per· il l1t.\'OI'O ;,ocialc e per la economia. nazionale ; ::1° a.frronrare - >-n lln lmso <lt:l no;,lru spPl·ime ntalil>mo di ~merra, e c<nl iniPnt i di l'PHiia.azionc po-;it j,·istien - il gt·twe prohh•ma. dei p sicodegenerati e <·rilltinali di ' J!lt!'ITa, per i qua li sia, inl.,r\'Cmuto - i11s ieme a lla san ziono pu· nitinr- un giudizi{) nt·urop,;i(:hiatrico di infllnnità ment a.le o nervosa, o di e;o,;t it nziontliP u.nornt~lia drtl r·~u·ottet·~'· P CJniucli di tem ibilità ne-lla condotta ci· , ·ik. ondo pot<·rlì opp<H't1Tnt\ro1ontc utilizzar·,,, in sim.biosi sociaic. con. modi vari · di ntti,·itft r·pdditizia C1 di l'OII•nizZH7i<)ll<' l;H·orativa, in tanto che cosi so n e ot· h·ng" - pr t• la. :<n<·id t ) - IIIH\ m7ion<d t> pt·olilu;;si Hlorale, per il Yant.tggìo mol · tPpli<·e d<>l la. ci,·i(,l (·onvi,·o!V.a rtnama. C' sopmtutto de l patrimonio biolo!!il'O tk-lla t·azza ste!'.~r\ .
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La lotta antitubercolare nell'Esercito. vole . . . .
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Ricerche biologiche degli Uffici psico-fisiologici di aviazione militare. Un \'Olnme di png. 236 <'On •15 figuro e 2 ttn·olo. . . . . - Per leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. pa~.
l ùO ('o" :r;- figu n'
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cupare uu solo la to del foglio ed .essere accu ratamenre riveduti r1ngli autori. S i fa spe· ciale raccOlll<lndazione che q u elli sctitti a mauo s iano hen legg ibili, per modo di evitart ogni dubbio d i iuterpreta~ioue. ln caso cont rario. la Dire?.io ne s i vedreb be COQtretta a sospenderue la pubhli<'azione. 2 . Sal vo casi cccez iouali ssimi , la correzione del le bor.ze sarà fatta d alla redazione , an zichè •lng li autori, per non vi ncr>l:m: il lavoro lip•)l{r:\fico agli iue,·itahili ritardi P<>· &tali. · 3 · I.e spese pc·r gl i estratti e quei:e per 'le ta\·ole litografiche, fotografiche, ecc., che accompagna~sero le mem orie, sono '' carico degli autori. 4 · Gli estratti sono di due ùpi: - Tipo A . Con copertina in bia nco , senza frontespizio , e colla.impagi uatu ra e numem>.ion e de l fa~ciçolo. - Tipo B. Con copertina stampata, frontesJ)iziu, impltgin:llura e uum era:zione special e. Ag li autori di'Ile m em ori e sara nno conce8Si gratuitamente so estr atti, ti po A, senza copertina. Per coloro che ne tle,-id<.'ra~~ero un num eru tllag-gi•>re, il preno è regolato clalla se· guente tari ffa :
PREZZO DI CIASCUN FOGLIO DI STAMPA. T IPI DI ESTl<ATTI
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Gli estratti mittori di ,.,, foglio si w nt 0 .,0 cowc foJ?lìO iulero Per le o rdhtadonl d i· ts tmttl o m eno. Per quelli che supcrauo 1111 foglio, l e frazioni 111 p ti<, eh e n o 11 superan o a m ezzo. f oglio, si conta11o come metà, purc/J~ però 'o rdinazione non sia Infer iore 11 so copie. 6. l 'llanosuitll 11 0 n si restituiscouo.
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(306 ) - T9~•1 -
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Stabilim ento Poligrafico per l'arurninistrazione della Guerra~--
Pubblicazione mensile
GIO-RNALE DI
Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare GiorrHJ ie di medicina milil:uc: zS.:;z-tS.."·I Giornale medico dd Rq..:i • E-v •·,·itn c tkllu Rt·;.:;,, :\farina: Giornale meclico del Regio E~c.:rciw : n:)g6·JQ<•7
1S.~ ;,-189.<
ANNO LXVIII - 1920
l Marzo
Fascicolo Il/
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SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI:
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RIVISTA GENERALE: Cons!g.lio. -
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-=: __ a lazzo del Mi.nistero della Guerra - Via XX Settembre -
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Ptr le instniont d7' - - . --·-- . - - --_!!ituto Nnz/ono/e di P~~grji\'lla riz·otpcrsl DIRETTAMENTE all'l.!f/tclo ddcgat<? u tal~ srn •izio - Roma. 1: 1 " lnfarma:ttoni, Vt p ,tì, -t:J--17 • "fétefoniJ 77-66. 11 1 erlenuove -- .--- - - - - - - - -: ·--norm e Ci rca le pubblicazioni dei la , ·ori \'edi copertin a (4a pagtna). l
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RIVISTA D2LLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA :
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Ln •·111~1 d<·ll'infhu•u:~.a , .
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raln. ' 1\.,.:i eli ToulrHI >'I' 1111!1
Melo n. - :.-;u;.:U <'ll'<·lli ,;;•c·omln1·i "''II'::IN•n"l"·rr:-... lr.. T••si dl t:m •<i.(·:aus l!Hil . Funaioli. ('••HII'ilull•• (·Ji,nj,., 111la H•·HJ'<>· il"i•·hiall'ia ••ù alla <·J•imin ..luti:l ,u ;!ll<'l'l:t. (lul/dr•t' /11 rli lltt 'rl" i1111 l• ytrlr· . •\llllo l f. 11 . l, :!, :: t' -1 . Balnbridge. -- ~ull a iJIII""'I~III:t..l d<ila ll :<ir•t•·• • q · i:~ . 'l'h· · nu/il rfl'/1 •'"~'!!''"' · ll ' u .•lli"f/11<11.
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Odermatt. - 1·;;-_iol< •;:i:t dd if· '' tl'r>zi.,lli :wtj no ml c•o!'.\'. l hìtlnu Pollag. - ~lilla ditll'<•si d;~ r· l•tl'IIJ'o 11: ,;.odio. 1/iit/f·m Dufour. - (] U<·,..tioui di nl t:< hnolodn tU ;.:-uN'l'li. /Ili t/ t· m. Demìéville.
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PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE
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NOTIZIE .
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PARTE UFFICIALE
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302
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MEMORIE ORI G INALI l 'LIN'ICA OR'rOPEDICA DELL 'I sTITUTO R...c mTrcr • l\J fLA NO
Contributo alla tecnica delle plastiche eprotesi cinematiche per il pro.f. Riccardo Galeazzi, tene nte colonnello medico, direttore ordint~rìo eli 0.-topedia ne-gli I f; titutì clinici di perfe zioname nto, i n j\ 'lilano ( 1).
L' na serie di ricer·clte sci cnlifi chL· da m ~ eseguil-e ill collahon.tzio rl0
c-ol prof. A. Pug!iese, ordinario di Fisiologia (2), a!lo scopo di studiare le modifìcazioni funzionali nPi mnS<"oli dei monconi d'amputazione Yalendoci dell'ottimo materiale di indagin e r1ff(' rloci dai muscoli cioe-' matizzati secondo la gen iale con<'ezione di \'ang hctti . d a,·evano dimostralo che qu esti mu ~<.:oli pre~e nlano alte razioni di varia natura (diminuita capn.citù lavontli va , minor r·~ s i s tc nza nlla fatica. acn esciut a estensibiliUr , contratture cci oscillazi{Jni d ella lonit' ilù mus•·olal'e. ecc-L le quali però, con una raziona lt• rieducazionP , possono e~se re note,·olmenle mig!irwat e e nei casi più fa,·ore,·oh , a nc·he sc.omparire complelè!· mente. nr·hene, ali T' Q rief'r·c h c coodolle collo sle-;so metodo e ri ,·oJLe a s lu dial'e le pi'Op!'ielit flsiolog iche dei muscoli cincmalizzali colla formazione di un·an:>a costituita dal musco lo uni to col su o anlctgonisla , mi lì\'rebbero dimostrato che le altetaziuni funzi onali sopra ril e,·ate SO li O assa i meno ~n·ayi ed hanno una spicc a ta k~ 11d ~ nza è! mig-liom.r·c assai più rapidament{' di (!l• <ot nto abbiamo osc;;e rvato nelle prime cs p~ ti <' nze esegu ii<' sopr·a muscoli cin eruatizzali i ::-;o l a!.<"lm ~ nt e, il che sta a pro,·an>, che Jn COHlrazi onf' del mu ~co l o anta ~nni ~la ra ppr<>sentu un p0le nll;' sti. molo funzional e ò el muscolo cinemalrzzuto. Questo l'isultalo \·i ene u co nferrnare le concl usioni d cui personalmente ero giunto in base alla l·s pcr·ieliZa clinica : che <" ioè il metodo di plastiea ciMmati ca che appare più razionale c più feco ndo di buoni risu llali funzion a li è q uéllo che sisLem.uli camen le unisce il m uscolo ad 1111 alleo muscolo ati az.ion c aPta~oni:;ta , ~ ia elle si for·mi una clava , s·ia che si costruisca un ' an s~. Dal )ìllnlo di Yi sla della funzi o n ~· . lu ronnuzi Ofll' di lrn'ansa rl es~o ~st.e n soriu non soltanto ha indisrulibili vanla!!gi sopra t11lt i ì metodi , clw in:oeriscono il muscolo isolato ad un le;;::-uto ceclt·,·oJc. elastico roIII Comunic:tzìonc 111 X• Con ):'rc:~~o lkll :t Soci.:t il llaliaun di Ortùpe:>dia. Bolog-na, <•ttobre 19 19. " . l~l G.H.lì.\ Z7.l l! P v GuF.,;;:, «Le- modifi razioui funzionat i n<.: i mu ~·o(j dei ononcom d'amin~tazioae •• Alli d d 1~ . /sl ilut o /.l' m l><t l'd <l eli Scie 11::c c l. elln.-. \' ol. 4rr, fa<c. 13·r;;, t<'ll 9 . q · (;il'l'nale tl i med ici na m ilitari' . F:~~c . Ili.
...
C!JNTRIB L: Tù ALLA TECNI CA Ol:LLE PLASTI CIII:: . ECC.
me la ~ ult!, r he lascia libero. il giuoco deiL'elaslidUt mus1·olare se1tza che sia equilibrato da altuna forza antagonis lic..t; ma o ffre altresì in<.liSèutib ili vantaggi sopra i motori fl essori ed estensori indipe:ndt: nli creali su llo stes so monl'one, inquant<Jchè con quèsli motori autonomi si ri esc.e cl itticil men le ad ollenet·e t ma rC'ale <'A:>Ord i nazione dei m ovi me ni i anta' go 11i sli, che per la funzi one d ella n1ano mer·rani•·<t è di f's trenJU importa nza. · Questa prenwssa em n ecc~saria J)(• r s pi egdre la mia pr·efe1·enza. J"l€1 la lc>cni<'a che seg-uo melodicamenLe da lemp<J, nella plastic-a cinema· li<'a d ei monconi d'amputazione , rivvlt.a a creare un 'nn:>a-dava termina le fl esso·cstensoria a nucleo osseo {·e ntrale, capace di rendE're po~s i bi lP \'0lontariam cnte il movimento anl tt~oni sli co di ssocialo e c{)Ord inato.
F l):'I IMl
1.
E C\' O i n brevi parole la lecn i ca. o per ali \"iL c Ile se~u o : PrPmett o esst> re mia convinzione ch e Jc aderenze lendinee e muSI'O iari alla cute ed al tessuto ciçatriziale formatosi nel processo di guarigione della pl"ima mutilazione debbono esscr·e integralmente rispettate, sia '!"l€rchè nes:"'Lma l.ec-nica chirurgica riu sc ireb~ a provocarle così ~alde, sia pere h è esse ci garantiscono con Lr<J la ult-eriore retrazion.e mu:-colare seoondaria e mi permettono l'applie<tzione precoct tl ~ lla trazion0 petmanenle. Per que:>to, oomc tralascio sistematicamènle ogn1 manovra di 1110 · bilizzazione preventiva dei tegume nti d e lL'apice del mon cone, così ho, durante l'~ntervento. il massimo ris petto di queste aderenze col g rande ,·antaggio di rispett-ar-e così vasi 11f'.Qformnti e le rminazioni nervose, che ogni dissezi<Jne chirurgita di tendini c mugcoli dalla cicatrice fatalmente lede o distrugge, mettendo in pericolo la nutrizione e l'inner· vazione, erdinari.amente già in precar ie condizi<Jni. Io suppongo di dover c reare un doppio mol<Jre terminale sopra un moncone di avambraccio. T·n cornincio a. pr·aticare in con1spondenza rkll e du e fa<'cie lat.Nali minori - radiale ·3 cubitale -due ineisioni ~ i ste mati c he che ha.nno la forma di una H. L'estremo superiore de lle int.:isioni longiludinali è s ituato sempre a 2-3 cm. dall'apice del moncone.
CONTRIBuTO ALLA T ECNlCA DI::LLE PL:\STICIIE, ECC.
Il tratto trasversale ba. una. lunghezza diverS.'i a seconda della lunghezza del monconè su cui si opeta, proporzionale cioè allo spessore della sezi()(le che deYc rivestire il lembo prossimale (avrà 2-3 cm. nei monconi di disarticolazione d€ Ila mano 'e raggiungerà anche 5 cm. al terzo medio) (fig. l ). Si scolpiscono e si disseccano i due ·lembi di cute col-tes..c;uto sottocutaneo, che sì ribattono in senso inverso. Cogli uncini si divaricano i tendini che si presentano nel campo operativo e si scopre il radio (figure 2·3). Proteggendo le parti molli circostanti con uno special e elexa-
r '
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FiJ;.•uru 2.
~·igur•l
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ton~ scunalato per il passaggio del;l;L sega di Gigli, od anche con una ~ga circolare a
motore, sego jl radio e quindi afferrandone l'estremo d•stale con una pinza da ossa procedo al suo isolamento sottoperiosteo verso l'apice del moncone fino ad un centimetro circa dall'apiee dell'os~o; quindi, proteggendo le parti molli con · una scatola ad occhiello atrflaver:so il quale passa il moncone scheletii ~.>, sego nuovamente l'osso ( g . 4-5.~) . Procedo con eguale tecnica sull' ultna. In A"enerale, specialmente nei monconi lunghi dell'avambraccio, i due estremi dell'ulna e del ra~ io SOno insieme uniti, per cui rimane doPQ questo primo atto dell'intervento un nucleo osseo nello spessore delle parli molli dell'apice del monoone r Procede~i quindi all'emostasi, ehe deve ess.ere molto accurata, perchè g 1 ernatom1 turbano molto il processo di guarigione, per quanto generalme~te, data la tecnica dell'intervento, non siano necessarie allacciaur_e d1 vasi importanti - tutt'al più si deve lega re l'interossea - e (JUlndi-si procede subito alla plastica.
~-l"' "'
CONTR!Bl' TU ALLA TECNICA DELLE PLASTICHE, f.CC.
Siccome t.a!Yclta i tendini aderenLi alla cicatrice ter mj,nale del moncone lasciano un ponte cutaneo in cui la loro continuità è interrotta (::<Jr lo più questo avviene n('i monconi conici a cappuccio cutaneo H·rninale sottile ed ade1·enle allo scheletro) si.st~maticame'nte a mon k dd nucleo osseo stabil isco con alcuni punti di sutura fra agonisti ed antagonisti, fa continuità diretta del'l'nnsa tt•ndin ea :;ul nncleo usseo stesso .
• Figuro H.
Figurn l.
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l
l
Fi!tlll'll O.
Quando r<:stano nella breccia l-e carni del pronalore quadrato od al: enne sue porzioni , di queste mi servo per ricoprire i monconi centrali delle due ossa: in raso rontt·ario mi valgo, a questo scopo, di qualche muscolo laterale (radiale e cubitale) : quindi i due lembi .cutanei centrali \·engono l'trno all'altro $1rturaLi e così è l'icoperto il moncone .. ' ' ~ ·"hi distali utilizzo per chiudere la par~ più periferica d ell'anello c.t· · ,.,.,Pnl,re la cute delle superfici flessorie ed estensorte ...,nche latf>rali dell'ansa le masse mu'leoni cor'li dell'anmtbraccio, in ; mus<·olari, i 1 rivest imento eu-
CON TRlB LJ TO ALLA TECNICA DE:I.I.E PLASTlCIIf., tec.
taneo delle due braecia tate ral i delle anse è insufficie nte. Jn questi casi è preferibi le- non sottoporre a tensione eccessiva i tegumenli ed a co!;lrizione pe-ricolosa le masse che essi debbono rivestire. pe r giungere ad una sutura completa: basterà escidere della carne muscolare ed an-icinare soltanto i margini libet,i de i due lembi lasc iando r.he la g uarigione avve11ga per g l·anulaziQni, il che è senza 1J€ricolo per la riuscita dell'ope1·azione. essendo be n peotelle le parLi esse nziali de ll'ansa: quelle della par·te pe r· i ferica dell'anello cutaneo eh~ racchiudono il nucleo osseo e sono sott9 posle alla pressione dei traenti e la parte terminale dd rnoncone.
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L. Figura 7.
Fhtura Il
. ~>e r quanto r·ig uarda la lunghezza rle lla parte sche letrica da de rno-
lll·s, è eia tener presente che l'ansa per J.a retrazione secondari a. dt i rnu·
scoli che la compo ngono è portata fat.aiJm e nte ad accolhnsi all'e~tre mo del moncone r·estr·ingendosi la maglia quanto è possibile, pet· c ui m eHtr·e non giova !asc iarla. eccessi,·am e nte lung<t, cl'allr-a parlt! qu.anto più essa è lunga, tanto più diffic ili sono le condizio ni della sua nu trizione. tanto maggio re la retrazione muscolare c tanto mi nore . quindi , la sua t>nergia moloria, per cui la de m ol izione srhele triC'a deve essere la più Pars imoniosa pos:>ibile (2 cm. a l massi m o, sono s uffic ie nti ). P41re a rne questo metodo operativo presenti dci reali Yantaggi : l" Operazione in un s olo tempo; 2• Tecnica mollo semplice ; ~· Evitando le dissezioni e gli iso lamenti tendi nei o muscolari . nspetta la circolazione, l'inne r vazionc e le ach.!r·enze prefonnat e ; 1_• Rcolpisce lf'mbi brev i e perciò più s icurame nte vitali, che fo r·~~~no un 'an s'a la rga a canale profondo c h e per·metlE> rlistn hui re su una ga superficie la pl'essione dei tiranti ;
~14
CONTRIBUTO ALLA TECNICA DELLE PLASTICHE , ECC.
5• Crea un'ansa-clava che mercè il s uo rip:on fi amt::nto l'entrale rend e possibile due pnnti d 'attacco indipendenti ' che realizzano una vera d issociazione utti va dei movimenti di flt>ssionc e di estens ione, resi si cur·amente. a(rtonomi e antagonistici; 6• Crea nn motore di validi:;;sima energia in quanto r·iassume, si può dire, le forze. di tuttr i muscoli anteriori e posterior·i d.ell'avambr·accio. , Si è discusso sulla sorte dei frammenti ossei lasciati nelle clave,
esprimendosi da taluni il dubbio che dopo un certo tempo essi siaM d estinati a scomparire. Seguendo da t.empo radiografieamente i nuc·lei ossei abbandon·ati in qneste anse-clave, ho eonstatato bensì il loro im -
Fi((uril l(), Fi~urn
u.
picciolimen to progressivo, mentre i loro contor ni divengono irregolari, e pover·issi mo il loro contenuto in sali calc:ni , fin o a dar·e un'ombra lieve su lla lastra radiografi ca, fatti tuLti ehe lascerebbero presumere una lenta e progressiva loro metamorfosi. Il fatto si è pe rò, che a.nche a due an n i di dlislam:a ho con statato i n molti casi la persist.enza ·di questo nucleo osseo per· guanto impirciolito;
in ogn i caso poi, cJinjcamente rimane sempre nello spessore del l'ànsa una zona di incturimbnto, dii ispessimen to .~he mantient: all'ansa la sua fonna ecl assicu ra la sua funzi one, che {> quella di permetterx• l'<tpplicazione di du ù t iranti sopra un'unica ansa . Pr·esento le fotografi€ di alcuni monconi operati con que.l3la tecniro (fig. 9-19- 11} 1 • Fra questi presen ta un certo interesse pe r i e r·iteri seg ui t i nell'i nt.erven t o P per lo S<.'opo elle ci s i·a mo prefissi. la plastica cinematiea di un moncone C·a rp ic.o. Si trattava, come risulta dalla radio· g rafia {fig. 12 1, di u~ moncon~ rostituito d~ll~ ultirn.e quattro ossa metacarpiche. In q uesti ca.c;i l'inter·vento presentavasi ~>llo forma di un problema compl e~so. trattandosi di non runputa'n~ il moncone, lr.oppo interesse avendo la const-rvazione di tu tli i movimenti della mano fl !'ssionE> in tuW i sc·nsi e r-otaziorw - e n e ll o s l f's~o tE>rnpo dii e.ostr'Ut·
CONTRIIl'CTli ALLA TECNIC:\ DELLE PLASTIC HE, F:.CC.
.
915
re dei motori plastici atti a ridona1·e al moncohe di mano l'atto dell a p1·ensione. Il piano operativo da me ideato è duplice: 1° data l'importanza speciali~sima che nella mano d ell'uomo ha per... la prensione l'opposizione del pollice, creare un motore pe1· il pollice; 2° creare un doppio motore pe r· la flessione ed estensione delle ft ultime dita della mano protetica. Ho eseguito la prima parte d ell'ìnt.ervento costruendo per il pollice art.ificiale, un doppio mowre plastico ari ansa-clava seguendo i l metodo descritto, impiegandu come nucleo osseo un frammento del 2° metacarpo isolato pr·ima dal resto del moncone carpi co (fig. 13). Esso gii1 presenta una funzione di motore Msso1·io ed estensoria, ben dissociaro e valido. Dando al pollice artificiale un 'articolaziont: oppor·tunamenle
..
Fignra 13.
o!bliqua al piano ùella mano distesa, otterremo certo una buona opponi" bilitit !, fig. 14) . Complicazioni durante . il deeorso posi-operativo non sono nemmeno con questa tecnica infrequenti : piaghe toì·pide, ragadi, infiltrazioni infiammatorie turbano quo.lche volta il d ecorso: esse sono l'indice delle difficoltà nutritizie cui sogglaciono i tessuti superficiali e profondi dei motori plastici, ma tuttavia, data la tecnica molto selllplice e rispeltan· te del metodn, ooo ritent:re ch'è queste complicazioni siano con essa meno frequenti e meno gravi che c.on aUri metodi. Tenendo ben presente che l'agente più effi{'ace per ristabilire condizioni circolatorie più attive dO\·e sono defìejenti è la funzione di movimento, inizio il più p"rt~s lo pos::;ibile questa cur·a di movimento anC'he quando la r.icatrice tegume11tale non è o.ncora del tutto completa, colla certezza di affretta.rla, anzi chP. danneggiarla. Generalmente essa si può iniziare 2-3 settimane dopo l'intervento. L'allenamento di questi doppi motori a funzione antagonistica presenta sempre qualche difficoltà, non tanto per aumentame la energia, quanto per disSflcÌal'la e r·enciere autonoma t'Cl antagoni5tica la eont.ra-
CONTR!Bl'TO ALLA TECNICA DELLJ:': PL.ASTICHE, ECC: .
zione dei due gruppi muscolari, che compongono J'ausa. Molli fattori an trano qui in giuoco per afft·etlarne o riiArriarnP il pl'Ogt·e:>M: tem}'lo di inattività pr·egresso alla plastica; etù e gntdo di intelligenza del paziente ; perd ila . ài sostanza sofferta dal muscolo: inte nsità di eserdzio, ecc . ecc.: fi-6 mesi sono talYolta necessari prima che il cinemalizzato riacryuisli il m<tssimo eli ener-gia mot.or·ia. la pos:>ibililtL .di comun SC!ISO muscolare ahpiere incoscieutemente il lllOYimento voluto hastanza pf'rfetto. · NotE>voli progressi nell'allenarnent.o ho olt.enu lo ese rcitando i cinematizzali ad un er·gogJ·afo da me idealo, che obbliga il paz iente a diss<wiare i movimenti di fl essionf' e di estensione sia con urt mo,·imento a rE'sistenzn che con quello a 11endolo: obbliga a compierl i 1'0n un
ed
ritmo costunl.:, ci d it ogni momento la misura del laYoro, di cu i è{'apate il motore, Goll 'indit:ar1:i la lunghezza dell'escursione, J'entit à del peso ~'he esso è capa.c e di sollevar·e, t'CC. ecc. Nei casi in c.u i il mutilato ('Ontinnò inin l·e r'rotlamente l'allenam~mlù i motori plastid arrivarono a. <·ompiere un lavoro mec·canico ver·amente considere\'ole ..-\bbiarno avuto :tnse capaci di sollevar·e a lungo con ritmo costante nesi di H-10 kg. ad allezz1: di 20-30 trn . PPr (JlHtnto l'igmu·da le mani tn€Cca.niche applical<: cl questi motori, debbo dire -che per ora 0sse sono anror.a allo studio. Per quante cure abbiamo dedicato al loro perfezionamento, non siamo finora riusciti a. valorizzare- che in minima pal'le l' e~1e rg·ia dei motori plastici . :vlolleplici son0 le ragioni di qucsLa. defkif·nza. : anzitutto gli attriti, i giuochi e le per·ditc di cor·sa dPlle corde tiranti riducono tanto più il r(:'ndimento dei motor··i quanto più grand e è la loro distanza dalla mano protetica; ma poi la diftìcollù maggior'(' è qut lla di impedir·e lo scol'l'imenlo del manicotto di fissazi0n e della prot.e5t u.ll'avarnbraccio. ad ogni c·ontrazione del rnot.or·e, difficoltà ancor.L ins11perata, per il fatto che questo ap[)Oggio deve di necessità av·er luog·) sulle parli molli dell'avambraccio o dol braccio che c.edono faeilnJCnte, sopprime ndo la tensione dei tir·anti ner.es:::ari 11er· util iZZai'(' tutta l'r:;cur.::ione cfella massn. di forza del motore.
CONTRLBl;TO ALLA TECNICA DELLE PLASTICHE, ECC .
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TI migliore' rc>su llato da questo punto di vista oUenemlllO cull'applicazione del modello di brac:<·iale ad anelli metalliri dell 'Offi<:ina nazioìlale di protesi in Gorla I. Otli 111i risultati mi Ila dal o la c reazione di uu motore alkrna.ule coqa, cinematizzazione del quadrkipite, spec.:ialmente :)e si appli ca la tecnica ingegnosa di Dalla Vedova. P er tjuant() 1·iguarda la pro lesi cinemaLica. del l'arto inferiore debbo · ac-<:ennare ad un appa1·ecchio da me idealo per utilizzare la ci nema.- · lizzazione del quudricipit.e .
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Figurll J.'i .
li mulon' altemanle ottenuto c.on questo muscolo mi IH dalo semper un ottimo rendimento come energia, ma come escursione esso rimase sem1we molto lontano dal pet·metl~re. la li~ssione della gamba sulla cOSCia fino all'angolo t·etto, quale sarebbe desiderabile nella posizione seduta; anche allo scopo di poter mettere. il muscolo quadricipite in C{lmpl<>to t·iposo e non obbligar!o . a_rimane ri' ~ollecitato dalla tr·azione della gamba pendente in flessione forzata, il che non è soltanto uno · sv.a~taggio, ma rappresenta anche un pet~kolo, potendo la bottoni era ~rlctpitale venir·e sottoposta ad una tale trazione da t·cndere pQ~?sib~le a sua la<'er.azione; di qui la necessità di provvedere a tutelarsi dar questi rer·icol! con un arTesto ne lla flessione del gan 1bale su lla coscia. Io ho tisolto il problema riconendo ad un meccanismo speciale cos~rutto egregiamenle dal m eccanico Castelli, dit·ettore tecnico d ella offi.C·tna. ortoped ica riell'Islilulo Rachitici .
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COC\TH IBl'TIJ AI.I.A TECNIC.\ DELLE Pa•.\ ST I CIII:; , ECC.
" d e l gi n oce h iu l n questa prrJ t L·~i ci ne malica (Hg . J 5) r articolaz iuue adificiale è tostituita da un a sse C c: he rota in un tubo cen t.rale B. il (Jual e porta dnf' nJUnirotli a d ente P , i quali , a IOJ'O volta, v engono sposta ti da una len c·enlrale G fissata sul centro del tubo e per la sua "IHII'lc l ibera unita ud u r1 tirante a portata di n1.ano del muti lato sull a parte latt•ra le clelia coscia. L'alber:.> ce n tra le è fi sS<:tlo sulle due fet•ul e i nferiori. L'aslicina introdotLa nel canale di cinematizzazione del quadrici pite porta due tiranti a regolo elle si un! scono ai due municoW. Du r ant e la marcia, Qttundo la gamba è in r!Ps~ion c sulla COS<' ia, la •t'Onrentrazione clt'l muscolo solleva i du r ma nito tti <: Ile, trovando resis te nza s ull'ostacnl o mppresP ntato dal dt' nle sopracituto, sollevano la gamba e la nroirtlano in uvan!J. I l grado di fl ession P d e lla gamba è limit,ato al grado di csc.urs iont: liber'(l. d e l moton· pla..sl ico mercé un arre,;to eh~ impcdisc.e una. f\ es:'iOne s uperior·e che potrebbe portare a di stensioni ecct>5sive od a laeera zi on i de.lla bottoni era muscolarc . Q11 ando il mutilato deve assumen~ la posizione se<i 11la, m e r cè una lie:ve trazione s ul tirante laterttlt> eg-li agisc-e s ulla le \·a ce nt.r·a,lc ò elr as..<:.e, ~ancia i due manicotti, rilascia il ffill-scolo, ed è cosi resa P<.r.>:;ibi l c la libera flcssiom· dt•lla c.oscia. Quando i l mutilat o si alza. allorchè la fl essione è diminui ta oltre un ang-olo di 30°-~35° , 3tllornabca:ment e i manicotti l'iprendono la loro :.nosizionP ed il quadricipile può nuo\·anwn tr Pn trare in funzi one.
O<.:PEDALE MILU'Altf. P RINCt:PALE llf BARI
Rendiconto sul. servizio ota-rino-laringoiatrico nell'Ospeda1e militare principale di Bari -Agosto i 9i8 - Settembre i 9i 9 per ilprof. Federico Brunetti, maggiore medico, capo l'ipal't,o otojatrico
GENERALITA. l'\on credo del tHtlo inutile di pubblicare un breve rendiconto sul Se t·vi_zio ot-o-rino-la r·ingojatrko dtd Corpo d'Armata territoriale di Bat·i. a cu1 fui preposto da m etù agosto 1918 al 1" settembre 1919, epoca dE'l 111to congeclamento. Ritengo per tal modo di recare una n~Jo,·a , per ·quanto modesta, documentazione del V<tlot·e e del rendimPnto scientinco-prat.ìco che l'oto-rino-laringologia ha potuto dare durante il pel'iodo belli co, ~-nza che purtroppo ciò le sia valso ancot·a per ottenere quel pieno universal e riconoscimento d ella sua importanza c d ella sua. efficacia, che a buon diritto le compete al par·i dèlle altre s pee.ialìtà soTell e e che •penso non potrà perv essE- l'le ancora a lungo conteso. Come ho giil dett<>, il mio ser·vizio cominciò a funzionare ver·so la metà di agosto 191R. Prima di allora può dit·si che non e:-isteva una reaJe organ;izzazione s pecialis tica n<'lla giurisdizione d~ lì'XI Corpo d • Armata. Di felta.vano sovratutto i mezzi : non si era p rovvisto alla \s.iiiittJzione d i un riparto di cura adibito esclusivamente ai militari af1etti da lesioni acute io comunque bisognevoli di d egenza ospedaliera) a carico delle orec-c hi e e d elle prime vie aeree . Il ' lavoro si esplicava specialmente n ell'osservazione ambulatoria. de!l e cenLinaia di olo-rino-laringopatici che affluivano a mendicare un provvediment-O di inabilità o d i lic~nza. Non è inopportuno infa.lti dì ricor·dare come il C. rl' A. d) Bari ha rlata Hna percentuale elevatissima - cre-do la più elevata di tutti g li altri Corpi d'A. del Regno - di otopazienti. Se ciò può in parte spi tjgars1 con l'estensione territoriale ass•ti -cospiclla del C. d'A. s tesso, bisogna però anche tenere presente che alcune 1·egioni dipendenti d;:tlla giuri:,dizione militare di Bari died ero larghissimo contributo al eompl~>sso e doloroso fenomeno dell'autolesionjsl3111o, scegliendo appunto 1'orecc}1io come organo preferito per ì , loro cr-;iminosi tentativi. In caricato del s2rvizio, chiesi ed ottenni s ubi to che si creasse un riparto autonomo pet· la cura. Qnesto fu is tituito in tre ampi e sale capaci di 60 posh -letto. F'u provvi sto anche all'acquisto di un is t:. rnméntario sufficientE- p er le es tgenze più comuni della nostra. specia.Jit.r:-""-. I malati im·i<-.li in osse rvazione furon o rèlccoUi in altro locale e sc--Io eccezionalmEnte, per esigenze: di esame o di cure, Yennero \ta:,\~r\\\ 11el riparto.
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Rf:NLJICONTo S l"L :5ER\' Il.lll tlTO -Rl No - L..\lliNLìUI .\THI CO, ECC .
Ciò JH't' llH· ~so, JlH:>SO senz'altro ad illustrarE il ricco mate riale <:linicoclw ebbi occaswne di esa m 111.trt> e d i studiare , 1rao:-ndonl:' motivo per e::: pu,rre lt· principali diretll\·e ll't·apeutiche e med1co-legali a cu i mi at.lenni e St , ffcrm<~nd o mi particolilrtflente su~· Ji argomenti c s ui ca-;i tfpg-ni di S(·<·ctale nwnzione. f. -
0Rt:t:t: lf IO.
E' l'organo eire ha dato il mas~ im o conlribulo al mio la\'Oro. come
del re:;lo si è w rdkntu in g-<·n('rt' in tuiLi i rctHv·ti di s pec ialità d el la z<.•nu. dì g uHra e del territorio. B<tsla séor-re n •. infatti i rendiconti clillit·i di De Carli', 13ilant' iotri , ~a!l c r ol i, CMit•llani cd alt ri per COII \·ine<:'rsi òi ciò. lo SLt':'SO durant e ii mio su·vizio di consuh·n za uto.iatrica pl'r la Zorm Carnia cb!)i cir<"a l'l::IO ~·~ di otopatiri e tal,• woporzio ne ::i mantenne Sl' ll ~ ihilme nle identica quando rJire~s i il l'l' !l<li'IO otojatrico rH·II' O s p~dal<· " Seminano" d1 Bolo~n a. . Pl' r il st• rYizro ll.ttuale d evo dire eire ~u una cifra complessiva d i ci rca 35UO itrfl'rllli e"iaminuli o t'u r·ati dall'afo!'OSlo 1918 ad v~/'(t, i malati d 'o r·err ili o somman o ad o llr·.~ ~500 e cioè rnpprescnla 10o più dei-2 S ch·l totale. Le r·agH,ni rli tal~:> pn'ntlenza sono ov \'i e t' non v' ha bisogno d'insisler·\' i. E ' sempr" opporlt rll(l pero rh far rile\·are l'alla percentual e di tali in f(•rmità, a rlimoslmzione d<'lla importanza ig ien ica e sociale ciL·I proble-ma che (SSc rapJ)n':;(•nl<mo. Se si pensu poi cile delle: iorme auricolari quelle che piì.r di fr E>quenle si in contran o sono le form e Sttppurali\·e cr<•r1iclw rlell\:n'ccll io medio, appar·i r·~l JWr lo m enn strano, come ossernt ~t::-sai g illslamc nt e De C,trh , c ht- sian o tenute in tanto poco conto l'igiPn€' e lo studio di un org<.uto cosi indi -;!)ensabilc alla \'ila di relazione e la cni flogos i è cosi s1wsso c.au ~a di g ru\·i l'.omplicanzc cd am: lle di morte . N11 lla di particoh.rmcnlc inlen.:'SSu:1 lc ho us.-;e rYa lo a carico dell'ore•> rllio t•slerno. R.kurdo c·inqm' ca...;i di malfo rmazi orw congen ita unilateral(' del J)Cldigli on<· aurieoltu·e; come di consw:> to l'alll' raz.ione e ra J)iù :;pkcata a ca riro dcllh nwtit s uperion• del )mdiglionc, mentre il lub tdo - S(ll-<:ialm r nle in un caso- era S\'iì llpp:Lfo rgras r come d1 nMm<L Il condot.lo era itnJ)er\'iO: in uno degl i infermi il meato t>Slernv era rn.ppresen La lo da una depressione s1r pcrfici ule dei lr-gu menti . l'\ o n coesiste,·ano altre anoma li e del viso. Di due casi d i " fistula auris congenita" uno è d egno di riliC\'0 llt;' rchè :;i llresentò con ft> nonH;ni acuti (e i ~ti da. riU·nzion<' suppurata). L'intcrmo raceontava di e,.;se r·e andat0 incon tro al lre \·oi,IC' n, simil e evenienza, la11lo che ad e,·itare u lterio ri rec id in', cn·delli Ol>porluno di procc.dcr·e "u llu obl ilt' r«z i on~:> d<•l ltmte ' dl·l l'analino mcdiant,e cau::;licazione chimica. l 'na disnc ta ci fra rappresentanu t casi di oti tc l'f.;lerna. ?\on parlo rlell(• poclw form € di d emudite Sli!> Jlttrat a ,·irco:;cnllu \foruncoli ) del ctmdollo, di andamento bunfl iC': , :na ril e\'O qudk :liff~sc . legate tal vulta u. Sllppurazioni lt'<l~C ut·alc a decorso su b -aculo o r ronico dell a cassa, tal'cillra in\ L'l'e PSislenti c<.•me nw l<1llia " <'X '*'" ~: d accompagn ai ~ akniiL' ,·u Jil' rla 11lcerazioni piit o :1wnn pr<) rnnòe d el <'nlldotl•)
Rl::i\DI COi\T(J ~ CL SEH\"lZIO IITII-ll' INO -LAHINGO !.\TRICO, l:CC.
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con ~sc.arc, cicatrici·, slenosi l? spesso atr·e:;ta de! m r d('simo. ::ii tnllta"a b ene inteso di les ioni rli nalLll'a sospetta; in qllalche caso - e s pec ia lmente quando esislev(l_ la caratteristica cie!ttrice anulat·~ descritta d a Gradenig-o - il sospet to polHa tradurs i in u~soluta certezza. Iu be n ~ casi del genere la. lesionP auri colare s i accoppiaYa a 11aral i:;i orno-lat erale del fac-<'i ule. fl t rattamento per le fo r·mc m ultt• fu 11 solito: lw ndaggio contras segnato e meglio gl:'ssato, com€' raccomanda Torri-.;iuni, m e dicazione asettica e pomal<t all'o:;::;ido d i zinco nel condotto. Per gli esiLi, e s pe.:-cialmenle per le atresie, potei inte n ·en ire in tre so li ca:>i, dalo il costante rifiut.o deg li infermi a !Sottopo rsi a cur·ç. E;:;eguii la plastica r est•cando ampiame nte la t~a re te posteriore del cond'Jlto m embranoso, come _.s i pr·atica pe r l'operazione radial e é mante ne ndo drlal.alo il lume di neofonnazio11e con !.amponamento ·:srtiptlto d i garza L'esito fu sem: 1)['e soddi ·facen l-t•, e<;se ndosi ottenuta in . ogni caso \ma buona canalizzazio ne , cosa assai impnr·ta-nte s pt~c i e aTiotquundo all'ol ilt· e~te rna s i associa una lc:s ione s uppuraLiva della Cd.SSa, che abbisogna d i buon clr-~ naggio per non d ete rminare fenomoni di ristag no . Le otiLi flléclie catan·ali s i pr-~'se ntarono in buon numer o ed in tutte 1e varietà dalle for me acute, accompag nate in qua lche caso da idrotin\pano, a lle scle rosi ribr- lli de lla ca;;sa con rigidilit delle oss ic ina , iper plasie, zone di atrofia , r elrazioni della m~ mbran a ecc. Come dirò meglio in seguito, esse forni rono un larg hissuno " pubnlum , ai simu latori od e5agel'alori , ciò che si spieg-a fa cilme nte pensando che si tratta di forme assai comuni e ca.pac r d 'aila·o nde di dRre - s per. ie nei periodi di riaentizzazio ne - acufe ni intens i, vertigini , ipoacusia ecc. , si ntomi tuLL! cl1e si pr·eslano ad :rn fac ile sfruttamento da J1Hrl c- di in·dividui inlf'l'essali ·a sottrars i al servizio m i lita~·e . ~ei soggell i !)Orlalori di ~ta li c.a la rra:! cte ll 'on:' <' Chiu m ed io coesistevano s~ mpre l e~ion! anatomiche o flog-Js tkhe piìt o mPno s piccaLP a ca r-ico d e l naso e del naso .ed orofaringe . La. c ura s i limitò di r ego la ad un })l?riodo a~sai bre,·ç - <: llOs=-ibi lm enll' a.mbulalorio - di c·alet(;' ris mi, doc.cie d 'ar-ia e s imi li: (!uasi mai s i aggrccl1 la l <'s ion ~ causale, anche pt:> r il s islematieo rifiuto dei solda l.i a svllOl)Ors] ad inler"·enti endonasali o faringei. l ·n contribvto patologico usstti cospiCl!_O erl inle t·essante fu dalu dalle otiti m edie s uppurate a cu te. Ne 0%~ 1' \'ai oltre 2(J0 casi , d ei quali più d e ll a. metù complicat i a diffu sione del processo m o rboso alla rnasloid e . L e cause di una cosi (;' le vata fr·: quenza di complil'c\nze masloidee sono evidentemente m olte plici, ma io ritengo c he una d elle più impor-tanti s ia s tata quella del lardi\·o ri cono3cimento della mal~ltia originaria (oli te acuta\ da parte dd m edici de i corpi . Bra rarissimo infatti c h e il militare colpilo da un prOCeS!)o acuto <i<'ll'or't'CC'hio m ectio Yenisse avviato senz'aHro all'ospedale e tanto piLl c he esso capilass~ sotto la vigilanza. e la cura di un etologo. Di regola in n•ce s i ·o>'sc:-vavano tali })azie nll a 10-J5 e spesso a&sai più giol'ni di ciis tanza dall'insorgere d<>l male, che nel ft·atte mpo era st.alo ancile ot·rlinariament-3 tratla(Q con cure incong rue, tr·a lP <l_ll·lli primeggian1no le no!ì •··-ai .abbastanza d ep lorate ini!razio ni <lL' I condotto ucl iliYo <"On soltlziv:te
RE:-illiCil.'l'fll ::il'L ~Eil\' IZIU OTO·RlNO·I. •\ RINiìUiliTIIICO. ~:CC .
borica. ì\{un par·lo poi dei c~tsi prù ~ru vi - forlunalam(>nte pt•rò molt() più rati - in cui cod esti olopazienti venivano sotl01luSli ad inte rventi operativi (di soli l.o inciEioni di ase ~-...,si sot.toperioslei alla ma~lo id e, talvolta aperture ùi raccolte purul enle cervicali) che trascura vano complelamenLe la lesione oEsea mastoidea, la q uale nel frat. ((·mpo U.\'fVa modo di estend ersi e di pr<'pa!'are quelle Yaste dist ruzioni osLeomiel iliche od ascf'ssuali che c.ostiluirono un reperto operat.c..l'io comune nPlle mastoidifi svollesi nei mi litari dm·ante il periodo bell ico. Ognuno vede q uanto fosse pregiudizievole un tale m odo di procedere, che trova del resto logica gius tificazione nella ignoranza anche dei rudimenti di patologia e te ;·apia dell'orecchio da parte d ell a generalità dei nw cli:: 1. E J)Ur prescir.dE'n<lo dalle complicanze masloidee, è indubbio che il tardivo rkon0scimenlo e la cum inopporwna di molte otiti acute porlè. come ro.wwgueuza il passagg·io della s uppu razione aur·icolare allo stato ct·on iro, fatto dannoso non solo :ia l Jato111ilitare, ma altrcsi da quello ~oc i a l e per la diminuizione di dfì('èn za Ol'ganica del soggcLto ehe ne r·isulta. Meritano un cenno particolare le forme di mastoid iti latenti. E' noto che non sempre il diffondersi del processci fl ogist ico dalla cassa 1-d l'anLro ed alle altre c~llule dell'apofisi è contrassegnalo da ·-1uei sintomi classici che tutti i trat.tati ricordano. ::\1oll.o spesso. anzi rr anca ogni rilieYo sintomatico ed in ta li contingenze il formulare la diagnosi e più lo stabilire l'indicazione di un atl.o operativo costituisc.onoproblemi assai d ei i cali. c11e possono m ettere a dura p m va lot r,(•Stra abilità ed tl nostro acumi." cl inico. Tale condizione di cose mi si è pr·esenta.ta molf.o di fre<ju~· nte duran t~ lutto il mio servizio otojatriw militare. P olr·ei citar·e ben numero:;e storie di indiYidui ehe .ni ' cnnero a vviati in cura per una suppurazione auricolare datante da uno, due o più mesi se nza maniFp.slazioni morbose di qualche en tiU\ . TD.h'oll.a, raccogliendo con diligenza le note anamnestiche, risultava che si eranoa\~uLi fugaci e periodici dolori a.pofisari , accompagnat-i da lievi oscilla7.ioni termiche, da transitorie ee falee. In altri casi non si ril evavano neppure tali dis turbi : il mallélto rac.contava la fenome-nologia classica dell'insorgere di una olite acuta, dopodichè cessava ogni sintomo subbiettivo. P ersisteva solt.anto abbondante otorrea. Obbiettivamente si avt:vano reperti Limpanici vari: perforazioni della metà inferiore della. m embrana di grandezza e fonnet diver·sa, fatti flogisti ci poco marcati 0d assenti, olor·rea francamenh· purulenla, qualche volta con str·ie· t: matiche e quasi sempre molto copiosa. Quest'ultimo dato ha una grandissima importanza diagnostica, g iaccilè può rappt·esenlare il solo st' gno clinico che ind ica una compa rteci pazione dell'apofisi al pt·ocesso mor boso . L'e~a me della masloide er·a quasi <;CmJ)re negativo: soltanto in un numero limitato di casi si aveva una dolenzia piìt o meno spiccata, localizzata alla punta a preferenza della regione a:1trale. L'anda.mento clinico era ùei più su bdoli. ~e s i eccettui qualche lievissimo *' non costante rialzo ter·mico serotino (poco oltre i 37"), non ef t~rev-ano dati che indicassero la. p r·esenza di alterazioni organiche. ' Di fronte al nega !iYis mo delle mnni feslazioni cliniche fac evano contras to le · gl'avi
RENDI CONTO ;"o l .L ~ER\"IZ I O OTO·RI NO·LAR IN UO.IATRICO, J::CC.
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e cliffu:;e lesioni o:;see cl1e l'al)t:'dura della mastoi de m ellf' \·a in ltic<'. Si tra!Aava per lo più eli fonne osLeomielilichr estese, di vaste ca \·itit risu ltanli dalla fu sione di gru]ll.li ecllnla ri e ri piene di pus e di gr anu lazioni tiaccide fun gosP, reatt!ve . Le alte razioni intere::;saYano ctuasi ··ostanlement~ la punta dell'<tpofis i, spesso favorite in tale loro lo<:a· lizzazione da parti colarità slruttvJ·ali dell'cos;;o {cellul e a nido di pi<' cione). Il processo morboso colpin1 talvolta persino la corticale inlema della masloide e non entr10 infrequenti le d iffusioni alla '.lùrzionEsquammosa d el temporale. La scop'.!:tu r:.t d el sen'o laten:t.le, · specia: mente nella sua 110rzione più alla, per d iffusionP. r:lel processo osteomielitico alla doccia che lo racchiude, cos~ilu i va anche nn repel'to abbastanza comune e si accompagnava in qualche ca:;o a segni più o meno manifesti di perisin·usilt! . Cn h11on sussiclio diagnostico !n C-c'ls i rlel gen.erè può offt·i•·e l'esame rad iografico òella mastoide. Ebbi ~ià ocrasione eli oecupar·mi di tale · argomento in allnt mia p11bbli cé~zi one, nella quale tlimclslraYo i van taggi offerti dall'indagine radiologiea non solo per la diag nosi di que"le s pec iali form e di masloidit.i, ma allresi - in tesi g<· nerale - per · gl i inlet·venti chirurgici sull'apofisi. Questi rE·star.o facilitali, sia pr•rr hè si conosce il tipo di mastoide (pneumatica, dit)loet.ica, ebmnea ) con cui s i ha che fare, sia perché può rendersi e,·idente a priori l'e.stcnsiune e la sede delle Jesion i. Occorre però Lener b en presente che il reper-to rad iologico da solo non basta per ammettere od escludere l'esistenza di una mastoidite e co n~eg u e nlemente per· farci decidere ad astenersi da una aggr essionE:' ope ratoria. Cito per tuUe la storia clinica seguente, che ha il valore di un d ato sperimentale : C. Emilio, mare~ri:dlo dci RR. CC., cla~se 1S;.;. - Entra iu riparto il Z3 ma rz<, 1919. Racconta di cs~c rc Ol<•rroico a D da ci rca due lllt'!'i. A parte i dolori acu ti e la (chbre {.\8°·.ì9") dei ùuc tre primi g iorni di malattia non denun cia altre ~offc re nzc. X<"ga oto pati c pregrcs~t· . E<clu~a lnes ed altre i11fermità di im portan za. Stato preseut c : Condizioni ge nerali huo11e ; 11q.~~•tivo l'esa me dei ,·ari or·g-:m i ed · appa recchi . 1/t>~<ame oto~c()pico a n clà il ;<egut nt<" rt>perto : otorrea molto llhbondante, .giallastra, piutlo~to densa, inodora: co11dotto 11111pio, ~I. T. nlq uanto ipcremi ca ~ sfaldata ~pecie f1e ll a met?. po~teriore. l'el quadrante a11tero-inferiore perforaz ione m·ale, del diametro <h pochi 111111., a margini legge rmente i11filtrati. Ln regio11e ma· stoidea appare di a~pettn 11ormale; la palpazio11e e la percu ~sio11 e 11011 provocano al- · cun ri!-entimento dolorifi co 11el punto antrale. Solo alla punta ~ i su ~cita quakhe ,·olta lltl sen ~o :li tHolestia più che di ,·ero dolore. Ot()!;('Opia a S. negativa . ~ulla di importante da rite,·are a ll 'e~ame del na:<o e della gola. F.~ame delle orine n"g-ati,·o. Tt>nutt> in os.:,ern:zione il malato per alcuni giorni non si ronstatò mai febbre nè alc.m altro di .<tnrb·J di iu, portat!Za, all'infuori di un c~to g rado di cefalea che l'i11fermo accn ~;wa nellt ore della serll . 11 re perto fun zional e deponeva nettament e per una le~;lm e dell"orecd•in t• ·!<11,, (l 11 t•\11 ipoocusia molto marcata. J,a radiografia della ma~toi<le diede risultato negati,·o. T enuto cont o però delia d urata dell'otorrea. dei lievi "èRIIi obietti ··i e sul,hietti' i !'l'rricvrdati. della in,·ariabilità della secrezione auricolare nonostante fM~e stata nw~i'n in opcra la medicazione di scuol;~ lim pacchi ealdoumidi, m~:dicatnra ~terile ase iut tn clel (·oudotto) formulai 1:1 rl ia~no!'i (li o~teomi e lit t> ma>toirlea e deci~i l'inten ·cnto. Que"to fu compiuto col metodo rla ~sico : incise e scollate le partj mnlii !'f ri.-contrò forte congestione della corticale e dopo pochi colpi di · >~r.lpel!o si cadde in un'ampia cavità, contenente pus e granula zioni, risultanti dalla dl.struz•one dei sepim<.<nli ·ossei delle cellule d ella metà inferiore dell'apofisi. J\11tro PIUttosto piccolo e profondo. Den udazione del ~t'no l<Herale per brc,·e tratt o de lln sua ponion<' di ~cendulle. Sntnr:~ p~ rzi:< le delia feritn cntnoea . G uarigione r egolare.
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RENDfCONTO Sl; L SERVIZtO OTI)·R/NtH..\RIN(;OlATRlCt~. ECC.
Riguardo allu tecnica operatoria delle rrmsloiditi aeute devo dire soltanto che mi sono attenuto al precetto - specialistic~ mente eia..:;. si co - delle d emolizioni a m pie, dtr<'tlè a togl ier't• ogni focolaio m or· boso, in guisa d'.t ·porci al s ic.uro da recidive o complicanze. Di r eg.)la e parlicolarmenl·e nei casi gravi, ho lasciata aperta del lutto la breCCÌél . chirurgica; in cp ralche ca:òQ ho rav,·icinalo con un vunlo di sutura la parte più alta della. ferita delle parti molli. In alcuni indiYidui ho praticata la riunion~ totale « per primam " usando il metodo della pasta di Lisrn11to, iodofonnio e paraffina liqui. d a, che Tilley raccomanda nuovamente, in seguito ud 1':':-perienza p ersonale, nel fascicolo di marzo 1'019 del " .Journal of Lar~ngo logy Rhi· uolug,,· and OLùlogr '' · Su 7 indl\·iòuì trallali con qu est'ultimo procediment-o ho ollenute allrettanle guarigioni . Ciò conferma elle il p r·o. cedimento d ell a sutura di una fer!ta. mn.stoidea può realmente in d ete rmin~;~ti cas i es~CJ'e adottato, otl.encnrk>Sì il tJOn lìe\'e vantaggio di guar·ire in otto giorni un individuo elle di regola ne impiega 25-40 per ottenere la cica.trìzzazione dt>:finiliva. ì'on mi dilung herò troppo intorno alle su ppuruzioni croniche del · l'ol'ecchio m edio. Benchè esse rappre::.e.ntino i! grosso del mat.eriak . din ico a c ui s i riferisce il presente rendic.onto, p11r tuttavia non preseniarono fatti di speciale inttr·esse. Si ebb<>ro naturalmente molteplici Lipi c.!~ n1ici: dagli esili cic.attici.a.l i alle forme polipose, da.lle loca.; lizzazioni n t> l l'allico, alle compi icanze endocraniche. F r·equent.issim(j le riacutizzazioni che. non sempr·e poterono essere vin~ con le sempli-ci cure meu iche. Gli atti operat.ivi si Jimilar·ono in alcuni soggetti alla ablazione di polipi, all'asportazione di ossicina cariate, a r asclliamenti r:lella cassa. ln 9 soggetti dovetti procedère all'opet·azione radicale col m etodo Slacke-Zaufal. Di tasi degni di me nzione ricordo particolarmente i scl).'uenli : l. Cap. n. A. T ou.ma:-u, :;.-.o n:gg. Rrt ig lieria, eia~~" ! S<J~. - Otorroit·o a l) J a ultrl' due ·anni in ~eg nito a tifo. t-;I,IJc piit voi t~ feuomcni ùi rktcuti7.z<•zione. Anamn.,,;i per~on:-tle ed ereditaria neg:-t tin:. Entra in riparto in c:ou<iizioni as!<ai g ra1·i, tem. pcratura 39·-'• p. Lj<). Condizioni gc ner:nli tll'pn:~:<e, l'e n!'orio alquanto olmuhilato. Accusa dolori l'iokmi ull'ortcchio '"''lato, c<:falt.::t, n : rti).:'ini, JHtn:<ea. :-=.:g :nii'O l 'e~aute dt:gli orga ni int ~: rni. ],<J<·almentoc »i nota: ~te uo><i tld condotto per caduta •Id la parE-te po,;ter<.>-:'npt:riort'; otorrea n un m olto :.~l•hondantc, fetida. La palpazione ·Id la regit•ne mastoiù<·<• pro1·oca Yi1·a6 m o1·in1e uti tli dif"""· E ;.i~ te ri:-tagno l'J)OJJ· · lanco ori zzontale nt-llc po,;izioni ~=-treme t!t:i hulhi <K'ul <tri c lie1·e im:.ufficie m;a tld \'![ dal law tlcll'on:cchio ;~ffetro. :'-:nn 1Zi.irnig nè rigidità nurale. Rith:s.-i hen t·onsen·~ti. :-=eg:ltÌI'Il l'e:<ame d t-1 fondo \ocular..,. T ale ~intOJJH\t(llo~ia è con•p:~r::.a )::'Ì!I da un p:•io di giur ui ed (: audat::t pro"re~:<i 1· :• meure aggral'll t! Ùll::.i. Of'cm:.i<>lll'. - llnen·e m o radic:~l~ cou tn ctO<Io cla~~ico. J/apofi::.i a tijX> compatto t: ili prt:<la ;u! llll proce::.~o o~t~·om i e litico localizzato nella re.~ione a ntrak. I, ' ;111tr• • pÌ<'t'()lo ed alobn::.tauza snp~rfì cii!lc PoutieJU.' pu!" .: gr~nulazioui fungo <e. I g"na•ti 111ag~iori ;;i ri~coutrauo per(, a carico ci~:II':•Jitu~ c dt:ll <• c:•;.~a e p!1rticobnncnt..: ><ul h p:.!rt' ll: lnt.irintira t: ucll'epitimpa no. J·:,.i ~t e carie rl~l cauale !'emicin·olare l)l'iarm tnle. che 1·ie ne aperto, e dl:lle CJ:<::. i<·ine (m:lrt~ llo e(\ incndin~l , rhe l'i e::.tragg-ono. t_'c.>~ np lew ta la tlemolizioue <lt:lla parctor.: e~terna rldl'alticn, prPCt:<lo all a pla,.ri.-., dd conrlo tto, fn.[:'JWJHit> cr>JJ f!:'ln:'l ivJ(,fo rm i('a. Il d'-'cor,:.o po::.t-<>pc·r<tti1·o fu buono. :-=ei primi ~6omi C<Hlliunnrrmo lllOI'Ìmc·n!.i f.:hhrili, ~i n·,:.e alquanto pi•ì mauik:<ta la p:lr t:~i <lei \'Il \' ,;i :tl'Cl':lltn:rroun ì fen .. m<·n i l:tl>irinticì ( 1·~::nigini . l'l'lltitnJ. Gr:hhtameut~ pc·r(, i "t:J:ui moJ·ho:'i llikgnarouo. IH ft:rit:'l .-i tktt!r~c c "i eop rì tli hu•>JJe J<rrt mli .I7Ìoni. r he <'Ondu !';:~:m atl Ulla !-!ll:trigìollt: n.:g-olar,· !,;~ pare~i <kl f~t,•,· ì:tlt: ~<'()tnp·tn,· ('ontpll'l:lllt<'llt<.: con alrnne ""'tlntl' ,·ktiTot ... r:lpil'l~t:
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Sold. V. GiO\·an n i, w 0 rcgg. fanteria, classe 1899. - Entra in ri parto iu C"ùn<l i7.ioni generali buone, con tt:mpcratura a 3/·.5· accusando mo<1id1 cefalea e dolor i all'OS Cùtl irradiat.ioni alla JWI;;toidc corri spoud~nte per una {orma di suppurazione 2.
auricolare che -
a suo dire -
rimonta a circa quat tro mesi. l\c;<a malattie di im-
porta nza, escl ude d i es~ere ~tato otorroico pr:r il pas::;ato. :\"ulla di p;~ rtic<Jiare ~i rile•a all'e~ame ::;ematico genera !t:. Ali 'esaJne otoscopico ri~n l ta perfora1.iouc pubaute a utero-inferiore, otorrea profusi~~ima: ~egni classici di diffus ione dd processo mo rho;.o _ alla wastoide. 0pcrazi011e . - Incisio ne di \Vilde, denuda7.iOJle dd l'apofi!< i. f AI c()rticale ossea appa re inttn~ai11en te con!-(esta: pochi colpi di H·alpe llo fanno cadere in una ,·asta cadtà ripiena di pus e di fung-o:<ità. S i asporta e si demolisce t ut ta 111 ptuna della mastoide, che appa re necrotica. \"er~o l 'alto il proce~so osteom ielitico interessa il « tegmenantri •, tanto che si melle a nudo la dura me ninge su una C:'ten!'ioue della grandezza di un m eno centimetro quadrato. In manca nza di si nto malolog-ia e ndocranica g iudicai opport uno di a rrestare a que~to punto il mio int.:n·cnt o, sah·o a ripre ndere l'atto operativo q ualora fos~ero insorte nuoce manife!'ta?.i<>ni morbo~e . Queste in f<'!tti non tnrllarono a comvarire. Fino chlla no tte succe~:'iva all'opermdone il malato cominciò ad !lCcu:-;nre cefalea e l'euso di na11sea accompag-n<1te tla irrequietezza e febbre a 38.s-.39· In brc•;e :1pp~1n·ero t umultu osamente tutti i feno me ni ùi uua diffusione meniugea del processo m0rboso. Konostaute un secondo atto l'jl iru rgieo dur:mtc il q uale aprii l::~ rg-omentc l<1 f()S!'a media, incidendo successi,·amente la dum, nonostante le ri petute punture lombari ed iniezioni endorachidee d i sie ro poli vu leJJte, n~n fu posl'ihilc ~çongiurare l'esito letale. All'autopsia si rilevarono le note di una lcptomeningite diffusa. L'e!<arne colturale dell'essudato dimostrò la presenza di diplococchi .
.>· Sold. P. Pietro, 1oo re~g. fantE'ria , classe t3{)2. - Viene indato iu riparto cou d iagnosi di "mening ite otitica •· E' in istato d i ~uòco~cienza, ha pnl::;o piccolo, vuoto, temperatura 3;.S-3S, strabismo, pro:<i palpehrale D, lieve ri gid i!:\ nucale, Roruig abbastam.a m arcato. P upille miosiche,. scor~amentc reagenti alla luce; gli altri riflessi sono con~en·ati e piuttosto accentuati . E ' impossib ile raccog-liere dal malato notiri e anamues ticho:: dai compag ni che Io conducono ;;i appreJHle che da qualcht! giorno >i J ameut~l\"a d i malesse re, di c<:falea, di nau~ea. Sembra abbia a n1tn anche \"Omito nell e ultim é 24 ore. Ha suppntra7.ione a uricolare a D da quando, nel non~·mbre rgr6, fu fe ri to alla te;;ta per l'coppiQ di granata: non ri sult a però che in questi ultimi g iorn i si "ia laJIICntat.:> di snffert?nze partirolari a carico de ll'organo udi t i,·o. 1/e~ame ohbiettivo, olt re l'li dati ;.ut·:<posti, dimo;;tra trattar~i d i indi,·iduo rohu«to in discrete condizirmi di nutrizione, ;pr()fondamente oligoemico con acce ntuata micropol i:lden ia. Cuore e P"l moni non prt·"entano note morbose di importanza . L'e~ame dell 'addome fa rilt- ,.are tumnre sple nico ed ott usità ,·cscicale q uasi all'omhelico. Dal Jato a uri cola re ~i ha : a D ampia perfora1.ione ante ro-inferiore della u: cm· hran1, otorrea non molto copiO"II , gialk";;trn, inodora, J,a pa lpazione del la mastoide ll)ll p ro,·o:a alct•l~a rea1.ione di d ife~a . Z':e~ativo il repnto t im panico a S. l-a pmnnra lomhnre la!<cia uscire liq uido <!ppena in t o: bidato, E:On l~ggiero a um e nto di pressione. Si e,·acuano con catetcri~mo ,·escicale circa rl uc litri di orin a, il c ni C!'a m e chimico e micro~copico riel'ce ne$!a· tivc. l/esame l.lcl liquido cerehro!ipinale mi5e in luce una lencocitosi ahb~~t.lnLa marcata; non si rÌH'illllrawno g-erm i. Jl reperto oftalmo!'C()pico d imoRtrò n e urite otti.-a bilaterale. Di fn,p! e a tllle cnmpl e~~o fenomenologico I!Oil mi sentii affa t to autorizzato ad uu itH trn:I~to chirurgico e decisi di attenermi in,·ece ad una terapia a~pettan·.e (n~sc ica di g hi:.ccio 11! capo, purg-anti ~a lini, eccita nti ecc.). Chiamati i famigliari !<i poterono "'·ere più ~mpi rag-g-nag-Ii ana mne~ti l'i ~nll'infenno. Si !<eppe r o;;l di una infezione Juetica contratta un an no prima. Iniziata sen1.'altro la o.: urn ~pe. ci6.n, si ottt•nne •.tn rar:d ,> miglio rame n to di tut t i i ;;in tomi sue~po~ti . Pe r ra~ioni di c ura il malato ven ne tra~ferito in alt ro ri!}arto, dove dopo ,·arie ,·icende cd al l,: •n~ll\·e di mlf.]il)rie e di peg-_g ioramenti, ,·etm e a morte pe r fenometli di !'etticl"}p~emla_. ch_e ve!lnero interpretat i come esp0nente tli una infezione a~cen deme delle ne ·mnane (CJStit•' . piel<'nefrite). All'autop~ia si ri~contrò m e ning ite basilare gom1110~a ed un~ gro~sa gommn in ,·ia di fu~ion c del polo superiore del rene D nello !';pe%ore della SO!i'tall7.a midollare. 15 · Cion1alc di 11udiciua militare. -
Fa"c. III.
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.;. Solù. B. Angtlo, I O" regg. fanteria, da ,;o.:e tS..~. - Entra io riparto cou ~egu i manifesti di a~c~:<:<o ~ottope no~teo a lla rcgirlll ~ ma:<toidea D. l'er quanto ~i diea infermo Ja una ,·cutina cii giorui appena, la presenza di una stnJOl'i cicntricinle ad imbuto ciel condono urlitivo n1cmhrano::o òal Jato malato rende p<'CO ,·ero,imile tale a:<~~rzione e fa pen"are ill\·ece d1e ci si trovi òi fronte ad una con.1p lica1~xa _mastoic.k~ da ~i:,.tagno, c<m,;ec.:uti_,·a ad n!H ica ot?patia pro,·ocata. All'operazione s1 nn,·enne mfatt1, oltre a cosp1Cllls~mla mfiltrazlone Jard:~eea delle parti molli, una ,·a;;t:l ca,·ità o:<"ea ri"ultame dalla fusione della cassa e della mastolde. Della_ pa:ete P?~teriore del condotto osse? s1 può di~e che non esiste,·a più alcuna tra~~~~~•. 1l faceta le e:~ a. nudo. tanto a ll\·~llo. del gmocchio come lungo la parete labmuuca della ca\'lta nmpautca. In que$t ultnna non e!'i;;te ,·ano in mezzo ad nu
Fi gul'll l.
pus cremoso, denso, inodoro, altro che: residui del martello e dell'incudine. La era in posto. Caratteri!'tico il colorito di foglia morta della so!'tanza os!'ea e noteYole la presenza di gro~><i ~eq uestri, di cui uno, particolarmente grande, comprendente quasi l'intero pa,·imemo della cassa non fu potuto estrarre altro che con la nHt!'l<ima ocul atezza per tema di lesioni del goiio della gi ugulare, che rimase allo scoperto nella \'a!'ta breccia. >:onostante queste g'ra,·i condizioni, si ebbe guarigione reg-ol:;tre. ~taffa ill\·ece
Circa ai cri te r·i metl ico-lega l i segu'iti d i fron le agli ot.orroici cronici, d evo dire che mi aLlenni natur·almenle al concett.o generale di proporzionare il provvedimento alla en tità delle lesioni quali rilevavo con l'es.:1 me otosconico. Ques to infatti 11 prù d elle volte ci consente di stabilire l'entità dell<· alteraziom analr>mo-patologi~he della cassa c dr formulare quindi una prognosi e:;;at la r·1guardo al òecorso della malattia. E così mentr·e onlinar·iamente ptoposi lX'r un giudizio di inabilità g-li olon oici con ampie perforazioni della metà infel'iore del timpano, anche se_ csisleva qualche piccolo focolaio osteitico special-
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ment.e del manico del marteHo( ad es . perforazioni reniformi), proposi invece sempre per lunghe licenze di convalescenza o adirit.tu ra per riformo. quegli individui che presentavano perforazioni alte della pars tensa o della m embrana di Shrapnell o pegg-io lesioui epitimpa-
niche o granulazioni della pat·ete labirintica e simili. Questo indirizzo - dirò cosi - d i massima variava, si capisce, da individuo ad individ uo, giacchè sul giudizio influivano e concorrevano molti altri elementi, mutevoli da soggetto a soggetto come ad
FigUra 2.
es. lo stato d i nutrizione e sanguificazione, la coesist.enza di altre m-. fermità ecc. Non pochi furono 1 casi di fe rite dell'orecchio esterno (pa.dig lione
c _condotto uditivo), d ella cassa e della. mast.oide o della rocca. Le w·,_me hanno importanza non· solo per la deformità est.etica, assai difcllment.e riparabile che induc.ono (fig. 1, 2 ) , ma anche perchè possono essere punto di p<utenza per la simulazione di sordità . . · Così ad es. il sold.ato G. Giuseppe del 19 fanteria, classe J892, fer~to da pallottola di fucile il 18 aprile 1916, pr·esen tava un accartocc;~.mento, cicatriciale del terzo su periore del padiglione D (fig. 3) ed :. Igava sordità assoluta unilaterale, ch e in realtà non esisteva, come P~ P_ot.è _dimostrare con i comuni mezzi di indag ine funzionale e con dere dt sorp~e:;a. In alcuni casi la fer·ita pr~nsse. a tresia cicatriciale p m~:to ud1hvo esterno, come nel caso g ru illustrato del soldato 1 · ·UlgJ del iO fant eria.
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Nel soldato D. Carlo della 1375 compagnia Mitraglieri Fiat (fig. 4) tale esilo fu potuto evitar·e mediante opportnne medicazioni, aventi per iscopo di mantenere dilatato il lume del condotto e con l'applicazione di un acconcio apparecchio in vulcanite ript·oducente lo stamoo del canale uditivo. Quando la ferita lnteressava an\:,he la masioide, si notavano fratture più o meno estese del pwces.so mammillare con esito in perdite di sostanza ed avallamenti cicatr·iciali taLor·a assai cospicui (fig. 5) .
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Una delle conseguenze PIU gravi che potei ossen·are in seguito a ferì Le dirette dell'orecchio fu la paralisi facciale (fig. 6). Il nervo può essere colpito in un IJunto qualunque del suo decorso e la lesione può essere parziale o totale. Secondo Moure - che studiò accuratamente l'argomento - sarebbero più comuni le paralisi parztali in confronto a quelle di tutto il territorio di innervazione e ciò perchè - a di re • del predetto autore - il tronco nervoso comprende1·ebbe due ordini di fibre: le une superficiali , e quindi più vulnerabili, che innerverebbero i muscoli della metà inferiore della faccia; le altre, situate al centro - e perciò più prott>tte - che presiederebbero alla motilità. del gruppo muscolare superiore. Nei miei casi si trattò quasi esclusivamente di paralisi totali, cioè di un esito patologico degno della massima att.enzione, come quello che oHre ad indud·e una grave~ e permanente deturpazione estetica, produce anche disturbi non lie\'i a carico dell'occhio ed impaccio alla parola ed alla masLicazione.
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Come ho già del.Lo in altr·o mio lavoro (1 ) , mi sono occupato alquanto dell'argoment.o, che riveste un vivissimo interesse in considerazione anche del fatto che la l)aralisi . facciale è retaggio non infrequente di otopatie provocate (specialmente con alcali caustici od acidi). La terapia non può essere che éhirurgica. Il vecchio metodo della scultur:l del canale di Falloppio , già proposto dallo Chipault e dal nostro Cozzolino, fu riesumalo, ma senza grande succ.~sso, dal Moure. Io volli tentarlo in due soggetti. in uno dei quali si era avuta sezione del vn• a livello della parete posteriore del condotto osseo, pr-oprio in corri-
Figura 4.
spondenza al così detto " blocco del facciale , per ferita da pallot.tola P~netrata nella regione zigomatica D e fuoruscita al margine postertore della mastoide. Nell'altro una pallotLola entraLa nella regione sottoorbitaria D era uscita nella parte alta del solco r etroauricolare S, Pr~ a poco a livello della spina di fumle. Si aveva.no fenomeni lablrmtici gravi (cofosi, vertigin i) e paralisi del vn•, che evidentemente era stato leso in corrispondenza alla pareto p rom o n ti ale della cassa. 1 ~ ambedue i soggetti praticai dapprima la radicale e passai poi alla gcerca del tronco nervoso nel canale 0sseo, senza LuUavia riuscirvi. _el_ resto si comprènde come questo metodo chirurgico sia anche aprioristicamente condannabile, non pot.endosi pensare alla sutura di un l (I ) BRUNETTI. Otopatici, n:uti e sordi di guerra e loro ricrlncazione. R elt1=io11 c a Cm•vegno Nazio11al~ per L'Assiste11::.a a~li invalidi di g uerra. i\lilano, 1918.
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nervo entro una duccia ossea. Ed ammassa pure la possibilità di pt·atical'e la neuronafia, rimangono sempre le incognite del decorso postoperativo ed i pericoli di un ins uccesso per compressioni cicatriciali o per stirament.o dei monconi nervosi suturati. Restano a disputarsi il campo i due sistemi della anastomosi spinofacciale ed ipoglosso facciale. . Per ragioni che ho ampiamente addotte nel mio lavoro già citato, a cui rimando il lettore desideroso d i maggiori par-tkolari , a me sembra che la neuronafia del XII col Vll &ia superiore e più vantaggiosa
Figura 5.
di quella tra il VII e l'XJ. Ho eseguito tale intei'Vento in un caso, con E>sito assai soddisfacente, come dimostra in parte la figura (fig. 7), che riproduce l'operato a quaranta giorni dall'atto operativo. In questi uHimi tempi ho tentato un metodo di plastica muscolal'e che ritengo utile per alcune forme di paralisi del facciale. L'idea mi fu data dallo studio di un ferito che in seguito ad un colpo d'arma da fuoco alla metà D della faccia (foro d'entrata all.a guancia·, foro d!'uscita ampio e slabbrato alla punt.a della mastoide) presentava varalisi totale del VJI. La ferita rimontava· ad oltre due anni; l'elettrodiagnosi dava compleLa reazione degenerativa. Giudicai che in tale caso nulla si potesse sperare da una sutura nei'Vosa e pensai invece di procedere ad una mioana.stomosi, riunendo alcuni f asci dell'orbicolare delle labbra al massetere. Mi riservo di esporre in un aUra pubblicazione la tecnioa precisa da me seguita: qui mi basta ri-
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<:ordare che si tratta di un intervento relativamente semplice ed il cui esito è abba~tanza soddisfacente almeno per quanto si riferisce al lato estetico (fig. 8). Ebbi agio di osservare buor. numero di postumi di otopatie d a scoppio. Si trattava talvolta di Psiti cicatriciali in una od ambedue le M. T., qualche volta di suppurazìoni dd la cassa, più spesso di lesioni labirintiche con sordità di grado assai elevato fino alla completa cofosi. In alcuni individui le alterazioni su rricordate erano Yariamente associate. Importantis51ma ed ardua riusciva in tutti quesli casi
Figura 6.
la riso! uzione del problema medico-legale relativo alla determinazione
del potere uditivo effelth·amenle residuo ed alla -d iscriminazione dei disturbi reali da quelli ('Sager.ati o simulati. Ciò mi conduce a dire brevemente della simulazione ed esagerazione di sordità e di stati vertiginosi. Non insiste1·ò molto sru questo- capitolo cosi vasto ed interessante, giacchè l'argomento è stato sviscerato in modo esauriente dai !LOStri maestri e da una serie dì valorosi colleghi, ai cui lavori rimando 11 lettore. Della quest..ione mi sono occupato io pure in .altri articoli (1) . . I_simulatori ed esageratori furono straordinaria mente frequenti tra 1 ~lei_ malati. Si trattava quas 1 sempre di individui portatori di allerazlOnt Più o meno marcate sia del l'orecchio medio (catarri della ca.ssa, (I ) BRU N"~;nr. T/organo , n . l~s .
t em b rei9I7
uditivo durnllte la guerra. Ga:;:cfta degli osp ed{l!/ . Set-
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suppurazioni in a~to od esiti di suppura.zioni e simi!i), come di regioni finitime (adeniti cervicali ecc.), oppure che avevano subibi interventi chirurgici a carico dell'orecchio (antrotomie, operazioni radicali) , od in prossimit-à dell'or~cchio stesso (incisione di adeniti suppurate, fl emmoni cervicali e si mi l i). Un a categoria· speciale era rappresentata dai feriti; sia dai ferit.i al!" orecchio (ferite dirette ed indirette) di cui ho già detto prima, sia in genere dai feriti al capo. Ho visto infatti una serie notevolissima di individui che avevano riportate lesioni traumatiche alla testa (dalla semplicE- contusione alla grave ferita pe-
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Figura 7.
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netrante con perdita più o meno notevole di sostanza ossea) che <!.<{campavano disturbi a carico dell'organo uditivo (quasi sempre sordità assoluta uni-o bilaterale e molto spesso s tato vertiginoso). La causale denunciata era alcune volte talmente spt-oporzionata all'effetto che ne avrebbe dovuto essere la. risulLante, da mettere senza. altro 5ull'avviso riguardo allo stato psicologico del soggetto con cui si aveva a che fare. Ma assai di frequente ciò non era e di fronte ad es. ad un cranico che si diceva sordo o vertiginoso occon·eva esaurire tutta la paziente e minuziosa se1'ie delle più diligenti ricerche funzionali e dei mezzi di sorpresa per arrivare a for·marsi un criterio obbiettivo esatto, tale da consentire ,l'enunciazione di un giudizio medico-legale. Ciò che non semp1·e - ripeto - riusciva agevole. Il più delle voll.e era negata qualsiasi percezione dei diapason tanto per ,·ia ossea che per via aerea ; erano escluSJ l'orologio ed il Galton; della
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voce afona e persino di quella gridata si asseriva di non intendere nulla. In altri casi erano ~-nmisswni parziali, seguite da esclusioni contraddicenti od inverosimili . Se tutto ciò risultava molto im portante dal lato - dirò così - indiziario , pure non bastava di per se stesso per giungerE:: a conclusioni fondate. Le prove funzionali di cui disponiamo per l'audit.us esigono sempre un certo grado di attenzione e di buona Yolontà da parte del soggetto in esame. Ora questa attenzione e questa buona volontà venivano ordinariamente a mancare t'd erano anzi nel più dei casi sostituite da uno stato di vera difesa con-
Flgu•·a 8.
tro le indagini ed i mezzi di investigazione mess1 m opera. Si trat~asse poi di una difesa involontaria, come quella che è propria degli ISterici - simulaton incoscienti - o di un atto di volonk\ cosciente ~ simulatori Yeri - o di una spiegabile e giustificabile autosuggestiOne, CQme nei feriti, ciò non sminu~va affatto le difficoltà del comPilo, ma l~ rendev~ al contrario più complesse e più aspre. ~iguardo ai mezzi di sorpresa ;sv3.riatt e molteplici cbe furono ;scog1tati allo scopo di sve~are la simulazione di sordità bilaterale \ Cl~lella unilaterale non presenta. di solito difficoltà insormontabili), io m 1 sono convinto -che i metodi più semplici, e spesse volte a-dirittura banali .sono quelli che danno 1 migliori risultati. Occorre essenzialmente fuorviare l'attenuone del soggetto, ciò che si ottiene b enissimo ad es. Parlanc:logli di argomenti che lo interessino da vicino, dimostrando di credere alla realtà dei suoi disturbi e meglio di tutto simu-
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RENDICONTO SUL SER\'IZlO OTO·RlNO·LAR INGOlATRlCO, ECC. ·
lando altri esami che non s ia quello delia funzione acustica. Ottimo s isLema, di cui mi avvalsi largamente , è quello proposto da Gradenigo di fin gere di proc.edere all'esame d el vi$US m ediante le comuni tavole ottoLtpiche. Con un po' di abilil~t non è difficile ottenere per taJ modo risposte pronte e precise da indtvidui che in precedenza avevano negato magari anche la percezione della voce ·gridata. E come il suppost.o' esame del visus così giovano altre indag ini. Mi è a.ccadut.o ad es. più volt.e di fingermi assorto nell'otoscopia ed intanto, interrogcUldo destrumenle il malaLo, oUenere da lui risposte a tono. Buona (Jratica mi s i dimostrò pure quella di abbassare wogressivamente la tonalità d ella voce mentre pt·ocedevo all'interrogatol'io dell'infermo; assai utile in aleuni cusi mi t·iuseì lo stratt.agemma di im·itare il mal.:tl.o a elliudcl'e gli oe<'lli ol'ditnandogli subito dopo a bassa \'oce un movi mento qualsasi: ad es . n.ptire la bocca, gintre il capo e simi li. In e.asi ùubbi non l1o mai t.rascurato di élVVa.ler mi del prezioso sussidio dei dati rilevabill con glt esum 1 del labirinto posteriore, la cui importanza pratica viene affermandosi ogni giorno di pijl. Le indagini st·nwiologiclw su l vesUbolat·e ho.nno l'inestimabi le vantaggio di e:sser·e ohb ieHi \·e, mentre invrce le ricerche sul codeare sono necessariamente sogge11e alla volonlit ed al grado di intelligenza e di attenzione del· l'infer·mo. Siccome d'altra pat-te, dala la vicinanza dei due segmenti labirint.ici, è bE'n difficile che un processo morboso che interessa l'uno non si ripercuota anche su ll'altro, così ne cop.segue cl1e la perfetta norma! ik\ delle reazion i vesltbolari alle prove termiche e rotat.orie è un buon. sussid io per escludeTe l•i reale csisl.enza d i distul'bi labirint.ici (sordità, I'Onzii, vertigini ecc .), denunciaLI dall'individuo in esame. Non parlo poi di tuLLi gli alLr1 elementi di giudizio che d esumevo dall'atteggiamento dell'infermò, dalla evcnt.uale alterazione del Lirnbi·o della voce, dalla ripetiziOne d el!<:! indagini funzionali, che mi permetteva tah·olla di cogli~re in ftagrant.e contraddizione il soggetto ecc ., giac<!hè non farei che ripetere cose troppo no.t.e. Per concludere dir·ò che se nella gl'andissima maggioranza de1 casi con g li accorgiment-i Lestè e;; posti, oon rosservtJztone prolungata, col sussidio di altre indagini (esame p sichiaLrico e neurologico, esame elettrico ecc.) si riesce a formulare con sicurezza il giudizio mediCO· legale, non si può l)l~rò non convenire con Gradenigo nel riconoscere che u lo scoprire la esagerazione o la simulazione della sordità resta pur sempre, malgrado i progressi recenti della ol<>logia, uno dei c.ompiti più difficili del m~dico perito militare"·
II. -
NASO . P'ARINGE E SENL
La patologia del naso, naso-faringe e faringe non mi ha offerto gran che d i notevole allo studio .Ricot·do appena alcuni casi di lupus vulgaris con lesioni più o meno estese e talora con diffusione alla faccìa. Furono faUi d ei Lent.alivi di Ront~enle rapia, associata alle a.Jtre cure ordinarie, senza o ti e nere pet·ò · ;~ppl'ezzabi li Yantaggi. Forme consllete di riniLe ipertrofica as~ociate di solito a faringite omonima, ad iperlrofìu lonsillare; qeviazioni e creslt• più o meno marcate d el
RENDI CONTO SUL S.ER\"IZIU OTO-R LNO-LARINGO !ATR ICO, !::CC.
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sellò, qualche caso di rinite \'asomotoria si pt·f>sentavuno all'osservazione per disturbi del respiro o per fenomeni r t::flessi (c<'fa lee, asma, -cardiopalmo ecc. ). Ord inariameli te tal i soggett i venivano dest.i n a ti Cl servizi di carattere =-edenta.l'io, g iacchè è noto che g li slt·a.puzzi fisici e le cause rèumatizzanti predispongono alle malattie del tessuto linfoide del primo traLto respiratorio e digèr~nle e di conseguenza le uggra,·ano quando siano in atto, proùucendo in ogni caso una òimin uzione della capacità e resist.enza fisica dell'individuo. Abba.s~anza fre· quenti le epistasst, soslPnute o da .varici del " locus Valsalvae" o d:'\ « ulcus septi rodens "· Assai copiose e protratte quelle che si produssero in alcuni dei colpi ti dalla pandemia infìu cnzalc:. In cet·t.i soggetti ho avuto motivo di sospett<:H'é che J'emoraggia nasale fosse mantenuta ad arte mGd in.nlc manovre tnwmalizzanti sul la tn ucosa nasale. Una ventina e pilt di casi di ozena, compltcali alr.tt!1i con l"sione rl (' l s0n i frontaJ i e masr"!l l:tri, altri C'O n sunp~11· azione dell 'orecchio mNli o rd uno con g rnve clifiusionl! alla laringe, form:1rono og-gt-llo per In più di solleci~i provn' climenti nwdico-h;ga lt. Solo ir. pochi individui pntei praticare la cura con l'etere iodofot·mico prop:>sla da Rilrlllcioni, cun elle non sempre però f'iu sciva be11 lolleJ'ata. per quanto producesse d ei rNtli vantaggi. 1\ TPt'llano rn~nzion e due casi ùi d!cera gommosa dt·l S(:lfo, nei quali S I eblw Yasla èis~tuzion ~· osc;ea con eliminuziont' di numerosi sequesl ri. · Un notevole conti-ibuto - spt:cie !!'a gli individui d el le classi gio · va11i - diedero gh adenoid<>i. In pochi casi si p ol~? va ac.ce t'l.are con l'indag ine rinoscopica post.eriore l'esistenza di una vera ipertrofia dellu tonsill a.. faringea c.apact:' 1i dare d istu rbi meccanici a carico del naso o dell'orecchio. Quasi ~emp t·e invL·Cc si rilevavano lE' clas;;iche vesligi e somatiche del s:.>~getlo adcnotde:.>, clal pala~) ')g t val~ al tOt'i:LCe piatto; dalla atassia dentaria al naso a sciabola ecc. Anche g li admoid~i - come gli stenotid nw;ali di cu i ho detto sopl'a - formarono oggetto di PI'O\·vedimenti medico.Jegali intesi ad elimt . narli temporaneamente o dr.finitivamente dalla compagine dell'eset cito, in vista d~>l loro scatsi::;simo o adtrittura nullo I'"!I"Jdimento dal Ialo d el serviz1o. Un caso di tumote na.sah: degno di menzione è il seguente: Sold. M. Giu~eppe, 4i re~g. fanteria, classe r<)CIO. - Da circa due me;;i ,.a sog. get to a gra,·i ed insistenti rinorragie, accomp<~~nate da progressi,·o ~enso di o~tr u zione nasale _a D. Ananmesi ptrsonale ed ereditaria muta. E sclu;;a lues. Stato obietti l 'O: individuo profondamente denutr ito cd oli~oemico. Organi inttrni nulla da rileva re. L'esame del na!'O dimo;;tra .una rim<~rche,·ole deformità della metà D ddl'organo che appare tumefatto e • homl.~· • n ll 'e~terno. La tmudazinne, rlella g-ro~ sezza di una mez'la noce, t: liscia non mobile, ricopena da te;;suti alquanto imbibiti e !<i estende senza limiti ne tti dalla pinna fino in prossimità all'angolo in terno dell'occhio (fig-. 9J. Kota;;i un lel!g-ero grado ùi dia>'ta~i delle ossa propriè de l nasr>. La rìnoscopia anteriore è imprati<·abile, giacchè all'Qrificio della uari ce D ;;i vede affiorare una ma~sa ro;;~a;;t ra piuttosto molle, sanguinante al minimo trauma, a:;~ai poco mobile, che infarcisce tutta la eorrispondente fO!'~a na~ale. ~enza che ~i a po"sibile di formarsi un esatto criterio ~ul !\IlO punto e !'Ili tu odo di in ~enione. J/e~::une della ca,•ità or ale e la rinoscopia po,-lèriore rie!<cono ncgntivi . Gli esami radiografici e diafanoscopici depongono per una integrità de i seni per ina,;ali. I, 'esame hiop~ico conferma la d iagno!<i clin ira d i ueopla,-ia sarcomato><a. Dopo un trattamento gene rale ricostituente e ;<omnlini~trazione di sostam:~ C"nagulanti proce<IO all'inter,.ento chirurgico.
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RENDICONTO SlUL 5ERVIZ.fll OTO-.RJNO-LARJNGOIATRICO. ECC.
Opcra::io11c: Riuotomia laterale segu ita da parziale demolizione della branca montante del mascel!are :<uper_ion: per a,·ere maggior luce e migliore accesso sul campo operatorio. Il tumore nppare inserito con base abbastanza larga sulla parete esterna della fossa nasale e fa corpo precisamente col turbinato medio che \'iene demolito ed asportato a~$ieme alla massa tumorale. L'emorragia assai abbondame \'iene frenata col tamponameuto, con largo uso di acqua ossigenata c col Paquclin. Sutura a punti ~taccati della ferita cutanea. Tamponameoto stipato della fo~sa nasale. Il tumore appare costituito da nna IWISSa g lobosa, a. !'uperficie liscia, della ~<rOS sez7~<t òi un mandarino. Spaccato nel senso de l maggior diametro è apparso costituito da uoa parete de"llo spes,<ore di circa mezzo ceutinu::tro, delimitante noa
Figura !l.
ca\·ità r1p1ena di sangue, coaguli e materiali di disgregazione cellulare. Gli esami istologici hann.> confermato il reperto eU neoplasia sa rcornatosa già stabilito nel precedente esame. . li paziente morl a bre,·e distanza dall'atto operativo. All'autop;;ia si constatò che il neoplasrna era stato asportato in toto e che non esisteva diffu:;ione ai seni. \
Quanto alla faringe devo ricordare i numerosi casi d i tpertrofi.a delle tons ille valatin<>, <,!tre a t.uttt? 'e f01 me banali òi angme folhcolari , nlcero-membranose, periton~llliti ft emmonose, ecc. Non infrequenti i po1·tatori di lesioni luetiche secondarie della bocca ( pe1· lo più placche mo~c0se nelJ~ loro varie mor:lalrtà) ; in un •.·aso loç:tli:~lazione gonnnosa del palato; in due altri esili cicatrkiali caraHeri~lici di m·egresse ulcerazioni sifilitiehe. Oegno di nota ~ il caso S<'gtH·nte: Sold. T. Antonio, 10 regg. fanteria, cl.l;:.!;e 189\). - Accu!'a da qualche tempo djsfagia ribelle <. progressi1·a con irnùiaziom dolorose al lato D del collo ed all'orec-
RENDICONTO S UL SERV IZIO OTQ .. R!NO·L:\RLNGOlATRlCO, ECC.
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clJio corrispondwte . Le notizi e anamn èstiche non ril e\·ano dati di speciale importa nza. Es clude infezione 1l1etica . Buon fumatore. Ereditarietà negativa . E' individuo di discreta complessione con ~>eg!li p erò di evidente dimagrimento e profonda oligoemia. L'esa me dt-i vari or ;::ani er\ a pparecchi riesce completamente negativo, se si eccettui una micropoliade nia cen·i-::~ l e alt re ttanto marcata a D che a S . In corrispondenza al pilastro anteriore ed a lla faccia e~te rua della tons illa D ~i nota una uiceraziOllC di forma allung-ata , irregolare, poco profonda , a marg ini appiattiti ed indecisi, cir<:ondati da m1 a zona d i iperemia appena marcata, m a beu visibile s ul fondo pallido della m uco~a dell'istmo e della fa ringe. Il fondo dell'ulcera è ricoperto da uno ~trato di mucopu~ g-ia llastro e pres'i'nta qualche g ra nulazione fungosa. 1-'esl\me larin,::-oscopico diuw~rra infiltraz ione della piega g lo:-;:o-epig-lotti cn D ; la
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F!gnrR 10. i n~ltrazioue si estende anche alla paret e po~ter iore della larin ge e !'Ì>ccialmeute alle a rnenoidii, la cui muco:-a ha un aspe tto come ,·elluta to. Si trat tra ,·a in una parola di una forma abbasta nza rara di tubercolo:-1 primitiva della faringe, di a)Zuo~i che fu confennata dalle su rce:-~in: indagini di lahoratorio (rice rca del bacillo di Koch ) e {!al decor!;O ulteriore della m;:1b ttw, che ebbi ag-io d i seguire nbbast anza da ,·ici:lO, fiuo alla morte dell'infermo, a ,·,·enut!l per diffn ~ion e miliare ncuta dell'infezione .
N?n fur·ono molto freque nti le infiamm<!.zioni dei seni Gircumnasali. Ho rteordati prima qu el!; dovub a diffus ione di un processo ozenatoso dal. naso - negli altri la lesione era pure quasi sempre seconda ria a le~to~i nasali e ~lo in piccola parte dipendevà da allerazioni dentarie . La dragnosi si fond ava sui criteri con~uflt.i : dolori nelle sedi di elezione, ~lo d i. pus dal meat.o medio, risultato de:l'esame d iafanoscopi co e ra· IOgrafico. Quanto alla cut•a ben di radQ i soldati si prestavano al propost:o atto operativo: potE' i cosi interTenir·e soltanto in d ue cas i di piosi n usrte mascellare, che t t·attai col metod o d1 Caldwell-Luc con ottimo ri-
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HtNDI CONTO Sl'L Sf.R\.'IZIO OTO·RJNO·LARLNGOIATRI CO, ECC.
sultato. In un caso praticai lo gvuotamento d el labirinto etmoidale, dopo a\'er asportali numerosi mixomi recidivi appunto perchè legali ad un processo di elmoidile cronica vegetante. Circa alle fe rite od ai po::.tumi di ferite del naso e seni d evo dire che il material e cl inico da m0 ossetvato e studiato non è sLa.to molto copioso. Pr·esenlarono un certo in teresse tr·e fr rite da pallottola a canale completo del naso. rn uno d ei ~r,ggetti- Sold. C. Giov:tnni del 271° Fant. - classe 1893- il proi ettile p2netrato subiLo_al di~o pra d ella pinna na-
Figuro li.
sale di D · fuori usci al l 3 medio del 50100 naso-genieno dell'opposto lato (fi g . 10) producendo solo minimi g uasti nell'interno del naso con reliqualo di sinechie fra il corn ~Ho inferiore ed il setto D, fra questo cd il cornello medio a S. Nell'alt ro cuso - soltolenente B. Alessandro d el 27 fanteria- l.'lasse JR07 - la pallottola attraversò il naso da un angolo interno a!l'altro dell 'occhio (fig. 11 ). ln quest'ultimo individuO le con&:'gnenze funzionali della ferita furono ant he più insigniftca.nti che nel precedente. NEl terzo- ser·genle A. Giovan ni - u • compagnia. Sanilà, classe 1 ~92 - si ebbe ferita trasfossa da una pinna nasale alr altra seguita da for·mnzione di btiglie cicatri cia.l i, lli cui poLei aver r·agione solt.anLo con U lil melodico e paziente lavoro di discissione. Degno di menzione per la sna singolarità è anche il caso del solda lo l\ 1. Scnnno del M~ fant eria, classe 1893, giù da me illustrato in
REN DICONTO SUL S ERVlZlù OTO-RINO-LARINGOIATRIC(}, ECC.
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una nota a sè (1) , che r-itenn e pe1· 34. m e;;i una scheggia di proiet.lile (tappo di bomba a mano) nel mento me,dio, se nza ave rne danni di qualelle importanza. n soldato P. Giuseppe del 48° reggimento fanteria , classe 1898, presentava un ampio tramite fi stoloso s uppurant.e m corrispondenza all'angolo interno dell'occhio E, per feri ta da pallottola che, strisciando lungo l•a rima palpebrale, si era incunealta nella pa rte alta d ella fossa nasale, da dove era sLata eslrai,ta attraverso la ferila stessa. ObbietliYamente si constatava nella regione sudd etta un orificio circolare della grandezza di una moneta di un cen t.P~i mo , a margi ni callosi. da cui usciva secrezione pu ru lenta verdasll'a fetida. La s pecillazione faceva rilevat·e la presenza di un g rosso seq ueslro m.:>bile, non asportabile, per il suo volume, dall'onficio fistoloso. Nt'gativa l<t rinoseopia anteriore e così p ure la radiografia. In narcosi cloroformica ampliai i marg ini della breccia ossea, mobilizzai ed estrassi il sequestro che comprendeva buona pal'le d ell'etmoide e quindi con 1m lembo per scorrimento s uturai le pat·ti molli ottenendo guarigione perfetta. Le ferit.e e gli esibì di ferite d ei seni d ella facc ia furono in numero di 19 e di queste l i interessavano il seno mascellare (in alcuni soggetti ambedue i sePi erano colpiti) ; le rimanenti 8 rigua rdavano il seno fron ~ale solo od nnitamente alle ce llule etmoidali (antl'iti franto-etmoidali). L'esperienza ~e i mie casi conferma:. quanto ebbero a sc.rivere su questo argomento F erreri, Bilancioni, Torrin~ ed allri dei n ostri autori. Quando s i trattava di ferite a canale compl et.o senza fenomeni da scoppio e specialment.e senza frattura delle pareti ossee d el seno ed avvallamenti dei frammenti , si ebbe di regola. la guarigione senza bisogno di speciali cure. Così ad es . nei casi del S. t.e.n. T . sig. Pasquale del 35" regg . artiglieria, del soldato R. Giuseppe d el 9" fanleria, del soldato N_ Giovanni del 12° bersaglieri, che pre:>€,1tavano tutti ferite trasfoSJSe dall'antro di Higmot·o, si ebbe rapida guarigione senza che intetvenissero fen omeni d'in fezione della cavità sinusale. Come postumi residuarono siiHlchie della mu c~a nasale, c he nel caso del S. ten. T. richi,esero ·intervento chirurgico per a!levia t·e i disturbi respirato!; denunciati dall'infermo. Quando invece si era determinata frattura d elle pareti ossee ed esistevano trami ti fistolosi fung heggianti e s uppuranti , ricorsi senz'altl'o al trattamento chirurg ico r adicale . A proposito delle pio-antrili frontali ho notatO anch'io- come osserva Torrini - che esse hanno maggiore t-endenza alla guarig ione spontanea in confronto alle si nusiti masc.ell ari. Ciò evidentemente è in rapporto con la più ampia e sicu ra via di drenaggio che il seno frontale ha proprio nel punto più dee l ive, mediante il canale fi'On io-nasale . Cosi ad es nel soldato P. Matteo del 267 battaglione M. T. classe 1899 il tram ite fi stoloso si chiuse spontaneamente dopo un breYe pcnodo di con gruo t ntltamcnto purameule medico. (1) llR\.-:'I;TTI . R aro ca ~ di rit:::n zion~ di pr<>ieuile n e l na;;o. A. i. O. 1919.
RENDICONTO SGL SER\.IZIO OTO-RINCI-L:\RINCOIATRICO, ECC.
lll. -
L\RIN~iE.
Delle lesJOn ì comuni dc·lla larinp:e cliJ·6 mollo breYemenle, sia perchè esse eosliluiscono un gruppo poco nun1croso d ci miei infermi , sia anche pcrchè non Jìl"t'S(>ntarono nulla di P'Hticolare rispetto alle forme m orbose ben note d ella palologitt ordinaria. Così dicasi d e lle flogosi
catarrali semplici acute, sub-aeule o c•'bniche t·iaeulizzate, che si presentavano o come lesion i primitive o - più spesso -come diffusione di analoghi processi d e! naso e della faringe. l'on erano infrequenti in questi casi le paresi dei muscoli inl•·inseti e specialmente del trasverso e dei tiro-aritenoidEi interni. Ho ricordato prima il caso del sodaLo P. Giuseppe d el 10° fanteria, affetto da ozena con di ffu sione alla la6nge . Oltn: u.l dissesto ,.oc1lc richi éuna.vano l'allenzione le turbe del respiro, che comparivano ad acces.<>i pe1· l'accumularsi delle croste carat.t.e ristiche- a livello della glottide. Ricordo appena G casi d i polipi laringci di varia grossezza e con varia sede di impianto, che vennero est.ralLi per le Yie naturali. In tre soggetti esisteva paralisi d~l ricoJTenle, dovuta in uno a fatti di aortite luelica, in un secondo ad adenopat.ia tracheo-bronchiale e nel terzo ad una grossa ectas~a anemismalica d ell'a•·co dell 'aort-a. Dr un qllarto caso di paralisi d el l'icorrente consecuLivo a ferita d ·anna da fuoco al collo dirò appresso. I ntel'essante è l'osservazione seguente: Tenente L. sig. Gio\·;~nni dd 139 fantetia. - Karra di aver sofferto un auno fa di reumatismo poliartic;olare acuto con lotalizzazioni pre\·alenti al g inocchio, ed al pol"') D ed ai piedi. Conrcmporaneamcnte :H·vertl anche dolori alla gola, disfonia e diftkoltà nella deglu tizione. Questi disturbi a ca rico della laringe perl"istono tuttora ptr quanto ::thP.nnati. J/e~a n H:' ~nn1:t1i<•o [!etu"r::~ l~ uon dinto~tr:t ~ l tflT:tzi oni
rli
importanza a carko dei \·ari orga11i ed appnrec-:hi. Si uota !'oltaato che l 'artic.)lazionc del ginocch io D (: alq uanto tumefatta e nei movimenti passivi "si an·ertono ].,g. geri ~crosci. E' escl n~a infezione luetica. Il paziente n on è fu matore. La palpazione de lla lari nge e di tutta la parte auteriore dd collo non provocn dolore:' pre111endo s ulla lari ng-e ;;i ris\·eglia modico dolorè, specie a Ìin·Ho del ma rg-ine posteriore dello 'cucio tiroideo di D . 1\"ulla di note \·ole aJl'e!<ame rinofaring-o!'copico. La laring:oscopia di111ostra che l 'aritcnoide D t: aumentata di \·olume, tumefattn , arros:;ata e fi s!'<l col labbro vocale corrispoudeme in po"izionE' di adduzione. No11 1·'è movimento di compC'n~o d.,lln corda vocale l>pposra nè acr.a\·alla111ento delle ariteuoidi. Il rc;;to della lari nge si preH•nta di ':~!<petto normaJ.:.
Dal compl0sso anamnestico ed obbietti,·o mi sembra indubbio che si sia trattato in questo caso di una artrit~; a.c uta crico-aritenoiden passata ad esiLo con anchilosi articolare. Il ~ratlamento antireumatico e risolvente messo in opera non ha portato ad alcuna modificazione dello stato obbiettivo e funz ionale. Abbastanza frequenti furon o le laringopatie sospette o nettamente tnbercola1'i. Nel primo caso si trattava per lo più di individui che Yenivano in viali per la ringHi ritenute banali. Ma il .quadro laringoscopico coL diffuso e profondo pallore della m trcos:t e - talvolta - con l e lie,·1 infiltraz ioni d E:lle aritenoidi e regione intera.ritenoidea, chia-
RE:"\DICiiNTil S l ' l. SE il \ ' IZIIl OTtJ- ItiNO- f.:\R I:\Gtl l \TP.I CO .
riv~ la
F;CC.
~il
diagnosi, · ad an-alu ra re In rp w!e co rìtorrenrno poi altri d•tti
semeiologic:i tnt cui qu elli r·ile' abilr ron l'esaote lora~.:ico e col s ussidi o prezioso d ell 'indagin e radiol ogica. Nelle forme conda r11ai E: e rano gli aspetti -consneti d elle )n fì ll r·azion i ed u lcer ,rzi o n i d el l'epig-lottide, d eli a parete posteriore d el la la ringe e d elle labbi'U vocttli. Vuesti ultimi ca~1 furono però ~n numero re l at~varP ente esiguo e c iò natural m en te p er.chè gl i individui veniYano quasi se m pre eliminali dall'est•rc il o prim a di raggiungere gli stat i e\·olutivi te m1inali d e lla malattia. Riguarcjo alle ferit e e po:::turni di fer·iLa rlel tubo laringn-Ln.LC'heal e la mia cusi::;Lica no11 è m ol to abbondante. Due cas i d egui di rilieYu furono da ,me. pubblicati irr un articolo a parte (lì . Si LrattaYa nell 'uno di una fe r·ila cl <~ sc h egg ia a fondo cit>ço de.lla r egione lall' r·o-ce ni cale S in cu i il pro i e~til e awva indo tta p a ra li ::>i d( molo della corrispondentte corda vocale senza ale un'altru les ion e. Nel second o ::;i era anrta p erfùrazione dello scud o liroideo a li vel lo d ella comm essura anteriore d elle corrle voca li, per r. ui E::O:Sf' appari,·ano riunite n el luro 1 3 ant.e riore da una fìrnbria c: icatriciale c.lw assumeva l'aspe tto di u11a m embntna iu-
ter•digitalt' di palmipede. · l'n " can ulard "• il cap .le T. !.'lderico del 12" regginH·n lo bersaglie ri, cla.-;se 181H , m o rì pe r lJrO!Il'O- IJOimonile infìu flnzale mentre mi accin gevo a sollOJJOr·lo a larin go::<tomia per iibcrat·lo dalla cannu la elle pol'tava o rmai da quasi due amli, in seguilo a fer·ila da pallottola di m ilmgliatr ice con for·o d'en trala a livello di'l 1, 3 m edio dl'l margine antetiore d ello sl.<:>rnocle ido-mastoideo di fo ro d'u:-;cila alla reg:ione . paro1idea D. In tcressa llti furono p ure le disfonie persi stenti in SPgui to ad azion e di gas. N e ossE-rvai una quindicina di ca:-:i e con ~ Lalai costan tem en Lè all'esame laringuscopico !a pn~senza di a lr·ofì c delle corde ,·ocali e <ii paresi muscolari, quasi sempre a cariC'c d<·gll adduttori (t i r o-ariLenoide i interni e tl·asn~ t·so in roarli<:oh:r· modo r. L e cu re isl!luitt· non mi di l'clero in genere e ficlli ulili, c tò che mi fa pensarè c lw de lle par c:"i d e\'él.IJO venir con siderate come postumi di Cj\tellc gTa\·i ]('~ion i d e lle fib n? muscolari (" fragmenLatio muscolaris , ) ch e costituiscono u na dt'lle t";l rati..el'istiche più spiccate delle le::;ioni da gas asfissianti. P er finire il mio r-E:socon to de:vo accennare breHunenlc ai muti~mi e sordomuti::.m i di guerra. Della questione complesS<.t. ed i mporl-a.nle ho avu tu già occasione di occuparmi in altre mie nubbl icazioni 8 spec ialmen te ne lla R e lazione da me s ,·olta al 1" Com·c-gno Nazionale pt•o' fllYalidi e ~linorali di
se
guerra (Mi lano - Dicembre 1918; . . I muli c sordomuti d1 guu-ra furoo o una ,·em falan~.r e tra· i m iei !?ferm i . P er i muti, a pai'Le i l g nqì po d e i s imulatori, s i tndtava escluSL\:amente di formp funzionali e cume tali g uaribili con c ure psichiche. M_t avvalsi all' uopo del metodo rieducativo, ch e a mio an-i:;o è il m ig_h?r~, in quant-o s: fonda su conce! ti e d it·ellive n,;iolo~·ir h e. La guan gwn e con completa " r ('stitut io ad inlrgrnm n>l funzionale è stata la . (I~- -BilL":o;ETTL
Ou ~_<-n~i _rl_i f~rit a d'anna cln fut~(·ç, d<"lla l:•rìu gc :! Ili dc//,t C/irli,· J
~ 1<>Ia/ n,a della U. '1111/i..'CI'SII<l d1 1
H <llll cl.
6 - Clom<llc di IIH'dicilla 1>1ilila•c. -
IC)J ~.
Fn~c. UT.
l'l'.~rola a utlw rwi e asi p i ù inYL'lt:r ali e ri bc,lli ad ali r1 si stemi eu rali \"i . Fra i p iù ri«>'Sie i rÌ C()r·.Jo il c.aso del o:;olcl . ~1. GiL•srppe del ,JO" fa nter·i a rr1uLo d a ol ll·e d ue ann i in seguHo a scoppi o di g ranal<t. ed tterizzato ' 't'n l u ll o YOlte sen za Sllc.t.'t:~so . 11 :\1. con quatt ro lezioni di· ri(:ducazione rìacquislò )Jf.'J'fe l lumc·nte la parola. Solo i n un piccolo n umer o di in· di\'id ui è residuala n ua l.Jal buzie t ransiloria . .-\ p ropol:'i to di d issesti dc·lla funzione YO:-ak in J·apporto r·oTJ lesiurli di guerra è interessan le i l L:aso segue n te:
,::;y,. -
Soldaw R. Bruno cld w n:).!t:. fanlt.:ri:a . clo:<sè Emr:1 in ripnrt(l cun diaeli nnll i,.llhl i,tc:r<Hranwatko. ((>JJ ini.-rn.gntMio "'nitt~> ,;i nppn·ll(h: che è l't:llo ferit" di pallottola di fu ci le il .J fcl>hr:•io JQJ/ ad l lppachin:<dla. ()hhietti,·amente si ri,;contra pin•()Ja ck:nri<·l! r <·l!<>lare a l t<:rm mc:dio dc: l lahhro - ~upcriorc a circa ?. centime t ri d;illa conrmc-:<Hira lato S (foro <l'entrala) . Altra l'icatrice più ampia (foro d'u:-cita) <';'; i><te nc·lla n·giun~t ::npraioidca ad un t·cntimetro 1:in·a dalla line-a IIH:cli:111>1 ,·.,r~o D. n,~c: r ,·a~t~lo il r;I\'O ornle !'i nota anzitltlt<> ltla ncall?.a del. l'inci~iw> ;;~ternlt: c de l c:mino ~uperiore eli S. Jm·iwro il pllzic:mc- a por):cre la lin· ~na si c-om:tata che: !'OJ IO fb!'Ol utan l~'llh: i mp0"'~ihil i i mm·inlc:llti di pn>tn bionc dell '(lr~ano, il q un le cl'a l trmHie non climo~1r:1 nppn·zz:~bili ltlodilicazicmi cl i \'Oi ume ,. tli t~msi~tc111.A. La punta dell:t liugu<1 può ,.,. ,,i~c: ~olt.11H<> p ;lrzinlmem t· e t'll ll sforzi} ""lk''<'Ha l'tr~v l'ttn' ata ah e•>l:tr<'. Sc,tt<>J)O!'Ir> a,J t,.c:rcizi eli rit-tluca7.ionc dd la pa· rnln . ai q ua li ~i è pre:-tat0 rnn molt:J huona ,-oln ntil ed intt.:lligcm.a . il pazien te ha potntn hc:n presto •·ian Jni:<t:lre ht lpcJuc:ln. IJucsta per(, è r illln-'ta poco c:hiarn ed in tdligiiJi le can..;a le adereu/.e ckatrieinli dd la liugua co) pa\ illll'HLO ornl<:. )o:ou fu ,H' Cett;lla la pr~>po:-ta di liTI imtr\'C' IIH> chi rn rgic-o intc·<n a ridan· nlla \inl-!ua una mi;.:-liore mobil i tà, nece~~arin 11011 ~.,lo p<:r mi.d .iorar, la funrinn <: ,·ocall-. 111a nltn·:'l p.:r tcol!li ~·rt· i di~turhi cklla f11111ione JllC\~ticatona , con>'tcuti\·i alla lilllit::I7Ìoue t lei mù\' IJ)(' Hli l iJlgu::l l i. ~nu-i
X ei r ig-uar·ai dc·ll ;l ::.u r·cl ilù cl1e s'areoppin. al mutismo ripl'lo quéllrJ che giit o.cr i!".:'J e cioè elle in molli sngg·etti i rHtlandu·:; i eli lcsione sollallio ft 11rzinnak si l'lJirc :-;compa r~c:a dc•lla roic :;i di pari passo con la ~rrarigio11e della rnulo!vzza . D i for nw eli sorrlilù puramente psi chi ca r.on associala n. mn ti.,mo non 110 os.sp r·,·ai ~Tan ntrmc·ro t·cl in es::;P otIL·nni spe:,so la g-uarigionC' con artifici bllnt;·li ' i~lillazi<lni d i l iquid i nel conclolto, ÌJ' r iga7.ioni. cateterism i l uniti ad Hna congnra ed i ntensa rsirolt•rapia . ì\cllC' sorclitit org-aniclw inYc~e mi limil1 i a fa t lìraticare l'insegnam<: nto rll•lla h:llum strllv labhra, come supplf'nzn funzionale utiliss ima e CCJme unico m0zzo che , allo st.alo attuale r!e:llc nostre C{)· nosc.enze, pc.ssa a mie. nn·iso c:onsig;iarsi ag-li inf,' rmi senza tema di ap-gnn·are i loro c!i;;t nrl1i 0 di pe!;·.!?·iorare l(' lo l'l) con d izion:.
l Cu~!CA OC'L' LISTICA DF.t.LA
H. l·~I\' ERSIT.\ 01 HO~IA - UIRETfORr! l'ROF. CIRI:-ICIO:>:E
•
Il f~nom~no ~~Ila vi~ion~ n~l D~n~i~ro filoiofim 1r~m
( l}
{d:\! la scuola io n i ca anteriore acl Eucl i dc) Jkr il d<>tt. luigi Maggiore, A . e l. rl.
Fra i Jnillr; prnhlt•nti t·l!l· <t!tilarono la nw 1tlc clei più anfirlti :sri1'll· lirlli . forse pochi p:;l'I<·ila ronn 1111 fasci no cosi profoJHiu cci ini ttl.errotto, il fl' llumeno clt·lla. \' i:-iU IIL'. La ,·i;;;tu. infatti l'l'il rntl ~ idt• rala, e gitJhta men te, come il Sl' n~o pi u nohil < ~· ClJlllplesso, l<utlo citi.' Ari:;t.olelc llt•l primo libro della :;un nwlafi:::ica, mirabil e nn('ora oggi per frc· :-tlt~•zza, S<'!'i\'l·\·'.L: ,, :\<1i dl"'ickri<llliO il \'t•cl en • p iù di o,cmi ullra co~:.t <' non s01o ullo scopo di ag- ir1·; mu UllCilt' qnundo non abbiamo eli Tlll ra alcuna azione. Qnv:::lo JH.: rdti' la Yi<:l~l , fra lutti i scn:'i. è quel le> •'lJt' ci fa eono'3c<•re el i più c C'i m ostra un pi tl gmndc num1·ro d i rliffe .. l'l'll ZP fra le cose"· (:(,!pi\'U in fati i g l i anliclli la capacilù slraor di tra r ia dtt• l'oc ~: hio po:-:.si erle cl , sc·o r~ert> <:> d islin)l'tl!'r<:> og-gdti 111inulis~imi o posti a d islan7.a infìnila, ciò d w alim~;;ulo del l€' con\·inzioni adrli rill ura iper·J~·11i··he : è noto, JH:r· e3., t·omc i Parsi allribuis:-:vro 1t1 Zarat.llnslra la visla dì un CH\'ailn ma ~c llìo. il quale nell'ost:u t·i lit dt-lla. notte <:d alt r·averso I<L piu,!rgia rinmo-:<·e,·a n l l' r m 1111 pp) o cl! ca,·allo t• di~li nguent St> esso l'lrOn~nint dnl ln te:=la o dal torace . UtH•sl a straordi · nar·ia C.i.l.Pari lh dell'cx:c llio non pOlli•\ a non ~nscilure nHt l·a ,·iglia nei po110li primili,·i e fenna re r attenziont• <h.·i pitl insig-nì pensato ri dell'a.nli· L'hiliL. Come è noto, al1l1 s\·ilrrppo d c: lle sc ienz·~ [11'ii i popoli hanno corJtn bllilo ;· m a nc:ssuna eidllit ebbe .. un prinwto co~i emi11c-nl e t·ome quella grcc a, che fu culla e fornlare d el le lJiit grand i uenzioni della mente uma na. Da un c.anlo i l Lt·iunfo delle urli e dt• l l ~ l clt<·re, dall'allr~l l'afferm az ione i mnlOJ'l.ak cll' l )l<.:IIS Ì!:'I'O fì iMofìco. La glor ia drlla. sc uola d'.\ r ~·o, donde 11:-'\'Ì ~orrananwnlc hella, da ilP mani di Fidia, la. Y cnl•t'l' eli ~ ! ilo, non oscu r ò i fu::;li dd la scuold (~t Cl'ol one o del l'a<:('ad<·mia :\ 1.-r · it•se . come i t r ion fì di P inda ro e di ~Cifocle non f0cer·o <iinwn l ican· il nume di :\rcltirnedc! .\ fenl re però lu JJU<':'Ìa, scal11 ri i1L spont<uwa dall'ani m a dl'l popolo, ~ r·a g-i~t all'apog<·o 1in dalln più n'lllllta unt.ir !Jitù , I'Oi prJe mi Omeric i , :<l fìlfJSOfìa !=(' I'{'C iJ, SOI'~C Ulllilmenle Ìll r po,·:\ p f\;: (L•I'ÌIII'è j)(' l' OJI<'I'él di {,<~ 1 dl· di ?vl ildo, <'ht:' fu, come è 11.-,lo, ttno dei ~di<' saYii di .-\Lt·r w. I'Ull1ti
t·ro la filMofìa Pacque con un in~ lil' tZ~o affatto nallll'nlislico, in qnantn (l )
Conrerc nza letta a ll.t H•l h.,tt•ra ti!(>')r,Jira d i l'aleni:o Il 2 g·,n t:aio 1920
,
l l. FC\11.\1 E.\IJ OELI..\ \ 'JSIO;>;L :\l:: L l'F::\:"1 J;;HCI. ECC.
<:he lt• prime in ,·r,.;ti2azioni furn11o l'nndlllle :::ulla costituzione deTuni\'(:r·so e sopra gli L·lerm·nli dt'lla rnlut'it. E pe r lfl l t· ~lo clw lo :-ltHi in rlt•l rn eccan i'>mo d ella ,·j,.;iune appare ·i 11iziato A11 rl11i primMcli rlt·lla fìlo~cfia g-n_ •{'èl e JJI'O!"•!I!llilo pe r oper:J dt'i piit in::;i~ni rapprl':'PiliHllli dl·llt• \'Ht'ie Sl' UOie StiCC't•S:;i \·t•. \ltt lo 5lttdio di un fl'llOilll'llù cosi (U il1iJ i l'~;,;u pn·:ìtllllt' loc.rtccunt-nll" la Ctntu::;èenza. d1 dtte ('\enwnt i forùamenla li, e ctoè da. un canto la lnce, dall'alt r o. l'or!l'ano cleslirmlo a r·ict'H· rla. Le inda~ini puntll1l'f11e SPl't'talalin, alle quali gli anlkhi 11011 pnL(·,·ano non a!1iclan· la :;nlttziorll' dl•l pro!Jietnc\. porlcu·onu a d elle c.onrln:-:ioni che llan110 annml d;;•l fan!aslil'o, ma dw dimostrano luHa,·i<t Ju fJI'Ofond i lù d l'l l e OSSt' l'\'ilZion i r ll('f'O IIe e lo Sforzo l t'fliltl' fallo !H'I' gtrappHre alla nut 11 r a l't•s,.;t'nza di qul':ìlO fu iOillt'lHt. 0!-!-'.!.d noi sontdia rll0 all'ill~l'llllitit di cert e l'OtW III:<Ìnni. mu dohhirtlllCJ Stlll'E'ramentE:' r ii·onosc·ere che il gerri•1 ch·~di anLl'lli S !1l':-i~O !H'r•n•n rw cor1 un mirabile intuito tantro H•rita eht• la ,.;ci•·nz:t nwd .. rn« !>l'lo rlèt pochi anni ~
ri uscita a carpin'. ~011 è ancDr'a cit- I lrrtlo c€'i\~· Hiu l'l·eo della di;:pulcr famosa che a.gilù i fisici del s--ecolo scorso sulla natura dl•ll'l'llt-rt-!ièl lu111ino~a. e se eioé la luce fo!"SI:' do,·uLa a propa:mzinm> di molu \'lllraloriu 1 ld1ria ondulatoria) o ,·,·e r o ad untl \.' tni:-sione di )lttrtiC'•.• II t· nat\lrali per·cot'l'C:nti lo
spazio c·on grandi:::!"ima n-locila (leMia cil·ll'cmissiom' ' ; come non è' lonLana la ronl ron.' r::;iu fra .-\ranzio C' i strnr tOIIlf'lllflUI'HJll'i pe-r ~labt lite St' la retina fus:;e la :;Pdé r:lel processò ,., __ i,·o OYH•r·u ~a coroide. ~on possiamo nni durHJIIC> liH.'ra ,·igliurci dl·i pri111i pa:::.si fatti da una scit>nu nt'nn<Jtl'l in un labirinti) an·oltr> ancora di ~1-'11"111'1' filli~sime. Il parUio!llf'!· l' r il !:t ennft :rnwzinm· rll'll'ucrllio e h cal t H' nL o.- {'llra è appt>na dt p1whi -=t·c·ol! uddil'lru t' r'f':<tu ll':..:·utn ai rn:mi d i .ltlt' [.(r:tndì italiani: Lt'tllla rclo ol.t \ 'inei t' Gill"<t!l Balli:'l<t rh•ll:l Port<t. Ed i.> 110ziOtll:' af.f<ttlu rf'tl·nli· dtl i ra.!:!~i ~n ru1~:ll i o rifks;;i clalllì ;)~gelti, penet.rando m·!l'ìnl('l' ltO d"l glob(l Ot'ralare. ,.;ecorcl•' !e lt•g-:!i di'Ila diottrica, r ag-/{iungono la r·ctirltt. .\la il l'elloliH·no ·l••lla ,·isinnt• ::'('llSor'iaìe non rappresc11la che trliH pè\rlt• clcll.illtew prt~blt' IIHI. La ln ct·, una Yolla rag~iunla la retina , dén~ p roro~_·a r·e rlt•ll,· rt•.fzìun i d:1 parlt' di qu(•::ta melllhrana , ma. g li cce iLalllenli rdinic1 in q1:al mrJrlo e sotto rhe form n ra.g·gì ungono il ccrvC' IIo e pu·nwllono di tra-;ft)r nHu·c il semplice allo senso riall" nt'l comp l es:-u ~iunco ill'llu fll'rl'ezìone, la cosidPlla Yi sì on~ psir h i ca ·? [ n altr·e parol tl, perchi.• l'illcli,·iduo ' i'da r:on ba::ta ei re il SIIO ocel1io veda, ma orror·re nl'<'C•ssar iamentc dH' Yl'dél un<'ht· il s uo ct•rYello. Posto i n questi Ll-r·mi11i il pt·ol>lt'll1a, nnn ,.i lta chi non ne riconosc-R. la. straordinaria ec.mplt·;;sitil ~· rili nr111 ~enl.n il rl t·:-iclcrir1 eli analizzarlo in tulle lP :-ue parli. ~ l a g li scienzinli ~'l't'Ci non inlend:"v:mo m genere per ~p iP2azio11 e d! un ft>nonwnn la .::ua a11alr:>i L) ~-ornpn~izion e nelle su~ parli elemvntari. o n ·l·r·o ln dt2l~· r mrnaziofll' cl .. llt· leg·~i dl>lh sna pr·od11ziutH:, SPbhene il suo l'a'·,·icin<tn•l·nto o idenlì fìra.zi.ont' con allr·i fenr>nwni piit Cl)muni e iami liu.r·i . i qrwli. aJ)Jillllll1 P<:'l' t<tle ragionE'. non ercita ,·~tiiO in loro fllll'l ,!:!l'llt'rL' .::.pl. Ciél.lt' di stupore o eli mera ,·i~lia l'i1t· li cPndm·l'\'él. a dt\tllalldar:-i fll' n'hL' ll\"H ' IIÌ5:-C'I'CJ.
!L FE:'\0.\LE:\() !1L:LL.\ \"lSl!l!\I: :'\EL Pl::'\::'lf:R\l, ECC.
p1·oct'~;;: i nwntH ii, t:.ill· l' O..;Iilni~('UIIO lrt lllll'lC' pill C:;:.$t'nziale dei
metodi moderni cl'inYc:: li!!'<:tzinJu: sc Jc•ntlfìca, lo ~pin!!e 1·e cioè le teorie all e lcli'O ultime COIISP):rtiCnzc, l'usufnrirc a l nw~sinu' )lnHio di o~ni leg~~' 11uta Jll' l' n·Òl' re fin0 a cllL' punto \'::.Su !Wrn1t·lla dj inlP.t')JJ't'la re i f<Llli rh.:i quali la -:;w, azico~w si llléliJifc,.;ta. il cu1Halarc ;·Jll<de r esiduo in esplicutu e!'~a las~.:ia <dll' no-'ln• ullcrio1·i indac-ini , il rc•mhinare più leggi per gioYar~t>nc nell'etna lisi di un ::'tll)!0lo f(•nomeno complt:':<:'-0: tu tte queste o ttt:J'azinni, rlle r i!·llit.•cluno il ("uJwM~o d•·lln clc•duz icHW, ::;emb•·anu E'S,:(•J·e siate complda iiH'flk t'-;lranN' all0 s pirito di quei p1·imi inw,.;litra i{JI'"Ì. Il liOII accont c· nl.ar~i eli nwll•• analcw·iL'· tn<:t prPiencl pr·c d1e la conformilit. tra i fl'IIOIIIL'IIi para!l'uJlillJìli, si n·rifklli fin dai più minuti )Htrl it·olari <I!'C(·s:::ibili H t no::.lri ~..: n~t o al t'fll!lrullo clt'l!li ,;lrulncnti e d<·lln mii'tll'll, ecco altrc•llantt C<traltt·ri, rhe rivciHno l<L clifft.'· n.• nza tra i \'t:Cl'hi 111\!l ndi t' i fil IO\' i, ai qual i ::ono dct\' ttti i ra.pidi pro~ t'è% i d t· l Il- se· i e 11zv fì ~i c lte lll'!d i ul t i 11 t i Il'(' ::oec'l'll i. Da q ue:>l o in d i ri zz0 "'m int>nl em<·n!to sp1·ruln li\'o tkl [ll'll::.iern 0 da. nozi oni a,.:sat rudiniental i l' qualclw ,·olla fanlasllciH' :-;ul signifkato an.tlomico e fullJ.iomtl e df•lk \·ariE· parli d l' ll 'nl'~"liio, :Sç<tlltrirono h.' prime lrori c> std 1\~ ti O illl' rHl d l'llu
\'iSione. Il più a11li\.'O lt•nfali\'0 <t)lpurlil'IW alln sn1ola inninr unkriorl'. Le 1 1 it·en:ht' di quP:-:1<.\ :'i<.·ucda, !'il(· fa ca ,,o a Tall'l" di ~lii C>to, r;rc·a il \'Il set·nln a. C:. t \'l'I'Snt·ono S{)JII'Hltllll> ~ull'm · iginl' pt·ima tit• ll'un i\'t'I~O t· sui primi c!f·nwnt; clt>Jie CvSf' m;tl<•r iuli. Ess i t'lliamarPno. come :;niYt' :\ri ::;tolt• le. prinC'!pii od elementi r!Pllr- cosi?. l ~ so:-: tani'f· di eu\ !':;se suno "nmp ostt> , da rui le l'O:'C nu:;rono e in cui r•:;se ::;i rì::;oh·onn. JHII' COI I:>t·rvctnclo se111prc il !oro <':'Sl'l''€' l' nlulandu solo le PI'Oprit>!it. P er qu('s(o, l";:-:~i .n ffc rn wrono, l'hc· nulla può na-:t'PJT , <: Ile nulla perisce di qm•llo dw t> siste è 1'l1t' la sostanza o !l1<.tlt· ri<L ,:i conSt'l''·a elt·I'!Htlllt•nte . Come è 110lo Talele piJS(' nL:ll.at•qu,t il prinei!lio di tu tte l~' cose, lllt?n tre Erudilo di Efe,:o :::o"l('llt'\'H rlw er·•t da ricE'J'eursi 11el fuuco, roneE>pito èome simbolo dt> lranima. Crmin•tt lnt{I 'JW. c~li sc risse, dall'in!•f)/,u-ro corJIOTI''"' t ' (Jif/f' il /mupo dallff ''"b'' · H.ilo:'IIIIE.' inn'l'l' Ana.sl'111lelle che l'ari a, essendo ctnleriore all'acqua, to:..;titui:-;se l't: lemenlo primiliYo dei corpi. f' d a una ('Onclu~ion c n1ista. ~itln,e-ent Empedocle, ~o,;t(;>nitore dc·lla concezione dnali~Lica d ella nal11ra. Ridott i al fuoco, all'aria . alla [(•rra, all'acqua i quattro ele111enti rlle e?li t'oncepiS<'t~ rome masse ng-J.ali , inaltèl'<'bilt. e~· li !i ima5!,'tna animati da due forze rnntrarie: l'amMP ·e l'odio . Si Ila l'unilù quando rn:vale l'ttrnot·e, in,·~·re si ha il disordine quando J'ociJo prcdnmi11a. Fra i dne pl'intipii è lolha eler· na. · Empedocle, scris...~ :\1-istotL·I<', IHI il merito di. an' rt' p;:r il primo di>-tinto duE' ~pf'c i e di ra ttse cl<•l mo,·imento, l'tma contraria all'altra c <ii a,·ere a;;sunto in certo modo il bene e il male come r.auSf' clell'uni,·erso. -"'- questi concetti pE·rò si oppo:>P .-\nassagora. di Clazomenr, iiJiJ.ialure cle~li Sllldii filosofici in .-\lene, sostenPrdo che i principii o elemC'nli della natma SOriO in :llllllf'l'O infinito (' ChP Ja più g- ran purlc delle cos(' è composta di pa1·Eq·ll t· omogenee e che l e cose stesse compaiono o ~compaiono per l'uggn•garsi o i'l di.3.~J pctl'i'i di tali particell e.
'
l L PF:NG:\U::l\u [)ELLA VISIONE NEL
P~;:-I;::,l.ERt) .
EI.C.
A11ima c moto dì qut>~l i c·nli san:blw l' int€' 11 i~tnza, rhe nt'l :;istema di Ana:::=-a~;-ol'a prendl' un canrt.lNe panlt-istico e ,·ien concepita c.onw qua.lco~:a d'inlìnilo. di omogeneo, di f)uri,;,:;imo, abbraecianle !(ut tn l'uni,·erso. Dio è per· Itri ' In natura o mc•p:lio l'i ntE>IIi![t>rlza infinita cht•
la muo,·C'. Ma il COIICello dt>l la. C0~ liluzi une atomll':t del cosmo, rag-g-iunse il ma;;~imo s,·iluppo colla &·uola_, clella appttlJlo alomi::ticu, t:he h t fondata da L~;:ucip JH.l e D emocr ito. Con Dl' n1ocrì io lu!lo si riduce all'atom11, imn tMlale, iden tico a sè slt·S.-;o, assoluto. Gl1 alon1i, diYersi fra lortJ JlPr il pe::o, la f!ranc!t'Z7.a, la forma. agitnnli ::i t-lernamt•Jile in ~en n al Yacuo infìinito, · si incont rano a caso e dann0 ol'Ì,rrilll' al la fMma ::.eJ•-
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sibile. Le teorie rli l11tli qut•Stl fìlosolì 1 che ili di fuori di o.!!'ni CJ'ilcrio rl i ' Lempo e di · spa?.io, noi t·a~gruppiamo, ~t>g-uendn la cri t ica di Ari;;tolelt>, solo pC'r il fat.to ct1e e-;:;i tentarono di sLudta re lu co::.tilttzi one dd tosmo ne i suoi t~lenwnti pt·imi. rappn':.:l'nlttno un [!'raduall' an·iamvnto allo cont:Pzioni tnocterne. " ~1a le> IOJ'n disc•ttssioni :;untif.diann a. lotte fra IH~ t·::ùrw che mancano di preparaziorw e di ese rcizio: come fiii<'Sir col pi~cnno :-:pes~o nel Sl'f! JtO per pura rnmbinaziom>, cu:--ì (lll r·sti filo-;uft non sembrano S!)èS:'Il neppun! di accorgersi ckl ,tnlnr<• eli qltl·llc• che dicono, tanto è •:em clw non n€' fanno poi ulvt tn rasu o a.ln!C'no pocllis~Jmo "· Vue:.:IP m<·d€'~inw paro! (>, culle quali ;1 f!'nmdP Stap.it il<~. q11t1llro Se'coli ti rca èt\'onli Cri:3t o, giudicilv:t: l'opl'l'tt ~·i P tÙ ifì c:a di tutti i rap · prescnlanli clt•lla scuola ionica, iUtlerinr r e, postet·inre, p•Jt r·t·bhe O!!!!i f<u· pJ'Oprie chi c·~Hmina s,;t•, nL·i fra11ln1enti rL·sictuati. le opinioni :ht! quesLi twimi studiosi della mtlu ra. •'J tl i::e ro s til ft•11omcno dl•llu ,·i::ion .·. all'inL~·rvrPlazione del qua le ada l laro no i loro ::;islcmi SJ)é'Cillat in. La constatazione CO JTlltlli s~ ima rlt',g-Ji o~~t>lf i rifìt·~,;i d ;tlla Sll fH: r lkie comealt' clL' Ii 'oec lìio, in C' OJTi~ponctenza del IIC' l'll d(' llu pupilla, fece supporre rlw fos,;t' l<L pttpillu l<\ st-ele d ella ,·isione ed Ana:;.,;a~ora pe r il priilno (::,no a. Cr ) riehiarnò i'at!enzione su quvslo fallo, &·cond•J quanLo ri ft•t·i:-:cp Tt•ofras to, t' ammi~e e li ~' la YJ ::;ione. con te og-n i ,;(·nsaziotw perC"c·piln, non potreb!Jc a \·nni re sr. non foS3e di JJHlunt ùpposla all'ol·gano eiH• pt:'rccpi;:;c{' ; tWJ' es . : gli ocL"Ùi scu ri ,.E-dono meglio di ?iomo, e al con{ r ario g-li occhi cllia l'i. ~a. il pri!Tl'A tL•ntaliYo r!i intt>rprelazionl· H~ l'ill1l t> nle sciE>n l ifka di'l r•·oet•s,;o visi\'O lo rlobhiamo al s uo s(·gu~t<' L' : Dingf'llt' O'Appol lonia tV sN·. a. Cr l . l"o1tdc.ncto;4i sulla no7icne al lora domin an te, c!tc cioè nt>ll'interno dell 'uccl tio si tr·oY<t ').5e r! en r~u·ia, egli all ribuint 1:1 qur::l'ultirna il sign i ficato di una parte d~·!l'anima. ntig r a!tl. n 1: 1J'u,·c llio e r is)Jt·llinl.men h.: dello spi rito di duo. • L'('SS('nza drl }•rocesso Yisi vo va ril'e rca la CJUincti nP II'ItlliOnt' del l'immagine pupillare con lo s pirito dell'ucchJO, e .da q ttl':->to contatto ha origi110 la Sl'n:-az iont· ,·isi,·a. l'\o1L ~·~i:::t0 anrora nC'IIa mt!nlc di flllt'O:ti filosofi il concl'llo eli JWrCP7.ìone e l'allo ,·isi' o \:ipne quindi localizzatn nel IJulbo oc·ularc. L'anima , conerpi la sullo fOI'llHI di nn fluido cil'<·n lan!P (l'.:·,z'ìfl~). pot' 1.andns i nP II'orrhic raccofdlt' clirettume-nte J'immag·in ;:. pupillan·. D al la riiwrsa co;;tituz ionc ( ~otli~·lil·zzn • clt•l lo ;;.pirilo ch'li -
l L FJ:::'\tl:\IE.'\11 fli::I.LA \"lSiliNt:
~1::1.
PE:"'::'IJ:IW. J::C:t:.
laré t> d<' lie vie cllv 111 c·0nclt1COllO all 'occ hio tliPl' lldl· la m·aggiore o 1111· nore capacit-à visi \'1.1._ Ot, mentn• Di u:r~l1L' rL\pollnnia eo11 la Sll <l iP''Le=<i ~i ric!lianw alla léOI'ia. propugnata da AN«:;osi nwne . che fo:ò.~e l'aria il principi() del ll' cos€; un altro rappre ~~:nta11te dello sc uola ionica , Ernpcdoc-IP da .-\grig<'nlo l!i90 a C. 1 credellf' di don!.r in,·uea re un n.ltr;) elemc•rtto, cioè il fuoco. Em ptdocl... :::osliene chr i QIHtlt r o elt-menti (Lcrr·a, acqua , aria, fuoco 1 si ann pt?rr"'pili c i a~cuno med iunte organi d cll·a ~lL·~sa natura: da cio la m·cessilù di (·oncepirP l'Psi.:;tpnzn di fuoco m·il'ocrhiu, intelldt•ndu fnr~ P in quC':"Iu C<~so 1\•<:pr(•<:::;inne fuoco C:Oilll' t·qui,·alentt' a luce. ln effdti l·ictea t'hl:' nL'II'inll'rno d t> ll'orrhiu ,.i fns~t· dt•l fuoco puIHa essere giustificala dalht conHIIH' ossl·n·uzione di qut> l parlicolar•~ rifi('SSO luminoso, 1•mu.nato da! fondo oculan· altntw1·so la PIIPil!a di ulcuni animali. comE' p. t::. i feli11i t' bPn vbihile .ll'll'r•::turil :'t, qu:tklH~ \"Oita anrlle lWII'IIfllllU . (' OriiC [ll ll'l' lruYa I'ISCOlllro IH'i COSI Jelli fo' feni, cioè ser.saziont di ltwe, st-nza slim0l1 luminosi. Questo fuocu dall'interno dell'ocrllio nrrcbl:w <lirellu sull'o,zge>tto fissa l o, nw~ntrP dall'oggello fissato altro ft1oco vit·m• in,·ialu u.trocchio . Il fuoro ottico è eirc:or1dato ne l l.inlèrno dell'm-chio" dall'acqì/(( endu<'ulare; quesla ]1NÒ. J)lll' ri manendo imprig-i•)tJata nel globo onllan•. non impedisce In. fnorilt~ci lél d>tll 'ocr•!Jio delle parlicf'lle di fuoro. ,'\n-iene come fltr .i vetri di u11a lanterna. (·Ile pernwll;>no il pa:5:;ag~:tio d<:llu luce, mrnlr~- non :::.: las·: J:1no attra,·er~a rr dall'acqua e rlal n•nto: ('Q:;j paSSanO ]t• t'OJTf'nli rJi [IIC'l', Jl 1'0\"C1 rlirr.ti rÌSpC!I Ì \' Hifll~lli f• daJJ 'u).X2H t o P cl nl l'i n l erno d t• l l'o< T 11 i o, a Ll nt n•r·sn l' 11 more oc 1IIUI'C. L'intoulJ•o clt·llt• dtrt' rtlJTf'llli, q11el la clrt' parte dall'uccilio t• q11ella -ell e ,.i arTi,·a dall'o.zgeLlo, ctù ori~im• a dl•l ll· /unq/11' l'''iflu:.iuni (ii/ifllr'llli: i ragf!i /w)lil/o.,i; l'a<: tlkzza ,·i si ni pii1 o nwno g- ran de ,.L'lTcbht~ rletermi nata rlr.tl!a fj tl\llllilil d t• lla mi:-:.n· l<L cL·i d11e :rtnl:ri di raggi. Crune :;i pu(J l'il('\·an•, u pal'le h' dL•duzioni as:;uautaJnenll' St){'nr lat in•. noi dobbiamo al g rand"' filosofo Ar ri11·cnlinu due ìn1purtunti co ncèlti: 1" lflll'llu d~: lla e:-islPnza di ragg- i lrlrrJi lwsi; 2" il cammino eli tali mggi che dall'ogg(•lto Yanno all'oc<:hio P vit·evt·r:-;n. rJm'slo conn tto apri va la ' ' i<t ali~: p iù reccnt i concezioni :>11ll(• p1·oprit'lit fisiclH· r!clla luce ~ ~;ll ln funziOIH' rhe l1a l'occhio di ac:eog-li;.ol·t i rag~i w on·llienti dall'e:;t er-no. Empedor lr inoltre nffronl<LHt JH.' I' il )n·imo il prohh.·111a della ,·i:-:ione dei colori. l/occhio infalli non possiede solla11E11 la ··1tpac-ilit di riconoseen..: e di s lingu ~ 1·e :rli l'ggelli, per l a g:ra11cl C'zza e pe1· la fonna, ma anche per il colo•·e. ~on 110Leva C[llinrlì uno spirito eosi profondo non chieciN·si •·ag-ione di quesL'allnt prOJH'itlit , e hasandusi stmpré s11ll a sua concPziOJIP dei quattr'o eleme,;li fondarn C'ntuli, egli a m mi~ che il bianco c-or·t1Sponde al fP<X'O, il nt' I'O ::tll'itr quu. il r·o:3sn all'at'ia, il giallo verde al i ~ h•1-ra . tna teor-ia più •·azional t> dwl 'allo visn·o è dovuta .a l g rande fonda tore de lla scuola atomica. Democrito d'.-\hclera (L,/0 u. Cr. ' . al qual e fanno capo le più rec(:'nti !:' compl t•s::.e concer.inni sulla costituzione d ella matl•1·ia. Egli disse: da~li o~ge tli si partono COIT&nli eli aton1i, eh~:· produC-011u in1 :1gini (~:oNì.~) elle colpi'3rnno ~ li o•·c ll i, Jlt"'r. t>lrallo nel lor o
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11. FF::\o.\ IE:-;0 PJ::LL.\ \ 'IS IUN E !'\1::1. I'E::\;:;IERO. ECC .
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iutc·rno e ve ngono rifl t:>ssi dall'acctueo. Quc:st.t riflessioni:! cost ituisce rattù \'i:;i,·o, }Wt·c hè l'ac<'fuen 1'1\,j)pl'csenla un u rf!·ano eli lmsm i::;...;ione della sen:::aziolrL' !umin o:-:a. S~:cnndo la di' t•r5a forn1a e posiziOJlf' d 0~1; atomi si manifesta no i rli\·<·1·:-,i roto ri. E' n o!t· ,·ol €' il fallo che t·tzli non Parla pi11 di conenli dirette dali'O(<·llic, ali'(I!-!1-!'Cilo. E' ch !<.ll'O quindi c he . fru lutti i filoso-fi d t·lla s< ·~tola ilHii('u, D l:'tnO<'I'ito pone J1l'l'· il ptimo il J.H·<,blerna della. Yi::ione JH'IIC' SUP basi fondum e nlali e J'an-ia alla sol uzione d l:'finiti·va . .\l c·nlr<· JWI'0 la scuola ionie<L si a\ viavct al lnunolllfJ, st>q:reva in una 11 110\'iL <uJrOra di ci,·illh la celebre scuola ltalil'a fonduta da Pilagora eli Samo, in Crc•lone , nella .VI agna Gl'l•ria t?;OO R. avanti Cristo). Prinripio l'nndan1€•nl11le d plla ~cuoia Pit,ngorica furono, come è noto, i rapf~lrli di nJJmero Q di cpmnlitù, considerali PI'incipulmente nelle kst'~i nmlt·m ;tlidH' e m N:raniclle e nt:ll'a.rmonia della rntJSica. l PitaZMi(·i ctwll'll<•ro eli f'il\'\·isar<> nri nume ri, mol Le niù analt)~ie, con ciò t·hc t·~islt' o jJ\' \'Ìl' lll' m~l n10nòn, di quanto se ne potessero tro\'are nel fuoco. nPl la INrn, nell'aria, nell'ac.qua. Pan·c ad essi l'Ile nwnlr<? una tale prOJH'i<:lìl ch'i nnnlt'ri ntPPI'l':;t•I'IU:'SC, p e r e:;empio. la ~iustiz ia , taJ'allnl l'a nin1a t· 'tu lllt•nlc, ulLrn. ancom l'occas io ne N't'. I numeri costituh·ano il fo ndaml·n lo di og-ni c:o>:a: perfino il ciclo, la lu ce e i colori fnrono cotw,·pili conw u11'annnnia c un n umero. Nell'a;:s umere i numc:ri a prinl'ipio d ellt• eo:;c Sl' ll1bl'a. l'iw questi filosofi, sct i,·eva. Aristotl·l<•. li riguardino l'Ome cuusc malcl'iali: r~ 'inoltre ancl!c come delle . JH'npridit e d e i modi di eSS{'I'e. Pl·i Pìtag-orici, il co~mo ::;i rid11 re nicnl'allro che hl dualismo dei CO illl'a l·i lc!lldi in:siPiltP dall'armoni«: ·l·oppi t' di con lrm:i, p er es.: caJdofrvdclo, bt•ono-ealtivo, lirni~ato-illimita.to, hiCt'·OSc urilù . · Tn;;pira!a a que"lo principio fil osofico ;;or:S<! la Leoria el i Pilagora ::;ull'atto ,·isivn. D ulk pod1è notizie ]1CrYenulcci, risulta elle la coppia dl:'i cnntra1·i ric!Jiamal,a nel fe nomeno d e lla visione sarebbe il freddocaldll. lnfalli Pitag-Onl fnCt'\'él consist<·re la visione in umt certa evaporazioni' calda pr·<>lllananle dall'oechio. Qu·~:;ta correnle calcia, trs.-:cndo clall'oc'<'hio incnnlnt\'él l'a1·ia ut m o::;fe1ica fredda e nun potendo pro:>t>g-u irP rilornaut SII ~è -;les:-:a ri c nLmndo neli'ocehio. :\n·r rrebbc tchiari:-ee P l tJiarco ) come il fenomeno dt>lla rift6:-:ione che si compie nello sperchio, nv,·cr·o, c·m1 un paragor?.e 1111 po' grosso lano, wmc un indi· \'iduo il quale abl)ia pri111n <listcso il suo bmccio e lo ripiega poi s u se ~tes_<:o in modo ci Jt· la mano venga ~l poggiarsi su lla :>J>alla. Ora questa int(•r·p1·duzi one cosi rompJcs~R. a l meno dai pochi frammenti resi· duali, riesce l111l'allro <·Ile> evidente . I ntanto Pilagora n<m parla affatto d el l'orgl'! Lo nel mer.can i:>mo di produzione della Sf'nsazionc visiva < non chia ris('e l't:::;senza del fenomeno: egli si limi la ad affermare, a maggior nro,·a dPl suo as;;erto, che se l'aria e la corrt'ltle ocu lit.r<: avesSt•t·o la slP~sa. lemperalum i l fenomeno non avverrebbe. 1\on è facile concepi re in ba~c a quak principio t·gli abbia immajrinalo questo mo,.illìenlo di andala e 1·ito rno dell'~manazione oculare. I Pilag-orici aLlribu i l'OnO al ca l ore J'e:>d'IIZ-R della l ucc (i l calore fu c·onsicleralo la fonte della ,·i1a l c forSt' col tet·mine &·q.t.o'' {~<:gtJ.O'I q·espiro caldo} intendev(lno allurlere ad una ql~alch!! C'nergia t'aggianl t• fuoriuscente dall'ncchi<J; qut,~la forma di ene r~·iii raggiungerebbe l'o~~·dto e quindi
nlorn ere bl w pe r r ifle:s::Ì·)Ilt' nell'intnno dell'occhiu p~r· ripnl'tnre l'immagine rl•: l l'og·gctl0 s l-es~o H tunlatl•J d t• l l't~ni!lla. L'a nima infatti. ::;ecnn clo Akml·urw ctw fu unu rl t: i più ftll'li rap!JI'E'St•nlanli della scuola eli P ila):!ora. aYrel.llw la sede m ·l Cl· n·~>llo. e l'elll a.~MzionE> ralda rifle,.:,~tt lo ra~;ti1 r ng-~· rel>lle altra,· ~:• r:so il JH' rYr) ott ico · t-Ile riuni~L· e f o• ·thi o al t'!• n ·l•llo . Ouuslu co rH· ·~ llo Sl·alu ri nt dalle nnove conquiste rhe lu sruola P iiH,anrica ,·an tavu rwl campo ariatomico. ,. La ~c u oia i!alktl noJn fu :;ollanto un n·nacolo cti l>t' ll:"Rlot·i, rna. fu anche un i stitu to ,.:l'ientifi,·o d i t!f'i\,lldissirna fama, n el (JII<de nrirnili,·e nozi••ni di nH·dicinn Y•·rlfr eru Pl<·,·ate a di_gn itit <ii :;cie nzu. E' lllllo ('Ollre Er nclulo con~icl t• ras:o:e la ~c uo ia di Cotrmw la pi(r pTand c :;,·d!' cll•!-!'li sln di lllt·diti rwlhtn lirlr iliL. l~ cl è appu111u ad .-\l cmeun<· che \'ie iH: ul lrilwr li:t la sropt·rta dt• l nervo olli ('O , l'itl' t•g-li .. rwn os t<.~n lt' lt' clis.:;.·zioni analnmidH' fa ll0 ~ll!! li aJtiJWiii, cnn:::idera tl•me un C<tnale. l'in dica t'l)l nome ·l i :dgo;. lit do,·e .-\r :aSSHf:'Om parla\'a di cp.Htp (\·cne l Jll' r indican· le \'it·, a llnl\·,.r,:o lP cpwl i lo s piri[,) ckl corpo si I•Otta,·a all' occ'l~ io. E' IH·c.·IJaiJ ik c i v~ qnt•:o;la inll'rprelaziont> fosse inspi l'ala. pi t'l e h ~ all'o:-.-('rYazrnrw clin·tla, a ll<l rh:ce~sil~1 di adnllal'!a al suo ~l :> ltoma filosofìt~o.
COilllllt(!tlè t' imporla llll> il fallo, assulul:mw n lc ntJO\TJ n ~>lla :;toJ:i<, dt:lla fl!osof:a !'•·i•·n tilka, elle .~kmenne inl1 1ì la nulura p:<icu-fbi~·a dell' t~tto \'isiro , éllllli H· tt ~?llfi O pe r il pr imo elle la C'OI'f'('Tllt· ocnl are di rito r no dl) \'('$~è atTi\·an• al Cl' I'Vl'llu pe r ctt> lc rminar(' ht ,·i:::iun f' . :\o i. ··ltianwndo •tg·_g· j ;:;u t:'az ioue lu prirn a parte· dd fenonwno vis i,·o e Jll'l'Cl'zione laS<'· f'l •ncla. t'nt tfl· r·mi a nto in :-;o:-lrrnza la ipote;;i di quc:;to ~ ~·and e precursor<; t' r1HW!" lr0 . E' o rrnui acquisilo infatli cht> l' indi rizzn sc il·nt i fk o th·llto doll rin~ lppocl'Htic he, sr<tlll rì clap·ti in::;!'_g-rtamPnt i di Alrmeone. a l qua le sì at lribuisce il. fumoso librv rlr·lla ·m Niicma antira . I n quecilù libro s i so.. st~nt'\'a il concl'llo che lt• ··ose nolt' ~· r·a no m e nc. d~:· llc cn:;l' ig not.e, le quali rirnanevann all'inn·~li~azio11e de i rutu r·i, e s i ammE·lle,·a , oll;.;nlo eli essere in poss('!'ò~O di:'! co:>ì dello prinrtpio e ,tr f w et o,ftJ P<·r p ro~re <li l'E'. Il ]J?'i,iripio, · fall o p1·upr io da l ppo<'r:tlt•. ris ponclt?\ a p rt-S!'O a poco a que:5to conC'('ItO !De Hl' nzl) : la ,·i ta si pr.-•:senl a all'r,::sc' I'Hdore come un'atli,·ità d c!l'or·_g-anis mo per la f!llt:tle es<>o si approp r ia ri ò che lo 1'0nserva. e res pimtf' lr cose an·er!:le. Findtè que~t'armwlia pe rs ist.e \'J è lo sln to sano ,ma ll(' ll npp~na t'armonia è rolla c'tppélrisc<~ la fmLlatti n..
:vrentre il p1 i nei pio nell e doli rin e l•ppoc ruliche ebbf' i! s no tr·ionfo, non così avvennr cle' n11'lfJ do , ehc solo cla.lle !!Crwrazi on i :->uccessive s i l asciò ca ~-p i re ' Comttnflu ~ lppocr ale. fondatore della fa m osa sc UfJ la di Cos, fu il \'eru padre della s<:ienza nwclica , e quc·:;ta tolse dalle maui ile i rn·eti e da lle spec lllazioni dei fìlosofi. Il e.oncello ch e rl clla Yt :; runt: sosLenn~ la :-\Cuoia Ippocr·:1 ti nt. non fu dissimi le da rrr.:ella di D<>m uc rilo: se n on<' hè lppocTale affer·m;-H·a dw la purl<' \'Ì::o{'hto3a e la parte umida dell'ocrht_? :>i Origi nan o d irE'II:tiJW.nle dal ('t'l'\'t' llo e p e rciò ('O:'ti l iiÌSl'OllO J'o r~...ano de lla ~ lt S ihilità lllm innsa ed inoltre ( he il rifl esso ,·i::: ibilt• sull.L cornt?a e nel la JJttpilla cHt·rmilla i rnme<liulu n!e ntc· la ,·i:-;iorw .
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Ff;~O~Il::;\!1
nn. l..\ VISIONE XEL. PE;\:ò1ER11. J::t:C:.
Del n.:"l~l la fTl\'dicina I ppoc mli Crt H% llllSC' piì1 1111 Ì11 rlirizzo p us1 · ti ,·isla c lw non specu lali,·o, e pc rTiò allo sl•uiio d t>ll'i nlimct es:-:enza dd fenOIIH'ni prl'ft·ri l'os::;en·azione dirt'lla clt>i . falli. La o=ct~ola Pi lo.f!Ot'ira chibctent in ~os lanza Luflr• il primo ddo de!le di sc u ,;.~1u 11 i filv:;oficht' s uli 't':-::-~·nza dL·II a Yi sioM e St'g' lltt\'ll l a prima l.lq)Jla. i l!clul>biHillentL' glorio:-:a, ,·c r·so l e /!Ttllldi conqui ::t~· d t' lla ,.:ci.:>nza modL·rmt. ., l ..;ofisti non pott-nuw. 1)1:'1' l'ind irizzo 1IC'Ila [() rf) tìi•J:-:>ofìa. (lnJ·tarcal c un eo1 rtributo alh\ :-'ti Hiiu de i f<:>niH lWni natu r ali. ln SL·.~ nand o chL• la cono!3cPnza d P llt~ vvrilù non era pu~sib il (' a ll'tlOillO , llf' l'<· llp il vero non esi-.le in !Jllèlrllo è Jll' f1;;ato dHII ' u()nlU, ,·eni ,·ano eia nn tnnlo a ctisll'll!!)rt· re u:;mi impulso a lltl l'it·<:rc!1P nall~r·ali, nw n ll't' d 'al tro canto, il \ '811lar=-i d1e L'S~ i fan~nwo di pott•l' :>08-t erH:' I'e in P!.tTli ar)!'IJIIWnto il pro e il cunl 1·o cun up:ua le su cr l·:s~o. roslilll i,·a. 1111 Ì llfllriu.c\ non <·mnpatibile c.on lr indag i11i cklla IHttl l ra , imnllltahill' (•d una. QiiL',; [,. l('ll d0n:Z~> rO\'Ì rln::'e della ;;ofì:=.t il'!l \'('~lk l'o ~·!lc i'~' Ìl' a li1L'11lt· runlbal!ule da Soeralc .-\t!•!li cse (a . 'J(ifl <L C. l . Spirito (' lliÌIH'ILkllle nt ;: l >ral il'o . ep:li, COII IL' i! 11ulo , ri chi amò In filos(ofi;~ clall'in(la:rim• su:l'u r i!!.·i rH· prima d l'l!'llni,·e-r;;o, nt>lla qua le si t'ra s m a rriti! la sr 1roln .ionil'a, allo sl11dio illl!lli'cliutl: dell 'uomo. Ba::;!.' pt>rv ,del SIIO instp:nunwnlo d i\·enm• In nl'cl',.;s ilil H:'Solula pt! r l't101110 di con· sen·are l'an i r!!8 surw rior(' ai Sl'nsi Pct ittH11fJrlak per ll>.Jidt'f'e ad un.t m l'lu fissa di pt·r·ft•zJnllanwnlu m or ale. Da lo ((lll'Slo conc;e tto Ìll:>flll'ulore, p~· r <·11 i i sc n::;i \'<.' Ht\·ano consid<'rati quasi con di :-:d <·gw1, si compiJ'!ICil' <·n111t' lo sludiu d èi ft·nc.m c·ni nalunlli , t<Hu·•·piti al di f11ori dell'a 11illla llflllllli:l non polt'::i=-'t' far park dd si:;le ma fìlosofkn S nc ralico. A.:;" lfi'SP in\'t't'l, ad allPzza irnprl'\'erlu ta col maggiorl' elci :;uui s1•p:nac i , P la l orH', ( '.:?i a. Cr.) eh<.· fnttdò la ~\lH. CPlebre :-;c-11ola rw l ~· i nn<~:-;io att• r tie.~e. dt•d it·ato all"eroe .\ c-cad~·mo. PlalOtlt:' u 1 tinse m ol to all<t dottrina d e i Pilag,Jrici. ma:-(' n e dislacrò per cr l'at·e 1111 s i..:;temu suo proprio; il cosi ddlo it/ 1'11/i ~ '" r, . [11 fa t ti, p ur a.\'e ndo :'t'!rtrilo da !ZÌO\'él!IC' le lt•o rie di Eraclito, svconrlo l e quali le CvSl' sPns ibili ntriuno <·on!inuuménlè e non JH,:-:suno esser·e c,ggetlo dt sc ie nza. egli non manlt•nn e· a I1111 ~W lal è opinione e, act'OSljtlus i a ~) c r·ale . (t'IH:· pur· disd l·gnHndo ogni ri et•rca ~11 1 IIIOr1dn fìsicv, anda,·a in
lntc{·i ct rli conct'l!i ~e n e ru l i e aveva ini7iato 1:1 ri n· n·a (it•llt• d efi11i zio ni •, Platone atl'Pilò q uesto m etodo pe r la d l~ lt' f'lllin::tz ioro e clo·•i c0n('etli gt'· nerali. T\1·1l o c; tc-ssl) tempo pt::rò cgl1 fu <·oncloll o ad uss<:>n·ar·e che lv de finizioni, gi:'1 adombrate dal .suo ntal'sLro, do\·!·'\'(Hlt• rife r·ir!"i a qual elle cosa di d ivt, l'!'O dal le co~e H· n:'ibi li, e :J. tali altre cusr. d i fferen ti d all e S(:' llSazinni, E'trii dit>de il nume di id t!~·: ri ;:nmrdù quincti IL' idf'l' conw l'<lll !;E' di lult(• le altre COSl' e rit~> nne clw g- li <'ll'fl tel: li de lk id(·u
fo;::-;ero !{!i ~>kmt> nl i di tutto civ rl1c· c::>i~lc ; rvnll l llf.t u~·'hi'Ht' dl'! suo .si-
sLt•ma fìl o,.:ofìco ri ma:-;e il conce t to ello• /t • ir/t•r unit lf'rst<!i JirN·,·tfonu l e r·o't' t• , ,. id•·r> Jlflr/i{'()lttri. P erciò P laton e n è 11e l'(l rlsicle ndu m·llu ::;lv· tia clelia sc· il'fiZ;l come il più g ra nde r·appro.':;t.'ntante d••! sh:!ema api'Ìtlri!-\lil'O. o fh'dt il livo. elle ckll1· ris t1ll.ali cosi m e ra,·i~li o~ i Jll·l cnmpo d l'lla geonwt,·ia, ril C' nu l a la " '' i enza per E•cr..e ll enza t'sul cui Jll0Ci el lo anch e ''-' n Il re si ;-;;u·~·hlt~ ro d o\'llle plè.SllJan·. E lfllt'S!O ind idzzo noi ritro,·i amn ne lla inl!·rt)f':'tazione P laluÌ1ica d ~·ll 'ut ln Yi :;i\'0 F.p-li. di fPtli, r·ipn·rHkn<io la l<•oria eli Erli Jll'd uck . cun·
JL FEN(Ii\IENO fll::l.I.A VISIONI:: NEL PE:-i Sit:R(J, J::<:l:.
divi,:.e l'idea che daJ!'()cr hio s i s pri~ìoni un fuoro p·uro e sollilc des tinate• a wngiungPrsi con quello emn.nnlo dal corprJ luminoso . P C!' effetto di questa unione s i dPt er:Hinan o movimenti ch0 s i comun i cano da prìnta all'occhio t: mediante questo all'artima, n c•lla quale suscitano SL' Jba zione d i luce. Il proc<·so Yisi v o ,E!f(l i dic·e, s i <·om p i e rneg-1io 111 d irezione ret l ilinea, perchè in questo ~!-'TI:'.C) lèi l'i unione del fuoco -op·gttli\·o e dc •! fu ocn oculare an·iE>ne in contlizicmi piil opporlunl'. L o scltPt >ì!l dt:l con('e ttcJ plutonieo d ella prop:cgazi<Hl <' del fuo .. o og-getti ,·o e dc.:! fnuco oeulat'l' .risponde alla çlis pMizione eli una dupl \<·c st•rie di raf!:~i diYt·rgè nli rhe padono ris peltinmwnt e dall'occhio e dall'o!!~ :~ tto art una c·erla distanu. l'1mo dall'altro; la J'iunionl' avve rrebbe in un piano ideale, lraccial(J sullo sc hema cun urw l1nea ,·er·t ica le inl ~rrnt:dia. Si <:os liluisce iu qu esta g11 isa una tì~ura gromelriea c ile ei nr01·rta l 'aJtdamento tli tifi sbtema eli ra~r~ i rlin>rgenti. i quali , i neon l rando un nH:zzn rinfran· gente, vengonc, riuniti ir1 un fuoco situato -:.i alla parli-' oppftSl<L Il fl:' nom(·rw de lla vision e n(•l sistema r)l aton ico u;;st. me quin di un miovo elt·mcnto ri:-:p ello alla leo ri a di EmpedOl'll-', al!u quale in func! n è in:;pirato, L' cioè la JJrorl11:ionr ·df'i mtii'Ì IIIf'flfl , deit'·rn,inali dal fuoc c.: og,rrettivo e dal funeo oculare n el rnon1Pnlo del lol'O inronlr•o. Si è Crl"duto di t.ro,·•u·t in questo concetto ia prima inl11izion(' dl'l la natur·a vi lmtlOl'ia de lla luce , ma questa s uppo;; izion ~ non èiJ\f•H c·e,uncor·a sos léuibile. ronw n on appare ::o;;lcnibi le L'altra che, coi purlure di raggi inrontrantis i, PlalonP <Lbbia prw:or·so l e h·o1·i e s ull;t rl.' fraz io ne . Egli w n1e i Pita)!OJ'iri, attribuì ill\'èCC: molia illlflt>rtanza alla s-eco nda park• del pr·oce:-:;;o vis i\'o, •flll'lln elle noi cllianw rrmo atto d ellu l ><'·r cL'z iont- . .-\ spirgnre poi la ,·i:-ionr crnnutica Platone amn1is0. in 11lt'ZZO a d una \·ar·i C:: til infinita di toni, t* rolori fondamt•nlali (bianco, ne ro, brillnnle. rosso\. Il hi<mco co n·i ~po~ldè ad una ~S pan s i om,', il nr ro ad um1 conctensazionP. P!'1' · nwzzo di 1111 fWncr·s:;o Ji ::;cambio fra il fluido !JE'·
netta n lP neli'Ocl·h io dall'es terno e le so~tanze acquos a e ig nea esi<:tPnli nell'interno del l'occhio ~ i ori~ina lo s plendo r·e (!,>i colori e la varirlil dl'lla ~cula c rornatim. La misce la formala dal fluirlo luminoso dell'oerllio dir il ro~so che è il prim o ~o l OJ'e })l'opriam t::JJ\e •idio. Ro;:-;o con bianco e n ero dù violetto; ros"o con bianco E' spll•nden le dà giallo; bianco e n r ro d:\ gri~io ; grigio co;• gial lo dit orungc ; il hl ett s i origina da una mi$cela di:!llo sple ndentl-' c·on bi·mco ç. ne•·o, dal giallu e biancu s i ha vercte eh icu·o. · Pl~tt on c inlf•grava in qur~sta ~- ui ::a la sua eomplessa irrleq)rctaziotJ(' dell'aLto vi .~-i,·o . . Ylu la tro ria e lle piic si at'C(}S l~t niiP conn·l'.io ni moctcnw , noi la pohbramo ad i\r·istotel~> di Stagira. (::lR4 a. Gr. ). \1e~ll r·e :\ lesc:an<iro con ](' ::;ue rorHptistc daYa 11n ca rnllere affatto nuov-o alla stotia poWira della Gre<·ia , Il sno OHH:'llro, .\ris lntC'lc, portava nn profondo mut.amenlo n~l eampo fl,•g-li slurti fìlosofki. L 'nno ~nove,•a al dominio de l mondo con la ro,·za d t'lle s m· armi. l'àltrn l~Pet·~vu con l'altezza d el suo ing-E?f!r.O e l'aulorit;t del!èl sua coltura. Discepolo cii Platone non ne SP!.{ tlÌ la doltr·inrt: mentr(,' i l s uo mat>· stt-o_ si Na podato alh: alte "fc:rc rle ll ' ideali:-mo . .-\rislolt-1 1~. ment-<: pi~t POSttivu, si trnne nel c<tmpo del reali:-'tnt> P mi!'t' a fondaml•nl o .rti ogni
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:'1\j\t'l'l' l'n:-<:l'f'\'tli'.ÌOlli.' rli.'i falli è J'C:3Pl·rÌCI I7.H· :";L'I!'l ll' iHitl llll me(OdO de.dulll\'0, l'lw pu:, dirsi cn•alo eia li1i . F.l!li :::n in•: .. il tom pilo cl.i fr)rni rc i prin ri pi su i quali l <' ci<'duziolli :-:i IHt:-:anu. :::pdli!, per cill:'CIIIHl :>ei:: nza. all'os.,pn·uziont> dei falli spe,·iali ('IH' co-"li l ui <:,·ollo il ..:no nunpu d ' inwsli~aziollt:. fl)!u i apprcnd illlt'llln !l'lO può (1\'\'t•rli n • ~~· 1101\ per lnì'Z7,0 eli. CU~e l'hl! Si CO IIO!ìCOllO !!iii ir~ tullo o in p:t~·Lt:. e <'in latJio m·! ca~o <'! te :-i pm<·l'cta Pt' r ,·ia tii d inlv~lrazinnt• t'1 1e fh'l' ,·ia d i fit•fi nizi orw " · Co n qtl <.'>'l~-' par ole egli ctemoli"ce il co rH't•!lo ct ; icll'c- innall' <'d all'apriuri:-;rno pi:Llnn iro op pone il ,,w Sf•l' rinwlilalif'mo ,rlll' , ll11Zif·li0 cl i;;clpg-na rt>, si fonda Sll il e proprietiL cit·i l' ll"t ri St'IISÌ. E' fallHI:'rJ il sun . adagio: nulla Yi è m·ll'inl t·lll'llo.. 1'11e non si•L . :--!alu prima nel :-:c·n<:o P L·r qllt·sto .\risloleh: è t•on:-idl·raln e giu4anl c11lt', runu • l' i11 izinln r t> di'i nH· Ioclo !" flt-r inlent=IIC' ) ·ll.'l!'inda_gine scir-n lifku. La l•ossil>ilit.'' ch·lla ,;c iPnza, ne~ata dai !:òofì~Li L' Òil ,((li srdl i<-i , rapfii'C·~l'nfa 1111 al l.o eli fr •d è nt·lln dottrina Ari ~ l o l t·li ra . " Solo fra ~li esset i, t•zli d il'e, 110i abl nan1o parli• a!l'int.:lktto aflivr:, cioè a D io m ed e,;irno, t•, pt·r· lui, allu cnnos<'L' nm cll'll'a ...., oluto; t:.uli siamo ctulali di parula " · Cui lin;rr lil!.!.l! IO noi t:numerian1o ll' cose c.o!llt> lt' c~ lfll'Cf)Ì<UliO; cnn l a ra:riow• Il' tPnre p1 a1110 come :-=onC); l1· mani t• rc di enunciare le en::-e .o parti eh· l d i::=.ct,r::<t• • ca\t'~ nri e 'clt•l li ll.l:!,'ll·l!!'~io l r ispnndonu alle diffe rl·nt i fnnny rolll: q11Hi i h · con c'l' Piillllll, ! t'all'~O r'ie cl t•ll'inl~II E' llo: :;u~lunza, Cf' liull il .'t , cp 1ali tu, rPiaziorw, lllnft'O, Lelll pO. t·ec . l e quest-e cak gorie cld l'in lt·ll(•llo c-;prilll ono a l oro Y•)i\a la ll lilllier·a delle cose st.Ps.'t': lP ::<rir·nzC' nlétlenwlit- he e fisiclw si ocet1JH010 della quan~itil, c'Il-Ila <:ual i l;'r ·h•lic rose, cll·llu loro rC'Iazio rH' : la fìlo,;oAu prima , sci E.'nZ=I ck ll'tllli\·(•r :;a!<·. l1a flt 'l' O!l!!'<'lln la r·<·~X ill a del le ,·aft'!:.O I'il', qu ella a cui "i rifPri;;t·ono lutto h• allrP e di cui non ~on ch~o• par,l ssil i : la s.osta nza. F:ssa :< i l'hivd ~· co~a è> 1\•s;;erp in si>, al di f11ori di og-n 1 rr lazione di tempo rli l110g-o, ecC' .; lP sc it' ll%L S J H' nm enl ~di sono ultrt•ttantl:! ft losotìt• JlarziaJi fi l(t:'r,fìa stc:ondrl). Epfwrò, Sl'Cil iHi o Aris lolP ie, ogH i prodnllo sia cil;'] ]'ade. sia della natu ra lta nna ca11sa malt•:·i;d <', nna t·au ~u for111alP, una cau~<! dfieit:nte v lllotri~·t• e II!IH ra11sa fìnah·. &istuno quindi qtHtll to SJlf:'<' H' di t·ause p!·r· og-ni fallo: la malt'ria , l' idl:'<l., la forza e lo st•opo . Ci.111:::a fì11ai L' rl<'ll' llniYl'l'so è Dio; lit lllillcria, l'icl pa n forma son dl·ll<' nozi oni coJTPIHI),·e. le quali , !ungi dull 'esdllcil' r::-i , :; i Hllirano, si l'Oillpll.'lano C' il nH·diu lt•rmirw in cui si con fo 11dono è il t11otu, l'eYoluzione, ell e (> pas,;ugg i o ~ lrasform azion(j dc•ll' una nell'altra. Da ciò l'importanza ollrih11ila rla Arislol t'lo• nll'i <lcu dt>l mnlv; c (jll{•st'idt•a ri·· tro,·iurno nella :;;11 a intnpretaziOill' dC'II'atto visivo. _ t:e:::st•rtza dt•lla luct' è da ricc rcart' in un movimento dl•ll'aria , il '[llitl <' prC\'(IC·u !.o1 'isiom•. La luce 1101. è fallo corpor eo, ma en ergia l'lll' parl<:nclo clnll'org-\·l lo sc t~ule l'aria o l';h·qua poc;ta tra l'oggetto e J'ncc ilio. Il rrwzzo intcrmcciio diafano è inrliSfll'll"alJilt·: infatti s~ sì l'O iloc;t r n~!.!'('tlO !"nll'ordliO, la \'Ì:>iOlll' 11011 JliiÙ l':<ereilarsi'. L'ocehio eia !"t> 11r111 Jli'<H iucl' alt.:nna L' lll<.lllélzit• rr e c sf• rve s0llanto co111 t> appa.l'a.to dl':>t inat'' <~ n·H z in' al nto,·imt>nl0 d ella l uCf! la q ual t· non si arresta alla sua supt· rlki<' nHt si pmJIHint m •l s11o inlt·mo, attm,·e,·so un CQ11· lt·IIIIIO p<· rl\• llillllt'n l~· lrd 1'parl'nte . ln CJUl'Slo rnn t'c·nulo fJ~u lar C', Sl'COnd0
IL FEJ\0 .\LE~Cl DELLA \ ' IS IONE NEL PEl\:'IERll, ECC.
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alrtwi, Ar-i :: t otr l ~ fa risiedere la fur.zio.nc ,·i::;i ,·a e la :>eu>-ibili tù specifica, mentre, SE'Cundo ::~ll ri. egli lo conside 1·a comt; 11n o r.~arw di trasmi:-:sionc della lu('e; còsì pure non è chiaro, elicona ~ li storici , se .-\risl•)tele allurla àl nistallino. chE' è si tuato dietro la p11pilla. llllplicila nella concezione Ar·istolelica è invece la duplicitit del J)I'OCes~o \'i:-:;1\'0: la prima parte risit>de nel l'ort-rrtno di sen::;;o, l a S<>~·ot~du ncll'inldl(: llo. Or·. se si P~arnina.nu i di\'er.:;i elementi. clw ne l pens iel'o ciel grandi' SLagirila inlPrYengono nt'l pr·ncessé della Yi:;irme, \'ediamo apparire le tre ~ra rrrli cause, che ('O'>liluivano poi ;l lrillico {0uclanH"nlalt• per l'in t('I'PI'f.'taziont' di altri fennmt·ni nat11rali P.<' l suo ::;ish·1na fìlosofkn: è•PJvn•"' .A-r---e'
Y.:'l'(.j'1'... '"'!'" )
évtrv-:rty. -r" l w .. • •
...
Soslillleudo i n()mi é:I\Tt>rno: forza Yisi•:a, Pnt· rg-ia luminosa, mo,·imenti del mPzzo interposto: nomi e con!:t•lli falli p r·opri dai fbìct moderni. Non a l<Jrlo Ar i::;lotC'le ,·i ene consicle,·alo ((11indì eontt' il Jl l't>· cur·sore della moclt!!'lla leMia undu laloria della lucl•: rrta ègli non eonc.epi il co::ì ckllo nwzzo impCJIJderahì le., l' Ili' noi ahiJia mu illliTIH[.!inalo }1er la spiegazion<' dei fr•nomeni lunt ino i, il quale m ezzo è distint o dall'aria e dall'arqua. Bgl1 conct"pì inverl' l a propa!-'·azione della luce come un fenom<•no cti 1110\·irlll'lltO dell'aequa e dt•ll'ar-ia. ;Lnirinanduln al fcnom~:-no della prop : t~mzi onc riPI suono: se f ra li! l erra e il sol t' . di ce :\l'islotele, i1wec:t· d ì €~se r·Yi dell'aria n fosse del \'11010. noi non \'td r('mmo l a luce so !a n•. P così J)tll'C: se noi W'(·n;;t i amo a Il 'occ hio l'oggetto, noi non !)Oir'emo più ,·ederlo per·rhè aHemu annullato l'al'i<l inter·nwdìa e reso rruindi !rnpnssibile !l lllOYimenlo clJP dil orip:i11C' alla sensazione lurnin(}sa. La eot.clt~siore nL•II'ttn ca~o c JIL' ll'altro non poteva non ra pprt•scntar e un concello in com putibi le con le no:< t re ,·ed ult·; per·chè nt'l ptimo caso perc·ava d'in<:speric-nza. nel ~econdo presum~va in vece la rnanrnn za a::<'>olu la d'o~rri nozione sulla rifrazione oculare e su l limite c.l<!l la 'is10ne dtslinla. in ,·ic i rranza: il <·nsì d l'ltO pun·to J)I'(}Ssimo Resta comun(] ue i l concetiCJ fondamen Ln l<.' riPI rn<Fi rnenlo. qual ,.. essenza. d el fenornen o lumi nuso. M a di cl w natura ;;ono quest i moYi· menti? La concez ione e l'inter·prélazione del moto Yilm:t!(Jt'iO sono conquiste molto r ecenti , ntenLr<' la. p rà.tica constataz ìo11e ~ anLìea qttanto l'uomo. Non s€'nza meraviglia l'uo mo JWimilivo anit guardato quPi caratter istici movimenti dell'arqua, che, in forma di ir~cre~ pature con oontriche, accompagnaro il lancio o la. cad11la di 1111 cu ,·po qua.l5iasi. Oggi il molo Yibr·ato r io non è piLt 11n mi::>tC' ro della 11alura (' \'ien considerato quasi come n'P&">enza di ogni energ-ia. Del resto non è piccolo merito per il g-raniiP Sla_;{irita quello di aver· im·er-Lito il concetto dominante : non l'oechio emelt€' delfent·r~· ia luminosa. ma questa d~Lgli og-getti parte. l colori nella conct>?iOnP Ari slot('lira ,.~?ng-ono cor.sic!era ti conw un.t r>ar·tic·olare fl_ual iiù r1ellu luce: i l colore e:3oist~ in O,!! n i cMpo allo stat,, potenziale ~ solo pe1· effello della luee diYt:mta attmt!t:•. l din•rsi toni della !>Ca la cromatica 11011 sono eh~ l'eft'<:tlc, dt'lla diY('r sa mi scl'la di bianco e nero eht: r·appr!-'St>nlano i due co lori fondamentali. Nella slo1·ia della ~<: i enza non è infn: qut>llle il caso di as:::islèt't', d tt ran_te l'evoluzione di un·icl€'a o di trn intero sistema scientifico. a.d un1i sene d i lE'ntennamcnli o 5-ost€· inaspettate. f'Jnan do non siano (\l>llt:> iu-
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Il. FE:\11.\H;:IIq L•EJ.I.t\ \' l :'.IONt: :\El. PL'I::iii::.RU , l:CC.
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lt•nuzioni s-:·n.w fi11e o ]W!nrio dd salti all'inctit'lro. Come lltta fiamma tremula, dH.: , prima di a,;-;tltnNC la forma d efìn iti,·a, subiS<'l' dl'lle oscilIHzioni il'l't·~olari e ~wmiJra u tllOilll'llli spt•gm•r:;i per riprPndere infìnl· Yig·Mia. t' ~lohi!;_tù, to:; t la mcnh' dcll"twmo, prima di f~:rmu.r:;i al l" ultima mt•la di qnabiasi III'C11Jiema, seppuJ'C' questa· ml'la appare nt.!<[!ittlll!iiJile, Ya inc(Jnl rv a ch·ll!: gTattdi ittn•rlczzc e a delle susle più ,, meno lunp:he e CJIIalt'lle volta sdt'tll'<'iola indietro m·l camnti ltO JH.'l'cOr:o:o. ('O:"Ì e H\'\'t:'llli[U HriCliL' ne] éllllll)O -de lla fì&il~:t (1(' 1' J'inlerpretaZÌOilC d el f, •n•11lll'llO luce, cnn IL' twlla lisivlo!!ia Pl' l' i l nwcc<tn i:>mo dd lu "i sinnl' . .\rio-lolele poneYa il probiL'llHt rwi suoi eardit:i fondaml·n l.ali. e l racriant l'e r il p•·imu la ,·ia alle piit nu•nlt t'O il•Jlli;;t~ ci<~! la scienza. :'tnlfl Jiilllfl<lla u)Jt• SJlC'CIIIHZÌt>ll i }lÌÌI O llll' ll~) lanlu<:lil'hC d r i SIIUÌ prt'd~(·c·:>~ori, ntt:nlt·t• i filo:-ofì dl'lll' scuoiC> 81C{·,·:=-:"iYe, annullat1d() il C<llltntitto da ltti JIPI'l'Orso, riloma,·ano a Demontlo " Lc ucippo. Il rilo r nrt di un·atilil·a fl·Oria: renlo e ptit anni cancl'lluli nella ;;loria dl'l tlro!:!TCI!".-'0 dL'I pensiero UtllHilO Ed l'l'l'O Ja scuola Bpieun a, sn~ll'n ilri ('c dl'lln lt•ori<L atomica ritnrnart· per IIH·zzo di qm·sla al!u :::pil'gazionC' d•·ll'allo Yisi,·o. Come dai corpi dei Sl'l'l'l'Tlli :::.i stacca antnwlmt-nlt' le pt·llc, CtJSÌ dalla suPl'rn<·ie dvllt• coS(', a l!lli~a eli '"·lli··ok o <'OI'Icc·,. il.', si stucrtino dellt' fi!!ttrl' o,(·illanti nt•ll'aritl. l)tH·SlP culpt:;cono 1'01·clno cd entrano allran· rso IL- pttpille nl'l 'iliO itttertto. l 'l' itlllltu,!!ini !Wl lutn mu,·iuwttto J,l'l''·tx'llH) una pre,sione: sull'ari.t e cosi :;i rlt:'h't·mina la sensazione Yi :>int. L'aria twt·ò a sua ,·olia prùrltu·c alll't'a7.int•l' cl l' ll ' imugint·, in ntodo, P•Jr t'.:;t•mpio, elle utw Lvrre quadrilalèra appare, per il ltlnf!O tnwillo tll•IJ'aria, i·olondeggianle: ciò :'Jiit·~ltèl'ebbc ~li ('[Idti rhc oro c:l1iantiann cui nome di pro::.pdt.in. Epicnro (:3·1l a. C. ) CUltl plicaYé\ in slra11a g·u isa il fettOllll'nO dl'!la Yi:'IOflt\ tiHjttHntorllt· c·,.:·ti ri tvn!·,·a aYe:"S(' lt;ogo in cl ur· mnc!i; l'una JWI' ,.i <l clell'uc<'llio, l'altra allt'RYe r::;o qual:::iasi parll- dr·lla f'ttle. P otc•nclo le imnwgin i oscillanti all ra\'P t'.sa rt> il corpo in ogni punto, era JH'C'E>Ssario amrnetlc·re rhe v}fni punto dL.tla supl'rlìcic cutanea ft•s;;e capan! di lra.-,nwllen l1· imrna.Q'ini alle> ;;pirilo. CiiJ anehbc .-pie~a t o le diverse app<u·en&t> cll'i sogn i, d v!la fanla~ia Ll cil'llc al'iul'inazior1-i. Ct·ralric-t.> di un si::;tei11J. <'lim \'PrnnH·nll' nolt·,·oh•, la scuola Epic:1rt:>a :IJns iclcrò IC' ~cienze clc·lla n al ura qrtn~i c·sC'ltt:-intmc·nte come nwzzi deslinuli a liller<.U'0 l'notltn dHi prc·~ittdizi rvltgiosi Pd in pa:'Ltcolarc clul timnn• de~li dèi. nun pol<·nt quittdi ltlllh· lll'l'l' ai fetwlllt'lli fìsic·i e fì;;iuln,Qit~i t'I..'C..-s~i \·a. impnrlull7.H c tpte:'ltl ,-pic ·~a forse Jlt' rl'ht· la ~ua II:'OI'Ìil sul f~1 nomenn dplla vi'-'if11lé t'i si Jll'l''l'tlli com(' un·act'cJzzag·Jia _di idl'C fanlaslicltt> piÌI O lltt'IJO étlJÌ)!lH·Illl' COtllbinak. I l <·orwl'lto fll·!lt? llllllll\.! ! ttli :;lan·anti;:;i (•itzli o~·P'l-'lti c \·aganli m·l-
l'aria. P'iit :::o:-:lL·n•tto da DL•mocrilo. t'i rkhiunw il mt'C:canisnw dell'odorato in <·u i cl'fPlli ,·unll·lltl' ~i amnwtte C'hc art·i,·i tll) all'orP'ano d l'lla sen :-'Hzinnt.• :=-pt·cilìnt lt• part icelle inlìr:iti·S.Ì~llt· ch•llt· ~o~tanze, così d l'll(' \ 'O· Ialiti; ··nnw cl'itltm t·antn ci riport.a alla 1'0;,1 clt·Lta tr·oriét ddl'ell1i:"Sione, cond i,·i:::a rl <t !:1-ust,-i fì~ici anl'nra nt·l se•·ulo f'(_'I'Jr:::o. seeondo la quale, la
I1 1C'.t> :-i pt·tJpa!.!·n nt·llo :'p:tziu sullo forma di ma~::e animale da moYinwnli. e h~· radono dall.t ~~lr!!t•lllc e Pd'I'Orronc·. lnllo lo S!JllZio irltt'l'JIOStn Ira <Jitl'::Of;t e !'nrc.!allu ricPltOre. cun una n ·IO\' Ìlù quasi fanLa:-tka.
l
IL FT'\0.\H~:-<n DE l. LA \"1 SIONE ~ t;: l.
P.:~sn;no.
n:c: .
.\leni re ).di Epirurr·i cor-1 hL loro cunc!:'zione 11rbitrarìa, ma ('{·rlamc nte orig-inulP, rr u:-:ciror10 n lmeno a conrre>lare il pc.·r~::>it>ro dciii\ w·cchi a scuola ttl0m iea, lt· s cuo lt· conletnporan<:l' e qu€:1k Strrce..:siYè ritorna r o no al concelto che rocehio sia .,;urgL·nte di f' rté.rgia m~gianle. C0sr lin scuc)la stoica. il cui si:;tt' ma rappre::;enla senza dubhiu rtrra dl'l lu maggiori manifr·.-tuz iolli intl'lll'lluali dell'antit'hi'tit, fece cuu Zl•noiiE: (30tl a. C. ) P Cr isippo ..-?m; a . C. ) con~isl..el'e l'alto vi.,ivo in una. fun zione purame-nte la!lik. t;ocl'll io emana l11r•~ in for ma di un. cono la l'tiÌ baS(' è Situata nell'og.e;l'!lo, !"apice IIPIJ'oc\'1 1i0 st.e>s:;o. Qu eslo C.Oll 1) luminoso funzi• •na C'Om e 1111a vèrg-a ),J.e r tastare. Non sol !.an t o gli oggdti l11mino~i ,-.-·ngono riCOIIC\Scil• ti per palpamenlo, ma anclre l'osrul·itit si per<:e}li!ot.'e ll<'llo stesso murlo. ~Ienl re l•t•r ò quosta t-eClria ftr a.ppl'na adombrula d a~l i ::!Mi ei, il più p-nutde> matt·rnali('u dell'anlithttà, e cn•alore dl'lla l'!l'Ollldria razionale, \'lrt> arwora O!!'!.!:Ì ra ksto di st'iL~nza inrlis~uss<L ft>riiHl\'R la sue. mente sulle pruprit·lit ottiche clelia lnee, e d<rlla S(un la d1 ~~~ ·f(ui'H tr:-.cr,·a, r•ol no111C di Etle'lid <•, la più anlil'a ral·<·olla. di os::e n ·azior ll' sul l'utt ka pr·oprhlrnE'IJI.c• della e snll<• catottrica. Questo lii.Jro. r N'(>Jllemente lrndoUo in il<diano e annol:Llo sapient-emente per cura. ckll'illrl~lre pmr. o,-io. cosLituisC€ anwra og·P'i una delle IHPI:>e pii• impol'lanLi nella storia dell'ultica fìsil'ft e ft::;io1oP'ica. Scrondo Eud id& ·3! 111 a. C. •, i ra.~l;{i lu111 i n n,; i si JH'O p a ~:ra no i Il l i n ca n· Ila, n li:! r i mnrtenclo tut taria un pu' discosti l'uno da ll'alt.l·o_ P (• t' questo, 8)-tli dÌ('f', nn <,~gt-tto nun può \-l'd('r ::;i d i eol po in lutla la sua t'Stl'n:=:ione: ciò l'IH:' spiP.t:a f!~'IThè Ht'('ada ~t·t ·:;so elw. p. e_: c·.achrto un ago od allro mininro o.c-g-o·Uo Jtt'r' terra, lo si d<·bba ri<.:.t:n·are clili ~·p rrte nwnk , Jll'I'SC' rulallflo ancllc il luogo ove t·eal nl ~>nle si t.roYa, ment.rr non si Yedt.: nonoAante cllt' lticnle l'occ ·lllti~ lo "i veda poi ripol'lando lo sg-uardo ~ul IJUIItO in cui si lrO\a: ciò dimostra. clw non \'C'df•ndosi i l corpirciolo d i,;h•:::o per terra, nun si \'Pdt> nemmeno il lun_go on~ rss0 !-ii tro,·i: quindi è c.lli'l ro elle Jr,lll Itri lo cio L·he ca.cle ~otto rocc!Jio si pnò n.:dl!re, -si \'fXIrebht> c.osì anrhc> c·iò che> ::>i cerca, im·en:! non si \'t'dé. Pari mc>t1ti ctii g'IIIJ!'da la pag-ina di 1111 libro no1r ne ~n-ciP tutte le lt>tl<•rr, 1p err1Jè i rll'~-~·i Yisual i 11011 si prH·t1tno 'lll lulle le ll'llert' cunkmpol'a n c·a nH·nte>, ma dist;mo fra loro e· quindi non r edono molte delle <'O<;e che stanno d;nanli. Se· la pal!illa r·ius('iamo a ,-tdcl'la nella sua. totalitit, quH:'to ci è reso po::;$ibil<:> da.lln. celcriUl ammirabile con la quale i ra~rgi ,·isi,·i si muoYono, onde. tullo lr·ascort'>..'Wl(), nulla Ll·a-
scul'ano.
,
Queslct opinione fa og~i SOIT ic!t' re . ma, d i ce rO vio, a bt' n t·ifl etle re, apparisce log-ira. riportandoo·i a quei tempi, nC'j quali r·il rneYansi i I~agg-i vi::;iv i conll' ent!lit maler·iédi, ab!Jrac-<:ianti gli oggetti fì ssat.i e tr,rmanti C'ome un cono, con n~rlict> al!'occhw, onde, se non si fossero eon;::iclrrati di /Cfttalrhc po' clic;tanziali ~li uni daf.!'li • altri, sarl'bbc sl.gllO rwcessa rit~ «mmetlr!t'e o (;hl.' qtrc.:.ti raggi si ::<·lliacciasscro. O-si rid ucessero di s p< ·~SO t\• prl'.:;c;o all'oc-c:llio,, o elle si andassc·ro in[.!ro:::,;.1ndo 11 : a m~wo s i allontanano da Cftl e~ l o . l' ~ . L f·sentpio dell'all'O è da rif('ria~i al fatto che noi, come è noto. uti~z,~ ram? IX•r la. pe rce~.ìone d stinta -;o lo <HHt pi~col issnm\ porzione cl"'ll·1 1 e ma, rl così d<·ttu centro ex (•pico. :;itualo sulla ton•a . E' JJ~' r IJlll ~lu ra-
25fi
IL n.NO .\ J E'\U lli:I.U \"JSID~E ?\F:L Pt::'\:'IU!II. ECC.
gione dtt: noi dobbia'nw r kcr-care dlligenlernenle m·llo spazio un punto che non sia notPYO!rn~·nle lt11n inoso t• c he in !':::ne re ri'f'scc difficile ~corge re una :-:.ll·ll:t i.'>Oiata m·lla noLIR. o S<'Org-(·re llt·ll'aria un ll(Tcllo cht' seuliamo canlarP: l'all odola clw canta la swt f-!'iuiosa ranzone, pt>l'd uta nr'll'azzu r ro dd cit:lo è Pl· rdula ancht· JWI' tiiJJ. dice Ji dmhollz, <'ni n·r-~i di Gul'lllt: , fìHcllè non ci \ ' ÌL'fl fallo di J•ul'l<tl'rH· l'iruagirw ~ul L·l'nlrn dl·lla r·l'lillu . D on' s i ori!!in;tno e cu rnr si c·nmporlan:.> i ra~gi ,-i:'i\.·i m·lla d0l· l r·i na l!: tu·liclt·a'' Conlemporam'o di Pl atntw, il ~ rand l' geometra non ne segtai IH opiniunl' c a111llli:-e soll::lllto dw r rau·!!t utiliZ?.<Lli pe r ht Yisione partono rlall'otr hio f)l'l' atTi\'(ll't' all'o~·~l'll•). Egli nu-nque, pn r non ne-ttancti! la prO\'èl\i!:'l\7.-a di t•!t1us:;i ,·!:-::,·i ct<1 pa1·te dt'll'oggelloritiene c lte qut>~li ultimi non partecipano all'atto dl'lla ,·i::i!l llt' La ,·isiontl quindi si fa contl' col l<dto: l'or·cilio per m r zzo d ei ra!!'!:!'Ì IOL'I':l C' palpa s uc cess intm enlt~ tulli i punti dt• IJ' op:~·vllo. A sosll:'f2·no rlellu sua lenria Eu(•lidt> ci ta du1 • full i: da 1111 canto che se i ragi>'i ,- i;:i\'i, anzi1·hè partire dall'o('ehio ~~a nel-are all'o.~!!('llo . partissero dall'og-zrllfJ e anri HS~t!rO all'oc·chio. s i dun.-bbe -;empre t' eli cotpo rinl rac~·iare il Jli it mitHrscolo vgg-t-llo, dall'altrd la SJH:>cin lr C'OJlformaziont:l d ell'()('Chio. li li all r·i o r~;tni tlt>i srtJsi ':-'ono ca ,·t l'sono quincti alti a ri re,·et·e: l'occhio è con ,· e;-;~o. quindi non è adallo ..\ nr-lte quC'sla idt>a sa di ingt:nuitit, ed ç ,:;tnuto CfJI1ll' nna rnenlt· lantn ppr::; p!t·uce:: l'abhi' l accolta così S(•mplirt•mPnte: pt•n-:-,are che il c•oncl'llO èl1(' !a luce ,,a~~i olt1·e lr su nerfki d t·i I'Orp i diafani. l r·ontnl la ('DIIf0nna llt'll t> JJiù comuni n~ set·vaziuni della \'ila, e proprio que:.:.to ratto, cltt> co;:lillli\'a la ln5P fondtum·nlal t• di lulla la lt•oria dL·lla ril'razioJw, :;eopel·ta più tardi da Tolo meo, n:-ni\'a citato J)<' L' &oslén C'J'e la inalltludirtr cil·ll'occ hio ad ac· coglit• rt> i I'H/!~.:-i pro,·cn if·11li d agi i og-ge: ttr. Era a1woru una Y·Jlla l'occh io ::;r)l'g-enle d i ener)1ia, c!H: domimn·a nella concezio11e filos ifìea dt·lla ~{'unla :'\l pg-a r•'"'t'. Non è d el resto la prima ,-olla c lw nt>lh s!Mia clt·lla sril'nza . trrJ· viamo 1111 pr~Jblc·mu naltrrall' compll'lanrl'ttle capoYollo, in o ma ~rgio ad una iclt'1:\ pre•:oncl'tta, più o meno fantaslita o assurda. Qul':3li ntgionnrnenli, falli in base al com·ctlo di af1ìnilù o di oppo s izione, condn ,;set·o a lJ'rpoles i elle ol'uccl!i .) fusst• SJ•lenciL'nle, pt•rclt b affh rl' allo spl~ndo r(• c a.ll a lt rce . E ' int-e rl'5~n nl e cila n: gli argomenti <'he i s os te nito r i dt1 lla tc~o ria Euclid ea propìt~JHl\' ano a! J,) scopo di dimoslnu·e l'esallvzza de l loro principio: imm :tginale da rt.restc a rgonwntuzioni nna nta fo.> rlt: <l\'l"'S.S l'l'fl eosloro nt·lla ttoria dl•lla e tn issiunt' d t'i r·agl!i ,·is i,·i da parte cìcll'occhio E' con IJII\111lo ardorP inn·ce combi.tl Lessero l'(lll r H. g-iit adombralu dn Dcmcwriln, d(·lln propagazi0n e dE>i ra~?;~i dall'og-l!ello al l'octhio En•oue alttllll' l'itHll' dul \ 'i€l.twla : 1'' Quando :;;i Yuol Yt·det·e eli lonlanu cptah-he cosa p il'l'Ola ::i compri me l'ncc Il io e Sl r·ist ri Il !-l'Ono l<! pa 11w Il r0 rquasi che si [ace! a forza prr ll!Hndare fuori i rag-gi piLr din> ltament~:>. r0me si far eh!, e di una n-s-cica ri PÌL' llU fll'l' espclll'l'l rc: il contenni o : l' idea don: llt> sorg-ere dall'a.SJJt>ltu carallc·ri:::t i co d te as:'unJuno cnloro e h e , cnme i miopi. ~)llf• cn..;Lrett i . JIL't' n<h·r0 rw tt :wwnlt . a .:.trill!!t' rt' l ~· palpd•t't', ciuL' ad amrn ice a n·.
:!:· La dolina cliP patisce il fl ttsso, !IU<u·da ndo lo s petchiiJ . lo mat·-
chia : e da questo s i <U'!(Omeotu clw pe r v ~:.-ct;~ H~ !"S<'l.l dall 'occh io qualcl w cosa. 3'' Il bas ilisco ('Ot t lo sgtrurdo <Lvvele na l'ttomu, ciò e lle non s ul·cederebb e se ne! vedere non mandasse fuori i raggi Yisual i, che ~ n v veleni ferì. E così avanti in ctuesla s peci0 di ragi onamenti cllé fat'cbbet·o for se invidia al più aVYentato scrittore di novelle fantastiche. Bisog-na pe ro riconoscere che, inverte ndo i Le rmini , le O:X'l' rntzioni di Euc-lide t·i . sult.uno pprfetlamentf: rispon<ien lt a ll 'attuale 11o;,;tro conce tto s ttl cam mino dell<:L luce e basterh sostituire all'espressione raggi d iretti al l'oggello, l'espre-.:;sione nt,ggi dire tti all'occhio, ovvem proveni en ti dal l'oggetto, per entrar·r7 in p ossesso di un capitolo importantissimo nell o. studio dell'olLica fi s iologica. mode nta. Non allt·a luce ricevelle il pt'(tbl ema d ella Yis ione nel Lramonlo dd pensier·o filosofico g reco . Con Euclide infalti. le scienz<! fisi c he e biologiche nrf)pe ro ogn. legame colle tendenze speculatin· dei gr<:t nd i fil osofi dell'antica Ellad..:. Gli scienzialì suecessivi, da Erone <~~ l pparco, a 'l'olomeo, a Celso, ~ Gale no ecc. condusse ro le sciH1ze s pe rirnent.ali per una via compl e1nmente q uova, n~ n ~ quale ogni t.entativo di astr·azione men tale ced e\·a ·. ti rigot·e del nuovo indirizzo nell'indagine seie ntifica . La so,tuzione d~:~i g ran di prob le mi venrw affid ala. dai pe11sa tori dc ll 'an tic hitit allo s fo.rzo della loro inlE'IIigenza., mentre i biologi e i fi s ici moderni la confidano all'osser·vazion(- diretta dei fatti èd a l controllo degli strumen ti. . Ma non per que?lo I<L fil <n;ofì u è se~-·sa <.li un solo gradino dal liYel lo altissimo, n el q11a le è s tata. semp re ten uta fin dalla p iù remota ant icllilé't, e oggi , come allor·a . essa va consid"C ra.la quale scieP.za dell'unive rsale. E ssa , come sc.wisse A ristotel e, si ct1iede cosa è l'esser€: in sè al di fuori di ogni relazione di Lempo, di luogo ecc., l'essere assoluto e necessario, l'essenza ete rn<:t d elle cose pe r opposizione al relativo. al contingente ed all 'aecide ntale. Le s ingole sc•ie nze infaUi non studiano che sin goli fe nome ni, ladrlove la fil osofia abbracc ia l'intero seibile umano e s'innalza o l Ll'e ogni b;u·ri e ra. l'* l't' hè il twn~i P ro "mR no non riconoste barrier·e . • •• L e teorie passate t•ap idame nlc in r·a.s:;~gna, se pur'é il notn(' di t.ecwie possono m eritar·e, come tut.tc le altre concezioni scientifich e d el· l'<tntichith, sorsero nella me nte dei più re mvt.i pensatori e s i differenziar·ono, molto l entame nte. da un s ubs lt·ato intellettuale indefinito. nc.•l quale la scie nza e ra confusa ancora con J'at·te, la poesia , con la re li· gione: E ' p e t· questo che nelle definizi oni e neHe interpretazioni d el· l'atto visivo . troviamo g l.i elem<.m li più strani e le concezioni più antago niste: s punt.i di misticis mo e 56ntirncntc) d 'arte. se q~ri là scient ifica e idealismi p oetici. Nè ques to può sor·prenrtere. Rimasto pe r noi . impassibili dis.->ett.ori d el mondo n atu ra le ,nirnt'altro tlw un'or·gano rli ~C' n so, l'occhio li _ c;io malt• di medici-ua militare. -
Fa~c .
III.
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\'t•nl\'li l'fJit:'iclt·rato cla!'d' <lllln·ili rnrnt· ~ imbolo di b cllt.:zza e di viLa. inHt.!!ÌII(' rif! t·S~ d t• l f i\.' II Si~ ro, e~pn·~-. i n n~ d! forza t' di inlt"llig·t·nza. ~ lnillll·nlr> rli ;;(•duzìu1w ,anna l errìurll· ùi lllllliH't'ia t· di n1Mle~ Uinn· Olimpico f111111rnuvu con lo ~1-{ ua.rde i ribelli , tOill{' la Gorg una tnl'dusa uccidcYa ~li er oi ! E qu esl<L l:•iirl E' IIZa al mito Pd alla favola. fen• prcntl l' l e il <:mi C' t'Ilo di no11 l'fl llsidC'ra.n:: rocdli(l un ::;empi ice organo di n•tl'z:onc J•a:>siva, d estinalo a lr11smeltt:' re le sensazioni lunliiiOSl' ;li C\'rn·!ln, lllu uddirif111·a r.onl\' rl i1wmic-nut d11ll'anima o Spirito cii,:illu . N è f!l ll':>la l'lliii"('ZiOJlt' fu solo d!•ll'anti·,:hitù. " L 'OI'I'Iiio, $1T ivt•\·a il Bu ff1111. in Ppr•r-<t ;tr>n J'l'llll•la. ctPIHHlil!m· all'unima , piì1 dw q cw l unqu(· altro o rgano, l ·S:;() ~· mbra loccarla t• parkriparp a lutt i i :;un i mo,·inw11tì , c•!:;..<;O Il<' t'Sprime l<' pH:>SÌnlli pitl \'in: c Jl' emozioni più IUI1111IIIio,.;P, r<Hll<' i mo,·inll' llti più clo1éi e i senli ml'nli piil rl elintli : t:'::;:C:.o li n·ndt• in ltllfu la lo ro forza . in lu l.t.a. la lorr. pllrt'zza ; r<J;:i cOilll' o.;o r·g-onn li tnt~llll'lll-, cn11 dei lnt 1li rapidi eh<' portano in 1111 'allra 1\ltinta il ftrtx·o, l'az!OII('. l'illllllag-rnt' ct1 qm•IIA da 0111 partono. L 'cwcilio ri t-t•vt· e ri rletlt· nvllo :;fL>:;:-;u ll-tllpO la lua· di'l pen siero e il calon• di' [ Sl' lllilllt:nlo, il St' II SO d t·lln :'p iri[q t' (iL-II"inL<'llig-t'llZèl •> l i l . :'\011 a torlo qu i n rli ;.di ant1chi. j,,:;i skncfc, s11l ('()IIC<' IÙ> r lw l'occ hio in,· ia , u ~11 i sa di lllÌIIII:'C'lllo r i f iPilnn• \' i\'l·nl~ . 1111 co nn cii spi rito luminoso sull 'ogg-dln. in mocto eia lastarlo in l11tlt> l1• s11 e parli , .:osi t·omc lll'l huto la tnano di l'Ili \'0 1~ ·:::,..<• r irono~l'ere la forma •:li 111: o~~e tto pe r mezzo d <·l fallo , erano t'lln,·i nli cii appro:;:;i nwrsi all'illll: rprd<~ziunt' pi i• logica o alnH'llO pii1 sorldi:'f<H'l'llk. Cosi En <·lid<• 1. i ntppn•sp nlanli della S(: llolit stoica : Z t'llflllL' p Crisippn . !.n spirito visi ,·o o fu oco, usn•ndo dnll'ocl'hio c)"Sl'n ·atu , andrebbe, sia fll'l'lll P!'sa l'r·SfH'Pssiotw, act 1:-ipl'z innan' din•ltanH·n l t-> . a .palpan· qlla..-.;i, la :'illf H'rfìrit• d<•ll'ol!gl'llo usst·n·ato t ' nt· tra:>niC'll<·n·lllw .Sll (' t'P S· si\'Hllll' nle al rern·llo la imprc•:c:.sioflt '. · Sp fll'l'ÌJ lo spi •·it<' Yish·o ('illllnoto da un 'un·ltio <i n•·onln•r it t'IJII lu spi rito vi,;i,·o u::;cito Ila lllùttfra, rOIIIl' u,·,·rl' ll" lll'll.in conlro di IIU\' :::.gc 1ardi si d eterntillt'ritllllO dt' i fcnonw ni r l'ali ir i parli c·ol ari òa pmll' dc•lla psic he. Eccn -;pi<·g-ula rarttipalia. il 111al ci'on·!iio, la ;;irnpu tia, l<t sc•dm:iont>. en.:. ()ruli .'tUJ/ in t/JJJ"''' r/1/ l'f '.~. ct(c<· Prc,pc·riio. (h diÌ Jlfln si è ('1\ it•:=:to f(lla lclll• \'olia . :><· no11 a\'\' \'ng-c\ cffl'[f i\'alllen tc un in c·ontro n 11110 sc:tnlbi o di nnd<' parli colari , Jll' r c11! ~i ::;lahilisca fra due t•s:::e ri , ali nt\'t '!':>O lo :'gua rei o , 1111 contaLI o rfaui llli' t • in r cHtSI'I-{IIl' llZèl 1111 f<' nnnwno rli allr«zinnp o dr rc•tJtds iOJil'? O;Lil ' i lwr'r•lro di du e· occ hi innamor ati , all' incmcio di dm• S!!uardi di :;fida, l';lllima umana "Sl' tllhra ri ct'\>CIT t•ò t:>lllanarc in s i ~;•flH' un flll~:it> . Clt l' è lllillilCCia (' Jliiiii'H, orgog lio l' l.t'll ('l'l'Zi'.a. flii :'S iOIIP l' od io! La ::Wi t•llza d 'nt-rf!·i non arcl'lla qth·sla conr<:>ziont• , Jli'J'Ò non è c•sduso e li~· il no,.;t ro ~:etlici.:: mo po:::sa 1111 t-rinrlllJ forst' cade r t'! C:on llllllfliP non pos,.;i amo cer l<unenl e far Lotto a1.:li anli('lti, d 'a\'(.lr co tH'(' Pil rJ in qlll'5lo st:n:::o il fpnom eno d(•llt:t. Yisione. Colll'Pzione allr<·llanlo !';(•mpli<'C' fJIIC\Illo Stll-{f!<•sliva . .'vl<.t se da 11n ca nlo la ~:onyinz i OIH' che lll..'ll' intPt·no d t>!J'occhio l':>it;l C un org-uno fot.og-c:11o, capnCf' di t• nwt tere (1 ~ (;li ,,·it·:pi;-,ti 11H•ch:rni tu:gano :t l g- \r )l,t, ocular~ qual-.ia..;i ,·irt'll t·..;prl'~~i,·a , v . G . .\1 .111 ~Turri: J"a/t•r(' dt'll'••ulrio udl'r .<('r,· .<.dorr,· n ' c .
ru01:o t'd e::;allar<.• lcL propria funz.ivn t' in delerllìinale l' ircuslal l:ll', o staLi di t•cri lame nlo, ecc. ., (come è nolo , dall e pupi Il e sban ale di '''' gallo in furi e· il f()ndo nr ulare rifl ette una luce ca ralle ri:>ti ca. onrlP l'int ern o dell'occhio" ::; ~~mbra invia J'e ~ uizz i eli fuoco 1, t-riu sti fì ca,·a l'id ea di r.un sid e nu·~ l'occhio sorgente di t·ne r gi a , dall'a l tro non pot e,·a rhl ll lellCJ'Si cont o della tuc:e emanala dai I'Orpi. <JIIl'SLi du e fal.t.o ri , in ~iem e associati , delt.ero corpo alle dottrine eli Empeclod t· c ::li Pla l.om': e h ~ t:i oè il fenomeno ,·isivo dipenda dall'im:ontr•J di du e correnti fluid e-. n::;pelti vanJ e nte C' tnanat~ ua ll'(,cr hio O~i·J'\·alore l' dal co rpo v:;s~· rnLlO.
Morto ''<l~a qu e~ ta d ottrina in Empedocle d ' .-\~rigl' nLo, fu cornplelata da Platone, che n~ l punto cl'in contro d elle due correnti {for::>< nell'aria) r on-cE:· pi la produziont> di spt·ci ali rnovim('ll ~i. lrasmi ssihil i all'oc,.· l!io t: mediante qu e:-:t o all'anima, ~~t' Ila t[utdt! su::;t·ilan o ~e n sa:t.i o ni di lu ce. t ' n Le n~o gn1J'}pO rli fìl u<;ofì conve rge n ~·ll ' ir:l c a d1e l'occhiv vr d e, n on pe rchè raggi 11ng a cv n le s ue i rrud ia zion i i ro rpi oSS(•J'Hll i, ma èS<' l usi\'aJnen l e per·c h è è col p i l o da effi uss i prO\'e ru en Li da::rl i og-!{elt i c Ile os~e 1·va.
Questo rnet·t anisnu; de l proct•:-;:;t' ,·i:;ivo, !Hir e:-;:::tmdv fondam e.nt.a lm enle inspirato a un m ed e~ im o r on r,:tlo, .~o utli vi :::.o ~uwlw clag li sci en7.iali moderni fu O!!'!!C!llo di n l rie ì rde rpn-lazi oni Eceo Diogene d ' ..\polloni<L <.Unrnetl.e re rl1e l'immag ine d c ll 'oggetLo si forma n.e lla pllpilla p!'r unirsi con l'an ima , ecco D em oc rito te ntare lo s tudio èlella natum clelle irradiazio-ni e fa1·l•1 consi slt!J'e nell'emis:;ione di ·corpusc·ol i intìnilPsimi (atomi ) part(·n t i da~li oggc Lli t:! portanLi si a.ll'occ hio. Erct> in fine T•; pi curo. cn n Llllél ill k'I' LH't> ta7.iorH:' l ra fantastica ed ardita, pn·l-<:nrlere <' IH' dal corpo DS::'t~rYaLo si sLacC' hino r onlinuanw nte, a g ui sa di pelli('ole o cortece ie, delle fi g JJJ'e OSI'i ilallli nrll'aria t' queste col pirr l'orc hio ~>d altraVE·r:-;o la p n pilla Clllrnr·e rw l ~u o intern o . In una opinione però Lutti corJ COrdavan o · nell'amnw llt:re C'ioè che f osse il cristallino la sed e Pl'Pc ipua nl'lla q uale si t:ompi s:;<: il fen om eno scns<>riale della vi si one. Gli antichi infatti , a:;:;oluta mE·nl t• igna1'i d ei prin cipi dPlla rifrnz i0ne df'lla l11re ( scop~rta più lardi da Tu lom eo) non sapevano che s ig-nifica! o alt ribuire a qu l':;La piccol a lente, traspurentissima, sospesa net l'int.erno d ell 'ot'c ll io t' pensarono di curr siderarl o t'orl{anu d C'sli11alo a mt'll ere in ··olll.all o l'imm<~ g- in r !Hrpil l are con lo st ~i r·ito endocul are, e ci volle del Lt:lllpo Jll'ltll èl c h e q,u rslo tOilt'<'llu l a<;<·ia:::St' la m ente d egli scienziati ! · • :"Jemmeno q uando K eplei'O ebbe dimo:'trutu t'llt· l 'immagine si forllHl\'a. sulla r·etiina, i sostenitori dt q uesta ~eo ria si d el k 1·u pr 1· vinti l', ptll' aGcettando il prir!cipi o, l o ada Llai'OnO all':d <'a e he la ret ina funzi ona sempli cenw n l.e con1e uno spocd 1i n ··onca,·o , per l'lli t' im m ag-illl" di e.<:.:-:a formant.esi veniva egua1menL<• a ,·accogliersi sul crist all i no per m ezzo dcii a l'i fl essi o n f' ( t ). \ t ) Il c ri s tll lliuo fu cou ;:.i dc r a to ~..-ù .. dd proce~~o vtSl\'0 <t!ldtc dn;:-li :tr,alti, "' Jlm cl H a ithnm (\·..-di HrRSCIHm!u;) ~o~l t! U t; \'3 qn t:~t n teoria ~·on o~~en·azi oui molto
nrg nte:
il c ris tallino ,;ulo (, atllllHll<t to c il resto d e ll'occh io (· ,<a no, In ,·is ion e e i l cri:<tl't lliuu <: ,<au v .<i vc~k; ;;o ><E: ìl fo ro pupi l!;,r.: ì.• o><trui w la v·i,;i<Jll l' ce,.sn et\ ""~n ri torn a quando \'tl,trui'.i()n t: è :'C011Jp:-lr~n; 4\' lo :.Olt-~:o:.n :l \" \· i~ th,4 q n:u Hln l'tnnort· il\'t iU Co l: iuto rhi(1Hl0. ~
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aboli ta ; 2° ::.e le altre pa rti ù e ll'nc.-ltil) >'<>Ilo a mll ttil;llc
IL FENO.\ lENO UELLA V l S IUNE NEL PENSIERO, ECC.
Si era <LllCOm lunlani dal ::>t-eolo di D~::~.snnles e da!{li altac~ hi onde fu aceoltn l't•'iperimenlo cla::,s ico d1 Anmzio ! In mezzo a Lanle SJ">ecnlazioni, fruLLo spe~u di fanla.sli~1 acrobatism i d e l pensiero, S()rgE·Ya l a l<:oria d i Arislot.ile · La lurc non è un·eungia c or por t'a , ?tut wtrt pro Jlfl(la ;ione d i ?l t O l'imeni i. Questa conccz ione d~l più grand e pensalort· d e ll 'a ni i r.h i là t1 a r esi si i lo alla c r i tic a d ei seco li. ed è ll&:ila per semp re \'incilrice d alle famose ricerche di Frcsnel su i fe nom eni d 'interfere nza e di diffrazior]{' luminosa. Oggi non soltanto il f(•nomeno luce tr oYa. spiegazione nella. teor-ia Aristolt•lka. ma in numer·eyoJi mani fesl.azion i d ella mtl11 ra .tendono a riconns<"en· m•l molo vibralurio la loro causa prima. La vi sione nel pensiero Arisl.oldiro non è solo fenomeno fi sico u atto sensori a le; la concezimH:' dualist ica d ell a scuola P itagor ica trionf ava n ella d o l trina d e .lì o SI agi ri ta e con q w~sla era definitivamenl.e accettala la distinzione fm funzione Yish·a cer~:bntle t' funzione: vi-siva sensoria.lc . 1L Yarco al le prt{ r &CIILi conq! t!Sh• delle scienze psico-tìsiologichc era ormai tracciato. E nell'ar-dua aSC('Sa verso le p ii1 a llf' cime d e lla scienza, Lr a le tenebt e p iù in,·incibi li , le generazioni i;ltccessive scrutaron o sempre il cielo <iell'antica E llad~ in cerca di luce. E nnn invano: i lre Sl'OOli di ciYi. lliJ., c h e t urcolsom la più g r ande produzione filosofica d el mondo antico, che r:.onobbe r·o la g r andezza d elle scien~ mal.c matiche. che ,·idero, s11 lle im posLL.r·e sac.erdulali . er gersi lé prinre basi del sapere m edico e avYiarono al p rogn.;.SSL> r·rcenlr~ lt· scienze sperimentali , ancora oggi ri splendono d i l uc.e ful~id ts.si ma come un t'aro g igantescv nella storia del p en siero e d ell'u ma.trilà. P erò ancllc la ci Yililà greca segu inL fal.almcnLr la sua parah0la, •:, r aggiunto l'apogeo dell 'evoluzione, si a.vvùt\'a ad un lramonlo inesorabile. Ma il genio umano non conosce tramo~tti .' Cìli ullimi guizzi di un sole murenle ill uminavano di s inis tri bag·Jiori i pinnacoli del P a r-Lenone, m~nt.rt•, dai monti Laziali , si ~repa rél\'a a splendrrP sul mondo una nuon:t i'li ii'OI'a di c·i ,·iltl:r e di g loria , nt·l norne immMlalr di Roma \· inci lrice.
BIBLfOGR.-\FL-\ . Per k uoll7.l t' òi c~clu~i ,·o carattere filosofico ri111undo ai trattati cln"ici di della filo~olÌ <• o di kttl'ratum g-reca. . l't·r la ~tt1ria d <"l h- ttori e ~cientilìche dd fl'tH>IIIeno Yi~i,·o cito soltnnto i so:)o! llCl1~ 1 ln,·ori , n ei (Jilali, ch i ,·o]e,.,c athkmrar:<i tli pi1ì m:ll 'nrgmnctllt•, troYtrà rwtir.ie bi· hliog-r~fi ch c· c<m1plere. [)~; Rr·:~zr S.: 1S,;S. Della storia della "'cdiciua c delle dol/riuc d'IPtNralc. _ MM~~us H.: tSif-1 . T-f fsloirc dc /'hwluliou rlu sem d cs cou/,·urs. l'Ar i", C. Reutwald et C.ia, Lihraire,. ctlitt:nr~. ~tnria
HIII~lHIIhK\. J-: ' ~). çcscllirlllc der .lugnrllcill.uud,· . l9''.'i ;., Graefe-Saclllisclr. 1901. Oie Angcuhcilknn•lc tlcr Alto:n Un::-lau-J . L. K ern's \ "crlag-. 1-lrR~OI!lF.~<~ J-: t905· Die arabiulrcu l.cll rl•llcllr r der Au.c eullcilku udc. __ P~HcE..;s :\l.: Eol 19<o6. Rt·clrt'rdr.·s $111' l'acuiiJ -.•isui'llc . Ann(llc~ d'ocnhl't 11111 e,
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AMBULANZA CHIRU RGICA D'ARMATA N. 4 DIRETTA DAL PROF. NICCOLA GIANNETTASIO TENENTE COLONNELLO MEDICO
Ferite addominali di guerra per il dott. Emanuele Santoro, capitano medico a,ssisteute nella l Clinica Chirurgica della R. Un iversità di Napoli V'. fase. Il Giornale dC meàunna mUitart, !920
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L€' la ] m r nlolllil · l':'t'l.!llilt· :-;11i f e r·ili d ('! :::.olo knllt' sono 4':! con ~~ gtK~ · 0 ril1 t· :3:~ lllnrti , <:1uè cnn una pen:t·ntualt:' di gup1 irdont.> dl'l 21 ,'t o · D t qut sl l ft' r lli G pr(·:-t'nlavano k:-1orw del mt•senlt·re, t' nt' [lllan 11no solo: d lll' lt•,.JOOl' d el llll ·:,ocnlull l' mnriron<'~ C'nlnunhj. lì ft·rilt• cll·JI"cpi ploon curt 3 gna ri li t' :~ OJI)rli . l :'0110 la .• Tra i ft' t·it• dl'l lt·rtlll' lt• l'l'~innt p1 ù frl'qtH'nlt·mPnll- rol pl (' · 11 l"t•giont· nmbt·lind t• t: l"i p oc-.t-.lri o. \ 'cngunu poi g-t'ipocon rtrii. la
' FI::Rrn: ADDO~IINALI IH G("BRRA
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ginne lombare t· le fos;;..: iliache. In 3 rasi la ferila ncndraYa dalle IHlLiche e s i eblw unu guarigione e due morti; in un c.a;;o era penplrante dal torace. Le ft"rite del solo tenue con penetraziont: dai fìanrlli o dall'epigast rio sono p iù rare. Il numem dt'llt• fe rii€' è stato il più ddll· volle notL·,·nlt·; in 5 casi la ferila fu unica, 11eriJ in 11no, oss . '•29, alla nL·(·ro~opia ::;i trovò un 'aiLru fl'rila che er-a ;;fuggi la durante l'inf.t' rYenlo; in _5 rasr la ferit<l fu doppia; in 1 l l'asi si riscontrarono da 3 a 4 ferit,t>; in 18 <·a~i da 5 a IO. in 3 rasi più di IO, e cioè in uno 15 perforazioni, o~:-;. '•37, e in due 16 perforazioni, oss . 42 1-444. l n un altro c·asn, in l'Ui pt-rò ~·nt anrhe ferilo il sig-ma, oss. 539, f n ron o ri Sl'On t ra lt• 21 fel'l te rle! tenue, le quali erano state prodotte da numcrost• scheg~ie dell'o;;so iliaco proiellatt· da una srlu~g-~{ia di g r·a nata. l n11meri slgnali nt•l tpwdro elll:' f)l'ecerle indicano il ntllllCI'O delle 111:rforazioni ris.·onLr<tlt•; in q11akhe ca~o. <'Ome n ell'os::;ervazione 40~ :;i riscontrarono anche delle ferite da st riscio, inter·e::;:;anti ora la sol a s iHo:>a, Ol'a la s ierosa t' la m 11scolare, mll esse erano sern J)rt:• aCl:Ompagnate da per·forazioni più o meno numerose. Quanto alla :-;inlomat.olog-ia elle tple.-;ti feriti presentano es:;a' non ha nulla di carallerislirD- StJf':'so le eondizioni gent·1·ali dell'infermo sono buone, il pol:;u t' va lidn, la r t·::>pi raziont• e<~l nra. E . CJuàsi c.o~lanle- il dolore sponta rwo, qtmntunqiH' in qualclw raso possa maneare od csser't! poco aeceniuato conw nell'oss. 41'' -"''~- Le pareti addomi.nal i ordinariamente so no contratte in ·rorle difes<L; è fn •((11t>nlc il ventr·c di legno. La rt>spir·azione è di solito prevall'nlernente tol'acica , con respiro frl-!quenle e su pel'fìciale. Il meteorisrno accentualo è un rq1e rto abbastanza l'aro; :;i trova spt••·ia lmcnll' qt•ando :'ono L•·a~c-or·~e Htrit• on• d alla ferila, com e pe r e:;(•m pi o nell'o:-;..:;_ 1, 2X-'.~!1. F'1·equen ll' il vomito Di solilu gl 'inferm i rifl'ris.·ono di non avere emè:'SO fl•ci nè gas, e d1 più avH•ttono uno stimolo alla minzione che non possono soddisfare ,-olon ta riam l"nlt•. In cplakllc c·aso l'c.> rò si notò la emissioni? di gas, la (JuaiP donl'i)bl' e.;-;.se re ne~alivn p~·r la fl'riLa dell'intf'stino , os:>. 41,3, e im·ec<' l'inll'slin o era lt'so . In qut>sto ca.:;o però la lesione era mo lto alta <'cioè in vicinanza dell'ansa del Treitz. In qualcuno dei casi si risl·ontrò la dimintlzion<' dell'arf'a epa ti ca, ma questo sin tomo non è ::taio Hffalto t O:>!. n n le. Circ<-L la natura de ll'iniPrvcnln 111, 31 <·asi fu pratiea la la sul11ra dt>lle f{lr- ite , in 11 casi invece fu pl'ali•·atu la. re:-:e.zionc intestinale con enteroanastomosi le:-rrnino-termi n a le. D l' Il<' 1 l •·r;;ezioni l>rali<·a\t' soltan to 2 guarì r·ono. l "n solo caso, oss. '•'• 1, era rom p tirato dalla feri ta della vena ili;.wa ~·sterna clcslnt. F'u Untlic·uta l"aJiacl'iUllll'a di detto vaso e la sulu ru di quat.lrp ferilt:' del t<;ntH-:, ma l'in f~?nno so::combelle dopo po(' hL' ore. . 'fl·a quesli ferili l'emop••rit.orlt'ù fu ri scontrato con ce rta frecp1en~a , <tnchp Cfuand0 non t'n\ ferito il ml':-:enten' o l'epiploon. Si risronlrò 5o~;ote la ~JJI'PSt•nza d~o•i hoUo~i m_ucos i, pc_r l':S lr~~t>:isione. della nlllc-osa. a nono:-;tantE> la pr·tt"enza dr eSS I s.peS!'Iì s1 li'O\"O 1n canla, tn1s to al ~an gLI€', d el matcr·ialP fec.a le liqurrln d i rolorito gia11asl r0: in quaklle ra...:n ~ 1 lr-o\'amno an\'hl:' dègli el minti . eYidt'nl•''ll('nte ft tonrseil i dal la ll'sinnc 1n tes t,·n 1 · · • 11:38. · u e lll!"Jenw eolk fec1,. <ns.
FERJn~ :\DllO.\UNALI
IH GrERRA
Il tenue, in corrispond enza ni punti ferili , spesso si presentava di colorito atTO~:;ato e cc•n anse ctish•se; mentre :>uiJe anse non ferite nou si ri scontravano lt·sioni analomnJ•nlologichc e,·idcnlì , e s pesso le anse :;ksse erano ,·izzP, di colo nlo norrnale, c.on s iero:;a di aspettn lucido. l d epositi fìlJrin osi, fLiro rw trovati · anclte fiOr ile ore d opo la ferila. Cosi in un cuso , oss. td(), fnron o t.r·ovali dorio 5 ot·e; in un altro, n e l q11ale e ra anclw ferilo il co lon, appe na dopo tre ore dalla lesione s ì tro,·ò del liq uido di aspello purult· nlo libero in cavità con fo rmazione di fal se i11 embran e :>ul la sierosa d el te nu e . Qu esti d e.posili fibrin osi furono aceo ntlarnen te to l ti m ed ilinle E'len' n, p i i1 s pes;-;o, m ect i an te il clorosol. l 'ltitH<tlo l'inler\'ento si è usatt1 :>Cli1JH'C <.t!IJIOI'I'e un drer.aggio multiplo rli ga rza s terile, t·er c<indo, n ei limiti del poss'i bile, eli isolare le a nse fE:'rilL'. In qtw.:::.i lutti i ea.-;i fu }>ratitata la Sttlura d e lle pareti, qualrl tc ,·oJta in massa, qnando le rondizioni dc.•! pazi ('lìll• non t'On~ntivano d~Jle più lungilL: .manoHe ; più s rwsso invece H st rati. In qualche raro raso com e ndl'oss . 41l le parc li furo no las riat.•, ape rte . Jl d eco rso p osL-ope ralivo fu una volta complicaLo da parotite d oppiu suppurativa. Gli ast:èssi parolideì furono int'is i dando esito ad una ~ rand e quantità di pus, oss. 410. Un'altr& volla fu complicala da p olmonit.e che risolse in sesta g iomata, os.<;. 412 , e l'infermo g uar·ì. Non ebbero a nota r~ ì aUre compi ìea n:w eccetto q uttlc h e caso di singhiozzo pc rs ìslt•nte come n ell'oss . 413-4U!J·!~22. Dci 9 guarili w lo uno fu trasferito in dicioltf•s ìma g iornat.a; g li nltri furono lt·asferiti tutti oltre la \'t'ntesima giornata, guariti ddl 'alto OJ>erati\'o. Tutto a l più in qualcuno restava una piaga ben g ranul egg-ianle in corris pond enza d ella inci;;ion e o p<: raloria. 1 OLt o d eg li infermi furono operati' r.t·lle grotte dì Develaki: di questi clttc guarirono, sei invece mor·irono. Tre ~ollanto ftu·ono tras feriti alla sed e ct:'ntr·alf'. uno in sesta g iornata, 11no in d ecima giornata; ques ti due gnarirono; il te rzo inveec. oss. '•23, f11 b·us fcrito ul1a sed e in terza. giornata , e l'infe rmo, che e ra in buone condizioni al momento d ella parten za dalla g rolla, s i ag~Ta,·ò c mori dopo du e giorni . Dei 33 morti , H morirono ollt·r In. C)uarla gio1nata e in tutti questi (• ran a evidenti i segni d e lla perilonite HCllla. E .;si prt~se nlavano infal.ti' ne lla g rande maggioranza dei casi te mp~ratur~1 fehbr·i le. met.eorismo, vivi d olo ri aridominali , vomiti ripetuti, rptal cuno dìanea JH'Ofusa. Frequ<·nl i i l'asi di sing h iozzo . Pochi~:'jmi fe rili sv t> ra\'Yiss~' ro 7 o 8 g iomi. Qualc h edtm o di qu esti, le rlli <·onclizioni t'rano incl:'rt L· s i aggravò d opo c he fu tolto il drenaggio; questo n ul)m lr<wmalismu parve anzi come la d t>tE' rminantf' d e lla catastr0fe - os<;. 'J43-ltlt5 . . La magg-ior parte d eg li in fcnni morì tra. la wima , se{·.onda e ler·za g io rnata. In qu~}St. i i SEgni d ella p(' rìlo nile er·ano molto larvali e in qualrunu addirittura assPnti. Lr necroscopiP eseg-1ritc mos ttavano scat·si !Wg ni d'infìammazi oM d e l perilnneu . ln alc11ni infine la morte soprav\'t>nne tloclle ore dopo l'intervento per il sovrapporsi d el trauma operatorio allo " llock lrauma.tiro cOllll' ndlt· o~s~' r\'azi oni: '•3 1-4:34-437-439-'•11 '•47. In al tre lo shnrk up~' ralo ri o pun·e il d e te rminante d e lla morte poìchè l'inl't·rmo prima d ell'allo ntocralivo e ru in condizioni buon e o;;.,.:: . 430·'138.
J:"ERI'fl:: :\IJUU.\11 N:\ LI U L li C EHR:\
STO lUE CLI:Nl CHE. 40/· ù.>s. - C.:<llo<!lità; Sah·. \ "ir., soldmo grau~n io.:ri - /J,lla di <'lllmfa ,: dala di usdla ; q--9-10 -l· H>-16. Tonpo /mswnv dal lnwma all'inter"Ve nt o: ore b . .\"afura della lcsio11c: rcrita d 'ingn::%0, da pallottula di fucil e, all'ipvt:<llldrio sinistrr, :-ull'ascdl<tn· lllt"Ùia, ~ubito sott<> il margin..: co~talc, con pr<)cid .. nza di una an~:l del ten ne. 11 proicllilc ,·ic:n.: luralizz:lto dall'esa nlt: radiol og ico in C(,rri,;ponrcnza dell a incisnra ischiatica siui::-tra. Si11/omì prillcipati: Contlizoni gencr<.tli ~;-.crete. Polso tuo ntlido. Rc.-pj,ro calruo a prevalenza toradco. Addome l'<)ntrano •. tlulcnrt:. Qual<-bc conato di vomito. );ou ba emesso feci uè gas. Assenzi! di m e teori~nw. Diminuzione dell'arei! di . ottusità cpati<:a. Tratlamr11to: {,nparotomia p:~rare ttalt: "ini>'tra Sutura di ! faite dd tenu4!. Rcs(·ziouc di un'an~a del tenue con altre ·l kriitc cd e utt:ro-uBa"t" ll'""i t. t . Dren~tg g io. Sutura iu !Jia,.;~n delle paret i. Es i /11 : Trasfe rito dopo 21 giorui. Gu:~rilu. 4oS. Oss.- Gc/lcralilà; Ca. Giu., ~oldato f:-tnttria. - Va/a di cutra/a e d<lla di ll .' t'ila: LO·lu·t6 .j·fl·J6. T c111(>1) lra$,·ors,, dal tr'"'""' all'illf<' r-.·<'111 11 : on · R. Satura di'Ila lrsiont' : Fcrit:. r•>tomleg-: ia m to dn Cucile alta rt·gionc l01uhnrc >'Ì ni-<tra ~ull'emi~capolare, l'Oli cgre~,;n un diw lrasn·r$" a ~ i11i:<tra dl'll'omhvlico. Sinlmni pri •Jcipali: Poi~" Joo vnlido. Colorito pa llido. Ha 11vn t<> ,-om ito. Dolon' e ,]ife!';~ ~tdtlominalc. Stimolo alla 111inrinnt:: du~ n ou può :'odtli"f:.rP. A~scn7a eli mercorismo e di ottnsitil ai IÌ:tll('hi. l'ri11e chiare a l .:mett:ri:-:mo. Traflamctl/O: Tag-lio an' uato Gi<lllllella,;io. Sutum di 4 krile dd tenue e di una da ~tri~<"io lnn~tn l > ciii. intl·rc!',;:llll t: la ,;ola !'-ien'""· Smura a ~tr:1ti delle pnrcti, prcvio drenagg io. Esi/o: Trasfer ito · dopo 15 g-iorni guarito. ?\n'rF.: Tolto il drenag-g-io in 6• ,~;iornata, puuti m 1 2• giormot;~ . P1whe li11ct> di temperlltura durante la prima 'ì<l'lliiiHllla . .j<>t) . Oss. (; ,·ueralii<Ì: :\lot. (}ar. , :<oldato <trtiglit:ria. - J>alo di rufnl/(1 c dala di liSci/a : 4·IT·16 .'\.<•-11·10. 'f't'lllf'O tra scor.;o dal trauma al/'iulcn·•·u/ o: ore r ~ . .\'t1lum dd/a l esi nlll' : Piccola ferita rot0ndeggi11 nt e ti<~ p:ùlt"ttll tli ,;hrHpndl :~Ila nntica ~i 11i~tra, ><t·nzn foro d'uscita. Il proit·ttile ,·iene lc)('n!izz:tto dnll'esame r~ttliolo ~i,·o nel piccolo bacino mohìle. Siutnmi f>riu<'if'<tli; l'obo ton va lido. Ro:,.pi ro ('a llnn . .\ .;pdto buouo. Dolore ad,!ominalc· ,;pout:~neo e all:~ pstlpazionc. f)if(·~a :< picca ta . \'omito. :\%~' 11 7.3 di nttu~ità mobilt ;~i fianchi. Trattame11/o: Laparotomia ombelico-pubica. Sutura di Il perforazioni del tenue .-\,.portazione de l proiettile. J)retHl~)!io. Sutura n "trnli dctk P'lrcti. Esito: Tm,;fcrito d opo Z/ g-iorni guarito. ~OTF:: S inghiozzo per,;i~tentc r··r 6 giorni . Tolto il drenag)<iO in /a goiornat~l.
~Io. Oss. - (;<'lltralitd: D0. An .. soldato fanteria. Onta di t'li/mia r dala di u-scita: q- 12 - 166 7• I· Ii· Tempo t·rascorso dal trauma a!L'iulav ollo : ore :, . .Vatura della ll'.~itme: Perita lacern da sch,·g-giR. di ).!rllllata 111la fossa ilinca destra, _;e nza f()ro di .:grc~"n. sianca il n·pcrto rn<iioltJ.Q'ico. . -~111/omi flrilltipali: Polso 8.1 vnlido. R espirazioue calma prl',·alc:memente tor aCtca. Colo~itn normale. \'e ntre clole tlle (' çnntraltn. H:-r !'1\'tlto vomito, non ~inghiozzo. Al<senzn dr mctcori:sm 0 . ,j·,. ~:rallamenlo: Laparotom ia _rar~rettalt• dl·st_ra. Sutnrn tli .J ft:rite tl<: l .tenue. Tracc-e · ndat1 sn lt<:: llll!<e. Drcnaggro. Suw r::r pnrzHo lc, a ~tra11, delle paro:t1. F:.~l/0: Trasft:rito dopo 24 giorni ~narito.
\
FUHTI:: AOOO.\!INALl Dl Gl'I::RRA
'
:>:ul't:: J h:o:or:-<J P••~t-npo:r:tti\O t'IJ111pli•·ato ùa pan.>titt' ,]uppia, ,..uppuratÌ\'<1 . lnci~iuuc ùei ~ a:--c~:,..si paroti•ki, l'llll ~:~itiJ a !;r<liH.ll: quamit:a ùi pu,... Tolto il dn:na!)'gil• :uldrnuiualc i11 ~· gi.,rnul<t. 411. O$.'. IL'\(ifc1;
da
(,f,lfl'alii<Ì: Lu. ()i., ,..ul.!ato fauto.:ria. -
/Jatu cii C:JJ /rala e dala di
J,J .. J~t~J t> 4 -11- Jtt.
'1'<'11/f>c! /ra.~r., sv tt.rl /lcl/1111.1 llll'iu/r'/''i't'll/cl : un: 4 · ,\'a/11ra t1c/!c1 lr•;iollt': !'('rÌt<l r"!<mdt·g).! Ìalll<::, da palh:Lta di ,.brapndl, rit·t•pcrla <:ro,..ta tni:Hi.:a, al qu:odralllt' inferiore dn•tro dell'addomo:, ~<::111.<1 fnro ,li cgrt:>'so.
;\lanrn il n::p,·rtn radiof,•git·o SiH/omi f>riHdf>ali : Colorito pallido. l'ul,o ''" ,·nlido. Rt'><piral'.ion ... tora,·ino, A~pl'l lo ,...,fft:rt·tlll'. \ 'omito. J)nlon· addunain<'ll·, >'j)Otllan co o.: a lla p a lp:tzicJJil: , ,·on ,..paçrata òik"a lllll:il'!llan: • .-\:-:-l.: l l W di ll!t,;tt;;ori-<nt< '· 'J'rullcllll!'llltl: f.aparotomin parHrl·llak do.:>'tra . Jn r;ll· ità liquido cn amict•-f~:caloide . ~ntnra eli l> feritl' cll·l tl'lllll: 1:' di una lact:ral'.iOIIl' dl'l llll'Sl' lllt·rio. f>n.:nagg-io. :"on ~i ..;uut r a la fl:ritll l'Ul:tlll'a. E.'\liO: Trn::.f•.:ritn dQpo :!h g-i orni. gu;&ri to.
:>:on-:: ~utur<t do:ll~· pareti iu ,.,·nna< lo l<:tllpo. ' 412. Oss. - (;nu·ntlilcì : :\b111. :-ìal., :--ul<l:cto (;utl<:ri:t. - llllltt di nrlro/u c dtlitl di ll :<dlu: tS--5-1 7 11-o-z;. Tempo lr<luvrso dal /1'11111/UI al/'illlcr·,·cHI<>:
un· "· Stl/111'11 della /csi<ntt• : F e rita da pallc-tw di :<hr:tp1H: 11 ,;nll':ht'l'll:trl' aut~·riore ~i ni,..tra. \'1 :<pazio itakn·n:<tal., . :'\oa~ v 'l- (oro tl't:gn·:<H>. ;\l:ul\'a il rep~' rto nulinlog-i<"O. Si11/t>wi f>l'ill<if>al i: tbpl'tto ,.ofkn: ute. l'olorit'n pallido. I'olsu 1:\1 ,pi('(·olo. 1\g-itaw. Sntlorat.iom: profusa. Arltlmlll' dol<:ntc e t'Otllrnl!n . Uttu:<ità :<pin:lll:-t n i tiandti, uavhill'. :\(m ha t tll t:<::iO {!:çj u(· ,l('il:-.· :'\un pnù nrÌHilrl:· Euli:<~:lllit anorn•> ;all;a f~rita <l'in)..'T""""· Tra/lciiJICII/ o : L uparOt(lania na<:dian:t. :'\oi<'\' Ok e m operiti)JI<·<>. Sutura eli 4 kr ittd<:l tl'Illl t:" di uua lal'o.:rati•> th· tk l1'olll<'1ltn, i l'Ili ':t,.i ,;augnimwo. i>r(·n:tgg-io. :-ìutura p;orxink a ~tr:tti th:: l k parl'li. Esi/o: Tr,t>'ft·riao d<>IH> ·'·' ;.:iomi. ).!nari t P. :'\on:: lkçor:<• > pt•~t-IJ(Wratiw> t·omplit•a to da polanonit,·. <Jp,· rato ud cli,.t<tl'<'<lll! CIIto anntzato. ~l"ra::--ft:rito alln ~\:d c,: in (,• J.! ivrnata. 41.'. Os.<. - . (;cunalilò : Y.-r. t;ia ., >'<>lrl:no fanlc::rj:, . /)a/o di t'llfl'tlla c rid i<! di trst'il<l: !4-.'>-17 <~·9-ti. Tc ulf't~ lt t.l.' ':cn,,o dd! lr<liUJI(t a (/'i~t l crt·clll f': on.: t. .\'a/111'11 dd/a /csi,mc: F..:r ita rutn11clt:):!g-i:lllt<:. cl:t palleua el i s hr:qHI~· II, ·l .lita nl di~ntto
do:ll 'vntl•t' lil'<>, ! dita a ,.in i" tr:a ridia liut•a tJtt'ciÌa11a, ~l· ll zil foro d'u,;t·iw. :\l :111<·a i l ro.:pt:rto rad iologi t·o. Si1rl o mi prill.-i{'llli : :\,Jil'tlro ,;olk-r.:l11<:. l'obto 11•1 na l ido. ·r. ,'1./·.~ · l< c:~pir:tziOI1t' rli"'I'H"i'·n prt' \':tklllt:llll'll!l• tor:h'it·:t. .\g-i tato. :\fl11'c>,._.. pa1JIIIt:. ~pin·:tta di f\'S:I lllll!'COfan . CHtu ~i t:'r anol.il• · :ti IÌ a Jt<"hi . . \rt'; ' l'patit•a di ll tilluit:J, arl"a :--pk ·lli('il <'011 ,;~:n·:nn . .,.,,,1/<Jlllt'lllr>: l.ap:11'01<>111i1l pararcunlo: ,;ini~tra. Emnp~:rit<)IH·<•. R,·, t•tiotl<· eli un tntttr! di t,·u ne eli 1•· <·m. c·on S ft-riu: . Hnt e rnrr:IIÌ<I l\-rm i nn·t<'rminale. ;-;11t11rn di altrl dii t• pt·rfnra zioan. Sutunl eli 1111 01 lat'l'l'[l/.i o m · "'"ll~llil1:11tlc· dd l \ ·piplll()rl. nrl·ll[l).: )!ill. Sutura parz i:• lc: a ~tnHi. Eslirl: Tm,fl'rit<' d 11po !l) gior11i guarit o . ;\or ..: : ()pt.-' r:tto :Il di:-'t:H'l'HIIH.'Htf, (l\-:111/.:tlo. Tra~fl·ritn ~d l ;a :-,t.:dL· Ìll l (la giuru:tta. Si n ~hio77o pt·r'i~ll'lll<! 1ino alla 73 giorn ~at:s. T nltp il dn·n!"l gg'io in f.'• ~iiorn:ua, i punti in l u:l g-ÌCH"IWli't .
. JIJ . Cl.<.<. - (;l'llt'ra/i/à: l'Id . \'iu., pngicntit·rn. Pc1/cr d i Cllll'rlla (' dala ci i 115c ltu : Jl>-b- ti' 1 1-;- rR. 'T't'lll/'1> lrc1.q·arsr> d<1l l rcliiJ!IcJ rrl/'iulrn•r'lllc• .,,._. -
.\'rll11111 di'Ila 1.-si<•lll': l'.·rita d:. l.:.iou(·tta al q n :cclr;cnl•· iult·riorc .,_ini~trn lll'l l'a cl~iomt·, c·on prco<·ickn t.a di 1111a fr:am:aa cl'•·pipl••llt. Si11lt>mi f>rillcif'rrli : .\ ,..pcl!u lnwn o. Colori1o u•>nmllc. 1'- SI \'alido. !{ ,·~piro .z(\ ~011 h a \"(nn it n, nt'· ... jn~hioti'(,, \ ddnllh. IU•u' ~ 'Ol l lraltl• , non 111 '-'ll"(tril't ) , ptk'O d <•lt.·nLc..: a ll:a p:llp:atinlH' profonda. :'\ou h :t <'Ilh':-'" ft·t·i n~· g:a~. Trclllcllllc'lll<>: lJI(· i~ioJil· olaliqna :tlla fo:--,.,;a il~·o-n:calc. R C'~<·~ ion~· clel l 'epipiCJOT\ l,t· a n~<· clt• l ll·un,· ~ouo :llk-n ·ut i tra loro Jll'r :trlert: ll 7l· tìhriuo~E'. Tre
~JlOI',I.:t·J1ll· .
f'ERtn.: AUDUMINALl Di GL' ERRA
icritc del tenui! di cui uua piì1 grande, larga pucu piì1 di nu cm . 111 ,·icmanza àt'l
uaargim: na.:: ~cutcrko, altre o.luc. più pin·olt', latcrahncutt: alla pri111u.· :->utura a triplice ~tnìlv. Dr.::uagglo iu C<ll'itù. :->utura part.iah: ddk pareti. /::$il t>: Tno:-fenll! dopo 2~ ,1!1(>1'111 , ).:'tlurato.
.p,; . Os.<. - (;enc>talilà: I>. X:rr. Eran ., l•org-he:-c. - Data di n1lra/a c dala di uscita: :.?~..0-1:-> J .:'·i· 1 ~1'cmpo trascoiSo dal tralllll•l ttll'iutcr1.'CIIlcl: ."1\a/un.J dffla lcsitme : Ferila <lu pa iiiHtola di rinrltclla ,;u l l<t p:tnt" Lemalc Sllll:-ilra 2 cl ita :<Otln la oanhdinllc Lrasn:r:-<tle, con q;::r<::<:<n :-ullH ll t<IIIIIIIÌ IIan· tk:<tra, alla mcde"i" w ahcua. . .'iiHI.allli f>rincif'ali: A:'p•ctto J,u.. aw. l'obn ;1 ,·alid ... ·r. Xon ha anato vomito. Ha sete. ;\lodic<t ttusio11e ddlt· pareti :r drlomiunli co11 "carsa dolombilità alla palpa'l.Ìom : profoll(la. Otln>'it:'l t'J>alica n oraualc. , 1 1'rcallcii/IC'IIIo: l,aparul<>Jilia mt·dia n a ~oltolllhcli t';lk. Smnra <li 1 p.::rf.. n•ziolli dd reun10 a111pic c a au nc<)Sil o.:xtrollts,;a. Dreuag-,>.:io di gana. ClaiusnJ·:r a "lrati dc ii~: pareti. /·:stio : Tra~fl-riu,. tlnpu aS ,>.:iur ni, KU;rrito.
·'"·s.
~16. ùss. (;1'1/atllilcl: L o1·. F ra., MJlthnu artigli.::ria . /Juta di l'll[l'clltl c dala di us,·4fl1 : w-g-11> 12-y-JO. Tn11po lrasforst> d.rt /><HII/111 call'illit'l'i'<' HIII: ore .>· Satura drllta. 1-I'Si llll<': Fcrita l'<ltondcgg ianlc da p;dlc.:lta dì !'hrapuell, 2 dita <ti di ~opra t a ,;in i,;tr:• dell'onal •.::l in> . Il proit:tti lc è i(,,·aliZt.:tlil dal l 'c,;amc radio,;topico nel bacino, <t dt·:<tt:l del!;, linc<t m edia na . SiH/cmri J>rilldf>ali: l'ulso ''"' ,·al ido. Rt"spirazio n c tor<tcica ,.;npt: riorl·. :-:asu freddo. T . .>ì· \ 'eu trt· c·ontr:tllo.:: dolcutc >'JlOIIUl llenmtn tt- t alla palllazionc. \ 'om itv. lllill'l.iOIIt= ùiftì.:iJt: . 'fmlltlllll'lll <l: Laparutoania 111ediaua !'ullomhel ic·:~ l c. S perforazioni ch:l t.:: n ue. Rt,..c·zione di 1111 trallo cou :1 ft•rih-. Sutura di ,; f.-ritt·. l lrt: ll :tg~io o.: :<lltur:t parziale ,\eli!! pareti. l'sito: ;\l11on: dop<J 2 giorni. );liTI( : !)<·con-o po,;t-opcr :nil·o. T . ~n .<J-.;7,2. A,.,pctw ,·; ria no. AoldcmH· poco dolclllt:. Rig nrj!'ito biliare;: ireqm.: utc . JJiarl'c.::1. HuforÌll .
.p;. Uss. - (;t•ru·ralitil ~ Oa1·. {;<"11.. sotl<Hcncut~: fnntcria. /lcJ/ca di CIII m/a c d<lfa cfi 11-'I'Ì/cl: IC>· Ju- lb 1,;-1\l•JO. Tclllf> > /m.<t'lll''' e/cri /n~UIII.cl clll'i,tlcr;•c'ldtl: ore Ì· ' Natu ra dr/la lcsimrc: Ferita t:OIIln>'a, rotomlcgg-iantc, da palk-lla di :<hrn pndl al . fian <'n dc,;tro ,;ull'asC'~:llarc :nattrion ·. Il proicnil.- :<i p:tlpa :<otln t'lllt: pres,;o la CTl'>'la il iat·o :<ini st r a. Si11tomi f>rillci(>clli: Col<>rito Jl<lllido. l'ol:<o 1u1 pitTolo. Rc "p iraziont: pr.-,·alc ntem~;nte t<mwica . l,ill u iiiH.: nti stir:rti. Dol11n.: c dift-!':t :Hldo111inalc :<pÌc<'ata. \ 'oa iiÌlt•. Ottu!'ità epa ti C<'l c >'pll'n ica no n11a l i . 'J'ra/lamell/1): I,aparntowia nu:d ia na ~nltollll tcli.:ah-. Smura .ti l o fcritt: dd l t:llllt·· Tmccie di t'l'~uclati. S u tur;t parzi:d e dc- ll t: p:trcti prci'Ì<• tlrt·na ,::-g- io. E:<traziou<: 1lcl proit:ttik. Esito: )!non:: 1\opo ~ g-iomi. :\'oni: T/iuf...·rn•n H('('l'1H I~t n IHit!'liornuH: nto in ~a ).!iornata. ~i nggr:l\·a i1uprov~ •i~auae11lc in J' giornata, t:on la f~nmnt· n ologia dell;~ pcriton il<~ aC'uta cliffn~a . 418. Os,;. -
uscita:
1 3-ltl-Jtl
(;t' llt'l'ttlilà: Tri . l'ic. , sol<laln falllnia . -
/)a/n di c' lllrala e dala di
Jj · t o·ltl.
Tt'lll/>11 l l'liSI Ili'<(> dc1/ /l'cll/11111 c~l/'illlt'l ;•,•~ti cl:- "l'l' 1.\ . Nt~tura dd:a /esicmc: l'it·<·trla ferita <la p:tllt• ll<~ di ~hrapllt·ll alla fo,;,.a il iac ·a do::str<:L Il prn icnilc· i· locnlizzrno dall'.::<;llltt· r adiologico 11d ('Orpn ddl:. IT l'e rtchrn loanbar.::. Si~tl omi prillciptali: F:wit·,; pt-ritnn itka. l'ol-<o ~~· · pic:clll ll. )fttl'l'~" pnllide. \'~: n tre contratto c doh: nli:-o:'ÌJuo. lfh.:n· ~h:' i"' c:uunu:a. J..;t·nria, non hr1 t·nu.:s~o fc..'("'i uè g-a1o.. . . T ntlla•ll<' llln: Laparotolllia fH'Ir!ITl'lt ai<: dc)<tr;l , Eallctp<'rilouc". Tr:tCl'<= di ""'u tl:ata. Sutura tli S fc:ritt· dd tt:n ue. Dr~:lla).:'gict. Snlllra in 11111~~:i delle pnreti . E ., i/o: ~luore dopo ·' )!iorni. Xun;: lu 1• ~iQrll<lla: l' . '' 'l nllitln. T . :;;,6. In ~· ).:'icorllnta: l'lll niti ripe lllti. rliarr,·:a prvfn:<(l l,' frciJUt: llle .
n:Il!TF: .\flllO.\tl N.\ 1.1 DJ 0 L" ERRA <.;.-,,·rt~lilà: Fan. E t11 ., ,:ultlntu c:uu~.:ria. -
py. Oss. -
di
Il>< ila:
Va/a di ,·ulrata r: dala
~~-J c ~to .J·I 1-10.
Trn~f>O lr<l~(tii'SF .tnt lnwllltl all'iul<'r<'<llltl: ore 19 . .\'tllura della IC$i<lll<': Perit a rottonÒl·g;.:tant<· 1ia pa lkltfl 'd i ~h rapn c ll, a l fianco
~ini:stro, 3 d ita sopra la cr<.:sta ili<te<•· Il jll'ui<.:uilt: "ie u .: lo<:alizzat o dall'esame radiolvgico m·lla fu~~a ikn-r<ecak-. SiiiiPllli prilldf>ùli: A~pdtu ahl>;nt ntu. Colori to p;< lli do. J'oll'o JJ•I di$l't'Ciam e ntc \'<tlidu. \ 'omito. Si n ghi 1,zzo. Adtlnmt: doh:tttc i n e<.mt r att nra di difc~fl. hc uria. As""t..:tl/:t
di Hl\: tc:ori .... tn o.
T~t~llamt'ltiiJ:
Laparowmia U1<.:(li:ulél sunumbclical t:. Dc.:positi ribrinosi t:d e<su-
tlaiu p nrn l<::nt•J Jw lh: an ~\.' . Smnra di lllHl krita dd t <:Jlllt:, n>lOJJ di:).!'! Òalllc. Ur~.:n ag· ).(in c .;utm·:• a ,:t nn i <)d h· par<" t i. Esito:
~ Iuore <lupo K ;domi.
:\on:: l kt·nr:«l po,..t-opcr at Ì\'<>: l<'111peratnra fcl•hri l,• ,;S-,;y,.;. :'llctl·Or Ì$1110. \ 'olllito.
\ ' i\'i dolori addnmi 11ali. S ntnda: di<~rro>Ìd1t: iroc'JIII.' ll li.
·12"· O.>~. -
(;CIIt'raliltì: Dur. \'it., ;;ohlalo gen io. -
Da la di entrata e data di
u'cila: 1- ll·lO 6- tJ·Hl. a!/'ill/t' ITI'II/0: III'C ·l· Jt'lltl /csic>trc: Jll' r ita da pa ll e:tw eli shraplte:ll 3 dita sopra la smtts1 pn· loit'a , ~ull a l in<e a ll1l.'tliana. :"\on ,·'ì: fnr n d'u~l·ita . \l a nca il l'"Jl"no radiologin1. Si11lum i ['l'illdf'•lti: \ 'olto pallido>. l •ol><o 1••·1 (]is<-retamc nlc valido..:';itJgbiozw. 'f't'lll['rl /rOSC01'S<I (/Q{ (1'1111111<1
X<~lura
Ad<loptç tnmidq, •l"l<· pt~; lltt;<l<'••ri<·o, :;lj in~i"ll ~;: imp<1"'sil>ik. ;\re(\ <:pat ica l<;J;:,t:erJill4ntc ditni uui ttL ~tlll ha c..·uH·~:--.n nl· fe, ·i nt· .L!.:t..:.. Tratltliii<'III O: Laparotomia mçdia n a snttcnulte lical e. Depositi iìbt·iuosi s ulle anse. Sut ura di l[ ll:ltl i'O fe1·ite tkl H·nut·, t•otomlt-t(glll1llÌ , COli llllH'O'i:t l'~trotlt·s-a. nr~·Jll1K ~·o. ~ntura
~sito:
n ~t rati.
~ruvn: <l<>pP '' gi .. rni .
:"\11rr.: Tctt1pl'rnt u ~a fc.-hhrilt: ,\:{·:w •.<. \ h :to.:uri<u1o. \' om ito. V ivi miual i. J.'infnuw è: irn·qnit' l o, <1)-! it:'llO, ,:p...ssu òdiran t.:.
do lori a •ld<>-
opi. (lss. - <.nn·mlità: llllli. G io., snlòato famc·ria . - nato di Cll/ral-<1 r da/.(1 ,/i II $C i/a: ~hj·li 2:1· ·]·17· To'lll/><1 lraSt't>I'S.I dal /11111111<l ,JJ/'iult't<'flllo: .\'t~lllru drlla lrsin ur: Fnitn da palktw di ~hrapudl ~ ditn ''1\lt1 l'nutl>dico, <n11 :-. lin o::a nwcl i:o1t:o 't'nr a (pro d 'n~··i t a. ~I n n,·;t il n·pc·rto rnclio-.,•opi.:o. Siiii<IIIIÌ ('riltt'if>ali: r .. ndi :t.io>li Ì ,\("1'1l<"1'<lli ):(r<11'i. :\!<p<·llo abbatt u to. 1'"1"" l :\11 picnoln. T ..V'~· Rt·,: pi ro ali:lt1 11U<o. Lint':tll1l'llli >'tirati. I·:;<trcmit:ì fredde. \ 'en trt in d ift·:-a tloknti,,..i n H> a l 111ini mo .-wnattn. \'rnnito, 11011 !'in-"hin?.zo. Arcn epati<.'<l cou:-t.~ r\·;;na.
Tratltllllt' ll/ (): Laparolmnia pa r an·twh· s ini -<tra. Emnperitoneo con feci ed e lminti . Rt·~ezi<mt· <li Xo cm. òi ttnnt: l'Oil 16 ferit e pcrfor:1 nti . Ent<•rorralìa tcrminotc·nuin ;ol(·. l1renll).:):(iu.' Sn t nl':l iu 111a:o:o:'l parzi:.le. E.,ilo: :'lluo re 1lopo ~ gic,rni . :"\'un:: fl<'<'or,:o po~ t-oj')<:rl\t i,·n. :'lli:tt·ori:<n1f•· Senra nn11ito Quakhe col po òi <>in~: himv..,, T . _;n,."·.; i ..> S.·:tr-<i dolori :ulclou1ittn li . E nfor i::t .
-
.p~. o.~. (;,·.,cmlil.ì: .\ r . l.t•r. . ,oJd at" fa uteri ~1. di tlscita: s -JJ-lli 9·11-t h. ·r, -r1pa lrc.1 .... (0t:- ., riai lulllllld .rll'iul c r-..•t' Hi n: ore 2~. Satura· dd/a lt'siout': l >n•· h·rit,· rotoutln:,gi:t tlli d11
/ Mia di CII/rota
t' dala
pa l kua eli :'h mpnf- 11 alla Wlli<'a tk"trn. ( 'n J)rtlit·tt i l<· 1: loca liaatc1 dai r:.g-,s.d n t:ll;t re:g:ion.- !liaC'a clc~tra c s i pa l pa ""ll"<'lllt· :onlla llt:Jtlln: ill:1rt'. l,';tltro alla pi<·ga lll'i l ' i n.(:n in t: sini~lro. Sill/vmi f>li~tci('ali: Co ndi,ioni J.:t' IH; r;tli tlt-l'l't:te. l'•>lso g) ,·a l ido R cspira,ion e :tlqn,.1ttO di~t>rJt>i,·a . .\ :op<·tt<• n.-.u ~··ftl'n· nte . \ '<·llln· !H>ll contratto 11111 ùolcnt<:', ~reci c nll:l pa lp<~~ion<·. \'0111ito c :<Ìng: hion<). :\-<"t·nzrt di m<'tcc>ri~1110 " ili ottu~i tà a i fianchi. Tnt//cliHC'II/(1: r.apamtruuin parrt t't'll:l\(- <lt:~trn. Jn C:rt\'it!l l iq1ùdo ematico. Snlle an~<' . p~emln-llll'tnlor:utt' til•rÌIHI~l·. ~ll1t1r:l oli .<; p<·rfnra:t.i<mi <lt: l tc' rlut·. l>renagg'io. :>.ntnl':l a ~ll·nti tlt•lk p.tn·ti. l':$i/,>: :\lnnrl' <lopn .'- ~iurni . :"\'<•n:: !-'illl:hion<.> pc·r-i-<teute. l><olnri aol•lnmiua li Yil'il'simi. V om i to. ::\feleorl'11ltJ.
FJ::RlTt: ADOU~LIK\Ll Ul u L t:RIU 4!3- U .s. -
re 11 eral ità: Crt:. G1o., wl~lalO faJllcria. u
Vota di tullaloJ ,. Jatn
di t~scita: 26-5-17 Jv-.'·1/.
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Tcmpa lr•l:<n>TS<> .tal t~ll'irrlt'r~·<lll••: ort: • · Satura della tcsiOIII': I.urga fcrit il, da ,.:tlu:ggia di grau3ta, tre dita ,.upra il pubc, da cui spur~c uu 'a n l>a di te nu e ferita. :\uu ,·i t: foro ù'uhl"ita. ~lanca il n:pc.:rto radio,...:opico. . • . Si rito m; pri 11 d pali : Con d iriun i ge ne ra i i b uon.:. l'ol ~o Il<> va_hùo . Colorno_ ur •rmalc. Aspcno buo no. \ 'cntrt: Jolt:ut~·, coutratto. .(\(>U ha \'OIIIllo 11è >'lllghi OZL". Urinuziou c spoutanca. 1\on ba eme~<,..o fc.:ci. 1"rattame11lo: Snwra della ferita ùcl te nue crniato. Lapa rotomia m cd iana sot· tom lJclkalc. Sutura di 9 altre ferite ùt.:l tc.:uu.... Drenaggio. !'>lllura a ~tr:ni ùtllt: part:ti. Esito : l\luore ..lupo 5 giorni. ~uTE : ()pcrato nd \ 'allon c dd Car,..o. Tra,fcrito il ~l>-5- •ì alla ~cJc ccmralc, 111 buonc condi.tioni . .\ggrant~l:<i i fc110nn:ui peritonitic i. 41-1- Oss. - (;c.,cralitti: Ga..:. Gi., ,..oldato fanteria - Vala dì nrllal<~ c data dì zt >cìla : z.;-.;-1; 2S-5-li· Tempo trascorso d.11 /I'<I UIII<l all'ìllll'r>'l'll l o: ore 1~Satura di'Ila ft•sinuc: Urificio ù'i11grc~so da pallctta d i , In:quwll a ll 'jpocouJrio
s iui,..tro ,.cnt.:\ foro d'u,;cita. ~lant':l il r.,pcnu radiost·opico. Sì11lomì pri11tìpalì: l'obo SS \alido. Rc~piraziou.: ,·alma. Swto gc m:ralc buouo . .(\on ha com iw n è si n g h im.zo. \\·11tn: ~:omr:1llO e dolclll<' . •\ s,clll(l di n1cteori smo c di ottusità ai fiauchi. Trattame11lo: Laparoto111 ia parnn:ttnle s iuistra . Emoptritoueo. Sutura di 8 ft:. ritt: del te nue. Falsc m t:mbrauc s ulle an;:t:. Drenaggio. !"utura a strat i della parctc. E sito: )!uorc dopo 3 g iorui. NoTE: :\t:t·ro;._sopia: lt: sutu re ~<UIIO beu c hiu se. Qualchc adt:rcnLa tra le au,c suturate e le ,·icine. P e ritonitc diffu:-a purulcnta. ·
.p:;. Oss. - Gwaa/ilà: .\lt. :\k., Soldato fautcria. - Va'a di 1'11/rata e du/ 11 di uscita: 21-S- •7 23-8·11 Tempo l rascorso dal trauma ltll'ìulcrvculo: ore 9 Natnm della lcsìnue : l;~rita da p:1llottola di fm·ilc ·' tlit;~ al di:<ollo c a dt-~tr:l ù!:ll'ombclico, cou foro d'cgrc;:,<> all:1 p ortion c m .. ct i:llla ddla u at ica tle,.tra. Sì11lomì prirrdpu li: l 'obo <}l ,-,a)itlo. l'ulorito pallido. Re~opiro fn·qucnte, tip<_> to rncico. Vomito. \ 't:utre dolentis!'illl<> ; 111Cteori sm o, ('on lt:ggie ra ottusità ai ftanc hi. Dimiuuzionc d ell'ott us ità c p tltit'H. Rc,;piro ;;6. Temperatura -'~· 5· Tralltliii CIII O: J,a paro tomia parurctLnle destra. EmoperitmiL'O· lh·~~/.ionc di un a 31\,ll tlcl te nne perforata in 6 punti. p,·r U<l tra llo di ~5 ('111 . Enterorra lì a tcrminotc nninale. Drt:uaggio n e l b:1cino. Smur:1 parzialc clellc pareti. I::.sil o: ::'lfuorc dopo ~ giorni . ~OTF.: Decr)r:;<> po~t-optrativo. T . 3ì·,ì8. SudC>raziouc profu-.1. l ~ufuria . •p6. Os.\, d~ u.-rlta : .::o-8·1 /
Golcralìlil: .\n t. Hia. , ,oldato f:mtcria. -
/)al<l dì l'ullald c dala
2i·8-li.
dc1/ /10111110 all'iuh•rt·culo: un; ~. N atura detta ~esio11 c: Fé rita ro toudc!u!iame da pallottola di !lu·ile sulla pararet· tale destra, a 3 dita ,.opra il puhe con cgrc"•o a ll a uauca dc.: ~tru. Si 11to mì priucipali: Cntc c 11111t<M<e p a lli<li;:;:im E.'. l'ol;;<l 110 p1C<'Olo. Rc,piro prt· TI! IUf't>
lra$c;QrStJ
valcntcment c toraci co. T . :;n.l'. Foru:ment•· iliH · li l iaa to. Si nJ.(IIi<•zzo. Addome con- · tr:1t to dol e nte: onmqnc a lla prts,.imu:. Ottn:<ità <1 i li a uc-l1i uwhih·. :;-\(111 ha e 111 " ' '"' ' fe ci nè gas ,. Tral/tlllll'IIIO: Lapa ro to111in n c: llu fu;:~a ili tH'n rlc;;trn. I·: IHOptritnm·o. T t· l1n o: p e rfo rato in >'t: i punti. Rc.:~t·/.iouc .ti nn'il l1 >'n lnn~:1 1z cn1. Enterorrafia tt-rmirw-u:rm in a lc. l>re naggio. Sutura parziale. Esito: 1\lnore dopo 1 giorni. ::0.:()n;: Deeor;;o po;;t-uperati,·o ::'ll•·tt·<•ri ~uro \ 'muitu nn llul•ri atld•)lllinali c:pon· t anci con iperestesia cutnnea. Diarrea. ' 4~7- Oss. Ge11e ralìlà: D'l'. ::-:i,· .. ac:pirantc.: gcnio. di liSCi/a: t 6-JO-I( 23-I D-li. Tcmf>o lra.<C()rso drtl /l<lllllltl <lll'irrlc•l\'1'11(,>: o r.· ; .
nattr dì cutrala è dala
FERITI:: AD00:\1li'<AL1 Dl ti l'ERRA
.\'alu•·a dd/a lt'siou.:: [~., , ita da pallottol::t tli ful'il e al\;o rc:giolle r ... nalc :<ini~rll Sl·nza (oro d ·u:-;.t:it~l. J/C!--:tlllt' r:u.1io:--~opit''J ri \•l:ln il proit·ttilc in pm:<simità 'ùdl'art il·c ,Jazinnc sh:ro-i 1i;u:a cll'~l r:1 : .'iiulrllui priu<if'ali: :\ ><p~tto lnH>Il<>. l.ingna ;ori,la. Polso 92 cli,.crdnn•~ut~ l'llliòo. l<•· ~pim:r.ionc- utfaunn~a. T. _,;,4. A.J.Jwnl' <'<>lltrallc> ~ duleutc. :"\n1ì ha n•mito 11\, s in ~hioz~o. \'e utrc- k~;.!<:T111<:11lc lllc:t<:orin>. l'rilll' non11ali ;ti c·att'kri:<mc>. Tmt/aJUt'll/o: Laparotr>n1ia nl<,diaua o>llhdic·n-pnhirll. l-:111up<:ritrmc-" . Sntnra di cln<: pt'rf()ra>il>ni lic:l lc:lllll", ='on >'Ì lt<l\':1 il proic:ttih:. %alfrl c: ,;mnra paninlc a 'tra li. 1-:sii<J: :\l norc- dnp<1 1 g iunti . ' ='nrE: l>e<·or"o P":<l-<>pc:rati,·o . h :ritonit.- Cll11 nll:t~ori ~llh> c: ,;n>111p:t1!',:;1 dc:ll';ueR q>at i··a . '['('lll)'l'rfllllra r.-hbr i l<- .ì~-.1<).
--
pl>. v~s. c;cut'ralilà; ;)(az. l'as., capora le fant.-na. -l- /.111/CJ di t'llll<llil .. dala cfi u ui la: •3-11-17 IS- ll-li. 'J'nuf>a '"'·' '"'~'' dtrl /1111/UIII clll'illl<'r<•t·u(o: ore 211. Sa/•p·a della lfsiOII(': Fc:riw rotoutlt'!~Xiautt: da pallc>ttohl tli ,-hraplldl al la rc::giouc: rc-n ail' ùc· ~tra, n<:l~a parte più ba,;"a, a picc::oh.' clinu.:n~<ioui l' :'~liZ:I fnro d'tt~cita. :\lam·a il rq)<:rtt• ratliolog:icv. Slllltlllli r•·illdf'ali: :\sp<:llO huuuu. l'nbo ().~,·:!lido. R c,.pir:.zinm· tnradca . llolon: ~poma nt·o ;oll'acltlonu.: . \ · u111 itò. "c::tc:ori"""' con d imi n uziom: dc:ll'an.:a "'p a t ica. :\s-<c·nza di ottn~itrl ;~i fiandli . l'rina zionc :'pomanen <·on urine chiare. Trallaii/CHI••: l.ap<rr.oto111ia mcdian11 C<>ll tagbio tli 1;: cm. oltn·p:•s~:111lt' l'olnhc:lic-o in lm"""· :-;,•a rso liquid" t o riJirlo jn c;:11·itit. Colon l' LC:Illlé cli ,;semi nati di plnt'<'hc hiau"''"trt· . Il ~··nnt· <· p<:rfonH<• in tre: punti. Sntn n 1. :"\cm "i tron1 il prnÌc:ttiil' . Drcltag-g io: "utura parzia le c.lt-lk pareti. J·: .<it<>: ~l n<>rc dopo ,; g:iorni. :>:o·rF.: Dc:<•or~o: pcri1011ih- cou I'OIIl itol, ,.in~hinzzu, nll'tcori.-1110 ·129· ()~.<. - (;,·uaalilà: .\r . J>on1., ><ol duto f:o n tt:ria. /la/a di <'11/nll<l c· clula di usdla ; 12-Io-w q-ru-16. Tt'lll/'r , lnzsnu~o dtlf l~tlltllht all'illft•r;.·cufo : on· .!n. Nalum della lcsimlt·: F~·rit a n>li>IHlcggialll'l: da p!llll•ttola .Ji fuci le 1111 dito ul di~otto della n<'stn ili:Ka "ini,.tra. pul'll dietro l:• :'pina ili:wa :\ . !'. , """"' fnrn d'u-
>'t·it:t. :'llanca il rl'pt- rto wdiolnj.!i<'<>. Si11lr>mi f>riii<' Ìf'ali: l'nbo 12h pi<•cnlo. Rt·:'por;o/.i<Jnt· wra!'ica ~npcr10re. Faci e:"' peritonitica. \'l'n trc- metc:nrico tlolc:mc.: :o l mini111o ..:ontattu. :-;,.""'Jl"r"a o!t·il'mtn>Ìt~l t·paticn. \'nnJitu. !:;curia. ='o11 ha ~;;mc~"O fc:ci nè ga:<. 'l'mllamru/o : L:1pnroto11>ia mc:dinn;1 >•llt0111lit·licllk. I n c·a,·itio, l iqnidn t·m~tic<> purnle nto. Sulle an,;c 'tr:ttific<ll.iolli fi l orino~e. ~ntura di unii pl'rfonnir>ne del to:nnt: 1.: di <lne lact·l·;ozie>n i <k l ntt'"(· nll' ri• l . lln·ua)!.t~ io. ~ntu1·~ a ,;tr~11i. Esi/o: :'lluon:· dopo~ g iorni. . :\on:: =' ... rrr):;.·opi:l. l'c ri tnnitc: )!t·nc·ra l iantn . T,a >nlllra intc~liuit l e ha tl'nnt<" :-;ì trol'a UIHI krita clt·l t t:n nt·, ,;fuggita ;,!l'atto f>j)<:mti1·o. ~.w. Oss. t:ol<·raliltì: l'al. .\ n t. , •·:~pora l e n1aggiore f~llll<'ria. tra/a e ciclici cii ll.~tilcl ; 24 -.~-17 !:S-:.-1; .
J)<Jia di ,, ,_
'l' f UI/'<' l>cl~c < '·'" dori trauma all'iu/c'rt·clllt>: or~ '-1· Nafurtr J,·/1,, it' .~itm<·: F... rit :t cb rn ,· ik :'nll'c:micl:tl'ellrt· Ò<·:<trn , ·l clitn >'otto l'nrc.:a ta co~talc, .-e n zn forv d'uscita. :\Jnu(·:1 il reperto radiol og i''"· Si1110111i f>t'ill cif>ali: l'oJ:;o ~ ,·a l ide>. Colorito p:lllido Rl'"pira r.ione calm a. Acdtiomt· tumido e rlnh-nte, :'pcci.. :oli (l p :dpazio nc.:. \ 'omito. Ar<:a c:pntit·a cou"erv<1t.:o · No11 ha ·e mc s;,o fl'ri u~· J:a,. Tratlt!IIII'Hio: l,;tpa rotomin p:11'111'<:ttalc: t!c:,.tr:o. l·:lunpe:: ritml ('(>. Sutnm di 6 ferite •Il-l tt·nut· 1.' di dut• l :u·<·I-~>Yinni okl " "'"''lll<'l'Ì\1. lh-pn,-iti tiloriu""i "nlk : lll Sl'. Dn·11 ag,!.! i 0 Sntnra a ,; trati •h·lll' p:ort·ti. 1: .< ilo: :\hu>n' dupo 1 giorno. :'\on: C11ndiYioui gellt·ra li 111uho ~.:r:ll·i dnpo l'op~: 1·oyi.,ue. :\t':<sllll lnig-li<)T:llllt' lll (o in ~cgnito.
·1:11. Vss. r;nll'rlllilii: Pel. C;1r., ~o lclnw fmnnirt . li SCi/a: .'\-11-16 4-ll-10. 'f't'Hl f>r> IIIISI'tii'Scl c/c~/ lltliiii!O tJI/ 'inlt'r~'C' >IIO: ore q.
lltl/d di l'lllmta l' dala d i
fERITE AllOO~ll ~:\ 1.1 1H ti l" J::RR.\
:!il
Slll u ra .tdiii /t" :.ic>ll<' : l'n•,...-ma una pin·ola (t-rita t la p:llluttola t li flll·ile, ~ tlitn a ,.ini,.tr:o tlell'omhdit·o. Egn:""" in n.·inant.a .Jdla :<pina ili:wa 1'. l. ,..ini~tra. Si11/omi priucif>ali: C•mtliziuni gt·m·r:oli ~-:nwi. l'ol ,.u pin·olu 12•1. Re~pim :tflann0,..o pre,·alelllctm·ntt: wr:t~·i,·o. Fnti':" Jh:ritonitica . Dolori it.lly ll='.i, spon~am:i t· al la JHtlpa~.iollt· in tutto l';nnhno ad<lotntnak i'nrl'tt <'Ontr:llt<' 111 dtk"a. \ otllt!o, 11 o 11 "inghiozzo. . . . . . . . Trallllllll'lllt>: Tn).!lio obliquo 11..-lla fu,.,;, titano ""ll"lr~. l.tqnult• ct.unt.u·o J)IITlt1{.-ntll. (',;ethl<>-lllt·tnlorane. Sutttra <li S ft·r ilt' <Ici tt·nuo: o: ti t duo: lan·r:ttHilll tld lllc<<l(•r)Jcm di,..t·o:nd.-uto:. ~ulura in tU:h-':t tklk p:trcti. F:sito : :l[norc tlopo 14 ore. :-:n'l'F.: :-;._.~,.un tlli).!lior:llncntn tlupn l'atto upcratin>. 431. Oss. - (;t'lll'l'tllil.l: Znc. :\11 .. ,oJrlato fam.:rin . /l11/11 di Clllrcll<l ,. doo/<1 di uscita: zçr9-t6 ;~-w-16. . '}';·mpt> /l'"·''"' ·" ' d11f /l'cllllll<l <11/ illlo'l1'<'11111: nrt· ; . .\'alum di'Ila lt'sio>llc: 1·\-rita rotondt·ggianto: da p:olktta .li ,Jonopncll all'ipOt'tlll· clrio sini..::trr, ..::ull'n ... ,·t:llarc 1n~dia :-"Uhitu nl ,h::;nttn Òl·l l':~ n·atu .:n:--ta lt;~. :"\lcenca 1\· ... atuc 1 :u1io~<·opit•u.
Siulnmi priuri{'tlli : .\'p<·tto louomo. l'o\.,, 9~ ntlitlo. Rc,Jilratiou..- lq.;:.:crllll' lltc tJi,pn<Ji<·a. Dift··..a :uldominalc ,opiccata ..\.Jdotnc doknt<: 'JlOIIl:lncalllt:lll<· c :-olll> palp:I/.Ìnn~ . .\r'-"a t•Jwtka t: ... 1llt>nit·n t'o1h,:f\'alc . .\''l'HZ:t th ottn~u:t ai tianchi. \'utllito. Tltlllau~t·u/o: l.apnrottnnia pnrnn·tt:llt• ,..ini~tra, .J feritl' dt·l tenue. Sutura :1 rlue ,.tr:ni. J.;"·crat.iont· tltll't·piplrw>ll. ;-:,.11 ~i trma il proil'ttilt· . Jl n ·u;oggio. Sutura a -trati delle pnrcti. F:sifa: :lfnure dopo 5 giorni. :-=on:: Oen>r"o Jl"'t-upcnoti,·o. \'n i tlulnri 1Hltlm niu a li 'Jlun!ath'Ì ,. alla p:olpnl.iont·. Tetupcraturn fl·lthrik~ \'mnitu. Sin~hiutt.O . :lft:tl'ori,utu -:pit-rato. ~:;3 . Oss. <:r' llt'rll/if,ì: Jj IISt'Ìitl : 19-9-tn ! l "9·lh.
.-\r,·. ( 'nth., "'ld:otu fantt·ria .
- /la/a di r11/mfa c dala
TOII{'I' l111.<t'c>YSII diii /rolllllhl olll'iul•·•;•o'lll••: ore X. Satura di'Ila lc.<Ì<llll': J,:or)!a fcrit.> tl:o ~t·h<·g~ia di ).!rauata rolla rcgtonc ro:nal<:
,ini ,..tril. Il proi<·ttilt- "i pnlpa ,;ul!o cutt· l' al l 'cpi.~;o:<triu. Siu/o111i Jlrilldf>ulì: l'<>l~o 12u pitYolo. A~po:llo nhlm t!uto. l•: ,.tro:tuità fn·tldc, t•utc c llllt<'n:<c pallide. \ 'o111ito. \ 't·lllr<" <'<llltr:otto e dukntc. 1 Htu,.it:"o ai ti:wchi. l.ing-un arit\11. ·rcntper:ltura .>i.!. TralltiiiiCII/11: Lnparotntuia p:orart·ttah.> ,mi,.tra. Entupcritum:o . Sutura di n ft'-rite tlt:l tcun.-. In t'torri.;pronckuta ddla ll<·,..,uro 'Jlllnic:a dd •·olou il p.-ritonco parit·tnlc <- rotto, per tuta lnn:ht·tz:t di c·irc:o ·' ('111 . t•nrri-<pomknll- al puuto tli pas:-:tt!l!io del proi<·ttilc . J>r..-n.t).!giu attrH,·.-r.... , tal<: fcriw. Sutura. Esì/rl: :\fuun: tlnph 36 o re. :\on; : Dccor'o po,l-opcr<otin•: :1gitato, irn:quit·tn. Euforia . .\'t•crtl.~<'<IJ>iol. l't"rit•lllo:n lt:g~\:rtllt:llll' arro-<,ato, t\i :l"JH'Ilrl torloìdo. St·:tr!'O liquido.> in t:lll Ìl[t :t<idoJil\ÌIIIIiC <.-on 1111 c l mimo. 43~. O.>s. (;,., .. ,!1/ìlà: l'a. l:irl\'. , ... nlda to mitr:.glicri. - /lnla di cl/Ira/a c dala .ti II$!'Ì/a: lO·g_lO !1>-S-11>. 'f<'lll{'rJ lrtl.>r'C""' <llll /11111111.1 ,,/l'i~t/o;•cul" : nr..- t;. Satura ticllt1 IC\i<lll<': l'i~cola ft·rit.t tla pallottola di fth tlt' ,..ull'.,,..ccllarc po~tc rion: ,.ini :<tra, ultimo 'PI'I7io illlcrcu,talc. l·:grl',..,..n J dita 31 t\bnpra •Iella ci•·:Hrit·c ombelicale. . Siu/ () llti pri11.-ij'lllli: Polso •~·' pit·,·oln. T. ,;s .!. R.-,..pir:o?.Ìullc frcqnt·m..- c ,.npcrli· nai e. Aspetto -;off,•ro:llt<" . l'olnriro pallido. l·:,;trl'lltità fn·ddc. [lifo:,.;t. \'omito. .\ ,,.<·n.w tli IIICll'Ori,.IIH>. Tmttamo•lll o: l.apamtotnia lllCtli:m:o. Liquido siero-t·tll n!ico; quakhc f:llsa ntcllthrana, feò. Sutura <li -1 ferite tld klllll' . lln·u:t~J.(io. Su!nr:t 111 ttw,,.:t •ll"lk p:orcti. Esi/o : :\luorc clopll q on·. :\uTf: Dceor...o pn,.t-<,pcratinl. L'inft· rn•~o \: :t~itato, irrequieto, c 11011 :l<'<'<·nua ad alcun 111 iglior:uncmo. T.-m p<:raturro .>i ,3. Huforia. 1.\ 5. (}~s. - r;ellcmlilà: Zul. \'im· ., capnrnlc mitraglieri. - l><tla rti nolr<Jitl l' t/alti tli ltscita: H>-tt-16 l.l·lt-ll'i. 'f'cmf'o lmuor.(tJ tf11/ l••lltllltl lll!'illlt'l ""'~'"/o: ore 7·
FtRITE ADDO.M IN:\Ll DI GUERRA Salnra dflla INi<lllr: J,n rga fct·ita l:went da ~chegg-ia di granata< dit;t 50pra 1l pn ù.:, d a cui :-por~" 1\·piplnnn. Il pro ie ttile ,·iene locn lizr.nto dall'esmnc radio~Ctlpicr• in ça,·it<) ad.Jnmi rwle, mobil e coi mm·i111enti re~piratori . S i11l11 111i prillcif>ali: l'ob(> wS val irlo. Re~(Jirar.io; ~<: tora(~!ca. Ag itato .• C~te t: nHH'C>:>c p<1lliòc:. \'e ntro: l:(>ntrauo in di fc~n. doleme alln p:tlpa7.H>ne. Ottn;<Ha a1 fianchi mol •ik. Con ati di l'omito . As,.;em.a di m eteoriì'n W. 'Traflamr111o: Laparnto rnia mc.liana :<uttombt:licalt:. Emoperitoneo. Sutura di 4 fe rite d e l tenne. :\,:pona7.ione dt:l proi,·tt ile dK• !'i t: nrre~tato s ulla parete dd colon tra:-,·e r~o :<enza pt·dorarlo. Drenag-gio. Sntura pi!rz iale. Esi/ o: :\lnore dr,po !4 Mt . ~OTf. :
:\e!:sun acc<'nno a mig lioramento. 4~6. Oss. Gc ncralilà: T om. Ghcr., !'oldato mitragliai . -
Dala di C11tmta
e
dat.1 di uscita: t ;)·TJ·Ii 15·11·17. ')',.,,,,,, lm uorso dal /rau111a t~/J'illli'r;:c"to : o rc f'.. Nalum dt'lla lesion<·: Piccoli~ ferit a lact:ro da :<ch <.:ggia di gr:mata ~ ubito al di~opra
dl'il'ombcli ro, !<nlln !inca m nl ia na, !'t:ttza foro d'uscita. Manca il re perto ra·
<liolo~ico .
.~i11fomi prillcipali: Pobn piccolo' 11 2. :\;:petto abhattuto . Colorito pallido . E ~t re mi ti\ fredde. Addome ('(llllr:ltlo'>, dole ntis:<i mo cwunqu e. Ha avuto VOUlito durante il tra~p<>rto . Stimolo alla 1nim.innc ch e: n on può soddi ~ far<· . 'Crina limpida al cate· teris mo. 'l'rçlf!l llll:'ll P:
T,ap<trotmuia 1111:diana çou laglio di l.) cm. la cui porzione mc·
diana pa!'~a pcr l 'wnhe lit·o. E•nvperitrmeo. .J ferite del me~enterio che;: !'<'\ngninano, 6 ft:rit e d e l tenue p er nn tratto di 30 <'m . R es(·zion (: imc stinnle. Entt·rorrafi;~ termino-te nninalt". Sutura cl.:ll e ferite <le i me~enterio. K on si tro,·a il pwiettile. Zaffo. Suturi\. E si/t>: ~ruon: ,Jopo 39 ore. :-\on: : T,o swto ge nerAle ~~ a)!"!JTn l':l s<'m pre più. Sca rs i dol0ri addom inali, Delirio. ·l.li . Oss. - Gcll<'l'tllilà: :\log. Cnr., caporak nrtig-iicri ll. - Dat.a d i l.' llfm;ta c data di u uif<l: 6-ro-1 6 IÌ·l fi· JI>. Temp o lrasccll·sn dal /rtJ JIIII<I ali'irlicn·clllo: ''~'~ ; . .\'a /11 ra dd/a lrsio11c': f'ic<'v k\ iot:rita la<'.;ora dn :<dw~):i a di bomha a mano, lUI pò a sini ~trll e in ba~so dell'omht·lico, con procidl·n za d ell'e pipl()on . N'on v'è foro d'uscita. :lla ncn il n ·po:rto ra diologico. Siulorni priu cipali : P olso 1:;" pic<'olo. T. 3;, rt:!<p iro ;~ ffarmo~o . asp.nto sofferen te . Pall ido. Agitato, ,·omito, ~in1ghiono. Ottu!'.itia ai fianchi. Addo me dolente e in difel'a. non mctcorico. Knn hn cme~«o fec i. R<'tC intc n!'a. tmltaml'llfn : L:~ pnro!(Jtnin mediana sotlolllhClicale pre via 1ese7.ion e d c ll'c pi· ploon . Sutura di 6 f(' J i t<- d el te lllw. R esezione di 2_< cm. di tenue con 9 ferite c s u· tum t. t . Drenagg io. S ntnr11 in m:~<~a ddl e pareti. r:; .~i t c> : :1 r uorc d"po ;i ore. ):on: : L ' infermo, do po l'a tto op er:ui,·o, è !'enz:~ polso 1111a radi:~lc . . J.;~ . n.~s. - (;r,e•·afilò: Gna. Cn){., :;;olrl nto fanteri11 . l1ata di CII/rata t' dala d i ust'ila : r:;-9- t6 t6-9-16. Tc:,p o trascorso dal /rarw111 a/l'illl er;•clllo: ore t .') . .'-."al11ra della l esi(l lll': F e ri ta da pallnttol;~ 1li fu c ile :1 d ita a s in i!'tl·a dcll'ornbe-
lico . con cgre:<so alln n Atica d e llo !'t e~~o la to. Si11/mni f>rillcipali : f'ulso 1 l fl cliscretamentc l'alido. R t::spiro !!Upt:rficiale c frc· qu .:nte . :\lgido, d epresso. Addom<- <'OIItratto. Ottu:<itll :~i fi:111chi. :'\on hn ,·omito n;· !<Ìngh iono. Lin g na nricla. :'\on ptu'> nrin :~re. Tra1Jamr11/ 0: LAparoto mia pararett;~ l<- ;;in i!'tra. f'e ri ton e-o torbido c congesto. Emoperit on eo con fec i e <Jgcarilli . R e~e7.i ()n e di un trntto di te nue con 4 ferite ed ent ero-am\ ~tomo~i t. t. Sutnr;~ di altre 1 fe rit e d c tenne. nrc n aggio. Sutura in ma~sa delle pare·t i . ~.•il o : :\fnore rlopo l'i ore. 4.)9. Oss. - (;c llcralità : Gin. Giu ., ;<Oillato fa n! e ria. <li usrita : I6·g· t6 I i ·g·t6. Temf>o frasro r s,> dal /1111111 111 alf ' illlt·r;•rllfil : ore T•'·
nata di CII/rata
c data
273
FJ::RJTE ADDO.\llNALT DI Gl" ERRA _.,-
[1.',1/u ra della l csi<mc : i\mpia p!:rdi ta di ~ust:m/.a, pt:r ft:r lla da >'dtt'.t.:gia eli gnlJtata a l disopra del pul><: co u p rocideu z:a d el lt: ttu t:. E g n :>':'o ,.ull'a ~c~:ll;tre a m c t ion: tk~t ra 3 d ita sop r:l la liuea ili aca. A. S. c;ou p roci<l~: uz<~ <Ic i cvl<>u . Si11lo m i f>rilldf'ali: Asp t: tlo ahba nu to, colo rito pa ll ido l:t•n la l •h ra t' ia not iclt t:. l'. u6 piecolo. lne n t: , e ,;t rc mitìt fred de. Tctupc:rat u nt .)6, { . ::-\on ila vomi to . .\ ddo mc non comrmro, la p a lpaz io ne s usc it a sçar:<a rcazion ~:. A~,.t· n'l.a d i tn ch·ori,; mo c d i ottu~ità a i fia n chi . 1'ruttu m e11 /o : In c i.-io ue ,;uJia .-edc th:lla fe ri ta h<t t: ra le. ~utura lCt'Mtinu-tertn inalt:, pre \·ia rc ,;l:'ziou c . di uu punto ùd tenue am pi:mtt·n lt: "'[mtrc iato. Dr ~: t W):!J.(ÌO. S uttt r.t IU massa. E sito : Muor~< dop o 9 o re.
4 ,... Oss. - (;I! II Cralità : Cru. Giu., solù<tto f:J tllt·r·in. /lt1 /a di entra l a c da l a di II Scil.l: ~ J-S-17 22-S-17· Tnllf>a tra scorso dal il<lll lll<t all ' illll·r-..·nl l o: or<: 1.: ;-.; ,l( ll r<r d ella l esio 11 e :· l'i('cola fc·rita ò' ing re~!'-0 d a p a llottola d i fucile a ll 'epiga s tri() , ,;uiJi t ,, a de~tra nell a liuea u tcdi a n n, con egt·c,-,:<l n lla porzion e me,li a n a della nnti<·a ~i 11 i:;.tra .
Si11/0m i f'rill cipal i : Pnlso 9-• ntlido. R es11iro ea lt uo . tbptttn huo no. H a a nt ln \'ornito durante il tra ><po rtu. Dolo re s p o nta n eo a ll'a ddout c. Difc"a. Ye ntre do le uti l's imo a lla pressio ne . Diminm~ione dell'o ttus ità e1>a tica. Trat t aw cul o : L a p a ro to mia med ia n a xifo-!'otto m he licalt:. In c:wit.à c\i,-cn ·ta q ua n ti tà di liquido torbido. Te nue p erfo rato in S pumi. S i ;;ut um11 0 . I,a vag-g i<) dd la ca\' ità pe ritonealc co n wo g r . di e te re. Z a ffo in ca ,·ità pc h ·ica. S utura pa rzia le dell e pare ti. Es it o : :\Iuo re dopo un g iorno. l\"OTii : Dopo l 'a tto op e ra tÌ\'O l'infe rnto ha pol ~o piccolo e fre que nte, ui\, t: 11<1n accenna ad a lcun mig lio rame nto .
4'11 Oss. - G cu c ralità: lVIig. Din ., ~ol da to a rtig lie ri a . - Dala di eu/rata e dala d i 11 S( i/a : 14-9 -16 q -g-r6. T emf>o trascor so dal trauma a l/' iul<'rvc ulo: ore ;;. Na/11ra <UJ/a l esiou c : la rg-a ferita d a p nllottola d.i fuc il e a lla fo><l'a ili;t<·a dt:-;tra
a 3 dita dt'I JI'a rca ta crura le . Da lla fe ri la fuo riesce ~a ngue in ahl •ll tHlo n a m a. E g n.::-"o i n corri!<p<md enza de lla region e sac ra lt:. Si•1lom i prill cipali: P ol!'O 120 a ppemt p ercettibile. Sndoraz iun e profn ~a. Ant:m ia acu ta. P allido, ft·e ctdo. Ventre coutra tto e d oh:nte a ll a pn: ~;;iotlc.>· ton o tlu!'it à a i fi an c hi. R espi r a zio n e ,, 4 !'Uperficia le. Tml/atii C11lo : L a pnro tomia m e di a na !:Opra o n tht licalt:. S u tura d i ò nc piccole ferit a d a cui za mpill a ~a ngne n em, n e ll a p a rte piìt hassa de lla fo,;~a ili aca d è:'tra per ro ttura d e lla \·e11a ili aca e~t. }, 'arte ria è i11tegra. A ll oc('i ~ lura d t'lla ,-c n a. T e nue P<·rfnra to i11 quattro punti. Drenagg io e ~u t ura a ~trati delle p:tre ti . E sito : Muo re d o po p nch c o re. ~ on; : Dopo l'atto ope rativo , co mplicato d a pa ra li;.i re:-pira tori a , \'in la con I<I r <:!'pirazio n e artifi r i:.IC', l' infe rmo t: in condiz ioni gra\'i ~l'imt.: c n on :lC'ceJttla ad a lr un tn i,c: l io r a m e nto. 442 O ss . Z0 - 2· 18
Gc u rm lilà: Zo rz. G ir.,·., borg-he~e . - Va/a di <' lllrala e da la di u scita:
2 1-:2- 18 .
T emf•o /ra scor$<1 dal tra uma a//'i lll e r~· c lll a: ()re 7· N a.tura. d ella lt•sio o1 c : Fe rita d a !'chcggio di bo m ba d 'aeropla n o !'nll a e micla veare
!'in.is tr:l, p oco sopra il bo rdo costa le , sen za corri sponde nt~:: di cgTe~!"O. llfa n ca il rt:p e rto radiol ogico. (Altre fe rite n ella fo!;sa ;;o pra eia ,·icolnre s in. )) . Si·ul o mi f>•·i,cif>al i: Pol ~o 10 4 piccoio . T . .36.7. R ef'pirazio n e f'npeTficiale. Addome modica m e ute tef'o e d ole nte : leJ;:~ icro me teori:<m o . En fi~emn ~ottocuta nt:o nt lorno
alla ferita . Trattameul o : J.-apa roto mia m ediana con ag-giun ta di nn taglio tra~\·er!'a le a 5ini stra . Em o p e riton eo a bbo nd ante. S utura di 2 pc rfnra 7ioni d e l te nue e di d ne la ce ra zi<)ni del me5e ute re. Il g-rande c piploon i? inc unea to in un fo ro del d ia fra m ma. Dre n aggio . Sutura d e lle p a reti a !'trati. E sito : Muore d o po 1 4 o re. z8 - (;ic>rna!c d i III Cdi cio1a on ililtlrc.
F:tl'<'. TIL
...
~i4
FERITE ADDOMINALI Dl GUERRA
4·13 Oss. - C o~<' r.a/i/ à: Vl a m. Ann ., ca por a l m aggio re re pa rto a:.;:<alto. - Data. d i c •rtra /a c data d i uscita : 16-6-18 24-6·18 . Tt m {'o /l<l><'<l t .W dul t ra uma a l/'i u/ erl!eti i O l o r e 17. 1\ ' a l ura della t csio ue : F e ri ta da ~c ht:).!g"ia cl i ltotnh~t :1 mano ~ ull' a,ct- ll a re a nte-
riore ~ini :<tra, 3 d ita ~otto il naa rg im: co:.;tak. con procidt:n za ùi una frau g ia d'cpi· ploon . ~Ia uca la fe .. it:.l di <:g ref;SO ~! anca il repcrto radioscopico. Si 11 lcmr i p r·iucip ali: .\ spell O hn ono. Colur iuo no rmale . 1'. 118 ,·alido , te so. Re"piri 2\Ì . :'\on ltn ,·omito. Dolori add o min a li sponta n t: i c a lln pa lpaz io ue pro fo uda. P art ti te:.;e m a clt:p rt:!-><ibili . .:'\on ha e messo !<:c i. Ha e me$:;0 gn ><. Tra / / a rllc: Hiù : L a parotomin la tc ra le ~ ini :.;tra. 11 p roit:ttile <: impigli:~to ne l m escnterio. S i a~porra. Il reu ue, a 3u can. c ircn cla ll 'an golo d d Tr<:iiz, è comple tamente sel iv na to. S utura a du pl ice s tra to. :>pc:-:.;e p,<'udo nu.:m b ra nt: li brin osc s ulle a nst: e sul ~ pe r ito m:o par ic ta h:. l.Jrc nagg- i m " lt<:plici. S utura parzi;llc d<·ll c: pa reti. Esit o: m uore in nona g io ruata . :'\o n: : D~ro;:~o ft:bbrile cou \·i,·i dolori atl d·o m iua li e Yo m iw. T t?lto il dren aggio 1n o tta
,.a giurunt a.
44·1 ()ss.- Ceu cralità: G::~g-. :\ le,-s., solc.hno a rtig lie ri a. - J) a/ a d i t•ut rala c da l a di lc.,(i/,, : l<.HHS 21-lJ· Jl:i. 1'<'111{1<> l r<IUI>r .ct> .tal 111111111<1 al/ ' i rllcn:rrrto: ore 13. S atura c!tl/a l<·sictllC:: Feri ta u nku da fuc ile ;;ull 'ascc ll a re a m c riore :SII1t,;tra, un
d ito "ott o la ,-piua il iaca :lllle rit>re !-Upe rio re. :\Jn nca il re perto r atliu;;copico. Sf11 IVm i p ri u cip,lli : A~pt t lfl buouo. Colorito uornwlt. l'ol~o $.~ ·,nlido. Rr!:pit·a-
zione toracica ;,u pcriure. \' e ntre di 1<-gno , d okute s pom a n t-a nt e llte e a lla pa lpaz ioue s upe rfida le e p rofonda . Ottu s ità lll\'bile . N o n ha emesso feci nè gas. l'fin zio ne impo~~i bile. Cate te ri smo: urine li m pide. O ttus ità epatica norm ale. · Tra tlc~m cu /o : T.:~pa rotom ia pa ra rt: it:tle si nis tra l n ca,·ità s ang ue misto a fec i. Sutura d i ao pt:rfc,ratt<•n i dd tenue u n:t clcll e q ua li int e rc,.:<a tutta la ><1111 drconfereo za. lln, ua}:g io. Su t ura de lk pa r<:t i a ~ t r:t u. E sito : :\l nor e d o po un g iorno. 4·1-' Oss. - Gc11emrilà: Rlr.'. G i:a:., solda to ntitr<~g lierc . - Dala Ili eu/rata e rlal.a eli u sfi/a : 24-6-1 8 .J-j~J S. 'l'C III{'ù / ra.<cM::o d.zl lt clll lt:!l al/'ill/c r<•l'lrl o: o re 1 2· Sa tu ra del/ cl l rsiOil l': Fe rita da p <• llt:Uà di :::luap a1èll Ìl l éorrì~poudc uza d<:ll'otta,·o ~pn7 i\l
inu.:rcostalt.' clc;, tro , s ull a <: mi ~capol are c.:un eg. re~;,o :;ulla .ua mmilla re de llo sotto il uaa rg ine t'()sta le. Si11/o m i prill cipa li: l'nlso 8o ,·alido. Rt~ piro costn le s upe riore . .'\s pe tto buo no, colo rit o no rmale:. Vt:ntrc d i lt·g no dulc nt c s po man e:wa e ute e a lla palpazione supe rfi· cinlc e profonda. t\ ~;t-m-:a di o ttus itù mo bile a i fi a nc hi . H a aYuto Yntnito. S e te inte n!'a. Area çp:nica tliminnit a. :'\o n ha nrin a to . .:'\u n ha emc.:s~o feci nè ga:-. Emo ptoe. Tnt ll cwl eii/V: Lnparotomi a con tagli o pa ra r c: n a l<: sin i~tro it l<·u n·ato all'e ~te nJ<J. Tn ca,·itil liq ui do gia ll a~'tro fttido. Culo n e fegato in t<?~ri . J>sc ttdo-mcm bmne s ulle a nse dd tt:nue e h<: :Hieri:'c<>no tra loro. S utura di due (e r itc d d te nue. S i isolano cou ~:;arza le an ~e fe rite. Sutura a s trati de lle pa re ti. Esit o : :i\Iu ore dopo to g io rni . :'\nn: Tolto il clre n <tggio in nona g iorna ta . Le co ndi zio ni del paz it:utc so11o anda te S('mpre peggior:mcio. \' o m ito , sin~hiozzo, ,·iyaci dolori add omina li, po lso sa 1te llaute, tempera tura febhrilt·. ,te~;,o Ja to a d m: di ta
·l.J6. O;s . (;c n eralità: :\!iuc. E do., serge ute fa nteria . - D ata di e11/rala e dal a di usdl a: 2 1·6-r ~ 22 -6-rS. To11po l rascot .~o del / lt<I IWI\1 all'ill l c•n•r t: lo: .ore 2ù· Sa t ura della /c';icllrc: l :niea ferita da :.hra pn d l !'nlla ~rapol a rc int e rna di d estra a li '[d tt·zza dt ll 'ultim a co,.tola. ~l an c11 al re pe rto r adio.;<'opico. Sirrl<m•i pri •~eipali: Ct>ncl i-.ioni d i ~crc:tc. l 'oh;o &> \·al ido. Colorito uonnalc. 1\'on ha emt~~o f<:ci nl- ga:'. :\Iinzioue impos!-ihilc. Y l·ntre lig-ueo dol<:nte !'po ntaneam e otc. l pcrc:~tc:<ia c u w nea. :\ rea epatinl norntn le. Tm/tn 111C rlio: l.apnrotom ia n ~t:cliana ~opra o mbelicale con a~.g-i n nta di un taglio tra"·er ,;alt!. J n ca ,·ità g ra nde q u:ltttit:t d i l· ilt. <.: i,-t i fd l~a integra. Sutura di una fe r ita d<:ll n pr im a porz iomH: del d nodt•tHl. E ~tra zi utle ùe l proie t;i k impig li a t o ne ll 'e piploon . Drenat:gio. S utu ra. f::~ilo: ~lnore dopo un giorno.
FERITE ADDOMINALI 01 GUERRA 447· Oss. - (.;ellcralii<Ì: Ca:;a l. D:JIIlC., s.:rgc ntc fanteria . - Dala di CII/rata e data di us.:ila: 2<>-6-1~ 2o-6-1S. Tem('o tms.:orso dal trau111a all'i lll c r•·•'"l o: ore IO · Nalttra della tesiou c : L"nica ferita da scheggia di granata sull 'ascellare anteriore
sinistra subito ~otto l'ar<:Hta costa le. :\lanclt il reperto radioscopicu. Si11lomi prillcipale: Agitato. Pol::o IIo piccolo. R . .;u. )\aso freddo. Vomito. Qua lche colpo di singhiozzo. Addom e contratto, dolente spont an.:amo:mc e al minimo con/ tatto. Minzione spontan-ea. Diminnzione dell'area as::oluta del fc>:ato. Tratt.aiiii'IIIO: Laparotomia con taglio tr:ts,·er~nlc p:~rallelo all'artcata cosutlc di ~i uistra. Grande qumaità di smtg ue in cavitil. Un 'a11~a del tenue t?: spaccata in du e 111ctà. Rese~ooe ed enteroanastòmosi termin(r termiu<tl t:. S utura di una lacerazione ì-1 cm.) del mesocolon in ,·icinauza dell'angolo ~plenico. ::\011 si tro,·a il proiettili:. %~ ffo. Sutura d{'ll e pareti. Esito : ~Ttwre d(>po p0d1c ore . .J.;S. ()ss. Gwerarit.à: Dcllal. ?llich ., bersagliere. - Dala di cii/rata <' data di rtscita: J6-6- IS 20-6-18. T emp o trascorso dal tmu•11a all' iHtcrve 11to: ore l.J·
.Vatura della lesiouc: Ferita da mitr:1g-liatrice sull'asc.:llare autenore Ùt:'!'-!ra , ùue dita sotto il bordo co:<ln le, con egr..-::;so sull'ascellare a ntt ri<>re si ni ~tra iu corr i ~pon denza dd horùo costai<:. Sill/()llli prill.:ipal.i: P olso li-4 ~·a li do. R . zo. Condizioni buone. Colorito normale. Addome dolente spontan eame nte e alla pre,:sione. A_ssen 4a di ottusità mobilt:. Area epatica con ~e n·ata. Attorno alle ferite ~i perco:pisce lcg!{ero crepitio ~ottocutaueo da gas. Ha avuto vouùto biliare una ' 'olto. l'on ha eme!';<O feci nè urine, nè gas. Tratlamc11to: Laparoto mia mediana di 18 cm. il cui centro cad.: in, <"or ri::pondenza clell'omhclico. Due anse del tenne sono ade renti fra loro per b;l~~<' adert:tl7.e fihri· no' c. Depositi fi brinosi di colorito g iallastro "u que ste dné fl ll~e e "" una ,·icin:t. Su. tura di dne larghe perfor~z ioni dd tenue . Drcnaggio d i gana in c-a,·it:ì . Sutura a ~tnni delle pareti. Esi/o: )ruore dopo quattro g iorni.
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FER!1'r~ DELLO STO)IACO.
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)!orto Polmonltf
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FERITE .< \000!\IINAI.I 01 Gl' ERRA
I ferili d t> l solo stomaco 011erati di luparolornia furono 7 con 3 gua· riti e 4 morti, c ioè ton una perce ntual e di guuxigio ne d e l 42,8 u{, . Ù l so lito gl' infe rmi avevano un aspt'lto buono , Lntnquillo, con c-olorito normale, p olso \'Ulido , l"('~ p i razion L' ('OSIO-addomi llale. Tre soli deg li in · fe rmi prcscnlantno vomito t- in 2 vi e ru emale mèsi. De i tre g uariti m>ss un o ebbe cornpli<'anze posl-ope ntli\"l'. Dc i m orti invece m uno il de· cesso fn t:atrsalo da nolmonile, in due - os:>. lt52-45'1 - da s hock opt· ralo rio; il quarto mo rì in te rza giornalu n c r ne rilonite. La fa ccia anlc·riore d e llo s lomaC'o non offrì in genere ditficoltil pt'r la sutura. P el' sulurat·c le fe rile d eUa faC' Cia pos le l'io re invece in un caso - oss. 451 - s i allargò una lacerazione d ell 'cpiploou in tutta 'icinanza d ella in se rzi one s nl n •ntr·icolo; in un altro si praticò un 'aper·tura d el m csoco lon lras ve rso - oss. 452 -;in un terzo C'aso- oss. 455 la. faccia po!"le rior e fu ag:g r edila dis lac('ando l'epiploon dalla inser zione d e llo s tomaco.
STORIE CLINI CHE. 449· Oss. - Gi'II<'I<Jiittì: R o~. Ari,;. , ,;oiJato fanteria. - LJata di entrato .- data di u scita: 25-i-916 s-8-16. T empo tmscorso dal ll'allmcr all'itrlcn·cTr l o: cn·c 14. , Na/11ra d ella ltsio tr r: f't:rita roto n<heggiame da pallottola d i fucil e !'u\ 'a,:cellan:
anteriore dl·l'tra, un rlito sopra l'omhdicale tr::ts ,·cr!'a. con eg-rc!'so s ulla a"n:Jiare :111teriOJ;e sini ~ tra, ~ di t::t al di~ornn della tlledt:'i<iura lill(:::t. Si11/.o mi principali : Pol ~o 1 2<\ ,·alido. Re~pi rnzione p re,·alenlemcnt t:' toracic'a. Aspetto !;o(fnente . J\Tuco~<e e cute pallide. Acklome d ole n te e tel'O in difesn. :\'on ha nl! vomito nè !'ill~Zhiozzo. Rc~p . ;;o. Temp. 37.6. ' Trall t!lltt! lll ll: Laparotom in medi<~ n :l. Sutura di c.lue fe rite li<"l la J;:ra nde curvatura dell o ~<tom aco. Dren n.l!gio. Sut ur:l a ~trali. Esito: Tt·a~ft-rito dopo r2 g iorni in ottime condizioni. Kor~: : In quinta g-io m a ta !'i tolgono i dre nagg- i e :;;i completa la sutura . ln nona g-iornata );i tolgono i pumi . Condizioni ge nera li e locali ottime. T e mpe ratura !'l'I11Jll'<' afebbrile. Ri,·il' to g uarito in un o~peda le tla campo. 4-""· Os.<. - (;cnaolitù: Sgr. \ 'i nc .. ~oltlato fant eria. d i u scita : 12 -6- 1; 2 1-6 - rj. T e111po trauorso dal trauma a/.l 'i llter.;en t o: ore 6.
nata di l'llil'clltO c dala
Naltm1 delta le~ io11c: Piccola fe rita lace ra da ~chcggia di hotnha a manc• all't:pigastrio se nza foro d'uscita. Altre due fe rite ~upt:!rfi,·iali, all'ipoconòrio !'iuistro. l\!anca il re p~:rto r;1dio log ico. Siulo111i prin cipal i: Colorito no rnr a le. Pol ~o F. 1 ,·:~lido. A!'pctlo trmrquillo. Yentre alquanto d ole nt e non con tratto. Kon ha \'Onritn nt, s inJ: hicnzo. A!'~e nza eli lllt' tco· ri s mo c di ottusità !lÌ li.aueh i. J\Iim.io ne spontanea. 'frallo111 C11lo: J,a p nrotomia media na >'<>pra omhdicale. Sutura di tlue pÌ('l'(lk krite del lo !'tomaco, d i cui un a s ulla fat•cia . a nterio re , l'nltra :;;ulla piero!:~ rur vnt ura Picco la lareraz.ione dd lig:a me ulo g:a~t ro-e pa tico. f'utura :1 ~<t rill i delle pnret i E.~ilo: Trn,.ferito clupo 10 g:iorni . Non: Ri,·i"to g unrito in ·un o~<pecl al etto da cam po (;r ).
451. O ss. c:cucrolilà: J,o n . Ha tt., bl:'r!':Jglic:re. - Dala d i t'li /rata r data di u sci/o: 16- n-1i 2- n-17 T empo lrasco i'SO dal tm11ma oll'illlcr-.•clll<' · ore 66. Noluro dt'lla lcsic>IIC: F e r·ita da pallottola di fucile sull'a ~re llar<: a nt c:-riore SlUl·
str:.t, a li <·el lo dd ~clt iur o s pazio in tt>rrost~ le , cou cgresso a 1 fi:~nco dt:!'tro, ~< ull'a!<cel lare :mlt•rin r e. s uhi tn ~otto il mar{!'inf' C'O!<tale.
2i7
Ft:RJTt: AUDU.\1 J NA LJ Ul Gl'ERRA
Sintomi prilll'i/'ali: .-\~petto buono. C0loriw pallido. l'ol~o 1 v~ ,·al ido. R. 28. T. 37·5· l'lll'c:ti addominali tCM: n ella 111ctà !k~tr:•, .;nn ottu,;ità li,;,;a al ti<1nc.:t> destro. \"omito c sin\(hiozzo. E111att>llle:.i. Tnt//amcnlo: Lapawtomia xifo-omhdio·ak. \'olumìno,oo c<mgulo nll'ipocond rio de:<tro, dtc !<i asporta; al la<'ria tura dell'arteria g:ast ro-t"piplo icn. Sutura di due larghe perfora1.inui dello ;;toma(·o, di t ni un a su ll a faccia :uneriore, in ,·icin::mza del piloro, l'altra s ulla porzione mediana della grande <:tHYatura !faccia poslcrit•re) , per agg redire la qual<: s i all:trga una lacerazi~>ue cldl'cpiploon in tutta ,-it.:immza do:l la iuscnioue -.ullo stom:lt"o. Dremtgg:i<>. !'>utnra 11 ,;tmti. Esi/11: Trasferito dopo 17 giorui Rnarito. :'\oTF.: De;:cor,;o po,;t·operatÌI'O normak. -l.'~-
Oss. -
IISCÌI<l: 1,;-4-17
c;cucra/ilà: :\las Le., ~oh.lato fautt:ria. -
Val o~ di CIII m/a r do~ la .11
26-.l-li·
Tempo Jrascu1so riai /rattnw a//'illl<'l..t:nllo: ore .; . Nal·ura del/a lesioue: Ferita rotonde:ggianlc da palletta di :<hr:JptH: II ,;u bito all'e~teruo della ~capol a !<ini «lra. l i proiettile ''iene loca li nato dai rng-gi in cav ità addo-
mi n a le a li l'ello d<: Ila sectltala vertebra Iom bare. Si11/ 01!1i pri11.-ipali: I'ol~o IV-1 molle. T. 36.8. E><tre111ità fredde . Soffe-rente. R esp iro affannoso. Addome teso c dolente. (lltu~ità aJI'cmitoracc !'i ni!<tro. Emottisi. Non ha vomito. Tralla/llt'ltlu. - Lapnrolnmia m edi<t ua. Sutura di due ferite;: rlcllo ~wmaco di cu1 una :mila piccola c urYatnra; l'altra sulla f~ccia postèriore, attrn1·crso un'apert ura de l 1\lbo<"o lon tra~,·cr!"<>. Dren;~ggio. Sutum a :-trati. Esito: :\Iuo rc dopo 12 ore. 4.'3· Oss.- (;l'll<'rali/à: Da\·. Em ., sott ole nc ntl.' fanteria.- Va!tt rli e/1/ral.l. e dala .ti ttsrita : 1 i·S-t6 19-8-16. ,VIllura della l••si<• 11 e: F<erita rotondeg!fiante, <1:1 pallctta di :-h rap11 ~ ll, due dita a ..,inistra e in alto dcll'o111helico, con egre:<,;o !!.nll'a~cella re posl<.:riorc cle>'tra due dita ;;otto l'an:-ata co:<ta le. Si11/m1ti priucif>ali: Volto congc!'oto. Pol~o 120 pi<'colo. Emnteme~i- De lirio. Temp. _;:\.,.;. .-\ildt•lll<e dolente e contr;~tto co n ottu~<ità tlt ohilc ai fi:mchi. Ottn,;ità aJ ia ua,;e dcll'em itorace de><tro. Traltameuto: Laparotomia mtcliana. Sutura di tlne ferite della gnwòe cnn-atura olc·llo .-tnmaco. Dren:og-)!io. Rnturn in 111:1~"~~ delle pareti. /~sito: :\!uore dopo due )!iorni per polmonite. :\'cnr.: Co111plicnnzn : polmonite. Temperatura e leqlta. Delirio. L'iufcrmo si alza <la letto, pronunzia fras i :-connesse . .J.H- Oss. - Gcucralità: .-\u ~Ji c., soldato fani tria . nata di c11tra/a c dala di usci/a: l ,ì·.)-!7 1_<;-.'\·I;. 'f('!npo trascarso da/. trauma al/'iJtt!'rt•cllto: o re s. :Valura della lcshllle: Ferita lace ra, a ntarg-101 conln>'i, da selu~g-gia di ).(ranata.
nel ~cttimo ;:.pazio illlt·rco:-:tnle sinistro, su ll 'n!'celht re met!ia ~enza foro di cgres!'o:\lancn il reperto ratliologico. Siu/omi f>riltcipali: l'n l;;o S,;, Yalid11. Colorito 1111rmale. Enlì;.cn1a ~c,ltocu ta n eo diff uso a tuttc/l'emitoract; 5ini;;tro. Adòome contratto e dolente :;poutancamcntc e alla palpaziooe. :\'ou ha ;;putato s:utg ue, non h a YOtnito. Ottu>:ità circoscritta a lla ba~ dell 'cmitoracc "inist ro . Tra/lamwf o: Plenrotomi:1 preYi<t rc5C7.ione della settim a coswla . Atlrai'C: r!"' una ferila <lei diafntntma ;.por)!t: uua frangia di epipiO<>n. R e.~e7.ione di que>:ta. Sutura dell a ferita del diaframma. J,apMotom ia pararettale ~inistra. Su t m a di una larga ferita <lel_la faccia anteriore dello s tomaco. Drenagg-io. Sutura a "trati. F.s1lo: muore dopo 1~ ore. >:or~: L'infermo, dopo l'atto operati1·o , ha pol ~o appe n a p<·rccttibile c frequentissimo, e non accenna ad alcun miglioramento, nono~tmne le cure opportune. 4.'5- Oss. -
Generalità: Fond. l,uc. , caporal ruaggiore 111itraglicri. -
~ulmla e dala rli uscita:
Dala di
17-6-18 zo-6-IS-
'fnllpo trascorso dal trauma a/l'illlcrvl'lllo: ore q. Natura dd/a lesione: l'nka ferita da sch eggia tli gra n:tt:'l !<nbito al disotto del-
l'nre>ll~ C11 >'1alc, s ulla parastcm:tle ~ini!'tra. :\l:mca il rt-perto nHiio~copico.
2i8
Ft:RITE ADOO:\<IINALI DI G'I IERRA
Si ul v mi J>riu ci('ali : Jhpe tto huon o. l'olso w 6 ,·alido. R. 40 to racico. Ha vomita to ><uhito d o po fe rito. \"e ntre n on lliOlt o tt-so , dolo:nt ~: a l la pa lpazio ne pro fo nda. A!<scuza ùi tm·teoris m o . ~o n ha e llle:::-u fet·i .nè g-as. Tra/lam ento: J,ap nrotomia media na :;opra nt nhtli~:ale. Sutura di d ue fe rite dello ~tom aco; d i cui un <t ::nl111 faccia ant~: riore in vi cina nza d e ll'inserzio n e epiploi<'a, l'altra ~ ull a faccia p o:-te rio re in vieina n z<t d e llu pi ccola c un·atura . Quest ' ultima s i a g g-red isce d is tacc:a n do l'c pipl oon d a ll a in,e rzio n e ddlo s to111aco. :\el la retro-ca•·it:ì e piplvica ,· j ~ ";:mg m: misto a re,.idui :llitlle ntll ri . nre nnggio . Sutur:~ a "tra ti d e l!..- pareti. Esile>: ;lfn urc dllpe> tre g iorni p er pcTi tonit e. CCo n/iuua ) .
RIVISTA GENERALE Ence-faliti letargiche e pseudo-coreiche Ri,·is ta s intetica d e l u o tt. Placido Consiglio. t e nPnte e o lo nnel l o medico.
Dn q m~l <·)u> t •·•npo il p ab hli c·p p tJd a , t·o n , .i,·u pr·t-!>('('11pnz illlll', di qw·:-<tu Ct>:<Ì d d! >\ f /1(!/fl l/ Ì(I lr'j()ff[ , <-hittll\>l n c!n ll\ 11/ri/11/(Ìa dt•( HMI JI O , d n 11dt- 111111 f,(l'!llld \" f'Oil f ll · fu~in nl" d i idc•~> lltt<' iiP in pc ·t·~n rlC' irn f' lldtmli ii H' Illt • c·l •·\·a l t' . t i:<p ••tto n l l~l tllH· la t 1 i11 d l'l :<C>Iut<> 11 l1'iJ>riiW81JIII;n.• i {111!11 bt•lt,•c. J'o it: h•\ i <'=t>'Ì "i u :nh iplie unn . l• <'P><Ì pnn• IC' nn tf' f'l i nir·l w (tliWitt' in p t.•ri o di (· i l>rditr Hri ). (' 11 <'11 è llPIIo\ n nc-lw in m o lti lllo ·d it·i. cl ll' j) tl l't' 11(' h tl l\110 :<C·rittn . lll IH>sogmfi ot di 1 11 J.o in f(•!'tllit ÒI . f. b t·J1E' rit'ù t-d~ll'(' d1e , "'" pnrP cl u qrtll l dtt · m t·>'l' t.'"''' s i ,~ Afft· r mn t <r aw· lu• rli fmnt c 11! Jll l~\.•l og i:< I IIO dini c·o, !11 m :llutt iu ;:l!•:<,:n f. o n t i c· t~, f' n nn :<n lo rli CJih '"l i 11 1t i c·1i un•1i .'(IWI' q tnl· t: o no n IJHil t' i ru l i, ·itlt m t H d n llu. CO II H IIW fl,.i Hl<'d ic·i). o r ij:!u ttnl u t 11 CJIIH l1• f() l'l n a ncn ·osa i nfl u C'nzu lo. od H t t ribu i t H ud n l t t'l' i n fc zi o ni (t i fìc·oA . )JIH·umo t:occ i<·u. t ulwrc'olct ,.,. l o nd i n i " ""i t>tzi o ni , ·o ri<> (>une nzf' ff' hbr i li. btH u li><m o . A k:c><•l i""'" · l'Cl'. ). :\(•llu :--it o r ia dc•l IN :'lft•di<· ina ;;i rit 1'1) \ ' tLno d f'"c rizi t•l ti di ttl <·uni qwHlri <'l init·i c•ht· og~i nc1i p os...;itH tro rit·m l(ltiiT<' n tu lro fc!l'llltl mor·b os;l : Ct> ll ltlll(Jtt l•. rJl tu iJ;- f'nt itit a :,è. <'><!ili fu duppt·itna o:<><l· tT t\ tll f L \ ' if' nnA nl'll'l·pidPmin l!)lli- 17 (\·on E con o mo a r o i v on \\' il'SIIlPt') t·d Il l' t·ug,u (Pribr'R tll ). poi illus t rillll 11 (•1 l!IJR in Fn.llli'Ì I:Io !lui N'c> tt c>r· co n tllì n s l trdi o eli 70 ca..« i, ed E'!!li la r·l riamò Pt H'I•j o/i t l' l!irn'(t i ro ( l ). ~M o lti altri tì l' han n o pai'I Ht O d11 un tHUlO a qu t·-<tol p a rt <' .. cl,•;;(:r·ivr ncl o rw d f• i qundt'i <'li· ni<; i non s<' nì pru riPI tu t t u ,.. i rni!!l iu,nt i : l3nll !'n (' i"till u L<ondnt In d!•,;c-ri;:."('r O <'IU!llu stupore Pp it/('m;co, so p r·Mtutlo in fo nf'iulli , <'. pni du'· f u n e~ruti\'l' l ' •·~ mr (jpl Ji. quido (;(' f>tlo- r'IH' hid in n o, p l'n;;;HOno d a ppriu1a ud ti! t< • ch 'JC llln ntlt• da inc tu-,; io ni di at.•r o p!u ni f' Z t•ppd ills . p o i fili into,;>:il'tlzioni d n l'a r n i t ·t •n>'{>I'\'Hit· (bOI'nlis rno ): a ltri l' h ;ìl\11 0 ro nf usa <·on ~In 11 tf' ni ngi t<• Cf"t·r hì·O·s pìmdt• : i ufi Il<' m olti rìco rclu rono i l m •sso r;opi ck ~rl io lo;.6r-o inti m o ton l'influc:onza, tnnl o piìt c hr i l l';;rint o n n o tò p <.'l' (Wimo la fr<·IJ Lif'IIZU cl i !.-;:io n i n n;;a li , Il uri <'o lnr i e lnring-l'<' d n influt•nza; n è è n • t'(> f' hC' (<'O II Il ' \ 'l oil' \ ' 11 i l )it•ttl• r•). ll t •ll !"(" llf' \' idl'C'II d i tnli ro n riP IH' Ifa p!!t\liPill iO gt·ipp>i lt> d (') J ~Sfi. ~IO, f><'l't: h t; ili Jtnltf> , tW )J.t j}l'l'l\'ill C' ift di :\fl'l ll \ ti VII , ~p HP 0:<!-<('1'\'lli'OllO 110 11 p od1i c•n:-~i, i n fo r·m a di f<llll"ll'(' !Pl >\ rg i(·C• rttpi du ur<•n t<• 11 \IH'lllh' . d a l p o polino c·hiarnH to 1111JI(I o mal 1/dla 110110 (clt•lln 11o nnu . o ppure dd la nona. o baco, c ioè , p e r lt\ inv iw·i!,i le iPtHI(·nza o l sonno). l'g wthllt' lr il' dut·tuttf· In nttu u lo • p tuVIPmiu j:{I' Ì(I· pali·. t.lu' 0 1'111 ac.:<·f'nnu 11 ri >H' IItizznr;;i. P <'l' '1' "'111 () IH>ll <'n n Il' fl'(·qtt\'11t i gt·n ,·i~<sintP l oca l iz~.tl ;o.i oni p o lmn n u li d l'l Hli S-10. All o r u la llll 11(1 fu pmc• n~st·rTtltu in ult r<· U!\Z io ni. d a t u lllrti t:hilllllHI>I rato/••,~.~Ì(1. pns/·({l'i]J[i<tfe, (C0ll1t' in .-\u;..tr·ia.. l"nghf'!'Ì8o e ne i B a lcani ). in '<f'j!Hi to dt·"l'I'Ì t tu rlnl H nz ;wlo . <'IW n,·, ·ic in ò 11 tn lf' f o nnu p tl · J'('('ch i t't>" i in v ari n nni <1.-sc· r i tti !?l' l1r·r ic>l tnt·nll· qw tl i p o lie ne:d;llit<· neuta fl'bbrih•.
,.,.,.A
( l ) Votlns l una IHUJili"<ima m a~io·g i u,;c rw
19 1\1 .
rh•'sto s ln l\·tiep f'Uht•l icato n ei Q111ttlrrn i tli P>"iehia l •·i.a d <cl
' RIVISTA GENERALE
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Da ciò s i ved e come s ia t<rroneR la ~ upposizione a nuw.a t a da taluni, che tale m R.latt ia, perchè o;,;;;cn·l).ta anche in Anstrttlia, sia s tata impor·tnta in Franria dullo trup~ au.st.l'ialiane, anche perchè contemporaneamoute molti casi se ne os.~en·a·
vano nell'America del Nord. La. malattia, n e l ;.uo qut~dr·o t ipico , (di cucejalite letargrm) colpi~ce per lo pitt soggetti giovani, è S]ll'Ri(> procctl ut.u da ntgo mnl ci'sl"re €' senso ùt fatica. durante anche qualche sot.timana., ne i fanci ulli da ccfalen, ner·vo::~i tà, tli:>loltù>nzione in isc uola; }>Oi si ha l'inizio bmsco con cefal<'n, bt·i,·id i, fe bbre , forte senso di sto.n· chezza, talora vomito; indi si stabilisce il quadro clinico con una caratteristica. triacle sintomat icfl> : a) son11olenza e sonno. per lo piit !!rudnale, p t>r cui il ma lato finisce <'011 lo (•:<!<Ore in letargo, imlllohilt-, cupucr eli ~q~gli a r,:;i llll pò se lo fii s<'uote, rispondendo <'on qualche monol"illabo o con fra;;i inroc-r<•nti, OJ>J>.m:e apre !{li o<X:h i restand o m\tto, o beve g uand() g li s i d h e pui si r iaddonno subito, capace anche di cammi· nare tin pò, ma a.utom~ttiearnente, o l<P sost enuto; lo stato letn t'qieo u YOile è intramezzn,to d a m·isi di agitazione o dn di'l irio oniri<·o, o trapM!;H in \·ero coma. a nche c:on J'rspit·o eli ('he.n ws·Rto k<'l< (<ti fl'w;ione a l bulbo) nei casi mortR.li, oppur<' g t·adat.amentc In sonno le:n7.!~ s i att<·nwt, (può dura re !JUCh<' q ualche me:<e} e prt· br-evi peJ·iodi cli»pnre (qua ndo il nu:~olu to sied <> ne l lr tto o s i !',lza) : allo sw·gl ia r.~i l' i ha nm nM ia. dE> l 1w ri N IO ~tuporo~o, rlu'! spc-.sso è appPtl!t pscudo·st uporo;.o, in qunnt o :<l)ei':<t) il rnt~lnto è pr<·~t· n tP a so) stes~o. con fnr:il itil. Ne i fttnl'iull i, !<Opra· 1ut t o a Lo ndro., :o; i 01ì.'lervò letarg i.a per· 3·•"i s<· t t imo no, co u l'iLlal C"Ssia c tlt::;;..;;iiJi Jit à cerea, tr<"m ori a lle m a ni, ,.;vmi ·incosciPnza. (ubbidienza ai comandi di ;; porgere la lingna e<i ltprire le pn!pebrt>) ma >wnza. font'm i o !!rida, incont inenzu <l i urina, ma non rigirli là nuc·a iP.. e f<·bbr·o l rg~tkra rw i primi g iomi Il Wil:>on nt•i ;;uo i casi ha \'Ìl:itO fri'q nr n ti le nltrmntin' di orti J·i~<mo e di 1if!il a7.ionf' a llucinl:lt<win; b) prtrali11i dci nerri mcs<>c<•fal ici, i ncornpletn, d i:<sMiu t o , wu·iab ilo, p et' lo pHJ dq:di oe ulom oto ri ( IH. l \ ' P V l J llt io). in forma d i oftalmoplrgia e:-stemo, d onde !<tra.hismo, diplopia, ni;;ta!,'lTIO. m a piir frt><Ju<.'nt e d i tut t i lo. ptosi polpcbrale ch0 qun.«i mai munna (pll t'l'i<i dd JJJ. n. pulpehrali,::); pitr tllt'a l'oft <drnopll•g ia interna (nn ii!ol'flJ'Ìa, m id rin><i. mi<>» i. pura l i1-1i nc<·<\mn< htt i ,·n, mf'ntrP è cons(•J'\'Ilt(l i l l'i Ae;,;.« o fot oiridoo}: h~l ora è >~n che colp ito il \. U , purE> in nrudo dissocinto, anche bilu tet·almrute, o il Xli, o l' XI, o la hruw·a motri<'e dd\': immuni i lli:'JTi ::;ensit n ·i; c) ft>hbrr, l.i tipo infl't t ivo (br•h·ido forit·, :<t~ t o ~<nblJ i'l'tdò, a lito f~>t idò, t a l· volta a 3!)0 .40", con rcm i~-;i oni forti tranm• eht• nei ''>\!'l i hlta.fi) ; ma t a loni 1 (-ggiun~ o leggieri;;:;ima, sempre a tipo infMt i,·o: ra re ,·o lte accmnpogmJh1 d'cm/)//e a t 111·il:m1a , 1·ig idità. nucoiE', rit mo Cht•.\'11<'~ ·l:it.okc•,:;, trf'mur-e d egli a.rti s uperiori , ed l·:::oito l'RpidameHtt• letalo (furma pseudobullla.n'); d ) l)t)sso no poi !L\'f''"'i. in m odo iiTE'golare: astenia o p~:trl'>'i eli vu.r'i llt·uppi rnuscnlari od anchP emiplegia, contrattm·t> J1ll(:a li e vei·lehJ·o.dorsali, et·isi di tremore, conntl><ioni, ipe restc,;io <>cl aJwste,;ip zonnli n1sl<·, dist urbi vaSOJnot-ori in· t.~nsi (ro!'="Me fac ile etl inw nso, spiccato d t> rmogt·ali;;mo. e;::care). di;;wrbi ;::fìrLte· rtc i, ipeneflctt ivitr\ t·cndiJWO·IIIll«colare, ran1nwnt.(l il Babin;;ki unilatera le ; e) negli inte J·vu lli d ella sunnoiPnzu pu:;sono os.<:er vnr:;i cri:::i ipomaniuca li, deliri oni rici, agitazione psicomotoril'. con tremori , Rpecac nella d eft<J'\'E'><<:enzll ch'li<' ~onne gravi (clelir·i da. esa11rim.en.to, ehe suno :o:tati frccpu>ntissimi n<'llc pundetni<' 1_nfh.t<mznli del 1889·90, e d e l 19 18· Hl, o nde rno lro vo lte regi,..t J·•UTI IIlO ,·er·e p.~icoiii '1~1/h~nzal-i, a tipo agit-ato od a t tpo confuso o amo> t1.7.ink·) : tn lP :<indromc psi<·lr i('t\ ~~ drlegua poco a. poro, lnsci11ndo uno st.at o (pPr lo piì.r trun~itorio} di t orpore con d<'p t·~'·"'-"ion<' ps icnsteniformt>, ondt- (tiu..-;tanwnte il C ln ucJ~, chinma In mnlatt iu tm cej(lllte tos&i.·injrzio,sa a n~.ic ht'> letargioo. c il Lcnniuo 11<' ò anclw pi\1 cum pJ't: nsi,·o c h o tlc;m quello propo.o;;J o dt~i frn.rwosi (cwiticnrulnnP la drmomiJliW.ione d i t·n cl'fHI ite IPtnr·!!•ca de l ~etler), di poliom.e$oc·t•/fllite. primit·i m con narcolessio, in<licuutH In lo<:a.lt7.za.zwno del pJ'Ocesso morho,;o (nn i c:u~i t i p ici però) ne l nWl<Ot'l'ft~I<J, zona i 1\~en~re o. vcnt:rtt le dell'acqn~'Jotto dd Sih-io , d ove s i t •.·ove t·cb bc Hnr: hc tJn CN•/.ro 1 P~'Hco (cwò per il !!OJmo); d 'alt ro. pnrt~·, u lt •·e ui sudd f'tt i ca:<i ,10/h tipit·i, ;;i p os· "uno a\·o~·e <•ri~i di epil&.'lSia jnckl'i011iftna., con f'Udo rar.ione ~·cce:<;;i va, t.>\'idc-rn~mt-tll~ Pet' localn:zazJone co•·t ico· rolaudica. di . Oltre eh~ pE>n.<;are a. dettti, malatt ia qmllf' for~1'!' speci ol~ d i inA ~umzn, ~lclllli . stu1gu~mo ,lll essa unu. forma sopo ro:;a co n pi\rùl l:;t dJ n<'rTJ lllOto n, ed un ultra con fatLJ dJ Jllarcato eccita me nt o rnu:<t·olnr·e, a gu i:;a d dh\ corect elelttù:a dd Du·
~80
l.)l!ti, ot che ora è prcdumin>llltl:l da no i : le ::.co<;St~ lmw;cola ri ilO}>J'OVVElllJ:WIIO dopo 6-7 giorni di modica kbbre con mal di f!Ola, <;cf~tlPa. minlgin., e nel <'!'!!'O poS-~ono
as;;ocinr:-;i dist urb i psit·hici (d<'li•·io, ngita:.-;ìom) ), e quel;t i casi sono p1Lu·e di l unj::a d urato.. Cor-ct\ o Roporo po;;svno svilupp11nsi l'uno dllll'altra, o a liet;lal·s i : in tm ca:;o di morw per la formo. corèirt\ fm·ono trovat fl le a ltcruzioni n.nJ\t,omioh o d ell'inRnenza, (a parte la faciliU~ di fWCJ'O, ne i prodromi dell'l:'ncefalih•, fatti catanali d e lle v io r<·~pimtori e, in ogni ;;ozio ne d i llSRa, miftlgio, non ru lgit-, t'C<.'.) . 'dondl.' il tcntati,·o tli far <:n t rnre qu<·lle n t> l gruppo dd le sindromi influenzalì _ /) 1\P(.(td i,·e tn t tt' IL• pl'V\'f' hiulog:ic-.Jw : 1 \-~,.,;tuno chimico e 111i cr·oseopico cl•d liquO'r, l't> rruwu ltnm, la <·ulnrm dPl liquo•·, J'f'J<!IIl1<' ctell<' m·inP, la fonn rJla I E.\ueocitt~ rin, la \\'as><~·rmunn, ree. trmm c• az•Jt uriu ~· azott•mia. La mor tulità., noi t as i tipici, ,; inoltr-e alta. chd 25 a l 45% ed ;mche o ltre. S<'''tllHI II i P*''" H gl i o;;sPJYn.tori (inr:ludencJo,·i <·ioè Ctl«i Analo~hi o ~olo i ca.'li ct~ru.t t.t·ri:;tici ); iu a lututi C'aHi - i piit frl'CJHrnt i - il dl:c·ur;;o è :>llhtlCut o . uon febbre motliet~ o JegJrif'ra. e rlm·at!\ dal ln 3·5 ;;cttimAtW ai 4 m l':-;i ; a ><indromn prfn·Ait>utf'nlf'nte psirhica (idtt>J'llati vt', "!)('"'""• di ,..onn olc•nztt co n <'<'f'itAzionC') in a ltri è t\ Cuto. m o•·tltlo• in 8·12 gio rni , c·u n n.ppurrn?.<' to,.;;;i -info>zio:'e mar0nH• :<in dall'inizio . l'omll dil'eYo, nulltl uncot·a si :;a cldlit r:aw<t~ df'lh\ rn11IMtia: v i è chi penSt\ ad nn a fonua. cen•b ralo di influenza, ol ti ud unu compl ico nztl> di t'i<l'>l (d ~b l;l.'lolOt'JllZioni micrnbiclte), c hi inn•cr la ::.rp111'a da OIZlli ro.pptH'IO c;on d Pttl\ inft>zimw. nwn t 1P o.ltri •·i ti!'nt:l tnlttm"Hi di unu di\·c•rsa locRli rt.zHzio He cJp, J meclt·simo agl'nle (ilÌN(S filtrabile ?) c he d'ordinnrio dtt la p oliomielite. ( 'rrto la gnwitù delle forme è molto diffrrrntE• da \ma regionE> ad Hlt'ttltnt, sem b r·a elle la mo•-talità s ia 1110.l to de \"àtn in A11wrica, come lo è ><tata in Austria. (r.irct•metà). quel t> hE' pt.U't:l, da quanttr><innt·tl :;i c:o uo~-<Pfl, ò c ht• non ;;i pnò parli:\ l'«" di vera epiclf·mia, di C<mtagì dirNT i (' fm,i li , "' quindi di prorh rzione rli fo<:olai <'pidemici, e in m olti ospt>dali i mllhlti non suno nl'ppuro isolati, nt-lht icl<:>n. a.nche t'Ire ogni pt·t~l'nuziono di tal g<'n(n'(l non approdt~ a d nleun ri>'ultato ut il<>. in quanto i ge1111i ~i tro\·e•-an u o, in un Ct.'l't.O momento grand l'mente tlitT11:::i e q• •indi non è po;.R.ibil~:~ sottJ'I\J'Si ad c,;;;i, badanclo>'i im·f'ce a • fori ifiua re l' o•·gmtis1110 ed a non Cl'('tl.l'e t1 lcun locu~ m inoris re.~i811'1tl iae _ D 'al t ronde, pc·n;;nndo ch e l germi Cstllt a.no la lo•·o virulf'IWAt in ogni attacco, e p o i Tapidamente .;i dift'ouclolllo, nlcuni p Omlano (('d io crt'cln p:iui't a mr nt e, in dub ii.~). cht> è sempre o pportuno l'iRolnmonto e la di s infl!zio nn tlOlllfl in ogni ultn1 m a httL ia infoltiva., onde in InghiltPI'I'l\ (n nchc a. ~copo , ;;t at iRtir•o) Sfl nt> i> rE'Rtl obbliga to r·i11. la ò~~tHmziR : ciò \ 'RJTÌI anche d a l Jato !{l t\t istico-epidcm ioiogico, Ct1me l'i ><olrummto o la- di>tinfezitm<> nH'l'lliUlO anche a dimiuuin1 almeno il mrmflro dt>i portatori sani, nei q uali i g~•·mi sono in ,·ita snpro fiti ct~, c ioè di 1mrMsitismo condiziona/('. Al principio s i può confond e •·c con unt\ tifoid e o pill'ntifoidl'. con tub<ot·colo:;i miliare, cCln delirio trenwn~< mf't!lpnenmoniC'o, o ad un delirio od a. un 'amenza. ac:uta, (prN;to però la diu ,::rno;;i rlifferenziale xi fa quando il cli•ùco n e è. sul l 'a\ ·vi!<o), più ilprs_qo ad una nwnin.gìte C<'I'Cbr'O!'lpinHie (basta 1\,,;nmC' dd liquot· ) o mi una poliot> ncefalite od a poliomielit e:> . (mn anche qui un E'Stmle accumt o è s ufii('it>Ht.e ad e liminar·le, 11. p a rtt> il c•·it nrio t•pidcn li o lof!~eo): certo confllsion i tlial!no~tir.he st~ no ><<mo fa t.tt>, per miilnnri;;mo o pt>r lìlo nt·i;;nw d i oAAer·, ·,ttori ptl('O n<:CII J'at i, cmut~ ogni voltu. c ht• s i clt·serivono nuove for·me llllll'boso. rliffPrPnziandole; rna ~ cerw, d 'ult..a p1.ut.c, chr il frequcnti:;simo s<'gno d~·lla pare:>i pulpcbml~' p11ò far cliagnost.it·are fo!'me jru.~te I'Ptrosp<'lt ivt•. ll•ggier(', limitHte ad c-s. àd ipr r:::omuia. LR. frequente localizza7.ionf:l rw l ti'Onco cer~b rA ic >i p i('ga como t a •m·tt 1't'sid11 ino dis t"r hi p•wkinsonitmi : una Jocn lizzaziono s uh- tn lnmit·a >'piega i dist UJ•hi tTì ffusi di ni!JtO cht' in a lcuni eMi predominano. All'anl-op:;in s i t.rcwa congf'>'tionf\ t:('rf'hr!llt-~ tliJTwm. non nwning~o o poco twCf'nnnta, pi cchidtahH'a emo•·r·agit•a sullo r.i rc·onYolu zioni : al micro;:~co]: io s r t.r ovnno lesioni della soRtam.a grigia del Tnl':<orcfolt), <.lai gangli df'lla hMe al hnll)f) (i nfì ltruzioni porivAsali, mnorr·nf!io puntifonni, t>ecentrir ità d e i Jn.l(·)pi dello cellule nervose RlllO a lli\ d rg<'nt'rtt7. ionc jalina d i qu•·ste, limitazioni de.! le leF< i(>ni ttlln sostanzl.l grigin, per lo pit• d ella mn~;;a Yc•nt ra iH si h ·iunu, ma. "P<'"-"0 anche dei nuc le i < k llu btl~c, oppnn· tnPno d i fr<•qnenlf' - d Pila <·m·trct'ia ta•r'Pl)l'a )C' o ce n• b.-Ila re. (soprtH IItto fJ•flqllt'n tis;::imc lo ) p~ioni Pd nssai gravi nn! lows niger (al'i pedun coli t·ereh rnl i): httto ciò rond1~ logieo ><nppofl'e ><i trat ti eli rma polioenc efalit e >nlp••rior·e anuta (clond r l ~> illltl lO!!iC con la. poliollliPiitc' acutn o nralatt·iA di Heinr - Mediu).
Rl V J STA t; EN ERA L. E
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doncll' IH I•'I! Ìt•imitìl clo·lln do ·m>Jn inaz inn t- (p<'l' i <'us i tJ)lH'J <' p111 fl'l'(llll'll t i) , d i 11/f'· IS0-1l•J lioP~t'l'julile !ll'imilirn c<JII. IWrt'tlfe.ssia, f' la \'f'l'l •-<inoig liHII~Ill di •m <'•·•tiro ip11ico 111'1 1 m!'snc!'fnlo (Duhnis r·n·d f' in,·oc·!' Ad un 1'1'1111'11 di'l r il'r•·ylio). ~vil i' f('I'IIH' pun\ · m onto narcol!'ttid1n lo lc•s i1m(' clmTI'bbf• \'>'"~"''~-' lin Jit at n u di'ti o <·cnt•·o : n r lln forme Sllp!' t' iVri po lio<'ll<·Pfulit ic;IJ<• sullo in t• • •···~~~~ t i i IH'l'\' i <H' Hiv uwtor·i , nt'IIP form f' in· fr-riori gli altr·i n(•rvi C'l'ttni(·i mntru·i: In lesionf' dd l!.Jnt.~ uiq••r (c·h<· IHlrl' in 1'11ppo rt o c:nl l<JlW mw•c·oltHP) <lure hlx• lu. rigidiH~> nntat o ni<-n E' In f!t•s,;;ibilitù l'l' l'l'A. Tmtt>l~<i quindi di \liHt p o lio<·n c<'fll litt> inlinnun>tto rin. oliY<' J',;tt thtll•t pnli m-'BC't•fu li tf' !'ll1<)l'l'H· ll'i•·n ol1•l \Yr•J'IIil'kl'l (\ftwin~>s<"n). <' dw >< Ì munift•s tol <'011 intiltrazi<>tw linf•u·iti•·a e di •:t>ll ulo· ph• ><ma tic:!on IWil\l\'\'C'llti:t.ia ddlt> \'<'11<' <' do•i <'>lpilln•·i, t' nd IP>'sut n ll<' r,·osn, """ <'OIIlJhU'>'Il di •·t>Jiu ln 11(' \Togliell< ' J!ÌI!Ilnti, pnlinur·lPAI!' P r·om molt ;,.,.,;,Ili df't1th·it i. Ln, ~twtn d ' ingn•,.;,;o <h· l rirt~., 11]\]l>ll'(t s iu In JutiC'<iSit nu,.;t~ll.'l o f~tritll!< '>l. l'o' l' la P:>tttta indh·idu a :;,:iou•• di llol(' fo 1·ma d i!IÌI'>l. f. b('ll<' HIH.:om rir·o rdnre nl<:llllÌ d" l i d 1ft )A ('SIWI'Ìt'llZlt uJtL'l' ÌUI'l' (t>\ Jll'l'liW>'.~O nl)'p t'llllll't' : a) un po:;.-<ihi le IJI'Cf' lano n l Kf' t'llÌ~ od n l Hahiw·Jd, un I'Wo:r·-:,.;o ··pil..t t ifoll'nlO gc•twraiP o jaekson i11 no , d n i f l'llù llll' ll i a li H l'i nntor·i p s i<·n,:t•n :<o riH li , c•o·c· .. ttoll d1··hbono far ]lf'll.-"'l ln· «onz'alt•·o o r i Ì\'f'I'S<' si ndt·omi l'linil'lw. <'otnll ;;i i• ftlt to fa•·ihlH 'lll t' ])l'ima l'Ile ,;Ì JWll"I\>'>'C HCJ 111111 fOrlll!l ><Jl<'< ' ÌHlt• dj lllaltlllill, I'ÌI'OI'I't 'IHIO lt.ll f•hf' niJt> ind 11~ in1 <h la ho n• t o ri o . e hP d inw;;t ntnn l'lc· rll prn A>'Sf'nzn d<·IJp ,., ·>~7Ì iln i d t•l \\''"'"1'1'11Hint1, d e l ~<•guki e d i'Il N o nm• Appdt (g1ohulint•, p rPr·ipi!n:-iin•· . li11f•w itns i. o'l'(' . ) "<·bl.<~'llt' >1111'111' in r·.iò, llo) JI tut l i ><nno d' tH'('(IJ'dn, tr~>vnndu u lr·uni llll<'IW linÌI•C' itos i mouli cfl, ,, pers ino li o ve fllllllt'Hto dPJIIl )!IOI>Hiinn: b) l' W«) t-anto l•"'li'>"O oggi dì d<• l lP l'lUtti 1'0 11"<' 1'\'ttt!' t• sopra t u!to I'Oll~PlAtC d ù >< J'X' >'<i'>O ;;indromi t o ssidw. l'h''. ..;pP<'Ì(• in lrwhilt ~' • TH t•d Amet·ica. fr•c·o·t·o pt• ns urn o l hlllulii:mo andlc nl' i r·o>-i di stllporE' ll'tnrgil'o; tW I hotHJi ,:rn q (di\ b. dr Enw•n. w·n) se• •·'è ,;ounoltJIIZf~ 11<1 ofitthuop l!>pi>l, Jtl>Ul<'n h~ ft•bht't•. (• ,.;i h.tnotn in •:ce<· nOil'v(llj midrin...; i. d isfn~ia l'() nfonin . .Anc ht: o m da IWÌ s i pnrln tanto. spc<· Ìt~ 11<' i è(ÌOnutii, di t oo.;...; ir·o,;i da carni <'OilgPln.tA. qunle COII><II rli qu C'Iht umlnttia l1·1argir·a, P c·iò f. ti>'· s urd1•: pt>l'Ò non è d>\ P':w lud f' t'O •·lr•·· l'uso oli dt'tt t• <·Ht'IIÌ, dnro il mooln il'l'HZÌO!Htle di scougt>larl o p <' r l ttiliz7.>ll'lè CO IIl\1 vin<ndf', pos!-<H thu·e dist lll·hi tos-;ic-i di qu·i11 s p et·in, in "~-'guit.o ~t i fe n<nnoni eli tlUi o li,.;i t'di l'l'rnte ntnzi0ni diro"'''-"Ì CilP eh<' in t"s~e si O.\' · \'I'J'IUH), f\ t:he rapidi:;,., imttm~ nl<" ,.; <:otupinnu uppt• tta si t o l~ono '•· t'>tl'II Ì d ni fr igeI'Ì ft·r·i. c) f}l'l' In dittj:!'llnsi dif'!'t•J't'llZÌHh·, tlt1ta la eo nfusimw dw la!un i t>>;."oo' l'\'ll tori iltlllliO ftt tttt, f. hNte l'icm·du a·" citi> In p o lioc lltl•fH i it<' supt,.· io rt> ••mvrr·ugi<;a d<•l \\'<.rr· nir: ke n on drt foh~n·f', è cnusltta dn gnwi into;;:,;;Ì<'nzÌ<>ni n o niC'hC" (p<• t·lo piit d11 nlcoo li smo). prodHee !!•·avi dis tw·ti)i f)>'Ìt.:.h ic-i, e dù guu;:ti itTt·pilntbili, :«opratutto pe•· i mu· ;:c·oli o c ulari: ciò fn. mot.tlio intl•nrlcrl' cnm f• In mt·i<Ot'n<wfalit!' ton n~tn·nh•;;.<o ia. t:ons tM.fL Aopt·atutt.o i·t ft'l.ttt con gostizi, con linf~tngioilo pP•·i,·asc:o llll'O subn \TI"lltiziale C\ltwinc,.,co), (' <·he )(' lt>s ioni f'Oilulal'i pe •· nulltt C<\l'n.lt\1t·i>~tÌ(:}w, c lw si tJ·m·antJ All'ati· top>< ia l)Pli'<•SMne isromorfolog ir·n , •·npprt-sent>uv• eonspgnenze di tllli k•sioni ,·ns <'O· lari infiumnu1 t or i!> o t'O•'fi'll n('o <l'o•·ig i m• t (l,;.~ i cn (fl' mn eo'u.ndl(1 non ::;i \'<li!li>t •·icorda•·c la ntpiditù. til'i ft·nmnl'JlÌ di a lt e t·azi o ni po:-;i · tliOI'to ·n• in t.uli ('o\.-:i ), tant 'è \ 't'l'li r:h•• n P Ì ~-a.~ i po~"'al i i~ tzual'igil'ln<l in ~<' l H' r.;> 11011 :-;i ha t H Hl ps: r i in cl<• t:c ic n zn funzionn iP, n tt·atL"'ito•·i. o ]Jf'l' lo pi(1 in forum so ltnnto di esatn·i bilità f11nzi<Hullo•, eio(· dinamica, Jl' ''' rpr~tlchP tempo. <'ÌÒ che !Hm ~;uc·o ·Hdl'l'c bho ,;o ht llutlatt in t'<"1s is((ls;.;tl in una dil'Pita. )P>< IOI\C CdhtiELI'I:' e HI."W'(lli f' nc1rit it:l\ ; ti) i l ;\lingazzini p:iw;ttlnwnte porla, in t n o lti Cll,;;i. di un~t mic lo- C:" ll<'Pfll li w, quulo l'ntitÌl nnntnrno olinioa, ]>t"I'C'hr· ,.; s i np-g iun).!'•Hoo dist urhi 11 tipo rodiro lllrP, !<opmt11tto :>An s iii,·i, f' ciò p11re vul o-1 1\ difT('r!'nziul'lu thiiiA po{itmtidite anlf'l' iore arula. in ,fl·tli t·a, ,.;ia dc; JI~ fol'lnH 8p inale c:ltt:' <!t-Ila buliJu- wmtiua o ~tupni<,re . h? due formo <1<'11>.! llll:l lattia di H.einP- ~lc-diu (m·lla quolu il Xo~uki hn t i'OYI\to 1111 rir1111 littmhilt'}. DE'l r.·esto anc-he il v. E conòmo trm·ò in un Cfi><O unalo).!h~ IC:'s io ni i slopnt n lo~iehc nHi <>o rni p(lst.el'iori d ~J mi d o llo um·,·ir:al o e lo111bnre, itt forma di piceuli fveo l.1i di in6lt•·azio1w VMoolatoe : d'al tra ptll'tl':' in pHt'N:I: hi CA><i d i malu1tia di Heint+-~lo'·din ro lo;; ioni s i posson o (•stl"ndol'e, e -;innnl'o J.>rE>poncl e nm.> 1WIIa l'l)j!Ìom· hull;o- pontina, in fPnn •t :;' JJII'Ututto di pnlioi'!H·Pf11lilt'. PP•·t~ ntn . mnl• i <'I'Nlono tutt'nn> 8<1 una. id<'nt i t t\ mo •·bus a unica, polimortint A scr o nda d ellt' s('d i Rfì'f't t<•. <' eiò n ono~t ant e l'evid e nte diversità. <lP Ila nn t li t'Il i:-;totntl rfo logic:u ti<·l!a :o ·>"ione dl' l neura~se. i'iìon conoscf·ndosi la nattu·n r sn"al e d t> ll a ntnlattia, h.\ c:u r l\ 110 11 puù n:;;,;;erP c he sintomatica, m i itwr>rta : J.><ll' v edut i' teo ri c lw (uni j . t us..-info·z:iosl•) >'i t- nu>:pic atù
Rl VI:3TA GEl\Ul.\ l. f. l"tL.;o dr·ll'd••llnu·g• >l pPr init''l.ioni int n.ttnu;,c·"hu·i l'd anche Pnclovf'no;:P.; Alt r i haouo pPl'L~ttlo ttll'lll'otrupina qunll' J>l't'><tmlo antibttiH•rÌ(;(> dE>i t'Putri lll't'\'OS Ì (!). Ri 1)j>nsa Rll<'lt>• 1~d inio·zi o ni int r·Mt~chid('(' di ,;ÌC't'O pr·on·niPntP dai guariti, come si t- già t fin · tutP JWI' lA P•• liomi•·lilt·. rnn 1\ni"O!'tl non Ri htlnno lllemonti p<·r· affm·ma:·ne l'utilità pr·a tictt: in eon<:lw<ic,n.c•. noi ;;ittmo n·alrnent P di>'Ut'lllRli d iuanzi a questa gnH·~ inft•zimw, gnl\'t' Jl"'' tu mortulitì\ d·· i eu.;i duo> fot·l unatan~t·nte "ono 1-elnt inunt·ntf' scar:;i, e gm,·<· atH'hP JWI' )!li n:<iti el i frN ttwntt• guat·igi<lni in diftlt to neut·opsichico, cptù lt• >lind t'CilH~ nf'uru,;t e nit·n dt~ P>'tlllri bi Iii il ( l ). I n qut';:t i ulti1 n i tem pi 11(li as.-;i"' in.mo in hnlitt. a v0diuouo jWI.,..<•nn lm<'ntc· in Roma, nel una. t•ipt·csa e pidemica <li grippe, però con pochi casi relnt i vi di gravp localiz;mzio tle noll'nppR•·nto r(.';:pil'llt<•rio J.)d <IIH'III' ('lll'diul'O•I't'l\llJ" IJH'Il(l't' :<O liO fl'('()liP I\ti:<simi Jei Cùl<Ì IWi quuJi !:li 11!1 (·tltlln'O ritH> - ftlt'ÌIIJ.(<> lnri11_go•o. n lnt·i llgn· ll'll!'hi'A.:e c·on Yuntit u•·azitme o gasnall!ill nll'inizi .. , con f, ·bht·" """li(·ll 1•d ttlln, pr<•<·t·d ut~ d>l int~ n:<O bri,·ido ton n•ittiPu e tninl).!i<', a 1ipo l'<'lltitt<•llt<' <> int<·nnittt"nte. u d•·cors<> i•·r·cgola.re, f' ci<·lla dllmla dtt :! Il 5 (l l!i•>rni, 1•iìl \ 'f>iiP ><tthi•lltl'ltllt<' JH'!Ia jlinrnnttt, di por hi <lec· inli e s<•ll lj>l'<' c;on bri,·idt> nd la !'t<·hi<·uH, ed a. cui ipocl inumit\ o li eve irl'ituhilità lll'J '\'o:;u, P j)l' l' pur<'cl' ili j!iomi li1 •\'t' ri u itt· c• ftt t·in!o(ilt!. o , .<>CE' \'Piatu o fncilu 1\ rttut·Pdilli·t.zn t.,..i, f• N>n qunl•·lw co lpo di lnsst-. a. \'O itc> <:<•N f'Sl't'f'ato muco~<> piìJ o JW'UO tll>bundantr-. Allut o 11 tal i <"11-<i indttbbimnt>niC' gt·ippu li, che hanno un· d10 la P>ll'>ll !l't'isl i1·11 <k·lln Jli'H,ndi>'-~Ì lll!l. difl'tt"illiH' 1wi nwmlwi stl'ssi t h•lla fumiglitl ,. (h·ll11 mpiditil di it~<·t~huzi<> U<· . ;:i ''~"~'1'\'lllt<• t·u ·d ut•i lJll>lli i ftttl i Jlf'J'YO>'i sono piit iiiiJ'OfLI'Hii. ('(lsÌ HJH']I(• ill l.llUI oh>zzill>l di t·nsi du 1111• OS.~('I'\'IIli (\ J:>t' l' i CpatJi t'l'O stn to riehit•:< to non q11ui<' m•·dic·o. lltlt qwolt• Jto•urnp,.;ic·hiutrn: in tali inf{'t'lllÌ lu s intoawtoloj!i!l. :< i ript·t<' \'11 nnn lcocru. <· r·ioè, dopo 111\ l'"'·iodo \'ttriuhill' di 4-8 giorni. nei quu l i i RO~i!l'll i hanno anlto '' c·ulurro brn:whiu lt· diiTtt;.;•> • o ,, ft·hhn·ttn •·ou11wtiL'O • (s(•(•t>ttd•l lt• indintZÌ<>II i <fl-i llll'dit•i ('lii'IIJII i ) lilljll'll\'\'f•lli\'>1 llll(l ~!H IO d i iJTI'([Uit• lt·Z7.H. eli etl'itumt•nt•J. od uno sltllfl " Nll'i• Ì<·•• "• wl iu... onnin l'<lll , .,.,·hi)!t't'IIZio n ('. Hi>J"-'lll· nlt'ndo P"'' on1 hrt' \'t•ntt• nt P il qnadt•o C'linico . .~i rinutllt' subi10 colpiti: ùal pKIIon• fudr• t•on lir•\'C' PfJ'<'l t' l>lhinlt· in :<<•)!g••tti !-\1'11 1':<11111•'111~> fphlwili: dullo Rta tll liP\'1' · llll'lll<' r·unfu~ionult• <·nn Ili\ t'l't'io )!l'lido d i tli,;r,t·i,•u t HliH'niu psit• lti('(l; du lltt. irn·· qttif'tE'ZZI\ l!li)IOI'ill lllHI1ift·,;tn (l t'O li c· lonit• O t'llll IIHl \'i tlll'llli ('c)J'eit'tii'ITii dt•IIC 111111\Ì · di'ili' dita ~n pralutt o . in'<i('HtP ntlngituzi<•JW Jl"ir·hit·n f' :<latirn, 11 \'C'rh o rTN1; dt\ll"in· "onnin pl'r"i"t••ttt•• Jll'l' alt-une· ntllt i. a:<:<tw iutu ud un ,.,.r., >'ltttu di oniJ'i;:nw-suballu· <·inlltol'io: n \ 'olt<'. o tlf'i giot·ni l<t i<'I'E''<:<i\·i. t'<·r·itlltoll'nt<• piìt llltiJ'I·ttto. psir·om<>tOJ·io. con l<•nckuz11 t\lht ftt)!<l. Il tlO<Ilttbtthu·t•, 11 t't 'n!o( it·r· ill('(> llgt'l.ltU nPnH•, c:un ,-,·rbi)!t'rt\· zionP in (ji!Hklu· I'H:<o \'t·r·amPtltl' iponwninr:uJ,.: infi tte . dr11la lloH·,·ol<' labilitìl \ 'USO· m o lorin. ondt·. tiii'JIIt ·e l'inft>rmo n.;~umt' subito nn eolot·ito quasi di cera,,, si afliiH nl'i \'uho o p >tl'(· dituagri o \' Ì:<tu d'uee hiu (spu~noo \'H.~o nwHH'iu ). prr p icco!(' Cll lt>'f". od nnr·he ~P · npJWllll guurdt~to, 1\1'1'0"-"11· ft~c·iltn<·utH. <'IHl uppllr<'IIZH :<ub- e ittnol icu. Tu lt· q11ttdro, di ;:ttiiC<•nfu-.inn(• tu <·ntal<' <·<,n P<·r·itamt·nto t·d onit·isnto ,;ubulltwi· nn l'u r io, (•h•lirio <· :<uhtli·lirio oniri.:o) prC'sf'ud u! incluhhiaull' lllP è d i na.t\ml ~rippull'. !Wl' intc•.;sic·.n?.Ì•IIl<' r•·n•hmlt• ueutH: è l'inè ttn qu!ldt·o lii!Wnziull'. liE'\'O dt1 tO>'-"i· infezion e f!rippniP c·on tut-ta \'l'ro,;imiglianza. c·ioèo dn <'net•fulit<· t O><=-<icu pum con com·o tuit u ntt• tOilf!f'"t iuuc t'Jlt'duli•·u da nt>'opuntli"i <· sut·('!•><;:Ì nl infìli t'>l?.i<Jil<' ll\'\'l' ntizinlc . Jl rkrrm-co è in g<'rtNo u)l:ttllll': pi1·ro ll" do!=<i di Phiu inN l'OH a:<pi· ri11a (' Cllnforn, qttll li d<'ll>l\'U il rnu<•si'I'O Hnevl'lli n ati ' influrnztt. rnml ieu dose "t'· mlt• di clowuJiu. igit•Jlf' d(')J'ulitli<•Jlhl?.iOlll•, O h<H'!'IIIP. l'HHiiocinel ir•i, <?d ant·he l"idl'fl· l l'rnpi!l, ò l'un ica mnnit•m di t mi tftrnf'ntu pn><si bil": a \ 'Olt<' per qullkht• l'E'l'A si >'t>ll <IO\'Itt i cv nt t• n<·r<· i llllllut i (fu-<r·•·t 1n t1 i poi, i <·d ull1· <·H , .i,.dil') 11 C'tlll>'li d t• Ila \Kil(l<·n?~t di sn lrut't' ht·u ...,·unwut<· dul h·tto. l' t·on't'J'(' ,.('r>'o In lill<'>' lnt o VC't'::'O il cort·idoiu: in t u luni <·1l.<i l't·t·<·it.•tllh•nlo ipt111111nint•n (• si H t o piit mtll'tl\to, <"1111 po' pift prott·nt l<•: noi! "i luHtttO in gt·m·rf'. fHtt i di I<Jt'nlizznziom· m·n·osu . t' la st<'>'>'ll epfult>a è JWI' lo piit IIIO<iÌ('!l (' rli bt't>\'(• durutll. l'd IH'I'II:<IItH Sl1]11'>11' tllt0 <[UH IO "< ' ll:CO di jlC'>'O t;' di l<(PI'· dinwnlo: lu p l'rC·t•tli\'ÌtÌI {· "'"itwitn. i l r i tm·tl ~> po,..l tnolù è ttnJwbhinto, i mo,·iuwnt i cot·l'ifortni ed i tn•mnri :<f'mnp>~iono in'""' "'t'ltilllHllH. Lo g tuu'iL!iiHW ~<i inizin 1·o l sonno. d t) ()(J :1 5 -; giorni : p•·rnuulP. dopo <·<',.;,..;flt!l In fd>hrC' t• gli ultri kntHII€'ni, il pullnt'<" <' 1111 lit·n· :< lutn di uiUto•l,f>illllll'ntu p:;i1·hit·11 l" tli ùisttjl[)tll'('l'tti\·iti\ <:011 tll1>L
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(1) :Sc·II\•JHI<·n in (•ui rot'N·~'l!'n l~ hozz<· (!J (l'hht•uiol pul'trnppo l't•J)idt'min si è e.t.~·.n, Nl oo~i scravl (H)Jtu•Hul li ~~ l'IOne• ltt1tl bt•n uunwtn~i. uw J'\.•luthurut·nft• :-uuu ~<·t ·nlAtl l maJot.l
c•nr1•f:o lit it'l.
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RIVISTA GENERALE
1:er ta tendt:onz.a irTeCJuiet.a. e In. fa.rilitù va.somoto!'iR.. C"he poi gradaltlment€1 scompaiono, ma la convalel"cenza si può dirE> iniziata soltanto dopo una dit:'cina di giorni dalla fine di questo quadro psi<"hico rPsidunle (sindrome psico- nevrastE>niforrne postttma tossico-infl"t·ti,·a o da Cl•rwrim enlo). Soltanto in dnl? casi dei miei io ho os~arvato il pr·otnwsi dei fatti nervosi, in uno quale agitazione motoria, con trt' ' mori e moti coreici (marcat-e rapide clonie, mo,·imenti accentuati t> ve loci delle mani ~d ita). pet•ò con qua lche cosa di irregolare ed inct'rto che non nrlle veru cort-e, tremOt·i accessionali diflir>< i. e fini pflrih\bia li. c:on disa1·t.r·i e sfumate, dA miochimit' dell'nppa.rat.o periferico della l oqttc>l >~ (bucco - lingtta.l~>), nf'll'a.lt r·o qu11le stato s ttbconfusionale oniroide, >; t ~"*"gnentt- a più protratt o pPriodo di agitazione rnotorin. c in for·ma r·~widivante. in qun.nto i frnomeni 11t'li i'()P><ich i<' i dopo 8 giom i hanno ripr·esn, n1a. ><enza a lc uni! tPndenza al sonno. o c:on p!' n onnC'l'C', l'rl anzi tl<'l'f'ntuA.I'~i, rli fatti <"a.tfu·r·o.li dd l ~ pt·irn0 v io n•><pimto r if'. L'amnmlnto, anc:nn~ non conxal0sct-nll-. :;tanl a..;;.~n.i 1m·glio, In. tempern.tn•·a Ai ele,·ava. duro t-l't' ,·olre a l )l:iomo di pochi rJp. ci mi. ~ra scompm·!<o l'erpete labiale, perxi;;tpva pt>rò i l p 11llore e i l li e,-E> ~tato d i ohnuhi lam!'nto h•gfl'Pnlltmt!' Hgittlto. lll ll' a.Yrndo prPs~ol'h(> buonn l'o.-iC'ntamrn tl' 1· la apperr.ett-ivitò.. mo co n f'\'Ìrll' utr s~·n~o eli f>ltir-nbilità m0ntult• ne l rispond c-J·c>. sopt't'l.t.trtto nel dir!' sponta.m•umelllf', ('On distraihilitn. P, l ~· !<t'l't-'. no n qmtl(·h·~ fn~--<(• l'ub -incotw~>nte. che ri;;pond<?\'a pill acl un'impul::;o iclf!ati,·o del mrmwnto clw tllltt rlomlutdt~ rh·o lta.gli . -od a lla sua ste»AA in!<?nzi0ne. Poi, qwt.->i d ' improv,·iso. la ff'hhn• ::;i è rl~: \'f\(>1 ( :~ s - 3so 5). l'u ~itnzione p:=<ic-ltic·t\ o la iiTI'quiNrzza niOt (ll'ia. !<i ;;on(J tt(:centuntt:, !'lopnl.tlltto si ::<ono fntti piì t JJl!ll'(·ati i d isturbi c:ort::iformi t-cl i trt-mori grnern U con clonit" mtJ>'(:o lut·i. le• :<tato I'(PI W T'U I<· <• le condizioni di obntrbi lamento J)>l ieh ico ~<i smw ug~l-a\·ate . per quant.<> ri><pondes•c· q uondo lo l';i inteJTOitii·VS cnn domf\tHIP. bMw li. n~ M'cusuvA. spC1cinli rli><tnrhi tJ·nnutun :;e n :>tt gonomlf' d i p)'(lstnlZionc- t'l d i dok-nzin sorda. non local izzata. t', parlando. la \'O,Ct-' era tt-ernula. qun~<i o;;ci llnnt.t• : non ,-i era n(·ec•mto a compromis.-<iOIH' d i nC•I'\·i -craniC" i, lie\·e t.achieardia, rt>~<piro apprnu nn po' atl'rt-'ttato (20-22 al J'). 1111.1 <'< •n ,ttinsto ritmo: pcr;;i~to,-a l'in:'<()J\Ilia nott•u·nu. con \'E~rhigo 'I'HZÌ IJJ\(• oni1·n id c>. nes;.:un acct-nuo a leta.rgia, nò a cata.l<'.-<.-< il.t otl a flC':-;.-;ibi li tit ('c·n•n, c-sAg,·r-a7.ic>ne nnn nnt<"vnlf' di raflettività tenrlinf'o- mu;:;colart'l E' di Ptw itnhi litù idio1nu;:f'ola1·e all a ~c·hitl'. ~~- f(ativE> la emocn.l tnnt P la t(JJ'I11llla l~:~neocitarit~. Br·<Jndlit(• d in'uso 1:011 ubboncluJII l' e~pet torato fa. t t@si nttl <'O- pt11'i;;i 111 i le. · Allato a que~ti d11C' ('ll;;i. dw pot1·c•mmo d<•fìniJ'f' d i p><!•ndo - cnn·>l il primo. di confu;;ione m•'ntalt· n~it !}ta c·m1 on.iri;.:nto n.l lucinntnr-io l'altro (ed nllllwdw· du •·n<'-f'falite to;;:<ica. ron p1·ubn b i lEI c·nngPRt iont> JH' I'llltl nPntl:' )• .,.d f\ pùr'tl' ~li A lt1·i fl<'C·f'nnati. eli forme lt•g!!irn> (vl' roi:imilmeute jru.~/f•), ho Ol'>it'rvnt<J llll Vf'l'll ca~n di <·nr-<·· fulitP ll't-a r·gica. pur !':';.'-'(> iniziatos i (!On p~PIIdo<•()l't"ll, iiTI'quil'lf'ZZ!I IWI'\"Qì'a, agitazione psichi<'a ~ub -('onfn~i onnlr, <'d il-n1to q 11oll' nliennto di uumtc, ipomnHiRt·o: [ll'r 4- 5 g iomi !dopo un lit-'\'t-' periodo proth·omic-o di circa una ,;di iltutntr ), durali((' i qun li l'ugitnzione t:rP!<Ct'\'tt, o ()On Ps!<ll la tf'l1d<-'n7.ll olia f11!!i1 r il di:;;o1·iNtlllnwnto ve-rbigl'ntn t f'. si da d0\·~·1·si f'ontenerr con fus<·Pttf- a i pol<:i Nl allf' ('AYiglit', c· da •~P· pliraq~;li una Vl'S<:ica frtlddtl sulla te;;tn, C'nn p(l<'O 1·isu lt.H lo anc· l1e da uni~ modica '!lOmminiAt ra.ziooc- serotina di clorali o, l'infl'rm o <'!ldde' in "'"'mo, dnl quale f>~c• i !ml'ntc l>i !lvt-gliava nt· i pr·imi lre giomi, mentre h1 tc·mpernturo. "i manteru:• n1, irr~>gol.tr mt·ntl' lll"<'illando di pochi dt><:imi. intor·nn ai :n.5; c:ol !'lormo si l'bh€> pto;;i p!tlpPbnllrilinist r·il e liP\' ù strA.bismo inte>mo o. s., con modit-u m iclt·insi e Jioq• torport· fe>toiriclt·o; visc>d i cern. tratti dc·l ,·iso ti/oai,c> •·pett· l uhinl,~.linl!tJU. pu t innsn,dt'nti iulij!ino:<i, ulito frt1cln. vom itn mzioni. faci li twrditc· di tn' iltt>. rh<pil·o ac·(<'Pntt.1tc> nl tipo mnn inf(iti<·c• dE' l fliot, e 1111 po' dispnoir·o, cnn nn!>UI'<' dt> ll t> p inne n>t>'ali, ncr-<?nno di contrrttturu nuculP. ipert{)tH) mu;;t•olun~ . movimP.nti cnrpologi(•i. t~<·cE<nlli. di,.:urt1·ici in qufl.l(·lu: fonema vt.'rba.le indi >:tin t o : dopl) tt'(' giorni ~i P>l-SRÒ a l sopor<' CJita>:i cniTtlltC>><(J. dt1_1 qnaiP un po' f'i rii('\'U\'!1 qtrando lo ~i imbnc-c>An1 n ~li ;:i pmticn\'anoinic•7.illlti (cl! elett l'itl'gol, di olio C>lltfm·nto): ;; pnlllllllf'>ltn<-'nl~> si ri.-.:\'1'1-!liò qunln lte (Jrn p1·irnu della rnort(•. J)fll' UJ\R. mPz7.'on•ttn, pttr ritnfm!'ndo inlcllltito f' ><uh.-;onfu f!O: dA ultimo <'Oma. E> morte . All'antopsit~, macro,C'opien. nd;·r<·nzf• drllt.~ dum >tllà volta, f ' sopr·n· tutto nc>lle ro;:;se cm·C'hrn li, intt·n>'<ll ini<'zimw , .A,.ftl'' dc·lla pia, diffwm . piìl mar(·uta nllt~ httst'l dell t<~ rt-gioni tl'mporo.li cd aliA i"up<·rlic> iP inf<'l·iorc> dr-gli Pmisfe ri f'f'l'Phl' lla l·t. _vene tw·gidf'. <'istPrrtt> :-;nbrtrncnnide<' J·<'pl<'7,it>natf' di liquido npprnn lit-vPm<•ntc; tor·hrd<;>. e n~ P?' la.ttE"~<<'entfl ,:;pt.>cie nr:llc\ ilpazio pl'rfMnto pnMt>l' iOI't'. r ndl!' r<'g-ion l r<?landl<'l\ e s tl v 1ann . Il cen·ell0, f'On tuttf· le ml'l'\ingi, è stnt•• rntt."OI'\'At.o in R() lt17.1utw d1 foa·malina p1:w uno stlHLio ul!Pr ior·<? ii"tologiC'O.
HIVISTA (lENI-:IlAI.E
l ntHntn in qul'st o <:nso, r-01111.' in Hlll'l.log-hi d osc·t·itti o 1·ifel'iti n•rbnlntente, sPm hrn <' \·idPntl' la natlll'l\ ~~·ippniP dl'lllll leptnmtmingo,.,n<·t>fHiii.e, in quanto r.on1•·utpor·n n <'illlh' nl u s i >;rlJw t rontt i tmd t i p l i f()(·Ola.i 110 u u lari di IJt·otH'o -polmouite rh·l lobo iuf(>I'Ìc>n·• dr•st i'O lp>'lllldolob»re), nd l'v o luzio m• poc·o H\'onzata, ('On ipon·mia lwo n (' h il.llt'. .Ed •m n lll'o' cno-<J dc·bbo Ol'!l I'Ìt·onhwe, ud qut~le fHII'P t\VA.nzai il s• '" P"' t o di ll 1H1 fonn t~ gr i p pale, d i qu e i t n;.; i a d ncot'>'o Acmli,:;sinto, con e ntOtTagie <>l lt HIH' P rl itl'ttsP (mt\C'I'hi f> e 1-w·tec·c·hi,•) P sottomm·OI'P, in tlll so~g._.tto che dn unti "<'l t itn&na n\·t·\·a khbt·r•t te c·on I'Hfl'n·dclore traeh e\l bro n chial f•, e dw \'enu f' a.lla. utia os~<t>l'\"uzioll<' p<' IThè in q ui <·ttl, ngilato, !>Hfurico, un p ò subconfuso, \ 'Prbiger o.ntt•. ''<'<>Il IUI<'g'L!i>tnwniiJ oniroide o un <:l'J'to g rurlo di disoric•ntanwut~J c:on d i.-.tmihiliiiÌ grtll td e, e, itt..;ir•IJu·•, <:nn mn\·inwllti cnroifornoi. c poi tr~· u1o1·i dif!'u s i e cloniP rap idt> a gl i 111'1 i ><HJWI'iori : (JIII\ndn io In vidi s i fl\'('\'1\nn app<·nu lllllll ic·ini •·o;o:Hlì'h i fqJ Ji r·nltu i, o ltt,• n cp1nklw ìnnc·d1it' oddnm; Po i<' e t omc·iro, <• 11lla. :<upcl'lieie m;t e n,;oria d q.d i >t t'l i ; c-""t' l'Il pidnu w n h • >'i d; !fwwrn (•d i~11 e n,; i fic·~t rono. e· i n lliPZZl\ giorn:ltn. n•) n fphhl'f' n o n fLIIn, l'i utn n ifl'>'tè> un 1'118/, sC'n rluttil1ifo l'llll', uneh<' s u l ,-i;;u ,. lll'IJ.., cun~iwlli,· i. 111Pnlt't• il \ 'ult n :< i fH c-e \'!1. 1\<"l'lt\i po.llid o . Fo•ci rli agn o,; i p1·oh;}bi lfl d i ,..p(,(i('C•noiH illfllll' 'l:t.alo•: 11.1'1 lnu:HI'I'ILO lllO I'Ì ill diii' !!iOJ'Ili, t•d è p~t,.:,; ihi Je . lf'UUtO l '•>nW IWH. d t.i cm>< i ultc·ric,o·i. che la di>~gn oi" i di pn1bahilitù sii\ !!iHMII (non :'llmme::>'a però da, Altri l C'O itln 111~11 d1• ll<' ftJ I'Ine r•l~r · l ~:t inf..zio u e ~t • · ippalt• può f~ssttlll<'I'C' e J1C'lla quaiP n••n \'i Pl'lltHl f>Ht i twumps ic·ltir·i ios..;i.inf<'zio,;i. Jn c:o lnp i <'>'>~o, l'l· n H· o.;emÌJrA. o, ·idt•nt e , duli a co n ostl'n za d e ll a lf'IH:·ra tlll'l't e dalla 111ia Jlll l' li111il>ll tt t'IIIWI' il'nza, lA 41 1HI<• pc·rò e bho m o d o di inizi>ll">i a l pt·inc ipi o di CJ IIP"II~ (·pi dt·mia , .-he: 1°!>i lnlllH ><opn~tt11tl o di fntti cong<'>'tizi Ytl><n-pAnt litic.:i, unz.ichcì d i \'C l'<' !logo" i di,;tt·ut ti\'f•, dire i t i' o indir<'l te , coma Jl(Oilu p>llionoir•lite antr>t·iore " n dia po l i o!•n<'<,fn l it t~~ •"morn< giea dd \\'L•rnidw. u.«;;ociaut a fnt t i t o. ><i e i C'I" I'C•bmli ; :!O Xon può tir:~.1·si in <'tllllJ" ) lu llll'ning itf• <'pidemi(•fl, n ~ nltn• formi' m e ningitic h v (da ,;t r!'pt o , st·~tfil• >c·or.:c·o, diploto<·•·• >, <Wc.); :1o T l·f\.tt fiSi (1.,-<>;ai pmh>l hiln lnntt· di 1.1lla fnr111a c e rchralc di infiu,•nza. o d in•ltunw n t0 pro dntln du.l \·iru s g1· ip1; a.Jt: (b. di J>f,. if'fc•d). o du tl"""' ll' ittzi c•ni mic•J·ohidw . COI IIlliH.fiiC. iu i;.;tn•th1 c:onuc·;.;;;ione ron la pand Pm iH in flm•nzlli<', da t i ttrH·lw i fnH1 r·on~p,.;tizi ratarr-a li tl t> lle lllli CO~t' respi r nl<•rif' : 4" Le fnl'l)w c linic·h e d i'Ila c·ncf'flt.litf' sono \'a t·il', e YaJm<• dallu p..;Pndocon~ ir:ìl uHn lt·taq:ricn. a ;;<'cond o d c>llfl locu l i:t.zuzi<m<• t' drlla mH{!J.!Ì<H'l'l intl'nsità dd I!J'" "' '""" m orb oso in questa o fJIIPiln pal"t <' dt·l t<·n·•·•llo. e r·on una i'<<'l'i.c di p>t-;suggi a forma fn1stn od n. fo rllllL pn~ntlt>utl:'n um t e p s iehi ctt (c·o ufu;;ionali ro n o nia·is mo alhwinlll <>rio !'PIIZn flltt i 11101<11·i ccwt> iform i spi cet~.t i ), od anc.:hc od P.pile ttifo rmi d ù l l ipo .ia~>ksoniuno; 50 P erc itÌ il tol'lniu e p1ìt (JI'!l]Wio ~ fJL ie ll o d(·l l 'laudo::, di Pn et• fa 1i t ~ t ''""i· i11 fl"%iosa, della q un le la. IPta t·gi ~·n ,~ una dd lo :;o t tO-RJW<·ie. n11l ur·almc nll' lu pit1 groxc-, cd a mot·ltl lità a:<sai alta. C:iò ><pit•g;~ il p o limOI'fi><JilO d i ni uo d f' ll a ltut l>t t tia., dtt' a n c h ' io ufl'e•·J1mi n r.1 pt·imi Cn!!i tn<s1·!''\'~l l i, snpn1l-Il t t t o p o::rc:h t> moli i mc·d ic i s i l imi t fl.nu ttll fl. p un~ en cefal ite IP iar~ti ca., nw ntt·e L'ssa. è In meno f l'{llfJUt>ntc fru l<· s ind1·1Jmi 011CI"falit iclw ch<l ora ;;i ossC' I'\'fiiW, C'<Hne "<JHO fra Il' n w no fr!lquenti quello pnr•~l i c h e d n![ li al'ti, o C'OIIVII Irii\'C', con s inlotni pontino-bulbari, ecc. , m e ntre la fo n11t1 pse ud o·coreicl\ (t·osì nn c lte· la <"hiut JI>t. il :\l ingt~zziui) con o nirismo è l •~ pitt frt.'qH<'nl('l. e s p Asso nc('llll tpa~nntn d a fntti lwo nrhiali o b rt)IWO-polmoniti<: i, <'d t>s:<A Cl'<'clo ntppre~enti u nu ,,,.,, e n :< io tu• r tl in t en,., ificnzimw di'l qumlro t I'IUL"'i l orio d i \"Utl<'!!J.!:Ìun w n t o oni l·icu -s u b('onf u:<ionall' <:!te s ì "Jl~'""o si O"-~I'I'Vn durant e le ht•otwo -p o lmoniti influenzA li, od nn r·l u• n<'il'iu iz io d t• ll tt 1'011\'tti<'SCE'n~a (da tos:<it•mic•. o du (' SI\IUrinw nto ;;t•C'o ud o l\.raPJWiin ). :!\(; ~ da t~c•c•oj.diN·c• ('!illlp it'tanwntc·. s!'nobrn. pe r ltl. fo nua ll•tttrgk>t. la <l re d o n zn di J>AI'I'<'t: hi Aa. .. r h <' la f!um·igionc po..;sa es"'two completa, p o1· quanto ~c·mbn~ comin<'i co l re gre dire d c· llc• pan•si. s ino ftlla scompm.,;n di ogtti fnl·tO n l'uro logico vi,.;t(l,:n N l ''PPtWi>'C'I'flt(', Pi'l'r hi~ or·(\(Wrl' <'~<>JH'> Ull fint' l"!<tlnw tlNH'<II<>~iN> per lìlf'ttiWe in ri lieYO li<'\'Ì dP{ic-icnzo funz i()JlA.Ii p òs,.ibili, RC1pl'Ar tn t t o di::: 1)rils><kh l' c-d erp;flgralic:he nd una fino indo )! ine p sicol <>gica pet· riJt•ynrf' il dife t:ro r l'><irhwle . c h e può <'01'1· ;;i;<t <•t'fl in 111\l\ prot ntttn ('OJH iiz io u o n euro-p ;;iCfl ...;tenicn cnn d e pt'<',.;sibilità l' fatuabil itìt lllf'ntalo, da.f.P l"" ksit•11i c:Jl(l co mtmr m ento " i tronmo l:l-ll'au t o p ;;ia dei m orti , Jlf't' Cll iA,ntn delre:<tc\ pii1 d i lì'uAA fl pito gnw i c h e non He i ;;o)!~t'l t i po~sot i a gu~~origione t• n <'i quali n o n p os-<itlmo f'>'l' lttdl'r P. eomP n iTcrmo n o ttkn ni o~~t·rvl\t.ol·i , fin i s travn.«i otl i nfilt razion i }X'I'iva,;ali e n e\lrol,in -; i di cl'llllle n•.·n ·n,;P, VCI'O:-<itni li anc h e PN' lfl lun)!;u durata dPila couvak•>wtmzn.
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RIVI STA Gf:NERALE
Qw'\1•· t:rtlttanwnt.o curati,·o, come l>Ì dic·e,·a, pPt' ora ocCfHTt· limitm·;;i . <'t'Hlo,
allE' ant.icho pt't'Scrizioni d.,, i\rttestro, BaN!e lli. p er l' inAll('l17.!'1 /u:<pÌt'i n n. t'U !) riti. nino e ct\nfor a, a dosi nwd icht•). ,·eseiea d'>,cqua in tt•stt~. c·lor'>l li" 1.>1 "''ra ( I gt·am · mo in gtmPrE> ). iniezion.i intt·umnR<:olari di I"INtrar golo. ini<•zinni c·o1nlioci n(j1icln:, alirneLltttzionn liquida ma ><osta.nziosa, igieni' dd co!'po, e "opnt!·tmto dc<l nuso e dt•lla bocea, fo rs'aneo iniezioni di sieri) polivaLen te od anche 1111t idiftol'icu, ecc. I clinic i cd i bio logi. con a."sai rrlilj:r!!Ìor<• <'speriPnza di ca.c;ist ie>\ ., nl(>7.zi rli la boratorio, c i ::<ttpt·Anno dire mo lto di piìt snlla etiologia. c pa.tog<> n<•::;i. su lla an("'to mia patologica di ta li fo l'lno mor·h()><e, 1:1 sOJH'Htutto s ulln t·t u·a di C"-"R e ;:.ui mE'zzi profìl!ntici opportuni.
Roma, gennaio 1H20.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA La cura dell'influenza colle ·i niezioni endot'eiWBe di siero ca11 forato fo rma oggetto della tesi d e l d ottor PHlLlPPE LAPEYRE ('l'oulouse, 1919). Questo m etodo, che pare abbia. dato eccellenti ri,:; u l t~;~.ti, con.<;i::<te uell'iniettat·e ne lle ''<'IW un s ie ro ca.nfora.to preparato ne l modo sPgue nte . In un li tro di siero fisio logico (soluzione di Na Cl o,! 7,5 pN' 1000) s i fan macerare, cimante 48 ore, trE• gnmnni di canfora pura a lla tempemtura o rdimu·ia, tlgitand o t r e vo lt e a l g:o m (). Si fi lt.ra e s i sterilizz.a p ortando due volte n ell'au toc lave ( l J()Q) il siet·o e t·meticamente chi uso in a p posite boccette, Quosto s ie ro contie ne circa gr. 1.50 di can · fora p e r li t r o, e !<e ne inietta. in med ia , IO c. c. p er ogni iniezio ne e nd ovenosa. Secondo le o,:;ser vazioni dell ' A., questo ;:.ier o avrebbe un valot·e c urati ,·o ttsso· lu to quando è iniettato ne lle prime ore dE'Il' invaRione grippale: tnE'nt rt'! nel corso dell' infPzionof' c d e lle s ue complicazioni, spi<>glwn•bbE> un 'azione> com plt>s><>l. antitermica e antisettica del san g ue, cardiotonica (l diu retica ; miglior·erebbe lo stato genE' t'tt.l<' o dàrebbo maggiot· v igor~ a ll ' infermo. Il s ier·o canforato - di ce l' A. - dov' es;;pre preferito nliP altre m<>dicazioni utilizzate a scop o analogo, per esempio agli antitermici ordi.nal'i, i quftl i n on hanno sempre un' azione anti tE' rmi ca pt·oln ngat.t\, posflon o clinrinuirl' il p otere a.'lsorbente dE'l globulo ro;o;so p or l'o::<sigen o, depl'irnerP il Ftis t ema ne r· voso, intlebolire ht funzi one del fegato o ostacolare finalmente l'eliminazione a t.t r·ave n;o i r eni dellt' ><cori P della nntriziont'. li confro nt o coi ml.'ltalli colloidali è anchl.'l favo r·evole a l siero. Nelht. do;;e di 10 c. c. avrohhl? il vantaggio di n o n pro,·ocaro d e i brividi como i motnllì colloidali e d i non prodlln'e ele\'azio ne di t emvorahu·a s u bit o dopo l' iniezione : cosicchè la ~uo. azione intima Ftt tll' or · ganismo f<embra pttt perfPtta d i quella d oll'elot.trargolo. So si con.c;iderano i risu ltati ottenuti, paJTebbB suflicitmte untl ,:;ola inif•· zione e ndoven osa : p(lrò n ell 'epidemia d!:'JI'anno scorso 1(1 ini.ozioni di IO c. c. dove t.tero es,:;ero ri pot ut E' : d opo di c he . In. tempera.tut·a r·etta.le sccnd en1. di 1-2 gradi n e lle 24 ore e lo stato genet·alo mi~li onwn dut·ante il decorso delle le><ioni p o lmonari. · Il dott. i\felon tl'l\t.tn nella sua tPsi (Bot·deaux. 191 9) dPgli effetti secondari immediati, leggie1·i, gravi o mortali, prodotti da.U 'c~rsenobenzolo ; de ll a~ c ura di questi effet.ti, della loro profilassi, e d e lle rM ii mdicazioni del medicamento. I . Benchè i pericoli d ell' u so d egli arsenobenzoli ~=; iano ora n ote"·olmflnie ri· d otti , pm· tuttavia son o ben ltmgi dall'essere eliminati; e ciò per la semplicissima ragione che il 606 è un m ed icamen to e minente m ent e ntti,·o.la cui azione varia second o gl 'individui, come avviene, d e l rest.o. p e r l'atro pina, la cocaina. la stricn.ina, ecc. Alcuni degli effet t i secondari son dovuti a un e 1·ror·e d i tecn ica. La n egligenza dell'aRe psi è a.cceziona le ; ma non cos ì l ' inie zione fuori dello. vt-ua ,
RIVI STA DELLA STAMPA .'vlED ICA ITALI.'\N.<\ E ~TRANIERA
segnalata dtt lla comparsa di un tumoretto ed ematoso e dal dolore (vivis;;imo se la soluzione è coucflntrata), che fa1·à sospende•·e l' iniezione: se pe•·ò la dose già iniettata è consiùere,·ole, insorge unt• tumefazione flemmonosa, la quale non suppura, ma può durai'(> tro o qu~;~.ttro ;.:ettimane e dar luogo alla forma zione di un'escara. l dok••·i \'P.nosi sono a~gra\'ati ,.i, si pro l ungano sovente per pa•·ecchie ore •ì sono molto at t e nuati dal maRsaggio ;mila regione dolente. La sincope si evita dando al umlato, t•·e ore avanti l'iniE-zione, unn. tazza di caffè forte, proibendo qu>l.l11nque alimento a lnwuo ;;ei ore priwa, e ft\Cendo l'iniezione in decubito orizzontalE'. Kun cl~t tt~nw•·si fat.t i più gravi e più tardivi, com<~ : Jo Ctlfa lee, mtusee, \'OHiiti e ft-bh•·o. 2o Fatti congesLizi alla fu.ccia ( calo ra e ros:;~ll'('}, tumefazione delle labbm, <lc· lla lingua. dt>l ,·doprntloln : tt\lvoltn. espettorazioni sanguigne. Il ;\Jilian, c.:ho de;;el'Ì:<><e P''~' il pr·imo quest.i fntti, li chiaipa, por analogia con gli eff~>tti del 1titrito cl' nllli le, r.risi nitritoidr. A qtteHta. crisi di enorme n .loSOdilatazione, succedu ur10 Slo\to s incop•~le perfettalllCn\.e inverso, con pallore e,.; trAmo e poli<O q•n~,;i i mpo r·ce1t i bi le : il quale st at(l, pal'f ico lar·m~:~r1te grave, i<Oflnwvienc t ~th-oltn. dopo un pe•·iodo congo:;t ivo brevi:<simo. Le emor·r·n.gie (i<c>pmttut.to ema temesi) dovute odia va:;o-conge-;tiono, g li i<pasmi laringei e le cwi;;i epilet.tifo•·mi sono fri'(Jut'i'nt i. (:li ac<:idonti mortali sono eccezion a li, ma sopra\'vengono talora. con ra pidità fulm i nct~ o nelle condizioni piil inas-pettate. Per esempio, una donnn di 30 tmni ricc,·e l'ottava iniezione di gr. O.UO fatta lenta.mente, in dect1bito do•·· sale. u poco dopo che t~i<Ha ha. ingerito 15 gocce della soluzione di a.drem1lina a l millesin,o. Con tutto ciò, e bPnchè non I'Wf\s::;e fatto ch('l lm past.o leggerissimo pare-cchie o~·e primo,, l'infe:rma venne colta, al termino di sett.e-otto nÙ!lllti e mentre stav1\ a lzandosi, da un accesso convulsivo con polso filiforme, r e;oeiraz.ioue s t.e •·toT·osa, vomiti biliosi. La morte ;,;opra.vvenn~ due ore dopo l' inizio d0lla c•·is i. L 'autopsia non f ece rilevare che una leggN·is:;ima congestion e acut.a dello dne basi polmona.ri. L'apoplo;osia s iero:::a. fu nott\ta qualche volta, ma qua..,;i esc lu,.;i,·amente n('i casi più ta.rdi\'i di morte, ossia dopo tre o quattro giorni. L'intolleranza d'emblée può spiegarsi con tma s uscet t ibilità estrema, come ><i o,.;sor ,·a frequentemente per parecchje sostanze medicinali. Il Brouì\l'del citò il ct~so d'uno l<t ndente a.vv<'IE~nat.o da tre gocce di liquor e del Fowle r: il dot· - tor l'ien e pubblicò il c1~0 di u•u~ c•·i;<i gra\'is:>ima dopo llll'iniozione ipodermica di mezzo t'X'ntigrarnmo di cocaina: ed è no to che il mercurio, anche a do;;i debo-li, J,)I'OÙuce so,·cnte oritema (l stomatit~ . L'intoll t' l'n.nza dopo parecchie iniezioni è di meno facile spiegaziona. V'ha forse o.nafìlassi ? \''ha forsE\ lUla moditìcazionfl d e l siero in sali n~i nerali - partjcolarmente in fosfnti - come CI'Ode il dott. 1\fe lon ? Jn t.a l ca...c;o (come avvie n e di CC'rtO acqut~ impure ndvp<>nttt> tal\'olta pc•· l!l soh1zionc), il s iQro modificat o prodnn-ebbe coll'a•·senobenzol de-i precipitati eccessi\·umente temu, che sarebbe•·o cnpnci di cost,itui.re degli emboli e prodmTe la morte. Il. L a cura. è puramente sintoma.tica. La respirazione artificiale ; le tra· zioni ritmiche cf('llt\ lingua, le iniezio ni d'olio canforato, di caffeina, di etere, cl i sparteina, i<a.ra.nno Htil izznte nelle forme gravi con sincope e respirazione ster to r·osa. Il mn:<su.ggio della r('gione precordiale n on sarà mai t.I'~curato. Si dovrà quasi :<\' mpro riscaldare il malato, giacchè egli è generalmente colto da br·i\·idi int.€\nsi o ca.de n ou di r ado in un vero e proprio stato algido. S i r iicorrerà a lle bottiglie cl'a.cqua calda o al le infn~<i oni calde di thè o di caffè. Quando il malato l:m ri proi'<o i S(•nsi, si prolungherà per parecchie ore iì rip oso in po~< i zione orizzontale e si pr<>scriverà una pozione <ii b1·omuro di J?Otassio e di cloralio cont ro il mo.les.c;e•·e e l'agitazione consecuti\'i. In quanto al vaiore p r owmtivo e cur ativo dell'adrenalina., i p1\l'Ori n on sono concordi : il che pro bauilmt'lnte diprnde dalla VllfÌO.biJitàdeJ prodotto 6 dall'a.Jt.eraLiOne SpeSSO rt\pÌdÌS• s ima del prodotto s t esso. anche il pil1 perfetto. L'adrenalina, usata come mezzo pll'aventivo, non e,·ita ~<empre le crisi nitri toidi e la '>"Q.SO·di latazione. È invece pi(• oflì ca.cc la sua azione terapt•ut ica quando la vaso-dilatazione si è prodotta; ma bisogna 11saT'ia molto pl'est o . non appE-na è iniziata la r.risi congestizia; e , per co nsPguenza., averla a portata d i mano nol tempo stesso che si fa l'iniezione d' iU.senobenzolo.
RIVISTA DEL L.~ STAMPA ~-IEDJCA lTALJANA E STRANIERA
lll. Le norme tecni c he plll im.portant-i pot· evit.are gli a cciden t i g1·avi sono lfl ,;eguenti, secondo a :'1-leion : 1° )/on u;;are l 'arsonobo:mzolo ne i bambini, che lo t o iiPt·a no ma.li><simo. 20 E,·itare di somwinistra.l'lo in IN:ioni n ervose a nti c he m olto e:>tese, o limitat·s i a. d osi molto d E'boli. 30 Fa.re un esa.me c linico completo ùel mall\to concentrando l'n.tLonzione s1il sistemt\ ca.rdio-va..<ocohue, procodendo all'analisi delle orine eme;;~e m·llo 24 ore, pet· la ricerca dello ZIIC<:h(H'O e d e ll'ulb11ntitu\. 40 E;;sondo pt·ovato c ho gli 1\l':'lenobenzoli non ,.,terjlizzn.no la ;;ifìlidc, non è il ca..-so d ' ins iste re nelle do:<i fo t·ti, le quali non solt.a n to sono inu t ili, ma altre.<~ì danno.;e. Si comin ci con do,;i dt>boli, e si a11m.:>nti progre:;;sivamente fino a O gr. 75 o O gt·. 00. son·t>g-littndo minHzio><a.mè.'nto le minime reazioni. 50 Sarebbe dosidcn~bi le d1o lt\ pt·at kn d E> ile in iozioni d 'at'iienobonzulo fo;;se considenJ.tn come un inte t·vt•nt o di l't>llle importa.nut e eho pC'rciò (';<f'e fo;:;sero fatte al <iomicilio d e l malat.o, o mf'glio in una cn-sa di salute. IY. L e imlicazioni, fimtltnl•nte. de\'ono ~;~.;se re b~11 prr•t•i,;:t~-te. È Ul'f!<'llt(l di sommin1><tra r(' l'a.r::<<·nobE>nzolo n E1l pt·itn o :-;tadio, n on uppt•na l ' u lcor1~ è diagnos ticata, allo scopo d 'i mp~>dire il pt·og r·<•:-;:;o e l'E>sten><ion o g<•norale c! E~Ila malattia. Si ottengonc> a.ncho ottimi risultati nei (enomoni ::oecond,o~a·i : anzi si può dire che in que~ t.o stadio il 6015 e il 914 l'i<ercita.no tma so rprt"ndfllll{J azione tempeutica, riuscendo a far ci<:~.~>trizzare in a-lcuni giorni le manifestazioni omin ontemente contu,giose. Nf'gli a ltri s tadi dolla sifi lid <', l't\t'sEinobenzolo <\ ntc•no att h· o, e no n hn punto corrisp o,;to t,\IIH :;;peranze nf'l le vecchie sifi lidi tw n ·o,e (p>~.ralisi go~tt•ntlo, t•l\hl'). Tuttavia - anche ncll(l ,:;ifìl idi v isceml i - può t>><At>re utile qnnndo il mt>t·curiu e il ioduro di potassio non hanno dff'tto o non son tollerai i. St.~ il mttlnto J)t'P· senta d elle t are organi che . bisogna t·i cQ tT.:>re eli prefe rf'nza ~1 mercu t·io, contpl<'· tando o so;, t ituondo - se d e l ea::<o - lt\ >;un azione con d osi minime di ar·senobenzolo, ~enza ntai dimf.:'nticarsi di esercitare la piìt grande sorveglianza s ugli eventuali effetti secondari. I n conclu~ione: gli at-sonobon7.\> li d evo no o:;:so re somminisu·ati in ca:-;i ben indicati e con t utte lo precànzioni lWCo><sì.l.l'ie, t e nendo pre:-tf'nt-t'\ il savio t\llltnO· nimento del dott. :llelon: ~ ~on bisogntt fare degli arsenob e nzoli un modicamento di compicu·cttza, il quale g111wisco inditl'(lre nté mente le ma lattie del sfl.nguo e i re umatismi, d o,·e~;."'et·o pur snfft·irne CtJJ·ti hstituti di dubbia fatna P sprovYisti d'ogni scntpolo "·
••• Un in teressante contributo cliltico alle~ neuro-psidtiatria ed alla criminologia di guerra. (Quaderni di medici11a legale Anno II, N. l -2-3-4) ha r ecato il te· nente colonnello medico prof. GAETANO F U:"' AIOLT. L'A. coglie l'ocoaRione di una. vasta ca.<Jistica. osservatn nel l 'Ospedale di Tappa di P a lrna.noYa ( l 9 l 6) pe r espon·e molte sindromi n ouro-p.;ichiche e loro vat·ictà in re lazione alla vita di guerra e divet-se forme c riminolo,:Qche di gnerra. Pa..'!sa dapprima. in rassogna ben 90 ca..<;;i ùi ue\H'O·psico-tra\tmatizzati rli guerra, descrivendo det.tagliatamente i soggetti senza t1·nscura.re l'en1dità. morbosa, i caratt.eri antropolo~ici, i precedenti borghesi individuali e le manife· stazioni funzionali durante In vita di guerra. Poi studia le \"arie s indromi n europ sichiatriche, che non si d iffcrenziano altro da quElli e che si osservano in pace, se non nella fisonomia clinica, che è modificata dalla natlu·a d e i fattori bellici. Così lo sindromi iste1·iche, a forma il piit spt>sso di mutismo, d i confu ><Ìone mentale, di cr·isi convulsive e meno sovente di afasia sen soriale e di disbasin, si prese ntano come l'e quivalente clinico di uno. sco;;sa ernoti,·a terror izza-nte sul sistema nervoso individll!de, di cui si dnYen~ono irradi A-zioni catclinco-va· somotorie e clelir·i riproduce nti fa<;i di azioni belliche. Le si11dromi amenziali si esplicano il più sp es><o sotto forma clepre:;,.;i,·ostuporosa. e meno sovente ;:otto fom1n. allucinatoria, o confusionalo sl'lmpli<:e l\Ia la. forma. tip ica d elle psicosi belliche è la varietà deprest<i\'O-stuporosa, c he ~volges~ sot~o l'influenza di coefficient.i p er lo più emotivi intE:>nsi in soggetti 1postem zzat1.
HI\' I :;TA OEI.LA ST.\:\IP .\ :\ 11-:llll:t\ ITAI, JANA g STilAN t m.\
V· 8 ilttl non i ,, "t't n si t' '' i("/1(• Cl t ' ut r :<i c·o11 t radd Ì:<t i n gnu n o 1w•· t orpOl'G a c· l· e n. tnuto n el <:fllltpo inlt·lkt t wtl, .. ,.,peeit> nr-IIH :<ft>t·a llttu•monic·H . notu:hù p er una depr~·.<:;ion"' p m foncln df.' l t ono ><t• ntim Nltolt•. che, ch·l t't•llto, è propria di tut te le p>~ i e<>,:: i beli idw . Lt' por/w .Yi~ttlromi jri' II(INII' IIÌI'he ,;i J' i q•lluw u><"'fli i<III IPC' Ìtflnwntt> t• i<i co ll eg>~ t H) Al l un >'ttb:< t nH o • ···~" 11i1·•H lt·:zc·tLf·t·:l.f i \ 'V, r·o.ppt·r•,;t•n t .~t o rln l t i po cranio· fut·cio.le inft'riot't' , Luld11\ l''""'bit•nto bt'llit·t,, PH' JI1(tnuv l'Il t a.li indh-idtù, f.u. l' e ffetto di un pt·mtto t'Ntlti\·n :<n l<' I<H'O mnnifv,..ttl.7.Ìoni p:<it·nlogif'ltc·. Anc·ht• lt• sil1•lrumi rpill'/tic/,c•. lt> dcmt•n:iali. lA distìmitht >li contrn.."><C'~nnno lll'l' pn<~·l>t'(' tllllnifPstHZ i•>ttè d i fronti:' tl!Zii >,t ii!Htli lwllic: i. llt•nza p e t·ò lt~~scitHe r iiEJn~ro Jwll .... ><int•>mMologia al<·unu no tu. 11 contt·nut n bt· lli<'o. Lo sitodromi v;;si'BI!Ìt•c r prti'OtttJitltf> nnclte pr<'coc·r Jtli'Jll<' nu~nifn,;tate;:;i nc-1l' ~uthiPn!!l hdli<·o, riq·lttnrl n t•llf' manifp,.;ln'l.iuni d! ·linH\1 i un'c•ro d<• i fatti ~ut>r· l 'l'l<(; h i. Xdl~~ ><P<:owh~ p u rt<' tiP I ln , ·cu·o. il Ft~ntliPii illn><t ra 20 casi di ct'irni na li d i j:tltf't't't\. Rifot·i,;ep t· lw l'umhi<>nl<• di giH' tTQ è a...><u i fiworevole allo ~' ''i l uppo doi fNtomoni c:t·iminnlo~ici. l'h<' c·o,.;tit ui:<~:ono nn.a nu·i<'tà di reazione antH·male psil:hil'!l : f'i to :<i I'Ìt\\'il·flt> llli!L f\l t'l t> pnl\'Hl!•ll7.1:1 di l'f'tlt .Ì di fll!o(i\ O tli ùi:>t'I'ZiòUE", ri:<lWito a i l 'Ntl i d i in~ul>nrd in uzimw o di tli:.::ohh<•di<>nza <~ di flll·to : c; he I'N·oditarit'lù d ei :;ug!!t·tti io N>:ipit'llll·, ><pt·c·ia pe r ,,1-f'l't·z ioni eli cn rattE· rr spicca.ta.rnen t.o clt·!l'enorati\·o; l"IH· l'nhnn n ni t ìl morfo logien nei n·i a ttomuli è maggioro che n ei rPi •~l ic·nat i : c h n nPII>t "'' t'ili di'i r·Pi nnn ll ttdi :<i not.1. unu, unifomtità tra condotta l>orglte,;e t> cowltll t a m i li hl.t'C•. t;o ntnJ.dcli:-;1 in t c• tl.mht·th t<l eh~ re azioni i m p ui>"Ì\'tl o dt\ atti nnti- nut<•t·itllri. Hi g: uardo poi a lla natu ra d PI d<' lit.t o. l'A. r isco ntra un fatt or!' m oriH •><o cn l conc·o r:;o. p<'t'Ò. d i untt ><tnttttu·a n torfo log it·a. cl ttJ n(' l mo.g~ior nulllen• dci <'U~i c!<l\·i ~\ dt~l tipo <•nlin >trio t•d un faltort· atad c·C>. RC'nza il eont•ot·;;o <ai una cntt~tl t norbo~n. in atto, 1111:1o J)('r ttu" t.tno mal i ~t di l'tr uttura f>OIIt&l i ('t~ n p~r tma Ùt•\·ia.zio1w funzil)ltlllt• p:<ichit,a. Conc·l udc• htfinP e he tw ll n r<>><t itnzio no dei h;~t tR )!lion i di guerra occorre tWC'I'l' a guidn l ll i pritw ipio rignr•Jso di >w loz ione . b u:<utn l' nlla constatazione dP II'idotwillì. non tanto fi-<iru . rptanto ttrH:h ('l rrw ut a lt• e c:lw Ri intpo ne l'o.,·vicen d>t Jnf'nl o ft·t•q ut·lltl' d1• i btl i 1agli<111i all>t fJ'C>III t• 1w •· pr<•YE'ni rE' !'<0\'l'atut t,o la form e nu11·nzinl.i l' qt~t·llu di a.stl·nia Hl'lllt~. r lw s i vorifi('~;~llu J><'T' t'fT.. tto pren1.lente od t•sc-lu><Ì\'l> di c·nu,;t• <•:<tt't'nl' h <·llic:lw, nll'infunt·i di O[ZT\i rilc•n\bile prE'di.-po>"izione mnl'f•J I••git·a..
**• Hull' imporlcw::u d el/(l fisiui i'I'CI]>ia (Tht• intportu.n m• of p h~·~ i uni tht't·a.p~· in mi litr•l',\' illld I' Ì\· il ('I'UI\Iit•t•} (1'11111' 111111 f'Oill('l'Pil7.1t lll'il 't'l.dt iiH\IlZ>l U,lllliiHIC• dO t m,,di c i militu1·i n Kt. LP11is. il dott. \Vll,I, L\~t i'<E,\)IA" H \1;-;nnmt:~:, eh<• , ·iPn<' l'i Jlf'()({Otll\ Il\" ( !Ili fiiPI 'l) dp (Jo >WOI'S() d ÌCI•fltfll'(' dt•J 'f'/ir• 111 i/ ÌlOT!/ l! IIT(/('011 tf j \\'a· ~;ltingto n. ~o d io.nw qui il ,;nmnull'io. doh· nt i clw 1€' <'"'i)!••nzt· dPll<' ,;pazio non ci ('on:wntat\o ([i · farno tlll più largo r·Ìtt>i>' llnlo. como Jllc'J'Ìierobbe L'int<•r<':'!><antfl argomenti). . L L a gw·n·u lt 1.1o rnnriiH' J•t<' tltfl twca·c·sr·iulo il vu(PJ'l' doli~ t<'rn.p ia fi,;tC'& P ha ditno,;t •·at o in modo in d ultbio c· lw le· ><U!• u pplit·uzilln i >;Q IlO C's;:;t' n7.iu li ne llo. Clll't~ :<t tcc·P><><Ì\'a di nwlt•· in,·nli<lità produn~ tlttl lo ft•t·ito. opptu•e .ri,;ultnnti da ù i fl'l t i ri.~it'i \) l la Ili t\ lat t it•. 2. Fu pttl'c' di u JI>><Il'lt!o l'ho il metod<l fisiotrrapi('o è dPIIa p i(r grandn irnpn rtrmzn twll'u ><:<ir·ur·nt·t- c· JH· l mant f\ll('t·e Il\. sRhttl'. l:r'><l't'cizio b<'n in!<•so tt't.,,.fomtu. 11n ll;n~n nutiiP>'O d'inabili in indiYidui capEt0i di sopportarE> fu.tlèh A . Jll'llhlll).!tllt•, 3. :\h• l t i ti i,:t ut•l)i ft~n;-.ionnl i, ::pN·ia l mo •n tf' lC' 11()\TORi. ~<o no c•t m\ bi li C'Oli& fì.-. i ot c n~pilt. In l>n'\'t• : ~~~ tt•rupit\ fi,..icn. r~('it•nt ifintuttt•nt•· e in tf'llig<'llH'lllento app li l·atu. ""'·~· P«><t·n· <·cm:< idt·Q~lo. comE> una parto fcmdanll' l\h\ltl dt•llt\ cu ra modic"a. fl !·ltit· tu'gJC· r~. '· 4. E i tt oltru i nd u hit H t o dtP la fìi<iotc•t·l\pia f> nppl i c!'~> bi le non. "~]t an t o n~·llc1 ('in·<•stanr.t• <·<·r·,•;dtm~tli eli ~~H ·r·•·u. nm lwn ~~·wht• n P II ~ condtzw n• della vita c·i,·ilo·. p.<nil'n lat'JtJc: tHc• ndlt• rq!inni intlw;trift li. in cui lt' ({'"ioni t l'aLuUt\· tiche e le no ut·p;;i ;::o no ft·i·qut•nt i><,.;Jint:.
Rl\"I~T\
m;J.LA STAMP.\ ~ICOJCA !T,\LLANA Eì S TR .\NIERA
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5. ~1\l'ebbo quintli mollo \·u nlll l!gio!';O n lln ~\lu tc publ>lica che i m ('toùi fossero piìt g<>ncralnwnt e ad ot t al i nt •!-(1i o:;p<'dal i e HC' IIa pra t ic•a ci.
lisio'lot·a.pi~.:i
, ·il e:.
:->otto cptB-;to punto tli dsta. sem bre rl' bbo m olto o ppo rtuno che fc•s:;c ro tmt o l t~ pt>ssi bdi fndl i lazit 11\i tillo sc•wJh• n lf"< Li c: ho e ag-li O» pedali, af. lincbù :;i p ol t\-;sero ft~r;, d··i corsi ! t•orÌt<>·pn\ t ici di fisioterapia. 7 . • Og ni srnmdv OS]>\.·Ùa le d o n·el>bo ll\'(• ru specit~li impi tmt i di fis iotcm•pia l>f'l' l'l' lltl c> Pe pns:<ihi lo lu Cllra fisiea non !lolranto n r i cn:;i eli rdiquati di IC'sio ni tmtunatidtt'. mtt a ltr!'sì di d.is tllrbi fun zit onal i e d i lllalt~lli''· È u•' rl o <:ho, in l i~l motlo, :;i a.u nH' r tt ~n·bht' twh• ,·phnon t o l\•llic:it·nza t.h•l la popoh~7. io ne ltJ.,· o mt.t·i co. 8. G li o;;:pedt\li e; i ,·i li dm•rt•hl w ro es><Pt"l' <l• )t r~ l i i n t emp o d i pace d egli nppar·c•cchi e del pc• r.<onu le rwcos:-ml'Ì al funzi o nasll<' nt o di s pt•éi nli r.-pa rti di tì"'i•HI'mp ia: per nwd o eh<'. in c.:o.so <li gttt•na, il (}o\-et·no li po tn·hbo s ubito util izzam p<•r il ><t•s·,·izio sr.nitt~rio militaro. . !J. Cli o:.podtdi militari (tll'l l' est:s·cito o della rna rin.a) donobbcro flssor trnllli in ta li condizioni eli eflìC'it• nza dunmt e il t t- mpo di p tl CI', da dnr<> a.ftidnm{>n.to di p o t or ftrn7.i OI1fl. r<" r•t>golo. rrrw nt o durante la g uorn\. l O. N,ll t e mp o d i pace d n vn•bbo es>;e n :i una con t i Illi!\ Nl att Ì\"1\ coo po · nlzio ne fr'<\ gli ospodnli militari e nuwittirni, intc•sa a. rniglionm.'l <' a ditTonùr·rti nwtod i di terapin fisica. L a quo.le couJhlraziu rw sar,·bbe di ~n\ndo n~ontaggio a ne;h;, ai rnodic:i c i,·ili e a lla po po lazio ne . (i. <'OI1C~b;:-;o
••• N ollo stnHi'O munMo di <li u<)!nbn• <LP! 'f'he militw·y snr [t i'Oil, è ripo rt.ata u na co rTil ll\icazi o no d l•l crolo nnoll o rn•1tlico C H \ S F. Cri:Art: int o r·no al rnusoo m~l ico- rni litl\w dt ·~li ::i tut i C n i t i (T ho army m ec li ral mu..-;eurn ), d i c 11 i d in m o tu1. hre ,·e C<'l1no, c he 11•m apparinì. inut il~' t\ qu<' i nos tri colleghi che o;tunno appunto riunt-nd t) il rnateriak p t•r costituir<• un mu;:oo di tal gen<> re prp,;:;o ln ::>cuoia d'appli cl~zi o ue di su.nir11- militare·. 11 museo eli mf'rlicim~ mili tt\r·t• d c·a:li Stat.i U niti fn fo n•lato nel 1Sv2 ·da l C:enera.lo rnrdico \Yill inrn A . H•lrl1r.•lr>nd, o st> obbe n ei primi anni unt\ \"Ìl•!\ molto rnoc ll',;tll. anclù piìr tttn li - t' prt•ci,;aJnC'IIlC' dal UriQ irl poi - ll C(jllil' ll\lldO, impo r•tt\liZfl· l:'f'lnpro n mggic>r·e, fino a. rauginnl<•' rP ~~~ magnific"n'l.a 1\ttua l<.'. che diutostra di quu.li prodil!i s ia CI\(Jt\l't' hl <:tJ01Wrt•7.iono dei uwc lie i militari arnN·i· <:t•ni quando si tr·an .i di fMf> op•·n 1. d q~no. rld Co rpo Rt\rti t ari o. All'inizio dolla rPce n te guor·ra, il rnnsf'o pos~<'dt• ,·a t·irT!~ 4$.0()0 cst!rnp hwi. di tui l-!.000 di (>f~· tok•giu., t. :-100 d i a nM umia ( rnod,•ll i d i d is:;~·zi<>~W) l :3.000 ca~,;rlt i t! i sezio ni microscopich<' e n.lrr-o 1:3.01)() tn\ fCltOjlmfie o llt'J.!:ati\"(.1 fol.<>gn~tic he. Orbe ne, cpul.lo pro Ya dl"ll'at tiYit Ìt nwrl iea u.m<wic·ana in Euro pa, ba:>l<.'rÙ. il <lire c lw il museo ha piìr clw mcldoppiato lt• coll t>zio rli eh<> t\\"C \'!l. in pr·incipio d t' lla ~ICLTa: sono infn.tt i p i LI d i lt )(J. ooo gl i o;;r•rnpla r·i •· htl pre>;;ont C'ment e ;:i !lmrni mno 11" ll<'sue ~~~l o . D l\ll" a prik 1!117 ltl iiiJC!Iio 19 19. :-si t•a<·colsero n e lh1. seziouepat o l•>· gica 9.9GO e;;empiMi, olrr·p a 12. /lH) n• lazioni di aut.opsie e a più di lù.IWO fo· togmfio climost ranti le alt t'razio ni prodot t e d a llo fo ri te e dallo mulattiC'. i l"i· sulhLti d oli<' opemzit>ni c hinu·gic l! o, n o nchù le n~ri !.' ftl:>i del so rvi:~.io al ft·o nte durante la guP rm. Il lfiYI)rO d0 l mu;:;C'o è cli;;t ribui to in RP i sozioni (departm.Cil/.9): 1>t'zio11e patologica. ; S<'7.i•mo c inom~~>t o~mfic•t ; Rt'7.i0n <· fotogmlì ca. : s<'zio n <' d t'i moJ.cl li in ce>ra ; sc-7.iorw. <'nt orno logi <~l\ : sezione t\nntomicn. . La .~t>zione ?>alolf>(JiCa lta il còmpi t o di raecogl iPr<' e pre pari\I"E' p el tn usflo gh esom.pluri, cht> illn>;tra.no le m•1lattie ùcl soldato e gl i t'ff,•tt.i dc•ll€1 ft'rite <le i ,.t~ri pro iettili s ul corpo umano. Ùl!ni n~<'m pl tll"ll . tlll'o.tto dl'll» i<>m n~.:cl'tttlzion~. vien-e 11\lllle r·R.to e de:>cr·it t o br<>,·l'rntfrlto sopr·a Ul lll >:Ch l'da chn è p osta n!'IIO ~'<<'hr·dari o, dO\·e è p oi f,wilt:~ il l"itr·o , ·nrlt\ coli.: n •h1zio ni. le storie cliniche. le fotugn1.tìe e g li altri dati relat id al ea:<o. Lo ~cnpo d.c:lla pr·epnrM.iono e d oll'e· <;pns.izione di tali ():>t·mphwi è d i co'! l itu ire IliH\ font o p<'remw cri.-;t l'U'l.iorli o d i rte~rche no n soltanto eli\ parto 1lugli ullìe inli m Nliei. mo. di tmti i m etlici in gPnc-rale. . ~orno ~ià s i è dt~t t o . d11ll" a pl'ile l !l l 7 f\1 l n q l io l ù Hl, la 1wzione pn.t o l og i<:!~ s~ arrrcc hl dt bou ·9.!Jli{) e;;<>mplnri con J2.i 01) r;•J.\zioni d i nntnp><i1•; o il r icco rn.u.t!'rillle, c ho fu m<'rt~lto in g ran pn.rtr in Fmrwh1. illll'>trn i n op-ni s uo pnrt i· 19 • Cionwl!" cii m.-di fiHa mil il<lrc. -
f'3~c.
III.
200
RIVlSTA DELLA STAMPA .\JED1CA lT.\LlANA E STRANIERA
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~ colm·o g li effotti d <>i proie ttili, ln. vita di t.J·in ct>a, e i vari stadi di tutti i f.ipi ' di p olmonit<> d a influenza. l:n'abbondanto nt<•c:olta. d i sezioni di tt:lSSut•i. pme riC(•vuta. dalla Francia, nl.pp•·osenta. gli effett i rl E~ l hl canct·f'na. gfll>sosa, e un n on men o abhondn n te materi a le, cpwlli d t> i g.u; asfissia.nti, che furono sottoposti a panicolara stud io dn, c:hiuùci specializzat i iu matel"ia. La 8('Ziol!e ci t!ematografica fu i;;ti t\ lÌ tt\ A Ilo SC'ùpo d ' illu:-:tra.re i m e t od i d i cura d e lle mt'l.la.ttie e delle feri te, le ()p onw:ioni che s i praticano sul campo e vari t'pisodi del servizi o sanit1.rio in funzione . Tra lo filma piì1 iute rE'!>Santi sono le S<'gnrnti : '' J:'r·eparatid poi combatr.imr nto " ; " Diagnosi della tubercolosi n; u Dist·n• zioue d elle zanza re» ; « Istruzione d etru llioiale medico » ; cc Distaccamen to r oggim<>nlale • ; " un ospedale da campo • ; " CompAgnia d'ambulanza >> ; ecc. Tutto le {ìlms, quando non servono p er lezioni e conferenze n el m lL"f'O, vengono datE~ ip pre;:tito a v t\l'ie a«socia.zioni mediche, a collegi, a scuole, ecc. per un poriotio 1lf>n Slif>E'I'Ì Me n llo t~·e :settimane. La sezione fotografica, dnllo ~coppio dd la gtlf'l'J'a fìno a oggi, ha arricchito inmwn::;u.mcmto il su o mat<'J·iulo, in cui 6gunmo pa.rec:chie migliuia di fotogrnfie riprocl uc<>J1ti il funzionamento d E•I Sl' J"Yizio sanita rio in campngr)a. La sezio11e dPi -modP/li in cera ha pl·l'parato oltre 80 mode lli, che rappresentnno opon•zioni di pla:-:tica, r c liqua.t i d i lt>sioui trtwmntic·ho di gtJorra, m l\lattio della p <· ll P, f'CC. La sezione enlomolo{tica ha il còmpit.o di rae<>oglier e, identifìcare e cJa;;si ficMe il• zn,nzare prov enienti da varit> n •gioni d('gli 8tati l:nit.i o dai p osst>di menti insulal'i, n onch è un gran munero eli altri in;;et t i cl ' impo1·tanza patologica. Tutt.o que~to lllHtt•'·ia lo Sl·rYo fllll'ho n.ll'is iJ·uzioue drgli a.llie ,·i d l"lla scuola di mrdì<·ina militRrfl (fhe A ·r my ~lledical School). Sezione cmato1111<:a . Dura.nte la guerra venm·ro addett i a l museo alc.u Jù artisti coll'incahco di riprorlu1-r0 in di SEif!HÌ a colori le principAii ìes ioni os~<er ,·alt> 1wgli esemplari mandati a l mu~eo st<-~;so, il quale ri ct•v e pure direttamen te da V1~ri o,.;pt'dali d ei disogni fatti da altri artisti, l'ipl'Oduceuti operazioni pla.c;tichf:l, effett i d e i proiot.tili sul corpo e particolarmente S11llf' os~a.. )ion c'è chi n on ,·edn l'importanza di ques ti di~egni, accuratamente catalogat i. pe~r la storia medico-chirmgic11 d ella g uena. X ol chiudere la sua iuter essm1tt~ com uni cazione, il colonnollo Ch!l.ig fa voti c he questo Museo, il quale è tanto utile all ' i:-<truzione di tutt i i med ici in g<'n era.l e, sia ampli ttto in re lazione a ll'aumento d e l suo materiale, e rimanga interamente n e lle mani d egli ufficiali del Corpo s anitario militare, i quali tanto contribuirono a. re ncle rlo uno degl' istitut.i sc:ieutifici più importanti d egli Stati Uniti d'America..
*** munero di novemb1·o d 0l N ew Y ork .M edical Jo!~nwl leggiamo Ja. a escrizion e d'un caso di encefalite leta·r gica (let.hargie encephalitis) fat·ta dal capitano m edico HYMAN H ERSRBERO, il quale era con s1ùente nevrologo d el corpo di sp edizi one d egli Stati Uniti in Francia. Trattandosi d'una forma morbosa, che ha fatto la. comparsa. anche in Italia., c rediamo utile il riportare la not~ quasi p er intero. ~el
Individuo di 22 anni, celibe, senza precedenti ereditari d'importanza. L'anamue;:.i r emota non fa ri len1re C'he la ;:.carlattina soffer ta nella fanciullezza. :-\ega la lue. Sto ria df'lla prcstule malattia. - Questa cominciò imprOYvi,.amente il 24 d iccmhre l918 c<)JJ :<en;;o di deprc::.~iom:, cefalea, febbre e diplopia . Alcuni giorni dopo, l'indi,·iduo, che accu!'-<"1\'a sens-:> di ronzio in en trambi g li orecchi e veniva colto il matt ino da briYidi e la ~era da febbre, cadde in uuo stato di sonnolenza con tutti i c.'l ratteri del Fopore. Fu aC'colto nell'osrcdale milita re di ba~e n. 6o il 6 ge nn aio 19 19 in condizioni di grande aubattimcnto· e di males!\ere generale con costante tendenza al sonno e con dif'lopia. Esame obbielti-:.•o. - 11 pa1.iente appare depre;<;;o : non prc~enta alcun fatto anormAle a ca r ico della pdlc ,dei muscoli e delle ossa : 11ou adenopatie, eccetto che a ll'iJ•g nine: ton ~ille normali; linl!ua pulita; c~l\ me del cuore, de i polmoni e de ll'addome, neg~tivo; come pure quello dei genitali e"-terni.
fiiVISTA OI::I.L.\ STA~ II' :\ .\I EiliC:.\ IT:\LI.\~;\ E :5TH\:"'II-:RA
~!Il
E sam.e llt"ltl"<•lo.~ico. -'- t I•> gennaio I<JIQL Pchokua accc:nlll:lta tlc i muscoli dd lato destro dt;lla fal·(·ia: n1 le a (li re difticnllà nc:: l r ia lz:• rc: l'a ngo lo dt'-<tro tlt·lla bC>n:a, ud t•hiude re l'ucchio dc ... lro e nd o•rru~are il lrtlll <1..-~tro tle iJ;, frolli\: . Trenl<,lio d dl':mgolo h o<:l·:t lc: de,:tro: d e\·inzione dd \'tlope nd..lo n~r~v flc:~tra: nH:n-im..-nti atti vi dt·lh: braccin e dclb t:nmht: , norm:tl i : a:.~t:n/a d el ,:cgno di Kerni.L! c ùi Habinski; n ilc~~i normali e pn:>cn t i qnd l i 3dtlom in a l i ; n o n fenomt:n i n!<t~~il:i ; n t<'~llll t! i<! n rho se n ... oria le a pp:Heu tc. l::S<IIIIC o(lalmo/ogico. \ ti g .. nnaio l \) 1\JI. A ckstra, \" 2ll 'n: a ~iui <'trn 2<'/30. La pupilla d..- "lra è più dilatata che la ~iu i st ra. Emrambe le p u pille prt'~<'tll<Hlo n :<1ziune al la luce e ritl e""o ron ,:cu ,ualc. ~i ... tagmo ndl o ~guardfJ a ,;ini~tn• cou fu gace diplopia . Fnudo dd l 'ocd1 io unrmale . E saHIC a/rllariu.t:nl<lf!ÌCC!. f i i gennaio 1919) . Esame ddla lariug.: ncj:!ati\·o. ~eli:~ ca,· ità li<K'cal<', d.:\·iazi<,ne di:! n:l<op<:nclolo a de,tra, già acco::n nato. ~ a~o: c•omph::ta ocd n~ioue della n arke destra pe r de\·iazione del ~etto. ~on v'è traCCia d t pus nel na.;u e nelle fa uci : le~:gi.:ra retraz ioue ddlc mcmlirano:: ti111 paniche. Riardll' di lat••>ratori<'l. (lì ge nnaio 19191. Liquido cdalu-rachidiano (2o c.c.) chiaro e rluiJo ~otto un leggiero a um <:nto di t~:n;inn e . .-\:-,$Cll7.a di uattcri . Reazione tltd \Va,:~l:'rma nn nc:!::a tiva .
=
( ì ~t·n naio 19 19\ . E~amc n"g-ntiYo pt·r In. ma lari:.: g lobuli ros~i g lobuli J.ia uchi 1 r ,Sr.o : piccc•li ntonon uclcati ?-.'· 116 gc nn:tir> 19 191: p. lob uli bi;mchi 1_.;,6t••: picco li 1111Hl<,lllldca ti r::>; gra u ù i ttHUJ<)nud <:at i 3; puli morfonudcati i9· Oriua . - (9 _genna io 19 19) . CniMito d'am1Jr11 ch i:m): rc·nt.i<•m: ;~l'ida; peso spcciti<"o 1,o:.;o; a""l· nza ù'all•ntn ina e d i zncch.:ro; q nalcho:: g lobu lo bian<'O; prt·>t:llza di o ,,alato d i tale i<•· - 11 1 l!t:ll na io 19 19) : colu rt: lt:ggcrna: tlte pa,l.(li:t rin o; a!-pc:lto linq.H do: rcM,ione akaliua; p<·so :-p.:cilico I ,V<>S: a.;"<:nza d'a llnnuiua e di zucchero : t rac<·e di n rali, Raggi X. - 12 1 geu n <Jio 1919) . ~on ><i rilevano :;int om i d i ma~tQid ite.
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IJccvrso cli11i<O . - (16 geuaio l <J I9l. l'ara li ,: i faccia le dc"'ra d istinta m ente p iù accentuata; pupilla de:<lra a lq u;tiHo più di la tata che la ~ini stra : el'ideule pan~~i del ~e~to paio dì ;.ini~tra . . - 31 gennaio 1919. Il )!rnppo mu~colare [:lcciale s upe r iore è di:<tintomeute pare!lco_. L ' iudiv id uo n on rie,.ce a chinrle re com p le tament e l'occh io destro nè a cont rarre ben e il fro uto-occipitale e l'~rhi colare dd le p alpebre. E' a nc he paretico 11 lato siui$tro della fa ccia. . t o fcbbr:-tio 1919. E' sopran·cunto un miglior:~mcuto nei fa tti o~sen·at i nei g.torui precede nti. Il pa1.iente riesre a corrugare nonuahu e ntc la ironte: la dcpres?tot~e <Ì~lle forze è >comp;~rsrt; egli la~cia il lt tto e cmumiu a H:ma d ifficoltà. Durante 1 J(lOtm $l!Cce~!'i\·i di febbraio , tutti i ~in wm i morho><i \·anuo ~<..'~J1Ti pareodo, e il pa7.le nte esce dal! 'ospeda le complet::nfl eme g u a rì 10. . CollclZtsion(' . - :-;el p eri od o acuto dd l;~ m a lattia, la diagnosi d i tumo re cerebrale 'fte ressante il p ome fu do vuta sca rta rc pe r l'a lta tcmperatu~a e pt:r l'asse nza di og ni " tera1.10ne del fo ndo dell'occhio. L 'insorgenza im pro n i~a della malattia associata
, HIVI;o;rA OELI.A :::iTAi'II PA l\IF.D!CA ITt\LfAN.'\ E; STBAN IE:RA
n fl!l,br~, th:prt·•~Ì<•Ilt:, pnn·~i di un f:u:ei~le c "IICCt:>-~iva partecipazione ddl'allro., fu):a.:e dif>/t)f'ia. ni~t :1~11to con pnrtccip<tzi"n.: parziale tld >'n·LO paiu li:Jttì, qut·sti., dtc iurnno :<e~uiti dn mjglion>mcnto c d;tll:1 'r.ompar;.n di tutti i ,.intontii, fn pcn'-Bn: a un procl·;...;o inft:tti•·o quale enu,;n dirl'ltn <lì qu..-,.ta cnrdalite let:Jrgìc-a .
••• :\d ia. ntb t·ica ,, Editori•tl Notps nnd C'ommPnts » dc-l ]).-èu· rork .1le.dicol Journol '' (fii'-C. d.•t 2!) no,·emhr<> Hll!.l) ll'j!gianw un· intC't'N<»nntc nota sulla prO!IIIO::<i e. s>dlct cura d••lle mmplicm:ioni carrliarhe I!Pll' al'l'"ll't>ram.mto da a·u bli . mat" corrosiro (Pt·o~no~is and tr•••tlnwnt of cat•tliuc R>C(·idPnts in suhblimate
pvis.. ililt,~t). x <!l r t\\'\'dtli\àlltt'!l(.l) i\C:liLO d t\ (•lt>l'll i'O tlt<! I·{·UHco - ;;C;i·i \ 'C l,A. - :-<i \'e. rilha~ un' ..woontu<l.tR rnmi;;sion<' di tutti i f< in tomi fra il quinto<' il sl"t.timo p;iorno: remi,.,,..inn<> cunsi:stc•nte nl:'lla minot· fr<>qnPII7.e. -delle sc-arid1e tlh·int' liCJuiùe, n<'ll,\ minot· intt-n,.:ità dt>i disturbi intc•stinali <' nello. diminuita ~t'l'avi t i\ d<'i f~nnmet\i i un» mmn tori. M t'l. q Il~-< t o apJlll-rc·nw migl iontm<> nlo n.or1 rll:'\"f! a.\' E~ re alcnn pe>'O rwlla pl't)gnosi. porchè la pro,;tra.ziono dt-JIIL• furzo è prop:rPssin~ . 1:' il pazi,•nt<', divenuto •·ma<'io.to Q ca.elwttic,o. muor·e qua,:;i !ì<'nz'ag•mil\ in nn pcniodo di t <'mpo che os1~illa fra una o duo settimo.11E'. '.futta,·ia la ruorte non ò sempre la co rllil'P:U('tl'l:(1 tLSti<Jluta d(•ll' a,,·,·l'lentLmento da. sublimato co n o,.:i ,·o, giacchè in parPcchi eMi, in cui l.n Cllt't\ f11 p1·onto. o bene> upplieata, gli accidenti sono :stati miLi e SC<llllJHl.rTnro J"aprdanwntl'. In cl uc•:-<1o gl'llf•re d i o,,·volt•nanwnto g li tl.Cc idcnt i card iaci >;ono sonz 'tLicun dubbio i pitt gnwi c peric;r,lo::<i. <• rendono la pr-ognosi molto risPn·Ma. po.ichè l>\ morto può a,·,·c•nire all' irnprovvi,.:o pt•J' :<incope, o in uno stadio p i~~ tl ntrtZ>l.t o Se la pr•r·ir.n.rd itfl acn t a trndP nw.nif€'st.l~tnl'llte alla guarigiont', a llora s i può ;opflrarp fah·olta in un t•i:<ttLbilirrwnto completo; mo. ~o ,·ontfl qn<>slo è invf:'CE' in compio-Lo, ,.:i a d<\l punt,o di \'i>" to. puramen.tt• palolo,C!ico pl'r lo. fonr\azione di aderE>nzl" pnrziali cho non ml)dificl\no in modo o,·id t>Jltfl 1<:> funzioni co.•·cliac he; si t'l. d t\l punto d i \'ista clinico. ptll" la formazione d'una ,:;i r1fisi car·tlittca, le cui con· sttgu<'m:e po,;,.:ono ('""et· mo lto ~~-,,•..-i. La pot·ic•;~.r·dite acuttl. da 1\\'Yt'•INtame>nto po•· sublim.ato può dunqLle guari t'<• compiNnnwnte. o ln ~ciu.t·e dietro di :sè th·ll€' lflsioni \'ah-oLH.r·i : in ,-i;;to. df:'lle quali In. pt·ognosi dell ' •n-v<'lenamonto acuto d ovt> sernpro essnre t'L'ietTata .
••• Il llll llW ro eli nn,·<• ml)r(' l!) Hl clt>l .]Oltmn.l oj th r R~Jyal A.nn.ìJ M rdical Corp.y contit•n(l impo t·tnnt i ln,·ori fra ~~ni i s<•gm•nt i: Jo Ji'i/ariaJ injt>ctio~t in ~\i(lcNfollia (('rtpi tnno m•·di <:-n I f:RAH .Dt FonuE). Conti<·n~ la t·c.laziono d i du o CtLsi rli Filal'ia Ctm jwt<·ti me ( AcJdar·io) nt·ll \r!HnO : i quali cl\.si hanno qtwsto di cmrnttPristi<:o. chfl in <'s~i il \"l't'tll<:> nòn <'t't\ lllealizzato n <> lln con)!iunt in\, lwnsì. ir1 une>, ndl 'rwa.mbraccio (pari<' >'llJ't'I'O·<'sternn), e JWII\\Ilt'O sulla ft\t:c:ia. n l IMo cIP-;tt·o d t• l nn,;o. l>or quanto riguA.rdtL lt\ :'IOI'!!l•llte d'infc>zicltl.l', l'A. dir·(' chP ('ntt·arnbi i Ctl"i dn lui o~<,.:prTI\ti ;;i R\'OI,;l't'O in ,·icinanzn. di Clwalli t1 di muli : m.u. qut>,.:t·i non \'Clllli'I'O ,;ottopo;;ti ad ulcun Psanw, non ri tPnNtti<l.~i po;:sibiltt cht~ ltt fii Mi11 fu~:O:tl o"pilt' di cod!',;ti u.nitt\t\li . Xt•!rf·ll'ftmtitv·d o pt·obahilrn<' nttl an e ho n t>IJ'o ncocot·r·itt»i (Ont·hocercn n>frnlus. LNHd;:>lrt. 1~\J:~ J gli a.l!<'nti di tr·asmis:-<iorw sono il cule.t· jatiya11.~, l'A nopltcle,~ macufir,e11nis <' for·;;'nnche l.n. Sf•'(! OIIlflt· jacif.l/(1.. Si ruò pt·t·ciù Il Hl! l1fltt(' l'(\ - d i co l'A. - c ho la. tra. smissione. dP).!Ii Pmbr·i•mi dl'lh\ Filaria Conjun c:ti mc siR. dO\·nta a Unt\ delle surldc·tte znnz ...re opptu·t~ alte due ~pecie di Jnt),.:ehfl çon•);-;eiute s~ltlO il nom e <li Chrysops e.1·rutien.~ e di Stomo.~;y.~ calritrans: r1ut•.st'nltimv, o;;pitc> dt>ll<> ;;talll.'. 2° /ojpidcmi,., gcMtro-co tnitis dne fo food poi.•onin(J (T. C'olontwllo medico .Jorr-; Co:.utrE t~ capitano m t'diC'O G. A:s-ont::w Buw). Qur:sltt. ~"ridPmil\. di ga;;tJ·oent ... rite do,·uta a into,;,.;icaziorw ulinwntaro, scoppic'• illlpnl\·visttlllelllt' e in mndtJ gt·o.,·i,.,;imo fnl BI)O o -1-llfJ mil i tl~oi'Ì riNn·('r·ati in un d<'p..,:-;ito·di con,·alt>;ocenl'->-~. <le~ l ('<li'JlO di ,.:p••cli~iono hriln.nnico in Frfl.ndn nt>l ln.a-lio dc> l l !J 18. La enu~tt. f11 induhbinmentl' l' in~tost· i•mo di p rt.-« ti cci ftltti tli cnrn<' cottt\ il !!iorno t\ntee.,de ntv e ri--r.altt.~tt\ nll'l\tto di'Ila cli~tribuzinn<: : Prl è p•·c,umihilo C'ht• C]ttc•i pa«t.icci ·"·inf<'l b L'>""ro dumntl' la loro manip,Jiazinm:> e- che il calore cll•lln ct>1 tunt non
RIVISTA DELL:\ ST.'\1\I P:\ ;\LEOICA IT.\L IANA E STHANH:BA
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) sia stato s uflì ciente a stC'ri lizzarli : cosic·chò i b11<'illi tn')Vflrcmo in c::<si un nmbirnt() favorc:wole aUa loro m o lt.iplicazionE>, senzA> c h e il riscalcl u.m Pnto cJol ~iomo !ì llCcesstvo abbia potuto esercit ar e In pitt piccola influcnztt inibitrice . Nui ca,'ii di maggior gravit.ù., i ;;intomi cnns ist(IJ'E'b b<:' ro in yomiti v io lPnti accompngnati da diarrea (tn un ca~o, trenta.scn r icho iHnna n ott E' ), in Plen\zio no di tompt·rat.ura ruggiungeiU.e, ne lle forme piìt f!'l'ltVi, ci1·ca 3!Jt•. La lingua d e tE>rsa in princ ipio, ncquistaYA. p oco nppresso i c·u.rattt>ri che si os:::PI'\'111\0 nella fobbrf\ e nt(•l'Ìca : la maggiot· parte d~'i pazienti accusrwtt f0rtli dul ori btlla. t·egione dC'I lo stomaco, un'altt•a piccola ptt~·ta, in COITÌspondPnza d e l colon, o crmupi a.g li n1·ti t>uporiori ~· inft'rio ri . Uno d oi sintomi pi1'1 cara.t.teri,:;tic·i e COlTtlllH' a tut ti i c11si g r11vi, E'l'iL un colorito bimwo·ftZZll l'r·ogno lo d c·llo. ft~ccia: .i n poehi casi s i uouwa un 'twu:tio ne r·os"olifonne sull ' ndd omf'. Dopo i si nt om i ga.><tro -int f'Rt in11 ti , 11ppari nmo nw lt-o importan t i ()uel'li c ireolator i ; cuore dl'bolisi"imo , poiRo piccolo o v s.·iabile uolritmo (di\ 80 a 120). Fiuchè il pol><o ~'nt pNcctt ibilo, la pre,.;:o;iout~ ;;ttnguil!na. s i manten eva abbastanza buona, Hla le> e;;tr omitl\ €' . n t'i cn,.:i g nwi;;$imi, tutt o il Porpo, si facevano in bl'0\'0 m olto freddo o apptwi n~no di colore azzmTOf!llolo. Senso di gmnd e prostrazione e c1>fal ea in qua.-;i tui.ti i Cttsi. QuC'sti s intomi n.tte:::tavano l' azi on e di una sostanza pa.mlizza.nte il cuoro, lo, (jl(t\ lo porò int N·essava in minor grado il tono artet'ioso. N e i casi s!'lguit.i cln mo1·te, qu~>stn avYEmne per diso rdini circo latol'.i : la coscienza si mo.ntenne fino alla fìnn. salvo qw.tldw period o b_rev<' di subd t' lini0 e. in tm cn.so, un vero e propr·io d e lirio mani!lco, in,.:o t·to d opo lu lllftltifcstazi on o d'una bt·oucopolmonite . K e i casi piìt ll'~giC'ri, mancava o la diarrea o il v omito ; ma in t utti v'N·a una sp iccata t flndPnza a un'azion e irn•gol!we d e l tubo dige· rC' nt o, n1anif(,stantcsi ora con co;;ti pazio nl.'> , ora con m odi ca diAJ'I'f'l:\ qualche ;;t>ttima.na d opo l 'a.tta~;co. Sette ca:-;i g i\tn!'Pl'O nel esito le tnlt.l di t'ci giorni d opo l'intossicaziono : o settt•nta. n on fnron p o lu t i dimetto1·o dall 'osp Nlttle ,::e n on sei xottimane d a.ll'i n i:r.io d olio. malat.tia. Pit1 di "-c,nti individui •·imtl-.'<Pro in t(~le stato di d epressione e di cli!<ordiui int estino li p E> r tr<' m esi consec utiYt', cho d o\'C•ttt-r o e~~e re rimpatriati. La. m ortali t t't, fu c.l c.t 2 p Eir cento circa, e l'ina bilità a l serTizio milit>ne fu p or 1m lungo 1w •·indo di tempo, clC'l lO p<-••· Ct' nto. D!~ll e J'icer c he ba t tMiologiehe p n< t icale n d le feci ri;;ttltò che l'agent e infettivo EHI\. il B. ·A ertryche ()l utt on ). Ora, è g ià noto da prt>ct~cll•nti casi ch e l' infezione m ediante questo bac- illo può ltvVI'ÌlirA J)P-1' nwzzo clPilu, carne c<m·otta qnm-t<lo e,;;:;n è t t>nuta in ht og:<.l cnldo e poi risunldata il gifJnHl app1'f'l"RO seuza cuocerla.
Cuut. Somministr·aziono immodiata' di olio di castort'O o di calom r·lano. Contro il vomito, acqua c lorofo nni ca, e in it•zioni ipud ormi che di m o d ìna, più Yolte r ipetut e . P ez· sost enf're le funzi oni del C'\101'~, s i died tH'O r·i1wtute c piccole d osi di :a.cqua\'ite e di Champagne, u pa.rticolnnnent e s i ri corse allo iiti uzio ni ipod e rmi c he di s tricitiua. Hiw;ci1·ono puro ot i li i c li><let·i ;;a lini, h1•nclH~ n on ;;cmpre t1·attenuti abbt~stanza o. lungo p or esse re u,.:sorhiti, l~ le tnu<fusioni :;aline n e l l l"Ssuto s:ottocutanoo e nc• llo v en e, f"opratutto n e i p ochi cafli di collasso. L e inie zioni end o n-n oso di gomma d el SPiwga l (.;ei p e1· cento) fnrono pritticate i l'l pA-recchi casi gravi 11111 con scarso riswtnt0. L o ini<' zioni di digitalillt\ funm o p11ra pt·a.tieate in alcuni caRi di collasso : ma S<'m bra. clw abbiano an•to p oc-.o effNto : que~IJe d i pihlitina im·eco (nw::r.zo <:ent. cub. dd la :soluzione tit o lMa P t>t·kf' Dnvis ~·C .), 1·ioforza•·ono n oto\·o lmt' lltu il prJlso in CJuei cn.o.; i in C\J i quest o (' ra <lf·bo li,.:simo. P or quan to ri~tarda l ' nlimcntazi(me, qua.l<-h o sorso di Champagne, d'acqua albuminosa e di \'ino bianco p t' t' parecchi ~iorni. Pitt tnnlì, g('ltttina, liOva, pclsCe. Cir ca la profUa~;;i, l'A. d i e~ c hn i cn..si v ennero ('.Onsidl'lrnti <htl punto di v ista di un'infezion e in! E>s tina ll'l : pen::iò le feci v enn ero di!'l inft:' tfA.te col cresolo; s i p resero le più diligenti precauzioni contr·o le mosc.he ; g:l' infermi f\~rono isolati in dn e rcpnrti spociali, e si d estina ron o la trine ad u:>o esclusivo d 1 quelli che pote,·ano lasci;u·e il letto. 1
3° U1Jwarcl enlargl!ment oj th e lù ·Pr (Sull'>nmlt'nto d 'tll'<'ll d t• l f<'g:n to) dd capitan o m edico ATHELSTONE H TLL e d e] giù ll>'Si.;h'li(O uflìcinle 111t'di<·O J A NE'l' WaJ,TONi. È un buon contributo allo st udio clf' lla di ::;~t· nt P I'ia amebica. dt.>lla malaria -sola o asf\ocia.ta a piemia - <lt·lla p l.'ritonit c tu lw ri'Olm·f" ('On adm·<:nzP. e d ell'itterizia post-operat oria. nei riguo.rdi d e lle com plicazioni ~·patirhe
' RIVISTA (:t.L L>\ ST:\:'ITPA L\IEOl CA ITALIANA E STR.\NIERA
4° 1.Y ote on the J>resence of meuingococci in th e skin 1>etech iae in cerebro·S1>inal je11er (Kota sulh~ pt'E>>'enza. del m eningooocco n t>lle p E>tecc hi e in due oa.<si di menin gite corebr·o -spina.lt~). I ca.<;i sono ,·emmente tr·oppo p ochi per· dare tm valore a~ soluto nll'osser'\'azio ne.
*** . Il fa."c. cld l' 8 ~e nnt~Ìo l !:120 ù('ll~ Schu·ei::ei'Ìiiche Medi:inische W ochen · schri.ft contiene i scgno•nt i ~tr·ticoli. 1° W a.• sind die Vitamine? (chl· cosa son o lp ,·iliuninC' ?) d e l d ott.. A. T !!WHIHC H. Si tr-Mra ~emplicl'nw n to <l'uno !ltutlio c hP ~i r·i a.><~ urno in un'ipo te:si: rna - come dil'(;-l' A. - !li tra.Ua. di un' ipot C'si c lw no n è contraclùettn da a lc un fil.lt O: la (]lH~l cosa costitni;;ce imlubbi um<:jnte il suo ntlort' (X on P un anicolo che s i po>:<:;!"l. r·iM•~nmere a moli,·o dPll<' uunw r·osf' for·nntle di (·himic!l. organica). 2ù Acliologi,-;thrs =11r Aktii10II1.11k"seerk ra,tkunu (Ezi u logiu. dt·lle ttfft•zioni a.ctinomico,t-) d t?l dott. \\". ÙDERl!ATT, a:;,.d:-;tt>nte a lla r lin ic:a rhir'tH'gieu di Ba.::;ilt>a. È un articolo molto int N'P~st~.ntP , in s p ecial modo pc•r· le con-<idc•mzioni ci r·ca il wpporto fm l'act inornic·oJ:;i e il ~O t'\'izi o tni li tare. li nunwro non ind if· ft>n'nt <l •li ro,.; i d i r('t<'>;ta inft,zion<' ,·prificm i:ìi clt tt'ante la guC:' rra. ,.:j può m olto probt~biln wnLe !<pÌl"A">trc• col fatto ehe i !>Olduti dnrtttircmo co n gr·an frt>que nza sulla p!\!!lia. e sul ftvno. e llo <·ontengonn irt gmn !llllHCL'O l' acliltomiccs, il qm~le, . come è, or·a. !ICCE'rtu.to. p t-netra n ell'orgnnisrno umttn o per hl mueosa d e l tubo dig.~rc:>ntf". pii• di r·adu J>t'r quella d E' l si..;:toma l't"> piratnrio, e ecc~ziùtutl me nto p t>t' la tJPlko. L'A. non :;i na.,.corvle lt\ diA1coltà g t'ttndi ,.:,.;irna di pre,·enin• quE>l"fa infeziùn t•, in :ì]>l'cio m•l ln \ ' Ì I'<'I· mi lit.u·p; rna dict• c-ltc è J!iit abb~l.stt'-nza, important e il !>a.pere che e;;.~a s i ><Yiluppa con facilit à e freq ue nza fra i S<•ldMi, in cui una din· gnosi precoce può ave r·e urt'impor tanz•" Iii pr·im'nnlino ne ll' t:'l licacia d e l trattamen to cw·atÌ\'0. Gli odontoiatri no u dt•hbono d inwnt ira.rP ch e le pi1t frl'quenti loCt\liuazio ni dcll'acti rtOuli<·osi '!ono il collo . lo. wondibo la e le gutulcie e che l'orlontitlg ia o la tu rnofM,ione udl e suddetu' r·egioni ne sono molto so\'ente i primi s intomi. 3o UPber K ocl>sal<.diarese {Rulla dimt•si da c lo r·nro di sudi o) d e l d ott. SrE(;)IUXD l:'or, r.AH . È un im po rtmlte c-ontribut o a llo. c ura d e lla n ef ri te acuto·, co n una gindiziv,:;a. critica dei principa li d int·otici c colla prop os ta di so rnmini· strare il c lo ruro eli sodio ( t & g . pro d ie) , i cui f'fiC'l ti, rici cosi ossernni d ttll'A. furo no molro soddisfac!'nti. 40 Sott.o la rubr·ica Vereinslwrichle, leggiamo la r·!'lazio ne d ' un' importantis · ~ima se<luta d e lla Societit eli ?IU·dicil1(l· del Jlaud, n e lla qua lE' fut·on trattate parecchio q uostioni r dlat ;,-e a ll' ojtalmolou,:a. d i guerra o a ll 'opidomit1. d· influenza, Il Jl!'Of. A uc:uSTO D uFOtJ R, il qual e e bbe freq ue n te occasione di visitare i principnli een t ri oftalmologici. francesi dttrante la. g uerra, comunica le osserva· zioui c he g li sembrano p itt interessanti e m eno note. Eccole in rin;;gunt·O : L '!'lettromagnete de,·'essore mo lto p oten te p e r vonit·f" utilizzat o n ei ca.'>i di corpi 1.\)Stf'll.n.oi n ell'occhi o. L'A. con;;ta,tò ,c he una piccola. lamo lla m et.l'\llica d el peso di l rnillig rarnrno era estr·tl.tta dn. nn mt\gn et e gigante della forza di 400 chilogramrni. m cmt•·e rima rte ,-a in;;;orl."'ibile a.ll'nttrazio rte d'un magnet.e di 35 chi· log mmmi. Bi><0gna tlnche notare c he cer ti accifti n o n son o n111gn et-ic i p errhè son o C<J tnbint'l.t..i con del ni1:k<'l: irwece a.kuno sp~:~c ie di pio u1bo so no invece ma· gnetici contPnando una di;;crC'ta prop or·zi on e di fcr·ro . l contraccolpi. p er urt o irt ,-icinttrt'l a d e ll'occhi o po=-;;ono, "enza toccAre i l b ulbo. pro< lun·? r·ott.ure clelia co roide. o em o rTt\git' ret inich l' Rtmz'altre leRioni concomitanti : ·e la.~c-ia.no rl f"ll o CÌ<'atrit•i biancastr·•' di forma di\'!'!'>'i\. Le fratture dirette della volta del cranio •la pr·o it.•ttili non s' in·aclia no cptn.si mo.i n ell' Mbita. G li shorks gaMfJ!Ii produC'o no l t>,io ni m •,lto r1 Ì\'C'I'>"e. L'Rr·ia i< po=-t ato. dall'e· s p]o,.ion e d ' un g r·osso pt·oit·lt ile e d'un p E'zzo d'art i ~l i <'r·ia. p esant e dà un Polpo bnt.~co. oppure detC:'I' rnino. un·aspi ru.zi nn e \'i o lt•ntt~. ct\pace pe dir xo d'enuclear·e un occ hi tl. Questo efft'tt o a.;:pir~torl' del ntot.o ~eco ndario a ll'e:;plosio ne ha for· mo. to ogl{•>tto di stw lì sptw i t~li. I (fUS asfissianti. pmducono ,-iolc n te ir·r·itnzi oni cl<'lln con~iunti,-a. e to.h·olta into;;..;icnzioni c roniche CO!l'>Ì$tf'nti itt nn a\Tt>l('!l!\111P nt o lento che in,·ade
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RIVISTA DELLA s:rniPA l\IF.DICA ITALIANA E STRANIERA
tutto l'organismo con dishu·bi digesti,·i, p o lmo nari e cat·diaci . Sugli occhi l'e{. fetto è però a.sst~i lieve : s i è citato un ca~o di papiUite, uno di n evrite, e una cecità coml)leta per pat·ecchi giorni, ma col ritorno alla. ,-isione normale al t ermine di qualche m ese. L'A. segnala tm caso r arissimo di alterazione pel'lnanfi\nte d e ll'occhio d o · vuto alla suddetta causa., che egli ebbe in cura in un o;;pedale di Losanna. :Si tratta d ' un sergente fL·ancose, il quale , il 22 giugno 1915, si tro,·ò immerso presso Arn>s in una mwola di gn.s a..sfi.ssin.nt.i, risente ndone violente punttLre n egli occhi e nella. gola e cadendo poi in coma, c he dut·ò alcune o ro. Quaurlo rip1·elle i sen~ i al p osto di medicazione, ogli accusò cecità complet-a. Qualche ~iot·no dopo, distingueva i movimenti della mano Ùl moùo eguale coi due otchi. ~gor.nbt'l't.to sopra un contro o ftlj.lmologico, fu cumto con iniezioni di stricnina e -colla sornminist1·azione dr· i tu n ici, po i ri form<~t,o come llofinit h ·aJnente cif!co. Nel settembre 191 6, fu visitato dal Duionr, -il quule accertò i sintomi d'una nem·ite r etrobulbat·e per iut os~<i caziono: la.1·go scotoma. centra le a;:;:'<oluto; a.bolizione della percezione dei colori eccetto che por l'ùZZtuTo a.l la perifc•t·ia.; t\trofia iniziale del nf.\rvo ottieo n0Uu m c·tò. ternpoTa le (imrna.gine ro ,·escillta). L'A. is ti· ttù una. cura dorivatin1 enet·gica e diAforeticit: poi lòOmtnini;;trò dei tonici nervini e pt·at.icò un centinaio d'iuiczinni di stricnina alla tempitl. in dosi prog res · s in• di 2 a. 4 millig rammi il giorno. In capo a. tre mesi, il ferito p otoya. dirig<'rsi da sulc~ e anche cominciai'(' t1. ~l' l'i \'E:lre. X el llU~t·zo 19 17, egli anda\·a. in bicidot t n e loi!gf.\va. un poeo. Si co ntinuò la c ura. e pr<';;ente mentf' la \'i t t i ma elci gn~ a s fìss ianti può leggo1·o benis!'limo e giOC!~rE> t1l bilianlo. Il t.imore dell'oftalmia simpaticc~ foce E'nuc leat·o un numero t1·oppo grand e di occhi fe t·iti , essendosi consigliato di as pot·ta1·c O)lni Of'Chio da Clti no n s i pot.l:'s~e estrarre il corpo estraneo. :'Ifa. in realtà, "i è constatt~t odO\' Lu'lque l'ostroma. rarità. d f.' il 'oftalmia ::;impatica.. Il dott. PAl1L Dt::MTÉVILT,E ha fatto una comLmicazione m o lto interessante s ull '« in.R uenza ~. su certi plmti del tro.tt(~mento curati \ 'O e s ulla sua. epidemiologia.. T enendo presente il motto primwn 1wn nocere, e lasciando da parte ogni discussione sulle m edicazioni così elette specifiche dell'« influenza •,l'A. im;iste sulla necessità di ris rio.rmiare a ogni costo le forze del malato e di evit.1n-e tutte le cause d'inde bolime nto, comE\ la dinforesi pro lungata ed ecces~iva, i ptll'ganti intempestivi, le dosi eRagenl.te di alcool, ecc. ~opra tutto, egli spezza. una lancia. in fa.v01·e dell'astensione completa da ogni agente a.ntit.ermico, perfino dal chinino, che è il più innocuo. Quest'a;;t.ension.e è clin:m uta pet· lui nn pl'Ìncipio as sohtt;o, es!:>()ndo - egli dice - codesti agenti p erfettamente in·u tili; giacchè la tempe t·a.tura scende cla sè dopo -iS-·7 2 oro in quasi tut.ti i casi, se si eccettuano que lli complicati (pohnonari e ga.stri-intcstinali ); e di que;.:ta. rf.'missiono spon· tanea d e lla. febbre bisogna avort.iro s ubito il malu.to. Ino ltre i suùdcletti m ollicaruenti non soltanto sono inutili, ma disgro.ziatament.e molto spesso noc i\'i e pericolosi. Aggiungendo i l.oro e ffetti tossici (r·iduzione dell' ossiemoglobina, pt·ovocazione di sudori profus i, ecc.), a que lli d e lle tossine grippali il cui grado di vil'Ulenza. non può essere pt·evi::;to, gli ant it.e rmici - in specie in ce rti casi espongono a.l pericolo, inde bolendo il mrl.lato, di aggravare lo stato generale, particolarmente favorendo la. tomibile paralisi va.sornoto1·io.. Molte ricadute son l'effetto d ' un'ali mentazione solida o eccessiva tro ppo precoce, e al la..s ciaro prematm·t1ome nte il letto. Colla r·icadut.a, insorgono gNtera lmente molto preslio le complicazioni pohnonari : congostione d e lla base, broncopolmonite, ecc. L'A. •·icorda i p e ricoli della stasi nelle parti declivi, prodotta cfal ùecubl'to dot·sale prolungato dell'iufenno, e la necessità di farlo se• d ere sul letto, o - molto meglio - in una poltrona al .minimo segno d'ip os&asi o di epatizza.zione d elle basi : e ciò a.n<"hc q\tando v'ha e le ,·azione dì t.emp oratura. E gli raccomanda come un eccelle nte o><pct t 01·ante e calmante d ella tosso ia ·m ixtnra solvens elena farmacopea (a base d i C" io ruro d ' ammonio, se non andiamo el'· rati) somministrata regolarme nte ogni dlle ore e senza morfina, finohè dura la f ebbre e finchè v'ha impegno dello ba.;; i p olmonari. !l'm i tonici cardiaci, con· s iglia, oltre la digitale e la caffeina in iniezioni, la. canfo1·a ad alto dosi (0,60 - 1.0 e anche più pro die). Pllssando a parlare dell'Gpidemiologia e d e i caratt e ri speciali dell' attuale epidemia il D emiéville ammatte, in o ppnizione a un.' opinio ne molto diffusa,
Rf\'fS1A DEl f.·\ STo\.\lP:\ :\!EllfiA lT:\I.! ANA E STR:\NlERA
l' unicità d t'lla pA.ncll'min grippale c •h·trin(lut'nza bnnale (('ntoJTo cii stagione di ogni anno), t' p t-n,.;a eh<' In )!rfnHh' t!iflu:siou t> ddltt malattia sia dovuta, da. 1111 lato, a un forto numc·nto dt'lla s;ua. viru lt>nza diJWtHil•nte da fnttol'i multipli (pnE<f'ng".f!iO du indi\'iduo a indiYiduo. O!lf!k•ml't'RZioni prodotte dalla gHPrrn. tnobilitaz.ivnc, r-ee.); dalr altro lnlo. n u!la pn.:di,;pu,.izi<one dt •l tt•nerlO pel' le Cfi\1~(' dtCI Vt'l'l'f\lll\0 RC'Cf'nnat<' più (l]tn' . ~i >;o n p otute SC'f!UÌl'P, dnllf~ pnnd(·miA., eli'! I SSH-!)0 (ehu i l Sahli chi!una con mngf!ior rnt....;one la pmulcm ia del 188\J-114) in poi t\ttti i )!radi f;\1<'-C<'~f'ÌYi, n .. J nnmero e Jwll'inte>n,;ità. di'li Clll;i eli O~Jn i im·rrn o: e s i è rollf'hdnto c·hC> J' e pidl'fltia t•it orua o~mi inn•rno i11 11na prOJliH'Ziom• Yarinhi lf' . ·c mt di'Ile: diffl' t'C>nzt· noievoli prE'SI'ntate dnll'<>pidt-mia attunlf' ( 11)18) fu il suo inizin in up t·il c· e maggio. i n\·ec<• d P li' abitua le sviluppo es~enzi n.lme ntc invernu il• dt• ll'epidem ia uni inaria di s tngiom•. l.:11 altro ftHto dP!l:JlO di nota è l'immm1ità do:>i vPo:>dti C' tl<>i ho mhini d111·nntt' la prima pousséc I"Siin\; inHnunit<Ì. d1o i , ·cechi prP!'<f'ntnl·ono onr-l•1• twlla St::'· •·onda 'JW11.~.gée ltntummle. nu·nh·<· i bambini non eonft>r·mn1·ono piì1 i'<'Spf"t'if'nza inizinlP, rimanf'nd one colpit-i in forte JH'OJ'm·zinn e. Si notò infine la. particola rE' gravit1ì. dell'illft-ziono 12rippn le 1Wgli tldolt>><et'nti rohw;t i, eh<• il D Pmi•h·ille nt tribllif;CO ;;in al JM·o MMo eli surnu·naye nl momf'nto d..tl'in\'!I:'<ÌOnf' clf'llR malatt ia (snl(!.ui, o pt·t·ni. mNiil"i. l'cc·.), ,;;ia u.l fatto che quc·;;to cla><SCI eli (k·r,;o1w n o n :::i curò subito, mo. \ 'OliP l'C'Si:;t<"l'l' ]>t\rt<eehi g io rni priuut di ;;oltnpnt•,;i a un st•rio trtlttllmC'ntn Cllmtivo ; :;itl nll'aftol lamento (mi liUtrf'); ;;:ia, infine, n.lltl somm ini~<tl'll· zionl~ si;;tematiea e p e ricolrJ:'>A. - ~<)(>l'Il tu tto ne ll ' f'seiTito ( ?) - di altll dosi di nspirina. 1::\e 1.--. Yinth-nza tkll'n p:.~nt.~ infdtivCI 8 ·~ RC'<'t·,·sciuht - dict• l'A. - n"i dob· biamo puro ftlliJJwtter{l d 'alt ra po-rtr- che il toneno è di\'l'ntllO piìt r <'<'f'ttin.J t1. t·ngion<' dt·Il'illlll'bolìment o ge n erale do\'uto nll 'alimPntn.z ione inl:'ufficiente e ulla fntì(·it. Ln:;ciando du. prn·tl' il volore patof!<>n<'fico !=<preifìro dt•l bMillo dello P ft•ifl'el· ~<u cui i parPri f'ono AlH'OJ'Il molto di:::c,or·di, in ropjuwtn a qu<>llo ddlo pnNrmoc·occ·o •' d i altri ~~·,·mi p i ìt o m P no h0n n o t i, bi;-;ognn inf'i>:h• r·{l f<ull'impm-tanza cnn><id<'t·evnlt• deliP r.iunio Jti lllllltei'O>lP uell'e>:ten"ione ùl'll't·pidPmia. Ogni medico ..-bbe occa:;ionf' di con:<tata.rt• un !l.llllH'nto n ntE'\' oi i::::;imo di <'tt~i (\'l'rf' e proprie po?u>sée) dopu le f<.ste dl·i YilhlJrJ!:i ()in nltrf• cit·c-osh\nzt' f'im ili: in "JWcin.J modo se cod~·sti Hffo llnmc nti erano o<:t·nmpngnn.ti do e<·ct•:>f;i llleoolir·i o d 'nlt ro g<'n<'r('l. L~ fre: qu<>nza molto minore dPlle complienzioni dn pnrto di'l naso c d<•i suoi aunP!<~t (ctwità . sc>ni, or,•c·chio medio e nwsloid(•) '-' d t·llo nevrHigie dd trigf'mi no è doYut~ se nzn dubbio in pt~rte alla st ~~i o nE', ('in pllrte fo rsE' mngjliOrt> nll'età dei malatr . girwehè l'mknoid i!'mo è q uni> i ciP l t ntt o seomparso n <>ll'f'til n.clulta. L 'A. mC'tt<} anconL in 1·ilic YO nlt1·i duc- ìatti : lo morwlitil ventmente imJ)I'€'R· f'Ìnnfl-11(.fl d01lo clmm('l in stnto dì grnvidllnza. l1CIII <' q unli le di(.>,.,l' de>ll'orgfluisntO appù l'iYnno granclo•J1ll'nto inrll'ho lit e : e l't·sito :;:on'nto frwnrf'n>lo di'Ila m11lnt· tif\ n f'i tn lwreo lnf;i . doYtno prohabì lml'nto a.llt' f'UI'e pi~t diligenti a cui (JIIN•t_t 5 1 sottop 08<'l'<l non nppt>ml VPlllH"ro eolpiti dall' infltwnzn . )ltè ;;u C]U<'sto ul~HnO fano, noi non »iamtJ d'ac-cordo col D•"mil-villt•. M'Pndo eun:stnt.<Ho in,·ece u!l'alto p t•J·centualc- di formo gl'f\vi <' eli mortHliti\. pn'eisamente nei tnhe1'colnsì. \
PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE
a.l valor milita re per l a c ampagna di guerra 1915-19:18 (Continuazione - Vedi jasricoli precedenti del 19JS-J6-17-J8-J9 e 21})
MF.tMCI.H IJARGt-:XTO.
Decreto lua: <Jt eucll:iate 25 ago.;lo 1010. 169. :\[E.LOO Lt>,; t Giuo. dn Vicenz<t. tcn<·nle f11 l·dico compkm<'nto 7 reg!!nnento alpmi.Dirigente Il se rv1zio samtan0 di un h;tttnl:(lionl', in un comhatl nn ento pC( In conqmsta d i uua d i fricik c Ul·n mu n 1t a posizione ncn11ca. e~,: endo m olto n o tcvolc il numero dei ferili, usciva. di propna iniziativa, dalla cavcrua in c ui era il pnsto di med ica zione c si recava , in terreno hattuto dall'artig lieria c dalle mit-ragliat n ci av ,·cr~aric, a raccoglie re cd a c urare i feriti che avc,·,uw piìt url(cn te b isogno d i soccorso. In altra .:ircnstl\ nza. su ll a stessa pos1ztone. a'su rn cva '~l l ontanilrnente il comando di una pa(te lm portantis-;ima dcii~ linea, c. [)('nc hè colpilo dalla C(mgclazioue , non 1':-thl..mntkmava che d(•1ju cs-;crc stalu ~oslitu ito da un uffi ciale combattente. :'\obilc e~cmpin d1 spirito um anitario e di valon: milita re. - i.\!ont c Cauriul (.\lpi d i F assa). 1q otto bre 19 16-7 febbrai<) 1<.) 17. 170. S AV ELLI Giol'<llmi Balli~ta, da ~ludi;.;liann tFircnzl'). capita no medico 65 r('ggi mcnto f<Ultcrìa. - Hluccato dal nemico in una ga ll•· ri a ferro\'ian<i, pur n r)rr trai<Licia ndo c.li ;tccud 1m alla cura dci fer iti, organizzava c òingeva la difesa c..lella gnll eria ste~sa. resistendo ag li an·cr8ari, c he, superiori in ion e, atta-ccavano con bumbt· a m a no; con i milita ri a l; ua disposizione conpt>rava a l contrattacco c~cguito dall e n ost re truppe. - Car~o. -1 seltC' mbrc 1917. 171. ZERBI:>I Arluru, da Lt"ndinara ( l< nviJ.N). sottolcnente medico compl emento 1.p regg-imento fantcrin ( ~1. :\1.) . - Cou profondo ~c n t imcnto dd d<>vcre e rnirabtlc coragg io p:rod1gava. pe r vari giorn i di cm,lbattim cnto, le sue p remurose cure ai fenti , in un t erre no violE-n temente battuto da l {uuco nemico c cnmplctamcnte scoperto. Durante u • 1 a ttacco av--(·crsa rio , mcntrc spr<·?.zantc ciel pe ricolo ~pl<.'!(<tva la ~ua opera pietosa e u uma ni taria. veni va colpito a morte da una granata nemica. - Hc nn ada, 1 9-22 agosto 19 17. IJu,rclo li<Ot:l>loumziale ] 1 ar.:IJslo 19 19.
Fcrdin:tn(l•>, da La u c i:1110 JCh i.,ti ), ten<·11tc llll'\li<·u J ,, rq.:;.:ime lllo hcr;.:aglic(i (.\1. ~L) . - Tenente medico di battaglione. diede pro,·a d i grande cora,Qgio c ù_i a lt o s,•nt inu•nto dd d0vcre, prestando l'opera sua sotto vi olento fuoco d i arti,Qh c na e m1tra.Qiiau ici n r: rm chc. :"'ei mom enti in <;n i la sua opera di sani tario non ncccssi- _ t a":t, fu mirabile combattent-e, oft rendosi v olontariam ente di pnrt;tre ~ulla linea orùml e munizio ni. F e rito- a d 11na gamba. no n abband onò il suo posto di comh;~.tti m ento se n on d opo che gli fu per la terza \'Oi ta irn pc·riosa mt; u te ordinato. - Ca po· sald o d1 Case ì\linni (Piave). 19 giugno 19 18. 173 . :\IAsEnA Giuseppe, da Gallarate (.\lilanvl. capitano medico complcJn cnto 31 diviSI On ~. -.Comandante della 3 1 sezione sa ni tà, durante tutto il tt·mpo dell'olfcnsi va nemica, ~~ p rod igò sempre, instanrabile, nel percorrer(' <ii giorn o e di notte il terreno del comhat~nncnto, esponendosi a tutti i pt'ric<,li. per sorv egliare personalmente lo s.gombero del Icriti c p er prestar l'opera sua di chi rurgo. d O'\'C essa e ra p1ù necessaria . Du 17 2. Cti'<Jl. I.O:-- t;
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PER IL LIBRO D' ORO DEL CORPO SANITARIO l\ULITARE
rante l'intenso tiro nemico, acco rse sempre prontamente nei posti d i med icazione più av<u!Zati, d•.>ve piia intensa ferve\'a La lotta, daaul o ful~ ido esempio a tutti i :suoi dipe ndenti di sereno disprer.zo d<'l pericolo, di coraggio e del più alto scntimen t o mili tare e patriottico. - :\[edio Pia-·e, 15·2 1 giug no 1918. 1 i4· PAVA:-;ETTO Ferruccto, da Ferra ra, te nente medico 29 reparto assalto. ullicialc medico di un battalilione di assalto, voloa\l ariamente si offriva per partecipare ad una ardita impresa, compiuta da una co mpagn ia del reparto, cont ro una forte po~izione nemica. Quant unque il proprio posto di med icazione fosse stato fatto segno d a vivo fu oco d'arttglieria a \'\·ersaria, calmo e sereno. di sa mp<'~'1Ò le sue pietose funzioni, ri~c uo tcndv l'ammirazio ne dd propri dipcntknti e ;,upe.-iuri. Già di:;tint osi in a ltre operazioni per valo re personale, s pirito d i sacrificio ed abnegazione. - ùos~o Altu, 3 ago::.to 19 18. 175. Ro:\IIATI Giorgio. da Pado, ·a, capitano medico complemento. - Offertosi volon· t:Hio. a impresa d.clie:tti:;sima c son.•.Jtamcntc p cri collha, la porta l'a a compimento con rara de.; trezza. con magni tico coraggio e nm profc>IH.la cos..:ienza di soldato e di ' ci t tadano. - Pia ,·c, agu~to 19 18. R. dccrci<J q
;cllnnbre
1~p ().
l i6. S..:..... , .>fllt'atore, da Bannari da li1-cllns (Cagliari), capi tano medico 15 1 n;~g am ento fan teria (:\1. .\1.). - Dirigt·n tr. il :,en·izio ~ani t dl'io rc;.:~inwntale. mentrt' l';u-tiglicria
ne mica batte va vinknt c mcntc k aùiacc·n zc dd po~to ù i nwù icazione, eontinu:l\·..t im· pc·rturbabilc la propria opera pro n ·cdendo andw al ripa ro fiC'i ferit a. Quando un colpo di grosso calibro gli di ~rruggc,·a il po,;to cl! mcdit:a zwnc , sprezzante del pl.'riculo, tra· sporta , ·a tn l'dicanwnti c fe nti a breve distanza, scn 7.a lasciare antcrrom pcrc nemme no pe•· un istante l'opera s ua e dei s uoi dipe ndenti. - !lklagu. z8 gennaao 19 18. 17 7· \' EsPtG:-;Axt Gu~tlo, d;~ Terra dd Sok- c Ca::.lrocaro {frazio ne Ca\>trocaro) (Fi rt·nze) aspirante utfacia lc medico u6 r<').(gunenttJ f,mtcn a (:\1. :\l.) . - All o :.cupeno, sotto inte nso bombardamento c rallìc hc di mitragli a trici, cun calma e~empl:\re, d asi mpe l(na\'a meravi ~lh>~amcnte il pro prio compilo. ml'dicando i feriti che,a lui amui,·ano in quantità c<>n$idc rcv<•h . Incitava i soldati dei reparti vicini ad a, ·cr fede e coraggio, dando spesse \'Ollc esempio di arditezza c spr<·zzo del pericolo. - ~Lillc le>ertiche (Pia ve). 15 giugno 1918. .Mull\c;T,IA D(
BRO!SZO.
Decreto /unKnt,eueu=ial,~ :l Luglio roro.
&Q. BA~~n L uigi, da Pado,·a, tene nte medico 2 r eparto a$~al~o. - Seguendo gli arditi a ll'a~salto, con mirabile !'pirito di abucgazaoue compie va il s uo ufficio sotto l'intenso bombard amento. Colpito il posto di medicazione dall'artiglieria n e mica, mantene,·a ele,·ato lo spirito dei feriti con la p a rola e con l 'csewpio e continua\·a impe rturbabil e l 'onera ~ua. - Boscn rli Bligu~· (quota 240) , 23 luglio rorS. 8ro. STROI' I'A F cnuccio, da Codogno (:\Iila no), capitano m edico 26-t repa rto som egg-iato. - ~omandaute di un repa rto somel:!'giaro di sanità , pe rdendo il contatto <·ol nudeo eli portafc riti a,·amati, pe rchè fatti tutti {lrig ionie ri, seppe, sotto u n fuoco ~·iolcntissim o di a rtiglieria con proie ttili per lo più a gas. ri$tabilire il collegame uto con le truppe operanti e di es~e seg ui costa nteme nte la sorte, nonosta ntr· che per l 'incalzante pressione del ne m ico do ,·es:<<'ro ritira rsi dalle pos izioni s ue· cessinunc:nte occupate. Lasciò il s uo posto solo dopo ~gombrati tutti i feriti ita· liani e francesi e ciò no nosta nte l 'o rdine di ritir11rsi perchè n on. più in linea re· parti di,·isionali. Esempio ai soh.lati di co ragg iosa calma c di a bnegazione. - Bos.:o t.li Conrtous Connoyt:r, r6-x; lu~lio 1918. Sn . TO.\DI"St ..1/bcrtn , da C'ori (R oma), le m:u te medico comple m ento 2 1; reggimento fa.n tetià {M. l\1.). - Dirigente il posto di medicaz.ione di un battaglio ne dura nte un '11zioue coutroffensi,·a, presta,•a l 'opera s ua con aiUm irevole calma ed atth·ità . .\ gg ia·ato dal ne mico e fat to segno ad in tt'nso fuoco di mitra~li:nrici ne m iche, co ntinuava imperturbabile le s ue man~ioni · da ndo {lrova di elevata co ucezioue del do,·ere e di esemplare s pirito d i !'acrit1 r io. - Sa n Biagio di Collalta, Ponte di Piave, r g gi ug no rçnS.
PEB IL LIBRO o'OE{O DEL CORPO SANITARIO MILITARE
2!J!J
R egio decreto 13 luglio 1919.
$12. BCJIJBIO PALl,AVICll\1 Panlo, da c\:-;"0 (Com~.>) , aspirame ufficiale m.,dico, 14 !'e-
zione sanità. - Un ico sanitario di ~~ n-izio ad uu po,;ro d i meùicazione avanr.a to di uua sezione di s;tJlità, durante cinque giorni rimaue 1·a saldo al proprio posto, sgombra ndo numerosi feriti, ed e:<poncudosi con calma e coraggio .:iugolari al perit;olo del fuoco m:mico, c be batteva in tensamente la zo na; dann eggiando au che la ba racca di medicazione e ferendo tre degl i otto uomini ai snoi ordini. Cessata la prillla fase delle operazioni e ul timato il ~uo turno di scn ·izio, chicd.:,·a di ri mane re sul posto s ino al compi tu en~o delle 1.>perazioni stesse. - Val Chiama, giugno 19d. 813. lluvt tllessaudJ·o, da Colognola a i Colli (\" crona), tenente med ico xS sezione sanità. - Coma nda nte di un reparto !'omeggiato, sotto il violemo fuoco ne mico, con g rande curag~io c fer111ezr.a d'a tti mo orga nizzò c din:s:<c il se n ·ir.io di ,;goutbe ro dei feriti, dopo avere indc:fcs~à111en te c con !<pn:zzo dd pericolo pre!;tata a qucsti l'opera prop ria. - \ 'al Sotta tA~olont:), J.'ì giug no 191S. Sq . C ,ICCI,U.tll'l Pie/.ro , da Roma, capitano IJ!edico complem ~uw S reggimento alp ini. - Rimasto volontario al servi7.io di un a compagnia alpina, bell'esempio di cora~o:gio 'e fermezza durante uua ,·iolcuta azioue, si pc>rl~t,·a iu prima linea per soccorrere i kriti, -ed incitando i combatlcnti a ll'mtacco, rintanc1·a cott .:s~i si no a che il nc111ico non veni1·a po:;to in fuga, C<JU fort i perdite. Il g iorno dopo, essendo il proprio battaglione contpletatncme isolato ed <tccerchiato dall'an·ersario, lungamente, sotto intenso fuoco eli fucileria e mitrag liatrici, prestava l'opera s ua cou ferm o e !'ereuo ani tno. Radu:unti poi, ~empre sotto il ! ttoco, i superstit i del proprio e di altri r eparti rim asti tagliati fuori durante il ripiegamento, per aspre e difficili strade di montagna, con luughissima marcia li conduceva tutti a salva· mento. - Monte P iduel Vollesella-Longaronc (Bdluuo), S-9 novembre 191; . Srs. CATA:\7.<\RO LoreH:.o, da T ermini Imere~e (Palerm o), ~ot totenente medico complemento reg-gi·u1ento cnqlh:ggeri Yicenza (2.1). - Si offriva !<pontaneameute c arditamente di recarsi in uua zona intensamente bat t uta dal fuoco nem ico per medicare i feriti del reggimento. Chiaro esempio di coraggio e de1·ozione al proprio do1·ere , rimasto gravemente ferito, di null'al tro si rammarica1·a che di non poter pi ù prestare l'opera sua sul ca mpo di battaglia.- Sella del Vodice, 26 ago' ~tOI917.
Sr6. G<~ tnA Giot'MI Il i. da Ca!;trogio,·:umi (Cal tanis~etta), teueute medico croce ros~a addetto 157 reggimento fanteria ()!. 1\{.) . - Sotto l 'iuteuso e ,·iolento bombarìlamento nemico , durato per parecchie ore, con ~ i ngoi are calma e sp rezzo del peri colo, prestava l 'opera sua allo !'coperto, amoro;:am ente medicando i numerosi feriti, che alllu ivauo al ~uo posto di medicazione. Con alto sentimento del do,·ere rinfrancat· a i dipendenti con la sua calda parola, e d:tvo a tutti bello ese mpio di coraggio e di ferm ezzo. - Monte Zomo, 4 dicembre 19 17. 81 7· CAt.A~U!\I Anim1io, da Recanati (l\Iacerata), aspi ra nte ufli ciale medico x reggi mento artig lieria pe~an te ca mpale, 2.3 g ruppo. - Fe r ito alla testa da una ~cheg- ' g ia d i ~tranala durante un violento bombardnn1c.>nto n emico, noncttrante di sè. continua va con calma ad esercitare le sue mansioni, e non face •·a.~i medicare se non in ~eguito alle rcitc ratc insistenze dei suoi compagni, e d0po che ,·idc attuate le di:;po;:;i~iol1i che <ll·eva continuato ad im partire ptr J;i dife~a dai gas del suo reparto. Ptù tardi accorre1·a in una zona intensa mente batt uta dal tiro avversario, per medicare olcuui feriti. ~ Med io Pia,·e, 15 g ittg'no 1918. 8t8.. UNrrou Corracti1 to, da Be1·agnn (Perugia), capitano medico com plemento 18 sez~~>ne sanità. - Addetto al comando d i una di1·i sionc, di propria inir.iati,·a, sotto ~ tnte_nso bomb1=1rdamento nemico, s i pOrt<J va più 1·olte fino alle prime linee per unp~t m~re attil"ità :ti !'en·izio !'anitario e per riprendere il c-ollegamento coi r epa1rtt ~~ ~a nità ~omeggiati. Rima ~ta in terrotta la ~tr.ada rotahile ed incendiate le t~ efenche, or_ganizzava il ser vizio di sgombero dei fer iti o braccia in modo tale, ~ e, al cessare del combattimento, tutti i feriti erano già stati sgombrati . - Val 'an Lorenzo-Valle del Campo, 15 giugno 19 18.
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PER I L Ll!BHU O 01\0 UI::L CORPO SANITARIO ~11LITARE
819..\ <:~J;u.o Frallct>CV, da Cnnicattini Ba,::ni (Siracn-'a), tenente u1 edico :!55 regg1· mctl\o fmJtcria ( H. :'II.) . - Cvmiuua,·a a prc:<tare con calma, se rcuità e inu:lligc nza il proprio sen·i1io in un po,;to d i meùicazioue nou app n::<tato a diie;;a e colpito ùn gra nat.e nemiche. Dur;mte int<:n,;o bomb:1rd:J1neuto, uoHcnraute del pericolo, aura,·er,;ava uu lu ngo tratto di :-tra,la mul!o l>attuta da ll'artig lieria per pre~tare il proprio ~o.:cor~o al euma nd:m tc della 6 com pagnia g ra,·ctnente ferito. dimu~tramlo cora~gio ed t:le,·!tti:<simi ~en ti nten ti di \li:,cipliua. - Saldtuol (Pian;l, 15 g iu ~no 191B. !:-~u. DERTill.tTn c;iuo, da l 'orc.•ri (f,ucca) , capiwno medico S rt'l'gimento bersaglieri. - TJurame ,·iolemo combnttimo::uto prun·c.t..,,·a alla u1edicaziouc di nuJnerosi feriti al posto d i medicazione di un battaglion e s ulla li nea del fuoco e coutiJHia,·a scrt:uo udla s ua opera nouo"tnnte l'ani~l ier ia nc:mica batte1·a la ca~a 0\·e era sullo stabilito il luogo ste:<~o colpendola iu pieuo cinque volte . La Fos~a (Basso Piave), 16-17 gi ugno 191S. t'z J. DELI..I Tu~ NE Pie r Lui_~ i, da Saniiazza ro de' RM,::ondi (Pavia) 1 teucmc me<ii'-.:; cumpkmento S rcg.~im en t o bersaglie ri. - Con calma e a,;,: id uità mirauili pr ov\ ·e•.l<:nl a cnrare i nuuH.:ro:'i feriti che nlllui1·ano al suo po,;to d i medicllziooe, in Lnua molto hu ttutn dal tiro an·er~a rio. 111 1111 momc iHO difficile riuni1·a sulla linea ùd fuoco i lcggcnneme feriti e alcuni :<bnnd:ni, dan do prova di nobi le sen>;O de l dm·ere e d i elo::,·aw spirito militare. - La Fo~sa (Basso Piave), 15-17 giugno 19 18 . ~2~ .
:'llc\1{!:>;1 l'i11cnz:o. cla Spl:llo (Perugia), capitauo med ico reggimento ca,·alleria l'ic:mwltc Rei! le ca,·nlleria (2) . - Sanitario in llll reggimento d'e~trema retrog unrd ia, onort: ,·olment.e e:'plil'ando ptr quattordici giomi l'opera sua umanitar ia, -<emprc, ,:otto il fuoco nemico, da1·a bell'esem pio di ~Jbnegm:ionc c di cor<Jggio. Rirnmlt:\'8 sulla linea in"ieme a i feriti e s i dtira,·a !'Olo dopo averli fatti tra,;pona rt: al sicuro . - T or·re-l'ia ,·c, z; ottobre- Io no,·cml>re 1917. S2.l· StRJ~~: u.I CM IIH'/o, da Torchiarolo tJ"ec(·el, sotroteneu te med ico 92 reggimento fantt:ria. - In ~~ n· itio prt:~:-o un battaglione, nonostante le av1·erse condizioni .-liui:Hi<'hc e pa rziali irnen~ i homharòa mc:n ti nemici, hcn chè collo da febb re e da cnugt:lazioue, rifiutò di e~~e re so.-tit uito, con!_inu ando da solo a disimpegnare cou ••ltimi ri<-ulioti il g ra\·o~o e difficile compito a~~~:$-:natoli. - 1\Ionte Grappa, 23 di: cemhre 19 17. R.·~io
decreto i <lgosto 1919.
i>! l· CIRt '" "O Fitip{'o . da Sulmona (Aqu ila degli Ab~uzzi), capita110 medico 18 g rup-
po ae ropla ni . - Sanitario d i uu g ru ppo di aeroplaui, duram e uu boml>arclamc:::mo e mitragliamem o aereo del prop1·io campo, rimnsto ferito da una !'chcggia di hnmha nemica, incu ra nte delle propde sofk renze sotto il persi~ten te l>omba rdnmemo an·er~a rio st>ccorrc\'8 pront ame nte i numerosi feriti, dnndo esempio di gra11<le "preno del pericolo e di alto sentime nto del dm,ere. - Villeneu,·e (Yertu;:-Fraucia) , 25 lug lio 1918. ~~ -- C ·\ST\f;~o=-ll Luigi. òn Ron$ecco (Xo,·ar;~). tenente medico 2~5 reggimento f:~o tcria \)L :\f.). - Còstm1te e:<cmpio di ekva te 1·irtù militari, n ell'azione p er la riconqnista d i un a importan te le>'ta di pom e, ;:mto il t iro demolitore dell'ani~lie r ia nemicn dimost rò gnmòe ~prezzo de l pericolo n el pre~tllre amorosi::.~i me cure ai feriti . In tu tt i i combattimenti cui pre"e pan e amereòcmcmente , ~egui I..CIIIj')f(' d11 \'ici no il !<uo bntt11g-lionc, infonckndo in tut ti la propria calma e !'ereni ti!. - Cnpo Sile, 9-ro dir<·mbn: l91ì. Rz6. DE CES~Jn: l 'i llcl'u:;v, da Foggia, capitnno medico n6 re~.:g-i me nl o fante ri a (:\1. )l. ). -
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gtmwio 1 q 1 ~: Di r igente il !<en·i01io ~an ita rio d i un reggimen to, !'i teII CI'a cni pMti eli nu:<licn1ione ,·icini,.~imo alla linea d i ftJ Ot'n. Durante due giorni, ,:otto t·iolcnto homl•ardamcuto nemico e con c,·id.:me e '-'Crio po:oricolo, .pc rcorre,·a più n •ltc In strarla fr<1 i pM ti d i medic:Jzione, pt-r mt:~lio dirif!ere il !'ervizio \' p() rtare aiut0 ai propri dipendenti - \' cnnjha. 10-13 ottohre 1916.
PER IL 1.- lll RO o "uBO DEL CORl'U SAN ITARIO 1\IIL ITARI::
aut
S27. :\lt) I.tX,\RI rln ge/o, (Ja Tornolo (l'armai, sottmc nentc medico 14 reggimt ntO fan-
teria. - Ardito e streno, compi1·a la sua npera di 111edico, con perizia e ~prezzo dd pericolo, ò.o1·e più ,·int era là lvtta. \"oltmtariamen t,· !'i rec:wa in posti battuti da raffi che di mitrag liatrici an ·er;:;aric, per ~occonere ed incuorarc i caduti, . IJt:llu ""t:111pio a i tlipcuùeuti. - Mvmd lu , 19·H g iug n o 191S. . . ò2S. l 'F.R l!,T.I Gim.Jatmi. da Sau Pietro A1·cllana (Campobasso) , capttano med11:o 2 n.:gg imculo granat ieri. - \ "etmto a conn~cere che le pt·t·dite dell'alt ro r eggiu tento de lla brigata erano inge nt i, si rtc::~ ,·a t!i sua i;ti ziat i,·a , att ran~n'O u u.:r rclfo int<:tbam cnte battuto ù:tl fur><·o tto.:111 ico di fu cileria e arti).:"lieria, pt"t"!'So il n::~gi llleiJto ste:<:<o, cd il"i impi:w t:no nn n uo1·o po~.t o di medicazione in località opportutta. prodiga1·asi nel f'occorret·e i ferit i. Qualche ora dopo, es~enùo staLO t::~le po,<to preso di mi ra da lla artiglieria m· ,·~r:'aria , di~pom:,·a l'onliu ato i'gomhe ro ,Ji t::<so dando bdlo cse::mpio calm a, di fenll czza e di coraggio. - Sdtt., 9 gi ug no 1915.
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Regio decreto 14 agosto 19 19. 829. AXIEl.f.O Gaelaut;, da Palermo, aspira t)le uffi cialt: medico 4i re~gi mc nl o fmucria. - :\dia g iornata dd 13 g iugno 191S, ut"l poHo di medicazione, ~otto micidiale fuoco di a rti,rlieria e fncih:ria, att.:mlc ,·a a ;<occorrere i fc: riti . Durante i C<ll llhat· timenti d<·llt:: g-iorn ate !'ucce""i'·e, an!'he in critici momenti, col suo fermo conte::gno e di~prezzo dd pericolo, con trihnl al perfetto fun zionamento del ~erv i 1.io ~anita rio, confo.;r111ando le :'UC dot i di ,·aloro:'o ullicial.:. An,.:a di Zcmor1 di Pia,·e, I .'i-19 giugno r g t ~<. SJo. DAl:. \ ·1\st.:u rlh1ise. da nreda d i l'ia,·e (T re1·iso); capi tano medi co 47 reggimento fauteria . - D irigt-tliC il ~cn· i zio !'ll nitar io di un reg-gi nn:nto di fauttè ri:l , prc!'so la lìnta di COtttbauitm:nto, mcmre a:::'icura,·a iu condizioni parti('ol annem~:: dif. ficili lo sgombt: ro dei nu mero><i feri t i. ~prczzante del pericolo , con caltna e parola incitatricc. coucorre1·a ,·nlid:unent e od arrest:~rc , r iunin· c ricondurre al com!)attimemo numero~i ~ohl~~t i ri piega nti di repnrt i di::trutLi. :"\Iirahilc e:'empio delle più bdle ed aire 1·irtit militori c ddla più nha ft:~le nei ,:;Jcri do:: ~t i ni della Patr ia. - Zt:tl~On di Pia 1·e, 15-r9 g iugno 1918. S3r. l:'\DH. tc\TU c:l\·. (;iusrf>f"c . •Ili .-\riro::alc (Cawnia), tn:t).!).!it.>re mcrlico 2.< sczinm· "<l· uiri•. - Durante ripetuti bomhard;ml<'Uti, oi q n:~ l i fù !'Olto po!'la la !'e?.ioue di f'nnità , cominuò tra n(] uillo e so::reno il :<no scn·izio, malgrn,lo il g ra 1·c pen colo al quale era espnJ<to, e , col !'uo con tegno e !:1 sua euergia, fu di e!'o::m pio riu,:c<·ndo od e;;crcitare 1\:ntulazione dd 1·a!orc fra tulli i !'uoi dipt·rl\.lcnt i. - Ba!'~o Pia1·e. 15 - 20 gi ng no 191S t Ca llliiiUII ).
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NOTIZIE
Fondo dì soccorso contro i più· gravi danni della guerra patiti dai medici e loro famiglie. d.r.~· ~o~t·)srri7io n e prom o~"<l d:llla l'rt:,itlt-!17a delb b~nel!ler ita Fedt:razionc Òt'!!li 0 r 111 1 de1 medici col ;9o t:l.-nco do:\1.: oflt:rtlè ha ra"'<ti uuro a tutto il "I dit:t:"l· br l l .... t ~.;, .) "<~< ·" 1919 .a som rn a. ù i J.,. ~1:<~>.<)1;;,6~ . • la d~a ·?ru.m a felicralc. per m:111d:n0 del Cnn,:iglio della r t:de razionc, ha tnt ztato lia :~rDn ztou e dd ~~~ <~idi, e confilla che la g'Ctto:ro;;a !'-olidarietà dei n1 cd ki itant·eda d i accoglitrli llllti; e soa molti e ri~nardauo situazioni famigliari p »~.e e co•1olorosc. ·
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Le t·offerte · 1tnetn,· a Il a J"·eti cm::l<>li C d c~1·1 () rd"1111 dci 111 · · . dc· ., O !l () e ~-<rre ·t n n ·ate tmper$ona e, •u, />li1:::::a (;a/;•aui. 11. t, 8olrg111l.
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PARTE .UFFICIALE
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ISPETTORATO DI SANITÀ MILITARE Circolat e del 28 gennaio 1920
Studi e conferenze scientifiche per ufficiali medici Alle Direzion·i di sa11ità m'ilit.are. l. 'o~:-erv;wioue pen~i~·u e ~ui feriti
quotidiana per i _gincl i7i medil·o-legali c p<:r i pron·c:dim<:nti di eli .(:ut-rra fa pa~'<orc ~ntto i no"tri <X'Chi un a ricl':l casui ~tica clinica , d<olla qnale po:;,i:tmn trarre tanti ilbl')!lt:I J~t cnt i pratici, che in ucssun altro po::ric.xlo cl~:lla ,·ita dd nt l.!ù i~o >H:catlrà d i o,;,;.,n·are :'-lo lti d..-i ~·asi pnrtano nuova lu ce ~ulla pmng<:nc:-<i clelne alterMioni :lttatomichc· e tk·i .t1i,orclini funzionali, generati J,tgli :,g.,mi tr<o um,"l tici ed interc:<<a nti più par ticola nno:IH..- le funzion i uen·o".: l'élllr<JIÌ (; flé rift:rich<:, Je .Jitt:razi()lli trOftchC tle i lt:$>'11\i JIJUJ1i C cle Jin SChCJe tt·o, Jc dd~trnli til orga n k hc e quelle altre le,;ioni c he si de,·ono ril<:nere aggra,·•ne da i fat tori p!'ichici della vita di g11..:rra. Le "":-t·n·ario ni s ui fc:riti di g u\' rra acq ui,;ta nu tanto maggic>r \':llnre mcòtrolqtalt q u nnw più lungo è il te111po tm-;corso da l triluuwti::n1o, e con la con:-.tatazio ue tlc.d i c"i ti lumau i d t-tìn iti \'i <.: tnrd i,·i dd lc \(O ~ ioni tr:Hnn a t ichc stahi li ~cono u11o :-tu,!io di rt•\'i'<iorh:, il q ua le q n11 ndo s io diretto da un n·ii'oro~o metodo d'inda~i1re diagllo:-tka , co l ~n::.:-i<lio di tutti i lll CZ7. i di _l auor<tto rio, eh\ gl i clementi per una ~iu~ta ,·al u ta~ionc de lle in,·ali d itiì a tutda dci dirini tll'gl'imli,·idui e tle.~li ime re:;;;i ùcllo Stato. 11 tc: mpo, ilW:nnmHio le al:eraziolli an:~tomi('he ed i ,li~ordi11i funzio nali, ed eliminnmlo i fattori pmolngici prodotto della psicol<>gia ddla g nerra, i qnali Jy.r nno «we utc :lggra,·ati g li efit:t ti del tranmmi.-mo, apportA, col ri:<\'eglio graduale ddle {nnzioui ne n ·o!'c e n1otorie e con l'a utomatica. loro ricducazione, tali modificazioni fn\·or<:,·oli da mi!'li<•r a rc ~o:-tami::tlmente le in,·al idità e fa r ricono!'cerc che a nche g li c~ iti che ;:rppaiono d cfi niti,·i sono ancora su!'CetLibili di mi g lioramenti. I4<J ,·ediamo nellt: vi:-<itc di controllo c he compie l'I::.pcttora to di San ità mil itare qua11d0 da quelle dci collegi rne_dici d i primo g rado è tra~cor;;o uu lung o inten-a llo :ii tempo. • Da q ue><te C<>n::.t<t tazioni ~('at nri ~cc il com.:etto che tH:lla grande nta~g-ioranza dei cilsi. do,·r;ì pre,·alere la cla;;~ìficazi<me tem pora nea della categoria dell e in\'alirlità , r irn c ttc ndo a nuO\'il ,·isita più o m .:uo Jo nt a ua il giudizio d efiniti,·o. In 1111 num e ro no te ,·ole ,]egli il1\·alidi di g ue rra D!'!'en ·ia m o esiti ne i quali ~uo indicme cnre ch irurgiche comple mentari, per pse nda rtro!\i, calli OS!>ci deformanti, c:icatrit'i ,-izio!'c, para lisi per lef'io ni d e i grandi ne n·i, laparoce li cica triziali, perdite di so~ta nza del cranio, ep i l c;;~ia j acksouia ua, pe rm a ne nza di pro iettili in vicinanza dei grand i ,.a!'i e s ui nen- i od iu sede acce,:;ibile all 'e"eresi operat i,·a , cicatricii doloro;;e, rt:trazioni tendinee ,auchilosi yjzio~e. . ln que5ti ca:;i, non e~~endo e~a nrita l'a;;;:.i!'tenza chirur~ica , abbiamo il d overe di con!'ig lia re l'ope razione, e tl i fare una prop:1ganda di per~uasione pe r indurre i grandi in,·aJidi di g ue rra ad aff1darsi all'opera chirurgica pe r attenuare il g rado ddle loro in\·alidità e pre,·enire aggravam enti. Gli !<tndi compar~niri su i ri!'nltati d('i \·nri metodi terapeutici, nelle fratture per arma da fuoco, nelle ferite a rticola ri, JJI.!IIc ope ra;doni s ui grand i \·asi sanguigni, uq!l i inuc!'ti o~:<ei , ne lle operazioni ortopediche O!'~ce a rt icola ri e te ndin ee, pos:Woo mette re in lut'e tutta la larga e:<pcricnza che la ch irurg ia genera le può trarre dalla chi rurgia di g ucrrn . ):Qtc,·olc ,-a lore ;;c:ie mi fico e pratico han no g li c;;iti t:trdi,·i clellc fe rite cerebral i, del le mi,'!ollari c di q u cllu imercs!'anti iJ sis tema ue,,·oso periferico. Osserviamo con
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PARn; t:FF ICJALE
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moltll f req neu~a di;.turl•i Jten·osi, i <JU.lli d rapprL;.tnumo la :-int•Hua10l0gia termovascolan:, ocu lo-pupill:lre t:d t:micranio-ccfalica , <.'ht ('a raltt:rizza la f<:l!Olllenolo~ia de lle le;:ioni del ::.impatico, n<: lla quale ri!'C< •nt ran~i. anche pe r le,ioni pcrife r khc a dist:tnza dal plcsso brachi<l le, dd le dis trofie n e11e quali i di.-turbi n1,:.ontcot0ri cd o•·ulari cara tt e.ri ~tici che le accnmp<tg nano pt1'svno Lllt:ttersi 31\ch 'c;.si iu rehtZÌ(•IIt cou les.ioni dirette o riflesse dd simpatico. ~011 solo Jh::lle ferite rec<:nti, ma anche ne i loro esiti lonta ni po;.~iamo ract·ogliere im portami da ti di o<;:c:rntzic•ne per illu:'tra re l<J tì;.ioprttologia del ;:impaticu, la quale p uò tr:trre d:tlln tr:nJmatok,gia d i g u.:rrn un a r icca lll t::'>'C ùi f:~tti as~ai pnì che ùalla patologia de11e ma la q ie counmi. Le amiotrofie e le aLtre a lterazioni tr<otìche g lobali dei tc;.snt i mo11i, tt:udini, aponen osi, tt:~nmenti, pc:r Jc~ioni dei grandi m.> n ·i de:~li a rti e pc:r trnumi son·JJte mini mi od in>'igni!lc-ami, i q uali po;.~ono intt::rc~~arc le fini termina zioni ncr\'OSc >'C U!'iti,·e o IHOtorie, si accomp<l.!.!llallo in alcuni l'a:"i C<>Jt diqrofic o~;:ee , ca r~ tte ri zr.ate da .rarefal.iO:Je lamellar~; Jdle epllì-<i, d:o a,.~otti g l ia utCTHo d<.:!lo s tr:uo compatto de lle dil111"i c ta l\'<llta da \'ere atrofie o~;.ee. Sifl:ottc rli strolì c g-lobnli o~;:e n·a nsi in <]nelle le~ion i n c n·o~e 11011 lm·a lil.Zate l'ui r;nn i t ermiu ali ch:i grrt ndi p te,.:;i qnau.Io le estre mit à , •Jltre alle Lldo nuità ostt>o-m·ticol<~ri , pn·~e t ota Hu uotc1·oli riduzio ni tl i ,·olurue, paragonabi-li alle <l i,;trolie g lolJn li che ~.~~~e n·:nl:'i nei ri<ultnt i tardi\'i dci congela m t: n t i. Gi~Jva pcrciù port;~re ,- u q n e~to argomcHto tlllta la nn:"tra :utenziun..: per f~~rn..: , o~:~e tto di note cliniche e di i11u!'trl17inui iu confcn: nzc ~c iemitidtc perio.:liche e per pubblicazioni nel (;iom alc di Jn<'dici ll<l mili/arr. :\Itri arg:om<:n ti mcritel'!•li d i uno ~uu l i o "P<.Tinle l'Olio g li esit i ta rdi l'i dt:l le ferite adrlomin lll i cura te C(•n l'intcrn:nto in1mcdiato o !'c:nza , r i:;petto al le flmzioni clcgli appl1rtcch i di)..'t r<:me t:d uri nario, .-d alla rt'<-i,.tenz::~ ddle p:ueli addom i n::~l i . ~ei fer iti addon Jill:tli .~::: iol-(1 ~w l>il in: , nel reper to radi olt >dco , le condizioni 1110tori e e le e1·entn nl i cldorm a? inni traumatiche e pn:.toperatorie rle11 'imestino. SaraUJ10 o~,<ztttO d i >'ludio la w llt·r<t nza dtgli org-Hni e dei tc $:'11li per i proiettili iucln~i, e dci ri::-uhati Jontau i della loro c:~tntzi o n e t:1rdi1·a, g li ""ili de11e ferite tor aco-p<) imonari, dt'll'autn-pln,-tica cutaJH'a dd l:t faccia e de11e JJH?JJJ bra , dei ri sult ati lomani delle suwre n c n·o~e. deg-li iJJnesti 0S$<:i e delle o~teorratic , dc i ça rat tui dei monc<Jni d':1mpUlazit•ne, !'pecie in r appmto alht protesi ord inaria e l·incmat ica. Gl i t:si ti tkllc ferit e ('r:lllio-cerebrali e liJid<.•llari donc:hbem es~ere ogg<'tto di ~peciali studi, dai qunli possiamo tr:trre t:onti a nnnal.':<tramen ti utili co;;l alla chirurgia, come a lla fi ;.iopa tolog-ia d<:! ~i" tcma nen ·oso. · ::'\o n uno solo dci fc:riti nauici c mÌ<i(•llari doncbtoe p;~s~are all'o~~e n·azione per i fini medico-leg-nli ;:enzn che s i si11no raccolt i tutti i dati aJJ:ltolltici e sesuiologici, compresa la radiografia, nectsi<a ri per un:1 docum cnra zioue d inica per ilhtstra re ;.m co~l importa nte capitolo della tnlmn;,tologia di g uerra. Le nore clinich e, anche brevi, do,·rauuo Ci<l'e re raccolte con cura per farne ogge tto di pubblicazioni, sul Giomalc di medicina mi litare.
Ho ''oluto accenn are ai princi pal i t~ rgom e mi di traumatologia d i guerra , ai qual i l'ossen ·azione ~ngl i esiti loman i delle ferite di anni da fuoco può portare elementi utili per lo studio delle alterazioni ana tomich e e funzional i e d<:i risultati cnrati1·i. Ttltto questo prezioso m :~tc.: ria l e clin ico traum:~rolog ico ~ ia mes"o a profittto d eg-li uffici ali m<:dioi, ed ~t~ particola re dei g iovaui, scegliendo fra i ca;<i che .passano 'Per i collegi medici quell i di maggiore intere~~e, pe r illustra r li in conferenze settimanali, e tutte le altre ,·oJte che <;e ne presen ti l'opponnni ttt. Facendo concorrere tutti g li ufficiali medici nella presentM;ione dei cllsi clinici e nella illn~tra:>.ione dei reperti del laboratorio, i direttori degli o!<perlali, con l'esempio e con l 'nutorità che deriva dalla loro esperienza, mallterranno ,·il·o fra i propri dipcndt:nt i l'amore allo stu dio, da l quale dipende il prestigio del corpo s:~ nitario militare. Dopo la g uerra ritorni in onore nei nostri o::.peda li quel principali5simo {attore dell'educazione profess ionale, ch 'è la conferenza scientifica per l 'illustrazione dei casi cliuici, utilizzando in particolare modo la ricchi!'sima casnistica traumatol ogica. I :-eperti radio!ogici, i quali. portano tanta luce n ello studio degli esiti dei trawni e n ella diagnosi dei proce!;si morbosi, formeranno uelle couferenze scientifiche ;~rgo mento di speciali dimostro:~ioni. Le ese rcitazioni di medicina operati1·a e di anatomia clinica formavano un tempo negli ospedali militari ogge tto di una ,·era pa ~!'ione intellettuale, dalla quale molti ufficiali medki tras~ero qnella perizia nello l'ludio del malato e nella tecnica opéra-
PARTE UFF ICIALE
ti,·a ,che ha ncllc I'"IHl~('t·nw amll!llll irhc la guidn più ,i,·unL Si:t •n n nt€-nut , ,.j,., fra i mc.tki niÌiitari.l'amon pt·r lt: rit·erch<' an;llt>llliche, cù in t•).('ni u~pctlalc un uflidalt· medtnJ, dtt: ha •nagg:iori :tllil uùmi c pn.'lXtrazirmc, ~arà incaricato ùt:ll.: ùiutn>'tl'nt.umi ùi a natc,lnia C'linic::t per illu~tr::tre i t'asi clinici L'ht: ,;ono og-getto ùi ~(l•:t:ialt: ,..tudio "'iH:tt;tllli alla m•·dirnw, all,t c:hirur)!ia cd nlla ~p~ci:tlit:ì . .\Ile n•· Cn•;,t•op i«:, le quali tl~>,·ranmJ l: ' .' t:r<.' e><eg-uitt: lllllt: k \'Oltt· eh<: non ""i:-'oUv impt:tlit nt·nti, iu ten·crra nlll> tutti gli uftì,·iali llll'\lid pn:~~uti ctl i pc>.zi :.t niltettnici U\"l'tlli "1.pet·ialc iut\:r~ . . ~t: ~Ci\:ntitlco rlo\'ratuH .. l·:--:-:t..•rt C<Jll~t"r\·:ni, pt...-r fnnn:trc in ogni o-.pedalc 1111 pil'rolu tnU -.l'l> :tllallJIIIt>-Jlillvlu.~ico. L'itJ ca rit·=•H> tlt-11<: dimo,tr:~t.ioni ;,m aw•nic·h.: m rù rura t! i prcpararc e di t'<>tb<:r· ,-,,re in formaliua o nl'l liq n•do di Klli>'erl i n ~ oltre :ti pcni nnatomo-patnlug-ici 3JH'he i pn:p:~r:lli di a!l3tutliÌ:l u ormah: , COl lie anicolnxioni, preparati tlellc mani c dci piecli . tic-i :'L'l:lllt·nti di ani per la <IÌIIIO!"lrm~Ìl)llc tic-i ,-:,,.; e dci n.:n·i, d!:gl i Orl!:tlli dei ,..en><i, ùel cnure, th:l cen·cllo, dci >'t·gmc nti tkll;'l rnch it.lt:, d el midollo ccc. Le ~aie an~tomieht· do\T:IIIIIt> an·rc ha :.:uppdlc-!lilc-, l:t Ùnlazionc di ;<lrt!IIIC:!Iti, di figure murali rnppre,cntami particolamH:lllt: !;1 tli,, trilmzione dci 111:r"i lll:'i lllll~('o) i l'l ~ loro arce <'U\!IIII'e ]H: r-le :tpplirn1i o ni alht nt·uro-pawlogin , c qudli1 :<Ì~ttm:tzit>l\\: i~iclli<'<l rllt· lt· n:nd:t <'tmfortc\·oli a1nlJ!enti 1li :;tuùiù. ' I gahindti pcr (>ft;thu"~'·opia, e per ot~ritt<•laringt>l l>!.!Ìa, c per dt:ttr0·Jiagno... tira, per micro,.copia e chiulit:n clinica ,:unan11o hcu r<Jrretlati in mOtlo rhc Il! inthu.dni >-ctuiol<tgÌ\'h,• pl.'r l:~ rlini<·a e per la nu:dirina lega le po>',:nno e~,•·rc rircomiate 'd:~ dt:cnro !ic•ientili<·o e dalle magg iori gnranzic pt•r un'c,;au:'l u,::.:en·a7Ìillll!. L.: uum·e tlot:~ziuni ùi gahilll'lti, p~:r Ìlllegrar<: qndlt: t:>'i-tellli, pt)tranno ,.,_,!:t'e >'l',t!llal3ll.: 11.1:lla g-inf'ta mi ~nr3 nlla nin:7.i<>n<· !,:em·rale di ,:an itil milil:lrL·. llo[lo i ri ,:nltati Jt·lhl nostra orga niz1:1zio11<: ~anitllria, di gn,·rra, la 'IU3lc parec:_t:ianùo le ,.:l,..tt· nectc-<,..itil , !'0\'l'llle cc,•t·ri••nali , ha C<>ll<'ur:<o co11 llllte le ri,:or~e dellll mt:dieina al r,·gnlarc ~\'t>lgimt:nto ,]cile operazioni !t,·lliche ed è ~t<tta 11110 dei pri n cipnlt WttUn odHl nttnn;. , il r•trpo ;,;tn nano !nlln<~re , LIIIJ)o 1t 1n:tg111nco :.:wrzo ''"'"' pillt \> , rm·,·oglirlHit>~i in una or:linata e fc.:onda atti' itil ,cienlilìca e pratica, ~cmpre aperto allt' nuo,·,. rnrrl'nti <1<.:113 ,·itn intellettuale c ~11lla lm"(' dd fondamem :~ le indirizm tlt·ll:~ !<p~·ci:tlin:'ll.iom:, miri ml elel':tr"i c ad accrc:<t'Crc il l' no prc,:.tigio pr0fc,;,;if•l1:1l~. Fanì in ta l 111 udo <more :tll:alto >'IlO pa tr!lnC>uio III<>J'a lc :occrc:;ciuto net :'-l"l'\'i1.i :.:anit:tri d i J<llt'rra. l tlirc\lori di ~imiti, e d'o,.petlali rrciun iutorno a lt>ro l'ambiente d'uua ,-ila mttll,·ttn:Jh-, c nt<tnn·nga n o \'il'o in llttli gli ufficiali 111l'tlid l'amore allo ~lll<lio, 111.:i \':tri rami th:llc di!<('i(olline m ed iche, c )! li ospedali miliwri :<iano 'c:nola t!i athk;.tmnu.:nto t:lini cu. Cnulirù ron<•~rere lt> di"Jm:<izit•ni l'lt c i tli r Ntr•ri ùi l'auità t!:mmno pt:r lo :,cupo !'u intli,·a to, e fact·mlo pcn·,·nirc a q ue~to hpcuorato i verlm li tlclle confercm~c c le <·oniUIIÌl':lJÌoni dini,·h<· " tli laboratorio, le qu:tli p<,tranno e:--~ere pnbblinnc nd l . i.lnra/c' di l!l l'didn,t militar!'. Su quc,..to .!!inrnale ~arà r~pt na un:~ nuo,·a ruhrk:'l per la pubblirnzione dci ri-ult:tti l~m]i,·i l1<:i trnumi di guerra con le <ln<:una:nt<tzinni raclio~rr~lit-hc e fnto:rralidte. ' (.li nfti,-iali nlt,lici, parti<·olarntt•ntc i ).!'io,·:mi, quando trm·r~.n:<i in :<t•1c tli. l'nin:~r~iuì 11 d'l~tilltli rlinit·i c ~cic11tifi ci fr<'q111:ntÌ!l (l con la 111rt~:dorc dili~<-nnt gli 311l lticn ti di ~tudio p.:r accre"rere !:1 loro c ultura "t·icmifi<·a e pcrfl'ziunarè h! nnit u dini prr>fc5l'ÌOn;Jii. Ir. :.uGCJORfl CF.XF.R.\T.~: r-rF.orco Ispettore capo
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Si pregano i signori abbonati di volere invia re con corte se sollecitud ine la quota d 'abbonamento per il 1920, che rimane ìnva· riata in lire 12. L ' AM M I NlSTRAZION E.
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IL REDATTORE CAPO:
Prof. EDMONDO TRO.\IBETTA
Dott. ARTURO CA SAR I NI tenente colonnello medico
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medico
LUIGI PALMIERI, gerente. (7if;J
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I Q20 -
St~hihm.:nto poli;:mfìco p~:r
l'amtutni:<trazioue dl'lla Guerra.
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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare ROMA -
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NORME PER LE !PUBBLICAZION,I. r. l la\'ori originali, le note, le riviste - datlllografnti o scritti a mano - tlevvuo OC· ' t1p tn un !'-~•l" l.u., 'dt•l ftn.!liu c.·· l t·~~tn: :h., .. ·u r:ttaHJtlll\ · nn:dnti d.u;:li autori . !'--1 f.t :=opt'· eia le ra,·com:tn<lazioue che <}Uelli sct il! i a mano ~i:uw l>en leJ,!giiJili, per modo di evitar( ng ru dubbio tli intc:-rpreta?inne. In t·a~o contrario, la nirt.''-innc ~i vetlreùbe costretta ~ ~ospendcrne la pnhhlicii>Ìone. ' 2. Salvo ca~i I'<:<'C'zinu~lis~illli, In correzione delle bozze sarà fatta d;ùls rtda.tione , aozichè tl:~;;li nli!MÌ, per n<ln , iu<"ol:ire il lavoro tipo~:ralico a~; li ine,·itaùil i ritardi pt>· ~tali.
lt... l·''""" 1i\IIJ.t1 ~''"'1H.'; (dt• ·Kr:dit..·h"-'• 4 '-''~., accompaj!na:-.~cro Je n1entorie, ~fJtl() n. cnric,.·(l òeKli autnd . \
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Pubblicazione mensile
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di medicinn militare : 1 85 1-I S.c:;~ Giornale. lll<'di<'" ,J..- J Reg-io r•:"'' r,· itu c d d la R<·g ia l\Iarina: z88.:;-z895 Gioruale medico del Regio E se rcito : t&.ti-1907
ANNO LXVIII- 1920
SOMMARIO
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MEMORIE ORIGINALI: Gradenlgo. -
Gli ilt!-.t'.:O:' II:IIIIl'ltl-1 : 11): 1
Vlsentini. -
H"ukli· ·n nt.u sul
nt·H·iu,.-1.11;.m:nlnc:i:l
dt·r h ':lri dal s!'I'\' Ì:t.l
fl~ll't.ÌIIIIallH·II I •• d ,•) la hoi~ I t< l l'io
l t:lll <•riol".~j,.,, di
l~<•l t l'"'> ~- ><111 ~"n· i;f..io ·di J>I'OIHa >"si 1'11'1!:1 "-""" t: r <'n t>L-Ci>ml•'l'll c1:i :1;.;-m-t " 1!11 ;,.
1!1'1 \i-II<H' ('Illhl'(' l !Il j 1
Pisanò·• -
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Direzione ed amministrazione. ROM A -
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Ptr le inserz ' 1 d · -. - - - - - -----·· - -Istituto Nazion~7en di ~tZ7! 1 C:ild rivolgersi DIRETTAMENTE aii'Ufjlrio dt'/,•g a/1) a tale serviz io - Roma , U:tta <' Informaz ioni, \'la ·Poli • .fJ-47 • 7'èl e/OIIo 77-66.
Per le nuove n()r m
. -- , .- )- e Circa le pubblicazioni dci 1:1\·orì \'edì copertina \4 a pagma .
CASUISTICA CLINICA:
Zaffiro. -
l·:,..it·i di J'('J H:1 ;L f. <h·ll.1 riJh•;-;.•;1
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f·r•u· pal'l•si
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA:
Schjerwing. -"- I.' •• J I'I'a <1·· 1 liii'J ·• • :-1111it at in udlit:tl't• t ;•d1·"<" .111 o1 1 lia lo•,
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V. Ascoli e Bignami, Economo. 1: . _\ t; ·;Hii•lllia .' lctlit·., d i
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PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITAR E .
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3 1):)
MEMORI E ORIGIN ALI Gli insegnatnen.ti alla oto•rino-laringologia derivati dai servizi sanitari di guerra pe1· il proF. Giuseppe Gradenigo, tf•nente colonnello medico di rN t o re d (•!la ('lini CI\ o t.()J"Ìnolal'ingologi r H. d ella R. l.'nivca'Sit•.\ ci i K H.[W ii.
La. riunione della Sorielit. lta liunu. di Laringologia e di Otologia, t hc s i tie ne qu est'anno la prima vo lta d o po la g uerra, è indetta pe r 1'8 apr·ilc p. \'·. t·on intenti patriottiri , a Trieste. De i due temi scelti pe r la discussio ne, l'uno riguarda g li insegname nti d e rh·ati appunto dalla g uen·a all e discipline oto-rino-laringol og-iche dal punto di vis ta <~:Wie ntifko e pratico. Il tema. è senza dubbio impo rtante, vas to t' l'Omplesso . Og nuno de i m e mbri d ella Socie tà ha, !'! può dire. t·o llallor·ato attivamente al ser·vizio oto-rino-la.r ingologiro d i gue rra, ne ha apprezzato l'efficacia, ne ha risentite le manc hevolezze, ~d ha avuto mo do eli ran ·ogli c re nume rose osser·vazioni c linic he e analom o- pato logic he . La discu ssio ne s ul tema proposto polrìt r iuscire eer·to a nimata e profkua, ma, per lo appunto, acciò e:;sa ries<·a tale appat·e necessario s i svolga <·on un l'e rto or·dine, in modo t·he le osse rvazioni d ei s ingoli veng<:Ù10 raggruppate sotto alrune eategorie prine ipali , !'!w ug-e\'o lino raffronti e ra\'vir'inalllenti , e co n ~ nta no c·ondu sioni di Ol'dine ~ene ral e . .-\ mio parer e, il tema po trebbe esser s uddiviso nei segue nti pl'indp a li ,!!'l'llPPi: _ f . Ordinallle nlo di g uetTa dei servizi oto-rino-lar·Ì ngologici e prop<r:;te t·onternenli il lo ro o rdinamento in te mpo di pat'e ; II. Ig iene e profilassi dell'or c•Thio, de l naso e d ~ l l a gola ; difesa dag-li agenti tr·uumat1zzan ti ; III. Fis iopatologia degli o1·gani in parola ; . . I_Y. Anatomia patolog ica e rlinit·a ron rig uardo : a) ulle affezioni t li Ortg m e lt·aumatica; ò ) a que lle di orig ire no n traumatica k ornpre ndt;n~o tra gli · agenti Lraumatizzanti i gas as fi ssianti ed escludendo lt.• a ff ez10ni -degli organi di S(' ns o e de l sis te ma ne rvoso. c he formano un g r·up po a parte) ; l~ V· Affezioni organi<'he e funziona i i. traurnat.ich e e non trauma11~he, d'egli or~ani di ~enso e del ~i~tema n~rvoso, . ir~ quanto inter essano oto-t !no-lal'lngologla (c ompres i 1 traum1 a t \I S li CI rla esplosiOne e d a detonaz1one) ; \'l. Cu1·e da dars i ai mutilati della faccia d t'l naso dell a bOt't<L 1 ~~~~: .1ahringe, compre nde ndo tra le mutilazioni ' la !Jel'dit~. per lesi on i 1 => n c e , d e ll'u d ito e -della parola; ' r:·. -<~ - o~ o nrat.: d i m edi(i rrQ m ilit ar·.-.- f:-~,c. l\'.
:-106
GLI I~SEGN ... MENTl ALI .... OTO -RINO"I.ARJNGOLOGIA, ECC.
Yll. Esagel'azioni e simulazioui d ella sor-dith è dt>i dishrT"bi di pa.
l'Oia. Malattie provocate. J. P er quanto riguarda il primo gruppo " Ordinmrwn/t) di g11rrrn df'i Sf'nJizi. oto-rino-laringolog'ici e P"iJ1)()S/t' conc('Tnt'nli il loro orrfinameuto in t empo di pace "• r:redo saremo tutti d'ar\·.ordo nel ri ('Ono~cere pe r un n.•r·::;o il grandiss imo numero di tali malati , quale r·isulta dalle -s tutistidw, e, per l'altro ver·so. l'affatto inadeguata prepa razione ì"rr te ri1a di malattie d ell'orecchio, del naso e della laringe da pa1·te della: gr·and is:-;ima maggioranza dei san itari. Ciò 1:he durante la guerra è riu:-wito di grave danno agli individui e allo Stato. e c;he è valso a rendere particolarmente numer·ose in questo campo le s imulazioni e le frodi. L<1 &tnitil militare allo S('Oppio ciell a guerra si è tr·ov1tl<t a fl'onteggiar·e rli urgenza una situazione ditfir(lissirna, d1e era il ris ultato nec·cssario della mancanza d ell'insegname.nto della no,;tra spec ·ialitit nelle llniver::;ità. Diamo lode all'Aut.oritìt mllita!'e, che pet· prima tra i poler·i s tatali ha riconosr iul.o c.on opportuni provvedime nti la grandissima import.anza pratil:a. di tale gruppo di malattie. Un indizio confortante d1e atwhe le Autorità civi li cominciano a re ndersi ronto dellt' neCèssità in ('tti si 'trova attualmente il m edico, di possedere almeno le più elementari t'O· f(n izioni sulla patologia dell'orec<·hio e delle prime vie aeree , ci è foruito dalla recente deliberazione del Consiglio Superiore della P . I.. (:htrende obbligatoria })el' gli studenti in medi,·ina la frerruentazione dei corsi pratici di oto-rino-laringologia. ;via non wsendo stato l'cso obbligatorio anrhe 1\·same. tale deliberazione costitui sce una mezz<t misura di scarsa cffkacia pratica e mantiene ingiustamente la nostra Clinira in uno stato di evidente inferioritìt in I'Onft·onto aliP nltre Cliniche speciali. il •·ui insPgnam('nto, per la pralit'a medica, ha for:>e minor·e importanza del nostro. Pare J~rciò opporInno che. a c·onferma dei voti ripelutamente espressi rtalla nostt·a So('ietà., yenga diretta anrora una volta al Governo una parola amn1onil.rire, -::;u ar-gornen lo c he in te ressa così strettamente la pubblica salute. II. Il tema " Jg in1e r profilassi dfll'ort•cchiu , del naso c d l'Ila gola; di{1·sa dagli agt•nti traumati:.:.anti" daril luogo a discutere sulla efficacia dei vari modelli di maschere rontro i g-<ts asfissianti, c su lla adozione di uno spedale elmetto, proposto dal Presidente della So,·i etù prof. Putelli, destinato a proteg~e re g li occhi e la faccia contro i tiri <'O~idt>tli rli i lt{ìlata , i n guerra. II I. :\1oltissimo si sarebbe senza dubbio potut..o riCo \'HI'l', u Yantag1-!'ÌO della fi siologia degli organi t'he ci ·interessano. dallo s tudio acc ·urato dei s intom i che areompagnano le g•·avi lesioni lraumalid1e. La natura ha, di fatto, realizzato dei ve ri e~perimenti sull'uomo, quali l'abiliti• del più imaginoso fi siologo non sarebb E' l'iuscita a con ~eg uire. Mollo in effetto abbiamo appreso, ma, disgraziatamente, non tutto 'quanto aYevamo sperato. Le soltili indagini s ulle moditìcazioni delle funzioni t•o<:leare c· ,·e~tibolare nelle les ioni del labirinto, lo studio delicato di complessi pr'Oblem i attin e nti alla fonazione , hanno incontrato, troppo spesso, diffì. f' nltit ··o~i g ra,·i, da totri iere ogni vf!lore alle riren•he. Qlt ~ te diftkoltit hanno la lOl'o ha;;E' nell a p:::ic·lw stes;;a dt. l sol rlato malato, i1Wiin e al
GLI 1:-;:SF;GNA~lt-:NTI ALLA OTO-RINU-1.1\RINtiOLUGIA , ECC.
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torpore o alla e~agérHzium·, e ne lla ins uffki<:nza della autoosservèlzi o nc in tali soggetti, pér la _nmggior parte poco -;cnsibil i ~ di ,;carsa cultura. Uosièc hi!, a. l meno nèl maggiOi· illilnCI'O dei easi. i:: bt' lll· non l<•nE>r t•ontn di affennazioni per troppi 1·lementi fal s ate. Assai più proficuo è ,-i~ultato lo ~ ludio della fi si ologia degli o rgani r lte ubbiam0 compiuto negli uffici medico-fis iolog-ici di :hiazione cort metodi severamente sl"ientifki e su soggetti per la rnaggiot· parte volont ari . :Segnatameple le funzioni dc ll'appart>rchio vestibolcu·€ e dell"appar en·hio tubario pote rono venire inves tigate con profitto in base ad abbondante materiale un1ano. ed è !~cito pens are .:Ì)e and1e nell'ordiname nto ci,·il e s i farit ricorso ron vantaggio a s imil i mt'todi di indag ini. per s tabilire prevl'n li,·alllc nte 1·o n si ~ ·u,·ezza le attitudini dei ~ ·andidali non solo all'Aviazione, ma a diffe n•nti JWofessio ni. r he e::;igono ::;pel' iali qualitiL p~ i e hidw e fi s iologic he . IV . Assai nunH.' I'Iì!-'1:' e \·arie sono le os:>crntzìonì dinil'ill' l' analonJOpatologìl·ile 1·he spettano a qu!-'tilO g1·uppo,· il qual e abllrn •·~ · ia due sottod ivisioni: le affezioni di origine lraumati•·a e quelle dì orif('ìne non lraumatil'a. Pae·tirolarìlà dì sede. di etiologia, di decorso, di esiti, varietà di reperti patologil'i e L>atleriologi1·i, s ig nificazione e ·inte r·prctazio ne di ~ ìntomi , tuUo r on •·o JTerit a J·e nd er e inlt-res!:'\anli e ìs tl'llltìve m oll e dL tali osserva zioui. La rela.tiYa freq ue nza colla quale si i1wonlrano nella patologia di g ue tTa airone s indro mi mo rl>ose, fr·equcnza d1e rontrasl<t s ingolarme nte l'Olia loro g rande rarilù ne lla pratiea c ivile, è ,·a lsa giù a c·olmare mo lte larune, a t'Orreggere molle opinioni troppo affrettatam ente pronunc iate, a stabilire eventualmente Il valore dì nuovi m etorli di esame e nuovi prored imenti operati vi. .-\d esemtJiO. è affatto nuovo tutto il capitolo della patologia e de lla dini ra delle lesioni de lle prime vie aeree prodotte da gas a!"fissiantì, argomento che ad opera di q11alrhe nwmbro d e lla nos tra Sorietà fu g iù svo lto l'On •·ompetenza. V. Sarit be ne ral'l·oglìere in un gi·uppo a parte le <lffezio ni lraumatwhe e non traumalìrhe degli organi eli senso •·be l'i concem ono, e del sistema nCJ"voso, in rag ione d el g rar1dì ssimo nume1·o dci 1·a.si dini.-i osservati. Le lesioni organi. ·he de l \' Il e V IIJ ne rvo, e degli ultimi ne rvi ('1'8Hir·i, nella loro multi form e estri nsecazìone han no forni t.o un· matet·ial e ,l)rezioso per lo studio di molte plici problemi della inne rvazione e di s indromi morbose. ~·omplesse. I noltre la sorditìt, il sordomutis mo, l'audimutis mo , l'afonia di nalttra pskhi('a'hanno dato luogo ad un r umulo ingente dì osservazioni t' di r·ir·crd1e , arwhe m esso in r·onfro11l0 l'Olle sorditit or·ganiche. VI. D i grande interesse pralito è tutto quanto con1'CI'ne le r·u re da riarsi ai rnLitilati deg li organi r·he studiamo, intendendo in se nso largoIlei. muti )azione anc he la perdita, per lesioni orgar) ic he, dell'udì lo e della par ola. Rico1·derò r he nei Cong r essi s anitari per i mut ìlaLi t-€nutisi a M il ano e a Roma questo te ma ebbe g ià spE>ciale trullazione da parte d i akuni competenti nostri so1·i. In proposito vanno rkordate piil parti colannente le restaurazioni plasti<:he e protetiehe d el naso, e della fn cria, il rist.abiliil1ento della respirazione attraverso la larin ge. la J'i educazione dell'udito e della parol a. l'insegname nto a i sordi rte lla lr ttura
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Gl.l
I~SEGNA:\IENTI Al.l..\ OTO- RIN0-1..\RINC.OI.Ol.IA , ECC.
d ella parola dalle labura. Una ril···hi-:>sima esperienZit fu gia ract:olta in propos ito e le ri sultanzc dci nos tri s tucli possono f01·se esser t·onsiderate fin d'ora {:ome d efinitiv e . Vll. Finalme nte deg no di ogni maggiore .attenzio ne è quanto rig uHtrda !(l. esagerazione e la s imulazione della sotdità e dei disturbi d i parola . La guerr·a ha aggiunto , si può dire. nuovi capitoli in pr·opos ito alle nostre disci pline e alll·he pe t· tali .argomenti s u molli punti siamo pervenuti a conclu::.ioni che possono ritene rsi come d e finitive. Non ho che a t•icor·dar·e i numPr osi e ben documentali lavori pubblir·ati in Italia: da essi ris ulta , tra allr·o , c he, m e ntre al principio d ella gue r·ra le autolesioni dcll'orerchio erano per la maggior parlo di li eve entità per·t hè rin:ostTit.te al meato uditivo estemo e provoc-ate da sostanze irri tanti vegetali, neg li ultimi tempi le lesioni inte re:;.saYano la part-e profonda d el condotto uditivo e la eavità timpani('a, ed e rano dovute ad is tillazion i di ac·icli minerali c·oncentrati . Questi ultimi ('asi, (:On gravi lesioni d e ll 'osso te mporale e c·omp li(·azioni endo('ranic-he. diedero ue fOJi e contingente di mortalità . Ques ti , tratteggiati iu lm.. ,·i lince, ~r li argomenti priue ipali ('he si rifer is~:ono al tema proposto per la p rossi ma Ri u niooe de l la SO<'ietù Italiana di Lar·ingologia P Otologia i n Tri e~ t e · Non l> a -dubitare c he nuovi ~::d imvortanti fatti saranno L'8posti e m essi in lu l'e, e c hoe rla una di s{'us· ~ ion e ampia, serena , fra c·olleglli. partieolarmente •·ompetenti, ri sulteranno r·ondusioni e pr·opo;;tt', che, nel loro in:::it>me costituiranno u n irnporlante pr·ogresso d t'lle no~tre discipline .
•
lea•i[81tf s11 tuaziaaamento •el Laboratori& batteriolagi[O di feltre 1sal sanlzio di Jrtfilasslaella zoaa Breata-[ismon (25 agosto 915-6 &ovellbre 917) OSSERVAZION I EPIDEM IOLOGICHE
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).lf· t· il
pruf. Arrigo Visentini, ml\ggiore 11\edico, dirett or~ de l labot·ato ri <• ed ufliciale saoit.a•·io, C'apo zona.
Il laboratori o béltft> r·iolog ic·o d i F eltre e sorto al priwipi o d ella g uer ra , q uando l'organizzaziom' profilaltica militare E' l'a anc·ora in suffki enle all a nt:cessilit d PI rn onrt•n to, Pcl i:' stato impiuntato per iniziat1va personale del Capo l'Hici o di saniti r de lla l o• Diri!::!iorre, o ra n llonn€' ll o m e· dil'o Luigi .\!lauri , c·on l'approrazi o nr dell<l Dir·ezi o ru~ rli sanit it del la. 1• Armata e Jl P I' l'offerta ge ner osa e patriolli•·a dei l ontli e dei m ezzi rl i impi uMo, eli funzi onamt'nlo, dH par' ll' d d Dirl'llor c l t>•· nio·o cl el l'ospetla l e ··i\'ilt- di Feltre. co nte doti. Bortolo B<' llali . t' d PII':\mrnin islrazione Col la rini di qut•slo n:;JH'<iak . Il l abor ator io Il a ornrpalo un a pal azzinn i sol <tla , ~ri it t·o:;lruit a pt' r l o s<·opo, com pr endente arwhe il deposito cada\'t·ri cd una sala pe r n~'c ·r·ns•·o pi e, e vidna ai l<wa li rll :'L't'rizio, di disinfeziont c lan mderi H, che pur·o funzi onavano per· le truppe d t'l sdlo n•. :\ nr lo <i a Il':\ m m i n i slniz i u ne del l'nspedal ,. ,.i,. i l e d i FeIl re- 111 a nd a t o cl i ftd 11 cia per la I'OlllJWra è q~ li A JlflHI't'tT ili. ve ln' ri l'. tr1·., i n poo· lu gio rni :;e ne è aUuato ra,·quisl o e ](l sistro n~t-rzi o ne. ed il 25 agostu 1915 ha iwornin t·iato 11 fun zionar·r t'O li per sona l!.' mililart- . PPr il rifo rnim ento d. i mul l'riali di co rt;;ltlltO ~ i è pron~'d r tt n i11 part1· drtii 'Ostwda.lt· ci ri k s t.e:;-:ò, in parl t: •·o n trn St l:=;;: idi o •·onCPf':-o dal !\llini stl•r·u clt·gl i lr•f ernr (D i r ezion t:' ge ner a h• <ii :-:a11ili't pul>l>li ··a l Pd irt part e dai o·t·ntri di rifnr·ni\\-:t l'n lo ri <'i labo r.a tori baltl'l'i ologi c· i mi l i fari. l'ìei ri g uardi .n mrnini straliri è <i i sc iplinari di'l per;;ona le il lltbOt'illMio è rimasto sempre alla dipt' nd!•nza rh·II'Osp<•dal f' <.I n ··cun po 0.8't . LI lahor(lloriu IJallc riot o<'!co di f d l n' lta pr on-l•dulo al :=;( 'n·i zi o di profil as:;i militar>~· ~~ rivi k fll' r tttra \·a:::la zo11a di ll' ITil<llÌO : d all'inizio fin o a tutlo r rslalt• 1016, o ltrer h(~ Jl(• r i i territor io d!·i t'Oillllni <ii Fl'llrl', Cesio, Lentiai , Qu Pr o, A luno di Piave, PN iav('ll a, !-)(' 1'1" 11 , .-\J·siÈ'. Fo nza:-o, Lamon , Son-amonl t> t' pr r l a nt tl(' di Canzoi , arrc hc p-er· i p ae~ i O<.Cllpali duli e nn:;l n· l rupp;• JJt• ll 'a.l la \'1d Ci sn1o11 l COit(·a eli Primi pr .. t' Cn nal S. Bovo) e nella ntl ~uga na (Strig no. BMgo. \ ·al 'l'esilio ). Poso ·i a In .zona è stata limitata fin o al r en·hio confine, dopo l'irnpianlo clei labornto rii di Fi era di P r·imi e1·o t• eli (ìrig tH) . :\l Direttor e è stato c•onferito Rnd,_ e l'inc·ar ic·o d<> lla pro fila ~si •·onH:' l .J fficial l' ;:a11ilario rli F('ltr·c c Cfll élf 41:: ' l.:1po zona P i an•-Bt'l't•la-C.i ::::mon , all e dipr nd en zt' ~ ia d t'l la Dir't•· zionf" - di 5allilit eli .-\rttlata . ::i u cl t>l ntN ii o·o prorino·iHi e <ii B (•l l un o.
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RENDICONTO SCI. FI'NZIONHIENTO OEI . LJ\.80RATORJO , ECC.
t\c l primo periodo (quas i per tutto il primo anno di esercizio} il labonttorio batt~riologico di Feltre ha sttrvito per un c.ontingenle di truppe, poco più che una Di,·is ione e twr· I'Ospt>dnle 0.6lt , che aveva sollanto 100 letti . \ ' ia via però, .aume ntando il nu m ero delle trupp,e d el settore, si sono impiat1tati, ollr·e agli ospedali avanzati , solo n ella zona di Feltr·e 8 ospedali da campo ··o n una potenzialità dr 1·irt·a 4000 letti e per ··onscguenza · si è notevolmente ar nese iuta l'efficienza. del lal)()ratorio. Qua'nto al J~rsonall:', È! ~lato agl!"iunto al t•apilallo m é.dito dm~tton· anc h e un JH•t.parutore t enenh· farrnaeista e più lardi , -.:omt- aiuto, prima un sergentt•. studente di me<ficina, e poi un ten ente nwdi•·o prati co di Jaooratorio. l (()'(·ali OCTIIpali furono c.esi di:-.tl'ibuiti: Art 11 su laborator-io pe r osser · vazioni mic·r(lS(·opic•he. St'rologi('he etc- . fu adibito un'ampia stanza l'urnila di?'> fìll f's lre, di l'Ili una a norcl, tr·e ad t'SI ed una a s ud; la vicina ::;ala a nato mi('a ad ingr·es>:o indipencleul e fu utilizzata •·ome ru.·ina, pl'r i te rmoMati e per tene re in gabbia qualche ànimal e d.a esperimento <lurante il rigidiss imo invemo fe ltrino; la le i'Za stanza fu arrerlala in seguit-e ron armadi per I'Onser vare il mate riale di riser·va ed i l~ rreni rli roltura preparati, c p er il labor·atorio istologiro e mu ~eo; un'altro pin·olo locale s.erviva da Javanrlino c·on <tnncssa latrina. Ogni lo•·ale Na illuminato a ltu·c elettri t·a ed abbondante m e nte d o tato di arqua potabile . La prima :-;lanu di laboratorio era anr!Je fornita di impianto a g az, ma piil tardi. verso la fine d el primo anno di esen·izio, aYenrlo ('l'~sa.to di funzi o mtrt> l'offi<·ina dt' 'la c itlù. s i è do\·nto :'Osti tuirlo con fornel li Pl'imus a pe trolio, larnpacle Barlhcl ad al!'ool. l e rm ~tati Sarf{)ri u ~ . · L'atli\·itù ò el lahorator·io , da principio ml)dec:;ta, e limitata ad una cinquantina di e::;ami n ell'a~os lo d e l 191 5, s i è andata ral)i ctarnen te elevand o in r·apporto ai varii ::;enizi d1 profìlas~ i militar·e e c i,·il e t'd e~ll'esl{·n de rs i d ell<t zona fino a r aggiunger·e un massimo di 950 n~ll'ottob re del 19\7. La tabt' llu l' ripoda anzitutto il numerv comples:=:in• d e!!li e~.ami di lui>orato rio, dis tribuendoli a scronda dellt> ric.er·c•he eseguite. E!"l'a di· mos t r·a la nolcYolisima ,·arietà d e lle ril'l1iC'sle a ('Ui il laboratorio hu d o ni tu sopperir·e : dalle ri re r che dJimiro-clini;·he pure e se rnnli(·i agli . U!' ~ N't'la m t'n li a scopo profi l alti• ·o delle ma la ti i e in feLti ve, d agi i esam1 ct 1 n •tPr·inaria alle analisi l'himiro-bromalologi1·he od a sr·opo m edico -l egal e.
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312
RENDICONTO Sl"L FT NZ I ONA~I ENTO DE L l.ABORATOR10 , ECC .
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La tabella d istiugue invece le var ie categorie di esami d i labora · to1·io a seronda d e ll'Ente ch e ha. rif' hiesto tal i ri('erc he. .
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S i d Psume da èsso come i t l<tboral.ori o batle ri ologk o di Fe ltre a bb1a l'is po,.:).[) a tutte lt' 11e•·cssilit mllilnti e ch ·ili, is piranòo..;_t a ll a perfe tta coll a horazi o ne cle l·le Aulorilit ~anitaric, pe r l'unico scopo d i assolvere ne l m o do piiJ pe rfetto il còmpilo d~ ll a profilassi, r he nel lll zo na di guerra. c·om e d cl\·unque, non può e;:;sere ch e unica , l'ivil e e m ililal'e ~Id un te mpo . Il maggior numer o di esami è s tato e~eg11ilo per .e nti m ilitari e pr irt· cipaJrne nlc per . le nll llli' I'OS<' unitù ;:;anilarit• dis locate m•lla zo na; 111a \• sc: nza dubbio <:tblx.lstanza rilevante. a n<.'he il nume ro d r !\ (\ ricer·c·he (h prati cam ~ nl(:'
lahoratori o ~ · ompiute per la popolazionc 'civile. Infatti si è attuuto 1'n 11 ottimi ri s ulta ti prali<' i l'acrertamento batlerio log ico di quas i tutti i •·.a:-1 di malatti e infe ttive d t> n u IH·i a ti a n•·he ne ll a p opo i-Hzio ne borgh e~è . Riune ncto in una. c·as:-rlla i te rre ni di •'lllllll'a e g li s trume nti val'i i iL iil' •·onda d e i ca s i segna lati , nc•·essari pe r i l pre levame nto d e i mat eria lr patolog ici da esaminare, è stato possihile eseguire r·on r·o'ìt.anle SUC'<"'es;:;o a domicilio <tnr he l'an·ertam(;'IILO d elle infe zioni lifo idi m r dianle r~ m (l f'llllura , que llo <· ullu:rale d ella m t• ni ngitc r·e re hro-s pinal e, CCI'- , l o a<T€'1'· lamento <le\l.a. difterite e de lla rlisse nlc ria , nt algr ado le ··ondizi o ni di ambie nte p ol'o felici in cui avYeniYn il pre l c v<~.me n t o d e l matE>rial e nelh ea:>e d e i ~ - o ntadini , spE>cie ne ll e zon e mon ta n e. La fH'<'&"·nza d el rnecJi ,·t• i~i t..• ni s la. - 11. lato del me<l iro rondotto - è stala srmrre ar•·o lta dallr.· pnpo laz io ni fe llrine c·nn· g ioia e tìt;luC"ia. S r n·i:io di pro[ilos.çi . - Oltre t he J'a, ·cert.amc nLo ·rlell.e mal alli~? i nfPtli ve , con l'aus ili<> d el laborato ri<> balteri ologi c·o. l'uflk iale sanitario r·apo zo na ha attua lo a nrhe provved im enti <l'indo le generai <', inrlipen-
RENDICONTO Sl"l. FTNZION.UIENTO Ot:L LAROR .~TORIO, t:CC.
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denti dalla esistenza di malattie ad andamento E>P idemi1·o. Anzilullo è stata costante la soneglianza sulle aì'QUe potabili dei ··entri abitati, in genere però dotati di bttoni w·quedolli. Quelli non in perfetto stato vennero sistemati ; pan•cchie <>orgt>nti 0 rpozzi c fontanili isolati , rieonu5r iuti di acqua non se mpre potabile. \' €' 1H1ero sopprPssi, ntJO\'i a•·CJtH'dotti furono ··ostruiti. E' stato inoltre oggello òi speriale sor,·•'giianza la nellPzza degl i abitati, l o allontanamento dei IE?lamai, la svuotat.u r a. la disinfezione, la sistemazione c!elle fogne. la pet·iodio·a disinfezione dei l o•·ali Ot'l' upati dalle truppe di pa~:::aggio, woblemi tut.ti <li alta ·importanza i gienica, ma molte voltl' di diffidle soluzione in pat~s i ovc per l'afflu.e nza. ed il passa~g·io r!P.ll e trupp(• la popolazioni-' avHa Sttbito un'e normE' ('d im provviso atunento. A quesf'oper·a igit-'nir·a di sisl-<'maziont' e disinfezione hanno con_tJ·ibuito eJ1ka(·emente le ~q uaclrr di disinf('zione (Ielle sezioni di <trmata, i Comandi di tappa e di Presidio. il Comando elci deposito ciE'l battag lione Fellre df'l ì 0 R('ggiment.o alpini per l a ci ttù di Feltre. le Autorità (·omunali , 1·on i rnPzzi ~f'ntpr"' :-;1·ar:-;i eli mano d'opl'ra eli ~ ·ui questi potevano -clisporr c. De-gne di spec iale m enzionr t.ra le OJX'I'C pubblil'he di nll';tllert> igienico e la I'OSlruzion.e della fog-n a.(lll'èl dl'l par~e di Fonzaso. iniziata ed ormai qua:>i I'Oiìlpiula per opera del Genio Civil~ di Armata, quaudo dovrtte esSE're inlci'I'Otla nel noYernhre 1917, allorc-l1è l'in fausta vi.·enda di Caporetto portò al P iavt> l<• Jtoslrf' l i rH'(' <ii r.esislt~n za : La. costruzione della fognatu ra a Fonza:::o :-;i era impostu p!:'r la spe-t·ia l e ubic:azionr del ]1at'S(•, il qua le t>.vent al n'lltr·o una clcpressione , a ··ui afflu iYano tutti gli so·oli clell'ahitafo (l r hr , p.ssrndo diminuila la perrneah ilitit del suo fondo allu,·ioJlilk, si era ,.<:nula trasfonpand o in uno slagno di a1·qu.e luride e pe:::f i lenziali , a:::solullllllenl<' privo cti ogni emt:>:c'ario . Talf' opera igienit·a fu drlilwr<~ta dalla Intendenza Cìt•m:rale del l'Ese rTito ed esegui la con il ··oru·or so rid ia In tendenza df'lla i" Ar· mala., dl:'l Colllun~ di Fnnza:-=o e ciel :Vlini,.;tèr·o dt•ll'lntt rno a uwzzo del l a 11 . Prcfet..tura di Bt•llu no. Alt-ri d w.: l'IHTipi di atl-i\'itit del l ' ufficiale :>ur nlario CRJIO zona d t·,·ono e~ ·~e rc r ic·.ordati. L 'uno COI11'C'l'l1t> l a ~01'\'t'!{ li Anzn sulle den·ate alimC'nlari, riversate in grancie quantith sul rncrntlo di Pelt ri". ··entro di una vastismima zona, ·d'onde si incanalavano pt·r \'iHi e e m olkplici Yi c \'('l'SO il fronte vicino. Speciale !od ~ \ ' a tributata al ,·igil e :-;:rnitario dt> l Con1une di Fl'ltre, !'ignor Firmc~ ·i , i'Olto la rui son·egliam..a clirella t'd assiòtHI l'l'a po:;lo il 111€1'('i.tlO della c·ittà. Con l'intellig~· nte ··ollaboJ'azione (!i questo ottimo funzionario l'iviiC', l' ufficialE' sanilitrio ('<.li)O zona pui> ''tlnlare di 1:1\'ere impedilo che qualunqm' alimer.to sosfìslicai:J o detPriora.to abbia potuto diffondersi d a Feltre verso le t!·uppe dd sd tort>. B asti ricorrla1·e a questo ri g uardo l'cffil'ac.e ('ampagna comball.ula a proposito di alo-uni prodotti alimenta r·i in snttolc, la o·ui ~wompa rsa clal mer•·ato di Feltr e ha ÙC'lèrminato. <i TI!'he la Sr·OmparSU. di tnOlt(• ~OI'Illt> el i l'11lCrili Jl('lle truppe in linea. L 'alfi'O ('.ampo di atlivHi.t d~:l capo zona è t·apprt>~Pntato da una a!ti,·issima ~orv<'g lia nza igif'nir·a ~u :2:li op('rai bor~h€':>i. adibili n l<iYOt·i
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RKNOI CONTO S t: L Fl1 NZIONA MK.NTO l> EL LABORHORIO, ECC.
militari n.ella ~o na , o solt~;~nto di pa:::saggio da J<'ellre eh<· fungeva da Stazi o ne 1·a po line a. Il bagno gf' ncrale, la disinfezione d egli abiti. il ta· gl io dei c.ape)li era impos to a tutti gli operai r h e arriva.vano o paJ1ivano da Feltre di t·etti ad altre zone di laYoro o che ritornavano ai loro paesi. Queste orwrazioni venivano eseguite presso l'ospe dale da r arnpo Il. 0.6/t . I ris ultati d1 que$la t·Orl1·orde organizzHzione ~anitariu . militare e . t-iYile furono inve ro confortanti . Con il rapido a (Tertame nto d elle ma. lattic infettive ins ieme t·on la pronta a ttuazione da parte d egli enti militari e r ivili d e llt.• mis ure pro filattiche consigliate dagli uffidalì sa.nitari e dal capo zona,· le condizioni ig ien irhe de lla regione si sono manlenule in gent're buone c le varie malattie presentates i in forma epi. demica . 111e ningite c~ rf'bro-spinaJe, difter·itc, inflllf nza. tifo, di s~e ntf' r ia. sono state nmntanwnlE' romhattut{' e 1·ir-rosaith.'.
.. . .-\],·une de lle epidemie osse rvate m eritano qualc.:he cenno particolare-per l'inlt'res:;t> pratico e ;-;cie ntifico che hanno pr·esentato t' PN<'hè illusku no il eampo ne l quale s i è s mlta l'altivitù d e l laboratorio e d t>l servizio di · pro fì la!'si _ ' l
l. -
.l.ft'llill.(li{l' ('t' Tt'b TO ·.\}Jil/11/1' t•pidt' 111iCa .
•·a::;i di m c nin~ilc e pidemica a ccertali furo no~- s uddi v is i quas i i n pati mis ura lta l'autunno-inve rno 19 15-1916. P e r a.lc.uni di essi, ve r·ificatis i n e lle caserme e n egli a ccanto na-me nti d e l d eposito d e l natta.g lione al Ptni F e ltre, par-ve di pot.er accertare ehe la lras mi ~sion e d ella malattia era - anenuta per· r on.t.agio dire tto, ma paretThi altri ris ultarono assolutamente autocto ni . Tra la popolazione t·ivile fu •·olpita qual!-he lavandaia , un g ar:t.Oilt: di JlèliTIIt'Chie re. alcum• ùumbine di fami g lie t·he te nevan o -o~ teria.
Degno 'eli s periale m e nzio ne è s tato tlll ,-aso }lrese ntatos i in un so l · cl!tlo g iunto all'os pedale da 1'ampo 0.64 direttament{' dalla prima linea con febbre alta, s ull•·os1·ie nza , d el iri o, Sl'gni di irritazione t·ortir ale, e r· pete labbiale , fod (' iniezione cong iunti vale. fac ies conKesta ed un <-'S<Lfl · t-ema diffuso in fo rma di maculo -papule al torace e d ag li arti , ma(' U l e i' ht> ~i f<H·evano e mor·r·a__~i i' h e . Chiama.to per fondato sospe tto di li fo e..c;a lllem a tico . io ho (·o n s i ~ liato di pr'e llde rP i provvedimenti profìlattic i per i l tifo pe tecc hialc t'<i ho pralù' alo il JWele,·amt»nlo ci P.! mat.eriale pt'r· e rno. r ullur·e. sierodiag nosi, l'iniezione di una •·a via , cd inollrt' . ave ndo r·otl· s fa tato all'esame cliniro d e l malato r·igidità d e lla nuca ed indubbio s i n torna di Kernig, ho eseguito anr h e la puntura lo mbar·e. 11 liqrticlo • ·e fulo-rac·hidiano t'r a to r·bido e l'esame mit·rost·opi•·o e •·ulturale dimos trò la presenza d el m e ningOt'O('t'O di \Veichselbaum. Lo !;[rsso rne ning·or·orco s i è isolato a.nr h e dal ~angu f' in bro do addizio nato di s iero-a;;.cite . Si lntlla va adunque di un 1'aso di me nin~'ite re r·~ bro -spi naie t' s<-'tti rt> m ia nw ni ngoco;·cica ,-on esante ma e ::; i ntomato logia t a l i da s i rnu l a re flt·df'!l a men iE' il tifo pC'IE'rdti a le.
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REN DICONTO Sl."l. Fl"NZION,H IE.i'iTO DEl. I.ABOR.\TORill , ECC .
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r rwovvedimenti profìlattil'Ì adOlkttJ, ,)gni 11\JU.I VOlta Si <HTCI"iarono asi cl i meni ngite r.,rcbro-spi nttle. ('Onsistevano in genere nell'eventuale s follamento degli atTantonamenti , nelle consuete dis infezioni di ess1 .. e sopratutto nella disinfezione dei fazzoletti, l·he si attuava mettendo a disposizionE:> dri soldati in ogni l'a m~ rata. dei ret·ipi enti t·on soluzion e saponosa di formolo. Fu soppressa la libera usl'ita, pur continuand o j ~e n· izi. le marce hrevi e :-:owatuU0 ((' f':>.e t·citazi o!li all'aperto. Il. -- /Jiftrri/t•. La difterite. t> malattia endt>mo-epidemi1·a n.e l Felt6no e s (>et·ialllll:nle n e l territorio di Pe davena , dn\·e :-e ne osservano ogni anno m olli casi. Nel 1916 se ne eblw un'~pidemia abbastanza grave per la sua lunga (Jurat.a, estesa anche al t'omune di l"eltre ed a. crues ta si rifer·is(·ono gli an:erlatnC'nti eS€guiti dal laboratorio, il cpwle è inten·.e nulo nei (·asi dnbhi o pe 1· la rieNca dei pol"l.atori a S!"Opo pr·otllattii·O. essendo inutilt• ad e pidt•mi.a <H'<·ertata, la riet>rra badetlùlogit·a del bacillo difte "i ~"o, n(•i t'a;;i l'lini•·am.ente t·onclamati. Gli arlulti I'Olpiti furono pochi f• tra ques ti al•·uni :;olclati. Le r·ke rrhe e pidemiologi1·hr est:guite da 1111' . ins ieme !"On il mediro prm·inciale di Belluno ~ hanno portato a -s tabilire· t·hE>· la tras missione <Iella malattia avvi(:ne <:cmpre per co ntagio dall'a.mmala.to al sano. l <"asi di òifteritt.> erano di solito legati l'uno all'altr·o da un anello, t·he non era sempr·e farilr ::wopr·ire, ma 1'11e molle volte si riuscì a dimos ll·art' con s inu·ezza e l'he <·onsist•' va nel fatto l'h e erano inte rvenuti i rapporti diretti tr·a l'un ··aso e l'a lt.ro. L'e!>ame batt-eriologico ha assonato che tra i famiglia ri di un atnmalato di difterite, vi sono sempr e <le i soggetti <:he godono l.wona salutr, ma dw albergano i ba<·illi s pel· ific·i ne lle flw c·i e sono cpresti portalor·i d1c possono trasmettere ant·he a lunga S<·.adenza il morbo. l ' n'effiracr rwofilctssi d{;'lla di flt>rile· de ve r:"ser,c ("Ompiuta con la 1'i1·erca assidua ch·i portatmi dei germ i tnt le persorw t·he hanno avvi <·.inato l'infe r·mo e con l'isol'tme nto e r on la cura di cptl'Sti fino alla sr·o rnparsa etei bac·i Il i difterir·i , at·rrrtata con l'esame hatter·iologko. -c·o nw si fa J}€r gli ammalati g uariti. - . fntert's!:',ante n que~to ri g tiUJ'ciO, pE>rchè s i f> fatta ogge tto di un espennwuto di Profilassi. ?· s tala la pic·c·ola epidemia di difte rite r he ha r·ol Plto il Seminèlrio Vesl'ovile di Feltre, portatavi dca un .alunno, t·he e nt "'taio ne1· alcu ne o re in famil-!lia. ove un fratellino era da poco guarito cJ_a .cruesfa ma 1~1 tt iu. Diagno:::t ic·ata l'i nfP.zione t·on l'esame batteriologko, ~ · t> P 1'0<·eduto alla rit·crca dei portahll·i tra ,g li alunni ed il per sonal<:> HL"e~n~nl~ ~ di sC'nriz!o: SP ne sono A.t'l'erlati quattro , !'he vennero rigo . :oc:~mente i~olati. ··ome s i sono isolati gli ammalati. Gli altri, giudil"at i ~ 8, 11! · ~·e nnero last·iali complet-amente liberi. garante ndo per·ò che non <l\\ entssero eontatti cti c:orta 1·on pPrso ne e-s t r anee al Seminario. Que. m. l' ·lmasf· c·ompletarnen te S<1no. I portatori s to · . ."~Tu .·ppo d'1 a 1un di ha. 11 <'l t'· f_urono trattati <·on dose proftlatt.ica di siem antidiflerir·o e manleJIU ·l In ottime •·ondizioni igienif"l~t•. Malgrado t·iò , due furono t·olpiti
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Rf; NOICONTO SC l. FC~ZIOJ'\.Uit.:.NTO DEl. LARORATORI U, ECC.
òlll
dalla nw.laltia, pl'r ò in forma. li l' \'(' . Guarirono tutti e fu tolt o l"i;-;ola· m ento solo quando si .al'cerlò ripet.utam cnle la ~ -o mpar~a rlri IM1·illi dift.erki dal l e fauri , il ··he di solito avviene presto, quando si somrn inistruuo <ioai •·urative di ::;i t'ro . L'e pide mia difler in&.. ne l Se lllina•·io •·imase cosi s p~ nta. I n •·redo l'Ile su quest(• l>a,.;i :-i debba ,.;\·olgcrc la pro fi l a~s i della di fter·ite. Il SN [Ut'S11'0 fiidu ciari o d' un'lf~ l t> ra fu.nu!{lia. d O\ ' l' si pre;-;t•nli ur1 r a ,;o di rlifterit e. ri('Sn ' di difficile. anzi di impossihil t> applicazione J)l'll· tica, speci e nel!(:' ··ampagne. ovc è nulla l a t·duo·azione igi eni•·o-siwiale, 0\'f:' 110 11 Si può attuari' una IWOfì(' UH :-orng lian7A.l , 0 \'t' :-;ono d 'osl-éli'OIO mollcpli•·i fattori d'orciÌIIC ('~ ·onomi ro r•·•·. Jm·e,·e J)U Ò rÌU ~(' ire far i l e i sola r e ri gorosamente ··on l' in ft•rmo C(ll(•l l e po.·he pcr SO IIt> della famigli a .-lrf• ri s1dluno. al l'e:;anw !Jnlteriol ogi r o, f)OI'tatri•·i d l'l hucill 0 d iflel'h'O. T al e isohlllw nlo on,· siH pn:;;,-ihi h·, ::;i rlnn ehlw fare IHll l a tl omir i lio, ma lll' i l o• ·ali •·nntuma1·ia l i.
Il l .
r·ot,·ra.
!\l'Ila :-:ona Brt• rda-Ci:-;n !n rr 111 111 ~ i •\ pn·:-<e11lalo 11 es~ un l'll.SO d i i'tll era. P<•r·ò sono da ll l(·nzionHI't' al•·1111i po.·lri ('SL·mpi di t• nlt•riti ··olt•r ifOI' mi , rl w per la sinlonwt cdo!<ia L" l i caratlt>r:i m a.·r o;;ropi•·i delle ft••·i . erano stat i ··li ni•·.amu1l r di ap-n0:::l i•·a ti •·o•ne eolt" ra , imp•1r!t' ndo rigor ose lllisurc• J)I'OfìlaltidH~ (lei inl m (l ililizzando estes i reparti di truppt·. L 't-same hatlèriol og-i•·o r iJWluto Ila a•·<·Prlato in fJ IIt'sli 1·u:;i J'a;:;sc-nz;t del ,-illri om: SJit'C ifit-o t•d Ila autori zzal o in brE>vissimo te1npo la ripresa dt•i normali st• •·,·izi l'd opc ru7.ioll~ · di ~ u e> na . Il <k('M :'n u l teri or e di q ue :" !t enl<·rili <' le s u q· t·~s i011i t' pi dcmi ol11,:.:i •·hro hanno pralio ·nmenlt• · ·or~ft• r rnaln i ri sn l l ati sa n1·iti d<tl l aboratori o lratter iologi1·o . Due \'(Jltr si "<> IlO i:'olat i 111 Dil·u dn11n é. dopo <liTi• -r hirlh' ll tn in ill'lfliH p eptonizzata . dt·i ,·ilrrinni :'n:;pdti tw r· la l or o :::• H ni ~li unz;t nr orfnlo~ r ··IJ e n rllura le con il rihrio rlw/,•rir lf< . U no di essi Jll'l'Ò 11011 n es•·eYa affa tto nl' ll'agar l' OII lllll l' .1.:' l'altro rn olto :'l t•nlat.anll'llll·: l'n2'trl nlinazÌIII Il' •' 0 11 il SÌt1 1'0 !ii WI' ifì co ll la l ll'il\'il affHilo.
· 11 1 una r q .t iotH.', n llnL' i l Pt>l lri n o. rl ow il tifo dnnt i rw i 11 ìorllla l·11dr · n!n-r pi d<' m i•·a, <'nt fa.. i iP pren •dt•rt• l'ill rpor·tanza .-Jw CJUt•,:;tn ma laltin a \Tl' bbf:' a::su11lo p t- r dal o r fall o !~l'I l a fnJ~·rTa . &1 infat ti n'-' ' 1917 i ··11:'1 el i infl•zioni lifoid i furono più llllll H'rni'i nt'l lol'-n ··nmpl(:';-;;;o ellE' Ol'l!'li an ni 19 15 c• Hl16. Pt•r·ò CJ ll.l'S.In au nw nlo (• :'lit! O ro rll pll'l curwnlt• a ,·ar irn rl l' lla popolazio n(' ··" ·iiP. 11101r tre 111'.'11<• tnq >Jl<' i ··olpi ti fumno plwhi::;:;irni. f-\11 qut•sto pun to in modo purl i•·n lart> io rlt•si dcm d i r i.-lr i an wn· l'altt•llzi nn <• Jl<•n·ll r ··or n plda e ··o11 fo• r11ta i dati dì fatto gi~t da lll t' in pr(' •· P d e llza as~o dati t l. E' ll(•fll' 11nta•·e r il L• n t>l 1917 i ='•l lcl.a l i 1•r a110 :<l.ati q uasi lutti Yn··rr(I l
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Jn ft·,ioni l if, itli P \':tt' l' ÌJJazioui antit i tìdw fro-<t'. l.
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RE.NDICONTU Sl' L Fl. NZIONAMENTO DEL J.,,BQR.\TORIO, E.CC.
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nati , molti giù due volte, e ('· he le truppe d.ella zona di pr·ofila:;si BrentaCismon erano per lo m e no tripl<icate di numero, senza i.:Ontare le masse talora ingenti di truppe ùi passaggio.. Malgrado ~:iò i e-asi di infezione tifoid•'. 1·he ~ r·ano stati 27 nel 1915 e 50 nel 1916, nd ·n furono in tutto 25. Contrariamente ad ossenazioni compiute in altri settori di guerra, in eui s i notò prevaienza del paralifo A , gli ac('er·tamenti eseguiti nel Laboratorio buttc-r·iologico di Fe!it·c cJ·istinsèro 16 casi di tifo, 7 di paratifo Il e solt11.nto 2 eli P<u·atifo .-t. bopra 25 .ammala.ti , bfn 5 erano com pletamen te s fugg iti alla vac1·inazione, 10 erano ~tali và,·cinati da r·in·a un anno o più e gli altri nel 19li :;lesso. Tra gli ultimi , akuni furo no I'Oipiti dall'infezio ne a breve dis tanzi! dalla vatTinazione antitifìr·a s tessa. Qu estb fatto. che r:o nfenne rehh~ una peeuliarc rel'c ltivitil negli ind-ividui vat·cìnati cii 1·ere nte. fu eia m e osservato in propo rzioni molto maggiori nell'estate 1918 ne l Laboratorio bHtlPriolo?:ico di Mrtnlo,·a, dove mi O<·cor:o:e di studiare una ve t·a pi<.Tol a epidemia di tifo in una caserma della dttù tra le giovani re dute appe na vaerinate. E' inte re::-::;ante mem~ionare c he in questi gio,·ani soldati i •·asi presentarono ,·ia via una JllinMe gravitù mano mano t· i :;i al tontanava da t l'·e pol'·a de l la vat·ci nazione . Le ossNvazioni s ullP infezioni tiroidi a Fe ltre nel H)l7 I'On ferrnarono l'!tt! nella maggior part.e de i vacvinali la malatli<t a~sum e un decorso benigno, c ioè si hanno forme lievi o di m edia g ravezza e senza re..:idive e romptit·anze. Ho notato an•·o J·a , com e già in JH'e,·edenza, rhe le agglutinine var ('inil'he sc·ompaiono di r.ego la dopo trc-qu.a ttro se tti mane, pe r cui , ne ll'an·et:tamento diagnostico. :; i cl e n~ in genere te ner c-o nto, dopo questo t-e mpo, arwlw delle agglutinazion i a basso titol o. No n del tutto pt·ive di inl:e r esse sono altre notizi e sulle infezioni tifoidì n e lla popolaz ione civile della zona, ne lla quale è s tato fat~o il m etoùii'.O <ttTe rtam euto eli tutti i eusi de nurwiati. andw ,·ome sowetti. dagli uffic iali sanitari . Qua1·anta t·a::i furon o segnalati dai Comuni di Fe ltr e, Ser·èn, :\r·s iè. F o nza;;o, Lamo n e Sovramo nte. Si traltan1 di m ol teplic i piCl'Oli foc·olai isolati , quas i direi famigliari, Pl' r·chè s i ehbl'l'O ~1:'111· pre ··~si leg ati a ,·ontagio, inevitahile, date le cattive I'Ondizioni ig ieniC' he- delle ahi !azioni della r~!rÌon e . Caratleris tì,·a è lnfatli la dis po>:izi o rH' più freque nte clelte rase rurali. in c ui vivono in una ceda pro misnritit uomini ecl animali . Le s talle· sono di solito al piano te rreno delle abitazioni : a breviss ima di s t.anza dalla l'asa slit. la con e imai<t , nel pin·olo I'Ortiletlo ove g iol'ano i nunH.:r-os i bambini e razzo lano i po lli; le latrine marh·ano affatto o sono rappresentate da pi iTOie ga ritte dì legno poste s ulla ('onc imaìa stessa e ~·us lruite a tutela del pudore, ma sem.a all'un intend imento di raceog lie l~ ed isolare le dejezioni umane. l casi di tifo furon o 36, CD Uelli di par·alifo B lt. ness uno di paratifo A. L'emontltura , benchè eseguita di solito in periodo av-anzato di malattia, diede luogo a11'isolamenlo d e l bac ill o d el Iii·> now volte, una volla a quello del ptu·atifo B . I n nn ~ ·aso c he dc,·orse con febhre molto irregolare e non e levala, tanto c he s i sospelta,·a tr·atuu-si di paratifo, s i isolò dal san g ue il ba<·illo di Ebe rth in 2.">" gio rnata eli malattia , quando an!'ora la sie r odiafmos i di \Vidal s i manteneva negativa.
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Rl::~Ol CONTO :5 1"1. Fl' NZIONA \H:NTO Ot: l. U.BORATORlO, !::CC~
Allri 2't ca :;i eli iJtft•:tion i t.ifoidi furO!lO an·erlati nel romurw di P edavena, dove si t~bbc dal giugno al sett€mbre 1917 un.a Yera e propria epid emia, la quale si svolse in prcvalrnza nelle abitazioni viriJ1e ad un« roggia., ..t1e seo rre sat-ellite al tonent{.' Colmeda, att-raYcr so la Sega B-:tssa. e la I'U i a cqua serviY<l iJi' l' tutti g li H si, ('ompresi quelli domesti•·i eti an<'he t:ome acqua potabile. L' interesse di questa pil'cola epiden1ia è essenzialmente r·ap presentato dal fatto rlte quasi tutti i c·asi lungo il c·anale della Sega Bassa furono di paratifo A, e<Tetto ehe qualcuno di tifo. Altri ~-a si isolati ed autoctoni -nel fet-r-itol'io d1 Pedan•na si a.c~rtarono comt>· tif(J, insil'me qnakhe rar·o paratifo B. Questa osservazione dimoslr•a l'Ome il paratifo .-\ s ia di,·enuto frequente e po.~ ·a dar luogrO ad epi d emie ant"he nella popolazione c-iYile, non vacl'inata, qualora s i sviluppi e si estenda un partit·olare fo,·olaio di questo g-erme infettivo . Il decorso cl inil'o di ::;olito non permetti• di diff('renziare le infezioni tifoicti dalle pal'atifoidi e tanto meno di diagnostit·ar-e se trattas i di J>ar·at ifo A o B .
con
V. - jJi.~srn teria. E' noto clll' la di::;:;entt•ria t· malattia endemi,·a nel bellunese. dO\·c è rornunemeute ronos,·iut.a con il nome !orale di " mal di sangue "· Essa pNò rlà hro~·o tal ora anche ad estese cpidemtie. spesso abbastanza graYi . Io ho potuto ossen ·ar·e nellu zona di profìlas~i Brenta-Pia n •-Cismon molti ··asi sporadici di dissenteria e, nell'estate i917, akuni fo,·olaì epidemici, tra I'Ui una esl(•sa epidemia nPlla popolazione ~·ivile di .-\r·siè. don• :;i ebbe•·o oltre 600 <'asi su I OO(J(J abita n li. L'epiden.ìa i> cominciala in giugno ed è continuata fino alla prima decade dell'ottobre, (Juando cioè si è avuto un· conside revole abba:;.samenlo d rlla temperalnrn media e ,;ono incomin<·iate le pioggie . Ad .-\rsié è stato impiantato con mezzi della. Direziom• g~n€ ral e di S<l· nìtil pubblica e ,·on il ,-oncorso d el Cor·po d'armata di sede acl .-\rsiè, rm ospedaletto di isolumento Jlfl' i borghesr, il quale ha funzionato egregiamente '<:on il faY ore d-e.lla popolazione, uCI'Oglienclo la maggior parte dei <·.asi più gravi, in tutto 62 ammalati dal 15 agosto al i o ottobre. I moti i fu l'Ono nel t'OmplE>SSO dell'epidemia 21, di cu i H nel l01·a lt' d'isolamento, Yale a dire l'i r ca il 3.5 "/,.. dell<l morbilitit totale. l l'Oipiti fur·ono quasi esclusivamente contad ini. rct ~ importante ri levare <"he molti c·asi si ebbero in malghe di alta montagna, !ungi dal contagio !'Oll altri malati, ma dove gli uomini vivono in comunanza con gli animali e be,·ono spesso l'acqua di pozzi che servono anche di abbeveratoio agli st..essi animali. Di solito in una stessa fami glia si sono avuti parecchi r<lsi. Gli artigiani, i commercianti ed i benestanti in genere sono stati colpiti solo per er,·czione e cosi pure pochissimi esempi si sono osser--vatt tnt i militari dell.e truppe, sia resid enti, sia di passag·gio nel territorio dell'epidemia. Bisogna notare che ln Direzione di sanità del 10° Corpo d 'armata ha attuato rigorose disposizioni profilattiche, isolamento dei malati in lo··~1li c·ontumaciali , r igorosi? dis infezioni negli <lc'(·anLonamenti, ere . , t?
RE:NlJICONTO S l ' l. fl ' NZI ON:UIENTO DEl. LABORATORIU , ECC.
'li~·
1Ìd pat'St! st.csso nwdiante l e squad re s pec ializzate . impo ne ndo ai soldah la diligente osservanza di n orme ig ie niche, sopratutto di p ulizia. Si è esclusa , sja per i risultati deg li esami de ll e a1·que d egli a<'qued otti , sia per le osservazioni e pidemiologid1e , l'origine idri ca d e lla malat.tia ed. è apparsa ·invec:e evide nte la s ua tt·asmis-sio n e pe r <'Ontagio dire tt.o od in . diretto, fat" ilme nte compre nsibile. dat e le d e plorevoli ··ondizio ni igi e- · nic·he degli abitat i. Di solito do po uno, due g·io rni eli lien ' mal t:ssE•r P, mn talo ra :;enza p1'0dromi , la malattia esordiva quas i impi'Ovv isame nte c.rm d o lori <'olit i, scariclw numerose {fino a 50- 00 n e ll a :Yt h . l, da prima diarroic he, poi dissent.erifor·mi , quasi esdus ih u nentc t' ostituite da muco e sang u e . La febbre <kCompag nav a. questi s intomi , s alendo con pin·o li brividi ne lla g iornata fino a 38°-40°, durava in gener e 6-7 g ior·ni con re miss io ni mattutine di t ~-2· o m o lto maggiori ecl improvv ise fino a 37•-36•-35•, . quando s i an~ van o conte mpo raneam ente e nt e r·orTa~ i<: più o m eno impone nti. Ln G"-7• g iornata la temperatura ··.adeva per r apida li si P la mal.attia volgeva le ntam ent-e a g n a1·ig io n e t·o n la progressiva diminuzio nE> · d e lle s<·arie he disse nte riformi . Altre volte invet·c queste I'Onlinuavano nume l'osissi ~n é l'On ente ro rrag ie : s i avevanu anch e ria}rens ioni ter mic he. il po lso s i fa t·cva piccolo, frcque nti;:;.simo, l'a m rmtlalo assumeva un as pe tt-O soporoso e la morte inter veniva o <'Oli un quadro mo lto s i-
mile allo stato algido dei Tol erosi o per progr·essivo deperimento fino · ad un g rado estre m o di ipotrofta, quas i di essicamc nto d i tutti i tes:;uti. \'i sono s Lati an che casi grav issimi n ei quali la mo d e S<.Jp r ag~ iliJ1se ul prirwi p io de lla malattia in 3"-4" g iornat.a. La s ie roterapia antidi ssente ri•·a, limitata quas i éw lus ivamente a llt•· forme gravi , s i dimos trò effka cc se upplicata ne i primi g io-rni , in qualilo de te rminava ra pida dirnimJ,Zi o ne d e lle S('arich e e soi>rat.utto atte nu azione d e i s into mi tossiemid . In a l1·uni <·.as i g ravissimi no n died e pero; n essun ri:>ultato e no n rna nca ro no esempi, in c ui la m a lattia anch e ~en za t rattan1_ento sie ro terapif'o , d opo un viole nto inizio ,·on 30·40 s.. a. riche pro die rtopo un paio di g io rni volse rapidam'ente a· g uarig ion e.
Ricer<·he battèriologirhe e sierodiagnostk he sono state istituite in· q uasi tutli g li ammalati ricover·a\.i ne l lo<·ale d ' isolame nto , in par·e,Thi d egenti a domic ilio ed in qualt-uno dei pochissimi !'ìoldati c·olpiti dalla · malattia. Come terre no di I'Oltura p e-r l' e~ aJne batte ri olo-gico <ie lle fe('i· ho usato da p pl'ima l'a~ar Drig als k y-Conracli in larg lw piastre, m a po i esdusivame nte J'agar Endo, •·he serve a ltrettanto bene e preRenta mi nore difficoltà di pre parazio'ne. lq un g wppo di infe rmi s i è isolato ctalle fel' i, talo ra q uasi in c ul tura pura. e s pecialme nte ne i JH'imi due gio rni di malattia , il ba(·illo · dissente ri<·o di Shiga-Kruse ed in questi infe rmi si è più o m e no tardivame nt.e dimostrata la presenza nel s iero di sangue delle agglutininespef'ifi che. In due casi si è isolato un bar illo dissent.erico d e l gruppo Flexner. Così ho a<·{·ertato, per la prima volta n ell 'eslille !917. l'esi· :;tenza ne l Bellunese d el ba<'illo dissent-erico di Flexner ; pro babilmen te importatovi dai p rigionieri aus t-riac i, germe <'h e poi ha a vuto una larg a diffusione , d eterminando d elle epide mie autocton e. senza partecipazione · d ello S higa , com e h o potuto ossE>rva re nel 1918 ù1· parecchi c a m pi di . pri-
.
'tl>i• • iYZV
RENDI CONTO S t'l. Ft ' NZIONA:\lENT() IJF: I. 1.:\BOR.H ORIO , ECC.
gio nieri lavoratori· dt:l mantovano. In ultri easi . anche ripe tuli esami di feci non hanno permes:::o di isolare all'un bacillo dissente rico, ma •·epp1 di Bacte rium coli più o r11eno a t ipicr e s pesso l'enter·ocoeco di Thier-
c-eli n. All'uni 1·arallel"i bio logki dei varii germi isolati, rome la fermenta· zione ea acidificazione di alt-uni zucl'heri, quali il saccarosio: il malto· s io e la des trina, non mi parvero rostanti, · ma variar·ono ripet-endo le p rove dopo. permanenza dei genni in coltur-a S tl a g ar semplice e do{XI akuni passaggi, tWr rui non mi sem bra che ad essi s i debba attribuire g ranrle valore differ e nziale . Il caratter i;' biologico, c liP a mio g-iudizi o po:;:; ie(h• sempr·e il più gr·ande e pr,e<·iso significato per dis tinguete i bacilli dissente r·iei dai non dis..c;enter'ici, è in vt>•·e la pr·ova d e lla h~ r·mentaziun P d e l glucosio. P s rò il r·omplesso d ei caratle1·i biologiri autorizza la diag nosi di ba(·.illo dissente rico anr he quando manra la aggJulinabilità del germe isolato da parte -del siero agglutinante spedfieo, perchè tal e agglutinahiliUt ··ompare in qualehe •·aso solo dopo a lcuni passaggi in agar t·omune. E' ris ultato 1·he la tit·et·c:.a, rli sol ito deli('at.a e lu nga, d ei bal'illi dissenteric i nelle fed è coronata rla ~urt·esoo s pet· ialme nte se le :;emitH: sui terreni di coltura vengono pratkate ..on material e da poc·o e m esso e nel primo o sccondn giorno di malattia. P Nciò io non credetei c·he s i d ebba attri b uire impo l'lanza patogenelir a ai molteplil'i te ppi eli bacilli del {'òlon atipi ci isolati dai vari riter eatori, ma a mio gi udizio si devonfl c·ons icterare come agenti della dissente ria bacillare epidemi ca solo i germi ··he no n fennentano il g lmosio c che hanno i earatleri d e l badllù di, Shiga-Ktusc o d e i germi d el gruppo Flexn er . Esistono indubbiame nte delle e nter o•·ol ili clissenleriformi ehe cl in icamente, e sopratutto p er i t·a ratteri delle fel'i, male s i differenziane) dalle forme li evi d ella dissenteria vera, ma po i il derorso d ella malattia per lo più ne attesta la di versa etiologia. Ch·~ n t>lla t-zio log ia di qu este forme abbia impor·tanza il Baclerium coli o quakhe ceppo atipit-o d el g r··uppo r·oli. n on si può dire con s ic urezza. Così ho potuto os:wrvart.> alcuni ··asi di infezioni paratifoidi , che s i sono iniziate 1·ome una f'!assi•·a dissenteria, ma dalle fe•· i s i è tosto isolato il paratifo B ed in breve la malattia ha assunto l'andamento p roprio rJ(;'[ tifo. ··on assai vet osimile l(){'a!izzazi Qne .-o l i ca . Io penso l'he irn r·eallà la di s:'5enteria in se nso din i!'O non è un entità morbos a d ett•rminata da un age nte ~ ti ologico specifìro ed unico, ma è piuttosto una sindrome di flogosi del l'intestino l'l'asso. la quale può esser e provo,·ata da va1·i ge rmi bacter·i •·i, s ia del gruppo t.ifo. s ia d el g ru ppo B aderium (·oli, s ia ùel g ruppo dissen terir·o p r·opri a rne nle d ett{). I ger·mi di que>sto ~ ruppo ( Sh i ga-Kn1 s~ e F lexner, - ·compreso in es:-:o il tipo Strong, H iss, E'Cc· .) sono gli agenti spel'i fi •·i de1la dissente ri a e pidemica e pNlanto a qu csln solla nto d ew esse n~ riservato il tito lo d i ·dis.<>eri te ria bar· illarc, denominando le altte form e come pnteroco liti d issenlt>ri formi. Il quadr o anatomopalnlogi•·o, quale ho potu lo osselTar·e ne ll e autopsie da me esegu ite anc he all'infuori del la e pidemia di Arsiè , varia a "l'•:oncla d el decorso d ella· mala tt ia e d el Petiodo in ru i sopl'avviene
3:! 1
RE:\OI CONTO Sli L Fl:ì'\ZI Oì\A .\ H::NT O DEL LABORATORI O, ECC.
la 1111wte . E' necf•ssario dunque r lle t'analnmo-palo logo teng a prcse ntt·, co me sempre , i clali t·linici. L{' alte r·<tzi o ni anato miche rig tta.rda tJO di solito il g r os:-;o int c::; tino soltanto e s i arrestano alla va lYo la ilecrn •,·ale; di raclo l'ollrepas;;cu w erl inter essan o rultimo lratlo d e ll'il eo pr r 50-1\lO r m .; ,·om e di rado so no limitate ad una ri strett<~ l)Orzi o ne d el (·olo n. Ape t·to l'addom e di u n di s~c nte ri ro . all'is pez ione s i rileva di solito c·h e il nasso è pi1·colo, J:>onlralto, a pareti i s pcs~ i te , ,·on l'O uge:'tion ~;: vas ale diff usa od a zo n ~J; i ga ng li linfulic i m eso,·olir i sono in~rossali t>d it>.er t>mi<'i ; matwa od t.l rnodi,·o i l tumore di milza . .-\perlo l'intestino , il t"Onte nuto ne i t'USi ac utissimi è l iquido. l'OSSOg-rig iastro, r onlen e nJte Hbbo ndan tissimi fiOtThi di 0111 <'0 e la l)arc te appare ,-ellutata. di c olor rosso Yirwso. Allo ntan-alo il ::;ang ue ed il nnwopus t·hp la rit·opre, s i osservano e!'tese zo ne necrolic·he. c-o n un I'ivesti11lt'nto fihrinoso ade re nte, rosi da I'Osliluire ,·ome pseudo m embr<tll ~J ~li fte J'idl e, e qu~·st.e zone 5nno allcruatc r on aree. d ove la rm.J,·o:;a è completanwnl e c aduta, c.o me dimo:;~ra l'esame isto log-ieo, c: ri lllang ono e:;tesissime ul cen' piant·g-gianti·. poco approfrmdile. a ~·onton1 0 iJTegolaJ·e. Qua e là s i no tano isole di rmwosa (·o nservata e s pic·cano c·onw 1·apol'(:hie di spillo crasp e tto vitreo g li sborc hi d e ll e g hiando le llllH:OS.t'. fit' invec·e, com e in altri casi, la morte sopraggiunge in un periodn tarrliYO, intorno al 20° gi orno di mulattia o Jliù in lù , l'infiltrazione <il'lla pare t-e d e l tTh.Sso è più c·ospil' ua, s i l.ro n1 in 1·erti tratti g iù avviato i l processo di riparazio ne cl ella mltl.:osa, le estese zo ne u k e rale sono detNse e pig me n latc in brun o, o g ià prevale p i ~Jtt.osto una diffus a atrofia dell a mueosa stessa , (·he a p pare di colo r ar<lesia l'·o. s perie. quando Il\ m o l'te avvie ne .ancora più tardi , n~·r fatal e e prog r essivo maras ma . DaJ <'Onl.tm uto intPstinalc r·accollo all'autops ia più diffic ile che dalle fe<>.ctap pe na em esse i.• !"isolame nto d e i bacilli disr:e nteJ'ic i, in due ca s i mi è ;: tnto possibjle isolare il bae illo di ~ ln g-a dai g ang li m esentet"it"i ed i11 nnn di qu e5li anl' h e òalla milza .
YI. -
Mfllaria .
Xél laboratorio batt.t?rio logico di Fe ltre, durante il primo ann o di set·,·izio, e più pr·ecis amr nte dal 25 a gosto 191 5 al 3 l d irembt'e i910, sopra un totale di 3232 t!sami vari , sono stati eseguiti in tulto 12 acc:er la menti di malaria c011 .e s ito posiLiYo. l.'n numero quanto mai esiguo! E si trattava di quattro ho1·g hes i, (J ue d o nnl' e due uomini d el fe ltrino ) , ed otto soldati . Gli un i avevan o contratta la malaria pe r ave r lavorato -1·o m e operai in zon e malaric he d elle limitt•ofe pt·ovinf'ie di P adova .e di 1'1·e vis o e prese ntavano due foJ·m e d1 lcrzann. li eve , una di quat·tana e d u na di f'Slivo-autunnalc. Gli altri e r·ano malarici noni ci ]Jrove nienti da Yari e r egioni malaric he d' ltaliél e ,;i m:certaJ·e rro in essi q uattro estivoautunnali e quattro form t' di terz.cLna lieve. ~el 1917 invece, dal gen naio al Q novembJ'è, i m a la1' i1'i a c, ·eJ·tali ron re::ame d el sangue furo no r it·,~a 300, quas i tu tt i solda ti e po,·hi opera 1 ~
11 -
G i o rnal e di 111(' d.ìd >H1 mi lita ri'. -- F a,:c. lV. l
;~:?:!
REji;OJC<JNTO Sl"l. ~TNZIO~A .\lt;;NTO DE:L 1.:\BORr\TORIO , ECC.
militarizzati r lle an' HUlO <'Onlnt!l.a lu Jll<IIaria. durante la guerra attua li! in :\'l acedonia, i11 Albania. nel ba:'--'0 lsonzo e n(:'l lc lugune \"t>nt'le lr<t rr~(JIIZll ed ì l Po. Malarici accertati nel laboratorio batteriologico di feltre dal Jo gennaio al 6 novembre 1917.
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:\'t' Ila ma~ ::; ima purl e clf·i casi sì lratta,·a di iufezioni maluriclle rli
IZU(•t-ra e solo una r•nuranlina et·a.no antichi Jllalari ci (Italia, Libia , .-\meri~·a J , a r ruolali in i:-;tato d ' infezione lal ~ nte . Negli ammalètti JWOYt'nìenti dalla Mac·edonia J·is ultò JJI"€domìuare di gran lunga la tcrzana s nll<~ t·slivo-au tunnalc, t·onlrarian tente a fJUU!ltO osserYò l'Abrami nel labora · torio dw Zeìlenlik. il <:h(• signi fìr-<1 proha.bilmenle l'ile ;:uwhc in :\!lace· donia le forme della malaria. \"al·iano da luogo a luogo e da stagione a :'tagi o n~.
Nel sang-ue dei soldati che aveva.no c·ontratta la. malaria del le zo1w del litorale adriatico si rinvenne di rado il para:ssila della quartana , piit frequ entemente quello della terzana., ma predlumìnava il Lan•dania praer·ox. Questa o;;serva.zione è in completo ac•·ordo con quanto è stato osserYalo eia me J)CI'::onalmcnte ncll'agost0 del 191(3 in quella zonu ma· Jariq1. l<wunare del basso Si le. dove si è i>\"Olta l"ult.ima fase della no· stn\ guerra. ln c·arit-alo di r·ompiP J"e j,·i ait'une ri1·e rche epidemiologil'he, ho tro· vnto nei soldati e negl i oper·ai laYoratori, llla :;opralutlo nella pop0ta· zione ci,·ile, il quadro pìi1 impr,ef;i.>ÌOil<ln le della ma laria trrave, qua le p11u tront re paragone lll'l paesi più rluram rn lr I'Oipiti. dell'Agro l'O·
m:NOICUNTCI :Sl'l. Ft:NZIONA :\ IENTO OKL I.AilORATORIO, ECC.
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mano c della Maren1n1a. F<Jmigli e i11l t> rr di n:nti. tr·pnla pe1·sone. :-;t•nz<t errczione affette da mala1·ia Nl ane mia gntY~>, qttasi tutte quotidianamen te fel)br·icitanti , molle con i st•g-ni d(·lla nl<'he:"sia pal11,;tre avanzata! Le zanzare o·atturate JH'ill' abilai',ioni t• IIClle ::;lalle erano in IIIH:SSÌ!lJa parte anofeli e molle s i ri~o·nnlnnono infetle. L't'~ame dd sangue de1 malati mis~ allmnd in l' \'idL•nza quasi e.sr lii Si\·aiiJt'nlt' il LHH' ol allia J)J'at•rux con form(> encioglob ttl<tri nunwrose a pan•c• ·llie g(•nerazioni (' numerose semilttne. Lt• infezioni di l.t' rzana e di quarlana rappresc•ntaqno l't••·!'l"Zione. Tale quadro si è ripetuto nei sold-a ti pt·on•11ienti dallt> la~unc adriatil'l1e. Deguo di par~ic·olan• mcnzion<· è un fatto o·ltt' riguarda I:.L Z0111Cdi Monfalcone . l •·asi di infeziont' malarint •·011 lratla nt'l HJi5 t' nel 1916 erano ·i n pn·valt'ni'.<t di lerzana, quelli dt• l Hl17 quasi (.'::;du:;i\'arnenLe di estivo-autunnal<:. E' n•J·to l'ltl· le condizioni epidemiologiche clelia malaria var·iano da ltrOgo a ltto~w . nel .-:enso clw in alrunt> zOlle 111alari1·he preval e uua fornm ed in altre ne pr.en\ lt" un'altra . Come lll'l hasso Sii!• non sono molte frequenti la let·zanu. e la quartana e preqtl t• l'r.stivo- allt.unna~e . cosi nel mantoYano, J>L'r esempio, o nell'agro pan~::>f;l qup:;ta, p rima d ella gu<~ r·ra, er·a raris:= ima c prNiominavano le pr inw· flUI' .
Mu ora 1\t' l manturnno ha falla la s ua ··utilparsn <U11'he l'e:-;tiYO-autunnale, clw prima vi e ra s•·onosciuta , cnn il corteo <ie ll e febbri malaric he c·ornilatP e dcll.a pt>rnic·iosa mort.ali. L't• piderniologia dunque s i è mutata r·ome ho rit-ord1Llo nel lu zona di Monfalt-oue. Cnsi ho notato l'Ire soldati c· he appartenevano ad uno stesso t·orpo e 1'11.e ave\' a no contralto la malaria nella s tc:-;,;a loca li lit, pnrllt\·ano di ="Olrto nel sa n~ue la si<':-!"-a SPl·o·ic di ernntozoo. \'1 r. -
flf,•ri .
Nella ZO lla di profilassi Brellla-Ci:;llrnn i primi ca:-;ì fii illero <']lidcmil·o sono sl«ti risco ntr·ati durante l'estat.L' i 9J6; di parli c·olar·c interesse t> stata l'epidemia osservata nel comune eli Arsiè. dell.a qualt:: s i potemno :'t'~llÌI'e Je \'àl'Ìe tappe Nl assislen• o·o:;i a t11lta lilla Sll<'l'CS:-;ione r!i fatti epic!Nn iologici. Un re parto di tr-uppe provenie11li dal fronte or ienta le, Ila fll'l:'Senlalo, nell'ago:;to i916, i primi casi di iLte ro nella loo ·al itù (li Cima Gallo, monte situato 11el {'Omunt> di Ar·s iè, il cui territorio con i l capoluogo e le fra zioni principali :::i c;:;tl'nde . alJ~ pencli t'i eli dett.o monte, h'a Br·Pnta e Cismon : nell'angolo formato dalla confluenza dei due fiumi. Ln seguito la malaltia si è lentamente diffusa sia ai mil;tari l'Ile alla popolazione c·ivile di Fastro (dove shorra la strada dì Cirna Gillio), di S. Vito, d i .-\rsiè. In dipend.e nza J 'un altro focolaio a Cismon, l'illero ri salendo il c·orso del fium e , ha c·olpilo la. popolazione c•ivile di lncin e Ro(·c·a di Ar·siè. l cen tJ·i abil<tti sono pic.coli; abbondano invec-€ le t'ilSt:! isolate pt·r la montagna ed in queste le forme eli itte ro sono state molto più rare 1·he nei paesetti, dove nna huonn parle della popolazione è, ::;tala colpita. D a un calcolo .apprussimali\·o r·ic:.ultr.rebbere l'he ha contratto la malattia cin·a il 5 % d ella totalili1 deg·li nbitanti de-l Comune eli Arsiè.
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BE.'lf\lCOi\TO Sl'L FL' NZ itlNA.\lENT!l UEL LABORATOSII), J::.CC.
Qut':::la. forma di ill~·ro Ila 11:":-'trulo cluncpre Lllr indubbio t"araltt'rt: epidE'mi•·u, ma 11011 pane e~~èn' t·ontagiosa, bendH>. non siano mam·ali. t·asi in ,·ui quasi lttlt e le perl'Oilè d'n11a sles;;:a famiglia sono s tate c·olpile l'una dopo l'altra. ?\t' i dintorni rlt'l focola.io 0pidem i('o di .\rs iè si è osset·,·ato quakhe caso sporadiro nell<t popolazion~ ci,·ile di Fonza~. ùi Seren t'di Pellrt~. ~1 olti itteri··i, pronnienti dalle truppe del fronte Vernoi-Cislllon. sono inoltre :;lati ri. ·on• t·ati di pas;;ag·gio n.ell'ospedale da r·a nt po <164 a Ft•llre . L' illero ppidt•mi,·o non (~l'Il una ntalallia nuova n el Ji'e ltrino; i nwdi•· i ri,·ord<tntno l'i r nt un d c>• ·t>nnio a ddi t•lro un'ypidemia mollo ;;imile ~ì CJlll'lla dl'l t9 :u. l 'n medico watico di F~ltre. illu stre pellagrolugo, da un lrt•ntennio primario 1 1 ell'o~pectale civi le dt•lla c illù, il dott. Alpago-No,·ello, mi scr·i" e una pag-ina ctP' ~uoi ricMdi. d te io cr·edo mollo util e: riportare lt>~tualrm·nlE:•:
• :o\d H)< ,_ç; <l$~('n·ai a Ft:ltrt· uu a ,,. r, ,·pidt'tl JÌa tli i/lfri: itl c'tlf,nmlc: 11.: ,. j,Jj e "._·unti circa 151, c:t..;.i; Ì() ~tc.:,~o fui il quarto tli ;;;ut:~ti . « Ln nt:~.l::nti:l pr(•!--t:HI ~ · )n C'011'-'11c.._ta ~i tH.lrn11J t' della co:-.à th:tta ith:rhia ct,tarrah:: • prodronti ali(> :<iom~"'"· ('on~i~t<' lll i in :ll ton.- -.-.in t· tli~p.:p~i:t, ~"xuiti tlopo circa un a • ~etti tu aua , o Jt1 tll(l 1 ,l:.ll'ittl·rn, éH"l'•ll11p~11.!"1Wlo (la nau!''c l' -'{>t·ci""· •la grttnù •.: pnr • «trnzion~: <h:llt· fnrt.<·: freqnt'lll<' la :<titit-he'l.>a, l'o-.taurc: l':tpire:<~ i a. Il tleènr,;o mt'lhO • fu tli tr~: :<t:trinw ne.; l'O! riappnrin.: dt:llt~ ('olor uziont· fn·alt: cnincìdc,·a no i primi « :--in!Oilli :<ulohit·Hi,·: eli n•i).:lior:tllh.: llltl. Tutti ).(li atmuala ti guarir<mo, ('('n:tto uuo • ,;oC'('OJuhuto rapidaua:nt<· n ll'i111pron·i~o i n,orgt·rt· dd l11 :<i utomatulogia tlè'll'atroli(t « ,t:i;d )a acnta.
• .\ n:n<ln \oluw infoJ·marmi <è in :li 1ri pa ... ~i rl\'i diuturni , c _iu qu al i, <:i fvl'"<" n,. un't·guak <"pid~:uti;, di iltt·rixia l'atarntlc, potl.'i aeccnarmi che qu<"ll:t Ùt • Feltre· era ~lata Jll'l.'l't:dlll:t tla altra aifatto ~imilt-, ,-,·i lu ppata~i nt·lln ('Ontcruliut• zona • de l tn:\'igi::tuo, cio~· a \ 'a hluhloiadc tt<· cd a l'~· tlt"rol>ha, t· da quc-qj pa~:si prop<tgata:<i, • nltr;l\·er~o i C'Olllllui tli .\ laun rl i l•i.l''C' c: (li ~m,ro. a F,·ltrt·. • l t .'>" casi C"in·a ~narc~:uuati fun•nv 1t1tli pt·r,ouahn<:ut<.: o,;,.cn·ati t· c url'l!i •la « lll<': qua,;i tutti 11<·11<· pri,·:nt• fnmi g li., tli ('ittà, podti"simi iu o:<J)l.'<lale: p•·rriò a ,i • t·«!<i ,·a agginnto :<in:r:~meJ: l t' 1111 ('t'rte• nuiJH·rn di nltri, curati dagli altri t•o ll eg hi ~ ndln t·itt:ì ,.t,·,<-.a durant e il :t:tllpo in <' tti io, tt <>lt potendo piì1 rc:~l!en• alle f:ltil'it<: • dt'l\'e<~·n·izio proie!'-:i•nHtl,• per l'inten ~<l prl)>' tr:vion~: di forze eau,.:ata tlalln m a lattia . • dtH'ett i stan11euc in ca:<.t •· .!:trantc l'altro traM·<>r"l> pc:r la L'Otl\':tl<"~t:<" ll>:t n e lla mi a • rampngna. (Feltro: . ;. tiÌCt:ltJhrt· HJII> ) •. « rifi(':Jta
L'i(tl•l'o epidemi•·o non er·a dtllliftll" una malattia nuo,·a, nè soll<.inlo una e pidemia di guerra. Nel laboratorio. da me dir'èllo, furono i:;l iluik ri .. en·he s is temalic·lw in 49 <·asi el i itl er o - sold ati e anche akuni borghesi - ('ioè: esame microst·opi<·o del S<lngue, siero agg]utinazione p e1· tifo, p.aratifo A e B. ernontltura in bile, brodo e brodo-sit'roasciLe: in parerr hi. esame dt'l l"ed imcnto urillario al paraboloidc: in lutti , iniezioni nel periloneo eli una r·a \'ia di lre-r·inque-dit'f·i c.r. di ~angue appena estratto da una vena dell'ammalalo ed in alruni anc·lle iniezione di sedimento urinario sotto rute. l risultati fmono in grnrrc ncgatiYi. Sopra 49 rasi , in uno solo, eli cui fu pubblit·ala la notizia dal JH'Of. Arllillr Monti nella sua memoria sull'itle r·o spi roc.het ico, la c~nia inie.ttata è morta dopo dieci g iorni dalla inoculazicllw, ron ilt.ero, manifesta r·eazione di pigrnenli blliari nelle uri n e l'd aJb u mi n uri ;t, ~l'nt~a prese nza d i c·i l i rtd ri.
RENDICONTO SUL F CNZIONA~:IENTO DEL LABORATORIO , ECC .
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All 'autopsia si J' isl·ontraro no estese emorragi e polmonari ed emorragie puntiformi della p<u·elè addominal e. capsule s urre nali ingro:'isale, non emorragiche, reni 1·ongesti t• ,·on faW clegf!lleralivi pare nchimali , milza e fegato di aspetto pressochè llormal e. Neg·li strisc i del fegato, colorati con il m etoòo Romanows ki , s i osservarono s pirod1elt> piuttosto rare, a spire allungate un po' larghe ed irregolal'i ; quakhe .-olta i parassiti erano ri,·urvi e !)l'esentavano un'estremità. leggermente ri go nfia, l'O m e si rileva dal seguente disegno (fig. 1) : Il materiale di questo casv di itlero spirorlre lico. il prin10 dimos tralo ::;perimeulalmenle nel territorio cldla IV• ..\rmata e nella po polazione civile, proveniva da un'ammalata di Feltre. t'C'l'la P. R. :vtarin, di anni 2G,
Ytgur11 1. - (.'aria rllerwu, t l gennaio !!Ili l'cgutc>, -tl'l~;CiO. colorazione Romanowaky · (\\'rfght'e i\loolflcalloo) soJ.,I(l "'. ('. UlJ, fmin . ·llliO;t. J 12 Kor. - Ocul. ~ COIUIJ. Kor. - Camcoa lucida K or.
dt>gen te nell'osp-edale civile di Santa Maria del P 1·ato , durante l'ultima. dec·ade d e l òic•embre 191 6. · l )ifLero aveva decorso c·on s indrom e di discre ta g t·ayitù e presentava una curva tcrmi<'a nella tiunle 12rano inl~ressanti due a1·cess i febbrili iniziatis i (·on brivido al secondo ed al setfìmo giomo rli clegenza.. La malattia passò a guarigione in c·irca 15 giorni. ~ ' Ins ie me con questi nQn matkarono altri cas i di ittero. d E' i quali fct possibile s tabilire l'eziolog ia. Così fu a•·cedat o, m ediante la siC'rodiagnosi, un tipico esempio di ittero rli n<tl.ura tipin~ . il quale ebbe il decor~o <'linil'O e la s indrome consue ta in questa malattia. In altri quattro ca~t s i tr attava rli una settil'emia s treJ)lo o s tafìloc·ocl'ica in «Il o. comPllt' ata con ittero . Tra l.e nun1e rose autopsie eseguile, <·inquf> furono di itt eric i, ma nessuna di ittero epide miro, giacr·hè s i trattava in un caso di colec-istite e d an~i?colite strertococc·ica, in altri lre di seu.icemia streptococcica eli ot·t~me otitica e nel quinto di s,elticemia s trepto<'occir a con epatite. epi5?-Gti? ultimo di un a pleurite cronic·a. di natura tuherrolar('. Le alteraZlon1 epatir·he in qu esti ca s i si poterono in ~·o mpl es~o avvil'inare al quadt·o d e ll' alt·ofìa gialla ac·uta del fegato. \
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ROiOfCONTII :;1 · 1. FTNZIIIN.\ .\IE:\Til DEL
LAB(IRATtiR ll), F:t:<..: .
.-\llri IIW!!Iio di Jllt' , •·llt' 111i 80110 Lrm·ulo sn lla11l n i11 alcun i dt>Lermi· wtli !"PIIOI'i della zo11a di g"t1erra, hanno ··erlo potuto rat"~"ogli e re e Hl~li; n·e i ri,-tdtati gent>ntl i dl•lrorganizzazion e profìlattil'a del nostro esPI'· ,·ilo in ··ampo. CO iwOI'rit• or·ga11izzazionl' :'l;lllilarìa, militare e ··i\'ile, dw ,-i t> ,·a l~a dì tuili g-li wHnini ,·ompl'lt•nli dt>ll'inlera nazione. 1 buoni ri !" ultati oltt•JJUti tH.' r·~uudunn dt•lla nen~~~ità che molti degli Ol'gani JII'Ofìlallio·i nt lo\·i •·011tìnuino il funziomll'e a11•·he per il dopo-guerra. \llnlto ì.• <tllo·ora rl11. rinnm·an·. fili utlkiali Slt llilari <I1'\'0IIO P!":Wn• sollralti alle inftu enze l o•·<ili l'd ullt• dicniL·lt> pt•r<:onali. 1· JH'l'riò taiP !'Uriea è inCJ)tnpatibilp con l'utfiC'io di nwdi,·o •·(HHlutto n •·ontunqllf' t':'er,.itantr la pr·ofessiont ; i.· lll'· r·t·:-;:<a r iu 1'111• ~li ullinali ;o;H ifilari siano fu11zionari ~ovt•rnativi, indipe11 · dl'11ti llalh· aulorilit •·onltlll<lii c fornili di pntl'ri eRt'ntli\'i. in modo r htle di,;po::;iz ioni pmfilatlicllt• da es~i onl inak vcntrano rapidanH·ni P ese_ ! wilt· in onta[!gio alla nonna « .wl11s }mbhlìra · SUJJTf"lli" lrr " · La pnJfila ~,- i nnn ~i inizia •·Olt i rwo,·ndimenti <:nnitari dmtro l.e flla· lallit• inh•ILI\·P. JliCt dt• \'(' J)rcn•nire qut:'sle nPI <:t·n~o più lato. inc·ominnando ··nn k OJH'l'l' di ri<:anilllt l'lllO <iPI suolo. cnn l'ig·i ene rlell{' abita· zioni <'l'l'., r·ort la ]n· npa~a11da e •·on l"i:ilruzione. dirclle allo s,·opo dì fonnare ntlk popolazioni 1111<1. ('osril'llza igieni•·n. l~rl è per·,·i<) da uugur<Ht• o·ltp pos,;ano (;'S:'t' re ··nn<:t• rnltc od i:;titltilr k suddi,·isioni dcllt- prn,·incie in zont' rli prufi la;:;si , •·on uflkiali <:anilnri •·api zona o rir,·onda· r·iali (• lalinratori l iitlttrio l n~i··i per il rapido arTerlamento d elll.' rnalal l i t· Ìllft·ltin, org-ani t•:::st·lfi:Ìiili rwr l"t·:'l'l'•·izio 1h•lla pullillit'<t ìgit:·lll' .
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APPUNTI CLINlCI DI TRAUMATOLOGIA DI GUERR A (Marzo-settembre 1917) pt: r i l • lo r t . Giuseppe Pisanò, Jnagg i<' re medico.
:" t' l f~:~scil:o l o l\" (cqWile 1919 1 rle\ uiomaf,. di m cd itina 'lll i liltlfl' lt:; puhh li •·<tlo alr unt> osservazi oni dini ("he s ui ('aSi di ferite e lrauma tisnti d i g·m•rra os:-:t>r·,·ati nel pel"indo dal lug·Jio 1915 al febbrai o 1916 in un osped a letto da ram po. Tali o::sen·azi oni cht• si ripot·tanu ag li inizi ciel ,-nnf litto t•uro peo, ri :'PE'<"("hiano sopl"a lu tlo l'a!:isenza di un ben definit o tndirizzo lera pc uli •·o del l<' ],•::;ioni el i g-ui:' IT<l. lt• t--sitaziorri , i clubl>i ,·orr i qua li !:ii lru,·arono alle prese t11tti ··olor o r lre, sbalza ti d'un tratto dal q uit lo t:>Sep·i;r.ìu professionale del tempo dì. pa•·e, nel turbi11e guerres(·o, rlu lla poncl et'hlà t'calma d ects ionL' . al la ri ~o luz i un e rapida , intui liva. d i" · l,itra s pesso di Yit a o di tnOl't e, ce rcaron CJ ··on Sl"arso sur •·esso una diretlml rw llt' tog ruwmi dr lnwmrtlulogia <: Ile si dimo:-;trarono in molle Pitl'· lr ,.;n rpa~;-;al~> t' illntno dli,·,.;,•ro un lu nrt• a quanto t'<Hl5<wra,·a l"esperi L•nZH di un ann u dr g-ut>rra da. p nrl..:- di a ltrt> nazi on1. l\on lrontrono c li P l" rileri e metodi non più ris pondc: nli alln s1·opo, timori ingiuslifit-ati, ('S Ì)(; zi olli rlanrH,~t' t' nna incredrbil<.', •n\'erosrrnrlE· <>Jiigcri r dr n.t> todi IIIWI' i, d i idee 11tW'' '' • eli ··on,·etli lllffJt~i . molli , lmppi dei quali mal celavano la. r i m·ern ic iatura fretlolosamenlt' data. Cn rw ltHi t'\"O ··o n la llll?l<tnr·on ica •·onstatazionl? .. Ile fra tanta baraond a " t>nt ··oslre"tlo il r hirurgo a pro1·e<ierr u11 po' a lume elci bu on senso, e huo11 pt•r lu i. rn a. mollo più P" l' i l fPrito. :;e di llu on senso er·a dotalo u. l ns iste,·u s u la nen•l;:-; itit di far tesor o eli tutto qu anto la propria espet'!t-n za e l"espt: rièllZU a ltrui prr0 insegnar<·; nnlla lasc iando sfug{!ire d: qup l dlt:> ('api t..a solto l 'ossl' r· v a:~.i o n <•, J1( '1' quanto lrast·urahi ll.' ,, banalP l•O:-~ a app11ri n ·. l 111'esen ti a ppunti rig-tliu·rlan n inYece un periodo di tempo, dal m arzu a l ~t• tt c mbre 191 7, m·l qua le Il' 111 ig lior a le I'Onrlizinni del servizio sani:la r·io i n gerH: r·e, pur non l'(•ali z:t, a lld0 l.l ll•·OI'a lutto q uanto era stato IIHlll mano pr·e,•oni zzalo da Ya r·i csserYatori , •·on::;e11li vano tuttavia una p i il rwu lutu t'd eflk an• .assistenza rl!'i nulllei'Osi fer·iti l'he di continuo il fr·onte d i hullag lia rinrsan.1 rw ll e rl'lr·òv ie. Nel periodo s uddetto, ritornato '~P P~ rta d al servizio reggimcnt.a le ove ero riuscito ad or·ganizzarc un effi ,."a'1'e :;on·orso oper·ali vo moli<> dappresso alle pr·ime lince (v. Pofit li1111''" · _ fase· . 17, a. 1917) , e frest·o q uin<ii di una es perienza oltremodo iMr u ttn:a, l?blli affid ato un ospfld aletlo da '"arnpo (n . 91} situato da prima ;wll a pr a nura del bac;.-.;(' 1:-oll zo. lra~ferito in scp11lo. in 0('Casione dcll'ofl"!l::'J\"It dell a Bainsiz1w. pJ'rsso lP lnP1f!e o pentnl! in qu .:stn sr ttore, c de:-lrn.a_tn a r kevet·e feriti nell r l" :tYitir ·(in ispel'ial m odo toracici l e ft•r iti ~na \"r rlegli arti. 11 ftmzion~unen ln ~lel l'os p,•da l t't l o, Sll!Jì in conscg-uc117.a rle l ca mb iu
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APPI ' NTJ CJ,!N' lt: l DJ TRAL\JATOLOfòlA J')l vU::RRA
di ::;ede e per g li inòispensabili lavot·i di riattam e nto, una inten·uziOih) eli ··irta 2 m esi (g iugno-lug li o) e l'intenso lavor o 1:ui fu sottopos to duranlc gli uiLimi te mpi, fu bru ~c.am!mte troncato j~ l k doiorose Yicende di Caporetto, per le quali oltre al ricco materiale di c ui m·a d otato andò anche perduta una inte ressante rf\Ct:Olla d1 p ezzi analomo-patologici. rig~; ardanti lùsioni cardiache, polmonari e d e i visceri addominali , t'at.'· col ta ehe sA rebbe riusci ta molto t1ti le per la d ocumentazione esatta di quanto and rò e:spor.rndo in ~t'gu ilo. Numerosi feriti furono cu rali nei 5 mesi di effettiYo funzioname nto d e ll'ospedaletto, circa k28, e qe!Ja g •·andis::;im u maggio ranza m olto gTa\·i, tanto t: he ben 18 g iunsero g iù morti o moribondi e altri 19 m or irono dopo poche ore per shock. E s i badi che i: trasporto dalla linea all'ospeò ale YCni va fa tto dalle autoambulanze in c irca un'orn . Pmh·oppo J;l moltip!ir·ità di tali ferite. la nls tit;ì, il ··ontempomneo inlereS§amenlo di part.i vitalissime d e l .corpo. rendevan•> ~ovente inèfti<"ace o tard h·n ogn i soccorso. Pur tuttavia ~ i ebbe c.,) mpl ess i nlm~n t e una pt·rCP'1· luale di mortalilù d el 12 'ì~ . IYHlltO soddi sfat·enle q u ando si cons ideri che t;irca 21H. d elle f0rite c.: uraLt• Nanv mppre$cntale da lesioni g raYi dell~ <"avità , e d el le ferite ciel!! i arti: 12 i en; no complicate da lesioni o~see od arti ~: olad . La gr a vi lit era t'(J:'Ì acrentuala sopraLu tto pere h è t' o m e causa 'ulne):(lnte era no ne tlAme nlt' preclOI'n inanti i pro ie ttili d'artiglieria iCi rca. 532 Cl:hsi ) : solo 179 le ferile da fucile. 53 quelle da g ranata a mano. Non è qnindi il c.aso di mtratleners i s ui peculiari aspetti d elle ferile nei riguardi d egli agenti vulneranli. trattando~i di a rgom e nto ben nolo dopo la prolungata esperie nza fatt.a; ::;ar ù piuttosto opportuno dest: river e con qua k ile parlicolar!' le le:;ioni a st•tonda d ~ll e regioni, deg·li organi rol pili, s1wc·ie in r·clazi o ne con le rli r rttive terapeutirhe meSSf' in opera e con i l'isullati otlenuli . . Le maggior·i disc·ussion i, le rlivN·genze p i li strid ent.i sono appunto in questo.rampo. Su m o lti punti t'OnlrO\·ersi non è s tata ancora detta l'ultima parola, e le polemir ht' più appassionate e più convinte non han· · no ancora. diradato l'i n certezza d elle vedu te . Do\·e fa eli retto una ··~g-ol ,t hen d e finita può s upplirf" solo la ~o mm a di e~nerienza condotta con St- · rietà di intenti E' l'igoroso s pi ~·ito di (' J'ili('a sere na . Questi appunti , a somigl ianza di quelli g ià puhhlicali. hanno il sol •1 gropo di c.ontr·ibnirE nc·i limi ti roncPssi alle mie forze al poder·os0 tri-
buto di lavoro. di opel'Osilil r di osservazi one rhe la (')asse medir·a italiana ha dato senza risparmi o nE'l tremendo confliL(o mondiale. Sarà p e•· me c;uffh-.i e n te 1u·t>z7.o dell'opera l'aver di m ostr a t o c·lw f<L opera buona. e rom men ciemlr solo oucl c hirurgo c'hl? non si a tti ene a st l'ette r egole, a clirettiYe univoche, ma con p r ontezza pari a la prudenza sa dis('erner e ed applit·are caso per t·aso i ··riteri tera pèulil' i pilt aclatìi e l liù rispondenti al fin e, rhe i> (Jttrllo di salvar·e la Yita non solo, ma rispar·miare al possib ile la funzione degli or gani più importanti. Sono state os::;er ntle in numero di 76, tlellt• quali 21 ron chiari sintomi di penc•t razione ton lesioni cerebrali , i8 con pan·ziale lesione de lla ter·a ossea. le altre inlere~~nli in modo più o meno este:so l e sole parti molli. La~(· ia11d o da parte le lesioni superficiali dH~ i. Ji ,,,il'' ('T((nit 111'· -
APPl'NTJ C uJNI Cl Ol TRAl')J.-\TOLOttJA DI GCJ::RRA
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non presentono a lctm inlere:.s~ SJJe<'i ale, dal:l la be ni~nità loro e la lt> Itdt'nza a g ua rire prontamente pe r lu J'it:ra in·orazione sanguigna dei tes:;ut.i, prender·ò in esame solo le lesioni interes::>anti in modo più o m e no completo la scatola cranica ed il s uo contenuto. Fra la tendenza di rol01·o c he vorre.bhero s'inlervH ng a tutte le volle ~· Il e l'osso appaia leso, e quella degli astensionisti aù oJtr·anza, il mio romporlamento ha segnato un;L Yia eh mezzo , utilizzando i criterii più opportuni a se('onda dei easi che capila \·ano soLto l'osserYazione . L'inte rve nto è slal{l di r egola in tutte le fe riLe ne ll e qua li le lesion i nsseè, m e n i ngee e cer e bral i •·osti tu iv a no rlei foro l ai d i distruzione più o m eno estesi, qualclw volta (·o n permanellza ùel corpo estra neo e quindi con massima tendenza alle più g ravi compìicazioni settic he . L'atto operativo si proponeva di asportaJ't' le sostanze cstnlJ1ee l'he auitualmenle sì FÌS<'On lrauo in quasi tutte le ferite, spec ie in que lle d'ar t iglieria. r egolarizzare la f1·attma togliendo 1·on la sgorbia e lo sealpc Ilo i margini irregolarmenle sfnmgiat.J, n('e rrure le sc heggette ossee evenlualnwntc a ffo ndate n el t·e rn l]o, ripulire d E> li catame nt~ il focolaio di sfètce lo d .:l lrt sostanza nervosa sles..<:.a , prat.icul·e in a l trr pal'ole sul le ferit e d ~l c.:> r,-e!]o quella disinft' zio ne m eccanica rhe. nelle fer ite in fll'ne r·c s i è dJmostrata s uperior t ad ogni altra. La eranie<.:tomia ,·eniYa esegui ta dopo la lonllizzazionc radiost·opit·a di eventuali corpi ~·slmn ei, solto r.arcusi dor oformi ca , la quale è beni ssimo tolle rata dagli operati e non lta bisogno di forh d osi rlalo lo stato di s ubl'oscenza nel quale in genere s i trova no tali fe riti . l:ìi è dala la prefE> r·e nza a l tagl io in not ~C de ll e parli molli , in m rJdo da fc)l'mare 1 lentbi ··u t.aneo- perioslei dtc venivano nrrO\'CSI'iati e tenuti fermi da g rossi klemmcr ··m·vi dis post i lungo i margini s ui quali esen .:iLavano una sufficien te compress ione e mostatica. Dopo nn dilige nt.e esam(? de lla ferila. dw veniva ac,·uratamenlt> deter sa, s i faf·e va l'asportazione di tutte le schege-ie c he apparivano di st,a,·,·at e ~·o mpl etam e nte dal resto, sp ingen do l'esplorazio ne nel focolaio di dis truzione t:er ebral c. Se la br·e•Tia cosi ri~ultante era s uliìcic ntc u dominar<! bene ia parL(I profonda 'della ferita , si p•·aLìcava ~olo una limjtata rcg·olar·izzazione i'lt>lle aspe r·itit d ei bor·di ossei , altrimenti s i .allargava rapidam enle con la sgorbia e la pinza os- s i v ora MontenoYes i la breccia s lt·s~a. cr?andosi un pass aggio s uffic iente u ll'ulte riore e~a m e rle lla feriLa. Si trattava quasi :sem pre di ampl i <m~ nperlu re g ià esi:;len ti. In un ~v lo ca :so loçal izzaz1one di pall elta nl!! l <~ ros:-m oc,· t pi la IL' destra 1'011 . iuro d 'entrata alla re~ion e te mporo-pa.ri etale d e llo stesso la t o - bisog nò ia1·s i strada attran•rso rosso sano e la breccia fu fa tta non con la corona del trapano. ma a col!) i di scal pe llo e ampliata con la Mont enovcsi. :::embrò a rnc ((ll esto :-.tslem a rr e fu·ib!h~ a quello con il tmpano }J<'rchè t'i si r e nde n: Egho conto di quello che si fa. L'ampi ezza d e llt' brcccie ossee Yariant a seeoncla d t>lle regioni suile qna li :;i ope rav<i, a seconda rldl e distruzioni più o m e no e~tese, e d e lla nel'essitìt di stabilire al possibile un naturale drenaggio attraverso il tragitto d e lla fenla stt·ssa . A tal e scopo ](' pa.rl1 molli non ve nivano J'ill m te c h e parzialmente, lasl'iando ne i posti più de··li vi un d r·enaggetto capillare {'he s i <:t~PMiava gen eralm e nte in a• o /1" g iomata .
\P l't · NTl C l . l Nll . l DI TR \l ' .\ l ATOl.OGLA OJ
li l ' J::RR.\
Dala la g r avità di al•· un e ferit t> t' h~~ non con::;e nliYano ~ pe nu1ze per ,·ia d t'll"allo op·er·atiYo \2 infatti sono g n11llti g iù morti , altre erl:lnO rompli cut e a l e."i on i loral" tt'lit> t· ltrìdominali l. ho nratirato :;olo 13 <· rani t•d omie·: di qurstt:' , lt. inter·essaYano rosso frontale. 3 i parietali, O· l'orc·ipital e. Tn lt c·a~ i fu lo•·alizz11to ed esll·atto il proiettil e (palletta di :shrapnell). In 2 casi ( ferita d t>l frontal e! si traltaYa di colpo eta pallottola di fucile ·a canale corntolelo : 111 11110 di qnt·sti d oq •lli pr·octdl're all'enlldcazione dl'l bnlho cr ul ctre destro prorl' den te fu.ori d ell'orbi ta per fen om eno rli scoppi u. f\ el l'altro c·ct..<;o la fr11tlum. dovuta a sd1 " 1n; i<t eli g ranala , irtlert·ssa'·" il fron1al t.> sini stro, l'etmoide e r osso zi gomali,·o. Tutti e rln t> i o~·éb i f 11 r ono s<'i!uiti da mort e l)C'r infezi orw as•·endPnle clalle. coan e. f\pll e k :::.i oni clcl l'li:'So fronluh· o cl <·i CO!Tispondt•nli l obi ~ i ehht•r·, ~e mpre a !>~e nt i l e nott· ch' Ila g n.t,·itit <IL' lla ferita, anrllc quando l o spaJIpolamento della sostanza ce rebrali:'. co nw si vt·rifk(l in un cu::;o , a\'C'\'él rnll:'[!iunto 11n g-rade rih_ ,,·anlt> · 2 eli <JII t'~li in f(• rmi mi [!itrn<:l;'r·o fra i ft•· riti p iLr l cgg-<•ri . seduti . P non lamenl<t\'ano a lira sensazion e subhi r lliva ·l'hl' un po' di ~ orporC' P eli sonnol r- 11za. ~fo ll o lltL'{!Ii o andaro rt o i 3 ferili <t i JMril'lalf.: . dtu:• d(~ i q11ali pn•B<-•utan •no 1111a emipar esi m tta dal l<du o pposi.; alla lt•si on t>, un terzo , lesioni eh-Ila zona di \Vemik<' . ton l:! pL·rdita ctLll tt m emoria d ell'ar·ti folazitmt· cll'll a parola . Tutti mrg-linrarn11o iP. :'.t'%Wilo all'H t lo opt· ralivo : le part'si · ::;i ridu ssem , :-;i li111itarorr o. i fenom eni gP nerali (sopore, irwo::.t·enza, perdita Ìll\·olor! larta d t- IIL' ftTi c ctelle uri11e) sr OlJI!Mn·ero mollo r·apidamPn te : " i L·lw eli ma=--:-.ima. nrso l ' t l g-rc,rn o d op o l'atto Opl' rath·u si t totè con'-Pn!in· ad ess i di l t- \'1\rsi ctal l etto l·SSl'ncto r·:~iduala solo pare~i dell'arto ~ u peri or<'. 1\r·i ('asi di fprilt• d ,•i \ohi OcT ipitali lronti due volte lt>sioni d el srr10 Jong-iludinal e. in pi'Ossirn ilit del l or•·uiCtre di Erofil o; l'em orragia fu fH rilm elllt- ,·inta •·ort l'intmduzi oiiP di l'iil!l'lll all'iodio rw l va so san_g-uinuntP. Snln i11 3 ··asi nota i amaurosi ·· Ile in 2 diminuì g radatam<' nl e sino 11 ~cn 111parirt:> i11 Sl'~lliln all'allo opl'rali"<.J, in l non s11bi alr un migli.,. t'illllPltto . Et·.bi 2 rc~ s i d i morte pe r m cning·o-ellcl'fal ilt•. Cmnpl p;:;::;intrnen· lP'' cl (••·essi su 13 operati . l\on !'-:(} l}o inlerTenulo i11 nes:;u.11o dl•i l~ r asi dw pn·$L' IIlan~no int er essamento Jlarzialt- della l cca os~t' il. :'\li sono a<"conlenlatn di m ell<•n' bene all o scoperto lu l esion e d ell'(ls!'.O, ~·~t'g uin• una rigor osa detr r sione. r er·C'11lare a•T ut·atamenle i m<u~z ini w sli c• ,·ontusi. delle parti mnlli e nwdir are aselli• ·amcnlE' a piallo. I l clt••·orso fu ollimo in tulli i ,·asi: f feriti · dinH·B.;;;i in m edia d opo cin·a 30 g iomi non presentavano alnrn fenomeno rhr P•) tt.•sse far· p t' IIS il't' <!Ila es tslcnza eli lesioni rn enin.!l;et· o n ·rehra li . Col or o l'il e I'Onsi!-!liano l'int erv ento ;:; isl emal.iro in lutti i r asi di illfraZLOn e anriH· limit ata della tec::t oss<·a suno mossi :tnzilulln dalln r onAatazionr c ht- sp(·s..<,o a lr ·:::i oni rntnime clelia superfi ci E' r urrispc ndono lt·~ i o ni più g nt,·i dt" lla la111ina viln' a , i t• ui fr·amrnenli possono infos:>.ur::;i più o menn rw lla m:.~~sa del r-erwllo; e p0i dal d ~::; idtl rio di fll'e\'enil'l' l'insor ger·e di asl't's~ i •·r rhralì , i rpmli appaion o arwlll' tardivaliH'Iltl" JK' I' la pellelraziOII t' fa •·il e eli pi ocor·r hi attraver so la rim<t di frattura. Questi f alli so nn inm•gabili e si Yerifì l'aii O anc·lte r on una certa frequ enza e soTto s1 11 tr IJt'll •·0 11 ~ tat u ti da chitllllllll.:' abl>ia orw ratn una c·nt n i otn rni •t pt·r·
APPl':'H I t: lilNII:I DI TR.\I".\1.\TCl i.OGIA
01 lil"~:RR.\
f~· t·ite d 'arma
tla funco . A me se111bra pe rò ehe l'interve nto inteso nel stnso de lla sblematku apertura del cranio in lulle le più pictol e les ioni dt ll'osso, non sia s uftic•entenwnle g iu ~ l1fì r alo daii P evenlttalj con ,~ ,guenze rlannose. Una med i•·atura (·h<:' liberi le parli molli dei tessuti pest i. d ei corpi e:-lntnti, in lllta t·at·ola di tutto r iò che ·pos:;a favorin· l'insor·get'i' di una :-:epsi, sarìt semprp la migl iore garanzia contro rasct~~so cerelm.d e, e, quanto al!a J•U~s ibilitit d1 sc l~t•ggie d ella vitr·ea che pn:-;~ono ritiSc irP dasln (•:-;e all e n•ening i e alla sosla nz<.t cerebrale ron i loro s pnstam cnti, io rile n!!n !'hl' d elJba Pi>sl're presa in t·onsi<l crazi one solo quando ,·i siuno l'ffl·tli\'<1111t' nte disturbi di una r·c l'la enti ti1. :\ rne t·iò non e mai an·aduto. ma non si può l'Scl udere dw si vcrifìl·hi , onde 1'oppurtu 11i lit dio non dillletler·e tali infermi prima rli un perio·do di ossprvazione rtort inferiot·<' ai ~O giomi o prima di un attento csallle rklll' print'i pali funzionali •·t' rt>lmtli. Complt•ssivantt' ltle dunque, su 39 reritP del t:rauio eon lesioni che ntn11n dalla fra tt11.ra supt>rfì ,·i cti P dl• lla tl:'nt ossea all o s pappolamenlo c!rlla !';o~ta11za t•t:n·hntl e. si eblwro 9 decC'ssi (:?O <>.. ). 5 dei quali in feriti l'Oll lesioni ··o:-;ì gr11\·i rla non las.·iare spe ranza eli mig liorament o con l'oJIC' I'azione. g li altri t, in openi.li di t· r·<uli PI'I ornia. l l. p,·rift• rlrl/a /l'In i11 ,. rollfJ. - H(; o,sern1le l l fpritt• dt" ll a faceia cu11 5 lesion i oc ula1·i. In una l'u<:rhiCJ ch:stro t·ra r·osì comprom e:::so che si dove pr·ot:P(it>re alla enul'leaz1one pralil'nta :-;p ~ondo il metoclo c-las:-;iro. In alt ri rlue cas1, con feril a rot'rlcal" e j)rola~so i1·ideo ,si procedi> a regolare irirleclomia est·ptil:t t·r·e,·ia cca:a inizzazione dt> ll a rong iunli\·n. l -r; so lo raso os~t·rYa i rli .!<"ntn- ft·c~tlur..\ del mento con asporlaziorw -eli 11 otevole porzi ont· di osso. Seg-uendo i nilerii l'ilP gii1 1ni avevano gu idato. sia prt.>ssu il s·e~·g·i rnento (\·. Policlini('o, fase. ~7, a_ 1917 ), s ia in allro ospedaletto \". (,' ;(,rJJII{t • di "'''d ir·infl militrffr , fa;.;c . -'l v, a. t9HJ ). tentai arwhe que:-ln ,·olk'l una protesi provYisot·ia (·Ile si w opon eva il do ppio scono di prL'JHtrare un buun lt'JTeno alla prolt•si dt•fìnitiva. e rii .fi!'Si•· ttr·are intanto l'alinwnlaziun e rlel fl'rito proc·urando una nuova ba:;(' d'impianto alla lingua r h<' in qu e~ li ca:-: i f· adl' invariabilrrwnlt> all'indietro. P er· ottenere ··i ò as portavo éwcuralam enle lu tti i frammenti ossei anro t•t~ ar!Prt-r\li all e parli m r, lli eh€' Yt' nivano Tete nt <lle. ra,·Yicinatc •.• ~u tuntte a s trati. l rnorwoni ossei del masrellare er·ano te nuti fprmi da una irnpalratura di fil di ferro fì:-;sata ai clen ti r·esidui. La lingua tir<-~La in a,-anti era riunita ··rHJ punti di :-:tllllnt al paYim enlo btweale rosi ri<"O~tll u i lo . l 'n caso gHI\'l' rl i frut!l!ra del ma~n· ll .u·t· :-upt·r·ior<' drst ro con pennanvnza de J proil'lti k (;;r lw,!!"gia di g ranata J nel seno mas('ellare , dl'ttc ocut~io n e ad 111ta lntflnltazion,· de l!'anl10 di Higmcwo: fu a s portato bu•m tratto delln Phl'dc (·stnna pn·,·io scol lamento ch• l pel'iù,;ho , lu S<' heggia fu rintra<·1·i ata facilmente e la nwilit minuziMamenlc ripulita: la r·ute fu su lt••·ata. Si ebhC' g uari·f!ion!' JH·imari<~ <> ris ultato <·o:smr ti .. o mollo soddis facente. Fnt le ferit e del rollo ne •·an111Wrllù lon a in tere%an!e, da sh nwn r il , presso la region e rarolidea sinis tra . La palletla fu lontlizzala mediante radioscopin, in cor-ris pr~n dl'n. 7.•l della b:t~:, della lin gua t>el e:o:t rall a per l et
Al'l'\ ' NTI t i ,IN IU 01 TR.\ l' .\1:\TOL\JGIA IH Gl'f:RRA
'in rnt•ciiana ::;opraioidt·a, f<H'endo cn:-i ce.:::i'll\' i g:nl\'i di:,ltrrbi di cti:::iazia e disartria. l·na s··lwggi<J di g ranala cht' an•v;t le~u in due punti la trudwa rese: nt:ct:.s."ur·iu tlll« lra.ciH·olumia d 'u:·gen;•t, la •prale riu~ci a salqu·e il ferilo dulia minaceiantc usfis:::ia arula. ma non polè ev:tare trna polmonite secnnchtria. prohahilmenlP ah inyPs,·i..: l'l!~'. : nsru·l~ dopo pochi gi0rni, eblw (•si tu letal t>. J!J. Fr•ri/1• d1 ·/1rt t1J I1111111t r !'T irbrf/lr· . .. _ ;\e ho fallo uu paragrafo a part.e perdi~. sia per il ùc•·<;r:;o, sia per il pronostico, sOrH) del tutto diffl'r(•nli dallt> altr·c fèril.(·. Ho U\'IIIO OCTa:::ione di o:;ser·vame 1~. Hann•' JH't'sentalo una pcnw:nlual<' di mortalitit cii 1nan lung-a :;uperiurt' a quella di tutte le altre fe rite, con llt•n H den~ss i. • ln· genere si lntllava di ll's ior.i la c.ri )o!r'a\·l til impone,·a fin dal prilli•J islanle e nel le qnali l'att0 Olh" 'rtlivo l l ·lllllne~ lf'mia ) non poteva laseitl r\' grandi SPt'l'anZL': 3 volte lrovtti lese le- Vi.·rl!:'brc ··erYil'ali, 15 Yoltc k rlor:-;nti. Nalnralrrrt·nle la :-inlom:.llolol-!iu ,·unt~va, t-d e ra prì; o nwno t•sle~a, a !'.eronda dL•IIa ma~gior e n 111i1.0n~ alkzza dl'L scllore vertebrale col· p iIO. So l o'~ YoltP, indotto <Ja 1111 cornpll•sso el i s int omi non 111olto allarJlHtnli, l<'ntai la hrninl'domiu .-!w fu est'guila Sl'•·o ndo il mt:>lodo del 1\.t ,eht•r . Si tn.lla\·il eli IL•:-;io11i riSpL·IIi ,·rtJllt'lllP dt·ll~'· !)•- 7" rcn·ic<:dt· t· i<• e W dors ale. Tron1i dc·lle di s truzioni pi11 o me no èSl(':->e della sostanza rniclullare pl'Odnlte dalraffondamcnlo di frarnnte11ti ossei fratturali dt'gli Hrrhi ,·erl.ebralr, mai la l'Ompll'la st•ziolle .kl midollo. Non praticai la :-;rllura delle fN·ilc• ('}w furo11n frcnnll• u~e ltirarncnte. F.bbi un so lo dt>· Ct·:-so ilesionr <j cli,L ;:)• ,·t·n·kak) pc•r lllt>ningill'. ln gene re i fl• .,onwni paralitici IIHistraHrno un rapido e piutto:;to n· k\·anlC' rnif\ IJOrarnc·ni'J rlopo IH d PC't llllJlr·'~s ion e otl!'n ul(l m~'diank l'atlv operativo. Pc·rò 11()11 rins•·ii ad osst·rntre in nessun r·aso la ri soluzinrre <'Omplt>l.a. ciellu para lisi. lYallr·a parte 1 Cct- i lu~l'iali a s\> :-;t.~·ssi furouo lutti invariabilme nte st•;.rrrili da rnorle, in m"'ciia dopo tre o quatii'O ,!!Ìorni. l 'no solo sopra\·,·isse •les!r)nl.' òPIIu ,,. dnr:-:ale t , ma in tali condi4ioni gt~ne ra li da non con:.;t•nti re ttlla prognos i il\'Vt'nirp mollo faust.r. Questo gen<·re di fe rite non lu::;,·ia adito a rnnlle spenwzc: sia ··Ile n·n_!!a11o ahbandonalt' a sf sks:;t'. sia r-l1e s'in tt•rvL•nga co11 In larniJwdorni;t. La IPsiorw di una porziont> ··osi importan te del llt' vrasse quall' il llliclollo :-;pi roak coin,·olg'L' tanl~· t• rosi ,..,rnph•:-;:.;0 funzi,mi clt'lla ,·ita \'('· 1-!l'latint. dw In ,· ila sh·s~a nf' i• irll'sora!Jilnwnlt• •·omprornt>:-;sa a ;;;•·a<i<'nza. p i ì1 o li H' Il O lunga. J ··asi di hrilla1tli guarigioni upp ralorie in St·.~·trilo a sutura di St'ZÌ•)IJi anrhe l{)Lali dèl midollo, sono troppo S<.'ur-si ancora per r::ousentin.• ddlt· cuwlusioni Sl'rit>, e. 111i permellt•rò ant·he di ag-giungpre, lasl'i~lno nl· quanto Sd'lti,·i. ln r·L·alt;\ i risultati operatorii nm1 possono considerarsi nrollo lusin~rllieri se s i lie n prese lll<· ··he la S•'01l lJHtr sa dei fatti paralilil'i f> UJHt •·osa dt>l tutto ~'•Tcziona l <>: p~:rsi:-;lenza di paralisi significa sop rn v,·enienzil di ttrllv 1111 t·orteo rli :-;offe r e;Jze c.he cn lminano in un m:r ra::ma int·:>Or<lbile. sr pure una rmllalt ia illiNrOrr<'nlt• non SOf)l'aggiuH• 1ra H porn· lnmint• più raptdarn, n l<• acl 111111 ,.itlt •·lw ~i tra:::cina :"t'IIZil S]1l'r<l llZél.
APP!'NTI C I,IN it:J l)!
TR\l';\L\TOI.t)I;JA 01
GCERH.\
Pur tuttitYia :se i territ01·i paraliz.zati n on sono m o lto estesi, :;c, più d lt· a di strnzioni della sostanza nen:osa, t·ssi :>ono donlti a eompr-.!5· sion e, c sopralutto se qucsln è J'cc·.entc. è' oYvio c h e l'allo operativo vuo <!ar e i migliori ri su ltati. favorendo il dec·nrsn a::;etlic·o della lesione, cosa di somma importanza in tali r·a:-:i, aSJIOrtando qu<tnto vi (> tli eslr.lneo. i n u ua pu roln rid li"t'rH lo a l m i Qi 1110 pnss i bi k le i rrepa ra bi l i a l ter<~zioni de lh sostanza nerYOSii midollart~ . ' Comunf{ue sia. ritengo dovernsn dinanzi ad un ntso eli fpriLa cl~l racllide. tenl<:U'e l'inlrrYento operatorio ogni qualvolta : 1° l'in sieme dei sintomi genentli nnn f;wcia preYeclcr e l'e~ito letale: a h1·m·e sc·adcnza; 2" ~ i sia b en indi\·idualizzata la l e~ionc <·on il sussidio de?lla radiosc<lpia: 3° si posscgg;t ·un adatto ambiente n p cratorio 1'!1e garantis1·<'l la più ri!-<oro&L asepgi: '•' sia. pos~i l rilc irllt'I'Wnii·e a breve distanza dal ferimento.
I\' - J.',·rifr· dd ir,rm·,·. -- Nt> ho fallo oggcllo di t11H'l b·altazioue J}<H ticnlare.ggiata. in )J1'ecerlenti nol-e (v. Ga::.::.t•fla d1•gli o~JH'ilali t'di'l/P clinir·he n. 20, 2:2, 3J a. lfll9) ron spec iale riguardo alla ter apia c.:on ti pr.t-urnotorace. Qui rias~u m c rò bi·evemen.te quanto ho esposto nelle tr~ !Jilbblicazioni ci tale . Ho os~e rva t o n . 199 rc>rile cl->1 ...1-ora('e. cklle qua!i 15R ··On le:-ioni c·;wilarie cd inlere~sa i ut·n to più o n1cno e~te~o del p ul1nont:. Tali reriti mi pen ·C'nivano direllamenle dalla linea ~:>ct a pnca distanza dal ferimento: la maggio1· parte si trvYaYa in gntvissimo stato per lo s hock e J'an €mia consecntiva alla perdita di noteYOii qua nlitit rli san gue. In st•gu ilo all'orclin(:' di trasportare tutti indistintamente i rerit.i ch,lle cavitil ni.'~li apnositi luo~hi rli cura spec ializz~ li, pe rvc niYano all'ospeda letto dci rerili moribondi c qualClino andlC' morlo durante il tragi tto . P er ò ru n:sv anche possibile in t«l modo Yen ii'e validamente in sor·t·OJ'so eli rt!riti molbo g 1·avi ..tw. la~wiali a sè stessi . sa1·ebbero in-dubbiamente de1·eduli , c r iò t1r·r• ·i]1Lwnre nte m e rrè l'adozione del pneumotorat·e terapeutico. Questo n1etodo, preconizzalo r.lal -Mon· lli , su ll(' Mme dell'illustre nrof. Forlanini. fu da me applicato integralmente in 64 casi , i più gmvi. quelli nei quali le speranze d i buoni l"isu !Lati erano bE·n pol'he. Nei <"asi di media g ravitit adottai un s i ~lema eli vigile c prudentH atlesa e, in gen er e, osservai, ('hl", •·ahnati i primi s intQ.J.ni più imponenti imputabi li in g rar. parte a llo shock traumatico, la lesione derorreYa ron s nfn ciente regolarità verso la risoluzione 1·omp lt' la. I l'isultat1 da me ottenuti e che: ho riferiti nelle n o lkim· c itate, Y<:ul-no con siderali 1\on in sè s tess i. nella !or() aritmetiw a.riditù, ma in r elazione a moltepJici altri dati . A consiti~ rarli infalti pe r· sè. sembr·' · rt>bbe ch e nns::-uno appa 1iscenle mig lioram e!1lO di risultati si abbia coll'adozione de l nu0 \'0 sistema eli I'Ul'a. pneumotoracica., salvo una certa diminuzione rlt•lla mortalilit g lobale . Ho n otato infatti su 15R ferite P'!· nc-·tranli d e l toJ·ace, 33 decessi ( ~o.x ~"') e i!) C'lsi di cornplicazionì setti che (12 %l : all'incir<"a le cifre riportate da a lt ri autori JWima d ell'adattamenlo d el m etodo F orlanini a ta l genere eli ferite. :via se si tiene presente la g ra vitù d e lle \esiom trattate ben dive r·samente da quel lo c he avveniva quando i casi più g ravi , ritenuti inlra-
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:>j10I'laiJili , n ·ni,·urtn l<tst: iali a :-e :;l\':;.~ i nl· llt· sl'zioni di sa11ilù , Sl' ;;i f-ll'nsa che in c·onseg-11 u 1ZU appnnlo di tal e ~l·a,· itit , e per· le ctislrruzi ot,i dr apparati tanto importa nti , arw he rp1:;ndo il ft•r il.o fM!"è riusc ito ,l. s11pera n· iu :-.hoc k, Ìlle,·itabiltnenle :;at·(•blw l·adtttu ptedn di complìcazion i s u PP LII'H l i n~. s i ,·ed e c he et fallo i ris ulta l i ·c he si tlllengorw l't)ll 1111a ('t ll'a alli,·a sono (lL cis mnente iJl fa vo re d ella t· trra• s tes:m. L na so la limilazione io poneva nei rig uardi d ell'ru/o:;i ont> ,,i_,;f t' lfl tltira dt·l l'''''""'o-to ratt' !I'Ntfìcutico, in 1/t/ff' le fel'ite penetra nti de l to1'-HI ' t' . Poir lti• se (> s uffk ie11t t:> mentr di111ostrato dw lesio ni r av itarie torat ·il'lw , molto ~ ra.\'i pos~o n o t'S:<l' r e llr n dom inate r·o11 la formazione di 1111 pn p um oto rw -~', ì· ;,tl lr csi ditnostrato, a mio parere. che g ran parte d elle feri le 1l(· nelra ntr , 110 n mollo g nt\'i, hann0 n ntE.> vu le l c nd~:mza ad 11 11a /!tléll'Ìf!Ìun<' s ponlan e<~. Q11an tn alla dimi n11zion e rlt•ll r complic.aziotti se tti•· llt·, l'~~a lliÌ :-emiJra non mollo evidente, nè ciò può sembrare ~ tra n o q uando :sì pen~ i ,- he il mec,·a nis mo di fMm aziont:> di tali rompl i,·azioni è cosi compiP:sso c dO\'U Ul a tante ca use .-l w è piuttos to da rne ravig liarsi I'IH• le infezioni non siano più fn' quenli. Queste I'OII sider·azìoni però - e ripeterò qui q uPilo clw giit Il o !:'•·ri ll<> in altra occHsìone -- nulla tolg-ono 11lla eftìcac ia r bontù del me todo: solo ne litrt it.a.no l' uso, ne fì ~scut o i r·on tìni , rend e11dolo in tal modo più ii Òrt tLo al lo ~co po clw si lll'Opon<'. 1\un s lar·ò qui a ripurla t·c altri dali r irca le feri te tOI"al'ir lw che furon o a lungo traita.t e n(•ll e n o i ~ am:idelle: rifer·irò solo a m o' di con{' lusione q 11 a nto :>c r·iv0Vi'l circa la lPrapi à d ~tle r~· r i l c d r l pol mone (v . l. c. ). i 0 L<t lt>rapia pneu m()tora" ica è una ral ida <trrna P di s!cur·o effetto rtL•IIe mani ctr l medico per lf' ferilr toracielle penetranti , ma non è 1'11ni t·a a rma: :Z" La lr rapia Pnt·u rn o to~·a o· i c a d n e (·SS<'r<' i l metodo di elezi one nei ···usi molto gravi quando la min a,·t·ia di collasso per la w ofu sa emorrag ia, pèr la g rav ilìt ch·llc lesioni , è irnmirlt'nte. I casi nwct ii. i l'asi lie,·i possono senza. peri ro lo PS~<· re las•· ia ti a sè stessi. 3" La terapia. pn eum<ltora.-i l'a va annoYerata fra i :;o,·corsi di urg~' n za, d a a pp)i ,·arc il piìr preco,·ernente possibil P. P er 1·asi lievi c-d in zone arretraLe o è ::;11pe rflua o è ta rdiva . .-\1 rncdi•·o la esalta n Liulazion r Nt.~n pt·r r·aso del criterio ter-apeuti•·o p iù .adatto da srguire. \ '. Ft•ritt~ t/rll'adrl!;mt•. - Nvn iln a\·uto ag io di o~r r va re molli f(• rili dell'addome, i quali ve:1i vano di regola ri r o v~ rali in una Yicin.l a mbulanza chirurgi ca . P erò in momenti di ec('essi\'O affollamento Ilo ricpvulo ano·he io llll certo numr ro di cavitarii addominali , m olli dei q ua li SO IIO Stati operati , S Ì l'ile m i e ~lato pOSSibile fare qualt-he uti le osservazione. l ferili dell 'addome ~o110 slali 4:1 . Di cp1 0sli pel'ò soln ~O J.)J'esenta,·ano evidenti ··aratleri di lesioni penetranti in <· av il~t. Dalo che in genere il tempo intcrrorso fr·a il ferim ento cd il rit·over·o <di 'Os pedal e era. di pochissime ore, tentai l'intervento in q ualnmo che, pe1· lo stato generai<', per i r aratteri del polso, per la sinlomalologia !orale. lasciaYa ::;perare un esi to fa\'Ore,·ol e. Mi fu f'OSÌ possibil e osservare intanto la :;ca t·sa t.'on ·i,;pondcnza fr a J'cnli lù de !le lt•sion i e la feno menologi a r 11c
APPC~TI
(.: IJIN IC I Ili TR\l".\IATOI.OUI.<\ DI l.òn:RR.\
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era possibile rilevare, accompagnando:;i soYente g ravi ed t>:Sle:>e e mu lti p le lesioni interne con uno stato generale piuttosto soddisfacente. e ,. ire,rcrsa. ln un l'USO di ferita da fucile a canale compl eto pe!'fomntt• l'addome da un fianco all'altro, dopo l~ ore dal fe1·imento non si rilt~ \· ava che dtllorab il itil d i ffrrsa dell'addome. 11011 moll·o a(·centualn df'l I'('Slo . St'ar"o mcLcorisrno, a:;pello ango:-wioso. Nessrr n altro si n tomo d i lesione inteslinale: non YOmilo ; non singlriozzo , :-carsa difesa mwwolare, lernperatun~ su hfe hbril~. polso poc·o fl'equent.c. regolare. Come si Yede. 1111 •·OmlJit>:;so di segni f'l1e non deponc,·al1o certo '7·hiaramel1le per una lesione intestinak, anzi fa,·eyano !)(' IISèll'e piuttosto ad un probabile inten·:-:samento dt·lla :-.ola siero~a. L'inlt·rYrnlo fu pr:tliculo più che altro aiI·J scopo di fare una buona puiizia peritoncale, a ciò indotti d'altro cantn clldlc ~oddi sfar(•nti rondizion1 ~~·nc·ndi. Però :;i rbh~' li: bmtta c:orpre<:a di tro\'ar<' alntne anse del tenut• nddi1·ittura ninllatc rli fori si che nes~u1m ~utu ra era possibile(' ::.i impose la l't'Sezione di ~-i,·,·.a ìO •·m. di inl<'stino l'O n su<·(·essiV<L anastomo::;i tel'lnino-lermimlle. lnttlih> a.ggiull,!('t>l'l' elle vi era peritonite pun1lenta in atto. Pur<', lesioni· ,·osi graYi non av('var1o dato che sr·arsis::;in ri ::.in tomi e di quPsti ness11n0 allarmant(•. Ho ··it.uto questo ·raso t'Oil1t> pill t?ddenle. ma ,.·è tutta una Sl'rie di t·asi 11ci quali il giudizio s11 la opportunWt o meno rlcll'intel'\'(.lnto è t't>:31J t•si 1Cnlarnenh· rii:ficile dallu 1111PO!''oihllili, di stabilii'(! eo11 JH'l'!' Ì~iOTil' l'entitil t' la estensione de 1.-:-:ioni \'i:>•·t>rali. E' :;taio proposto di tener I'Ol11C guida i ··•u·allel'i dd pul:-:n, c proprian•t'lll(· la 1< usione, t>Yil<tndo di OJWI'ilrf' fenl1 con pii1Sa7i<•ni l.'slrem•ìlltent~ frequenti e pitTOle, ··iò 1·lw sta ad indicare moltcpli,·ilil t' gra,·itil ct i Ics io n i i n tem e ed è i n rl' luz ione con un a i polensiorw da dt·~c· ne razione dl'll<' rap:-:ule Stll'I'E>nali I Cilia~;:,t•rini ) . La mia esperienza , limitat.a a P0~'\1i ··a:;i non mi pcr·ntt•tle di t•::.;primeJ·c un giudizio rwlto in propo:-:ilo: no n 1·itcngo tutUt\'iH 1'11e i •·araLleri del polso possano es'-'erc suffiric11 ti ad indirizzare la condotta di llll d1i· rurgo in llll senso piuttosto ··he nell'ulll'O. A parte la ne,·cssilil di avere un adatto strumentario e di proo·e<lerc ron una tetnica -accurata nel rilit>\'0 di ta.h· sintomo, ciò d}(' non S"lll!Jre e po,;sihile ne! lumnlluoso -;u1·c·edersi di inten·e11ti in :-:C'zioni ospedaliere pro~sime al luogo di comhaltimento, io penso r·he il nitcrio di inten·ento o meno po:-sa essere determinato eta molti altri fattori che, :-c non sono tutti sil'uri e facilrn<mtc appt t:zzabilt e di agevolt: i nle:·pretazione, po:::.-5ono tutta viu. quando si abhia una certa prontezza di intuito, frutto più rbe· alt.r·o di t·~t-·er·ienza, determinare con suftirtente rapiditù e con pochr pl'Obabili!à rh r.r·ro1·e, la condotta da tcnE·rc. Sovviene qui, come del resto in tutta la condotta di un rhiru1·go di gue_ITa , quella speciale altitudint> a modt'llare. ad àdallare le cognizioni t•d 1 P~s~ulati acquisiti l'Wl' \ 'IH cti una esneri~nza niù o meno lunga alle ne,·ess~ta del ··aso in esa:mc, condizione pr·et·ipua ùel SUITCSSO. Certo non e _Po~s rbile eliminare del tutlo gli en·ori diagnostici e ancor più enori ~~~ upprczzamento, ma Sf'nzu dubbio alt-uno. e;;si san:lnno ridotti al mi1111110.
' :\Pf'l ' NTI GLI N I CI DI TR :\l"~ l \TOI .OGI.~ DI ul"E:RR.\
lO 11 0 11 t'Oildi\·ido Cf"flltl'a J)ufle il terrore o·he mo lti pro fessano pe r· JE' l a paro t o mi ~ e~ pl oraliv e . T c!isg-n\Ziati esili da alnmi riferiti , raggy·a\'(\· m ènto rilen1tO d a altri , sono du ntt l a mi o pa n~ !'e a lr·o pvo hrutali manovre di esame . A m e è O<'corso d.:->si:;Le r-e in <llmbiPntJ chirurgici SP ':'· f·ializZi:tti , ad atti o perati,·i lapa rnto mi r·i pe r· fe rite ùi g ue rra. e qun lt- he YOIIa ho ' ri(('Ynlo c he l'esame !"i::> tc matico delle di,·erse ~ezioni d el tubo digeJ'Pnlt' ven i,·a eompiutu ro n rassoluta m a rwama eli quella deliratezza r hc dalla. sensibilitù dt que~l 'organ o è richiesta s i d ù mgenf-l r·are il dubbi e, c he le non r·arc :>owav-nmir nze d! s hor k nos tOJWrato rii pot1·e bbE-r'O esser e se non elimin a te , diminu :Le d à maTtOH e meno brutali. La m i:t i' solo una impn:ssio rw . m a nrm sarPhb:.? p:·oprio s uperflo c he tale imp r e::;sio ne fosse condivisa ant·-ho da altri . P ('l' .l'onto mio non ho penl ut<' mai di Yi »la negl i in h~ n·en ti rrr ito neali . la se ns ibilità di quésto or g a nn c·osì d e lio ·ato, e non ntc ne :::.on troYuto mal e . Se nzu. dubbio una rle lle pri n riprdi rausr dell'alla percentuale di ùt·· C't>SSi p u:>lclJ>l' l'alorit ne i fr riti addominali d! g ut> rra dl' \'f'Si ri cet·cat't' n•' l· ' l e s p rl'ia ]i co ndizio ni di a mbienle, d i d e pressione ps ir hica , di esaLU·im ('nlo ne-ll e q nali n ngon o a t-rovars i la.ll f3riti: s u C( LH'Slo co nrorrlano tutt i gl i ossen ·atori , anzi questa rons idc razi o nc forrna uno déi più for ti argom e nti c lte g li as lens i.onis lì pol'lan o a fav or e d ella lor o lesi. E' in n eF.:'abi le <' II e pu re n elle mig liori condizio ni operato rie, pure rc·alizzando al po~s ibil f' ia Pl'f'coc :lir d l'gl'inle rvenlJ , la mortali lit in tali fe riti dr gn erra, s ì mcmliene compa·ratintmente eli gran lung a più a lla che no n nei feriti rlel lo ste:;~o gcr. er e ne lla po po laziorw ci,·il e . i'\on y 'ha r hi, nella prat ica o~ pedHii e ra, non abbia a ;;sis!ito a lla g uarigi o11 ~ o perato ria di Yl' t'i ~\'E·nlrnm e.nti con lesiimi multip le d ell' intestino. Ye ; s ame nto c nduaddo rninal e eli fec i eec . ; e so rgo? immediato il paragonu piuttos to Jm·lunconir o con i d etessi freq ue nti in les ioni molto !imi talo.' e st?mplic i d e l tubo ente rico q ualt s i osse n·~mo i n feriti di g uerra . I Dire Ltori d elle aml.>ttl a m e d'armala hRnno s pesso moslt·ato il loro :-co nfo r to dinnanzi ai ri ~ Hitati uvLJli. ed i s~'g\taci de iJ'a;;tens ionisrn•J hanno più ,·ollc gridato alla bancaro tta d cll'inlc lTento . Se lo sconforto · d e i primi era cor;'>C.InJe nza d el n obilr d esiclerio di pot er fare di più e d i m eglio, il g rido 'di vitto ria d egli a1t1·i fli'OYeniva solo cla un troppo sem· }llicis tico sis h-ma di rag iOna m ento, CJt tPllù s tess o elle h aYf' \'tl po rtati al: I'as te n:;ion e . L.a pe•·cen tua le di mortalilù nei rer·iti addo minali n o n s ubi una sensib ile dimi nuizìo ne do po la larg a a ppli•·aziune del p1·inripio d e l preron· ir.le rvem() a mezzo d ell e ambulanzt- c hi•·urg iehe c di Os ped a li specializzali . Ma (' iò è be n natural e ed è lo s tesso fenome no che e bbi g ià a r ile,•arl' a proposito d ei ferit-i t01·acic i (\7: Gfl::rlltt dt'fJli v$pNiali e delle cli nich'' l. e.I. Quando fun z.ionarono le ambulanze e himrr.;iche tuili i {('71/i nrlrl v minoli furo no ad esse trasportati , e quindi moHi. eli que lli i r ui deres::i prima acc rx·~('e'' ano :;olo lf s tatis ti<'hr rle ll e !;l'zioni tli s anitit. DJ\Ile s tati· s tich e pulblJlic·ate del r esto no n s i può .u m e no di rile ,·are numer ose gullri.srioni po:;lopc·ralol'ie in fe r it: il c ui re perto :watomico non poten l! !i.i · sciare nessuna rag ione vole speranza di spontanea guarig io ne. Dati i ('ompiti e la e-sLe n:::ion.: dt>l J)t'<'!'>e nte l:n·oro, non po~o piÌI <t lu ngo lra lt t:ne-rtlli in argom e nto c-o::-ì itn porl a nl\' o·lw plll'e m eritert>l..>be
. APPUNTI CLIN ICI 01 TRAUMATOLOCIA DI GCERRA
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be n altra tratLazione , e rimando in proposito alle lunghe e minuzi ose pubblic.azioni clinico-statistiche comparse nei diversi pt-riodici scientifi r.i, specie in questi ultimi tempi. Riferirò qui inta.nto le osservazioni ~he ho potuto fare nei casi occorsimi, modesti rili evi che servono come p1ccolo con tributo al lavoro di sintesi e di costruzione che potrà essere fatto solo fra qualt·he tempo per quanto congressi nazionali od internazionali abbiano giù creduto di poter stabilire dei postulati più o m~ nn in forma dogmatica s u quasi tutti lfli argomenti di chirurgia di guerra. . Gli interventi da me pratìrati riguardano ~ casi di lesion i intestinali (uno romplicato c:on lesione epatica), uno di lesione renale, due di sola lesione epatica. S'o no morti 4: uno con lesioni multiple dell'ileo, uno con lesioni d elta flexura cpato-c..olica. uno con grave emopE:ritoneo, un~ con lesione gastrica: il deeesso è sopravvenuto n elle prime 24 ore dopo ratto operativo e va imputalo sopt·aLutlo allo shork traumatico cui si è aggiunto•induhbiament.c lo shock operatorio: le lesioni però erano ' di tale natura ed estensione rhe non avrPbbero potuto guarire se lasriate a sè stesse. Il decorso negli altri è stato ottimo: solo una breve suppurazione della suLut·a muscolare in uno che aveva riportato ferita della· ft exura spleno-colica con notevole vet·samenlo di materiale fecale tutto intorno. Nell'operato con lesione renale resir.luò una piccola fistola urìnarin ~u arita spontaneamente dopo rirra li, mesi. Ho eseguili gl i atti operativi p referibilmente in narcosi clurelilica, come quella che mi è risultata d el tutto scevra di pericoli di intossitazio~ generale e di azione nociva su l ,·uorc e su i ('entri l'espiratori. Circa la tecnica se>guila, dirò che pet· l'npertura dell'addome mi son ~erYito di .incisioni di risparmio , utilizzando ron opportuni ampliamt>nti , quando possibil e, la brel'cia già fatta dal proiettile, e, in caso contrario. sel'vendomi di t agi i pararettal i, sufficienti . ad una metodica un·.urata. ispezione dei visceri addominali. Le lesioni viscerali venivano affondate nel lume dell'intestino e chiuse con sutura sir.ro-sierosa a filo continuo l'in fot·zata da punti a !la Lambet·t. In un solo caso ho praticata la r esezione ùi noteYolc tratto di ileo (70 <:m .) con successiva anastomosi termino-terminale. Tutlo- le suture int estinali venivano eostantem ente protette con la fissazione su di es~e mediante sutura., di un lembo ·di epiploon . Data la grande rapidità di organizzazione che l'epiploon presenta, quale risulta da tanti dati spet·imcntali, mi lusingavo di potere così costitu ire una buona barriera difensiva contro l'insorgere di inf<:zioni per l'eventuale cedimento di qualche punto di su tura. Per <ruanto picco la pratica io abbia potuto fare , ho l'impressione che i risu ltati abbiano pienamente corrisposto ai postulati teori ci. La toilette peritoneale veniva fatta esf'!usivamenle .con stuellini di garza asettica : prima di (·hiudet·e però introducevo nel cavo peritoneale .acqua ossigenata ùa prima, in seguito una miscela di olio di mandor~e ed etere a ça rli egu&ii contenente ca n fora nella propc:rzione d(;Jl '1 %. Credo preferibile questa _pratica a quella di usare l'etere puro, anzitutto p erchè evita l'azione troppo viva dell'e tere su la s-ierosa, ~ poi per il :!l .
Gionzalc (/i medi ci ua mi/ililrt'. -
Fa~c.
1\'.
3HR
,\PPl'NTI Cl,INICl 01 TRA C :\IATOLOGIA 01 G l; ERRA
con h·rll llo d : canfora la l'Il i azione cardio-cindir:a è 11lili:=:sima m orgallis mi così indeboliti. P l'r la S11!11ra rtc-lle par·<·l i a(ldominali Ilo proceduto a s trati ~enza i g randi punti a tutto spcs:;nn•: ho praticato 4 strati di sutma a filo conli n IlO di sela: peritoneo, lllll~' · oli profondi, musroli superficia li, :;ollo,·utaneo. La cute vcnin1 sutui·ata ~:011 punti star.l'ali. Non ho las•·iato mai drenaggi: non ho prali r ato l'Ontroaperlure. Gli opera li n !n iva 110 Ja:,;• ·i ati per qualche ora i 11 decubi Lo orizzontale dorsal e l'Oli testa lla::.sa, poi, appena s uperata la <:ri si postoperatoria, ,·enivano messi in posizione scrniseduta (Fowler l e 111antenuli ,·nsì JH:'r' /1 o 6 g iorni. :\èlla cum postope ra loria è nc•t'P:'\Sa ri o sopmluUo unèl g- r:u1de so n ·L'glianza. .da parle del personale m;~i:;t.enlc per impedire t lle tali operati si muovano lroppo e bevano: la sete ·del resto si può comba'ttel'e bene t·on ripetute ipodcrmol'lis i, e co 11tl'o l'agilazionc ilo usato senza ris parlllio la nrorfìna. il t·ui u:;o VL'nint ,;o ppresso Sl' ltza iiwoiiYéllien ti di !'Ol'la appena •·essnla J'indi c<tzionc. i11 genere verso il 3• o, a l massi mo. 4" giorno dopo l'operazi one. Come ho accennalu ::,ù pra, n nn mi è co :1cesso trarre conclus ian i })l'L'· !'ise di lct·nira opcrn t0ria e di illdintzion i da quanto ho o:::>ervato, data l't-siguilh del l ~ ossl·n· az1oni s!c::-sc·: 1111 a IW t'Ò ~ rf'do di polcrn e ll"ll'l\~ con sicun•zze rir•nt la Jtt••·P!':>ilù. direi anzi l'obb ligo di operare ··on la più gra nde prontezza cd il più prèi'Orem enl e possi bile i casi di ferile addominali }1en etranli . lasc iando eia l'arte lu sler·il e astensioni:;11w fr ntl •J di paure ing iuslific-ale l: di rilit' Yi poco a,·(·urali e non S('evri eli precon,·ctli. Ferì/t' (/,·r,t; rolt -
\J·.:.::fmwnl n '11Ullo t·o rn piL·::ì.~O. in quun:n tocca la 1: hirurg ia del le ossa, la dlirut·fn a cll' llè arlicolazionL c:o mtJ re nr.l~ ben due ter·zi ridia lotalilil dt.: ll ,• fcri tP e inl c rc~.;a !".op m o~ni altro p,.r la lunga seri e di [}()~ Lu mi .difdlo:;i e di ill,·a lidilit perntanenli, uarziali o lotu li, <'hL· l'flOI'lll t ·lli t'lll •• ·rv·,.:ano stcll'e•·ornJnia tlt• lla 1\azit:rte. HlclJil·derebbc ben più eslp~a tralla~iorH' di qu ella cl1e mi è ··ont·t'ssa in u na esposizione rlini <.;O-sla ti,.:liqt dei dati l'la llll' ran·olti, rua la limilazionv del lCillJlO e dello !'pazir rtis r,nn iiJilP mi obbliga ad una rapida ri\ l'la dei c.asi a IJ1(· ot·(·or,;i Jlt•Ji o inten tn cE tr:u'l'e q1 mk ll" corwlu:;wne d t·"tinula, ul JHJI't delle al tl'l' ll lt llll'l'OSC' giit p•rbblicalt· . ., fornir'•' il tn<ltl·ri ;d,• - ne1·es:-.<trio a ;;;!udii s itd elici che polran11o g io,· <u·:-;i ··o;;'1 di una larga e multipla espe ri enza. La tlll't.l. dL·II c fl•r ifC' di ~nJ O'l'<t in gt.•n·'l'l', lliil in s ppc ial rnorlo qu L·IIa rlt',!di arti, dw in prirwipio pn.:s, ·nto n10llc rlefì• ·i cll:t;e, s ia per l'esa·gerato olt imis uw ro l Cjll itlt l;tli IL·sioni nminmo consid ~· mll' la nwnn clte Jl(lfl ::t t ralla~se di gnn·i distruzioni ) sia pt'tThè i dlirtll'glti ma ~gio ri enmo l'L' l' co:;ì dire ipnollzzal i dalla tura di'i ft·rili r.H"ilal'it. a ! quali rh•d icH\.alln qua=<i csdusi ,·anwl il l' la lom·al!i,·itit, g iit n(·l periodo dl'l quale tr<dtn in qul':-;ta nota cm an·iata a g randi pa:..;;;i ,·er:-;o una Yia di sodd isface ntt! c logieo criterio !t'l'aPl'llti<:u, aq>nrlo sorpa~:>ato il lWriodo d i?llt• inl'l' rl l'7.Zu ~ d<•llP e,.:il <~ zitllli t' r·t ·~'i"Ì alquan1o indi !H' nd ,•nl c> da C't' d o rt n~ m a li l'lll· :t<; St•rzilmi .-onsat·r;\lC in trattati o ··altl'dralica nl cnl u niÌIIl':..;l rall' 111 pr·nli:::st>\'l. -
:\PPl'NTI CI:JNICJ DI TRAL\IATOI.l>(;IA )) J Lil 'E RRA
circolari . Innegabilmente i ris ullali furono e si manten11 ero più ,·anlaggiosi, con q uanla utihtit pe1· la Nazione ~supe rflu o dire. Ho antlo agio eli rlll'a re ci rnt .'tUO l e~ ioni d C0° li urli t la .._.1nan nliin·!l·io.... Oç · ranza da proidti li di ar·lig li eria e in genere ntolto g raYi rome si polrù rilevan• quando s i L·onsidP.J'i l'ile ben 12 1 erano co111plicate a fraUttrL' di ussa maggiori l" 29 a lrsioni iml'ortunli dell e .g rand1 artico lazioni. Del le fratture ricorderò: :\.
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E:3:-;i feriti hattno dato on·asiont• al maggior JJumero d i alli opt•rati vi, (la i più semplit i diretti a sbrigl iarè, s is temare. rcgolariu.are <' pulire meccanicam€nle una. ferila d ~:lk ~~~l ~;> par-li molli, ai più compli cali :?u ll e us:-;a e s ulle ar licolazioni. SPg11endo con fidnl'ia e c:on ,·inzion(' le e:->perienze dd Donal i s u lla l.' ltius ura primcv·in. el l· llt' ferile. p ur fra lo sc ':' llir.i ~mo che al lora reg"llii\'a in proposito e forte dei ri::;ultnli cta nw sks-30 olk•ru tli in p<u·ziali lenta-· li,·i d el ge r:e1·e (v . éio"'"t'· di 1tll'tlir·wa lluiilttrt•, a. l OJ!) f prulicai (Jllt'Sla ,·ulla s u la rga scala la su lrn·a prinmri a ch'Ile fe rilP d opo accurata pu· lizia. d ella s tessa m ediante a:-porlazior:t:; di ~t:\ le le pal'li ncc roliche, mal· lrallale o <.:on .unqtH:' poco YiLctli. Ho pululo ave r':! lct gua rigione primari a nt'l 65 % cit·ca dei casi çost Ll'altati. e non è pont c:n:oa qrmnclo si consiclel'i che \(• fE:rile Sl WS:iO L'r·ano pittlloslo ,·a::;t.~ e tali eln. rich ierlet·e m ùlli mesi se lasf' iaw guarire per granulazioni, non solo, mà anl'l1e qua ndo la sutma non u.ll.ecchi ,·a. ciò si Yerifìcava solo pa t·zi~tlrrH'nle ed 1• ra sempre pos~i bi l e rilc,·ar<' un miglio rtl e Jliù ra pid.> dc<'!l!':;o d ella lesiunl' Yerso la ripat'11 Zione. In una eli ques te YHSlc· fcr ilP in leres:'\a1 1ti le parti molli della rc·gione anlero-inll'ma dd brarc·io dcslr·o risconl ra i n •t·i~ ione netta del fascio \o'USf'olo-nerYnso. I vas i furono ron\'l'niPn lr.;.nH•nlP lt:>gati in sito: i 1·api tl<· n ·osi an-i;·inati e riuniti \'OJt sulum 1'ÌJW1Iare neur-i lemmalica, la fl·t·i ta n~·llala accuratamen te fu ~ llitl sa <·on s tilura romplel.a e l'arlo imn•ol)iliu.alo in· fiPss i o n ~ . Decorso l'avoJ·cvolissimo. Il ferito che si lam en lava di penoso s1•nso di freddo è di tor po re Yirll:' ~pari re ben :rm:·slo O~ 'l i d islu rbo e i n breve riacqu i;o;lò il libero uso· dPII'arlo sen za che la cloppia g t·a,·issi ma lcsi-:me ave<>.c:.c la<::.cialo alt'llll :·eliqualo. Nel le fe ri le che uer la tJhicaz ione, pr~ r la impos~ihli i Ltl di praticar(' pu lizia. completa, (1e1· la rslcns10ne non ero pr>ssibi!e t rallan• ('O n ![tiC· -' IO sistema, la. <~u ra si i imitò a 111 p,·enirc lo sviluppo dPll e infezio ni n1t'diante l'impit-g-o dr generosi sbl'ig liamt;'nli, di drenaggi capillar i t'- eli
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APPUNTI CLINICL 01 TRAL':VLATOI.OGIA DI Gl' ERRA
imvacchi atripoclorito. In comple-sso non si ebbero a lamentare soverchie complica:>.ioni settiche. Sui 400 rasi osservati not.ai : ~.
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di ,ctticemia tli osteomiclite 7 di gangrena ga:<~o:<<t
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Questa ultima specialmente gravissima infezione si presentò piuttosto in forme circoscritte, si che m 3 casi bas tarono a vincerla i sbrigliamenli fatti anatomicamente con l'imballaggio muscolare (Camera) ; inn'ce nei 4 casi di forma rapida massiva. in 2 non si giunse a tempo per operare e in 1 la demolizione non riuscì ad anes tare la marcia dell'in· fezione. , Le forme setticemiche presentarono la l'onsueta gravità, e ne fa fede l'alta pertentuale di morti ( l2 su 20 casi). Non ho potuto avere a disposizione del siero Belfanli, ma ritengo per fermo che esso sarebbe stato di gran giovamento all'opera necessariamente limitata del chiwrgo nella lotta contro tali infezioni generali. Più agevole è combattere le forme osleomieliti~he, le qual! però come gih altra volta ho osservato hanno la (·aratleristica .di decorrere ed estendersi subdolamente, con scarsa sintomatologia specialmente dolorifica. sì che solo indirettamente si può giungere a sospettare focolai anche gravi di osleomielite in ossq. importanti: q11alch13 volta però si giunge tardi, quando già la sellico-pioemia si appresta n chiudere la scena. Tuttavia anche in questi casi giungendo a tempo ed agendo sui focolai infettivi è possibile evitare l'esito disastroso. Di tetano ho notato solo 2 c·asi: in i , regolarmente profilassato, l'infezione insorse dopo che era stato vinto app.:ma mediante ampii sbi'igliamenti una infezione gnssosa della gamba: fu impossibile salvarlo. L'illustre prcf. Tizzoni attribuì il tardivo scoppio della infezione tetanica e lo scarso effetto della cura speci fi ca, alla precedente tossiemia gassosa che inn egabilmente doveva avere esaurit.o le risorse difensive di quel1 l'organis mo. In tutti e due i casi ho usato insieme con la sieroterapia specifica, la cura B'a ccelli con soluzioni di acido fenico. Accennerò alle leswni dei M si prinri pali. delle qual i ho potuto con· statar·e circa 1O casi tutti regolarmente trattati con l'allareiatura in loco vu.lnl'ris, secondo il sistema sempre da me seguito, e gual'iti senza conseguenze funzionali per l'arto. Ho rwatirato: ~.
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allacci,lture dell'o111aaie (a . e ,·.). • d ei , ·asi ft nHirali. • • • poplitei. • della ~nn·(,..,· ia la.l. • della tibinlc ('>O-'te riorc • dcll'interco:<tale (S•t.
Il ripristino della circolazione è av,·er1uta in tutti i casi con molla rapidità anche quando, come nei casi di lesione O!Jlerale e femorale, la interruzione cadeva su sezioni molto prossime alla radice dell'arto. Questo d el resto è conforme a quanto avevo giù pret'eùenlernente osservato ed a quanto ho· potuto an cora appresso ri le\·are in casi di emorragie ~e conciarie . Non ho mai notato gangrC'na sia pure limìtala in nessu no d ei
APPl"NTI Cl-'JNICI DI TRA C.\'IATOLOGTA 01 Gl"l::RRA
3H
~-a::;i nei quali ho prat,icata la legatura. Sarà forse dò da attl'ibuire al fatto che prefer·endo la leg·atura in loco v ulner!'s ho reso più agevole la formazione d ella Cll'Colaziont: collaler·ale.? Sarei indotto a crederlo se paragono i buoni risultati da me ottenuti r on quelli che altri hanno lamentati. Quanto alle lr· swni flrli colari, esse furono in numero di 29, com e ho g ià accennato, e g;~ intende che mi occupo solo delle lesioni delle articolazioni maggiori. Og ni qualvolt<t si apprezzava una lesione artic-olat·e, mi affrettavo a pratica re l'apertura ampia dell'articolazion e st•guendo i metodi classici leggermen te modificati a seconda d elle circostanze: nella rnaggior parle d eL casi le artrotomie furono suflk ienti ad assicurare una buona g uarigione : in 2 casi di lesion e Libio-tarsica essendosi in iz-iaLa una violenta reazione infiammat oria , f~'Ci seguu·e all'apertura d ell'artic.olazione la lussazione forz'at.a dci rapi articolari in modo da dominare ampiamente il foc.olaio infìamm u,torio che in breve fu domato. Nell'artil'olazionc del ginocchio ho data la pre ferenza ai tagli late rall r ettilinei 4·on fognatura posteriore: in 3 C'asi \'On g rave emartro e lesione comminutiva osse.a, ricorsi ~l taglio l'il'l'Olare (Makenzie) che mi permise una migliore esplorazione drlla cav ilil e la asportazione d elle scheggie ossee libere. Praticai così 24 artrotomie:
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de ll'art it·. ti bio-tar:<ica . >'<'apolo-o!llenlle. • _,mm itn. " iu occhio. • a n e~ . •
•
N_on ho chiusa l'arli colazioP.e dopo l'artrotomia, prefcr·endo dn•n!ire ampiamente ed immobilizzare in apparer·r-hi gessati reneslrati. Dovetti inoltre procedel'e a 5 resezioni : dell'arti<-. dell'anca.
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Anche in ques,te mi attenni ai metodi clnssici, salvo piccole modifìcazioni dovute alle speciali alterazioni portate dall'agente vulnerante. Le parti molli venivano parzialmente suturate e l'immobilizzazione pratiCI,l-ta con apparecchi gessati fenestrati. Nell' un caso come nel1'altro però l'immobilizzazion,e non veniva protratta molto a lungo a mPno che fatti suppurativi non venissero a complicame ed allung:tme il decorso. Quant9 alle fraftur r• rlellr• ossa maggiori, t.rattanrlosi natur·almente rJ i fratture comminutive ed esposte. si procedè sistematicamente alla regolarizzazione di tutti i for olai rli fratture c.on srheggiotomi a sottoperiostea delle ·parti c-ompromesse ed imrr;obilizzaziooe precoce dell'arto i n apparecehi gessati fenestrati eseguili in estensione sotto narcosi. Prefe rii questo m etodo a. quello d~lla trazione continua con pesi . perchè più s icuro in quanto la rorrezione, se eseguita ben ~ e controllata ron la radioscopia, veniva mantenuta per il tempo rirhiesto senza subire modificazioni, al contrario di quel che avviene· con gl i appare<'chi a tr·azion e,
.\PPL ' NTI CIJINICI 0 1 TRA l' .\lArOI-OG IA DI GI'I':RRA.
dala J'irrN!nietczz<~ dei ferili e J'impo!'::;ihililit di una troppo assidua SO ITègl ia nza da parte d-el personale a~~i slt- nle. Quando si pre:>entava diffkollnso t'appli .. azione di un uppar·ecc' hin f.!.'l·Ssalo dt:finiti,·o, usai un disposili,·o prov\'isnrio l'hl' farevo c·ostruirL dai miei f<ti L'gnanJi e che d es•· r·iycr·ò in altra rwlicina ottenendo insieme r·on la immobilizzazione la LrHziont> permanente su l'ar·to senza bisogno di pesi . Nelle c>stc·se distruzioni dt o:>.-x\ pro-::edevo u ,:ere e proprie J'E'SI:zioJJi parziali o totali. Ho pntli(·ato cosi ))l'n 92 sc iJ cF~doton J i c di una rerlu imporLanza ecl i11 tutti i casi lu:-:.eiai U!Jerta la tt-r ila p : r domina!'e meglio l'insorgere di un e,·cnltw le foroluio :::etticn. Gli ill ' l' treu·lli e::;eg:11L1 ~.:o n il sistema S II dc.;tlO ~!)ln lllfii'O ilO et J23. Prali, ·ai inoltro i~ resezioni parziali et i os~a t ork t:osì di,·ise: 1
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APP U~TI CùiNI Cl LH TR:\l; .\IATOL.O GIA DI GCERRA
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Dc) ug las . Fu estratta con tag lio perin0ale laler:tle come per ~a prostatec tomia. l! n rorpo e, t1·a nt>o (slellcLLa)" fu local i~zata neìra pic2 poi m•)nare sinistro ed e:-;1ratto dalla fossa sopracluvicolarP. L'e;;trazion e dt una schegg ia dette lurJgo alla lrapan uzi one d ell'antro di Higmoro d estro: un'al tra richiese l'artrotomia ,-oxo-femoral e : altre due la laminu ·tomia rispetti vamt nte d eìl a terza. P olLava do1·sal e . Una LJUIIella di .sluapn cll fu eslnl.lla dalltl foss:l OI'C'ipilalc d(~slra ; un 'altra .era in,·astrata presso il tubercolo orci pilalc ed aveva prodolto r>arzralc itm aurosi. In genere tali e;:~trazi o n i di proi ettili furono seguite da sulut'él dt-llt• parti molli con gntn<if' percenlualc di g n ni.gion i primari e . La mortalità, se si lolsono i 9 n1orll arme na g iunti per lesioni g raviss ime t·omplintle (e di questi .a lntni g iunsero giit morti ), non è molto ele\·a ta, r on 23 rlet·essi su LtOO ,·asi (6 % c·irca ). E tiò -è tanto più noLevole m ijuanlo, spet·if> nel P<'l'ioclo lug lio-selt f' mbre dala l'ubtntzione d€' 1l'ospèdn lt'tto, i feriti agli arti i\'i ri t·overati r·appr ~c n~avano proprio i pii1 g ravi . q nelli c·he non si rit eneva opporluno trasportare più oltre. Ci rea i n a rroti r i usa li ho dala la p('eferenza a l c·loruro di el i le come qt rèllo che em di più facile impiego, r a pidissirn.o n·,!ll'aziont", E':'t· nte d a q ual:si asi per ir·olo per g li org·ani prin('upali , e se11za fenomeni suc:cessiYi spiacevoli. Ho potuto apprezzar·c· l'utililù del cl oJ·uro di etile specie n-:-1le prime med ic·ature, molt o d olorose, c·he in tal modo potevano essere Portale a termine in moclo c·omplt'to se nza essere disturbati dai movimenti incomposli e dali t' urla chf• rl do l::" 'e ::lrappa ai poveri fel'ili. P t>r l e opel'azioni cii più lunga durala llo preferito il l'!oroformio puro sommi ni:> lrato col m etod o~ gosTia del Mikoulit·z. :\el Lr·atLamen to succtssivn dei feri t ri a vp va P'lrlc pn:ri pua 1'11so della llleirfìna che lE-niva i per·iodi p iù dolo ros i dPli:L cura e che ho potuto .so pprimere sempre senza all'un in c·onvcrli ente.
•• • Dallo sg1 rnrdo c-ompkssivo su tullu il mo,·imento di ft-'rili nel period o sn i ndirato risulla no c'i frc abbastanza c·on fortanti. La scarsa mort.alitù p-J0bale (9 %ì , S!JC!:ic in r·elctzionc alle g ravi ferile fl<"ule in cura, il noLe\·olc numero di inlér·ven ti operalorii (27" \ , l'adozront.> di s ist.e mi eli cura pill moderni e (' he si sono mostrati subito meg-1io rispondenti allo SCOIJ O. raralter izzano pe r me, come ner altri è a vYenuto, questo periodo di lavoro <·ome p il! fer·ondo eli ri!'. ultati favorevoli (' di intime socidisfazioni. · .-\cl altri iÌ compilo di r·iunir€' in l ucida sinl~.;i tutta la. formi dabi le moJ~ di lavoro dai si:tgoli compiuta e f.l·arne le opportune deduzioni nell Interesse g eneral e clelia umanilù e d ella sc ienza. A noi basti por·ta~·e. un modc-~to contributo sufficiente a d imostrare che là dove a mi · g~JUia si prodigavano tanti giovani energie anche noi fummo in un,t dluturna loLla contro il male e nella. febbri le ricerca dt sempre nuovi ~;zzt ?he ci permett~ssero di contrapJX)rre vit~o r·iosanwnte alla bruta ~::. truz10nc l'opera fervi cla e alti va eli ri costruzion e, di salvezza. di
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AMi3ULANZA CHIRURGICA D'ARMATA N. 4 DIRETTA D AL PROF.
NICCOLA 01ANNETTASIO, TENENTE COLONNELLO MEDICO
Ferite addominali di guerra per il dott. Emanuele Santoro, capitano medico assistente nella I Clinica Chirurgica della R. Università di Napoli Oontinuam~me
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FERITE ADDO;\IJNALl DJ Gl'ERR<\
L e lap~rot.o mi e ('~l'gnit!;' s 11i fe rili d e l c ras,;o ~(\no 3K con 17 guar·ill e 21 morl1, c·1oè con una per!'entuale di gun r i~ione del 44 ~~ . P erò in ci nque d e i fer ili l'inl!:'slin o n o n era p e l'ff' ttamenh• apc.•rto d al proi e ttil l'· c t•ioè in 3 ~i trallaYa di fl'rile da ~lrisc io int(' rl'S:>anli o la ~la sieros~ o la s ie 1·osa e la muS!'ola re - o~s. 467-'•GH-472 - ; !n uno e ra contuso il eit't'O - oss. 409 - ; in un altro i nfim· - os:;. !l5 () - il proiettile, una pall ella di s hrapne ll , pen<.:lr'<tla dulia porzi one e :dra-pe ritom•ale dl•l c ieco, era riiTHts la in ca::;trala nella 11ll1Scola r e, s po rgcn.cto al di ~a llo d ella sie ro,;a, la qualt• n o n e ra inte rro tta. Qut::.li 5 fe rili g 11arir-ono, e qltalc uno di essi sa r('hbc g 1mr·ito anche senza l'allo o perati\·o, quantunqm• n oi abbiamo \' i::to con1 e le ronlu,;ioni e le ferilt• d a s lri scio d e ll'in ks tino possano, pe r n Pnos i ronsc•culi\'a d el punto ..col pito, e,:sere la porta di u sc ila fi E:•i gc.>t·mi c quindi l'orig ine d e lla pe r·ìto nite . In ngni m od o In J)l'rcen tua le d i g11arigione 0ller111l a s ull e fe rì le p c l'fo ran ti d el c-ras.~v \·a cal('ol ala s u 33 fe rili <·on 1:è gw11·igioni , e rilllane qu indi d e l 36,3 ',;. La region<' addominale piit fr·pqu ènlc m cn:c rolpi lèl in questi ferili è naturalmt' nle (Juella d ei fian c hi . Di falli tr·a i n n::. tri fl•rili il proiettile inlc res~a va i fianchi in bf' n 21 c asi. N e~li altri frerpre ntem ente il proie ttile penEtra\·a clallu fossa ili<<C U o dalla nalì<'a; raramente dagl i ipoeo ndri o dalla r egiont lomba r·e ; in quakhe r·ar() C'a:<n, dalla reg ione sac rale o dall'e pi gast rio; in flu e ca si il proi.?llìle p pnl'tr(l\·a dalla regiont' ombel lita lc ed i! te nr1c non era ft·r ilo . Come s i \'Cd e d<LI r)lro.dro pr·eccd e nle in un solo easl• - oss. 484.i l pro it>lli le an•Vét d eterminalo quali r·o fe rile d el rolo n ; n egli altri in· \'f'C't~ le f<>ri le furono rluc·, frcq n cnl E-m e nle la ferila fn llnìca : lil freq ue nza d elr unil· itù d ell a fCI'ìla d e lla. tJorzion e s iE:'roo;a dipt•lldc dal fatto r h e in q ual,c lle caso il proie llìk e ra twne lralo d a ll a r o rzicm e c :xtr·a-peritoneale d dl' ìnteslino, ma più s pesso dal fullo c h e la ferita ('ra langl'nziale. Le ferite d e l cmsso s i son o in f!·cn e re m ostrate di dim €• ns ìoni rnagf('inri rhe n on le fE' I'itc del tPnliP ; m ettendo in rappo l'lo 11nll lesione eli qt~ es li du e \' Ì ~<·e r·i P I'Od olta cl al m ed c~ imo w o ie ltil e , a parilù di tulte le altre condizioni. ~i nola c he su l t Lnue le ft'l'ilt" llanrno tendenza ad esSE' re alcwanto piu picco le, nl (· nlr~ s ul cra3SO hanno t e ndenza ad e:;scre più ampie t> a marg ini maggiormente fra :;ta~rl iali. Ino ltre la mucosa in· · lcslinal e 11ll'nO fr·equ enlc m t•nt <:> è pr·ocidente . ctirnodoc h è è più rat'O ri scontr·ar·c il b otton e mucoso, c h e v i cever~a s ì riscontra quasi costanlPnrenle n ciiP f<'!'ile d el te n11 r, s p<'t:i<ii m c nle nell e prime or e clw seguono il tnwmalì s m o. Nelle I'Onlusioni l'ct"c hìmos i ~o llosi~·r():';} s uole H=':-'11 11\Prc d e lll' JJ!'Opo rzion i abbaslanza COIISider e \·ol i , e n e lk fe rì te ])c rfo ran l i non è ra !'O risrontrare al lorno a lla lesion e una zona ecc himC'Il i<'<t. la quale spesso ma:;ch era il nunto fE'rilo e r•ende ditlk il l' la ricerc11 d èll ii les ion e. In qualche ca so ferila è di !)Ìccolc dim ens ioni ed (> nascosta in una d ell e pi eg h e dispcste lra i Yari ri~vn fiamenÙ d e l colon ;.ciò re nde an r he dì fi i cile la ricerca della le::-ion c, la q11ale in cptal ('h <' t'uso vi pn e r-iH•Iata dalla presenza n elle zone c irroslanli di d e posi li fìbrir. os ì. oppure d al lil presenza di n1at e ria fecal e o dalla s fuggita d e i gas . N e lle fe rite d d cr asso, e piì1 ~ pec ialm e nt e in quelle d el colon traS\·er so, è fn•qucnlt· ri!'><'ontn1l't' 11n e ntope r iton,'n abbondantE'; molte
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FERITE AI)()O \IINALI DI Gl'f.Rll .\
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YO!le la fcrilu sa ng uina anelle a l rnotnt>nlo dell'alto O!lt'ra lin , l ' in ~ Ìt' ll h' r ol sangue si q •de gemere qalla ferila le fec i; J'crnoperitunl:'o dunque, nt-ll e ferite dl•l t n1 :;so è s w·sso inrllpe nd ~· nlc da k s iuni d L· ll'epiploon , t' dd mesenlt'r·e o di organi part:nchima los i. L:n rep erlo 1110lto fn'CIU<'nte . ·"'Jlt't'ialmenll' ne ll e fl' rilf- dell e vorzioni fisse, è q ue llo rtegli ema lomi r•·· lrope ritoneali , i quali si IH'esen lano ro m~ d elle volum inose rat·<·olll' rl i tO iore nerasli'O, sopra cui ltJtCit:tl t' spO!'ge il peritoneo pa rieta le. L't•rnoperitoneo <:osti t uist·e rerla menlc una d elle più g ra\·i complicanzl' c!t:lle ft" rite del col on , percllè esso sE> rvt· di difTusione allt· ::;os tunzc feeali , clw quasi cos tantemente si versuno all 'ç.stem o della eventuale ferila; ~c non Yi fosse (JtJcsto spandimenlo sung 1rigno Ja infezionl' periloneale r·e:-: le· r·ebbe localizzata in un numero ben più rilèv;l!ltt· eli t as i, d ala la fJOl'a f1 1ri dità delle feti, la d i~posi z i on t• topog ra fk a d el Vl:>ce r·e e la :-;11a l h•ta mobiliti!. 11 gr·m;:;o intestino può t'!-Sl' r' fer ito in t utti i pun ti di sua lungh<'zzn, dal cieco all 'ultima po1·zionc del s 1 ~W I<t, all a prima poi·zione dL•I rrtlo : in un ca.5o - os:-;. 51'• - era ~ talu usool'lala ner più eli melù J'apJh'n cl il' c ver·m i for·mc ; si pralirò l'uppc·ndkectomia_- ·, La sintomatologlll d1 que::;tp fcr·ilc ha pochi lati caratteri stici. (i L· nl'ra l me n te i l pazien le è in ('Oliò i zio n i gt.•nera li mig li ori c he ncllt· fL'· ri te d el te nue. L 'as pello è s pesso huono, il polso \'al ido. ritmico, d i frequenza normali' : l'addome s pe=-so lra llabilG non rneleorico, poco d o· h li te . :\on e l'èli'O che l'infermO d ica eli non aver·e {\\' tr i O \'Omito nè !\ili · ~h iozzo, e si rnun teng a in buon t> condizioni ]Je r pa recl' h io tempo ci'JJII'l lu ferita. An cl1 e qui come nell e ferile del tenu t', rn a meno frequ l' llfto· mL·nle, si r·isconlnt il vcnlrl' di legno . t:ottusilh dell'arca epalku ~· cpra -<i sempre normalt•, raramente diminuita o scomparsa , anchL' (JlrHncln :;i ri:><'ontrino allu luparotomia gas libpr·i in cavitìt !Writonea lt'. l dolori spontan ei o provocat i hanno le m ed e~ime caratteris tiche che nei fl•r·ill ell'l tenu e, però !'i ri :;contrano con miTJorc frequ ~?n za t'spesso meno rl if · fusi e più accentua ti in co rri ~ po nd l'n za d el fi a uco ferito . ,\nche qui l'i'1 · fer mo ri fer·i:;ce d i non a vere em e~ so feci n è gas, tra n n P casi ecc·cz innali; e rifer·isrt• ino ltre di avvL· rtire; forte s timol o alla minzion e C' h l' ]IL'I'Ò dichiara. rli non potere soddis fare volonlarìaineu le. Il decor-:;o posl-operulivo di (Jlll·Sli feri ti è più lwnig no che nei l>re· <· ~· d e nti d e l lerrll<' . Ht• J'infer mo ~i a\'\'ia a. guarig ione lr condizioni rni::lrorano rapidu men lt•. La tempt· ri:l ura . che i! srrb-ft'!Jhl'i le n.· i pr itrr l!'lnrni , ritom n TH'l'=-'lO norma ll'. Il nnlso -;i mantiene ralirlo, a lq uanl 11 frequ ente i primi g iomi dopo J'a l10 operativo, di fn•q11enza normnle in :;eguito. L'a::;porluzi on e del drenaggio rappresenta un lraunHtliSiliO di minore ir:tcnsilit c h ~o· n elle fcril(' del l~nu t' . ma in qualche caso l'tr <tn ehe qui Pt>l'O b en toll erato - o:=-s . 47'• - . Tra le complica nze ,·a•rno ;<<·gnalati 4 cnsi di polmonite, 1 ca;.o d i n~mn bronchi ale. f,'infermo cui ,_i ri feri sce l'oss. ·192, g-uar ito daJl'illten ·ento ,..Il d iii.' ferite: del colon tra<.\'<'1>'<> morì dopo 26 ~iorni dall'atto op~:rati\'O per perforn7ioni in· te~ tiu ali d a tifo. Ouc,.t ' infenuo ehbe un dccor>'O fan.. rc ,·vlc nella prima scttiman,, dopo l'operazione ;-uclla ,:ccouda chhc f•·bl>rc a tipo n:mittcntc , con temperature d c· \':Ile, meteorismo, dolori addominnli; nella terza le condizioni ~ i rnautcnnero stn· :donorie; in ,·enti<'inqnc!:imo gi orn:~t (l l'infcr111o ebbe profu :<~ cntc: rnrragic con \'Ìolcull rlolori all'addome . Lo nccro!'copia n•<•"tn'J che in corrispond<: nza dell'ileo, c propria1 Clhl\ di 1)3 r:ttifo.
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FF.RITf. ,<\DDt.:!\'llNALJ lJl Gl' ERRA
m t nte a c irca ~o cn1. d;tll'attacco ileoct"c:tlo:, ,.i c.:1ra una pit'éola p e rfo razio ne da cuì "eule,·ano feci' liquide. Il pe ri ron eo attorno era di c olor bruno e di aspetto torbido. rh::o nfi i follicoli :<olitari e le placche 111 uco~a inle~tin a le nto,..trava arro~~nti dd l'nn:r, e delle ulcenl7.io ni nume ro"t: . J,e due f<:rite del colo n tn:t~\·er:<o eran o ptr· fett amtnte rimarg inate cosi da re nde re irrko nosc ii.Jil e il pumo >'111 quale la s utura era stata praticnta. L'oss. 461 cbhe il decorso post-opt:rat i,·o coruplit'ato da c.:muolo p olmonare , evitleutcmcm c di t)Ìccolt: dimo:nsioni. L 'inft:rmo in olla,·a g io rnat a, fu preso da di><pn ea con tos:se ed. e mottis i, tempe ratura 3i·3S; la p erc u,.;:<ione ttlO:<trò una zona di ottusità ci rco~critta in corrisp<)ttdeu?.a dd loi.Jo m edio J e l poltnont: di de s tra con qualche ra n· tolo a m ed ie bolle. Que!'ti fatti rcgn::diro no rapidmn c nte in ò-7 giorni e l'a r!lnHililto ritornò in condizioni n o rma li. !,e f~.:rit~ del cras~o haono quattro ,·o ltc complicate da lis tola stercoracea, che in Ull caso interes~a\'a l'angolo e patico del colon, in un cas:o il colon discende nte e iu d u e <:a:<i il ~igt~ta. :1'\t:lla oss. 4$9 la fi,..tola fu in primo tempo accUJnpagnata da pe· ri.toniie ~a.:cata; la peritonite fu pt·rò ,·inta con qtlotid ia ni aboon da nti lrl\·aggi di cio· ro~ol, 111a :<i dt:terminarouo frec1uenti e ntorragic sccotllla ri.-, prohallilme nte da ,·a~i dd mc!'vcolon di ~ce nd ent<:, che u on fu p ussi loih: ,·inl' ere e l'ltt: condussero a m orte il p:nie nte. Qu ... ,oti infe rmi furon o trasferiti in media dopo un pe riodo di d egenza minore che i feriti del te nue. Essi tutta,·ia furono te nuti p er tutto il tempo che ><i cn:dette oppor· tuno per ass ic urare la loro g uari ).! iOn e. l ' no d c i feriti fu trAs ferito in se ttima g iornata · oss. 4~9 · ma le s ue con·cl iziu ni gen~ ralì e lcx·a li •e rAno buone e norrt.ie postum~ sopraggiun teci ci assicurarono .klla s ua ~ unri)!i oll(:. l'n nltro - oss. 466 • fu tra:<ferito clopo 12 g iomi 111<1 le sue condizioni generali era no tC('ellcnti. La m ag-gior parte degli a hri furo nc> traMeriti in condizio ni generali huon e e con ferita operut.oria o compl<"ta· 111<"111t' ritu a rgin a ta o ridotta ad una piccola piaga ben g-ra nulegj.!iante. Soltauto uno <lc: i feriti • oss. 4il • fu tra~ ferito con fistola st.,n·oracea aperta, t e mperatura s ub-febbri le, p olso I •X HIO, ,.;tato gen e ral e di,.;crc to. Di que:-<to infe rm o n o n si pu ò g-aranrin: la g uarig ione. 'l'ndici di quest i feriti furo no o pe rati 11~\l a grottn di l>t:n•taki, con 5 j!Uarili c 6 morti. Dei sc i m orti c inqn e m orirouo n e lla stessn grottn, uno in,·ece alla sede ceu· tra le - oss. 476 • 0 \'C era s t ato tra!<ferito iu q u arta ,gio ruata e in discrete condizion.i. r.<\ morte in qut;~ti fe riti a,·n·une uo,·e W>he coi ~intomi d t: lla perito11ite acuta diffu~a. ch e diede il dece,;so in s casi dalla tt>rza n lla ,.;e,-ta giomata, in 4 casi dalla ~e tti ma al\ 'undict:sima. Iu uu ca:<o la morte an·e nne con la ~ intomatologia della ,;et· ti,·emia pe rit on ca le acutis~i1n n; in 6 casi p e r shol.'k. e propriamente in J per il ,;ol·r a pporsi del trauma operatorio allo ,;tatc> di shock pree :-<is te nte, in ~ pt:r Foh cx:k ope· mtorio, poicht- gl'i nfermi che erano in hu onc condizioni prim:l dell'atto operati,·o, ,i aggra,·arono rapidamente duraute il m ed e simo n è più si rimisero. Jn due d e i fe riti la mort~ an·enne per ~ ulorrag i:l >'t:c·ondaria, in uno • oss . .:S<;t • tre utaquattro giorni dop() l'all o op<-r:tti,·o pe r rottura eli l'nsi del tuewcolon dì$cenÙE: IHt: : in un altro· oss. 491 • in quarta giornata: <1uesto paz ie nte, t.:ne si tra mante· nut o in huo n e t·oncl izioni n e i primi tre ).!iorni, s i :aggra1·ò impron·i~amente in te r zn e quarta g iornata. La n ec ro~copia ut o~trò un p t' ritoneo perfettame nte liscio e luci d o , la ~ntura di due p erfo ra zioni Jell'all)l'olo epatico a p e rfe tta Lenula e un gros~o erua.toma retroperitnneal e , di cui 11011 s:i riu~rl a ~<tnhi li ·re l'origin e. In un o dei feriti, com t ho già detto, la morte an·en11e per tifo; in du e per p olm•.>nite, ptrc\ in uno di qnc!'t'ultimi la necro~copia ri,·e lò les: ioni. peritoneal i e,·iclenti e 111 ttll altro • os.<. -19" • un grosso e matoma r~tropcriton eal e con a><senza di tracce d i peritonite.
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STORIE CLINICHE. 456. Oss. - Gr11cra/ità: D e St. Dom., ~oldato fant e ria. - /)ala di c> otlrala c dala di 1tscila: 25-5·17, u-6-17. Temf>o trascorsa dal trauma a.ll'illtt·o"VC IIIo: ore 6. Natura della lcsiouc: Ferita ro tondc gg-iante da palletta ,]j :<hrapnell al ·f ianco de· ~ti!'Q, ~opra la nel'ta iliaca, senza foro di egre%0. Il proiettile ,·ie ne tocaliuato dal· l'esame radiologico n e lla fossa ilia ca d estra . Altre fe rite s uperhcrali al ~acro e alla n a t ira ù e..;t m.
F.ER l TE AD00:\'{1 NA L l
m C C ERRA
3:\.9
S i ul o mi pri llci pal i : Aspe tto lmon o . R~:;;piral.i<>ne c;tlm a. l'oh.,, 68, valido. Dolon : addominale "pec ia hne n te all a me tà d c»tra . :\un ha ,·omit o. Ad<fom !' tra ttabile , u on 01e teorico. :\o n h a e me~~o g a,; n l: fe d . l' rin<l7.Ìon e "p on ta n f;'a. Tra tta m eul o : L a pa roto mi a con tal'! io o bliq uo ne ll a {o:<;;a iliaca de~tra . Si tro ,·a il proiettile (e ntra to e dde nu:m c nte d a ll a p on:ion e cxtra-pe riton eale ) nella pare te anter io re d e l cie<:o, ;;p orgente ~otto la ~i t:ro~a. E :<tral. iou e , incide n do la p a re te e s utura de ll'iu((.:sti.n o. !!(utura a stra ti d e lle p ar.:ti . . Esita: Trasferito dopo 2.7 _Kiorni . Guari w. -:\on: : Op e ra to n e l d i~ tac,·:Hn e nto ava n za to . 'fra~feri to alla sed e in ter za g im n a ta. 451· Oss . - c;ellt m l il <Ì : )lac. C iu. , ca pnr;.k- fam'e ria . - J)ala di CIII ra ta c d ata di usc ita: 6-1- 1i n -1-1i· T empo lra sco rs:> dnl t m uma al/'iul crt•c ttl o : ore s. Satura d ella l <>sionP : F e rita rotondeggia n tt: da p <tlh:tta di ~hra pnell, s uhito sopra " a ll'e,;tenw d.d la :<piua jliaca A. S. d c>.tra . Il rro iettilc :<i p a lpa sotto c ute , 4 dit:t tra,;verse a de,;tra de lla ci c~ttrice ombe li<:a lc. Si11l omi pri11 cipa/ì : Ccmdiz io ni ge ne ra li buou <:. l'o lso 72, ,-a lido . Re,;pi raziou e ca lma. V e ntre contratto c do lt: nte. :"\on ha vomito , u l: !'iug-hiozzo. A!'sen za di m e teori~ m o. :\o n h a e nle.;so feci ut> g as . Trattum e>1 la : T aglio ohliquo n e ll a fo,;,;a ili:H'.a destra. S utura di un a perfo raz ion e dd c ieco. Dre n a ggio . Sutura ddle p a re ti a s tra ti. :Estrazio ne d e l proie ttile. E sito : Trasfe rito dop o r6 g iortti . G nari w. ::-iOTE : Si toglie il drenag~ io in ;;c.-la g iorna t a , i punti in d ecima g iorn a ta. P och.: lin ee di te mpe ra tura i primi g iorni. Cnn d iziu ni locali buo n e. 45S. Vss. - (;euua/ilà : %i. Al. , ~oldato fa ntt:ria. - / )ala di e11lrala c dala d i 1tUila: 2,1· 5·Ji, 2.•·6-I iT empo t1·ascor so dal trauma a l l'i lll en.•e lli O : o re ,\. N atura d ella /es/w1c : Piccola fe rit a a st a mpo , d a p a lle tta di ~hrapnell, a lla re gi ou c rc rw lc d e.st ra . Jl pro ic ttilt:: s i p a l pa sotto cute n e lla fo!<~a iliaca d e ll o s tesso lato. ·S iul nwi priucipal i ~ Colori to n orm a le. Pol,;o So ,-a lido. n espirazion e calma . A~pe t to huo no. Dolori addo mina li più spicca ti alla p a lpazio ne ddla m e tà de;.tra. l'aret i contra tte. :"\o n h a ,·orni t o n è s ing hiozzo. A ,;~<:n za d i m ct<.:ori ~mo. Tratta melllo: Laparoto mi a pa ra re tta l<: d t:st ra. S utura di d u e fe rite dd colo u ascen d e nte. I>re nag_g-io. S uturn a ;;tra ti d e lle p art:t.i . Esi/o ~: Tra~fe rito d op o 32 ~ iorni g ua rito. :"\on; : O pe rato al d i!;tacca ut ent o an1 n zaw; tra~f<:ri to a ll a sed e in 6• g iorna ta. T o lto il d re n agg-io iu 9" g iorn ata.
459- Oss. -
Geucralilà : ;\los. Au~ .• ><Pida to fa nt(!ria. -
Dala. di entrata c data
di IISCita : 3o-7-916, 5-S-9 16 . Tempo tra scor so dal trauma all ' it•l ert•c ll f<>: ore ~3.Va /ura d ella l esin ll l' : Pi<-cola fe rita da pa lll>ttola d i fuci le :~ ll'alt ena dell a pnma ' 'e rtebr a s acra le un cnt. a d estra d e lla lin t:~t med ia ua , con foro d'usdta ;;ull 'a:<cellare
a nte riore d e:<tra s ubito sotto l'arca ta costa le. Silllo m i pri tl cipali : Colorito n orma le . l'o!,::(> g6 ,·a lido. R esp ir:n iu n<:c ca lm a. -~~pet~o b u on o. Dol ori addor uin a li e d ifesa, spi cc:~ta s pecia lme nte a ll a tt ldà d es tra, st u g htozzo. X o n ha YOmito. . Trattam ent o : Lapnrmomia p:tr:lrctt;tl e dest ra . Sutura d i d ue ferit <: de ll 'a ngol<.J epattco_ del co lon . Dre naggio. S utura a ,:tra ti del lo: pa re ti. E_s1to : Tras ferito d opo ~e tte g io rni in huone ('on d izinni. :SoTf: : In quinta g iorna tA s i tog li e il d re nag-gio . In se tt ima " Ìornata s i to..., li <: p:~ ne lit-i p nntr. o n d'rzioni gen e ra li e lonlli ott in t(·. T ..-u tpe rntn ra afeh,.,b ri le. "'
c
, __46<J. Oss. c;we ral i là : Li:; \'i tt., soldaw fn m e ri a . - J>at a di ent ra ta c dala di ' 'I la : 1- 11- 16 n -11·1 6 . T; mJ>o trascorso dal trauma al/ ' illl enJc>llo : o re 7· fi ,\atro·a d ella l csio >Z e : l ' iccola fe rita laee rll , da sch eggia di b o1Rb:l a ma no . a l 11
anse~ tle~t~o ~ulla :~,;celi are med ia , sem :t fo ro d' u ~<' ita . l\I a n ca il repe rto radio,;copico. 111 o m 1 p r· 11 ··1 p 1·. c· 1 · . . . tern e ute t . . : ~ a '· o o rtto n o rma !t:. P ol!'l> S~ ,-ahdo. Re~ptrazJ<me prc,·a lt n 111H' d .. or.l~~ca. Aspe tto b uon?. A.dd~me cont mtto e d o le nte ;.p ec: ia lm c n te n e l !:t a btra. J:\on h a ann o ,·nmrto tt è s mg-h ioz7o. :"\o n ha e mts5o feci n è ~:1~.
1
350
FERITE .'\OOO~IINAL l 0 1 GCE:RRA
TrtlfltHIICHI< I: Laparotomia paran::1t:1le tlcstra con ta"lio ùhliquo' in a lto. Sutura d i una ferita llc ll'<wgol<> epatico ck-1 colo n. Drcn:1gg-io. Sutura tlc lle pa reti. E$i/o: 'J'ra>'f<:rito dopo !2 giol"ni . Gn:.rito. :-:oTf. : Tolto il drcnag).!io in lltl;:w a .'(iorn a ta . Comli~ion i gen eral i e lot·al i ottime. 'f<:mperatura afl'bbrik. · 461. Oss. - c;,·u cra lilà: Stcr. J>o., C<lp it!lno fa lllcria.- Data di a11 /r.11a c dalt1 di u:i(i/a: .22 -t l · IJ Jr- t 2 .. 1ì· 1'c mf>o trascorso dal trauma a/l'iuf,·><'<'>tfo: on• -'· .'\!alura di'Ila lt•sio orc: Fe rita rolondc..:giantc da pa ll ot tola d i ftH·ilc, ;JIIa m e tà ,i.
nbtra tldla r.:gione :<acralt> , con .:.~: re:<:<o :<nlln a:<cl'l 'lare media ùcstm, poco sopra il margin~: co-:tale. · Siu lomi : l'obo "'",·a lido. A:<IWtto <lbha ttuto. Pa llido. Lnhhra blua:;tre. E~trem i ;à un po' fredde. H a emc!'~O urin e normal i. \'emre c<>ntratto, tlolori ~pec ic a destra. Re-p. 24. Tl'111p<:ratur;·o .>i.S. :-:on ha ,·onoito nè :<inghinzzo . .\ho liti i 1110 \'Ìmenti tld· l 'a n o inf<:riorc de:<tru. tiell;,iloihil nms<:tTata . Trall,llllt'IIIO: Lapa rotot ni:t parar<:llale rl<:~tra c>On t:~;!l i o arcuato in alto e all'e~tt·rno. En·himo~ i ,.ì,~ta attorno a l ··oltm ascemlentc t: :•ll'a ngolo epatico. Cna perinraJ:i<m<: tl~ll'<tn gol o cp:Hic-o. :->1Hnr~. J>rc.:naggio. Sutura a :<trati de ll e pareti. E.,ifo: Trn,;ferito dopo w )!iorni . Gu11r ito. :-:.,TE: Dccor:<o po,..t-o pcn•tivo co•nplil'ill<> ò a pkcolo emholo polmonarc, con emnttil'i, temperatura f<:l>hrilc ~· >'lllorWrt lt•Jilo d e l :<lWIH> p lt·,..:< ico a lla fossa snpraspinc,.;a 'in. P e rsbtc l'nholizion e dci mo\·imt•llli al l'ano inkrio re :<i n . Rinsto dopo r anJIO cotnpkt anoe nte ~narito. 46~. Oss. (;cmralifoì : l't'cc. ~a~ .• ~old. milr. IJafa dt c-ufra /a e da/cl d/. uuila : 21 -~·li 2~-9- 1 7. Tempo tra scorso dal /r.lllmtt, a/l'iult'IVI'IIIo: o re 6 . .\'a/ 1tra della. l l'Sin>! l': J.:u·,~a krita cb. s dlt'g'g'ia. d i granata s u li 'e m icl::l\'eare ~i n .
n d ne eli t a trasve r:-e sotto l'an·aw cu~t:~lt:, >'en za foro t.l'n ..;c·it a. :lla m·a il n ·p erto ratli•r logico. Si11 fo mi f>riucipnli: .\ :<petto lotw n o . l'ol>'o ;S ,·alide). T l" mpenltnra :\7· R espirazione t'alma. pre,·a!t:ntt•m<: nle torlll'ira. :-:un ha nnnitn n t· ~i nghioz:w. Addome 1lolellle e u:,..o <:p<:cie u rll<l lll<:tà :<ini:<t ra. A:<:<cm:a di mc·tcorismv e di otl tbità ;~i fi<lllch i. T u lf/am cHio: L apnrotomia xifo-onll>l.'lirak. Tmccie di :<ang- u.:. Un g rumo 'l· , ,. tn.-no fra l 'ilo dt:lln n:ilza e l'a ngolo ciel c11lon rhc ~ i pre:>rnta p<:rfo ra t<> in ~e n;;o ~a g inak. Sutura. :-:1on !'i trcwn il proi•·ttik. Sutur:~ a "lrati òtlle p:m·ti. Esi/o: Tra~f<;ritn òopo :>:ì g-iorn i. ~ron: Opcmt t. al di:'taccana:ulo 0'''1111:Jtn: trn:<ft·rito nl la ;;cde in quiut:t g-iornata. Decor-;·J POi'H•J·t·rati ·:'J complicnto da bronch itc c-atarral<: dillusa, coo acces~i di a::u•::e br:>ncltiale.
-1ti:;. Oss. -· Ori. Lui ., :'<)!dato art i!{li<'rin. - /),1/a di rnfrala c dala eli usdl<1: .?.,:.-:--.-1 7 ~::: ~ 9 -17. 1'cmf>o trascorsa dtlf /nlll>llu ,,u·iut.·n.•rnlo : ore _; . .\'alum dd/n /,•siunc: F.:rit::~ rnl\>ntlcg;:ri:lllte tl<'l p:~ llclla •li ~ hrapuell ;>ull'a,;cel lll re a nt<: rinrl' -<iui,tnl , clut• dita snprn l'arcllta <'Ost:<lc. li proie ttil e ,;i palp~1 >'otto cute al la r.:gionc retwlt· tl~llo ;;tc-!'so lnto. S ilr/omi f>riucif'(l/i: A,..pello htt<nw. T'nbo 'JI' ,·nlitlo. R <.'~pirn1 i1>n(' t•alm;~ 24. ·r<·lll· per<ttuno :;6.;;. \ 'elllrt> l'oulratto, -.pccinl tn <:utc- tln!t:ntc :1 1!:~ metà ~i ni :<tr:.t . H a <·lll"""o uri n<.: twrm;J!i -.pntt lant·amt·tll t·; ll\llbitìo <:patica uor ma le . .'\:<sruz;~ di otltl:-.ità mohi lc. Tmll,llllt'lll o : l.ap;\rolmnia par;1rettall- !'ini:<tnt ('On lngl io ()lo li q no a ll 'e>'tc rno :'111 !'no TI! "llJlCrion::. ~ntnrn <li due pt:dnr:tt.i.-,ni dL·II"an ):nln ~rl<~toi<·co tk l colon e di u~aa Cl•lllli'-'Ìnnt· t'nn c"·o ri;vinne: tH:l puuto oli pa,;~;l)!gio clt:! cnll>ll trn:<,·c-r,..o. Drtllll!-!').: 1'> Sutura a ,.trati tl<:llt.> pareti. E ., ifo: Tra-f.:rito dopo :Q ~dom i . c:n;trito. :-:o n:: <lpt•rll to al llÌ'-'taccn•ne ntn n,·a n z<~ to: tròl«fl'rito nll:o "C<le n1 s<:ttiut::t gior· IJ:It!l. ne~:or~o P<J:'\·Op(:r:tti,·v ('(1111plicato tl:t polmnnilf' . .Jtll. Os.<. -
(;c•rc·raJifà: .\ 111!. (;io., hcrsa:_: li<·n· -
t•nf<l di cH/>,Jfa c da/n di usci/a:
2.~-S~Jt ~-111- 1;.
'f'n>~f>•'
lttl<rnr<·> dal /nwma of/'iHlr·r~·cHI <> : nre 6 . .\'t~lll>•l della /cs:oor.:: l 1 r(''-t' llln un'unica ferita , roH•Il <h-t::!!ianlc , dn pallett:t tli
30L
Fl:RITE .-\000:\IINALJ DI ùl"ERRA
shrapnd l , ~nll 'a~n:llarc lllcdia sini st r a, a dut dita s<1tto l'arnlla ,·ostalc:- ~f<mt·a il repeno radiologi n>. • Sì11tv w i 'f>z illdj>ali: Color ito normali:. l'<>l>'o &>, ntl ido. Rc>'J)irazion'' tora<'i<:a 2J. :\!<petto. l mouo. Son \'nnlito nè ~i n ){hiozzo. Addome teso c dolente :tlla, mctù sinis tra. >pc c i e <il la p n .: <:<iom:. Tmllt!IIICII/o: lm· i,;ione t ra"''.:.:r:-ak ,.;ulla ferita d'i n )!re:<sn. r>arallt:la all'arcaw co,..tale. L'angolo ,;plt-nko del <·.,1<>11 •\ l'OIIln~ e perforato ndi:'J ;:ua p~1 rte po;:t c· riore in :<en~o trasn: r"al.:. Sm ura di tale ferita. Drenag~io . Sutura parl.ia l.: dt'lla parete a s tra ti. Esito: Trn-<fc:riro .topo -1" g-iomi. G ua r ito. :\=orr:: Opcnuo a l Oist:tt•camc nto a,·anzato. Trasft:rito :11la !<t:tle ~o~t te r l.a giormna. Dtcorso po:;r-opc:rati\'1) co1nplkato da paratifo H. ~6,:;.0s.~. (;runalitcì: Bin. Cio., sc>ldnto fmlleria. /)ala di rmrata e dala dì usci/a : J0- 10-J 7 2_.;-to-11TciiiPO lrctsmrso d,Jl lzttuHza <~ll'ìlllcr;.•cll/c): ore q. Natura dt'll<l lt'.~i<'lll': J•j,·,·nht ft:riu~ lacera, da ~ch eggi:1 d i lmn ll ta a ln(uw, fm l'a~ccl l arc postcriorl' t: l'Mct:llare mt:di:~ si n istra, m1 dito tra,-,·e rso n l eli ~opra cld ln rre:<ta i liaca. T.'c:~alllt: radio~mpit·fl r in·l<1 il proiettile a l in: llo cl<:ll a :<pina iliaca po-
!'tc::rinre ;<uperiorc -.inistra, adt:rc:m .:: nll:t faccia internn dell 'ilto. Sillftmzì f>tillcìpalì: Colc.rito JKtllido. l'ol;:o H>n pit·cnl<•. T. ,;o..,. t~e ~pirazione nlfanno,;a pre <·nlcntcnkn t.:: lOrrtl·icll. Deprl'<;;o. Y omito. Xok\'Ok dvlorc· s u tutto ]';'tlnhitcJ mlòomi n ak più a<·ccntuat<> nt.:l <[U:tdnt n te inferiore dc><tro . .:\ddome tt:::<o, mt'teor it:o, con ar.::a cp:H it•n ~po,;tata in allo c i m piccioli ta. ;\[inl.ioue :-:pontauea impns:-ibilc. Trallallli'III O: ·T.apan:Jtolllia co n tagl io lntcralc. 11 co lon tli.-t·ethlentc . i11 ,.;<'i1Htll7" rh.: ll'ang-olo "Plt:nico , pr..:,;cnta lllW conttt.~ione a ll a faccia est.:r na c unn ft:ritn. p erforante che ,;i ,..utura . l>n· n agg-io. Sutura a strati delle pareti. E~ito: Trasf<"ri:n dop., l ; t!icorni. G·l!;'lrÌlO .
.Jn6. Oss . - Gczzcralilà: l'cm, St<.:f-, :<<•ldato f:111tc.:ria. fl<lltl dì Cll/.rafa e dat.t. di uscì/a: H>·IT ·Ii 2i·11 -li. Tempo /l'a>corscJ dnl /mzwza a/f'ilzf<' I'Vt?-11(0: ore 5· Ntl~lll't! del/n lcsiuuc: Fcrita rnton delo{g-iante da p;11lottola di fucile, su ll'a!<cellare mcd i:~ s ini~tra,
con t'tJru J'nst·it,l nlln rc);'ion~;: lombare ,;ini~trn, a li,·.:llC> dl'l la linea
ùisili aca.
SìPZl OIIIÌ prìzzcif'ali: .\ :<petto huono. Pol:;o i2 ,-a lido . Colnrito normale. ;-\on ,.<ìm ito nè ;:inghiozzo.J>i~creto dolore :dla palpazio ne. Addome n o n contratto al la m ctil destra, ~car:::(IUlt:ntc da l lato cldla ferita . ~f i nzione "P"Hta n ea. :\s!<ttll.a di mctt:ori~m <). Tm/laiiiCIII o: lnci,; ionc ohliqua qml!<i paral)eln :ll l'arcilt:\ coi't:. le , sulla fer itn di ing-resso, lun ga 15 cm. Cna p<:rfnr<t7ionc dcl l 'nngolo ,;plenico ciel coltm che ;:i ;;utur:.. Drenaggio. Sutura a ;;tnni. l.:..'sitt> : 'Tra~f.,~ rìto dt•J)l• 11 ).!iorni. Gn:trito .
.+67. Oss. ·_ (;CIIfl'<lfil,ì: ~be. Sc.:c., :<oldato f:tlllt·ri;t,- /la /a di <'llimlc1 c d,l/ct dì 11$(Ì(G: J·T·l i, ,U·T · li· Tclll-f'<' /ra.<tn~·~c> d,zf lrclltlll<l clll'ì•ll<'l'i/CIIIc> : ore 6. Natura delta lc.<i<mc: Fer itn lacem , da schcgg-ia di granata , a l tianco ~ m1 ~tro
«u ll'a!'cl· ll nre mc·dia, "enr.a foro ò 'u!<citn. T1 proiettile ,-ic•w lnc:J l izzato clall'e-'nmc mdiologico a comatt(> r <>n ht p<>nione lllcdiana cie l colon rli>'n:nclcntc. Sì11lo111ì prìllc:iJ>alì: .\~pdto buono. l'ol ~o SS n1lidrJ. Re:-pir;~l.inn e ral m a. Dife"a addominal e , "Pil':cata JH·lln n1ctà " i ni~tra. Sou h:t ,·on1ito. ,\ ,;,;e nza d i •ncteori,;mo e di ottnsitfl ai tìanchi. :'\on h:t Clll<:~sc> ftci nì: g-a..,. · Trallazzz c lll r>: T.,gl io obl iquo n t>lh fo,-,;a iliaca i'i ni ~u·a. l'11 a l ~rgll !<Cht'l!~i a è info~,;ata n e ll o ,.pc~:;orc (lc.:lla pnrcte é"t\Cmn lie l cvlo11 <ii>'Cl·tule nt e "enza pt-rfornrl:-t. Si aspona. _'-;utnr:~ ddla part::le intc·,..tin;de . Sutur;'l <lt:llc part> ti n >'l r ati . pn"·io dn;nag-g-io. · Esito : T r a;:fcritc> dopo 2; ,;:iorn i gnar iw. !\or": Dccor,..o pn:-l·(>ptrat i,·o <'()lnplicatv do p<>hnonit~· <k->'tra. Tnlto il drenag-gio in s• g in1'113 l 3. ~6S.
di
Oss. -
u~<ifa:
Tempo
<;eucmlit.ì:
•;-·.J-17. -i·.'\-17.
Lor. Cia., ~oldr•to fanteria. -
/ras<'r>l'.<t> dal lrdllllld a/f'iultll'<!IIIO: ore 6.
/la/a di t'lllra/a r
dai<l
FERITIE AODO~\IlNALl DI Gl"ERRA Satura della /c,;inne: Ferita rotondt:ggiante da pallottol:t di fucile alla n atica ,:iui:-tra. l·:):re!-so :llla (o;;s<J ili ~n·a ,;ini ~tra. ' I;e, tlut: fcritt- l-ùllo ricoperte .tla cro::.tt ematiche. Si11t c>Hli pril:d(>ali: Aspetto buono. l'olso :::.!, ,·alido. I~ggeri dolori addominal i. l'aretc no u contratta, te,;a nel quadra utc inferiore sinistro . .>:on ,·omito nè !'iughiozzo, :\ s~e nzll di meteorismo. 1'1111/omntlo: Laparototnia pararettal<~ sini:<tno. Sutura di uua ferita da strÌ.SCÌ•1 della pon:ione mediana del ,.;igma intert:"~ante :<i crosa e muscolare. Dreuag-gio. Sutura a strati del !t- pare t i. E.;i/o: Trasfnito dop<> 18 :g-iorni guarito. :"\crn:: Si toglie il drenaggio in ; 3 giornata • ~(">(). Oss. VCIICralilà: l'i•). Gio., soldato f<tlllcria . na.la di l'Ili rata r dala di 11scita :22-;-tn, ;.-..<:..,r.. Tn11(>0 trastorso dl1l trauma dll'i>~ler-.·rlllo: or~: 11. .\'a/urti dt'ila /t•si<me: Ferita da p:tllottolo <li fm·ilc all:t region~ lomharc destr_.
con egre;;,;,, alla fo~sa ilc<H:et·:tlt-. Si11I01111 f>l'illcipali: A!<petto l.mono. Polso Su, ,·alido. T. 3;,s. Rt'>"!lirazioùe calma. C•Jbriw u t> rn~:ol<?. Adrlome dole nte, leggermente tc;;o, non meteo rico. i\!;;;euza di ottu:<ità ai t1anchi. t'rinazione "pontan~a. Tralla111en/ ., : Laparotomia pararettale destra. S utura di uua fonc contnsiou<: <h·\ cieeo, e di Jaccra:doni m ultiple del me"ocolon, sangouimmt i. Smura a ~trati, pre,·io dre uag~io , dellP pRreti. Esito: Tra;;ferito dopo t:; g iorn i gua ri to. :"\on:: :\1 momento del la parten~.a la ferita ope ratoria " <·ompktameute rima r· ).!inata. Condir.ioni generali ottime. Addome trattab1lt' . ·!iO. O.<.-. - (;eueralifà: T J 11. Att., !'oldato fanteria . di usrifa : ::!2·;-•6, 4-S-16.
nata di c utrata
c data
Tcm·f>o trasco•·so dal trauma all'illlcrveu/o: nrc 20 . Natura d<'lla lesio 11c: Foro d'emrata., rotoll(lt:ggi:mtc da pallottola di fucile al
fianeo destro. !'ull'a~cdlarc media, con e~re~so nn dito tra~,·crso a s inil'tra e sopra la ci!'atrice ombelicalt. Sfltlomi p linci pali: Colorito legger Ìncme p:tllido. Polso sr., ,·alido . .Aspetto sofferente. 1\leteori;;mo. Dolori addominali :<pontanei e alla palpazionc. Diminuzione dell'arca epatica. l'rinazione spontanea. 1'ralla11u: III O : Laparotomia m ediana. Sutura di una fe rita tange nziale perforante del colon tra!',·er!'o c di Jacera7:ioni dell'omento. Drenaggio. Sntnra a strati. Esito: Tra:-ferito dopo 14 g iorni in buoue cond izioni . ::-ioTF.: 'folto il drena).!gio im1 7• giornata e i punti in rn• giorn ata. Addome trattnhil t:. T emperntura <lfehl>rilc-. 4; 1. Oss.- vcncralità: Sem. l'iet., soldato fanteria. - nata di Clllrala e dala d• usci/p: t 6- It ·I7 , 7· 1 2- 1 7 . Tempo l•astorso dal /l'auwa al/'illlcrvcll/(>: on : _:. . .Valura elena le sii> lll!: Presenta IJna larga ferita rotoudegg iaute da pallottola di
fucile alla rcgioue gltnea sinistra, metà s uperiore, con egre!'~O su nla pararettale srni ~tra rtll'altt:zza dell 'ombeli co. Si11I0111i prillfÌ(>ali : Colvrito leggermente pltllido. :\spetto soff.-rCJrte. Polso 104 ,·nli do. Re:<pir:tzionc dispno ica. Aold<JIIIc dolente t: te""· Ottusità mobi le ai fianchi . \'otnito. :"\vn ha eme,;~o fec i n<: ~rt~. Tral/anzt:t llo: Laparotomia pararettale sini"11·a. In ca,·ità addomi nale graurlc quantità •li liquitlo sang uinolento. <i i odore fonemer~e fe<'aloide. Due ferite del sigma, d&ll·~ uual i fuori esce s:tngne e feci. Sutura. Sutura di uua forte contusione dell a fal·cia inttma del sigma , t: di UIHr laccraziom· dell'epiploon. E:-tcriorinazione con garza all'iodoformio. Sutura a strati. :. .~ilo: Tra~ft:rito do>po 1~ giomi. Xon: Decor"o po~t-opcrati,·o complicato d(l fi:-tula ~tercorace.n . Singlliono p <·r 12 g-iorni . .\1 momentv (lE·lht pnrtenz;:~ le condi zion i generali !'On di~crete, la fi stola è bene <::'lcrioriu.ata , i t.:ss uti t~lt<Jrno sono g r<tJI ul umL 'f('mpt:r~tnre "ub-f ebbri! i . Pobi TCo<.>·II o .
l
FERITE :\UDU .\ 1 1N.\ LI 01
4/2. Oss . -
31)3
GL' ERRA
Gt'a.:ralilil · Ca,;. l'i e , "oldato mitragli ere.
.n u.scila: 2o-6- r8, R·i·IS.
/lata di wlr\tllr e dala
T.:mpl) tmscorso dal t rau ma all'illlcr~·clllo: ore 6. Xalltrcl ttdlu lcsio •u:o: P iccola ft:rita, cta p a llo tto la di fu c il e, 3 d ita dietro la spin a iliaca aiHcrior-~np(;rion.: ~i ui :<tra, co u cgr..-:<o 3 dita a s ini:<tra della cicntrice
omhdirak . .'>1ul o mi f'rill<i('ali : .-\:<pdto huono. l'ol,;o 104 valido. :-\nn h a , ·omi to. \"entr..- n nn <'untratto, d ol<:nt..- a ll a pa lp;lzio ut: profou.Ja a lla (os~a ili aca sulist ra . La cresta iliaca \: f rnttu rat~t. :>.:u n ha eme~,;o fec i n(: g-;b. La palpa;r.ionc.: dd la ferita di egres~o a\·· vene· ,· rcpitio ~ottoc utanc.o. Truii<PIICHlo: Lapqroto111i<• con tag lio oiJliquo alla fos:'a iliaca destra. Il sigma pr::-<e nta nn '\ la< vr~zionc.: interessante la ,;iero»a e la 111nscol:tn' ; !'u tu ra di ta le la ·n :raz iv11e a duplice str01to. S utura d t lle p01reti a ><trati . Esito: Tra,;fo:!rito d opo tS g io rni guar ito .
.J;,;. Oss. - (;eunalìtà: naz. l'i e., soldato (anter ia. ll<1/.a di entrala c dala J.ti auila: S-10·16, I ,S· J0-16 T <' lllfl·• l•ascv r~ll dal lr"wua al/'in/en• .•H/ 1) · ore :\. Satura della l c5ionc: Fnit ~ rotondeggia nt c da pallc lla di s hrapncll, al fi anco ~k:<t ro. Il 23
pi'Oic tt ile ,·it~n <' loc:ll izz:no dall'e:'alll<' raùiolog-ico n e l b acino, da ,·auti alla
\'eTtebra :-;aera le. Sin~.mli (' r;llci / ali:
A"petto hu v11CJ. Co loritn n ormale . Pobo- ;;S, va lido. R espira;.ion e calma. Dolo re e t'Otllmtt n rn local izzata ndla nh:tà d<:'stra dell 'addome. A ~ ~t:lll.a d i II ICicor is nlO. Trallameu/t): 'l'ag lio ob li q uo ne ll:1 fo><><a iliaca de;<tra. Sut ura di un a fe r ita d e l <"it'CO. Drtnaggic.. Sutura n s trflti ddla parete. La rice rca del pro iettile ri e~c:c ll1· fr ut t UO!"A.
E~ilo :
)fuore dq)t> ; ;::io rui .
:-\on: : !)iug hinzzo. Vvmi to. :'lletco ri ,.nHJ. Vi,·i d n lo ri ,adclow inal i. ; ;.,. Oss. - Generalità: Cor Pie., Sohhlto m itraglic:rc. nata di e111 rata c dala rli usfita: 1-11-t6 JJ·JI·t ò. :r.·m(>o tras corso dal trauma alj.:inlen·c nto: ore S. Satu ra de lla Ic,iollr: F<·rita rc>to ndeg-g-ia mc da pall ottola d i {ucile ~nll'ascellare
a nt e ri Ore d estra, .~ dita ><OliO l'omht>liralc tn'ls,·e r~a con eg-re!':<O alla n a ti ca de llo H b SO
Jn lO .
SilllclJIJi pri••df>ali: Col-o ri to palliclo. Pobo 1 Il) piccolo. Re~p iro aflan n o~o. A· " lkt t· • ,_;qfk•·,· n t.· .' -'nn ha \'<> Jnit n. \ 'e utr..- nJct~:odco e d <>lcnk ><p o nta n ea me ntc c alla P•• l pat. io n e . Are (l c:p:nin• coust: rvata . Tral ltz m clllO : Lap<trotomi a pararcttal<' ÒC!'tra . Depo:<iti fi brinosi s ull e ausc . In cadtà liquido s icro-pnru le u to. S utura d i dn l! fçrite del cieco. Drcuagg-io. Sutura a :-.trati.
Esit o: ~ruore dopo 11 g io rni.
:'\on; : Acce n n o a mig-liorameu to in s• c Q0 giom a ta . Rin iOS><i il tl r t! Jtllg"!,(io iu
zu• ~ivrn ata , l'infermo s i aggrava rapi damen te .
.J;_;. O.(S.- Gc •z c·r alilà: Oli. Gio., soldato li fa nteria.- })afa di nzlrala <l data \rli u.<cit,z : :!·IJ· I6 4·Tl·t6. 1 7',.,,/>o !raunrso dal ll"all ma all'inten•e nl<l: ore 16. . . .Valznu della lcsì01zc: I'erita rotoudcggiante tla p::tllotto la di fudlc a lla fossa
lltOtcn dt:,.tra, ~ulln mannnillnre, ro n ct;res~o 01ll a na tica rlcl lo stc ~~o lato. Si_utomi principali: Linca nwnti st irati . Cute p01llida. L abbra c iaiWtic h e. I'ol;;o 1!'' Pt<"colo. R espiro affnu u o;;o. Viv i dolo ri addomin al i. \'v mi to. Sing hiouo. ;\ieteortl'-1110 . Di111i11nzio n e dell'a.rca di ottu s ità eJXI•tica. Tlalla•ncnlo: T aglio R osin. Li q u ido purnle uto in cavità e pscudo-mc mbranc ~;• 11 e nll:>e. Sutura di una ferita dd cieco, in ,·icinanza della in ~enionc append in,.. ·•r~· . Dre n ag-g io. S utura " stra ti delle p(lre ti. E_szlo: :'lluo re d opo 2 g-iorni. ~on: : i':e,.,.un mig li om m c n to dopo l 'auo o pera tivo. ·•; 6 . Oss. - Genera/ila · • (";; :l.'r "oltotent:n te f:mteria. Dala di l'lllmla c <('f . •ll•l di uscita : <.J-.' ·I ì. 29-;;· r j'. <.lo •
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:,:; - (;ionul/c di medi l'imr militar<'. -
I'a ~ç .
I\".
F'F:RTTE AOOO~INALl DI Gl'ERRA Ttmf'o trascorso dal trauma a/l'inf c l veut o : o re 12. Satura della tr.<iaur: Ferita da pallottola di fucile all'ipoco udrio destro,
2 dita 60tto l'arcata {'Os t a le, s ull'a:<c<- llare anterio re, con t:gre~:<o alla n a tira de:-tra. Siuto •fli priucipali: Colorito pallido . Lin<·ame mi :<timti. Po lso 9~ a ppe na pt·7c-cttihile. R ~~pirazione fn:qucntc e s npc r ti ciale. Addome contra tto e dolente ~pon tancament.: . .'\~se nza di tlt dec,ri!<mo e di ott us ità m ohi lt . :"on h ~ ..-n1c;;"o feci. Sc:tc im eusa. Trattam c ut o: Tncis iouc pararettale dt <>tra, obl iquante in alto. rn ca,·ità liqu=du em:ltico c f eci. Sutura di una pe rforazio ne d e l ciec<>. E~teriorizwzic)lle. Dre nag~:io. Sutura p arziale a strati ·Jcll<: paret i. \ Esito: :'lluort: dopo 6 giorni. :"nTF. : Operato al distacramento a\·anza tl1. Trn <ferit o all11 ,;ede in o~• g iornata.
4/i. ()ss. - (;rucrctlità · :'Ilor. Pa:< . . ,;oldato fanteria. - JJata tfi c11trata ,. d11f.r di usci/a: 18-4-ti, 26·4-1;. 't empo tra scorso dal trauma a/l'iul r . rc ul (l: on: u . Natura della l csio nt• : l'rt!!>t"llta un a ferita rotondcgg iantt:, cl:t palletta di ,;hrap-
ndl alla fo:~~a iliaca destra, scnT.a ~'<>rrispondt:I1!C d i <:~n::-so. )lanca il reperto raùiologko. Siulo111i priucipa t i · l'ol~o 120 pit·colo. R es piro a ffa nno~o. E~lrem ità fredde s uclorazione profu sa . Ventre !ig neo, dolcmi ><>'iJ no. \ 'on1it o. (ltt1t:<ità a lla m e tà ;;ini,tra dèll'aJrl:n.e, sucll<• timpanico a dc!'tra. Twltamcuto: J,aparotolllia m edi ana sot to mhclical e . \ 'ol umino!'o ematoma del mcS<X'o!JU di5ct tu~cul! Sutur::~ t! i ~ p e rro razi oui ddl'nng-olo (• p at ico <Id colou. Drena~ l{io. Sutura parzi;tlc, a :<trati, delle part:ti. · F.sito: :.ruore dopo 8 giomi. :'\oTY.: Dccor!'o p Ol't-op eratÌ\'O C0111plicatn da fi s tol a stcrc·orncea <: pcritonite a r ut:t cliff n:-a. · Pala di e11 /rata ,478. Oss. - Gt n( ralità: Dc: :\!an. 01., ~<: rgentc fantt-ria. ctata di u scita: 1<1-'>-17, 17-5-17. T empo trasco r so da/. traltllla all ' iut cn·e nt o : ore 9 · Nal-l~ra drlla l ..sinr;r · Ft•ritn lacera. da scht:J.nt•a di J<rauata, ; di ta sopra il pnhe.
dll <'ui sporge uoa frangia eli cpiplc,on :-\o n ,·'è ferita di egrcsS(). :-rauca il reps:rv~ radiologico. . Sintomi principati : l 'nl:<n o6, pin·olo. ( ' 4tc P 1111H"O:<<· palliòe. Estremità frecld<' Agita to. Adclorne <'Olltratl.n, dol c:utc alla pn\pnzi<onc . .:\ru• hfl ,·omito, nf- s inghio1.r.<' · Trattame11lo: T,apnrotomia uJ cdiau a sot tombe;,l ica le. Smura di nn largo squan·io del colon tra!'\'é r:<o ed estc riorizz:t1.ÌOII<.! . Epiploon infìlt rato di saugur. Emope ritonc<> c:on f~ci e pezzi di matita. Drcn11ggio. Sutura parzialt:: a , tra!i . Esito: i\Juore dopo 4 giomi. :-:orf.: l'eritcmite. l'ol111onit~c: ;;ini:<lrn .
'
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4i9. Oss. - G e11 eralilà : L:• T'i Sal., sold<•to fauteri». - /lata di rntrata r data di u.çcifa: 2~,·.-i-17, 27- <;-I?. Tcrnpo tra sco r so dal trauma. alt ' i111 f r VCJr/(>: o re 2.1. Natura delta tcsioru·: Pn·se ma una ferita l:.t('t·n >-c·o ntus a, da ~cht:ggia di granata. all'epiJ<astrìo, m età destra, :<en za <:orri !<pom!t.:utc c\'u"cita . ;'\fallca il r~pertn , ,,_ diologico. Si!Jiomi principali: <'ol•) rÌlo palliùo. Polso , ,~) piccolo. R espirazioue prel·akn tcme nte toracica. Lim:amenti ,tirati. :\leteori :<ttJo l'oli ~<Onorità preepatica. Acldoo JC uiolt< d olente. Vomito . Trattam e11to: l,aparotomia nH:diana sopraomhelit·ale. Liquido ematico purule nt<"> co11 {cci. Sutura di 2 p erforazioni del colo n tras\'e rso. Dn:naggio. Resezione di ttlt tratto di II'<'!'Ot:olon, che app are gan gren a to. :'ìutura in massa d ell e pareti. Esito: Muore dopo 3 giomi. . !:'OTF.: Condizio ni gra\'i :-t<lzio n arie . \'omilt). ~ing-hiozzo. Yi\'i dolori ad~out iu all . 480. Oss. - Grn eralità : )fe~s. T.eci., soldato fa nteria . - [)alti di eu/rata c cfn/<1 di us ci ta: · 3-1.>-16, 6-1o-16. Tt:u~po trasco rso dal trauma all ' illlo<•cllto: ore 3· .\' atum della lr ~ic"e : F e rita rotondcggi:t~ne , ùa palloltol;~ eli fut•il e , sull'asce\l8fe
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FJ::RITI:: .\000 :\'IINALI Dl Gl:ERRA
3b5
anttrion: ~m1~tra, 1111 div• ~otto l'arca\<t co~ta lt. :'\<m 1· 'è corri~po11<lc:utc d ·u~cita . .\!anca il reperto radioloj:: ico. Si11lomi pri11cipali: Aspetto l>uo110. l'ol ~o i6 \'all'do. Respiraxioue c<\luw . Dif..-~.:t addominale ~pkcata, ., tl<)lori ,;ponl:llld alla pnlpa1.iom·. \'o mito. :---ou ha emesso feci, nè gas. Tralla'lllt' ll/,>: r,aparotoiJlia C'Oli tagli o an:u<lto a l'(Hl\'t~~ità iutema. Liquido t·matico c feci. Sutura di due pe rfora:r.ioui déll':mgolo ~plen ico dd culou. Or.,.naggi ... Sutura parr.iale, in mn~~a, delle pare ti. Esi/o: )fuor..- dOJ)O ·! giorni. :---on:: Temperatura febbrile, ,con eJc:,·a:r.ioui serotiue. Dolori <u.idominali l'iolenti. ~:;~acerhautesi alla palp11zioue. )feteori~mo. n·• gioru ata. Tima suhitterica. Diarrea profusa. l'nbo frequenti~l'inw . .J8I. Oss. - (;cueralilà: Cri. Giu., "ottoteuentc fanteria. - /)a/a di cutmla c dal<l di usci/a : 11·IO·J6 1S·lO·I 6. 'rempo t>·ascorso dal lra11ma a/l'iutcr'!lcll l.o: on: w. Naf.rtr<l rlella lesio>u': Ferita rotondeggiante, da pallottola di {ucile, alla n :J.!i!otl•:
lo111l>are sinistra, snlla parave rtebrale, con cgre~~o al fiuncn dello stesso lato, sull 'ascd· !are antedore, 2 dita l'Otto l'arcatn co.;talt:. (Altre (\:ritE· ag-li Hti con fr11ttnra de l ft:· more sini-<tro). Sintomi pritzcif>ali: Aspello abbattuto. Polso 118, piccolo. Rc~piro ?.ione affanno~a. Lineamenti stirati. Addom t: contratto, dolentissimo, specie alla palpa?.ioue. \'c:;mito. ~timolo alla minzione che non può ~oddisfare. l'rine chiare al ('ateteri;:mo. 1'raltameutn: Laparotomia pararettale sini~tra . Emoperitoneo con feci. Anse ricoperte di essudati. Sutura di una Jàrga ferita del colon d isceudentt:. Drenaggio. Sutura · in ma,;~a. pa r-.iale, delle pareti. (Apparecchio d 'immobilizzazione '<l Ila (';)~eia sinis tra, p re l'io sbriglinmeuto delle ferite). Esito: :\Cuore dopo s giomi. :---on; : \'omito. Singhiozzo. ~Ieteori:<m o ;<piccato con scompar;:a dell'area epa· tit·a. Temperatura elenna. 4S2. Oss. - (;l'11l'I'Oiità: Fa. Cng-. , "nldalo famnia. - nata di e>Zirala c dala di uscita: 2i·.J·1i' 6-s·t;. Tempo trascorso d<1l trauma all ' iuten•c>Zic>: ore 8. Natura della ll'.<i01zc: Ferita lacera, da ~rhtggin ,di gran~na, al fianco sunstro. Il proiettile viene localinatn dall'esame r;uli.,logi co a lla ro;-g-ione renate !"ini,-tra, !'Ctt· tocute. Sit~lmui priucif>'ali: l'olso uo piccolo. Tt-tnpe ratura .)i ,2 · Respimzioue frequent.e. tipo toracico superiore. r,ineameuti stirati. Eslremitù fredde. \'entre contratto e <lolente, specie all a palpazio ue, con iperes tcsi;• cutanea alla un·tà sinistra. Ottu!'ità ai tianchi. • Trattamento: Lap;,roton1ia pararettnle l'in i;;tr:t. San~ue e feci in C'a1·itfl peritonealc. Sutura ed e:-:le riori-.z:nione del ~igllla, che t: !<paccato circolarme nté. OrenagJ.:io. Sutura paniale. F.sito: )fuore dopo 9 giorui. :-.=oTf:: Fistola stercoracea. Perilo nite. 48.1. Oss. - Generalità: l'ac. Gìus .. ~ol<law faÌ1teri11. Dala di eu/ra ta e dala di IISCifa: 11·10 ·16 1.)·10 · 16. Tempo tmscorso daL tmu.sna. alt'iu~er;·rnl<>: ore s. Natura clcll<t l.esìOiu': Piccola ferita rotondeggiante, da pallottola di fucile, al -
l'i pocondrio :<inistro, con egre:-::<o aJ fianco destro. Si11tt>mi principali: l'ol~o go ,·aJido. Aspetto hnono. Conati di \'Otl1ito. Dolori e difesa addolllinali, pi1ì accentuati a de;:tra. T ·raftam culo: T4aparotOillia pararcttale destra. Tracce dì fibrinH ~ulle an~e del tenue. Sutura di 2 perfora7.ioni del colon trns\·er!'o, t di una · del t•ieco. Drenaggio. Sutura parziale a strati. Esito : ì\Iuore dopo 4 giorni. ~OTE : Stazionario nella prima e seconda ~iortmta, :;i ag-gra,·:• i111pron· i~:'l1llellte m terza g-iornata con fcuomeui di peritonite acuta diffu~a. 484. Oss. - G1'1lC1'0/Ilà: Jlo~t. Pie., ~oldato fanteria. - nal<l di t>Iirala e dola di uscita: V·S-17 ~.;·,5·1i.
35fi
Ft:R ITE :\Dilù;'lti N.\1.1 Dl Gl'ERR\
Tc•lltf'o /rolSfcli'Sc> dal lnrumct
al/'irt/er ~·frtlo:
oro: "·
~'latura
rtHfJttth:g.~.!inntc,
<lo pnltt•tto tli ·-hraprH.•ll alla Cor,r.a
<iella lc" Si(Htt•:
F~· ,·it..n
ilìai·a ~i nìstra , t'<ltt cgrc;.:oo :llla n:gionc rt na ie ch-Ilo :.te:':<(> l:r to. Sirtlnwi f>rludf'ctli: P;>l"<> t t o piccolo. T c lll] ll'ra tunr ,;1-'.r>. Ht·~pir:ltionc fn:<JLICn te, toraeÌt'll. J,inc·nmenti "tirati. Lìn).!ua lii'Ìc la. \ 'cntrc tnl'lt-Ot;co, ron ottu~ità mobile . .:-.:on hn antlo vomÌt(), nè l' ittg h iono. .:-.:ott lta CIIIC""'l fcei , nè g-a:<. Tralt <t llll'rtl o : Laparotomia parart:ttalc l'Ìni~trn . I n rn\'itil lìquitlll emntÌt'(> purulcnto con ferì. Sutnra dì 4 pcrfora7iotti <1.:1 t•olon ,]ì ~t't·ndctltt", cd c~terìnrìa.azìone. On·n~ggin ~lllura in ntil~'a delle pareti . E .d lt> : .\l u<>re d opo 2 3 urc:. :-.:<>T~: .:-.:c-,;:'un accenno a tuigliuraull·rnci cl opu l':nto upt"r;Hin> . •JS_;. Oss. - c;,·u nalilà: l:u i. Gui. , ,:old:no fa u tt· ria. /lttltl di rn/ra/a i dala di ltSt'Ìi<l: l·ll·9 11l 2- ll-<J i h . T cm t<> lut., ~<>rso d<1/ /raulll(t all'illil'rt'Olio: or~ tn. J\'n/um d.-Ila /c,i,me: F.-rita rcrtonclcggiatttl:' Ila palktta <li ~hmpndl ,:ull'a~{·ell;m:
po,;tcrii>Te dc,;tra, :-ottl) il nwrgi11c <'<J:-tak. Il proit:tti le è Jo.-aliuat<> dall'c:-ame mdi•Jlogic<>, tra la quinta \'t•r't t·hm lm nktrc t' l':tla ìlìn ra ,;ini,;tra. Si11/M11i f>rill cif'llli: l'o!,,., te.O \·ali,lo . Rc.:~piro ,-a lmo ..\~pl' tto huon o. \'ctttre t'Oli tratto, dult·Hti,.sinl<> .-pont;mcaulclllc: c: all<t palpar.ionc . .:-.:o n ha \ornito, 11è singhiouo. :\-..,:eu1a <li ott tr,itìt llllJirilc:. :-\ p 11 h a t' ll tl',:-..o fc,·i uè gas, Trallamcrrlv: T:t g!io (~ia n udta,:io. Liqnidu ctna tico torl,irlo. Sutura d i du<t p<:r· fora?ioni olcll'nngnlo <:J):l tico rlcl C<lhlll. Dre naggio. ~ntura a strati ,),.Ile pilrt:tì. F.silo: :\l uorc d<~pO 24 ore. :-.;()TE: Tl'tllper:ltura ~uh•ft-hhrile. Delirio. Su,lortt/ionc prc>f tba . 41>6. Vss • .:_ (;c,cmlilà: Ed. Yit .. ~oiJato f:11ttt>rìa. - Dala di culruta r dala di 11Uiltl: !ì·/·1<)10 2S-;-1916. Trurf>t> IHHwrso dal l mutila all'illlervetrlo: ore 2•'· Sa/IIm dr/la lcsiO •IC: Fcritil la('Crn, tla ~cht·ggin di grHtt:lt;l, rlnt: tlita tnt:'\'Cf:'t" !-opra la ,;pi11a iliara ;utteriore :<Upt·rion· rle,tra, ,:nl la a"ccllarc nmerio rc.: , scnr.a corrispondente di e)'!n'~~o. :lbttCil il repcrtu ratlioln).{ico. Silli <' llli pri•rcif>ali: l'ol~o t .n. pil·cnlo. Colorito p a llidu. A ~pe ttv nnl.auuto. Re· ,piro ait:tmw~o. \'omito. Tcmp,·ratura .\ì·i· \ 'c ntn: n·,..o, dolc:ntt·, no n mcteori('o . .\~,etna di ottu:<ità ai fian r hi . Tratftllllt'll/O: Laparotmnia pararett:tlc tl<'"-lril . Em operilOIIt"O cnn feci. Sutura di un'ampia ferita dt-1 colcm tr:t>.\·e r~o c di l::~rcrax.ioni ,;n ngnìnanti tldl'omcllto. Dc po!'.iti rihrin11~Ì. Drcn:~gg i0. Sutura parzial t in ma~:-a dl'lk p;-rrcti. E> ilo : :.I no n; dopo 1•> 0rc. :-.:un: L 'inf<.:nn o è rtgi tato. incqnid o ,n·-..pill,l{i: le \'OJKr\(', 'rt·urper:<turn ,ì/"51·4· Poi"' ~t'tllpre più pic('oln e freqm·ule .jl'(. Os.~. r;elle"I'(J/i/11: Cor ..\ttt ., ;..nlcl:no f.ll tt cria . /)a/,, di Cl:lm/a c cf,J(Il di u .<ci/<1: t .'-S-()17 ti-.'-9'i· Trmf'o trasnn·so dal lrarllllll all'illten•rllto: ore 1;1. :\'alron dr/la /csinJJe: T'crita roto11< l eg"iant~·. rla pa lktta tli ~ltrapnt"ll, al fìam•o dc><tro, ~n li ';,.,çdlare p o,.to:: rion:. Il proitttil~: ,:i p:1lpa cl ne tlita ,opra e a destra del ·
l 'otllhC'lico. Si11l omi ('ri•rdf>oli: l'<>hw ' "-1 pi<:colo. EHrcmità fn:cldl' , .\ ... petto !'Offerenti'. Colorito p:dlitlrl. Ventre li).!lle<>, dolente . .:-.:on ha \'otiiÌtc•, n\: ;..in l! hiozm, ~nn ha c·ntc~"Cl
feci, n ~ ga'.
.
.
T rati<JIIl<'IIIO: Lnparotomia pararnta lt· dt·,:tra. l~nH>peritonen t'Oli f~:<·i . Su tura clt
due f<· rite c!C'I l'Olf>ll tra~\'l'r~() c rli tttt:l l:or~:a lnrl'rnliont· dl:'l m<·~orulnn, i cu i :<an,(!u itwnn. l)r·cn:og~:ìo. Sutura p:t rl.iil lc in IIHI·~ll . l':.1 il o : :1 I uorc dopo ;;6 ore.
\ ":1>'1
4S.<;, OH.- (;t:lll!lali/à: Lan. 1'gn, :-.ottutem·nh f.tJttcrir~.- Jl<>la di <')tirata c tf<JI•r di usrila: I·tJ-911\ z-tl·Qt6. Tcw{' <> l•crUtll .'i> dal /n11111111 all'i>llcr~·l'll/O: ore II. Xaf roa clelia ksiOilC: Ferita roton<l<·.r:~-gi rltltl' , rln p::tlletta' di :<hr:tpncll, !'ull':t~cel·
!are pr"lc-rior" ll•·..,tra, "lli>ito ~otto il b(lnlc• r<ht:tlc·. C('otl <'J:!n•,-,<n o ll'~~temn ..V I!:o regione re n a le sin Ì!'tra.
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FERJTE AUiliJ'\!lNALl 01 Gli ERRA
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Siulomi prillr;poli: l'ol-<o 1 ro piccolo. Rc , p im freque nt e c :;uperti ciak . Aspetto sofferente. Cute e rJHH:Ol<c pallidc. Dtllnri e difc"a aclclominnle l<piccn ta. Yomito. Stimolo alla r11inzione che 11011 p uò :<o<IJi,.fan:. l"riue dtiare al catcteri:<m o . Tra/la m~ n/o: J.aparotomin m edin11a, sopraombelka le , con agg iunta el i ·un taglio tras,·ersale a tlc:<tra. EIIH>pcritoneo. Sntur;t di du e p o:rforazion i ddl'mt_t:wlo epalic<J , ciel colon. Drenag~io . S utura parzialt-, n ,;trati, clcllc pareti. Esi/ o: :lluon : dopo i ore. :"\o-rv. : ~uhito rl<1p o l'a llo openHi\·o l<· ,·ondizi<mi "o no a,..,;a i gra,-1 e ll<>ll :\l'CCII· n ano ad akunn nti~;l ioria .
489- Oss.' -
c:tr~cmlilà: l'oli . (;io,· .. .;o ld<•to 'fa11t<.-ria. llalo di Clllrnta c daltl 1 di usdla: 2S-9-916 1·11· 1916. T t•m(' o trcrsco r .>o dctl lrtlllll!U all ' in l e• t ·cu/o: ore ;. . Na lrtltl del/a lesio11c: Larga fttrita, da sdu~g_\.!lll di homha n man o, s ulll 'a"cell are
a uto::rior.· ,.: ini:-:trn, due tlita :-opra la cresta iliaca, con prociden za di un'a n sa del tenut·, di a~pet to 110 rm a le . . Sinlmpi p rinri·{ loli: 1'u h;o 92 "alido. Rc~pira:r.i<me tipo toracico " upcrion::. A"petto :-:offere m c:. \'i,·i do lori addmui u a li . Ventre in difc:-:a. :--.'QII h n ,·omit o. :'\on h <J ('ltt c:-:so feci n.:- ~:;~:;. t•rinnzinne sponta n ea co n urint:: limpide. Trai/amento: J.aparotom ia con tag lio obliquo tlal fianco a lla fos:-:a iliacn si nistra. Tenu{;' integ-ro . 11 t'OIOII di sct'n dente è jmt:rrotto ('ircolarm..-nte in tutta la sua circou fcre nw. R{;'tem azi<mc d.-i 111:1rgini e d enterorrafi a termino.termin alt:. Drena g,__r.io. S utura parzi~ le cl{;'lle pnrt: ti, a " t rati . Esito : :\lnore dopo 3~ giorni. :'\_vrli : Dcco r»o pn,;t-ope rati\'(> com p lica to <la fi sto la ste rcoracca, p e ritonitc ,;ac• cata , emorragie ~COIHia •·it' ripetute_ l,a peritonite, d eterminatasi al qnadra11te infe ri ore ~in . dell'addo me 11dlo :<te;;,.o tempo c h e la fi_stoln , fu ,-iu t:• rapidame nte co11 ripetuti hn·aggi a l c-loro:-:ol. La morte nn·e nue per emorragia . 49.3· Oss. - (;l'ncralilà: Cio. Std . , :-:nl<lnto h er:<agli t·ri. - T>ola di eHI rata f data di u scita: 19· Tt·9L6 21-1 1-9 16. Tempo trascorso daL trau111a all'inl e r vc uto: o rt: o. N al u-ra della lcsio11e: F t: rita da pnllottola di fuc ile , tre dita tra s,·cr!:C a de~tra dell'ombelico, eon egr.-:-:so a ll a regioue re nale dello ste~~o Jato. Siutomi priucipali: l'ol~o Il•) ,·ali<lo. Ag it alo, pali id• >; est re mità frl"dde. Ventre contratto e dolente. ~on vomito, n è ;;i nghio?.zo Traltam ru l o: Laparotomia pararettaie ck;;tia con aggi unta di u11 tax-lio t r:1 ;;ver:;ale all'e;;ternu. Forte stra,·aso sanguigno n e l mesocolon trns\·erso. Sutura di una lar,Ka ferita <'lell'angolo epatico del colon dn cui gemono fec i. Drenaggio. f\utura a s trati delle pareti. Esito : :VIuore dopo 4 giorni. 1'\on:: Decorso p ostop e rati\'o complk11 tO c'la p olmonite . - Nl.'crosc<>f>ia: a;;se11za di tracce <li peritonite. Grosso ematoma retroperitonale. :Polmonite loba re de~tra. 491. Oss. - (;e ueralìtti : l're. :'\u., :<oldato fante ria. - Dola di CII/rata c data di us cita: 7·1-917 ll·t·9177'rmpo l rasco rso da/, trauma all'inlenle·n to: ore S. Natura d ella l r.<ione: F e rita da * ll <lttola cii fuc il e sull'a~ce llare media destra. due dita sotto l'arcata cos tnle, con egres;;o nll'ahezza della dodicesima Yerte bra dor~<ale, tre dita a ;;inist ra dalla linea me diana. '\, Si11tomi princ ipali, : Polso i O, ,·alido. Respir:~zion e calma. Colorito n ormale. !'\on ha \'Otnito. Ventr{;' <Jiqunnto contrAtto, dolente ~pcci e <JIIa palpa7.ione. U rinazio n e i<pontauea, con uriu e limpide . ' Trattame 'Jl o: La parotomia parare tta le destra. Sutura di tlue p e rforazioni dell'ang olo e~atico del colou. d1e \'iene fi><sato al peritoueo parie tale.. Drenagg io. Sutura a s tratt delle pareti . E;sito: l\Iuore d opo quattro g iomi. :'\OTI(: N'er·rosrop;a : :'\ulla in cavità p e ritou eal e. Peritoneo lu cido . Gros"o e matoma t E: tro-pe ritone nle . Xon riesce a rintracciare il ,-aso le!'<o. di 49~: Oss . 14-SCI(a :
(;ellrralità: Vas. Seb., capor:~lc fant eria. -
4- 1-<)17 30..1·917·
f)al;J di t'Ili rata. e data
FERITE ADD0~11NALI 01 GU ERRA
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T clllf>u lrascoi'So d<tl t•·aumo al/'iiiiCrt•C illll: Ort: 1,'\· .\'olura dt•l/a /cs i~me: Fu·ita d::a fu<: il e s ull '!_ ombelicale tras,·ersa
due dita a ,\o.::<tra d <:Il 'ombe:lico, con egre::-.!'o s ulla Jnede.-ima..Jinea , quattro dita a sinistra del· l'omuelit·o. Siulomi prillrip.tli: T'ob•<• 1 02, piccolo. Color ito normale. R espiro ca lmo. Vin> <lolore a<l<lnm in:1le e ;·ontrattura spin·a ta dell e: p a ret i. \ 'omito. :\~senza di ottu ~ità ai t'ianc hi. :-\-<> 11 ha t:mt:;.;>'o feci· ui: """· Tral/aJII CIII <> : Laparotomia paran:ttah:· ,;,i nistra. Emoperito n to. Sutura di due perforazioni dd t·olo n tra,.,,·e r!'n, in ,·it•i u a u;,.a del mcsoco'lon e di una laceraz:vn e dtl· l'ome:nto. Fa,-,..azio ut: della ,;utur:a iu! t::'tiu a ll· a l periton eo pa r ietalc. Drenaggio.' Su· tura a :<trati dtlle parf:' ti. Esito: G uar ito dall'atto op crati1·o, muore iu 2;• ):!iornata p e r perforazione ime· :-tinale, ùa tifo. Xor r.: Dtcor~o n orma le pt:l' I.J giorni . In "c-g uito tem p eratura fcubrile a tipo n-mittente c m.-teorismo. ln 25a giorn ata ,·ioh:nti dolori addominal i coa1 e n terorra)Zill . Nrc roscopia: F erita del <'o lon g ua rit a. Sull'ileo, a 20 cm. d a l c ieco pic<'ola perfora· /.io ne ùa c ui gemon o feci. l'eritoni te. 49.1· 0$S. - (;eucralilà: Dain. Ang., ~olthtt<' fauttri a. /Jata di <'Ili rata r dala cf/ uscita: 2n-fH8 2o-6- 18. T clllf'o /rasrorso dal 11'!11111111 al/'iut r •vc uto: ore 1_;. Satura della l c.<iOIIf: lhw ferite ùa fucile : una ;;ull'e naidan::are ~1 1 11l' trn tre dita ~<Jpra il naarg:i tu: co>-talc, l ':thr~< a l f1an co dello ~te.-~o l:.nn ;; ull'a~cell a re po;;teriore tlu c <lita ,.:opra la c re;;ta iliaca . Si11lo111;' priufi{'ali: Colorito norm ale. P olso 1'4 . Rc;;pira?.ion c 24 . Liugua. uni Ì· cl:t. Scarsi dolori :<p o ntanèi a ll'ad<lnmc. :-\on h a urinato. H a a1· uto il 1·ouiito. :-\ou ha enae,;~o feri nè gal'. Doh•re :-:oln a si nistra a lla palpazinn e. Ottu:<ità ali 'emi tora re sini4ro. Ol11t ~ Ìtrt mobile ai fia111:h i. Tra/1altll'lil o: L a pa roto mi;l m('diaua cou agg iun ta eli uu taglio tra:< \'e rMie sinistro. :\l ilza i ntegra. Sutura 1\i uua ferita a ll 'a ngolo s p lcni<'o del colo n. Sutura di una laceraz ione dcll'omento ;;uhito ~ot to la ).!'r:mdc c nn·atura ga!<t r irn. Dre nasrgio tlr ll'a ngolo ~plcnico . Sutura a >-trati d c·l lc p~r<:t i . E~il o : ~fuore ùopo IJ c.r.... , >.:or1' : Karco~i complicata da parali $i r <:!' pira toria . l>opo l 'open1ziouc l'infe rmo lw pnl~o ;~ppcnn p t:rrc tti h ile e no n acceunn a na ig-l i0r nrc-.
( Contimw ).
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CASUISTICA CLINICA DEGLI ESITI REMOTI DEI TRAUMATISMI DI GUERRA
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.Esiti di ferita a. f. della regione sottospinosa destra con paresi di origine riflessa p e t· il d ot.t. I nt on in o Zaf fi ro , mnggiort• medi co. ~ E: lle vis ite dirette che s i pratkano presso )'IspeLtorato di sunilit a militari ai quali in arcertamenti preliminari presso i Collegi eli primo g rado o presso le Commissioni provin<·iali di appello vennero assegnate ,pensioni vitalizie od assegni per esiti òi lesioni di guerra o per infennitù ' L'Ontratt.e ed aggravale in zona d 'operazioni , vien fatto di osservare siu- · drom i morbose, che pe1· singolarità od importanw. di sintomi s i allontanano dalla !'Om ttne ed il <·ui interesse tanto clal punto di vista clinico che da quello medico-legale, richiama l'attenzione dello studi.oso che in esse ritrova sovenli , con gli esiti definitivi delle les ioni anatomic·he, ;ugome nli det:isivi per confermare o modific·are i precedenti giudizi diagnostici e le conseguenti valutazioni m ed ico-legali. Da qui la- notevole importanza delle visite dirette presso l'Is pettorato, a :'Cadenza costantemente remota dall'avvenuto traumatismo, o dalla 1 on tratta infermilit; visite d i rette suggerite quasi sempre òa discrepanza di g·iudizi anteriori e ch e in questi ultimi mesi, per volontà d ell'Ispettore capo, vengono eseguite in n umero semp1·e più c·ospkuo, col solo scopo di nw('ogliere elementi sempre più fondati p er un'esatta diagnosi, fattore indispensabile pe1· un'equanime valutazione medieo-legale, che tute li L'Ontem J)()T'.aneamente gl'inle re:::.si d el militare leso e quelli dello Stato. Ed è pure intendimento <i ell'Isp ettore ~:apo {'he le osservazioni fatte s u casi òi s periale importanza per il risultato dell e ind agini eseguile, Pet· le deduzioni diagnostiC'he e per' le conclusioni medico-legali, non vadano confuse o J)€rdute, ma pubblit:atc sotto una rubri ~: a spec·iale, con carattere eli continuitil, nel nostro Giornal(' d'i m edicina mili tare, quale testimonianza di un m etodo rigorosamente tecnico adottato e ros tanternente seguito non solo, ma per il comune· ammaestramento di q uanto siamo medic·i militari rhian1.ati al disimpegno di mansioni me.() i•:o-legali .
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Tra le sindromi morbose t he più s i riscontrano nelle visite <lirelte, \'CHtft<> segnalate qu~ ll e consecutive a lesioni nervose per traumi craniorachidei o di n ervi periferici, le cui conseguenze sulle funzioni psir.hi.c he, motrici, sensitive o tronche subiseono in periodi p iù o meno lunghi
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CASl"l:5T ICA CLIN ICA
di tempo, sostanzia li mndifìcazion i, sili per un aggTIWamenlo prog-ressivo, :.;ia per rniglioranu;> !lli do\"lrLi a (WO<·e:.;si naturali di reintegrazione, a su pplc· r1ze funzi onali o n profìcui interventi curaliYi. Ne <'Oilsegue pertanto ··he n('ll'ullima ,·isita. sub ita dal pHzie nl t• pr~:; :30 l'I spellol·ato. le sindr·omi stesse ginnlc aci un periodo di r el atiYa slaùililù, PCI'Illl'llnno una. disamina analili•·a più romplela dei sintomi (' hC' le compongono, da nr i poter dedurre con maggi ore amlrossimazione l'entità uclle l c>sion i analomil'lle r·hc ne formano il soslrato. Ed è appunto
selLo questo aspetto <' he le vi:;ite di l'Ili parliamo, •·ostituiscono una :'Orgente inesauribile di ammaestramenti e un eserr izio diutnmo quanto profkuo di diagnostic.a. ··lini,·a.
Non de l tutto sfm·nil.o d'inlE>resse è questo pri mo esempio di un ca~(} di tal genere venuto alla nostr·u. o:;sen ·azione nella seduta del 2 febbra io 11. s .:
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tT.. C. r;oldat.o rlel l:? J'Pggi llle nto fanteria fnilo da proiettile di .fucile alla r cgi.•n e iurersca!1"1u-ve J'lt•hrale def'tra, çon •fnro d'entratn, ili prosRirnitA d e l lllar.gi n c !=<pinal e clell 'omoplat.a , a ll 'a ltE'.?-za della <1ua rt a ve-rt€'bra t.oracìca e lforu d'u,::cita- ill- PI=Ossir.nitil 11e1 mrt.r•g-ine ascell a 1·e J)ocu al di sott(} de l prec<:den te . .Sul!itt) dop•J il trauma1ismo il paziente an•ertì acuti dolori, che dal n•oncm•c della sva lla de::-tro r;'in·adia,·ano all'est remo d istale dell'a.11.0 e a di ~t.a.nzn eli pochi !g iorni, llll <L limi'trLZione pressoeh è completa dei m ovime nti d i Hh<luzione, rotao:ione esterna ed inte rnA ù el h r at·cio, n on tlH! d1•1la tl cssi•)l1f' e su pillazione dell'ava.m<bra('('iO. C1111Lt> rnpo r aneamente ai sudde~<;<'l'itti tJistHI'hi di moto il pnziente si acCO l'SC oh e la c ul e d e lla met.A- d estra. del la faccia e ra più seeca e non tra.spil'H·va anche quando, per la temperatura l'alda amhiente o (ICI' le rfa·tich<' protratte. la m el.i1 ::-iu i~t.ra era madida. Curato in vari ~~pedal i e da ultill1tl a l centro nenJ'olo;gieo di l\lilan(} vi complet.ò le cure rnccca nìehe ed elett.rote1·apidhe ricavanlione, n ei r iguardi !IN 1disturhi m otui'Ì, n oUJn1le mi>glio1·amento. ~t\g-li o.cccl't;rmen ti c ui i l pa.zi ente venne !'l>ttnp<lsto prer;so i l •CoHegio mcdico il 16 giugno ·19191Venne riscontrato: ~f 1Hiir-a ipotrt1fia de l t ranezin, rnmhoid e, :-ottospinoso, ciPltoide, 1;rachia le anteriore e t·ricipite. J .imilah1 l'eleva.zione del lmtcrio: quasi a holi t-~:1 r elentzi nn e e l a rotazi oue ester-na ed interna. Limitu-t.a l a flessione dell'~:ll\'amhraccio; ipocin esia n e lla fl ~r;i o n e d elle dii~1 per la fnrm azi1)ne rlE'I pugno. L'r.Mme elettrico mise in rili f'vo : ngungl innza de lla formnlo nrr il muscolo ;;;opraspiooso. sotto!'pinoso, gran n1ton d o. J p,,ecritahili tà g·;;dvano-·f arad i<'a per il romboide . ·tmpezio. angola re d€·! la srapolh, hra r hitl.le an t.<'riore. \'rome dal ICOllcgio, in hasc al •li SHliat.o rli rt ne!'tf' in da~rini. d'atta d iatrnusi di ll<Writ.e a tioo radicolare int e re~,;an t e rnmi l'l>llat.ernli (n. e:opraseapoll\re ÒC I trapez io-, romlhoicle . gJ'all l'll!<) IHIO, angolare ) e (t•rminaJi (CÌI'· co nfil>"'-c:o-muscolo ('Utaneo) tele! plesso llrachiale. l.'efmm e n e vrolog-iro. nelln vi ~ita praticata prr,;:-o rtspett.o rato, ha fatto('nnswta r e i seguenti (atti: )rfonconc della soalla desl1·a a~•ha;:;sato. Lieve i11•1trofia dei muscoli dr·llr~ rint111'a sraoolare .(deltoide, 1rape7.io, ~op1·a e sotto!'.pinost1}. l potnnia d t> i mu!'roli de l hracd<1 M avambraccio . .f.imit azi(lne del m o·,·imento d'eleva7.io ne cie l mon rnn t- clelia spA.lla . r:.,hrluzione aft i,·a. (.)el hraccio ·i> limitata &d 1/3 r nella s tpsr;a mi:<\11'<1 q u ell" •ìi rotazione ~>steJ·n a ecl intf'rna. ln rnmplel;.l la ft e!'!'ionf' attiYa dell'a,·amiH"1i'CÌO
::.\ ::il !,:;i' l ,:.\ t:l.l:"<iC.\
:-:ul ibral'du. Diminui tu >'\?111'i1Jiilll l' Jtt e l'ell c t•gia di n e~s i <~ ll (' d elk dita ll PJia fo rmazion e d e l pug 11o: dina.II IOI!t el ro a d e:-:i ra .}() kg·.111.. ~· ;;ini;;t ra lOU. Ipoeste::-ia lattile, tf' nn ka ~~ ù ulu rili <:u. d e l ll1<tll l'"lh.! d e lla ,.:nulla <'(·!!;\ t•P!!:iLHl e ant e rn·t•st4?rtta drl J)l'are in. · ~ Irtot e rnti :t d e ll a n ti e d l' l I"<IVan·lltraerio c clelia ma tht, non cìw d E· Ila nw tia dPstt·a cl r ll a f al'dn, elte :-:i J•l'<'o<cnta alquanto ruvi;,Ja, e "l'<T<t, in <··mfrultto a quella <l e ll ~t tn etù ~itdst. ra. c.\liJri as i 1HtV i ll .uL' d .•:-:tra cnn rill i':\l-'11 to rpad tJ a lla lu re e alla ll ('t'lllltildazio n ~.
•Riti-esso :-:tilu n~'iial e prnnlc e vivace, e cc1si p urp il biripila!P e t ridpi lal e: ll.ll'pidi lf ltl'lli i lldÌlo-lllu:-:c•llari •C bieipite-pnltlalori, .;;upill<llLll'i ) . 'l.'esarn P. elf'ltn,. tliag-n ostku dian otstra: ipnf•t·<·illul •ilitù J'an1dirH. d e i JllliSI'oli d e lt•lid r . ll'ii!Jl'Zio. sul1 t 1~pi 11oJ:;rt, g ran d cntatn, g rau r u t.<md to , .rnnrl,ilidt·· IJraehinl<.• anlt~ ri u re c· h icipite. l pt>e<·c-ita.hili·tù g-a l vanì ra ll (•gli ~te~~ i te rril Ltri llltt st·o lari. Xegn tivn p l' r i( l'f' Slc l J'r~ame d e lla ll)oll ilit à ('l'UllÌ('II-Sp ÌIIHlf', della !';f'llSihilitÙ )!!'lH'l'alt' t• spel'i·tka. e d e i lifle~si s up e t•Aehlli r prnfnndi. J.a l'ùlltrazione èt l pa:-::;a ggiu d ell a corrente i• ,o; nffid Pnl eult•rt t(' prntlt·t. ·L'c~am e mtliugrall('P pennet!c• di ~st ltul e rc qual~in:;i ]P:::iurtL' ol (•ll<l s('lu·le trn, 1antn !)Pr le ossa cle ll:t r illt11ra srapolare t lte fH' r la ~n(tn:;htHe gài..J ,i a.
tu rari ea .
.Apici po lrrwna ri ··hiari e p erm PalJi li. J1 egioni ilari con qualche g h iunùo la pe riht·ollt (•liiui P. Bas i lihe re.
Esaminando nel s uo nnsieme la sindr·ome sopra <iescrilta, due fatti sorraLuUo r·it'ltiaman o la nostm atte nzione: 1° La Sj)J'OJ)Orzione tra la lesione primitiva e l'esten s ione dei rlislurhi motori con::;e,·uli vi. 2" La coesiste nza dei sintomi rifè t'ibi!i ad alterata inne-rvazione s impatio'a (e mianidrosi farrinle de::;tra, midriasi, t.ermoasimmetl'ia sul la cute degli arti s upe riori ). l ' n primo qut?s ilo da risolve re pr·ima eli p1·ocede re a quals ias i indagine diàgnosti c·a è questo: La sindrome simpatil'a risrontmta può. all'in fttOI'i da qualsiasi <·onsegucnza della ferì ta, esser l' espressionE' d i un a lesione primitiva o comunque autoctona del ganglio cervicale inferiore del simpatico, cui mdton capo, attrave rso i tre p1·imi rami c·omunicanti toraf·ir i, fibre iridee e fibre sudorali della fa, ·cia? Non è infrequente infatti che prol'essi morbosi spe,·ifi<.:i dell'apire . polmonare e del fondo cieco superiore della pleura s i diffondano per ·'continuitù al ganglio cervicale infe riore del simpatico con la produzione di sintomi oculo-pupillari in i:;pecie, che vennero regis trati come l'esponent€ d 'i nfì ltrazione prelube rcolare. Un 'ipotesi si ffatla n el raso nostro si può agevolmente scartal'e, giarchè, a pal'te il risul tato negativo d ell'esame generale, il reperw radiografì<·o esc·lude nettam e nte l'esistenza di pro(·essi simili in luLtv l'ambito pleuro-polmonare· Un se{·ondo qu es ito c·he dobbiamo proporri di 1·isolvere è ancora il seguente : La sindrom e ris,·ontraLa nel· no::;t.ro soggetto pu ò essere l'esponente di un iste ro t raumatis mo.? An('he a ques ta. domanda si può ugualmente risponde re negatiYament.e, giac.:ehè anche a non tcne1· f'O nto dell'assenza di sti mmat.e speeift· che riferibili all'isterismo, la sede e l'estensione dei disturbi motori, lo stato dei riflessi e i sintomi obbit>ttivi di a.lterala innervazionc simpali,·a permett_ono di esf'lu<Eere una si ffatla ipotesi.
C:A::)!liSTIC:A CLINICA
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Ciò premesso , per 110a ,re ros imile interpretazione diagnosLica della sindrome d el nostro soggetto, non r esta c he ammeU.ere l'es istenza di una neHile a scend entR, con punto di partenza da lesioni di rami d el Pervo s oprasra.polare e rlel rornboide e- nei riguardi {lei sintomi simpatici - dei rami e ffere nti po::;te ro-esterni d el ganglio cervif·ale inferiore che a ccompagnano le diramazioni d ell'arteria soUos pinosa; ovve ro. am rne lle re un'origine rifte::;sa di tutta la sindrome, intesa alla manie ra di Charcol, d e l Babiuski , n e lla quale, alle les ioni p e rife riche del simpatico vie ne assegnata una 11arte c·os pi<:ua e tal e in ogni nH>tlo da iq1prime.re c·aratteris tic' he s r e•·iali alla s intomalologia romun e rla lesio ni dei n ervi mis ti. Nél -caso in esame , la s uteess[ont' dei dis tui'bi, c·òmpars i quas i in to~al iti1 a breve d is tanzu dal l'avven ulo Lmumatis mo; l'l"sten s .ione d e i .ter ritori ne rvosi coit1VOlli n el proc·esso , piì1 ampia anc·or·a dte in una nevrite a tipo radil'olan•; la manc anza di nevralgie tanto comuni in proI'E'$Si di ne urit.e : la pe rsis tc nza, anzi l'esag{• r<tzione d ci riflessi locali; il rno rlico g rado d 'ipo1rofia muscolare ed in fin e le alterazioni so lo quanlila.tive d ell'en·il.ahililù e lettrica, l'e ndono probl ematica l'ipotesi di un prot·es::;o ne \-riti co a d ec~orso progre:;sìvamcitte asc·e nde nte . P e r esclus ione quindi s iamo pr·<n>e nsi ad ammette re una paresi d'orig-ine riflessa in via di note vole mig lioram ento , c·on prog n o::>i fausta ne i rig uardi d e lla restaurazione funzi o nale completa. Il giudizio diagnostic·o p!?t'Lanlo ve nne c·osì enunl'iato: Esiti di ferita da proie ttile di fur ile <ie lla r egion e soltos pinos a d estr·a eon paresi a tipo radit olare s uperiore d el ples::;o brachiale, t.> mi.anidros i facciale d estra omidrias i spaslica d ello s tesso Ialo rife r'ibili a dis tur·hi :ne rvosi di natura esse nzialme nte riflessa. · Al pazie nte venne a s:scgnata te mpo ran eamente la W eategor·ia d e lle )Wn:;ioni.
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA Di i!i·ceziunal e irnp<Wtnnza io lo !"critto d e l dott. OTTO von SI. HJt.:RNJM; pui.~<IJ ii c aln in q ue&t.o princ ipin d' a nno coi t.ipi <li Johann .-\rnbro!lins llnrth di Lip~ ia , 1:' cl 1e h a p ew titolo /·n trodtt;i ou e al Manualt• de ll'e.~]wrienza m c-
l!el/a guerra m o udia/1' •( Einle itung zn d-ero " HandhU<'·h der iirziliclte u Weltkriegl:' ») . ~e diamo un l argo rinl>sunto, nella certe u:a che i n ostri letto ri ti s a.ra nno grati di a ve•· ·lnro offe.t'!.o (Juesta primizia. 'Le prime pagine dello scrihlo di Otto S chj erning suno tutto nn imto
di w
Erf1~bnmgen in
di ammirazione per il corpo sanitario, il qun.!e fec<::, anche in Germania •·o m e in tutti !gli altr; IRU'Iti O>ell~~oremnti. prl)cli!gi eli Ya lo re e di Sl\.c rift~io ; e.
i n q uesto d l) \· eru~o t ritbu to d ' omaggi o tro va r auto re un cn 11~orto al dolore d('lla !<<:o nfitta ; do lore tanto piìt gr~tnd t>, tant'> più knibile, in quanto che lm c olpito una nazione. la qual(>, ne lla !~Ila nltrnpotenza , a vPva fede incrollal>ill' nella Y.tl.lOI'ia.
RiVI STA DELlA STAMPA MF.DICA lTAUANA E STRANIERA
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Più ·di ,·enti rtuat.t.•·omih! w t!did prest.a.rono se1·viziu Jtell'escrrit••( dei quali due. t.erzi pres!"o le truppe combattenti e un tei"LO nella zona tenitoriale) e tremila n ella Croce R1)ssa. ·V'er n.no inoltre .seicentn odontoiatri e milleuttoct>nto !a,J·madsti. '.Le p erdi te .r m·<>uo str ao1'dina riamente e l ev~;~Je: 13.:..>5 m edici m orii ·(5i ,2 0/00 della. fonà rnedia). di cui 56t caduti !;U l campo o morti in seguito .a •ferite (:W.O 0/00) e 163 (31,2 0/00) •per malattie dhers(>: ;?H9 feriti e 467 dispersi. Uosiccbè, verso la. finP della guelTfi, dovettero essere chiamati gli stude nti di medicina a disimpegnare 1l ;;et vizio !>aoitario presso le truppe e negli o~pedn li. L 'e11e rgi tt fi:o:ica e mentale dei m edici ru m essa davvero a una provn eecezionale. tFin dall'inizio della guena, il numero stragTa nde dei ft>·tìti, in !<pt>de da. gnwate, e gl' in:tl'i ca ti pnYhle nli ci el loro trasporto <In p ili front i; poi l 'insorgen2a del ti-fo addomina le e della dis;,enteria nel territori\> ' rli lletz e ,ddJo Champagne, e d el tetano in vari tc· rritori ; contro il quale s'intervenne con pronte.z.za ed efficada !g'rancli~sima m e!dia n1 e le iniezion i di siero antitetnnico praticatE- in ogni cas0 di fe•·ita. 'Cna nota simpatica: l'A . ci ricord1L a. questo punto che al Be hring e al H.ontgen (ch t' compiva nel 1915 il s uo 70° a n11n di vita glodosi!'.simal '" enne cOllfe•·iht la Crn(·e eli ! erro · in ricomp<•nsft degl'incalcolabili b enefizi che l'applicazivne delle loro scoperte portarono ui •feriti r!urant.e la guerra. IMa ch e cos'è mai Ja (:rure di i-erro in con'!runto del plooiscit(> di riconoscenza di tutti i p upoli tvers•> !quei due grand1 bP.nefa.ttorì dell' umanità 1 Fortuna c he i medici, i -1uali son tutti pi1'1 " menc' filo~nli, san no trovare un compenso di ben m aggior ~·alo1'e nelln rn. $Cie11za del dovere compiuto! Tt·.asportatasi la ·g-ne na in Driente. s ui contì oi de-lln P olonia c in Jlnssia, i medici si trovarono a :frPnteggiare a.ndlic là. il tifo adduminalt•, l a dissente ria e, poco dopo, anche il tifo es!tntem<ttico. eli cui molti non nvenm o veduto neppure uo caso nella. lor·o pratica antecedente. E come se t ut.to ciò non ba~ tasse, l 'e~tate del 19 15 porto) il colera, c he costituì per i med i<·i un nuovo campo ~di lotta e di e;.pPrieuza. Le più r'igor·ose l)(mne pmft Iat.t.ic.li e adottate con 1g r an ùe IPI'OlliE"Zza e le itìieziol!i di s iei'O 1fecero si c'he il tiro dect·ehhe rapidamente nel no1·ù-ovest d<!ll a. Francia, -e che il coler·a e il tifo si m an tennero, -sul tea+tro ì·t1s:o:o della g uen ·a, in pronorzioni ruhhastanza limita te. Contro la dissente ria furono praticate in orient~ iniezioni pre ventive di sie ro poliva lente, sui •·isultati ùelle ,quali le opini oni n on sono con cordi. 'P~r proteglle•·e la pat ria <l~tlle malattie infettiiW• venne disposto che nessun con-vale"rente iii tifo e di ùisseute ria ,fos"e ru\-viat.o IVei'SO la Germania e che. se r.Jopo la conva le.c:cenza., il rimpatrio f<>s!'.e imposto da r agioni di ~ervizio, èsso non dovesse 11.vvenire se non dopo unl't. minuziosa disiuf('zione di tutti gli ogget,ti per!"onali. iFurono i8tituite sui eonfl ni orientali stazioni san itarie. nelle quali ft_l provvi sto .per IR disinfezione di tutte le unid'Mmi , sacrlti, vali•gie, ecc. e a1 •b agni per t~ li uffidali P per la truppa: cosirr h;· n el pa::;,saggio dei mili ta ri nel tenitorio .germ anico da orieut.e ve-r;;o orcidente si pot.evu. fare asgegna ment.o sopra unn, compl eta di 8in!ezione e s ulla dist ruzione dei grrmj indettivi, Quei eotwalescenti di thfo e -di dissente.ria. c•lie anrora wvP.van bisogno di c·twe ricostitue nti , fllt'OJH) riuniti a IS pa. dovp rimn.sel'l) finchè non ve nnero ritenuti idonei a riprendeT servizio presso le truppe. La guerra di posizione nelle tFiondt·e e nel no rd (Ie lla tFrancia fu interr~tta dalla offensiva. di Verdu11, .d ura nte lfi quale i · medici <lnvetteJ·o tront.eg-f<tare le eancrena ga~sosa, la quale !>i este~e a n ch e nella Somme e n e ll \ \isne e non ~bbe più tregua 1ìn ot al 'termine d e-lla g uerra. L a patogenesi di ,questa n~a l a.tha p e r· lo p iù mortale, dice 1'.-\., fu oggetto di !'lpeciali studi da. parte d1 •.ncùici ~e~· op_oler lot.tare cont-•·o .<li essa con q~tal0h~ etlica.cia : l! dai numerosi, tentat.1v1 n sultò un metodo dr cm·ll, chn di~IU<lZ latamente fu noto soltanto verso la flu e della guerra e che diede non pochi ris ultati di guarigioni'. La sta,gione inver·n a le in trincea. e i f.reddi eccezionali in ol'i·ente clie-det'(l luogo n un ,grandis~imo numero di congelamenti. di c ui i medici e~bhe1·o ('atnpo di studia1·e l€ forme piìt sva.rin.te. ' ~e l 1917 si riprodusse lo stPsso quadro delle ff'rite e dPile malattie, tanto . 1 ~ Oi'l.ente quanto in occidente, e ~i abbe la comparsa della reohl)l'e d ei cinuu e g•or·nt n elle Fia.n <lre per il r.am hio delle truppe da ori en t·e a Pc-rid<"ntc. :\el
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RlVISTA UELLA STAMPA :'IIEDICA ITALIANA E STHANIERA
rrai\E'Ji l]lll· 'l'urclliu (' Bulgaria t!lltruro ti O Ìll g ut' t'l'<l, ptf f'IJbc inizio la ('a!JIcontro la li unwnia. du1 <' i Ol..tll<:J s1 trov1.a·uuo alle pre::.c collv sr·•r IH tto e <·•H l altre utalauie tlipc nd t:>n.i dalla gnt lttlc l"Cal·sezza di nutrizi,•lle. Lntanto . :-.ia in (lric·ntt·, s.a- t· fo1s!' piu - 111 OC\'IIIPnlt•. fc·•·c la sua compiH>-:\ la nefrite ncJi e triiH'eP. l_luauto ·pi il la g·ut'J ,·a s·and'-!va al •l' if'inaudo a l Va lltil!in, lillltn pii1 divenivano Jrrque ttt.i i c-;rsi el i mafal'ia sotlu le fl!lltue più .... ,·ariate, rnntro r ui si clirl':-:-!'rq tutti !!li .-;n,7.i ctrlla pr•Hila:-:si rltininica .:on rb-ultati assai tntll e ~tili in Cu:-:t<llll illupnli, nrl.l'.-\sia mi 11ore r in :'l t acednnia. Si ci,IJP plltt' nrTa:-inne di cu r:u·e llllllll'l' nsi ra;;i d i ~Phhn' .I )I'IIJ!I IP p di fc•ltIJre da papp:tlllt'Ì. !'\li ent r i> in :gui-'ITH J'.\lll rrka e rOJ nin rianHlt! le offt>nsivr de l l91~ in ort i:<lt•nt c. durant e le l)llnli C'ulllparvc rn il pamtiftl, la c u i diffusione fu notc\·uli:-:~ima ;mpralult•l !Wl le Fiatnlre. c il I!Hit'IJO d el W c!il ll l'll':-\i:<ne. del tfuale fu ~tndi>Jto l' a!!CIIIe inft-ttil·o. \ ' ers" la Jine rlf'lla ~ne rra scnppi;. un'epid emia d'irlflllf'IIZU <-f 1C, V(• l llllCI dalla ::;}Jag'IIU , :<i diffuse in llllldO Vf' I'<LIIIC11\.e l<ÌI'(ltll'· dinario c :-ovente ktale nd l't':-:E' rTiL", r-nrnplif·andnsi r1 el 1n ag~ i o r numeru rll! i ra:-:i a u11lnwnite. Le "nwliLltic dP·2·1i .. q.t:IIIÌ gl:'lliLali s i osse rnll''"'" num c rn:<i!".,.ime nt' ile ~randi f• itt.it c·•Hnf> ~3ruxf'll ~>~ - Yar~n1· ia c Hu1·;~n-,;t: ed ;. nl l' rit cYt>le Ui m cn:liome il rluplic- e fatto, c-he ;:i r iu :;d a drcn:-:c-ri1·erlt> im pedrndo n-egli e~tremi lirniti del •Ptl,::-;i•bile c·he g-rin ctividui at'f!'tti d'o;;!".t•ro rirn)'):.~oiriali. e d rt> la piu !2'1':\0 cr)art.e di'i ('tJ>ii !fu C'nllthllta. a g uari gillllf'. E ' ! Hll'C da 'n otar~i dtc i CU.."i di JmtlaLti e ven e n •e J'urvn .. lllù ll•l più nun1 cru:;i nel le trnpJ)C de l t.enito ri u na. ~ 7.innal(! t'hl' in (fnl'lle tn n!l•nttculi. :'\En·Ji u l1im i lfll'~i di E'dPro molto lavoro J ai Jr! r di ci le mulatli r dr lla J!elle, supn.tt ullo t J'ir n pe t(J.rin e, C'DI'i frequente in gnr.rra r rli t·u,;i diflki iP 1g:uarigionP. 1Fn anc he n>',:f'n,·ut.o venw il ((•rmin P de lla ~urrra un i'C IIsilli lc au m ent" d i ra:::.i d'appE'lHii C' ite . .G li a~«a l ti deg-li uc ropkt ni e il larlCi<' delle JHml>ile funHHI nnmerMd;;~imi '"'Jll'atullo in nr cide n te ver!'\) il lermine clrlla gurrra e ·fpre •·o moltr vittime f r a rzli urfir iu.li nu•diri. ;;nv<>nte et~loiti tw41i us1w da li n P I I 'es~>n· i zio llell p lnrn funz ioni. Si ns: giunga.no le e~pl o~i •mi d e ll e n1i1;e, g li e ffe tti dei gT11:>Si prniet,. t ili r J'azi :mr d ei g-as vPnP.fìci. rhr di Pder:1 nn nott•vnle contin!{Cllt•> <Hd i srhr,ckR 11e rvoosi e nHe n e uJ'08Ì .li {-!IICI'l'a. e !JUi s:oll·u riacile ('nnrp r endcre :1uale inun;\lle h11·or o abbiano dontto compiP r(' i mPrli.:i, i ou·tli. comc tutto ciò non b:J. sfasse, do:l'etl.e r u ')11'un edere nll'imo ianl" di ~tazioni d i!".inft>ltanti. <li hap:ni e di •li'.JH?dali ~<pél'iHiiZZHti, provvisti di lutti g li slrun, rnti cd apparerr hi lh'CC'!;Sa l·i e ronfu rmi all-~> pitl ~rrnoolo~f-' r Pgnh> ri PIJ'ig ien e. Epplrre C'<) tr tanta mo le di ·lavoro. i m edic-i non lrns<-uJ·Hmn•' mai la ]Jropria j,.trnzinllf' tn.Lt nd'' cnut i nullmente pr11fìtto dall'f'>'!l<' ril'l l'l.a dl'.lht flU e rnr e scambiandosi con gran freq uem.a impression i, ginòizi e r isultati. s ia. in !l1 0· ù~·ste riuuioni tenn(,e nello stesso territorio di n •:<id<nut r> n·nltwlt· . .>ia in 1 eri e propri congresl>i, dove fui'Ono di~;cussc le qut>stioni piìr importa11ti r!dn tn·'· al ln m edidll <t milita 1·e . <:"si a l gran quarlier·e generale d <'li•J s cacc'hiere ù i occidrnL<> l' i tenne un·adumtnz<L di ch11·urghi, di llll•Ji<•i t' d'iu:reni::;ti COJl'>!l · lenti ner disrutere i ~ ne-n i oiù cffÌ('a ci a rrlnliha.t.te re i l ti fo. il pa ratiftl, il colera, ia. di~~enteria, e t r attà re tutl!• le !>il! imtwrtanti f!tJe:-otitiOi r elative alla ,:alule de'I'PsPrrit.o e alla pre~P rva7.i•ll1 e del •!)<H•se da lla p enetrazit)He in e;.~o delle nH.ilattie iru~cttil'f'. l! !_1rimo <'on._g-Tesso di ch irUJ~gia fu t en uto in Hruxelles il 7 apri le d el 1915, il secondo io Berlino il :!A e il :ti aprilr del i916. e il leno :li n u ovo in Bruxt•lles l'li e i l 1.:2 fi<'l,ll ra io d el 1!1 18. l'n <'u n gr e,<:...:;o d i med k ina inte rn a ebbe luogo il l " e il :l nla~:d•> 19 16 in \'arr-a vin: un'adunanza di ortop e dic i a Berlino f' a Colonia, un ' adunanz.t ùi ofLalmologi in Ht•idelber~: un rnnl' cg no noiJn. !;tossa città. nr ll'ott;,b r e J!-ll(i per di;;cut r t·e t'Ìrl'n !11 ne fritf' d i guerra. In St'guit o a prop:),;ta d ell ' A., si t t>nm•ro pa!·~cchie :,~• dut,e in Berlino n ell'Accademia lmperato re Ciuglif· lnw, in cui furono fat.te im portanti com unicazioni sulle malRtt ie nervo.:;c e p;,ichi<'h ~ dipendenti dallrt ~uen-a (luglio 1910): sullll ma.l:Lria. (ge nn'lio l!JJ7 c gennaio 1918): !ittlla cnntl't'na ga!'sosa (ap ril e e diccmbrP. 19 17): sugli lll'H'Hd:1t i di n efrit•• (lur.rlio 1\~lì l : sulla :-ien•t e r-aoin df' lla rl iMentE'!'ia ( •·prile HH8), e<" r. Fnt le pricipa li que~ti 011i trait.ate nei ,vari cong~·e!>:-:i di chirurgia. 1'.-\. o>nurnera lr seg-u enti: le indicazi11lìi d ••g-l'in t e rv enti llDeJ'ath·i al !front e e ]111)..\IIil
RIVL ::;TA DEI.LA STAMPA :\JJ::DICA ITALI AN A E !STRANIERA
n elle r etrnvie : l 'emn~t,us i; lP infL·z i.,ni <lrlle •fE' I'i t e; le •k r it.e tor;tcic h e c acld ominali: le lfl'attuJ e cJ~gJi art i e d e ll.t> arlirn l,t:.:iuni da r• •h1i cl 'a rma da f11 oc·u: l a ohiru11:tia ò ei va.s i: i -t:o11n i est •·a1 1t!i· le fel'ite cl'arm:L <là fuoco d e l ce p,·e ll il e d ei n ervi : l ' amputazion e ·(h•g·li n•·t i : gl i e~il i d r llè ife1·ill' d el lo ra re e ld.~l l'a.ddt1m e : le ~e rile d 'arma da oft~~Jt·n de lla l>li'ÌIIf!t>: lE' pla~lic.h c d e lla fa ccia t: le lesioni viole nt e della mandibo la; In Catllrrcu a f(a:,sus>l c la sua cura : il tmttamcnto aperto d ell e fc riL P: l'n11 ti:-:t>psi !l n>ftm rla; la p r t~tP<:i: le le><ioni <h· l mid ollo spmal t>., ere. l nolcre, in Var.;avicL, vi fu un:t 1iunirm e, in cm ,j di s<·n~sc su i m ezzi 111ig lio ri rli l•lltH cn ntr<l il rolcra. s11 1le m a lat!i t> 1lel cuo r e. ::mi tifo pete('r h i;d e e sull a s11a f'ti ll].,gia, Slll tifo addominale, nn l para t ifo e s ulla lo r o sie rotHapm, s ulla dissenteria e sullo nefri t i di gut> rm. tnt•Jrno a qu est.i s l P!'~ i argomenti 1furonn IPnul i n ell-e granrli e p icrolf' r il t ù delln Ge l·mania dc·i corsi ui pe t·fez io ua m ~n to lH' r i m edici , che fUJ·ono rli grnnuis~inw v antagg io a i .f<.'J' itl e ai malati. Che...tutto guant.o !'i f<-'cr p er int r n~ifìc-a re J'i."truzi Ptl p ctei m edici afub iu dato ue i buoni ris ultati, ]o pro ~·a il f,t tlo c.he. anno p e r ann O, 1'Ì rl OtÒ lUI mi· .1d inramento nei ri s ult:rti l'le ll r r nrt". '.:\el t e rrit t\ ri •1 n azionnle. n r ll a z onn !li t•pe razinn e .e in ttu~l l a <te lle t.:•ppc :,;i ehii<'I'•J: n e l 1° annn d i gurn-a •(:?-!l- L-', lino al 3 1-ì- l:l! ri c- upe r i 81\, ì " ·)<) " " , {1-R- 15 •h " :31-7-16) " tJ1.3
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IUO guariti di fpJ·itt- e d i ma latt ie . E QIIE'Stl' cifre son o rnsi all·~ d a n o n ri -· chiedere tt llre •rlinJOI'trazioni dl'l l'npr r a a~sitlun P in te lli g!! n tr cl<' i n tediri n lili t.ari dut·ante la 1g:uerra. f?l l entre nr lla ,g·tH' tTa del lt;ìll-ì l il ltum e ro d ei m n rti pe r ma lattie illfl' t.tive e r er t·eli q uati o cu m!llH·nz i,ln i di fet·i te l"upni, il nttrJH.'l'u clei cad ult in cumlbatliJnent•', n e ll a g u cna attua le s i e bbe preci:;nn •e ntr il rn~o inver~o. A J.il:i i.OI.8 r:H iut.i. i tede1'r lt i <'•lnh·apl10ngom> -~ . .:! ll ./..09 mMti prr d't> ri tr t! 1:15.!113 por nmlattie . :'\nu è (jllè~lo lfo r':<e - di ce l':\. - una pt·ova nutnire!'ta òelle JJ UtJ IIe c·(HHi izit>ni ;gieniclìe cl c ll' P~erl'it n t.e<l~M·o, ,..,. dell' or<·m d t• i m .. d ici, s ia n" ll>l cur;~, ~lei m a lati, ~i a nella prute ~ zione degl'i ndividui ·l 'a ni contrn le rnn.lalli c·" ' E' pur~: d epw di n ola il fat l <l r iH' la lfnna' lll <~ dia ne ll ' e~el'(' i lo t f'd.esrn !'Il
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RIVIS1A DEI.L.~ STA:I-!PA MEDICA ITALl /.. NA E ::>TR:\NIUlA \
truppa, os!'ia il 1l1iO,!J o/c> o della •fo t·za m ecU a. ILe mala.tt i e veneree ùiedero rtel pl'imo anno di SU('JTa 3!J.:t28 <:n~i = 15,i o/o 0 : e ne ll'ultimo >tll JI O, 101 ..«;~ = t{).~ ~'Ùo . l.:l <:u ra 11Jen apnt 11pr·iat..<t e dili•_g-''nte rli queste malattie condusse nel annggil) r llttme•·u d ci <:asi alla gua rigione e impedì la. loro difftrsione in pat.ria: 11 che fu causa di giust.lt soddista·1.ione da. parte dPi m~dici mìlitari , ve rso i quaJt ~ i aveva - 1Jenc!l~ senza. ragione - rrualc he diffidenza in J'iguardu. La. tubercolosi, che, durante !11. guerra, aunwntò cnormcment~ nella popolazic.ne civile, (nelle città principali, In mot·ta1itlt che nd 19J:.l fu di 40.000. mggium;f' nel 1918 la cifra di 74.000 = l:!f> %& circa) non produ::;'l•' nell 'eseJ·cito un l'>ensi1hile a:umento tlt'.Ua monalitù; ot~è anzi, Ki notò una sensibile dirni•tuzion c dei cagi. La qual cosa dimostra che le r omdizioni della truppa in ca.ntp rugua o.ppo11gono una valida resi~t.enza a lla tuhe rrotltlf'i: tn.tt••· ~ne :o;((o, doYuto evidentemente a.ll:t vita attint e ai ro ntinui e><erci'li muscolari. :-.;e l .J)l'imn anno di tg llerra. ~,gl'individui colpit.i -ia tuJ1en:olosi funll1•l in tutt<> l'e!<ercitt' ìi(J6 = i ,S %o de lla lfo t·za m edia: nel serm u1 o , G865: ue l tet'Zu, scesero 11. 5=>26 = l , l '70.0 ; e, nel qun.rto, ~~ 3ù29 = O, 78 ~1ou : q uantlmqHe le trupp(•, la rui ~•Istituz i one cou nuoyi eleml:'nti si rende va spmpre più diffit'i-le . s i tmvas!'et·o in C(llldizioni <tutt'altro che •fa~vorevoli. Fra i ri:-ullati ottenuti dai m ediri, l'.-\. m e tte iTt l)[~rti co l a rc rilie vo quelli Ptiologict, sopratutto p er qua.nt.o riguarda il ttfo esan temnti<'o, di cui n on s i comosre aneora J'n1ttente infetti·vtt, si riuf'cì !1f"l'Ò a'd ur<·Prtare il Trhid\) di tr·a:>.ntil<!'ion e : il che c-hbe pe t· effetto di t·o nstaltu e effi c·;~ce mcnte la diFfusiOm' di un mot·IJo. <'he, nei tempi passati. lfece dt> lle ver E' !'<trugi n egli e::;erriti (ad · t•!'empio nel 1812 fra le truppe napoleonioile in >Rils!'ia). Ba-;terù accennare il fatto c lte rnentre. prima 'di conoscere il modo di tra~rni::;"iPn e di rauesta ma. l:vtt.ia, n e i ('ampi d: prigionie1·i le vittimP s i ctntt:-tvaHo a rentiuaia, dopn · ~he quef'to fu conosciut o e ohe si pr·oredeile all.a tli~tt'ltzion e met.odica ·d ei pidnerhi, ~i •verificiJ subito una !<ensihilif'~ima diminu7.iont• dei casi. Di gmnde importanza fur·ono pnre gli studi o!·igi11ali sulla febbre dei rinqne giorn i ( Wolhyniulter Fir/J~r), c he prima sconosciuta . ,:. o t·a ben clti an~ in nj:{ni sua m rmiife:::ta.4iOrJe - dice l'A. - per opera. dc i medici ti-deschi. E' anch e interr:<!'ante rfnr notare che, ldu.ra.nt.E> Ja gue.N·:t, :<i ~copri J'a_gente inJ'ettivP ùl:lla malat.ti.a del W ei l, il q ual e <!li r lA$:iiti ra t.o fra. g li ::;pirocheti: che J'e t.iologin della n e!fri t.e eli gnerra -e del p a ra tilfo ri re,·.ct;.e nn a. n uO'VIl lucr dagli studi e dalle ri cet·che 1Iatte nello st.esso periodo di t empo; e che ~i posero in rilievo le l)iù svari a t e forme di malal'ia. Ve nnero J)ure ~tudiati su '"<l~tis::;iwa scala gli agent i intfrttivi dell(' lferitP e, in ;:Jwcial modo, quelli della cancrenn ~gaf'SO~a; n è son da tras<' nrars i le ~i<'P tThe ~1H a triohinosi. !lull ' influenza, s tùla tubercolosi e i molteplici effdt.i dci gas :tsfis-;ianti. Oltre c he n e l cam!)o rlell' etiolo,gia, !'i c on>:eguirono notc·volt progressi in quello della diagnosi. in speci e pe r qun,nt.o ri~u>trr!a i met:>di con r ui l>i rit'sce a rendt!rla ~empre più sicum. ::iopratutto i chil'lll'ghi, che obbcro a dispo::;izione un matet·iale YCr!1.m e nte enorme e casi di sommo inter·csse, rscogitarrno uuovi mezzi d 'esame nf'Jié fetitP d'arnu~ da fuoco rlell'·t'lriomc, c adottarono n uo.vi pr·ocedimenti nell ' app l i('azione doi l'll):('!ti Ilontgen. particolarmente la l'ÌP'T'OÙ nzimt e ster ensro pira d e Ila sede d ei -cor·pi r;:tra nei· 1L e ricet·che microscopiche e c ulturali conclussern n. nu ove Cloll(fUiste nel:lr~ cii:u~;nosi b;ttteriologica delle forme dissenterich~> P in qu·" lla. prc<'OCt' della sifilide, npn senza aggiunger e i progressi fatti nella Jimo~trazionf' d ell r infezioni delle ferite. La reazione di Weil -Felix apporw un ,·alido contri1H.Ito alla conosce nza del tifo ehantenHtticn, mentrr si dimostrò rhe·la J)l'O· va dell'a;_srglutinazi one n el tilfo. in ~>t~guit.n a in oculazione rli f'i er o antitifiro. oet·dc o~ni l\lalore rendendo !;empre più eli ffi('i le la d i •t...~nosi di questa ma. lattia An,'lhe n el can11p0 della pr()fiJa~si, l' e::p e t·ienza dei medil:i .in f econda .cJi preziosi risultati della f->ierote rapia d e l tifo. del pnrat.ifo. della dissentE-n !\.. d el colera e pe<t1ìn o del tifo esa tHe mafiro ai la c;ro!Jo di otten ere - per ~11an to concerne ques t'ultimo - l'immunità e 1tlie rioi; schia.rimen{i circa il ~iero da inoculn.rsi e la scelta dellf' culture. PPr la pi'Otf'zione contro ln. cnn ct·<'n n. ~assosn si ndottn un s iero sprciale· e rn l rrndt'J'<' oh'hligator·ie le inorula-
RlVISTA DtLLA ST.\ .\ IPA l\LEDIC'A ITALT:\N.\ E S1 R.\NIER:\
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zioni di si::lro antitetanico a scopo prolil<ttti..:o in ogni ft• ri t.), ~:~i raggiunsr- lo ;;copo altamente be neJJco ùi ridurre a veri ca~i ~?<'Ceziona li l'insorgenza del tl'tano t nnuuatJCo. Cn'osservazion e multo importa nte ve nne fatta circa il s iqnii\..::ato d ella co;;ì detta " infcziùn e latente"' s ia nel tetano, ,;;i: ~ nella can0re na gasso!';a . .Ptlio.: hè. particohnntellte iu coincid eza con uu'ope ra zione, :-;i verilic:aroll O :<ovente casi tar'diro;i di tetano e di cancre11a gassosa in ferite già pervenute a. guarigion e da pa recd1i mesi, s i ,fu condotti afi a m111e tte re alle i bacilli tli queste due malattie irufe ttive, rimasti nelle <'ieut rici dei tessuti lesi in stato latei1te {o di spu rc) , ll au n n '\'egetato e s i -.,ono moltiplicati. E cu:-;i una inol'lllazione p roli latticn di !';iero !)rima ll ' o~ni nuovo iute rvento chirurgiCI) ri ~e.e ad e vitare l'insorgenza ùel tetano ta.rdivo. In luogo delle ctJtTenti di v .. p~n·e acqueo (!llale m ezzo tli di:-;ill·fezitJHe, s i adottarono con vantag6il• i vu.pori di n.ridn l'ianirlrico, pa1·ti cfllarne n te nella 11istruz10ne det pwocchi. Ai m e~.zi 'J)I'vfil n.ttici pe r le t1·uppe appMteng·ono in certo qual m octo la. invenzione cle JJ'elm o d 'acciaio, ehe r ende a!<~ai minore il' pericolo delle fe l'ite del cranio, e i v.ari m e..:zi tH·otetti\'i adott ati per impedire l ~ n ltttJ ra della onembr ana del timpano e le enHlJTngie au ricola ri nellu f'p;lr o ti e i g r Msi pezzi d 'artiglie ria. Per quanto ri,gmwùa la te rapia. L\. rimanda ai la \·nri Sl)eciali ,g iù. pu~1bicati, o ohe s i p u!Yhlic!H.'ranno in st•guito. Si lim ita ad accennare ai favol·evoli ri sult~lti •)!t enuti dalla ohil'lHg ia nella s utum df!i ne rvi, !W·l t ra ttamento delle ferite e nella loro disinfezi0ne sia c~ti clc ri·Yati ùel c hin1nO, sia coll a c ura allo ~operto. c~c.'enna pure Hlgli sv.aria ti>'!<iJui appareC'ehi 11er frat~ tu ra. a m o tti nuovi metodi oper atori, a i progres:-;i ve ra mente s trauJ'dinari d ella tecnica della !1rntesi, in specie !)e r o pe r~o~ d el ::i:wer-h ruck e del 1\mke~borg. e ai rnerav igli•>Si ris ult a ti d e lle plastiche della fa cria e di flll~ lli otte nuti nella frattma d ella mandibola. ·Utile espet·ie uza ·iec.ero g li oeulis ti n el l'estra zione delle scht'g-ge m eta lliche dal bulbo orulan;> e nella tanto discns~a qtH' '> f ione rela tiva all'oft<drnia simpatica, l a rtua.le - elice l 'A. - perdette. clurant.e la .gut·lTa, la. sua temibile importnnza. dopo c he si ·constatò che uci casi ,ii distruzione ùel g lobo l>Cllla re da lt•si oni gr a vi:<sim e, l'enucleazione o l'exe uterH t io p.a·ecoci ne evitruvano .quasi :::emp1·e l'insorge nza . Nel ra.mpo delta .naedici na in te rn a , s i l'lperimenlarono i novis~imi metodi di !batterioterapia e di s ie rotern!lia nel ti.fn, ne ll a dissenteda, n e l cotem, nel tifo pc t ecchiale e nella. malattia del Weil, in cui fu !'pr:rimentat..) il sierù dei conv!tles centi, La c ura preroce delltt s ifi lide col salvarsan, la cura a;bo rtiva d ella ll l.e norragi ;~ coi sali ù'ar:g:ento, e Feffìcacia dei preparati eli cistin a nei p ortaliH'i di hal'illi, ::;on tutte conquiste scientiifìche òella te rapia ohimi ca. le quali e'Jiliero un largo c(mtrollo durante la .guerra . .Fu 110i ri.volta P~rticolare atLe nzione ai preparati di digi ta.le, P si confe rm11.rono gli ottiml ti s ultati <iella terapia di etetica nella dissenteria e nel ti-fo addomina,le con numetosiss imi casi di guarigione. _ La ps ichia.tti a assodi) una gran diminuzioni? del dist.uriho mentale rl a alcoolismo duran te la 12:11ei' J'a. P e r ciò che conr.eì·ne l 'ouatmuia patologica. L\. ci fa conosc·ere c he, pet la l od~vo te disposizione data da ngni capo del setv.izio de llE> arm ate di pr~ede t·e nll 'autops ia nei casi più impo rta nti e di cnrredare ciascuna relaziOne coi pezzi anatomici di ana,g~ior interesse. s i son potuti raccogliere o.ltre . 7000 pre pcu·ati, che 01'8. sono nunit i in Bè rlino (Accade mia lmpe1·ntore (,ughemo), i n •Monaco e a Vienna. ·Gli. allegati, <:hc fanno seguito a llo sr dtto dello Schjerning, n on sono m eno tl_lteressanti del testo; m a, con tutto il deside rio c:he avremmo di ti.~~odurl~ p e r inte ro nelle no&tre colonne, dobbi:tmo rinun7.iarvi per rngi·mi 1 spa.zw. Ci limite remo perci ò a l'iass umere <hte quadri: il primo. ohe com. ~1fde ~e perdit_e clel .corpo sanitario. di c ui l'A. ri.fel'l le ci>f'J•e complessive / ~ 'Ptlf!le tpag1ne del suo lavo ro; il secon.tlo, ohe s i Fife risce alle perdite e 11 e..'>e re 1to tedesco, ,.
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Perdite del Corpo sanitario militare tedesco,secondo gli elenchi compilati dal dipartimenti sanitari fino al l O gennaio 1919. ( lu i•ira't! n:;~nlutt.:· t ti iu
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA lTALIANA E STRANIERA
** * Fra le affezioni c!liwurg·iche n()fl aveut.i n.lpportt) enn traumi l'appe ndicite è fra le lliù !frequenti n elle truppe combattenti. Il praf. G. MORO!'a:, della clinicH thi r·urgica di 1Pavia , (L'oppen<l ic ite nP/IP lrHppe conhbattenti. Jl ~l o rga g ni , n. 1. 19'20) in un pe riodo di circa l'etle mesi durante il •qua le diresse il set·vizi v chirurgico del l'ospedale militare di tappa di il3elluno, iha potuto operar·e 36 casi di appenclicite (35 appendicechllnie e un' incisione semplice di asce~~o) . Tale frequenza -è m e!'sa dall' au t1We in ra pporto con l'età giovane d ei mala ti e con le condi.zioni di vita igieniche ed a limentari dil'ponenti a distui'!Ji e a infezioni intestin a li e con la presenza infine di individui che ~1anno sofie'rto ui :p re.gressi attacchi appe n·diritici od e nter.opa.zienti. !L'appendicite è n ella. phrr-alitù dei casi di origine enterica : le alterazioni anatom opatologidJe presentate dall'appendice e da:g·li organi pro~ simiori !<ono al:'~ai .di freq uente ,gravi , dO<Ye11dosi ta le fatto "'Piegare con at·tacchi r·i·petuti dalla malattia, ron le condizioni di .surm~naoe Jisico dei malati e con la mancanza in {(U<tlrhr cal."o. p er eventualità var-ie, cii ctwe adc·guate ins tit.uite dall'ini'lio dell'aJrczi onc . ...'le de rh·a, secondo L-\. , cnme corollario la n e<·cs;;:it à di ricer;!a;re, dtn gnostirare e opportunatarnente c urare quelli fra i sold:.tti' che (Jresentnno disturbi di origine a:ppendicohure, l'iano es;;:i di natura acuta. s ubacuta. cronica. E' indica ta f' if:tematicaruente l' a ppendi rect•)mia in tutte le !forme di appentlicite e. n elle a cute, <q uando siast manùfe;;:tato nh sol•l &tta<'r:·>: tale operazione, a parere dc.! L:\., r-appresenta la migliore .garanzia contro i di sagi e cli l'tm<lti me no faci !me nte ev ita~_,ili alle tnrppr e pe rmette inrfìne un l'Ntlc rieupel'tl di indvidui atti ad ogni se rvizo militare.
*** Intercf:;;:anti comunicaziOn i sull'enafulile l elaryira hanno ·tife rito i p t'O· V. l-\SCOLI e 13JGNAMt a Ila R. ,<\ccaclemiu m edica di ;Roma n elle sedu~te> d el 25 lfl<'nnaio e 9 lf~bhnti o e il pmf. IEt:ONo:-.to al c~' rL.<< iglio sanitario provincia le eli Trieste nell'n.dunanza ·del ~2.\J genuai n 11. !'. 11 prof. ~r\scou, ~nlla scortn. delle OSH' rvazioni faHe in "2ì casi della malatt-ia., n e 1r<t tr·acciata un 'ampia e particolareggiata de~ct·izim•e, !'ipecialm et.te d .1 1 ntrnto -:li vi~ta r !i11iCo. !La ~indrome. !'IN'011du :a s inteti ca dèsr rizi .. ne del! \<\. , pllò presen·t.are più o menu n ot.evtlli diffe re nze nell'inizit1 del la lf(•rma monbosa. Non sempre quer<tn si s t.ahilisce in modo rapid o. Talora per 2 o 3 .:giorni IV'è malessere. cefal t>a, dis t.u nhi di.ge:-tivi ; e poi per a ltri 2 o 3 giorni un relati'Vo ~ n essere, cui segue unH rapida m a niJfeslaz i•lne dell a m a la ttia . IFr <'q uente è una faringit e ini?.iale, r lte fnrel.ibe pen swr·e a ll' a ttendi•bità del concetto che il farin ~e possa. esse re la porta d 'ingres:-o etei \·irus. ~(• Ila >'int.omatologia ocr•H·re distilllglll't1(': 11) l {l'llumeni gPnemli. tra c 11i· s pkta11 o la •feh~J r•e e la denutrizione. ILa. ·fehl11·e puù presf'nta.re un andam ento m olto vari n,])ite, ora <~lta, ora in picrnle e-Jen17.ioni. ccn int et'l'llittenzl' ed in-egolarit.ù Jliù v m elto m <~ rcate . Tl<lrl in r a pporto e\·ident.e colla. graviti• d ei tfeuorneni nem·ol'i. ~"arcftli ~~im a. rè ordinari a me nte la denutrizione: /1 ) T ( enn n,PIIi III'ITOsi r<e> no di vari u gene!'e e di ·differente g ravit.à. T1·a i {PIWmPni p.~irltiri .prevale la son noJ~nza , n on st>m p l't'l protratf.a . s pe!'i:-o fujlace c lieve. L'infr rmo p ui.l rispond e1·e alle ù~Yn•ande. ,pu;l es~e rvi dllli r-i u, o azitato o bra uquillo . con ·q ua lch e a llur in aziono.>. Tra i { r llflln eni motrn·i orc·or..-e dir<tingue r·e rr trlli da iperci.IJ P.s·i .{rorea. S<'Os:-e clon iclte, ctJntrnttun', co11 una. rileva nte frequ enza di un clono d ei anusroli a cldom inali. c.he ptl" pP.rr<i;;tere per f.utt.o il decorM dell a m a lattia) r qnelli da irwcinrd, speria lrnent.e in n.lr uni 11e r·vi cra ni ri (oculornotnre comun e. rac·ciale, ip<\!!:l ttr<;:o). 1Puù -el'Sel'''i emipl r:gin rompl r ta. l d i.d 111'11i t11 sP ns o pns!'inno er<sere di va t·h intrnsitil (•dnlori lungo alcuni tr•>ndli n ervol'i, o a ci nttn'a. iitriLa ha:-e del t"''>tCt'· ·I r i flessi ~1H10 ora normali- nm acc<:>ntuati. con parlicolare vh·ac- ità clri riflP~::i di cHfesa. fe~:-o ri
RIVISTA DELLA STAMPA :.'!El>JCA ITALI AN A J:: STRANIERA
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Vi sOllLl twl•,·ult« fenomeni. (ti associa~i.tJ II ('; l"irritaziu11e di · un ;u-to puu JH"Ovocar e movimenti analng'l1i su que llo C<ll'rispondente ltell'altru Iato. Pos:;ollo esservi distw·lli a carico del simpntico (spesso scialOtT-ea. u s udorazione) . Il ca rattere :;ali<:nte ùi tut:ta la sindr,1n1e l· la '\'ariaJ>ilità. Periodi di delirio 'PO~sono alternarsi colla sonnolenza più o meno notevole . .Souo da consi<.leran;i alcuni dati ueyati·ri. ·~!anca il tumo1-e di mi l·ta.; non lVi sono evidenti alterazioni delle urine; n on sogliono mauifes ta.rsi di :<t'lu:bi respiratol'i, e ili raclo vi sottO complic.azioni pormonari finali. ~on vi sono alterazioni del liquido cefalo-ractlidiano, nel quale, solo in un t·aso, fu t·rovato un lieve . aut~~ento <.lei polinucleari. :'1/egatiJvc sono sempre st.ate le cu lture del detto liquido e del sangue; C(>~ i pure la Was.sernu10n e le culture della massa cen~dH·a.le. tSi Il! provata l'i!HI<'Hiaziune in due ::;cimmiE', nut ti nora (da dieci giorni) sen~a risultato. tL \-\. r,on er ede che la malattia abbia r app<H'to coll'influcn;~;<J u con altl·e infezioni comuni, nè col ~Jotuli !'mo, mentre vi sono analogie col la poliomielite. Egli ritiene che sia prefpdrbile dh ia.mare la malattin: l~w:e{rllite •·1•idemica. 11 p1·of. 1B1GN.UJ t h a poi ri,ferilo~ sn li casi da In i osservati lll'!I'Osped~Je di :S. Giovanni (con -~ tr.erti) e su 8 ciel prtllf. ~<tza ri •('PUl~ cun 4 nennscopie), ne ha descritto i reperti anatom<l-patolugici. che sono straoJ·dinariamente costanti nei lol'O ca:rat.teri. •Le lesi•>lli sono per l o più limitate ai vasi del mesencefalo, clelia cuffia, .Jel ponte, del ~miiiJo, e speci<:dmente <lelln, S<t;;tanza grigia. V \i~ un'infiltrazione •di t~lcm eJ•ti parvo-c(·llulari nella par·ete ,·asale o c;ulla !<npertìcie inter·na. o snll'e::-ternu. ;;peci:dmeJJte uelle 'vene piccole :medie; e sono elementi (·he si poirehlHwo dire lini•>citoidi. Nei 1\"asi con in1ìlt•·a·tione cii'C·oscl'itta abbiamo immagi11i ca ratteristiche: elementi cellulari rotondi sotto l'en- . dotelio, in serie continua e unifOJ'me; l'eudotelio poi si rigon•fìa oe si :stacea. ln..Jine tutta. la parete vasale i' in!ìltrata, ed anche all'esterno d ella mede»ima c'tè uno strato 1'.pesso di det.t.i elementi vnsa li , e pod1i hanno il carattel'e di plasmr.tociti. Vi sono pochi eosinotm. II.'orip:ine <le-g-li elementi é cmat~Jgena. ' L 'auzidet.t.o •reperto si \:> a:vuto in tutti i easi. ·Solo in UJll caso · si f. notwta inte11sa iperemia ce ..elJra le, c he era. Ji e" e n«:>gli rutri: e nel <:asll t';tesso v'erauo molte emv!Tngi<' punLi,fo mn , analog.hc a. 'quelle che sogliuno riseontr a rsi nelle perniciose .malariche -e n el monbillo. e !'Oltantn nella so;;tanza ·bi:o~nca. !>pecie n el t'tWpu calloso. >Si t•·att.osa di piccoli intfart.i n e<· rot.ici. . tLe anzidette alterazion i non sono speci1fi dhe dell'encefalite, s•unigliando le alteJ·a.zioni IVasali a quelle riscontrate nel cimlllT<> dei cnni e nella :vera malattia <lei sonno t.ropìcale; ma, è do. rilevai'Si che l'insieme dei •f Atti an~t tomo-patologici può dirsi costante e non in rapporto colla varia.bilit.à dei quadri clinici, dei quali in qnalcnno v';, lo stato 'ieiJhrile elevato. con mio!'lonie, specialmente de'i musc<)li dell'addome; in ::~Itri en.si la r.orea minor: ' in altri i fenomeni psichici. con o senza delirio; e in gener·e non v'ò eorrispondenza tnt i <liSOI,dini psidtici e i fenomeni neurologic:i. E i di!'tul'l>i funzionali cerebrali sono ordina,ri-runente molto pi·ù estesi di crua•nto si :powetbhe ritenere p e:r le lesioni cirrosc1itte riscontrate. In un ca.t.o si ebJ)e da ptima hu"hicaJ-òia, tachipnea e cianosi, poi sopvre con mioclonie. In qualche rùtm ra:so si ebhero fenomeni dulor~fid eornc in una crisi tahetica, con dolori all1che agli arti inferi ori e poi sco~se cionic he repentine. iVi sono tl-ei veri e prop1·i casi umJwlatoJ'i. I! li:cruido cerelJro-;;pinalP presentò, in genere, pressioni positiJve con rtmnento dell'alhnmina. e con qual<'11e linfocito. Reazione di :--<onne negativa· L'affezione in complesso !"Omi•gJi.a. molto alla malattia di IDn,])ini. H a re•·tamente carat.tere epidemico, mn vi è- anco1·a da dubitare sulla conta~tio !"it.à. Il pn')f. -EcoNOliiO ha ,·i!erito sui primi ca,.;i di encefalite osservati a ' Vi-enna 'qualche tempo prima che la. lfelYhrc spagnola del HHG-IHI7, vrnutn rapidamente dal l'o•·iente all'occidente: occupasse ~gli sdenzati.
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RIVISTA IDELLA STAM P A .MEDI CA ITALIANA E STRANIERA
I m a la ti aJ iur A esu.uli na ti preseu tavano i eon sueti ca r a t te ri d ella ruen in g ite, m a. d opn uu'att E'Ill a indagine s i ri scontri) in esRi un m ol'i)o p a'rti colar e e n uovo, caratt ~Azza!o da confus io11i sm o me n tale, sonn()le nza t a l vnlt.a lie ve. ta l a lt ra pi ù pronunciata . Svegli ati , l'i o rien t avRllO su hito, ma po i ri ca devan o 11e l tnr·por e. ln va r·i crusi s i n o1arnn o at·t·essi viole nti di fehhre . Alc uni di questi m a la ti d orm i r on o per mesi inte ri , a Jt.l"i p er pochi g io mi, e 11 1tri ,fin a lme n te, p1n· 'Presen tando ~li s t essi s intomi , rimanevan'' pe1•fett n me n te sv("~rli e coscienti . .La :::c· ien za comprese s u bitn d i t r ova r l'i <.li rfronte a un'epidemi a di un a m a latti a n<>n a n cor a con osciuta e d e l tutto sn ecia l e. Esamina to il paz ien te si tl·ov(l •f ra a lt r o s into m a t o logia di inflamniazione d!ll m eseuceJulo .p d.PI midoll o spin a le e l omba re. I casi di ence-~a lit e s' ini zia n o co m11ue m en t~ ('nn briJV idi, dolo ri a li:• ~c hi ena. ·agli a r ti. a i fasc·! m uscola ri. tanto c h e 1\i p rimi s intomi s i pensn comun em e nte a un ussa lto i nJ'I uen,za le; m a lben prest o ap pa ion o do lo ri e lieve ri g irl ità della n 11ca. sonno le nza, fO n ini1gidi mento d ei n ervi ur.ulorun to ri , e le p u p i lle m ostrano spesso ·l or pùrlità d i r eazio ne. L 'appa ri.z ione d ell e rfol~h r·e n o n co n va li da h• d iagn o ~i ò ell' encefalite, poir.lìi• es:"a in aln !l1i casi h a un cte.. o rso com e n e l ti·f tJ, !' in nlt.ri m a nca a ffa tt o. 'L 'en cefa li te s i m a nifesta con s into mi cthe oo~son o t a lo r a m a n car e . com e put) m a n :-a r e il sonno c h 'oè la m a nifel't azio rie piir cu~i osa d el ma le. Tu tt;win s ussiste r·ei)be un cent.r o d e l osonn o. irri tando il q ua le s i ehliel'O pazienti ch e d ormi·r r,n o da 4 a 6 m~>s i senza inte rruzi on e; in altri casi s i not.aJ'OIIO in te nni ttenze nel sonn o. Nei casi più vio lenti , ~e la corteccia ceTebna iP ri man e colpi ta, il p azie n te f: a ffetto a n( he d a rleliri o ch e a~smni glia m o lto a l del il-io a )('oolico. 1 . Se la di wgn osi rlf l l'enr-ef a l i te .è compl e~sa pH lP s u P s vm·ia te ma nilfp. ~tazi oni e •q uindi '"•Il tfacile, la -progn osi i> diftk ile : vi son o easi li evi in cu i i l m a le non hA ini zi n è segu it<J v in lcn fi. ma vi son o casi N>mpli cati e · irn prE'vedu t i: un (·aso d i e11cefoJ ite leta.rg it' n d urò d u e anni. La "causa. mortis » s j h n. q uando 1"-encefa.lile colpi sce d'o r-tem en te il r-e r,,·elln. • c-\ Vie nna ne l 1917 1\ -\. vid e ras i spn~;a<ti ci. :~e l Hll8 in 1!1 g-hilte rra P Fra n cia,_ nf' l 19 19 i n Ge rm a nia, net 19.W a R om a e n e lla V e uezia Giulia. ,·enn el'(l nssPor,·a ti dei c:asi d i en refa li te letnTg ica. m:~ sem p re spor a di ci. in m odo du esct uder·e c lr ~' la m a l ~tlti a nvesse car a tte r e epid emico. Quel'ti ca s i s poradi ci secondo l 'c•\. esis to n o sempr·P. J ,o ~co ppi are d e lla m a lattia l a~c i ù s u pLll're a n d1e c h e es~a a vesse ca r a t te r e infeM.ivo. m a tìno r:1 11on s i e-hl1e alc un ('lln tagi<l, nè uHa i s i riscon t r an·o n o d u e ca..<.; i eli en r("fa )ite n ell a >< t-essa d'a mig li n. li vi r us diph;stre p tt•rurco .ha una gmndt>:T-za v is ibile. In questi ·u ltimi tem pi , con ri 1<ul lali snrria ti, s i pra.iicaron,, I'Ì!1Ctu iP ini ezi n ni a lle scimmit•. r h c pl'OvocaJ·on o J"e n ('e'fa lite. la tt~u al e, a q ua n lt' ltffH m:). l'A ., n o n k assolu tiUll e n te nuova : 200 an ni or son o l'e n relfA !it e 'anpwrve Oel' l a prima vn lt:r a T uh ingen e n el 1890 n eii 'Ita lta sett r n tri o na le : .Essendo la fe.tih r e spa~ n ola compa rsa contempor·aneamente a ll'en cefali te let a ngica, s i sospl"t tò ch e que- . ~ta iftlSSe una fo n n a d1 q uell a , rn a il prof. •Ecun omn ICJ esclncle. !Nel 19l ì. I"J IIflll'<l o n on s i osser·varon o a n cM a. rlllSi rl i s pagn ol a, l'enC'ef::r lite Sece la SIH1 ri rompA r~n. Nel ·1890 pe r·l), m en t r e qu ella in fi e ri va, s i e.lìiher o casi d i encefa lite. tPllr esclu clendo ehe l'un o s ia la l'(.e!'-sa r'ol'a c h e l' n. itl·a, n o n s i p w• p et'ò n egar e ch e pOs!':a esi ster e un nes~n fr a le cl ue m a la'ttie e i r el::rtivi a!!'rn ti p n to)!·en i.
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PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE al valor militare per l a c ampagna di guerra 1915-1918 (Continuazione - \fedi fascicol~ precedenti del 1915-UH7-J8-19 e 20)
M.l!llA<.a.r.\ o' ARG~:.,.To.
1;S. DF. Ln:A l~Ha:i(l. da Caltagirone tCata nia.l , a!>pirante nftkiale nH":dÌ<'o 26.~ re:~-:· gimcnto fanteria (:\1. M.) . - Addetto ad un h;Htaglione, durante tutta l'azione ~Otto il dolento bomba rdamento nemic(), fu co~ta nte mirabi le e~empio di calma e coraggio nell'e~plitt~zione rlella sua pieto.;a missione, finchl- non n :nn t:: egli ~tesso ferito a m<nLc. :\lcdio l'iare, 15-22 giu~no rgrS.
r ~9· )1.\.'((T:>'J Fra 11ce ~ro, da l'oli!!nO (Perugia \ , tenente medico 1 reparto assalto. Collocato il posto ùi wedicazione a immediato c<mtatto con i combattenti, uscin1 l"Oraggiosamente dalla lin-ea per ri ncorare <: JUt·dicare i feriti più _gra,·i. - ?~·[olg:J Zngua, 23 maggio r9r S.
l i::<•. o'Ar.r.ss.\:-;IIRO .-1/cssaHdro, da :Snpoli, tenente
medico 1 rt>ggimento alpini. - Ju ro mmul{l: ioue della IJlfda.~li<t di bnm::o COIICCS .~t!J!/i col dt•n·rio /u (lgo teurt~::ialt" 16 IIOill'III~Jrl? 1910: Con g-ram\(" calma ed in:-uperahile coraggio, org:mi zza\"a e diri;;:rc:va il sen·izio "!'a.nitari<> <: lo ~gomhcro dei ferit.i in zo na furiosatut'ntc hattuta <!a ll'av,·ersario, e l'i !>pinge,·a fino ai reticolati ncn1ici per raccog:lit"re feriti c· per pre!'tare loro ~occor><o .. Per lilJerHrlo lialla po~i;r.ionc critica, iu cui con ammire..-ole ,-en:;o umanitario ed alto :-;pirito <lel do,·trc era!'i slanciato, d<n·ette inten·enire il fuon> de)[a no:-;tra. art:ig-l ieria, mentre egli, "empre l'Ot to ,·iolento tir<•, l\\"versario, porta,·a in l'ah·o due feriti, ricupenl\·a uu caduto, oltre ehe armi c mu nizion i. - .\ltl'l Fl.'lizon (:\lto lloitc \, 6-n )!iug-no 1916. Regio decre!o 14 agosto 1919. MEDACT. I '
~.u . Jox d t/ilio. d:1 Settimo ViLtore
DI BRO:-IZO.
r'l'oriun), aspira nte ufficiale medico 22 1 re~g-iment<> fanteria (:\1. l\L). - Nonol'tante l'ordiue rice,·uto di rimanere lontano dalla lott J che do,-e,·a!'i s,·olgere per la conqui!'ta di 1111 ca posa !do, !<ubito riconosciuta tard a la sua opera di sollievo ai feriti, di sua iniziatin1 si porta,·a sulle po!<izioni dd haùaglione, dando completa t• pronta la sua intelligente opera medica. - Ron· che di F<>R!'altn di Pia,·e, 1j-I S J!iu~no 1918.
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PER IL LlBRO O'ORO DEL CONPO SAN!T.'\JUO ;\1. 1LITARE
.):;.) . .\IF.I~f.kl Lll iJ!i, da lk rrH.'I.W ~Cuu ('ol, \':l))itnno m~dico 2! 1 re~rgimento fan te ria (:\f. :.\L). - Dire ttore d e l ~c n· i ~io sanitario dc i reggim e m o , ,:.otto ,·iolenti ~~ i!ll o fn oco, volo nta ria me nte tm:<p nrt:wa il po~to di m e di cazione ~ulle prime linee, dim ogtrando indomito CfJraggio e alto se ntimento de l don:re . Prodig ate numerose cure ai ,·ari feriti. ne c un l\'a il ,:.oll ecitt• tra s po rto , e sott o il mic idiale fu oco continua \'a n e lla su a opera in defe,;"a, d a ndo rnirahil e esempio di abncJ,!azio n t: e di ,-prezzo p e r la ,·ita. - Arg i1.1c S . .\! a rco •P i:l\'f:') , 16- 20 g iuj:!no 1918 .
/)urcl<> luo~vlenenzi a!e l ) ar:osu> .11.11 9.
83·1· CAcn Al.I'P I l't~IH>, da Ro ma , tcnc· n t~;> medi co comple ment o 11 bat tagli<)IIC ,-k iat>,ri a l pi ni. - Alla tc,;ra di un n·par to s kia t ori al pi ni , p ro nta mente e ardita m t:'ntc a~.; corrc va per :.t radc dll'tici li c- ha tt n tc da con ti nu P cad utc di valan gh e. in locali tà pericol o~e. per l'imm edia to soccorso. s ul post o, di milita ri feriti c p er il disseppelli mE-nto di cad a veri di mili ta ri tra\'(>lt i d a va la ng he. Si ('ra distinto il 25 luglio 19 r6 a Pa l Piccolo , p crch è. ferito a lla ma nu d estra d a una g ra nata n emica e forte men te contu~o. dopo una sommaria mcdicnzione. ragg iun~<· immed iata mente e sotto inten so b~>m b<.udamc n to, il proprio rcpa rtu 111 trin rea. pe r p restarvi socc o rs i. - }fonte Cimone (l 'd in e). 3 april e 19 17. R35· {" ACCIA Ll:P I Pi~tm. da Romn, ten t:'ntc medico co mp le me nto 8 reggime nto alp1 ni. D.a vt:'n tu n mc:;i ininte rrotta me n te in li nea , avt'ndo sempre rinunc iato a cam bi ed a ,-vicc nda menti , in nn a sp <'Ciale -circostan za p ron ta men t E' socco rre va in trinçea quatt ro a l p ini in v<'s titi in pieno d a una bn mba in cc· nd ia ria n t:'mi c.a , s al vando loro la vita. H iporutt e n otevoli ustio ni a ll e m a ni , rinun cia,·a ;LI ricovero a ll'ospedale e rim an~>,·a in pvsizio nt'. In una s uccessiva occasion i:' ~ot to il vio le nto fuoco di a rti~lit'ria . noncura nte d el pc riculo. a t tra ve rsa ,.a c s i soff<'rma ,.a in una zona ba ttuta p er soccorrere un !<Old a t o gra ve men t e ferito, e,"lltlico med ico di un battaglion e alpin o . s i reca,·a d a una com pa~nia a ll 'altra per soccorrere i feri ti . - Colle tta Pa l Piccolo , 31 all:osto Trin ceron e Pal Piccolo. 28 sctlernbn· 19 17· S36. VA V E RO Cim•nnni. d a San Pietro di Fele tto (Trev iso). tc ncntc medi co 6 5 rcggimt:'n to fa nte ria. - Concorrc ,·a efficact•mente alla clifc,;a di un:t ~all cria ferro viaria . in cu i tro ,·avasi b loccal'o d a l n emico. t'd. in cura nt e de l pericolo. accudi"a pure all a medicazi one d c i fc ri t i. co n d iligc·n za e sere nità C!<em p la ri. - (ar.;o. 4 s e tte m bre t 'ì l ]. 837. G I O IW AI\ 0 c;ivt•cllllli. d a Casal Velin o (Salern o). tene nte medico comp le m('nt o l!O rcggime nto fa nteri a (:\l. :\l.). - Duran te il com ba tt imento. ~otto l'intenso bom · h a rdamc nt'o di a rt ig lie ria n emic a. dava b ella prova di cnrag.g io e di ferm e zza. a~~; . cura ndo, in condiz ioni diffi cili. lo sgo mbe ro <.li nume rosi feriti . ch e affluivano al pMtod i med icazio ni:'. Dirigc:-, ·;t a nclw c "orvcgha,·a il m ovim ento d c i po rta fe riti . s u un tcrrt:' n o scoperto. in c ura nti:' ·li o~ni p ericolo, ed c"~c:-nd n di esempio per attività e p er a lto se nt ime nt o d c·l d O\·ere. - Alt ip ia no di Ba ins iz za, 8 otto bre l C) l 7· 1';~8 . H QNCONI f.t11~i, da Ponza n o di Fcrino (Ascoli Pi cen o), capitano medi co milizi <~ tt:'rritoria lc 67 reggime nto fa nt eria . - Dirigen te il servizio sanitar io di un reg~i men t n. >< r>icgcì e fficace op e ra ll ('ll a cura d ei ft'ri ti. impiantando c facen d o funzionare pvsti di medi cazio ne solto il furi oso fu oco di artiglie ria av,·crsal·ia. "emprc. s prezza n t<' dd pericolo. - ~en·e~a. 1 Q·2 0 g iu g no 1<) 18. SJ •.>. Hosst r.im•n1111i l3allistn. d a Soli era (:'llod ena). le ne nte medi<'Q comple mento 3 n •!(f..; m c nto a rtig lieria mont ag na. Durante 11n cambia mento di posizi one d e ll a b at teria in un a zon a inte nsa mente ha t tuta dal fu oco n!'mico. rimasta. co lpita la colonna. in lu ogo scop e rto , con ca lma e ferm ezza sin~nl a ri incorava e m<"dica va i fe riti. p ron ·e· d e ndo anc he al loro traspnrto all'osp ed a le tto da campo. Già di stintosi in prec<•den ti a >.:i oni. a ccorrend o d o vunqu e il pericol o e ra più grave. per J) rcstarc l'op era s ua . Altipia no di Ba insizxa, 2.1 sette mbre l<) l ; . S4o . T1:-; E1.L1 (;i,up/'r. d a Osimo (Ancona). as pira nt e ufficia le m edi co u o regg-im<'nto fa nteria (J\1. M .). -Con serena calma. ~otto il ' 'iolcnto bo mbardamento nr mica pre~tò ind ek~sa l'op e ra su a a i numeros i feri t i po rta ti al posto di m edicazi on e. Contuso in vari e p a rti in seguito al c ro llo d el rico.vcro cnlpito d a una gra nata avversaria, uo n· c uranti:' di sè. co ntinu a va a prodigare cure e parole di conforto ai feriti. prov,·ed!'ndo p o i a me ttcrli a l sicuro. B ell o esempio di altrui smo e di alto sentiml'nto del dfi\'Crc _ - Altipi a no di Ba in ~izza, 8 o tto brc 19 17.
PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARI O MILITARE
Re!fio decreto ~ 1 aJ!O.<!o 1911) . ::l., r. BIANCHI l,; go. da Tizzana (Firenze). tenente medico di com[51emcnto 2.)6 reggimento fanteria (M. M.). - Per adempiere coscienziosamente il proprio dovere sino all'ul<imo cadde prigioniero del nemico. Invitato a lasciare il posto di medicazione, energi 'amente si opponeva, e, continuando a curare ed a medicare, attese fermo al suo postu il nostro contrattacco liberatore. Bell'esempio di coscienza, valore e Jiducia. - Sa · lcttuol (Piave). 15 giugno rgrS. S.Jl. CALABRESE Ugo Donato, da Campi Salentino (Lecce). tenente coon nello med ico complemento 5 ambulanza chirurgica. - Direttore di una ambulanza chirurgica assegnata ad un corpo di armata, vero apostolo della chirurgia e della filantropia, sprezzantE' del pericolo, che più volte minacciò la incolumità della sua pe rsona, durante le diffi cili operazioni del npiegamento, con fermezza e serenita. tali da eccitare l'emulazione fra i suoi ufficiali, prodigò amorevolmente le sue cure ai feriti. rimanendo sul posto avanzato, nel qual trova vasi dislocat.'l la sua unità, fino a quando non ebbe ordine assolu te• di ripiegare, ciò che egli fece dopo aver posto in salvo tutti i feriti e tutto il matcrialt' ·iell'ambulanza., c solo poche ore prima che fossero fat-ti saltare i ponti su ll'Isonzo . . Begliano (Ronchi), 25-28 ottobre 1917. 8.13. CAVINA Cesare, da Bologna: tenentc medico complemento 5 ambulanza chirurgica. .Più volte. sotto bombardamento nemico, esplicava l'opera sua di chiru rgo con calma c fermezza. In occasione del ripiegarnento improvviso dell'ambulanza, quale aiutanti' maggiore, con risolutezza e ardimento assicuravà lo sgombero di tutti i ricoverati in ospedali lontani, accompagnandone egli stesso una parte per meglio vincere le gra\'i òifficol tà create dall'enorme ingombro strada le. Provvedeva al carico del materiale !' ad avviare ordinatamente il personale dipendente, ritirandosi per ultimo. sprezzante del pericolo di restare tagliato fuori al di la dell' lsonzo.- Cilrso-Begliano 25-27 ottobre 19r ;. $.14 . CENNI Tullo, da Imola (Bologna), tenente m edico co mplemento 5 ambulanza chi-_ rurgica.- Con serenità c fermezza. più volte, sotto bombardamento nemico, prestava l'opera sua di medico c di chirurgo. In occasio ne del ripicgamcnto improvviso del l'ambulanza prendeva parte, sino all'ultimo, alla cura e allo sgombero dei feriti, accompagnancivne personalme nte una parte, per superare la grave difficoltà del transito ~tradale. E. nonostante il ri~chio di essere tagliato fuori al di là dcll'lsonzo. si ritirava ' ;;;o lo dopo aver assicurato il trasporto di tutti i ricoverati; - Carso-Begliano, 25-27 o t to bre 1917. S 45. COGOLLI Luigi, da Budrio (Bologna), capitano medico 5 ambula nza chirurgica. Più votte, sotto il tiro delle artiglierie nemich..-. esplicava l'opera sua di radiologo con ...a lma e fermezza. In occasione del ripicgamento improvviso dell'ambulanza, provvedeva a l carico di tutto il materiale radiologico, riuscendo a portarlo a salvamento. oltre il Tagliame nto, prima c he saltassero i ponti. - Carso-Bcgliano, 25-27 ottobre 191 ì· ~46. CosTA cav. Quinto, da :\!asserano (~ovara). tenente colonn ell o medico, uffi cio sanità 3 divisione. - Capo ufficio sani tà divisionale. durante dieci giorni di aspra battaglia, assicurava il fun zionamento d el servizio sanitario, no n risparmiandosi mai c dando ripetute prove di cora~gio e di alto sentimento del dovere. - f{iva destra f\rdre. 15 -23 lugli o 1918. 8.; 7. ~OTARt (;iot·amri Adriana , eia Ventimiglia (Porto :;.\[aurizio). capitano m edico comp lemento 127 reggimento fanteria ('M. i\1.). - Dirigente il servizio sanitario reggimentale, assolse il suo compito con rara perizia, con coraggio ed energia ammire,·oli. Offertosi spon taneo, in difliciU momenti, per portare un ordine importantissimo ad un battaglione. con ardimento ammirevole. attraverso terreno sconosciuto ancora bat· tuto da nuclei nemici annidati ovunque, assolveva intieramentc il mandato avuto, cooperando al buon andamento dell'azio ne. Costante . fulgido esempio di fede, di saldo c uore. di coraggi<> a tutta prova. di militari virtir. - Fosso Palumbo, Fossalta di Piave. 20- 23 giugno 1918. s4 8. PJERSANT1 Alberto. da Fiorenzuola (Firenze), tenente medico comple mento, 5 arnbn)anza chirurgica. - Con calma c fermezza. pirr volte. sotto bombardamento nemi co. esplicava l'opera sua di chirurgo. fn occal;ione del ripicgarn ento improvviso dell 'a mbu lanza cooperava sin o all'ultimo a lla cura e al carico dei feriti, non ritirandosi che dopo aver provveduto allo sgombero di tutti i ricoverati e coadiuvando anche al trasporto di quelli di altro ospedale, con ri schio di esser tagliato fuori al di là dcll'lsonzo. Carso-Begliano, 20-27 ottobre 1917.
PER I L LIBRO D'ORO DEL CORPO S ANITARI$) M ILITARE
d49 . STOPPATO Ugo. da Milano, capitano medico 5 ambulanza .chirurgica. Più ,-ol t e. sotto il tiro delle artiglierie nemic he, prestava l 'opera sua ùi chirurgo con calma e {ermezza: in ucca,ione del ripiegamento della ambulan za prendeva. parte, sino all'ultimo, ad atti operativi di grave e ntità e no n si ritirava ch e d opo a\'er assicurato lo sgombero d i tutti i feri ti propri, coadiuvando anche a l trasporto di quelli d i a ltro ospedale, n egli ospedali dt:signati, a ri:<chio di re:<tar tn~liato fuori a l 'di là cie li 'fSQn7.o. - Carso-Bt·g liauo l4-27 ottobre 1917.
H t>~ t o d,•ct et o 7 selle mitre 191 CJ. ~;;v. FORZI x r. TTI Al do . da
\·a re"" !CoUIO) , te ne nH: 111t'Ùico ('<>~nph:mc nto 4Z regg-imcm o artig lieria campagua (:\!. )L ). - Addetto ad L\11 gruppo di batterie da campagua , sotto l'i ntenso bo mbardamento nemico e su eli un terreno scope rto. si reca,·a piì1 \'o ltc•. in punti batt uti. a m edicare feriti. l nterrottesi le comu nica zio ni tele fon iche, si ouri" a volo nta rio per portare ordini . Di s ua ini1.iativa. c urava la medicazione e lo sgombero di numerosi feriti di altd repart i e rimasto cogli ultimi militari d el grupp<•, traev.a in salvo tutto il materia le sa nit ario; - Marco Santa Luc ia. (\ 'al Lll{!arina 1. t6·20 maggio 19 1(t. 1$j l . CroRELLO l:iemardcJ, d a Silvona (GenO\·a), sottoten entc medicc) ~ reggi m ento alpini . l:kll<> est:mpio di militari virti1. instancabile nel prodigare le sue cu re ai ferili di prima llnea. fu ,·aloroso soldato nel ricacciare il nemico. che tentava ,~,·anzarc. - ~le · letta Davanti di Gallio (Altipiano di Asiago). l ! novembre 191 i· 852 . GR.ECO Ferrurcio. da Co~tantinopoli (Turchia), tenente mt•dico ~:omplcmE"nt" 96 reggi m e nto fanteria (ÌI!. :\l.). - Addetto ad un battaglione, seguiva molto da presso la liuea di f uoco e sta·IJi lin\ il po:<to di m ed ica7.ion t: i.rt un puuto di facile accesso, sprezzando il pericolo. Cal!llo, energico, ins ta n cabile, affrout a\'a, a rm ato di pistola , alcuni militari sbandati e li riu\'iava al combattimt-n tO. l\"empi<• di alto sen tim ento del do,·ere e d i e n ergia. ---'" :\Lontcllo, 19·20 gi ugno I() rS. 853. Lr;:CCIO Giacomo. da Castelvetrano (Trapani), sott otenentc medico 3 reparto a;., ah o marcia. - :'11ostrava sprezzo del perico lo nel med icare i feriti $Otto il "iolcnto fuoco n emico. Himasto momentaneamf'ntc fra la lin ea no~tra e quella a \'\·ersaria., non ripi•·· gaya se n o n dopo aver fatto sgo m brare il posto cli m edic11~ione. :3oviHa . 20 ,l(lugno r grS. 854. Hossr Frauccsco, da Torino . a s pirante ufficiale medico !H reggim en t o fan teria L\1. M.). - J<imasto colpito il pos to di medicazione da un a granata nemica, re!ttava saldo a med icare, a llo scopert o, numerosi feriti. Circondato dagli a,·versari, continu a ,.a :;crcnamen~e nell'opera sua, e , liherato da un n ostro contrattacco. persisteva pl"r tre giorni ancora nelle proprie m am;io ni. dimostrançlo fermezza c coraggio s ingola.-i. Salgaredo di Piave. 15 giugno 1918 . 8_;5. SCOTTI Dr l·ccro Domcuico, da Kapoli, capitano medico zo8 reggimento fanteri ::~ (M. M.). - Gravemente n stionato dallo scoppio di una granata nemica. ch e ave\' a. colpito in pieno il po~to di medicazione, con ca lma c sprezzo del pericolo attese ugualmente all'opera p ropria ptr tutta la durata dell'azioue, dimo~traudn zelo e ferm.:z:r.a. Bssendo stato .:olpito più volte ancora il -posto di m edica1.ion e , adempì le propr ie man s io ni all'aperto e, benchè colto da forte febbre, continuò nclht "ua opera con a lto sentimento del do,·ere. - :'>Iedio P iave, 15·22 g iug no IgrS. 856. TROZZI Alberto. da Lanciano (Chi eti), te ne nte medico cornpl emC'nto 95 rc:g:;imento fanter ia (M. lll.). - ~Me ntre il battaglione s i slancia,·a all'assalto di una importante a ltura tenuta dal nemico, noncurante d el pericolo, quasi in mezzo ai combattenti. prcst ::wa l'opera s ua cosciente di lll<'dico e di soldato. - ~lontdl<t. w ~iugnu l <li~ . (Coli f Ìlllltl l .
IL DIRETTORE: Prof. EDMONDO TROMBETTA magl(iore genuale medico {I:ISlil -
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COND IZlON I DI AB BO.NAMEN'T'O. r. Il t;i.,'''"'lt' di •HC:cfi,_· iun miJJI,ltt .;i J•Uh,,lit·a i1 vdntt-. g1orno tH cia.~CUn 111ese, io i :t'-I'Ì I'•>l i tli I'Ì il•JIIl fo ot.; M oh '-l.1111pa ~. L 'othi.J<Hl UIIlt>ntu è rtunuo e t.:t:"curre d 11 t.:enn:'l.io .
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Pubblicazione mensile
GIO-RNALE DI
MED-ICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanitll. militare Giornale di medicina wilitare : 18sr-r884 Giornale medico del Regio B><ercito e della Regia Mar iua: r88s-r89s Giornale medico del Regio Esercito: r896·IQ07
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ANNO LXVIII - 1920
1 Maggio
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Fascicolo V
SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI: Rifornw del servizio sanitario militan' . . . . . . . Consiglio. - . L 'esperienza neurologict' dd centro psichiatrico df'lla · E nn.,.m . . . . . . . . . . . . . . . . . g uerra . t"n R eggw Santoro. ·- F erite 1\ddom.ueli di guena ff'•ll•lin•w~· ;,,u,•,l
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Bonotno. - P er lo studio <lt·i ri:;ultuti n ' Jnotì d C'i traumatismi dt gucna.. De Bernardinls. ··- Esiti hll\t~o~ni di Ìl'I·it.<> (·ruui<>·Cl~I'ebra li NECROLOGIO
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P e r le nuo ve norm e ci rca le pubblicazio n i dei lavori vedi co·pertina (43 pagina).
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MEMORIE ORIGIN ALI RifORME DEL SERVIZIO SANITARIO MILITARE (l) f'Ct il prof. ~cnat.ore Alessandro lus tig, colonnello medico.
11 riotdinameno de!l\•serc.ito in base all'espeneuza di guerra e al n uo,·o a-:;sclto nazional e e sodalc attende una sollec- ita attuazione . Ad essa d ovranno t'oncon c rc largarncnle anèhe elementi non militari, spc· cialmente con i dÌbatlili di idet' e di progr ammi che s i svolgeranno negli ambient i parlamentari. Vi sono però Je questioni int!l't'nli ai servizi Lcr·niri d1c 111al s i pt'C· ::;tano ad essere trattate in ambienti poli t i t i, appunt.o per il fatto t:he per iì ronlcnu t.o pre,ralentemcnle t!X'nko e quin di pet· il 101'.0 st·arso l'ilievo politico c so1·iale, po:::sono sembrare meno inter ess&nti del problema cenirak>, P pc rd1è per la lo ro Hatum en lrano m· Ila s fera di competenza di un limitato numem di per-sone ; fra esse p t·eminente, spe1·ie per· il tem~)Q di. par·c. è la que.stione del servizio sani tario poi chè questo, oltre le caJ'altcrist.iche m il ilari, l'l te ~ono elementi' se<·ondari d ella sua costituzione, t•iassume ed espi'Lrno una necessità di assistenza e di cooperazone sociale. P l·r quest-o t'Onsiderazioni .al:ren nerò bl'f?Vement.e a quelle c he, set'Onclo me, dovrebber-o esser e le nuove funzioni ri-:;ervate alla Sanilìr militare nclnoslro pae:;c organizzato a Nazione armata. La ne.. essitit di mant.enere un Corpo sanitario milita1-e è, a m.io a,,_ viso, fuori discussione; a parte il criter io l,radizionale e s torico rhe fa rimontare ai tempi di Augusto la c r eazione di un t·orpo san iLa!ri o stahite in <·oint'icicnza t·on la ro rmazione di eserciti permanenti, è di intuitivo rilievo che un serv izio r·osì comple-sso non po::;.<;a essere affidato a medici borghesi o ad ospedali c i vi li. Infatti , o ltre l'onere p(>cuniario certame n L(• maggiot·e. non si potrebbe mai aver·e nè unità d 'indirizzo; nè saldezza di disc iplina , nè possibilità di una assistenza san itaria, profilattica e curativa, t;Ome solo può ottene1·s i eta un organismo esrlus iva· mente adibilo alla tutela della salut.e dell 'eserc ito. Oltre a ciò non sat·ebbe pos:;ibile- improvvisare in tempo di guerra lutti i delicati e com}ìlcssi congegni iner enti a l servizio sanitario, senza una pre1·edei!1t.e 'J)l'~ parazione tec n i<: <t., qu.ale solo può esser e offerta. da un <'orpo s.ani tar· io o r gan izzato fin dal tempo di pace a fronteggiare gli spec iali ssimi eventi sanitari della guerra. Cet·Lo che otrorrerà ·riformare ('cl adattare alle
esigen-:.f' scicntifìche e milita·r i l'l.tllo il vecchio organismo d clltt Scutità militare quale e ra ante bellum ; l'assistenza ospedali-era d eve es111/.0Vl'
:::ere portata allivello d elle moderne vedute in quest.o ('ampo; sai·à a tal finE' necc56ario abolire molti piccoli ospedali sutcursali , moHe inferme( l) Per gentile autorizzazione del senatore Maggiorino Ferraris, direttore d t'Il!\ :V'uova. Antologia, il Giornale di medicina militare ha l'onori'\ eli pubblicare quesh• intere.<;s~ute articolo cl'attualitfl. de l prof. senatore AlcMmndro Lust ig. compnr•u nc·l fru;ciColo 115'1 del 16 aprile u. 1';. di quell'importante Rivista. .:?5 - Giomale di mediri1ra militare. -
Fase. V.
R IFUR;\1.1:;
Jl~;J.
;o;EJW/ZIO ;;,\N l J'ARIU MI J...IT.\Rl:
l'iC presidia1·il', migliora11do inVl'L·e i servizi lé<'nici dei g-randi o:::pt'da lt di\'i~ i ona l i e di Curpo d 'armat.a e dHndo un maggior :;vi luJ>PQ alll' infE'nnerie reggi men tali. Si aggiunga. a tutto que:;lo elle ~;oi lllCdil'i !Jorgllesi non sarclJIJe l'Os;;ibile assicun1 r·e molli ~ervizi ine renti all'attività dell'e;;en:it.o andlt: in tempo di pace, ouali l'assit>tenza alle manovre, alle esen.:itazioni. ecc.: la fllnzione stessa de l r ec.lulamento, una delle più d elirale pet· la .·o mpagine dell 'esercito, riehiede e:;per ienza e una esalta conoscenza ct ell~ esigenze militari ; qualità. Lutt.e che 110n si pos:>ono pretendere dai medici borghesi, l'attività dei quali è rivolta .ad altri problemi. Qua\(' itJfluenza poi sia continuamente chiamato ad esplic-are il medico militare dal punto di vista disciplinare è noto a. chiunque abbia la bench è minima esperienza di cose militari; per tale ragione precisamente anche uell'esercit-o tedesco, ingl ese, r usso, giapponese, americano i Jn('dici militat'i hanno g r ado e veste militare, e tale conseguimento è auspicat-o n ell'esercito francese, t·osì come prima del 1873 era invocato dai medid d ell'esercito italiano, ~ he fino allor-a avevano la sol.a. assimilazione al grado militare. Se si peusa. poi eh(~ il solo servizio d elle Colonie impieg-a eirca 200 11ffìc iali medici sn circa 1000, che nomit~almcnte costituiS('.Oilu l'organko normale del Corpo sanita1io, tii avrà un ultimo arg•. m!·J.to per la necessità. di conservare tale corpo . .'\Ila oltre a tuLle le pre~edenti eo n s idera~ioni di •·<~ral. t cre cminentcJlleute Jllilit.are, ve ne ha un'a!Lra serie, e he io ebbi già octasione di cswrre, rPialiv<L all'impit'go della Sanità militare PN sr·opi t•ss,·;,:ialm ente civili. Il Corpo san itario inratt.i è l'uni <.:o Istituto ('S(~·.ut..i\·o . 'Yll• quale, per la. mol1 cp licitù d e i m ezzi di <;ui dispone, per l'indirizzo tccllic.o che l'orienta, JH'r la 1lisciplina cho lo domina, lo Stato pos:::a fan: affidamento in o c.:asionc di ìmpl·e\•eclibili. Ìrnl}l'O\'Viso c straordin a ri e e:;i,; wnze di assis lrnza. san itaria alla popolazione c· i,·ile ,cpidemil· in gencrt.:, t.cnemot i, en·.). A m n1esso d u n(Jue c Ile i l Corpo sa11 i ta1·io lll il i L<ll'e dl)b b<~. e~scr.; e< li l· 6\.'c' va.t.o, si rende no~('c•ssario provveder·e col la ma.ggim· :;.ollccitudi1H· ad u r1a ricosli t.uzi o ne d i e,;so co n C'ti l-eri ben d 1iari e p i Ìl ris pondcn t i alle nec·ess ith del momento Jiberandolo delle parli cadu ch e , rin,·igorf• lldO quelle valide ed a11111liando il l'a.t11 JIO no1·male d ella s ua azione, in rapporLo sopratutlo al l'ope ra c·he dO\T~L pr0Slarc alla popolazione u ,·i le, ·con personale mecti ro e di assislr nza i slruil~>. ùisriplinat.o, attiYo. J.;a prima condizione per pol cr ot.t.enere la l'ifonna del serviziro ::;anilario è quella di provvt•d ere alla eostiluzione rli uno ~ee lto rorpo cii ll ffk ìali m edit' i. Ora noi ~1ss i sl i anw non solo all'esodo dalle file dell'e::;er··ito di nna massa tli nflkiHli mediri, ma SOJW<t1tut1o rlPi migliori : f. d'altra pal'le nntor·io lo slalo dì Sc'ManwAlo 1·lw in eS':ii cknni lla pe r il lJ'altanwnt..o .Jlllltl'rialf' e moral1• IMO fatto. Anc·ora non s i \'l.10lc inl t•fldcre ch e l'uftkiale m cdi ro.è <lnzil1 1lto un profl':;:;ion is ta, al quale b itiOg11a o fJrire I'Ond izi oni di vila non irrft' ri n ri a qU(·IIe l'h'l'gli può tl'éìiTt' dal lib er·o ese rcizio ùtolla profess ione l'ivil e ; c he t·orne utlìc ia.le divide in !Zlll'rl'él. disagi e pe ricoli prC'SSIWhè uguali a quelli degli uffir iali (·omhatte nti, m cnll·c inv~~·e è nel trattamento pa.r('ggiato agli uffidalì dt·l Corpo d 'amminis lrazion(' e d el Commis~a.riato · Oggi .:d giovani laureati in medic· ina dall e n.r.:;I J'C Unin' r silit si offrono possil>ililù d i guacla~·ni
Hll't)R~lE
IJEL SUl\'l:C.lO
·~ANITt\R}(J
Mll,lTAIH:
intnH: dia.li lJiu elevati del la retriiJuzione di u11 ulticiale supel'i<ìre nll' dico senza avere nè i legami d i::;ciplinari , nè i disagi dei continui calllhiament.i di r esidenza, nè l11tte rjuelle limitazioni . d ella libertà indi,·i duale t'hC la vi ta milit.aro impont• . Ù<Tone quindi pr ovvedere, Sii! dal lato moral e l'Ile da quello matet·iale, a •Teare agli uffkiali medi1' i l'Ondizioni di vita pguali a quelle dei collegh i borghesi, se si vogliono attirare e nmntencrc nelle fi le dell'esercito (•len um ti ··he possono dar<1 affidamento cii una aU,ìvit~·· fattiYa P intelli{.rentc. Questo s t.a.to di disagio, di dissolvimento del Corpo ;:;u.nila.rio ntilitan·. JJoto agli ambienti dvi ii non meno ·~ h e a quelli militari, s i è finalm cnl~;> imposto alla attenzione d e i poteri d e llo Stato: il ~tinistro d ell a g uen·a IIO!l1inava infatti nel HOvembre scorso .una Commissi-one l.el'nica, costituita eia akur> i fi•a. i più disLinli uffieiali medici ai quali erano ben noti non solo i bisogni e le aspirazioni del l·orpo medico, ma. anch~ le esi-
genze rle\ :=;ervizio e 1e manrhevolezze di esso, per studiare e propon-P i rimed i p ~ù adatti a risolle,·;tre la r:la~se , a rinv igorire c a riorganizza re i l Sel'ViZiO. Tale Commissione io ebb i l'onore di t}resiedere. fors<: per l'esperienza che in quattro anni di rampagna, passati sempre in zona di guerra. jn l'Ontinuo .ronLatto ron tutte le formazioni saniktrie, ho pot.uto acquistare con quella. indipend€.nza e sereni tiL di g iudizio proveniente dal fatto rli essere estt·an eo al corpo sanitario di ··nrriera e ehe mi ha ml't'SO perdò in g r·ac!o di poter ~:~drli!at•e C)ualchc rimedio effka<:e. Il lavoro fu c·ondolto a lc•rm i ne i.n pol' h e srtt imane, erl i n una relazione furono pr~· :::entaLe .al ~I inistro le moltepJi,·i proposte approYate a.ll'unanimitit dalla Commis,;;ione. Di es;;e ricorderò le prin,' ipali, 1·i<>è quelle ··he, a lllll't:'r mio, se applit·ak ron snllèt·itudine e r·otl YCdutt• la1·:g he ed <:qua rritn i. \'arranno a gar anlire all'r·serrito un •·nr po s<~lto di uffkiali m edki <·d alla na::.ionr. uu' i::o:lilu:,iont' Sl'lilfJI'f': Jll'lllt/tt " <·nrr1•rf' in snrcorso orulltf/11' p111ib/ichc s t'l'llltll'r ltli!ltlf·rillo () r·•,fpi., rttllo.
XU/111'/'0 rh•yli 11/fil'iali '"''diri in ,, t>n•i::,i" tJf'flltfllir'ttlt· .
Il numero d eQ'Ii unkiali n~t• dil'i in i<t·n·izio pl'nnan0ntr dP\' P t':ò"l' l'l' a.d~:~wato alle funzi on i ehe la Sanità militare sarù chiamala a svolge1'e: quindi, ol lrech è l'assisl,e nza flireltR alll' lt'trppr 1.ullf' lp .alti'(.' prestazioni in erenti alla tutela clelia ~anith publllint, nun dispon e ndo la. Din·ziorll' ~ene t·alc di sanilit r iYilr di un pPrsonail' t'St'rlllh•o pt'OJ•rio. Si eYifl>ril t·osì la spesa ingente. r he s'irw onlra attua lmente e s.'itwont.rava printa clelhL guerra, per emolunrenti ..l1 c s i pagano ai ntedir i <"ivili J)er le lo ro prc ~t<1zioni alle truppe OYtmque man chi no uffkiètli m ediri, c 1>a rù pos· s ibil o una buona volta rongcclm·e la nta;-;<;a anco ra nct.eyole di uffi,·iali me d i c i d i com pl em~ n t o. che ve ll1!0no lui t'ora tmtLf'n u ti alle a l'In i con c ,·irlenlc ingiustificato danllo alla <'arrie ra di tanti gionlll i medil' i t• senza t·hc ](r' Stato possa trarr·e dall'opera lo t·o Yant(lggi proporzionali al loro sacl'ifìcio. Prima d t>llu guena il Co1·po sanitario m ilitar(' (I J'tt formato da 773 utlkiali me<ii•'i in ~e rvizi o aJliYo l)Ct'lllat H'nle : se•·o nrlo il nuovo CH't.ntniro mini steriale il loro numero s ur·ehlh' portato a mn, ma c.s::o, a co rt li fatti , deve ritenenrsi anl'ora impari ai IJisogni. Si ril' Ol'di inoltt'<' !'!te la
RIFO IL\11:: IH:J.
~I::H \'I Z I O
~.\N IT:\RIO
Ml i. ITABE
~ur· rTa ho dirno,;t r·ato pr·l·..:,;o !11ltc l t• nazioni
lwlligenml i qmwto fos:wr·o IIUrm•rrramerrk in:;utncil'lll i f.!"l i uflil'iali ll H:'tiil'i artrtctLi agli l.:•ser citi P ··ome quindi O\'llllrplt' :"i dn,·t·,;st• pro,·<•clere al ri··l1 iamo di medici lib<•r·i <·::-t·r•·<•nt i anl'llL' di l'la~si arnian(', o·on g ra n' danno d el l'assisl.(>nza civih'. Bppu re ~l i organi r'i ~HII t t;t ri eruno Prt'sso gl i altri eser citi europei r;u 1w· rinri tanto i 11 r ifra a;:;,;uluta elle n:lati,·a a quPIIo dell'eser·cito nostro. In Fr·ancia vi erarw l3(l(J nwdil'i <•f1'el liYi: in G<•m1ania 2226, sem.a t(' rWr cn11tn dt•.srli Cutet·a<q·lze (nredir i aiutnn ti l : in Austria 1452, in Russia :.'ooo, in l n~il i lte r·nt per i l pirn)]o l'S0 rl' iln volontario di 72000 \tOmini. lwn 1-n2: m·d i Slali Un iti rl':\m er io·a , ron Llll t>se t'(' ilo anr·ora. piìt pic{.·olo di (Jlll'llv i n ~rll'St>, ~GH . l\on è da ('l't'Òcr c c liP in raso eli nuovi con flitti fra p0puli ::;i po,;:-:.a l'\·ìtur'l' tl fl lar~o l'i,·h ìanro eli rn erli (' ì o·i vili nel le fil e dl.:'l1\·:wr.,.ifo, ma la r·ifn t sarit ,.c,ntvriuta in l in1il ì tanto .più ristr·etti. quanto pit'r l arga r pt•dl'lla sarit l'inl <.' lilia l tll'tl e la preparazio rw ciel Gotpo s.anitcu·in l'fft·lth· ... l CllllléliiCii <' i :"t' rYizi h·,· rri•·i 11 0 11 po::;::ono essl:'t'C imprm',·i=-ati: w·,·nrTt' quindi ro:'fituìn· ll:'lllpeslinunellle una. solicla ossatura ntJ •a•·t• rl'irHpl;trlnJ I'L' l ui la la fnrzil I'IH• si Pl'l':'l lllll:' n ·rr·;\ llWIJililafa .
:\orr l w:'la JIL'rÒ JII'•>POI'ZÌililéll't• il !llllll{'r n clt'g li uflio'i ali lllC'di•· i .a lle èl Utllt'n lall:' ne,·cs,;ìtù sanil:rr·ì<' d l']l'e~e ro·ito <' ;l t•l J1i!t'SL', ll i~ogna anche fornir ln ro 111l•zzi :-ufficit·rlli <· :::opntlln l to pl'rsonale di a~;::ì::;lenza ('he li cnarlitt\'Ì . Finora il JIL· I':iOilall> irrfvrmi erC' ciPgli o:::pedali militari <' d ellr ìn l,•r nwr·it' pr·l'sidìarie è slalo r·oslìluito esrlusi v.anwn lc rla !'olòa tì di h~\'1\ c Jla militari ina l1ili all f' fali clro d i gu~· rTa. in gran par·tp ~ · o ntadini il!'nari di quultllllll ll' pratica rt i a-;sisl<·llz.t rl i ammHià l i c per g iunla <'On una i.::fruzìone r·o~ i limitata <la non date affidarnenlo eli po!.(•r·li, ~·on un rorso l<tnto a.ffr·ellato, al,ilitare ad P~l'r(·ìtare rrelllTllC'llO g-ro~~o lana r ncnte l'u ffic.;io d'infl·r·rnit>rc . La nt' r(•::;si tù (l ì llll nu ,·o ~ ì::oll'ma eli r edulallll'nlo è stata. posta in t·,·i ct,~ nza dall'c•spt·rienzo. dì gut'l'l'a, 0 t.anlo piLr- essa !''i mpone oggi, ~l' :-:i con:'ì~k ri cl w o·or1 !c fpr·nw br('\'Ì~s imc mnrll'hen\ an<'hC' quel personal!.' mcd io,·r·l'llll'llle pratio·o . che con gli anni di sprvizio n rili t.a r e prima si anclaxa JlCII OSarncn le formando. P erl'iò ln. melù o nwg-li o i due t.crzi del persona le ìnfprmi <'r c do\Tebl>e c~se re cost itu il o eli profe::.sion isli arnwlali ··on SPI'<'iuli condizioni c T>ag-ati in r elazioM al clelìrolo serviz io al qual e clcbhono allendC't'L'. Nì· ::.<:u·el 1hc fuor· di luogo, almeno a tito lo d 'esp erimento, di Yal('r:::i , a quC';:lo SI'O]l0. anr·h<' di pe rsona.le femminile debilanrr·nte i ~tnrìlo. quah• \.• qtH•l lo ,·l w può es!'cr· forni to dalle varil' sc uole p rofcs~ionitl i l'Ile si nmno orrnai ;;ta hilenrlo in quasi tutlr le g ra ndi <'illìt t' ehc offrono un JW r~o nA ic vNanwn le so•clto e inet ...epi bil(', sia dal pu nto di Yisla dèlla JH'('J,arazionc· tcn1 ira che <klla moralitù . .-\ lato di qu c~ t o l't' r so nalc di a%ì Sll·nza don t'h!Jcr·o sempre lron tr poslo m ili tari di ]e\'a. sia !'Oille aiutanti di ·::.nnitir rlle f)C'l' i scn ·ìzi d i fat ir·a. e\'o' . Gli alt ri ese r·cìli ,.j hanno prc·;·(•dulo in questo ,·an l J)O r d ano·be la nostta mari na da g ucn a ha da anni adottalo qne:::to ~iskma. Accanto a quella degli infermieri pr·oressioni:-:ti sì rende indispcn::;alJih• la crenzionp dì un .. orpo di di,,in/,.fl (l tori mili tari, ,.lll' verrebbero ag-
g ruppali in st::zi on i di d i si nf l' Zionc d<t d i:;lo<'arsi l'resso gli nspcclali Ili ilitari di di visio ne c di corpo d'nrnHlla ad im itaziu lle di r[lwnto fu fallo nel corso della g uerra. Le sezioni di dis infeziolli ::;ervircl>hero non solo per un s istt>malico l'isanamen to di lutti g li edi fizi miliLa1·i - partit'O ia.rmenle delle ('asermc - ma anche, all'oecorreuza, d egli uffici di Stato , delle abitazioni civili, collettive o familiari. Ta l(' is lituzione manca quasi d el lutto in Italia, ::;alvo in qualche g mnd c c illit, e perciò in casi di l> pidemic s i ù e n~ ricorl'ere ad improvvisazio ni 111o lto dispendiose c scarsa.menl<' uti li. Nessuno m l'glio della San i tit 111 i li tare potrebbe pront.•de1·e R soclcl is fa re q 11 csta esigenza f)I'Ofi lalfit·fl. ~taziona l e con personale i~truilo , d i,;c iplinato, P "L' II lpre pron lo.
EleMzione intd{r•{(i((t{r· (' .1/torrtlr• r(•'!J{Ì 11(/jr)flli lllt't/il'i. Anzi lullo L"arruol<unen t-<> i n carri era ci(•gl i uttkial i m t'cl i c·i dO\'l'l' i >IH~ avvenire in segu ito a rOn't'o rso lll'l' titol i e pe r c:;am i. Fr-a i :;otl.otenen li el i t'Ompl-emento quelli elle volessero ded icar si alla ''<ll'l'iera militare dovr c· t,. bero segui re un eor:;o s<.·mestrale <ll la 8c11()ln di. applicfl::.ioue 'li srmitn militare: la g raduatoria. dc~li esami r h e clovn•bhcro L'5St.\l'e da.! i alla fìiH' d e l <:ot~o per la prom oz ione a [.enenle pol r<.·IJb<.· sen ·i1·c <.tlldll' t'() llJC ~· ~ ·a duatoria per l'a mmissione in t' iii'I'ÌN<t. Li 111il<t11do t·osi IR fn•qut'IIZ<I dt ·lla sc uola ai sol i futuri m edic i mi liLari, ti C venC"hhe d1 e i t'OI',;i di JIH' di1·ina r·on tìnalitit mililtu·i ('he i\·i ve rrchbt·ro impal'l iti, "HI'l'hiH·rn ,;e_:.tlliti con m aggior profitlo c seri elil di qudlo c: lw non avn•11 i va quando it•lrli:-.l i nta· mc•nlc- tali r·o r~ i L'l'iliiO ohl>ligafMì p e r tnll i i IIL'Il- l aurpaf i avPnli oll)lli!-!·lli d; lev n. P oti1'1 1è è f11o r di dubbio rllt• IL- lllnllepli··i c,;Ì).!t'I1Zl' dd ,;,. ,.,·iz in d!,;l ..l gono spc;':::O gli uflkia li llll'dit·i (~oprattulto ll l'Ì P l'illli anni r i;L ll' il) ~ t udio a.:;"i duu e orrlillltfn. t- rWl'<'SSa l·i o t"lW tflll':-lo ~ r< t\'t' ill, ·c)ll\'t''ìi~·rtlt• s: a IIL"i limiti d e l pn.:::.:::ibilc ritlolln al ll)Ìrrimo. A tal Ullpo dont (,]l,• 1'~'-tl't: rc·:'O tdJh lig.a.torio JlC'L' tull i l'a.\·vit'PIId<unenlo del Sl'l'\·izil' pr ''·''l lP lrtlfltJ(' •·:n1 (!tll.:lto fll'(.•o::;so g-l i o.:::twdali, p1·r modo rlll'. St' lll' l p!'inrn il uid \'<tllP rtfliclHll' i:: ohbl ig·ato a t'an• il nlL·dit·o gt'lll'l'ir·t) ,. quindi PL'I' llL'• ' I ·i'~ iJi, di t't1;:;(' n ti <lt'qui:'tar e un t·o rredo eli ('ll!.(IJiL~inni p i ut[!,~ltl l<trgo ma :;up,· l'fki<dl'. ltt l? li O:-.Jh;ialt '-l.hbi<L tll't·a;;iolw eli appnd'•)nrlirc• la •·tll(l l :' t ' "•'lll•·a :-JH·t·:. r
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LIZ7.<tl a . . \ nt:hL·· m•lla Sanilit n1ililan• cll•\'l' t':':'t'l'l' atina!" il fll'ÌJli'ÌfiÌCI lkliH S Jit'· l'ializzazinn(' clclit' \'èl l 'iL~ bra!ll'lW th•lla ll lt'di,·i l la. t' tll liL' é\\'\'Ìt'lll' Jtl' i :5t•t',·izi _ciYi li: a tal fìne i po,;li rli pl'l'l'v7.Ìo1HIIlll'lllt~ Jlt ' lll' t'linir\H' l' llt'Ì rv]JUI'I I d i ::\I)<.'I'Ìa l ilit ti(' i grand i o ..-pt•dali do\Tt·hln•rn ps;-;t•r• · lllllll l' l'•hÌ Pd Ili' · Ctlfli:tLi <:un la 111a~g-iur Sl' ridit l' opporltlltt' garanZ il' di pr11fillt1. danti" la J1l'dl:rl'nza in ra.trion(• rli lt•mpn .a i 111i.~·lior·. nta ol,!•li-!'<t n• ltJ .t 1lli a Cfllt'·
s to ll:or-i11io ~w it•nlifko JWHiicn. .\ qnl!lli clw il\'t·:-o:-t·rn daltl pl'tlnt di 1 :~a!!·~t<:r •·apac·i lit cl fl\'I'C'IIht'I'O (•,;,;L·n' ri:'l'l'\·at i i fHJ:::li ' l: ..;,,,,,·ial i..:!i nvll~· ?1 111S...· tplt ne prof~· s:;ate. a::;,.it·urmHlo loro i nllr!a;.:·c·i di o,·,·uparf' h' ~l·d i più ~ l~ortan li e prl'f t·1·i lt?. d i 11011 e:'5l' l'P di ,;l ntll i, ,;al YO ,·on l i ngC'II7.t' =' Jlt•l ' Hl h_. dall'e!'er cizio <•,;du::;iyo d <·lla SJWt·iul ilè't, di t':-.:il' l" t' i t'llll'ilì -·n li nfll'· lll<tll dC'\ dil'(•tfon• fldl'ospt'rl a lL' <' di qll(•llt> di ,;;utilit. Pcdrrhbr- t'<~ll ,.;t,
Rl FOR;\IE IlE I. SER\'J't JO '".\~IT.\ RlO !VU LlT:\RE 1 ·:-~Pn •
fa ,·or·il o I"<'St'rTizk r profC"5s ionale Jll't·~so la r li-e nl<•la bor·ghe"(' e farililali i r·nppMli cnrr i rullori delle sll':'SP brfuH:he ctegli l:ililnli sc ientifki crfin:::egnamenlo o dei grandi ospedali t' ivili. T ale ins ieme di cose potrebbe c·o;;tituir·e cNlfl un nolevolc miragg·io acl .ahlwarriar·e la carriera m ilitare ed urH) s timolo a consl:'gtuitv i con lo studio posizion i eminenti. :\twllc> l'avanzamento, (·he ora avviene prcv<t le ntemenle act anzianitù, ctnnehbc in vece avveni re prrvalenlem('n tr a -sr·clta, in modo cta m etter!' nPI rnassimo ral(}re la cult 11ra. l'ingeg-no. l'attivi !il: e poirhè è notorio ..Jw Yi è una pt'rnil' io:::a fa c·i litit ~t <·on<·edC'rc per (·ompi.accnza o pe1· qui et.o vi- n•n• C'la::;si fi cazioni ip<'r holiche a lutti, t'Onfondendo ro~ì i buon i, _!!li ot!i lni L\ i nwrlior ri, sarù nen·:>sario c.Ire nei giudizi di selezione che dovranno e:-;sc n' SC'm pr<· fatti in ])a:::.e ad esam r oll r<' 1'11<' a titoli, })cr· le promoz ioni, ec·•' .. ,.i s ia una part<>'ripazione d i mem b ri estranei all'eser'cito, a garanzia d t'i gi11d ic·andi c della Nazione, <:lw ha diritto ad u n Sf•vero rnnLmllo nrl l'anllamt>nto dei S<'rYhi militari , rd n fìn<:' di ronfrtire una magg-iMf' nuloritù P ser C'n i lù él i g-i ndizi s ! t·~si. Trl/.ttlun c,tffl ''tottm,i.ito a.r;li '11[/i.rùvi lllf'fliti.
E' i ndisperrsa.hile an'Onlart> imnwdiatamenle ai m edi<·i militari un tr·attamento eronomico piìr elevato di quello attuale ; solo a questa condizione i roncorsi non ~a ranno di-sel'lali e i migli ori non lascer.anno di~i ll usi l'cs('r rito al rirhiamo d c i maggiori gunctagni che può o ffrire l'i•Ser,·i;, io pr·ofl?s~ i onale. Un sintmno el i qtJPsto bisogno imnwdiato e d urgt>nt~ i• il t·isultalo lar rimevole del rere nt ~ {'0 11 <'01'~0 bandito d a l Minister o d ella g ue rra f)('r l'ammi::s ioue di 100 mf'dir i effettiv i; il ('onc·orso è s lato protestato da var·i Otdini dci m€d ici, ed i conron·enti che hanno chiPslo d i pa r·tecÌpan ·i sono sla li solo una quindidna. I l medir.o nell'e!';erdto d<'vc <~vere un trattamento der 01·oso rom e uftkial e e rome pt·ofession isla. Da quest'ultimo p un to di vista ocrorTe as~iru rarg li fin dall' iniz io cl<>llll c·arrie ra un a p~iz i one t-ronomi ra. non in ferio r r ét quella di u n m ectit'O r.ondotto, pe r·c·hè il problem a finanziario oggidì i> C{uello <'h e sov ra!'ta l u lli gli altri. Ciò ~ i potr·ebhe oU-nnPre c·onceclendo oltre allo stipendio HKualc a q uello degli .n.llri uffkial i , una indennità profe~s ion a.le ed unii inclrnniliL eli alloggio. La Comm issionC' minist.eriale aveva proposto clw fa prima non fos:-:(' infe riot'<' alli?' l ire 3000 per g l i ufficiali jnfcriot·i r alle lire 2000 per gli uffkiali s upel·io ri , c genPrn.li , e r he la seconda fossr rari éìt quella d eg:l i •uflìria.li dei l"ar.abinieri c della guard ia regia. Nei recf'nLi JWOVYC'd iml?nti mini steriali invcre l'incl ennith di alloggio non è ~[1\La ('O fli'{''>Sa e C[UC'I\a di S(' J'VÌ ZÌO s pec ialE' (indenn itit lìTOfessional r) i> :;t<~ta lirnitnta a lir'f' 1500 per lu t.ti gli 11ffìciali nwclici, P~cl us i quelli gem· r·;lli. mC'n lro .f\_!!li uffil'i.ali gene-rali del ruolo l<'1'11 ic·n d'a.rf.igl i ~?ri a si so no ,·o rwrs~r ind ennilù spC'cial i da 2.')00 a 3000 li re . Bisogna clunque conn•niro r he il malronl.ento dt>gli uffki-ali mcdic·i è> più chr giu~tifkalo. t·hr l 'abhanòono <irlla rarriem è più c he lcgitti rnn. Phe naturale è l'e:::.ilo d e i eorwor-si, c he lo.riica è la sol idatietit incontrata nr·e;;so i coll eghi borgh esi. della qual (~ si fl'Ce poriavore e loque11t.e o auton•volf' il pr·cs idt>nt<' rlella Feclrr·a7.ionr. dC'gli Or•dini d e i m~?di r. i italiani , il pmf. Silvag·n i.
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R l F'llR :\-I F. DEI. :-)J:,;RV• IZIO 5AN IT:\Rf0 M I LITARf;
·Ar11.:h c dal punto rli visla militare l'u11kiale mcdi('o , cl1e tton è parueronalo al ruolo ,·omhatlenlr , nm a qudlo d ep:li uffiei ali di amminis traZlO nt!. de l <" 0111111 i:;.<;<ui aLo, dei v eteri 11a.rl , tì n i{"it.:C ad a v-ere un LtaLtamen Lo tcononri• ·o lllfer·iore, ) Wr1·hè i Jirniti di etù 50no pitt elevati e quind i l<t t·ur rit'ra più Lenla, e le a liquote di pe ns iont• più basse, conte risu lla d alla .st·!rut•nttt tal>ella: Aliquota delle pensioni. CO.\filA TTl~ :"\T [ (:
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:\ o n solarncnll' l'npL' ra d el m ed i··o è s fruttata pe r u 11 lllag gior num ero d i a un i c quindi g·l i s i fa pagare t.m magg ior contribu lo per la pensione, ma ..:onscguentcme nle cgl i viene ad avere un godimento di pens ione por un minore numero rli anni. Si aggiunga che in caso ci i mort~ la pensione per· le vedove e i figli so no inferiori <t qu(:}lle lasciate da un pari grado com[)altenle. E gius lifìcatu tale dis paritit di trattamento? In gue rra e SOlJra.lLulto nella guet-ra moderna il medko -c he deve st.am, s ia se al servizio d iretto dell e trupJ)e, sia se ad deLlo alle form<tzion i san i La l'i-e (sezirme di sanità, os pod.ale W, ambulanze), quas i sempre in zon 11 batlllta, non- ··orre forse rischi , non i ncontr·a forse d isagi c h~ lo avvi ci nano più a un t:omhalt..ente ~;he a quals ias i altra t:ategoria di uflkiali <tdtletti ai ~e rvizi ai quali invc• ·e è a ..<;similato? Nella re(·('nte gue n·a infatl r :,r son o , avu t i : Ufficiali llledit:i nrOI'Li sul t'(trnp o Uftkiali m ed~· i fe riti Ufficiali mecli1·i dN·orali al val ore {"ffidali rn~ rite vo l i d elht t roce di gu erra 415 di tutti i mediei mililal'i. è il)è cir('.a il 2 % di morti s ul campo oltre l'uno -c mezzo per <;.ento di fe rit-i ed oltre l '~ % di det:orati a l valore. Tali cifre si riferi s~.;ono alla totalilil d egli ufficiali medici in servizio durante la guena, 13,000 fra t>ffettivi e di compleme nto. Che s i lìOLcva fal'e rli piìt t1er m eritare di far Pal'te clolla categori a L·omiJatl{'llti"? St•r·n i :;i Jì'N>(ilall it: i
JU' T
la po po la~.ion e cìvilt•.
J-lvich è la Di l'ezione ge nerale di sanitit eivile ( Miniil-ero interno) m~r.:a completamente di organi esecu tivi ed essa deve sempre avvalersi 11-e1 momenti del bisogn o delle organizzazioni offerte o .<fai grardi comuni , 0 da lla Sanità. mi litare, o dalla Croc.e Rossa, o improvvisa1·e quaJ che
Hl FUR~H: tH:t,
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•5:\NITt\RIO M l t.lTA At;
\'Oila Sl'ITIZL cn:--lo:;issin li e di sr<H SO r end inwnlo, ritengo, l'Om(' alll"lt
volta chbi occasione <.li esporre, c:he fra le Alt.ribuzioni normali ctell<~ ::>anilit militare vi ùoncbbc essere anl'l1e quella. di provvedere com {· urgano eti<'t· uli\'O alla profilassi delle malattie infettive CJ)idcmithe (> Hll'assistenza sanilariu della popolazione civile in tutti quei casi, nei quali si rende necessario l"intC'rvenl<J diretto ddlo Stato ~)er rroute.ggiare SJWt.: ia.li ~.:onlingcnze sani tal'i <' <Iella Nazione. A tal fine ad ogni g1·ande ospedale 111ililare dovrebbe esser e annesso tHI labor·atorio ùi bat.teriol ogia, microsropia, c r himi( ~a applka.L.:'l al l'igiene della profìla~ i , diretto da ufficiali medici SlWC ializzalt. Vi doVI'ebbe iuoltre essete istituita una squadra di disinfezione istruita e provvista di adulto ·mat€riale profìlat· tico fì ~so e mohi l o, col quale far fronte a ltttlt; le ri t• hieste d1c venis~f'l'tt falle da cuLi mil itari e t·iviJi . On nudc·o di infetmicri profe:;si oni,;li dovr('bhc e~se1·e knuto di ri ~e n·a per cs~ere a.dibit.o al hi~f!IIO al f11nzionament o di lazzar·etli civili c mi l ital'i . Presso la D irez ione di sanilit. di co rpo d 'armala un ufficialt' s upNinn' ig iPni:-<ta dovrebbe a\·cre, per i presidi e per l e truppe del terrilorio diIJ(-'nùcnl.t', auLorilit c funzi oni simi l i a fJllt!llC Ù('l medico prov i nt ialt. l dtw f11nzionari si complt·terebbero t·osì nei loro mandati con gnmde prl)fitto dell'igiene pubblica. Alla Sruo la -di appl intzion(• di sanitù mi litare doHebbc essere d~voluto il eòmpito della preparazione, si a de-gli uffkiaJi medi<·i spet·ialisti nnnd1è di tutiD il per,;Oniile addl'll o alle :-:quadr·e di d i~in fl' Zi()Jl('. :\sse12·nala t·nsi alla Sanil ìt tnili tnn' la funzintu' orclinari a. di organn statal e per la tml'fe e:>t'•·ul ivu dt' ll 'a:;~ i sll'llZ<l ci vili' nPi limiti sopra indi1·ali. ~ i lasr.c n·l>l>l~ allct Ct·o··e ROtisa, lilwrala dèi. ~ imili incnmhenze. agio eli pn·par<tre c di al l uare un'op(~ J·a nwJI.o p i ì1 vas t n t' i mporlank a YaniHg[.do dr lle più itll]ll'llt>nli pro,·vi ct enzt• ,;twi ali che non fto:;.;;onn più es:oerc lasc iai<' inlt·nu1wntP ai t"l)muni t! alla IJeJH ·fit·Pnza print~a. Con JWOV\'Cd imt·nl.i adef!tHlti ;:;i clMrt·bh<' :::islt•man· dl•t·oroscmwnk anclle la t•alq.w ria dt•).rli ufftci;tli nwcliri di c·omphmwnlo: le Jll'lì\"t.' lnmiIIOSC di :c:l'lo, d i a(li,·i tit, el i palriot(i::;tllll dn)(' da ('S:'i dut·anlu l<L /!Ul'lTit intpon;;ono J"nli)Jligo di -;-;ludiarf' .aJlllll't·\·(Jinwtdv il prohlenw t'll(· intt·n·ssa non ~ol o n1igliaia di lll i.'di.-i ,.j,·ili aY<·nli olth!i~·lti di lrYn i11 I"IH ' eli molli litaziOnC'. ll\(L éU II'ill' le l'lllldizioni rlt'll"a:':'Ì:;[('IIZa I"Ì\"ill'. r,a l"(ltlf"" di11aziorw d'op(•J·a dl'l Corp11 :;anila rin mililarl' pCl'lllattl'lllt'. <1Plla ~anila pul!IJiit·u, clt'll t· n~,;o•·iazinni di :;u(T(II':m . cil').rli urfkiali nH·di•·i· t.li ,·ornpll'l llC'nto. poii'I'IJilt' a:--si,·nJ'an• in mndo sintro la soluzi01w cit'i lllllll t'l'!l~i l' g-rari Jll'Clbll'llti ~nllil.ar·i 'IH' la i\nzinJH' ha tlirillo di \'t•rkr ri:;nlli in lllW n i t'l'a ckfi n i t iYn. e l'ntnpl~la . La C:ntllllli:'sionv ten1ica lllllllinala dal .\TiJJislro dt'lla ~tH'I"I'a hn "'l'· ~ualiJ IC' din•tlivt' dii :::t•.:.wirsi in qt•t·'-'ta riut·:rnniz7.itZÌ1llll' (>d Ila in nJ•dli Jlllllli .;nwlle ;; Lallilito ]p tnndalil it dt·ll"appli··Hzinnl' pratici\·
Srutdtt tli atltJ!ira::,iol/t' di .,fllti/IÌ /llililt/1'1'. Ogni est!rtilu 11\0d\'ri!O IJH una ~·k tw la di appl il'azion(• di ,;an ita rntlilal'(• pet· l'avviauwttl0 dei g·inntni laur t·ati in nwdi,·itlél alla rouo,;•·eHZ<l e allo ~tudio di particolari quf'sfiosiÌ d\L' in ll tlldn spt·,·iall' dl' \"OIIi) irth.:-
HlfOR.ME OEI.
St~RVfZIO
:;.\NITABIU MIL ITAR <:
n ·ssarc ìl rnedico mililut·c (l' ig iene d elle Ln1ppe , la medi cina legale mi litare, l'epidemiologia, la traumatologia, ecc .). A freque ntare la scuola, giù. esistente a Firenze, dovrebbero essen~ inviati i sottotenenti medi('i, aspir·ant.i all'ammissione in e.arriera, i .quali a co11so ultimato sarebbero, se ritenuti meritevoli in base a prove di esami , nominati tenenti e a{:colti definitivame nte nel Corpo sanitario. Gli in s~.-.gnanti dovrebbero esser e (')•·citi i·n segui lo a cotl!'Ol'SO per titoli e pe r e&'ìmi da una Commissione mista di ufficiali superiori m ed ici e di professori di Università, eleUi dalle F.acoltà m edi c he". L'indirizzo severament-e pratico e sperimentale della scuola dovrebb(:} csse1·e integTato dall'insegnamento dinico dimos l.rativo delle malallie infe t.tive e della trau'matologia per cura dei professori titolari di clini('a medica e di dinica chil'urgica d el R : I stituto Superiore di Fire nze . Alla scuola poi dovrebbero essere per·iodicamcnto chiamati a seg-uirvi rors i ~pec ·ia.li tuUi gli ufficiali medici in serviz io permanente. per modo che anche quelli meno favoriti dalle res irlenze in ··iWt pi•-colf• o ne lle l'Olonie fossero messi in grado di c·onosc·ere quanto di nuovo negli ultimi anni fu prodotto nelle cliniche e nei J.abora.tori. Presso la scuola inoltre dovrebbero esser e impartiti, nell'imminenza delle prove di idrmeitit all'avanzamento, corsi &peciali di preparazione. Comunque la Sr·uola in parola non dovrebbe -esse r·e più frequ e ntala ··ome è stata fin ora <.i<tgli ttffi<'iali medici di complemento: essa d<>vr essrr c rle:-linula ai ::;oli uffi··iali medici effettivi. ] spl'l fllmlo di W lllÌ/fl uli/itarr· - /Jirr:.ionr g,•nt•rof,, di Sfi iiÌffÌ .
Il p e r·nwm•rr dt' l Corpo :'an ilario implica l'e::; i'ilt·nzct dl'gli nrr.rani dire ttivi, sia. ('entrali L'l te pt·rife ri,·i. Ques ti u llirni, '·o:;tituili dalle D irezioni di s aniUt di corpo d 'armala, salvo quuk iiL' riltwco - p;·t' rngit~ni di et·OJlOmie - po::;sono cssc r·c ronser·vali quali :)Uno. Magg-iori altt·nzio ni invece nwrila.no gli o rg nni •·e11lrali, I'I SJH'llo ralo di s anilit militare c la Direzion e gl' rw rah: di sanilù; il fll' imo t·ra 1'uni n1 organo cenLr<tl e fino allo :;· ·op pio ù t·lla g ll t' ITH , il til'<'OIH IO fu i ~ tiluilo d tr- · rar1t c hL !,rnerra con lo s• ·upo di ra •..-oglit• re P •·oçll'tlinarc :;otto lii1 H. :-;nl n dire~iou e la matc r·ia artmlini ~l raLiv<L l' in padt• qt 1el la Lt·•·rli ca. :\Ila Dir~.•z ion E' ge rt c •·a le è a ffidalo il còmpiln dd gm·t·rno igit•niC'o e d L'ILt~;-;i slellZi.L s anilmia dl' ll'escn :iln: tll'rciò acl c;-;:;o ::;pdi<Ì. ict gL':,li one dd pN· :::onale P tkl mate riale ~anilario: lo rnol le plid c impurlanti man::; inr1i l'Ile r eg·oluno queslo ramo di SL't'Y iz io in pal' f' l'd in g'lll' IT<L è logko :-;it•rro <Lgg ruppate e affidale a ~l·t:nici espcdi, alla dirl'lla dipt' rlfkll<'-<1. de l Ministero per el iminare lutti g-li intrald ljur(HT<ttiri; il vt·•···hio sis tema pl'r il quale· l e pnrli t.li\'ersc dd ~cni?, i o Na ii O aflìrlalc acl uflki a.;-;:;ol11 La· m t·nte indipendenti l'uno daJl'allro è s tato cuusa di it ll'otWcnirnli 11 0 11 p iccoli fra i quali prinwggiò n e i pr·imi m esi d t'll a g"llt'JTa la impropr ia spes~o ce rve llot ica a~g rraziorr(· d e l p ersonal e medit·fl fatt.a in ' base al 0 o-rado e .all'anzianitit anzic hè alla •·ontpelen<'-<1.. Poic h è la pal'le cseculiv<r ':arebbe così affidala alla Di rezione, rt·s te rebbc aii 'I sp ello ealo quel la con ;uWva e di sLudio dei vari prohl e rni. Hilengo ve r ò ch e sarebbe più conv e niente fond e re in uno solo i due o rg ani ··crrtrali , d1e tosi ··om e so no
Hl FllH \lE IH:I.
:-;~:H\'oJ;I,JO
"'.\NITARIO MI LlTARoE
ont separati cla n no lt 1u~n f a•·illll t>llit· a inlralt-i t• forse anche a co mpe ~i zioni. L' bpL·lloralu va :;upp1·e;;sn. andH· per· fan• delle ecOrlomi e e la sua p1·in ~,;i pal e ftlltZiurH· quella. medit·o-legall:' - passerebbe alla Direzione clei sen ' i7.i :'an ilari ( ~l ini ::.lNo A"lll' ITa r, ciH· dovrebbe r·e~tare <'on tuliP lt· attuali ~ut· allrilluzinlli .
( 'uf.lnlwra::.irml' d i ,•/t•t/11'11/Ì /;(Jt{J/t('.,;.
Pre:;:;o -gli u r~a ni -d ir(·tti,·i n~ 11lrali ;;arebbe oppor tuno ve nisse•·o r llialllali in qualilù di 1·on::;uh•nli degli :;pecialisli !'ivili , i quali-i'ai·ebhero parte dell e Comnri ~io ni nominalf' dal Mi11islero ]Jer lo studio dei ' ,·ari arg-omenti ir1l e rP~~anti lasanitiLm ilila.r·e. A.quest.o sropo la Commissione constllliva rni11isLt• riak pnlJ ){)S(' la •.:o~liluzione di tre Commissioni destinate: i'tu•a lt Yalul~tre i titoli di nH:•rilo t) sc ientifki -dei medid ,·he aspirano a ·l'nlran• nel Corpo sanitario, a. giudicare -del p rofitto tratto dall'in.,;cgnamenlo vresso la S(' uola di a r~pliea.zione, nonchè i titoli di ntiTiera di tutti gli uftir-iali meui,·i in serviz iD attivo permanente per dc•c.id ere s<• con se rY<UJO l;t idone.ilil JWI' copr·ire il posto che occupano. t' quPIIo piÌI eleval<>; l'altra a J}l'Opon·c le nomine dei professori civili t· militari alla Sn10la di applin1zio1w di sanit.it e <lei Dirett01·e della Sc·uola st.<:ssa nOIH'li(' a dar .parer{' sui programmi di insegnamento da svolger(' in ~~sa; la, tn·::.(l a. r·ollahoral'e a.lla soluzionP di tutte- le que:::.tioni ler·nit'lw ri gwu'danli l ~ Sanilù rnilit.éu·e. Le Commissioni d ovrebbr ro es:;ere ros tituit.e da 11 ffbuli generali u ,·olonnelli rnr diri c da pro· t\•ssori di U11ivcrsilit f'lt.:lli dalll' T<'at·ollit meclir·llt' . L 'r.unmi,.;sione di t'lPmenl i ri,·ili di indiS<'IISSa {'Ompel cnza l ecni('a e di alta posiz ione rnnr-«ll' non pot.rit l'lw r1~1re frult.i notevoli no11 solo rwr quanto riguarda i l ,·aJon' r eak dei pareri c rn~s i , ma am·ot·a per a.umen· tare la fidu ci a sulla equan in1ilù d0i gin<.lizi riguardanti le persone. l o guol'l'a. si ri t·orse :-;pc:-.so r·o n lllOlt.o pmtHI<> .a l J)<H'ere di rompet.enti o non face nti parlo d e l l'e~ereilo e arl'uolali vo lontariamente; il sistema per ciò nwrila di {~ssc re adollalo arwhe in P<li'L' . Conc-lurlendo, q11e!'li •POrhi appunti eh<' ri.a~s umono i bisogni della. Sanitìt militare c i voti di quanti dc:'irlcr·ano di Yedemf' .ampliaLa la effi!'ienza e valo ri zzata la f11nzior1 t'. ~o rto la espressione non :::o lo della mia e;;pcril'nza pl·r·~o nai C', rna rapprcs<> nta11o ('5Senz ialment.e g-li sc hemi rli proposlt• ci(•lla Cornrni ssione con,;u lli ,·a miniMeriale; da esse si p<>lrà rleclurre quali provvidenze SOI' ial i sia in grado di pol.er ~volgere la Sani lù militar·n se \'alidamPnl<• assistita e oppor'tunamenl-e trasformata: ari essa e al S U(> miglionamenlo non potrit marware tutta la simpatia r, la cooperazi one d eIle au l-ori l il u:cn i c he, d cgl i onor evoli senatori e d cPLLlali, d ell e o1·ganizzazioni -proft>.SSionali E' dei medici civili in genere. poichè le varie iniziative cemr nta.ndosi possano realmente conc.on-ere <.d i'elevamento or'ganico c funzional e rli qu esto Cor·po , la cui missione si rlon~1 i':::plican' non soltl nrl r arnpo mi lilaJ·(• ma anr lw in quello r.ivile.
L'esperienzà neurologica del Centro psichiatricodella zona di guerra in Reggio El'l\ilia rwr il do! 1. Placido Consiglio, tetwntP Cto lnmlf'llo mcrlicn.
\ l" l p n•cc·dl' tlll' 2'" arl i•·olo ( 1.1 sul Ce11t rn dt>l l<t Z. G., d~L rlll' ronda lo l' diri'!Lo, Ilo m-r-~:·nnat.o 1Jrrveme11tr ad alc:uni risuflati ctc lll' nostre o~ sen·azioni nr·urologiclle; ora credo opp01·ltulo dire qu alelle altra cosa più r!r·ttaglialilillt'nle , dopo la puhhlicazione in CJuesto ste~:;o Giornale clt·ll•t R ivista sintd int d l'l mio ma:<t'lrù prof. M inguzzi ni, dal titolo: f ., . .\"t•,n o.,·i {11/I:)IJII{I/i dn g11rrrrr i11 m})fJ'Jtlo tou fJif''llt• drt infurluui in l nt l.)JIJ t!i poo·. 1) A part<· che io - d"po In mia ~·><perien ~a ,lin:tta lk ll a gm·rm libica, c C<•n h · .li nuuu: roo:i ra,..i in militari ,·llt:: g-i;\ '" L"l";mn ><of(.,rlu di tali di s~nrlti • u,•rvo~i o tlll'"lltllli) in l.ihi" (; ve ni,·nncJ, pe t· ddì td li,·i <t<:cc·riamemi ~<anilrtri 11('1l'n;..pt'<l. mil. di Roma - ... , .... ,.<> pu hl,l ie:Ho due ~rlin)li per allora c,'<auri.,n ti s n taU: Hr~<•tllt:Jllo prima di qut·~ta nn!'trrt ul timn grandio.~a guerr a d'i n dipendenza (Neuro.<i c l'sìcosi ; Il <:u,··rm, l :'\oia, p:1g . .v . ne l Ciom. Mcd . .\fil. 1913. e H Nob pa!(ina -13, 1915), dura n te qm·;.ta gm:rr<l .ll"cl"<> IÌ ~>'-"llO i ri><ult:tti dd no~t ro lavoro di o~ser l:tY.it~u..- tt c uro-p"idti;ttri<.'ll in un primo la1·oro ehie~totui d a l compianto ~f ac.stro prof<:-"!<(>r 'l'amhnrini : Ll· an<>JJJ:tlic <lei <·arctt l ere n (:: i mi lit:tri in gu<.'rra. png. sr i n f<i;·. ~f>oiln. di Frellitllrio. f;~~r . l, n>l. .'\Lil l·, ~ucce~,-i,·atll<'ntC', in tre a ltri articol i sin te n tit"i (Fiom . .ì / . .\/ .f. \ •JJ dd 1<)1 ; ; Uit·. Sper. Frnr. f. l\", 1 9 1~; : l1111 . d'A 11fr. Ro 111tt. <>~- , n..a,.;ioni
lOJ i' '·
, l'cr lllt lll<tliut<.""" i!·,·olleg-;) magg-inr,· IJ H·<li<'O in ~f llrina, prt>f. Troccllo, d•<·. <l'irwaric-n dd prof. :'l! in gazzi n i, 1· i~ith t u tti i Ct.:ntri :'\t•nmlogici d'ltàli a , n on vcn nc ' a ~tnd lo deliri %. C. in Rc;zgio Emili;~ , prohabiltJu; ntc crcdc lldolo e><ehJ><i ,·am e nlc p>< i· dn:ot r i<·o, <'OIII<: :ll"rchl>e for"c donllo es~cn· ,.c,·ondo lè idee diretti1·e, e quale e r a Jis"atn iu una \.'irC'. :'l!ini,;t. l'li C' IH: st.1ll1i1·a lrt foml:1ziom·: in l't'('<.: , da 111Hl parte Jlè l" i t->:•o~ni J cl h• u.~::~·n·n7ioni mt"dit''>kgali nl a n rh,· m edi,·ofi ~cn li 11ella ~ona di J!Ut: rra, <: "ùpra tmto P<'l" la 11 ~<:t:::<-<itf1 dei !{iucli~ii cil-11;~ Co n1111. ~an i 1. Ce.n lrlll<: l:. G., c, dalJ:ahr;~, -<i:1 per .meg-l io<.' piit larg:n nH;ntr rispond,· rC' al la f1111/.ion c di rccupcro (kl l:<:nlr<>. ~a J"><:r<'hì: iu molti:<><LIIIi crt"i l·ra p n·1·a1t: nte il d i,t·urho •p,.id lil'O ionda.mentJ io(.' . (p-.icogcn o o p ;;i.-!Ji ('o-('o mm<>tiw• <• rli st<'rèotipia p><içomotoria,), io don:tti :H'<"o);'ll.-,·e molt i nt1uropn ti,·i fnnzioJJnli, di ~tt·ib u endol i in t re re p a rti diretti drt tre liNI· mlo:t:i l C'ap. ~ lorp urgo. ten. ~Vid1di e Capelli ) , ~1 1:! nuutcro di cir('a u n paio d i llll~llai:L . Su di <:><:<i io al "l'l'i pCllutn r ifnir<· Jlt·r h tk:tta Ri<•isfa Si11l efira del prof. \Jin-~azn m, tan to più pt-r la ~ pccial~ po,;izionè, t' qnì11di per !(• p eculiari :fnnzioni d tt· :]vc,·a il lllio l'.:ntro. gr:J.J tdt· c:ollettort· di tt:WI !rt %. (.;., h:~ rricra e vaglio iu:<i<:tJJt· fra <jJH: s!"n. c il tcrritr>r io n azionale, e ('Oli larg:a iu n ;-, ion e di cu ra p"'r rauf>ero, eh•~ '>Ol! anto in %. G ·. in 1110dn "111pio pot<.:\":1 o ttcncrs i, ('< ••npletata H><sn i oppor tmuune1He tl::tlla f~<:<>ltà itll'<m t t·<>ll lttll di p ron·<·<l illlc:ol! i tnNIÌ<'"lcg-ali <l irctli, <'hc· sottr aevan o i ~"~':!t-L' l :Jile i ll\· ·o lontarie >< u).[ge,;tion i eli in con1petcllli, .- n e pre,·enivano le <facili e laJ't.:l••· rumina:::i«>lli o lllt'di/a::iolli mrufali l<lll<tfiktffic!Jc) çhe tutti ha nno con s tatal o _ne~h ':1'-Pe(b\i. Lerritorial i. La mi a e~pl· ri cnzn Jt e u rolog-icR t::ra poi s in golarmcut(· ~nt<·-:hJt ,, da\\a <>s:'oen·azione prczìv><i:<:<ima. per quanto rapida. m·i casi particolari, h~~ta ne ll:::m uo <li scn •iz!o t~clla Cl>ll~m.i:<> N lllit_. C~ nlr . /.. G . (ott~~re _19 16-ot~o: 19 1 7) · ><opratutto net pn nu tempt c Jllnt:<hlllk Jl :nune ro dct aiiJ!ttan pa ret:lct :·. <.:Oilt~ntturati fun7ionali, la lospatìci , tre muli e core ici, c !'Opratutto con po:-i1.ionì V I· • ' 0 -<e· h:;sate, c he n oi tronH"amo nei depo~i ti r e);!JÒlliCntrtlj, c per i quali pro,·ve1 ' Ullnt<> oppon u ua nl Clttc, t:Jnto !'!te s ulla tìuc <kl H,Jl7 g-ià pochi!'.:;imi ,.,. 110.: potenlll<'
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L. I::S PI-:RI F.N i:A N El ' R<li .OfòT CA f)E:J. Cf.NTRO I' S IC: IIIATRI CO. F; r:c.
Dirò Ol'it assai .<intfll ll'tl/?I''TIIl' ~ t•il <' .Vr 1:rosi {UII:.ional i d i (/ "l'rrlt , \ Ul'·
J.:oment o as:sai Yasto, s ul q uale lll(ll to può dirs i) Yalr:nclo mi anc he d ella. r i as~unliYa n •lazionc• d el ,·ak· nle Dott. :Vlicheli {a iut o di · M ed ea), d1~ o:i,·igt'ViL il più importa nte n ' pal'lo nem olo;i co del Centro di Régf'iCt, in Villa Corbelli ; l' trala:;ri o di ac·C~;> n!l a rnc i m oltepl 'ri rappol'ti <·nn le nt · ~tn)s i tra u malH·he ~11 ~~ ~ i p otl',·an o o:::s.' JTHn ' in pac<' nPi rn"ililari, ra ffront,and o k a fJIIt·ll 0 rla infor1uui industriali , ta11 lo pi ì1 avendo gi<L su la le ulti rno arg-om ento pu hbl i c alo \ll! : t Nola si n !.E'l ira t che presu mo pe r a llora ,·o mpleta m'li'· l i ne<- Jn•nentli cl<·l t<' mu ' . jn lflH?::>t o s l ~sn G iorna) (' ( t9 t::l. J)u!-!'. 19J.
r. ~i
potrebbe csst•J·e te11 luli, s1rllit ba:-;l' d~ ll l' L'::>JHW Ìl'IJ Zt ' di g-uen a , a d i;:;c utere la fi s io pato logia t•cl <tri\' IW il me• ···anismo palog l' ne lir·o della 1/l!t lr o.,i tram11 a tiN 1, sowalul-Lo de a!«. forma. genN.alr ocl a lmeno ~c e i n quant.o la g u erTa abbi a dal <, fo r ml· ~ p?c inli d i nt>vrosi (1(,1 abbi a impl'es.so n uo SJH:Cialc r·at h f l al quadr·o c lini!·o ordinario : e s~· ne (> disnbSO nellt' ri,·isk e " opml 1rtlo "' 'Ì Con g..-lssi, PL'r •':'. i n q u<·lli di M onaco e el i Bel'l i no l'lw Il prnf. :•vtingazr.inJ a mpi anwn l t' r i ft>r i::we . Sin l t•lizzan<l(l Ilo Jn i(• o:-;:;<•n ·a ziùii J. J ll i pa n· pnl ('l' afft•J·man• e li!' : " ' a l princi pi o d ella. gm·rTH :-;i ri ~ ·on lrit \·: !llo n ·litl iva !IIL·Ill!' p nt'o rl lllllt-ro!' i i \'H:" i . ed t'.~:<i I'Uil g ra llcJC fl'! 'ftlH.' II Z<L <lfl fl iJ I'tr •JH·\-HIIO alla j(J r//1 {1 Jl lf rtt l ' IJ I' /I llÌll a , l' ÌOI' di nl 'lii'O:-;i l n ll l ll1 Hlil'il ! Oli/ Nl/(1' 1 , ('UITi:-: po lld \'ll l t• HIJ'n rlfio H 1/ l' ll rfJ .~Ì 1'?/1 ' 1· tic a d t•l B a l )i l l~ ki o d ano ·lu· a llit n r·ll r,,,;; rl n SJifl/ '1'11 / 1, d l'l Kral•pel i n. c r llc l'J-I o r~!r .•· IH' Il elli<tnlit\·a 111' 1/NJ.\I t rrlll!ll tllif'lt llf' V' a, i11 n!luzicme d i· -J•etta rnn lo s htw l\ t•m nll \'0 " i n :ot' (\ pl'r ::.(' " · ,; i mi ! ~:> a. p cu·c... ·h i •·a:;i eh~ ;:iil lo Cl mn·ut iiH\'iL 11" ;-;r rillo Jli"Ì!! l it ll!' liil il'ngp :'llgli infnrl trlli ìndll-tr·iali : h ) nktll li ca:-; i ,;i pol<·\"il l l() fo l' r·•<·n lrare nl·l qt 1:1d r u tl t•lla g ra\l' ' forma clt•:-:cri l la dH O]lp<'nlwirll r· d i! l11 i r iilf'f• ·rrllala il«' i ch·lli Ctì n gT\~:-i, )ll 'll\ ' hi• \·nJuliL g·c·nt•ralrzzan• <l l11 1'lo. l lll' lll r l' tr·n tt a~i ::;ollnnfo <.ii :--•1!!' trm·:11·~· in tkl ti ok·po,.ili, 111 :1 t'l'HIIO oli gi:ì per lnu•ll:t p.o n ~· r:wenhi in luoghi opj••r· t uni 1li t• ura; cd è 11 <~'-ll'o \':lll ln aH' I' pr•,Hr'''" ,.; Il dni prin1i lt'\ll )!i . ,. poi nd In· ...:li o J<) l i i n :tppt>,ita n ·l.uio n c :1[ l'<>lll;lllol<> Sup1·en1n. nn a ,;(·rir di ,,rm·,· iol~·n~·· P•·r !:t cura nd n:t·upo•ru <li tali ll l'\"n•tit· i, ri~-:onoiu il ''"11t'ell n 1<"11• ,oll ri IH: llrolo~i ··unl•r· lll:l\allu, tlal 1k>~t·hi ,. ~k dt·<o al :-\eri. lk-.t u-• Il i . ~luolt·11a, ··n'l .' tlt·l fl\' r,.i-tt·n· oklk h....it·Ui fuu;iou:tJi ""<-' l ':---'""l' nnn (,'f:lno ~nh~t~ · ,. ,.l,11'.. t: l1Ìt.. llt \'lt1l ll lc tr:ttl:ttL·. p~..-r t.Jih.l · rupl.·~ ...o di <':tu!-l' t'la• il Ho~l'h i h<·ll:llllcll«· ila 1'1:1,..-.nnl;, llt·ll:t t'~f·H·~~i .. u,· '""'''· /,rs,; f' 'irlri<"<l. 1•:,\ :t wle t·•>lll't'l \0, ~~:'t da Il<'; ;ollora ~''-Jl"'lo, 1q 1·d i miti o·<•ll:th,>r·• · tm·i old Cc nlr<> infor!ll:ollllllo> ~n l •ito l'upl'l':l no~tra. ,jn •lall'iniziro, ''"l'llol<> :1111i il Ct•n tru la p ak,t ra, olirl·i, oli applinui<>ni prat i.-h<.: .1.-lk IÌn-lr<· \"L·olnt.- t<nridk . .-!w J•,.,p ... rit·nt:t :tltnli l:org:nn~· n~t- cnnft·rnw,·a; ~ll<"<'l"'~"antt lll t·, 1111tll•· oli t.ol i fn n11••ni •·ran<o tlleg ilo oli,...·ipl in:ll<', dJ~: 11•'11 prilll:t, tl<'i tlm· l• !liri C' t·nr~>l<>.~i.-i ,Jj Co n•·•ntr:_:· lllt·ntn ol i ;ll ilano c .ti Hnlogna . 'tlll''lo <jlla!t· ~\n t ro dt·ll;l /,. 1:. :UJdlt· "Lt't>IH!t.• 1u ' Il'' '' ' :J\ t·\ o pn op"'-lf\ (W l' .. oli•·' :1re il L ,·ntrn di l{, _t: t: i<• l·:n,il in d:tll:r gr;lllth: qu.nl·
ti t;"t di Jll·urolt·~i fnu1iuu~di. t: p~•lt.lio q11:t~Ì
<..· ... t~ln :--i\ cttnl·nt ..:
tk,lic;trl· :u p:--it·"1 ;~tti, l.
1 d andl<" agli JhÌl"~>llt:\Totid. ~biiC"!IIId<>lni, -in,, "Hl ".t:.'!i , !t- altre dm• n :la/.ioni nca· t<>lo>gid lt·, m i sc:n·irb po.:r 1]111'\:t :-\!tl;t -<npr.1\ttltl•• dd rjt·onlo tlcll:t nlia •·-p.- ri~nt:o •h· r etta uo.:i. trt' anni rli ~n ... rra , ,. lll'l Ct·ntr:. lln·.- io ri••·•k•o llllti i n1 :da1i oh'-L·n·:lli , l""r li"SII'ntd l }(inditio c·ol il pn •• n·dilllt'lllol; th:pl .. rt> ,.h ._., an·nol<• :t\'ltl t> tutte k or..: pr•·'<' dal la•·<•n> (.-hl orilt· dd ~\·nt r''· c, prima, tldl:t l'<•llllll. :-;au. t..'t•ntr. , t iV\1 al•hi:o pntul•l in pn·,·cok nza pnhhlit·:trt· i ri-nlt:tti oldk tni,· JlllllltT<I~I ~' IIIIt· o"t·n·:tziuni ,.n~h tii.JIoilitati fnn/.i<llt!lli olo tr::n11ni rìi 1.:11< rra.
L't:SPER I EN 7.A NEl ' ROUH:ICA m : L CIE:'<TR\l P:-5JCIIIATR J C\l, EC:C:.
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'.d ti ,·IJ~· :' Jil rì l'O Il O 11'<-lllllH.t Cl'alli i'U, ::' JH"::'o " il St:tfU ìl O da COlllll l OZ IOllC l'E'· ·J·<·Il ml(' ,per· dil'dla c·un nJ <;~io r w dd nanio o JH' l' l o f.I'Olimento cn01'll1t' woclollo dal ,. i,·i no ~.·oppio di 1111 ,g- ro~:.::o proit>llill', ::-ui quali ea,;i Jr 1ollo ~i è di::;,·u,;:sò J1è l' il ,·alor P r au,;al (• della c·omrnozione c dcll'crnozionL': - in taluni di tali sngg .. lli si v c-d t> Ya rip1·odotto i l quadro dell a. nc•trro:::.i organ io ·it ciel Fri l·dnJHJJII 1dcl r esto uua delle varictit d ella forma tli (Jppen ht·im. l' ..!H· -:opratull(l si m anifc:=;la 1·on g r ande. depres&iont• p,..iC'o-m oloria l' dis tim ica;- in moll i di lali ca:-i ~i può pmpri o JW.J'Jan• di una. ct• r ei Jl'M i (E. MM;;e lli l ; t l Nl·i nl i'Si ~uc·, · e,;:s i,·i, da una par·l p t't'l' l 'iJr )(·nsitka J·si ck i n1od i d i l olla, e, dall 'al t r a, si a JW r l 'a ffer man;i rÌ-{•] dc:-<id c:rio di ntlt· r~ i d i u11a malattia l't'l' non [(ll'flare in linea, sia J •l'l'1'h & ,·onJi Jl!·ia,·.a éL ,;q) Jllan• l'l'll'nlènto ciin cunng-l'no <Iella c·ombal1Ì\·itit C'lll ll ::>ia~lira, Si il fll' l' \"i lllPJ'\'(•n[o rra i ('OITlbuttcnli eli Classi JlÌÌI a; JzianP p di <:Of!".! !'l'tli gii1 al ('O I'J'Cillc dJ•IIe rl C'vinzioni psio·hi cl!r r elali ' '" all<l tnlla l'l'il t·a pilalP t' 1<1\'0J'O. I'Oili'PPilu ~~t'Ila sua egoi slil'a defo rma . ;.:ifl iiC' p;.;i,·o-c~ li•·a, :-:i rl:'n' l'fl la n lo p i Ìl lllllli <:' T'O~ i i <'ll.S i. so prulutto nella :nJ·ll);,t Ì/Ji}I I/ Tft. i!U' IIIIrtll/1/llllil'(t {Jìl'\' l'l):'i lf'<tu iYHtti•·<~ rrollit'fl di ..HOI'Sh',\' 1 !l1}lla qual e \'i e IH'n'-'Ì lilla ]lL'l'llHliH' II tt• esnll<l ZiOJil' della (:'lTlOliY i l it . ( : l au de . ma l'S:>a "t'JJ lllrant, 1almt•no in llloll i l'asi ) sopralnlto in ntppnrtu t'fiJI 1111 PII'JJWnlo p::Jdti,·o cldonllaiiH't'. L' cint• il d esi deri o Yivis~Ì ill 0 di srug-ginl ai pN i<'Oii eli g1rer-ra, J(l :-;forzo ·e la prcor,· u tmzion\' rli non l ol'llan· in li n('a, l'au;:;ia eli l'iJJ ~('i re fjiHIIl(lo \'t•n ivano le Yisi LJ· di l'tlnlm ll o per l'i lla! Jililit alle f!tl i•·hc eli g-uerra. - diratti s pesse,. J•ei ··asi IIIJII r·o"'"'ntil•i , emno sopr atullo i traumi lt•fn~c r i a dare lu Lt•\'J•nsi l:vlndt•JHJ. N!•ri , \lt·dl'a. Bosrhi . {'{·•·. ·l : r/ 1 l a ddonnazionr, ))t'l' lo )·iù secondaria. SUI' t'L':":"i nt. dal quad r o t·li ni i'O, :->i no alla .' ìÌIIisfrosi oc·l BI·issa 11d, si <J\'t'\'U lontan o dal ff'Onl<· . supra lutto quanrto i soggt' Ll i u.;c intno dalla Z. G., per l'iiJtcrvenlo di un •·omples:-;o eli s timoli l )Siro· :~\.'n'i l'\'idL•n ti , nw nlre i casi lrallali su l posto, nei r cpa l'li spel'i alizzali ti i ··oJ' po d'nnnétla od an•·h l' d'armala. Prano piì1 g-Pn uini. nwno d E' fo r ll 1a ti . (.' pit'1 malleabili <dl1• ~ ~~~·g·f·Sl i oJJi favor1· \·oli, ~o praluLlo dove f11n · zionava no tll·ll e sf'zioni di ra c•·olla e eli r P•· npero , •·OmE' i n que lla che io ideai c fo rtdai a Calalzo per il Cadò r'l' <' l'Ampezzano: :-;apcre r,h e hi <:ngnaYa g-uarin., E' chr, dopo l a r·u ra e i l riposo. si doveva tornar e in l irJPa, li<' a r·I·Cil' I'Hva il J'i iH'i:=;lino in m oclo nJ ct·a,·iglioso . Ma per quelli S• ·<':"Ì agli osp edali ll'JTito ri ali. in genei'.E' n on vi em più possibi li tù d i t·vr.nper o, -almeno nl'i SL'n :<o di ri ac·quisln rl' l a I'Omplcl<t icloneità alla t• li11<:> a: r· ) difatt i, in m o lli ~s imi di tal i ··a;;;i, ··o l fiJ'Olrar:-;i dL•Ila gut~t'l'a . ~~ affc r•m :l\·a nn altro •'Olwt'l lo cldOI'nlalol'<'o i n agg·iunla ai }h'l'Ìcoli d éll<t g ue!Ta. e t:iol> i l d e::.ideri o o J'altt•:sa. dt·ll ' indcnnizzo, c ri PI mHgp·io J'I' !JOSSJbile; <: l.'iò s p it·ga .ancllt•, iu buo na pa-l'll' almeno, il per!' hè di un11 g •·a nde ci fra di neurol nwmal izzati elle no i l ull ora os::;erTiamo: a parltHno stulo di ffu ~o di mal t>:"SPt'C e di cli:::n.p:-io mM<Jle, per r ui non vi ha an l'DI'a. l'u:-:~es lam cn t o d<>l le cos1 ·irnzc al la-voro mrLod i <'O c :;err no rli prima fiPII<t guena , ed a pttJ'Lc l e magf('im·i p •·eoc('upazioni di Yita eronnm ira l JH t'u l lcl a a.lla 11ill s<·arsa energia l avorali ,·a in tulte le classi . - rru<~.~i un<l 1 ' .''/l>nf <' di tutte l e rer sonal i tù n europsichi(' hO d alla l t•n:-:i OJH' d(•l {><!· nodo d i guenn. - oggi noi as"isliamo a rl un rinntirsi dt>ll l' an~i r C1·onr•-
mif"lw in ··Il i dt•n • ··n t t~ecla r:-i t> ,·IH• perciò rNc<L ntellere in val ore 1~: :•uc presunte deficie nze da t>Yenli eli g uen<J, o cerca spceularl e pe1· g uad a:.rnu prima c-I1 e il g ran dramma sia definitivament<> rhiu so, o uluwno l\:·1111:' non po:-,sa ave n· , nelle p ri me ri •·ompcti zio ni f>conomi•·o-sor iali. la p tl lc•nzictlitit di pritwt; 1') da notare atwot·a. l e differenze nell a s inlnwalologia nem o-psichica f ra l e personr còlle (nell e quali predom ina Iii d epres:;iono Jllenl.ale o la preoccupazi one J e lla altiYil it C<:."rebrativa , ' i t'ontadin i più tn gen u<.~me nlc primitivi ed a s intomi limitati e piìt g r<).-;. :-;olani , in gener e più co n Lenla.l.Ji li , e g li oper.ai delle granrli c itt ~1, nl:'i quaii e p i il frequente la d rior·m azione ùel quadru clini•·o, l' ia pr,•O! TU pazione si nistrorsica e ~pesseggia la fonna qui.'· ntl onH•ne, ri v eta Lrice di un fondo deg<• ne raLivo de l c<u·aLl t' t'è e di una ronnessa aLtit-udine ri vcndi•·aLuria, n•laliva <tnche ad una !OJ'O irwomposla disc-iplina :-:odale ; /} vi :->OITO differenzo sinlomalologic·he o nel cachet r li n i·cO. fr·a i casi in cu i vi è stata una sco:;sa c:erebntl .:! fisica, i casi d a cl>mmozion,• ~.:motiYa , c quell i nei nuali ::;opmt.utlo si è avuLa la elaborazione méll· tale- Si hann o, rioè, sindromi eerebrosi c h~, o alme no del tipo psi•·a stoni co ipoeor td riaco, nella cui patogenec;i non può e.3cluder-si lo S('Oli · n -cnlo m ole•·olare all'Oppcnhc im ; Ol)f)Ure s indromi t·ommotiYo7emozio nali 1a lipo ist.eri co ), sopratutto pet· la Jhsazione delle t.urbe neuropsichiclw ··Ile s i~ svolgono n1pide nella ten;ione angosciosa fra l 'an-t-rl imenLo d·a ,-ri,·o del pmi ellile e lo ~oppi o tGaupp) , ('d il c11i rico "lt' le rritìoo ~i ~ lt ·reol i p.a ani'IH~ J)l' r' l' tmpn' ...;:; ione s trrtP~S i\' H d el lanrio a distanZ<J e d el l'urto d'aria ; o p~:r· l'azio ne irrita n te o bt·1wiantr clt·i fl · •~ (~Ile si sp rigiunano dallo SI'Oppio di laltrll (~ speci e di g ranHll'; r erl o pL·n·, i1r akuni rasi dt•vr::;i anciH~ amnH'lll'r e una lPsione an atomil'a fin e clt•l nc·ura.!'..-.;c ! Bu:::cainu e Coppola) PtT fenomen i di sco ppio (dr.. ompl'6sinnc rapida ), COlli (' g-iit erac;i p olulo l'il t· \·ar ,:> in t<L"t eli :::rn ppio a Jwrd·• "- di navi du. g1tt' rt'<L in ll:lllPi nn11 sc}~ ) ll' lt.i. Dopo, t' sopr:•tutlo nl'i 111''"" /1•.yi , si inm·:-;lanu i /ti/fori cii dl•si<ieri o P d1 it.t..er e-.;;:;p \ lireHzt•, :-:tratt"· rnbialt:, e poi ricern t d cll'indt•rt n izzol . " Dunque non tu Ilo è islr ria traurn atica nel i>l'nso dello Chat·c·ot., nl' l anLo meno pil iali smo, PL'r·,·hè qu•·:-:la ncu ro:-;i tlr aum .) l' hl'nsì un\111i tit, n1a pol imorfa » (Mufl'i l ; le d tlft•r e n zc t· l i tli .. o-psi•·olog-iclle souo num..:-t·ose, dalla depr<:ssi on e psil'lti•·a posl-c·omnlozional e fisica alle t'() rl n~;;· di pura emotivi tit morho:;a, .a. qut•lltalt.l't' in rui " l 'iclt·a ò lullo " · l am:l.) l' d alle rapp r es\'nl azin tti iti,·Pt'l.• :--lidw pi ticLlir he, dai <'aSi ,·un Ott ir b mo allucinatorio o ··on p se udu·'\111 fu:;ione a cp1èlli ~- h c a::s umono un •·olorilo pa ranoideo. s ino alla f.,rnla quPnrlnJIL'l':'t·t·utoria dt-i deg-l'nNali ; cn;,:.i pur.e fra l e fo t·rn e gt'Ji f'Tnli di ncur·o,;j ,ll)i:<Lo di islc• roi cl i:<m o (' di sin tomi neu rop.sit·asl.L'Ilif'ormi . l' quelle JwriJt·r"·ft,. l giil sludiall' du .SI.riin tpd l P poi da Cra:-se t m·.~lt in · fortunati \. C(lll':'k u!LinH.' soprn l utlo di natura pil.ialit·a. contPn'::-H la massima J}aJ·tc altJH'nO delle formo JisiopaLiche e tru fo rifl~s~e \(/(·rodistullit' lratt~natichu d i Bing-1, tnnw io fra i r• rim i~imi sostene\·o nl'l lu mie rPiaziotti \ per mia d i:;a.n ·c· tJlnra. nnn pubbl icat-e) quando, IF· ' iclre di Ballin ,;ki t? Ièrorneu L fannliz7.avano nel c·onsonso pn•:;sod t(> Ulll''l'l': :>a ie, cui è SC'!ntìta una salutare rca~ion c (Iella e.<>p erienza Sll< Tessi ,·a: nel n;pal'li a\·<rnzali d<·lla. speriali lit non s i vedevano posizi oni vizialt·. nH~ m olli:':::>i t11i itJ\'('t 't: nei dPpu::i li r <'g!!imen tali ; per ò di t'~::i hrrona l'a rte,
l.'ESPI::Ri f::NZA Nf::CROI.Otò i CA DEl. c; ~;NTRO I'SIC: III i\Tll i CO, EI:C.
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se h e n cw·ati. o :;;ot·prcsi all ' inizi o, P tratlftti s pe•·ialll1 Cllle con l' i ~o l a mento e la psi1·otempia, e <·o n la tWr:'t la:o;io ne cl i ilr11:a g uarire pere: Il t· t.l_a quel l'e!Jarto-barrif!ru. lCOm c aHenint ne l 11nslro Ce ntro di Reg-gio E.J non s i andava venm il l-en itor io di fuori Z. G. , g uariva, ed ane h e rapidarnenlre, a pa[·te i pochi c·a.si r esiduttli nei quali dovevas i ammettere l'allrerazione artr6ycna , o d ol s impati .. o Lrofo-ntsontotorio de ll'arto, con segni obbie ltivi non ri1ioonLrabili nelle fo rme m o no-bt<·r·ic-hc pure; in g e ne re, p oi, per lJUest.a eome per k altn• forme post-lraumat.i che fun zionali, la g uarigione s i è falta 'più ditflcil e, e p iù resis tent-e l'ammalato alla c um do po le licenze di 0\JJtvale.s<'k'llZa, per l'anafi lassi p sichiec< di cui '))aria va bene il Boschi: i.n tali casi é sopralutto la volontù malata o d eviata, e sminuito il tono mot·ale (più che non l'attitudine n'<'vrotica che s pesso non s i trova, , come anche può aver contr o llaLo su di sè stes..'50 c hi di noi non ha avut.o occasione di subite uno shock e motivo: volontà e sentimentalità et.ica produ<"ono su bito una reazione t.li uamogena e contrastano lo sminuimento c he una e mozione port.a sempre- in modo ac:uto o s uba1·uto - nel potenzia le n e1·voso c n el " livello mentale, (lanet). I n tal mO<Io noi abbiamo potuto anrhc q ui r·isrontrare l.e 5 varietà d esnriLt,e git~ dal Morse lli , e ripe tuLe da quant.i altri se ne sono dopo occ upati (Pochon) , e eioè : la fo rma gra-vr·, a r .ebrosicq (Opp .) , la ?lèU7asll•-nica, J'isteri(orme (n e ll-e quali rientrano la acinesia amnestica c la miotonoclonia Lrepictanl,e di Opp. ), la ipocondl'ia<.: a (nella quale enka plare la m·urastenia p s icllialg ica) , e la '}Jaranoirlr o CfiU'rulantolllflll.c (sinistrorsi ca, o 1/l'rrosi ùell'indl'1111i::;.:;u del vVillman s j. Infine, r-iguC:Lrdo al truttam._.nto da u;:;are, l' esperienza dimo:-;tra: clw g iovava in gcn e1·e la cum (sopratullo ps i..:htca ) n e1 re parti s-pec ializzati d e lla Z. G.; che soltdnlo i p::;ica swnit-i d t• pr('SSi,·i od i uev:-astcn ici· da commozione r.e r cbJ·alc a\·~~vano bisogn1> di lice nzl', ma anche e~·Se non debbono essere lunghe : che bisogna troncare h· con trov e rs ie medirolo.gali con un g indizi o imnH•diato o n o n nJOdifi(·ubilP, clJ(' non a limen ti s pe t·an u e d esic!P rì o tl f'hu lt•zzt' lllm·ali , ()( Jdl' ~ i pn:-;:-;ono H":-ll'l-!'lìa r·c• a servizi L-cnitoriali od anche sedent-ari lali soggett i, od a<liuire a la.YOri var-ì inLn·nti Hlla gttètTa. e, L~E· r· i p iù gnt,·i nl'lil' manifestazioni s infomalicbc o p~,> t-chè cr onicizzat i, è bene ('Once<iere il conged o anti · cipato con UIJ- indcn n izl'.o tulto in una. YOlta , mod esto, s;llvo una implicita l'ev is io n e n()(l ccnosciut.a dal SOf:'gC'llo, rome è s tato propos to per gli in fo rtunati del lavoro. Qì'wsta. :;op1·atu tto oJ·a , è la via d <~ seguire, di fronte al n wltipl i1·arsi eli rasi , d1e tuttav ia. si con statano quale espt·ession e d eil' ll1 !3labil ilà clisa(tiala di assestamento m fH"cd e p soci a le ' cui accennavo prima; tanlo pi ~1 po i ch t:, a patte la. e fA ea< :ia p s icoteraTJka d i un traLlameJt lo sevHro e sbrigai i \'O, l'<~spe 1·ienza dimos ku. t: h e traLtasi (io direi sempre ) d i sogg·ott'i o g ià n c,-rotici ed isteroidi o ]Jsicod e_generati, od anomal i d el caratter e, o di nmlcducati sociali , o di s.emialcoolizzati e tossicomani , o per lo m eno ad ins tabi lità emotiva. della p ersonalità, con volonUt fiac<·a ed in e rte , a parte i casi ve ramen te gen~tini. di n eura.•,tenia e mozio nale in affaticaLi e s minuiti da patemi e dJ sagi fì siei , n el qual c·aso abbiamo spesso rilevata u na spec.:ie di détente, trans iio1·ia p e 1·ò, d el polc' nziale ner vo:-:o e psid1i co, ed an che volitivo e senLimentale . .
Tralascio di ùin· ctllro in 1111 a rgomc.nlu C03Ì ,-a:;lo <'complesso, che tale è• sta to re:'o sopndutlD dall e moltl'pliei elucubrazi oni scientifiche ch·gJi osse r-vat0r·i anali li ci, mentre una sintesi di numetose osservazioni , fall<· specialmt:nle in primo t.t-JnJJO, e poi confrontate con i ri! icvi clinici poslu m i , ptrml'l t e sl r·on dare mollo, e ridurre i quadri a poc.h e p0$i bililit di vat iazioni <' di inlrrpre!azioni dini ~o- ps irhialri c h e, cui ho te.<:tè ac·remwlo, yaiOI'izzando sopralutlo le variazioni della per•sonalità ordin aria , sino all t- cslrcn a: c;ue nrocl ifi c.:azioni fisiolvgiche, che dimno nnpronta. e colorito partirolari a molti casi , 11011 di sting11ihili sostaminl-
;,,.,if,. eia altri con~imili, j)lli' st• cii app;u·r mm di\'C' rsa. Il.
l cas i stu·cird i, o 1'''~'~/''fll'l, dt•lla 11(.' \T(J;.;i traurnalira. sono eia trattare. nellt' litH'l' prirwi pali, conw h• fo n ne gvncra li: arwlw esse sono per lo più pili<d il'itL', ma molle· an~·ht· pi ì1 ::.pt'ri al m en l e d'origine 0moliva.. nL·I senso cllt· una Pntr•zio np raplll'<'Scnla i l J)1111lu di llélt:lenza cct una , ondizionc neres~<u·ia IW1' il f.rUo piliali t·o t·orrst•r· ut ivo. 11E't la. plflst iri;:.rt-:-irm r del l'idea srl!2.:-t<•:-: lì,·a. che n;;:-:.a corr:::e• ·~tlintm f' nle un difetto, una imJ)erfL'zion(• funzionai\': r iiJ :::opralullo !Wl' u n tir or iginato d a uno spnsmo t·ommnfiv o \ p<·r P~ . tirs lahiofrwr·iali in soliE'rrati da valanghe cii ll l' \'t', con aecufagia). Jlt•r un tr'l'rnnre ,·un•ifor·me consccu ti\·o ad im ,-,,·ov\·isa im JH't•,;;;ionl! par11·osa. pt•r un lalo::;pasnlo oct un mutismo conSI'g-ucnlc alla r api na in:-:pi r·azi 0nc r-:pasti •·a da emozione (cui poi segue la paralis i psich iNr (o a•· i nPsia arnnf';;inl l , o il d i sordin e di i.nn cn·azione roortli11aliYa n :?n tr·ifug-a, IH'r una parl•si od una c-ontr<J.ltura rhe :-l'~U e ad un urlo ìmprnYviso n ad tm hrtr;;ro m ovtn rrnto d i di fesa. err. Naturalmcnlc in rnolti 1'11-;i predom ina, s11 ll a base eli un a tenu<> cmo· zione, l't'lc·mento Jt;-;i, ·og-<•no. da irrlrn·s~r o da pilia l i,mo . (' sono i ~·a si JIL' i quali p iù ~Pt'l·i.:tlnwn!l' s i p11 ò p a !'ltti'C d i i st<:-ri ;m1o l•·aumali•·o, com e t' iil YOI<.'Y<L lo Slriim p(']l. P •' t' me. R<' lalu rw formo ft siopaliche o trofo-
rwurol il'l lc (ti po Fr. t• Ballin~ki, (•cf OpJWtl.) possono r·hia.marsi ver·w nwnle islNo-traurnalil'lle, in rnolte a.llre, ptrr· e,ssendo fondamentale il iatlnr(' ps icogc no (rome peusano P iglr ini. Ga tt i e•·c .), non s i ha la fi s;-;a zi one Jlili alir·a. di Ull ··ompone nl t• peri ft•ri ro eli esprc>s~io n e emoziomtle, si l>t·nc una in erte abil11rlinc vizi osa, cd una inlcr essn La permanenza a scopo d i ,.a nla1rg-io da rons~'gu ir·c . ari,•IJO St' i n al•· uni r·asi ·sussegua ad una posiz ione \'Crament r anlal.f.{ir·a o alla. immobi lizzazion e d cll'.arto: fi.U<'sl.a può spesso spic~a re i di sl.11rhi lrofo-vasom o lo ri c he nei ·primi lernpi raranwnle lto ,·isl o. c che del r·esto ant·h<.' negli infortunati talora vedenmw in <: <~ si eli i:-:lt-ria rnonol<>malica , mentre altre volte si può r)('nsare allo azioni riflessC' si mpRlil'he od .aru·he arlrogen e (alla Vu lpian l : in fondo. ··on la lor(\ gran d<' auloritil, sono questi i t·oncelli del :VTing-azzini P d t·l f'r<~ g-nilo. L'is teria lranmalit·a ha anche questa nola particola re Pt'l' cu i, llll'lllr'c• i soggeLli sono in• ·l ini .a metter e bene in ev icll.:nza il propriu·d i fPito. pd a inl er eRsa rn e l'osserTatore. in fondo !oirar saml'nle se ne ~lllo!i,•inar ro, e resistono <tll a ru ra o poro interesse ne s posano, e riò lunlo più quanl.o maggiomrente <'i allontan iamo dal fron te. O\'l' n·diamo g11ari r·r rnolli •·fin sr mpli•·e r·ura morale, da e"'si
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L l:SPER l EN~:\ NECROI.Ofi IC:.\ OE f. Cf:JI!TRO l'SI CII l 1\ TRICO, ECC. 1
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desiderata e •:er,· ata: r la gu.:lrigiulll· i• )J\· r lo ]Jiù, allora , improvvisa, arrompagnata da una sc•arira emotivu .-;u hit.anea (episodio pA ssiona l~. 1-risi, di pianto, sogno vivace c·on ripristino della funzion e allo svegliarsi, cri si convu lsiYa (di déll'llle nenO:>a ), ccc· .): riò difficilmente si vede in icrritorio fuori z. G., e non si ri sc·ontra pi[l dopo la guerT<l nella immensa maggioranza dci casi, ove ~o no intervenuti ben alLI·i fallori psic·hi,·i eli deviazionr. E le nrre. se r·rpentine, anrhe g iungano alla guarigione pr·onta ciel m orlH' nlo. non impediscono la rec ·idiva, d1e ù anzi mollo far il e : oppure lasc ·inno un quadro generic·o, od anche sfumalo, di nervo:;ismo, di disagio, eli enH>I ivilù o di insofferenza r on lamenlclc ; - invc•·r J'espf' r·ierrza dilllOslrn. il vant,aggio drlla cm·a morale lenta, che vale supratulto a ri leva re il t6no delhi personalità. a rnntarnc . t'o1·ienlamcnto psicoctic0, a stimolarnc l ~ V(}lizioni, a rompere le ahitudini· c la iner·zia d1c fissa, - <' ioè a mtrLare la mrnlalillr deviaLa, asso . ciando ciò all 'i solamento , <'d alla Pt.'I'Suasione elle non sono sperabili altri vantaggi fuori di qut l lo (.. onw massimo} di uncL lit'·cnza breve di convalescenza, e do710 la g uarigi otcC, ~ompl t-kl t' PN5Ì"-L<'nte per ,·arii giorn i, e qual.e premi 0 per l'ìnil'l'l'ssnnwnlo alla guarigione. Per· tali nevrolic·i, l'O me~ pet· i corwu lsionar·ii nr.l Crntro sudd~Lto, notevoli vantaggi abbiam o otlen11to apptrnto co n un ntzionah~ m etodo psicotcntpico (dr pe rstw « ion~· alla Duboi s, c di r·iedueazione fuJrzionale), unito all'isolanwnto , <'d n IJIIillriH· appliraz iom• elr ltrica hlanela, r d alla diffirta ··he si r·inell'\·a·, rccisarrrcntl'. agli alllm<Llali che essi, romunque, sarrbbcro staLi ricupr rali p<·r il Sl'l'\iz!o di g uerra, quanto meno a:->sl'gnandol i a ct·nluric di Javornnli al frontr . fn fondo, noi apf)li<.:hiamo il •·orwC'lto anli<-o di L it•IH•t·ntE'iStN: fnrtitt·r. {orl'issim'' in SI', sN! Sllttllil cl i11 ~1wdo (Mingaz7.ini l . P pr· e:-;., ùi tali convul::-inurti. 1•na grandi:;.-;i ma purle non sono nè epiJ(•ttici nè i sl(' ri ci ; in genrn>, cc•m•:::.to,,atki nrl S<'nso d el Ruscaino (1) , a Lipo i steroid(;', o timidi f:'lllOLivr, c. primitivi puerili, o maiPducali c degc nera.ti epilelloidi ; ed <lnr-lw in t>ssi, se non l'alto volitivo· intcnzio· naie P<:'r alcuni, !Wl' molli l r·all:lvn~i eli 1111<1. sMrìra da interesse psicologico, da fia•'~'h e zza m oral l'. da scarsa illibizione eli i stinlive espressioni di difc·sa, o di al>itnrlirH' l l' pfli~t i •· a. di r eazioiH', o di transitotii squilibri i rcn.este:::. ir i in malNiu cati: il rr·(• no morale cs ~eriot'e vale anche p er essi, St'?n JJrt· rhr si pe!'slladano clw non e loro possibile sfuggire altrimenU alla. sanziotw rli nwu ]wro ed ottenere altr·ove il vantaggio ~perato, d P I r·esto come pe r molti nC'noliri eh gr.erra, commotiv i o piliaLici, che guariscono soltanto ~:c persuasi di non pot.cr·c in a.llro modo L' per a!Lra via. c•LlPnrrl:' lo sperato. Ed crr·;.> perehc in Lerrilor1o non guarivano, e t uili ont non guar·iscono, pe•· il dirifto d el risurc ime tJto, e p er la suggE.'Stione che tanti medici hanno opt:n.tLo con di.agnosi fa<·ilone oò impr·ovvi sate, che po i, sc· r·it lr in un foglio, vengono Iom .àffi.dakv, quasi a ri cordctre l'inl<'r t•sse che ilanno di alimentar l e in loro sle&: i . anche !'il? il riacqur~liu·~· la. integ ri tit f11nzional e, e CJttindi lavorativa, non giovi. di PÌLI , mO!'almenLP a l oro, ed cconomicamf'nte. al la famiglia cd al la so•·ielir , eli un ass(•gno cht' ~ppss0. alinH'nlA l'ozio. ' . (t ) l rrncstnjlahci, in Rivish Pat. ~<·n· . e Mentale ! () Hl. ~(, • (,' i0111<1il' eli
m dir i11a lltililoll<'. -
l':o~c.
V.
:l!.Jt
L' !::SPI::HIENZA Nl:L'RtJLOLi!C:\ DJ::L UNTRCl P S ICIIIATlll CO, ECc. /
Il l.
Di Hf'vro lici c p~i~'on r.vrol ici il écnlro n e ha aYuli circa HìOO; di essi la s tali:;lic.a particola t'C per o ra con~e m!1 1a $00 casi (s t.udiati e tratta li ro n umore di apos tol o <la l bravo cloU.· Micheli, aiuto ò~l prof. Me<lea, e valcn le psic0terapista) . D ei 107 lalon~'1'Tnfll· i (halbuz.it·nli o mut i ) osseJ·vali da lui, 6 el'ano volg al'i s imu lalMi, 3 erano in isLaLo di arresto ps icomotorio con nega· li \·is mo, 20 erano balbuzi<'nti dalla nascita, forse re&isi più manifesti nel conLnt::;lo d el servizio o per l'el cmwto e m ot.rvo iner ente alle opera:r.ion i bell iche, 23 rlivenuti tali (dis lalic i o mnii ) per traumi morali (spavcnt.i, patémi ), b5 muli o sordomuti d opo uno scoppio di granala o bomharde o 111ine . La c ura (riedu cazione d ella parola) , d ette discreti r is ttllali ne i congcmii , od infantili (qnl:'sli per lo più da paura ne.ne prime c·tit o da mimetif'.mo) : e;;si d~bbon o essere pres to diminàti per non vi· ziar·o i commolivi, ed io ne faceYo l'assegnazione alle centurie di lavoranti pe1· uti lizzarl i lw n C', e non radicar·e in lo ro la convinzione ò l'inl.erC'sse d i una più gt·a,·<· òis la lia . Del gruppo dei 23, tranne 1 rimasto irnmodifìca to (Pl' r el<'m;;:nl i psicop~di c i ?\, 8 miglioraron0 molto, U guar i rono d e l tutto; a lcu ni di f':-;s i da m olli mesi erano tali (anch e d aJJ'in i?:ÌIO cklla g 1t<·na 1, cd av(·vano s u bilo le cul'e p iù varie e diversi pr9vverli m enli mcclico- lt>gali, rlonòe Ja r esistcnz<L di talu~i di essi. notando a nche la tnagg:ion: d ttfiro ltil per i clis lalici che per i mutJ. Invece d ei 55 b(·n ""t.:i gna rirono ò cl tltlto, o s ubito (dot10 alcu ne S<'du te ) o attraverso un bre r c pcrioclo d i d isl<.tl i a ( l ) : di essi , u na. rtozzi n a .erano malat.ì da o!Lre due ann i : i n su ll ali , se ·anche più lenLi col m etorto ps icoterapico (poggin.to s ul Ll'ipode: pe rs uas ione, n edu cazione m orale e d ella loquela, isolanw nlo 1 , ;-;ono più ;:;icu ri e pii1 slabili, perchè se ne modifica la m nnlalilà c se ne s1·arica la cmotivilil lt'nSi\7a. Nei primi tempi, su eh VMie al! t·e ·dozz ine di c.asi, fu provata la nu.t·cosi, l'e leU roterapia st.a.tica (!';Cinli ll'l', cuffia}, l'n.tlR frequenza, 1ft pt'essu r a laringea., la faradizzaz ionCI del laringeo t'et·. '. 2 ) : molt e g uarigioni rapide, ma transitor ie per lo piìt, eon 1)a ssagg-io ad una fot·ma di balb11zie r <'sis lenle, o ppu re la di:>la.lia succt·d cva. dircUam ente al mutism o, oppure si avevano c risi di agitaJ.ione E'm o tiva, o convulsifo rmi 1 o r e<tt.livilà. con resistenza osti nata. alla cu r a, t?cc . Tr·alnseiamrno tali m eto di , sopratutto quando ci accorgemmo clw, anche se usci ti guarili. reei ct ivavano al termine d e lle lic·C\nzc, oppure tomn.vano a no i se già rinviati al front-c , anche in servizii di r e trovic , c h.e la lO!'() m enlalitit non e ra modifì cnla, eò anzi il risultato favor ev()lc d e lla Cllra, d ala la di!'vosizionE> d ell'animo, esa sp erava (1) Il J\1nl•• fun.t.ion nk ~ . ins iclllC, 1111 di~pneu ma, un afono. 1111 nnar.trico (Frank); fatto, c l 'c;.!'c r In loqm·ta una fm.11.ion c inn t o òclirntn, di rer.: nte acq ui~to fìl<H)nlogcnetico, c ili <'o~t:mJtc riperru;;~ionc J1 C·lh: i111prc;;~ ioui cntoti ,·c, spiega it fre-
q n<'~to
qnl:lll~: J)il'>:':t.-:gio <lal unlli:-~uo :111<~ di~la lia, c In fi1ti9(· cronirilll ,ti Cli:<e nei ~·asi fn.fautiti, <) qu:nalo i tll:llati n o n son o c nr:~ ti hl:JH'. ( :!) :-:on ho :'lpplknto. nì: m i ri~ulta elle il )!irh,·li l ':~bhi:1 applic:~to, il Jnetodo ,Jet Le>Jnh:~rd (c!i,..{on i :l pmn>C:~l!a nd 01111to c;,n1 ~opprimere t~mpor:meamentc la fun;o;Ìon iè nc u~l i ca), il n 1~tO<Io eli :-:o nne tldln p:1lb metn l li ca nel fnrin g-c, ad effetto trnn:;Ìjorio, non an· udo ll HCh 'cs;;o r h c un \'!l lo r p:-.irntnapiro.
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L ' F:SPEIHENZ.\ Nf':l'filli.O!Olt;:\ u~:t. Lf.NTFIO p:-; fCIII :\TfilCO , ECC.
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od irrilavtt, cont.ru:;lullrlO •:o l ,.,,,iiJifl',stJ lullor<l r ejuulé n~l sub-coseiente (F u·cud) , nel ··aso del le pure rormc rmot i ve, o (·ommotive da scoppio. Non en tro qui , per ora.,nell e lunghe disntssioni che si sono fatte sul· )"argomento e ch e hanno o cc upato Lan!ì nl.'u t·ologi . Ricorderò solt.anto uno studio <~omp l rlo ree<'nte d el Frank d0lla Cli nica Mingazzini , le osservazion i di Nct·i, Modena. Mrdea, Bcsla, F wgni to, A. MoTsell i, Agostini en·. ; c il la ,·oro d c i rongn•ssi ueu rnl ogici eli Franc ia e Germania, magnificamentC' riassunti 0 <·ritira ti (i n ra ppol'lo anche a lle sue vedute personali) ùal Ming-azzitiÌ . l n fo ndo , s iamo d'acro r clo sui ft•eque.nt.i precedenti n eu ropatir i o degr net·at i,.;, ~ ulla rt·cqu e nle genesi emotiva (ma non solo da ohusi lt'), sul raLLo elle lulllni era.no già balbuzienti od erano s tati d is lal it· i infantili da s pavf'nlo (Pon embolofras ic secondo Ft·ank), <·ome pu r e s ull'i m porlanza cii? l fa LI ore ideogeno, per lo più secondario al trauma e moti ,·o. ~ qu(•slo :-l<·sso qu.as i sem pre relativo anche allo stato ansioso aspettante di un lNIIlllHt imrnNiiato (nei bombardamenti, nelle nubi di gas 1· he :;i aYanzano ccc.) . M~dE:-sinwm C' t l tP: di 15 affdli da Ln•n lOH', J~ guarirono del tutto, 1 miglior ò; inven~ . eli 12 ti(-ro~i so lo 4 gnat·irono c 3 m ig lim·arono: vi è moJt,o di psicopatiro in C'SS i s ler·colipia J~icomotori a, tanto più c he parecch i di essi lo e1·ano da pi r('ola l'lé:t, a~gJ'élVal i da emozion i di guer ra - ;. guarigion.e rapida (;' completa in 6 is lcm-paralilid, fra i q uali note-
vole uno con em iplegia, f•mit-R ialc~~ia ed emi-aneslesia tompleta , dopo a.~·er visto il frat 0ll o rolpilo da it11t.s apopl<ett.ico con em iplegia, e
rimasl.o !.a ie per mesi in S<'!Wilo ad una g:J'a.ve diagnosi fattag li d a un sanitario c comunicala!rl i; eg-li , assai m igliomto con poctre sedute (associando la rieducazione Mi mov i m<·n li ron la masso-elettr oterapia ) , guarì r,o n una polm oni iC' influ enzale, t'lw n (' rfigfrnssr la mente . Di casi si· miJi anch'io, prima de l C<'"riLro, ed anr.he ora nei t·esidua:li di guerra, ne ho visto paTerchi: in ~wnNe è fa !' i:r guari rli , ma ogni volta ho dovlltO con statare la f;('rniciosJ. influ E>nza di u11a diagnosi profond am e nte e rrata ··he, forse per· la soddisfa7,i0ne di él.VE'rla fot·mulata, il medic o è c-urioso di r-omuoica r·c s t~ hilo all'infermo, onde 'POi questi, specie se còlto, rimane sbalor·dito e fortemPnt~J i fJ<'redulo quando - com'io son soli!.o fat·e - reci samen te e quasi bruscJ.men te gli s i esclude la malattia, c lo si cerca d i convincere con fermezza che deve guari re, non deve sperare indenni7.zi, ma il r ipri stino funzionale e spesso si fi~isce eon l'aver p resto ragione.
lV. D i 4. CflmJJifJ cormiri, Z gua r irono, l migli ot·ò, 1 fu denunziato quale volgare s imulalore (nei rcpadi clelia ~. G. qualch e den unzia al Tri bunale od alle rom pagn ie !>peci ali di is lmzione, resa poi pubblica nelle sale, valeva, q uule fa t lore cti namogeno "Por i piliatici, a l con tra rio di quanto in genere ho visto in terrHorio nazional e) . Poichè, 5<1 la camptorot·mia (Souqucs) è in taluni casi d'origine antalgica, m olLe YOltt• è.assunta pe r ~ i nwla.:.donc o p el' mimelismo da deboli isliero idi , e ftssala (al solito) per inl~ ccssc, o per abitudine inerte: anche in ·ess i è scarsa la reaz ione .emotivà., spesso mancano le noto isteric-hP od nnC'hC' solo emotive d 0l C'ru·allerc, e spesso vi è t.t·oppa
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NEI'Ill)LC)(;JC\ flEL <:~:NTRO I'SLCIIJ:\TIU CO, f:CC.
Leattalità sinist.rorsim JH'I prest:n larè la riziosa posiziont: L' nel manLPneda ccn l<':: larc!agg-ine. a p:u·te alcuni c,1si di VCJ'O l ' n{;l/1' 1/l.l"!l.l morilide., che del r c::;lo nckvamo talora in Lempo rli pan':! , sporad intm.entc, in degenerati isler·oidi, soprntulto inf<>T'Luné!ti, civili o militarì. La balbuzie, forse più ancora che non il mutismo, esprime l'emozione, ond'è che essa è 11nciH' piìt rt:sistenle alla cu ra: con racin.csia amreslica dell e labbm e della lin~ua, c la frequ ente paresi delle corde , ·ocali, si tJ·ova un disord!ne l'<'='Pirai.OJ'io (aLassico) ; raramente io ho
ttovat..o paresi d0l VII inf., mentrC' il Frank spr.sso l'ha notato, corto per la difrercnza di lu ogo c d: dala del òisLurbo della loquela, in quant.o so]:rratutto, torne dieevo, è rla notare '' h,e in Z. G., nei r-eparti dirò di sl>arramr·,jf{) p,·ir·hito, con lullo l'ind irizzo intor.ato al rcr.ltpero, i soggdli g-uariscnno, o migliorar.o molli s:>imo se già inftciali, e prima che si Hl!giunga l 'altro coC'f1iciL·IIte cii d<'viazionc che ora o~-servia mo: la. ric-0r('a dell'indennizzo. M ollissimi casi òi nevrastenia nelle sue var·ie forme, di psicasLenia, di isterismo rH·esunt.o: soggetti per lo l)iù N>sliluzionali , o viziati òa suggesli·oni intàessale, sp<:sso pr·on·isti di C'<'rlifif'ali medici ed andw di illuslr·i specia li sti, e con c·ons<•g-uenli e::;rnzioni l.olali o Porziali dal ser·vizio; nel quadro {<'ome nelln ncnosi Lt·aunHdi,·a ) vi era scmpr(' l'inclusione rli ((lH'SLi o quegli elemen ti d<'formatori (intoressc, d esideri, s u~gestio n i familiari. attitudini rivcncl inttori c, tendenze mitomani, manit•ri~mi, l'il·eJT<l ciel compa timen t-o err.), a.i quali el ementi m·~li u ltimi tempi si aggiunta l'allt•s;L d el risarcimento (lice nze ·con asst•gni, JH·nsiotli p1 •r diJ:tillllila <·apari tit lavorativa) . Parer.cl')i , sul la I><L'>e JH' r· lo pi(t di lilla 11f!iturline 11f'11rnsira. cra.no malati in COflSt'gll<'nZ<~ di ''" mhtllfJt' fi<.:iro-p;;ieltil'o: ma tuiLi traevano vantaggio dal sislen1a dcà·;o di lr-altamrnlo: da una J)urlc cure r-icostiluentì, rip<>so in rampngna, <listrnzioni in blandi lr\\·ori . - dalrallra per·suasione òi ciovf•r g-uarir<'. di non ;~'·t·rt• provve·rlimenLi di esocto dalla Z. G., di dover cs:;e l·.e reClllH?J'ali JWJ· un sr rvizio qualsiasi nel lerri LOt'iO della Z. G., al più atlra,· er~0 un p<:•rindo di viposo in cteposili cti convalesc<·nz<L c tappa, e, per f!]i ufficiali, in c-onvalescenziari, tranne ]')Cl' ,;ochi vcmmrnle pSi<'asletJici, con dl•pr·C'ssion•' distimica, nei quali pt•rò il pro,·vedinwnlo era sc·n qH·c cii brE've dmaLa (l icenz!' da l a 2 m<'sii , 1·on succ·essi\·a idont·itù panialr in Z. G. Ed è <·L•r·to <· h<', a paJ'l<' tutto l'in sic•fiW del l rull;unc·nlo, !l l'O fll):\cerc• l'in t>-lulluhi lilù dPI pussagg to d;Il C('nlro uni1·o , e la der isi('HH! nelle linee direttive d 'azione meòi<-olega le, avevano dlìc<tcia. dinamogl•na, ben r!iv<'J'sa in genere rla~li ospeda li l crriloriali nl'i quali si o~:'e n·a per gi1t dica re t' rroYverlere, non per <·u ra rt• t· N ' f llf}I'Ntr• ·: t 'ililonn:,iiJnr· d l'l r,·rutwro , per· ~wr vizi V<tri nl'lla Z. n., il \'('' Vil ; rnnrlt• \ i.tlOJ'(' p.~icotrnql i ro, formandosi così un ambiente momle di suggl'stinnc <'ll<'l').(l' li,·n. In al<·uni casi si :-;ono o.-=sp rvali disturbi endorrini<·i .come ha trovato rmre i l Rtllllpf ) , sopralulto disliroidinico, con turbato riflesso ocu lo-c:ml i aro, prt·flclln i nand() la eosì dellH nen·osi ca rdia{'a. fra i l gn1 ppo di sintomi; - emozioni od <Htlointossirazioni (da rati,·a. e da fat - · tori Jllorali ) po~su11o avere ll!Jilo, ~ ri1 sulla bast' pn·ssor·hi' costanl!' di una disposiilinne n(•nropali•·.a o dPg-f' JJ('l'aLiva od <'Ì(•r·olos::;ira: in qual ··h<' ,·nso si i!Yrvnno Jli\rns:::ismi fn r hirar•rli1·i cn11 nnsirli·I rd amhnscia,
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L'ESPERIENZA NEuROLOGICA [)EL <;ENTRO PSI CJIIATRICO, ECC.
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che noi abbiamo inle•'PJ'<.'lato quas i sempre quuli eq uiv<tlenze isteriche su lla base disendocrinica. Un gruppo numeroso di maiali riguurda le llt'l'rt'ti. quasi sempre a sede sciatica; pur non essendo psiroputici , noi, spc1· ialmcntc nei primi mesi, quando la Com. Sarn· Centr. Z. G. li inviava per accertan1enti sgomberandone opportunamente i dt•posilì c g li ospedali comuni , ne avemmo a f·cnt inaia { i~: la maggior P<trle <: l'ano slali nevralgici o nevritici , ma da tempo guariti del lutto, laluni l.'O il postumi modici o li.evi muscolaJ·i, ma l'erto non più doloranti, non pochi veri simulatori, ma· quasi tutLi ron lu mentali tà del ~ini s lralo, parcL"chi col rachet dello psico<JCf!'('neral-t•, alcuni pr ~ro con l'atlcggiament(i mentale dell'bterico, ma tu Lli •·rcn Lnt vano nella wt~.·go l'i '.t psico-morale doi ncvrotraumatizza.li (pe;· lo più da frwlct o o cvme esito di congelamento, ma anche da contusione o eoncu:.-sione o c.ornmozion e aerea da se.o.Ppio), e tutLi viziati da ptovvt'dinwnti medicolcgali di favot.e, per molti più volte ripetuti, donde uno stato psiço-<:ullafilattic.o (Bosc hi ). Mai rome in que:3ti casi mi sono pt·r suaso dcll'inl.l·I'YCnto neCl\SSario dello specittlista, cotr·.p ldato da una mental!lit m edicolegale. E' certo l' he pol'hissimi ··asi lrovonuno maiali (casi re!·cnti ) (2) : glì !litri erano o simu latori ndtamentc, o più S (X':':;O d ei prcleslalori, od anche (ma pochi ) degli csagern.torì. In z. G. polcvcullO ben provvedere per Lulta cott!st.a gcnt.e: si inviavan o alle ct~nt.uJ'it• di lavoranti, magàri passando in setvizi territoriali dei depositi di tappa ov<~ non stavano molto a loro agio: tt' rlo che in pochi mo'3i la enorme ressa andò for·lt:menle scemando, c molli dalle falie ost' c-enturie passarono a loro richi esta. nei Cùi'I-Ji mul>i l ila l i , gli <lmmalati veri, sopru.luLlo i U'sidual i ( i(X)lrofil'i, claud inwli non smasl'hcrabili eri'.) erano opporlunarrwule :-:eguili dalle informazioni dc· II 'Arma cluranLe una licenza u. bella pqsla concessa, cd alcuni fumno rir llianwl.i per nuovi esami c per un gi udizio definitivo s<· n<>trllit\·a rhn fossero Lumati al lavoro o g ir<ts!3C J~ t ~e r· i propd puc:;i non più in . alteg-giamL'nlo infernlirtio , e nono( 1) Tu nkuu i lkpo:-i ti ru!gÌn lentali fra ,.,·iati,·i ,. 11 >iopati,·i cou <~ttegg-iamenu ,·i.dosi degli arti inferiori, c tutti pr.,n·i,-ti eli bas toni dalle fog,~ic più ,·;a rie, c vari nnli.:!llt! wppicanti, l'C illhr:\\'ami al':< i~t.: rc alk ,.,.,.Ile \'it:turhughiauc ddla Corte dci :IIira,·oli in :-:otre Ihum· dc l':u·i,.., qtwlHio girnn> pn 1:1 t.ona di guerra ucllu Sotto Con1111 . ~~~~ - Ccnl. ( HJI 0-1 9 1i). (!) Pt:r la di:'lg nu-.i, io ho o<t'1np•·c tnda"l'iat() il nactO<Iu u ;;ualc del l.a ><O:gu,·, {J<ul quale, c ;;ull a iput•J uia t: ,;ui do'lo ri allq.:al.i nei punti clo,..,;ici, n1a c<>lllltlli , l'i Cvulhl\' aiiO i l'Oilq~hi ).!l'll<:ril'i pl·r (lar lin:m.,· , del n·:-lcJ illogkhc ai lì11i (l<;IJ;~ guari g-ione) : iJ ( ,a :-~·gnc (WC()I'rc prm Ot'<li'IO l'UII IIIL' IIJdi ign oti af ,;oggettO, di s traCUdoJo c ,;c nz~t dare appil rCnlc intporlm t;-,a ;,d i 't·:-rllllt: o "Pi<'gatulolC> con ;t! tra ;appareuza ( pil·garc il irflllt'V uacutrc s i /•~ f'l'cJ1><1l ~ la fvrt.a •lt·l lc 111:011i l'hl: :-trin g-;ano le coSt'Ìc, i g-iuc.x:c.:hi, !.: ).!<llnhc, i nr ~tlh-ulì, <tppurl· pc.-r lll l'.t: /i() $ag.~iclrc lo :-talo ddl<t l'olomaa \'e rt t:hrotlt· c dt.'lk regioni ~anoi l i ad re; oppnrt: <·<•l fare alt.arc l'u1w o l'altro arto in c.·,.;tt·IJ ,.; iollc per 11ri.wrar11c /<1 fm:a d('[ calcio, Ct'l',) ; <'<>sì pure "'"' anTriuta rìcerl'a dci punti cll'l \'all eix , dclll' \'ari<' ~11:-il •ilit:'1 ('utam·c , ckll:t th::.mrlml:a ziollc ccc. può dare IIOL<: ,.,.j,]u rli pt·r la tliagno,;i, oltre al la ~on·cgliarwa ad in ~;opnt:t de l ,.;og-getto: e poi l 'c"'"""' dei rillc,.;~ i. e tlell'c:tcitaiJìlit!t ch:ttrÌl'<t, sopratluttv tr•·r l;~ ri<"~:rca f<•lldamcntak obl1iclliva del siutonl(l dolore il :'11;-eukopf., I'Erl){·u, l'ìrilloalgcsko t'C<'., compl etando (od iui?.i:uulo) l'<:,;ame col cril<'1'iu p.,itol ogi<'o . .. ui cl:\ ht•n wuta importan?.a il Boschi, cou lo stuùio ciot· do.:lln pcr,;onnlitic p!<iclti <'n elci ~tl):!g<·tto, in >'lo c n l'i riflessi di una infermità doloro~a, ed anche mediante la ricerca dci piccoli segni elet-
trici del Neri.
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L't:l::iPERlf./liZ.\ N~:L RIII.(I\~ICA Ut:l. <.:t:i'<Tilo l'::iiCIIIATHlCO , ECC.
stante le umio-ipolrofìc J'!•sid uali per un po' eli tempo allu ncvrilc. Per ' la diagnos i usanuno rnolti a•·cnrginltllli di l'~lnr. com preso lo studio dl!ll'clemen lo p::;i\'h iJ ·o dd dolore, ~·nllll..' fan:nt anche il Bo:;<:lJ i.
Y. Tn.tla:,CJO, in qm·--Le 111'1'\.'S:'ari:um·nll' biT\' Ì nutl', di parlare della t•pilessia, e di tanti altri ca,.;i di malallie n~' J'VIt;31' un;anirhé elle aiF biamo avnt..o di 1ms:;uggiu o per errori diag·noslii'Ì , ~·om e pure dc, g rave problema della prtdi~posizionc con~en ila <Kl éH'qnisit<l pere h è si ubbiano talun(• for111c almPnO cl elia nevro::;i, prr vcnii'C acl una conclusione generale circ<.t i "'''troll''i lu11:..ionali rli !JI/I:rm (nC'nrolici-traumalici in :>cnso lat o). · La ncu ro:;i traumati ca rli guerra. non è una forma s peciale, ma è la comune s indrome eli pare con qunkiJe nola Imrti~·t)lart' relativa al la cond i:.iom· di gw.:rn~ ( rowli:,ionali~1no causa h' del \ 'ervorn); i l trauma di gucna il più dL'ilr volti' (> soltan to l'occ:L.-i one, e gli effetti non suno s pecifil.:i dl'l l '0cca~in1H' nm dt•llo slaL!~ pn:t•si:-:tente (Murr·i } con in più il dC'sidl·t·io (tl!·gali\'O l cti :-;fugA'il'e agli allli peri col i della guerm; però spL'S::>O ha mag~ior \'ldor(' il fallOl'(' emoliYO (1) , sia in rC'la~iOlle all'cvt-nlo SllC:!'PSSo, sia atl'evl'nlo futuro e lle vuò ripeum.~ i l pericolo di nuove enwzion i o eli danni attuaLi ; ma in guerra si hanno anche formt· ct~mJnozionali wre, con <·ffl'!.li • pal0lo~iti immediali. che ec,citano J'emol i\·itiL 11101 bo:-:a <'o.~liluzion<tlc <l1•scrilh dal Ouprè oel anch e formatasi da sl r<.~paz.zi r da auloinlo:-;,.;icazioni (Bi ondi-Tambu rin i ) : c quindi po::;sono allor·a stu dÌI!l'Si formo pure di neHosi , che però ·a parte la culhur·n. clw ad C'ssc di! la coslir;r:donC' anomal a o degene-
rati \'a, - si emt·nderrl)hero pn•filo Rt· non inlC'r\'enis:-:c, dopo, la paura del pe1·icolo ulteriore, C'd i! dPsidt·rio eli l" frut.Lai'O la malattia per la licenza p1·ima, in :-;0g·uilo per il risa r cimento, i quali fattori agirono molto più pre;,to m·lle u llrt• fonlll.! d i l\(' lr:·vlntumalì3mo, si chC' po--ssono queste a,·cr si ant:he ~\·nzu lraumati:'Jnn ma :.o lu PN l'idea di polerlo subi re. QuL·:;lc sopra~l r11tlure psid1ichl' spiegano pcr chè ne.i g ruudi t:atadismi o uei pr·igionier i di gu(:'rra (Meigl', Willmans ect: .. ) sono
rat·is.simi i 1'a:;i, o sono della forma grave ~ li Oppcnl rein , di Friedmann). oppure del puro tipo t·ormnoli\·o l' lransil-ori, o J)l'l' int.ercorrent i discndocrinic secon darie. L'idt•a, I<L ter 1HI, il <k~iderio, J'« immagin<.: sullbieltiva del l'a('cidenle" (!-il'hu"lcr) fì~su110 ii i dis lu1·bo lmnsitm·io ini· zialc post-commolivo (<;io(• !t- turbc org-arhiC'Iw ò l'l l'<: niOzione l , o lo creano a.ddirillura (Iwr ril'ordo o JH:•r mirm:ti;-;mo\ , c lo r endono pt•t'· manc nte , per inll'rt·~~ o p<.:J' :'li!I'~('Slione: in questi u l timi casi la guarigione è più facile, ~pt•C'ialm~· nk Sl' nol (.'O fii7Jle · o permane un forte nucleo emotivo, ma nq.(')i ull1·i casi 11na scv0ra psicolt•rapiu h.a. qun~i sempre r agione, se J'orgunizzaziorlf' d('] !'\l'l' vizio <.tiuta . irnpon<'ndo e limiLanòo, - e ciò éllll1Crl0 llt'l Of> n, , dei rasi, :;ah·o quando ol>ùia pr,cre· ( 1) lkh.: ttio.:o m :\ :<en:-u dd :'llo r:-l'ili pt·r qm:l dac rign:lnla ht p;.tog-cn~·:<i tklla neur. tr., 11011 t'Oill'tngo m·l g.:Ja-rrolit-.nn:, cotuc fn il ()alìpp, ('lw l'cmm.ionl' (<li;.ti-
m ia) T:lppr<::<~' II{Ì J\·knl<'uto r<on(\a l lll' lll~k ~!(olia l'>Ì IHh<>ttlc', \:1 ()ll:>k pl•J'Ì> per e:<:-c·rc.; f.i-;~ala. h a btsog-no ullcriornH..:ulc <lt·ll '~:l, lllt'lllO idco.!.;<:ll<> : ciò qtW"i csclu:<i \'llliiCJtte vnlc per la 1·ar. 11ct•rosl colllm!llh·u, e per t:~h> u(· form.: C<JIIÌ\'nh:nti alla ucH• •da
Kpa1·ento.
L'ESPERIENZA NçURÒLUGIC;\ UEL CENTHO PSICJIIATRlCO, ECG.
3\1\J
dulo un mar·cooo -slalo dCç\"l'nerativo (arlcrialc, o tossico, o vesanico), oppure vi siano stato fini lesi qn i c:erebmli da concussione del cranio, anche dopo il giudizio favorevole ( 1) . Nò lu. twogaosi può fa.•·:si subito, sopntlulw nei casi con sind romi p~icopatiche relativamente irnpononli (confusione, .allucin<.tnioni, delirio oniroide) : ho anch'io vislo guat·irc ìn 11orhi mesi soggetti che sembravano par·ademen ti, o melanconico-a.ns iosi, o psicastenici ossessi vi, o pcrmarHwe inv(;ce dei ucuraslenic.i, c.on graduale UCL:entuarsi di una. sindrome ipoconùriaca-psichialgica. Oggi , poi, si aggiunge tuLlo l'elemento s iui strorsko della « neurosi da. indennizzo ", c riappaiono sindrorn i depress i ve, da e~auri mento, psic.ast.cnichc, lalonevrolichc, va.somolorio c oouvttls i-formi (forse emendatesi dopo un provvedimento di lice nza o di servizio Sedentario), dopo che s i è staluita. l'assegnazione pecuniaria per tutte le inferm.itù sviluppatesi anche dentro un anno di ritorno dalla Z. G. Da ciò l'aumento dei casi in questi ultimi m esi, quale il Micheli pr~onizzava nella sua relazione, o il Nonne illustt·ava al Congresso di Monaco, sopratutlo dovuto alla altuaJe larghezza. legislativa, in fatto di assf:gni e di pensione, fatta a scopo 'politi co e dalla quale esula quals.iasi dott r·ina mooicolegale, trattandosi soltanto di una specie di sussidio di diSOGcupazione: qui la Mcdit:ina diventa una scienza. (od una arte?) giurid·ico-sociaJ.e (Mor·selli). Ma per l'avvenire non è sempt·e possibile seguire Lalc via; la re' visione dei giudizi, pronunziata dai collegi me.dici, è di g iìt una norma oppol'Luna; ma tanti altri sono stati rifor·rnati r·on alle pensioni, oppure permangono immutati perchè non cul'ati o inte ressati a non guarire, ond'è che la revisione non deve e.-:.sere di spmplice accertamento, ma associarsi a provvidenze var·ie di rieducazione lavorativa e professionale, e di rura fisica c morale , per ·e ui, a distanza dalla guerra, il nevtotico deve guarii\! e tornare alla rwoduttiviti:t. precedente, senza oltre pesare - ed in modo duplico - s ull'economia nazionale. 'rali provvidenze d\!bbono essere di spella nza degli spet.:iali:;ti, occorrendo acutezza di indagini, pr:1t:cità specific.a e costumanza medi. colegu.le, ser·enità di giudizio in un giusto t-emperamento degli interessi ind·i viduali e di quelli dello 3laoo, c vol.e nlerosit.à ruru.ti,ra. del ncvt·otico malgré lui, per ruc uperarlo al lavor·o sot·ial{). Como dicevo nella Rivista. sulle Nevrosi traumatiche : ·~ ovc l'i nteresse pecuniario si sovra.pponga all'inter€'ssc scientifico, la medicina deve volgere guard inga i passi, e gran parte di sè trasfot·mare in A rs 1W?dira, sottilmente indagando e serené!.ment.e studiando, vugliando i minimi disturbi accusali, ricet·cand one l'a.,.monia delle e-spressioni rnorhosr, valutando girtstament.e le Predisposizioni patologiche od anomalie, c le varie condi zioni causali. .. ", ma t:ol fin e preriso del vantaggio della collettiv ilù, che ha bisogno di riav·ere validi alle atLivilù produllivG le lante mi. gliaia di minorati nevrosi e di invalid i funzion<tli della grande guerra l ~
ra,
( 1) Sono all'indrca le propor1.ionali rhe p!·iuta il :\lurselli. poi, cluraute 111 guer~01111<', 0ppen., Ganpp, Cl;'lnclc, :\l~i~t·, c,·<·., c• fr<t noi :\l n<lt•tw Fragnito, Ro-
schi, :\ling<t7.7.mi. ecc. ha nno ·riferito.
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AMBULANZA CHIRURGICA D'ARMATA N. 4 DIRETTA DAL PROF.
N!CCOLA 0IANNETTASIO, TENENTE COLONNELLO MEDICO
Ferite addominali di guerra pet· il dott. Emllnueme Santoro, capitano medico assistente nella. I Clinica Chirurgica delta R. Università di Napoli
D) POLIVISGERALJ.
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In ques ta calegurEa ho rm:coiLo lulli i fe rili OJJe rati di la.paroLomia, n ei CJ ual i l'atto O!>Cra Li vo m ost.rò o lesi o n i d i più tratti de l hiiJO gastroenterico -· (tenue, co lon, ~loma(· o J - o lesione <W uno de i segm enti d el tubo digestivo accompagnale da fe ri L<.· dt un organo pat'endJimaLOsl). La combinazion() più frequente inlercs::;a il tt•nue ed il c6lon , cui spc~so s i accompagnano lesioni d ci m eso o d cll'epiploon; seguono poi in ordine di frequenza le fe rile d el colon , a(·com11agnate dalla lesione di un organo par<:nchimaluso: rene, fegato. I fe riti di questa categoria furono M con 12 guat•i ti e 42 morti , ('O n un a percentua.le di guarigione d el 22 %. Le lesioni cutanee non prest>nlall O caratteri spec ial i , pe r quanto l'iguarda la localizzazi.onc to pog rafìca; piu fr.:> C)ue nte mente si tratta di fe~·ite trasfosse di rett e s ia ne l senso tnts,·ersale sia nel senso antetopos teriore. La s intomatologia clinica di q11esti fe rili è in gener e più grave dt quella de i fe l'it.i d elle calPgOl'ie lli'CcedenH. L'infermo è di solito pallido, soffel'ent.e, abbattuto , con polso piccolo, frequ ente, r espirazioue dis pnoica, addome for t.em enLe contratto, dolc nt.issimo alla palpazion e. Spesso ha vomito , ha s timolo alla urinazione <: Ile non può soddisfare. ha. l'ile nzion c di frci e di gas. Nelle ferite renali s i ha naturalmente l'ematuri a; nelle fe rite del f~_•. gato spesso l'infermo è agitato, angosciato e suda profusamente; nellt! ferì te d ello stomaco i n CJ ual c he caso s i nota. l'ematemesi; in aUri termirti tutti i s intomi c ht> si riscontran o nel le- J(>sioni d ei vari visceri possono con ve rgere s ullo sLcsso tra 11matizzato quando q u.?sli visce!'i ~i ano nel! n stesso tempo feriti. S !kSso an c he 11et·ò le ~ondizioni generali del feri.to sono buone, com e ne lla oss. M)6, ehe, con 2 fe rite de l colon trasver::;o e 2 de l tenue nresenLava colorit0 ed as Jwllo ottimo, respirazione calma, polso valido ritmieo e di frectu enza noi'IJ1ale . Così anche 1-'infer·mo cui s i riferisce l'osse rvazione 5fJ'•, cui fur~no ri scontrate a lla laparotomia una ferita ciel fegato, due pe rl'orazioni ci('l lenue , due perforazioni della cistifellea, aveva colol'ito bt1ono, a~reUo normale , pobo valido con 30 pu Is azion i. Altri casi de l gene 1·c sono quelli· d ell t• oss. 50tJ-503-50G -508-509-5~5526-527-547. Questi casi dimostrano cile no n è possibile con il solo esame clinico d ell e condizioni gcnçrali d~c•l fe rito fare diag nos i d i lesione- di un solo o più Yisceri <'ndO·!>t!ri toneal i. Lo stesso di cas i IJ(!r que! c he r igmtrrla i dati riflettenti l'addome; il ventre di legno è qui t•iÙ frequer~le, ma [ HiiJ mancare; i dolori spontanei SOnO tulvoll a alten11ali od U::iSCnli ; È' costan te () •IlHt~i il dolore provocato dalln palpaz ic;ne. E' n·r·lo lullavia c hl' 11110 sguardo d' ins iemt: a Lu tLi questi fe rili mo;;t.ra una /!IH ,. ilit maggio·re c hè ne i ferì li del k precedenLf categorie c la s indronH· arlcln111inalc rlin icn si ri~c ont1·a molh più s pesso che negli allri. ' All'atto opcr·aUvo è fn•qt~t•n l e ri :;<·on lntrl' l\ !moperitont:o, s ia eh:! esso dipenda rla fe r ite eli organi parf'nc himalosi - fegato, milza, t·en i -come nelle oss. 504.-506-535-537, !3ia c hè dipen da da fiO'rile de i meso o dell 'epiploon , t'.ome n<• ll <• o~~ . 5 l0-~J l 2 -5 1 9, :-:.ia anclt~.' rhe dipenda d <t ferite del solo intestino - os::; . 5()~-5 11 -51~~ -5 1'7 - . Le caratteristiche delle fe rite ,-iscerali sono id0n Lichc a quelle riiù· t·il e . singol<Hrnenle pe1· c iasç un vis('ere . Per ;1uanto riguarda il numero
4~1-1·
FEHI n; MII)O.'I I NALI Ili
Gl't~RRA
delle lc.sioui, anc he qui nw 11ln' nt·l rolun le ferile ':iO li O spesso unit' h e o doppie, e ranunente "lllJl'rano il m 11m·ro di due, quell e del tenue invec.e tal'amenlt· sono donpie od ur.idw e spe~so in vec:c sono molto num erose . !E' caratlt•r islica a que:-;lo foi'OfH)SI!o l'oss. 539, nella quale il proietti le, t ma :-.rilegg-i o òi ~ r a n ata, ]l l'Od ll!'-!:il' uno se heggia,mento dell'ala ili ara :::iuistra. proiettando con violenza nunieJ·osc piccole s cheggie ossee nella t<LYi tù <!ddolllinalt•. L'intestino fu ~ ~·oyato ferito in 22 punti , eli cui uno ~u l s i~ma e 2J sul tenu e; il' fl' r·ile e ra no pic.cole, alcune il mucosa exlrofl(.•ssa alirr invN·t> 'tPpena apparisrenli . l'u ca,..o iut('r(':-,.a >lll' pc:r il lllllllc'J'o cldlt· lc::<iuni (· qnd lv cui ,i rift:ri sc~ l'vss. ,.;o8, nella <JUale lilla pallcu:.~ di <.lu·:qml·ll ))t:ilc:lt;lta ,-u ll 'il~l·cllarc pC>~tcriòtè sinistra, al 110 110 ~pa1.io intc· n·u~tnle ~· kmlata~i ;,otto cut~· all'ing11iJH: di dt':<tra , produ,;se S fcritr dd colon tr<J,..\'crso c z dd t~lllH: : q nt:,;to ferito, g iunt o dopo 17 ore ùalla le,;ioue. an·,·a polso ~4 ,·alido, a,.pcUlJ IHl<>l H>, 1nc:n1n· l'atldomc e r a meteorico c do-
lcmlc c , ul\ c an"l' Ìlllt'>'linali furono trm·nti 1\,·i ch:po!<iti fihrin o:-i; l'infermo morì in lcl'7.a )'!iorn ata pc:r p•·ritonitc. E' l'nni<'o C<~>'O da noi o:<~en·atn con otto ft:rite del colo u t ras,•c r><< '·
Le les ioni analumo-palo lu!!it·ht• d el la si:rostL P·~ ri loneale non prc::;cnlano nulla di caralleri::.Lieo t'Ì:>fll'll o agli a lt ri ftt·iti _ Rieorrlo soltan i.o elle in al cu ni gli (•::;sudati fibrint,:-. i :-.i mo:-.tr(lr·on o su lle anse inteslinali anche IJOcbissime ore dopn l 11 k~ion e . Co,;i ncll'os!'. 509 c.on una fl!l'ila del r icco cd una c! C'l ll'n 11e f11rono lr•o \·utC' lt·aerc di essudato sulle anse cinque or e dopo la ferila; m·II'IJ-':4. ltç)6, con 2 perfomzioni d e l tenue c 2 d e l colon l r asvL't·::.o :; i nwLaron(l, <lppena tre ore dopo il fet·imento, Lran·c di essudati fibrino:::i attorno allE· lc;:;ioni intestinali, e ne iJ'oss. 505 due ore dopo la ft·rita, :si trovarono :scai'!;Ì depositi fìbrinosi sotlili c fi liformi sul l e ahSl· clt•l tt'n ttt c !-;t tl s1.;nna, c· in cavit.ù. s i notò la presenza di un liquamc gialla:slro fcLido di aspetto purulcnlo, mentre il periloneo jJari elale, nel l HtJJtn O\' C c:-;so si riflelle su l sigma, era di aspetto n ecrc tico. Il d ecorso p ost-op end ivo di qul';-;f i ft·I·iti è pru ~ ra ve ehc negli a!Lri. In genere èssi hannu hi;-;ogno <li una 5(11'\'l'gl ianza piì.t a ccurata c di cu r tl più minuzi osc, poirllè eli faUo, l l itt fn·quenlt•menlc che gli altri, si ug'gnn-ano rapidamente e muoiono ('nn fl'nonwni eli shock o di sclticemia pcrilonC'ale aeulis:-;ima. Dt-i ùodici gua riti un o fn lra,fc:rit v in ~et1i1ua giurn<l t!l - vss. 50~ - do\·cuùo 1',\tuhnhlltZ:l \r[o~fc:rir~i in a ltro s<.:ttore. !!ut·,.tt• infermo pcrù fu ri,·i~to ùopo un m c:;o.: in un O'JH·dall: da ç;l lllJl"· gn:~rito (\di'ano l•pcrati,·o. ma con :\~cesso polmonare; il :<no d o:t·vr,..v po,..t·ot><·rn li\'<• c rn ~tato cmllplic<~Lo <ia ll n hr"'tC!>-p<>lmouile. l ' Il altn' - NS- ·11/5 - f11 lm,..feriw in dnrlk<::<inla giorn ata in condizic>ni g<::nera li e lot·:di hnone: uoti;.ic po~lnm c a><>'icnrarouo la g-n:ori;.:iono: ddl'i u{C-1'1110. Glt altri tutti Jm·ono tra,;fcriti in eondiYioui !-!l' nt:ra li ottime c cou ferita operator ia q u asi rimargiuatn, h·:llmc i' c:1:<i dl'IJto os.<ci-.Ju:icmi -'"" c ·'"-'· Il prionP, che prt:~l'nt:.,·a :;ci p e rforazi<•n i d(·\ tenue, due de l ('ol •m tra"-\'l'l'>'<•. tlnl' ckl c.,\<)11 a~t;t:nrk nte c una ferita rlrl ft~nlo, chhc un dcrorso fa,·nr~:mlt i primi 15 )(Ì<•rni. lu ~<:dice~iun1 g iornata fu preso da vioknli dolori atitlllluiu:lli, :I<'<'<•IIIJl:lJ-:'II a ti <1:1 lcllq>l'rnlurn fchhrile : l 'alidome era lc~gcrun-ulc tl'>'O c n>c:lc:o ri,·L•, c l;o palp:tzioll(· a,·,·crtinl uua resi~len7.a profonda iu <.:orrispmulen zn tl<·ll'ipol'on clrio cl \'strn. Tali fnll i re~n:ù iron o lentamente e l'in fermo era giit in <.li><crc.:tc condi zioni quanòo fu tril!'fc rito iu trenlc:~ima g io rnata ,\m·cudn 1' .\no hu\aowa rt<'ar~i in :~ltro punto del fronte. Il ~CCOII(\0 fu trnsferito d o po Ciii giumi, ,-on Jì~tnla stcrcoracea dc.:\ ~ igmn aucoFa apC'rtn, ma iu bnone condizioni fiCUcw li.
I·'ER rn: :\Pil0.\1 IN \l. l Ili lil' EfiR.~
ill:) .
Cn caso degno di no ta , (Wr qttd ~· ht: riguarda la nwu ca nza J.:i fcuomcui di s hock auchc quaudo ,-i ~iano !::T:I\·i h.-,..ioui ,-j,:ecr:Jli, ~ q uell o c ui si l'ifcri>'ce l 'os;. -l9<J. Questo infer mo fu ferit o da pall<>tlola <l i shrapnl'll in rn rri..;poud.- nzn ùc·lln n·g iolt(: re· nule de:nm ; app~ua feriw ieo;-~: <h·lln ;,u;r manklliua nurut:rosc l>ctllk ~li cni si (a~ci1'• strettamente l'addome tt••ucndo di e,·isl.'t:rarsi , quindi si mise a correre verso la Sezione di :;anitit c percor~c col'Ì corrcudo cir.-:• tn: d•ilo111 etri. (;iuutet alla Sezione d• l'anitlÌ si arrampicò sopra un;r cldlc uo,"trc lett ighe c he ~taHI per panire con un ra· rico di feriti. Fu operato dopo tr\' o r<' rhlll:• kl'inuc•: g-li furouo riscont rate otto pt:r· forarr.ioui del tenue c due cl d\ ':wgolo e p:. t il'o <h· l cnlou; di pii• ÌJL ttua frangia dell'omento si trovù impig-linto il prniettik: l 'inknuo gu:1 rì, nou osta mc cht• il dCC'Mso post-opcr:lti ,·o (o~.:e ,•nmplicnto "" po!JIInllill· l'hl' ri,loln:ltc· in s<·stn ~ioruala.
Le compl icanze o::s••t·vale, trnnm· lP su1 ii:.' Slll))ll!razioni (Jrl!tt feri la opc.ral{)ria, il sing!Jiozzo, spl':"SO pct·sisl t>nlt' JWr vari giomi come m •l l 'oss. 509, furono G ca::i cli polmonilt·; atzi in 2 di 0ss i - os~. 5:37 t• MO- la morte d eve alll·ihuirsi t'!;cl u:-;i\'<.Unenll' a questa aff(;'zion c poi menare; in un altro caso - oss. f.>\.5 - il dl'cor·::;o pnsl-operatorio fu complicat-o da fi stola sl('rcora,·l'a ciel sigma; l' in fet·mo che ftt operato lk ore dopo i l fc1·imPnlo C' dw n tosLra\·a l'Orni· ll',;ionr artalonw-patolnf':il'il una pcri tonile p tl r ul enla. di fftr:;a, mt1ri p t> r sellicemitl in· H>' giornata. In \tari casi la rnol'll' d i qtrr·:-li ll'rili unl'nnc con l a sintomalol0g-i.1 c-lac:;sica. della pC't'ilonilC' a.-trla d i fft1 ~1 per 0 in quPsli ferili, mollo più frequenl('rnC'nLe d10 nei fl1 rili fl el l e> calt1go ri e Jl l'(' •·ec!Pn l i, la morlt• (1\'vcnno per sl'ltict'min actlli s;:;i rlla P Jlt' l' sl tork: in 7 <J (I i ra:-;i Hrtzi la rnorlt· va attribu i ta, come C.<ll t ~a i mmediata , n ~ hod< opcralur·io, poichè i fl'rili prima dell'allo opera ti vo errt11o in ,-ondizintti genNali huon{' r si aggmvarono invet·c c1uran tl' l'op<'l'azion e n(• piit si rimisero. ... D ue d Pgl'infenni moril'Ono JlL' I' emorrag ia - o"~- fJ3:3-53!• - èSSt'fl· dosi l'iscortlrut" cLI Ia rwc·,·oscopia un OtJLC'\·ole <'OlOJlt'l'ilon co pe t· frnla del fegato : er a anche ft:r·it.o Jl [Hllrn0 JH', e nella oss. 533 anche il l'erw. D i (!uesti frriti 17 fttr·ono llper ali rwiiL' g rolle di De\·dal<i; m• furono trasferiti alla sul ~ l'~:"nlrale sol lanlo tr e .-!te g uar·it'OIIO, gli all.J'Ì tlt in vece mo1'ir·ono tuLI 1 al di::ìlact·oml'rtlo aYanzalo. Si polrebbt•ro farr eli qtH':'li f,' r il t \·arit' cult-'go l·i,~ , a ..:cconcta dei viseNi lr si . Ma clal punto di \·isla dt>lla. gt'a\·il it d clh~ lesioni basterebbe cl ivi der l i i n due calL·goril:'. NC'Ila pr·ima poln:hhero C'OmprendC't·si ~li infermi con lesione dci vat i lratli dl'l tubo gastro-t'nleriro, nella !--è· conda C)uelli con lesion e dl'l l' inle::;Li no t' di un o o più organ i r>arencllimatosi. Si wrnpt'€ndr perù t'lw dal lutn clinico, a parle li' considerazioni d 'indole lPc.n ica, cprrsle dt sl inr.inni l1anno srurso valore . La gn~ \'itìt delle le:>ioni di niu \·i:-:<:e t·i en c!O- !lerilon •:><d i è grandt..•, quulunqu<' sia la combinazione dell e rn ed<'~ im C' . L t> fvr il(• ctegl i organi pan' nchilll<l· Lo~ i dell'omentn , dri meso. t·nppn•::.t•n tano ,·ertarnentt• nn'aggravante da una par·te ('IC I' le 1·ons(•gur•n;w rh•lla ppr·dila di sangue, dall'a l tra JWI'chè nelle ferik dC'I fegato o rli.·l lu milza o dt·i tWt i vien e soppressa o profon damenll' tur·bata la ftlllzio11alilit 'd i organi di allo valore fisio· logico per· l'eq ui librio Ol'ganiro. Lt• f1·rile cti qut'sli vi~ceri rapprcsen· tano inol t re 5empr·e l'origint• di ttll ernnprri toneo, p iù o m eno abbon dante, che è un mezzn rli ntllura <' di cliffusiont' di'i germi versatiiioi da evt•ntuali lesion i d <.l l 'in[P~tintl, o tra~pllrlati clall 'eslt!rno. \ 'et·o i· d 'altra Jìart(' clw l'l·mn - p~·r i lon Po ,;i ri:wnnl ra anclw !lt'r soh• ft.>ril<' m testi nali, nm di ~n l ilo Ì' nwno nhhondante 1' SJ'I'S:-iO l imilcali ,;simn.
VEB I n~ :\llllO\IIN :\1. 1 Il i ld 'f.Bil.\
:19~· ().<s. (;c_nrmlilà: D:1111. ('o,:. , "Oidnto fanttrin. - nata di r>li rala . r dala di _usci/a: 2o-S-<,11 i 22·9·91:;. TCIII/'Il ii'II .<Ct>I'St> da/ f>tlii'IIIO tli/'illft'I'<'CIIfr> : ore 4· Nal1tra di'Ilo lesione: l're >-c nt a <lue feriJe lacere, da !\Cheggia d i granata, alla rc·giouc rcna le ~ini ... tra, di::tmlli l'nua tlal l' altra .'\ cm. ed n ront.orni nera~lri. ~Oli , . •,. fnm d'n<eita tll:-1 pn•i<-tlik. :.raurn l~":unc rnòiok•.t;:lco. Sintomi prill<'if'tlli: A~pctt<> a l,hattnto. \.'olorito pnllidn. l'ttl~n ' ~'' · piccolo. Re· ~pir<.~,..ion e affa 111 11>~:t , tipo l'O'-l<tlc· ~upc1·inrc. \'t•ntrc t'nntr:otl<>, dolt-nlc aiiH palpnt.Ìtllll'. ('ritw t.ion e >-PI>lllam·a i111p<•,,..ihilc. l'nlt:t<'I'Ì'-1110 o·n11 ,.,.tr:t:tifllll' di uri11o.:, for· !<' lllt:lllc t'll1;<ticlu~. Tmltaii/CIIIO: Sln-i).!li:nncntn ~nll c fo.:rit l·. Scnprimo.:nto rkl r en<- l'ht è tutto ~pap pnlato. Srjn·(lomia . Il proienih· (· (ll'1tt.:tr<Tt0 in ca•· itit llrlrlominalc. Si prolun !-{:l in nnmli il ta,!:'li<l lnml•ar" {' :-i ;•pre la c:witù nolclmninnlc. Rnt nrn ,di unA perforazione dd colo n dil'c«: wlcntc c fì,.:<aziom! al JH'rilonco paridak. Dr~n:~g-gio al111 r<•g-ionc reu:.lr e in ('~\· it;ì pe•·itt•llt·:ll t•. :'.utura dtlla pan:le a ~lr:t ti . l~sìl<>: 'l'ra ~ ft· rilll rlopl• ~ 1 gi•w ni g- unritn . ~IITii: ( lp(·r:lln n l di,..[:H·r-ant<·n\n :ll\',òllr:t \CJ. 'l' ra-<ft·rilo alla >t·<k i n -1 gi nrn((\:o.
-I<'JS- () .<~. -
(;C'JI(Ttllilcì : h ·. ~i<· . . ,..ohbtn fanteril'l, -
flafa <li Clli r'a/a c dala di
11-'ti/a: 2 1·/·H)f(>, :;-S-1911>. /m s(Ms<> dal l><lllllld <lll'iuft• r ~· ,•lllo: on• J l Natura della lt•si""": Ft•rita tifi palh-lln di :<hrapncll ~<1tlo l'angolo s<·llpol.ue inf.... rion' ~ini ... tru. La p:dll-tta ~i p:dpa ~o\l<l <'llll!, 011 qu:.olra nt e 3rl<lominnll.' inferiore ~i T <' lll/' t•
n i<lrv. Si li/Mai f'ri•t • ira/i: .\ ,:p,·tto :<olft•n· llt•:. l'<•l<o Sn. \'Hl i, lo. T<'lllpemlurn ,;;.o. Rc :<j) ÌI :t~ ion<' t•:dnHI. \ ' i,·i dolori aol<lon1Ì1t:ll i t• tlih· ..;a. :-\o n loa L'OIIlito. Jo:.;;nm: d<•l t nran:• nc.·g-:1t i n). Tntll<llllrlllo: L;oparvl•Jinia pararett;tlc ;.iuistra . Sutura ùi 2 perf• Jrni :mi <~el Ctllnn .li,:ceude nt<·. c di liiHt .Id lennt::. Dn: n:•~l!iO. Sutura a l>l rati <l··llo.: 1 ~o rt-ti. Esi/o: 'l'raskritn <lop" 16 giorni. ì'l<'l'f : Tr.lto il llrena.l!g-io in li~ ~inrnata <' i punti in 11& J:(itlm J ta. Tu11pe r:::tnr;, fd•brile i pritni 2 giomi . .\ pir,·~:-i:t in ~t·.((uito. Ctlll<li ~ioui ).!<'11t'ml i <>llÌIII<-. Athlome trnttabilc.
·lifl· Oss. - (,'fl/l'l'<lliltì: T<JS. ,\n . , ~oldatu g-ranat i<·ri. - Pa!,J di 1 11lral<l e do1/a di uuiltl: ;~o-S-19111, 1<H)·1916. Tt'III/'O /ms<'t" -'" dal tr,111111<1 tlll'illlcn·,•,l,,: on: -,. Natura della lc simr e : Piccoln ferita, a mnr.e-ini ronl•t~i. ù:t pallelia di s! Jra rnel!, n l fiauc:o :-.in i::t r o . ,.u ll'<bcellan: lllttlia. 11 proicH.ilc viene loc;1l izzato dali 'esmnc- radiologico a tlr~lt<l llell'ond•Pli co, nll>llilt· <'O Ì mo,·it11t•nti n·,.pirniori. Silllomi f>I'ÌIIrij>ali: ColrJrilo lll>flll:l ltt . l'ol;;o s4. nlli<lo. R espirazioHe ta lma. 'i'emperatnrn _-,1',!. \ \·ntn· <'011l ratto, dolente all:t palpar.io11 1.:. :-\n 11 ha ,·omito. t'rinnrioHe ~pn11l:1 11 ea COli nri11e tli c<,lorito notn w le . Traf./awcH/0: Laparotnmia pnran: llalt- s inistra. ~uturn di ~ p< lfonlr.ioni del tenui' e di 2 t!el colo11 tra~wcr:-:o. Tr3t' <'C di e:-:,- ntln ti fìhrino,;i ..ù1·1rii C ali~: ferite. 1l proiettile i· impig-liato Hl'll'o nto.:nto. Rc~<<.:z ione. Drenn).!gio. Sutura :. ~trilli àelle pnn:ti. L·:.<i/tl: '1'1·n,. fc rito dnpn , ~ g-iorni. :-:n'l'li. : Tt)lto il tl;·cu!l.l!~il> in ; 0 ~iòrnab , i punti in 1 \~ ~iorn:.~a. Qualche linc~ rli temperatura i primi giorni, ·:.p ir~·,.sia in :'egnito Comli.~i·mi .t.<·uerali dii'C1ete r locali ottime. 49i· O.<s. -
CcHcntliltl: Doli. .\ug., :<nltlato r,.nleria. -
{hl/O rli l'lliYtlftl ,. dala
di usd/<1 : 1-<1·1916, rS·9·1ç)l6. Tr111 j>n lraMo rso t/al Lrau111a a/l'iozlt•n•culu: or•· ;;. i\'t~lura d<'lla lcSi<mC: Pil·cola fl'rita , tln palletta ili -;hra pn<'ll, sull'n~cellare nnte· riore sini,.lra, s ultito ~op ra la ~piua ilinca a n krior-,uperioro.:. :-\on ,·'(· f01·o d'o:~n·~~•·· 11 proiettile è localizza to dnll'e~nme radi()lO!{ico n ..:l IJadno. Silllom;. f>riHripali: Colorito pnlli<lo. t'ol~n So, ,\i~rtdatn~·utc ,·alidn. Dolori
FF.Illn: 1\IJL)(Jì\llN't\LI fH \.l'ERRA
sp<>ntam:i c dift:~a addominak. t\•n1 h:a \'IHnito . l.iuguu UJtai.ta . :"Ci n ha cm~;,,so ft•ca nè gas. · Trattame1tto : Laparotomia l>ararettale. sinis!r:t . Sllmra di ":! pc:t forazioui del cnlon discèilÙèilte é di due del tem1c . ~ntnm di 1111:1 ilh:emzione dd me~O<'òlon . Drcnngg-io. Sutura a ~trati delle pareti. Esil.o: Trasferito dop0 18 .l:!iorni in via d i !!'U:trigio.<JC. NorE: Tolti i dretutggi iu 6' giornata. Supp.trazioue della ferita. Addome trattabile indolente. '1\:rnpcratura fehl>rilc i primi 1r ,!Ìomi.
498. Oss. - Gt' neraliti'r: C'as. Lu., solclill<' fnnteri:J. - Pata di e11lmlat r dala tli uscita : J9'9-J9I6, 1R·J<>-I916. Tempo tra.~corso dal lraumn all'inlcn.'c lllo: ore 8. Natura. del/.a /esimll': F-erita mtondeggiante da p·.llelta di sbrnpuell al fiaurb sinistro. Il proietti!~ si palpa ~otto cute alla fossa ilinca df~tr,\. Sh1lomi f>rillcipali: A!<pctto sofferente. Polso 1<8, \'nlitlo. Rcspim7.ione tipo costale Sltperiore. Dife~a addominale c ,.j,·i dolo1·i spontanei. Ottusità ni fianchi mo· bile. Vomilo. );'on hn cme~w feci, n<: ga~. Tr11Uamento: Lnparotomia medi:~na sottomi~clic1 l e , con aggiunta di un taglio tmsversale. Sutura di 4 pcrfora"ioni cll·l tenue. eli 2 del colon di~rcndente c di t a lUpia !a(:erazionc del me:<cntcrio che ~:111gnina. Drenaggio. Rntnra a !itrm i della pnretc. Bstrnzione della pallctta. Esito: Trasferito dopo 3" giorui gn:arito. , NorE : Si rinnovano i clrenroggi in s~ giornata. Decorso f;H·ore,·o\c, npi ret i ~. Piccola pi<aga superficinlc :<nlla ~,·d" <ldln fe rila al IIH>III(·IltO dl'lla partenza. 499.0ss. - (;cuerttlilà: L~o :\'it·. :<olclato :trtig'licria . - /!t~la di entm/,t r tltlltl
·' \ di uscita: IJ·IO·I9t 6• 25·1I·I!)t 6. Tnnpo traJcorso dal lmu11111 alt'lnll'l't•cufo: or.: ·'· Natura della lesioue: Larga ferita s:anguinantc :olln rt'gHl11C renale destr:t, <ia
palletta eli sh rapnell, sem.<l corrisponde nte <li egre1:so. i\fan,·:a il rep·~ rto rrHiiolog:r0. l r,o sbrigli amento della ferita dinl()Mra In pt>net razio11 e. Siulo mi priuripali: :\spt!tto soffcren:c. l'olso Hl(\, \':J iido. Rc~pirazionc tor:H'it':t. Spicratn dife;.;a. ~on lw nnnito. t'rinaF-ionc !<pomanèa con urina limpicln. 1'rat./atnenlo: Laparo!omia ptlrnrctt;Jlc ò e~tra. Sutura •li ~ p~rf0ra·~inni <'di'angolo epatico del colon, eli 8 dd tenue c tli due lan:rtlz ioni del 111e."<' nterio. ln uua frnn).!i:l tl'()meuto si trova il proiettile. Resezione. Drenaggio. Snt.ara a !-t rati ·delle pareti. Esito.: Trasferito dopo ·H giorni, guarito. NOTF.: Decorso postoperntivo ..:omplic:lto dn polmonite. Tolto il clrt'naggio in t o• giornata, i punti in 1.(". Quc;;to informo , dopo il traum11, percnr~e. a piedi, circa 3 chilometri, per ragginngere In sezione eli ~anit:'t. c,oo. Oss . ...._ (;e,Jeralil~: S:ah. Vin<·., ~<>ldoto fanter!:.. · - Tìala di 1'11/rnt,, r. dala di u's cita: ~3·S·I9li, 21 -6-19\i. Tempo trasco rso dal fnwma all'inlcn:cnlo: ote 1. Naf.ura della. lesioni': Ferila a margini contu~i. lht pallcttn di shrapncll, alla metà destra dell'epig:askio, .3 dita sotto l'arcata eo;;tale. Si•Jiomi· priufipali: Polso 8o, ,·nlido. Col.l.l;ito pallido. Vi,·i dolori addominali c contrattura di difc~a. ::\'on ha nnnito. Ottu~ità mobile ai fianchi. Tr<Jt/amc·u to: Laparotomi:t mediann. Sutura di 6 perfornzioni del tenue, 2 del colon trasverso, 2 clt'l rolon asrendente, 1 dél lobo sinistro del fegato. Drenaggio. Sutura a strati. Esito: Trasferito dopo ,)n giorni in via di gnarigione. Xon:: Operato n De,·etaki; tras ferito alla sede in sa giornata. In 16a giornata: violenti dolori adclom in<tli, temperntura fchbrilc, modico mcteorismo, resigteu?.a profonda' all'ipocondrio cle!'tro. Tali fntti r eyrediscm10 lentamente. 501. Oss. - Cenemlitlà: Mo~. Cnr., ~oldato gcuio. - nata di cnf1·ata e dala d! usrila: s-6-I9Ii, 2I·6·I9Ii. Tempo trascorso dal t.muma all'inlervc ut.o : ore li. Natura della l <!sicmc: Fuit:t rotondegg innt•~. <la palletta di shrapuell, ÌJt corn·
gp<>ndcnza dell'u 0 spazio intercost:ale, sulla cmii>capolare dcslra.. Il proiettile ,·iene
lo~alizzat? dall'esn mc rndiologim in ca ,·it;\ ltdclominnle, mobile coi mo,·imenti re·
sp1ratori.
Sintomi prlurif'ali : Polsn
1<10,
,·:tlidn: ;a~pt·lto ~off<'a'l'lli<·. Rc·spir:.1ion(· tomric·:•
\1~
PEA rn: ,\ OOM II NA LI IH Ci l ' F.RR.\
.\.lùmn c t'<>lllr~uo .., clolo:otll<' 'l' >nt:ut<':llll<'lliC'. l llln~hà mohil e ai Jìam;hi. Vomito>. J:,amc <Id lor:ll'c n.:gntinL TraiiOJ>! I' IIIO : Laparotnmia p:n~m:ltalc <'lc~tr<~. Em operitouc:o. Sutura di l perforazioni del colon tm~,·e rso. Zaffo di nna ferita del fe)!nto. E!<traz-ione del proiettile che s i tro,·a impigliato nell't·pipi Nm . l>rc:Hn~ t.: io . :-ìutura a s trati delle pnr<:ti. Esi/o: Trn ~fcrito <lnpo 7 )!iorn i, tlon·udo l'umhnlanza tnlsferirsi. :"\on;: Do::co rso pu!-1-openlti,·o cmupli calO eia hroncopolmonite. Ri,·i:;to rlopo un ua·~c iu ~<n o"JX·clnlc cln campo. cr,n nn a>c<·!'"O pnlmon:lrc. Ctwrito d nll 'atto opct·ati,·o.
5tt2. Oss. - <;c.,eralità: Gin. Hm, tcnc tttt• ntitrag lit ri. -
/lata d i I'Hiral,l c• dala
<li uulta: '2T-;-19t7, 7-6-H) I/· TOII/' 11 trascor$o dal lnlltlll•l all'i•rlc•n•••••la: ore· 2 . .\'u/ur.t <Id/a /csioHc: Ferita roto nÙ<!J<gian te, rla pnllt-tta di shrapnell , alla regione·
rena le destra. 11 proiettil e ,·iento localizz:no clall'c,-~m<: r:uli ologico in c:\\·ità nchlotnimdc, ant<·rionucnle, tuohile coi mo,·im(·nti res pirntllri. Siul c> llli f'rillcif'ali: Colorito n ormal e. I'ol -;o ;o, ,·a lido. A~pt:lto buono. Dift·sa addc.min:~k . Doloro: nllu pnlpnzion r prnft>ttcla. Region<· t·(· twl e rleJo-tra kg-f(ertnt:lllc tnm e f.tlla e tlulelllt . l'ri~t azicmt: ~ponwnea \'011 urint' e matiche. Tmt/nJJH' III O : Laporo ton>in pnr:tn•ttal e rle;<trll. Di::.creto cmoperitn1tco. Xotc,·ole <·matoma rctro p('rito llt:ale. Sutur;t di ~ pcrhrnzioni d e l colon tra sver~o. 11 proiettile· ;,. impiglinto u <:ll'<'piplo<m . l<<·<t.:t.ione. l)n•n ag;::i ... Sutmn a ;;trati clelle pareti. Esi/o: Tra,fc·rito dopo 17 .(:'ionti guarito. ;..:,m; : Opt~ r:no a l di ~tat't'n ln c nl'> m·nnzloto: tr:l ~ fcrito alln e<cdc in 4a ,;iornnta. 'l'nltn il drcmoggio in R• gioru at~. i punti in tJ" g-ionwtn, ferita a!'ctlica.
·'''.l·
Oss. (;,•utralilà: :'olo11d. P aci., ~"ldato f:tnl<·ri :o. -- Jlnla di CIII rata i' cfcr/11 ai u uila : t z-nlt 9 1 ~ . .ì•"·O-t gJS. Tt' lll/' n l rn sco r ,, a dttl /nw111a a/l 'i ll lt'r<'t'lllo: ore _; . .\ 'a l 111t1 drllt1 l•·.<itmc: 1·\ rit:t da p:tlle:na di ~ hraptwll sulla pnra,·ertc hrale gi ni· ~tr:t, all':oltt'/.Z::l d e lla \' n · rt(:IJr:t JnntlJ:tre . 1;1':-lllllt' r:Hii O~;·OpÌ<'O IIIO,(ra )n p t<lldtR
' ''tto n tt <·, .: dita
~opr:l
la :-pina iliaca a. ~. d l',tra
Silllo mi {'rillcif'tl/i: Asp<·tt o lm o11o. colo rito 11orntalc. Po lso ~ •• ,·alido. Res pi-
r:.z.iom· <'ahn:t. P a reti :tdol01niltnli te~<:. illllllohili c<\lt In ro:!'pirazion.·. ·J•:~JpM.iom• rur. ltn doloro<~• a lil-:'trn , inclol c nk Il <:ini, tr:t. ::\on ha CIII Csso feti n ì: )!Il!'. :\ou pu(. nrinare. l'rin..: lirn pi<lt.: al (':tt<:tcri ~rttn. E sn mt· m·n·o,;<• m·gat iw>. Tratfrtmnllo: lnei:-iou c · ohliqn:1 n IlA fo1"'n iliaca destr:t. E:<tra zilJII<' <ici proiettile. l'nn {('ril:t dt·l p(•l'itOIIC<l p:trit·tak è in itlltlo~t\i:HO C clir(; t\Q rnppnrto t'Oli 111111 fcrit:l tll'l ckco. Sutura eli qu.-,-ta ferita. <lall:r qnalt· ~cllhJilO k1·i c g-a~. Proluugara l'ind"inn e in nlto :<i II O(ll UIHI ferit a dc:l feg:t(O, J)O('O proh>llda . f\ ~tcriorÌ7.Z:l7iOttC tlcJ 1·ieco p<·r n rc1.zo <li :<tri!<cic di )(:tna. Sntnr<l a str;o ti ,\t-Ile pareti. E .<i:o: Tras fe rito in H)• l!iornata J<unrito. :-\or~ : Ot·<:or "o po~t-opc rH t i ,.o c• •n tpl il·n tn <i<r hroneo-polmou i l<·.
'-"·1· O ss.- (;t• ~t rml iltì: Rn .;. An r., ~•·ltl:lto fi111terin. - Ila/a tli <'11 /mlot c• cfttf<l di u, .-ila: J l>-n-1 9 1 ~ . t.:·/-1() 1:":. Tr>ll/'<1 /ra uorso d11l lmuma llll'an·i<·n: •lrc .:. . .\'1111cra di'Ila lrsi<·lll': Ferita da JW~ottol:~ di fucile !'ull'a~cellare n11teriorc clc~tra, in corrisponclcr tz:l del ;u a rgitt<: co~t alt· , ;·ort t·.((r\' ~S'> alla metà ~ ini!'tra dell'epiJ<a~trio, il mar)( in e e<l;>lal e . Sirll omi prin.-ipali : A ~pello lm ollcl, ··o\orilr) IIMIIIfllc•. P ol>-<J Rn, ntlido. nict· di anrc ' '"lltitato ::an..:n t· \ ·,·tllrt- l c_~.!g,· rrrh'ttl e tumido. clolrntt· !<p Ònt a n eamente t' a\111 p a l p a ziott<.: pn•fo n tlu , 'p,· d tt h Il t:' ntt• a Il' i poeto nel ri ;1 r\e~t rn. :\ ntÌ h !l ettH' S~n fec i. 111·· ~ns. Ottu~iu'o tttohih: a i li a n chi. Tmll rnlll'lrl r• : L<q •:Jrolnlllia llll'di:111:1. c·"n aggiuuw di 111 1 taglio tr:J-;n: r~al e a cleM ra , pu r~tlll'lu a ll'~ttTa la ""~l a h·. 1-:tnope rit v uo:o. Su tura el i due pe rh•ra~in11 i clt> l t< nnc , ~li cui una n! nt ll r.l.!iu c lllt':-t:'llterico. Il tunrginc ùcl lol•ll s inis tro tll:l fegato ;,. ~l,tec:'tt > 111 """ "" tt·:•:-,·t·rs;t\c P<' l' ntt ;l lun g her.r.n ,li (> t'Ili. ,.,1 aderente al fegato per 1111 ~ o!ti .~ p~ùunt·nl o. :-;; asporttt t· <i s utnra il nt<trgi nt' <·pa tir{l cou nna cloppin ~erie tli punti ~tac'I'OIÌ iu <':tt g ut. La ci,tife ll<-a pre<:euta 1 pt·rfut·azioui !ti ""o (n lll\0. fìntura iu 2 ~tr:tli . Drc n:t.l!,t.::i. Suhtra tldlc- p a rl'li :t -rrati . t-:., il o>: Tr,.:<fe rito dnp1> ~!) g iorn i J.:ll:Jrito . :-\on: J>c- ror~n po~t -opt· rati,·o n n rltt:rk. (Con/l 111111 ). ~nhit o ~otto
40!)
CASUISTICA CLINICA DEGLI ESITI REMOTI DEI TRA U.MATISMI DI GUE RR A
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Per lo studio dei risultati remoti dei traomatismi di guerra l risultati n •m oti fl('i tranmat is mi di g uet·t·a offrono materia di studw <tssai più impo rlanlt· d e llo stesse lesioni r ece nti, e costituiscono flna rirnL fonte ·di utili in segnamenti pet· le allerazioni .anatomif'l10 e p N i disordini funzionali più o meno rletìnitivi , riportando le une e gli altri all'agt! nle ,·ulne rank, al f\UO m~''canisnto ct·a.zione, ai r·aratle t·i eri ai sintomi primati d r l lruumatismo. all e 1·omp licazi oni erl ai metodi eli I'Ul'a .
l
Fra tanta vari l'lù di lesio ni, le quali pas~uno sotto la nostnt oss•·r·n monc quulidi<ula Jll'r lo studio m edico -legal e, v'è una proporzi one noll-'. CJie di casi , dai quali l'anatomico, il fisiologo ed il c lini co f!Ossono tt·arre la dimn:-trazionc d ' importanti problemi odi fi siologia e di patolo€1 i<t - - come in una. scri u innume revol e di r s perirnc nti , i quali per la ioro di\'et·sa natura r·ipr·oducono la rnoltifot·mc sinlomalologia d e llo IC'sioni cl ei v;u·i organi P tessuti. Bus ti volger e l'a.ttc uz ione alle lesioni cd .ai disordini funzionali dol sistema n ervoso , cer·cbro-spinale c simpati co, ~ovente non in armonia I' On l'entità analomit·a d el tnwmatismo me ccanico e d ella vulncrazionc, per appre nde re dalla. d i ,·crsa e multi forme si nlnmatol o{!ia falli nuovi , i quali intcgr·ano gli s tudi di speciali funzioni. ~c i nda~rhiamo le <·auso dci di sor,dini trotìd e ter·rno-Yasrolari rhc os ="ervan s i s ui ferili di g ucrm, quando non es is tono clit·<> lf.c lesioni d E'l s i :-; t ~ma nervoso ccrehr·o-spinalo, scopriamo la .sintomatotog ia cet'Virof;wc iale , cardio-vascolare o p crift'rica. che camltcrizza la fìsiopalol o~ia d 0l s impatico , s ulle n ri funzioni ha portato !anta. lu!·e la tr·aumalolog-ia di guerra. . Ne i disord in i Lrofici , sovente preroc:i, ··onscnttivi a traumi r ontu ,;i ,.i anche li evi. senza vu l n crazio ni, <.' ome i n quelli d el le g mnd i articolazioni del ginocohio {) cl(•lla ::;palla, il c riterio anatomico fareblle rit·ottO:'ir·cre ch e l a patQgenosi simpa til'a n o n è ~e nza fondam e nto. Nei feriti che vado osservando a. notevolp dista nza di temr>O dal trauma.Lismo risconkans i disordini vasomotori , angioparctit:i , ipol.crmi r i eù ipotrofìc i, nei quali il simpatico d e-v.e aver e una fonte n on LrascuraIJile, forse la più importante quando sono ill esi i ne r v i dei grandi plet>s i spinali. Fra gl'innumer·e,·oli lt·aumati:>mi di guer·1·a Yi sono la11tc. varietit anato mi che <~he per· ogni r apil{)io di tì ~ i o- palologia non ,.i è ch e l'imbarazz.o ~i -
(;io rual c d i m cd id•1t1 m ilit are. -
F :1sc. \' ,
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( ' ASU I S'flt'A ( ' LlN (('A
clt.•lla sn~l la. l\ei distu rbi di'l s.i stenlit nervoso, organ i!' ! t• funzi o11ali, generati dai l r'<~ umatismi di g u erra, direUi ed indiretti. persisl.('n!1 a molta distanza di tempo dalla dala. della. .les ione, ragg.r·uppando le formè simili cd affin i 1·on le lot·o ,.a1·i eth l ipid w, troviamo i<L maggior somma di o~SC I'\'<tzioni uli li per lo sh1ci io della fìsio-palologi<t ner vosa.· Gli esit i tardi vi ddlt• fe rite t' l'anio-cerebra.li offrono un vasli52 illln t·ampo (li ri .. er·che sullo funzioni del c·orvello, ;ùlc qual i i Lraumi eli guerra ha nno portato nuova. luce par ticola.rmente uelJ.e funzi on i del linp:uagg·io, e-d in quel le elle inlf'ressano la persona.Liti1 psit'lli f'a, i 111'0ce~s i assodativi e rnnem onici. I n ogni fer·ito e.ranio-cerebralE' c he =-i presenta alla no:;tra osservazione ri sc·onlriamo una sin toma.tologia f ht' o •·onferma. nozioni già at·ql!i il,e d i funzioni ben lor.alizzate. o ci illumina i lati ost·uri delle. funzioni cerebrali ,· rom e quelle delle cooidette zone lllU I.e che <:i rf·ondano le a.ree rolandich e. Nella d escrizione d ei r ei i q uati d etll e fer·ite c t·an io-(·er-cbrali bisogna l ocalizzare la lesione cranica, la perdita di so:->tanza ossea, l'affonda. mento delle s<'hegge, i proiettili t1 Len uti nella cavità entni.ta, con ~satl<t corTispondenza delle aree cer·eb ra.li , so lchi e circ'onvol uzioni. Nelle f~ riw a !un'go percorso endocranico , g ion. indic.<w·e il r apporto òi questu con le parti interne del cer vello, c.enlro ·ovale, ~Tandi n\lcl ci. yenlri tl)li. vasi e nt•rYi de l Lt·alto endo od c-:;tracraniano. Renza un· esal.la to110grafìa C l'an io-~nccful ira 11ré1111:a l <L b<tSt! allalomica pe1· la loca.lizzazion e cl1·lla. funzion e lesa. Consigliando il miu mc· Lod o di IOJ)()grafia er·an iO-l'll<'t'fal:i('a, non ho la. prete:su c he sia più e~attn degli altr i , ma per l'rsperienza. com parati va faLla su i fer·it.i di guerra, crwlo di poll• r C:Oil q uesto mctoclo lo<'alizzarc i solchi, l e <'ir convolm:it•n i <' l<' parli interne del ~·e rv ell o. Pra gli altri melodi ricordo qt rl·llo u r<.'gi<· \·oli ssimo dt•ll 'Anlom·lli. il l iln lu cl i OliO l't' e di ornag·gio ali H ,·rn<·rala memoria tlPl gnmch.• (l nato. rniro dell '.\l t•Jleo napoll'la.no. :\ Ilo 110l.e rlini1·he Stti rPiiquuli dl'ilt> ft'rilP cranio-cerebrali che n·r· nurno puhblir aiC' nl'l (; ion,/tll· di J/t l•t/itinn ~nilil flr1· :'i.l l'ollllO pcr.:::-iloil· rnenlP a!ggiunli con lv :-.u<idl'lt<: illrtirazioni topografkl t<', di!'t'1Wi sdw· malici e fulogralìe, h· qllali, ollrt' all'lrhic·azionc ed ai ~·a rat.IC' ri della le· :::.ione cranica, possono r·appi'l'S<•ula re la fì sonom ia p:::.ich ir.a rlcl l'infermo. <)u (·~l i docunw11Li santn no ntceo lli JX'I' i l l\1us!'o s1orico dei sen ·izi :<nnilari cii gtler'l'a. \'nr·,·e i elle> i (fin·llMi d i :;anitù e eli usp!ldali, i Jll'f'· sidenli dPi C<• ll egi nwd ici e tutti 1>rli uflìciNii IIH'diri incarical i rlt'lle fiii1ZiOl1Ì ffi(•ÙiCO-ll'gali Sll ft•rili di g'llt' ITH . élJl]H'PZZI\OÒO l'allo YillOI'(' ;;ci<'nlifko ct e l l~ 0sser·vazioni el1P l'~s i compiono. nel la illuslrazi on<? d<·i r;~,..::i di nwggiorC' inlc·rp;;c:p lrrl\lmal.olog ico por lassc•r·o, anr.lw con hrr,·i e clliarl' r10!P l.'li11iclw, 1tn largo <·orllr·ihulo. Og11i eu;-;n, e scu)(• innum<'r••ndi c rl ivc·r:-:i tWt' >c>cl<' e Jl<.'l' f'n!ilit an<tlomka. si può c·onsiderarlo {'.ome i l r·istdl.alo [l l'l'~sod 1 è dcfìnit.iro d'un esperimento di. fìsiol<lgia ('èr elmde . QU!·tnl<• \'Oill" non O:'~l?rY iamo riPi frrif i c ranir.i IPsi nella zona pn·opcrco larc rolandi('i.l sinist ra, con t:i· C<'tlri.·i ossee av,·a.llale o ron ri<·alri ci mo1Ji pulsan1i esatlanH•n le roinridc·nli su ll' arca. di BrO<'a, nei quali i di sordini im nwd ial.i dèl linglla!!·gio, man mano si risolsero fìno n.lla quasi roml)ll?la rE'i llfC'grnzione.
CASUISTlCA CLiNICA
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' 1\iei fe riti d ei lobi frontali , ,·on L"'t(•:;l' perdite di sostanza t· ranit'a , t·iò l'ile geHe ralm ente s tabilii'•·c un for<tlaio Lra umatit·o m e.ningo·, ·er ebrale più la rgo della lesione osst'a , con un'apparente in,·olumitìt ddlf' funzioni ps i1·o-m entali, con una. dilig L'Iltc c mi nuta anali:;i d e l ,·onlc~·~~o -del fe rito St·opriamo d ei profondi d i:>OI'dini ps khit:i , nna esauriiJilitù dell'attem.ion e, umt insiabililù del mnlegn o, un·e molivilù s uiJilané a , un osntra.m e nlo d to•i ri<·ot·cli da fare apparire il grave d efkit ·· hc ::;i s ta IJili~ce. nelle l0sioni eli un lobo fronlal(• di quel vasto ,·umpo assot'ialivo, la ,·ui dig nitit funzionale può esse re dèsunta da.! ··o ns iderev0le sviluppo d elle radiazioni commiss urali bifrontali del t·orpo t·alloso. Non sono rari i ntsi di ferite d 'arma da fuoro (·r·anio-l'erebrali , a tragitto lms ,'e rs ah• bifrontal e, n e i qua.li i disorùinrpsico-me.ntali hanno car·atteri di L~d<• evide nza da rappresentcu·e come il 1·is uHato di una mutilazione sp erimentale dei lobi frontali. I r hirurg i i quali hanno a,·uto in c ura i f-eriti d e l aa.nio hanno [XC'· neralme nle largheggiato nella l'ran io-resezion e, m ent.re, tranne nei •·eparti c hirur~gici da campo s pecializzati , ù s Lata più rarame·nt.e esPguita la. ~ranicctomia osteoplastica prima1·ia. Questo m etodo , c·he dçveva e:;· ser e adottalo come norma, e la cranio-resezione ~·.ome e('('ezione, ha dato risultati tanto favon>voli per la re int.t•grazione d e lla eavitiL crani c·a da far t·i· ·onoscere (ruant.o uvrel>llt' ro fa.tlo m eglio i r hir·ut·gi a sal'rifì n u· me no la volta ùel nanin te nen do 1.·on to d egl i ~q uilibl'i d ell a pressione e della l·i rcola.zionc ellt'ef.alic·a nei l'l'a ni a.pcrti , l'hius i da c·icatri ci pul santi, gerwralmentc aderenti all f' nw nin p;i t'd alla cortec•·ia r erebml<·. Osserviamo un numero t•agguarde,·o le di feriti r r·anic·i ne i quali, o Jler esLese J..w rdile di so::>lanza os:sea , o per av,·ullamenli d el la pa1·eh' •·ran i<·a, esistono c-,·i dl'nli i11dic·azioni d' i nte rvento . La •·ran i o- pla:; ti .-<~ raJ)tH'esettla in q uc:;t i ca:=>i . i qual i :;ono in11umerevoli, un'orwntzione eli necessilit. Bi sop-na con:; ig l ia r lu. e c·on:;idt·nu·e l' !te il rnediro 1nililan•, incarit·alo dclle .funz ion i nwdit·O-Il•gal i Pl' l' le (l't' rlsioni agl i inv<tlicli di ~ u e rra , d eH• fan' pr'OJHtgurHia di pr• r::.u a-in n p pt-r· diffondere fra gl'im·alidi , i quali pas:-;ano so lto la sua o:::.,;en·az ionc, la fìdu~·ia. nrllc eun: ch inugicl re-. delle qtrali ltarrno anrnra hi:,;o~no. La perm<mi·nza de i proiettili lll·lla ,.R ,· iUt, ·r·<u rica, ancltL' ;;enza sintomi " d'intolleranza., rappr·e:;t•nta. un fallo1·r lat\' lllc clt irrila.ziollt' c eli l0>ior ri d egen Pr·ati ,·e elci kssuto ncn·oso o ct i a:,:•·l•:;:si tanliYi. L (' pnliL'tle eli ~hra pnc l t per forma e ))l'l' p(•so più dt•lle :;, hl'ggif' nwlall il'llc incg-olari. l•· quali p i li fa•· i l nw n le s· i w a ps ul an o e s' i m m o IJ i l i Z7.<UJO. posso no llllll<ll' sede e migrare vcr·:=;o la béhH' e yprso i nul'lt·i t•d i vrnlril'Ol i cer ebra li. La ritmica pulsaz ione d el l'l'n·cllo. s pe<·ir>. :W i t prn it·ltile è e ndodur·al l', pr···lllenlc su lla c·o i'Ler·ria re r t>b ralr' orl imme rso rrcrrli sti·ati t·<lrli ca li in ,.it·i nanza dei pr'illl'ipali rami al'le,·iosi, imprir11e al <'Ol'i>O estraneo un'osril· lazion,c su lla m o lle sosta11w IH' I' \·osn eia. faYor irc l'irril<t zion e, il riCl'lliJilu c 1a mig razione . L'appare nt e lolleranzu non esl'lud e il perieolo anf'ltt' d opo tut lungo inll'n·allo libl'r'O (' hi,;og·na COIISirlt>t·ar·e i w o ic tlili in cav iUt nani t·a. un per-ii'Oio permanente. Ho r r·eduto eli f<H· c•cn no nei proir tlili en dor~ran i ri perr·hè s i tenga w e· senle l'eventualilà di t'Omp lic·a zion i ta1·dive e di alterazioni f\ il e nziosL' n e lla sostanza cercbntlo "per cons ig li arne l'estrazione qttando so11o ch i· r·urg icame nte a.ecessibi l i. ComJ•I·endo e: Ile non :xu·<'t fa c i le SII JH'rare l'in·-
CASt.:ISTlCA CLINICA
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nr-sionc rleg-rìnfermi ad un inlet·,·ento chi rurgic·o tardivo in ··ondizioni di apparcnh• tolleran za., ma è doveroso dare il ~ugge rìme nto che si re· pula n li le cd 0 con!' i~I'Ìlt bi l e-. l'cslrazjone dei w oicl Lil i a ne Ile se risiedono alla bast• d<.'l nanio ncl ln fossa c;t·an ica anl-<.••·iore c nu:•dia o ,;ul tendario . .-\llra c·on dizione d'intervento nei reliquali delle ferite cTanio-r,er ellral i (' l't•pikt·;:;ia jac·ksoniana nell a forma motoria o psiro-sensoriale . .-\ Jll'ltc pir·colt:' ;-:;,·hcggc del ta,·olato i nterno possono mantenere su l le meningi. ~n Ila ··ortc(·cia 1·er ebrale uno sti molo epil etto~eno. l'ile bi:-;ogna ri111liO\'t•n• ··on la. •·•·anil}domìa a lemho osteoplasli• ·o. L ' inqtlìclo eli guerra pa%ando sotto la nM-lra o:;se•·,·azione non dtvP troYal'l' ~o l léwlo il perilo cllt' stal>ili::wC' il g-mdo dell'invaliditit cd il 1'0111fJC'Ili'o ··he gli 1\ dovtlto, ma a1wlte. e sopraLullo, il mcdic'o indagator e, . dilig-Pll l t~ rlt'i lli:->ngni dì r· hi ha ~c· I'\' Ìlo nnl)ilmente e I'Oil JH~ J·sonal e satt'i · tizio la Patria. r:· in errnn· 1'11i rn·dc. cllt' l'opercL di as:;i:>lenz<t sanitaria agl'invalidi di ,! we rra Sl<t itol'lninnta. c·on l'applic·azionc dl'i pr'O\'Y('dirnenti di jlt'll :'\innt•. :\ to l ti ili \'Hiirfi di gllt' l'l' i~ hannO bisogn0 d i c'UI'C chi rurgithe t' el i c'li!'\' A;;il'!w, lcnnil'lw, elctlri ,·hc {' l'hì n e~irllC , e perciò oc·c:orrono a1wnm n'pn•·ti cll!lic·i ~ flCl'ializzali. rwn·hè ·solo orFani7.zando bC'tW i =-'t·rvizi t• l tilll'mgi•·i si ,;labili st•e qul'lla COJTenlt'- rli fìcluria , la quale di"anna. Jlt•gl'in\·ali d i ngni l'l'Si~Ll'llZil al tl(lstr o c·onsig\io. B1:;ng·rra allt'Ora L\ pe1' lun~o Ll'l1lPO stare arTanto il qu~~sti d<~gni figli rl ~· lla palJ·iu, a CfLil':O:t i urnili ed alti ··itladini, ai qn:tli rlobl>iamo tutta la nn:;tra as:-;isJ.pnza pari alla J'iconn:·wenza del pal'SP per assisterli, per :-:oc·r·ot·n•l'C h· loro so ffct·PnZL' fisid1e (' cnnfol'tar<>. q11cl le de llo spi1·i to. pc•· ··omprcrc qu<?ll'llPC'I'<t d i a:::sislenza ,·J w è m ezzo di J'Cnrpero, dì L'ne r!Z'it• minorate ed al trrnpo stes"u fat.lon· d 'ordine e rli c!isl'i plina ,.;o, · i<tlt' . !\nn meno importanti :-;ono i ri::;rdla.ti lontAni d ellt' IP:;iOJJi dello :'\l' llPielro d eg li al'li c dL·Ih· arli l'ulazioni in r elaz ione alrazione dei proi pltili sul le vari e re:;i ~ lenze ossee, alla l·Stensione del focolaio del \l! l ratlun-, cd alle loro vari etit Lip,ich e ril cYahilì ne i repel'li radiologil'i ant· IJe a di stanza di ternpo dal lraumali..;mo, t•d ai ri sui Lali rlei m etod i i'tJI'illi\·i . l l c·•mscJ iirlaml'lllo d dorme dl'lk fraiLurc per arma da fuoC'o degli arl 1, con ,·i:-;toso Ul't'OJ,:viamcnl:.> per sovrapposi zionc d ei frammenti, d iasla~ i delle grandi s1·h egg-e laleral i c dcv i azione dell'asse, è genE'!'<! l mente il ri sullato dt:.·ll·imrnobilizzazionC' con apparel'chi gessat i, ai quali ah· l•iamo •·ag ionf' di allri i JUÌ I'(' Il' più g l'avi invttliditit pel' fratturo degli <t rli . Per t·onlrario dagli appun.'r't·lli a Lr azionC' JX'rmancn te applicati fll't•t·oc·Nnt•nlt>, dopo la stt.'rilizr.azion c Opl'rAtoria e rhimir·a de l focolaio dvlla frallura . si so no ollen11lì i n sull<ili migliori per lunghezza c direzione dl.'ll'a ~~e delle 1liafì-si, ron1e !Wl' la forma c YOlum e del cal lo, per il lmfì:=;mo d<'i musroli e la funzione dell e nrtin>lazioni. L't·:>J•<'I'ienza flt•lla gu<•rra ha r affot·za.to il mio ronvi 1wimcnto in fa.Yt>J'è rl t-gli appa rl'cch i a. lrazìono p crrnan<.>nl<' e c·ont rar io agl i apparen:hi imlllobilizzanli gl's:ml i, cd i risu ltali rhc os;;c,·vo sono c·osì <iisastro~i da tog-liere og-ni rag innt' ··he pos~a an;·ora :;ussislc t·c in difesa di un lll\'l.odo dì ,·un; •· il'c'l) Pd ir~t·onlrollabile 1'110 dc\'l~ ess(!l'l' proscritto dalla rlli rlll '.:,ia. di g'lH!lTél . I t'rallur;Lti, i qua li sostaruno più a l ungo nei l't'·
CAS U JSTl C.-\ CLINI CA
]),(lJ'Ii -::;pee ia lizzali da campo, O\ 'ù eran o di norma applin ll i i mdudi d 'immobilizzazi on e ortopedica a trazione permanenti.' col cont.roll o nwto<.lie.o, radiologico c scmiologiro, g11arirono ro11 lr rni nod ctc forn1il it ed f:'bbero il peri odo settico più breve. Le ossrrvazion i m edi co-l egali sui fntlturati di J!U<'l'r'a offrono ttnH ri era somma. d 'in st'gnnnwnti ]Wntir i JH: r la c· urH dei! (• fratlure <.1Perl 1' per .armJl da fu oc ·o, e ('J'edo as:-;ai util(' elle <Siano racTolti cd illu~ l•·ali con brevi c·enn i nosolog i(" i e c·on do:' ullll'fl taziorw mel in lng"ica i n t,;i et i maggiere i u terPssc . Nelle ferile <i"<lnnn da fu oro del le g randi arl ic·olazinn i. eh•l !!i cltwd1iO, d ella spalla, d el g·omilo, la r e:;ez.ionc·' tipic·a prirnaa·ia precon• iiT>iù del!(' volle non ha dalo ri sultati lluoni : l a pseudoadJ·o,;i inatli\·a nelle l esi oni dell<L spalla e del f!OI1lilo e l'anchi losi t·on ac·<·on· iam enln non propo rzionét lO all'(•nlitil analomin t d \'ll a h ·~in n e os~1·a irr q m' lil' dl!l !:d1101 Thio. Le feri te o:;lC'o-a r'Licolari del ginoc<"lli n da pmil'tlili di .p irn1ln <·ulilmJ d('.!la fu e·ilcria, da pallet te di shrapnell e :>I'I H·g~l' di l Jin ·ola t' lltN iia grandezza d ei pr·o it'llili di art iglieri a no n ltarr110 i • ·ara tlo~.· r· i c·(llllllì inuti a g rande f<wulaio, a fr·('tmnw nli inroPr !'nli , ··onw nell t· frati lll'l' roll l· minute diaAsarit•. Tr·atl a~ i per lo piit di fratlu l'l' a r·nnalc Jll' I'\' Ì(J IH'I' proÌ('Ui li el i fn ciler·i a Nl a canale l'ireoscl'it lo. ed a t•anal l· ÌnlJH' I'\·in l'Oil arn:stn d el proi t• l.lil P IH• Il 'e pifìsi del ft> mnn · n <h·ll a ti l>i a Jk r PHild lv o JWI' :se· hcgl!c •l'artig-li t· rla . QuE's1e fc·rilt• 04t·o-arli i·Oia r i lratl all· r ul l'i nl t•l'\'1 '11 1<1 fll' \'1'01'\'. c·).[. l'cu'lrotom ia SL'lltpl in · l' t•on l' t·~c r·t·si dl'l proil'l l ilt•, dt•i franlii H·nli di :;Loffa l' dt.'l l 1'!"-·mlo oss(•o ::;u::: pC'tlo cl'inYasio rH• mil'l'obio ·a ]!uar isc·rliiP C'O li l a lllÌ!lOl't' pc• rcli la d <' il'Cpifì5i. Pd nno· l w ;·urr la p:tr•zi all' 1'(1 Ì111\•!-U'il ziOne d t:ll'arl i colazio rw . Ec·ct·zi onalml'nlt• i• giu,;li tio-ata lil la n•;o;vr. ic Jnc· l ipin t pr·irn nr.-i a, ~ · ome rw l[(· f l'illl lll'l' l·)lifi,;a r it• il ,!.\Till tole frwoli!i•l .d ii ~ ros~t\ sl'l lcgg<· di ar·Li~l ic ri a. Bi ~o]!n a I'ÌnlrlOSI'('l'I O c-lw i l'llÌ I'II I'f!i ilalia cti llt·lla i'III'H dt' ll t• ft•r ilt• d'anna da ft111CO clt'llt• g ra ndi arl io·olazi on i llannn S\'~.mi l o il nilt·r io d i'l· l'i nlL' I'\'I'Iltn )JI'L'•·O•·t· 1'011 l'arlrnl ornia :'t•rnplin• JH'l' pn·n•n in· J'irrft•z inlll' u l a 1'«':-:t•zionl' t·t·01111 111ira :'l't'ti!Hia l·in. Si Sill'l'll l •vro ntlt•nul i I'Ìs111Lnl f fllllz.i onali l lli~Jil) r i fl t•llt• fni l c· ckl gino1 ·o·ll io :-.1• 111111 fo:-:.;t• sl aln t':'V!!tlilii luulo S JH'S:-'O l'ari rrJiomia al la i\ l al' ki' IIZi(· . Qut•:-:l o ' II H'l c ~t l n, St' p 11i1 d an• l JltOil i r i~ultal i 11\'ll(• n•SL'ZÌI Hii lipi.-I H• cll' l t!'ÌJlO<•· I1io. dt•n Hdisn· l' appal'€'1'1' hi0 liga rnP nl nso ant('l'f)-Jall'nti l' L' fan1r Ì:-.• ·<· l'a nl'lti lo,.:i. l J'ilrlmlnrnin lougi lwli nall• l , i la l t • l'al~· '' rm:rli a11n c·flll l t nllo c dt· r·~· laknd i cl ,•, ·li,·i lr;t dato ri su ltn l i rn i!-d i or i . Nc liP •·O II ft1 1'l' I1ZP d i c· lt i r u rgia di ~Ul' l'l'tl inlv r all t•all' d i Pat·i:d. icllt• qual i ho U\' Ulo l'onnrp d 'il! l i•JTL'Il i l'l', Ilo o,:spn ·atn otti mi ri :-:nltali fn w zionali , c·on lil. c·o t~.w rv az iont· dt•i n tm·inw ll li dt•l gincw1'11in IIH' ITÌ' la !l l (l· bilizzazione alti \'a · pr·c,·n· ·~· . D <:t lla nostra ,:ln l i:-;fi ,·a cldl\• ft•rill' arli• ·ola ri JHl:-i:-'Ìill llO ltarn• util i rn segnaii1C' rrli pmli l' i , ~· JII'I',!:CIJ i dirt:>llM i dP!l·li M JH'dali Pd i fll'\':-'i denli dei <·ollegi m edic·o ·ll'gal i di m (·; ·ngli l.'r e i l'il:-ii d i cnag'[!inn · inlc•rp:-::-it' 1-l'éHIrnalologico, e d'ill uslrarli con nol e hrevi tWr il (.ii(J m (l /t• r!i ln !'flicin" mili tar''· Sarìt dt'SC r itLu il I'{' Jlt· rlo radi ologi eo r d at!·g it•ntll l a nu l io~ rafÌit . 1• possibilmt• til <· la fnt ogralì a d l'l l'arlo P òell'at! t•,!!'f!'Ì<I IIH'Il l ll d l'll' ic tft'l'Jli(J·
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C..~ S I IST IGA C.: LI NlC.\
Ln lt<ralolo!-!·ia traumatologi,·a, ]Jet· ··all i dl!frH'Illanli, per c iratriei vrzih:;t' e:<lt>:::t>, per at.leg·giamenti anlalgir·i t'OHI-li. per parali::;i riflesse 0tl i:-lt•r·o-l rauma tic llt·, fo rma un al tro YaAo campo di o::.sc rvaziom:, rl qli<IIL' co:-<!ituisr·e Ull r irdJ.is:-i111o patrimoni o rlinit:o per lo ~ lud !u ùelll• rwJltP pl 1ci cau:-;,• c$lntnC't' al lmurnali:::rno, lerapeuticlw c p ..;ic llk he. dlL· ltannq corwor·:-o a d a!!g-ravare ~di <•ff(•fli dcll'agenle vu l ne~:anle. L'H):('l'll le Yulneranlt• deiiP llUOYc anni d a g tte na esplica sul r·oq Hl llllano urt'nzttlltt• dinamka. la qua lt· sorpassa cii m ollo i confini appa. r(·nti del foco laio lraun)aliro per ,, fi~>Llo d PII' inl l·IIS<~ pressione molecCI· lart• C~' n l r i fuga e d !'li~· vibrazioni C<HlH tnira ll' dall' urlo yiolento allo ,;l'itl' ll'Lro E'<Ì ai pat'E'ltl'hi rni. l~ inl'\'ilahilt· ttna eon tjJI L':--Sa. i11tomalo logia. rwim1rriu, la qua le oscura ! -i nlonr i rkll(• lesi o n i analomir·hc pr·t·nt1enl i. I l tempo m an mano ;;t•tnplifì•·a. la ~inlmnalologia lr·aumal il'a, el imina i disordini funzi onal i ,;pl'lln nti atri i pffl'tti della pre~,;ionc moll'•·olare (•d allr pit ·rolc• !1•.s.ion i ,·a:wolari . ln CJIIL'Sll• fa\'Ol'(·\·ol i !'11rtdi ?.inni os,;pr·yiamo i t·i ~ullati ta rdi,·i d t' lll' fvl'itt• di g"t ll'lT<L Ho JH• rc·iò rag:iun l' di r·ipl'lere dw questi ri su lt,ali sorto a:->Sai più rlin w!'l ralivi tw t· gl i slurli traumatolog-it·i dl'lla s tC's,;a lesione r c1·ente e della ,;in lo nwtoll)gia. inizialt•, parlit·olèl rmf'nlr rwl campo de lla lrsio ne rlt•.J si::lt:·ma llt•l'\'OSo . NPi ferili cl'am ta da fuwn addomi11ali, o perati e no n operati, a m olla dr ~ta nza di tPrnpo da l Lt·autnatis mo osserv iamo che l'appar'C'<T hio di/!L'renll• funziuna st•nza manifc-:;ti di;.;t ur·IJi, arwlw quando esis tono laparot ·P Ii <'i('alrizial i o parai i Li,·i . •V[cntru Il~ sinet·h il' cn le ro-lwt·ilont•a li, lt• :;l{' JtOsi d pll' iutcstino. Il' fi,;tolt• stercMal·t•t· sono t·s ili r·ari dell o fr rile:' addominali operate, il la par·o, ·elt\ (.;i ralriziale 1• J)<u·.a litico è invore frequen te . O:;se n ·0 d1'i laparon•l i a ratallNt' p t·entl l'n l<>m ent-r pa.ralilit·o negli nt l!· rali òi laparotomia late nd e. nei quali la paloge nesi d elle imperfl'· ziun i m ori l<t uno s lud io at·e.urat,o. Ho dello parai itil'o f' non cirat.rizia le. poichi.' c·uneorrendovi cnlrantbf' lt• c,aust>, la iJtl('tTuziont> operativa dell'illlt('rv;Lzi(\lh' Òl' Ì tntl~t:oli dPIIe parC'li dl·ll'artrlomc ha la p-a rl t• pre,·aÌ<'IItl' nella palogt>nC'si d l' l laparo,·C'Ie. In quakhc r·a..:o il prola:-~o cl<.' lla lì<ll'dc arldom inah' forma una w ra lJh<.H'C ia c ularwH g r·o:;sa quan to una l l:'l'La rti fl'lo, •· icPttacolo di una gran parlP <l!'ll'inll'sliJto. Con ,·er·i •er enll'ame nti e ntero - (~piploici gli orga1\i sotlod iafrnmnral it· i. r-;Lomat·o l' ft'gato, conservano la ind:i··azione normale. .\.fa i n tali t·ondizior ti manl'ando il tono de i mu s<'oli addomiHali. cnnrd inalo a~rli alli r es piratori ed .ai movime.nli d Pl diafrnmma, sono irH· ,·ilahi li r·ol i<'lli PO ~po::;tanw nt.i e ptosi cl<'gli organi rnol>ili. I'Olon. nJII('IIln; ft·gato, pilon1. da influirP s ull.a perislals i, ·;:;ulla inn ervazionc l ' :;uliP funzioni di ~·t·r·c· nt i . Consig-Jier·cmo a quc•sli informi l·a pla~lidt adctom inall', 1'0111(' ai cranici t·on c ranio a.pert.o la -r ranio-plas tira , (' d ai fratturati guaril i ron ,·a.lli ossei vistosarm.·ntc• rleformi r osleolomia ortoPt'cl ira e nelle l>Seu do-arlrosi l'o~teosin l<>s i. Ill ustrunrlo i r isultati d efinitivi dciii.' ferile addominali aunwnt.ere111n il ,·on ll'ihulo della noslru e~pc ricnza nell'importante proble ma t.rat r-
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nwh1log·iro, Larllo t:o nlrow•r :=;o IJI'Ìilla del la g uerra. (' fdi ee merrle risolu to 1rl'i noolri SC'rvizi :::.a.nil;11·i da t'illltpo in favorr d ell ' intl'rvei1t o imUledialo . Le parali:;i c le ront.rattur·e <tllPrganidw o riflesse t·on le ':.a ralte ri slidl c t>tleciali di alL<:'ggiamt·nt.i pèrmarr<•nl i della mano in JH>sizione pal'<llili l'ét raclia](', in ft c:;sio nr for2ala , rlel pi C'rk t or w, del g inoechi o, d el :rom rlo rig ido in e~ten~ im w, formano un ntp i tolo Spl•ciale ddla traunl alnlog·ia di g u el'l'a , non· fil•! tullo IIU O VCJ, pni r hè furono o~e rvali nc•lle ~ ll t't'l'l' anl .. riori e ckscn Ui dal W eir-Milrllt'l l fra i f<·r ili della g uerra dr ,,.,·os:;iotll' . La sin t oma l o lo~oria ed i ta ralleri a.nalomit-i di queste d etormitit pen; islcnli olln:~ più auni, quando n o n operano ì (attori p si- l'lli··i tll'll<t gm•na , po,o;sono porlan· mol l a l tH'<' m·lla. os~u ra JHrlOgl'lll':;i di l'C'I:'i :;Lra rll\ fo rme m6r1Jose . Se• tu volonUt d e ll'infemro lta i'OI't·orsu nHne fattor e d i t·oazione per un dalo alleggia111enln, la pe n;i:;lenztt e lP ~l l l erazioni organit·ht! l'I le 8 i ,;taiJt li:=;rono t·ol te mpo , in quanto r appn•:=;entano il p rodot.to d'un f<tl tot·v psielril'o, s0 110 a ntio avviso .Jl.uutl enu l<' rht un automatismo 1·h e l' l't'Ci llll Vl.!t'O S[afO di malittliè . L' ipocsLes ia , l'ipoalgesia, l'i polt·r rnue:>ll's ia, l'<.~ngi o parc:' i a gu<tn ln Ilei a t·alza, la parali si o l'ipol oni a .. ontraslano l·on l ' intf'gri UL o q uasi d eD trotìsmo mu:-rolarl' (' della strut Lu ra del k ossa dimost mt.a colla radiogl·afia. Lù ind agi ni cltc~ noi faremo i11 questi c:a:>i a nJOit<.t distanza dal lt·au rnali :>nw ntlp;ono a ddìnire lH. tmlo[!t'llt'Si ·cll'll e s lt·aniti:S ime f01·m e tH' r,·o:;c, as:5ai nll'gl io che nel l)Criocto r ecente · St• il fatt ore p:;k llit:o ha la parte pr€'val cnle n el peri odo iniz.i <Ll c, l'automatismo matLo l il' l' \;.t l'.On t.rattu r·a pennanenle e !'is lcro-Lraumati ~m o n ~? ll 'L pseudi)-]J{l l'alis i rapprl'sc ulano la ,·e rosimil c pctlogcn esi . R.an·oglialllO cd illlsltiamo con noll' cliniche, t on riproduzioni i n ge:;.-:o <' t'O l i fot ogr'afìe. qucst<• t·ar·atleri::;lil'lle (leforrn ità Lt'<tu ma.ti .. hc o pscudo traumali c·lw , e faremo OJWra 11ssa i ulill.' J1l't' lo st udio drlle nc\Tv:'i li(!llirlw. J.~a lolle.mnz.;t dei pr·o idlili incaps ulali n e i tt•ssuli moll i esterni, nellt• ossa, negli otgan i •·avilari f' ar·g0 mc nt0 d i spet·iale inter esse tmumatul og iw. Rivolgo perciò preglti pra. ai c.olleglli , dire tlm·i d 'ospedali c Jlrt!:<idt•nti dei t·ol lt>gi me d it·i., p er e Il è pori i 110 an t'l w i n q uPsto studio i l lnl'l) intcr{'ssamc;nh). ~o n vi è capitolo di Lratll ltat{J logia di gur rra. t· lw n on possa a\·e r·c <'ulla. t'asuislil'<t d 1e ci 0 data dai tisir llati lontani dell e fei'ile sugl i in validi d i guena ri tTO matcri a ll' eli dimost.razione. sc ie nlifka e JH'alir.a_ App r•ofHt iamo di questo pe riod o d'inll.'nsa osserntzione mcd ico-legah• Pér l'Uccog lit•rr t.on tnetocl o e l'On fNv ore i l'isu llali p i ù o meno defin i ti,·i f lei tnwmati:'tlli di gLwrr·a t·on lulla la donrmentazi one- ,· Jini,·a., t•uu la co:wiemm ·rli tO ntpicre un rto,·erl' v<•rso la :>l' il'nza c p er fare onore <rlla, ·· hirurg ia italiana. :-.iel Uiornalr· di m1•ditina 1n ilitar,• Y(•n·anno d 'o1·a innanzi p ul>l.Jli1'a te le noté di osservaz ione s u i ri su l tati remoti clell e ferile di gurna, ~·om e per t·accoglier e i11 un'anto log ia t rall lll<tl<)logica i l' a si di maggior e , lltlet'P:'st~
s t:!Pttlifìco c p ralico.
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t ' A:-<UtSTH'A ('L INI C'A
Esiti lontani di ferite cranio-cerebrali
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[lt' l' i l dott. Vlrginio de Bemardinis, maggi<we liW<Iit:o .
Hilengo· op(lùl'lllrlu riferir\.' brt•Yi c~: nni su alc11ni f0rili c raniu-t·~· l't!IJJ•a.li. L'importanza cii simi li casi è parlicolai'Jllcntc· rirnarchevo lt.:' pt'r la. luce t'IlE' essi apportano sulla fisio-patologia d.• ll 'en~·falo, la quale prima dC' Ila guerra , specialmente i n ordine alle lo<'alizzazioni , offrir a tante lanuw E' d i fficoltù rl i studio, essendo () uasi ~.>sc lu s ivamente fondala sui dali della fìsiolof!ÌGl sperimetltale, sui processi morbosi d'r)t'i g-ine vascol<ll'f, dw inlc•·e.;;,.;ano massimalnCJtlt· la so:;t.anza bianca. c sui tumori ('Crebrali, [)l'l' i quali è diffic.ile int,(>J'fli'Clai'C limitati fatti corticali in ron fronln di fenom(lni da. diffm;ioni.l o comprcgsione a. <'a.rico di parti sollostanli P lonlanr. OréL i•wece fìPI' le. lesioni d ella eorlt·:r..cia, i soprav \·issuti aiiP fC'l'it<' fH:'tlC'tranl·i dt·l capo offrono uno smiSi ll'ato (·.ampo d ' i ndag-imo, llt•l C!IIUI(• non ~a rù lllHi Sll l1l'l'fluo ='P<-<ziare l' a Pll l'O fo nel i re . Di traumalizzali del gt'ne rP cap itano di !'Oi tlinuo al nosll·o lo;..:amt·. l pochi \'asi appres"o illu"trali so110 i primi di una Sl'l'ie l·lw stn·it indnbbialnente a!->;::,ai lung-a. t', direi, (·ompl('la, nel St'n"o elw, in d cfi nitiYtt, IH varietit ~ingolc: upporlullalll t•ntt• Yagliall• l'i pernwllt•f'iiiJllO di l'llllr .OIT(•re <L pene l nu·(' Jn(>~l io i 111 i::teri del pa Il i 11m. ~<·conclo i nuo,· i ;;lucli giit in ltalia •• allrm·t• - su simili storlt· - ft·lin'nll'r11P an·iati vt•r:-o tkdt1zim1i condll,_,h·r ('irta gl'inlin1i rappo1·li fra le fllllZi<Jrli fìsiolo.c·i('hl' 0 J•sil'lli!'llt· (· rin·a il s u:-:tndo n1alrrialt• di'Ilo spirito 11111ano.
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():,.._f:l!l \ZIO>:E l. E. 1;., soldato -tl)'l r:mh·rìa. dì :lll lli :!:!. !11'1 disrrt'lloo d i .\I'I'ZZn. f>l' l 'difa Ili ·'"·'/1111 : 11 1/1'/{11 1111~:(1 jl' flllftt/1' 1/1 •.•/1'11 11 /11//q ·'1" ·' -'flll 1'11111-'fl r/11
t •i f'•l/l'il •( • 1•11.//r• /IU/M/1111',
l'l'l't-<·dt•ul i lliiiJ'l"'"i I'J'<·d" -1':1 :ui liat•i f' J>••l'>'l!lla li 111·;::tl i\·i. l' t' l it" a Ila n•:.:it~llt' fr;•u1nlt' da :-<·h4·,:.!~.da di ~!T;n1:11a nt 11':t,C"l,:<th d\·1 l!l17 ~uiJ:• n:dll:·d i::J~a. 1c, ,\, .. r:ll " :~ ll'alllhlll:ill:l.ll ..tlil'lll';!i•·:1 "t 'ir!il di :llilall11 "· fu " l !l'l'a(,, di <·Jalliol't'SI·r,ion•• . . \l· (':11\0 <h-1 tl':lll lllll \'l • l'di'l l l' (;l ('ON'iP\17-<1, O'JJt• I' ÌI'IIJ 1\·' I'Ìt dnpn I'Ì 1'1':1 '(11:1111'11 ;.!:inl'IIÌ. :-\un Jìl'o' ""llli> mai tlist11rhi dt•lla UJIIlililil llt• ill'!la ]1:11'111:1 , ll"' '"l'>'ll -.:t•lli<·o d!'ll:t ll'><il>lll', l ' kall'iZZ:I zinllt' i Il t l'l' IIIP!'-i. . 8111111 tt/111•1/t• : 1111<111\' <'lllldi:d~oui ;:!'l'lll•l':lli oli 1111 1.1 izi•HH· . l'••rdi\:1 di ,:oslall:t.:l •h·lla I• )Z:I.a f'l~llll:lit• •lt·~Jm a 1111111 ·'Pt'"''''i't' (t'Ili . ::x ·l •·hÌ\1>':1 da 1·katrkt· 1Jio lh• p111,.:.;111l<• nll•lt<> inf..,..'Slllll. I•al •·••HI•H'IIfl ,.:npt·rinl'\' do·1l:t hn•<·•·ia si •J•J·ohllll:'a in all" t• a ;:iuislra. lin <JII:I " Ì a la;::;.: illll).(t'l'<• l:t ><11L11111 \'111'111\:llt>, Ull !o<ol•·•• (ll'(oft•ll<lo. inlt'l'P;.:..~alilt• il la\'lll:liO t>,.lt•l'll"· <' l'Hl qu:llt' dt.'<'fll'l't' 1111:1 t·i o·:tlrk<• l'lll~lll(•:C:Itlt• n•llt t• nl pi:llh> o""''"· :1 rua l'!.!'iui :<t•).(lH•ttali. TI t'<~Htor 111• ddla hl't•<·<·ia l' in'<·~<ol:JI 't' (.• l':l(•(ll'l':<l'll(:l 1'<•'-'ito di lllHI l'I':Jilif•· l't',_..ZIOIW. 1.':11'\':lf:t l<o(ol':l"lhitui'ÌH l' aiJl\;1,.:. s;1l;1. 1· in ,.,,us~·;!III'IIZ:I Ili tal\' Hhh:l «.'-'anH'ntn In J'iiiiH tt:llpl'lor:llt• :1]\]la.n• rimpio'· d~>litn. <·outt· IWIIt• :1n·t·r.i<llli l'iln]~ti idu•. • 1.:1 JIIIJS;1:1.illll(' <kll:l f'i<·atl'ii·C (• !'Ì IW!'flll;\ ;ti )"''"" :ll'h·l'ii>SII, (• iJ Sllll(•\·:llll<'lliH si :l (~·<•ntu:t <Jll:lllllt\ il polso f·ar"<.li!l<'O COiJl<·irlt• r·tlll ;.::li at.ti t\'spin11t>l i. X<·ll\' J•l'" · t'( llhl\• itL-:pimr-i••ni l'inft·,,.~atllO'Illo !l lt1nenl;l ti no n fnt111:11'(· \11\:t for<•a (·]h· <·(•IH· t •r<'ntll· l'\'HJ-etnitil <h'l polli<'('. .-\hloasstndo il t·:q•o, il w•lln l'i ipf'J'('lll izr-:1 c- lf' p1il sar.ion i l'i ace<.' ll.'ra no. mc-n t re• n PJl<ll·i i;('i· 1•i ù 111:1 n·al o il >:<• llt•Yn IIH'll t(•. !"Pn7.n p.:·ri• t·a~eiun~<>r<~ il lin>llo tlt'll:t f·UtT:1 •·r:tni\·a. l •·:11-ull:t·ri tlPll'iltfo<(s.'llll('Jll<• i' h1 :)>1><''1 lll<Jhilil~ rlt'll:l p:ll'l<' <·rntn!lo• do' ll11 o·i<·:llJ·it·•• inoli<·nun 1:1 pn•llflloil<' :lfkr••nz:~ ok•ll:t 1
CA~UlSTICA
CLINICA
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Q,;st:!II',\Zlo::o: 11 . J-:.•/(',q(l, penlila
Z. F .. ;;oilhtt(• 91° fnnt.. di anni :!8, dt•l di ~tn·t'lo di ~aYOLI<l.
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lf('//'Q.~.•o frontal!' dr·.~tro ~:on f'i!'ltfric;~• tJIIIt<antt•. RLport.ò forìtu e frattur:t <lt>lla fl-<1111<! dn "du.•l!'l!'ln di l!l'Hnnt:t il :~1 agosto 1!.11!i n t~lma V;lllone (f:;HioJ't'). <'ol tr:tu111a J!NIIt•ttl' la <·o:;.·ic·nzn dw amh'> ~rH<hwl· llll''>ntt! riCU)>ent tl.tlv Ìl~ ~)()(·h i giorni. ('\\l'H I O ag-Ji (lh)l\'\la li da ('1\ll\IJO 11() e 0:1:-t, U\'l' "'thl iutN'\'f'llU) !1(.' 1' 'Jn ritH<>ZionP di :«·h0g)re os:«'l' t' J'll'l' la I'Pj.:<>htrlzz:tr.i<HlP dt>Tl:t bt'(.'<"Cin <·r:tni<>a. Fu quindi tra ..fl'l'itt• in <ll''J•Ptl:tll l<'l'l'ii<Wi:tli oYt• rint:t'(' dt'l-'t'lll<' llel' ('il't.:ll urc~ lll(•si. L:l lt•siollt' t•ltiH· dt•('Ol'S•J St•1 ti<·o. Subit•l/iramcntc: l l'('ltll('llti n·•·t i~Eilli. inh·b>'(' <·Pflli(•ì' . siJ:dn;:tlt• 1\f'lll'n·)l~k:t · ,..u>nit·a. •·:tnltl<'ri:r.z-.tt:t da nhitual<• tristt•.-.F.:t. iu-tahilitit tld t·aratl<' n·, l'adlt> <ÌI .. )'1\''. -:i hilitit ,. ii'I'Ì\al!ilitit. l n••ttitll<litr<• ai )ll'••lmtti Ja,·.,ri (')I'JIOI'l'i l' inkll<'tlnali. O /)i(' Il i'l'ftlll ( ' Ili l ' : H UV lili t',,._,.i tnz io l h • o l'l!" 11 i•·:t. ].) ist'l\'lo sta t o (l i Jl\1 t r izivlll' . . \1 <·ontine tlPlln lim•a :<:tl!iltalt'. Jll' t'<lir:t di ""stnuza et lultn :<J ìl':<,;tl\'1! tl!•IJ'ossu l't·ruttnlE' tlPstro. )1('l' l':ttnJ•Ì\•7.,..;1 di IIIHl ~<'lHio. t·un •·i•·ntrÌI'<' r:t;::-;.:ia1a. ]llll><allt\•, la llll<l il• <·:ll':tlll'r iz:r.;t llll 1111'1\ i II;::'Ot '\ •l t' 11111\ Ili< d t t\ )11'\1\-'ll\ i Il t' 11\t•. i Il l 'Il i :l) .p: lÌOIIf• l 1 i Ìl tl\Ul'<':tÌÌ i >W)!IIi di'ila )lltl S:t:r.iPII(' !'('l'l'hl';tl•• a t·:IJ k> im-lill;\1<1 t' llt'!!'li :<i'ul'~.i lll\1 .- ' 'll l:ti'Ì. L'<'.'<:l lltt.' ll\'\'I'II)IIJ!Ì~·I) JJVII di tno,.;ll':t o.:illtotui ol.lil'tlh·! di f<H'ol:tio. J·,'...;rtul r rflriiouraji('o: I)C•rc!lt;t •li :-;H:'( ; t n z.a u~:'t\a :1 tuttu :..1~~·:-::.:or, • . •·in·ulal'\'. t](•llil grantll'zr,:t di 1111:1 1111'11\'l:t da t·iH•tlll' lin· . :t •·:H'i<·" rl1•1la t••rF.intl\' alla. !'''''" :1 \h':<na tll'lln liut·a HH~Iimta. tldl' o:<,;t • frnulah•. os~~:Jn',\F,JI)~t: 111. <: . .\ .. ,-.1)1d:tlll 1-11 " J':lll\t'l'ia. di· 1111111i ::u. dd rlistl'('l!•> <li H:l\'ì'llll:t. l'errlilo di ·'"·'11111·~0· Il-'-'''" 11 lui/" "!"'·'·"•"'' dd/n "'' !IÌIIIII' f~'""'''-1"' · t'i• •/o/r• r/t•s ( t'ft, ri /lfl t'li la. f/11 t't'(/ Il it,-/,11·'1 Ìt·ll. Ft>t'il •l :il (':I l"' tl:t "'' ilt'l.!'J,!Ì:t dl g'l'>lllilt:l il 1 ~ ;!iU_:.:I:•t 1!111 > :t l ':tlll.pil'llo. ll)ti'l':tto il giiii'IIH !>-lll't'<'S"Ì\"o. :tll':tn:hnl:tllZ:t dtirun.:i<-a :ll l ~tl':t >'l:thilil:t :1 Thit·ll t·. IK' I' l:t n·~·•l:! r ;;r.r.:.ziPIIt' li<•ll:o ht'\'('\' ia <·t'.llti<·a l' )Il ' !' l't•slr:tzi"llt' r! i li lla :<t·li••g;.:iu di .:!1'11lt:tfa illtpialllHI<t udl:t """lllll~:t <·t·t·t•hr::lt·. In st:tro c·u~lllur •zinll:tll' P<'l' I'ÌI'<':t :!·1 nn•. dop' • il qual l<~lll·JI•' ·ri<·:q~· 1·ì• IH t't>.•l'Ìt'llZ:I. :l\'\' \'1'1\'lldu \' iu h·llt:t •·<·fal:t l:,!'i,l. tllllllldiJII!'IItv dd :'<'ll"orio. :thha)!li:lllll'!llo tldln \'Ì>'I;I t· llll:lt'l riu. di<' ;:r:tdll:llllH'Ill<' :tntli• utotliJi<-:ll tt ln,;i in disturbi di"<JI'I!'i<·i. :ttll'tlll:tli'>i quin •l i knl:ttll<'ll l l'. lino a >'1'"111· Jt:tril··· quasi di'l tllrto•. c·••llll' ~i t·il••l'a :tlln stato :tll\l;tit'. llln~ tn:udn i l sll;!.:!l'lto. dtll ~tnlt• l't•>':•lllt'. ""'" ll!l:t t·t•rl:l J. •tllt·zr.:t <h• IJ' l'loquio ! ' la H'll<it·IIZ:t a sc:llhlil'•' :tll'tlllP J>:tl11 il'. Ehht• auc·lt~· Jl:tntlbi dd f;~• ·•·i:tl<· ~i11istro ltnll :tiJt·ura iuh •r:\111\'lllt• I'ÌS()Jt;.l. ~~~'t'<•I'SO ,,.,.•lli<·n dt•lln J\·I'ÌIIl. I(Ì(ooY f'l':tlo in nspl'll:tli Jl<'l' I'ÌI'I·:t r.n• 'twsi. Alla lt•;;iutW 1'<'-" Ìlillù una dc·alt'it'l' '"·oi<hilt•. llt"lll'. )llli>':llttt•. hwg-a ~. t1JI. <' l:t r~a :1, dirNtn nhliqll:tllll'llll' tb ll':\\':l nti :dl'iutlit•t t'•> <• d:t ,..,oltn iu >'npr:t . m·ll:t '"'rziQIW nwdi:l di'l lilllitt• fm l:: n•l!iull(' fn•t\lall' ~· Jl:ll·il'ta·l••. SI'\ ;.:in;:uf) 1!11:0: fu •lpN·n to di t·ra nio-pl>t.sliì'H. (.'><it•• ft•lit·P. ill/.ualnwul<' a•·•·1.1:<:1 : (·(·f:t htll!iu a hitualt·. Jl<'l'i<HI i•·a:u o'nt• · nl',.;:tt·(•rbant·(·si. <l i f. fll:,tl il t.lllto il l'Il)/() (.' )ll'l.'l'!lil:'llll•lltl'lllp ;tli;J f ,l'f>llll'. J'l'toftlH'lll\' :-o'(•lls<t tll \'C•t·ti~illl'. fndle emotiritil. dilllLilUi tit r~~ist('Jt?.a all.!1 fatit •n e >'IX'<'ialnt<·nll> alle applì<::tzivni int('llettu:lll. vui·ial.lilltil <li tunore. inst:tbilllit <li carnll.t>n•. <' inollt'<' nss(I Jut:t inet· lìtn<linE' ~li >-'1!1) Jlll'~lifll"(' Ili .':l!OlllltOI'\' di S\l'llllH'llti :1 IÌ!IUl. llf'l' il jrl':l\'ì: <:leii!'<O di u•u&oue <.tolnrOSll dte nvYerte n Ila pn rU• le$a ne l g<>t11i:trP 11• l!t>t<'. Vn \lll:<Hib'O. a lll'l'indi ii'J'('Ir')lal'i. n•l af'('('."'Si t-.•nrulsiri (lt-lh1 d\lrflta di dn::t 11111• 1.1111111ti. s(•nza
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C.\Sl'ISTICA CLINICA
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\'itSi dr':'critti, nei nllllll'ru;-;i allri capit.ati al nostro psunw, negli ÌlllllllllereYoli di r·•·t·cn le sl 11diati da ;wluri d'llalia e di fuori, con llllèl a~;:.iduilit rhc non può e::;,;pt·<• llf• <:a;-;ual e, nt' sospella, si è ril evato che i t'l·riti del t'l'anio allt•gunl> qna,;i llllli cefal( •a e n•rti,!!ini, e, mol~i, modifil'aziom' clt•l u.lraltA~rc, disol·clini dC'Ila mcnHH·ia, dimitlltiiH J'CSislpnza ;tll•• applicazioni intellettuali. . La <·cfalea, quasi mai conlinlla, si delermina o si acc.cntua. in al\'llll~ o-re o prr dete rminati slintoli rlWI'Canici, l'OlllC l'affati<'aJ·si , il cur,·arsi. il tossi1·e, il pnm:an.', o Sl· ttso riali. rnmc i violenti SCO]tpi e le inteu~e luminosità. l"g11almenl.t' le ,·et·tig!ni, costituile da brusco senso di squ i l ibl'io corporeo, (~ quasi mai :;eg11 i te da ca d ula, i nsnrgon o variahilmenl<• Sl'nza cause appn•zzabi l i o in rapporto a. stati individuali, e
sono speL· ial riiPII ll' faxori lL· riai modn rPnli llt'l ca po L' d NI cuspl•lt11 ci i rose o per sorr <' i n m oto. LP l~ t l'hl' d 'o rdì ne• psi clri ro :'t·mbrano tah·vlta p i ù appari st·t· nti nd iL lc::>ioni ck i tr a tti c u i non sono at t r i iJni lt.: ;;p (•ci fk l w l o~.a.lizzazi o n l di SL'll:'O è di nHJto, q uasi a dttru.stnl n• l'l w la l oro funzin ne p r evah.:.ntv:t tll: lw i n ass(•nza (li appal· iscPnt i falli anatom n. nw ntc a~stl(' i a l i \· a r l in ir i - ::i ri::;l•nta, a 1110d o d 'ipo tesr . rli cl t'fi n i ti w 1• i nconlrollubi l i al· Ll•razi on i nw lt•L·ol<u· i l'OH tn~a r o mw~ t~ r n lt• minoruzion e dl' ll(.> facollil ~~~ p t·riur i psiçhit·u-i nlellt•tli\'1' c 111 1 n• t·to i'q11ilihrio (!(•gli i n rpr('snul rt: l lll i fl l'SSÌ f r·a d i t'SSl' .. Si m i li rl i:;orcli n i - nvl l<· n o:-.t r l' o:-::->i· n ·azioni g-iù m·ct·n llal i ('.a :-.o }1\'l' ras(, - i\Otro pal'l kolai·IIH:ll l t• i nlt't·L·:,...;;il flli tr(•i pdmi d llc ::o~g:Hli , jl(·r i q uali può dirsi rllP l a si ndrom i' f('n orm ·nit·a tutlèl. \'i ~ i cornpn•nda, asSII Il H' tld o uno spt•ci ah• r i li t· \·o. Colpi sce· i l t'tntlt·gruJ di l ali pazienti , rl w dl·se ri von o n trudisc.ono u n l <n·rnentoso ~ l ato d' i rrequ i!·tl:'zza, LIT I St~ n .~~~ d i ~·o nro r to t' di sfidu ('ia. \'I re li r l' ll clt• m t•sli t' pn·<~ · c up a ti . l rr <:S!-'i n 1111 l t• lltJl(' I'H tllL'IIlo g-io\· ialt• P t"'triH· r an tf', :;i sar L·bhf\ t·or nt• ~os ti t uita llllll nu ova i n d iYi d ualittt Jbii'Ìli•·n. <ll'P I'l' ' " " v al •u l i•·a , t·n rr :;pin·n.ta dlllli iiU · ziorw dE;"lla faco l lit .ai i Pnl i \·a t' 1111 l'(•t·l o lorpun· dt•l pol pr·t• idf'alivo. Uru, '' " '' ,;t· ll;m J•r d t•t td c·r e d i lra t'IH' ttll a fr!' lll 'l':t lt• i llazttìllt\ ur co tTt' rilt·H tn• t•ht·, ,;vcorHio la tnpng·t·afia rl'it ttio-t'l't't•b rall' di Rn nllrno. l<· lvs ion i m•i d t'I li C'éi:'Ì \'OI'I' ÌSpOtll lllllll \':'rlt t:'Ì\'illlll'll[(• Hl ('(llllJI(l f l'llltlill(• ; Ì\' Ì l 'S('.\ U;<fl _ i l pi\'d t• d t•l la p nm a ~ :-.t·I'On d a CII'\'Otl \ olm:ÌiltH· I, t' rlrl' 1111n h anno rlalu lt t n~v acl ak u nll al l vrnziu tll' cldlt· f11nzioni ~~·ll,tlin' t' lll<•lrir i . 'l'a lt· t'Oil,; ta tazionP \·t'rTt'hll!' a Sti !Tr:tg·Ci rP i'alll i r n (;-or i a rlll' " ""t')-!'lla ai loh i fnll f· tali l<t prù ~rat r de Ì lllpurlanza t'OtlH' ,;tt~l ralo d t•i p iù al li ft•IIOIIWn i p:<i· rit iri, lantu dw lo s\·ilt tppu di luit' parll' di'i n·n ·P IIu è :-.P tll JH't• p i r1 r •J· ,;picuo nvgli stadi piì1 P\'Oittti cl t•ll'anillìnlilit. .\l'l lt ·r zo t'il:'O, st•lllpt·t· stt ll a -:t·nr·lii th·l rilato nw l otl o Hlltlllll1t•, la lt ·sioll<' :->t ltwa l izzn l •t• r i :-;r111i :1 '1 illtlt·r itJI'i llt'l t'<ttll flll frlttllalt• 1· IH'I' la J'illtitlll'lllc· t·..;lt· n:-;i<) tJe :;l·onfi tta nt·l t·a trt JHl rc>lan d it·t•. rlr l'Ili r i:-;ulla rul · !!Ila (JI I (bÌ l'!-l'il t:-;i\';IJIH'Iti!' liL JlU1'7.Ìll0l' OJH'I'l'Clf(l l't' . rit.'OIIO~r i ll l a Sl'dt• i lt>i ll)ti\' Ìillt•nli tlt •ll;r ftH'I'Ìil . .\ (;rlt• 1'\' j H' I'IIl l'l'ill1ill - l11p0f.!: l' ii~ÌI'O \'llJ T Ì:'[ 'llli· dotJO i :-'t·~ ni rliniri dt•:"l' ritli, 1• l'io(• qJwlln eire tl irt•i la .. ..;irl( l l'llllll · froll· In le», "OIIllllilliL iLI la Jlcll'l·-.i di' i rmTialt• -.irri-..l r o . :'t'llZil di~ i lll'l.ii dt•lla 111nlili l it dP!-di ar li, t' tl i -.:0\Titill l t•trtlw tll i t·vrtl ri cit-I lol n ti (J para •·t·rdntlll P d t·lla pilrlt· rm·d ia c• O'l l jll' rinr·t· di'Ila c·i l't'll tl\·olllz itiiH' p n•n•la nd ira. l' st• nza all v ra:~. io 11i della ;-;,•,billilitit. la l'Ili lo,·a l iz7,i1Ziont' t'Orlit'ale t' ~~ ·· llt'l'itlllH'II((· <tll l llh•..;:>a :'tllla parit·lalt•-tt ...l'l' tldt•ttlt- . .\t lt'VI'<t in qttl':>IO <· a~t 1 :-ono int<·n·~-'HIIIi i d i ..;l tt r lti. JII'ÌIIl<t ar:arli'Ìt·r p poi di::udr·ic·t cfto lla pii· r oln, I'Ì:>11lti.-:i a:->:"a i lt• rt lillll('llh' ' (', al pn·:;<·lllv . tHIII i 11 rnncl n rl vl tut(n c.o rnp leln , lltt•nt t·t• d'ordina r io lt· ;dlt•nl 'l.iot li d t• l linp· tli t ~tgio t·nn:<t' C'U IÌH' a lt>:o:itllli clt •l t' t·l'\'l·IIP. f'IH• I II Jil Ìlllt'l'l':-.:-il tHI i !'l'lll r i d i nrnl'il O d i \ Vt•l'· llil'kt'. :-;ogliuno d nntn• :-.lllu pvr alqtlitllli gior ni n p(·r ail'l llll ' ,;dl illHIJH'. ] ,<• ll'sioni el i C'tli ai ra:'i 1\. p \' :> i l<•c·a tiz:wno t·ol mPiocto B11 11ut11o al C<llll ['O paril'la le si11isl rn, l' pi i1 prOJH' ianwnll' al l i t tnl·lù j !Mh•r·i or t• d t·llll pri ma parida le. a q trt•lla zon a t·iot:. <'IH• Cha l <•l i Jt v D t~ .VI ar t!· l dtiam our~ " m u ta pr·r t't't'l' l k·m,a )> p t·r IIL costante assPn za di sp r-ciali ,:: inln tni in S\'l.:'ll ilo al ..;110 i n iE' l't""'<ll llf'lllll l'OII"'Iat,tln •> Jl l'f':'i 111ln. ~ I ii , ll lt'lll l't• l'O"-·
C:\ SU I STl CA C Llì\I CA
;:t·naziullt' \" :-;i an;ord~ 1'011 l<tle ::;indrOllll' negativa nell"itltra aubiarnr cli..:orclini 111ulur·i P ;-;cnsili,·i elle non tro\'an o risco ntro rwi falli d'OJ·di· na rio dcsçri tti ne• li c IL'Sioni d t> l lob o parictaiL'. Queste, sel"ondo i citat i autori, quando J11'C'~l' nlan o un quadr·o propri o, -sono C<.trall<'rizzcLle da ln rhE' S<' lrsit i ve, e più fn.'qll <' lllem ente da altt' razioni d el sen::;o museolan', Y!'I"O:"inailm<="nle ln<'èLiizratn nell cL melù anteriore detaa prima e nella :-t·c·lm da par idalt·, !"<·nta l'h" po:-;sa d efinirsi nrm più pre<·i::;a distribu zio ni' ::;pgmt·ntaria. In rapporlo <' i n con ~l'g"tl l' I!Za del• difello di nozionf' d l'Il a pn~i z ir •n < · deg li ari i SfHJ() :-;tu ti a rwhi.· dt•:-;nill i di sordini ata:-<sir i , t<lllh.' tHif't• pt' l' l'a ll t•r·ata ~l' ns ibililit profonda si sono sp{'sso l'ilevati di ..:tll i·bi ctl'i ;-;t•nso :'tt•n •og-nostii"O. ~: on o in fì nt ~tnt <• Il' sillclromi afas iciH· l' \t[lra~s idw che si n ·rifka no flt' l' l"illlt> n ·-;same,,lo dd la pa rt e po;;[p. r iurc della parie!al t..: in feri<m ; di :: inistr·a. Orlwnc nessuno di lal i segni g-jm·a all' inll'rprc•laziollC' df'i rutti I"('!I.'ÌSlrati lll' i nostro \' <:a:>O, i (Jual i - IJel' la lor·o spc:r it' P p1 •r il rorLL•o ne,·rulo):!·ico cho li a<·ro1npagnan n - ;;ono piu llu,;to r iferihi li ad 1111 qu aclr·c 1 i:;lPI'ic·o istitu i tos i ~ u un'antl"',·edN ill ' siral or nato ltH::·i a rolancli ca. <'OII :'l'l'·lllint u ((•,.;ione ind i l·(• lla, I'(Jf l}IYlO li \'1-t (\ \' H~CO l i!l't: .
La h•s iiHH' d i t lli all a \ "l o::sen ·azi() lll', <: lll', Sl't:onc!o i ragguag li for·ui li dal r-ipet uto llll' lc ·do, si rifl' l'iSCl' alla porzionf' anteriore della prima 1: 5< 'f"On da ll! III J>Or·a le d i 1k st ra , pt.•r J'a:',.;e nza d i spec i fk i di sordini del · l' udito, ~ i vrt-sl <•r<·bbt.: (JHH" lo :>ca rso ,·ulore elle può an!r(• un sol caso 1 llt"l i nfimwrp la teOI'ia. f!'iit aulnr c,·o lmen l C' ~ ·o ntrnci Pll èl. da fi si ol og-i t' da t:lini<·i , d l l' delimil<•r·ebhe la sede d ella sfel'a uditiva. nel l obo LC' I\1pnral c, in rapporto <'ol lnb irinlo riPII 'oppo;-;to Ialo. I dali cl i nici offerti tlalla rN'e 11Lc larg a P:-iJJL'rienza su ft•riti del genere• non hanno confer mato le pn•<:eclènti ('On c·(•ZilHli lL•ori C' IIe circa i" l'Si ~ umza. n0lla prima lt: mpom ll' di llll ce ntro udili \"{J. la cu i k :;i ont· pro,·ochc rebbc una sordiLit ba11alt• <1"mig-ine t'Orli cal c, C, !>11 1 pi ede dt·l la r ir·com·o!uzion e ~t eS!'<l, di u n n•n ll'cl ud it i,·o YCrhaln, cile, essendo rlc~ tina l-o tu.! a<'cogli orc ](• i mmag-i11i llflitin~ delle parole, 111 111 \"Ol la h'sa, m ellct·ebbc il soggetto i11 t'.ondizion e d ì nun pole1· ripel<·re ciù elle g li si di ce , nè> sc rivere so lto dctlrtlo. Ora , !'cro nd o P ie1·re .\Jar iP. Chctlt•li n t' Dc· l\l ul"lt•l , la m <tgginr partl' dci si nl on1i d !':-C r il li dag-l i auLlJI'i c\a:-;sir i cornt' car·alll't·i,;lic i di l esi on i ~u pe rfi e i ali v,;l"lu~i,· e clèlle <·ir·t·OII\'Oiuzioni l<'mporali no n hanno al cuml r0alt;\ C' li n irn , ~t· si rrc-r tl tra l'nfa;::i<L di \\ 'c rn ic!<c in dipcn d!' ll~a di lesil• rl i dc·lla p ar lt' postf' ri 0n • d r lla prim a e ::.l'cond a. tempMalr di sinistra. Il tnu111 ml i:->rno, di t·11i rdl "ulli mo raso. ~ i proil'LllL ,.;uii<L porzione nh•d ia dci ca mpi occ ipilali d i 13on0 mo , fnL ](· witnl' e serond e cir·com·nlil zi oni ucc ip·ita.l i. D alla q 1m~ i inlegrìl il rl t• lla funzione v isinL e più an · rora dali <' m anéate nllc·nl zion i campinJ el r ic lie (t•m i tulops i<'. scol om i) noi potremmo tr·ane un a.rgomenlo faYOt'l'\"Oil' all a leoria. dH' l ocalizza la :-fera Yi'-iHl , in n·cr r ln• d rffll:-;anwntP a tu lla la zona ro d i~· ale d d Jol Hl ''cr ipi tu l(•, qua;-;i ('i;r lu ;:; i,·anll'llll' alla fat:cia inll'm a ch•l l obo ~l1•sso t• piìr ;:pcc ial nw nll' a ll'al·('a slria la, la t[ilfiiC deborda P l'l' brOYC l r alln dalla , ..-;tremi li1 pu,.;h•rior<' della s1·i%u ra calca r ina s1 il pol u del lqiJo. C:osì apparisce chiar·a la m g i onc per cui q uando, ronw nel nostro caso, J'azionr 'n tnemnlt· si estrinseca nun in prufondi lù ma in sen:;o tang-enziale, non ,..i clr.tcrrninuno d isorrlini d!•lla "fera Yi;::.i ,·a, st· non allo1·cl!?:- è rol pila la
\
ZOitèL rurri~pcHld~' nle
all a prOllll>t· nulZèi Oi·ri pitalt• t·~l~· rna t• alll• S I H· !lll· mediate \'irinnrll'.l', lll P ttln• i disordini stes!".i :-;i prE>s<>nlano di g-r ado :-eulpre minul'('. <L 111i:;ura rlll' la parte k:::a dt•l campo oceip ilull' è. piLI ltlll·
tu na da l<tle zonu. In qul'sla prima noska. l.Jre ,·e raS5e/2'llil ::;i ;-;ono voluti Stl'gli l·n· ("llt di ferite c rani o-n·rt'lmtl i, senza, o quasi. presenza o pers is lcnzu di stnt.omi s pccifiri di IPsion i or ganic·h e a foc.olaio . Jn srg-ui lo, a seconda dt·l mate ri ale eli esame c·h t• sar·à disponibile, <:i ripromE\U.i;uno di poter Cll!l lrappol'l'e a i indromi quas i nrgn t iv·.:.', come quelle d('.sc r·itte, altre pos•tive, PE'l' J>OIL·r trarTe. dai raff}:()nli , più sic.uri argom enti in or·dine au-li studi che abbiamo ltC'<'l'n nati al pri ncipio d ella pr·<•serrt<• PSJI(l!ìi zionr· .
NECROLOGIO D o U. p ro f. R l D O L F O L l \ ' l ,Maggior generale medico. La nl<>l'l l' d•• l lllll;.!';.:'it •l' )(•'·111'1'!111' IIU·dio·o Jll'llf. Lil· i. '"' \'t' lllll:l ÌIIIJorll\' l'i:<:I IJlPilh' in Fb'(• ll ;r.P i l 111:1tli11u <kl l:! aprile. i· 111111 ).(l'an• penlil:l l'l'l' 1;1 ~:dt•fl\1::1 ,. \lll lunv J>l'ti(Olld o Jil'l' il II Ì IIJ'III//to di IIWdÌI'Ì•IIfl mi/i/01'1', ll iiJI t'Ili f:ll llig'Ji:l t•;.!'li :IJIJ~I l'l\•lll•\';1 lill d al J!-.-"." · <' d .. l qu:llc• f u n '. laltort• •·:11 • • 1><'1' n•nlidlH' :~nni. d<~•· tla l 11'!10 n! 1!>1:!. t<; !~ 1 ' llll'ilo 1111 Jl•·l'iHolo d i ;.:'l':lflf i<• :ltlh· itil >'<-i<'lllif it·>~ fU' l' il 1111:<11 '< • (:inl11al\-: .:: i·a· ·dli' Il L il· i l '" ';!lh •llfln .-d :1111 pl•i:l lldll i t;l'itl•ri dt•l :<111\ pr<•• i i'('P'""~'<' \ 'l:tlld io ~fnl';f,:l. •>1':1 t<'llt'lltt• J,:<'ll"l':lh• llwdio·n lll·llll l'i:<o'l'\':1). g-li tl i•' rlt• 1111 l'i;..:-oru~o illlj>lll:;oo ,. 1111 i llt Ji l'i )\~A l l •:<:<1 ' Il Zi :1 lllll'lll l' lllt lf if•1 Il <l. I'Ì Il f11 l'~~~ Il( folli' l:! l 'l) Ila ho l':l:f.Ì 11111'. :t ll Ili t 'Ili ;Ili( lolio' i f:l :<t·koli. :\lllflli:t lldo l:t ·l'll ill' i<·:l t'1 ...1lt• 11 Hi l'i:<t(' >l Wllt • •jll:lli (•:.:li. t·onu:<r•iloro• ol i J•iìl lill;.:ll•' . 1~>1·1;, 1111 c·<•lltl'ihulo di pri•n' .. nliu•'l ,. ('lll'<lllfioll<' l:t dill'n~ i "lll' :tll'<·.- to·r·• jlf'l' Jllt•Y,Y.n d'1111 l11•11 l'<>ll:!<'l..'WIIII :<i:<ll'lll:l di l'lllllhi. i•ht• J>l'llf'l li'Ì• al \'t'l'<'ilill J~• l 'intlio•o fo11tl:-1111 tla .\1•·'-all. lrn 1<ih<'ri llll'inl· idinhih• 1':1 111:1. la q1 1:d!' 111111 ,.,·;. 111:ti >-llll•lltita \' d,i c·ui il J.i\·i :ltu):l\':1 giu~t:IIIH.'tlh• ur;.:o;.:.lin~n. l 't •tllP qlh•J.!.Ii t:ht• :1\· •. , .. l l:tlllq la\·u .. 1':110 li htll>'llii tl :l l'i:l. l. 'ult1'I':L :O:l'Ìt•lllifi,·:l d•·l L i\·j fn \':1:-; l ;t ,. Jl1'111lifort1J t- t'''llh" il ~Il~~ iii:.:,P;.:nu: " .., .. t'Oil't'l't•hh" , 11 ' •11 .:.d ii Ul l t"t ' liJII) :t fl"I'P I l ~t\U t• fll,:!l!t•\'t\IP. IU:l l l ll iUI P I'O f:lS••it•u}d ] JI 1f ;lj~c·o l"l 't.Joi'UP
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F i.L:iio dr·ll ' in,..jg·n,. P"i•·hi:J\1:1. lllt•di<·•.-lo•;..:nlP (' kk 1 ~h-l:1 (':lrln l. il'i . 1'111· 1'11 lm:tro ,. dt<'ol'll dd l' l ' nil·•·•·-itil di ~ il'll: l •l' I'Hlllo <ldln ~t·u~> l a llll·fi i•·:J it :li i:111:1. il JW,.,1m Hi< lo lfn dal pndn•. oill:<io·ll ll' , ... n·alll<>lX· a;.: li :<tutli (' l'lilla )!l•lli:llitit <l<'il:t llll'llh'. la ,.:im!'nl:ll'l' :lllilnd illP di Pll~"':ll'o•. '"n:-. 'oll d>ra di ;.:fn r~A•. d:1 1111 t•:llllJ>• :!l l': litl'tt d ·Il" sdhi lt• 1'11111<· SI' t u tti ;.:-li fo:-:...;;·1" ll.! :.'ll:lillll' ll lt' f:1 111 ili al' i. \' :ll't"''" ' 1 1\~lk:ttn 11 <'Ì:I:<<'llllll, i n •·~11:11 IIIÌ>'lll':l . lt• foi 'Z<' •k·ll' i llg'o ·;..:-n n . l't•l'l'ioi· <';.:~i f n. ol11~-1·hi• Jll('<iil-<>. 11'! \ ('l':ll n. lilt>:<<~f•> e ,_\(>l'il'<>. Jllll' l'lllll'o'tlt•ll!lo l i:l Jll'l'fo •i·l'lll\11 :1f lP J'i!'•l'•·il'~ :tlli.I'"I"'I"J.:i.-ilt·. :t o·11i fnl':<t' s i :<l'li ti spinto :l }~1('1) :\ pnC·() <hld i >'lll tl i ili ;:tJiti-til·:l. d1t• J>I'IIN'!!II i 1" 'l' Ili• >il i :Ili li i ('(>Il ~1':1 1111 i:-.'<i•IIIO :llll<YI'I', •l'i \'(>i ;.!'t' llllt oli Pll l'li,.>i:ll'lllt'lll l' ;oli:o :<la 1i si io-a :<nllit :l l'ili dd 1111:<11'1 ' ' "''"'i t o. h1 q n: li!' i' in 111:1;..:.-<illl:l ]l:! l'l c• <~J I('l':l "''"'~1 :1 f l':l h• lllnll i~•Ìlllt' >'lll' [1\ lili•lit·:J;f,Ìoll i Ìll\'111'1111 li Jl l'oh lo•llli Ì;.!'il'll i<-i . :1 I)II I'"'IÌ"IIÌ lllt'iiÌI'<>· il';.:':t li . a ind:u:iui ~\III' Ìdll • . t't't ' .. Jll'illl\').!').:iH l'co ,\ III.J'OJ ~III ! l'll'ÌII llliiit:ll\' "· poud<·rtl"'l l:\\'ol'H in tloH' g'l''"""i l'o hun i. d1'ì · <' sari1 "''lllJil'<' 111111 l':t:<lu llliJlit'l':l JWI' l vullori \li qu..JIH hm11•·:1 lit·lh • ••·il' ll;f,<' allll'nJ>o ol";!if'lw l' dt<.'. lodai:! frn ;.:-li :11tri d:t (\·:<:11'1' f.nlllill'l o'<n ili Jlali:t . 11tl ll<'l'llll:t t'll ll Jol:lll:<V <1:1 lutti ;.!'li !'C·it•n:-.inli ,.:tJ':I· 11 i1·1'i. IJII• '"' ' "i" 'ra. 1'•·1·•• 1111111111111'11111 '''n· fil'l'f' llllius, ila:;tn ila !'nh1 :1 as...:ic·ur:\1'<' la f:llll:l Cio'i l.il'i. i l qll:dt•, SI' ('o,_.,_,, "taio IIH'IIO llllolii'Stn (' lll\'11<1 >:<·hil·o tl:l lf~lli l'lll ll on.· fallo int••l' IIO ;d suo 1111111(' . "i !<:ll'l'hlot• l' islo p io\'1'1'1' :Hltlns"o lutti qlll':!li
······ditil
1\II•H'i. t•h(• :<i ('<>lll'l''\l<>llv 1'1\11 t:tlllll [:11'1-( ht•'l-Z:I a;:- l'llllllll'l'il••Yo li ,, 1'<111 l:llll• t p:tJ',.Ì · IIII)IIÌ;t :li p.iÌI \lf•~HÌ. l'ubhUc·h t; t ar~"'lto, ht·jm;.., <' l'llrhi lfl . t'"lllt' <'lti lli>ll •·o llsidt•r:t l'uJIIIIllt'Silll n un':mti(•:t~lia '<la fi-lt>l!:1l'!< Ì llt'~li "<:all'ali pvh·~· t'fl><i <lt•II P blblioh•dll•. il Lh·i f11 anc·he bl'illunt<• •poleJu i ~ta . ma .,...IUJH'(' i'i>rl.l'!"'' : chi> IX' t' lui la J10I('llli<·:.t •••·n l)ÌÙ t h(l alttX'I unn \ lh·al!n:t.iOIIt> d<?llo spirito. 11011 lt llti lo "' fo;.:o cL' uu rìS(•uiitn<·ntu lK.'rsotutlt>: e tutti rkòt'll·a.n o - ;1 pt·ot••;;ito dt' llll IÌ<'I'a c·:t tnpa;.:na intnttW<~l da alc·un i medici contm ln Vit(·(:lmt'l-ÌCJJW au t ivnio iM:a - i s u oi artkoli ::<<:iutillun ii <ti ><J>it·i to e ilt>D><i di fntti. dte flii'OIU> I~L \';t(•(:iJti...,li 1111 d:tlllllf<hCJ ll'il>llfo. Vi 11011 molw 1~n·olt> - P;.:li i'IH' )>H r )Ili l'hl\·a N> lt tanta pmprii'tit <>~l t>lf':.:nn;;:a - ma t'ÌC<'(> tl'ide\• ot'i;.:ì rt.ali e <li!J!UPITito i,n ogui .z<·npn• eli <lìf<l:tts><iouP . qnauttrem sollo!('Ì'QH.() a lt~tttar-e un argonr<'nto. IJl'()('..t'd e \':t r·on loj::ic·a -" Crmt:t tino alla c-onélultiOnE'. ht>'<'iando ~!Il <IVYE'I'~I·i tli-~tnuati. 111<1 anunimtì (l(>ll'nrl.l' fini ~>~imn. ron cui li n n•va ridotti n l s ilE>ti.Zoi.o, e IlOTI di J':tdo a ll'a l >et·to <..~ntf;('ll>'o. l; mot·is tu lUI to, com(~ tu t ti i T osc:a n l co l t i. non t' l'a a li t> no. ll<'lle ('(>J\V<•rsu'l-iul.l!i. nutit'I.JùYO li , d n llo scher,..,o Si~orile e da Ua »<l.tim Jl:H t'bitta : m a ·prt>f.-•·iYa intt·n tt4:'1lE'I',:;,i su ll•t'J.(otnentl i\lCi(>ntitìcl e l(>ttRm rl , <ÙI ~·n i &i st•utiva IIHII:'I!'iorwe nte .,, t tratto ; .~nzn fa•r e tutta vi n llltli !>'foggio della Htla et"\tcllzlonE'. \'h'E'r:1 vastìs.'linw. (JIUI>'<i t'NilE'S~f'. nt• lla S((uisita dellcate7.l'..:l <lei suo aJtì.mo buono c gentile, ù>i otfen<l<•t•e i suo i ll~Oitntot; <'Ql nw::;trarsi in veste eli m:wst ro fra <lJ.I:l('t'poll. (.}uali.t1J, qnvsta. <loYYPI'I> rarif<si mn nella II<X:ìe lil lm.!sèuw. don• «più dt•ll'e sS('t'l' n1le .il J'lill~'n' >> . t! In ('Ili tant.i <' tn ntl cli!<<..'C· poli s'impron·1!';!1110 mnP--,tl'i. .\Y.(•va <·llli<>.qto in fc~bbl':ti o il <~>IIOt·>tllll'lli(l i11 po~l~r.iont• llllsiliar1ia f<l)('t'i;1l\" ('(l ~1'<1 a n::.Tht to a ].'j re nz.e la dt.l'ìt <:lw ama va c·nme l;C fu!<>'' lll snu 11:1 t;tle - n ropoU(\ll<l<)>.i di tUY!der l e !<li(! goìomat~ f1,1 Il' ~rìoi(l .!_lnme><tidte. e gU stu <li [ll'('1liletti: t~ là lo •·c>L<;e· all' imprOY\' i:<ù 1:1 rnot•tf', ln'illla dtl' il lk~ ·t•c•t(1 I'NII~ \'('Ili»-.;(! fl portnrgoli ullic ,htlmt•nte l'<tnnun:r.io (')lP. i l '" "" d<'sidt•riv <li ripos11 t 'l'a tinnlnwn tc sùddisfatto. Uidolfn Lh-1, dt<• tlif'<IP tnllo ,'<è st{'>'<>'<> ag-li studi c :tl!'l'intirui alf('tti fami ~limi. l.llt!>>Sb nc.>ll:l'Yillt M m f' uno !'<derminto aust!'ro Il! S<lt>g'll•'>~ <lt>1 ' f:t <-ili dn.UI.()I'i. ;~ l quale·· ut- il pun;::-olo \1\'ll'•tmh.i?,ioue n{• il ut i ra;..~io tkll<' J>i(·('o(llt' v:11ùtia nma tw t11rbnt'OIIO mai lu f<t<r<>n itit dt•llo ,.:piri to e l'Pqnilibrio d<>ILt mPnt(l; ghtrchì! ~li 1uintva iu ult.J e rnnlto lnutHilo, d•n'c' n•m giung-e lo "l!ll:trdv dc;oll'iutllt('ll>«l turha l fl'Ì Il ilx! ÌOI:'l'i. .-\ Ila IIH' llltll'ia ih•ll'i l ltt- lrP t• c·onipi:tnf<) a111 ic·o. tn:tJtdi:tnH> iu 'llW><l' nr•l <l ':tll)!'o;:.da llll n O'i·tl·.uo>'f) P l'f'\'E'l'(' ll tt' >'::.tht io ; :1~1:1 hunn:t t ' g'\'llt.i iP h)l111>:t;!'ll:l tli'Jla SWI \' i ta l' 11' i"tl<IÌ tn~ tl).('li, c·hl:' tantn <1Pg'l1;ttlll'llh: "' 'f: llollo le t) t111l' pakrm•, l<' nostre · J •iìt \' in~ l:cliH io~li:l llze t> qnP ilf' d t·ll'intt·ro •·urpu ""ni t:11·in milit:ll'l'. 11 ('Ili la fig-ura dl Hitl•>l ìc> LiYi lll'i'llriril Sl:'tnltl'e c·onw lflll'll11 tl'U tl r·;1I'O c \'('tll'rato lll:H.' Strn. E. '1'.
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Prof. CA)IILLO BOZZOLO Senatore del Regno. TL ~ r,·ht.nnio scor·><V ;;:i .:J !'\lll?'ntu in T nt·i u•) il s<·rt. pr<ll'. CA:\1uJr.o r:ozxor.o. tl ir·pttor·(' cl t>lln l'linil':t uwdica eli qw•ll:t l i uh'<' l'>< it·it. .\i llllllll'l'""'i g-raYi l n tti <·l ~t• in (J II e5<ti ultimi Lt•mpi ~i R•)llo :lltd:tti su•'t-'('::'llt' lld o nc• ll:r c-l ini•·a Jltl'di•·H itll li:tn:t. ><i ~ a g-g-hmta que!':ta ;tltJ·a <h•I<Jt'<i.-<i"-"ill>:l p,••·d it:l, 1'11co i·· ,.;tata 11"11 ·H ~t ·u o di'Ili• :tlbt x~ s<>nti t n in t n t(n H Jll~>tttlo ,.;<· i<• nr !lko. C amillo n o z;;:o lo :1J>Jifll't<:J11\(• infatti :t CJ ilt'l l:l i;lt·l.t:t sdtit'l':l di l'linki. dii' )Wl' i primi cJ a llu st\t(li o ~~•lliJ>:t l':tlÌ\'o dc'lb1 l'lini<':t C' di'I la :tn;ltnruia •Jilll~>ln).(i<'H . dallc• na sC'ent i c'()JI'fiiUSt<.! i h•ll'i,.;tolo;.da <' d <'lln mkrohi<•h•:;:in ùmpt'P><!"'-"1'•1 qu..t llli<)VO 111d bt- ir.zo ali<~ d_il<(·il}lillo? 11H'dir·lt<•. (·ile f'u l'l>si fP<·oud•> Ili urag-11ili<'i r i,.;ulta ti su llo :<l'<ll'i'i " dl'l <<••·oif o f<<·t ot\"11 ,. !'h c· "''::'Il <'• il 1 i,.;<>t·;.::inwntn s•·ic,ntiJi•·" cll'll:l rurm·;a l t>ali:t . :s'~t tv a .\Jilu no IIPI 1~~;,. Eg-li dupo ,1\·cr stu<l l:tl<l ;t P:l\-ia. n Yi cnr~:~. 11 .RBrlìiiO c·nn il Yir<-lt•>w ed il Tr:111h<~. dopo <''*"!l'e f<tato as,.:ixtent(' e J'I'O>If'ttol'l' tt ii 'OflJleC.lUit> :'llaj!'g iCJti'e di .\l ilano. Y<'Illl<' n Torino n ll:l din i<'a Jnedil~l. ~tccp< lf'u~lo 11 <'1 }.S.o.;:; ul t 'òrt(';t to nella (·u.t t e< lra . .I::J l a <·:tftt>c lr:1 E g-li te:tltllP. t~)tb il<'llb'z:r.a •li o.'1.-<:<> n·a;;:ione e ;..:l·nialitil di n >ilu te. co n ~vt- ro ohit>tt:ivismo f' J·igori ~mo f<C'it•n tilko. l•mtmro (!n ogni pn•con(.'(>tto <l l dogn ut e da og-ni fnlsa retorien . T s u<>l l);eninli stnd i s ulla po Jrn()nit<'. ~11le ft>hbri •·ripto;.rt•tH,tidlt>. s11i Ut' U<.'fl(·i tJ v l lJ;t~no frt>tl.c ln ll\'lle llir<':'!>'Ìi'. >'lllll:t a;;:iniiC' tì s lo iO:;!i< ·;o l' l<'l'ill'l'llt i< ':t d (• Jla \'('>'I'Ì<11
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di g-hiat·t·io ><11 1 •·ttoH'i', >'lilla l l'llllllto-;i dt~l <'li•H't•. l'h(· 1-;;.:li ll.d J~!l(i liia;.:nu>'fi<"b ll('l' il p1·i.wn ;.11l \'11'<), Jì><>':IIH inn<' •·nn tr>I!'Li !>icurl ,~:Il l'lt>m<>nti per la •lla~nosi tl i ft'('t~'fl zi:IIP. l'li Ilo l l'O l'l'" Ilo t i. p!•rdiÌ• :<i • h•hha Ìlli<Ì" Il'r<' :Il l'i~lll'flo. f: l t\! l' S111'> lllf•rlito l'lh! ·n·nn<' dli:tJ·ilo d!'liuiti>HIII<'11ll' il qn:1dro dt>lla arv·hilo;;tomiasl (' c·h<• V<'.JJ1W Jtl'f..'('i>"Hia la l:lll'll tlt·lla lll;li:ltlla <•>n il tilntr)n. l1 suo llvllll' fu tlfli ]KII'ti<·Oiarm<>nt(' h•;.:aro 1111:1 sindr<>lllf' l'•l><i ddt11 di Kahlpr·-Huz~...,]i,, Jl(•J' il ruiPI"nl:t multiplo (1-\111'l< •lll:l(•l><i si .-rt•JII:Iti•·>t lll id t •ll~ll'(' d\'11!' """al. l nnnllllllPI'I"\'nli fnn,no l!li l'.tn((l p le ri'''l'l'h/1 fatiP ><Olio la ~lla ;.."11ida llo·lla •· lilli<·a di 'l'cH'ilio 111'1 (1111\j)() dl"l1a UH-'<TI<"illa intc·NI;I P Fu <'t'l'lo ,..11n YaHto J>I'Pdpuo 'l~l l'll<l di :n'f'l' l'lhH71l<J una \'!lf<ta .-<:uo lu di lll<·dld <'di lll:lt'~tJ·i l'd i :&l'l'l' \'t•dnlt\ ~~··•·n·-t·('l't' noll•,·olnlt' lt{(' attorno :1 si• il J,:nulo d.-11:1 <·oillll':l •• dt'l l'ahilil ir •)H'oft·>"Ì•IIl:Jfc• <ltoi l1 H~ li d ]'ntlki. l 'ntri••t.l anlo•ll lt•, ;:t•;..:t1i <: nrih: tldi lll'lla •·aulj'l:l!!lla <I PI '(ò4i 11<'1 T•vntinv (' d.ul':lllte quc·,t:L ultima ;..:uNTa JH'\'Stì• iul'alkahilrll<·nlt· P :unoJ'('\'t)IIIJente la Sua <J[Wra pn•zi~o!->:1 di h•ll,.,1tl! ·1111' lliP<ii<·<l IIPII' I·:>'l•n·llo. Il <'<>11"' :<:11\ilari•• ruilil:ll't'. dJ" •·unta II III III'I'O''Ì allii' Yi H:lm·:lli alla SNI<•ht U\ •1 .\l :ll·,.tno. i111· i:~ afft·llll""'lllll'll\t• all:1 Sua llll'llloria 1111 ;:;Jiulo 1111'111<•1'<' <• I'Ì<~ IIIII· , , '\'lltt·.
Prof. TO~IMASO SENISE Senatore del Regno. l 'n al1111 1!1'a\'<' lntlo ha •·olpito la !'ami;..:1ia s:Jnil:&I'Ì:I ila 1iana eolh1 JIIOI'tt• dt•l "'''11:1\111'•' prul'. TO .\Dl.\SO l-'1·::\ISI·:. s J.c•ntosi li :'\:1J >u li il -l 111111'7." :<('<)1'·""· l·:ra nato :t l'nrl..to l '! rli<•:Jr:l il ~ ft·hhi';IÌo 1 S~J::: n soli t:·: auni fu \'olontut1n .'!':ti'Ìha1dino H )11'1111111<1 t·un~<·:.(J h•JHlo l:t lllt·dn;..:li:l di lwn~·IIJ<Wito df'lla lìl>t>ra;r.iont• <li l: nm:t ('(l altrn 1i111· •lll!'tlll).'li<• I'ÌJ~•l'li, nl'llt· I!II• ·ITt' dc·ll'inliipl' ll<i\•117.11 ib1 1iuna. 1'11 in .. ltr<' dt'i.''II'Hto l'l'l' il <·ora;.:-;..:i•l t' l':llll1<';.!'a7.i<tllt· dhlllo;:(J'ula dunlutt• i'('pidPmift ,.,._ h·rh-a <1<'1 1!'."4 11 ~apnli t• t·IIJII< ' dir·<•ltlll'' ' d<•lla prÌiua ;llllhu lllnzn di >'l><·•·or:-."<1 ili (H.'• •·:JsÌ•llll' dd ll'1'1't'lllntn di ( ':1>':11llkr-1()1:&. L lllll'l'!'llosi "111 lo<k ~L :\:q•Jii. •·olllpi ili SP)!IIÌùl ,'4 flltll di fli'1'fl'7.i<)JIIIW!'Jlto Il \\.JII'Izburu. :1 Yl••llna (' a H1•rlino: !Wl lXiii fu nolninHtn 1•·r til.oli JII'HfP><-q>J't! Jl;l· l't'~g'Ì:Jl(t <ii l>>llnlu;:ia "ltl'<·ialp lllt•li<-a (' 11<•1 I XSII ottt•nn<· il ji:IN';.:'J!ÌfllllCJ1tO in l'li llÌ\'a uwdi•·a . .\1 <·mwm·:-:o h:11uliltt in quPIJ'anno •lall'osl><'d' ll'~ d t>.gi 'IIWill':thlli rinl'<:i il J'I'Ìlll() 1'\1 llllnl!'l'•'*'i t·<•lll'lll'l'<'llti. :\<·1 ]~;: fil nnnlill:ltO <•m><llli•11t<' 111\~li<'() <Jt>IJ'O:<tJ<'· d :J!(• clt •lla I':H '<' l' ll't' <&lllli doJ ~•. l'Oli \'11"17.imw Hnanilll<'. fu <I••I••J:ato :\Ila cli J'('7.it111<' J:I•JI('l':J !(• lllPdic·u <li dt'l(O IIIIS<K'<tlliÌO. !'iiiS('('IH [o ('<111 !:1 S\1:1 illfi'j!t'itit (' j)1'f•hitÌI. C'oJI;1 ;:1111 <•tw•J·osilil ,:1'i<'u1 ili<·a e J>lol\•;;sii!Jl:t l<'. , ... ll.:Hid<'!<IT:ltlll'IIIO di unn falnn.j!'(' <li g-inYalti al11.' (>Jo.SI'I'Y>ndnn i l'lilli•·h<' ('<l :lllc· l'ii-.•J•,.Jw •li l:1hnra1n1·i••. 1'01 mig-lior:wwnto inlilll! ct.•ll•· c"ndil'.iolli igi,•nidt<', :1 tJ·asf011ll:11'(• IJII<'ll' istil ult\ in 11110 di'i mi.j!'liori l lt•II;J c·ittil. Hupo trl'llt:J auui tli liiH•I'<.t ill>'t';.!ll:llllt'll1o. 1:1 Fat'llii& <Il ~npnll lo (},•si;:nì• •Jl<'l' l'art. (i!) •h•lla l••)!;.:t• ('a:<:tii :.t I'!';.!J.:'••n· la >'1-t'<lll<l:t <·ull<•<lr:l •li paloll>;.:"ia stx><:ill(('~1W· dì•·:1 . nllol':l r·ipl'i:<lina1a. P 11<'1 111111 , h<'ll IIJ!•rit:Jla ri<·nJII JII'll:<:l :lil:t sua ;::rnudt• Hpel'<l><itil twit•nti li<-a. ••11\•nnc i l IJt tid:t~·io. )lolti"siuti la1·uri hanno n·<·at<l al SPIIÌ>'l' far11a iHII~<'rilur:l: basti rit·onhu·c In doli ri nn ~Ili 1adtl"l'Jii:J llll'lllo di'l l'<'<'nl111tt In l\ l) allu J'lllltn no•lla J-.1'1'1lt\sl m ilrn liC':I Jtlll':t. la d•>tlrilt:t dd I'Ì\'Ilti':\J11!'11tu sist•>lit·"· qlh'll:t ><1111'1\J'i~illl' linf>HÌ<':t tle!!ll ' ' leru i. >:n ila risuna n ;.o~, l iiiiJI:IIl i<':ì dt•ll(' •·n \'l'I'IH' •pnhuon:1 ri. lt• ,ri<-('n·ll(• i"H u n: l f<IJ'Illll "'1l\'<'i:tl<' <li fl'!Jhl'l' J>:llllstre rr•mitl<·ni.P. sull<> l•lll;lffllllf'si lh,ll'iJ potifo. ('(:C'. I l (Ji<ll'ittl/t· t/i '"' t!if il:·u ulililtll<'. dii' <'III IIIH'l'n l n\ i :::utti lt'lt• •1'L lllht -"<·IJitW:I di :(i)'p;f.innuti d b• ·q •••li. si inc·hinn r·t•\'l'l'l'llt<' alu llll'lllnl·i:t <ll'l \'l'll·'r:t ln )I:J('<I:J'"·
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IL DIRETTORE: Prof. E D.\IONDO TROMBETTA ma~o:g•ore
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generale medico
IL REDATTORE CAPO: Dott. ARTURO CASARINI tenente colonnello medico
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L. 12,16,1iu Italia ·,all'Estero
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in Italia . !l 'E•s t ero . a
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4. L'al>hunaru~nto uou disdett<J prima de l r. dicem bre s'intende rinnovato pe1 1'anno ~ucccs~h·o. 5· l s il(nori abbonati militari in effettività di serdzio possono pagare l'importo del· l' ;tlohtmatut·nto per meno <Jet risp~tti,·i cnnaudi d i corpo e Jirezioni. 6 l'c•r i s• oli 11flic:i:di mc<lic·i (<lell'E~t:rt'itù t: clelia ~lariua) è anunesso uu ABBO.è'IA~llii'< TO Cl' :Il t; LA TIVO a l Glontnle di medicina militare ed agli Atwali di m edici li•/ navale e colo11iale a l prezzo di L. tS annue. Per ottenere tale abbonamento gli abbonati del Gfontalc di m edicilza militare devono far pervenire di rettame nte L. 6 all'amministra· ~ione degli A r111ali (presso il )finistero (Iella :llarina). ;. Ai li brai s i fa lo sconto del r ... per cento, ma soltanto per gli abbonamenti delle person e e di'gli enti non militari, che nvn possono fruire della facilitazione di cui ai nn. 5 e 6.
I\ OrtME PER LE PUB BLICAZIONI. z. l la\'ori o riginali, l e note, le riviste - dattilografati o scritt i n mano - t\evono OC· 1111 ·'<>1<, lato <Id f.,!!lio •·•l .... ~~ere accurat~mentc ri,·eduti dagli a11tori. Si fa speciale racc•<>manda?.ione che quelli sctitt i a mano siano bén leggibili, per modo di evitart ogni du r.bio di interpretazione. lu caso contrario , la Direzione si vedrebhe costretta ~ sospencl<'rne la flllhhliC'aziont>. l. Salvo casi C<'<'ezioualissimi, la correr.ioue delle bo1.ze sarà fatta dalla rediUione , an7ic:hè dagl i autori, per non vincolare il lavoro tipografico agli inevitabili ritardi po· sta li . ~- 1.•· ~p<<<· 1'<'1' ~li (·!\lratti e <JtH·Ih! pn le ta,·ulc li t<JgraGche, ffrtogralìch e, ccc., che accompagnassero le memorie, sono ,. carico degli autori . .;. Gli estratt i sono di due tipi: - Tipo A. Con copertina. in bianco, sen:r.a fronte· spi zio. e colla impagin atura e numerazione del fascicolo. - Tipo B. Con copertina stam· pata. fronte$pizio, impagin atura e num erazione speciale. ,._ gli autori delle memorie saranno concesl!i gratuHame.nte so estr atti, tipo A, senza copertin a. Per coloro che ne de~idera~~ero un numero maggiore, il prezzo è regolato dalla se j;Uente tarìfTa: C'ttp~"
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roo estratti o m eno. Pe r
quelli cl1e supcrattO 1111 foglro, le frazioni ltt ptù , eire non superano Il mCZI!O·
/·> ~Ilo , .<i o<lldcrii P cllmc mc'lcì. {lurdrl' f'r"' I'M·dina::ioué >1011 sia infniorc o ~o capir .
6. l ruattosc ritll 11011 si re5tilzdscollo. , p-:J:J 1 -
19 ~, , -
Stobilimeuto J>oligrafico per l 'amroiaistrazione della Cuerra.
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/ { t;) P ubblicazione mensile
GIORNALE DI
M:E DICINA MILIT.ARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare G1orn ale di medici na ruililare: 1S_::i·IS84 Giornale medico th·l lh·~ iu E'"ri' Ìto ..: tlella R t:!!Ì:t Ma r iua: Giomale mNii··o del R('g'Ìu E ~crei to: ·xSgO·IQ'!i
1
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ANNO LXVIII - 1920
l Giugno
Fa scicolo VI
SOMMARIO ~EMORIE
ORIGINALI:
l .'t'dtt.-azi ttn• ' li~ i · ·u \' la li,..i•• l,.giu tC.. nfc· rt'ltZ:J t t> nt t: :, p• 1 ittnl•• "'' ' C irc.,lu unil·rr:oitari" "llllrth··l Jtel l" aula. mu!!:lla d e ll a H, . g-iH tttiÌ\'t•r;dtit Ili H nnw :ttltli H marzo Ht.!O) . 1'"!1 - -1 ~:,
Bagllonl.
CASUISTICA CLINICA:
Bonomo.
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CONGRESSI: Nieddu. 1· •~-ia
,. rinoloj:!'ia
ROMA
Direzione ed amministrazione. Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre
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RO MA
fu /,• _inSt'r;ioni di puhbllcill'l ril-ol~frsi fi/HcTTAMENTE all'Ufficio deleJ:ntO 11 tale un•i:io - Roma, l'io Poli, 43-47 • 'ttlt/ono 77-66.
lsftlllltJ .\,,; ;.>'!w/t• di Pubb/frita <' /nfornulliulll,
-
Pe r le nuo\'e norm e circa le pubhlica:d oni dei la\' Ori \'Cdi copt! rtin a , ,Ja pagina).
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIAN A E STRANIERA:
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Charpentier. ,.,
Aubart .
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l .'i11i, 7Ìot l lf· l ll<~larira
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Lustig. l."ll;.id(•ra7. >~11i pPr:-:n11;di ,.:uJIH raziont· alilllt'111<tl'l' d i'i ,..11d:di. /:t ,/11'//.ill•• tfr•lftt ,' \uti•• l1i i llllil/1111 ' fJI' I' l o s / tufil, t/fJ( /'ul iutl' ll l•t; i ••llt·: \Ili. 1. Il.. \(i. J!) [fl ,
NECROLOGIO . . CONFERENZE SCIENTIFICHIE DEGLI OSPEDALI MILITARI · PARTE UFFICIALE PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE
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MEMORIE ORIGINALI
L'EDUCAZIONE FISICA E LA FISIOLOGIA ----···--
Conferenza tenuta per inYito del Circolo universitario sportiYo nell'Aula magnL della R. Università di Roma addì 9 marzo 1920 dt\ll'on. pro f. Silvestro Bagllonl, diJ•f't t o J·c d~->11' Istituto Fisi•>logic:o d ella R. Uni,·<'r::;itit eli H omu.
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E' d i u~o comune la di:>tinzione scolastica c perciò a r ti ficiosa , dell'educazione fi:5ita, in contrappos to all'educazione moralo ed intell ettuale. L'erroneità di questa distinzione, in senso assoluto e sostanziale, r•me rgerit chiaramente da quanto sa rò J,JCr cspon·e. R oma , e l'Itali a l·.on essa, furor10 due volte la c ulla g iOFiosa dell'edu~·az ion e fi s ica. Dell'éducazione fi s ica g reco- romana non è il caso c he io , .j intrattenga, e::;seudo e:;sa nota e dovendo formare argomento di altra ('Ouferenza da ))arte d i un col lt>g<l, di m<.> molto più wmpetcnle in ques ta mate ria. l<~ tt ne l Rinascimento la seconda volla che Roma e l'lLalia segnar ono il rifiorire come delle a r ti e dell e scie nze, così d ell'edu<·azione fi. :-<ica. Girolamo Me r·cu rial f:-, nr l la r·do cinq uecento, se rissc un libro s ul ra rt.e ginnastica , clw potrehbe ess~?r·e ancora co ns ide r-alo come Llll libro f ii testo delta maler·ia. Girolamo Mr rcu rial e, nato a Forlì , nel 1530 e mo rto nt'l 1606, fu unu etei più illustri med ic i d el s uo tempo; insegnò pe r selle anni a Roma. per diciotto pro fe::;sore di medicina pratica a P adova, passò nel 1587 al l'llnivers ità di Bologn a. e, n<-:l 1592, a cprdla di Pisa. Fu fatto cavaliere da Massim iliano d 'A us tria , da lui guari to. Lasciò sc ritte diverse opere di med iei na de uwrbi ~ m ulierum , libri quattro; dc morbis pllerorU?It , lib ri tre ; de 7J<•stilentia lcctiones: d t' rn11culis pcstiferis; df' hydrophoiJia: d r: 'tlf'len'is. ecc . Ma la s ua Qper a massima è dc: .·1.7·fe G.1Jmnas fica, libri Sf' i. Di quest'opera i l Li beni, nella s ua bibliot-eca reale medi ca (Francoforte, 1679), regis trava cinque edizion i : tre a Venezia (Jit75, 1601, 16411), uwr a Parigi (1577) e una in Amsterdam, (1675) . Morgagni Io chi a mò sommo 1:!d r•nJ-ditissiuw medico . E Marchesi e il Bo rner (1751 ) ne fece ro la. b io-grafia. Sprengel , nella s1ra s t.or ia p rarnmutica dell a med icina 1\'e nezia , JHt3, T . V. ) rimprove ra al Me rc uriale òi es::;ere s lalo lroppo ligio all L~ ,Jottrine di Gal eno, pur riconoscendo che egli " s i procurò fama straordina ria principalme nte colla sua opera classica intorno all 'arte gi nJJ<lSLica. degli antichi , dove con un apparato prcssoc hè inc redibile d i -e rud,izione, scior inò lullociò c ho conrerne un tale ogge tto . Ella s 11r à sem:..~
- (;;(ln.alr rli mn/id 11a milii!H'C. -
Fa!«:Ì<"'<>lo \"I.
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L . EOL' CAZIU:>iE FI S I CA' E LA FISIOLOGlA
pre un re perto rio indi s pe nsabile pe r lo s to rico e per ramalore dell e cm lic h ilit " ·Lo Sprc ngel , s<:mwe poro h.: ru~ ro ed esatto n el giudi c ar~~ i nwr ili d egli il(diani, non valutò d egrrame nle l'op e ra d e l :Vlercuriale . :VJ"inlralle n ò a ricordare di ~>ssa al cuni Lr-atti , eh <! mi ::;emhran o ad ~.: g ual i a d efinire ili1Cora oggi l"edunzion e fi s ica e la sua cssl:'nza. \ 'ler curiale, segu endo Gal eno , s udòi,·icte la ginnas tica in tre generi : la _g-irr na :slica /)1·!/ica . la f, ·g i t i ma .~ i1• 1• 1111'(/h·a e la .!'iliusa S('U athleticrt. Cu n lul c di gl inzio ne venne q uindi a :;t·purar·e n ettarn enle la ~inna st i ,·a \·Ir e lm lo scopo di addesl r·a!:'e i g io n.111i alla guerra , lrt ginna~lica fi s iulngit·a ch e oont>isLe n e ll 'ese r!' il\iO modico d el s is te ma muscolare e rwnoso, dal la g innastic a. viziosa o pro fessionale, che ha l o scopo di sviluppar~:: t·, · r·css iYam e nl~ il s is te ma nm:;,·o lare a dann o di all.ri 's is temi ù e l corpo. ··o m e era il caso d egli alle li o d c i' g ladiato ri, r h e se ne servivano a llo scopo di lttcro. Gal t' no ~ e ll e fu m edico ui un corpo di alleli ) ebbe 0('m ssion e di osservare le mol lepli l'i lllalatti e {s peC' ialmente di p etto •, a l'Il i C:!::> i undaYéulo soggcll i. La d efinizion e d t->lla ginnas tica che ~1 er·~_· uriale dh, ::: i rifetisce lanlo a qrJ <' lla e ire ogg i si direbbe pal'te tt•oriea, quanto a qu ella c he si chiama. pa rte prali l'a. Dire infalli la g in11asli•·a t•om f'Sse ttrte';,, /antl!ttlt.~ v11tnium c•xc~citatinnum noscent,•m, 1·nrumquf' v nrietalt'S operr• ipso yratia srmitalis <'dOtl'lllem , in cui fi g ura an c he il fin e d e lla g innastica , qu ello cioè d e lla .:>alttte. [nleressantc è sPg uire lo sviluppo c he egli sluJ'i came nLe dà della d e finizi o ne d ell'escrl' izio kxr•rcitatio, o g rel' am ~ n le 1 (1// mnasion, Y'Jj.t'làat?'l ) . S{'t ·ondo G<de no l' I'J:r·rcitat io s i diti lingue dal ~'bo/us (kin csir•) , e clal labor \ JJunos ) il n'loto t'::sendo una cosa più ,·o munc, me ntre il mtm1wsion è ·un moto Yiol e nto ( vch<'ml' n s) r lw a ltera il r e:-;piro : il labor è1 an C' h'esso un lllOto vio lento, rna non tutti (IJH·IIi che lavorano s i p ossono dire t:he :;i eserc ilano, pe r es. , g li infossatori, i mi etitori , er~ . S ebben e s pesso anc he gli antic hi usavano JWO· rn iscuume nte Labor pe r r:r.1' r<·itatio (come n el l'aureo precetto d 'lppocral(•: Urborr·s ci hum 7Jl'al'rNlant, et , uhi /alnr"s lr;boranrlum urm t•sl)', al con ce llo di lavoro è sempre collegat.o l'attributo di dolore , di fati ca , di dis piare1·e. di I'Oazio ne . m e ntre al cOnl'ello di qymnasion è connet;S() l'attributo di piacere, di libertit, di sollazzo. Nella d efinizion e g alenica è contenuto un curatLcre dei più importanti d egli eserc.izi corpore i, que llo ci oè che concem e ·Ja moditìcazione d e l re:>piro. E s uperfluo aggiungere 1·hc la d e nominazione di gymnasion d e r·iva dalla eir·cost.anza. che g li c·~nrl'izi corport>i si c·ompivano a corpo nudo o <·on po,·hi vesLim e nti. 1h ieenna (il g1·and e mcdir o arabo) modificò la d efinizione g<lle nica •tggi unge ndo l'attributo v (l/ontario e rncgl io s pec ificando le modi fir azion i ciel J't•S.pii'O: I'N' TCÌiflliO r•S / 1UO/US ~1 0/71/llfll'tUS, jJTOpff' T (IUC?n anhr [ill/ .,' illft91111s r•t (TI' IJUI'll.ç 1'.~1 1li'N'ssarius. In questa. d efinizion e dobbiam o ri t on osrer c due d ci 11ill impo r!,ant.i n u·alle ri d e ll'eser c izio r orpoteo. li Primo rig uarda l'allivi lù ]):>il'l1ir·a d ella \'Olontà, f' he sempre int.:rvien P Ju•gli r~0 rc i z i g inna:>ti··i , i CJuali pe r tanto n on si po:>sono <·ons iclenu·E' t'nan o limitati a lla sol a a ltivilù muscola.r·e . ma an•·he sopralullo <'Om e ef. re tti llc· ll'n.llh·itit centra le' rl('lla r·orlcC'C· ia (·erehralr (rr gi o ne rolandica ) . Giù cn n q uesto elimin iamo l'e rro re tcosi diff uso lm i pro fani ) c he la ginnas li,·a rappr·escnti tllùllli,· ilit p u ramente corporea e dur·antc la quale èl\' -
L'EOGGAZIUN!o; FI S IC:A E LA Fl::ìlULUUIA
,·enga il ripo:;o ddratlivitil nìènlale; nella gin nast ica (s!Je<.:ial mcn t.e in (lll<:d la coma ndata e sugli allrt•zzi, che si suol compier e nelle scuol e llieùie), sono messe in giuo<.:O le attività più elevaLe della psiche: l'alten:dune, l'inibizione, l'inte lligt• nz;t. 1/oru desli11aLa alla ginnuslica non si deve perciò in aiCtln modo {'onsi(Jerare ronìe un'ora di riposo mentale, tsempre beninl<·so cht! la gin tla::>lira sta effeltivamente est·gui ta). L'altro meri to elle d obbiamo r iconoscere nella definizi one di A,·irenna ~.:onsislt• nl' ll 'nvE>r etrli ben r iconost·iulo le modifkaz io11i del ri~mo respiraLor io cho suno appu1tto, come si direblw ogg i, rf i,·;"wa d i in/l' lt · '"'à t' d i (reqllt'n-:.a . M ercurial e alla sua \'U i ftl, ag!!i ttll-"t' an<:ora un attrihtllo alla d efinizione, rendendola piil con1plt'la. Egli ri levò rhc non lulli i moti violt•n ti volontar i (' disprH• izzanti , Cù fll l' per ('S. , i nlOYÌil'lt''lli della fuga. per paura o dell'as::;u lto c·onlt o il 11emit:o, si pOStio no dcfi11ir·e come esercizi . lntrod11Sse l'allribu lo d(.') lo :-.copo a cui mi rano gli e:-;t•reizì dit·endo r•r, ·rtilalio, r/1' qua r,u·dir i inll'fl'sl tra ctart•, propri!• ,.,., JWJI/lS rurpo 1ì.~ /ti/11/IUI Ì
l't' h P/111'1/ S
1'(J/711J/{ITÌIIS,
t/l'Ili
(ll/ h t•/ i /ll (1//t'Tf/ /(J
l't•[
.~(l11Ì/((/is
' ' /Ju' ndae, vd ha!Jitus (JrJiii tu?IIJJ(lrrllld i gratili fnctu.~ . L'<•ser<' izio rorporeo è pertanto, stcondo ~1 e rcuria 1 !', eli SJll'tlanza mcdi<'af' ÒP\'l' mi rare o a difendere la s<tl ut.e, o ad acquistare una buona. abitud i ne . \ 'l ercurialt' nei &: i l ibri in cui di\'ide la ::;ua oper a di ·14.7 pagine i11 folio (Edi z. di \ 'enezia 16'•4 ) illt1slrata d a numer ose incisioni, che r iproducono spe<'i<tlmen le i gi uo('hi ginni l• i gre('O-I'Omani , dopo ave 1· trattato .dei pr imcipi della medi cina , d('IJ'oggl'llo d·:> ll a ~i nn asli t'a e dell E' St lc lodi, della ginnaslira degli antichi, d ei vari g€'ner i dr lla ginnastica, delta' pale.c;tra, d ei bagni, dl'l l'accubil.o nell e cene, degli att lori della g innast ica E>-cl<!i suoi 111inisl.ri , della g ìnnasth·a lwl lica e legittima, del la ,-jziosa o alleli ca, del modo di vive1·e dtg- li alleli,- ( i l lutto in 15 ca- · nìtoli d el I" l ibro), si oecupa, nel seeondo libro, della g innustica medica (t' IH~ con Gal eno ri conosce l'orig ine istintiva e nat.ura le, come :>i r·ileva dall'osservazione degli animali <e dei bambini ) , trattando detLaglial.arnenle della sa l t.aloric~ . d t>lla sferi slica , del gioro della pa lla , della luctaloria, del pugilaw , pancrazi o e cesto, della r or·sa, del salto, del disco, d el l ancio ( iaCIIIazìone ) in 13 ca pitoli. Nt•l l ibro 3°, costitu ito di 15 rapilolì, tratta dc·gli eserciz i corporei che si compi ono f uori della. palestra, tptindi della d e<~ mbulazi oM , d el la slaziont• eretta, della pugna, della.
sospensione delrespit·o (apnea vo lontaria \, tlclln V(){' iferazione e del t·iso, d ei diveJ'SÌ g iuochi , d el troco, della r ri (· ìl.asia, del pelauro, d~ll'alt.al ena., d ell'equitazione, dell'undat·e in ca n ozza, in lellioga, in sedia , dei mo,·i nwnti oseillatori dei letti p<>nsi l i o della n rlla. dell a uavigazione, della pesca, del n uoto e della caecia . N('l '•o libro Idi 13 eapi toli l dil i moti\'i sc ·ientifir i della ginnasli1·a pratica, ùiseute d( quali uorn ini riehbano ese rc illtt'Si, in quali malattie sì d ebbano e po::sono com pil' I'<' i var·i eser cizi, in quali lu og·lli, tempi , nli ..;u ra ed int l:' nsi lii. Nel 5" libro di 12 capjtoli· e n<'l 6° eli 13 capitoli lratla drgl i efft>U i fi siologici e medici delle sinp-ol e cserrit.azioni ~innasl i r lw. D a qu esto bi'E.'Y<' 6assunto rml'I'!H' tllin ran1C'nlc chr M(•I-eu riale per • arle g innast.ica intcJl(kva lutto il complesso <ii rscrciz ì corporei rscguiti n ella palestra o fuor i eli I'S'ia, ult in<'n ti alle più sva ri ate alli vi li't
L·EOn:.\i.:l t!:-;E FIS ICA I:: LA FI SIO LOGI.~
iu di vid uali, t.-:--~·guil(· a scupo specia lrnt>nle ricr,•atico lgiucx·h i, cac.cia, pe::ca, lett u ra. cantu, pa::;seggio, ccc. J; ~·l imiuan do g li eser cizi atle tici e g li rst· rr iz i cfH.. s i di rebb e ro op:gi d l'l la gin na:;ti ca di s ingo li gruppi musrc)lal"i lf!inun.stica agli atl rE>zzi, darH:.'Sl', s ,·ed e::.e, ted esça ) . b: certament-e t11tu dl'i li bri p iu i1npo d aul i c lw sia ,;tdlO m ai sc r itte, sull'argom{'nt.o e rh(! rner ite re iJbe ~i esset·e diffu;-;o ancora oggi. a rri rc h ito delle od ie rn ~ <·un c)sc·enze- scitn ti fi dw .
.\1 ollep l i c i ~0 110 i n tp pc1rt 1 c h e lt•ga no l a fi s iologi a al l'educaz ione fi.~ica. \>li lirn ilerò sult.an lo a cons ide ra re t"ed ucazio ne fi s ica com e è in · tesa ordi naria uwn lt· , ne l. ca mpo r ioè d ell'atli,·itù m u s<~o lar e . Ma è c hiaro ell-e duvre bile cornpre rrdPre a n che t"~ltl\· ità d f'g li o rgani di senso e in genere le alt i,·itu eonnesse o pro m os~e d a ll'a zione d ell'ambie nte fis ico este rno· · Dobbi a m o ru ns idc rarc pa rli t~:ww n le g li effc•lti fi sio log ic i d l:'gli ~·se r· cizi rnu~tn l a ri in si> c !)P J' ,;è e g li t~ ffe lti clcll't'd ucaz ion e s u essi. r\d lo ~ l11di o d egl i ese rciz i m us('olari un e rrore c h e s i comme lle or· d itla riaml'n te è qi1ell o di cr l'd e re ch e sopral ullo e inna nzìtulto sia la ft m zi o r1c pe r iferi ca d el rnusc·olo c he abbia pre va lent e importanza. Tral· landc,si di m o vim e nti volo nta ri , n on mino re importa nza hanno i1wecr i p roc.cssi n .: nlrali ; e qtrindi , lì :;iolwric-arnc n te parla nd o. è se mpre un ('t>mpl<·sso probl c• nw neuro- mtrs..·olare. a lla ba:;e di ogni s per ie di e:;erc izio corpc,rco. Las<"iando eli cons id e ru rC> lt• q uislio ni , così vas te ed a llrue nli d ell'o· r i ~ i m• d e lla fo rza muscolare, d e lla cond11zionr ne r vea , d e ll'origine e d e ll a loca lizzazioll& cerrLI'alr degli impulsi p.et· i movimenli volontari , q ta •sli o ni c·ltt· in vesto no nmne ros i capitoli d e lla fi s iolog ia m od erna. e a ll a so l11zione d elle q uali tanli sc ic nzia t.i e s pe rime ntato ri hanno a(·<' trrn~tlalu rnig liaiu di esp el'im e nli e nurn e roc;e d o ttrin e (senza tuttavia g iungere a soddis fac :c nli soluzio ni ), a reen ne r ò so mmar·iarne n le agli e f· fe lti fi s io logiC"i d ell 'altivitil ne uro-musrolarc, c he è a. base di ogni eser· c izi o cotpo reo. Di~li ngu iamo q ucsl.i effetti i n : a ) p ri mar·i (loeu.l i e gen e rali) ; bl SC!condari (locali e gen e r ali) ; c ) a ccessori. I printari sono dO'VuLi all'attività n e uro-muscolare fin chè essa è in atto ; i secondari sono gli effetti 'POstumi, c!1e seguono l'attività già a.vvenuta.; gli a ccessori sono gli effe lli d ovuti alle <:OJld'izioni speciali (inle r·ne , di e lit, srsso, razza, ecc.; o cs ~ern e, ambiente, luc.{'l, tem · peratura , er:<· .), in cui g li eser cizi son o intrapresi. Degli e ffetti locali prima ri ric01·de r·ò c h e essi cons is tono nell'eccita me nto di s pec iali ce ntri n ervosi (impulsi volontari) e n ell'eccilament.o 1·onsccuLivo d ei m uscoli v olontari o st.riali (eontrazioni tetani ch e) , che <·.ompio no un m ovime nt.o, c.h e s i tl'as m e lle alfesterno, m edian te le leve ossee, esrgu e ndo un lavoro m eccani co mìs ura.bile (p er m ezzo d e i dina· · rno m d ri ) .
L' EO UCAZJUNE FI S ICA E LA FI S IOLOGIA
l m ovime nti volontari hanno tutti i rartttleri ùe i movimenti comple9Si coordinaLi, in cui , l"ioè, s i verificano le legg i d e ll'innervazione r ee iproea degli anta.gonist.i (ossia inibizio ne attiva d eglJ. estensori quando ha luogo la contrazion e ·d e i flessori , ecc .) ; le leggi d e i movimenti s inèrgici e d ei m ov ime nti fi ssan~i. Sono m oll e le provint:ie nervose centrali impegnate ne ll'esecuzi one dei mo,·imen t i vo lo ntari d eg lt eserc izi .cor~)()r·ei ; s i può dire ~: Ile per il fallo s tesso l'he g li esen :izi corporei sono compiuti in una rl elenninata posizio ne d e l ,·orpo (e retta o inclinata). ogni rsen :izio c he :>ia .. om piuto .a t;arit·o a nc ho ttpparente mente di un solo gruppo muscolare, implica necessariamentt la comparter ipazi o nc d e ll'inter·o s is tema muscolare d e l corpt) . Tanto l'ecc itame nt o ('entrale q uanto :1 pPrifc ri1' 0 a,·vt•Jtgouo du rante e pe r o pera d ella fa:;e n ttabolit·a o dis,;imilutiva dt•gli o rg ani altivì, c he cons i::-te in un eo n:;;umo d e lla mate ria vi ve nte o di d e te rminale parti d i ès:;u.. l proce5si bi od ti m i c i d issi rn i lu.ti \'i d e l l" a t t i \'i lìt ne urO· In u:_:;colare no n sono no ti m·lla lo ro int.erezza; è tutta\'ia nolo che ossi con,;istono in un aume nto dd nw labolis mo funzional e , non intactanrlo. in ~·ondizi oni normali di lavoi'O non eccessivo, il m e tabolismo ba:;alt• (o plast.iro ), e c he è s pec ialn1enle il g licosio le il g lic-ogeno) il mate rial e chimi co eo n ~ um atu. Pt·o hahilllll' IJl e la. fase ca tabo lit•a r·i!'tllta ('Ost.iluita d a du e processi cii=-ltnli: J. Scissio ne idro lit int di 1111 ro n1poslo pn'Jlt!ico-c•arbo-idralo cou la f01'ma z iune di tWodOltJ a,·icti ,di ossige no, d t'ri,·u nl i rlal la fra nHn<'nla;.-;io ne d el nucleo t·at·bo-idralo ; 2. Processo ossidali\'O òi quest i fr.:unme4lli. L'inte ro processo dis s imilat.ivo p rodu cE> li benlziorw di e ne rg ia (l avoro rnuS<'olare e ealorc ) . Nt"cessariarnenle aume n ta il bi=-ogno P il con s tJJno di ossigPno, com E· aume nta la produzio ne d e lle sostanze r al a bo li c he (cataboliti: a c ido lat. ti co , anidride c·.arbo ni •·a , e~;c. ) . P"'r ,·onis po ntle re a que:;to aumentato hisog no dPI m Ptabulis m o ha lt 10g0 maggio r·p afflusso di sa n)rue (ipc r·e mia attiva) procio tta da vaso-rlilatazio n (:' perife ri l'a e da aunw ntul-<t atti v it à c•ardiaca . Gli e ffetti primari gtllt'rali di ogni eserc izio l'Orpo reo s i v ~ riflnw o a carico d e i tre gmndi :-=.istemi funzionali gt>m•rali (cirf'rJia::.ionP sangui· rtnrt. rPspira::.ion 1· ,, r tramhi o tff"at r•rialt> t'd t' tH' rqf'lico ) , in intima con · nessio nf' e coordinazi o ne coi bisogni t·ic hi esti dag lt f' fff'tli locali. Essi co ns istono in una aumentalu altiYitù cardiaca e h :· si mani ft's ta com e accelerazione cie l ritmo (tac h i<'a ,·cii a l , come a u m e n lo d ella JH'Pssion e artt'riosa. e l'Ome aumento d ella velocità d e lla corrente circ olatoria. L'irrorazione s ang uig na 1·h e ne d e1·iva nel lenilOI'io vasale d el s i=1t.t>ma mn"'cola.re (e forse anc he d e l s iste ma ne ,·voso t:Prrlra le ) può raggiunger (' una propor·zi on e s upe1·iore di 6-R volLe l"ino razion e nMmalc d e i r·e lati\'i Mg ani in riposo. Lo s forzo c he così compiono il c uo re c le pareti "asali uon è indiffere nte; esso varia a ~eco nda cle ll'intensilù con cui s i presentano quesli e ffe tti generali sul c ircolo :;anguigno . Tal e in tens ità va.ria alla s ua vo lla serondo l'inten sità d egli eserrizi musrolari, ma sopratutt.o secondo il !Rmparamento d elle pe rsone e sPcondo l'alle· name nto di <•sse. Nell e pe rsone emolivf', nell e quali sono più fa,·ili e p i ir ma r cclti i ri fl es::;i cardiaf'O-\'asrohu·i Jìt' l' a ,.E're un si::.tr ma s i mpolico
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L.EDl.CAZiùNJ:: FISICA E L.\ FJS10LIJGJA
LJ~ppo sen:;ibi le, e n elle persone non alle nale agli esercizi corporei, (JIIesli effetti generali s i prese ntano più cospicui. Tre sono i fattol'i che li determinano: il Pallore centrale nervoso, il quale cons i$le nella diffusione d egli eccill;\menti corti('a li (c he produc·ono gli impuls i dei movimenti volontari ) ad <lllri een t.ri corlit:al i), subeort it:a.l i e bulbari , dai quali dipende l'innervazione cardiaca e vas~:o lare. Questi eccitamenti deprimono il tono del vago card iato (nervo tardio-in i bi Lo re) ed e<:<·i tano il tono dei ner vt a~celeralori
2. Fallun· chilllico, c he cons iste ne lltt modificata crasi sanguigna opera dci cataboliti pr ovenien ti dai tessuti neui'O-muscolari messi in attivitit. E s tato ·dimos trato che, pet· l'aumentala produzione di ac ido lallito e di anidride ca rbouièa. la r eazione del sangue diventa più acida d el normal e, e ciò s ignifi ca cecilamenlo chimico 'Qei centri bulbari èa rdi tw i e fOJ'Sf' onche degli o rgtwi pe rife rici d e lltt circolazione (mioca rdio H pareti rasai i).; 3. Fallou, idraulico, il quale consiste nell'aumentata cirrolazion e sa nguigna vellosa per opet·a dei muscoli c he s i contraggono tet.anicamenle e che per ciò, inspessfndos i, espellono il sangu e venoso d el loro sistema circolatorio. Jlt'f
L'importanza c il s igntfkalo fi s iologico di questi effetti Slllla runzione citcolatoria, <"11e s i a ssociano costantemente agli eserciz i corporei ,·li qualunqu e natura o esLeusiotw questi s iano, s'intend ono chiaraml:'n tc t.enend o p r·esente gli accresciuti bisogni degli organi attivi. Però nel calcolo ctel lavor·o compiuto dal cornple,c;sivo organis mo non è lrascun.tbile quello prodotto dall'aumentala atLivilit r·a rdia<:a. e molto meno è questo lrast ur<tbile nei t as i di diminuita o alterata funzionalità del sistema cardio-vasrolare. D'a ltra parte. 6i può rac-ilmente dimos trare che questi effetti non raramente s uperano nellR lOI'o inten s il~t lo strehto bisogno rit hi esLo dagli organi attivi: in tali c·a~i la reazione da parte del sistema. caròiaco-vAs ale è esagerala, dete rminando, quindi , un dispendio inutile di energia, e ire va a danno del c·ompl~ssivo stato di res iste nz-a. dell'organis mo. L'esagerala reazione s i manifest-a ·appunto con er·cessiva a ccelera· zione d ei rnvli cardiari e aumento di pres:;ione arteriosa, fenomeni e h ~ avve ngono negli adolescenti, nrlle donne. nelle persone emotive e nei Ilo n allenati. g chiaro eire in essi, l) ÌÙ r·apidi, più facili e più profondi insorgt·ranno i fe nomeni di stanchezza e di esatll'iment.o, dovuti non solo ai movimenti l1111&:olari , ma anche all'ecr.:ssi,·a reaz.ione d el s is tema neurocard iaco-,·asa lc.
...
Analoghi sono gli effetti pl'imari generali sul l'itmo r·espiralol'iO che pe r esser·e più appari:kent.i d egli effet.ti cardiaco-vasali, furono. come abbiamo detto, g iit segnalati da Galeno e meglio definit.i da Avicenna. Essi eonsis lono i n una aumentata frequenza degli alti respi ralori, C11i s pesso s i as::;cx;ia s in dall'inizio un'aumentala profondità degli stessi.
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L ' EDt'CAZIONE FISICA E LA FltilOLOGI:\
' Ot·dinariamente (come è il caso della corsa) la dispnea di inte nsitù si "'a manifestando sempre più <:ol durare dell'esercizio. Insorgono tLltti i rno,~ menti caratteristici della respi t·azione forzata. che hanno per conseguenza un aumento della ventilazione polmonare allo scopo di introdurre la maggior quantilit eli os~igeno, necessa r·ia. all'aumentata atti vità funzi onale dei muscoli e dei centri, e di eliminare la maggior quantità di anidt·ide èarbonica e d i acqua provenie nti dal detto ricambio
materiale. Anche per· questi effett i respiratori s i ammettono gli stessi tre fattori determinanti, ossia.: 1. Il fattore central<~ nervoso, tonsistente nelln. diffusione degli impulsi cortical i per i movimenti volontari ai dive rsi centri respiratori (cor·ticali e bulbari ). A questo r·iguar·do me rita di essere riw r·data l'osservazione che di ordinario e nelle persone non allenate il ritmo respiratorio tende a sìncronizza.rsi ''Ol ritmo degli impulsi. E' stato visto, per es., che nella oo rsa rapida, nel saltellamento, ccc. ad ogni spinta d el çorpo in avanti o in alto, per· l'est.ensione dei muscoli degli art.i posteriori, corrispon de un atto inspiratorio~ cosic.c hè non è r·aro osserva re aum entata frequenza del ritmo ll"Spil·atorio. che da 18-20 atti al minut.o primo, sale a lt0-60; 2. Il fattore chirnico, I'IH! consiste nella moditkata cras i del sangue JH?r opera d ei JWOdotti catabol ici dell 'attività muscolare. Sono ben noti i r-isu ltati di recenti ricerc.he, i qua li dimostrano precisament.e che I'atlivitit dei centri res-piratori bulbari è in timamente connessa c.on la reazione chiminl d el plas ma sanguigno, nel senso che ogn i aumento d el <'ontenuto in anidride ·..cn rbonit'a proYocu fol'le ecc itamento dei centri re~ p i ratof'i; 3: Anche il /rtllort• idrauliro, dipendente dall'au mentata circolazioue sangu igna, sembra c.ontr·ibuir·e all'eccitamento dei centri respil'aloh bulbari. . Il s ignificato e l'impor-tanza fi~iologica di qu~sli fenomeni di aumen tala attivitù re~pintloria si compr·f:lnclono fac ilmente. ricordando la 101·0 intima tonnessione coi bisogni a um entali d ello scambio gassùso -respiratorio da parte degli organi attivi. Alcune cifre dimostrano come an,·he la mortica attività mustolare h·ipl ichi il consumo d·i o:=:sigeno e la pr.orluzione di anidride carbonica . '
Modi/icazioni dello scambio gass(ISO respiratorio in un ad'llllo sm.o p~ opere~ dell'atti·vitrì ne'llro-musool(~re.
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L'EDL:CAZIONE FI SICA E LA FISIOLOGIA
Un lavoro muscolare più in ~enso, quello di sollevare il propri() corpo nell'arrampicarsi, provoca uno scambio respiratorio superiore a quello di riposo di più di 5 volte. Il quozien~ respi•·atorio si mantiene invece uguale; ciò s ignifiç_a che si consumano le stesse sosLanZ€ c~e si bryciano nel periodo d i riposo, ma In quantità relativamente t ri pla e quintupla. Nel calcolo tlel lavoro muscolare compiuto dal complessivo or·ganismo non è trascurabile quello provenient-e dall'aume ntala attività mul:>Colare dei museol i respiratori. An<: h e qui si può ri petere quello che abbiamo detto per l'alti,·ità. carcliaco-vascolare. Non è raro ossen ·are c.he la reazione da pa•·le degli ordegni neuro-muscolari respiratori supera quella strettamente nect-ssaria per sopperire ai bisogni aumentali d f' ll 'attivilc\ muscolare . Ciò si ver itì.-a pure negli adolescenti, nelle donne, nPlle pe•-sone emoLive e nei non abituali. Si ha così un dis pendio inutile di energia , che sommandosi a quello proveniente dall'attività cardiaca e ~ quello in eluttabile dci muscoli dell'esercizio corporeo, induce più rapidamente i fenomeni della stand1ezza e dell'esauriment<>· Abbiamo Yisto precisame nte che nei non. allenati il fatto della sincronizzazione degl i impulsi rt->Spiralori con g li impulsi dei movimenti ginnastici produc(l una esagCJ"ala d·ispnea di frequ~nza , che non è affatto necessa ria per co1·rispondere ai bisogni respiratori dell 'esercizio . Infatti negli allenali si osserva la scomparsa di ta le sincronizzazione, mediante dissociazione secondaria d t>l ritnw rPspiratorio dal ritmo ginnico. Il respiro si ma n t iene, in qu esti, calmo e sereno con la tendenza ad approfondire i singoli alti respiratori ::;ufficicnle arl aumentare lo scambio gassoso necessario.
Gfi effetti generai i primari degli esercizi c·orporei sul melabol ismo, o ricambio mat.eriale ed energetiro, so no la diretta conseguenza. dell"altiYilà funzional e dei muscoli che s i contraggono e dei centri nervosi, in quanto queste attività si svolgono per ope•·a delle moditìcazioni biochimi<'he cJ1e hanno luogo negli organi. 8 oramai ammesso da tutti oh e ogni forma di energia cinetica che si libera dal corpo (energia m eccani ca i n f.otma di lavoro muscolare, calore, en ergia nervosa) deriva dall'enel'g ia potenziale chimica d ei vari costituenti cellulari dei tessuti attivi. Sopratutto, nelle forme d ell'attivilii muscolare fi siologica , il metabolismo funzionale aumenta, mentre resta immutato il metabolismo hasale (plastico). Ciò è dimostrato dal fatto r he mentre i prodotti detivanti dall'ossidazione dei carbo-idrati e dei grassi (a<:qua, C0 2 • ece .). a11menta.no not.evolmenll' e in .propotzione degli sforzi muscolari , i ralaboliti azoll~ti {urea, ecr.), eliminati coll' urina non subiscono apptezzabile aumento. Dei due g rqppi chimi ci dinamogeni (carboidrati c grassi) è special ment-e il gruppo c!ei carboidrati che si consu ma più facilrnent.e nell'al tività museolare; il ronsumo d ei grassi avviene in scrondo tempo e forsr in misura minore. L'aumento del consu mo orga ni(·o (fase ralabolir a.) ha per conse-
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L'ED LiCAZIONE FI SICA E LA FISlOI.OlìlA
guenza la liquidazior~c dei 111aleriali di r·i serva , e quindi ci s picghi a rnu i benefici effetti degh esercizi eorporei contro l'obesità e la pinguedine. Co me altra consegue nza inevi tabile dell'aumentato consumo di materiali chimici abbiamo il forte aumento della produzione di calot·e dt' l · cor po, ~.: hc tii rnanife.:;ta. t·hiarnmente ne lla c urva lermome tr·ica de lla fig. i. In essa si ved e elle una pe rsona normal i"? durante l e ore antime ri diane, dalle 8.20 alle 9.30, prl'~t·ntava la lt'rnper atu ra r·e ltal e oscillanl\ ~la 36.2 a 31>.3; all'inizio di ~tn fort e la,·.wo tnll;o;("olar·e t ~l.::lO) in 111' m~r~·
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•'i g11ru 1. -
g-iunse un ele vame11lo di temperatu ra a 37, e nei lO minuti sut:t'l'SSI\'1. a 37.5 per raggiungere d mas5irno di 37.7 dopo altri 15' ; l a kmJ)€ratura ne i suc-ecssi ,·i 45 minuti di lavoro audò declinando, twrò sempre lllantenendos i al disopra di 37.3 (ossia temperatura febbr il e) , per rlecli nare rapidamente r:ol C('ssare del lavor·o muscolare (ore 10.50), l'aggiungendo il livello iniziale di 36,2 dopo 50 minuti dallt~ fine de l lavo ro. La n 'azione generale eia parLe del 11'1 !:'labol is mo del corpo è un fenomeno che può \'ariare. seeondo le condizioui internl' ed t>slernt': per · t-s., l'aumento d ullrt tempe ratura del corpo di1wnde dalla nor male fun zione dei potel'i termo-regolatori, dalla te mperatura este rna , dai w stiti. dall' llmidità, ee<·., ossia da tult.J (]uei fattori che tendono a limitare o a favorire la dispers ione tcrm ira. I fenom e ni di •·ongeslione dov-uti all' iperemia attiva dei vasi sang11igni cuta r~ ~;• i , la sec1·e zione del sudore c he s i
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L.EOCCAZ I O!'IE FISI CA E J.A FI SIOLOGIA
a:;suri<\llU agl i ese rl'izi p1·olu ngut.i ed eslt•si, dipe11dono precisamente dalla te rmo r f:'gol azione del no::;tro or ganis mo. Molto probabilme nte anche tpri do bbiamo sceve ra re i fenomeni òi reazione esa~e rata (dellt' pt'rsone cmuti \'l'. d1·~li adolescent i, de i non allenali ) , dai fenomen i di n·a ziom· adegtrala, s nffìci entC' a soppe rire ai bi sogni dell'org-anis mo in alli \·i tit. Tm i ft•nomt•n i pl'i lliar i arrE>.s..,ori dobb iamo s pecialmente r icordare l"aziont- be rwfìca d €'lla lu ce c de i ragg i solari s ulla c.ule nuda e sugli o rgani iu tcrni (visce ri . ossa, articolazioni, e<.'C. ) , su ll a quale è basala la ' nJndt•n ,a t· liot(• rapia , e lle tanti :-:oddis fa cenli ri sull~ti ha ottenuto nelll-' c!iver:>l' afft>zioni lTOnil'hc, per opera dei raggi attini ci; come pu r e l'azro nf:' benefì,·a dell'aria s ulla. rn t f~ stc~sa, t:hc:> rinnovando'si continuamente asporta le ,e:;alazion i derivanti clall'altivilù de lle g hiandole cutam·e. ect· . Ciò gi ustitìc·a pie name nte l'uso degl i a n tichi di eseguire gli !'!'t• rei v. i ro r·p ol'ci a corpu nudo o quasi nudo. l noltre è d a ri co t·d ar~ c he ·ciò pmtlure un adatt.ame nto alle variazio ni l.Jr·usr he di ternpe raluta ' l·~lr r na, c he for·se ci difend e rebbe ro fac il mente d a i process i infiarnmalo ri , li«:>vi e tn·avi , rosi comllni nella stag ione inve m ale .
.. (;li etklli seconùari lo<'ali l'generali ~o no altrettanto torn pl e~si come gl i dh·lli prin1ari locali e generali. E!'si hanno per nucleo fondarm·nt.ale In fa..-;e rnel.abolica opposta alla catabolica. P c:> r la legge gene r·ale de ll'autogove rno della sostanza vive nte, a d ogni ecc itame nto funzionale segue automatica mente un processo di r·eslam o. c he Ila luogo durante l'i mmediato riposo, e per il quale si ri ro~t nri src la sostanza c·ons umata. Non conosciamo esattame nte i pro<·t•s;-;i bioch imic i clw caratterizzano quPsta. fa se assimil a li\·a o anabolica. ~a pp iamo pe rò c tie PnLro un period o di lernpo più o m eno lungo e a concliziune <' IH' s iu d isponibile d l.'l ll110VO male r·iale or·ganico proveniente dal :-angue. dai tE'ssuli di ri ser va (f~'gato, ri t:t:O di g licogeno, tessuto a di poso, ec·,·.), o qu indi indi r·ettame nt e dai p rot·essi alimentari , s i r kosLruisr·e ru•ll'i nl<'r' IIO de lle cellull- m11scolari e ne rvose il lilf\.le riale dinamogeno ron:-:umato d11r·antP la fa:-;e rli eccitame nto. e pronto per pr·odunc nuoYa cnerl!ia. Come J'ec<' ilamt::nlo impl ira co 11sumo del material e connesso eon il r ican 1bio f11 nz irmale e non intacca in mis ttra. notevole il mate riale plas ti co, ('0Sì il resta11r·o r h{' seguC' all'alti \·itit concerne s pecialme nte il mat!·r·i<Lie d l' l titam bio funzional e. ossia impl ica t'SSO i l rifo rnim{'nto del ~liro:;io o g li cogf'no e in mi sura mino re de l g ra~so muscola re. Pt> rò quando l'eserc izio è mollo inte nso cd a lungo protratto. quando la pe rsona. s i t rova ne l l1Niodo dello s dluppo o nella prima e lit gio\·anile. finalment e quando si prov v·e de aci una abbondante .al imentazione, l'l:'r(: ilarnento si este nde al di lit de l solo m etaboli s mo funzi onale influi.'nzando an1'11e il m e tabolismo plast ir(). Ne segue r· he anche gli efff'tli :<e<·uncl<.ll'i di r estau r o si diffondon<> a l m elabolìs mo ,plastico, prod un·ndo e iò e lle è noto t'ol nome di ipel'lrofìa muscolare ùa atl i\·it(t. Qui'.3lO fallo s pirg-a lo s riluppo ecressiYo 1· he p os~011 0 assu m e l'e le masse rn u-
L'I::O l"<.:A ZI ONE FI S I ~A E J.A FI S IOLOtil.~
.:;l'ola ri , quando sono ec·cilate a. untt lunga e forte ult iviUt, ~:om e precJ-"am ente è il caso d egli aLit::li. L'eccessivo sv iluppo d e l ::;i~tema muscola1·e o di una. parlt- d i e:.so ùnplica , però, d e fi c: ie nte sviluppo di étllri o rgan i o di alt1·e pa rti di un s iste ma di organi. Ciò è s pec ialme nt-e dannoso nel campo de l ::;is tema ne r· ,.0so eentra le. I n ques to è no lo che non è pos:;ibile meciianle l' esc rç i~I O ott,enere fe no me ni di ipe l'pl.ls ia (ossia aumentalo nmnc ro di relllll l',l ; nelle pe rsone in c ui p~:· r l' ~:·::;e rc izio dei mo,·imenti vulo ntari si ha nlilf!· g iorc S\' iluppo d ei ceutri corli~li corTis pe lli,·i no n è raro os:;en·are u na -diminuita o rlefkit>nl!:• funzionalilù di altri eenlri ps id1ic i f OI'.::>e più , 1na C't'rlamente non rner10 impo rtanti . \la un altro limite è necessari o l'it'OJ'<iar·t·, que-llo di)Jeml cnte da lla llUtrizione. Se s( s uppone c he il patrimoni,> lltJtritiYo, rapprcstn tato dalla quantitit complesFiva di sostanze prule iclw. g 1·assi e Céll'boidrali rm~se nti nt:l sangu e , o inunag<Jzzinali com «:> male rialè rli riFe n ·a nei vari tessu ti, o d erivanti dat l)rocessi digestivi e di asso r bime nto int.es linal t-, è unu quantità co~tanlc, r·aJ')pre&>nLante il palmlum comu11e a lult.i g lt ur g·ani e tess uti d e l co rpo, è c hiaro che di esso quanto pii1 sarit e rogato pe r i b isogni a cc resc i11ti di'i mt t ~oli alli\'1 , lauto m e no rimanù e rogabile per· i bisogni degli altri organi (ne rvosi, ghiandolari , ecc. !. F'u dimos lr·ato che durante il digiu110 prolungato, qnando ces:-;a il r-iforui. nwnto di tutte le sostanze plas tic he e dinarnogf:n(· dall'eslel'flo, l'organismo cont.intJft a \' ÌVe r·p a s pe,;c d c i mate riali di i·i:;(•t va, e quando (jl11.':'ili sono E-saurili , continua a vivere allinge ndo le sostanze necessa ri e al n~ sLa ttro, dai dive rs i tes,uti m eno nobili o, pe r t'S'>f' I'C più esatt.i, d o tati di runzioni meno indb;pe nsabili alla vita d el t·omplessi,·o organismo. Ha luogo, per rosi dire . 1111a lo tta per- l'esis te nza <le i vari tessuti, in I'Ui i:• il .:;is lema nervoso ee ntrale che esre dominator e. Io cr·edo c·he un'egual e lotta pe1· r esistenza abbia luogo anl'i1e nol'lnalm('nte in condizioni ulimenlari o rd inarit•; sono )Jr"ec is ame nle i te.o;s nl i ,. g li ol'gani cile presentano fen o me ni di più intensa e continua attivili~ funzional e che alt.i11go no maggior quantità d e l materiale nutritivo com plcs:o>Jvo. Tene ndo conto d e l fàl't<> c he gli oi·g;llli dige,;e nll hanno un limitato po te r e di digerire e assorbire i materiali nutritivi (pur·e ammesso cllt• lt> condizioni economi che non rapprese ntino, come pur· troppo è il ea~o, fe rrea limitazione) , è ehia.t·o chp il 1){1,/mlum nutritivo comune rapprese nta r ealmente una CfliUntitit costa.nte e limilat.a, e che pe rciò ogni ercessi\'a e1·o:gazione de l s is tema rnusc.olar·e inciucc una diminuzione di e"so per i restanti or·gani d el cor·po. L'azi o ne che abbiamo visto eser citata sul metabolismo p las ti co da 1Y aurn('nt.ato m etabolis mo funzional e, è d imostrata anche dall 'ati'Ofia. n1ll 5?olar p per inattività; muscoli cost retti a un riposo· prolungato 1)('1' inaZione (l'ome s pesso s i osserva in f'as i di frallure o~ee o di lesioni ar·li ~·olari , le CJ L1ali delm·minano inatlivitit d i gruppi muscolari) d egene-rano e11tame nte, diminuendo di volume e, quindi, pe rde ndo la loro funziom·. peb r essere sos tituiti, nei rasi più gravi, da ine rte lesFuto connctti,·al e o fì roso.
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L'EDt:CAZIONE F1SlC:A E U. FJSIOI.OGIA
Glì effe tti s0condari g<.•nHali , Strl sistrma tircolalorio e respiratorio e s ul l'icambio mate rial e ed e n~ rgetico dell'intero organismo, sono la naLlll'alc consegue nza d egl i effe tti primal'i che avvengono in questi organ i, c che sono d e l lutlo s imili a quelli locali. Nell't•sa mo L'Om plessi ,.o d el! l i effetti (!egli eser·c izi cor porei, an eh~ qtH:::-ti dfl'tli gene rali S<'condari d ebbono avere la loro giusta val ulazione. Di essi ricorderemo l'aumento di sviluppo del miocardio, ·che può g itlllg't'rC tino all'ipel' trofìa nei casi di eccessiva attività nl uscolar·~o~. ' nwrc d eg-li alleti l , l'aume nto di sviluppo d ella cassa lor·acica e d e i rnus•·oli n•spirator i, che s i osser·va in lutti coloro che si esercitano fis in r.menle . E notpvole al rif{wu·do r e non.,.te svil u ppo c he assumono questi organi respiratori nei corridori. (;li cwmenlati c ff<' lli catabolic i indu('ono un aumento d e i proces,;i a:';similut isi e CJuindi ecc itano tutte l<' funzioni conn~:ssc col s is te ma dig-e rente taun1e nto dell'appetito, map-g io re ingestione di ci bi , più (acil e di gestione t' HSSorbimenlo d e i wodotti alime ntari }. Ma poic hè l'utr rnenlata atlivitù muscolare provoca una scissione e un consumo mags·iure di t·ar-boidmti e in misu ra minore di g rassi, rne ntr·e lascia immu tato il rnl'labo lis rno proteico. è e hiaro che si d 0bba aurne rr tare l'ingt>st ione d eg-l i alimen ti ternal'i (amidacei e zucch er·ini ), lasc iando intatta· ta razione proki ca. Ciò s piega come gli animali da lavoi'O muscolar e (buoi, cavall i) s iano erbivori ; e rom e i lavoratori manuali s i c ib ino pn·valcnteml' nle di <\li menli vcg<>ta li. l~ nolo il fallo che i corridori p!ù \·cloc i c piil r·csistcn li sia no s pesso n~t'la riani.
... Y L'IIt'll ÒO a parlare degli effetti d ell'ectucazo n r fi s i\'a sugli esetTIZt corpo rei, implic itame nte dire mo d egli rffetli d ell'allename nto. Sinlt·ticanwnt{' s i ])U Ò dire ~Ile il fine (inconsc io) d ell'educazio ne fì:;iea consiste nl'l raggirlllg('r·e il più p e rfetto g r·ado di I'Nmdmia dd ''"·oro: ossia la massima produzione di lavoro util e <'Oi minimo dispendio di forza. Qucslo c.oncetlo dell'economia applieal.o ai m oYimcnli d e l C0l'PO r·oincide ('Olia d efinizion e (dala da Leopardi e da Dar·winl della qr(l:ia d e i mov imen t.i sl.essi. Infatti la grossolanifit e la mancanza di d estrezza e di a.bilitil in tutte le dive rse spec ie d c i movimenLi (d eambulazione, danza, cerirnoni~:·, abiiW1 professionali , ecc.), conside rale dal punto di .,.ist.a d ella fi. :;iologia e d e lla mecl'anica dei movime nti muscolari . éons is lono qua." i >'t'nza cece?.ione nell'esecuzione di movimenti inutili e non appropri a ti .-l tl' si a:-;srwiano e spes~o intralc iano i movimet1li adeguati . L't•se rl'izio c l'educazione te ndono precisamente a r aggiunger·e I'èffl'ltn \'ulnlo mediante l'esec uzione d c i movime nti indispe nsabili e ne lla misura ecl intens ità necessàri. Og ni \~cce:::so e ogn i partecipazione di nlllsco li non nc.ccssari pr'Oducono un dis pe ndio inulile di forza e m o\·enze ìn<'golari, pere h è i nadeguat.e . Ad un 'analis i 11 n po' più profonda. l'ed Ut'azi o ne r aggiunge lo scopo economico mediante i scgr1e nti prO<'essi :
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L ' EOC CAZIONE FIS ICA E; L.:\ Fl S JOl.OGJA
1. Umita:.ionc ed d i m ina:. ioru' df'i uw cim t>nfi imtlili (Jd
I ' ('(:P:i$ f 'l' l.
Un esempio di q11 esto proce::;so l'abbiamo s upe riormente acl'e nna to t·icordando la dissociazion e volontaria de i moli rcspirat.ori dai movim e nti rit.mic i d ella corsa o de l salte llame nto, ne lle perso ne allenate . Ma nume t·osi ult.ri esempi s i potrebbe ro addun·e, com e q ue lli per i quali il piani5ta esercitato è in g ntdo ù i dissociare i m o,·imen ti de lle dita omolog he d elle du e mani , che is tintivame nte t..cndono a muovers i ne llo st~:>o senso e conte mporaneame nte-. Sono faLti di s inerg ia c he conge nitame nte possediamo dalla na::;c ita, dovuti alla s truttura s im m e tri ca de ll e due me liL com!JOIIe nli il nostro corpo, ma c he ltll·bano l'esec uzione artistica. L'edul·azione c.ons is le preC'isamenle n e l d iscrim inare e dissociare questi mov ime nti istintivame nte assoc iali. E chiuro t·he tal e lavoro di discr imin azione ha luofro nella cortecc ia ce rPbra le ert è di natura ps ic hica , più c he di natum muscolar·e . ' :l. Trasform a:ione d i mot i t·nlontari in tnoti autm1,atìci. - Amllt· qt tetito processo appar·e un effetto ev idente de ll'educazione de ll'ese rcizio, .rirordando i fe nome ni più comuni d e ll 'atti vità muscolare. Come il ba mbino apprenrle a s lttre i11 pi edi e cammio.are dopo un periodo di c o n ~inui s fo rzi ed eserc izi c he co ns istono It cl poggiare i pierli a te rra , nt:ll' inne r·varc acconc iarne nt.e i vari muscoli degli a r ti poste rio ri. dl' l d orso e de l r a po conlrobil a tttia ndo la te ndenza a cade re de l tro n co, ·~: ne l mu over e sollevand o un arto pos l,et·io re, m e ntre il peso del corpo \' ie ne a g ravare sull 'ttllt·o arto e a iuta ndo lo s postame nto in a vanti co n _corris po nde nti ed a c<..:on ci movimenti d ci du e ali,i ante riori , c iò che esige dapprima l'in Le rn~ nto de ll'attenzione cos<'ien te rivolta a q ue:::l i ,·ari tnoviment.i , a poc() a pooo ('OII'escr cizio ne ll 'adnllo, i m ov irn ~:• nli di de<tntbulazione s i compi o no autornali came nle, senza clw s ia nece:::;..;ario l'inl~· n·enlo de ll'utli,·itit s upe r iore psil'll ira dd l'alle nz ionc c de lla co;..;c ie nza. Ciò val e anc he pe r t11tle le abil ilit profPssion a li, conw quel! <\ d t'l s uonalo re del piano, d e~ violino, ec1' . , d el bull e rino pe rfl•llo e cosi via, i quali , q ua ndo hanno rag-giunto la Pl' rfezio ne, rompio no i lol'o movimenti pt·ofessionali aulomalicamenle, ossia senza il conlintt O con troll o d ell'attenzione, la q uale può esse1·c rivolta ad altt·e O<'cupazioni. E e vidPntP c he quest.o effe tto de ll'educaz iOne , c he si compie nell'am bito dc i centri s uperio ri della ps iche, è uno degli effetti più itnpot·tunl i et·.onom il.:ame n le, pcr r hè i centri corti l ·al i dell 'atte nzio ne sono l ibera li dall"'attivilà di controllo s ui m o vime nti (i- he pas::;a ai centri probabil m ente soltnr.orticali ) e pcrdò sono in g1·ado di poter funzi o na r e per a ltri scopi. Un analogo processo di tras formazi o ne avviene anC' he nel campo sen s oriale, c he del reslo è s pesso i n li mumc nLe connesso co n s pcc-ial i m ovime nti; ri<·orclo il processo dell'apprendere a leggere, .a s nivere , a eanta.re, i quali tutti cons istono m·ecisamc nlc dapprima (nella fase de ll'istruzione) in associazio ni volonta.rie di dctcnninati eccila m l'nli vi s ivi o uditivi con d ete rmina le reazioni m ot.or'le ; associazioni c he a poco a Poco coll'eser cizio dive nendo sempre più .abituali , dive ntano sempre più fac ili , fin c hè insorgono aut.oma tic.amc ntc se nza e lle gia pii1 nC'cC'ss aria la g uida della coscie nza .
1:r.on::\ZJONE FISICA ~: L\ FISlOLOOl.\
a. /Jiìll iii ii :OÌtJI/t' r/t'l/t• Sfi/8{{:0ÌOIIÌ
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Qut>;;lo (offetto dell"educazi one fisica, ben noto agli antichi dH: l"iltdi•·antno t·ol nnme di · i urrlllinlt'tt!r, (1wl senso metaforico della parola) non dipend~· tanto (('Ollli.' è slalo nedulo da alcuni fis iol o~i t da. 1111 adatlanwnlo s~ ,- ondario all'azione dl:lle sostanze Los::;iche della Jati.·a, qua11l<> in\·p,·e è un a cnn;;<•!wenza sopratutto del pt·imo (attore. Jnfalti c·t~n l a limitHzione <1rl elitni lt<lzi one dei movimenti inutili od f·Cr ·e~si,·i, c·ompiuti sia dai mu,:;,·oli non ne•·essari, si a dai mt1sroli re!'piralori. ,;i a da l mirwurdio. nl'll é ppr,;one non allenate, nelle qual i. t'f) llW abhiillllO visto, la n·uziunc da parte di f"'lt•esti org·ani è ecccs::;i ,·a, i• chiaro l'Ile diminui:::eono i pr<v.-es:"i calabvli•· i f' CJnindi diminuiS!'e la IJIIHiltilìt tll'lle so:::la iiZt' ron;-;tn tti.ll(' e <ki prndott.i los:;ici· La n•azimtt' pc·ct.·ssi ,·a da parll' dt•l sis lenl<L re:;piratorio P !'ircolulm·io 11ei nnn allt•nali è opera illll'h.esS<t rhe i •·en.tt·i nervosi t'Otne ahbiamo Ò('lt o sopra. pssa è infalli più t-'J•Ìt·<·al:t nt•llt• per,;one più emoli\'l'. Il' quali hHiliiO preci~nmentc il si~tt•ma nt.'ul·o-mus<'ola•·e si mpal i1·o macqtinr·meJtiL\ Sl' JJ,;il)il t· . Non è esduso, a11zi f> mollo probabilE'. rhe lalt> n•alli,·it;"t sia anche ~raduata o l'ep;olaut dai wodott.ì di speciali ~dan do! (! <'tHI!!crine \ti roide , capsu le smTenali l . L 'educazione per 1in rner•·ani:<mo <lll' mai conos•·iamo, tend e a diminuire o a r egolare tale ~·nsi ]Jililit, n·lldt•ndo IJitindi la t'OS<' iPnza piit resistente ulle sensazioni ill(t'I'IIC dt'lla falil'H. • Ltt rc·tH·slcsi. ossia. qupiJ'insieme di sensazioni e sentimenti interni , nsntri nel la lol'O f{l'rt<•si e nella loro entità, rnn dai quali noi deduciamo il no:;lro stato cii hcne~sen~ o eli mal esser e, cii umor·e gaio o grigio, rappn·scnla uno rlei faUOI'i più importanti nt•l la valutazione degli effetti dt·ll'educuzion<> fisica. U Sl' n:->o c.a.t·.allerislico della stanchezza mu ~ro lut·E·, dell'qffanno J'('Spt r alorio, del cardiopalmo funzional e ch e d elE' r. tni11ano m•lle per sottl' non all enale l a C<'ssaz ione ciegli escrc'izi, perchè ta 1i scnS<tz ion n t>o no i nterprl'laté CJUasi ,·ome m i nat'l'ia della Yit.a, d ipenrlono "' ' ·id(•nt<·nw nte dai due fattori: stimoli meccanic.i e chimi1·i intt•mi, provenienti dal lavoro musrolare, la. •·ui entità. dipende ev i d<•ntrmente dall ' intensilù dt>i ntovimf'nti muS<.·olar-i '; e, come secondo rauor-e, flidla erritahilili'l o sensibilità del sistema. nervoso centrale. L 'educaz ione ag-isce sul primo fattore diminuenno, come abb iamo Yisto, il lu\'01'0 com plessi,·o muscolat·e m ediante: l'eliminazi one dell e contra:t.ioni inutili: Jli'Obabill1lcnl.e agisc·e anche s11l scc·0ndo diminuendo J'ecc<·s.~iva sc nsihililù o emolivilù cen tral r . l'\on dobbiamo dirnl'nliru re un ullro mezzo rol quale l'educ.azione può diminuire la stanc·IH7.za r produrT€', per co::;ì dire, un r egi me costante di lél\'or·o qua::i spnza lttnghc pau:';e dii inler·ruzion c pct· il riposo. ()tH'sto nwzzo ron::;isle nella trasformazione òi un lavoro c.onLinuo in 1111 la,·om rilmi t·o. E nnlo fi siolog-i camentC" r h e il ritmo cardiaco e 11 ritmo l'\•spiralnrio non pl't>senlano, in con di7.ioni normali di sa.lulR, fenonwni di sl.m1•'ill•zzn, C' non s.i ar·r·e~lano mai, fìrwhè ùura In vita. UllÌ· ··o.ml'nle prr i l fallo cl)(' risullano da una sCI'ie l'l'g-ol are di fasi , di atli,·itir ( l'Olllra~ione mu:::<"olnrr, sistolc carrliaca, inspirazi one) che si all.rrnn.no c<.m f<lsi di r·iposo (r·ilasc ianwnl o musi'Oiat·c, diast.olr cardiaca. t•spi ruziottl' l , dnranle c pt'l' opera delle quali si compie un perfelLo r·er h ,.-:,::,(1 , -
L'EDL: C:\Z!ONE FlSICA E Li\ FJSIOLUG!i\
stauro ùèlla. sostanza <'O ttsu mata nella prima fase. E' pertanto pos::;ihil!i un r·egime di lavoro ininterrotto e costante. Ciò preeisamente avv i e n t~ anr he per i movime nti volontar i sotto l'inf lueuza dell'ed ucazione , rendèndo possibil e pe r es., una mar<:ia di dive rse ore se nza produrre stanclwzza, a palto t·ho il ritmo dl'i passi corris ponda al ritmo necessario Pl"t·chè nelle fasi alterue di ri poso s i comp ia il perfetto rest.auro dell e su~ t.anze c·al.<tbolidJe. -Coll'educazio ne per lo più non si crea. e.t novo il ritmo, l' Ile è,:i,;Lt• giù laknte, e che varia secondo il Le mpc1·amento d ell a pvrsona e auc Ile delle nazioni. ..
Condude ndo quin di" questi br~;w i cenni sugli effett i d ell'educazioni!, p•ssiamo riconoste re ell e essi s i svolgono nel campo s pecia lmente dei cl' O lri s u pe1·iori, i mpl ic.ando processi psich ici dell'atte nzione e dell'i nh ..·l ligenza, i rptali d'altra }Jarle pa rt-ecipano ai p rocessi più ele vali d el la r o ndolta mo ra !t! e del l'alti vi là iulclleltuale . Ciò dimostra come l'cdll ,. .i.lzione fì sica ·è intimamente <·onn es..o:;a con l'educaziqne morale ed intt'l1rt-luale . L'alle namento non è lanto, o almeno non è solo un adattamento se~ · onda ri o all'azione d elle sostanze tossiche della fatica, ma è un pron~s:;o molto più <·omp\e!;SO, in ~u i e ntrano rome fattor i la dissoc iazione ,·olontal'ia ed el i minazion~ d ~· i movinwnti inutili orl eccessivi, la. trasformazione di moti volontari in moti ·automatici, la diminuzione delle cause i nte rnc d ella sla nclwzza. Non è difficile ris ponde re all a domanda c he co,:;a si fa op;gi praticam e-n te in Italia. per l'edu<·azione fis ica. Nella nostra nazione, r h e ha \' is to in due JWriodi così importanti per la civiltà mondiale, neiJ'cpont romana c del rinascimento, fiorire gli esercizi dPI cor po, 9ggi purtroppo dobbiamo dcplor·m·e che si fa poco e male. Nelle scuole primarie e medie , esistono cors i di g innasUca, ch e s i è creduto inspirare ag li ordinamenti di oltralpe; è wsì sorta e s i è d iff~tsa la ginna5tica svedese e tedesca, a squadre o agli attrezzi, in ambie nti chiusi, ai quali è :::tato dato il nome pomposo di palestra, ma c he il più d e ll e volte sono locali vecchi adattali, dove spesso sono ignm·all' le rego le più elc menta1i dell'igiene. Lo scetticis mo così diffuso contro l'educazione fisica ha base sopralutlo nel ricordo spiacevole della ginna.stic.a, cui fummo costretti negl~ anni del gi nnasi'o o delle tec niche, de1l' istitut.o o ciel lic•eo. L'ignoranza (>Spesso da. non imt)ulars i a IOI'O t·oJ pa) d ei maestri o professori di g innasti<;a, l'ignoranza delle nozioni f<?~<iamentali ed esse nziali di fi siologia c d'igi ene, l' he sono indispensabili per rom prendere i l s ig ni fie a lo e la portata di ogni eser('iz.io r·orpor eo, sono p urtroppo la nwsa del bassissimo livell o, in cu i è piombata l'edurazionc fisica in llalia. Io r redo r·he c•iò è g rave lac·una e g rave torto nell'edLH'azil)ne dcll.a n.ostra g ioven tù. Saluto. quindi, ron s im pa.lia ogni tPntaLivo c:he miri a rt so~l ev~ n.' l'edul'azi one fis ica del nost ro P aese. TI Cirt·olo Sportivo Uni vers clarw, che ripre nd e la vita dcll'A.ssoriazione Ginnastica Univers it.al'ia. dopo l'intenuzione bellica, potrù ins ie me <'oll e allre libPI'E' isliL\.tlzio ni del ~enP re validamente contribuire a f'[Uesta elevazione. I golia rdi del ri-
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L ' EDt'GAZI()l\t: FIS ICA F: L.-\ FISIOLOGIA
nasci mento abbiano i loro degn.i succe:'SOr·i nei nostri studenti, i quali debbono trovare il tempo da dedicare agli esercizi corporei, di quallllHIU C spede questi siano. , .\Ila perché il Cil't·olo Spodi,·o l ' niversitario possa raggiungere il nobile ::wopo a rui mira, t-redu indisprn:-;a bilC' t he vi partecipino, insieme col muggio1· numero di studenti. am·he i professori insegnanti, i quali demu<.Tu.ticarnente sn.. ndanCl dalla cattedra e vivaliO i n mezzo agli sluctrnli, ne sentano i bisogni per e~t> r loro guida cd esempio. E per<:hè gli E>sercizi corporei siano esegui ti w n piacert>. credo che essi debbano an' rt' lèL qualitù di ricrea re e di allrarrc: siano dunque giuochi all'aria <qwrta, gare, escu r,ion i artistic-he. LETTERATURA. l. JlrEHO:'\nt J ::\'IERCt ' HJ.~J.ls Fvrtnr . JVJE!\SIS, OzJust·ula arn:ea Pt sel••rtiorn. VeIIPti i~ n pud J un ta.s et Balia , l G.i-4. " F. L\GJU:'\ (;E, Plty siol oaic d rs e.rercisPs dlt cor]JS, Pari!', F. Akan, l ~!l. :3. G. Jh: ~n.J\Y, 1. PH I J.JPPJ:: et P. R.Krl'E. Cours théo riquc et pratique d 'Edura lio n phf/ SÌ(fllt' , P aris, F. AJcan, 1914.
l. A. :\<tosso. L'rtlucà:iolle F'isita della giovPntù, della llonna, ~'lilano, Tre~~ .
' '""· 1911. F . . \. ft~lKilRJnGt:, The P lly:;i•1l ogy o{ Muscular EXI'rcisc , .Monographs on PJ•y"i"l••gy, Lurulon , J.ongm o.n:;, GJ·ppn a. c•., 19 19.
CASUISTICA CLINICA DE GLI E S ITI REMOTI DEI TRAUMATISMI DI GUERRA
Esiti lontani di ferite cranio-cerebrali il pmf. Lorenzo Bonomo mnggiMe ~l:'nc·•·ale modko. i..;petl<>l'<' <·tll' O eli :<nuitll milita•·.-.. J>l' l'
In nn a mia nol<.t pr·cceòente ho ri chiamata l'attenzione dL•fdi ul fì. ·(' iali m ediri inrar irati della osserva:tioni medico-l egali sugl i invnlidi rli !!IIL'ITa a por·tare il loro ìnle1·e>;sumento nello studio d egl i esi t i lonl<wi delle ferile del :-;1:-lema ltN·voso c·en lmle, sui tT<tnit·i e ::;ui midollari,. i q1wli, n notevole distan:ta di tempo dal t.rauma , 1·ecano al nostr o esa me l' l(•nlt•llli anu.l•Hn ici e funzionali di pr·egevolc valnr c per la patolo:g·ia dPi n• 11trì nervo::; i . :\ !alt· ~I'O pu all' l spl'ltoralo di sanilù nli litare Ycngono rac<:olte lutl·t' [(' noll' d inidH• l'Oli le clrJ('trm enlazioni radiografìclw P fologrrtfìch C' su i JH' ttr·ole..;i di ma~giorc irtl t: re;;~e sc ientifì('o. La ripL•lizionc d t: i casi consimili, pt' l' P.ede anu.lor111ca c per disOI'dini fnnziona li , non è superflui!, 1-('io,·<uJdo con Yaril•tit- fra caso e caso ud <u·c~r·r~~eré i l valo1·e delle dt•du.zioJJi fìsiopul<,\ogiclle, spec ie in rappo r·to alle funzioni dell'en('c falo. Si l.<•rrit eonto ùel pen·o1·so endonan ico del proietti le c d ell e parli
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del Cèt'vell o iniPr tssalL', parl(' n<fo dal pl'Ìr H: ipiu ciH· fn;ner·almt' nle l<l traiettoria endonan ita è n .•ltil int'a, l<lliLO p<• r i proid til i ti lindro-ogi val i elle rwr Cflrelli rolundi v per· l f' sc ir('gg-t~ di forma nrbica od in·egolan' . Solo (Jtrtt.ndo unu pal k·Ltu mtonda r olllisre un pu nto r·t•sisl enl(; Ùl' ll<l base o d ella volla t-rani,·a può ave n • un mo vinwnlo r·etr ograd o od un t·orti s::;irno rimbal zo dal la p<U'cl.e ver sn il rc rv ello. Con la prcr i sa localizzazione d€1 per cor so endo-cranico eù ·endore r·elll·al e seg uito dal p·roiettile stabilirem o l e pal'li l ese del manlello, del renlro ovale e dei n ervi , lJOi chè colla g uid a .analonri ,·a :;i pti:':'A'HlO lot;alizzare con lu maggior e esalt.ezw i disordini funzi ona l i. Ossc rvi11.mo fe1·iti ,. ,.<tnio-n••·ebrali , n ~· i ((llal i il proi ellilc, più di fre quent e una pall ella di siJrapnd l. lw allruvcr·salo i due emi Sfl'ri <:Cl't'brali, inlen •ssa11do il cenlt'O O\'i.llt· e ri ~ pnrnriando i g r andi nttclei , il corpo striato L'd i \'l'lllri coli . 11 prnidti le c:on l'aziortt' cl i n ·lla dt•l la Jlt'· netraziorfc e ron la pr(•ssi onè lalN ai L' Ila rt·rlarnenl!o' proùollo irttcrru· zi oni e conlusioni tH·I Iu tìtH' l l.':;;sil ttf<L JWrv o:;a, emorrag ie tll'l CPnlro oval e a picroli focolai JHlliliforrni C? flt' I'ÌCltC'{• falit:l w e rn ona~ i e ll<'i pl e~s i coroidei Vl' rtlric-olu r i . • 1'rasror..;i il Jlt' ri odo comlllftzi nnah· t' lu stato di <.:~l nftr~ i otw ,,,,•ntalu ecJ in »uffkil•rtZcl pSi('OIIlP11lHl t, fJ II'l'lrl O il f!I'Oit'l.l i l e 11011 ha inl t• t't'::iSa[O le P•u·ti d ell't·lll't' fal o <L fllll?:ioni loralizzal t' dl'lla to rl('c·cin ll rl ~J I I f· vi e piramid<tli. l'inl\•r·mo vi t:'nP alla nusl ra o::st• r·va~ iont> i11 Ull p(' r ind0 di apparcnlto' J't'in kg ru.z i tll tl' deiiL' f11n zinni nervost•. Con un dil ige nte e~am c t.rover em o qualche ~ inl<J rno , rhe è il fil o conduUor c còl quale scoprirem o la rivela.zi.on è di Jpsioni organie.fle non tnt.scu r·abili nella v<.dtrlazi onc medi co-l egale. Nella gcn cralilù dei feriti cnuriO-C'!'I ebra.li, e parl.i colèo·ml\llle n el frontali grav e m e nl~:> lt:'si n el ma11lello o ne.l ce!ltro oval e, noliamo clt>fic i enze psi chiche e mnem on:ichc, (i nstabililil df.·l c;.u·atterc, lo quali rappresenla11o p:· r·dilc• f11nzi onal r non m e.no irnporlanli di 'una paralisi d egli or·gani ò•>l movimento. :'\Pi casi nei quali il proiellil e di fiH' i leria Ira attraver salo i d tte lu})i frontal i al rlu ViLnt i d el ginocchio rlt•t c·or·po calloso , l'in!Rn ~:t. azi one lut.e ral ~· Ila prodollo effetti di pressi one conlusiva a distanza. Con questo m ecl·<wismo sono J)BrfPtt.amPnte spi cgabili le defieienzc assor,ialivo-mn emoniche cci i muLamenti del e;Lrall er e r\fi feriti bifronlali o mo nofr·o nlalt a. ltrngo pct·cor so eJrdocp t·ebrale. Il maggior dinmelro di una pall€·lla ri spetto al piccolo ealibro dci pr.oieltili della. fu cil eria eomp(•nsa in mi::;ura. non L1·ascurabilt• la minor forza. viva. perché anche con i ('0\pi da J><Lilel.la a lungo pr r cot'S(J endocranic-o possono produr·,;i l esioni nervose di alto intcr·ossc ani!l omico e m edico-l egale. Fra gl'invalidi Jl€1' le"- ioni cmni che clliama.li al gittdizio dt>ll 'l s]X'l1.ot·alo, vado nH·c·og lienrlo un a. numer osa t asu istica òei l P;:; i n1•i l vb i parieta..li. In quc.sti fet·iti , i quali ri salgono anche itl prim o ' anno della 'guerra, prevalgono i sintomi int.ercssanti la sensibilità. Prc::-ceJg·o i casi n ei quali l'azione del p1·oietlil e ru rit·co:-:.crilt.a nel lobo pal'iel<tl f' ad una zona -della c·ortec·C' ia e gli altri a JX'ITOI'SO biparietal e, f!'Ontopar·iE' tal e od occipito-parielalf', b('!J d elennirralo. dalla radiografia. :?!l- Oi0 1'tlllh· t/i lllf'llidlltt mi/illll'f', -
Fa:..:d1·vlo VI.
1:.\SC li5TI CA CLINI CA
L d istu rbi d ella st: tt!>tbililil ::;uperficiale c-a ra.lt,e riz ~un o in nwdo IJarlic:·Oiare le le::;ion i del la cort ecciG~. della zona r·eLrorolantlil:a co nfinante co n la purit!lale ascende nte, mentre i dislu rl.li della S<! nsi bilità profonda
e de·l st'lbo muscolar·e li osst: r-ve ri~ ITlO, tanto nelle fer·itt:• del lobulo pariet.ale supN ior·e , tjuan lo in que ll e cie l parielalì:' inferiore. ll senso ::;t.c r•eognostiro risulkt11le dalle due St'TIStbili tù, superficiale e profonda, le ri:;conlriamo ulh·ralo co n maggiore evidenza allorquando I<L lesione è estesa alla cmkc:ria del lobo parit~tale , \!si Ila ragione di <unmeltere che i l di sord i 11 0 anatorn i co generalo dal proielt ile i n le ressi l a sostanza bianca e le pruitzioni ll e r·,·u.~ e dirette a l precuneo. Por lt.: relllù Sfl('l'iale inL('rc:-:.,;e n•>l l"esam0 delle funzioni del ling uaggio, visione Vt!r)ntl e ed udizione ,·erbale, nelle lesioni loea.l izzat,c noi lobo paridall} di sini::;Lra. Fi nont f ra i numerosi ferili aauici, n ei q1rali la. le:>ione c1·a ben localizzata nella ZOlla J)ill'iPt.ale inferiore di si nisLra , fm J'c::;ln• nJo del svlco sil\'iano e l'esln•Jno d ~l primo soko f)a.ral!elo, cioè ·ne ll 'ar<.•a del g iro soprarnarg i JJ<de t• d el giro della p i E:~g·u curva, ;.ede della <~fasiu. St;llSlWi-a lc di \V c: rnid~e ...,non Ilo o:-;sr. r vato un lipo cvideule di <W l fl(•:;ia ,-erhale sens<.Jt' iale. Come n ~'l k h•:-ioni cort.i··.ali d ella zona di Broca, così in qu('lll de lla zur1u di Wt' l'll teke, par<> si stabili:;eano dei conq wnsi funz ionali quando il n·nll·o udili,·o gen1·ralc f' (,Juello ,·isivo g<.·m·r·aJe s0no rimasti ill esi. Finom 11011 ho a.ncont ossen ·ato fra i feriti Wll locaiÌ'l..i•mziun-t· paricl.;de aitlltiU ron la sinci l'Oil1L' fllll'it'lod.le dt'seri t l.a dal wof. Leonardo Bi anclu . IJ Jwste osse r vazioni r i<' hi edono un ·t>saltn local izzazi one Lopografka . cr·an io-ccrcbralc· cl elia sede della ksionP t ranic.a in rapporLo alla sede ('-t' l"l'brai P sottoslante ed al IH'rcorso endocrani co del proietLile. Uso d i prefl:'r-enza il mi o m elodo eli Lopografìa c·nuliu-t'nc·~ra.li c·a, 1·ol quale. oltre ai solchi rd alle cir·c·onvolu zi on i w oiello sul cTarlio le parli interne del r.er·,·ello, i l cor·po ntll o.<;o, i 11url<>i, i \'t·nlric:oli ed i vari seg-menti del <Wnlro OVGI.IC· Solo con un 'e:xttla topografia na11io-en~:efaliea pot remo locaJ izzare le i('sioni nervns<' ed i distn rbi f1111Zionali. Pr·o<·edendo t.:On qu est.o metodo m•li'C'su1n~ dPi feriti cnlnit" i , pubh l icher<>niO man mano q uelli che ci ~em bn• 1·anno d-egni di ess0r·e r·accolli per q uel co nlribut..o ehe eia -. t llllO può portan•, sia purt· minimo, nl'llo sLudio dl.:'lle funzioni ner· \ 'lr.->t'. Sono fcrrnamenl.e enrnin to r il l.:' da (] ue:;l<: o:>sNvazioni, Sl')(,cie se sM·ann o condotte oon lutti i mt·zzi di indagine diagn ostica, poLrit Lrarre uLili il l~(·f.{ JHlm~ nli la fi siologia e la patologia dei c.f'ntri nerYOSi. ÙSSF.RVAZIONF~ l. -
Esili di f,•riLn cronio-l't'T'' bralr· ·nt•lla ,rr•gionf' 71ffrietn.lP inf,•riorl' sin istra , rou OIIS { II prrdito' os:>l'ft a, l lf.llo spnsorr• - l?miparPsi SI' Nsitivo•mnt oria.
' . ol i~<lt'l'tto cii f.u <:ca: l{uld:tlc, \' . 1'. ol<•l l :H·ti):'llo•rin da f•orlt•Z7.:t. d:t,..sl' 1 ~!1): pruf,·ssio rw l'< ·:tiJ •• • I lill<~ . F1•rìt u :ti 1"111'0 ol:t .'<l'lii'J.!'.~ia Ili J.!'l'•tn:tt>t il Ili sl't ll'llJbn' 1!111< sull"altiJ)i:tnC) d'i Asi:tJ!'<l. ~{ l;~ t n l"•lltrn tnzitHt:tl.o• ;:"l'll\' t• 1,..r :; ;riunri: gmdtuth' ri><'~·f'~lio clt•lla ('()&:iemoo: P lllÌilt·d;t llt'>'ll':t. ll'lll';t lll l'lll l' ltllld ilit •:t lltl"SÌ Ìll t'llli]l:ll"I.' Si: 1Ji,.....nJi11j dj.,_flli'Ì(!Ì', S('ll· """i ili ,. nr<~ t nl'i r·h t• .-i risnlsPro in 1111 nH·:-<>. O pt'r:t tr) di r-t•ftJViiO-l"t'>'<v,,lon(l !n unramhtt lan7.: t c·hirnr;.:k:t t·l>t t hi'•l ·t· i:t t·t·a n i<·a :tiK'l'l:t: rlN,.rs<~ ><l't t·i<~): c· ìl'n triZ7Al 7.lone
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dnpo ott.) lllf'Si. Do1~' ·1:, llll'>-i di "".l:'J!iorno ,.,., ,lph•>':-iil'" in <>."< Jtt•tl :lli , ,.,\J, \'lll'è ••h·t· t t'i<'hf', fu :•ottupn>'hl a JI I'O\'I'I'tlitllPIIti llt<•dio·o~ - lt·~n Il. 8tnlo o/1111/tt· (lll:l~g-lo l!t:!ll _l, - llb• ·l'• •lt · <•<llltlizioui ).:I'IH'I':tlL - i':t•ll':lnda tur:t. llt'f l'H tiP;!:!i< I II H'tllto (\ IlPll:t lttittdr•a HHJI 1·i\'PI;l db.:nJ'dilli JUol nt"i: ~':O:Jil't,·S~ÌHilC" lll;l lillt'Olli(•:J l' di»:ltl-<'llt;t, .\"!'Ila l'<'l,:ÌniiP JI:II'Ìt•l•tll• :<1111:-11':1 1:11"~:1 t•i<·;t\I'ÌI'' l'nl<Hid:l, d o•l di:llll('ll'> di li ('111 .. :ll' l':tJhlt:l, Jllll>':tn(l' SÌIII'I'OJllit·:IIIH'IIIt• ai (:.li><••: ><i ;.:ol iil ' l':t >'llf>l'!!t'llo ln :1 hoo'l.Z:I "Ili l:t \h-""C O I'Oll J'N!Jiil':lZIÌOIII' f'ol''l.:t\:1 a ;rJo l tidl' l'i!Ìil>':l. L\~st<'s:t JN'I'tiil:t d i'Ila p:ll'l'l<· l'l'illli•~l :t lnrtn "l~'"-""'''' ,.,u i l ""''""Il di tPI H •· ,gl':IIÌI\ I'J':o JIÌll- t'l'l'l'hr:tlt • lloi!Pill fo t'IIÌil<'Ìtlt! al di >'"Jll'a 1h•lla IIH!Iil Jl<!>'ll•rinl"t' d\•J >'<1lr•n ,.;Ì J\'illll l) , littJI\•>'t l'f'llo•> J•~'-1t'I'Ìt11'(• <i(•J ,.;11(('11 JO:II':t ll<'IO, illllll t'di:tl:tlllt'lllt• :1! <Ji rlil'll'<l ol o•oJr op••J'<•oJII l'OÌ:IIId i<·<l, t' do•J ;:o 1111'fi io do •JI11 Jl:IJIÌ(• I :lÌ t' :(SI'\'lll Ìf'llft•, I'OJII'I' j J ):'Ì l'O •' "PI'Hlllll 1'1-(Ìil:til'. il loho 11:11'ÌI'r:1 lt • illf'I'I'Ìol'l' <' l:•t JIÌ<•I-(:t 1'111'1':1, l)llo .,.·t:J l• w:l li;t,;t,:J7,ÌIIIh' l<lJ1t1).:'1'>1fi<1t t<OJil'>l:-.ih·iJIIIII, l'<'(l'•loi'"J:IIIIii<·a . pl'l~wc·ipil:l l l' ,,_illL'<(I'H, l'"Ìnc· id t•lllt> f<lli lnl>n l~<ll'it•l:t ll! i n fc•J•inJ~!, acquisl:t SJH•<·i:d(> Y:tloll'·' ' Jl('l' i di:<•H'tlini iutt•l't•ss:lnli in moti" :'j.k:·ato ;,. "~-·nsihititit !'Il l lt ltn !:1 llt(•l!t di'l t'" ''i "' t! la r· ..oJ'•ÌÌH:t7. ;n!1P clt· i Jll fWÌIIII' ll ti il i 11<1('111;1(' L ~~~ l.utl:t In lllt'liJ clt•,(r:1 tlc•l l'Ili']"'· i)""''l''"i;l, ipn: dg-P:<i:t t't i iJ ~•t< ·rllHJ\'ste->d:t: 1:t Jllllll'lll':t di'ilo >(li ihl i' :t\'l'l•rlit:t f'fi iH (· 1t';!';!'t' I'O f<•l'lllic·olio <' l:tso·i:t lllh1 lll:lf'f'hi:t ÌJ!(' I'<'IIIÌI':I pnlltit'ol'l ll<'. !-:<.>Jh-<i!Jil itil Jll'o (ontla t' ;;f'Jlso di i<lt':llizzaziort<• itl<'l' l'tl do•g-li ><timllli. :>:<•lln l'l>l>tzio \111' III'ÌZ:I.olll':il•• r·onÌll):'lll:l dt•i loll ll•i cwllllll'Ì noi :III>'Ì "~''""t' Histaglllifo' l'lliÌ )IÌÌI :li'('(' lltll:lll' :1 ><ÌIIi)<ll':l. . R ili<•.-.::<i: l':t:<ulrtotm·io JH'nlll" e 1"-'l'"i"'t"llt<• : l.•·ndim·" f:t·ri,,..tl'i dt•ll'" rl.n "" 111'l'ifll'~'. rntii 1Pi. pl:l nbJI'i :whil!<·i t' <'l'l'lllòl>'t<'ri<·l di d t·s tra piì1 \'i1':11'i <·Il <• :t sinisl·l':l; lllan<·anti il H:~him:i{i. Il dono dc•lla rut11ia <' di'i pit•d·t•. J. it'l'l! iJHII'ill<·si dd Jllll!<t~•li fu('(·iali snpt·J·iul'i di dt·><ll':a: ipotrolia t•d ipntuuia di'i mu,.:r.,Jl cll')di arti. i tll i nlndnlf'nti ,.:i <·n mpioJH• <'1111 •·~'11:11 • <'>'t <'ll>'Ìn ll<' <' •·oonli na:don~· in :t lllhll i htli: n tlf'~ll':l fnt'ilt• l'>:t ll l'i hililil. :'\l'iln pu:;izi,ll<· lli l{nnl1lf'l'/.: ljlillJC'lJI'. I)>'('ÌJhl:!.iotlt' Ìlll }.'(•liSO :11lf'(' I'0-JH>'<li•I'ÌOI"<': l'lfiiÌ JihJ'!II Ìll>'l:tfoiJt• >'11 ( pj,•fit• ,.:J . llj.stl"(l, .illlJHl>';;ihil< • su l oll's t t·••('\'Ìdt•nt.o• Ìll>'l llhi l iiÌI dt · ll'c'<JIIÌI•ihr:t zÌ ••lW -'<Ili p it •do• oll''"li'O, lll<·tlll't' la fnrz:t llliiS<"<l llln• l' ,.;nllii'Ìt'llll'lllf'll!c• ('OII"''I'\' ;11:1. ha >;J11'1 'Ì:lil' sij!nili<·:ltn Ji,;iop:tholog-i•·o (l'l' J:t 1fl(';l lizznziollt' tll'i >'1'11>'0 <lHi"IIIIISt'l ol :tn• Il · ll:t ;l,ull:t l't'li'III'OJ:IIHI'I'H. l'Ì~IJl().'<i SJIÌI'f•:tl;;l Pol ÌJIII[t'I'IIIÌII tit·IJ:t 111:11111 \' tit•IJ' >II"IIllbnii·<·Ì•I cii d f•Stl'll . :-o:t•Jl:l lll:lll(> tlt!Stl'll lll:lll<':t Jl ,.:t•Jl;.<n ~'ti'P1'(111g'IH '"t ir•n ' ol. il >'t' IISII IJ I'IJI' :tllilndiui >'1':,:1111'11 · t<t l'i(>, t'Oli di;;.lll'nssi:t tl\'11<• -<Iii n I ' ÌÌI spi•·•·:d:t :1~ 1 n1·•·lti dtiti>'Ì: Li <• n• :tdi:td<~o·n•·Ìit< '>'i d(';ltJ•I), l'Oli rita rdn :1 sinistra. Pupi Ile ~·gm1li. <·n u Jll'nllt a J'l':t7.ÌoHII' :oli :o In< ·<· t•tl :lli':H·t:t>lllutlaziimt•. \' Ì>i\1>' l llfl iJ Jtl (}.0.; J'('~ti'ÌII):'ÌIIIPiltfo I'Ull<'l'llld' ÌI'II ("' ' il hÌI:IIII l o l' J><'l' i t·uJol'i, ]lìil llt:I I'C ':t!n :t '11•>'11':1. F n rza lllll:<<·OI:tn•. a l dillaiii OIIII't rn: :.!,'( Kg1111'ti'Ì a sinislnt. Cl :1 •k~ll-;1. umtnstnntt• In JH' Il\'11 ript'111t:1 <' lt• <•:<nl'l:t:l.inui :t i Jo:tZit•lllt·. il fJU:tll· dnnlllit· lo sfnJzo delhi lll:llln :t]IJ)Jih l r aJtl':l !'1111:1 l·io·:tti'ÌI'I' t'I':III ÌI':I. tlit·(•J uio <ii :1\'\'c' I' IÌJ•(• DWII<,. dolf>J'<' . Ftql7Jifll1Ì psic·ltii'IH·: Jlo'l'l't•tlil•iiil t•d :t"-~"I'Ì:tt!ir i lit Jlool 'llt. t li: llo•ll<' ol·it·tii.:Ji oo: a lqnnnto clt•Pl'\'~SO: non el i!<:! rtri•·o 11i· tli-.f:t><i•·n m n torin o "'" " ·" ori:l h•. ~\ 1°) 0:1iro1111
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! tt• l'l't'idll tlP.
('mnlu.-;ione. - Come ésì lo lontano délln. gt·avc ferita e l'<inÌ 0-('1'1'Phral e della r egion\' retrot·olanòi~·a SO'J1rasilviana di :;ini~lrn., si ha. e mi~t neslcsia cd ipncint•sia. dl' Sll'ét ; nolrvole diminuzion<' ci el S\'O!"<o slet'PO· gno.."-"Lico e segrn<'nlario negli urli d i destm, di:.:turbi ril' lla !ìf'nsibililit genet'él.le <' del senso mu,.co1are Sll fìCtfkiale c p rofundo; !11rbe vasomotm·ie. Osscr·viamo la enmunr sindrome nctll'aSl<·nica f)l'l'S$Ochè abi tuR I<· nei feriti r ranio-c.en:-hrali cd una spirrata reazioni? psichi•·a 0010tiv~1. La grossa. perdita d i sostanza. ossea a. lutto spes-sor·0 dd pari~?lai(' rirhierle in qu€slo caso la c~ ranio·plaslica, ch'è consigliabile . La rcin teg.t·azione del cervello, ris·ponde al bisogno manifesto dell'infer·mo. il crnale porta n<>l rompierf? uno s forzo muc;('olare la. mano al la ~w rl e ;j()' Giorwtll· di ml!dirina mililal'l' . • Fa.sr.. Vol.
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CAS U lSTlCA CL INICA
della brc<.:cia, come per imtlPdil'e il sollevamento d ella mol lo cicall'ice dl'ler·m inato d<lll'illlmenlo della pressione e ndocranica, quasi -p·er ottenel'e una pi'Oit>zi<mc ~.:u nro rm e a. quella di un ronwnc nwzzo di ronl.enzi0nc delle CT'llie aùdOtllinali .
Esiti t! i { l'ri/(f crrlllifJ·n·N·hralc:- /Jn•c e,i11 ridia tJOL!a cranica, pari!JIO·/rulllfi{C, a fltllo ::I JH'.<~(I rr·, lrlii'Tflli::afrt fl th•sfra -
OS.:S.SR\'AZIUNF: II. -
l~iiliJHtrr:s i sinistra.
c. H. dd ~ runlo•da. (•1:\,.;se ll'!i.), tlbstl·dto di l' i:ll'<'ll7.11 j Cùlli:HliJUI. Fmu l;o Hl Cl'>t llio il ]Il llfJ\'(!lllbl'C ]!l]f, :-;n ! ll\Oillie l,.,'\1('1:0. Ehbc J)<'l'dllt.a tll CO· ~wi•'ll7.;1, t·on J:l':ttluale risYl').;lio tlopo il -1" "iorno :: afa:<ia tiu" n l ~ti" g'Jotw>: 1' 1111· ph•g-in «ini,.;trn cvnl)!lt>ta. I lll•n·iulellli d l• ll'111'to btferi<>rt> ri•·um)lan·et\1 IH'illl:t che ud ~IIJWI'ion• : aue.steJ<i:t dell'arto dnf" rillt'C 1l:1l ghtOC'<'Itio In ;.:iii: :-.ew:~ihi li t•'t c.. n. i<('I'YlH<: ll(•]J't\lt~ ~l!~I'ÌOl'C', C li(>IJe :tltrC l'f'j::'ÌOil[ d<>l t'OI'P)t· l{i<·nn,rat~• Jl(>l' lre llll:'-"i neli'O"'P•'lill le dn <'1Ullpo 21!J, 1n Col'll1ons, fu. OJ:X't~tto oli •·ranio·l'<':>~·;-.ione tH·imnr i..tt <:011 bt-.:;·r·ilt <·muio-m e ninl!<':l tiJH.'I't:L: n:nnc t·rn:;;J<I('Hto Jltl~ Jll:s;Ji <>:<Ji<,'!l:tli vii .\Jcs.-.:·1ndrì11 (' l'i:H·t~mm. f'i!'Uti'Ì7.:'.:1Ziull(~ dopo :>e-i UW,.i tli •·IIJ'a e;ullll' ll':>>-il'lt. L'cm iplc•;.:in wan m:1110 diminuì tino n l't•::;lduut·c uua emipnr!'"i pr"'''ai<:JIIP111PIIIc IJI'i!C;hia l~·. 8/rtln 11/ltw/e (lll11 ~~io 1!1:!11). ~l ulliiJ~Il't'"i b1·:whi:tl<' l"illi><trn: dt~'lulùular.iolw JW I'lllall' illlt•_grc le flllll'linui •h· l lin~;uaggio. J<;,_ir,o tiPli:l ft-t·itll (:l'IHÙC11: l'Ila hret·<·in dt-lla YPII.H tlel e;rau io, hiiiJ;U olt.o <:èlllimetrl. lnrg-a :!;-, mm. c:hinsn ll>t <·i,ea · triCl' 1111•11.. , pulsaute. c:hl! ,.·i c>ltellùe ùnlla IJ<Yt.r~l pat·id.>tlt- d('strn. ><M1>as>~nndcl In liit<•:t SIIJ.:-iltn le, a :-: ini>;ll'll <11!1 brc~nut. Col .,..,1i t•) lliPt••clf> <li topogrulin crll!ùO·<••t·•·lll'a l~ lu bt·.•c:da ><i ''"t<•Udt• da l ~·lltl:tto
punto di pmi<>;-.i•me di'l l:'vko ùl Rolu.nùo, :1ll'nuione llr:J :!" ini~riort.> <·ol :;o tliNIIn : attrH\'('t-:<o I':JJ'<'a dc•! pie-d<: della 2·' fmnLtlP, la p:: rlé llll:'<ila tldl:t P ft\>nt.tle \'CH'l'i· "I"JHdentt-. P si <•sh·JHic n siuistm tiw> al :1.. lllt'llio <lclltt l" fmntalc di \1111:'><to h•t.• . La <·it·at1·ìc~! cut:1 11<~l t! hn~;a, irt'(•g-olare. glab·rn, aYY:Jillltn piìt pnlfOlLWIIIIPlltt• llll"<>st·t·c•mn di tl<·.- 1m inll :!• Jllc>( Ji n tiPila rolllmlir·n nnt~rior<>. <! 114,!1111 tc)l:1litù In hl'f'('t'ia <·<>JTÌ;o;IK>nclc t ot•.r url1lti<·r.r.a e pt·vftmditi\ nln'imiH'OilU\ di tntw l'ln<li<..-e delht ttl:lli<J cl'ndn l to. J.:t <'i•·:Hriec puiM <V>~1 •·illno ... itwn>nn al t·norc•, c si snlf<.wt <' ~i t-en<le .,,n f.,l'7.:ttll (' I'IIU Ja ti)SS('. l diJ<nrdinl t ld " '"' ·inwnto !!<>UO ora limit.'lti mi una mollOJ:IIli'CSi brnchinl~ f<inistrn. L'o l li•·~· :Hidort ''· l'H l\ la :!' fnlan~ in ~ntif!PR<;iotw: (ll"rtlitn tie.l m1wi · lllt>lltO di opposi:t.ionc alle nltre ditll. ()1H.' Sitl e«i to corril<Jlù ndc n l In !H'<'c.i~'ll. luca l ir.;-.a zione ro\amliC1t d Pila bl·etti:l <·mnif'n ili c>orrispont!t•nr.:t di'l :;o m<~li<> <l~·lla ft·o nt:tl<' as.,•ntlèniA•. Il JH'Oil'ttil<' P<'l1drato a ~ni.stra tld h1't'l-!lll:l. ml ln conisJ><Illd<mr.a ,·1;.• 1 :l• m<~d io del t'QIOO 1'<11;~11~ d iN>, t"·n·or>'t! una breve c·on l;~ i'ndoc: rnnil:a; tll'l qnnl \'HI:iO l'a.:i1>1H~ lntet·ule (' l:t t·n t1 fusion~: Y~rtlcn k• dt•l rencllo è dr(.'(R;Crittn. Nvu !':i rilcvnno lii!i>tllrhi <le! f;wda le nè <lt>gti nllri ll('I'Yi cmnid. Norm~tll l n1ov.iuH•nll (·.. nlu):('flti d<'!!li o(·dti ~' •lei <'ntlo. A (';ll'Ì<VI cl<•ll'nt·t(\ llli"et·iot·~ !'li u otlt <-'l>:tlll'ihilitil d l•ll;L fot·;-.a ili elcY:tzlonc ùel piede nella J'mJzinne oi·i7.oontnle. Se.n sihililit tHil'lllnli. lpott·ofia globale di tutto l'arto Sll]ll~riore slni>;tro, Pn'l'ilkmt<' tt<•i Wlli"<·<>li iH1lN'I'Ilti dal cuhitnlo. ('it'f·onft>rcnze nnnlng-lw d<'gli arti lnfl'rl<lrl di c·m. l J /:! in nwno n J<ini>'trn. LI<•\·(! t•,no llì (:<)lllr:tttum in fl<-~i one cl• ~ll':tYflmbt~l ('f· in ~lni!':t.ro . .Riflt>,:si ,.,. lnlNJ, pi;lnt'nr(', crf'mnst<'t·lc-o di i-'inbtm pii• · , ,iYa<'i: ilnhiu~ld n~-senh'. Val l:1 t o d <'l l t~ funzioni p;: i c· h id1e :1 ppn re qu:tlehe òctiei t ne 11':1 tw.nz:lont>. L<' iullllll:;!'ini dt•i ril~l'l li !'nno nn r•\ deboli e shin(J,it(>, rome In di7.iont> rctt'O~l1Hln 1l;>J t<' tiiJt••, tl<'i nw:-:i •' dc•i g-iot·ni rit'hi<•cl c llllll!'h<' ~•JS'It:>. J'('«jlÌI'IIZ Ì IIIl('
Non o~serviamo quella muln.bilità d el contegno, dell'espressione, •lt-ll'umorc, quegl'inl('t'valli eli assenza, che si riscon trano nei feriti t't'l'E'hl'nli nei (]unii il proicllile, unipel'foranclo o bipedorandl) il eraBio, ha pcrt·OI'So una lunga corda endocranica od ha determinato una
CASUfStiCA CLINICA
frattura contusiv<t a lat·go fouolaio. ln questi casi la 11L<Ici-:Xt •ence falica, oltre all 'azione diretta (·he <'Ontunrle. lttrera c Sl1appola il tes~uLo nervoso, è seossa da un inte nso mov inwn lo vibntlorin c da os~· illazioni mo· lc• ·olari, capaci di l'Ot Lure vaseo lat·i a ùislanza, <.:Or lkali, vcnlt·icolari c te n trova lari. Nei r.olpi a.l cranio, att•; he Li<~ pruil'llili '{]i fudlc o mi~t·ag lialric i , nella zona deg li effetti ('~pl os ivi, se il pe n :orso <.H Jdcwnm ico (' ht·ew , tangente alla parole ossea ~>d alla cori('C'I' Ì<t ccrcbmle, l'azione lateral e è circosc t·ittu sul cr a nio c su l cervello. Dileguali i fPnom eni co rnmozionali e gli effetti della eontusione e dclln. comprcs.,tonc, cmorragi cu ed ossea, i sintomi residui, co n w nP I easo rifer i to, ac·qui :;tano il valore di una lesione cer·cl>ralc\ l ol'alizzala. Nel caso in e-:;ame la regolarilit della ut·ec.:cia nanin1. senza info::;samento di s<.:hegge pcrifcric.: 11e caralterina appunto una. bipcr fo razionc: CtaniM tang<mte aU.a CO O\'I."~S i fit <l-ùl't•hral u, 1'011 lirnila la h:sion c.> del lllanLello o della sostanza bianca. L'a m pia ed estesa brt:t.:c.;i<t r: nm i n L, la mo l; i l i tì.J. della cicall'ic.:e, fili'· temente puls<tn~c , la sede cpil cll ogt• rw ({(oll <L lr:ì iorw cerebr·ale, r·olandira c prelolandica, slabilisc.ono p reci~e inrli··azioni Lil'l la cranr o-plastJca. O t>SERVAZlONI::
111. -
é:siti di {t•rilrt crtwio-cerebmt,· i.ntaessant.e la re•
gionc ?')(trictale sinistra: .\mt,irt brt>rcia crrmirrt d1 i1tsa da mnllc r: i -
catri.ce pulsante -
é:Jii/cs.~i" jffrk.~onial/lr; /IJ T / IIITl'
]Jsirhir•r1 r()n sin-
dromr }Jsiraslt'ttiNI. ( :al'orule Il. G., tlcl 2!J f:~rJ t.<'rla, e las>-(! J S." l, dil;tr ctH• di l'dine: <.:Urr().tl:ieL't'. F erito il l li lHH ggio lUI i sul L.:n 1·:;u , Uosso Fn i ti, da :;l'ltt'ggiu tU gr:1.nat;1. :-\t H i" <·vmnH>~hHutle 1 ~ 1· JU gicwn'i: rh·n'giil• ;r:\C iu :lic (l r- lla ~"•ts<·i cn:r.:t. DisvnliJ iji <11'1 lin guilJ::'I.do: ittt.artri:t S<'!:'Ui ta d:L di;::ntri:J: da(•('I' Ì IIt<l af;osi:t eompl<:ta , s<:m;••ri:li •• ,. uwtonh• . posero <lillkoltiL ~lec r<•stiJ UI.c d <·ll a <·ompt·en;:!onc d e ll.ù parvle d<!t.lt' .. s<:t·ltw, con uua r iduzion e SCUI!Wò miHoJ't' <kl [l:itr in u>tli<~ di'i le ìruuwg.inl YCr ba li. J t'USOnJinl IW} )illj:tr:l;.!i!'iO !;<)Ile) Sl'<llllfl:li'SÌ l'CJIItph·•ssil'lll ll('ll-l\:! hl ~Wttù UIU.'i i. WDil"' di J>E'I'ID:JU<: UZ!l Ìll <>><(><.'dali: (ISll<c'<i:tit.• d a l·:t lliJI<I In ('<)l' ll H>liS. OI'C (Il O}!<'l'ato di ernu lnt.otuin, os:t)('(l:tle <:onr· uuut oi~tle <li J':limanol'a .,. l>oi ostll'tk1le Jtc ut-ocllh'Urg ìco HE'gina .Mnrglleritn in B<>lo;,:u~• , on~ fu :P'""''I!')!'t'tt arv a nuo1·o iut<'t'l't'JJto O!lel'<tlJI·o per !'lpegucre In stT!•(IIll':t:>.ivnP . Jl\'·l'~i~lt'nft• i) uw~ i dn['c) il ft' t'ÌJJII" Il[<J. 8tato attuale (ma gg i<J J!I:!O). - l At lm•t·•·ia <'t':tlli<::L l.Ja fortnu vvolda le (:J per -1 (·111.), e<>inc ldc <·<•Il r· an·a <·t•rd •r:li('. <·ltt> <'" '"l"'<' lldt• la Jlll'tit in feriot·e 1lc l .'-Olt'H di H ol.uulo e l 'e.--tJ·cm i li'l pm•let·i·Orf' <l'l' l S<olt·o si h·iano . 11 "'lo limite SHI'CI'iore corri spoJHlc e~utta nl<'J !tc al sok-<> tli U1> la ndv, h·rw w editl <l!'lla fron ta l e c parletalr~ :~~-«•end;•utt•. Il r•ol c> l • ·~t•• r·iott'(' d t• ll:t bre<:d~t <·ran ic·;t di~ta (Ju:tll'itc t·r.u. da ll'estr<•· mltà post~'riore <lei solr·,, di ~ili' io : in h:t:<-.~> <~ •in.cldc t'<HL la pn rzit~nt• opercohu·c
df'll'arca rohmdka. . T m ttaudos.l d i nn <.:olpo d i gJ'<)S><: l ~h<'g-g i:t d i ;:t·:w.n ta ><Il uua pn l'l<• t-esistt'Jttc• llC'Il:a Yolta èt~rr~i"J. è iu<•vll:~hik• UIIJI fr:rttum dt> l tln·olntv iu t<;lrno, piit hHI'll d i
t•·
del ta voln t o cstN·nu, <·oml' l);('ll<'l':t lnwnh! n I'Yiene. l ,Q< ·:I I iz~uullo e:snlta m<•n ht brecci a crn nl<'fl, si h >t rngll)liC di Joc:tl i~~:u-e l fl Jc•simw t-<>rtjc:l le Hll'opercoln rolnndico, al 3° nt<'dlu dt·lla ft·ont.tlc ns<'cndt·ntt•, ••d :11 ).!'il'<l ""i'!'alll:II'J:i u:tlt·. L 'am pia bre<:Cll.l Cl~llllc-:1 è CÌL'COS<! I'ittn !in tlll:1 ('i<·:t t J'i('C o r>et·a t<win :t ft'ITO Iii cavallo, e1'li to d e lln cra nio tmuin, con e ,;t1!sa cmuior<.•::w~i •>m• : La bast~ d e l le lllh<> è sugli ('stremi deJ.Jn linea s!il'innn, l'apice troYa ~i n ! pu nto Dl<'tl io tleJh llucn. I'Oln.n (!iea. La breccia c r ìtJJI<·a ha (;'()lltorni r ep:olnr·l ctl ~· dtiu~a da ttll iNilbo 11'1.:11· m(>n taloe molle, fortenieJlte ll l'nllnto, pulMnte ~< in(·rnn:1UJente al polso nrte rio:;o: ~~ w n<le e solle1·a Cl fotm:Ul di bm;;r.u notondcgglunte <·•Ht l:t to"se e C'(Hl 1'<':-p[ruziorH: forzata a glottide chiusa, cnme negli sfor zi muS(XìhH i. l A.t hnz:>.tl a...:.-, li n te i n tu li confllz1ou1 1 cm-attc ti cllL wt volumino::;o we rling~Je. c!ltd La
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CASU ISTICA CLIN ICA
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J l "''"·it·al •· è :t> ·~• li!" ad i nh' l \·a ll i illt'g'lla li eia tll 't·,•,;si t•nll \'l ll>: id, pn•n•c.l u til d:t :1111':1 i'<t'll:"ilh':l. Ì q 11:1ii ,.:'iuizi:t li O :tli':lrtO 1-'ll )l(' l'i o l'l' d (>><l i'O P ><i dltl'OIIt h)Jio :1 t 11 tl<1 1:1 11 1\'l:ll d t•.• l ra d · l t·<H'I ·"· \Ol i "''''' "'"i. (·o m · ul ,.:id <•JIJ r~l l'iltfl• n: .J a c·ksonlna~ i 11('11!11 ili" i :l !'o> l l/i :1 lll!llli ft•><l :t l'>' i dopo t· i 1'(',1 .Jtl g'iol' ll i d :ll tl':ll llll>t <' :<i ri pi' l n n" in lll''•li:t Ul.'lli i li _!.!l'IJ'IIi. :"\\'! lH'I'Ìo•ln d i O:'>I'I'I'::ZÌOIII' !1!1 11. 11<• Jl(' lJ' <):'l•l'tl:t](' ~J .•I lltal'\' d••l t\·li" ali··\·:• no i , t!ll<'llli •·:tJ'attt·l·i: tu l' JI"I'<' tattl le t' sp:t ><m u ini z ia h.: alht lll;illu th•:<lr!l . ,..,,,.~ .. ~· tutt" 1':11'1" : ~"' '"'"''' (').,JJidlt' :tll':tl'to i ttt(• r i<>J't • <'<l :1 t nll a IH lllt~iJ dt·:-IJ·a del ' '"J'pu; l'llli·sium• lli J.:~\':1: ,..,, ., .. nlidria"i h il:t t ••r:IJ.t: : ill('ll:<<·il'liZ:I. tol'· 1•11~' Jl><it'itit•ll (•d ahJ.:111ÌI1H'IIltl !Il l\•I'III ÌI )I' tll'i l'a<'fi'"""· E~nlllP Ht'\· n d nt!i('n. ~t·:-..:-:I I U . ( li ~nl'dilu • l h..' IIH l t( "tJlJIItY. ÌIIltt-·: I U..·fla pn~i'l.iOU(• di l! t~Jtl l ••• r;.: '11i:tk lit · "'willaziont· in "''ll><o llll l <'t'll· l'''"'tl•riot'<': ,... Jll ilihr:~zi •>IW ,.,, 11 11 ::;ulu pi•·th· in-<l:th ilo· . l.iP\' <• tlilli•·" lrit ll" ll:t lk:->iolll' tld lt• tli1a •lt•ll:t m: tlt u dt •:-Lra •· Ll' ll:t forza d i op J·n,.izi•Hil' tl••l Jfl•ll i•·t-: li,.,.,. tlt·li •·it II>'Ì 111<1><t'llli li iÌ illid illllt'l'\'llli d:t l f: w (•ill lf' itlft'rion • tlt •lln ~lt·:-:.:-.;o Jato. ltHlt ·ll i ,·i r:,: I ,,.,.' ""~r:tl'i"n'" JH'n lll O c l''''''i>-tt·ll t•• : Hì ll<'>':<i lt>tu lin~i ~ ·I ~t·i t~><lt-i tlt•t!fj >l l'l i l<IIIII'I'ÌII I'i Yi\'!ll'i ili !tlllh ll j l:tli: :u ltl111lli11:1h• . CI'('JI I:l:<tt•liC'i. at:IJJ.ilf'Ì e J>hlll· l:ll' i Jln l ll l:tlì: J'tolltlt•o d i :-ini·.:tra JlÌÌJ ,·h·:tc·t·. 1.:1 t•n•s:<ioll•' !'111111 <'it-:1 1TÌI~· •· r~t llie:t :~t·• "t•lt•ra il 1 i tu1o :1 rtt•ri o s11. ;-.\('IJ O::Ì h i l it:'t : .\ 11t>~h·:-.·ì •J. :ll1:1l1!,t.'-:•d: l. ll\ l'I I IOiJIHt~:-\t• •:·dil :t ;.!,1!: 111( 0 dt •f );t 11\H UO dt'Stl'lt : a s1 .. n·o;!uu-.i:t . i 1' '-'- •:-:h·~iH \•d !)'ll:ll:!t ·-= i:1 ~u lJ :l t':t t·t·i:1 a tH • l't•-.-·:4,\.1 Ha <h~Jl ':t v:uubrn<."Clu 1
1
t h·stn • , . <h ·ll':trlo il1f't·t·i.,rt.: •1<-~ll•>. J-'., rz:t 111 11,., ·.,1:1 1'1' •ti111 i11 11 ita II Pll ':trto s u pcrim t• dl'Sil'll.
T lllli " " ''~li sintnllli ('llll<'ol'd:ll l fl ( '1111 l:t lt>J!ll~l'. ili :t !J II ~ l ill·l'll (:l lltlit-a t'rnn t:n lt: ]'I'PI'III; t lltfi•·;l )'t'd it·u lu-f t'n lll:t l ·'. l':<if'!tk:tllh'llle :Ji'I ~ II'P lllil'lll!ll t• Jh· ll t · """'"' in:r.imli ij dt•:tth·e ,. 111'11<> 1·ic•\'<><.·a · zion l lonl:llll' ~~ 1'\'('" 11 1i . liH 11 11 C't'l't•> ).:'1':1<1<> d i \'>':l ~l'l':t r. ioll <' cldl a c• >>«·ie n.7..a df'i d isturb i cl<•llt• fun z io n i 111:'1'\'o>«•. i 'l tlltli " "" ;.!li Jl<' l' llll'tlo n o eli l'i t •li'JJU J'C al l n\·o n• l't'l' lll'o\' \'c •cll'l't • a i hi.<ll~lli :h-Ila ><ll:t f:1111i.:.::l i:t. La l ll' l~·(•:r.ioll.!' as..<nd a th·rt è 11 111 !)(>' t•it;l l'll:tt:t: lll:tl i III'I>IIÌI'\1, t•JJII>li\'0 , <-:oH lll'll ii ÌI' IUJ'i >(• Y:ISIIJJio lo J'i t• ('(!I'\'Ì(•Hfii(•('( ;\ (Ì. IJit·(·• 1'!11• !l Yoll<' l ·<' f'dl' il fil O cl<•l tli"<'<ll"<l (• ;.( li l\ l:tlli1J IItt \(• (':11'111(,' 1«'1' (•;oJH' illH'J'C• i l J'I'II:<Ìt•l'\1, :"\, •! l'; tiTc·flidtit f':IIJii;.rl i:t1'P t> s •· n q •li<·Ì><sÌIIII• :• rl<'lll'tl':l Il' qll:t li tit tlt• l h n ttll Jlll<ll·•·· 1111'111111'<' •h•l li;.rli l"nl:111 i. t'fllllt' h nnn " " ld:tt<1 f<'tlt•lt> a l tlo\'(>1'<'. l'
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'fa ii c·~i l i ;uw.l orli i l'i del lC' ft• t·i lo era n io-ret·ebral i, co n h ret·re eraniclw ell iu:;p dai snl t 11':-::-qlli mol li , nwrilitno u n P:-.tune spN'i a le in rig u ardo ai t'i1Pfll1l'li dl•l le rnt•nin.r.ri " (!(olia cor t.er·r·i a t·er r hrale c·on la cic atriee ll-gnt1H'11Lal v . Conw llt'l l t· fNilc atlrlnrn ina li ~ tor a1·id1c penetranti , cosi in quPIIt• tTitnio-rnrda lic· he. Htll'h \' ··on <h.•t•orso asettico, riò ch 'è l'ec· r·pz ionc·. !'i :-:lal>i l i,;c·nno :.: irwc·h t(' men i ng-o-r·orti ra li, h• q u ali fissano 111 ,.,JI'li'<Tia ct• rt'hra iP alla d11ra 111011 i nge ('d al l em bo {: uianeo-aponevro. l iro. O pl'ra n d o la nanirop l<).sl int s0cotula r in. ho c·o nstalato {'he la ackl'('IWl rorti~·o· d u nlk ~ il fatto abituale negl i esiti lontani delle feri Le Ct'Ut titH' tJt'l'fal il'itP P rllc ~ovP n l o fra. ntr'n ing i cci Rponev ro::.i cra nica si forman o Pi•·rnli di\'Pdicol i cistil'i c· hiu si o pc•J'V i ver so J.a. l'av il i\ arll· c·nn idall' . • Ad og11i cli a~lol l' P si~lnh- •·t• relrrale ll' osc illaz ion i del lem bo cutanro a.dl·n·nle alle II I(' Jl i n g-i Ni al c·er vell o dele n n ina.no trazioni rilmi•·llr sulla rnrtecr ia l't> l'(-'hra le. Il' filial i r appr csen t.an o ·u no stimolo c·onlinno I'On pffrlti cl in·tl i o r ifll'ssi :-illi 1'1'11 ft·i corl irali sottopos ti alla l' irnlt·ic·l· o lint itrotì . La e:-:i:;Len:r.a eli pla,:l'iw tibt·o,;c c· ic·atrizia·li o di sragliE> del 1<1\'0ial<! cr.;::l'O aumentano l' inlen::: ilit d eg·Ji stim oli , i qual i ron ritmo 1·nnt i n un e>c·c·itano o p r emono In ,·or1en·ia rNehral<'. Con egual t' rne•·rnni sntn gli s timo li tJPI'vos i di rdt i o r iflr:;si delle t.J'azioni om en tali di' l lnp;u·ocl•le sono parugonaiJili a quelli dei mcningoceli eon .sinechie ,-nr·lit·al i negli esi ti d elle Cl'an iorC>sc·z ion i .
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Gli squilibl'i d~lla pressione cnùoc-rani,·a r ispetto alle oscillazioni del liquido <.:crcb•·o-spinal i· L'rl alla r in·olazion t> eudor·nmieH arll'rir,~a l! venosa uei ~·asi di t.>:-; lc~L' ilrl•r·o·t· erani r·lw JH'I' fe1·ita rl'a l'll lll da fu oro, ne acaesrouo i di ~o rdini t·nrl'fali,·i e rnthn duri. L o !->luci i,, ~1n.rli esiti lontani dei fe rili cranici acnes•·c il mio r·oii\'ÌIII'i rnl'lllo sulla rrt· , ·t·~;-;il it della r einLcgrazion t• os Leu-plw;li•·a .rll-1 .. ranin. ::> JH• o·i e quand(l per !'alllpiezza e sede rh•lla, brccr ia nHni ··a la pubaziorrt' n· r<·hrale tii a~·cenlua ~ ·olia tossr c cnn gl i sfo rzi 1uus•·olari. lu q ti L'sii !'asi !-4'1i sli n1 0ii ritmici delle sin echi o men ing-uTOI'l i1 ·a l i :-: Jllt'.!.!'llllO 11 11. azio rrt' L'p i lt• l ln).n •nH. Esaminando il t' i i:'O , del qwtlt· ho l'iiJJJII'l':-iL'Illalo gli t•,;i li lonlani ch>lla fe rilu ··ranio-ccn·l>•·alc, con am pia i m·,· ~ · i;t nani 1·:t, Ilo l' l'l'liu to uLilè far renno ùellt• n*'i ou i anatouw-fi:-oilllo~i,·llc, h• qtn1 li :;lallili:-:r·onrJ h· proci"L' inòirazioni dt·lla nHJti o-plasl il·a ~e··o r tda ria . Il ..aporalc B. G.. uomo rli lc111pc ranw nlu ot'iginarianl c nh· t'almo, rirtcs sivo, ol'dinato, laborio:;o, ,·a sog~dln a.d i n lpl'tlVYi~i ;tlli el i impazie JJza1 ect a colll'l'a, a n •azi1m1 ps il'lti,·lw ingiu:;tifil'ate, in t·o~tlra:;to \'(lll la sua anlir a ·n1ikzza: d i CJIIC;;lo lll lllunH•nl o l'g-l i si iH'(· où·g!' c :;e ne addolora. Di quc•st i CéHll h in lll t' llii della PL'rS!lllilli!;'t. r· iò ..}]l• rapprest·lllit una pe rdita non trasl'urnhil1· . i• zi1t~lo :-:1' m· kn.!.!·a ··onlo n el lu vallll.azionc mecl ic·o- l!·lXalc.
CONGRESSI - --- ·
Il XVII {ongreuo della ~O[ietà italiana di laringologia otologia e rinologia Tries t e - aprile 1920 Hf' lazio ut• sittttt.icH d.-l pruf. Antonio Niedd u, c·nlrttuH·IIo uwoli<·<>. li X \'I l ('ou;.;n•s:<V tll'l la :-:oo· h·lit il:tli:tlt; o d ì hti'Ì iil!'"I"::'Ì:J. ~~L•J i u;.:i:t p J·inui•>:.:Ì:\ ha uvuto Ju.,)lo : 1 'l'l'it ·>' l< •. ut'i ;;i•ot·J\Ì S-!l· lfl :tpriJ,• 1 ! 1~11 . l~ > s. ·r i n•Jt((• ha arutu 1'1111111'1' di •l'llp)>J'CSclll'lll'\'Ì iJ ~ l ill i>'l<- l 'o tlo •JJ a 1;\IPIT:J . :1 Jlo>lll•' d P I qll:tll• Jo:l I'Ì\'t dlo \1 11 "l· lulq al siuguU t;<~u::rc•sf<lxti Jld ia ~·•lnra ill:l\lt.:Ur:tll'. TA' llll'llloJ'h· J•l'l''Wilf :lh'. il! ""lll1Wit·nziuni fatu•. 11.- ] IJ'O>l'"~t•· t l is.·us:<t · (•ol i n•ti P><JH't'><si hauno tinto a cpwstll Cuugre.--.~ una ~-t-t't'ZÌ•lii<J ll' itU]•"''I:IIIZ:I :'t·il'ntilil·:t t' pratka, SJWd•a lith'lll• · iu r<'la· liÌIHh.~ al :st•n·lzio sallil:Hiv Jnilil:l.n·.
I. -
!1:1 pn·•·~:\lnltl !:1 l't•lazi,tll' dt·l j•t·vl'. J:il:wdvu i :-ul la lariu;.:t• llt•llt• :t ll't• ·
dd :;isl\'111:1 no •J'\'tl>'>o •·••lllral~·- :'\••Ila ]I l Ìllt :\ p:l l'll'. 1>:\ rlt• <:•'lll'l':t h·. dt •ll:t dtoltìsxiuta rda~.io ll<' :<oH I\• ria,.,:-:ulll\• lo· t:".~Jti;r.in tt i :Jll \lali >'\lÌ •·•·litri. fn ll :lt•o~·i !.! l't'· ><pirutot·i , 1h•lla la l'in;..'l•: •·ortil-ali. ,.;ult• • ·!it·tit-a lì. loull>.wl. n·r\'lwll:tri. ,:p iu:d i. '\.-JI:1
:t. i oHi
t'<•t..'O ilda pat·to . p:tl'lt• "l'\'l· iale, :<qJW I'Ìfl'l'ÌIP lP :JJit•J':tZÌIIIIÌ. tlt-l!;t Ìll lh'l\':tZÌotll<' di'I l:\ l:J>I'ÌIIi-:~ l'Il\' ,.;01110 '<1:11\' fiuol':l lt:-;,_1'!'\'all' Jit•IJp :<Ìil;!toh• il•><ÌHIIÌ e Hi:tlallit• tl\'1 si:-;lc lli;J lWn·• ~"!" N' ntt'il l•. D :t ll' h• dillir·v lt:'t dii• >-i Ì ll<'<>llll':t n o ndlo :<l11din tlt ·ll:t Ìllii<'I'Y:I· r.iolll_' <lt•lla 1:\I'Ìllj::l', !Wl o·all i JIO !;JlP''ÌlllC'll\ :1 11' i n t':l\1'-:1 do•ll:t IÌIH·Z'l.:t di tt•t'IIÌ(':l 111'l'•':<:<:li'i:l, Il('] l':llllf"l :tll:Jl<>lllt •·J>:I l o>l• >:!Ì<'I> i Il t li Jlt' ! Hit•ll:t~l o l l'l la ridi Ì( •:-;(.;1 l'l'l i l lt•:t,:t.<l tllt ll 'apr~r\'Z7~\tllt'lltn •h•lla ll:\(111':1 ,, d•·lla '""t•·n:-:inu,• d" l pt·•w""'"'· lll'l t·autpn .-li· nìco l~l' la gra11de \'·:Jl'il•lit d,•j ,:int•JIIli lariuc:•·i nl'llt· a ll't•Zi <•tti d o·! :.:hlt'llt~\ llt!l'\'v!itl r ••Ittra l(', :::i skm~ttizzate v uon s i stf' lll ll iizza tt·. !(• holld ll>'io u.i lhHI jh>>->'<•11\l flll('oJ'a
CONGfiESSI · ·~>'~'r<' rl din!tiY<>. O c'f·orre c•1nt lu~wrc
a rn P!'Ot:li<>re tu t t.! l t fatti. e dnA l-affron ti. r·a n ·id n:nnt•u U <' -nl).().(nlJIPil lll<'nti ò i es.<>i sa rrumo ~~n~nti t1' d!•tlu:do n i poi'<! t! n~. La lllt'lll•>r in dd Hila ndoui è ·1u1 ùuun ]la,..'lSO ln f]ll(>~tu !;(>uso. 11. - '(lna i n t<'r·a ,;o.'(l \ltn è s tnb1 dedi cata !1)-(li 1n..<ot'l,'1lillllPB! i dt·r·iY;ttl tùtl !<t•rYlzie o to-rino·hll·ingni:th'if'o 1lurantc In. g-ucna . L'!•spori<:'IWAI fatta è f;t;lltu n•· •·anw nle Jll'!'ZÌ~>->< t 1*'1' 1\•.-"ti·Jtsifii\C e Ju <lurnbt òt'll't':<JX>rlmenro, per :n·en•i parti"· r·itr:IIO ']11:1>'1 tu tt i ;.!Il -<l«·inlisll, ))('l' l a l'ÌC<'lH' Z?.Il di'i l<> 0$-.W l'YftZIOill C'li(' es..<;l h:tnnoo olili.~f·Ut(·r 1 H·tt lt• 1'M'('<Illo . E ;:.'<l\ non tlcn~ aHònre ~~nlut:1. J l r•rof. C; nHh·niJ.(•>. iu fdkl~:<ima sin~<>!, ll:t rins:-: untll )(' •J~n·azicm i , <l i oi\li ne 1-Wit· nl i liro <' !li onlinc pratlto, n1• ha tt·fltt o le \kdnziiJnl t-'Il hn 'i>O:>I.o in •lii'O<'Il!-><inuP l<' t'rnpn:<l\' 1~l nt in•. I ,o !;(·r·in~nte, rlte in q u n ll ti1 •li Yi C!e·J>resiòt•ntt• d ell'l ~OCÌt"!:'1 J•I'C=<Ì!'cl<·\·:.t In f;('{luta. lo l1 a rint:l-nzinto n nom<' <kl l'a u torit1t r·ìw rn pJll'•'!'('Hl:l\':1 . <1et <'<H' l >O ~111 i u11·io UJ i l i krre <' proprlo. D<'ll 'iJn]\f\rlnnU,.,..,iuro tC'lllit :ll·<~' lllll'l'il ni t>nnli p ri n <·it •:-t li: o) Onliulll•t• •n f•• di gur rro rld .~,.,. ,,izi ofO· I'illo-la1'ÌII {/(Jirr l ric-; r· 1rwo fll'llillfl · 1ur·nto Il('/ I Cmfi'' •li }lflf'f'. :::nJJ'onliu:lm<'lllO tli ~III'IT:t. d opo Hninwta !li:-:l'll~"Ì•1111' ~<li a lc·u n(• Jll'"i'''"t" t·nrtc'r••h> lt·n!l Plltl a pro vve<ll'rvi iu h:t:-<t> nllll <' llìe:t <·1n C'f] aJI(• nJ:liJI·ll!'W>IPY-7.<' l ' ilt·\·:Jtp lH· Il ·a tt.n:11<' guerr:l . b n Jlt'l'\":tlso il <'OIH:ct to <'-"11I't•:<:,.;o lln Jln ~•·rJ\·pn(l:' c·h e lton :<ia oppnrtn u:l unn ]W0]10~i:t di 1111 o r clinnmP.n.W Sf'ht•mn ti<•l. l-ihl ]11'1' p:Jj f'JI•JIIt'lt li Ili OI'I] ÌII <' lllililnt·(' (] Ì ('UÌ hi>"~>)!ll :1 l ('IWl' ('(>111<\ , sia jo!'l' ](' tlif· fo·r·•·J I'l.<' f ra 111m ('rl :t lil'!l ~llé t'l'a c diii' ;::i:t !<u llìdt'llf t' J•l'C>Y\' Nl C't'(;> n]ln cliffu:;lon(' <1··11: 1 c·llnMc•·JJ ;r.;t tll'l la -"l>\'f'in lìl à fm 1 n w di c i C<l n rh<' ~'~i d~l(lnr.m di 1111. con~n10 11\lllll't'(l eli spc•!·i;~li;.t ì. t anto twl C'·orpo ~1nit,. 1·io millb1r:> quanto fm l m<Xlld. ('h·JU . ~ nll\> r,Jiu :mH•nto in lt·rHJII'I •li p n<:e è i'l:tt:l nw><:<.'l iu llìl"Cu ::;...;inn<• h1 prc~lx}:<tlt cli 1111 ot•clill(' rll•l ~ÌHI'lli'> lm·.. r:lltf <' la 1"0II('(;itn HtolllÌtl<l <li >: t~< \Ì>I lif'ti c h •lli ht p:hld\7.1 Ili rnP<li<·i JU\ lt'J!':II\' lflilit:rrt', vis to (·he il Co r pn s:mit~11·i" milit.nt' ne h:t po<:hi:<:<ÌIIIÌ. 11 C"OllgJ'('Ssn hn so,_.(,•uuto Cll<'l'_!!Ì<'allt('lll f' i l I•J ·i•wipio <·hc. <•1fll(' J'lt' l' l n l'lini<·n. f·nsi P•' r 111 lltl'<ll<·in:t l!'g-alc. lo l'tflt·o nlt unh· 1l 1•1l:1 sdt- IIZ<I llnll con :<<•utt' :1 111111 :<t<'"-'-"' t•·r,.ona 11 111.1 (:(,lll.pdl'nr.a t:<'nN':l lt'. l')rllh' l:t ll('f~'"-silit <·lte l ~imlic-:u1ti ~iano sti('(;Ì:t· Ji.-.;ti. "'"'•·ir- ln IJ tt l'sta SP<'<'Ìfl,Jità lliffil"!h' <' tutl'nrn t lot·o !•onoseittla . Dot>O le o~<.:o:'J'· Y:tzi..ni di 1·hl J"c•Jlh·t'. il ('Olll!l'ùsso ·mm h a lH'<X'('(lnlo :1Jla Yolnziou(' tklla PMJlùSI:t. l 'i :-.\· n·:~wlu!<i. E ' t-;tnlo inV('C'(> YOIIIto ]IC•r· tutt.o l':lr;:-nttl<'llto in tli.-« '11'"-"i"lH' nn IJ rdùl<' cl<'l ;.:i on1o in <· Ili si f:1nno voti <·lw nrl f'•wro !<:ln il:n io milit m ·t> ~>i:t iu tn'l<lotto Il III'ÌIII'it•in tk;:rli spN·i:tli.-<ti ron f'qll iJ•fll"ffZi n ttf' ili <·:IIT Ì<'I'll l' <-hl-\ lnbJnto .. in 11•!111· • ·a n;~,a rli ~·~«!. 1<Ì:111o llt)Jlllnntl ~mpl i<i• ln <>n te cu ns nl<>nti s twdn li sti !•h· iJ i. b) ]~.~n111(' r/dll' ilil'flO!IiZi<Jlli ?'1'fJulfi'IIICI11fJI'i f'ÌI'('fl l P, Ùlfl' l'llliliÌ ç.Q ÌIJH' IIIi drt/ -~~·rl'id11 militare. Dal tl fltt. Puldli <' <hl (Jttakù<' altro è> ,._f :~to 1"!>]11'(':-.,..., Pll·l"' l'<' •·he cl ('l't<' clisJ'Q;;iY.inni <1.-bh:ttiO PSS{'I'I' l'<'~<' 11ìir t'N:trilth·<' in h;J "'f' :.lll:t <' lfk:t d:t •kl h· ,.,.,.,(r·i ziutti J!ÌÌt i ntr o d <,ll<' <lnrnnlc> lir ):!IU'rT:t. Jx) !-O(_·r·in•nl <' h:t !tlllltlt'AAn iu tmrll· ta li' i ll'lil~t7.iont', f a('('lltl o t'<'ri'> rill•\'lt l'(> <·In' . n s no r•'H<'l'e. lr• ll i:<I \Osi;r.lmti in Jlnroh• n .. tt d..tJI ~ ·uo <'l'l'l<'r e a c:Hafli'I'C a~<solu to . 111:1 Yc njre. C'nfl·" <'l' l'ti li miti. :rdaltnh• :tiiP t ·-"ÌJ!l'll7.<' l' di<' l<' r f'strì)limrl inlrnthl t<• cl urnnt<' tn g-u(' t'l'n. t~r f';:t~('TWA' l';l)e· <·i:tl i. non ]10:-z, .. no <'""''l'C Y:lf!l ia lt' ~nl t:~ nto in rnppnl'ln :ti mn:rg-.ior 11tlllt<' l'll d(>~Ji ifll' i:t l i all:t fr·nntc. ma !<c•::::n<'rlll o :tltrnn·r'"'' g-li 0l'>Jl<'<lall. i P I'<)\'Yf•tliuwtrll d i Jl••n<Ì\•nt' 1o(' t' n,!tl!l'liY:I fll(' li(O !le i l :t nt:t la t t In. ('!'('. r) J!r-<i"' ''flll:a 1'/inina Ct~ rmfll•llflli ·}JIItul•>!tir·,, ,.:i è n t'l'iC·('h i la •li nmpin lHe:<._,.. el i ' '""''1'\':tilinlli ;;nll•' fpr•ilf' e E:ni tra11 rni l"'"]lriantt•nle <lf'i'li c•o n ksio nj orJ.(:tJt.ieh<' n funzin u:t l i. f'lll!'li :tg-l' liti trnumn t izz:tnf i (J!ll.-< asfì><~Ì:Jllll), ><ul t r:nnni :t <"1 r,..tic·i ( d :t <' fOJ •lo;:iou<'. •l:t <l(· to11:1.7. itme). ti \ .·1 u!o1rr~i r)t11 , , ntfi1111J.i,.. J>n•,·rwolt". F: ...:ti !Jr r rt ;: ifiHr r ~i·ut,Jln :.. hnH' t1t•Jia ."(ol'llitti ,. tlr•i t/i.<lt11'1;i Ili Jllll'l!lfl r 11f t•l odi /H' /' spdad•·. - 1.<• m:ll:tlfit• Jll'O\'()(·:tll' <' k :ru to)!'~Ìt>IIÌ !'11110 !<I:Jk 1li 1111:1 f rl'<flll'II Z:t Ìllt J•1't•S>'i•1H:tllt(' Ìll \l'lT Ìt.f\J' ÌI\, ~)(Il' ('\'Ìlal~' J':nul:tl:t ocl il l'itni'Jtll :lllll frortf\'. rn•')IIPIII i ]\111'1' +<<1111'> "lat.• l'< ~":tJ,:Ol't.tzic\111~ t• J:t -"illtlll;t7.ÌO!II' clf'l l:1 sortJit·it e rl<'i tli,.,tnrbi tl i p:rrnl:t. i-Jl(•t·ialnwul<' tla pariA~ ùe i 1.1~~~ m:rt iz"-:t ti di J!IH'Tl':t. E ' ri :<nlt:ttn ,.,· idPJllt' l'Il<' al tri !:lt• f•'liOlll<'liO hnmw t'<IHCO I-:«1 Il t:t ltc·h••,·olt·zz<• dd "'''t'\'ÌZÌll ;;p,•c-ial i:<! h~1. nllllh'l'ic·hf' <' q uali t ali l't'. tli lll'IHlc nli d a Il•t -"l: tfo :1( In:~ l<' rl1 Jl<)r·a <Ji iTt!:<hltW clt·llt' f·nttn:<C'ì.>llilt' rt.•lnlin•. l 'iò Sl>pra t,ntt.o si i• "'" l'i li c·:\1(1 ll!'l <':1111>]\fi ltl(•!lll·o-J.og-:JIP, Ìll c·tJI >-i l'Ìt'hÌ l'\Ìf))IO f'OJ.:IlÌ7. ÌO!lÌ ~ pl'fllil'!t ~<pcc!ali. 1tc•;.:ll "i":ttoti Ftmzi•lll:lli ('('('. 'l'u tta\'1:1 . in tt t<' l'il•t -p :n·iknl:tl'l' <1<:>1 p.t'o f. C:ratl en!)!O. si ì• l'«h l l<'l Y:o~li:ll'<' li Y:th'll'<' l' l :t fìthwi:t d11• m••rilalln i d in'rsl mf't<'ltli Jl('r R'\' ('):ll'l' la >'irun l:t7.ÌOilt> (' la f'"'l~<'l'iiZÌ<JlH' tklla :<nnlìfi1 P ch' i •lì::t-urbi d E?llll )l:ll'(lla.
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CONGREeSI e) Igiene e prhjllct.~si 1/e/L'orcccltiv. aeln<t.Qo r · drlla U'Jla. Dift•sa tl(f!Jli (l[le!l/i ll'll>Unl(l·lizziLilti. ,\nehc in qnesto cnmp() !"'nll !\t:~te raccolte v&-<;{'J'Va:doni. fatti cspcl·hut!nti ed anlll7.<1tc )Jl'OJJOSte, fm cui tuw <ld l'ut<'lli, con!<i:;tt;nte i11 m1a mo<ll · fì('nZiOUC d('ll 'l'illldto mf'<liallt<' due :t!)flell(liei i:l(!'l':llì C'hl' T>rOt!'g'g'OilO ;.!li <>1'(\('t'hi. f) (tura 1ll'i 'lllllii/ati cieli<~ taccia. del ''a:<o, t/d/n llorr·rt. 1/df(f hn•illfl'' t' ,.;,•• 1/uou::iOII<' tlCii'llllilo r• lldla 1J(II'Ola 111'i sonU. c muli Ili yur••·ra. - Sulla enr:i. fr:1 n l tro, ,«()no 'l n ,<O!'JtHnl:ll'<' s:-11 ull i m 1 ri :<nlt~ t.i oU<>n n t.l d:tl pmf. l"tlilT<'ri 11<'1lc> l<'s ioni tlella lari ngoe <'O lla In ri ng-u);l 0111 i:L con pl:~tie·:~ c n tllll<'ll n t. i pn n<\111111111<•. ;-;,, 11:1 ri~
cltK1l zioJw d t> ll' ml i to f' <h•li; t p al'O la respericm.n fn tta coi d in·rsl ruetod i p<>rnll'tt<! un ghulizlo 1-1111 nlioL-e {1'ill1Jllll'ntivo di e!>:sl. l'<>r l'ult<>ri<wc r.,...,.,1.c:ten:r.:t tki l><'ll ~<io nntl t>cr· lN•Iuni di ::,"li<'JT:I il .p rof. l•'erreri hn proposto un or1linc del _~:dorno p<>r invoc1ll'e <1~11'.-\uuniuist.ra~ionc militnre- Il loro ri(+<W<'t'o in l>t.'lhllimNJii S)'lt'dn il. nopo nmJ•I~ spi<>::•t;t,inni. clcilo l':('l•i.vent<> !<nl prOI"Yf'<lluwul i 11i llf'll~'<ionr <' l':nll'~tlt<>· rim·e as!':i>:tenr.a <lf·~li ilwnlldi tli J!U!'rl'n, In propo~;:ta F t>l'f'(.'ri (• s!>ttu lllodili<'ntn 1H'i l't' ll-"O <·hc l'inY()<·nziem<' i· sb1ta rlvolb1 nlla C'H!*lli !\a;dnnale 1"'1' la prott•ziemt' <> l':l!':i'ist.,ll7.11 <l t'!·di inn11itli d i ~IU'I'I':l .
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICAITALIANA E STRANIERA ( i ) ('JI .\111'~:.'\Tlt:l:. -
/. 'illf! · ~i()lll' /ltll/llrÌI'I/ fil ..lft'ÌI'II . -
(.\ J~·hiH•!<
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[o. ~Ì(·c·il\•. fllltt\ S(ll lll ll:lfo. clu\Tt•lllllt<t ,.,,u ><i<l<•ntrc come ap JI<'Jlll >:uftki<· nli In 1;1zin1w >'lltilh· lta. :<~' ,.,,llis.~t· di><trihuit:~ a IH •I'Ill:l (](•l JVj.:(llll~llt'lllV. l' <.."UIII<' lll'ltalllt' fllt• ill:<llflic·Ì\•1111.! :IJIJitlll:l \11111 slnl'l'~l J>i ÌI not<'l"oh· ><i I"' ÌJ.:<' Ila i ..;vld:.u ti. E,;.'lminandv i "i tl).:'oli <•JIIIJIIIflcuti iutntc·diati, l'~\.. <'lt·\·ato il l'Uiltc·nuln prutfo'it'U tnt11le : cld c-lt(> pere) 111111 h:t elu• ;t 1·all<·~nii'SÌ. 1·11\"C'<~· l'ill'\';t la illsllfti<"Ìt' llZll d<•l J;l'U~<>«>: l<i ha1111o i l :i gr. tli <•l in" lHr<io, poi. l'l<' !>l dì1 t":tl'lH'. si J~•tmuno 'tn·n· llit.ri ·111 ~r. iu Jll(:'<.lia di g-ra >..•o c.111 qlW~<Ia: .r:dtra part~~ il •·•mt .. nnlo i11 gnts.~' 1kl Jllllll.\ ] lti!<bl. <'(..'(' • • Ì: lllill ill lll. 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'fllt•ll:t th·i llletlid milita l'i elle <.'OIJ'>"<..'Oilo da xid11u i hiso~ni <ki. lvro ll<tlllllli e s:~nno n w;.:lio di ••).:Ili altro nllutm·t• lP <litf;•n•J J:t.t · tli :thil111lini nliiiiPIIfarì fra .s olcl:tti eli t't•;.:i " lti div••rsc.• (1(•( llo><lro l):IN•I' . :'\on i• 1-<;11~• pc»">'ihil <' ~<t'ahìli t ·<• 1111:1 l'a:t.iuiJ(' l •'r una <·c.•l· lt•Ulvitit s11 dati l'lll'li!Uf'll tc dottrinari. t'olll<' qHI'ili el i <~• loro l'il<' nfft•t"lllilll' • t'><S(:'J'l' 'JI()ssibile la ~tlutc C'Il il lavoro ]1('1' ttttti •·nn razioui ridotti' a quanti t alh· i fH'oll'·lc·i <li -10-GO ~r. al g io 1·no: ~ ·uou bi :-:cc;:na <lilill'll t i<·nr<· di Fornii~·. •·ol quallli tal in> suffid<•nte tli ])t'fltCi<.'i, gmssi l'd idr:t ti eli ••tlh<•ILÌO, andu• il f:\hbi;,."gll<l JH•tt•><><aricl eli fa flnri at'l:e><!'()ri. J~SJ••>-UI l:t razioll" :.:-i·•rn·t ll•·t·a vh·t·ri Jll•r l<'' trupr><· mohìlitnl<' Ju•ll"' :-tlll' lllll l a 7.Ìvll!i dur;tnlt• In );II<.'JTH . l'A. ri ..nJ·<la infillt' <~)111<' i l ><~>i<l:ltn :dia fr< Hit<• ~>i l:tj:ll~l"'~'" <lan·april<' all'vttvùrc l!lli (11•11:: iusurfi<·iPnz:l <1•·11 :~ razit~nP. Ha m<·<·nl to cl;tli m J· ru(•r·o~i l->'\1) l':l:t.i()1J>fnll<' ll.l11 d<' il1• lrt iJ)JII' :J\';I II ti ('dopo il ti•ITihilt• J IIOIIII'II\n t·rilic-o c!Pil:t fiU(' dc·l l!lli: <• .«i linlila :t I"ÌI'III'Ilan• l'ili' !1• <·a l<H·ic• titlali ;:i<•n t:tliPrt• pc.•r Il• t.t"U!>J.Ie iu zona ùì opl'mziotll' f'I'H IH• in prindpio tll'ila ;.:11e1Ta WS:?: clur:tntc qu('sla. lilll> <.tlln fine rlel )!Ili, r;:IJHI'(IIII) <l i;:()()j ; e J>JKii <:011 il ]!I!S (J'N<i,it- 11 7.11 ><lilla l'iU\'1'1 stnto ri.'<a lìl t• a ::.i!lli. fu ,:orwlu ." inlh' r:uc ·c. llli:JlMla al .\l i lli~tt•ro <l~·l l a !!11<'1'1'11. t:: h t'. 11ollllstantc lP l..'l':tllllì cl ìrtit'(l lt"òt aiilll<' lll:tri in c·ui ><i cliloatl<' il l'n<·~<~·. · ali<' r•·•·lu t<- t~l alle tntp] l\.' <:lt e sco 1111 ora iu :\<'tTi ~h• 11"11 si ap p lic-hi la r:tr.iotw di quil'ft· l'di l'il'11"'"· lll:t \lllf'ii:l <li lll:l ;!,!::iltl' "III>'II IIIH.
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NECROLOGIO Uo t t. GIUS l;PPE COSTA.NTINI Maggiore medico. Alla sdlil•no ~-:l<•ri•J><:t tll·;.:li uftida li lll\'tlid. i quali hauno :::t('l'i fit ·at.t 1:1 ,·ita
"on·ùuùo la l':olria in J!ll<'l'l'~l . dol>l>inum o::.~:i :t):'J!iuug-,•n• 1111 a ltro lwl uome. dw •·rn fl'U i pli1 e lt•ttl, cpw)lo tli (i l{l ~J,: PPR f'O~T.\~'.lT'\1. Col cuore <l'<twtto tla un ac·e rbo lloloJ·c e ,·o mmossu 1la Ila pii t pt·ofouda piPtit IK' I' In pcnlim <lell'iJUl>ll rc;.:g:i nbilc J\IHi i"O, ~tiro il ~tlll nmne nl'l libro tl'OI'I' c·hc· rn C'<:o~:n i c lt· nosb·e ::«wrc mcml)ri <>, qu<•l nomc f'!w bllh' Yult1~ h o !;(-ritt o con un :.:cu :<o di l ~<•uç fl 1'011 l'inti111" J!•\illmcnt'o <'11c ;.:; Jli'OYn &<.·t·il'l'oHl o alle 1 ~rsonc Cfll'<'. La ri,;i o uc, ;:h c ri tUil:rri• >'l.'lllJll'e \' Ì\'a d('l ln ~~~~~ nubil1• c:.:i;:tl'll:t.a, ed il ril~n·•l" 1lc lle !':>u<• vJX'l'<' l'O lll]'iu t.e <·u J• ~~·n•Jh) altrubmo fm J!l'iuf l'rl.lli etl in lutlt• h• UJ:JJI· sioHi ehf> )!li fumuo afficln u• in p:H'<' ofl in J!ll<' l'l11. <·i n ·1ulc Ìl ll'l'l'<lllll dt'l ln l': tHI lil1c immatura. ~ru , nhimf!: • <.TIC~I·~I't'l~ COf;'l'.\:'\'1 ' 1:"\1 {· Ol':t llll:t "anta IUI'llloria Nl i f.llOÌ oc~·hi buoni. <·lJe io t·r r<·a ,·o Per>'Y'ntir(; Il riflt•>':-;11 ddla :-;11:1 anirua ~erl:'nn l' d e lla ;.:n~ nl('ntc <•l etta. non m i dnrHnn " pii• la ;.doin C'lu• ina<lìn ra eon sqlli;:ito ~,..n~o <lei 11\'lll' <lelln ' ' ita. Con Ju i si è ll')>enta 1111a luce d i bvntil e Jllli'C' da· ('.:.:li :tbbin port:1 to cvu :;i;~ UHV ·l •arte eli noi !:tcs,.;J, tanto d !l>('lJil)l';o JlroCo~t~lo il Ynoto d •e hn Ju;:c·!ato in mezzo n noi. Il .ttPnel·nle Mllll)innto. hl f• nl N'O lloltll'ns-'1 gi unge a m('. rnnw ni ~noi <.'011· ~inuti é hiu><i nel pii1 s t r:oY.iaute dolnre, nUe;:ta 1li q nn n lo lJI'Ill' Bgli abllin ~gnato Il l-:luo camm ino. GIUSEJPPFJ CO~T.\NT I ;\1 t•hl>C 1lalla n:tlnm l e <lùti piì1 d<'tte <klln ~n,<>utt• <' llél l'~lnima. nn inl PI I<'lto hu· illo, Ull t<'lllJI(·t·;ttlll'lllO l:'qu ilibn•to t· sereno. un scuso ;:<Jn i>tito di rettit.u<lilll' t'Il 111111 (':tpad til oli I!Ìil<li:l.i o d e ll 'uomo s upe1·iore. che h.11 :-:.:ma (>f<IX'rit•ll~il <kll n Yitn. l't•r fJIH'><t<• 1loli ltll'I':I\"\)!IIO!<<' (']t(' trn!'lp:uh·auo in O)!ul ~no a.tl.t•I!J!iH II H'lllo. :11JdW n e !ln ~'<t<'""" Jl(' l'>'111ll1 <·ompo!'ta invad.: lbilmente nellu si~no rllitù th·l t·ont.•.J.mn. n Nl <·hi>C· ('ÌH' :llllil'i. tl:t Lui a ma t i l'Oli <JtH' Il n ~inc-<•J'i tit ~>lll )IJi'li', dH• \> Ja C·Hr:tttNi;.li<-:1 1h·lla f111't1• 1--:Pilt(' <1'.\bl'll:t.Zn. Xn\1> n :'\t•r!'to il :; tn:o•·r., 1R7~. fu :ol li<·,·o t'm i Jliù );hlldiu>;i <kll'.\l t>nN• ll'l· Jwlel:ltJJO, e 1l.a (] lll'll ll <-l:t>'."iP:t l"<·uo]: J 1 ra:-~,;1• la ;:nli<la c ultu ru !<l·h•utltk:a <' riu•li· J·!:r.zo ~·Jinieo che n p pari\'11 11<) Jll' ll:t ~1111 c hi ;ll'll ,.,] .,J·•li n: ot;l .-.lm·:or.ioul" proft';;sio· na ie . .A lla ~:knoln ll ':tpplit·azione <li !<ltnitio nolliLt l't• fu tr:l l primi <l(>J Suo eor""'· e Jll'gli Q);))elbli mi lita l'i , nt~lla <'111'~1 th ·l!l'illft•l'mi l' nl'll.·l <·a r itn di a iu bmt.(> m n)!· l!iort:>, onmquc }I()J'tÌI il f<wtc> c·o u tri huto llt•lla :=::u11 ehia ra ltll clli ;rt•ll:f~l <' òl'l :-;uu alt.'lec:UIII'IItO <'<>l"t:1nt<• a l <loYcre. Nc• lla <·:1 11Jft:IJ!Il:t lihit·~t a l ('QUJmHiu •li 1111 r<'.JI:o l'l<> ;;<•llJCJ!';.:lal•>. :111 Etlnn~i. !'i IJ1<'1'iti• In lll<..>~ln~lia •l i hl'(l ll7.0 al Ya lore m ili l;~ J 'I'. ~el1 :1 1!'\1<'1'1':1 ita\o-nustrinl''1 •li· r~ da prinut llll o;:JI('ilalctto 1111 <·.;JilJP•• Jl(•IJa JTI• .\rmal.'l. il qua l!' fun:t.ion•'> 1l:t ,.,.ra awbnlan:~~t t·hiJ·nr:.tien nYHn:znta ]X'L' la 1li"liul:1 c>apadt:ì I>JWr:liÌ\'11 111'1 suo d i J•ettorc. :Pe r lc :'>ne• !ìJ•i<·<·alì• aLtihtùini n1·g-a1ti:t.wlrid. tkstill nl•• <l<IJ•pr illl:o ;t ll '"" i >~·tlalt• ,.,,llhlDl iH:hll c dtinJ1'g'ii'<J tli Udiue c J•,:dn :1li'Jn it-IHI ••ll:t.a g-;·JWr:o lP l'd a l ClìllUllhi" supremo. ~<i nllo ulanì1 <:nn l'lliUllWlri•·" tl:ll l:o pri111:1 liJJ<'a. J><Jrl:tJJdo iu 1111 :lltrn <·mnJlO il t·<mlri hlll <l tl\'1 ~ 110 a laci'<' iJJtPl let!o p <11'1 f'JJo ;.plritn di <li~l'ipli nn <' <li f.:tcrilkin. C hi. ,.,,11 1111'. Yide tla , .i<·iiJ<I l'ulot•ra spk:.tat~• ;1:11 m:l).!)!ill l'l' llll-'lliN> CO· S'l'AN'rl :"\f Jt\1•'> Ynlul:ll'il l ;:ra.111li ~~·ry ir.i da lui n'l'i a ll '!·~:-:~·rf·ito JH';.:ii OJ'tlina'lnentì :<:1 11 ita1·i di l!'ll<'l'l'll c quale JX'rdit<\ a h!Jl:l .-ubi!:~ <·on la S•w s<i'llllJ>:n·~:t. ta11to j)l't'· liJaiJJr;o . il (',II'J\!l ;:;tuit<U·i<\ mi litnn•. ~t·gli o,.'Jll.'<l:lll . f1·a ;!l'illft'l'llli . fra l ft·rili di )!IJ(•JT:1, la ~11:1 :1nlu~;1 !':q lli ~il"· llll'lltl• IJIII:l llll ~pJPJIIlt•\'11 tl<•JI:I )liiÌ b(')la hH't' eli r.tlt.l1.1 i>'ln() (' Ili 1<;\('I'Ìfì:lÌCl. >'Pllljll'<' in fl:tmm:tbt <la 1111 alt<~ ><pil'i lo di eariti1. C: II'~I·WPE ~.,·n::-'1':\:"\'l' I:"\J uo11 è <·:t dnlu
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L. Ho;o;u~w.
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Sommario degli argomenti trattati (riai prooessi verbali pervtJnuti all'lspcLtorat.o di s:\ll ità milita.redal l"geuna io al30 apri le lU20) l ,\;>; <:uS .\ ltll:lnWI. '1\•Jtt•Ut•· C:IJ)IJII Jl\'l)n lllc·dku di l'' •lll ('lt•IJJI•JI I" lll.,f. 1: 1 ,T,\\<t :\lou~::->.\. Os."·rru;iùlli dinid~t· <: J'('JWI'Ii •JIIII/IIIIIV· JI'''"l''!li• ·i 111 IIft C'll l't'j •llilt· ili· f t:f fi L'(t. L'O. lut dh·ntL\1 iu due> c·•JllltiiiÌc·:~zieoJIÌ ulla :-i•wi\•t il llll'clic-n di .\u•·oll:t t :;.J t\
!!3-;J-1\J:tfiJ i princ..:ipuli t·ara Ucri della ntalattkt. L a :-: iut •'""'J"Io;..:ia (. In pi ì1 ,·uria c J>vlltnorfa: la ùiYI' r>::u cowl>iuaF.lonc dc•i ::;intollli I•UÙ m1•1tcre a dura pron~ la pnr~pkada dt>l tn ('llii ·o. X<•:<:,'UII ><inl <ttiiO (• ri~oro,.:aJUII'IItl· t :tl·:tltc•ri:.:tit·o p i~>,.:taniP: llt•)lpure Il· )':t l'ali,.:l 01'\lb t ri di< · ro. ritt•llc\'a i'I'I~Jll('llrC tllll l'cl':llllC dci prillli \'II>'Ì f)~rntti. La c:asl!>th:<t personali' tli c· irt:l ()O ('~l'>Ì l'::ìUDi illaU. jKll'lC in AJJ<;illl:l Jlill'll' ndle JII'O\'!IIt'ic finitiJJII.' nl'l fchlJra io l!ll!i c d:ll diN•uthrP ,..,.cor:.:•• ad ":!:!i. i• la JtÌÌI vu.sta e YIJI'l:t, :<ia \11:1' il dt·<~li'Sr> è l 'l'>'ilu. 1<Ì:1 l >~·t· h· di\'\·1 "''' :t:<sqçiaziuui ~ i uto ut:t · tidJt>. ~nn i• po:;:;ibilt• ri:tl<sltlllt'l'~' llltdu' ltJ't'\'t•Jllc•ntc i c;t~i :-.tutliati: 1'\l. :11'\'t'llll:t :tcl nlcuni •:a:<i utiph-i.
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Esot•(lisce di<-endo <'11t> è mnlat t i~l ('OJI•>S<:i tilta da tl-"ml•i moltA:> remoti, e <'Ile intestò
rltalla ~l ~ltJ·i pnesi Yf!rie v o lte sotto fot'm(l di epide-mie e eli pundemle.
CONFERENZE SC t ENT I FIC.Ilt OEGLI OSPEOALl \llLJTARl
l-'l'a l\' [liÙ gl'll\'Ì ~ Ili' ('()U(n.t\Q :-!!1, C t1":1 C"--<C Y:lll'llU : lllllo'•,.N':\!"C la pallÙClllla t.ll'l 11'!10 o q uella r~uti!'~i mn del 1918. L 1t sintontatologin polilllorfn Ili que,.,tn ftH·tua morbos:1 hn pt~X'nt·nlo, ~'C<Ht<lo 41 Pnrbl\·rrc hia. il 11(\Jlle ·<li c< lnflu cnz:1" nll~t mnlnttin, f·ome IJll•~ll:t (·hc· puc) aksu llh·t·c gli mq :c·tli piit strani l' intc•H•s>;;H(' lllll'tlcolnrmentc o)rnl sl n:.rnJ,, ot'):rnnn od app:ueccbio '"' c:piclell!ic h:t.llno in g-ent'l·c cnrnt.tori lliO\~renti: nel J~!lfi pn•d•>· 111inarono le c·<•nlpli<:n7.iOni ht·cml'n-pollncmn t•i. J/lntlu~nxa, <l i<-e l'<>rntnr<'. ì> Dlll · larl in ò egnst d<>lln piìl :;t·nucil' <"u.-<itlt'l':'llliotw, c se nn tempo Pf<:"ll fn umut~1 l n J IOCXI ('Oilt( l , I'ÌÌ1 si (}('YI) a i fa((() <·hc ili I!ICiltÌ C:l"i :'l:<t;\1111(' lrl fol'lll:l bllll;\)(l <Ji >ieiU· p l ic i rn ll'r••ddnt•i c·h" !->i f'J>I\ u l'i!';COUO i n ),..,.,. tc •m po ~·nzn :1 l t t· i d ìkt111-hf. ).a f'plòc'u ia <lei Jml; :<l inir,ii• n<•l l u~Jio, !';l•tto Cm·utn Jlloltù bPni~na. d i hrcn! tlu1·atJt, ., •·on sc~11·so illl (' rt>s.<:.'lmcnto <IC'i \':ll'i or)!ani: fu ddt" l ~'rdc\ In primo lèmpo, fehhrt del ti'\! g-i<H'Jtl, fchhre <il>i Jl:tPJI:tla•·i. <·<:<:. ;-;ell':t!,Wi<f<• la nwl:lltht n>::-;mtg<: lnll'· tit·olar~ <·:nallct~· di grnvitit Jl(•r J,• ~11\' <,·,mpllf-:lxi<mi. l .<' fot'IIH' o~~x·rvnt(' ~>i 1•>>':-:ono <·P;:ì t·i""''lllll<'t'(l: 1" Juf<•zione .~Nnplkc, con ;;,,lu inl••n•>'-,allll•nlu d\'lle pt·iutt• \'le 1'(':-q •ir:tt•>ril:; :!" L-'•mnn Ili i)lllhnonitu bronc<>)rl.'llll a l•ic·<"l i f•w•>la i 1 =-'l'l•riit>n ) : ::o 1\rout·o-po lnJ on i t<• lohuln IV dt•ri ra n re cln tJ·nsmls· si"'"' ch•J hll•lu-hinl r• :tl!li n l n·••li; -1n Tllf<·ziMte a funnH IO:<!<i <:n gcncm le. ~··:~n•, ,·.. ra :«•tti•·t•tlli:t. :wnza l<n·alizz:tziolli pa1·li•~·la1·i: putrehll\! <'!Ofi<'l't! t·ltcnnta la f•>rnt:t nervoM cll•ll'illtlu t' nz:t. i'"•mes.'ìC bd l con,-:it((•r:lzioni, l'O. si inì raltkne a p:1rlnre d1•1l:t f•n-rn:\ lnfltH'll· zah• o.~scn·:Hn più eia vi<:ino !Wl L'<'P!Il'lu ~lc<liclrlìl <• lnlhtCJW.ati. n ll<'ll' o:<r~thllc. J{if\•l'i,"('C <·hc i printi easi si c hhcro <l:ll la IA'g-i<HII\ R. )rllll l"<lin \Il ('aS<•rl.n: !"l flg· ;.:i un "No , IIOC<> d()p(). qu<>IU JWO\'è tùcuti clal Hatt:wllon .~ dP.lln (!unnll:l tli fln:\llM eli ì\ln1ldnl"11i, c i pcwltis~i t ni cnxi tn·c·n·llic·nli dagli :tllni (:t>r·pi (!f'! Pn'sidjo. JJ nunwro complcssi\·c) cJ C' ì riCli\'C'l'uti fu di :!!Hl : si d>IJ<'t'O 114 c·a;,i di complicn~ioni l>ronco-pohnonarl; 4 c:hi clì pleurito cl:t iulhh•tl:l.a; :! (·:.IKi tlj <~titc; l cll sc!Rillc:J . l gnu riti furono 2i!l: morti ::!0. 7' t:l'fl/1Ìfl. :'\C'Ila p.t'<.>C~fl<•nte f'Jiiclcm i:1 cl.-! Hll x. iJ sisH;Ill:l cl.i l.!li m fu li 111 itn tn i n J:P11t'r:tlc a l1:1 M'J11 pii ec ter~l pin slnt<"HII:t t i e :t . :\ c>u m n n<":l m no d ·ili trn Jlll rtc ten· tn t h ·i ;;n1 riati (\ nu>IIA.'plìci <1:1 Jlf!l"tt• di lJWdil,i, 1·ht> vld<•ro nc ll:t Infeziouc origini diiTt•l'<'trl i. Quni<.'IJno pr'«'<JIÙ:>:z\> le iniC'zioni di c·ilr:tto •li ::;nillo (' ndrt•tmlin!l, rit~'11P1Hio tt~ttUnsi piì'l che -altro di f•wtu:t di :-;Nti<"<.•llli:t, Hidt:trcl \'lllltù lf' ini<:'zioni (H oro C'OIInlcl:lli•. CJII:IIt• ~JWI'ili<-11 dc•lla m:tlntti:t: f' t;\Jo.: tn<•t<)(Jo :tllo()l'll O)!gi è cliffuso in J\lltNic·a. Bl)llgl't \'lllll:t l'rlr.ttt'l1l')!OI<i : 'flwmns In tC'I'fl)l i:l d crir11tint medinntf' ~~~·~·!-'si di .l\!'1;<:tzlC)lH': :lltt·i hauuo ritenulO N ·r-elle.uti Il' inirzioni <Ili Oli(} <'Hnf<>rato ro l )rlt:ll:wnln. l><'~tu l t ha ndot)('l11to le inlC'· zimtl eml o,·eiiO>;C <li ~i<'r•> nnti~t.reptoc()('c·i r·n <: :tclr(•t\:llitHI: iu Jnghllt('rrn Ctu·ono nsnt<' h· ~<tc•,_,;c, tltnli<·nte nei f•.X:olnl c'li ht·.. ni'•I·J>ohnon.it•·· :\Cl'nnto n b11l rimedi fu f:ttl o :11Whe hlrg-o) USI) Ilei l•l'(')l:trnti (!l eh i ninn. dt•i s:t li C'i lid, c <lei 1':\lns><n. C'hl' <l:\ :tl<·nni fu ril\·11\ltt) ncll(' f(H·mc C:'Ollg"I'Stin~ ott i mo JIWZ~.O doi C1H:1. Atwhf' In ~i<'mtcJ•npia hn ;wuto lnr)!:l lt)l)llicn7.int11': t r11 i !'<ieri pit't ::tdopernti ,.i i' q n e llO' <l<• l TI<"IfnnU c quello del Ceul :11mi di )l• lfiNta. :\el rrpnrto influenllntL di IJII<'sln Ospe;lnll' è !'lbtto usnto ,i J :<il't'u ('l•JHnnui, il IJUllle hn JH'<']larnto UTlll " ::;t..ll tthinn l> Hl:']>I'('Hic·a, (-òU :1 zlollt> oltt·•' H te ;;111 tnmun i gnrmi. onche rmi vdrus li 1t m h i li. :1 i ()\In lì ì: st<-1tst prC\' n lentc nt t•nk a llrihuit:1 la t'JIÌI I<•mla !le Ilo SCOl'$0 nn no. l rb:ultnt.i l1L quri't<:~ OsiX'tlnlc fnmno ~~~ldisfit<>enti: l e jnit>7.ioni in gioml uiiNni, si fnnno nel moutent<> <lelln l~llti s:< i•Hil' cl<·lln I0111J~rntnra: in geu.e.rnle ha:<tnuo :: llll<'zlon1: <lt.>J>O 1li cs~e s i hu 1111:1 <' lent~,i•lllt' termica che c.lurn dn Jil n :!0 o 1'<'. 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CiONFEHt:NZE ~C l ENT I Flt:ll ~; Of:GJ.l OSPED:\Ll
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~· <LQ\'el'o~o p~·ri• ri<·ot'\la t·e <'l t~~ ;:iit lì n ; JpJ 181)] 1\uz:tA> Itt In llHlht, tl':teeunlt• •·oll'l..:hstein, ::.i t•ra tll:l:ll!'lll•> <ll'lln Htalallia gluu:;<'IIÙo a •·ottdu,..iuni t•li<J iu:;ll'lw. d te oggi :llt~'<>nt si !III:<Soll<l ritl'll<'l'l' J.. piit sit:lll't'. Ua 11' Il :I!Tis, i 11 fa 11 i '" '""'"LI ia ,..j YOll<• l'i\:<.111\ÌIII'l'(' :1 l~o>lllli :<llll •, 111:1 l:t lt• ilkltl':<i l'linl<>;.!'i<·a >'Ì l•lli> tlit·<· o;,:;.:i :~hh:ill· ti<> Ila ta. Ltt <'IH·<•falil\' lt·tar:,:il·a, >;<'COlit i•> lt• ,·•·tlule otli<•rm•. <JIIasi ;:<•m:r:tlì, ì: 1111:1 fot'IH:t ittfl iiPII~a l t-', <',.i cn tlll•l'<'ll<ln quiutli dtt• il Jlf•>hl"lll:t cti<tlu~ko li\' <>Ì:t t.nttl)r:l lt[lèrtu. ~\~ l <>).:'Ili III<HIH, ~~·r<• 11011 è a lkJI'I'C in dulohio la s•tt t i.~it: t aflinitit <h·ll'i;.:li<)I:Q viru, inllnt•ll:t.:lie l'>li'l' il'lltl'llto 111'1'\'o;<_o. Fu tll•ltu ;.:iu,..tam.. ntP. du· ""1"1 1:1 to:<slna l<•t:t · nka i.: ft•Ue ll:l intlut>ll7.;t le c· il e jlt'l':<t'llt.<t un'a7.iou<• <'h·ltint ><ulla ('ditt l;t ltet·vo;;n. l•; <''''lo dalla li;•Yt• lni:tsteJii:t, :dl:t <·••f:tlt'a . allt• :-intlromi 11<'1'\'tJ:<t• e ucnro-pislcJticlw lt> Jliit <'"IHI'k~>:<'. n' >ll , ..._ qu:.dt·u illlilh 'll'l.a l,•. si pu i, d.iw. 111· ! qu:t l(• no n ,;i:lltn !Il'<'· senti i sintomi a l::ll'i<·o dd ,j,,il•nta Ul:ll'os•t, l 'n d:th) t•pid<•lltio(o).:'it·•• d:\ Jil('\':tl'>' i t• la <:On<.~Jillitun:t.:t •l<·Jia uotw t.~>ll le t'l •i• l••t~tit~ 1 :--....,~1-!!1 c le :; ' ~1111 l i. I JII ~i!ltollllt\,<}!(l;.:i:l i• \':ll'i:thi iP: H \'oll'l' jll'('l'l..'tiollfl •li (.<Witi ;tiomi :-.htl.,.>llli il!· lhl<.· uzali a tlV•J :H ltlnmill:tlt~ o n•:-pit~ttorio, a voli'<>.! illl't'CC vi l! :-;ulu lit• l"l' lt.lf•rtw·illht, :l \'O itc 1:1 ft•hhl't' :tlti~<Silll<i a 11 ·•. f ~i11l<1111i 10mhu!'i p iù (.'ISD lllti $<1 1lu la S<lll· ti<•kmr.a, l:t •>l'talllloJth·F:ia, i t·:tnlll<'ri dd Ji quid•• e••fa lv·l'll('hidhtn•J. J.n ;;olllW· lell7.a ì• il ft•llollll'llll di ~ran l1111.;.::t piit illlt><rtaute: JtiiÌ• "''~IIÌI'\' i ~iì1 ricordati sint•HI1i inllllt·n:t.:tll. ali ra \'olla <:olpise<• il pa:t.ic•l11•· in pit•II<J lwut·ss.·n·: in IJII.:tldt<; t ':t:«) la ;o;<~·na "'inizia tlllltllllno;;ullll'lltt• t·on c••f:t l:llgia :wutL.,S'illlll ~~ 1·ertìg-IIH' d te 1\ lolillttt; :ti suoi<) il p:t.zit•lltè. l'<~111Ull qll<', l';tl'i:t :tlldH! iu Ìlllt•n,.:itit: d:t llllo stato a]l:lt ir~, l"inn :t i COIII:I pii! t•ru fulldn, :Il ((llalt• si g-illll;.!'l' 1•·1' gradi. ...., l'<lllA., mtitano, in IJII:t!c-ht• l':t:•o, il YOIItiln , atla•·c·hi t'l •il<' lli i'onni. ,,·(al<.•:t l'i••· lcnt:t. d httll·ui p~ich id, d te l':tJIIHJ Ila 1111 l it•l'<.> ·d iso ri t•nt '' 111<'111" della I'Cl""-'11'' li tll fiUI) a \' !! l'C ii'Ìl~>l>i. J11 llklll~i (;:t><Ì J:t lll:tlatti:l \'.SI)I'(Ji:O.'(.'t' ('<J) (.'() lll(>it'.SSO >-illf.IIIWI· tit-O clftl\ltUOplt>;.!ÌI'(I: il p:t :t.it'lll(• è l'• oipil H Jll'l'L'lt(:t\11\t'IIW da <li pJopJ i:l. ('nst:tlltl'· mcult: :;ono alr..tti i ntll>'t'oli <'~trilll't...:i dl'il'ot'l'hiv: non manca mai la ptosi p:ti)K'· J)I·nit•, l'i sl uuì>:<·e l:t p:tr:tll.-:1 d<'l vari mus.·oli 11110 all'oft:tlmoplegia tntal<'. Yi I>~JI' tt'cipa f(1tnldw v•.Jta attd t•• la llliiSi"l"tura iul r[ll,..l'l.'a ddl'o<.'Chi"": trathtsi •~'""' n~l l'l!lll<l di ofllt h11nph•g-ia mH:I<•a n• :<llh·t·<ortic\tle: h• l•ll[til Le po:;s<o11<1 t•ss.•rc utinl i· dH'. m id i :l t t·ì (' i"·. a nj '"' ., t·k ltc . 11 WI"l.o ,..inlomv è nt·~al h·o, uta :tssun•e \';Ilo re posltil'o li\.' l' la s ua Ct~st" ll7.:t : è lil 1111\II.C:III:I.a dllt l tcra~i olli dP;!IW d'i t·ilit•\'0 Il (':ll'ÌC'O d<'l Liquido r-p(a lo- ntdtlcll:lllll, Pt·esslont~, tn:,;.•:c, <ldl'nlhiiiiiÌII:t , jlutl•t·c I"idlll.tot·e, ~ c:at~llt<·ri il:ltolog'ii'Ì, :-..•11•> nut·mnli, o di 1~''"' .si ,;N>sbtu~· d:tlln Jhtl'llw: iu <Jglli c:n!';v di lieve nlt<·r:J~iom• . •\ll:t · LJ 111111 jlll t(I]Og-l<·: IliW li [t! tra t l a sj ti i Ili l: l 111\'S<l-t'll(:<_•f,tl i U'. l'II>SIJI\0 1 è n·n l, l'l 11\'t~ll i l'SÌ st>tti (.'<JI1g<.':<tivi O illt'I"Cillii'Ì ti<•lle lliCIIill;!i. l"(Jil :t)ti'J':t:t.Ì<JIIi IIIÌCI'Il"l'U('idtc tJj es.....•. lll:l le ullera?.inni JIÌÌI llhl<·n•li .souu a •·aril'o d (• Ila >'•Jsl-:111:1.:1 ~ri)Zi:t JitUltr<•fa ;t l ;:" (" ·!v v c ntri t•ol<; II{'Ì nu eh1i ,;.:rigi d<•l l~tviut•'nto tJp iJ':wqiH'clutln di ::;11\'ln. E' qut•,.:t'ul timo l'C'Jlel'l.;;' l'l t<! !>'Jitt'!;<L In ofta !JIIopl<~ia: è lclcntil:•> "l ìJit:Hlro :tll:tli•wo·JlH · I()JOJ.rlt•u l'itt· l'l'I!IIH la si n;lroOtè ]WJ]Ì\•ncefalitiea i'UJI(•t·int\' dl'l \\'<tl'llil·k<•. :\li<·t" · :«.,lt>k:IIIH'IIt<' furono ll~<l:tle iulilt'l':'izioJJI Jmn·icelh tlarl c jH'I'ÌI'IIs;tli. (;IJ t'l<•JU<'IIli IH'J'Yn,., l JIIO..,II'llll<) tfiiiiÌIIUl'.ÌnJH; dd )liJ.,"'IIl'IILO C (Ìt'!;I'IICJ':l:t.Ìulll ialine <li 1''-""j· LH dilll.:ll""i dt•lla mnlaltia "'l~'<.·it· iu ba,;<• al cri lt•r·i o t• pid\•t.llico 1.11>11 ,, n·rn "ik'· t•i:lll '<liflit·I)Jt:'t. :\'on è :t porre \111:1 <lla;.:lll)si cliiTPrPttzialc t~m In fm'lll(' IIH'I\III~i Uche, (]1\111' qnalì l'll,..,,('n:r.a di ogtti ft·Hutnt•tl.(> nllont:llla il qundro elinit-o <ld l't•n· ('(•f:tl!t.e ]('t;l q!'i<'a nett<Uil('lllt'. J.':u·illll f'llt(' iuoltrc :<i distin,;.:ue <lnl lft pnlionti<•lil<• ant< ll"il>r<l <H:It(a ~~ h:lsli Sl>l" il l"'ni<:ll'l! 11i d nti P(l idcmiol<•~id O\'C ;.i j)OngH uwnl<' <:lh! la Jlllthtttin tll Hein~ e .\il'{lìll (: sqlli:<it:tllh'lttt• infantile c d('t~H'I'<' eplicl<'tlll c·:tnwutc, spel'ie in cstnte e in :lllmuuo. L:t Jll'()g'IHbÌ. tfi/Oatl 'l'i/am, non è 1{\':l\'C; i l Wi llli :tutori dnvnno UJIU m o rbtlit:'t del GO %. .Al;(.,lll J'i t\: ri ><<.'C 11 2-ì % <li (·asi infuu,:,t l, e in Lo rno n tnlc clfm ~:;·ngglt·u lllt<.:he }a lliOI'l:l litÌL lWii'attlllllt! t•piÒl'lllli;t. ('() lllù ,;j tlCl"IIUl<' <l~tl bol ]Pttinì dd :'Ili· ni....,tero d\'lla g>U(' I'I'll . Più gt·n,·e l:t 1"''~11''"1 fJI/(}a<t rn/1'/tlllinc·m: rcsidn:1no SJX'~so djsturhi ll('nropsic hiel, p.o.;i(·l•ll.StC"ni:t, w ..,opi m e nto, tlh;or.lùtl 11ei IIHt~·nll o<'ulnt1 , llllnlgi<', tllsonlJni ll('lllt·•;tki, "JlN·ip in ri~IJ :II'do n lric~tn thio d('l ;.:r""'"''·
:-\AI'OLI (genn:llO) . - .\f:u::;.:i<H'C mc(lko Al.Ftm>c:~ CnDuso: Dt:l àialll! /C wC'lli/u. L'O. (!()):)() un bl'PI'è ~~·11110 :,.t.. J'Ìt'O, e!<ponè le prin<:ipali i <.'<)r.ie elle lìn. d nll'an· tìcllltit k'nnero il Cn1DJIQ nella t•liologia della malattlu. fittv a quando, rlco.nosciuta - '(Jrlnclpnlmente pet opera ù e gli stud'i di Cantanl - co10e una de,·taz1one
CONFEHt:NZE tiC I ~:NT I FICHE DE(;LJ
OSPEOALJ i\III.JTARI
d;ll IHJI'Ill:l L•· J lll'i~I I Htlisli HI il!' i l'Ili'(~ l id 1':11 i. fu c·l;t,-<~<Ì fic·a t~ l fr:l le lllllla t t il' elci riC;llll· h in 111:1 t<•r ht l<•, d on~ l.n trora I'P~tn.
E' S<t l ll> fJU (•sh> :"PN·I: rlt• :ll<Jtdtu <·hP l'O. Jult•udc lillliLt i'C k sua <'l<llO,"<iZÌOII<', l r:rll':l lld•• IIIIÌ<·:I II I<•nt•• di'I la ri~io>pntnlng-i:t <h·l <liah.- te m ell it o in rE'I:t)IÌ<.)ll(' :11111 ('bi II IÌI ':I ri"i"l"~i•·a lh• ll':l.<:<u rhintt•lltn dq:·Jì i' Ira ti d i t•:rrhon_io t'<l n ll c st•t"l'<'zimtl dr•!('li 111'~:-:111 i <'111 l<wri Ili. ~'<';!'tlf' 1111:1 lu ng-n t' dl'tl :r ;: lial:t •·~pttsizìon 1 • d\'1!:1 <'llitlli<·n li«iolci~ÌCll d<•glì idmt i d i r·.'ll'hull io: le >l'n 1•t'i ll<·i Jl:l l i lnt:<f<•l'lll:t'l:ioui Ili' l' oJM'i'~l d i [)l'<>C'I'«sl i!li'Oiitl<·i in di l •l' lltlPIIZ:I di i<JKTÌ:t li <'ll'l:illli :llllilcllitiPÌ. llhl i<tl':l j Jtl'illdj ~t il ! tl'n(· ~S.'< i 11<"1 l'Ì('Il lllbio ,I••J.!'Ii ldnrti d i •·:rr·houin in <:nndi zioui li ,..iolo;.d l'lu•. hr l oro orlglnt· <' l:t loro tr:ts fol'nt:r?.il\tH· l ll'll';l 'l 'l ~ll':ttn d i~N~•III!• : Ì fll'l\t'('S>'Ì di;!'<':<t iYi ('h P si f'O!TijliOIIO Jlt'JIQ .Sl!l · nr: l<'<t, tw ll 'l rl ll·"lil lf>: J'in tt• t·l'<' lllo> d i'l t •:riH'l'P: I>" <"n la ;;ua ·'il'<'t'\')\Ìi\nE> E>socrìlli\ •• l':r~h·rw cl c·ì h:rll<·l'i iule;;Lin:tlì. 'l'l'lltt:r ddl :r funzi<)ll<' :rlìc·ot:Pllt•t.it-a 11<>1 f<•g-:t t o <•d :ll't'<'lltl;l :rl 1'111\t'lltltO ili J,!'liH·.,,.i .. d1• l s:rlll!'ll•·. :rllfr g-li (,)~t>nesl lllll!WOI:Il'' <' hn•\'('· lii i·JI((• :111:1 ll l'Ìg'ill(• ll!'gli itl.1'11ti tli o·:rrhollill cl:tiiP ]lr<lf'(•ill.l ' (~ Ùlli g'l':\:'<SÌ. l'a ria cl<•ll a tl•itl'••n•llr.a fra la ;.:li<'<•..,,tri:r t' din be lt•: d(•llp clil'f'l'~· g ll<:osuri<•: li"in lo;.:k:r . :rlilll!'lll;t"'· to::;_<; i<·:\ ( il ot·iziui<·:q l' dd dil·et'<l tli:lhe ti: ll:IU('l'l'lltiOO, lli M'· l'illlt' IIT,I Ic•. diiPiit•lt:IJ<o <; ~l fi Y:In • . H i fpt· i:-<c·~ ~ in "''l!'11 i t o d i ll'n :<:tllii'IIIP "" Il" li11'1'<'1n ;-;io li (' fn ll )\ÌIIll:l h• l'l'Il l<' )'1'111•·ii':\li ;.:l:nulnl~: " ,.,. ,.,.,!~~:inn .. intt' l'll>l t·d il :<i><IPm:r Jl P I'I'o,:;n JWI dinhPl<'. Gliéosurin :tdr~nali nlt ~l. tir·oitll':t. ÌI~• IJ,.:ar· i:t, :;lit-n,.;tll 'i:r Jlt'n·o&t: nonchl• dPil':rzionc d <'i nen·J ,.;iJll1t:tti<-i t• dd 111'1'\'Ì :tlli'•>IH'>lll Ì. .\z iotl t' d l'll'll.dJ't•lllliÌll:l (,<i.JUplttl<:MI) lli (•:t) >illliH prncl uzi onl' di'l ;.:lnco,·i •: d<·11:r loi r·ni'tJ •· (i< llllp:rli<-otonkll) inùil't•tt:nueUi è sulla lll'<ldll)\ioll<' <1 1•1 ;.:-hrr-osio : <1<'1 ll:lll<·rp;rs 1 l':tg't >to ni<':r l e su:r :rzione inihilriC'(~ ~<11il11 JH'O clu zln Jw dd g- llH·osi •>. ipupl·odJtZit•n< ·. o dinri n n:~.inll(' cl P I p ot('l'P J.!lko~r<"ne11C'O; f:rttfl n· a J,j 1111 •n t:1 l't•, Ile 1"\'();..o "'l f• ntl n<·r·i no. l'on<-ltl't lt· dir•I' Hdn l'ili' :llln .·t:ltll dPIIt · a1'11f:rli t·rlllflst·\'ll7.c• , IJ ill'l' ai tl'll<" f:llt.ori :rlill l\'tltJll't! <' 111•1'1'<1~1, (•IJ II!'illT(• ljll <'lln r'ft'll;t ti'illliiHI)Iltlll<~ d t'! ('<Jll,.,1llll() <le i )!hlc·nsiu (d iurinu ila n~sitl:l)l ion<'J nl'l di aiol'tl'. 1:1 <"' li J.:ttn;:-<'nN>i può fnr,:;i ('s ><f'lLZlHI· ll~t·nh~ tl•iJ~·nd t· lt· cl:r 1111 :rll':rt.k:~Juento •ll·i rllt'<·<·Hn i ~<uri di lltill)\7k'l7.i one <1\•;..:bl Rb·ntt di 1':1 rho n in ll lt • Hpll ;d r. :--:nllo >'lf'S>'t) ar).!'<lllll 'll l" p:11·la q uindi il t.en. <·nlunnl'lln lll<'<li<-o prol'•~><~<ot·e Plf:TllO l\11s 1'0, ll(·c·t'llll:llld" acl 1 11'1 :1 Ji JI<I\'llli: l ).!'l'Il\'(' di(.' ('Onljl.'ll'(• 11<.'( llillhl'ti\' Ì lj111H<i '~)Il · lt•IIIJ " •r:lllt':ll tlll tl · :rllo ~ol: rl>i l irsi d t:ll'.'lt·..t:o nuria. l'aria c1pi nwtotlil per mt?t.t.el'<• in t'l'l<ii'IIZ:I t:llto :..:T:I~>'o 11\'l S:lll,!.!: IH', i']ll'(•i:l ill1PIII C' illllkH'I;lllf<' 11('1 JIPI'iOd<l illi7.lniP: •llsc·nl•· rh-'lln ••riJ.!'Ìill' •li t:rh• ;::r: rsSCl <• si ''"l"'illll' in fll\'<H'C d;i un:t Pl'(ll>:rhill• nrl ;..:im• dnlll' :<nr·r·<• n:rli pifr dw di 1111:1 rr·a sft•rmorzinllf' <1PI ;:lm·v,;io. l
H t• ~' '' l ill a l';(o). 'l'<'IH'HU • c:olnlliH•IIco 11 11~ l il·o lll'nf. \ ' 1 '\'rE:" zo ,\JnS1'1::> " on .:sJ. l'r't·«•Ut'4t 1111 a·JIJ.<.al'(•(·r·lri<> Il i """ Ìlll'<'l~'l.iOII<' J><•r· In "''"fi<'Hslnnt· ( I~J ff' l'iti i~!pluwli. Ulu;;trnu~l·me la utili t ìt c il JU<>tl() d i fllll;t,iorw mento. J: :r 'pptu·•~·hlo. o ltt-e Che per f(•l'il i ;..:m\' i. \> utili)l~~::thil<' :rnd H' l"' '' ~:li :llnn~:rl:tti. Jl<'l' i tJlt:lli <><'t'<')t'l':r il Cr~m·nk rknnrbio <IPII:r hi:NI!'l H•1·i: r, c JWI' ;.:l i inf'1•rmi a\'t•nti I)Ì:Igllt' tLI tlet>truit n . ~-:· f'vst.illlllo <l:r un:~ g-rir, :rlln tJll.'lle è :\l[l!lli P.:It:t """ <': llTill'IJ ia nmiUplo, <'IIPHt'e (}i (>J(>Vll l'' c·•m sl'urzo un t(']Hin ~·<>lllJIOll ihilc•. s11 l qunlP ~<i f:l n<lngio r'(> l ' infermo, !"-i•ll7.'t :11'1<> cl:1l IP~to. Jo:spullc ' l'ulili lil dl'll':rpp:ll·('(·c·hio r-ua"'t"l:rbr ll< ').(li O ;.ot>t•ll:tli tlt•lla 1\' .\J'Ul:lhl. t• Jll'<~l l •IH' 1·111• :rln~t·n,o ·1111() di l: rll lt>tt:i '" ;..'Ol<l i' nsioll(' sia, cl:ttn it~ distrlhU"-ÌO!llE' tll l llt.t.l g-li O:<JX•d:rli . l'r·<·~<~·ll l ll i lHIItl'<': Il Ilo :I IIJt:ll'('('(·hi n j'll'l' ). lltlll'l' 0.""•··~ lll<'tl l lli(')w. lll t:r tt•nng-11:1 .....~inH'a. '"' trnp:rn, :t - •'J.!'Il l'll'ttri c-:c 1><'1' (•t·aniot<'lllin. un lìrminulollh> c le ttl'iro. 1111 tH:~fanw•f·o p in ll t ilt • l"' '' l'<'sanr<' d t• i sPn i t'1·ontnli, tlt' lle cflvi til o rbi tnrie. c ùcgli :tllll'i di ll i).!'lllltl'U. 1111 ur..tt•r·•~<·t~pin <~•n 1:11111 :ulina ('i<l<' l'lln. 1.ttlle IX"!' l't•>:J;In rll7Jn!W tlt>ll'lll 'l' l m lWi >'Ilo i \':li' i :<4:'/!llll'l ~t i.
NJ'""'
u,.,.,.
PARTE UFFICIALE
•
ISPETTORATO DI SANITÀ M ILITARE Circolare .del 14 maggio 1920
OCì U E1"l'U
Gli autolesionisti nelle pratiche medico-legali .4. i Cullt•yi m eri ici d i l" !Jmdv.
I,t: l'u11 o~..:ci1Y.c d1.c si sono a1:<p11state durante la g-uerra sull'a ut olcsìuuì-.utv clo l'll.'bi.Jero impedire d tc ai ~·ol pc volì f~:«: ass.:guato l'i111111o.:r it ato bene lizio ddla p<.nsi<•llc, o di 1111 quabi;~si ind<·m 1iur> ,;ul b in,·a liditi1 gt• n crala da lc:<io ni prpnr ..:ate:. l'urtro ppo l' hp<.:tlora to tli "a111tà tuilitar.:: fra l ,.•l,..i sotlop u.~ti al , no ~indi~:it~, 11ci qu:tli fu a ,;.s~."gllata dai .-ulkgi medici una <'alcf.!oria 1li pc11sin uc, <l>''t·n·a c:-iti di :lulok~ i oni,..11t o, i c ui <'<tr<llt er i :lllato mici csdutl, n<• ogni dnl•lJio c r<lpprcse1lltl110 l'effetto ~i c:u ro eli antole,o;io ni. l collegi med ici uell 'a.ssCJ.:ll ilre a qm;-.ti non <le;.rni ex-milita r i n11a catt-goria di pc n,;ion c :<J r<:lHlono rc~j)Ollsabil i dd d a nno t:<'f>IIOilli<''> t•hc arrt:C.tll o aJ bil<ln<.'Ìo dello ~tato, coll 'ouen: di uua pcnsi()l1 ~ 11011 olon1ta, c clelia ufi.:s::t morale alla fnuzion c medico-lega le per le Ìtl\·a lidità ù t:ri,·auti d a lla ~uerra. Si tra Lta pc:r lo pì.'t ùi atnoJNiti a·lht lltallo ;; iui ~tr,t, n e i qnal i ~i ri-nlllt rau .> g-li c,;iti d c.:a triziaJi dci t:olpi di fu c ile con la bocca ùd l 'arma a minima dist:nw.a, :.t I>TII<'Ì ~I pt:lo od a contullo. T aJi 1<~ 1ti, ;md1e di a u tokriut<:nti d1c riu w u w un all'i n ixio :l" ll' 1 g: n,·rra, ~<>IlO faci lme n te ri1·o n oscibi li per i prt·ci~i canntc ri dif!t:rc: nr.i:lli fra la cicatri <'è rotonda, con qualche brc:,·c stria r<~ g>g iata nel palnHJ ùdla m ;t nu, corri ~pon dcntc a l forame d'in~o;n.! ~so dd p1·o ict1i l ~ . <: l'cst.:~a ca·:ttrin: rag~t~ta a tre o :t quattro lmtg-he ~tric s ul <lu rso d<:lla nw uu, esito dell'ampia brt>c.:dn tratt- riforllll' del fummc di <'J.:resso. !\fe ntre la cica tric .. pHhn a re è p irc:ola, rowuda co u qualch e bre,· i s~ im a Stl'ia, o sc:mpl i~m enl e rotonda co n i caratteri dei t:olpi a <listau xa, la ci~~a trice stellata, do rsale, l'lliL s trie ltm g- he <hl 2•> a .W 1111n . rupprest:uta l'effetto t'arattlris i.Ko d e ll'axionc cS])los i,·a , .n'Ila C'ut c ,;q uart·i:<t :< a g-n isa di -st<:lla 1 tre od a <pta ltrc> r;t;!I.!Ì dalla pre""io ne cspa usi ,·a dci gas u ~t·emi sotto :.lti"sima prt·:<<iuuc dalla b <k'('a tldl 'an11:\ . Le -<lrit' c-içatri.da li c irt:O:'cri\'ollu t n : o quattro klllhi tri:ungol:tri. riun iti cvii g li 3pit·i n e l t·~ rllro <klla cieatrict· N>l ll l' :.;~ fu>':<t·ro l'c:<l\o <li 1111.1 int•i,;ioll c ..: ro•:iata. l'e r lo proi c~ ionc (]i :<-;hegg-ie o~sec r!e i rm:t:1carpi , P<'l:' la dcf.,n11a~io11 <: c Iii fr:t111tllt'rt tll1.ionc dt:l proit·ttilc, i le111hctti nnau ei po,..;ouu t:s"en · frast agli ati , <: b <·icat,.ice ~t ell:1t::t s:1r:'• 111<'11<> rt',~tola rc-. :'\es-.u n colpo eli fudl~:, di pi -<tol:t, di mi,tragliatt·it:c , :Hl<'ht: se lintto n di,;taur.a di 1111 tll<.'lro, <'Oli forza •: i\'<t iJtizialc aJt i",;ima, è cnpace di generar~ le pe rfo razioni della 11t~<nu <) tlel poh;o o.:ou ampio squarc io t·:;plo:'Ì\'0 eraterifo rme al i 't·~ft:~~o tlel proit>ttilt. G li es iti cicatt·ixia,li d c ll'antoft:rirm·nto pcriura lllt· d e ll a ll HIIIO, gtna:t lnt c11te la si ni ... tra, gcn (·ra ti da •~>lpi di iu c ile o {li ntitragliatrit·c cura la h<ll'l':l cl ..ll'arm a a ndnimn d i:;tanza, a bruciapclo (>cl a contatto, so11o ri couo~dbili nnd1 e a lunga dt:<ta nza di a uni d a l fe rime nto. Gl i :tutofo:rit i ]~urte ranno pl:'r tutta la 1·ita ~ulla loro nt:ltlo il 111an·hio in<·an ec ll a lo;Ji e <klht loro colp:t, t·d a 111:!':.1111 11t<:d i<·n dcn: :<f nggiru c 1a t:ou:-lataziout:.
J,c· fcl'ilt: d e lla 111a n o da ,;l'l t <.'g~io <li artiglie ria l•"~·'"" o
L'"'t: r<'
j)il't ;nnpi(' di
qt~t· ll e t·splosi,·e tlt:i col pi tl 'nnni pcwtmili, tua la loro irrc~ol:nità le diff~:rc:u r.in d:t!di
t·~h: tti tipicj ùt:l l ':-lllt<•ferim e nto. Gli e~ i ti dcll'mnofl'rimtn to perforante della ma11o "' <hfie.n:H:t.ta n o .:llldtc: dn q ue l-li d c i col pi con p roiet ti li e~pJ.,,i,·i per l' irreg-ola rità d e llo !<(J llilr<'IO ."~Plo;<t ,·o, s ull a s u perli •·ic d'ingn.: ~"'-> c di l'g"I'<.:>'"O d e l p m icttile. e J)('r la p<·rm~llleuz;t d1 nt olti~>'imi f munu e~ 1!i nu:ta ll it'i proidlati inton to al f<><'Ol3i <> ,lt·llc fratturo: ntet:ICHrptc .ri~ult:'IHti dul ia fràHI IIl•: maziom• tot:t l<: de l pro•ctt ilc.
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CONDIZIO Ni DI ABBONA~ENTO. t. Il <;;,.,w/c di me.ti<i11a 111 ilildre si pul,hlica il primo giomo ùi · •t \'Ì<">li ,jj t:-<.• fogl t di >'\ :llllJW. ~. L'abbon amen to è a nnuo e •ùecorre dal t. ~" "" ~'" 3· Il pre?.zo de ll'a bbonamento e:
cia~cun
L. 12,• 15,:l,-
Per I'ItaUa e Colqnie Per I' Estem
l' n fascicolo separato CU~la
mese, in
d n Ita lia 1ali ' E steru
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Il s u p p l c:- m ento eJutenente /?IlOti ~in Italia di a11ziattiLìt diii corpo sa11 i lario miall'Estero li t are costa
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•· J.'abhouam cnw non ùisdett•> prim~• d.-l 1. <licenJ hre s'int ende riunovato pct ranno successivu~ 5· I sig nori abbonati milit ari ìu effettivilà di serv1 z1o possono pagare l'importo del· :·ab bonanll•n tr) per nH·zzo ùe t rispettivi ccnHmd! dì corp? c direzion i. 6. r,·r i ~oli uitk iali na•rlki (<lc li'Es<·rcitn " della lllarina) è anuucssr, n n ABBONA~lENTO CU ;1·1 U LATI VO al G iowale di m edichra militar e ed agli A tltlati di m edJCIIW t:a;,ale c colonial e al pre1.>.0 di 1.. 1~ annue. l:'er ottene re tale aobonamento gli abbonati i el Giomolc di m cdicintl militare devono far pervenire dir etta m ente L. 6 all'amministra· zione dcgU A •m ali ( pres~o il :IIiuistero della )!ariua). i · Ai librai ai fa lo ~c<>nto del •- per cento , ma solta nto per g li aubouamenti delle iJersonc e cl('![li enti non militari, che uo u possono fruire della facilitazione d ; cui ai :Jn ~ e 6.
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S tabilimento Poligrsfico per l'amministTazione della Guerra.
Pubblicazione mensile
GIORNALE
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DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di mediciua militare : 18sx-x884 Giornale med ico del Regio Esercito e dtlla Regia Marina : z88s-x89s Giornale medico del Regio Esercito: z896-I007
ANNO LXVIII - 1920
l Luglio
Fascicolo VII
SOMMARIO MEMORIE ORIGINAli : Angelucci. Santoro. -
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA E STRANIERA
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CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI .
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NOTIZIE
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AVVISO
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MEMORIE ORIGINALI
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per il pro f. Arna l do A n ge l u c c i, diretton• clelia Clinica oculistica. della R Unin•rsità eli N apo li.
Quando giovinetto dopo stese le reti traeva dal cestino le piccole gabbie dei fringuelli accecati, non supponeva che quei trilli subitanei seguiti da note acute, prolungate, insistenti, fossero il saluto alla luce di quei ciechi minuscoli. Nel cieco di guerra, dopo un primo periodo di scoraggiamento, di ira e di depressione, vidi svilupparsi una esaltazione, una iper·sensibilità in tutto il s uo esser-e ; non può star fermo, - tah•olta scuoLe la testa, le Slnlle, gli at·ti, vuole tutto apprendere, tutto -conosçere. Quale onda di mi stero vi è ~ tra i ciechi e la luce? Perctrè l'estremo deside.r;-io del moribondo, nell'agonia I}Olturna, è di dare alla luce l' ultimo saluto'? Qua.le legge di preferenza lega la nascita del bambino alle ore -del mattino? Un sentime nto di pia{'ere e di dolore accompagna ogni sensazione e questa ha sempre un con tenuto emotivo : al piacere va unito un aum~mto di energia or·ganica, al dolore si accompagna una -depreflSione del tono vitale. Anche le allucinazioni , a seconda .c he suscitano piacere o -dolore, provocano aumento o diminuzione di forza. Le sensazioni visive sono le meno at~co mpngnate da sentimenti sensi ti vi e regolate da una legge general e di psicologia, pm- la. quale l'eccitabilità dei sensi è inversamente proporzionp.le .a.1la. frequenza delle sensazioni. Nella visione quindi· essendo continuo il persistere dello stimolo obbiettivo, basta c he la funzione sia anche transitoriamente abolita, perchè stimoli usu-ali risveglino gran .copia di sentimenti ed emozioni. Una luce, un rumore nella oscurità e nel sil-enzio <iella notte schiu·dono sentimenti sensitivi intensi: l'eccitabilith dei militari nei primi m esi della cecità è legata a questa legge. La forza muscolare aumenta alla luce; l'alba rinfranca il viandante e facilita le nascite; i ciechi posseggono meno forza dei veggenti. La l.uce è essenziale alle ftm'Zioni. alla conservazione della vita. La res pirazione negli animali cie··chi vi è più fad le e rapida; nei miei fringuelli, nQn dagli occhi ma dai polmoni, partiva il canto alla luce . Quando alla sera. questa vanis.ce, -gli ammalati sono-più sofferenti; le prime luci dell'alba sono attese e ò esiderate eome un sollievo. Goethe e Camoons moribondi cer cavano la ·luce. 06valdo negli " Spettri », al momento della morte, esclama: "Mamma, dammi il sole"· I compositori di musica si sforzano di designare ogni sensazione su biettiva con frasi equivalenti: Wagner commenta la canzone del coprifuoco• con note miti e basse. , Le impreesioni corporee connesse con le sensazioni di lu ce e di ten ebre si estendono anche ai colori. Il più caldo d ello spettro è il rosso; in larga superficie e saturo è il più attivo -ed aumenta più del violetto 31 -
Giornale di meàicitta militare, -
Fase. VIT.
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IXC:E E 'S ENTIMENTO
la forza musc·olare misurala al dinamometro. Nel laboratorio Lumiere. g li operai fabbri canti lastre fotografi che lavo~avano sotto vetri rossi; da qui baruffe, altorchli , inQIUJi eilu.dini e nervo..:;ismi, c he éessarono quando venne adottata la luce gialla. Il rosso è il colore dell'im perio. della violenza, della ribellione, è il colore che eccita , che aizza; il berretto frigio. le bandiere socialiste sono rosse; è il colore che conquide. Ovidio e Properzio cantano le rose di Pesto, Marziale innamorato le pa-TI'l'gona alle bel,lc labbra della. sua ete~<a; Oscar Wilde , memQre forse del verso d el poeta latino, fa esclamare a 'SaJom,è in delirio sensua le per le labbra rosse d el profeta: " la tua bocca è come .un nastro " scarlatto sopra una torre di avorio; è come una melagrana tagliata « da un r·oltello di avorio. I fiori del melograno che fiori scono nei giar" dini di Tiro, che sono più rossi delle tr·ombe che annunziano l'arrivo "dei re. e incutono spavento al nemico, non sono cosi rossi. La tua " 'b oc('a è pit't rossa dei piedi di coloro che pestano ·il vino nei torchi. " E' più ·rossa d ei piedi delle colombe the dimorano 1Ìei tempi e sono " nudrite dai sacerdoti , . Il r·os.5o è il tolor espressivo della maestà; 500 anni avanti Cri sto, un artista et1·usco di Vejo, Vuka, dipinge in rosso la fa ecia e le earni di Giove Capitolino. Giit in Grecia e in Etruria di rosso erano tinte le se mbianze degli Dei. Roma vide colorito in rosso il volto d ei trionfatori che salivano in Campidog lio; di porpora era la dami de degli Jmpei·a tori; Cristo deriso dai giudit i e battuto alla colonna, fu vestito di rosso. Simone Memmi dipinse l·a maestà della legge. con abito rosso c volto atteggialo a severità , la spada ritta. e nuda.. La ps icologia d ci fiori è legata alla impressione mentale che provor·ano i c·olor·i: il garofan o rosso è il fiore della psi che in fermen to; le viole sono i fiori dl' lla. tenerezza e della umi!UL;· l'azzurro del miosotis è i l grido dell'essere timoroso d ell'abbandono. Il verde alimenta la spéranza; quello oscuro ùei r· iprcssi con ogni ramo teso in alto al cielo por ta nei cimi teri e nei chiostri .una nota so lenne di racroglimento e di ~I ma. Il colore violetto, il più freddo dello spettro , depr·ime, rattrista e s usseg_ue .al nero nei lutti fam iliari. Goethe sentì l'azione psichir a dei colori c distinse du e opposte qualità e motive; il rosso, il giallo, l'aranciato ecci tano; il bleu, il violetto depri·mono il sentim en to. Ma già l'arte sensitiva dei mistici nei <:olori dei musaici d el VI secolo a Raven na aveva intuito queste impressioni. Nella c hiesa di Sant'Apollinare n'uovo, nella scena rappresentante Cristo giudice, ross-o è l'a,ngelo che pres€ nta le pecore bianche, azzu1·I·o - dei t..'Olore deHa notte - 1'angelo che conduce le ma~ u1ate. Nell'a rte cr'istiana dei bassi tempi il rosso, colore del fuoco. si mile al concetto g recoromano, testifica la dignità dell 'individuo e tinge le a.li e i volti dei Serafini, dei Troni, d elle Domininazioni , i corsieri a el carro di Elia, if manto di Crist.o; azzurri del colore della notte sono gli angeli lontani dall'Ete mo. Di bianco - tinctura varitatis - vestono Cristo, i santi, gli' p.ngeli, i vegliardi dell 'Apoealisse: il violetto simboleggia la oscurilù; il verde la speranza. La religione cristiana, che in ogni tempo si è giovata: d el fascino dei simboli, copre con un drappo viola le immagini saqr~ nei giorni di penitenza, e gli officianti vestono paramenti violetti nella: ricorrenza del dolore e della passione di Cristo . l principi della Chies&
LUCE E 6ENTIMENTO
463
ind ossano la porpora; la serietà del la missione è nel· verde e nell' amamnto d ei vescovi e de i mons ignori. Di bian co candido, come l'al"! c bizantina vesti va Cristo. ve:>te i l Pontefk e . Il bleu, colore freddo nello s pettro, compare s ulla natura quando ques ta -si raffredda nella sera. Anche nel plenilunio ci invade una sensaz ione di mis ter·o gua rdingo, es-pone nte dell'abbassamento d ell e e nergie vitali. La tristezza di Leopardi trovò alimento dalla sc.:arsa luc:e in cui v iveva il s uo co rpo mest·hino; malato di occhi , egli n on fu un poeta visivo; i suoi 01·c hi st.anrhi c-er1·avano il chi.ar·o di luna, come quelli del o;:;uo pas tore notturno erranti tr.a i ru· deri e le t eggie di As ia. ~ en tre la, ps iclle umana palpita nei l'OIOI·i sensazioni differenti, lu. vis ione è nece:;saria ai deboli. Nei vecchi, operati di cata ratta, e be ndati, avvengono talvolta s tati d eliranti ; il fatto sembra dipendel'e da uno stélto depressivo; aboli to il bendaggio, il fenomeno si attenua e sco mpare; otla nte nni , (·iet·hi da al eun tempo per cataralLu, 1·adono taJvoHa in una semi inroseirnza, ch e s i d erime comp letamente, o quat;i, dopo l'oper·azione. I ciee hi ·cti eiA più g iovan e evitano simili accidenti perehè rimpi azzan o in misura bRslcvole le impressioni vis ive col maggior r is veglio di quell e, r egis trate dagli altri sens i. La luce ha potere stimolante s ul c·ervello: è dovuto all'azione della lw'e ed agli speU<u.:oli n ·oma tici di alcune loc·alith l'attenuare e d ispe!'d er e le preo• ·c upazi oni e gli affanni. Un g l'ec:o sentimentale e pensoso dJriamò " Pa usyJI.ipon " la collina cope r'tR di ver·de dw oingc Parte.no.pc ad ovest, perchè quì egli l'i nasceva d·i energi·a e obl·i ava l'C ronl r"'v~ r·sic della vita. Quando dal lido sehiumanle d i Met·gellina sr>azia lo sguardo s ul golfo frastagliato, la n oslr·a psiehq parla il nome della, collina: quì s i dimenti ca il dolore. Man(·ava ad oriente il pinnarolo ch e s ale in alto grigiG> e agitato quando Virgilio, il mite cantore delle Georgit he. attese la. morte su Posilli po n ella casella lambita dal mare, che rideva di luce, rome snisse Esc hilo: veli di ne bbie iridescenti variavano di colore ogni ora del giorno; a vespero una s triscia amarante s i alzava sullo s fondo dei lidi di Miseno e el i Baja. l filari di pampini , tesi 1·om e drappi j n festa, re!avano P ompei ed Ercolano, saliva sulle rupi aranciate di Sorrento il .verde grigio d egli ulivi e più !ungi uno scoglio acuto, poi caro a Tiberio., Capri, si sollevava dal mar·e avvolto in riflessi di madreperla.. Ancora io ho subìt.o il fasc.:i no del golfo luminoso e cromatico salendo l'erta della collina suggesLivéll. Erano momenti tris tissimi <iella. mia vita: il mare, il cielo, le s ponde lontane attiravano co n attrazione mag ica il mio sguardo -chino nelrallbandono dell'impotenza, una. serenità strana, prepotente invadeva il mio essere ed io p rosegui va. sereno come un illuso sino al moment.o che le labbra a1·se di un mio caro mi sorridevano rassegnate. Più ch e la discendenza greca di Partenope e la mitezza. del clima, la luce e il <·olore del cielo hanno l)las mato l'anima popolare di Napoli , passionale, spensierata e festosa , rapida e lieta nel lavoro, asiatica n elle iniziative, remissiva nelle controversie della, vita e sopratutto profondamente lirica. nell e innate attitudini arti.stiche. Solamente in quest'angolo di Europa esiste ancora il tipo di Gavroohe (scugnizzo) "libero vivace e canoro, male in arnese, eant.ore preciso delle ultime canooÒi, il c ui compositore è assai spesso pittore o poeta.
4tii
L UC E E -S ENTJME;NTO
Di ecva tes lè a Carlo Dall'Ongaro Abdul Megid - ' eletto artista del pennello, erede del trono - fi ssando gli occ hi cerulei sul Corno d'Oro: con que-sto mare, con questa danza viva eli colori. eon questo profumo di lu ('e, come non essere pittore 1 Quest-o pittore ('Oronalo è nel vero. Lo stile artistico, sc'!'ive Taine, nas1·e dalla storia., dalle condizioni fisiche, dalle abitudini. Enry Havard, n ella st-o ria della pittura oland ese, cd Arreal - nella P sycologic du Peintre - pensano c.he le scuole, recisamenle differenti, più ch e dall'arbitrio degli uomini, sembrano c r·~ a t c dal l'atmosfera. Sono di Enry Havard queste frasi: " nei paesi " bruriati da l sole, dove l'aria setTa si è s pogliata di tulta. l'umidità " va por-osa. i 1:ontorni sono n etti c precisi, i lo n i interi violenti e senza " eleganza, i color·i, duri , crudi s i discernono appena si g uardano : le " forme assu mono una importanut straordinaria: le grandi linee sono " fortemente inc·ise . Subendo l 'i nfluenz.a delle precisioni ('he lo ci r·u I'OPdano, lo wirito dell'artista st abilua alla preponderanza del con." torno; quì lo studi o della natura, produce inevitabilmente l'abitudine "al disegno. Lù .al contrario, ove una nel.lbia leggera regna costante" mente n ell'atmosfera, dove un vapore argenteo s'interpone tra l'oc" chio c _gli oggett i, i r ontorni appa iono diffusi e le lir ee scarse di pre" cisionc. I eolori - conseguenza stessa dell'indèci6ione delle forme " hanno una tendenza notevole a fondersi nei loro limiti ed accre" srersi "·L'influenza di questo spettacolo veduto apprende il linguagg io eol quale il pitlor·e deve et>prim ersi; in qu esti paesi fiori scono i coloristi. Da quì la spiegazione che non solamente Ven ezia, l'Olanda E' le Fiandre, paesi .umidi per eccellenza, ma anch e l'Ing hilterra sono state d ell e pipiniere di colori sti e non hanno prodott-o che pochissimi disegnatori. A rreat si domali da: " perchè nel xrvQ secolo troviamo " una paren tela di maniera pittorica tra i Veneziani ed i maestri del " Nord , ed una indifferenza relativa <d ei maestri fiorentini per il colore, " al quale i veneziani mostravano un gusto impressionante. Donde viene " questa opposta t.endenza tra le due scuol e? Illus tri scrittori ne hanno " dato la ragione; ka queste uno dei coeffki enbi è l'atmosfera, da cui " dipe nde sopratutto la intensità della luce e la trasparenza dell'aria. " I .veneziani bi?ognevoli di color·i per ritra.rre gli S'pettacoli cromatici " della loro laguna, divennero discepoli calorooi di Antonello da Messi" na, che portava loro dalle Fiandre l'impiego dei colori ad olio, mentre " ai quattrocentisti fiorentini - veri pittori cese1latori -e modellawri " amorosi della forma e del contorno, esatti fino alla minuzia e precisi ,, fino a:lla. se-cCJh ezza - IYastava l'·uso d ella tempera. '' Giotto, pt'OO€g.ue ,, Arreat, aveva m escolato l'olio ai suoi colori, non tanw per arricchire " la tavolozz-a., quanto per renderla più robusta; Ghirlandaio, til degno « predecessore di Leonardo, fu restio ad accettare l'innovazione ttam" minga giudicandola complicata. ed incerta, e mantenne -come altri " artisti fiorentini dell'epc)('a - il sistema della tempera, i cui effetti « ch iari, calmi, certi e duraturi gli sembravano corrispondere ad una '' immaginazione semplice e sana "· Sebbene Vasari, entusiasta del colone all'oNo. dimostri c he l'•impiego fu 'J)opol8,rizz.ato a Firenw più tardi che ·a Venezia, e s ia logico pensare che lo scultorio, prediletto all'arte · toscana poteva essere anche conseguenza della r icerca del rilievo, che
I.l" CE E SE:N'I'IM ".NTO
dal pennello di Ci ma bu e a q.uello d.i G.ioilo passò alla completezza nelle comPQ?.ìizioni pitloric·he di Mas a•TÌO, il fatto essenziale è che i critici di arte hann6 rit-onos l'iula l'influe nza delle gradazioni della luce e del colore s pingere la psic·he del pillore ·atla scelta di una maniera, cioè, ad una. azione d1e s i r on ne Lle con un fe nom eno di tropis mo. per cui l'intero I'Orpo, una. funzi o ne, una rellula s i comportano c.:ome un s u; -c utlO rispetto all o s timolo. Al e u ne piante seguono i l l'O l'so d el sole pe re ltè g li s<·am !Ji nH.:Iaholici, ferm e ntazioni eù ossidazioni, s i arcenluano s ul punto <·ol pilo ; il turgorc dello s telo s i modifi ca ed il fusto s'inclll'va. Nel r egno animale gli idropolipi , fi ssi a.d uno s telo, s i curvano s ulla direttiva della luee. I mu s('oli delle ali d elle farfall e , rolpili dalla l uc~e. dive ngono più attivi e trascinano fatalm e nte s ullo s timolo il corpo dell'animale. Altre mftuc nze fotolro pirhe S€ mbran o determinare d ed -:;ioni istintive; pi<·t'Oii cros tacei immer s i nt•ll 'acqua, se ve ngono illuminati da un solo lato, non manifestano akuna tende nza a spostars i· verso la sorge nte luminosa, ma se s i ag-g iunge dell'acido r arhonil'o all'accyua, essi s i atlaer.ano immediatame nte alla pa r te illuminata. Loe b. abbassando ed aumentando lo stato di r·onre nlra&ione dell'at'qua del mare, re;;c eli olropicame nte pos itive, s pecie C'hC o r~dinariarn c nte sfuggono alla l1ll'e . Lo api in cerLi pe riodi d ella vita sembra non risenlino l'azione d ella lw·e ; nel cpm'iodo .,i·proclullivo, quando gl,i organi della ripr·oduzionc clal>orano sostanze chi m i1·he c·hc sens i bi lizzano il loro s is tema ne rvoso, d ive n l ano cliotropi came nte positivi:! ed iniziano il volo nuzial e u~~·e nclo dall'à lveare, dirigendosi verso la luce del sole. Kell eg osl'urò il foro d 'ingresso dell'alveare e produsse in una d elle pare ti alc une zon e illuminat e: l'ape regina, co me i mas(' hi, s i diress~ro c s i fermarono s u queste zone rinunziando al volo nuzial e. li bove eccitato s i lanr·ia contro un oggetto color ito in t'05SO. Nel r orpo umano il <·olorc biondo d ci eapelli, la nrlt~ biarH'a e le iridi azzurre delle r·egioni norcli•·lt0, il bruno di quelle d el mezzogiorno e l'ebano d egli abitanti dèll 'Equatore, so no fenomeni legati alla intensità della lu ce. Un s olo ragg io - l'ultra violetto c·ontenuto nella lu-ce del giorno ne è l'agente. A queslo raggio di ene rg irhe reazioni , a qu-esta luce più chimica d ello s pettro sono dovuti. 1·ome fe nome no fototropi co, la vita e la cre::;!'enza delle piante, il verde delle fogli e ed il colore dei fiori; il grano, i lillù vegetati in eantina crescono bianchi . All'azione della luce ultravioletto i linfociti del corpo umano a é q~ti.s tano r esistenza nella lotla rontro i batteri. Sotto il raggio s olare le foglie del gelso sono più rirehe di s os tanze organiche e non solamente dei carbo: nati, ma anche di grasso, di sos tanze proteiGhe ; lo stesso avviene nelle foglie dell'acernegundo. La lw·e genera il verde nelle fogli e pe rc hè in essa i mitocondri d ella r·e!lula si trasformano in granuli di clorofilla, e questi si spostano alla luce ed il colore ris ulta pit:1 brillante; anc·he la cute degli anfibi e dei rettili diviene carica di verde alla lu ce. Come nelle superfici colorate il nostro corpo si inde ntifir a alle fogli e ed ai fiori negli effetti della luce, cos ì le piante somiglianb aJJ.a r etina umana nello spo.;stamento del fusto, nella migrazione dei granuli verdi di colorofilla ed in akune reazioni chimiche (ossida.si ).
LUOE E »ENTI.M·ENTO
Lo studi o dell'eliotropismo uegli elementi dell'occhio senzieuti la luce mi appassiona da anni. Simili allo stelo d egli i<iropòlipi ed alle piante {·he seguono la luce,, trovai di già nel 1.879 la cellula epiteliale J'etiniea delle porzion i più periferiche spostata trasversalmente (fig. 1) su ll a direttiva del raggio incidente, e vidi nell'intera distesa d ella retina dei vertebr.ati i granuli di pigmento del le cellule epiteliali del tet·zo s uperiore del bastonceHo migrare celeramente alla lure del sole in basso fino a lla membrana. limitante (lfig. 2-B); la luce rossa aveva azione dt'bole , la mig1·azione aumentava di attività. oraria, per esempio nea primi di eci minuti , dal g iallo verso i colori più re frangenti. toc<-a.ndo già il J61aSBirno a l bleu. 'Sotto l'azione della oscurità il pigmento risaliva (fig. 2-A) e si ri pristinava il rosso retinico d istrutto dall a lu ce/
li,igura 1.
Strato dtli bostouceltl e ' '"' coni dcllt\ retina Col11mbia lirilt. Questa figura mostra una specialitA eli struttura della t"Qti na all'oq untorc del bnl· bo. proprin a tntti i vertebra ti; qui
In cellula CJliteliale con In S\18 bnae pigmentaro si spo ~ttl. all ' innanzi , Cor· mon<lo un angolo con lo stmi o <lei coni.
A
Figura 2.
llefinn OBCJiriliJ
B
fltlino lur t
dcllt\ 811/alltttllllrtt ,iwculala.
w me già aveva trovato il mio maestro Boli. Appena due anni dopo annunciai che le cellule epileliali, il bastoncello ed il cono s i !'Ontraevano potentemente alla luce bianca (fi g. 2-B); l'energia <:ontratt.ile d el bastoncello e della cellula epiteliale scarsa nel rosso c risparmiata nella oscurit-à (fi g. ~- A ) segu iva le leggi della dis1·esa dei granuli pigmootari; il chinino e la cocaina a rrestavano questi movimenti protoplasmatic.i; la retina alla luce reagiva arida. Da allora altri cercatori , e specialmente la mia scuola ed io. abbiamo ampliato questi risultati . Il mio allievo prof. Lodato trova nelle rane t he il fenomeno della aridità delle retine non è eguale per tutte le luci spettrali per qualsias i durata di esposizione; minimo nel verde e più accentuato nel rosso e nel ·giallo, raggiunge il massimo nel bleu e violetto; così a\rviene pei fenomen i di ossidasi. Le retine .sottoposte al1la osou.rità ed alla lu<:-e ross-a assorbono, post mortern, i colori acidi di anilina quelle state esposte alla luce, e alle luci più r·ef'rangenti sono .affini ai colorì basici , la nu.deina diminuisce alla oscurità ed alla luce rossa, la cromatina a umenta nella retina luce.' Ar.ido reagisoe il f·e rvello degli anim'a.li esposti all a luce nei vert€bra~
LUCE E "SENTIM ENTO
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inferiori: in esso avvengono del pari i fenomeni delle ossidasi. Nelle rane le reazioni chimiche ('he le lu c· i rosse e bleu imprim.ono nella retina si constatano anche nel cervello. Come la luce, 1·osì l'eleLiricitit ed il calore hanno presa sulla contrazione degli elementi retinici; l'identif) delle forze fisiche hrova. quindi nP.Ile reazioni deJl.a retina an<:ora un esempio. Negli invertebrati l'azione dell a luc:e susf'ita negli ocr.hi fenomeni simiglianti e non solamente quì. Pipcr nel 190't , sperimentando c<ln dive1·se luci spettrah, trovò il massimo della sensibilità con la luce verdeib1eu sulla retina .cteli'Eiooone rnos<"ala. Per Pròhlich l.e lu<"i rossa e gialla producon'b una frequenza minima, quel"le ve1•de c bleu una più grande frequenza, il massimo di sensibilità rctinica si ottenne con il J..Jleu-viol etto. Soer<lndo Frohli eh i -cefalopodi possono ric·onoscere e distinguere i dive rsi colori, spcc:ia.ln1f'nte se qu e-sti sono intensamenl() luminosi. Polimanti nel 1916 osservò nell'Octopus che l'arimale in esperimento aveva un numero di atti respirato1·i maggiore sotto l'azione di diverse luci spettrali; alla luce rossa '•5.16; alla verde 52.5; bleu 58; violetta 58. Dall'esperimento di Polimanti si può conchiudere che la frequenza del ritmo respiratorio è in ragione inversa del potere luminoso t: termico dello spett.ro. Leggi simili se.gue la lastra fotogl'afica ; per<'iò la luminosiUt d-ella negativa non corrisponde alla luminosità dei colori, ma al potere chimico delle luci più refrangenti, donde i colori bleu, il violetto sono resi nella negativa quasi bianchi (fig. 3). La lastra è sensibile al bleu , al violetto e all'ultra violeblo, perchè la miscela, gelatina c sali di argento, assorbono questi colori, mentre l'assorbimento è quasi nullo pet· il rosso ed è scarsissimo nel giallo e nel verde. Ora, l'effetto chimico si ha solamente quando le radiazioni luminose sono assorbite. A {' iò si pervi ene aggiungendo a11a miscela g-elatina e sali di argento .alcune sostanze adatte ad assorbire raggi di Tefrangibilità sempre più bassa fino all'inft·a-rossi. In altre parole, è la gelatina aggiunta al sale di argento, quella che ~i oppone all'assorbi mento dei raggi' rossi, gialli e verdi. Le lastre ordinarie sono preparate aJ collodion o al gclatino-bromurv d'argent.(); la morfina e la codeina, ehe sono dei calmanti per 1 nervi umani , uniti al bromuro della lastra diminuiscono la ·rapidit.it delle rea zioni. Così si giunse a mantenere più lunga la posa e ad ottener~ un risultato maggiore del chiaro scuro ecl una impressione più proror.da. Quando si vede nella lastra posta nel bagno apparire c·cl er~ l'immagino. -segno di posa troppo rotevole, urge prontamente servi1·si di una soluzione di bromuro <li potassa al 10 per cento. Negli animali avvelenati t·.on cocaina gli elementi retinici non si contraggono, come io vidi, alla luce; posta la làstra impressionata in un bagno contenente questo alealoide. più tardivo avvenne lo svil·uppo. Quindi, tflentre l'attinicità delle lastré fotografiche sta .a confermare che i corpi senzienti, retina, superfici cromatiche del corpo, ecc. accrescono di energia man mano che le luci colorate aumentano di refrangenza e di azione chimica, altri fatti inclinano a su ppor~e che nella lastra esistano delle sostanze, i eui chim"is'mi in rapporto ad alcuni alcaloidi rispondono, in certo modo, similmente a quelli della retina e dei nervi.
L UCE E ·SEN]'IM•ENTO
Questa sostanza suppouibilmente è inclusa nel composto argentogelatina. E' la gelatina in effetto che contraria l'assorbimento dei raggi dei -colori , pér i quali la lastra è poco sensibile. S-e non che aggiunta alla lastra una data .sostanza eolorante e divenuta cosi lastra odocromati ca, questa diviene sensibile pér il color-e assorbito dalla sostanza. cromati ca aggiunta. Quindi l 'en ergia raggiant e che parte da
Fig. 3. 1. Bleu- 2. Arancio - s. Giallo • •· Viola - 6. Verde- 6. Rosso. Luminosltt\ del colori riprodotti da nna lastra. fotografica semplice.
un corpo in vibraz·ione, luminoso o colorato, sensibilizza la lastra J}r oducendovi un effetto chimico solamente quando vengono assorbiti dalla miscela senziente le vibrazioni di cui l'onda è composta. La cessione dell'ossigeno 'ai liquidi avidi (ossidasi) è maggiore n ella retina e nel cervello luce; l'ossigeno è necessario ed in gran quantità pel funzionamento dei centri nervosi (Herlich). Così l'eccitamento nervoso va .di pari passo alla consumazione e -perdita locale di questo gas (Berthè); -quindi l'ossi dasi potrebbe indicare uno stato di ecdtazione dell'elemento nervoso. L'ossidasi è un fenomeno proprio ancora alle piante ed è notevole nella oscurità; dunque va come il colorito del!e fo~l ie in '
LUCE E SENTIMENTO
senso inverso a quello della retina ; il rosso I'etinico prodotlosi <l_lJa Q% Urità scompare alla ltH:E', mentre nelle piante il verde delle foglie vi aumenta. Tutte le reazioni finora descritte sono dovute ad azioni di contatto. Quale? La. luce del sole libera.- set;ondo Sir Oliver Lodge - gli eletlt·or. i. cont-enuti nelle foglie verdi, cioè vi separa gli elettroni, cari<: a negativa, dagli atomi neutri, circostanza che dà ragione dei mutamenti chimici dei corpi. Quindi è probabile-. egli scrive - che essa sia capace di attaccare non solo i prodotti chimici elle si trovano sulle placche convenient-emente preparate, ma anche di stimolare i filamenti àel·r.ervo ottico a mezzo di proie;ioni laneiale sotto la sua azione dalle materie contenute nella retina possedenti degli atomi accordati per 1-c loro orbite elettroniche alte frequenze délle luci verde, rossa e violetta. Seguiamo la pista, avvertendo -che Lodg-e ha vestito la teor·ia elettronica della visione coi concetti teoretici de.l ronnavionale Jou1ng, teoria che da assai tempo dorme sonni tran.quilli . Forse non lo persuase la teoria di WundL, ipotesi teoretica del 187ft sopra un tutto nè intraveduto, nè conquistato, r.ella quale l'eccitamento crO?natico è un mult-iforme fenomeno chimico variabile <.: on le lunghezze d'onde delle vibrazioni, e l'eccitamento acromatico che egli ammette, un prodott'O oscuro, d'i sensibi'l ità luniinosa, ·sem1Plice. Sir Olivm· Lodge, al certo, ignorava tutte le reazioni retini:che 11rovate .sopratutto da xne e daJla m~a scuola, ed innalzate da decenni sull'albero maestro della mia teoria, come una vela di foduna. -, Quindi, per quanto non esistano esperienze dirette a stabilire l'analogiJa. d!i <:om,port.arrnenl<> dal -plllnto di v•ista delle teorie elettroni-che tra la retina ed i eorpi allo stato solido od in soluzione, pure senza h-oppi ardimenti posso argomentare che l'onda luminosa colpendo la relina produca un doppio effetto: i " la. liberazione di elettroni, al cui movimento ed agJ.i UJiti sul:la membrana sarebbero dOVlule le percezioni luminose e cromatiche; 2" una di-ssociazione delle sostanze organiche della retina con la formazione di monadi cariche di elettricità, alla cui v.a;ria distribuzione .prodot~a dana luce srurebbero ·dovut·i i fatti di chimismo e fisi·ci precedent-emente indicati. Analogamente a quanto accade in alcuni corpi, che, -colpiti in un punto da un'onda luminosa, questa l·i bera pa·1ie dei suoi elettroni nell'intera massa, così può accadere per l'intero sistema visivo, che colpito in una porzione la retina, ne risente co1 cervello l'intero sistema. La reazione retino~erebrale ad una data. onda cromatica ~mtre t·eboo così nell'orbita dei f€nomeni fisici di risonanza, come avviene nel selenio, un metalloide. Questo corpo all'oscuro· è un cattivo conduttore di elettricità, cioè, in lingua povera, significa che sono pochi gli elettroni liberi che si muovono attraverso gli spazi intermolecolari ed interatomici. Quando il seienio è colpito da un raggio luminoso, esso diviene conduttore, cioè per l'eccitazione di questo raggio luminoso si liberano dall'atomo degli elettrçni che aumentano il numero degli elettroni liberi , ciò che corrisponde ad una maggiore conducibilità. Dagli studi fatti con luci di di- , versa intensità e di diver--sa lunghezza d'onda, quindi di diverso colon~. emerse la dimostrazione che il fenomeno è di pura risonanza, cioè l'effetto è devoluto ai raggi rossi (lunghezza d'onde 0,7).
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LUCE k: 3ENTI Mf:NTO
Mercè quC$le leggi , l'elcllronc rivela la natura intima dell'atomo (ideazione inluitiva di .Dcmoc·rito) costituito da un nucleo di elettricità positiva e di elettroni; dall' urto d ella luce onda elettro-magnetica sulla rnat.eria, germogliano effetti molleplici. L'urto sulla sostanza visiva pro·duc.e le reaz·ioni tìs i·c·o-chimichc - al<:une già tangibili- che schiudono neg li esseri il senso luminoso e cromatico, attr azioni e sentimenti. Anche la materia. unica venne dall'oper·a della luce; la mater·ia or·ga.nica, come l'inorganir a, secondo i fi sid, non l1anno leggi dissimili. Mentre non è possibile senza ar'tifìcj speciali constatare il sorlgere del oolor·e complement.ar·e, così nessuno percepisce il fenomeno dell'adattamento: cioè l'occhio per sopportare le forti luci per·de di sensibilità luminosa al quadrato: una illuminazione doppia di 50 candele ne rkhiede 2500: a dò c·on.fQrme la impressione sentimentale C'h e a<X:.ompagna la vi sione di un colore sfugge alla quasi totalità degli uomini. G1i a rtisti perfilè il loro cervello ha raggiunto una certa eccitabilità cromat.ica, distinguono i colori .in caldi e fr·eddi, guidati dall'osservazione che all 'alba il rosso, poi il giallo - che è il colore del .caldo ed il più luminoso d<' lla luce - si mischiano ad ogni tinta cho il bleu inv~te ogni ~.:olore quanrto la luce e il calor e declinano. L'effetto impressionante dei .torii ealdi c fr·eddi ha presa facile anche sull'animo della folla. Se ne giovò il pif.l-01·e David. dir·ettore artistico delle solenn~tà rivoluzionarie: fissò l'inumazione di Marat al cad ere del !giorno, per dare al l'.Ol'teo ut11a app•<l!renza di tristezza tragic-a., esegui le feste gioiose d ella rivoluzione nelle ore mattutine, che fanno apparire - come scrisse un suo biografo - " i fiori più be !Ii e i cortei più bri-llanti , . Noi diciamo: io vedo il color·e, il pittm·e dice : io lo sento, ed è nel vero; coloristi ecrclsi sono quelli che portano nel quadro la sensazione sentimentale •:he il r.olore aggiunge alla scena. L'impressione sensitiva affiora alla loro coscienza spontanea e di soppiatto come un istinto ; sono i colori -della natura. c del quadro che li consigliano, trascinano la volontà a.d inter.pretarli; il rolorc parla loro dalla tela; in questo momento la psiche del pittore subendo le leggi d ella materia senziente è trascinata a tendersi tutta verso l'agente a divenire eliotropicamente positiva. L'lo pittorico non solo percepisce impeccabili tutte le armonie dei colori ed i contrasti di lur.i, ma l' urto d'ogni singola onda .cromatica sahiu.de una orisi sentim.ent.ale, c he i'l quadTo immedesima e tTama.nda. All'impressione psichìca. sentimentale del colore spinge il pittore il suo t-emperamento artistico, dono congenito , ma spesso ereditario.. dono che egli affina coll'esercizio e che eccita coll'intensa meditazione delle forme e d ei colori . Forse al meccanismo di eccitazione conr.orrono i fenomeni dell'ossigeno constatato da Herlich e Berthè. La donna, che è quasi esente dalla ceoità dei colori, accentua eon abilità innata la gloria delle sue forme, il c-Olore d e-i suoi capelli, degli occhi e della pelle <·oi toni del suo abbigliamento. Oggi il color€ abbonda nel quadro perchè l'evoluzione guida a sensazioni e compiacimenti più complessi; l'odierno gusto musicale per la sinfonia ne è un esempio; i commerci, la 'Chimica sopratutto, hannd ·sviluppato te tenedenze <··romatiehe, inondando il ·mondo <li nuovi colori e le cittadine indos:-;ano <'Oiori sgargianti, com e le contadine, ehe
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Ll" CF. I:: )Ei'\TI .\ l E NTO
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vivono all'aperto tra la r;romutic.ilà t:a mpeslr~ . Leonardo da Vinci, pro· fondo osscr·vatore d ella. natura. sensibilissimo r·orne ogni pittore alla. luce, e riccrcatOJ'e assiduo di nuovi rotori, drve a queste qualili'L e(:·cìla.t.rici l'avere scoperto le leggi d ella. visione. L'ape, -eccitata alla riproduzione ne l dirige l'si alla luc·e per compiere il volo ehe rinnova la r·azza , m0slra un esempio eli tendenza tangibile neiJa psiche umana , ch e scegli e nei colori della lllt·e il simbolo della r·innovazione . E'l'a troppo sl'ialbo il vessillo d el Re Sole . perehè r.esiste&.>e al sentimento artistico che invadeva. la Fran<:ia con ondate di genio. L'arte erebbe n ell e faltu1·e dei mobili, d~i quadri, delle stoffe , nelle stoviglie dei suc~:ess iv i Luig i, ed il rosso ed il bleu dai .ctipin.ti dej mo.e stri fr·anN~si passò n-ell a bandiera delle turbe in ferm~ nto, .quale ('Oppi a più armoniea tm i c:olol'i posti a con tatto : •·oi medesimi -colori i pittori ('J'istiani avevano vestito Cr·isto. E vennero i girondini, i giacobini , i montagn ardi rom e germi di .energie ·senti mentali che si t• i velarono in pieno nella. gesta NapoleonìchE-~ . Il giall o unito al bianco od al nero non soddisfaceva. lo spirito -cà.rbo na.r·o d el 1820 e al rosso d ei pt-opositi si unì istintivamente il verde delle speranze che agitavano il sentimento italiano. Fra le discordie umane un simbolo segna la direttiva de'i propositi: all'idealismo d elle due bandiere l·atine segue il rosso, il f'<>lore del'la rivolta, e si affaccia il color n ero della d·ist1·uzione. Sembrano coincidenze, inver.e sono mani'festazioni di tendenze collettive : la irnprcssione c he emana dal simbolo armonizza co~o stalo p-sichko dell'epora e della razza.
----AMBULANZA CHIRURG ICA D'.ARMATA N. 4 O~R;ETTA DAL PROF. NICCOLA 01ANNETTASIO, TENENTE COLONNELLO MEDICO
Ferite addominali di guerra per il doll. Emanuele Santoro, capitano medico .assh;tenle nella l Clinica Chirurgica. della. R. Univt>r:lità di Na poli CQ71linua:iuru - V. fase. V Giornale df 'llltdlcina tnililart, 1920
' so:;. O ss. - (;tueral.ilà: Gohbi. Cc~ .• ~oldatO genio. - J>ala tfi culrala. e dale .di nscita : 22-6-1918, 28-8-t91S. Tempo trascv-rso dal trauma all'i11t en•cnto : ore ~ . . Natura ,Iella l e5iO ii C: L nrg.1 ferita da l'chcg-!{in di 1-,rranata 'llla parte nlta ddla regtone sacrale !'lilla linea m edi<ma, che ha la ~~~~n corri.:<pondcnte di eg rc~w un dito all'interno della ~pina iliàca antèriore-!<1\f'l<:fiore ~ini,·tra. SintotiiJ prì11ci['ali: Condizioni gene rali buo no:. J'·>lso S.r, \'alido , ritmico. Aspetto soUere n te. Res pirazione pre,·ale utementc toraci: a . \'~·utre ligneo, <iultntl ~!iÌIIlO spontaneamente e alla palpazioue , sia ~uperficiale, sia profonda. Area epalica con servata. Non ha eme;:.!'o feci oè g-ns. Xon h:~ avuto vomito nl: ~ing-hiono . . . Tr.atta >IICIIIO: Incisione pbliqua allu fossa ili:tc:o sini~tra. DepnFoitl fiLriuosi ~ot1.tli e fi l iforn1i s ullt· nuse del tt-nu-:! r, sul si~HI. I tquame giallastro fNiclo rli a~· pttto
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FERlTE ADDOMINALI DI GUERRA
'purulentò in ca,·ità. 11 peritoneo parietale, nel p111•to on: si rifiette !<ul ;ig111:1 è ùi a~pctto necrotico. Il rolon di~cendcnte nella s ua estremità inferiore è ~par.cato circolannent<:. t:n ':111~a del tenue è spaccata per me tà della su:t circonf~renza. Sutu1a di dette )e!;ioni. I~olam~nto d~lle ferite con garza. Si lascia aperta la ferita laparot•>mica. Esito : Tr.a!'ferito dopo oltre :! mesi. 1\0TE : Deeo r~o po><t-operati,·o compli cato eia polmonite e da ti~tola slc rcor::cea del !;if<ma. Tra;:ferito con fistola stercoracea aperta. Condizinni ge~cra li buone. di
:;o6. 0.•.• - (;c,rrali/à · Re!!. Lui., solclato 2ranatieri . ..:... /\1/a di , ulrala c dala uscita: 16·9-1910, 18-9-1910. Tempo trascorso dal tnuw1a all'illl<'r~'l'IIIO: ore w. Natura dcll<l lt•sione: Piccola ferit a da fu .:i l~, !\ull'ascellare a n teriore destin, 3
dita sopra l'arcata co~tale, con eg rcsso .11la 1egione renalc dd lo ~k:-.;ù lato. Si11tomi f>rillcipali: Pol~o 70, ,·alido. Respirazione calm a. Aspetto buono. Dolor.: e dif.:sa addom iuale, con ottusit{t mobile ai. fianchi. l,;rinazione spoutam:a con urin e chiare. f.;nfisema sottocutaueo attorno all a ferita d'entrata. T rattamcn/.o: T,aparotomia pararcttale destra. ~ote,·ole emop·~ rittmco . S utura a tutto spessore di un la rgo squarcio del lobo destro ùt:l fegnto. Sutura di 1 perforazioni dell'angolo epatico del colon. Dreungg io. Sutura parzi<tle a strati idle rareti. Esi/.o: :\[uore dopo 2 giorni . ~o n ;: TC'tllperatura 37,1-3i ,8. ViYi dolori addom inal i. Tscuria. Meteorismo. Vomit o. 507. Oss . - Ccl!<'r<Ililtì: nea. Gio,·., ,;oldat0 fnnteria. - Dala di entrala c data di uscita: 1 1·IO-J9 t 6, 1 3·10-1916. Tempo tra scorso dal trauma a!/.'inter'!lcnto: ore 9· Natura della l es ion e : l'erita rotondeggiaate :la pallottola di fucilr 2 dita a SHH·
stra della p rim a ,·eneiJra ,;aerale, con egresso ;~ Il a fossa ilia~a sinistra. Sir~lomi f>riucipali: l'olso 68, valido. Respirazione ti po toracico-superiore. Addome con tra t to dolentissimo, specie nlla palpazione. f2ualche conato di \'omito. ì\lim:ione dilticile c doloros;~ . 1\:on ha e m(·Sso fec.:i. • T ·rattalll<'llto: J,np;:rotomia med iana ,;ottombelicale. R~sczionc di tm tratto dt tenue d i 30 CIII • •con 6 ferite ed enterorrafia termino-terminale. Sutura di una ferita del !'igma. Pcriton it.:. Drenaggio. Sutura a strati delle pardi. Esito Muore dopl• 3 $-[iorni. Non:: Dolori nlldc,minah. Tt!mperat ura febbrile. Delirio. 5oS. Uss . - Ger~aalità: Pe~. l>nm., soldato fnnteria. - ])ala di eutrat a e data di uscita. : 1 I·ll·19I6 , I.J·I 1-191 6. Tempo t1·ascorso dal trau111a al/.'inlrrvoilo: ore 17. Natura dd/a lesior.c: l'eiita rotondeggi<tnte o.la palletta di sb rapnell !<ull'ascell are po~tcriore sin i~tra, uel 9° -<pazio in tercosta le. TI proiettile !'i palpa all ' in gui ne de$lro, sotto ente, iu ,·icinnmm della radice del pene. Sitrtom,; principali: l:'ol!;o S4, val ido. Re><pirazione prenùe utementc toracica. Aspetto buono. Addome meteorico, dol~nte. Vomito. Ottu sit:\ ai fianchi. Diminuzione dell'area di ott usi tà e patica e :-ple nica. T ral/.a111e11to: Laparotomia pararettale f>in istra a rcuata 81l'estem o. Emoperitoneo con feci. E:-sud;tti sulle a n5e. Sutura di S ferite del colon trasverso e di due del tenue Fis5azione dcll'ep iploon al colo n. Drenaggio. S utu ra a strati, parziale delle pareti. F. sito: i\fuore dopo 3 gio1n i. ~on:: \'omiti rip('tuti. Mete:>ri ~1uo. Spiccata ipe restesia c utanen. Iscuria. $0<). Oss. Generalità : Bald. Sih·., rapor~le artig lieria. - Data di CII/ra ta e data di uscita : 16-1~-1916, 2.5·12-1916. Tempo trascorso dal trauma all'inlcrveuto: ore :;. Natura della Icsimrc~: Piccola ftrita da ;::cheggia di bomba a mano alla fossa iliaca
rlestra, senza corri~pondente di egrc!'so. L'esame r.:.diologico non riesce a scorgere il proiettile. Sitrto mi prit~cipali: Polso 11.'12 , ,·alido. Colorito roseo. R e!\pi ro cabno. Addome contratto in dife~a, dolente ~ponta neamentc e alla palpa7.ione. Non ha aV1tto \Olllito. Non ha emesso feci. Assenza di ottusità mohile. Trattamento: Laparotomia pararettale destra. In cavità liquido ematico torbido a odon: fecaloidt>. Trarcr d'e~sudato sulle :m~e. :~uturn d i una lacerazione perforan te
FBRlTE i\00U).11NALJ DJ GUERRA
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<lei deco l: di una del tenue di piccolt: diu•cn~ioni. lJn:nag~io. Rutura parzi;~lc a strati delle pareti. Esito: :Muore dopo 10 ~ iorn i . . . NOTE: Tcmpcratnr~ fel:ll.·• ile. Vomiti), :<ing:!ioa•>, meteori;:mo. Diarrea. Polso sempre piccolo. Tolti i drenaggi in 9• giornata. J:\ecro~copia: peritonite puruleuta diffusa. 510. Oss. - Gellcmlilò. l'eu . Frane., "()khto fant<:r ia . ·- Data di 1!11/•·ata e data .di uscita: I-5-1917, 4·.J"'l91i· Temp_o_ trascorso dal trauma a/l 'iulervollo: or.: r. .'Vaturu della lesioue: Ft:rita lacera, da !'ch•:ggia di bomh;J d'at:roplano, sull'emi-
d<Jn:are !'ini~tr:J, poco sotto il bordo costale. 1/l.:s:Jme radioscopic;, mostra le due pÌ<"cole schegg-ie metalliche, tra le anse del tcnuc. S intomi priucipali: Aspetto abbattuto. Polso 94, ,·alido. Respirazione affannosa. Vi,·i dolori addomindli. Ventre !umido, mcteoric-:>. St:molo :•lla minzione che non pui> soddisfare. Urine chiare a l catetcri;;u10. "'I'rall ameuto: J,;~pnroton . ia m("di:ma sop raomhi!:icale. E:uoperitonco. Sutura tli -6 perforazioni elci tenue, 2 del colon tra,;1·~r~o. ~ l:a·cra7.10IIi lkl mcsentè:rio sangniIJanti. Sutura di una spaccatt'ra deila milza nm punti staccati, a tutto :<po:s~ore. Drenag~tio. Sntura a ::;tra! i. Esito: l\Iuore dopn 4 !;Ìt•rni. ~on;: Vomiti frequenti. Ventre J olt:ntissimo, metl.!orico. In terza giornata diar,·ea profusa. su. Oss. - Generalità: Rocc. Ang., !<oldato fanteria. Dala di e11lra la e d/.1/a .di uscita: t9·S-191;", ~o-_:;-1917. ,
Tempo trasçorso dal trauma a/l'illll'n•l.'llfo: o re 11. .Vatura della /esic, nc: Ferita rotondel!!(iante, da pallctta di ~hrapnell, olia re-
gione renale de:'tra, senza foro d'egrcs"o. :\laura il reperto ratliologico. Si11tomi principali: Polso 112, valido. Temperatura 3i,2· Colorito pallido. Respirazione toracica. Lineamenti stirati. Ventre !igneo, clolentissimo spontaneamente e alla palpar.ione. ~on ha vomito. Ottu.-ità mobile lAi fianchi. Urinazione spouranea impossibile. Emnturia al cateterismo. Tratlatt~ento: Laparo_to:nia pararcttale sinistra . Emoperitoneo con feci. Sutura di 4 perforazioni del colon di;;cendente e di 2 dt•l tenu e. Depositi fibrinosi sulle anse. Drenaggio. Sutura 'parziale, a strati, delle pareti. ' Esito : ì\fuorc dopo 1 gioruo. :-=orF.: Scarsi dolori addominali . :\Iodko n1 deorismo. Delirio. .:;·12. Oss. - Genrralilà : D'Oim. To., soldato fa11 teria . - LJafa di entrala e dala .di uscita: 24· 5-1917, 27-.;-1917· 1'cmpo trascorso dal trauma a/l'inten•ento : ore 11. Natura de/La lesione . Ferita rotondeg-giante, da pallottola di fucile all'ipocoudrio
destro, !<ull 'ascellare anteriore, sen?.:J . corri!;p0nòente di e~resso. "!\'fauca il reperto radiologico. 1 Sitrtomi prillcipali: Poi!'D no, pie~·olo. Colorito pallido. l,ineameuti stirati. Ventre meteorico, dolente, cou ottusità moh ile ai fianchi. Stimolo alla minzione che non può soddisf.;Jrc. Trattamento: Laparotomia cou taglio obliquo, p:1rallelo all'arcata costale. Emoperitoneo. Il sangue sgo rga da una ferita dell'epiphon Allacciatura. Sutura di 3 per·fora~.ioni del tenue e di 2 del cieco. Drenaggio. Su:ura a strati delle pareti. Esito: Muore dopo 3 giorni. ~OTF.: Peritouite con vomito,. si nghiou;o, vi,·i dolori in tutto l'àmbito addomir 11ale. 513. Oss. - Grnemlità: Pan. Aut., soldato fanteria. - Dala di e11lrata e data 4i liScita: :u-s-1917, 2-6·1917. Tempo trascorso dal trauma all'inlerveuto: ore u. Natura della lesiotre: Ferita lacera, da sche~_r{in di grauatn, al fianco sinistro,
senza foro d'uscita, il proiettile viene localizznt·.> dall'esaUJe radiologico, libero, in <:avità addominale . Sintomi pri1•cipali: Polso 120, piccolo. Re~piro prevalen temente toracico. Volto -e mucose pallide. Agitato. \ ' entre tumido, dokn~issimo, specie alla palpazione. Ottusità mobile ai fianchi. Vomito. Sudorazione profusa. Non ha ~messo feci, uè gas.
FERITE AUDO~llNALI DI Gl"ERRA
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Trul/t~llz r•!/,•: J,npa rolo1nia 1ntdiau:\ ..ottmub-~l i<:ule. Sutura d i -1 perforazioni dd tcuuc c di una :<<·..:ion"' cm11pl<:tn del .-olon dì!'c~nd<:ute. 11 proiettile ~i palpa nel lume del tcnn". Dr<!II<1J.;"J.:io, Sutura :1 strati •Ie lle p.nr:ti. /~.<ilo : :"lluoh· dopo 3 giorni. :'\on: : \"inu:i dolori addonuuali. Enlis,;ione di g-1s 111 2 3 gi9rnata e fugace ac--;_ t'tuuo a mixlior.JIII(·utu. :lleteorismo.
.~14- Oss. -
r;cll<'l"<llìlii: la. Pie ., >'uldMo f!mt.,ria. -- /)a/a eli eufl·altt c data di'
ll .<(i/<1: 21 ·S-I'JI7, 2<'-.'·191j. 1
Tempo tra scorso dal lraullltl al/'illtcr-ucnto: ore S .
.\'t~lrua dd/a /C$Ì Oil r: Fe1 ita rotond.-g-giante, .-la palletta di sh rapnE'll, alla regiont>' glut"a sin i:<rra. :<cnz;'J corri>-poudcnte tli t·gre~:<o_ ,\lam:a il reperto radiologico. Sillt <' llli ('ri11cipcrli: l'ol>'<> r· •~ . pit-co!(L Color ito pallido. As petto abbattuto. CoWtti di , ..,,nito. :-;inghio7.zo. :\ddonre contratto e dolentissimo, s pecie alla palp;nione: :'\un ha t•II JC',.>'O ((·ci nè gas. Trallamt'lllcJ: Lap<~rc>tomia purar~·ttnle de;;tra. Liquido em~ti<:o torbido in cavità. De positi fihrino~i s nllc a n:<c. Sutura di S perfor;J..:ioni d<?l tenue, 2 del cieco, e du~ lon:razioni del nlCH: ntcrl'. l/appen<lice è ~taccata per 1 / ;1 d e lla s ua circonferenza. Appe n<li<-cnomia. Dre naggio. Sutura in massa òt:lle p<Hl!ti. Esi/a: Muore dopo 3 g iorni. :'\on;: l,'inf(·nuo, due: pare migliorato in 2" ;.:iornata, si nggrava improV\·isamcntc in ,) 4 g iomatn, con \'OnJiti , m ct.-ori;;mo, forti dolori. _:; x _~. Oss. Geucraliltì: Dc R o . Alf., ~ol cl<Jto f<lnteria_ - Data di entra ta e da/cr di us.-1/a: 24·5·!9 17, 2i·_:;:H)17Tl•mf>o frasttii'M> dal trauma all'iulcn·culo: ore 33Salura d i'Ila lr .1iouc: Ferita rotonde).().(ialllr:-, da palletta di ;,hrapnelJ, all'epiga-
strio, t'!lll c:gn·><<o sull';~,.,·cllarc postcrit>rc si ni stra, 2 dita solto l'arcata cosl.ale. Da CjU<'>'t 'ultin1:1 ~porg.. nn trt1tl0 di colo n di colorito hluns tro. Siutc>mi f'riltcipali: l'••l"o r 1_<,, piccolo. Estre mità c na,:.o frcòdi. Rcs pira.-.ione torackn, tli~ptwic~ . l>olori e tlife~a :~dclolllinali spiccatis"i mi. Conati di ,-omito. Nou hao si n g-hitonc>. :\lin~innc :<p:•Jtt<l!lca impo"sibile. :-\on h :1 e m e:-:so feci, nè g-as. 'J'rall<lllltlll a : T~-'-'lio tra,,·e r>'llle d ella pare te :~dùominule. Liquido e matico purule tJW. ~ttlurn <le i t•olon trn ~\·cr~o che :<i troni ll!.'Uamente cli\'i~o in 2 metà. Suturadi tre ft·rit c rla !<l ri>'cio dd-colon di!'cendente, e di un 'ampia ferita pcrfor:mtc rlella parete ant<-rior" d ello ~l01113CO. Drexwg-gio. Sutur:~ in massa delle pareti. Esito: :"lfuon : dopo •l g-iorni . :'\o-rF.: lpcre:<!l:'sia ruta n ea nccentu ata. :\let<·ori--ano co11 scompa r!'a dell'area epatit·a. Von titi hiliari . .') t6. Oss. - (;<'lu;ra/itii: l'n. <.: iu. , :-oldtttco h (>mhnrùicre.- Dala di rulra la e data di uscita: S-,'j·19 t 7, Q·5·1917. Tempo /raun·r so dal trauma all'illlel -ut'lllo: ore q. Natura dt•lla lr .~ imrc: Ferita da palletta di shraptlell alla nati..:a smx:<tra. Il proidtile \' it::nc localiz7.ato ditll'e~amc radiologico in ca,·ità addominale, all'altezza dell 'art i(-ola;.ione -coxo-f em<,rnle de!<tra. Siu/ouri prillci('ali: Cute e mucose pallide. J>olso 11~. piccolo. Temperatura 39.7J-:,:.tremità frc!ltlc . Agitato sofferente. Dolori e difes:1 addominale. Vomito. Ottusità ni fianc·hi. t'ri n azione !<pontattea con urine limpide. Tratlamcuto: J,apnmtomia mediana xifo-ombt!il-alc. l,iquiùo ematico purulentn. Sutura rli 6 ferite deJ tenu e , p e rforanti, e eli una del retto. Drenagg-io. Sutura a $trati: dell e part:ti. !·:sito : :"llnore rlopo 36 ore. :'\nn: Tempcrntnra _ì6,8-37,-1 - )Jcteorismo. Euforia. 5 17. 0.<.<.- Gcncntlità: i\Ian. Vit.. soldato fa nteria. - nata di e11trata e daw di' t1scila: l 0·4·19Ij, 1~ ·4 ·1917Tcmpn trascorso dal .trauma all'itltcr-vento: ore 8. Natura detTa lesione: Ferita l11ccra. da schcggia di grannta, alla regione glutea.
sinistra, con cgre:<:<o nlla metà destra dell'addome, e procidenza dell'epiploon. Sitztomi p·r icipali: Polso 1o6, di~cretamente \'alido. Aspetto sofferente. E::tremità fredde. \'entre contratto c dolente. Sing:hiono. l"rinazione ~pon tanea impos><ibi le. l"rin., et1J:1tid1e a l cateterismo. •
FERITE ADPO l'vllNAL.l 01 GUERRA J"ratlam clllo: J,aparotomia mediana ~ottombel ica le: Hmoperi toneo. § ntura di llll largo sqnarcio della facci a nnteriore del r<'tto e d i · 2 perforazioni del fondo dd la ,-escica. Drenagg io. Sutura a strati tlc: lle pareti. Siringa a permanenza. · ' Esito: J\ Tuore dopo 2 giorni.
NOT.t: 11 pol~o f.i tnnntiene di~<·rcto in pri1 nn g iorn uta, po i di\'ienc frcquent1 ~:-;in1o c picL"Olo. Sudori profu!oòÌ. A!'petto cada,·erico.
518. Oss. - (; c , cmlil.ì: Car. Gio. , soldato fanteria. - / )a lti di ,·,l rata .; dt1la di 12•10·16 14·10-1 6 . Tempo trascorso dal trauma all' illl LTL'C III o : ore 16. Na.t1tra dd/a l csiOII C: Piccola ferita, da pallottola di fucile 4 dita sopra la ~pina
II SCita;
iliaca anteri or-superi ore sinistra, con egrcsso a l fianco destro. Sit1lomi prill cipali: Aspetto abbattuto. Colorito pallido. l'olso 1 20, piccolo . Vomito. Singhiozzo. Addome contTatto, poco dolente alla palpazione. Ot•usi tà ai fìaJ:chi, mohile. Trattam e11to: Laparotomia mediana sopraombel i<'ale. Tracce di p eritonite. R•·· sezione di un tmtlo ùi ten ue di 3.'> cm. con 10 ferite, e !;Ulura termino-termin akSutura di uu a perforazione del ,col·~n discemltnte . Drena~gio. S utura a !'trat i cltcll<' pareti. Esito : !\Iuore dopo 38 ore. NoTF.: T/i nfermo ,-i aggrnv!l prog ressi,·mnente, se nza alc un a('c~ nu o a mi ).:lioramento. T . 37,2-;17,6. Addome dolente <~Ila palp<1z ionc. 5 19. Oss. - Gcncra/.ilà: Ric. Alfr., soldnto fante ria. - Dala di Clllmla c dttia dL uscita: g-I<)· t6 11-I0 -1 6. Tem 110 trascorso dal lrauuld all'illt('rttc nto: ore S. Nal1;ra della lesio 11c: Fer ita rotondeggiante, d<1 pallottola tli fudl(', 3 dita ;;otto
l'ombelico, s ull a linea mediana. E g rel:'so alln region e ren ale sinistra. S intomi f>ri, c ipalì: Polso nS, pi<'colo. :'\a!'<> cd. t'stremit?l frcrlcle. A!'pctto ahbatluto. Pareti add ominali leggenneute tese : modico metc.'ori~tn<>. \"omi to. Tempera· tfira 37,8. ~on ha cnte:<so ft.-ci, n (: g11s. Trattam c lli<>: Laparotomia media na ~ouombel icale. Emope ritoneo abbonclanh'. S utura di 4 perforazioni del tenne. Resezione di un tratto di ten ne di 20 .:tn . con 8 ferite. S utura di una perforazione dd s.ig nuL, e di :1 l accrazioni del me!'e nteri,1 san g uinanti. Drenaggio. Sutu ra in mas,;a delle pareti, nù eccezione nella pelle. Es ito: l\luorc dopo tS ore. NOTE: Aspetto cadave rico. T/infermo è qu a~ i !'Cmpre incosciente. Temperntura 37,5. Ajdomc tralt<lhilc c:on sca rsa t ea:r.ione dolorifica. 520. Oss. - General ità: Co. Alf., se rgente fanteria. Dala d i ct1 lru/ a e dala di uscita: 23-8-16 24-S-16. T'·mpo trasco rso dat t ra uma all'intcnJcnlo : ore tS. Natura della lesion e : Ferita rotondeggiante, da palletta di shrapnell, all'esterno della r egione renale sinistra, con egre~so ~ul la para:<ternale dello •tesso lato, ~ ~ita sotto l 'arcata co~ tale. S!tJtomi prillcipaU: Aspetto ,;offere nte. Polso 100, piccolo. R espirazione di spnoica, tipo pre,·alentemen te toracico, colori to pall ido. Addome tumido. meteorico, poco · dolente ana ' palpar.ione. Non vomito, nè singhiozzo. Urine ematich~:: al catcteri:'m" . Trattamento : J,aparotomia pararettale s ini~tra. S utura di 2 'ferite t\ello stomaco, nelle 2 pareti, e di un'ansa del tenue rotta in gr an parte della sua circonferenza. Sutu:a di una lacerazione del mesocolon tras,·erso. Drenaggio. Sutura parziale, a strah, delle pareti. Esito: Muore dopo 20 ore . .N?rE: Condizioni generali peggiorate, dopo l'atto operati,·o. Polso appena perceth'?lle. Nessun accenno a miglioramento. su. Oss. - Generalità: MaL Vin ., soldato fanteria. - Data tfi rrllrala e dllta di f4Scit.à: 31-7-16 31-7-16. Tempo trascorso dal trauma all' intervento : ore 20. .
~atura della Lesione : Ferita lacera, a margini irregolari e contusi, da scheg-
~~~ dt gra_nata alla natica sinistra, senza foro d'egresso. (Altra ferita al terzo medio e .a cosc1a sinistra, con frattura comminutiva del femore) . Manca l'esame radio1 ogtco.
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476
FERITE AQDOMJNALI DI GUERRA Silll<imi _p, i11cipali : Polso 120, piccolo. Temperatura 37,7. Colorito pallido.
Aabbatluto. Scnr$i ,dolori addominali. 1\feteorismo. Aia e patica diminuita. Stimolo al la mim~inne eh <-' non può soddi:<fare. Vdccnzioue con san g ue . Cateterismo COli c,..trazione di pochi cc. di ;.:mgnc. Tratlautrulo: Lapnrotomia mediana. Liquido e matico, purulento, fetido. Depo!<Ìti di e~sucl ati fibrinosi sulle <111"e. Gas liberi in cavità. Sutura di 2 perforazioni del tentH·. di 1 del retto c di 1 della faccia pcritoueale della \·escica. Drcuaggio. Sutura parziale in ma,..sa. F.:silo: :\!uore dopo 17 ore. ):un: Temp. 37-37,4. L'infermo è agitato, iuquielo, qttaSI mcoscicnte . ~1wtto
.'~2.- Oss.- Ccucmlità: Sn. Ant., soldato J~nteria.- Dala di e11trata e data di uscita: '.!1-l>-17 21·8- 17. Tempo trascorso dal trauma all'illlervculo: ore 3· l\'alura dl.'/la lesione : l'erita rotondeg-!<iflnte. da pallottola di {ucil-:!, !'ulla par;.-
sternnle sinistm, 2 dita :<otto l'arcata co~tale, co11 egres~o alla regione lombare sini:<tra. Sìtrt cm ti pri11rip111i: l'obo 135, piccolo. Tcmp<:n'llnrn 3S,3-R . ;;z . Estremi!:\ e nnso freddi. Aspetto abbattuto. Colorito pallido. Sete:: int en~a. Lingua arida. Addome dolente, pareti tese. T{eggiero n:eteori smo con ùiminuzione dell'aia epatica. Trallaml'llio: Laparotomia xifo-ombelicale. Bmopcritoneo. Fra i coaguli si tro\·:t un elminto. Sutura di 2 perforMioni del colon tras \·erw, c o del teuuc. Sutura di 2 lacernzioni òel me~cmerc. Drenaggio in ca\·ità pCl\'ica. Sutura a strati delle pareti. Esito : Muore dopo 10 ore. ):nn: ):es;.una miglioria dupo l'operazione . .'2.) · Oss. Cc~reralilà: G<: n. Cur.; caporale fant eria. [)afa rli entrata e data di usrita: 16-11-1i 1;-U-r7. Tempo tmsrorso dal tmuma all'intl'T'VC'IIIo: ore S . .i\'alura della lt'sio11r: Piccola ferita rotondeggiante, da pallottola di fucile,
u destra tlell'omhelico, con eg-~ s:<o al fianco dello ~tes~o lato. Si11fomi prillcif>ali: Polso 110, piccolo. Estretl1ità e naso freddi. Respi raziouc superfici~ le. \'om ito. M<:teorismo. Yentre dolente specie alla palpm~ione. Minziooe spotltanea impossibile. Trallalltl'lllo: I.,aparotomia con tagl io obliquo alla fossa ili::~ca d~stra. Emoperitont:o. Sutura <li 2 perforazioni della faccia anteriore del cieco, di 2 lacerazioni del mescnterr. Rc ~zione di 15 cm. di tenue con 4 ferite, ed e nteror rafia termjno-terminalc. Drenag~io . Sutura a strati delle pareti. ' · r:.,ito: ~ruore dopo 1 giorno. ):on:: ::"\c~sun accenno a miglioramento. 52.J. Oss. -Generalità : Dar. Gin., !<Oldato frutteria. - Data di c11lrtlla e data di usci/a: 14-JJ-!7 16-IJ-Ii. Tempo trascorso da~ frattma all'intcrve11to: ore r2. Natura della lesione: Piccola ferita rotondeggiante, da pallottol.1 di fucile, sul-
l'ascellare anteriore de~tra, nll'allczza delln linea ombelicale trasversa, con ferita di a grandi dimensioni, poco a sinistra dell'ombelico, donde sporge una potzione di colon . .~i11lomi principali: Polso 9~. \'1\lido. Cute pallida. ReF-pi razione dispnoica, tipo torac1co !:uperiore. Hstremità fr~dde. Lingua arida. Vomito. Ventre contratto, dolentissimo al più piccolo contatto. Non ha emesso feci. Sete inten~. TmtlameJ~to: Laparotomia mediana. :Kote\·ole emoperitoneo, a odore fecaloide. Laccra7.ione del me;.ocolon traS\'erso, in tutta vicinanza della inserzione intestinale, con perforazione del margine mcscnterico del colon. Una contusione del colon tral'verso. 2 perforazioni del tenue. Sutura di dette ferite. Drenaggio. Sutura a !3trati delle pareti. F.silo : i'l'luore dopo 2 giorni. ì\OTE: L'infermo è in di!<crete condizioni il primo giorno. Ill reguito il peggioramento è rapido e progres!'ivo. 52:;. Oss. - Ge11Cl'alità: Gi. Giu, ~oldato fanteria . - Data di cnt.rata c dat-a di eg-re!'~o.
11SCilcl: 3-10-16 4-Io-t6.
•
4/ì
FERiTE AOD(Ii\'IINALI nt COERRA
·rcm{'o /.ras.·o r.<il Jial li'<WIIlcl all'iuln<•cu/u: un.: ·l· .'\'atum del/et ft•.doue: l'Ìt·cola fcriw lact'rll. da ~chcggia d( h o1ub.1 a m.wo, ;d ti <tHC<> d<:Ostro, 2 di tu ~opra la ere;; la ili:wa, da r ui c>'Ct: liquido <:OIIlat ico wrbido n odnn .: fen1l0 idc. :'\'cm ,·'è fc rit~ d'cgrt:~:<o. ~!all(·a il re p e rto (acliolog-i :~). Siulomi {'rinc'if>ali: l'nbo ~:; . l'alido. Colorito nor111 alc. A~])l'llf) 11 011 sofft'r<:ul<:. :'\'nn ha I'OIIIito, uè· siu~hio-.zo. La palpa1.iun l' rit::'l'e dolorosis~<im:• nlla ll.t:IÙ ·ctc:<lr'l ddl'nJrlum~. oll· k pareti :-,uno più tel't· dtt· a ,:iui ~Lra. A>-:'<:nza di lltt:t~·ori stno. Tratl<liiiCIIIo: Laparot omia pararettale de,.tra. F~:,·i tr;t k au~..:. Sutura eli 1111:1 lar).:'a l:tcera7inuc ciel coltlll t.ras ,·e rs·.>, c di nua pit'<'•>la lent a 1ld tcnnc . Drt:llll~l;i•> . :-ìt!lurn parzia lt: delle p:•n: ti, •1 ,< trat i . t ·:sil<> : )·l norc dopo IZ ore. :\oTY.: Conlinna m• i Ioni 1lolnri pt·r IJnakht· ora <lnpo I'<•P•· ra zio nc. lu s~:gnitc. :t:<!<opintt.-1110 e ra pidi! c:11lnta tkllt· fur7~"'·
;2n. lhs. ,1;
usriln:
t:c11nalilù: ~f :o n . ;\lic., ~<·hhoto fante r iu. -
/!al.t di ndrtlftl c tla /a
15-.~-J7 (lh-5-lì.
Tcm(>o lm.<<tlr.<t> dal lmum" all'iult•n•t•n/o : ore 1,1. Xalura del/Il l csitlllt': F(:ri t:o rototuk~g-ianlt', da pall ctla di shr<tpm: ll, ~ dit:1 ~"Ilo t !t: l! 'olllhdico, ><t!llJ.:t fc.-riw 1li t·gr e:<,.o. :\la tiC:J il répe rloJ n•diologico. Sinlo111i f'linripali: l'ol:-o SS , ,·,tlidll. A,.pt'tl<J l'a lmo. R e,;pirnz ion e nonna h- . \'t:lllre tè>'<> dokut<- ~ol u:t Ila p:tlpa~ionc profonda. ~~ualche <'OIHll •> di I'(JillÌlO. Trttltalll t'lllo: L aparutom ia ntnliana . Rt.: ><c.:z ivut· di 15 c:nt. ,(i t<:nne c01opkta· lllt·ntc mal'iullato eta x ferite: e utcrorr:tlia t<:rmitto· tcr ntinale . Sutura di \111'1 l•t·rto· raziùne rlel c:it·l'll. Rc"czi<ntc di e piploon lat't' r.lto. lln·n:tg)!io Sntnra a :-trrni .•lt· llt· pare t i. E~ilo:
)luore dopo ~ .J ore.
:-\oTJ( : 1 / inf~·rmn, dopo l ':tlto op<·t·;nin>, ha po b o impe·rn•ttiltilc. 517. 0:::.<. -
t:t!urmÙtti: Cint. Haut ., ,;oltl ato fautt·ria . -
/la/et 11i ct1imlt1 c dttla
eli usdltl: JC)·.'\·17 I<J·.;·I i . lltiSc'iJJSn dal /nnnu,, t~ll'inlcn• cnlo: <•rt· .> • .\'cl/11111 della lc-.<it•uc•: Fe rita .la pallutl11la 1li fucile Ìll l'l<' lll:lllZ:t 1le.l la "Piltr- ili:wa Jl'•~t c· rior·,.:nperiort- th-,.tr:t , ,·on ,·gn•,.,:o :dlit fo,:,:a ilin<'a ddlo :<lt:~~o l:llo_ Siu/pmi f'rill<'i {>uli: l 'ol,.o 71l . ,·a l ic lo ..\ ,.pt·tto J,nmw. l{t·,.pira~ ibllc ,-:dtll:l . <'ol<o· rito nurnwk . \'(> llliln <li ,:o~ t. alitm·uwn:. :\ letù ,1.-,. t na •lt·ll':uldollH.: lt•su , tlnl.-n tt· a l l:t
Tn11(>1'
p:dp:tziclllè prcofond:t. Tmltalltt'lllc•: L :q ::o rot ou tia paraH"tta!t• .lcslra. Sl!lnrn di :! JWrfoora~ion i tld e ic r•t , .t i 1 cld l<'ll llt· t· eli una laq.:-a lat'cra~ioHt· tlel ll<t· ,.,· uL<-n· elle >-[> n ~: uin ·a. llr<"ll ilggi" l' :<ntu1:a dc·llc pan·ti a ~trali. E s ile>: :\ftll)rC dopo b ore . :\oTfo~ : L a nce rn~copia uon rh·,: la :eH-n: lt·,iuni. 1/infenuo :-;t :.g-~r:n·,·, t1nrH111t~ l'illlt' rl'l' ll l<• c la lllllrtt· 1·a attrihuiw a ,;IH><·k operatorio . .;~8.
Oss. -
t:,·ncralilò :
Sito. S:.J,· .. ,:nltl:tio f:111t t:: ri a.
l>altt di ,·11/rnla c dai11
<li usci/a:
l·ll·I O 2·1 1·11>. Tl'mf>o INSf•>r.~o dal lrcwma nll ' iula<'<'!llo: on· S. Xt~lurrt dr/la /,· sic>llt': L ar;.o:n ~q u:•n·io al lÌ:JIH'O tk:-tro, d:a ,:dw~gia
el i g-r:lltnl:l,
tla I'UÌ :-pOr.J.(c il rolo n. Il proi<'l(iit- ,:i palpa >'oltl\ cllll' :1 ! IÌ:tllt'l) ,;in i'<tro. ' Siul t> llli (>tillt'i[',l/i: l'obn 1 210, picl't1l<o..\ ,:p~ tto aloltatt u(o , l'olurito !)•lllitlo. E,.ln·· 111 i u\ f r e• hl<: . S i uglt in-.zn. .\ .!don te t n ati ahi !l-, pnc·c, dokntt•. As;.t•JlJ:I d i m c·tcori~mn '/'mlltilll('ll/(1: L ap:arntc>llJ ia prohtugando la f~rit a a<·('i,J.-ntal<-. RI''<'Z ÌOIII.' di "" <'111, di u·uuc ,. oli 1111 tratto di ,·nlo ll tr:hl'e r~ .. , n·mpkt;~tlh'llH' :-'p:ll'<':tti . Enternrr:di:t lt•l' lllillcHl· l'lllill:lle . (\rl·u aggiP. ~ntnr:t in llta>'>':l •klk- p:trl'li. t·:.~ ilo: ~lnor<- dopo 4 ore. :'\un~ : Cc.·nd\.~i,}:li ].!"ravi~~inte tlop() ) ':nto <J]JCJ"ali\( •. S2() .
O.>s. -
c;cucr,,/i/à: \'a L (;iv .• >'O iolal t> .J.(r:tnatini. - l>clic1 di 1' 11/nlltr r tlalu
tli ll~<'iln: ,r,.l).,6 Jh·<rH>. 1'1' 111(>11 /ra st'lo r so dal llollll!ltl all'illlcr~·c!llt>: ort: IJ . Nalltta dl'l/11 lc sio11c: l't:rit:o llii'C rll, cb• sO'Iwggia .ti g ran:•t a, !'\lll;t pa r a·Sit"r n:llt• si ui,.;tra, .1 dit:t :<opnt la 1/lltl od ic:t ll' tra,-,·,_.r,.a, n111 ,-...:r<·~~" :tlla n·gioll<' r e nnk tlc llcl ~tcs~o
lato,
32- Giomnlt." di mctli ci11a mililn n . - Pr.~c. \'TI.
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FERITE ADDOM I NALI 01 GUERRA
Si•lio111i pri11cipali: l'obo t ,,n , piccolo. Rt-spirazione s upe rrlciale, tipo costale s u· pt·r iore. Colorito pallido. Adt\OIIte alquanto te»o e poco .doleute. :-;on ha ,·omito. As!"-C lli"~a lli Jucteorisn1o . l'ri ne 1110lto scar~c. 'fra/IMJII' '!/o: J,aparotomia 111ediana ,:opra-ombt-licalc.:-. Sutura :li ~ perf<m:u .ioni t.lttllo ,;tomaco 1 facci~t a m eriore e po,;teriore ) di uua lar!{a lat'erazionc ctcl ~'Olon tra· ,.,·er,;o, dalla quale gemono feci, e di una Jel tenue. In c;witÌI l'carso li <lnido bru· tHt!'trn-fetido. · Drenagg io. Sutura in ma~!'a rtelk pare ti. J;;sito: :\fuore dopo ·1 ore . :-;on: : P ermnngon n le- 1-{r:ll·i c•mtlizioni. act·entuate:<i tlopo l'opo.;raziou.: Sudorr•• '- ione profu~a. 530. Os.(. - Gc llcralilà : Boe. Al .. ~oltla\o :mtomol)i l i~ta. - nata di t'!llrata e dt~la di u scito : 22-9•16 22-9·J6. Tt'mpo trascorso dal trauma all'in/ervelllo: ore ~1\' a/ura d<•lla lrsi<mr: I.argn ferita da :<che~J{ia di granata un dito sopra il pube. li proiettile 1·it-ue localizznto <illll'e:<11111e radiolog-it·o. nella natica !"ini~tra, iu l'icin a nza della lin ea 1111:diana . Siu.tomi prirH"ipali: !'ol~o 12 _; , piccolo. Sudora~. ione profu~a. Agitato. Pallido. l~"trcmità fre<lde. \'omito. Dolori:' addomi n ale ,;pont:meo e d ifo.;!'a. Ottusità mobile ai fianchi . l:rinmdon e ~pc•ntan<·,t impo.-,;i1Ji le . Col cateteri.-mo ><i estraggono pochi ;·c. d i sangue.. -... Tralln~llenl o: L·ap<Jrutumia mediana sottombelicale. lu ca,·ità liquido 'ematico torbido a cx1ore urino><o. Sutura di una lar!-!a ferita della faccia pcritoneale della n :scica e di 2 perforazioni del tenue. Le anse :'On o rit-nperte da p:::e ud o 111embranc t.i;mca~tn:. D~tersionc . Drt·na).!gin. Sntnra ~· s trati. Esito: :»ruore dopo '-' ore. :-;un : l.'i11ft nuo ì: ahhnttnto . h a p<>li'o frtq nelllt", temperatura Ji,l, re"piro su· pc:rticiale. 5.\t. Oss. Generalità: (;ri. Gi(J., ,;o!(lato fanteria. !>ala di eulr~la c dala di uscita: I4·lY"t6 15·1 1-16 . Tct~~po trascorso dal trauma al/'irll eJveuto: ore w. Nalura della /csir>rll': Ferit<t rowndeggiantc da palletw di s hrapnell sulla mam·
1nillare de!'tra, 2 rlita sotto l 'ttrca ta C'o:<tak Il proio.;ttilt· ,·it: IIC localizzato dall'esame raòiologico danmti al coccige. Si11/omi f>Yillcif>nli: PC>l>'o 11$, piccolo. L'infer111o è inquieto, agitato, di~pnoico. Ven tre meteoriC'O, con nttu;;ità ai fianchi. Vomito. \'i,·i dolori nòrlo min:tli spontanei . · .\i:~ epatica con><en·at(t. PalpaY.ione dolorosa. Iperesu:"in cutanea. Traf,l~meu/o · Laparotomia pararettale destra. Dcpo!:iti fibrino~i ~•rlle an!'e. !ìn· tura di una perfornzioue òell'::tJIRolo epntiro del ~·olou e di una del tt·nue. J)reunggio. Sut u ra a !'tr:ni dcl1:1 pan: tc. Esito: )luo re dopo 1 2 ore. !\on: : L'infermo. dopo l'att fl nperati ,·o, t· ;;e nza polso. S.i2· Os .;. - (;c.,cralilii: l,elt~ C:in ., soldato fauteria. /)n/n di eutraln c dala ll i usci/a: 4·S·li 6·;;·t;. Tempo frd srvrs<J dal lrrlltlll<l all'iul cr<•t:uto: on· 7· Nalura dd/a lt•sìollc: F e rita rotomleggiante, da palletta di s hrapuell, al fiaucc•
-<i ni stro. o;ull'ascelbn: post\.'rior\.'. Il proiettile 'iene lo<·alizzato ciall'e~ame r:tdioJo. gicc,, alla reg-ion e rt·na le sini~tra, nelle parli 1l!'Jllì. SiuiOJili prillti(Mli: Polso 110 piccolo. l~t·s pirat.ione affanno~. pre,·aJcntem<' lllt' to rac ica. H"tremità frtdde. Pal lido. A~titalo. Sofferente. Addome contratto, con Ot· tn~ità mobile :ti finnchi. t ' rinaziom· spontnnea imposl' ihil e l"rin e e matich e a l cnt<'· tt·ri,;mt>. :-;ou ha emesso fe,·i nt· ga,-. Trall~m c lii O: l.aparotomia mf·diana, cott ttg~iunta di nn t :t~lio tras1·crsale a sini~tra. Emoperiton~o abbondanti'. Sut ura di 2 periora?.ioni <lel tenue di una d\.'1 t·n!on rli~,·t:IHh:nte, e di nna la<·erazionc ~n nguinantt• d,•JI'n mento. E;;t~riorizz11zionl' tlcl colmt. Drennj:!g-io. Sutura parzittle a ~trati . Esito: ì\Iuorc dopo 30 ore. '\'un: : L'infe rmo (: a.~itato, inqui eto. Sete: in tensa. Enforitt.
.:.:u. Oss. - r.cllemlità: ' I't·111 . Dnnt., :<ol1lnto fnnlf'ria . di u scita: ~ll·l·9 1 i J H ·QT;.
ntlltl di rHirula r dala
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FERLTE AUilOMlNALL DI l;tJERRA
.\'a/tll'<l dc//,1 lc'i<lllt': Ferita rotonùcggiatllC, da palletta di ~ hrapn<:\1, all'So ,.;pat.io inte::rco-<tak tlt:~lro, s ulla e mi,.;rapolare, senza corrispondente di cgresso. i\Iam:a il re::pertn rmliologi('o. (:\lt rt: f~ritt: al l'emi torace . si uistro e alla g-amba :;inistra). Sintomi ('rillc i('oli: Pol~o 138 piccolo, appena percettibile. R esp irazione frequen te, ~up<:rficinle. to r:Jdca. Algido. Jn C"rtc. Ha \'Omito. Addome contratto, dolente alla p al paziout. l · rin<tzione .<pontanea i 111 possibi k. Hmaturia aL c<'tlt:lc rismo. Emotoran· <\estro. Tralltwtcti.lu : L~tparototni:t pa ran:ttale dcstm. Emoperitoneo. SulUI'U di 2 ptrforaziou i dd ten ue. Zaffn di 111t:t larg-a ferita dd frga to. l >re::naggio. Punti di ra,·• \· icin~uucuto, in nuts:-;4-t. Esi/a: :'IJuotrc d opo 11 un.: .
:-:nTii: :-:c('r'lscopia. :-:ot..:\·nlc 4uantiti\ 'di >'ang ue nt:l ca,·o pleurico destro e lll'l1\u\domc. Il rc·nc d.-,.n·o i: ,;p:•r•·ato nella porzione u1edia na . .13-l· e>ss. - (;eneralilli: \ 'i ,·. Au., c·ap•>r~le fanteri:l . nata di t'li/ra ta l' dal<l di uscii<I: w-10-16 JJ ·J0-16. 1'c1n('o trascorso da/. tra uma al/'ittiN"iiCIIIO: ore :; . .\'<Jiufo dr/la lcsiOIII.': F.,rita eia pallo!tola d i fucile nel 6° ~p:1zio iotercostale s i-
III,.trn, ~n li 'a><e .. ll:m:· antt:r ion:'. Il prnit'ttile si palpa nel 4o ~pazio iutercostale dc-;tro , sull'asct:lla rc Jll(>cl ia. Sintomi prillCipati : l'obo 12,:;, pin:olo. Autbasrin. Aspetto :<offereute. Cute e mut·ose pal li de. I•:matcmcsi. Spitcata rlifcs<t addomirwk, con ott u~ità mobile ai fianchi. l.'rinaY.ivn..: !<poutaue<• diffidlc. Hmotontce destro. ' Trallatlli!lrta: Lap:.wtomia mcdi<Jnn sopraomheli calt'. Sutura di larghe perfor:lzioni dello stomaco, d i cui un a s ull a piccola c ur nttura , l'altra s ulla faccia posteriore. !.argo sq u;m· io del fe!(a to d1e :<ang uina . Zaffo. L a s tttura della faccia post<·· riore de llo stoma('O :<i estg ui,.ce attra\'e rso un 'apert ura praticata nt'l mesocolon tra,.,·erso. Dreuaggio. S utura in massa ch: llc pareti. Esito : :lrnore d opo zo ore. . :-:oTI;: ì'ccros<-opi<•: 1-:IIlitorace de::: tro <:o111pletrtml'II tc pieno di ~angue per fenta. •lei pol11loJJc I~IIH•pcntollt:'O :ti)I>On•lau tc. :-\e>n i'i ~rorg()no tra rc-ie di pcritouitc. '--- - - -
(Coltt/1111<1).
CASUISTICA CLINICA DEGLI ES ITI REMOTI DEI TRAUMATISMI DI GUE RR A
Esiti di lesioni cerebrali p<' t '
L -
il rio t t. Virglnio de Bernardinis, maggio l'e m edico.
Esili di {l'rifa trrtsfossrt tranio-crrf' lrrole ron 7ìPrdila. d i sostan:.a osliNt, a lltllo sp essore, a carico d1·l frontale a sinistm e -ri parata r/a t:Tftrli0-7Jlaslica alfa T(>(JÌ011C / C'm /)01'0-pari('fa[e dN; frn. n itPII :.io1!e di sc iH'(J{Ji" mf'/allil'fl a ridosso drl fm·olrrto intr•rno d r l ft'?U· flONtl e
cb: stro .
:\L .. T\ ... , ;«Jidato :~'1• fautt·l·i:t. dn:<S>e lt'-"1. lli:!<tt'f'tto t l i l'adont. (·olvno. il 'i :tpril() 1!117 :<III <:Omp)ul tl:t ,.;c·hP~ia di J!nttllll:t Jli-"'Wtl·:tta pN la r<'· :.:i" Il P f1·on t n lt• si 11 istm , ("n t'it(•nzion(' tl i p mi <'l t il l udla n·gimu~ t l'lll po t'O- fro n ta le• d Pl<tl~l. di dtWt' tii!O f ii <'"tratto •n.-i ru·iuti f!iorni tl~·lltt k•siom• (Ul(>n t n• il [1:1 zi eut(• <·ra a tu·,~l·n iii h<t:~to <,;)Jll iii07.iOr1:1 1(•1 c·on <·t·:lniotomia <t l(•lllho o:<tr>opl:t· ><lkn. Contt>nqu>ranr•:tmt>uh· f u O(lt'l:llll , ,, sinh.tm <li <·I':IJiiOr"t'~"',i')Il\'. A ~~" tlit'(•, P~ li ri p>'(':<(' (·ontl~<~·nza tl o po dm• lllt•si . rilll :lll <'Urlo aJI.I'</111 1><' 1' ht·t•n· l (•III pn i n IItH• s t ato d i <·•111 i'n si<'lll' <' :1 ,-,·,•rt<•nd•) tli ,.on lin i tl r•l li•llJ.,"li:IJ!;!Ì(), f'OllSi"tt\nl i Jl<'ll 'itll)~!SSÌhiJr:'t flj ('>')JI'iiiH'l'>' i . (1111' I'OIIl)!I'PI HI<•nolu il i<Ì)!tlifit•:Jt<l <ll'll t' Jllii'Oil• . . 1·'~1-ilo
.....
C!ASUI STIOA CLINICA
,..;ta io rtllunle : J\ u•ut(' t·u tHiizioni ),!'<'ll(·t·ali di lllltr bd•IIL<'. :\d i>I t:Pgi•Illt• h•nl· puro -pa r h•t:t ll' ilOlH>'i 111111 t•ii-:Jtl'h-1' d ti rurgic·a H ft•tTo ili c·: II'HIIn, lu ng:~ 17 <·m. t•oiJI J:li l'>'fri'III Ì " ll ll':ll't•:JI:l ;.:i::-<H il :Jiit-:1 l' t 'oli 1:1 t•:IJ· il' piil :J il:t :1 l' l'Ili. •:-..1111>1 J!t'l'· 1"'1Hii•·•1 1an· :t.i;.:-ont:llti-:<:IJ:Ì II :Iit>. •\lll• t·c•j!Ì\>tu• front:t lt• "i n istt·:t '' 7 ('111. ;;u lla J't'l'P(.'J1· di<-ul:11·t· P it'I'Hl:t :1 u n t'Ili. 11 1 di tl il'lr<> d\'l l':tllg'Oin ut·hìln-'l. i g'ulWl~ÌI'n. <'l'i:<t\:' \llhl C'i<·:Jfl'it·P lihNa. o bl \111;:':1. di dr< •:J ~ t•JJI. . t·sito i 11 J.!T:I It p:arlP di i!I<·i,.;iun(• dJirurgi<~l. (•oiJI \1•11 f>111ll•1 lll<'tii~> J>ÌÌl t lll l jiÌII ('IIITÌ>'jMill' lt•llt• :Il (u(u d ' t>lltl':I\JI \IPl pt·oit•ttilo• . . \1 disotto di t:tlt• t·it·:'llrit·t•. po•t·dit:t d i ""'l:ll~'l.•t "~"\':! li lutto "'fK'l'"<H'\' di J'ot·nta .-irt·n l:l t·<•. tiri ol i: llll<'lm di ''"'- :!..1 J:!. a n 1:11·g-iui tu •tti. tJUiYi "i o,.., e r fa tmls.1r.iVJtc t't"l'hmlt• ;-;iti!"J'IIII>I :t i pu lsn t:11 li:th• . o·h<' si I'P IHit• piì1 lll<lllift•:<l:t JH·l l' t•spira z iom• fu l'ZII l:l :1 ;.:- lullith·• 1'11 Ì\1:<:1. olllt':11lll' IH q\1:1 h• l: l !•Ili l' \'tl l' l' i'<l H>tHkllt•• :111:1 h l'\'('('Ì:J •·t :tnit·:t ;-;i snllt•l'll in:-il'tt ll' o·t>JI l:1 d •·:ll rit'V t'hl' 1' :111 1':11'<'1'>-11. t'ot11111ltdo 1111 I'Ìii\'1'<1 :1 e:llott.a . Ci•'• ;-;i Hl' l'l'1' tt• :llwht• Jl<'lla fH~ tin:ll1• do·lla i n ~pil'H"-io>lH' jot·•>fnnd<l. dtot• 111ltl' lt' rollt• ,.Jt,. 1':1\IIIH•lll:t!:l I"'"""Ìlllll' I'IHiotor:ll'i<·(l o;-;l:wol:l il < lt• f·tu,.-..~o d(·l l'lllll-,"lh' d:t ll' l' lh '('fll 1•1. P I'Olll ltiH'Illltl n•pl•·zio lll' dPII:t l'l' l <' "'''"'"" t•t ltluo·l~lllil-:1 . . \ ;.:- in d i<-:t l'l' dnli:J l ~>si;.:io1tt• tlt•llt• l'it·:tll' io·i <' •lal ptlllln d',,Jttt·atn. in ('tllT i;-;poJII· •h·IIZII th •ll:t t o:tr t t· IIH·d i:l tl••lla :!' •· in· . tl! ' f 1·n n tak . Ì' tla ritRHt-rc di<' I l p t·oiti'rti ll' (><t'< 't >ltdu i J:IJ!J.!'II: I).!'Ii f.,ru iri dal nwtodo di \llJ oo •f.!Tali:t tTllllio -c,·n•h ml<· <h•l Honowol ;t \.l da a\\l"òl\'PJ'~'t .. i tltH: lHhi f l'U111ali :d tiH \ ':tll l i dt·l ;.:i thw<·llic• d<~ l c·~u · po enl l o~o. f·;.'UIJiif~
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St•u .>.:i/,iJilti : lpo(•!..:h•:·d; J ,. i}lo:di!t • ~Ì:I :"J":n·to .... upt•t·iol'c> t' iuf<'l'ioJ'P di sini:-;t nt. '"' " '" ' di "<·~nwnt:o:t.ion~ JH>l'tu:th!. /'si• ·h i lVI 1111'11 11 ' l H'I'>'>'H •·ilo• lltll llli:J)o• ; 1111 l Ho l':llit' tl l:ll O 1 Wil'idt':J~.io1H'. 11(•\J a jlt'l'• t'4.''l.iurtp (• ( 'VU s<·a r ~) :-:piri to di c·ritic·;J: 1\ i('IUnr·i:l hnun;.t, t"Oilt.P;! ll n ('UI'IV1,o. f)j:..;it l· \ 'o l i n.
/~.-.;nJut• ,.,,,;,!1,." /Ì('il:
l't' rt lilH di :-:n:'t;.tll'l~l n:-:.,.. ~;\ :1 l lltlt• s})("....:!'\UI't'. rntcHH it'}!~iantc~.
a lli:J'';.:'i n i lll'ti i. tlo·ll:t ;.:'l':llHIP~.Z:l olo•ll:1 lli<>IWta tli I'Ìtt(jll ! ' c·r-t•I~'.-<Ì II IÌ :t t·:tt'it·t> di'I la IH'I'l.in nt• :JII: t lakr:llt' ><Ìili"{l':J olt •ll'o>':<o front:do•. •-\l tm t><·rdil:o ol i >'n><lllm'.<1 pt•o· ;-;Jr:o to in ...:nt~·rlio·h· . ol:t P\' ÌIII'ltll· l'l':llti"l"IIIÌII. :1 f.,l'lii:J di lal't!<' (' . a c·olrtt':l\'Ìt:t t-i ,·., tt a Y\'l'>'U l'orhil:J dt'l'll':l. :l 1·:Jril'tl olo·I J:I l'(•g'i HII(' IPIIIj•ti'H· j>:ll'i<'t:tl\ 1 d(•;-;tt•:t. j11'1' 1:1 IIII'J.:hi•ZZ:t llH' dilt ol i 1111 l 'I li. I' J'(·,:;Pil~.ol tli 1111:1 :<dt••;.:-;.:i:t 111\'l:tl lint di 11wol ia )!1':111· dt•zz:t . l'l'll:t ll !!'O> illl'l'. :1 l'it illl''" ci1•l f:t\'o)i:JI.o i.rt (I'IIIO tl t•IJ'<•i''O lt'IIIJKlJ':Iil' dl'"tl'<o.
I l. -
es/!•S (J l/!'/'11/llfl//(' f lff/ t'IJ/1 fJt'rrliJa 0!1 / l'f<J-[11 / t'rtl{t• t/1•{ f)llf'ÌI'/t!/t•
di sos/ril/':;,(1 (}SS/'11 di'l/l! / HIT:Jt)/11'
di cf,•,,·frll, ('(Il/ SÌIIdflllìll' 1/!' ltrl) j JSÌI'IISf t•-
1/ÌI'II di'/JI'I'S.\Ì1 •(/ ,
1: ... Il .... ""lol:tto 1" ::r:tn·o!i t·ri. c·la.-.,.:o• IS!l'i. tl i,.,t t·Pt l<> milil :l l'l' <li P :trnm. lllll · l :t t i il' l'('. ('o lpito :t l •·:t!JO Tlfl :-\(·h ";.!!!i;l d i ;:t·•IU;d:' il :.-.i tlll;q: ;.!io 1!)1 7 :-:u l C:1r:o-:n. lu i~t:llu <"<>ll lll lo7oi<m:JI<• ll\'1' li ;riornl: d111:11llt• t:tl<' lt·nq•• f11 ri<-ol·t•r:lloo in tlll "-"i>t'fi:'llt'floo da o·ampo. tli t·lli 11o11 ~<:t tlin· il llllllll'l't>. t!llil' i 1~11 ;-;oft••Po;-;1•• ad illlt' 1'1'<'nin dtinll·· ;.::it-o. •·IH• jt:ll'(' :-:in :<lato litiiÌI:J•In ;IJI:t l't-.!!:'l l:tl' iU.:I;',Ìntto• th·ll;t hn•t ·o·i:t t· I'> IIIÌ<·:J l ' :ti· l'a"Ji"rt:IZÌollh• tli ><c·lto•;..:-;.:c• lllnhi l i ol••l i:ll'<>l:ltn ' '"lo•IJIII. Hit•JljK •J':tla l:t t •mwit>ll'l.:t . :t\' l'<·t·tl oli"'"'d i n i olisf:1><ir·i t·apiol:tlll\'llll' rbolll"i c• f:tlli cli •'IIIÌjl:ll'<'.Si ;-;ini.-.tJ·:t. t·lt<' and:ll'll llH lt•IJtanH•IIIl' modili":llldn>'i. ll:tll ' n><P•·tl:tlt•\ln cla l:lllljlll fil lrm,f<' l' ito in o,;ju•ol:lii t l• l'l'i l "ri,1li. l'l'('""" <·Ili l'Ìlll:l."l' tl t·:.:·t•Jltt• t'ÌI't': l !lll ;.!'iHI'llÌ. f.:J io'>< Ìnll(' (•i>IW tlt•· (•CJ J'!'IJ
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CASUlS~'ICA
CLINICA
di tJps(l':l. a 1111 d il'' tr:l:<l' \"1'"" :11 d i:<opr:t d.-11':111;!nl •' 111'hìln-z ig-o111;1 t.k1>. :<i '"'~l'l" a 111111 d•·:11rln• ;1\·,·all. llil. ad<.'ll'llll• :tll"n-:.;11 ~oltw<tHHtl'.
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I.ASIJ lSTICA 1;1.\NH:A a tuflo KtK·:<~u r(• l"-'1' <·lr<·a t'I l i.:! 11<'1' l. L<• lt•:..:iouì c·.,in(·Ìd<Hl". "t'<~>II<Ì n il uwi.<Klo I'l<.momo. l: t p l'i n m <'OIl la ;r,m~ t rola n d i<'a >'<111•<'1't()l't'. pj!'1 v c-r,.:o la frontu l e ch e s nll:t 1\:ll'let.nle. t•os-ì da <·<H'l'i :..:J~ •IHII~t't' a l lll:lrJ,:lnr llrtt•n •mi><f<'r ir'O tkl l ol>nlù paom(.'('nt rate : la s<>cond:l 1·u l tratto 1n·t>rola n<l kn 11<>11 :1 Jìl'illla <·i l'<'HlY<l 1u ;r. ioue froJ 1t: tic. All'esa 111\' ur urt>ln:: leo non si Mn~til t:1 fwssu 1111 "lt<>lil7.iOm' olt>ll a fu nziO.Dll· lilit <ll"i n t>l'\'i t• J'flni ei . ,.,, h ··• uno li<~,·is,;imo d"fil'il ' ~'"'i!lu>lif> di nlc'nnl mu~ll mimi e·! itlllt>l'''nti d:11 f <ltciu lt• sHIWl'i••r<• ll('stl'" l' nn:1 h·~J.:< ·I~I <l('via:doJH' Yf'l'i':O de.<-tr'll tl\'llu punta dt>llll linl!'lln prnt,·u:-::1. Tll(lt·~t(',.:in t·u tllll<':l L t tt.i l\' <· llolc>J'ìlit·a ·nella IDJ'etù òe:..:tnt del C'Ol'PO ~ f ar ile l'."f! Hrihilitìl nm;:;;•liHr<' ni'A:Ii arti tl ì <l<•stnt. Rifl<>;.;>li w n,linr.i <: peri ost<'i !IOI'Ilul ll IWI!'li nrti ><Hil<'I'ÌOJ·i. torpi<li ;!li H<lilomin111i , n ormnli i l"l'f'llllH<tf't'i<'l E> p;li achillf'i : llf' i rotnl('i. f1Uf'llo <li ~i ni s1'1'fl 1> più prontn di <)llc ll•' •li dcs;lt·n; no n Rabin,.;kì: f:tt·in~(>() P t•'>ri!Nl-(·on~rlnn th·il k ~~~~·nti. l\fovinwnti <1<•1 c·ajl(). ùf~l trOIJ("C.l L' d c•;.d i n rti nv11rnali. :'\p~,.;u n <listtu·ho tlf'l •·nmmino. li<'Y(' R o mlx>l')t. xnlln tli ~'~~' tolo~i('() n~.llc m· in<'. 'P.<tiC11ÌC(J III ('JI./. t : SpiC<~1tll Al!1c>tiYitil <••m <li,.;btli:o <•lll'>Y. l•>nalt': <l<'tll'N<siO;llt' <l'n· 11101'C : rl l:n t•tl•l ili l><'l'('(';r,imw <· rli rl'azinnp psic·hi<·a. ~•·11q.a tli!'<1.ll1'hl <14?1 (':1•r:uter·,•. r: (·.~(/11/f' raf/ioyrojìoo ('cllòf<'l'11111 le ~ \l!l ('i•(•l lllfltf' ]l<'rrl it<· Ili >;"'•:..:1 anzn f]('] <'1111110 a In ti!> stlt>~òl'l'.
rv. - Perdita di. so.strm::a osserr a tnlto S71f'$SOr r nr>lle rf'gioni tem,]~OT() trortlflll' sinistra (' wu·ietalr sinistra , ron ritenzionc rli ?Jroiellil" nPll(l cfwilù crrmica .
r,... T..... m)>OI'tllf' ~o ht• r••n:rlit •! 'l. tli,.;trf'ttn di H(;\'J!ilnlO. (·!ai<>«• 1R!IG. f'()ll tmlinu. Ft' l'i to :11 C'HJIO dn s<'lw):';::in di J!l':nwta il !i dic•f'm hrc J!l17 >m i moutf' G r:q•J•:I . ru In l~h1lo ('ommozlonnl<' 1wr ~ l!iornl: fJUin(l i l'iPI'<:'f'<" Jn M!«'ieu?.n. pm· conti nnnn<lo :o ;;offl'lt·c distnrùi d<>ll':ntirolnr.ione f!Pl lln;::UI1l!';.d o. c'on~i,;tf'ntl IWimn in mnn rt.r l n 1• •Julnfli llt <li><~ntl'ia . •l'isoltn!'<i lrnta mE'n tP in <'il'<'fl dur 11.1mi. V<>ruw l'irm·f·J·ato in 111• ""'1X'<1:1 l<' cln c-ampc) (131 n C'N'~J'lllol\O). OYE' ft1. op<>mto fl i c·rn ni o- r!•>:(>7.ionE' E' poi t1·n· l'<f<'l'lto in OSI>Pdnll eli r•ll"f'J"\':1 c-on na1n rlf':!'<'llZn romplf':::sh·n eli ti"<' m<'!\ i <' mi'Y-7.". 1-'11 qui n'd l im•into In ll<'en?J:t di ('onvnle.-;('(>nzJJ 'fl('r oltrE' un anw• f' lnftnE' rlf()r lllntH. f:ll11to a/./ual!' : llnon(> <'o ndi;r.ionJ ;::cnrn1li. :'\E>lln I'E'I!k•lH' fronto-pnrlE'tnle sinl"'tl':l. 1\Jl dito il l eli SOfYrll (' in d i<' tro (](' li' a pofi,_.i ()l'hl tlll'iU ('!'ih'l'll:l. In MrrlspOllrl'(>.lt'/.:1 <1(' 1 piede delh1 tt-17"' cl r:conv()ln;r.ion<' frontal~ lc·<'J1t:J,.., eli P.J'•K·n) n~tn:<i 111111 ('[(,. ti'Ì<.'<' cm·vilinN I Juu::m R e111. bene ('cln,.;oli rl;tt.n. infnssHtn. n..,J c·\ !1 ('(•JttJ·n si l'llt'nt In pnl~tzlone ('('l~brole ni<."lll Hmlt:1la. All n bozza T~'l.r·it'lalE' 1h•llo ~ t<',.;>'ll l nto. ln c,r. l'i >~J)('IWE"llZil d<'llu t·e,s:ctnne r<"tl·o-roln.n<l i<:a d t> l 11'1.10 )'\1\l'i<'tJtl<' suJlc;'t'i m't>. n l t l'Il <'lrutwl(>(' o~eo-<'Uhlllel\ . 111114!:\ rm. 7. }nf•l""'-'ltll ron TJ('J'('!Jtn òl tN:snto 0i"""· nn<·h'E>;<•:t c>v id('n !f'llH;>nte o tu tto S))E>l';.~OJ'(', molt.o di'IE'ntE' :11111 Pl't>S>:ionr tlh:itnl<'. In fJIIOlE' ~:w· "lmpn :ma tn d ol i Ti fl(>!<.<;<> h·i d o-n Jg-rs-1('(). L 't• fin me t'ad ioprn.j/co ha !li mostrn t o. n<? l hl f':lV l til ('l'H nl(·:t. Ìll ('cH'l'i;; l W)JHI<'1 1:t.:l dd twwl:1to 1utl'J'IIO del t·emp,n·:tlt> di slnl~<t l'''· 1111 ~ntimf'trn innnnzl nlln prhn:1 lt~·~>cla ('l'llllicn. la presenza di un ò;t<lo met"lli!'() •li tl't> nnn. tll l nto. ]~!$111/1 (' llf'UI'OlO!IÌC<I ll~J!ìlt hro.
<'Pnt:ro tli nrocn. l't•i<l!DltH1 1o lltlll ll:t altu:ll· 1uene di><turbi verbnll. Non hn nè ha mai avut•) <·oJwull<ic111l nè di:<hwbl p$<i<:hid. Va !J1e<mtro solo a cefi\ l('{J ri conrnti e n St'n~<n di n•rNc:ine. !'.'Jl('<'inhn<? n te ~~ ~l f'.<-.1l<lne al sole. P ur <'f.'."E'nd(r un:1 <l l'll<' lt>l' i,) nl s ul
In u na precN'I entc semeiofi ,·a cii e~ili di f<>rilr r rnnio-rt'rchr·al i. pulJ· bintta in questo pcriocliro ( fn st·. V. 1920), f'hhi occasione. nr.l br en• t·QmcnLo. di met.t~, re in rili evo le in'lcn&P tnrhc pc;chico-inkllettivo l'esiclllate a traumi dei lohi front ali . Ou r ll r OS5(:'1"\'az ioni potevano C.otlf'OI'rla.re e.<m lgli ~iu di e lr <'~neri cnzc ctirciLe a dimostrare rh r tale nar'll' ciel cetvello , c snecialment.e la porzione inecciLubil e o prefronlale dei lohi slt'Rsi, sia la sf'd e d ell e facoltà intellettuali , o. come affem1a L . Bianrhi .. l'onrano d~lla s inft~ i .('OSC it.>ntP t' slor·ira dei p;r anc:li fa UMi della Yiln me11 f.nl<' ·•.
CASUIST!Ci\ CLINICA
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Ol'a invece il t " caso sopra riferito male s i presterebbe ad unauuova c·onfer·ma dAlla teoria ati:!' n n ala~ i n (}uan to f~.hf\ ad un a fpr·ila i nle rP.ssanlP a tutto spessore i lobi f'ront.ali non sono conseguite variazion i di l'araLler·e, ma solo lievi di sordini de ll 'idrazione, della perc-ezione e dello sJJirito di critica. Occorre però considerar·e che la srar.sa accentuazione dci s intomi oorebrali ptrò esse re a.nrhc rifent.a , se'condo la dottr·ina dcl Bonorno, al-la scarsa for·zu vi va delle scheggie di pr·oi eltil i d 'artigl ict·ia, ond'è a l'it.ener·e che lt> les ioni d ella sosta nza nervo:-;a non :->i sia esl<'su molto oltre le pareti dell'ang-usto tntgitlo della ff'ri la e clw pcrta.nlo la oorteccia possa es.sere stata distrutta pe.t' zone• as:-;ai limitate . P er un opportuno raffront o con la prima , la 2" osse.rvazione si riferi sce ad un tr·auma ledente a destra una vasta superfiri e itr r n in!' icl enza con la porzione posteriore-inferiore della 2' cit·ronvoluzi01ll' frontale, ool piede della 3" e oon l'operX'olo rolandico. In questo caoo la clc:-;cr·it.fa ~in-dr·om e ncu r·opsicaslenica depressiva. e il r·allenltun<'nlo d ulh1 fa('OWt inlellett.iva, potrebbero esse-1·e mesfli in t"dppod o ron la c•s[(•:-;a le$iOne del lobo frolltale de-stro. Nel 3° caso , nel quale pure si osserva s pkcata ernoti vità c depressione d'umor·e, la zona offesa. non appat·tiene esallamenle cd esdus ivamente a nessuno dei g randi renki assoc iativi, in t'Ui J.o fibre at•cuak . rhe ooUegano i vari punti della ('Orteccia, sono in magg ior numero delh· fibre cortico-6pinali, non cioè alla regione pre frontal e e non alla gran· de zona laten te tempor·o-parieto-occ· ipitale del Flel'l1sig, ove, serondo questo autore e secondo Luciani si " r·accoglie la più g rande parte d <'l patrimonio intellettuale umano, in quanto ch e le immagini vis ive, uditive. tattili e olfattive vi si assoc iano, formando una serie di prodotli psiehici di ordine più elevato "· Così t•imane da doma.ndarsi fìno a qunl punto i disordini d elle facoltà psichico·i ntellettive non siano i n di retto rapporto con l'ampiez1.a delle lesioni corticali, anche indipend entem <'n. te dalla loro t.opogt•afìa, c·ome da t-empo la r lini ca aveva dimostrato. Il 4° caso, oltre c-he ad ar·gomentazioni n egative s ulla. ora. accennata teoria. di Lu ciani , :>i presterebbe anche ad infirma.re una delle S PI'c,iali r·a.gionri funzionali del palliurn più largamente ammesse. Nel caRo in discorso, infatti, oUre ad una lesione della regione rell-orolandica del lobo parietale supel'ior-e si nistro senza turbe ncuro-psichiche. so ne osserva un'aJLra del piede della terz.a circonvoluzione frontale s ini s lta. senza alterazione d el linguaggio. Quest'ultima r irrostanza può brnc esse.1·e messa. in rapporto con i dati e gli argomc.nti addot.ti dagli orrositori della· sr.o perta di Paolo Broc:a, che nel 1861.. con la localizzazione del centro d ell e immagini motrici dell'artic:olazione verbale , stabili va la. nuova dottrina, secondo la quale nel cervello " vi sono tante regioni distinte, corrispondenti alle grandi regioni dello s pirito ". Seoondo Gowe1·s e Mingazzini , gli ordegni. rH:WVO$Ji c.enLl·ali rlelln f11nzi one ariic.olatoria del lir:•,!luaggio nell'infanzia r-isiedono in entmmhi i lobuli di Broe<t, pet· conc-e ntrar-si poi a sinistra nei destrìmani e a d estra nei mancini , o per· rìman.et·e negli ambidestri , riparlili per· !utl •r la. vita nei due c·entri. Questo rirordo ci è sembrato opportuno, perchè. r·i s ultando<'i ehe il nosflro pazient.e è d eski man c. il nt<;O ouò set·vi1·r ad avvalorare il dubbio C'i rca la detta localizzazione cerebrale.
C!ISU ISTIC1\ (.;I.INll:t\
(i ii\ prilllil d ('lla larg- llissinw t•spt• rit •tt~a del la rt:n' nlc p:ttPITll P. Mari•· , IJ ~< tii<IPsi sttll'('S<llllt dirl'l.tu delk IL•sion i a. focolaio (Wr nunmoll illt<·n l.o cerehrak, avt·,·a dPscrilLi nun temf'i ta.si L'linic.i di afasia nwtoria, p~· r i qt ta l i allu. nec.1·os• ·opia fu dimusl.mla l 'asso luta inlegTità della 3" rin·onvol11z iOtll' fro11t.al P. n wnl.n' in allri c.a!"i , in cui la :-)(' Zione nwU.('\'a i n l'Vidt·uz,a la rli slruzion e isolata del lobulo di Broea, non 8 erano a\·uti rli sordini dell'arlir<lluzi om· ciel lin~uaggio . Così il Mari<• potè aut.on•volnH'Il lL· ··nn lt'<l[1Jl0l'l'l' alla <'U t H· <~ ~r.ion <' l'lassi•·a d ell 'nJasia uua sua nttO\'it l <•oria, elle avn•bhr trovato ull·am pia c.onft•t·ma negli studi istilll ili sui fl' r ili rc t'L'bmli d l'll c ballaglit• in r'ru.tw.ìa , s pccìnlm e nl~· in ri :.ruardu alla conll~~ t.azionc ckll<L ~ (wcifkilit tlel c·enLI'o di BrO('il, l<Ullti ;. h<· Dc- \'larll'i l' Cllnlt•lin ripetono t•l)[ Ma.ri('. m•l loro libro sulle fl~ri iA· eli i-!' ' ILri'H del Cl"a.nio e del ce n ·eJiu l'Ile " la lroisil•rnc d rcon\'l,:uti•llt rmnlal 11t· jouc a t ll.'l lll rr\le spé··ial ctans h~ forwt.ion <hl languge " .
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,
~ota clinica su di nn caso di sclerosi laterale amiotrofica combinata
con le& ione dei fasci cerebellari 1t< >l' i l dott.. U mb c r t o M o n g u z z i, maggio r o 11111d it:o
,\ Ili indll<'t' -a l'<l. .PPl't'SL'II 1a n' CJIIl'~ln •·a~o l'tlppor1 unili't di ridlianlitl't• ] alll' III'-ÌOIIC SU Ùi Ullel. Silldl'l\lll (;' llCI'\'(If'U 11011 al'fallo t'(ll llliiiC, <' hl' Stil ad alleslare l11 tl0 il pnl intorfìsnro •· ile la. pololng·ia di g:11t·n·u , nei suoi <>ffelli pr(lSSÌil1 Ì O (OlllttiiÌ , (III Ò IHTL' lldt•t·p llC'i C'illll)IO di'Jl l' lllilliltlÌ(• ll\' 1'\' IJ~('. tii lrall a di una form<L ablJa s lanza semplin• e •·hima, in cui l' interesse è snpralrliLo tll' lla ,·alula7.ione d e'Ila :>ua p;llogcnesi n.--sai subdola oo insi dio:;a . Espo11go la :;lot·ia l'li11inl.
....
• Sol!l:lw 1'. A111hrogiu. cla~~etN)<l . cJi,.trdtp tli ;\(ouza , c ulrai<J Hdl ' (),<pcd:~k tlli l iuu·l! ll i 1\'ontra, il ~.-. st·ttcutl>re 19HJ. l';uJrc, m;11ln: , uua ~orcll ;t t'Ù tlll f r;ndlo 111 lt i ,·in·nti c ~ ni; l'amun m ·:<i fa tniglia1·c 111111 l'i rapprc,..e nt a :tk tiiL ch i: di ~1ok • \'olc: t.:osl J)lu·c fra g li :nli<:CX:tknti lll'>rhosi clel 11o~tro >'-<>t.:g<' \lo 110 11 ,.i è :ti'>'-Ollll :t· 111~11te n essuna nw lall ia. J>i p • ofe~~ i o11 .: pri111:1 dcll'anu<'l:tlll<:n l•> ~.:· ontnd i n,), pin·,,J., pmpri et nri o. Ncgn 111<'<'. ArnHll;otn il Hl feJ,hraio I<Jl(, iii\' Ì,I\o :lll a frnlltl.' il 1° ottolwc dd lo s rc~~ anno n e l 21-8 frt 11t ~: r ia. :-\on fn mni ft·ritù : il 2:" nnohrc ~lll"l't',_~i ' n l't' llllC fatto prig-io niero. Hnrnnk l~t JHigioni ~t . ndlklto ,.ctnpt·e n hl\'ori l'[rn,·o,;i di t:trico e ,;carico 11cll<: regio11i f r i11lalle im· a~<· . ~ol lrì ('l'tHl :tlll <: nll· cklla pcnnr in di alitm:ut aY.Ìnllc. l 'n nut rito t'>'Cht:<i,·:lln <: IIIE' co11 minim<: ril,iolli d i pat<tlt', cnn pe~,;inll wppe e ('Oli 'P<>Co e call i"<> pane. ':\c:ll'agoRlO 1918, flll:ll tr<: . i11 c:t ltm:• . na ndd•·1111 :t i l:wori ~~t·lla "tnYÌllll\' tli i'<>r•knolle n otò l'i ll"nrgl." re di l n111 dnzio n i tlihn,_,. f<:cll"m~ "" f;nn d o \'a:'te n·gio11i d•.-1 rorpu : !< pccia ltii CIItC i ll )!rt>"s:oli era110 g l i arti infe rio ri . :-\on f<c<'<' ne~~ tlll :l c ura. Rim p;tt rimo il 1 2 uo,·e m~)rc tq 18 sc \1/.<t rico,·cnore i11 alcun o~ pedalé, prc,.tis$ÌIIJO, durame 1~ lircn:w coJwe~~<ngli qu a le ex pri):!ioniem qn el"\e tumc·fa7ion i. d1 e d uran1110 tl:ì t•lt re quallru !Ile: s i, si tlil c~nanmo c :<toJII pan·cro. !{i p re~ rt!golanne11tt st:n'i7.io
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Il più e nergico r icostituente Tonico d el iangue dei mul!coli e dei nervi 8 pillole prim a del pasto di mezzogiorno Il rimedio degli epa tici- T rattamento del paludismo Ci t rosi del fegato 2 compresse all'inizio di ogni pasto Sterilizzatore d elle vìe urin arie - Cistiti, Prostatiti BI e n orragie, ec::e. Stati cronici : 6 capsnle al giorno Stati acuti : 16 cap sule al giorno prima dei pasti Medica.r:ione i nt~: stìnale. - Guarisce l e diarree Evil~ l'appcnd icitc e l'au t o-intossicazion e Dose usuale: 12 co1npresse al giorno p rim a dei pa.stl. ·-
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Signor Dottare, Quei pl'f\parati mooicin~t.li, ohe, por la loro rllZhJnale composizione ba per i requisiti sciea.tifioi del preparatoro possono darVi tutto l'nffidame nt ., sono degni dclln. Vost.r:t considerazione e devono essere preferiti a quelli si milnri esteri i quali sott raggono tantn llttivi tà fina.nzinrìa' al nostro Paese. Ogni vostra prescrizione per un preparato straniero, rapprcsenia una pic·cola somma di denaro itn.liano che ep1igra all'estero, quindi un dann o che. senza accorgervene e con !;t maggiore buona fede, Voi a r reon.tc im·olontn.r ' n.mr.nse all'cconomi:t naziona le ! ~ .E. onna i necessario che Vi convir: ciato d i qursta ve rità :ncoufutnhilc e Vi cooperiate aftlnchè c:ò nen più nvvflnga. l o, ita.lit:no per nasci t~ o por elezione, chiodo che le mie preparazioni:
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T'?sfor"'ol,. c~rebrof .,. ~atbi! s ·cuo nnehc~ prose' cl tt Vo i in • ousid,•.rmr. ' ont~ e g-indicate so dllg'IIC del Vostro ùc .. ev• lo -int<'.rf'ss;ullr'Jito. ~~
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quin•H n Yo!<t.ra tl i!< pn,;izione po; r la ktt~~rx tu ra e per quei Clllllpioni clar\'i n ua icl c•a dd b ulia p ro d u;.:imw.. i n ntr(\..'<.' \ rl l'll:\ V o~ r rn t' <.:!t. k~t:a. di ~ t nt autt·ntr· ì ' .. 11sr.•p1 i n .
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fu ìud<tto in tOJlil di armì-.ti;Ì<t ,-d a-.<t').: JHI\0 al t.'.ì famer ia. rÌtllallt'll!lo culit lilltJ ai flrim i .ti ~Li tt· tlll trt·. t·p•,.·a in t'IIÌ il n:.(:'gi ii H'IIl<l rkutrèt :1 :'\•"·ar:t. Si11 dall'aprii.- "'''l n uuin~· iò ad :H·,·nr!-!e •· ... i, :o"\' 11 t l1 P'-''ù d:1rvi
:drun p l' '-O , tli lc:g-.~c.:r i di-..turl'l 1H: 11 il d<·t~n1 -
1ml::u .ioul·. Rift: ri~\'l' a qut·,to propo~Ìlt> ~· 11<.: ... i r~g-g"t' \'ét 11011 1noho 1tt.' lh: ~U1l l· ~; t111ht·
per 11110 >'l<tl<l tli iii<T rlot.:• ,. tl ì dinthiiUÌ~a (nna . .\ .ldt:llO nd 1111 >-<:n' ÌI.Ìo ~'""a i )j,.,.,. l)lÌ:1 11l(•ll<· mi 1111 r;~ po d i fn<>i-lta ll l pot<· c·oJll Ìnu nn· ;1 dÌ "ÌIIt)ll').! ll 'l rl o. Ila qnaldtt' lt•mpo l:t111('11la a ndtt• dll' g-l i a rti i11 ft.rio ri ""'1 " 11l'll:• ~tarin11 c t·n·tla t•olpiti li:• 1111 \'<>tt· IÌII\111 lìn·c tn:111on·. lk~i,Jt:rando :H·c•·rl:tr:<i ckll 'entìt:'l tlt:lla :'ua tll a latl ìa ~' t'Il · rar~i. e hit::-;c: di <· ~~..,· rl· ,·isit:l tn l• fu fH't'u1tc) :-o n1tito in {(\1\' ..qrl o~pl·dah.·. Sog):d ll> in kl li ).!c ll lc· . "~'"i dot·iJ.., el i c;tr:'ll t e n· <IIT<' th kvolt- , :Hiattahìk . l k- 11 ,.,.;. ltt ppalo ~dH:il· trÌt'<l lltc· nk. di hnotta , ...,.lilnr iottt· org;IIIÌ I'a . Ì11 t'<>ttdÌlÌottÌ ;!l'lll'T:tli di 1111tri:r.i on~· ~Pdd i ~ f:.,·elll i. l'n le 1• ttlttc·o~c r<>-<l'l'. 01-;!!111Ì ill ll'riiÌ incl t· llni clrt 1H>l<" palolo...:kh t' . J>c,.antc• t:ontpl.-to th·llt- nri11c no n n1ctllc in c,·idvttza c•lclltt: ll lÌ anorlltal i. E .\4UHC del sislt ur•l ll t' lt'O$t•: Si iu ,·it~t i'"· a r~snuiÌ tl il rt·. d alo cht.· il f-c..· nntnc.·ntt ~11 1 q n: d e c·gl i ri(')tÌall :a "<>pr:t\1111•> l':tlll' lllÌOIIl' \· r apprc:"l' tttalll da i d i~lll d •Ì •il-l k1 tkat nltnl a7 Ìollc·. Si no1:1 -.uhit•• utta almon11c ri g itiÌ lÌi tk i ll tll~<'t•li eh-gli :trt i inft·rinrì, Jh·r cui 'Jlll'"ti appain11n r igit li : (,• g-:utthc >-<Hto in fori<· ip.-r<'~ l l'II -<Ìollc· "''1)1'11 1t- co' tÌ\:, :'\-ella \' Ì<'<'!llla cl<-i pa,_,j le pia 11 lc· e .-<[ll-<'Ìalttl<:llll• k- pn 11 lc ,.t ri ~• ·Ìallo -"111 ~ u ul" : ~\! ~i •t n"l'~tn l>rn:-.<'aUit"llt<.:· . :;i ,·c.:d u no l" gì nuce hi a in prl·tla ~~d un tr'-· n1or~· 'JHI:-.l il't• . Fc·ttiiiii<: I1 Ct !li R••ttthc·rg prt·-<t· ttt t· : 1':1. ,_j n ·ggt· l>t:ll<' '-ttgli :'!l'l Ì itt po,.iziune cn•U;l :ul ·•·chi apc•rtì : 110 11 pn<'> Jk rÌI l'"('J.:'U Ìrt• llllll tt• rn,.:<> n \: ampi,· fk·« ÌtlttÌ -.ug li :Irti ittfcrinri P'=r l'\'Ìti<' JI\t• n olt'\'ok dii11Ìl1111Ìolll' ,]j inP<t. SpicT:tWllll' 111c d itli Ìllnita :<c11dm t a n (·h e la inrza nc:~li a rti ~up'-·riori. l·:~l~tc.: a pp<>na tlhho:t.zato un t rtt nnn: ltt:i ll H>\·i· IIICII(Ì UlllCII.ZÌOIIlll i d e'g li ar\Ì ><npc ri o rÌ , d w ~ol o 1'1111 llll a l't·rla (\ jftic·oJtà l' i m e \\(• Ì11 c i'Ìtknz:t : 11 011 c·uJJlrallUrc fa~cknl;,ri •h· i ,-ari gruppi llllht'ob ri: I<>JI< J ntn:<t·o lan· Lt· tre (o rni(• di J'l'I'Ò (":<ag-l' r:ttf>. St· n,;o dì r n" Ìlt ÌC>JW (' ~lC'I'("O,!.!'IIO~lico <:nn ~·-n·n to. :<t•n;: ihi tità t;~Ltilc, t<- nnica l' ,)o lo rillc-a, e h<· l't.'ngon o t:"plnr:uc· , 11•111 dinu>:<l rano "1': prc7%abiTi nlu·rnzion i. Dl' nnog r ;ilÌ,111tt appc·na ei·Ìclt· n\1' . Ri llt:,._,j pa t..-llar ì, :tchili\ ·Ì rdrO<lor:<:11i. tl<'l hìcipì! l' crur:'1 1,·. nhlinti, oll'n~ nit•i c> ~:t~t'nlli><"imì <i'<lt111to i lnli. Tulli i rìfh: ":< i culan,·i Ìlll<'<'c ~0)1<> as:<a i torpicli; il n c ma.<l't.:rko .: g-l i :~<ltlomin:tli lll<llll'tliiO; il pln nl a r C' (: ,;o"tìtui(o d n l nal >in ;;ki, ,·h c pc·n'• <: nppc na a hho7.z:lto. C lo no <1..-ll:t n ..•lllla: d<JIIo ,]..-) pìt·clc· 1k ~l ro più nn·<'nl ua to di qt1t•llo di ,; in ì"!ra. T,'(· ~n ln c· tkl 1':tppantlo ,·j,;i\(> dà il "l';!lll'lllt• ri-.ull:tlo: n. Il . = o. S. \' = l r-:n t111 t'li'O)ll': I A·K~<' il ~. T \'\'. cl;~ ~~~ a ho !'111. sc-ma h·nti : rifll's,;i ìritlcì Jtor mali: dimi nu ito il 1i(l t.::<:<O co ug Ì11J1lÌ1':1i<': pn·!',·nlc il c·o na·a ll': kg).: ''~'~• ni ..;ta.\.:'11to nrìnont :tl;:·: 111dla ,Ji tlol c\'C tlt· all'csplor:t7Ìun <· o ft:d11to,;,·upit'11 d e l ftlll< lo ct<· ul:trc. L'c~n nu..- l'kl!rico cse;.:11itn ~n \':t ri gruppi 11111'-<'olar i <" s u \'Oll'i pu11L Ì t!Ì ei11Ì1H'Illtn clt·Ì m · n ·ì 11 lnlt>1'Ì 11011 11Jt•Lll- Ì11 \':tlorc fall i ÌlllJl<>l'la lltÌ :· ~ol o "<Ì r ilt•nt u na k).!J.:Ì<:r:t gcn era ll' ÌpntX'<'Ì laloilit<Ì far:ulì.-a. Tl l lahì n >'ki ··~plorato co lla t·orTI!lll<' far:ldÌ• •:J ,-. re·-«> più <·,·itll-llll'. Snl <Ìt•ro !li -<:tll)('\1\' ,·ic-11<· praticilta !:1 rl.'a?innc· eli \Va ~~t'l'1111l 11 11 c hl' cl:'c risnltn1n 11ctUIIIIU1ll' llt'g'<l(Ì\'0 •. . - _,
Fin da qu<•slo nJonwnlo rnlpi~· · f> sub it o m·l qundrn :'inlomali ··o l'an d atura ilwèda a lipn p<tl'<' l i c·n-~pa~l i c·n, il ln •mOI'<' inlt·nzitlnnl<'. il ft' nollll'IIO d i R.om l wr~t- l't•:'aFr razinnP di tu i li i ri fl(•"si ft•JJdinc ·i , il t·lmw ~lt· l la FO(IIla l' dc·l pi,·tlt•. il Bahin;;ki, il rti:'lll.'~. ,IH> p l'ipll-(·•T ilahili lù fa rarlic·a . L a forllla rlunqtl l' nl primo rsamr rol cnt l'l'IHi<'r<· aulnrizzahilf' 1<1 di agnn"i pn':H•nl i va. di un pt·oc· r~;;o dt>gl' ll<'f'ali\·o (il' l IH' LII'Ont' l'('tllrillP m ntM c . fase· i pin1ntid a.li ) r omhinata t·on lr:' ÌOllC' rlt' i fast• i ,·e relwllnri JH' I' i l cJi~ fUI'i>O d f' ]Ja c'OOJ'dinazÌOlll' ,;(a( ÌI'O·th •nmhUlit(OI'Ì<I. Ho fl·n ll<'nulo, sia . Jil' l' nwglio inrliYidualizzan' il ,-aso IIC'l suo d e,·nr!'o. ::: ia. n ~r npn nwrlit'0-1('!!1111•, il 1111llato in Ht'.parlo per f'il·r·it qua ranl(l g inrni. Si lamrnla\'11 rli 1111a dl•bn lpzza r l ~t• <lllrl a,·a l'l'Pi;c· r r\Clo gtarlalam cnlr 111a i11 modo alquanto rapido. r\on so lo, ma si poteva sorPrPnd<!l'<' rwl d olili n io d(·gl i a1·li su prriori t t nn. evicl ~·nl.(' i polmfìa f'ci as ~0tl iglinm enlo d t>lll' nw s~~· n tu~, ·ola ri · Gli ,.;pazi intei·os:;pi cldlr man i el'ano assai e,·irlenfi. AppiaH ile l'e nlirlè!li'Al L.èna r ed ipo ll' llitr'. Cu11lrat-
l:Ati U itiTICA CLINICA
t ure c rigid ilit spa::;li·c he an da V<l no aJJpa l'endo lan lo agi i urli. superiori
r hc inferiori. Il sogget to in qualc·he momento lamentava anche feno rn,c n i di vertig ine . Per· insistente ri chiesta del malato e.he desiderava c ·::;(}r J'estiluito presto alla fami g li.a lo invia i al Collegi o mcdiro di 1° Gl'a do, convinto c·he me ntre il periodo inaug ur.aJe era stato relativamenh.' lungo, la forma as.<;umeva a questo punto carattere progre:;sivo assai rapido. Ebbi la fortuna di rivedere il ::;oggetto nel lllt'Se di dirernbre suc:cessivo, .due mesi dopo t i l'l.' a la sua usdta dall'ospedale· La sindrome s i è aggravata di molto : ha as petto cadente, ema.c:::iato e non può camminare se non sostenuto . L'ammalato presenta a ssai J>iù spiccata l'andatura a tipo spasti CO-l:erebellare ; l'incesso è paragonabile a quello di un ebbro. Accusa disturbi d.ella deglu ~iz i onc : è diffkoltata i n fatti alquanto l' ingestione delle sostanze solide. La paroLa è notevolmente inceppata per rigidità plas tica dell'orbi colare d elle labbra , per cui em ette assai male le labiali. Le sillabe sono brusramen te .C.Sl1tt lse in forma quasi esplosiva. Le mani son{) appiattite .alla palma e gli spazi interossei s i J')'r·esentano profondame nte scolpiti: vi è quasi una attitu-dine en griffe . I muscoli fl elle brat:t ia. e quelli delle spalle si sono assottigliati in modo J)ronunciatissimo. Anc·he le masse degli ar-ti inferiori partecipano al proresso di atrofia, ma in minor grado degli arti superiori. Scosst• doniche si ptesentauo in tutti i musc·oli degli arti. I riflessi tendi nei. ,;empre esageratissimi , sono di assai diffic·ile esplorazione per il clono in c.ui si pr.esentano in preda tutte le masse musrolari . Il riflesso ma.c;seteri co pure è assai a('rentua.to. Le sensibilità sono sem p re i nallerat.e : il cl ecorso dei nervi è perfettamente indolente., L1. diagnosi. che nel periodo ancora ina.ug urale, allorc.hè l'a. venne a me. poleva giustifìca.hi lmenl.e cnurwia1·s i in ru na lesione degenerativa c·ircosc ,'itta alla sfera d el neuroTH' motore cen~raJ e, per la ti pica evoluzione della forma morbosa , doveva . a malattia condarnata , venir ,·etti fìrata in una d egenerazione del n.e urone motore ~:e n tral e c perifet·i1·o con partecipazione dei fa.sci 1'erebellari L!· lesioui d ~gen era.tive infatti interessavano eviden tem ente nel caso noslto, tutti i fasc i c.he conducono l'impulso volontario della cortc..Tia agli o rgani d el movimento . 'renulo anzitutto presente il conteg no d ei J'iflessi tendine i, doveva necessariumente ritene1·si leso il neurone motore centrale , nel quale, attraverso i fasci piramidali, J)assano gli impulsi mod er.atori e regolatori dell'a1't:0 r·iflesso. In seco ndo luogo essendo il t.rotìsmo d e!l.a muscolatura legato all 'integrità del neurone pcriferièo e partic·olarmentc delle cellule delle corna antetiori , dovcYa 1·onsiderarsi leso a nche questo se('ondo neurone. Per i disturbi presentati a eal'ieo del c IX0 paio si vedevano net.lamente interessate, almeno in parte, an~h e lC' vie eortico-bulbari .. senza escludere che pure i nur lei g rig i della base appartenenti ai nC'rvi r raniensi sopranominati , essendo da considerarsi tìs iopatologicamenw c:orrispondenti perfettame nte all e cellule dell e \.'Orna anteriori dèl mictollò, potessero nell 'ul teriore progr esso d ella. forma morbosa venir a nch'essi C'ompresi nel p!·or·esso degenerativo . 11 Romberg, i disturbi a ··arico dell'equilibrio, le ver•ligini. testimonim·ano una partecipazione delle vi e cerebell<J.ri.
vn·
CASUISTICA CLINICA
Dal punto di vis ta p reltamenle clinico faccio notare come in qu eslo ra:=;o _s i s ia trovata confcnna a1la 1·egola, talora un po' discussa, che t' ioè la !Jar·esi c la ('Onlr·a lllti'U in quèsta mal·a.Llia. prct·ede r oslanlo· m ente l'atrofia, e c·he rronologiramc nle la sdet·osi d ei cordoni laterali · inaug-ura la forma, sd eros i rhe poi viene propagata in secondo tempo a l neurone perifet ico. Nel t·onfronLo d el C"omporta.ment.o dei r·iflessi, nel malato di ,·ui oi int.ere-ssiarno, troviamo suffragio all'opinione di \T.a n-Gchuchten , dell 'futi.Rg oni smo pt·essot·hè {'>OStantc esis tente fra i r·ift ess i tcndinei e nrtçmei,' nelle sindromi di rigidità spas modica rlegl i <ll'ti inferiori, nel senso che l'esaltazione nei primi andt·ebhe eompagna alla diminuzione od abolizion e dei serondi. La fisonomi.a tlinka d.el -caso m i sombra abbas tanza espt·essiv;a da rendere inutil e una ulteriore di~e ussion e ed un minuzioso c·ommenlo per s tabilire la diagnosi, ì'he sgorga a fior di logica, di sclerosi latel'aie amiotrofi<:a con lesione combinata ·dei fasci ceJ'ebellari. E' noto che questa forma morbo::;a r,.o stitnisre una enliti\ clinica e anat-omo-rJatologil-;1 1xm d ofinita nella s ua fo.nna l'l~ssi e<:l, in C" Ui tutta la via di ··onduzione t' Or-tico-muscolare partecipa ad un processo di f•aratLe re ~l'l e r'Oti co-degcneralivo. Nelle var'i e tappe della malattia, di natura fatalme nte p r·og r(:'ISSiv-a, la S('lerosi può essere irregolarmente distribuita (' quindi la sindt·ome, put"e mantenendosi nettamente s is tematica. può assumere òifformi aspetti f'linici , essendo qu-esti , c·ome del resto in ogni <llltr~ mala ttia d el rSistema nervoso , no;n dipendenti dalLa. natura quanto daHa . sede dell-e l-esioni . Credo conveniente an~ ·h f> ric·hiamare l'attenzione sull 'età ef'rezionalmcn tc giovane in r ui la malattia si è manifestata nel mio paziente, ('SSendo b en noto ~ome sia assai ra ro C'he la scleJ'OSi latet•al e amiotr·oftr a si manifesti pt•ima d ei 25 an n i. Non del tutto privo d' inte·resse può esser e. invero, un breve commento intorno al momento eziologico del nostro caso, dato che la patogencsi di qu-esta forma morbosa è an~·o r·a cir.cond ata da tanta. oscu· rità ed è oggetto di molle disc·ussioni. Nulla assolutamente ri-sultò nel mio malato ·dai dati anamnest.ici f.amig-liari e personali arcuratamenlc •·accolti, all'infuori delle e<:!'essive fatkhe, delle orisi morali e fisi~h c sofferte in prigionia e rlell 'edema da fame coincidente ('Olia ipoaliment azione r h e richiamò so pra tutto la mia attenzione . Quest'ultima ma' lattia (Oedem Krankeit) a noi giunta colla guerra è staLa. ampiamcnl~ illustrata e documentata in sp e-c iali modo negli Imperi Centrali che ne poterono osservm·e il maggior nu mero di vittime. I (·araU.eri. ch e a malattia conclamata d a tutti ronf'ordemente ve nnero osservati in essa, sarebbero: edema genet·alizza.lo ma sopratutto evidente agli arti infer·iori ed ai g-enitali: versamenti in tutte le cavità: sierose : debolezza rlcl malato estrema: t•umot·i di natul'a quasi c·ostantemcnle anorgani ca nl r uon~: ipotermia: tendenza all'asfi ssia di tutti i tessut-i: oz·ina ri1·r a di aceton e, di ammoniaca , di a<·idi urk.i e ·di creatinina: riten ~ione combinata di azoto e di cloruri: nel sangue. idre-mia ed aumento rlei cloruri con diminuzione notevole di albumina . E' eoncot·demente esclusa la causa infettiva, come alcuni in Ge rmania avevan o da prima ritenuto, ed è univocamente accettata come causa di tale sindrome l'ipo-
...
rA:;tllS'l'I('A
~LlNlt'A
alirrwnlaziorw t· ~pc•o·ialntt'rrlt' la òelro·o•rrza cii prolc•rnc•. S;m•hhe durruna di::rr;t::iòl to~S ÌCil'llllllll'illt' arralt•i!'a al lll'ri-bc·r i. allo ~,·o r l>ulo t•d alla pt•llag-ra (' IJlll'Slil ullirna o·onsidL' I'Hia ~l'i'OIIdfl Ì IJIOdt•J'Jii 1'011l't'lli. La ~ inrlmnw rt•r·l~tllH'IIIt· o·oir11· idp ron una J)l '0fonrla a llerazio tH' ch•l llJl'f.abnJi::mu OJ'!.("illliCO l'l'llitlill'(> i lutli Ì rJnfi o·I)JII'I)rJ'O ilO il [arc·i [)(' ll~èll'f' ad llllil illlo~:;it·azioJ1l' a•·ida o·o11 insufikenza <'Palinl· :-itd l(• r·atl'-'l' dt·ll a srlt·J'osi l:lll'ral<• antinlmfìt'él qlla!-.i lJti lla si t·o· "''~''l' <Uto·o ru. di po~ili,·o t'd nilr<·tnndo inr!'ri<' ~~ lllnl lt•plit·i ~0110 lt~·in'll~lallz<• f'lt•\'illl' a rallMi c•d ilt\'1\I'<Lil' 1'0llll ili!'t'llli di'Ila malallin. Pt·r l ii Hl SL' I' it• di 1·asi ft!I'OIIO :-.o:-:l1•ntdi i raff rpòda ttlt'll[i t' la p roltllt).mla l'sposizintH' atl'unJidil:t: Jll'l' ~t It ri le· forli l'n·itazinni p~il'!ti.-lw: \'arit· 0'!"l'l'\'il7.iiii1Ì IHllltlo nw:--sn in llwt• quali ag<·rdi h• inlns:-ic·azitllli l'l'ti· 11i!'IH•: al•·un i parlano awlw tli inftozioni. Sono lui li (111l'~li falln ri ~·7.ic• lng-iri o c•atl~t· •·onc·orn'nli dw mt• 1·ilano di <:'-s0n· l'i1·ordale . Tra i fai· lori pl'l'clispo rH'llli od ind ividll idi \"(•ng-ono iJIYOr-alt' cla Charrot, c·llc pri1110 clt•S•-risst• la malattia. l'erPii~rnn lll'l'\'MI> <' l'irnpl't'ssiona l•ililit. nnudti• lt' soli l<' ntrit' •·Au::!' ro~l il11zion<tli l'l H• si lroY:uw IH' r •·osi dii:,. ltc·l snlloslr aln eli tut lP lt• malaltil' tTilllil'lw tl .. t sislC'tna twrvosc1: lui· faYia 1\•reditù in qup,;(~l fnrma non Jlan• ('." "l'l'l' gra11 dtC:• in r<~usa. l':' ntolfo pmiMIJilp riH• 1·ia:>o·nno clt·!!·li agl'n li rh<' 11èd \'il r i stt 1din:->i n•nncro :-.t•t-utalali 'jtnss••no .;11·er rlalo di Yolla in Yolla ra,t:'iont• de ll a fnrr11a r norht~c;a. , To lro,·o ·l·ongrut•J!Ie e l••!!ii'O, in IJa ::t• alln t'OII;;IHiaziniH' falla IIC'I 11 1io 1·asn, rio·tmo<:o ·c•n• lulla l'impodanza >'iw Ila f'L•rlaltll'lllc uvttlo 1ltlitlt• llHlYI'IJII:' pulO)H•n!'l ii·O l'c•flerna da fal1Jf' •·hp, St'lJllC'II(' Òt•t·or~n Ìll IJJf)dO mif<'. pttò it\'t'l'l.' incluhhiantt•nl!' pMla.ltl 1111 pt·Mnn do pr> r·,·c•rlinH•nlo rwi pnwC'ssi llH'la ltoJi,·i di nulrizin11r ri Pi it'..;,-uli <' flt•i si:-- lt•mi. E' a mio ~indizio inluitivo <llll nH·tlc·J't• in f:1tli ('{lllll' in org-anismi in pn·da n 1'0SÌ profnnda d i ~rra;;;ia, i Yiso ·c·r·i inlc•rni parft·l·ipano flc·lln inl n~ iraziOII(' f<C'· IIL' rlllr (' lll l'hC' lrofìch(' g-ra\·i pos,.;ano lt•nlallll.'lll!· t•d 1till'he i n~idiosa lll('lllt• i:-;liluir·:;i in \!no dt'i si~lr111i piir nol•ili r <ielit·ali de l nosl~o or;tm 1h:; m o. Si ]ìtrò ric·onos<·t·r·e ).a prohahili!it rlw la rnnlalfin insorse• rò c•blw rvoluzionP rosi ~·ar·all<·ristirmnrllll· sistr>ma!il'a, prn·hè· t•ra lll' l pnzicnlc· li lla Sf)l.'t·ialr vul ne rahi lilit c·on$-('c•nita dt·l cl('l<'rmina.[,, t1vurnn1' ntol.cm· . rnn. l'C'l'lo fu la disna:-ia <in fnnH•, la c·ansa l n~..;it'a ··hL' inlt•t'H' Illlt' a llll'llt•rla in ('\'itlenza j) l'll\'ll!'anrlo. in mnrlo s1 thdo!n <' l(·ntn da p ri 11ta, rapidn \' prni!'rc•:::si\'0 di fHii. 11tH\ prof0nd<J, inyoln7.ionr lrnAnt a t·arallPt'l' dL'· ~C'I I C'l'a(iYO rJl'[ Stllicil•!ln IH'lii'Oiil' . QttP:"l.a in!Prpt·<·lazinlll' palo'!-n'rll'li•·<~ inn• rtl lro\·a :'ll ffi'H!!in (' ,.,. S1'o rtlrn in lullc• li' molft•rlio·i c• Q'r aYi lll<Ulif,•:-lazitllti dH• nt·lla sf\• r·a dt•l -;isl•'ma rH'JToso r<'·nlralr <' pc• t· if~' J'i t·o \'l'll,!l'nno rappt'(':-'l' lllale tH'I l1r ri · lt<.> ri (' ll <'lla p('llag-ra: di::;rt'lhiC' r h(' hanno I'C•rla ruvnlC' rprakltC' )Wrtl•• di t'Otdalln 1·oll\•òrma rl a fnnJt'.
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Un caso di nevrosi funzionale riflessa P•' '' i l dot t . Armando Ferraro, c·upita.no nwdino. 1'. l>inl"<llllli. <·la:<'<<' !:-<.":.!. ):'iii ><old;tlo 11 " 1 :.!'i H. f'alllt'l' ÌII. tJP~oltivn. ~\ 1\allliH':·d P~"''~~Ìil l :l: ~iun1u iu :I.UII:l
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CASU~STICA
CLINICA
Bliuluyi(l c· f'lll l llfl:lll'·•i . DHIIa stVl'i:l sutlùt>tta Hbhiltrlto dt-<IOUtJ [l':tltll r.,:i di 1111 l'a ., ;o Ili llf'\TOsi fuoziotul l{• ~l tipo j;;:t;(>rk'Ò, :::ia llt'J' la J!l'l'><èJlYAI d e i cnmtt(>ri" Lid <li$tur·bi ;;en:<ith·i t>fl\WdHti, ><i<~ l><'l' l11 YllJ'iHbilitil d ei loro limiti Ili ~tensivllè >'(JttO Ja Ì •llfiii€'11ZII IJ('I!Jn f \ >17..11. >'lll.:;!I'Sth·:t. -"Ì:I l't'l' la >'J)('l'Ì:I Je t·otlfif,"Ul'UZÌO!l(' :1 "t•nlz,•tton1! » 1lei di.-;t urbi stc>::::<l, sia !11! 1' l':t>i>'<.'llZH tlei ùls ttn·bi t rulil'i e !.ICI' l':1" · "''11Za <U fJUllhllli.JU e f<iot.QJU O impu~tbile " ie:-'ionl organic.ùe (lel s lstl'IJJII u eJ'V'OS<J, l'o><siumo noi om riJe1·ire talf' Jtt'\' lXJsi ad uno tl{'i tt·e tif)i dj nen··•~i tl-.:tllUlutk:l 1le~·ritti dall'Oppeollelm'! ~llll /> il (.';t;:r, di nnaiiz~1o1~ J'eY(•utna!(' •"11:1 atllJJitìt l'<JII la prinl'll f o rma d i l\ Hl; i 111':\'ln ~lllHle>:~ti<.:n ll n è <·o11 la fnrma detta dJ (\ )m r:11i:<i ri tlt'"'~'~' », tl:i l'Ui e bl><'l'O tmlto utl < l{.~Ul~ll':<i JIUI'I: ìl Habiuski, il Fl'lllUeJll, M 11 Ho\'('J'l: nì• ritt.>nin1un sia ii 1'1.1"'' di fermare k1 ot•-<t ra ~ lt!E'll%h>llt.> sulla «IUiotonoclouia t•·c pidan.... "• JIHIJ e"'SI.'ndo,·i tH:'J 1:nso nu str11 tutt~1 la ('O<ll'tP .-i.utomatolQJ,.ric·a che car:lttcrizz.a le tre forme ,;uittdi<'ate ~>d and)c I>~'J'('lJto nctn '""'""imw• a Jtrl o ri IDt.>ttt•n· !11 J<t>.lflzione tmuwati~1 la itl."""gcn~l dt'i lit-n• ('HIIl!t>htlUE'IIto tigli al'li, ch1 (' Ili fu •·oLpito 11 J'., t'On Ju <·ono:e~:utinl n enu:<l r<\'ihl}l)l.at:l"'i Jll•<"lti gic>t,ni <lop11. ::;ebbene I'OptJt>tùa'iu r <>l!lhl riferil'lle turi! i easi <IE>Il11 enesi><U>n%a tU una t·ausa tmumntka dw )!t'IWI'i In tu·oduzio m• <li tW\'t'c)><i traumatìdtt' :t tipo tWtt:l lllé lllc nut•m<•llt•> ('a l'Ili tt• rizr.>ttE' llaLJa pres t•mo:a dci ](•:<ioni organi clw, .;ili pure :'11'111!'· :!I"Uti llllto noKtrt.> plil minutt> iB<lagini ., <·ot\-::,i:<tP!lti nt'i Clll~i viii Jit-,·1 iu IUlO scut~ timento moleeohll't' d\-"111' t'{''llu i~· ~Id "'ist{'W:I tlc n ·o,;o l'l'li t l'aie, u lt t·i Autori 111~ ;..•uno in <'><i,..t'lll'o~l dt>lla ,..;indl'<lllll~ fuuziothtle II'CJtiiiiOiic·a <' t~>ndono 11 ripo1-tur-c l:t lll~tggJOl'(' jl!ll'[ <" deJIC 111.'1'\'{>:<Ì Ìll I.'<I >'Ì 11i <>.""l' ri' IIZiOII~', llt' l \' :1;<1.~ ('<1111)>1.1 <le Jln ~Il'· I'ÌH, (ie)hl nl'I'J'II:<((•IIÌII t' d e lia Ìi'I('I'IJ-Ilè i ' I'H:<H'IIÌII . Fnutori ,;npratutto di que-~ta <-t>i(•r.ione >'<\llll llaupp in lu;!hilt.ena c :'\onno iu trt>rtlUIIllu. Qut"l':t'ultim o ritie ne che, 1v.c f"-""t' <•mie Jll't'tPml\o 0J()Jt>n!Jein lo sc.·uotì lllè nt.o Utl"<'(·aukHI'II\1.~:1 IH'iJwbpn )(! dl'lle n t>\'l'<>«i l'lw si si"Ol)!oJ~<• d o po 1111 trauma p.~l · d~ic-o n l•JI'(HH'\-'n. non spl ég-bl•t·<·hlx>si Iii I'III'Ìtit dt?lla ~iJuil·onw in ]'<II'Ohl n ella pm· tica dl' llt?. :<Cijll':tllltt<) cloJ•• tl'<lllllli lll\'l:(;H lli<;Ì , siiiÒ)'<llllt.: dlt.: J•l't.:~UUi t>i ill\'e<'é (li fl'l'ofJUe nte :<c>nr.a i medt•:<imi. l~ m•l c·;~><o in tra t l<lr.iont' apJJllllto il t);(llllllil inlziale. >*'- <:O!;l V()gliltlllll dtnouJilmrlo. l· st:tt<J tanto lm«<·nl'aiJilt• tlu 11011 ia:<dat'(! P"<H't·ia "icunn <lt>lla ><Ila npJ ~U·ir.iont' )l()cill g.iot·ui Ùt.ll~J la ;;ua iU:<OJ"!{tillZlt. :'\ou teueudu I'OlltO ~'()l;Ì ù e l t'()JJI..'t'ttll , !t.:li'Oppt> IIIICÌ J\ 1 liOi 111'<-'1 >end Ì<IUIQ )n l tOj:;l~llt:ti <·u U1E'Dte ),)t'l' · qut>lhl so...;tenutl <hiJ GliUJIJI t' dal Xonnt>. I'Ì$él'l'andtx-i eli fomlc>l'è nella maggiori:' par te Ilei <'li·:< i t;11l fil ttori. Jl N01111t> Jlropendt> JI(OI" la nrig itJe <• itlt-. >g<:'HH" tlc• lh> lt>simti ehe I'Ì>'(_,Hit:l':tn."i n d lé ue,1rosi. Le 1e"ivn i l u altri t~> l'Hl i u; :s~n·eiJ!Jf'J'<> ~('li(' l'a lt• a JJI(;'~7.Q d e ll.u 1< IliO l'· IIHSII c.:om~n.t;mzlon~> '' <iella t'l>ll: it'J\7.:1 <lir<•t ta ~ìllla pnrte 1l('l l'IH'IIO le...'''' primi ti· l':lment.e. Egli è t-tmvinto d t" ll:\ iuflut'U~l t'H1•it:d{' t'"'\Jr (·it;lt.H 1-ìt tali inferllli (Ja tÌ(' slde t·i Jn gt•lwre (in pritii1J tem·p o) e liollln itit' ll di ('<Jllll>t'n"<.. (111 S\"<.'OJtdòJ. Fnt l pl"imi ~i <:ontendono il CJ:IIllJl\>l'id('ll ùi no n tnruare <.~l Jtxmtt.>. il dP;;ideri•> tU allollraruti'SC.Jit>, hl no;..talgill tltoll:t f;lllligiia. ii dt-...'< i<lt·rio 11i flirt> ritoruo :dia vitll llOl'lll:lh· l)ri\'11 deli'JIUgO:<t.: ÌO..."'<I « asrlf'ttazio ne tt'l11"ifil•;t •> t>('(.'. ' !\:Iii I':I•)IJII'('>'('ll t~ll\Ìt)IIÌ dt>J df';;i -
dt'l'Ì.O e J'nlt.erar.iout' delia Yita ra]>ltl't•i':\•utatll·a <-11,• si RYOlg(' •.,:ut·t;t>><Sinnn t•utt'. t·ostittliS<'()JIC) P<'~' qut>sto auton• i fathn·i. Jlrlncipllll pato;:e twtlt::i. L 'idt•n dt>l <:l>lllJif'll."'(l, non >!'ill><<'<lien•btlf' iiiYe<'(' <·he in :<~·<·nntlo ((•tujiO. Allot·· qno::tn<lo <'<i MltU\·h•tw :Hl' <' ''t>lltunii lltiiiÌITazivni tli llf'lL"Io nì e tlirltti. i'e le nw nt•• i<i<-><>ge uo t ·ou l'il bno t1lllt;' t'a PPl"<:.'it'll t a ziollt' ti(' Il· it l('a d E'l <~Ili t pt;·u ;;o, potl'l'bll<> l' :<:<t'l'(' in l!I'Hdo <li f:tl't' riscH-~"n• i s.intmni tli uw1 H t'I'J'>,..i ;!iii flt'\-"('\'d(•lllt' lltt'Uk ~:uarit:t co llllllltt'll<'l't' in :11·1.<) 1111:1 :<ill<ll'<)ltl(' 110 11 :lllt'"~'~~ d t>bt>ila ta . <;:IUipp, il fu t t n l·(' p><kol{<.' ll<l (l'lllotlr o l tli s lnti<•n Yit•m• iliV('<" l'<)ll:<lcl<'J":1tll t 'H Ili t' Jll'l.'\'lllE'll t<.• t w l h t :<pit'l:!':l Z)!IIW ]>Il !.tlj.!('llt'l i l'li oll'l lt' li\'\' l'",.;i {11111\loun Il, l~g-1 i I'Ì Il · lt'Hl·<·itl nella t·a""'' pmot i l': t l :opa n ' n b.l, .. Jli'IZÌIIII i ri1 >~'tu t l'l l'\>11 !;1 q un l<• a mnH' ttt • di(' JlOS:-1l tnh·oitn t~mcot-rt'l't.' il fatlnt'<' itll"ttJ.!'I'IIo. l't>ieuwnt<J orig-in:1rio Jl l"imor· tlia) (•, IIÌ" l'it~llll):<('t', ('<J ili (:ÌÌ> l' <'<)ll t" l'dt~ l'Oli ii :'\ollllt'. J'p)..j~t('IIZII \li 1111!1 :'>jl(>l·i:JII' :<indr'Qme tli n(' \Tn:<i citt tt'll\1111.:1, d:tppnil'ht> il (jllHd'l11 ll lnl'bn,•o ;.i put'l ill(']ll<l tit~1n' nl'll<' mttnlf<?><tnzioni (i(• IJ'i><tl'ri:t u d<·lin llt' \Ta ><lt'J lia. Xel (~1 );(1 n(lstro non {o da Hllllllf>tt<.•t'(' la Jll't' I'H lt•llro~l d<' l fntt•ll'<.' <' Wotiv(l, J)()lc hì· <lurantt.> il bJ1·YE' S<>!;'l,!iOJ'IIO xulla Hiw:l <1<•1 f\10\'0, t>gli n orL rifE'I'i>;<.·e ue~:,."'..ll fatto rilc·vnnt<' chE' J'I<~N<~ t f<~t·e 1'>1' 11~11'<' >111 un <>YE'uhl:lk m o nWllto C': ISUIIle n tinta net· l': t fll<'ll t<' (>Ili n l i \"lt. H i t <'Il i :t m o i m·<·<·(• dH' In p n•,· al E'li ZII cl el :f:ll'.to l'<' iclf'<>;:!"<.' no <lE"h b:t .~t'IIZ'llitl'o :tl' t' t'(' prc •\·n l>'o. l • •i•·ht'• , .,..._. .,, ('O"Iitui\" ciPilt· l':tllfll't'"i'llt:tzic)lll :1 ton:1liti1 all'<'t-l i\':1. qnnii l'iclt·a clt'li'<'l'c•ntnalt • :<1111 fl n1·. il tll·>'itlt•t·i., di f:tl't ' ril hl'll (l in htui,'ll
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CASUISTICA CLINICA
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p m :-it-nt•o. i l de>:idE'tio d i t•·ovn r<' H m('r.zo p i il M t t<~ Ilt't: e:s...<aer ri.nvjn.to sotto ìl tronqulllo dE>lo d+'l lliiCSE' nnti11, clf'bhouo E'S.'lere !<tnt! i primi movenU psi.cogen.i cbc luumo prepa·ntlo iu lui il tetTf'Ho ftl\'ùt~vole al I!'I~Hluai+> implunto <Iella ne\TO~i fnnzlonale a tipo isterico. N è si deve obblel't1~11'è dì(' nel l'. UlliiR·lt \',tno i ~~~~~ tt<.>t•i lstedci Vl'K'<.'<Ielìté· mente al suo un·h·c al fronte, J"k)!c,·h{> oome dir'(' l' Hr>(·he "· i u fondo ogni fJer~nn PU!l'C s:uu1. in .primo teuti)(), .ma <:be pa1·t1.:cipi alla g-nen-n, può diventare irstel'iCQ,. rnnto .più che In diO<po~ifilon<' a 1-e.tl~il'!' lste•·lcamente JIOn è &l'lecifica della! J)el'f!Oillllitl.\ Jsterlcn (~om1e). Ri ttmi:Nno però dle il fattore <lf'lla pre<ìisposizione inòivlduale clebb1l avNe In :sm1 ìnfht~!ur..a , uJa non :umuettìnnH> ton lo Jenòra-ssik cht· nella costituzione i><tNit-a ,.;t u1 l'e~;<·lu><h'<l corulìzionc Yel'll e Jli'OJ>ria della ne\'l'oai. La fortu iL t lE'~ ionE> :d pit:\(1 i >:lOJJ•·n ,.,.E'Jiu ta poelll ~!orni dopo l'~u-rivo ò€'1 P. n l froute, ~ sta t 11 hl C'fili .•o m·c·o .~irJIIII/c·. ehi' >~ vEc>ndogJ.i Jl('l'UJI'l:'-~1 eli t>NSere f!ioovern t<~ L>e.t' una prima volta in urw st.'lbilìmf'nto <>anlturlo ('(l ~u~i<apornrne In trlnqull· litìl tanto soHpimtn, hn J,"('IWI'IIto In rottnm di !'<1Hilibrio dt>llf' fi\('Qitù Jnibltri<-1 (.'()SC]entl, la6(!iaudo un c·ampo nhw>J•me eli nttivitil l(llle 111'1>1H'E>,'~Eml:.'l?...ionì a OOIUI· ti til effettinL E r·o~l f•i >1\'\'ki n ìmno H~ r•o11(~f'1 to d eli' iste•·i~mo puro, quu1 le è YOllt t<l tillllo ZiehèJL Il conc:entrulllentu <i~Jh co:-c·ieuza d~l nostt·o inff'rmo. la polatlzzazione di P.>~.'>ft sull'arto iniermo. dal qualf' l'gli <SJJ(>ra la reHliZ7.azìtmt\ ùei deslde11 'foi'Dltllati in g~"t..'tzioll~' nelln I!'UIH·I):<<:ienY.IIl. :sJlit'g:mo 1'in,.:orgcre flelle IPricm.e menomatf' funzioni moto•·ie. 11 ritoi'Uo ~·utl-e"~lvo al 1'r<Hth> n<:~n fu che mug~io1·mueute ncuh·t> i tles~de•·l iu paroln e J)(>rmette l'iii!<Ol'!~et-e grnduitlf' del tremr)rf' <'hl' ><i necentun ><t'llllPl'è più .sotto l 'i ntlue nr.:t dèll~t <'On.ti.JHJe 111 pprc:::enta r.. i o n L L'infermo polao~.1zzato Jt<'l dN:iderio <li « ,-oier~i iJIYII Hd<~ ' ' :<otto l'lniinewA'l mrm·e!'.Cntativn :::empre più Imponente provora iner.>scient.ement.e l._'l l'tabiliZI7..<JlliOnc dell'nltemt:l funzlon<• ,..d a lui !<O!'lpìmu:t: alteruzi().nt> che e;;:-11 coltiva nelùt sun >:uhcosclenza e <li cnl non •·ies<'<" a lillE'I~tl'l'>l 1~r In. <'ontinun atti\·ìtìl del fnttore iòeogeno. Ri teniamo (Juia<li JWI r . Ili doYel-e cscln<l~l'<' il f11tt<H·e dì.••tmico (emotìv<>) e per btnto nolb oonn?nianw (•cm il ~rin;;:-t\ZY.ini quando que.,;ti afl'enua che è In via rllstmicn quella prln<:ip:liP. JI(•J· etlì htl luOI{o )(l ,..,·oJg<>rsi tlE'lle rear.illni iRt~riche nella nevrosi riflessa . Con ciò oon o.cnrti.antt1 H t=:1tto elle ill tnluuì ca.;b !':i IIOSS:l avere l'insor~re (li' una ucvrosi i:n >;el;ltito ad nn'<tzioue prevalentemente emotiva. Rite niamo perr'1 <·hc in (Jue.'!to <'nso o<.-<.•'>11"(' l"ètuJm:> elle il fnttm~ ideogeJ](.)! ,;:uJ:>entri succe~<~immento obbligando il iiO,;getto a ct ·t11n~inM'' '' l'an·entut·:J (Morselli) e genEc>J"flllòo in lui n nn fi'Ull.hlllQUP.J ·l'll)JJil'è.llse'lltRwJr · nt> <li <lN<id('rìo o <li ('<lmpen.'i<l. :\'è neghiamo i l fn,ttn l'ile in l:lJiun.i n itrì ìJ fnttoi'\' <•nwt.b·o P"S$11 da ,olio gt•nerare la s1ndrome in paro111. _. I·J<l in rel:1zìon~ n talE> m·tliltf' d'ldf'e pot1·e1>ooro osc:·l'lY<'rl'<i (Juei pochi cn>:l di· « nm· tismo i>:tcri(·()" soprnv,·em•uti àn ~guìt<1 ~~ forti em<>;,ioui. qunli lo ::;coppio <H groAAI Prolett.ili ~ breYe di~>l:lnztL In queRti <J~rb non ,..;empre llc,·e eS<'lnclet··~ i H'lln POli· t'Qmìt.llnte J(>.<tioue OO'I!HilÌ\::1 dtc 1111t'1 nn,1-e l.el g •-ndnzi01ti pii• varie. D('('or.~o "" r.•ilo. ·- Formn m<'i In t'Om'iinzion.e rhe l'aft'è'oo:n.e dm·m·•1 ritE'nersi r~p1•cs.<;i<J1"fl tli nn.a. i:\ludmnw riflt>~«.'l inqna<lrantt»d m•lln istt?rin. nbblnmo ~"eoz'nlii'O .inlziHUI llll'l1 <•lll'll SlUg~el<tÌYn iusìstent(', tenclent<' Il deviare J'nt.tivitù l'llJl))l'P · :>e>.nt~1t.in1 dell'ìnfertU<'. ine:IIUJlandoht Yt-rl•o i,! de-.'<id<'J;o delln ~at·i~ìonr (l <'el'c:nnòo in ronf•ormitìt (i{'Jlt• opittìc'llnì ~:iit <'.IHIII{'ÌHtt' tli shi~1.òit·e &empl'-<' pif1 l'id€'11 rl<>l cowpen~o. Per •·ng-~;:iunl'!'t-e ~tlt- st."ll'l nhbhlmo XPguito ì >~t>~uenti <:ritCJ·ì: 1° !<:.<;posizione nll'inff'm'!tl del no;:tm rom·indmento tl<>lln irtt('~t·ità rW.I suo •awlollo ;.pinale, per culi i di><t urhi tn atto ;:;u'Pbhero ~·c1miJR t'l>i immmwa h i hn<'ntc• l n ~guito n l Jil'OCf·,<:.«o eu ril ti 1·o d w a\Tt>mm<l iu bd·:\to. ( l).e.Jloht rì7.7.f1Zione cl ('Ili:! <'r>scienzn J. 2'> .\.f..«icnmzioue r1r.>etu l:lt all'ammala to rh e st ru rn ultimo tn egli non ;:,trt'hb<' ft bbé\nrlunMo a !'<(> stt>sso. m~• rh<> o1t1v- n llst E>wntua le g-rn titiea cL'l fin·~: H nc.•o()II'Òil1'\' n titolo di1 rLsan:.iment:o, d i!llt-emmo intN'N<~u ti IX't fm-gll ottenNt' 111 •·h•mmi;;;. Fiio ne in seryi:;r,ìo pr.esso le l•'en·ovi1:' fieli o Htn to. ( Smu~amt>n to delL'l icleu d~ l rompeniD). :1• Nere-:sitit J)('l' lu E <li l,•na•·ir<' J'llpìdamE>n!R per non <'>~~re sog~;:<'t.to a vivet-e t:on In. SfJht .pen.c;ione ruin imn cbe gli l<JX•ttE>l'ebbe, m(>nt.re riacqulstando ln primi· 1lvn robu!:t-E-7..7-ll potrebbe- lucrare !'IOmme cospiene vnri n lln pn~n mt'cl;in dt>li'"PI'· mio oòkrno. ITncitJlmt>nto al tl('><ÌllE>l'Ì<I :li JH'Cl(]u:dnn<>\ .
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C:i\SUI::ìTICA CLINICA ·l'• .\1:1>\NI;(;.:Ji ript•lnti allt• ;.:a1t1h"'. :tllt> t'\>:-<·Ì \' . SJ•il'ito (•HllfOI':ItO ,
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(·ila1u tbt l l~intt•l~i. ,.,\ Ut.. di1 \111:1 •·nnf•·r·Htta :l'"pa·.. lld '• ("'hP ~I l 1t)O c·nsi eli n.~,· t·n~d fll ll · Y.i1111:llt• d:t lui st•.:-niti m•lla l•l':tl i<·;t •·it·ilt·. 111''"111111 i· I'Ìlll:tsi(l lo•,.:" r•tl i11).."1t:ll'ilo 1111:1
,-, .JI ,I (·nll"'t';.:nltn 1'ilt • h•nnii-:Y.t~, l)lii'SI :l Ol'i(•1Jl:l%i<>IH' !Il< • l ii·O ·I ··~:llt• PII i'(' :1 III>Ì 1:1 ani:.:lint'\' :t l'i,.:ol\'1' 11.' il lllirhh•ma tDt•ll:t lìqllld:l:r.iolw •~·olt••lll i1 ·:1 oJ,.j Il i'\' t·uh·;..i d i ;!lt!'J' i~t. t•d : l l'l'l'l olw iJtt\ lt 1\• liti 1'<111 · t;t;!;,::in 11011 iucJiflt •l't •lll<• : op11•1l11 di tl<>ll oli.-<] H• ('dl•"' l'l'lll' l';!Ì:I !'IWi:tlt• Ili ' <·ias<·IJII 111 · f<·l'lll11 Ull!il'illt l<il f'('I•:<,..Ì\';1 111< '1li l' . l'll " l';.!'i:t t·lti• 11\':0:'<ltll: l : li t l': l \':1 hlt:IZÌiflt~· ltH>tl i('ll·l<'· ;:ah..' dt·lla ~iuda·ou1c x t('l't.'lhht• t·nll:-:t·J·\' ;1 n' :1 Jln ~ :l%lnH4.' .
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICA ITALIANA ESTRANIERA 'l'ut'E'IE:IL - Le alltJmta~·ione uinemalit.:/1!!. (Uulletiu de I'At·cutlémie dc médè· cine. Seauoe dn 1:~ Junvier 1\J:!U). Dopo cbe il \'augh<'ttl prot~ d'hs<Jilar!E~ l mu~oli e i tendini dei monconl d'arupntazioue e di {h•r k>~·o 11n'ul'lìone motrice <liretfìaJ :nlli'Ul•l><lrt.>C-chlo dl pmtcsi, la cin<' mati.z~·a.z·iollr. è eu t rata nel d<~~Hi1Jio d e lla cbil'tu·gi~; oon ~u:.-.a du t· luogo fL molte controversie, SOJirabutto In l!'rauda. Gli mt1 le riJiutRuo ogtù CL'cdlto e pretcmdono che una ma.n<' artificiale Itigida. è preferibile all'uso; <l'un moncouc tl'~m.ti
bJ'necio cinematiz:~..uto: gli altri (in !Uleeie gi'Itnlùllll) le ricouo>lt.>ono <l<•llt> tndiht· zionl più o meno ntllllt~rose. L'O., UO!L apr)agaullosi' c.lii quanto ,;i è dHto c scribt•> ìn proposito, volle ljtuù1.<1re di )oet·sona i ri>'ultali ~lt· l tl>roce...,so c.ineJnfltìOO, Kin {lli'Istituto 1=uzr..oJi tll Bologna, d on' 51 prof. Putti gli prestmtò uua quiu<licina <l'orwrati <la sei mesi a tre nuni, sin J.U.'ll'Istlt uto dei L·acùitici Ili ~lihmo, in. cui il prof. Gnleawi gli mvstr~• unn diN!ÌJI.:l tt'a mput:lti n e lle :-<t esse comliziuni. Jnoltl'e <'gl'i «ssistet.te, in ent-rambi i s uddetti l sti.tmti a un <:erto J.nun<'r<J d'opct<ll',ionl cin.oèmati.clte primitive, soc~:mà:Hie c tm·tlive. 'l're r·r<x::cssi OJH:1''1li t:l. soti<J ~mptld e attuabili da tutti 1 chirurghi e- non richiedOIIO che u n po' .ùi pre<.:l<>iO.' le. Si tratm ùi c renre nel m on<.-o11e UIÙIIIS;l te"lt· tU ~a ricoperta di pelle, ed oeeezi<>lllllm<'ntt· racdthHlc rc uno ùel capi tendlneì in una guaina rigonfia .a.lla sua estremità (processo della clav·a ), oppure kt i;.'Cllll'e una bottoniera cutanea fra dne tendini. Di là p.'lttono tlll unc ino. un nnello o nn hott.one munito d'nn cordon•! <:be V•t n tìssn t '<i ::;uJ1,1 pn rtc. mobile, per eseJu.pio, alle dit~t <iélhl ' U;\Il(• :\ttiticirdt! vcr d:tt lot·o il tùo\'iuwnto. Il Pl'<lt'é."-"0 t)lù diffuso, u cbe all'O. sembra realmente e ftic.•.J.ce, è quello ù!'ll 'ausa lllllSC<•Inre o ten<Ulle.'l termiualè o htemle, '>~'mt•lioe o ùoppi~, S<~condo i t·nsi. Tutte l<' nmput.'l7.loni, tntt<' k di&arti<~vlD'l.i.oni - dice l'O non scuza un~ puntn d ' ironia - :5ono stat-e <'!nf,. ruatizznte, dall'emiresez'ionC ciel 1/UJ.SCCllliii'C infe·r iorr. in CUi il tendillC del tempomie J)U<) ~~rvire a m11ovet·e l'n J!llR r~"Clti10 <11 pt·ote~ . flno .'lll:t r/iRtt·r t icoJa;:;m1r tlr:U'anca., in cui U t!•ml i1w dello ]lSOO!-;, unito n l piccolo t t·ocant.l'rc, fotwn un:t t· lava t~l [l.'lC'<! <l'una f01:Lè tmzionc; d.'\Jla cfil!artieo/1/: iuu e de/. 1>0/lic('. in cui I'<!l:'tn' · mlu\ òcl tendine del C'ltbitll le anteriori', unito nl Jiisiforrue c <:.'OPCI'tu. dalla. pela(•. forma un.'l grossa t~~t.'l, eapace d;i riceveJ'e tm :uwlk-1. il qnale fa1·ù ugit·e nn pol· !ice .arUfi<:illle, fino !tlla ((.iiiOI'Iicolazione uena spalla., :in <:11i 111 wtur~1 <:ineuo:t· ti?.:r.ata òcl~.rrtHit pettoral(' c <lei gnm dorsale dà u~ta ,<;olid,, , ansa mm;co lnr{•; tutt o le a.mpultt;;illlli. :t qual:oias i livello e tutti' le tlisartico1a::ion i, complete o incolli · )Jletc, l'ono l<~tsC<>t.tihili <U esse1·e cosi nnmil't! (,l'u~t'a usH mns<,'olarc o t.en<ll~tc:• m o: tl'lc<• rt dopinO <'Il t'Ho. o <ll d'ue 11nse <:•m uu abiOlle :tnb.tl:'<dll~tn. In tutti <Illf'l'llt cns i, 11 moto1~ è pote-nte, ma. Il moviuwnto PI'0\'0<.1tto è («.ono ;;;e.mpre le p:trokdell'O.) o iJJutile o ins ufficiente. Ncll'n.rto inf<~riorc PO. di<.-e di uon an•t· vG<luto. d<l PO l 'a.mJwta ::-ione rlf'ilrl coscia o tlellc~ ya1nùa. ùei risulta t1 lXI rtieohtt·men tc ~n<:nl':l~in nti, - c :1~giu u~ c: h<· ~ soltanto nell'arto ~·u pe-riore , dopo l'aml•ulnzlonc del /ml(:r·io e, itL sp<."<"iE'. <l()P" que lla dell'anti braccio, che la cinemntiu..nzi<me pri utiti\·n. ~contl:tt'l:l o tnt'(l i \':t. dà .r isultati veramente <legn! <li noro. Per precisare li vulore ùel monconi Chleruo•tlzzatl , biS(Igna st.udinrli da liJl t11ipilce punto dl vista: l•) il molo.•·e, vale a dire la for-.m e, ~rello stesso tempo, In facillb\ d'azione del .((.ntppo mnscolnrc c dE> Ila sua ansa clnematìcn; 2<>) la moliilìtà dell'a.n$a cinema tli(;a sotto l'in11ueu?J:1 della eontr::t7Jone mltScoln l'<'. eh<> darà l'estens ione d el IDOYimento: R•) il r eudim('nto . cioè retr<~tto pr()(l<)tf'o J)lll~l g.Olla to 111la forza prhn ittivu del m otor<'. J.n potert7.a d el mo(<)re è f11ci le n cl n PIHW.· :r.nrst: bastA prendere fra le dita l'IHt:'ill CU'tellllid lzr..atit e fnr conb~u'l'e i muoooli eo t·ril'!ponclenti. Per l'urto 1nfNiore, per PSClllJlÌO. qucstn. J'totell2a è tAtlc dte all'O. ritt-<;<:1 li'lllJ)OS.'lihile r<'~i stere olln contrazlon<> <lP! muscolo qundricipitc cin:Clll.'ltlzznf·o. 'l'ut..taYi<t bi;:ogna tener conto <lPlilt tiu mla delle pres;;iroll J)iutto:;to cbe dlelln
loro luten.;;iti•, c non dwt.entici!J~ <·hc un~t rn"''~ione .t roppo pt'Olungntfi all:c1-n. la. JJ(>IJC, che di n• uta Cfi ll o><lt. Allinehè questa forza d etermini nn movinwn to n hh/1· 33 -
Giornal e di medicina tlll!ltare . -
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F ase. VII.
111\' i!-''1:\ l)f:l.l..-\ S't'A \l l'A .\LEOl\'A L'l'ALIAN:\ E ::iTII.\NI~ilA !'lllli~K' l'><lo•I<O uf'lrurto attilki:lll', 1•1·<·1•1'1"\' che l'liON I abbin ~ma ('(' 11,}\ CISteMiOlll! dli mu1·iJIH'llti, <·i•1l'. dtt', lll:\' Iut·z~., tlt'lla eoutmziom.• wu:;t:vhl r.c, l" ''"""a muovt•rs i c m·t·nJid:tr"i d'uJut luugllcz;r.a sulli<"it•nte ~IUtJ ~>'<.:t•Jlv dii ])rvnX'al~ il nH•YillH' III'\> ddral•Jl:ll':t'l '<'hiv )ll'oì.\·,.;Ì(-<) : e r0. , l•lll' f.l\..'('11110 llll:ikltc l'iS('ITII. :t lllllldtt' dW i
l'isuli;IW
di IJIIN·'t:l
(:'stt'll><iOill' Ili llJO I' iUtéliiÌ SOJIO .'<odtii::.faC.'\"llti.
Jl tl'l':t." fatton'. più dilli<'ile a l'l'a lì:t.:t.:u·si. i> il 1'' '111/iuwlltl•, \'ii lt' u dil'lo' l'Cf/l'I l o ulilt· dd l:t ) ~lrtt· llll>hil (• llelr:qop:ll'l'l'('ltio <li pmte;,:i. Qui - tli rt' ro. -· i ri ,.;ultnti :-ono Yt•rnJnt·lltt· t/ ij d / , .<i. L a lkssit>ne tk•ll<: dita t: l :l l or·v cs r,·n~iolle S(>IIO ùer~-<i ••tt<·lll Jtl. 111a la po1Pll7.n i• tlt•h"Jì,..silll:t. Jn J:<'lll'l':l l e. è l'aro che. JJt•llll lllall<l, PS.-<:1 ~ll!IP I'i i l ~,,.JU 1•<' 1' ]IK I th· ll;l pntt'll~.a ini:t.iah• dd 1110to1\'. Ui:>O!::'nll 1 ·~·rb c>S."'-'1'\'lll'C diC il J't'llllilllt'll(n t' IIS.-<;IÌ IIIÌ;.:'Ii<il'(' dnJ ~I 1,• HIIIJIII(li7.Ì\>JIÌ ('Ìllt:IIJnlkiJe d t') hr·:t t'('if< O
di'l la •·n~la .
l.' h n t l<.'l'ftv,doiH' ;.:'t' ll\'l'a Il' d t•ll:l <·i 11\'111:11 iY.z.r ~i m w l' d<J\'1.1 ta ,..-ecoLHl•~ l'O. fll'<! l<·si. :'\nn basta att:r r:r:a re uu undno :rJ· J'p,.trPud til , run':rnsa IIHJs<•olo·<'HI:t·u<·a <' di fi.s~al'\' i 1111 conlotw, e lle tl't1njnn <~>Il 1111 dil•J a r·ti tida h ·, ~ ~· r ortt•tu'n• 1111 1111)\' irn<> nt<> u t ik•. :'\,)j anllt•mli<·i pr·o&'gue l'O. - l'it<\ ahhi:1ur~o ~tucliu t• l la fornw t ' la f1111 :t.iou c d e llt• t,."n:t.ime lt•ndhH•.c.>. e il .J':tddJ'i;;:znniPillo <Ialo :r Ila dit·p~.i<l lll' th•i tendini Jlf'l -"~ 11~11 de-l miglior 1\'ll(lilllentf>, c ·•~lllJII't' tHii : llll l) du• J:, ] :..•1 fl'lta llo •s."ihi l itit <h•IJ(' ):."\l:lin<• e la IW' t~lit:t miut m:t p~· t· :llll'ilt> :ti loro llH•IIn non 1~•:-:<onn as,:•>lul:llne n!R n•:-rlir.Y.:ttl• cl:t \111 :t]'J I:I· l'(;<;t·hio el i ]'l'()ksi. ('<~lldlltklldo. l'Q. dkt• <:Ire la d IICU1:11 i~:t.:J7.ÌII IIl' i! <l lll'f> l'll. l '()llle ili lll'C)~i , n..J I'inf:r n)')i" : 111:1 d<'• 111m tu~lle \'hc (•s:<a ,:ia tlt•st in:lt:t H dare, JWII'ti\'Ye ni l't•. ri "u l tat i m ollo illlJ •-.rtanti. (J.u r ritk:t dd Tnlli PJ' l'i )J:llt' ('('(·(';;;.sinww ntP f'.t•n·l~l. t'onsid i:II IH• i <·o llt>).:hi. l'lh' :;i tKTII]Illll(• d l'il'al')!tl ll l(' lltA>. a ll"l!;!<•n• il 1 ~1 lnnH'O d,.l ·t·r.,f. i\ u;: u:<t·o l'e llt-:.:Ti ni <<TA'. arllpn tmdnnl nill(' lll :tl'ii'IH' >l. f'I!Jl pr·('f:tzinll<' •ll'l p J·or. l l n rd . l•llhhli <·:tlo tl:t ii'CJti <•nP tipog;I~tfic:<H'd,ilJ•iw tor·iue-.~t·. - ?1'. (/ . U .).
11/l' illl/)f'l'[t•;i•lllt' rlt'!Jii tiJ!/•11J'('r·r·lti tli
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CONFERENZE SClE~TIFlCH W DEGLI OSPEDALI ~ULrfAIU Sommario degli argomenti trattati (dai processi verbali pervenuti al! 'lspet~orato di sanità. militare dal1°maggio &130 giugno 1920) Xu·ou tfd>hr·uiot. -
'l'(>ncnw (·\•lonn<'l lo lllH:'tl i<'tl l'I:<Ql'.\ I.J,; 1't:C'n:. -
TJf'/1' 1'11·
('l'jril /l(' .
L'O f<1 •·il~vaJ'E' l m wnzl t.nttn chf' br dll:l hlttin è no tu (\ •lt'"~'l'itta già fin ruo ltn t i'IIIJ•O . l'<J>t><·ut lownt<' pn·s~> i t\'l l(•s<:IJ i, e <·Ile IIJI l'it"(•ntto in "'u·i t<\nlpi nomJ. ùi· ,.,,,·si ; J>c'l'l·iìo non è il <·<t ~l riJ <·J'(>a n' IUII1 n um ·a t•Jititil noorh o);·1. l'n'"'' in ra pi<ln t·il·istn le pr·indpnli <'Pi·l~·min ve.r·ifk:tt<.'>'i fi l\0 nll'lttt uule. EsJ)Que IJUinfli minu tanu.>ute la ~inrOJt !4llolo~ia dell'nff<.•:t.iOll<' . :40fl'('l1JUmdnffi sul tipo f e bbrile . sulle modslit:ì fle lla l eturf!ill, ~ullc Pilt'nlisi e paresi c:he $ 1 ,·e ri.fil.'nno.
sia ll~l terri oo rlo d e i n er..-i cranici che in CJ tÌE'Llo d l:'gli .,pinall; rirord>l 1 f~n<Jm~n i
.~astici, gli stati convulsiYi, l disordini del trotismo ; <!~rive lo >~;ta to ItSi<lhlco d egli inferm i, sin durante l' infermità che dopo, nella conya J~nza: enumern i r i;;u ltatl d e lle lndilginl f;ltte S.'U I liqu-ido ce!nlo..rachldillno, Sllngue t.>d lU·Ino. d('i mn l ati. Descrive un c.<:~;;;o O!=:f:('rYntO persoun lm e n te In ll!X) ospedn le r!..-lle d e lla cltu'l. l'n rln po i d e ll'a natOim·IA patologlC'n <'. <l"J'IO nYer espo::to le le-sioni che s l ri · ::;routra.uo Iwllo en<:~fa lo m:H'rosco]liC.'l nt('n te ed n ll'esame rnicro~opico, pone fn ri· Iii' l'O i l fn t to i OIJ}I\J•tn n t·p r h e !'IJ)('(·iall zone fl(' llu "ostanr.a grigia del me-<;OCefnlo ~«>Ilo l a S(>de di prt'l.l il<-ziouc o l><'l' lo metto di maggiore inte usiuì d<'l proc'-".,..., l ll<ìl'W>;O : e cioè Il ll!IVltllt•nL<> d e lJ'acq ued<,tto di SiiYio, Jl 4o ventricoio, J gt~ngli d el llt base, J P<'<hmcoll ~J'l'hl'!l ll , la regione bulbo-protuberanzlale. T a l! reper ti pos.
CONFt::llt::NZ E :SCI ENTI FICHE 01::01.1 OSPEilr\1.1 MIL.ITARI
sono •J><H"llll'(' un <:on tributo nlù1 qu~·srioUI' »ulla qm1lt> t u ttora ;:i disc·utc. f·he ciu(• u el mf':<tK-ef<tlo 1·ì ì• u 11 ('('n t, .., •l<'l •'\);lllW. ><itua to nella so;; t a n ?.a 1.n·i~i:a wttop osta all':u:Qu('dotto t1i Si IYio, fru il ~o !' il -1° Yentrirolo, ·in ('()Dnf'-~,:intw fnur.ionale con i mH:le i dei llt:n·i motvri ùell'<>c-chìo; hl let:u·gia quintli S:·~rel)bt• llll >~i 11toma {li to<·a lir.r,o~Jr.ionP nw:-;ni'JII "<'fn l it-:1. ~ 11 I'<' Jll'\rt•> 11 n a tomo- pn toloJ.:"If'f) ~h ·l J'('ll<'f'f:il i te l••ta•·;!i<·n p otreùlx> rL~hi:mne invltre h1 funr.ione anc'OJ1t o~-ura tle-1 fo c us llifiPI' . D alJ<J ,t111lio at·c·urato <lt'l ;;i,.1.t'lll ll lll'J'I'W'O dd ;;og-)!Hti tl<~hlti ]1\!r 1 lt•t~1. malatti:1 si Jlc).'<>mno IJCI'I·ìò lltt<'ltde.t·l' p•·t•r.iosi ll'isultnti anehe JX' t' taluni prohlemi della ti;;iologia Ù<'l lllCS'OC('f:llO. L'O. di!<<'ltt\' <H•lla l'ziolog-ill e nalnnl <l<'lla nH:alatti:1. eSIHHt<• le vnric worie t•mps,f' ( frn c·11 i In pi tì dHl'usa Pd n ct•J't••li t:lla (lll('s>:o i l liNli<:l è qnt>lì:1 ddl'ul'igil.te grippai<') . e l!'li ~o:tudi hatU:-•·iol•>).:"ki lil hll'<l esP;::H,iti tÙiì \':ll'i ricr r•·:·t t ori: a<:<:t'IUlll all ' lpòtf'!':i ùl'l l.>otulis111o SQ!;trumta i'IJ'IC<'i fl l mf'nte dai IIJ C<'l i.<·i in~l<•si. E;;.•unin<~ tntt<• IH uw httf i<' (·on h> <illllli l'••ntefa Iii'•· l<> ta r~kn ba sintouti <'Ollltln i e<l e nthlll('11) i •·ritt•J·i Jl'' r ' li!TcrC'II7,ia rl:1 d :d la m" n in ;:itt• <"<'l'l'hro-s pimll('. <lnlln 11tH~n l ti n de-l m nno. thtl t1· i p:tno;.<Hllll. tl n l h nt·uli slll<•. d11l r PII t<' fa lilo snppu t'a ti n t. d a llu !'M ili<l<! m e· nlngt>u. 'll r nttmtdo poi rlC' i <"ril••ri <liiT<•n•nr.ìalì <--olia ,polio-mielo-<>nct>fnlitc acuta. l'O. •·ilevo che ~liffk il <> rit•st·C' b <lisU.nzivn €' fra l'e n<·f'falitc l<'t:UI!'iC'a <' le Iocalizzn. Y-Ì•)Ili e Jwf•f i tli<-11 <' dt>lfq1 malnt tia eli Ht>i Jw, •li i\lt•<lìn. 1'(1 t'l!li Yoi<' n tl<' t·i ::<i H>'XIH"i:1 llJI'opill Ì<II IP di t(IIP;!'Ii O!<SPI'I'<Itol>i. j (JU~Ji Jl()llJl"O.llO l't'UC'f'fHJit.(' lt't"lrJ.:'ÌC:ll frn lf' Y:l· rietit <li q\11"-' i.'Hili ma, t>,;pont>ndo 1<- •·ngioni <li (Jtw:;;l;o !':uo <·onvin<.'ime nto : il fatto illllMWtantl' J'iiPI':tto ll(o' llf.' n.,.-'l·o;;Mpie. e <'ioè <"lw :1lla f 01111:1 (·tiiJ ka tlPila e •H•'falitt· 1\!targ.ica C()l'l'Ìi!I!Oittlt? :111:1 tonùca me11te lula spe<·ia le l oca li?,znr.ione ne lin ~stml7.:1 ~t·igia d e l nw~u<·<.>falo. i udmT<"hbe !Hl a,mmettf.'re eht• il vi·r us d f'll:l polio--u•i••l().<•Hced'nlit(' :JentJt fl'n lr >:ne ù i,·t•J'.' (' l (lc•;l lizi'~:z ìtmi JJ<'II'h:tmo cerE'bl·o~:-11imll4:' :nTe>blxl anc·he qnC's~t ~IW<"Ì:~le llt>lln :<ostnnv.a grigia llWfK'>C'I'f:tlien . La que-~t iooe potrìt es"'' 1'(> •·lsolu1Jl :-;ol t:utto 1!:1 riJl"m"<•!'<" 'iii<I:IJ!ini ha ti<'J'i<llt\)!idle . elle tlno m man<"a ll'l. C',uuchall:' qli!E'>'ta •·h·i..;t"' ;::<•ne rale coll'<~·,morre il <lecorso. gli esit i, il trattH· lll l! ll tc.) <'.tll'<tl.i i'O dd la 111111:11 ti:L Pn••Hl(• hl parHin il " 'lttruwllu 1\I'Of. <'.1111.11 Hr.1LL11. 'li re ttO!'(' cl<• ll 'osllf'Ò:ll~ e ,..i :t::;><od:t ull'opiui<lll(' ••,.,pre!'\:<11 tl:ll c·onferenr.it•J-e. c he doè } '(mcx•f>tlìtt? Iet:u·gi(·IJ UOJ\ è m 11r m:tlu ti i a 111101':1, d eplo m nil<l 1:1 lt•n<lmw~• f'llt> ,.i h a Yt>I'SO 1:1 formazione <ti nuoYe ~:ntifit IIH >J•l>v><+•. le qu:1li disorient" mo 1<' C.'OnùS<.'t-.117.(' mediche e g-ettano all:ll'Uif' 11C'llt• l"'l"•lar.iuni. 111 qnrn:to pni :111:1 natu•·a, d· •lla IH:llattia. tlis><ento dtll· l'Hratore <·irt·a In d~~>;sllit"aziom• di ~s.o,;;t nel •pt:ldro dell>t Jo<,lio-mieloo(•ncefn lit{• a•·nta c llt' Cl;Jl<Hlt' )l' mg-inni: t'J.:"Ii è IW<X"lil·e un-ff'(> ~1 <:ln.o.~."ifi<>ar<~ l'en('(!fnlite letna·g-kn fm le en(~:>faliti <"ll10rrngich<l e propri n men te in que lla vn rieti• eh e porta li nurue <li \\e t·nickc. Ho ~u (111:1r:r.o). :O.In :;r:ri•wc me<lic·t\ prnl'. Gr<ll'.l l'\;\'1 G .1J.U (11'1 1". 1J. O. 1I. 1.'0 .. nt'(1'11na J';I]JI<f<llnt·llte . i 'll una Jl rima f'nnferenr.n. Ili r n ppo rti fm n prn r E'c·chio (·;ll't lin-\'H:'K'Oiarf' t•tl Ol'l!:tllÌ>'IlW. ml'ttt>n :lo in l'iliE'I'O <'IH" o~nl paJtf'. :llt<'h<' l:t r!itì reruohl. dci <''01110 f'n ta·n in !'>nff• >r t>nw quall(1o til C'lJore etl i Yfll<i !'ono anntomlcam('Ut(' o fHHr.ìon:IIHil 'llf e ;11 tt•ra ti. · Espone una ~ri(' di of'iHifromi mot•bf}>:c tl(!l C'!'rvello, midollo spina le, sl8tc111n IIIU><N>I:M'\', polHH>II<', ft'g"H tu, nm:i. l!'<·<·. , jli'O\-uC'<~te <1• • nl t<>m:r.loni dPll 'np]XII~t to <";lr-
din-\':1~11 1 1'. )l~,>l te in J'ili l'Wl l'illtlllll'f::lll:.'~l •'f•ll:t I!HJ'tliol"!!ill mi.litm·(>. 1rl qtwh• fa 11113 npl >~ll'ttum t'el'llitn dei stnlli~l:l~i , rkono"-Ce i •Simnklto ri. g-i tHli<'fl nell(• mHttt>l'OS'(' '111<':-;tioni rU lllr<lic<illll · l t>l!llt·li> t·<l è •111tl':1t'lll:l n('ollf' mani <l('J Go\'1'1110 J'l('l' g-iwJi,;i nt)(l\ st•IHJH'P fadli <' <·ht> <'OiiiYI)II!flllt\ l'inteJ't>>'~<P <lt> llo ~t:tto. :'\on N<i'1"1Hl o po><;;ihllt> in cln r.
('flllfPnln.r.é tl'attnl'P n fmHI<" tutiJf' l r pnrti <li<>lla <'!ll'(liolm.:ia milìt~lt'f' . l'O. ijJOll pnò l'lw 1ll11ll' llllll ;.-~nar<l<1 <Ji J)UTJti phì illlfl()rt<Jnt.i. l'lHs.~unu•nclo n <>ll a ,p•·ima ~otto ['<ll'l ll:l :I:<SÌ<'>UNLlit•,lJ :1)(1111(' RH)I'Jllt> diretti\'(> p t>l' I'C'!':Illl(! <':1!~1iO!if;:"il'<). dte ngnJ lllPtlil'u Jll':l t i<·t) è fJil•Jti<lhlll<tll1eJ1!;> .~nuto :1 f)l l'l' e trat.tantlo .nA'!Jn ;;\'00U<lH ilt,lJa fll 'l.'-'-'>linu(' !'::lll g-tlil!nl~l. •liell~ qnnlitì1 clf'1 JìO I:«). dc~i e ri(:(>Ji fiunY.icmnli f~lT<'l lnd e d<>llll W(IIYit·n ;;t rnn wn t.·l,JC~ ('<>n l >'punrlt>n tf'. L'O. llll'tf<• i,n l ' iLiPY<) l'i mport~uwAr l'IlE' hn l':lll:lUHl.t'>'i e sl <'('ÌJl hHPn tR I'C'sntt.l < ~'IIII>'('P II;t;U dt>l IIIPSt i(•l'(•. l' (•;IJHhiHIIW'Ilt' i :<O(IJ";I\'\'(1J IIIIÌ. AA l'incli\'idno ha II\'1JtO> lllf'S, l't.'umatlsm() f' mnlntt.lt> infl'ttil11' l'e<~·nti. A (]Ut>-"t() prop();;ito <l<•f'Mil't' 111111 fo rma eli tilll'hì«Jil·<lin (In mtt)><t.lti<'fl ) fi«JtHmte ad ]n<;01llti'UJ'Si nel pet·lodi tK>-.<<t-infettivL
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CONFERENZE tiCJEbJTI F JCIIE JJEGLJ OSPE DALJ MILJ,JARl
ANlflU13 i:nolt re ai l~IPJ >0 11i tm p~i<·hc 1:' li•PJ"IIIrt-'<·<·hio ('~ll'd.i<>-n-.s;oc>iare, l'll)IJJOrli Jmportnntì '-"JXJCìal.mente dal puut<• <li l' iMa militltl'(>: N1 In l'(>ltlzione a c::lò J)Q1'hl d.:-gli eO"c·tti u t ili o dunn••"i dac pu i1 ,.-ilu·p l""'~ nndtc ne ll';u!Jl"ll'-'(.' dllo clrcolntor l o uno sto to p~idt iC-o di buo11:1 V c·a tt il'u vulnn ti1. Vienl' Jl\li a parlft l'ù d <:ll'importmw.n d te ::t.,;umOJìv 1'1.--:p,>zioue (l'o<:d1lo m etl i.:o 1leglì {uttich i l ~ l n pnl,pnzion<> in rn r'<lio loJ.:i n, dimo stm.ndo l-'n tUv<>rsi ~unnml.t ~i come ~in J>l);;f.J h i Il' lu Ho n 1~x: hc c<.llltin~euze morhof;(• :1 rrJn\l'e n.! la d ingn osi de.tlnJl int. od ttlmt>uv :tt·qui;.t:u·e un eriwrio direttivo tlinguostico C(IU>l !:'(!rupllN! i.'>1l('· ZÌO'll{' Jlll l p:t h i l f•. B~;U UICtt<' in .:ru:n·iHu :-uJ ' ':tl.. r~c> •llllgtll>l"t.il'o <H•j s.ntll C'ì\l'(liud. cousidN~ltl cl:t >ll.l li r ~~·ll'l:ll ù1 ha ~ <li altri se;!nl. Cv11W t•Si!ttono difatt i vizi v n li'Oiari d e l CUOI'(> *''~'"':1 sotti , l~,.<;} 1.,. '""';no sintomi ;w11 ,,ti d cl \'l c;u() l'L' 111·er e ::.iJ;!nHicu to <IX:>J tutto 0 1•· Pllsto; cd :1 ta l JW<t))l)"ito l'In g-li n llri f<~tti anche il tenne rùlfOr7.0 dci 20 polmonal~!. c h e J.u ò 111<'0il t l1ll'Si s ia ilt urra instJII.il-iNizn lllitra Ji(,, iJliizin le (~l'm~ 11 (.'())JJII('nso aYY('11.J!U per part<• d e l ~o lo atrio ~inis.tm) opptu~ in ullH lu -<utlici en7A1 mitrnLit-~1 !!''a ,·c (dove Il ("<JIII J)t•n.o;;o tl••l ventl'irolo dt•::.tro \· in vinc eli (>l..<;aUt1bne:nto) . l'er bt tl 'l\ t·te lH'Il>·t im ~ incli»TI<'HAAbilc fi :<s:tt'l"l bt~ltl' iJl Jllllll·t,r• j] 11 tmo <' 1"111· !m~>, i lil !ld holli <·:1n liad . E f.<\dl(' J'Ìl:ouo:were il WlllJIO fli \ILI ton.•) o di naJl nuuorl'. qualut';l U J 'Ìilllu <' r ••~k·l~itit V".i tolti 1 tJ·o<·hc:i<X) tlliH pu attfl , ~iumloii'O nlll\ btlf<(') s 1:1R\o) Del t,f'l Jll'<':'Wlltl. 'l' mppo fn'(JlJ{'lltE'llll'll~ Ni ~mbin UJI !'IUHOJ'ù <llil><tolico in !)l'(>.."istoli<'o e vi<'even:;a, rn.ccn<lo (lWAJlli>Si, 1>er e.<>cwplo, <li lnsufficlen:>.a mitrnli ca. 1ucnt t-e s i Lrn ttn òi ·i nsufficienza nortica . Come condiuyante. per ~Utbllh-e Il lt'llllt>O cl~ un J·umo re vn.le n.ndt:e la conr<>lllfi0111~ pn l pnz.i<l'lll' (~1111 carotide. o mc~liu ,.,. l•ls.-;ihlit-. d (>] J':li'I'O HIH'tit'o. l'l'<'>'l.·n h t :t ro nl'<'l'lll;) di <·le) \llt ca:«) lii.Jha><tl'lllz.;l J'I.I I'IJ ,:;t;(>uo:>i norU<:'tl pum. <'ùlt f•·e111 ito nuh·. i.nt(·ll~> !<tlll'arto no•·Uf.'O e •·he si pol•Jla nJt~·he 9nllt' C'lll'Otid i c n.. l!a st~""''' norta ~Hlclotuilmle. Jol' H(>O.' ." "'ario 11011 f<mdnre 111ai ln dln;nmsl e 1:1 p1·o~uosi " " tut >.'01•~ $l n t mno: ma da l'" al ;:i mUzl<) urm bn se ~'<In tomn tolo~icn p l ù nmpi:t possibile. f;t'><ll t t (l j)I'Of."UOl'ti<'O fa l n l'iJllllll"-ÌOU~ del nlNlit<>. 1-'U<'<~'"'-"il·nmf• nk I ~11'1a <1~'1 ~ttì(o mitl'l l liM ( ! dd 1° ton o i.mpm·o o lhl pu n t;~. fn<'\mdo uUH mpi<l:l ~o~int ('.-.;J <h·llkl 11tluali <··fiHli;r.ionJ sulJ:t Jnsutlki<'JIM mit.J·ali(':J fuu.,ioll:tle. H a<."C01lla!llda IK>i Ili n on tlinwnliçare mnl l'<'&'IHH! del rovi pleuric-1. L '<•sc\ll'>'ibi litil ~)()lJHona r P. l1:1 1111 Y:llot'<' l! l':t mlt·. !<l:l dal punti)" fislologi1·o elle ()11· tol ogk'O. T.I'QJIJ>O t:~l)(.'$$0 si fa In I!Ot'mpli('t' llingno><i di CIII'IHOJ•allll o, ('ile l) !;Ol truJI:c'> nn siutomo, ('•om~ 1:1 to-<...'(• l? l:t <'!'f:llen. L'O . h n ,·i sto ri j')('tn h trn('nt<• ùlngnn..<si di cmxliop:il m v i n ;ooggotti ('<>Il verf::1nwnto l)l<'tll'in1 p i i1 o me no grn nùl', e n o n d hl-
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C.o ndu<l.e iufint' •IHdh•ndo in J·ilieYo J' impv rtan7..1t cl<•ll:t liWtli<-iuH In gi:'nere e d\'lia JUC'<ill'ÌliH oiUililitrt• 111 j,,11(.'('i(! IU Qlll'i'tO Silli."Oi a r e Wl'iotlu ><t<)l'ito. ind~ltlÒo ot::ni m<>•lic•<) u dat·c il utiglìo r<> co utril>uto ln qu<"<>t'Ol:>cra bent>fi('{l e<l 1llllil u il:nri;1 •ldlu medid.n a. In 1111[1 RU(l('(',.,.:iya confer en:l..ll trattn 11\'1111 tlinguof<i <lifl'eren.zinle. tnt Ìlt· ><nffitl<"ll7.a 111 i t w lic:l {ll';!flll i<·n c fun;r;iona Il'. Qn('f<t.' ultima si trova <lei'C·rittR fin clall!:iw d>tl Da (\~~ta di Piln<lt'lful . C'be la Of<~'l'I'V cn.ei g iovani solda ti IUlH'ri('U ni. dut·nn te la Jl'll<'rl'a <li :-;e<·NJ>"ioue . poi vrìlllC des ct·ltta da molti altri autori l'tl"'l· nj('J'i !'<l Ìll Jt~\lifl da) nost.J·O (1a.y·dare lli. L'iltlU!t]C g UCl'l'll ha diiDOSt.mto (jll:llltO t-:-'l'll !':i a fr('(l nen t co. T/0. P:t><:<:l in t':t><~llll i ~'i c riteri (l!ll't'l'<' Til'..iali. e t rnttn quiudi della fll'l' >'· s i•me sn ug-ui~rua. sif<tolica e òl:l;;toli<-n . e.."'flllen nllo che ('OAA !<'i nteH<le <..'OD <JU<!SW c h·uom i II:IZiOilÌ. i 1111Ìf'a]I(Jo 1':•111\' Hl l'i lt•Y;t IlO, IW'ltNHlO in <'YÌd('IIW i (11'{'~i del ~lli I>I ÌI..'() ap]'lttot'C<::cb io di lti\'rl · H oc·d. m<.- dianb· il 411t1lt> è l " '""iblle ottenere nn<'lw la tll'<'~'<f; ion(• <lin f<Lol if·:l . t·ii'<Wl'<'llll o n l metodo vi bra to•·io-pa 1tx1 tm·it), oppm"<:! n l J1letodo '"'~"'ltnt<•lio . Stabil illt la pt-es.f'ione nnrmnle tra 110 e 1311 mm. n;;:.. si PI'<'-'*'Utan,., al l'n>'.o.;{'lTa tore <ln<> ;;:.n111di ;:'111•ppi <li altt'l~tl.'l pr<'~~ione f<.'lng.nlil!lla. 8 cioì> il gn:tpl11"> tleg-11 ipotl'$i <' q u<>ll o <l<'l!li ifl<'l't(l.«i. Ln gnnuna dell'jpelt~nl':ione è ll~"!ìlli Tliù e,<;t(>S.'t , po tenllo arrivare tino a 3()(1 11110. n;;:. D N;f·rh·l' ln Rintlrnme <·l iui<·:t dt>ll<~ i'l••b·n~ion<' . t·h(' puù C>f<,l! l'C tongcm.ita li ) :~.·J·t:J·oti:t c·Jl l'<li <ll·a cou,e:enitlt fn nr i.e:llitl'<', sli'Hosi mitl"llli<:n, tllitJca1'1/ i.~ mus lic.··e<fi· ltlt'iu.~l o d ati JIIil"illi (tnl>er<·olosi ()('(·oltll. m"1·ho di Atùli~<<>ll, l'irro:-:1 ol:troficn. cache.<;sin. vitn S<'Òt>lll:lll·in, l'IUMIII!~i<' ,e:rnvl. tn ('hi c:n~Hn )'IH1'1l!'.~i f<t.lcu, ])fll'lùil'll Yllwmo. tt'ti' Ì:I , tr:IIIIIIÌ dlil'lll'g"Ìc1, iltf("l. ÌI'lllÌ 1. ] Il Cjll<'l'ltì indJ\'idliÌ Vi Ò h•tH1('117.Jt II IJ'ìl >OI•I·
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CUNFBRENZE SCI.ENTI FICHE DEGLI 0:3PLOALl ~llLJTARI
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re."S~:~ill ( UUitù !(~IÌ<Le e <:ianoUcllc), ali•• t'<'lllg<•lil7.ionì. ili d ellqui. Se l'lpoteuslon~ ~t11 Ju t-chtzione <.'<Jtb una Yi4t (>O_'el'!<ivnmente comoda. e 'llOn e::;i~tano fnre Ol~'lliche, hl vi t::t mlllmre è nssa l u tUe. Citn alcuni me7.zi per innalr.are la presslon(•. tra cui mette lu prima LlneJt nei c:t::.i url?{'utl l ':ulr~twlina :lD<·hc inleltn4l ùJrettnnwnt•• n.<>l t·uo n' . Hll cc:omancl:t nuche l'nro delL'l fltrlcnina. um :1 do.l!e nlta (sitlo a 15 mn~. pro-rlic). I..a ipofisina r<>U<le pure ottitui ~>t•n·i.d. P a:o:><qt poi n Jl:u·Ia r~;> d t•;; li :o:! a li iJ"><'rlensh·i. a;;.-;; ti inq•Wbt uti ,ed lotN'€'Ssontl. st.:1 dnl .pw1to di vista dia giw::.1:lco, <:he curatiYo. Divid.e l'lpet•ten.;.lone iu tre fa s i : 1°) fa se lct-terlle setw.a s illto mi f\wr.ivtUllì e con siutomntologin obblettlvn o r·:,m uic:t a f.-sa i sca r;;a : 2<>) fo81' sintomatica r-vu pn~Y:ti()ntl :>intoru.J ,, eurit.., del sl~tema nervoso tin:;otuùa , r:efa l t-a, dùstut·oi th·lla paro ù1. ellllanopsle t 111ns itol'l<·, YQrtiglui, oordltì1. omiplegit: tnmsltorle, ecr:. ) e di t uLI..i ~!li nltrl organi (nlbtuuilnurin, d!Jto morto, dlnUJgnuueltto, a ugine, epl:o:ltas.«l, dif$Uffi. ecc.); ao) ja .~C r[i, C/iiJ/(LCiiiiC<I~/u . P~uln tlf'l trntbtmento (li fJll ~"t•' ~indroml, ituport:wll 1\Jl(·IH:: rlul ln l9 M>Ci.alc.
v mett.(' in riJlm·o s.pecialmentt' tn> punti fo111lament~111: la nec!'~~itiì d('l tratta· mento SJ~ifiro d~ll'l). qn::tHio Yi ,-.Ji:: lues, l 'illlportnnza <lell'eser<:i:do fls ioo att!Yo e pa...«sivo, c daU'arla pura, l'iutiJortan:-.a d ella 1>Siche, Je c ui turbe dete-rmlnnnu f:ttti VllSOJUvtol'Ì, i!g'!(l'I\VUUti gli l<tllti ÌJ)CltèU;<(()Dflll. Presenta in.tine alcuni tini <li ort()(lingt1tJDml 1n t·ew:.~lone a qnanto è stato c~post{\
(<.·Ho re u &"~><.'('la, cor mayuum, <.'ltOre uei <lh·er.~ vl~l OJ-ganiol l.
)fa~gl u t"\! Ult'<li<.~) LooovJC:o ('.,.:TEL:<>ou. Snli'<'phlemin 1nfln('U· liitle e ::.1.tll't~·uccd'ttlite letJHgka dell'inYemo 1919-11)20. L'O., pt~messo cile tra l<' note .tmport·u.nti prcsentnresl nella guerru e uroJ*H 1!115-1918 è t'YÌll(!ute il ht·illanl ~' ri>-ull.ilt o n vuto <lnlla npplica~ion<:' d,'1 >11.1'1 provYe- _ dhne utl protluttti ci. C<, ;.;i<:<'hi• l e (.'o ndi7.ioui ~;auit.Hri<' Ùt'lle l t·up[)G com bnll.e nti e
Bnt....;<;IA ( ;l] ll'il<•) . -
~~~·Ile r et t·o,·il' e <l<'lk ll0Pol:t7.iolli <'i~· ili. 110i v aLi ·Pm'><l alle11t1 sl mantem1ero ottùue, H ll'ì liiJH'O\ 'Y i ,.;o lu,.;or·J!<'l' ·' t> d i O'onù(.'t·si <lt•lla ~>pidem1a i nfiuem.llle d E'Ilo
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!'K'<>r"" nn tw. DPM"r·iye· sw·<·t'";.;j \··auwnt e H nuovo prl'sc-nl.ilt·si della maluttia nel ma w g(.'net"' co n ù<'con;o più bt'é\'e C<)n Ctl l'attere mnJJift'::;tamente
dk'<~m iJ•~ l!Jl!l, p i t) mi te·.
Po<·hi funmn i r·n!'i 11i fl<llrnonlte iuflucnrrale ~run-, u derorso, diremo, t1uùn1 two. t'l:'l•t rto ili IIH'tth·iun di ·IJUt·sto o><P<'(lnle fm·ono lre o quattro. Il primo st ebbe lte l ·'*-'(:nll(lH wt•dkiun ()tllhtUlo nncoJ·ll :sL trovant n Cfi:;a Iru.lnstrln. L':uuutaln to entrò 11lla "*'m trnspot·tato <In! t'()l'J'II> g-iit in c:ondizlo nl grnvl:;Joime, lll()r\ di mattino sue1·<>s~l\·o: In diltlnlO!:il fu solo TIOS!tiblle n l t:H \'Olo nnMomiro. Altri d\Je cnsl ·,.i cblli-'ro m<>ntrt> li r eparto- s i trovava ulla sez.ione So relll. J..'ammalnto entrava ('!)!l febbre e lev,l tn e sint.<nni polmonn ri ·più di un f'<l l.il rro <li l'fuso cbe altt'O: v.t JÌil<l eertJI oltu :o:itit nl $\'n~n·io, tul om uru.t vern fKlt·dilll. Prima nucorn r lle s i ,;;t.'lhili ~><c 1111 ut"tt.<> fo<'nlaio pu<t>umoniN>. ~~ u otaYa ~iìt Ull colorit.o bluastro ulle lnbhm, :t)!li zi~tHni e alle un~llie . Il <'nore . che s ul priU<:iplo pt·es.entuva t oJli ritmlct t• \ ' <t lidi e •U tiot·nwle fre<JtH'H7~t. <!C<l('vn impt-ovvl~tmente: il polso diventava rolet't', aritllli(·o. filifo rnu?, l:ot <'.Ìil!l()Si ~l fncevll (Jiù intenF<L ed esteSll. Gli eedt.anti CJtr<liuei ]*.'l' b(l('(•:t <' Jll'l' Jnle:<~iOJW er·~ìOO nffntto intJiOt{ 'utl , Ìnutlll le ip(l(}erlllOCiiSI. le iuulazioui <11 o:o:><I)!PIIO, i rivltl :,;h·.l; l ' ummalato S('llzn mal svegliarsi clalsuo torpore •·nlt·av,, in u,gonia N:l e1·a tK·t~lnto nel l:<e<.'Oltdo o ll<"l terr.o giorno di su.a en trata nll' n!<J>I'•lak•. ::-;1 em iuù;u bbiameute inuanr.i n fenomeni prevalentemente asfittlct, dl't.t'rrninatì \L t nnn l.os~l<'tuia ll<'lltA c1f•ll' appnmto carcliovusoolitre. Dei tJ·e del't';o;:;i, n no aveYa ~iìt lm!Iert o d'influemm tlll anno prima; degli altri non SI JXIrk ~<:1
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d:Jt i nlt<•mliWli in JIJ"'po:o:ito.
La 1!1'111'1<1<' lll:tl!'~io t·unzn tw r·ò tiPi ra,.;i diÌnflue nl'..u emno dati n·n d1e (Jil<"-"t'anno ll<t orondti ti <' ()ruJH·o polmoniti. Ai !;intom,i polmonari si fi:S!>Ocinva febbrE' olt:n p e t· tJIUlltt'H o d nque g-iomi. poi la t.emr<>ratum elt>nltJI SC<lmpa rlva d ' un tratto. Pe t·ò l'nntnlahd'lt lJOt~ aYeYn quel sen$<0 di benes~r'<?". di· soJiievo, <11 !'l(>J'[.Iitf:lSSit.O pericolo, cllrt'mo (JHilsl, !'!w RUo le trovu,r sl dopo la crl!"l ordinaria. Rlmnllleva Il nel l etto immobile. l)roslmto, f):l~l'ivo 'J)(>r pareccbl gioNt.l. Il catarro broncblllle nom O('('('nililvn n rl;:qlv(.'t'~l. i fenmn<lnl p less:i<:l c lii.(.'Vablll n ll 'a~ltnzlone riumnevano
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T<l. (upri lt·). - C apirn 11 o tU('(lico 'Fll,lPPO ('ll.ls,.;o. - 'ln <'a&> di mm·hn di I"ott. L ' O . l ll'<'"l'Jitll il pa:r.i~>nte JWi ht· f"o'l'~•mn <11·1 81lL(I:I tO :u. llomenko. di anni 21. 111ktilm,~. L~t m adri' vin.>nh•. il 1"»1Ò I'(' m o rto 111 :1nni 0 1' ~";ono <H h ron<·l)polmouil:<'. H:t qun f j ro ft:tt<'lli ~ thl<' fMrelh' . t ntti i11 ntt.imo ~<tnto di s:tlut('. l'\on bu runi ;;offt·I-tn llt>.- ;snna mal a t in ('h<' riroril i. Il l!ì l!in_guo Hlli i' :<1ato dti:lm:tt•> a ll<' nnui e <lnpo t·irh\ r; nw;:i ùl J.o,;tl'll:t;ioJii llt!lit :Hii P JUII'Iito !)('l' W 7.AHIJI <li g\1('1'1'11. (' Yi ~ I:im:1 ;;to (i liO fi l lR 110 \'('IIIÙI'e ]!\lS Jln'J itlt• nll<• part<• t·JJI !!> Hr tig-1. IIH)Ill:tJ:nt:t a ' 'lll'i C<!lllhatt im<>nti ~ulla P ii;.1Y(o'. Il l~ in)!' lio. l!llR. in llll I:'SPJ'(•i7.ÌO tnftiPO. lll('ll tl'(' "l':lri(•l\\'11 1llt (':1llJIOIH' tlal t)l)t-,;ll) di llll 111111•). t> <":l<lnto rm·<.., -«:io l'ip11rlmHlo uua eonl;n:< iHill:' :11111 l'.(•J!IOIW do 1-.:n-lou1b:H'('. rillt:lll<mclo ill l'<'I'IIIO )l\'1' quakh<' ;:iorun .•\"><<·t·isc·l• <'11<' i dolori, all<t coi<>Hna Yert('hrnh' . n·g-lml<' d orsu iP. im.-,.t·ti i11 ;;<·;!l lit o :d tl'lllllllll t'i JH>I'blto ll(>ll sono Jlil) ~'-'<'l)lll· l ':Jl'>< i. t:ntto <·h <' {> .stato ri<•n·•· r:tt<l tu•llo ""t ><·•l:tktln tla 't •ampo ~~~~.:;. <l0\'1:' ll{)J'L Yl'nh·a r!l-ouc-*«·into Hhhil-"{)l!llt•Yn)<' di <·un• o,.,pitalit•t·e cd inl'into nl t:OI'TWL T/ inf('rnH> lm t ·nnti n nato jJ :<uo l"t' I'Yizio. 1m1 torllll'lll; tln <'l'llll'l'<' <la dolori :d <'illg:olo e(l ~1lla IJ:I:;<' tll'l (ol'llc'('. 11 !l <lic ·v lll h l''\-' 1!11 1' <•ttt' ll('\'11 1U !ln thl l\ ; iu li<'t'll 7.:\ nl'flinari:l d i _gior ni :lm. Dur:ln ft> fJ\IP-o:;to rwriod.().. a cali~!\ tl i un:t in.f('ll7.i 0n<' intlu(IJ1:~.:Ji t>. <•Jticl<>llli<·:l i 11 •pwl l t•ll iJlo, i 1lnio1·i <lot·:<<•-l o n th :ll'i si !'1\l\O <'"l<'l'l'hnt l e non Ilo plì'l putulo l:~ "(·ìaJ't· il ldto. l 'l' !-"l:;l t O CIII'Hfn a l ~!l'"(ll'ill ~l<liiiÌI'ÌJi() fini\ :tl 4 :t,)ll'i]{• tiPI J!ll!) :tll0 1'1)1llllldO \'f•ll i\·:1 l'ÌNIYt'l':tf O :li 1' OSi ~·<l :tl(• OJ'f:t Il h(l'llfiO Cl l llt•l'l!':llll<), ll011<lt> \'i ('O il()!':('! Ut.O n,f . f1·t1n <b IIIOI'hll di l'ntt. Yc'llil':t il 1:! .'>ll('(~·s.~i nl trn~f••rito jWr la rn1·n n iO 'o:o;J)I~rlnlt'l 1ui litH I'!' Jli'Ì ill'i(l:ll<' d i Hr~,._l'ia . lli m:tiiC'\'a l'i<·O\"t>l'aio l'l'l' dl'(':l due lll t'.Silll T rep:u·to llll'tlkillll (> t:llr:tto ···m ]ll't•(UII':lfi stTi!'ni<-i flt~l' i lli(>zinnì ipOdt>I'IllÌI'lte. In QtH'SOO ri oclo in-<.·otu ill <·iù u,<l fi \'\'Crtirt• st:tn<.:hczza :J I!Ii :l l'l i illfi·l"iori , <'<l in pnd li j.!Ì~>ntj
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;.;i è ;:\'ì\ ut~l'.'ltlol uuo [l:ll':tPl{lgìa dei medesimi. Vm1irn pertnuto sothlpo:o:to a tra · zione e tn~:;f~· ritu al 1 l'epnt tv dJ i rurgiw il 2 febbnlio 111:.!0. Le eondi:r.ioni ;.:e1wr:d i dPil'inft·ruJ,o l':J1..:<'iun;.:e\'<t l1o uuo ,.;htf·,, di :.:-ra\'e e:t<·hes><Ì>L <:(In H'lltl'iY.il)ue s<·:tdenli,.:sil l1a; la p\'! le ,.;i ~~ ll cvava a •pl.i\:he e le llHlcu:se 1·i:;ihill Jll'l'l<<•nt:n':l llo "'' p:lllot·e \'1.'1'\'>-liÌ\'11. lu ('U ITi:-:puU:dl'UZa della 1-(ogio nc dor,.,..> lomhttl'P t' J>l'Hprianu•nt~' a lla ><l?ttiula, ultnv:1 <' nona v~:rti'IH'IL dor>:nle uolavasi unn ('ifn~i :1111-!'(Jhll't:. <.::tr:t tt<• l'i,.:t ka, cloknt<>. illl<t l'l'<'l<"i<JilC <Li1!it.;lle. J. ' inft~rmn l! r:t <·o,4J'Pltn >< '1111'1'(' :11 l<•tlf) .non p<H.cml!J:si. :S\.'l'l' irc t ll'il:t fuwt.innahllit~t dPgli n1ti ÌJ1.(l'riori. i qtJIIJi [>1'<.'"'<'111:1\'H II <I 111\,1 l ii HliÌfP:<t.1 J l<ll':t)l)('~Ì:l 1.'011 :-<)t:1>-IIJÌ. :tJ1 t• \'O Jtc lalliO \'Nli,WI':tli Ila far ) ll'JIS<II'\~ a<l uua l'ot'III:L di l']lilessi:1 «Lii na Il•, non tli:.:turiJi J•<•ll:t "'<'nsihilitit, la 1[111111' {! rinw st(l 1-'1-'lllJH't' Jll't's>'v<·hi~ ltnt'lll:ll e . :-\l:thililn \'o~i la dinguo."-.i dii :<pvt1dilite t'll l. ~''-"'1:,;--e d\'ll:t t·~·gio •H• <l<.ll'sa l~· t't). <lt•\·i:s:r.iolll! di'ila <;ol• •llua n·rlt•brlll~·. ~ .;t;.ILO eo,.;tnti tu i n 1 1 11~sto l't'parto un l.!<JI'· >;l't t<> ('<Jl Ulet<tdo 11~ l :-;11,\'1'1'. ( 'llllh'I11Jl01 ':111C:IIII~'llte SÌ è )'1'tl\'\'f•rJIItO n d Ull:l ÌJI('I'll · lilll~'nt<~~lone ddi':IJIIIII:IIato ~·d a ll a "lllllltlÌ!lh;tl·a?.i<>ll(' di <•lio di ft·~:lt<l Ili llll'l'· lu:r.z" (•()Il inkzioni intnlllllll"l''> l:tri di i•~tlio <:<.Hl ~llli Ì:H:\IlCI . J.e I'01hli:r.iolli J.!'t'll l' I'II H d l>ll' .l uft>ruw d opo iuiziata la !'\11':1 :llld:tt'ullo H'lll)ll'(' 111il::'liol'l1Wl osl. La J~l l'a)'h')4Ì:I d~gli arti iuf<:"L'Ìot·i l l' IHI I'\':t 'l ...:~·untpnrin~ . Dvpo drca una ,·cnti na tl1 g iunti l'i11r f er mo. t~m l 'aiuto d1..·ll,• ;!l'lii'<'Ì<.'. la ~·i~11·a il le t tv li\' l' <Jllak·h,• n 1·a a l )!:Ì VJ'UH; t•<L alttt:tiUICiltc la Ulalattì:J (• ilt l'tllll)'ll't<> rklll è \'III UtÌ\'0 faV<>l'C' \'Oit•. llt>[Pl!tl<l J'atnlllll · lat•J ~·t·g-gersi ~<Uil•· gu111 he e c<~<>ttlilt;ll'c i UI<H'iJuo:uri deg li <trti iiiiNiori.
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Commissione per la revisione delle categorie d' Invalidità per mutilati e invalidi di guerra.
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11011 tu tti i lt•tl<H'i ,...,,,l'IIJlll() (:111:' l'{lll n. D. ù<•L )llllistro 11<'1' l'Assi,.:l('liZ:l .\lillture c l 't•nl<iotù dl gu~l'!'a In <I:Jhl J!l :<ettPmbre J!lH~ fu i stitui~l 11Jlla (!omF•Jl'~
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tolt•nghl e V n h?n tl. <1:1 i tli'll~nl i <·o loune lll me<li d Ricd c S:lJIJll\, dal• dott. (i{l bdelli <lnli '~I\'Y. Wurinti, meml.tri. no•whè cl:l l dott. To~nlll() e rl.ull'avY. 1\l'llsl Wl!:l'P· tn r i. ' In quf'sti 1-:'ìot·nì la sluldelt;l C•mHIIis,.,i<uae ha compiuto i su o i lo \·ori <lupo U'll lun:,:hl,::;.inv> J)('J·ioclo tll aulm;ajp e inapo•·t;lll l i tlj,.,.·us:<i(Jni : <'< l lla. t•n•:<e-ntato 111 ~11JJi.<,lero <lf'l T N,tWt) (~('1'\' izi tl'as,..-i,.:tr>llz.fl ulilit:\1'1' <~ f->Nl,.I.On i Ili g-uerra) IH lltW\'11 ~tlwlla d~ Ya lu tm:ion(' 11\'11<' iurHlillità dii'<'Udf'nt i <ln lln ;.:ncrra (' una pondrro;<a r••hJ7.iOI1<'. llf'lln fJHilk l'li espongnno mlnutllllli'Jlte i c •·ìteri 1<1'1!'\IIÌU da lla Oommissinne sl<•ssH n el l o ,::oJ.u zi nne dci numCJ'(>sl'ill)l )ll'<>bleml 11H'<llen·l ('1!nli postJ in <lisr·uJO;sloui durn n l"(' .J.- H'<h:Jt<>.
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AVVISO. I.n con.<,i<lmvl~iouc dE'l llmi blti.<:.Simo nu ruc1·o 111 p t·omozioni avv enut.e thll'll ll h' l'nano (1 2 1\PJWnn ) . e snpr nt.utto t~·r gli Ìll('l'hn li<'i e <.,·,utinui :aumen ti d<'l ttn."t.71> <h' lla <~Htn. c d t>ll :l mnuo <l'OJ'l('l':l, s iamo cosiJ•t'ft i a rimnllrl:ll-e :a ll 'nnno n·n tHl'n 1,,, puhblica~ionc del Ruolì rf.'!~ll ;'iii1Ìiltì t/d t'!•l'fll• stlllilttrit, ,,,;[ì/(lrr·. rlr hiNIE•Julo attunlme nt<' la !ltnmpn dl dt•t to ~u pph•mcnto uua l'IJJ(\'<11 di L. H()(lO, ;.otUJna (·h<' non s i è H (.IJ]JUl~lO raggluuta colla J·iseossion e> degli nbbomamcntl tlE'l c~rreutr• anno. I fedeli abboomtl dE'l Giornale di. medi!'ina m i Ntm·c :si ren dertUJl\O N ullll della crlsl grn\'is.sima che orn nttraYcrsa kl stampa aclentltkn e Yorrnnuo tenc•r presente che la modesta qnotn d'abhoname nto, cbe "1 manti<t>ne ant>ora innn!nta (fntto più unico rhe r~1 ro), ra]~prc~ nw nppena In meu\ d el rosto d<>lin cflrt:l. I JJuovi R1101i à'anz/ani tà ~mmno pubbl!rnti Il 1o gennaio 10:!1.
L ' AMMISTRAZIONE. IL DIRETTORE:
IL REDATTORE CAP O ..-
Prof. E DMONDO TROMBETTA
Dott. ARTURO CASARINI
m:JBgiorc generale medico (21i2} - 1 9~0 -
tenente colonnello medico __ Stnhilimento p oiig rnfico p er l'ammi nistrazione delta Guer ra.
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GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di mediciua militare : 1851-18&; Giornale medico dt:l R~gio lì~ercito e della Regia ~ariua : 188:;-.x!l<)s Giornale medico del Regio E~ercito: 1896-1007
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ANNO LXVIII - 1920
1 Agosto
Fascicolo VII/
SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI : Dionisi. - ~u llo st:Ho :111 n:ll(• ddl:1 lntt:a •·ontr•l la m: ll:n·iu . . /"(l (1. Bonomo. - L(; fe rìtl' d':ti'W;l da fuoro ùel ' ' r :111 io l~ dell"t• Hc't'fa lo seconde o ~li :<tudi :llllf' l'iolri ,. l'<'>'l'<'I"ÌPII7.:1 ddl:1
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PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE .
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001
MEMORIE ORIGINALI
SULLO STATO ATTUALE DELLA LOTTA CONTRO LA MALARIA . Relazione al Congresso della Federazione nazionale del personale addett~ alla vigilanza igienica (Trieste · maggio 1920) del pro f. Antonio Oionisf, direttore d ell'Istituto di a natomia patologica della R. Università di P alermo
Lo stato al/uale della difesa dalla malaria può t•iassumersi m una proposizione semplice: " teutativi molti e risultati non soddisfacenti "• in relazione all'ideale di sra.dicare uno d ei flagelli maggiori, sia d al punto di vi.sta economico che sanitario, inflitt.i all'uomo in tutta la sua slotia . A sostegno di questo modo _d i vedere cito l'opinione, espressa anche recentemente da Ross, il quale, pur Lenendo eont.o di quanto è stato fallo in a lcuni luoghi, non si astiene dal rilevare la povertà degli sforzi adopet·ati per tratTe vantaggio dalla sua scopel"l.a, la quale daYa agio a sperare che in pochi .anni di lotta si sarebbe vinta la grande battaglia di liber·azione da un ostacolo perenne al progresso della civillù . Gli indirizzi tlnma seguiti nella lotta antimalarica si possono ridtttTe a du e : 1°) la di fesa dalla malati i a co1~ la cm a 7Jreventho(J cMninica; 2") la difesa dall'infezione con mezzi indi·relli e diretti. Gli indi1·etli sono rappresentati: a) dalla cura e dalla sterilizzaziont: rlci rnalati, J)er interrompere il ciclo di sviluppo del parassita nell'ospite rk•(ì:nitivo; b ) dn!la 1HOlezione di sani e rn<Jlari dal/'inocula:.ione. l m('zzi dirett.i sono costituiti: a) dalla distru:ione delle zan:;are malarigene, sia allo stato adulto che in quellq di larva in t-utle le stagioni; b ) dallo stabile ri$anamento dell'ambiente malarico, modificando ù· condi:.ioni del su,afo, in m.()do da renderlo disadatto alla vitQ dell'anofele.
• •• Il primo indirizzo, quello prescelto sino a pochi mesi fa, è oggi in $ommo discre<lito. Se si percorre difatli la leU.eratura di questi ultimi anni, è faci le constatare che il numero dei fedf'li alla cura. preventiva, alla quotidiana, in specie, si è andato progressivamente assottigliando. Gli oppositori sostengono che tale' metodo di difesa, compiuto di'] sol ito con piccole dosi. nor. solo non dà vantaggi, ma provoca lo sviluppo dei gameti in r hi lo pratica e favorisce perciò l'infostione degli anofeli e in cel"!o modo la diffusibilità della malattia. 34 • Giomale di 111<'t1irilla mililan·. -
Fase. VITI.
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S U LLO STATO ATT C ALl: DELLA LOTTA CONTRO LA MALARIA
Ques te affermazioni hanno il conforto di percentuali, che danno come regola dal 90 al 50 e al 25% di malati ka i curati pre ventivamente e in alcuni casi perfino il 100 ~b . · Altri invece at.tribui:;cono alla cura preve ntiva chininica un'azione benefi ca contro la malattia e ri porlano statistiche, dalle quali risulta che il numero d ei malati tt·a i curati pre ventivament.e non supera il o% e in alc uni cas i il 2%. A base di slalis t.ic ile , non se mpre s i arriva a conoscere la ve rità : perm ettetemi pe r ciò di c itarvi il r esultalo di un 'esperienìa personale diretta, che può ave re un certo valon~. se si è dis posti ad ammett.er e, che in fallo di applicazio ni un'onc ia di ~pe rie-nza vale q uanw- unàl on:nl': lula di t;:r,ria. · --A qualcuno di voi è no to che sono ri111as to per quat.l1·o anni c irca in zo ne g nn·eme nle malaric he, e in cond!zioni poco agiate : le e ndemie de l 16 e d el 17 mi ebbero s tabile spetta tore s ul Basso Isonzo, que lla d~ l18 sul basso Piave e quella del 19 a Monfalcon e sino al 31 agosto. La sola difesa da m e adotLata costan teme nte fu n e l 1016 e 1917 la cura pre ve ntiva c ilininica con quara nta centigrammi quotidiani, dal g iug no al dicembJ·e ; n el 1918 e n e l 1919 La c ura preve ntiYa con ottanta nc ntig-rammi quotid iani , dal g iu gno al d it'cmbr·e nel 191 8 e dal giugno all 'ottobre n r l 1919. ' 1l ris ul tato fu il segue nte: 1") :;on o s tato colto nel !918 da u n .allaeco di febbre nel m ese di marzo, prod otto da Pla.~·n, o diu111 v i ·vrt:r, e S\·iluppatos i dopo una latenza non Pl'e<~i sa bil e ; 2") ho s ubito un allro attacco di febbre, sempre cta Plasmodi11w t'i va.c, n d dicem(\re J919. Mi sono c ura lo col solito m etodo in lulle e due le contin genze e fi. nora la febbre non s i è ricordata di m e . Man son scrivP a pro posito della facilità a r ocidiYare de lle febbl'i rn<.tlari c:.he : " voi potete dime nticare la vostra. febbre, m a la v o~ tra febbre non s i di me nlica di voi » : ora, ne l mio caso, l'aforjsma non ha a vulo confr rme. Na tur·alme nte tanto nel HH8 ch e ne l 20 mi sono sottopos to ad una c ura prolu n1g-ata e crootidiana, ma non ho fatto ancora la bonifica. primaverile, deside rando cons tatare se es·is le sempre la possibilità. d ' insoq~e n za. d e lla malaltìà , senza pe.r altro sot topor-mi ad aln m m e todo di provocazi on e di a c.ce&<>i, o di mobilitazio ne di parass iti. 'Il mio caso dimost.r·a perciò in manie ra indisc.utibilt' c ile la c ura preve nt~·a c hi_r~ ni_r.2- qu o~idiana pr_ese~a per lungo -~ mpo__ d~~ malat.lia.r è r,Ju:' q11ando qu esla si sviluppa è guarita dal c hinino :nge1·rto pe r b occa e in tabloidi della Farmac ia centra le militare di Tm·ino. Dimostra pure c he la c ura preven tiva. c llininica no n preserva dall'infezione , che si manti ene l a tç n!-9.~!.- Lu r~.go_ pet: iod~ _,!~ !e]llJ)O e che può divenire m alattia. pet· condiziooi Ya ri e e laJvolla. nr>n pree is a.bili. Molti altri escn'llpi de l gene re potre i c ita re di mia e di altrui esperie nza, ma no n è il caso di abusare d e l vostro tempo, disc tJ tenclo anr he alt.ri concetU assiomatic i in difesa d <Jlla c ura pre ventiva c hininir a. quotidiana, c ui s i deve ricoJ ~osce ~e, p er lo m eno il m e rito di ridurl'e al minimo la perniciosa della t...m a lar1a. .
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SULLO STATO ATTUALE DElLA LOTI.-\ CONTRO LA MALARIA
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· Ritengo più opportuno dal punto di vista profìlattit:o di:5c ulere se la
~epza sig, f<!t:aLm e nt~ a cc_omp~g nata dal rep~r-"1.9 ~i g~uneti - r!él s~g u~~
in quantità tale da fitVOrire l'infeslione degli anofeli. A me pare elle le l'iceeche da questo punto di ·v ista non abbiano ancora condotto a risultati dec isivi e che s<u·ebbe utile di" cont'inuade coi tnetodi di arr-icchimento, non ancora così JargHmente diffusi e anche col metodo della mobilitazione dei parassi ti dagli organi interui, ancora i n fido, nonostante i Lentat.ivi nume rosi fatti con mezzi fi sici e (.;()n sostanze chim-iche J)iù svariate, dai prodolli opolerapid , adrenalina, ipofis ina, ai veleni, come la stricnina, e a secrezioni, come il .latte per iniezione intramu:;colare . Sarebbe inoltre indj spensabi le associar·e l'infestione sverimentale d egli ano{(• l i come m ezzo di vel'ifil'a, e:;:;e ndo nolo, che, perchè e:;sa si produca, occone la presenza nel sang ue di un nume ro consiclereYole di g ameli: 1 su 500 leu cocili. P erò , pur ammettendo i benefici effetti che ,;i po$Ono tr.an<! dalla cura prevenliva quotidiana, quando essa sia rìgorosamenle eS€-guita, nQn si <levouo porre da parte le molte diffi coltù che s i in<"ontrano nell a diffu sione a, g r·andi masse stabil i e mobili in isp(;;•cio, e ·naturalmente ostili a mistll'C precatrzionali d 'ogn i genere . Basta, difatti , tl'Ct.,('ttrare la .cur·a. J)Cl' un giorno so lo per perd et'ne il benefi cio.- Nè srì)Li() non tener conto dèf ~osio ·dcl.la !'U ra, dl'l la lungàc riéCC$arla pers istenza in essa, n è del reperto positivo parass ilario da alcuni denunc.iaLo n egli affett.i da tma le,u·ia lutcnte, che sarebbe J'espo.nsabile de.Ua nnfestionc deg·li an ofeli. l!l conclu:;ionc , anche non co nsiderando la eosì detta malaria prirnaven le, c~SàTVo condizi oni eccezionali, è fortunatam ente rara, risul ta ormai dimostra to da luntga est)erienza, che, anche volendo fare la mas:;ima economra del rimedio, è necessario chù ogni individuo, per e:=;sere difeso convenientemente dalla ma lattia, ,ingerisca circa J20 g rammi di chinino per anno, sia. che soggiorni sempre in zona malarica, sia che 11e e-se<~ doro e~se rvi rimasto a nche temporaneamente, durant.e l'e ndemia, compre:>e natural111e.nte le bonifiche invernali e primaverili , dirette a impediro il pass<tg-gio de ll'infezione lat.ente a malallia e a limitare l'infestione d eg li OSJJiti. Si tratta pe1·ciò, in conclusi one, di una cura petenne di ch inino non dannosa certo , ne lla massima part,e dei casi, ma tutt'altro che di facile attuazione. -Ma anche da 1111 altro p unto di vista è nccessat·io esami.n are il problema : dal punto di vista. cioo del c.ontr.ibuto che da tale difesa ci si attende per il risanam enlo definitivo dell'ambiente malat·ico. Non venendo l'ambiente malarico essenzialmente modificato, il contributo p trò considerarsi non soddisfacente dal punto di vista pratico, perchè persisl.elldo gli ospiti d efinitivi dei parassi ti, le condizioni favorevoli alla loro vi ta e la possibilità dì infestione con eventali portatori, sia del luogo o che vi pervengono , la zona, non potrà riiai considerarsi come risanata. Bisogna aggiunfge r·e un'altra evenienza possibile a verificars i, dimostt·ala dalle ricere he erologiche sulle · zanzare ma.larigene. Sappiamo difat.t.i c.he quest.C possono s uperar·e anche distanze superiori ~ i due chilometri, come ri suìla. dalle delicate prove di colorazione dE-gli ano-
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SCLLO STATO 1\TTt..: .~LE DELLA LOTTA CONTRO LA MALA RI A
feli d i una data local ità e succes~i\"a cattura alla mass ima d istanza dal luogo d i liberazione. P erciò non si evita. la riviviscenza d i malaria in zone r it~nute indemni che fossero vicine alle malar iche, nel caso che le zanzare si infestino. Non ho alcuna: esperienza per:0nale sulla cura preventiva period ica, che corr isponde al metodo di Koch, largamente applicato anche in italia e altrove. P ur non contestandone l'utilità, da molti m<..>ssa in evidenza, no11 mi pare che praticamente offra dei vantaggi grandi sul metodo quotidiano. Minore è il consumo di chinino secondo alcuni, per quanto or.a. si Lenda ad aumentarne notevolmente le dosi , ma il meLodo esige gli stt.>Ssi .gra vi oneri per la sorveglianza, e poi incontra un'altra · grande difficoltà, costituita dalla resistenza talvolta invincibile da parte dei wofi!assandi d i prendere dosi alte ç.urative di chinino, che, senza dubbio, danno ad alcuni maggiori dis t urbi delle dosi quotidiane . P er· quanto risulta inoltre dal le pubblicazioni non è neppure e.on t.ale metodo evitata la nceessiUt di continuare la cura dopo trascorso il per iodo dell'endemia, anc he se chi è c uralo periodic-amente si reca in luogo sano : qui n di neppure la latenza d ell 'infezione è :::.congiurata. 1 Cr·edo per·ciò di esse re autorizzalo a ri t-enere che la cura prc,·entiva C dtininica, ~ ia quotidiana che bisettimanale, non ev itando l'in.fezione latente, non contribuendo con la voluta efficacia. al risanamento dell'ambi-ente, ed avendo perciò .car.attet·e di indeterminata continuità, rlebba esser·e t·iservata solo a <'Ondizìoni ece-ezionali, quando sia .impos· si-bi le tcntar·e altra difesa. come accttdde dura nte la guerr·a, e d ebba cs;::.er·e applicata durante i l periodo d i ri sanamento d ell'ambiente malarico. P er· dirimer·e le quesLioni s ulla preferenza da- a.ccor·dar·e al m etodo quotidiano o al metodo p eriodico, occorrono ancora altre esperienze, che potranno compiersi solo quando si av rà un'organizzazione completa per la d ifesa della mala.ria. che avrò oggi l'onor·e di proporre .
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Il primo mezzo di difesa daU"infc:ione ha per scopo di s terilizzare i malati e intert•omperc così il cielo di sviluppo dei parassiti n ell 'os-pite d efinitivo. P er attenderci perciò dalla cura individ uale risult~l.ti profi. latti t·i, OtA:OrTerebbe ehe es&l. fosse eseguita in modo da ris pondere al duplice intento di cmnplela 1guarigione dci maiaLi e di p r·cservazione ò e"i san i, con la sop pression e d ei gameti nei portat,ori. La cura dovrebbe quindi essere direila ad evitare le recidive, nelle qua.Ji indubbiamenlt- e roslant.ement.e i gameti appaiono nel sangue periferiro in sieme alle forme asessuali . Tale risultato si può raggiungere per· m olti malariri con una cura a.ppropriata,iniziata enet·gicamc.nt.e ai JWimi attacchi e pr·olungata per il tempo necessario. Pur c:3Sendo innumet·evol i i mel od i proposti, si può ormai r itener·e raggiu n lo in mass ima il conc;rnso ;;u lla tecnira da segui r·c, almeno per le -dosi iniziali da adoperare c per la durata del per·iodo di cur·a. 8 probabil e che un acrordo complrlo an che nei par ticolari si rag· g iunga p resto, se i principali proponenti speciali metodi di cura , in\"i-
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lati dalla Società italiana per g ll studi della. malal'ia, dopo matura di -scus::;ione, decideranno di fissare in apvosite tabelle le d osi da adoperare e le modalità per ogni cura. Ma si po.ssono guarire e sterilizzare tutti i malarici ed essere sicuri che essi sieno immuni da recidive? La mia esperienza perl:!Onalt), come ho già dE-tto, mi induce a r·itenere che !:>Cl' molli casi a t.ale risultato si possa giungere t che sia esager:ato il pericolo della latenza dei gameLi negli organi interni, e elle una gran parte di essi possa sftiggire ai nostri metodi di analisi. QuesL'anno il Di Cristina ha fatto compiere. dietro mie pr eghiere, ricerche uon numerose, ma probative, per stabilire il rapporto tra il repet'to parassitario lld sangue periferico e nel midollo delle ossa, che nei bambini si può fw;i lmente raggiungere, ottenendo il risultat.o che differenze notevoli non si rilevano nei casi comuni di infezione da L averan·ia malflriae. ?Ila le reridi\·e sono in rapporlo c.un le molliplkèlzioni dl•i gumcl!?. A quesla domanda. non si può d::;pondere affermativa mente, almeno per i fall i noli fino ad og:ù, e che credo oppo rtuno cti rias;;umere con la massima t;On<;isioue poS<Bibile, pet· quanto certam ente non ignorati dai presenti, anche petchè nella receuLe riunione della Società di Med ic ina in Lerna altr·c auton.:vvl i conferme furono I~Ortale ;j.lla conc.e-zione che le recidive cioè siano legale alla moltiplicazione -èei gameli. l~ certo che i garneti in r.asi insufficientemente curaLi perma.ngono lungo tempo nel sangue : i microgametociti un mese circa, i macrogameti un pedodo Più lungo, anche quattro, cinque mesi. Cito in proposito il mio fatto pet·sonale: nel 1000 contrassi in laboratorio, da un anofele infetto sfuggito alla cattu ra, un'iufczione perniciosa d a Lat.erania m.. e pot-ei ac~:ertare fino a. cinque mesi di distanza dalla malattia subita., la mia qualità di portatore di macrogameli. Asevo sospeso da tempo l'uso del chinino co 11 intenzione e avevo avuto de lle recidive cu rate solo nel periodo.Jebbri lc e perciò avevo lasciato libertà di sv iluppo al panLSsila. S'intende facilmente ~ome la constala:t.ione di Schaudinn d i fìg11re che possono interweta.rsi come moltiplicazione di macrCI,.ameti, che SOnO le forme resistenti, Sia per la l'iCOnO'$CÌUtà indiScutibi le autorità del g rande osservatore, sia per la rispondenza del fatto a giustifi c-ati preconcetti teol'ici, abbia trovato un c.-erto numero di autorevoli p r·of>t!lit.i convinti della interpretazione, come Karewij, Pontano ed altri. Durante il periodo 11H6-19J9 in alcune migliaia di ac~·.ertamenti non mi era mai occor so di l'invenire le forme descritte da Sehaudin n . .Questo anno facendo compiere ricer·che sistematiche in proposito nel mio labor àtorio ho constat.a.to, a confenna dell'osservazion e di Pontano, su parecchie centi naia d•i .a.c.cortamenti, una sola volta, la cosi detta forma di molt.iplicazione del macrogamcle in un caso di infezione mista da Pl asmodimn viva.r e da Daverania m.ala·riaf'. Ora, nel caso in pm·ola, il reperto par:a.-;s i ~u·io era molto abb;Jndan te e aveva per Cl:trrtLter·istictt la fre.,wenza d e-l reperto di più parass iti nello st.csso g lobu lo rosso. non solo, ma di commensalismo di gameti e d~ schizonti nella :-;tessa emazia. Fatto questo, su cu i aveva richiamato l'attenzione anche Schaùdinn: ora l'interpretazione da me sostenuta è che la figura che dimostr·erebbe la così detta moltiplicazione dei
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SC LLO :STATO ATTCALE D.t.:LLA LOTTA CONTRO LA MA LARIA
gam0 ti possa m ettersi in rapporLo al t:ornm en ::;alismo di un gamete e di uno sc hizonle . La cla;;sit:a ossen·azionc di Schaudinn falLa in n.o,·ilgno n el 1003 s ulla ~ig n <wa Kossel, dimostrò fin dal primo aLt<tC<'O febbrile r ec idivo, ver·ifir.atu~ i in ap rile, oltr·e g li s<: h~zonli, i gameli di JJlasmodium t-.;v a.c . La s ig nora rimase apirettica pe r 0irca un m e~; s i r-ipdè poi un atlacco febbrile, pre<:cdulo rla una -l1evt> el0va.zioue di le mpe ratvra n el to iorno preced e nt~. n el quale e rano stati accertali n el SéUlgttc nume rosi maerog ameLi c scarsi mi crogamelocili. Durant~ l'attacco fe bbrile furono rin venute particolari figure, che died ero luogo all'interpretazio n e che s i ve rificasse la moltiplicazione d e i macrogameti e c.hc la ge.nera.ziQne di sc llizonli r·irr\'t'rnrla C' st•guita dur-ante l'apiressia e e lle died e luogo a un secondo èlll<ic(·.o fc bbrilè al Lerzo g iorno fo8Se d erivalu. dalla schizogonia d e i llr<tnog umeti. P e r·ò qu ello eire ~o r·pre nde è dte nume rosi 11racr·ugameli fu1·on o rinvenuti anche dopo il 2'' attacco e l'aCCffi:iO feblwì le non ::;i rip(•tè fJi ù. Non s i potrit certo alltllt~ltNe che i nume rosi 'é;<Lllld i rinn~nuti d o po il 2'' u.tlaeru fosser o d eri,·ali dalla nuo vu geHe· razi on e di sc hizonli , perchè sa))piant o rhe i game li impi egano almeno un te mpo doppio per la Iom maturazione ris petto alle forme del òclo ases:;uale. L 'osst· n·<tZio ne di P o ntano <"Oinr idc, pe·r q11anto r iguarda la' figura dt'l par·as ...:ita, JWrfdtamcnte con quella d~ Schaudinu e con quel la cornpiulu. nel mio laboratorio. Ma , pre:::.c-i nd t- ndo da. alt r·e co.nsiclen·azioni, u11 n •p erlo PC<.:l·ziona.lP c tlw :;i prc:'Lu ad e:-:st> re inte rpretato in lllanìt•ra d iYer·:;a può SE'n ·irL' dì ba:-\t• alla IL·m·ia dt•lla gellt'SÌ d el lt> re-. <:.idi\'(.' '? Anclte le OSSl'rYazìon i di Ma ry R ow!t•y Laws0n , c h e te nd ono a st.abili t·e il concetto d ella eapa('ilit dei gum~:lì de l Utt• rra ,,ia malarinr di dare gPn c raziolli ascss11ali m eritano confenna, ::;p ec ialnwnle d a l punl<.~ di vista d ell a s trana conc-ezione che la fecondazion e potrC'bb<' èlV\·enire nel sa ngu e d L•ll'u omo, e dw sar·eblJl• rwt·c•s;;a.ri a Jl t' l' imprirnt- re al mac r·og-a mt'lf? fecondalo l't' n erg-ia di dar ltrogo a una gen e-razio n e a$t!S5tlale ft•bbrigena. f: perc iò preferibile nellè a.lluali t·o~dizioni riten e re c h e le r ec idive si ,·e rifì c hino in ~t·guilo a ineffi cace nr ra r hìninica p e r· la pe rsisl.cnza di forme ~tse::;::;ua li . - di,·t' Ji ute .<:llinino·rl'3.ish• nli Sl.:'coìiè!O l'rpotesi p er analogia soslL· ntrle aal B ilg nami con argomenti c.om·inrt'nti. Mi p e rmC'lto di aggiungere aJH'ht• la. cons iil<·r·azionC' di un allru fattore, c ioè, dw pt>r CJuctnlo n e l sa ng ue dei maluri t· i non ~ i e n o dimos trali unroru anlicmpi sp:•c ifie i, non è s trano e lte s i possa s tt ppor·ne l'L·sisten za, gi u s i i ftcatì in CJtl<'sl.o modo di n~dc·re dul fl• n nn t (~ no d ella g n a ri~-ti o n e s pn nlane<L, che si lHtÒ JÌl'l' quanto raranwn lt• vérifkarf:'. l ' 11a dPfl t·i 0 riZà di anlkorpi per r·agioni indiYidnali arTre::.o·er·ebbe, mi pare, pro l>abiliUt all' ipotes i·. ,... Si pu ò quindi affermarE' e ll e pr9.licamc' nl t' 0 incYi tabile c,he alcuni malaricì t•rr·idivino , s ia p er la sol ita diffì collù di una r·ura appropriaLa fin dall'inizio c prolungata pe r· il tempo n<'<'Ct"!'ar io , ~ilt Jlt'l' ragioni ~n di,·iduali n o n an cora sc icnli fì c:'lmentc pn'cisate . Ciò amml·!'sv, e conO!';C{'ndo clw ne lle n•cicli,·t• s i rinYengono con le fonm· asc'::;Sllal<; ntllne r·osi::.:-i mi ga rnct i, calcolati, p et'f\no ne lla quan-
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!i là di 1 cm\: . p~1· ogni 160 eme . .sanlg ue, )Je rciò di 35 eme . circa di gameti nella massa totale del s angue, si i n tende quale sia it peri~;olo di affidarsi ai ris ultati di cure s pesso non scrupolosamente seguite, e non aiutate da accerlau1enli freque nti an che n ~l pe riodo di Jatenza. ~e si c-onsidera inoltre che pol:hi portatol"i pos"!"()no far· rivivere l'infezione mal ariea i(} luog hi già da t empo inde nllli ' ··Ì rèn(l lali1o- Co!-lt.0Cìelfa'' re-s ponsabilità grafìdP che s i a~s umerebb e chiunqu e volesse gar·untire tale metodo di profì lassi , c om~ q il ello rispondente a Ile esigenze volute . ~r·ò la cura dei malaric i esige un'or·ganizzazione e una disciplina •·Ile è nece.ssar·io is tituire, pe r·chè da .noi no n esiste clw in cmbriorre. Innanzi Lutto occorre regolare con norme fts::;e il metodo di c ura s pec ialme nt-e nell a s ua durala , e a quest ) coml)i to s i s pcr·a che soddisfe ril la Società italiarw d egli s Luùi d ella malal'i« , che tenh 1rna apposit.a riunion e e che sa rebbe O!}t)OI'!uno soll ('ci tare. Occorre inoltre cltied erc e ottenere i mezzi per'Chè i mcdiei addelli al scn ·izio n.nlimalurico po...;. sanu corrispond er <' all e c~ige nzc ri chiL'Ste dalla t ura d ci malati, la (l uale, per qua nt.o non c·ompl<•la mente, sarù :;ernpre eli ai u lo allo sradi<·amcl1to dell a mal a r·ia. E noto d ifatti a Lut.Li vo i, quanLo occorre per ra.lgg inngcre con la (' llf'a l'aiuto d esid erato pe r· la profilassi : i ) il ce ns imento dei malarici, che duvrflhlw ec:'serc redalt.o con scrupolo come il cens imen to ordinario d ella popolazione q uanto a. ris ultato, m a non quan to a mezzi, eh~ devon o esse re maggiori e a dis posizione d el m ed ico per Lutto l'anno , c tron so lo nella s tagione dell 'e ndemia o in q uella pre-e pidemic.a , come si praLit a. l l c.e ns i mento dovrebbe essere cMrobor·ato da ll 'acoerlamento della fi Ualitìt d ell'infez-ione. piì.t volle ri p l'Lu lo. 2 ) ospeda li o i11fermt>rir· s pecializzalc pe r ctrra. di m ala l'ici , con ~r nrr css i ambulalot·i e refezio ni di c ura. 3 ) com·a.l esce nzi cn·i per malaric·.i adulti e per bambini. ~ ) mezzi ùi ~r as port o rapidi per il re rson<:~l e ~anitario c per infN mi eri. Que:-;ti mr zr.i , o Signo ri , è bene ron fe:;sal'lo. no n C!'is lono stabi 1nw nte in alc un luogo. Ora , r hc la Eoc iclit nostra insist a pr·esso la autorit à c:onip(.'tenli perc·hè in og!Ji proviH.- ia malaril'a s iano riattivale, n11mentate. e mig!ioraLc le provvide nze, che lo scorw anno furono con lanto vantatggio a ppli r ate nella Venezia Giulia e ne-lle terre lilw rate, mi pare opera san La, doverosa (~ corri s poncte ntt> ai lì ni della nostra missione di protezion e dalle m al a tti ~· . Qualunqu (' pos;;a es::.ere il vantagg io a ~(' Opo profilatti c·o e Pl~ r fJu a nto vivuc.i i dibattiti in proposit o. il tnalarico d Pvr ess(we SP!·iamente r uralo pe r non rli\'r n l~u·e di aggravio alla socielit.
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Il 2• mezzo di difesa dall'injr·.:;iuur , rappresentato da lla prolezio11e m ec.can.ica coll etti va e individuale, implica un lavoro cii impianto e di manutenzion " tanto costoso e tale disciplina nelle popolazioni d elle località malariche, r he la s ua appli .. azi one offrE> enormi difficoltit , -per quanto non ins urerabili in ogni luogo. La diffusione e la reintegrazione deve essel'lle pe1·ò ru rata nei limiti d el poss-ibile, con mezzi cor-
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S l ' LLO STATO ATTl: ALE DELLA LOTTA ('.ONTRO LA ~lAL:\BJA
r iS[J<mdcnli ai bi:;ogni , s pee ialmenle ove il ri:;anamenlo dèll"<Hnbièlile, per conù izioni agricole s pec iali, non può esser e compiuto con protuto, mi riferi&:o specialmente alle risaie. Ma in coclusione Lutti questi m ezzi indirelli per quanto di utilità : 11disculibi le, ._praticame nte non hanno condotto che a rnigl iora me nti Lcmpora.nei e di tale breve durala che e pcrm~so assegnare ad C:>Si il c uru tLc r~ di palliativi, s pecialme nte se adoperati s ingolarmente . P er s radicare la malaria, o signori, è indis pensabile affrontare l'impresa con mezzi diretti, come hanno fatt o 0011 s ucC'esso altrove, adoperarli con n itcrio c insistere in cs~i fino a che si s 1ano ottenuti ris ultati definitivi. P er· il risanament.o dell'ambi ente è indis pensabile innanzi tutto lion oscerlo minutamen te, per stabilire un regime delle acqu e s uperficiali , stabili o accidcHlali, corris ponden te alle speciali condiz~ oni d elle Jo(',alilà, tra le quali sono da mctt.e re in vi sta la n ecessità di irrigaziont: per l'ag ricoltura, ch e non de,·e CSS<' l'e turbata. E superfluo ch'io dica che una {:arta d l!l i..L malaria d'Italia, corris pondente alle necessità dello s tudi o d el l'isanamento del terreno, non esis te, e ne abbiumo constatale le cto lorose con scgu en ~. specialm(;- nl.e duran t.e la g uerra, intrapr·esa da questo punto di vista con la incoscienut più compl eta d ei perir,oJi per la malaria, alla qual e furon o e;;posli i conrbalt.e nti cti t.ut.te le nazioni , che presem parte all'immane conflitto. Credo perciò ··hc :::aremo lutti d'acrordu nel riteruer·e indis pensabile oolman! qu e:-;le la.eunc con la. ma..<;Sima ra.pidità possibile . Il se.conùo bisogno per il ri saname nLo dell'ambient-e è. lo s tudio accurato d ella ecologia d ella fauna anofelica nelle localil.il malariche, che deve costituire il fondam ento della lott..a antizanzare e a.nlilarvale , lotta r. h e non a m mette tr·egue, uè i nterru Z'ioni e che deve essel'e 1..:0n l in uala per anrri e in tutte le s tag ioni. Fina lmente P: indis pensabil e s tudiare per c iu sl~una località i mezzi da aclop e.r·are, sfrut.tando tult.e ' Ie risorse loca.li innumerevoli, dalla pisciw llura all'alhwamenLo di anitl'e selvatkhe, alla s~mina di speciali vegl'ta.li, all evamento di bP.stiame, colmate, drenaggio, ecc. Come è a tutti noto, la fase più t·ecen t..e dell 'indirizzo profilal.lioo è dis tinta dalle preced enli per il fcrvor·e w l qual e è sostenuto questo mezzo di lotta che pur esse ndo m·lla coscienza di tut.Li, ha finora presentato le maggiori difficoltà di at.Luazione pratica, specialmente ka no1. Roo~clt, (Juanòo s i dc<'i!<e a intraprende re la toLta antimalarica nelle zo ne del Canale di Panarna, manifestò e tradu~sc in atto il proposito di eerrare l'uomo r itcnuLo più preparato a dil'igere la lott.a antimalarica , <.li pagarlo quanto era necessario e di conferirgli pi eni poteri. Come sapete, la zona del Canal e di Panama in dier:i anni fu risanata. Esigere questo in Italia sarebbe un sdgno: non è nelle nostre abitudini nè la fooe in un uomo, nè la disc iplina noct>ssaria per non crear·e osta<·oli all ' applicazi one dell 'opf' r·a sua. Ammesse e riconosr·iu te, rome spero, queste 1'ondizioni di fallo , quale via si potrebbe S(>g uire per cerc.are di riprendere la lotta antimalarica co n il fervo1·e necessario, dis ponendo delle istituzioni esistenti e complct.andole con l'aggiunta di altre, se mpre nei limiti del puro indis ponsabil e ?
SULLO STATO ATT U ALE DELLA LOTIA CONTRO LA MALARIA
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Se si percorrono le u!Limc annatt: d~ l Tr071iULl Disease, dal i914 ad oggi, -:.;i twva che alla lotta antimalarica è stal..c1. dedicata un'attiv.ità pol'tentosa di studiosi e di goYerni <:on una mole di lavoro proficuo, tale da doYet· cons iderare come microscopici i pur lodevoli tentativi compiuti nel nostro paese. Ormai non v 'è nazione che non debba preoccupat·si del problema, perchè le constatazioui di riviviscenza di malaria in località, dove essa si era spenta snno più frequenti ~n} quanto si potesse prevedere. Berfino g li anofeli parig·i.n i pare che :;tano respon:;a. bili de lla diffu sione dell a malaJ'ia pcl' quanto limitata alla. città; in Inghilterra, come mi risullét da direUe informazioni, la t·ivivi::;cenza è stata Plll'e largam\!nt<.: constatala; in Germania l'a llarme è gù dato. Sono convinto per ciò che in tutto il mondo civile la lotta sarà ripresa con serietà : vorremo noi , c.he nella storia della co noscenza della malaria abbiamo in molti cam.pi contribuito efficacemente e in qualche pe-riodo certo più degli a.llt·i a chial'ire problemi con es:5cL connBssi, noi che abbiamo la fvrl1ma di poter usufruire di vet•e com!Jet.enze in campi svariati,. come Marr hiafava, Grassi, Bignami, Bastianclli, Gualdi, Ascoli, Go::;io, Rossi e di esperti bonificatori , vorrr mo r1oi rimanere indifferenti al •·i sveglio di CJII ~Sta santa crociata. bandita pe r la sa!ute e pet· jJ bene ef·o nomico dell'umanità? Con~ide ra ti
tult i i probl emi esposti e d imostrata, uso spt:ware, i n manie•·a r:onYinrente, la neeec;silà di Rffrohtare t~on l'ene •·gi~t massima il risa.namento clell 'ambi<>nt.e , pur assQI.·.ia.ndo ad e.:3so l'applicazione dei m e.zzi fin ora largament e adoperati e discussi, conchiudo col sottoporre le se.guenti proposte alla discussione dei soci : j) ch e sia isti tuito in ogni provincia un ufficio tecni co per la di f esa · dalla malaria, composto di un m edico S}1ecializzato, di un zoologo, di, un ingegnere idra ulico e di un agricolto re con i compiti seguent.i: a) studio delle località malarì'c he dal punto di vista topografie;(), del regime dell e acque, della estensione. d ell'infezi one, della fauna ano· feli ca e delle condizioui ag ricole; • b) redazione delle proposte per applicam le provvidenze profilath ch e, compt·ese tra questi la cura, l'aceertamento e il risa.na.mento dei malati e le organ izzazioni sanitarie necessarie ; c) scelta del personale per la campagna antimalarica e sorvPg lianza dello svolgiment;Q di essa; · rl ) richiesta all'autot'ità r:entrale d ei mezzi ritenuti necessari. 2) che sia affidata l'esecuzione delle norme curative e profilattiche, sotto la gorvegt.èa nza dell'ufficio provinciale, alle organima.zioni che hanno l'int.eresse più diretto alla protezione dei lavoratori, cantieri, casse malati , ecc. 3) che sia istituito presso la Di1·ezione di Sanità del Regno un ufficio t~cnico centrale con personale direttivo, come qu ello dell'ufficio provincial e per le revisioni , per l'ordine di esecuzione delle proposte degli uffici provinc.iali c per il debito eontrollo. A tale ufficio potrebbe essere annessa una commissione di Consulenza, alla quale sarebbero chiamati a partecipare i più accreditati stud iosi di malaria.
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SULl.O STATO ATTt:ALE DE:LLA LOTTA CONTRO LA MALARIA
4) che sia affidata alla Società italiana per gli studi della mala.ria, fondata da Angelo C€1li; il più grande apostolo della lotta antimalarica. nel mondo, e alla quale sar·-ebbero de jure partecipi tutti gli studiosi di problemi conneSSii con la profilassi della malar ia, la continuazione delle ind agini scientifiche per la soluzione di pr·oblemi esistenti, tanto nel campo (/!•Ila etiologia, che <.Iella epidemiologia e della t-erap·ia dell'in fezioue. 5) che sia inlens.ificato nei labor·ator·i della Sanil.i\ del Regno lo studio d ei mezzi di esecuzione di piccola bonifica già lodevolmente iniziaLi dall'attuale dirett.ore. / 6) che ::ia intensificato lo st ud io della bonifica agr·aria in relazione conia bonifica ·iclraulica, affidandone l'in cari co.all' islituto di batteriologia agrar·ia di Portic.j, g iil b enem erito di proficue ricerch e nel mczzdgiorno d 'Jt.al....ia. 7) che presso le Univer·sità del Regno sia tenuto ogni anno uno speciale cor-so di malariologia scienti tì co-prat.ica affidato a vari insegnanti , il clinico, un professore di patolog·ia, l'ilgienisLa, il zoologo, un inge- · gnere idrau!if·O e un agrir-ol!ore. Gli iscritti , s uperate le prove d'esame, potrebbero essere adibil i anche durante lo stndentato alla campagna ant,imalarica (1). 11) ~~~ t H 1l l'l ')(lO.'ltl' si :-Tol>'<' n n '1•sa ur·iE>u tt' discu:;:<ioJW. ~1 lu1 q \1:11<' j.~u·l;e(·i· ll<ll"on<•. f1·11 g-li •tlt1·i i Jll'oft'. <.'a:-tll-(r;tlllli. <;osiu <' :o;da\·o. {>( l iu l'im• \X'IIIl<' :J1)Jlf<>· v n t o a ll'unallimi t il il St?!!:ll<'llh' Ol~lirJ(' <lf'l glomo: << li ( '<lll;.!' l'l'>'-'<1. pbHtd•·•ul.; n ila n·la7,lone tlt'l prof. A ut<mlo Di<)ll l•>< l sullo !'~l tu n ttua lt• <lPIIn pr,,fifa!lsl c•mtl'O la lllJ<ILHl'itl. fn voti ('h<' il nov(•rtu>. Polla l·oll;thorn7.inne ll<'i tL~ dit-asl t> l'i . d•·li'Intemo. (1(•11'.\,~rric'()Jtm'll <' <h•lln P uhhliea I>~tnniollt'. :ll>!'("ll(ÌO l'CHI tutti ( 111(>7.7.i dt(' ·jlllt'. 1\\'I'I'P :1 1<111\ (Jii<JIOSI7.iOIII'. jll'(lll i\IOYH J) r()\''\'elli· lllcnti e leggi ;HI<·I!'IIlltl· n 1h•ho>1lan• 1:1 nwlari:l Ila <:Ili diJll? rt<lo nn lnt<'l"'"·'" l ;x,.yomid (' ~a n il a ri dt•l Il:H~ ».
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LE FERITE D'ARMA DA FUO[O DEL UlftiO EDELL'Eft[lflLO secondo gl i studi anteriori e l'esperienza della guerra attuale Comunicazione a.l l«" Confrrenzt> di ch irnrgi a. di gtrf'l'l'B int•-•rall<'AI<' <h-1 pt·of. lorenzo Bonomo, mttp:g. getwrale m•·dico. ispt•ttorc ca po dj san ità militare. In CJIW>'1a rH>ÙI di tl':llllll:llt>lnl!'ia eli ~li!'IT:I. t1·attll d:tllt> """'-'n":l7. inul ]111tl idtr 111-'lla 1>!'11<.-'1'1'11 nttuul<·. IH•a '""·><innlu du• :H'I'<'n!Hir't> ><olnnwntA' ;Il 1•uuti d.e ll'impo1·· tmll <' quN•tinrll' e hl' iutRrP,..s:IIIO In ti' l'Il p ili <lt•llt> ft>t·itR t'l'H niCH' n t·l:'fa li<·ht.>. i'\riiE' fl-'rik cl'~l l'll\:1 !la fno{'O (i(') t'I'IIHl<> 1-' dpiJ';•tH~fHin J'al\ÌO II\.' ('l\ÌI'Ul')!'i(':l llO Vl'il t'>'»(>!'(' r·f'l'lll: t t-11 1la Il :t n m; i <Ili(' :111:1 t o m ic ·a <' tla Ila :;i 11 tnm u t o lo~ in ti !<Ìu)ll, t o lo)ri l'Il d<•lll" l<>!'io n! III'I"Y<),..... Jll'<Hl~ott;• dall'n~Pllt!' nll n<' mut<•. llt>H't~do o<·<·upan·i ""'l>Pl'lltutto <lei mf'tudi ti i <·n r:t. c·i l i m itt'n•nw n ti '"-"'Il" i!IJI n• q t w 11.- f'<'l'itt•. l<• qu111i ,.,..~""'ono c•s:o-'(>r(' og-~l'tt11 ll('lia n<>>'II'H O)<>-'t' I'\'H7.imlC' dini<·H. traln>'<·lnndo Il' nltn· dii~ intt»rt'"'""IDOI più p:lrU<·ohlrnu·nt~> l'UIU\imuia pntol ogi<·a. l.' I'SJI(' r·i!• 117.11 d i (f lli'Sl:l j!tl( 'l'l'a (•Ili\ ff•!'l\1:1 i l'i!<Ul Ùl ti tll•j!li !'Otu<Ji f<)lf>ri UH:'IIi3 li !'llll'mdoiH' <io'l pr·oil'ttili (](•IIP 111!1)\'t' :tnni Slll c·orro IIUif lllfl. l'<li l't>ll-'\':lto ll<lti'l'•' di JI(•Jlt>lra:t.illn<'. <••ll'ìnl l'llstl :t7.iotH· dirlllllli{1\ dl:<J!I'("~lllltE' ;."'nllt> -rm rti più t~i,-t<:•nti d.-Ilo st"!IC'IPiro <' <'•ntu><iY:l (' l:u~·rantc• ,.,1i tt>"su ti lll(lili. <' •·on g-li f>fl\•ttl t'SJll•).-<ivl.
LE FERJTE o·ARMA 0 .\ FL'Oi:O OEI. !:R:\ NIO E OJ::LL'ENCEFALO
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\ 'arit•lli titlidt<· r/t•/lt· fc..-i/t• cralliu·tt•rdll'(l/i.. H l:<p•tto nllt• Yaricotit t ipkhe fomhtmeuta l i, le ferite d'a ruw da f u oeo 11<•1 <·mnìo lt> di:<tìu~m·t·t·nlo nE· l modu ~ gltl'llte : a) .FE'rì t~, llf'li:t volta, !'(·ll~a ,J :r t·fot·u~lont• t' l'li ti ìnfu><:<anwntv <ldln parN.(' <'1':1 n i01 : lJI fe rite per <:olpl Ltn:rt•ntì rou N;t·a,·n:r.ìun(' t>n gnu t tiht> 111111 J14:'1'fomntt-; c·1 <·ol p.i J)t>t·forauti <·on F<'ll<' l t·n~iolll' e riu-nzìone d<• l prnit>ttilt•: 111 <·olpi hìpcl'fonllltì (·on e~rN;:-··t l ciE' l proietti!<· ~1:tUn (•aYi lìl t·rani<·a. I l Jtl'l •il'ttllE'. elle eoLpi>«·t· Il <: r unio perpendkolumuen.te <:nn forza ,·h·a in><ufli<-ien t e Jw•· la \lt>netntY.lOIW o tnn~-:en:r.iallnente ('On fot"I.Jt ,·h·a :t tll'ht> elenttlt. .-...·iiuppa sui <lut> tnvolati t·ntnid tlll;l IH'<'><><icme Hlolt'<:Olar~ dl~ll~ll>tltc', >'Il i ta\'olatv ìntt>ruo ,JIÌÙ t·:<U•sa della :<IIJH;'rll<:lt' di ur1.o litit t.:l\·oJato t•:<terno. <'•m que:<to tnet·t·n tti,;nw sulln supr•rfìt"ie ìntt-rna dl'll:t ]•nn•t(' t t·anìr!l si )lrodu <-t' IIIIH fratttN1t a di:<•~• dì ber:<a~lio ~·on di>'bt<'(V ~'<l zlfftHif iamen to del tll\'nl:tt(l ìnt•'I'JIO. 1 /alllpi~·r,z: l della ( l·nttut·n iiiJprna auuwut:1 <·on 1:1 fonm \'Ì\·a l~ <"11<' clillwns ìoul cl(>J proiettiil'. l' ('(111 In !'-fll',.,'()J't> ciPì dut• l~•,·nhlti l·t·a nìd: eìit l'li<' """<'1'\'i:tmcì nppuntv ;.; ullt• """'l Jllii'Ì<'tlll i, :<ul ft'()ll· tak·. intorno ·alht sutur:t ,.::t).!'ìtt:lh•. l)ll:t (·ot·ollll l\' ('d :t11n lamhud"ltlt-':t. <)ue:-;ta c·n.J·atteri,.;tii·lt f'r:ltrnra dd I:Jrulato intl'ruo c·on <Iisla<~·o l'ti infcJ:>:«tnwntu cl('] l(' sdH~~t' (ll'<'lllf'llti >'li Ilt• •n<·n i n~i ~· >'Ili t·f' t'\'(• llo hi:<e •~lla "''"l ~·ll: 1 rl:1 anc·h e q11n nòo y '(• 111111 dt'J •I'<'>'>'Ì<HIP lll'l*'ll:t >'l'll,:ihilp ddl:1 supt•tlil'it• <Tallì<·a. t' lllllll•·ano ,.:iutomi "'l'<'hntlì. La ,.:d:t la :t '"'ic> ,;t,•:<.s :l la r.ra trum in l t'l'llll puèo """"'n' t·au:<a dì <•:«l:<lv><i ••nd•H·ranie:t. di Jl:ll':tl ì:<ì t'Il ;tJll'hP eli t•pil~·,:,.;i:t J:wk:<ullialla. 1-:>'>'>1 :<r:tbilif<ci• l'indi -· <·:t Z in n t' tl<•ll:l l'l'li Il itll'(>:<e·~ÌOII(' jll'iiii:II'Ì:I. !:t lJ lllll\' >'PII.Y.>I 11\'t'l't' t·:t l'Il t t t'l't' d i III'~{'ÌIZ:I 1\fHJ 1111\TÌI t·:<..,.•t·~· tl'lllil"' rìranlat<t. l<lll'c·i•tlttllc'lllt• qn:tallhì ri:<i\~ 1 <• nrlln 7.tlllll t·olan llh·a. tWllt' <II'I'e <~'l't'ht·ali <h·! liii~Uli)!';!Ìo. in qtwlht •h·lhl vì:<tH (' nt>ll<' 1'<'j!Ìonì h '· rt>lot•llat·i. Quando il (li'<JiNti lt• lt:t cli'IPI'.Iltìnaw l':t\'\':tll:l lllt"'llto dì lutto lo sjW:<><CII"I' ch•l l:t lllll't'IE' l'l':lllif·a. dè1 t lu• :<i >1\'l'lllllj):IJ!IHI ortl inari:tlllt•lltf• mi (~lllOl'l~l~ ill t>pidut·al~c• f' :-.1 ctlo: l nmlr t>tl a <:ollt usi••nt• dt•ll:t ('i>rtf·~·<'i•t <·~· l·(·lu·: I IP. ht t·r:t ni otom ìu ha ìnclic·n:don~· II I';.!VIIh'. e;;dUS() i l <'ll~o In <·ui lo slutu ('otllalo:<el dt>l ft•t·ito nnu llntori:r.~n l'ìlltl'rYt•nto. Xell<' frnttun• 111111 rttwrm ·:•nt·i <lt>lln \'oltJI c·rn nìc~1 t'OH ('>W<t\'ll~ìnut• H ò'etl<·o ll(' ll:t tlì Pill<> hn ri>'<·nntrHI:<> fn>«·<'ttl eli <·apdll :1 t·t~tlt.atto tl(.>Jln dura nut<lrt- lu <'(' l':tt:t -t' •h·l <·<•1'\'l!lln. t)II:IIHin 1':11T.ondntut•n to <l<>ll:t fntttnra cl~·! tnnolnto iiii CI'IIO f:tel'Yill l" ('S<·ItH ic•n• Jl<'llf't l';'l :r. i olio? ÒÌ C'OI11Ì PSlr:tll('l >'Otto In )Jll r,• tt• ('1':1 IIÌPI. T. n • I ln st: t;;i t lloHt(':ttlllll'tl \I('IIH frn ttur;l spl(•~ht•rt> h IX' q ll(•l<tn fatto pn n HloS.<;;t({• X"ì t·nlpi t=l ll~('llti Jll•t'fonuttì il lll'()ìt•ttilf'. Ì111111("' 1'~\'tHlosì nt'll.t> :<JW:':-.SI) I'(' tll'lht l>:tJ'df• ·'(·r:l nk:t. ><Pill~•· nf' il:t c·m•itit !Wht>~~"(' Oi<H'(>, fr:tll\.ltlf'nti JlWtnllki. <~1Jl(-'1li. pe;,~l'ttìlli <li ,:tn!Tit. f-11 dnm ut:Hll'l' i> SJK•i'so :1pertn. lu <'Ort<><·t·i;l l'('t~ùt•ule c:o11tm<:t " hH'<·r:tl:;l, i r:111t i t Iella m l' Il in)!t'H Ull·dia t ron<·a ti. :t•J>e~rtn qtul khe ~no del ht <lunt Il li t d l'l', i l lon:: irudìua lP (.>f )· Il hlteNII<'. In qne><tf' ft>l'itt>. a,plu•r~nt<'lll4."1ltE" ùl lien~ ,:mulo, 111tdtt> .-.·u:r.:l ft-> lll)lll<'llÌ ('(•n•lwnlì. ><i m•>«~nulouo ('tJlHII~ìonì Hn ntomi<"lte e mh•rohlt·h<• )!ravi. •·••me in tntt<· lP fio• t·it4• di anuu dn fuvc.·o tK·rfornntj d.el <·t·anio. ~ella prì11111 illH'tli ":t:r.ì"nc> hi:<<>gl~l .- <tnbìJìrf', e (•011 UI'~'PIJY.H . 1111 I'I'~Ohil'<' lh"-SI'ttO <lelht ' f('>I'Ìt:l f'><t<'l'llll -<lt> 1ìli~~utu <· prot·c>tt:t clnl l'l)ntng-ì ùattt>r ir·j post-trntWmlltid. l .pmi('ttill di fu<·ìl<>. j qnnll Httt':l\"l"l'l'llllO l'eluwtto mel•lllì('o priuw di f<•rìrc· i l ·•·•·nnìo. <)nli tlarìumt>nlc' ;:( <lf'f<WllllUin. Ciò. "'<' nbùH>':-«1 lu fc)l'llll \'Ì\'11 tlt•l Jli'Oit•tt ilt• ,, climinn i:<(·t• il sue> JIOW.t't.' eli J,.,TWlt·.aziollt' . ng~l 'll\'a lt• qunHli1 ~llt:ttuntldlt' l·' tnit·mhil'ltt' tlt:>lln fprìr;l t·rnnlo-<·er<•h•·nle. I JH'OIPttili tiPII\0' 1111on• :t l'lui pnrtutili :<ttllo sdH·· IPt r• l ('t':t llh-<1 ta>ì f\'t~ t.ì <li :wet'J':t '!ld<lìm•wtran.<; una t'•Wt<' n.-.-<ì:<te•~za nl1a d<•ft• rtn:~:r.iont>. H o <>>'ti'Htto (]:tlla ('!'IVitÌI ('l'fiJtka .111olti lii.'UiPttilì <IE'l fud)(• un,- lt•bu·t•. "lwkfot·mati ~l h1 t'!';.!'olnr<• pv><ì~lo•w balìstkn. J'n~ln1 .!.n liY:tnt ì. llndH' qmttHlct ><i 'I l \'fl\':l l'JII!)OII(' (] Ì J'lt('ll('rt> (')l(' dO\"P\'lJIIO Il \'Pf(• !:l ttrtl\'1!1'~1 to l't>lliiE'I t o Ut('t:llJ h •O pJ'Ìill:t •< l i JWI'fl)l'<ll'{' il <'l 11UÌCl. !'\oi !):oi.WI'\'Ìil lllO ).!t'IIE.'I'al iiH'IIt(> f<?I'Ìt.l. nei (]ll<lli 11 [)J'OIE"l.tile ha Jl(>I'C'Ol\"C) tl'ltj:(itti f'IHlo<·nt nid hl'1.'\'h Httt·:werflo 1111 ,;oli) od <>ntrnmbi g-li e;mti:-.it>t•l t<'~'t•br:tll, 11 1 <lì ifllot'i ·dci \'(•ntt·knli e dei ~ranJII nu <·Jpi b:li'ìla t'i. Tu un,• Ko<'~ione ()J'i:r.r.ontHII! dell'ovoid~' {'J':I Il Ì(-1) f*'j!llf'l'el Ull i t m gitti (-'UdO('I'l\llkÌ fll'Ì jll'OÌI'ttili ll(' lll' ff•t'Ìt(' l't'I'E"bi'U l i 111111 lc·talì. :;:ulhl )!llid:t dt'IJ'~s)ì('I'Ì<'lll'~l tldl:t ).,'11'•1'1':1 Jìll!<SÌIIJUCl l'liJliH'{'SNit:ll'JI l'Ili IÌ llt'(' ·l't-ltt' tm~:Yt>r:::u 1i. tiOl'llta li a l J)ia n" ,·erti< ~)·><:t lo.' i ll:tl•• In t <'l'E> m ì:<feri<'() . e• <In 1i 11{'(' nbli<t 11<' allo i<tl's;:o pl:1nn: a) ~<'l c·ntHJYI flnnt:th': f<>ritf' cl'un lobo o <l'nm\X-'{1\1(' i lobi ft·on-
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LE FERITE D'ARMA DA F't;OCO DEL CRANIO E DELL' ENCEFALO
tl\li al d~tvnut.l ed al dl!:ll>l)ra dt•l ,einO<.'(-llio del <.-orpu <·allow; b) nel t'll mt><> O<."<:i{)it.Hie: di un lobo o di :llltlx'llu~ i lobi occipit::tli· C) nel <:aUti>O pariehtlt:: di uno o <l'eutt-aJllbi l lobi pari~tnli surX't·icH·i; (1) nel t-aÌnpo rolan<lico su{)t'rlore al di~pra del <..'01"110 eaii<JSO, uellit S<..·d~ d(•l lobu.J() para('(>ntr:tle. Le f-erite :1 tll'rt"(> l"sH <-'lll!ltt:tl~ •wdin:triHJJl(>nte intel"t'"-"'"1110 uu >'ol•> (>JJlisfer<J, ùal IXIIO ft'<.>IJtole a ((U(>Jio O<·d pit:tl!', onliiiHI'Ì:llllf'lltC lt't<lli. C CJill•lle H ]lt'TCOI'M.) più br-e,·e. fronto-pnt·i<'tal i. t (t rielO-{Jcdpi t: sii) t(>UJ IJOl'U-ot·ci p l ktli. A q IIN<te varietà dd le [l·t'ite <'<·l"t'brtlli :1Jtgilllll!i•lluo c)llt'llt• a tlt'reor .~cl tliSL~ndt>nrl' otL :t>wt•nùente tlalla \'ulW nl1:1 f <ls><.'l crauk:t ant<•ri\)1\', alla fosAA CI"Hili(7\ lllèdia, -e le ferite •x'(-ipiLu-<::erd>ell:tl·i. di prO)tii(ISÌ :tS.'<lli JliÌI j!I"I'IH'. . Le rerit<'. ut>llc <Jllali il pcok•ttile attr~wers<l Il ç~· n·ello .nt tU rotto del <-orpu ('<JIJo~o. sono J:(!'m•t·a hut>nte lt>tnlì ~r la lt-l:lione th•i ;::ra n d i mwlei ba,.; llu;. e pri ndJ.I:lhut'>ntl~ t>E'r l 'eurt>nngia df'i 1-ami <h•ll'arterìn "ih·ilHI:l. T,c fe1·lte iutPres~\Utì m1 lobo tld ti.'rv~llt'tto IJ<tJJIUJ l.l11\·oJta t'lJ,rnttt>re tll l'<'lll tint ùenlt,.'Tlltil. Hu e.-<trattn du 1m lobo <."t"t"t'beilare o dalla. fos><:1 <'t1tniea JIOSh'riort>, palle di fucile anstrlnco t! J.>:ll1.-tte dj NlmJpn<'ll, !)('n tolleratt>, l•~ quali nvev<~no nttnl\"t•rMto In un C:\:00 111 utuslvìdt•. ] n altl"i il lub<.J tK'("i)lìtall· <.'Il il tcutori•J rwima tli Jlt'lH'tmr!'! nel lobo del c-.,•r~ ' "l'lh: tto. La t >lilt•ra n:r.A dt-i pmìE>tti li lll;'lln f<>>:Sil t·er<'bt'l ln:rt> t•tl fllldte nt>l l oh• l <lei ('(·rw llf'tt() ·tx•r·mettA• ul f"hirur;::o un utile: iut~>nento. l 'n11 J>allf'tt.a di shl ":t]mell attnH"t>r~;:t i l lo!)() «"<·i pìt:tl!' d i :<i uist 111 e si 11 IT<'-"l<t nel loho c-;~r~>bdhll"f' d i dt•s-t ra. dnudo luo~o'O ml Plll bl!IOp:<in omol•ll!:t t<'lllJ>OI"O·ll,l-":tlc :-ini.stm Nl a llif-tnl'hi d"el"t•uilibritl uou _:;1-;tvi. · Dopo J"p,;tr:t;-;ion<> <lt•l pr~•i~>ttih• mi~tlioran•l i 1l'i!:or<liui tlell"<'nnilibrlo e l'e-mb1nops!:r. In qn..,,.:to <..~\ ~""0 il J)('l'<.'OrSO rettilin<!O enù()(·raniro. clnl fornmt> cl'eutmtu. I")ITI;;t ~ md<c>ntt> a Il n pi<'l-!:t <·tll' \":t d l ,.;i 11 ist>r:o1. al punto d ':11"1\':<fO del proiettIle. loro r·L·I·dwlla n· d~tr(). tl'''"t''"" ;we r ln('()ntm to la <'il'l'om·nln7-iOtte dd ('\lllE'<) e le nHilall.ion i otril'hf' tli "'lnl stm. t! p roba bHm<>Hle sllor:dv l l \'l'rrue d t• l cPrYe lletto. Qut>1<te. cht~ S(>UlOl't>n•bbet'O fm Il-' fPrltR d'a>t1na da fu()(·Q cmniu-en('(>f:tli<"ll~ Jlilf:Oiut.'lUWlll.e IE>I :1 li. :oono t·at•fll'i- tli un utilt• trattHm<·nto operutivo.
'l'ovntJ ra f/fl a na 1om if'o tl f'/ l<' ftTi l <> r.,.,,, lo-r11r·••fa l i('/11'. -
I n Jll"<'"<'ll7.:1 <l'una fE>t"i t.'t
<l('! <'l'an lo dobhimno ]()('uli;-;~..are hl l1•,;lone (\'l'('hr:1 ]1;'. ri~tto ulla ,..,_lf~rticle t!stt-11lll ùel <'<'n·elJo e~"l nll<' !-;ne pM·tl into>l'lJe. nl ('()l'IlO <,tllO~'• n i nnc-1<'1 l)ll><llari, Hi ,·entril'Oli. al .grandi Y:t.'li E'Il ai n('n·i <'l·unld. Dopo :H'!'I"P. IJL>ne rasa t() Il ca·po,. e ::;terlli;-;zn 1<1 lu rel!ione feri dest'rl\·~1-emo la topogt-a1ia E>n('(>falica. l';(>gnanùo ~1Jl <"ranlo J !'<lltbi pt·in<'lpnli clt>ll:l ,·uperfi<·le <.'(IU-
t,,,
\'f'!<M <fel ('(>rYello, Il piano tl<'lla t.(>nd>t dt'l C'(>l"Y(>lJ('tt~. l ;::mn1li !:l'ni ,·e uosl òeUa <ln1-;1 mndt"t', il o'"('no fnl<-ifc)rrue f•d il St'no lntRI·nle. 1:1 Jll'<}ìezi~"nte del COI'J:IO <·:tlloso, d e l grundi nuciE>l biH<ilnri, i \'('lltri ("()ll t-er<>bl·a·ll, l'nlbf'J'O llrter!O:"() :::lh·ium,, l'nrtNI!I men i II~E'Sl Olf'tlin. C'o n In e~ t (Jl t c)po;::m fi<J, cm ni•'H•nc~f;.~li<'a n<~ l po,.:;:illlllO locall7r ~~~1N' 111 f<'l'ltn. <' ffll'(' dNh17.imli M:ltlp t~<'l' In dlL!f!·no>:i e per In t•uJ·n.
l fenmn~>ui t~l"t'hnlli <·on l(•sinu i t'lll"li<'llli l<wallzr.At<'. JX!ntll~i nv•torie. dJ!':Qnlin.i •h•lla :<f'II!'Oihilllit. <lt>l lin~t~l:t)!gic>. d~lln ,-; ~t:t, dt-ll ' tulito. ddl'olfatto. dc•! J!\1'~'-"'tll, d~>ll(' f11 n t. l• 1111 fieli' hl! elliJ!4'>ll r~1. d!' Ila nt4"mo 1·ia . , l t> nn Yolo ntl) . (·o n 41 t•:-tt t t <t ~~ l<la 11 nn t.lmitn ]Jorternnno num·u luw 1tlln fi~inlo;::in del c..,utri lwrn)!o.li. In qu!'sto I"Hmpo della dtlt·tw)!ln di _g-t1t>r1-a. nE'l qual!• lE> mauovr(' operatm·i<• tlP\"OIHI <'><st> t·e ;::nidute tla un St'll"<.J t"POJ!I"II tko <lt>lil'"lt to t'( l c·~a 1t•1. Il d ti nu·;.:-•1 <IP\"P JlllR<;(>cl t'r !' t.r lE> !Wl izh1 nn:t tomi t~ l du Yt>ciN<". Mlllt> in tm;:pa•t\'lll'N'l proi('l.Utl(' ;;ul <'1'1\ltiO ~~ !'<lllln faecia le pnrtì ('>-1 1'1'11(> E'l 1 i n tRrll(' cl.~;> 1r l'li>.'(> fil!() t' I'NHlt•l"l<i ('Oli t o d<' Il t• lt',;lon i ~Il('l":t t!' <la l Ila !'."Il ;:::rio tic 1 .prol<>tt ile <' tlallf' f1·a tbtl'(' c•t·lln.i<-hc. l-\('llZJL 1st JH'C'It'Sll di JH"O))()IT(' un met<)()\) di tOjl>lg"l"iliÌ:l ('I'HlliO·<'III"t"flllkll J>IÙ 1-'.S:thO (11 (tue111 dt'g-li n!t1·i Hut<wl. <' f"IIE> r)O;;~n !Of'!'Yirf' mc,::-Jio nt•llo studio d~·llt> fE'rit<> di arJlt~l dn (11()('0 in g-u!'tTa. mi Jl(•t·uwtto (lì ri<·hinmare l'lltte nzion(> ;,;u (JUE!Jlo (")1e io bo <!<>scritto e<l adot.tnto llt'l!li uspcdnll tln c•n1upo <l<>lhJ !l• Al'llll\hl. (!.\l mio ·n·~·· todo topog-nt:f!C<I ~no k>ea llr,7~ttt> :o<ul c·muio h• pnrti <'!:ti'l"lll' d<>l W l'\'Plln e òd ~~·l'· ,.~,lletto, l'Jnterln ml'n i nlr(>n ID(>(lìn. In milst oidt'. Il »('!lO lntRral<". Hm10 Jocalilw.:ltf l ('(>ntri COI·ti<'>1ll moto11. fJIIPIJi <1<'1 lin~t~TH;!I!'in. <1<'11>1 Yisl:.r. ~lt>-ll " udito: 111 tnpng:mlìa 1lf'l t'Or110 <'llll<lf'<>. tlf'l 1!1"111Hli nudPi on::.lhtrl. df'i Y<'ntrlc-oll N'i-.•ht-ali: le L1 1'e(> tQpo· A' l'l't fid1e d.- Ile ft-t·i 1P e m n lo f'nt·t' f1t l i <"Il<'. <l <c> Ile nern•o-fa('(' li\ Il. <1 l q u<' Il<' In t\"'l"t'S."iln tf l nPrYi ('('1'\"l('Jtli ('(! il p1t'l<!o"<"l umd1inle.
LE FERITE D'ARMA DA F UOCO DEL CRANIO E DELL'ENCEFALO
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Le I!Jl~ fon<htmeuta li di •lUe!ito mt>todo sono: uon orlzzvutnle t"mnicu : dnll'an-
.golo orbìto-zlgomatico ali ' ini<>n, In quale lSe~na il plnno (le ila fo~1 crnnlca mcdi<l -e quello della tenda del eervell~tto. c le Iiul'é ,.e t·tic·a li, dnl mezr.o dell'arc'O zigollllltiOO, e dal Dle7..7.0 della bn!'ìe (.)ellu ma ,..toide nlln Jinen :mgitùlle nst.t!J'lOn-inieu-..~.
A queste linee fondumentnli n e <aggiun~o due n l n e : una ,·et-tic-ate, dull'augolu -orblto-zlgomntlc-o. ed un.a orizzonùt l€'. <lnll' ul><::tt.'l svpraorbiu1ria lndletro. Con queste linee. le qunll "enza òlfti<-o ltìt si po:;sonv <l<":<t' t·ive t-e s ullu C'\mve::o:; Ltit del c•rauio, s i s tabil k<><:ono i punti e ù l .plaul t(>J>Ogratic i (.)(•H'enC€'fHio, dei nervi é dei ,-n s i e ndocnutic-1. Qual(• dlE> s in h "Nlé delln frattura o 1le lla f e ritn perforante dE> l <·nullo. c redo :>hl bnou metocto cl' e~llll<E.' .s<>~unre l'ltl cuoio cavelluto ro ~llto t• atc:rllìzznto le linee to~"l·ntiche, il solw dl Silrio, Il soleo ili H o lnndo, la smssum pal'i et<H>et:i)lit.ale ed i so lc hi :'l(:'f·ond:u·l ft'Qnbtll. t.<'UlllOmli, pn riètnli et! oc<-ipltalli. Tnt<:clu te qu~e Unee, il eilii'lJJ'gc> !<i o ric ntn ri,..Jwtto :1 tutte le 1t:1ttl tlf'l cet·vf'llo -ed a lle s ue lc><.:n liz?.a zionl funzion11I i. Le uc""t l'l ' O:>l<t'1Tftzlon l l<u Il~ feri·t e <lE' l cet·ve Ilo ch·<•os:cri HE> e l)(>n (' loca li Z"/A1 h' pcn·t-ano un ri<·c·n cou tl'lbu to ('ibtie<> nello studi(• di'IlE' fmtzionl ée l't>bl'llli. Ne~<>o1w ftl<iologo potrt\ <•)mpie 1·e Ol<:<c'l'\'liZio nl J.•iil d iuwst1·ntiv<:> di qut>lle tl~·l c hln1rgo ne u rol ogl;;tn ;;ui fet·iti <li gu<'onn . :'\e l <"On t r n llc> ctPIIE' lo•••t lb:;r..azioui df'i c'('ntl'l dei mo vluwn t i, ,~:iìt :;ta bili te da Ila tl>'iopa tuloe:-ln, n o i a nd ht ulo m t<·n~liemlo nuori fatti . i cJUllli nutorizzerebooro ·a d ttHIIll<'ttE>I't' ]'t'l' nlt-uni ,..e):"uwnti di uH·mbru c~;>nl ri <'\H"ti <~1 li Jll'O)ll'i.
l n a l<·m w fe t·i te I0<·:1 1lx:ow tf' :<ulln pa rtp ::<llJ ~t·i <• l'{' de Ila t lr<·o11 \'ùlu;r.lone J~ll'il•t:t le 1\SI't'll<le ntt-. e sul ~n:ngiue del lnhulo -J•Il nt ('f'lltr:tlc . ••·bbi:~mo ••,..>~erYnto parnlisl delle <titn e clel pi('(le cl e l h1 to oppo;;to. Le f(•ritR dE'l lo bo J•;ll'ietHlt' ~Utlt'rio t·e :;i it<'Cmut •nJ.:'IIItllo 1'011 xpi<:<·:1ti di;:t ur,hi <lt>lln ~en~o~ibilitli tnt ti 1.,. e Jut~>•c•olat'('. ;:eu;r.a Jl;ll'l\ li;:i (l'lula tw,..tt>xht o t>JJONta ). I n q un 1clt~;> f e rito n l hl t't'/,doue fr• >li t:.H lE> . <:ou l'l>l P•> I:<IHJ!'t-111 f' o <'()n fnt tt ll•l'll Jlou JX'rfo rnu tE> locnlizza1Ut 1tel1f1 r~·J!inttt' p1·e-rnJanrli <·a . tm Il pil'\le clt-lla 2• cll·<·om ·olnzl ou e fmnta lc• ~ la fl'I)U!,a](' asc·encle lltl?'. h o ('O il>'Ì.HtH Y) J'IU('ll)l:IC'Ìl ÌI :Hl e,;:t>~Uil't' i lllO\'hU(•Ilti ]Wl' w l<<·t·itturn. ~E>111bm dte In (JtH' "1 i C'll>" i ,..i t r·a tti tli mw \'t'l'a uwm!;.;i:t 1ll()tt·i<''· la -QUJtle prin1 del riC'nnlo <ti•i 1110\' lHaE>nti dellll x<·rlttura. <·h 'è >:<>tto il domlnin di nn11 full!{,ione me-utnlE> ns:.:oc·iath·n . T.n lo('n lizznzinn t' <~'(·i i •itale d~l <·Putl'() Yi,..i\·o è confermata dn nn muHN~> I'<IJ.:'~IHI'I'dctYOl(• di f('l'itl , nei quHll ,:' i> f<hlbillbt l'emitWI>t>><iu o I'ama u1·o,:l lu !>E'~Iito a lt•;.;ione tli tHlo o 111 nmht•\htt:> i lobi •">l·f·ipiì.ltli. Qualc·umt <lelle mie oS., '('l'Ynzio lti sn <'<~lpi tli ·annu tla fnoco Utnge u te l?' per.fvrantl trnsn~r,:;tl nwnt,e il rt-nnlo. 111 disopra llt>ll'inlon, nutorizt.c.>rebbe ad mnmett<•r(" ('lw la tli~>tnt -ziont> d<~ll.n puntn de-i Johl <>('(·i pihtll, qtt:1ncl" ::<i ,Jillc) rite n e1·p ill('sa 111111 parte d t>l C'ltn('<>, Jl(ll't:t In 1-eeiti1 <-om plt•tn. {'n llf)tf'\'O](> ('(lJi tl' ibUtO di •)11'1')!1>\'p)j CI~>'P I'Y:I7.Ìt!II Ì JH>I'tll ): 1 l'IIÌI'lii')!Ì:t Ili J:!11('1'1';1 lH•lla )O\':I li Z"-11 ;r.i<Jitt> d E' i {'PII t l'i l 't' l'Ph l'a Ji 1lt' l li 11)!'1111 )!')!I O. <·onfol'lll i a ))p l'Cl IIC)S('('IIl'R llt> ll; l fi~iui<>)!'Ì:l. A fa~<IP >'('ll."ùrl~lli 111>1 ahbi:1 Ili" """"' n·a tt- }Wl' fc•1·itP d e l lobo tt' lll · "J)))I':lle. f' del IOIX! .parh•tnlE> JnfE>rlo r<> d! "lni;;tr:t. l'i>vett i\·alu l'ntf• la xnn lilit \ 'l't'· bnlp e 111 ('('('itìl Yel·h:~l~>. In nn ft- t·ito n t•lla n •gloul' )ll'f'rola1Hli1·:t infPriol'l' <U !':in i,..t t·u , f'Oll lll'I'E>stQ d e l pr(lietti lt> ('<) info><,..,tnwnto. C'rauil'n. prl•(·i:<•lm e utt- al da,·antl <lell'opercnh> rolandlco. l':t)!'t'nfht C'OJJ I)II1•ta LH:IIl uwno "l'l>lll)lan·c 1lopo In c·mnintc)m ia. 11 !<Ol!l!l.'ttcl nnn pre· 81.'11 t:I\':L )111111Jl;:l dE'))' arto !<Il) *'i' iO l'('. 111:1 :1\'E>\'11 tlitiiE'Ib( 1\':1 to i IJHl\' iiU('ll t i )!t'l' "'' l'i· V(:'l'è j)C•I'fìllO IJ !'110 llt~tll(•, C'h't•:!'li :<IIJW\'11 I'Ì('()Il()S(''(>I'(> f';('l'lttO -e lll<'S(~))fl(c) l'Oli illtt·i, n1.a ('l'il i IIC'II ji:> C•(' Il ('o)lili'I' )O. In un ferito twl q11alt> il JWo le ltii P <li ftwilf' J'f'll('trato J>E'r la bn,..\' dt•l l.'ranin. -attran~1'!<0 lu lm$:t> ll<•lla ~mnclc• nln <lt>ll o "fPnoillt' . a \'1-'Y:t d l:<t rutto la pnntn del )()ho t('lllf>Ol'Ult>. y'f'm Hll()~min dnl l11to dc•lln f t'l'it:l. I n u n n ltr•> un rnl po l•l•rfnr:tnt<' bifmntalt>. un dito tlit' tro 1~ IIJ>Ofis i o rhitnri\' ps: tc.>nw. H\"E>\'a ù l:' lNlllinnto un·anosm itt blln terni e. " ''"'' c1·:n·i t>•l t'><tR,..f' mutilnzi<mi •h•l !ohi f1·n ulnli ahbiamc l ""'''''IT:lln ><Pt·· -.'"lll <lJ ,.-ot-d!ni 1>81<-blc-i. ca m bi.n mE-nti cl(') r a.m tt(>rt·. 1lt>bo l;-•zu1 llt> ll<l nlc>murl:t. Oc• Ila \'O· l •~llt>ì. d t- ll 'a tl.('rtzlone . SE st>t h i Jis<'·ouo dei \'N i mntmtlf'u tl <l t> li: l J>PJ':;QII:llitil. un ('()n t(')o."llO t:~h·olta q)uerile. :'\elle grnYI le -"lo n i di st l'li ttln• d pila eortt>fTi:1 l'l;'l'l'hml<' ,-te-Ila !':.(>zione r c>t ro-mlnndi <i! uo~: bo <>~Rp n·:1 1n qm•i <liR•)I'<liuti J•:>k ltici <'he :lCCOID· TIIt:-'llllno le lesio ni ~~·nYI <lf>l Johi fro n t;1Ji. ;.;pedt- l'e bilnt~.•rnli. :'\vl!'li lll'l(~ssl <·f'ntl•:t li d e l lo bv f 1·ontnlt>. 1w l qunll ,..i hn dist rur.i one di g r:11l P>l l't c•
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LE Ft:RITE o'.\R.\IA OA Fl'OCU DEL CRANIO t: Ot:LI.'ENCEFALO
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t · n ('l'<>it•tf i le fj,..-,o sullt• p:ll'\'l l t'l'li H ici w ntl In ('<l \'llà. ltU'UWI'"'-' tl(' IIft Sòsta n;r~l nN'\'OAA, l- un r.nttot'\' patolt)J.!'i•·u attivo o \'irtualt• di compllcnzloni Infettive. Xoi Alohhi:lln<~ ~~•n~<idl't1tl'lo un n•knlo eli tllÌI'l'Ohl. c. >'(' l)('t J'l\)!ÌOni hl!li!<tit-hf' !li ptHÌ .'1llllltl'ltl•l't• l':t\ttOi<h'I'Ìil7.WZ(t)ll(' <1<•1 fti'Oiettlle Jl(>l' I'UJbt telllJ)('I'l1flll':t <:bt! ~·YilUII" l~lltc> !:1 <'Oml>ll:<t lotw 111'1 <'OlllJIPsto 1:'"1llo,-i\·o t'd il fot"t..lllllento tlell'espulsiQne, .!<l t':ll·ica di J.!'t•nni ntt.r:ll'<'t':-111Hio ~J"Itt<lnmt•ntl <><i i t<>gmn<•utl d('l fl'rtto. Le quullt1't Il pruiNtilt.> "Jiinge n<·lln f{'ritrst, ~no futtori <!elle· inf('r.ioni tntlllll,tll!'lt(>. I pmiPltill che n bbilumo cslrn t ti thtllc cn v itìt cnwkht• l'l'li IlO ('('•9tlll rsi dft liq uldn• slcro-cma ti<.'<t, che ii voli<' su JH t"ìiHCllt'\'a J.!'I:'I1U I pio~(> n l, f.' IJl\11 khe volt:u nn cb e tr:wl~ ~li 1111S. Rl:>ur.11 \"."f•ludt• t·t· dtc 1111 proiPltile nrn''"'ùtto In <'tl\"it11 crnuiro !'>OSSI'\ ilHiiJ>."tl la rsi hl t':L,. itil ::U•t·i l<•. hiS\ l)!ll:t ttcm f:t re n~<."('gua uH•nto ,...,, q n et.t\ fil vorevole t'\'('Jttu:tlitit. Tn tm·no al Jli'Olctlil<' 1llllll<'l'"<l twlla ;.;c:~.-<tan?.a (l('t·<·bmlt•. rw>t· J':uioll(' dE-l <Ù?Cublto :-1 :<tuhili:«~ unn r.nua tll !'tllllllntli mt•nt". u~lbt qlrnlt• J•IIÌ> formnr:-i 1''11~ l'Id ' ;l('('('lldl' l'SÌ l.: t Ulf'll i IIJ.!'t)-i-'111 't' f:tJi l l '. T.c:1 puh<Hr.iont• <'('t't·hml~ lt1t,.,mNh• :li prc)it•ttile d(·ll~ ":«·!Unr.ioul. le quull po~~ "''1\') •lt'tcrm i n:trc !<posut Ulf'llli t<('(.'Olldo In gr:witil. hntl~t·kl t t> dt•i ~~·•·tu l'io>ll'a twi. t·lw
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LE fi::BITE o·.~R ~\lA D.\ I'TOCO O~:L CRAN IO E DELL'ENCEFALO
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l'a IH'ùidtlll• osdllante sulla ('Ot'Wt·da (..'t\l'Cbra l.. 1~1· il suo !Jt'~l t~nc!Rrh ;Hl imWt!rg<>t·sl Jtel t'(•utro ovale eti n c:·tderc nel ventriN>ll del <.-et·n• llv. :"dle :;edi dei <.-enb·i mot<>ri Il (.'()t·po estmuco è Miwolu epilettogt>no. La ~'(Il' ("t•rd>elhtr-e è c>erhtmeute IJ~ più g-t11H', :<Jl('<:ittlmente St' Il •Jlmiettlle 1Hti• >'llbire "l~»>tanut•nti pt•rl<.-..llt•-<i j.et· la vita Vt•t·~ 1>1 prvtubt·rnn:r.;l anulare e ,:t!rso il hulbo. 1 ~ J~llktt.• tl.i ,:Jcmpnc•ls di )li•mtlx• muto. e qunklH! volta auchl' l<> palle Ili fusilt' int"UJlÌ('ÌIIIt', JK't·fot~tlld() J<lllltÌ l'tJSÌ-'l<'llti del ('l'lllliO, >'i fl'fllllWt'IILilll() lio(>gll:<lld<> Il loro caulltliuu emlocmuko t'OU unll YE!nl :Sc·ia tli (>i(·<·vll ltt'"-'l.i mt•l:t lll<:i proit>tt:lli ,.;ulle parf'li e nella wstauz;:t <!en•bntlt·. l frammenti nwt.tllid :<ono meS<.-olati a '>'l.·hegge os.-<(•f', a J••ll i1:din <·•·r(•brale. :t •nn,::ue ed ttn<:lw •t P<''l.'l.\'ttini tll "t olia d~·llt· ve::.timcnla, {'(l >l e:r.J~·IIi. Siffall(' f••ritP <·mniclw. nt>llt• qnoli il proi~·ttlle ,;i fl'lllll· utenta, (Ol'llmndo •·•yllw 1111:1 c·o><tella:r-lollè di punti lltl'l:lllid, Yl'lliWII\1 ért'Olle>llll~Htc~ attribuiw <l proiettili t•><plvsh· i. dtt• put· souo stati hupi<·;:Hii <lal u~.udl~l. meuo '-1~'""" di (jUfllltO 11011 ,;l tl'\>tla . I proiPttlll e,.;plosh·i <·ht> t·OIJ•i>wnnu ì1 c·muio o l:t fat·d" >"'('Oj!J)ÌIIUO IWI l!llllt(l 1Ji 111'10 (' tJitlit-illllCllte 11('11<1 ('11\'itil ('l':IIIÌ(,l.
La .•Ytdi,logio iu chinuyiu 1/i {11/C!Tit. J.a rmliolo;:ia lar;::lltlentt• illlpi;•;::rta iu dtirur;.:ia ùi ,{!11<'1'1':1, nei ;::-rautli VSI!(·'Il:ll\ tht •·ampn. c·on iwpi<tllt! tjssi. t• uelle alr.n.' f<.>l'llll!:tinni S:l lli tat·i<' dt'll'tll'rtu/ ('oli app:ltè<'t;lli lii<Jhlli. <:1 mette in J::T:Hio di !:tn• tuto sr.ud in :tllallmJ.it·o della t'••rita ··nruku. I o non ('Htt1•r<'> uei partit•nl:tri IR.:nitl d('llu radiolv;:i:t <·nwka: òi1·i• .;nlanwnu• •·lw <l<) la prd't•n•nz•t ni 11WIIuli :<c•rupli<'i. Con du~ J':t'dinl!'r:tfi<~. 1111a lntt'l'llle. J'altm l'rnu to-{)('(·i J•i l:~ l•·· P' '""i:lltH> lnt·:ll i z:r.:tl'e <:<Jll ;;u tlidt•ute t'>':l tt~;·:r.7.;t !:1 ~Nl l' df>l ~Jn)i\'t lilP. s"'g-no "'tll: t radill.! !l':tfia ft·cntlltl!' )(• li1w~ f(•ll<l:tmentHli 11<>1 min nrPtud<) di H>r••;.:mtì :'l t·r:tn in-•·••n·hmlè. e lo~·:t li7.Zt> !:1 .po~ir.ioU(• <h·l pro i .. tti Il' risp('tt(l :ti ('ra n io •~l al t't'J'\'<•Ilv. Sull;t ""'<~•nd :t r:~din;:-rali:t "t:tuilist·o il piano orizzt>lll:t lt• entni<·u, nel ljll:tlf> ti'BWI:<Ì il Jll'niPttiJ <'. • l't•1· stahi lirc> L:t di-<t:tm:a dalla p:lt't''tt• <·t·ani<~l ,:i <':tk-oht ht tliffPrt'll7~t di dhun<'tro tr~ il piano tt·:rsn•t">;<J ll!:tssimo bianri<'o hu·(' ~·ti il ·piane> pn•- o rt•tro-auri<~>htt'(>, m•J rt·U:tlf> ri:<iPd e J'omiJnt p t<'l ;tlli<·a; t-d il <~llc·nlo i• ;ts:-llti >'< 'lllPli tt'. Hli altr·i metodi hn:<:1li sulla dlstan:r.a d t•lln dnpplu outbnt J~W J'im·r·o<·iHlll<'lltO tlt•i m;rgi nnti<:nto<lid [><>>''-'<>110 ~t'rYirl' <·ontt· llll''l."-0 di t-<>lllrolln . /.'e.•lm :;itillt' l/l'i proi('l/ili. in t'{lf•J•.,rln olia l on 1 -~Wfl· i' llf/o(Ttlllk(t. l 'nrtinl llll diii <·nn(·t>tto l'Ili' i pro i<'t t i l i :li'!'<'" t :t t i nella 1·a ,. i t il era 11 i<·:t l'fil' l JJ't>>'('U t a no 1111 f:\t tv rt:> di <• )tll{>li<-an:r.<• iU(Pttin•. !lt>;:l'll<'r:ttin' t> ftlltzlnn:tli per i ~ott·i llt•rYosi. tlu:tndo ll"ll vi ·S i OpJIC)liJ.(llllH dillil'oltit I)JK-'t·atin· :t:-<,;.)1\tt';lllleJtt~ insu)>emhili. il dlii·urg() dt>l'<?. ('l>nsiglìa re e< l e~·;.:u i l'l' n l più ] )l'~o•:;:to l' 1':--tra 7,ion<>. :'\(•s."H llrl !l i Ili<" Il h ,.;i upJ ~ •n~ nll::1 estr:t :r. iotw d !'i JWIIi~>tti Il .,..,tJX'l'N dal i. Que111 situntl plnfmad:~ml'ut<• sulla lm~' del crmtio od iHma er~i rwl <.-entro 0 \':1lat·e t.lell'emi sfeto C't'r~hml~' o n<' l <:èl'\'Cll<•tto, 1111 sc:'QI;t:i sottfl !:1 t<'IHin dei <'Ol'Yt>lletto pos;;ono t'sl·>f.'n • :lndw ('S.-<i r:.I;.:')!Ìllll t.i <:01\ una IUt'tu<lira R'Cllil'll 0)1('1':1 ti v H. r41 ;;('<le IYn:-<ll:!l'('' "')let:Ì<thu"'lllt' "ul p:t\'iutento tA:·mt•wn-sf<'nlli<Ltlf'. JW"'>'<'nra delle <lilticoltit ,' mn <·he Jk•R..r!ll" f':<st•re i'llll<.'l':lt~· <'Oit la es:ttta gui<la !lllHtomi <,l. lloblJi:tJno noi n<·<·illl!'<'l't'Ì aù <•stmne 1111 Jlt1•if'ttilt• :-:ituat() Y<'l'i'O rapi<-(' <lt>lhl I•Ìl':ll11irl(> di•! t<'IIIJXII'Ill<'. () 111'11<' Yl<'illlii!Z(' ()(>l ~:llt{!li<ì Oi (;.a:::.-<el'. (J d(l') i<4'll<i C'>!· Y<>t'll<J.-<0, sul piano t.lt•lla tcml:t <lei <:f'l'\'!'llt>tto'! l pt'Qìl'tt.ili In .~li t~>sl JWufnn<le J)(>"soHo es"''rt• rag-)!iHnti <'Oli cmni<•..tont•ie sufflc-ientl'uu•ntf> hii'J!h~. In due ca.si di qne!>'tO ,::t•lll'l'l' rfl;:g-iu)lf<i Nl <'~tl":l >'l'<i l proi~ttlli n cont.ltto. t·ol gan,::llo di Gnsser. <-on IH rra1 Ù<'<:tour i n l.m ,..JIItrf' tra 11,.,.:r-i )!o n w to-sl'eno.ithtl<'. ~<r<·ontlo \lll 111 io n~>etodo per l a ncnroto1uia <lei trilt'<'ntdlo. ' r.a ~le <'<'t·etwllure non Jl l'<'>'<'ll.ta nl{l,::gio-ri <liffiMltit t li quella · "'f~no-tempOJ·ale. i<4'bbene il <'hinn·)!() Clc:>hha far•,..i stmda attraver~ 1m <':tmpo chlu:;;o da clementi nn~1tomi<'f c·h(' dt>l>bono es>;ere ri."-1X't~t i. c-om(' il !;('!10 lat<'l'lJle, il lnbil·into. le J)l)rt.l vitnli dt'll:t ·)Jrotubt.-r;cn~.;t anul:tor·f' . dE-ll:t ll!i<l.c>lla Hlhnl)!nt<l. Le llhtl!l!'iori diflkoltil. le quali po;;,:;ono C."-~t-e tlah·oltn ln$:npernbili, 1·ignnrdnuo · l'<'f<tmziou+> <ki JWoi<:'ltili tontprcsl nel soleo interemi>'fcrl<'o, s ul corpo ('II IIORo, ,:;pe· dn lnwnt <' "'" t m tta;;:i <li piN.- ole sellE>~. In qu<'l<ti cn><i bl!'!ognn fnrsi &tmda a t tra Vt't·~o l<> vene ('f'rebntll ~\lf(';t'entl al gmnde seno flll('iforme.
r,
J.a J)i('('Oie:r-7.n. <li unn scheggia meta li!Ctl e L'l sua sed.e !)1-ofond.a po::.sono giustitlcnt·e l'nstt>n~<i<Jtl<' da O;,'lli loterv('nto fino n quando non insot·,::uno t>~Jmplicazionl
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LE FERITE D'ARMA DA F UOCO DEL CRANIO E DELL'ENCEFALO
!:'\ll'Pltmtive. l/Impiego de<;:U ll).lpttrecx-hl ek>tt•·o mngnetici . <.'OilH que llo d el Bergonlt:. può agevolu re l'.ul':ione chh-urgic.:a n ell'tstmzlol.l.(! del JH'Oiettlll dl plt<.'Oie di· ..meuslonl e profonduuente ,tltuatl nell'en<.oefalo. 'l'eCII•ÌO(L. OJ•CrnH1:n . i\11 si <'<>n!l(>nti\ di fnre qunlclle (.:on><idet-azlone pt-aticu ~;ulll:t. t<•<·nk>t c)pemtiYu l.k>llu <.·r·a nlotomm nella cut~ delle feri te di nrma & tuoro
cranl(}-('ncoefu llc lle, st~'Onùo J'f'SperiewAt delht f:nte n·a. Ln era nlo tvmin semplice è ordina riu me nte ~<ttO.lclente per Jn rk-et·c:l del JW<Jie ttill :,;uperficin li: per quelli che .hmmo sede c!)I'Oftt.nda ho preferitO la Cl'aDie<.·IA.>IllÙI Il lembo Ostroplllf<tiro. (\ m mut i.nd.-;ione a fen o di C:t \':tllo, elle può COillJ>renl• lt-n• li f•) rnme eli entrata del ·PI'Oiettile, s<.'()[)rinmo u tw . lì s t e t1' iln delht suJ)(It·li<>le cmnh~·1. " ttllu CJttR!e nppJ!. cheremo Il JN!t·for'fttOI't! t'l(} il filo "'<'1-"'t del Gi;dl. L'oper;w.!Qilt> ><! eS<>gue <.'On ,-,olleci.tuùine e »etl7..u traumatiswo opemtot·!o. Me:"'SH a uutlo (;'(l ìnd!l<t In dtU'(I lllitdre, si ~>copre lnrg;u twJ1te la f<"t·itJ:.t w rt>hrnle. dulli1 •tu•• le ;:;t JlOs:<c)ll<) t"imu"'·ert- l e S~C:hegge oose(•, Il proi ettilt>, i coug-uli ùi R:tngue etl l dt>triti JW<'l1Hi<"i <lt>l tei'<-"<ntc> nen·o~. buon te1Teno J:WI' lo ::,·yift!llì>O (lt-l hl me ulu.l'•>-encefi.lllt.e. :W nel INubo è compre so li f'onune <le i pru!!-'1 t ili" llllllt'gn to f'<llllH l'llll~e os.>'<'l1 t> >'Ili tl's.~·utl <'>'terni, J<(>tTII'it JX'r il ùrew•gglo. Opet~Htdo la <T~Inled•\1 11111 )n·imitinl per eSt>l:llirt> l n toildlt> ù4.'1ht f!•rit11 <·rllnio. cerebt-ale, h o bliYolbl fo nJm t o il J~mbo o.:<t~)i>l>t stìt"<' ('(>l ><Olo t:~ \·oin t<• e:;temo col Utl't•)1lo Durnni:R. ;-;ei l!iomnl la dis:<e"t;jo ue 11 ,<;r.q.:lia dt'l 1'11\'ohliA.> e»te111o rie.':l<.>e mol to fndlt- Pt>r In t>la:<tìr!tit <lei IN"•tt t<• 0:<.'<(>1). l n j!(>IH.'I'Uil' qn;mdo ~i d<'''OilO (>51.1'1\rl'o.! pmiettili situ:~tl ptvfoml:unt-nt(• llPI <~ a·wllo <•<i alla l~l84.' del cranio. ho pr<'ferìtn l a cnmit'l:toJuiH 11 i('mbo ooteopl<l ,.,t i<:u, <'VIlllWt'IHI Pudu tuttv l1> ><p;.•;;sor e d e lla 1 1-~ l'ete Ct','tni ca. T fori tiPlla ft•es:l R4:'1"1'011(> )>l'l' il tlrèll<IJ!!!Ìil. La nd ul~··g-ra Y.iune tl~lht :>t"11.0Ju t·•·nu il'n tv l uwtntlo <>>:<ttvi•lu stico. 1:\l<t nella eu n~ l) r!ruith·n <lt>llt> fpt·ire croni<i·t~l"('lll'nll C'ome JICI' In e!'trnzione <lei proiettili, ris1 nbiJL"C(· l e 111ig-lio ri !'Onòb:ionl au:ttl>lltic•lw a tlffe>~n d('! <~ntrl nc>n·o><i.
fnl errr•11tu ul•r ratiro /lrimili1·, 111' 1/1• ferile rli 111'111'1 cln /IIIICu r c rfot·nnli 11~1. ora- :\'('1111 eu m d<>li(> ferite 1li r1rma fL't fuoco )~r·foltt n bi c!Pl c· ruulo, la crnnio-reae·zion<'. n llnrgnn<ln il f<ll·nme <li <>ntrntu e di n>«.·itu del ·proiettile. o con la cmniec· toro i ~1 n lem bo o;;troplnst i<'(), ~ i l metD<Io rol q noi!' si po~~mo e\·itnr~ le <'<mlt>l!<:all7.e S(>ttidte, la m eniu~<H:'ll<'('fal!t(•. J'o;.tt•omif'Jite, l'n«-e~so (·l:'t-ebr~lle. Il r!l:'lll'(lo di un ,gionto ~lo dopo Il tmuntn t i><tnn tlilllinub<.oe, ~ n on toglie. oj!ni probnbilitit per M lnll't> In vi tu cteJ fel'ito. Dopo l'<>SJ)('rie n7.ll dl qut•>;tu gu('rrll. nella qunle In (·hh"l.H'ght crnnicn ~·è libemt.~ <lollllt• 1 :l><t(Ji<' \'1!"11~> fl) t1nol<•. <'ho u t> limìt;l\·nno l'irrtNTento . non \'l <l<Wt'(>bl>er1) •e"-"" l't! pìtt a..;ten..-;ion h;ti. I'PI' rì><JJetto nWillnhlent<· 111 c:hit'l.Jrgia d e l ~<h-tema n P.lTO><O è ''"'"ai me no <"f!igente cll queHa [l(}clominnlP. ~l !11 Qtt:ll>'il!~i <>>'IJ("(~ale <1:1 <'Hil!J l(l l>i ]lO.'l'>Ono eS<'g\JÌI'è tutte l e o)Wm:r.ioui. ><ul <'l<lltfo 11 .'<nlln nw hi<l('. 1·ou tntt<• quel!~ l!<tmnzle che son o attun h ili nPl ht mngs:-lor .pn rte dt•lle uo!';tr c' fOI'll}~tzioni l'<lll1 i t.'! rie t lì guerrn. n n che In 1• lìnen . nel ìmnw dintn \'lcirwur..n dPIIf' linee di combllttlnl<'nto. l'er l'lnten·f'nto o)w t·nth·<~ ))l't'<'<><.''· nl'llt> <.'O'l t<lizioui l~ J>iù fnnu-e,·oiJ. bi::<OAD::I ""'J!>Illi~.:r.arc• IWI!'Iì <>><l~lltli di P llJWn un !'l'l-vizio <·hintt')!lt'<) spechlli~7.1lto con impinnto r:'tllitllol!'i<'(). e h•ttJ'()mn:ntl'ti<'o' Pl'r .l.n l'i<'<' r rn <' )>er J"e.o;tm ;done d <'i pt'Oi(>tUII. ·dt>tl t'•ld l a~no~ti<'O. lnst.allnlliioul o)l<'rlltot•le e ('>O !>llP<·htli.-:ti f'SI)('J1i neH:t dlnguosl e ll('lla <·h i t·u I'I!ÌII IIJ'E'l'U t!Yn ~Ili ~~·ntrf nen·o;.i. l'tn· 1>P D Sa n <lo 1·lw i l <-h i rurJ!O ~l :<'<·in lizza to nella d1lrnr::rin d (> l sl::<tt>mn n (>rY<>>'<> iiPhhn ...~>'P.r-e al tt>mpo f:tt>~o nn l~ttoh)!!O dfnJ <-c• (>('! 1111 o~r:ttore. llllll nltrime ntf l'l!li ·l~>trà ll\'etoe ln dthHH vi!<lone d e fln lmlicazlonP OIJt>mtl\'n (' dell~l tt><>nl<-;1 da -~:;:11i l't' t H' l ,... iJIJ.!QU l'n:sl· ct·edo n ti i(> In quest o campo del il• c hìnll')!in rll gnerrn H <·•,llah,tra r.icuw <IPI twurÒlc>::rc>. Hl quniP puì> <>>'!<l're nffl<lnto lo 1<tudfo <lf'i fenmueJli p nto lug-[l'f UpJl'in t(' l'(>~l-'t' (')inic·O (> }~!' li ))11))!'1'('!'<><0 ()t-•Jl:l ti ~fOJOgÌil d e i l'l'llt!'i n e t·· , ...,..i. ln Itn!ia i ft•l·iti <1 <:1 ,;i;.h•ma Jw n·o&o furono m·vbttl <li )Jn•fel't>ll7.ll a llll~'l!li O:<J>(•rl :lif (1>1 (•,lmflO d j J0 lì!H'H . ll~'i f(U~Ilì funzion:WII ('<Y11 lndiriz7.0 :<pe<.:i:l liZZ:ltO fl ~pn·ir.lo (•hil'ltl';.:ko f1Pt ' In c·lll'll dPIIt' fc>ritP 1lel <·r·anio {• tlt'il n rn c·hille rou (IUelle J!:tl'llllr.iP t t-enil'lw. ~<tabilite tlal pn.gn •:o::<o> l':lJ!~lunto d:tlln cltirur~in dei <.-entri ~,;,,_
~t"l'\'Ol'Ì.
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L'APPENDICITE C01ferenza tenuta presso l'Ospedale militare prio&ipale di Milano il 28 maggio 1920 dal prof. Angelo Carozzl, libero docente di c linica chirurgica e medicina operativa nella R. Università di Modena. L'invito rivoltorni dalla Direzione di sanità a trattare di un argomento di chirW"gia di guerra mi lasciò a lungo perplesso sulla .s celta del tema: la considerazione però c he le lesioni di arma da fuoco, i loro postwni, le ]oro complicanze,
immediate o tardive, le possibili operazioni complementari intese a. migliorare i t·e liquati delle prime cure chirw·giche hanno ormai una lettera t:W'a ed una ill ust.r·azione ampia ed autorevole, la considera:àone ancora c he tutte queste lesion i vanno ormai sottraendosi all'attività del chirurgo militare per ricadere sotto l'osservazione del libero esercente mi ha indotto a succintamente dire dell'appendi · eite, malattia tuttora di attualità ne1le sale degli Ospedali militari. Nel periodo di mio servizio io ebbi ad os~ervare l'appendicite con una frequenza assolutamente insolita: se si considera infatti che nell'Ospedale princi· pe!<sa Iolanda do. me per tre anni diretto, ili una piccola sala d i medicina che ac· colse un esiguo numero di forme m ediche, un totale di circa 500, l'appendicite s i prl'!sen.tò 5 volte e che in questi ultimi otto mesi che prestai In mia opera chirurgica, dapprima nell'Ospedale Morosini, eli poi nell'Ospedale della Baggù1a, .io ebbi ad osservare l'appendicite 14 volte, con dieci interven ti, evidente appar(l l ' insolitA. sproporzione di tale malattia nell'attuale periodo di guerra e post-guerra al confronto delle statistiche degli Ospedali c ivili. Nè la mia osservazione è isolata: Morone nell'Ospedale di tappa di Belluno, dall'aprile all'ottobre 19 17, ebbe ad operare 36 casi di appendicite: Toussaint già. nel 1915 svolgeva alla Società di chirurgia di P arigi considerazioni sulla frequenza dell'appendiciw nei militari e sulla necessità dell'intervento per renderli abili ai servizi di guerra: Augé et Larme daU'ott.obre del 1914 al settembre del 1916 in un centro ospedaliero situa to in prossimità delle prime linee a vevano operato 74 a ppendiciti, const.atan~o <!he la pet·ceutuale di questa malattia rappresentava il 2 %della totalità delle malattie ctùrurgiche osservate: Guibé nel 19 16 nella riunione medico-chirurgica d ella 5a Armata. asseriva la grande frequenza dell'appendicite nellt- t ruppe combattenti e riferiva di 32 casi operati in una sola Divisione e in 15 mesi: ed ancora Rouhier, '~1 olf nel 1917, Verdelet e Duvergey e Walther nel 18, constatarono la grande frequenza dell'appendicite nelle truppe combattenti, e Toussaint" la dice più frequente nelle tt·uppe a cavallo; Mac Kenna nel 1919 infine riferisce di 248 <!Mi osser vati in ospedali militari. Nè questa frequenza del periodo d i guerra sembra scomparsa nel primo p eriodo di pace: chè, come già ebbi ad accenna.re, appendiciti si osservano tuttora fra i mili·t ari e specialmente nella forma di attacco appendicola.r e che si ripete. in soggetto non operato ai precedenti in.<Julti. " L'appendicit.e è indttbbiamente piil frequente nell'uomo che nella donna;
l'asserzione parrebbe dubbiosa qualora si pensasse alla non rara insorgenza di questa malatt.ia ne lla donna per diffusione al vermion d i processi infiammatori degli annessi di destra, ma le sta.tistich~ dà molteplici c hirurgi : Talamon , Pravatz, Monod, tendono a stabilire la percentuale di tali affezioni nella proporzion~ <del 70 % e del 30 % nella donna. Nei riguardi dell'età l'appendicite è assai ram nei batnbini: in parecchi anni di mio esercizio chirW"gico nell'Ospedale dei bambini d i Milano, io non ebbi ad osservarla che· una sol volta in un piccolo al disotto dei 7 anni, e nella mia pratica privata la vidi una sol volta in una bimba di 3 anni. che operai con esito fe lice potendo così con.<Jta tare l 'esattezza della diagnosi sul 35 - Giomal c di m edici11a militare. -
Fa~c.
VIII.
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L'APPENDICITE
pezzo a-sportato. Si fa poco fn•quente dopo i 30 anni e diviene rarissima nei vecchi : io non ebbi ad o~:~servada in pratica privata che. una sol volta in una signora di 80 anni, che venne operata con esito felicissimo. Ricordo la statistica del De Bovis, che riunisce 2781 casi di appendicite e che da Io seguenti percentuali a cominciare però solo dall'età dei dieci anni: dagli Il ai 20 anni: 31,8 % ; dai 21 ai 37,3 % ; dai 31 ai 40 : 16,8 % ; dai 41 ai 50 : 8, 7 % ; dai 51 ai 60 : 3, 7 % : oltre i 61 : 1,6 % ;. Questa statist.ica ha lm difetto origimu·io di partenza: quello di suddividere la classifica di dieci in dieci anni: infatti noi troviamo accennata frequente l'appendicite dai IO a.i 20 anni, ma noi sappiamo in realtà che ~sa. è a s...::ai ra1·a al disotto d ei 14 anni, ed anche nel 4° decennio sappiamo che essa. è pih frequente vicino ai 30 c he ai 40. sicchè si può asserire che il periodo di massima frequenza è racchiuso nei limit i dai H~ a.i 35 anni, ne ll'epoca. cioè nella quale l'individuo è chiamato al servizio militare "nei pe riodi di guena.. Sesso ed età: ecco Q.ue fA.ttori che s i incontrano nelle milizie e che sono favorevoli tllla comparsa d el male, ma che non poi!sono spieg1.1.re ID. maggiore frequenza della forma morbosa - n ella C'A\Huist.ica di guerra al confronto di quella cho si ...-erifica a pari condizioni n egli Os pedali ci,·ili. Non tutti g li autori' sono d 'accordo s ulla importanza che il traumatis mo può avere come causa d eterminante d ell'appendicite: a lcuni negano questa po!!sibilità, ma altd la sost.engono e con buoni argomenti. La que!'tione che venne già present.a.ta in discussione ne l 1907 alla Societ6 de Chii-urgie de Paris e il 5 aprile 1909 alla Società di medicina interna di Reraino raccogliendo i pit't disparati pareri m erita r('ulmente di <>sser P studiata. p crf'hò h~\ grande impo rtaO?:a lllC'dico-legalt>, s ia nella vita civile che in quella militare. L ' appenc!ice, dicono aiC'uni, s it uata profondamente , m obile, non può venire offesa dal t.rauma ; ma noi sappiamo che la p osizione di quest'organo nella logg ia cecale è delle pi~• variabili. Organo in in tima connpsr;ione col cieco, no segue le ...-arie posizioni: così noi sappiamo che que;;to può trovar:;.i in alto quasi s0tto a l fegato e la s un estrc mit.à infct·iore rlista allora centin1et ri 1).8 dall'a.t·cata c t·ura le : è questa la posizione alta che ;;i ri t1·ova di pre ferenza ne i bambini ; altre vol te invece il cieco scende ne lla cavità poh;ca <>d è dotato di una disct•eta mobilità; la vescica ed il retto ripieni lo risospingono in alto: è questa la posizione bassa non rara nei vecchi : abbiamo infine d elle vere posiziom· ectopiche del cieco che va a porsi dietro l 'ombellico, sopra al pube od anche nella fossa iliaca s inistra. Trascinata così dal cieco in p osizioni anormali può re ndersi superficiale e può eRscre ra!Zgiunta dal trauma. l\Ia anche nei rapport i del cieco l ' nppendice ha s ituazioni variabili , non tanto in rapport.o al suo punto d'impianto, quant.Q nei rapporti della dù·oz.ione che l'OI·gano può o,c;sumere : si ha cosi un'appendice ascendente (13% dei cas i). ed alloJ·a es>Ja è addossata alla faccia poRteriore d e l cieco e del colon e può risalire fino al rene, fino al fegato ; si ha m1a appendice discenden te (45 % d ei casi) che s i ri trova nella piccola pelv1, 1.m'appendice laterale (5 %l s ituata fra cieco e spina illiaca ant. post.. , un'appendice mcdiale (17 %) che si porta verso il lato d elle anse dell'intestino tenue. Nelle due posizio ni laterali quin.di <'d anche nella dic;cendente può essere raggiunta dal trauma: il fatto l1a trovato riscontri clinici per quanto non frequenti. Le lesioni però prodot.tf\ in questi casi, provocano una soluzione di continuo dell'app1-mdice seguita da fenomeni di peritonite generalizzata o localizzata e non possono essere classificati nel numero delle appendiciti. Su questo punto tutti i chirurgi si accordano : Guinard, ad esempio, sostiene che un traumatismo può determinare versamenti sanguigni peri-appendicolari, o reazioni peritoneali capaci di detenninare aderenze appendicolari e cattivo condizioni di nutrizione del verriì.ion, caus() quoste che possono favorire la oeornpal'lìa eli llna 1.1.ppendicite. Il Guinard qttindi sostiene non la possibilità. di una immediata appendicite traumatica, ma. que lla da parte de l tramua. di determinare delle condizioni appendicolari o peri-appendicolari tali che permettano in "lm t-empo futuro l'isorgenza di nttaoc hi appendicolari per minori resistenze d ell'organo a fa.t.ti infiammatori. AnchEt il Milan nolle conclus.ioni della s ua tesi sostiene questo punto di vis ta e soggiunge anche che, se non è possibile che questa malatt.ia segua imrncdiata·mente un trauma in individui a.d essa. pred isposti, pur tuttavia può risvegliare un attacco in individui che ne abbiano precedentemente già avuti. Ed &nche Wolhlgemut sost.iene che quando al seguito di un trauma insorge subito un'appendicite non si tratta di forma ve1·a t raumaticu. ma di malattia rima.c;ta. fino a quel punto latente-
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e t•iacu t izzat.a dall' azione del t.ramn a. Ed io crederei ch e, ridotta a. tali limit i l'appendicit~ traumat.ica., possa essere accettata. Ma le v er e cause occasionati dell'appendicite dii guena. vanno ricercate n el genere s t.esso di Yita che il soldato è costr etto a condunc: ogni t rattato infatti dice che lo strapazzo continuato, determinando w1a. eccessiva fatica d el corpo, ne diminuisce le resist enze or~aniche e favorisce la comparsa del male, e questo punto d elle mie O»-'>ervazioni tn1 parrebbe di importanza capit-ale ; il raffreddamento durante la digest1ione di pas ti abbondanti, l'umidità., la dieta carneo. hanno pure influenza dannosa n ei riguardi d ella. comparsa di questa malatt.ia. e t.utt.e quest e cause gi01•nalmente s i incont.rano fra le t ruppe combattenti. Un a ltro fat.tore eziologico di grande importanza lo si ha nelle flogosi int•'· ;;tinali in genere, la ga10tro- enterite (l3oas}, l'en tero colite cronica, le en teriti acutE', ed il D eaussenat a.sserisce che l'appendicite è il più clolle volte una infezion e discen· d en te d'origine int.estinalc; il Pello!lrini invoca quaie ca.u:sa del male anche la :<tipsi o la diaiTea, ed il Morone n elle sue conclusioni Mserisce ch e l' appendicite <ii guerra. è m olt.is!lime volt.e di origine en terica. Anche l'infezion e tifosa predispone acl attacchi appendicolari ed il R.o uhi et· nel s uo recente lavoro ::;ostiene questa a sserzione: Gilbel't, L el'eboulet., (.'hauffal'd hanno dimost.rato in qualche caso r apport i esist en t i fra calcolosi epatiche, angiocoliti ed appendicite. L'enorme quau· t ità. di forme intestinali che s i ossol'van o fra le t ruppe al ft·onte co::;tit uisce certa mente nn fattor e assn.i importante e per il q\lale dobbiamo t e nere il ma.,.,:;imo calcolo per spiega.rci la f1·equenza di questa malattia di guerra. E siste infine ancora \Ul gruppo eli appendiciti ch e consE'guono ad tt.lcun e malntt ie infettive: !'iufluenza (,Jalaguier , llanw), l 'angina (Tilmant, Evans}, lt\ scarlattina, la. polmonite , la pnrot.ite (Noble}: e cito queste sole fo rme comun e mente osser vat.e d ai m edici reg~imentali. È qui sempre questione di una infezio n e. che pe r Yia Sllnguign!'\ detonninu. una follicolite, eri a questo proposito non mi pare su perfluo il ri cordare ch e il B ousscnat riuscì, in animali da esperimento, a. d et.erminnre d elle follicolità appenùicolari, ma solo dopo llll tratunatismo d ell'orga no c he ne diminui,·a le capac!ità di resistenza.. Non entra n l'll 'ambito d el l 'argomen to cho io mi sono proposto il riconla re altri fatt"<>t'i eziologici c he n on s i incontrano frequenti fr·n i ~oldati: le appendicit-i dt\ elmint i o da parassiti in testinali, sono rare , e non voglio neppure cn t l·a.t·e in disc ussione ::.~tllla. p atogenesi d e ll'affezione e d elle teorie m eccaniche da calcolo o d el vaso chiuso del Die ulafoy o del ristagno pe •· In. po~ iziona declive rl el vermion. Credo utile p erò fc-rm.are l'attenzione s u ques t.e poche atTermazioni da tutti amm esse : ogni appendicite s i i.ni;o,ia o per processo di linfàngioite o p e t• follicolite; n'appendicite può insorget•e o per propagt>zione di un proce,.so i11fettivo da un organo vicino, o come complicanza di malattia generale ; infine ogni c-ausa cho determini una. minore resist.euza da. parte di quest'organo favorisce la localizzazione d el processo infiammatorio .
Nei riguardi dello. anatomia patologica, dai refer ti della. letterat ura cita.ta, ristùtere bbe ch e n egli Ospedali v icini a lla linea di azione si sarebbero osservate le forme ulcerate e n ecrotiche con freq ueuza a..«sai m aggio!'(') che n egli Ospedali tenit"<>riali, n ei quali ultimi invece tali forme sareb bero st-ate Ye ramen te ccceziona.li, e frequen tissime, invece le forme follicolari. Così; ad esempio : Mac Kenna su 248 osservazioni in Ospedali avanzati ebbe 143 forme acute, e di queste 15 presentavano perforat.a, l'appendice ed in 16 l'appendice era in preda a processi di n ecr osi. Così Morone, operando pure in Ospedale avanzato, n ei suoi 36 cMi vide· r accolte purulente p eri-a.pp endicolnri ed in un caso la raccol ta era. contenut a nell'appendice, l'<"rnpiema. dell'a.ppencLice. Eliot, che riferisce di llll solo caso da lui operato nell ' Argonne in zona avanzata, ritrovò l'appendice in sfacelo. Queste ulcerazioni, quest e n ocrosi, 'dice L. Faure, SQno determinate da cause meccaniche e nelli\ maggioranza dei casi dipendono da corpi straniel'i contenuti n e lla appendice. A questo proposito il Gllinard sostiene c he quest.i corpi stranieri sono
quasi sempre dei stercoliti e pone in dubbio la possibilità del ritrovnre noccioli di ciliegia, di prugna, di dattero, n ell'appendice, in quanto il loro volwne è tale che mal si comprende come pos:sano trovare il modo di p en etrare nel IW110 dell'organo di cali bro assai piì.t ristretto di tali corpi skanieri, e pone in guardia con· t·to le appa.renzf:l di fonna. e di figura. di t.ali corpi, che sezionati, egli elice, s i mo::.treranno sempre ris ultare da stra t.ificazioni fecali. Ammet.t.e invece ch e in qualc he n on fl-equente ca.so si p ossono trovare d ei piccoli corpi, quali fi li, capelli, gra-
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L'APPENDI CITE
n oli di fragole, pallini di piombo, ecc., La perforazione d ell'appendice s i dete~na p er il progressivo approfo ndirs i di un'ulcera d ella mucosa, ed il p rocesso erosivo per una speciale virulenza d ei ba.tt.eri può anche proced er e rapidamen te, tanto che in qualche caso s i ha perfo razione nelle prime 24 o 48 o re dalla compaN>B. del male. Queste perforazioni si t-rovano quasi sempre al lato oppos to dell'inserzione dol piccolo meso, non I'IHamen te alla estremit à t erminale, eccezionalmente alla base, qualche volta sono anche multiple, di solito punt iformi, raramente raggiungon o il diametro di un centimetro. Processi infiammatori peri-appendicolari hanno m olto frequentemente determinat.o aderenze all'intorno d el punto ove si apre la perfo razione , pro vvide aderenze che difendono la grande cavità peritoneale rlalla diffusione d e l processo set t ico. A vo lte però queste aderenze n on sono s uffi cienti ed allora si ha gen erali zztw.ion e di peri tonite : altre volte l'appendice prendl~ ader enze con un organo vicino , e la perfor a zione s i de t ermina nella cavità di detto viscere . Non mi soffermo o ltre ad a ccennat·e al quadro anatomo-patologico di t a li appendicit i. che n on corri.c;pon de a quello d ei casi da. me operati. Le a ppendici c he io cbhi ad E~s portare si presentarono tutte a pareti indurite. e l'indurimento sempre not.e,·o le e facilmen te rile va bile in un caso a veva ragg iunto con;;istenza qua!'<i !ignea ed occu pa va l'intero organo che a\·eva perduta la :<ua flessibilità e s i presentav11 q uas i come un organ o rigido ed eretto : in due casi l' indnrimen to era solo all'apice : in un caso la pa1-ete esterna era inspessita, bianca e di aspetto gelatinoso. La lunghezza d elle appendici va riò da cen t imetri 5-7- 12l 5; pe r la posizion e io ebbi a tro Ya t·e (i volte l'appendice situata po!<teriormen te a l cieco. t r e volte in posizione bn><~a. una sol YOlt a l'appendice era diretta in avanti e la Aua punt a a ve va con tm t to aderen ze colla paTcte addominale. l o ebbi a tro vare a ppendici ripiegate a gomito. una a ppe ndice ra vvolta su sè stessa a due giri di ;;pira. app<' ndici a.dPrenti al la. pa rete postet·ior e d e l cieco. ed una v olta que.'lt.a nderenza s i por tava ltmgo l'ultima porzione di sbocco d ~ll 'il eo . In tre soli casi non esi!llf'vano a d erenze, negli alt.ri invece eran o molt.eplici e varie ed i processi infìamml\toJ•i preceden t i a vE'Yano a n<'he t al volta stabilito fimbri e fra anse intestinali c he d ovetti t-ogliere ad e ,·itarE\ pos!libile complicanze nel fut uro. La '!lezione d e lle append ici mi permise di ritrovare a.ma 1<ol vo lt a nel lume dell'organo un piccolis.':!imo amma.'!so fecale di consis t t'n za po ltaeea: tu tte le al t re volte l'appendice e ra vuota. La m ucosa in terna in 8 cns i era bia n ca~>tra e non presentava alla vista caratteri s pecia li: in un ca.c:o esistevan o parecchi punti rosso-ne rastri residui di ulcerazioni c he s i approfondi,·ano fino n ello spessore d ella musco lare: nell'ultimo caso tut ta la muco1<a prPsentava come una 6 tti1<sima piccbiet t atura emorragica a piccolissimi punti. Nes;mn reperto quindi specia le, ma il soli to delle appendiciti follicolari cogli e.~i ti d ovuti a molteplici e preced e nt i proces.~i infiammatori. Questo tipo di a p pend icit-e fo llicolarf' è a,c;sai d iffuso, t.ant.o c he il Faure n on si perita ad asserire c he t,u tti ne son o a ffott,i, e soggi unge anche che la sua paro.la non è una iperbo le. m a l'espressione d f'lla verità, e la s ua convinzione lo ha s pint-o a togliere ogn.i appE-ndice in t.utti gli interventi addominali eci a esaminarle atten t ament-e a i microscopio ritrovando le qua.~i tut.te ammalat-e e con questo quas i l'iperbole diviene evicient.em en te confc.<sa . E cer to pe rò che que.«t.o t.ipo di appendicite è M · sai frequen te, e ben con oscendo la g rande frequenz.a di follicoli ne lla sotto-mucosa d el ,·ermion OY e si potl'ebbe rlire no n E>sista che una sola e lunga placca de l Paye r, in rapport-o a nu met•os;~i;;;l'<imi linfa tic i, e s apendo come olt re a questi linfat iC'i alt ri a ncora ne esistono, giustificato appare il confronto c he s i fece di quest'organo rud iment.ale colle t ons ille. confron to che fece chiamat·e da alc uni l'appendice col nome di am igdala intestinale. E questa amigdala intestinale. così come le tonsille, a mma la a.-;.'<ni facilmen te qua ndo esista ne ll ' indiv iduo uno stato linfat ico, e qn e.'i!ta asserzion e è W!Rtenu t a dai la Yor i di L ar t igau, di Blumme r e d i Noris, e di s~.,n mer~> e D ougln,". Questi a u tori inAistono mo lto s u q uest o rappor to sosten endo c he t ali a ppend icit i s i manifc>' tano nelle età. n1'll(l q ua li !:'imi lari al tera zioni s i hanno in organi linfoidi, c he le lesioni anatomo- isto l o~i<'he d i ipe rplasia linfoide associata a pre.qenza d i lesioni degenera t.i,:e. ed in fasi p iì1 RYanzate la t.endenza d e ll'organo non a lla porforllozion e m a a lla sclerosi. P\·oluzionP in tu tto s imile a quelle osserva te negli al tri orga ni linfo id i, d e po ngon o a fa,-o,·e di ftu e.~ta tesi. , Queste appendiciti quindi sar eb bero O,.,'l.'<ai piì.1 frequenti ia t utti quPi sog!l:otti che per una quals iasi catL'>a s ub iscono nn agg-~·avarsi. un ac uti7.ZH I't<i d PI l0r o stato linfoide , e nella vit.a d el s0ldato in guet'l'a h\li cause s ussistono n11 mer<>se : da tutti ad esempio è
L 'APPENDICITE
a ccettato che la comparsa di que i numerosi liniomi C<'rvicali, a~coll~ri, ecc, c he s i osser·vano nei militari, s ia stat-a occa~;ionata dagli ;:;trapazzi e da.i disagi d ella trincea. Nei rig uar·di dell'evoluzione clinica, leggendo i referti dei chirurgi che si occuparono di questo argomento f<i tr·o,·a uua. notevole diversità di convinzio ni: ma esaminando poi attentament e le CO!'ie si giungi" facilmen te a. concludere che sulle linee di azione predominano le for·me a cut.e ad andamento vio len to del male, a. quadro veramente preoccupan te e si comprende come DuvergE>y, che <t:!egui 106 appendicectomie in Ospedali avanzat-i. possa asser·ir·l) che q uest-e fo1·me sono aecompa· gnate da lesioni a.s.-<ai g r·avi e mol to pil1 ~;erie c he nella pratica civile, mentre \'erde let. in esami fatt i a i corpi avrebbe os;;:et'\"llto forme ad andamento cronico o meno fi·eque n temente subacu te. La co:;a è f11cilmente compren~ibile, quando ;;i rifl ett(~ chf' in linea avanzata un anunulato non p uò a\"cre tutte quelle pr·ont e e preciite cure che ritrova ne ll 'ospedt\le tenitoria l(> : come in qul'gli ammnlati di dolore addominale e non rara mente s titici si possono ripetere sommini;;trazioni di purganti, come non Aubito la 1·igorosa di~:~t.a bE>n corwcJ·vata: coefficMti t.ut t i quest.i atti a dctermina1·e l'esacer·barsi dell'attacco. Ed è p rcci'!tunente e specialmente S\1 questi fattori che io 'creclo fondata la diver11itil rl<>i rluc q uad ri c linici, pw· non obliando che la maggiore Jr·eq uenza in zona av.~nza.t u rli fo rm e infiammato rie acute e g ravi intcs;tinali, possa
di per sè sola dct('rminare at.tl\cchi di a p pendicite acuta. Nella zona te r-ritoria l., inveee l'ammalato tro va immediato rieove1·o ospitulit-ro, i piccoli dist w·bi, i minimi I"Ìalzi febbrili hanno tosto cur·a con venie-nte: in tal rnod o l'attacco de lla appendi · cite ><ottoposto a die tu adat ta, non esa cerbata da inoppo1·tune e ripetute purghe, lieve rimane e si risoh·e senza. gra.vi complie.anzc. L'attacco appendicolare negli ospedali arretrati è molto maggiorment-e che in zona avanzata in rapporto a. quello s t.ato lirlfatico da me gii\. 11cconna.to: solo più rar11.mente dipende da disturbi dell 'intestino (Biack, ·(~oodwyn): dis turbi c he cure e consigli ig ienico-d.ietet.ici hanno provveduto contener·e nel limite di forma non a c uta. Anche alla mia osse,·vazione non venuero che forme di appendicite cronica. Nei miei operati e nei non o perat.i, salvo e in un sol ca so, l'attacco osservato no n era primitivo, ma altri ins ulti del male erano ~:~tati in precedenza avvertit-i dall'infermo una, due o piit vol te, e questi soldati ave vano tra,:;corso negli o~<peclali pe r·iodi di d egenza a volte assai lunghi, rimanendo cosi sottratti all'etncenza. militare. E l'attacco s i el"a sempre ini· ziato con lUl rialzo t·ermico, di solito poco a ccen t uato, e ghmgeva a 38.5-39, molto più raramente a. 40-40.2: contemp01·aneamente insorgeva il d olore a lla regione ileo-cecale, la nausea fr·equcnte ma non costartt.e, raro il vomito, frequentissima la stipsi iniziale. Tutti questi ammalati furono da me osservati in sale dì medicina, ove fui chiamato da amici e colleghi che dirigevano il riparto, e vennero quindi alla mia osservazione d opo due o t re giorni dal primo ins ul to del ma.le. In qualche caso al mom(ln to d ella mia. visita. la fe bb1·e era già. scomparsa , in a lt ri persisteva; in t utt i però rimaneva contrattnra più o meno accentuata alla parete addominale al davanti d el cieco, iJ d olore alla fos.~a iliaca destr·a., più o meno accen t uato, più o meno. diffuso, e in tale regione la mano a vvertiva sempre una resistenza profonda, qualche volta a t ipo d el piastrone, più di frequente a forma di resistenza mal definita. li riscontro rettale, troppo spel:'so obliato e che nell'appendicite specialment-e acuta può da.re rilievi preziosi, mi pe rmise di rilevax·e un senso di aumentata resist-enza nella fossn iliaca di destra, mai fluttuazione. Le condizioni generali di tutti questi ammalati erano buone: in nessun CMO io e bbi àd oss€\I"Vare la fades peritonitica, nè accenni a diffusione di processi infiammatori al pe dtoneo. n porre l'ammalato a rigida ed assoluta dieta, l'applicazione d ella vescica cii ghiaccio bastò ogni volta a far scomparire la nausea. e la temperat ura nelle prime 2.4-:l6-48 ore: anche il doloro spontaneo si dileguò r·apidarnente, rimase più a lungo il dolore alla palpazione ed il senso di resistenza profonda alla regione ileo-cecale ma anche questo ultimo fatto si risolse in un periodo ma!)Simo di dieci giorni. l o pot-ei quindi in ogni cMo ottenere, colla pitt grande facilità., il raffreddamento d ella forma: la dieta. convèniente e l' uso raro e prudente di, qualc he purgante oleoso, dì qualche enteroclisma. mi servirono ad impedire il rinnovarsi eli at.tacchi in tutti questi degenti nell'attesa dell'operazione o del ritorno al Corpo. In un sol caso nù 1·itrovai di fronte ad una fonna di attacchi ripetuti e ·subentranti: al ripetersi de l primo attacco ritenni che il 1:1oldato avesse commesso un disordine dietet.ico, nè volli prestar fede alle sue asserzioni negath·e : rna. in seguito la rigorosa os.<>erva.nza. e la d eposizione '!nanime e s icura d ei vicini
L'APPENDICITE
di letto mi dirnostrò c he realmente le crisi s i ripe.tev.ano indipendent·i dall'alimentazione ogni dieci o quinclici giorni con rialzo febbrile minimo, 37,8 38.2 con esacet·bazione eli dolore, con contratt.ura della parete, crisi d ella dw·ata di circa 48 ore che si risolvevano r egolarmente. In tutti i miei ammalati n e><suna complicanza supplfrat,iva è intervenuta ed il decorso regolarissimo della forma mi ha sempre lasciato at·· hitro d PIIa Acelta d el minuto opportuno d ell' in tervent.o. Come io ebbi già. ad accennMe. dei 19 OS!'!ervati di eci ful'ono da me operat-i: i primi cinque dell'Ospedàlf' I olanda rifiut.at·ono tutti l'op erazion e: non erano er o i, si era nel periodo di guerra tl'appendicite con le s ue continue ricadute, con la convalescenza, con la pt·obabilità di detet'ITlina.re tma volta o l'altra dichiarazione di riforma e1·a malatt.ia che, se da un li~to presentava p ericoli e rischi gravi, dall'altro invece giustificava. l'assenza dell'individuo dalla t.t·iucea. Nel p ost-guerra invece dei l4 o!lServati.lO ftu·ono operati. e d egli altri quat.tro due soli n on volle ro sott.ostare a ll' interven to, giacchè degli a.lt.ri du o uno è ancora d egente n ell' Os pedale Baggina, essendosi in lui m1.m ifes tato !"attacco n egli ultimi giorni dello scorso m ese, l'altro venn e dimesso dali'OsJ?edale. per altre ragioni qua.ntunque v ivamente de.Uùer·as~:~e di es,;ere p er sempre liberato dal proprio malanno. Ecco un confrotlto che è degno di attenzione. Non mi diluog<'> a parlaredell'appendicite qua le m a lat.tia.: essa è nota ad ogni medico o ad ogni c hirnr!l:ico, ed io n on ho da. illustrare punti riguarda nti lu sin to mato logit\., le possibili C'otnplica.nz.e, il dingnosti co : insist erò solo s ulla n eceR.«ità. dell' inte rvento c lùrw·gico itl ta li an unalati. I pazienti pAssati l'i.n,:;ulto se o1·da no di frequente il male 8upcrato; il medico, che m o lte vo im è anche il buon a.mif'o d el m a la to, cEwca blandetn.Pnte di opporsi al di n.iego clel volersi sott.o pon e ad una o pet·azionc proprio nel rnomeuto n e l quale la salu te semln·a ri t\.Cquistuta e completa, e Ri attende u n nuovo attacco d e l ma le pet· rinnovare propositi di c ut'fl radicali, att.acco chi:' so praggiungP F;emprc impensato e ch e non semprfl s i risolve senza g nl.\".ità. ~'fo lte volte allora l r~ famiglia fa colpe e rimpro\'eri almedieo, che t·ealma nte non è resp on sa bile d<>lla cosa ;.e non per il fMto di non essflr:;i l'ltlfncien tem ente impoRto alla volontà dell' infe rmo. Nf'i casi di nppentlicite, anche in quelli ch e d ecoJTono nel modo piìt mite, il m f:'dico d eve as~oc iat'i<i il chirurgo n fllla cut•u. d ell'infet·mu: nell'appendicite il còmpit.1 della cura è comune ai c ultoi'Ì delle due brau ch e d ella ntedicinit, ocl in questa forma. come jn moltissime altre solo n1edico o c hir·urgo as;;ociati possu no avet·e ragione r adicale del male. Nelle forme acu te. n elle ac uti;;simo, trop po di fr·equen t.(> il cpirm·go è (' hiamato as!'<ai t.!trdi ; io credo do,-e,·oso per il m edico interpellare S1.1bito al primo insultQ del male il c hirurgo : la n ostra mano abituata a scoprire le f01·me suppura.t.Ì\•e profonde, la nostra esp erienza clinica d <>lle fo rme chirurg iche addominali, ci farà buoni giudici s ulla d ecis ione di una attesa o di un irnmedia to interve nto e h• r e;;p onsabilitù d el medico sat·à completamente a lleviata. Ma non solo n e i casi a quadt·o allarmante il c hir·urgo df',-~ cs:;ere chiamato ;;ubito, in ogni at.tacco appendicolare anche lie_ve : il consiglio d el c hiru.t·go può essere Htile già fin J a ll'inizio. Ad esempio, il chirUI'go chiamato s ubito al primo ripetefl'li di tm :~econdo o terzo at.tacco se giunge nelle prime 24-36 ore è autot·izzato all'immediato intervento, nè l'operazione eseguita in ta li condizioni d i precocità presenta pericoli s peciali ; l'osSC'l'vazione di un attacco in u.f.to può C'ssere elemento a."sa.i p rezioso ad una diagno;;i difff'renziale, dia.gno!<i, molte \·o lte difficile in tali ' malattie. Quando non vi sitlllO le ind icazioni urgenti op eratol'ie, e quando s i voglia e ~i po.~!'la op erare a freddo, è ut.ile lasciar trascornwe circa due mesi dall'ultimo at.t.ac~o. Si comprende ch e questo uon è p os,.ibile ad e:sempio n ei rari oasi di
appelldicite subent1·ante, nei quali occotTe pt·on ·edere. così come io feci dopo il mtl.<>simo p t·esnmibile pEn·iodo di requie; io oper ai il mio soldt\to a clieci giorni di un r ia.Jzo t.ermico e l'esito operat o t·io fu ottim o. In n o\·e d ci mie i a mmalati , gioYaJti ro busti, a pareti muscolari addominali Yalide, io pra.tica.i l'incisione di R ou x, rt".secai l'app e nd ice d opo averla completamente liberatll dtl eventuali aderenze con t,ratte. t o.npo questo in qualch e caso laborio:'o e difficile e rlopo a\·erla liberata dal pt·oprio meso, affondai il piccolo peduncolo ne l ceco. nou do\·endo>~i t em ere dalla presenza di tale moncone l'insorgere .di nuo \·e complica.nze; praticai sut.ure alla. L embert a t riplice ;;t.rat.o e ricostr·uzione a sti·at-i delle pareti. Per le s uture profonde feci llf'nlpre w;o del catgut., per le c u tanee d elle agr~fes, tendendo ad elimi1~are la. seta pet• i :n.on rari incom ·cnienti anc he t-ardivi. a i quali e!<~a può dat· luogo. È questa una prat ica c he io ho sempre usat o, non solo nelle operazioni addominali, ma anche jn quelle sugli at t i. Su qu€'l>tO punt0, d.cl re;.t o, ogni chirurgo ha la !<Ua pt·E>ferenza.
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L 'APPENDICITE
In tm ca.;o solo, nel quale le pareti addominali erano rilasciate, praticai l'incis ione del J alaguire. che ha sulla precedente il vantaggio di dare una cicatrice parietale molto più resistente. Alcuni autori insi><tono sul pericolo di ernie cicatrizinli postume. Nigst n e riferisce 14 casi s u 117 suoi operati; io ritengo tali ernie 3s sai più facili d opo att i operativi in forme s uppurat.e, nei nostri soldati giovani robusti, guariti tutt,i per prima intenzione, io ritengo il pericolo molto relativo. Pl"ima di venire alle conclusioni chè mi hanno suggerito queste mie osservazioni mi pare utile rift>rire la statistica dei risttltati operatori: Sprengel dà w1a mortalità del 35 % negli interventi a caldo, mortalità seria rna che trova la. sua giustificazione nel fatto che gli operati in molti casi presentano gangrena dell'appendice, p e ritonite diffusa, complicanze settiche molteplici: sono queste qttindi delle vere operazioni d'urgenza, che senza l'intervento porterebbero ad una mortalità assai più g1·ave: al chirurgo qttindi in tali casi gra,•issùni, non va fatto l'addebito della mortalità, ma la benemer enza di qualche sal vezza, Nell'operazione di elezionE> invece, n ell 'appendicit.e a freddo la mortalità è minima., e così non deve sorpren<iere come Kummel amwveri un decesso Stt 51 op€1rat i, Damager un dece.~so su 181 , nesstm d ecesM Morone nei suoi :H> e G uidè nei :>uoi 32 casi : nei miei pochi operati, la guarigione si ebbe :;emp•·e negli otto giorru e l'ammalato venne dinlesso dopo quindici \"enti g iorni dall'intervento. Di fronte a tali dsultnti io non esito a ripetere quanto ha scritt.o L . Faure: quando si pènsa alla benigninità di questa operazion e, se essa è ben fatta, quando si con~iùera cl1e l'ammalato corre rischi ben più gravi conservando la propria appendice, si comprende come per il chirurgo che consiglia e p er i genitod che accettano la responsttbilità a!!Stmta sia assai piì.t lieve al confronto di quella. di coloro che preferiscono •·espinger e l'intervento. Nell'esposizione succinta delle mie osservazioni io ho cercato di illuminare <lue questioni c he mi sono pt·efisso sottop orre al giudizio delle Autorità militari: moltissimi al t ri argomenti, anche interessant.i del capitolo appendicite, furono da. me .accennati alla. sfuggita o furon o completament.e sorvola.t.i, giacchè non mi ero prefisso il compito di ripetere ttn ben n oto capi tolo di patologia chirurgica. l\Iolte volte i miei ammalati mi domandarono se la loro malattia dipendeva da causa. di servizio, ed io che n on sentivo di potere a loro opporre un assoluto <liniego, girai sempre la questione all'Autorità s uperiore che la risolse a termine di regolamento. La mia coscienza però di chirurgo mi avrebbe ogni volta spinto a scrivere : la m a latt ia si presume dipenda d a causa di se•·vizio. giacchè io riteneva che essa fosse sempre stata determinata o da disturbi ga stro-enterici o da malattia intestinale contratta in servizio, od ancora foss€1 st.ata favorita dal genere di vita imposta al militate o dalla comparsa di uno >~tato di linfati.~mo, legata ai disagi d ella vita di guerra. I o sarei quindi di avviso che si dovesse •·iconos~re t ale dipen· d fll\Zi\. e questa mia convinzione io esprimo al valentissimo Dire ttore di sanità, per· .chè egli la pos~a prendere in considerazione e la possa portat·e in discussione in conYe nien te sede. La seconda questione è (lit• comple.~~tt e mi s i è affacciata specialmente nel periodo di guena qutmdo gli ammalati rifìut,avano l' intervento nuocendo così gravemente all'efficienza bellica d ell 'Eser cito, alla propria salute ed ingombrando continuamen te le sale ospit.alie re che d ovevano essere riset·vate a c hi maggiormente in quel momento serviva alla P atria. La legge non c i consente di costringere ad operazioni chi ad esse si rifiuta sottostare, ma n<>n è logico nè onesto che alcw10 d e l J.H"oprio male p ossa farne ;;peculazione in danno della Patria. Questi individtti, :a mio pare re, dovrebbero es.":leredichiarati abili ai servizi sed entari ed ad essi adibiti. Edotti poi del gt·ave p ericolo al quale vanno incontro, giacchè nella vi ta militare meno che nella vita civile è possibile con costanza e rigore mantenere quel regime alimentare necessario, dovrebbero firmare il rifiuto al sottoporsi all'intervento, e la conseguente assunta responsabilità in proJ?riodi ogni futura eventualità. Ne risulterebbe che da.! momento di tale firma lo Stato sarebbe liberato da ogni obbligo verso il milit are nell'eventualità di ricadute che non sempre gnariscono, e così l'individuo perderebbe ogni diritto alla dipendenza da causa di servizio. Con più senno, con maggiore oculatezza J'Atttorità militare p otrà stttdiare queste due questioni. sancire disposizioni eque in proposito, questioni che si sono delineate solo oggi dopo l'osservazione di un ùnmane numero di combattenti, questioni la etti gius ta risoluzione può giovare a nuovi E serciti chiamati a strapazzi (l disagi.
L 'A PPENDICITE
LETTERATURA. l. .\lotto~.:. -
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L'~t)IJ)(•ndl c-e nelle tntpJx> ('<"nbntt:Rntl 11 .1/Qr(Ju(Jui - A1'CIIi·v ìo, uu·
mero l-JIJ21l. 2. 'l'orsRAt:-<T.- IJ.ull. cl 111é11t. <1.1: :-:"r'. t/(• C'llit·. Pal"i·~. J)lli;. tì63-l!Jl:}. :1. An;t"; h'r LAtlMt:. f ,<l· Prt:8x~t- Jfétlic•ale, r~>tg. -t01·191U. 4. Guwe:. - La PrciJI!<C Médio<tle, png. !!(l('o-J!lJG. r.. Ho omEtl. r.a. Pre.,!le J/étllcale, 1111~. fiH2-1917. f). \You·. B~·itrn~ zut· At•JI(~tHli<:itl>< im Feldlnr.art>tt. LJf'r/. Kliu , fi'•Jchcnscrifl . pa~. Jti·l· l!lll. i. Drn;Rm:y. - L'ap]X>udictte daus. IE>s }\l'Ut~P>< Ua::. ll clld. rlt•.< .~nit' IICC~ métl. H lu· g lin HlJR. H. \".\L'rin:n. - IJ•1ll. et 111(1111·. tlrNor. Cllir. Pari.9, ]}ltg. 1~-tfi-1!)1::;. H. 'l'ott ><~.\INT, - JJ·u/1. l' l m('m. 1U: Sur. tlr; Cllit·. Puri.<, Jijlg. 21):.?:i-l!l1::;. lfl. .\1.\c: Kt::-<;\'A. InulH~I·inw 1-tll'l!Ì<·al nmn;.~grnwnt of ~t<·uu• ftJ'IJll:'llilh:iti!l !n utilit:~t·y hmqlL~tl'< · •'-'111'!1 Oin.w. aud (J/I~f. C'!liOtl.flO, )111,::'. ;!():{.J9J1l. 11. D.: HoVIs. - De l'nppendicite dt<>z l~N> Sltjèt.<> il~s. J.a. 11emai11<' médicale. mt ml!ro 21-190i'i. 1:!. :'llt !.A.X. De l'a I'Jl._,ltdiciù>. 'f /11\!lt' tlt• P a rif.l, J !I(IR 1::. \Tmu.<:t:MG'I1L - fAI Pn·.~·'G M tJd., H) lll»sr<,do l!lfl\1. H. l\t:.,u><f't:l'iAT. - !'oc. A1tfll., l>fllr. J5:1-HH7. l'l. t:HAun·AJlo. - Appendic'iH~ et c·Llolk:p•tlte /?l'r. !J<'tJ. dt· di11. f'l ,,,, tll rra.p. Parix,
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J,aJI CI'IH'C.~, ] lHA'. 'j;{.I!}W-11)17. 1!1. BuoT. - L 'a11J)('tHlidtl." Heii'AI·g'Y.Illle - Xt·tr ]1. .1. X. l0-Hl20. :.!il. J,. l~'Avtm. Snr ll."s cauS('.s l:'t lo frequence de l':~ppendldte cmulque. l.a T'rm<.YC méd., 2S ght~ntO ]!)17. :!1. L .\lrrtnA'J. - At~·n.••<-~u.rn. png. 7-t::i-1!102. 2'2. Hr.v )lllt. - .f<JIIIIx II01)kill 8 Bo.~p., pag. 720-1!)0:1. ~~- l'OtUIIH. Ntlt'yico' Viaylf<JJiÌS V<>l. :to, pag. 70-l·lHlO. ~- Snoums ANI> Dnu<a.AS. S~1tus Jymphntl<•ns Am. J. M .•<;c. 1~1g. -!0-J!ll!ì. :!.i. Bl..~C~. - Chronic clJlJI('nòlcitis and it.~ gnstrlc relntlon. Uolor·mlo -.l tcd. Dell!rrr, )Xl):. 21;.1-1!)]7. 211. GvoDwr:-.-. ,...... Cht'<)Hi<' appemlir1tis in it.l'l relntlons to dys}.ep!<la. IJrifltol Alt>tf. ( '/w. J ., pag. lS-1917. 27. ~tt:ST. - .TOIII'IIfll .'1 • .U . .1. FJ. IL J><lfl. 717-l!UH.
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AMBULANZA CHIRURGICA D'ARMATA N. 4 DIRETTA DAL PROF. NJCCOLA GIANNETTASIO, TENENTE COLONNELLO MEDICO
Ferite addominali di guerra per il dott. Emanuele Santoro, capitano medico assistente nella l Clinica Chirurgica della· R. Università di Napoli Oontirauazione - V. faac. VH Qiorflale di medun11a maiJare, 1920
:>.>.'· Ù$S. (;,•neralilò: <.:ir. Vinc., ,;oldato fauteria. - f)ata di c ut.m/a <' daltl. di ftSCila : 24-8-17 2.'i·S-J 7· Tempo trascorso dal trauma all'illil'rvculo: ore 4· Natura della lcsiofle: F~erita da palletta di ,;hrapuell al fianco ;;mJstro, ,;ull'asccllare po:;teriore. Il proiettile ,-i p:tlpa !<ubito sotto l'arcata cO:<tale destra, 2 dita
all'esterno della paraste male de"tra. Siutomi priflcipali: l'ol;;o g6, piccolo. Temperatura :;!;,S. Re,;pi ro aflanno;;o. Pallido. Anemizzato. \'cntre lig:neo ton ,.j,·o dolore ,;polltaneo all'addome. \'om ito. Palpazion.-: dol oro,;i,;~im a. Ottusità mobile ai lìant'hi. T ratlamcn/.o: iLaparotomia mediana xifomhclicalc con aggiunta di un t aglio traS\·ersale. Emoperitoneo. Sutura di,. una ferita da striscio del margin e inferiore della mil~a. Zaffo di una ferita del fegato. Sutura di 2 perforazioni del tenue, 4 dt:l colon tnuwe rso, 2 dell'angolo splenico. Drenaggio. Sutura in ma ssa delle pareti. E sito : ì\Iuore dopo 19 ore. ~OTr.': Condizioni sempre g ravi, con polso filifor111e, qualche conato di vomito, modico meteorismo. · · .536. Oss. - (;weralità: JoTa~. t;i·tt., so/dalo fanteria.. Va.ta di ertt.rata l! data di rtsci ta: ;F·12-916 9-I-918. Tempo tras(orso dal trauma aU'inlen:c~'lo: ore 10 . ' Nat1tra della tesfo11e: Ferita contu~a da palletta di :;hrapnell alla regioue lom- ·
bare sinistra, subito sotto il bordo co~tale. Il proiettile si palpa sottocute, all'ipocondrio sinistro, ~ulla mammillare, e sotto l'arcata costale. Sintomi prhtcipali: Polso 94. piccolo. Respiro affannoso. Aspetto soffere nte. Estremità fredde . Vomito. Difesa addominale e dolore sp:>nt::neo. Stin1olc> a lla min- · zioue, che non può soddisfare. Ematuria ~l <'atetensmo. Trattamento: Tag lio pararettale sinistro, arcuato all'e;;terno. Sutur~ di quattr•> · perforazioni del tenue e di due del colon tras\·e rw, da c ui gemono fe<'i . Drenaggio. Sutura a strati del'la pareti' Esito: Muore dopo 10 giorni per polmonite. !\:orE : Tolto il drenaggio in sesta giornata. Bronco-polmonite destra. Ple·u rile essudativa a sinistra. (Toracentesi con e~trazione di 500 c3 di liquido giallo-citrino) 53i· Oss. - Generalità: Val. Lib., soldato fanteria. - Data di cui rata e dala di uscita: 23·.5· J7 26-5-17. Tempo trascorso dal trautiUl alt'iutert·euto: ore 4· Natura della Lesione : Ferita da pallottola di fucile alla metà destra de ll'epiga-
strio, subito all'est,e rno della linea mediana, 3 dita rotto l'arcata costale. Il proiettile si palpa sotto cute al fianco destro sull'ascellare posterio re. Sintomi principali: Polso 106 discretamente \'alido. Aspetto sofferente. AgitatoColorito pallido. Vivi dolori addominali e difesa Non ha \'Omito. Urine chiare al· cateterismo.
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FERITE ADDOMINALI D'I GUERRA
Trattament.o : Laparotomia mediana sopra ombelicnle. Emoperitoneo. Il margine tagliente del lobo sinistro del fegato è staccato in toto, 'in modo da formare una fetta spessa !l 1/2, larga 3• lunga 15 Clll. Sutura della superficie cruenta con punti ad ansa staccati, in modo da mettere a contatto i margini della ferita. Sutura dj quattro perforazioni del <:olou tras,·erso e di una ferita, da striscio, nello stomaco. Esteriorizzazione delln sutura epatica. Drenaggio. Sutura in massa. Esito: Muore dopo 4 g iorni. ~OTE: Decorso po!>t-operati,·o complicato da polmonite.
5:1S. Vss. - GC11eralitit : Cat . S:\h •., ~ol ùa t o fn.nteri;~ . - /Ja to di c11frat.a. e Mf.Q. di 11SC:itll: 31-i-916 1-8-916. T empo trascorso dal trauma alh11terve111o: ore 19. Natu ra d ella l esim;e: Ferita rotondeggiante, da palletta di shnpu ell, alla regiOtJC
r enate sinistra. Il proiettile si palpa sotto cuk sull'a!'cellare autcriore si rustra, due dita sopra l'ombelicale tras,·ersa. Si 11l omi prillcipali: Polso 90, picr.:olo. Temperatura 37· Aspello soffer~:: nte; L"'ll)ri to pallido ; l:lbbra c.:ia notid1<:. Vi,·i doluri addomin ali spontanei c alla palpaziooe. Addom., te~o. non in d ife::a spitcata. A~sen7.u ili mdl'Ori~mo. Dckcazione spontanl!'a con ,.an;.:nc. trrinazione sponta ne<t con urine ;,mntichc. T1·allame11/v: Laparotomi a pararettale sinistra. Scar,-o liquido ematico a odore fcca loide. S utura di um:1 perforatione dell'angolo spleni<x> del colon e di uua contus ione del colon di10ccndenle. Drena~gio, sutura a strati delle pareti. F.sito: :'l l uon: dopo 20 ore. !\'on: : L ' infermo, dopo l'atto opcrati,·o è in condi7ioni grari~sime, e non ac· c-e uua ad alcun m igli()ramt:nto. T emperatu ra 36.S·37·
.;;;9. Oss. - (;,•,emlilà: Con. J,ui,, soldato bomlxmli.:ri. - Dala di en trata t' 11,1/a di uscita : 9- 1-1 S rn-t-tS. T e mpo t.msro ,·so dal /.rauma a/l'ilrlrn•t· ut o : ore 6. Natura della lc sio ur: Prese nta una feri ta lacera, da st: heggia di granata, un ilito tral'n) r~ sotto la cresta iliat'n s inistra, sull'a~cella re media ~en za corrispondente di cgres~o . i\la nca il reperto md iologÌ<'o {altre ferite: al cra nio cou fra ttura dell'osso, :tl braccio ~i ni ,.u·o con frattura dell'om ero, al torace non penetmnte) . .':ìinlc>mi f'rilld{'ali: A" petto dep res,;o. Cute pall icta. !'()},.o J l-J, piccolo . 'l'emp"ratura :;.::..9. Ro:spi ra%iollt· toracica. \' iYo dolor., ~potllnllco alJ';~,klome, ch e si pre!0-t:Oht cotllr<~t to i11 difc~a. Ottu~it <'• mobile a i fia nchi. Palpaziouc ~uperfiria lc e profouda dolorossi:;imc. \'omito. Stimolo alla minziouc che uon può soddisfare. 1'•·atla>I)C'III n: Lllparotom ia con t aglio obliquo alla fO!<-~'l iliaca s i nistra. Emop<:ritoueo cvn n"carid i. ll tenu e t: perforato in 2 1 punti e 1~:: perforar.ioui sono do,·utc in pa rte al proiettile, in pa rte a ~dt<::~gie dell'usso iliaco proiet tate in ca Yi tà. Il sigma · pre,.enta un a la rga periorazi•Jne e uua contusione. S utura di dette ferite. Drena~gio. Sutura a st rati delle pareti. Esito: l\luorc dopo r z ore. KOTF.: Pe~g-iornto durante l'operazione; nt•ss utt ac<:r llllO a migliora meuto. Temperatura 3,:;,8-36,4. ,:;~o. Oss. - Ctlltra !ifà: l\Iar. San., soldnto fanteria. Data di eu frafa e dala d i tt.(ci/a : 9-3-918 22 -3-918. T em po trascorso dal trauma all'iult·n•c nlo: ore 9 · N11tura della lcshmc: Fer ita rotond<·ggiantt, da pallottola di fucile , s ulla emi-
da ,·eare dt:st ra, t re dita rotto l 'a rcata costa Jto. I .'t-sa me radio>'(:npiro mo:<tra il proicttile libero nel l'riVO pch·il-o. Siutomi priiiCipali: Color ito pallido. Polso \)8, ,·alido. Respira?.ioue co~ tale su.periore. \'entre comratto, dolente !>poutaucamente e alla palpazioue. Diminuzione dell'area epatica. 2\on ha emesso feci, 11è gas. Trattamwl o: Laparotom ia mediana. lu cavitil discreta quantità di liquido ros· $al'tro, fetido. Membrane fibrinose sulle anse. Sutura di due perforazioni del colou :t.rasverso, di 14 del te nue e di due lacerazioui del mesentere. A~portazioue del proiettile. Dre n ag~-;io. Sutura a strati delle pareti. Esif.o: ~luore in 14• g iom ata :p~::r polmonite. 1\0T•: : Decorso J'>oo;t-opt-r:lli,·o l'Omplic::~to da polmonite. T olto il dnmaggio in nona gioruata. Ferita a~c iulta. Garza imbent ta di liquido roseo. Addome trattabile.
FERITE ADDOMINALI DI <:ct:RP;\
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541. Oss. - Ge 11 eralità: Bru. Cesa., soldato fa nteria. - Dala di tmtrala e dala <di uscita: I-12-()17 2-12-()Ii. Tempo tra scorso dal trauma all'inlerv ellto : o re S. Natura. della /csi011e : Fe r ita Jaçe ra, da scheggia di granata , iu corrispon<ieuza delle ultime costole delt'emitorace s inistro sull'a,;cellare med ia, lunga 6 cm. larga r
Non v'è foro d 'uscita. :i\lanca il reperto radiologi co. Dalla ferita sporge il colon disceudente. Si11tomi f>rillcipali: Polso SS. Colorito pallido. Estremità fredde .. Dispnea. Vo·milo. Singhiozzo. Veutre coutratto dolentissimo spontanea mente e alla palpaziont.:. Asso:nza di m eteori.-mo e di ottusità ai fianchi. Trattamc11to: Laparotomiu con taglio di 15 cm., diretto in basso e in avant i, e / .partt:nte in aJto dall a ferita accidentale. Il proiettile ha aperta la cavità pleurica frattu mndo d ue costole, che vengono r esecate. In ca\·ità adclominale sangue roagulato La •milr.a è lac<:rata nella ~ u a porziont> m..,diana. L'a ngolo spkn i<:o del colon è -perfonl!to. Splenectomia . Rutura della fe rit<L imcsti uale. Sutura (Ici diafranmw. Drcu aggiv in c:ll\'ità tocacic~ c addominale. F;;;ilo: )[uure dopo r.; ore. Xort: : Toraco-laparoto mia. D opo l'opcrazio ru: , l'i11f<:rnro è in CO!Hiizioni grav1 .che nou accc nuuno ad alcun rnig-lionun<· llto. 542. Oss. - t:e11 emlilà: rud. L01r. , ~oldato artìglinia.- Uata. di c~tlrata e data di us cita.: r6-II-917 JS-rl-ç) l ì . T empo tra s(o rso dat lrtlll/110 a/l'i"l cn•clllo: Ore S. 1\'atura di'Ila lrshmc: Ferita da pallc:tta di shrapnell al se!<tO spazio inte rcostale -sini ~tro, s u li 'asc<'llare a nte riore da cui sporge una frangia <l'<Cpiploou. :\011 v·~ foro tli
us<:i ta. l\Iam·a il reperto rad iologico. Siulo mi priucipali: Polso 92, valido. Oispnc·a . Colori to pllllido. Vcutre con· tmtto, dolente specie ~· siui:<tra. A~st: II Z<I .ti ottu~vt à mobile ai fiand1i. Nou ha ,·oorito uè ,;i ng-hiohh0. Ottu"ità a lla ba;;~ ddl'<:11ritoracc ::ir,istro. Tratf.amenl o : l'leurotomia co u re!'er.ione di due costole. Una gro5sa frangia d'epiploon è ern iata iu cavità plcurica attnl\·t: rso u n;~ ferita del diaframma che lascia passarc un dito. Riduzio ne dcll'epiplron ; sutura dd diafranlltlrt . Drenaggio in cavità plcurica. Laparotomia par·a rdtale ~inistra. Elllop~:riwm·o. Sutura d i due pc:rforazioni del J:e nue e di liut' dell 'angolo ~plen i co dd colo n. J>rcna~xio . Sutura parziale, a strl!ti dell e pMet i. F;sif.o: Muore dopo 2 giorni. 54.'· Oss. - (;e11eralilà: Ma,;. l\[ar., !'oldato farm•ria. - Daf.a di Clllrata c data di 11SCi/a : 24-5-9T7 2S-5-9Ii. T empo tras<orso dal trauma all'inlel~vento: Ore r.;. I\·atura dcll11 lesi(W C : Perita da pallottola di fucile nell'ottavo spazio intercostale s ini,;iro, s ull'ascellare po;;teriorc, da cui ,:porge l'epiploou. Non v'è foro d'uscita. Man<:a il reperto radiologico. Si ntomi Jlrincipali: Polso 130 appena percettibile. Respirazione superficiale e frecpu:nre. Aspetto .obbattuto, colorito pallido . Dolore e contrattura delle pareti addomin ali. Kon ha vomito, nè si ng hiozzo. Assenza di meteorism o J.'c samc del t orace fa notare ottusith lilla hase ~inistra.. · TratfameHio·: P le nrotomia pre,·ia resezione delhi nona costolA. 11 diaframma pre-senta un'occ hiello da cui ~porge una gro1':~a frangia d'epiploon . D:1 questa {rrita, c he si allarga, si cstrne lo sto maco, c he pre~enta due ferite, le quali vengono s uturate Riduzione dd l 'cpiploon c- ùd lo stomaco. Sutura del diaframma. Laparotomia parar cttale sinistra. S utura di due ft>rite d<'l <'Oio n trasver so. Dre nnggio. Sutura delle p;~reti in massa. Esito: Muore dopo 24 ore. ..... .'44 · Oss. -Generalità: Ruo.-. V iu ., sohlalC> fa utcrirt. - Dala di en fmla e daJa di nsdta: 2o-6"918 zx-6-918. Tempo /1·ascorso dal trau111a all'into-Je>l11>: ore ro. N atura della /c.sùm c: Ferita da pallottola di fucile sull'a~cellare media Slll!Str a ·subito sotto il rtl!lrgine co!ltalc. Non v'è corrispondente di e$(res.-o. Manca il reperto
Tadiol'copico. Sintomi pri>Zcipaii: Aspetto !'Offerente, colorito nonnale. Polso So, valido. R e·s p!:'l.zione frcq ncute, ,;6, a tipo pr~,·nlentemente toracico. Non ha \'Otnito. Ventre
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FERITE ADDO MINALI DI GUERRA
contratto e doleutissimo spontaneamente ed alla palpazioue, sia superficiale, sia profonda. Ottusità mobile ai fianchi. Diminuzione dell'area epat ica. Ha stimolo alla. miuzione, ma non può urinare. Cateterismo: urine ematiche. Trattamento: Laparotomia con taglio trasversale, parallelo all'arcata costale. Larga ferita del colon disceoùe nte <:he si proluuga :mi mesocolon, il quale è forte-mente infìltrato di sangue. Sutura di dette ferite. Ei"teriorizzazione della ferita intestinale con striscie di garza. Sutura parziale a strati della ferita operatoria. Esito: l\luore dopo r giorno. 545· Oss. - Generalità: Sa,·. Cou., soldato genio. - Dala di et~lrala c data di 11 sci/a: 17-6-918 2-j-918. Tempo trascorso dal h·awma alt'iu/ eroe n/o: Ore 18. Natura della /csioue: Presenta un'uuica ferita da palletta di shrapnell alla parte
alta della natica sin.i stra, senza corrispondente di egresso. Manca il reperto radioscopico. .'ìinlollli printipal.i: Aspetto :<offerente. Polso 100 valido. Addome teso legger111Cilte depressibile, dolt:ute alla palpazione profonda :<pcciaJ m e ute ~1 1la me tà !'ini~ra. !\on ha \'Oill ito. A"senza di ottu~ità mobi le . Area epatica t'<mservata. \:on ha emesso feci nè gas. trrinazione ::pontanea con urine limpide Traltame11to: Inci!'ione alla fossa iliaca sini~tra. Peritonite purulenta. Si trovano· due ferite del s igma, dne dell'inte~tino tenue. 11 proiettile t: fl:<!io in una fraugia dcll'omemo. Drenaggio nella c<1d tà peritoneale i,;dando le an:;., ferite. Sutura pandale a strati. Esito: iV[uore iu x6 giornata. !\ol'F.: Deco rso post-operati,·o complicato da fil'tola lstercorace·a del ~igma. 546.0ss. - (;,·,cralilii: Catt. R em ig, . tenente battagliont: a~~alto, Dola <li e11frata c da/.a di usci/a : 16-6-18 IS-6-18. 'l'C111po lmscorso dal trauma a/l.'illter.;etzto: 0re 14. Natura del/a /csi011e: Ferita da fucile alla fossa iliaca destra sull'ascellare an-
teriore, con egre:<!'o alla natica sinistra. Sintomi prillcipali: Pallido. Sudore freddo. Polso 116 piccolo. R. 32. Non ba.. avuto vomito. Qualche colpo di singhimzo. Ventre teso, tumefatto, dolente alla pres,;ione. Area epatica conservata. Siringato emette urine chiare. Trattameu/o: Laparotomia mediana so!to ombelicale. In cavità grande quantità di sangue. Quattordici perforazioni del tenue, due del me!'enterio e una larga lacera~ioue sulla factcia anteriore del sig n1à. Rese?.ione di 30 cm. di tenne ron 12 perforazioni. Sutura delle aJtre ferite. Drenaggio. Sutura. Esi/o: ~luore dopo due giorni. 547· Oss. Gerzeralit.à: Benr. Gin., ~oldato fanteria . - Dala di mirata c data: di uscita: 27-6-1918, zS-6-1918. Tempo trascorso dal trauma all'illleroetllo: ore t. Nat11ra della lesione: Ferita da rivoltella tra l'ascellare anteriore e la mammil-
lart: de:<trn, clut: dita ~opra ilm ~ rgine costale, con egresso sull'àscl'llarc a nteriore sinistra all'altezza dd margine costale. Siu/ouli priuripali: Asp~tto buono. Re:<piro calmo. Polso i6, ,·alido, ritmico .. !'ou \'Olll ito nè singhiozzo. Addome contratto iu forte difesa. OttU$ità mobile ai fianchi. Scomparsa tle ll';uen t:patil':o. \ 'i ,·i dolori ;;polllallt:i e alla p;Jipazione. Ha :<put:'lto ~angue. Ttatfaiii<~IIIO: l,aparotomia lllediana xifo-ombelicale. !\otevole emoperi toneo. t 'na ferita del fegato, 6 ferite del tenne di cui 4 a grandi dimensioni sulla prima por· 'linur del digiuno. 4 ferite dc·l colon trt~;;\'er,;o. 2 ferite dello ~tomac·o, di cui una sulla graude cun·atura, l 'altra sulla pnrete posteriore da cui e;;cono residui alimentari. Sutt~a di dette fedte. Drt:na~.:J::'io in C~I\' Ìtà. I"Ùtura dell<l parete a strati. Esito: ~Inore dopo r giomo. , Non: L'infermo è in gra,·i condi;~;ioui dopo l'atto operotivo e nou accenna <» ungllorare. Tc1upc•ralura ,'17,6, scar~i doh>ri tH.IJo111 inali. :'-lt'teori>'IIIO.
FERITE ADDOMINALI Dl GUERRA
E ) I NTERVENTI P ALLIATI VI.
I n ~uesta categoria sono compresi 17 feriti, nei quali l'intervento si r idusse ad una ~mplic.e apertura dell'addome p er dare esito agli e~· suda\i formatis i m seguito a pHitonite diffusa. Si tratta in genere di feriti giunti alla nostra o.sservazione dopo numerose ore dal ferimento; .solo in un caso - oss. 551 - la ferita datava da quattro ore e si dovette irtte1·rompere l'atto operativo perchè ,l'ammalato si aggravò rapidamente, nè fu possibile un'esplorazione di tutti i visceri; l'infeJ'mO morì t.re ore d opo l'intervent0. Sostanzialmente quf'sti interventi differiscono dalla bottoniera .>oprapubica d el Murphy, in quanto questa è costituita dall'apertura ùi un occhiello al di sopra ciel pube, atlraver·so il quale si fa pescare ur• drenaggio nel Douglas: nei nostri feriti invece ordinariamente si sono prat.ic.atc delle larghe incisioni, sia sulla linea mediana. sia lateralmente, svuotando il liquido contenuto nella cavità peritoneale, e intro·ducendo dei drenaggi multipli di garza attrave!'so le varie aperture. Questi interventi ebbero tutti esito infaust..o; gl'infermi vennero a morte in t.emJ)O vario. Uno d ei feriti - oss . 563 - sopravvisse 14 giorni e verso la settima ed ottava giornata le sue condizioni generali erano talmente migliorate che si sperò nella .sua guarigione; senonchè so· praggiunse una fbtola stercoracea del tenue e l'infermo morì; c'è da domandarsi se questo fer·ito non ebbe a morire per la incompletezza dell'atto òperativo: probabi lmente, se fosse stata praticata la sutura delle ferite intestinali, sarebbe sopmvvissuto; d 'altro canto sorge anche il ·.sospetto che la presenza del drenaggio di garza abbia imped ilo il formal'si dell e aderenze, per le quali forse la fistola non si sarebbe determinata. · In due casi- oss. 552-562 - fu pr·aticato un drenaggio attravei'SO il perineo mediante contro-apertma nello spazio vescico-retlale. Nell 'oss. 552, si fece passare attraver·so tale contro-apertura una strisc.ia di garza; dando all'infermo la posizione d el Fow1er il drenaggio dull'addome era perfetto; l'ammalato morì in quinta giornata. Ne1l'oss. 562, si pr·aticò invece il drenaggio con tubo di gomma, che da una parte usciva dalla parete anteriore dell'addome, dall'altra dall'apertur·a del perineo; attraYerso questo tubo fu praticato il lavaggio della cavità ad· d ominale con clorosol; l'infermo mod in terza giornata. La bottoniem soprapubica d el Murphy fu praticata tre volte - oss. 556-558-564 - . Sono d egni di menzione i casi cui s i riferiscono le osservazioni ·559-560. In entrambi questi feriti, osservati rispettivamente 19 e 26 ore dopo il ferimento, fu fatta diagnosi di per·itonite acuta diffusa per ferite d ell'intestino; gl'infermi furono sottoposti a laparotomia per riparare le supposte lesioni traumatiche e fu rono riscontrate !'e sole caratteristiche d ella peritonite, ma non si trovò nessuna lesione viscerale: evidentemente i germi che detRrminarono l'insorgere della in fiamma·zione peritoneale erano stati trascinati dal proiettile ed avevano avuto .una rapida diffusione ed nn rapidissimo sviluppo.
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F~RITE
ADDOMINALI DI GU:RR.\
S'J.10 RIE Cl1INICHE . ,
.:;~8. O~s. - c;eucralità: Tri. G io. , solùato g ramnitcri. - Data di eu/ rata e da/Ql di uscita: I.'\"9'9 l ò 14·9-916. T rm f>o l m sco rso dal trauma. a/l' illlert>c'IIIO: ore 19. 1\'a/ u ra della l csiou c : J,arga ferita, da scheggia di granata, all'ipocoudrio des tro. co11 procidema ddl'epiploon. L'e~ame radiologico, localizza il proiettile in ca,·ità <oddominail- , po:<tninnucnte all'ombelico. Siulmlli f>rillcipali: ]'ol~<o 1<>2, piccolo. colo rito pallido. r~i n eallle nti ><tirati. :-.reteorisun, n m :Jrca cp<otira con~en·ata. Ot tu:-ità a i fi mH·hi, mnbile. :Kon può urinare ,-pontane:uueute . \'omito. Singhiozzo. Traltcuue11t0~ R csc;done dell 'epiploon e tag lio pnrarettale si nistro. Svuotamento di ahbonda m e liquido e n1 a tico puruleuto fe tidis:-imo. Anse intestinali ricoperte da t'><StHhlli e distc::sc. Drenaggi. Pumi di ran·idnamento in massa delle pareti. Esit.o : ì\luore dopo ro ore. • 5·19· Oss. - Cellerafità: Cre. P ie., sottotenente !ameria. Data di erllraf4 e dala di 11 sciia: 2S· 7"9I 6 26-7-916. Tc111po tm scor so da l trauma all'illl er!Jenlo: ore 19 . 1\'atura dt•lla l t•siolle.: Ferita di piccole di me n sioui, da pallo ttola di fucile,
S\Ù-
l'nl'ce llare :111terio re s inistra, d ue dita sotto l'ultima costola, con egresso solto la regione n ·nale dello s tesso lato. Sil.lou;i pri11cipali : l 'obo 1 2~ . !'kculo. T<:m po:rtitnra 39 .5. R e>-pi ra:r.ione toracica, frtq n~:ntt.:. Fadt•!< perituni tica . Atldomc meteorko, poc;ì duleme . Ott nsità ai fiauchi. Vomito. Lingua ar ida. :rral/ameul.o: Inc isione par a re t tale si ni stra. Svuotamento di liq uido coior giallos porco molto fcti ,lo. An~e dd tenue diste~e, a,Jcrenti fra loro e ricoperte d'e ssudato· Drenag~i mnlt ipl i. P un ti di ran·icinamento. Esito: ) Jno re dopo 20 mc. ~oTf.: T em p<.:r~Llura ~cu q>rc nlta: Polso frt:q ue nte. Euforia.
:.so. Oss. - Cc11crafità : Cos. Fra n., sergente fante ria. - Data di entral-a e daf4 di uscita : J6-S-916 2 r·8-916. Tempo trascorso dal trauma all'itltervento: ore g6. • Natura dr/la lt'SÌOHI.': Ferita da pa llottola d i fucile, s ull'ascellare anteriore destra, poco sotto la ot11bclicale tra:<vcr"a. Egre!'so al la regione g-l utea dello stes-so lato. Sintomi prill cif>uli: i'ol;<O 121'>. piccolo. T e m pe ratura Jll. Lineam e nti stirati. L'infermo è irrequirto, ag-itato. \'cntre mcteori co, dol e nte (l) minim o tocco. Vomito. f;ing-hioao. Ottusità a i fianchi . Tra.ltam t?uto : T ngl io p:trare ttale .De~tro. Gmnde quamità d i liquido purulento fetido, misto a matrri1.tc feca le. An~e i nte ~ti na l i ricoperte da pseudo-mem brane di color gi nlla~tJ·o. Sn1ot:~m~ nto del liq uirlo. La,·nggio ('On clorosol. Dre nagg i. Esito: Muore dopo pochi giorni .
551. O~s. - (;cucralilà: Pie. Ant., solùato fnn teria . - Data di entrata e data di uscita: 16·5·9 ti 16-.=;·917. T empo tmsco·rso dal trauma afl'intcrvenlo: ore 4· NatiCra ridia lesion e : Lnrga ferita, da ~<·heggia di granata, alla fossa iliaca destra, da cui e!'ce s:lJl g ue mi!'to a m ateria fecale. Non 1· 'è fe rita d'egresso. ì\•I anca il reperto mòiologico. Si11tomi principali: Pol,;o 12n , piccolo appena percettibile. !'\aso ed estre mità fredde. Cute e mucose pallid issime. L ' infermo è inerte, reagisce torpidament e agli. stimoli. Addome m e teorico, poco d nle nte. Conati di vomito. Traflam c l!l o : Incisione parareltalc:: òest ra. Rese1.ione di un tratto di te nue che presenta òue la rgh i sq uarci. Si deve inte rrompere l'atto opera tivo perchè l 'ammalato si nggnwa rapidamen te e n on è possibile un'e!<plorazio nc di tutt i i visce ri . Punti: di r11vv ici n~mento in massa. E sit o: :O.fuorc dopo 3 ore.
FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
ss2: Oss. -
Ge11eraWà: Pal. Arm., soldato fanteria. -
Data di et1tra.Ul e data
di II $Ciia: 31. Tempo tmscorso dal tmuma all'lntervent.o: ore 46. Natura deLla tesio11e : Ferita contusa da palletta eU shrapnell, al fianco
destro, .
!>nll'ascellare media, 2 dita sotto l'arcata costale, senza corrispondente di egresso.. )fanca il reperto rnùiologico. Si1110111i principali: l'olso H"!, piccolo, regolare . Temperatura 3~· 3· Respirazion e torat·ira. Lineamenti ~!i ra ti. Lingua arida. Sin g hio?.zo. Violetlti dolori addominali. )leteorismo con diminuzione dell'area ep~1tica. Ottusità mohìlc. l\on ha emesso fed. nè )...!»"'. ·rrattamet~to: Inci!'ìonc pararettale destra.
Abbondante liquido siero-ematicofel·:Jioid::-. L'epiploou aderi!'ce alle anse, le quali !'ono con~lobate tra loro, per aderenze fihrinose. SntOtamento de l liquido. Drenaggio, lasciando a per- · te le pareti. Contraperturll al perineo e drenaggio. Esito: )luore dopo ('i nque giorni.
pnrulen ~o di odore
553· Oss. - Gcneratifà: ì.\ial. Ang., soldato bersaglieri. - l>a/a di parte~rza e ,lata di arri'VO : xg-n-16 20-JI-16. Tempo trascorso dal trauma aTI'inlcr.·eiiLO: ore 1 i· Natura della lesione: Ferita da pallottola di fucile alla natica sinistra , con egres-
so sulla Jinc11 mC'di11na, tre dita sotto l'ombelico. Sintomi prillcipali: Pol,;o l.jO, piccolo. Respirazione superfici ale e frequente. Lineamenti sti.rati. Lingua arid11. \'cn trc contratto, dolentissimo al minimo contatto. Hstrcmìb\ fredde. \'omito e ~inghioz.w . l'rìna:r.ione spontanea impossibile. Non ha emesso feci nè gas. Tmttamcllto:
Incisione obliqua nella fossa iliaca sinistra . I,.iquido ematico, pu-
rulento fetido, ecu feci. An~c ìnte~tìn ali aderenti tra loro e ricope;te da pseudo membrane. Sn10tnmento ciel liquido. Drenaggi multipli. Punti di ran·ìeinJmeuto, in massa delle pareti. Esito: Muore dopo 24 ore. ,:;:,:;4 . (Jss. -
Gcneral.i tà: Mat. l'a., soldato fanteria . -
Data di ent rata e dalct
dì 11sci/a: n-xo-916 12-IQ-916.
Ttlmpo trascorso dal tran111a all'iuter.;ento: ore 24. 'JI,:atu_ra della /.esi011 e : Larg11 ferita, da schegg-ia di grannta, a destra dell'ombe-
lico, da eni sporge l 'cpiploon e un'ansa del te11ue. l'on v'è corrispondente di uscita. ì\iianca il reperto radìologìco. Sintomi prirtcipali: l'<•bo r2o nppena percettibile. F:tc'ies peritonitka. Lingua ar;da. E,;trcmità fredde. l\on b:t vomito. Spiccata dolorabi li,tà ddl'lltldome le cui pa· reti sono fortemente tese . .Meteorismo. Area epatica conservata. Trat/.amento: Shriglinmemo della ferita di iugre~!'O. Sn10tamcnto dì note ,·ole quantità di liquido ematico ìcoroso fetido. Anse iutestin11li aderenti e ricoperte da pseu<lo-membrnne fibriuo~~. Drenaggi. Punti di ran·icinamento in massa. Es i t o : ì\1 uore dopo 24 ore.
s,:;,:;.Oss. - Ccn('ra/ilà: Alb. I,ui., soldato fanteria. - Dala di e11trata c dala -di u,scila: 10·9-916 12·9-916. Tempo trascO!'SO dal trauma alt'inten•enlo: ore 19. Nat1t·ra dP!la lesione: Presenta una ferita da palletta di shrapnc li sulla p:Jrastc rnale sini~tra, in corrispondenza del quinto spazio intercondriaco; ed un'altra, che in un primo e!'ame si interpreta come foro di egrc!'so della prima, sull'ascellare po!<terìorc dello stesso lato, un dito sopra il margine co!'tale. L'esame rndiologico. . e!'eguìto i l giorno !'eguente, mo!'tra quattro framm en ti metallici in cavità addominale. Si'utomi principali: L'infermo, giunto nelle ore della sera, tre ore dopo l'accidente, è in condizioni ottime, e, dato il presunto trngitto dd proiettile , !<i giudica la U'rita non p<·netrnntc. Al mnttino !'~gue nte : Pol:'o r~o. piccolo. \'olto e mucos(' palfidi; na~o freddo: Tcmpt<ra.tura 38. Lineamcuti stirati. f,itl.!;'tta arida . Vomito. Si ngh iozzo. i\ft:teorismo. Violenti dolori addom in nlì, spontanei, e più ancora, alla palpazione. t'rine "<'arse nl cateteri!<mo. Trattamento: Tnglio pararettale sìni!'tro. Svuotamenft dì abbondante liquido
FERITE ADDO~IINALl DJ GUERBA ematico-purulento con feci, fetidissi mo. Anst aderenti tra loro e ricoperte da psead&mcmbr.mc biancastre. Dr<·n:>ggi multipli. Punti di ran·icinamento.• E sito : Muo re dopo un giorno . .)56. Oss. Generalità: Vit. Alfr., caporale fanteria . - Data di entrata t data di uscita: 21-S-917 zz-8-çx;. Tempo trascono dal trauma all'inter.:e,Jto: ore 14. . . . Natura della l esio,~e: Ferita da palletta di .-.hrapnell 111 cornspondeoza della sp1· oa iliacn anterior-~uperiore sini~tra, !!e02a corrispondente d'uscita. Manca il reperto
radiol<>gi co. Sint<mli principati: l'olsr> 110, pieno. Colorito pallido. Facics peritonitica . Cute secca. Ling ua arida. ~aso frtddo. \'entre !ig neo, ùolentissimo spontaneamente e alla palpazione. ~on ha emesso feci nè gas. TraUamrnto: Bottoniera soprapnbica del 1\lurphy con esito a liquido purulento. Drena~l.(io iu ca,·itù pcl\·ira. E;ito: Muore dopo 21 ore . ."S7· Oss. - <:c11eralità: Eert. Em., caporal maxgiort! fanteria. -Data di entrala c data di usrita: ~u·S-ç t7 2t ·8-9• 7· Tempo tm scor so dill tra11ma all 'in t er.:e11to: ore 12. 1\'illllra della te.<i'"'C: Ferita rotondeggiante da palletta di !'hrapnell, alla fossa ili~ca l'i ui stra, :<ema corrispoudente di egro:,;:'<>. i.\Inuca il reperto radiologico. Siutomi principali. : Pr)bo 150 piccolo. Cute e muco<;e pallide. Vomito. R. 40. Ventre tumdatto, ùulc:nti~simo, meteorico con arca epatica diminuita. Trattumet1tn: T:~~-:lio :~Ila fos~a ilia<·a :<inistra con !'\' UOlamento dj., uote,·ole quantità di l iq u i•lo pu rulellto a Olio n: f e ca loiòe. Drenaggio. Esito: ~luore dopo un giorno.
s.-R. Q.çs. - (;o,cralitd: l\lill. Art., soldato f:mteria . nata di entrala e dala d/ u scita: 10· 1<''9'7 JI·I0-917. T e mpo trasco1·so dal trauma ·a lf'interJl'Hto: ore 10. Natura dl'lla trsio>Je: Fcrita da palletta di s hrapncll nlla nH::tà de!;tra del sacro.
Il proiettile !'i palpa ne llo spe;:::;ore della parete anteriore dell'addome, in "iciuanr.a dello e!'tremo interno del cannle inguin ale dc::;tro. Sintomi principali: Polro 152, appena romahil~. P.,;t remità fredde. R. 40. Agita ti:<simo. Crla J>t:r ,·iuh:uti dolori. \ 'c11tre cor~tratto dnkuti;:siulo a lla p:1lpazione. Leg~icro llH: teorismo, rou ridu ziou c; dell'area epatica. Vomito. Si u,l!hiozzo. Tmllatn.n1ta: llotwuicm soprapu bi<'a i\lurphy. t·l'<·ita di liquido nera stro torbido molto fetido. Ali:'<' iuLestiuali ado.:rcut i tra l<)ro e coi<pllr!'e di chial'.ze brunastre. Dren:tRg io. E si/o: :'lfu<>re dopo un giorno . .'i.'i9· O~s. - Ce nrralit<\: S<lr\'. D om., ~o.: rgt·ntr: fa nte ria. - ])ala di entrala e data di u scita: 1-11-916 3·11 -9· 16. Tempo tra sco rso dal trauma all'/utcrvcnla: ore 19. Natura di'Ila Jcsiouc: Ferit:t d'ingres~o da pallo.:tta di shrapnell al settimo spazio inte rco;:tale ~in i !'trù s ull'a!'cellare posteriore. li proi~:ttile si palpa sottocute all'ipo-
condrio destro. Si>1lomi f>l'iucipali: I_.ineamenti s tirati. Colorito p:>.llido RialiOf!IIOio. Pol so I lO, di><crctnmcnte \'a lido. Addome <'Ontratto , dolenti"!'imo !'pouta nea mente e alla palpazionc. Conat i di ,·omit o. E"a111e del torace ncgati\'o . Trallnmento: lnci!'iom: mediana xifo-omhelicale. In ra\'itil liquido ematico purulo.:nto. Anse de l lt·u ue ricope rte da depositi fihrin osi. 1/es plor:tzionc dci \'Ìsccri non riJe,·a fo.: rite. Drenaggio. Suhtra parziale. Esito: Muore clopo due g-iorni. ~oTF.: l\trr()>'c<Jpia. l'criton it e gene rnlizz;ltn <'On ad<: rcnzc cpiploiche c dell'int<::stino. è'lon ~i tnwano lcsioui ,·iscerali.
;.6o. Oss. - Ccul'ralitll: Zand. Gius., soldato flluteri a. - [)ala di entrata e da/.o di usdta: J6·."'91ì xS·.'\-Q tì. 'i'!'mpo l"rascvrso dt1/ traumn all'iltlerveul o: ore 21'i. Naturn dc/14 lcsia11c: F erita irregolare di picco!<: dimensioni, da ~cheggia di
FERITE ADDOl\flNALl DI Gl'ERRA
granata, ricoperta da no1<ta ematica, poco al disopra dell'ombelico. Manca la corrispondente di egresso. Sit~tomi priucipali : Polso 84, discretamente valido. A~petto sofferente. Intensi dolori addominali. Ventre tumido meteor.ico con ottusità mohile ai fianchi. ~,ingua arida patino~a. Ottusità epatica e ~plenica conservate. Trattamento: Incisione xifo-ombelicale. In cavità abbondante liquido siero-ematico-purulento, con pseudo-membrane fibrinose !<ulle anse intestinali. Visceri non feriti. Non si trova il proiettile. Drenaggio. Sntura parziale, in massa. Esito: Muore dopo 3 giorni. 561. Oss. - Geuem/.ità: Pag. Val., capora!.e fanteria. di uscìta : 22-IH)JS 27-6-918..
Dat.a. di entrata e data
Tempo trascorso dal trauma a/l'iuterveuto: due giorni. Natura deUa lesioue : Ferita da fucile alla natica destra, senza corrispondente di e~resso. ;\[anca il reperto radioscopico. Sintomi principali: Colorito pallido. Aspetto abbattuto. Ventre contratto e dolente alla metà d"'stra. Polso piccolo appena percettibile, 1 22 . Vomito Respirazione toracica. Non ha emesso feci nè gas. Tratt.ameulo: Apatura clell'addom~ con tre t11g-1i, uno mediano, due laterali. Svuotamento di abbandondante liquido. Drenaggi. Esito : Muore dopo quattro giorni. 562. Oss. - Genera.lità: Arr. Cos., soldato f;mteria. - Data di enf.rata e data di 11scita: 23-6-918 25-6-918. Tempo trascorso dal trauma a/t'intervento ·: ore 13, Natura delta lesione : Unica ferita da ·proiettile di fucile m vJcmauza dell'ombelicq. Manca il reperto radioscopico. Si11fomi priucipnli: Polso lJ6. Re!'piro 34· Vomito. Singhiozzo. Dolori spontanei all'addome. Ventre cont ratto dolenli!'simo al rniuimo contatto. Ottusità ai fianchi. Area !'IS!';o)uta del fegato diminuita. Trattamet~to: Incisione mediana sotto ombelicale. Drenaggio pelvico di gomma passandolo attraverso il Douglas e facendolo uscire al perineo. Zaffo. Esito : l\{uore dopo tre giorni. 563. Oss. - (;etleralità: Mott. Ant., soldato fanteria. - Data di e11trnta e data di IHCita : 20-6-<)18 4-7-918. Tempo tra scorso dtll trauma all'itlferve•Jto: ore 56. Natura deUa Lesione : Unica ferita da pall<>ttola di fucile alla regione lombare sinistra, all'altezza della terza vertebra lombare. Manca il reperto radioscopico. Sit~tomi principaLi: Estremità fredde. Lineamenti stirati. Vomiti. Singhiozzo. Ritenzione di urine. Ventre leggermente turnefatto, dolentissimo alla pressione. Polso n6. Trattame11to: Apertura dell'addome con tre tagli: uno mediano e due laterali. Drenaggi mtùtipli. Esito: Muore dopo 14 giorni. NOTI>: In otta\·a giornata fistola stercor:tcea. In sesta, settima, ottava giornata condizioni generali molto migliorate. 564. Oss. - (;cneralità: Ron. Giu1<., !>Oidato fanteria. - Data di entrata e data d·i uscita : 2o-6-91S n-0-918. Tempo trascono eta! trauma al!'/.nlervet~to: ore 36. Natu·ra della lesione: Ferita da mitragliatrice alla natica destra con egresso all'epigastrio sull'ascellare anteriore sinistra, a un dito trasverso dalla linea médiana del corpo. Altra ferita al braccio fornita di palmare. Si•ttomi principali: Polso 124. Respiro r4. Qualche colpo di singhiozzo. Vomito. Difesa mu ~colare accentuatis!'ima su tutto l 'il m bito addominale. La percussione dà ottusità nelle fo!'.se iliache che cresce nel decubito laterale . Trattam e11to: Incisione mediana ~ottombdicale. In cavità g-r:mde quantità di liquido pnrulento. Drenng-gio nella <"a\'ità del Dongla~. Esito: Muore dopo un giorno. /Continua).
36 - Ciontale di m ed icina 111ilitare. -
Fase. VIU.
534-
NECROLOGIO i N MEM O RI A DEL CA Pl 'r ANO MED ICO
GIULIO LOJ Il ùott. Lo.J. ufficia le medico sub:lltemo. ùul 19Ui era stato richiamato a Udine • ..- , 1uindi mobilita to in aet"1'1zlo con gli nlplnl. L'{tnno d~, d:n caplbtno. ;euivn tM&ferito ui!Jn 3• Armn~t; ed n' primi d i autunno ci Ri pr-esentò a Mirano V('I~t() in l(ueli'<»'JIC('ùlle d1 bi•PI!fl, d.<.>Vt' uoi crnvawo jrluntl cù1! bn s>:o Ison7.<>, d'oroLne del g4'M nlle mE>cUro prof. llonowo. Abbromr.ato, lmlurlto al 901<~ e<l nl ghla<:d dell'nltn Cnrnln. el!'li ~'~· elevat issimo Il "E'ntlrnento del <J (IYI:'I~ tino nll'~tbnel!'llZ'ione. Attivo. b1Citllruo, ct fu effi-
direzione <l~ll'unità sanltur!a. cor;.titu!tn da ~ edltlzi, con elticenzn iu ).l{''niod i<:o mmimcuto <l't1rrlvi e ><~omberl. l'oro<> libero, <."'mpagno n t'l'ettuol'IO. a nd:wa lieto degli onori o.ltrni, Ren7.a d4.:Silc~rnrll per sè, modest() e ::.hwero come ern. In ore <li riposo, vas.!òegglanòo lnngo il eMUl i<' per l'ombro&l Mir:mo. sostava tratto tn1tto n' f <•ltl \'lali. in attente- letture. l' t'(>!:l ilil!(!va l 'ot'ta lmoiatrin. ~~ 4.'1'11 stud1080 lettore di CN)IlAChe de-J risorgilllClltO. sro~llan1ill\() nlloril .lnf;icme ltt mrcolt:t ciel « <lon Plrlone ~. giorn.ale s:ltlt·i <:o ro1ru1 no d t>l qu:u·11ntotto; e ooffermandoci {l !le miglio ri aJlegode. ne rit ronwuno ~uta molt<~ opJ>ort unn e d t>J!1lll <li ri prod mr.ione, con' qu~lcL~ rit.<X'Co . Vlw. lnJatti. ht \'il'!ione de ll ' ItAt.lin. rafligur:1't':1 .in mlltrona con ~telht in cupo, e con IlE'PIO. c·h t> ditlk' lle scende e strnscica per il gutrdlno. I .n posl'ente don1111 rnc<·oglie cou ù1 f<i nl stm 1m le'inl>o dt>l manto. e con l'altra tiene l'annnffiAtoto e<1 irrora In 11alma, tra c-e»pl e fiori. Sulla p i n uta SJ.Wllr.zano largamente le goccle fitte. "G<x:cie fe rtill! sangne e hwrime, dw Ilon !';lll':l llno pt'Ofu!;li lnutiluwnt.e. se terremo f('(le a cbi Il n~ t'iSI\ nurora Jl{'l' l'It n lht ! ...>l os.-,'(~ ITilVn l'munto compngno, commestwmio 11 di~J;.."llO, nl cmler delle fo)!J!.t> in:.;lt·1ll<:>nfi nelle grigie e dubbiose giornate <leJ 1916. <·ucl:;.~imo m~II A
di Sf)(l lettl,
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::lplnto dal de!.idenio n<>t<tn l~:"!CO d e l rit<H·no a lJdiue, prt'~<>-O l:n mad!·(>, lnl;dst.flva
1•er e!:'.-.:en·i, trnsferito: m n 1111 ::;;.a t'Ono molti ma'! i primn che f o>:se contenwto. Per di>:~,rNtzl:t v en n-t> 1101 a tJ-o,·flrsi illl.n I'O~plt\H.'l c ìtti1, nel tristi>'s!mo nu.tuuno dell' ~tnuo dopo. 1'\ei glor·tti ft..'<ehi e <11~'<1\VV+>nttno~l del Hl17, n ll'i mmlneute o rrh·o de l nt>mlco, i p i il !ioE>nltJ<) nllontllllfl ti In fr·p tta. .\ut e~li Yi c rn rimll stQ e stn n1 nel~o "'i1€1dnle, nl ca~za le ~~ gnmdl im·nlldi. LI "E'nz'nrmi, ma rn s.s1rurnto dnll!a co>~Ci t'I17A1 rlel dove re . munito <lP! bracdnle d eJIJI croce d·l Ginevm. t rn 1 gm,i , i more nti e 1 1lefnntl n ~)J(>I ti• il neml<'o. Fiuduwnl'e-. dopo lun)!he o1-e d! tot~men ta nt.,. attc~1. fE'(~ b1 <-on w .!.::na tHI E'""'-•· ed u;;el solo. · F.t·a In m:tttinn del 2 n on"mbt-e. qunrnl'o Gr u u o L o.r incamminatosi per 11 Yicolo Po rta . "\'f'rSO pinzr.n \'l ttnt"lo E wmmele. f<i f><'\mtrò in un bmnco ete rQg~CnE'O di !<(·ell!"ra ti. e brl d e lhl <:nd,u<·a <" fatua Yittorhl. A~rgr~tito. ~<l dift'>'(' . chiamò aiuto. nJn t'u ~op11t fl11 ttt). I rlha Id i l o trnF.('.iJUIJ"<~no ~<a ngu in11nte a lln Yicllw (.')ll...<letwn. n b_l>anllom1•tn <kll!ll n lpi n i, e nel111 S(tlltl·l!l<lu E' de"E'tto Ct.)[tiJe, n colpi d l baionetta le> tru('i(ll\ r ono. Cosl a t'11iue, ])J'('><><O IH casa
mnt~rna . E'l!ll fini, im mola to ln Odio nllll m:tdre (~•mnne: l'ltnlì:n. Il òelitlo r N;t.t• qunsf segl..-t<> fino n l l :i cl!C('mùt'~> l!ll R. (J IL'lntln . tw> flnt<l notizb1 <lnl « ~t.'<'<)ln XIX». Y'crnno c iroti te.'lthuoui : il :;: i~:. Yittol'io 11oll"oli. J padt·i en,ppuc-ciul. d eappell:t ni <lei nuomo. rla> n,-e,·auo l'llC'\.'Olt~l f' "'-' l)(>l t:t I'lteto~·a me1it E' In >;pogliH del null'ti re. jnfiom tn d n l ('(>JUlt.'\ to ci t.t.'Hli no. Il sa<'rlfi<·io Yelll1e n riuuirr><i :1lla ('\'lllnna Jlli'ziof<n del mnrtiroln~tio naziona le.
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,.i ri<l lhl('l'it'l :1~11 stmzii di (Junnti. nnmmlo la l'11 tl'in . riti'O\·a rono ù1 morte. e w>n nmiti1 o lu <"rl. Il nnì"<''Ost~> m arti ri o <lÌ.'l <'011\J)IIj!JIO pre<:'(>dctte- d 'un a n no <tltttsi nuspicio - U1 g!ornMn <li Yl ttm·io V e n t>to. Quamlo flii'OliO <'Or on.'lti Qllflth'<> 1111111 fl' lnnucliU sfm·zi (' ruentl. I )!lot·io!'<i ri ntf'llbi. l Sll<'J'ific i pt·('ziosl ,.,...Pl~l\'\'lvoJIO e ingTil tHll ~mo 1wi ti'\ID J)(). com~' YPI'it'ìt lmnino~. Ynni dunque à conati d 'ottusoa mentu nlla YE>l'ità f't.orlc·a. t> V:lllll ogni s va lu tazione! I ']llnrtlrt ftu·ono veri e suf'
Ni::CROLOGIO blimi, t><l il l'H<Tvuto n(• è HUllll<H'><tnnuento diu turno. t>lt'rno; P<.'L('lli• ('onforwe :ti pri!(;ett.o del B<>Uem: C-t'JII'imu le l'mi! e<l a queUo di 'rulllo: t:iiii.'('I"IJ aliquia nTIIÌ!f. Ln v~1·itit t1.• J;1tn !>t'l' il moment<> ewer~e pnl, c sdntillun.dv rende vL:!lbile e illuminn Il segt·<'t.o . l'OIIle l'elet'ln•ue >'llllo >«:ùt.\rmv tlnor~:e:ute. Co,:l l'ifulgono ll<'l t.t>lllJK> h • ~o:h>l'il•>'t' mt.:lll<H'le gnmdi l~ plccolt•, t~ l'episodio . ri"'l.tltn o~o:gl nt>lln <·ontiuua ,·isiortt• tlf' l Yero. }) t~>sì Jlll>'::.:OIIlo, ut.trnver.-.> li gr~1n quadro dA•Il'u ltima r~lemdone . iu lnn)!a l:eot·iu le ombr'('. tl~l'immohtti ulla CillU>:Kt ti.-I I.:t. ch· iit~). iu ~rnt ppl e ,·lluppl tll :;oldnti strcmnl. in impt•t i d l><I>t>mti. v~meutJ e ~nbllml. Tra tU N•.-re spicca tinella di G1 u u o Lc>J. I~ l:lgum sl ><ta('Ca dal fo:<<v fvnùo tll'i IJ:':{' Hd()(•J·ol. de><tinati <·nn Il \RillJlO nll'vulio dnelu tt:lbi l e dd s<:t:olcro. dte >:c li (JI\·c,l·erà intc•rl : cnrne, ussu <' nomt>a. :-\el (Jlladro stnri<'o del DlM'ti1·ologlo lta lk'<l la fil,.'<tnt d i Lnl vi n· fulgen t(• d! pm·issima, e~rna In~ : urua tu, rlt'ot·rln t ..
xempre : Prof. T•. C. .\1.\ssr:o;r.
CON~'ERENZE SCIE NTU' lCH~ DEGLI OSPEDALI ~HLITARI Son1mario degli argomenti trattati (dai processi verbali pervenuti all'Ispettorato di sanità. militare dal1° al31luglio1920) <"'.1smT,, lu pr!lel. - .\Ingglotv me.liw AN'roNIO PICAZlO. Dt~ casi lli locali.~ zo::wn i. omli eH .•ifilil/e J>r·i.m<tri(l, c 1111u (/.-i sifi.Ulle !let n m•'· (m;('('s$0 t·emt le ~uset:u ti v o).
·
L'O. s'lntratt.it>ne ><n ulcuni dati statistici relutivi a lle locallzzuzionl ext;a-
gt.>nltall llf'lln sitllidi' {15 o/., uella boc-ca, 2,3 % nel naso, 0 ,5 - O,S % nella larin~) e d <:Sl'l'h·e le varie tormc delle l esioni: sulle labb1·a, piccoli tn uw1-ett1 1udovntt 8\tlln 10 Ul•).-.;n f' d t~'<>ndn ti fin lieve edt.>mn perife-tico, aooolliJ)Ilguu ti f.lempre da ad~ nopatla >l!ltcllitt.>, viù o n!A:'no OC(:t>ntuJtht: ~mila muco~• orale, J>iecole ulcerndonl. a b>LlSI' inl:lltTata : nel tl.lll>!O e n e ll'occhio picco.il noduletti durl. e indolenti. Pa~"ll •ruiudl 11 dirt~ del Pt'l'iodo di lncu.ba~lone clelln s itlllde, e delle 1lorme .;tmne di sitilld<· i~no t1t M : lll'I:E'ttJla allèhe 111 me-tzl di contagio. ERpone le con o:s<.~uze ultime .;ull'aJ:,"f'nt.e Pl!togeuo dt'lln s lfilldf', de>-';<.'rlveu.do la sr>irochete pnllidn ed !tc'('(• nnn ndo ol nl.ezzi spednli f)('r In ricet~t di es."'a nelle lesi oni (metodo (li Font.uua ). Ln t(lUtntn uno r uru de l >'ltl lOlllit Iniziale, si diffonde sul varl metool JJt'f'COI!lz;r.ati, compt·e.c:;o quell(l tlf'lln N;clsslone (De-Am icis). Espone Inol tre 1 c rtte•·l più !'lempticl e piìt Aic•u11 rX:'t' In diagnosi differenziale <lei 91fi loma con ftl].tre l esioui <·on l E> quali e~'<~'~<l J>Otreboo nn<lnre confuso. l'<Lrlumlo della ;.illlldE> de-l reue. l'O. s' intrattiene s ulla f>Rf)<l!<lr.lone d! 111c·unì .d.u ti ><tu tistlci, c·hf> >:~t nn o a d !mostrare <'Ome nel sHlJI ti ci sii\ tut' a lt. t'O c he 1-ar.o l'lntt> rf>:-;..<:umento t'(>Jiule: alruutopsla di. 2"28 <:~~ldn \•eti solo 26 furono trovati lndelllll. U> forme rli Rifiliùe t~llllle 1"011'0 ,·arie, e l.ntere!!'sono p iù o meno vanlamente gli e lementi C'Q.;tttut1YI dE'l t·ene : da lln sewpl1c-e fllbuminu tia n Ila forma tli rene lobnto: l'>J!K'('!':.<;o t1f'l rene ><llilitlco sarebbe Ulltl complicazione infiammatoria seti Lcn del mt'tle~'<iJno. Sulùt qnestloow d e lla tt-1\l·pin l 'O. ('Fpoue le nu·ie Idee snl ln \' fficach\ d e l rlmecll nnti<'hl e J'('('('llt1. l'n1·la dt'lla tRrnpla ruer<·urlule nnti<:his!>ilnn. ritenutu tlu nl('ltni In :-nlit più ettl<':l<'~ e. J\iù .-icurn . !X'r lu <"nm di quulsia!;i fOI11llll speelfic.t, e "'i diffonrl~ iJI nltimo su ll n tempia degti nrsenobf>n7..oll. GU el'l'ettl tero,peu tlci otwnn ti (Ùl q unlru no C<~ n tn li p t·epn rn ti Il hm Hl() fa ttl ritenere l SQII mezzi ~>peci fld:t Jlf:'r In Mll'n dt>lln !<ift.llde: a l cont nJ.,rio ~Il iuRU('('('!'ò~'<i ottenuti da n lt.rl ne bnnuo lll4>t1Qutnto la lidu<'iu. ln bnse a tale ron~lderHzioni l' O. , sen~n attrH:mlt-e t=:I1ed nle eftlc·.wla ugli oni e agli a ltri rimedi. s-piE-ga im·ece la necer::;,.itit di n<inttnro
CONFERIENZE SCIENTIFICHE DEGL I OSPEDALI MILITARI
alle varit' l~iun! ,!(>JI.t sifillicle. !li vari stadi di essu t> alle varie manlfe!ltnzionl. unu ot•JIIWtnna tlo'rnpht. O~:"~ri. tt>nde ad e tl'ettuari>l una cura mista a base dt mer\'t.t rlc, e d! nt'lS(•!)(>b(m7..oln. dt>bit.mnl'nte aduttatì :t!lo stnto delln lllftliltthl, e opporI<IID!Itillllt'nte nltt>nmtl fru
loro. La cura iod1en r;erre all lntegmre lil etncacì.u
della tempia ~tnzù.l(>tt:a. ~E'IIn s iliilidl' ren.'lle, in ruodo (llit·tlc'Olnre, oerot·t-e. prìrun eli ini'l.hll't> 111 c·1111t, s:l~hll't' !.1 toll('rttn7.n clt>l l'<'tW t> ,<bthilirue il ne<><-K~rlo ('Oll\L1ell>'(>: >~l ud<IJ>~> t·a~\<) in primo t~>ut.~>Q dosi u11t1imt' del fu nnnco, !:II€Cic se &i 11r«1 I' :tt'SNt<>lx•nz()l<•. e ~<l IH'O<'('(le poi !U:Ill m n no. <XHl df\." i plù forti , allorebè si è asskurllto il <'OIIl J >E>n~• <lell'OI'gauo ummn!ato. r;o. m'('E'nnn infine ai Yarl ID<'todl tl{•!le iulc•7.ionl i ntrmnn >:C'oltui ed end<>,·enos<:•.
Jò. (UIII~:"A"II\). - Caplt:lun m('Ùirn Ho~;IC1'0 D•:-M,ut'l'l~ll. - Itlt('t'l!o!l'e s u 1111 <·axv rli tulll!r(·ulm•i miliare acufn, \'.E'rifl<-ntosl i:n )>Ct'S<mn cii un militaTI:' del\:1 <'la><se 191.1(1, r.i<'OYf'mto in qu~;oto ospedale con tliltgn<>.<~i dij l;nflu(:"'l7"-1. lA concoml· t!Hmt d.i fa t ti A"ll >~tro-~•tE'rld fo<-.i>. pensare in pl'imo tE'.mpo ll(l ttnu fot'llUt di h~ zioue lntt->-tluall.', mn tritì turdl. lo pef1'd.'<t(llt7~1 dei fe!tomen.i 11 <'~trico dell'albero ri'<'Pi ra tm·lo, ft'<.'t'l'l) e!<Clu<let"E>. ••g.Jl-i sii t m fonna tUo t·uo;;n, e ft!muu·ono l'a t.teD!Z.lont~~Wiu>'iYt\lJH'Jttl' sui sintomi polnwnarl. L'illfE't'llt<) preflt'nt:n·>l lnf.ntti l'i1lf<H'ZO dcl t'J•(•mit•> i(>rn<oo-\'<><.·nle nE'IlE' rE>gloni 1:nJI~tt!><•'l[l()lllrl, e Ruhottn!'ltÌI, ('ou ~~·ntoll fini nt>Lle l'<'l!lonl med~s i me: to'i~ frequente, C'<..ln l'o(ill'~<O E':<JX'ttomiH. ft-bbr(> elet"abt. c·on li<'Vt> J'f'mitt<'nr..Jt al mattino, proftt:«l :-1Ldon1zJone n<)tt\II'IU\. 'l'Jtli fnttl. che p t"(>.(' i pila r<lll" in l) l't've tf•mpo Yl'I"SS u:n m Jtido IIA'A'''".v a IUE'ltto genera lE'. coud'lts· , l"(> t'o a utortc· l'i nf<'nno. dopo <'ii"C.'>l t1·e mesi di dt>gE'HY-11. La 11(~\'..- entltit d~ i segni l'iiE'\'Ilt~i In tu·itno t'E'm)lo 11 c,tri('() <l<>ll'<tllwro respi111torlo. f' n<>n rh<JI(>tulenti· J ~r· si> o<l\·s~i otl rnpi<lo l' g-J-nYe clbsoh·im('nto A'<'IIE'ralt> clell'lnf~ralo, pnrt:tmno nlln ipot4.'t>i ltlti\SI fundll~t <1<1 \11111 fvl'lllll di luber<'OIOSi miiinre: lpott.>,:;i <'be f.u c"'mpi PU\merrt.t> <'>llfl'l'lllll ta H g-iut·no !Wj:."'t('llt.e :t i <l~S-."0. dt~l I'e)Wf'to fl('(•"):>l(·oplen. L.H•i "' 111111 h1·ev<• illustmzlone dei rllie\•i J]'(>(•t'<l."('f•Piei. l'O. 1<! fl.'rmn a disc,ttert~ulln llitli('l'llt:it. J•Ìnttnstv fre<tll(mt~. chf.' .ÌII('Ontm l:a ditt).mn~<i eli tnl)erc·olo:<l millill't• H<·Lit:t IWi C':ll"l ht cui l a liew• t>nt.ltit ciel siutoml lcX'n li. e tu J•t't'\1:1lt•nut eli ff'nc>Utf'nt ):'1'<1\'i g-c•twmii funno 11(•\·i:~re dalln r~tta Ol">-ei'YH'l.i(lnl' l'alten.?.ioue del ru~ <lil:l>. Tmttu quin1U dell.u tulK't'\·OI <>si JtnhuonarP in g"I'Ttt>re. (' {l<"lle :me ntrle t'orme, alltlii:r.;o.;md o pM•so Nt~"'<• CJ'IIIlllto s i è <t('ltUi><it<• tìnom jnt;(>rno u qncstn grave lnferusftù, dJ<• di Bac·<'t'lli cl<'UOIIIÌUt> l a « lìl•>-">~'l'tt 1JIIlllll!l " · <' I'Ot'I'NlllllOdOsi l'lUI valore diag-nostko d~ \'liri i<intomi. Oggi b1 dlugnmd 111'1111 tui.Jel·eolo>~l. e).!'ll dk'e. si fa wn lo stmno. at·eut"Hto ù<•ll'anmunesi. eou ·l'e~;tnne dluleo. <."'n !!li e<;:tmi <ti illbot·:~torio e <li ~:"nWnetto. l /anotn11esl fnmlglìiii'E' hn llll}ll:1 .ltuport:mzn per Ju dln· lo:'·ll<~Si, sin J">E>I' quanto r.igu11rda la eJ'E'diturietìt. Aia l>E>I'Chè es:«t puil contenere in !W elt-mentl, dì€' ptu· ~mbmndo tt1t~·nt·nbili oli'<X'Clt.lo dell' iu.fenuo, J)()SsoltO rap. pr~;;>en·tal-c < in\'ece il punto di pnrteu1.v. di ÌLUIX~rtantl dl?(htz.l oni. l 'lll%'1\llrlo nU'eAAJU<' diuif'O l'O. ;:i clilnn~t uellt- E'lutUllem;o.ioni (l(•i \'nri sintomi. e-<l nc'<.~JHUl nllu teorut . ammessa <kt· moltl ìntos·no nlht tlit~pnen dei t ui.)('rt"'I<...~I, <liRJm~t che Sfl rebbe clo\'ttl::l. viù cbe. aù li!11St ma.n<....lta funziooo dell'orgn.nu a m m n ù1 tu. n d uno stJJ to di <tnemin dEIIla 1~1rte <."'lpitn e :u l uno con;;(•).!n('ntl~ !1-tJmoluz!oJI(' ,1lel YllJZO. Cou l'e..o;ft mt> obletth·o, oltre i slutomJ lora li, nel tul>etx·olo!lo bl:<OgWl studltue ~mche il te<t·t·rno pt'Qpizio itlht J'llitia t t la : a<·<·t>IUta qui :1 ila te<• li ti dei m 'icm-sphM1<.'ulcl rl1 Dt>Oiovnmtl, l'd iiin,:;t.r>l le tt>()rie elll('>'-'-1' finora l'ul tor n<'e pnrnlltic<>. S'Intrattiene lnultre !!lliitt IJtt)~YI·bam:n nttribult:l In quN<t'•ult!mo tentpo nllu IJ1el·trollo tou~'>Uiat'\', c·he pet· u !t uni vm·t"'hhe l'liJ)JII'<":<ent:t re ht Jll'illla n"Ttl esJ>t·es>~ioue del Jll'O<.'eS!'II) tub(' t'('O iHI'l'. Intor11<1 ali+> JliNl:tlitit dl'll't>;<:llllt' tlslco del tot·n<"'· l'O. >1('('('111111 Hl ''Itri utet"')() i 11! J')(~l'('ll:<siom• l' <l i :t ;~c;• il n zio ne. mE"til'llllo •i n l'liien' i:t JI('C('Ssl tit cb e lu ~11-'I'C'IJS:<i HIW "jll t':<('~ll i !>t d (' llt·:t Ut Wt'Il t.f'. i ~r non jii'I)\'(>C'llt't' l'Ì:<QII1UIIIC a IlOrulli Il. fac·IIl n f'(>IH'irE' it• f.1'unt:tttn·r· clt-1 suono Jl<1111Hlll[IJ'(' nltemtn. l'er l'll!<C'Olta.?.ionR. dtl' ut<Jih• ,·olt<>, "l~·<·it• nd J>l'hul st:tdi del mnll', JliiÌl t1U.'<C'lt-.· l~~:"nth·ll, l'O. ritiene o)!J>Ortuno rit• •rr<'rE' nlht somnsinistnt:~.iont' clt•l intlo. dw ri:wuti:~.zn ed esn~<'1"8 l f~>nOillE'n i lfl t.eutl. . :\'elle C'lmrhtl<ion·t. a ~~1m Jllemento dell' ~~<~t uw lisl<i•. <'A'li )'la rla dt'i va rl prt'SI<li di lu IJ<>rullwi o. ttll•l [ ·i Jn ri,C'I'rcu d(• i b:tcillo. la enti t-ell7.ie>:tt>. la ~>ft.'llmm"fltn7Jone. la t:iltf!l't'llllion••. la m •lio:wnplll è l':ltlio~r:tlia. mcttctul<i l n rlllt.>vo per cin$Cilno eU e ...;.'<l, pre:<O h<>l:tbtlltenw. la lmport:mzn mollo J'('ù11h'>!l: Jl<'r In dla~r-ll()SÌ, eouduòe, !''))('<'i<' llt'll•• f <>rlll<' Intc>nU. orrt>rl'<' il Pl'f'-«idio òi tutti i Ul<'7t!.i dia!OIOSti.cl. f•lin1<'i E' l«'ÌNHilic·i. riuniti lnid••me.
CONFERENZE SCI ENT1F1CHE DEGLI OSPF.DALl l\IlLlTARI '
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:\Ju;.A:-<o (upl'ile). - Cupitano medico :\IMno (.'101' 1.' 1. J,,. u efri li clt'"•·urcmiohe t1 r.l 3" ao·1·po d'armfltll • Uap11ulu SIHTt:lw.le e m.idollo Oll·•l'o uelta neff'ite ac u.ta. L'O., d'OI>o affermuto che la guerra lm o!Ierto al tultOii di ruetliclnu. interna :tS:::ul pìi1 v~1rietà che noviti'l di forme nosogr>tfiche. ed uve•·ne discus.~ le ragl()ll}. tratt~t 111 250 cusi di .uefrite ucu tit, curut.l n e l 1!117, ueii'Ospedttle d~ campo 215, .111lont <li retto dul mnggiore mediCo Gbe ru r·di, e t'll c•:oltl dn tutto il 3• Cort>o d' Alr· rna to ctal Direttore di l)ltUi!Ìl, ('O}ullll.(;'llo m€()1<.'0 ì\lennella, r~wtore ~1ntlco della ®ru :tllre nallnica ue ll'o<.'Uta l:logo-...1 l'(!llule. l)l tmttsJ\'a di n efl'itl cloruremidte , cvn gruve l't'III!L"Io chlml<·v lu ic •·usropi<-v d e lle urine, deponente J.K"I' un processo lntiununu t orio dcll'apr~tmt glon~r:ulo-tu bvbu't!, ,.;ulla <·tLi ).!'ene:«i n v lll ]lotè rugione,·ohuente im·<x:ltl'Ri du:! P!l·Zio ne del fL'leddo tuuillo . e nelle quali l'<>raton• r<egul, t'On d iete dlYE'l':>lllll<'lli'R olot,u·ate, il oomportamento dell't•liutillltzion~ <lei cH>ruri da purte <lt'll'emuntoriu retlltle. • l't·imu <•he In pa tolo"'ia r E'UHle ...U euu1 n ciJl<t:;.;;e d ttlla <•Jll<:'ezi one nwtt.<>mic.t t'Il t>tiul<~.~rl<.~t. nou e m t'<)ll&'Jltito giudktU' l'<lll rl_gore dell'eHJlu7..loue e <lellu pro;.:uol"i del male d i Bri_ght. Ln siltdrvmf> urinnrlit, muteri~ttll dul re perto chimioo micro,:;covico, non t> tut t n, e i n QU<'Sto E. l\IM'H~IIa no, uellt- >me l'f>(!e.nti le zioni -<:U1ùcùe !il a<:<•mlll c oJt Wlùul. dlu._.h~~ es.~u N n !Rnll:l l'E•;;I~tenzll di una. ne ft1ti> a~~l.i più che mm ci iu.foruti sullu futtY.io •utlitù dt>l r-enE'. P E't meri to ùl moderni studi, intesi nllu tisio p;l tolo;..:in r eltnle . fu ln1·ece poR)<]b.ile raggiunge!'(! miglior -preci;;ione prognosti<.11 E' tPnqJE'util'lt. ~el rwfrit i ci. o~!';(>nn·ti dall'O .. se !il esduclt> 'liUl dlur~ giìt ~Ulll!l'io re alùt uoruut. n l momento de ll'ent.ratn a ·ll'o"'}Jec.btle, Siune <"Om PIE' t() <leIle uritw t-nt trn i mE>nn 1111gum bili : eJ~pu t'€' ri le vu uti Vlt.lo•·l. I'(!l·at h •i ed :ussolutl. ch e JK'r re~Ct"t~ l <me d+•i dorur\. Yi <'< •r•i..!<(lOJHlevnno, leglt.t i.· llUI\'ll ll() {(> llli~tiUJ'Ì ;<J)t•J'liDr.-e Ue il'Ci'\ 'Ol\'t'I'Si <it'l )H'()Ct',;t<() l't'llit[E', 11 CJilllle elJOO infittii , 111 tutti l <'a i'> l. <""lto ·fuwH'f:'I'OlP. l HE'fritid r~H'<:olti nf' li'OR[Iedttle 21 '-· ~o t·ono enrtttl C:llll :Hlrenalinn :t l mille,:;imo, e tlu ii c•o ionuello miXJ!(.,, ~lemtt:lla n prn JIQITC: <·u;.i hu:~n upplicnzlone del fat·mM'O. J)E'r l n prlnut Yoltn inl rodotto nell11 tRt'!IJ)iu <le-Ile UE'fl'iti dal dott. E t'COInni. D<>1w• nru1 •lll'illlll "erit> di IH'OV(' in t·ui ra~lrennlinn era d.ul:t Jlt'r vi-.1· gilstnit'11, l'O. In smuminlstrò l l€'1' inler.io ni intntmu~;cohlri, ra~~iun::enùo ~:radnt.a mente. e ><('llU1 incoveniE>nt.i, 2 tullllgt·•t tllmi !:n unu ~ l Yoltu. ~te IlE' 24 ort>. Ricordand() come ~ih ~ln~:e.ndi€' l ll'l':<e!!ll i>:~f' dd rupJ •ortl tnt 11:-t' t'~trP""iom· !-<lliJ.I.!:Uig na e re~sten7H'I clf'A"Ii nulntall allE' int<o~">;Ì('fl zioni , 1'0. ·cereò ~. e >< ÌillO Il qual f'E'!!DO UUI\ ftttmione 11.ntJtossi eu del fn rm:t co, si idE>ntifiC'Ils..w <'•1n la ;,1.111 \SWS><Jt i tZi(me nu,notonlcn. M n nE>s..«n Jt:t vurhuttE' fu ~nnla ta Jrella prps,.;lww sang\ligna, e bt gwn~i gione eli· Jti<·a Ilei )11'0\'t'l<>'fl •·ennle (t.rn Il l;)• l' il 20° J.:i n rno), <·ome l t~•tcva ar~oul€'Utl!Wsi -~.lu ll'•'""lllE' ddl<' urine. f u t<ellllll'H <:Oil).!'iUIItu 11u 1111 tna ulf,.,.;l·•• <> staiJiLP nbbnss:t· lll\'Jtto llellit pre~siont- X!llll{Uignn. n nnoxtnuh" In ;;lstemntica <~111'3 n<l.rcnn linl<!lt. Bra QU ind!i n l li Ili isxibil(• <"Lle tra n d l't'JW llun P ;.:tm rigione intlicaht du ((ue-<.:to SC..<td€'1· (IE'lln 1"..,""'1oue vN..,;o !:1 noJ1li<IL intt>t·venl!<>'~' un fattore iùterm('(]lo . favorevole nl Juallttu. !':cl et1.t l'Il qnl."~to fu ttnr"t> dw il fnrmn eo, Jll'N>u mibilme ute. don>va a~it'(' in modo dlt·E>ttu ed lmme dlnto. l'nbba,.,Sitmento d E>lln pt·essiOJtC non cs.-.:eudo tbe Jn <'lmst'J.:lleiW..:t lnlliri>ttn di un'nr.iun(:' cl ~ll'nd•-ennlina in· !]Unlcbe m odo nntngo1tlsta n <.-nn<llzioni erente d\tllil Ie.<.:imte l'('IIltlc. Mun·i si 1lmnandn JX!r <::hè l'ndreJutlltw u ou Jlt)lt·..,•hht: f'»Re l'l:' l>enE'll<-n un d w <litri men t i e h t> t·on l'a ;-.lmw )<Jltl ,;ul <' it·cnlo . ma, se ::.1 <·ousident, no ta l'O . • com ... molti nbbinuo ri<-orso con su cces....'<) .:tlh1 tt clrenulht~t in s\·n•·i11te mnlattie lnf<'ttivt>, c <'olllt> :melle in qtwl<to suo uti l.t> llllJ I!(•J!o nelht nefrite n eu't~t. essn dOV<'"-'<E:' ng ir·c ~~~ un'nuto -intosRICll"-lone. come In n~Jriti<-n. mal del'ìni t.H nella !:E>ne.-;1 e u ell't•,>;<• nz:t, ~ et>rl o c~mtpl(•>:AA. s i re>-t.'l >llll'pl'(>si t·h e il lii'Od~ott<> HtU\'o <i E'Il~ CII psu lf' 1''\J ITt'IUI ti JIOS!<U 11l):gill n~r(.! UllH tule J)()li\·nlen?~'l t€'nt1Jentlcn. E la nt::lone c·en·n nell'ndre nullna uun propriet>'• CJIHIIHO uut i :>:t liE'n te e g ene t•a 1€', don! i pn rtknlitl'i l<ingo ll 1~>S.«.'\ no ('~!"('re tu tt.l -<><•n te• nn ti. (1ttt>stu proprietit J;.' enerale, f<!'COIId u l'O.. u Imeno IlE' l ~ILO i cn ;;t, n o u f1t.1 (Jllt>lln sul <'ÌI'('ol o. Compntlbilmente <:oi l'< nol me7.7.i di l nbomtol1io hn cercnto. J)t'r nltnl Ylll , ,di 1>ortn n .' qunlcbP ron trlbu t o ul mf'<'<·nnismo d'azione clell'n<lreun linn. 'flttin~f·ndo dni :moi {)l'('('t'<lE>nti studi f.TH>rinwntnll. ellE:> lo portnroun. )l{'r Il Jlrlttuo. -ad n fi'E> nnn n- mt'n 7.lOJW ormonnl<> trn ea p~u h t su n en a lt- e midollo os~. Ln pm$1'117.11 eli lHlrennlilllt in dr1·o lo, ~Il s l dimo;;trò Lnfntti inlll~rl('n~nbilt-, JX>rcht> 1111 or~rnw1 E'llllltopoietko. <·ome il mitlull~• oss(•O, rNtg-J.s ;,'t" In un !:t'n~o<o on.Utol'<..'Ù<."O :Iii uno ~ti molo funziona l e. <'<nn e li bio!'<siclo eli e n rbonlo, <'Il n ppllcu tlt nllo 8tudlo di :si llf'lrgie fnnzlonnll tJ·a J.tla ndo le Nl<lo<· rlne . <:N<>\HYa <'Oil1 J1letn melli'C eli fH'\"sentn l'!d.
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538
CONFERENZE SCIENTIFI CHE DEGLI OSPEDALI ;\1ILITARI ' d't>,..j)('I'Ìnlf'lltCI. 1"0. t'Ntil'j)ll\'11 )(' <:lljl;\IJie Snl'l't>Dtl JI , iSOl.lltatlrol<lt· <' rJpoti!-1. •wantl di :ts>OOggetta rli a temporan ea reiu nml>i<·ntR <.~mtina tu. pere h è !.1.1 rota :-.ione lf'uoocitJu·Ja rh:ompnrisse-
()llalldO <I J;dl :tnhnali lllt'lltA!. 11 in ..i('nw. la :<plra~.iont'
iu t u ttl1 J't>Yl.Ù(:'lli'.r.l . e IJ llliliollo QSI'I\'11 fUSKC RjH))IOiatO do i I:!U01 t'JeJllPiltl . J)Olinu(•IE'nti ric.:hiumHtl in ~:ii'(:olo tlall'lpèn·onc:.~ntraiTisl df'l bli);;"'itlo di <:arbonlo: bJtst~l\·u trm•fortdere a~JI iiJliOiaJt IJjSI'>IJ ~><liJnti. :1\h('lllllillll 1.er le VE'Ile, prima di
sottoporll n tf'lllj)Or:lnf'a asfissln . t: n ~ 111 PIK> d i udri tl<:i, ><t'l-'l l l U lW l <'QTllJll>rt:unen to della fot·uwla emc)leuco<'itH ria )wiuut <"dopo 1H't' una l' nH•z?.o dnll 'ln lf'zion<~ di due mllll~l'tlDilll i di Rdrennlillll, MYE'Iò ~:n><t'll nh•meHtf', In "'E'lliiHo n l la ;:omm iulo;;tr·azlon e dt>l f:tl'LDRco. una mnuiff'l'bl irx•rleu<>{)('ìtn."l n('utmfilll. r:o. non bn dAti per prcei&l!X' qtLUle {tz1one potcl'.'<é "'·oJ~t(;' J'(• in nna ll('fi'O]I:Hio :wuta QIW~to roncoreoo in <•ircolo di poJi.nurl!'ntl: l'i<'nrcln snlo C'(lme un:1 1:111!11 ffi('!'è"E' dJ :::tudl ;;]'l(>rimeo oo ll. a !C'uni Ilei QUlllf anc·he suo i )lroprl. ltY.<!l€\1'0 venuti ril•ouo~'i<.'èndo :ti leucocìtl fnn:dout molteplici. e t~tlom Sflf'<'l~t llz?.a t·e per le ~<l u):ol<• f<ll'llH:~. Com un{)tl{' l 'n d r·eJlaU na p;lovn nella nefl·lte n<·ntn. t• hl »un ;.ommlnlstrmdone in dO!'(' !"UIUclent(' J)(>l' ' ' lA lntmmus~:o ln!'e'_ è ~mpr~ ~lllllta fin li'IH'O<' i to~!'<i <'~'111 rlm.nrcal>lle I~<'Jllou<'leosl Jl('ntrofllll. VO. fa lE' ~<e~tut>nti ('(>nclu f-i<m l: l. L'E'IIm1n:tzl<me llf'l C'loru•·l llf'lln nefJ·ite U<'nta ('()JJ >:l mlronw clo rurero:lca r preseubJ n l ti vA l ori nE> l peJ·io<lo i nmtt>d i./l t n nwnte po!<t·(>(h•ma tO!«l, qunndo nnC<)rt\ il rNle n lll''"'e pli1 compmmt>sso. In t'(mf•·ontA) <1('1 ])('riodl suc~~'<si\'1, <> scema ])el'" ;:r·~t<l i. a~<s.tl m eu() ln di t~E"nllf'n:-.tt <lf' l rlAA nanu>nto dell'o1·gu no. ch e dell'esa u rlrat: clc> llu pl'eJ::T~l •·iU>nzi.onf' clf'l ('lonu·l: 2·. I l rompor·tsune nto <l~lla pervletà 1~.oo.le al (·lnnuì. h li lllHI(I!.'ior v n lo,.r·f' pm~n•l!>tico tl<•JI 'ordina rio f'>:nmf' eh! m i co-mloroS<'oplco llf'llE' u rlnf!: :l. L'ad rcn:1 lin11. )lrt>ff'ribilrnente J)f'r iul{'zioni lnt.ram<u ~<coll\ rlr spio.>:::n una virt•1 Wl'l\J)(>utkll nelltt JWfriiJe n<'uta; 4. T/effi<>.ncl.a df'l f.nrmaeo per lnie;r,io nl lntJ·nmn,::N,lnri (> 111111 d<•,;e <l i .òue mllllgrnrnml. è lnditlend.E'nte da modi· fir·Hzionl òella ]11'E'~!'<II'I1(' ~ln~tul~o:nn . e <le11~t dhm•sl. AllA su.n. azione benefica corri!!J)c)Odf:' In ("! r col o un conc.lrso EIJ leuC'(l<'ltl. ~f'.s:-nntHrof'nte polhnorfi neutrofili. def qnali è probnbllt> una funzione vantng-l!'losa a ll 'or~rani!<Tilo. nf'l rlllllnrdl di eondf• zionl ;tbnonui <letm'Tlt lnatE"vi rl11l pt'()('('>"S.O ren~1le.
PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE al valor militare per la campagna di guerra 1915-1918 (Continuazion' - Vedi fauico/1 preetdtnll del 1915·16-17-18-19 e 20)
\fi(Jl,\Cl. l .\ I)'ARGP.\'TO.
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Regio nardo r6 IIOl'l' llll'>rc 19 19· 1Sr. 131.~:-THI\'T
:laisi<l. <la C<r><tiglion~:: del Lngo (Perugia). n'lpit~ no medico 6q reggimento fa ntcrin. - Dal principio della ('illnpagnn fu ro~tante e~cmpio di caloce e di nlto "pirito militnre. );ci rmnhauim emi ria i ~'l al Zi ottobre ' 9'i· ron ~<'reno sprezw del pericolo, accorrendo n~:i punti pitì. hattuti <: pitì e><pOl~ti, 'pre~<tÌ'I l ' ilhll11innla opera "u :~, inc-ilatJ<lu i clipc ncknti nm In parola c c·on l't:~elllpio. - Faiti, ~4-27 ollohre 19 17.
1 ~2. CAI'07.mu
:111l1>1rin . da Alh;~m·lla CSalf.'wol. a~pirnnte ufficiale medico 23 reparto Con l~ prima <molata di R:<>;."llto l 'a~pir:mt e rnc·tlÌt'n l'n pozzol i 111/l\'1.' \':1 a l con tr:~ttac.·o c!ella Fo!<sl'lta c: impiant:t\':1 il po"l0 di m eòic-:wiùm· nella primi ~!<ima
~1ssnlto. -
PEi IL LI BRO D'ORO DEL CORPO SAN ITARIO M I LITARE linea. Anch e nelle azioni suc~:essi,·e, beuchè febbricitante, s i dimostrò medico ar· dito, rimanendo sulla linea del fuoco a curare i feriti . Curò i feriti s ulla linea del fuoco e le sue cure sollecite sal nrono molte vite; con un plotone fermò il nemico che incalzava e si dimostrò medico ardito e n1loroso !\oldato. - Basso P ia,·e, xs-19 giugno 1918. 183. D,n,r.E ORE Alessa ndro, da Novate (\'icema) , capitano. medico 23 reparto assalto. -Esempio costante di ,·alore sereno e di abnegazione, curò i numerosissimi feriti del battaglione a pochi metri dalla linea dt:l fuoco, sotto il tempestare dell 'artiglier ia e della fucileria avversarie; m.o,;se sempre all'attacco col reparto, in.:urante di ogni pericolo. - Basw Piave, 15-24 giugno 1918. --rS4. li10RINO cav. Francesco, colonnello medico direttore sanità 2 corpo armata. Direttore di sanità di un corpo d'armata, impegnato per quaranta giorni consecut ivi in a.<.pri combattimenti, di è l'ese mpio .a tutti i suoi dipendenti p er affrontare sulle più bath1te po~izioni ogni pericolo, allo scopo di portare immediati !\OCcor!\i ai feriti, alleviando cosl le J.:T<~vi perdite che le truppe subirono in quell e g loriose giornate. - l\•lonte Santo - Altopiano di Hainsizza, ag~to-settembre I9Ii. 185. NICOOf.:O.to Rafjaetc . da Monte Sa n Giacomo (Salemo) , sottoteuent:e medico complemento infermeria presidiaria C.:rovo. - l'fficiale anin1ato ùa alte virtù militari e da sereno s pirito di sacrifiçio, si offri1·!o volontariamente per recarsi in un posto a,·anzato di una sezioue di sa uità, ovc pre~ta,·(l in!'tancabile -ed esem~ plare sen·izio, liuchè riman eva gr:l\'emente ferito. Durante la lunghissima cura delle"'gra \'Ì fratture riportate, e~prime ,·a svio il rimpianto di non poter tornare al suo posto di onore. - San :\Iichele, 8 settembre 1917. rS6. P.~:->TM.~:o:-rr P io, da Imola (Bologna). teneute medico complemento 12 reparto assalto. - Sebbene inabile alle fa ti che della guerra, chit'!'C ed ottenne di far parte di un repa rto di assa lto. Durante dure giomate di combattimeuto, moltiplicò l'opera sua di soldato e di medico per curare i numerosi ferili in circostanze diffici li;.,.ime. Rin w!'to n sua 1·olta ferito da pa llottola , mentre cura,·a i feriti in prima linea, continuò la !'ua opera profe!'siouale, rifiutando qualsia!\i assistenza fino a qmUJdo tutti gli <~rd iti furon o noedicati. - F o:;!'ctta- Losson di Piave , 17-18 g iugno ·1918. · :187. RoMIATI Giorxio. da Pado1·a, capit<~uo medico addetto comando 3 armata. Noncnrnntc del pericolo, offre ndo!'i !<pontaneamente senza cu n1 r!'i se 1'(1t>era da compiere fos,.o.e in rapporto al grado ed alla profe~sione, portnva, ovunque era maggiore il pericol o e più urgto nte la neces!"ità, l 'opera sua valorosa ed illuminata di patriota, di medico, di J<oldato; e;;empio a tutt-i di indolllita fede italiana, ~d ai reparti avanzati di se renità e di fortena d'animo. Dà~so Pia w, gennaioluglio 1918. MEo.\GT.lA DI BRONZO.
Regio <kcreto q sellem bre 1919. :857. CAPPARELLI cav. Vincenzo. da Acquaformosa (Cosenza), maggiore medico 4 sezione sanità. - Quale comandante di un a sezione di sanità divisionale, organizzava razionalmente il servi zio con attività e zelo veramente esemplari in modo che lo sgombero dei numerosi feriti avuti procedeva con grande rapidità e regolarità. Recatosi, durante l'azione, in un posto avanzato di concentramento. che una granata nemica, causando numerose vittime aveva colpito in pieno, dimostrava grande calma . abnegazione c sprezzo del pericolo, provvedendo alla cura ed allo sgombero d ei feriti, nonchè alla . successiva dislocazione del posto in altro luogo. - Basso Piave, 15 giugno-6 luglio 1918. :858. CHJAPPERO Francesco. da Torino, capitano medico croce rossa italiana ufficio sanità 4 divisione. - Capitano medico addc~to ad nn ufficio di sanità divisionale, in settore particolarmente difficile per la natura del t erreno, contribui grandemente, con attività instancabfle e con grande spiri to di abnegazione, ad una perfet ta sistemazione del ser vizio sanitario. Quale organo di collegamento colle formazioni sanitarie reggimentali, in continue ispezioni fatte presso le prime linee prima e durante un 'azione offensiva, _diede numerose prove di coraggio e di sprezzo del pericolo. Rimasto colpito da granata nemica nn posto di concentramento feri ti, in cui egli st esso si trovava, provvide, con ammirevole sangue freddo a lla cura ed allo sgombero d ei feriti nonchè al trasferi. mento del posto in altro luogo. - Basso PiaYe, 3 febbraio-7 luglio 1918.
PER IL LIBRO o'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITABE 859. COI..U)IBA cav. Cesare, da Sortino (Siracusa), tenente colonnello medico ufficio sanità 4 divisione. - Capo ufficio di l.'anità, mercè una ~cric di ricognizioni compiute, sulle
linrc piit avan zate alla presenza del nemico e sotto lo stesso suo fuoco, organizzava in modo perfetto il se rvizio sanitario della divisione. Durante la battaglia, noncnrante pericolo o disagio, ~i recava su lle prime linee per dirigere personalmente la cura e l~ sgombero dei feriti, operazioni queste chf'. procedendo con singolare rapidità, ebbero, come çonticguenza, la salvezza di vite umane e il riaffermarsi del fort e spirito guerriero delle t ruppe combattenti. - J3a.<;so Piave, gi ugno-l uglio 1918. 86o. FERRERO Vii/orio, da Tòrino, tenente m edko l 16 reggimento fanteria (M. M.). Ufficiale medico di un battaglione in linea. avuto notizia che s ulla fronte del propri~ battaglione era rimasto ferito il proprio comandante di reggimento, si portava celerm ente ~ul posto indicato, dove, incurante del pericolo, si spingeva in u na zona intensam(.'ntc battuta dali 'a·r tiglieria nemica, per prestare la sua opera medica, e' riusciva con altr<> militari.' a trasportare il corpn del colonnello in posto riparato, dove più agevole e proftcua p<>teva essere la sua opera. In ogni circostanza ha dimostrato sereno coraggio c sprezzo del -pericolo. ~on aveva accettato l'avvicendamento CÒncessogli un mese prima. - Casa di Honc hi-ìllontello. 1m maggio 1918. 861. SoPRA:->0 cav. Edoardo, da Liveri (Caserta), maggiore medico ufficio sanità Ql divisione. - Conoscitore perfetto della zona assegnata alla divisione, nei giorni dell'offensiva nemica, colla. sua instancabile attività ed en.ergia., incurante del pericolo, sorvcglia\'ll per.sonalmente cd assicurava lo ~gombero de::i feriti; sia dei reparti divisionali, che di altra d·ivisione, e provvedeva agli opportuni e tempestivi spostamentidei reparti avanzati della sezione di sanita, in modo da non far venire mai meno il servizio ed evitare perdite di material.e. Dopo la r itirata ne mi.ca, assicurava in brevissimo tempo il risanamento del campo di battaglia e ricupero del materiale sanitario, percorrendo conti nuamen t e le prime linee, noncurante del tiro nemico, dando bell'esempio di e nergia e di ardimento. - Basso Piave, 15-24 giugno 1918.
R. Decreto 28 set/.embrc 1919. da Sale rno, 'capitano medico 202 regg1mento fanteria (1\f. M.). Dirigente il servizio sanitario di un reggimento sotto il tiro violento di arti~lieria nemica d'ogni calibro, e sotto le in1mediate pressioni dell'.an·ersario che era penetrato nelle nostre linee, incurante del pericolo, continua\·a coragg1osamente e con calma a prestare le proprie c ure ai numerosi feriti ed a provvede re con energia al ~oro sollecito sgombero, anche quando il fuoco n emico ebbe distrutti dj,·ersi rico\'cri adiacenti al ~to d i m edicazione. - 1\'ledio Piave, 15-17 giugno 19JS. S63. CAMI'lsi Balda,çsar·re . da Sambuco Falut (Girgenti). capitano medico 2J4 reggi-
S62. ARG.\ NJNI Teo{rlo,
-
mento fanteria (M. llf.). -
Bello esemipo di virtù militari. durante otto giorni
di lotta acc:tnita sot to il violento fuoco nemico, sprezzante di ogni pericolo, disciplinò e dire~~e personalmente il servizio sanitario r eg-g1ment3le, e sovente, portandosi in una zona scoperta ed assai battuta dal fuoco nemico, provvide con si ngolare perizia al ricupero, alla cura ed allo sgombero dei feriti ed al ri sa namento del campo dell'azione dando prova di alto sentimento del dovere e tra.«fondendolo, cou l'e:<empi<>, nei dipendenti. - S. Gabrie-le, 30 agosto - 6 settembre 19 1 7· (Conti11ua) ~
Per la medaglia di'argento al valor militare al Corpo sanitario mflltare. F11.1 le bllltè ntwstazioni di plnn;;o ll('l'H>nutE> al Corpo l';l.nìburlo mllltnre per ha <:onc~ssioru> <hdla me-tlit!!llll ù'l'!l'!!t?nto al va i<>r mlli tatt>, siamo lieti d! ri·portare la seguente, <:he dluw>::tm quanto sinno teuflci l vl.nroll di cnmex:atlsmo, che ci lt>gnno alla gloriosn Rl'Ulll dt•l Fanti:': Gli l/ff/oi{JU de/. 1° Rl'!l!f· « Sat•oi<t » fun/p,rio, xi im; lli11QIIO co11 rcver<mza. alle r1loric 'drr. Oot·po .~anilat·i.o miUton• ed i.m ' t<nl.ll il loro -~flluto a, c-od-est o g1od.oso f'm'tJo, r-lw {fl, Augusta. AfaC'SI<i dd Ue lm [rr'gìato flcf. JWfii!O f/Ci. t·alorosi.
IL DIRETTORE:
IL REDATTORE CAPO:
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CONDIZIONI DI ABBONAMENTO . Il Giol'llu/.: di HICdiciua 111ililarc. si puliblica il primo giorno di ciascun mese, in -.t:nupa. annuo e decorre dal 1. go:-uuaio. 3· 'Il prezzo d eli 'abbonamento è: l.
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Per l 'Itaua e Colonie Per l 'Estero t' n fascicolo separato costa
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12,15,3,-
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L.
1in h ali a ·, all' Estero
I l :;upplemento c:mtenen te i Ruoli \ in Italia di auziatritù. del corpo sat1itarlo mia li' Estero litare costa
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4· L 'abbonam ento non di~<de tto prim a del 1. dicembre s'intende rinnovato pe• l'anno ~nccessivo. 5· l signori abbonati milita ri in effetlivit:ì di servizio pbssouo pagnre l 'importo del· l'abbon~mcnto pe r Jnl'ZZO t!et rispettivi cnnancli di corpo e direzioni. 6. r,•r i 5<•1i ufliciali m edici (llcll 'Esercilo e della Marina) è ammesso u.u ABBONAMENTO CU~ll'l,A'fiVO al Cionzale di m edic ina militare ed agli Auuali di medlcithl ~tavole c colo rliale al preu:o di L. t8 annue. Pe r otte nere ta le abl10uamento gli abbonati del Cior>talc di m edicina mifitarc dc ,·ono far pervenire d ireuatn(nt e L 6 all'amminis_tra-zione degli Atrna /i (pre$SO il Ministero della ~larina). 7· Ai lihrai si ftt lo sconto del t- per cemo, tua soltanto per g li abbonamenti delle persone e degli ent i non militari. che non possono fruire della facilitazione d; cui ai DD . 5 C 6.
NORME PER LE P UBBLICAZIONI. t. I lavon originali, le n ote, le riviste - d attilografal i o scritti a m ano - dt-,·ono OC· • cupare un ~oln lat•• elci foglio ed esse re accu ratamen te ri,·eduti dagli autori. Si fa speciale raccomandazione t be quelli sc1itti a mano siano ben leggibili, per m<>do dt evitar( ogni dubbio di interpretazione. In caso cont r ario, la Direzione s i vedrcbhe co~tretta f sospendeme. la pubblicazione. 2. Salvo casi ecce~ioua lissimi, l a correzione delle bozze sarà fatta dalla redazione , anzichè dag li autori, per non ,·incol:lre il lavoro tip<•).rralico agli inevitillii li ritard i po· sta li. 3· Le ~<po:e pet gli cstmtt i e q u ell i' per le tavole li tognlìche, fotografiche, ccc., cbe accompagn assero le memorie, S<)no a carico degli autori. 4· Gli estratti sono di due tipi: - Tipo A. Con cope rtina in bianco, senza frame· s pizio, ~ colla irnpaginatura e numerazione del fasc icCIIo. - Tipo B . Con copert ina stam· pata, frontespizio, iu1 pag inatura e num er azione ~<peciale . Ag li autori delle memorie saranno concessi gratuitamente .~:> estratti, tipo .'1. senza copertin a. Per coloro che ne desiderassero un numero ma.:g iore, il prc•zo è regolato c;,..na s~ gu ente tariffa :
PREZZO 01 CIASCU N FOGLIO DI STAMPA.
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TIPI DI ESTI<ATT I
Tipo A. ~ipo B.
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NUMERO DELLE COPIE
l ·--- ---Per
1---::-::--:---::-:--:-~-::-:--- ogni centina io
60
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16,55 19,75
23,20
28,20 39,75
30.-
2<3,50
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Gli es/ratti mi11orl di 1111 f ••J:lio si c:outn no come fot:lio inlt.'ro pa le ord imrziptrf di r oo es tratti o m eno. Per qiC eUf che superano tifi f oxtio , l e f razioni ltt pitì, eire tJO PI su pe rat~o H mezzo. j o;:lio. si Co>tJianoJ cOm<' rncl<l, f>urchè però l'otditla:iotlc 11011 sia it:/erlorc a ;;o copie. 6. l mo?J.os<dtti tJ O U si ,-estlhd scun.o.
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Per fiiovanni Mana Laltili ati Il CeDteuar1o dalla .na mtrte !1- ( ~-J
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblic ato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornaie di 111cdicma 01ilitare :. tS:a-x83~ Gtarnale medico dd R.:~Ì(• E-o:n: ito c dell.1 Rt>.:i:\ )iarina: Giornale merlico del R..-;i ' E -ercnn · i~:-- 1~ -
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ANNO LXVIII - 1920
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Fascicol o IX
S OMMARIO Per Giova nn i Maria lancisi nel Il cen tena1 io dalla sua motle . . . . ~
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MEMORIE ORIGINAli : Ma rch iafa va. -
:--; ,.· -<N·mulu t·o·nt•·1u11·i· • dulia IIIOI' H• di c :wnltlni 'hu·in Lu11· (·~"i. (((tlllllH'IIIOI'tiZj""E' lf'tl >l il :!Il gt•rmnit• 1fl:!ll ur•llu Bihlint ('t'll l.n1wi·
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Baglion i. - Il 11\o' l odo d(·ll•, :-<f tu l j., di'li >~ l llt'di•·imo ;:<t•t'< •IU In l; it>\' 1\lHtÌ ;\lui' ÌII Lt~ IH·i"'i . De l Gai.zo. - <:. io.\ '~ i :\l,·u·i·n ~_,;u;., .(1 ;i-~..,;.,:, i.\'~ ,; ..,;n~~~ ~~i.~ l~·, ttll A<·c·tulc•mi tt l'ontuui~tnH i11 :--:up"li l . . . . . . . . . . . . · · · · · Hilancioni. (\. ;\! . Lauo·i-<i p lo> :-twlu. dq.rli "''~>I'IIÌ d1 •t'li•" Capparonl. - • L lllii'Ì"ÌHil >l e . . . . .
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P ER Il LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE
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Direzi on e ed ammin istrazione. Palazzo del Ministero dcii <l Guerra - Via XX Settembrt
ROM A
Jstft~~01 e,..,/"~crztont d t pubblir-ita ril·olgus/ DIHETTAME~VTE aii'Uf/11'11) drltgato a tale Uri'IZto - Roma2 -
._.!! onalc di Pubblici/a e lnformazlom. \'ta Poli. -13-~i . 7elt/ono ii- òb.
Per lt! nuo\'c
n~c eire:~ le pubblic:t~io~i dei l:t\' Ori n~di coperti n a ( ·P pagina).
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<ìiOVANNI MARIA L/\NCISI NEL SECONDO CENTENARIO DALLA SUA MORTE ,
Qua de re medicu.s phi:;ico-m cchn ni ~CU:' artirc.' t, m: scir-nt~'ltu corporum quacrat extra corp<>r:t 1 cam phih).~Ophiam proliteri clc· beOit, quo.e ex certis exvtr imtnti!4 g<:onldrico·m('ehnnici..c;, ex c.hl· sn ich.;. lent amen t i ~ . ex bot:anids deaiq u~, zootomici:.i a tque anatomh.·is: o bs.cn·ationibus in vernm l'hi:;io logiam a's nrglt et coalesdt. Derectaslu:l"rum nudt'corum ratiou~ uultlueJUla. Dissertazione le tta il z:; aprile t ìt !' ht R om~\. Dt"~ palazzo S. S!)irilo .
.3/ - Giomal<' di medicina mil.i/are. -
r a~c .
IX.
E :;; /tf(u dl'ltr, rhr ,.,,nsidt•rrtn• lo s /IJria ddlt• srù•u;,· cun l'animus na;ionalista sia rosa e i111.JJ1't'.)fl 1.1u·schi.nrc. Pllre, in tJift'sfa ora in cui si /t'llfft di di'JJrÌIIICrt' l' di St!(I//1/0N' /1/(/t• fl• r/tffPrt'll:.t• tht• rfàllllf) {n SII1JI' riorifà nuntalt' dPg[i indi'l.·irlui. lrc qua[,· poi si tmdur1• w·llil .wpt•riorità dt•l patrimonio ir/1·olt· di lfl/(1 na:.ionP, i• OJJ7Jorlu1HJ t' ., wrttlnwntr• t0/1/Mit'tiOlP il riaflermart• la nubilt'à Ì11f l'llt'lfua/r d1•lla grandr srhù·ra li spiriti magni, t:hr• {ttrono italirwi, rht' {urouo ufiStri_ Fra qw·sti, noi nll'rlici dohbùiUI'' in qw·sl'anno, in t'Ili si tmllpio"" """ St'<'VIi dalla sua morir•, rirhinmtcrt• GIOVANNI ~ .<\ RIA LANCI S I , tfflf/lmuico ('· Clinico ,·ccdso, il nti nomt• è orriwi rons(ftralo alla .~torio. Rirt•ocflrt'• sia purt• n'/Odt•s/flfi/Ntlt' , 'fa fiJIIrtl di fJ/IN;IrJ tan!Jtitlllf' di'l u~·nio di nos tra gcntt•, dt'U?I() rr;ntinuatnrt• nt•lla sua multi{omn" allirifà rh•Lla folall(/f' dri sorumi, cllf• Jianno t/attJ r·ol wt•frulo sprrinu•n ta/r• un
rtr:)onal'' indiri:.zo alle ntt•dir·he disriplinr• , dimu.~ lrrffr• rturmlo il I....ANCI S I
abbia di gran l unga 71TI'r·,,r;;rJ gli scù·w; iali .çtrrw ù·ri ,. ttllanlr u~·niali iu tui;ioni , r hr soltanto Ili tr•ntpi uostri lunl!lu al'lrlrJ la r·rmf,or,ln .~cir·uti Pgli abbia da dur sr·roli inlrU1•r•duto. è /rgillimo orgoglio Jll'r la 1/IN/iri·JI(( Ì/aliall(l l' SJJf{}Jif' fl fJUlll/NII'fl' St'111JITI' JlÌÙ t'iHt la /1/J SITfl OfJI'1'1/Si/ÌJ srit·nli(ira /m lr· atlrr nn:)IJIIÌ. Hd rmchP 1/IJÌ m,•tlit i 111ililllri non possiruno uh/ir"r GIOVANNI MARI,\ LAN<.: I Sl , sia nf'l rnmpo t'Jiidt·mirAogù·o ro11lf' f!lttlari.o/ogo t1c111o ,. LJf''l'iggr•llfl', S7Jf'CÌI' nl'{{a Jlf'O(i/(t.~SÌ, Stfl in QllC/lf) fll('t./Ìr·o./l'(f((/f>' ('{)1/W S/11tiiOSO di'il" morti improt't ·ist•, sia i11{ìnr cm~M' in r/agatorr• dr•l circolo sun {JIIt:J1111 ,. qualr 7Jrimo d!'SI·riliOTf' d egl-i aneurismi prf){ondi. Il t ·oiucidt'l'l'; in qw·s li giorni, r[,•l/'istitu;iont• nf'/ rl'rthio nnsor mnitf di S. Spirito iu Sas.,ia - urr il Lo\NCrsr trastorsr· gran partt· dr/llf .~u" 11iln sf:i,.nti(lcrt f' pralir fl , tll'f' il .~uo spirito alr'(fqin IIIII~J rrt nl'lla llf(l[f lli· {lta hih/iolt·rrr dn. lui raN·oltn - di un :1fu,·,•o dd/n stori(( rlr•l/tr 11/l'r/ii'Ìr,rr tiniù t' militar,•, ro11 if tonror.~o fra gli rtltri t'n/i dd nostro Jsp r tloralrf t/i srmitrì , rrndt• (fJt('flr /IÌIÌ rlot•t•mso /'omn.qgio t hr if Giornétle cti· medicina militare N trJlt' lributurP nlla uv•nwrùt c/('[ .~mmnu tlimto. (i ca ,
R I'IH[iamo pfrluuto l1· più 1·i~.1· gru:.ir· all'ilflfslrr• .~r 11. prrJ{. 1-: . .ll ar-
rltin.{rtnrt, l'hP ho nol11to /arri /'t>Jtt,rr di ini:Jarr 'fiii'S/o 11/llìii'TrJ rf)l/rr S p[l'tl(/ir/ft ('()1J/?11J' IIWTfl ;ÌU/11' [l'li Ula il 20 fJ1'1l11.a in .\('fJT.~O, fl liTI Ì l'rlrsar ir1 rf,•lfn mor/1' . ur•lln. hiblioiN'fl lrmrisianu ('all' ill.mo si'!· Prrsid,•ll/ 1' d ('g / r Osw•dttli riuniti rli l?o111a. ('/J,. si i• roi/I.J.Tiflr-illtr, di ''!'l '' l'ultrrJt·· la Jlii!Jb/i,.,,:.irnw: c (Jrff;Ìf' 7111TI' srnlilt• ]ll.iryittn/IJ (li rhiarisSÌIIII prr>f. Unglifoi,J , llr' l (ùti:.o, ll illlnt·ùm i e nl rloll . lap1Jflrrmi, t hr•, llrlr•r r>l/rlt; ,·or/I'St'l/1 " 11/r•. tt/l'ill1'ilo , hanno contribuilo roi loro iJtl1'71'i!st111 fissiwi .~l'ritti 11 1J/1'/Ir•r, iu /11('1• fa {iglfrl/ df'/ (frl//lr/1' 1111'fliro TOJII((JIO.
MEMORIE ORIGINALI
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NEL SECONDO C ENTENARIO DALLA MORTE DI
GIOVANNI MARIA · LANCI SI Commemorazione letta Il 20 gennaio 1920 nella Biblioteca Lanclslana In Roma dal prof. ETTORE MARCHIAFAVA, senatore del Regno
l<'u n ·ntnlentt' t' lc•,·nto il pensiew della bt-nt·mcrita Commi:-~sionE' o:;pedalier a di comnwmorare Cion\nni :\Iaria. I..an('isi nel secondo c·entt'nnrio dt>lla.
morw, od opportuna la di,;po;;izion(• dt'll"t•grPgio Prc•,;idt•nt<1 che la C:ommenwntzionf1 si fnct:SSf1 in qut'>llo luogo uve tutto ei rieorda di lui: la biblioteca da lui ist.ituih~, cn•r sono i ;;uoi <:i meli ; J;~ s ua nobile fig ura scolpitu nel marmo fre-· giata oggi da.lla conma d 'alloro, om<~.ggio della r ittù di Ronu~ t• , qui presso, l"o~:qwda.) e di ~an
t,., ::)pirito ove egli studiò, in.;egnò e c·lw t.\nto amò; la fonte dt-1-
l'a cqua sa lut<trt·, antit·a•m•ntt=- dedi <•tt.t.a alle Deitù. thf' ora pOL·tn il s uo u·onw; la cllil'sa, ove riposano l<• :;lH' ('encri, conw t•g li Yùll{'. Hono pa~sat! 0111ai dut· St;:(•ùli dalla sua lllO!'te. Il giudizio della storia l~ià pronunziato: l'gli appartil·tH• alla sf'hit>ra d1;1gli detti, clw non sono morti t•
r he non morranno. In questo g iorno dedicato a.l!t1- sua nH:·mMia, g ri1to dt>ll' onori'.,. a.tii datomi, mi pruvenì a t('sst·nw la t•o mmc·morazione c·otl la. g uida <h•lle opl'l'l' sue maggiori, pen •hè :;ifL rieordato il IM·oro dit lui compiuto ft·condo durantt·
la s ua vita e nella postt•riUt (· l'ifulgano i fa.tti e lt.' dottrina, onde l'gli fu bNkme.rito delle nwdid1c discipli1W.
G.)[. I.am·i:;i Yis :;(' in Roma •wlla >ll'('Onda nu•tà clt•l se<"olo X\' Il e twi pri 1ni c1uattro lu:;tri del st•<·olo _xnrr. TI Hinasc inwnt~ , 11\'f'vtt las<·ioto i suoi tt'sot·i letterar i c gli art.istiti ,;ah·a.ti da,llo ><<'empio del >Xlf:co di Roma e dato vit.a aHa llUO\'a filosofia fondutn s ullo studio dt•lla.na.tura, dal quale l'uomo c•ra s t.a t<~ per t.anto tPlllpo lon tano. Domina \ ' l\ 01111\Ì r indiriu;o :;cic·ntitic-o nuovo, llt'llll li~wrtà
dc>llo s pirito l·on.-;n<:rata , dopo la gm·rra d('i trt•nt'anni , ncllt\
pa<·l~
di \\'c•,:tfnlia. Ourant1· !11 vita di fAtnd,;i 1\I':>Pro !t, )l:lH'ITt' fra la Frane-in, "
GIOVANNI i\IAHIA I.ANCI;:)I -
OHI ~lE.\! ORAZIONE
tm·g lio, fm ilmonarc·n Luigi XlV. con il quale Lanc i::;i t· bbt> rapporti epistolari indiretti, t•d altre na.zioni: la. g uerra di devoluzione e le g uf'rre delle tre coC~.lizjoni , eomba.ttutc anche in Italia, finite ton lr J>a(·e di lltrecht, per
lìt qoole, in Italia . al d o minio spagnolo suc·ccdc va. piit circoscritto, il dominio austriaco e, d0po le vittorie 7 eon.;cguitc con l'aiuto dd Principe J:o;u genio di Savoia , Vittori() Amedeo II con il titolo di re, ampliava i domini
del piccolo Pie· monte OH' tlav t•vai1o · maturarSi i dest.ini ci 'I tali a. E pur durante lu. vit.a di L::trlc i:;i avvennero nuov(> g ue rre con t ro la Turd1iu : la Ubera.zio ne di \'i(·nna ; la Yit.toria di Zenta dt>l Princ ipe Eugenio di Bavoia,
per la qual<' l'Ungh eria fu .\'ot.tratt.a a l dominio dc i turchi obbligati alla p ace di l't\rlowit.z; la nuo v1\ g ucJ:J!a dd 1714-1 71~ <·on la nuova grande
vittoria de l Princ ipe Eugenio a. Belg rado, terminata <'on la paec di Pas.~o rowitz, cht' JlO"f' finp alla minll.<'l'Ìa di una ult.eri0n• avanzata dt-i tur<'bi in occidente.
Ho fatto (•t·nno di qu«>;;ti a\'V€:niml'n ti ' perrhè E'~~i non la,-;;(·Ì~trono indif-
ferente la Corl.(' di Roma C' nPJllHirt~ Larwi~, che vi tn!.>;(·orsC' molta part.<> della. s ua vita. Quando la Corte di Yi<"nna in:>offt•rt>nt t' d(•Jla'r<>;;istcmza. del Pontdìr·p, in qu<'stioni tPrrit<n·iali <> ril.(>nl.'ndolo ne mi <·o alla C<tnclirlat urlt dd fratdlo d e ll 'Tinp(' J'Ilton· a l trono di f:ipagna :tomandò tdl <' s ue soldat.esdl(' !l'invadf'r'e gli l':tnti ddlu ('hit•sn P di minnl'da r<> R o ma , Lnnc-is i IH' ~et·h· e a· !\'lo rgagni il suo cordoglio <·h(• no n g li (·onst-nti nl di (·ontinuan' un lav(lJ'O <·~J i attt•ncleva <·on. molto intcre;;S\' . E quali do\'(•ttt•ro ps,;t•n' le a ns i<' del s uo augus t-o dient-t' Ciomente X I. quando in \lugin ,·ano k notizie dal fronh' o ri <>ntalc de lla g u\'rra l:'Ontro i t urchi. alht fJunle il Po ntPfi!·<' ayeva C\·!·itato, <'Oill(' in 1ma ultima <' rO<'ia.ta, le p o tf'nze òelle c-ristiani t.it ?
Se nc·L ~(.'{·olo XVJr. fr·a l(• 111i ~c~rit> ciellt> do minazio ni l':trnnie re. ::;i cbb(.~ la d r.ea.denut d<'lle lett.<:re e dellt·· b<·lk art.i, no n fu alhct.tanto per lr ><<·ienzr., l o
'
qua li , ~l'gu en<lo l'indirizzo nno,·o di 1-t•onard•) da \ ' itH·i . di Onlilf'i morto 12 l.tnni prima della na.sdt a di Lanc is i, di Ba.cont> r di altr·i sommi. in Italia. e in altre n azioni rontinual'Ono a Jll' rcon-erl' l<' \'Ì(• del pnlgr('s~o. J n Roma l'l't à de ll'oro dd l'a nato mia non era finita ne'Ila nostra uni ver><ità con Barto lo meo F.ustaC'lti. Realdo ('olmnbo, Andl'('a ( '<'!'a lpino, C<?stanzo Va.ro lio; pPr thù eonl<•m tw r·am·o di La rH·is i l'nl ~rarc·ello i\fa lpig hi , il cui no ru ~} nPllo studio cl~>ll' anatollliu tanto
S JH'S>iO
ricorre, al qual<', fra le molte
!;IOVM<NJ
~l ARI.\
J.t\NClSJ -
C0!\ 1 :\IE~LORA ZI ONE
scoperte, e ra rist>rbato di completare quPlln sulla circolazione dd sangue fatta da ()ft.,a.l pino e pN·fezi~matlt da, H a r vey.
Sul prindpio <lei secolo xvn si fondò in Roma l'a,cca.demia. dei Lincc'i dal generoso e dott<) Principt> l?erlNico Ce>::i, Nti a.ppa.rtennt> an<'hc (~~~lik·i, dalla qual(• in quPl sN•olo usc·irono not.abiH J~wori lPttcra.ri t' di scie nze naturali. AJI \wcadf'nl ia dei LirH'I"i in Ronut spguirono a Firenz~ l'Accmlemia del C'imcnt.o, cui appnrtt·nnet·o Alfon'~? Bm·t>lli t" Franc·('seo Redi e poi a ltr·e acca.clemil' in altre N;tzioni sc·.~u endo il s nggl'rinwnto di BaeotH~, clw le g iurli<'ava stimolatrici del prngr<':>:>n dt·llf' :scil.'nzc. In quel st'<'olo Giorgio Ba,g livi scrin·va in .Roma: « quit/guùl hodiernam
tht-orimu a. j)I'Ù:Jf'(b distingll.ii crwlilale , id omne rlebemus plt.ilo-~ophiae e:rperi· menlali 'llnslro hoc saecalo in.qfillclae ~-
ut dottrina Ull101'ille , COil l l' <'l'il sta.ta <'Oill'(lpit~t dalla :;cu.ola ippocratic.:a., la quale, giova ripett>rlo, non l'applicò alla pratica ll1!:'dica, che tut.ta volle fondata sulla o:;s<·•·vaziont> de i fenomeni ciE•Ilt\. vita inferma, era stata !\bbandçn ata, dot.tl'ina. dei qua t.tro tttnl)r·i, la q u >~le, <:onte s<·riv<' Lanci:;i: 11 not!IWlli gm-eci ma:r.ime vero arabes <'onwt.enfatore.s, ne8cio quQ fato, 1>e1· multa .saecula impo.~tLi nwl )). E la nwdicina., liberata da.l quietismo dottr·inalt>, continuando nt'll'ernpi-
ri >;mo ippocrat.ico , cerca,·a. un fondamento scil.'nt.ifieo, cer cava la sua teoria.
La chimiea, la c ui importanza, per la meclicirHt fu intuita da P aracelso, che rup pe l'im·nnto del dominio g<tlenico, u~cit.a dall 'a lc himitt per opt' T'a di B oylc, diwnnt~ il fondn.mento eli un sist.pma eletto perg chimiatria, del quale furono
preeipui fautori Ril\'io e Willi>', il primo autore delle fermont.a.zioni e clelle acri moni<• nella pat.ologin, a('icla e a lcalina. SP non che io ;;tl.'sso B oyle ammoniva: c1
dtym.iam. non magislram es.ye e.rperi:lnenktlis Philo.sopltiaP. sed admini.~f.ram. » I ntanto gli a vanzamcnti tnt'rav i gli o~;i (h•lle scienze fi::; i<·he. onde furono l
'
art-t>fi ri Ga.Jilei , KepiM, ~ewton , che dderminn rono le ll"ggi che muovono l'uni-
verso, di T onic(·lli , di ?lra.riott<>. fcce•·o ,·olgPt'e lo. nwnti d t'i medici alla intcr, . p rf'ta.zione d<'i ft>nonH' ni della ,·ita per le kggi delle fil>ica. A ciò contribuirono la ;;coperta dt•lla circoln.:t..ionc· del ~~~ngt• e , dH' po>w il prohh•mn. cl<>l movimento
eli un liqttido in un sistema. di tubi c·hiu.;o c l·e dottri ne filo~ofichc di Carte:;io, il qualt·, dopo an•re studiato 1\natomia. e fisi·o logia. eon"idNò il C'O rpo degli
.
animali e de.ll'uomo C'Oillf' un a.pparcl'chio mt•ccanic'J e eon l1t meccn.ni<'a, cui
applicò le sul" profonde cogn izior~i di matt'matiea , spi<'gò h•.(unzion i tutte degli o rganismi. Cfl.'lÌ :<or·sp lt1 jatrofìsiea, jatromf•c<>a.nica o andw jat.romat.ematica.
tòiii\'A N ~ I
:'11,\lll.\
1..\~ C!S I - I:0:\1.\It: .\IOR\ZJU;'IIt;
tlt:!la qu11lc ;~ i ahusò c·omc.- in tutti i sis t(•mi. pt·r la s pitgaziorw cii tutti i ft>no nwni vita li ; ma rw venne la utilità. r hf' olt.rt' la retta in tf'rpretaziont' eli al cun ~ funzio ni , >'<'t· mava In >!t'duzi o •w tldl a SJW<' ulnzio n e
.
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aunwntan~ I'attra:~Àone
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per ~li s tudi dt'lle s <·iE-nr.<' tis idw. con J'ahitudinf' al rigorf' del ragionamc·nto hnsa to ""i fatti. Tutto ciò pt' ra ltro non bns~.ò a liberar{' lt~ rnt'nti di molti me di <'i d t·l bisogno di rict>rcRrt', pt r la intt'rprf"t azione dt·i fPIIOme ni della vita. una forza l! peC'iale; onde il dinamis mo, il vitalis mo: l'animis mo. df'l quale campion e fu Giorgio Stahl. quasi ('Ot'taneo di Lan<·isi. S t ahl, qun:<i !!randalizzato della fi 8iologia matt>rinli ~<ti ca dt'i :-;uoi tf• mpi. tut t i i f(•no m<·ni d ellA. vita nor male l ' pa tologi<·a nw tt <, va sotto il dominio dt•ll'anima in.l_morl!,le . eht' lotta rwllc malattit'. ~<peci alrnt'n te t'fin la. fe hbrP. onclt, snlvarnt' l'organis mo. Pur re ndt·ndo il dontto o rnaggio a Hantòrio l'antorino, aut.ort' tlt-llt' rt c<'rc·lw s ulln traspirazione inst'nsihile PFiposta m,l libro Ar.~ de statico wn lica ,
e inwnton· di pnrN·<'hi istruml'nti p<'r uso dt-lla )f<'d if'ina ; il vero ant,esi.~n a no
della :-;r uoht j<ttro-fi,;il-a dc vt• rir·onos<'t'rsi Alfomso B orrlli morto in
R o ma in una 'c·a;;a rrligiosa nr l J679 ; matrmat.ico , fisico , fi siologo r medico; nella s ua <'t'h· br<' opt•ra 11 De m oltt aniuwhu m " applicò l<• lt·g~i della llll'<'t·anic·n t'il r akolo alla intcr pret.azion o delle fu111.i oni. <'ome in qut'l\a clei musl'nli. <'he ><pil·gò l'on la dottrina tlt'lla )(',·a rwl movimt'nt.o d egli Mti. Vols t> per p r imo le s ue indn~ini alla C'rnod ina.mi<·a e pose in E'Yidt-nza fatti di ~rn.nde importanza N lllH'
la t·las tidtA clelle art~·rit• . ondt• la uniformità Ùt' IIU <'Orrt'ntl.' >~an guigna
1WIIn. intt·rmift(•nza dt'lln forza impulsivrt. d el c·uorf' . S uo discepolo fu Lor ('n7.0 Bt>llini. a n c· h 't>gli j lttro· nH'rl'ani <'o
t'
mt'dil'<l di valore, lf' <'Ili open·
s tampai<• a Lt·ida nt-1 !ili n·ni vano frrgiatt· tli una prefazion<' di Ermnnnn R olu•rnw·, r h<· d tJI'rwt.on • ita.lia no e;;a.ltnYn la gt•nialit à doi lavori . Di LHrt•n7.o B ellini l..aurisi fu ammirntore t'd uni <"o a mko gli rt>stò n (•ll!t s \-entura .
•
tJU!lndo, caduto in disgrazia rlPI Gl'a nclu r n di Tos c-a na . lo fPr<' nominar{' nw(lil'o c·ommlt'ntl- di C'le nwnte X l .
X t'l S('rolo x v11. \'i ,;~(' in R o ma Git•rgio Rag li,·i di Ra~\l ,a. n<'llit Dttlruazia w ·rwrorsa eh c, >~t>rband o purii'lsi m o il t u lto (!t-Ila l in gua it1' lia.na. all' l tali a o ra tt·Jid{' le hrn<'rin. Di forte· ing(•gno. di gra n<l r dottrina . >:egua.cc· d('lht ja t.rum<·c·c·ani(·n, m•lla prntic·a o:-;s(·n ·atorf' ~;aga <• (• e prud.-n h· dc·gli infNmi. CO illt~ :-i.n1(· hna m. onde• fu chi nmn.to r Tppoeratt• ro mano. l ' tt vrofrssore nlln. ~a pir nza di nnHtomill ('<li nwdit·ina t.(•orit•a. ( 'tin la ~ un opt•ra Pra.n:,q medica su ~ c·itò r a mm i!'ll'l.ii'IH' uni n'J'>'a lt• t • in fJllf• ll ~l Df fibra mol r irP ac morbo.~n die ' l'ul-
G 'I O\',\NNI !\IAHI.\ LANCI :;il -
(:0.\1 .\11::.\ltlR.- \ZION!:
tinw <:rnJlo alla lllt·<lieina . umorale. Studiò c·c,lt Antonio l:'a<·c·hioni la dura.
madre ritenuta di struttura musr·olare e dc:-~tinata 'ad agf'vOltH'E' il ('or,;n clt•l fluido nt'fvo~o dal <~t'rvello nei nervi. Morì a :~1-1 anni n<'ll707 . All't•po<'ll tli Lancisi t'rano a.nclw in ltoma. Lu<'l\· Tozzi , medico pratiC'v di gran d<· r~putazion (' . archiatra
a· InnO('('UZO V l I. autore dt-i Commentari
~ugli 'Jforùnni d' lppocrate: Antonio Pacchim1i. e Guglit•lmo Riva,
quest.' ul-
timo dist.tnto anatomic·o fondatori' di un llllll$t'O <· di una s<·uoln d( anatomia •wll'o:$pl?dalt> della Consolazione. A lui Bartolino nel 167i indirizzava un;~ <lissertazionH De Gvariì.~ muliet'1tm: epi,~tola anatomica ad Dort.orem (;nilielul'um
Rivn aunlom.icum Roma-e celebrew. ;E nt'l tempo di Lan<·i!:!i alt.ri medici e m\turalisti di grnnò(• valot(•. il C'Ui nome eceell(' udla storia rh-Ila. mediC'ina, 'l'i,.;st•ro in ltalia: Berm1rdiuo Ramazzini, Giovanni Maria \ 'alsalva , Fran-
<·,·,.wo Redi , Giuseppt• :F antoni , FranC'msro Torti. Antonio \'allis nit"ri , Gian<lcHn!'ni<:o Santorini <' sopra tutt.i spic·cava il volo di aquila il grande riformnt.ort" della nwdieina , G. B. ùlorgag ni. E mt-dii.~ i illustri <·mno anehe fuori <I'It.alia: ricordo S.nlcnham l'Ippocrate ingl<':se. Hnffmnn n. ~tahl. &hera.ve
m GPrmania; B~illou. ~langl't in Francia.. Qut':<te lt> r ondizioni politic-he. le dot.trine uwdidw dominanti: (Jllt'~t.i maggiori eu lt.cori ddln mèdicina. nei tt·mpi di Lnn<:i~i.
** * La vitn di G. )1. Lan<'i:si n ato nd l();).! fu narrata da G . .\1. ('l'(·seimbt>ni. Dopo M't't studint,o lt" matt'maticiH' e le sC'il.'llZI' natura.li nel l 6i2 t• ra già rlotton• in mt·di<'ina : a 22 ttnni din•nne medieo ns:sist('nt.f· nt>ll'O;;pt'dnlo di Santo
.:-ipirito O\'e l'Otnindò a mostrare i primi sprazzi della luC'<' df'l forLt' ingegno !l 1w fu poi lllf'dic·o 1wimnrio. Nt'l 16R4 fu e hiamntnn~l in,;('gnart- a natomia n('lla Sapienlia , la sua alnw mala, l' tanto salì la fama. dd suo inst•gnllm<>nto che a.! l<•
"'"l' lt>zioni o.<·torT<·nlno numt•rosi an<'he i m<'dici frn i qunli ;;i ric·orda fossero Tozzi t' il gtandf' !\In.lpig hi . n i;UO amore r<·r gli st.ndi a.rmto miei lo st·guì per tuttn la vitn <·ome si q•clt· in tutte Il' sue oper<·. Fu t·gli c·ht> rius<·ì a trovart' 1<-' cel(·bri tavole di Bart.olonwo Eust.aC'hi, ] :i O anni dopo la morte di questo rinnovatore df'll'ana tomia ciel sE'C'olo x n t' lt- ft"C·t' a.eq ui>:tart• da Cle·uw nt.l• .Xl e poi Il· pubblic·ttHI con lf' s ue unnota.zioni. ('ht- ft>C!' rin~lt-'rt:' tla .\for·
gngni. Ri<'<"VUt<" le proposte dellt' c·m-rf'zioni da ~lorgagni l'da \'al~< a lva li rin-
l;lu\'A~!\'1
MARIA I.ANC IS I - I~U.\1.\11:::\HJRAZION~~
graziava aggiungPndo 11 io amo piìt l'utile di qu<'l <'he altri odiano il rossoredeU'amcndn. "· Quale com{Jiaecnza egli pl'Ova:;se in que:'lto rinve nimento dellegloriu:;t• tavole si può g iudi care dalla bella. lettera., con la qual(• ne dava no tizia ad .~nt.oniu Vallisnicri f'd csprilll('Y!l la. :<odrlisfazione di twerle nell.a :;ua hibHotN·a: l"ac:quj;;to rli un s imilf' te:;m·o doJ10 f'><»ere stato nascosto per un. ><t'<'olo e mt>zzc,! :\Torgagni ri:;ponde a Lmr.isi con una epi1:1tola la.tina De analomicis Jl)u8lachi labuli8 nella quale dopo an·ro cspr<'sso la sua ammiraziont"
pl"r la vt•rità e l'esHH<'zza. d<'llc preziose ta,·ole, ne t.ributa riconoseenzn d ~r>tmclc anatomi<·o r
<'ong<•t.tu ra eh<' di l::u,;tac·hi a.ltri lavori ineòiti po..,~>ann
l·sist<'rt\ t>d t•:;or·ta Lanl'i,;i a fal'lle r·i cC>rc·a 11 qu(le cum ila. sini, optime LanriRÌ• [if•l'ffe porru.('l (jllo(/ pmecfar(' COI'pi.çli , /Pficil('l' pt'rfire n.
G. 1\f. Lun<:is i è giust.arn<•nte h·nuto in al tu- considerazione anche da autori' stmnirri p. l'S. dall'nrnrri<'ano .Junw::; \\'alsh, che ha seritto sulla m edi c,ina di Roma in qucli'C>poca. Quc·sto uutot·t· lo gindi<'a come il fondaton· dellu rrwdi<·ina diniNL lllOd('l'lla . Jl(lrl"hì·, .me ntrl' Bohl:' rave
a L eidn. inl:legnaYI\ li'\.
lllNli<:irll\ al letto <1<-gli inf(lrllli : O. ~[. I.xiÌh·isi, sott.o CIC'mente x r, .com in (•ÌaYa
l'insegnamento <·linico a. Roma, !". l.'(lllle si dil'e,·a allora.. di nH•rli<'imt·
pr!l.tic·a, all't>tà di 4R anni, t·orn'C>gli ste:sso ri t·orda nella prefazion<' al librn
d<•l <·uor·c· <' <h•gli IU1('trrisrni . E <:on la ritthf!zz~t cii cognizioni, c h' egli n n·nt di anatomia, <li fisiol0gia, di anatomia patologita c delle s<·ienze affini, non. si può dubitar!' dt't·gli non nt' illumina:;,;e il suo in::;egnamento pra.tic·o f' non. fat<•sse compn·ndere <·ome in qu<'sto d<''·~mo da. ultimo <·onvt'rgere tutti ~li studi medid a vantaggio do(· della. urnanità soffer('nt<': " nisi 1t1ilP e81 quod
fa.c:itnus, ,,tu/la e81 {/loria. "· ( 'redo <'he valga ri <·ordnr'e le parole di \\'al.oh intorno al nostro IAuH"isi ~ • il Ja.YOro s ulle morti :-;uhit:uw<• npt•rò una rin>hr7.ÌO!\C1 ne lla patologia ch·l
r.f•n,ello ~' <1<·1 eu ore. L'altro la ,·oro De motn cordis el anela·y.'ff?UtlilJ'UJ$ fu ch'ttn "1)()f'fl.nwkÙt!Jl' il s uggcrinwnto Ili Lancisi ll l'iln. perr.w;sione sopra.-st.emak JWr-
la d.ingnosi <!t-gli ant>urisrni lo rNlde un pn·<·ursore di An•nbruggt>r ''· Nel HiOS LAncisi (•ra un·hiatra di Innocenzo X l . Qut>~;;to Ponttllice frn J,~ pr<'occupazioni dell'in oltran~i in Europa d<·lla potenza ottomana e le <'Olll <:•st~ Luig i x l r , (' Ili contrasta\'~\ la prPtesa eli goverlli'U.'(' In. c hiesa gallit·ana_ ,.. st•hlwnc: aff<·zionut•> a LttrH'isi e U\"t'"-"C' fatto co:;truire per lui il tea.tro am\to('()!}
mit·o alla. ~ap i l'llza, non att<•st•, <'Oilll' Alt>s,;andro \ ' II , a favorire il pro?:I'Pssn tlt•gli studi. Altn·ttanto <tY \' l'lllll· sotto il bn·,·e pontifi<·uto del n•<'<'hill :\ks-
tìii)V:\NNJ :\lARI.\ I.ANt; l:;;l -
r;O:\·l :\IL\10R:\ZIONE
sandro Vl H . onrle la, de<·adt•n;r,a, nella. roma.na università, mantenendovis i rwr altro la rt>pt\tazione ÙPg l~ studi di ~·lcd:i <:ina per Yirtìt d egli cminrnti proft>:;-
sori' dt>i quali !ii è {a,tto <·cJmo. Le cose cambiarono sotto lr1nocenzo XII cui t·<X·tò la soddiefazimw dcii~ vittoria di Zenta e di <·omporr<' il di:;:sidio fra
Luigi XlV t' la Chi<:'sa.. Kt'lllÌt"O d<1l ne pot ismo sostt>nnc fortrnH'nte i diritti d ella r omana unin~r:sità t' ehia.mò ad insegna r\'i uomini eli f11 ma. pr('dltl"a fra i quali, per la. fa eoltà di mt•<Hcina, Giorgio BagliYi. Ra:;tPrPbhero i nomi dei professori di nwdidmt di quol tt•mpo, scrive R~>na.zzi ndla storia della univer-
•
sità di R.oma , per illustrare la storia di qualsiYoglia più accreditata univer-sità.
Gosì rifiorivano g li studi n<:'lla Sapienza e Clemente XI, che succedè~ Inno-
èenzo XTI, umani:'lta t' dot.t.o, afft'zi onati s~; imo a La.nci:;i , nel quale aveva :;tima c fidu cia iJlilllitat(', fu \ "('t'O Mecenatf' degli studi Iettera.ri ~ scient.ifici ,. tirbbm~ il suo pontifi(,at o fo:sst· molto tra,·agliato p<:'r le guerrE' e le pubbliclw l'!
ala rn i tà . U. ?II. Lan<·i:;i t>hhe <'Onsuetudini di nllli(·izia con Malpighi , l'l.m Tozzi , eon
Pacf'hion.i, con Bagli v i e alt.ri t>minenti nl'llc "cienze e n('llt> lettere »Uoi conte mJlOrant>i in Roma (l tenne cmTiSJ>Ondenze ><cientifi<'he eù amichevoli con uomini illustri , medici e naturali:;ti in Italia e in alt.re nazioni: Bcllin., Va.Ilisnieri, Yal:;ant., Ramazzini, R edi , Fantoni , HPi ~ter, Boherave, Mang(·t ed alt ri . Con l\forgagni ehhe In. maggiore corrispond,.nza. L e ll·ttere di La.ncisi a. Morgagui, e non tutt.(•, sono state riunite in un volume pubblirnto nel 1876· da Alfon»o Corradi rf'tt.ore in quPl t<'>lllPO d{>Ua nniv('rsità di ~\· ia . f)ono più
di <'<:'nto lt'tt.ere del 1707 al 1719, l"ultillla st"rit ta pochi g iomi prima della ..
mortl'. Ba.~t<'rt•bbero fJUt':;tt• l<•ttt'rc pt>r confpt·ma.re l'iò t!h(' Ji L.nn<"isi sc:r:ivenl Haller: " uir prudeu.o et .3plenrlidus , vir erurlit·us et 7Jllilanfhro]ms , adiUV(11"1' mere?1te11, lites componere amans ''· E quale conispondenza di stima e eli a.ff~>tto
fra .Lìtll(:isi e Morgagni ! cordiali esibizioni, schiette confid('nZP. r~
<:iproci con~i gli o tonforti, t.utto. in;;omma , ('he forma la Yera a.mit"i;t,ia si trova. in quc·ste letten·, come scri,·e Corradi ndhl prcfazion<:' allo :!t~·;;se .
1·:
C'osi bl'llc C'omprmclc va La.nd»i l'altt•zza d el merito d<•ll'opere di ti)()J·gagn.i,· i!pesso ;o;uo <'onsiglit·rc, p<'r il quale <'h be 1tffttto paterno, da fargli pn·dirP d nncrano raccomandn.t(' << immortali posf!rÌÙI.ti.3 memoriae "· Luig! X IV die' prova d ella stima che ltvf'va dl'~ta ta. in lui la fa.mll. di Lata - · t'i:;i , quando, sa.puto che d P~<sidemnt alcuni libri l'IU'I pt>r h~ di lui biblioteca , . in<'nrieò il Sll tl me.di<·o a fargliem• spedizioni'.
t:IOV:\NN I ~1.-\RIA I.ANC I ::i l -
Cll .\1 :\lf.;\HlRt\Zli>NE
Alla potenza d E>ll"ingegno. a lla profondità d<>lla .dottrina. all"amor(· pec il progrel!:-:o sei<>ntifico, alla incredibile operosità attt•l:Jt.a.ta dalle sut> o pere, -dallo !;U <' lett('re, dalle :sue c-on:sultazion.i edite ed inedite, dalle earicl}e O<'cupate,
. dagli insegnamt'nti impartiti, dal bene da lui compiuto, egli aggiumst' il de!lirlerio <·he la giov(\ntù medica, a lla <~uale fu t•sempio p r('(;)aro, a.ttendt>sst> con a mort> pari al l:IUO, agli studi teorici t' pratici e ne !Wesst• tutti i lll<'zzi. Di ciò (• prova solenne la. bibliotC'ca Lanc isiana., ll(•lla qua le si~tmo oggi convenuti,
.
d 1t lui isti t uita con le :.Hit' sostanze. e h '('rano il lavoro di t utta la vita e che
provvide cii congrua dotazione e dispose che \'Ì si tencs!-lero conft'r<'nze e di-
_,.cussioni. é. tìncbè ' ' iss<', per a rrit·chirla di nuo Yi t • r ari libri, non risparmiò
nè ]l(l,voro nè tempo facendon<' ricerca o vunque sapt·Sf<<' c-he si .trova ,·ano ~ a chiunquE> fo:ssE' in grado di fornirli , anche a i sovrani. Lancis i t·omprest· che i n osoeomi. ist.it.uiti primame!!tc c·ome asili di pietà. pl•r l'umanit;Ì soffere nte ddl<• malat.ti<', dovE'Sil<'rO aver<' an<·he l'nltisl!imo do-
vt·re di c·ontribuire la rgamente alla L'it.rnzione pratica clei giovani mt>dici e a l progrt>sso della medic:.ina. Ai gion.ni m('(!ici dà il m ònito c he giammai
pot.ranno diw•ntare buoni prati<'i " nisi 'lllttltos annQS publica adierint no;sor.omia. \ n qu.ib11s infìnnt: omnis generis fere -~emper occ.urnwt atque eorttrn leclis r.rebro diu.que a.s11edl'.ri11l )l all'vssenazionl' rlf·gli am m a lati s i deve aggiunge•"<· il librormn delf'~lum nt.•lla sua biblioteca, per la quale (c·ome ricorda Gu-
g-lielmo Bilaneioni , un gio,·ane medi('o ch•lla n ostra :;cuoia. cui dobbiamo la,vori interc•:>slnlt.i s ulla storil\ delltt medicina italiana e gius t.e ri v(•ndicazioni) / •
.
Ramazzini scrh·eva a La n c·isi c·ht> con lu sua ist it.uzionc an·va inoalzat-<• di fron te alla mole adriana , s imbolo di 1\fa rte , un tt·mpio a :\'lim' r\·a. cui llC'sstm n d ei suoi preùcCt'~:~Sori twent pensato.
?\on è sUJX~rfiuo n otare ch e sulla funzi one dt>gli ospedali come centri d 'in.;:;t~gnamento e
di studio. come volt>va Lanr isi. si va St'lllpre piit ins istendo.
Kelmese pa~sat o n t>J M eclical R ecord il dottor e GrE'_I.' di New-York st•ri\·e lUI articolo su ques to argomento. Egli di rt· eh<> se la funzi one precipuR d<'g li {JS)>ùdfl,Ji è nat uTa.iJill'lltt• J'n~si stenzA (' la C'UTA d<•g)i infermi. dOpO que;o;t<\
·viene s ubi to, per importanza , la fun zion(' deJristruziom• (' dell'ins(>~a.ment.o ~ i giovani nwdici. Tut.ti g li OsJw da li bt' n e o rganizza.t i dt' vono riconosc:ere eo111e
un dovere la funzione di di ffondl'T<' l<> ronosct·nzt> df'llR medirina a bt•n"fiziv della <-ollt>tti,•it à. ( 'iasrun ospedale· è una mini<>ra ne-l l·ui seno 8ono t.<>sori di
fat.ti scic>ntifi<'i , cht' a!<pt'ttano di t·s!-lt·re messi in lu<'e dnl nwdic·o ric·er<·at.orc
~
GIOVANN I ~·IAfll.\ I.A!\(; 1 ~ 1 - CU.\1.\IE.\IOR .\ZION~: l
-<lt'lla. verità. Ec<'O come il pt>nsit'ro di Luwisi ,:;i flift'oncll· t• !Wàll7.i\ nel mondo! Atte nde va a.J lavoro suo prt><lilt' tto ;;n) c11orf' t' :-;ugl i ant·urismi quando )l) col:;e la
morte ndl'unh·t•J';<I\lt• C"ompianto t' rimpil\nto d i R oml\ P di Cl<>-
mentt" X f , c·h e )o SC'guÌ l\t'Ili\ tOill hn l'ttllll.O i't'~ll f' H t(•.
La mente indctgut ri<·t· d i [.an c·i>~i ,:;i ,·obt· ali<• :;t11d.io eli non pot·hi impor-
t anti problt'mi delh\ mt'<lidna. Hin<ch, nd :;uo lt>:>:-<i<·o bi ografì c·c~, strive clw l'anatomia , la fi:;io4,gia. la nwdidnn pratit·a t' l'ig ient' sono dt> bitrid a Lanci:ii ·di notabili conquiste. E così è , <· c,o,;ì sarà ~t'mp~e pai('>H' quando di Lanci11i
si meditino le open· la.·wia.tt'. opert" t utt(· :-<C-ritte in latj no c·OJl limpidezza ed eleganza " N ·ihil, scrivt- un s uo commcntatorf' nihil fere in eùt-~ .~cr'i.pli.$ ci-
·feronimw modo non e.;·a.raltun l~yalu.r, quam.vi.~ et bola.nica.y et m1a.lmll'iccu et .eh im.it:as physica8que res <li-~qu iral ''· Come 11Ì Ì! dPtt.o, Lancisi f11 insignE' t:ul ture clell'nnatom ia. di cui per l:J .a nni fu insegnantt• Ìlt>lla ~apicnza . Quando ne intmpn•sf' il corso nE'l novt'lnÙrt>.
·d <'l HiS4- le:;sc una prolw; ione '' H u11WIIÌ corpori-~ atrnutMis " sHcc·inta , dotta (' lucida f:'"!JO><izion e a n ntomo-fis iologi(·a cl<•i Yari appa rN·rhi d el rvrpo umano .
Nr U'appat·c<·chio eirr..olu.torio diN·: '' niltil esi ob.scurius rul inre.yliyand'""
-<tul inestricabiliu..~ ad dem.onslrondurn quam cordis m.achina, mola<J ac 1:ires n . Ed entn~ poi nella mcC'caniéa del c uore e JH:!l moviuwnto tlt•l sangu(' nf'i vasi :
·del cuort> apprczz:t la forza ingf'nte a gi udicar e dall'impt>to' d<·l zampillo Rpi<·· -<·iantt' da. un artf'ria ferita c discorre d ella 4_uantità del sangue sospinta ad
·ogni sistole nt'll'aorta,' della q uantità tota.l~· ùel:;angnt-, fid ia quant.itìl che nto \'if'JH' e mt-sl!a òa.J cuore in un'ora e q uante volte in un 'ora tutta la m a..'!sa deJ
.sangue ri pfLSKa. pt·r il c uor€'. E aggiungt· d w nòn t utti.' lt· parti del sanguo trascorrono ovunque con la s t.es"'a velocità. la quale è nmggion: o minore .:;econdo gli organi e la loro funziotw. La difficolt.it t' la importa.nza dci pro-
blemi rif{ttardanti il cuorE' <' l1~ c:ircolazio nc devono eii!it•re statn le ragioni precipue per le quali rH· eontinuò lo st.nclio 1wr tutta la vita. N t> l 1718. t·iot>
.:34 il.IUlÌ dopo qut'i'ltn. h·zione inaugurale, seri ~e\·a a i\forgngni c he il nl&liSinw ·d t•i problt•mi neUa. diKputa intorno al moto del cuore <•ra quello della. cau:<a "'
·Ù€'1 vero modo JX'r r ui qut'l mo to fosst" JWrpet.uaml•nt<: ri tmico. E non è for:<t•
l;I()\'ANNI l\IARIA LANCI SI -
C0\~1.'.1 Ei\IURAZJON t:
il problema della origine mi<1gcna o ncurogcna del ritmo t·n.ròÙH'O verso if
qual(> si è diretto racume sperimentale di tanti fisiolQgi dopo Lan<'isi ? Xdl'c:;porre la circolazione del sangue ricorda Harvc~', Colombo. Cesalpino, Paolo f'arpi, Lowct·, Borelli sen<t.a peralt.ro far l'llH.'rgrre ~ maggiori me-·
riti di Colombo"' di Cesalpin o,. spedalmcnt.e di Cesalpino nella scoperta della l'irrolazione d<•l ~;tngue. A questo proposito può inten·s!<are un fa tt.o la C'ui conost·l•nza de,·o al dottore Canezza studioso, anch ·(·gli, d t· Ila st<Oria della
medicina part.i(·olarmente in Roma. X(•lla biblioteca La.twisinna t· un libro di Andrea Cc•sa.lpino: Qtu1e.stionum med·i carum del l •393, uscit-o dun<p.u.' 3 1 anni ~wima d<·llibro di
H;w,·e_,., nel quale lihto alla pagina 274 si legge iJ Se?:uent~
passo : '' Cordis meatus ,·la a 1ull1<ra posilos es.~e ut e:r vena cava inu·o111 i8.sio-
fìat in rordis venlriculum de;rtrum ·unde pttlet e.t·itus in 11Uh1wnenz: e.r puh1w1t€ pmeJerea al'itun ingre.~sum esse in cordi.~ ventrtéulum .sini.rlrwm, e.r quo
la'l!dem
palet exitns in arteria.m a-Qrtam, memhranis quibusda.m a<l o~t!a zxurorum ap- · fiOSÌii.Q, u.t im.pediant ret.roce.stnun i
sic enim perpetuu.s quidaw. molttS ex t:ena.
mra per cor et 1mlmones in a.rteriam norlmn n. Nel tnargin~~ della pt:..gina. ( l\· 'è
que.<;to passo, che scolpi:>ee la, stoperta, di Cesa.lpino, è S<'Tit.to di c~~.rat.tl•re d i Landsi, c ui appartrnf'va il libro « circulalio 'Sanf}1tin·is primtUii indicata ! ''· )l'ftll'appareC'thio respiratorio
Òt'~c·rive
mira bi l menu- gli organi tut t i
della rc·~piraziom' e la. funzione mec(:anica e chimica d t'Ila. stc•ssn.: a. n•ndeda
completa ma.n c·a la <'onosrPuza del ,·ero C'himil!tnO rN:piratorio. L'aria. egli !lic:E", << u.ygue arl ve10iculas pulmouica.s difj1mditur el. ·v i proprii impetus inter .sali-{J11Ì1t ea vasa, qtwe sup-ra pe.sicnlanou dorsnm 1tÌÌnulissime perreptanl " onde-
nv,·ic-ne c he le pm·ti<·ellc dell'aria s'insinuano nel sa,ngu<" t' vi apportnno tjtWi
mut.anwnti da, .rE>nderlo idont"o alle vari<' funzioni. Kclla espimzione i polrnoni <'spt'llono l'aria commista ud csala.zioni inutili e dannose per da're luogo ad
nltro sangue d<'l C'\101'<' d<:'stro da vivifirarsi <.li l'tt're, la sostA IlM vitale~ di Boylt~ . La funzÌ(Ii'W d è Ile glandolu è :spÌ('ga.ta con la dottrinà clt•lla niec·earLien _ Prima di parlare delle Ol>S<t e dci musC'oli pn·m<:'t.te: q'lloni.a:m vero iam
nb in i lio mom,imu..s, lmmannm. l'Or pus machinam es.~e >~ese movP.nle111, machiTI'IIfù;qu e eju..srle111. ordini coayt~lentnlam , 8eqnilur modo ut C0f11W8cam~<.s d1'0 vi-
cleri ar( obeunrlas moliolll!8 IOJUn.mopare ueces.sa.n'.a, tu111 .scilicet fulcro. ceci-e..,, rtc funes, tmn ·t.'ÌIII ]JOle·ntia11lque molrù·em >> . E dopo avE-r spiegato la me(·c~t
nic·a d<·i IIH) \'Ìtnenti sulla guida ddle dottrinl' di Borclli e p crchè g li uomini JIOsi<ono •1 PrPclo.s rul ltirlerrt lol/('rf'. 1:alf·us eu m prona. .~pel'lant rrnimalirr rMler<r
G IOVANNI .\lARI:\ I.AN C ISJ -
(:();\'! .\IE.\'lORAZIONE
.t er"Talll , il di~t·Or!ò') termina con il voto ft>rvente ehe ~otto gli auspici del
P ontefice, ciel qua,le <.·gli cm l'archiatro, fo:;set·o liberat.C' dal giogo ottomano la -Grt·l'in. e l'Asia minot·e, le terre san tt' df'lla. medicina << anliqua illa me.dic--ina~ incuna.bula Ooum, Abrle1·am, Pe1·gam:mn j-ucundis. gral.isque lacrymis osntlemw·"·
È chiaro da questo discorso roml' Lancisi, a 30 anni, fosse tm scguftCe -con \'into dd la jatrom<•<·canica.. Kt> non dw non t.ra.'!curò l'applicazione della chimica , (·Omt• fe-c<>ro ddla mcceaniea i ehimiat.ri, e nt'lla prat.iéa s<•guì i prin-cipì t' il.nwtoclo <l'lppocrate, dd quale t'ra c•gli profondo cono::;citort· e ammiratore. Xello ~tt•::;so disc·m·so parlando dei movimenti volont.u.ri · promettt· di e • S}JOI're il suo pensiero i11torno alla parte del cervello ove « huiusmodi volunlafis
-- r:terc:eafur spi1·itusque modifìt'anl1tr dir.i{Janf·u.rque». E manti~ne la ·proim7>erium mes~~\:
in una epistola scritta a Gio,·anni li'antoni: De 8ede Cùf]ilantis anÌ111ae
dupo aver ricordato chl', secondo la éongcttura di Cartesio, il doruieilio dello pPn·Pzioni c· (!<·Ile cogitazioni fosse la glandola pirwale. orp:<tno unieo avanti l'l'mìnt•nzP ùig<·mine, Pgli l1Pnsa inYrce che la sede dell'a-nima sin il corpo ca-Jlo:;o, organo, ugualnwntr unico interposto fr<\ i due· emisf~ri. D<'l l'Orpo t~alloso fa una minuta dt•,.;r-J·izimw. le cui fibre, f•gli din'. proccdt•ndo dalla cort-t'l'CÌa l'<•rcbmlt• <'Ollllcttono i du<• pmisfc•ri. Nl'lln stqwrflc-ic del c·orpo c·alloso, oltre le fibre tra,wC'rsali, dt·,;c·t·ive una struttu1·a fino a <tu el tempo sfuggit11 , c·ioè la presenza m•lla ~UJWrfì<·ie d el cot·po t•alloso di due fasc·i bianchi longitudina.li; <"ho rtl'COrTono lungo Jn. (ill(•a mediana. ogp;i. in ::;uo onon•. f'hianro.t.i nc·rvi JII P· diani o strit· medianE' di Lantisi e dei qna.Ii lo scoprit.c,re ÙPStriS>l<' il deconm lungo i pilast.l·i anterio1·i e po~tùriori del fornice, il qual<· <·on il sett.o ltwi<lo fu. p arte del c:orpo calloso . Oltrt' i tln(• nc·r"i mediani, Lancisi arcenna anche• aiJ11 pre:;;enza Co~<t ant(• di du<• altri ~tric· midollari a dec·or~<o la,t('ntl<•, quas i funieoli , nel confinr della sostanza corticale e midollarc della park dd cen·ello dw trova,si in quella. regione. l:iu c1ut'ste formazioni c·gli <-':>prinw il dubbio S<-' siano nf'rvi come le me<lianc <· .;o:rginn~r << 'l:enief forte d1:es quae hU; elùtm olJsCu1·ìs1·elmJ1 .lucem effundef n. Ora le due formazioni la.t(>ra.li furono ritrovat-e costant<l:'nwnte -t'
si chiamano tP.niae. leclae. Ai nervi mediani dd eorpo ealloso Lancisi dà.
~rrande
imporhmza. pN· le loro tonnessioni
t•
suppone che Sl' ne dipartano
fibte ehc si u.pprofond<~no t• tra::H·ùtTom, poi c·on
(p tnls~·er,.;ali, fibre
che fu-
r ono poi dimostratE> e c-hiamate ~~rae pmet1·an.te-~ da Kolliker e, meglio, struJ/u.m
lanci.sianum dA- .\Iingazzini. Lanc·i.-;i H{· C'enna inolt,t'f' alla diversità di
l;lo\' ANN! :\t.\RI :\ 1.:\!\t:I:O:I -
C0.\1.\IF:.\IOH\ZION~:
volunlt'. di dt>c·m·so dt'i m:rd nwdiani ::~twond u. gl"indiYidui t'. con,.;idE>ranrlo il •·nrpo t·allo!<o t'OIII(' il
\'Oil'IUJW
t•mpori o delle· :sensazioni nggiungt> « nou "-~r
lamPn quod !tane .njficinam dest!:na/.am Ja11tto11motlo rpcipiendis obie<:tor'!lm moti!Jtl.~ PÙ-~Iimemw< .~wl
t liam in ea sPdem
dt•rP.rnf'n t i.~ aninwe t·olloamltll
illmu
imayinanlis. deliberanti.s
e.f
.\'Pque t>11im fllil,j j(/(;1/ius men<~~ ùulirare de e.rter-
''i" JJOie..~l qoam quo t•.rtPrlla rom·P.niunt: uequP alimule ·" Jii·r iluum iter e.rlror.'J'Iwt
flntn•' lt.t; rliri{JI'I"P, qll(un qtw POI'ttmdt•m. -~l'irituum l'urStt.S intror8um con/f.·u.rit. 0 .1.!1.,\'i sappiulllO il nllore dt>llt· opinioni di ('arh•sio ('di Lancii<i: ~a glandola pineal<' è Ima glandola a t>t-rrezione
in ~'rn •t
<lt·llo sdluppo delle glandole ;.essuali: il rorpo
ton funziont' n'gl>latrite·
~··tl l oso è. coml'
già lo t•on:-;i-
do•l'a nt Larwisi. la_ pii• grande Yia di as.-;~~<·iazinn.t- int<'n·misft-rica-, la quale'.
t·onw dimostmno non tanto la fisiologia sjx•rimt•ntalc quanto la rliniC'a' e l'ana-
t-omia put.olo~il·n, s(• non è> :'it'dl:' rli tutta l'att.idtà psic:hica il clomicilio dell' a ninHt. luL una nota bi le• i 111 portnnzu per il norn111.le s\·olgi lllt>nto cldle fun7.ioni psid1i1·he dei c·ent ri associ<Ltid. pt•r la eln.hcmtziorw nrmonic·a del p('nsiero_
[.-(• opert: di Larrcisi di JHLtfllogi••· t'di dinira lltt•dica :sono p•·rcipuantt'llt<·
dnt' ]), 8nl•iln.w•i.~ morlihul!. De '"otu. t orrlis Pl rh alteurJfiJIIWliiJU.s. &>non rhe la. pritlla p•lrt<· del se<'ondo è tuttn dt•dic·ata alla strnt tma ~-' alla funzione dt'l <·uorf' c twi libri di rpidcmiologin. la. p:trt<- <·liniea è mt~gistralmcntt\ tra.t tata . XPI primo lavoro, rlC'dicato a ('lt>ment<' X L ricordate le OJ)(>l'<' di bt•ne pubhli<·o compiute• dn,l Pontefice quando dice· " Ma(l11i{ica inter haec, ·nalttralilms-
"'iam 81'ÌPntìi.~ latiorem. viam JH'r tula ar. solida e.rperimeutn pntefa,ckt perspirùuiiiM » addita al Pont(·ti('(• le \·ia. glodo:>a 1tperta. da T..t:•otHtrdo fla \'inc·i c: da
(;alilt>i al progr(•s,;o dt~llt··srif•nz•· na.tltra.li. Or('asione dd lanwo fu una notabile fn·qut>nza di mort.i impro\'VÌ!<t' rwgli anni l iOn t' l iiH'i in Roma u ntque /t'i ne ?'ttlgll.~ tanto pr•rcuflllllll timore ac tuelu l'rml!lwdtull ~- :\C'Ila partt- g<'rwralt> cl<'llt• IIHll't.i :~u ui tanw, argomc·n t..o U<Jn t.rat.t,~tn da altri, dopo 11n•r dato
una dl'tinit.imw mN·c·anil'a. dPIIa \'it.n, «trita e.~/
poleu lia l/fili impedila /1/flrhiuo e tll!inwfinm 111l nwlum jfui.dorum maioris 1181t-• , .
•·spom· le•. varie c·nu:>t· t' lt> ut·cn,;ioni d(:lle morti impW\'\·ist:>: n dagli urgnni deUa •·•·spirazimw p<'r asl'ìs~ia. o da.l c·uon· pt>r :sint't>p<'. o dal een·pllo pt•r· n.poples::,ia. l'\c·~ par·lun· dl'lla
morto(• nppan·ut•· "' dc·i ><q:tni pN· distingu('rla dalla rt>al(' ri -
•·ordn sjws"'o Paolo ZHt·c·hia di Roma il).!l'<UHic> nwdicn lqrnlt· morto nel HHii .
Trattando dei :o;int.mni per i q na.li si può a n tivedere la mot't.e impron' isa nellt· malattie dell'a pparato respiratorio, dE'l cw,re e dei grandi vasi e dE'i centri ner'vo,;i n on è il jat.romeccn.niC'o che pa.rla ma il medico ippocratito ltrri<!ehito· dalle <:onquiste aHora rt>t·cnt i nella scienza oe nell'arte, che ha. osser vato bene e c·he dellt~ sue osscrva:r.ioni ha il tf•l5oro dell'esperienza . In qu<·sto capitolo della prognol5i sPÌnbra chE' Lu.ncisi abbia JWila mE'n te le prime pn.rolc del libro dE'l pronostico ti' IppO<:ra.tE' t< 111:i sembra che il mi.glior medie-Q .sia colui che .ya
b"n pronosticare ». Quetito concetto ippo<:rat ico è ripetuto da un medico inglP:;e ~ir Jamcs ~l ackcnzie noto
per gli studi originali sulle malat t.ie del cuore, nt>l
.;uo liùro <<_TIIe future oj J[edecine )) n t.' l quale è s<'ritto che u Pssuna parte d t• Ila medieina >li m<'rit a il nome di s<'icnza <·ome quella della prognosi quando xe 1w <;omprendono ltl difficoltà c l'alto signifbtto. ~ ell a di~am ino. dei sintomi, ehe negli a mmalati dell'apparato l'i r<~olatorio
fA nno prevedere la morte subitanea Landsi . distingue le ,·arje forme d'irre. golarità del polso, quali bt<nigne tpu.di infauste, prC'cursore degli ~;tudi 1110derni ~;ullc a ritmi<•; pa.rl n. d<·ll'angina f.>e<·toris ron il UOHW d'« inte1'nÌ pecloris do!ore!S >>
ricordando l'aforisHHt ippocra.tico u cordiiJ dolor, !Seniori !iW'JJius con!SW'-scens, n-
pentinanL mortem siynificat )l e dd polso tardo, il <[ualt·, se ac<·om pa.gnat<> dtt altri sintomi di soffl'renztt del <' IlOr~, fa p1·esa.gire la morte improv>ixa. spe<:ialment~> nel i>~?nno . 1n qt~ esto d~lieat.o argoutt>nto della prognosi L'lnl'ixi <'onsi-·
glia: « merlic111n i la prurlenl.er ù1 ho<: IU'yot·io se yererP. ut, si non 8emper vera
di vi nel, saltnn non .S(tepe fallet )). ~d ca pitolo De mt>.lhodo prlt<Jenvwdi a .subita.neis mortibu8 si rilt•n.t tutta
la i111 portam.a dw Lancisi da ,.a a lla. igiene. N el raccolllaJHlarc la >lohrif'tà. ntm nwntit l'tmreo a.[orisma di ::>n.ntorio: tt illa cibi quantitas est saluberri.ntu: 1/nm, e àbo, corpus .~ui8 uegociùJ ea<leu~ agilitt~lc ~w·at, ne -~i eMet ieùuwm )), La sua c-onclusione a presel'\'a.re da.Ue morti ÌlllJ)I.'OVYisc è ltt seguente « Coet.era uu>d i-
c.i?w.e pmesidia ·inlerd111n falla.111; tttwut. nullo unqua.m lew pore fefellis$e com peri~nus: re<:lllm, scih'cet vita.e rPgimem, ac tranqt~ÌifUin infra.ctumque in bene ve! male
txt.fent·ibus ani m u m: i is d'llohu~t ().l•ilm!S 101 ÌVI' 1'811·~ fn·e 1muserva t io n is 01·bis a .
.subit.anttt morte circumagitur l> . I ca-;i di mort-e im provvi,;a. osservati ùa Lam·isi avvewwro quasi sempn• in pcr;;unt> <-hc J.ll'l'sPnt-a.ntno g ià. sintomi di malattie d<'ll'a.pparato t:ir<·olatvrio. ed <'rano spe:;:o;o intPmpC'ra nti "i nraulns t·em, {u.l'ttritJ80!i,
'risi8 facil'! mortibus coucirlisse ...
L'ÙU>SOWJUe
impro-·
lii()VA~NI
~\1 ARIA
I.ANCI::)I -- 1:0.\f .\H:l\10RA7.JONI::
Nella c·ura ddl'apoples:-;ia insiste. sulla effi\:acia del salasso dalla vtma giugulare estt>rn:a ond<> la pronta e facile d<>congestione del cervello.
Nel set.·ondo libro sono al!giunte pareeehie o:;servaz,ioni filrico·Wedi<:h;e., q)me le chiama Laneisi, di moJ'ti rep<>ntine con e-lSito in guarigionc, nf'lla pa.t·alisi, nella morte. llftlila risoluzione dt'llu paralù;i, dopo l'a.t.t.aeC'o a.poplc•tt.i~. propone un~t spiegazioni:' del fatt-o che la parn.lisi dt>gli art.i inft>riori si ri><olvt;~ pii1 prt·sto e più fadlnwntR di rpwlla degli arti superiori.
Alla storia dei casi c·on esito lt>tal<' aggiunge le autopsie << morbm·um ltis/,orii.s ad ieclae rli.sM.tf im1~.8 ,, t·ome d it·c·,·a. il sno a mi co Morgagni e con lui a m l t) O·
niva che << ob.yerval-ione.~ non lJOlam. san./ emunerandae sed etian~ perpende1ulc,e. l Alla storia delle 111alattie e all'autopsia fa st>guire l'epicrisi . eh '<'gli <:hianl!l. << 8dwfium "·
Ob."Jervalio; cadaneri8 diMect·io ;
<<
schol·ium 11 ; ecco l<' tre ptl.rti
m•Ue quali. ~rcondo Lancisi . dC'\'(' c•;;porsi la storia di una malllttia con t'sito l eta le. Su Ila ·importanza della \:agnizione della storia a vanti l'autopsia ;;i <'spri me eosì : « mafa. enim. quae morlem praeces.'lerunt ma.nu.m qua..si porrigeus ad iffam invenienrfam i11
cadawrilm.s raiW:Wl. quae. di8mplo L'itae filo, a.nimam di1·nl.sit
a wrpore ". Nel dare il giudizio della c·ausn ch'llt-t. mortr avvert.e d1e !:!pt'SSO non una :-H•Ia c·nwsa e srm plicO' ma pitl ca ust• e c·o1n pless<' c-ongiurarono a provm·a rla. 1•: n<'gli Sl'Olii, oltre· lt· eaw;c dellu mortt·, rAgiona dt>lla intel'jwet.aziom•, o (·{ml·t·gli dif·t· . - della. ctiologit~ d1·i sint.om i. In nn easo eli un uottiU tli _apoplessia , di
cpi l<~ssia
!'"l() anni, nel qual<• si osservarono sintomi di
di ;;ine:ope, Lam·i;;i parla nello sc·olio rdativo dei
rapport.i inc.:rociati degli emisfc-ri c·t·rt·brali c·ou le due lllf>tà dd ('Orpo Il <·ome dalla "lesione di un emisfero possa derivare• l'epilessia dt•l lato opposlio. Le autopsie xi cs<'gui vano talora nel t{'a tro n.nat.ol1Jico della Sa pienza fa<;endole seguire da Il<' <'picrisi. a vanti a i nwdiC'i << mufloq11e eone u rrenfe 81 u.dio-~oru. m
n t~mero >>.
A ragione quindi uno straniero, }fax .t\e>ubmg(•r·, s('rivt' che, prima rli Morgagni, a.gli italiani La.nc·isi e VaLsalva sp<'t,ta l'onore di t•::;sere stati i primi a mettere in pit-na ln<'e il signifiC'ato S<'ient.ifìco dt>ll'anatomia patologir.a.
GIOVANNI MARIA 1..-\NCISI -
557
C0.\11\TE:\WRAZIONE:
* ** L'opt•ra cui Lanci~i dedicò In parte migliore della sua intelligenza e della s ua operosità fu quella, cb 'era nelle sue mnni quando morì e che fu stampata dopo la, sua morte ; De m.otu ccmlis et de anfmry.smatibu.s. X el 1718 scriveva a ~Iorgagni << quam.obrem u/. M,~ etiam monitis tuis 'Profi-
ciam, uberrimam de mot-n cordis mate·riam quamprimmn in synop.sim. contrahant' contractamque ad te ·nl'iltam, ut s·iquidem, Deo /avente, vita et sanilas suppetel, intervum opus emiltam ; sin v~rn a/iter cli·vini8 con8'il-iis praescriptum f~terit, rtulem sallem illiu-s ùnaginem tutela.e tuae S'ttprema vol·unlate commendem». In qu<'sto lavoro , alle ricerche anatomiche normali e patologiche, alle ossc·rYazioni dinit>he, s i uni::;cono E'zinndio le S[X'rimcntali <<ne nudus, com'egli srrin', in .scenam. prodirem empiTicus 11. Le prime parole dell'op<'rll ~ono come un~t professione di fede, dalla quale s i <:ontprende il dominio nl'lla sua mente delle dottrine di Galilei e d ella scuola di Borclli ; qua,.;i una prot.N>ta rontro l'animismo del suo contemporaneo
.
~
G i()I·gio Sta hl ; cioè, eh 'egli dd la struttura e del moto del cuorl' invrstigherà le cause prossime meramente corporC.e, lascia.ndo l'argomento ù1torno all'anima << phi/osophis ac theologis dù;.serenrlttm >L Lanci:si prOCl'<if' in quc:-;to hworo con metodo che può dirsi matematico~ si suc-cedono i moniti, le definizioni. i postulati, le proposizioni, gli scolii. Fra i moniti : << ea 'mentis 1:is, quae mtion.em dì:l;imus, in rebus pra.eci1me aii.CIIom.icù; et meJ.licis, ubi expe.rimenlù:; non innititur, facillùne labitur >>.
Fra i postulati : wr]JOra animalict sunt 11tachinae mechanicis legibttS aeque
s?<IJiecta.e a.c il/ae quae arte e:rtruuntur >> onde risulta quale jatromcccanico apparisce qui, come in altre orcasioni, il nostro Lancisi ! Nel parlare del sangue si e"tPn<le nell'esame microscopico facendo la istologia compa rata dci globuli rossi primamente veduti dal suo mal\->tro cd amico ~Iarecllo Malpighi. Si
trattit>ne· lungamente sulle particolarità della coagula-
zione del sangue facendo notare che il siero, che si esprime dal coagulo, coagula. con il calore c con gli acidi. La. quantità de'l sangue, egli dice, ya.ria srcondo gl'individui. e nello ste:-;so indi,·iduo, secondo la quantità e la qualità ddl'alinwntazione c il va.rio tt•m J~O dalla introduzione del cibo e della bevanda. AmtnC'ttr una pletora Yera pleniludo sanguin-is sp<·cialml'nte nelle persone
voraces, bi&ace.sque Jìolissim:wrn s1: ott:o se clederint >>onde la distensione dei vasi , 3~ • (;ionw/c• di mcdit"iua >Hililccl'~.
-
Fase. IX.
GIOVANNI :\lARI A LANCI'SJ -
Cll :\1 XIElllORA7.1UNE
le alterazioni <' la rottura. O m la dottrina della p le tora ver·a ha s ubito ,-a.rie
vicende, dopo Lancisi: ammessa e poi negata pt'r i risulta ti dell'esperien1;c sugli animali ; ora nuova.mcnte ammessa dai clinici e df'gli anatomo patologi specialmente nelle condizioni descritte da Lancisi ; basti ricorda r·e il cuore dej grandi bed tori di birra. I medici tt·ovano un argomento fa vort>vole a lla dottrina della plctom. vera nt' l benessere dal salasso nei soggetti da. loro giudicat i plet-orici. Del pericardio studia minutamente l'anatomia, l'origine del litLuido n!'Jla sua cavità e le alterazioni di questa sierosa pr<'eipuamente le sincchie .
lì: pil'nO di att.razione il capitolo degli studi di )lalpighi, suoi e fatti insieme, intorn~ lo s.viluppo del cuore nelle nova del pollo S{•guito nei vari giorni dalla_incubazione u primordia slru.clttrae cordis in ovo incubato ad u-~que
manije.stationem dia.stoles ac systoles in puncto sahenti >> manifestazione che avviene nella 2a mrtà del 2° giorno della in eu bazioM. Lancisi racconta ingenuamE-nte che portava le UO\'a, nella incubazione (( cnm glociante gallina» da :Malpigh.i il quale, come archiat r:o, abitava nel palazzo vaticano, pt'r osservare insieme i fatti memvigliosi dello s viluppo del c uore già pubblicati da Malpighi. La dt·scrizione di Lancisi intorno lo sviluppo del cuore e la circo~a.zione primiti'a rnl•rikrc bbc, io credo, un commento da farsi da un cultore
di embriologia. Lancisi espone in tutte le piìt minute partic:oln.rit.à, ~ l a provetto anatomico, con il metodo di tecnicn per dirnost.rarla, la complicata architettura musco-
lare del cuore, la qualr. nrllc parti principali è q uella c he oggi conosciamo, e ne ricerca la tclt>ologia per· la efficacia della funzione di sos-pingere il sangue in tutte le parti del corpo e in pari tempo di mantener e Il} sua integrità anatomica. Dopo a.ver descritto le funzioni del cuore l'o chia ma una tromba aspirante e premente e altrove dice u adeo ve·n~m est cor sen.çu simul et motu danari, eiasque .~y-~tnlem per fìbramm conlraclionem a .stim.ulis praecipue e.rcitatam perfici » quegli stimoli periodici che oggi sappiamo propagarsi dall'o-
r ecchiotta al vcntricolo per il fascio muscola re specifico atrio-vcntricolare. Descrive il vario sito degli orifizi delle a rterie cor onarie e ne discute le conseguenze sulla irrigazione del muscolo cardiaco e sulla varia energia di questo. È una questione, egli dice, non facile e nello stes;;o tl:'mpo, meriteYole di essere risoluta. Lancisi affer ma contro Tebesio e contro Briicke, che scrisse circa un secolo e mezzo dopo stùl'autogoverno del euore, che il sangue penetra.
GIOVANNI i.\IARIA L.'\NC IS I - CO .'.l.l\IE~·I ORA~ I ONE
nelle art<>rie corona rie non dura nte la diastole soltanto ma nella dia:;tole e nella sistole; in questa nei mmi s uperficiali, in quella nei superficiali e nei profondi
".san(Juis in cordis syslole imm:ititur tctntztrn in coronarias e.Tle-riores ; in diastole vero in ma·iores atque etimn in ·~linima.s coronnrias arteria.s ''· E che il sang ue penetri m·lle coronarie durante la sistole ventricolare, qualunque la sede d egli orifizii delle st es:se •< e:l: eo perspicue patet quod a1·te·ria.e magnae caude:r (il bulbo <lc•ll'aorta) per·peluo im;enitur sang~tine 7Jlenus l:wm ante, tu·m retm lwn supra, tum injra valvularum rnargines, vel cum cor ve1'satur in d;ia.stole ,, onde avviene
che le valvole semilunari non possono appoggiarsi alle pn.reti dei seni e chiudere gli orifizi delle coronarie : il sangue entrato nell'aorta « quaque versum
m.agis urgente ,, discosta. probabilmente le pare ti dell'aorta dallo valvole semilunari ; << mag rw.que vi niten.s qua data porta in orifioia coronariarwm non impedita
..... in(iuat et per·vadat». Ciò conferma con le leggi dell'idrostatica. Ammette inoltre una specie di contrazione delle valvome semilunari, onde rimangono discostate dalle pareti dei seni iscrivendo nel lume dell'aorta un triangolo mistili.nco. Nelle vivisezioni infine osservò il polso delle coronarie sincrono alla diastole dell'aorta e nelle ferite delle coronarie il sangue uscirne con maggiore impeto. Ora l 'cs pcri~mze di Ceradini e del nostro rimpianto fisiologo
I~uciani
hanno confermat.o la dottrina di Lancisi con la dimostrazione· del vortice cen-
t1"ipeto nei seni di Valsalva,'onde le valvole scmiluna.ri rimangono in una po:sizioue di scmiapcrtura., come con ingegnosi sperimenti, dimostrò C<'radini nel 1871. Inoltre fu osservato, come si legge nel trattato di Luciani, che il cuore 1Pgato in vivo nella sistole mostra iniettati i vasi superficiali, mentre se legato nelle diastole, tutte le diramazioni delle coronarie sono turgide. La dottrina adunque di Lancisi sulla circolazione del sangue nelle arterie coronarie è la odierna. Come della circolazione arteriosa così delle vene del cuorç si oCCUJ>Ò Lancisi con estrema a ccuratezza. Delle loro varietà e degli sbocchi nella orecchietta destra fa una descrizione pi<'na. di particolarità interessanti. Ritiene che il sangue delle vene coronarie si ver:~i nell'atrio destro durante il vuotamento sistolico di questo nel ventricolo e non durante la diastole.
Nelle vene coronarie ammette la presenza di. diverticoli, onde s i versi tma parte del sangue refluo nei ventricoli alla fine delle sistole ; come sarebbe dimost.rato dalle esperienze da lui eseguite, fra le quali che l 'i~cqua iniettata nelle
GIOVANNI MARI A LANCI S I -
CO:\'l:\1t:\10RAZJ ONE
vene cownarie esce a goccioline dalle Jlareti interne dei ventricoli. Al sangue u:sccnte dai suppo~ti diverticoli ascrive un'azione vivifican w in r apporto con la funzione del cuore. Ai nervi dè l cuore dedica uno studio particolare, stuèlio negletto, com 'egli
dice, sebbene << doctissimum Falloppium lampadarn posteris 1Jer invia alque ("J·1Cttra l!aec ituria accendisse )). Del nervo vago e dei nervi intcrcostali con
i loro gangli descrive il decorsq fino al grande plesso cardiaco, osser vat o primamcnte da Falloppio, fra l 'a.orta e l'arteria polmonare e delle numero,;e diramazioni sulla superficie del cuore (della quale da una tavola c he
dimostra. << ne1·vos omnes, qui ad praeamlia fer?.tntur >>) lungo le diramazioni delle arterie coronarie o i'TI-s fltr heilera· qu.ae .snis claviculis a1·hnrU1n rnndir-€S
complectitur ac devincit '' e nell'interno delle pareti del muscolo cardiaco. Ualla varia distribuzione dei nervi nelle orccchiettc e nei ventricoli induce la ragione del precedere la sistole auricolare alla ventricolara e della cont razione sincrona di tutte le parti del cuore nelle orecchiette e nei ventricoli , dw·a.ntc la s_ist ole « validum. enim agens in tensione 8e?.t -~ystofe cordi8 esi nen;oru.rn vis >> E poichè nel decorso dei nervi cardiaci, escluso il vago. sono ga,ngli ; a q_nesti ascrive il potere d<~ll adattamento dPlle forze del cuore 1
a lle varie contingrnzc, a i vari bisogni della vita. Secondo Lancisi adunque si dipn.rte da i gangli nervosi quel potere di accomodazione per il quale il grande motore del sang ue u marimus sangttinis motor rytknws 81108 ?Jariare poluis8ef " secondo i bisogni dell'organis mo. E ora per q uesto potere mera.viglioso '"lli adattamento, anche da coloro che lo gi udicano insito nel muscolo cardiaco, · non si esclude l'azione d(•i gangli nervosi. Da ipotetici rapporti h a i vasi sangu igni, i n ervi e le fibre muscolari del cuore procede il ritmo per petuo ' di quest "organo. Non è esagerazione afft·rmarc che Lancisi sia stato il precw-sore della dott rina. dci !'lervi vasomotori quando parla delle cont razioni dci vasellini ar teriosi << per alternam. nervulomm lensionem » e degli spasmi da contrazione della tonaca muscolare delle arteriole per effetto della perturbazione dei ne rvi che le irretiscono; spasmi che possono vC'ritìcarsi in varie par ti d~l corpo : n~l
cuore, nell 'addome, nelle arteriole terminali della periferia.. Ora, com'è
noto, i nervi vasomotori costrittori e dila.t atori furono dimo!!trati m•lla Sf'conda mf'tà. del secolo passato da q uei grandi fisiologi che furono Bernard, Schifi, Brown-Sequard, ?11osso.
GIOVANNI MARIA LANCIST -
COMMEMORAZ10Nt:
Sul moto del cuore il lavoro di Lancisi è tutto sperimentale, sproV\risto peraltro di quegli istrumenti, dei quali arricchita la fisiologia sperimentale moderna ha potu~. fare le conquiste che noi ammiriamo e che sono tant.o feconde di progre:;so a.nche nella patologia. Avendo osservato che il moto del cuore sospeso viene ristabilito per la vellicazione delle fibre nervose dccorrenti sulla superficie del cuore, conferma l'azione dei nervi ;;ul moto dE'l cuore. L'·ultùmtm moriens non è la orecchietta dest.ra ma l'estremità delle vene cave e di questo fatto poi·ge una sottile interpretazione meccanico-vitale. Quanto all'ordine dci movimenti delle orecchiette e dei ventricoli nt>ll<' singole rivoluzioni cardiache, mentre nelle ricerche sullo sviluppo del cuor<' del pollo, nei primi giomi de li~ incuba~ione , vede il ritmo alterno tlei movinwnt.i delle orecc·hit>tte e dE'i ventricoli, dalle osserva1.ioni nei cuori dei grandi a.nirnali (bovc, cavallo, molosso) ammette che la sistolc delle orecchiette pre· . ceda di poco quella dei vent.ricoli e nell'ultima parte sia sincr·ona con la ;;i. ;.t0le dei ,-rentricoli. A questa conclusione fu certamente indotto dalle osset·· vazioni del cuore pulsa.nte nE'Ile vivisezioni, dalle quali, come descrive Lu<'iani nel suo cla;;sico trattat.o, si può ritenere che la sistole non sia che la continua.zione dell'onda cont.mttile della presistole-, che subisce un brtwi;:;sinw arresto quando giunge al solco atrio ventricolare e t·he si propa.ga poi con fulminea rapidità dalla base all'apice dei ventricoli. L'ordine del ritmo del cuon' così viene riassunto da Lancisi: « universum siquidem et conlractionis et remù;sionis ·negotium. ea leye transigitu·r ut JJrÌ1icipium systoles anricularum synckron:wm sit cwn fine diasloles ventriculorwn; medùun verso .~ystoles ea1''1Undem cmricularwn. sit syn..chronum cu.m princip·io systoles venlriculormn: denique ot
fini.s systoles auricularum melia.t·u.r med-iwn contractionis ventriculonon "· Se La.ncisi compre>;c bene, come già Ct>salpino, l'ufficio delle valvole sem.ilunari non fu altr<'ttanto per quello delle valvole at.rioventricolari. Descritto il ritmo normale del cuore Lancisi dicf' delle molteplici perturbazioni che può manifestare nelle varie condizioni morbose. E come ciò tlY· venga lo dimostra la dottrina moderna dellé aritmie uscite dalle ricerche istologicbf', cliniche c sperimentali.
*** Nel trattato degli aneurismi sono comprese anche molte malattie del cuore. Nel secolo XVIII comincia Io studio delle malattie di quest'organo con me-
GIOVANNI ~!AR I A LANCISl -
COMMEi\IORAZIONE
todo c con principi scientifici. Dei quattro autori che in quel secolo si elevarono su tutti nel trattare questo argomento due sono stranieri \Vieussens e Senac, due italiani, Albertini di Bologna maestro di Morgagni e il nostro Lancisi. Già nell'opera De subitaneis ·mortibus sono ricordate le malattie del c uore come cause frequenti di morte improvvisa. In un caso bene studiato clinica.m<.'nte per dieci mesi con attacchi apoplettici, epilettici e sincopali, con febbre inegolare, con deperimento ed anemia progressivi e nel quale la morte avveun(' in un attacco epilettico ; all'autopsia si trovò che le valvole aortiche erano ricoperte di veget.azioni polipose che si protendevano nel lume dell'aorta che v'era. aumento di volume delle milza con due infarti bianco-giallastri. Tutto fa pensare si trattasse di un caso di endocardite maligna a lento decorso sulla quale recentemente si è richiamata l'attenzione dei medici. Prima di entrare nell'argomento degli aneurismi dice che, perchè la circolazione proceda regola.rmcnte, tre condizioni sono necessarie: il cuore nella struttura. e nella forza normali; una determinata. quantità e qualità del sangue; i vasi sanguigni di figura cilindrica, estensibili, contrattili, liberi. Espone la struttura delle arterie, le cui pareti, n elle quali distingue quattro membrane, per la loro clist-ensibilità e contrat.tilità, dilata.te dall'onda sanguigna uscente dal cuore, si contraggono poi aggiungendo così nuova forza al movimento del sa.ngue . In altra parte aveva già detto che la. struttura delle arterie corrisponde alle loro funzioni di contribuire al cor:;o dE'l sangue e di adattarsi subito alle quantità mutevoli del sangue in esse decorrente ; cioè i l per moderatam e.'l:ten.-
sionem vel c011tmctionem guam cii issime ace<nnodarenl, hoc est quocumque i 11 casn suos haberent comutensus proportionis \), È il concetto moderno dell'adattamento dcllt' artet·ie al vario contt'nuto del sangue per virtù del sist ema nervoso vasomotorio. Fu il primo Lancisi <t distinguere gli a neuris mi in logittimi e spurii e nella genesi degli aneurismi, nei quali comprt"ndt' anche le dilatazioni con c senza ipertrofia del cuore, ritiene n ecessaria un'alterazione materiale nella tessitura delle mem brane delle arterie o delle pareti del cuore << semper admiflendu1n esse enervationem Beu rl-ivulsionem alìquam (rbranun a·rlet·iarum
lttnica.s te.renliwn )) onde la di!niJmita resistenza alla via all' im1)el1t,B SU11· {111 inis u.
Negli aneurismi da fE>rita dE>lle arteri.e si t.rattienE' :ou quelli frNJ.uenti in
(;10\'ANNl MARIA 1..\NCISI -
C0:\1 ~1Eè\·I ORAZIONE
allora da ferite dC" Ile arterit' del braccio nt'lla pra.t ica salassa trice dci barbitonsori : descrive gli aneurismi che si formano da ferite delle membrane t'steme,
.,.
narra casi da lui osservati e ne fa la diagnosi differenziale con i falsi aneurismi da ferite parziali complete delle pareti delle arterie. Degli aneurismi legittimi da trauma. oontusivo Lancisi parla con grande 10•spericnza pen3onale e credo di non sbagliare affermando che la etiologia traumatica contusiva dPgli aneurismi sia stata dimostrata da Ln.ncisi. Per la genesi degli stt•ssi , poichè non si verificano sempre dopo le contusioni, Ln.ncisi ritiene si debba ammettere una debolezza congenita delle arteJ·ie o una di$Crasia preesi!ltt>nte. Nella causa meccanica si ha il concorso di due forze oppostf' : l'interna dall'impulso dell'onda sistolica ehe dilata l'arteria, l'esterna (~di'urto
che la sospinge. Da queste due forze contrarie, simultaneamente
opt>ranti, può venire dannf'ggiata la struttura delle arte rie ; eome avviene, dicC? Lancisi, la fessura di una campana quando è pt'rcossa contemporanea.mC?nte dal battaglio dentro e da una pietra scagliata al di fuori. Nella discussionE' meccanica del fenomeno si appoggia a quell'autore a lui caro <• rloctis,9im·u.; aequaliqu.e semper amicit·i a colendus Lau·rentius B ellini )>.
Degli aneurismi trauma.tici narra vari eJ>cmpi fra i quali uno osservato nel decano dt'i lacehè corridori di un peri;onaggio (il ba.rbaro costume di quei t empi): nel quale liH'ehè, dopo un violento colpo di una grossa boccia nel lato sinistro del dot'l;o, si s,·iluppò un aneurisma dell'aorta discendente toracica da lui diagnosticnto, dw formò un grosso tumore, ritt'nuto per un ascesso
t'd inciso da un ignoranh~ audace ; onde La nr isi E•sclama « /el i:r guem fa.c.iunt aliena
1leric ula ca1t./IWI "
XC'Ila descrizione anatomica dt'gli anemismi Lancisi 8Ì dimostra emulo di l\Iorgagni: descri,·<> l'anem·isma saccato, le stratificazioni fibrinose delle quali ricerc1~ le gcncsi dalle Jc.ggi della meccanica, ne riconosce l'ufficio protettivo, ondt> può vcni me una guarigiont> rdativa; descrive le nnia rotture e nell'orifizio di eomunicazionc con il lume dell'arteria t~COt'g(• la rottura della. membrant· iuternc, onde la sola parte esterna della membrana <·sterna forma la parete clf•ll'aneurisma rit•opt•rta. claUe st.mtificazioni del ;;anguc coagulato. La frrq ucnzn. degli h.nf'urismi dell'aorta toracica ascendente spiega perch(} le sezioni di quel tratto di aorta " majo-rent impettun 8anguinis a c·
ccn·de propul.si ipsae primum. e.1·ch>i·nnt l) ,
R indflcisch.
È la dottrina sviluppata poi da.
GIOVANNI l\IARIA L:\NCJSJ -
COt\IJ\It:.\IORAZHJNE
Agli aneurismi traumatici S<'guono gli aneuris mi lla discrasia : dagli
ltumores erodentes la struttura ar·terial('. f:<'<•o la nuova. dottrina umorale che entra n ella jatromt>ccanica. V'è un capitolo '' De modo et cau..sis quìbus /il et de &ign~s ([!àbu.s cognoRdltu aneurysma ga-llicum n nel quale è detto: " lym11luì gallici.s hunwribus .<Jm!Pn.~, posl.quam congeJJtionem in ossibu.s ac Zigamentis pri11w lenmverit, nwx, patda.tim. ?Mia, acrior iam reddita, supra et inlra sub.<Jtanliam externam arteriae de-
pluens, illam. e."redere incipial, indeque in aneurf1sma disténdat )) Se alle parole " gallicu;; hwmor )) si sostituisc~ '' Tre7)()1z.ema pallidum )) quasi nulla vi sarebbe
da cambiare in queste parole di I.ancisi, poichè gli studi recenti hannò realmente dimostrato che nell'arterite sifilitiea, llHtdre degli aneurismi, le prinw
' alterazioni sono n ell'a,vventizia, onde si diffondono nella media, nella quale provocano alterazioni regressivc dei tessuti elastici e contrattili. Quali i sintouù dell'aneurisma sifilitico secondo I.ancisi ~ Fra i più importanti, i dolori profondi specialmente notturni nella regione ove subdolamente si sta svolgendo l'aneurisma. Mentre adunque per Lancisi nel sec. xnu era sicura la etiologia sitilitie.a dPgli aneurismi e ne raC'conta esempi ; autori , anche sulla fine del secolo passato, come Schrotter, la mettevano in dubhio affermando che nulla per loro stava a provare che la sifilide potesse esst.>re causa di aneurismi delle grandi artcri1'. Non senza ingrata sorpresa si lt·g gono lavori recenti di medici italiani sulle malatti<' si1ìlit.iche delle arteri<', nei quali mentre si è ten~ri nel rioordare tutti gli autori stranieri in nota di più pagine, non una parola sull'opera di I.ancisi lodata da l\'Iorgagni, da Haller e da altri stranieri ; così ehe vicn fatto di ricordare il detto di C'i<'l.'roue" satis m.irari non queo ·tuule hoc .<Jit tam in.solen.s domestieamm renon fa-
stidiwn H. ::>e Lancisi ammette la etiologia luetica d egli aneurismi ; ammetti." altresì come dato etiologico l'abuso df•l mE·rrurio ; e al parere di Lancisi si a:;sociò recentemente Rosenbach. Nell'alcoo.lismo Lancisi trov<t- una causa del tÌ<l!C(;ar:;i dl'lla re;.;istPnza delle arterie e maggiormente quando si aggiungano gli sforzi da sopraft·aticamento muscolare.
Nelle dilaLazioni st>mplici delle arterie - aneurismi ille1,"Ìttir~! - non v'è rottura di alcuna dello tonache: si tratta di semplice distractio non diruptio: quando la di.stmctio lmns·i ril in dimplion em si ha, il pas.-;aggio dalraneurìsma.
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GIO VA NNI MARfA LANC ISI -
COMMEMORAZIONE
illegittimo al vero aneurisma. La etiologia è l'aumento della vi.s, dell'impet118 sctnguinis : cioè della pressione del sangue nelle arterie, la cui prima misura
fu fatta da H alt>s tredici anni dopo la morte di Lancisi. I./aumento della v is sanguinis è diretto, dall'impulso del motore cardiaco, riflesso, da ostacolo a.l
corso del san gue. Con le leggi della meccanica e con esperimenti dimost ra come ne avvenga la. dilatazione delle arterie e studia anche sperimentalmente la formazione di q uella sostanza poliposa che si deposita sulla superficie interna delle ar terie fino a lla obliterazione; di quel processo cioè, che oggi noi chiamiamo trombosi. L 'aumento dell'ùnpet·tt.s sangwinis incapace da solo a determinare gli aneurismi se non esistano alterazioni delle pareti arteriose, è provocato spesso dal lusso dell'alimentazione e dalle bevande alcoliche cc in gulosis ac bibtl • cibus ,, per lo spa,'5mO delle arteriole dalla plenitttdo cacochyrna o, come si
dice oggi, dalla intossicazione alimentare c< quod at·teria.e sui.s in fìnib·us, oò fì,brnrum irrilationem, convelli solent ,, onde, << ·intercepla satl{}uin·is ab arteriis in venis immi.ssio n. Qua lo il tra.tt,a.mento d i questa condizione, oggi detta
d' ipertensione '?n Totus, dict- L-tndsi e,sse debet i:n rigida i11.stituenda victus ratione >l • .Non sembra che i recenti, fra i quali Hucha.rd , nella genesi della iper-
tensione, onde l'arterio-sclerosi, e sul t ra.'t.tamento s ianp stati preceduti da Lancisi ?
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••• I-r a gli aneurismi L1.ncisi comprenclc, como già si è detto, le dilatazioni (!C'Ile n rie <'ll.Yità d t>l cuore provocate da ostacoli al corso dE> l sangue nelle dette cavit à " per diutnrna m vim repercu.s.si sanguin·is
>)
dilatazioni cardiache,
onde proc<>duno gli asm i soffocativi, i dolori del cuore, le idropi e talora le morti repent·inc. Oltre la dilatazione riconobbe la. ipertrofia dd cuore : « non solnm. att·onun dilatationem sed fì,brantm cra.ssitudinem et .soliditalem. n. GI"in -
duri menti e l(• ossificazioni delle valvole s i trovano spesso nelle dilatazioni delle cavità del _cuore. In un ca,':;o nel qua le, durante la vita, si ebbero accessi asmat.ici, vertigini, palj)itazioni c polso inuguale e intermittente e la morte a\'venne in un attacco asmatico, si trovarono le va.lvole aortiche indur·ite, di asp<>tto cartilagineo, una. ossea. Ricorda. casi d 'indurimento della vah-ola mit.ralc con dilatazione della orecchiet.ta sinistra e le dilatazioni del ('uore dPstrò da malattie croniche dei polmoni >l d·iutumo a.sthrna fe a.ut catarro "·
GIOVANNI MARI.\ LAl'iC IS I -
CO:'I I.\I f..\10R.\ZI ONE
Lanci s i parla delle dilatazioni· del cuore da pat.emi dell'animo «si magna
ac diuturna {uerint ,, perchè provocano alterazioni della. crasi del sangue e perturbazioni circolatorit>. Ricorda che Cesalpino t rovò dilatazione ed i(X'rtrofia. del cuore con dilatazione dell'arteria. polmottare nel cadavere di S. Filippo Neri <<qui saepi·us in palpitationem cordis in.cidebat e;.· vehementi- e.t'fa.si qua-e rnagna anirni simulque cordis est afjectio "· Sulle influenze dannose dei patemi dell'animo se profondi e prolungati sul cuore non può dubitarsi da alcun medico; anzi i patologi rectnti ritRngono che la loro azione sia come quella dei veleni fino a t.urbarc, per gli squilibri onnonici, la crasi degli umori ed indurre per le brusche e ripetute oscillazioni della pre:<sione sanguigna alterazioni trofìche del miocardio e delle arterie. Lancisi fu il primo a des ignare la importanza.. delle pulsazioni delle vene giugulari per la diagnosi della dilatazione della orecchietta e del ventricolo destri. Di- questa pulsazione, !mila quale si è tant,o studiato, egli trova la. spiegazione nella -dilatazioM delle dette cavità turgidc di sangue, nella incapacità funzionale della val>ola tricuspide; onde il sangue nella. siswle del ventricolo destro r('ftuisce nella. <·a,·a c nelle giugula ri, che si dilatano e pulsano. Questo segno, al quale Lancisi da un valore patognomonico, è stato confer.ma,to, come tale , della insufficirnza della valvola tricuspide ed è chia mato polso venoso e si potrebbe giustamente chiamare pvl.so di Lancisi. Dal poco che ho riferito intorno all'oprt·a di Lanei:si sul cuore e s ugli aneuril:imm.si riY(:la quale contributo, ora sono già due secoli, fu dato da lui
ad alcuni dei precipui problemi sulla fisiologia del cuore e sulla diottrina degli aneurismi nella etiologia, nella g<'nesi, nella patologia e nella clinica. Kon ma.ncano defi cienze cd errori ; i quali (X'raltro, sr si C'omprendano i tempi di Lancisi, rimarranno nrll 'om l)l'a di fronte ai fatti tron\ti e alla meravigliosa intr rpr<>tazione di a lcuni di essi.
** * Abbi.amo veduto come Lancisi fosse uno elci primi medici a trattare con criteri scientifici la patologia dell'apparecc·hio circolatorio. Ora altt·ettanto si deve dire per le malat t ie epidcmi<:he, le quali, nel loro ripet e~-si. meut re provoravano il wrrore e lo sgomento nelle popolazioni, aumenta Yano le speculazioni ùr·i mNliC'i ~u lla loro natura e s ulla loro genesi.
Gl(J\ ..\NNl MARIA LANC IS I -
COi\.J~IE:\fORAZ J ONt;
f>{j/
Fu nel srcolo XVI che, dopo i libri sull'epidemie d'I ppocra.te, di Galeno ~ degli arabi,
cominciò con Girolamo Fracastoro lo studio dell'epidemie,
.spt>cialmente della peste bubbonica e del tifo p<>tecchiale, del quale egli e bbe primamente il concetto del contagio diretto e indiretto. Di Fracastoro Lan-cisi scri ve (( vir in univetsa arte muliat magni nominis, in pe8ti/,entiae vero
.libris. celeberrinws "· Nel secolo xvur la epidemiologia entrò neUa via cl~l progresso per i lavori -di medici insignì fra i quali Sydenham, Ramazzini, ~Iorton, Lancisi. Un autore .straniero, Fosse), giudica che i lavori di epidPmiologia di Lancisi sono sin-<'eri, di contenuto profondamente pensato, di assai pii1 che un semplice interesse storico. A convincersi di ciò che scrive l'autore straniero basterebbe leggere la prefazione del primo libro delle epidemiE' di febbri castrensi. La trattazione delle epidemie, egli dice, non è una nuda espoiiizione di fatti ma -di questi devono ricercarsi le cause e darne la interpreta;r.ione; determinare i caratteri.di una epidemia e i vari sintomi negli ammalati onde farne la di-
s tinzione da altre epidemie e dalle singole forme della ma lattia trarre i presagi per l'esito e i cri!eri l)er la· cura (( quct cet·le unica metlwdo, ipsa:nut
empirice rati011:is imperio subiù;i 1X>le!Jt "· Tre lavori di epidemiologia si devono a Lanei!:> i : il pr1mo sopra una <·pidemia reumatica ehe corrispondE' alla nostra influenza; il secondo sopra una epidemia di peste nei buoi; il terzo sopra cinque epidemie di febbri int ermittenti e pernic-io>~e· da lui dette castrensi. Si comprende come non sia possibile entrare nell"esame di tutti questi lavori nei quaJì rifulgono le belle qt;alità di Lancisi; la grande cultura mC'dica, storica e classica, lo spirito <li osservazione (( rJraelucentibus ralionis lu.tm:nibus )) il de::~ iderio del
progres::~o
scient ifico ; l' amore della ricerca del vero; il proposito di rius<:ire uWo alla società. Nel primo lavoro, dopo aver parlato, con erudizione meravigliosa., ddlc qualità native ed a\Tentizie del clima di Ro ma, descrive la epidemia da lui <letta reumatica, chiamate~ dal popolo mal del castrone, che diffusa in tut,ta l'Europa nel 1700, decorse in R oma. netrinY<'rno di quell'anno, come non potrebbe essere meglio clE•scritta oggi: dalle fol'lne ca,tarrali leggere predominanti alle forme gravi con le varie complicazioni, maggiormente le toraei<:he in coloro che t rascurM·ano il male nei primi giorni. l''ra le complicazioni
r icorda le cerebra li con delirio, il quale è la conseguenza o della. discrasia
GIOVANNI ~!ARIA LANCI S I -
CO ~I ~l F;MORAZIONE
:H:uta del sang ue o d ella, infisunmazione propagata a l CE:'rvcllo dai nervi d el to-
r:we. ~ellu. cura trovò utile il salasso nei soggPtti robusti. Per la profilassi insiste sulla pulizin., s ulla tranquillità d ella popolazione, su Il 'alimentaziont> sana. Dumnte qu<'stn. epidemia , per ordine del Pontefice, si tRnne una riunione dei medici primari di Roma. presieduta da Lancisi nella, casa del cardinale ~lareseotti pr~ft>tto della sanità pu bbliC<\. In questa riu nione si discussero la
nn.tura della epidPmin, le <·ause, k previsioni s ulla durata, la cura e la pubhlic·a profilassi. Lancisi sostenrw che la t'pidemia fosse ])1'0\·ocata dalle condizioni mcteori<'h<' di quell'inverno rigidissimo e ricorda l'epidemie prE:'gt·e~e fra le quali q li(' Ile del l 570 cl(•s<'ritta dà Caguato " hyeme et veris im:tio vi$
magna. 01'la est pleuritidis. }J('ripnnwwnicw el. anginae, quae multa hominum millia utriusque .sP-.w.s et onmi.~ aelatis inlerfecit , cum interim aquilonii flatu8 t·i.~ ma.rima et assidue et loniJn
lempore irruiMet )). Tutti !li a~;sociarono a l ·
giudi7.io di Lancisi l'cretto P nec-hioni, il quale sostenn€' tratttws i di un morbo <·pidelllito prow)('ato da èontaminazi9lre ddl'atmo:;fera. Tutti peraltro ('011\'l'Imt'l'O ll('Ì
prOV\'l'climf'nti l]j salute pubblica s nedaJmente la nettezza.
dr ll(' strnde u delle cast•, l'alimentazione sana accessibile a.i citta,clini di ogni ("(mdizione, il tra .~port~ , pronto ch•gli a.mnuùa.ti poY<>ri ·agli ospE:'dali, l'aumento doi medici r<-g ionari, le pene H('Y('r e ai v<' nditori di g<'n eri n lim c1~tari a\·id i e
frodolcnti.
*** .K(') libro d t> Ila epidemia dc• Ila pc•stl' bovina n<>l Lazio ricl 1713 originata.
da un bO\' C ungherese infetto, r he diffuse ht mn.lat,tia in tutta, l'Italia, dimo!>tra la. sua comJWt<'nza nt>lla n•t<>rinaria, la qua.lr, E:'gli dic(', il mcclico n on d<'H' ignorare onde fa.re lo studio comparato clt•lll~ ma.lattiP degli animali e
cll'll'uomo, qu<'llo studio cht~ oggi si chia ma /Kifologia. com}xuata e scmo;a la qualf' una. ,·em patologia gtm•ralt>. fondata cioè sui proer;;si morbosi di tutti gli <•sst>ri vivrnti nQn potrebht' <'sisterC'. Poichè non v'ò rimedio spt>cifico, dice L1nr.isi, contro la p<'Ste IJo,·inn. è eli principale importanza conoscerne il modo di propagaziorw ondl' soffocarla s ul nlt>lCNC e irnpt•dirne la diffusione.
·t:: il concPtto m<>dPrno E:' ho alla nwdirina curativa si Rnstituisca la preventinl. Condnto della natura contagiosa t.l<•Ua mal!~tt.ia., sostenne fortem ente
GIOVANNI l\lARJA LANCI S I -
COi\UlE;\WRAZIONE
'
'Contro il parere di altri che la t erribile epidemia fu certamente accesa dal solo bove della Pannonia trasport,ato in Italia nd \·eneto e che la malattia si contraesse unicamente per il contagio e ft>ce quindi dalle autorità emanare ordinanze per l'attuazione di tutti i provvedinwnti nec<'l;sari ad arrestare la diffusione della malattia., che :;ono quelli dei nostri giorni : denunzie dt·i casi, isolament.o degli animali ammalati, proibizione dell'uso delle carni e delle pelli degli animali morti c del latte di animali infetti, le norme di :;eppellire o di cremare i cadaYeri, la pulizia degli animali, dci pastori, dei veteri : nari, la disinfezione delle stalle, degli abbeveratoi, ecc., eec. La descrizione dci !!intomi della peste bovina è f~tta in modo così dlicace ed impressionante da far capire che Lancisi n on è rimAAto alle infOl'mazioni ùei veterinari; ma è andato egli stesso nelle ca mpagne fra le mandre e nelle stalle dei buoi malati, dei quali ben 26.252 morirono in quella epidemia. Intorno ;\Ila etiologia, escluso che provocatori della malattia fo:;sero m setti e vermi, premesso che 1! buoi ammalano aoltanto per contagio, ritiene che la causa della peste sia costituita da corpic<:iuoli minutissimi, i quali pc· netrn.ti nell'organismo per la bocca e le narici e diffusi nei polmoni e nel sang ue, si comportano a guisa di un ft•rmento « fennento pesti/ero )) che si moltiplica come avviene dei fermenti dd pane e dell'aceto c provoca le alterazioni (l
le corruzioni dei solidi e dei liquiùi c uscendo dal corpo degli ammalati dif-
fonde la malattia ai sani. Che sappiamo oggi del virus della peste bovina ~ Happiamo che trova::;i
..
in tutti i tes>:uti t> nd sang ue, nC'l quale, durante una epidemia nella Colonia Eritrea, .Memmo e a ltri medici italia ni tronnono corpicciuoli sul limite delle Yisibilità. e pensarono ad un Yirus filtrabile. È quello sulla peste bo,-ina un libro di patologia c di polizia, :;a.nitaria
veterinaria, degno di essc·rc commentato a.Ua luce dci progressi moderni. Lanciai dice di anrlo scritto ~pinto dal pensiero u quO<l palTÙte cui noslram
operam studiaqu.e ab ineu.nte adolesrenlia cou.secravimu.y, debea./wr hoc munus >).
* ** L'epidemia di febbri intermittcnti che si manifestarono n ella città di Roma e in altre regioni degli Stati della Chiesa non poterono non stimolare la mente indagatrice di Lancisi e studiarne la etiologia e la clinica. A s.crivere il suo notissimo libro " de no.t:iis paludwn effl twiis eorumque reme(il:i.s l> fu
Gli l\ .\:-11\1 :\IAfll.\ 1.:\ NC IS I -- CU.\D1D .fORi\ZlONE
indotto d ali<> ra!!ioni c>spnstP r1<·1la " ON'a.~w srril•endi n t•t>l u.~latis memoriam r~'pelmti mihi et fJ'IJIUlonuo c/atles ab aqui8 8lrtgnanlibus. cupido incessi/ Ì1UJ1ti-
rendi q'tùlnam a pa/118/ribu-~ aguiJJ noxii atque lethijeri effl ueral, qu..o lu.es in acrr>lall grws!lrat>lur. P/ guà ralirme ei orcurrewlum vel ctiam pmeuerten<lum '' dunq I H' l't ioll)gia. r·ura, prolìla,.;:;i per la ~Salu t(• dc- i la wm'l tori « maligno per a.eslatnn l't nnturnnum aPri obnp.1·ios ''· D ovti aver di:;c·or:;n cll'lle paludi o, tlJ <•glmo di t u tte l e raccolte dì acqua
.'lta,l:,'llan t i nt>c·i ,-e agli abitanti che loro :;ono vicini e della corruzione de!Je :;t(•sse rH·lla :>t agione calda, t>liporw le opinioni dPgli ant.ithì e dei per lui rcc·enti autori sulle• c•,.;alazion i delle paludi. Fra gli antichi ricorda Varrone, Palladio, Columdht, \"itruvio, il primo dei quali dalle acque stagnanti diceva 1·manare " animalia quaPclam minuta , quae oculi COYUit>qui non possunt » c che p(·nl't.rati nc>l nostro C'O rpo provoeano morbi gr av i. L'opinione di Lancisi sulle Pmana?.ioni nocive delle pa ludi ò nota : t'gli le distingue in inorganiche ed organiche ; fra le S1•eontle " ejflut;ia anim.at.a )l mette l~ zanzare, d elle quali ~;rNi n wn t a lm rntc Htudia
lo sviluppo, le trasformazioni, la mirabile fecondità
e lo quali sono dannos<· spe<·ialmcnte <c pravos -suos succos cu.m 1wsln$ liqtti<lis
permi.ste1U7o J) c aggiunge la possibilità che· gl'insetti con il loro liquido salivaro innestino n1•l monw nto d t>lla puntura an che le low OYa. Sa re·i un pnPta r non nn filosofo, egli dice·, s<', mancando di esperienza, osassi affermare chP nd sangue dci fe bbricitanti esiston o animaletti e, dopo an"r posLo il problema << an inler animala palu<lum e/Jiuv-ia .sint aliqun, coeteris mi.
nulioria, quae in/1'c~ sangu.inea 'IXMa deterùt.~ mufl iplicanda f erantur " aggiunge " fiJif>Tterel enim. ft'bri laborantibu.s e.~; palustri aeri' IO E ~TIDJo:)l (si noti bene que-
!!ta paroln.) sa.nguinem millere; ac microscopio eju,smodi insecta, si qua. sin.t, i pso in cnwre d i rigruter explora.re, quod hltC usque nobis concess1tm minime j1,1:t Il.
È tutto un programma di ricerche proposto rla Lnn ei!!i e che ha condot t o
n.llc rcecn ti conq uiste sulla Ptiologia. c sulla pn·ofilassi della malaria. Così La.ncisi dimostrò di \'Olt"n• cl;c le sue ipotesi donsst'ro averf' allora significat o rea le per la seicnza e per la pratica q uando dalla ricerea empirica, da lla osser,·azion(l fo~;:;c r·o risul tate come verità. Kella. profì l a>~~i cieli~;· febbri j)alustri , da lui chiamate castrensi, ripet e il gra nde principio, sul qualt•, come si è dctto, oggi tanto s 'insiste, della premill('nza cioè della ln<'clicina. p l'C\'f'nt.iYa sulla curativa cc P raestat enim siquidem non aegrolare, quam aeyrotantibus mN/Pri )), R dimostranclo una vera compe-
GIO VANNI :\1:\RIA LANClSI -
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CO.Yl~I E!\ lORAllONE l
tcnza d"ingegnere idraulico espone i provv~dimenti per la boni6ta dei luoghi palustri raccomandando per Ta.gioni igieniche la conservazione dei boschi, ben mantenuti, alle autorità go, ernative ''si caninws sylv<l-s, sylvae sunt con.sule digna )> . A proposito della conser vazione dei boschi è piena d 'inte-
resse la lcttur~~ del Oonsilitan di Lancisi '' de syh-a Oi.sternae et Serminetae nonnisi per pari es exci<len<l4 ,, a ppartenentc a11a casa Cacta ni ; consilium ricco di ctùtura classiC'...1., di <~on osct>nze nella idraulica, nell'agricoltura, nella. silvicoltura e nella m<·tHOt'Oiogia. Descrh-e l'epidemia dell'estate e dell'autunno del l 705 nella città Leonina per le acque :>tn.gnant.i, dalle inondazioni dell'inverno precedente, nella
fossa. della m<>lc adriana per la incuria degli edili di quel tempo ; epidemia che ricorda q ncllc del 1879 nel Tra.c;tever . e dura.nte i la,vori per il Lungotevere onde si provoearono raccolto di acque stagnanti delle quali non si curarono gli edili recenti. Fra le particolarità. narrato di quella epidemia merita di Psser€' ricordato il fatto che le case volte a tramontana cioè verso i Prati e il Castello, la cui fossa era piena. di ac·q ua sta.gnante, venivano colpite dalle febbri ; mentre libere n 'erano le case volte a mezzoclì cioè verso il Borgo Santo Spirito. Tale parzia le djffusione della malaria è stata confet·mata dalle osservazioni successive di Ppid<,mie circoscritte, come in una osservata da ~ne, ove ne lle case le cui finestre si aprivano sopra un cana le con acque ferme nell'estate, erano numerosi febbricitant.i, mentre n 'prano libere le case proflpicicnti con le finestre nella strada retrostante al cana le. A è""ombattere !"endemia di quella parte della città Lancisi propose, oltre il provvedimento radicale della immissione di abbondante quantità di acqua
dalle fonti vaticane nella fos,;a della mole a <lriana onde rendere l'acqua corrente verso il Tevere, !"accensione per parecchi giorni di seguito di fuochi resinosi sui margini dd fosso dalla parte delle città Leonina e di fn.re nelle case suffumigi con solfo ed erbe aromatiche }:>er distruggere i mias mi e gl'insr.tti a lati. Nella parte clinica descrive la endemia delle febbri terza,ne nella primavera e }lOi il manifestarsi delle febbri gravi estive, intermittenti e continue fin dal principio o dopo accessi intermittenti, non raramente let a li fra il settimo e l 'undecimo giorno con sintomi di perniciosità come il coma e l"a lgidismo. Nelle
\.
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GI OVANNI MARIA LANCISJ -
CO:\J:VJEi\ IOR AZ IONE
a utopsie delle perniciose trovò intensa congestione del cen' ello c la colorazione '
fosca dei visceri addominali specialmentc del fegatò.
Nella cura delle febbri castrensi enuml"tà parèc<'hi rilhedi, ma dichiara che il rimedio specifico « praesidiwn peculiare specifìcum. » che ,·a ie a debellare <<
f ebrile ferment~wt )) è la corteccia di china « cortex chùme-chinae )\ con il quale
« perciciosas jebres anlevertere solebamws )) Egli soleva darla sospesa nel vino o
in acque a romatiche o in boli con goccie aromatiche «incredibile dictu est, Lancisi esclama con l 'entusirusmo di un medico filantropo, q·ua felicitate chi- ' nalis hisce bolis, quasi lo/idem herculeis sa.gilt·is, fe-ro;c haec leoninae paludis H ydm fueril interjecla )), È l'affermazione delle cura specifica ; cioè diretta
contro la causa. della mala ttia « non in jebrem sed in catt8am febris )o com e dice\'a FTancesco Torti. Nell 'opera SLÙle febbri di Lancisi sono ricordati Fraeastoro, Sydenham, Morton, Manget, Ettmullt>r ed a lt ri epidemiologist.i ; ma non ,·iene ricordato F r ancesco Tor t i, il cui nome da noi mr dici romani fu sempre onorato. Ora l'opera celebre di Francesco T ort i che visse dal 1648 a 1741 " Th erapeuticae speciali.:; ad jebres periodicas perniciosas )> vide la luce nel l i 12 e l'ul-
tima endemia di febbri intermittenti d escritta da La ncisi fu nel l i OH. E probabile adunque che La.ncisi ignomsse la gra nde opera eli Torti quando diè alla st ampa il suo libro. Qua.le la dlfferenza fn\ l'opera Lancisi e qudla di Tort i 1 È facile ranisar-la: nell'oprra di Lancisi sono la etiologia , la epidemiologia, la profilassi c he attras~ero maggiormente lo studio c l'o perositù. dell'autore sebbene non sia no
trascurate la clinica , 1a patologia e la cura. La grande opera. di T orti rncthiudc in vece la parte migliol'C delle nostre conoscenze sulla clinica delle fe bbri intermittent.i riconosciuta da tutti di a ltissimo valore non soltanto per la tempia, cui far ebbe pel}Sare il titolo .dell'opera, ma eziandio c ;;pecia.lmente per la fe-
lice e insupcrata. descrizione dei vari tipi f€'bbrili : intermit.te.nte, subentrante, subcontinuo e delle varie specie: benigne e maligne o perniciose e di queste le varie grandi sindromi della perniciosità, secondo il sintoma di malignità predominante; classificazione e descrizione cui si attennero gli autori post eriori fino ad oggi, perchè fondate sulla realtà clinica.
GIOVANNI .MARIA LANCISf -
CO.HME:.·lORAZIONE
• •* Tra.lasciando d'illustrare altre opere minori per mole ma non meno élell~ :ì\.ltre originali l:>t'r l'impronta dello s pirito geniale e della dottrina, a lcune di ,..toria. naturale, di chimica, di archeologia ; ricorderò da ult imo il discorso di Lancisi <<de recta medicorum studiorum ratione iMtituenda » perchè vi ri.
fulgono come in una grandiosa sintesi lo spirito filosofico, la dottrina positiva, l a mirabile erudizione, la esperienza feconda, la nobiltà, la bontà di G. M. Lan-cisi. Questa orazione egli tenne, come scrivo a Morgagni, il giorno 25 aprile 1715 nella grande sala presso a lla pubblica libraria di S. Spirito avanti studenti,
medici, personaggi fra i quali non pochi porpora.ti della cort.e di Clemente XI. Di questa orazione, come prima e poi,. di alt.ri s uoi lavori, domanda il paTere a Morgagni '' me ne dica il suo parere e particolarmente se io ho adempito al mio obbligo di condurre il gimxme medico per la strada. diriUa, mettendogl• in chiara veduta i pericoli e gl'inciampi, che lo potrebbero arrestare e farlo declinare dal vero ca.m.mino "· In quest.a dissertazione, con il fine discernimento
dell 'insegnante a cui sta parimenti a cuore l'interesse della gioventù e la. se~
rietà degli studii, parla delle qualità della mente e del cuore che si richiedono per intraprendere lo studio della medicina e divenire medici utili alla scienza
-e a.1la umanit.à. La conoscenza delle lingue greca e latina, la precisione e la ele-• ganza del linguaggio, la logica, che dà il metodo del ret.to ragionare nelle ambagi aelle cong(.'tture, la cui tecnica è fatta più agile dallo st.udio cieli{' matematiche, la <.~ himict~, la fisica in tutti i suoi rami e principalmente la meccanica, <:he giova. alle conoscl:'nze della struttura, delle forze, dei movimenti nel corpo urnano, devono forn)Are come il corredo di coloro che aspirano disposare la Medicina,. Mette in guardia i gio\'ani medici contro l{' varie sette dci suoi giorni, ·dte allontanavano dalla via sacra della osservazione e della esperienza c contro le superstizioni affascinatrici di talune menti anche in quel t empo per l'astro-
logia, la magia, la.chiromanzia e la metoposcopia. E notevole tale spregiudicato contegno di Lancisi in tempi, nei quali si credeva a ncora a lle ar ti magiche e ~Ila azione dei demoni nella etiologia delle malattie non pure dal popolo igno-
rante ma ezianclio dai medici colti per esempio il celebre H offmam benemerito p<'r tante ragioni nella medicina. Non ammette lP idee innate e dopo avere ()On finezza descritto ltt evoluzione delle cognizioni delle cose per i sensi, pro.sogue << mund?tS i.ta.que vol11.men est, quO<l veras philosophandi rationes solo sen39 · .Giomale di medicina militarr. -
Fa~c.
rx.
GIO\'Al'\Nl )i ARIA LANCI SI -
CO.vl :vi 1::.\'IORAZil)N[
.~u twt prrte.~idio ct•?ft,enrlas legendasque wnlinet el a.~serval. lrlci reo e:cperùoenliò" im~i.ram ac
sub sen.sus cadenlem philosophiam. amplectimwr el commendamus ''-
J'c·r la qual cosa« medicus ?te .scientiam. wrporwn quaeral u tra corpora >> (~ tragga profitto da quella fil osofia , elw dagli sperimt>nti fisi ci, dalle_esperienzedella chimica, dalle u;.;servazioni bot,aniche, zoott>cnieh e, anatomiche m~>~urge
a.J ~~~ ,-era fi siologia. D<·i medici teorici spceulativi fa una criti('a con molto garbo ricordando(jllcl rl'tore, che, non usrito mai dall'inst'gnamento, pretendeva d'insegnart' acl
Annibale l'ar·tc> della guerra. E li ammonisce che gli sl·opi della medicina sono ~ propnlsare rnorbos, serva:re homin.es, puhblicam.
inco/u.m•:t.aen tueri n La teoria
dt·ve allearsi alla pra.tica ; quella pera.ltro a nulla nLrrrbhc
\( ad
rationaJrA
jorma11dos medico.s nisi diut11rna la.nguenlìl.tm homimun accesserit observafiv:. {1'l'lltarll quamquam
qtti lheoricam. depereunt : dicam, quod senlio )), n giudizio
della iudjcazione dei rimedi non può sea.turire dal :;empli<"c m?.iocinio, dalle <'<mgdture o da.lla a.na.log ia ; ma devf) fondarsi sulla <'Spt-rienza fatta sull'tu)moinfermo. Le ipou·si non proposte temerariamente ma J>ensate per le deduzioni
tnu fatti ossen·ati avviano al proficuo lavoro sC'icntifico. Con un senso come di liberazione dalla tirannia, delle specula.zioni metn.tjsiclw, delle sole ipoksi, senza la p rova d ei fatti, scioglie Lancisi un inno alla. ticicnza sperimentale, alla quale, un Yero benefizio di Dio, t~ consentito " phy-
'
.
sica.~ ?·al·i onu e.'l: ipsis corponon e:cperim.enl~~ eerlissilnas elicere, abdita<Jqu.e olim
?Utlurae proprielate,s ac vire..~ luctdenter deprehendere » Quando si meditino i. pen;;ieri espressi da. Lancisi e dagli a.ltri eccelsi che visst>ro con lui, sopra tutt.i.
' Morga.gni, pt>nsieri cui corrisposero le opere loro e l'indil'i?,zO nuovo dato allà. J\Jf'di~ina, non si <.:omprendt' come si pol'!sa. asseverare che i principi e il metodo-
della. invest.igazione scit'ntifì.ca. ci vcnnc1·o da altri paesi e come, dopo la seompar:'la di quegli uomini, sulla fine del S<lCO)o xvm, trovas.-sero, per nostra disgra.zia , favor>evole accoglienza in Italia. i sistemi vitalist.ici pa.rticolannente> iL sistema di Brown, nhe sorto dalla irritabilità di Ha.llcr, fondato sopra la negazione ddle s pontaneità della. v ita, :.w mplice reazione a.gli stimoli, seclusst> lemt'nti per la :ma novità e la sua semplicità, che nascondevano l'oblio d ella. ~wicnza. positiva. di tutto il passato e sha.na.vano la. stt·a.da ad ogni progres>~<>
avv<·nirl'. ~c C'ÌÒ non fo:'Sl~ a \TPtwto <' si foss<: t'ontiJUiato nella. da :~,pcrta da. Morgagni, l'ltalia JilOn an(>blw fm·;;l' perrluto quel p:rinmto IH'lla medicina. u·nuto fino a t"-'lll]li di qu1·.~to gmnck riformatori' rlt.'lll\ nostra .-cil."nza!
•
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010\'i\:"/N; .\lARI.\ LANC:I S I -
C0 .\1.\IE::'IIORAZ.ION~;
Luwi:-;i tinis~:e la sua ora.zione, dopo avere enumerato tutte le COIHluiste scientifiche fatte fino a.i suoi g iorni El i nuo"·i istrumcnt i ut.ili a lla medicina, dei qua.li alcuni, con i globi <'l' lesti e tl'rraquPi e le sfere armillari, egli raccol~e nella :-;ua biblioteca, con una. perontzione alla gioventù medica u utert.riyih,r, iu-venlus optim,~, la.nti.~ WIO loco Clwt ulatis 8'1tb8ùliis, ·1t1 P(JO ip.~e Cltraru1n
11J.eannn h.unc vive1t-<~ et pmese.n,s fructnm t;apiam, quod inlelhgam pro veRtra in-
&tit1t/.ione ltacten u,s me UP.quaquam, j rtu;tra labo-ravisse "·
..
Dopo qua-rant'anni di lavoro a.~sid uo , incessante, che non aveva aleuua. iut~:nzione di
smettere, sebbene a.vanzato negli anni perchè, come scriveva a
Mor·gagni t< si ha da morire da soldati": muoiasi in campo aperto o nell'angustia di una scn.lata, st·rnpt·e si muore ron gloria e con drcoro n, dopo aver prodotto tante opere, che do,·cvano d argli la gloria, dopo aver con<1uistato fama. ed onori a pochi concN;si, rlopo aver· dato l<t fortuna accumulata con il lavoro alla istituzione di una biblioteca. pn·sso l'ospedale da lui amato, sua aspirazione fin tla.lla giovt'ntù; il iiUO fervido \'Oto en'~> di poter vivere ancora per vedere, Rolo C0111]1CiliiO <tlll hito, iiola consola-zione desiderata.; la gioventù medica trarre profitto dalla sua istituzione; studia.rt", lavorare, cont.t·ibuire a.l progresso d ella medicimt, ch'era stata il culto di tut.ta la sua vita.
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Al termine ddla. bl'eve commemm·aziotw, frutto d(lll!lt lettura. e ~kllfl !StUdio d elle oper e del grande mt-dico romano d('[ settecento, ovc sono tesori di dottrina e di eiiperienza., io sen to eli <'Sscre stato impari all'a lto soggetto; nondimeno mi sia lecito sperare che, pm: rla.U'averlo' adombrato, sia uscit" per vir'tia propria la figurn. luminosa di G. ~L Lancisi, l'uma nista, il filosofo, lo scienziato, il medico, il filantropo, alla. cui me moria., due seco!_! dalla morte rinnoviàmo oggi l'omaggio d!'lla no~tra frrlr ltà l'icono,:;ccnte.
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IL METODO DELLO STUDIO DELLA MEDICINA SECONDO GIOVANNI MARIA LAlfCISI <t> p<'r l'on. prof. S llvestro Baglionl , direttore d eli'Ist.ituto fi"iologico della R. Uni\·e•-sità di Roma.
J nca riea-to dai toU('ghi , porgo il !'ah1t0 re vere nte della Fn ro ll~1 m ~di ta di nmn.t ali!\ Jll('m r•t-b di \lnO cle i 5ù·Ji pi•l illu stri predE!!'e:,:,;ori , di Gi~r varmi ·Ma ria L and!'i. Orntorc pH1 competente ed auto revole ha ~iù dimo· strato i sommi m eTiti r he nelle 1'denze mediche e nella carità o~p itali e ra
tons(:\guì questo prin <'ipe dl'lln srienzn itali ana settecentesca. Egli fu · un ' e ro earupi r. ne de l genio italieo n ella ~ua multani m e attività: t orri> tutti i campi dell'intelletto; dalle scienz-e rnedirhe a quelle ·fi~i che, dlimirhe. zooiat 1·i elle, n n·heologiclte. IX> taniche, i n tutte lasciando documenti rli mi mhi le :-:apienza ed iudagine. :'\on fu ll epptn·e in ,;érl:·dbile ai pro ble mi e ulle opere <Hiistirl1e. ~arra il ~uo JJic•gntfo Crel'cimbeni 0he g i ovan~, a1l'inizi o della sua c-arriera professivnale, roi primi denari ·guadagnati ·fece tlipingere un QUadro di s ua <·ompos izioue, in cui e ra r affigu ra ta la gloria in c·imn acl 1111 a ~p ro mo nte. Volle !'emp re tenere sotto g li occhi questo quadto, e he colh;riJ nel sno ~t udiu, come continuo s timolo a lav-orare: ben ri<'onoscentlo nelle opere artistict1e un nobile Incentivo e spr'one agli studi. Dirù ancora clte egli ebbe c lliari s~ima la visitme tle l più razionale t>rfli nameuto deg-li l'tu d i rneclid, quale oggi alla di s ta nza d i due 1<eco l i non pol rehhe ùssere in m od o mig-li ore cnncepito erl a ttuHto. Es po:-e le ~ ue idee in propo~it o nell'o rl'4.zione latina /Jr r ('(· ta .~lufliurum Jft>di co r u:m rnlicm.e ith/iJnenlln, c he reci til iJI q u e~t o luogo (secondo quant o d ha trarna llclat o il ~uo 1-iogrnJo Cresrimher1 i ) il 25 ap ril e 1715, inaugurando J'.-\rcadt>rnia nuova di -~ledieina. C hir·u rg i a ed Anatomia, da lui !'te!'!'O i l'titui ta , a lla dipe udenza di'Ila sw1 U>il>lioteNI, per lr> eserc itn zinn i dei @'iovani l't udenti <lPII'arrhisJ.H~dale nelle dett€' srienze. IDo po aver dimo~tralo r he la medicina non si può apprendere rapidamente e e he è indi spen!'ahile la ronoscf'nza e~flti ta delle ling ue latina e g r era, clell'elol)uenza, <Iella logir-1, cle lia ·tllo!'ofìa, in sis~ ~ulla nere~sit.ù {'h e lo !'llldi Of'O di m ed ir inn si dedichi allo ~tud i o cl e lle ~cienze mate matiche, disiche, e himic he, .botaniche, -zoologia e anatomia; o.ssia a que l ·g ruppo di scienze naturali e b i olngirhf', c-h e ~•ppunto co!'tituiscono oggi il primo tri.etlnio dell'inl'egnamento tc>rnico del m ed ic·o rnodern<•. Con tona mira~ •il €' ('Satt<>zza di li11g uaggi(lo ef'elamava: Qua eli' r P 111Pllicus pll isi:ro- m ('(' /Wnic u$ ar/i.fe.r; n e sril'nliam · c11 rp unun {{tw ern / (•.dra cv rp-o ra: ('(1111 pliilMl>pltimn pro(iteri dl'l•ebit. quae rx rertis r.rperiw rnti.~ yromPtrico-mrclwnici.~.
('.f'
(l) Paruk PrMuntia te Il 20 !!t>llllllio 1920 nel!.• ••·11. prof. l;. March iaf:"·a.
zront dt·l
-
chim:icìs
le1l lanl.l'7!/i.~. l'.r · bl•/n.nicis
Btl!lootcca Lancisiana, dopo la commemora·
IL l\H~TODO DELLO ST U DIO OEI.LA MEDICINA, ECC .
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!l.tm i<1w •, :••fJ/omic i.~ , ll l tfll'' nn(thmi r. i .~ r>IJs~>tTation illus itz ,.,, ,.nm pltu :;io l u yimn 1/.~.qtruit , r l r u nle:;ril.
P ert a nto il medico,, un a rt e-li re dil'i<'ll-Hi t-'CCa ll il'o: n o n ri re r c hi la s cie n za d('i c Oq Ji fwll"i d e i co rpi: d tlVrit fll"llfe~::< arC qu e lla ,fil osofi a : do tt rina \. ]a quale sulla h H><l! Ili l'it' uri espe ritn f'llti geom e tri t·o-nH!l'CHI1i c i (tfì l' ki l. ùi h)(la g-ini ('ilimid H~ . e in u ltrr di t•s:-e•·,·a zio ni i Jotnni r h t>, zoo tec: nii-I H' e :111<1 tu111i r ll e as:mng-e P ;;i f•11l dC in una ,·era!'e ti !li ol o~ ia. :'\ r ll a >'lHI prnlmdnne aJ (.' nrso di nnat o nlia •( n v vt>m!Jre t (i$~ ) tenuto alla Sa p it'ìiZa, a vrv a g ià net ta m en te ri co rw!'ciutu c he tutt a la ;.:e ie rtzB m edi!'~ vo lge s u due cardini fond a m e ntali : di e_c:;.:i l' un o è la r oll•l:·we nza ll t> llo ;;t at u n o rmal e e sano d r l ro rpn ·lnna nn, l'altro la con oscenza d Pile ··a n ,.;E' in tf' rcu> ~~ d c ll r! ::wdi fl c l l' ictfHmit it. /11 tlu n l tus ,.,.,.o, l'l' li l'ttrdilli/11/ S t.o/tt. t' l'l'filur tllf'lli CtJ flllll Mtpil' ttliu: qua alt l' lll]lir i l'is (•fllilws llr llu111 s e ntpl! r inrliJ·I' r u) tlist· rimillatttni': lt n nwl ol/1'· ru11t r• s( nuli(irt sa lnhris /ltllttttni r o rpuris slolu s, tdlt 1 ttlll inf,; ruu tll u f"IHJ· 1
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In q n a lun q u c ;;ta li• " i vog li a con siderare il ('O l'l) ll tucim a le, \· qu a:::i uu :t ~s i u cn a t-i"i••h •git·u dt e e::<so <• cnt a m arr hin a 11 0 11 ;;nl n m o bil e . IIIH s e nwvellt c, ri :, ul tn u le d a ll ' in:<ie uc e Ji pi it rrr acdciu et te (or)(ani ) \liYc r ;;i ora duri , o nt m o lli , cna :-:c·mpre d e ll a n at.ura di f<nlidi , e nmmi !'t i n div er" i li q uidi ince rni , du• l'i cru'"rolan,, tra '"'"''• o ppure entra n o in 1·appurt o r t>t iproc·o ''"'' ~li organi ,:n lirli. i.,.Hcn n do q ue"ti o r !lalli nonna lrnen te c a d egnatanw n te lìtn :r.io iHll l\l, :-:i lw In !'alut e: in;;n rge 1;1 IlJa.latti a quawln icl\·e<·r i· Jr,.::a in (.JII Hidt P m od n la ;.: trut t ura ad eg-u ata ed a rrn• n ci ra d e i ~<)lidi 1 npp ure la tT a;; i e il m nvinH•ntn d t•g li umnri. 1'/rl•/i/lt' / 111tff lll i n .dnlu anima /P t:III'P"-' r.:o n.d tl••r f' l'llr , fJr!J{r!'/o 111t flllll · / IJ IIt t' s lotui.tttr l ll llllfll tllll 7Jh is i v i •.J!JiCIIIII o.rio nw, il/wl ••ss1> m•t•·ltinam tllilh .~ 1' 11/ 0 I't' ll/ 1' 111 , 71/llri lllt S, di Cf' I"StSt/W' , 1/ILtl t/uri s, IJIIIL 11/ fJ l/iii ii S. 111111/ Ì./J/ls /1111/ f' ll Sll/ i rf ll l'lllll /1 1) /llÌII f' 1'e /1Ìt' ll/ i llll s /111/t'/IÌIIIIf i s 1'0111/ · 111 /lt/t/
lllflll i/ 1? 111 , .~t•tf i'li (l lll
1/l l' l!talam , 11'11•1 r lltll t'tlriis ill [f' i'<'ltrr~> lllihtt.~, rt (l pr o /l'tii 1JIJt'Ufll , .' 1111/ll t f/1. 1' 111'· ;.P~~-' lfl/1 1', .~ u.hsi .~ lt' llfi,IIIL.~ {/ 11 i tf i .~, tfiW I'ILin 11 () 111/ll ll fl Ì ll [ l: l' SI', J)f f 1 1't11flll' 1'1'/'IJ t'if'Ìssim C III/l s•, /i ilis itt IIUJ I/1111 a yttlt/ur, hot• porr o lllll !' hinu/111' ul1i ril t' llfii i' •JII•' r·r,/w•' tl' lll . m tll'l'lllllrtfll l', i./li 111'(JS7Jì' rll ricel l'alelwl o: t'MIIrn I''' I"IJ llt' !friltt ditll' s P tii ~' I'.IJILII/, 1'11 1/1 1/]1 1!1 i//11 , t • / t ll'/11 0 1/ LI't/ s ll /idlll'lll/1 S/l'lll'hL/'11 , iiii/IU)/"11111 ·
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X n n (• e;;,cge rn tn , o i' ig nori . il dire c h e t utt• l il (H'l'!(I'C:"!'cl d t> lla ll o:;tnc ;<C' ie nzn nei d11 e St'coli f ra!'I'Or s i n cm !'tl]O 11n11 ha c'<> ll t r n rld e tti q m•;; ti n m rrtti land ;;iuni , ma ;;i IH IÌl r<• Hl<id Prare ('clll1e rilln o vatn cnnrr 1:nl a della i<H"•' giu;;tizia <'cl u lt e ri o r e 1<viluppu di e;::l'i, c h e :::i d ~:' hi H llt o quindi ric11110;.:rrr e e f<<)le n n e rn Pte p rnl'l a 111HI'e oggi cnnw r a p i;;a l di d e ll'i n :::eg-num e n t o e d e li a ;;ci e nz; ~ m Pd itu rn od (' rrl<1.
GIOVANNI" MARIA LANCISI Discorso còmm~morativo pronunziato all'llc<ademia Pontaniana in Napoli, il J• fel111raio 1920 dal sodo residente prof. MODESTI NO DEL ~mzo (l)
·-·-· T. I mNliri olandPsi, nuspicr la Società Jan'U.q. c·hc· dal lS!)(i pr·omuov<• t u tt<>dì gli stndi di Storia di'Ila :,;cienza. c·omm("'norarono a Lcidn. nd diccmhr·r 1!11 8, il 2000 anno fi<•lla nascita di BrnHlllnll J3oerhna \'(•. L'Ita lia, a ~na volta, ha c·onunPmornto in R oma. il 20 gt'nnaio }!)20. con soiPnrw discorso d~· l pmf. E. Mnrrhinfa n1. il compif•r·si rli dm· sc>roli dalla mort<' di Giovanni )l!H·ia Lnnc·i~i. uno di quei luminari delhr nwdidna. dw a l pari del Boc rhaa\·(· conc·or·srro ucl imprinwrl(' ogni nHrnit•ra eli progn'sso. Del mrt norabile f' \'Pnto !ii rc·st> g ià nunzio in Roma il l>ott. A. ( 'anc•zu,, ~"il in Napoli ne ha dato ric·orclo il Prof. A l"t•nannini. li Lam·i ~i fu c·ont.Pmpormwo cl<• l Bot>rhnaYl' : in una lrttrm ( l'i l !)) lo dic·r grandr s uo amic·o: l'uno l' l'altro c•hlwro un indirizzo cd una forma di mngist<·ro rlw li a \'Yi<·ina. Il Hoerhaavt' ( l fìfì:-;.J iHS) è la risultante d i q ua t.tro \'i<' di mo\'Ìnwnt.o ~<' i <· nt.ifko. ( '. Oar·<'m hl'r·g ( 1970) f<crivc• clt' l J3oc.'rh nan ' " Na. théoric> f•st. l' ,:c· h(l rl'u n ja t rOllll;('/lllÌ~ llH' 111 elé- d 'h ypp<><:rat i~lllt' t't rle c hirniatrit> ù JWII pn~::> Nlllllll<' N•lui dl' Baglh·i ... . .. )•. Io nwdifh-o il g-iudi:t.io dP l clotto ;-;tori l·<> ft'il.lll·t•:-:(•. I n Bnc·rhHa\'C' c\ l'inclirizzc) ja.tro-rrw<:tanico, c g li arrinr attra \'C'rso il Pitl·nirrw. ehr lo hn ral·<"olto d al i'IUtlia nwr<·<~ i suoi rappcwti c·nl R1-llini . imrrH·diato di~e<·p·o l o cld Bon·lli. l~ in Hoc·rhaavr l'in rlirizzo jat rol·hinli<"o. mn iì1 largo <·nmpo: t; tp w~to un p<ttrinronio della S tH\ Olanda, elci\' P lo ha giù C'la hora t o l•'ran c·Pi-~t'O :-li kio U c• i<' RoE'. Ed in Roc:rhna n· i- nn indirizw anat.onw- nrnrfologit·o. <· g li vit·rw daii'Jtalia. da lle opt'n' m onunwntali dd -'lalpi_ghi : (•g li si rt: ndl• di~<'<' J H>Io d(l( :'llalpighi . t in·a l'c.'n tità. delle glnndoiC', <' <lc>llc.' glandole fa l<· unith anatomo-fisiologil·he dl'll'organis mo, quasi nPlmnclo dw fan\ , rw lln :;c·l'orHia rn l'tiÌ rlrl !"t·l·olo XLX. il \'i.rr how, clc·lle cellull': <' prodanHI il .Boerhaav<· a Lt•icl a lot so,·r·anitil clr ll'ltalia « Uni .Malpighio qnidquid ad lotam corpori8 rompartr ,;, swrtnl pttluis•e " · Ha Boer hauvc· la nwnt<' rirt·a dj <·rudizionl'. c· <.fu(•sto lo l'OJHiul·(· ad mtii11W1enJa t ·elera, che g li offrono rw llc· opc·n• t li I ppoera ( l• i nwzzi (W l' COI/08fere ùt{enno, o po t-er! o r urnr·t• : n Btwrhann· I ppo<"ratc.' è dinanzi c·om(• qtwi dw ol>ten1 pe1·a.11,S m,orbo ei imperal. E dh·ic·nt- il Boerhaan' lui un J ppormt<', I'H ippocrates Bataru8. Pmprio qu<·~tu cuh11en gloriae Ì' rag~iunto clal L nnC'isi. Il Lanri~i (1654-1720) lli,·idr ron Ragli\·i ( W()R-170ù) lagloriu (lei Rom(IIW.~ HI;}JJIOCrate.,.
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liiO \·'À NNI .\fARlA I.Ai'\CI ~ I
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DIS CORS O C0 .\ '1:\li::.\IOR'\TIVO , ECC.
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GIOVANNI MARIA LANCISI. l rt\•JSione di U. Antonius BaringioniuR · H oma · 1716. (Ocat.tlru c·ntt· fn vorlts<-i Ila TA Rif orma 11tulica).
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GIOVANNI 'MARIA LANCISI -
DISCORSO COMMDHJRATIVO, ECC.
Le qua.ttro forme di sapienza che si fondono in Boerho.ave si erano giàl fuse in Lancisi , rhe lo precedeva negli anni. Aveva Lanrisi accolto nei giusti limiti la jaMochimica. La ja.tromecflanica è per lui un avviamento alla fisfca biologica, ed a questa E'gli ~;i t>duca m Roma, dove è ancor viva l'eco dt\lla parola d el Bor€'Ui. Nel dirigE'rsi alla. meccanica della circolazione del sangue, specie qua.ndo si perturba quest.a. dal ritmo normale, Lancisi a nutrimento d el ~uo intelletto giovasi degli studi rli idraulica di D. Gug)ielmin ~, e dei magistrali sc·ritti di G. PolE'ni , che insegnando in Padova associava spesso la fisica matematica a problemi d in<tole biologica. Vcll'anatomia il Lancisi è maestro ; la sapienza. del 1\falpighi egli attinse direttamente rla questi, che, nell 'ultimo triennio rli sua vita, è in Roma archiatro di lnnocenw X li. Non solo Lancisi ric-eve consigli dal 1\Ialpighi, ma un nobili~simo jncoraggiamento : a ccede aiJé voltt> il Malpighi alle lezioni di Lancisi, e queHti M rt>gistra come a documento di alt,o. onore la presenza. t> lo dirhiara nl:'lla sopraindicata lettera del 1719, che era diretta al Morgagni. Anehc in Lanrisi è meravigliosa l'ei'Udizimw :. comE' a fonte- di educaziorw medica, :;otto J'a,.;pett.o dell'ossen·azionc dl"ll'infermo ~ l"gli proc!"cle avente- a du ~ le opom eli Jppouratc, delle quali erano in Roma, presso la l'atùxma, vetusti codici re1lat.ti in lingua. grel'a, dai quali un dotto dc·l secolo XVI partì 11er pubblicare in latino il 9orp/1,8 omne del Code:r Coi. Il. 11 Lanc-isi na,cque in Roma il 26 ottobre 1654, e \'Ì morì. il 20 gennain 1720. In Roma fcre i suoi :studi lettc·rari e filosofic-i (Theologiae limina libavìt), e percorse quelli di scienze naturali e di medicina, addottorandosi il 1672. Si perfezionò in ana'tomia freq twntanrlo le a.<luna.nze che in sua ca-s a promuonwa G. Riva da .-\sti, uno dei mal'!'ltri dello Studio di Roma. Nel 1676 fn prr!'lct'lto all'esercizio della Clini1~a n('li'Osp«:dale rli S. Spirito. Nel 1678 ebbe un posto tra gli alunni del Cnlh·gio Lauretano del Salvatore, e lo I'OilS(•t·vò }wr· un quinqut>nnio perfPzionando la sua erudizione sc-ientifica. La cattedra di Ann.tomia conseguì il 1684-. Fu archiat.ro il Hi88 di 1nno<·erlZO Xl, chr g li concC'S:>e anclw urHL prcbenda canoniic-ale. Ftt uno dei rnt'dil'i· di Innocenzo X II . R ipresP il posto di archiatro come ascese al seggio .ponti- fi<-i.o Clenwnte X l. Assunse anche l'uffic-io a vita, di Vicario del Cardinale Ca.merlf'ngo pre:sso il vetust-o coll<'gio mt>clico di Roma, cui ~pettava il diritto di conferire i g radi accacleruiri. Quanti occuparonsi del I...anch;i ne rileYano la bont.à grandissima. Un recente storico 1l<'Ua medici nn., (.'. Fit'ssi nget· (l ~97), nel libro La T héra.pwtique di!S vieu.~: maUre.~, scrive : •• Intdligence <>t (·oeur; Lancisi les alliait l'un à l'autr<' "· Le 1tlte òignitù l·he in Roma Lancisi raggiunse, unite a t(•:sori di l>apit>nza, farmo dire al Fif'ssingt>r : •• Que Land:;i a fort bi<'n agi d e vi\'1'\' <lans la Rome Ò{'H -anri<·ns Pap<'H ('t d.e ne pas ronru:titn' notrc· Ettn)pt~
GIOVANNI MARIA LANCISI -
Dl::ìCOHS O CO.\IME.\•lORATJVO , ECC.
é,St
artuell<· "· VedP. il 'Ficssinger in L:l.ncisi " une e.xpre»sion de féli cité reposée, quelque cho:re d'ecclésiastique, d'un Léon XIII \). Sono suggestive le parole dt•l dotto france:;e. Lancisi ha una dignità nella dott.dna, dH• simula' quella. di un papa ; non esce da Roma, ma è in 00rrispond{~nza con I'Ruropa medica : è accademico della Società tedesea d ci C.:uriosi della Natura, è membro della Hocieti~ ReaJe eli Londra, con·isponde in Storia nat.u rale eon A. De .Tus~ eu ... e specialment<' è tutta un'anima, nt>U'ultimo stadio di sua. vita, con un grande che ancor giovt~ne si avanza per rinnovare la medicina dalle fondamenta. È questi il nouu.s Hippocrale'J, verso cui convergevano gli altd grandi che a vevano meritato il nome di Ippocratt•: è G. B. Morgagni! C()n parola che dirò ispirata alla antica sapienza italica, della quale Iwma conserva le ~>acre vcstigie, il Lancisi esorta va il giovane )!orgagni a non allontanarsi da.II'Italia,, a non traslatarP, oltre Alpi, la bandiera eli supremo duce della medicina, ehe avE-va inaJb<.wata in Padova ; e tutw questo quando il Bot>rhaave (1719) invit.avn ~Iorgagni a trasferirsi a, Lcid.a pe.r l'inst>gnament.o dell'anatomia ! III. n Lancisi è stato :studiat o rla molti scrittori. Primo t~uo bìogra.fo ' A. Corfu il C~·e!'lcimbeni (1721 ). Un vero monumento gli ha dt>clicato (1876) radi con il libro " Lettere di Lancisi a .liorgagni 1•. L 'esemplare che ho delle opere del La.rur isi è la edizione veneta del 173!) ; reca questa un elenco eli 56 lavori. Prcscelgo i due g ioielli d egli scritti lau<:isiani : to De subiLaneis mortibw~ ; 2o De nw tzt corcli,~ et aneu.ry,~matibus ; il primo h.a. la data del 1706, il ~<ceondo fn pubblicat<) come opera po:stuma, ambo si unificano nel pensiero anatomo-fisiologico, da cui Lancisi è manoclotto. Pone Lancisi a, base dello l:ilH.' indag itti tre l:li:;t.emi (Iella vita : il circolatorio, il respirawl'io ed il nervosq, t•d i tre · rPlativi fluidi , il sangue, cioè, l'aria ed un flu-ido ipoteti~o, il fluido n_en·oso. Egli risale ad Harvey, a )lalpighi, a Willis; ma a Willis, nello studio dei nervi , er{l g ià per unir::;i, ::;otto l'aspetto an a w mo . patologico, il Santorini, ed era pt•r por:-;i lo stesso Lancisi. Questi dava un primo quadro dell 'innervazione ciel cuore ; indirizza va a )lorgagni il dassico lavoro De .stntdura et u-~u gangl-ioY!tln, e l\lorgagni lo oMrava, dando posto a questo scritto nei :suoi ..-lrl11ersaria ahatom:im. Vedt•va Lancisi !1('Ì gangli pecularia cerebella ; apriva la v ia allo studio d el gntn simpatico ; dice\·a 1uoviment i tonici quelli ('he Bor"'lli aNeva detto subvolitivi, o già volitivi dive nuti abituali. La.ncisi ha l 'idea delle loealizzazioni psichi che ; rileva nn pro fondo :<fa celo nel c~·r· vello di un cad avere notomiz1.ato in S. Spirito : r1·a rli un uo mo , vi,;:mto solo 3f'i anni , e staw balbuziente ed idiota. TI De subitsw ei..~ mortibu.~ ehtborò n t> l 1704·1 705, in cui R o ma fu rattriflt.ata eia morti improvvise. P orge, nrllo scrutare il tene bro~>o cammino d i
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0 10\' AN N I .\lARI.<\ 1.:\NCIS J -
Cfii C'l;tt- infermi t il, v eri
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[JJ :-;CORSO C0.\1 .\IE .\IOR.H I VU , t:CC.
t<> sori di anato mia p·a tologiea, t• gliene rendono pia u so i dot t i. tra. c·ui GugliPlrnini, che gli scrin:•va : << Placu.isti in omnibu.s. sM titu:rime in scctioni{m.., cadaverurn .... . n. Lo studio c·linko ed anato mico co u du::;:<c· il Lanl'isi n ripor ta r!' n trl' or<lini rli monwnto causa](' quc·llc morti : la sincope, la so (i'o razion<>. la a poplessia . TI libro lJr> llt of u rordis et aneury,mwtibns c·onrpo.;t' in lung hi anui, pre-oe• c·upa ndosi sempn· d<·l ri tardo ch•lla pubblicazione , ma a lui paravansi di mulZi tn ttod ì millr t·os<' nuove, <'d egli a n •va Pani m o t.l i « portare fine all"ar ~n m e nto con nwt.odo gl'Ometric·o ''· ( <J m<· nr l De ,m b ·i lm1ei.!l mortibus si a g ita ndla nwn t.t• dt•l L a nt·i><i il <'onfiJw t ra la vita e la mor te, pr<>ludendo ag li st.u d,j d t• l 'Bil'hat. <·osi rw l De corde ><i agita il pro blr ma del perffi rw m_ovimen to eh• l <· uon • n difft>r<'nza dt'gli a lt ri nmst·oli . ~ i t'ra fnt.to guida r·<' <·ir<'a l'intima. str u ttura del c·uorc d.al l\la lp ighi, t·o 11 q u N<t o ja111 iliarilet· agens. QU<·l che più ri dri a.llla 'il HU O nc·('hio lincco (· la :;trutturn rHu;:c·olnre d Pllt' Ya lvole. Lui Pd Alllt'rtini inst'gnano un ni.rwJ et t·e ni.ru.~ sa?tff ldni.!l, ri:;al<>ndo al Borelli <'d nl Ga lilc•i. E la por tata e<l il ritmo di qtH·sto ni.~:u.s el ren i.cu-s ered e HV<'l' lt>ga mi L:olla. fina st.ru t tma d PlJt• ~·n h·olt> , li' roi rapporti d i(' i fast<•t ti fibro-mu;:t·oluri dd sist.<•nu1 Ya lvolnn · hanno ron lP fibre <l<·lle caYità. cardiache. Quando l r~~ro di q u<'st i intimi rapporti , rift"riti rla La nci >~i , u na lu.ram hic tekun . .. acu suo I'O?I Ie.I' Ì88l' . tJhygioque ·~:elut i opere ad porlenl nm h.t.ç 1:~,çe » nri Sf'ml >ra d a un la to rh;alin· a B. Eustachio dr <', p ri111a an ro ra d<'lla im·t·.nziont' del mi<·w><copio, 81'ntit·a llLldiritt urà la fina stru ttura. rh•gli organi. <' d all'altm mi s l' lll bra lll c·on ce?.iom• dc·l Lnnc·isi Ya tieinnre gli Ollir mi ><t.udi :m ll'intÈma :<tru ttura cl<-1 c·tH~r·e-tw i qua li li.Ja p rPsO un po><to di onorP il fu no:::tro ,:o <'io Pa ladino. ~la in Lanr i ~i è un ·a.lt rn n ota : rieono,.;c·e <'hC' l.'<>mbl'iologin ><i a di lunw n ll'anat.o nilo-pntolotri:l', t·, clu<·r l'opl'ra, <ld illalpig hi , studia il g<·nerarsi de l <·uon •. TnHo qu<':st.o per a prir><i la via alla t·onofl<'Pnza d egli a n<'Hl'Ì$mi . AUJ'op N·a cl<>! ,l.an ei><i si riatta('(·an o n c-1 H't·olo XVJU quella dd Scmtc <> q tN'H~t nHtgist.ral€' di A. U. T f>sht, ~<'gu act' clt•l Morgngni, sulle .fff alctf.fie del cuore. E gli ::;tudi sugli nncurismj t roYano nell'alma Roma, un nwzzo st>rolo dopo del La neis i, un alt.ro rmw"t rn : ( '. Guat.t nni elw , ror1 la mixsiont> di iln a to rnieo p di ch irm·go, pnbùlit·a in lingua lat ina (1772). d<'<lican.dolo a Clt' mli'n tC' XIV, il ~; no stud io Degli anl'ttrismi e.ylerni . . . . . e d1; alcuni i nlf•nu:. Tutti i suddet t i s t U<li prrl udono a. li 'op r ra eli A . ~t'a rpn . X E'i d m• srrit t i la nr isia ni (cuon• e morti irnprtwvi:st·) sono t upiosi dat; c·linic·i f'<l an atomid su ns:;cwiazioni <' sue<·t·ssiotli di i nfl'rmità. Fna tal for ma <li indagini ~· r·asi fat ta vim alla mentt" di G. Ba!!li,·i_ Dei d ati resi da Lancisi fa spec·ialm<'nte nwnziorw il Te><ta nella t<•lt•brata sna o p<'ra. Il 'f e:st a è l'it'ìt <'rpt·<'tt' insigne d f' l Lanr isi. H T N<t n trova i due 1>rritti <lt•l La.nrisi (mor t i
·LilU\'AN NI .\ fARlA LANCI S I -
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i'"!S3
l'ìubitanN·, e rtio re . .. ) cm;tituin· I'Oillf' un'oprr·H iiOla, la piì1 dassic·a di q.u!\nte erano ;o;tate l'lahorate fino agli inizi d<·l :<t-r·olo xnn . I duC' ;-;rritti land . siani t>hbero co mE> ant•lli di c·o n:ziunzi()IW lc· <lut' tlis;wrtazioni il De ganglt:i.s k' il D e t'ena sine pr.tri. l'g ualrm·nt<· a ll;l prima :\[or gap;ni a<·t·ol:o:<• andw la st••COnda; <•gli scorgl'nl in Lauei:-;i l' e.r em,Jfar t' l'omamrnlttlll saeculi, ed ammirava in. quC';-;ti in obsenlfwdo .solert/cuu incrediùilem. i\lorgagni tro,·ò giu::;l o lo iitu ·dio dt·lla a:igo,<, e speri<• da p<H·t<· eli t·olorn dw c·omc• il L an r i,;i indaga vano .cirntiltus sa.nguiiiÌ8 r.au..'a". li Tt·sta , 'ri l'nrdato il BoNhaan· eui l'aziga parn•
JWr ec·C'dl<·nza la n·nu dPll'<organo d1•1la r<·spirn;~.iont•. ;wrivl' dw u lo St'ritto pilr prc·zioso. dt(· 11bhia In ~Jt·di('ina prati<"ll sull<' afft·zioni di qut•;o;ta o~ser• ,-ahill' vt• tut sia quplJo cl<'l L am·isi ''· 11 Lan<·isi Ì11\'itan1 il ~lor.!'!agni. nd (·a,.;(J c·apitn>i>"<·rn, a qtw,.;ti. inft•rn·ti , pas,.;ati dn puntunt in )'llfnl<Hlia. t· poi defunti. eli aprire· i loro radan•ri p<:r ·O>";>;t·n·ar·e i rami d!·IJ'aziga c·<m qudlc· partil·olarit;Ì amltonHl·patologi<:ht• c·lw lui . L anC'isi. ll\'('\'a tT'o\·ato. L'ill\·ito dc•l Lanri:;i f11 al'c·olto dal Tt>xt.a. Qut·:<t i ;;u·i \'(' (':<:<l'l'(' ,;t a t o soll!'dtn. (·o n la ;;~.:orta d C'Ilo :-;c·ri t to cla l LaTH·i"i, cdi \-i;-;itare {jllf'JIU YC'lll\. ('011\t' ('S>;;l si flrl'Sf' lltll\'11 in c·hi )lC'I'i:<:<(' in gr;\\-i disordini clt•i polmoni c <lP i prrc·ordi . . p ri<-c•rda i tnnt i c·asi twi quali la vide ili uno :<ta io di pit·nc•z7.n ,;traonliu ari11 t• di spn,;ibilt· àntìammazionr pt•r il nnnwro eopiosissi tno cii'i ntsi mpi Ilari ros:-;i dilatati l'i H· ri('opriYa 110 t utl a la t.omH·a ·t·stl·rna <Ll'l :;uo t r'OIH'O c• clel mag~ior numero dc•i ::;uoi rami. Rei ag~iunge il 'J\·,;ta " quant(l l'apt·rtura a rtifidnle (c lPi rami clc-ll'nzigo,;) p<' l' nwzzo ddlt· .('opp1· sc·arific·atP o clc·lll' mig nattc· lung() gli inh·r,;tizi fra h• c·o;o;tt•. gic)\·i !:'li· hitnm<'ntf' nt·llr pii1 ,·iolt•nt<' intiamlllilzioni p l<'uritif' ll<' c• eh·! JH•rienrdio t' .(Jc·l r 11on• ... >•. Prc•gai gli udit<ll'i e p1·c•go ora il lc, lto rc• di o,;,.;c•l'\'1\ rc• la figura clell'a:igoB. qua li' ('011 rara mat•,;trin ei porge· lo ~t ri tto del l.AIIH'Ìl-iÌ 1wgli A.d1'1'/'.WII'ill del j\>[orgag ni . .Fu rlinnnzi a Lanc:isi la n·c·iprota.n:w. t· piìt pn·<·i:<n nwrltt· l'intit110 mpl•orto tm ::;i::;t<'rnll e:ireolatnrio (' nN·,·oso. Ed il T<•sta lo rif'hi1.1ma speeialnwnttn<'i rnppurti tra epile8.~ia. P smcope dC'i cardia<·i. <' tra ipomndria Nl Ù>l friswo dt•i ('ardind. r ic·orclanclo molti tra i casi <·linki N l ana.tomici r<'gistmti da l,an c·is i. spC'cialnwnt<• quello di un l'RN·r·clote rc.mano rwl tui rada,·('re L nn<· il'i vici<· " os:<ifitnt<' le· duP n1.h·olt> dt'll'orifizio aortico, r• qu c·sto C'ar tiluginPo <' ll)(•J'èl\igliosn nwn t<• ri;;t n•tto ('{)) l:j\l('('t•s;:Ì\·o prinei pio d t'l r !\O l't è\' al ('Cllttrurio .cle lia Y<·na tavn <· dc·llu capa<·itil dd <·u orc· <h·:;tro tanto dil ~ttato - 1tl pugnum ndmitterel ; ('(l il sogg<'tto (in ,·ita) - h.IJJIOI'f,ondriaca. affecliune deti-
nebaltu· una r.u m rivr:r.~i t•a cordi.s prtl pitalione, pufsu81flte iuaequa{ il a/e et in-
fermillenlù:L "·
n·. Lnneisi è un r·pid!'rninlogo SOilllllO. ('UI) indirizzo l'ill' c·ondu('C alla nwdi <·ina :<O<'inlc>. la qualt-' si clelint•a pitr ;;pl'C'ialnwnt·e pt•r B . R.n mil.zzini,
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OIOVA!'ìNI MARIA LANCJSI -
DISCORSO COMMEl\'IORATIVO, ECC.
amid~ximo dd Lancisi , t>d autore di nn opuJJ novwn, il De uwrbùs arti-
fi"cum. l wonmmmta epidemiolor7ù;a lanci8iana possono ordinarsi cosi : l o De re wntinis mortibu11 (RotUa, 170:3- 1706); 2° Cinqu<' epidemie Pemiciosamm el Castren9ium jebrùun : Roma (1695),. Civitavc,rrhin (1705), l3ag;nor<'gio (li07). Pe11aro (1708), Jo\·rentino. Anagni ( 170fl). ' Lancisi nwc-ogliE' rommi;;~ioni d( mNlit•i per lo studio- òeiJ'infermità.; t ra i c:orrispondcnti è Antonio (;cJe;;t.ino Coeehi, romano, che è diverso dal grande f'ocrhi rnugellano, ddla cui vita ha dato t.cstè un elegante profiloA. (~m; i n i : :l<~ Epirkmia di influt>nzn. mal del ca.strone od }i)pidemia rheu.ma./icn. (170l'l-l70H). Lanei:<i si n;;:-;icura di due compensi naturali pe r la. 1·estitutioad Ùllr,gnon. la missio sangu.ini-s ed il sudore ; la sudoterapia gli è garentita nrwh<' dal Fantoni, anato111ico in Torino ; 4Q Due f'pizoozic·: De bo villa peste (17 11 -171:~); De eqtwrum epidemia. ( 17 12). Lttndsi ò in Roma , n<'"l t·ui a.gro, }X'r cause· estrinseche e modificabili, in. c·ontrast.o con la bontli originaria del clima, }X'rmane ab antt:qtw la mahtria_ A questa st'PolarC' cnclC'mia dedica Lancisi parte della sua. atth·ità. E dt' lla malaria in gC'nere c dc-111." f<'hbri JWrni<:'inse in spede, fa conw un nurll'o dt>i ,;noi studi epidemi<'logic-i. Pubblica il De noxiis pabulum eff/ttt~i·i.,, e lo fa prE>cedl?r(), prr an'r lunw ~ul genio <'pid(•mico dell'agro romano, dal De nali1:is· t' dal })e advenlii8 ro,rwni r-oeli qualilatibu.'l. Accompagna i suoi :scritti di mute· topografidw. <' IC' suC' inda.gini sono co,;ì preziose che l'O;r.anam ( 18:3:3) trova aYrt· Lancisi " laissé unC' topographie rnédicale dC's éta.t<~S pont.ificaux qu·on Jl(' U n·gar<lt>.r <'omnlt' un nwdèle d 'obs<>rvations \'Tainwnt. h.Yllpoera.tiquC' ·•J,a restaural'.iorw d('ll"Hgro romano, eorne diksa dalla malaria, Lan<'isi porgi' :<pPrinlrnentl' dal la.to idraulico, ><tante il c·orso dd Ten~re ed i suoi :-;tt·aripauwnti : il Tt>,·en• gli n.ppa.re c:nme a Plinio u religioslt.S monitor "· Aggiunge· IUWhP- una difesa agt·irola ed insorgt• quando era per · ronredC'rsi a uobilt- famiglia , di rec-idPre la selva di Ci:o~tt•rna e Sermo1wt-a. ?llt>ru.viglio~~1 è lo ;;t.urlio dt' lla rnular·ia. G<'ninle l"indngine sugli inor· ga11ira <' sugli nrgriJiir<t pafudarn efflu via. Ti xembra aYcr dina.nzi quei mi·n ula rorporu. r'IHH"t"\Piti da Va.rrone. <'he insidiano la ~<peeiE' umana. Lant·i~i o:<sPtTa n sperim <'nta. sulle zanzare. Q,uasi dir<.'sti queste portatrici di agC'nti morhifet·i, non solo <'himid , ma viY<.'nti. Lanrisi non è rontf:'nto vedere i minimi organi,;mi nC'i foeolni mefiti<"i, \•orr€'bbe col micro~copio vede1·li rwl f<an . gne in t·ivo. Tuttavia l"<•mirwnte hiologo "uo amico, A. \'allisnicri (lo ha ri ft'rito (I!Jlì) il dott. ('appar•mi). :<i p<:'r:>uast>, da.lla lettura, però, del lJe Bo't; i/fn pPs{f' eh•l T,am·i~i. di un contagio Yiventt> nella epizoozia d" quel'ti st u-
n
.. ulOVANNI .\!AHI.>\ LANCI SI -
O!SCOR S·o C(ni~1Ei\l ORATIVO, t,;C( ':.
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tdiata. Lancilsi dt>scrisse con sicurt> linee il malai'ico, la cui, pt•rò, terribile tri:stezza il suindicato medico romano Cucchi tradusst> nel rit.mo del verso latino, parafrasato anche in grt'tO idioma. Chi stuòia l'épidemiologia del Lancisi trova documenti di una legislazione medico-sot"ialc, un corpws di nuova specie di dec·r·etali, di cui Lancisi è immediat,o t'SE'Cutore : sono decretali noi sentJo che egli le .elauorò in unione di alte autorità, ecclesiastiche. Invit-o i colleghi pontaniani, cui . spetta tuttora la missione di custodire la cultura classictt, acl udire alcuni ver:si del Cocchi. Inneggia questi all'opera dt>l Lancisi De paludum effluvii.s, ed alla per:sona dèl Lancisi : Panrle opttS egregium ltt! ebn'-'!,- et nocte fugata. Rumpt> moras, ut hwt> tua velamina tande m N attn·a(' r etRga,'< ... • Divinoque seni tantum nec Graccia debet., Quan,tum Roma ti bi: te dic·tatore triumphat Coa itcrum virtus. mdiontq11e saecula ducit •· ~
Ferma il Cocl'hi il suo vPrso sulla stagione, in cui infuria l 'efficacia ddl'ambiente malarico : « () um minor f~St r·adius solis , corruuta mt>phiti><
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Sub;;idet, et. labem, eoncn•tis frigore lymphi."; Exhahu·e nequit : torpent in st>mine morbi. Ab cum findit agro!< urenti lampada Tit.an, Sir·ius aut flammns latrat, fcrm«''nt.a paludurn Excitat, et stagnis ndmixrl\ metallica: quidquid Aut. genus amphi bium, ,·el tw·bida lina r·elinquunt, Quidquicl 1<egrw jacct., t une o.cl'e volat.il(f reddunt Inq uc a11rae tollunt mbioi<i ternpora signi •.
E descriv(' il Cocchi il malari<-o : t( lAngtf,ent vires.. . Saevi dolcres ; .Arida labra. ; Convulsw; stomach~M; Nigra cal·ig·ine iervet linguà animi interpru ; J'ebrisq·ue insania vexat ''· Lancisi a.vt'va accolto · dal verso di Orazio il deviare del Tevere : • Ire dej N·tum rnon11nwnta R(·gi ~ Templaque \'P~tt\t> "· <e l'aziono morbifera del periodo estivo eh<'
• Adducit febres. et tt>shtment>\ rc><ignat. •.
L'animo suo era di reintegrar(' Roma in quelle condizioni di sanità, che :già ebbero per indice la bellezza del dt'mo, e l'alta genialità, della quale poetava
;,.-.;(;
t;rm·,\N~I .\oiARIA 1.:\NC:I :; I ·- DISCOR::O nn·1 .\H:.\ 10R .\T l VO. 1::0:.
Virgilio ril<'nlll<lo l"a fft•rmar:-;i Òf'l gt•nio romano nt·Ile 0 1)('1"!' di ~cultura r nelrrloqu('nz.a. m·llo studio degli astri . ... sino ad rs:<('rt' degno " regere imperio· popu/Q.~ "·
X<'l lìO!J, tra l'agost o t•d il settembrt>. in una sa.pic'nte lette ra, dr('lt l'c>piclemia C'a.~fre nYittm febri um, dominanti ,, Pirulenlo UR,·e "• t ra Fert'ntino E' Pr-n:-~ in o rw . il ( 'lltThi era.~i diretto al LaiH:i:-;i lamquam arl/Atil~um 1/ipporratem. F: pro prio agi i :;C'rit ti d i q uc,-to r o ma.np I ppoera t <' ;;i sono ri n> lti n e i h· mp i no:-; t ri ' i me<lic·i di R oma. L ·op<>ra dd Laneisi sul ht malaria può d.it·si segni i l primo inizio di 1111 nw,·imr~ltO slorieo di un ordint> di indag ini medic- he, t:lw si i.• ,wolt.11 in Ho ma ndl"ultimo CJI.IIlr:tlltC'nrtic>, in rui si d C'd it·aro no. a. (·onosc·rr(' In malaria. due· a rmtomisti pato lngi, il T ornrnasi (.'rudt'li C'd il ~larehiaf11xa ; un igit• ni><ta. il Cdii , condottiern di manipo li di medi t i c- ht> OC'euparonsi d<·lla mahu·ia in altr·t· Jll'(l\"ine i<· d'[talia : un wologo. il Uras,;i ; t>d una sruvla d i dinic·n. ,;otto IR dir·t'z.iont• clrl Bac·t·rlli. t·ol qual(' ehh<' perfino l<•garni , "0tnl' patolo~o. il (!olgi . r:vprra <h·l Lanc·is i, int<·sa in tutto il ('lllll)lO dt-lla r piderniologia, rra ><ta.ta )!ià onorata. fuori Italia. lui Yivente: ad Halla ~lagde burgi ea ~'ed<'rieo Hofmann, studioso e minentE' di costituzioni epitlPtnidlC', fHeevasi "P<"eialme nt«;> g uiclnr<· ùall<' op<'I'C' <le i Rarnau.ini. con:-;ocittndolc a qtH•llt· del Baglivi <· d e't• Lan<·i><i. \·. [n Larwisi s pl('ndc- il raggio di lm·e che a. partire dal di\-iJ1o Lronardora diò cla g r'l\ll parte d t'gli nnatorniei , in ra.pporto alla educa1.ione ·anatornit·a dPgl i artisti . Il Lan(·isi, in compag nia di B. Ge nga, si oct·upa di qursta forma d 'in><<·g na mt"nto. !':>in cln.l W!)l pubblicò il libro: Anatomia per zc..~o e di!t:gen::.a
del dist>g1w, 1·ù;ercata ·1~071. solo .. . s~tl COI'}JO umano, ma dimostrata cuu:he sulle ~<la/ tu' antiche più. ùt.~igni di Roma.. Lancisi è un modello eli eult ma storiea. Ricostitui:sce la topografia della Villa. pljniana. Pubblic-a (L7li) un'opera che onora il secolo xvr: la ..V etallothua 1:atirantt, r('dattn. nl finin> del rinquec<•ntl(> dn. Mi<:hE:'Ie Mercato da ~nn_..... miniato, pe r illus trare il lfuE<c·o mirwralogico vaticano da lui fondat.o. Ritn·i.l'ne ~· publ>lira (l7 14) l'opu-s mnjn.~ : le t1wole <tnato mic lre, no n ::;olo inedite . rna .;manitR, òi B. Eu><taeh~o. di qut·l g mndt- cioè c he e mulò, con nobil<' gPnialità.. (·ulturn r rlig nit à, l'opera (1<'1 \·e:snlio. In que><to c imento g r11diseo l'aiuto il Lnnc·i><i di nJtri nnntomi.d , quali il Pa.cThio ni cd il Fant.oni, i con><igli del Vallisn il·ri, \' s pceinllll('llfP, j>!'l'C· Irt} J'ope nì ring ion\1\il!ca, si alfic(a ttil'immortale ~lorga~ni . Il la,·oro cld Lan!'is i l' cl('l ~lorgagni prrlude <\ quc·llo c·hc ha. anttvhH•go nei giorni nostri p t'r le· tavole a natou1iche l<•onardiam•. La quale· atti,·it;\ th·l Lanc·is i av,·icina, di nuo,·o, lui a.l Bocrhaave, c:he, "ia direttame nte c s ia per mt-z:.-:o de l suo discepo lo B. K Albino, s i res(l anche egli be ne merit.o d<·gli ><tucli ru~ taC'hia.ni.
lì 10\'AJ'IN l M ARIA IJANC: I S I -
OISCOR:;O COM l\ l ElllORATI VO, ECC.
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VI. Lan.cisi è un ma<'stro nt>l Sf'llSO piì1 elc,·at.o. Fa d ella. ~cuoia un .ccnt t'< J di alti studi , (~ le n,:;segna. a sede I'Ospeda lt> di S. Spirit.o, nt:'l quale ali<' ~Salo d i clinica riunisc·t> laboratori di invest.igazioni scientitiche, ed una grandE' bibliotE"ca, cht> egli fonda a sue spNìt'. e la dota ron munifiét>nza. L a storia di questa biblioteca fu . nal'rata da. C. Carsughi ( 17,1 8) e dal Crt'scimb<>ni ( 1721); recentenwn te (l!lW) G. Bilaneioni ha richiamato, con opportuno ed a;Jtorevole consiglio , l'attenzionE' d egli studiosi circa. il far risorgere quell'istituto . To mi Limito A.CCPmuu·c tre punti : }o lJn ricordo della nostra. Napoli. Da Xapoli acqui8tò Lanc is i tutta la farno..;a libreria del rlott. GuamiC>ri )); zo Un ·ricordo' intorno ai r rit€'1'Ì con cui L·mci:;i Mdinò la .-ua li bn•ria ; vi si rh·ela non ;;olo il bibliofilo , ma lo storico critico, L'interprete dei pt>riodi ;;torici d ella m<'didn.t; :}o TI ri<"ordo della ina ugllraziont> dC:'Ila. Biblioteca nel lunedì ddla Pent ecoste ùel 1714, con I'intet'\'<'nto del Pontt'fice Clementt' XI. Lancisi ne !;cri ve,· a pieno di k t izia , al ~[orgagni. In una lett era del 27 maggio, riv<.> la,·a la sua grande consolazione per ave-r nella sua Libreria finalmente a11erta a.J pu hbli<·o, potuto ·. bacia.ro i pieqi a !:l. ~ .• ·e per n.n·r presC:'ntato a S. 8. il libro già stampato delle Tavol1~ delrT<:usta c-hi . .\ii :si conerda ripeter~ lr parole d el FiP::~singN « Lancisi a. fort bì(·n agi dr Yinc clan:> le Rome des anciens Pape.;... >> . È giust~ rlir<' che L'intc rnmto rld Papa a lla fc•st:t clt•lla srienza. prccE"da di due secoli l'intrrvcnto d ei Reali cl 'Italia al l'a nnua gem•rale adunanza d r i Lincei, nella qua,lc qut'st.i, in !Wgnn di de,·ota ;;udditanza, ~ogliono presentare al Re alcuni dei più impot·tanti loro lavori. Landsi fu cat.tolico f'semplare. Ne rt>nde te8timonianza ~plendi dissima. il :mo tct;tamento, n€'1 qual!' dl.'stina a ::.uoi magg io ri er('(li l'anima sua. sitiboncla di suffragi eucuri:>tici: ed i pon:-ri di 'Gesù Cri;<;to. A religione egli tem p('l·ò i !.llloi libri mPdiC'i . Alla. profilassi fisica aggiunse q uella spiritunll', . ispirando8i a l monito deii'Eva.ngelo circa. la sohrictù della vita, il suo p<'nsiel'l) fil osofico riRprechiò quf•llo dd Ma lpighi. Que:>ti, a ll'unisono d ella parola di Dante, sol<>va dire che il natttralista. ed il medico studiano il ·verm P; appn:n-clono eglino dal filo:sofo t'dal teologo le belle:::.e del/'(wyelo morente !
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G. M. Lancisi e lo studio degli organi di senso pt>r il prof. Guglielmo Bilanelc.nl. l. E' un la to della vit<t ~eienti·fìca. d eJ g rande archiatra poro n0to. Del r·e. s lo oggi pet· lS~ uire la vo lubilità fa t ua delln moda 8Conosciamo Je n o~tre glorie vere ed autentic-l1e e ~ittiamo nel dimenticatoio le più belle figure d el .<>ecolo xv11 e XVIII , C'o:-ì poco ron o~c iuti e CO$i male esplorati. ·!VhtJ'ro .'\ urelio, i l pl'incipe buono e suggio, incomincia il s uo li·bro dei P ensi Pri GOIJ r e~pr·im ere n <~i lm ente gTatituctine verso tutti coloro cui ri teneva d' andare deb itore eli parte anche minima della su a intellettualità. P erchè von emo noi obliare l'ep oca ov!.! ha fiorito il Lanci.si, durante la quale l'terminarono tante conosc<>nze s ull'anatomia. e .fisiologia estesiologica? La. tl'adizione ta ncisianu nnn è un impero 'ìll cui pos~ano vivere milioni di u omini , ma non -è neppure qur ll'inutile anticaglia, tanto d isprezza ta da. taluni nwd e rni ~ti della roltunL Orilen e, in una ·pro lu~i on e a un corso libero di patologia generale deg>Ji 01-ga ni dei ~en si (l ), arcennando alla legge di •:VIiiller delle energie specifiche di ta li or·ga ni, pLlnevo in IITHI nota che nell'espistola rio de l Lancisi al :Morga · gni, in data 7 maggio ' 1718, s i l egg~ "((Uesln osservazion e del massimo interac;. se: " ... le sensazioni n on ~i ercit an o in tutte le parti nella medesima maniera ... T anto' r he io. quando era giova ne, pensavo un argomento bellissimo d a se rvire ad nn'op·er·n mosruka, pot.er esser que llo De .~P11.Su1mì 1•arit>fal~' RI'Cit11llum 1'0 ria.s .wfid o rum 110 rt imn te:rtu ras et (hti tlonnn 71llt t.u.o orru;rrenlium c rnsim " ·
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Titolo così p n~c i so n1>n poteva organaJ'si se n en ia fertil e e fervida mente del Lanci si il tema no11 a n'~se attra.tto lunghe meditazioni e ~<e egli nou avesf'e racco lto int<u'no nd C:'f.<~o molti materiali di lavoro; purtroppo l'opera che vngheg:gia va no n fu d a lui compiuta, mentre vari anni dopo. levava t'umMe nel mondo Jii lo~uiìC'o H Traité d es .sPnsations del> Condilla.c (1754). Certo C:'.gli pnssedevfl ln rgfl preparazione propria per trattare della fl . siopa tologia degli orga ni di ~en~o. !'<C non altro p Pr il commercio ~r ientHì eo tenut o con nomini ehe si erano dedi cati con passione e con sncrel'so a talE> ~t ndi o, come il V n l ~alva, il •Morgagn i, 1'Hei!-1ter .. . Ra~l i ticmda re la. dot. trina de l J.anci~i in tM no alla pntogenesi della cata ra tta. (2), p er dimostrare <·ome fo;:.;;p padl'on e del•l[l H11;.tl1Jmia e della -fì ~i ologi a dell 'occhio. Un altro ~tim olo ad IHTnpars i d egli orf'a ni di se n~o ebl1e il ·Lancisi d ~ lla scoper·ta. e O l t:. l!lt.A\CtO'i : Jmror/«11!11 l>inlf•(!ÌCO. llrHiusioni "· \' l. 1913, 172-180. (2} \.. llii..A~CIOS I : f~o (fiii'~/ÌI•HI' dfll/n ''t' r/(
" il
~ sori11!•·
d••yli organi clpi sm.•i. in • C'onfercnle e
tir·lla ffllf1tfrltu r lltl Cfltlr(lrlio wrclrlo
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il r at..;;u l,.tl
/,,,,;$;, "Ril'i"'" di :<lorin nilkn d.-11~ ,c , mrd . ~ nn l urnl i "• rr. 1911. n. l. A tal propo~mo
I' C)t).:a il dolio commento drtiato dal prof. Parisol li, nel riferire di questa breve nola, oella • R i· •·bill italiana di ottnl mologia •, 1911, p. 75.
Ri
G IO\"ANNI ).l.\RIA LANCISI E LO STl.' OIO DEGL I ORGANI, ECC.
589
da l la e~ege~i d<'llr di,-perse tan1Je anatomiche di Bnrtol<1m ef' Ew>tachi. l u<LIC avvf'nluralc nel la storia. e deserte d" ugni memo6 a, di cu i diede In primn. splendicl<t edizio n e. <Juant0 in es~e il sanseverinate avent d e lineato sugli o rga ni i n pa1·t• In - su i muscoli m oto ri del l'occhio, s u Ila stl'utt.ura d e l gtoho ocula re, sull"or ecchio esterno, medio e iulerno, !'u lla r~ra pctro"a, :-ui seni access•l ri del naso, n l tre le splendi d(} p r e p A raz ion i sul sistema. n e r\Ulso- era tanto J:t eC'ci t nre il fe rvore delle ri t·en,llo e dei eo ntrvl li di quella. pleiade gl<n·it>sa eli an~~tomici. .-\ tal pr<,po's ito nella J3iblinh'ca universitaria d i B ol ogna s i (·onsen·a un n lettet·a del LanC'isi rul Valsalva (171-i ) c h e incomincia: «Il foglio che io rice,·o da \'. S . Eccm:~ in dat a 1.5 corr.:Jll<· mi riempie di con sì P<'r<·h<: ,eco pon:t gli atte~tati, chc.ta m o ;;t imo, <Ici ,no aiù: tto n~r;;o (li me, sl ancon1 perdH! ,_t"<Xg'O dalle T <wolc Eu~t11ch innc protlnr<i tlcl hene a \"Jnta)<g-io della Repnhbli<'a Littcrari~• : mercecchè hanno eccitato il di Lei -.pi,riiO n mt(>\"i ri tro ,·ati, o sin no in pane illu::tt·acl'.Ìoni !'perimcntali òi t·o,.c d :d uo,..tro Autore a<"c,·n · solazio~~t;· ,
nate ... •·
T raend <' partito dall a Tavola XXXIX. 1ig. 2, 3, ,}, 5 - ove l'Et J!'ta.cb i rnohra il glnli•l ocular e, il n e rvo oUicn <·•Jil il f'U n ch io.sma. i mu scoli , i dne uhl iqni c J" eleva tu r c della palp<>lmt s uperinre - il Va lsa lv a dedica l'ult.ima parte d-ella prima dis~ertn7.i,me all'Accademia ·.uell' lstituto delle Srien7.e di dJOI;·.g nn - dr rwnuli~ / 111/t t·i.~o ris, lttm 11Wtrn·i.s OC1tli ·nr.n·i modf'rntoriht.ts alla di:;tlO~i?.inne e arnlte ristira dci ll1HSc0li animatori dell'occhio in un ull ic-O t endine a ci iJ~olo, che porte t•à p n i il nome di r111ello di Zinn. Le di-;rn li'hi li, a n c lte enonee deduzioni d e rivate da ll "imole~C' c irca il s ign ifì~:a t o fnnzioll a le di q ue!'tto rol let.t•> fì br o-rnusco 1a re ~1f t~rno <~l ner·vo ottirn i n rapporto al l"e!'en·izio de-lla vist a, non menomano il f atto deliA scoperta anatomirH, ('! ,e clov rCII~he p o rtare un nome i,taliano (l) . E' d unque di quakhe intcre::;.c:e ricer ca re quale fosse lo stato dellè co· 11osc enze s u;rli organi dei sensi al tempo del Land !'i e m ostra r e d i quali materi a li egli polt'Sf:;e U'-Ufru ire per il lavoro i<iea'to.
I I. La deJkata stt·ll tt ura dtgli o1·gani dei sensi, rendendonc diffic il e la coII Osoenza intima presf'O g li antiohi, aveva prodotto fac-ili ipotesi più che ùati di fat.to; eRi può di t'e c h e l 'o1·igine di un cnrpo di dottr ine più vere e confom'ti a n Muru s i clelyhallo a studiosi italiani, dal secolo x.v r tn poi. •La. produzione nel sei e sett ecento 'è a tal riJgua.rdo rubbastanza cospi..:ua. •lino dci prim i t rattati su,g li organ i de i sensi è que llo del P t·ovenzale (·fig. 1) , medico di -C lemente VITI, un ,-\ l ctohr andi ni ; 4'g·li non .sa staccat·si nncOl'a dalla fì losolia ari,;t.ote lica, ma già sorgon o i dubbi del nuovo indirizzo ob iettivo. Cosi in un tap itOIIJ studia '"De sultìcie nti a quinque senstu tm partic ularium, et uum sentiendi cl iversitas a:b anima, an wb o rganorum di-ve rsi tat.e prove n i a t " l p . II, 1). Le specie sensi•IJil i ltnn appagano inte ramente. Cosi il con cC'tto ch e •gli antichi :-i e r a n o ·formato ne l s uoun va, s<>lt,)posto n. (l) n. Jlu.A ~CIO~ I : r (I/.<(1/V<? e le /fll" t>{C 111111/lm ticll e <li Rll t/t>l•llll rt, F:u• l•lc!ri. in atti dd r Connazil)nalo d•·ll" SIX. unl. di 'I•Jria ~rilk:~ ddlu ~<". rn~d. e nulur<lli. R111n". 1 ~12, (:rotl<l· f<?rrata, 1913, 64-71.
1\'r!'$$(1
40 - (;iomalc di mtdicilw mi/ila•'c. -
Fa~c.
IX.
500
GIOVANNI :\fARlA LANCISI E LO STCDIO DEGLI ORGANI , ECC.
revision e; e iulfatti in un parag1·afo ~i discute "An sonus sit tantum irlus cnrporum , an motus, vPI oqualìtas ex ictu r esu ltans n (p. Il , 29). ScrL'>se sui nerv:i degli org ani dei sensi e sul cervello Giacomo Castellini nel De dura· rere1num vestiente membrana tractatus (Venezia, 1646), nel quale pmva ch e la dura madre n6n a derisce al l'en cefalo. :\el De 1no1·bi:; nobilio1·is animi [acultates obsidentibtts (Venezia 1615)
...
. ...•
~.
DE SEN S IBVS
HIERONYMI PROVENZALIS N EAPO LfTA N l.
CLEMENTIS VIII .. PO N T . MA X. M ~ DICT , T RAC T A T VS.
l . R O M A:, Apud lkrn3rdun1 Bafarn. M. o. X C V I l.
.
..
S, Y 1' E 8 l Ò R P~( • 1'. E$ M l S S r.
. FIGURA 1. -
.,
Frontespizi o del trattato snl sensi
• di 0EROLA.ll0 PROVE~ZALE (15117) .
di Curzio ) ·1 arinelli, si trovano molte <:ose a natomic-he intor·n o ai sen si, a l ('ervello, ai nervi e ai muscoli . •~ne he G. tB. Cortese (155-~.1 63()) dì Bologna, per· m olti anni professore a t).!essina, pulò della descrizione del cer vello, dei net·vi e degli Ot'S(lni dei !"en c;i nelle s ue :ll'i.~cellaneorurn m edirinalium Decwles de;J.ae.. . (Messanae, 1625). ,Gli Sc heni degli spi1ili animali (Firenze, 1605), del poeta fiorentill1o Raffaello ,Gu a ltierotti , accenn a uo, a llietandosene, intorno ai sensi, al cervello, agli spit•iti animali.
l
GfùVAN1\I .\JAlfiA L:\1\CIS I E LO sn·o:n OEG Ll ORGANI, ECC.
591
Ce su. re Cn~m on in i !la Cento ( 1550-J 631), prvfessò fìlosofia. neli 'a te neo p atavino, fu per ~l'IJ ito m entale straniero e impervio n l m etndo del Galilei ( l) e sc ri;;,..e un Trar-l otus Ile se11si llus eJ·ternis, i11ler11is, et t/ e fa cull at e a ppetitil'f! (o.\ l essina, 1637, pu·l>bl irato po,.tnmo de l discepolo Troilo Lancetta). l suoi liiJri l"itrag.gonh tutti dell a c.'atleùra pe1· la qual e furon o cnm po;;ti , \"i mancano osser vazion i P~">'P '·ie ed e;;ame critico di fatti osservati o di l eggi desuJ Jte da esl'ii, senza C'he !" autore, il quale ehl>e grand<> fama e nume r11f'i ,:.eg-uac;i, ~.,spetti ch e si a llontana dalla s na sent.enza du dmw· ex
Fu:nu
2. -
IJ- stit6o <lel lallo. ;;tantptl o.lcl L& l'nt:-<CP.:
,.1 si tl"( l\'à t n tt<l lo s~ll rlto delicato e argu to cl<:l .ccolo.
se11sU in OlltJlibus spe,·nlatio ll ihus ( nl.$plllalio de r oe l o, 187) . La pubblica-
zion e del :Vu?l;io -~ itl e reo che rmn mnf':::e ~li an imi di tutta Europa n on pNldu l-ise a lc un fascino .c;u quello d el \.remonini. Il primo ad accennare a.d una di.stinzione a natomo-4ìsiologica -tra il sen so rtcl tatto e il senso tennico - leggiam o nella Fisiologia. de ll' uomo d el Luciani - tfu il P echlin (1691}, fondandosi s u argomenti che ora ci sembrano insufficienti ; anche Erasmo Da rwin · (l ì9-~) nell a sua Zoonomia •·ipropose la m ed esima di.c;tinz.ione e addu s~e a comproYa il faito di un ma01 O. _8trRTI : Di
H umn.
\
lh-ma . 1878.
(', t(lf'
t:r~nu.J" i'u'
, tlello
:tw1
Cl,tt/ rurrr~io
r-m l'inqui..~i::iH~t~> tli Padot:o e di
1 GIO\".\NNI .\!ARIA LAXCJSI E LO STC DIU DEGLJ i1R GANI, ECC.
!'J\1"2
latn aiTrttn tl!i paridi si d t.> l !'C n!'P Jatl ile, nt> l quale ~ ~--~ attivo il sen>:o del r·alnre. l l rH D o llédn H t~,.,:::ct ti . H qualt> pr.,fN;i;i> d rgname nt t.' fi lo;::orfi<\ n e ll ' at.eneo pi :-,H III) e quiwli m;r ter11 atira rJt: lrnni\·pt·sit.à di To rino, in un su o r uM oso li hro ( l ) di:-liu"e, vari an u i innanzi al P€cltlin, ' n ;::en;::o pe1· il c aldo e il f reddrr, ntn eorn e ns;::e n ·a ,·o ult rn ve (:?l,· a.nd i> ·IJen pi ù o lt1'e, ind icando llrltat n ent.e ·tn racoltù del br sl en!O(J1lo si. la Hos"elti ha pu re sepa ra to un ~·t• tt.~ll t/1'/I•J ·'1Ht;iu, ant icipnnclo le R cfll'ssivni sulla ron osce·n :a rl ello S1Ja:.ia rhe n 11i ]H1.~si ru1111 l'l' l 't'l'l' r 1/ ol1'11 wl i lo <le l 11:-icn bolognese V ent.uri e le d ot~ t.nlll' pi i t m ocdl'I'IH' del •D e C,von. E ' lit i le •·ifprire fJ IIi all'uni periodi d el H ossetti : • < ln ua i
i: lt·uq)() ch e io li l<.',· i di c•rro1·l!, il d1e !'{';l{uir?t ~e di qui anlll t i ,..j ,·or-
~n·ire d ciii undici !'eu,.,i ~$te rni , o or1!'rllli t·ouosr iti,·i 111-<t te<ri a li, c h e ci h,t rla to la ua tura ~en za coufouderl i, c re<;tringl•rl i a <.·i uque, COI11 C fi n qui ha ···ùluto il r:l!lllo
lll01Hin ... Il pri111o (: t'trltre, cio~ lo i5trulll e nto per co1w~c6re i Poiori ... l l ~~·ron<lo <: l 'i,.,t nn nc nto pc:r IH di\ cr,..itil oh· i ~ noni ... l i terzo i· l' i"trnmc:11lo per la d in: r,.. itù <l::ll i odori ... I l q nnrto è l' i, trnnJc nto, o onuo no pl:'r tli~.ing n<·re i !<."l.pori ... Il quinto J'i,..tnlmc nto pcr "'<:lll Ìrf.' la qurtlit à <Ielle ,..npc rJk ic dc i CPrp i. r.. it>t: ~e ~w toì:Z.ll, a ... pra, c 'Cahro:--a . o pure ....c ~l a pill tt:,, Ji ~c; ia , -pulita, e senza tll ...cJ,.:'ua~J ia n ze ... Il ,.,e<to i:<tn111H:n tt> è per cono~·e re il ca iolo, ed il frcd,!o .. . Il ""tt imo per t•on o:<ct:re la durl:r.za, e S<><le717~{ , mor\'idezza, e redi h ili tù d e lle m ate rie .. . l,'otta,·o ~ p <·r mi:<nrare le 1-!~"<llllk 7.z<' . Il II<Hlo pc1· t'QIIv"<:cre c: di,..t in g-m:re le <iin,r:"l: ti g-ure ... Jl clc:ci mo p<· r di ,;t i u~m:re !t: rrra ud ezzc m ag):!iori d~olle minori. L 'nutk-cimo , le nmtazioni <lei lu oghi (in rapporto con l'ocnl omozioue e , 1 modnlenti tl<'l la tc:<t al . l'o11 i qu:~li nndi<·i or,>.:a,n,i, ed i:<trnmen t i di\'~ r::;i~" imi abbia mo d ì-<tin ti~->,;im c tutte le <'Ogu i~i .. tti rn atc1·iali ... '· l n q uc.,IO d cJ1 co non è n o 111inato il senso d ol o rifirn: e l 'A. os~e n·.1 ch e c qu esto i! ~e n '<l t:hl' non ..; j ptull n.:.Qaa-c; ma 11011 è c"'-tt:>rno cono!<C it it·o nella d :t1":-:e ùeg-li alt ri ... !Jm·,..to ò: plr tullt: le part i del corpo s ì in:rin.,ed1c, quanto c:<tri n ~cche pur chr?: 'i !'Ì<l !ll:ll'\'0 .. .- •.
J:\J.uo\'I:'!Jdn dal prii1ripio che il ~en so ·fosse sos(r•nu to d ai ne rvi: cb€ n o n s i p<>s~<ano nrquistal't' tJnziolli d e ll e impressiuni estern e SE' i nervi che le ri cevono n o n le tnn.:m E·ttan o a l senso ri o comun e, g li a u tori nn!"tri ap plicar ono un r he a l t at.tn t.lll e><lo principi o ?"en er a l e. In Le•ma1·d o <la Vin ci t r oviam<l m olti accenni a:fo ristici e lf•·nmment::n i su i .;:.pnsi; e a pmpns i to di quello ('he ora ('i occupa, riferisce l'es pe rime nto di .\ ri;-1\dele. col q u a le :::i ho l'illn s ione di tocearc co l dito indice e ro l m e di n du e palline dist i11le invece d i nnu sola: • T'ruon> dd ~<: 11 !-0 <lél tiltto . Se mt'tterai il dito ,;ermulo nl gro,;,..o "otto la pu n ta dd tcr w, in moùu che tutt;l la :<ua nu.~hia pa'~:<i ù a l ':~ ltro lato. c-iò c he ~arà tocco d t· i 2 dit i pari ran 2, pure che la co•a toc:c;t ~ ia rotou<la • (Codice .llltmlit'O, f<>L ~' '4 ' '<'1'"-0l.
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:<~lt~"" tl''!ll l t•F(IfnìÌ tlr1 ~rll."'· 1"11 Pfl·f u ).!l(t•N· : /),,.,,, tr, Uu'- ,:f'l,''· 11 Il
J9:20, a38.
J'ul-
GIO\',·\N~I ;\LARI i\ LANCI S I E LO STl'U)(I l) El.il,l ORGANI , ECC.
593
:\l a ~"h' piì1 ttndi :-i i! }llllnto n•~giuHgt> re una e~pv>' i Zilllll~ ronlpleta e m etodint ;:ugli n rga ni di'i sen:-i, rC<"ata d a !'t'ritti <: he ;.e1·bano auc•,ra tanta \'irtù• ~~~ ~!f(';::tinl. Ln!l dt> i più gra11di trattati ùi e;: te;::iologia è ;::fa tu srrit tu dal Casse ri (1) : esso e ra di vis(l in c inque lihri t h e 1iguardauo J' o pg-a rlt> d e l t.a1to (con dnfl 1<1\'nleì . l' tll'fW II O d e l gu!-t o (c·on <;f·i tavole ), (jll t" lln drJJ'olfn tlcl (cto tl ::;ette tavt•le l . d e ll'nclito kn n dncli c i ) e della 1\'l;:ta (co n ;::ei), pren>cl nt 0 rla una discn s;:io n P nu'tafi!-ica sull'essenza d e l senso e l' nl! a clivPrsità frn M' n so ed nzinnt•. Il suP "Jii ri tn Yi ;-. scrllpre l esn alla r ieen·a rli Hn 'e ,pr('s~ i oll r in r (Jll f'll e ta , l1•' r so n a l,• e !<t'lllpi Hicat ric c . .-\rc·an!!t!ltl Pi cc" lnnli ui ( 15::?(;- l(j(l:)) (.:?)_ e Casslc' ri <lkevath) C' ile i nf'rvi ;:i spa r·).!ono a forma di nH•tn ln·a n a d e.«tinatn a l !'('Jt!<n d e l tatto e ell e l'e pi. d e rrnid e - cutintla - l'erva a ]-.rntegg-t'rla dalla iutmediata az io n e lesh ·A rl e i corpi e:-:.t e rui. Seltlw n f' qunn<!tl t mtti rlella Cl tte, il C:nssE>ri 11(\l t pu;:,;a d E> riva re d alla filosofia a l'i,;t otelira elemeuti ~ttffki e nti per risoh·en ' p r o}!Jie mi cn m f' q u ello d ell a natura e d r ll 'ori!-ri n e d Pil'C'pidct·Jn irle, d E' l rnnd o d i fll'odnrl'i d e lla sell!iazinne tatt ile e de ll'illlpttrla nza che ha la t Hte per la \'i lA; tmla,· in h a .1gn i tanto 11na ~t!'c;e rY az i o n e g-C' nial e , r·ume qttfl lJrlo - ront r• l l' npìuion e d•llniltante- lcwalizza il sr n so ti PI tHtlo n e l d e rm a e n.,n n e ll'epide nnid e. C:a:"~C I'Ì stahiJì la J •a~ di l tll 'opini one r lt e ·fl'nVÌ) c r edil O sino a J IUi con T o tn,;"n. c·cnt Z\\ aa nl en take r , r·o n Fick. cnn C:h ;unpney - e t i v•\ c:-lte tntte le ;.l'nsa zitll1i s i ridu c·lHIO al tatto; e e lle J'vd •\ r•a tu, il g usto, la vi:;ta e l'ndiln, 111111 ;::inno r h e una s p erie Ili laUo m odi!ì cnlc1 ser<H tci O la di·\'P r·sità d e>!:tli cnxani. E~li di re r ltc le impressioni ef> te ri ori s i co muni ca no d :t prima. <:t i n e r v i deg-li <•rfr:l l1i tiri se n s i e qu indi , a rn e:t.zo (]ef{l i s{~>,.;;; i tr1HWhi n erv osi, l'i trasmettono a l cr n ·<'ll n, o \·e ri s iE- de il principio scnsitivn 13 ). Ca!"sl'ri trn\'R nei sensi la so nge nte di tu tte le t•l!1:l1i7.i uni umane, get,.. tando la bas i di qu f' lla t.Poria id en log-ic'a c•he d ove;Ya av e re d ei g randi asserto ri o ltre nn seralo rlnpo. An ch e ,.\ntoni () 1:\l o line tti, anatomi co a .P a d<wa (+ 1673), ne lle s u e di-Sse-rtazi on i iuto rn o u.g·Ji cwga ni (li sen;:o .(.-!.), volle ridurre a l tatto tn tt e le se ns a zi r, JIÌ e!< te rn e . osservando il differire fra Inro pe r il dive t·so num enl d ei net~Yi , per la loro diffe r e n t:! di s lriihuzi on c e S<"rondo r h e s i trovan o più o m e n o ~t Ilo sco p e l't u : " .«ensu s omnes d ive t\YIS esse tactus, en rumqu e discrimen p endf'l'e ex dive rsitnte tangenlittm, et contaC iil t·um ., (c·a p. I). Opinava Cl) Pnlfar~lllcscion , hoc· r.< / de qt<iuque sensibv.• . OT!JIIIIMJCIII / tl brit•n.n Ullril$ icMIII•u• f••ll'lì/N illu.t:t r n fu w. ttfl( urm qrt inn1· ,, r•/ u... ~r m, tii.~·nrtsu fiiW Iom it'fl d '''' tlrl.~o,;h u•fl u r•• ,, t'' l r efl)[iruln Ctlltlill r'»S. I'Nwti i.~ . 1609. 1/opc·n\ \'t'lllte anl'he ri~tn rnpato. po~tumA col tHolo : lJc tlfìt'fl mwlomin . rOHiiucw~ occuraJam rtr(lnlwtum ;UrJlsililw•, tom htnullnt1nOn qunm (lftÌm(r/iiOH 1,/#ft f•tum . ~~~ t.leliw•fdifJilf' m fitJtr rill " ' 'H,.is o/lobrc d , l'irtis i nfui'IIIÌwn r1r,tlt.~ iUhJrrlom, rl drsrriiJiiilnrul ftulhno; Jutin Plucrnli,hL Franco·· fu n i, Hl22. (2) A ~t~tlom ;l'IIP f)nll l rrtiow ·~ 1',1 pN,·tw/ . ,~ ,,,in lira w rurytfJTÌ .o: Jv mwni /llhri ram. P l f l UO C anim.ne .-ires, (tltibus con>ot'is P<trlibu~ tanquom instrume111i~. ari SWI$ ~bcundas riCiiones nlan/ur, sicu/1 I <Jia a nima, IMa c11rpure. JlonlAC, 1586. (3) G. ~TERZI : G iulio ('o .-.,o:rd, fllltll•mdro ft rh;rur(/0, c . 1552·1616. Vt'\rl('Zin . 1669. (4) Di.~t.Mrltrtione~ ontrtom;rae . et J>OIIti'I'PJicuc de .'l('n!-ilflu: ,., f'llrrwì. oroouiJO:. Pn t1n ii. 1669. Disstrltt/itnU~ (lltll/IHUittJ•J)Il/hl)lOnic.o.e t}ttÌbllit hunwni rorVQti$ parle:l OCCllfOIÌ~~iiJrP tlr ..;rrHJtiiOHY worbiquc JCiUfl!tla.c: <Nr~>.•nnf,·R flfJ) It rtl ltl nt. \'erw1 ii:;;.. 1675 (\'Ì SttiiO ri l)f)rt.ttt: ~ ilu•lu~.~ 1<' flrt'ft•dt·n1i n rtf' inci$ÌS
Ui~S<'rta zi(lll i J.
594-
GlOVANNI MARIA LANCISI E LO STL"OlO DEGLI ORGANI, ECC.
in oltre che no n vi ·fn~se ro n ervi diversi pel moto e per il senso ; e fece co~i numer·ose e giu~te os~er-vnzi o ni c-he la sua 1>pera fu rig uar·data come un tr·at.tato cOmJ>iuto di fisiologia (•fig. 3 ). E' a ppena n ece!'!Sa rio ricor·dare qui il nome di Marc ello ~lalp~hi (l ), U quale ci ha dat o degli ~t udi , rim a~t i classici, sulla st •·ut.tu ra della cute c i>n l sen so d el tatto.
FlC:t:lt.\ 3. - f'roni:A'!<plzio d elle ùìs.,crtuzionì ~ugli organi dei sen si d ~l MOLI:->ETTT (1669).
III. Le cnnoi'c-Pllzl' s ull'ot·gnllu del JZU!"IO <lip e ~e ru s preialtn<'nte dalle . e~atte notizie intor·no alla ~t ruttura della lin•!Z'na e !li ne rd cl te vi si dis trihuii'con o . Andrea Cesalpino aveva la;:riato in edit n il i'tu> /)1• sop o ril>u.~ (2) , m a del l'argomento 11e a ve v~t lqccatn nell e ()u estioui m ~>ditll r. (l , .~ ) e n elle DrJ! I!rl iru. m en l onun {ttrullalilm s (l , -L 9, Il , 5). Xico la ·.\l.assa ( + 1569) può indicur ;:i come il prirno ohe :~,l>bia ri co n osci uto la lin g ua di natura muscoi<!Sa {:i) e pn1priameute fo rmal a di n ove l ·rr. U . ~IAJOCCIII. Il J)f•lr• n>wt' r/1 /lt/11• ~ t'illll>'t t"ll;lloiW tiri "" rl• ,;"'" .••·rr>111i11 il 1111//IÌ'IIII 1·rr. • \'~>~. 11 i1•hìluro· p~·r D. HAR· 01 1.11 " Lì••~orno. 19 11. 239. C2 l l'no \'1\IA '\:1: 11 trntro to .~,,; SQfJ(•ri. inttdUo, ti, •Ji,.ato " llnrrih l'nlnri. rei il rflt/Pfl{lif,, iu flfOII ( l ) Dt• r.-b•rtlfl /or tu~ •UIJ•ton. iu Opf•ra 1Hl\11 Ìa. J.nutHui. 1656
111(/111111
''"''" illf•d•l", di · ' """''' C••<11111iuo, • Il C"rsalt>ino "· .\Il. 1916. (::l• ..I UttlouttiiP /il1''; tnltrtdorlt•tf, ,':>r. f t·lw1 , i .... 153G.
:
, GIOVANNI MARTA LANC IS I E LO STUDIO DEGLI ORGANl, ECC.
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musco'li, che divide in intrinseci ed estrinseci. Ma non esa ttt·is re se non la parte infima dell'argomento. .Falloppio ha spiegato la pi,(t grande cnra. per descriJven l i muscoli st.e;;si, "delli qua li ce n''è 24 noti - dice Leonardo- senza gli altri che i0 ho trovati "• poichè ... di tutti li membri che si muovin per moto volontario, questa eccede tutti gli altri nel numero delli movimenti : e sn tu volessi dire che l' uffizio dell'occhio, il quale ~ di ricevere tutte le spezie delle infinite figure e colori delli ob:bietti a •lui anteposti e l'odorato, nel la infinita mi. stione delli odori, e l'orecchi o de' soni; noi diremo che la lingua sente an cora lei illifìniti sapor·i semplid e composti. .. " (1 ). Ove appare scult.orio, i 1 par91gone da sta•hilirsi ft•a la ling ua e ·gli <r·i or-g an i dei senSi. Anche l'Ar·anzl ( 1530-Sf)) assume una descrizione a-bbastanza esatta della lin•g ua (2), tuttavia 1Ft elice di sostanza fungosa. più molle della sostanza muscolare e quasi simile alla glandolosa. . Ca~seri notand o che la lingua umana (3) è s<:ahra. non cr·ede sia un semplice muscolo, ma la giurlica formata da sostanza nmscolosa variamente commista ; interpretò com e ltn 'so l nervo, a lla loro u ~c ita da l cranio, H g l o~ sofarigeo e il va.g:n ; m egl io desais:-;c i muscoli e!<tr·inseci dell a lirbp;ua e i sottoioiclei ; discgnì> il cnndott.o sc0pertu pui da l \\'harton , ma Io rile11ne un 11ervo gustati vo. Tutti gli anat.omici del tempo dichiararono la lingua pe r organo d el gusto e •Picco lomini lfi~~>ruva la sede del senso in ptLrol a 11 el suo parenchim a, dicendo clte la sott.ile m emiH·an a che ricopr·e la linglta lascia. fa cilmente pE?netrare le ~>Ostan?.c sapide ne!l'inte1·no. 1:.\-Ialpigtlli esa min ù la ~tJ·uttura clel i a ling ua - specie ne l vitel ln - in una monografin classica _(.1-) e d dete nninn tr.o s pecie di papi Ile, i nerd rl te vi si diriJgono, il C(lrpo J•eticolatn c-he viene traforato per tt·asmettere le p apille, le vagi11e ù el l'epiclermid e nelle quali ;qnellc s'introclucono, le varie fubre motrici d-ella ling·ua, la g land ole alla s ua ha:<e e al p r in-c ipio ùell 'e~v fago.
E/Zii ha preeedutu l.or enzo tHel lini ( IG.l3-lì0'.) (5) n e lla scf"'!le rta delle papi!J e, e rig uardava la lingua sotl•> un dupli ce af-'pelto, co m ~ or,g-ano del gusto e come parte del sen so più ge n e r·a l ~ del tatt u. P er l<l pr·ima .qualitù Toe esamiua i nervi e i vasi, vcr In seconda esplora i t.egumenti e vi trova •l'epid ermide, il te;.suto c-ellulare, i-1 r·eticolo - detto pui d el ~ l alpigili - e il derma, valendols i -d ell 'anatomia compa rata e distr·uggenrh> l'en o re eli C'l'edere l a, ling ua ri Rultare di un tes<;utu prop rio ricoperto ola un SPntpliee ill· vi•luppo. J..e su e ricerche intor·no a lla struttura del la ling ua e alla se nsazione del gusto 'POrtarono alla cognizione E?satta dell'ufficin delle pi<:r·ole eminenze o papille che si t rovano sul la mucosa linguale di tutti ~ l i nnimali. B ellin i descrive esattamente que lle d el JJIIe e ci in·forma. cilr ùtl po.l aYere i n t es" (l l
r. IL (2)
r:. Ou.A~CIO'' : f.o fon· ·li-o ll"•IOrsiro eli f.tm, rcl o r/q l'iur·i • Giom o. di mcd. mil. •. 1919
ni' /t u mfJHf) {Ofl(lf li/l(' f, /f'rtit, r•r/1/t~:O:. nr TPr'i(IJiiltt!ot . f: jl't•t,if 111 lltlll/ttltiir~lntm Oh:o~PO'ufiuHtUII
liber m· tiP tumorilHI6 srcz,,dum lnros of/C'tlos lib• r ""''t." prunmtt o3) PrulctP•IIH·.<ciou. lib. IJ. (4l f: pt.<tùla De L.i •<rt ""· i n Orwrn omui:l. ( 5 ) P..r,~rcu,,t;,Ju~~
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\"f'uraii:o: 1595.
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Uat:H't•tnm. 1711.
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GIOVANNI' !IlARIA LANClSI E LO STI .DIO DEGLI ORG ..\Nl , ECC.
le SC<•pert e d el 1:\lalpighi si occupù - preseute il B ,1rel1i a veridìcarle, meH!re da prillla Jl!ln sapcva qual cinnpi(o atll'ionir lo r·n : " Tand em vero pos( .qunm diligent iori indag in e nerveam papillanrm natnr·am, st r·u c~ntm· tJIIe adE'u pe rspectam l:ahuimns, ut nihil jallJ s upere:::~e videretur, quod ea de re in cnntn>1·ersia m m erilll r·eyucn .-i po;:st>t, ronvcnimns ejusmodi fungos p«se g n:::tatriti" fanrl lati s in~tnm1 e r1 t um ». :\ndte Ora.zir1 clcl' Floriani e J.orenzo T eJTaueo (1666-Ì714), m ostr ando l'utili tà clt' l mi<'r'oi"copi n, PSp<>ser·u le lonl ricer·ohe s ulle papille n ervose della lingua. c"me purP vi avcvmro srrittn Cnrln tFraca ....;;:ati •(1 ), prr~f essore di anatomia a Pi:::n, e Tnmmaso Alg·lti si {16611-17.13), autore di una Lilotomia, o rrc ro 1/rl rru'<u· /(l pirlra (1,707). , QtH•;:t: ul!itnn dedi cò il s uo lavoro a l Lancisi (2 ), come a quello f orse dre piu i11teressa.;:.se lo st udiu di un importante organo di senso. Dil·icle la l111JtHig t·R1ì a ili tt·e p:1 rti che tn\thtno t/ ella slrnlturn , d egl' usi 1• dci nwli della lin gua.; ma ~ca l'f'•l è il concorso peJ·f"Qnale delJ'autore, il quale r·ic·hiatnn ~t>ve rae gli s tudi di ·~hllpighi, .Bartholin , Borelli, Stenone e Bellini. Anche il .\!olin elti ha un hre,·e capitolo de nff••ctio'lliiJils linyuae.
IV. :'\d Sl"l'"l" \\'l
e :'\Vll la <'llltnsrpnzn. del Jla;:.u ha af'quistnto indit•izzo
rnod erllt! : nqn •' piìt il c/J l lt lllrittlll , il filtro dei verclli an;tt•Jillici, destinat o a d e~sc rc 1111 "enrplice emuntnriu del lt> super{f.uilà del cet'Yf'lltJ ; ma acquista maggior di gnit~1 funziOJtale come s trumento de lla ·respirazi•me, come or. ga nu d elrotfatt" e 1'1mtc dec•1ro della .fisi<Hinmia umana. La mig lic>re ùescriziqne dellf' parti del naso proredeml o clalresterno a J. J'i ntHno, nell'uonto e neg·li animali, è di Casseri. E·gli pen~a rhe "la mucosa nasale continui la dura madre encefaJica, ch e si spingerebbe n el naso a lrtrYe rso i forami della lami ua c rihro~a dell 'etm oide. Tra i mmwoli del naso d esct·il·e e n.t.fl\.!l"ura per primo il dilatatore delle narici': considera com e un rnu:.:rolo solo i due- piramidali - errore rimprover·atogli d<ù Sa.ntor·ini (Obsrrealioncs anrttomicae, 1i2-~. 12) - ; intende meglio dei l)l'edecessoM quelli che oggi diciamo l"ei("Vatore f'om un e delrala del naso, il c-~tnino, il bucc inatore. il mit·titforme. Ca>-seri s upero tutti nel rappresent a,re lo .sch e letr o del l hl!':ll e delle fos;;e lli\ SH li: sono ritratti minuziosi, accurati, :fotografici. .Ha scopeti.O i cinque pc>zzi della porzione cartil aginea del naso, il !'etto, le pareti laterali - a Ile quali clà il nome di b·ecco- e le ali <1el naso: indica la vera arti colazione delle o~;:a quadrate. .Ha inoltre determinato che i turbinati - per primo li chiamò CIJilChne - sono t:re e che l'infer·iore è un o:>.;;o d istin tu dal r etmoide, contro l'opi n i n ne allora prevalente: osserva ch e ques te ossa sono più volumi n o~ nella pecora elle nell'uomo: ciò che procu ra a questi a nimali un ollfa1to più fine. , Diede una discreta idea ùei seni accessori d·e l naso, il mascellare e i front a li. Vide n el lo sfenoide il cnnale cra nio.Jfaringeo e lo credette costante: (l) f:.ccrcif,,Uo t'}JiJ(/ulica cl(J litl!Jtw ud :1. IJ,,.,,I/iuu,. Bunoui<te, 1685. ( ~) Di ..;;rfJr$i auall)mici snllf« In liH!J'W d~11i4·nti ntl" lll.mo 1• R .Hu-l n,m,..:ivnur Lauri$i, mt dico tiri/a S. di N. S. l'tr110 Clemeute S T p t ell"" di wt<lici>w .,..Ila Sot>iP>l:IL di Ilo111n Ila f t)mmascJ Alyltisi. mae.ttlro in rhinu(lin HPI/o :;,, <!u l.- <0 S. 1/t~rin .\' ('0'''' di f ìrC'JI:.P. l H c·a lrr si l~ggc : Oi casa. in n oma lt 20 gNumi o 1703. J~··JJH•ra, ·li JUIICÌIIt· ~ s ul n·l'\11. :o-i t~Hil !iì(' r\';'1 ll('l la Uiblitll('fH l..aud:tianll.
GIOVANNI ì\IARIA LANCJSI E LO STlDIO DF:GJ..I ORGANI , ECC.
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per dimost1·are i tbulbi olfa ttc•ri il mu ~eo delle !'>ne lucenti tAvolette ha l'elicefa lo d ell"uom o, llel ca ne, del gatte), della lepre e cleli a pecora , rendendo li con efficnda. '\_ I seni ::fenoidali furono conosciuti da t: de Vi•g:o ( 1460-152D) (1 ), ben d-escritti da Rer engario da Ca rpi ·- il qua le raccomanda di segare l'MSO cun ei-
'
FIUURA 4 - Froote~pl7.lo del trattato di CASSERI sugli organi dell'uditA) c della voce (1600): Insieme oon quello sugli organi dci sensi eost.ltuis<>c una dell e opero fondamentali dello. nostra o.no.tomlo..
forme nel suo mezzo, tino al palato, per conoscere le sinuosità interne d el naso - e poi da Ingrassia. Leonardo da Vinci riesce intensamente e immediatamente suggestivo nel r endere il seno frontale e il mascellare, di prospetto e di lato, dopo averlo aperto. •i\Jolinetti accenna alla pel'forazione detrantro a t raverso la guancia, q11ando sia a ffetto d a m a lattia. l
(l) La
pratica unlcersale itt ciruoia di nuoro rislllmpota e ricorretta, Venetì a, 1598.
CIO\'Aìi:NI 2\'IARIA LANClS l E LO STL; DIO DEGLl ORGANI , ECC.
t;n o c hE> nel la m o rft>lof.{ia di questi !'eni h a veduto più innanzi è !'t.a.tn il Fa lloppio, in c ui tJOII a ppare i l S U(I sforzo di con osce rs i e di ritrovarsi ; parla ndo de i seni frontali, egli sog{:!iunge '" Vestiuntur illi s inus, sicut alii, ten uissima quatla.m m em•H·ana aut pellic n la », anticipando le notizie di Schneider !'ulln pi t uitaria . .-\n che F ~th rizi d'Acq uapendente riprodusse il naso con pari ~ caci a n ella evide nza delle linee e dei profili e acqui~tò cognizioni esattissime sulle mirltt~eo l c ossa; e·hiama nrquf'll ott o la rima inco1<pi cua. che si vede a lato del vomere. Pie tr·r· Servi o Ili Spuletn {:+- a Homa, o ve profes!';ava, nel 1618) scris!'e . ron rn nvime nt u e linra H~tile {)"odo ri/m.~ dis~e rta/io ph-ilolOrfiNL (Ro rna l S.il) .
...
v. Fa llnt,P io, ·f.ustac hi , lng russ.ia, •F wb r·izi , Casseri, Va lsalva e g-li a ltri m itJnri ha nn o dHto t;ù contribu to di con oscenze s ull 'anat omia dell'o r·ecchio da fa rl a prog redire d'un lratlo di m olti e molti !\ecoli. :,\;un po,-,;iamtl <fermarci a coll!'<id e ra re tutta l a. lo ro opera; lm ~ t e rà ricordar·e t·.,me il !'<~>lo T::nst:1C"h i Ila v-eduto - oltre il dott.r·ina le già ae<p 1is ito e Il a lui cont rni! Hto P. raffì nHto -- l a s taffa , la tfi nestra ovale, l'aC'.quedotto, i ra ppt> rti t>re<·i::-i a doccia de ll'nllavo -e settimo paio di nen•i c ranici , l'usciota dd faccia l e dal •foro :o;l iltmHtstoi<len, il mu::;colo inte rno del martello, la tubru c·he va col ~uo nome. l:.ì pl!IH•re uditiva, il nuc leo o m0diolo della c hiocriorla, le ~ tt e Htmpr, l' nl'i)!ill<' e il te rmine della. <'tl rda del timpano I l ). Ctt:-sel"i ·lw da! t• un a P:<ptli'izinne metodica e comple ta dell'tH•gano dell'udito e d ella " ua gt'lo"a funzione . P er primo dimù!'tra c he i p esci hanno !'<OIO J'llren•iliiJ intel'llll, 111<'Htre i rt>Lacei ( Jihc e.~ respiran,t es ) posseggono anch e il rnn li11 e I 'P.~terno. ;;;ti lizzu lu rn o rfolog:ia d t>l pac!Jiglione, co n frequenti ri c·hia mi rli a uattJrni a t·•mt pa rata, tratta della !'Il a -custit nzione risultante d ella tut.ie ula (rp ide rmid P), della c ute t( cle rma), della membr·a.n a nervea (ro nnett ivv .«ott•Jruton eo) e della cartilaLt;ine Auricol a re ; vi ma11 can o la pin~tucditl.e (pnnni t'Ll lu aclipùsli) P il mu"colo m em br·annso ( p e lli<'ciai ~l ) di a l t re regiun i cl el ('llrpo. Tra i ntU!'Coli élll r·icolal'i estrinseci, oltre all'auricolare pof'ler·ior e !'rnperto da Healdo Co lombo - cl esc l'i:ve p er primo altri due, s ituati snt.t('l <t i legamento auricolat·c pnstel'io re; s ui precedenti ~tllto ri il \.asseri ha i l rn Hito d i tn·e re cor tif rontatn, cnJt un metod,l nat urale di seomposizione e t·contr:tppoi-<izio ne, le epis11cl it lle disposizitHli clell' uom o con quelle degli allri ruammif('l'i e m u lt~ d ell e 1<ue Jìgnre !'Ono migliori di quelle dei mode rni tn:l.tlati di a uatumia veterinat1a. Con senso vivo della r·ealt..'t immediata dà. la mnrfnl,lgia ci Pl l'os:;;o tern porul e in rnudo più <" hlO.ro e d esatto d~i predecesi'O ri e pn11e in evid enza l e priJ1cipa li differenze di f o rma tra il temporale dcll"adultn e quello r1el hHrn h in ,~. Osserva com e l'annul o timJ)a nico d el neon:tlo si nr-<TN<~·a e s i saldi rH•ll 'a dultn ('PI rr~ t n del temp o rnl e. Nutu per primtl (l l
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GIOV,\NNI ~·[ARIA LANCl SI E LO STUDIO DEGLI ORGANI, ECC.
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la costante· obliquit à della membra ua timpanira - dimostt-a che •Galeno la conobbe, sebbene non la menzioni in modo esplicito - n e studiò l'inserzione a ll'annu!o timpanico, ne vide i rapporti ço! manico de l martello e risOif'e
F!C CRA ::.. - U no. delle ta.-olo custacWane edite deJ LAxc rs r: bellissimo il disl>guo dci muscoli d ella taccia, del capo e del collo; le tlgun: 9 c 10 recano gli ossicioi tlcll'orccchio e il muscolo tcusorc del timpano.
il problema del rapporto con la cordn tymp ani; cr edette che C>riginasse dal l)ericranio e c iò contro l'opinione di a ltri, che la derivaYa do.lle meningi o dai ue r·vi encefalici. I llustra la forma della cassa ti m pa nica (eoneha ), i suoi
tiOO
Glt: \ '.\N:\1 .\1:\R I \ J...\:>il:1:51 E f.ll :-;n·n:n I.E(iLI u R,;X"'I , J:CC.
i11ri. >"p >!cit• la lin<',..[t·n <'Ya lt:- e la rntnn d a, llllls trandu,:;i piit co mpleto e sottile il l'l :Fa lloppi• '; l'f:a nainn l<t llJIH·•l>-H d e lla <'H>'i:'<l. 31ù h red llfltizie >"u i ca11ali :'l'lllici n·olari (luhyrìn l/w ,,l, lftal!i lcllll \l che :wno tre SP ii e non innnmeJ'eYOli n•m e allora :<i peii~;I\' H : nellA t hine t'i.,la n""e n·a ch e i git·i el i ~pira sono t,re e pe r prinw d e!:>rriv e l a lamina spi ra le . .\proposito dei tre o~s i cini dell'udito e d<>JI1· l"r" arli ro ht7.iOIIi, è slrn tt o i l fat tu l'Il e mentre li vid e e li rappresentò 111 lll<tlii ll~<lflll r tifè t' i, non vi ri11"l'i n e nia !'cinamia , che la r r etlett-e priva; arntlli ~e dt P gli uc•<·r lli a\P:-;:er" d11 e o;:::-iriui. interpretnntlo come u,;:"a distinte pat·ti Ji \!lll' li'apparPCT hi o rlte ci i• 11nt o <·(m nome di ,·rdumelln.. Tratta poi dei mttl'<'<ll i d eg- li o;:~k ini : prilltH de l Ca:-::.eri se n e rnll">-Cf \'!l uno solo - il llt\1-"<'<'lu illtPr tto ' 'di Eus tadti, o~!fi t.n1s11r ly 111pani, - ma egli P.~ami na 1'6-ziune d e li•J :-tapedio e d e l tf'llsoo r.;> d e J tintpatttl !'li ll a rato> n a deg li ossicini e q uindi s 111la lll é tn!Jrrr ua. J) UJ)II HVC I'I' !"!lldÌH l!l h l fi:<i(·,t okl SIIP I1 0 , Yi (' ll (.' a l )~l <fÌSi r) ] I)~ÌA. delJ'Ol'CCd till, JH' i ,·ari :<f')!lllellti: esnntina J'ill!Jo<IJ·tam.a d e lla p••>'izim ae e topografin tl<•ll 'org<llto 11di t ivo, c·nt o ~idt• r:o il padi g l•m e c·nm e •'t g ann ricettore del """'"'• IH funz ioot tf' d t>ll<:' ~m· vari r parti, dei lllltscol i au ri cu lal'i, del meato 11ditivu, delk r·:wiU1 d t- ll ' c>re,·<'ltin 111 e di" e iuternp: di ~t' ute s ull'n ffic.i o rlella llt t•nah t·an;l 1i 111panina, eredrndo cltc il pt·eeipt lll l'Ì<ì di impedire ogni corn• ttJ itazioon (:' t t'a r~nnhi e ntc· e>-te rnu e l'n t erc ln" m edio. naa n ota. c he la s ua. IHHt JI'<c~
nun ;: t:~le cln o~ta('oln J•e il pa~,:;~ ~~iu di qu el 1111 irlo misterioso che pe1· c:a;;,_ea·i era il !'11 \l llu. Funzio11a e d ep:li IJ:;siciJti 'i! di cooperare, in tH1a passiva 11hllt>cli PilZH . a trasnll'ttetln, C1111le ll ~tl:<tra J'.CSliE'I'iJrii:'Jtlll " Si qui spiam, tralll1 lll. ;;j ve IJac·tlllllll ligll t llnt, aut pa llllll ferro' um , insigni s longi tudini s, jn uno PX tr~mu IPni ter fer i at, ut ip~<' ,·ix pPrdpiatur. et alins alteri extr e mo acf...dt , eiqne ar~t·e m adnwveat. Q ll» t a lte r, qui idury1 da·ln.t, et e i er ai pro -
"inna::- » . L '(lc'r iuut•nillts Pr a ln!taY ia a:llm e-,~o nelle ra\· ità dell'cia·ecchio e il Casseri d e ve di~r ut e re d ella pr•,dmionp "pontanea 1li tale aria - m e ntre gli ,-fug,ge a tal prnpo!'tit •J l'illtpo rtnm<J d ella tuba e u s tac hiana . .Cer ra ·di l'islllHrt' pa r ecc hi e q11P::-ti11ni nt t>dit'lt e e lis io l()girl ae ~ ulla ill nzi nne dell 'orec!'lli11; <lihatte ;:1ai' rappo )rti fra la f orm a 1)el padig li o n e e i !Oentim enti dell' indiYidll•l ( J); riee r c·a infine le cause <lt> llu RO rdit.à, cnllvenendo con .~ri stotele t' lac talo ra di viene dal putre-fa.rsi del cerume, "e.xca·em entum auris n, cont r n l'i<l ea di Gim·ann i .·\rgeu t<~ n~ (1:>13-72), dw In viJle\·a indotta dai vap ori dPriva u t i dal l'ence-fa lo. Cecilio .Fnlli o o tFolli, natn a Fanan o nel L\l o<len e~e .( 1615-60} esaminò cnn IJrio e ru n pial'evul e vari etil le pa r ti del n ostro oret:ch io. dandone la cle ~rr i zi nne in una lettera d i poche pu.gine diretta a :rommaso Hartholin, a cl'llmpngn ~tt a d a n nn tavo la rnn !;E'i figure (2) .,.."\ell a prima, <là co11 facili tocchi il lnh iritlt o e la clti o~:chda: v i s i \ cd e la finestra r otonda e l 'nval e : i c anali semi <·irrPlal'i non !;On o re~i mal e ed ha avvertito ch e due di ~ssi si uni·s cono ('(l!1 uno dei 'loro egtt·erni verso il vestiholo, in una "olu apertura; vi si parla d el pi crolo •fOI'ame r h e ;:econd o ·F olio tra fora un o dP.i g iri d ella chiocdo la e per il cru ale passano dei vasi ,.;a n,gui·gni. L a seconda fl gura ha pregi di disegno e di ,forma <( interno dell'org<mo dell'uòito, le c ui parti son n adese a lla pot·(} ) ( '(r. ( : .
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Il"""' · N;orrlrtchia, 1920. (2) \" ,,,.,, m r ;Ì$
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'<i<lr·m11 nn(,.,,,,,,,,,.,ttrn di Leonardo da J+lud.
GIOVANNI )!ARI.\ L.-\NCISI E Lll STL"DlO DEGLI ORGANI, ECC.
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zi one sqnamo!'a d_c l temporale; : vi !<i n;:;;;ervann partirolarilà intere!'santi e l'apofisi grari!f del mart el lo - !<COn osciuta a.gli anat6mici ante1·iori - alla quale dice che si at tacca il ntU:'CtiiO esterno. tEgli in\"ita ad accettare il piccolo osso rotondo della staffa, sta)ìPtlis 1lsseus IJ1lirflllll yiiJI>ttlus. cile ha int.agliato ne lla seconda ·ligura e indica cosi r osso lenti(·olnre, la cui !'c,merta l"i attrilhuisce da a lcun i a Sulr·ius (Franz de .Boe). :'\ella tet-ta figura si' veg. go11o gli ossicini dell\m:cchi u e ,.i si distingue I'n"so Lent iru lare. aderente alla testa della staffa . La quarta raPI•resent.l la d liocciolu r o,·escia ta e veduta da lla parte elle
FIGURA 6. - Dal PF.TIIl.lULT: F:ssois flt J>liys;que, C'CC . i. Il pagp;. 204 e 20.">. Nella tlgnra l : Ulla srzionc lrontalc dd cranio, in C\li si ,·eggono le cn · ' ' ltà dcU'or<'Cch lo. :\ella tlgltra 2 ~ou<> rapprc~cntatc • Ics trois ca..itcz cn relicf, c'est à dire 1}\l' Il !aut. suppOS('l' qu· l'Bes ont csM rcmplie;; dc quel· que matlèr\' ;;ollde . .d B. cc qui a rcmply la prt•tnièrc cavité jusq \1' au Tambour: C'V)•:, ce qui a rcrnply la SC('Ondc cayité appelloe In Q\llli!<Se du •rambour. C, ce qui a rc•uply la parti c qui ,·u à. l' apopb)·sc Mammillalre. D, ce qui a rcmplr celle r1ui produit 1'"\qucduc; e. ce qui a remply Il' Vesti buie du Labirinthe ; a, co qui a rcmp!)• l e canal veJ•tlcal conJolut: b, cc qui a rcmpl ~· le scparé; c, ce Qlll n rt'mply l' horizontal ; d. ce qui a rcmvb· le Llmao:on • . Figura s: la catena degli ossicini.
corrisponde a l cen ello : son ben disegnati i forami vascolari e l'origin'E' del. J'acquedntio di ifall,)ppio. Dopu avere r ilevatt, ogni parte clel l'Mecchio i!"O· latamente, l'aiJilik'i di tra!"crizivn e imaginatiql ha trovato i più $Quisiti C'O· rollari della persua!"i un e gralìra raccugliendole nelln lor n vera posizione in una tfìg11ra mo lto esatta : 1)l'Cci:<o ~ i.l s ito dell'incmline. :'\ell 'ultimn.è riprodotto il setto <'he divide la chiocriola in due g i1·i, e la sciano tracce i vasi snn,gui•g-ni che serpeg.gian,1 n ~> ll' o rgan o. Paolo •!\1anfl'edi di Camajore in qu€1 di Lucca ( + 1716 a Roma) distinse più esattamente la forma conica del .braccio del martel lo e vide una presunta mem bran a propria che riempiE' h' spazio inteq)OStn dE'Ila staffa {l). (l) Nat!Jr fl/>,, r rtofir,/1"< rirca urrnm llr uli rt tru rP m, R olllllt>. 1668; uud1C u~lla Ribl.
Maogct.
Ollt>l.
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GIOVANNI :\!ARI A LANCISI E LO STl"DI O DEGLI ORGANI, ECC.
L' anatomico Ba rtolmneu 'Sim oncelli compe nclia la direzion e e la divisione de l nervo acus tico e <·on m•>lt.a c ura n e segui la òistri>b nzion e per la chi occiola e pE:r i cana li semi circolari: m a poi - deviato d a qualche. a ppaJ·enza - r t·ede <.'he i l neJ'\'O rientri li ella cavità eranicu a tJ·::tvHso rtei fori O~l'.ei e sommini8f ri dei dìlamenti alla dura m a dre. Antonio L\Jolinetti ~<Tive con rapido e lat·go stnc-cu dell'organo dell'udito> nelle c it ate ni.~se rta/i ones . Egli ins is te gu lle analogie <fondamen tali dei vari ~e n s i: « Sen~u~ <>lllllt:>- oper:n ion e~ eudem motlo cou1pleri, et perlki, rnt ioni \' alde con· son um mihi ,·idelur : tum quod e iusdem an imae :<int effectu!', ad rerum !'Cilicct e xter-
r,_, Il
T.,nu 11 FJOtTRA 7. - DoJ PER!tAVLT, l. c. Il. 214·5. Flgm·u l. Co.;;!'a del lfmpano nel· l'orecchio del montom;: .A, condotto uditivo esterno aperto; D, m età • du condnit que l' Aqucduc a dans l'os, qui est aussl ébrecbé •· Flgurt\ 2. L'o~ ~ct.t o unico d '-gli uccelli : • a c, ht parti c attac héc il. la. p.-au ~ n Tambnur; b, la part.lo qui bouehc lo tro u ovoJaire <J lli tlcnt li en d'Et.rier. Figura. s. • Reprcsente la t<·~tc d'un Cocq d'lnde dont on a conppé le dorri erc • .
narum perceptionoeu1 iucum benti:;; l n m quod ~pecie~ prodeuntes ab obil!cto, aut quomodocuuque appellare q·li!', cor·p usc ula excitati,·a sensus, el copnl ae quodammodo sen tient i:; cnm ~c n sibili, eode m modo hoc ip~um praestent, pula, sensorium afficieudo, a t qui! mutando, quod etiam unu m !;emper , et idem. in omnibm: est. . •·
•lin altro punto degno di rilievo è qu-ello •relativo a l parallelo da lui sta.hilit.o /fra l'o1·ga n o della Yista. e quello de ll' udito: • Quemadmo<l um enim ,·itreus illc hum() r, rcfra ctos, ope crystallini, radio!', et iu con um reda<"tos, prinm111 a re tina quodam modo submo,·et ; mox, producta oorundem pyramide, ,·ehementius in eandem impingit ; in aerem sonorum pluries reflex um, et multiplicatum in labyrintho, Cochlea primum susci pit, perque Cochl.eare.idest spirales suos ambitus multum diffun<li co~it, non sine robori s incremento, atque impul,:us, dem um in tunicam perducit, si millimam Retiuae, productam ab expansa ~ubsta nti a molli nervi auditorii .... • (c. \'111.
GIOVANNI MARIA LANCI SI E LO STt.;DIO DEGLI ORGANI, ECC.
603
Osservazioni dello stes::-o onliue troviamo n el ~Iorhc)Ì, il quale dimostl'a vasta coltura e raro acume nello ~c ri vere degli organi. dei sensi. Prend~ndo a parlare dell'udito "cujus curo Visn singularis quaedam u,ffini tas est, os-
serva : • Quemadmodum enim radi i a corpore lucido ~parguntur ; ita et rad ii quidam sonori a corporum collisione, quorum quanqnam motus tardior est, est tamen aliqna .
/
l F'lGURA 8 . -
Fronte~pizio ù e La 1'héorie de l'otde <.li J,&c' AT.
proportio.... Ac n(}ta\'it Bartholi.nu,; ( 1) multum conferre ip;;am luceut ad expeditiorem auditum. Quod exemplo surda~trorunt probat. qui ;;i ad feuestram vel ad candelam adotoverint aure!', specie;; !'Onorum percipi unt facilius , t nm in tenebris andiant nihil li (2) .
,Merita di essere considerata la somma di ~tudi recati da l P eJTault sulla fisica del su ono e sull'anatom ia comparata dell'orecchio (~l. ~ella prima t l ) Tu.
lJARTIIOI .I~r-·s.
nl' J,,,.,~ hOih.ÌHIWi
,., hlulormn
lriiHM lldndutttdi..; ldis/l)tiÌJC rotionib«.SfptC
,ovis referti, Harniae. 1669. IJJ. cap. 2. (2) D. G. )lORHort us : Dissertolio>tt·s oc().(lelllicae et epistolicoe. llambun;i. 1699 : diss. II. in data 1676. Dc paratloxis sensutcllt. P.' <.li\'i~a in cnp. L De P. ;;ensuum in g~ucrc. Il. De P. visus, lli. Du P. audUus. 1\'. De P. odoratull et gnstus, V. Do P. tact.us. (3) Bssais de Pllusique ou recueil de plus:iet<rs traitez touclcant le clto.<e.< lltl/uTIII/es, tome lJ. par )L P erraull, <.le l'aca<.lemic R . des &:ienM'S. Docteur eu )lcdc<:in<' dc la Façulté dc Paris, ibid., 1680.
61H
GIOVA.''I"'l ')1:\RIA T.ANCISI E LO STCDIO DEGLI ORGAN I , ECC.
parte ùeJie
~Ile
d cerrhe
!':!lÌCg"a
«quelle est l'agitation de rai r •1Ui f:.tit )e
hnJit "• nella ~eco nda si occupa "de cnJelle ma nier e la reconti'e de deux cot"J'lR produit l'agitation partic ulie t·e qu i ,fai! l e tbruit "• nella terza in<tìne intlaga "comment l'agitatinn purticuliere de l'air qui fait le 1ruit, est ren.luf\ ~ensi_ble à l'ot'gane de rouie "· Gli difetta la fiducia dei tempe ram::nti purnmente visivi e ~ente il1>il'Ogno di insi:::tere e di Jog.ware, finch>è n •)1 :~a mc;;:,o nella sua verit.à nn che di inquietante. Uopo ave•· prernessn che "ce qui appartient à l'ouie est tt·es-ubscur "• il P e rran lt divide l'orecchio in e~temo e interno. Quest'ultimo risulta di due eavitù . la prima, data dalla ca!"sa del tirnpano compresa la parete la-
Frunu 1(1. -Modell o di cornetto acustico, d.e~critto
da LECAT nel FUO Traiti dt8 sn•s.
FlllttRA 9. -
Vari modelli di cornetti ucu,tici d c;;:crittl da LRC.\T nella 'l'hh>rie de l'on<t.
bit•intica ; la secouda uest le laby l'inthe, qui a cinq part ies sça'Voir le vestibuie, le!:' trOi!:' conùu its, qui ~ont. l'ho.rizontal, le v-ertical conjoint, le vertical separé, le lima<:on, · danR Jequel il fuut ,·ema1·quer l·e noyau, la m embrane sp irale, J'ai r implanté "· Vi & in ultimo "le nerf de r o uYe, qui est dou•ble, sçavoi r lh portion m olle d la portion du1·e qui se divise en trois rameauoc, te prrmier, le second, le t•·oisiem e ''· · Uopo aver{! costru ito una ingegnosa fisiologia dc ll'l)f'ecchio, in c ui si insiste nelle analogie fra orch io e organo dell'udito, l 'autor·e dedica gli lùLimi tlu·~ ('apito li a qllestit)l1i :psicologiclte e ifilosofìche relative alle superioM attività rlelln mente, specie in rapporto alle due qnestioni « comment l'animal Con i>OiSt l'impreSSÌ011 que !es Oùjets font S Ul' 1:orga.11e cla J'OU)e » e ·« dll jug-ement que l'animai emplo:ye pour é\'iter erreurs dans lesquelles le sens de l'ou'ie peut hnn1Je r ». Accenueremu soltanto a l Trailé de L'o1·ga11e de 7'ouie, contenant Za structure, les u.~a.ycs el les malarlies de toutrs les pa1·ties de l'oreille, del Du Vet'-
'
'
GIOVANN I ~IARI 1\ T.ANCIS I E LO ST UDI O DtGLI ORGANI , ECC. 'll f'Y ( W~l) 1'111' dnvrv<o
(i()5
hen prr.,.;ln e!<!':<? rf' s upemtu d a lle rice rch e d egli italiaJii,
·u lln Sl'no la I!olop.n e~e, e alle <l11e ope ri' d r~ I Lrcat, l'una intitnl <tla Tt·oùr; ~lP.~ -""lts ( lìltO) e l'altr·n rl edi rata -alla Thér, ·ir d P f' oule ('1 }. :\t;, .lu p il1 esattu e minut a desn·izione Il e ourr lwnwua si deve al V<t l· :<alva, d t-1 qu a le h o ·parlnto (•(•si a u11pliHIII E' 11ll~ a ltnwe (:?}, r h e rit png-o ,.;ia su.ftii'ieute ripeter e so ltan to il giudizio e~ III'l',.;sn s ul SUll trattato d<ì Emili o Ile Hussi, il qualt> lo chiam ò "libi'O e lega ntP eli q ue l genio . d1P og11i u wdi1·(> jj u li :lll' ' do,· r e•hb e a lm t•t•o ;wer lrtto " ·
..
Panll le lamPHte allf' l'it·e rf ~H:• <t natorn it·lo e si ,.;v •• t;..t!rn tlltm e r co,.; p lr. incla;g-iHi eli fi s ir;, a f'U!<tk a . l'Ile, )<i:i a<·f'lll'at e e :o:\'t••·iatc in J.eonat·dn d;,1 Vinci. s i rll nltipli <·nro no ('llll la sr u ola !!Hiile i a na. ~e akunt~ an·vnno eaJ'lltler e di ru ritl:o>itù Sl'i!"nti-fìciH' - !'ome :q.Jpn r·c-. ad e~mpi u, dal la montrrH e-ntale 3fu . •,urgia d e l p. 1\i rrher- u lt rc t ornrvalìo i più n lti problemi del la fisieo-maternatio·a: n o i qui not o !JPSsia m o lrattenc r1' i su q nestn va~t o rampo rli s t.uùi. <~Ir e ili parte sono Hl'1'1'1111<lli nt· ll n Storia (/P/ ll! l'lc•ll" spe rimrn lrt/P in lt alin .ciel f:u\'e l'll i. Le qu Pst.io ni •·r la tiY e alh ti!'io l o!!i a dell'udito inte t·cssarnn o m olti ::;::.irni <tll ltor l, in opPre gtJ Jlf' t'<Lli, non d erli (·ate e.r pro[t'sso a ll'argol!le ntn . •.\l!o lte d i quc>.,.;te, l'llf' ri tiumo ili _nota (3) , si c·unserv<UlO IIPita bihliotcrn lall<'i~iana, e pt•ri o d o,·et t e t·o formai<' o~xctt-n di !<ludin dt l n c•st ro a r rliiat r a . B m:tj ave rl e r icun lute. -:"i:ni c· i f e rm e r em o so lta nto ,; n a. lnr n e . og·g i rn ~· n u n<•le, ch e JJIIre ~J> h f'nJ ,g ran de influe nza all'f'pt><·a. lancisi n 11a. Jl llel la Potta (-~) in 1111 s u o Ii·l H·u ri eava. rupido e H t'I'VllSll, "come s i J>l•s:':<• far un istt-urn Pnto ('t'' l qua le p ossia m o udir d i lo nt a n o" : ~ l'cr ritro,·ar duuqut· la fnr111<1 tli q uc~l<• i~•rttlllcllto, ì: hi~>~IIO c.he fncc.:i:n11o ('Oil"idl'r:l%ion e d ,·ll'orl.'rchil· t!i tutti g-li au im<tli , i qn;t li >'ono di pc-rkni!'~imo udi to ..... La ft•rlllil Juuqnl' dt:ll'i,;t rulll t:ll tO ('\J,. da fn r intcuckn· bi,.o;.ma d tc:: "ia !-:rnn dc, con· :-;-a,·o . ·•: l :tpt..rlo, t: ch:ntro (alto ;, lun1~H:;1, pt·r dtt:.: t:a~:oni: p""·rchè ~i g-li tou i ,· ~·lh.'~·
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/.n~. ~Hftl«1tlit.: tf,• I'Ott'i ll•• d
lr /lQII{'It Otl S r/JI• !tir0r/l' ( R 4t\"\lt' mèdinth.• f..lt' /l'H ~' lariii'IHN'II t'li
N orm ali·
,.,ranrr Ort di.C~I)tihnt siPclr . <l'cJ[JT~$
r,:por,,,. ( l·idHJ mh l. du N'orci. 19 tlcr. 18971 .
. - (2) {;, BII.A 'lCIO~ I : V(tlsnit'a. !...e (1JJ~·rr r ,.,,omo . St·(·nndu fi (-<' Uillf'Hli inc·ditì. Culi prcf~·ziune d(•l Jlr(lf. ~·. l'cn~u ll . Homn. 1911. f3t Uìrr,.,,,;oar df•ll'nrdtil' e dPila ual'utr rtt•/l'()$::rrrll/ion clrllf· dliorriolr propn:-<la (i ''"rir..~; ddle .operr citi/a 1Wiurn, del J'. F u.lri'Q Bt;OS A ~XJ cll'IIU. •·nmpn!!IIÌ ~ d i lh·~u. "' Rorn a. ) Il)( · r ,\~XI. J. _FF.RMF.R.II;S. Auditum tio:Xt; mn ai.~ uc;:c~~tltillm. Qti(Oil ri:oum, Par.~iis. 1539. Il . 1-'ABRt•S. ne IHOI/ÌIII', l. 11. ''~""· 57 (d<·· a.udil us Ofllflll()), l'ari,ii>. 1666• .1. LA!\H i l ' S, F lcuilr!Hmìt r·rrlH• C'wdit,,,.:: cl flutlin:~ :\ rt::(·utorat i. 1662. Pn .. )(P.I.f:Trt'S. lJr nntunr $ltlldurnqru• fN)mi uis, Vf'nl'l ii ~. J:'l:l 2 ( ruL 71·80) .
N. ~A!\'CEI.I.Il'S, :l n<liet~IÌ" .\lirl'fti'(':Hui nd MarrOcD~IIHnL ;,t,.,.::t llf'ltt/i(l rt l'ti)IJH/ÌQ L'nit•r•t:ti ''d Jlt..uniHrtn.: in (fll(l CJuitl ;,, nlrv(ll' f !U:opiri f.lllt'(r l. Tltrolorttrt·. I)J,y~:ire, .l/ r(nrr. 1/ i!lq,,·t•, et Jlalhtmu · l ice cii,rP1ltlllllr... Lutrt iat: Puri•i<•rtml, i\1 1)(':\ L (1. Ili. J). 2'. •·n p . 2\ . . H!. I'AR ISA;'Iot' S, /ltJ lltli'ltJC"<•.' '''il'fl $la(,;tiJnll". \'t·lìt·tii...:, 1623. H\.!1. I O . t ;. :-=cuOTTrs. l 'hy..~irn l"Hrisa . $it:c M irutJiU(t Jltltun rr et (trii :: l1llli SI I •·t.Jrupr,•/, r ,.~u. ll crl>il>ol:. ~667. l. Hl. ca p. 33 ()liraloilin ocu.lurnm ~l \'isus. )1. nurinm c•l :tUdiln>. 11 . Lt:t>i l'l htlu rOius. :\t. ,gustus. ~1. tnclu~). (4) lll'/lu .llti(Jict .Yal••rnl••. lilori XX. :-i:troroli. 1611.
.p . Giontal< di mcdirilltl mililon·. -
Fa~c.
l:'\.
6U6
~IOVANNI .VIARIA L. . NCISI 1:: LO STuDIO DEGLI ORGANI. ECC.
•t>ro ck11tro, ofl entlercbhero il ~enso ; la ~c:comb, cile per queHa lumaca, entrando \ '<1 11110 intorno, intorno, rompendosi la ,·oce per quei ri,·olgimcnti ~i \'iene a moltipli car~;: . come ,·eggiamo nell'eco •.
::;u altri principi co~truirà ::;anmel :\l o rland (16:..>5-ffi) il s uo porta-vocé (16i0) - d etto trombn .~tentorea o tub a .d enlOI'ophou iw,- il quale gli se rvì: per alt-une impo rtanti esp erie nze di a.:urne tl'i a (.fi.g. Il) : t.ra l'altro egli ~.:o n l'luse "q u P c haque poiut d~ J'allte est un f oyer· o·ù la voix se ramas;:;e, que le pri.ndpal, c'·est-à-d ire le point de la plus .grande augmentaLion est en H, e•t que la voix ~·augmente d 'uuton t rnoins que le clianw trr du tu~· an est pJw:.. !Jt'lit. » ~ 1 ) .
f't OURA Il. -
D
portavoce rli MOilt, \X I> (1670-72)
c le esperienze <.li acum etria. est•gnitc con quello.
Buon c n ltore eli a~: u stka lllll!'.ic::de c d ei proble mi affini lfu 'fra noi Pietro Melligoli (1625-86), d ottor d ell'tma , e l'altra l egge, e di filosoffa collrgiato, Prior ili S. •.l.f a.ddalena, e pu.bUco prOfesso re di scieu:e 111eca11idte n e/.lo Stu. t/io t/i Rolo gno. ~elle ~ u e .'ipeculationi di mus-ica {ibid., 1670) narra; le fas i prr l'Il i giun!'.e ad esse : "io cantavo .sin da. fa nciullo dr d ieri a.nni· c..l'età. e come sempre ~ono stato CLII'ioso c..li sapere il peJ'Chè delle CO!<e, subito c he si cominciò ad a pl'ire l'int-elletto con gli elementi, circa glì anni diciotto, -applicai l':~ninw per intende•·e le ragioni de l cant o ... H . Dopo lunga len a di studi; nel lfilS compo:<:e un trattato di mus ica, mentre continu ava le s ue e;:;pede nzelfìsi('he !'\Il monot·òrdo; m a non s oddi !datto YOJle, per t1-ovarvi' <!·entro il !:i·gnL Cical 1> fermo, perenne, c.o n rai11to dell'a.natomko Gi.o. Caleazzo •) 1anzi. indagare la l'tru ttu ra dell'o recchio. (1 ) FJ.rtroit
a·,,,., tl i.l'f0t l f,lt du ,•J,rvnlir:r :\forlanà, sur uu po,.,(l-lJ{)Ì:t' qu'" n· i.nt.:rulif (.J-our. dt•.-.
l!f••·:•nts. 1672 ; l'olle.·lion a.·ad•·m iq ue, J. 1755, 264.).
GIOVANNI i\I... RJA LANCI:;! E LO STCOIO DEGLI ORGAN I , ECC.
liO/
Co~i
ha potuto de.fiuirlo: • L'orecchio è un'organo, per cui l'huomo po~to dentro la sfera ,;onora com prc:mlc il suono, e le consonant-e, e le cautoni. l. 'orecchio ha tre parti, la t•sterna Cuor del buco dell'orecchio, che si vede cs~~ta uell:1 t<:~ta dell'huomo; la mezzana, che è il bm'<) ste,;.-o :.perto nell'osso della t~mpia, d1e ~i \'ede ne' teschi; l'interna ...... ed è un'o:-.so pietroso, c ~pongiforme, iu ,·ui si n·d,· un'antro, doè una ,trada ricorrente al buco, in figu.ra di nastro; e tntt o l'osso i· ,;c;H·ato in forma di :;ponga, c in tutti i fori ~tauno tese le tele, che nnchiuclono l'ari:t i'i deutrn impi:1nt:ita ... •.
Int eres:::a 11te ~ l:t pa rli' in r·ui '('"!)lliH' una lli.~ff)rin lllllllrrtl•• dl'//(1 mu.dcn. ehi' si i n izi :J ('Osi : • Comincia il s uouo ddl:t <'<>llistnll<' tli due parti dell'aria, le quali nd dipartir"i l'una dall'altra, dauno luo~o al \'ill'UO tl'nri:t. m·c altre due parti tl'aria c<mcorrotH>
F'Wt'K' 1~. -
,.;chcma del labirinto acu· n. B.<RTOr,t (D~I ~UO».O,
Mli<•o, ><j'I'OildO
l'Cc .. pag. :110): 1·, rorru1w ovale • c h e Dll'tle l'ar·i(l • n~l lnbiriulo: E, il ro· 1onclo; F: l<' F F, • l'un dc' duo glr:i di<' 1'Ì \'O}jtOI\ ltL ChfOC<:fOIO. •; 1J f) f), l'ultru l(il•o. lu fl. il tt~rvo udltol'io.
a <·ollidcr,;i: c pt!rchè le prime tluc parti d'aria inclinano a ritornare al <·..:nlro della coflisione, c pur non po~S<mo, pere h è il posto è pre~o; :<i dipartono dal centro per linee cint' innate, c ricorre n ii qna,;i al primien> luogo; uel che fare \'anno 11 collidersi ('()Il le parti tl'aria, che hauno prc!'o il po.-to. E c;o~ì la ~pecic del suono si moltiplica, c si l'tende .... ~.
L'unirn appunto che> si Jlll" llll\c)Vt>re al :.\lengoli si ~ che sotto l'aspetto di u11a t'Otnpìeta spitilllalit.à, lr: sue pagine cristalline non lasl'iull•1 talora veder 11u Ila, a lforza di lis::;:nsi :mi po1·i e le mole<·ole sonore. 11 suc1 lihro. come 1111 mi<Tofono, i mpedisre :-:ovcnt.e di udir·e. a beneficio di inquietudini foni che. minime, i fr·a.gori Ol"the!>tntli della vi(.n. Donato ·Rossetti. d edica alrune IJUgine (17-18) delle sue :\11/i(JIIf/1111' al {llle:<ito come .~i odn, so tto rtt•qtw. P f'/1P .~i 11(/1' in tutti i liquidi. E~li !<nive: .... :"ell'udire sotto acqu « mi pare di d<)\'cntc CR\'an:, che -.i (l<lSSa udire :mcc> sotto li altri liquidi, percht~ una \'Qitn clw ~i ode fuori dell'aria, non so \ eden·i rcpuguanza per dire. c~e a similitu~ inc di questa si oda sotto a tutti qnq~l'altri corpi, che per la loro fhubtiltà lX>ssono tucre:<par... i, e onùolarc.
60~
/
(;JO\':\N:-.11 ~IARIA LAN(.;ISJ E LO STL'DJO .DEGJ.l ORGAN I , ECC.
111 mare feci Cl'pcrienza t! trovai, che 111la mi~ura di uu mezzo hracdo in citTa udivo ciò, che di~corrt>va uno ~enza ~forzo di voce; e che co5Ì allontauandonii dalla !'uperficie, e mettendo l'orecchio al ginocchio di chi doven1 parlare, che poteva <-s~ere un I.Jral·cio e mezzo l'otto acqua, di:;tingue1·o le ditioni proferite ad alta voce; ma me:<,:oli l'orecchio al pi<:de ~enti1·o il muov er~i dell'acqua, e non ;.o Cht> di ~uono, ma in c<mfu~o, e t-enza poter dire che <·o~a fo~<~e •.
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Sl V E
MAGNA GON ·S ONI ET DISSONI
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FtOCRA 13. - Frontespizio dc•lla. Musuroio o.wivers<tlis del l'adro Ktncn~:R: una delle prime opere cornplct~ di acu~t.ica fl . ~i ca e rn ns icalo e di tonetlca..
Grande fiuccesso eobe il libro de l ges uita tl.>aniello Bat'loli (1608-S:>), DeL suono, cle' tremori ltnnonici e tiell'udilu (·Homa 16'ì:J) in cui è dato ampio
sviluppo alla parte tì!'ira, mentre è m~mçJ felice lo svo lgimento della anatc •mia e Ji,sivlngia dP.ll'ot·er·eltio .(.f ig. li2). Questo lrattato fu anche motto bene giudicato ,fu ori fi'lta lin e, ad esempio, il ~I orhof lo cita con defer enza. Que~t'nltimo ha pure prodigato gran copia di nozioni di acu~ticn in un lungo ~crittù- compreso nell'opera già citata - dallo strano titolo "Stentor YAJ\01\AA~TH~ s ive d e sch yph o vitreo per certum humarw e "·ocis so-
t;IOVANNI ~l ARIA I, ANCI S I f: LO STl'DIO DEGLI ORC..òANl , ECC.
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uum !J·ado ... Di!';:f'r(ati o, qna ;;nni nat ura n ora parum .illu!'tnllttr,. <'lt t> pre 11 • d e le m osse da ll'espe rimento di 1111 tal ::--lit.:ola .PeW• t· del quale e ra. ·! anta "l:it'ltypho;; vit.reos voce s ua. ft'llll!(t're po;:sit " · Ca\:afiel'i (+ IMI) quando puhhlieil la i-lua g mude (;Pt; m,•/t'iil il Galilei lo t'hiarnù ill!fè{IIW mirabile, 'IIU'JI'IJ .·1rchltl"t ecLe e il Frisi "geotn('·(ra che cun 1iua <"Il H .\ rchimede e cou .Xewton; dalle inve nzioni geom etl'id te del p t'imo vol a to s in n Jissare le inve nzioni uualìtiahe tlel SC!'<lltdo ''· E eco n l,·uni hruni dfd l'ttn lihro Lo S]Jf'l'chiu usluriu (l). c.:ltc rie!>iCOi tO di alto iut.e t·r!'<~ p e r ~~ ~ ·i: '
Com•· p(lssinmu ·'~ntir qud .qw11u, e/t e per altro 11o11 s'udirf•lrlw u .~ e ntir m eylio t[IIP/111 1'/t l' li i' /IU{/11 1'11/ C si .51'/t/e. (CtìfJ. :\:\:\\i ). In clne na:wic r~· av>i po,,;iaHlO oltt·m:r qn c~lo, tua pri111n fa di Hll'~ticri l'Oitsitk· rart· ><c il ,.nullo dae s i Jm ùa ,<.:ntirc è m1 :«>lo, e ,·icino , "''Horn -<c i· 1111 :-:olo, l: lo!l· tano a:-,:'ai, ()\\'t-l'o st.· '<Hto piit !'\1\0lli lu.:-.it!uH: t.'0111 f." :;a ri:ttto i rH;.!iotHutu; nti folli in una pinua da , ·ari•· :1<lnrwm:<: .ti uoutini, dtc di~corn·s:-ero, ' " ' '·cr il n1onnorio cl'un 11umt: o ~i nnli alt ri s uoni. ~ aduuqut: id ,:,uono ~ rà nn ,olu c \'Ìt·ino, no11 i: dul,l.Jio alnmo, dte sarà d'ogni altro più atto lo spa dtìc> d/ìllìt'c> mctlt'thlo l'oren·hio in tlll d c ' f•,.,·h i e ndl':alrro 'lrtndosi il ('()rpo ·«>ttantc: ma Cflt<llHio ~ar;·a tm ~olo JllOito lontano, all<lra s:arir :tll<l a questo s..· n ·izio a n,·o il parabolh'o . tll ttlèCII<Io l'or"n·hio nd di lui fo.:o, c tiualllltt ll tt', qnmHio {osst·r più ,.ucuti ins ioome. :lll ora più :ttl<J di tutti ,;an\ l'/ prrl>olito <:ome qudlo da .- mC'coglicrà piìr lim:c ""'"'re : Pv"--<i;nuo poi in duc modi otte n e r que,;to, cioè o prc ,·akHdos i dell'> >-pc•xhio t·llittir:o, p:tnabolil'o o ipe r· · holic-o o tlc:l c:uutone ; ma stimo p iù allo di tutti il c:umonc:, perda<.· J'nrt·<·('hio ,.i patc't :H·comoda.rt: lli..,tro Ji qndlo st.:ll%3 impL'<.iire le linc·~ son on: , tl<l\'1.' nello spc<:dtio ..lo~·t:ndo l'ore<"chio ~tarli <li11nam.i, pnò appc>rtan i qn:tkhe impcclittH' IIlo, '"·,·crtemlo ptrò, che questi istrmm: uti ,·ogliot an l'S'tre graudi per le liucc sono re più che pt' r le lucide , poie.hè il suouo non so~giace co..-<ì a ques>tt. leg g i, COlli~ il lunac, propaganùo-<i !JUcllc) anl.'o pt'l' lilt C'a tlcsstur.;;a , t·agiomlll•losi egli dall a pnlsiom: ddl 'organo dcll'nùito, fattn dal'l'aria t:n:mantc di più, c me n ,·cl0!:i rn: auo ri dH~ fanno l'a lto, il h;~ SSO, il ;tra\'(: C l'iiCUIO U(') :'UOIIO ... ('(JI/11'
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della \ '<!("(·. , . il pu11tu dl'l l 'udit<J, ip<tid a.:O fonuan.lo la ,·oc·c iu Ull ,)i qu e i fcwhi, si :<tn· tiri! (per uuir:'i molt e lin t.:c SO!lOre in un sol punto) g a):liarrh più, dtc :<e11za il d t>ll•> Cannom· s i ,.elltiH·hht· : il Cclllllc>ll l'ar,zL>oli.-o po i lt: mallder~ pnr:•llde, e l'lperbolico tli,·ergt·llti : ~ttr::u(\c.u.IQ p ere\ pe r "PC<.'<' hi uc l <.uono quelli, dte :an: muo la :<upe rlici e in quakht· fiwdo Ji,.eia, se "heu noli rappre-«:nla~<cro le itu:agini: e dai 1m·e%C una trom l,a Ellillicn, l':ll'•'~'"lka, <") [pcrho li.:a, dH: ~"·c~se ì l focn , t!O\'C sc le rl:'t la ,·o;·e, -.. fo rse ,;Mia utegl io dd le usitate. f;111111' .d pus.~a {111>/ll·ir·llrr• 111/tt slall:rt lrr/.mPtt/t• , f'IIP
dii. .dtlrti i11
tl/1 '1111(1010
t/i lflll'lfll, $1'11/(1 il W!i/111 {nll o llt•ll'uUro nnoolo, rliamrtn/IC/Ill'll./ 1' 1)1)])1)• sto. ll fl ll -'''ll/1'11dli t;IJ/Orn, ,. ,,.. Sllrnii1UJ IIP/ 1111';;1). \ CHJl. :\:\:\V II ). l'on s<~ lo lo >'Jll'l'dtio, e Cann(>ne faranno i s tnldctti dfctti, uan 111cnra qtual,:i,·o!-!"lia pe.-.zo della :<upe rlìcic di quelli e però ~c n<>i f:thricnrcuao una >'t~mza con tal'arle, che il ,·olt() ,.;a 1111 pc.-.z.o, ò f.ru slo di snperficic EJ1it1 i<·a iu tal nHI(In <list·gnata, d1e i due fodai di qucl l:a n ·ngano ad t\.«S<:"n tt' ~li angoli opposti tli <lett it stanz<a. prm·a· remo, dtc ,:tando in tll1 di cpwgli augol i con l'orcn; hiu in tm <k i <ldti fO<'hi, "<·ntiremo c·iil, C'la<: d ir;) 1111 altro aell'a ltr':angolo tkll':lltro fo"o h:a.-s,llucnte , ,:i da<.' 11011 "ia (1 ) [_.,Q sptrd tin
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,,;,,·,IJili ,•(/ri t i lttiO tUI) ul In;,, . ,•oltln, si:Hnp.an: ... 111 lf. ,lo~ll:\ , r:. R. F,·rr,,ui . 1610. i ' OIIidtP
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GIOVANNI ~!ARIA LANCI S I E LO ST l"OIO OEGLl ORGANI, ECC.
intt:~o da ··ol<>ro d te sa ranno in mezzo. So che <;corr~ndo la ,·oce !'opra d 'una tt' r.<a supe rficie , st>uza iuterrompimento alouno, :>uol far~i sentire più gag-liarda dell'ordinario, C:Ot t) e -;i sem e longo un fiume, che !'ia placido, on·em un mu ro. <·he sia. hen pulito, ò da angolo, à angolo, <·ome uella ~ala del ~ere ni !'s. duca ùi :\fantova, tntt:wia "o ~m·o, che se a questo s 'aggiongerà, che sia tal »upc rficic l•:llittil-a, fatta nel modo òi sopro, che farà quel migliore effetto che sia pos;;ibil fare; ;;arà poi bene
Fwutu H. - Qm\dro ~imbolico rio..•u:mnt i"o del contenuto della ,u.,surgu,: ovo appRt'C il modo di gencrar~i Il suono nelle sue varie forme.
•·he il rc::to Qdla !<tauza "ia hen pulito e li::cio t ,:ia di ::upcrfi cic Ellittica per un n:T:<<>, c d irit ta pC1" l'a,l tro (a!"ciocchè il muro stia a piombo, conforme all'ordinario) c che non vi siano corn i<"i, on·ero conloui , che così ~i rlarà quel magg-ior ai uto alla voce, ò suono, <"ilC sia po::sibil dar\"Ì all'aperta: òko ~!l 'ape rta , poichè pe.r c<• nali rin!"ltinsi ~<· molto hcne poter~i parlar di lontauo, 111:1 in quelli non ,·'è artificio, pe r conto di ri tle::!'ione, ma sempl keJilente mantengono la ,·oce ga~liarda, per la !'npcrticic H·rsa del ca nale, t· per il tremito dell'aria, che ~e n 7.a patire turbamenti per la ~t rada, im:orrotto per\" iene all 'orecchio , c eli quì si può racc<)j:tlicre, che nl l'apcna es,;cndo \llta ca,·it:ì di muro, ò di monti di Fuperficie Ellittica, faremo sr-ntire un "Eco pcrfettis~ima, ~e s tsmdo nell'un de' fochi di quella, l'udi tore sarà nell'alt ro foco, poichè sentirà la voce primaria e poi la rifle!'$a ingagliardita ...
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GIOV:\NNI .\IARIA I ,ANC I SI E 1.0 SlTDIO IIEGI.I OR(::\NI. ECC .
(Jut:ste ricerch e lli fi:-iit:ll e di ·H:-:i ol ogia dell ' udito d(l\"t?va n o pOI"tare ad \lll<t
upplintzione pratira della più n l In importanza gochde, cioè ai primi
t entativi di f'tlurazio11e clri gordomuti: el'Si ri salgono appunto n QliPSf"epoca (> J'PvPtll•> me rita di -ef:!"eJ·e fì l':-:n l l'.
FtO UI<,I 1;;. -
Lo gene~i d<"ll"e<:O. Onllo. Mttit11rrria d el KtttC'tH:tc.
:\i• dà (•totttezza il \\"o llis ( I ) in tll1a ·bellb:<im .. l ett er~l al Bo.\·Jc, il re lebr e dtimi(" o, e lte fu riprOd otta ((lla!"i cento nnni piìt tardi nella to llezione <H'rademk•l di Fran r i a, ove ndl"incli re ~ommario s i "l e~~ e : ji~i co e
Ili l.rttn· du Il. P. \l'all i> a R<>berl
Oo~·le }:cuy~r . .au
s ujel de
l"~ss~ i
qu "il n rai t
d "at•J>t~Jadtr
!t parler. ~t. de rairCl c·nt<•ndn· une la ugue i• un hommc ;ounl et muct; e l o it il rend t·ompl~ du ~ ufco.'~ dr ~011 rnlrrpri>'<' W<tllo·c·J hm :tntd .. 1. li. )l ()( ' ("1.\'. pa g. 277): la lt-l ll·r:o <· ~l lll n •<·rilltl a O.rford. Jr J4 1110i.< 166 l j2. Si vr~ga. l:tt:l,tO ... t:tUU~•• . :tlctmt l~ltere dd doli. Giot·olw; ll"vlli~ . r>rof,o.~.~or,... di utoiPmufirfl ,tel·
I"Urlivn•ilà ili V.l'/or d inlcmw ol/'i>lrot:ione drt $Ordonwli ( L "rdll("a'-. dl'i ' "rdowut i. 1903).
GIOVANNI ~HRI:\ LANCISl E LO :S1TDIO 01-:GI.I ORG... N1. !:CC .
til2
• Sonnl:< et m m ·t ~ d t• n:~Ì,;.;;mn· , Jl<:UI'C n t pur vcnir à ~·<n11pren cl re la :<Ìg-nifi catio 1r · ck,; n 1ob, soi t pron o n<·<·,- , ~oi t <·<' ri ts. Il .p~tm·eut au,.si l<-,; prou ou ccr 1! 11 lt:u t::_ fa is:mt <'llll' lHlrc p~r h:s >'Ì;!IIl' ' ' "" pl u , c xpri ;,;ifs , q n'elk dispositiou il doh ·ent donu e r :\ h.r lnng nc ~~ a ux l l:' l·n·s , l'l qm· ls IIIOUI'cm c nt" il dnin:ut h:ur fa irc c x e ntt ~tr. :\fai< pour ct: la il fnn t qu'il n 'r ;1 it :111<'11111 dt-fa ut d .: conf~rn•ati< >n tllm :< l 'org-anc d(• l:'t ,.,,ix. d qn.: >-(ltl rtb Il <' "oic nt m u ct,:, que po ur u'a1·oir ja m a is c ute n d u dt ,;nn; art icnlé;;. :\1. \Va lli,; 1·i.:nt :ì hnnt ck (aire parkr ang lc,is anpnrlll'ant sounb, d nmc t ,;. 1/nu d'cux pronon\·a <lt,·anl la Soc. R. d e l.ondrt· tons k s 111ot:< qui lui fu r <'llt proJlM(T 121/s Jt'li>l). :\1. l~c· rt·in· f:•Ì!. at·t ue ll t:lll<' lll à l'nri" c.: quc fa soit a lors \V:~lli;. ;, Oxfnrcl •·
,Il-,.
Cosi ve ri t·o nqni ~ tnti in campi divrn' i riv e lnl"'n o d e tP•·m in at i r·a pl"'rti tnt fenom e ni l'ltt' ~rmhranll lt> disparati: lt> ('Uil l}!'Ce n ze pro pri e rli un a spt>l'ializzaz inll(' ciel >.<tpl' r t- tn<"ravatiiJ il limite e5tl·emt) d e l I.'H nlpo dellr n ozi n rri pr.. prie 1lt-ll'<tltl'"· l.r :-denze :;i l'<Vll O date aiuto a vi'<·e nda. d rtrHIP u Otl~~~lo 1111 in ressa utc ~vil11ppo di r ia;;runa di es:"e, ma o.!!Jtuna attinge nd" tla. fnrdi I'IH• :r li mrntn~"' l e :rl t r P. fP. n.tP .nuovRm e ntP ad >r ,!l'l!'l'tlpp~u·si rnn miJ-a hile arn HJ 11i a itt un roornp lic:ttn ingr a naggio. P er Op eta di m enti sinteti clte si formali" nuon·i corpi d i d•llt rina. e ll e hasati su m etod i ·P·'~ iliYi 1.l'iudagit1P J>Pl· lo ,.,.opo elle m g-g i11 t1 g-oHtO, -furs'aru· c• se nza nlira r d , <' l' ~titui sro n o il tan g iloile pr qgTl'S~o nnl ;oll n ll !.'l la ('lllln~«'e t l z::t òi IJIII? i \·eri c lte <;unn 1-'~ pun er•t e di I'Ì \'Ì IIi1.
. \'1. (;li :111! id1i anat n nlid d E:'sr·l'i ~sr ru J'<)('rltiu unHlll o l'•llne 1111 l>rg-ath• t' O;-;ti tuit •• d:t t r e tun i<'lt e tO tH'e nt.t·ielt e e da tr·e umori. Questi e r:lH O J'um 11r nr'1"~'" r hr an c he o~g i p o rt a q u e~to n l'l m e, - l'um o r P r ris lnlli·II,J - c he ;:i c'llialllf; ora len t e c: ri ~t.a l l i nA - e 1'11mor l'i lrrl), c lt c n oi rliciarno CIJI'pn l'i/r1·o . l.a tuni ra E's ter11 ::t o 1~b rnMt. - sf'/"1'11 , rll /'111'11 Opllt' fl o dru11 ll t•gli :luti clti - ..ggi l"i clil"tingu e in nn e p•H'zioni: il !<egrll f' nto onte r i<•re tl'al"p:neute , r11 r11 rtr e la pol'7-in n e op:~ca p oste ri o •·e, la si'IP I'II/icn . l.;r tun il'a rn e din -· d1 e c hiam<LI'IIllO ru·t•n , p e rd\ t• s imile '' un nt'i ll o d ' u va tH'ra Jll 'ivatn d e l g :11n ho - ~ i ripa rte i11 un a porzion e pll;;t e ri•II'P. \':J!'o·oJiosa f-1 pii-,"'ll r nt ata, la 1'/JnJit/J:I), in 1111 st>gm e Jt to Jn ('( li.o musrnlo:<o r pa pill n na tu, J; , ;;tJilrr rilinn•, P. in un a spec . ie di diairamm a ant.(l ri o re, , p e1iorato n e l C"enl!·o, l'ir:irl e. l.n, tn ui <'tL inte rna - e h e di sse ro r eti na. amc11fa, (11'/IC'I IIIii/Pn, rkordando es:<a nna t E' la di r·agno - oggi s i di s tingu E' in ttllft porzione P •l~l<·r i orc n e rv~a. la rP/inn prnpri a m e nle d e tta , e in un ~E'tg1ne u.to a nt e rim·f' . r pile liale. la p o r ;; i lllll' ri/inrt' P irirl en della r etina . F;d~t·izi n e l :<t t•' f>r ri.<illltt•, ''"f'f'. a 11rlit11 ( \'c nC'tiis. HiOUl , ,.,,gJi e i ea r·rdt e ri c.l ell t• t.uu iclle d e ll ' t~f'c·lli o ( 1). l.a •·or·11e a è diafana, r<m1pt1l'lit alrnenn di. ljtwtlrLl s ti·Hti, ~fe ri r a n e ll'u o mo , Pllittic a in m olti a nim;tli , con iea ll <' i J>escL La !'I'IE'l'lltira .(_. c npt- r·ta :Litl e ri•llme nt~ 'll a llu ,.,, n g it!IIIÌ\' tl, ~.1tt 0 la quale soll•l estc!'i i t e ndini d e i mu ~co li d eg li •1rc hi. 1Lu. !';\'~eroti c a stt'~~ :·• ~~ hian ca, tfiOlLll piÌJ forte e più ile.n s a della dura tn!H.h'e l'd i • {'al'tilag inea II P Ì pe!'C'i. J.'uve a pn1vi e n e dall a ruroi<le; m a é du e volt.e piì1 deu~a: i l ,.u,. t r atto ant e riore, r iridi' , i• \ 'H I'Ì il.!Tl(' lltC ('<JIOntlù. La pupi Ila n ('i' UfHl il er ntr•l) d e ll'iride', la quu lr :\• mobil e _<otto l'a z i<>ne della lu ce, C'<>rll e rn-e va n utatn Lt•onardo da \ ' in c i: ... tant o n<'sl'l' la polpill a ri <>H' or<·llin quant" tliminui!'•·e la (' Iii a \l)
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tiiO\"ANNl ~dAR I A I.ANCI S I r:; Ltl STL'HIO DElìL I IJ~C1:\NI, ECC.
613
r rzza. del gim·11o od altra ha·c ehe in lui :;' i111preme "· e in altro lu ogo u la luce over p opilla deN' ocrhin umano 1WI ~lltJ c rc~nl re c:- diminllit·e <TC!<t·e e · m anra 1\t met.à della SI IH g randezza" (l ):
Fwen.~
16. -
l 'n» delle tavole custachiMiù edito a.. t t. .. ~clSJ. Le tu niche dell'occhio u ntu.no.
O) Faorizt tt•rra d:tu la mobilìtù della pupilla fu scoperta ìlu. l'uolo Sarpi \1552·1623), dal qu«lu o•g li la. conoobe. Al tomp(l dr.t t.3nriFi nnn s i s" pt·•·a attcora (·he il LtH::Iio del sim patiro c~rvi· ;:.111' produce.• Olt re l' iperemia della o·ungiunth•a, il reslringi me nlo d~IIM pupilla (~sperimento di·· l'ourfour du Petil. 1727).
GIO\'ANNI ~i:\R~:\ LANCISI E LO STt' OIO 01::1~1.1 OR(iANI. ECC.
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Il \ ' itt<· i hll arwi•P Oil'<f'rvato Ftli animali u OII ival!i c lurifu~i: c \'as;.i variaurlo la popilla do::.lli a nimali n ott urni <li g·randc iu mag-gior quantità, st·coru lo la !!rall(lt' o rnamriore o~cn rità dell:.t notte. · \'arirt:'Ì ilJI('Or::J la popi(la, <li C~>oi atUIIlaJi notturni <li [lÌI't'Ol(l in ntÌIICII'l.:, ,on·ondo la gr;mdo.: O lll:t).!,l(iOTC: ··hian·?.za tkl g io rnO>. 1.-\tWtOtllia, R, fn). ~5 T('t'tO). F~d!l·izi S<t cl tf' la pupilla (· rntnndu n('li'llomo è nrl c·a r•e. hi!<lun~a u e l l nre E' nel gatto. •Ltl 1·oroic1e. ri tTa di m o lli vu.<;i, .n on i> bianca comi' la pill m ;Hire, lllU JH'1'8: tossa ifw·nw tma c·o r·ortu ('0mpo:-ta di lihrt'. cht:> ~ono situalt> sull a (TistaJ lo id r. J'\eJ.Ia d escJ; ?.iouE' llelle meml>rane d('}l'()('chio, Costanzo Varoli {l5.1.1-7!l), illustra tra il nistnllin o e In. co rn ea una duplicat.ura m em hnrn os~r. <'h e !or·ma l'uvea, la q u ale(> f(lnlla nel suo me1.zo, capa<'e di diversi mt"l·imt>nli: quando J'aprrt11ra s'ingrandi,:c·e qtte!'-1~ ch iu ~u ru s i appro~sima al la cornea, mt>ntre se ne allnnt~.na quando il l'Ho clinrrtetro diminuisce ( 1). 1B crengllrio da èarpj c-onoube la memhrana. posta avanti i~, retina e la (' tli <S('Ope r !a l'i attr~b ui sce aii'AU; ino. _ (\fltS:<a h a ('OITf't.iO c·oiOrO <'h e rJeri Va I'Ollfl ra lbuginea da l peri 1\~l Ì ~l. Il veJJP.liflno G. B. Verlc nctl'~tllatornin. del!'O(•rhio (2) par lù delle lamiJre d r lla cor·tH' n e de lle lìbre dell'i•' idr. Paolo ?.l unfredi tralt;·, dell'll\·ea. •J. n :-tudi<t - delic·ati,c,simo - cl el i'Mg-ano d e i iR. v il';ta prr~upponenJ <lt>i rn Plod i di tec·nka atTurata :· e (;erolnmo ·F a:brizi puJ•lllita il frutto delltl :<ua r-sperie nzn , ùimMt.J·anllo il J11()<)o cii ~<czionnre l'r•rbita e eli protede re alla t·it·m·t·a ll t:'lle parli <·<mtenute nell'occhio. Arnnzi - <'he era in ~·ontral'tO ccu1 i rontempv r·unei l><' r st;dtilire :<e In •·etina ovYe ro la romide ifo,.:se la ~ede Ilei proce.sso -vi~ivo - cnn,:ig-ha rli tog liere la porzione clelia cnnvr~sitit posteriore della tunica dt>ll'oc<'hiCI per n~l'C I'v a re J'ima gi n e forl1Jal<.l nel RHO inte rn o; la qua l c·osa. t·ome nt~nva. Ye nn e ripl'Opo~ta <htll' oc nli :-<ta PrA.nrc!;Ct) nuzzi (-t- 1805). Si cr ede che Healdo {:otomho wbbia pt>r il primo desc1·itto J' occltio unHtlln, <r!'sicumndo ct-tli c he Vesali o a.vrva soli.anto esaminat o e pallidanwnte ()lle lln d el 'I Jlle: ma .F aJH·izi e Cassf'ri. nel lonnent<l deHa loro sl'ienza, fnrnno colon, f'he m<"glio nt<·c·olser0 i falli, cla11do una rappre>:cntnzionr minntn E'd e"atta dell'occhio e dci ~ u oi aJ1nf•ssi , P il i«'conrlo illu sl r·anùo la <'a\·it>• nJ' hit<u·ia con parli<'olari nuovi. T.'elevat.ore drlla palp(\IJl'a -R IIPl'rio r (' indi cnto da ,J~e1·en~·ari11. fn òise~nat•• da Eusta<'hi f> descritt o <la Falloppio e da ~l ag~i: nta Fnlln ppi•• nar·r·a il rit.l'PV:HnC>,lltn rf•ll tanta .J ;uo rlll fNie t'IH' ;.:i <· inc·linati nù ntt ribuir·glienl' la :<cope•·la. >Egli dice elle a.ve ,·n in ru cnlf• - {' Otnc f(iù OriJ>a~io d .n·('rvi e>:sE> re un mus<>olo clrva lt• re delltr palpeltr:. " upcrhll'f': o t·a, sezion a ndo la testa di una ,f()('!l, tt·ovil quatt r o mtt s(·0 li c he p€'1'mettevan(l di apl' ir· le Jlalpe.hre in tutte le direzioni; volle ritentDre nell'uomo "et <"liam in t1urnan0 ocn lo repei'i mu~cult•m p:ll'vum el t enue rn <ì.dmo<l um. rujul" prillri piurn a,h eodem ~enitu~ l<•r·u odtu r . undP E't ial\\ manat prinripimn tnll!"(·u li <•c· nlu m $ ('<'\.a ad Stipf'riorn atlollentis ......
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(illlVANNl .\lARI:\ LANC!S I E 1.0 S1TOIO OEc;:. l ()RUANI , ECC.
lili"o
J:oerlli o è m obi le e mulu di <·onti lltH) pO!;iziuuP; rl:d C"lte rlt-l'ivanu rlut• YHlllaggi. Anzitutto\ t·n,.:l pui! ottenl?re unn più dliara vis io ne dell'og-gettu .esamillal<l 1!1ÌI'I1Udll[tl dirdta m en te, lJOÌ\"ls i• llOi .JI \)11 veuiamo f'g" Ualme llt(' ltt'J if' o"O II le vari e parti d ell"oeehio: in !'econclo Ju og", la s 11 ~1 rrH~l,il itù fa si ·l'Ile l a 111ente si f 1ll"llli l "id ea ùi 1111 :1 !<eri e eli irnag iui r elai.intmPntf' p erma n r nti e di :- po~t e in 1111 ,;,·dine ;;tt~l1 ilito. P a;;san<lo• rla 1111 og-g-<•tlo all"altrn, l'•w<"lliu C'i dit la J)Ht·eziDne dell'o rdin e d Pil r c·o,.:,, n (' llll s p:uio . .-\ll"in c-ontrn l" ol·ecTli io :.• imnwhi lr e pr ru inntiHlC"f' tli Jn(I\'Ì iltCnti rifl essi per :t ffe rra r t> i Slloni : i11 rap11.r·r eH quei 11111ti n .cdiant e i quali l"o<'<· hi u s i vo lg-e rn pi.d•l pf' r in<·• •nt r n re la ltl (·e <"h c v ie u e 11 :1 11 11 og:getl11. :-.lo i sa ppiamn qnuntn
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A . M.;.., "--.w f.,...-Jw li.?...-. &. l>f...,,,J.., J.rofm JM!l.t ~c . Mw...r.u ..U..~. D Mw..J,.; .JJ...t••· ! . Mw...k. .S~ ....;.r.
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r . N'""" •rlifw. F ttll"R.\ li. - T mn;;coli e•l•·rnl ckll" ,I(·Ohiv. O!<lll· diAAct·tuzi on l 1ld )·fo t.t x ~:·t"1'1. l
- ~in tlitlki le lvc a.lizzare <:llll pret"isi o n e la funte ùi 1111
s uono; ma li:<petto a lalP d elìl"i enza., dall'immo])ilit.ù d e ll'o rocc hio cle riva in compenso la <facoWt (li poter ~egu irP una Stl CCl'ssione d i ~uw ti. l."udito è! un senso di tempo; se i l J):ld il!lione fn~se ri ma~to moJl ile, s:trehbe ::;tut o l" organo d i nn ~e n so d i spuzill, perrl• ì• av rehhe p e rcepi to un ntu11e r0 cii s n cmi r·ome se in reallù cne!'-ist f';.sP ro i n rl eiiniti rapporti fra l oro. l mtJ ~co li d ell"oce hi o alcun i son o r etti . .-·uHosci n t i ah outicJlll', a ltl"i ohlio(p Ji , dopo \'esalin, d eS<' ritti dn. (:olomi.J•) e cn11 molta esaUez1.a da Fallo ppi n, il qua le dit-e <-!te il mn;;co lo lungo è <li vis11 d a un· tendine rhe pas!'a sop ra una pi c co hl rn.rti l::tgine posta al g r ande ahgo lo d e ll' occ hi o c he rp;li rhi amll roctea - e si sorpre.Jl de ch e non si a stntn. p1·irna. conosciuta. :\ranzi lm r et.ti fì cntr. le ctedenze intorno ai ve ri attacchi d ei muscoli oC'u iHr-i: si rit e11eva pJ·ima ùi lui <"he toccasser o alla dura madre, m a egli pro,·u dw :;i inseriscon o ÌII\' CC(' into •·uo a l f un) ottico, ecrrtl o il' pic-colo
filo
G IO\'.'IN NI :IlARI.-\ LANCI:S·J E 1.() STl'DH) DEG LI ORGANI, ECC .
nhliquo 1·he 1Hlerb1·<' alla parte inferiore ed E-ste rn a dell\H·bita tra l'osst" ma~l'<' il arP P i l zigomatirll. Fal loppio parla anche di un VJT c VII I lllll!"f'(l]o dell'occhio propri agli nnim:li i. dr i quali uno (: il '/ IL rt)llirn e l'a ltro appurtiene alla m eml>rana llilli t<Jlltc. CassE'ri ( l ) i• il più dott.o e autt>r evolc ·fra quunti ~ i n;Tupanm o d egli ac·t·P~sori <lell' o!'chio (cigli a, sopraerig lia, pu lp e<hre !'Oli i lm~o muscoli. 1a l·>;o ). .\ tal proposil0 si deve ttolitre che ~ove n te le suE' i an)le illustran\1 delle parti<·Plarit à di <'tti non <- t·E>nnl o <:onto .nel testo;. <·osì in akune fÌ~ure de l le J)alpeht·e ;\ ppai<lfHJ l (' 'l!l<l mio le ><ropert(' d n· n GO a 1111 i più t<t r d i da n. ~ re i h< Hl l' l
t'I<JU KA 1>!.- l muscoli c~t<.ll'n i doll'c.lechiQ, il ncr,-o ottico e l suol nwpor·ti con Il bcr\·eUo, "ccondn OK;;CAKTES.
( l l:i6(i). Il Cas~eri ll t'g;l la p,reseur.a eli t11la glandola lagrilllule m edi a i<'. allln·t es~a da a lt l'i (l'.\. rrede ch e le l agrime :-i f ormin o i n duE' rnocli , a !<pese di'l ··ervello e delle glandole l n.gt·irna li ) : dneumenta l 'orig ine a pp::lt·E>nt.c, e H cle1·orso ~E'i nrrvi <~t tid e li a fferr n a (' in·•Htc l u ti da uua gna it•u pnJ\·Pn iellte <1Hlln d11ra nw<h·e c> da una derivantC' da ll a pia. Il lttlll H: t·o de i musco l i •lrulnri pe t· lui n ,m .;. più •·ontt't>vct·so. ;.tallilisee dte !'Ono ;;:ei; c>satto, li 4i,g ura <'011 i nomi di p rimo r etto o s11pPI'I1o ( retto S lLperiore dei moderni ) , s('cOrHIO r rllo o runìlt' ( retto in<feri ore), /er ~ o 'J li ibil o r io (retto inter no), <fltf1rlu r e/lo o indiyna/.o rio (ret.to estP nw ), gli amatori, c idè ohliquo .,uperiorl' •J lruc/l'ttrP e obl iquo inieriore. (Jnt>sti rnu s<'Oii delinea anch e nel l a sdmrnia, n el ra tW, n el gu tt o e uel l arrhiJt>J.
lìiO\':\N:\1 .\1 :\ BI A 1.:\NC:I S I E LO :-;TJ ' O ill J)EiìLI ORi ìM\1. ECC
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. :'\Pl ~1\ •ho 1>c 1dare . dup (l HVt' l' d l'sc· ri lt o la to ll{{iunti\·a , >'co rnpCl n e la tntrn<t ..:.Ie l la t' ornea , <I e lla ;:d e rotita , d e lla ro r oide, d e l c·o rpn riliHr~ . de lla t.cn w:n J trtH' IIIJirl e (r e t i11a de i m od e rni ) !' della r e lintl (ogp-i lll PITlbra n n ialo ici E>al. Nulla di nw•n-' a ggi ungf! u q u ant o s i sap evH intorno n l 1-ri st allino. a l \·itrro ~ a ll'umo •· <tc'(J I H:'n: st u•llilisce t•sattnn H''flte i r appo rti t.-a il <'J'i H HIIino e la m e111hrann ialoid Pa , ri co rda la fu:-::-:a pate llare. Tn1 lta 11 lung o d el ,·un !·t'lt.o di lu c~ e di ro lo r e l' d d la fun zio n e d ~> ll 'nl·t·lli (l e rl e i Slllli aiiii i'SSi, dim ostrandosi H·mprc r ugiu nat m·e c·(llto e. ,.:oltil r . l ;. H. Ca n·a ll n l. ro n e (1f>:1U- I(i(J{i), ehe a\'f'Va i11 a nilllo di dare nnn d t>!;l' l'i zi on e o'ùiY1plt•1 a d c l J' ,.rc hi o, 11 \' l1;1 'lw n s tudi a i•' i mu!:-co li 111\>lo ri C' q u r lli d e l lP pa lp eb r e ( l ) : dù t e:-:tiiO•lllianza rl <' ll' o ri g in E', d e lla serl e, cl rJI ' ill i'P I'ZiiHh~, rua in p arti enlar ru oJ o :-:'in t rat t ie n e n e lla dis amin a d e i tlu P uhlit~ui. Cum e O!'sen n lo S rttrpa (::? ) " il CHrc·an o 'in il pr·imo ad in~eg n ;i re ch e l'ohliou o miiiOr (•, lneHtre c in ge p e r di i'lltl n il g·loho d e ll ·oct'lli o, ~o rrn n n tn nrirniera . n. e nl e il llltl:-:r u lo de primrn te , pl! i !'' ins inu a S\lt t., l'a hdulf or e .we s pi ega il suo k ndir 1r . cnl qnal t> a...'-'L't'l HI<' IHI II va H Ìli !-PI·ir;.,i n ell'ernr s fe ro ~ llfll' ri Ol't' d e l ~ I•)Jm ùclli<ll·e i1 1 1\' iCinaJilm d e ll' inse rz io n e d e l te ndin e d e ll'<\bli q n n mag g iu r P, nla al q 11ant o pu!< le l'i n rm ent e: .. » . E pi i1 oltre In :--, arp n n~n;i nngc " , .-•. di più ll (' Jl" Op(' r a d PI \. ;u·rç~ ll" tllla . r iflession e r ll c semi11·a s iu s fu·g-g it n a ll o .!'!.esso ~.\t,n·{:ralifi Ì , cio(: c li P J ' in s~r zi•HIE' rtt! ll '<>l•liq n o mir wn• s E' llll!l s i •facesse p er eli solh) di (l u e lln d e l tcHdille d ell ' t~lHluttore sarc hbe a ccadut o c h e rn ovelr til> n u i l'orc hi o n rpirl a rn c nt.e e con if,I.Z<~ vers<> J' au g-n lo.1 <'!<IPrl lll, il te ndin e d e l p iccolo obli q rw ~ i sarehhe s p os ta to d a lla g iu-:-ta sr1a :-elle c d irezio n e, ti<'II H q ual e al c·o n t. r n r·i-o è ri te nuto , o m e d u 1.111 :1 ltri;rlia tl ;d te nd in e clel l' a b du ll•11'l• .. . ~>. ------)
H~re.njinu ·i ·> d a Ca rp i n •n,tl>l•e i pu11ti la el'imali e i co n dotti re lativi. Fal lopy>io, sl-'117.(1 d is}IC· J·d e rt" e !'c nzH s ta n n rrc in troppi partic-olari IH n os tra attenzi o n e, di s lin:-:r Il' v if' la r rimali , la ~d a ndo la, l e cn r' unc·o Je . i punti e i cond(ltl i lanimali: f' j.d i di ce e lle parte dPlle 'lacrinl l' c:-ee d a i pnnt·i P l 'a ltra p as!'a pe r il eanal e m e mllra rH•so ch e di sce.ncl c n e l nas••. E~li ila d a t o il n n. me di / (' (/111111' 11/ IJ ci/illl'l'. Il •Cfi.I'('HI1(J ru il prilìiO li ri ('(HI OStc rr la ,d a n d ol a luc•r·im a le. dt e s iJH I all o ra e ra ;:l ata ri g 1rardat a qual s o;<(a nz a ind et r rminata, ~osp ettn ta. rnus<·oltL I·e da \'esa lio e d e;<linata a d al zare la p n lp c l>ra snp e ri o r e. Co nt em p la i punli e i I'Olld otti la r·rirn a li r la c·o rnunc lo ro a.pe rtura n e l s~u· cn d e llo Rtesso nom e e da '"f(lH' " te dili gP nti ri c-P rch e s u llf' vi e ch e t en gon o l e lac-rime -d r ll'nn' hi o en tr-o il n aso d cdu s,-e gi us ti C'() ro lla ri s ull a cura clelh1 li::: to la l u t riiiHd~.
~\J, , Jli ita li a v i enr rr:-:e r P I I P II'int~>~ rare le pa rti C' h !' tt•lnpon !!ono il ~lohu -OC' ularc. Co;:i Guido Guidi ( + 136!-l) p e r i vas i f'i1 e d a ll a p ar tf' poste ri o r e .<J,eJI'or dli o vuun u al f-ris t a llin o (:!) : e pure 1'.·\l hinn rnn ll t\ le111pu d op• > ha ! rn tta to lo s te!<:<O a r gtom e n to ro m e nu o,·o. (l)
Jk
ln u'-r ltli ,o: tJnlpr ln·o r um. ntqm• flt'ttiOt llm IHf'I/HI,,,.. dr ...:, . ,.,.;,· nJ i b t'~ . T iritlÌ,
l57.J .
(!2) Htoaio $l orico eli (1 . B. f'arrtuw l,;<'unr pr()/r:o:-orr {ii ''UIOJII icr Jtrlla CttJ'·f'tSilà di f'udu, lvll•> .Atr.llu oru ll tf oula d('/I(L R. li~1i c. <li l,ario pd rilltitJrtJm t-n fv d~'~tli stmli il (liutoc, Xli t); nc,t:"'''-''''' ~fiXTl'~ Il l. in 0 1>cn·. Fir~n ,c. Hl!lB, l. tY. 158. (3) j) r IIU/It()m (' (;(J TJ)Otis llfllii rJill lilu·i rll . \"rut.:tii:o>. 16 1L
Il Gni<li ~egna <'O li po~,;,•n t c l'ilic\'ll la fonuH d e lle m eut.bn~n e . d e l tTi s t ;l llin o, d c ll' umnl' vitreo ed lta ant ic ipHl•' i la.vo l'i del •)lol'gagni. Lenna1·cln d;J \'inci n e l Codit·r a/11111/ir" {fo l. j .i Q 't'. b. ) anrHJI<:~: "!-<'l'id n e lla tua notmnia {'il e prnptlrzi on e haunu infra hlro i diametri di t11tte le:<pPI'e dell'tltchio. <• clte di ~tanzia ha dn illf'O la "per a c ri!'ta llinu ». Il Vinct arnmi!'l' inultt·e c lte n e ll'uomo " la Jl<~pilhL, donde ~ i causa il vpder·e. !'ia ' m eno d ella millef' ima pal'l~ " d e ll' ucchi•>. ·Hicet•cù le pl'opo rzioni dt>ll'twchior J'i"I•Clln al o'<' l've llo e 11'11\'o c·ite " iJ I\·entncnlu p os to nel re t·vel dell' orno detta impr-en~iva "• e i o~ il ,·ent t·itlllu late ral e, " è pii1 e lle dieci volte tntto J' n,·chiode ll ' ,,m,1 .,,, Va r o li dice dt t' il ,g luJ,n drll' ti<T hi n e:<,.;e n<lo la partf' d el cul'l)" e lle e~t'J:!I h:': m odn1rnti ru o lt epliC'i e rnpirlis.':oi nli , a r en<l e l'li p iù a~e,·oli, natul'a 111 h <L o•into d i r·upin,.;a pingut>di11 c'. E!!.·li :• il primo - clnpo Lrollardo - che abbia. d t>tennin;lft) n H'g-l io la ~euc d e l t'l'i ~ t:lllilln: e~so ,) qnalt.r ù volte più Yieino. all a pu tl e ant e 1·inl'c d e ll' ol·l'ltio r hc a ll a posteriore. Dell e s ue tluc fa ('re la p11SWJ'Ìtl1'(;' t' piÌI ('UIIVC!<,.;;~ (lf')J'rtli( Prit)r(' ed P. fì ~::oatn al Yitreo da llll!t lìl t'll1hralla o'tlllliiiiE', dt e Va roli dc"t'rÌ\·e. l.a c·•·ist<lllnid e ante t·inre e lu ligu t·;, leHti<·o lare d e l c ri:<hllliliO son O> da Falloppi o pre!'isnte co n la ~'<ua •pu•·ticr> lnre . ~'<en ~ ibilitù e deli ca t ezza di !:<l udi M:o; r d •l:<!'(' r vn dt e la s upe t·liri c anterior e di qu e:<t' ultimo ,\ più uppiallafa dt' lla pn!<lPt· io r e. >Fahri1:i di!' <' che la lente c ristallirla s' imhianra <."•'n là cozio n e . . \ranzi n ,1t:~ c lte 1\ un orr d e ll ' u Yeu occupa appena la ([(.'(' imu parte delJ' or('ltin, CO I 'I'r~~Pilrl<l \' e!'-nlio il qua le so!:'teneva ch e 11 <' empi.<:se la m età _ Colotnli;, aveva vrdutu la ripn•duzi one de iJ'umor n.cqneo: (' .Giu.<:ep pe Znmlle\'rari vide pm·e (' h P. e:<~• · l' i rig-rn e ra StJ<•nt.ane;tment e ll C'l!li ''~'~'''Ili r 11ef 1J Il :Hl l't l j) Pd i. Il <'01'JW •dtren l'irdo d<dla (llllinl 1alnid <' d e~'l'ilh• da Falloppio ~ d te Cnlut114l0 chiama l!WII'I/•, .m vir• n e dagli anaion1i c·i ila lia'ni a,;!';imilatol al Vt'[ I'O fti SO. Tralu~dandn altri ntilh>ri , l'i rn rd Prf' III O rurne \ ' al:::al\'a f P<'è f:c(·ellrn t ~ rirr•tTh C intor·11o alla i'l rutlunr e alla fuuzion e d e lle dh·er.<:c !HUfi ctell'Otl' hio . .\l a dii ri conln più !{li :<tudi l'i lknllli d·el Val salva e d e l Lanril'i suUa ,.;(•de ci(• Ji a c·ata ratl èl'? .\11 zi la ~t•> ri:~ 11flìdale a\'\'l.' rt e c lte Pi en e Hri!-'sCau .... ( l{l;lf- l'ilìl fu il printo a ri c·,, no,.;c e r e !'h C que lla i• dovnt<• a un · ,,paC'it.à rl <> l <'f'i;:ta Il i n o. Il 1.:? !:<t'lternhre IH::?il ,.rli ~nrù t;l·••pr rt l• un lll\lllllllll' llf tl, ]W r t)pe ra d ei!l i o11<ùnwlug i frall f'<'!'; i ~ ltt•lg i, fra i quali ~ ,.;lata diffwm una t.: ircolare dt e· tlic e\·a : '' t · n C<Hnité, 1':1111,.; la '))I'P;:i<lr>n<·e du prnfes!-'C'III' Van l)uyse, ~<'•'~t t'tHtSiilné f' ll lle lgiqu·e puul' <'l<' \'Cr ù T oumai un m onurn eJ tt à la. m énwit't:'" d c Hri~!:<P au, qui a ctt'•nwntl'r lf' p1·rmi c:> t' le $ iége de lo ratarad.e (Acad t' mi e de~ :::c iCll <'('s, 18 no\'emhrc 1105) e t qui a J)l'c'puré a ingj In déc o uvert.e de ll:c vicl, sur· J\. p €' r atitm d e la r·~ttarat'fe par extt·ar tion "· Così la tl ùncuranza d<•gli ita linni avri1 ,.;a nzitJne nPI marmo e la fanm dPi 1111stri :::i ;:nt<uTisc·p fnt il rlu1 J1l>it> f' J' n1J iio ( l).
rl t IJ. !'ti.Z.t!R · 189.) )
111)~ . l'l ~oh\,·.
/)()f·,,,,,;Js
-:••t,·(lu t ,;
l'h!J.~IoirP
t/(1 l'p,,/ nuti, u de In ratu ral'/t (.\ nn . d'•JCul. .
liiO\'t\NNJ MARIA I.ANCI S I E 1..1) STl'O!O DEGLI OR\.o\NI. ~;CC.
fil!~
Altr·o a.r.goment.o rnolt.o disrus~o e quello dell:t preseuza. o meno di un fununc lungo i l nervo ottiro, rome iu t.utfi gli altri tronc hi nenosi. Lee\\"t>nhoel'k negò 1111 tale cana le: • jc pris - eg li dice - huit nerfs optiqucs tous frai~. et jc remarquai quc tres . pcu dc temps après avoir été coupés, leur~ filaments se rctiroient; mais la tuuiquc externe du nc rf ne po1n·:o nt pa~ se retirer autant que les filamcuts qu '-elle rcnferm oit, il parnt un a e,;.p~('e de peti t c:nfoncc·mc:nt au rnilicu du ncrf: et c'e~t san;; doutt> <'Ct cmfoncc:ment quc (;~llien aura pris pour une ('a,·ité ... • f t ,.
Oc:chiuli o negozianti di lenti nel secolo xvu. Per la stor·ia. rclati·va, oltt'() l molti ·"Indi dcli"AJ.Rt:n·roTTt. si \'egga: (;A~ IILr.o FL.OUJARtos: 1.· i11t'Utli01• de In /11 · '"Il~ • La llevu<? •, 15 décembro 1909.
Jo"wnu 19. -
,!\'fa.lpighi c·omvi delle osset-vazioni sulla struttura del nervo ottico del ! de l pe.<;re spada. € di a ltre s pecie, nelle quali "non est perforatus, . nt dkunt, >iied plids continuatis compositum, ve luti reduplicatum intesti-· num n: co lp!to dalla cosa singola r·e volle figural'ia nell'epistola De cerebro. Ora. giù l'Eustach.i aveva notato che in cer1i pesci di rnole, il ne1·vo ottico• è come una membrana ripiegata su se stessa "veluti tenuissimum matro-· nanun lit,feum in innumera.c; nrgas aequ~les, et pfuì sed e disltibulas com-· plicatus, tuniculaque incisa evolui sese pcrmitte.bat, e-t in a mpiam mem· bra n am tot.urn explicari atque extendi ~> . Questa conquista o.bliata era di grande impol'tauza, rilè da so la valse· a rov-es('ia re la dottrin a di IJesta rte~. la qua le pog,gia :-ul passaggio dei.. raggi lumin o1-:i a traverso il nervo ottico per giungere a l cervel1o. I.Qil JICI,
(2) Obs~r,·o/iOII< mirto."·opiqt!•'< .•ur lP nrrf op/iqne (Tr~n~. l'hilo~. 16 75; l 'olh~t· t. ac·"d .. Il. il 7) ..
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G I0\".1:\:'i l .\ 1.\111\ 1..\ ~f: I :O:: I ~: 1.11 S rt ' OIO OJ::l; L I ORu ... Nl. ECC .
• I l IJI'"'~ r·P:-:-•1 dt•gl i :-ltrd i ;"Ja ll• u • id l' ljllf'Jin •l<·llt' :-drn ZP 1i~kl.e r·r,.. P r n l!"""il!ile l'in:-h111 :tr:-i tl••ll'ntl it'a llll•ù ~·r i J<L ).p t ull:dnlli d1·Jia \' Ì"l; J flll'llll(l ~ l'allll t·llll' li le c· bi a rit f• cl:-lll r l'i ren· b e di m olli l bit"i n ..,..tri e st ra ll iPri . i q ual i "~'f!' li Ì rn rJO le tr'ac·c·r di Fnw t·es~:o i\l au n "ic·" - 1'1 11' !'" l'lo o 1111 p rot~ l' f'l->'11 II C'IJ<o f!PII JIIf'li'Ìfl !JCI' le !'('ZÌO IIi C'O n Ì<' hP - ·, di 1\ •·plf'r. ci i l lr•,..,·a r t••-:, di HfJIIki'. eli H IJYf!'I'IIS, ~ lll lu l'<' dr l T rn i t'' r/1' lu l tt · //IÌ ('/'1' ( J(j!J()). d i :\('1\' (llll, <J IIP;;ti u \~• IIJ IC a l IIJIIJI( I(t il :\'ata iE' ù e ll'a nn t.t Ch e m cwi Gali lf'o ( 16'•21 .... :o :?5 u11ll i già <1VP \':1 irwe ntalu la tt•orico drll.- {llt S · sifiiJi (Pd ,. l'odif' rll o c·<t lr·nlu int~~raJr " infi ui t rs ima le ). g iù "<'Op E' r1 <t l'~tllra :;ÌI•/! 1' u n il'l' l's a/1' . lodil drl'n ltJ(H•st ., i l r ag-g io $1)i:ll'E', (' r r eu ta l' c•llita .. I l ). (lu r,.:t i .u l tim i .-tud i pi,IH' ro irr111 re nsa d iff us io 11 c a nd• (· n e l pu buli ro pr< •fétl~o. l 'tl fll (l all('st a i l ,\'iulio n iu ni.w w pe1· lP du111 P d i F r. Alga r utti e l'Elo g io dP / i\'1'11'tMJ el i l'a••l•• Fr-i :si, nw nt n· sa r·a 11n n u;;l e!!gi uti Cl u l Goet he c·o n lèt !>U<t f-'111'/lt' ll /f•/: l'P, ~i n1 o a l srrn lo :\VII l'":::::;ia m o rli vide r e lo S\' Olge rs i dell e ro n osrenze i n r arpn 1·to a l la d ott rin a de l la vi s io 11r in \'f~ ri e fasi: 1" { ;Ji a ll t if' hi. T n lonH.>"; il c-a-ist a llino :::ede d e lla vi:<ion e; e m iss io n E' tl r• l ln !n n' d a ll'or·rhico : i• Il t ral tn tn di o tti r"o eli :\ll1 aZi'll (c·. :\l ;;ecnl•>) : l'ordii (} r i\e\'t' la II H·t>; 3" lHv r. llzi <m e d rg li o C" c hia li: -~· ·Leo n a rd o d a Vin ci P l.e(lll illa tt bta Al l ,r rti , l <~ t arn t> ra o~r Ul·a : Ve. sal ii) e In ~u a sr·uola : i:\Jn u rol ir·o. D e ll o P o rta, C a nl a n u ; illuminaz io n e d i al r n !lt' ('a,v iHr d e>ll' nrgoalli s rno : Cù fllr11 ve r~il' intCJnlO a l m e rito rlel !Jell a P o r ta n<· l p t>.-ft•zi n Hare la rrtnl<' r a osr 111'a e n e l p u r <JgOT\a rl a a ll'oecohi o : !)• /IIIO (f ll i l i r••lin a, P la tr r , Kl r p e r , Sd,e in(' r·. .Suntod ù, P lc m p. J) e. sc·a rt e>::: : 6' ·Pei r'eS<". :\l a ri " t t r ~ G . 1H. ])ella P t•rt a , !<C ro uòiviùe C'O n .J.econ a nio e 1 '.-\ ~u e rti la ~do ria d e ll ' ill ve rJ zinne d e ll a ,.,fll, t'rlt osc ttrrl , fu il pr·inw u c·ompa rarla a l. b ulbo o c ulare ( 15lS9 ), n o ta ndo la (·n rri s p o nd e nza d<> ll e p a rti da l' ui r·i ~ ult a 11 0 : la le nte con v e rge nte d e ll a pr·ima (· 11a ri all a le nt r <' r h.ta llina : il <.l ictframm a C'O rTi sponrl e all'irid e, la s up edkie eli prokzi o n e . in c ni s i produ ce n e lla cam e r·a osc u n\ J'im ag iue irnpi<·r it >lita e r••vrsci;da d<'gli cog-gN ti e~t e rni , erruivRie a ll a Stl f)e r fìrie reti ni (' n d el •f ondo Pt ul a re . La. <li o ttri c·a ()(' U)ar·e fu la prima ,,·o lta esp os ta n r i s tw i e le m en ti da Kt•ple r· n e l l(i(t', il QtJ<d e s tud ii• rMlte matit'amf'n te la struttUJ'a de l r ri s talliii O c• a;;segnn a lla 1etina la fiiJI:t.i PII e di r a pprese nt a r E:' le .i matg ini ù eg_Ii <>g1-!Cit.i : ma il pri111o a rtirn ••;;tra r l!' h • il ~f'S IIit;t C ri s t of, , r o S d1e in Pr un•' d r.i primi us~ •-vn tnri d <•lle rna C'dti r ;:o la ri - s ia ll f' i bulbi ne.rla ri e~t.ir·p a ti agli an ima li u n· i ~;i d i rt'('t' lll e ( IGil\-1). !<Ìa n ell 'o!'rhio urnan o, p o ll l.' ll clo a nncl o l;r r N ina ne ll a pa rt-e pll~lc' l'i u rc· ti C:' l llu lho ( 16::?5). San to ri ~ • av e va P•J!'it i\'P ('1llllll'<'!!II7.C ;: ul le :fnnzi•1ni d t>l la vi s ta c <'Om e d irr m;:trav;, i l ll <• l Ga L~u {;! ) - n PI ~ u o t e,.: l a rn e u tu l;1sC'iava u (; e,·n lanw T o\ l ) T n .1.10 lh \ 1)('11.0 ' :-!t~tri u dd pt·u~hrH au.•i l<mtpi ttll.tth•rui. Il ~rrtlit) X\' 11 . Jl ilanu 186-1 . l . 24.9. 1)})1. c:AI /.0 : A lflllh' rM I(jfirf"U :I' fil .'=, Snntnric> ~,; Jc-uom.N1; drllo fÌHt.JJH'l r,l ;{ ,,·Ma•nt•Ui i)
12 ) ) 1.
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1-"roJirr~rQ ~·lt·••..;ltr.
\ l1 i (le-H'.:\ l"4:atl . Pone+mi"na , N :1 1» 1i. 1S9l.
1--t.' r<uwsct:n;r i u /l~rnr di S. ::;. e l'ef/lf(lt"HI tltlf,, ~ffJVt~flf' Cl1 Cialild sr~J mcn;un.f'nto dt'lle ~ri'''';l' ntr t.lìrhP 11 ('1 -"" 'ru1u .\ 1>11 . Alli ddlu rHudont.: tll·ll~ !$ve. H. th :)IHria cri l . <.IC'llc :X. mcd . .o 11;.11.. iu \'t·ut·zia . 1909. -
GI OVANNI MARIA LA NC IS l E! LO ST t: DI O DEGLI ORG~ N !, E:CC .
tS~ l
lHlldo re copia di cento prablemi opliri n on comu nicati n.d a lt ri Il . Eg li negò che il crista llino fMse l'orga no irnmed ia tiJ de lla ,·ista , essend o tr·a i pi ìt antichi medici a ritenere la r etin a pri ncipale strumen t.o della visione. !Per prova rlo .fer.e m olte espel'ienze ron la ca naera o;.cUJ·a. San to rio a r colse il pensier o 'fisiologico della im ayo in retin a, m a a r·iten ere que;.t.fJ imagine d iri tta, non rove;.cia, suppnse che r·owesciatu. da lla len te crista llin a veni sse t'addrizza ta da ll ' urno r vitreo. Ora tale congettu ra ,·. già in L eona rdo; m a es~a di ce rto n on g iunse a l Santòri•), com e moltissime a ltre del Yinci n on •furon n eppure Sù!?pettate da i contempora nei. Sant.orio si tì!""'ì acl un ~i l'tem a di òue lenti , per suppor re n ella retin a dil'itta n magine, g uida tfl dall a lettu ra delle opere di !Keple r iP r ui si vegg11110 com binazion i di len n ..... valgon o a mufa r e il can nocchia le a!';tron omico in cannocchia le terrestre. Molinetti riteneva ch e la r etina venisse a vvicin a ta a ll a lente cristall ina da i muscoli e~;te t·ni e rimossa da i processi cilia ri e cer·c() di dim n::tra r·e che
FIOlittA 20. - Il meccanismo del senso .,l ~h·o. secondo DES<"ARTES : dall'oggetto esterno a t ra,·erso i hul bi ocula ri e i pori cerebrali sino olia glandola piocale (si vegga plù oltre).
l' a mbito de lla lente cristallina fos;.e elli tt,ic(). •Pe t· c•)nosce•·e la rilfl'angibilit.à degli umori fece mo lt.e esperienze con la cam era o!'cura e dimn trò l'incrocia rRi dei raggi n el cristallino e il ro,·e!'ria rsi dell'imagine nel fo>n dLl d·ell'occhio. Assetì inoltre che i ne rvi ottici ,non s' incrociano, ma comu ni - cano a mezzo di fib re. Vide che il c ri!'ta llino nei vecchi a..o;;.ume un cl)lor·ito giallogno lo e a rnmi "e ch e esso f11. i'e ;.;ede della cata ratt.a: conosceva la ca ps ula che lLl riJ,·este e sa·peva rhe quef'ta m embl'a na perdi! ta lvolta la >: ua traspa renza. S i credeva im·ero 0he l'adattamellt•) rifra ttivo de ll'occh io) a vven i"se in m od o analogo a qu ello attu ato 11e lla carnera osc ura fotog rafica, che si adatta a lle diverse dista nze deg li oggetti con l'a vvicino t'e o a llon ta n ~tre il pia n o d ell a lastl·a sensibile : si pensaYa ciO\:. a ll a pos;.ibili tà di u no sp•>· stam ento della retina. in tlVanti e in dietro, per a.zi011e dei muscoli e"terni ocula ri . S i ri conQibbe poi che a tille ndnttamen tn p resierle. u n m eccan i"mo dive r!'O, più perfetto. 1Descar tes nella su a Di optri{f tte ( 1637} 1>er primo emi;;e il concetto che la no:-tra capacità di vedere d istin tarue nie g-1i ogzetti collnrnli a . sva ri ate di"tanze, dipen de dall'attitudi ne insit.a nell'occh io di poter m orlitka re la fo rm a della len te cristall ina. 1:\la la d imo"t razinn e uhiettiva n•Ht si 42 - G ioNZalc di m'"dici11a m ilitare. -
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I X.
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GIOVA:'ffl f )lARI.'> LANC I ::;J E LO STUDIO DEGLI ORG ANJ , E CC .
PhlJe c-he cll •pn due servii, per m et'i to di ~lnx Langeullrk, di Cramer e di H el· mholtz ( J ~.\.!J-1)3). Gwmhllldo a tn:w ers•l la pupilla d egolì a l'bi·ni, !10i :ediamo r osso il fon d n dell'otThio; invece i·n C(lndizioni n nl'll:Ht li il campo pupillare ci appare n e t·o. L>a questo confronto pan€1hJ1e logi('<• <'<ltiCludere che in condizioni normali il pigmento retinico o uveale a~!'Otd)a tutta l a luce elle penetra per il !oro pupi lline e che snlo quundu maJI(:u il pigmento sia possibile scorogere il (ondo dell'occ.hi n. T;tle infatti fu hl dottrina sostenuta da Boerhaave ( l ) e appoggiata da Hnl let·. Se n oi vedinmo ro~ il 1ondo degli occhi degli albini non è p rr<' h(:o sono mnnc11 nti di pigmento, ma perc,h è in essi la luce n on penetr·R S(l ln per la pupilln, ma an<:he a traverso la !'derot ica e l'u,·ea, qui :.:emi traspn r e n ti . ~el r170.i J. ~r e ry avev11 <•sset·vato che s i poteYano cli~tinguere in pi€nn. lnce, a traverso la pupilla, i vasi cteiJR retina di un gatto in un a circ.,:;tanza speciale, quando civè gli f'i gnardnva l'occhio d opo axergli sommer sa la te~t a. n ell' aNJUa. Nel lìO!) il n oto geometra ed a!'t.ronorno G. Ph. De La. Hil·e, commentando questa ossetvazlone. ne diede la giusta spiegazione. dimostrando che l'imme r!'ione n ell 'acqua sopprime la ri4'razione corneale l:'d ele,·a il fondo dell'occ hio ùel gatto, avvicinandolo all'occhio dell'ossel·vatore. Lfl visione dei vasi retini<'i rlel l'animale immet':"O !'areJ)be inoltre - set;ondo 1Ue •La Hit' e - facilitata dal fatto che l'immersione determina il dilatnrsi della pupilla e quindi una maggiore illurninazione del d'onclo ()Cnlare. In qne"IR prime Of';servuziùlli e ra in germe J'oftalmoscopia. Quest,e scopel'te e teorie .fìsi0he nel campo dell 'ottica, banno leYat" grauùe rumore e inftuironv molti !'simo :::ui contemporanei e i posteri immediati ; così ad esempio al l~hLle.lJranche (1638-1•715), noto più cutne lilosO'fo (-2 \ C'lte come fi>-ico, solto razinne ùi quelle dottrine, dobbiamo una delle ipotes i fondamentuli della morlei·llu teoria della luce, quella ;·hH ~ t~:mnettt.>wl ·Jla come una vibrazione - dice il colore di essa dipendente dal periodo della Yi bl'azione, me n !t'P r ampiezza d ella Yibrazione stessa determina l'intesità delln luce. Si ha eì<1'è un fatto analogo- e l'analt>lda è rilevata dal Mal p. brantlle- a quello che si v-erifica pPr il s uono, nù quale il numero di vibrazioni per unità ·di tempo caratterizz<l l'altezza del s uonr1, mentra la loro a rnpiezzn det<'rmi n a l'intensità (3).
... Non possiamo fermarci su lla numerosa selva di lavo ri s peciali e minori nel campo dell'oculisti<:a e della tìsica ottica. 11-\ lctmi di ,questi erano scritti da indiviù\li che non p ossedevano aJcuna preparazione scientifica. (1668-1738) como oculista arqu•~tò ""' nlo ~·ngoflue cou le lmportan~i Prot· lc,·tinllc$ I"Jb/i,·a·· de 11t0tbis llrtclor ruu Ui46). ,;; \'fgga: W. 1'. C. ZEE)JA'<, 8~>trlraace et l'oculi· :<tiltrct (Junus. 1918). t21 Qut•stn melllll~lco. ùnll'idculi>mo mi~tko e ottimo,(~ pone Còffie condizione della sua celehre Rrrllnrltc de lo ,.,:ril" lo studio dPgli orgam dri S('OSi. ' 18) PrnRE Ot' BtM : 1/o·pliqtte dc Maltòranrlre, R<!nce de M etaph~·~ique et· de .Morale, 1916. :\, ~'AGG I : Jf pc11si•ro /!10.<0/tcO di .V . .U., Alti l >lit. \'e n. , LXXIV, 1914·15, 821. (l)
'BoERUAA<E
CJO\"ANNI \1:\RJA LANCIS I E LO sn:ow DEGLI ORGANI, ECC.
62.!}
Di ninn conto f<Ono le Epi stulae dtutc dedicate a Th. B:ntholinus da Giu: ,-eppe Bo n i (" 8 urrhus " ) , fa moso eia datano alchimish~ mi fanese (1697·95), da l titolo I. D e ce1·ebri orttL et ustL medico; li. D e artifìcio oculorum lwmor es r estituendt (H afniae 1669) (1). Di a ltre monogrrufle minori, <li ,·ario merito diamo un fugace cenno (2 ), mentre ci piace ricordare l'Obsen •alion sur tes ue·u.c de.~ in,~ec tes, pa1· M. l' Abhé CateZan (J ournal des Sçavans, 18 mw. 1680), eseguita mediante i ntt.1vi micr oscopi allora costruiti (rfìg. 21).
F t(:URA 21. -
Ossct·vnzloui sugli oocbl dt>gll ln~ttl <11.'1
c.•TEJ.AN (1680).
Dr.c10 CALVARI : F. G. n oni di Jlilallo jiloso{o ermet ico del secolo XVII, Mila.oo, 1907. <2) }~ILOTEO F.LIASO i\IOSTALTJ, Opticll tle vlsu, cle vi$tt$ or()allo, el obict·to (Firen7,e, 1606). )luco r\ XTOlHO DE DQ)If:<IS (1566-162() di ~rbo, fu arciv~SCO\'O di Spalato e primn.te di Dalma1.ia
(l)
scrittore di ottica: De radiis visus, et lucis in vitris perspcctivis (Venezia, 1611). GIOI'ASNJ i5ARDO GoJGOSJO, professore di anatoll>ià e chirurgia In Torino, pubblicò nel 1619, Il• Ol'11li nctiouibus, et ulililotlbus. Guco:uo CARANTA di Cuneo tratta de natura t'isionis in Deead!Hil medico-phusiea;um liber pri· mus, de natura ouri arte {acli... (Savigliano, 1623). 11 toscano G. B. Rcscmo pubblirò in .Pi>.'l un trattato Dc visltS orgnno libri l V (1632). BE:<EDETTo C'ASTEtu (1577·1644). rckbre matematico discepolo del Galilei : negli OP••seoli filoso· ft ci molognn, 1669) sono tlue lellere s ulla vista. ~>
GI0\'.\1":\ l èiiARI.\ L.\:\C I~I E Lo :'lTL'DlO DEGLI (JRGANI , ECC.
6H
VII. Accanto ~ I le sc.,p e rt e allat•llnich e, e lle ve ui \'a nu precisando sem pre pt u 1<1 s trut t ura d e)l'l i •)rgan i dei sen si, La ne i ~ i ('].JIJe s timo li alla indagine d n-2'li ~! rrrli sul ~ i 1<t<:ma n H vu •> ceutrale e pl'l'ife ri cu e rla tuttn lo svolgiment " dl'll'ind irizzo fiJ.,s,.fìcn de l s n u tempo, tl1e e t·a dire tt •t a concedeJ·e a lle sen~a zi o ni 1rrr a snecia l r impo r· tanza ( l ) . Ai prirni rn rr tr i·lHii e(lli ste!';:o, con le ri ce•·ch e s ui gan g li e cort quelle St:ll 'en cef(d O, clell e qua li i uari lfl:l L cm <: isi n el cnrpo ca lloso dim o;:tran .. ' q uale ifine OM<erva tv re rgli fos;:e. :\e l tra ve e-gli p on e la sede d e ll 'anima, m u 'prop o rz iona la forza d el p en~ i e rn allo s viluppo d e ll a g la n<lo la pineale (J> , -'l'tic royit.ut/is (111imae }. P e r t entare una sp i e~<•Zi •>ne d ella funzi nn e d ei centri nervosi s i clo\'etlt> ricor re re a d e lle ipl) te>'i ; rw n e q u el la del .w tcv 1U! 1TO:;r,, che ha. a\'uto qual E' fautore ~ !re nnll il H orel li l:!). L u co n tradi 1<~e r·v Sterr o11e e T . B a 1tho lirr , lllentre lo ~o~te n ne•·o il B e llini , il <)la lp ig hi, il i.à n cisi. E come il ro n cello tl i t]ll C~I \ 1 succo 11 e rveo s i riper<"u ù tesse nella pratic:• :-ttllé n oz·ioni di ifi:<iv- p ah1lng ia deg li Ol'gnui d ei !'en s i t•is ult.a .ad e~empi .. da un con s nlt.n d e l Rerli, P Pr una sc,rcfilci d 'o rl't'Cilie , in c ui scrive : • .. .crcden:i c he il tu ltu principalme nte r.le ri \·a~~;: no n pc:r \'Ìzio dc:gli antri , nO: .Id timp;uw, nè de ll e codee, nur1,~n~ì pe r \·izio di irlla..• amc nto d~ei du e nen· i o udit••ri, c he dai neo<:k rnl ,;on l'hi amati lk.l ~Htimo p:1 r i, d:tlle ' loro diram:tz ioui, e finalménte impia nta ti e to::rnei n:1ti nell'una t! nell'altra ~:~>dea , là d•J\·e ri:<icùe il ::.t:'n!'ori\> proprio ch:ll'udit o. Quel vizi<.> ed inta>'a me nto cle' <lue ne n ·i a u.d itori \'kn fatto dal s ugo H<!rn:o a lt<rato e viziato per la m ala c:c<lnOJ nia 110n ,;ola nrent~ del ('e rebro e del c e rebello, af. tht.ti dall t' lunghe malattie, ma a ucom per la mal~ economia degl'ipocnndri ... • t:;l.
1Do po cl ee F a llvp pio !'C(Ipri i ga n g li n e rv osi, alt r·i n e fece a r g onte u lo l'li :o:tud io, C<Jtne il \\' illis, il \ ' ieu;.!'el\s, il !2\l n •·gagni. Qu est'u ltimo nel secon.d P degli oA fi l'Prsaria nno.tomica ne ave va trattato rn agistralrne n te e r accom an. tl atu g li a n a t omici di in;:islere su lla ]() r o s trut.t lll'a. Il L ancis i rn ed itfl \'a intorn o a .que~ti corpi cciuo li n ervns i da o ltre venti a nni , qnand o Illlbblicio l a s u a ,e pi sltol::~ al (\] ll P{!'agn i, ,n e {}tmglii.~ n en•o r um, efJ rttm•JII e s trurturtt l'l u su. 1P r ern e.;:1<o c h e i n e r·,·i sensu l'ii princ ipa li n on h an n o gangli; c h e i lr1•l!OI'i invn lo ntal'i n e h a nno in rni11 o r nume ro d ei 1\'0ionta ri, ne d edu;: ~e (' )ee còmpito p r ecip uo d e i gan g li f•'!'."'C qu ello di m oderare e accr escere -
i rnQti animali, dicendoli q ~ w si altret-
H.'C'illld o ·frli impulsi della vPI.,ulù -
t a nti cen ·ell ett i, com e a ,·eva ne ll'ep istola J)e Glanctulis chi amate riJ I'Cnla l t> g ln.ndol e , pi ccoli ctwri prv ,·vil-ti u n r lt 'essi - come i ga n f{li - di Incerti tirhriÌsi d o ta ti di contr azio ni e di e:::p a n;:i•Hli. E se Lancis i paraf!e) nan> i g:wgli al cuo r e, tWiC'hè es"i u rf a ,·ui·i rell'loe r" il m11vime nt o de l fluid o n t' t·veo u; e ;:r (l'
E.
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l. 11 r
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rJ, , 'flo·f,lif tlrr r(ltrhralf ,, locoh .. ul,,o, ( \\'it'll. mt•tl. Prt"'S... f•. 6
olt. 1895\. )L ;\F.t B1'Rf: €R ; IJir• ru..:t;,yi .. rh;·
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più ta rcli il De .Giova nni rinve rdiva il con cetto di u ua circvla;ione ner vosa , in qu an to a tra verso i nervi co rn mo le impressioni e g li impul ~i nervosi in una continua vicenda fra nr·gani e n ervi, e comuuican o fr·a lor o nelle più svru·ia te parti .d ell'o rga ui ~m o, questa idea trova conferma e a pplicazione n el si ~ t ern a endorrino-simputi.._·o. S i <tratta di un a somm a di en ergie eccito-
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Anatomla dd ccrv..-llo umauo : I vent ri coli ccrc hroll. sede degli SJJiJ·iti vitali, nell'opera Cnroli .Sie·
YtOl:llA 22. -
/)IIUIIi (;t:COJO X\'1}.
IIIUtrici circola nti sottll lforma chimica uon soltanto n el san g ue e n egli umori , 111a nella compagin e d eg li ~t ess i nervi; essendovi oggi tendenza a sostituì re l'idea chimica a ll'ideu dinami ca neJJo spiegare l'azione nervo;;a .
••• l dati risulta nti dallo ;;tudio a n a tomico e fis iologico degli orga ni dei sens i e del sistema ne-r·voso i'ervi ron•+ di ?Jnbttlmn ai sistemi .filosofi ci clre uei ~eroli :\V I e :\Vll tenta n mo di riunire in una sint.e!"i on!!;anica la somm a
de l sapere Cùllquista to.
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GIOVANNI l\lt\RIA LANC LSI E LO STL:DIO Df.GLI ORGANI. ECC.
A ccenneremo b revemente a Il e -f igure maggio1·i, alle quali ~i ricollega i l p ensier·o la ncisiauo. !Enorme fu l'influenza del c c~rtesianesimo, di quel g rande m ovimento fl. losofìco svoltosi per impulso del pensatore fra ncese. R-enat o .Oesc;irt.es ( 1596-1650) può essere chiamato il demolitore dell a ~co l a~ ti ca. e il vero .fondatore de Ila fl l o~ofìa e psicolog ia moderna, percltè cu p1·imo a ricercare metodicarne11te i pre»uyposti ultimi della conoscenza e pe r•chè impostando i pnrblemi nel la su a dottrina acquistò una decisa inAuenza la !<pìegazìllne m ecca nica della n atura .(1}. L'ufficio delle sensazioni è di guidarci n ella nost r·a condotta . IPer p l)tere lar questo, non è necessario che siano somi·glianti alle cose s tesse, pur che sian o loro corrispondeHti. Se noi vogli am o imaginare come siano costituit-e le cose, R pre-::;cindere da lle n ostre sensazion i, vediamo che sono indis}>en~wh ili tre proprietà : estenr-;ione, divisihilit.à e mobilità: g iunge rem11 a intenri ere n el modo più semplice e chiaro tu tti i proces~i d el mondo materi al" ~~ ci atlenemo a llP tre proprietà n ominate (::?). ·Co..c;ì tDescartes dà 1vrrna r ••!"ciente e si!"tematica alla concezione m eccanica della n a tu•·a ; sen'l'bra dae egli sia giunlo ad apprnfondire così le ~ue vedute, med iante gli Rt udì di scienze naturali compiuti fra ii 1&'20 e il 29, indipendem ente eia! Galil ei, 1111n senza suhire l'influenza di Kepler. ·L'o rg~1 ni smo cle,·e es!'et·e con si.derato, al v a a·i de ll'universo, una ma f' chi 11a. Lu fì:-:iulogia, com e scit? nza, deve esser e meccanica : l' o r~ani sm o n or1 può n on essere soggetto a lle leggi universali della mate1ia. In questa c onet•zione De!"c;ntes rfu convaliclato dalla ,.,c.,perta della ci rcolazione del sangue (•Cesa.lpino, H a rvey, 1628). n esc:11·tes contri•buì IYH)lto a ripudi a.re l'in fe('ond o vita.lb.<Jmo che spiegava i fa1ti orga ni ci con l'ipotesi di unu partico lan> forza vita le ; ed en orme impor·t a nza eblle uel campo ftsio logicrJ del sistem n rten ·of'òo, per chè primo a desc rh·ere quel elle o~gi ~i r.hi ama m ol'im en/ t'i ri li e.~ so, c- i < ~<" l'azione i m mcd i n t a cl i 1111 1\ impressione n ell'ecci t a re 11 n m ,)\'i. ntento musco la re, ~enza che int e r ·v engr~ in ciii la Cu!"C'ienza. Xon vi è •più in lui .il se11 ~11 de lla mi :<teJ·i,)si tù d e-ll'3 nima umana cniHi' era ra.pprescn tuta nei vece lri li bri a~cet i c i , con i ~uo i mi Uc andirivieni, l t' s ue selve, i suni covili feri ni, i Sllui prec ipizi !'ospesi n el ~Hti•l, in fond•l ai q ua li m o11nora la \'<lce t repida rli nn ·bene igrwto; m a si ha invece il p1·im" tentativo eli documentazion e p• •«itiva. •L'anima dell' uomo è in azione scamJJievule con il <'•'n'ello, specie c>~n una sua ()ade detem1inata - la (lltmdoln ]Jill tttl•' - elle secondo IDe~ta l'tes ... po~>ta al centro e J1 •lll è, cnrn~> alt re parti de ll 'ell cefulll, un (ll·ganP a ppa iato 3 ). Contro questa urtano g li sp·i riti t·itali - il tftuido sot.ti le ohe . secondo la fisio. logia d ell'epoca, e r~dilala dall'antichit;\, cone lung:o i nervi - e a travers ..
{l ) j\;ou ci ò d11 to qui r"tcudPrri ~ull '•mportanza ùcl si~tcmn del .0Psca rt c> qultr stknze mt>d itll< del sccoln Xi\'11 c X\' 111 : wuawli:tlll», anche r>~r la rlt'l'ft l~l\Prlllura rt·I:JII\·a, :ti 1,..1 1:1\·nrll d< \ . O. ]Jt!R'Titlr.R : [,,~ m.Jralli~mt~ rnrté.t;rn el In J.thy~roltlflit' uu .\:l' TI g;,;,·lc. iu / {Oi.: . \ 1tl. II (' II L 1914, :16. 191!0, 21. (2) 1'. ::S. llsr.ts: Cour. •nlirr Il• l•ltvl<><QI>IIir dcs 1/fillripr, de M r. Dcswrtr•. Am•tcrJ,<DJ. 1691 : F. I!Ol LI.IER, H is/Qric tic /11 plttiO>"I'ilie car tlsirml~. 185{. (3) )lf'l,: /. r.s i1t~es .le Dtscartn $11r la l•htJ$i<./r>tJir dtt ~vst.mc 11rnew: (Th . d~ UMtle;ttiX, 1896 . P. ~AI ~'ros: N J. DAO~As·UOHF.R6'T: D•<rorlr • rl lrr i>>ydrOt)/l'l~ioi•Mic cl• la ulatHI•· f>HI!!IIi•·· (:\ or".-llt· ,,.,.,,.~;rnpldt• th- hl ~alrwtrii-rc. '\X\' , 1!!12>.
GIOVA!'.'Nl MARIA LANCIS l E LO ST U OIO OEGL I OR GANI , ECC .
6_,._ -,
la stessa l'ut·to viene pror>agato all 'anima, così che p ossono generarsi te g landola pineale, può determinare modiiìcazioni nella direzione d egli spiriti '' ita li e mediante questi nei movimenti muscolari. Così l'antica dottr·ina degli spiriti animali di Erasistt·ato e di Galeno. accolta da S. Agosti11..9 e S. Tomma~o. da Telesio e da Bacone. è svolta dal Descartes, per il quale detti sph ·it.i sono secreti dal cervello a traverso d ei po.ri che s'aprono nei ventrico li e, accumulandosi in queste cavità , ee<:itann l'anima sita nella pineale. ~ensazioni. Quando a sua volta l'anima u rta la
.
F'w I:Rt. 23. -
Schema elci Dlt'Ccan.ismo del movim ento rlllc~so, seco ndo Dt:!i·
ca rtT~:s.
« L'anima, S<:olta insonne e immutabile , è sospesa in quel punto e, come il corpo ì: un a macch ina r>erfetta e tutte le impressioni degli oggetti esterni eccita no il moto degLi !'>piriti animali (la scoper-ta del Ù1ovimemo del ~ang ue a\·eva pennesso all'intuizione ca rtesiana di di\·eutar teoria) i quali cQrrono a ;;uscìtar n el cervello, s uo ce ntro, istinti, appetiti, 'Passioni, essa, l'anima, dalla soglia di ([Uelta glandola, è avvertita di tutto e .ootue compromessa con ognuno di questi rnotì pa~sionali : gioia, dolore, pietà, ira, ardimento, -paura. Cosi compromessa ch e i profani credono - o C'r edettero fin qui - l'anima a>er essa in sè codeste passioni. ì\Ia l'anima è ragione pura e non ha che vedere con le azioni degli spiriti animali. Essa sta là spettatrice <·onscnziente finchè l 'assiduo moto degli spiriti ani111ali non è in conflitto con la sua nat ura ... • (t).
Una derivazione o meglio deviazione del cartesia nesimo wbiamo in Malebranche: il su o entusiasmo ·filosofico, suscita to dalla lettura del Traité rle l ' homme di Descartes, riempi tutta la sua. vita, trasco t·sa nel chiostro. Ripudiando le idee innate, spiega l'esistenza dei corpi con la rivelazion e, (l)
G. TOPPANIII : C.a fine d el/'IIIJI(I!ICsimo, 1'uri nn. llt >CC:O. 1920. 253.
l
6~8
GIOVANNI ~lARlA L.>\NClSI E LO STl: DJO DEGLI ORGANI, ECC.
professa r ottimi sm•) e fonda la nHIJ·a le sull"idea di ordine (1). I sensi com e insegna nella R ec h er cll e d e la rérHé - ci son o dati per fini pratici , n.è p~,s~ono dischiuderci r essenzial natlJra delle cose. 1 sensi 0'ingannan o, in<lucerl(l•lci a d attribuire le q u a lità sensibili alle cose 11er sè stesse. !Donde vien e dun que a n oi la conoscenza delle cose? ' 1n ,\lalebranche è già in rudirn ento la dottrina del para llelismo ps icoJì<;ico : ... • Toute l 'alliance de l'e:<prit et du corp.-... consi&e dan~ une corresponde nce naturelle et mu tuelle des pen,-t:e,- de l'am~ a,·ec les mou,·emenl<; des e~prits a nimaux • ·
'•
Fu;eRA 24. -
La glandola plueale e i pori d el cervello, nel sistema di evidcnter cognovlsse, partem ea.m ''""poris, io qua. a nima. ..xercot. lrnUicdhtte suas tuncti one«. nu.Uatenus esse cor, neque ctiam totum co•rebrum, sed sol u111lllodO ma· xinw lntilu.am pa.rtium eius, qua est certa quaedaro glandola adn•odum pn.rva, .;i ta In meùlo substantiae lpsi ns, et l ta su.~ pensa su- _ pra canelem, per (tuem s plrit\IS cavìtat.uDJ cerebri antcriorum com· municationem hahent cum spi ritihus posteriori bus . . . • (De Pa!!8. a uim .. J , 31). JJE!ìCARTt:.i! : • ••• m! hl videor
Toma so Hùbbes (1588-16ì!l) compì il primo tentativo indipendente <.l i con,:iderare la nuova dottrina meccanica della natura come l 'unica scienza e di sostenere i punti di 'ista <.l ei materialismo come i soli, dai quali si d eve con cepire la 1 ealtà. Egli pervenne alla persuasione che qualunque m !l· !.amento è movimentò. una volta ch e alcuni suoi amici discutevano su quel clte sia sensazione, gli venne fatt o di pensar e che n essun a. sensazi one si prndurrP.hbe se tutto in natura fo ~se immubile o in moto uniforme. Cna dh'e1·sitas motuum è dunque la colldizion e d ella sens azione : poi eh è ~eutir :;empre allo stesso modo o JNn sentire affatto , viene a esser la mede~i m a cosa. tl) K
JI ERR•o·r et
~1.
ROlSJO\
1.•/lr· < rJ,,.,_ ,,. • •lu .'il' // si•'rlc: Paris, 1900.
010VANNI l\IAR IA LANCISI E LO STUDIO OF:(.iLJ ORGANI, ECC.
6~!)
~ e ll a espusiz io11 e s istematica c1he Ho'Lbes presenta nel De corpore ( 1655) ,
g·Ji i mpor·ta anzi t nt.to d i stabili l'e i primi principi dell 'indag ine. Egli f' i rende conto d e lla necessità di tro var qu esti principi pe r· via di r·egres:>•l ana li t ico da c iò che è dato e c he rlt-ve es>:ere spiega to (a sensi/w.ç ali i-/lt'CII Iinn em principi orwn ), com e g ià Cigli .s tesso mediante un tal e r esrresso e ra )Jervenuto da Ila. sensazione a lla teoria del movimento. tPre ndenrlo le musl'e dalla >;c nsazi une, Hobbes proceùet.te da essa al mutan1ento e da questo tl l moto. 1Se t11Uo è movime nto, d eve essere movime nto 11-nc:he la sen sazion e. " .La sem:a zinn e altro non è che un m ovime nto neJJe particelle ùnl COI'P~• ~e nzi e nte "· •E c iò vale pe r la cùscie nza in g en e rale , la quale non c c he t.n rn ovimento in a lcnne parti di un corp o ,,,·ganico (1). P e r H nbbes la >:ensaziOJle è tm 'imagine prod otta dalla reazione degli tll'ga ni di sen~o contro una irupl'e><!ìi one tlall 'este m o : "sens i o est adl onga ni ;:ensvl'i i conatu ad cxtrH C)ui ge ue ratur il conatu ab ohiecto versu~ interna, e~•q u e aliquundiu rnan ente per reartiunem -fu ctu m pi1anta-srna "· Cnn Leonardo, con Ba.cone, con ò!ontaign{) ;:nsti ene l'o ri gin e ;:ensihile di ogni state) e •fatto d ella c0scienza. 1Sensazione, ricordo e comparazione sono in r ap po rto s tretti ssimo fra lo ro. Se l'ecci tamento sensoriale vie ne s uhito m e no un 'a ltro volt a, nc,r. s i pr·oduce irufatti la sensazio ne, ma sultanto un fu gl~rcvnl e JliiWJtasma . l a ><en HLZione v·era e pro pria ha p e r s uo pres uppos to il diffe re nziamen~o e la comparazione di queste fuga ci impressioni. P erchè ><i a possi hil e aver !.'C Il· :-:azio ni, debbono dunque ,,·ariare pure gli ecc itamenti sensnria li. Lu Spinoza •(1632.77) nella s na ope ra princ ipale, Etltim ord·i ne y t.:O melrico d emonstruta (postuma, 16ì7) .ha compiuto il 'P iù pre)fnndt1 tentativo di d e lail)orare in nn a intuizion e genera le pa ntei:::tica d el mo n<lo i concetti fo uda.melllali della. nuova cot1Cezione d e>lla natura. La nus tra :ono.-:cenza. Ct)mincia con l 'eslJeriP.ntiu 1'aua, ci•>è {oduilrt. l ' fen om eni vengo no r:la prima o rdinati second o regole, d1 e si presen•tano spontan eamente; la >:cienza al contr·ario is titui sce una esalta <:•lJnJ, arr~zJone dei fenomeni d.ati: proced e dall'espf'rieuza, ma cerca poi -rruaJco!'a c he ><i manifesti in natura, n el tutto come negli elementi, le leggi n;ti_v•,r :;ali e: h·~ valgorw dovunque {2). Poi ch ~ il cristallo d el Stlll s piril.\1 Ila un 'acqua tant e> r.ompntta e lucida e nera, le imagini della vita più semplice pos><ono posarvisi sopra con tanto risalto e legger ezza; perchè egli non fa speciale professione di guardare attorno, tutto assflrt.o com'è n ei prublemi clelia stw na tura pro fo nda, g li viene di vede re così ma·bricamente anche la n a tnrn este riore. ·Come i s uoi '11·e prt'ldec.essori, .Descarte~, •llobbes e STJin•1Zn, il I.eibniz (l~Hl-Jì16) è convinto del valore della spiegazione meccA ni ca <lel!a nai·,:ra . .Ma mentre quelli consideravano i princ ipi m eccanic i c mH' p :?ì' l'è evid<'t•ti e dati una volta per tutte, pro pon end11si il cùmpiio di n-;-;,qnll:·r a.~ii :litri elementi d e ll' ~.s i stenza il luro posto ri~}Jetto a Ila causn•:là I!ltr.c.mica, Ll'ib· (l) A. IIA"f.<JI l \ · f: rac/ Ps !l'll i-<!vir~ tles Nii'II!'C~ d rl'lti•fni re ti< In i>llil•,sr>J•ilù•, l'>tri,, .\h-an. 1910. ull re lo stucliu S U }{oiJbeS, il Jibro ne COntitiiC IIIIU to-UI UlClOtfo ~ ~ lk.:-;t~urt(•:o, t' 111111 !"ll) la llfillla ft ln ~nfist eH
IA>ilmiz. 12) l'c·r uoi è impurl:une Jhllarc il fallo che lo ,:IHnoza, ll<'t rm·rè in un:~ me•h-.<ta indipen· •kuzn, es•·n·•t'"'" l'art.<· tli cost ruUQr~ e di Jlvlil on• tli kuu . L~ sm· nwdibtzi rJni ~~~ i proiJkrlli ot< ka lu iutJu,..èru a scrivere un Ttn ll«lo .;111/' otculwl••w.
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630
GIO\'ANNL :\ fARlA LANCIS I E LO STUOlO DEGL I ORGANI. ECC.
niz SIJ(.topose questa causalit à a un· analilli approfondita in q uanto ne in. daga i presupt1S ti e cerca di ri cond u rla ad alcunchè di pi·ù to ndamental~ : su lo quando s ia riuscito in quest.o assunto, egli procede a d-eterminare il rapporto fra mate riil e spirito ( 1). Egli s i a ccosta a llo Spinoza nel concepite la re lazione (r·a s pitit.o e m a teria e co l suo s i ~ t erna delle w o nrtd i (l?ì nwle c h e esi!:' la fra l 'anima e il tt>rpo un'lLrmonia prestahilila. Afferma la continuità di ·tutti i pt·oces;;i ma. te ria li e non può amme ttere pe rc iù n è un passagg i!> dalla matetia all" s pil'ito , n~ un 'intluenza d i questo su que lla. L 'e~t ensione non è che la f nr·rna esteriore seus iJ,ile di s tati ps ichici ; quel che a vvi en e nell'anima , h a l<t pn1pria espre::sion1- mate ria le nel corpo e vieeve r-sa. E sebbene a:bbia - in antitesi col ·Locke- affe rmaltl i ·fondamenti invo lontari e inconsci drlla conosr~nza e polemizzato contro la tesi c he l' anima s ia eta p rin r ipio una " ta·bula ra ~a "• quale vo le vano gli stoici, è tuttavia in a ccorl!o eo u la t:ritiea lur kiana -delle idee innale, sempt·e che non !'inno giu dizi d ' ide ntit.à. J ohn Lor k e •( 163.2-1704), lilt)!>Mn e naetl it:o, ami co tlel Syden twm, n el~ a. :-:ua opera principale E ssau CMl ce rniny humall Ullrlerstnndin.g { 1690) esamina la natura e la validit à, de lla Ct)n osccnza umana. L a f{)nte d e lle n nstre c•,nuscenze, qua lunque idea, ogni conteunto della coscie nza cleriva da du e fot uti: esper-i enza e!'terna .(s,'nsatiou ) e inte rna (r efl e.rio n ). ·N e lla pt·irna un ~i imptession e fi!'irn produ ce una seusaziolle (p er celJtion) nell'anima; nella :-:eeunda, o!'setvi a nw l a nns t r a prop r i a alt i vi tir le sensazio; ni ricevute dal i., est ern o. Così " l a l'flllo!>cenza ch e la m ente n cquist3- delle proprie ope r a zioni,. diviene·,rondamcnto d e lla s ua dottrina di un senso interno o int.imù, 11e1· analogia a que llo est ern o. " Lo spirit u i· una pag ina bianca, lo s pil'ito •: HhJtO; ed f> la se n~ az i one c he lo riempie. La riflessi•Hle r estituisce solo ci•'~ e ll e h a ri re,·nto da Ila sellsa z i•Jne H . Oltre a lle idre inn ate combatte anche il c•mcetto ùi so~ tanza ·e lo analizza minut a m eHte e una vo lta ~co mposto n ei !>ttoi eleme nti m ostra come e>:so n o11 ~ i a e ll e u t't"unione di idee semplici, c i()è di se ns azioni ottenut.e a mez.zo d-t'i !-ien::;i della rifies!'ii111 e, r lte 5i prcn<lono unit e r ome fusi'ier o i n u na co;.;n (3 . Come o~:-;e rva il Cvus in , il corifer:l dell'i/lumini.mw ing lese, con c ln:::e c lt.:o " pui>:que a pr'o'S tnnt n o ug ne pensonl". n nu s ne pltilo ~oph u n.s qu 'aver l'e!<pri ! ltuntai n, c·est. d ' al: o r·ò cct Psprii humain qu'il irnport e d e _connaitre. D e la l' r::~sa i .~ur l' esprit lnunaiu, où L 1>c.k e d é tel'lnine !:'a 11ature et ses forces, I:L d rcun scriptio n d e II•IS CIIIHHtissanees, le ur étendue e t le urs limitC'l'. C'est a rette pensee g mrule et simple q ue se J'a t tache t Pute la phil llsophie d e L <lck e; r'e;;f 1-à l'origi n al ité d e celte philoso phie : c 'est pat· li1 q u' il a rendu n n service immo r·te l ù l'e!> pri t huma in " ( 't.J. ~è Locke n è i s istem a tici del seicento a ve ntilo tri bu ta to n rutl(;gi o pier•., a l grand e id eale d ella con ,)scenza, p ns tn tl n. Kep le1· e dal Gal i lei. Espel'ie nza e p e>ll s ie ro entn o in l••rù 311Ct~ra anti tetici : tanta m aggio re imJ>•lrl!lltZ:t e-ltb<'
cn P. ·'-'' E'r : fJr ul'rr:: ,,;.ii,,~,.,Jrlurl t't$ d,. /.,.,;hm:. r ,1n:o-. :\ k .tn. 1900. (2• ~ul 'i:i~nihratrt eli Qth~ .. t~ llllltllnl I IIHU:tkn.tll ... t Hg'$-!:t P. HOTT \. Le t~li)(/Pnl t. t~r,l it· di\1/11 fr.;ic•r e i lor<• Vf••redrotli /llwo1wr <Hn·i-111 cJ' I tali~. 10051. 1111 t: . L'llSCA : Il ,,.,,,.~ Trnli>m~ co•ltempor,J .. •·•· d~llo l••?ri•' rlr/lo rouosctlt:a in Germania ~d h •ul<ilt··rw. \'rruroa·l':tdo,·n. JSB3, 23. !41 \'. ('ot SI\ // , .,,.., ,,, 111 ,,,,,,,,,,.1,/ri< 0 , .\ T /Il <r··riP. P:or••· 18H . T. 416 7.
(ìiii\ '.\NN I :'11.\lll.\ L.\NCJ S I E LO STGDJO DEGLI ORGANI , ECC.
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l'ot>e ra <:umpiuta da ~e'' t.m (16-it?- 172ì}, offrendo n e i s u•) i Pfli/ osu]Jhia•' nat urulis 1Jrittf'ipia uutlltt' m rllira ·( 1BG7) il p iii g rn n de esernplar·e d e lla scienz:t esatta d e lla natunr, la q u a le nt>Piica induzi n n e e deduzi on e intimamente connesse. Ceorge IHerke ley ( l (W~- 175-1) u<:C UlJa nella ~lo ri a della ·fi losofia dell'eSJJeri en za un JW>'l n a n a logo a q u ell(l t e nuto d a l Leibniz n ella serie d ei si~temtJ tici: egli reagisce t:cJ!ltro Lock e e Newton com e L e ibni z contro Oesca rtes, lloJ)bes e Spin ozn, ma ~ segnaro lo n on !';Oitan to tli r eazi•llle, m A pure di continuazio n e e d i ulle ri o r e 8\·otuzi rJIIC. L a .filosofia d e lla ri nascenza ridus:::e le qualità s•'lls i!Ji/i a differenze t~uantita1 i ve : "eh e Q\Jesti ~a p ori, odo l'i , co lo ri di ce il Galilei - p er la part e d el s uggello, n e l qn a l c i par, che l'i se~ga n o, n on s ie n o a ltro , c h e puri n omi, m a te ngano ~ola m ente lor res idenza n el corpo sensit.ivo , sicch:è ri m osso l' animale, s ie no levate, ed ann ic hilite tutte queste qu a lità "· H obhe~ e •Desca rtes svilnppn.rono questa d•Jtt.l'ina, che Lock e porti> alla m ass ima per.feziun e, d i~ti n g uenùn n on ~<) l O le qua li tù prima rie d elle secondarie, m a ;-..udùìvidE>rHIO le 1rltime in m ediate e irnmediat e. B e t·k e ley dinw,.;t.nt cl1e tutte le qual i ti~ d e i corpi suno re lative, ò e ri· vando dai ~ensi e ri~ol\·e ndus i in s tati d e l nostro s pirito: " La "nlta riluc·eJJ·te d el c ie lo, l' o rnamentn d el la te rra, in una pal'IJ!a tutti i cnrpi eire compo ngono quf·sl o mnml u, n o n esi ~t•mo ch e in un o s piJ·i to e h ·~ Ji percepisce : essi rwn haurw altra esistenza che lf!- p os:-:ibilità di esse r·e pl!n·P.piti n . .:\e lla sua ope r·a più impo rt Ante P rinci ples o{ 1\nou:lecty e (1710) B e rke ley mostra che n o n possiamo f,•rmare id ee gene r tdi St' ll s/1 .~trictio ri. Egli si vo lge iu particolare modo contro H• idee ast.t·<ttte di Lnc ke . P ossiamo t•n.p presentare una lH•rte di un ng~get t o senza le alt r e, ma tw rt p"s~ iam 1 • f ormar nu ove idee c h e s ussis tano per ;:.(. e dehha llll cnnt.en e r e solta nt•) que l che ì: <:omune a parec·d li c qualitù. ad esrmpio u.J• ' idea di t<)i•)re i n g-e n e rA le, ol1t> l'<l nte n){a :;••ltanln qu r l ch e è e•> m tii H:! a l r oS,.t l, Hl ve r de, a l ~tiall•1 ... Lo ~tuditl de lla n ..;;tra })e r·cezit)n e d e llo !'pazio , a l q u a l t.' i l lle1·ke!ey n vevn pr••red ut.o n e lln TIINII'!f of \' i si •111 ( 17U9), nw~ tr·n. c· h e n oi fo rmiamo le no~tre rapprese ntazioui spazi ali e• m il soCCtlr~n in pa rt P d e lla vista, in p arte d el tu l tu- e a quest•l B e rk e ley a;;rrh ·e ane he que lle c h e ~>g:r i di c i::tmn .~e tl.~a :iulli n ' nPslesir'll e ( l ). LA JI OStra iden eli ;.pazio, partir•l larme nte eli luntananw e d i g rancl t'zzn, si f,H·ma pe r un a s a ld a associa.zi,m e di rappresentn t.i oni vis ive e tatti li, in qnanto che un a irna z ir•e vi~ivn l':I J)fge l'isce 11 1111 t:e rta r·appresentaz i.. n e tuttile: s'impura c·l 11:, cpre l ch e si ve de, si pu :'1 un t:h~ t occa rl u, sol c he si cnmp i<l un rn•>,·ime n tn suffici ente d E' Ile nos tre m emJ)ra.. Hite n ianw a ll .. ra el i !-'entire immedi at.nmPnte la lt•ntananza e la grandezza: lo ~forzo iu si! P pt• r si• n un è piir rappre~enlabi l e che 1111 culor e in.~.~ r. 11cr -'è. (Jna !e de i <t u e s p <•zi. che e ffett.iq un ente runn;o;cianw - l•• s pazi o vis h ·n " quello ta tt ile - d•lvrù e!:'-;.:er e In !'lJrtZi ll a sii.,l nt n·? ·:'\<111 ~ pns;.:ihile J'appre«entnrc·i qntti C'll~n c !JP s ia c•\Jnnne ;1 qu es ti du e ~ pazi. I n q u e:-:n rnani pr·a Re rk e ley a llnit' ntu il rllale riali:inl\\; 111,1 egli II C!-(:1 .Jj ,n·e r soppres$1, Coli c:iu (.lfl(' li e la di ffc•re nza fra illus ion e e • <'alt :l o r e,..o im(1) ~i \'C!!~" ~111 lkrkdo•y il (lr••r.l" eli (:.
1'11'1'1 ifl !!1 rr.t>·r l/i, fi r,·nze, 19li; t\OtU:Ul BA· G. li. e l'i•ltu li<ulfl P•f'" rvl•>!l •rr. . k it·. r. rv~•lh• . \'111. 1916. 113: 1 Cl"'" ''" i· tkt fl) in r:. B1LASCIOX1 : Ln nrrarr.·ltia d~rtli lll' (l tnti l/P i ~I'H :~i ud fH•I I ..~irrn di f...r()rt•tr(/(J dn rtll f'Ì . c:ifJI'll. tli mrd . mil.. 1919, ra.<r. Il. RATO ~o.
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GIOV.'\NN I ;\lARI:\ I, ANCISI E LO STUDJO DEGLI ORGANI, ECC.
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JliiSSi•b i le la ;:c ieJJZa della natura. E' realt.à ()IH•IIa che ci è dl\la, ùnl m o m ent" l'ile n oi ;:appiamo distin.guere fra sensazi one e imag inazio ne e ahbiarno pel'
di r egola le ;:ensazioni sono più inten!'e e più ooiare dPJie inwgiui; quelle app<t inn o in o rdiae ineversibile e con·f orme a leggi, Htentre queste nttn mostrano alcuna •·egula.rit.à; e ab:bianw una coscienza di tt11ll aver JH'tHI•lttn da noi le nostre sensazio.ni. Questo appunto è il ('Ompitn dPIIa :::de• tzn della natura. di trovare i precisi uniformi rappndi fra le no'tl'e sensazi1111i . ('o:::ì che il presentarsi di una p ossa essere per noi segno o· he rJ ,e llf' P•'""'iam<• attendeJ'e 1H1'altra rleterminata. Spiegare la natur·a. -1~tnhca ;;(~•nplkemente t·h·elare questi r ego lari t'apporti fra sensazio,ll i . •·11) criteri determinati:
. .. Banlt c lemy Saint-HiiHÌI'e catlde in •g rave enm·e qurutdll affermò c he vi ~ " II C• dPile >:denze le qua li 1wn hann o altr'O scopu che di appag-lu·e la ruJ·iu!'ità t· la utilit{J. :\o - p1·nte:::1a il Henan- scienze lf\ifta.tte n on ne esi::.t onu : tutte
' " 1ro fi !Psofi<-lle; lo spirito fi lnsnlkn non sap•·ehJJe pl'tlcedere e progrecl ire -e nza di e><!'~; tutte Q\'e lano una fat'l'ia del w o nclo. . E ranal••n•ia e la fi :;.il) l< lgi~t degli ongani d e i "'eusi è uno dei ra mpi delle · 1·iPnze nH' tlirhe in <"Ui più intimo s i fa que;:to connu.IJio con la fi l o~ofia, es-
lll ~tndin Ilei ;:enl<i piìt nubili con n es~o con quello cleli a p~iche P <it·lla fav e lla. E quel m edi<"•l rhe si occupa di questi sen!"i privo del coJTetl•l l il<~!'~>fìctl ill<>n· ute. fa opera Ili m e!"t ie rante, ma non di verfl col tura. La s t oria delle con,1:oc·enze r elative agli Ol'ga ni dei sensi è rt e lle più ic:truttive H IHI prop•l!"ito: e!'sa mu;,tra come si s ia ,::vo lto il no!';tro sapere pn;;itivn. Rap:~ iu 11ta dopo la rinascenzn dell'anatomia In n ozione della morfn l..gia marro::-cupica, m entre In fh<ira sperimen t ale Etelta"·a le ba8i della acu:;tic·a e de l l'ottica, ne tlet·i,·0 i l riesi de ri o di i nclag;ne più profondaIJICilte i t ntcrcnnic:;mo fnnziona le d egli •lrgani SCitS0 riali, per .. i quali l'anima n maua attinge\'a le ";:petie » del mondo univet·so. Cusì i l prng:rec:;c:;o d e ll a scienza, ;HJ(•he a truverso gli inquinameJtti e i t rttviamenti, Hll Che quaudo semb1·a più <legt·adarc:;i e imbasta•·dit·e. ~ pur ·t'lllpre un <t lenta, contin ua tra;:formazinne, ohe non con osce n~~ rip o;:o n.· ~ .. ;:t<J : ttt'l »llu imvul!'o eternamente ri cevuto e trasme;:so è una pHeune ··vnl nzinne. ·P er et tlru a'lle stes;:e riforme porten tose - come quelle di Gnlilei e di Bacone, di <Huyle e di LavÒisi e r, di Morgagni e eli Darwin - :::i puù ·ric-nn~·srE>re un legam e it•cnn::apevole che riallaccia generazioni e p:ruppi di ricer·ratori, in unn perfetta fusi une e in una compenetrazione sol~dalt> de)o! li elcmellt i colturali e ideal i. L'espos izione che abbiano fatta della fi. J,;::, •fì a clo.>ll'e po<"a d1e pos;:iamo dir.e lancisiann. mostra appunto la conne;o:-Ì\lne p><i<"•ll,.g-il'a e ge nealogi ca tra le nozioni c he formavano la dote scientitiea dì quel temp•'· In queste' pet i11du di rinnonHnento ideale e filosofico, vi~se e si formò il Lanrisi. il qnale ebbe i l grande m erito fli a:vere seguito ron fmnchezza ... senza impacci i J meto<lu galileiano in m ediéina e la libera ricet·ca riPI vPl'fl nelle :s<"ienze naturali. Egli nello cli;;sert..llzinue De ree/a Merliconon st.udir,ru.m r(Liion e irt.~li l ucnda lrtto ull;t Jnoug nl'azione dell<l ,.:ua bi•bliot.eca in S. •Spi-rito in Sassi:.~. l in·\'a.: '-icJHin
010\'.\NNl :\fARlA LANCIS I E LO STCO !O DEGLI ORG.-\ Nl , ECC.
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• Seù :\ln li co:<, ne Mcd icinae Alumn n~ a ll oq uimur, q ui procu l •d u b i in errnrem lntlut'cro:n nlr. ni ~i 1>raccla mn1 illud l)i,·ini Seni,; n1on it u111 p e r:-pertu m h aberent . ~l.'n · h c:m ~~ Catitudi llcm cxa cf.lln 110 11 rcpcriri a/iam . quanv corporis St•nsu m • .
.-\ cra11lo a l l. a n ci ~i, n e ll'osp edal e d i S . S pirito e r a G ioq;{i,> Bng-li·\'i, i 1 rpw le \'<~ l t> \'n ~i ofaresse m etodi cam e nte l'osservazioni' d eg-li o r!\"ani d ei se n-"i in tut t i i m uln ti (-1). Egli , Alla fin e d e l secolo x v11, n o n .si pe ril aSA rli nntarP 11 CIIa
-~··h t• tf t,/1/
III IJ IIit o rin di
tfll~'llr•
r/1P lllllf> t'(J ?litOl c a Jll' l/ ' nriP ?l os lrn u nd!'
l<l p ra1i r11. ·prenda inc r-em e nto maggio r e, J' as~enza " rl r lla s t o1·ia di agno. ,;ti ra e pr11g 11 M t i c~t d e lle affez ioni e •(J ualitù mutate della cute, d t>g li occhi r· cl r.~ li a li ri sensi. .. " e in• >l t r e la m a n canza "de lla s tl) ri a delle ina lattil' d i'l 11a>-n, d egli t>cr· ld , d ell n bocca, d e lle nrecchiE' ... » ·(()!' 1n·n.ri m etl icn, l. Il , 8J. 11 va lo r f' d ott rinal e e proli co d e ll' e~te." i nlu:;ia a nd H\'1\ <'• lo; i it"Ap.mcndto:;i. " ·R e rllfn n o li un.cs ah an imo ex sen s i-bus primo c-xl'i piu nt ur » offc rrn a l.au r il'i, r •1n un a frft$e c h e t'ive lo. in lni un seguare ifed <>le d e lla fl lno;tlfìa d el l ,o1(')'e . E mrg lio illu !=<tra q u e>-io cunretto:
• Et q u idem foe tu ~ in ut e ro nullas e x ternar um rerum ide11• h:~het: n er] uc i Ili!:", <· um re <·e n~ ed itu ~ e;;t, :<uapte u at urn imu ~ :<ihi fnnnat , et fabr icat: .-ed q uo tq uot homo e ti am arl ultu s tenct ,. atq uc ~ttl~ernlt , OlliiHe~ nh ohjecti" ntuudi pa rti b u<, el lliOcla J itatihu ~ pL•r ~t!ll ~ u;; ('0 11\'e hil Ìll ~t:ip,.;u m , lll Ìnde f' rrsf>i<'IIU i lll<l)!ill.:zlrici:; (a. ,·ui/alis lua tlvquor c um HippocnHI:l ltlld<quaquc cnl/uslre/, legilimaq u(' ralitlll(' in o l'dill<'lll rcdiKul, p c• rfici:nquc •· ~
E mira.hilmente t.rA ccia un a. ra pida !'inte;;i d elln !<lato p~ic hi co r·wli. m e ntale rl <>l nrnnato (2) , clC'IIa s ua n ttivit;'t m o tri re e rif1 e!=<sa , d ell'atth·i t.à !'::'ll -"•1l'iHle, d P~gli isti nti, de ll' n tt enziOn t> e della \'tlltmtù, in qu c;;t o tene ro (>f;. set·e r h e rapidamen t e !'< i adatta a ll a nu ova '\'ila, in cui, s in dai primi istan ti, in f•>llu g-li g iung't)!w del le !"Cil!'azin ni ig n ot e a m ezzo d egli 0 r tra ni d e i sensi . .Xe iiH ionnula: '" Q unmo rl o infante!' r e n1m cng_'lt i tio n em ope sen s num p a ulatim nssecpta ntut·" l.anc is i ade riS<·e a q u el P-"icolngism n e lle esprim e l::t 1e ncl e11za a cer care nella coscienza e n ei SU<>i fpn om eni i prin cipii espli \'3 · 1ivi e le Ho t·m e direttive p t> r una rompren!'iune piena de lla r ealtà. :\ e l l'O!! i./ o Pi'(/ n su. m d i De!'cartes esso h a sn ld e lJa!'i: CO li L ock e e co n d3 er· k eley ten dp a ridnrr(> le -fo rm e piì1 t' levate dell'attività d ell <l spi rit o a qu e lle più . empli r i e a i d a ti senslll'iali i pmdott i pii.t co mpl e~s i , mi1·a ndo a climn . :<(rare 1'11niUt di compos izion e d c i fatti p:-<i r hi r i e la p e rfetta ide nt ità fm il ·1atto ps ir hi rn e il s u o nggeUt~. « \ 'idi-.;ti, arhitror, igna run1 pcni tu !< iufa llle m, ut pri mum to: n ella m nttnte nl, \'C· luti corra~~ lll whul a m c~lrin,:ecu;; d un tnxat pe r atln:cta,: intagi n c,: iml.ui t . a trtu o: info r· mat. L;tbin ,: t:nim, et lingnam, ducllt ilrcnt ium fattcium 111a tri;; u he ribu s <Hlm•n·et, lacti~que dukt·dille ati >'ugendum a lli<'itnr-: contra nb in ,; tilla to a loe, ,·e l ah~i nthin n·p .. llitnr, e l :d •hC>~-rcl ; atque Ìt."' iìd elc m ,:aporum rh>l't rinam s"n"i111 ecli.;;.:it. ( lcuh>~ itHlt-m in lllulti gena co11pora conji<"ic n ;;, colo rnm ,·a·rietnte m, re ru m lllltn e rum. {'t. n hi pote~t , di~ta 11ti a,; quoq ue be n eficio lu ci,: apprim e di >'tinf;(ui t; mox n ure:< di,·er~i~ qua g rat i,., qn u iu g-ra ti s. corpo rum, ,·crhorum q ue ,:oui <; :lC u a res IIHtltip licilms odor ilJu, atl hil ><m~. ut riu,.;q ne ~en;;u ~ ,· ibr~tiom·s mlmittit, et as~cquitur. :l!atlll"- tleniq ue \':tr ii• i<'lp e rficjebn;; adpl i ~·:m,; t :lcti lc~ ol•j<:-r toru m affectilllh::< p.: rdp it, 111 ~:-: u itudi nc" ctia m
o. BII .A\'CIO' I : Il uoifwlr; rl,•lt(J iu ... uff(a:iMitt ;uJ,alrarll'''t(f! d~·Jtn d1 .1 •' r r \l df:,•r ,t <l··' Unttli,.; c.\ l t i t.h•lla ('Hu ÌNL ol ur. di B HIIl:L 19 15·16l, (2') Si con fronti l'ìntcrc.isan!e articnl~ di ("n . , .,,_,\·, /,,, p-w·li''l"'li" ,J, "''''''1'"•'··.. ,~.·m:uuc
(1) lflnl./ff}
mo'·t1.. 1897. a:~).
Gl!l\':\!\.'>1 .\lARI:\ LA;IICJS I E
t.n STL'OJO DEGLl ORGANI , ECC.
metitur, ac numcrat, et tanw qni,lun mt·lin,;, tel!a,·iu~qne in :<cn~ibil i boe literario ludo com.liscit, ql!auio :-ao:piu:< nuu.; ~CU"U l'. altcrius \ldectni, errandique pericolo npportuue ~uccurnt; quo ~tt , ut oc ul v;., molnlem ;.uù uudt,; et confractum remum \'idcott:;., illico admota manu" corrigat, e< emendet •. '
.-\s;;istiamn <'tJ;.;ì a l prt•t·eui rnent(l con cu i nel J .ancisi lo !;tudio degli nr·.f.!Hll i dei sen~i dhieJJe argomento di par·tecipnzit1ne sernpr·e piir intima e ('<I li . apevole n l meh>d" "peri mentale in medi cina; q uello doveva essere i 1 ferment0 attivo data la {1.1/'Jil(! mc11ti.~ d el l.onci&i, predi;:po:"ta a riconoscere il valore tlel m!"todo in ogui estriusecazione 1lell'attrvità um uua e a valutare il rigore cul· qttH ie 1Jl'IJCetl"110 nelle loro in dagini i naturali;:ti e cultmi delle ,..f'ienze esatte. ~ei Ri,.orrli di :\hutrizi\> Bufalini si l eg~ge che, giovanif'simo , " dei Locke P del Cvndillac frci un NCCHI'Hiisf'imo estl·atto per mio l!~O ... : fìn d'allora 111i parve d ' i~ttraH~ d e re la neeessità as~·1lu ta di :;eguire la filosofia sperimentale u : egua lmeute Lancisi , cnnrpl eta la Ct•no;;cenza anatomica. e fisio]l•giC<t degli ordigni d~i sensi con la specul azione fi losofica Jookiana, per as,u rge re a un metodo razi(male tJJiettivo. Cosi che può proseguire il suo di;.;corso, ove esp.ùtH:•, cun rara limpidezza, il stw ve1·u testamento scienti-f ico: • Ha); itaq ue ootioues ,·eluti inexh:nt~to;; creatan1t!l rerUJn the<auro~ per sensum dfod innt;<: intlcque prad u<:enu bu,; rationalis an imae luminibu:< paulatim varieque fligerim u:< ac po::m1i~cemus, ut non negre dt·in<'eps, st:n ion:<, ~l· magistri prac.c:ertim a<lmonitn, in <lin:~r~a:< cogitatÌOJI<:S, in lllltltas OÌ~cipJ ina,; arte<q ne on mes dirigan tur atqne n :n:m tnr : qnas <r uidem secrl'tO ;:;o:mper, ::ed nunqu:un <ine ipsius humanae nat urac imit:t ti cme conseq uimur ..... •·
Così in Lan cisi il r·apido intuito !'i inte-gTa in una Ct•ncezione matura e r ì fl essa ; la. varia d(lltl'ill::l ~i C\>Jl!';l>lida in una gerarchia di idee dist.hlt.e , rna connes!';e : l'a.nali!';i acuta e paziente ~et·ye di tbn5e a una ;;int esi g raduale ... c<>sciente. Cosi .pensa, par la, scrive, in !'egna ; pe1·chè la nota sua specWìca ~ l a fu!'ione, l'ordine, J'ann•lnia delle part~ legate da un ('(\ll<.'ett.o che non è dogma o archetipo o presuppo!:-to, rna indice eù esponente di tutto un orga. nismo vh·o e sald n. • 1\Inndns itaque - continua Lancisi ,·olumen e~t qnod ,·eras philosoplwndi raLiont:s solo ::en::uum pre,:itlio e\'Ol\'l~nd:ls legendasqne contiuet, et a~n·at. Jdcirco experim <:nt~1 lem ac :mb seu,:ibus caòentem Pbilosophiam tunplectimur et commendamu,;; illntu nempe, quae mira11dis Di \'in i Coud~toris legihus et arcano opilido maxi me in::~;.ti t ; doce.m·ur enim ex sacris p~tginis , Omnia positn ftdssf! in mimero pond"re ac mr11sura hoc est :<ubiecta reg.uli..; :\ritmeticae, S tat icae, )lecluwit·ae, ac Geometri~e; qu jiJus profecto legibus, et qoae inenima, et quae ani01ata sunt l'Orpora, ·astrkta e::l--e nort ònhi tamu.:. ~Jua de re ~koittt;; Phy-<Jrc.. ·nechaJl!CU.'> art ifex; ne sc.ientiam t·orpvruJJJ quaerat extra corpora, e;~ m T'hiloi<ophiam profiteri debebit, quae ex ceri i~ ~xperimt.n•tÌ!< Geomet rico-m~··hanicis, ex Cbymici!< tentamentis, ~x Botaoids demque, Zootomicis, atq·ue Anatomtds obsen·a tiouibus in veram PhysJolog in m a,.:<urgit , et coale;:.cit ».
Verrann o P"i i duhhi e gl i ambagi della critica a metterei in guardia contro gli inga nni dei ~ensi, se la mente a<.'coglie senza c<.tn trollo quello cl1e e$!'i le dànno.
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• La :;(o] a pittra di paragone della re;~ltà ri:<i,•a ~cri,-e ] . H. Stalla (x) - ~ l'c~pcriema ,.em-ibil<: ... 1,a te;;timonianza dci ,;en,;i i· contTadittoria, !'alo perdl~ il
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Glii \'A~~~J .\f\RIA LAJI:C l SJ E LO :)TL'D:O DEGLI URtiANI, ECC.
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datn ll l~llllt.'llta nt.'o d i <'Ìa=-nm o di e:<"i è frammentario t- ha bi~v!!IIO <l i t:.:<:<er con lr<'l· lato e rettiikato lltt:diame ;tltri da ti dello "t es~o :<<:11:'<>, sia me::di;IJ;te tlati ,Jj a l tri :<e11,;i ... L'inga n no o l 'ill n~ion e <lerin1 da q nt>:<ta l·i ~eo,;tll nza, che i :<e u :;i lll>U ;;ouo j u terru· g:a ti con,·enienteme nte c compi u t:'lmente, n dH: u un li a~colta n o lii uo a lla fine •· ' ~on vi ha. mezzo mi j!li ore e più ~ icu ro del metodo Spflritr.enna le, i 1
q uale, me-g-li1l di o~ n i altro, i n segna a .bene interpreta r·e i lor o asserti. ·:\la "}lotremo rompere i cnnfìui della cerchia in cui YiYl a rno e flnnlmeut,, " percepire, nel senso ver o, C(Jmpleto, assoluto ··i l mondo esternv? For;;c i a uaa~sim a P<ll'te di quel com pl e~so ùi fen omeni rhe costituiscono l'a rmonia dell'universo non si rende sensibile a noi, osci ll a furi impcr.fetti, eh~ ·rispoJ rdia mo pe1: rison;wza S(llo a un datu numero di stimoli, im_m,··t:i:i'e muti pe:a rutto il resto che ci ci rronùa. E q u e~to "resto» ultrasensihil e - ch1' r.i d ~· contezza della sua esistcuza o per chè rotto di quando in qt;ando nei SU•Ji vergini silenzi dallo struntento scientilfìco o perchè man if~s t:).utesi in qmtl(·he suo effetto, - appa re di un 'immensità impo!l ente. Ricorclo un giorno di esser e rimasto a hmgo diiH<r:zi a un cilinùro di ,·etro in cui si SYolgeva una scari ca elett rica, mentre l'ar ia veniva estratta per· gradi. La scintilla luminosa si era fatta più pallida, meno rumorl•sa, ::.i e ra due volte spezzaua, aveva brillato nelle s ue pani di lu<·e diver!'a, e o·mH·ertendosi poi in un tenue bagliore azzurn' si era et p owo a poco c;otti·atta al senso vi sivo : la mente indovi11ava elementi materiali 1ntro il tubo, l'h e r orTevano veloci, ch e ur·taYano contro le pa r eti di vetro, ma l'occhio - pllt' reso acu to d al desjderio di "vedere" e· dal ~il e nzio in c•Ji intorr•o paJpitavan n le altre pot.enze sensitive - n on riusciv•t a ritrarr~ imprf?ssion e alèuna. La scintilla si era r·ehatta da l mondo sensihilc e si rivelava soltanto rendendo flu orescente i l d li n dro che la imprigiona va e originando a II'P"tern o di questo rgli in visi bi li r·aggi x. Chi imag ina il mondo che vive al di là di quel lo rivela t'lci dal o:iCJ'O· -"Copio'? E l'udito? PPnsat.e un udito vero, non u.man o, ma a~sol u to, che rea~risse a tutte le onde .son ore anot>he le più tenui, a nche le più rapide e chel il loro complesso, sp·rigi onatosi da un u11ico cor·po sonante, an ertist'e ir tero! Il SllOno di una <'ampiUla clae o ra c i appare unico e semplice. ci r·isulterehbe un insi.eme armonic·o di moltissimi s u oni: e eia questi s uoni indurremmo i diversi meta lli in vari o ritmo vibranti dei quali è comptlsta la SQililla. E una sola corda sonante di un violino produrre!Ybe quell'armonia che già Ta rtini e H elmholt.z in plll'te aYvertiron o e analizzarono. Chi ci a ssicma ch e a l di là. delle dimensioni, del volmne, della !orma, del peso, d~ ll a durpzza, ngni coa·po n on aqJbia altre proprietà che sfuggono a l nostro ~>enso tattile e muscolare? Il senso termico s i pnsenta rozzo e tor. pido di fronte a l hol nme l1·o di lLangley, che segnal a mut amenti di temper·atura di nn rnilionesimo di centigrado. E cco dunque che cosa i' l'u omo in ra pporto all'universo che lo circonda: un piccolo essere ch e può porsi in relazione con una pari.e soltanto della materia e dei fe11 om eni ch e se n e sprigionano e che e cieco, inerte e muto per i l resto. Esso iuoltre percepisce questa pArte di mondo mat.e ria.le cerebr almente, umanamente. F orse ogni cosa esistente r'isulta di una mirabile armonia di l'Ui la cellula n ervosa non coglie che una nota. Pure qner;to essere s i curva su .quel poco che g li è dato con osrere, J•) esamina, lo spezza, lo scruta e quando gli semlJra di aver·lo ben C•)mpenetrn to e circoscritto, deve aff·erma re
GIU\'ANNI :\f.\81:\ t.i\NCI S I E LO STUDIO OEGt.l ORGANI, ECC.
c· he esso n on {• !-ufficiente a ~piegare tutto r ii• c:he e~ i ste e allo t·a s i nptega s1 1 "e st es~o e nf' ll"int r·•'"Pezione coglie qualohe lume di ve rità. P o iché ne lle 'u 11zioni llùStl'e d r l pen~a re e d e ll' imaginare ~ il fine d ella vita: e chi sciol[lie:-;se i l mi~t et·• l d e ll'inte lletto e d e lla fantasia avrebbe svelato l 'enigma e dato ofo nd t) a lla ('llnl)scenza deiJ'unive t·su. Gio rn o fatale per la fil OS{)Iia, la q ua le in t~HH•> vive in quanto non giun~e a possed e re tutta la verità e clte sare iJbe des tina ta a pe ril·e u e ll ' ist::~nte m ecte::-imo in cui le sue fati c'he fossero roronate cln lla vitt nri a; nnn dive rsa da qu.e lla umana creatura SemÈ'Ie. c·he, amata da Critl\·e, v,>lle ved e re il di o n el fulgo re d e i s uoi attributi divini r u e rimase in('ene rit a . 1:\fa i ·fi losoFi n .. n rMrono pe r o ra. t a l l'ischi o : tant'oè lontano il vero volt.-. li r ll'ass, •lutn. •JtHie ron\'iene a ppa garc i d r l relativo e contemplare con insodi ~atta avidit.:'t i brande lli rli ([llel ve ro che c i lè vie tato: stndia·re le s ue f o rmf' :-;e nnn possi a n H• pt' net.ral'ne l' essenza ; Ctlgliet·ne le 1ujCgevoli pat·\·enze s (' invano tentiamo di a c(·~>starci alla s u a murmnrea s ta·bililà; suqJJ·enllet·e dun que lo s pirito ne ll 'atto clt>l s uo \'ivere, seguire la fantu..~ia nel vo lo delle snt> ima!lini. acr,ostard cnn sPve ro r M·tnJllimen to a l genio che erra le fl'~tm e e drco~wrive l'a ttimo n eii 'Pt.e rn •>.
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" LANCISIANA ..AT1'! 1>1 :'\.\:«' IT.\ 1: DI MOIITt: DI
G. !\L. L .,:'\C IS I -
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'DIPLOM A D ~ MATKIOO T.\ f'F.II l.'~.st:II
l:5T.\TI f'O:'\TI FICf A Fllll!.\ 0[ ] ;.~:'iCI !< ! , Ql".H.l: PRO'I'O~H:OJ C() <n::'\t:llAJ.t; HELt\Z IO:-o t; DI G. M. L .\:'\C'! S l :::n.l.'AUTDI'SIA ot:t. c.ul.\vt:a~: or 1:-::-;':Jn:szo Xl - Do<·urnt>nti llwdit i r:tc·cvl t i du l ùott. l'I E'l'ilO CAPPARQ:;o\1, wa~gìore med ito ( I J.
CI ZHl Dt: J. L\
Mt:OJCT~A !'\ t:Cll,l
Il C r<'!lCimbeni, biografo dd Lnncì si, ci ha tmsmN•AA 111 d:~ta d e lla Stia nuscita , cioè U 21> fehhralo 16.)~ : <<da. ge11·ifori alltllanto 1/l (tllf'iii'HJii. t/f: ' hr11 i di fu.·'-. tuuu , altrella-tliO 1>ii lllf cmo rat.i». l'erò tino rut l o<.,tl!i non se ne aveva la pt·ova Ù ( ). .c utneutnrla , non <.'OUOSt'(>ndn~i l'atto d i nn !:'<!it<1 Ilei gramle uwtlì('O romuuo. S i oo1~\·a ch e il pndre s i cl.lluwan1 Battolonwo ('(] em di Hor~?o 1:5. Sepolcro e c·he l a uuHlre . ~-~>maJlil , ave<nl nome An.ua } ! aria Horgin ni 12). 11 Bm:chini (3) ha !>upposto potc:s~ il ?\ostro esser· nato Uf'i ·Jll'<:'li'.<;i <li vin d (" Sei'!Jellti o di s. l'mlen:r. lìlnil, on~ In l ~rh-iani aY<'V:I CHI'oe <11 ~ma proprie~ì. L'unJ<:n fo n te ch e :rn e hl.le potnto dm·ci ~$ltU\mentt> il luo~o o n~ era unto il Landsi ;:nrebl>e '<tnto il l'<u o atto di llliS(·irn . cla ril'\'t'C"tll'~i in q ue ll n · :;-rnmle mlnient <li notizie-, pe-r ù1 m:l!!!!ior ·Ila t'te i nt>splol'll!'H. ch e è r A r<:IJIYio L'a rrocchlale del · I'A rd.1ìvio Gt:n lo' ra l e del Yi<:m1nto n<'i pala:r.:r.o upo>'<toliro T..o tA'I1lll O. l\ot n cl era ignot.<t l a pancx"t-·hin nelln qtwle c·~li era "ts•to bi1tt~:r.:r.ato. 81 &tr.~eva PE'I'ò il J'l.'ldr e- e.'<SE'l"e ùi 13orgo :;;. ~polc·ro e <'li moclPste c-ondir. lon i. ì'i eon:;!ettnrò fl li(IJ'll c he, e.~'l';endo t•lseano. pott>><l<f' uH~ to fllCilrnentc t.rovilr$1 u H om:1 alle dipcnth•u?;e (11 una delle due <·u>~e to~lllC <l'<tllom ili Ho mn: la ~1:s1 LudO\·isi o In c·;1~1 Burbetin i. I L udrn·i;;i JlO.~sPdl'\'fiiiO allora Ull!l s J*•ndi!la Yllll1 !,:11( l'ul/i.~ lltJI'IliiOI'IIIII. la \'illll Lntloyi;.in. <"ile il phmo tvgolato re eli H om a ha fn tto ~'<'Oinpal'ire e dell:t qualt- nnt nun rim:IIW che ht roalnzzinn <ldl'AurMa E'd nnn r~utc dE'l i><>Rc·o. iuelu,:o ll<•i g iarclini cl!'! ·J~lill117.0 d <' llll HV~!Ìllll Mn!lre. Il lllOdt> l'llO quartiE'tl'(' L uclO\'iSi n t> r it'Orcla l'uùkazioue. I.a vllln Ludo,·is i dipt•nclc•m dalla parrocehia tli ::;,uH1l l:5u· ~•nna. la qu;l lt' P<'J'ò ~·ima udava per i ùiltt(•>:hui ••lln panO<·<"hla Ile i SS. Apoì:'toli. J n<:•)mi neint~ le rkt>l't lle <ht quN•tn pal'l'O('(·lll>• !<i ehi~ la fotttJnn di tronH'l~ n E'l libm delle :w hu.,: ltnrtolome() J,atlci.yi iu l ' il/ n l.mlcJl'i.~ia lfa1/a 7mrtc di pot'/a ~a /aria. F o rse E>J!Il app:t rteu E'Yil al IK;'l'"-onnle <ldl:1 villa. fol'i'e a bit:)!>>'e prel<;:o qual· clw .<m o p;t 1-t>nh•. d1e •)<·<.•upn \'Il 11110 eli quei 1~•sti. R ice t<.~• ro ne l libt•o dei ba ttt>7.7.Ht i drlln p:IIT(I!·<.•hi>l tlf'i ~~- Apo:<toli ~~ troYì• n (' l Hi~•:l la llll!<dta del .p ri m11 ti~tll" d'i llarto lm u+'O Lam:i;:i. G ioYHll Domf'lnieo c·l.l(> poi ,.N•tì l'nll!to l'(•Jig-ioso. l' n t>l l(i:;~ l? Jll't't·i><:HI It' nl(' n l ~i nttohrt• l'nttu Ili n :I><Citll dd :\ostro. che tr:u•crh·iuJ.uo:
1111;t rf'fPilh' P!lhltlk:t~iouc (l : n~~- di rHu . /, •t. di ~lur ia (!(•Ila lfll'dif'i ua CJtlf':Oic paJ,CÌIIC'. COJit• qu:!l: clliudiamo il nostro nu mero lanri5::ia no, non :-:(·uza prima a~ori:trri totlJ corde ai \'Oli espressi
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C'Qno::.<'c!ll 1H che in questi ~itnrd si è rr~'ttiluito per tnh ~<'nJJO un l :otituto. <Il cui SilflO t::od fonl..la l ori il )(tno·rale nor~alti, il vror. CarboncHi ,. il dott. t'apJ>ilroul c•tl <·nt i J>ri ucipal i la t:(l mm is~iuue de· ~ li n .. prdali rinu iii. il l\funirip'() di Uorua ~ J'lsr,dturato di SH nil}, ~lil iiur(' . In Crut:t· llu~sa llaliaua.
il So\·rauo i\lil i larè urditu' u; .Multa u i l Gr:lll ;\1;1).!1.:-0i t'fU tlt·~l i urtli lll' tlt·i :--:.s. )J auriziu e L azzaro c d(·lla
( '•lrun a d· Ha litL
12) E""i $i dll!l~MOII(I nel 1651 e la ccri rnuuia lluliall· I'Cll lw f:otlu nclltl chio·s~ di S. France~co -·di Paola v,icino R i;, J>irt T(l in Vill<'ulis. clw era t a J):lrrotd !i,, <h· Ila Bvri'!Ì!llli. il primo d'agosto. ~3) ,<\..\fATO .IJACCIIDI. -
lA& rito. e lt: Ot>tr~
eli (i iw·umu,
.1ft,-;~,
::nng. 31.
'13 - r;iomale di mrdici11a mi/ilare. -
Fase. IX .
l.flnd~i.
R•1ma,
Sansaini
19'2.0.
1.:\Nt: I::)IAN...
".-\nno H.ni lt\.-,1. Ili!' ~ f'b1·is.
" E;.:v f ru lt• r Fnlllc·is•·u!' l'liiTH<'f"iH 1111~' lkl sllk>tE• ~:$. l :l Af"•st<•h.H "\Im Curu tm;r li:lpl iz:1 \"i. inf:tntt"OJ .nuru dif• lunne :..'6 ~iu'<d('lll mensis hora X l ex Harthol<>lllllt'(.. CJ. IHnlli l.nnc·isl th' linr~•l ~. :-\t'Pllkhri , f>t Anna ;\i arht Q, Jo:mUiR Borgilllli U•J· lllan:c c·nnin;.dhns t'X c·nra ~- i-'nsan.nae. <·ui lmpo~<itU11li .-st nomen lolllltWs :\t arht. I':Jtrini: Hc•\"l'l't'lHiu~ Domlnns Uaspar Fra ne'l'l' <() . .\lnrd de Ll~bon:l l'nrn)("hi:l<' ~ - Anclt'l•ac• ciP Fm ~·tls c•t ll.na .-\lUla (~. \'lnef'ntii lll"l'ti Hom:IIHI pro qm1 sul.lstinult ll.n:l 1-'f'lix !jll<Hilllllll IIH•lhl Hlp:l HOilllllhl ex CU1111 S . .\l:u·ia iu vlu Laht. Ob:<lt'tJ·ix l o .11111:.J cpHHHI:IIU Laun•ntil ("<as,•l UomHna l'ano<:hlae ~- 8US~Illllttoè ~ l.a tllaclr.. mori 111'1 Jlllt'I'J)('I"io 11 :{:? :11111i, (•Ollll? rlsultJt dllll"lltt<l di rnc)l'\t> (' fu !-'1-'(K>Itu n,.JJ:t <"llit•SJI di :O::unta ~~~~lllllll.
• •• 'l'nJsc·r!Ycl andu• l'attv di nwrte dt>l J.•andKl. dt•<;(!(IUt<.• nPI rmhtr.r.u {l<Jiltlfil"i~ :Il llnil·lnai.P Il :!O J:!'llll:tio 1i:.'H, <' l:t ~·ui ;.;;.1lma >~Ile ore tre di notte, c•m gl'lindi!· •·om 'o J·,.:v eli llt(•dìd t• stnd~ntl, w •nne tl'llSJlOI'tntn nella chi(>.~l deJI'0,.,1!E'dil l e di ~111tu ~Jtil'itc) In ~:t:-sia . o\'(' n•nrir tumulata . Quf•st'atto ~i tTQ\'Il Jl('l J.i/1('1' mur'""~''""' ~lt·lul JIIIIT<k·c ·hia dt•i ~~- YillC'\'IIZ<) t'Il .-\na"t.:Jsio Il fJliJ!'. n'iO del \'Vhllllt' dl~
va dall':llliH> J'j()U al 17:\6. " .\cicli :.'0 1-('Pilll>l io J721.l.
" li L nu• :\l nn><. c; i o v. )lar·i;J L a rwi!<i <t.UI HartolonH'O da l·lor;.:o ~- ~['okr<> clc•u,, S1mtiti1 tll !'\. :-:. I':IJ::I ('lfmrentt> Xl Cumf'l'iPro tl'<~uore dopJlo IUIYt'!ri<-<'vlll•l tutti l :-::-;_ ~:wr. tli lllllli {ii. :\!uri JH•I valmr.zo AJJ.Iit'\1 "' fu Sf'(llllttl a $. ~l ..dlt-u
~l·i•·ito
in :-;."""la Il.
• •• t; rt·;.:urio :\III c_.. l :1 Itri pnnt.. tid t-d In tlnt- Ch~lllf'llh~ X 1'<111 la c·ost.itUY.iont" dt-1 :W 111a;.::do Hii:: anwanu .,.fa!JIIilo <"lw llf.'.~"nll dottc)rP in M~lidua <' t'hkur~o:i:1. lltun•:Jt•J In qmll,.h·o~:lia unin' r >' itÌI d'Jiali:t, JIOW:<st' •'~lH'\'Itlll'f' br H<~ma, ~· 11111~. r..,.,,.... SI :t tu li P l 1)'()\'11 (O,' (> Il\' :1\'f'SSf' 1'1<'1.'\ 'U t a l kt>lll'.ll d.JI l'rotollledleo gent>l11lt' .. fu:<,;~• stal•l lwwl'ittu ltt' ila lllatrkcllll tl<'i 111•'ilki l"c) llUIIII. l..anl'ii<l l'lt'\) )'l'l jllc' l' di ,.,.,.,..•• \"Hlt~· In t·arh :l eli l'l·ntt)IIIPdh'l J:t'llentlt:'. ,.:iu sottt• InnoCNl7.0 Xl, l'ilt' sott~._ ('lc>JJJ(•nlt> XJ . 'J'nlg•) dn llll bfol ln,·oro tlt>l dott. Yillt't'lll'-<> R~-chl sul Comlf'glo mt>tli<.'O> l't>IIIHilo Il pa:<>'<) 1"11~ rlgunr·tlu il Jli'Otl)lllNÌ('O (] ) :
" I l JIJ·n ti•IIH'<Ii<-o \'\>Il J\·u •'lt>t to i<H s.•no a l <..•>Il~ io ('<~m posto di >'ette 1UI."'lict lllllllt'l'lii'Ì t' lil I'ÌilQIIe SHJll'lHllllllli(>I'Ì (:00 rì.'~c))l) e IIOl'IJlt' N(ll-'t'Ìll ) i. hl!<K4l tlU\"(>VI\ Jll'Pst:ll' ~.titll'lllllt>llto di lll~Jnt~ni>J'f• ,~rll st:~tuti 1.'11 ;t\'é V<t In prt:'(.•edt>ll7.:ll >'U tutti. ì IIJ<·clid. f'<'<'t'"/.ÌO.n fnùa Jll-'1' Il mNik'<l n -'C'crl'fill del jlQnl;e1l (~. « ( 'on l ,.;uni tJ'E' c'Qnslglit'l'i 11\'ì.'Yll di riti v di Yì.'stlr<t> tll \'IOit>tto. Smnlllu sottoIn sua ~itwisdiY.Ion•' l medici. 1 ftll'llllll"liltl <c> t\Jttl <..'olol'O che dh·ettflUlentt> <111 indin·lt;JIHI>ntP :1\"t'K>'<' I'n QJ\'Uto n t';ne ron h1 l';flllltit lu tutt o lo :Stuto della t'!Ji('~<~t. A p p li t'a \'Il a11nlte o Jlt'Jlt' ~ dn\"f'\'ll tnv!~-ti In re 1!1.1 ii!J)e?.iona re le pl'Oftrmt>rlt•, le·
Jp f:hi' IIUH'Ì(~. lE> NhOI'iSt('l'iì.', lf' stUfi', lt> tnbfi<?C'hf'l'le t' ,::li lH'QUil\'itiiL :\s~liltito •lai ntiiiii'I'IHI t-lf•g('\'>1 l nwcliéi di colle~tio ... Vi('tn\'11 , Mh'O :tlJ)J)l'OYi!Zione""el'ialt•. 1'1'!"\'l'<·lzlo dt>ll:l •lllf'<lldnn :ti non dotl'oratl lu Romtt. Qua11do '"' mNfic•> f cll't•,,fi,.,.., rapi/a ltt Uoma 11011 fiOirci in n('ll$1111 1110d0 rRcroifarc nè mcdi('(II'C -~6 u•m Alt/li ..r•t• c>ila mt· rf·i mnl r ico/11 f' 11110 d.i prm:a,.. ~<angio dcllct Ima pcrizi11. "Pupa llllhl(·P.nzo Xl l llf' l JtiSI2 tu l~ nt-1 !'UOi st:tl'i molti pdvllt>~.tl t' glurl,..ll~.iou i. dii'• P l'atlo )'t.H t l ('<'>fl<'i'""i :1 m o l ti Lvli<' ~-t l e ('()Jlil'll te. m i t t' di Roma e f111. (IU('sti
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12\ llOCCIII ""CF.~r.o. -
SltUii'> 1ul • 1"~>11•'(/io mrdico • e '"' "1'ribrtllol·· metlic'o Roma nn • .\Ili dr V
l ' t "onl(t•' "-'0 nuzionalc• dr•lln S•'l'il'là l hllinna di Sloria. ('ri1ica <Ielle Sdcnze mcdi<'be 6 nnturnlL l:r<JJI:•ft•rr:•la. 'J'i••v~o;rnlia ltnii>·Onent~le.. 1913. \l:lil:. 154 e I<Cf!'g.
LANCISJANA fu ~oluvolto il ~ollio:~io llletli<:o. ( 't-s::<a\·11 c·osl il trlvuu:tlt' del protomedlco ge.u<>· ntle. H hnn nt>ntno [lt'rù n In i molh• rntt nsioni t' fn<-oltù tnt le tJU:tll <tU t> Ila t li ~Olll"t'· -de-tv la matri<:ohl "· Oli n t ti del JU'<otoawtlit:ilto tli J .11 u<'isl t•sistu'tw n1 <:t<> l ti in un \'Oituue "Il' A r·-<:hJvlo di Stato di RoUla (A t·dli\'lo d'I'IJTulnor!<iur Vol. IX). V n r-rebbe In flt'll.-t t•suroin<ll'lì mJnut;IUr{'ntt>. J)('r >'('l!trlrt• Jl>I>'SO J>~t ,:su tutta l'opera t li medi<'() lgìenhta -che t>Jtli :<Jiit>gò n fa nm~ <.li Honur. Il docu m P n tv dr t> 1111 i pu hhll<.,•. t• clt•l !J Ila l t·• ho rl prodol t o espn•ss:uuente tltrH p:IJ.!iiH·' (1• t> f••J llt' l' il Uiunwlt· tli lllf'llil'illtl mi/illfrt' ( li):. l e 2) .• uppnrtlelll:! 111ln Ulill t·uJùv,f.it) ll\> di lllltOgt·:tfi lllt>Ciì!'J: è l'ntto CJì iliiHUttrJto Jnziune (t'Il l IUettld l'O· m:wì dt>l I>ott~•r in ruE>i lil'lnll l>el.'itlt•rio IX. I.m::iani. t•rotonotarln IIJ')()l'tnll<:o e l'nu · torl;r.:-;n;done iHlt>st•r<·itare In H um:r t'l~ lt1 tutto lo Xl11tv e<'{'IE.'><ÌH><tle~ l'ar'te salut~tn•. 1-:· tlt>ll':wno l7Uì t• f>f>rta la tìrllllt autu~•·af:r 11'1 lo~tn(·ìsi <'Ò'IIW protolllt"<li('~> ~ellt>['l\lt•. o(~>n Il siJ;IIitl 11 ~"<'<'" cl('! suo utlido, <:ht' rnpprt•><t'lltu una tll{ul·a mmwhilt> ~<tHlllt> ~li f:HTia nm v l' I'I'Ptto ., lo;,!a ,. l'ilE' tiPIIt· iu o.~:ui ur:tno \111 libr<J ll!>t>l'l(). La lt'":!l..JH1a cl i<·~: I 'K<>TUl1UI,
nuus t: r 'lOTI•'·" sTA'l'. t:cf"u:.
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miglianti a
l't il pauc·L~ws locltt\OJJ:s.simi, e l'tiD stu[lOI'\' so-
qu~ll~i1t <l'ur~
><nul...slmo glov111w. :\e 1·~ni b<-nsi fu ~vp('rt<) il tent1·o di ruenlvig-11~>. t>Ok't·hè tilgliate lt> meml.mllle. di nome >OVIo :tdipo<'è (mentre ennto :tlfatto I>J'in! fll ~,rras::oo) In ambi si vi~lt'ru tliYCI'f<i tumori, molli uk-unl. nltrl duri: quelll nr•Jinrinwo. <:ome llhltldi e Yl· >'(:khe t·~pit•ue d'ol'luu. e !JU<"sti poi t{lgilnti sc-oprirono la w•m citg-ioue degli an Tidli ,·!zii delle Itenl. <-i<tè due pietl·e di tnl grander.z~~. <· si porte-ntosa figura. <:ltt> •·mne 1-:il'i><;<lute :<:cii'ÌI più n):e n.1l e de-!'l<·rin~t·le roi pe!IIIE."IIu, che tliplngerle ton la Jl(>llllil. qu~lln d e l ;;i.nlstro Nll d1 Jl(>~ tU <mc-le SI e l'nltt'>l ti<' l <le:<trv <l'onz.ie 'i; :tm~lue tJE>rò ~t~tva ru) piantate nt>lle pelvi e d!J111U:tte Jl(>r i tubo!!. de· CJIWli vi tora .><o lo 111121 Jti(Jst nw~'l fl~u111 sc-orgendmsl Iii IJloll• de· R t>nl l'Otnt>O>'In 11! pocn l-ortietl lt> ,~.:l:nulolus:l 1:' cii 111embnllle \';lglnanti \e pietJ-e ~mldette, c-he uelle loro e,:::tremlti• tinivauo h1 molte Jth•t,rur.r.e <li fi:nn·e e :r•·aJlder.r-t> dlll'E>J'\'ntl n Jm•JIOrtlone de ~<iti. ,. Ò.l' Ile n 111!'11~1 i e. nellt> q unii l'd 1'1'<1110 ]J(J:<S\1 ti) f('l'lnn r(~ . Fu be l h t 11 menw i~:lt.a ·l'osst>t'\O;Iziou(• cl'~tl<:une llJ>t'rture o e:tllllletti scnnùl ~tlù J:iìl Jl('t· lt> mento,·nte pieti'P. i fJ un Il (,,.,1no Kt md li n ll'ori.ua ><<:'l:!rt'l!a Ut dalle ,~.:ilrn<lulf• twr· t m spvrllll'si 11 ~t li n•·eWri ,...Ui".ll dit' ><i fo><.-.;e ;.!'hl'ttlilllll f:1 ttn n ku ua ~•I'JII't'!:;<lone d 'orhm. JJ l'('l>to <le Ilt> J)llrti urinarle. uret\•1·1 e \'('~·kH flki'OIH> H'clute ;;,lnl~sl!Ht• t~lll t><IC.'o litJIIVI't' lll'lr.t oso , . >'<'lli".:t J•iNrn. Dnl ,·entre inf\nw fattc1 j)llss:lgj!'IO n (J\11?1 ()i nw:-.zo N•IJJ}IH\'PI'o Il llinfJ·;tJUIII:t. ~>t Il :\l('(ll:t"tin<• s t? n::r.;l unn mlninu1 - olft>l<ll Jli'Ojlrin. Il rwrit'Hrdi•• <~•l s11v ~:olit•> ~:lem N il ><it•m, t•t il ('I'U<>rf' d1e cl:tl dt•><tro \·entrlN>IH ;.' Ju,;Juml\·n nell'>t rtet·ln pohmma t'('. De' l'olm oni In sUJ)(>I-fic-ie t.nteriM<• in flmbi de· lati unlfonul, dnt>rh-!'ln t> 1JtaC'ehha U1 di {·olol't' "lohH:eo. In J'IC>.stc•rio.x'(' poi erli J·o~;:q!'iu n t.- . I l l» t o <lt>st1-o n •sl:t n1 udt>r·f'Htt' :tllt> <·o;<l\•. t' <:on J'('stl't'lll iti1 d'nn lobo a l eli n ft'll!IJIII8. Quindi o""<'\'\'11 ù• clilliN•Itb di l!'i1H·t>r·f' IlE' l In t o ~ini~tt·o e In ml.unr mole!':tbt rwl <IE-st ,.,.,, :<]Wt·iuwnt,lb'l mog,::lorm<'nte dalh1 ~:1ntiti1 l:l\111 nt•~:ll ultimi l!'loa·ni dc:>l suo viH•rE'. Ln so!':tnnz:~ iniMitu clt•l l'olmom- tn.):!'li:tttl rwi Riti iutiliUlJUnU tllede fuo1·1 !"'iitllleut.1JI1 ><it-rc) spumo:<o e <'*•n•llt~tllt('. l'Pr ultimo s('1.mto il Crnnio. 1•>'1' :l ltt·o blnnc·hisRimo, t> duro. IIJ)fl(' lllt ~ f1·1·ì l:t dura m:Hlr~ fu ,.t,.luto J(l'<llld:u·E> un po<·o 111 f<ll•ro nn ))()('O {::'inlif'tt<•. dte 11\·eva iu qunkhe r•nt·tf'. ma!<,.i'lllt> J>O:<h-rlori ln<:ro:<t11tn Ili >'('Hiorc.> l:t pin IIHHirl'. eh!' <~•11 il t'('s(o clt>l ('c>rebm c• ('f'reli~•ll u Ni eouobi K> tll huooi><silllil strut tur11. E> nntumli,;."i.IJJJI "vstnnzn : solo nl'l pii·~!<() d t' vn.-<~ tlett~• R ete )1ir;lbile, si c•!<."en·è, un o><l<t'ttv tù• nno fl\•' lllti ~ribhoso. (' cl:lll'>!ltro <(, 1\'0. Qut' 1<tO ~ tntto cic't C'hl? !-:i i.• l'Oil!olide?r·nto osS(>JTJlbilc•. m•l ('ndnw•rt> d! ~l 1'1~111 l'nntf'fiN'. ))C•Jl('h(o non tutto ><l ;.timi esi><tf'nt.> nf'l prin<-IJìlo clt'l rn;rlt•. ><HrK•rulosi che J>f>t•iti. <·h<> U('lrultlmo :::tnto <11 no:::trn ' •ltu. e mas.<;ime di qu(')ll. dlt> !<l•l!';!i:u-(·i nno hl n.nn loD,I:':l n~c>n i a. n1.n11.~ offt>!:f' si C'iH::t::lona Il() n Ilor:~ Ila ffor·mn m t-nt i cii llrplidl. ~> Ila .<:tiJ·am!'nti di fibre• l.ll'll<' puri! lntc>ri•>r·i. f'l è )wr·ì• t•J't>dnta eos:1 nwl'll\'i~llm,n. (•hf' C'nn le pit>tl'l' ()! (JIIell(' t::ni><ll ne H<'ni lu l::(:mtitir i'1111 hal>bin potutn <'<lllthll'!<i n<l un <'!ltt·('Jilfl \'ff·<-iri:tl'l. l <lcllo c·ht> lo volle n('' lll:t~ior'l biM,::ni di N! nta Chi(•,:if JlC'II' ><no Yir:nio In t<"rr'U. !lltott- :111d1t> ~(>1111Hinl~<tnlr)!li· il rnvcl•1 ti! ~·Jinlni ·n·t'<' <"<•at 1111 nrnlon· tli nntnr11 1<i srrn,.,, "·
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l'i>'(H>JI(]('Jl\lo JIÌÌI t'Ssj Ili ('l'i tt• rl IIIO<f{>l'lli d i SJtNl:1Jii:Ìt. \'(>llj:'>ll\0 d('!<tinnti n() f'S.'i('rt• L1 ;.pclf' cii un .1/n.•r•IJ Rl11rìco rldlrJ .1/t•tliNnn f'i•·iir ìtn/irnw. al <111:11(• pot.r('hbe •lt•f::IIIIIIH'III{' ~'"-""l'l' nhhinat() IJtH•llo d C:"II:l ~auilri mìlilttrt·. Jn()Jtre In \·lt-lniln?..ll th•lbt lllhliotec•<·H L:ltH·i><inn:l j)('l'liWttt•r('blw <li nnn!•!r(?J't' 11 fJU(',.tll 111111 !Jìblioll'<' ll mNiicn 111ìlìl<1rr· t• J' .lr('/iirill .<lut' ìt·o mililnn·. in mmlt• c·hf' qupsti nndE>l. lll!tllf'lltntl llt'l mntt•ria le lihnnio c](olln b ihli otc:•<·:l dE-lhi :-lodr-tri f.nu6.•i<lllft rlc•p/ì (!.çprrloli rli U•111111 P cii qn~lln cl<·ll:t Ut·alt· ..1(-Nifi<'lllill .H•·tfir·fl t' th•l!n 1-'twir·lti flafi(tllrl tfi f'/IÌ rìrtJìn. \'t'JTI'hhc• l·o n t'(\stitnin> la \'t'l':l hlbllotv.-a 1m•tll<-n antic•n t' IJt(l(ler·nn. rh..- iu lll1li:t finn ad ttl!l:'i nmnrn .
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PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE al valor militare per la c ampagna di guerra 1915-1918 (Continuazione - Vedi fascicoli precedenti del 1915-16-17-18-19 t 20)
MJiDACI, H O'.~RGF.'(TO.
188. AK<a:r.f.TTI cav . E11ri<'o, da llologna, ma~).{iore medico cnx~ ro,;sa italiana, SJ.
sezione saJtità (.l.'i di,·i~ion<::J . - l'rimo nell'adempimento de l do,·ere, nei posti a,·anzati di sgomhero hattuti dalle artiglierie nemiche fu esempio di atti,·ità e di fermeua per i ('011lbatlenti. Sotto il fuoco di mitragliatrici a\·n<•r,;arie sah·ò. un nù"tro mt:dio ~·alihro temporan eamelite <~hhanrlon.ato , facendolo trainare con un'autoambulama fino nl ri:<peni,·o parco. Rittnl anche i resti di una compaguia, acL'<">Illpagnandoli p<>i :<ulla linea del fuoco. Diresse lo ,;mi,;tamento dci feriti raccolti al la ,;ezione sanità da lui comandata, e,;,;endo di mimbile esempio ai propri dipendenti e di conforto ai feriti. - )fedio Piave, 15-17 giugno 191S.
Regio /Jarcto .)0 II01Jl'lldJrc 1919. 1&). L<J SAno l'Ilo/o, da Putignano (Ilari ), teucnte medico comp,lemento 1l r<:ggi·ment() hersag-li tri. - Ufikiale medico \'Otato di elette virtù militari, di t"'rttggio· t: di ahnegazione, sotto il fuoco di una mitrag-liatrice nemica usciva. spontnn~a mentc dalla trincea, per sOt·correre un ufficiale rima~to ferito oltre i reticolati . Pizzo Razca, 17 giugno 1918 . l<)<l . )'f .\RRO cao.· ..·lndrea. da Torino, maggiore m<"<lico croce ro;;,;a italiana. - ComRndante di un gruppo chirurgico a\'anzato, esempio ammire ,·ol~ di cor<tggio:<a e di mod esta tìlantropia, ,·olontarimnente iniziò e ~,·olse con IIHté,;trìa . singolare, con :<bnegazione rara e con sprezzo di ogni pericolo per50nale, efficace e nobili~sima opera di chirurgo sul campo ;;b:~;;o della hattaglia, freddo, fermo e sereno restandoal suo IX,sto &nche quando artiglie rie nemiche ripetutamente colpirono il ~uo reparto; riu;;cì a brillanti ril'ult3ti nel t·ontrastare c nello trappare ùa sicura morte numero;;i gra \'Ìs;;imi feriti, pur quando la morte :<t<::>"a lo ruinacciò molto da dcino. - ;\la:<siccio del Grappa, 1.:; giugno 1918. )[F.O\CT.H 01 BRONZO.
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Ne~:io tiP.u elo
l8 se/l~mbrr 19 •11).
rw )[l'H'f.\S l.uig i, da Jcrw ICagliaril. (•:tpitano medico 2&'\ reggim entofanteria ( ;\L )f.). ·- Dirigente il servizio ,.:ani tnrio di un reggimento impegnatoin un 'a?.ione, portò il :o;uo P""'! O eli mt>dic:1zione fin sulla prima linea di~impt: g-naudo in modo lode\'ole il proprio sen·izio. Fatta:<i più aspra la lotta, si ~pinse fra i militari qu11le combattente, rincorandoli con le parole e con l'esempio. San Ringio di C::~ li alta (Pia,·e), 19 giug110 19JS.
s~ , . t\KT.\
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• PER IL LIBRO o'ORO DEL CORPO SANIT.\RIO MILITARE l'ìt•5· CE'\0 F > tlllre.~cv, <la Guhl>iu IT'trug-ial . ,·a pit:.u•> lll t:dico rroec m !'<a St ""'·ion~ ,.:auità. - \'ol ontario di g uerra c C!)llllliHiam e cti uu reparto some~giato di sanità tli;;locaw ad imm<:diato coutatto de lla li m·a di fuoco. p er parecchi me~i du ranl~ le più aspre \' it:cndt: ~i dituo;: trò inaltt ral>ilmt:nto:: streuo c insta ncabile nell'ndern· pi.-rc, semprE: frn i primi, il proprio d,,·.-r~. 1'\oncurantt: dei pericoli, li affronti> ~e tupn: ri"ohuamcntc, ogni quulvolta il furore delle armi an·ersarie reclamava la pietO~I\ (•pera di medico c tli Ct'lml mttt: utc. Alpe di Fassa, giug no-ottobre 1916, ;\fo nte Grappa, IIO\'<.:tll l,rc 191i - g iug no 191.S. 866. C~>~l f. r .r. t Cml>crto, da Ct:m o (Ft- rrara), ('llpitnno mecl ico 4 ra):grnppamento pc,.a nte <'ll ll tpa le 3S g ruppo. - Dnra m c l'aziouc, !<ott o l' imenso bom bardamento di gro..;~ i t: mcdi i cnlib ri nem i<·i, port~l\·n l'opern sua nei punti più c!'posti al tiro. per curare i feriti. Jn una ,.:p~cial e circostanza.- ;:i rcca\'a ad un pezzo violen~e m e nte controiJa ttuto e d1t: er<~ ~tato giit colpi to in pieuo, e medic:wa i feriti, noncurante dd g-ra 1·e pe rit'Oio n cui !'i e~pone\·a. - \ 'al d el Crunpo, t .)-24 gi ug no 1918. ~~. DA:-;Tf. (;iuscppc, da Pozzuoli (:\apoli ), teuente med ico 268 reggimento fan ter ia (:'Il. "\1. ). - Dura ut t tutta l 'ar.iont:, dicd<: ese mpio di zelo t: di ferm ezza, prodignndo l'opt::ra sua iutclligt nt c c pieto;;a c adoprandosi con la parola c cou l 'esempio n tt·nef(' <llto il •llloralc clelia tru pp-o. !.,!n:111tunque il po;;to di medi cruo.ion(· ,·enisse ripctut<om('llte colpito dall'arti.t::lieria n\'\'er~aria, continuò instancabile e :,erwo nclln propria mi;;"ioue all'aperto, ùaruio t'<>"Ì bt:lla p rc>\'a di calma, di rora)!)! io <: di nlt<• sentim ent o del do,·cre. -Medio Pian· , r;; g iug no 19 1S. S6.'{. J)Et, l'R!ORli J\'i11c>. da Pisa t<:nt nte med ico q o reggimento f;mtt:ria (:\J. l\1.). fn momenti diffici li, con ~crcniuì d'anim o conti nnal'it a prestar l 'opera sua. Rimasto i:<ola to e sotto !:1 m i1wcl'ia di pattuglie nemi che che erano quasi giun te al posto di mcdirm:io nc, lll<llltc ncl'n fermo contegno, sempre compreso della ~ua opem mn ani taria. Lascia,·a il posto di nll:dicazitme per nltin)(), dopo aver fatto ~gomhra re i feriti e tu\lo il materi ale. - Monte A~olone. 15 g iu gno 1918. Sf19. D-.:-\1'1 !llbalo. tb Spezin (Geno\·a), t·:~p itnno medico 26i r~ggimento fameri a ( i\I. M. ). - Dnmntc· \'ari fatt i d'arme, pre!'tò t>pt·ra atti,· is~ima cd intelligenlt' per la med icazione di num em~i ftriti, sotto la m iuaccia di g rossi l'alibri nemici, con tin mmdo, noncurante del pericolo, .n ella ;;na nobile mi ~;;ion e . Saputo che in prima linea non era suniciem e l'opera tlei >'a nitari pre~cnti, d()po ripetutt: insi~te n ze ottc· nne eli ragginngt:rl a , attra,·cr;;o ad uu terreno hattuto dall'a rti glieri~ an·c·r ,.aria . Bello esempio di romggio e di eh~ ,·ntu ~e ntimento de l do,·ere. _:: Can· deh) Cl'ia,·e), 1 3-~~ g iu g no 191$. · 8;••. GH 1\'.~RH. UJ RiaorJo . da Torin o (frar.ione l'i no), tenl!' nt!: nttd ico 8 hattaglion,· n·g'a guanlia linuii!I~L - Ofkrto>'i \'Olont arin mi IH'C(>111 pagnare i primi lllll'h- i tl':ttln rco: fact,·a loro tla g nitb fin sulla linc;1 di fuoco, e, per tutta In durat a del· l':tzionc con atti\'ità c con ardimen to, :tffront ava con e:<l'i i pE'ricoli, prestando ef· fi cace o pera di medico e di sc.ltlato. - nn,·a Fa\'aretto ( B<t;;~o Pia,·e). 5-7 tu· glio IC)I8. 871. G rKr n.~t.r>l !.ic><•a,,i, da ;\fcana Sardo (Cngl i:tri). aspirante uftìciale medico 25.' regg-im~mo fanteria p r. :\f.) . Durante un intenso bombardamento nemico. tra.-f.,riLM i col pmprio hattnglione in un nuovo l't ttore, irnpion ta\'a con sollecitudine il posto di m ... ticnzione, e con l':tlmn \'i inizio,·a la sua opera. Colpito in pieno il po~to di med icazione ~H·s!'o da un a granata a\'\'t: r;.ari a che causava In morte di due ~ol<l~tti c fcri,·a un uftici ale mcrlico, con tinuava con calma , itttell igc nw c cora).:'gio nelln !<ua opera, dando pro ,·n di elevato sentim ento del do,·ere. - C'a.~e \'e rcclli-Pi:t\'e~t:l la (Trc,·iso) , Ji·2Z gi ng no 1918. _872. M.\\.1~ 1 Ca •·Ja. da ::llilano, a~pirame utl1ciale medico 210 regg imento fanteria p r. M.). - Sotto l'intenw fuf>co u~ mico, con ard i1uento !'i reca,·a pit\ ,·olte a !'OCCorrere i r~riti sul pol'to o1·e cade,·ano, e, nell'adempiere con premuro~o zelo. il suo pico to~o ullicio. rim:llll'\':l egli ~tt·s~o colpito :ld un;~ mauo da un proiettile a\·vcrStl t"i o. Bn ~~o l'ia\·e, ty giu~no l ~Hg.
IL DIRETTORE: .. iL REDATTORE CAPO: Prof. E DMONDO TROM BETTA Dott. ART U RO 'CASARINI - =----.:-:.."_>aggio re generate_ m Nl~ic:..:o:.__ _ __:__ _~-':..:f~n:.::e.:.:n:.: l~:::...:c:..:o::t:o,<!"::!!.. ;:e:.l;;; : l n=n'" ]~'-'d"-'i"c~ 'o===== (3o.; r) - 1 9~0 -
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6. t•,·r i ,; .. li uf riciati mctlici (<lell'Esercito t della )farina) è ammesso un ABBQN.'\· .MB:t\TO CU:'oll'L:\TT\'(J al Cionrnle di mediciua militare ed R!lli Annali di medlciM rsavalc e co>IV >Ii.J le al pn:-nu di 1.. 1:'- annue. l'er ottenere tale abbonamento gli abbonati del Cio n11rk di W<'di(i>la >llililare <Je,·ou•> inr pern·nire o\ireuamcntt' L 6 all'amministra·
zione degli Alllldli ( pre~so il .èlfinistero della i\l:.rina). ]. Ai li brai si fa lo SC<>nto del • ~ per cento, nH• sc•hanlo per ~:ti al>.bonamenti dellf persone e <!egli enti non miJitari. cbe uon po!<s<mn frnire della facit;tazione di cui al nn . ' e n •
NORME PER LE PUBBLICAZIONI. L l la\·ori onginali, le note, le riviste - dattilografati o scritti a ""'1~'' - Ìlevono oc CUJ•nr< o n ~.-.t o lato del foglio ed el!sere accuratantent<· riveduti dagli · 'lutori.' Si fa ~pe· ciale ra,·comanònzione che quelli sclitti a mano siano lwn le;:'!il;iti, modo dt e\•Hatt ogni dub!Ji o di interpreta:tioue. In cn~o contrario. 1:1 Direzione ::.i •·edrebbe co>tretta •
per
so~peude.rnc la pubblicazione. · 2 Salvo casi ecceziouali~sjmi, la correzione delle boz:te sarà fatta dati& reda.ione , aozichè da~tli autori, per non viuml:ue il 1 ~,-,,rn lÌfl'•l(mfico a~tli iue,•itahili ritardi ro· e tali . '· J.c $lllSL· 1'~1 ).(l i estratti e quelle per le tavole \it<•graflChf'. {otografic!iC, t!CC. , che accompa~;uasserQ te memorie. $OtlO r. carico degli autori. 4. Gli estr:~tti sono di due tipi: Tipo A. Con copertina in bianco, $euz.~ fronte· 1pi1.i(J . ~ co lta impaginatura e numera?.ione del fascic<,lo. - Tipo }l Con copertma stam· pat::o, fronte>'pitio, impa~iunturn e numerazione speeiale. Ag li autori delle me morie saranno concessi gratuitamente 1 5 e~t r atti, tipo A. senza cropoenina l'er cr,torn che ne de"idt'ra"~er<• un numero mrt;.!l.drore . il prezzo è regolato cialla se gue·n tc tariffa: P REZZO 01 CIASCUN FOGLIO 01
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11 (, ' r.•l tq//1 mi>11•l'i .11 101 /M!lin >i ' ""''"'o r''"'' tog/in i>~tn .• ,.. ,_.. roo estratti o 111<.' >10 Per 'l••.:llf eire supaa110 11>1 f o~:lio . /q frazio>t/ ;, f>ltÌ. dae >IOlt superano Il .:"czt .• l l'•!:lio. si r.-.n t tuz~, l t, nt c mct <i. prudu~ tct:• l'nrdiua:ìtHif' uon si(': i.nfcriorc a ~<' ti'J/'Jo..
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n o n .< i r cslitui.<couo . -
Stahilimento Po\ig-rafico per l'arnministr::ozioue de lla Guerra
/ //2 Pubblicazione mensile
GIORNALE DI
MEDICINA MILIT.ARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare G1ornale di 111edicin:t ruilit:tre: 1S51·tSS4 Giornale medico elci 1{...-gin E ~<·n· i t o e d c ii:t Re)! i:t 1\Iariua ~ t 8Ss·t89S Gioru ale ml!dico ùc l Rc:gio Eserdto: l::ìu6· 1007 ~ ,1>. ~
~- ~ ANNO LXVIII- 1920
1 Ottobre
Fascicolo X
SOM M AR I O Al colleghi carissimi t he lasciano l' Esercito il no:;tro affettuoso saluto .
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MEMORI E ORIGINA LI : Direzione Generale di Sanita Militare. rn l t lP 'a ~Ht-l'l':t.
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Cla .:cio. - F ,j.,)n:,:•u d ., 1 """ 1 ·,, II IIP\'<' \, olut•· San t o r o. · J-', ..·tt•· .tddoo 1 itta i di ~w nn. ('''l'l o~u":"''" ). . . . . C ASUISTICA CLI NICA: Z a!fif'O. l't tll •d ollt•o ;IliO ,(ltc lin do l'o• )o •,lootti ( I'HIIIllt\[ÌI'Ilo• do•) "Ìilipalio·O l't'l· \ ' 1 • 1 · : - I l lttJII'•' rlt Ho"'IHltd - ll orno"·t . l'tJIII) J io·:tl:t :1 no ,,.,.,j \lhtliliOio.II'ÌII ' ·
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f erraro. Boidl.
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l'n <·,t~' di ' i'•"':no f,,,j,.,l " ' ' ''"''i''' d ··ll' X l p11io IJi '"l·t ,,,,, 1 ·• n t dfl 111 ,,.• , ,p J""ll . . . . • •
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CONFE HENZE ~C IENT!fll H E OEGLI Q.,PEOALI MILITA RI .' NECR O LOGfO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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P E R JL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE
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Dir ezio n e c d amministrazione
R O t'v\ A·- Palazzo del Minisit:ro tklla (Ìll ~'t ta - Via XX Settembre
ROMA
P;r le _ln$_u:icln t <lt.J!.uh/llttlltl rll•ol~:ent /!lUI· TTA,\1/:.\'7 E ul/'1 :.1/tflt' t/r/o'f!U/0 a tale s;;;;tZIO • Roma, / s t tfllfQ Naztonat~ ' !. fuhl>ltnloJ e lnformu>wm. -I.J--17- l'fl•f•m.r 77-IJii. 1111 /',,,,,
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P ér le nuov é norm e circa le pubhlio.::\2.ionl dci Ja\'ori ,·edi copertina t4• p nglna).
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Al colleghi carissimi che a"ettuoso saluto.
lasciano
l' Esercito Il nostro
Dopo t.anli anni di •·<1llllllliliiZH cii la,·oro l' eli idee (.~ dt•loro:;o i l Ut::;la•·<·c, e non po:',;iamo V(I(JC'r pa,;sa re cp.te:;l'nra :-;en za ri rorrtare k lll' Ol'fller·enzc cii tutli q uelli r hc la:sr ia11o la nostra fallli g-lia san itaria. Quanti dolori l' i tHTIII,lliiHil'Ollo! Gucn·e, e pid emie, pubbli c he c·a hunità trovaron o scm pn! la nostra fal a nge pi'Onta ed agg-u<'rt·il a. E' una famig-lia la nostra che c·on tu er oi l' martiri , i quali e~ rl' ilurono la loro mi;;si onP Ulllani taria per un idL•al c : la patria; p er una rcligìo11e: il dc}v er c. Patria e <lovere: C<Tn la lHlndic' ra che vede diradar() oggi attonH• -a ;:;È' le fila pugnac·i. Molti si allontanano, JHWhi restano. Dopo la ·g rand e Yiltoria , a lla quale lutti noi I'On tribuimmo in qual unque modo, r hi s ul cam po ui bat tag lia, chi lenendo so ffc rc· nze, ~.: hi .attenuando mart ir·ì, non ubbiano avuto ne ppure il tempo -di guardarci in yi;;o sorridenti, paghi ciusc·uno del d ove r·c compiuto. 1l di s lan·o è n :nntn rapido, per forza ui even ti. Non l'i resta elle salularci c·o n l'affetto l'hl· c·i lega se mpre. Si allontanano da. noi uomi11i Yalor'osi, che lusc iano solc hi profondi, vanto d ella famigl ia no:;tra; uontini di studio c he di eder-o indirizzo \'eramcn tc scientifìt-o alle HO::ilr-c dis('ipline :;pcc·iali, preelari per mente n (·uor·e, il cui nome era il scgnacolo del no-:;lm grado di cu ltura ; uomini eht! ro rt n·Ji lutto diedero in t·ornpl cta assoluta ded izione, nulla c;h iesrro, por·o - oh ! quanto poro - - olle nm·t·o. Qn esta la c;aratlerist iea no:;lra <·he trasfo·rma una professione in missione vera cd elevata, f'X'I' quwto d Ì:'• ·onosd ula ! Colleghi elle ci lasciate, portate ne lla vita <·ivil e che iniziate tutli i ri cordi lieti di co llrganza eçl amic izia, tutte le soddis fazi on i c he poteste attingere solo all a fonte del vostro an imo; sperdete al vento le ama rezze, dimenlil'alclc tutle nella vità nuova che vi sorriderà certamente, perc;hè abituati al lavoro intenso e coscienzioso, che non conosce riposo e che confina solo col sacrificiO·, voi t.rove ret.e compensi sconosci uti , inspe•·ati n el nn ovo amb iente. E noi, 1·hc restiamo, uniamoci altorno a quella slPssa bandi L•ra ci H! vide più do l o~·i che g ioie, accomun ali sem pre nel d over e, <:ol ri 1·ordo e r esc, mpio se mpre Yivo di c·oi Mn ctH; oggi, pe r fot·za di eVE·nti, ci la:-ciano. E uno s pet· ialc saluto vada a l cari ~simo nos t1·o Dirc tlor <', magg-ir. t· generale m edir.o pro f. Edmondo Trom iJrlla, c•he fu maes tro di noi tutt.i. Certi di interprelan' i :;Pnlimcnti di lntti gli ufficiali medic-i, in servizi o attivo ed in ~'On.gcd o . inviamo da. que:sle pagine 1111 rcvet'ente saluto all'amato Maestro, (' lt l' per ben quattr·o anni ftt , piit 1·hc s upe t·iore, 11ostro cariss imo <·omp<v;::-no di lavo ro, e ~l' PPP, con la Stta feconda attivitit e vivido ing·rgno, as,inn·nr<' al no::lro periodi,·o il suo posto d'onor·e fm gli altri g iorna li ~r i r· ntifi ci ilulinni e stmnil'ri . Cons id eri amo il s uo dis lacro dalla fami a-l ia del Giornale di meditin(( ·u lilit((rt' tl on c·omc as,;oluto, poichè, mrntr·c viva. rcstcrit in noi l'ec·o ct i tutti . i suoi I'Ons ig li e ammaestmmcnli, s iamo sintri che <'gli per l'affdlo (' he lo lega sempr t' al nostro P<' r icdic·o non vonù privan·i rh.•llu ,;ua preziosa c·ollallontzione. E questo dc:;idC'l'io è cond i,·i::;o rla lutti.
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MEMORIE ORIGINALI DIREZIONE GENERALE DI SANITA' MILITARE Div. 4a -
Sez.
za -
Statistica Sanitaria
Dati sulla ~accinazione antitifica durante !a guerra Uì\ un primo ~<p r>g l io dt·i d n c:ur ncnti JH'CF<ct·itti )Wl' k r i lt•Y>~z. i• · ni s tati!!t iclw, rr· lat i\·e ai t"ift s i ricon•rat i n f'i luoghi di c·urn. ><1>11(') r:su ll n t i i dt~ti F<eg1wnri:
l. -
Numero del casi presi in esame. Numero dei vaccinati ~ no n vaccinati.
Il totale dei c11si prc·si in t>sam e è di 4().14. D i •Pr::si erano \ 'Ili <' inat i m rnplet.amentP (<•! n t t·~· iniPzioni ).. ...... . . 33.i!J 1 392 ~ l'd. irl. inco mpU..tantf' n t~> (C'nn IIH'no di tn• in ir·z.inni ) 5ti9 l ld. tw n va('c:nat i .. .. .. .. .. . . . . .. . .. . : .. .. .. .. .. .. .. .. . .. 7:?6
[J. -
Durata della rn~lattia. Esit o.
D··i :1:159 \'1\Cciunt i compkt nment.o :
··ntro il ) O nw..;e gufl t·in mo 1:18-t - mot·irun o JH!) - Tn t a le ici. id. 1434 iù. id. 2" id. 19 o !t n ; i l 20 id. :n!) id . id .. id . 4 J)pj
]:,8:~ )(,; :~
3:?:l
:i6!J vaccinati in co mpl etatn c nt{! : ent ro il }O mese' gua•· i•·• no Wi - lllOI'il'Olll t :W .• T otah• 196 20 id. id. ili. 289 id. 7 id. 2!l6 7;) o lh·e il 2" id. 77 id. id. i d. 2-
-
-
D t>i 726 n o n \'a~<· inoti: c nh·o il ! <> m e!<fl gual'il'• .no 219 - moriwno 83 - T<tinle 302 ici. ~u id. irl. :2 id. id . :l03 o ltre il 20 id. id. id. a - id. 119 l 16 -
:m:;
1 n ti./ l'(' ]>roporziOII(Il i, !)\lindi. a pr<'f'cilldere dall'esit...,, guRJ·igimw o nwrte. )p, malattia:
tlnrò ln('no d i li! L llli'Se :
noi 47.2 p t"r !Oli d.ci \'accinat.i c-o111plctallle nte; id. :3~.4 id. id. inco mpl e tttnu•nt-e; id. 41. (.; irl. dei non \'A.Cc·inati;
li47
DATI SULLA VAC<.:!NAZIOSt: A ':\'J'lTIFI('.-\ .l)t;,IUSTE L .-\ C L'ERRA
d11rò clrt l a 2 tllt'>'i: n•·l 43,2 per 100 dei \'a t·cinl\t i C•un plctnmcnte; id . i)2.l id. id. iucump le tanH' n tc; .. 2.tl id. id. t le-i non \'LtCcinnti;
durò o l trn l 2 nu-\si: nel 9.6 per 11)(.1 tlt•i \'IH'<:i11111 i <'Ompletamt•Ble: id . ULi i <l . id. incnmplet nnum t e : id. W.4 ic:.l. d ci IV •JL , ·ntcinat i. In r·e h\z itHW ,, Il' t•:-i t:~, l>\ gurrriyione RVVf'lll1 6 :
...
cntt'l) i l \ 0 ll lf'S(> :
U.l }Wl' 1()(1 dpi ~unriti , ,·accinrli i C<>mplf·t rtm .. n te; id . 3 1.4 id. id . id. incoatpl eta mento; d P i no n ntccinat.i: id. :l·t3 id. llf' l
entro il 2•• n w:<<': n el 4.i.7 p t> t ' I liO dt•i g thU'it i, , ·acui uat i to n tplt>tamente : id . id. id. id . ,j4,;) incntnplf'tauu•nt••; id. 47.5 id. <lei n • n nwci n uli ; oltre i l 2" mt~>SC : n··l l 0.2 p l'r 100 do•i g"-a r it i. \'Ut·<·i nati ro 111 p li' l>llllf'n te : id. int·om plt'tnme n t e; i t l. 14 . 1 id. id. itl. l S. 2 id . dei non \'RC<:inati. La mm'le twvenno: e ntr~1
il 10 mese: n el ~9,6 per 100 d ei mol'ti , ·accinat i cnrnplci <t liW !l t o : id. 7(;.4 id. id. ' id. in cm np letamcnle; id. !:14 .3 id. id. non \'iwci nat i : entro il 2o m ese : nel
s ..:; per 100 doi morti \'RCCÌnat Ì completauleJlte:
id . l !l.i\ id. 2.:1 nel id. id.
iù. iù.
id. id .
id.
inco mpletam e n tc;
a nn \'1\Ccinnt i ;
{Jitrc il 2o m est:: 1.9 pf·1· lf)(l do i m o rti \'n cc in ati completamE-nte; !'>.l
:J.4
Hl. -
id . id.
id. id.
id. incomple tnmen tt'; non , ·ac<·i nuti.
Durata della malattia ed esito In relazione al ptriodo di tempo trascorso fra la data dell'ultima v ace in anone e la data d'inizio della malattia.
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3.928 ammalati di tifo, c ht' e rann ::;tati vnccinnti com pit•tamente od lnc·ompletamente : 11:33 ammalaru n rl primn cht· fn;;:=;c ro tm;;eorsi GO giol'tl i dl\)l'nlt.ima \ '1\C · cinazicmc; 117 1 ammalaro n o dopo chf) e rano trascorsi dai Gl m 1211 giorni ùall'nl· ti uta va,ccinazione ;
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IJA'fl S LTLA \ 'AC'(' f:'>AZlO::>E A:'\TJTIFI C".\ Dt;R.\~·n; LA GC'ERRA
1:111 1\tlllli>IIRt'ollf/ d n p •• <:lw c• m:tn ir•a..c· or;..i dai 121 1\Ì ISO gi.(IJ·ni d al · l'uh ir na \'IW<'Ìnn:GÌoue: :l!lli atnmnlur" n" d o p" l'il~ Cl't\11" l n•~• ·t•r·-;;i d ai l Hl tti 2~11 jZÌnr·ni rhdl'ul · \ 't).f ·<;Ì II H'l.ÌOIIC' : l i tlll\ IIH flll\11\ahu·on o1 d opo l• ilo C l'H !l'l l f"H ""('tH':-oi dtt i :241 IU :lnfl ~ iorni ùall' ult i 11 11\ \ '!\('f'Ìil>\ZiiiiH'; 2> 1 1\111 111 a lu ,., lll ll d n p !l "'l(' ('1'1\11(1 l J'H:"\('Or~i piìr di :lOIl !!i orni d n li' ult i n1n \ '1\N·i nazio rw : D I'i ><tuldl'll i l l :1:1 HllllliH lu t i Pnt ro i lio r: iurni dull' u11 i Hlt\ \'!\l'l'i nnzionc. gua· J'i l'lll\!1 ] !lì i ) ( !1:1. Ì ) W l' )(\l l). ltiOI'ii'O IW 72 (ti.:l )Wl ' lOti ). (! IIHI'it•t•fl ll P llll'lo il )" 1) \('-t(• di ll lllf \l lliH 3!i.'\, (•in(~ jj :!4.4 p P l' l(l{j
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. D C'i 1171 lllollnnlati dai Gl ai 120 giorni d n po l'ul!iiiH\ Yauc innzi n n e gunn· t·o no 1097 (\l:l.'i p er 1110) . n w r irorw 74 (<5.:~ p e r 1!111). C u1Hin1no entro il ) o m e;;c d i JOfllatt.ia 482, eioP il 43.9 per 1011 Id. id. 2~ irl. id . .5 11 id. 4().6 id. Id. o't,ro il 20 id. id. 104 id. 9.!) id. ll!Hi'
JOO.O
Dc•i ~Il n~runalnti dai 1:!1 ai lllll gi1•rni <lop<J l'ul~ima vn cc·inazion<'. g unn· nJil n /i\ l (!I:?.Ci pc·r ltl()). 1norironn ()l) (i .4 pe1· Jnn). (:rmrit·onn entro il 1" nw!":e di mnlattin :l66. C"io? il 48.8 per )()Il Ici . id. :! 0 id. ::Ho id. 41.:1 ici. Id . o lLre il 2'l id . 7:) id . 9.9 id . 7':}1
I UU.O
Dt•i :1!JH >\lllrnulnti dni 11:11 ui 2-tn ~·ornt dopo l'1t!Lirnn Yaccinnzirone, t:uari ronol :l'il} (!lLi p r:r 11)0). tnlll'irono 2:2 (.'\ ..} jl{' l' IOtlo). (:111\l'it'IHI" c•ntro il Jo nwsr di malattia 177, Ci\11\ jJ 47. 1 p Cl' l !IO Id . ici. ~ ~· ici. 16:> ici . 43.9 id. Id . <• i!r·o il 2<> id. 34 id. 9.0 ici. 376
100.0
D e i 1(;4 l\111111>\h.\~Ì dai 241 ai :10(1 gi .. mi d o p o l 'ull ima vacc inazione, guarion l [.)2 (fl:l.'i [>l'l' 11~1), fll fl l'il'OilO 12 (7.:{ JWI' 100). <:unr·i ronn 1·nko il JO nw;.:e eli ntah\tlin 70. <:ioè il 46.1 pt'r lO() Id. id. 2o id. i!G id. 4!U id. Id . c.l tt'f' il '>o ici. l() id. IO.!i id.
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l ki 2:,] r~ll~tna lati •>ltt·f>
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:wo gi11r·ni d " Jitl J'ulli11U\ nrcr:inazione, gnarirnno
!?31 (02.1 [ W l' 100). mori m no 20 (7.9 Jll'l' IliO}. Gunrii'OII'l
r.t. Jd.
Put•·o il 1° m E>se ùi nh \l a ttia fil • ci•1è il 3!).4 per· l ()() id. 20 id. itl. 46.8 id. 108 r, ltr<' il 2o id . id. 13.8 id. :'12
2:n
100.0
DA'l'I SU LLA VAC<:l:'-:AZlO~E ..\)(l' lTIFlC'A Dt:RA)(TE LA O l" .E RRA
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D ei 7:16 n on vacei nati, guarironn ti:ls (87.9 peo'r lOO). 1IH.a·inHJO l'lS ( l2. 1 p•·r HKI). <iuarirono e ntro i! J" Jllf'St' di u1ahttt i1\ :?l!l. cioù il :l~.:l p<'r 100 Jcl. id. id. :.lO~! id. .fj .5 id. Id. v ltl't> il id. l l li id. 18.2 id .
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LV.
l 00.1)
Mortalità fra i vaccinati completame nte, lncompleta mente e non vaccinati;
t'onw :;i è dd.to in P''iJH'Ìpio, i ·Hi.H ~1xi }H'f•k i iu c~alllt' rispetto alle vacci:;uno coxì di,· isi:
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Yacci nnti C(>mplehll1H'I1tf' (<·•m tre inic(.itJni) :l:t-,!1 Id . in<·0111piN>tJJWI1tC (t:•lll mt•no di trf' inier.io ui) :)(j!J Xon ,.,wrinfll.i 12()
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222
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La m.ortalittì jrrt i r<u·ci11ati cumpletam<•llle f. = al <Ui J>r·r 1011 df'i. eoL7Jit i.
Dci !ili!) ,·,wcinat.i in t·<~lllJllt•tunwnic
~ um·irnuo
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lll<l l'fl'nnQ
38
Ln mortalilrì fra. ·i raain<lli ÌIII'OIIl]Jlr-lamellle <: = al <i,7 J)l'l' 100 dei colpili. l >ci :UIZS va ..cinnti COlllpl t>tanH:nte Pd intmnplctamen t•~
j glia l'i l'Ono lllOl'ÌI'OilO
531
260
La mortali/tè fra i rru,•ilwli r·om1,[, IUiiiCitle Il iHcOm],ll!lu.m eule i= al f).6 p e.1· IliO dei colpiti. .Dci 72G 1\t)J\ ,·ac·•·inati
~
f!IIH I'Ìt'<Jn(l Jll(l i'ÌI'olllil
fi:lil Il X
1.-a mortai ità jrct t /Wl i I'(I(TÌIW/ Ì I l = al IZ.I ])l' l' ltH) dci •:'''') il i .
f):jj l
Fisiologia dell'alimentazione secondo le nuova veduta Conferenza tenuta pJesso l'ospedale mimare· di Messina rlul prof. Canneto Ciaccio, capitano m h lico, doct:nt.p di palologw gnnPra l·· ndlu .H. Puin'rsità, eli :\.[c·.ssina. l
l'c r· uu {-erln I'PHIJIIl Ù<I!Uiunt•ono nE>llil Fi.,;iolol!ifl d<'ll'ulìmPutnziOm' i dAti eli l '(}i/ . .·l/11; (1/f"l'. 'J'il"{/f'l",,fl'dl, i (\mdi ~·t•n·.U'()11\) eli l'>htiJilil·E' );t ()11:\Utitit <li :i.JitHNlti pr(lQ' Ìilt'. j!ras~i. i•lrari di c·:uh~)f\iO - <' ri;qll>tli\"11nwntt• tli t!lllmil'. IH'<.'f':<l":tri:t iill'uumo ~~~~· t'>·l•li<-al·é !ioltl.mllllénU.· ll' sile ell<·r~-:it>. A t:dt• >'l.'<>l•• <J1it''>ii AA. :<Ì ~r· virono ckl meto<i n ,-tatistif'o. isli.Ltlito sn i1HUdtlni. app:ti'WIH'nti a Y;tl'it! das.;1 ,<;(l('i:lli (' aw·J1t.i lihc·t·:t s<·clt.st tlt'ldi alhlh'ttf·i: ,, di\ part(,' JHl,, tktl Pl"incipiu dH' l'uomo •·t\lll(' ;:-lì ani.!w1Ji. )1(·1· ctlilll.l·.lll:tl'si si l:tsc•ia J.:'llitT:u, (iall'i ~ti ut•l. !"uc·c'(':<.' li,·:tml'utt> I~'J'il t' J'l'('(·isanH·nlt· jn qu<.-s1" 11lUmo ch•f't•nnio ,:;i int·omilwièl <ln:dtultn :1 llubit:tl'(' t"he la quant itil <li :llilll<'nU stabili t" da~li AA. lòÌI lll('tl7.ionati l'o:<»l' (>!ft>tt ivnmeult> II<!<:P:;:<;lJ'i.;~, Ul'-'llll'P t l'al tra 1~Il'\.~ flll'oll(} IIII,S>' i ili 1'11UIJ'O llllt i\' Ì f:l ti ùri c•ht• liJLel'Y('II· ~onn
IH'I l'llliJIIt"SS<l l"llldin t1Pll'<tlillll'l11117.ÌOllt.'. l'<'l' qu:.nt<> ri~rwrcl!l hl (Juantiti1 minima eli fllirnPnli
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•••• l ' t'ÌIIIIl di lìnin• n>.d i o ;tlldw n•·•·nt n:tt'C' nel a l tr(' lt~>ri<• . lc• ' JIIall mPttono !.11 •·:tlllpn IIPII'a lilll<'lll:ud"nt• s{ll't'Ì~\ Ii f a t1 o 1·i : .\nzil.ul t o lo ,')I CJI/1 ha rip<'luUtme ntt• .-nsl1•n11 tv c·h <' l!'li :tlintC'III i t•stral ti ('011 a k•>n l 11011 P l'a no ~>HI1il'il'nti n l!lil1ttcnen• in \' i1a i l':tl t i: ~·.!!'li j nt. •rpt'l'li• il ff•IIOIIII'll" nmuwth•tHiu dw 1111 M t im:tlc• 1~' 1' I'!!Pl i1'" l'(' h• ,..11..- l•tlf'l'!!h• l t:l hì,.;n;.."''IO t l i .' lf'i'<'Ìal i ""~t:111:t.l' lipoidj, tiilft>n•Jiri ti :l IJUPlll' llllt{'. :"'t•o·othln llle 'Jli (•St•• t'SJ)('I' iP\17.(• tfj ,>:/r' Jlfl ,,i l~l~>'lllll) ri•'"JiliUt'l'l' :1 (\IH'tll' H\JIIo• t'ilo/Il i"'' : l prdc·><i lil)4l idi nnn l<:u•••hiH·r,Hito·o •·be Yil:1111l n e. IC' CJIUI Ii c·ntn(' alJhi<JtuO ~lP l tCI !<1)110 •·,.;! t·:lihi lì 1·oll ':1 ](onol. J.•,.,·t if>l ' :-:ostiPne C'IH' ht :tziOill' nttrilt n ila 1l:t~ll "\ .\ . nllc• Yi! :tlllÌIIt' l'ia llm·Hin H mi•·l'•><•rl(:tni><nli !'fl<'•·illll. t:hc ,· J\·ono ili :-iluhi nsi •'<•:!lì ~lt'nt('llti t'l"l l u lnri 1IC'i Y:ll'ii t••>'"'lli i P l'lll'l'i "'P" IIdl'llli ;t lfiH'Ill' ,...IJ'11tl11l'l' di i' i l'it o l11;!'i tlP llOIII ÌI'I:I III) ('Pllth it)!:tlllll. ~··nzH •·ut l':t n • i n d <'ttnl!'li t :1le ll'nri:l t n i ~<<•mhno clt•l tutto i.n ;:of'IPnihii P: ha;::t:l ~~· ('(•nn:lfP dtt• un'icltYlli>' i ch •.;:li :tlim<'nti t·nn a c·idi fm1 i UMl <U.-;li'HA'I!<' li• Yilttmln<'. lll(' ll ll'<' li l't •id.; "i c'llt':llllt ·nl P o,r:-n i • •!<!'!' n • ,. Ì\'1' 111 P. F lnnh uPn h• t·i•·o 1·d c1 r·h <' l'ni/IÌJtl,, aliiii'IIO Jll'l' In <':tYill. so~tÌI'lh' t'lll' Hell'<lll · llt<' nluzi,n•· int('t'YÌ\'111' 1111 Jtum·,, fatlun~ il •·<'>< itl d .to 11 ;1/t>IIO/a[fi.<< oiiJ )) .. 111 altri IPI'lllilli 11 11:1 diPt:t 1111Ì i:ttPl':111'1 ('Olllillll:ll':l (11"1' \11\ ('l'l'lo ll~lllpl), Jllll' fùrJiitU di ,·ita· IIIÌII('. dl'tPl' lllill>l l:t ll lll l'l l' ih'lll• 1':1\'ÌI'.
...
In <·otu·ln>'inn<•. •tl IJili'S\:1 h n•Y•' r:t:<~'!!:ll:1 ,.;j Y<'tk l' impor~HIZ:t f tllldll lll C'nlnlt' eli f:111 or i pal'll('ll<'I')::·Ni~·1 ll<' ll'a l inl!'lll>t~.ÌOJl(' t• <~rt.'l ml:'nt(' ],) s t uci io Ili N<.<<i ro.p· \ll'PSI'IIl:l 1111 t·:lllll"' fP•·nndn di rkNcht•. Tt > <' l~'(lo C'ile :IIC'IIIII' Ul :l latt.il' •kl ricamhio 1" •ln•hiH· •.,, uu•tW1·,..i 111 l':q>pnrt•• l'hl\ l<' Yi l <t m iur. 1110 nln• cl'~t l trn flìll't!' 1'iu~n1e un :i111·n st udi<' 1!:1 t'Ili'" <· Pio~~ : l t' mnl:ltti<> cln in(·:Jp::lC'ltìt Ila J~'lrtC del l'nrg::t iJislll<> di n,;~nrhii'P lP \'il:t minP o f:ll'e e;:pli<-:tn• IC' fnnziuni atl <'Si"<' nttt·ihuit~>.
AMBULANZA CHIRURGICA D 'ARMATA N. 4 DIRETTA DAL PROF.
NrCCOLA GIANNETTASIO. TENENTE COLONNELLO MEDICO
Ferite addominali di guerra per il doll. Emanuele Saotoro, capitano medico assistente nella 1 Ci inica Chirurgica delta R. Un il·ersità d i Nar}oi i Conlin1UUione - V. faac. V I!I Giornale à( medicina militare, 1920
F)
I. -
' NOTE RL-\SSl~ NTIYE
SP.ECCH tO RTASStJ~Tl\"0 DE J.T.E LAPAROTO:mE.
Nn m .
Operati <li : L'l p~ rot 11111 in L~p:HOlOII I i .l
esplontti,·a !Il ferita non penetraute, 1~ csplornti,·a 111 ferita penetrante senza J6 ksioni ,·iscerali Laparot01nia lll ferita pcnd ra ntc co n le;::ioui \'l• sce rali, nou iutere~;;a nti il tu ho gast ro enterico 26 l Laparotom ia l !t ferile del tcmte 42 Lap[lrotom i a in ferite del lo !'lOillltCO i :;~ La p ar oto mia Il l ferik dd cra;;so Laparotomia in ferite pC> l Ì\"il'cc ra 1i 54 Tutcrn:uti pallinli,·i l7 Tl)lali
II. -
~ :\TURA
2!1
Guariti
l\forti
12 II
%di gnarig. 100
5
6{,8
12
14
46,1
9
33 4
~1!.4
:ì 17 12
21
42,8 44.i
4~
22,2
Ii i6
136
35.8
Gn<1r iti
?.rorti
%di gua rigo.
26
46 36
343I .
43
3S so
DHLL'.\R}fA FER1TRICB.
A nn :~
Pallottol:t di fucile o di 111itrng-l iatricc Schegg-ia eli gr:mata Palletta di r.hrapneU Pallottola di rivoltella &:he~gia di bomba t\ U1lH10 Raiouetta Scheggia di bombe d'aercopla11o
Operati -~ rS-4
6g
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3
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n: n1n: ,, IHH J.\11 :'i -'' l.l u 1 <w t:HB .\ !IL -
~ .\T\'R.\. 1>1·:1,1,'.\R ~f.\ l'(l'-:
FERITRICE ~ 1-: 1 LA.l'.<\ROTO:\IIZZATI
I·H lUT:\ DEL Tl 'ilt l 1; .\~TJHl - J·:~TJ:RICO. 0
Op<:r:tti
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Guariti
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l 'al i >ttola el i fllt' Ìk n .li 111i 1rag 1ialrÌ.;t!
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h•'llctta di ~hr:qmd l ~\·}H:g~itt di g'nU1Hl3 l ':• ll<>l t o la eli ri,·r ·ll~·lln ~dH:ggia di bomha a 111 ~111()
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C<J n f< rit:-t non JWII<'tranhft·rita Jl< lll'lr:~utt· "<' 11/:1 l t ~i""'" <li 'i~n·ri c.. n ft-rita Jll' l ll'lr:tllll' , . k~ÌC>tl(• dt.l ""]" l '} >Ìfllcll•ll (1111 k:<Ìollt' clt·l ~r.!o fl'g:lto Cf>ll k:'ÌC>u t· della ri•tik llt:t Cnn k:-io111.: ddla 1111lta L'nn k"iouc •l <'l ~o lo LCI!IIl' l'nn
Con k'-lfJIH' tk l t <: lllll' t' •kl llll'<l lllo·rt· L'un k ;;iniiL' dt·l k1111c l ' d e l l \ · piph>on Con k:'iont· 1lt·lio :<IOIIHH'(> Con 1<-><ium· ch· llo stv111aro (' tlt-11\·pipl•><>ll L't •n ksiunt• dd ,o( o Cc>lou l 'on k ~iOII<' d l' l rnlon c ci d l 'q>iplnco ll Con k "i"nt· tlt: l <'<1l<>n l' cld 1llt'!"ocol ..,t L'nn lt-,;io nt· <kl tt·nu e c dc.:l c<>l<>n C1111 lc ~ÌOIIC ,],;! lt'llllt' dd •·olnn l ' cl d 11Jl·,<·utc:rc l'oli lt- "i<>tlc dt· l LC:IIlll' cll'l colnu t· olt· ll'omcnlo <..'011 h:"'iollt' dd tcllllt' tl<:l ('olo1Ì C' th-1 fq~:tlt> C1>t1 lc·~ione cl<·l !Piln(' ckl ft· ~:tt.> <· tklll1 ci<tifllkll
Cnu ),·... ion e tlc:l <'Ol<•ll t· ole-l r<:llt' l'1m it-!"Ì nn e elci coln11 <Id rt•nc <: tkll't·)'iplo«ll Cnn lt:' <Ìoll(' clt-1 (''llo11 <' dd ft-;::-ntn Cn u h·~ Ìt>llt' t!(·( rnlo11 dl'l kg:t tn t' ckll'<·piplo<>ll
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Gl'inrrni1i OJh' l'ali di laparotomia p p-11arilt f-ono ctnnrJII(' 76. ;vt a l11lti qttt>,;li h-rili non po~snno t•s;:.cn• r·a!-{gmppuli in un'unir:t ralt·goria, 11C'rrll\• 111l' tll t'l: in aln1ni di es:;l l'aLlo OJ'lBrativo fu n ec.essario ronw pro,·rt•dittH•nln inlln('dialn Pd tilil<•, 1w l St'nso che a no:-:lro pan're ·<· r·n l'llrti ('a ri :-:<~rsa alla a ~l r i\ppan' itl l ii rnnrlt' il pazien te, in allri Jn· w•rr ftl in11lill', JINrlt~· :.:-l'il'l't•r n ri sa n·hb~ ro ri;:.;;llli anche se non opè· ndi. il c.lJL• signtAt·n riH' l'opv r azi onL· rap)H'\'St•n tè) nn tn111 nHtli~rno surw r fl ll o t ' q11akh(• \'! liln. rtann,lso . 'T'ra quc::;lr cluc C'Sl reme (·at.c~0l'Ìt' v~ ne è unn terza, ('hC co mprende lulli i fr r·ili nei qunli l'orwrazinne nnn ~ i rid11ssc· ad u na scmplirc e.-;plorii z.ione ch' i YÌ:<t·t•ri , rna pt •rmi>'t' al!-ttiH' prHtit·h<· s1 1 vis('eri ferit.i; tali p ruliche, indic·ah' dHilt' l1·<:ioni anatomiC'lte ri..;l·ontra\.to, è dubbio r.he a\'C'ssem un ear a1hot'<' di lll')l(•nza, Jll'l'C llè è prolwbilr clJe 1 ~ lesioni non
n: nl TE .\llllll.\11,\;.\1.1 Ili (ò l'EBB .\ a \Tt.:hl>ei'O p o rt ato a 11111!'1\' i paztl'lll i m a si :;arl'hbero ri pamk spontan cumcnlc . QuanlunqttC' io rilellga d1c non sia pnss ihil t• sla lli li re dci limiti pl'0ci;:; i tnt q t1csle ln· call'f:.'Or iP, lulla,·ia, tenuto conto delle lesion i anat.omi ehe. e ddl<t o rdinaria l'\'Ol uzionu anatomo·palologint. di luli lesion i, dividt> rèJ g li operai i di la parolomia g11a rili in : a.) infermi g twrili in , ·irtìl <kll'atlo opPralim ; b) infCt·mi t. he sarchl,cr·o ~uarili anelw scnz'ullo oper·ativo; r- ) inft• nn i c·IH• [H'Ohu tJilll n'nlL- :-;an' bbr ro gna riti anrhe ~e n z'allo
opr rali ,·o.
Tra (lliP~li ferili ritllli ::iro so li) ('n loro la cu i Je,:iorw, a mi o p<.u·er·e, non f? ra susc.rtlib ile di ripa razinm spon laneu . Sono l'io<.• '•l infer·mi chL• lu laparotomia hu rest ituiti alla ,·ita : O.>scn..a::io ue 38 1. -
.\ll acc i<Jtura eli un'artcri<J s~nguinautc d <:ll'cpiploon (gravi con-
di ~ion i d i <llll?IIIÌ::t IICUla\.
S utu m di 1lne ferik oh:lla \·e~cich elta llil inrt• .
•
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»
"
.'Il+ - Riduzi 0n c ddl'epipl()(>w e òd colou tra sn·r><tl ern iati n e l cavo tor;oci<·o, :Jltra,·cri'o uua l:lrga ferita elci ùiafraunna ch e vie ne sutnrauo. 4!li, 4oS, 4<>9, 4111 , .p :;. - Ferile multiple del tenue. ,p 1. - Ferite multiple- dc·l tc uu c c lac~.:raziom: clt'l IIH:~e n lerc. .p2, 4 1;1. F crik utullipk del tc uuc:; l:u-er ozion e clell 'epiploon . con
~
41.1 · - Emi:-~ clc- ll'epi pl ooJt. r-cr il c nllllliple dd len ne .
• •
wr. - Splcut:CtOIIIÌa per hor~a fni(a del la mi lza.
,·et~Ì ~aJJguin :-tnt i.
.,
tJ.I<J, ~.'· ' · -
•
F e ri te dt'llo ,wtuaco.
•
<).'i •. - Fc·rile d e ll o ~ tomncn. Rottura clell':trto.:ria J.;<l~tro-epiploicn. ·1Sf>. 4.'ì, 4.<S , .j_;q, 16.•, 41ir , 1li1, .16;1 , 46 1. 46_; . ·1'>1\.- Fc·rite del colon .
~
4i", -Iii. -
• "
4\11· - P\:ritc dd colon c dd r eue. '19.'>· :;o;;. - F e ri t<' dc·l tenue c elc i colon. ,1()6. 1<)·<:, 4<)(). - Fc::rill.: dt:l ( Cillll.: t· tld cc.IOII t lac<·r:l?.iu ni ddl'muem•>. I'Ji· - Fcritt· dl'l ll." nu c: , dd •·olo n c dl· l tll<'~m·olou .
" • • • •
Tutti
Ferita dd colo n c de ll'omenlo.
Ferile dl'l tc·uuc, tld cnlon c del fegato. F l'rilt' <kl tenne, d<:l la cistifo:llea c cie l feg-:lt<>. l·t·ritt· dd c~>l nu, dd ren e c dcll 'ome uto. ,:;o t , .5•'3· - T'trite dd colo n c del fc:g:1tn. :.•~··
_:;.,!. 5"~.
qtt f·~li
ferili , tranne quaklw rar·i ssi ma e~ · cczionl>, sarebhero
m orLi se n on fosser·o !ila l i O!JCrati di laparoto mia. Ne ll'oss. ft5ù l'opt•ruziun<' forse non an•Ya carallt>!'e d '11rgc•nza, l1•'t'· cilè il proiett-ile n cm n,·eva apcrl<t la caYitit pcritonealc, ma , ]lenetratn dalla porzione ex.tra-pcriloncal e ckl r icco, s i era inc·asLrato n ella llrn i ca rn US('Oian\ dopo a Yen• pPrfor·ala la mucosa, sporge• n do sotto la .s i e ro~a in lallu. Trllla,·ia io ho t:I'L'dlllo rti annoverare qnesto ferilo tra qurll i sahali dalla luparolom ia , pt•rchè infa tti se l'alto opc rutiYo non _ fo1S:>e slalo cum pi ttlo, ben presto la :;i0r o.::a si sarebbe m·not izzala, L' il
fi."JX
FERITE :\000:"\IINALI DI ul" F.RR.\
flrt,it•lfift •. rw: il malnialc fl'<"alc contl'ntllo nl'll'inte!'lino, s i ~ rebbe n.:r-<ato nrlla cavila r<•ritoneale , dando luogo ad una perit.onite , la f!Uale rnoltn pmhaiJilmcntt' :;un•hhe stata mortal e. Si potrebbe obidt<tre ct1e prima d e lla rree rosi del!a. s icrosa ;;i sar ebbero det€ rminate facilmente nelle aderenze, le quali al tnomento opportuno. tWI'Cbbero impedita la rliffn;;ione dt·l malt·riùlc 111ft'ttnnlL-. E ' on-io che ~i tratht di calenlarc "' ' dr·ll e pr·ol1aLililil <"llC non lla11ntt alcu n qrlor.! a~:-~u luln. Il o ann ri \ cra to anl"IH; in Cfllt's ta. cat.CI!Mia l 'oss. 3";'•, nella C)lléllt' non ,.i erano lesioni intestinali! e l"alto opcntlivo constò d ella. riduzione d el -
l"cpip loon e di'l rnlon lra~\"crso , erniati dal ("a\"O torarico attraYc 1·~o una lar~m frrila d t>l d iafr<:llllliW l"fl(' f11 s uluratn. In realtit nt' anclw C)tti l'in IL·r\'enl() ri,·e:-:ti\"lL t aralt~· n~ di urp1·nza, ma i.> a notare elle il ft' rilo sì J!l"l'SI' nli> in J{r<l\t' "1alo di :-:lt•wk, l"·ohahilnlPnl•• <lipPndenLt' da que,.ta ;uHtrmal e JH>sizi•llll, dei \'i ~c <>ri <' eh(' dopo l 'atto opt•ralivo le s~ 1 e ('andizioni ('bbtro s uuiLo a mi ~.diorarl'. Inoltre :;i <·.omtH·~ndc come se l 'infvrn lo non fos~~ ::;!;ilo opl'rulo, s i S<tn•bbP.ro pn·~l<1 d <'lerminali de~Ji s lnnzam enli rl 1e an~· bhl·r·o :o~t•n7."ullrn r ondolln a morte il paziente. lnlfllll' t"Ile non si [(J!"•..;(.' arrintlo a Lt-rnpo ro'l un allo operatiYo, le cui <liffknlla nalllralmenle sar-ebbe ro siate mollo più ~nmdi. :\d cc<'czi on<· d<·llt· n~,;. :lHI -8HR-3!ll, nPil c C)uali l'atto opcralin> era '""l!"l nlt· o 11\'("t':;snrio ri spt'ltiranwnlt· p<·r ft'rila ckll't'piploon , con roltma cti arlcrit' ;-:anr-u ri Mtn1i ~· frr<l\"i tnndizioni òi anemia. dt•lla. YescirllL•tla biliari' in rllH.' punti, dL•IIu milza , elle ,;i prc:-~cnta\"I:L di,·isa in quas i due n•clil, vedi fig. 31, in lulli gli altri I"HSi rra !)C'l'forato il tubo f!él·
:-lro-cnlct·iro nei suni vari st•gmenti; c poìcllè noi siamo corwint.i che le f<·ril<• dello slorllac·o, IJlll'l lo del lenii<', qnPll~' dd colon non g"ltariscono ~ pllnlaneamrnt e n per· lo ~n rno la loro g-1ra ri gione ~ ponlant•a è Prcezionale, rilen iarno elle lulli questi infermi se non fosse1·o stati operati, n\ r<, hbcm in contrata la. morte. Ora ,·ien fatto di dnmandar-:-;i se Lulli CJlH"''Li fe riti hanno s icur<:~mente suwaniss11to all"<Jllo OJWrat.ivo. Com(• dirò in seguito noi abbiamo tras frrilo g-li operati , trannw q tHllclle C'rrezimw, ~o llanto quando la l or·0 g•ra rigione rlli rurgica apparint. asskural<1. Pr•Jl siumo tull<n·ia elle nuove complicanze l)tiSsono t•:-;;err sowag;.:"iunle a. <"Ompronreltcre !"esito dcll'inll'J'Yento, <' c lll' 11na. ricerca minuziu~ n. rerhcreblw quakhe dol o ro:<a so rpr<'sa ; ma. :::iamo d 'allra 11arle pers ua si che c- iò JWCJ P!Osr r·e snrcrsso in qualche caso rari ssimo e rhe la ma)!g·ior parl t• rl qdi ope r·a.t i è s icuramcnt<· gua rita.
b) -
JNFFH .\11 Cllf' :".\REBRERn Gl"ARTTT SENZ\ ATfO OPERATlVIl . .....
Ho riunito in ques ta rate~OI"ia le laparotomie esegu ile su individui la cu i feriLa non era penet ranLr, o fJtJ('\\ e eseguite su individui con fet·i ta pcrlC'Lt'anlP- ma :wnza Jrs ioni visrcrali. Qui l'at.to operativo f.u inu t i l<~ · ma. necessario come <" ri L<' rio diagnostico. Nel le J)J'irne di falli l'esamc de lla ferita. e i sinlomi clinici rlell'infPrmo stavano ad atlest.are la JWnelrazionc; nei seC'ondi. t·:'>'<•ndn il proit•l.tilc JWnt'trato, era logico il (lilbhio di lesioni , ·iscerali.
Oosrn·<~ ::ir•Hi 11;, 1,;n , -'" · 91 · <),; , 119 , 1,)9, q u , 1,'./. ' ' ' ' • I SJ. tÌ\'C' in ft'TÌI C 110 11 pc·no:tranti.
•
.1ns, ]Otl. ·'(l/, ,,bC), 3ìll, ;) 7 1, ,-;;.?, 37,;. :\i:'· -
-
l. ap:tr<•lom i ~
c-.plora-
L np:.ro ttnn ic c:~p 1nr:u ivc in
ferite p.:m.:tranli ~<·nw !<.:,;ioni di ,-isceri .
La laparotomia flt't' sP. s lcs-;a fu dunque iti questi easi inuti iL·. ~[a 1:redo oppnrltmo ric·nrclan· rllc la or·gan izzazion<: <: llirurgica rt:SL' possibili d ellè pralic·ile da <: 111 senza dubbio alruni infermi lras:;cro dt•i ntntagg- i . Cosi nellt• os:5 . 13C.i e 15 1. fu rstr-aLLo il proit'ltile e num cr·osi :;trarci di \'l':-l ito, clw ttnebbero poluLo es:>.:rc il punto di par·tenzu di nna g-r avt' infezione; n t> lla oss. l 3f> l'inlt~ rvcntcl diPdl' l'agio di c:-;.pl11rà· re il renc', il quale era spappolulo, e di consenti re la rtl"f r(;!domia e la P;;Lr azionc del proit•llil c• <'tal la loggi a t'l'na ie, c• nl.'ll'o:;::;. 1'.01:' 360 di pralitarc la ::>illtn·u di lur~lu· ft.' rilc· ;;angu inun l i dt> l mw·uitw ro nvcs;;o cii-l ~
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)NFEIL\1 1 CilE PHOB.\Rit ..\IENH~ ~-\HtHRI:Ril G U .'\RfT[ ~~:Nz.>. OPER.U;JONJ:: .
c) -
Pt•r i ferili di qu l':-L"l't catc·go ria. non s.i può l'On :'ic un•zza affL·t·m a r·~ la laparolon tia ftr af.:::olttlanwnlt• inutil t.> o. :-:e pitrltt-,:-;lu una ce r lu qli lilit nnn rll' :-:ia \'!muta al rmzi enlP.
SL'
Laparoto111ia csplorati\'<l in f~rita penctr::mtc. Emia dcll'c piploon. e riduzioni:. _;S1 , :;:'<,;, ~Rr . .>~.'. ;~S6, :;S;, ;;Sg. 392 . - l'l'riti 1ld fq~alc•. .JO/ , 4oS , .j 'x) , .J/l - - T,c~ioni non pt·rfomnti del colou.
()sun·,e:ic>IIP _,(,.__ -
Rc~er.inn e
• •
!\'el la prima era t•rnial<-t 1111 1.1 frungiu dell'epiploon; non sono rari i t;asi ricordati nei quali l'ernia dell'epiploon, trattata asetticamente , si ridu sse èd a,·vclln(' la f:'uarigione spontan ('a. Tuttavia orcone l€ncr prcsl.'nte la probahi liLit di una inf1' zion (' dl' ll 'om(•nto o dd propag-arsi d i e~-;a. nell a eaYitìt addominale con le note ronsegueonzc . E' noto che ì fer·i t i del fegato , non operati. dimno una f}Cr rentuale nolevole di guarigione . quando la. l oro fer·it.a. non sia tomplicala. da l e:"ion e di altri \· i s~· c ri . Si può qu indi ~ ttpporr<-' chi! anche i nostr·i Of)l'rati SCI n' bh' r'l in huona parte g ttat ili se non fos:'>et·o stati sotlon~ li ad al.li OJil' ntl.i\·i. !>craltr,1 in un certo numero di rssi l'intt• rYento fu pl'ecisamenle indie-alo r d util e-. Così ne lla o&~- 373 fu sut.umta. una. fer!ta. ~mnguinanlc dPI marg-in<-' epatico; nella oss. :~:> , fu tarn!>Onata una larga fe ril é~ smtt.ru inan f•' della cupola; nell'oss. 387 fu asportalo un largo lembo di te;;s ulo c·palico (vl:cli fi g . 29" ) e ri<'ostruiLo il mat·gine d~·l fega to n>L•diun ll' 111 1a ~ trlnra appropriala, n,n estundo tOsi la emorragia. che er-a in atto ed n itando il prodmsi di emorragie ;;\'COndari e; n ell'os:-;et·vazionc 3R0 si ritt:-\'Ì , allnt''t'rso la parete Lot·aeica <:d il di aframma, ad a.."JlOiiéu·e il PJ'UÌl•fli le da llo s pcs~o 1·-e delta g landola; e nell'oss . 392, m edianLc u11a sntnm adatta, si riu scì ad atTestare tm'emonagia r"~'r una fr rila sanguinant.e della s 11a faccia conve~sa. Tuttavia gli inlcrn•nli sul fcgulo non sempre hanno carattere di III'Jr<'nza· ,, ' mnll(J spe!"SO difatti noi abbiamo lt·ovalo chli: 1·\ :m o"'tasi si era
F&RITE ADDO:vJJNALT DI GL:ERRA
ddenninat<i spontaneamen te, ond'è (' hc noi riteniamo c he non pochi di qtrPSti ferili sarebbero gmtriti anc·he senza operazione, pur rironoscendo ('Ile in C'Jtlakheduno di ('ssi l'operazione ftr per qualche motivo ~pe tiah' indic.ala. I quaLlro fe1·ili del rolon, cui si rifc riseono le oss. 467·4Q8-469-'t72, J•n·senLa\·ano del le ll'Sioni non perforanti de ll' inte::;Li no. Nl'lt'oss. 't67 s i trovò una largu schegç·ia di granala infossata nell;t Jlill'C'le esilema d ul co lon discenden te senza nerforarla. La schP-~gia fu asp,il'l.ata ~ lti ferila superfi cial e della parde int\:sUnalc fu suturata. La nn'sf'nz;~ del ,~ roicllile e la le;..ione inl(.-;linale. !ICI' qnant,o snpertìciali, sono ue r sè sufficienti a dimo:>lrarc la i11di~azionù di quest'dltO o perativo; n elle oss. 46~-lt72 vi er·a una lacerazione inlNe--san ll' la sierosa e la. mttscolare e nell'o~s. lj69 yi era invece una iorle contusion~ dEd <: ieco e lacerazioni multiple del mesoeolon sa nguinanti. Anche in quc:->ti casi l'allo onerativo, se non riq">lì \111 caratte re d' urgenza, ebbe c<>rlamenlc la ~ua indicazione in quant.o nrobabilmcnle le dette lesion i <~Htbbcro potuto dar lu '1J;o all'apertura Sl'COn dar·ia d ell'intestino e quindi aJiu pentonile.
<n Dt:I1 .-~ TA DELLA DEGE~ZA NELL'AìVIBL'LANZA. I ferili furono tJ·allE.nuLi n ell'Ambulanza per il tempo neces.c;ario a cltc la loro g11arigione fosse assieurata. Ciò, s' inte nde, compatibilmente con le esigenze del servizio. Solo e-ccezionalmente, do\·endo l'Ambll-
lanza trasferirsi in altro settore del fronte, o essendovi, per condizioni :::pec ia.li, l'ordin e di trattenere i ferili per il minor le mpo possibile, si do\·elle trasferire qualche operato molto precocemente. Un solo ferito fu lrP.sfer-ito in lena giornata, oss. 93, ma in questo n on s i erano ri sc.ont.rate les ioni visc\~ntli, anzi si trattava di una laparolomia esplorativa per ferit.a non penetrante, il che dà atfidamento che l'i nfet·mo sia g uarito , nonostante la precocilà del trasferimento. Tre dei feriti furono trasferiti in sett.ima. gior nata. ln uno., oss. 365, si tratta\·a di ferita penetrante senza l<>sione visct:•rale: quindi semplice laparoLomia. csplor-ali\·a. L"infermo a l momento del trasferimento era in nllime condizioni locali e gcne1·ali. ln un altro. os::;. 'l59, era stata pntlicali.t la sutura di d11e ferile dell'angolo epatico del colon. Le condt· zioni generali e locali dell'infermo erano ottime e al moment.o della partenza era !>tato tolto il drenaggio e qualche punto della sutura. tttlanea: lt>mveratur<l afeb!Jrile. Nel terzo, o:;s. 501, era ferilo il colon trasverso ed il fegato; inoltt·n fu resecata una franft:ia dell'<epiploon n el la quale s i trovò impiglialo il proiettHc. Qu<•:-:-to infermo ftt trasferito in condizioni molto inceriR. Era sl.<\to tollo il drenagg-io e l'infermo era in pr·eda a br-onco-polmonilc. Si ebbe o<·ra::ione di rivcde rlo un mc;;;e d O!)O in uno .ospedaktlo eia t'ampo, con asct'sso polmonat·c, guarito dell'alto operatiVo. Cinque dei feriti furono tJ·a~fe rili tra l'undiresima e la dodicPsim:t ~dor·nata: in n no- oss. 3U9 era stata praticata una semplice lapa · r nl-\\mia e~ploralira; in un altro - -oss. 386- era fcl'ito il fegato t' l'in-
FE:RITF. t\1>00.\JINAI.l fil (;l"ERRA
l't· rlllt) fu tra :-fe ri lo in l'01Jdizioni iti('Crte. ron kmperatllnt o~c·illanlt' lra :31,2 e :3~; in un terzo - o>;s. ·'.Hl- era fPrito lo sLomaco: J'infl'nn.l al momento dt•l lra::;fl'riml·rllo era ir1 l'Onctizioni ltwnli c generali oltilllt> e pntent con::idCrM:>i guat·ito. !'\l'l quarto- os:-;. ft(i!i- cru. fl'rilo l'an golo :;plcnil'o de'l ctllon; rinft•nno gua rì St·ll:t.<~ cnrn plicazioni. L 'ultilnO inAn e·- oss . .'J!)(J - pn•sl·ntava d11c Jlt'rfo t·a7.il)ni cl L'l ll•ntre l' due dt:l cnlnn lras\·l·r:-;o con lrart·e di c•s,;trcl;di fiiJrinn,-i HHOJ:no alle ferilt•; inollrl' il pruil'ltilt' tra impiglia(n nell'<ltnènlu, ('h€' fu \'(.':'L'C'alO. f:infl'l'lllO fll lra,;ferilo in rli:;erde rondizinni gt·nt•rali c si <'bbero buone notizie !H•· slutlll' di lui dalla DirLzion <' dell 'of=l'l'dall' <·c•nlumac·iale di Palmano\·.-t. on• t'l'a sta~o J·Ìt'lJ\'C.:ralo. Divri cil'gl'infl'mti furuno lra:<ft·riti Ira la lrcdicesimn c la (princlict•sinla giornata. In d1H~ di p,;si- o:-;.-.. II0-117 - era ~ 1 -ttcl pralintlR. <;enJ!din•Jrll.!llll• til1<' laparotomia f':>plon;th·a, lll'r ft'rita non }Jenelranl<': in lr\' - oss. :3Cii:.:)GH-:r;8 - lapcJJ·ctorni<L esp!Mat.int per feriLa pcnvlrante senza ksJOih' \'ÌSn:rale: in dtll' -· (1:;:;, 381-3~3 - non era fl'rilo l'intest ino, ma nel primo fn alla<'<'Jala trna arl,' ria sangu inante dclt 'cpiploon e nt'l St•c·ondo fu suturata unu ferila ,-,un~uinante dd margine anlerion· ctcl fi:f!'Hio: cnlra ntiJi f11ronn lril~k r ili in oltirne condizioni. Nelle osse•·vazioni Lt(j:=i-'!7( 1 c•·a ft'rilo il co lon: gl'infc· rmi ftm>no lrasfNrti in allime rnnclizioni; n ~.:llt~ oss. 4(}0 era sPrnplirL' tlll'nte coni uso il cieco c di più vi erano delle larerazi oni mulliple ùcl m esoco1on: gua•·igione per prima. ' <)Hind ici di'i ft•rili ftrr•mr, tJ·a.; f<' r ili tra la s<:dkt~sima c ,·cntcsima g-inrnula, Lutti in oltimc condizioni locali r gl•ncrali: O:'~. U9-:'!G7-3T?3X 't-:30 1-4 l 5--151-457 -Ltl) l -ltfl~ .!t7 :..>-lt9ò-lt97 -50.:!-G03, !"t•i furono fe1·iti Ira la \'t•n tuncsima e la \'C nlil'inqlte~ima giornata: n~;.;. 370-371-:1!l0-40K· 'tlfVtlill, nt•ssuno di questi feriti era in cnnrtizioni in certE' . D ician no\'(' deg-li opemli furono lra:;ferifi fnt la ventirinqucsirna e la ll'l•nlt':;iniU g-iomuta e lra c:>si pnLeYano con;,idcnu-si guat·iti le o:=;::;erntzi 1JI1 i : 9't-9(i- J:39-1/tO- J37-~n 5-3 i8-407 -400-411-4 t3-4 Lft-lt56-.'JG3·467·lt68·50it. 11 ferilo cui si rifcri,re ros:.:. '171 fu irwe(·c tra~ferito in wntidn•.1· sima giornata in condizioni mollo inr0rlc: polsi tra. 100 e 11 0, tempemlllrl· :.;u bfcbbri l i, fblola slt>rcorun•a aper·ta e bene esteriorizzala. l i ferilo rll-l J'oss. 511() qua l c he giorno ]lri ma d t> l lrasfèrimcnlo, effetlttato:;i in trentesima g inrnala, a\'C\'it a\·trtr, dei \'iolt•nU dolori add0minali con tcmpPralurc fl:'bhrili C' cona ti di vomito . .-\1 momento della partenza qr•v~ll' con dizioni erano :;pa rile, ma t'inf·.·rmo cnt mol lo d ebole c <lcPL'rilo. l 'nd ici cl t•gli opcdrti furono trusfvrili t1·a l a lrent11n esi ma c la fJitH· ranlesima giom<:~La: essi pole\'ano tulli eonsidE>J'arsi guarili al mom ento della parlr-nza: oss. 3ti-l:1G-15l-3~:!-3X5-:i9~-1. 1 :2-4nx-'to:?-'tiJ'•-494. Due f11rono trasferiti tra la quamnluJH'sima e la quaranlacinquP~irna giomala- os~. 3~H altri du e olln· la scs;;anlesima gioma.ta oss. :n4-505. - Tutti (1uesti erano guarili d etratto operativo, <~d el'C'(·zione del ferito de1l'oss. 5()5, cht' fu lra..-ft'rito d O!lO GG giorn i c'li d l·~C'nza i n buone conci izion i gl'ne n!! i, mu con fistola stcn:oracea dei sigma ancora aperta. (Cc>lll imta). 45 - (,ionwl<' di mcrlici1111 mili/,rr,·. -
l 'n'l'
X.
CASUISTICA CLINICA DEGLI ESITI REMOTI DEI TRA UMATIS.MI DI GUERRA
Contributo allo studio delle lesioni traumatiche del simpatico cervicale: sindrome di Bernard-Horner, complicata a nevrosi vasomotoria centrale 1wr il do~t. Antonino Zamro, mnggio re tnf'(li, >.
I. T.a l'finit-a e la p:~ lu h•~ ia d(') !<ÌìllpHtic u ~i no a rwri11d i n•lat iv:l mNJtE: r e<' t• ll1i, ~ i IJIIIJ dire >'r;o <' ir~·oHtT if1u <~ piKÌ i t' ,;illdJ·nmi a111Ìbllit e ad ul·terazio.uc di'i II E> r vi va ~"'""'""i ( n<-rop an•,;1r~in . <'rilrù llli'lnlg-i<J. 11J<~rll<• di Ha~· naud ) . );on p odli ant nrt •vuli pal<~J.,~i JWI' ,~iu nt a. di queste S1P~><l' ~ indr('>m i. h a nn o voollltO .f<~rlll' I'<'J".j)llltl'lllt• di II CIT il><i ( isl!•rism n, l l ,' l' rf'I!<I E' ni;~ ) , (llg-li<'IHho loro tp l <t l ~ias i 1\l i (IIIIOrliÌ<I (' ;)llf-<IIP di j(';-;iolli srw•·i ficltr ctel s impatÌ ('O. Collfrontanrto pprl:ll i(O il g r;t<f o l'li' l' atll di !'l'ilu)lptì C' Ui :;.on [>P I'I'E'IIU\C al g iorno d 'ng-~rj la p;t!ol11~ia e la diuica d i:' i :o;istcma II <'I'V•lso rc rl:'hn•-:o;pina le, ,;emhrn quas i in. <' I'PdiiJi lr (' <lii1E' sillol il J l<l('hi ft'llli d'a eli una patoloj!ia ciel ,;i~tel11;1 llt'l'\'lli'O d r ll<t \'itn VI'Kf> lati l' n 11\11 1 ~i:;t eso.:r II C<l.llchc tra cda. l.;~ J'<lj!itiiW di fjiiP><(II H I'Ì<f CII1 C ('0111ra ~to, \'(l ( ' f' l'(' a(;J II P I)ol St"<l l'~(';(7.(1 di r--<:d (C ('II IIII!'I' (' IIZ t' liiiH(Oillil'! lC l' di ('OIIdUsii' C t'S f)l' l'i<' llZI" li:;i lof t•)o(i t !JC !'f ;C U!J· pt•ua t)ggi, :-:pcde p€!1' i n •ot e\·oJi <'nlltril!uli di aut o ri ing-le~ i ((>a('.skar l, ·J.nn . g l ~>y, Hn u• r ) rd a nl t> l'i t·alli ( Ha y, 1-Ji g:ie r, II Pa d, ·~lal"' ll ;(iP), C'<llllin cinii<.:O <td Ps sf' r C ac·qu i,;il <', <·hiarit r r d i ll m:trut r . Il.
Da l punt o di Yi stl\ auat"lni rn, il ,;i stPma ner\'o~o della vita organita vi r n dh·i,;o Ì11 !lu e g ra11d i s i ~t emi: l " ::-;is tc ma !<impnti r o JW"rl'i <tlll f' llll' de t to "si.~/1! /lltl l rll't/1' (> lt~mbrtrr.: '!0 Si.d•' IIUJ oul o lltllll" u l Hirn:<:i uqHLii ro, di,;lin1n a :-:11a \'l)lta in clue sotl<o:-<blt·rni: n ) scniOilt' parasinlp<~\Ìl'a ~.: nll d al ~ : /1 ) sczionr JHll'as impatira J H~ I vira . I l !<i:.:teTna .simp ;lli t<~ tcli'U<·<l-IOillb<tre o si;.;t em a si111p!ili<'ll ( so~ IISII !<t.ri<:tillri ). ri ,;ult :1 f o rmat o : t• o))aJi r Jìhre n e r n o::;e em r rg"t>1 1ti dal mido llo i'!lill;ìle c·•ll1 i 12 n e r vi toni· l'ici e c·Olì i ·t primi n erv i lumliu.ri ; _ • '1u D a i g an g·Ji 1l!'llH l'at.ena lirni trodu n p ara\'t' r t<>f,rf\]1' t>_:<l<.>sa dalla ba~c
rh·ll 'enre fnlo al <·or ci)!E>: :lo Dni r a mi e ffer c uti da i g a1111.li s udd rtti, i q uali·: u ) n l':i a11u stnmizza no lra ltli'O a d iffe r enti alte zze f•>rrn ando i pl c:::si p a ru , ... •·tr.>h r a l i (!'p la n C'Il i e o, celia co, m c se n te ri<' o ); /1 ) o rnl-(lo('illllg nno dirc ttam ertr:> i vi,;r e ri; . r ) o !';i di st.ri i.H ii ~I'O il O a ll;1 pc rif('rin insicm<:' cnn i n<:>rvi C'l'nn id E> :;pl· mtli sC>guc•rùo la ~ ~~e tle>Jia m clamcria r utaueo-ne rvoso-scl u:o le t t·ira t> mu· ~co hu ·e.
TI sist emn. parasimpatir •• <' rnniale ro n)J.! re nd c fìbre ori g:i11at e d~l nH•:<Pil· ~·rfa l n r da l lJtrll>rl tl rcv n ·c•nti c·< •n i n t> rvi t~r·nlomot o rr:> rornune, f<lC'<'JUie, g los.
:.:n-fat·i n ;::-t'•> E' :-:op;·utut to ('tJ I \' <1 !{0; filt r è tl c,;tinate al ~A.nl{liO r ilinre P all'i· rid e ; alle g l1iandlllf· ,::;ll in11·i. a l f<ll'itl ~f' , <tll' r:-<<lf;lgtl, all o ~tulll:I C'< o. a l (· uor f'.
C:ONTRI3l'TO ALLt\ :;TI" IliO DEL U; LE:Sim<I THAl' ~f ,\TICJH; , ECC..
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Il ~ i stf'llla P<~1·asimpatin1 }Jllh· i~·o, •••·i~i.Hato <lall'nlti tllu ''" ' ·~i•>lll' d el mi. d" llo, a l d i s"tl'-' ((eJ <1·0 :<t>g-rwJrtlo lnndJall' i· fnnnato eia ti•f n·,, t·u~litucnti il no>n•o p e l\'kO. k t'lli <li , ·isiolli e suddivisioni fnrnmno i pll•ssi Vt·sch·:tiP 1• ('\) ln-re(tale, sotto 1:~ nri ùipc•ndPIIZa r·inmrlf' l'irtlH>t'\'<.l<d•ntt• d Piln \'l'~rira, della lltl!St'olaturu rl!· l ~/I'IJSSI! tlllt's/111~<, la tni iC'11:-it 111<111<' r. <IPi (/l'Ili/oli l'sterni. Ac-eall (tl a t stste1111 sop ra l'l!'t>nlati •••·•·nt'l'e seg11alat e r es istenza di aJtl"i sbtrmi ('!,,~ so11 !<l<lli d Cil<llnillati lnntli 11 Yiscrrali, i qual i, t·llthrinlng:i 1·mllc ut(' ,·n nn e,.;:i al si:-.(l'ma c·pt•ei> ro~pill:tft', st• ne S\Ji tu ullunLlll;di n r llu sviJ 1111 po vnto~H' I_Il::Lico, [lf' l' fi:-:~<a r·:::i nellt! pnrc-ti tli "<ti<·Hrti \'Ì;.('Pl'i. Tra qm•sti g-nq 1 pi sono ti<~ l'll'l>rda rc•: l" L'appando 11 e r vostl int.r'Hf'<ll'<liato n UPlJi'll'<\t u llc'l.ll'll·Htll:<t·t•lat·1' doi !-Wng li d t'l t· tlurr e di'l fasdtl di 11is; :!" J .'apJ~<trat o nen·usn illtratli"r~til·,, ( pfe.;-:;;:i ;;:nttomllr""" e rnit~t l terk•l di .\n (' d Htd t e tli i.\Iei><lH' l'); ;lo l.':tpp.unt\ll g~tugliouu t·o clelia Yt':-l·ira. ! 11 t'•IIH'III,_inllP l'a t tato~ r ni<L d t' l :-illl!"tlic·o a lla lucr dl'll r rttndrrne rit·erdt•C Clinwstt·a t'he rwn <':<i:<tr ~ez i une llt•l l'nq.m ni,;nto lllltaltn, •' tli nnll ltl'l'Ì\'i Jw fìt.n· rt P rvo:-:t• dl'lh1 ,·it<L v<'!!Plali\·a. rltlll snl11; rna t•lt•• t'" is i!Hh\ tt'rriltlli di cl ì:'triJH t ~i,.rH? l5Pgrtnictlll C'11tP viscet•a li. i11 r 11i >:i COillpPl tel rnun filtre prnve nienti dai tlnt: :-:isteJni t•tl apparlt>rH.> llti ai si,;tf·uli atltunumi lnC'aJ i. 01 t r!-' pCl'LJ a q \ICi< l n P" rz illltl'. d ida n t o così, pPri fr rka rlt•l si,;lrma n ervn!'o drlla v ita nrg·anka. l'allatornia :t\'P\':t cl;t' lt•rtrpl• tliutn!'tnttrt l' e;;: i:-:tC'nza di rt>r ttri tnid, ,I f;tt·i , d l·i q11ali ;n eva dii<liut o : 1° L'n t ·;~gg rllpJ:,<IIlH'llt.o <'PIIt tl are nel !<l'gmenlo lid€'1'ah: tll'l ('tirno u.nlP •·it •re: '2" -L·n l'ilfU! t'Ufl]lnlllt··ttlt• nt' lla pnrl e nu·din-\·rnlntlt' drl (·t•;·no :-: te·'"• •: ;~o l 'Il r , ql.'gTIIpparrwnto t·t'llll lare n e l ~· · •rllu postPriore rw.:liLucnle In. llllt:-s:t o cnlnll rJ<t eli •J <Iarke r ~·tilli rtg che, ;;:uttn f•ll'llla di t't' IIH il• sp~H~e , :-::i pt·o!IIHga nefl:·t :-.:e~i·•nr. ~tlta drl midollo e del J11 il lto C'un la !nrmaziorre d ei t'""ì detti nn rlri di G•11l e H"llrda r.fl. I pri rni dtae nudi·i o r:tg;gT<:lJp<ttnf'rtii rnpprrsr ntano i (·e ntri rn•llOri midnllari d e l :-illl)lali('•l: l'ulti111n, b colllliii<L di J{f;u·k (' e ~til l ill}!, il t'f'll(l'll :'\1'11 si livo, ··nntu•ttente la ~en;<iiJil i t:'t <111f!.~lllic;a allu ~en,.ihlit~L gr11eralr nttra\·e r:-o il ofa:-:('itl t·cmlH: IIarP d i ret t\• 11d ;Ltlran·rscJ k vi(• di a:;!'tlt·i<Jzilll\t' lullg- lle, tra t>Vl'l'sauti i nu<· lf'i di (;oli l' flpunladL Conte per l a via sen~itiva auimal e, inff.tt!i, ('OSÌ per quc ll n urg:ulic·;t u sirnpatira esistono :ielle l'ie <l"•·('ndeJJl i prc;;umi•hi lm (' nl r dirt·ttf' P •. ,.o,·i ate pa!-;~nnti a l<: un e. l'inì· pe t· il cf'rvf'llet ttJ, lr. nltre pet· i l Jled nncoln, per i nur lri centrali e prr lu cnvsula interna, c terminant.i n ell a ('!ll'lCr(·iu t' ercLraJt~. E:-.:i=-t•llJO cc nlt·i \'Ortir·ali dd :-:irnpatiro·? Per C(Ua n to puss;illll dimostrarlo i dati ~ pr rint f' rtlali fol'llili <lal.ln tlisio logia, paqtohb€' di fii : quanl.tmqne la lorn t"stllt1a Iontlizzazione sia an c·t• ra trupp1l i uC"erta. In tt'si gi•n('rn lr quest i c·cntri C'uiut•ido tl(\ <'•1n la zoua motri<· e t'tH'ti cal•• o si trovano rtt.! l le virinnnze irnntrdia.te: il e h <' p<'r'ù nuu nwl dit·e che in altr-i })ltllli dl'llrt rurlf·ec ia non vi ~iano dei cen tri che est! rdtauo un ' influenza l'tri procc....;si della vita org-anica. tl.a po1·~illllt' nntt-• r· ic•rt' dri <·,q·pi ~tJ·iat i e <.Id ta lamo nttit'tl ~·>,.si edi'I'CIIJ-1>Pro purE' il I"H io r e di re nlri ~ uperinri di'Ila l' il<t •H'f!A.nic>t. (,ht Cl<ti rcntl'i !':'\· 1 rf'bh e ro parti('ularnu•JttC dt>putali alla re~olaziolt~ termi<-a , a ftl'f'~ied e rc !'<tdl}t. lllnt ilitù vas<t lc. su ll a pres!< in ttr sanl{ni~r t a, sulla ,f requenza tiri moviment i re. spiratori. La ('apsula iutrrna n sua vo lt.n JWrmett.erehhr il pnssa~"io a. J1,tn·t> de l la vita •"·ganit'a : fìJ11·c <· lte pa!'i:<t>rt> l>h~>ro nel ·lmH'CÌO J'l<lS(c r iure, t'J·a la. p•n·z io ll l' lntltr il'e e qnr ll<\ sensitiva della vita d i re lazionr. I mporta ~·uno!'('ere !'-esistenza el i questi c·e ntri sU!)Critlri tldla. vita org~V Iticn non t-tllll() per quanto conrcrne l<t lt>rn t.opogrnJìo., anc11rn, C'tHlH' dil·e1mno. itH'I'rta, quan t o allo scopo d i n1eg- Iio comp1·en<Jere la ripe •·cuf'sioue d e lle .le;;:iuni rraniu-eucefal ic:llf' s ui fenomeni della vita or!-(anica e a meglh> riflette r-e sulla ('()mple:-.:sn a:-suc iazione tiri c·osciente encefnli<'o e d e ll'in<·usricntf' ~dm paiico 11 e i ce n(,ri nervo!'.:i supe r iori e IlCl' c•mc:l udere clte l'rn,·cfafl• di'V!' a~it-E' !'.:trlle funz iuni ut·.g·anicile •Quale n·gt>nte di cuorù inaziunr t.ra que!'.:le r ((~ .funzioni <Iella Yita di relazione.
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Tmltasi, c:<lllll' rtppa r<• u;dln dexcrizi<mP, di tllla -sindrome di BernaroJ1iol' lll 'l', eli una siudr•lllH' t'inì· d:.L pn ralisi 11<'1 ;;in tp at.ic·o <-e rvi e<lle . le~tl ('<Ili ogni pr•)lln.ht li tù ( rl r:::uuta dalla st•tlr della rkatri•·e ) tra il g nnJ:rliu ('el·vkal~> ÌllfPt·inrt: Ù 111ed iu . .-\cTnnln pr.o: ,ti !' i n!nmi oi('U]n.pttpilla.-i, \' a"•' u lat ·i e SP!'I't·tori n PI no;;trn 1 aZÌ•·: Itll ' tr .. vi :t lll 'J 11o1 cnlllj>l<'S>'II di di s : nl'l>i in ftll'llla ac-cl'~,.:it~nale- kl"i ai l .t, vo uti to. f.,,.:feni, ,.:intomi Pp il eltifurmi ) cri itt f•l t11Hl routinu:tliva dtpre~::;iottl' p-<irltk:t , p t'<'<H·t· np:-tziiini f'o'ttl',.:tnpa til'IH.', ntutahilit.it <li <·nrattere, far i lP e111o1· tiviti1 ed irri l<thilitù. iltcl c·IJnli lti CIIto dclln nt é lll tl ri<~ , fadlt< e.-,at trill ilit:\ C't'· n·br<~ le. · CJu~>sla romp1Ps,.:a s iudrnmo• in <· ui ai :<iutomi di l!Ht'aii>'i drl s irnpnl irn <.' <'n'i l':d" si uni,..t·"r"t sit ,t mni :H't'~'""ipnnli rlte ril'•1rllan o l'ernit- r ania. ufl:tlmit· n. al'ft'ZiiJIIf' sulla <' IIÌ urigi tt r x impatira rnu,·ordatto rnnlti atltllrrvnli Jl:lluftl)!i 1,..r i ~ooi J':tfl}JUI'ti ,.,n altr e n e vn >>: i ch' l :"i~lrtrta ,-c~P tath·o f' ron allt' ra.d o ni di aktii JC gl liand nle <' tn lorrine {ti r oid<·· ) . f' si nt.nmi sn!JIIirttivi n e un.>p~il'ilil'i ;-J,r s i ri ;:r·rH tll'all<l ron fr<'tJIH'IIZa n e i t'l'>tltin-lt•::d, non !Hli• .-!t e 1';-;S('J'C l ' r sp<JilCll(t' UÌ cli sllll'IJÌ \ ';t,._,,lliO\OI'i ('PI1(l'<J ]i , dip entl<' llti dalln. Jc!'iOIII' drl !'ÌII1· pali<" <> ce rvic·ale. E' eli r<llt:<t·gnl'til i allcraz iu11i ttulritiz ie nervose. rh·· 11Dll pc·rJll ~' ll<'ll ll tiii<J pt·n g tJo.>l:'i talllll fan,.:ta, per lo m enn nPi riguardi il!'lla ch tra lil .
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....
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.
Un caso di spasmo tonico nel campo dell'Xl pa1o , ... r il ~ 1 ..11.
Armando Ferraro, t:apit:tll(o uwtli ..o.
l> ... !;i,.\':t ii 11 Ì. c·l:t"'' ' IS\J."i. d d :!::o f:tllf.,.ri:t. il l.i :t:!l'"'" 1\lllo. lltlm ll t<' J'.,tf,•n-.i\·:t t•lJ<' t·otl<ilb><t' :tlJ:I Jtl'•'"=l d i (:ool'iZÌ:I . fil ft• I'Ì(I) ;l) <·o ,Jltl da 11·11:1 pli 1J1tl\<oJa ÒÌ ftwi lt•. dw d ••H; :1\'••rltt ,-.Jpil n llf•lla fa:<<' lt•J' IIJ ÌII:Iit• d<·ll:a ><11:1 II':IÌ<·llori:t. ta u ln <'111• <'""! l 1'1111:1'-\' (•ooJIIÌ<-<'!1111 111'[ Jl•:<>'llli lllniJI Sl'll:/.:1 fl) i 1'\')i;I>'"=II' Ji , J)t'I J:I Jli'\'"(' 0Z.'l di \a lt · t'III'JH • <'><11':1111'0 <')!'li 11<111 t•iol l<• :1 I'ÌS' ' III in• :tkllll tli>'lllt'lllt, j ii ÌI'itì.• i 111o\'Ì l1Wllti :-. i ~\'tt{g't"\';1110 t · •• ll la lua~~iiU:I J·•·J.:•• I:IJ'ÌlÙ. il li i IICÌ id ;:i<tl'lli tlopn. <'>'>'€ '11do-<Ì 1'''"1) l i Jll'oÌ.•t\ Jlf• lll:lllÌ f<'>'l f> ><ultQ i f"ll i i ii~Ì h ·;: tllll •'lll i. fu d i'!'Ì""· Jti'P\' Ìil d 11•· radi o;:T:t lit· . l'illl<'I'I,.. IIltl OJI!• l':lt<>rio p<•r la .-un l'l'l l':tZi~tlh'. J·::<\'J..:'II illl t :olt• • IJ~' l':IZi•oll\ ', •• l•lk' l'tt :1 11 1:1 11 if< •:<l:l l'l'Ì ,_ll h il'l d n tlll Ì ·Jirl lll l ,JIIt toiJii d i 1111:1 llil 'il"llt:t 1:1 t 1111Zinl11• n<'! l l lo\' i 1111 ·11ti <lt• l ('ll ll u. 1) 111•.'-'ti ('Oil,.i!'l>' \'11 no ll•'lia illll"""ihilitil di ll•·ll• •r,• 1:1 l••;>l:t l'd ÌIIIJ"'""'i h i litit ili l: l !Prnliz~.arla a ::lni :<11':1. I IÌilll '""') d:d l'o:<]K•d:t h• ('Oli IJI IHI 'òl ll l:l ;!ÌI •I1 li i li lit~·llza •li '"'l\' :J lt •:<i'l•l17.:1, ru , ;\IJu 1"''"'''1'<• Iii ••,.:-.:;~, ÌIP'i:t l " :t i •l•·i••I'Ìl " in 1\nlii;J, tl :t doy(' 1'1 1 ;t">'<'~II;I IP alla k" ;_:i.,Ju· di :-.- :IJ~lli. dii' 1•1 <l<·~ti iiÌ< :l•ll:t >'I:IZi~tlll- ·1i l 'ii·•· i:t Il() (l';t;:C' r f:t). 1\•i l' Ìlll:l:<l' 1\l lLO il d i<'t' ll llll •· 1!117 l~'l'l•lt•~ dkh·i:l r:ilo ina lt i h • :ili•· i'a li< ·l• •· d i )!'11!' 1'1':1 . Hill\'iHtl • 1IIIOI':l lllf'ltl• • it l %-!tll~ t d i ;.!llf'IT:I , :t S\l:t 't leìiii: I JUJtt rift' t'i~·p tl'I~ J i~ Yi ~lj!'~i4') nl(') finn :l fJ"il;:-().. -..( 11 ]!ILO.:. ' '1""':1 Ìll <·Ili do·tilli i Ì\':Illl" lll<' 1~'1'1' l' ildl'IIO hn pat l'Ì:l. I l :n olt .. IH'" l\ ll\1. :1\ \' k in:tud,.,..i I' ••J•w:l dt· l ><IW l'<lll;: •·d:llll('lllll . (·Jt k:«• t'.<l ntlt•lllll· il l'i< •tt\'1'1'0 in qll • •~<t'n;:JK'd;tlt•. 1l:ll IJII 'Jil • f 11 <l ill H""><tl (•Hl! ~II'OJWt~(:l ((j ('IJT:1 h ·lllll':ll'l' •' t·t~u In · 1111•si di li•·"m'" ' tl i , ... n ,·:ll· ·~•·•·u~.:• . l 'ltilnati 'll"'"ti. ' '""'•ntlo,.:i n <' l fr:ttld riJ•o ont;....,·d:rla l:t "ll:r d:t>:<t ·. dth.,..-• t•d rotlt•Tr llt · ion su•> f:n·on' J' a d roz ioli<• <hi 1111 pr· .. ,.,.,.,liu~t·lltn llr<•di•·•>· h ·;:: dt•. JII'J' •·ui f n Ìll\' i:tr" :1 q•u ·;:l'""l • ·•l:t l<' l •<•t· Jf> n ll<'t·jc ~ t·i dt ~•·i~ioni (:..t ) P \'t.·H t lln l•• plol ~ ~...... t;t :t '\ i~i1a f•u ll ...!:i; tlt• . l ll lli t iPI l'n)ln
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f onm \1h·a 11<>11 iudil'l'(•nmtt> p·r· ,, ,ut r·•>hilaud:trt> 1:1 J~si:<lPH Z:l OPJIOSta <1 :11\ll <:OIII.I':Iltlll'H ili atl n. Il 1110\'illlt'Utn tli fiPSl<LOil(' Ù(•l t·ap{) :tll'il lllif'tl'() è ))<l,;:><Ì bilt'. JUt!ntn• ri\' sc:e ùu possibi l.;.> q n('] l l) eli tlt>ssion() i n :1 nn t t i. l htrautt• l't>~-'<·m>:io11e tU (jllt'st.' ul t•ÌIUO il I'IIJHI HS.«<Ill\e •II IW Jl.>:-:i7.ÌOI1f' lt'g'g'\'111\t'lltt• ,,IJJiq\1:1, l't'l' la a >ÌÙ
oli nn.'l
:H;e;.. nlll:lla 11•.•ssiorw n•r:,;to In uwtit :<ini:-<1 m . I 1110\'illlt•nti di ;,o l h•\·,a;du lh' ;]t'l brat'<'i<> >' Ì (·tlllll l i.,Hn l't';!llhii'IIIC'Ilte qll:lTJ(lO c•sso t> t'sl P;sn :.ntt•riormcnt!·. f.'dl'r;rr.ivn<· in <':<t<'nHitm~ lntt•m l\' 111111 >-Y()IJ:P l'iutt·n' ~·i··lo ti'<)\':IJ'l.fl<> un n;.tn<·ol <> lll<'(~·:rni<·•> twlln hlllr<• fa'l,ione lnusc:()l:rre in t l':1t· t:r:6io rw. l r.nu\'Ìlll<'nti tli :1dt1uzìnn.e ,.:ono llit'llV ac:<:eutuati :1 dp;,tm. n on )JIItf•Jldn il romb~tide t':<plì<·Hn• tntt11 l:t sua :lziom•, osl;tt·nlata » Cilllll't' tl:rlhl c.-ontmttura in parolu. L11 th·s~hllll' :mter·iol't• d<'l uq)Q non ric>S<'e pos;:ibll~ n€•mmeno pa,:;si, ·antentP; la traziwl(' fill'zata riel'<<:"e moll!:>ta.
l•'lgura l.
c'oudud<'!H io. 11 u rd (• st•ru hr:ttn cht' nnif'n o.'ta<·ol o alla t •\·o ·o lmdorw ll•H·m:rle tle l c·a f1<1 <' 1ld <V•Ilt> :-ia lo "1Jlti>mo rih·,·at•> tt~l Cllllli>e> d<'ll'a<.-<:<'"-'-<H'io. Hil eni;rmo l'Il{' tutti ;?li nltr·i lllU ~ ·oli ehc :IJ!l~i·OIJO sulla !'C;II[lOia. quali l':qtgohll'(' t'<l il r•HJIhoitk. nond1\' g-li a liri c:h e JH"<'Sit•dono :l i na>Yinwnt i dti tlc~si<>Jl(• <lei <'a Jl<~ <' <li t•stenl--iOnt' <lt•ll:t <·olnnn~t YCI·tebntle. quali il t lor~a le. lo -'<Pleni: l, il ph-col4,l e ~:t·ande •·omp iP~o . pic<:olo <lc:mt;tto snpE•rinrl' e-~1 in f('ri orc. CC;C'. -"l:t-uo inte~11i nt-ll.n hll~• fun:r.iulie, dw vit•il<• ostalu•ln t..lì UIIÌi":tll.lc•htc dalla foi·te ~'Ohb~tttiii'li <1<•1 ti'ltl~zin, ìn :-itto. !;;(•lvsi/Jililà. - L:t S<.'ll><ihi ltit t:tttile G dapertutto ÌJILPI!nl. Ln <loloriJka è ~lt tulil:t nel !'olo t·;tllli)O dc-l tli,..,1 nrh<> ltiUM·,;Ifn"~;>. J.:si >'ll' JWI·i• :tlt<>st.e;.iu netti,;slm:l, l"ÌI~nlhilt' Ì-11> UIIH Z'l!ll:l ri,.:tr('ttH ('<l>d ~l t>li lllitalil\: ' i>11JWl'ÌUl'lll<'lll:e, ~ltl:at·•·o Ot"C'Ì pit:tl(> (l e i t t·nrwzio: f'stc•rnalueute: t~·l7.0 intt•rnu Jlf'lle .fih1·t· ot·izwulnlj dE'l lnusc·t>l• ,• sl es;.o : interna lllf'llt<' : ~ lilll':l lll('(lhwa JIOSI(('I'ior:c; tÌ.Irf<'l·ionnl'nt<• : tl'rl-.<1 in tl'nto di'Ili! ,..pina ù<•II'<>IIIO]IJ:-Jta. Ln :st'm<lbilitit tt•nni<.11, pu re nttutita, fa ri~YHn· ' rwlln r.ona l'<Uddes<·ritta un:1 netta anillge,.,ia. /-:.~Qli/C ('/1:1/ri(•t) . fn J'(•]aziono.> alla <lilllliiUit.a alth•itiL Ù<'i lllU:><:oli tlt>lla t'inl:l. ~<•:at •o~tn• dt>l dorso P dfll <:<> Il<> nbbiamo .rilf'Ynto un leggP ra climi nn ~ione dcll:l .eccihl bi l i tit e l<>ttrlc-a mus<·<ll:ll'C, mentre C)Uclln n~rvéa è uonnalf'. • f(ijfr.•-<i. - L'<~mw di tutli i Jlith·s~l i11 J•t~lnl::ioue allo ~ta to ~ui>r!ll<' tJ(•Il'iJtdh·itluo non f~t ri lt•\':11'1' nH Il n ~u :utormale. F·: tiulvqia c tllllvi/<'1•1'-'Ì. - }{itt•niàmo di (!<)\'ere ~cn;r.':tltr<> llll:'lrc>re In r:lPIAOrto Il 1listm·bn ri IP\":1 to llt•l n " "'l'tl f)iJZiti'nt~ c.~ m 1'<1 tto Oflti'ril tiYO. c·n i è :>tu t n ""'>t topo-
...
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FERITA 0 .-\ )!ORSO DI LEO NE
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CONFE R~JN ZE SCIE\ TIHC Jllij DEGLI OSPEDALI
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Sommario degli argomenti trattati (dai processi verbali pervenuti aWispettorato di sauità. militare dall 0 al 30 settembre 1920)
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NECROLOGIO Pt·of. ANTONlO CECI 1"11 ;• l rr.. ;.:r;ll' <' llltt n IJa t-. Jpit" l.t ~c·it II Z:I rr u ~ i i •·n it;II Ì;lll;l c·., Ji n 111"rtc• r lt· l pl'flf. .\ ."TO ,, III l '~c·r . :<J<'Il ln:<i n J' i>'a :1 (i'j :III II Ì. l(llòlllcln c·.,Jt•·;.:hi l' dÌ >'<'I')IrlJI >' Ì )'l'<'· 1•:11":1\':IUfl :1 ft•;o;:U•::;:iarP t l t"~tt: t11H • IliP il ~i·u bih•o t h · il "i u ···i':,!'t t:ll llt'111o (' lialir·n. • \IJi, ...,, pn• ,Jii••Lt .. <Ì<· l t ;"J iozz i t· >Uc·c ·p,.:i\·auu•nr" dc·l ll'.\n l•.•ll ll (• d•• l ll ll l':t llh•• 1lop" 1111:1 ,..,.I'Ì:I )ll'l"f>lll':l'l.Ì• IJc.' >'I'Ì<·IIlilic·:~ ì )l l'Ì III'Ì) ur l l Ì><li l lllÌ i tai Ì; lllÌ ,. >'l l'Il · IIÌI' l'i. fu c-IJÌ:l lllòllll ;Jtl llii :I IIÌIIIÌ iil : r Jl ' ili"<')!IJ;IIcH'IIfM clt•Jl a \' Jin it·:r c·hÌI'\1 1'1.; il•;t <li (' ba. 1')H• J·:;.:Ji l i 'IIIH' Ì ll i ll f l 'IT"tt:I IIH'lllc• J:(•J' ~ : III II Ì.
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\ 'Pii ;IS:-.ohJli
PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare
RIC OMPENSE a l val o r m ilita re p e r l a c a mpagn a d i g u e rra 191 5-1918
(Ccmfinuauone - Vedi fascicoli p r tceden fi del 1915·16·17·/IJ·/9 e 20)
Ut J: in P c o ·<'lo 4 gnuwio u;~•J. l' H. \· ~.1« : 1 l'ic/c o , .la l'arma, <l'pir:llllt- uftì<"i:tlt.' tllc·clkQ ;,; n·t:gilllcllto fallt.-ria . :-\orh'ttrauh: tk l pt: ri c:o l o. ;-.otto l'intt·H .... u fnot·o di arti~li r:ri :t ~1\ \t· r~ari~ . pn: ... la\·a Il.' :-u... ,·urc· ai krit: , pn rt a uclo,i in,lallrahillll<'lllc tloH· pi1ì 11<'<'<::-,..i;ava la :<na opcr,l. Feriw dallv '<.'<oppio di uu;t gr:wat;o n tUllt.' ~.: dtt<· t... ,;::cutln.: l.' :~Ila lae<.'Ì<I, m ... clic·a\'a prin1 :1 ).!,li nllri lllÌlil~tri t•ht: l'rflU'' ..:.t:tti t•nlpiti ll:d la :-'tt· .... ~a .!.!.r:u14H tl c..· p<Ji ,~. :-tt· ... ~.,. Rintllll.i;" :c qui neli acl c~"· n· n.;rontpngnntu pn llllll <li~tu)!lit-r.: ll<'>'>'llllO d :li l'"'l<> rl i r on lbattinn·ut••, ,. t'Oli nuloili p~rnk i ul'Ìlll\·a llllli a fHr lt\' lll', - 1\ni,.; clix ll •JIIlllll' l'»•· lbiFourd t<'"· t ; -t i luglit o JcpX.
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ch·IJ'artÌ:o.dit·ritl
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Ìlallut:o , \a l tiro m ·tuin>. lucnrau tt· <Id pe•· içnlu , tlltlo inl<'lll<J Ht-ll 0opna "u:o, lt'0 \1\ il ll'lllP<> di uwrlic;orc i11 <'nuditioui <·"lr<· ll t<llltl'lllt· tliiiÌ<·ili i tni!Hc· ro~i fu·it:. 111'!1 ~tr,pcndt • tuio il ~ no uu ..·n...;o hn·uro, lll·ppu n· quando tnt c~ 1lpu d "art i,:l it.: r i a n \'\'cr· ~nrio ,.Jtltt· ~fo ncl:•tv li p<1~1,-. di ut ..·dicaY.iouc. )(t ,nlt' .\ ~ol(ltlt'J .q J.,!inguu I<Jl<'.;. S~,.
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X<,;. l'I-'IWI1,111W , lll/ 11 11io . d:J Fil'arr:t (.\(c ...inal , .1~pira11 t c uftki:ti<· 111<·, \i.·q "'! n·~;.!Ì11 h' li\<J fantt-ria . -
Cal111o c·<l in-<WIH'nhill-, clurallt<· llt to giorn i , >">Il•• i lllt'll"i l•n lllh:t rola -
ll H:ut i. (l ~.·d·icii·\·H iniuh·rrotUtnu·nt< · l 'opt:•ra ~lW lll llani v,ria •ti :ll1 111 t-rn .... i ft·rit i , ,}inJo"tr:uHlo ' Jndl(l di ah n eg-;ll .i(Hl L' t· s pn·zzo d l·l pt: Ti('nlo . - ]{ ,·1.!itHH: Fnit i, :!. t- .!7 <>ttc.hr.,. l l,l l;. l \ tJ · I~ H\ru l.u igi, tl:t I{ L·~i na . X aJH,lil , ,·ap1ta nn t1 1nti\·' Jt j re.:..:;.::l !l~o nt , , f:ttlt~.·rl ,t (:\f. .\[. ) , ()ur:tllll' 1111 l' i'>klllu :ltt;ll'C'O ll l'lll i(•o, .,i-<lc-llli'l lo iJ p<•:'to di lll~·rlil':t :t.l<)ll(; in J o~ ·a1 i t:i adH tl <l •.:d a h n.·n.: tl ist:lll/.rt dalJ n lint·a, ~· ,tto l 'intl'tl~l !uo~.·n a,.,.,.. r,~t
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Giornale di medicina militare Dire~ione
ed An11ninistraziune: Palazzo del Mi n isl~ro della Guura , \'i a XX Sclleon bre - Roma
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO . L 11 t;it>111<1/.: di 111ed.icioh> ou/li!an.: si pubblica il primo gio~oo di ciascu n mese, in
l<l"è!<'<>li rli t re f.,glt di l't.llllp:l. •· L'ablJ(Jn ameuto è ann uo e dt>corre d:-tl
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4. L 'abb<manl<!nto no n disdello prim~ d<'l l. dicem t.re :-'inteude ri unuv-J to l'anuo :o.ucct':'o\'livc>. 5· l ~ij::n"ri abbonati militari in eiTettivit:, Ili S!'rvizio l'"s>(•uo pa~:a re l'impano del· l'abbou.nncmu per n:cno ,1<~1 dspcllh i C< n~:ual: di corpl e dirc>.io ni. 6. l'<'r i :soh nll!,·ì:lli mcrlk·ì t<k ll'Es<'ro.'ilo e d~lla ''farina) è ammesso un :\BBONA· ME:--.''l'O CL'dlll.A'I'lV(t a l Givmçle di mcclidna militare ed ag li llnowll di ntedlci>lu n a,•.Jl.; c cvi<Jninlc a l pretzo dì l.. 1~: annue. l'cr ot\t'IH:re tale abhouame!JIO ~li nhhonati del Gi<>lllal.: di m edicina mrlilurc de<·on<> far f•erveuire dirctÙIIllente l.. 6 all':lmminist ra· tione de~-:li .-lonw/1 tpre'lso il :\lìnistero clclln )larinal. 7. Ai l ibrai si fa lfJ sconto del r. per celllo. ma H>llanto per gli abbonamenti delle persone e de~li emi nou militari, che non p•J~~cono fn•ire tle ll a facilitazione di cui ai nn . 5 e 6.
NORME PER LE P UBBLLCAZIONL 1. l lawon originali, l e note, le riviste dattilografati o scritti a mano - rtevono oc cuparr un '"'" latt> 1kl foglio ccl t·~~Crè accur:l(;\meutc riveduti dm.: li autnri. Si fa speciale racc••mantlaxìoue che •pll!!li >éntli a mauo siano hen l<'!tt:ihìli, per modo rh eviwn ogoi dnlohÌ<J di inteqort•taliOne. In (':\M'l c~>ntrario . In Direzione si vedrebl•e co•tretta t sv~~·t:vdt:l ne l:t puhhlic·:1.·;tu1e. 2. :;;aln• ça> i "''''~''i""~lì..,~imi, In <'orre>.ionc delle bo,~e saril fatta dalla rl'dazione, anz1ch<o d:t~;lì ~utuli, J'<'f noon \'Ìil('ol!lre il lnvort> tipvgra!ico <tg-li iueviLaùili ritardi po· Stq!Ì. :. l.l "l" ·c l'n !:li ('~trani t: quelle per le taro)(' li wgr::tfichc, foto~rafichc:, ccc., che
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100
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:->tnhilimento f'oligrafioo per l 'amministrazione della Gu erra.
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/ /,/c/ Conferenza interal leata p~r l'assistenza agli invalidi di guerra BRIJXELLES, settembre 1920.
Pubblicazione mensile
GIORNALE DI
-MEDICINA MILITARE '
Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare · Giornale di medicina militare: 1851· IS8.J Giornale medico d e l Rég-io llse rcito e della R egia Marina : t 81l:;-t8Q5 Giornale mediC'o ùel Regio F.~e n.:ito : t 8ç6-IQ07
ANNO LXVIII - 1920
l Novembre
SOMMARIO MEMORIE ORIGINALI :
~edea. Scarlini'
Il t l'itttam e JJt o d egli in nt li tli IH'n ·o .;i nu n cullo<· lf h ili . . .. .. l 'l'l o ·i 1ll.\ ' l'l'N I I\'\' · {'. 'l io(l l'li(' II Z IU · ILI· H 11l' fl ltl< 't:111111 · ' 1111 ' 11.•1.,.l 111'1' H dH t · . .t t.,s
M ttu ·l v ug l1 l.ll\'>l ll dl / . . . . · . . . . . . . . . . . . .... . . . ondolfo ~t t J'(' · · · · 1 · D • · Z Z I <11 111 \ 'o li'• t p<•l' 1 c 1ec· 1 t • • • • • • • • • • • • • • • • ronsart. -. l . 1·is·· uJ•• >ttl · · O tl .f'll l lT· ·I lll' l i H 1' 1111 · 1>tl l>J 'l.IO · II I' 111'0 f1''\,-<10 · 1111 l l' l li' j!l 'l >1111 · rlo··li .· >t ., , . • . • • . . • . . . . • . • • . • • . . . . H . dPlltAI:t . . 'art.o .;;;, · P~Ih en r •x e .Petit · - ( '• l1' app>u '.' <'(:111' · 1·1 pro! C''"''· pe r g ·1·1 1\111p11 h\1 1· <1,. Il' t ll'tn "" 'fW t'l·:'l l'o' San . • • . • ta Mar1a _ r 1•rlo . . R · ' · nnlzz •. ag 11 lllV1l 1" 11 '1' g v el'J'a omano. fn cle 1JIJI·.Z Z ·l. ti~ l l' ·111 \' lf. 1·l ( l 1' l 1l· gtH't'l'lf . .
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Dl~zlone ed amministrazione
Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
ROM A
Pu le inserzioni di
$l/tuta Nazlonnte di PP~~b!lcitti rivolgersi DIRETTAMENTE all'Ufficio delegato a tale servizio - Roma . Uvultcita e Informazioni, Via Poli, 43-47 - 'ftlejono 77-66. ·
Per le nuove
nor m e circa le pubblicazioni dei lavo r i vedi co pertina (4a' pagi na).
Bourrillon . ... J. ' H•>-•'I!IlaZ.il•tH' dq.!li impi<:J!hÌ d:<.-J'vnti ai mu t illlti, ut l'Ìft•rlllt'lti J•d nll1• \'L'd o n· eli JZIIt' ITil in i"l'illlf'ill. . . . . .. . Pay. 702 Deschamps. ·- Dn t i "l>' 1 ,,.., it·i t-.-lHt j,-i ulln p .· rl au·bnz.inalL: c·a11:-;'lta .-;n l tnP!'· 703 •·•Il<• <11·1 IHV(lro dulll" l'•' t d it • di ~tl•'t'l'tt . • . . . . . . . . •
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Lo Verde. - Hnppn•·ti Ha. "l'"niÌ nolidi 1· Ìn\·lllìdi noi clc•an inio dHl hn·m·1• fontenaille. . T... t"'••"l'"''utin· n pa·r·11it· ,. i rutti ilnt.ì ito 1-'n•ndQ Bellotti. :\"'i-.lt·ll'l,>i ,,i ll\1 11 ilt~t i alt·lln frH·r·iu no11 J·o ll o('tlhili Dronsart. - 1./ u-<,.. i-<H· n'l.n ui miti ila t i """ illt tJi••J!flbilì Laghe7.za. - L 11 I"''''''ZÌt> Jct· i1111., lltw.i..mtlr· d• ·Klì ìuv.alidi <' da•i t!l lt'l'l'( & •
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Reisdorff: l: li inndid i t.t~hc·i·!'o l ~> -i. Voti emessi dal Congresso
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MEMORIE ORIGINALI
IV CONFERENZA INTERALLEATA PER L'ASSISTENZA AGLI INVALIDI DI GUERRA BRUXELLES , 19·24 settt:mbre 1920
RELAZIONI
I SEz. -
UFFICIALI (Il
Protesi del lavoro e suoi sussidi meccanici
1. · Il trattamento degli invalidi nervosi non collocabili _,
per il prof. Eugenio Medea, direttot·e dell' I~;tituto pei grandi_ invalidi di guerra in Aro:~io (Brianza). J·;· nvto t owe esislH una cntegorht di luntlldl nerYo~i lJt'l' ferite 11 1 C'E'n-ello, nl 1uiòollo :<piunle, Hi nervi ].~erlferlci, che per In graYitìt ù<'gll esiti def\nltlvl non p oi>>-<>llo t''''' ere rl<tmme;:,:~l :ti lu\'Oro lu=>iewe ni lnvot·ntori validi. SI JJt'll!c'l Jl{'r un ruout ento svio ulle ('Oilùlzhmi gl'li v l del lllll'll plegiC'i da le~ioue widQIIa re: oltre l'iml"""""ibillti• dc·lla dc·au•bula;r.lout:, ,-1 hauuo OòJ>e-• ,;v c-ondizioni t>~Htlc-ohui worbo~ in l'<li•I~JJ'tH
a ùolmi, nlle t.·ondiziunl (l(•gll stiute•·l, a decubiti, ec-c. DL IJUI la DIX'(>~< !:' l t ì1 (t'i Ulta H >'i'i,;tt•u;,a m i:•dka tlt'rnuuteut e 1te I' pr<.~n·ed ~· •-e alle UJ()I tepllcl ne<:'t'S-">,1tit di fj\ll'Sti Ìll\"Hiidl. )llcJil n•, ~n<:hè llOII srpo!;S<l t'éi:tQ parhll't> di guilrlgioue, ~~ IIO~>:!OUQ in CjUeo~t" g'f-'cllt'l't' di ln\'nlldl ott-t>lwre, <..'Oli opportuni JH'oHeùiwenti, migliornmentl uou trn· ::<<:ura bill. 11 lllHS><:tggio, Il bagno tiepido, l'elettt·o-tern pio OP!~<.~l'tunuweute appll-
n ) 11 (Jiol"'lllle di mt' tlic-iua. mi/if(lrr•, che ut'l uuml;'ro XII dt-llo !'-Y'UI'M nnu., 1mhhlit<ì Il' •·elar.ioui ultlcla Il e le <'OUJUni<:llZi<.lni pr~ntn te ;1lla l I 1 ('onferenr.a lllll'l1llle<tta 11(>1' I'H><sistenr.H ùe~ll lnntliùi tli !rut'l'rn, ~nutnl'll iu Romn nell'otto· h l'l' Hl.l !1, 111(TOJ;llt• lu tJUt->~to fnl$1.:k'<llo. l rendiconti delln 1 V Coufe•·eur.n. svoltasi d<li 1!1 ai :H ;;Ntt-mhl't' 1!)2«1 in llruxelles, ~:-ottQ l'altu patronatp delle I~L. :\Dl. il
H \' e la Ih:~;lnn del B el!!iO. J>olt'uti C'be ht tirannia dello I:'Jl:17.ì<>, lu etti ot·u è t'O-•trelbt n ùibatter!;i In l:ltHWJ~I .><dt•utllka. uou d t·on~nta di pubblicare ì11 ('J:fPil!lo tutte lP reln:doni , cl Jimitlam•• ,. t·iJ•l'<J<lu rn• N l ~~ rim•...umere l~ r•hì hnportm1 ti. da Ile tJUII Il ~-o1 l'ilt>\'11, <;-uu le~tlt timu :<<){ld i:-inziulw. d1e i delegati ltnllaui, In nuruer.. di IJen :.!-t, ::;otto h1 presldenrdl del pmr. Guleazr.i e <:~>Ila :;a·piente orgl1HiZ7-:l7.IOne del ~l!'retarlo prof. :>i"i<-Qlettt. 111mno ~11111to Jl<.ll'lltrc nn lurghls."lmo e pìVticuo t'\lntributo al buon 1•sito della rluuiotW. (.V. 11. H.).
4; · Clvm{lk di 111t' dici11a militar-c. -
Fase. •Xl .
·, ...-:-:>~ti \'.:. ' -, "'· •'f çiY'~ ::... , , ·. • · ... 1
(.ir::!. ·. :: . ~·_,/ ~ ..
~--~
IV r.ON FERF.NZA l NTERAa.U.:.<\TA PER t."AtiS I '>'l'ENZA, ECC . c~tli I"'"'"'IIO por hlti' th' i \'ant:J;.:;:i. ,;i~• (l;t 1111 puuto Ili ,·b:t:t ;!'l'lll'l':tlt>, :<in cl>ll 1'11111~> di ta lu ni ::;i ntnmi. C<Jll <>JIJ I\ll't uni pt'o\'\'Nlilll~>nti l'iHmo riu:<dti n fi>l'liÌl'(' Plll'eCdti
cll.'i nu,.tri ]l:ll';lp~A:'~kì eli
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pH 1'Pt'l'hit! r ag-ioni fal'i li 11 ec>llll'l'•,•l,dC't'" i . c>:<:;;•J'f' tt•n n t i 1\C'lla pr<J J\1':1 c·a:«l. ,].,,'e 111111 t• •rr.. td~ero :1\'t>rc~ I':J:<:<.i><l••n:~,·t 111 l'llic-;~ '' c·ttrati\':1 ll('l:t'>'::.<lril-'. :'\t•;.:li " ·" Pf'd ; tli c·nntt tni non s i tl'•l\':tllO lwnc•. J M• rc ·h~· ,;ottqpo,:1 i a di,:<'iplina troppo 1111-'tndit-a e ~\-N'a t' ]l(''ÌI'· •·h~
in •·onbtllO o rou lll:l!,lti ;H·n t i. <·h t' ;:uari:<<·•liiO \.~ 1 <·~·ano !l:t ll';~:-JWd;i lt'. o <"c>ll
11\a l~ t ti <·ronid dc•llf• pi ìt :-<\':oria !!' <' dolor''"" 111:ll:tttie ('lit' IWII "'111<> fn tti ] 1('1' "' •llr•-
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;:Iit·n• qU(•,:ti ]:a zit'llti in l><1ii'Hti !<ll('t·kr li d••• ::;iano qu;tl \'CJ>':t di 111\'Y.~AI tm 1'""1'"" dalc• •·' la (11><ll . d o \'c '. >!l'f·:t ll to :tl h· t·UI't' ll t'<'f':<,.n rh·. alla huona ;tlillh'lllaY.ioll<'. :ti,..,,,_ t'orto 'cl \• J I• )J'] (), l-oÌ:I\'Ì llll'orJ.(:tlliZZ:JZiniW l li iP <ÙI ]lf'l' lll ~tt~• t•(> 111 \'ll \1\l:l \'it;J a]il>;·l · "l:I IIZ:I Jiei.:J. _E ] ~l'l•lù pkt'<lli 11';Jitt•llil!WIIti. t'll ll l:l' l'1i. l':l)ll l l't>"'• ll lll~.iolli. ]'!l>'Sl'):';!'I:J1c'.
p r ni••zio ni, t•C·t·.. e ]t;•rdò il l;n·oro. libi'I'O, 111:1 t~>:<l ot·;:nnir,:~,>Jt.; t h e JMl«stl <'>V-~'l'<' di \'aJll :t:,:;:: io all'iti\':Jiidv t' J•••n·hi· !!11 Jl<•111W1ht
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<·o JI lllOlto ]'i:lf"''l'\' (' ('oli lll:l):';!'illl'l' ;J1t:l(~·;ti!H' II tO i!lla 1':1:<.;1. )la o] n
lloll :':ult a ntu :t;!'l i :<]liJJ:tlì hi:<OI!JHI J>t' ll""ll'o!': ~tli \' Ì dc•;.:U
t'l11i!•k;.:ki -Kl':t\'i
Jp:.;i·o n c: •'(' l'c• h mi C'. " lX's:«) aw ·h<' l'l'i h•t t id l'l H' non 1• >:<sulle> c-•s:-c'l'l' col h•<·>t ti
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l:t Yoro Jk' l' m;:ioni f:l<'il i a •·nult >l'('ll tlc•r,.;i. ~i p "-n:-:i S11ll.:11lto :dl'iut,)Jl\'t' llÌ•'Utc• g'l';l\'<' .JpiJ 'ac·<·c•;.:«> t' J•ilt'l1ic-o l'la• ><i ,.,·ol).:c' in una o fli< ·ina IJ llHl,.;i:t,..i: JI('I'Ì("<> Iì. itnpre;o;siOJll>, :-:] •a \'('llto ;:c'll1'1'llit>, t•c·<· .. (}ul ill\'P(•(' l' P n li piP~ÌI'ù pii i) c•mtpi t' l't' q t li' i In \'od
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riH·II~O IIO Il d a l i i ]Wl' lu i l' in I:H:<O dì al W<·('O <•pill'ttÌ\'<) tu t i<l l' l'<l:<'i JWf'<H'clillll t O c• •li " i'""lù <:he il p:lY.it:"ntc è :"()<.'<•lJ·,.;n !IIIIIH~Ii:l t:lll ll" llte <la p f't':« m:th.• f'"IH:'t't•l. lnfa tri i J•:ll'<'t't'h i r~·rt> hrali J·i t·o\·t•mii ml . \rosio sono ben lic•ti cii (\'-'>'ere iu nm])ic•n tp •·o:.;i ada_tto ]1('1' l11n>.
Di tlll'ultill111 <·:t t <·;.:-.. rì:~ tli ill\':tlidi 1!'1'>1\'i Jl,p n·nsi r·iul:tll\' 11 p:~rl :ll 'l'. t' d ... io- di tllult••lo'i id h- >:iu ni tlt'i p lt':<:<i tWI'\'<l:<i: >'(>Il O Jll!.'I'Ì,.
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IV CONFERENZA INTER.-\LU:ATA PER r.·A:'::ii:;TP-NZ.A, F.C:C.
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<li lv,; ioni dt'i piP.->'i '' <Id t r<•ll('hi ll<'I'Ym:i t' llnpo,.;:<ihi~<' c·! w si po:-<,..:1 1~11'1:11'<:' di <·nllo<;llllèlltH :Il l:t\'01'0 iu (·omun t• <' :llll'hl! qui .,,., ..,,Tollo Jll'l' \llll':-<ti lll:ll: •ti li(IJI:II'l·c·chi
spi·l'inli J•t>J · ~~·luh•l'f> horn pn,.><ihil•· il 1;1\'0I'O, "'''lln di la\'<ori "'lll.' t·iali , :1:-<l'i,.tt•ll7h'l IIH'di<·a npp;;rtuna (<l olm·i. ,p;JI';lli:<i. P<'<'.) . 0111·... l 1:1\'<lri \'111l1111lÌ ((·nntt'I'Ìt-'. laYo rl in p:1;:1ìa. iu ll•;:: uo. ('('t·.) :tlllliamo ill trotlnlt<J ad Aru;:io Lt •·unft•r.ioll\' dd t:tJ:t•·ti al1:1 tnn·a l' 111' :<i:llllo :~,:,;ai :«uldl· sfntti. Il hiWll 'o.dl l' si <:llllli•ÌP llli'tlil•nlt> 1111 trhio l'Il\' puèl t•:<>-('1'1' trm;po rtato :1J1d1e iu :rhndino (>t·rmptl<' and1(' ai J1<11':1J.tlt-'gi<·i \lll;t ()('(·lllt:tr-iottc piaC'I'\'ol~·. 11011 f:~ticos:\ . •l i -:nchlb;.1'ar.ione e, llt';!ll ltttunli momenti Òf'l IIH:' rcat<t, 1'eti1 Uti;d;t. :'\()i <·a·edÌi11110 ) òt' l' ]'p;;]'N•l' i<>llr.l\ · l'alt>~. Jl(•r J'~llll'ol't'\'o)e COn!;t'lltiO tli CIJLillt'llti <·ultuf'i th•lh• llè \' rn ltJI!i:l . . l•t·r q\1;\llt.> g-ii1 :c<ulla ll<);'(nt n•lazion(' hnauo dt•lto 11t'lla C':•llff'l'l'llr.a di H•una t• lllink'Jiti lll' l'"'lll:llitù il:tlbiiH' E' strani<'l'('. c·h(• Jo('1' Ì · l!rnudi inn11ìdi 11\'r\'o~i di )!llt 'IT:l nuu <·ollot·:l hili 110 11 ~i:tri altra soluzio lh' l'la· 'lllt'lla di l sti 1111 i Jiheri. l'niUP q tll'lln oli . \l'">< lo ..-.,yy,•ur.in n u ri tla ll '"lll'l'ìl :-\azÌ<'ll:dP -e a l ((Ila l(• il 1 liZit'll t... dt·\·~ \'t' l'S:I re llll ['it·•·olo <·onl r ihnlu Jli'V]'<JI'l':ioJII:tle :1 Il\- t'lllltl tr.iuul eli t:allli;.:li;l, al ,;uo ,;tato l:ìua·lllli:ll'io . <>t·<·. .-\hhia1uo :t<l Arn;:io alc·uni ntfidali. :d qua l i ("<~J·t: Jtllf•ntc 1:1 t~·n;;i•Hl(.' n•m b:1." ll'rehl).;· l't'l' nn' l'<' tutte le c uri' Hl'<•<'"-':lrit~ <' jJ r·om. fort J,IJodt'l'l ll}. ~ ('n •:li:tnw t·h P uwllo ,.:luta::i.:'i<) nhhi;\11<1 i l'i<:l)\'t•mti lutti thd falt<) d'<•ssP.t't• lutti insipm~ ritmiti in n11a (·omun<' :'renlur:l. (;hc- i'lllrwdisee Iom t'()n<t'ronti dolmnsi <·ntl h~ t~<·t·s· 11lt•->;;11lt· <h •Ila ,.. l t'"-"" Lc11·<> ;.::io\':1 t w <' l i t. ).'(>Il· Ist i t u t o l'l '1!'11:1 il n"' ggi•a·e h11o11 mnore e <hl rn•ro um\ >:i dil'l'hh<• di t':<i'<? l'l' in 1111 IU<>I!O d<We t:~ntf• t rist(>'/.7.<' e ta rrr•l tlolor\' •"') IlO riuniti. Si è or~:Niir.~ato un ~'n·izio <li Yisi tatrie i e di lllllil'Ì dl'l l'lslituto c-he t l\• t·i•XIit~llnente vi ;:i re<·SIJUI) co;;i(·dlè ai 111:1lnti non ><in <li i~"'> 1:1 l'PI;tii\·a l< nltai~:Jnr.: t <1<·11:1 (·irtil. 11l<'11tl'(' g-mntli \'0111\::lg;;i tl<:>ri\·;1 11 0 ai pnzi~ nti (hJl f:1ttt1 d ·"""''l'l' l' J,.:ticntu i 11 pio•11:1 t·:11111 ~ 1;.:11a. i n UJI:l •lt•llt' m i~lint·i fl'l!ÌOII i l<l lllh:H<l<•. 11\'lln •·id .. n t•• H l'i:~ nr.n .
( ·.,,.J l'l t:11i:1 hn rb ,.Ji o il t•rohh·111: 1 <l" i ;2'1';\ lloli im·: lli<li 1H'I'\'o,.;i <li ;!!'11• ·1Ti1, iu lll·•d" di i' t·ilt•lliòitlln >'('t in t' <l P;.!'II<l di <'>'>'t-'l't' <~ m:-i).:li:lt<l. J·: i l tlPsidcJ·io ti l'l profo•sI."'''Ì. 1l:t tt•IIIJ " • I'~JII'""'"''I· 1~<Ili• , ..,,.j grar.il' :111<) sb Il<' io <le• Ila pa tl'i<ll t i<·:l l:tr.iun~ di :\Iil;1no. <' :tll':tiu lo dl'II'Opi•J'll :\:tr.ÌI•Il:llt', t'""t'l't' <''<llltlito. .~.. r
["li •l-
2. - Protesi lavorative CModificazioni alle macchine ìlltensili per adattarle agli invalidi) pe1· il p rr>f. Giovanni Scarlini (:\Iilano)
1 ~ J.'t'"l't> 1'Ìt'11Z<I ] l l':l(ÌI ':I h:l \'<lllft'I'II HI I<I q11:111 t11 ;.!'iii Jll'l'<'.l'<k11lt'lll<'Jitf' si è i'U 11>-"0ll;llu Ì'll llll't·ito :tllt• pr,tt•>'i .ti );1\·ot'ro . eht> C'in~ (':<st' <ll'lollo nu I'Ì...·1 lllllflert' ai ~'I!'IW11ti r·<"qni,..ili lll'illt·il ~lli: .E'"·'<'l'<' >'l'IIIJIIi•·i. rohu:-<t.- <' rill:tl':thili f:H:iluwnte. [IOt('l'C ndlltt<tJ ·,.i Hl la \'<J i'l <li i'ut ranol~<· lP 111:111i imJifll'pn•ntt•H Jenh': la><t:Ì:J1'<'\ indip~ndcHte In m:ànO .!:a~l:=t e t·i»llf'tt:t r(' i nuwiln ~>nti ti:;iol<.l~if'i d i'l mnn<.'O IW : p•lt<··r><i Ji;;,qJre sit'ur.wwnte ;!Il <":i'- o:
l •<'l'l11t·tr.·rt• ""liti;\ Jll't'"" ,. t·:tpioi•J \':llllhin clPII'uknsih•, t-' :11 t \'111 ]'0 st\'s;.o
IV CONFERENZA tNTERALLEATA PER L'ASSISTENZA, El.C.
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rur re l\· 1-(rada;-;inui n e lla mobiUtìr <ltoll'utt·nsilt- : <' ,..Hlòisf<rr·e a tutti l mo,·imt>nti òl'l ru estit'l'l', st'lll':<l c·osr rlngl'r~ 11 troppo illl!'Ol'tnntl Ull)dlflcllr.ltmi òt:>ll'onlinn ri o strumeut a rio <Il ùr nn·••· 2• L•r !':tu<lJ•' di'Ile prott->-1 <11 hn-oro t- l't>StiUW <lt>llH loro cnpadt:ì .11 !'t'llllinwnt' • dt·n• es':'(' l'l:' *m p re fatto n on g<'ller·i<11 mt•ntt>, 11111 in confronl o delle f:ln~:ote \'H11t:-tir
di im·:rli<litil ebf' ,-1 lnt<•,rl\11' comtl\'11:<:\I·P. e dl'i IHYor·i nl qunU l'lnYalhl•l vuole Ps."E:'n• nn·iato. e:o:S<>ndo fiwml rimnsto in,..>hlt• l C"Oltl Jiletnmtmtt• o;.mi tentath·o dlretto nll:r <·o>'truzinn<' eli unn liUHI<• IJle<'{'lllllc>1 the nhhiu :IIIC'IH• In più h· n t1 n1 t'Omlgll:1n"..:' ('oliP <'l1 J ~>l<'i tir Ili funr.lou~ dt>lln mnno S>l.nll. 3•> J-J>-'l'(>ll(l(l IJ tm·or() clt>lbl tt>l'l'a quellO ('111'. l!llltu C0111 Jil l'>'·" i\'lliii('Utl' I]Ulllltn Jl(• JII:' slliJ:Vi<· sul' l"stl·insl.'<'ll:t.loul, nffrt> nrinm·l:' tofii11Jill">'"iYitìr di nw,·inwntl <ln p:ntl' •li 1111\l d t'l! l i :r rl i .<u perlorl. 111 protP:-1 rli !c,n·o•·o ~ qn i riuscì r,, n t'~'IIIJll'll'>-11 l't' n bl>:l><lan:w ~ne l'lnnrlldltir. o tl'r"E"ndo nl mntilnto <kll'nt·<IJnbr(ICl'io IH IKl!:'~ibiltir •h, Ila ripr(',:a fltlllsi lntt•j!T;tll.' Ile l Jnvoro ('(! n quello del lwar-cio un 11 iuto ~nffic-ieHh· 11 eourpiert- un ('(:'r to nunwro di Otlf'rnr.lonl :ll!l"i<'OI<>. lA> pl'Ott>!,'i. t h <' J'('sJ)(" rh~n7.!1 d hn dlnw>:tl'llto nw~lio L'l >'!Xilltlc:'llti nllu ;:('opo, ;:ono I'ur·tll di IH\'01'11 d('IJ'Oftit'iiW nuziounl(' di tn·Hte!<i di Gorh1. t' qn('llo tipo .lnllit>n piì1 o nwno lll(l(litirato. ~v l'Pr· ~:li altri gruppi di m est lt•ri li renclimt•llh) clf'llt' pJ•nt<•!<l linl>l'll ottt>nutn l> """''ì più "<'Ili'~~• e ln t1<•tid~·n7~1 d<:! n·~nltati è JH"OJlOT7.i<H•al<> :11111 ('0111ple:o8itìt d('i lllo\"imt•nt l ritbi(',:ti 1111 entrillnbi l'li !\l'ti i<ll{lt'r·iori E> ('ilP è n('('(';:s.nlo ~tltui['(> .. ~,... Fra l<> prot('!<i <'be bonuo tln to uu <'I:'Jto l't'>'Ult~ to l n tt{t('f.1 o :<(>('O n do A' l'lt flflO u<·t·<ltTe "l'l!lllllare •JU<"IIR tipo <1'-"tddn e quelln <\('!l'Officina Hnzio nniE' di Gtwla, ri.slll't tl Y<llliE'IHV 1:1' r li bn·oro (!t' Il' il ~~tinstl1 tOI'(' Ul('<'CH n !(·•>, e d\•1 fH l<:' ltllt1111t'. >'('1111'1'~ l "~'•···, Jimltlltnm<>ntl• 1t l mutilato d.1 "r(l/lltwnccio . t;o J l mu1wro rt>httivameute limltnto di iUYlllidi dell'orto ,..UJll'riotv. che In lutli» provengono dn <1itt·l me-sti<'rl c hE' non d;11lll h1\'0 t1tzione delltt term. hn f;ltto sì cht> n o n ,.·ou<l nwlln tlltf'\1''<' lt' modi1i (">1:t. ioni alle uwc<·hitl(' uten~ili l:l'r le- 111YOI'Ilr.loni urt•<·c:wlch<' Ln generi!. ~il"<'Olll!.' J)(! l'è• In <liffi<'()ltir del collot'tlmf'nto 111"l·l:l un <'l:'t'to lllllllt' t·o <li lnn11ì<ll. nneht> Yoleuterosi (s]•N·le -,.e non dotJrti di t"ltltum l'Uftlclent'l> rln polt'r "1'\'l'Ht"t' di indirlz7.11rli, t'Oli >'i>el'lllll'AI eli SÌ(.)Ul'O 1'-U<'Ct',.sO, 11 rcH·sl di i-su·u r.ltnll' N] Il l:'t;uole () illl)IÌ<'j!hl) nella IISSioln~/1 impo,.:~ibilitÌ\ di O!'CUiilll"iiÌ, e, Jllll' l'h'Ollv"l·(>llc!O tutti i ]lt'rlcoli c·lw tmò pm·t.1{·<' ll\'1' gli 1uvnlidi tu lutr()dur.lont.• delle m.'l<~ C'hine ttt('U!:'lll tmsfonuate n('llll indu--tl'in me<·cnnlcn, si ct·Nlerebbe utll(', !;lfl('('Ì<' !Il fll\"()1'(' d{'):li lnn11ltll domldllnti ut>l j!'l'llll(l! <'l'lltrl irHlU:<H·Iali, l'organl7.7Al?.ione di (JIW Idl<' 'l'(>?. ione in ofHehiE' <'he Jl<lh's.~ ut i llr.zn T'i', 1'11:1 <.'Olln t.l"lll'-fOI1U:l r. ione d(>ll'' mn<·<·hine utt>JJsill. sin rolln rlj!orosn ~uddivi1'1ione d('l wvoro. !(' Cl1P,tcltù t"('!;idut> <l t> li' inv11lido. A gil rn nzil1 <l<'gli In v n lidi ><tE'"-" i poi sarebbe a SSl1 i j)r('ferlblle Clt(> qu"(>to \'>'lll'rim<'nt<l si roruplN•S<' per OPt'l'fl <}('gli inntlldl stNi"i n mez7.o 111 ~oope.ntt!Y(> s<ll"t(', rolle donttl> 1!11 rilllzle. e <·<li tin:rn?.imuento dell' .t\~<."()(!la?.ione n11zlon;1le fra gli ilwnlidl t' f! c li'Opem Julr.ionnle l"IE!l' la protf'zlon<' <' l':t%"h;te nut loro. J.:espetimt>uto penuet«'l,.,bl><' <'t'rl:llnente 111ln g('nU\Iitìt del uostri tecni('i <li imprimere un rapido s\·iJuppo nlln tr:t:<formazi<we delle lllllCChin(' ut('nsili Jl(>r ndnttnrle ugli lnV:llid i. trtt!'for·mtr?.ion(' rilnast;t fino n• .fll•('ss«>hè lmm•)blie e dimeutiCfl tu .
IV CONFERENZA INTERALLEATA PER L'ASSISTENZA, ECC.
3. · Attrezzi di .lavoro per i ciechi per
lA proì•·s;;orPssa Lavlnla Mondolfo ()filano)
RIASSU~TO. ;\lam·;~ml:JO l'on·hin.
lllltlll':t llt :.:uicl;t alln IIIIIIIC), il tllì nHWitu(;•lltc) di'n• t>N.-t•t·e
rt>;.:n la l n c·olll a liri 111\'ZZi d i \.Il'<\ f:IC'i lt' t' <li ><'111 p! kt• n p p liC'li zioll\'. l>on• \'lltl·ano in ~-:itJ•\c·n lilli'P P i>llllli di rifc•riuwuto. l':IJ•I~Irtl :lli!Nlari c lnt •I'Ì di Jl<tl'ltlh•l·.... c·•HIIj>llti cH lli>'l:tll:t..l' t' llli:<ur:tzioni <'>'IIth• . la ,.i,ta <le,=-e tron11v
,.,.j.
1111 :<o.- titutn 11\'l l•lll" l' lll'il'udito. in fnnzinnt• clPi quali tlt'hh•HH\ t'"·" '' l't' cn•ati: Ctl llh' ll:<ili app:o>'ili :t Ìlll-i>'ÌIIIIi ~·:t Wj!i:<ll'o: Il) lll•l(lt'IJi Ìll s(•I'ÌI' 1.._.. 1' l;t ('<l>'tl"\tZiflll\!
eli tlPtl'rllliiiHli a rlic-otli: r·J ric·lti11111i Hlll•)lllll l il-i: •l) uti\iz;r.ar.icllli <'lt•tlridt t' cii (';l!'a ttt'l'(.' clh·c·r> :l. Tutli l lu\·ori t:tlì i'\l<~lll•l dìt IH JII'Oill'i:t l attiYitit po:<>«ollo dh·idt>r:<i iu thW e:th·· l!nri.·: •l:t\'lll'i di~' ><olln il produltn di alti :tliii'IIIIHIÌ\'anwutt- ri pdulì (' c·<>IIIJ>iuti. c·11l snl•> su:<sidi•J di Ullll lP>:;.:vm :ttlc>IIZÌnJW t' htvori p~>i qnnli ()(•('!\l'l't' il ('011('11 1'>''> ,. •Jlliuuo d<•lla llt:tlln c <ldl:1 llii'Hl<• a:-S~><·i:tti• iu una >Ot> I'Ìt' "":l l'iuta di l'liJ >):CJI'ti ·~ di 1'</lltl'oili, (·:HIIIiZi<liW iii <JiSI .~ll>'Hhilc.' JK'I' il J•I'()CVdc.'J'\' .Jp JI' <ll t\'I'U, 11) l l••n ., i/i t'l'l' tifi IIJ>flu-•illllll!'llft• 11 /1111(/ij/('(tfi ('111111' i1wisio11i " •< l'l'!tixfrll , Il lll!•lrc> fu .:.nultt:llu ('<Ili ind,..lon i. l'nn "IIJ rcrtid~·. pi:t 1111 qnaluru1t1<• pniJ :<t't'\' i l't> di <·t~ntroll o al c·it•<:o c·ltp n s:t ):t l'i:tlla. l'<•r 1:1 "''JII:Itl.rlllllra iu alto " in h:t><><H dc>ll:t t:l\·ql:t l'uZ:t.;l \ ' l" '" il li io ai la li <·<~11\'t'IIÌ\':t l'i>'oln·re il pl·,bl<•nt:l 11i 1':1 r l:OIT<'n' la M•;:w :Hl an.:.••lo I'Pitu ri.~J><'(lÌ\' :tllll'lltt' allrt lltlll!lW:t.za P aiLt 1:11'/XIit•r.;r.:t tlt'll:t ta Yul:t . :\'l'll:t ,;c·nula di rit•rltt<·azioUI! eli ~lil:lt~>l, 111111('""'' all'lsritllt<J d<'i ,l:Ìt•<·hi, fnr•>ll\l i lt>nti dm• l'''ftixlri--"'!fll, uuo J~l' ><JU :Hll':ll'<' l:t l'>l\'0111 11\'1 "t'II-"O ddl:t luug:lwzr.:t. J':tltt';l llt> J s..•ll."<l deli:l J:tl';.:'ht-'ZZ:I: i CÌIIP :tttn·zzj llll'><>'L ili fllllZÌOII t' d:til:t 111:1111) cl<•l t'Ìl'('u, ;.{IIÌclllllll (' l'i•)::ll lli!H) ali:! 1111'11 \'Olta il 1111) \'Ì ll k'lltu \'Il(' l'l.!'l i f:t 1•' 1' -"'<')!Il l'P. ()LW>'I i ;•d :tltt·i utt'n:<ill Jrt•r i h1vol'i plti tiui h:tliiW c·ollt(' l• •t·u c·at·:trlp t·isti<·:t la t•stt't' lll>l ~WIII Jilkitit .
Attr('zzi po<·cJ nut<·,·hino-i. J.ot:o <·u,.;t•>si, fueilinPillt' lt·a.spnt·t~thili t' Jlf\11 ditlic-ili •ln t'ifll'•>tlund >«•IH> qu~·lli idt•ati <" t·n·:lfi JW!ln x{yoh1 di ;\lilnno in ti"'J tll'lll>ti in altr<• ,..,·uni<• in Itali:1 Pc! :tll'l,;stt•m. J dut• liaué-hi ~ltlia~·<•llti di 1111 t11 l'o le) dPI'•mo ill"l'l'ir"i riXJI'rtintnH•utt- alln stP>-:<:1 :tltt·zza llt'Ì due !ai i :tdiat:('nti dt>lla ;,:;llllhn cl\'1 IHY11l•• . in 1.11od0 dn iu<:ontr:tl'::<i acl :IIJ)!olo n•tt n . '·" '"JIIttt/1'11 ati itii/Ì(·t• ·retHlt• lu l'<'>':t f:u·ii'·· an<·lw 1~1' il I'Ìt'<'<>. f .ct <·a.•-
J '<'l' hl ('<l>'rl'lt;f.ÌIJII(' fi<,'i lllliStt'ili PII l l'li li() Ìll j!ÌII('O l'H Jll•ll'ti (·OlliJih•s"'i fl':t ('t' Jl!l l't[ dt>ll'o.:.g-t•ttn (],, c·o><truin•. t• il <:it>t'll tln\Tt'hlw ri:--olw· rc Y•Jita a ,.,~l ta prnhlt'Hii cllf· fidli di g'l?'lllll t' fl'i:t SI' llJ>I'('!'.<(' (•:llC'OÌ:II't' la ('\JI'\';1 t•><f<'I'JI>I l' Ìlll'c:'l'll<l Ili l'i:t,.:(•lJIIII c]O)!:I, il nunu•ro ~,: In .:.mtHII'z:t.:t th•ll<> clo.(:'he in wprorto alla dr<·•mfpr..JtZJI df'l f<HHin, ("'('('. (;11 ~lt<'ll>'Ì ] i C• 1'(':1 t i l .>l' l' (j lll'>'tO Il(' i hl se 'IWI:t d i :\{ il:lllll JIII>'XOII() t•>\-<. ' l'l' -' Vllljllll'l'· llt .. llte r<'~istntti tl•tl dc•t•n . ~1ndu> uon uutt<'mnrko. <·o:<i l'hE' 1'1-[li. <:o i """ "Idio di ~"""ì. ]>tti' •·ompit-l't' 1111 ntaxh•llu l K't'fetto. Alidi(' hl co»truz ivne dt•lla (·:tsxl'-'tf>l <·on t•unne•>'lll'<' 11 ('11(/(1 (/i 1'11111/illt•, ~ 11 tH!l:t t a a l dt'{.'<l d H' xl :-c•t'YI' di lllt a Il t'f) >'E'III)'Iic·•• attn•"-'l.<l. li) J/()1/l'lli Ìll• .<f!J'ÌI' . - r('r il J:n·oro in ft'ITÌ ~ >'t:tto ~><<'hli<tl Iii f<ll'j!ÌII J)('l' e\·it~ll'(' il t)(>ri <:olo del fhtx·o ~c: la neCt>:<»itù dell'a ....:;i,..te n7..u. SI u":tno morst> ccnuun i. limE:: comun i , tntpulli comuni. P e rò Il m:testro della :;cuoia dJ :\lllauo, <-it><:o di
/
l\' CONFER ENZA INTERAL.Lf.:\TA PER L'ASSl ST&NZA. F:.CC. g-1tt•n :t e g:iil Jnetc·:tnit'() t.> h.>t.tri<:i!:'tn Jll'imu <ll.'lln <·(•C'itìt, !< i st• n e di mO<l<'lli d.a tui <·r('ati JH:l' ht c:ostnv'.io ut! di f o ntcllì e lettri<:!, di fe JTi tlll :;tii'O. dl s tufe elettrkhe. c<'<:. A;.:ll u te n:<lli in fnn7.i v ut> <lf'l t;t l to <llo'hbon n <'"'*"e Hj!giunti g:li npp:Het'<'lli a•l i ud k :t?.ionl autlitiYP. Tmln ~dtuulo i 11H'7.7.i di ri<-hhtn1i plìt n o ti è <legno di ogni :~ th'n?.ioul· l':lJ•t~u·l·<;·ltio tl<'l C'; n·. f.;iro :\tl>'s:t;.:lih di Xnt• llì. ch e r ('ndE> J)():<."lbile al I' ÌP(:O il ):tY()J'H di 1\•:-::<itUI'~I NJ tpJal )IÌÌI IIH)(l t'l'lli l' JlÌ(l )l<'l' fl>Zionati. l~t· lllt'Z7AI di nt L :-:t' lllplì <·l· rl!'lti:ttllo <LI i'; ttllj l:tnl•llo d t<• nn·ert e il t<' >':< ito rlc' qu:tudo :<:1 ·,.,.J><'7.7.:tllH i rili 1h·lht h·hl dt't' ;:t:t te :<><eJu1o . • ,., ( lili ~::n : i•JIIi c/1'/ lric hl' . - Fr:t i nw :r.?.i <li ntill7.7.l17.io ni t>lf'tt ri<·lle piìl 1!~' JJ iali d<·,·e t'"""'~'"' nnt:tt>~ <tU<'lla <le i pro f. Ga IO!:t7.:r.i. uo,..tro lii:Jtlc'lliPrito l'J·e."<ide nt<•. l'Il e :-:i i· :-:tmli:ltu tli 1·isoh·c>r t- il pmhiPum eli J ll' l'llll'lt~ n· ai ('i~<·hl mntllatl fiPll~ ruani L1 l<>ttura tlvi I'HI'alt <'ri di llmillc . l'n :litro app:ll·t•c'{·hìu dr(' ,..f f o utla >'1111<· millz;r.a?.iunl t·h, ttril'lw i· il ('{'ntraliuo t<•lt>f<>nÌ<'o idt>Hto d:llrluJ". :\JHirH•. <lirt't ton• ll><·nkv <'< liiiJI<II't iml'ntalt• d <.' l >'t'ITI7.i<> \Pll• fo n il:v. t'Ili' h11 il ;:uo l't 'Jl(l'o a :\lill111•1. L'npp:tl'l'<·l'ltio è l-talo l<l <·at o 11(' 1' l 't'li· <l<· t·~· pif1 HI!<'Yoil• :t l <·ìe<·•> H <li:::hui '<'J!ll>H<· t·uu ('(>le ritit il "1'1Ti7.i u . l't'· r la :<<·ri t tur:t a <·Hratl<· r·i <'uunrnl l<('I'YI' ,,,..·::;al b<me unro ta,·<,!('tta hll•a t:1 dal .~i;:-. Fre r.za di ('n•11111. X<'"-...1111 ),.'ili<ln · ltlllllo <' ll('.'<:<lliUJ (11\'0I~·tta a :-:l,.:t('ma r·i)!hlo <•lfr~· i \';lll(ll)!~i·tli I]IH>>'t;r (:1\'VIt•rta :1 :<tt•t (•o liJI<' lliOhili. 1-:?.i•l \'iti'JIUHI di l':~tlm·<J llll icit';lto (' f11ttu <:O>'t ruin> t> bn.•,.,, tl.tll'l" l lll:l >'11:1 /•l'l '""" t/Ili oli IlO!/ r c1JÌNI, t•ou la qua Il?' h>t J!<' llilr lnwn t t' l'i,_,. •l t. • m t lll'ohl!'n "1 a,..;::;:d importante J~t•r !.1 ('(,)tura <lt•l <'it•<·hi: <'On (' ;<SO si può <•tt{·ne r<' la :-:IHilll~l in rllil'\'o :<t•(illlciH il :-:i"t\'11111 Bril lii<·. '"Il lar)!a tlmhli'H. al><•i<'llll•l Il' mal l'id di llll'lllllu. <lt' lle quali dc•blw>llo >'t'l'\'irsi. ('(IIL t•Jt o l'll\1' tlì>'J'!!II<Ii o . t1ttl l' l ~· rll :H'dl i trt> tipo~-:rali<'lw fr:lll· <·l':<i. lng-h'si. auwrit·nuc. in Il>-~> 11 tull'o~g:i. ( '<>n IJitt'~to HW7.7.1l !-:tr·ìr t'l' l'l o :t).:t' \'nl:rta !;1 tlill'u:-:ion~· fra l d ecltl tll <•JII:·n· mu~< i <'nli <> l••tt<'r:triP : 111 k H uJ·;r IH>Il "'-li'ÌI pi.l) il l>l·h·i!(•;.:io <li P~><· hb,..irni <' ìl <·i N'II. nn•rl(lo nwz7.<) <li !'l<·<•g-lil! rP f.t·n lilll' l (Ji $ \ ' " •·i:lti.,.,..lml. :ll'!!'<>lll('llti, >'Ì :;(•ntirir lllt'IIV :-:olu rwl lll llltclu, ):<•ro ·hi> 1!'11 .-:a rir lll "-'l'tv i l 'lll<lltrlo (lo•] l :<:'ll.~ it•t'li.
4-. • I risultati ottenuti nella riadattazione professionale
degli amputati dell'arto superiore p l?'r
il d ott. Edmondo Dronsart, dirNtore d ell'I,;titut o rPgio na!Et di ric duC'a zio u e pt·o fe:<:s içma.l<• <li ;\l o ntpe llie l' (Fr'flnciu)
RIASSC~TO.
l'nn l l}ll'('{·<:h i
~l·:ttHlp
e mul.a:r.ionl-' ><i i· mnnif<..,..tll:t In Fmnd:t. ll(' ll:r
rk~1·<·:1
<1\' l!:li :111-
ct i Jll\>tN:i d<•l la y.,ro . t• noi lll>:<slllmo ~n r·<•nti r(' lt• ott Inw qua liti1 d t' !!li
HJII~ll'ettbi
di )IIV IlSÌciiW dt ~ >'011<1 >'\.;lti ('ll:<tntiti rtP. IIE' !o\'ltole tli J'ÌNht<;t:r.inll!' t> llt'i <li Llmw. HorclNI ux. )lolltpE'lli<'r. H~>nnt>:-:. "''n t E':-:. 1'o ur>'. X11n.(·y . ~on !>l ]1uò tlu11que lll'!!'lll'( ' l'iw d(1!'1i :<for"l.i arnmir·:rbill ~leno " t>lti ~ntati
<~·ntrl
di
(~t 1'\t?.ione
\' da' quc:,.1 i UJ•J>~II'('("<:hì. )>l' l'lll<' tto nv m•llt• tllig-lior· i N •ndizinul )l(>;<:<ibill.
1'!'~11 ·
?.l o n;> Ile l hl\'nJ·o ·Jli'(Jfe ><><i o n;r lt>. pe r Il <t na ie sotw :-:tn ti <·ol'tnt it l. ~·l onono;;;;~ntl;' l ri~nltnti pmtki no n ;.:omQ iu l'ìlJìJIOl't.o ('Ou gli s1'tH'7.i W 'tt liz· ?.ati. Orn. 1111 prin('ipio <:IrE' non s i Jtllò ll(':::':llv. t> eh.- la phì p:trte di Qll <'~ i :lJII\:1·
n· CONFERENZA lNTERALLEATA I?ER L.ASSISTENZA , ECC. r•·<Tlli
t~erHtt>1toHu
:Hl un atntml:tto <lt>l uwutbret :;uperlorc, 1111 rnHliUt<.'llto, in J>re -
dsiunt> ,. ve-locità. <::lte pui1 r>~tnt{!omtrsi in e~rti <:a:<i nl fJO% <ll quello di un opernio valido. p;· ullle aggitNI{.'\'I'e, c·h e lu riudatt.m~ioue dt>gli amputati ctel brat-<·io, lhHt i· dtie:H't'. ehe t>et· i l:tvori ;qpri•·nli. t' la ht,·ontzlon<f <lel Jt>guo. l't'rdll'. allora. podli mutH:t ti, rìprt>n<lono il loro n bìtuu le In \"()t·o dl C<)! ti·
Ya tori: J o l't>r una
r:t)!i~>IW crot'(lìll(' ;.:t·ut>rale:
l':tllontn·nanwntv d('ì lllUtilati <la l
l:tr<ll'i :t:,:TiC'ull è un n w)(' <·h e la )!ttt•rn1 ha ag)!'nt \';t tu h t grande J)I"OllOI"Zi<.>ue.
:!'' I."a <·•-<•s>'o agli hu.pkgbi :tmministrati\-:1, fa c illt<tto ili rnutilnti, Il f~t :li· Iom" ua r .. 1la i ea Ltlpl. (ltH' "Iit ;:i tu(tzione h n JH)I'ta to un ~:ntYe p rt-gindilr.i<.> all'agri·
c·tollttJ·;t. IK•n·hi• IJtlt'sri impil•)!hi. t:llvolta ) M>C'O rennmerntiri, danno :>pe~ agli iHH•n•,..,;:ll·i. pii'• di gwmuzit>. l"lt~· il bt ,·oro agricolo. ::• 1'<•1·ti :I(J]uot"\'\i·hi f<>I"Hiti :t! mutilnti n on lllls-"<':;gouo l l't'<ttLi:o:itl nt><.i 'ss:uì. li IU:t](1Ht!;(•ni V di \JlWII i dtE' n"('mll<l ·jli'Qn·i;;ti, llli(Ki'V:\ n lht fldu<:Jn dE'gli :\Itri. 4" I.-1 tlnmbt <ll'll:t rladattazlone J.WOfe...,.ion:tle è :o:tJt~l sr~s.-;o ln~utlielt~nte. ;,o Le l'>':tJ;t' l"a%ioni pnhblkat(•. in <ltlE'!'to C111li)>O, hmlllo nuociuto cousi<lcre, ...llllente ,.,,i l'<'sulbtti di <ltWst:t rit>tlucazìmw. ('erto una prop;t ~antkt attiva sarebbe :o:ra t:• Hl"'('t'S.'<lt ria, uu1 bi:::<>gnH 1·a restit l'e 11ei 1iul i ti <l t> l buon ~uso. Iu &>StllllW~t. ~!li intf'r('ssati c l]ut>lll c.:ht' li a,·,·[(-innntno. ~<i rendewlllo ('Onto che unii j)lu·t.e di que· >'ti fatti emuc) >-i'lll'>~l ,-nlvlv: m• l"H>'O p:ntlc:ol~ue elle n lo ro :>embntYfl e;;;a~emto, lo ~~·Hera liz.,.n n11to. nnl.w wdo JWt>>'to a t"OII>'Ì(]éra re come i,m·eJ-osimile tutto ciò che ('l"a f<t:tt•l fatto in que,.to campc1. C'h t> Nl"-'1 si de,· e t': ot'C' l)(' l' o ttell(.'li:' i n• i~;liori ·rir,:u l t n ti? l •U li :.1J>JIH l'e('Ch i :l tt nnluat>utt> ~-<lstpntl. (',:.~odo pe1· ln wu,:.-;hnn parte. ott im i , :1 llt):>'fl·o 11nn l! utile tli <:ontinn:ti"E' a fat-e clcll<.> l"icercbe per <.'<>!<bl11ire llei uuo,·i HPI'lll"e('<·hi di pren:<ione; :!" ::;:t rE>bl:>t• desl<l~ru!Jile rhe l~ :tmrulni,-trrrzlonl che t't'gola no In C0-"11'11· 7-iou"' dt>:.tli lst>nuneuti (' la ri('(hlf·nzione. fac-E>s>'('ro t11tti i l oro sforzi per ilU)Il' · tli t·v I":tpplknziout• \l"<Jpp:tt"l'<:d•i in;;:uHicientl: :;o 1-'url'but' il t·:J:-:<1 di <·nutilnutrt· , <'(•Il l'llergia kt propnl!:tllda c:lt(' è :<t.ai<l iu<·c •utitu· in t 11 • li11t i t n nel o !:1 ,-r n>tt :onwtt t(' 11 i !<<>li nw!<l i t't"l \"e t'a me n t t! Il <.'<'e~i<ì bili ug li nntpnt:ttì e feriti 1!1':1\"l. dt•i uH~n•hri >='lllll'riHrl: ~o Xdrlnter<•.-:se <lt' Ì nm tiùttl " <lt•lbt I"Ìit::«:ita di fjtw~ta rit"(lti('HZione. Il Coluil:ttu llt'rtltnnt>nlt:' imt-rallmtu. doYI"~>blll' t>>l(>r<· it;H-e un l'<.>ntrollo su tutti l n\p· l'<>l"ll •• pnbblil'ot%inui <·ht· ,;:tmnnn t><liti l<ll (JU('>'t:t . 11\lCS:tìou<'. omle e\·itat-e ogni ~>s:l· gf•na?:iOHt>. U l:ts.-<uuwmlo. il uut l e risiNlt> u(') la rna !1('11 uz:t di c.:onti<lenY~'l. ll~t )):.1 rte d••j 1ll.U· ti l n ti. c:it·C':t Il m l m ·<> dt>jrli ;l)IJI<t 1-ec·t"ll i di pt-en.<:iont'. F:tccia·mo dlllUIUE' tutto Cìi> ~·ht' IK>>':<i:lnlo. , ,., r stim'Jl;t l't' lttfe,..ta tl<lnc·i:t . 111:1 <"ht• la •nh>-'tr:t ll"-ÌOll!' !<la Sù))t";\turto :<ol.wla t' siucern.
,,,.,.il;O
IV CONFERENZA INTEBALLEATA PER L'ASSISTENZA , E{;C.
5. · Gli apparecchi di protesi per gli a.mputati dell'arto superiore pEH' i dottori Hendrlx ~ Petlt, incaricati de l !'\(•rvizio tecnico nc!h• oflbine di 1•1 ()tesi dt:lll'esci·cito belga di W oluwè - Bmxa lks
'"' :«tultit 111il ita rt> lx•h::t h n d oluto i :<Un i mulillati d"ll'o11to sutwriort': 1° ll'llll br;tt·do :11·tllid:tlt> ('1/rmr·.• , \l't' l quu)(• ll•>l ' "'""i<llllo gnJ·:tnlirr il -u.o l' :t)lil'l' tl'int p i t'J.:<I. ill "<'1-:llih> :1 .J a nui cl't•sJ•'l'il' mw; :!<> () ' uu hr:t t<: io Jll-'1' il hn-o r<l. 11 hnl t·do ]Ati' il la1·on> ha IJUt>sto 1arti<·nl:tt'l:': dt\' ] ~l>'SÌt'dt• Ull .-1 slt•lll:t <li :«\· >')M.'IISÌIIII\', ('<)\!':Jill t<l \]j hl't't\'llt>, iJ t'hl" ('O:<f itui"l'\~ 11lla 11•1\· itil , t•d \111 ;:'IIIJIÌlo, (')t'P.
di ('it ÌU:<\lJ'H . La hou th tl t~ ll'npptrt><'l:hin. tlu) a > .J a uui !l'"'"f*'I'Ìt~n:~.t•. i- prnl':t l:t dal fatt" t·lw .-i puù llf>J •Iit•:tn• !Il 13 •;:, dt•;:-li al upu ta ti. ( ·<•Il tn• o quattro uw:-i d'allt> l t<tllll~l Il•>: ! •~r il I'ÌIIlllllt'·ll tt' :!T % u r\11 fU JNIS.-<ihilit• l'ati:tllllllWIItO; o.' IJI'I'('Ì"<llllt'lllf> : )~'l' iJ 11;,::; % ]lt'l'(.'hè l':Jlf ll:t)(• )!I'Off'>',_ÌHIII:' IIPH l' ic·hi l'<l(' l':l l ' itllf)Ìt'I!O: )H.' I' ·iJ ;J % JIPI'I'Ilè j l lll<•m·out• <'l'H t ruppo C"orto: Ft;r il :; % Jlt•r dif..t to di <'''"11'\IY.iou l' d e ll 'a JIJI;II'E'(.'· •·h io : )lei' 1'),;; % 1 e t· (':111,:1 dJ 111ala1tìa: 1*' 1' l'l.:O % ]1\'l'th ~· il IIIOJI(:out• 1•1':1 ciO' ll\'1' 1'1.:0 % infili~> l ll'rt·hi· l':tJIJ ~ tr('<·thi o t>I'H t i'IIJII>ll fle>'1t ll 1P. lt•n t<': IIIU ilÌlO ti'Ull HÌSlPIIHl HJ'Ìl{ Ìil:lft>
c; , :'ll .ltlTl~Y. L' rott•si ch-I la \·on) t' sn ....,.;itli n wc·<·:tni t i. T. w·.l lHI'. - l'ro f"l'SÌ d(•i 111\l t il:tli d\'IJ;t f;H,·ia in l':tfi)IOJ't<> all':l tt"ilmliul· a l l:t· v oL·o.
_-;_ HIN:HT. ~U:<sidi lllt't:~lllki <11:'1 1:1\'01'0. Il. P .I>''IT H t' l)cii'Ht.t:T. :-:n .~- idi l Hl'l't 'H a i<- i <!t•)la Jll'•llt•:<l.
II SEz.
L
lnderinizzi agli invalidi di guerra
Indennizzi aga invalidi di gu erra
pel' il prof. Alberto Santa Maria, tenenLt> colonne lln medico.
Prima dcii ' fLttuale gul?na, in Italia, lit lègislfl.ziotlé in materia. di pen· s i0ni militari e ra. ba&n.ta su concetti ~tlquanto restrittìvi, comuni, per RILro. a q uasi tu tti gli altri Stati. Per aver diritto ad unii. pensione emno n eceSS't.rie d ne condizio11 i: che la m a l at.tia, t.eritu. o l esion e fos!:-e s l&ta contratta JIPT' (·rws a di .~(·rl'i : io e che n~ggiunge~se estremi tali rl a ren rler e l'intli vi tlun inabi l P aL sP r l'i:i o llli/ilnre.
IV CONFERENZA INTERALLEATA PI::R L'ASSISTENZA , ·ECC .
693
*** La cau!l~ di f>etTl ziO, condizione comune a quasi tutti gli Stati prima dell ' attuai~ guerra, limitava enormeme nte )a, concessione delle pensioni eli guerra. Ba:;(o citare la defìnjzione che ne dà il r egolamento 5 settembre 1895, . a1·t. 40, pPr dimo:;trarne la portata restrittiva: << A deterniÌnare la provenienza da cnus'l. di servizio si richiede che la « ferita, · la lesione o l'infe rmità. non solo sia !i'tata riport1tta mentre il mi« litarè attenùev,t a nn '-t'l'Vizio comand:1to, ma ripeta dal SNvizio ~tesso la « s ua cagione. ~a rà co11sidera.to come causa di servizio .:1ual unque fatto t·i« chiesto dal medt•simo ed a.,·ente in sè virtualmente 'il pericolo della lesione « od infe rmi tà riportata. ». Ora, se è f<tcile dimostrare un n es<>o diretto fra C<Htsa ed dfetto ue11e lesioni traumatiche e nelle fe rite, difficil n, se non impos.sibile, riesce lo ~tabi lire la causa di ser\·izio ndl~ malattie in gene1·e. Ye ro è che dura nte la .guerra !i1}icn., c u el perit>d Cl c h e S(•gul , la causa di sr·rri::io fu ri C(IlH•~c iuta t:O ll una certa la rghezza, non potendo ~uslen er~i. p e 1· tnnte form e m'orbose contratte durante quella g uerra, che esse fossero da. mette rsi « nel nove ro dei fat ti comuni t'st ra ne i nl sen·izro >>. ( Art. .:11 del citato , Regolamento). Il carattere restrittivo de ll ~t legislazione delle pensioni di g ue rm era prin cipalmPnte dovuto al fatto che per P SSe \'Ìp;e vano uguali UOJ'me che p('l' le r1ens itoni ordinarie: norme che. prt·pa,ra.te nell<t cnlma P nella t rnnquillità ddlo st~to rJi pace, aYe\·nno il grave torto di non prcn:•d<> re le condizioni ~p e ci;tli d ella guerm: le leggi 1·isentono l'iPflue nza del nH\mC> nto in cui SOt.J. concepite. D 'ultra parle lo .:;tudio piit accu raJo, fatto s ull e tracce delle prPceÙf'nti gral")di guen e, anche la pii1 recente come la russo-giappOn!.'SP, non a.\Tf'hhf' potuto n l'ppm· lontaname nte, m·l pt>riodo antibf'llico, ìn1· pre\'edcre q uale sare b'De ~tat.o lo S\'Olgimento di una gli<'ITa, come que11a 1-estè co niba ttuta. Il lungo pe riodo eli pace mondiale ci facc,·a cullare in uno stato di ~w re n a calma p er ciò che si riferi,·a all e eventua lità di m:a futura gue rra. la quale, s tnndo alle conven zioni interna zionali, an('bbe dovuto svolgersi con modalità 'ben dive1'se, ed a bnse di proiettili umanita ri! Ed invece gli st,.;,si progn ?ssi scientifici, la stessa eYoluzione della. ci1·iltà r i han condotti ad unn. g ue rra c he, fin dai pt·imi mom<>nti, menwigliò tut>ti J.IP- 1' la straordinari:t potenz<"L dei nuovi mezzi di distruzione, per le nuove sanguinose modalità di combattimenti, pel numero e norme, per le masso, addirittura, di uomini che ve ni,·ano mes;,e fuot·i combattimento. P er cui, a difff're nza delle preced ent.i g uNre, l' att.uale si annunziò terri bile per la. somma dei ri:;chi e p ericoli, p er la. g1·a vità delle sofferenze e dei dolori , pl'l nume ro enonnt' e S\'aria.t o di infe rmità. Aggiungasi che il lungo periodo di pace aveva prodotto un equilibrio sociale, caratterizzato da uno stato di benessere e· da un(!. elevazione economica non indiffe re nte, per cui il !:>Olo scoppiare della guerra, indiprnde ntementR d alle s:wguin os~ conseguenze, che r:.i appalesarono in seguito, b11.<>tò a r ompPre l'equilibrio ed a far sentire la gravità del danno che ne derivava. S i venne così delineando nel pa.ese un sentimento di g ratitudine piLt preciso•
l\' CUNFE: RE:.NZ:\ 1!\TE:RAI.I.EATA PER L 'ASSISTENZA. ECC .
e più pel'fetto di qul·llo clt'lle precedenti guerre, verso coloro che, distolti
dalle loro occupazioni, dal loro b enes'iPre famili are, e ran chiamati alla difesa drlla patria e si apprestarono opere proficue di n~& iste nza morale ed economica. alle fnmi~lif'. pri,·ate df'l loro nbit.nale sostentam<·nto. Quando poi s i constatò che la trincea logornnt le fibre piì1 r<1bustt>. -quando si \' ~de che la somma dei rischi e dei p e ricoli della zona di operazione. fatnlnwntA• continui, scnzn t regua di sorta, annienta,·a la psich e dei pitt re>'i· stenti, allont !>Ì rese più e,·ide nte, piì• ma nifesta, In restri tti,·itìt df'i concetti l egi~lati,· i p er In concPssione dclla pens ione n coloro rhe la gtlPrra rende,·a comunque in\'a,lidi. E ment re frn. i combattent-i infermi !ò Ì forma ,·a la cusciPnza del diritto ad un indennizzo pt' r le m ~ n omnzi oni subìtt' per effetto dell~t guerra. si matura,·a nel p;t("se. st>mpre piiÌI, quel sentimento cii f<olidarif'tà pf'r J'jnndido di gue!Ta. al quale lo ::ìi<~t·o non m:.nif~f<tava ancom in manipra tangibile la, sua ricono&cf'nza. · La \'t'C<"hi~t leggf', coll'imporre la ricerca dclla ca u ;:;~ di scr"izio, esige,·a che l'infennità ~ ript>tPsse dal ser vizio stesso la sua cagione ». Ond'è ch e tub<'rcolosi, c-ardiopatici. dt"mPnìi. ecc., ritornati dalla trincea, sott.o il peSt) del logorìo di mesi P mf's i, ,·eni,·1mo rinviati alle loro famigl~e pri\'Ì di ogni sostentamen to ed incapaci a.l la,·oro, perchè le loro infermità, o erano ritenut-e pref'!\istenti n li' arruolainento ed aggra"ntcsi in servizio. oppure wniqmo considrr$\.k come con tratte io occa,siooe d i sen·izio, poiehè la loro insorgt> nzu en'l nel no\'ero dPi f~ttti comuni estra.nei al SE'IT izio; nell'un caso e nell'alt ro c-•·a t•scl u ~'<a. in modo assoluto la causa di 5rrvizio. f' con !' SSa ogni indennizzo. E,·identl•nwntc· interess<tti e pa~se mal si piegantno a<l una concezionr tw;Ì restrit l i,·n del diritto a pensio1w che, se pot('\'a, P forse può ancora, a\'er tutto il suo ,·alorE' pcr lE' pensioni ordinariE', &orpa:<"ut.o dulie imprevedibili condizioni cn•att~ da lla, nuova gut>1Ta. si mostrava insufficiente. per •non dire nddiri tturn ing rata \'(-' l'SO chi, dopo a ,·e1· a bbandonat i gli ag-i df'lla famiglia, dopo an' r intE' ITOL~'l e for·se r·o,·in a~• la stin profcssione. dopo a YE'I' da to tutto si> stesso n ~ll a \'Ìta logorante della trincea, r·i tornaYa iu patria malato, inabile più o meno compiPtanH'nte e pe r sempre a l laYoro. Il l<"gisiatore. bf'n edotto de\1(> lacune <h·liiL vec<'hin legg<', ricono>.cendo g iu!\te ed umanE' lt> aspirazioni d egli interessati. secondnndo il desiderio del pHPse tutto. \'PnÌ\ n. intanto studiando una mocliificnzionl" radicale alla legge in ,·igore. E la modificazione non si lasciò attendt> re troppo e ''enne con rifornH' d1P sembrarono a rdite, nm c·he risJ.!OSt>I'O n\ do,·erE' sacrosanto che lo Stato ha \ ' f'l'!\0 coloro che t.utto sacrificarono per In dift'Sil df'gli interf'ssi coi !Pt tir i dw !!ono nelln ra.gione stess~~ dE'Ila guerra. E Yennof't·o così nuo\'e leggi che <'olma rono lacune innumprp,·oli e died ero un uuo,·o indirizzò n tutta la rnnteria c)(•gli indennizzi di guerra. l i D. L. 2 settembre 1917, n. 1385 e 2i ott0bre 1918, n. 1726. che s 'in ~gra.n o, s t.nbilirono «. clw le ferit1•. lesioni f' le malitttie che hanno dett-rminn.ta l' in,·al idità o la mort<' dei militari in territ.ori dichiarat-i in stato di guena. o fuori c\i questi, purchè in st·n ·izii ntt.inenti alln guerrn , quando siano rip.Jr· tatt> o aggran1te in ot•casione di ser vizio, si presumono dipenden ti da causa ·d i st• r·,·izio ». Ecco riconosciuto il nuovo diritto, ecco tmdotta in maniera t nngibilf' In riconoscenza della Xazione p('!' i suoi baldi e tenaci difensori. X ou !ilùrò ad E>sporre t.ut ta la portata dell t' nuo,·e norme legislati,·e ch"
1\' CONFERE:NL:A INTF:RAI.LEATA PER L'ASSI 5TENZA. •ECC . .,
!}!li)
oColmarono i nwti di una, vecchia cvncczione d!'l rischio di guerra. Dirò chv ~:;se contribuirono anche al buon esito della giH' 1TH. p erclu'> tranquillizzarono .tanti sventurati usciti dall'esercito impossibilitati di ritorna1·e alle loro pri-. mitive occupazioni, e raf;!>icurarono i combattenti. i quali in ogni momento se, pei gra,·i pericoli chi'- affroutantno. senÙnlllo semp1·c la ~mano gl'lirl11 .della. morte che tent<t \ ' il di nggu:mt:u·li. ~weYit.no anche nello stesso tempo Ja, sicul'CY.Z<t che. in caso di cventualr inndiditiL o mortf!, lo Stato aHebbe .i)l'OVYeduto a l SOStentamento neJin loro fami~Jia. Questa. 1·clativa tranquillita d 'nnimo sulla futma sorte econom ica, li ren<11'\'a. piì1 arditi nell'affrontare i pericoli delle prime linee e li incitava ad un .maggior liworo m· Ile retroYic, meni re alle fmniglir chf' \'i\'('Vano doloranti ncll'ansi<t. dell'attesa, toglieva ogni preoccupazione pel proprio :n·venire economico. Tutto ciò non contribuì forse alla grande vittoria 7 Ho voluto dar un cenno, per quanto mpido, del modo come si venne formando la nuova coscienza g-iuridica nel diritto agl'indennizzi ùi guerra. ]H'r qÙanto, or·amai, non si tratti pitl di a. rgomenti nuoYi, perchè già. cogniti all a 11ostra. Conferenza lnte1·alleata cui questo scritto è dedicato; ma. perchè, con orgoglio d'italiano, sentivo il dovere di ricordare, ancora una volta, come J'ltalia sia stata. fra le v:trie Kazioni quella che con ampiezza di vedute, htrghezza. di concezione, abbia fm le prime nazioni, affrontata la quistione, 1·i· conoscendo ai militari im·alidi il diritto al •·is;trcim~"nto dei danni procurati l oro dalla guerra.
*** L' altm condizione che la Yecchia legge sulle pen~ioni richiedeva per la .concessione della pensione era quella che la malattia, lesione, o ferita ren- , <lesse l'individuo inabile al serti::.io militare. Onesta. condizione era evidente.ment.e subordinata alle norme che regolano l';.liminazione e l'itrnmissione dei militari alle armi. Infatti, poichè per le esigenze della guerra, era necessario .aver larghi arntola.roenti, i criteri relativi vennero modificati. E la modifica· - zione, consistente in un:t maggiore larghezza di anuolnmento con maggiori J"estrizioni nelle elimin:tzioni, ci avrebbe condotti a limitare a ncora la con~essione delle pensioni, ~e la condizione della inabilità cd servi7.io non fos,;e , s tata sostituit.'l. con criteri diversi, come vedremo. Gli articoli 59, 60, 61, 62 e 63 della legge sulle pensioni in vigore prima .della guerra e nei pt·imi tempi di essa, st.abilim tre categorie d ' inv:\lidità : JR categoria corrispondente ad infermità. o lesioni che producevano invalidità .assolute e permanenti: cecità completa, amputazione o perdita assoluta di <Jue membri e le infermità equivalenti alla perdita di due membri e che ra gionavano inoltre un'assoluta incapacità a qualsiasi proficuo lavoro; 2" categoria, che corrispondeva all'amputazione o alla' perdita assolut.a dell'uso di un m embro e le infermità ritt>nute equivalenti a t-ale perdita, come ad esem· pio, sordità bilate rale, gravi alterazioni delle facoltà mentali, ecc. ; 3a categoria, che comprendeva tutte le infermità non previste dalle due precedenti ~ategorie, che rendevano il militare inabile fa proseguire o riassumere più tardi . il servizio militare. Le tre categorie su cennate non furono in tempi passati, in vt>rita, oggetto .di critiche. Fu solo con lo scoppiare della guerra che se n e misero in evi·
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lV CONFERENZe\ INTERALLEATA PER L'ASSISTENZA, ECC.
drnza i difetti. S i ril e" ò che esse erano basate s u criteri empir ici, E' chr erano· ingiuste perchè accom unavano in medesime categorie le fot·me più sntriate. Ed in ve r o e mpirico Cl'<l. il critt> rio g en e rico che le regolava, que llo. cio&. c he· • hast<\'\'fi. e~st'ì'é inabile a.l servizio milit;.tre pet· avet· diritto a pensione. La. inabilità al Sl'l'\·izio, con l'Elen co delle ma.lattie eri impPrfe zìoni <>siuwnti dal serv iz io militarn allora. vige nte, se s i bas1wa sulle condi zioni fisiche di" l soggetto, Sp f>s!'io rÙHm t i\'n, M l CO<ra l'influe nza d t> Ile verchie concezioni milita.ri che per la. ido neità al St'l'vizio, rsigevano anche dnti estetici. Il f<tcile · \'a riare degli Elt>ncl1i d elle infc>1·mità, mutavlt di cons t>gue nz:t i criù.>ri ~ull e pensioni. Quello però che o fhi\' a maggio r fi<tnco :dia critica <.>m LtccomutHt.mento· n rlla. t.erztt categoria., di tutte le forme non comprese nell e due prer!'dt•nti. l'~ua.l!' pensione, qu indi, spet.ta.vn ad individui affetti da fo rm e morbosP le più disparate, di intensità. e gra \·ità di ve rse. E n essun conto si t<'ne,·a dello stato funziounle de l militare t' d e lla capacità ln.vorati\'a. r e!;idna. la quale ,-nriant. con l!L disparità di' Ile foi·nJE• mo rb ose. l' ~u n.! pensione quind i a chi. ;1.\'('\'!\ una c:ap<tcità laxo r ati\'IL 4uasi total<' t'Cl-N c hi a l!t~: nt.<> pot,~Ya attt>ndrre a qunlch e lie\'C lavoro. E\·identemente una th• nsiotw mppr~><;entante l'indt'nn izzo di un d a nno Hl· bìto non pnb es~<erf' l'Pg0lat·n con i critt>rii s u riff' ri t i. i t']uali aceomullmlll o· t.roppo lf' inferm ità, danno :di'indennizzo un car rtttet·e di assep;n o alimE>nbt•·<·. E poichè il d anno s ubito più ch e a ll' entità della malattia in sè, è det,.,rminato rlallç• diminuzioni o penlite fun ziona li che le malntti t> stpsse at'l'<'l'ann· n.ll'o rganisrno, e che s i t raducono in un a. dimi n nzio tw o p e rdi tn drlla c•:tpa · cith di attender(' :tl Jn,·ot·o, è evident(• ~he buona n o i·nHt in mntc>rin d'ind"'llnizzi r, ia, que lla di te ner conto solo della capacità lal'orati,·n dando agli indrnnizzi ,·alOL·e ,·ario, secondo che m a nca la r:t.pacità hH-oi·a.tìva o n e n'~i dur · tllln parte più o meno grande. Su qttf'><to principio sono fo ndate le norme ora Yigenti, ch e col dtlC'rf'Lll luogotRm•Hziale n. 876 dt>l 20 maggio Hlti. s i !losli tuirono a que ll e prrcc>rl t•nt i. In base al concetto su esposto, le catc•gorie furono p ortate a. 10. Ment re· llt. priim<~ compt·ende le incapa<.'ità ll\ ,·orati,·e ns:;oluLe <' rw nn iHlP nti. conispon· dent,i alla prirnn della. ,·ec.:-hia legg~ , nc>lk n o,·e sm·<'<·''iSi n~ son o dist•·ibtLÌtP l t> in fNmità che inducono diminuz ione pr•t·manente df•ll'a ttit udin e l<t,·ora1 iYa. \'a lu tat(• in g rado decrPscenll' e ris ]wttÌ\'it nw'nte dc> li' O, 75, 60, 50 4tl e ~n pt•r cen to. La l<•ggP attuale Jà a ll'indt• nni zzo ,[('Ile primr o t to c>al••gorie il c-a ra t t.~ rc di pen!'ione vitalizia: la SP e la 10• c-.1.tegoria nlpp rf'SPntano asseg-ni t e 111 poranei pagabili in più ratto (!>" catrgoria) o una ,·o lta ta nt o (IO" categoria ). A ltra no,·it<ì della lcgg•' Yig€• nt<' è qurlln cl1e può <>SS<'re assep;nat:t nna dellr prime otto cat<•gorie in modo uo n delilliti,·o (aSS<'l(no rinnon1bil••): t• i(, ÌIU quei Cl\SÌ in c ui non si ha )a 5i<'lll'l'Zlil assol utn, che gli E'Siti delle le· s ioni sian o permanent.i e ll Ì sp<'ra che l'eFeJ·cizi o, o il tPmpo stt'SJSO possano· migli()rlt.re lo stato funzionale del pensionato. A Ilo s tat.o attual e lH n ostra lt>gislnzion<' in m ate ria di JWns i otH~ di gue r ra, se tJon può din;i perfetta., certo giudicata in rapporto con quella dt>lle altrenazioJli, è fra le migliori, fra le pii1 rispon d<.>n~i ai t<'mpi ed a lle condizioni ~prcin li create dalla gue rra. Xon mi ~;<.>m bra sia il ca so di uno studio comparativo fra le ,·arie norme
TV CONFERENZA INTERALLEATA PER T; ASSlSTENZA, Er:c.
legislative: invaderei così il campo del rela.torc generale, il quale dovrà dalle t•eja zioni delle singole n~;~.z~ni e dallo studio comparativo di esse, t rarre quelle -ded uzioni generali che pot ranno esser di norma. ai singoli Stati per le even· tuali vfl.tianti da appo t~re a.lle leggi vigenti. Eppet·ò dopo aver, non con a bbondanza di dettaglio, ma con semplice esposizione, CPt·cato di mostrare l'evoluzione delle nostre leggi i.t;l armonia -con la. coscienza del nuo,·o diritto. ch e in materia si era venuto formando nel paese, limiterò la mia 1·elazione a mostm re lJUanto ancom s i potrebbe fare pe r miglior::u·e gli indennizzi di guerra, avvertendo che non e ntro nella parte giu1·idica ed economica della quistion<?, poichè l' altro n•latore italiano l'aH?· -cato Romano, ha veste e competenzn per trattarla magistralmt> nte.
*** . L'irca la prima condizione nece"snria :1.lla <'oncPssione dell'indennizzo .agli invalidi dellft guerra. come ho già esposto, ritrngo che in linea genera.le ·n on si possa far di meglio. - La. presunzione della causa di aet·vizio. det·ivante dal fatto di aver pre·stat-o servizio in zona di g uerra, OPJ)Ur(' di avere espletati servizi attinenti alla guerra, è santa t·ivendicazione di un diritto che non potm·a. non dove,·:l. ·essere misconosciuto. Innanzi alla. grandezz~t del concetto nuovo, rispondt>ntl" ai te mpi ed a llr pertlliari esigenze di 1uw spedulc guerra, l e procedure di accertamento in mNito son restate nn po' arretrate. _ Fna corrente parfamentare avrebbe voluto a tal proposito che ·la pre-s unzione della causa di servizio do,·es5e essf'rC la costante regola e che lo Stato, e per esso le autorità militat·i, dovessero fare oppos izione al pagam ento dell'indennizzo solo quando fossero in grado di da1·e una prova di lrode o di dolo (inversione della prot•rt). Metodo molto semplice. in realtà, -ehe se ha i suoi pregi, ha pure i suoi difetti. Certo una maggiore larghezza dovrebbe usarsi nella pt·ocedura dell' ac-certamento della dipendenza da causa di sen ·izio. )\mmes.sa l' occasione eli servizio, innanzi ad un 'infermità si pt·esentano -due cas1: a) la malattia fu contratta in zona, di guerrn : b) la !'nalattia era preesistente e si è aggravata m zona di guerra. Ora, se può dirsi ch e una determinata. infet·mità non trn-e la sua ol'Ìgioe -dal servizio direttamen te ; se può dirsi eh~ il servizio non ha in sè gli ele·m e nti di produzione diretta di un dato male, come escludere che una mala.t.tia siasi prodotta p er circostanze, o fatti attinenti al se-rvizio, che ha nno soli;a.nto nesso casuale colla lesione o infermità, di cui In. causa vera e propria è nel novero dei fatti comuni 1 C~me, cioè, escludere l'occasione 1 Ad esempio : come escludere la dipendenza dal servizio tti un reumatismo articolare 1 Se in t empi normali, fuori zona di gw~rra , può in tal caso affermarsi che il servizio non ha in sè il pericolo - mi Sf'rvo delle parole della legge nella discussione - di produzione di tal male, come può dirsi lo stes.~o in zona di guerra, ove le particolari, · speci<~li condizioni di ambiente son tanto diverse da quelle norm~li. ove tm militar~ può restare sotto la pioggia giornate c nottate intere di seguito, a l semplice riparo .. _ della trincea 1 Se
J\' t:O:\F'f:JJENZA lNTERALI.i;;ATA PER L.ASSJSTt]NZA, ECC .
una malattia della psiche>, in te mpi norma li hn le s ue caus'-' t utt'altro che n E>f '-f'rvi;:io, tllil n e l no,·ero dei fatti romuni, può dirsi lo stesso in zona. di gue r m, O\ e i peri coli continui, e d il logoi'Ìo c t·e~ccn.te d ell'o t·ganis mo dànnouna \'lllnerabi l ità speciale 1 .E tome Psclud r.r e che, indirettame nte per lo mf'nO, la gu rrt·;~ logorando l'organ il' m o, r endl'ndolo mc> no n:-~iste nt e . ne induca ùn fal'il e attecchimento rli'· qua l s i:~si fomu~ morbo!il\ 'l .E n on mi dilungo twll'est• mplitìca rc. Lo o;te11so r agionamen to vl\rrà per le i.nf,rn,itì~ ~tggra,·aksi in zona di gue n;~ c per quelle con tmt te in sen ·iz i attinenti <tlb g ue rra, anche ~>e m mna t e r;·itoriale. E' e,·ident.c ch e, premcsr,o ciò, la proceduq~ d c ll 'accertanwnto d o,-reb h·~ I.':<Se r e l< pogl iata di i.nutili ricer che ed csset·e semplificata ed <L,·er come b n-.:t» IIE'CP!'sari a la conoscenza precisa dd sen ·izio prestato d a l milit;wc. Le inut ili cd ind<tginose istrutto ri e n on fanno r h e dare una. pat·,·enz<~ d ~ IÌ!>CH iità aù una Jr,ggl' m odN'n<l. 'e libera le.
*** L~ >;\•conda condizione necessnri;L per· la con ccs;:;ionc d ell'indennizzo agl i in,·a lidi di'Ila. g u l' rra, è thr la lesiom•, fe ri ta. o infe rmità, ind uca ,m a incap;tcitit. funzion ale 1w•·manenU> . a.ssoluL:t o re lat iva, tale da es'ler pt·c,·ista da una d1•ll e IO catrgorie d e l decrrto luogotl' ne nziale 876 del maggio 191i . Ho già eletto conw tale decreto rispondent a lla nec rl<siUL di nuow n o rm e J!Ìlt rnziona li. pi ÌI confo rmi a.i t~ mpi nuo,·i ~ l) iÌI ada t te ngl i sva ri nti ca sil-ingol i. · Fio d a lla. pronntli{a.z ionc di N!'IO St>; ne appalesa r·onn, però, i difett.i. con c riticht ~ mol teplici. L'elPnc11ziorre d<' lle iofermilà ne lla loro s uddi v i ~ i o n f\ in 10 ca trgo ri e. per qua nto ritca d i ,·oci, non h ~~o uno s ,·iluppo ;nmon ico, n e l s~· n so, cioè. c h i"' mf'n tre son previste tutte le combinazioni possibili di manca m:a o tw rdi t<t fu nzio n a le di t utte le dita, preved?ndosi JH' rs ino e ve n t uali N<iti di fer ite e kl>ioni !'<Ìmul ta n ce dt-lle dita d e lle mnni e dei pie di, m entre è troppo sminuzzat<t la dit1linuzio ne d e lla facoltà ,·is i,·:L n e ll t> lO catcgori t•, 111o lte inferm ità sono appcnn ;tcct• nn af.~', Sf' J1Za ch e s iano t.e nuti in g in10:to con to gl i esi ~i di,·er!>Ì t hl' uno !>U>sso ma le può dare e quindi le din•rs!' rap~tcità ftm zio n >tli ch i' tl rJ nebbr r o dar dri tto a differ e nti ind<:>tlllizzi. Vi !'On forme morbose pt•r le q un li è t 1·oppo sup Pt·fì c ialmentt;> ,·aiutata l'incapacità. funzio n a le c he n e de riYa.. Esrmpio : la t ubt> r·colosi. · Que!>tn p: ra,·c lll:darti:r è prevista. nella 58 cat PgoJ·ia, nwntn• nella ~· cnLI'!!O t'i<L al n. i sono unno;·erate l c•!<io ni delle ,, ie resp irator ie eh <~ <ot-re<·a.no notr,·ole disturbo alht n•spintzione. :-licchè un asma.tico, stando a.lle tnbcliP, H\'l'ebbP d iritto ad una. pc·nsionc• s upe rio re al tubercoloso. (ha non tanto p<?i rlist\ll·bi che an·eca.n•>, quan to per ht necfo'ssità delle <·ure c he esigo n o spec i~tli trattamenti e ripo>o a~so luto, a lcune in[crmitÌI. d o\'l'ebb<' t'o esser e considemte nlla stessa stl'cgua. d i quelle ch e inducono in ca.pacith a»solu t a al J;Horo. Così dcll;t t uh~>.rcol o!<i. Il t uhercoloso, a l quale l() Hf';,so Sta t o consigli a la CUI' a ade• g ua ta. che cons iste nell ' isolame n to e ri p oso, n e lla ,·it~ traoqu illa. in luogh i adatti. nella, ipet·alimentazione, ecc., nel mo-
l\' CONF ERENZA INTER.\1.1. 1:::\TA PER L. ASS15TENZA , ECC.
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lllt>nto d r lla conCf'!';SÌOHe d i una JWtls io ne lo !>i con!>idcr;• come incJi,·irluo ada tto a p rocnccia rs i da ,.j,·cre! ll 1~ a questo gran~ e n·vr!:' d t'lla lrt!(ge pron ·cde la giuris prude nza ,le i :Mini~lt> ro ch ·lle pens ion i cht> a t ulti i t ubPrc:olosi di q ualsi:1si s tadio Jic1uida una pens io ne di ~· ca tego ria 5ott<> fo rma di asseg no ri nno,·abil t:. P e1·ò a nche tn le assegna-zio ne non è a d.-gua ta. Il t ubE'I'Coloso, q ual unque «ia l<~ f ase d el suo ma lE', de,·e E'SSr rc corisicle mto come inadatto al Ja ,·oro, t)(' r q uanto n (· con:.en·i ta.h-o lta la cap acità p :1rz.ia le . .Egli ÙE've essere messo in cond izioni di p o lt> r <:urn r!>i senza p rc-occupa zioni d i sorta e eiò n e lrinte re;,~w ~oc i a l e .
l:ii dovrebbe q uindi inde nni zza rlo con assegni riuno,·abili di l" cat €'go ria, a rid mue la cat egoria qua ndo s i constati in prosieguo di a nni un llli~lio ra m E> n to staziona rio, ed a. non r idnrla però di troppo per poter clar~li agio, q ua ndo potrà IH'l'llH'ttergl is i u n hn·oro lie,·e, ù i continuare sempre le ~u e c ure. Altra infr n nità fuo ri posto, J>t' r ùir COi;Ì, è J' eYil·azio nc (perdi ta <:ompk ta dr li' a~ta. e d r i te:>ticoli ). Essa è as,.;egn a t a a Il <~ z• categoria. X o n :;a.re ube s ta to piit equo, cons iderarla ne lla prima l :-:le si ti r n presen te l o stat o di ,tnn iPutame uto in cui caù,, fatal me nte colui, t·ht• dalla pit· nrzz<"l d i'Il~~ sua pit't esubPrante I{ÌOI'I'nt ù 1·cde ad un tratl.o di~t.ru t~i i suoi ideali c le s u<> <Ispirazioni, p.<• rchè t utta la ,·ita g li a ppa re a nnebbiati~ con lo SJWg nc rs i dt>lla. fun zione ses:,;ual e. non può non cons ide rMsÌ q u•··slo ùisgrazinw se non come un merite,·ole del mas::;imo inde nni zzo. La s!A'ssa ca!.t'gorin di JWUsionc a 1·olte c lt' nca [o rm e morbosr di por t-a ta. bPn c.liffpr r nte, clw iud uc·ono distlu•:Ji funzio nal i din• rs i e d i ver~a res id na t·a pacità a l lavoro. I o non sta rò a fa re una lunga c p;ntic·o lareggiata d isamina di t uttt· Il' 1·oci ..- le ncate, d<ilpO q ua nto ho esposto, la nto piì1 eh!>, a, q ua nto :;(), gl i organi !>tèlLHii competruti sono in p roci nto d i appo rta r i mpor ta nt.i mo•litiehe alla ~a l \'o
l~>gge .
J.a l <'~rgr fu tHon·icla , ma, ema nata pt>i bisogni urgenti del momc ntO. no n poLent t ut to pren•dt•n•: tanto p iLl rhr essa s i o rien ta,·a. n• t·;;o un campo pnfi·Ltanw ntP nuo\'O. ne l q ua lr )p esp erit•nzc del passat o a n w ano poco ,·alo re. T ro ppo ro r!<e s i \'Ol lero im itare i lJITC~t..ti dd l' infor t unistiea. Vi sono in\ ' ('1'1) fm la l eg i ~ l a.z i on e de ll'in for t unio !>ul )a.,·oro e q nr lln de lle pens ioni d i guE> n a , ragioni d i contaLto, e bl'n fece il lt'g i,;Jato re a te ne r conto d t?i princ•ipi i d e ll a p ri mlt twlla lcgislazio nP drgl i inde nni zzi agli im·al idi della g uc n a. :Ma Yi son però ùiffNe nze ~·sscn zial i fra l' ttLm e l'altro i!lti t uto, specie nel 1 isehio e n e l da nno, ragione p er cui no n s i può con pari concetti da r Yalo re a.l1' inde nni zzo. S i aggiung•• a. c iò .<-he, sP a ll' infortunato sul lavoro si dc1·e da re un mùe nnizzo, p e r cont.ratto intE' n ·enuto, n·lati,·o a lla ;.ola d iminu z ion.~ de lla capacità. l a vo r n.ti"a indotta. da ll'info rl.unio, inn dido d i g ue r m l'inde nnizzo non può commis ura rsi solo s u quest1t base. Difa t t i, se vi è ut m lH' rdi!:a funzi o nale da. indennizzare, se \'Ì è, cioè, un da nno d a risarci re, Yi è purf' t utta. un 1L vita. di ris<-hi e di pericoli, non coruP~' n!'.a bili m ate ri a.l nw nte, e ch e non r,ono la conseguenza tl i un freddo cont.ra t w legale ft a in t rap rr ndi t<>re <'d oprra io, ma l' e ffetto d i un fl o,·ere ben int <'!';o eh e si t t•n <.ht l'C i n dedi zione com p l •'t n, sacrific io, t:: roismo !
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IV CONFERENZA INTERALLEATA PER L'ASSISTENZA. ECC.
Quanta diffe renza quindi, fra le due legislazioni! Tutto ciò a parte il concetto, già precedentemente esp1·esso a. proposito d ella. tubercolosi che neRla. nostra legislazione delle pensioni non è il solo danno che dobbiamo compensare con l'indennizzare l' incapacità. lavorativa ru.solut1t o relativa, ma dobbiamo tener presente se lo stato dell'invalido ri. chieda cure , che non possiamo, non dobbiamo nega.re e che debbono essere tradotte in corresponsione di inde~nizzi su~riori, tali du comprender le cure ed il corrispt>ttivo della incapacità lavorativa. Ho fede che le modifiche eh.;. verranno arre(:ate alla no;;tl'11. legislazione, terranno cont<> delle osservazioni precedenti e che la valutazione del danno funzional e non sia il solo elemento di esame nella concessione degli indennizzi agl'invalidi. Credo necessario richiamare l'attenziùm' su di un altro punto e!<senziale -che esporrò breYeruente. Come ho già detto innanzi, la nostra leggE' sulle p ensioni cònsidera invalidità permanenti, dando un trattamento economico massimo alle inni.lidità assolute, ed un tra.ttamento gradatamente decrescente nelle dicci Cl~t e · gorie alle invalidità relrutive. In altri termini gl'incapaci in modo ass()!uto al lavoro percepiscono un assegno di pensione mass imo p er dar loro agio di sopperire a tutti i bisogni clelia vita che non son più in grado di procaccin1·si es!>i stessi ; gl' incapaci al lasoro solamente in modo relativo percepiscono pensioni relath·e alla loro incapacità e taJe da poter, integrati dai guadagni ridotti per parziale la,·oro . che sono in grado di compiere, essere sufficient·i ai bisogni. Vi son poi lievissimi disturbi che menomano pochissimo o nulln la capacità lavorativa che sono indennizzati con la 94 e IO" categoria, con qualche anno solo di pensione, o con una somma png~ttn in una volta sola. , Pretnett.o ancora che oltre la legislazione delle pensioni 'di guerra, l'Italia, come altre nazioni, ha apprestata tutta una nuova organizzaziotle di as: s ist eoza morale e materiale agl'invalidi della guerra già pensionati. i quali nell'Opera 1\'a:::iona/e di as,~i.~ten;;a trovano \H~ doveroso aiuto in ogni momt>nto e per ogni bis.ogno. E vengo al punto essenziale. Un invalido di guerra, supponiamo p ensionato per forma morbosa qual - · · s iasi, improvvisamente è colto da un accesso del male, da una crisi qualsiasi di esso, conseguenza che lo costringe arl abba.ndonare il suo lavoro ridotto, e lo inabilita in modo assoluto per qnnlche mese. Qual compenso. egli riceve in tal periodo 1 Non può certo obbiettarsi chP egli è già un indennizzato e non ha nulla. da recla.mare, nessun di1·itto da. far valere, poichè lo Stato , stesso con l'istituzione dell'Opera Nazionale di assistenza riconosce per l' in· Ya.lido il diritto di essere assistito quando ne abbia b,isogno. Ed ecco, dirò in parentesi, un'altra grande tiifferenza fra la legislazione dell' infortunio sul lavoro e quella degli indenni?.Zzi agl'invalidi. Si potrà · dire: provvederà l'Opera Nazionale. E vero che lo potrebbe ; ma in qual fo1 ma 1 L' Opera N azionale che non ha istituti ospedalicri propri, potrebbe Ticoverar l'individuo a proprie spese in uno stabilimento. Ma non è qui tutta la qui!;tione, poichè l' individuo potrebbe anche elìser curato in seno alla sua •famiglia dal medico condotto. Potrebbe obbiettarsii che il ca'>o è previsto dalla legge stùle pensioni, la.
. J\' CON FERENZA JNTERAI.L t::ATA PI::R L '.\ SS JSTENZA. EC:C .
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quale ;,tabiliS<"E' che n E' l tt-rmine di 5 anni dalla co nc<·ssio n c d e lla pensiom.• l" im·alido può reclama r e p e r <'V<'n( u a l i aggra nunen ti. K f'i ca!li in discussione pE'rÒ non si tratta di aggra~·amenti, ma. di riacutizzaziorJi o cr·isi d el m ;tlc, tra 'lcor si i qua li pNiodi. l' irH·.alido ri to rna n(•ll c· idt>nt..iché p r·imiti v<> condizioni. La qurstiùnE' dunque è bf·n di,•t>rsa. Qu<·st/ im·;llido. il q ua le ha, a ppe na. rit.orna t •> con h~ s ua pen sion e in famiglia. C'on !;acritìt•i rifa tta la s un profession e o il s uo m est-ie re. che lo m•·tt ono in CIJHÙizio ui di 1\Ì',t:re corr i :suui a g i<t ta nr .-n tt>, pt-r· l' impro n ·iso risorgt~ re d el s uo nwlc piomba -in mi~ia, p e rch è, C('<;sato il s no l avo ro . n·on g li r esta d r(· In. tenue pe n f;ÌOn E', o nulla ::.e fu ind(•rwizzato Ctrn ];L 9' o 10' cat<'gori a. E' "l'ii/ 1' 11(1' c/1 e i l riacufi;:.nrsi. tll'/ 11111lf' lrll.</onllfl 1t n illl'lllitlo Teluli ro in 1111 illt' alidu n.,s(I(Uio al l arfll·<l. 7JI'r lutt o t[!ll'i 1JI'I'io du di t cm1J0 C/t P, lo cos lriii(J C od al/on/ttlllU".'i dal ((u•oro st esso.
Cn fatto s imile n on può essE' r E' a ffida to ad un o rgan o a ssislt>nzial e, poiche , Sl? con un su ssidio finanziario pi1r o m e no ad(·g nato può san a r>. i il danno l dw l'itn-alitlo risent<', I'<'StNebbe il fat to che doH<·bbe prov\'cd e rs i caso rw r <'it!<Ì. q uindi con crite ri diversi non s<' mp!·e a d C'guati . • Piit oppo rtun o, pii1 gi u sto, S<HC'bb (• lo stabilire con J pg~l' il trattam~>nto d n Ì:li'>'Ì n ~ i casi d e l gc·n f' r c. E li1 q u(•st.io n<' potrebbe risoh· er~i in ÙUf' modi: J" O co n ceclt•t·e agli im·al idi affc•t. ti da fo rme m o rhose fac ilme nte a<· uti z:w.bili un sonai nrl t' nnizzo alla r egol;tre categoria. d i pPnsione ; ' 2~ O concecl <' r e · pe l solo p<'riod ù in cui l' in,·alirlo è r E'so incapace in mndu nssoluto a l Ja.,·o ro. oltre alla p en sion e s petf'ant<'gli. ancht> l;~ differe n za fra <ilt t'lla f\ l'irnpnrto della pt•nRiune di J" cat t>go ria. La p rim a. sol uzi on i' n :>n è im·c r o prat ica, p o ir h è s i corrf\rcbbc il rischio di sonainde nnizzarP form e m o rbo:;e che no n dan pit'l luogo a disttu:bi gntvi., lasc:iamlo senza ai uto individui a ffet ti cla alt re form e, p e r le qu a li non fncilmt:' n te e ra preYeclibile una riacut.izzaz ionr. D t> l r<'~to no n sa re bb~ p ossibilt' i l pr·eYedere l'ul te ri ore dPco rso di nn mo rbo, es!'endo vi n ella pn>gnosi :\('] f!Pn e r t> tanti elemPnt i indi,·iduali, t' Pgionali. i qmtli no n p~Jssono Yillutar~i p r e ,·e nt in~m en te. Più logica parmi la. second tt sol uzi one. Basterebbe che un iU\·alido r e lat i \'Cl pot.,.ssf' di most rn.re una. s u n. incapacità a ssoluta al J.n-oro per ~ ffetto d <'l m a le cht> lo fecf• p en s io nare, pt>r potc•rs i prm·ved er e a pagargli l' assPgno di l;; ca ti'g o ri;L p el pet·iodo di clurata d PII ' in ra p ac itÌt · assolu ta. E mla que~tion C' rtU0\'<1 quella che soll r ,·o e che credo però facilme nte solubile n ell a .::;(•cond a mnnio· n~ indicata.
*** E termino ];L mia bren· rt>l a.zionc s ullo stato attuale dPIIiL legislazione d egli indennizzi a~li' invalidi d ella g uerm ita liana , legge, la qnnle è an c->r una d e lle piit larghe, <.Ielle più liberali, co me lo ~tesso r e la tore fmncese e bb<• ..-"l. dichiarare n e lla passata confe r e nza, e che la buonn Yolontà d e i nostri go,.E' rnant.i, g uidata dal sentin1e nto di gratitudine che il p aese n ostro sente pf'!' dii tntto diedt> nqn per f':{· , m a Jlrr lltlli, va sempre con nu ove provvid enze o~ni .'{ÌOI'Ilv più p e r·fczionanclo, tanto ch e essa pot rh. un giorno mppresentare il n :- r·o m ùnnmE'nto chr la p a tr·ia. ha declic;tto all'im alido d\'lla g ue rra. :S -1 t ;;anwlc: d i u~c.:ditiuo wilit tuc. ~ F":oc. XI ..
IV CONFERENZA 1NTERALLEATA PER !.'A::iSISTEN-ZA, !::CC.
2.
Indennizzi agli invalidi di guerra p t•r il dott. Ruggtro Romano
;->ul rit'"ll""'·ln>E'lll<.i 11~1 diritto ;l)hl ll<.'ll·'Ì•>n~· <Il gti\·'!Ta In l<';,:h.:har.imll~ ilalh111a :~muwtt<• la lll't'"Unzi<•ne tlf•lla <lirx•mh•nxn dn t:a\1:<:1 di ;.:<•niziu di r·ullc 1<• h.>,;i.. ni l i iJif'N'IHitil t·ipvrl~lll' () :q,(g'l'~IY:II(.• ili f)('\':t>'Ìt1111' di 1111 :"1'1'\'ir.io alla ).!'IH' IT:I attillE'lll•• . J·:).!'u:lll' indemlix7A>. quin •li. ll\!1" k inf~·nnilh t'11<· •• lt!K•ru n el la )..'"llt'IT:t l:t t·au,..a nnit·a. diJ'Clla ("<'l IJUIIJ\'(llal:t. (' rx•r ljllt•)](' !'Ili• >'llhil'IJil(l il\\' t'<:e 1111 :1;!).!1':1\':llllt'll lv lldl:t •w<·:l:.:i<lllt' <li un ~·JTizit) alla ;:twrra attln(;'lllt'. l}ll:llltù :Il fond:lliiCI11o ),:illl'i<l i< '<) \h! li :t 1oen:-ionc ù i !-'1H·rnl. l' Italin :;i i >:opi!~ l Hnc,u·a a l n'(·d1io t·on<·<·tto dt•ll'<•s..·rdto <li <·niTlt-m: n l J.!l':l<lo milit;u·<· i· \lom:~n dat~J
la ftUlr.Ì<>Il<' di ,.:lahilil\! pv1· Ull:l ,.;t,•:.:sa illYnlidilil tui:<llrt• <lh'PI'>'\' di indt·JL· nir.7,Q. 1l danno pr<~ft•,..;.ionalc JWn ì.• po,;to in a l cuna I'OIIsidt•l·ar.iollt• . La lt•;.:-i,..Lazil>lh"
ita iÌIII\;1 11011 1111 P<'rtant o nnc·oa·a \111 :1>'1it'tto >~La bilo• C tl(>tlnitìYo: ,.i sono SJ>t'l"t><)ll:l· r.i•llli e<L ingiustizie inuuulCI'I'\·oli, llett'nllillute ""' ""'tutto dalla frdt:1 co11 c:ui .,;i t•sr•lit'i> dur:uue Lt J!llf'l'l':l l';ttti\·ità lt·~i,..Jalint luc•:!<~tt•nt>ll'l.ialt•. La ll<'t't'>'"ilit tlt•lla t·iforua:t mtlicall· tlt-lla it')!'g't: l' ""'l l<'llllta lt·uat·l'lllt'lll\ • tl.:a l k :l:<~·wi:axinui dl'i llltlll l:tll
e \''i! \111:\ I'IJilltllis.•:i•>ll(• Jll'l'i'IIS\:1 :11'10 StJHiiO tl\'1 )!T:t\'t' Jli'Hh)l'\11:1. Aawhc Ja pro<.'(.'<lura ch•gli :acti •rtllltwuli s:auilnri L' Il t·out!·nzi•>l-'<J dPhl~ln" c:<~•·re
naoditkat i: J~t·r la prul'l'dUJ~a si ,·.,rn•hh<' t"'-'-l itnil:a un··u nka h>lllll li:.::.:imtt• ..-:111 i rari:\ c·ollll~•,..t:t
ali l'k'l llt'llli let·nil:i <' s).l(;'t·i:aliz:t~ati lll' lk
\':\l'h-'
fol'tll'l' 111\ll'lt••"•'. l'e1· il (;•>Il ·
l 1•11ziv:«1 &i \'OITt>hi><'I'H >'I'J.:ttirt• lP Yi<.• di l'i<.'(.) l':«• :atlntt:at<!. iu l"r:anc·i:t. 111c•tll:.uato..• una >.!iuri"'lizimH:! >'LX!dal1• pre,..HO la >'t·tlt: di <1gni ('ortt- eli ll)))l('llo: <·iiJ in c onst•gaWH7.>1
d·· l nno\'O 111 1':\ltC' I'Il •·h· IJi ~l il-<• dii' ha ussunto 1:1 ::. Lt s .-•o:"ot.. tlt- Jia )K'liSi<'llt:'. 4. (JoiH ..xS t.. -
tli J.!'li<'IT:a.
:-:u1111 ll:tlllr:a "p.. r t:ata dt•l g-iudizio prt'litllill:~n." pr•·so '' '""' t ua~~
c·..u,..jd, •r:azioni sul le rwu:.:in11i militari d'in,·a lidit il.
III SEz. l. -
J~<,•nsioue
Impieghi riservati agli invalidi di guerra
L'assegnazione degli impieghi riservati ai mutilati, a1 riformati ed alle vedove di guerra in Francia p•·r il d•>t t. Bourrillon, Jll'l':<i<k-nlt· ì'ondntore d•· l ( ·. P. I .
:'i f:tllll<)
\'(oti:
1° ('he >'1:1 )Jl'I)JIItllg-:lt:a una l<'g-ishar.innc• su h•lsi ;.:-o•Jwr:di. in na•""' 1l:a l"•t(;'rsi :l tlalt:arc al lp \':tl'it'tit illltlllllt'l'l'\'•lli ol o• i (·u:.:i di<' si pn~IIIO pn•st•JII;II't':
:.." ' <' h c s i:1 t' n m pila t•> 11 n i tH·:a rtant\'11 t o <lt•t t;a;.:lia t•> ,.,ull'a t ti tu ci i ne fnuzio nalc1"''' nt.:lli Ìll\'lllitlo, ha o·ui ca)':ti'Ìiil li ,.:it::a f•IS"'l· tliiiiÌJitiÌlzl;
703
IV (;(tNFJ::RJ::NZA INTERA.J.U:ATA Pt::R t.' .\SSI.:iTENZA, !::CC.
::o ('h" sia 1'\ 'd:ott. t un:t lista c·un t)llt!t:t, indkantt• c':«tlranli-' llt~· In n;ttlll':t dt•g li itll[IÌf•;!hi. llt>i <)Il:! li dC\'fii !O f'S,..t-'1'(> tlf't'll)l;tti J,:'J'ill \':!licli; -1'' l' lw da l l'<'f:HII1~ d\•ll ' in<·arlanwuto, n. :! <·on qu elle> n . :-1. s i l ~"""" t"mduclt>t'l! •·hr riu tpif';.:'( l \'\lll\'('lll-:~1 a l \':llldicla t o. c• dlt> il c·:llnlitl:ttcl . •·<>tl\'t'llg;t a ll ' hn)lit•)!cl: :i• ('l w Jl(' l' u na 1:11';!:1 <)('t·c.>ntr·a lb:%allitJil\' si tiiPtt:liH> a cU,.tklsi;dc·,ue degli i.nIN<'s><;t(i 11llltori di la\·ot·o ~l illi)IÌP)!:ttil l u tti i tkwi\IUI'Hti e tutti ,~:li sehia1'Ìil1Pllti tHi li. ()l·t· f:tdlit:1re l'twt·up:1rJoHe n1pitln l ' 1';tziotwlt• d<';rl'in\·a lidi: li> (' hc.> il• :t%iPtlllt• ,.: iallH Ì1H·cll"<l)!;!Ì:itl• :1 \'lltl))l' l':\ 1'1! nrti\' :llliPII t\• Il i f1111% ÌOil:l llh'llt0 tle l St't'l'i%io tlt•#:lì impit•;.:hi ri ">' t'Y:tti. :t ss• ~<·iathlol i t'l';!oh11'1llf'IIL<' :ti lo ro fuu7.lll 1la 1\Wic tO .
:!. l.f. ('U.H<~I- I•Ubhliti.
J l•rh·i l•·:.:i a;.::li Ìll\'alidi di ;:u,•rra · ili 111:1t1'ria eli iiÌ 1pi<';! lli
Relazioni tra validi e invalidi di guerra
lV SEz.
l. - Dati statistici relativi alla perturbazione
causata stù mercato del lavoro dalle perdite di guerra pC'r il do t t. Deschamps
J. -
:-:'1'.\'L' ISTH'IU; lli·:LJ.E l'J-:l<UlT I·; DI G l'I-:Hll.-\ ::\1-:J.Ll:; Y.\HJJ-: ::\.\7.10:'\ I l . 1-' l'li/l,.;,, -
-"•·i suoi t·:tp]"n·li li:!:;;; l' liti-i\) ('h. S. O. 1!11H O. L'h., tfll;!l i :1lleg-al! 107-liJS c · H:'i-1-W). il :'tbtrin di1 le di'n• l<I'J!1H'1lli pN ' l'ES<' n·ìtil: totnle <l1' i tll<Wli .~ disp<: r,.i all'll n<)Ye1uhn•l!ll~ : J.:~i-l.-1 1111 : tno1·ti ll<"~li <lspNl:• l i tlall'Jl n on-mbt·e J!llS al 1 giu- , ;.OJ•l 1!119 ~S.IjllO;
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r i;.:pt-lli l·:111t!'llt(' 111
1!li .::-1.-.: t' t>i::. i!H 1.
:t. Ila/i,. l r.1 llol:l al 1·ap. l
dt•l Yoh11111· :<ullr• l'l· n~iolli eli ,(:11 1'1'1:1 e· :<trll':r >-,- ill•lll'.ll NIIIÌ ·
l tulia da l ~li nb-h•r·o dt•llt• IK'll><i<•Jli. iu l>t'(':t · ! H <>III:t. :o;o<·iPIÌr poli;!r:Jfi<-u ita li:111:11. o1;1
t:ll' i:t. )'llhhlio ·nt .. rwl'otlohn•
1!11!1 in
><Ì<>IIt· cl ,•lla l l l ('ouf•·l'PilZII
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I~IIIIP I'Ì fl':r
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!I)!'J!Ìllllj!l'l'l' :1 l tlh',.t:l l'ifl':l, <·h t> ;.:j
rift•ri:<t·•• a l ::1 dio·(•Jflhn• 1!11~. il IHIIlH'I'n di'i 1•ri;.:iouit·ri di ):llt'll'a IliO l'ti ili pri:,dnlli:t l••:<lt•t ·iol 'lllt•IIIP :t l 110\'l' lltill't' l!nS. cJ\'i 'lll:t l i fa )'lll'tl't'i)I:IZÌn lll-' el i 1111>1'1(• P ]1\' 1'1"1'11\ll:i t'oli l'itardt •, ,IJolldti• il •111lllll•t'u <l~>i 111<>1'11. J~>!<tt"I'Ìtii'IIH'Ilh• H f(lll'>'t:t rhtf:l. in ;':('· }!'llÌ I• • a ft•ril<: o illft:l'lnitir . ':\t'l ch•tt<• l':lJll•ll·to n. (~i:tX Il ) Jnr ·in. t h P rwimn rr:q ~o IK>l'li< IO:::_!;,, 111'('1':1 irlllÌC'n~l h• dfn• <li .jtii.IIIH I o .j().i.:ifi(l mori i. di1 il 11\llll<' l'<' l't'l ti· fi< ·:tlo <li ·IB~ . f/1"1 1lo 1~• i dntl l':ll 'l'l>lt i i l 1 h t)!'li<> J!)l!l <lal :'llinh't"·ro <lf>ll:r j.."llt'l'l~l fmlll~'"<'.
dfrn l'nllft'l'lll:ll:l cln 1111:1
st:rlì :<tic·:~
pnhhlii':Jl:t :t 1 :1).:. ;;:to <lc· l ""l11111e
ltH•llzinn:ttl• il:tl ) li lli:<tPI't > tll'llt• (1\'ll>-ÌoJli Ìl:tli:tllo> .
.J .• JJI'I!/ÌII, :-;1'("11'1" i dali (•lllllllllit ·:ll i il:tl ~linist.,..r•o d 1'l l:1 .(:11\'ITfl frn n t·t•"'· t· ripro1l<1lti u(') dtatlt I'H)'I~H·tn Il . lili.'i!l tlt• \ )iai'Ìil. lP l" r·clitt• di'l Hf'll:i O ~·: ll't'h l)('l'fl Ili H.lliWl IIIIWti. (}111·:-<t;r dfn1 t- IPI!I!'PI'IIIt'llll · "" l ~'l' ÌIIl'(' a opu·ll •• 1l:tit• tl:t du<' clof·uuwn ti. eli c·u i htl pot nt11 JII'I'IH it•l'(' l"llV>'<'<'IIYJI: Ut1111111 'f'ul,/t· : =~~.li:! (aprih.> 1111!11. e l)ll:'('Us,..iont' Jh•ll:r J;•g;::t• >'1111(• )li'IH'!"IIÌ l'll: l!ll ~ -]!11\11 .
(.Hl.fH IO :1\'t•ll t i I'I•IIIJtl'l>\'lltto tl i ritt<l
:t
1>!'110.:Ì\>IH' ti\ !;tlt'l'-
lV CONFERENZA I NTERAI~.LEATA PER L'ASSISTENZA. J::CC.
:;, 8/uli / '11ili. rl'.-lm erica.
Dall"' ><tn:<ti<'lu• tl<>lrutlll'io l1'11r J(i.•k Tll~urru11v• Jtubhlicut.1 twll':~go><ttl 1!1:!11, risulta \'lt(' -1-l.lli!J (l<\lllllllth-' eli )I('II:<Ìilll(' ]t+•Ì' IUOI'li :<OUO SbltP IH:<•o)l<·' l':tntt:t'YQI· mt' llt<' 11 tnt to Il :n luglio 1!1:!0. 111\'lltrt> S(l.;:-17 clom:111de :<MIO st:lt<~ n'>'Pinte n Ila st<'"''~t <lata. Il !••l'nh• dd morti th·lle for?.<~ I.IIIH.'ri<'ane ><;lt'(·hhP liiiii(JtH' nl minimo di 12-I.Jlti umninl. ()uc•:.:t:l t·ifrn "<ll')l:l><~:t f)llttlla tlat~ l dal :.'llarin lll'l >~IlO l':lJIJ••rtQ 11. <1ti.'JH (ll-l.fHJ() morti. <li c·uf ::vHIII lll()!'ti nt•gll ~tnÌi 't"llili St'lt7.a ;tYI'I' f:ttt11 l~lt't<' <.lt>l ('<>1'1~1 di "IK-.Ii7.ioll<' in F.uropa l.
H'altm )~Irte. l'l'ftit'in ll'ar J(i.•k !u.~tlntiiC~ dii lt• sq..'1Wnti 1,..nlite d('ll<;> truppe uJot·rauti in l':urnpa: cHf.nli ~ul t 'llllll"l di hnta):'li:t: :>-l.l'H; morti ilt ~-e~u ito 11 feritf': 1::.1\liH: worti iu >-t>~nlto . ad info1·tunl: J.102; mm'ti iu ~.::mito :1 mnl:ltti(': .:!:!.7:~-.:: <li><Jl('l'si: ::: o:<.~i:1 1111 wtnlot eli 77.ti47 morti. tti qtulli t'< IJH'ÌA'IIt! aggiungei-.• ì ntnrti 111';.!'1l ~tnt! t 'uiti, dw "onnnauu a :H.tlilO, (•on ttll totaJc J.:(•ncr,l lt> di 111.(;~7. (}U,·:<t:t <.'ifl·:i iuf\ ·t'iut•c di <·it'Nt H.t.HHI :tlkt <: ift'<ì minitU•t l'lsutt.wfE' <lilll'iu•·111~\:<t:t >'U lle 1,;:11sioui <li J!'\li'IT:t. eli c·tli 1111 lllllltCI'O :lbbast:HIIl'.:t ;.r t·amle ~ ant·tÌ\-;1 111 M c >')IP>I<I (Sil.tHHJ. dfJ':l ;!'lolJIIIC ('(llll)ll'l;'llllt>llte le dOIIIIIUde di )IPil:':iOlll' )1('1' lllOt'ti l' utal:rt!l , ·><i ''"''h.:iun :1 lJ\It'll:l <l:tia <!al ~IJtriu nel rnpporto ><Il d~lt•l. "' IL l'e i'/Jia. /<1/lllltllia. f:rr•Gi/1, J(u.•.•iu. l v lloll fl<),.,.{\-d•J. al rigll;ll·tlu di <JU<':<tt.> ll:t;~;h!lll , <:hP l <lati fnruiti tl.d l':li•J••rti tlt•l dott. :\lt•rlln 111 e da un;t nnt~1 )mbhlkatu nel P~)llE'ttino <l<'l ~ClHI:ti<> 'l!l:!H !lt'll'.l~ ,-.;,,f'it•ili Jlf'/' fr1
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706
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11 ~Iarìll. 111'1 plìl yo(t(• (•:lato I'<IJIIH>J'to. tlil la c i fi'H ùì JOl.:!".H lUvrtl. L n 1-'-!JCÌI' Iri
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J u. 'l' u re·h io.
J1 'l:ti'Ì II 111:"1 dRII~• J'lll•l••rto :«·'g'll:ll:l la dfr;t (1\ ~:!:i,llf ~ l lltllrt ì. :d I'(IWli bi:«>t-'11:1 llJ.q:!inu)!<·n• ~JIJ IHlllWro 11o11 ,·:tlnt:tt<> <li di:-Jl<.'l'>'i.
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Perdite in vite umane dal 1914 al 1919 (in migliaia ). t
l)lmlnuzion" <!t'Ila
uutalitil
!:>e r <·a nst· c! i rette ,. Ind i 1-.:t l t • lll'tlc OSLÌiilil
ppr cause dlrt•tt.., tlcllc ostìlitù
'I'O'J' A LB l
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<.:et•mania . .... .. . ......... .
Au,tria-Un_ghel'ia .. . ..... . . Gran Brl't tagna C' Irlanda .. Fn~nria. . . ...... .. .. . . . . ... . l t a lia ..... . ............... . Belgio ..... ... ...... . .... . .
Hulgl\ria ........ ... .. .... .. Rumani11 .. . . ............ . SP 1·bi a ...... . . , . ...... . .... . Rw~H ia Ew·oJH·~' P l'o lonia .
a, <;u<• 3,800 850 l. svo.
2. 70\J 2, (){)(l l , O()(l 1. 8HI
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lll. -
HIPAR'l'I ZJO~I-;
707
l' ~:H CLAS~J.
1H:LLE I'BRDI'J'E
A l P'r·a ne:i a. lu b<t~· t1 <I<X'Im~nti uMciali. )(' Jl('nlììe l*'~' c i>H<si in Franci:t si r·it~trtiSC'()no ~g\1~ :
t'Otlk-.
C LASSI
J9HI.
1918. 1917.
· Totale mol>illte.tl
Caduti, morti o dispersi
229, 500
:!,060 21' 24 1 43, 829
256,900 297,000
295,200 279,200 293, 100
191H.
191 5. 1914 . 191 3. l!H2. 1!)11.
290,400
279,500
63,422
l
1910.
281,600 264,600 .,
1909. 1908.
272,800 266,400
1907.
26:3,000
1906.
256,200 262,400 l 225,300 25.'3, 900 25:3,400
1905. 1904. 190::1.
1902. 1901.
1900. . 11'99. 1898. 1897. 1896 . 189.}.
1S94. 1893. 1892.
·. '
60, 92(1 60,000
57,aoo 54,700 51,700 45,000
244,000 240;000
38,000 30,200 22,800
2·U, 600
19, 000
239, 700 : 22(),200 223, 700 2l:l,200 214, 200
189\).
l59, 500 155,600 : 90, 100
Anit>r•iori . .
88,892 88,925 78,992 72,8 18 72,335 69,.188 64, 28 1
237,-tOO
169,000
1887.
101 ,4:35
25 1, 100
189 1.
1889. 1888.
89,400
54,400
a.900
15,5{)0 .l :J, 600
l l , 900 l o. ij()()
6,800 4,800 4, 100 3,800
1,800 l, 100 300 l , 37 1, :)59
A (!111-':òta dfr11 tli l.3iJ.J;jfl, hiso::na a)::';rinn~Nf': 1>er· tuttE• l e cla!>.'SI anteriori n1 1.005. e per le classi l\111 e l!llS. lE; J)E'rdlte In t:ltiPinll (' twt· l e <.•1a;:sl nnt('rtot1 n l 1H07. la cifra dei morti ne;rli O:<l!edall, ll().<.:teJ·ioJ1tu~ntt• Hl nowmbre 1918. Tutte le <'lf•·e •·if(•J'<'nti~ ali~,> <·1us.«i l !H!l-1!){)1 ln<'hl::<>t ::;ono 11/ftcia/i e possono riL"-'net·sJ ~t t~; fJU('Ile dullit ehi S.'<(' 1!lOii n l bt l SU:i i:(.lOO de::.unte du documenti uftì<'Ì<tli col111 mngglot~· f>V!>~Ibil(' es.tttez;r.a: l<> •·iuum<>nti !'Ono ric:l\'01:(' <l<tlla relllzione _'\lu rin.
l
lV CONFERENZA INTERALLt-;ATA PER !;AS SI STENZA , ECC.
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uomini liHlhlfibttl
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1000
... .... .. IR68 1867 - . ..... . .. . . . . . ....... .. 186(; 181)5 ... . ..... AntPr'iiWA
529, 7U 494, 978 400,874 426, 921 446, 973 446, 637 472, 807 417, 221 404;-575 :l97, 401 389,403 382, 4 18 :n:;, 7HS 369,330 362, 782 356,350 :150,024 3!3, 777 :~37, 310 :33!), 877 324, 629 318,269 312,093 :Jt..6, 07.'; 299,883 29:1, fl70 287, 825 281, ilfl 2iii,415 269,330 2U3, 321 2!i7, 2;"j!i 251 , 123 24:'i. 133 23!1. o l() 233.067 -
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709
IV CO~FERENZA INTER:\l.LEAH PER i.'ASSISTENZ.<\, FTC.
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1°· ('ile le dfl"e t](>)(! l~llt!IIIH~ 2 Ù(!VQJhl (>~•l'l' :lltllH'lltatt> t!(>\ 111 ~{, di'Cil 1~1<"lTÌ".)IOIItJt>J'\! alla re:tltìt (J.I):-.l).f)()O Wl)l'ti <'Ì!'<'Il).
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710
1\' CONFERENZA INTERALLI-:AT.-\ PER L·...SSI:5TENZA, ECC.
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:: • l.a h>lonn:t imlit·alllt• ht J~Prt-t•ntua l e d'ilwnlidi ,:[ t·ift'I'Ì>'I'\' a d:tst·nn 1!'1'111)1)1) proft•s:<iunalt•. (lllc·,:ta Jl('l'\'f'lltll:tlt' . <·:tkolata s n lf~l.fHJH n :1!10.04111 Jl('lli"h)noti. U•Jll .(Jt·n: , .,.,:<(·t~ \ ' :t riata ] ~·•· raunu•uro ùl'l 11\Utlt'l'll a:'>'(JJ]Uto tll Jlf•n,:ionati.
Perdite per professioni alla fine del novembre 1919. l.
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- Rapporti tra operai validi e invalidi nel dominio del lavoro p r· t· 1· an·. Sebastiano Lo Verde (Rom,~)
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::•• l'ht• h• >~>•scwi:tzinlli tr:l ;.:-li i.JII·a.li<li :-i c·ollt•;.:h l llo t' pn•lllllltl':lllo ch•llt• org-:1·llizzazi••ni ~ ·h <• fad l itino :~ll'inralidc) i l I'Ìt.oti'.Jio al\:1 """ c·:tt(•;,:~>l'ill <·cl ul """ 1:11'01'\1, Ili '·"-"i h i lllH'J ltt• l'Oli 1:1 ('(l()j 1\'1'11 zio l\(' \l!'i ><ii Hhl (':l ti. p., l' l1• IJIII'>'tio ui p:trtii"<Jhll·i !<i l"!rlldtHII': ) O (Il di(' IIJ..:'\i 1111\'l':li iiii';Jijl)j sia HSSii'III':I•(O ìJ (•ul)c)(';lllll'llto, olJ\)Jig"alllJO tl\'t l' l'll1ÌII:\t(• c·at<·;.:"nl'it> di illlj)l'<'llll ituri :1<1 <W('III'>I I'II!' Ull:l I•Pl'l'l'lli"llah•: /1 ) (']w ~l'inlt• r(',..,.j <.h•g-!j innllitll ~<Ì:lllt > tllll'l:tti 1\:t I':! JtJ •n·!<t'nt:lntl Jll';:'li t•nli dii:' si o('(11Jl:IIHJ \1(·1 to\Jcl-
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714-
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l'l').r'llal:t ili III<Hio da 11011 I'PII<I(•I'(' <liflìC"ilt' <lH p:111'(• dt!;:'Ji imp!'(' llÙittll'i il ''"ll••t·:llll<·nto dP;!ili ill\·alidi e dJ(' In Jiqnidar.ione <lt>ll'en•ntnnle lufol't\lllio sift f:tttn ~.,,.,m<lo l<" l'f'I!Oic :<t:~hilit,.. per p. li <>IWI'a i iuv:llidi. non e;:('IUò ('..u.clo la valntar.iontt" dt·ll:t Jn\';tlitlitit pn•t>:<i"tt:>IH•• : IJl •·lw :>i:t n~t•rmcJ;SO n,e:ll OJl<'t"ili colpiti dn infortunio d i rz~·q t11'11tan• h· i<t•nol(• III'Oft•,;...;iounli tk;:-li ill\':1 !irti: c;o l'hl' s ia f:H·ilit:t l:t t-<1 in•·•n·:t;.:-::iata iu tut.t i i IIICXli l;t N\..<:tit u:r.ion('·tli rool'" i'a1Ì\'f' fl~t ;!li iunditli: i' 0 Il) (•h l' ,;i lt'llg':l l'lllllO d<•Jit• Nt1Hli7.i<IIIÌ in r·ui l'ill\'llUtftl di :!11f' l'l'tl \'Ì('llC :l. tr·"·ar;:i JJ~>II'<ll')!:tlli"""' tlt·lll' :ts:<knra7.inni .-odn l i fis.-a:udone 1 tlirilti c i •l<•H' l'i; 1!1 l'ili' JI(';!Ji Ol').:':l!li ('•'llll'llli (' )'1'0\'ÌII(•i:tli ll<'·l le lll<>"i(•JIJ'<l7.iVIli l«><·i:tli I'Ollle lWÌ COII-
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0. · Le Cooperative operaie e i mutilati in ·Francia f)f't' il •lott. Fontenaille
HJ.\::::::W:\'TO. <; l· jm·:llidi tlt·lht ;.:ttt•J'J':t.' J I(' J' l':t7. i<HI<' dt'll<' loro :ls"'<J<·inY.inui. h:IIIIIO
ot~t•nntv
.t:rl l'a1·1:111wnlo. tlt'llt• soddi:<f:l7.inni di <lil'iltP <' di fntlo. Le ini7.in·Un· Jll'i\':ttt'. h:t nno fatto 111ollo Jl1'l' gl'hlY:t li<li, tna t '""i <11•\'0H•J M>jlr:ttutto <•)Jlt:\1'1" Sll lom· ... tt·s...;i . n t i liz:r.:lntlu l:t l 11m 111111111 ll'op<'I'Jl. J.n >'l'llOI:t ll i rictht c·ar.i•lll<' l'lt:t Ul )\·oltll l'<·l'ft ·z i•m:ll'a (' la ('<ltl 111' 1'11 t 1\·:1 oJ,. •r:t i n d i Jll'IHIU7.ÌOil<' p n& <•I:S(•r(' u 11:1 fm·mn r:' 7.ion:r lf' d'nlili7.:i'.:Jzionc d1•lla mano <l'o( l\'ra ll1•gli ]u \·:llitli. J mntilllt i dovz·ehl~ro betw ri•·ian• <hd \':r n t :tl!;;-i dd l :t l••;!i:>l:l :r.illll<' i 11 •JIIl'>"t;t ma t<'l'i:t.
-
ì l il-
IV CoNJ'ERENZA INTERALL.E.-\TA I'ER L.A S:5 I STENlA, ECC .
La
•·ouJ~r:ttint
d l•i ututiùtti
lltill di'l't'
litllit:tr;;i ;ti lnYnt·i >-empli t l.
ltl'f' LI!lt>t"e htYOri d'industri e \':tri•• , :tl'tistidw
lll:t
i.utra-
pe r ''"·· o messi in ,·aJore tl\'r le dr-
r·o~t:tn7.t': f:tbhrit-:tzi•lll ~· tli ll\:ltiO!IIÌ, lli'Ì Jl:l <'.~i t!ent:<tati, O ::;fruttalltf'llto olt-l!e I'ÌC· dwzzt' natumll tlH )1:11 ·~ llntt.•ri(•). La f:thhri<1t7.io n o: <lei ;;iuo<·:tlt•>li. llegli oppare< '(·bi o rtoJII•di<'i. i lihri. l<• :-tlllliiX'I"Ì\'. >'41110 itHlu :<trit• all11 portut:t dt>_gl'ittntlidi. lN Yot?d<I\'C •• ;rli •wf:llti di ;ntt·n~t, •lm·n•hlwro P>::•t- t·e umme:<.«i n queste or$('anlz""'"- iOni di Jll'l')(luzi••llP. e he ti O\T<'h ll('m f'!':«.'l'l' su;.;,.idi:tte. Gl ' iJn·a Jidi ùon·ebJx>.ro m·-
~:t llizz:trsi rl:t lm~t
4 . .\hH<' H. ;,,
Fox . . -
>-lt'ssi. JN;' l' J'~tl+'r t'l't'a n• 'lll(•,..t-e c·c)c)l)(> l'fltÌ\'C di Jli'OChtzio ni·.
~\li l':o p]tol'l i
rm Ya lidi l' itl\'11 lidi liPIIt> indn l;l rie . L'H\'\'(' liÌ I'l' oli>ll'uomo Jlt'l'lll:IIU~Iltt> lltt•n te illntlido.
VI SEz.
Assistenza agli invalidi non collocabili ! 1>
l . · Assistenza ai mutilati della faccia non collocabili per il IH'Of. Oreste Bellotti (::lfilnno).
-
fn lt:ilia fi n .Ja.i l•l'ÌIIIÌ tlt> l 1\IJ.(i. :Hl Oj ot'l':.l >'ll()<'i:IIHlt'll\ (• \]t,' ) jli'Of. .\J:lg'),(ÌOUÌ. K.Ì {• inizi:ltll uua l'in1 t·:tllll>il)!'ll:t :tttindtè i nuttil:tli tlo•ll;t f.:lt'~iil fo)~>'t' I'O !Tattatl 11ll<t :<lt l'gH:t d t• i ;,!'I'Hlllli iiiY:tlitli, e 1:'\l('f'l'i'<:<Ì\'ll ll l!'llh> (•<)Il pubhlii.'HldOilÌ H l ,! !i(H'Il:tlì lliC· did (/'<lliclilli('ll, J:ll.~. r:o ~::l- 1/(1. t/r>g / i ().<f)f'dttli , n ag•>.->to 1918 : Il .1/f'(/ico ii(tliono ,.. ! S di\.'(•llll>l't' l:JJS1 1:11 c·n HtinuaLH la <':l ilii'H;!Ilfl lll:'l' l' a,;><istt>n·z :t :1i mu ti lati della fac·d:t . l'>llllp:l).:lll\ dtf' è I'UIJninat~l nl !Jl'ÌUIO C'Oll\'e;!IIO ll!ll(ÌOillllC 11()1' l'a ssi:<t('lli'~l d• 'l!li i m ·alid i !h-Ila ).:UI' ITU 1.\lil:tliH. Jci-:!fl ll ic'l'l llltl'l' HllS), coll':lJiJII'O\':IZio uf' dPI
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t a lo ra rilHitlllll ti. l'mdawa la n t•<·N;;o;ilil dlt! in al1·nne <'irtù italiane, :scelte con opr.. rtuni •·ritE>ri <li df'l''<'lltr;~nwnto, ""11!11110 pmn bll.lll·lll l' appot>'it i istit u t i J>{'r i mutilati tlt'lla f:H-e ia ri~mcntl in ·e l'l'et! b·a <'•>l'o'tllll te :1 s.<;Qciazio.ue e fnsionc di opere di l~l\·oro la ...:) lf'Ci~l li l il •wulisti•·a, oto-rin o -Jnriug'oia t riPa, stmltatoiatriea ed o r tof oniC>1 in un COJI la chi rU J'i.:Ìa l!t' ll(•ralc iut•H110 ,l la!Jorut"ri di prott>>J c·ra nio- fan·inll'. iniP-tt ll<'lll• l'iii a l te m nn ifc...:ta zio n i e >:'i ut pt'~ua nn... ... OIli issi s. In tnle C'OllYP..J:lll O dopo lli-"è lli"Sio ne te<.:ni c!l st~ll'a:<tsi ste nz:t
m('(}ic-o-c hirurgi<'fl
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2. - L'assistenza ai mutilati non impiegabili pC' ~·
il d ott. Edmondo Dronsart, d in•tttorE> dPil" 1:-titut "
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Protezione interalleata degli invalidi
l . · La protezione internazionale degli invalidi e dei mutilati di gueV"a ]J•·r i l prof. Giovanni
Laghezza
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lV CONn:HENZA INTE:HAT.LEATA PER J:ASSI STENZA , ECC.
(;li :f'Jati t·nit.i 1li Auwric·a. i quali tlimo~lr;lll<J tli >«'gtlit·e <·•"'l pii• Yi\'o inwn·!<NI.II<'Illn i l;n·n ri tl<'lll' n ns(J<I' ('ollft• t't>IIZ('. h~JIIllO ;:ii1 emu i11<:ial ù a Ilare ; tttua zinJW :t<l :lktlll i 1Jo,.tt·i voti. J·:,.,.i :Jt·r-.bt•l·o lln1:o 1:1 ~~>llfl•renza !li L<Hldm Jt• . n~tn· l•l'oJ M>.''tt• Ili :thi>Jit'{1 Jt> 11111'111(.' !'(·:-:l' l'i li Ìl'l' (•Ì J't·JJ l't'lltl':~l:l llt' ) 1<11'1) lé l'ritl>rio J'\ét· q\1t>Jiì
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011 l'l' :1 qu:~n~ .. Sfipm i> ilalh-atr' :<i fa Jll'c. ,.l'lttl' (·ht· vi "''"o a l t l'i JH'oiTI'dimcnti •·IH· hi"'<•~ll:J J•khil'dt• l'<' l""l' llll '<'quo tTatfa!lJI'tlto <l<'~li iun•lilli nll't•«te i'O, Pl'vl'\'edi "'PJ1 1Ì <·h,• " j I•P~~lJlf> I'Ìtll lil'(' in ti ti(' J!l"ll]'pl; lO j)I'OI'\'I;'tlilll{'ll ti Jti'Ot\.otf ÌI'Ì <i<',!!Ji ill\';1 liJii
indi~(·ni
da <•:<tl'll<ll·l'(' n ~li im·nlhU stJ-ank•·i; 2-> }lJ'I)\'Y<'Jlinwnti l'l'st ritth'i rela-
1\' CONFERENZA INTERAL I.J::AT:\ PER I.'AS:SI -·Tf:NZA, I::CC.
iiH
livl :lJ.di stranieri t' c-h<> d<'l>hmt<) """"~'~' t<)Jti 111'1' ~li i-IIY<ilidi. Pi•l' •>tteu~·r<> l'l>snu -
<liJnr nto dt>i Yl)ti <ldlt: \ '•lllft•n•n7.t' si i> fatto ,. si fn 11111110 """''lmnntent<) s ulla is<·r·i;dont• tit'l t'<>lllital'<> nll;t Sowit•t;'l <lo> llt> ~a:~.iuui. la qnnl-t• hn i W<'7.7.i ~ J'nltis."Ìlll;l a ut<>ritit ti i intln t'l't' ~l i =--t!• ti :t d llllll \'1'1':1 ]H'ot~·:don(• tlPll' Ìll\':11-i<lo. ::;e li(> l'V t<tlc a 7.Ìl•IH' non fos:-•• J><>ssi!Jill.' u ri t a rd:t "-""' t •·· >]']lo, :<i lH'<>JrolH-' dw !l l 'o m i t n t•> 1ntt' m 1IP:tto d:t Cotllitalu di studi !Si trasfor-mi in ('omilato di a;r.iont•. l'Oli ri'"mos<;illl(!llt<> !!i lll' id i<·•' i Il l\'1' 11:1;.: Ìl)ll;l l<·. :!.•\ I>A'I'IISil\' ITI ' II.
-
J.a lll'>IÌI':f.ÌIIIII• Ìlllt' l':tJh•:tta dl';_:li itl\':tlidi <li g'\lt'l'l':l, -----~~-
VIII SEz. t.
Invalidi di guerra tubercolosi
Sulla tubercolosi in Italia, dopo la guerra per il pntf. Pio Foa, " l'llithll'(' de l Heguo.
E' ,.1'111)11'1' 111';:'\'lllt' \' d\'lht llla,.:<illla iuq • n·l:tll:l.:t il pro ltlt'lll:t th·l l: l tuhPr<·ol~>s i . 'Jll:lll• ,_l lii V>'\'III:t llt>II'J·::<I'n·ito (> llt'l I':Ws<•. \l;t \)\IHlldt) è ('<':'.":lt:t 1:1 ;!U\'1'1':\, J/li:tlia t'l';t .-ntrata in •·:IIIIJ~<> l 'Oli la udg-liore ci P II e ><l:tl·bti<:ht• n-lalh':tnwnte alla tul)(;' n·nlo,;i nt-•ll 'l~~~·rdto. 111:1 ad
<:"""· ''"lltt! iu tutl i )!'l i St,Jti hcllig-Pmnti, è st>~uibt 1111a
f.,rt <· :.l N.'\'"a thtraut••" tlnJIII In ;.rnt· rr:L Da cifr<• ullit-i:tll risulta 1·h<> i r.iforuutti 1 ~er tllhl•r<·ulnsi, i quali 111•1 1!11-1 1'11 t'o11n 1:!:!-1. ,..:tlil't•lln a C'in·:t 4U,OHII :tl .la titu~ d.-l 1!11!1.
li ('llllliugl'llh• dato alla tuht.•l't-iJin>;i dai pri)!'il>lli{'l'l di gm•ITll fu iufcrio1·~ all:.l <-ifra r·h,• xi :-;HJlJI<liH'\' :1 , luf:t lti òq,:li 11.-"•!1::. dH· l'itoruarono <'Oli <lia1!11(•>'i Ili tuiJPJ't·ol<o:<i, ftli'Olhl ;I('(V J'tat.i !'fff-'1 tiY:\IIl('llb' illft>tti S,;I'Jti, l'~~~ia lJ ~~ % d\'1 ]ll'ij:'i011i\•ri Jll 'l'>'lllltì tulx•n"l""i, ;• fra J·IJII!ro d1p fnn•u" :t l'<'<'l'btli tul.tt•r('ol<)><i: llll ll1w11 lllblltl'·n• lo t•l'H fo rHIIl:lt:lllll'llll:· in ttno "tadio tn111n Lnb:inlc, t:h~ lP migli<H'<tte Pondir.ion.i il!'it•JI Ìl'l>-di•·lt·tidtt> ll111111o ha sta t o a ;.:uari •·li. e n fn re rit ornn re in lo l'Q, t·,) n 1.-. aulu<'ntv 1lt'l rcs.> tiPI I'IIJ'I K.l . l1l •·:·IJ•a<'itù nl 1:1\'0l'\'- Dur:tnte la ~Ut:LT:.I. o~ni <:oJ']IO d· At·1w1 !.<1 t>hiH• l' ist i t u :o: i oH\' di 1111 ,-,.pnJ·to • li ;H·<-t•rt;JJut•nt<l <li:lgno:<tico, <lt)\'f! ><i l'a~
t·oiS<·I·o (btii pn'<:io:<j n·l:lli\-.i nll.:t dia;,;Hos i pn·"w•· <!Pila LniK• r <·olosi polmon:.lt'e. Di tJIWili f<tl'l:!l111> <-enno ant~Jra ' piìl innan;r.i 1 ) 1\a~Hio dir<•mo dello stnto attunle ùt"ll:l. hJtt<l ll<'ll'E,..'(!rdtn. l'i<l<>llo d1>l•> la !--lll<>hilitmliout'.
:-;,,rto la pl·~·s:<io!IC di'Ila lopini o nl' IHthhli<-a. et! in h:ts<• n ll,, ~~~< I*'I'Ìt'll7A! ùoloro>'C<·hl• .-.:.i "•~nintl1o f:let'IHio ~wl l'llt tl·ihn;r.Lone llt•lll• Jl<'ll>'i<mi :11 ~o<ln~oli inf(•rmi, <l:ll:1 lfl dittit·ill' ,; <"<'1'1':1 <iPi r:tJ>JH l l'il <·:lll><:lli N·i>'tPnt·i fr;l ht tubt•rc·o l<>><i e la f!IH' l'l'n, il nostro ()m-PI'llo ri <·<)llnhl>t• \'ltt> pn·-'·">dd ;,, l11/li ; ca.,; la tubP t'C·olo:::i d •l\'('\':t '-'"'l'l'el'i<''>llosdura ('111111 lllala tti:t "'ntmll:t in tLiJH•llth>l1:t.:l ll••l >'<t>lTi;r.io tl n ntuh• 1:1 .~:"tWI'I':l . M coti\'<1 :li ht;.:;11:tll:t.:t fu <'d t'tu ttora. s• •bht>IIP •lituinuitn. la h•I11 P:t.r.a <'1!11 l'lli l<• Jl('ll~ioni ,-~~ngr•uo d•>t.·rt'late (•d ~·f'l'etth·alllf'Ht~ r<•l ribuite. Di<1111o llllo sdw111a <l<' lh• \':ti'ÌI' l·att·)!'•l l'i<-' di t>èn ... i<llli: /'t'll.;iun:· 1• ('al c!l"ria 1ilbt:n;olo~ . ·"""~"!;11'-'
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"""''.::'""· :-ia ll\'1' t·:o:<:-::tt'l' nd :tllr:t <·at!'J::<•ri:L >'~'I'Oillltl il ri><ultalo di'Ili\ l"i:>ita . . \ q Ili'"''' )Ili Ilio ;:i o l':t '") 'l'l'l' l'l H· i t llht•t't·t•lo:.:i <li j..'llt' l'l'll h :t n no ('t\!<titnil:t 1111:1 .\:.:s.wi:tzinllt· :il io""''"" di tuiP ian· i prnprii intl•t·p;.:si. (' ]>l'l' f:tn• IIJI!'I':I di Jll'<l]t:l· ~:tuol:t
a st·opo pr~oiil:tltku 1111 dbllth· 1111" lt• rn lodt•\'111: · pn l•ltlit·azi••m· )ll'riotlh ·a inti h ol:ora: /.olio nlllilllllf 'l'(·tdnro •, I.'A "'""<'i:tzioup ('l'l'hill' ('nl f:tYol't> di Enti. I'IH' p:II'J • ~
d)':ll'llllot aJ Sito lill:tiiZ.iallh'llll'o, ('1>1111' Ja J)it'l'l',Ìnll(• g"I •IIPI':IIt• dt•JI:t 1"11)11-' l':t
llliZiolllllt• Jt~·t· l':t><si,otl•lfZ:I agli
itii"Hiltll di ~111' 1 '1':1.
~;IIIÌlit
11\thh Jio-:t .
Pd ;titl'l' i,..tllii'IÌolli.
Appunto. :1 pl·oposito dt•llt• J•t•n;.:i.,t li ai tuhPn·n J,.,;j di ).:'11"1'1':1. 1'.\s,.o<'i:tziolll' Jll'P tlt•ll:J jn 1111 ('ullg'I'I'>'S.I t\•1111t1> ;l :\JilatJ() IH'I fl'hht';1Ìtl Sl'lll'>ol J>l'uJHI,_., :: ('Hlt•g"f)l'ic, (>
l'lui• 1111:1 oli l.. litltl(l IJ<'I' I':Jl>Ì )!1':1\' i, 1111:1 :-:l'<"llola di L. -l(JIItl )"'l' fol'lltP t•XlnqwoltrlVU:11'i " pothllllllari l'ltil t>'<'. ,. 1111:1 lt·rz:t d! L. :;iitMI Jl<'l' fonnt• .-dc•rtol idw t• :.:ulu~t·ntt• :H·;·um)'a;:-nalt· da sl:tto •lli)!'o oc•rnin• (' do•Jrl' l'illll'lllo ;.:ntn•. 1.'.\s:-<H·i:tziom• I'Pt·l:llll:t J';thOiizio~m•
di'I la
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ossia oiPII uhhli;.:o di ,.,.,· isio th• <•;!Ili lnnto lt•JIIIk>, pt·r
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_::lio•rt' :t ll'infPrllott 1:1 Jtl'l'"('o'lll 'llZÌnll\' d t •ll:t JK•><sìhlli• J~·rdit:J <ll'il:t J'I' II"'Ì(IIIP: 11~11! 'Ì II\':tlìdo tl(l\"f'l'i>h., "'"hito rlopo la , -i:-it a t·io't'\'1'1'1' il lilort'llo clpJ I:l ]'I'II"ÌOIII· elw ;!Il
. . "'a l :t '"'"'•)!11:1 l Il . •\1wora 'fllt'" ''' Jll'''i"'"tl' l!llfl fllrOn<• di>-Y·u><sl' 11:11 <:m·o·rno. r11a in 'llll'"li ulii111i li •IIJj>Ì lo ~l:!lll h:J d:ttll Jl<'l' \11111 \'nll:J t:IIJIO :ili llliii•1lli all'("flil'it> )!l'llsiOliÌ )lt' \" :1\lllll'n· l :t l' Ili' J'<•lflilil Ìll )'l'oijHIJ''l. Ì•IIl\' <ifollt• :ll't'l'I'>WÌilll' c(jiJio•.,JtÌI dc•JJ't•,_i,_li~J!Z:I; in ]IÌÌI <lt~ :-litt.·rit l n'lldili in nii':IJ •Joo,oita ta:-::..::1 dt'-.:tinat:t nd into•n,..itit •Hl'l' il tr:tlr:tlll\'111" ,J,.;,:j j Ìn\·:didi tJI'll:l ;!lll'l'l';l. JIII)H•I't:tll(~• . Jt• t"I)IJO•I\JSÌtiiiÌ di'l sllddl't(l) ('(lll)!l'l'~i'll
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t'<':tlt• di cJtll'sti :ti nn,:tri ;..:in1· n i. ili nli :<i i• anintti nd llll:t J,!'l':tnclt• s tnobilituxi•Jttt> lnf:ttti tltotlri rc •)mt·tl cii no·c ·prlat ll"lllu dia)!ttn~ti<-o "'•llt> l'u1ti >;<• t•pn•,..,..i. c..• rt•,..ìclu:tno :.:nlo 'll tdli tli \' t'r<HI :l. di <:t•llo\'11, tll 1\nlu;:lllt, di Hollt;t. di :\':ti~•li t: di l'alrnll•l. di'l l( llt lli d:tsc·uuu ftiiiXi•lll.: t JWI' 1111 (J I'ilfiJI<J rli !/ ' .1rmulll. l'osi. ad('>' .. il 1'\'llll'ti dia;.'1to,:ti< ·n dl Httlllll funxionn •111.' 1' llfl/1111, (ll't ..lur·cmrt l' 1 <' 1' 1·'il'l'u -:•·. Il ('l'llfl'll clt•tlo (i(')l:t t'ol'<lll:itl:t jll't•s,.;ct \,<•llo\'11 f\lllXitltl ol t~·r .·llt·x.,l/1/(/l'irt •
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·1. ) ' 1'11111111>1'< •1'1' t·d ÌIII'III':IC::,:.:Ì;II'I' in t11tti i 11il>cl i studi \' 1'Ì<'\'1'(•1J <' ]H'I' \111:1 :tpplic·a :I.Ì•IIII' :-;, •IJijolic ·t• (• ,,.,..., 1-:l':t\'os:l clt•J.:"Ii :tJtp:t lt'n·hi di prnt(•"'i \" •Il Uli'<)I'O :t i 111111 il:ll i cll' ll ':trto inl·:teic·o. :i, l't't ':ll'!' 1111 t'l'liti'•) \lllkl1 l)i !"llldlt • I'ÌC '\11 'dll' \1'\'ll if'll\' Jt\')' <Jil:lll(o J'ig'll:ti 'tlfl J1• illl".liiclitil. 1;, l'llifnrlll:ti'"'Ì llt• ll 'v t)!:llli:t.zaz.i• >llt' tldl':t"'-"i:<lt' IIZ:t l lll '<li<-:1 l ' r·hil'lii',!!Ì<·a a;.:-li Ìll!'llrt ll ll:lti d<'il:l \'it:l !'ÌYÌII• a i lltd~>di <' t'l'il\·rii ;.o.•f.!'Uit i dlll':tllt(••l;l J!\11'1'1':1, :<i:t li l'Ila J'h•.!1rr-:t:r.ÌIIIIt• flll•.:t. :o u:tl<• 1'111· pt 'nf• •,.-,.:ioll;t l1· cl<•;.:-l i Ìll\':llidi. ('to;:tii1W IIdn \Ili l't'Ili l'li llllÌt'H di ~ J I(•d:t l i:t.:t.:l:t.Ìil11\'.
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IV CUNFERJ::NZA INTERALI~EATA PER r:AS::; J::)TENZ:\. ECC.
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1. ]lllflt';..:no da parH> <i<'llf' ::\aziouì a l lt·a t~' Ili 1'\'it:u·.- dt<' (l(T effd to rlt'l1 1• din>q!l'll.lW <lt•l l<' l'i><ll(.'l tivt' leg-i><IHY>i <'nl +' 1><'1' insullit:it•nzn d<•::rli :w<·onli lntf'r U>Ir.ioualì. ;.:l'illl':tl iùi <·h<· h ;lllJIV '"uah:.tttuto ill Esl'r<'i l i allt•atì. J•>>'Ntllo <'"-"l' l'(' pl"il':lfi (!j Og'lli )k'll>'ÌOUI~ ~·<Li <)).:Ili :liliiV, O Ìlli'\.' I'SIIIllHilil' 1>""~'1\ II H t""-~t•l'l' hl'llt'lidati ('111 11 111:1· tii'>I'II!Pllll' l' Si lltllltlllll':IJII('nte tli piìt ili<St'J!IlÌ t'nt·niti d:ai Ylll'iÌ l'HI':<Ì. :!. Jm·i:u·e mt \'<>lo lli pl:a11so al('! i l't: li i l'nitì tL\nmri<~t Pd :d ( '•ul:H iìt. C"llt' l'Il h i o :1 dotta to JC• lllÌSIII'{' dÌ JH~•\' i<it' IW..a i:' d i (li'Ott'Zi\>111' Sll):'gf'l'i t(' cl:tJIC e<>ul'(•rc•nr.t' I ll f<•t·;allt>a te d i Lmulm <' <li Htllll:l. as::>(o\'Ì;a ndo i n•tì od i<•nù r~r l':·t b<)·
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VIII 8EZIONE. 1. ::\(•<i-•<;.sj tit d i l'(I II J>S<'('rt• il lllllllt'I"O <1t•i llllll' l'<"ll<)si j:('IISi<lll<lti Jlf'l' IJJU)Httia <"'nlratta od :t)::g'l'>l l': lla ]11'1' la ~'111'1'1':1 o Jll'l' il ~pn·ix i•• lllìl ì tan•. \ 'alt· l·si di'Ile j,-.[[. liiZÌ<IIli l >'isil' ll (i 1 ~'1' fa·n • llll ('l't t:<iiiiJ.' IItc> dd tiiUel'l~l(l),_j ;.:'iÌI l'ÌfOI'IJIUtÌ. :!. J.'innllido tulwr<'()IO>'<> don·it C"-"l'l'l' S\'llllH'f:' <'>'l.lllliuatn da SJ><'<:ialb<tj tisiolog-i. 1l<'i quali l<· .:\azivni l-t•rda·ntnno di :WI'I'l'~r·pn· il numc·•·o. :; . .l )!: t him•Ui <i'nualisi <lmT:annu t'~-..~·n• 1'1,11'\'Ni u li htr)!>~Jtw n tt• di'l IH'I'I'.'<~uiu istnlllll'llt:t riu l' i <'<•JJII' Ì d i:IJ!llusti<·i do1· 1':1 Il Ilo <'Sl<('l'l' <l i t·<• l ti - da nu.. l ic-i <1 i ri<·otllt!>I'ÌIIt:l l'a j.;l<'ilil f• tllùll illtlii'O\'\' i~t ti.
-1. 1.<' h a:<i d<!ll'as,.:b:l<•nz:\ sarlil<tl'ia dr·1·onv <'><'<('l't· i disJI('ll:<:tri. di 1:11 i ,:i ll e 1·t" :tllltrt•nt:ll'l! il llllllll'l"o <' lot'l'ft•zionan~ J'ianpianto. in ut•Hl" da sta))ilinw un'l'qua ripa rl ÌZiliiiP . .). ::\t•• ·t'x~itil <li ohloli;:::ll't•, o J•N' In 11 11' 1111 tl ' i t ll·o~l':\):';!i:tn·, gl'iiii':IIÌ<li lltlwn·o· losi a fri•qut·uba r<· tl l.'tt i rlb1tt'II:<:H i. li. <'imwun i n l'a liti•) tu h<•r<'>low tli>ITil :1 l't're ]>1\•><s(J ,.g-n i t l isp,~u:<:ll·io uu:l <·:lrtdlu dini<·a l'h(• lo "'';.:niri1. Ul'llt· l'ari<-• ,·i~ilf'. lll~l d(·lhl quale JIOll d<>l'l'il 11\'t•l'<:' ('()IIOS('Ctl'l.:l.
7. :\l't'l'.~>' iii! di <·ro·111~ · 1111 11111111'1'11 ,;rtlli< ·Ì<'n t<· t li ><:tlllt t w· i 1· di n•pa rt i >'ln'< ·iaJiz. ;r..;Jii. <·nn :.:aie l'i:-<'IT:Itt• JII'Ì m il itar i, i11 urndo l'la• l'illl'ali<i•• i n ht•a·•·olm•n l' i <.'>'>'l'l'l' :tl'('lllln Vl-"'IÌ ljll:tln.Jt:t illll<'liÌ<'O dt'] <li><l)(>ll:<;ll'ÌO (() r·itt•ll)!:l O]'l'Ql'[UIIII.
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X. L:t ,·alut•r.i<•ll<' dt•ll:t l•t' ll>'iont· 1)(>1' J'im·aJitlv tu h t' l'l"l""" JH\IJ potria <'.'-.<('l'l' :-tal>ilii:J dal llll'•li<·o " lll'ei a ll"r:l . !l. (/):'Ili LU\~rr·ol<l"f• durri1 ~tllt•llt'l'<'. ljll:llllllqll<> ,;in l:t loe:tliz~azirlllt• ddl'i n· ft•zi.,IH·. H Jllas:<iJJH> dt•lla lK'I'<·•·utuah• di im·ali•lili•. 1~ 1~11<'"1" J:< •u;.;i"nc• :<:trii •·••IIIJih•tata. qu:tltora •w<:vna . ecm <·,.;:.:t•;.:ni di l'aria Ha tura da , ..,, ...,_.d,•r,..i l~anl" :tll'i tl\'Hlido tuht •t·<"lnso ('Ili' :t Ila ,..· ua fa tu!;.:lia.
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dCI"(' <'"-'t'li' i><olato: tAle is••lnlltf•ntn d:oa·ir <lil·itlc) :t<l un iiHit•llltiz;r,o a lla
fulll iglia. 1::. L \·duc·azi<•ne prof<'s,..ionall' d<·ll'i tW:tli<l<> t 11 bet'<·olOSI> <:lini~ ·:tltt<•n t<' g-na l'ilo ,.::rrit ><~>JT< '):'Iiat:r <l; t una ><i •<•<·i<tlt• ( 'onll ui;.;,.i:;<)lll' t<•<· ll i<·a (' s:arir .-uh<ll"llin:tt:t lilla nutur:r <1<·11:r Jll:tlat.tiH (proft•:<f<ionì >'nlubri. c·vlo uie :~gTil'ole. c,>operatjYe, vil ln;.:gi-<:ol"llil' , f:'<'<'.).
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NECROLOGIO llott. Comm. FRANCESCO SAGGINI g e ne ral o medico d ella rl se rra . Colla "''!l'h-' d··l ~<·11~w~ lo uwdi~·o FRA:-<CE.sco· ~AGO r ;o;r, AYV<' mtLa in )li lt\llO il 15 ot l u bt·~; 11. s ., U<dht ltu·tltt <'tt\ di il~ anni s~·nmpa rP 1111 uhro di qut'gl' in~ign.i "''étliHt·di, du,) funuw te:il imoni ed llti•ll'i dt'i pri111i movimenti d c lnosl r·o ris<·>~tto. ·
X>uo a Vt'lli'Ziu i l 23 aprii<• dd
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l'tlttlpttgno dt::l 184R. c:ome ,·oh•ntul'Ì<~ rlcl bAtt ....g l iono rh•llu 8pt•r'all,~t. di eui era. stntu "'t:P it n poriH h nnd Ì<'t'>t per· il s u o nn i moso r·,mggin. P>Ht <·cipò ><lli'Ct's><Ì vamente nllé giWl'l'C d('i 185\1 O dcJ J8llli, E'd in qu<'<t't dl inhl ftL d t't'O I'<t ltl <'<111 lllt'll7.iOI16 t>lllll'C\'1'1•· p e r <'">ìPt'P ~!'111pre ,.;l H lO in p1·Ìuu1 lirtNt P Jl<'l' l' intr<·pidtl <•onh•g no di· 11\f\'<tt·atl! llf• l 1\nlllbtlllill\<"lliO tli :\!ido li dt•l 2 luglin. X"ò snltulll<> sui (:nlllpi di h tlllugli>t inl('se il »llO lllinist<'rn <li sn<'r ilì c io, di l'>ti'ÌIÌI c di ubnt'lo!H'l.i•HH~: negli uu ui Jl:)$ 4.-t<() in Uenovn, dumnt o l'epidcmiu cole· ri cu, fu t\llt'lllpit• di ut t i,· itù iu~btncubilc. Il ~r•·twru l o ntN1i<••J 1-;_,c:t:l:'\1 Pl,bc> p>tt'PCdliO mi,..:<ioni ,.;('Ì<·ntifich<• u ll'esiP r o, c lu· rivPI~)nn Ju gnmd e , ...,titml:r.i.. tw tl<'llu qu ,tlo' fu t t•nuto. J.'c·<·e Hnc:hc p<·r prop t·io r·rorllo \ ' iaggi d ' i:.;u·u:r.i< Hl(l in Urnm1nia. n<> l B<'lgio, in J ughiltf'I'I'H, in Fntn· c.;Ì>t. ~ll'ittg<.'ndu IHIIit•i"t.iA co l '\'udulttnnl "' !'ipnt"l>lltdn ultrl:' ur·curati :;1 uJì rl<·llc <'[IU':<tinni Ì).!il'liÌ<'•Hltilita•·i. cnn spt>I' ÌO\<' l 'Ìj!ll:ll'du ullf' of111 1t nie I'IH' 11l.Jm·B intìt•ri \'<11111 lH'gli e •w r (:iti. lt: priu11• tt pplic·azioni di \>fhtlnwmE'Il'Ìa. fnndut<' :-llll'rmittl di nc·ut e~.7.a vi:<Ì\' 1> n <H'I11Hit>. Di!'!k iu olt t·t• nu<I \"O impu lso nlltt ,.,,c.;,·ilhiY.Ì'ftn<· uni· 111n lc•. <'l"Oflml•• in \ '<'I'CJI\H 1111 J,..tiluin Ytl<:cint>genn ehi' 1•hbi' llloll>l ft>l'lllll>l. Eg li la,..:cia uno. lurgt1. <"rl'dità di sliu 1u ('di o.IIe-!Lo nt>l Corp~· ><11ni1nriu 1w 1· le -.H<' Pl<' tt o rl oti di l1lt'lllf' e di C\llli'C': torni C'iù d i quttldu? confo rt o tllla fntlligliA . ,, "'P<'<·iahll t>nte al """' ''" t·nilt·w• lt' n <'nte colonnello llt('diro Ev>lri sln ~u ggi ni, n l cp tal c il UirJJ·na/t• d; 111•·dicinrt militrtrP Ìtl\·in Il' pil.1 ,.;(' tllit e t·om ol "gli>tll~.<'.
J<c.illtl<lrc Capo:
.\HTI ' I<<I (M>.IK l S l , • 'l<.:ll<.' lllt: colou n.:lln llll'tli!'o.
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Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale d/ medicina militare ·
ROMA -
Via XX Settembre - Palazzo del Ministero della Guerra -
ROMA
La lotta antitubercolare nell'Esercito. - Un Yolurno di p ag . 9ti c-on 8 ta.volo . . . . .
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Ricerche biologiche degli Uffici psico-fisiologici di aviazione · militare. Un volume d i P*g. :!3G con 45 figuro o 2 t rwolo.
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Per Leonardo da Vinei nel IV Centenario dalla sua morte. pag. 100 eon :r; liK11r•·
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III Conferenza lnteralleafa per l'assistenza agli invalidi di guerra ( H'lm>L.·
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H o laz tn n i utli(· iali ,. ''"'""""'''"'''"i..
IV Conferenza interalleata per l'assistenza xt·ll<·;;, l !J~ll) . -
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agli invalidi di guerra (BntUrt \'vhunt.\ di pag . ·H .
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ferite addominali di guerra. - l' n ·l'a1.imu· d ... l prof. ·X . UL\N·
;-\t·:TT \ •;tCJ, ---
Un n> lttti\C! di pa~ . 4011 1·•m :l~ fìt;tll 'l'
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Giornale di medicina militare Direzione ed Ammi"istrazionc: Palazz<J del Min istero della Guerra, Via XX Settembre - Roma
' CONDJZ)ON1 DI ABBONA MENTO. t . Jl Giorual~ di m.ediciua militat e si pubblica
il primo giorno di ciascun mese, i n
la!'cicoli tli lre fo~li di s ta mpa. 2. L'abbonamento è annuo e <l<>corre dal 3· Il prezw dell'abbona mento è :
~enuaio .
1.
Per l'Italia e Colonie l' er l'Es tero
L. 12,-
• 15,1in Jtalia p\11' Hstero
t; n fascicolo separato costa Il s up[)lemcn to comenente i Huoll di, au zianità del corpo sa ultar io mi. l! taTc costa
1in
• •
Italia
3,31W G,-
l a li 'F.stem
1, -
4. L 'abbonamento non disdetto prima del 1. d icembre s'intende rinnovato per l 'anno $U<:cessh·o. 5· I signori abbonati militari in effettività di servizio possono pagare l'importo del· l'abbona m ento per mezzo dei rispettivi ccm;u l(l: di corpo e direzi oni. 6. Per i soli ufficial i medici (dell'Esercito e della )1arina) ~ ammesso un ABBONA· MENTO CUMULA'I'IVO al Giornale di m ediclt1a militare ed agli Anttall di mcqlcinu 11avale c colouiale al prezzo di L. rS aunue. Per otteu er e tale abhonamento gli abbonati del Glomal c di m edicil1a militare devono far pervenire direttnmente L.' 6 all'am1.n inistra· zi one òecli A1111ali (presso il Ministero della ~lariua) . 7· Ai li brai si fa lo sconto del t~ per cen to , nuo soltamo per gli :tbhr.mamenti dellt persone e degli enti non militari , che non pos~ono fruire della faci litazione di cui a; nn . 5 e 6.
NORME PER LE PUBBLICAZIONI. 1. I lavo ri originali , le n ote, le riviste d:utilol'{rafati o scritti a man o ·- t\ev9no oc cuparc un ~o lo lato de l fogli o ed e ssere accuratamente riveduti d agli autori. Si fa speciale r accom audazione che quelli l'CIÌtti a mano siano ben l egg;ibili, · pe~ modo di evitart ogni dubbio di interpretazio ne. lu CR~O contrario, la Direzione si \·et:lrebl 'e costretta a 6ospende rne la pu bbliC'n1.ione. , 2 . ·Salvo casi ecceziou~ li!<sirni, la correzion e delle boz~e sarà fatta dalla redazione, anzicbè dag li au tori, per non ,·iuco la r e il lavoro tipografico aj!'li inevitabili ritardi po· et ali. 3· Le ~p~se per gli estratti e quell e per le tav()lc li tografiche, fotografiche, ecc., che accompagnnSSt'rn le memorie, sono a carico degli autori. 4· Gli e~tratti ~ono di due tipi: - Tipo A . Con copertina in bianco, senza fronte· apizio, ~ colla i•upa!( inatura e nrunera7.ione del fascicolo. - Tipo B. Con copertina stam· pata, frontespizicJ , impal{inatura e ~umcraziune s p eciale. Agli autori delle m emo rie sarnnno concessi gratuitamente 2) estratti. tipo A . senza. copertina. Per coloro c he ne de~idcrassero un numero ma~:giore , il p rezzo è regolato dalla se guente tariiTa:
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estratti O
III C IIO .
Per quelli cl1e m perano un foglio, l e fraziotrl in pit1 . elle non $11(Jerano
fl
mezzo~
{OJ!IiO, si cou i<HIO w m e metà, fmrciJ~ però l'o1·d inazio ue 11 011 sia inferiore a :;o copie. 6. l noatrosc rltti IlOti si r estit.lllscono . t :100:1 )
:. Hi1" -
Stabilimento Poligrafico per l'amministrazione della Guerra,
///:5 Pubblicazione m ensile
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE · Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di mediciua militare: 18sr-1884
G10roale medico del Regi{t Ese rcito e della Regia Mariua : I88s-r89s Giornale medico del Regio E ~<e rci t o: r8g6-IQ07
ANNO LXVIII - 1920 .
l Dicembre
Fascicolo Xl~
SOMMARIO Bonomo. - .I l (.'tli ' P' ' " "nita 1·i<• 111i l it tll'" .- 1,. :<I l E' lli'l1t'111PI'<•n z•· Il labaro al Corpo sanitario militare . . . . . . . . . . .
J>ay. 729
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1:14
\1
i3!J
l
ME~ORI E ORIGI NALI: f Zuccari. - lnn o>, ti <· p la:<tid~t· ndi<J c ura d••ll•• o:<h•iti ··d o ..;t• ·o111ie liti t'l'u ni -
eh·• fi"<l.o ln ..;l ·, ' '01 1 " lk't 'iUI;> t·igUUI't fl> n l l 'ntll cop la.;lit.t llllL"!f'{)h\1'0 . . . . . Maucione. - Sull'impia nt o tlt·i 1\ •pndi ofta lmi c;i i n zom1. di g n<· tTII, (•tm l'e:;n. (·ontn ~ t•\ IÌsti<·u d <'llt• f,•ritt• l' l<l<dut ti <> u cular i Ira lt· n• t><fl'(' truppe
/.53
•>rll: l'>tllli in FnHH·in . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sorge. - f::ul "''''' ' iziu •· hi rn•·l!Ì~'<> in 1111 n •J•:ll't o d i o,.;p•·tlal<· da. <;!mtp" durarti•• l 'dtt• n.;i "'' an.~ t t·ial't\ d ·l giugno Hl l $ . . . . . . . . . ·. . . . . . '.
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P ER IL LIBRO D' ORO DEL CORPO SANITARI O MILITARE
))
71\8
INDICE GEN ERALE DELLE MAT ER IE PER L'A NNO 1920 .
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769
Direzione e d am minis tr~rzlone
RO M A - Palazzo del Ministero del la Guerra- Via XX Settembre- ROMA Per le inserzioni di pubblicità riVOli' ers i DIRETTAMl:.'NTE n/l' Ufficio delegato a tale servizio - Roma, 1Slt tuto Nuzio/111/e di Pubblicità e in/ot ·azioni, Vìcr Poli, 43-47 - Telefono 77-66. ·
P er le n uo\·e norme circa le )., Jbblicazion i de l lavori ved i copertina (4a pagi na).
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Il Corpo sanitario militare e le sue benemerenze
- --· -:'\on ho poltdu JIL'l' necessilit dnmesticlle L'S~e rc· al mio po;-;to fra gli inlen·cnuti alla soll' 11m· cl·t·i nlottia neli'Ospt•dule rlL•I Celio per la conSt·gna gel LaiJaro ··utw(·s:so da S. \'1. il 11.e al Corpo SHIIilario militare. SebLene as:-:entc, il mio cuor0, rlle conosn' lutti i pa lpiti gent•rosi e lulli i S<wrifizi dl'i rnerli··i llcdiani , d'ug·, ,; t·ale~·u t· ia, i quali hanno Sl't·vito e :5CtTono ncii'E:;e t·t·il o, lta sNllito lulla ln gioia rhc ha stretti i ('OIIcghi di ogn i gntdo intor no al sano sintiJolo, l'hl' d'ora innauzi sarà ltt noslt'<t ba11diera. Per il tenal'l' attlfll'C dlC mi lega alla nobile bliluzione, rui da ollt·c· sellP lustri ht1 l'onore di apparlcllcre, per i vinc·o li ùe l cameratismo con la maggior parll• dei mecliri italiani, i quali hanno dalo ai s~ t·vizi sani ta ri militat· i le loro fcronde cne t·gic con disc· iplina, ron fede. e so,·cn tt-, tOII sp irilo di sanifhio. sento Yi,·o il bisogno rli t·! v(>llrl're il mio pen5iero ai t'a t·i:;simi c·olleglti tuili, a quelli in serv izio ed a (]ue lli c: h t: lo· fmono, l'ffclli,·i e eli complemento, mentre sul Corpo sanitario mililar'e s'innalza un s imbtliO d 'onor·c. L'assetrnazione dd Lauaro al Coq)O sani lar·io mililarP dopo la g rnndt· gUt: rra è so lenne ri c·onosC'imcnto uffkiale delle s ue a lte benemerenze <tc·quistatt' nelle pulJbliche c:alatnitù, nelle guerre collHtia li , nel grandl· c·onl li lto t•mopeo, nel quale rifulsero tuttr le ,·i rtù di tnc11le c• eli ruot·c, di fcclcllit al dO\·ere, di sat· rifizio eli eui è c·apac·c l'a nima del medic·o nE'Il'ass isle nza e nella C'U ra clc.a:l'infcrn li, nel pronto socc·o r::o ai ferili . s ul t·amro, nella Yig il e difesa della salu(t• ddl'Es('r1·ito su l lealro della g11erra, nelle opet·e di c-ariliL. Jl nostro Labaro, sul quale brillano le r icnmpt•n!'t· delle ci,·ili bt'nl'nwn: m:e e quciiL' al valore, t·ia:-;surne e glorifica tulla la storia delle fceondc alt i,·itù, elci lenarc allacc·nmcnto nl dovere, dci sac rifìzi, ciel -lartro e genetoso lt•ibuto di vita e di sangue ofiel'lo .a llil Palt·ia dal Corpo ~anila rio militare. Di nanzi a questo simbolu, ch'è titolo d'onore per Lutti i medki llaliani, i qua li hanno sen ·ito e servono ncll'Eserrito. c·h·è sprone alle giovani er1etgie J)et· la maggiOl'e ascens ione del Corpn sanitario mi li[,arc, r·h'è nuovo pegno di fratellanza e di fede nell'avvenire, tornano alla noslr·a mente tulle le opet·e buone compi ute in paee ed in guer1·a iu una d elle più nobili missioni del medico. Lo rivediamo fra i I'Ombattenli, nel primo so1·c·or,::o ai fer·iti, negl i ospedalò da campo in un intenso lan)J'O s0nza tn•gua, infiammato d<t un fcn·orc di sc·ienza e d i umanitù , elle supe-rano le fo rze c·redibili dell'uomo, ne1l'optt·a di piclù per t OtnJ10t'l'c ed onomre i caduti, nei lahoratoti sc ientifici, nelln Jolla conlru i morbi epi rl t•mi ('i, sempre vittoriosa. nei cclpri cd ord inali sen·izi di tra:-:porlo dei ferili dalle prime lince e sui lt·en i ospedal i. 50 - Oiomalc <li medicina milila•·c. -
Fnsc. X J[.
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IL CORP O SAì'i iT.\RI O ~llLITARE E LE S"GE BEl\""E~iERtNZE
Con i r kordi del la nostra organizzazione sani lari a ti i gue n ·a. ful'le p..:r ric!'hl'zza e moùernitù di mezzi, semp:re pari ai bisogni , pe1· l'ordinumenLo special izzato dei vari servizi , per la cura e per la profìla=-~i JJ<:r l'ottimo funziona1r1ento tecuico e logislico, rivive nella nostra n1en~u il ma~nifico sforzo compiuto dal Corpo sanitario militare llaliano. E ' lullu una storia di OJ>e i'C di scienza, di umanità e di palrio.lli.sruo, d i v irtù mililaJ·i, r-he donanno essere ri co,·date a tilolo di onore con1L' uno dei principali fattori per il re-golal'e SYOlgim en to delle opera?. ioni di e·ut.·na e per il su•·•·e:;so delle no. tre armi. Le epidemie, elle 11elle gue 1Te passate falciarono eserciti e popol i. dimimwndone, più the P<'r Je armi del nemico, la resistenza ed il valor~:. e che fJiÌI volle, col fa,·ore d ella. prolungata immobilitit n elle posiziom in trincea, apparYero nel nostJ·o Eset·ci to, furono sem pre prontamente tir•·oscrilte e s pt~ nle, e nella lunga guen·a per la sapiente organizzazione !)I'Ofìlatlica, Esercito e Paese restarono imllluni. Ciò è: stato il risullato di quella concord e rooprrazione di uomini di scienza, i quali cnn allo sentimento patriottico hanno por·talo negli ordinamenti saniln r·i di guerra il forte ··on lri brrlo del loro sapere, così' nelle opere di pr'IJfilas.si co1rlro i morbi infelliYi, ~ · ome n ei sen·izi cliuici da campn. :\ lutti i nostri dotti collaboratori, a tutti i Yalorosi colleghi èidli, : qualj, entrando a far parte del Corpo sani tari o militare per la guena, -:<i assoggettarono a lulli i doveri ed a lutti i sacrifizi nobilmente I'Om P i uli, \'ada il nostro pcnsier·o me more e l' espressione della no:> tra t iconn::;ct•nza. La lor·o opera di srienza e di pat1•iottismo ed i loro sentimenti di c.ameratis111o •·ogli Uflkiuli rnedi•·i dd Corpo sanitario militnrc Hllm un vincolo di f1·atellanza, che rimarrit saltlo nel tem po per la forza di tkordi indimenticabi li e profondamente ca ri al nostt·o r uore . Nèl !a ,· it<t del la pare, inlomo a l nostm Laharo glo rioso, s11l quale brilla il t•n·mio di vi rtù c ùi -5aniAzi, ci sent iremo sempre uniti, ('Ome lo fumm 0 i 11 guciTa. RiLol'lla nclo col pensiero ai luoglri san lifìntli dal Yalore ed ai sublimi scwrifizi dei figli d'1lnl ia, ai giorni della lunga e dura tolta , in mezzo al fcr·vore {i'u na n t t i vilit senza l•·cgua sostcnu la d agi i Uffkial i mNiici nei noslri ordinam enti sanitari da campo, scnlo l'animo innt"O da un senso di · lt'gitt imo orgnglio per fJLl ello ch'essi hanno dato al1a 1rraiHie carrsa. · E con profondo 1·ammari!'O ho visto nnrovere ~·cn,;ure alla or·fn111iZzazione ed <tl funzionamento elci scn ·iz i san itari di gut;ona ed al Corpo :-;ani tario ntilitm·0, rhe ha nel suo alli \'O alte benemerenze o capadtit l~..rti r·a degna drlla fitiu <; ia dl'l Pat'se . Il Corpo sani tario militare ha portale nella guerra enJ'Opl'a una forte weparazione momle e profE>::i'iona lc, una esperta ··apacilit organ izzalri t·e dei servizi sani Lari ò.a. campo t•d un saldo SJ)i l·ilo eli dis•·ipliua, fn11to di una Yita vissuta nel quotiol iano adempimento <li lutti i doveri inerent i alla \'ila del sol dato ed ai l,i:-ogni dell'Esercito. Siffatlc qual ilit, r'lle l'abituale modestia del nw<li•·(l militare può non far·c apparire nel Iom 1-!·iu:>to \'alore, lla.nno •·onnll''() a crear!.' n<'rrli ordinanwnti :;anilm·i di guerra quell'armonia di dì~ciplina t• d'indirizzo ler 11ir·0, quella fusione eli YOlontà e di attitudin i
..
IL CORPO ::iAN ITARJn \ II I.ITARI:: F. LE S l 'E Bf:NE ~lERENZE
fra nflkiali medici, di carr iera e di .;omplcmenlo, ùi cdu.-azione profess ionale diYcrsa, elle hanno s l<tbili lo nei ser \·iz i sanit,ari d elrEsercilu un costante afliat<:llll ellto, il quale ha tanto co ntriiJuito al buon funz ionamento tct ni co. E' fen ome no ineYilabile la crit ica, e chi pill , chi meno , esaminan d•> l'ope ra d'una. vasta orf!'anizzaz ione co me quella san itar·ia di g uerra, :sianJo por tati a rilev<u·e come co l p<.t le inqwrfezioni clell'o pela umana, e per an JOJ'e del meglio o pe r il senlimt: nlo in:-;oùdi sfatto di fronte al r is ullalo non fav or c\'ole dell'assi:>tenza ciel m edico , e del t h irurgo in ispe··ie, siam o port al i a g:enera lizzare il fall o s in gnlo, quando non è l'esponenll' del funzion am ento di una \'as ta organizzazione . L'arr· ivo di un ferilo ··on s trozzanH·nto asfìlli co per l'azione pr otratta d' un laccio emostati co, o t'On disordinato upparec~: hio immob ilit-zante, la lra~ lucazi o n e l'ClJJ lr0JJO ospedale di un fer ilo grave in lrus por t.ahi ll', di un fèril o in preda a s intomi letani ci , che possono esse rs i man ilcslal i nel viaggio, d 'un addominale non Opl'talo, d'un pulmon itico, ha s uscitato fur ile coro di atta,·c·h i a lla. 110slra organizzazione san itaria. eli g uerra. Ma n on s i tenne •:ou to ddla circostanza, dell'inevitabile, delt 'impn'Jvisto, .perch è impre,·L-di bile, del s ubi taneo aggravalllenlo di lesioni. lréwnHtli che, d('ll 'a pparenlL'' ben ig nilù di fet·ite d'arma da fu oco, d i fr·onl e a lle quali an1'11 e la me nte più t>sperta nella indag ine ana tomica pu ò es:-;e r·e t ratta in e rro n~ . La g uer ra ha in1po;;lo ::<1-!0 U:IJt: ri ta l\·ofla affret tali, llHl. che fu rono se m pro Yig ilali da un conlr nllo s u llo :-;lato dci parte nti , ha n·so ne, ·essar·i s fo tlam e nl i clq;l i osped al i da 1·ampo nel l'i nr al zare d ell e offens ive inasp<'llale d ~l n em ico, ma la for za dl·gli e\ vnl i non h a g ialllmai sor pas· s alo la po lcnzi'"tl ilù di ri co,·ero lll:'g-li o;;pl!dali d i Corpo d'ann ata e d'.-\ rma ta , nè rlei ll lL·zzi Lli sgu rn lJèro coi treni :;a ni tar i, nè le rlotazi<m i dt> l material e (W r son:Mso , P L' I' cma e per i hi's og11i igien i··i c profilallici. :\'on po~so in q ues te Jn·e,·i mie ri fle,;s ioni s ul servizi o sanita r io eli g uerra r·icYora re l ulla l'opera di :;v ienza, d i u nHwiUt c di pat riottismo ··ompi uta clai ll lcdici militari, di n llTiera t' d i ··ompl emenlo, i quali ~o n for te comuni one di npe rosilù , Ji d iscipl ina e d i fede, preslU J'Ono duran lt' la g uen ·a Pl'l'8'l'Yol i ser-viz i ai i ' E~e rT il o cd ul P aese . 'f .ale rievo.·azione, eh <' fare bbe ri,· ivl~ re il magnifi co sfo rzo nllnpiuto dai medici ilu lian i, i (Jual i hanno formala una sola g rande fa m iglia, con un·m·m onia, che ll<l. a •.,.res,·iu la la sua Jlolenzi al itit \et·Jlica Pd il suo valor·e morale, r·ich iede ben lunga esposi zi one di fall i e di ope re , elle forrner anno argom ento dc·lla relaz ione s lori co-sr ien tifi n t, ]) l' l' la quale s i \'anno raccogl ie ndo gl i clt•menl i. ...... Bas ti r icordare r lw nell'inHnan L' co nflit to l'opera d el med ico fu semtU'e pt·onl a Pd e n e r~ i ~ · a, da pan'f!gi m·e i bi sogni sovente imperiosi, co me nei periodi d elle lung he batt agl ie e di fronte ~all'i.tP(lati re dei mor !Ji e pid emi ci , i quali , ,·ome il colPra m•tl' ill izio della. g uer ra , furono con l a. cooperazion0 d i tutti, clelia Sani (<\ mili tare e rlella Sanilit pubblica, p J·onla JlH) II lC domati e vi n li. E nlra t.i in g uerra coll una organ izzazi one su nilaria che rispecchiant l'esperi e11za d elle guerre a nter iori, con pronta vis ione ù i nuo\' i e p iù
/:l~
IL CoRPO S.\NITARW ~l l LITARE: F. LF. Sl'E: BL'iE~IF:R~~I\U:
vasli bi::H..1gni, al>IJiarno svi luppato e J'erfezionatq, con la s periHlizzazione dci nu·i rami del servizio, il nostro ordinamento sanitario di guerra . L'ctfi,·iellt:<t te,·nica c log-isti ca r·aJiidame nte raggiunta in ciasn1na Ar· mala atte:;la la inll'lligenle ed ulane capucilù organizzatrice dei Capi l la sol irlaridù d'inlelletlo e <li disciplina fra i medi t i militari l' r i\'ili. Immediatamente a tergo delle linee d i l·ombaltimentu funzi ona-
rono ambulanz(; chirurgiche ed o~peda li mobili con 'reparli spet· ializzati, posti per SOCI'O r ::o apprativo d ' urgenza, the erano ,·cr·e cliniche chirur·~if: h e da <'<llllPO o,·c i ft'rili trasportati 1·on bene ordinato e celere ser·,·izio
di autuarnbulanze; J'IOL'he O)'e dopo il Lraumatisrno, tr~nt ,·ano il pronto !-iOI-cOrso ron Lutti i mezzi cliagnostil'i ed espe r·ti operatori. l congeg·ni JH'Ofilaltici ebbero poi sul tl'alr·o della guerra quunto eli più model'!1o I!Sisla nei Jlli!!liori istituti S!' ient ifìci. :\'èi rapJ)lH'Li din·tli con gli onl imllllcnti ~1nitari degli Eserciti allùali sul fronte ilatìàllO, in VrarH:ia ed in ~l al · edonia, l'ordinamento S<lnilario ùel nostro Ese rcit o ha dimo:>tralo pregi di capal'itù logistica e eli cU]I<wit•\ te,·nil·a, cbe furono ogg:ello di ammirazione da parte dei rullL•glJ i dd le Nazioni alleale. E' don• roso <.IIH.:lle aggiungere ch e I'OI'ga· nizzazione profilatlica slallilila sulla nost1·a zona di guena per fronteggiure la gra\'€ situaz ione rreala dall'epidemia coler ica, che d ~lagò fra 1c no:;tre Armale ddJ'Jsonzu nei primi mesi th:lla campagna e l'he solle··itarncrle rafforzata e -discipl inala è stata saldo presidio per la salute dtll'EsE·rcilo e del Paese, S<U'ù rkordata dagli uon 1ini di studio t'ome font<.: dì preziosi insegnamen ti pratici . I risullali della difesa ,·aecinale c·on tro il colem, contro il tifo, contro il tetano , per uon pal'lare della p1·otì luss i antimalarica., anli,·aiolosa, anlidi,-senteril'a ed antivent>rea, ril]l[l'rc:>entano la soluzione ùi impol'lanli problemi sanitari d'interesse militare e socia le . DL"gno pure d i sperialL' menzione è stato il St>"rvizio di n::.scnazione per l'eliminazione dali~· fìliL deli'Esetcito degli indi\'idui arfcl ti dalle varie forme di luber1·olosi, attiva e latente, ciò r·hc rappre· !'enla un progrc:::.so JW I' In dife:m della colll.,ttiritil Jllilìtare d<tlla diffu~iOile d<!l lllOI'bO. Possiamo quindi riconos1·ere che l'c8periellZa della p:uerTu tralta dai nosl r·i onlinanwnlì milita1· i, ha ton trilluito al tWOg1·e;:;so d el la nwdic in a cd i n parti l'o!are della l ra umalologia, dell'igiene e ch•lla profila,;,-i militare e soC'iale l'Ontro i mMbi infctlivì . Al Corpo sa nitario militare, l'Ile in ogni eir,·ostanza ha saputo cornpier·e i suo i dorerì e nella guerì·a ult illla Ira al'nesriuto il suo palrìmonio morale, non <·cnsu t·a, ma merilato plau;;o è dondo, come a chi ha se1·rito feclelml:'n[.e la P atria . TI Pae:::c, c·ome nel pa::~ato, può fare situro affidamento su llo spi rit o di di:::.ciplina, !'ttll'a])uegazione, sull'allitudillc d<·gli ufficiali llll•diri, .. be fu sempre t·st:: rnplare, su l loro amor·e allo studio c sulla Yotonlil di elen1rsi e di pC'l'fcziona1·si nt·lll' vnJ'il' bn111chc della nll'dir·ina. Il COJ'J'lO ~<mita rio militare nun è r·asla r· hìusa, Yivenrlo esso la vita dei nuoYi tempi rol progre>;so S1·ienlifi•·o. Ha infatti nel StiO seno nunwrosi spcc·iali:::ti, liht~ ri docenti e di;; l in li cul1ori cl!·lle sper'ia!ilìt merli!' hl' e cili l'lll'gil'lte. E' ora moli,·u eli forte rammariro l'esodo eli tanfi <':'PC:J'ti l ilkiali mcdil·i. i quali in questo )JL'r·iodo di profonda crisi :::ol·iale, clopo il
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Il. CoRPO ::iAJ':IT\RIO .\IIL.JT.\RI:: E LE SI"!:: BEND LERf~NZE
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gnu1d~ sfur·zo e(JJnt>iulo rl;di'IUiia, ùiJIMridOlla!'t!i il ::>~ i· \'izio alli\'U. E' questo un f 0111lllle l! O comune alle allre Nazioni, !ll'Ontle nel •:onflitto curnJ\L'Iì, e l'Ile preon·upa assai 1 dirigvllti preposti alla r·i,·ustlluzione del Corpo snnilm·io tnilil<li'L' per· dare ag-li orga11 iti una effi•·it>nzn nnmeri•·a ~:d una •·npaci1ù lccuint in un nolli il cui tempi e con il riorrlinnmenlo ciel !'E:"L' I'I 'i IO. Chi fiL' l' la lun~In e quotidiana o·omun<UIZH di Yila Ila visi o da \"ici no J'OJIL·nt di ros•·ieiiZil , di s•·icnza e patriollis1no rom ]>iula dagli t ' rfit-iali medici f ra ·i soldati, 110i rlo' ~rgimenli, negli ospedali, nei cors i di pe l"fL·ziunapleiJlo, llL·g:li i,l i tu li srien titì ci llllin, r:;i tati , nella Scuola di :'an il;\ mililare, sul lcHlro dl'lla guerra e nelle calam itù cpidC'michc e lellurif'hl\ dL•l Pae;;e, l1a avuliJ ··nll1JlO di r·onslalal'l' l'Ile la lol·\) indc ft·ssa e fel'lmda a li i,. i li' t, i n fìam m n t a 51?111 pr<! d a un se n l i llH'n l o a Il n 1isl il'oi, ,·n::: t i tu i so: t: li lo lo d i bL'IH'I1H• renza, rlrc ,.a J'ÌI'.<ll'dalo E'd appl·t·zzato. . :\ questi dt•gni profes:;ioni:>ti, i quali lullo hanno <latt) :;enza .-llil'cl ere qutllo th~ a\·n.' biJe•·o l'icen1to, f<w<'n do lacere quel bisogno che è na tu ral e llt•l nwdii·o, lt•ndcnle per la nalum dci :'U•)i stucli a slalliiL· di mn1·a, as::;oggd tan<lo:;i Ìllve•·c a tJ'aslo··hi sovente improvvisi, a \'iVt'l'l' lontano da lla ]ll'opria fan1ig:lia, a I'Olll fli ere ma11siuni di rarutlcre diVl'rso, spe:;so. 11011 rispondl'nli alla propria ecluo·azione pl·ofei'sionale, la Pnlria rlia attestalo di fidu··ia, di sti nw e di rL rono~we nzn Jlf'l' il bene ehe t·!'-~i hanno ,·onlpiuto ll e ll'inl~ rcsst• d el le i!"liluzioni ntililnri e dvi Pa e:Ol' . .\ ~ l i l ' fliciali medi1·i ··hL' IHIItno lt·:.;t('• lasciato il Sel'\'izio attivo, lutti •·ol solo ]lalrirnouiu morale guadagna lo dalla lor o onl'sl a coso ·i et1za , Yada il giusto guid0nlnne e sia o·onl'flrd<' il ··o n ~enso di s tima ad essi rlO\'ulo. pal'i alla stima ed all'<~ffelltJ dei loro conwagnr di la,·oro e di fl'rll' r ima,;li ncll'Esen;ilo per r:onlinua t·e le· l rndizioni e r csentpio c·he essi hanno las• ·iato. Ghitlclo quPsle mie brevi cnw>id ct·azion i su l Corpo sa nitario militare mandando un rommos,:o pens iero alla llll'mori a dei merlii: i italiani e dt>g-Ji slndrnli di n1rdicina, i quali la:=;•·iarolln la ritn su l campo , ne lla Pit•losa lllissionC' eh~ ! mcdi .. n fra i ì'Oinballt'n li, o morir·ono negli OSJJCdu li per fNil(', JW r mala lli c 1·onlralte in :'C'l'viz io dur·<~nlc la guNra. [ lor·o nomi, inSit'nte a quel li dci cll't'OJ'ali al valore, SI 'J'il li sul libro d'or o dd Corpo san i tario llli l ila 1·e, rinl at·t·a JtllO ,.j,-i nL• I nosli'O t.:UOl'è, rii'I'Oildati dal nlllo dì ,.l'nlCl'azione e d i onor e perenne rlovnlo al sani tìzi o della Yila 1w r la Patria ed al ntlore.
Roma. S nuYcmbre l ~~ :?•).
Prof. J,OHE:\ZO BONO:\IO .llGrtfliur ur:•u•role medico J.~pellu re
Capo di sanità militare.
IL L A.BARO AL CORPO SAN ITARIO MILITARE
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Il GiomaJ, 'li rnrdicìnn ?uililrtre, che ùa oltre lredid lust.ri ha sempre diviso col Corpo sanitario militare, di cui è compagno e interprete fedele, le ansie, le gioie, le glorie, ha ogg i ronore di ft·egiare le sue pagine del bianco Vessillo cr·oriato, che ha avuto recentemente il solenne battesimo fra le cent o bandit•re del la vittoria "onuslc di gloria e d i z.toria ". S. M. il Re, con d ec reto del l7 ottobre scor·so, si d egna,·à concedere al Corpo sanitario, come a tutti i reggimenti bers agli eri , alpini , alla
l L L.-\B.\RJ A L CoRPII 5:\NlT.\fUO M l LIT.\R~:
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C. R. l. er·c., il Laburo dest inalo a ricen·rc le ricompense aJ nllore . E dal candido i-:te ndardo l'Ol simbolo della croce ro~sa, sOt'tl lOntaLo dall'aquila romamt e dalla larga dorala, perdouo o ra gloriosamente i segni tangibi li d el \'ulon:: medaglia d'oro concessa alla Suni là nlilita t·e " pe t· eSSL·rsi scguuluta pt•r operosilit, coraggio, fi lantropia e abm·gazion e nel prest<U' son:o rso all e popolazioni fun e:-;lute dal Lt.:rrernoto del 2~ dirt'> mbn: 190t! )>; mt:dngl ia. d 'urgento ul ,·alvr rnilita.rc per g li imporlcunti Sl\l' ,·izi t·esi nella uunpagna di 't;twrra in Libia, on~ " l'estremo p~;:t·ic:olo non fu limite uella grande uma11a opera pi etosa. )l; 11na seconda medaglia d 'argento al va lo re per la cumpagna di guct-ra i915-H)18, per an~ r da to « rosta n te 111 i rahi le esern pio d i ardore e d i \"al6h·, d i sprezzo d{' l [lt•J·i,·olo e di d t>vozione al dove1·e " · I n ques to momento il nostro nwmo1·e pensiero si ri,·otge J'i cono;:;cente o ll a balda sc.llie:ra di e roi, che, pmc cli::;tinti dal b1·an:ialt:· di ne ulrali tit, · fece ro o locausto della Juro Yita alla Patria in una pruporzivne e ll o scgnc imm edialaÌ1lOIIlè quel la dt>lla martoriata g lo riosa fant e ria , c va alla falange dei colleghi nostri mutilati <' feriti, ai decorali deii'OrÒine mili tar(;' rti Sav-oia, ai 210 finora fre<giali della m ed arrl ia d'arge nto a l va lore, ai 990 JW~miu.t i cl<~ ll a nH'.daglia di bronzo, tangibile riconoscilnento di eroi~mi fulgidi ed i.guo1·alì . Il giorno 3 novembre scorso il 5atrO S tendardo n :lli,·a con&.-gnalo dalk nliani auguste di S. M. il Re al generale medico della \"alle, clirdton' gen<·ralr della sanilù militare, in una solenne <.:et·imonin svoi.lusi n·~ l cortil t' de l QuiPinale alla presenza .d i ollrt> 450 bandiet'e drli'Es.e rcito c d cl l".-\rmala. Nel giomo 4 snc<?A:!ssivo, fra gli alt1·i g lori osi trofei della \'itloria, in U lm fe<;la indilllenlicabih•, s n i)"Aitai·e della patria, i11nrtnzi al :::im tl!ano di R oma, solto la statua del primo Re d 'llaliu, veniva fre~ialn della seroncta an1bita ricompen=sa al \'alore. Jl ~iorno 6 novt>rnl>n•, con ·una ,·ornnlO\'I'nle t·t· rimon ia , alt.u ~-t,mlr: si dit'•il' uno :;pircato •·aral!Pre di intimità familiare venint f:tt l~.l la l'Oli· se,gna del Labaro al dirl'llore dt,ll"ospeda le m ilitare dd C<'lio. :\el eor·tile princ ipal e, piwesQto con bundicre rwz.ionali c di 11eut ralit:t ed adorn e di piante e fiori, r·o11vennc ro le rappre~enlanze di tutte le armi e cot·pi d ella guarnigiòne, ron la mnsica presidi aria t'd 11mì folla di ntlh-iali di ogni g1·ado, eli mutilati e feriti t'i<·overati, li soldati ·ò i sa: 1 i l:'t. Erano •prese n t.i S. E. i l g-enera le R.a \"itzza., co r1l'>J n da n l~ i l COJ'Po d· ;u·mul1: ~. E. il tenente generale medi l'<J f'errero di Cav.al lerltOIW, i trf'nent~i mediti della Valle. CapontSo e Grieco, i brig:tdir~ ri g·t·nerali n1c·di<: i Santuc<: i, Calegari, Bernucci, il brigMiere generale Teslafrwhi, i co l•)nnelli m euici Sanloro, Riva, Spina e Virgallila, Baduel e Yl end ini d e ll a C. R. l., molti f unzional'i -del Ministero della g uerra e lutti gli ufficiali m ec!ic-i presenti in Roma. Lamentata l'assenza del generale medico PI'Of. E. Trombet.la, al CJuaJe, pe r OCfu ivoco, non pf'rvenne l'invito a lla Ct>rimon ia. Al suono della marcia r eale, il Labaro, porLato dal mpilano medito Lepri e sco rtato dal colonnello medico Gualdi e da un picchetto annaco di militi della san ità, fu recato sul pa lco innanzi a lle Autoriti i.ra ~ii applausi d ei presenti.
IL 1.:\BARO AL C:ORPO '5ANlTAR IO .MJJ.IT:\lll:
Jl g-ene rale ITH'di,·o della Valle pronu nC' iò il s0guc ntc diswrso, inl f'rwllo più \'Oite 9a applausi: La r<'l'Ìlltnnia t he <~1-:;!'i <JHi (·i 1':1(;.o;:-11e r:tppn•"'·ut·:1 n('] ~un alt•• .-:i;.!>Jt·ìli!·atu Il )'111 <illlhit•> 1111<)1'(' JWI' !:1 !'!:anilit naì l it''~'" · ••d i•) mi l'<'JIIIt<> J•H1'ti"•' lll1'H1 f' lll <' f"l'( \1ll:ltn <' fl t•ro. <li <"-~'l'li<' l'int t' l'J>It·te.
Pl'Ìill:t cl'orn il Corpo f;,'IIIIÌI.:trio milìt:ll'(' non :Jn-'\':J ~h·utl:ll'< l o lhw lu:<ill;thi<'rt' med:l;tlie: IJlH'll:l <l':tr;:-rnto Jl(' l' l'op<•rn ~pk·~at•l n••lb1 ÌlllJH'<'~I TA)1i(·;l ;> qudla d '<)r<> ~·nuft•ril!lJ!li dopo i l tt'I'H'lliOltl hllaht·•)·!'ir·ulo. e r11no in t:ustodia rl,•l l'1:-1wttuJ':tto
•li ~nnitit. Dopo lu l'<>(?òlltC ;!'\lét'1"::1, es.-<o h:l :wntn il ><Pguo tan;rihil(' tl<·ll:t !'11:1 i1ulhi<lualitiJ, In ')U{·:<to l.-;II'I:IJ'r), l'Ì(o<•rulo duli(• lll llliÌ di ~- .\1. il n, .. :lflco 1'11f) rli nn 111ltl\'O aliOI' f), il pii1 fllllll'ifi<·o <'i l più t':11'1l di h1tll. fl('l'<·hè l••g-at() al 1·imrclo <h·lln dat:t ):!'lorio~t l'\-'1' la 1111"1 1-:1 l t: t l!:1. CJu<'lln d<· l $1.10 l'Ì"<'II tt{l ~ th•Un !'U:l 1-(1';1 nti(' ZW. <I<~J)O un :t Yi tt••rìa
l'ili' 11<111 ha l'i>'l'Hllli'O lh'lkt 1'1HI'ÌI1 <h•JI:l ~·11 1:111ìlÌ1 . E t"c:o in -lll~<>ti\':17.inll.a dd la lll('<lnglin: « In ;.tn n<·:rhik. IIJ(HlP~t() , ;;<>_r•·no. ···•nf•n·· <• t:llld(l eli ('111'<' t> di ':'l lnnrt• i ;;:olll::min:llll ì frntl'llì )1(•1-(li ....1\',.sì c·ìll11'lllì cl,•Jl:t hnt1• t:,t::lin o :-ol "n lP iu ·pl:tl':l hili. l<ont:11w o fi'N<c nPIIIÌf'h<'. lc>tU> 1·ost11 tt ... tnlr:cb: )(• t< f':<<'mpìù Il i nrdnr<• (' clì \':ti<H'('. Ili !<J <I\.'ZZo <1<'1 J)(>l'iN•lo. <' <l i ll<'l'n;r.ìo"iw :ti olt>\'"I'P n. - cl!ll:i-l!IJX). r : Ho Il' ~· 111 t .. rìP. n m l!'Il ili!- l l!'. f'iH' non " Ili Ilh' t[·l•lll> P011l•' ll l(>. .\ rn ;:i oli<· d ('\'<1 ll<l ill<>l';.:'~>;!lìi'('Ì. Jll'l'l' iiÌ' J'<l]lJ<I'I'S<'lit:llhl iJ IJ•ÌÌI iliJ'I!t) ;!'11Ìti<•r<Joll(' 1\Ì 11"'<11'1 !>:1(!1'ifÌ7.Ì. ÌJ pì(l Hlllhi tn pn·mio 111 <1()\'f•r<' ('()lllpi n t•'· Il hatl c··:-intn dì • Jilt',.lh \'o•s:-illo. ;:i nth11ln •lo-·11<• nostn-' j)ÌÌ,I :dt<• illPalilit. fn l!i:'t d:lt11 ''""rito soi<•nm•. IH'll :l l!'l ': llllliosn fc-•:4:·• ll:t:t.i••nnl<•. <i<•llil IJillli E' è yl\·n n <•i JIM:tri ,.ll.. rl In iwklt•ltì lc imJ•n.,..si•IIW. L11 •·1•1'iln• •lli:1 dì •lP:;!'i i· 1111 ><<·IIIPli<'<' ntt .. dì (·nn~(\;!1\~l.
(;\'),):<•> <·nst<'><h.- 1lf rp u•i11l '-J<ÌI' Ìln Il i ('llllll'l':tli>l:lln, (')u> (;•('' di ln lti llll Ì Ull':tiiÌill:t
""'"· quaudo l'oJll'l'll "''~t.ra 1'11 dl(•(i'i<.''"''kt alla l'<~ti'Ì:I. llu \'<l lll lo d:~J't' :1 fJ11<'st:l et•l'l· lllll ll i:l 1111 (•;lt~llt<>l'l' oli >'tl'<'ll::l Ìll tÌIIIÌfit, :t!lìll('il~ J11 fJ\1('::-lt~l <'>l'l.'ll:<inJJ(' \'ÌUt'Ì. ('Oli I'ÌllllO· \':rta ff'dP . lu i'tl':-:>:o ~:pirito llllimal<JJ'<'. J·:r:t fntalP. C'Ili' i<' \'ÌI't'lltl<' d(>IJ fl )riH'IT: I iiii]II'ÌIII<'>'i:('J'f) li t11l ti )!li fl l'~:tnf:<III Ì >'ll('Ui li 1111.:1 11 110\'H fHI'Ill>l, lllf';!l il') l'Ì>'J~Hidt>Hte n ili' l':<Ì_L."(•IIZI' c)(>JJ'OI'Il )JI'(';><'IlW. J)n qU\':>te Yil·o'll<le non pnl('\'ll C'l'l'lo s.nLrar:-::ì il ('fli'J><l :-:.t uitllrio llli l ìl:trc'. t' nbh inmo JN<.'i<ì /iU\'11)() :l!'Si!'tNe, 11011 :<(•IIZ:l (li)IOI'C, :ilJ'('!«<dO \'Ol.onl:ll·io tli lliOlti (! \':ll<li'OSÌ ll()...;tl'J r-ollf';::h i. f)n<'sto f<'ll<'lli<·JJn. in;;it•lue "1lh1 ,,,.ìt:IIIZII flt>l j!'Ì< •Yani :1•1 nhhnH·<·i:lJ'<• In no,.tnl <:aJTÌ('I~l. h a JWt\"•> ht Jt:l tTo•n:r.:;l <li 1111.:1 <·ri.-:i di .".~11lnti\·:1 tl"J ln l'nnitil milil:u·o.>. :'1!:1 l:t:-:da !t ~ dii• t••u J:r fPtll:' f' la j(Jt•:~lì lì1. t·h\· 111 i h:lllliO Sfii'I'Ptlo w•i llliiiiH'IItf piìl ;l~pl'i (> tlifli<- ilì , (' (')H• Jll'~;;U.11:1 (•JIIll':ll'it't.il IJ n JHitiiW III:IÌ :lfiÌt'\'Oiìl'<'. iu \'Ì :lll'PI'IIIÌ •·Ili• il L'orpo >:o:lllil :~rio •wHil:l-1~· u<•n pn i> t~t•rirt'. J••idtt> la t'l'i:<i <:Ile tra l't•J'."'<I. 11ou ,><li tli,;>:<oluzi• •ll('. lllll ('I'ÌNÌ di l'Ìj!'l'!li'I':IZÌIIII(' . In IJUI '!"l:l min r,.. lt•. >«III.SÌ\'111'11 di ;[VI'l'P ,.,,mpag-n,i ,-oi tnttl, i ro llt>~) li luutani l! qudli antlw dw . 111'1' ltt'('(•s.-:itil in<'lutta hii P . :;i <Jì;•l:ICt':l I'HIIO tl:l IIOÌ. X<'n può Jtet•ire. Ilo. io lo ('1'<.••11• f<'l'llt:IIIH'Illt>. una i;;titmdone ('IIIIH' ~l uo:<ll':l, .-ltt>, llt•lt'w·a di'l C'iun•nto dt>lll\ l'atJ·i:J. illi JI('rlli<\ tnll(' l<• ('II<'I'I"Ì(' san i t:1ri<.• •i<•ll'>l t'~'<', •·nmpìt•utlo Jllir:tbìlnt('II U' il 1<uo <ln\'t'rt' e :lllJI<)(Jnmlo l<·~and tli fr:tt\'llllnz:l. r-lt'' llfllllhl ~t J ri J;It(UJO JK' I' ~'lll)ll'!' O~IIÌ h:II'I'Ì('I ~I.
tli ('fl:<l:l.
J:o<·(·:~siollc c-lw :-d I)Jrre l.• JII~>Jtizi:t 1"'1' 1':1\'\'Ì\':tJ'\' llt'l no:-:1·1'\l ~pirito ''"'~:-:to st-nrf-
JIIo•llto di
fmt<' ll:lll~..a, <:11e <larìt ll•ll'inlp l'<)llta IIIIO\·a a l t'orp•> :«tnitario dd tlotll;tlll.
IL LAB.'\ltl AL CORPO '.'Al'I ITARIO l\l ii.JTARr:
r: quali•!... :-U!)\•1';1((>, :<Jt;.'I'Ì:Ill\<) ]ll'l':<to. Il' •lilli('l!(it Jll't':<('llti, \'('tll'l 'lll<t l'ill\'i~Ol'it(' le 11osln' fila o·nn J,...- IIU<l\'<' <'lll'l';::"if• ~ioY:I IIili C'hl:.' \'PIT:IIIIIo :1 noi, poln•111n <·nn 1.-;::dttinlo O!l',l!:\l)!"l in fo•slt•gg-ial't'. nl l•n·a su !(•Jllh'lll~' lll<• 1'"11 IJI!'" 't" , . .,,..,ilio. l'alita dd ll\10\'<) l'orpo ><;lllit:l i'ÌQ. :t ll<>ato ft•do•lt• . di tulto• 1<• i..,tilu:r.i<)ll.i :<:111ita11i t'. ('1)11 \jllt'sfo Yutn, l'la• :'Uoua J>rnp<»1Ìl•J t! SJK'I':III~~~ •·<oll:'\'!!110 !Il IHn:t l<~l'C tlt'l l 'osJII'tl:lh• il ll<!::<tro I"'1baro, •·mhl!'lllll sa•·ro tiPI Joil't "S:I\'1'0 <lm't'l'f' <:OnJpiulo, ~<u;:: ~d lalo <1:1 1 "'1n;,:••e ;::<•m ·l'o"'' d ei ll<)"'tri \':I!HI'n:<i t·n lh-;.:lti (;:llluti. d•·i qu:lli ;,. t>llllo> g"J';IItcJp l;o 111RllloJ•i;J, l'Cl' ltllalllO c)S('Ul'O fu il l<~ l 'n :<:l~l·if·i?:Jol, Jnft>rpn•tc ·"i•·uro <lt•l ,..,.utillll'lltll •li tutti •·oi e dd e~> lh ·;.!lli as,..... nti. t':l\·<·io l'au;.:urio più f•·n· id o P<' l' la J>l'•>:<[>\'ri t i l 1lt-l no..:tr,, ('uq Hl, inm•;;uiamlo \'Oli sa kk1 fp(],. \' 1·011 <>l';!'u;.:lio di ,.., Jda t" e eli italiano. :li J•Ìiì ;!l~llhh• :1\'\'diÌr~ cii'II:J l ':JtJ·ia noJstr:~: \\' ... ,., 111.1: ·w 11. H1::
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DopD di •·M i reparti si anHnas~aro11o sfilando innanzi alle Autorità c rt:ndendo gli onori ul La l>aro, ehe, portato poi dall'aiulnnte rnnggio1·e
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Fri:'rmi e S!·OJ'lalo dal direttore e dal \·ieL• -direllore dell"os pedu1 e, fu r('lig io:;amenle r ipo:::lo m:l loc·ale prcsn:Ho. Fesl<.t, che , pure semplic•e e slrellru1H.>n le i11 Li ma, riuscì i m ponen te, Jaseia11do in tulli gli intl·n·c nuli il più grato e c.ommo,·enle ricordo. :'\ él chiuciere qneslu C~;>nno, riporlia.mo le circolari inYiate per la ci rcn=-lanza alle Dirrzioni di snnilit mililar·i: Rumo. 31 (ti/OI!rr l H:!tl. A I.I .F.
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l/ Dirl"l/ 1)1"(" Ot·IH' I"IIIC F. DEI.T..I \ ".lt.f.f. .
MEMORIE ORIGINALI .lnne~ti e pla~titbe nella [Ora delle osteiti ed osteomieliti uonitbe fi~tolose lOD spetiale riguardo all' autoplastia muscolare P~"•·
il prof. federigo Zuccarl, tt'nrnte colonn i'IIP medico.
·r ra ~Il t· .... iU tl('ll.- ft\t·it.(_. dì ~IIPt'IH . •·ht· si q:-;_'t"l'\\:lto nnc-ot·:t (l.:!g"i, i n p:t7.it·nli. i
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SUlL' IMPIAHTO DEl REPARTI OfTAlMI[I IH ZOHA DI 6UERRA con resoconto statistico delle ferite emalattie oculari fra le nostre truppe operanti In francia .p<'r il dntt. Luig i M a ucione, C<tpitunn nwdit;P di Ct1mplcltlcnt()
u:;.• i,t •·nte 11\'lla Clini t·a oeulistica (lt•llu. R. Univcr:;ilà tli
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7\>i- SIJLL.DIPIANTO DEI REPARTI OFTAL1\JICJ IN ZO.NA DI G(1ERRA, ECC. n•nlnwo tratteuu r l lino u guarigione Jx:.t• gli o['port uni prOV'V(•dinumti. :s't>! rep:uto i noltre Yenintno pt·t•t i Cil te eorrezioni Ilei vizi <li n•fmzione, cure :tmbnllltorie,
\
lP Yisite <li ld <ln t'it:ì n l COI'J:f• :1\·in tot·i e m·i morueoti di libert:ÌI ù1 cura grntuita .fl !la 1uJJl<> la zio ne cii· Il p povera .
FI{Cllro 2.
l't•s,;:I to il prilllo pe r i<,ao <l':tzioui. 1lopo drc·a tre mesi di direzione ùel reparto !fui eh in nH\ to :1 fn t·to· pa t·te tklla cmnmil">:io n<' ~anlt:nin Ct'Otrn le àclln zona dJ
SULL'L\IPIANTO DEl REPARTI OFTA t.:\ I ICI IN ZONA DI GUERRA, ECC. 755 guenn l' quindi non el!bl l'opportunità di rnccogllere dati t.'llffidtmtl per una statl· sticn. che del resto Sfl rebbe super·tluo riferire dOJt<> le ampie relazioni d l A nna t;a
Figura 3.
l •llhhl h.'atl' tlnl Gu):rliarwrti 01 lll!:lobnntl il mo\'irtwnto tlt·l rcpnt·t<• stes~ per oltre fltl f' 'l Ilii l.
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111 iò na.JAS.L'TTI L. Il lunzloutununto del ser•·lzio ortalmolatrlco ilclll\ l ' .\rmata con oaoer••ozi mi r lioiuhe e statisUche sulle molotlic eù l traumi oculari. • 7'il>· Joret~t. ;\'opO/i, 91/!J.
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Sul servizio chirurgico in un reparto di ospedale da campo durante l'offensiva austriaca del giugno 1918 pr r
il ùott. Emanuele Sorge, capitan o m od icu.
_\"p) ;::in!;'llu l~lli-. t•l>!Ji ord i w• da Ila ])irPZÌ'llll: di ~anitit di l'ot'J"' d'.\r mata d i tr;t-;ìnt•nt:tl'l' 1111 I'PJ •.lrt<t di tu;·:lit'ina d <'ll' o~pt'<l:t lt• d;t 1':111lJ"' 1-.111 ln ;•zzi fm•nitilll i dal 111i• 1 ''"l~•l:oll·U o. <·lw l'r:t t·ipit')::tto. l u qunl<'ltt> •H':t t·iusr-ii n Utl'f h ' tV in t·nm . plda ••llidt·ul'.;t il r• •pa t'lo. dlt.! nt'lln :-ll'''''" g-iornv . J j' P:ill)!ll\1 , <•llt l't'l i•n ftwZiQU!' . .\loltA> Ìlll<' l t"<l fll il J:I\' I) J'\1, >'lW<' Ìl' 11\'Ì J'I'Ì IIII j:Ì'I I' IlÌ. ).1\:l'diÌ! i l'Ì{'<>H'I~ l li. (·J.I:' f' lll'<>UII :!: lti i u rutto il Jlt'l'iodv. t'lltl': ll·ouo in pol'ltissitlli ,::inrni. t' c·i<·i· dal 11 al :!:1 p: iu;r n ". l>"i'' ;J\'t'l' furnit•t qu:rl<·hp •la t<o ,..t:tli:<tic ... n·rdwnì di illu str:t tv 1}11('! .:a;<i diui<·i. .-lto·, <t J~<·r 1>1 gr;~\'it:'t <Iella '""inlw illiziah•. '' 1"''1' il loro :1111l:uue ut.o, o llt'r l.'intt·rn· uto dnl'llh!Ì\'u .-Il<' h:tnllo t'it·hiì'~t•ì. IJIÌ "' ' lllbt':tttn Ili !llllg'l!ÌiH'il illl!-l't'~:-:,•, tnulo da IJI<·ril;r n · uua J~trtitul:l!V):J!iata tl\'>'l' l'i/,i•m<·. Ud :!.'>.t; t·it:u,·t·rati eu m ti tln" :rl ::n ):i·n;.:-u<> . 12 <•r:ruo utli c i;tli" :!:.!1 militari dì ll'Hpp:t. (;Il ulli('(aJi •'t·an n tutt i 1\· riLi di 1-!'ll<•rt~t. uwntn• ~~~~~ ::!:.! l infl't'tlli di ti'\IJII'a. ~):! •·t·anu l\·t·ir i dì ~tlt'tTu ,, )!li a lu·i o•t·nuo :lll'••tt.i d:~ nt:tlall it• dlit' tll):'i<·hp L'< lltnrn i. u l•t\•st·nt:t\':t nu ,,.,.ioni t.J<t\1· ntati• ·h;· :tt·dtl!•llta li. Tral:t>'•·i.Pri• qu• •,.:ti ultimi. tutti di -~~·;1!':-; i!"i-iiiJ:t Ìlll)lorl.;ut7.:t. ltt.'l' Ot'<'IIJ ~ll·mì ,...,Ja ntcllt\' ~lt'i f••t·iti Ili ~"'l<'l'l'a. ))i ()IIL'St i. !Ili 1 1 1.:!~1 °,,1 entn fel'iti d:t JH'Oil'ttili 111 HI'H1i rort.allll (ftH.: ilì. milt·:J;:Iintrit-i. m•l~S<.·Iwlti. •·•·<·. 1. Xl t ::u.O~I ''., t <1:1 pr<>it•llili 1li >ll'ti;.:-li Pri:t. :.!.l ( 1:.!.:!1 o,<,l. d:r h oru\)(• 11 ill:tno . l tU.-1!1 %1 da :tl'llla hi:11H";t •
. \ J•t•an• !'lri:rro d:t q tH'l'li cln li l'ill\'l'l'><intll' <1••1 l':l ]'J tl.ll't<J nhilunh- tra fo:ri ti d a l•t·oi••llili di ar t i::li• •r·ia ,, f<· t·it.i d:t l•l'OÌ••t.ti li eli :t rwi portali!!. l primi. lltt> lltr.,. iu r·u lti i r~·riodi di :nti\· itio oklla t•n•sellt\' l!lll'l'l'a hnnnn -"t'I IIJII'l' -<II PPI'a to i :«:· e•~ttH ii. <• •Jll:rkht• \'o d tn h1111110 <·• •,;ti lllit O fi nq ul l',-;1) 1;(1 t.Li ttll t i l ft>ri ti. ili (Jll•' · :<t'u lLilltH otl',•n..,i\·:r llt'IUit·:t ll"u solo llou hauuo "'lll ~ ' l':tlo . u1 :1 >'111111 t'illla:<t i illllll<'· ri<-amNtt• · inf(•t·i•n·i I'Ì:':II\'tt.o :ui spc·ntH ii. B. -"4' 11Zll tlnbl>i o . t> st:tl ò! qHl'sl:t \llt:l dt•lt.• f'I'Ìll!'Ì j"tli l':l~ioll i olt•IJ'alltbiUICIJ!.t) :1:<-<:l i jiÌÌI h l'IIÌj.:l\0 d i'li(' fPri tt' . in 'lll<'>'l.'u ltiiUtl l't-'t'iCttl<J di HIIÌI'ÌI Ù !){']li('H . Alt·uni d~>i f• ·ri t i <1 11 :t•l"' rti p.. rt:trili (<· l"'t' lJ U:tlt·utH> ,,,.,,,·c·lri<'lllè da nltt·o m'ft~.•l:I!P l't'a :rw·lw n•;.:-i~tt·11to twll:o t' flltl' ll :l •• liui c·:t ) as.~ri WIIIO di <'"''' t't! !'<t·:~ti colpi ti d:.1 IH'II· lt'ttih: •'!- PI• lsi\· ... <'ii1 111111 ;, :<!"''" 1"'"-'-'ihilt? d inw:-:t rar<'. ma qu1• l c; lle è r;.•l'to è C'ltc ùal 11'111111'1'" totnh- di ps~i hi:-o;rn:t tn;: lw rt> tul'ti l ft• t·i ti iJt i'Ui lo !<t'llPI •i•J era tii)Yllt" ll"ll :ti prni<' t li l<·. 111:1 al f:rtL11 !·ht• •JlW~tn :1\·l~,·:t inc·on t1·atn un """n c-rtYo, frattu ra tu l• •lu l'>llllll i uuti \' :t ul\•u te: l' prnii'!l;rlul oml! t•('(';• IU !'ÌC:llll('lltè lt• l>l'h l'l!'l!'e : bi.<:ogu:t t..:!fiP I'I' J•ol tuili quc·lli iu (·u i il ft•tli•UH'IIO di s<·ttpp io l' l'li <lt>\'UW :11 ro>.'idetto pr<• ict/il<'·[Ja .• . Jlt'l' la ilist:tnY.a ht't'\'l' f t'lt l:1 h <>t<:a <lpll'nnn:l Ct•rit t·kt• 1.' la r egi•)ne ('11 1· pila. l'ondb~imtl' . qllt'~la . c·hl• in ('Hilth:otlillll'llli <'Oill(' qul'lll d1•l j>t•rin•lo in J);l!'nla . itt {'Ili l:t Joll:t :<i è S\'O)l<l qtl:t~l ~' 111)11'1' :l \'PI'j\1 1 :l ('OI'JlO, l'<i Ì• IIIHilO f:Jct llllt' lltè E' :-)1('"' '" J't•:tJiZY.:ll' l. l';' ,':ILlllo Jlt'i'Òo jWlS:<i hilt• t;OU;.;l:lt,l t~· J'\J-:,<0 thl ]t;Jl't(' \Je l ll\'Hii \•1 tli pl'oieLiil i a dt•f,mn:tzimw o f raug-ihili. Jn <':1!<1 di ri! c nzimw di pro i <•tti lì. h o po l \1\o P>-'tl':ll'l't' 1(\llllr·h t> Yoltn !<:tllottolt• eli !':OIO p in lllhO, l\I'Ì\'1' C]l'll.it (':tllli(·i:t tti llll'l:tl ln d11ro. Qut·~ti jll'llit•l t.ili, urt<tllllfl c•onlr<> JI:I I'Li >'t· l t~·h•trkhe . iu :J II·uni 111:1 I•ÌÌI ral':tllll'llie si l't'ano fr·nmnwnlat i. plìt ~<!~'""" ~i <' t':lllo !<t hiart:i :tti, tle-· f •n111:1 ti n 'sii n t ('Il! lo f I'('<J u;• n tt•lll l'll w nn a forma <Li ftnt~c· . t 'o1ne è J':tl' il l' illtl'nd<'i'<' .. le !l'riti! d:1 t' t li proiN.till fll't'~<.>ntnnlUo un:t ~rr:n ir;t as!<lti llt:l!!'l!i<•re eli qu t• IIC' p rnd ott(> t lnllt; comnni p:tllottnll.'. ,.;i:t l'll'r l l!'ttll -" t i piìt tw· l PYn li pmtlt•tti d:t l prnldtìlc •](•forma to o frntun wu t:ltn. s in 1>~'1' I l Jll(t~;:i o~ r 1 ~· t·i.-•ln <J·i t'(\lltj•lit·:tn~.c ,;pl(h:he c·.. nst•t·util·<' a c·a·u:--::t tll'l l:t ,.:o .,tit:il 1!1.1 i rl't•;.:-nl:critll. il1•llP f• ·r it••. J uf:ttl'i . fra i ~m l't' riti d :t nrmi port atil i. in tn:r,.;si tna lwnnv nnt t•l "111 •1•11 l': l Zi ll ll(> ""l" qtH•i l.':i>'Ì d i f<•J'itt' ùt'l l!l'lh'LV d i':O:I.'I'itro. IIIL'II( l'l? JH'I\a lll:t!!ì!.'Ì\>· t·:tliZ!I . Il • ft•rill' Jtl'••llnll •: da l11• (·oWtll li ]t:t Ilo l t o le :nhl:t \'<VII•• a ;..."lt:t rkione <:o t\() t 'l'o'• · :<t:l. -<PIIl',;t l'l':tzit •llt• . ('1111 do•(·on.:•) :tpirl'ttie". In qn:'tutn :lll' :tziunt • clii'Ptt:t tiPil'a\!\'llle
S\'1. S~:RVIZIO UIIRl.HI.;HtJ IN l ' N R':PARTo , ECC.
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,·ulut-nntle. nuL!.t di not{'vole pre~nt•u·<mc•. Llt'l?se JJ('I loro assieme. lt' ferite ~rarti glierb\ e quelle <la. botube a tll:lll(). Come sempre. sin le une <:he le nltt'<'!, mosbmrono. rispetto ulle f.èrite tln pnli<)ttoln. teude Jvl.a ussai mag-giore une c.:omplicanz~ set· t.ichc. Come nl S(Jlito, le ferite tht bombe <\ matw ~i IH'Psent<trono pk<:s)le. lllltlti· pie, superficht li. con rit('nzlone dl plcenle l'dH'gge mcblllkhe e dl ftw<toli di ~tbitJ. I!mtito <·nso dL ferita dn armn bian<:H non ri\·e,..tl nk•un <·ar;~ ttere di impo1·tn uz:t. C'ircn ìl t111tt:•m<>nto dt!lle fel'tte. adottHi quei ci'I!R l'i OI'Ulltti iiC.'<.'t'ttali d~t qnasi tutti i t·hirnr~:i 11i ;merm: in t·aso <li f\•ritP <!.1 t·omuni proiettili di fu<·ih' e mlnaglia· tl'id, tuetlicatuJ·u II>K>ttk:t ocelu;;int. n pintto; lnlerve nto Jn·ecoct> In CM;c> di fNitt• tht !l<!IW~g'l? tli humba o di pmiettili di ;trti)!lirria. s()(•de (!UfUlÙ<• li tll'niettil~ 1."1':1 ritenuto. Xei J•rinri <.:<lsi, quindi toilettA.> d(•i tt>s:::uti dn:osl:;tnti alli> ft•rif<.' P 1:11m n spettante: n!'i SI"<'Ondi , im·('(-e. i-ntervt'uto il più possibile pt•{'(.'(l('(> eon :ttupiu >'h l'l· g:lhtlllt'UtiJ del~ f1>ritt>. COli esc:i:<J<ione eli uuagini tli P ..~se e di mu:;(·oli eruhtt i o di tt>~suti lll'~<ti t> hH'('I'i. e cioi' llntlst'p$,; meC.'<'>tnÌca ~::<<'h'1.llti• poi <1'1 antl&-t~>'i cblmi(n m~·llhtnte h•vn~:g.i <:ou ::;oluzlone di iJx><.:lm·ito. ~·<:on<lo. la fot1uula di t'~1n·el, Oc:-1· bt't, o Uald11. Yera JWolìhtsRI. <Jnimli. d t•ll" suppnmzione. quomlo il ferito f()S:<t' ;:iunto iu temJ)O ntik. In tln:tlche t':tm <·as:.• tu cui <>i e ùhe Sf><'rezlone fetida. prim1t di rico1'rcrc al
l>l\·:t).:):Ìo flì:-e<mtlnuv ~~>l nwt<><lo C'11nel. si pntticò IDIJ<JIC<ltum più fre<1ut>nte, t•un pH1 nume1~•si ,, pn>IHng:tti hi\'Hl!l!i <-<m solur.io.ue <l'lpoclorlt<), e in bren• ,.,,lgt-r di tf'lll po si v !de la st·ctl'~i<Jill' lll<J<li fiea r~<i c mig-liorare l'Il pid11 numi P le <~nd i:t..ion.i l<)(':tll t' g'Pli('J':Ili, ::<l'll:t.fl l'Il<~ d foSSI' ~~~lt.l Ìll 'Lil'l;t•;.;:;itil di riN)IT!'J'(' a!J'aJip!i(•H)IiOil(' <11'1 hl,·:w;.;io di;:o.~mt.ftnw c.vl Jn..-t<.)(ln (':liTI.' l. Allpe un lu S111Jet1kle <"ruenbt delle f+'· rit..- t•nuiti<·IJ.n·,, ~1 rk<>(lrirsi tli but>ne g-t·nnulnzlonl, e il ·pus, 'm~lllit·Hto><i in lJIULlltit t' quantiti1. tll)ll rist:.IJ..'ll:tV:I, si Hholiv:t o~tnl pratien .c.l.i nnt1~psi, l' si npplie<tva iu lllotlo strett i,....,~imo 1<1 t'\11'11 a;;('ttica. In molli> •-<IXWiHI~ nti f~·l'lllt'l'(> :1 J)llJ'llllv delle fr»ttut·e cumtc in que;sto (}{'l'i<Hlo. l'li:t ()('rcht- Jl(>l' sè ,4<.'s:>e iDlJlOI'htntl, ;;in percht> furono molto numl:'t·ose: 70. f~ doè il :11.-l% di tutti! ft-l·iti. 'L't·aht:Wh1n<ln qnPi .\·:t~i di non• gmndt' Jnt••n•><>;<!, {«JU· sW4'rf'rb ~<>lo tre c·ntt•g-orit· <li ft·nttu•l'(>, e ('io(' fratture <li omt>ro, fr:ttttn·<· tli f<•motv e fn1ttm·(' t•outplete o lm·nmplete di gamba. 'L'nli <~Hii numo cosi <lid'>:li: Ouw1·o: ~ (]1 A Ofo dt' l frat.tnmtll: lo'('more: l ti (H.:: % l: G:tmbn: 10 (]4.:1 %) . 'l'utti i <·Hsi tLi fl·attnm <li t>Lil('J'O banno 11\'Uto nn <lecor>'n 111olto f:l\·orev<>le. Dn~> .sol~t V<•lte ;:j f. tlvvut<> intt•rvenile: uwt volta J)('l' fe1·it:.1 11 ~·;•nu le l'0111J1le to f'()n ;<eopphi d<•IJ'()><l'O P<·t· un lnnjrn t.J-att•> tlt•lhl ~tì aìHl. l f<)1':'1111i ò<>l ln f('rihl f'mno :llll· pi:s"im i. i l'l'!',i!<lllll'i. hl Cl' l'Ì ; d Il f'.'<sl !II'Oti'IHl<•\':1 t'l'llÌil lllll,..X·o hll'C d i (•!l Il Ì\'0 tt<l~t·e ~'(l nst~·tt<>. :o;[ pm<~·lll'tt<~ tllla <'l;(·issimw tlell<' purti IIHISCohni In da <11 nt<JI•tllka· ziout•. ai:]l<H'tuzi<me ~<>tt"I*'1'io>'tt'a rti f<f'h<'l!l!'<' oss<'<', 11 cu i vit:-llit:'• ~-embnl!'<>i<' lrriml'<liaiJilmente eolll iii'OUIP"'-":1, P ]n·u!lt•ntl:' l 'eg'OIIll'lZ7.1\Z.imte ùei moB<•illi dJafisnri. 11 <ll-'l·orso fu 11 pil·Pitico: li foc·oht io d l fm tturs1 $tnc](ì rn pidnmC'liH• clt"tt> r;;:t>nòn;;ai e dOJW'J otl•> giorni. n~;;i<·m·:ltO il t\P(·t•rs<>. il fE-rito fu h1Yillt.o In I<'ITi tori<>. L'altro <·H so, c he pt·f>>:t-nta,·n 1'011\"lllihutte lNJnne vusstle. rkhit•sp i-otE'tTPnto l'ltil'llrg-ko pìil ()('t' (JUP!<Ut 1..-siollt' d1P pt•r l:l fmttuwu. Jo:ra un ,...,-,l<l:rtn cl<.'l ... fnuterilt, l'ltt'. f1•1·ito Il :!1 )!iU)!liO 1h1 ;wh<>Jtl!ia rli J!l':tiWtn. ' 't'llinl tmsft'!'it '> tlvpo 2-t or<' tl:ll· 1' o ...p<•d:ll<"tto ... n l 111 i<• r••pa rto . l'rPst>nt.a l'a f•, ri t a '' l':t nn le <~>ul plt'to a l t~' t'U.> nwtllu <lP! hr:l<Ti•> cll•stro. <·on frattnm C.'()lliJJJilluf.ivH t>sl•·xa rl<'li'OtlH' J·o. l fnmmi di tP· l'ila 11111(11. hl(~J'i. l'Oli f>t'l~lit:t di >'<~Nblll7«1. [li'P''~'IlUtvano !'l'll.ÌII lllllSC.'ll:tre. T'n \':1· sto t' 11l:tb>mu <X.'i.'ll(lll\·a l(• .fn<:<:ie (lntel·lol'<' P lnt<'l'llli dei lht<~ t••t·zi iH(et·iot·i <11'1 hnH'· f'io. \'i l'l'a ('<ll'mn tl<•lht mano <' tl(•Jlo :1\·nnthr:wd<l. nbolizion<' dt> l polso, lmf><>;:"ihilit:'l tiPi llli>Yilll<.'nti {I('Jie ditft. La t<•mJWtntura tlell':uto ~>orn pi._"'<'><:hè nnJ~nalf'. Fa tta tlblgno~i eli le:~lone di'l fn!<Cio nen·<~H·n"t·nhll'(', ~i prll<1,..lvttc <lll'intPr· \'1'11 t n. prì 1ll'i 1•nlu l l'Hte fiE' l' n :<)'ir·urnr~> l' em•~!<ht si. l\' a rco,.i <' l<)l'O-<'t i lì c:t. Con 1nei. ::<ioup in •~H'I'i><poncl!'n7~'1 d~>l !'<(}leo bidpitnlt~ ht!t>J'IIIl . .«1 :111<lù :tlh1 ri<'!'l'<'ll tlt> l l'n · ;;"Cio. 1 n fondt> n lla fcritn, il llt'l'YO nwcll11110 ;:oj UIO>'IT:n·n <·<)nlu,.;>. 11111 non i nt~>r· t'•>tto IJol•l!n Sll·:l c·ontinnH1ì. J)pJI':ntf,ri:t (' \'{'lUI <>nwr·:•ll llllllll'll\' ll iiO <'ÌI'<·a otto t-en timNrl. t>tl i m<wc·onl di q1w;:ti \'n S<i. fr·n;.;taglintJ e t.1·omhlz:r.nÙ l'l'Hno Ht'<'nllnti nl 111'1'\'0 IIH' di:HJI>. T-<>~n t111·;r •lt' ì 'lll'lllm nH>JH' Oni \'11,..,111. t()ilettl' <1<.'\ foeola.io <li frnt' ,.... l ilu itlt n do >IliO str~tto neces!'::trio la S(?lti'~J!('rtnm in <' l :t 1'\' g-olalizzaz.iunp tlt•l capi . m~i. l'<.'t· I:J iunnobiliz7.uzlone, m! sono servito del trlaugolo di Mltlcl('l<lm11f mO(llfi<·ato ('()llW tlf's<' l'int·<'> in ~~rnito. Le N>lHiizionl cirt..,lllt\li'Ìt' d.< 'li'nrto furono !"c'm p r e l•11o1w: lu temJlC't·n tut·<! ·1(1('.111<' si 11111 nt·ennc nonna 1<'. l't><l<, ma <lPlia m n no
\.
SUL SERVIZI O CHIRU RGICb lN li N REPARTO, E-CC. e (](·Il"n'"" mbrm:<:i t1 in t· a t.IO a <1 ual<:lw ~ orni) continciù tt diminuil-e. 11 f erito, che ~>'era SétUPl'<! IJI:Hitenuto a[Jh'\!ttit'(), fu tm:-;ferito in o tt.lme t'()nlli7.io ni IOC'it li e ;:e ne· ml ì. quando non c'f>ra più n temere alcunu importante C'l)JOplicnzioue. In rJ UIIllto ai fratturati òi f e mo re, s i è dovuto Intervenire in tre casi: un c:1so ~l i frattura oottotrocaJJIA'ri<·a. ~htl' ca;;i di fl1ltt11!1.1t ~pnt-c"(m~111oid('a: in tutti e t re le fl·.t·i te era no a font n li YasU , Ja c'<!re, secernentl pu;:: di cattivo cxiore; la <'ute dc· Il 'arto ('t a te!« t , ~nroSi:l!l t a, d o le ntis;::Jrna alla pr e.ç,,:;iolM!; i re riti era u o fe bbri· dl..:mti. In Ull'> dci <·:t,.,;. h t <lit i In fcrHa e111 ~ fondo cie<:o ('011 rit.>uzioue di «<:·ht>~ ~i a nwutllic·a. s'intet·\'E>llne ;;otto n:neo~i (')orofot·miC'n con taglio postero-esterno ml)lto nmpiv. Me;;:'!() a mulo l"os;;o, Si J)J1ltica rono t·e;.èzion.i sotto·JI\'Ir·iostee limtwt t' il p l (l po;;sil-i lt•, n •,;tring"PlHlo In .<;(:beJrl.,rectorul n alla e stra zio n e df>i settUl'~>tli t> d e li\' l'{·ht>g:.:c OSSt-t). la ~:ni vlt'llitù fo:-,:c 4n-imed1abilment(' (JI;::t J·utta. Le condizioni <lt>i fl·t·i t i 11ndarono rnpiJh.tmf>nte ml.: li ora ndo: spari l'infiltra zio ne intinmruatoritt dt>i tp,.,.ntl r·i rr-fl;;tnnti a lle fPrit~. In fie<'l'<!Zi<:me s i m od ificò. Qua ·ndo lasdul il reparto. i fC'ri ri, tutt••t·a dc.~ten u, ('rnuo &tatl otJel'llt.i già da Yàri giorni e non destavRu<; piit JH"e<.J~·r·u 1~tzione. 'l'rH l fm t hnati rll gnmbu due soli hanno n\·ut.o bisogno di cura o pe ratoria. l 'no. d1e Pl'f>!<f>tltlln1 fet·i ta n caoo l e complt>to nl ptmto di union~ de l t.>rzo medjo c. •l t< •rxo inf<' t'iore della gamb a s inistr u, al momento tlell'nrrivo n l rer"u'to 1\YCV>l t+·llll"' ''!ltn t•n !>h~vnut. L n f pr·itH. n fOt''lllli vasti. ~(,•r·nentl >11\uie, si pre:sent~t\'1\ di ,,,tti\·o n'-T!etto per ln c inie mu!<\..-olnri: neoroti che. Si JWO<:edette H sbt1glia.meuw ,:o·h<·!"'~f"'·tmnia. rcgol nrizz:l?.io ue oottope~·lostca dd mouconi o~ i , detet~lone della f• ·t·ita. J.<t I PITl i~ntttu11 r·nrlde per li!>i, ed nll'ottavo giorno l ' inftmuo ern complt>l:tm<·n t<· nplt'{'ttko. La $1.•<1'(-zione, f etid i.eo;slma d e i prjml gior.n l. andò nq>ldamente lllOdific~uHlo><i. J~ f<'Titf' 1<i d etersero, e. t)lta lldo il f('rito fu trnslo~ttf> t"<>ll t t'<'n<>ospe<l u Il'. c•nm inci avnno n gran ulm~ . ' Nell'oltro C<.tro di fmttu r:t dì ;:m ntoo in c ui occorse interve nto c hit"tt rgico, si trntt~wa di un l;(>ttu tlid<~lf' . c h t> :n·e,•a Jìt'tlttum (!()mpleta di gamba per ferita JnC~l·n a e:.lllllle C'Ompleto. cln sch <'!"'A"ia .ili grnuata. Il giorno dell'arriY.o Il fet;to et·<~ f!'hl)l'i <:itnntc, pt-esentava S<.-olo &lllÌOSI) dal fornml di f erita. enfisema per pr-esenza di ~as nel !'<lttocubtneo c uelle l!:>g,~:,'l' mu~·olari. I/intet'Yf>nto fu simile al pre<>edt•nh•, ma più generoso , ìn quanto più l!t·avi emno i fatti di mortificazio!li' di'l tc·s;o;uto Jnusc.-olaro. I'ìù ampia quindi tu nuche In miectomia . F11 pratiC'.ato lant~gio <'d lntPQCC.'O n ll ' ipoc lo rtto di <•:\ll'io. Il g io rno d opo la tem]Jet'lltttra e ra molto cli tnlnui i:Jt, l'enfisema F>OOmpa rso. 114t lJCl-,;ll>t..Jto per plù giorni l a se<:t'('7.ionè fetidn. r:l~<· p .•1·i> tua n mano è n ndn L!l moòili<"n nrtosl. fincbè, dopo quii1di<:i giol'll i, è s ta t•• pos,.:ib!le il trasfc t·im<'nto d e l fe rito in ot.tlme <~ndiziottl . '.rnttl i c·nsl <li frattw:a cbe non bo d eseritt i pan1kol nrmeHte. d<.>cfit-sero f'el17..a complicanze. Si t r11ttnv•1 iOI'mprt> Ili fe1·l tf' da fucile o mitraglintri<.>e, l cui f o t·amì :t udn ronn 11 ,_.,wrigiouc t o <; t:o;;;t~t. Il frwol a io di f111 tturu si ma n tenne nscttic·o. i l f erìtu ll<ill Jl'IV><t•ntù Ili :t i tenq ~er>l t ur·:1. febbr ile. D o!)O nv('r ;:n t'E'n tilo 1tna huo n a riduzioni' ('() lnllnobHi;r,zazion!', dopo u v e t· ntt.eni:Jtmcut<> >;nrveglinto il ft>rito jl(•t· l•i ù _glornl si IH'Or"CdNte ~nYJl :1Jtro n llo f;J!Ombro. Di f<.> rite nr1kolllt'i con o Sl' ll7.ll frt~t.t.u ru l'e Jlf' eb~ro dodici. dj cui l O in t('l'l'!'lf':;tnU l 'M·ti<":Oln zioue del g iuoc•('bio. 1\'(';::.<:u nn• i'llk'l.·es.">ll1 tC I'OJtu t. P et· In loro iJII J)o rt.:lur~'l , mi ~X'<'1.1Jl<'l'Ò in modo S])('(:i:tlt> eli quelle de l g in oc<·hio. l n sei cn;::i di f .-ritt> :l <·anale c·nm piMo con ft>t·aml J)llllt ifo t·mi da pallottohl di 1\I'Ula portati.!('. t·i :-:i<, lit uitati {Hl mw Afi Pnr.a !;Ql'V<'1!'1iUIW..il d<'l ferito, rlopo uccnrnta <lisin fezion.(> •IP!Ia t·nt<• circostante ~l llC fprit.e-, nw<H~turn a pia t to. (! imruohlliz:r..nzio ne i'Ctu p o losa ll<'ll'nrticoJa;r,ione l <'sa. Mai ><l C'i è tlOYuti )'i('n tire <le ll 'n steu sion.{> dn un illt<"l'· YPnto in prjmo tem po in ()U(>Sti (':t si di l t>><ioni n r t.kt1Inrl. dn pro ie t tìli di :nmn porta tile : le f<'l-lte Hthlarono n ;!\IHl'i ~iQnE> ~'<<)tto crostn. l'ema rt1·o fonnntosi i n primo t<'mpo m:111 mttllo ~i ri:l~whì. t>t l l f c t•ili <lopo un r~riod(l di o;.:-:c> n ·aziOJH' dl 11111\ <li e<'inst di r:;i•>rni (1!1'1)110 t rn sf t•riti l 'Qlt t t·enQ ;::anit.ll l 'i o. )\<'~li nlt ri q u;1U rn •.,,,;:i, l'<•n Utà !1<•1111 L<'><ionf' iniziflle intlu;:::<;<' :t d 1111 pronto intt· n·t·ul., dJirnr;: i<'<). J-;•·t·n 111 <l i'R<'ri zione Ili <·in""<'uuo:
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l. - Tt' llt'lllc :\1.. .... •1<'1 .... t'<')!';!. fani<•Ma. f<>1·ito i l 1:-: ~ngno ~rintlS(' n l re)mrt o Il Hl. f'ri.'S('IItuYa {e rlt :l n fondo dt'<-'<>, da pnllottola, a lla. parte po;;tl't·io J-e f'cl •'><1.-nHI d i' l :.:itHx~·hin tl(',.:t l'<l. con frnttnl'!l p:trzia le ò e l <>Ondilo ('!'terno e inter<'.«· ~:<an wnto <l~> ll'11rt i<'o l a7.ion<'. .\11!1 p:i l p;t 7.i•lll<' ;;ulln J•::tri e Ci<U'l"lln .-kl ten.o lnfc-riQl'<"
S t ' f, :-ii::R\"IZHI C IIIHI ' Riilc:l! IN l'N R ~~P:\RTlJ , ECC.
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<lelin eof:K'i". si :1 V\'<' J·ti "a cl'<' pi ti<> 1ht eu li "t'l u!l ~o t L• •<:u tau(.'U. l n lllll~!lia l.; t mènte a ll'e;:t e l1lO della r o luil1 ;:i pa)J"-1\'n coq.tO t'>'tr:I JJ<'" sotto •: ute. lntNTento lmn wtli<lto sotto narco:sl clo r O·Pl ilka. Incisione &ulla S(->de tkl pt'Oiet,l ile. e:;trllzio ue ili fra•mut•nti di Jll.lnno <'<li nua f'JIIIottoln di f u ci le sc·:11uiciuta e do'fnrnntta. dtc nel ><tw dc(·<H'"<> <lll d i<•t r o in 11\'nnti :1\'(!Va !<<·nn1to un profondo ""leo sull~• f<wda e><tt•rn:l <IPI condilo l'stt:>J'no ft'III<JJ~•Ir, e(] :JH'Y:t Ja ct:>t:l~ l la ('11l•:<ltla artkolal'l~, upre.ndo l '<wti<:o lazioll..-. ~brkli:lllwnfu 11<•1 fonunc di fo'ntra til dt•l t•r<>icttil1• proluu)!:liHlo il t':l;!lio !->UIIH fn <·t·i;l e:stP I'll il della co:;ein. in <'OITisr«)ndrm-.n <l<•lln :t.Oilll enli»eumtosa. 'l'o il+>lt<' <11'1 l'c>t'Olaio <li fmttura, dl't'llll;!l!io c·ap.ilh11·t' tll'lla f erita poslel·iot-e, .<lretlll;;~io ;.:iungcn te tin c-ont t·o l a ,..,,lu:r.ioJI.(• <li Nmtìntl•> ci<'llU ;,iuov i a lE'. f<en~• ll(>lletnu· n('l <:ti \ 'O .:1 rticoln r t'. (:ià ÒOJ>~• "''ntiquatlro 011' ~-r:l s<:t!lll JJn l'&: l Ol!n i t l'it<'da d'..mtiscnw. I~'\ tem pe•·atura ch e 1tei [l i'Ìilli c iuqll e g-iorni rag)!ìuust\ i ~.;:;, n udò )101 U.lllll lllilli.O d.<'<'l'e· :-:c ·~>ndo fin quasi ;1l111 ncmnnle, ~ le ferite f;OIIIinciatono a )l'l'anulare. P <>r sistN.t(> (IPJ' t•ill ;.;io m l fuot·i n !':l·i ta <l i ,c;; i uov i:t. che poi :;i n rr~tò. G nulJulnzioni di h11on H~petto col nlill'ono lP l'erite. e ra;:;.;iuug-evan<~ •rtW:-'i il livt>llt> tle ll:J cut(> qmln<ln. aplrt'ttit'o <l a UJllt sctti111ana. il tcneute fu trasferito c~m t r <?no san i t ari o nl l!~J ;.;i<u·no dalla fer ì ta. Da 1n foi'JIIWt,ioni forni t~:m i tl a ll':l m ma 1:1 t() :<l:esro, posteriorll1Clltc. risulta l'Ile (>gJi dopo al t ri tre11tu ~iomi <li cnn1 el':l (:.,mplf'tameu te ):.'l.l tHito (' c<>m incia Ya a <·oJIIIJi<.! t'C movimenti attivi ll(>JI'arti<·olazi<)JJe iuterc~;sa tn.
IL - ::;.,Jdalt> H..... d t.>l ... n ·;:::. f•tll leri:J. Gluu~ d.il·etl<llll<'lltf' dtllln linea il 1S ).:iU)!IIO. f·:ra stato ft>J'ito il giorno prP<'edeute d n ,::<::Jw,rrgia ().i granata e pt·e~n tavn ferit:H l:t('l•l'a :t en na](' COIIIJliPt<) <.'OU ffn·o tl'entrat.'l alli! parte esterna del gi n occhio de.'1tro, fot'O d'uscitu ;,t lla re;.done •rotulea. Vi era frattura par7.ia le del t·ntHlilo esteru(), fratt.nm <>omm lnutint d~>lln m tu ln . In ftmdo a lla ferHa anteriOl·e ;;;i vedt>,·ano ~Ot)('rtP t: integ.1-e le fnrte :mtcl'i<>ri <lei <.'Ontlili fcmornli. Al momento dell'i ll,r!'I'(':<S!l i l t't' r·i to a n•\':t tCJHJif'I':J l u r:1 11 ~l)o. l utervett to : lllll'CO!<i <:Ioro-etilka. E !<t'i!"!<lonc llf'i ma rgini tlel ln ff'l·itn prer(l~ulea . La r otula si pr(·St;•utnnt ridotta ~~d 1m ammas::;.) ùì minu t i;;;sime l'·c he;.;~e in J">:ll'tf• libere. ('on lo stuC'<:a.periostio <li Ollier, ·ri ,.pdtando per quanto f'> l11 JIO!;:<i· hil(! JINÌcl;;tio e li gll HWHti. !<i p raticò rDtul e<·tolllkl·. 8brig-liau•ento tlt:>l for:nue d'ing-r'{'!':~ drl Pt·oi~>ttlle. toH ette c r<>goku·iz7.a:tione col cu cchiaio di · Volkmunn (le i · ftiCOin io •li frnttUI·a .ll\'1 toudilo t'st.~c'ruo. Drellil~t"gl(l con g.;,~r7.il asciutta, non J)('ll~· trantc nell'artlc<>lozio n<'. La tcmp<mttnrn per n l tl'i t re giorni ;,uperò l 38°, JX>i <lt'CI'f'hh<~ e sMUIJIHITE' d•'l tullo iu dodicc~iJJh\ giol'UUbl. Le granular.ioni abolironn In comll'nicn:r.ifme <'01 C~l \'O n •·t i f·c, lnre •·he ;.i m nn tt,un<> H:«.'tlic-o. I I l!l0 g-iorno il ff'ri to, cbe th1 più A'iorni cm a pir<'tti<:o, Y<'m •c cnn t rpno o"'r~d<lle im·iH to in territorio.
JJL :-;o !tl:tln D ..... d i'l .. .. rP)!g. fauteJ·ia, )!Ìllll><l' il l R giugno tl:IIIH lin<:>n. TI gioruu l 7 <'l'1l ;.tnto ferlto <la J!l'oJ>.>':I ;;<:·h t'I!'I!'Ìù .d i ;.!rano tu. Questa J)('r a z.lolJE> ratle ntt·. g li ll \'CV:l protlotto una \'a 4is<oimn ferit:1 ln <·C!'>t cou perdita <.1ì sostan7.:.~ d<•i te~suti mnll i <' ~<-ltPI N rici. nll:l r~trte nntcro-tntN·na fl <'l ginocebio destro. TI <'OD<lilo f(>monil.- iulerno e l'epifì;:i tibinle s u perinre <'l'ano Jn pn rte asportati , 11 c'a\·o arti<:olH I'<' <'l'a alnpi:lm<'nte HJI('I'to. T·n ttn I n l'iupcd:ìcie tlC'lln fNita <'l'Il ricoPt!t'tn d:1 lt>mhi A l;~cinie nN·r<>f ir·hc. D;~lo <'h<· il dr<'nnggio del I!'ÌIHX'l'hio em n~>< i r:ur,tt•> .dall'nmJ•ia aper tura fntta (1111 proil•ttile. ci si limitò acl 1nùw,.ut·ntlt toilette tlelln feribt : regolari:r.r.ar.ioue dei nHII'I!'illi, n>'Jll•rt:~:r.ione fii parti <H t(';:,-;uti molli pOC·o >itnli e dei detriti os~i ~Jltl r!ii nell u f<'ritn. Jrum ohili:t.l',;J:t.innP clell'nrto: 1~1· chtc o tre :Uorni il f~rìto Pl'('· ,..<·ntò li mit. •lo DlO\' il llt'll to (l'blwil..-. Tlt >:t';!tli lo fu ~l'li Jil'(' apirettico. r .a mpìdità, ,.,n c·ni k1 f<"rilll >"i <h·t.PrSE'. ftt '[lcltl il·ittuJ·a 11\f'>l';.l \'·ig llm:a. Dopo \'(>nti giorni gr:;mula zio n i d i otri IliO a ~'<Pt'tt•• rìt>mpi\· :mo tu t t a la \'a st:t p in l!fl, e l'cp i telio dci n w J'gi n i <·umin<·ia\'n ad an111z;tn:. II ca,·o artieolnrc nrm <'''Hllllnic·ava J>iìt in nessu n modo !'<>n l 'c.«t<'rno. In ta li <·ntHiizi oni il ferit<J iJwi:~to in territorio con treno <>--"'>efla lc .
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IV. - Sol<lnlt) Z ... .. cl•·>l .... rerrf!. f:tntcrin. E!!li lll'()Y~IIirn <llrettnmt:>nte ù:1l <·urpo é l!hto~;e n l l'('J)arto ll l ~ ;!in;.!nn. F:r;t ;<l:ttn f<"rito In sera <Ici 17 da s<·hegA' ia d i grannta, ('hP fi \ 'C' \'a Jll'O<l,tlu 1111:1 f\,l'ir:~ n •·:~naie comp leto al g iD tJC<'hio (lcstru.
!:;l ' l, :;t;U\"IZIO Cllllli"BGIC) IN l'X
R~I'AflTO ,
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Il fon• d'iu;!n•s." ' t·ra :1l111 1•1rt1· intt·rlln <lc lr:ll·ric-ola:-:ir.m•. il fom d'u"dLI :tlla rw l :<Ilo te1·zo ~llJ!t'rhH't'. La eal"itir nrl"i<·••lar·(>. ('1~1 :lllll'lau.ll'llh• nr~·t'ta, <•Si:<te,·a frHtruns clt'l t·••nrliln in· l l'l'li() f{'fiiOI~I h•. t' :<1 ]K'I'\'t'flÌI':lllll -"<'l'<l~t'ÌO (' :<\1'Ì('\:h!llJiO iu ('(>ITÌ~1•>1ld~•JlliJII \lf'li'f'I>Ì, li><! tihhrle :<ltf><'l'ion·. Il 1'•·rit<> l'·ra in <'olltlir.ionl ;!11n·l, U\'1;'\'11 WIIIJK't~ltunr nlti,.. :<irua. lJalll la l!l'lll'ilir li<•ila lt•:<intH··. :<i l'ih•llll(' oJIJH>I'tttno Jnter·\'\"IIÌI'\" !''t'llZH luthiJ!'i". \ 'f<•I'O·!'t\'l'H· II:IJ'\'(}SÌ. ]lld>'ÌUII(' <III((>I'ÌIIl'(' :t ff'I'I'O <U ('ll\'lllLO, ('()JI C('lllf"ìi\'Ìtil I'Ì· \'"ll>l Ìll• :llt<l, st·Zi<lllt' d<•l I<•JHIÌII\' I'<JI It]O-tihiak. l'i \'llll.'•'t:liU l'ili' Il ]'I'OÌ(>ttile 1111 t't•lll« d i si :l ('{'a to 'il !'()!Hl ilo f<•rllnr~t l<' i llt!' J'tlll. poi. :1 ttr11 l'f\1'~!1 tn In l'llifi!-li !IUIII'I'Iiil'l' d<•lln tiùi;a. i· ])(•nl'll':tlo ud <·analt• tlia li":ll'io t•<l è fnoriu;;c·l'ito n circ·n utto ('('liti· uu·rri da ll 'iullc'rlia w:i al·lit·otan•, t~·r·[oniJHio L1 l'lhiil :1 ! suo hlt'<> Jt<•><ll'I'O-t'st<•ruo. l' J·c•\'Ìll atl:rtta ~~·)!nl:lrix:-:azlnn•• ckll:l :<IIJ~I1kiu <li fmttunt. !<l !"lpot't:l ln ~i11~1:1 i"•i:'i;(iom• il ..ontliln frattnr:lto. ' l'•• ildtl.' tl<'i <':t\'<) ;lrtkolni~·. dw io pieno òi d<•triti """~'i. H<'!!<> l :a ri zr.a ;(Ì "'w <' t< •i Id t l'. , ... l •·n <'<.'h b1 io t a ~l il•u t t• . II.Pl t•\ nH le "'.:H v n t.o n~· li:~ libl:t. Hil·m:r ituzio aw 1'<\Jl J>llllti <IJ ""ta cl(') tt•ntlinc rotnl<J·tibinle. J:r:<dando nmpia1111' 1111' nt~·•·ta :ai h1ti la hJ'<'•c·<·i:t llf"'171torht. Jl clr·... nag-:;do si ~tabili);('~ nttl'il \'t'n;n la Jll'l'fumzinnc· <h·· Ila t ihl:t. l ..:a tt•lll fiC'I'a tura 11 Jt i1<sint:1. il ;!'IOni<) di'li' Hnlvo, l< i uJaulc·llllt' d<·l':thJ :IJlf•lw ,,. .•. l )whni frlorni tlopo l'intt't"\'t•ntn: · poln poco 11 ll<>c•~ .audi• dc•<·n•>«·Pudu t'. quall<ln . Ja;;c·iai il n•pnrto. da J•lìl gior·nl 111111 :<H)l<"rll\'fl i~~·. e il f(•ritv l'l'Il iu t• nullzinui. lc;(':lli P ;!f'lll' l':tll :ahh:t!'lanzn mi;!livratc•. p:11·t•· po:<tf'ri<>n· clt'lln gamha
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111 lutti i fmtliJI':tti appll<·al rwl modo pi\1 ~·J'IIl•llo:«) l'inuuohlliz7~'lzinn('. l't•r i fn1ttumti tli tllllf'l'<>. :Jfl)K'II:I dimin11iin 1'1'111'11111. s i è. tll pn•ft•L~IIX:t, Jll'<"-'c'<lllto all'imlunhilix?..a;-.ioll<' nr<'diJmh· tJ·ian~:nlu tli llc'l!ll<l, d1e tunnti~ne la "l~llhl E' il ;:mnito ,..,.millt•i<,..l e J:a lllllnn apt•l;t;!ill h r. ><nila c·t·~·,.tn iliat·:t. (Triau~:nl•l <l} :\1i<l<it·l· <lnrpf l. D<'lto ,:;i,..tt'lll:r JH't'"'-'llt:l. di frm1te 111!11 altt·i. primn di tutln il \'4llll.:t,l!;!io di iJllJIH>biJ.i:-:za l'lc' t~·t1... tt:JJJ1<'1: t.• l11lto Il •·ia~olo :<t':I)WJI:Il'\' t'(l li .1.(1/lllito. ~ p<>ì fJUf'ilu di III:JIIIA' twr il hnwdo in 1111 L-.,·l'lo g-J':HI.<> di :tbch17.Ìhll1'. In <JtH•st:t posizioue Il dPI· tn]fl<' a·ibt:<t•i<Jtc) 1101) t.<'nc)(• Il >'l)(>:<tar iJ I IIOII(,UJ(• 0>'>'1'0 SIIJK"'Ìoll'(;', ('OJIIC :L\'VÌ<'IIC I!f'JI:J I III JI111h1Jlz~..:l7.i<HH\ in po!'OiY.ÌolliC cll bl'il(·<·io :addotto. .Altt'<> \'liHDig'~Ìo Hll(·Ol'll è C.h !' il tl'f:tllj!O)O al~1Ji><n• lJUci UWJe:;to ,.;(.'IL"V >'llhi<c>ftil'o ;Jf lljlj'll'f'~i<>IW l'Ire 11\'Y('J'tAUto l fl'l'iti - :-'I>JII'aturto '11<'1 <kcnhilo <lors.tle - 1 ~·r J':tY:tlnhJ'a<·c·hl pil•g,lt(> l:lUiill 1'>1r1f' :JIItt'J'Ìon• cl\'1 lol~l\'1'. J'O?-rc·h~· 11\'C~>'>'e l'll IIIIH lllll;!.L(iol'f' :HI\'1 ~'11;.'~1 (•OI hi';IC'C.JO, 1\\'lllll· hr:t<~·iu (' t•H':Il'\', i iot·i:rn;roll >'i ft'<'<'l'<l c·oxtrnirt• :a fonn:J .Ji cl•.c-c·i:r ]1('1' C'i:J~t·uno <fpi" l t't' la ti. l'c'l' i f'r:attur:alì di fc•mol1' "i >'<11111 :adopt•l·nli app:tl'l;,'<'lti j!l':-<,.;;rti. (•,::f;(•ncloRi Jlc·•r 1111111\'l'o"< • c.., n >' i d c·a·:a ,;ir111 i r lt ll.IIIZ illto a Il' :Jf'JI l h-:1 r.ivue <l i :a 111 u 1 rc>c ·<·h i a d •·st('ni<i onc c·nnl i nu:t. ln<lu hhÌIIIIIPllt<' q IIPSI'i. 11d In pra tini di'i 1<', 1' \' III!Ollo 1>!'<'t'~> riti al ~mplii'Ì :lJtfllll'<'<·•·hi imuu•hiliz~.,nti. lll:t Jll'll:t l'llil'lll').:i:t <Il ~uc.•ITn si Y<>rifkanv mol t.t' "' moltt• (•OJulizi,.ni <-~•c.' dc>hi~IIIH " l M:'"""' fa 1· Jll,' f<'l'il·i' qtt('.><ti ultimi. Anzlttttlo, " g-li :l)tJ\HI't'(•(·hi lll'tlin;II'Ì :acl l'~tc'liSÌIIIH' l'lllllillll:l. ('ÌI<' C.'l':tllll : l,. IIONII':l rli;;pc\sjz[()Jl(;', :IJIj)llllt<l ~~·r la Jilk•t·lia In l'Ili l:a:<d:tlltl il Jc•ritn - J·idlit•dcHIO 111oltn (!i,;c'(•rnilll('lltv d:t Jl:tl'l<' di qll<'"t.o : il :l<IIÙ;tl'<o flC'I' J:; '""' l!'ÌII\':111\' l'tÒJ, t' JX'I' Ja SU:t lilllìf:tl~l (•tt l tlll'll, tra,.'(·tti'H i con,.ig-li t• ~li :rnllrHHlÌIII\'IIIi tllc' l lllt>dkn. :altu:-;,a cl(•iln libc.' J't i'a la::.dati1::li (l:tll'app:ll't><'(:hio. fnl:<lrandoiW. •·on ~J·an• ;;nn d<tllll'>, t.ntt) i Y:tllt~IJ.:::i. Chi , all <•:<PlLIJiio, 1101) laa Yist~• piil \'c)ltc·. 11\'i no,-lJ'i 11:-ll\('(l:tli eia c.·:I IIIJ)(). il frathll'}tt<> I'IH' -- .:~m,.,i:tt<• <l:ll l'aslìclio:<o l'l'li"'' dJ t•·a:r.l.,ne <>:«>~l:tla •la! J)(""'' - si ;;plnl!e jn lnt""" JIPI Idio finu :tll llP I•Ii!I!ÌIII' il l•ic.•df" d(•tl'al'l.•• fmltttrntv t·ontro l lll()lltllllti i'lu • 1'1'1!'1!11110 l :t <':tl'l'll"•la. nnnulln ndo 1·usi · J' l',.:tPII><Ìolll''~ :\t•l ;:iuclic·:lr<· <lì•i Ynnt.al!'~i d1·i \':n·i :<l'<t<'llli <li :lJIJl:tl'l't·<·hi ,,.. ,. fmttttr: t ti <li l'••ntnn·. hi;;.,~nN. P••l. 'tl'll\'1' <•)Ilio du• in :.:\H'I'I':I - nl l'l>lltrnriu <li quante.' aY\'Ì(' lle lu l ('lla pi <ll'<i in:tl'i- ,.i hn . 11.<'1 JII:II!'J:in•· llttllwJ·n <ll'i <~•>'i. 11 \'IH· f:ll'l' con fl':ttt\u-.· \'S fHI>'f f'. ()(-\'CH'l'C', ' JIIÌitclÌ. Jll'>lik:ll' IIWilÌ<':tt\11 '1'. l'iH• - 1'(1\l J':l['J'»IJ'<'t'('ltiO :ld ('Stt'II~ÌOII(' •~•nt inu a nnn 1" '""''110 N<;;f't' f:~IIP dii' a lt•tlt>. }itl il l.ll('lt~J·;;i in tondhd,•mi di ll<•tf'r fHI'<' n l ldt(> dd ft>rit o ~111:1 ml'tli<·n tu m f'hirur·)!itnm('nlt• h c•n fattn. ~vnz:1 1'1·(~··><1'1\'o tJ':JIIJit:diHII<l (lf•IJ'iuf('l'lllll. (' !'('JIY.II ('(·('t•;;:-;1\·o ~I(·J'ifÌ<'iO di tRilli)(•, è S(•lllj\I'P 1111:a <:t•>':t llt1ll f:1dle. lllH !<J>e=""'' Ìll nlc-ami eu><i io a<lrlirltllll'.a lmpo,.,<~ibllP. (;li :tJIIt:ll't>(·t:hi a tt-a:-:i<Jlt<' pn' :.:t•ntnno inoltn•. il ~"l~t,·is"inw ÌJII'OllY<'lli l' ntc di non 11<'1'· ' ""'h'l'f" ]11'1' <)lt•~ nn lll<'~C' li tm;.fi'J'hll<'Jito tlt>l flc'J'ito in a l t•~• unitil sa•~it.ariu più :tl'l'\'lt':l t:r. E lo !<;.:omh(•ro - >; l"'t' Ì•' JWr llll "="I"N'<in l<• <IH <':11111><> - è llllll <Ielle ll11lJ:r>:-i"ri Jh'<'P""'t:r n!"i PN'Io<'ll <li :attil' ilia l>l'ili<~t. :->on l'l'llllll'<' (• flil~hil!". ,.-opratutto ha
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sn. tit:H\'IZ IO t:HIR l ' H(; I ~ 'I) IN l ' N R"·:PAFITO, ECC. \ 110 U:i)X:tiU){! Ili ;>("llr><a (>f!ic·Ì('lli'dl, Ìt;'ll~'l" O!,.'W[ll\ti illlOIVhilUI\'!lt•~ JK'l' :jU-·1!) eÌPrllÌ 1111 · lllf'l'(l:ii letti, JlrO].n·io nd mouwniu i-11 <:ui n1a~;,..'ioro è il l>lsu;.:-no di posti di:-ponihlli.
U'altnt parte, UN!suu atlidamento c-'(. <la far{' :;.11 (Jllt-J!Ii ;1Pilill"l'("<'hl che ,·ort"(•\>bcro realizzare l'f'flten!<ione rontiuua, St> nza obbligare Il fCL·itv all'inaJun\·ibilitìL llucsto. t.:e.rtanJeut('. sn J"\'bl,)(> J'i<lenle; Jllll in pratica i tre o ttnntt."' tipi di tla li IIJliJIIl'Ct:Cili, J)l'O)IOsti è\l ('I'Jlel'iiD<'JltHti, :';i lll{llll't'li~OilO molto :d dì ~iltu <h'Jlo S('Oj'l<> dJe \'ogliono rag~luugert•, pen:hè, mentre (>.-;t'l'(·itano 111111 ~sten,.ione IJIIa,;i nullu. l't';tlizl'.Hllt) mol to UH'lliO<:I'<'IU~ntt> l<l lmm.ol>llizznzloue. Qu('.4e -"'.mu le mM.rgiOI'Ì tU11i<.:UI t il t! w ~·ineontrano il t JH'a ti('H. ftuauùo r <•SI >t'da letto in <·ul si la vora ha un lmpu111lo piuttJ>sto st.'lùile. t'o:<a sut:t·t'tlt•rit qnaiHiu 11011 :si fll'l'it n <li'>I>O:;:iziooe letti. m.a -"'.'Wjllit'(>lllE'IltP hi'IIIHlt•, <l ..._ )lt';!!:'i<J ltlle<)l':l - ]'l:lA"Iii'I'Ìt:(' i po;;;:iullti tlir<'ttlllliPIIh• ;,;n l 1"'\'i melito'! A v eudo fatto, per tu li c•m.-iclt•raz.ioni. cutlcr In s<!<'ltJt sta)Xli :t PJ»lr~·cch i n ;!('""';· Il !w n pplirall ~m p re du nHite r;Jt:h u1 nt•:<W!<iR st•t.ttl 1'"-Wll:<lcllle forY.HIIt su 1m lf'tto tU tmzione ÌIHJH'Q\'YiMtu, ;IYe-mlu ~11ra ili <l;u· ~mprv aiJ';trt<t Jn· pu:<ir.innt• J)iÌJ adutbl l>~~r c::ia,;cun ti l•• di fr:Jttum. ('osi, Jil c-"'.:'111)1io, vone,·o l'arto ln nbdnni o nt•. e lieve ft<'sl':iun() llell'<llll'a D(o' i (';l:-i di fm t tu re alte. !'OttotJl'()(<Uitericbe. l)<:'l' fa l' ~<i (•Q(l j) UlOlh'OIIC •li:<t:tl(' SÌ lll f't'te>',.-' sullo stt-"'"") U!'SI• di ()IlE' Ilo Pl'u>;><Ìillale 1'110(:1 t o iu fwn·i ed i·n tl\'~111ti l !t'l' :t:~JitHI\' <lei mttS<"~Jii tX·IYio-trowutr.<·J·id: )KIIl<-'1'<> l'arto in 1le.•;sione )Jiù o meno ~H:~nt.uat:t uel !Xino<·t·hio 11e i c.1:;! d i ft·athll'f' ""''-'"(' ~~•PI<l· t'l)mllloid<>e. )l<.' l' a unu Ila l'l' l'H zimw dt' i lllll!"<'oli !1~:s::;ori d t·l41 ;.::1 Ulua. tt··ndP.n1i 11 spostat· pi)~IA'rioruwntA' il fr:tlllllt<· uto i•nfet'i<.>r(>. Es<';:ruito l'aPI~Irt"''(·llio n 1-!:P>':-(>. l••·aticnvo le litW,..Il'C lle<!t':,sal'i~ ulln "'<H'\'e~liaaw.:t <'ti :tll:t t'111'>1 lif'Jla ferit.H. J'f'l' assi<:ura•·mi delln buona riduzi()Ue, ho sem)m• fatto nxo di hNtda;:~i'> 1-!:t'><SiltO c:on :-:t('(:dte c •·on fnhl~ <li ,;::-:117"' gé.<:.-<:lt;t, t•onteJ aut.e Ù<t :,:itì ~<pimli, ;;e:,:uito d1t t'Oli· tr·ollo nulioJ!nltÌ<'U. :st' l>bt•JII:' il l!E'""" 1H111 otl'ra lf' migliori t:oml i:d<llli JX't' li! C>l(>(·n· lli one (lellH a·:uliu!Xru fi:J. Dopo u u <'<lll;!I'IHI t)(> t'i odo di oslll"n'<~ ;dn11e <li 7.~-; glol'll i. aF<,::it-uratumi clt•l huon uutl:tiU+-111<> clc> Jln lc:<i<>nt• f' ÙE'Il:t Jl<·•l"fl'1ta tnll('rahilitil d('Jin
11 t>l~ll't'rC'h io, Jli'O\"YC(]('YO l Ilio ;-;;,:om hl' m Ill'i ft-riti su fo1·mm1l011 i ~;;tu i ta rif.' 11i il :a rretrato>. 'l'et· tutte le Iesiolll Hrticol:ll'i <11?1 ;ri11on·hlo :'~<lOJK'I111 )11'1' kt iulllt<)\>llir.:r.:~ziout• DJilll stet·(·fl ;..:t>.-.;.,:lt tl Jll•stN·ioJ-e f•OIJ plalltan•, li><><ntn nll'arto <la l':l~t·(' lltlll ;..:~:ssalt' P •tuindi f:wihuente l'illl•l\'ibili t' mutahlli :;c:• n:w Ò:lllllu tlt>ll':t!lPIIl't' <'t'ilio, e Ul(':<>'t' ili modo t:JJh! lla la!«.'Ult'e S("Jterte le f<'t·ite. Si JX>h•l'>t. c<>:<ì , pra ti<':ll' h1 utCtlieahu·a ~n :r.: 1 sotto} >~>l'l't· l'a rt i c·o In ziune- a m uv lin(•JJ t i "<'llllll'C dali Il( ""i-~s-i m i. ()ucstn :ste('l·:t ji(Jslt'riote, Jx' r l' :ll·tic•>lnr.imw d e l ~iilo(:<·h io, la fat'C\'o l uu::a •in alto J1no alla l'è· ;rion(' ;.:lntc,a. La ><t<'"--<:1. lungll pt•n) !1no tt lll<•z:t.:l ('c)..•<d;t. l'ho n:<:tt<1 llf'l' qunlche t·ascl tli fmtt111·: t di g,tmha. In <·uì l ' uhit·a.zit))ll• cl(•Jit> f<•t·lte ne JteL'lllf'ttesse rnso. ~f';.:li ultri casi lll'ai Uli:J st<'(:ca IXt'"'':tt:t lllll{•ric:we. H dii(' ùtl'.'!'illi. .Applie;ll m1 lwpmvYisat<.> ->IJl))H l'l•f·c:bio ad t•stens ioue eoutillua ~>Il i hrll<'<'i(l l n •' stt'II>'Ìf}U<), in ·un t::l"<> di f1<;1 t tu tll d 1i11sn Ìllt<'I'C'()JHiilt>idPn llt:>ll'utuen>. Si trii ttJ\\'a tli un wldato, <>ntr:1to iJl reparto con dia~nosi di f<>rt.e t·ou tusi<)IJC del ;..:omll.o !<ini~tro da l'ìtO))\liO lli ~1·nu.atn . Il f<'ritn llll\"'('lltnra l'uv:tllll>rm:do sl.ui •.Ytro tlfsfl!l 111l :m;.;-olu oltuso sul brnl'do. 'l'utta la regione 11€'1 gomito (' le zon(" llmltl·ofe tlell'anu}lbl·aeclo c llt>l bmrci•> :-;i prc;>~?ntuYauo enormt-mcnt.e tl)mefulte <!d cccbiwotlclw-. \'.'1 ~m nbhondante Y<'l'"<lllHmOO t'IHk>-ar·ti<~Jim·€'. Dato Il grailo così eleYato dl tunH!· fa:r.ione ùci tessuti. 111m era pos;.;lhile perC't'!JÌl'<' diretta mente note obictti\"C di frattura: però la noten1ltl \lolorauilitìt llf'i movilu<·uti ~l nllu ]\i\li)azioul:', clohYmbilitoà !(){·nUr.zatu :«>t>l'lltntto nl Mllllili i>nlt>rali, <' l'lmt.ont?n:t.a ~lell<' nr•t<• traumHtl<"hE' llli rlie tle J't> forte »OStl(•tto c·lw ,.i fu><!-iè 1111n f1·:1ttum nrtit·vl:HI'. !.a l':tùios<~>J> ia. infnlti, rli1110.'lrè1 una fl'<tttura inLt•J'I·c..m dilnitlt>a cJell'OIII<'I'u a for111n di Y, con <li stJH'('() <' •lim,t;t,.i 1l i llu<' A'I'O:<>' i ft't\lll'llleni c~Jstituiti tlull'l' t>itro<:IPn f' llaJI'f'IJÌI'OUtlilo. e t'<'> ll Ìll(:\101:'1\lll<'lli:O fm {'SSÌ d t>II':I CIIliiÌlllltO fl';llnJU('UtO diU· Ii><HI'iO. J/npJ~ll'<'t:r-hlo im)lJ'O\"Yixnto f'l'll f•>nnnto 11:1 llll:t stc<'t·a pahn:ti'P. fis:<:lbt a ll';~::;t·l:' llll. e pitl luu~u del br~t~:l·i•l :<11'"50, porl:\llte ;t ll't•lila-enJo rlista le nn grosso tubo <li gnJunta. Tnl~! tubo <'l'H tle:<tlnato atl t'!<t'l'('itnr la f l~t ;~;ionc eln~;tka :m strlsoe \U C<'rotto a1>!>l h'a te ut'l tHnllo mlit.o :;ull'a n ntlmte(·in tino a poc1J più :;u clelia fi'ntttm-11. Il ri~nltul;<) fn ottimo: al <lllillclì("(>SiUl<l giOI'Il<) -s'era molto t'()rrctto lo "IDO>'tamento tl >':,.in l t' 1!' la clia!<tu ~<i dei frmmn enti. Qmtn<lo il f<'rito J\tt invmt.o in :t.OIIll t<:-t'l'itOI"illlt>, (' J':t ~tHIH ;!ÌÌI i,;t itni t:l ;la <}ll:l l dl(' ;.doi'IIO );l ('\lnt t]('!la IIIObiliZ?./1 -
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c· p:t,..!<Ì\':1. lenta~ :.rmdurtll'. (·on;:: tuni a ulln tn:t>::«>lt'l'tl pia. l' i t"is nltJlti
aJ)plii"Ì\"<In{) giil mo lto proJUE'tl.t•ntL Di f1>rit~ , ._.m·tra lltl in e:l\·itit f"rani<<l SC' o'('hl~~:•
nn SQ I C~ l >\1.>. ~i t•·atta,ra di un >")ldnto ~iunto il JS gilll-'1Jo al tX'p::ul•l e pnn·Pnlf'n((• <la :t.ltro ospf'rl:tl<'. fJra stat() ff>rito la ;;t>ra prN'(><lt>uli' d11 fncil(•. Il vroi~;:lti l<', twn t?trnto :ti punto me<.lto di'Il>• r1·~ione zil!'<>llliltka sinis tra. Pnt usdto. d opo t•;..;.(>r J•i'ni'trato n e l <: mnio ecl llV<'r fratturat o la MIH>IIII:I di'l t t" llll ,.., l·all< (' l'illll-Wlo 1 .-,~-;tNo-I'IUfl('l'iore (](") pariet.nte sini· ""o, 11 due <.oent inwu·i dr<:::t ,.;otto la hu:~.7~'1 di qt~"t'OI'~>. T.n r egione tc mporal~ ,.;J llll).<;traYa <:.~I~II IIS/1 e. :1lla p :llpn;.:ione, u ltt11Yi'.J'!.'Q 1111 lit>ve !'K'll-.""> dl ftuttoo:~>ione, la· :wiuvn p.•t'<'<.'IJi n> lli'tl:llneute lo l;(•rkdtlolio dE'i nll'i ft"":lmm<>nti OR;;('i. )le nti-e dalla t•k·<:oli::;sima a (X'rtura <l'e-n trata tnwiYa JI()(.'Q liquid o si,•rot:o, clnl f o.ro <l'u·~·d ~l ,·enh·n ft~ Ori ltn:l ('(•rt:ì •Jll:tntitil <li lllllfHÌil t-.f'r l•hru le • . \ll't•saHH' ;.rt•nt·t·alt• cll'l .ft' rit• l ,..j unt:J\'H: :.:tato rli Mnttoh-n:r~t. int c·lli~:E'n:r.n t<ll'pidl1. m a <>t)l;!re nu.-. :\(>.._'<.';11 11 (PnoJJWII< I J~Halitìt-o o pa retk•> pet·lfet·ico. Limit ati":.:ima J'P,I%ÌIIIlf• Joll)'ill:I I'P hiJ.alCl'l\f (! lllht }\! (."+'. l'{)i>'<l t• I'P><pit·o IIIWII1t\fi lf>S e 2~). l,a S<· l'll d t• l !H Il ft·rito prl·:.:.. n l•). inl<il! lllt.' ad >llllll<' ll to tlf'l toq iiJI'€'. rallt>ut:un<"uto dd (HofSII. iiTI't(liÌ!'IP)(%:1, S< •l tS><P fhnÌI'n· d<trtir·h (' a ll'arto >'U[I('l'illl'l' d (';;tn>. ] Al l'(,:<J)Ìrll%i<)lle ll>l1l IIIITIIIH lf•: .\[t>U t l'C l'l ~at"Cloht> (fi'<"Ì·>'H lll1 intetY('lJtO t{>tnpCSt.iYO. O'l'e t]llf'Sti f~> IHHll <'ll i di HIIIIH'IIf:ll:t prC's,..ir.ne f·' IHit>-<·ranic·a fo;:;,.:e ro J'(>r<lumti. rin<hmlllui mn t lillu r1g ni :-i nl o Ju H inl(m'"-"iOIU!ll iP ,\m ,..~·'H•tpar"n. ('(] il f~>rito - <l ì v~>o uto trauquìlltl "' mostr,) a n r·h 1• piil ,.,·e~:lln f' l• lfJtl:t<"t' . tll(·lltl'f' lf' rond i%i oul <1<-1 JlVI>'O e de lle pupillt• lli\·('lJ II<•t•o flt'l-f<•ttn m e ut<• n•>t1n n li. :-ii pbll(' un ~lt) J'htlzo tN·m i ro lif've (?.ì..l ) il ;:iomo :.!~ . Dal ;.riot·uo :!.i (~·:;,,;, la fn•~riu:<•· iiAI 1li i:o<JS(a l17~1 (·tq ·chml <' 1lalla f<'rila pn:<lt•riore. 1t ::o ,., l'l'H ;:iit l'it·alt·i)(7,azi•>l1 <' ~lto c·t·o,..t:l. n <' l nl<'lltl'(• c-ltc la l'l'l:ione :1\'l•I':I l'ia"~unto for111: 1 <' ~r:liH1<'7.7.>1 ·uorulal c•. 1 ~1 dit·l•zi one ll<•lln f.crlt:t e il <k<·orw dilli<"<'> I la J·a <l k•l.:T:lfia (:OII ft•t"III Ò la fkat· tnra t·•Hnlllilluln t<'IIIJWrn-p:tJ·iebtlc1 tlimos trnn o l:<>m(!. in l]li\'Slo <.:fiSO. n o n vi s iil :<taln k•$irme •lf' i ('l•u t t·i R () lamli eo f' di 1\ro(·ll, n è di co;,:piC'no ramo <IE>ll':u"t.eria IIJ f•ni n;:el• Jtll'tlia: il pt~>ietti l e st:<>rTI·tHio qn;t,;i J•<trif\t."lluwnte uc lla f o:;sn crani <:a llll'rl lH. ha (Jm·nto inl t'r••::osn r<' solanw r1tf' l<' clrN>m ·oJuzjoni l!i'mpornll: dR ciò In m:lltt·:tll:rJI 1li fpnotJH·ni n fOI'<•ln io; <' (·iù c he si o.sscn ·ò il giorno 2-1 n o n fu certo d <•\'lll<) : ti fornu11·:<i 1l i co;;pkuo ~,>ma t.oma, 11111 nd 1111 p ic·C>O io vl"rs:ltnf' n to t'Jllat i co, n. alll't>ra pii1 prnhahilnwntt> . H fatl'i di ('W>IU?.ionr• !Wl òoc~n·:-q, Ili g"lllll'iJtiOII<' dd (1':1 \I UUL f' II IIO·N:lll if'<J. (~Hl
t.<'lll(1()1'lllleQ lllllll<'ll tO tll.'l);l
]1J'('~:<Ì<)IIf'.
J ,a >;OI'VE'j!H.'\117.:1
:1Ltiva «11'1 pnzit'ntc pPrmi>:f· 11 11a vi;:il<' n tt<',.,,l nt•triut<'t'vt>nto. che fu . eo!<ì ul"il· 1111'111<' ri~<p>ll1ll ia to. Il fc·rHo fu s~om l)('ra tn ];o~'o pritllll l'Il<' In ln!'<da >~si Il r <'PJHtn: N:l in oUin1c c-outli%iotli t'! giit Ila più g iorni m ·c\'a la ~'<<:in to il let to. Tn tu l lo il Jl('l"iorlo ><i Phbi'n> •111 11 1tro C'ii::Oi tli frritt~ J lf'll~>tri11lti in I':H·it:'l tMn · i·l<·n tuttr· procl<>tte <llt proi('ttile di :n·m;t port<t l il<". X r l luro decor so <'ssl n on J>l'<'s••ota m no uullu eli not(>,·r•l!': le ferite ,:rnari rono sotto crnst~t *'UZ:l compli 1·u:~.iolli, t·nu apiJ'<'~~'<ia complt>tH . L 'c>motOI·ac·P formato-<;! in primo t em po. nndi' 111:111 m:mo r iassorl)(' ndo:< i. e i ff'd f.l furono i nd:tti in tcrl·itorio in ot time C<>odir.ioni Jo('llli <' j:<'II CI"tl li : ft•r it<' <: il·;tlTi7.;t-lltl~ . f'lll•>T>tOI • l'{'~S:tto ~:iii 11:! mo.llì gi()nli. <'motnrat-i' in g-ran J'l.'l rt<' l'ias;:o rhi to. T'uo <li 'III P,.,t i feriti. dw :tV<'Y':J f o ro cl 'Pntrala !':Uil' a-"<.i!lhll·(· IIH'rli a sini!<tl'fi c foro d'u ;;cit:t sulla p.'lra n~rU.hnt le <IPIIn ;:!.()sHO la to. e ntrambi all'll l t;'Z'l.a .fl~l 7• !'f>aziu intl· t'(·ostnlt'. pr+!~·ntù, in prima ~io r11 atn . 1111 <·P I't.O grndo· eli Il i 1'1•:-<a mu;:roJ:II·c ò!i'll n J')iJ r e' te a clùomi ttlll<'. Xt•,.;snn 111t 11) s iutoma vi era. Jlet"ò, ch e t ~< •tf'S."e nccennnre H Jlf'ttf'tt·,l?.ione in <:a\·itil :tdclomìn:tl l'. D o po ~.J ore il sintouw 11ddo· 111 i IIU](• !'1'.'1 (•OJll pJ f!l<I IUt'lllP SCOillfllii':';O. F<i SIIIlO avuti due <:af:i di .f1•ritf' in tf'I'N<s.mti il midnllo !<pinnle. rno di essi. n rri1' :11'1 nd lc t;nde ore <l<'l J~> III('I'ÌJ!J!i <• llf' l l R 1-'ÌIII!'Iln. an~Y:l. 111 !'('l'a l'Jlll:mzl. ri p••rtatu f1>rite multipli' alla t•t'g-imH• c·•' n ·i<-:11<' !<lni"tm ... 1 :tlln nn<>a cln ~roppio •li ~<hr:qmcll. ~i r\!l.<.:erYa\·n poi~ ra.ro e duro, r<>;;plrn in t:R-rmitll'lltA..·. "'"-'l'lori!SO. telmpi,·J!ì:t . pri:q oi.-.1lw. Ent f' \' id cut<> una Jpsi,m• eli u<ltt•vo!(' <·nti t:. de>! m illollo coen!ca l«> ul'l ln "11:1 fl:l rt1• n Ila (:l•·4' \' (• t·lt>l11·:1): fl• tl()t'll <'ll i p:tl'll ti l id \ 'f's<'i f':l li l' ;:M; I l'Ot'O tl'· J•i.-1 !lg'~l':l\'ll \':1.11 0 1:1 "lutolll: •tn ln;.:i:~ . (.(• r~mtli:t.i~>ni. )!111 \'Ì:<.-<i llll', afl'('JlÌ\·atll. ]X'~gio l':ll'tiflo ilw"ombiltneni P P r;l,Pì<l nmPIIt<' fino :Il llec·t•s~. <'111~ :t \·Yt>lllh.! :tllt> ore lA;) autiluNilli:! nl· d f'l :!H. l'i ('se'ln.'-<' n pri<•J·I l'u tilitlt <Il I)Ua l;;ilt>-i inte tT<'nto c-hirnrgit-n. l.':ll tJ·" <"H>'<> <li losio uE' "1•inn lc s i l'bi)(' in nn iwli\'iduo. l'ltc fu po i trn!<l()(·atn in 1111 l'<'(l:lt"l<• f<lmwitnlt~!!ÌC"o JX•t· :;:-r:n·i f<'t'itP nlla bc><·c·a t·on fntttura <lt'i m:t SC(• l· lari. <; i IJII.st' li :!·1 )!i 11;::-tl<l lht ll'o><J•(•d :l lf' : f •r:t "t:1 tn fc•1·ito 1>1 ~·m tiPI :'!:: tl :t ;oh ratt!lf' ll :
SlJL S ERVJZlO CHlRI :RGH.:O JN L:N REPARTO, ECC.
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la J.)allettu, e ntrata alln regione latc l'o-eervicale sinistra . e ra n!;(; ita a lla t·Pgi•me nucule d estra. Sl os..."è rvi!VA a s inistra emiparesi llQtevollssirun, abolizione tlel riflesso rottùeo, aceeuno ùi Babm<Ski. l renomenl scomparvero rlopo quakhe giorno; c iò elle sm ad indicare c'Ome in qu{>.sto caso s i tm tta!,lse di soli fa t ti contusivi. Meriti! dl esser desc~:itto per lu sua nH·itlt il caso di un soldato, che arrivò al l'<'lJlH"to il 18 giugno da a ltro O!<fJe<lale. Era stato ferito il JG d~t pallettn di shra-pnell e pr<>.<:<>ntam ttlla ferita rotondegglaute a fondo cieoo a lla regione sopmspinosa :<iuistr:l. imnH!<l>ia tn mente die tro l"ncromion. La fe rita si dirigevu vet·so la base dd <'QIlo. <:he !':i !:H~nta va tumefuttn. Slle(>ie nella metit d estt·a. dove vi era anche spiccllbt dolo rnbilitù alla pressione. S nbie ttivamente Il ferito n on a<·cu s ava disturbi. respiratori. n1a n otevole disfagia: rife rira che non gli ern ·nossìbilt\ deglntil'e a ltro <'ll(> iirtuicli, ed a·n(·be questi non senza dolore. Aecusava Inoltre dolonlhilitù spar SO?, ta lum Janc ~nanti , al braccio s inistr o. ~~ f,..t·e di>~I!II Osi di ft-rila na::-Yel'SlLilte ìl co i!Q, con ri tenr.ion~ d'i proiettil e uclla metit ùestru di questo. L'e&une rad!OS<.'Opic(l confe nnò la din:.mof<i e mostrù uu pt·oicttile rotondo nella L'€gione c:at·otillea d.est:L-u. Il 23 giugno. ~tto narc..'<>si c lo t'()-etilica, s i pratic."Ò unn indsione sullo sterno·d eido·tn•t$to ideo d e.-1tr1, : penetrar.io ue nella lo::"g:ia mn~>C'Ol1N-e, SJ)Qst~t m('nto 1lel muscolo all'esterno, l Ht·i sione 1le l f.o~lietto profondo della. a poo~vro!<i cervka le m ed in. :'\ ell 'a.tl~-olo d ictt·o formato a de><t r:1 <le !la trachc.:t e (;)(:H"e~;of;tgo. !><thi to iÌl.naorj ai grossi va si d.el c.-olio, s i tro~·ò una l">l('C·ol m <11 litJUi<lo s i<'l"<H>I11>1·t ieo. iu mer.zo alla quale e r-a alloguta UJla tllllllltt:t d i shmpuell. ~i !<t<lbi ll eh<.> il lH'Oit-tt.ile ~;i et">l fattu stra<lit 11m trachea •.'ti t>sofa~o. >oei17At h-'<IE>t'(• n è il rit-l)rrl'n'te. u i! i g ro><si vn si tl~;>l <"Olio, Jt ì.: lll. tmcheu, stri sci-ando so la men te l:luli'e!;Ofagu. il c ni ea·nitle fu C!'t1:1llllen t.e anche r ispettato. Jn. fJlfti. <·onte noo vi era 1uai :<t;1to •perdita di & tngue: tl ella bocw . così non vi fu mai f tlllri•u ;;citn <li liq uidi d~l!ltttiti dnll;t fl'riLt Opt•mtorin. I fenonwni di disfagia !<rlfl t'irono roo l'in ten·ento. Ritirato dopo -l~ ore un piecolo <lrenn)!"j!"i o lasci-ato in ;,ilo. Ja fNitit Andò rupillamente e seur.-1 complicanr.e a ~'1.uu-igione. Xon !"i iJ :n-ut.a occasione di Pt·atica re alcun interYeuto cavitario, nè è occot";:lll. n l <:urut Hl.l'lJHttazioue. fn un sol t·a so !<i è pratlc·ntn rego lnrillzazio ne di un moncone in un so ltluto :tmputnto di gMn hu Jn a ltro osped:de. Xel 215 feriti tU guena C"lii"Uti in t·utw il l*''"i<><i<> non ,;;i ebtx• n rleplorare ue!'l.~Hn c~1so di flemmom• gassoso, nè <li ).!"angn.>tJ.'I ).!"<tss<>-'la. In l'Klli ;j eu;.i ( nu.u ferita lrreg-ol are del ginocd1io e Ullil frattum c~:~t.lOsta di tibi<t, delle quali s.i è giiL p;wl.ato, e iu tt•e casi dl ferite delle role J~:trti molli degli Hrti infe ri..., ri ) si è t.'Onstnt;lta a ll'a.rriYo presen7.a di bollicine di g->1!'< n<' l connetti vo sot.toent<l nro e sotto l'H lXJUevro.\lì. PtocedutQsi lmmediatarueute " shri).!"li:nncntl. <'l><:i><:; ion~ di te:;suti cont us i e laceri. e~trn :r.ione di frustoll di . abiti. ht,·n;:;.do e nwdic,.ttnra :lll ' l poclQtito. giit llopo 2-1 ore !>i osservò dimìnur.i .. ne d <'lla tempem.tnra, otlqu lutto ele,·ata Il primo g iorno, e IJ1. scOI'U1Jal'S3. d el feJJoroeni ).!":tS.<:Osi. Mettendo a confronto ln gr:tn;le betLignitit di q11esti easi con la. <lCC~ z i()na le gm vit:ì di decorso d~ Ile YeJ-e g:J llj!"tene e dei fle mmoni ga ssosl, n o n. ><i può non eS<'ln<lere in modo assoluto essersi trn t tat0, n e i casi in parola, di quesr.e <111e fomu.• utot·hose. ll;videutemente >:i i! tmttatQ di fat.ti SE.>ttiei. put.ridì per pre1<(•117~'1 nell<! fNite eli comuni !'<.11pro fi t.l. P arimenti. n on !li è avuto a deplorare nes!'run 'ht:;o di tct.nuo, n.è di e r esil)(•l.:t. Re lutintmente PQCbi sono 5U1ti i CliSi di suppura zione pmfu~t , nH•ntrc mo lti oono statl i eu~ n <lecoroo com pletam e nt.e :tS{>ttit:o. I ('liSi di èft.'<.'e&"' f.ra l 236 rico,·erati in tutto Il periodo d'i fmJzionameJlto d{>l n•r>~~rto fm·o110 nel mtmet'O dl tre, e Cioè n .27 o;,,. Uno di C;1Si è il feriro al m ido llo cet-vlcit le l!"itt descritto a proposito dci feriti spinali: egli de<'Cdett.e pocbe ore <101~> i'nrl"ivo. ~èl se<'Qtlllo ctt;;o si trattava Lli un sold•1to e ntra to il pomeriggio ù t• l 18 ginguo: ferito 11 giomo innanr.i <In SChE>ggia di granata a·l ter7.o super1or~ dc lkl gamba ~<inis;tm•, eon sP»ll!JOI:u ueuto di r~tt·ti molli e scbelet.t·i che, aveva in seguiti) present>~to ~angt-enn iu altro ospedale ed era stnto. amputaro al tert.o inferio re di coscia. Quando gi•tmf<e nl r-epurto , il ferito e ra in con<lizloni disperate per anemia e tossie mitt. :.'!Ialgradll tutti i 'SOCC<>r!li tf'rnpeutid <le<.'E'clette nelle pl·iwls»ime ot·e del J9 giugno, e c ioè 7-8 ore dopo li su•> :H"l"ivo. Il ·terzo, era un !'l'lldato pr<>Y!''Ilicnt~ tli rett:amente dulia linea. Em stato ferito f.! giorno inuanr.i da .sCheggia di granata. All'iugt-esso era ili condir.ioui gmvisslme: colo~:ito subittet·ico, .pol!'IO non per<'ettibile. sutto soporoso. in qui\ leh t" momento u~rititzioue, delirio. Presentll,·n nna enorUH~ J)et'<lita cl~ St>stanza di 'l•'lrti molli u Ila t<1(1ice de lla ('()SCia slni!!tra, in tutta In t·egiouc unte rio re clE>Il"a rtQ. t>rofoml:t liu<• allo ;;c!Jel etro. T.:t fe rit:t e ra \
St.;l~
St:llVIZII) CIIJRllR(;)C:J lN l'N RE-PARTO, ECC.
t'Ì('(l)Wt·bt ~J:t uno >:tt':lt•J net·n.!<tro 1ll t~snti Jl('Ct'Ot.ICi. e CÌI'<.'t')ndnt:t d:t lltlll zonfl di ;!:OJI!rt!nn. che in alto nninwa !<ttll:l p:trcte n~.ldomlrulle. lln ~JHM<i nll' ombcllco. Le <:ondi:r.ioni d(C'I ferito si ill!'l!r:tYa ronu >-t>nlpt'l' più fino :ti tle<'('><l'<> dtt> n \'YClll~ ali';tlba s~uentt>. Duntnte tutto il temtto in tni il t't>Jlnt·to f·un:r.ionl). lo smist.ttmt>nto Ilei feriti fn t'()ntltmo: il J • lns;:lio rim:11wnmn al t't'JKI rto -1:! mllitJtri di tmppn t."'l un ufflc·ia lt- tU tutti l 2:lti 11111malnti t> ft>ritl (·h(' <'1'1111() i'<tnti t:uratl <htl Jj ;:IUI!Jtn~ ~dei -1:~ ;rlit tllllt Vt'lll i nn l'h;tcsso 1• lu~liu NHllll pronti per il tt·:tsft>ritnt>nto è non n~;~pet tanmo <'hP il t~euo s:.tnilltl'io d.u~ li poatns.w In territorio. :\'ello sgontbero del fpr·itl mi tnfot·tnnl sempre n que"'ti (•ritRt·i il'i•mvortJm7.o~t rnpiUIIP: mn~laua lntensltit di ;.'J!:cmabem. minimo dn111111 11el fl'rit.i: l'ìnt<•nsifitìtr lo "'J!:<)ntbet'O n l puuto •la :t l'et· :,;cmpr<' lllwrl il lll:t,;sinHI lllllllt-m tli po;:tl-lt>tt:l>. n~>t non traslocm-e un !~rito ::;e non qua·tulc) f<l!'l."'<' ~~limi n:~ t:1 •>J!Ui lH'clhnblllt:) di ·c~•wplknnll~t imnwdiJtt<l, e se non quand<• fn>''<(' in ('OtHlizi<>nl da non rlc-eYt't' ltE'!'l>lltn fl:llln(l <liti \'in;r~io più o meno In 1l;!O.
PER IL LIBRQ D'ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE al valor militare per la campagna di guerra 1915-1918 (Conllntwzion~
- V~dl fascicoli precellent/ del /915· 16-17·18·19 e 20ì
)fki>AC 1.1.~ o' AR\.ESTO.
19~. RE Giorgio, da Gironko a l :\fonte (Com o), tene nte medico ~., r~p11rto assnlto. Vololltario di guerra, chie~e di !it:guire il repnrto dur;mte l'azione. ~<•nostante
il viol enti~simo fu<X·o avversario, non Ct">;s:l\·a di curare i feriti, il1C:oraggiaudoli e spiegando loro la nobiltà del !<acrificio compiuto. ì\!nucando i porta feriti e ne··e:-:<itando 11 tras.porlo d el proprio capit ano gr;l\·emente colpito, !<Ì offerse egli !"l<:!<~, nonoshtnte che il terreno da percorn ,re fo~><e inteu!'llme nte battuto dalle aniglit:rie e mitragliatrici. Sublime <=>'l·n•pio 1li :<acrjfìcio e di dc,·ozionc a'l donre . - ::llrm te Solnrolo, '-" lugl io H)t8.
Rt'g io drcreto ! 1 nwr.:o 1y1o. H)~. G'S<:A Alti/io.
da Brichera><io (Torino), tent:ntc m .. tlic<• .J r t=g).!'inu: nto fanteria. R ke ,•uto l'orrline di seguire il battaglione in un'azione controffensi,·a, s i mllntcTlc\·a 11d immediato ('(mtaito delle tntppe. dura nte tutt:t l'avru)1ata, !<Otto \'ÌO· Je mi!<simo tiro d'artiglieria, dando prova di brnvura e di ~prezzo del periwlo; imp iantò tre sncces:>i yj p o.~ t i di 111edic37.ione, ::t:<snh·eudn il pr(>prio manda to in modo !'nperiore nd ogui e i<•):!ÌO ed rt-rri\'1) !'1tik p<>!'izioni <'Ouquistate contempor:tnenmc.:nte ai rcp;~rti. - :\"~;:n·e:<a, 1~ giugn 0 t\)1!<. (Cmrlim<~).
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JN])ICE (tENERAI.E DELLE MATERIE per . l'anno 1920
At uoi.LF:I:Ht c .IRTSSDI I CH~: 1 ,:~,;<·•:~=-o •:.l:':sEHC ITO 11, !'clSTRO .u· k'I-:1-ruoso s.u_uTo . . . . . . . . . . . . . . . . . . IL ('onPo SA:-iiTA~tiO ~lf U1\-uu·: F: r.~: st:~: HI·:=--~: .111·: H t·: :-i7.t•:. [r. LAB-~ RO AL C ORPO SA" lTARIO ,\ rli , IT ,-\ R 1·: • .
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MEMORIE ORIGINALI. Per Giovanni Maria Lancisl nel Il centenario dalla sua morte.
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l'e r U iovanni illal'Ìu Lanci,;i rwl Il cent<1n ~·io du llli sua morti' · . i ilf ARçHtAFAVA ETTOR~~- pro f. ' "''n. ~<' l :>('Condo (•eulf'ulir·io cbtlla mod.e di Uim·u.nni :\fur·in Lurwi,;i . . . . . . . . . . BAULIO:O:l StLVESTRO. prof. de p . Il m!'l odo d e llo st udi o dPIIa. mcdicin~t secondo Giovnnni ) [ariu Lanci:;i . . . . . . . . DEL UAt:r.o .\•t ooJO:S TINO, p r·of. Uiol'llluli )(at·i•l L>~ucisi . . . . BH.A.~CION"T Cut:Lt€L~t.o, prof. ( :io ,·urmi .\far·it1 Lnn cis i e lo :;tu clio degli oq<;nni di sen;;o . . . . . . . . . . . ( 'AT:'PAlt0!\1 PJI':TRO, mujZgio rc nwdieo - " Larwi,-iarnt ,,
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IV Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra. REL.-\ZfO~ l j
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ULOVAN~I. pro f. Pm((' s i lav<'l rntin' ()Jodifi(;tt7.Ì<mi all e macchine ute ntlili l l<' l' ndattfl•·lr~ ag li inntlidi) . . . . . MONDOL~·o L AVI N I.-\, pmf. Attt·f'zz.i di hn·uro p t> r i eicr·hi . . . Dao;o;sA RT ED)WNOO. clot.t. - L r·isulta~i o t tenuti nella riad>~.t hl· z.io ne proft>;:,.ioll>~lc d eg li >lli1J:1Htnti d P.Il '>H·to supc:>t·io •·t• . . . . H .t-:"DRIX c P'"TIT, dott. - C.: li upp>~re(·dti di pi'Ote:si )Jl' l' gli U.lltP II · t•tl.ti cJeJI'!U'\,<) S li)Jt'I'Ìc)J·f> , • • • • , , . . • . , . . . , . ò:><:ARLTNI
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tenente colonnello medico - I ndennizzi , ng li invalid i di guerra . . . . . . . . . . . . . , . H.O)!Al'O H ut:t: ERO dot-t. - Indennizzi agli invalidi di guerra . .
!->A:\TA :\IARJA ALarmTO,
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h tPIF.:Ul:II RISERVATI AOLI INVALIDI DI OUERRA.
L 'as;;l'gmu.ione d egli impieghi riserYati ai mutilat.i, ai r·ifM rnati ed alle vodo,·e di guerra in Francia . .
BoumuLLO:-;, dott. -
l\' Scz. -
Pag.
702
RELAZIO:>I TRA VALIDI F: l.N\'ALIDI DI GUERRA.
IJt<:scH.-\MPS, dott-. Duti stati:stiei relati,·i alla. perturbazione cau ~at.n :-<ul nu:•rcatu d <' l lavo ro dalle perdite di guerra . . . . .
Pag.
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Lo \'ERDE SF:BASTt:\XO, R\'\', - Rapport.i tnl opt'<rai validi e inva· lidi Ut'l dorninin dPI lil\'01'0 . . . . . . . . . . . . . . .
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A~C:ELGt'C l AHXAT.oo,
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d ot.t. -
l.c <'uoper·ati,-e opC'I'a ic e i rnutilati in
Fruncin
A~:-:i!<trnza ni muti lAti dellA fAccia non collocabili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . J)nOXSART ED)to:-:oo. dott. L 'as.;<is tenza ai mut-ilati non impi&· BELLOTTr OnesTE, rn·nf. -
gahi li
............... • . . . . . . . .
n I S('z.- PROTEZJONf: I NTI>RALLE.-\TA DEC:Ll L'IV ALlO f. LAl:H JO:ZZA UIO\'A:->:->J, pwf. in,·uli<l i c d(•i mutilt~ti di
\'lll :)\·Z. 1-'oÀ l'ro. pro f. RCnat.ore -
1- Ì R F.tSDORF.F A. dl)tt. w
La proh'zione intc rnn·l ionale de!!li gu1'tTà. [_s\-ALLDl
. . . . . . . . . (l[
Ct.'l::lt!tA Tl'HEltCOLOST.
:)ullu tulwr·l'olosi in ltulia, d o po la gu€'t'l'a
Uli inndidi tibercolo~<i . . . . . .
prof. - ,, L\lcc e Rl·ntirnento • . . . . . BAGLIO); l SILVESTno, prof. de p. L'educazione fisica e la fìsiologia no~O~IO LORE.S7.0. muggiorc genC'mle trwdieo. - Le ferite d'arma da- fuoco dl'l crunio c d c:> ll'encf'falo ~econrlo gli M-u rli anteriol'i I' <.':<J'L'l'ienza dE• Jln gH€'1Tl:l atllltll\• . . . . . . . . . . . .
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fNOICE ta~t:Rt\LE O~LLE ~IATEfllE PER L'ANNO 1920 BRUNETTI FEOf~nrco , maggiore medico.- R endiconto ;ml sen ·izio
ot.ol·inolai·ingoiatrico n e ll 'Ospedale militar-f' principale eli Bat·i (ngosto 1918, !Sett-embre 1919) . . . . . . . . . . . P(tg. t'ALICEJTI PIETRO, capitano medico.- Note sul servizio otorinola· ringoiatrico de lla 3n Armata. dal novembre 19 17 al dicembre 1918 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " C'A:ROSt A:.'IGI::LO, prof. L 'appendi cite . . . . . . . . . . . " CASOLDIO LEONARDO, t.e nente medico. Resoconto sta t istico d e l reparto oft.almico clcll'opcdale da campo, n . Ol O . .• . . . . u ClACCIO CAR~IELO, capitano modico. Fis iologia ùell'a.limentn zione se<:onclo le nuovo vedute . . . . . . . . . . . . . < 'ON FORTI GruSEl'PE, pro f. maggiore medico. - Con t ributo allo st udio delle cong<'lazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . " t'ONSWLJO PLACIDO, tRnente colonnello medico. L'esporienza neurologica d(') contl'O p$ic-hiati'Ìco tlell'o. zona eli g w.,l'l'a in
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Appunt.i clinici d i tntumatologia di gllf\l'ra (marzo-::>ettE'mhr·e 1917) . . . . . . . .
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Re:;uconf.o d t> i t'et•iti di guOJT/1 an1ti in Ctlra nella clinica c hinu:gica. di 1)iena . . . . . . . . . . .
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H eggio Emi lia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ( 'oscr ('t::S:\.RE, cnpitano mrdi <'o.- Rilievi clinici e tcr11peutici s ull 'epidemia i nfi uflnza.IH . . . . . . . . . . . . . . . . . D'ADUNo o (: m~mi'P J·:, pr0f. - U1 terio!'i os.-et·vazioni cliniche sui tnHIIlti eli guerra detenuinanti alterazioni mirlol lui e ra~licohui spinali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . )f l)W N I!<J A."'TONLO, pi'Qf. - ::-iullo "lato ntt.ua le della loLtn co ntr1,
l11
malt~t·ia
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
F.-H:n: oL.r AN•ro"'ro, pt'Of. te n c 1t te colo nnello medico. - Dttti sta· ti><tiei cleS\JHti da m1 J'Cp..rto di tu'Cf'J'tamonto diagnn;;tic:o nel bi~nnio 19 17-1919 . . . . . . . . . . . . . . . . . . <.:ALt:,\Zzr Rtc:CARDO, prof. t-cuentQ colonnf'l lo medi(:o. - C<mtribmo ulla tccni('a d<'l lc ph1stiche e pmt('si cinC'maticho . . . . . . ()RAD"F.NWO ( :rusl::l'P~;, pro f. tenente colonnello m mi ico. - ()li insegnament.i nlln. ot-orinola1·ingnlogia. derivat.i dai ser\'izi ~anitat·i
di guern-1
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LusTto Ar.EssAxono. pro f. senatot·e, colonnl'llo mPdic·o. - R.ifot·mc d e ] SCJ'\'izio ;;anitnl'i O miJitMO . . . . . . . . . . . . . . )fAC:GfO"RE Lrrwr, dott. Il fenomeno <.leiiH \'io<iorw nrl pPnsiero filosofico gr·(•Co (dalla. RC tJ()h~ I onica. a.nt('riorc ad Euc:lide) . . ~IAUCIONE LU.Jt:r,
capitano medieo. f::iull'impiant,o dei r·epn rti oftalmic i in zona di guerr·a, con resoconto ,:;tatistico tlollo ferite c mnlatt.ie oculari t't·u le no;;tre truppo operanti in Ft.·an ci~;t. J' ELLJWlHNI RlNAt.oo, prof. capita no medico. - ('ont.ributo alla. conn;;crnzlt della patologia del pt' ig:ioniPro di gtterra. Kota 2", R epl'r ti ('nrinn'>rici nC'i prigioni<•ri di guerra e loro importanza rnedico-IPgale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P tSANÒ <:n·sF.rPJ, , nlHggiore mt>clico RlD!F.DI. VtT'l'ORI.O, prnL -
.. SANTORO E~t.-\:!-IOEJ.I-:, cnpitnno medico. (<llPITit
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ii'l AHIO< :n. pn•f. lllil).!I-(Ì<II"f' ~~~~·di<·o Ht•nrlietlllt<J s ul •fun · zinnHIII< 'IIt·n <h· l LalJO I'UttH·in butw•·iolngic•o di F<•lt•·r P ,.;ul '"·n·i zio cl i Jll·ufi Jn-;,;i ~~~·lln Z<JII!l 11n•n1 >1 ( 'i><nlOII \ 2ii HjZ<>J<to l !li i) . jj llOVl'lllbn• 1911)
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CASUISTICA CLINICA DEGLI ESITI REMOTI DEI TRAUMATISMI DI GUERRA. Bo:-'0 .\10 LOIUo::-'7-<). 111!1 1-()!Ìlll'<· g<·lll'ralo> nwdit·••. ri,.;nlt •tti n·n w ti d<'i tntlllllll!Ì><IIIÌ di ~llPITU
l'C't' lo ,.;tudio dl'i
Bo:-;0)10 Lo ttE:-."7.0. tlltll!)!ion· g<·llt'I'H i<' lltl'di<·o. -- E s iti lt>lllllni di Ì!'l'i l Cl ('l'Htlifi·C'I'I'I'h nti i J·;,;iti l<llltuni oli fc •rilt• C'l'lllli<H'C'n•lii'Hii DI~ l h: H:"'Ant>t .'-'1>~ \ ' tn1:1:-< to. m>tggwr•· n"·tlit·o. - J•;,:ili rli J,., ioui <·t•n·hml i Ft·: HnA tto All~tANOO . c·npituuu nH•olic·o. zi<~na lo> rifll's:<u FJo:ltH .\IIU .-\1<~1 \:-100 . •·npitnno nH·dio·n. tWI I'UIIIJIO d!'JJ ' XI J>HÌtl )fO:O:I:IJ7.7. 1 T')t OI·:RT\), llltl)!!! ÌtH'I-' II H'dÌ~:o. · -
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RIV 1STA GENERALE. ('o:-; s llòi , IO
I'I.Af ' ti)O. tt·rt t•ul l' c·t.lolllll'lo llrt'di•·••·
~:Ì <')IP t~ p··a~l IC IO~{'O I'Pit·J H..
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CONGRESSI. XXV l:ongresso della Società italiana di medicina interna (Trif'><tf', ott<>hl'f' 191!1).
HlE LAZfOXI FFFICIALI (AlTTOHIAS~GXTl). :-;eH l' l' n:R FERRll('<.:JO, p m f. -- Qud lo c·lw c: i ht~ i ww.p:m1 t o lA guerrtt rwl c·umpo d<:>llc· mtt.lutti•· <lr)2Anidlf' df'l ><Ì><t(' mu nf' rTn>'<> CE'n· tr!llf>
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'Epidr?.miologiu o Clii'H dc•ll'inftm•Jw.a . Scw~ izr 1'i1Jclw,
J11Xl izi 11i.çl'he Wodu•tt8cll1'ijt, 8 gcnnui o l !)20 D oFOU R. - - .(-.)u(',;tioni di nft>Jlmolugia di p:nl'rnt. li> id<'m :;;ul la <·um cl<·ll ' iuAuc' nl'.H colle ini<'zioni di '/',·di <li JJord.Pau.r. 1!) HJ . . . . . . . . . • .
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l•'lnsvo. - Le rrlinH'ntnnzioni in(·ompil•te in ntpport-c) nllu )!<'rw,.;i di ><pccin li dil'< tmbi l'"il'!1ici, 11 .\taniromio. 11. 1, unui :JZo-.3:!<> Frw·WO -
Lo uliuJ <'Illl\ZÌ•mi in con1pl e tl' (\l'i g t'nitori in ruppm·to
('llll lu p a t 01-(t'll('Si d••lic• dr•g<'II('J'H"J;iO n i C C [t•lfp ll <' lii'OJlSÌ (J0 p111 Ì è dt>Ì di ,..ccndPnt.i, 1l ,1J_anic'01t~io, n. l. nnni 320-3:111 • • • • •
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775 - Un C.:tl-;o di e nc<> i"al ite letargi ca, .Vew York Jitdiral .Jouma/.. ZH novembre 1910 . . • . • . . . • . . . . H11~t. F. \VALTON. Sull'lHtmento cl'area d e l f,•g,1to, J our nal oj the R uyal A nny .l[edical Corps. n ovembre 19.19 . . . . . . IJ APEYR.E . - La cura. d e ll'infl tte nza co llt~ iniezi oni endovenose di ,.;icro canforato, T esi di Tou./.ou.se, 1919 . . . . . . . . . . LusT re:. - Considerazioni per;,onali ;:.ulla razion e alimentare d ei :O:<Jidat i, B olh•llino d c>Ila Sorietrì i tal ianc' J!et· lo .yt udio <l•·ll'al i· ltH'Illaziolle, YO I. 1°. n. 4-6, Il) Hl . . . . . . . . . . . . . .\L\ZZA. Yalon ! p1'11t.i co d e ll tl> t'C'O.zione 1iella tifoirlinn, RCI'i.9ta de (a Sani.d.rul .\1il it.ar, n . :1.· 1919 . . . . . . . . . . . . . )fEr~o :..-. Sugli t'f'fetti secondari dl'll'ursenobenzolo. Te.v1: di BorH~~ltHll~:nu.
. . . . . . . . . . . . · · • • · · · · · l.'nppcn<licit.c nd lc tl'llpp<· C'nmhattRnti, Il .llnryayni, n. 1. l HZO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . · .\W t~r.tm. - Un ca,;Ò di polie ncefulit Hacuta, Currespoltlùmz Blall jiir Sch weiz~r A erzte. Busel, n. 45, 19 19 . . . . . . . . . . . OPF:R)[ATT. Ezio logia d elle afft' zioni actinomico::;e, risr·h" Jledizinischc lVod tPI/ill:hrift. l) gennttiu 19:?0 l'ot.r,A<:, - Sulla <liun~s i da cln ruro di sodi o. Ib ide m dNitt.t',
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La. p r ·~·va rli guMigione <ld ltt tubc r cnh•><i p o itli Oillll't', BuUI'/in d e l'Académ·ic de .Jléd<'c:int' , n . 41 , .Pnri,.; . . . . . . l{.l cH,\HD. - Su lln c u•·a eli alcuno rn a laUic cron iche con la bn.tte-' ri otPrapia, J ow·rta./, de .1-lédel'iJte et de cltir11r{lie pratiqu,., 25 ot· t• >lm>. J!)lH . . . .... . ...... . .... . . :-:ic Hn:rt:o~t:o~ t;. L'op el'a d el (.'twpo ,.;ttnitario mili ta re ted ('..;C<>, du· mn LO ltt guena m ondial e. Le ip7.i!Z, Bnrth 1920 . . . . . . T rr 1 llii·:Rc:~:. ::it~ l la opidet·mofìt.iasi inguinale (eezema mnrg inalo di H eb ra), .Journal dP. J[édedne el de clt irury ie pratiques, 2i) ot.. l'·••ht·c l!ll 9 . . . . • . . . . . . . . . . . . . - . · · T ><<'II IP..f' H. - l'he cosa sono lo vit-amine ? , 'dtwcizeri-sthe m ~<Lizi 11 i seh" Wochert.9Chrijt, 8 gennaio 1920 . . . . . . . . . .
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T H F'rt I·:Jt. Le amputazioni cinematiche, Balle!in de l'A cadé mie de .ll~tf,lcinr, 13 jarwie r 1920 . . . . . . . . . .. ... .
Snlla ClU'l.l. rldl P men.ing iti pt>r· tm' zzo dellnqt g· gio !'pino-v e n t ri colare. 'l'<-" i di Bordeau.T, Hl l!) . . • . . .
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L 'esperie nza di g u etTa su l tettlno, Z entmlbatt / ii.r Chi· ruryie, n. 50, 1919 . . . . . . . . . . . . . . . . . . ·
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\ VE:Awr·:R.- Sull'uso d el citntt.o di ~od i o n<:lht <: ttra. de lla polm<l· ui tc·, S cw Yurk .lhdiool .}t,ttmul, l 110 \'CIIlbrt> 10 1!.) . . . .
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RIVISTA BIBLIOGRAFICA. Lt·s -rr c: . ) [ O I~ LL I·:R ,
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PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SAN ITA RIO MILITARE. R-i co mp<•mt!' a l ntlo c·c·mil itnn· p !'i' l!l ('lllllpHjZIIH eli ~IIPI'I'II Hll ti -l!ll8
Pag. IIW-201 :.?fl; -an- 4fiO- ,;as-li-' :1-1;s n-i t>S
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CUI""' un .,,1.. l.Jto .!t'l t og li~· ••d essae tiCl'Hrat,unt'ntc riverlmi daKli autori. Si fa speciale 1a~• omandazume che quell a !'CII t 11 a mano ,.,,,no l>~n lt'!!!!lhili, per m odo eli evita rr ogni llul ,,,,, di interpre-tazione. In ca~o c<•ntmrio, In ni r tzione si veorebl•e cos trella s •n~pen•lt rue la puhloli•:>l,i(lnc. 2 :->:ti"'' t':"i tC<'E'timw l is~ illli, In cnrre, i•m<' <le Il e ho>~.ze sarà fatta dali ;; r~clatione, auzi<"hè dat:li llll• •1 i, pl·r n• ,n ,.; ru.;o l'l re il la\ uro t ip·,~rarl,·o a~ li iuevita hjJi rita.ròi j)v· ~tali
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